Abstract: Arianna Merlino e Simone Gelmini. La delicatezza e la cura musicale sono ai massimi livelli e rispondono ad un'accurata ricerca di una strada originale. Anche loro iniziano, come molti, con le cover degli artisti preferiti, dai Radiohead a Carmen Consoli, BjÖrk ed Emiliana Torrini, piegandole però alla loro musicalità e la loro voglia melodica.>
Medie,
contro le bocciature di massa in pagella debutta il <6 rosso>(
da "Nazione, La (Firenze)" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il
principio ispiratore delle modifiche apportate dal ministro Mariastella
Gelmini, fanno sapere dal ministero, è quello del «maggior rigore, di un
recupero di serietà». Per questo la famiglia del ragazzo che ha qualche deficit
dovrà esserne informata perché possa provvedere ad aiutare il giovane a colmare
le lacune.
todde
(rc): salviamo la scuola, bisogna reagire per evitare un deficit educativo
devastante - giovanni melis ( da "Nuova Sardegna, La"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
triplice
alleanza Gelmini-Aprea-Brunetta, con la regia di Tremonti e l'appoggio esterno
del Pd, stanno decretando il de profundis del sistema pubblico di istruzione
del nostro paese». Gli esempi dei tagli nel territorio Barbagia Mandrolisai
sono la punta di un iceberg che rischia di infliggere un colpo mortale al
transatlantico scuola pubblica.
Sei
ministri in coro: in Provincia ci vuole Podestà
( da "Giorno, Il (Milano)" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Maristella
Gelmini e Ignazio La Russa. Ieri, cioè a quattro giorni dalle Amministrative
con incorporate Europee del 6-7 giugno (i seggi rimarranno aperti dalle 15 alle
22 di sabato e dalle 7 alle 22 di domenica; non si vota il lunedì) e in
anticipo di 24 ore rispetto alla sinfonia di chiusura della campagna elettorale
che,
Se
hai 5 in matematica e 8 in tutte le altre materie, non porterai più matematica
a settembre c... ( da "Unita, L'"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
pagherai
per tutti: il Gelmini, decreto 137, pretende i sei decimi minimi in tutte le
materie. Se no si ripete l'anno. Così, in questa Italia ignorante e cialtrona,
dove neppure quelli che escono da Montecitorio, con uno stipendio da classe
dirigente, sanno per certo se il Darfur è un cioccolatino al rhum o un paese
africano,
Silvia
Fumagalli Mio nonno Mio nonno aveva l'età del capo. Alla domenica pomeriggio
... ( da "Unita, L'"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Mariastella
Gelmini ha elogiato nella città di Besana Brianza, l'imponente presenza di ben
300 ben organizzati sostenitori del Pdl mal sopportando i «4 pirla» (parole
sue) che si sono permessi di contestarla. Caro Ministro, dopo i Suoi
complimenti per chi non condivide le sue opinioni politiche ed il Suo operato,
Genitori
contro la Gelmini Concerto-sgomento per le scuole senza fondi
( da "Unita, L'" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Genitori
contro la Gelmini Concerto-sgomento per le scuole senza fondi MARISTELLA
IERVASI Una torre di carta igenica e una scatola di cartone con un messaggio ai
genitori: «Meno di 50 euro non porta bene». Eh sì, la scuola pubblica batte
cassa perchè il ministero l'ha messa in mutande: i presidi non hanno i soldi
per pagare i rotoli per il gabinetto,
)PROTESTA
Alla scuola manca anche lo stretto necessario L'ASSOCI...
( da "Nazione, La (Pisa)" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ha assunto
nei confronti degli interventi del ministro Gelmini, impegnandosi attivamente
nell'educazione alla cittadinanza e nell'aggiornamento culturale e didattico.
Si sente ora in dovere di evidenziare la grave difficoltà in cui versano le
scuole, per la mancanza di fondi necessari al loro normale funzionamento, come
denunciano dirigenti, docenti, personale Ata,
Contro
la lasciati a casa 80 bimbi
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
stringendo
tra le mani aste di legno su cui capeggiavano varie scritte: «Cara Gelmini... e
la meritocrazia dov'è?» e ancora «Ministro Brunetta, sali in Mongolfiera e
vieni a vedere» per arrivare a urlare' «Via la maestra dalle Marche». Una
ventina di loro sorreggeva un lungo lenzuolo bianco con dei caratteri neri che
componevano la scritta «Vogliamo una scuola, non un parcheggio».
la
vita agra dei docenti cancellati dalla gelmini - rosario ognibene
( da "Repubblica, La" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Pagina I -
Palermo L´intervento La vita agra dei docenti cancellati dalla Gelmini ROSARIO
OGNIBENE è il tempo della disfatta. Nelle scuole siciliane si cominciano a contare
i «caduti» della riforma Gelmini. Gli Uffici scolastici provinciali comunicano
a ogni istituto il numero dei docenti che perdono posto. E non finisce qui.
scuola,
pochi fondi per i corsi di recupero
( da "Messaggero Veneto, Il" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
È la
normativa del ministro Gelmini a prevedere che i singoli istituti garantiscano
obbligatoriamente queste lezioni, tuttavia il Miur ha ristretto non poco i
cordoni della borsa. E se i soldi non basteranno bisognerà concentrarsi sulle
materie fondamentali. Così, tutto lascia supporre che la prossima estate ridarà
fiato al mercato nero delle ripetizioni.
marco
alessandrini. la sicurezza è un diritto di libertà e una ...
( da "Centro, Il" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ha dato il
via la Gelmini con i suoi tagli selvaggi, ha proseguito il ministro Bondi con
una fortissima riduzione del Fondo unico dello Spettacolo; infine, in Abruzzo,
la giunta Chiodi ha totalmente azzerato tutti i fondi per la cultura». Così Roberto
Di Lodovico, candidato della Sinistra al consiglio comunale.
il
comitato contro il pirogassificatore dà i voti ai politici
( da "Mattino di Padova, Il" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il
comitato motiva i propri voti: «Ci vuole una bella fantasia per affermare, come
fa Giampietro Fornasiero nel suo volantino patinato, che l'impianto di pirolisi
serve per la trasformazione della pollina in energia elettrica. La pollina
trattata si trasforma solo in cenere e gas, punto e basta.
RIORDINO
ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI ( da "marketpress.info"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
formazione
e lavoro" ha affermato il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini nel
corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. Dopo 78
anni dall´ultimo riordino datato 193, il Consiglio dei Ministri ha dato il via
libera a 2 Regolamenti che riformano gli istituti tecnici e gli istituti
professionali.
LETTERA
DELL'ASSESSORE ALL'ISTRUZIONE AL MINISTRO MARIASTELLA GELMINI SENZA INSEGNANTI
77 SEZIONI DI SCUOLA PER L'INFANZIA LA REGIONE TOSCANA CHIEDE CHE SIA GARANTITA
LA COPERTURA ( da "marketpress.info"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ISTRUZIONE
AL MINISTRO MARIASTELLA GELMINI SENZA INSEGNANTI 77 SEZIONI DI SCUOLA PER
L´INFANZIA LA REGIONE TOSCANA CHIEDE CHE SIA GARANTITA LA COPERTURA DEGLI
ORGANICI Firenze, 3 giugno 2009 - Ancora tagli che penalizzano la scuola. Ben
77 sezioni di scuole per l´infanzia in Toscana rischiano di non avere
insegnanti e personale all´inizio del nuovo anno scolastico.
FORMIGONI
APRE ECSITE, CONGRESSO INTERNAZIONALE MUSEI SCIENZA
( da "marketpress.info" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini,
del Commissario europeo Janez Potocnik, e del sindaco di Milano, Letizia
Moratti. Partecipa anche l´assessore regionale alle Reti, Servizi di pubblica
utilità e Sviluppo sostenibile, Massimo Buscemi. "Eventi culturali di
questa portata - sottolinea il presidente Formigoni - che convocano studiosi e
esperti da tutto il mondo sono un giusto riconoscimento alla nostra grande
podestà,
paura astensionismo e la russa fissa il tetto votanti
( da "Repubblica, La" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ecco
Mariastella Gelmini: «Siamo fiduciosi di chiudere la partita al primo turno, ma
in caso di ballottaggio siamo pronti a rimboccarci le maniche». Poi il
capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, che mette le mani avanti e se la
prende con «il partito di Repubblica»: «C´è bisogno di omogeneità politica tra
Comune, Provincia e Regione;
OGGI
IL COMMISSARIO EUROPEO PER LA SCIENZA E LA RICERCA JANEZ POTO NIK IN VISITA A
MILANO ( da "marketpress.info"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il
Presidente della regione Roberto Formigoni e la Ministra Mariastella Gelmini.
Alle ore 11. 30 il Commissario Poto nik sarà all´Università Bocconi in via
Sarfatti 25, dove terrà un intervento su "Innovazione e ricerca per uscire
dalla crisi" nell´ambito di un incontro con gli studenti insieme a Mario
Monti, Guido Tabellini, Alfonso Gambardella e Mario Mascolo.
I
Gamba de legn a Marcallo Gelmini a Sedriano
( da "Giorno, Il (Legnano)" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
5 I Gamba
de legn a Marcallo Gelmini a Sedriano APPUNTAMENTI ULTIMI ACUTI di campagna elettorale
nei paesi dove si vota per il rinnovo dei consigli comunali. Questa sera in
piazza Europa a MESERO la lista Rinnova Mesero propone dalle 20, un incontro a
base di caffè e gelato, mentre a MARCALLO la campagna elettorale della Lega
Nord sarà chiusa da un concerto della band rock-
Provinciali,
un voto che non accende ( da "Giorno, Il (Sondrio)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini e
Brunetta ieri ha raggiunto la Valle a sostegno della campagna del Pdl il
governatore della Regione, Roberto Formigoni. Ne è stato sottotono, anzi alle
stelle visto il gremitissimo auditorium Torelli, il comizio del leader Umberto
Bossi insieme ai vertici nazionali del Carroccio per incoronare soprattutto il
candidato europeo,
Suona
l'ultima campanella per cinquecento insegnanti
( da "Giorno, Il (Varese)" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
confederali
hanno quantificato gli effetti della riforma Gelmini nella nostra provincia:
lacrime e sangue. Il conto più caro lo pagheranno le scuole medie e superiori
che dovrebbero perdere circa 200 insegnanti a testa, sicuramente 89 quelli che
lasceranno le scuole primarie. Arrivederci e grazie anche a centottantesette
fra bidelli, collaboratori scolastici e impiegati amministrativi.
9)
Se sarà il nuovo sindaco di Massarosa quali sono le prime cose che indende
fare? <Ri... ( da "Nazione, La (Viareggio)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La riforma
Gelmini inciderà negativamente sulla politica scolastica del comune di
Massarosa? «Questo è un taglio apparentemente negativo che però avrà effetti
positivi a lungo termine: professori più qualificati e più retribuiti, scuole
più attrezzate e rinnovate anche nelle strutture e dunque anche studenti più
preparati».
Nuovi
indirizzi fermi ai box. Se non fosse per l'istituzione del liceo artistico a
Riet... ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
tanto più
se consideriamo che anche nel nostro istituto paghiamo lo scotto dei tagli
imposti dalla Gelmini con sette docenti in soprannumero». E se per gli
insegnanti delle superiori la partita è chiusa, sono attesi nei prossimi giorni
incontri per definire la situazione relativa agli organici delle medie e del
personale Ata dove sono attesi tagli drastici.
Formigoni-Tremonti
la lotta del Niguarda ( da "Riformista, Il"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Si parla
di Mariastella Gelmini, ma gran parte delle decisioni saranno prese dopo le
prossime elezioni europee e amministrative. È ancora tutto da stabilire. Ma la
Lega, che in questi giorni sulla sanità ha ingaggiato un fronte con
l'assessorato alla Sanità, inizia a muovere le sue pedine, screditando il
lavoro fatto in questi anni dagli esponenti di Comunione e Liberazione.
Niente
delibera, ma un documento che pur lasciando il problema aperto nelle mani della
nuova... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ha dovuto
tener conto anche delle disposizione del ministro Gelmini, ovvero dei tagli al
personale della scuola, ed anche dell'abolizione di alcuni indirizzi. Insomma
c'è una logica nella tempistica». E sulla richiesta dell'Alessi di avere
garanzie di una nuova sede unica? «Richiesta legittima che conosco.
DOMANI,
alle 17, si terrà in piazza del Popolo a Ravenna un sit-in in difesa...
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
2010 per
effetto dei tagli disposti dal ministro Gelmini». In provincia di Ravenna,
fannno sapere i sindacati, ci saranno, rispetto all'anno scolastico 2008-2009,
25 docenti della scuola dell'infanzia in meno a fronte di un aumento di 123
alunni (pari al +2,7 %). Nelle scuola primaria si avranno 50 docenti in meno a
fronte di un aumento di 549 alunni (+3,
Presunti
insulti razzisti, il ministero avvia un'indagine
( da "Corriere del Mezzogiorno" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Speriamo
di incontrare la ministra Gelmini - aggiunge - con la quale ho da sempre un
ottimo rapporto e spero di aver modo di chiarire la situazione e di presentare
la mia versione dei fatti, che è stata completamente cambiata dalla direttrice
del museo». Il preside infatti ha accusato il museo di aver discriminato la sua
classe.
497
( da "Corriere della Sera" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La
Gelmini: chiarezza e rigore MILANO Si torna a tremare. A sentire il cuore che
batte mentre il dito scorre il tabellone e gli occhi si chiudono per un
istante, prima di soffermarsi sul numero fatidico. A cercare il proprio voto
allungando il collo, spingendosi tra la ressa per capire com'è andata.
(
da "Corriere della Sera" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
non è per
nulla convinto che le novità introdotte dal ministro Mariastella Gelmini siano
«a favore dei ragazzi». E dice: «Non capiamo in che direzione vada l'ordinanza
che regola il nuovo esame di Stato». Meglio l'anno scorso, quando il punteggio
di maturità era criptato e «solo il diplomato poteva conoscerlo». Parere
negativo, insomma.
Trento
boccia i nuovi criteri di valutazione
( da "Corriere della Sera" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
voluta dal
ministro Gelmini per chi si comporta male a scuola e studia poco, approvata il
28 maggio dal Consiglio dei ministri, non verrà applicata in tutta Italia. La
Provincia di Trento ha dato ieri l'assenso alla proposta di Marta Dalmaso
(foto), assessore all'Istruzione e allo Sport di non applicare il nuovo
regolamento.
La
Moratti guida il fronte anti-Penati
( da "Corriere della Sera" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
In piazza
San Carlo, a due passi da San Babila, i ministri Gelmini, Brambilla, Bondi,
Frattini, Brunetta e La Russa si spendono uno dopo l'altro per Guido Podestà.
Ci sono anche il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, arrivano in
corsa il governatore Roberto Formigoni e l'ex sindaco Gabriele Albertini.
scure
sui corsi di recupero a scuola ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
È la
normativa del ministro Gelmini a prevedere che i singoli istituti garantiscano
obbligatoriamente queste lezioni, tuttavia il Miur ha ristretto non poco i
cordoni della borsa. e se i soldi non basteranno bisognerà concentrarsi sulle
materie fondamentali. Così, tutto lascia supporre che la prossima estate ridarà
fiato al mercato nero delle "ripetizioni"
(
da "Secolo XIX, Il" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Scuole a
rischioper tagli al personale» la denuncia dei sindacati La riforma Gelmini
manda a casa in Liguria 656 docenti e 317 impiegati. Le realtà più colpite sono
le medie e le elementari 04/06/2009 Genova. «È a rischio la sicurezza nelle
scuole. I tagli previsti dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini
decapiteranno mille persone in Liguria.
Berlusconi:
"La Provincia? Con Penati è anomala"
( da "Affari Italiani (Online)" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
CRONACA DI
IERI GELMINI - "Penati è un ottimo comunicatore, dobbiamo ammetterlo. E'
riuscito in questi anni a coprire il fatto di far parte di una coalizione di
sinistra e anche di estrema sinistra. Ha saputo recitare a soggetto". Così
il ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini, nel corso del comizio per il
candidato del Pdl e della Lega Nord alla Provincia di Milano Guido Podesta'
Bande
nere, i nuovi nazi da Cuore Nero a Casa Pound: intervista a Paolo Berizzi
( da "Blogosfere" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ultimo
esempio sono state le manifestazioni di protesta contro il ministro Gelmini,
che hanno visto rossi e neri quasi a fianco in piazza, salvo poi il finale di
piazza Navona che sembrava pianificato per marcare differenze e territorio.
Oggi il giovane militante che deve scegliere se andare a sinistra o a destra,
tende a vedere più a destra l'elemento trasgressivo.
PUBBLICO
VERDETTO ( da "TGCom"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione
Mariastella Gelmini reintroduce i voti in tabellone. Per il ministro si tratta
di "un ritorno alla scuola della chiarezza e del rigore". La nuova
norma è introdotta dall'ordinanza ministeriale numero 40. Questa stabilisce
che, dal sessanta fino al cento e lode, tutti i voti saranno resi pubblici e
affissi negli atri delle scuole.
In
lizza ci sono quattro ricette ( da "Brescia Oggi"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
conto su
amici come la Gelmini, Calderoli e vari sottosegretari, assessori regionali e
provinciali e l'onorevole Molgora che possono tornare utili a Capriolo. Le
priorità sono il controllo dei clandestini, no ad accampamenti nomadi, turismo,
giovani e sport, sostegno alle famiglie con un fondo di solidarietà, risolvere
il problema variante 469 e quello dei parcheggi in centro»
Arriva
il con tanto di (
da "Avvenire" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ma
pensandoci bene è davvero frustrante pensare che le nuove tecnologie, invece di
aiutare i ragazzi a studiare, puntino a farli copiare. In sostanza proseguire
gli studi con l'inganno. «Copiare agli esami si è sempre fatto» commenta il
ministro Gelmini, ammettendo che a cambiare è solo lo strumento. Nulla di
nuovo. Neppure il vizio della scorciatoia.
La
carica dei ministri nel fortino milanese del Pd
( da "Avvenire" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
mentre il ministro
Mariastella Gelmini spera «in un'affermazione al primo turno». A fare gli onori
di casa, mentre i volontari del Pdl distribuiscono volantini e opuscoli
elettorali al pubblico distratto dello shopping meneghino, è il candidato del
centrodestra Guido Podestà, che si presenta come «uno che ha sempre lavorato, a
dispetto di un funzionario di partito»
La
pianura padana è una delle aree più inquinate d' Europa
( da "Sestopotere.com" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Università
e la Ricerca Maria Stella Gelmini alla conferenza stampa di presentazione
dell'evento -. "Un paradigma di come affrontare la ricerca, fare rete e
squadra, nonchè instaurare collaborazioni virtuose tra pubblico e privato.
EvK2Cnr ha messo in campo una straordinaria capacità di programmazione
individuando tematiche globali ma anche quotidiane.
TERREMOTO:
DI PANGRAZIO (PD), SALVIAMO 330 POSTI IN SCUOLE AQUILANE.
( da "Asca" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
articolo
64 della ''Riforma Gelmini' che porterebbe ad una riduzione all'Aquila di 330
posti di lavoro nella scuola''. La chiederanno i consiglieri regionali Giuseppe
Di Pangrazio (Pd) ed Antonio Del Corvo (Pdl) al governo nazionale. Mentre al
presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e all'assessore
all'Istruzione, Paolo Gatti,
Degrado
nelle scuole La Gelmini va all'attacco
( da "Corriere Adriatico" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Nuova
presa di posizione del ministro Degrado nelle scuole La Gelmini va all'attacco
Roma La situazione di degrado in cui si ritrova oggi la scuola? E' colpa dei
sindacati. Non ha dubbi il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che
dopo aver bacchettato duramente nei giorni scorsi i presidi "incapaci di
fare il proprio mestiere" oggi ha attaccato i sindacati.
che
stanno facendo innamorare l'Italia">Cinema, 4 storie di comuni maestre
che stanno facendo innamorare l'Italia
( da "Affari Italiani (Online)" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
riforma
della scuola del ministro Gelmini hanno dato ancora più visibilità a questo
gioiello, così definito dalla nota regista Francesca Comencini: "E' un
documentario che con molta naturalezza, direi quasi a passi di colomba, ci
parla di cose immense. Quello che forse mi ha colpito di più è la sua capacità
di mostrare il rapporto che questi bambini intrattengono con il linguaggio.
Scuola
negata, battaglia all'ultimo voto
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini e
promette rivelazioni: «Venite tutti a sentire oggi in sede» Giovedì 4 Giugno
2009, Roveredo in Piano Il verdetto elettorale si avvicina e la campagna
elettorale a Roveredo si infervora sul caso della nuova scuola dell'infanzia.
Ieri mattina la Lega Nord ha distribuito alcuni volantini per pubblicizzare una
verità non detta e che promette di svelare in un incontro che si
Riforma
Gelmini così si penalizza la scuola Il consiglio dei ministri ha approvato ...
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Riforma
Gelmini così si penalizza la scuola Il consiglio dei ministri ha approvato in
prima lettura, il regolamento di riforma degli istituti tecnici. Salvo sorprese
e ripensamenti, dall'anno scolastico 2010-2011 sparirà il titolo di ragioniere.
Vi sarà un settore economico suddiviso in due indirizzi.
L'Euroregione
mette d'accordo tutti ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 04-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract:
Altro che
la legge Gelmini. E poi pensiamo a valorizzare i ricercatori dell'est, che sono
bravi, e ai nostri che spesso sono precari». Igor Kocijancic (Rifondazione
Comunista): «Bisogna sviluppare i temi dell'Euroregione già abbozzati e che non
hanno trovato attuazione pratica, come ad esempio l'accesso ai servizi sanitari
pubblici.
Scuola,
chiusura anticipata decisa da tempo
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La sua
lettera aperta al ministro Gelmini mi offende sul piano professionale (siamo
docenti responsabili), mi rammarica sul piano della rappresentanza negli organi
collegiali della scuola e mi indigna come cittadino, per le prese di posizione
di un sindaco che dovrebbe invece rappresentare interessi e intelligenze dei
cittadini che amministra».
Teolo
A rischio i finanziamenti della Regione per la messa in sicurezza delle scuole
a causa dei... ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Scriverò
personalmente al ministro alla Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini per far
presente il problema". In consiglio comunale è stata anche approvata
l'estinzione di un vecchio mutuo con parte dell'avanzo di amministrazione del
2008. Francesco Cavallaro
Federico:
Sono scappato di casa in pigiama e la prima cosa che ho fatto, il giorno dopo,
è... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
E il
ministro Gelmini che annuncia che le scuole sono aperte e non è vero. E i
telegiornali che danno spazio solo alle cose positive. Insomma, incalzati dalle
domande di Greta e Leonardo dello Spritz letterario, gli studenti abruzzesi
hanno dato un quadro completo di quel che è stato il "loro
terremoto".
Per
i troppi omonimi salta il codice fiscale
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
«C'è una
nota del ministro della pubblica istruzione, Gelmini - precisa l'assessore
Andrea Abbagnara - che prevede per l'iscrizione all'Università ed anche per
sostenere gli esami la presentazione del codice fiscale». I Boscolo ed i Tiozzo
naturalmente ce l'hanno questo codice. «Ma è quello giusto?
Normalmente
agli esami di stato per diventare medici, ingegneri, magistrati, giornalisti
... ( da "Gazzettino, Il"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La Gelmini
sostiene che in questo modo, per la prima volta, si rileverà nel dettaglio ogni
fase dell'esame di maturità di ciascun alunno delle scuole statali. Va
benissimo, ma cosa c'entra il Codice Fiscale con la registrazione dei crediti
scolastici e degli esiti delle prove scritte e del colloquio finale?
Scuola:
studenti.it, web e' opportunita' studio no scorciatoia per esami
( da "ITnews.it" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione
Mariastella Gelmini e le offerte on line di kit per studenti 007. ''Noi di
Studenti.it -aggiunge Lani- offriamo tanti consigli, ma non ci sostituiamo
all'Istituzione Scuola. Anzi, a nostro avviso, dovrebbe essere proprio
quest'ultima ad avvicinarsi maggiormente alle nuove tecnologie, investendo con
piu' coraggio nella loro conoscenza.
Restaurato
l'ipogeo Politi, domani l'apertura
( da "Sicilia, La" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
lettera al
ministro Gelmini (nella foto) per chiedere un incontro. I responsabili
dell'insediamento accademico aretuseo, nato dieci anni fa sotto la prestigiosa
bandiera dell'Ateneo catanese, non si arrendono alla chiusura dei corsi di
laurea in Beni culturali, e intendono discutere la vicenda con il ministro
Gelmini dopo aver ottenuto il sostegno del ministro Stefania Prestigiacomo.
La
sanità non va a settori ( da "Sicilia, La"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
chiedono
al ministro Gelmini di constatare di persona l'efficienza delle piccole
strutture universitarie. «Realtà - afferma oggi il primo cittadino di Noto -
nella quale c'è stata sempre una costante e coerente volontà da parte di tutti
i partner pubblici e privati, per il fine unico di fare crescere l'offerta
formativa universitaria come elemento propulsivo di un contesto sociale»
UNIVERSITA':
RADICALI, 563 FIRME CONTRO LAUREA A GHEDDAFI
( da "Virgilio Notizie" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Invieremo
l'appello con la lista dei sottoscrittori per conoscenza anche al Rettore
dell'Universita' di Sassari e ai ministri Gelmini e Frattini a cui tre
settimane fa i Senatori Radicali hanno rivolto un'interrogazione parlamentare
che ancora attende risposta''.
La
Flc-Cgil mobilita il personale delle scuola
( da "Sardegna oggi" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
previsti
dall'applicazione della riforma Gelmini e per le possibili conseguenze
discriminatorie nei confronti degli studenti sardi con disabilità approda anche
in Consiglio Regionale con un'interpellanza presentata oggi per l'inserimento
all'Ordine del Giorno del Consiglio, rivolta al Presidente della Regione On.
GOVERNO:
GELMINI, CON BERLUSCONI IL PAESE E' TORNATO A SPERARE.
( da "Asca" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Mariastella
Gelmini. ''Solo un anno fa - continua Gelmini - il governo della sinistra aveva
dimostrato la totale incapacita' di prendere qualsiasi decisione. Ministri
contro altri ministri, visioni politiche completamente contrapposte, liti
interne ai partiti: questo e' il ricordo che il governo Prodi ha lasciato al
Paese.
UNIVERSITA':
RADICALI, 563 FIRME CONTRO LAUREA A GHEDDAFI.
( da "Asca" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Invieremo
l'appello con la lista dei sottoscrittori per conoscenza anche al Rettore
dell'Universita' di Sassari e ai ministri Gelmini e Frattini a cui tre
settimane fa i Senatori Radicali hanno rivolto un'interrogazione parlamentare
che ancora attende risposta''. res-mpd/mar/alf
Irlanda,
il premier afferma che la Chiesa Cattolica è
( da "Virgilio Notizie" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la
risposta della Chiesa cattolica determinerà il modo in cui verrà giudicata
d'ora in poi. Pochi mesi fa è stata pubblicata una inchiesta sugli abusi
sessuali in scuole irlandesi dall'inizio degli anni Quaranta. Secondo quanto
riferiva l'inchiesta, rivelata dopo 9 anni di lavoro, più di 14mila bambini
orfani furono vittime di abusi.
Amministrative/
Podestà: Anomalia Provincia Milano da
( da "Virgilio Notizie" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ignazio La
Russa e quello dell'Istruzione Mariastella Gelmini, accanto al presidente della
Regione, Roberto Formigoni. Grande assente il sindaco di Milano, Letizia
Moratti, che, per quanto prevista, questa sera non ha partecipato al comizio,
diversamente da quanto era accaduto per l'apertura della campagna di Podestà.
Alla
Gelmini non far sapere chi era il pedagogo giapponese
( da "Vita non profit magazine" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Alla
Gelmini non far sapere chi era il pedagogo giapponese Reading time: 3 minutes
--> di Gabriella Meroni - pubblicato il 05 Giugno 2009 alle 00:00 Dopo il
caso della scuola Pisacane. O Makiguchi? Chi era il semisconosciuto educatore
cui una preside di Roma voleva intitolare un istituto frequentato quasi solo da
stranieri?
Italia
scarsa negli aiuti allo sviluppo: è solo un'impressione?
( da "Vita non profit magazine" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini.
Al di là della scelta di Abeti, il problema dello scarso impegno del nostro
governo negli aiuti per lo sviluppo è più reale che di comunicazione o di
"percezione". A dirlo non siamo noi di Scooperation ma i numeri (meno
50% in un anno) e, tra gli altri, anche il cardinale Bagnasco, che il 25 maggio
ha ricordato che «
( da "Stampa, La" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA. PRIMA
PROVA IL 25 GIUGNO Maturità, verso gli esami tra libri e ritiri spirituali E
c'è chi ripassa facendo stage negli agriturismi [FIRMA]LAURA SECCI AOSTA La
Maturità si avvicina. Tra tre settimane centinaia di studenti saranno chiamati
a sostenere il primo vero esame importante della loro vita. Secondo i dati
della Sovrintendenza agli studi, in Valle sono 744 gli aspiranti maturandi, un
quinto di tutti gli studenti valdostani che frequentano le superiori (3400). In
questi giorni aspettano i risultati degli scrutini per sapere se saranno
ammessi agli esami. La prima prova, il tema d'italiano, sarà il 25 giugno. Ci
saranno diverse tipologie di testo da preparare: dall'analisi testuale al tema
libero. Questa prova sarà uguale per tutte le scuole italiane, indipendentemente
dalla tipologia della scuola superiore. Il giorno successivo ci sarà la seconda
prova, caratteristica per ogni istituto. «Per noi sarà un compito di matematica
- dicono i ragazzi del Liceo scientifico "E. Berard" di Aosta -, per
questo ci stiamo preparando soprattutto su questa materia, ripassando tutto il
programma». Sono 93 su 188, la metà del totale degli iscritti al liceo «Berard»
che questi giorni stanno sgobbando sui libri, iniziando ad assaporare l'idea
della vita universitaria. Da un'indagine interna all'istituto risulta che su
123 diplomati degli anni scorsi, 119 si sono iscritti all'Università. Le
facoltà più gettonate sono ingegneria al politecnico di Torino, economia e
commercio, medicina. «Il 90 per cento dei nostri diplomati superano i test
d'ingresso all'Università - dice il collaboratore vicario Roberto Malesan -,
significa che riusciamo a fornire loro un buon bagaglio culturale». Le novità
del 2009 sono molte. Quest'anno il voto in educazione fisica e il voto in condotta faranno
media per l'ammissione all'esame di maturità 2009. In sostanza,
educazione fisica e condotta potranno salvare anche un 4 in matematica. Tolleranza zero nei confronti
dei debiti scolastici: verranno ammessi a sostenere le prove solo gli studenti
che avranno saldato tutti i debiti a fine anno. La terza prova
dell'esame, prevista per il 29 giugno, è la più temuta dagli studenti
valdostani. Questa prova è differente da scuola a scuola, anche se le modalità
sono ovunque le stesse, domande a risposte multiple oppure domande aperte con
risposte di massimo 10 righe. «Speriamo solo che non ci siano domande di
matematica», dice Jean Pierre, dell'Institut Agricole Régional. «E nemmeno
d'inglese», gli fa eco il compagno di banco Filiberto. I ragazzi si preparano
all'esame pasteggiando con del vino rosso. «E' uno delle nostre materie più
importanti - spiega Daisy, una delle 9 ragazze dell'unica classe 5ª
dell'Institut -. Come seconda prova noi avremo quella in tecniche delle
produzioni e ci siamo preparati all'esame facendo uno stage in 5 aziende
agrituristiche della Valle». Quest'anno la classe è stata punita dal preside,
Oscar Marguerettaz che ha annullato il loro viaggio d'istruzione. Troppo
indisciplinati. In alternativa, forse per calmare gli animi, la classe è andata
a fare un ritiro spirituale in Svizzera. «In realtà i ritiri spirituali
coinvolgono tutte le classi della scuola - precisa Marguerettaz -, non solo
quelli del quinto anno». Dei 25 studenti maturandi dell'Institut quest'anno,
solo nove hanno intenzione di iscriversi all'Università: due in veterinaria a
Grugliasco, due in agraria a Torino, una a Milano in scienze umane
dell'ambiente, una in lettere a Torino. Chi resterà in Valle a studiare? Alza
la mano Greta. «Io mi iscriverò in scienze dell'educazione all'ateneo
valdostano - annuncia orgogliosa -, mi hanno detto che è un'ottima facoltà.
Poi, ho la comodità di stare a casa mia, senza fare spendere molti soldi alla
mia famiglia».
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( da "Stampa, La" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
GENOVA
LE RIPERCUSSIONI IN LIGURIA DEI TAGLI DELLA RIFORMA GELMINI Mille precari della
scuola resteranno senza lavoro I sindacati: "In pericolo anche la
sicurezza negli edifici" [FIRMA]MIRIANA REBAUDO GENOVA La «stangata» sulla
scuola ligure è servita: i numeri per il prossimo anno sono impietosi: a fronte
di un aumento (dal 2001 ad oggi) di 11.383 alunni, dalle elementari alle
superiori, il taglio di cattedre, sempre nello stesso periodo, è pari a 2290.
Con un particolare, però, la scure è caduta soprattutto sugli organici
dell'anno scolastico che sta per finire e cadrà su quello che andrà ad iniziare
il 14 settembre perché, mentre nei precedenti sette anni erano andati persi
meno di 500 posti in tutto, i restanti 1890 sono il frutto di tagli di questi
ultimi due anni. Uno scenario grave, con pesanti ripercussioni su qualità
dell'istruzione e sicurezza ma che diventa ancora più devastante se si allarga
lo sguardo anche ai precari, che sono per lo più docenti in cattedra da oltre
dieci anni e la cui flessibilità deriva solo dalla necessità dello Stato di
risparmiare. Ebbene, l'effetto domino della riforma Gelmini
fa sì che alla fine di questo mese (o del prossimo agosto, a seconda del
contratto) quasi un migliaio di lavoratori si troverà espulso dal mondo della
scuola: «Sono 656 insegnanti, 241 bidelli, 31 personale amministrativo e 35
tecnici» hanno specificato Paola Repetto (Cgil), Dino Castiglioni (Cisl),
Corrado Artale (Uil) e Filippo Rubaudo (Snals). Un migliaio di persone senza
prospettive di lavoro né ammortizzatori sociali: un'autentica bomba sociale. Al
di là dell'aspetto occupazionale (comunque rilevante), i rappresentanti
sindacali hanno insistito sul fatto che questo taglio indiscriminato comporterà
meno qualità e ancor meno sicurezza. In particolare, ci saranno classi
sovraffollate (fino a 30 studenti), meno integrazione per stranieri e disabili
e, alle medie, la quasi totale scomparsa del tempo prolungato. Ma ancora di più
preoccupa il taglio del personale sul versante della sicurezza perché «non si
troverà nessuno in grado di aprire e chiudere le scuole» senza contare la
mancanza totale di vigilanza. Par di capire che proprio il tema della sicurezza
sarà quello su cui insisteranno i sindacati della scuola tanto che sarà
l'argomento portante della manifestazione di protesta indetta per venerdì 12
giugno, ultimo giorno di lezione, davanti all'Ufficio regionale scolastico di
via Assarotti, a Genova.
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( da "Stampa, La" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
La parola ai
lettori Troppi dubbi sul voto di condotta
Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI SAVONA p.za Marconi,
3/6 - 17100 Savona Fax: 019 810.971, e.mail: savona@lastampa.it Preghiamo i
lettori di essere sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo e recapito
telefonico non saranno pubblicati.Voto di condotta a
scuola: credo che le circolari del ministro Gelmini non siano
riuscite a fare chiarezza. Per la maturità 2009 addirittura farà media con
quello delle altre materie per decretare o meno l'ammissione alla prova di
Stato. Manca un metro di giudizio univoco, per certi professori il 7 - come
avveniva ai miei tempi - vale l'insufficienza, altri invece considerano la condotta come le altre materie e il 6 indica già la sufficienza. Dopo
la famiglia la scuola è un luogo fondamentale per l'educazione dei ragazzi e
credo che il ministro Gelmini, in tv - e magari su You
Tube, come ha fatto di recente per annunciare le materie d'esame - debba
rivolgere un discorso chiaro a studenti, genitori e insegnanti sui criteri di
valutazione. LETTERA FIRMATA SAVONA Risponde Maurizio Fico: «In una delle
decine di circolari ministeriali probabilmente tutte queste cose sono state
spiegate, ma un intervento diretto del ministro Gelmini
sui principali mezzi di informazione sarebbe molto utile. L'obiettivo condiviso
è quello di una una maggiore serietà, che non significa seriosità, a scuola».La
scuola insegni la sicurezza in casa La scuola ha tra i propri obiettivi la
formazione di una persona capace di vivere consapevolmente nella società
civile, capace di gestire sé stessa e di aiutare tutti coloro che dovessero
trovarsi in difficoltà. A volte può capitare, non solo a scuola, di vivere
situazioni di emergenza: dai piccoli incidenti domestici ad una calamità
naturale. In queste situazioni, ogni cittadino deve essere in grado di dare
risposte corrette, deve saper reagire positivamente, sia per tutelare la
propria persona, sia il prossimo. Allo stesso modo come l'alunno apprende i
saperi e i comportamenti corretti, è importante che la scuola dia ampio spazio
ai temi della prevenzione dei rischi. Tutti gli alunni partecipano ogni anno a
due esercitazioni di reazione corretta al pericolo ed alla conseguente
evacuazione, secondo un piano prestabilito conosciuto da tutte le persone del
plesso scolastico. Gli insegnanti informano gli alunni che esistono delle
regole precise e che se vi fosse un pericolo (incendio, terremoto...) è saggio
e sicuro rispettarle, piuttosto che fuggire tutti caoticamente. Sarebbe opportuno,
a casa, far «raccontare» ai propri figli l'esperienza vissuta e discuterne
insieme. Ognia nno si affina il processo di formazione anche in questo settore,
ed aumenta il livello di competenza e di affidabilità anche nel campo della
sicurezza. Il problema della sicurezza nella scuola, come prevenzione dei
pericoli, è quindi un aspetto importante dell'educazione, come previsto dalla
Legge 626. UN GRUPPO DI INSEGNANTI E GENITORI, SAVONA Pulizia del Letimbro La
risposta dell'Enpa Rispondiamo al signor Consiglio, circa la nostra protesta
sulla pulizia del Letimbro in via Garroni: siamo favorevoli alla manutenzione
del torrente. Che venga però effettuata nei mesi in cui non vi sono nidi e
nidiacei, che si tenga conto dell'importanza della vegetazione delle sponde in
relazione al pericolo di alluvione, rispettando i principi dell'ingegneria
naturalistica e che ci si attenga all'autorizzazione all'abbattimento di un
pino pericolante e non al taglio di altre piante. Per contenere la presenza dei
topi occorre ridurne le fonti di alimentazione, in modo che la specie
autoriduca la fertilità; per tale ragione gli animalisti, che curano le colonie
di gatti liberi, riempiono i loro piattini con dosi strettamente necessarie di
cibo. ENPA SAVONA
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( da "Stampa, La" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Torino Diario
elettorale Milano Bologna Firenze E Domenici "abbandona" la sua città
Casini (Udc) Hanno detto Per Vietti c'è il principe ballerino Tutti i ministri
in campo Meno il Senatur Silvio, Cazzola e lo spot telephonato Provinciali
Provinciali Comunali Comunali Prodi: l'Italia ha perso dignità Dialogo col Pd
senza Di Pietro Attacco frontale al governo dello stato maggiore dei
democratici All'estero preoccupa la nostra qualità democratica Il Professore
torna in campo per sostenere il Pd Romano Prodi [FIRMA]ALESSANDRO MONDO Nasce
come evento squisitamente elettorale, ma promette di trasformarsi in un
appuntamento mondano assaltato da torme di ragazzine e di mamme palpitanti. A
fare la differenza, domani sera, nella centralissima piazza Bodoni, non saranno
Pier Ferdinando Casini o Michele Vietti, candidato alla Provincia per l'Udc e
terzo incomodo tra Pd e Pdl. E nemmeno Deodato Scanderebech, alias «Mister
Preferenza», Loredana Annaloro o Antonio Mussa. Tutto lascia pensare che la
serata graviterà intorno alla figura di Emanuele Filiberto, il principe
candidato per le Europee nel collegio del Nord-Ovest sull'onda del successo
conquistato a «Ballando sotto le stelle». Il giovane Filiberto avrà un ruolo
non secondario nella seconda parte della serata, caratterizzata da «grande
festa con musiche dal vivo e balli in piazza». Pare che, tramite il suo agente,
abbia curato personalmente gli allestimenti musicali e si prepari a portare sul
palco Paolo Belli e alcuni ballerini di «Ballando sotto le stelle». La coda è
garantita. [FIRMA]FABIO POLETTI Sette ministri sette in un colpo solo per Guido
Podestà, al rush finale per piantare la bandiera azzurra in Provincia. «Siamo
qui perchè a Milano ci sono le nostre radici», porta una mano al cuore Sandro
Bondi. «Il governo è sempre stato vicino a questa città», cerca
un bel voto Mariastella Gelmini. «Non si disperda nemmeno una scheda, si vinca al primo turno»,
ordina marziale Ignazio La Russa. Da Alitalia a Malpensa, dalle infrastrutture
ai cantieri dell'Expo, il governo di Roma non è mai stato così presente a
Milano, dove Guido Podestà e Filippo Penati che non vorrebbe mollare via
Vivaio, si giocano tutto all'ultimo voto. Silvio Berlusconi che fino ad
ora ha fatto una sola telefonata pubblica a sostegno del suo candidato, si farà
vedere oggi pomeriggio. Umberto Bossi più interessato a far disertare le urne
di un eventuale ballottaggio con annessa scheda referendaria, promette di fare
una scappata al comizio conclusivo. Con l'aria che tira, il Governatore Roberto
Formigoni, preferisce andare sul sicuro: «Podestà è un ottimo candidato ma io
mi faccio un punto di onore di avere ottimi rapporti con tutti quelli che
vengono eletti alla Provincia». [FIRMA]JACOPO IACOBONI E' anche, una questione
di spot. E ora arriva quello di Silvio. Spot diversi, che narrano di storie
diverse, a Bologna. Aveva fatto rumore il pronunciamento dell'arcivescovo
Caffarra contro una pubblicità Renault: «Uno spot che, per promuovere
un'automobile, esalta la poligamia». Cazzola, il candidato del Pdl, l'aveva
subito cavalcato, «vedete? era lo spot della sinistra contro la famiglia». Ma
poiché la destra ha tanti problemi a Bologna, ora è Berlusconi che interviene
con la reclame. Cazzola e Guazzaloca litigano, il Guazza ha esibito una lettera
che gli mandò il Cavaliere a dicembre, «quanto ci vogliamo bene». «Il premier -
dice chi gli è vicino - esita ad andare anche a Bologna, sa che deve sostenere
un candidato assai in bilico...». Così se l'è cavata con lo spot. È andato in
onda ieri su Ètv. Vi si vede Silvio a Palazzo Chigi che spiega perché bisogna
votare Pdl. Stacchetto. Immagini delle Torri. Candidati telephonati. E poi «a
Bologna, voootate... Cazzola». Molto meglio che andare, no? Se vince Alfredo,
vince Silvio; se perde, perde Alfredo.[FIRMA]FABIO MARTINI Qualcuno comincia a
scherzarci su: ma il sindaco chi l'ha visto? Leonardo Domenici, primo cittadino
in scadenza e candidato del Pd alle Europee, è come se fosse scomparso dalla
sua città. Martedì scorso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era
a Firenze per le celebrazioni in onore di Galileo Galilei. Tra le cerimonie
previste, una era programmata a Palazzo Vecchio, sede del Comune. C'erano tutte
le autorità cittadine, tranne la più importante: il sindaco. Motivo ufficiale:
Domenici è impegnato in una manifestazione di campagna elettorale. Fuori
Firenze. Ma il sindaco non si è visto neppure quando è arrivato in città
Massimo D'Alema. La sua campagna elettorale Domenici la sta conducendo quasi
tutta fuori Firenze. Dicono che il rapporto tra il sindaco uscente e i
fiorentini si sia molto raffreddato. Una cosa è certa: all'inizio della
campagna elettorale, il 27 aprile, Domenici aveva dato appuntamento alla
cittadinanza in piazza de' Ciompi per le 21. Quaranta minuti più tardi un
collaboratore ha telefonato a casa al sindaco e lo ha consigliato: «C'è una
decina di persone, è meglio rinviare».[FIRMA]FRANCESCO GRIGNETTI ROMA Alla
fine, il Professore ha parlato. Romano Prodi ha rotto la consegna del silenzio
e in prossimità del voto, ieri, ha esortato tutti a recarsi alle urne per le
Europee e votare Pd. «Richiamo la necessità di rafforzare il Partito
democratico ricordando come esso abbia sempre con convinzione sostenuto le
grandi scelte europee quali l'euro e l'allargamento che, come si è dimostrato in
questa fase di durissima crisi, sono la principale difesa per l'Europa e
l'Italia». Ragionamenti molto istituzionali, ma anche con un occhio
all'attualità. Già, perché Prodi dice di essersi deciso dopo lunga riflessione,
che era stata raccontata qualche giorno fa proprio dalla Stampa,
«dall'intensificarsi di numerosi segnali di allarme e di interrogativi da parte
di tanti amici ed osservatori stranieri per la caduta di dignità e per la
qualità democratica del nostro paese». Nessun nome, ma è evidente a chi pensa
il Professore. Nel Pd, l'understatement dell'ultimora sembra una scelta
concordata. Va cauto sul privato anche Dario Franceschini. «Mai passato
minimamente per la testa di chiedere le dimissioni di Berlusconi per questioni
personali. Non è mai uscito dalla mia bocca neppure il nome di questi
protagonisti. Anche se penso che gli italiani un'idea se la siano fatta». Il
segretario del Pd forse s'è reso conto che certi attacchi personali non pagano.
Così ci tiene a una inedita premessa: «L'antiberlusconismo non so nemmeno cosa
sia». Per dire subito dopo: «Abbiamo il dovere di fare delle proposte, ma anche
di contrastare l'azione di governo quando riteniamo che sia sbagliata. Quando
Berlusconi attacca la magistratura, la stampa... Cosa dovrei fare, stare zitto?».
In certi momenti, nei suoi comizi, Franceschini sembra rasentare un pessimismo
nero. Nulla al confronto di Massimo D'Alema. Che Berlusconi sia candidato,
vista l'incompatibilità, «è umiliante. Se devi spiegarlo a uno straniero devi
dirglielo tre volte, non ci credono». L'ex premier è addirittura sprezzante.
«Berlusconi ha cercato un plebiscito attorno alla sua persona con le elezioni
europee. Siamo l'unico paese d'Europa dove il Capo del Governo, che è
incompatibile, ineleggibile, si candida... E già questo ci mette ai margini del
consorzio civile. Nessuno può capire che avvenga una cosa del genere, nessuno
può capire che in un momento in cui il presidente del Consiglio dovrebbe
occuparsi della crisi del Paese, si candida in tutte le circoscrizioni non
essendo eleggibile. Sono cose umilianti queste, non appena uno varchi il
confine nazionale». D'Alema è cupo più che mai. L'Italia, «laboratorio della
grettezza». Se vai all'estero, «ridono». I ministri Maroni e Calderoli «dicono
di essere contro la società multietnica. Io dico che vedendo loro ho
l'impressione che siamo già multietnici...». La stampa in ginocchio «perché è
palazzo Chigi che nomina i direttori... Purtroppo abbiamo un sistema della
informazione narcotizzato, si direbbe mitridatizzato. Qualsiasi cosa venga
fatta non suscita indignazione». La società inerte. «Abbiamo una opinione
pubblica in parte assuefatta. Con lui c'è una minoranza fanatizzata». Parole
accolte gelidamente a destra. «In Italia sarà impossibile avere una democrazia
normale finchè la sinistra sarà guidata da chi ha costruito il potere
sull'odio», dice Sandro Bondi. E Berlusconi racconta di «una forte delusione
perchè molti, e io tra questi, vedevano in lui uno dei protagonisti della
sinistra. Oggi il sarcasmo che usa e la distanza dalla realtà che lo porta a
certe dichiarazioni mi ha fatto cadere verticalmente la considerazione nei suoi
confronti». Il leader Udc Pier Ferdinando Casini torna sulla possibilità di
alleanze diverse in Parlamento e alle elezioni, In particolare quella più volte
paventata con i democratici. «Alle amministrative, in alcuni casi, è avvenuto».
Potrebbe ripetersi anche a livello nazionale? «Il Pd dovrebbe mettere da parte
le sue alleanze con la sinistra radicale e con il partito di Di Pietro. Se lo
facesse si potrebbe aprire un dialogo».
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( da "Leggo" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
La
Gelmini scende in campo contro i copioni
della Maturità. La notizia che ormai gli studenti dispongono di veri e propri
kit tecnologici per scopiazzare tracce e problemi, con tanto di orologi capaci
di contenere un intero libro, ha fatto scattare l'allarme del ministero: «È un
problema serio». Intanto tra i ragazzi impazza il toto-tema, Darwin e il sisma tra le
tracce più cliccate in rete.
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( da "Cittadino, Il"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola e sport,
borse di studio del Panathlon ai migliori n Consegnate dal prefetto Peg Strano Materia
le Borse di studio Panathlon, che premiano gli alunni delle superiori che
abbiano ottenuto buoni risultati nello studio e nello sport. Il concorso è
giunto all'ottava edizione e si avvale della collaborazione della direzione
regionale della Lombardia del ministero, dell'ufficio scolastico provinciale e
ha il patrocinio della provincia, del comune e del Coni provinciale.Le
premiazioni si sono tenute il 2 giugno scorso sotto il Broletto. La graduatoria
è stata elaborata tenendo conto dei voti riportati a scuola (anno scolastico
2007-2008) e i risultati sportivi (periodo 1 settembre 2007-31 ottobre 2008).
La partecipazione era riservata agli alunni delle classi dalla prima alla
quarta degli istituti superiori del Lodigiano. Al primo posto si sono classificate
a pari merito due ragazze, a ognuna delle quali vanno 500 euro. Chiara Donelli,
una delle vincitrici, ha frequentato la seconda dello scientifico tecnologico
Cesaris di Casale. La sua pagella è stata brillante:
un serie di nove con un dieci in matematica e tecnologia e disegno. Pratica il
calcio e agli studenteschi la sua squadra ha vinto il titolo provinciale. Gioca
anche a pallavolo nella Juventina e ha ottenuto il secondo posto nel
provinciale Csi. Francesca Grossi è l'altra prima classifica ex-aequo. Ha
frequentato la prima dello scientifico Gandini. I suoi
risultati mostrano una pagella con un media alta, il voto più basso è
un sette in italiano ma ci sono due nove, in storia e in matematica. Ai giochi
studenteschi ha disputato i 100
metri classificandosi prima ai regionali e terza alla
finale nazionale. È tesserata per la Fanfulla.Andrea Lussardi si è
aggiudicato la terza piazza, a lui 300 euro. Alunno della seconda del Bassi può
vantare una pagella con una serie di otto e nove. È
calciatore tesserato per il Piacenza e si è messo in luce nella squadra
Allievi, giocando pure nella Primavera, dove ha fornito ottime prestazioni.
Quarto posto e 300 euro per Alessio Di Vita, studente della terza del Bassi. I
voti prevalenti sono gli otto, molti anche i nove, solo un sette. È tesserato
per il Fanfulla e ha partecipato al campionato nazionale professionistico con
gli Allievi.Wal. Bu.
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( da "Leggo" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
di Lorena
Loiacono Sarà una guerra di abilità quella che si delinea all'orizzonte tra il
ministero della pubblica istruzione e l'esercito degli studenti pronti a tutto
pur di superare la maturità. Quest'anno infatti i ragazzi, armati di veri e
propri kit ad alta tecnologia per scopiazzare durante le prove scritte, hanno
fatto scattare l'allarme nei corridoi di viale Trastevere: se negli anni scorsi
infatti si trattava di smascherare i "copioni", che nascondevano i
bigliettini nella cintura piuttosto che sotto le scarpe, come vere e proprie
munizioni, quest'anno la rivoluzione è hi-tech con tanto di dotazioni
elettroniche come lo "Stealth-on", l'orologio-bigliettino, o la
penna-video. Un bel guaio, dunque, per il ministro della
pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini: «Questa
attitudine a copiare c'è sempre stata. A cambiare però sono le tecnologie a
disposizione degli studenti, sempre più sofisticate. Questo - ha dichiarato -
innegabilmente è un problema in più per le scuole perché simili sistemi
consentono certamente più possibilità». Un problema non da poco anche
per tutti quei docenti che si ritroveranno a dover vigilare sulla correttezza
degli esami a rischio per la presenza di accessori sofisticatissimi: lo
stealth-on, ad esempio, si trasforma in un semplicissimo orologio da polso
tramite il dispositivo d'emergenza, che lo studente può azionare nel momento in
cui dovesse essere scoperto dal professore.
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( da "Cittadino, Il"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
«Possiamo
arrivare ai 20mila abitanti» Il sindaco uscente Angelo Pagani auspica uno
sviluppo sostenibile Le azioni promesse a inizio mandato sono state portate a termine
tutte o sono state almeno avviate. Con questa premessa, Angelo Pagani, sindaco
uscente e candidato per "Casale Democratica" comincia a parlare di
quello che verrà, che è poi in continuazione ideale e pratica con quanto fatto
in questi cinque anni da sindaco.Dove arriverà Casale?«Casale ha un piano
regolatore recente, approvato nel 2004, che indica come obiettivo realistico i
20 mila abitanti. La città deve avere uno sviluppo sostenibile, come ha avuto
in questi anni, con la crescita demografica e quella dei servizi che vanno di
pari passo».C'è una grande emergenza lavoro. Come l'affronterete?«L'attenzione
alla persona è al centro della nostra azione e per questo proseguiremo con le
iniziative già messe in campo con il nostro pacchetto anticrisi, fatto di
incentivi all'occupazione e di strumenti di sostegno alle famiglie. È un
pacchetto che in molti ci hanno copiato e che ha misure innovative, dalla
modifica del calcolo dell'ISEE per ottenere tariffe agevolate subito
all'accordo con le banche per bloccare il mutuo. Mentre Tremonti parlava, noi
lo abbiamo fatto». E le attività produttive?«Per le grandi industrie abbiamo
delle aree di sviluppo e diversi contatti avviati, anche se il periodo non è
favorevole. Per il commercio continueremo con le iniziative forti, a partire
dalla notte bianca, pur sapendo che in tempo di crisi bisogna magari
ridimensionarne la portata. E la family card sarà riconfermata, se i
commercianti saranno favorevoli».Sarà possibile sostenere anche in futuro i
servizi sociali come adesso?«I servizi sociali stanno rispondendo benissimo
alle esigenze del momento, e la nostra indicazione è chiara. Nonostante le
risorse scarseggino, manterremo il livello attuale anche a costo di fare
qualche rinuncia da altre parti. D'altronde, come impostazione di lavoro
abbiamo scelto di non dare contributi a pioggia, ma di lavorare sui casi
sociali per accompagnarli fuori dalle situazioni di difficoltà. È un lavoro più
difficile e lungo, ma non è un palliativo, e permette di risolvere la
situazione per sempre».La casa di riposo nuova è un vanto per Casale?«Sì. Siamo
gli unici ad avere una struttura nuova per la città fatta dal pubblico. Eppure,
c'è qualcuno che riesce a far passare per una colpa l'aver creato una struttura
così al servizio dei nostri anziani. Noi ne siamo orgogliosi».Come lavorerete
sull'integrazione degli stranieri?«In modo semplice: tutti hanno gli stessi
diritti e gli stessi doveri, italiani e stranieri, in tutti i settori dalla
scuola, ai servizi sociali, alle politiche per l'infanzia. Qualcuno racconta
favole dicendo che gli stranieri sono privilegiati: per l'attribuzione delle
case ci sono regolamenti regionali e comunali, e quelli vengono applicati.
D'altronde, è stata fatta circolare anche la falsità per cui ci sarebbero dei
compensi giornalieri agli stranieri... ».Che azioni concrete
attuerete?«Proseguiremo nel lavoro della consulta dell'immigrazione e con tutti
i progetti scolastici d'integrazione, e poi abbiamo già redatto e distribuiremo
la guida alla convivenza nei condomini, per togliere a tutti l'alibi
dell'ignoranza sul funzionamento del condominio e sulle regole da osservare». E
sulla sicurezza che programma prevedete?«Continueremo con il piano integrato di
sicurezza che ha dato ottimi risultati. Le azioni di contrasto e di controllo
sono coordinate, si fanno azioni mirate e congiunte tra polizia locale,
carabinieri e ufficio tecnico, con il coinvolgimento di Asl e di Guardia di
Finanza per quanto riguarda gli alloggi e le condizioni abitative. Altri fanno
i proclami e poi tagliano le risorse alle forze di polizia, noi abbiamo assunto
due persone in più alla polizia locale. L'obiettivo è arrivare ad avere un
vigile dedicato per le frazioni, confermare i pattugliamenti serali, presidiare
maggiormente il territorio. Poi c'è un piano per la videosorveglianza delle
aree sensibili che è già stato avviato e proseguiremo nell'educazione alla
legalità. E per l'urbanistica abbiamo già approvato delle linee guida per
migliorare la sicurezza dei nuovi quartieri, con più illuminazione, minori
barriere visive, piazze e luoghi d'incontro».Che città volete dal punto di
vista urbanistico?«Lavoriamo a una città policentrica, dove ogni quartiere
abbia la sua piazza e il suo sistema di servizi. È un progetto che entrerà nel
vivo nei prossimi cinque anni, anche con il piano di rivitalizzazione delle
città».Conferma il recupero di piazza morta?«Sì, venderemo gli immobili
pubblici per fare spazio ad abitazioni ed esercizi commerciali. E faremo un
nuovo centro ai Cappuccini, nell'attuale sede della casa di riposo, mettendo
anche alcuni servizi pubblici, la parafarmacia, un ufficio decentrato dei
vigili, uno sportello bancario. E con le risorse derivanti dagli immobili di
piazza Repubblica compreremo e adegueremo Palazzo Lampugnani, a costo zero per
le casse del comune, per metterci gli uffici comunali oggi dislocati altrove.
L'ex biblioteca diventerà la casa delle associazioni e del volontariato: ci
abbiamo già investito 23 mila euro derivanti dal 5 per mille e vogliamo
continuare. E poi ci sarà una palazzina per la protezione civile e il centro
Disabili Insieme nell'area ex Samor».Viabilità e parcheggi: come agirete?«La
tangenziale cambierà tutto, e per questo abbiamo lavorato per ottenerla.
Secondo Anas il cantiere dell'opera potrebbe essere già l'anno prossimo. Allora
la via Emilia e la Mantovana saranno strade cittadine, con problemi del tutto
diversi. Nel frattempo, la nuova strada dalla via Emilia al cimitero permetterà
di alleggerire il carico delle altre vie cittadine, e si potrà invertire il
senso di marcia di via Garibaldi. Sui parcheggi è ormai in dirittura d'arrivo
il piano per i parcheggi a pagamento nel centro, con posti riservati ai
residenti e tariffe calmierate rispetto ai comuni vicini. Poi avremo un nuovo
parcheggio nell'ex Pacle e uno in stazione, nell'ambito del piano della
Peveralli, che oggi è ferma per la crisi edilizia ma che contiamo possa
riprendere».Il progetto di ciclabili del Brembiolo sarà concluso?«Sì, ci
crediamo molto. Faremo gli interventi di accesso laterali e proseguiremo oltre
la Mantovana nell'ultimo tratto. Poi proseguiremo con le piantumazioni e la
sistemazione del parco del Brembiolo». Che altre opere verdi avrete?«All'ex
Samor avremo un'area verde nuova da 10 mila metri quadrati e manterremo gli
altri parchi cittadini. La priorità però sarà riqualificare il parco di villa
Biancardi. Questo permetterà di far vivere la villa con iniziative e
manifestazioni».E per le frazioni?«Gli indirizzi sono già tracciati: a Zorlesco
è già partita la sistemazione del centro sportivo, e lavoreremo sulla palestra
di completamento delle scuole. Poi la priorità sarà salvaguardare le richieste
dei cittadini a proposito della tangenziale, e lo faremo in sede di conferenza
di servizi. Per Vittadone, invece, sistemato il negozio, la priorità sarà
completare la ciclabile per il cimitero».Le scuole hanno bisogno di
interventi?«Le manutenzioni servono sempre, e poi completeremo il progetto
campus là dove è rimasto indietro. Grande attenzione sarà dedicata però alle
situazioni critiche che potrebbero aprirsi in seguito alla
riforma Gelmini: noi assicureremo comunque il tempo pieno o almeno un
doposcuola».Il teatro è il fiore all'occhiello di Casale...«E vogliamo che
continui ad esserlo. Noi confermiamo il nostro impegno, anche economico, per il
futuro, ma sappiamo che il ragionamento è più ampio e coinvolge i gestori e
anche il territorio nel suo insieme».Come agirete sulle finanze
pubbliche?«Venderemo gli asset non più strategici, la Metanina, la vecchia casa
di riposo, per abbattere i debiti, mentre sul carico ai cittadini resteremo
bassi come sempre in questi anni».Andrea Bagatta
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( da "Cittadino, Il"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Sozzi vuole un
paese a energia pulita Un "pacchetto verde" con biogas, fotovoltaico
e percorsi natura Una lista civica chiamata Comune popolare solidale per continuare
l'azione amministrativa puntando a un rinnovamento profondo, senza la sinistra
di Rifondazione comunista presente nel precedente mandato ma con un folto
numero di giovani: è questa la formazione, sostenuta dal Partito democratico,
con cui Giuseppe Sozzi cerca la riconferma come primo cittadino di Brembio.Dove
si vuole portare Brembio nei prossimi cinque anni?«Oggi siamo a 2 mila 670
abitanti, in cinque anni sarà sostenibile arrivare a circa 3 mila, un livello
equo per le previsioni di crescita contenute anche nel Piano di governo del
territorio che abbiamo adottato. In esso ci sono delle misure per lo sviluppo
economico della comunità con il potenziamento dell'area produttiva verso
Secugnago».Ci saranno nuovi insediamenti?«Abbiamo già avviato i colloqui ed
entro l'anno arriverà un polo servizi di un'importante azienda. Questo porterà
benefici economici e posti di lavoro, due tasselli importanti per completare la
vivibilità del paese».Per i lavoratori in difficoltà state già facendo
molto.«Sì, ma confermeremo il pacchetto anticrisi anche l'anno prossimo, fino a
quando non avremo reali segnali di ripresa. Abbiamo dato e daremo sostegno in
termini di benefici fiscali non solo ai lavoratori dipendenti ma anche agli
artigiani e agli autonomi senza reddito».Che lavoro imposterete sui servizi
sociali?«Bisogna essere realisti in un momento come questo: noi manterremo i
servizi attuali, che sono eccellenti, sapendo che non è possibile dedicare
altre risorse al settore. Con il centro diurno per anziani abbiamo messo un
tassello importante che può farci considerare soddisfatta la domanda di servizi
di Brembio. Piuttosto cercheremo di lavorare sui tempi di cura e i tempi
scolastici per non abbandonare le famiglie a se stesse».Che cosa significa?«Significa che molte scuole saranno penalizzate dalla riforma Gelmini, ma organizzeremo un doposcuola per integrare l'offerta
didattica scolastica e sopperire alla mancanza del tempo pieno. Inoltre, ci
faremo carico di portare di fronte al Consorzio lodigiano per i servizi alla persona
le problematiche delle famiglie che devono fare i conti con dimissioni
ospedaliere selvagge, anziani non autosufficienti o malati terminali.
Vorremmo che il Consorzio elaborasse una risposta per questo tipo di
problemi».Quale politica per gli stranieri e la loro integrazione?«Continueremo
con la politica degli ultimi anni, incentrata sulla prevenzione degli atti
criminosi e sull'integrazione, in particolare a livello scolastico. Diciamo no
alle classi separate, ma puntiamo sul nostro modello, che prevede ore di
italiano supplementari per gli stranieri, in modo che imparino più in fretta la
lingua e non siano di ritardo per gli italiani nello svolgimento dei
programmi».Le scuole necessitano di interventi?«Non necessitano di interventi
straordinari, ma della normale manutenzione. L'unico lavoro rilevante potrebbe
essere la costruzione di una pensilina esterna per riparare i genitori che
aspettano i figli all'uscita. Per il resto, il plesso scolastico nuovo ci
permette di guardare con tranquillità ai prossimi anni scolastici, e ci ha
permesso di recuperare spazi utilissimi per il comune e per le associazioni
nell'edificio delle ex elementari, nello stesso complesso del municipio».Che
cosa farete nelle ex scuole?«Questo sarà il cuore dei lavori pubblici e delle
iniziative sociali dei prossimi cinque anni. Intanto confermeremo i servizi
presenti: la scuola di musica della banda Cilea, il servizio infermieristico,
il centro diurno per anziani. Poi ricaveremo una sala civica polivalente da
destinare alle attività di tempo libero dei ragazzi, e le sedi per le
associazioni di volontariato che oggi ne sono sprovviste o non le hanno di
adeguate, come i cacciatori o l'Avis ma anche altre. Tutto è possibile perché
la scelta del nuovo plesso scolastico è stata lungimirante e ci permette oggi
di avere spazi per la comunità».Il municipio è nello stesso plesso e comunica
con le ex scuole. C'è in previsione un allargamento?«Diciamo che ci sarà una
riorganizzazione degli uffici in modo che siano più rispondenti alle esigenze
dei cittadini e anche dei dipendenti».Che cosa farete per la sicurezza?«Brembio
ha avuto i problemi di tutti gli altri comuni del territorio, ma in compenso
abbiamo messo in campo una risposta articolata e importante, e su questa strada
vogliamo continuare: confermeremo i pattugliamenti serali straordinari della
polizia locale, abbiamo già fatto il progetto per nuove telecamere in
particolare in piazza Europa e poi in altri punti sensibili del paese, abbiamo
stipulato una convenzione con l'Ivri per favorire sistemi antifurto nelle
abitazioni private. Andremo avanti così, senza ronde ma non rifiutando a priori
eventuali proposte di presidi pacifici del territorio da parte dei
cittadini».Che programma mettete in campo per l'ambiente?«Il "pacchetto
verde" è l'iniziativa di maggior spessore che proponiamo: vogliamo che
Brembio diventi autosufficiente dal punto di vista energetico, vogliamo una
Brembio a energia pulita. Abbiamo favorito la nascita di un impianto a biogas e
in quello vogliamo conferire la frazione umida del paese, in modo da abbattere
le quantità di conferito e quindi poter abbassare la Tarsu, trasformando quello
che è un costo in un ricavo. Poi vogliamo il fotovoltaico sulle strutture
pubbliche e, attraverso il regolamento edilizio, anche per i privati. Poi
vogliamo stringere un patto con gli agricoltori del territorio per andare a
ricreare i filari di alberi ai margini dei campi coltivati e per garantire di
continuare la lotta alle nutrie, sempre in collaborazione con la polizia
provinciale e con le locali associazioni. È ovvio che vigileremo poi sui
problemi delle attività inquinanti. Infine crediamo molto nel Parco Locale di
Interesse Sovracomunale del Brembiolo, e punteremo sul progetto già discusso di
realizzazione di un sentiero ciclopedonale naturalistico».Il centro sportivo ha
imboccato la strada giusta?«Sì, e le finali delle Lausiadi lo hanno dimostrato:
nelle ultime settimane abbiamo avuto quel salto di qualità che cercavamo.
Adesso non bisogna fermarsi: abbiamo in programma gli spogliatoi per la
tensostruttura, il campetto d'allenamento, un percorso vita illuminato e
attrezzato per fare corsa e ginnastica all'aperto in totale sicurezza. Il
centro sarà attrattivo non solo per Brembio, e quindi potrà decollare
davvero».Riconfermerete l'impianto della fiera di San Giuseppe?«Sì, con la
novità dell'ingresso nel sistema fieristico provinciale e con l'introduzione
probabile di nuovi animali, i maiali. Inoltre, in accordo con l'associazione
allevatori e la proprietà, la nostra sarà la prima fiera del Lodigiano in cui
le mucche saranno ospitate in una vera stalla completamente ristrutturata. Per
noi la fiera rappresenta le tradizioni che vogliamo valorizzare, e per questo
andremo nelle frazioni con i giochi di una volta e per questo aiuteremo il comitato
per il gemellaggio a camminare sulle proprie gambe».Toccherete tasse e
tariffe?«No, saranno mantenute ferme, ma non è un proclama elettorale, che
sarebbe poi ben difficile mantenere visto il periodo. È una considerazione
ponderata che si sostiene sul fatto che l'arrivo di nuove aziende consentirà al
comune di avere risorse in più. Inoltre, il conferimento dell'umido
all'impianto di biogas ci permetterà di ridurre la Tarsu». Andrea Bagatta
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( da "Giornale di Brescia"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione:
04/06/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:valcamonica Edolo L'università
fa due passi in più Il corso di studi sulla montagna «si allunga»: attivato
anche il biennio per la laurea magistrale EDOLO«Un piccolo passo dopo l'altro,
come fanno i montanari». È un po' racchiusa qui la filosofia di sviluppo
dell'Università della montagna di Edolo, che proprio in questi giorni ha
compiuto un nuovo, importante balzo. Grazie al sostegno dell'Assessorato
giovani e università della Provincia, è in via di attuazione la laurea
magistrale, il biennio di studi che andrà ad aggiungersi al consolidato primo
livello triennale, che ha già «sfornato» oltre 160 laureati in pochi anni
d'attività. Un impegno che la preside della facoltà di Agraria di Milano
Claudia Sorlini e l'assessore provinciale Corrado Ghirardelli si erano presi qualche settimana fa con il ministro Mariastella Gelmini, in visita a Edolo per partecipare a un convegno sul tema
dell'istruzione per il rilancio delle aree montane. Si parte quindi dal prossimo
anno accademico, quando alcuni corsi del percorso magistrale in «Valorizzazione
e tutela dei territori montani» (all'interno del corso di laurea quinquennale
in Scienze agro ambientali) saranno attuati a Edolo. Ma non solo: il
decentramento delle attività formative favorirà anche l'attivazione di tesi di
laurea da svolgersi presso i laboratori, recentemente realizzati,
dell'università di Edolo, favorendone l'utilizzo anche ai fini della ricerca su
temi centrali per lo sviluppo delle aree montane. Sono già otto i laureandi che
hanno chiesto di condurre la loro tesi in alta Valle. «Promessa mantenuta - ha
detto l'assessore Ghirardelli -. Ancora una volta le istituzioni camune e
bresciane hanno dimostrato d'essere sensibili al tema della formazione e del
territorio montano. La Provincia ha erogato un contributo per potenziare
l'offerta formativa edolese, che consentirà di aprire anche il secondo anno del
corso di laurea magistrale, portando in alta Valle per il prossimo anno
accademico la parte sperimentale degli insegnamenti e alcuni laureandi». Per la
preside Sorlini «la sperimentazione che sarà avviata dal prossimo anno inaugura
un percorso che potrà condurre all'attivazione di un corso di laurea magistrale
totalmente montano. Il nostro sogno nel cassetto è diventare il punto di
riferimento di un'università di tutto l'arco alpino».
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( da "Corriere delle Alpi"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
La scuola del
futuro spiegata ai genitori Incontro con dirigenti e docenti alla scuola
primaria di Pieve di Cadore PIEVE DI CADORE. «Ancora per il prossimo anno
scolastico il nostro orario sarà impostato sulle 30 ore settimanale di lezione»,
ha affermato la dirigente dell'Istituto comprensivo di Pieve di Cadore, Maria
Antonietta Gabana, chiudendo l'incontro con Renata Dal Farra, dirigente del 2º
circolo della Scuola Primaria di Belluno. «Per l'anno scolastico 2010 - 2011 -
ha aggiunto - se non ci saranno cambiamenti nella disponibilità finanziaria
dell'istituto, dovremo ridurre l'orario a 27 ore, come già avviene nella scuola
diretta dalla signora Dal Farra». La responsabile dell'istituto bellunese
venerdì scorso ha tenuto nella sala riunioni della scuola primaria di Pieve di
Cadore una conferenza per illustrare ai docenti e ai genitori, "la Scuola
del futuro", ovvero i cambiamenti in corso nel mondo della scuola
italiana. L'incontro, organizzato dalla presidenza dell'Istituto comprensivo,
ha ottenuto un successo di partecipanti al di là delle aspettative, tanto che
erano presenti anche alcuni genitori cinesi che hanno i loro figli regolarmente
frequentanti la scuola. La conferenza si è dimostrata essenzialmente tecnica,
perché la signora Dal Farra ha privilegiato la strada normativa, parlando
prevalentemente ai numerosi insegnati presenti, partendo dalle troppe modifiche
avvenute in tempi recenti alle leggi che per decenni hanno retto la scuola
elementare italiana. Ha parlato diffusamente della nuova materia che è entrata
quest'anno e che prevede lo studio della Costituzione Italiana e delle altre
norme del vivere civile. Durante la sua lunga esposizione, la preside bellunese
ha accennato anche all'introduzione di una seconda lingua straniera, ed alle
modifiche agli orari scolastici possibili grazie alla
riforma Gelmini, ed all'introduzione delle ultime normative approvate dall'ex
ministro Fioroni. E' però emerso che al di sopra dei regolamenti e delle
riorganizzazioni, il problema vero della scuola, oggi, è la poca disponibilità
finanziaria degli istituti, che proprio per aver ottenuto un'ampia autonomia,
si trovano oggi a dover fare delle scelte, non sempre piacevoli. «Molto
importante - ha affermato la relatrice - è l'approccio ai programmi didattici.
Mentre negli anni passati il programma era quello stabilito a livello centrale,
oggi non è più cosi perché le norme dettate dal ministero sono solo
"indicative"». (v.d.)
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( da "Nuova Sardegna, La"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 36 -
Cultura e Spettacoli Se il critico va contromano In «Nuovi sensi vietati»
contraddizioni dell'Italia non solo letteraria Esce il secondo volume che
raccoglie scritti dal 2006 sino a oggi GIUSEPPE MUSSI «C'è un limite oltre il
quale la critica letteraria diventa, tout court, critica della vita?». Questa è
la domanda che apriva «La ragione in contumacia» (Donzelli, 2007), l'agile ma
densissimo saggio in cui Massimo Onofri affrontava le ragioni della critica -
anche attraverso i nodi più significativi delle teorie critiche del Novecento -
per arrivare a giustificare e difendere la necessità di riavvicinare la
letteratura e le sue interpretazioni alla realtà e alla vita, nel nome di un
illuminismo trascendentale e militante. Per Onofri non ci sono dubbi: «Al
lettore dal volto umano non interessa la critica letteraria, se non in quanto
critica della vita» ed essa, come tale, non può «esimersi dall'essere anche,
seppure nel suo specialissimo modo, critica del costume e dei costumi». è
questa idea ad animare un appassionato diario pubblico che Massimo Onofri,
osservando il presente che ci circonda, compila settimana dopo settimana fin
dal 2003 su «La Nuova Sardegna», nella rubrica «Contromano». Un diario che
attraverso l'occhio accorto e instancabile del critico restituisce al lettore
un labirintico «crocevia di problemi del nostro oggi» e insieme un'affollata
galleria di personaggi che popolano significativamente - nel bene e nel male -
la nostra società. Già nel 2006 gli articoli pubblicati nei primi tre anni di
vita della rubrica - ai quali si aggiungevano per consonanza altri scritti
d'occasione per «La Nuova», per gli altri quotidiani regionali del gruppo
Espresso, per «La Stampa» o per «Diario» - svelavano una loro naturale
disposizione alla raccolta, per trovarsi poi riuniti nel volume «Sensi vietati.
Diario pubblico e contromano 2003-2006», pubblicato per i tipi di Gaffi. Nel
passaggio da una dimensione di stretta attualità e di deperibilità qual è
quella delle pagine di un quotidiano, alla pretesa longevità del libro, si
scoprivano la sorprendente compattezza degli scritti, la straordinaria coerenza
di idee e di stile che legavano i ritratti, i ricordi, i più diversi argomenti
- ispirati dal mondo della letteratura, della televisione, del calcio, della
moda, della politica, della musica - in un prezioso documento capace di
raccontare con grande lucidità la società italiana del terzo millennio. Ora, a
distanza di tre anni da quella prima raccolta, esce, ancora per Gaffi e ancora
nella collana «I Sassi», «Nuovi sensi vietati. Diario pubblico e contromano
2006-2009» (pp. 324, 12,50 euro), a testimoniare come l'incessante e
irrinunciabile tensione critica con cui Onofri guarda all'Italia (e non solo)
sia per lui una vera e propria disposizione d'animo. Oggi alle 18,30 Onofri
presenterà «Nuovi sensi vietati» nell'anfiteatro della Facoltà di Lettere di
Sassari, introdurrà Rita Fadda. «Nuovi sensi vietati» si presenta rispetto al
precedente volume nel segno della continuità - a cominciare dall'edizione - sebbene
la fotografia sulla copertina, ancora una volta in bianco e nero, lasci gli
straniati e stranianti Peggy Guggenheim e Man Ray per un solitario FranÇois
Truffaut, seduto malinconico e perplesso in un ombroso salotto. Lo scarto
temporale tra gli articoli che rispettivamente chiudono e aprono le due
raccolte invece è addirittura di un solo giorno. Questo taccuino, che mostra
impenitente le proprie pagine al lettore, riprende così dal 14 marzo 2006 a cogliere con la
stessa curiosità disincantata - qualche volta non senza sorpresa - i miti, gli
idoli (soprattutto quelli falsi), i riti, i vizi, le virtù (poche), i costumi e
le contraddizioni che la società di oggi - la «società dello spettacolo» -
produce e con cui si autoalimenta. Naturalmente la via che Onofri predilige è
quella che passa attraverso la letteratura, «intesa come una delle forme
possibili della verità», per approdare, nel segno di due capolavori come «Miti
d'oggi» di Roland Barthes e «Nero su nero» di Leonardo Sciascia, a
un'antropologia e critica della cultura e a una critica del linguaggio e
dell'ideologia. Ecco quindi scorrere tra questioni di bruciante attualità come
l'immigrazione, la crisi economica e culturale, la scuola, l'università e la
politica, i bersagli polemici contro i quali Onofri si batte con coerenza da
molto tempo: il conformismo, la debolezza del pensiero (e il pensiero della
debolezza), la dissimulazione disonesta, la seduzione del risentimento, la
mancanza del senso di responsabilità, la mistificazione. Tra gli imputati eccellenti
ritroviamo Edoardo Sanguineti e Sandro Bondi, Umberto Eco e Alessandro Baricco,
Fernanda Pivano e Franco Battiato, Maurizio Crozza e Fiorello, Dolce e Gabbana,
Toni Negri e Nanni Balestrini, Beppe Grillo e Salvatore Niffoi, Adriano
Celentano e Milena Agus; ma anche Andrea Pirlo, Kakà,
Luciano Moggi, Maria Stella Gelmini, Fabio Fazio, Silvio
Berlusconi e Walter Veltroni. Nell'«incredibile Italia di questi anni», contro
la sua «epica della mediocrità», c'è allora bisogno di leggere e capire
Sciascia, Pasolini, Pirandello, Soldati, Savinio, Brancati. Per non
rassegnarci.
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( da "Arena, L'" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 04 Giugno
2009 PROVINCIA Pagina 24 SELVA DI PROGNO. La missiva è stata inviata a
Valcasara e ai sindaci di Badia e San Mauro Rassicurazioni da Roma Le scuole
non chiudono Dalla segreteria del ministro Gelmini arriva la lettera che conferma : nessuna soppressione degli
istituti di montagna Dopo le rassicurazioni degli assessori regionale e
provinciale Elena Donazzan e Maria Luisa Tezza, e di Giuseppe Casentino, capo
dipartimento per l'istruzione del ministero dell'Istruzione, arriva anche la
conferma del capo della segreteria del ministro, Pasquale Capo, che
scrive ai sindaci di Selva di Progno, Badia Calavena e San Mauro di Saline in
materia di norme per la riorganizzazione della rete scolastica. «Il piano di
dimensionamento della rete scolastica non prevede alcuna soppressione delle
istituzioni ubicate nei vostri Comuni in coerenza con quanto previsto dal Dpr
233/'98, che ha fissato a 300 alunni il numero complessivo per il mantenimento
dell'autonomia delle scuole in Comuni montani o nelle zone abitate da minoranze
linguistiche», scrive il segretario capo del ministro Mariastella Gelmini. La riposta è stata data a una lettera che i tre
sindaci Silvano Valcasara (Selva di Progno), Ermanno Anselmi (Badia Calaverna)
e Italo Bonomi (San Mauro di Saline) aveva indirizzato al ministro lo scorso
marzo, chiedendo la corretta interpretazione dell'applicazione del regolamento
per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace
utilizzo delle risorse umane della scuola. L'istituto comprensivo «Edmondo De
Amicis», cui appartengono nove plessi scolastici distribuiti sui tre Comuni, ha
complessivamente 359 alunni ed è pertanto ampiamente all'interno del minimo
(300) previsto dalla legge per salvaguardare l'autonomia nelle zone montane,
tra le minoranze linguistiche o su piccole isole. «Non c'è nulla da temere»,
spiega in sintesi il funzionario ministeriale, «perché il piano programmatico
di interventi si ispira al citato decreto e ai numeri previsti per le deroghe.
La dirigente scolastica», aggiunge nella lettera Pasquale Capo, «è stata
invitata a rivolgere alla comunità scolastica, e in particolare ai genitori dei
41 alunni che frequentano la scuola secondaria di primo grado di Selva di
Progno, ogni utile rassicurazione intesa ad evitare inutili allarmismi». Il
segretario capo conclude la lettera assicurando che «il ministro segue con
particolare attenzione la situazione di codesti Comuni, affinché le relative
scuole possano continuare a garantire un'offerta formativa rispondente alle
esigenze delle comunità scolastiche interessate.
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( da "Libertà" del
04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Quella voglia di
cambiare dei giovani siciliani di FRANCESCA MERLI* Ormai è tempo di andare
avanti, non più confidando sull'impegno straordinario di pochi ma con l'impegno
ordinario di tutti". Questa frase, pronunciata da Giovanni Falcone e
riprodotta su manifesti e t-shirt, era lo slogan del convegno organizzato a
Palermo il 23 maggio scorso dalla fondazione Giovanni e Francesca Falcone. La
fondazione Giovanni e Francesca Falcone, voluta dai loro famigliari e in
particolare dalla sorella del giudice, la professoressa Maria Falcone che ne è
anche presidente, è sorta per ricordare il sacrificio del giudice Giovanni
Falcone, ucciso diciassette anni fa con la moglie e la scorta in un terribile
attentato sulla strada di Capaci in Sicilia, insieme agli altri magistrati e
cittadini vittime della mafia. In particolare la fondazione è impegnata in
un'azione di sensibilizzazione ed educazione dei giovani. Tra le varie
iniziative da qualche anno, nella ricorrenza dell'anniversario della strage di
Capaci, organizza il viaggio della " nave della legalità", progetto
che coinvolge un numero sempre crescente di studenti (quest'anno millequattrocento)
di tutti gli ordini scolastici e di tutta Italia. La nave, un'imbarcazione da
crociera messa a disposizione dalla società armatrice a questo scopo, salpa da
Napoli, dopo aver raccolto i giovani e i loro insegnanti, provenienti da tutta
Italia, e arriva a Palermo al mattino. Nella città siciliana si svolge un
convegno su un tema, ogni anno diverso, attinente gli ultimi sviluppi della
lotta antimafia: la manifestazione si conclude con un grande corteo che
attraverso le vie della città arriva fino all'albero di Falcone, davanti
all'abitazione palermitana del giudice. Quest'anno anch'io, studentessa
all'ultimo anno del corso classico del Liceo Gioia, ho avuto la possibilità di
parteciparvi in rappresentanza della consulta provinciale studentesca, pur non
facendone parte direttamente. Le varie consulte giovanili, infatti, organizzate
in commissioni di lavoro, hanno studiato nei suoi diversi aspetti il fenomeno
della criminalità mafiosa nel quadro dell'educazione alla cittadinanza e alla
legalità. Per confrontarsi su questi temi durante l'anno sono stati organizzati
alcuni incontri interprovinciali. Per il loro impegno le consulte sono state
invitate alla manifestazione della nave della legalità e coinvolte nella
preparazione e gestione della celebrazione-convegno, che si è tenuta
nell'aula-bunker del carcere di Palermo, alla presenza tra l'altro del
Presidente della Repubblica. Arrivata a Napoli nel primo pomeriggio di venerdì
insieme ad un'insegnante del Liceo che mi accompagnava, ci siamo imbarcate sulla
nave. Quest'anno per la prima volta ha partecipato al viaggio in nave anche la
ministra dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, oltre al procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso e
all'avvocato Fernanda Contri, membro della fondazione e amica personale di
Falcone, che hanno presieduto alla cerimonia con cui si è dato avvio
all'evento; alla sera hanno partecipato a una tavola rotonda sul tema alla
lotta alla mafia, rispondendo poi alle domande poste da noi studenti. La
mattina del 23, dopo essere sbarcati, ci siamo avviati all'aula-bunker, dove
erano attesi anche il ministro dell'Interno, on. Maroni, quello della
Giustizia, on. Alfano, la Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e il
presidente della repubblica Giorgio Napolitano. La partecipazione, anche da
parte delle scuole di Palermo e di altre località siciliane, era così numerosa
che non tutti potevamo essere contenuti nell'aula-bunker. Erano state quindi organizzate
altre manifestazioni in vari punti della città, in particolare nei quartieri
più degradati, come lo Zen e il Brancaccio, dove erano stati allestiti dei
maxischermi e organizzate attività per coinvolgere e sensibilizzare gli
abitanti dei quartieri a rischio. Entrare nell'aula bunker, la stessa dove si
era tenuto il primo maxiprocesso alla mafia, quello che ha segnato una svolta
nella lotta alla mafia e che fu fortemente voluto da Falcone, è stata
un'esperienza fortissima. Mi ha fatto molto effetto vedere le gabbie, protette
da grosse sbarre e spessi vetri antiproiettile, dove erano stati rinchiusi i
mafiosi poi condannati. E' stato anche fonte di inquietudine attraversare i
ripetuti sistemi di controllo e pensare che quel processo era così rischioso
che quell'aula è stata costruita appositamente, attaccata al carcere, per
evitare i rischi legati al trasferimento degli imputati. Contemporaneamente
provavo un grande sentimento di ammirazione per il coraggio e la determinazione
con cui il giudice Falcone, e dopo di lui il giudice Borsellino, hanno
affrontato la lotta alla criminalità, consapevoli che questo li esponeva a
rischi mortali. Ricordavo infatti i racconti e i ricordi personali della
dottoressa Contri, amica di Falcone, che la sera prima ci aveva raccontato come
i due giudici fossero sicuri del fatto che sarebbero stati uccisi, di come ne
parlassero con relativa serenità, a volte predisponendo le scelte personali o
di lavoro con un'urgenza che derivava dal fatto di sapere "che avevano poco
tempo". Ora quell'aula invece era piena di ragazzi festosi e questo dava
fiducia sulla possibilità di continuare l'azione intrapresa da Falcone e
Borsellino e sul fatto che il loro sacrificio non era stato inutile. Tra gli
interventi delle varie autorità mi ha colpito particolarmente quello del
presidente della Repubblica, perché non si è concentrato su dati o informazioni
tecniche, ma ha piuttosto comunicato un messaggio morale: la criminalità
mafiosa non è un problema solo dei siciliani, ma riguarda tutti e tutti
dobbiamo farcene carico perché l'Italia intera non ne sia danneggiata. Mi ha
colpito molto inoltre la partecipazione dei moltissimi bambini che erano
presenti e che hanno animato la cerimonia con canti e interventi personali: ne
ho ricavato la consapevolezza che anche la scuola è in prima linea in Sicilia
per educare le nuove generazioni al senso dello Stato e della legalità. Non
bisogna quindi lasciarli soli e lasciare incompiuto questo sforzo, perché, come
ricordavano i relatori, il rischio è che in mancanza di lavoro e sviluppo
questi bambini, ora sensibili e entusiasti, possano essere un giorno reclutati
dalla criminalità organizzata. Nel pomeriggio si è svolto il corteo che dal
carcere è arrivato fino all'albero di Falcone. Il corteo era molto affollato e
colorato, animato da slogan e canti, pieno di striscioni fantasiosi creati
dagli stessi studenti o altre organizzazioni giovanili, ma del tutto
apartitico. Anche l'organizzazione e il servizio d'ordine erano interamente
gestiti da ragazzi. Molte persone comuni però si sono unite, alcune avevano
magliette che testimoniavano l'impegno contro la mafia e il pizzo. Nel corteo
si coglieva allegria ed entusiasmo, sentimenti inconsueti per la commemorazione
di una strage, ma l'impressione più forte che ne ho riportato è stata che i
giovani siciliani hanno voglia di cambiare, di vivere una vita normale, libera
dalla paura, e che la morte di Falcone e Borsellino nella lotta alla mafia, ma
anche di tanti altri eroi, magari meno famosi, ma non meno coraggiosi e coerenti,
non è sentita come una sconfitta, ma piuttosto come motivo di speranza.
Ricordare la loro morte allora significa ricordare che la mafia si può
contrastare e vincere. *3° liceo classico B - Liceo M. Gioia 04/06/2009
Torna all'inizio
(
da "Libertà"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
«Insegnanti di scuole d'infanzia: servono almeno 24 posti in più» PIACENZA - Il presidente uscente della Provincia, Gianluigi Boiardi, >ha
scritto al ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, per chiedere che nel Piacentino
siano garantiti almeno 24 posti in più di insegnanti della scuola
dell'infanzia. Questo, spiega, consentirebbe di istituire 10 nuove sezioni e di
completare l'orario di 4 sezioni funzionanti part-time. Queste richieste sono state presentate dopo
l'ufficializzazione alle scuole, avvenuta pochi giorni fa, dell'organico di
diritto per il nuovo anno scolastico. «Documento che - afferma Boiardi - non
prevede posti aggiuntivi nell'ambito della scuola dell'infanzia e perciò è
francamente assai deludente, perché smentisce nei fatti i proclami più volte
dichiarati dal ministero di rispondere adeguatamente alle esigenze delle
famiglie». Nella provincia di Piacenza - spiega Boiardi - sono alcune centinaia
le famiglie che legittimamente, sulla base della circolare in materia di
iscrizioni per l'anno scolastico 2009/10, hanno richiesto per i propri figli la
possibilità di frequentare la scuola dell'infanzia statale. «Almeno 10 Comuni
hanno supportato questa richiesta mettendo a disposizione locali e attrezzature
e idirigenti delle autonomie scolastiche interessate hanno formalizzato questa
necessità in sede di proposta di organico. Inoltre sono almeno 4 le altre
realtà che hanno bisogno di risorse per completare sezioni di scuola
dell'infanzia autorizzate solo per il funzionamento part-time. Questa è una
Provincia che ha investito molto sul terreno dell'istruzione e della
formazione: abbiamo finanziato la costruzione di 21 nuovi asili nido, di 20
completamenti orari nella scuola dell'infanzia, di nuove sedi scolastiche per
gli istituti superiori. Abbiamo riconosciuto il prezioso lavoro delle scuole
dell'infanzia paritarie con un sistema di contributi volti alla sempre maggiore
qualificazione e miglioramento dei servizi. E' perciò inaccettabile che a
fronte degli sforzi compiuti dalla comunità locale per qualificare, rafforzare
ed ampliare l'offerta formativa, l'amministrazione scolastica centrale non
assuma l'impegno inderogabile di rispondere positivamente alle aspettative
delle famiglie e del territorio». 04/06/2009
(
da "Giorno, Il (Milano)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACHE
pag. 14 Medie, contro le bocciature di massa in pagella
debutta il «6 rosso» Si perde l'anno con uno solo 5: ecco la soluzione trovata
da alcuni istituti ROMA E' TUTTO previsto dalla legge, anzi dalle circolari.
L'ansia di presidi e docenti delle scuole medie che devono fare i conti con le
nuove normative sui voti non trova sponda al ministero della Pubblica
Istruzione. In viale Trastevere c'è quasi sorpresa per gli allarmi: il testo
delle circolari specifica con chiarezza che, in presenza di un'insufficienza,
la non ammissione o meno alla classe successiva viene valutata dall'intero
consiglio di classe. Parliamo di scuola media. Dalla fine di quest'anno in poi
non ci saranno più giudizi ma voti e potrebbero non passare alla classe
successiva gli studenti che abbiano riportato anche un solo 5. Di qui la
preoccupazione dei docenti che ritengono la regola «troppo dura» e capace, allo
stato attuale, di castigare enormi fette della popolazione studentesca. Così in
alcuni istituti si è pensato ad un «6 rosso», ovvero un 6 accompagnato da una
lettera ai genitori dell'alunno per segnalare la mancanza e la possibilità di
un'eventuale verifica all'inizio dell'anno successivo. Dal ministero fanno
sapere, però, che è tutto abbondantemente previsto dalla legge e dalle
successive circolari (n.50 e n.51). L'eventuale bocciatura potrà essere decisa
solo a maggioranza dal consiglio di classe (anche il preside ha diritto di voto e diventa determinante in caso di parità) e la carenza
dello studente in una materia o più, deve essere comunicata alla famiglia. Per
le verifiche, poi, potranno essere disposte ed effettuate, ma non avranno
incidenza sulla promozione già avvenuta. Insomma, in nessun caso potrà essere
avviato un percorso di «debiti» nella scuola media. ALMENO per il momento
questo sistema non esiste anche se, in viale Trastevere, stanno meditando sul
gap spesso evidente nel passaggio dalle elementari alle superiori di primo
grado. Il principio ispiratore delle modifiche apportate
dal ministro Mariastella Gelmini, fanno sapere dal ministero, è quello del «maggior rigore, di un
recupero di serietà». Per questo la famiglia del ragazzo che ha qualche deficit
dovrà esserne informata perché possa provvedere ad aiutare il giovane a colmare
le lacune. Anche per gli esami di terza media le modalità sono analoghe.
Il giudizio di idoneità degli alunni viene deliberato a maggioranza dal
consiglio di classe. Per essere ammessi occorre avere il 6 in tutte le materie,
compresa la condotta. Quest'anno gli esami si
svolgeranno attorno alla data del 18 giugno, fissata per lo svolgimento della
prova nazionale Invalsi. TRE LE PROVE scritte (anche quattro se c'è la seconda
lingua comunitaria); un colloquio e il test Invalsi per gli oltre 500mila
ragazzi chiamati a confrontarsi con il vero primo esame. Ancora quest'anno,
tuttavia, la prova nazionale non farà media. Per l'esito degli esami non ci
sarà più un giudizio come in passato (sufficiente; buono; ottimo) ma saranno i
voti a stabilire la preparazione dello studente. Per i più meritevoli è
prevista anche «la lode». Silvia Mastrantonio Image: 20090604/foto/5099.jpg
(
da "Resto del Carlino,
Il (Bologna)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACHE
pag. 14 Medie, contro le bocciature di massa in pagella
debutta il «6 rosso» Si perde l'anno con uno solo 5: ecco la soluzione trovata
da alcuni istituti ROMA E' TUTTO previsto dalla legge, anzi dalle circolari.
L'ansia di presidi e docenti delle scuole medie che devono fare i conti con le
nuove normative sui voti non trova sponda al ministero della Pubblica
Istruzione. In viale Trastevere c'è quasi sorpresa per gli allarmi: il testo
delle circolari specifica con chiarezza che, in presenza di un'insufficienza,
la non ammissione o meno alla classe successiva viene valutata dall'intero
consiglio di classe. Parliamo di scuola media. Dalla fine di quest'anno in poi
non ci saranno più giudizi ma voti e potrebbero non passare alla classe
successiva gli studenti che abbiano riportato anche un solo 5. Di qui la
preoccupazione dei docenti che ritengono la regola «troppo dura» e capace, allo
stato attuale, di castigare enormi fette della popolazione studentesca. Così in
alcuni istituti si è pensato ad un «6 rosso», ovvero un 6 accompagnato da una
lettera ai genitori dell'alunno per segnalare la mancanza e la possibilità di
un'eventuale verifica all'inizio dell'anno successivo. Dal ministero fanno
sapere, però, che è tutto abbondantemente previsto dalla legge e dalle
successive circolari (n.50 e n.51). L'eventuale bocciatura potrà essere decisa
solo a maggioranza dal consiglio di classe (anche il preside ha diritto di voto e diventa determinante in caso di parità) e la carenza
dello studente in una materia o più, deve essere comunicata alla famiglia. Per
le verifiche, poi, potranno essere disposte ed effettuate, ma non avranno
incidenza sulla promozione già avvenuta. Insomma, in nessun caso potrà essere
avviato un percorso di «debiti» nella scuola media. ALMENO per il momento
questo sistema non esiste anche se, in viale Trastevere, stanno meditando sul
gap spesso evidente nel passaggio dalle elementari alle superiori di primo
grado. Il principio ispiratore delle modifiche apportate
dal ministro Mariastella Gelmini, fanno sapere dal ministero, è quello del «maggior rigore, di un
recupero di serietà». Per questo la famiglia del ragazzo che ha qualche deficit
dovrà esserne informata perché possa provvedere ad aiutare il giovane a colmare
le lacune. Anche per gli esami di terza media le modalità sono analoghe.
Il giudizio di idoneità degli alunni viene deliberato a maggioranza dal
consiglio di classe. Per essere ammessi occorre avere il 6 in tutte le materie,
compresa la condotta. Quest'anno gli esami si
svolgeranno attorno alla data del 18 giugno, fissata per lo svolgimento della
prova nazionale Invalsi. TRE LE PROVE scritte (anche quattro se c'è la seconda
lingua comunitaria); un colloquio e il test Invalsi per gli oltre 500mila
ragazzi chiamati a confrontarsi con il vero primo esame. Ancora quest'anno,
tuttavia, la prova nazionale non farà media. Per l'esito degli esami non ci
sarà più un giudizio come in passato (sufficiente; buono; ottimo) ma saranno i
voti a stabilire la preparazione dello studente. Per i più meritevoli è
prevista anche «la lode». Silvia Mastrantonio Image: 20090604/foto/7692.jpg
(
da "Alto Adige"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Altri
istrioni del palcoscenico Ecco le schede che chiudono il nostro giro tra i
finalisti di Upload BOLZANO. Si conclude la presentazione dei giovani musicisti
in lizza nel concorso "Upload", che si sfideranno sul palco al
Talvera. ROMERO Ombra La musica per dribblare la monotonia lavorativa di tutti
i giorni. Arrivano da Rovereto, Borghetto e Ala i tre amici che compongono i
"Romero" e che si sono aggiudicati con la loro "Ombra" un
posto al sole nella finalissima di Upload. Sono il bassista Leonardo Menegoni,
il batterista Davide Cravioli e il cantante Nicola Perina; al lavoro invece
fanno il cameriere, il barista e il tecnico luci. Niente professionismo...
«Cerchiamo - dice Nicola - di divertirci con la musica per combattere la
monotonia della routine lavorativa: in qualche modo bisogna guadagnare qualche
soldo e finanziarsi pure il sogno di farcela con la voce e gli strumenti».
"Ombra" non è una canzone qualunque: «E' il simbolo della rinascita
della band. Il primo pezzo dopo il cambio di line-up, nome e lingua: via
l'inglese, avanti in italiano». ARIANNA Ain't no sunshine «E' stata un'emozione
forte e sono orgogliosa di potermi esibire nella mia città in un simile
contesto stimolante»: è raggiante Arianna Merlino quando si immagina la serata
finale di Upload che la vedrà sul palco con la sua cover di "Ain't no
sunshine", che ne esalta le qualità vocali. «Mi piace sperimentare,
cercare nuove strade nella musica e in questo un grande aiuto mi arriva
sicuramente dalla mia insegnante Monika Callegaro che mi ha preso per mano e
fatto crescere». Arianna, però, è anche la voce della band
"Moscaburro" e insieme ai compagni del gruppo salirà sul palco anche
per la categoria local. «Una doppietta importante e sicuramente galvanizzante:
una gioia che va condivisa con i compagni di band e tutti i professionisti che
ci seguono e credono in noi». OUTOPSYA Don't mind Specialisti dei festival e
maghi del computer. Arrivano a Bolzano da Rovereto gli Outopsya, la band di
Luca Vianini che avrà modo così, singolarmente e con il gruppo, di esibirsi due
volte al Talvera. Gli Outopsya sono in tre e a fianco a Luca suonerà Evan
Mazzucchi e canterà Ylenia Zenatti, ma non mancherà il fido pc. «E' una scelta
- spiega Luca - sia di tecnica musicale che di concretezza. Ci permette di non
fare sound-check ed è comodo per bypassare l'annoso problema del batterista che
non riusciamo proprio a trovare». La loro è una musica studiata, esplorativa e
moderna che piace. Il brano presentato è "Don't Mind", canzone dalla
storia particolare. «Abbiamo cercato di essere originali con una scala maggiore
armonica che ha disegnato un pezzo lontano da quello che facciamo di solito, ma
che ci piace molto suonare e proporre». FRANCESCA Falsa baiana La sua musica è
un viaggio per il mondo, dalle spiagge del Brasile alle coste selvagge
dell'Irlanda. La bolzanina Francesca con la sua "Falsa baiana" è fra
i pretendenti al premio per migliore cover. Francesca comincia la carriera a
dieci anni suonando la chitarra e cantando. La voglia di essere eclettica e poliedrica,
però, la porta a interessarsi anche alle percussioni, agli strumenti inusuali e
ai generi diversi. Così incontra la musica popolare irlandese e ne rimane
travolta, tanto da non abbandonarla mai e utilizzarla come strumento di
crescita musicale. E' da questa strada che arriva alla bossanova e al canto
della musica brasiliana, compiendo un altro passo ideale verso quel personale
giro del mondo in sella ad uno strumento e spinta dalla propria voce. A farle
da guida è Monika Callegaro che piazza così, insieme ad Arianna, una seconda
allieva alla finale: un sicuro riconoscimento alla bontà del lavoro svolto.
ANNA Chasing pavements Spazio ai diciassettenni. Anna Bernard, bolzanina, entra
nella categoria cover di Upload con la sua interpretazione di "Chasing
pavements": una scelta giovane e di ultimo grido, così come è per lei il
mondo della musica. Solo due anni fa, infatti, Anna ha iniziato a capire che
dalla sua voce poteva spremere qualcosa di veramente importante. A coltivare
con passione questo talento ha pensato poi Luca Merlini, insegnante del corso
di canto moderno dell'Istituto musicale cittadino. E fra saggi e la voce in
"prestito" per accompagnare spesso i concerti della band "Pausa
caffè", Anna evidenzia una grinta e una determinazione leonina: ora la
nuova preda si chiama jazz. E' questo, infatti, il genere che vuole
approfondire e dove sente di potersi esprimere in modo più profondo. THE DRAMA
Faithfully yours Figli del Festival studentesco, i bolzanini The Drama: lì si
sono guadagnati la partecipazione alla finalissima di Upload. Questi sette
ragazzi hanno regalato al liceo classico Carducci applausi univici con
"Hey you", successo che ha permesso loro di presentarsi a Upload
anche con "Faithfully yours". Attraverso le cover di grandi band come
Led Zeppelin, Dire Straits, Deep Purple e altri miti del rock anni '70 e '80 il
gruppo è approdato alle prime creazioni musicali e al rock psichedelico di cui
"Faithfully yours" è anticipazione. «Un brano - lo descrivono -
spaccato in due che rappresenta un sogno erotico. Nella prima parte, più lenta
e melodica c'è l'inizio della fase onirica e l'avvicinarsi di questa visione,
dopo lo stacco arriva il momento più potente e movimentato, in qualche modo il
culmine dell'emozione». FERBEGY? Made in eval Rock anni '70 influenzato,
miscelato a folk, funk, metal e musica balcanica. E' questo il panorama
musicale dentro il quale si muovono i bolzanini Ferbegy?, gruppo creato nel
2007 e formato dai fratelli Anna e Dario Mongelli a voce e chitarra, Mirco
Giocondo al basso e Thiago Accarino alla batteria. Hanno le idee chiare a
partire dal nome della band. «E' l'intercalare tipico - spiega Dario - di un
mio collega pakistano al call center ed è la traduzione nella sua lingua del
tedesco "verstehen Sie?". Non volevamo un nome altisonante né troppo
retorico, così è calzato a pennello questo tormentone». Il loro brano ha... il
nome sbagliato. «Si chiama "Mary Ann" non "Made in Eval":
abbiamo fatto un errore nel caricamento, ma l'importante è che la sostanza sia
piaciuta». Upload rientra pienamente nella filosofia di questo gruppo che ha
fatto dello scambio la stella polare. «Per noi è il massimo. Mi sono ascoltato
tutti i brani e sono rimasto sorpreso, per esempio, dal pezzo rap di Tachi: un
genere che non ascolto e che invece mi ha affascinato. Sono curioso di
conoscerlo». Upload è anche questo. MOSCABURRO Scattered traces E' difficile
buttarsi senza il paracadute, ma i Moscaburro vanno fortissimo lo stesso. Per
molti gruppi la batteria e la base ritmica è fondamentale, questi quattro
bolzanini, invece, ne fanno a meno, puntando tutto sulla melodia e l'acustica e
sfondando decisamente. "Scattered traces", il brano che li ha
consegnati alla finale di Upload local, è la summa perfetta dell'orientamento
di questo gruppo formatosi nel 2003 e che ha cominciato a farsi conoscere sulla
scena cittadina nel 2006. Arpa, chitarra, violino e voci ben miscelate sono le
armi di Michela Campaner, Morlis Steinegger, Arianna
Merlino e Simone Gelmini. La delicatezza e la cura musicale sono ai massimi livelli e
rispondono ad un'accurata ricerca di una strada originale. Anche loro iniziano,
come molti, con le cover degli artisti preferiti, dai Radiohead a Carmen
Consoli, BjÖrk ed Emiliana Torrini, piegandole però alla loro musicalità e la
loro voglia melodica. Ora l'occasione giusta per provare a saltare
ancora più in alto, allargando i propri orizzonti perché buttarsi dall'alto
senza paracadute non vuol dire per forza cadere verso il basso. A volte si può
andare ancora più alti, almeno nella musica. SCRAT TILL DEATH Church E'una
porta sbattuta in faccia, ma di quelle grandi, diciamo da cattedrale. Gli Scrat
Till Death, in arrivo da Fiè, saranno gli alfieri del metal alla finale di
Upload e porteranno questa bandiera senza paure, partendo dal brano
"Church". Il testo è duro, durissimo, contro il modus operandi
ecclesiastico e papale e in qualche modo di una forza che, condividendo o meno
i contenuti, va apprezzata per il coraggio. «Ci piace così - risponde il leader
Alexander - perché bisogna anche guardare in faccia la realtà e non far sentire
continuamente ai giovani che la vita è sempre bella e tutto va sempre bene. Non
è vero». Il metal, messo in un acquario con gli altri pesci in un festival come
Upload, rischia per il pubblico di fare la parte del pesce pulitore: non
particolarmente apprezzato, ma comunque necessario per completezza. «E' un po'
il nostro destino di nicchia, così come per il rap, ma già è bello che ci
abbiano dato la possibilità di partecipare e non ci abbiano chiuso la porta in
faccia. Siamo orgogliosi».
(
da "Nazione, La
(Firenze)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACHE
pag. 14 Medie, contro le bocciature di massa in pagella
debutta il «6 rosso» Si perde l'anno con uno solo 5: ecco la soluzione trovata
da alcuni istituti ROMA E' TUTTO previsto dalla legge, anzi dalle circolari.
L'ansia di presidi e docenti delle scuole medie che devono fare i conti con le
nuove normative sui voti non trova sponda al ministero della Pubblica
Istruzione. In viale Trastevere c'è quasi sorpresa per gli allarmi: il testo
delle circolari specifica con chiarezza che, in presenza di un'insufficienza,
la non ammissione o meno alla classe successiva viene valutata dall'intero
consiglio di classe. Parliamo di scuola media. Dalla fine di quest'anno in poi
non ci saranno più giudizi ma voti e potrebbero non passare alla classe
successiva gli studenti che abbiano riportato anche un solo 5. Di qui la
preoccupazione dei docenti che ritengono la regola «troppo dura» e capace, allo
stato attuale, di castigare enormi fette della popolazione studentesca. Così in
alcuni istituti si è pensato ad un «6 rosso», ovvero un 6 accompagnato da una
lettera ai genitori dell'alunno per segnalare la mancanza e la possibilità di
un'eventuale verifica all'inizio dell'anno successivo. Dal ministero fanno
sapere, però, che è tutto abbondantemente previsto dalla legge e dalle
successive circolari (n.50 e n.51). L'eventuale bocciatura potrà essere decisa
solo a maggioranza dal consiglio di classe (anche il preside ha diritto di voto e diventa determinante in caso di parità) e la carenza
dello studente in una materia o più, deve essere comunicata alla famiglia. Per
le verifiche, poi, potranno essere disposte ed effettuate, ma non avranno
incidenza sulla promozione già avvenuta. Insomma, in nessun caso potrà essere
avviato un percorso di «debiti» nella scuola media. ALMENO per il momento
questo sistema non esiste anche se, in viale Trastevere, stanno meditando sul
gap spesso evidente nel passaggio dalle elementari alle superiori di primo
grado. Il principio ispiratore delle modifiche apportate
dal ministro Mariastella Gelmini, fanno sapere dal ministero, è quello del «maggior rigore, di un
recupero di serietà». Per questo la famiglia del ragazzo che ha qualche deficit
dovrà esserne informata perché possa provvedere ad aiutare il giovane a colmare
le lacune. Anche per gli esami di terza media le modalità sono analoghe.
Il giudizio di idoneità degli alunni viene deliberato a maggioranza dal
consiglio di classe. Per essere ammessi occorre avere il 6 in tutte le materie,
compresa la condotta. Quest'anno gli esami si
svolgeranno attorno alla data del 18 giugno, fissata per lo svolgimento della
prova nazionale Invalsi. TRE LE PROVE scritte (anche quattro se c'è la seconda
lingua comunitaria); un colloquio e il test Invalsi per gli oltre 500mila
ragazzi chiamati a confrontarsi con il vero primo esame. Ancora quest'anno,
tuttavia, la prova nazionale non farà media. Per l'esito degli esami non ci
sarà più un giudizio come in passato (sufficiente; buono; ottimo) ma saranno i
voti a stabilire la preparazione dello studente. Per i più meritevoli è
prevista anche «la lode». Silvia Mastrantonio Image: 20090604/foto/712.jpg
(
da "Nuova Sardegna, La"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
ATZARA
Todde (Rc): «Salviamo la scuola, bisogna reagire per evitare un deficit
educativo devastante» GIOVANNI MELIS ATZARA. La scuola pubblica va verso lo
smantellamento a causa di «sciagurate politiche europee, disegnate dal Pse, dai
Popolari e dai Liberali aiutati dalle lobby europee». E occorre reagire subito
prima di ritrovarsi con un deficit educativo generazionale che potrebbe avere
esiti devastanti sulla cultura e sulla società. Lo sostiene Luigi Todde, del
circolo di Rifondazione Comunista di Atzara che in una nota denuncia i disastri
che la «triplice alleanza Gelmini-Aprea-Brunetta,
con la regia di Tremonti e l'appoggio esterno del Pd, stanno decretando il de
profundis del sistema pubblico di istruzione del nostro paese». Gli esempi dei
tagli nel territorio Barbagia Mandrolisai sono la punta di un iceberg che
rischia di infliggere un colpo mortale al transatlantico scuola pubblica.
E dopo le problematiche sollevate a Desulo, Belvì, Aritzo, Gadoni e Austis, il
rischio, secondo l'esponente di Rc è grave. «Un colpo dietro l'altro - dice
Luigi Todde - senza il minimo rispetto per ciò che la nostra scuola e gli
insegnanti hanno costruito in questi anni». Secondo Todde gli esiti saranno
drammatici. «Ogni scuola potrà - si legge nel documento - potrà trasformarsi in
fondazione con la possibilità di avere soci pubblici e privati nel consiglio di
amministrazione che ne orientano le scelte. E chi investe denaro vuole un
tornaconto, a partire dall'immagine». Altro problema si avrà con la chiamata
diretta dei docenti, «anch'essi sul mercato poiché le graduatorie da cui oggi
essi sono chiamati saranno cancellate». Todde si domanda poi che fine faranno
le piccole scuole e critica i criteri di valutazione per i docenti, posti in
essere da «uno pseudo comitato, composto da due docenti esperti e due membri
esterni, che ne deciderà le sorti anche a livello economico». L'esponente di
Rc, dopo gli scioperi del 15, 23 e 24 maggio, chiama alla mobilitazione.
«Saranno 57mila i posti di dilavoro che si perderanno nella scuola nel solo
anno scolastico 2009/2010». E considerato che a giugno si vota per il rinnovo
del Parlamento europeo e per le amministrative, secondo Todde l'occasione sarà
buona per l'intero Paese che ha bisogno di «un'uscita a sinistra dalla crisi
prodotta dal neoliberismo per l'Italia che non può permettersi di perdere una
forte voce di dissenso, soprattutto se è la voce di chi difende da sempre i
diritti dei più deboli».
(
da "Giorno, Il (Milano)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
MILANO
ATTUALITA' pag. 4 Sei ministri in coro: in Provincia ci vuole Podestà «Basta
con Penati, l'uomo del no. Dialogheremo con Guido su sicurezza, scuola, Expo e
aeroporti» di CORRADO DRAGOTTO MILANO «A PALAZZO ISIMBARDI ci vuole Guido
Podestà. Perché il Governo è vicino a Milano e al Milanese. Mentre la Provincia
retta dell'uomo del no Filippo Penati ha fatto di tutto per allontanarsi dal
Governo e dai cittadini». Firmato: Sandro Bondi, Michela Vittoria Brambilla,
Renato Brunetta, Franco Frattini, Maristella Gelmini e Ignazio La Russa. Ieri, cioè a quattro giorni dalle
Amministrative con incorporate Europee del 6-7 giugno (i seggi rimarranno
aperti dalle 15 alle 22 di sabato e dalle 7 alle 22 di domenica; non si vota il
lunedì) e in anticipo di 24 ore rispetto alla sinfonia di chiusura della
campagna elettorale che, a partire dalle 18 di oggi, sarà diretta dal
podio del Palaghiaccio di via Piranesi dai Maestri Silvio Berlusconi e Umberto
Bossi (taglierà un po' il suo comizio in Cairoli), i Magnifici Sei hanno
cantato in coro la necessità di eleggere presidente della Provincia il
candidato della coalizione Pdl-Lega-Dc-Nuovo Psi. La manifestazione «Ministri
in piazza» svoltasi in San Carlo con l'unica defezione di Maurizio Sacconi,
assente giustificato da improvvisi impegni, s'è rivelata incentrata non solo su
un appello al voto per eventuali indecisi ma anche su una riflessione a tutto
campo circa l'immobilismo accusato dalla Giunta Penati per l'intero lustro di
regno. E, per di più, sui temi che stanno più a cuore ai milanesi. Ossia:
sicurezza, politiche sociali, infrastrutture, scuola, ambiente, Expo e rilancio
di Linate e di Malpensa. Guarda caso, le architravi sulle quali Podestà, da
bravo architetto, ha costruito il programma di governo che, in questa campagna
condotta tra le gente, s'è premurato di illustrare a migliaia di cittadini.
DATI I PRESUPPOSTI, è ovvio che la rappresentanza del Governo, scesa in campo
ieri a ranghi quasi completi ma, nelle scorse settimane, già distintasi in
varie apparizioni singole o di coppia a fianco del candidato presidente,
confidi nella vittoria al primo turno di Podestà. «Penati spera di giocarsela
al ballottaggio con l'aiuto dell'estate, delle vacanze e della sinistra
antagonista con la quale è già venuto a patti - ha scandito La Russa (Difesa)
-. Per questa ragione, il nostro obiettivo è quello di superare al primo turno
l'80% di partecipazione al voto degli aventi diritto. In questo modo, la nostra
coalizione risulterà di certo vincitrice. Quanto a Penati... Ora si maschera da
buon padre di famiglia. Ma bisogna ricordare che ha governato con Rifondazione,
che ha premiato il "Leonka", che è stato commissariato sul Piano
rifiuti e che non ha realizzato un centimetro di strade». «PENATI è un ottimo
comunicatore - ha sostenuto, dal canto suo, la Gelmini
(Istruzione) -. Dobbiamo ammettere che ha saputo recitare a soggetto. Un
esempio: aveva promesso qualche migliaio di alberi. Non ne è stato piantato
uno. Per tacere della sua allegrissima gestione delle risorse pubbliche». «SE
PODESTÀ verrà eletto - ha argomentato Frattini (Affari esteri) -, riusciremo a
rilanciare Malpensa attraverso la liberalizzazione delle rotte». «Un mio punto
d'onore è la fluidità dei rapporti intessuti con tutti i presidenti della
Province - ha dichiarato Roberto Formigoni, materializzatosi in San Carlo con i
ministri -. È naturale, però, che privilegi i programmi più simili al mio. In
questo senso, Podestà è un ottimo candidato».
Se hai 5 in matematica e 8 in tutte le altre materie, non porterai più
matematica a settembre c... (sezione: Scuola)
(
da "Unita, L'"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Se hai 5 in matematica e 8 in tutte le altre materie,
non porterai più matematica a settembre con la certezza di farcela, dopo un
piccolo supplemento di lotta con l'esattezza dei numeri. Se hai un 5, anche uno
solo, verrai bocciato. Tu, povero studente delle medie inferiori, grazie alla
Grande Educatrice, pagherai per tutti: il Gelmini, decreto 137, pretende i sei decimi minimi in tutte le materie.
Se no si ripete l'anno. Così, in questa Italia ignorante e cialtrona, dove
neppure quelli che escono da Montecitorio, con uno stipendio da classe
dirigente, sanno per certo se il Darfur è un cioccolatino al rhum o un paese
africano, dove, nei concorsi truccati, vincono i più furbi o i più
intrallazzati, dove la stragrande maggioranza della popolazione non legge
neppure un libro all'anno, in questa Italia tenera coi corrotti e implacabile
nell'emarginare i migliori, potremo raggiungere un tasso di bocciature da Paese
Severo. "Il 50% dei miei studenti ha un 5 in pagella", dichiara
desolata una preside. Perdonate, compagni dodicenni, è lo stile del nostro
Governo: la messa in scena, la recita, i cani che abbaiano contro i deboli per
non mordere i forti. In Inghilterra, per qualche sterlina in più sui rimborsi
spese, si dimettono fior di ministri , qui non si dimette mai nessuno, però
parole d'ordine come "punire i pelandroni" o "bocciare a
raffica" spalmano sul disastro una patina di serietà. Del resto: reprimere
è più facile che formare, per formare ci vogliono, innanzitutto, figure di
riferimento, moralmente ineccepibili e culturalmente solide. In attesa di
trovarle, cari adolescenti, la vostra ministra, vi fa ripetere la seconda media.
Se riuscite ad aver 5 in
matematica per dieci anni di fila, forse, nel frattempo, qualcosa accadrà.
Comunque: visto che la laurea serve per lavorare in un call center, tanto vale
invecchiare liceali. (www.lidiaravera.it)
(
da "Unita, L'"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Silvia
Fumagalli Mio nonno Mio nonno aveva l'età del capo. Alla domenica pomeriggio si
sedeva su una panchina di legno, fuori casa, ad aspettare la nostra visita
settimanale. A volte un gatto gli sonnecchiava sulle ginocchia. Se uno di quei
pomeriggi l'avessimo visto gongolante, con delle giovinette sulle ginocchia al
posto del gatto, sono sicura che mio padre avrebbe chiamato il 113.Sono passati
tanti anni e ora mio padre ha l'età che aveva mio nonno, cioè l'età del capo.
Adora la gioventù ma gli unici diciottenni che frequenta sono i suoi nipoti. Se
cominciasse a organizzare feste, festone e festini per altri diciottenni, mi
preoccuperei seriamente. Davvero è troppo comodo giustificare il Cavaliere
dicendo che "è fatto così": così come? Così cafone? Così patetico?
Gianfranco Mortoni Giuramenti Giurare sui propri figli non alza, ma abbassa la
credibilità. E poi si giura su di sé, non sugli altri: in caso di spergiuro,
come era previsto in certi capitolari alto-medioevali, a chi strappare la
lingua? Il pericolo di tale pena non c'è più, ma la sostanza non cambia: il
verbo "giurare" conserva ancora, come nell'originario latino
"iurare", la valenza religiosa, e Berlusconi dovrebbe pensarci un po'
prima di usarlo. claudio Cappuccino Fortebraccio Ho visto il 2 giugno il primo
articolo di Fortebraccio e vorrei chiedervi: non avete mai pensato di
pubblicare la raccolta completa degli scritti di Fortebraccio per l'Unità?
Credo che sarebbe un successo editoriale e potrebbe anche aiutare il giornale.
Messi tutti insieme, i suoi pezzi sarebbero un libro di storia, anche se di
parte (ma sempre meglio che una finta quanto impossibile
"obiettività"). E poi sarebbero anche una lezione di buon italiano e
buona educazione anche nelle più dure polemiche politiche. L'intelligenza,
l'onestà intellettuale, la leggerezza e l'ironia al posto della volgarità,
delle bugie, degli insulti. Federico Nestel Ritardi Anche il 2 giugno il
"papi" nazionale non si è fatto mancare nulla, in particolare
l'essere al centro della scena. Infatti è arrivato sul palco delle autorità
alla sfilata delle Forze Armate per la festa della Repubblica con un quarto
d'ora di ritardo, poco male se non fosse che per ultimo ad intervenire doveva
essere il Capo dello Stato Napolitano che invece è sempre puntualissimo. Il tg1
ha giustificato il ritardo con telefonate istituzionali, non vi pare strana la
cosa dato che tutte le rappresentanze istituzionali erano lì sul palco e
mancava solo lui ? Alessandro Consonni Un ministro bene educato Con arroganza, Mariastella Gelmini ha elogiato nella città di
Besana Brianza, l'imponente presenza di ben 300 ben organizzati sostenitori del
Pdl mal sopportando i «4 pirla» (parole sue) che si sono permessi di
contestarla. Caro Ministro, dopo i Suoi complimenti per chi non condivide le
sue opinioni politiche ed il Suo operato, non si meravigli se nella
scuola di cui Lei è il massimo esponente, «bullismo e branco» si impongono su
quelle «minoranze» che non la pensano come i bulletti vorrebbero. tullio
camiglieri * Sul digitale terrestre In risposta alla lettera dal titolo
"Rai 2 sul digitale terrestre" pubblicata su l'Unità del 2 giugno
scorso, vorrei fare alcune precisazioni, in primo luogo sottolineando che il
passaggio al digitale terrestre non è una peculiarità italiana. Tutti i paesi
dell'Unione Europea stanno transitando verso la tecnologia digitale in risposta
ad una precisa direttiva dell'Unione volta a liberare le frequenze analogiche
destinate ad altri utilizzi non televisivi. Lo spegnimento preventivo dei
canali Rai Due e Retequattro viene effettuato per accendere i canali digitali
dei Mux (le frequenze digitali) su cui passano i canali Rai e Mediaset che
precedentemente, a causa della penuria di frequenze libere, non erano
disponibili su tutto il territorio italiano. Per quanto riguarda il decoder,
l'equipaggiamento necessario a ricevere la nuova tecnologia, si tratta di un
costo una tantum che non ha nulla a che vedere con il canone tv che è e rimane
una tassa sul possesso di apparecchi atti alla ricezione radio-tv. Cordialmente.
* Responsabile Comunicazione DGTVi
(
da "Unita, L'"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Genitori contro la Gelmini
Concerto-sgomento per le scuole senza fondi MARISTELLA IERVASI Una torre di
carta igenica e una scatola di cartone con un messaggio ai genitori: «Meno di
50 euro non porta bene». Eh sì, la scuola pubblica batte cassa perchè il ministero
l'ha messa in mutande: i presidi non hanno i soldi per pagare i rotoli per il
gabinetto, figuriamoci per le supplenze, il toner, le fotocopie e
quant'altro. Così ecco il concerto-sgomento di mamme e papà arrabbiatissimi
contro i tagli all'istruzione e il crack finanziario. A «suonarle» di santa
ragione alla Gelmini è stata ieri l'orchestra della
media «Giuseppe Gioacchino Belli» di Viale Mazzini, a due passi dalla Rai di
Roma, accompagnati da due genitori doc: il musicista jazz Roberto Gatto e la cantante
Rosanna Casale. A dirigerli, il prof di violino Marco Quaranta. La sortita
della Gelmini ai presidi ribelli: «Chi non sa
dirigere, cambi mestiere» non è piaciuta affatto ai genitori che solo grazie
alla lettera-denuncia portata a casa dai loro figli hanno preso coscienza dello
stato delle cose. Anna, madre di una bambina che frequenta la prima media, lo
grida al microfono: «Il prossimo anno i nostri figli non avranno l'antologia di
italiano perché il tetto per i libri di testo è stato superato, alcune materie
perderanno delle ore di lezione. Io mi vergogno! La nostra scuola non ha più
niente... La sinistra qualcosa deve fare in questo mondo. Prima delle elezioni
mobilitiamoci». Un invito che il papà di Beatrice Gatto e la mamma di
Sebastiano Casale hanno raccolto al volo, mettendo in scena a scuola lo
sgomento anti-Gelmini. Con replica l'11 giugno sotto
la Rai. La preside Carla Costetti è seduta in prima fila in aula magna, al suo
fianco l'assessore Luigi Nieri della Regione Lazio e il consigliere Battaglia
della Provincia. «Questa è una azione per rendere più forte la scuola pubblica
- spiega la dirigente scolastica alla platea. Vogliamo almeno il minimo di
presupposto per continuare a lavarare». E invece i bilanci delle scuole sono e
restano sul rosso fisso. Rosanna Casale e Roberto Gatto hanno un'idea: «Faremo
un tam tam tra musicisti e cantanti affinchè in ogni scuola pubblica, nella
stessa ora, si suoni lo sgomento. Un concerto completo con biglietti a
pagamento a partire da settembre». Riccardo Avitale, genitore, ascolta e
aggiunge: «Abbiano almeno il coraggio di dirlo i signori del governo e di viale
Trastevere che il funzionamento delle scuole statali è a carico delle famiglie.
Se è così ci detassino le spese come per l'8 per mille». C'erano anche il
musicista Roberto Gatto e la cantante Rosanna Casale tra i genitori
arrabbiatissimi del «Belli» di Roma. «Scuole senza fondi? Faremo cassa a suon
di concerti», dicono. L'11 giugno sotto la Rai.
(
da "Nazione, La (Pisa)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
AGENDA
PISA pag. 10 )PROTESTA Alla scuola manca anche lo stretto necessario
L'ASSOCI... )PROTESTA Alla scuola manca anche lo stretto necessario
L'ASSOCIAZIONE Professionale Cattolica di Insegnanti Dirigenti e Formatori
(Uciim) guarda con preoccupazione alle vicende della scuola. Di fronte a
interventi e a progetti di riforma l'Associazione ha tenuto sempre un
atteggiamento non pregiudiziale, condividendo i provvedimenti negli aspetti che
giudicava positivi e criticando quelli che riteneva negativi. Lo stesso
atteggiamento equilibrato, fondato sulla sostanza dei problemi e non sulla
logica degli schieramenti, ha assunto nei confronti degli
interventi del ministro Gelmini, impegnandosi attivamente nell'educazione alla cittadinanza e
nell'aggiornamento culturale e didattico. Si sente ora in dovere di evidenziare
la grave difficoltà in cui versano le scuole, per la mancanza di fondi
necessari al loro normale funzionamento, come denunciano dirigenti, docenti,
personale Ata, genitori e studenti non solo della Toscana, ma di ogni
parte d'Italia. La conseguenza di questo stato di cose è un grande disagio e un
diffuso scoraggiamento, che avverte chiunque entri in contatto con le varie
componenti scolastiche, proprio con quei docenti, dirigenti e personale della
scuola, che più amano la scuola stessa e che si sono impegnati per migliorare
la didattica, ampliare l'offerta formativa, accogliere dignitosamente alunni
stranieri e diversamente abili. Uciim, Pisa )SOLIDARIETÀ Una serata per
l'Abruzzo NEI giorni scorsi all'«Akua keta», organizzata dall'associazione
Giovani per un futuro sostenibile', in collaborazione con la direzione del
locale, il Csi e l'Associazione Lucani a Pisa, si è svolta una serata in favore
delle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto. Ci siamo impegnati a non
inviare semplicemente il denaro, ma con il ricavato compreremo e porteremo sul
luogo i beni di cui fanno richiesta le associazioni e i gruppi di volontariato,
Fabrizio Giuliano Antonio Mazzeo Pisa )LA DENUNCIA «Gravi disservizi nel
trasporti disabili» NON sono riuscito a variare o attivare un trasporto
disabili da Pisa a Filettole, dove devo prender casa con mio figlio disabile.
Per avere un trasporto per mio figlio da Filettole, ho contattato i vari uffici
preposti ad accogliere le richieste per certi servizi offerti dalla Asl, ma
nonostante abbia avviato le pratiche con alcuni mesi di anticipo sul
trasferimento, non è stato attivato nessun trasporto, perché, come mi è stato
detto dagli impiegati del servizio, prima si deve riunire una commissione della
quale non si sa praticamente niente di preciso. Questo, come tanti altri, è un
servizio sociale con cui spesso certuni si riempiono la bocca, ma che
puntualmente, per essere riconosciuto, necessita di svariati viaggi presso gli
uffici preposti, con conseguenti perdite di tempo, di quel poco tempo libero da
passare ad accudire i nostri figli. Spero non venga come al solito sbandierato
il problema delle risorse mancanti, come al solito. Attiverò io stesso un
servizio privato e chiederò un rimborso spese alla Asl. Lettera firmata Pisa
(
da "Resto del Carlino,
Il (Pesaro)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
PESARO
pag. 7 Contro la «maestra assenteista» lasciati a casa 80 bimbi LA PROTESTA I
GENITORI HANNO MANIFESTATO CON STRISCIONI DAVANTI ALL'ASILO «LA MONGOLFIERA» DI
S.M. DELLE FABBRECCE HANNO lasciato a casa i piccoli e sono andati a protestare
davanti al loro asilo, i genitori di 80 bambini su 84 che animano quel plesso.
Si sono armati di uno striscione e tre cartelloni colorati. La pazienza,
invece, non li ha accompagnati in quest'avventura perché la misura si è colmata
da un pezzo. IERI mattina tra le 8 e le 11 la scuola per l'infanzia statale La
Mongolfiera' di Santa Maria delle Fabbrecce è stata presidiata da una
quarantina di uomini e donne preoccupati per «la mancanza di continuità
educativa e di un'insegnante che sia un punto di riferimento» per i loro figli
di quattro anni. Avevano già fatto un esposto al garante dell'infanzia per
denunciare «le troppe assenze della maestra» e ieri hanno fatto girotondi
davanti all'asilo stringendo tra le mani aste di legno su
cui capeggiavano varie scritte: «Cara Gelmini... e la
meritocrazia dov'è?» e ancora «Ministro Brunetta, sali in Mongolfiera e vieni a
vedere» per arrivare a urlare' «Via la maestra dalle Marche». Una ventina di
loro sorreggeva un lungo lenzuolo bianco con dei caratteri neri che componevano
la scritta «Vogliamo una scuola, non un parcheggio». «IL MOTIVO della
protesta ha spiegato Cristina Magi, a nome di tutti i genitori dei bimbi che
frequentano le sezioni A, B e C della Mongolfiera é quello di richiamare
l'attenzione sul grave disagio causato dal comportamento di una maestra che con
le sue ripetute e continue assenze, lascia i bambini senza un'insegnante che si
occupi di loro in maniera continuativa e rendendo difficoltosa qualsiasi
attività didattica. Anche quando è presente, noi genitori siamo timorosi di
affidarle i nostri figli. La percepiamo preoccupantemente incostante anche nei
modi. Molto allarmati per quello che i bambini stanno subendo, vogliamo gridare
a gran voce i nostri disagi, sperando di essere ascoltati: siamo stanchi che si
continui a perpetuare questa insostenibile situazione che non tutela la giusta
crescita psico-fisica dei nostri figli e nemmeno il loro diritto
all'educazione. Ci appelliamo conclude la Magi a tutti gli enti scolastici, che
già conoscono il caso, e a chi lavora per far sì che la scuola diventi
strumento essenziale per la crescita civile e sociale dei bambini, chiedendo un
provvedimento urgente». «I GENITORI presentano un problema reale che merita di
essere affrontato e risolto», è stato il commento laconico del dirigente
scolastico, Mara Morosini. Tiziana Petrelli
(
da "Repubblica, La"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Palermo L´intervento La vita agra dei docenti
cancellati dalla Gelmini
ROSARIO OGNIBENE è il tempo della disfatta. Nelle scuole siciliane si
cominciano a contare i «caduti» della riforma Gelmini.
Gli Uffici scolastici provinciali comunicano a ogni istituto il numero dei
docenti che perdono posto. E non finisce qui. A luglio in
organico di fatto potremmo contare altri caduti, se non si raggiunge il numero
delle cattedre da tagliare preordinato dal ministero. I tagli interessano le
scuole di ogni ordine e grado. Non importa se il docente che perde il posto sia
quello di una scuola a rischio di emarginazione sociale - che avrebbe bisogno
di un organico rafforzato - o quello di un liceo che potrebbe raggiungere buoni
obiettivi anche con un organico ordinario. Per di più quasi tutti i supplenti a
partire dall´anno scolastico 2009-2010 non troveranno più cattedre. Diversi
docenti cosiddetti di ruolo, anche i più anziani prossimi alla pensione,
saranno costretti a saltare da una scuola all´altra, da un gruppo classe a un
altro. E non importa se essi siano pronti ad affrontare contesti scolastici
estremamente diversi o se siano professionalmente preparati a insegnare in
classi particolarmente bisognose di docenti preparati e motivati. Quando c´è da
tagliare non si indugia più a cercare l´insegnante fannullone, né quello di
qualità. Vanno bene tutti. Conta solo raggranellare alla cieca un numero utile
a raggiungere l´obiettivo del risparmio. SEGUE A PAGINA
XV
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Udine In
molti ricorreranno all'insegnamento privato: fino a 50 euro l'ora per greco e
latino Scuola, pochi fondi per i corsi di recupero Gli istituti in difficoltà
dovranno limitare le lezioni di sostegno ai rimandati I SERVIZI IN CRONACA
UDINE. Il taglio dei fondi dal ministero mette in difficoltà le scuole
superiori nell'assicurare le lezioni di recupero per chi avrà debiti formativi.
Con la conseguenza che a tante famiglie toccherà sobbarcarsi nuove spese per le
lezioni private dei figli. È la normativa del ministro Gelmini a prevedere che i singoli istituti garantiscano
obbligatoriamente queste lezioni, tuttavia il Miur ha ristretto non poco i
cordoni della borsa. E se i soldi non basteranno bisognerà concentrarsi sulle
materie fondamentali. Così, tutto lascia supporre che la prossima estate ridarà
fiato al mercato nero delle ripetizioni. Pur non sapendo ancora con
precisione quanti studenti saranno rimandati, gran parte dei dirigenti ritiene
che i finanziamenti non basteranno a coprire tutto.
(
da "Centro, Il"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2
- Pescara Marco Alessandrini. «La sicurezza è un diritto di libertà e una ...
Marco Alessandrini. «La sicurezza è un diritto di libertà e una risorsa per lo
stesso sviluppo economico. Nelle politiche per la sicurezza il controllo del
territorio è fra gli obiettivi prioritari e l'azione delle forze di Polizia va
integrata con quella dei vigili urbani e con altre specifiche iniziative
coordinate dal Comune, fondate sull'utilizzo delle tecnologie di video
sorveglianza». Lo ha detto il candidato sindaco del centrosinistra, Marco
Alessandrini, durante la visita ai dipendenti del supermercato SMA di San
Silvestro, che lunedì ha subìto una rapina. Luigi Albore Mascia. «Mancano
appena quarantotto ore alle nuove elezioni amministrative e la giunta comunale,
ormai agli sgoccioli, si prepara all'ennesimo blitz: domani (oggi per chi
legge, ndr) esaminerà due domande di mobilità per procedere alla nomina del
nuovo comandante della Polizia municipale, ennesimo atto di arroganza
politico-amministrativa che la città subisce ormai da sei mesi». Così il
candidato sindaco del centrodestra, Luigi Albore Mascia. Camillo D'Angelo.
«Quale blitz, quale nomina, è una menzogna. E' Mascia che a quarantottore dal
voto, in mancanza di proposte costruttive, continua a cavalcare l'onda di una
polemica sterile e non supportata dai fatti, solo da bugie. Lo chiameremo
candidato sindaco bugiardo». E' la replica del vice sindaco Camillo D'Angelo al
candidato sindaco del centrodestra. Guerino Testa. «E' arrivato il momento di
realizzare un rapporto nuovo tra l'amministrazione provinciale e le strutture
scolastiche gestite da questo ente». Così il candidato del centrodestra alla
presidenza della Provincia, Guerino Testa, nella lettera inviata ieri ai
dirigenti dei plessi scolastici di competenza dell'ente. Davide Gallo. Lancia
una proposta per migliorare via Mazzini Davide Gallo, candidato al consiglio
comunale con la lista Insieme per Pescara Città Ponte: «Via Mazzini potrebbe
diventare una strada pedonalizzata dal mare fino a corso Vittorio, ovviamente
dopo i lavori di riqualificazione per i quali sono già stati stanziati i fondi.
Così via Mazzini», afferma Gallo, «diventerebbe una strada simbolo di Pescara,
parte del suo centro a vocazione commerciale». Lorenzo Sospiri e Gasparri.
«L'elezione di Luigi Albore Mascia e di Guerino Testa segneranno sicuramente un
momento di grande rinascita per Pescara». E' quanto sostenuto dal senatore
Maurizio Gasparri durante l'incontro organizzato dal presidente provinciale e
consigliere regionale del Pdl, Lorenzo Sospiri. Alessio Consorte. Alessio
Consorte candidato alla Provincia nella lista Sfl (Collegio 7 dei Colli)
propone «La Giornata del politico». Ovvero, «una giornata dove il politico, una
volta eletto, deve recarsi nei luoghi battuti in campagna elettorale, come
mercati, strade e scuole, per ascoltare i cittadini sulle cose che vanno e che
non vanno». Roberto Di Lodovico. «Sero euri. Così Mourinho definirebbe gli
investimenti del centrodestra sull'istruzione, la ricerca e la cultura. Ha dato il via la Gelmini con i suoi
tagli selvaggi, ha proseguito il ministro Bondi con una fortissima riduzione
del Fondo unico dello Spettacolo; infine, in Abruzzo, la giunta Chiodi ha
totalmente azzerato tutti i fondi per la cultura». Così Roberto Di Lodovico,
candidato della Sinistra al consiglio comunale.
(
da "Mattino di Padova,
Il" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
34 - Provincia Il comitato contro il pirogassificatore dà i voti ai politici
CARCERI. «Businaro 9, Fornasiero 3, Zancanella 9, Cucco 2»: sono questi i voti
che il comitato «No Fly Zone» dell'Estense ha ben pensato di dare ai quattro
candidati a sindaco per le elezioni comunali di Carceri. Le pagelle sono state
distribuite in paese per mezzo di un volantino e rendono pubblica la
valutazione dei quattro politici sull'approccio dimostrato circa il problema
del futuro pirogassificatore di pollina che dovrebbe sorgere in via Lenguora. Il comitato motiva i propri voti: «Ci vuole una bella fantasia
per affermare, come fa Giampietro Fornasiero nel suo volantino patinato, che
l'impianto di pirolisi serve per la trasformazione della pollina in energia elettrica.
La pollina trattata si trasforma solo in cenere e gas, punto e basta. Lo
stesso vale per Donato Cucco: ha approfittato della serata del 26 maggio per
dichiarare pubblicamente la contrarietà all'impianto: meglio tardi che mai!
Questa contrarietà è però completamente assente nel programma ufficiale
depositato in Comune». Di tutt'altro spessore il voto
dato a Marco Zancanella e Tiberio Businaro: il «No Fly Zone» ha apprezzato
l'interesse dimostrato dai due candidati verso lo scottante argomento, impegno
che peraltro è stato messo tra i primi punti dei rispettivi programmi
elettorali. Durante l'incontro dello scorso 26 maggio il comitato ha proposto
una riflessione sulla puntata di «Report» dedicata a Carceri: la sala era colma
di gente, segno che la questione sta ancora molto a cuore agli abitanti della
Bassa. (n.c.)
(
da "marketpress.info"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì
04 Giugno 2009 RIORDINO ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI Roma, 4 giugno 2009 - Iscriversi ai nuovi istituti tecnici e professionali
consentirà ai giovani maggiori opportunità occupazionali e una riduzione dei
tempi di transizione tra scuola, formazione e lavoro" ha
affermato il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini nel corso
della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. Dopo 78 anni
dall´ultimo riordino datato 193, il Consiglio dei Ministri ha dato il via
libera a 2 Regolamenti che riformano gli istituti tecnici e gli istituti
professionali. Le norme introdotte con i nuovi Regolamenti riorganizzano
e potenziano questi istituti a partire dall´anno scolastico 2010-2011 come
scuole dell´innovazione. Il ministro ha poi aggiunto "il rilancio della
cultura tecnica e professionale è la migliore risposta della scuola alla crisi,
perché favorisce la formazione del capitale umano necessario per il rilancio
del made in Italy e perché consente una pluralità di scelte formative integrate
con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di dispersione
scolastica. I nuovi regolamenti vanno in continuità con
il già annunciato scopo di rilanciare e potenziare la formazione tecnica e
professionale - ha ribadito il ministro - che ha già dato importanti risultati
come un aumento del numero degli iscritti già per il prossimo anno, soprattutto
nelle regioni con maggiore presenza industriale. Recenti indagini dimostrano
che esiste una domanda di tecnici che è esattamente il doppio dell´offerta
(300. 000 tecnici richiesti dalle imprese contro i 140. 000 attualmente
offerti). . <<BACK
(
da "marketpress.info"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì
04 Giugno 2009 LETTERA DELL´ASSESSORE ALL´ISTRUZIONE AL
MINISTRO MARIASTELLA GELMINI SENZA INSEGNANTI 77 SEZIONI DI SCUOLA PER
L´INFANZIA LA REGIONE TOSCANA CHIEDE CHE SIA GARANTITA LA COPERTURA DEGLI
ORGANICI Firenze, 3 giugno 2009 - Ancora tagli che penalizzano la scuola. Ben
77 sezioni di scuole per l´infanzia in Toscana rischiano di non avere
insegnanti e personale all´inizio del nuovo anno scolastico. Preoccupato
per le gravi ripercussioni sulle famiglie toscane l´assessore regionale
all´istruzione ha scritto una lettera al ministro Mariastella Gelmini. In sede di assegnazione degli organici per la
scuola dellinfanzia i sindacati hanno riferito che il Ministero
ha assegnato alla Regione Toscana, per lanno
scolastico 2009/10, un organico corrispondente allorganico di diritto
dellanno scolastico 2008/09 e non quello corrispondente allorganico
di fatto dello stesso anno. Questo fatto, ha scritto l´assessore
nella missiva, a fronte di una forte crescita della domanda, determina, oltre
che limpossibilità di garantire nuovi servizi idonei
ad evitare liste di attesa e disagi ai cittadini toscani, anche la messa a
repentaglio del mantenimento del servizio assicurato già per lanno scolastico in corso. L´assessore chiede al
ministro di disporre affinché i suoi uffici provvedano ad assegnare alla
Toscana, per il prossimo anno scolastico, almeno lorganico di fatto
corrispondente a quello dellanno 2008/2009 così come risulta abbia disposto
anche per altre regioni che si sono trovate nella stessa situazione. Nella
lettera l´assessore regionale ha evidenziato al ministro anche lopportunità di tenere in considerazione la concessione
di ulteriori assegnazioni di personale. Sono, infatti, 77 le richieste di nuove
istituzioni di sezioni di scuole dellinfanzia
provenienti dal territorio toscano che rischierebbero di non trovare risposta
se il ministero limiterà i suoi interventi solo alla conferma di quanto già esistente nel
passato anno scolastico. . <<BACK
(
da "marketpress.info"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì
04 Giugno 2009 FORMIGONI APRE ECSITE, CONGRESSO INTERNAZIONALE MUSEI SCIENZA
Milano, 4 giugno 2009 Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni,
interviene oggi alla cerimonia di apertura del congresso internazionale di
Ecsite (European Network of Science Centers and Museum), che associa oltre 400
musei scientifici di 30 nazioni. Per tre giorni, da domani a sabato, Milano e
la Lombardia saranno la capitale europea dei Musei scientifici, con 1000
delegati provenienti da tutto il mondo, e che si confronteranno - nelle
sessioni plenarie e in 70 gruppi di lavoro - sui temi della comunicazione e
della museologia scientifica. Sono previsti tra gli altri, gli interventi del
ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, del Commissario
europeo Janez Potocnik, e del sindaco di Milano, Letizia Moratti. Partecipa
anche l´assessore regionale alle Reti, Servizi di pubblica utilità e Sviluppo
sostenibile, Massimo Buscemi. "Eventi culturali di questa portata -
sottolinea il presidente Formigoni - che convocano studiosi e esperti da tutto
il mondo sono un giusto riconoscimento alla nostra grande tradizione di
operosità e creatività scientifica e un fattore importante di visibilità e di
attrattività. Per questo motivo Regione Lombardia sostiene la candidatura di
Milano come sede, nel 2013, per il Congresso mondiale dei musei (Icom,
International Council of Museums) 2013. "Tutto ciò - aggiunge Formigoni -
può essere una risorsa significativa in prospettiva di Expo 2015: che non sarà
solo un appuntamento fieristico globale, ma una grande opportunità di
promozione della cultura. Alimentare l´uomo, come dice il tema di Expo,
significa a mio avviso anche nutrirlo di conoscenza e di cultura". - ore
9, Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia, padiglione Aeronavale, via
Olona 6, Milano. . <<BACK
(
da "Repubblica, La"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
IV - Milano Podestà, paura astensionismo e La Russa fissa il tetto votanti
"Vinceremo subito solo superando quota 80%" Parata di ministri del
Pdl per la volata sul primo turno e oggi chiudono Bossi e il premier Penati:
"Arriveremo al secondo round" Cinque ministri e un capogruppo del Pdl
in piazzetta San Carlo per sostenere la corsa di Guido Podestà. Appelli
accorati al voto, il primo nemico da battere si chiama astensionismo. L´allarme
lo lancia Ignazio La Russa, che dal palco - e davanti a meno di duecento di
persone - fissa la soglia di sicurezza sotto la quale c´è il rischio concreto
di non vincere al primo turno la battaglia delle provinciali. E di avventurarsi
nel rischiosissimo (per il centrodestra) ballottaggio del 21. Per il ministro
della Difesa è indispensabile che sabato e domenica vada alle urne «più dell´80
per cento degli aventi diritto, così noi usciremo sicuramente vincitori». Toni
pedagogici: «Ricordate che non si vota il lunedì, quindi la zia al mare andate
a trovarla un´altra volta». E La Russa dà corpo ai sussurri preoccupati che tra
gli attivisti pidiellini passano di bocca in bocca: «Penati spera di giocarsela
al ballottaggio con l´aiuto dell´estate e delle vacanze». E se ballottaggio
sarà, come dicono in molti, «per noi sarà molto dura». Anche perché i leghisti
il 21 - quando si voterà anche per il referendum elettorale che loro vedono
come il fumo negli occhi - alle urne non si faranno vedere. I sei sul palco
cercano come possono di supplire all´assenza di Berlusconi, che per questa
campagna delle provinciali aveva promesso di venire a Milano almeno sei volte,
e invece si farà vedere solo oggi: non in piazza Duomo, ma al chiuso del
Palaghiaccio, non si sa ancora se in compagnia di Bossi. Ecco
Mariastella Gelmini: «Siamo fiduciosi di chiudere la partita al primo turno, ma in
caso di ballottaggio siamo pronti a rimboccarci le maniche». Poi il capogruppo
alla Camera Fabrizio Cicchitto, che mette le mani avanti e se la prende con «il
partito di Repubblica»: «C´è bisogno di omogeneità politica tra Comune,
Provincia e Regione; noi abbiamo commesso qualche errore assecondando
chi in questa campagna elettorale ha voluto parlare non di programmi, ma di
altro». Già: il gossip sul premier. Un leit motiv martellante: «La sinistra sta
cercando di creare una rete mediatica di nemici dell´Italia nel mondo», si
indigna il titolare della Farnesina Franco Frattini; se Podestà sarà presidente
noi avremo una marcia in più per fare sistema». Battono lo stesso chiodo Renato
Brunetta e Sandro Bondi. Poi Podestà, che commenta così la mancata presenza del
leader del Pd a chiusura della campagna milanese: «Se Penati si vergogna di
farsi vedere con Franceschini posso capirlo, mi sembra normale che sia così
nella settimana che precede le elezioni». Alla fine arrivano anche Roberto
Formigoni e Gabriele Albertini, che paragona il candidato del centrodestra al
generale Von Clausevitz: «Quando c´è una posizione dominante lo stratega deve
preoccuparsi di non perdere la posizione di vantaggio». Intanto, in via Dante,
Penati dialoga via web con gli elettori: cinquemila contatti, e a tirargli la
volata sul palco ci sono due ex ex assessori leghisti, epoca Formentini:
Philippe Daverio (che è anche candidato) e Andrea Lucchini. «Onorato della loro
presenza - dice il presidente uscente - , hanno fatto parte di una giunta che
quando se ne andò lasciò a Palazzo Marino un cucchiaio in più e non in meno». E
su Podestà: «Ha sempre bisogno del sostegno altrui, del premier o dei ministri;
sarebbe un presidente sotto tutela; ma il confronto lo faremo: per il
ballottaggio del 21 giugno». (r. s.)
(
da "marketpress.info"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì
04 Giugno 2009 OGGI IL COMMISSARIO EUROPEO PER LA SCIENZA E LA RICERCA JANEZ
POTO NIK IN VISITA A MILANO Milano, 4 giugno 2009 Oggi il Commissario europeo per la Scienza e la
Ricerca Janez Poto nik visita Milano per una serie di appuntamenti legati alla
dimensione della ricerca come elemento fondamentale per la crescita economica.
La giornata inizierà alle ore 9 al Museo Nazionale della Scienza e della
Tecnologia Leonardo da Vinci in via San Vittore, per la Cerimonia d´apertura di
Ecsite, la Conferenza del network europeo dei Musei scientifici che quest´anno
si tiene a Milano ( www. Ecsite-conference. Net). Parteciperanno all´evento
altre personalità tra cui la Sindaco Letizia Moratti, il
Presidente della regione Roberto Formigoni e la Ministra Mariastella Gelmini. Alle ore 11. 30 il Commissario Poto nik sarà all´Università
Bocconi in via Sarfatti 25, dove terrà un intervento su "Innovazione e
ricerca per uscire dalla crisi" nell´ambito di un incontro con gli
studenti insieme a Mario Monti, Guido Tabellini, Alfonso Gambardella e Mario
Mascolo. A latere di entrambi gli eventi sarà possibile per i
giornalisti rivolgere domande al Commissario Poto nik. Nel pomeriggio Poto nik
incontrerà il Sindaco Letizia Moratti presso Palazzo Marino. . <<BACK
(
da "Giorno, Il
(Legnano)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO
PIANO pag. 5 I Gamba de legn a Marcallo Gelmini a Sedriano APPUNTAMENTI ULTIMI ACUTI di campagna elettorale nei
paesi dove si vota per il rinnovo dei consigli comunali. Questa sera in piazza
Europa a MESERO la lista Rinnova Mesero propone dalle 20, un incontro a base di
caffè e gelato, mentre a MARCALLO la campagna elettorale della Lega Nord sarà
chiusa da un concerto della band rock-dialettale "Gamba de
legn". Si balla anche a SEDRIANO nella tensostruttura gestita da Pdl e
Lega. Alle 21, saliranno sul palco i «Nuova formula». A MOTTA VISCONTI, al
giardino del parco "Le Chic" (Guado della Signora), chiusura della
campagna elettorale della lista Pdl-Scamarda con musica dal vivo. A SAN VITTORE
OLONA la lista "Bravin sindaco" offrirà un aperitivo agli elettori.
La manifestazione è orogrammata, dalle 19 alle 20.30, all'interno della
struttura coperta del centro Malerba di via Grandi. VENERDÌ - Il ministro
Maristella Gelmini, alle 19, è attesa alla
tensostruttura di via Papa Giovanni XXIII a SEDRIANO. Nella stessa serata porteranno
un saluto il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Carlo Giovanardi,
(il cui arrivo è previsto alle 21.15) e Guido Podestà. A VANZAGHELLO, nel parco
di via Roma, dalle 20 alle 24, è in programma la Festa della Libertà a sostegno
del candidato Emilio Garascia. Luigi Losa e la lista "Arluno Solidarietà e
Progresso" organizzano, dalle 20 alle 24, in piazza del Popolo ad
ARLUNO una festa con l'orchestra di Stefano Frigerio. Il sottosegretario Mario
Mantovani concluderà, dalle 21, la campagna ad ARCONATE con una festa in piazza
Libertà.
(
da "Giorno, Il
(Sondrio)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
VALTELLINA:
PRIMO PIANO pag. 2 Provinciali, un voto che non accende Clima sottotono, scarsi
coordinamento e fermento alla vigilia delle elezioni PRESIDENZA PALAZZO MUZIO
di IRENE TUCCI SONDRIO ANCHE alla vigilia del voto, soprattutto per le
provinciali, in Valle non è che si avverta tensione elettorale, anzi. Sono
certamente consultazioni diverse rispetto a 5 anni fa quando lo scontro, e
anche duro, c'era stato fra l'uscente numero uno di Palazzo Muzio, Eugenio
Tarabini, Popolari Retici, e Fiorello Provera, Lega Nord, quest'ultimo eletto
al ballottaggio con il 70% di consensi. Lega e Pdl corrono insieme a sostegno
del candidato designato da Provera, il suo assessore padano doc, Massimo
Sertori. Vuoi perchè il risultato, salvo colpi di scena, appare scontato con la
vittoria del centrodestra visti i numeri (politiche 2008 Camera Lega 36%, Pdl
28%, totale coalizione 64%) vuoi per un certo scordinamento fra i due
schieramenti e anche al loro interno, vuoi perchè i valtellinesi sono forse più
presi dalle comunali (si vota in 60 comuni su 78) ma le provinciali non
sembrano scaldare più di tanto. Non è certamente invece sottotono il dinamico
ed entusiasta coordinatore del Pdl, l'onorevole Maurizio Del Tenno che è
riuscito a portare in Valle big nazionali: dopo i ministri Alfano, Gelmini e Brunetta ieri ha raggiunto la Valle a sostegno della campagna
del Pdl il governatore della Regione, Roberto Formigoni. Ne è stato sottotono,
anzi alle stelle visto il gremitissimo auditorium Torelli, il comizio del
leader Umberto Bossi insieme ai vertici nazionali del Carroccio per incoronare
soprattutto il candidato europeo, Fiorello Provera e a sostegno di
quello provinciale Massimo Sertori. Sul fronte opposto, il centrosinistra dopo
un esordio di campagna frizzante grazie anche alla presentazione del candidato
Giacomo Ciapponi, avvenuta di fatto sei volte, tante infatti sono le liste
apparentate che lo sostengono (Partito Democratico, Giovani Alternative,
Sondrio Democratica, Italia dei Valori, Partito Socialista, Ciapponi Presidente)
è andata poi un po' scemando. Un guizzo con l'arrivo a Sondrio di Antonio Di
Pietro, poi è venuto l'ex segretario dei Ds, Piero Fassino e ieri gli onorevoli
Valerio Zanone e l'ex ministro Cesare Damiano. In corsa per Palazzo Muzio anche
l'Udc con candidato il suo segretario provinciale, Michele Aili e per
Rifondazione comunista-Comunisti italiani il sociologo Guglielmo Giumelli.
Sertori rappresenta la continuità del governo Provera: «Non solo i leghisti
sono riconoscenti per la nuova statale 38 e per quanto fatto
dall'amministrazione Provera» dice Sertori che parla del prossimo sogno e cioè
le concessioni idroelettriche che scadranno nel 2010. «Quando sono state fatte
60 anni fa c'era un patto lavoro, oggi noi vogliamo di più, che la risorsa
resti sul territorio, è un nostro diritto partecipare ai guadagni che ne
derivano». Parole d'ordine nel programma di Sertori «completamento» di opere
avviate con Provera con l'obiettivo storico «le concessioni per le nostre
acque». GIACOMO CIAPPONI con i suoi supporter è fiducioso di arrivare al
ballottaggio in quanto il sindaco di Morbegno «rappresenta tutti gli elettori,
non solo quelli del centrosinistra, ma anche quelli con orientamenti politici
diversi». Ciapponi, l'uomo del dialogo e della mediazione, ma anche della
collaborazione, nel suo programma punta su «infrastrutture moderne, ambiente
come risorsa di sviluppo economico, sociale e culturale che uniti alla
laboriosità della nostra gente rappresentano la ricetta per fare crescere la
nostra provincia» e chiede il voto per «cambiare il modo di governare il
territorio». Il single Michele Aili, Udc, nel suo slogan gioca col suo cognome:
«Ali al futuro. Tra destra e sinistra scegli le ragioni del centro». Nel suo
programma applicazione rapida del piano territoriale di coordinamento per
evitare ulteriore degrado del territorio, tangenziali Morbegno e Tirano,
salvaguardia del territorio, supporto al comparto agricolo, azioni concrete per
la gestione delle risorse agricole, occupazione e turismo. Se Aili può
rappresentare il «terzo incomodo», il candidato di Rc, Guglielmo Giumelli punta
a intercettare «un pezzo di elettorato che altrimenti cadrebbe
nell'astensionismo».
(
da "Giorno, Il (Varese)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
VARESE
pag. 5 Suona l'ultima campanella per cinquecento insegnanti Grido di allarme
dei sindacati della scuola di MAURO CERRI VARESE STA PER SUONARE l'ultima
campanella per 498 insegnanti e 187 bidelli della provincia di Varese. E
c'entra poco il fatto che oggi è l'ultimo giorno di scuola per gli istituti che
saranno sede delle elezioni. La vera notizia è che il prossimo 10 settembre,
quando gli studenti torneranno sui banchi, circa settecento fra docenti e
personale «Ata» - prossimi alla pensione o precari - resteranno a casa. Finora
si era parlato genericamente di tagli nella pubblica istruzione, ieri i
sindacati confederali hanno quantificato gli effetti della
riforma Gelmini nella nostra provincia: lacrime e sangue. Il conto più caro lo
pagheranno le scuole medie e superiori che dovrebbero perdere circa 200
insegnanti a testa, sicuramente 89 quelli che lasceranno le scuole primarie.
Arrivederci e grazie anche a centottantesette fra bidelli, collaboratori
scolastici e impiegati amministrativi. «Il fatto che siano precari non
illuda - ammonisce Sabino Famiglietti, segretario provinciale Cisl Scuola - In
molti casi si tratta di cinquantenni con famiglie a carico che hanno lavorato
con contratti a tempo determinato anche per dieci o addirittura vent'anni». Se
il ritorno al maestro unico vale solo per le primarie, l'accorpamento delle
classi e la rinuncia forzata agli insegnanti di sostegno riguarderanno tutti i
gradi scolastici. «Perderemo delle risorse importanti e la nostra offerta
formativa diminuirà di valore - spiega Raimondo Parisi responsabilie
provinciale Cgil per la scuola - Ma non è finita: la riforma Gelmini
prevede che il numero massimo di studenti per classe passi da 25 a 30 e questa disposizione
è in contrasto con la legge in tema di sicurezza: si pone un problema di
"ordine pubblico" visto che le aule sono già troppo piccole».
Giovanni Infortuna, omologo ruolo nella Uil, allunga l'elenco delle lamentele:
«La riforma del ministro Gelmini è stata concepita
solo per risparmiare e non ha nessuna proposta pedagogica. I nostri istituti,
che già vantano un credito medio verso il ministero di 100 mila euro, rimarranno
senza un soldo da spendere nelle attività formative o nell'ordinaria
amministrazione: un dato in controtendenza con quanto avviene nei Paesi europei
che stanno investendo nell'istruzione». Ecco dunque le richieste che i
sindacati avanzeranno il 9 giugno al Governo, tramite il prefetto Simonetta
Vaccari: organici sufficienti a garantire la domanda formativa delle famiglie,
stabilizzazione dei posti di lavoro vacanti (circa 2.700), ammortizzatori
sociali per chi resta a casa e verifica delle condizioni di sicurezza nelle
scuole. Image: 20090604/foto/1615.jpg
(
da "Nazione, La (Viareggio)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
MASSAROSA
SPECIALE ELEZIONI pag. 7 9) Se sarà il nuovo sindaco di Massarosa quali sono le
prime cose che indende fare? «Ri... 9) Se sarà il nuovo sindaco di Massarosa
quali sono le prime cose che indende fare? «Rilancio dell'economia. Incentivare
le aziende a investire sulle aree industriali per portare occupazione.
Sviluppare i centri commerciali naturali. Investimenti diretti
sull'imprenditoria giovanile e femminile. Politiche per la casa e per
l'ambiente». 10) Qual è l'emergenza prioritaria di Massarosa? «La viabilità».
11) Urbanistica: cosa c'è da fare in futuro? «L'urbanistica dovrà essere sempre
più concertata con i privati. Non ritengo opportuno accumulare centinaia di
abitazioni nei centri storici dove la viabilità è già compromessa. Interventi
consistenti dovranno essere pianificati solo in zone di sviluppo urbano, dando
respiro ai centri delle frazioni con parchi, giardini e parcheggi». 12) Il
tracciato della Variante Sarzanese così come è stato ipotizzato è la soluzione
ideale? Anche la mini-variantina da Piano del Quercione a Montramito? «La
Variante Sarzanese dovrà passare al di sotto della ferrovia per congiungersi
poi nella zona di Montramito. Saranno realizzati subito il tratto che supera
Piano del Quercione e 50 km
di percorsi attrezzati e piste ciclabili». 13) Problema casa: Massarosa e le
sue frazioni rischiano di diventare solo dormitori, forse perché sono poco
curate? Le giovani coppie sono state prese in considerazione? «Tra le priorità
c'è l'istituzione del "Bando prima casa" per le giovani coppie,
incentivando contemporaneamente la nascita di nuovi nuclei familiari». 14)
Turismo: è una risorsa che fino ad oggi è stata valorizzata oppure c'è ancora
molto da fare? «Dobbiamo incrementare le offerte delle strutture ricettive, ma
dovranno sicuramente essere spese nuove idee e dato nuovo vigore per
incrementare il flusso in entrata di visitatori. Costituirò il "Consorzio
Turistico Massarosa" per la promozione nei circuiti italiani ed esteri».
15) Sovente ci sono state segnalazioni di paesi dove di notte c'è poca
sicurezza per i cittadini: qual è la vostra ricetta? «Sicurezza non significa
immigrazione. Purtroppo oggi c'è questa identificazione errata e offensiva. La
criminalità è una razza a sé e io la combatterò al di là di ogni pregiudizio:
potenziamento della sorveglianza notturna e della videosorveglianza; una
maggiore presenza delle forze dell'ordine; contributi per l'installazione di
sistemi di allarme a privati e aziende». 16) Commercio: la crisi economica è
stata affrontata con sufficiente piglio e risorse dal Comune? «Le risorse che
l'amministrazione ha messo a disposizione per la rivitalizzazione dei centri
storici e per il commercio non sono state proporzionali alle necessità di tutte
le frazioni, tanto che alcune sono state penalizzate rispetto ad altre. E'
indispensabile creare intorno al nostro Comune più appetibilità in termini di
qualità e convenienza, in modo da richiamare la clientela nell'entroterra.
Dobbiamo far sì che manifestazioni sempre più importanti creino indotto per le
nostre attività commerciali». 17) Le aree industriali e artigianali delle
Bocchette e di Montramito avranno la possibilità di allargarsi? Con quali
prospettive? Montramito era fino a 10 anni fa una zona disastrata e non
edificabile. Oggi i lavori di messa in sicurezza sono quasi completati». 18)
Cosa intendere fare per i giovani? Ho in progetto corsi di formazione
professionale per garantire ai giovani un inserimento sicuro in azienda; una
Consulta giovanile, come spazio di aggregazione e di scambio continuo di idee
tra i ragazzi e l'amministrazione; servizi bus navetta che nel fine settimana
accompagneranno i giovani nelle discoteche della Versilia, scongiurando il
problema della guida in stato di ebbrezza». 19) La riforma Gelmini inciderà negativamente sulla politica scolastica del comune di
Massarosa? «Questo è un taglio apparentemente negativo che però avrà effetti
positivi a lungo termine: professori più qualificati e più retribuiti, scuole
più attrezzate e rinnovate anche nelle strutture e dunque anche studenti più
preparati». 20) Per lo sport, in particolar per il mondo
dell'associazionismo sportivo, avete qualche idee a breve e medio
termine,soprattutto in termini di impianti. «Nei miei cinque anni arriverò alla
realizzazione di un palazzetto dello sport polifunzionale. Provvederò a dare
contributi a tutte le società sportive in base ai loro iscritti. Una pista da
cross e un impianto interamente dedicato all'atletica».
(
da "Messaggero, Il
(Rieti)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì
04 Giugno 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI Nuovi indirizzi fermi ai box. Se non
fosse per l'istituzione del liceo artistico a Rieti, comunque non nelle
modalità attese dai vertici del "Calcagnadoro", la questione dei tre
indirizzi che avrebbero dovuto ampliare l'offerta formativa delle scuole
superiori in provincia di Rieti si può riassumere in un mezzo fallimento. Nulla
di fatto per il liceo scientifico di Amatrice dove era stata richiesta
l'attivazione del bilinguismo che non avrebbe comportato variazioni d'organico
e, soprattutto, avrebbe consentito agli studenti di studiare la lingua inglese.
Ed invece, come conferma Ruggero Scopigno, dirigente scolastico del magistrale
"Elena Principessa di Napoli" e "reggente" al liceo
amatriciano -, il bilinguismo resterà nel cassetto anche a causa dei tagli
imposti al personale docente. Partirà invece con 24 iscritti la prima classe
dell'artistico "istituzionalizzato" all'Isa "Calcagnadoro".
Una buona notizia, sebbene le richieste e le speranze della scuola puntassero
più in alto. La dirigente scolastica Alessandra Onofri aveva richiesto
all'Ufficio scolastico regionale l'attivazione di un percorso liceale in
"Architettura e design" che si affiancasse all'indirizzo di
"Rilievo e catalogazione dei beni culturali" che già permette di
conseguire la maturità artistica. Alla fine, niente Architettura, ma
l'istituzione del liceo artistico proprio per l'indirizzo in Beni culturali.
«La soddisfazione comunque c'è - dice la preside - tanto
più se consideriamo che anche nel nostro istituto paghiamo lo scotto dei tagli
imposti dalla Gelmini con sette docenti in soprannumero». E se per gli insegnanti
delle superiori la partita è chiusa, sono attesi nei prossimi giorni incontri
per definire la situazione relativa agli organici delle medie e del personale
Ata dove sono attesi tagli drastici. Intanto, la Cisl rende noto che è
stato pubblicato il decreto ministeriale che definisce termini e modalità per
la presentazione delle domande di inclusione nelle graduatorie di circolo e di
istituto per l'attribuzione di supplenza temporanea al personale docente ed
educativo, con scadenza 30 giugno. La scelta delle istituzioni scolastiche
riguarderà anche gli iscritti nelle graduatorie a esaurimento che potranno
indicare le preferenze dal 1 al 31 luglio e solo con modalità web. La
segreteria provinciale della Cisl ha predisposto uno sportello di consulenza e
assistenza per la compilazione delle domande dal lunedì al venerdì dalle 16.30
alle 19.30 presso la sede di viale Fassini 20 e il venerdì presso la sede di
Poggio Mirteto con lo stesso orario.
(
da "Riformista, Il"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Formigoni-Tremonti
la lotta del Niguarda lombardia. Il ministro ha mandato ispezioni
nell'ospedale, riscontrando irregolarità. Il governatore ricorre alla Consulta:
«Indagini incostituzionali». di Alessandro Da Rold Avevano già litigato nel
luglio dello scorso anno, quando il governatore lombardo Roberto Formigoni
giudicò insufficienti i fondi stanziati dal ministro dell'Economia Giulio
Tremonti per la sanità pubblica. Ora tornano a confrontarsi sullo stesso
terreno, ma questa volta con una piccola nota aggiuntiva: il responsabile del
Tesoro pare aver ormai consolidato un'alleanza di ferro con la Lega Nord sempre
più intenzionata ad accaparrarsi il tessuto economico-politico gestito in
Lombardia da Comunione e Liberazione, di cui è referente proprio Formigoni.
L'ultimo motivo del contendere è stata la relazione fatta dal ministero
dell'Economia sull'Ospedale di Niguarda, vera e propria roccaforte ciellina,
dove sono stati denunciati appalti irregolari, spreco di denaro pubblico e
spartizione di cariche. Il governatore ha replicato seccamente a Tremonti
giudicando «incostituzionale l'ispezione dei Servizi Ispettivi di Finanza
pubblica». Il ricorso alla Consulta da parte del Pirellone appare sempre più
probabile. «Ho il dovere di tutelare il buon nome della Regione Lombardia, che
è l'unica possibile titolare dei controlli - ha spiegato Formigoni - Un compito
svolto, peraltro, sempre con grande rigore». Ma di mezzo c'è pure dell'altro.
Al 31esimo piano del grattacielo disegnato da Giò Ponti, nell'ufficio del Celeste,
sono rimasti colpiti dalla tempistica dell'operazione, proprio a ridosso della
campagna elettorale per le elezioni europee. Il primo fendente leghista in
vista delle elezioni regionali del 2010? Sono noti da tempo gli obiettivi del
Carroccio su questo territorio, con il partito di Umberto Bossi intenzionato
più che mai mettere le mani sulla regione Veneto e su quella lombarda, a danno
del Popolo della Libertà. Argomenti che sono spesso al centro delle
chiacchierate di Umberto Bossi e Silvio Berlusconi nelle consuetudinarie
riunioni del lunedì nella villa di Arcore del Cavaliere. La sanità lombarda è
poi senza dubbio uno dei piatti più appetitosi per i palati di via Bellerio. La
sensazione è che la quadra potrebbe essere questa: il prossimo anno a palazzo
Balbi si presenterà un candidato leghista mentre in Lombardia potrebber
profilarsi un nuovo mandato per Formigoni, o forse un nome nuovo. Si parla di Mariastella Gelmini, ma gran
parte delle decisioni saranno prese dopo le prossime elezioni europee e amministrative.
È ancora tutto da stabilire. Ma la Lega, che in questi giorni sulla sanità ha
ingaggiato un fronte con l'assessorato alla Sanità, inizia a muovere le sue
pedine, screditando il lavoro fatto in questi anni dagli esponenti di Comunione
e Liberazione. L'asse con Tremonti è ben saldo. In particolare nella
bagarre legata all'Expo 2015, dove Leonardo Carioni, rappresentante del Tesoro
è pure presidente della Provincia di Como in quota Lega Nord. Di mezzo anche la
partita sulla Fondazione Fiera Milano e i battibecchi che stanno
contrassegnando A2a. Ma non ci sono solo gli interessi del Nord al centro della
diatriba tra due pezzi da novanta del Popolo della Libertà come Formigoni e
Tremonti. L'impressione è che sotto ci sia pure un sottile confronto in vista
della nuova leadership all'interno del partito di centrodestra. Se ne dovrà
parlare a breve nelle sedi appropriate, quando Berlusconi dovrà cedere il
passo. In pole position, per ora, pare esserci Gianfranco Fini, sempre più
smarcato dalla politica berlusconiana. Pure Tremonti, però, non disprezzerebbe
la successione al Cavaliere. Il terzo incomodo potrebbe essere proprio
Formigoni che negli ultimi anni ha sofferto più che mai il rapporto con
l'attuale presidente del Consiglio. 04/06/2009
(
da "Messaggero, Il
(Umbria)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì
04 Giugno 2009 Chiudi di REMO GASPERINI Niente delibera, ma un documento che
pur lasciando il problema aperto nelle mani della nuova amministrazione, indica
la soluzione e anche la copertura finanziaria necessaria all'attuazione degli
spostamenti. Così ieri mattina la giunta provinciale ha "licenziato"
lo scottante caso delle sedi delle scuole superiori per l'anno scolastico
2009-2010. E nel documento, che in particolare tiene in fibrillazione Pieralli,
Alessi e in parte anche gli Itc V. Emanuele II e Capitini, c'è anche
l'indicazione sulla nuova infrastruttura scolastica che dovrà essere
realizzata. Non c'è scritto dove si farà e a chi andrà esattamente (come nel
suo documento ha chiesto il consiglio d'Istituto dell'Alessi), ma c'è l'ok
sullo studio di fattibilità e il costo che si aggira sui 14 milioni. «Da una
parte c'era la necessità di coniugare la correttezza istituzionale di una
giunta che scade il 7 giugno; dall'altra il rispetto delle esigenze di scuole
che per l'inizio del nuovo anno scolastico devono avere a disposizione gli
spazi utili per svolgere l'attività didattica. Credo che con questo atto siamo
stati rispettosi di tutte le esigenze». Così Massimo Buconi, assessore
provinciale uscente con delega alla scuola, inquadra il documento che la sua
giunta lascia a quella nuova. «Un documento pilatesco? Nossignori - puntualizza
Buconi -, perché se il problema è rinviato alla nuova giunta, ma è anche vero
che indicare soluzione e finanziamento è un passo concreto e serio per evitare
chi arriva debba ricominciare tutto daccapo. Con la concreta ipotesi che
manchino i tempi per risolvere tutto entro settembre». Già, i tempi, assessore.
Cosa risponde a chi lamenta decisioni improvvise e comunque tardive? «Che siamo
arrivati a ipotizzare la soluzione solo ora perche prima non era possibile.
Rispetto agli altri anni c'è stato un mese di ritardo nelle iscrizione (28
febbraio anziché 31 gennaio) e che di conseguenza è stato ritardata anche la
definizione degli organici di diritto con l'aggiunta del fatto che l'Ufficio
Scolastico, nel fare gli organici, ha dovuto tener conto
anche delle disposizione del ministro Gelmini, ovvero
dei tagli al personale della scuola, ed anche dell'abolizione di alcuni
indirizzi. Insomma c'è una logica nella tempistica». E sulla richiesta
dell'Alessi di avere garanzie di una nuova sede unica? «Richiesta legittima che
conosco. Ma più che dare indicazioni positive su "una nuova
sede" non possiamo fare. Anche perché una sede unica la vogliono tutti: il
liceo Mariotti la vuole, l'altro Scientifico Galilei la vuole, il Pieralli la
vorrebbe e via dicendo. In futuro si cercherà di accontentare tutti, ma in
questo momento le priorità sono altre. Non è proponibile che esistano scuole
con una sede e altre con tre. Ecco che abbiamo indicato la strada del
"sacrifico distribuito" che prevede massimo due sedi per ogni
scuola». E allora riepiloghiamo il contenuto del piano che lasciate in eredità.
Buconi risponde: «Accorpamento dei due tecnici commerciali nella struttura
attuale del Capitini: gli alunni delle prime classi si iscriveranno all'Itc
V.Emanuele-Capitini. Così liberata, la scuola di piazzale Anna Frank sarà la
seconda sede del Pieralli che all'Elce non entrerebbe più avendo la necessità
di due nuove classi che non si possono ricavare nemmeno nella centrale di via
del Parione. Nella sede dell'Elce, lasciata libera dal Pieralli, troverebbe
agevolmente posto la succursale dell'Alessi fino lo scorso anno dislocata al
Capitini. Il tutto con una spesa prevista e calcolata di 120mila euro». Così
parlò l'assessore Buconi. Il suo successore seguirà le indicazioni o si
verificherà un ribaltone con conseguenze imprevedibili? Il tempo dirà.
(
da "Resto del Carlino,
Il (Ravenna)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
RAVENNA
CRONACA pag. 11 DOMANI, alle 17, si terrà in piazza del Popolo a Ravenna un
sit-in in difesa... DOMANI, alle 17, si terrà in piazza del Popolo a Ravenna un
sit-in in difesa della scuola pubblica di qualità. La Flc Cgil della provincia
di Ravenna denuncia «la gravissima situazione della scuola per l'anno
scolastico 2009-2010 per effetto dei tagli disposti dal
ministro Gelmini». In provincia di Ravenna, fannno sapere i sindacati, ci
saranno, rispetto all'anno scolastico 2008-2009, 25 docenti della scuola
dell'infanzia in meno a fronte di un aumento di 123 alunni (pari al +2,7 %).
Nelle scuola primaria si avranno 50 docenti in meno a fronte di un aumento di
549 alunni (+3,7 %); nella scuola media si perderanno 66 docenti
nonostante l'aumento di 232 alunni (+2,6 %). Per le scuole superiori la perdita
complessiva di docenti sarà pari a 37 mentre gli alunni saranno 360 in più (+2,7%). Infine,
le scuole perderanno 78 unità del personale Ata (-7 %). La Flc Cgil invita
famiglie, cittadini, studenti, lavoratori della scuola, a mobilitarsi «per
continuare nell'azione di sensibilizzazione e corretta informazione
dell'opinione pubblica». I partecipanti all'iniziativa indosseranno una
maglietta che riprodurrà lo slogan Nella scuola per scelta precari per forza'.
(
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere
del Mezzogiorno sezione: INPRIMOPIANO data: 04/06/2009 - pag: 4 Il caso di
Torino Al preside Pesola solidarietà della scuola Presunti insulti razzisti, il
ministero avvia un'indagine BARI Il ministero della Pubblica istruzione avvia
una verifica interna sulla denuncia che il museo egizio di Torino ha presentato
contro Marco Pesola, preside della scuola media Amedeo d'Aosta di Bari. Il
dirigente è stato accusato di aver usato frasi inappropriate contro una
dipendente del museo. Accuse respinte dal dirigente e dalla direttrice
dell'ufficio scolastico regionale Lucrezia Stellacci. Intanto ieri Pesola,
tornato a scuola, ha ricevuto la solidarietà di alunni e insegnanti che l'hanno
accolto nell'auditorium con un applauso. «E' stato un momento commovente -
racconta - ho sentito la solidarietà dell'intero istituto. E non solo». Il
dirigente oggi andrà a Roma per ritirare un premio sulla legalità, assegnato
alla sua scuola. «Speriamo di incontrare la ministra Gelmini - aggiunge - con la quale ho da sempre un ottimo rapporto e
spero di aver modo di chiarire la situazione e di presentare la mia versione
dei fatti, che è stata completamente cambiata dalla direttrice del museo». Il
preside infatti ha accusato il museo di aver discriminato la sua classe.
«La signorina addetta alla cassa - continua - non ha rispettato l'ordine di
prenotazione e ci ha fatto entrare in ritardo, dando la precedenza ad un gruppo
di Torino. Io non ho mai detto quelle frasi. Tutto è frutto di un grosso
equivoco». Dall'altra parte invece la dipendente ha denunciato Pesola per
«frasi razziste». Il dirigente avrebbe detto alla ragazza 31enne di Casablanca
«Torna al suo Paese e parli così ai suoi fratelli». Del caso si è interessato
anche Alain Elkann, presidente della Fondazione Museo delle Antichità di Torino
che ha chiesto l'intervento della ministra della Pubblica istruzione,
Mariastella Gelmini, affinché vengano presi dei
provvedimenti. Intanto ieri il dirigente ha inviato all'ufficio scolastico
regionale la relazione presentata il 7 maggio scorso alla direttrice del museo,
con il resoconto dei fatti. «Aspetto che venga fatta chiarezza - conclude - e
che la mia reputazione venga ripristinata. Ho sempre mantenuto il profilo basso
su qualsiasi vicenda ma questa storia mi ha profondamente colpito. Chi mi
conosce sa che quelle frasi non appartengono alla mia persona». S. Del. Il
museo Il dirigente è accusato di aver usato frasi razziste contro una
dipendente del museo egizio
(
da "Corriere della Sera"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera sezione: Cronache data: 04/06/2009 - pag: 29 L'esame L'anno scorso c'era
solo la scritta «esito positivo» o «esito negativo». E il verdetto si conosceva
in segreteria Maturità, torna il tabellone con i voti Il giudizio finale sarà
esposto in pubblico. La Gelmini: chiarezza
e rigore MILANO Si torna a tremare. A sentire il cuore che batte mentre il dito
scorre il tabellone e gli occhi si chiudono per un istante, prima di
soffermarsi sul numero fatidico. A cercare il proprio voto allungando il collo,
spingendosi tra la ressa per capire com'è andata. Maturità, si parte.
Con una novità: quest'anno il punteggio finale sarà pubblico. Visibile a tutti.
Come una volta. Niente più privacy, ma un ritorno al passato. «E alla scuola
della chiarezza e del rigore », dice il ministro Mariastella Gelmini.
L'ordinanza ministeriale numero 40 (il titolo: «istruzioni per lo svolgimento
degli esami di Stato»), dice così: «L'esito dell'esame con l'indicazione del
punteggio finale conseguito, inclusa la menzione della lode, è pubblicato, per
tutti i candidati, nell'albo di istituto sede della commissione, con la sola
indicazione della dizione 'esito negativo' nel caso di mancato superamento
dell'esame stesso». Ricapitolando: dal sessanta fino al cento con lode, tutti i
voti saranno resi pubblici e affissi nell'atrio di ogni scuola. Non era così lo
scorso anno, quando, per disposizione dell'ex ministro Giuseppe Fioroni, al
termine della prova fatta eccezione per gli studenti con lode ci si limitava a
indicare «esito positivo» per i promossi, «esito negativo» per i bocciati. Per
conoscere il punteggio di ogni candidato, bisognava andare in segreteria. Fu
una scelta a tutela della privacy: «Da parte nostra ha sempre sostenuto l'ex
viceministro del centrosinistra, Mariangela Bastico fu accolta la richiesta
delle associazioni dei disabili che si sentivano discriminate dai tabelloni. I
ragazzi con handicap gravi non ricevevano un diploma, ma un attestato di
competenza, senza punteggio. Erano riconoscibili». Questione di «sensibilità»,
dissero allora. Ma in questo modo, puntualizzano i presidi, «si privavano tutti
gli altri studenti (su mezzo milione di maturandi, i disabili sono circa 6
mila, ndr.) di un'emozione impagabile e di un vero momento di passaggio». Se il
2008 è stato l'anno dei voti «oscurati», ora si cambia. È stato il ministro
Mariastella Gelmini a insistere sulle nuove regole:
«Finisce l'epoca di un certo pedagogismo buonista che vuole tutelare a tutti i
costi il ragazzo laddove non ce n'è bisogno, visto che è maggiorenne e
perfettamente in grado di assumersi la responsabilità del proprio rendimento ».
Avanti tutta. Con un'ordinanza dettagliatissima. E con la consulenza del
Garante della privacy che non ha mai nascosto il suo parere sul tema: «Da
diversi anni precisa Francesco Pizzetti insistiamo sul fatto che nessuna norma
di protezione dei dati impedisce la pubblicazione dei voti». Anzi:
«Personalmente continua Pizzetti ho sempre ritenuto opportuno rendere pubblico
il punteggio finale. E questo ai fini della trasparenza dell'operato dei
docenti, del controllo sull'esame da parte dell'opinione pubblica, di un
incentivo per i ragazzi e di un riconoscimento degli sforzi da loro fatti.
Siamo contenti che il ministero dell'Istruzione sia tornato ad adottare certe
misure». Sentenza definitiva: i voti di maturità non sono dati sensibili. I più
sollevati sono i presidi, che ripensano «con angoscia » alla scorsa estate: «Le
segreterie erano prese d'assalto da ragazzi e mamme. Fu un delirio». E
comunque, come spiega Maria Letizia Terrinoni, a capo del liceo Tasso di Roma,
«questo proteggere i giovani ad ogni costo sa un po' di paranoico». La pensa
così anche Carlo Pedretti, preside del liceo classico Parini di Milano: «Sono
d'accordo con i cambiamenti voluti dal ministro Gelmini,
ma sarebbe meglio che certe decisioni fossero prese a settembre, non in corso
d'anno». Il collega Rosario Salamone del Visconti di Roma: «Sono convinto che
anche nella scuola debba tornare un forte senso dello Stato. Il fatto di
rendere pubblici i voti va in questa direzione». Il più scettico è Alberto De
Vico dell'Umberto di Napoli: «Ma i problemi sono altri, l'urgenza non è certo
questa». Favorevoli (la maggior parte) e contrari. E la tensione che sale in
vista della prima prova, il 25 giugno. Quanto ai candidati disabili, il
ministero dell'Istruzione non smette di tutelarli: «Il riferimento alle prove
differenziate sarà indicato solo nell'attestazione e non nei tabelloni affissi
all'albo dell'istituto». Annachiara Sacchi 497 .464 Studenti che faranno la
maturità tra scuole pubbliche e private Fine di un'era Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione: «Finisce l'epoca di un
certo pedagogismo buonista che vuole tutelare a tutti costi lo studente anche
quando non è necessario»
(
da "Corriere della Sera"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera sezione: Cronache data: 04/06/2009 - pag: 29 Gli studenti «Ma così
non si tutela la privacy» «Noi siamo dell'idea che il voto abbia a che fare con
la dimensione privata». Tito Russo, coordinatore nazionale dell'Unione degli
Studenti (Uds), l'associazione nazionale che con i suoi 30 mila iscritti è
presente in 130 città italiane, non è per nulla convinto
che le novità introdotte dal ministro Mariastella Gelmini siano «a
favore dei ragazzi». E dice: «Non capiamo in che direzione vada l'ordinanza che
regola il nuovo esame di Stato». Meglio l'anno scorso, quando il punteggio di
maturità era criptato e «solo il diplomato poteva conoscerlo». Parere negativo,
insomma. Ma il giudizio di Tito Russo è ancora più severo quando si
parla di altri aspetti dell'organizzazione scolastica: «Ci sono tanti temi che
andrebbero affrontati e avrebbero bisogno di interventi tempestivi da parte
delle istituzioni. Le circolari si facciano sulle cose serie, non sui voti
pubblici o criptati». (a. sac.)
(
da "Corriere della Sera"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera sezione: Cronache data: 04/06/2009 - pag: 29 Protesta Trento boccia
i nuovi criteri di valutazione La «stretta» voluta dal
ministro Gelmini per chi si comporta male a scuola e studia poco, approvata il 28
maggio dal Consiglio dei ministri, non verrà applicata in tutta Italia. La
Provincia di Trento ha dato ieri l'assenso alla proposta di Marta Dalmaso
(foto), assessore all'Istruzione e allo Sport di non applicare il nuovo
regolamento. Avvalendosi dello status di provincia autonoma, le scuole
trentine potranno ignorare le disposizioni del Miur: niente obbligo della media
del 6 per essere ammessi alla maturità; no alla bocciatura con il 5 in condotta; niente
assegnazione dei voti in decimi alle medie. Il regolamento locale prevede che
il consiglio di classe mantenga i giudizi articolati e promuova gli studenti
adottando una «valutazione complessivamente sufficiente».
(
da "Corriere della Sera"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 04/06/2009 - pag: 3 Verso il voto
Sei ministri ieri in piazza San Carlo. Il presidente della Provincia: se vince
il mio rivale sarà sotto tutela La Moratti guida il fronte anti-Penati «Chiedo
un cambio in Provincia». La replica: Podestà è senza idee L'anti-Penati è lei,
Letizia Moratti. Il sindaco scende in campo per sostenere il candidato del Pdl,
Guido Podestà, e dal palco affollato di ministri del centrodestra arrivati per
l'ultimo appello al voto colpisce più duramente di tutti. «Chiedo un cambio
deciso in Provincia esordisce il sindaco perché ne ho bisogno ». La Moratti
riferisce di aver avuto «grandi difficoltà » nei rapporti con l'amministrazione
provinciale e insiste su due temi: sicurezza e Malpensa. Spiega che in caso di
vittoria di Penati «la sicurezza sarà un problema perché la sua coalizione non
l'ha a cuore». «Se io fossi stata costretta a scegliere tra la sicurezza dei
cittadini e l'Expo rilancia avrei scelto la sicurezza ». Il sindaco assicura
poi di aver cercato tante volte al telefono il presidente della Provincia per
parlare di Malpensa, nei mesi scorsi, ma di non averlo mai trovato. «Ho
chiamato e sono state costretta a lasciar detto alla sua segretaria ». In piazza San Carlo, a due passi da San Babila, i ministri Gelmini, Brambilla, Bondi, Frattini, Brunetta e La Russa si spendono uno
dopo l'altro per Guido Podestà. Ci sono anche il capogruppo Pdl alla Camera,
Fabrizio Cicchitto, arrivano in corsa il governatore Roberto Formigoni e l'ex
sindaco Gabriele Albertini. Sventolano le bandiere e scorrono fiumi di
santini, ma i milanesi non si sono presentati in massa a questo appuntamento di
metà pomeriggio: se ne contano meno di duecento. «È normale a quest'ora, la
gente lavora», commenta il vicesindaco De Corato, sicuro della vittoria al
primo turno. L'appello più pressante contro l'astensionismo è del ministro
della Difesa, Ignazio La Russa: «Penati spera di giocarsela al ballottaggio con
l'aiuto dell'estate e delle vacanze attacca per questo il nostro obiettivo è di
superare l'80 % di partecipazione degli elettori al primo turno, così noi
saremo sicuramente vincitori». Il timore per le astensioni è implicito nelle
parole del ministro Bondi: «Oggi non si può non denunciare denuncia la distanza
che c'è tra la società civile e la politica per l'immagine offerta in questi
giorni dalla sinistra». Invita con forza i cittadini alle urne anche il
ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini: «Penati
è stato un ottimo comunicatore, ma un pessimo amministratore», riassume.
Concorda il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi: «Con Podestà la sfida è
di far tornare in Provincia la politica del fare anziché la politica delle
promesse non mantenute e della pura gestione del potere». E' Cicchitto, invece,
ad ammettere che questa campagna elettorale «è la peggiore mai vista»: «Non
abbiamo discusso di Unione europea fa notare perché abbiamo dovuto respingere i
tentativi di demonizzazione». Qualche piazza più in là. in via Dante, il
presidente della Provincia, Filippo Penati, interviene a un dibattito moderato
da Philippe Daverio, in collegamento via web. Arrivano domande in diretta, mail
e alla fine gli organizzatori contano cinquemila contatti. Tra le file di
Penati rimbalzano subito gli attacchi provenienti dal palco dei ministri Pdl e
la risposta non si fa attendere. «Podestà ha sempre bisogno del sostegno
pungola il presidente uscente della Provincia Del premier Silvio Berlusconi nel
lavoro ieri e in politica da 15 anni a questa parte. Adesso lo hanno soccorso
anche il sindaco e sei ministri che parlano per lui, che si rivela un candidato
senza proposte, che non merita la fiducia dei milanesi. Sarebbe un presidente
sotto tutela ». Penati, nel merito, replica sulla sicurezza. «Mentre Podestà da
Bruxelles agiva per la libera circolazione dei rom romeni che potevano arrivare
indisturbati in Italia controbatte io a Milano chiedevo al governo un impegno
deciso per impedire questo flusso. Grazie anche a Podestà nel 2007 sono
arrivati 10mila rom in città». Rossella Verga Governo Gelmini,
Brambilla, Bondi, Frattini, Brunetta e La Russa: i ministri a Milano Il Pd
Grazie anche a Podestà nel 2007 sono arrivati 10 mila rom in città
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Zanon e
Malignani con metà budget rispetto al 2008. I ragazzi con debiti formativi
ricorreranno a insegnanti privati con un forte aggravio di spesa Scure sui
corsi di recupero a scuola Tagliati i fondi agli istituti: lezioni per i
"rimandati" ridotte all'osso. I genitori preoccupati di PAOLA
LENARDUZZI Il taglio dei fondi dal Ministero mette in difficoltà le scuole
superiori nell'assicurare le lezioni di recupero per chi avrà debiti formativi.
Con la conseguenza che a tante famiglie toccherà sobbarcarsi nuove spese per le
lezioni private dei figli. È la normativa del ministro Gelmini a prevedere che i singoli istituti garantiscano
obbligatoriamente queste lezioni, tuttavia il Miur ha ristretto non poco i
cordoni della borsa. e se i soldi non basteranno bisognerà concentrarsi sulle
materie fondamentali. Così, tutto lascia supporre che la prossima estate ridarà
fiato al mercato nero delle "ripetizioni". Pur non sapendo
ancora con precisione quanti studenti saranno "rimandati", chiamati
cioè alla verifica di settembre per riparare le materie con giudizio non
sufficiente, gran parte dei dirigenti ritiene che i finanziamenti, di cui viene
comunicato proprio in questi giorni l'accreditamento, non basteranno a coprire
tutto. C'è chi dovrà ricorrere a fondi propri dell'istituto, chi proporrà delle
lezioni di metodologia di studio, chi dovrà giocoforza selezionare gli
insegnamenti su cui garantire i corsi. «Ci troviamo seriamente in difficoltà a
fronte di contributi più che dimezzati - ammette il dirigente del Malignani,
Arturo Campanella -, stiamo pensando a quali altre soluzioni economiche
ricorrere e anche in fretta, visto che bisognerà cominciare a giugno. Noi da
Roma avremo una somma che è inferiore alla metà di quanto abbiamo potuto
disporre lo scorso anno. Al momento pensiamo di assicurare dei corsi sul metodo
di studio, poi è chiaro che in qualche modo saranno gli studenti a doversi
impegnare per coprire le lacune, non posso certo chiedere agli insegnanti di
fare i missionari dando lezioni gratuite». Va ricordato che i finanziamenti
sono previsti per l'intero 2009 e devono andare a coprire anche le lezioni di
recupero, i cosiddetti sportelli, che si tengono durante l'anno scolastico. «Se
avessimo avuto per tempo l'informazione su quanto denaro disporre - dice Ester
Iannis, preside del Marinoni - avremmo gestito diversamente i corsi di repero
durante l'anno, che finora abbiamo coperto a nostre spese». Allo Zanon il
budget è stato esattamente dimezzato. «Ci sono state assicurate due tranche di
quasi 13 mila euro ciascuna - informa il dirigente, Antonio Colussi - a fronte
dei 50 mila disposti lo scorso anno. È inevitabile che bisognerà integrare con
fondi nostri». Soluzione già messa in preventivo al Marinelli, dove per i
recuperi è stata accantonata parte del fondo cassa dell'istituto nel caso in
cui non bastassero i soldi in arrivo. E lo stesso dicasi per lo Stellini, come
illustra la dirigente, Anna Maria Germini: «Ci è stata assegnata una cifra
attorno ai 5.800 euro, che rappresenta il 50% dell'importo complessivo per
quest'anno e che sappiamo non bastare. Ecco perchè per i recuperi sarà
riservato anche il 70% dei fondi d'istituto che a nostro parere non vanno
destinati a progettini che lasciano il tempo che trovano, bensì ai
potenziamenti e alle eccellenze». Perplessa Enrica Mazzucchin, dirigente dello
Stringher, che prevede una selezione degli insegnamenti da offrire: «Per le
lezioni il sostegno finanziario è davvero ridotto ai minimi termini.
Bisognerebbe dire chiaramente se s'intende far decollare questi corsi, adeguandoli
alle esigenze reali, oppure proporre qualcosa di approssimativo».
(
da "Secolo XIX, Il"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
«Scuole a rischioper tagli al personale» la denuncia dei sindacati
La riforma Gelmini manda a casa in Liguria 656 docenti e 317 impiegati. Le realtà
più colpite sono le medie e le elementari 04/06/2009 Genova. «È a rischio la
sicurezza nelle scuole. I tagli previsti dal ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini decapiteranno mille persone in Liguria. Non c'è personale
sufficiente per garantire l'incolumità dei ragazzi». I sindacati del settore
lanciano un grido dall'allarme sugli esuberi previsti dalla nuova riforma
scolastica e chiedono alla Regione di aprire un tavolo di concertazione. Una
richiesta, dicono, che risale a un anno fa e finora non ha ricevuto risposta.
«Aumentano i ragazzi e diminuiscono gli insegnanti - denuncia Paola Repetto
della Filc Cgil - Questa scure va a colpire persone che hanno lavorato per anni
in condizioni precarie e a minor costo». Secondo i dati forniti da Cgil, Cisl,
Uil e Snals perderanno l'impiego 656 docenti e 317 membri del personale
amministrativo. Le realtà più colpite sono le scuole medie e elementari. E su
questo ultimo punto, secondo le organizzazioni del lavoro, si profila un
ulteriore problema. «Sono state accorpate amministrativamente delle scuole ma i
plessi, le sedi, sono rimasti gli stessi - dice Dino Castiglione, segretario di
Cisl scuola Liguria - Questo significa che diventa molto problematico garantire
la vigilanza». Le polemiche dei sindacati sono indirizzate anche contro la
Regione. «Con una delibera di indirizzo del nuovo regolamento nazionale di
dimensionamento hanno disposto che non vengano chiuse le scuole più piccole,
come voleva la normativa nazionale - dice Corrado Artale, segretario di Uil
scuola Liguria - Ma non ci hanno spiegato dove trovare le risorse aggiuntive.
Da un anno chiediamo di aprire un tavolo di trattative ma non siamo mai stati
considerati». «Si è deciso di far partire subito una riforma che poteva essere
posticipata di almeno un anno», aggiunge Repetto. «La preoccupazione dei
sindacati è anche la nostra - replica Massimiliano Costa, vicepresidente della
Regione e assessore all'Istruzione - Ma i tagli dipendono dal ministero, non da
noi. Dissento sul piano di dimensionamento: non avevamo altra possibilitàè
stato applicato in tutta Italia. E, lungo tutto il mio mandato, ho sempre
ricevuto i sindacati. Quanto alla delibera sulle scuole più piccole,
l'intervento ci è stato chiesto da Comuni e Province. Siamo convinti che non
debbano chiudere queste realtà perché l'entroterra si spopolerebbe. Tutti
dovranno fare degli sforzi». Il 12 giugno i sindacati annunciano la volontà di
organizzare un presidio di protesta davanti alla sede della Direzione regionale
scolastica di via Assarotti. M. Gra. 04/06/2009
(
da "Affari Italiani
(Online)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Milano/
Berlusconi: "Podestà alla Provincia risolve anomalia" Giovedí
04.06.2009 09:06 "Bisogna avere una Provincia che possa lavorare assieme
al Comune e al Governo, in modo da dare il via" alle infrastrutture di cui
la Lombardia ha bisogno. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, in collegamento telefonico con Telelombardia, sulle prossime
elezioni per la Provincia di Milano. "Oggi in Lombardia -ha continuato
Berlusconi- c'è un'anomalia: la Provincia non è in grado di essere in sintonia
con l'amministrazione comunale e con l'amministrazione centrale e il Governo.
Questa anomalia comporta una difficoltà di lavorare in comune e il risultato è
che le opere a cui deve partecipare anche la Provincia si sono bloccate".
Per Berlusconi le infrastrutture di cui la città e la provincia hanno bisogno
sono "l'estensione della metropolitana fuori dai confini del Comune di
Milano fino a toccare tutta la Provincia, la realizzazione di una circolare
esterna e la Milano-Bergamo-Brescia. Queste opere a causa delle dissonanze fra
Comune, Provincia e Governo centrale sono rimaste in stallo". Il
presidente del Consiglio ha aggiunto che "l'impegno di Guido Podestà -il
candidato del Pdl per la Provincia- sarà quello di dare il via a queste
opere". LA CRONACA DI IERI GELMINI - "Penati è un
ottimo comunicatore, dobbiamo ammetterlo. E' riuscito in questi anni a coprire
il fatto di far parte di una coalizione di sinistra e anche di estrema
sinistra. Ha saputo recitare a soggetto". Così il ministro all'Istruzione
Mariastella Gelmini, nel corso del comizio per il candidato del Pdl e della Lega
Nord alla Provincia di Milano Guido Podesta'. "Faccio solo un
piccolo esempio: aveva promesso qualche migliaio di alberi a Milano, sfido
chiunque a trovarli, non ne è stato piantato uno", ha concluso il ministro
che ha parlato, di "una gestione allegra delle risorse pubbliche", da
parte di Penati, "un uso disincantato soprattutto sulla
comunicazione". PENATI - "Sette ministri a Milano e neanche uno
straccio di impegno ná di euro per Milano, complimenti. Il Governo è venuto a
Milano a mani vuote". E' lapidario il commento del presidente uscente
della Provincia, Filippo Penati, sul comizio elettorale in sostegno del suo
diretto avversario per la guida di Palazzo Isimbardi, Guido Podestà,
organizzato in piazza san Carlo e che ha visto la partecipazione di sette
ministri della repubblica oltre al sindaco, Letizia Moratti, e al presidente
della Regione, Roberto Formigoni. Penati, al termine del convegno, sottolinea
come i ministri siano "venuti a Milano a mani vuote, senza nessun impegno
e neanche un euro. pagina successiva >>
(
da "Blogosfere"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giu 09 4
Bande nere, i nuovi nazi da Cuore Nero a Casa Pound: intervista a Paolo Berizzi
Pubblicato da Eleonora Bianchini, Blogosfere Staff alle 07:00 in Interviste
Un'inchiesta a 360 gradi sui nuovi nazifascisti con tanto di mappatura sui luoghi
di aggregazione culturale, dalla Brianza alla Capitale. Bande nere. Come
vivono, chi sono, chi protegge i nuovi nazifascisti (Bompiani, 17,50 euro) di
Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica già autore di inchieste su lavoro nero
e caporalato nell'edilizia, esplora i cuori neri italiani, dalle Osa romane
alle curve degli stadi fino ai militanti che, lontani dalle prime pagine dei
giornali, intrattengono rapporti politici con alte cariche istituzionali.
Abbiamo intervistato l'autore partendo dall'ostilità che questo tipo di
inchieste provocano, dentro e fuori la politica. Claudio Lazzaro, ex inviato
del Corriere e regista di Nazirock è stato minacciato da Forza Nuova e
diffidato da Roberto Fiore. Anche tu hai subito pressioni? Difficoltà ne ho
incontrate fin dall'uscita del libro (18 marzo 2009), alle presentazioni e non
solo. Forti pressioni politiche - rivolte anche alla casa editrice - e messaggi
"trasversali" e "subliminali". Dirigenti di Forza Nuova si
sono espressi pubblicamente sul libro dicendo che «fomenta l'odio». Per quanto
mi riguarda, credo che tutto si possa dire di Bande nere tranne che fomenti
l'odio, ma tant'è. Presentando in giro per lItalia,
poi, ho dovuto affrontare problemi "logistici" e tentativi di
ostacolare la presentazione del mio lavoro. Ad esempio? A Verona il sindaco
leghista Flavio Tosi - di cui racconto gli stretti legami con l'estrema destra
veronese - ha negato la concessione della piazza dove doveva svolgersi il
dibattito (nel centro storico di Verona, a pochi metri da dove Nicola Tommasoli
è stato ucciso da un banda di giovani naziskin) salvo fare poi marcia indietro,
quando il caso è scoppiato sui giornali, con un dietrofront un po' tardivo e
imbarazzante. Alla fine, infatti, ci è stata concessa una sala civica, con una
straordinaria risposta di pubblico: oltre 400 persone. Altri casi? A Bergamo,
con il sindaco di centrosinistra Roberto Bruni che - in questo caso con
motivazioni né strumentali né politiche - ha dichiarato off limits tutti i
luoghi pubblici all'aperto per motivi di ordine pubblico. Minacce e pressioni
me le aspettavo, non mi turbano affatto e a chi me le ha rivolte rispondo con
un'espressione a loro molto cara: me ne frego! Certo mi fa un po' impressione
che, a 60 anni dalla fine del fascismo, la presentazione di un libro sui nuovi
nazifascisti - un libro di cronaca, non un partito o un comizio politico -
possa addirittura costituire un motivo di turbamento per lordine pubblico. Parliamo dei luoghi di aggregazione. A
Milano Cuore Nero è il centro di gravità di Forza Nuova mentre a Roma il
fulcro della destra movimentista è una casa occupata, Casa Pound. Le Osa
(occupazioni a scopo abitativo) si sono ben integrate nel tessuto sociale
romano e non in quello milanese, e hanno rubato la scena anche alle occupazioni
di sinistra. Il fascismo sociale fa più presa sulla Capitale? A Roma c'è una
tradizione che a Milano non c'è. All'ombra del Duomo il fascismo non è mai
stato "sociale", non ha mai raccolto le istanze dei ceti meno
abbienti o delle periferie. Roma, in questo, è sempre stata il vero laboratorio
della destra radicale. E infatti oggi, con la rete Casa Pound Italia,
rappresenta un modello per Milano dove, però, stenta a decollare. Le Osa si
sono bene integrate nel tessuto romano perché a Roma, nelle borgate ma anche
nei quartieri cittadini, parte della galassia nera si fonda su una cultura
diversa da quella di Milano e del Nord, per esempio anche del Veneto, altra
officina della fascisteria di ieri e di oggi. Qual è la differenza? In queste
zone cè molto più individualismo, minore rete
sociale, un'aggregazione più estemporanea e comunque non basata su temi come
l'occupazione abitativa, il mutuo sociale, la lotta contro le lobby delle
banche e i poteri forti, temi portati avanti da Casa Pound che sta rubando la
scena alla sinistra movimentista». Mario La Ferla ne "L'altro Che"
ricostruisce il mito di Che Guevara adottato anche dalla destra militante.
Destra e sinistra radicale condividono anche luoghi di aggregazione oltre che
miti e ideali (antiamericanismo e no alla globalizzazione)? Sì, penso ai centri
sociali. Prima erano solo di sinistra, non era necessario connotarli
politicamente. Oggi possono anche essere di destra e sono in forte crescita.
Miti e ideali sono condivisi solo in parte: anti americanismo e globalizzazione
(i neri la chiamano mondialismo), certo. E non solo: in alcuni casi anche le
letture (Che Guevara, Saviano ecc). Talvolta c'è, da parte della destra
radicale, il tentativo strategico di impossessarsi di contenuti di sinistra e
riproporli sotto una nuova luce o un nuovo colore. Neofascisti in politica:
Roberto Jonghi Lavarini che presiede il comitato Destra per Milano (poi
confluito nel Pdl) è stato ritratto insieme al ministro Ronchi e, da La Russa
ad Alemanno, molti politici intrattengono rapporti di lunga data con la destra
movimentista. In che modo è presente nelle istituzioni? Si nasconde anche sotto
falso nome (Pdl) per mero opportunismo politico? La destra militante è presente
nelle istituzioni e, laddove la presenza non sia certificata ufficialmente, si
basa sui rapporti quantomeno ambigui: quelli tra la destra stradaiola, radicale
e estremista, spesso xenofoba e violenta, e la destra cosiddetta istituzionale,
quella che si definisce moderna e liberale. Queste due destre non sono affatto
lontane ma condividono in molti casi un terreno di assoluta contiguità. Sponde
politiche, protezioni, sostegni. Chi protegge i nuovi nazifascisti? Quei
politici - pubblici amministratori, sindaci, parlamentari - che magari in
alcuni casi ufficialmente prendono le distanze dalle bande nere ma poi reggono
il loro gioco, gli danno spazio per ingrossare le proprie fila. Molti politici,
poi, non ne fanno nemmeno mistero. Ci sono connivenze - o silenzi assensi - da
parte del palazzo della politica così come, per esempio, da parte dei vertici
dele società calcistiche che proteggono gli ultrà filofascisti e razzisti. Il
proselitismo della destra radicale ha avuto più successo negli ultimi anni? Sì.
E questo è dovuto a diversi fattori: innanzitutto il clima socio-politico favorevole.
In Italia e in Europa c'è diffidenza, paura, a volte odio nei confronti
dell'immigrato, che oggi è il nemico comune delle bande nere. In un periodo di
forte crisi economica riemergono le spinte nazionaliste, protezioniste, con
tutti i fermenti neonazifascisti. A volte questo causa una specie di guerra tra
poveri. Fasce sociali deboli che indossano la camicia nera perché i loro
appartenenti si ergono a paladini della nazione, della città, del paese. Poi
c'è il rallentamento di passo da parte della sinistra, che ha lasciato
colpevolmente molti spazi vuoti. Nelle scuole, nei licei, nelle università,
nelle piazze. E la destra radicale si è riorganizzata, facendo un'opera
massiccia di proselitismo, soprattutto tra le nuove generazioni. Adesione alla
destra o alla sinistra radicale: in che cosa si differenzia l'identikit del
giovane militante? Dal punto di vista estetico, il militante dell'estrema
destra ha abbandonato almeno in parte il trucidismo di qualche anno fa. E'
molto meno tracciabile, si confonde nelle piazze, a volte volutamente perché la
capacità di infiltrazione nella società passa anche attraverso un nuovo
linguaggio e un nuovo volto. L'ultimo esempio sono state le
manifestazioni di protesta contro il ministro Gelmini, che hanno
visto rossi e neri quasi a fianco in piazza, salvo poi il finale di piazza
Navona che sembrava pianificato per marcare differenze e territorio. Oggi il
giovane militante che deve scegliere se andare a sinistra o a destra, tende a
vedere più a destra l'elemento trasgressivo. Anche su questo si basa il
successo di alcune organizzazioni dei "fascisti del terzo millennio".
La tua inchiesta si concentra soprattuto in Lombardia, Veneto e Lazio. Nel
Mezzogiorno non ci sono esempi significativi di destra radicale militante? Oggi
meno di un tempo. Negli anni '70 e '80 questa impronta era più marcata. Poi si
è un po' affievolita. Le regioni meridionali hanno un impianto sociale e
politico particolare, dove gli opposti estremismi sono molto meno radicati e
"in fermento2 rispetto ad altre zone del Paese. Legge Scelba: chiunque «fa
propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un
gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione
del disciolto partito fascista, oppure da chiunque «pubblicamente esalta
esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità
antidemocratiche» commette reato. Perchè allora sopravvivono gruppi come Forza
Nuova e Fronte Sociale nazionale, che di dicono orgogliosamente fascisti? Cè una zona grigia anche nell'apparato legislativo
che permette ad alcuni partiti e organizzazioni chiaramente filofasciste di
farla franca. Di muoversi sempre borderline. Non cè solo la legge Scelba, cè anche la legge Mancino
('93) sull'istigazione all'odio razziale e c'è l'articolo 139 della
Costituziione che vieta la riorganizzaizone, sotto qualsiasi forma, del
disciolto partito fascista. Queste leggi spesso ci sono ma non vengono
applicate e si rivelano una presa in giro. Sono vilipese e calpestate ogni
giorno, sotto lo sguardo miope dei nostri amministratori e di chi dovrebbe
farle rispettare.
(
da "TGCom"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
4/6/2009
Maturità, il voto torna pubblico Di nuovo i tabelloni esposti a tutti L'anno
scorso il punteggio della maturità non veniva esposto pubblicamente. Per
tutelare la privacy, a fianco del nome dello studente compariva solamente la
scritta "esito positivo" o "esito negativo". Poi, per il
verdetto, ci si doveva recare in segreteria. Quest'anno, la riforma del
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini reintroduce i voti in tabellone. Per il ministro si tratta di
"un ritorno alla scuola della chiarezza e del rigore". La nuova norma
è introdotta dall'ordinanza ministeriale numero 40. Questa stabilisce che, dal
sessanta fino al cento e lode, tutti i voti saranno resi pubblici e affissi
negli atri delle scuole. Mentre per chi non ha superato l'esame, sarà
indicato solamente "esito negativo". I voti non pubblici furono
introdotti lo scorso anno dall'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni per
tutelare soprattutto gli studenti portatori di handicap che non ricevevano un
diploma ma un attestato di competenza, senza punteggio ed erano così
riconoscibili sul tabellone. Quest'anno, invece, il ministro Gelmini
la pensa diversamente. Per i quasi 500mila maturandi "finisce l'epoca di
un certo pedagogismo buonista che vuole tutelare a tutti i costi il ragazzo
laddove ce n'è bisogno, viso che è maggiorenne e perfettamente in grado di
assumersi la responsabilità del proprio rendimento" dichiara Gelmini. Del resto, lo stesso Garante della privacy,
Francesco Pizzetti, precisa che nessuna norma di protezione dei dati impedisce
la pubblicazione dei voti. Anzi, dichiara Guzzetti al Corriere:
"Personalmente ho sempre ritenuto opportuno rendere pubblico il punteggio
finale. E questo ai fini della trasparenza dell'operato dei docenti, del
controllo sull'esame da parte dell'opinione pubblica, di un incentivo per i
ragazzi e di un riconoscimento degli sforzi da loro fatti. Siamo contenti,
conclude, che il ministero dell'Istruzione sia tornato ad adottare certe
misure".
(
da "Brescia Oggi"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
In lizza
ci sono quattro ricette CAPRIOLO. Rossi, Lunardi, Zanetti e Rigamonti tra
programmi, promesse e problemi Fari puntati sulla sicurezza Ma nessuno
prescinde dalla crisi economica e dalla disoccupazione 04/06/2009 rss e-mail
print In lizza ci sono quattro ricette Voto anticipato, a tre anni dalle
amministrative vinte da Forza Italia Lega e Udc, a Capriolo: si confrontano
quattro candidati. Lega Pdl e Pensionati candidano Emanuele Rossi che ha
accettato perché «amo il paese della mia famiglia dove sono cresciuto e vivo» e
chiede il voto perché da imprenditore conosce i problemi e i meccanismi
amministrativi e perchè «conto su amici come la Gelmini, Calderoli e vari sottosegretari, assessori regionali e
provinciali e l'onorevole Molgora che possono tornare utili a Capriolo. Le
priorità sono il controllo dei clandestini, no ad accampamenti nomadi, turismo,
giovani e sport, sostegno alle famiglie con un fondo di solidarietà, risolvere
il problema variante 469 e quello dei parcheggi in centro». Amedeo
Lunardi, civica Vivere Capriolo, con appoggio esterno del Pd si è candidato
dopo l'invito di centinaia di persone «che sentono la necessità di cambiamento
vero nel modo di gestire amministrare che punti sui bisogni reali della gente»
Chiede «fiducia perché rappresento l'unica novità senza interessi personali o
partitici e voglio fare il bene del paese con lo spirito positivo tenuto da
rappresentante dei genitori nel consiglio d'Istituto scolastico» Sul fronte
delle priorità la precedenza è per «la sicurezza, l'attenzione a cultura e
sociale, la vivibilità migliorando la qualità della vita delle persone, fondo
straordinario di solidarietà per le persone colpite dalla crisi». Pieralberto
Zanetti, civica Capriolo Cuore e ragione, si è ricandidato «per proseguire il
lavoro iniziato nel 2006 e dare risposte alla comunità, che negli ultimi 15
anni ha subito le scelte che hanno cementificato il territorio senza logica di
servizi e reale programmazione. Ho idee chiare non mi sottraggo a scelte anche
difficili e intendo riavvicinare i Capriolesi alle scelte politiche per dare
nuove prospettive al presente ed al futuro di Capriolo». Le priorità
amministrative riguardiano «un assessorato e una commissione per tutte i
problemi della crisi, per famiglie e imprese. Revisione del Pgt, sicurezza, e
controllo del territorio che limiti la clandestinità». FABRIZIO RIGAMONTI,
civica «Per Capriolo con Rigamonti», spiega di essersi candidato «Perché voglio
bene alla città dove vivo, vorrei essere votato perchè i capriolesi possono
vedere e ricordare quanto ho fatto nei precedenti mandati». Le priorità?
«Aiutare le famiglie ad affrontare la crisi, favorendo la cooperazione per
produrre posti di lavoro. Poi istruzione e cultura, migliorare la qualità
dell'aria del paese con parcheggi in centro, una variante della 469 e la
bretella per Adro che elimini i camion da via Genova» Giancarlo Chiari
Giancarlo Chiari
(
da "Avvenire"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
POLITICA
04-06-2009 Arriva il «kit per copiare» con tanto di «penna video» F orse la
prima reazione a questa notizia è quella di un sorriso. E la memoria corre ai
vecchi bigliettini, con la formula che proprio non voleva entrare in testa o la
frase da utilizzare in un tema, nascosti nella biro e nella cintura dei
pantaloni. Ma pensandoci bene è davvero frustrante pensare
che le nuove tecnologie, invece di aiutare i ragazzi a studiare, puntino a
farli copiare. In sostanza proseguire gli studi con l'inganno. «Copiare agli
esami si è sempre fatto» commenta il ministro Gelmini,
ammettendo che a cambiare è solo lo strumento. Nulla di nuovo. Neppure il vizio
della scorciatoia.
(
da "Avvenire"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA
04-06-2009 La carica dei ministri nel fortino milanese del Pd la partita abbia
un valore nazionale lo si intuisce dall'arrivo in città, uno dopo l'altro, di
diversi esponenti della compagine governativa, ciascuno con un proprio
messaggio all'indirizzo di Penati. «La Provincia di Milano è senza dubbio
l'anello debole tra il Comune e la Regione» spiega il responsabile della
Farnesina, Franco Frattini. Penati «vuol fare il moderato», ma il suo «è
trasformismo» per catturare voti, è l'analisi del collega alla Difesa, Ignazio
La Russa, mentre per il ministro della Cultura Sandro Bondi, «in questa
consultazione dobbiamo dimostrare di saper affrontare la questione
settentrionale, al pari della questione meridionale». La contesa per Palazzo
Isimbardi è dunque un banco di prova per la classe dirigente ora al governo,
stretta tra il movimentismo della Lega, concorrente-alleato in grado di drenare
consensi nel ceto medio milanese, e la strategia di Penati, che punta al
secondo turno per tessere la tela degli eventuali accordi con l'Udc e con
diverse liste civiche alla guida dei Comuni del territorio. È per questo che La
Russa evoca lo spettro delle «vacanze e dell'estate», chiedendo un'alta
partecipazione alle urne del suo elettorato, mentre il
ministro Mariastella Gelmini spera «in un'affermazione al primo turno». A fare gli onori di
casa, mentre i volontari del Pdl distribuiscono volantini e opuscoli elettorali
al pubblico distratto dello shopping meneghino, è il candidato del centrodestra
Guido Podestà, che si presenta come «uno che ha sempre lavorato, a dispetto di
un funzionario di partito». Ma è proprio a lui, quasi volesse mantenere
lo scontro sul terreno locale, che il presidente della Provincia di Milano
risponde, accusandolo dei suoi trascorsi all'Europarlamento. «Mentre Podestà da
Bruxelles agiva per la libera circolazione dei rom romeni che potevano arrivare
indisturbati in Italia sostiene Penati io a Milano chiedevo al governo un
impegno deciso per impedire questo flusso. Una decisione che portò di fatto a
Milano 10mila rom nei primi sei mesi del 2007, essendo state chiuse le
possibilità di entrata in altri Paesi vicini». Ed è probabile che proprio sulla
sicurezza si giochi l'esito di questa campagna elettorale. Lo ha ammesso
implicitamente la stessa Moratti, sorprendendo la platea quando ha spiegato che
«l'Expo è certamente importante e ce lo teniamo stretto, ma tra la sicurezza e
l'Expo avrei certamente scelto la sicurezza» come priorità di governo. Basterà
la carica dei ministri per dare la spallata già domenica o non c'è forse il
rischio boomerang per un esecutivo che ha investito tanto, anche in termini di
immagine, per la conquista di Palazzo Isimbardi? Dal quartier generale di
Penati filtra in serata un solo commento: in città sono arrivati «ministri che
non hanno portato un solo euro a Milano». I vertici nazionali del Pd hanno
preferito, almeno nelle battute finali, seguire da lontano la campagna del
presidente della Provincia. Domenica sera, per entrambi gli schieramenti, sarà
già l'ora dei bilanci. Da Frattini alla Gelmini, mezzo
governo in città per sconfiggere Penati La Moratti: aiutateci a cambiare la
guida della Provincia. La replica: da Roma neanche un euro per lo sviluppo dei
territori
(
da "Sestopotere.com"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
La
pianura padana è una delle aree più inquinate d' Europa (4/6/2009 09:29) |
(Sesto Potere) - Milano - 4 giugno 2009 - Che aria tira in montagna? Non molto
buona, a quanto pare. In montagna come in città, sono state rilevate le stesse
quantità dinquinanti. I dati che lo dimostrano, raccolti dal progetto di
monitoraggio climatico ambientale Share, saranno presentati alla conferenza
internazionale: Mountains: energy, water and food for life. The Share project:
understanding the impacts of climate change svoltosi a Milano il 27 e il 28
maggio 2009. "Si tratta di un progetto di valenza scientifica
straordinaria" - ha detto il Ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca Maria Stella Gelmini alla
conferenza stampa di presentazione dell'evento -. "Un paradigma di come
affrontare la ricerca, fare rete e squadra, nonchè instaurare collaborazioni
virtuose tra pubblico e privato. EvK2Cnr ha messo in campo una straordinaria
capacità di programmazione individuando tematiche globali ma anche quotidiane.
Nei prossimi anni vedremo come la ricerca sia legata e abbia ricadute sulla
vita di tutti i giorni con effetti molto concreti". Alla conferenza stampa
ha partecipato anche il sindaco di Milano Letizia Moratti, che ha sottolineato
come le tematiche affrontate da questo convegno sono in piena sintonia con i
temi che verranno trattati dall Expo 2015. I preoccupanti livelli di
inquinamento rilevati di recente dal progetto Share nelle aree montane sono un
esempio delle ricadute concrete che il progetto ha sulla realtà quotidiana e
sull'ambiente. In area montana, infatti, le stazioni di fondo permettono di
studiare l'andamento dei composti atmosferici lontano dalle sorgenti di
inquinamento antropico, normalmente concentrate in città e in aree industriali.
Per questo le stazioni del progetto Share - Stations at High Altitude for
Research on the Environment, promosso dal Comitato EvK2Cnr, sorvegliando
dall'alto i processi di inquinamento, eseguono osservazioni e monitoraggio di
aria molto più pulita di quella che caratterizza molte aree di pianura in
Italia ed all estero, ove si trovano megacities o città densamente abitate e
industrializzate. Tuttavia, in particolari condizioni meteorologiche,
soprattutto nei periodi estivi in Italia, e nella stagione premonsonica
nell'Asia meridionale, l'inquinamento che si forma e si accumula nelle aree
pianeggianti può essere trasportato fino alle alte vette delle Alpi, degli
Appennini o della catena Himalayana. In questo processo le catene montuose
giocano un ruolo fondamentale: le brezze montane che si formano grazie alla
presenza delle montagne stesse, possono trasportare gli inquinanti in alta
quota, fino alla libera troposfera, dove il loro tempo di vita aumenta
considerevolmente. In questo modo, le montagne possono divenire un recettore
dell inquinamento atmosferico proveniente da pianure non troppo distanti o di
masse d aria inquinate trasportate da aree geograficamente molto distanti. La
pianura padana è una delle aree più inquinate d Europa, sia perché vi si
concentrano numerose attività antropiche, sia perchè la conformazione
orografica favorisce l'accumulo di inquinanti anche per periodi prolungati. In
Asia, la pianura indogangetica è caratterizzata da emissioni inquinanti molto
più elevate di quelle in pianura padana Le numerose attività antropiche, la
conformazione orografica e la circolazione atmosferica di questa vasta pianura,
favoriscono l'accumulo di inquinanti anche per periodi prolungati, portando
alla formazione di uno strato di inquinanti, vasto quanto gli Stati Uniti e spesso
oltre 3 km,
noto col nome di Atmospheric Brown Cloud. Nell'ambito del progetto SHARE, le
stazioni O. Vittori a Monte Cimone ed il Nepal Climate Observatory - Pyramid,
sorvegliano dall alto la pianura padana ed il versante meridionale della catena
himalayana in prossimità dell Everest, con l'obiettivo di osservare e studiare
quanto l'aria di montagna sia influenzata da fenomeni di trasporto di
inquinanti che possono poi influenzare notevolmente il clima e l'ambiente.
"Dalle osservazioni effettuate" - spiega Paolo Bonasoni, responsabile
del Progetto Share - "si sono sorprendentemente riscontrate elevate
concentrazioni di Black Carbon e altri inquinanti che possono favorire un
riscaldamento dell'atmosfera analogamente a quello prodotto da i gas serra,
giocando, tra l'altro, un ruolo importante anche nello scioglimento dei
ghiacciai. La presenza di questi inquinanti" - prosegue Bonasoni - "è
aggravata dal fatto che non solo l'uomo contribuisce direttamente a questi
fenomeni. Infatti, come abbiamo appurato in Himalaya durante la missione appena
conclusa ad oltre 5000 m
di quota, sono state registrate presso il NCO-P elevatissime concentrazioni di
aerosol carbonioso, ozono e altri inquinanti, frutto di centinaia di incendi
che hanno devastato il Nepal nel periodo di fine Aprile 2009". Simili
eventi, dovuti a incendi boschivi nell'area nord-africana, sono registrati
anche dagli strumenti operanti a Monte Cimone, confermando che oltre
all'inquinamento antropico che caratterizza la pianura padana, importanti
contributi possono derivare anche da eventi transfrontalieri: l'inquinamento
non ha confini! "E' indispensabile provvedere alla riduzione delle
emissioni" - ha detto Gaetano Leone, Vice Direttore Unep Europa - "e
ad attivare azioni mirate per preservare questi ecosistemi da cui dipendono le
risorse idriche di 4 miliardi di persone. Per riuscirci sono indispensabili il
coordinamento fra i governi e il supporto della ricerca scientifica, perché il
mercato non è sempre lungimirante. La maggior parte delle nuove opportunità
tecnologiche sono state incubate nelle università e nei centri di ricerca. Il
Comitato EvK2Cnr è una combinazione perfetta di competenze scientifiche del Cnr
e il dinamismo del settore privato e non sorprende che questo mix abbia portato
così importanti risultati e a nuove iniziative". "Il Comitato EvK2Cnr
è attualmente impegnato" - annuncia Agostino Da Polenza, Presidente del
Comitato EVK2Cnr - "nello studio di fattibilità per l'installazione di una
nuova stazione in Pakistan nell'ambito del progetto ABC-UNEP nell'area del
Karakorum e di una stazione sulle Alpi lombarde a nord della pianura padana,
nel Parco Nazionale dello Stelvio. Queste due stazioni, complementari
rispettivamente al Nepal Climate Observatory - Pyramid e alla stazione Cnr O.
Vittori a Monte Cimone, permetteranno di meglio quantificare l'impatto
climatico del trasporto di inquinanti dalle pianure verso le alte montagne e la
libera troposfera". "La salute del pianeta si rispecchia anche nelle
condizioni ambientali delle montagne, bacini preziosi in termini di risorse
naturali" - ha dichiarato oggi Edoardo Croci, assessore alla mobilità,
trasporti e ambiente del Comune di Milano. Le rilevazioni scientifiche
effettuate sulla catena himalayana, in paesi quali Nepal, Pakistan ma anche in Africa
e nel prossimo futuro in Sud America nell'ambito del progetto di monitoraggio
Share, sono un importante strumento di conoscenza degli effetti del cambiamento
climatico in atto. Sull'Everest è stata installata la stazione meterologica più
alta al mondo, a quota 8.000
metri, che fornisce indicazioni sui cambiamenti
dell'ecositema montano. Questa conferenza dimostra che l attenzione alle
montagne non si sta sciogliendo come i ghiacciai - ha detto Gaetano Leone, Vice
Direttore Unep Europa - ma sta piuttosto crescendo. Il cambiamento climatico è
la sfida della nuova generazione. Nei prossimi anni, con il supporto del
governo italiano e in stretta collaborazione con il nostro ospite, comitato
EvK2Cnr, l Unep e l Environmental Reference Centre della Mountain Partnership
promuoverà e sosterrà la creazione del Global Network of High Altitude
Monitoring Stations, con l obiettivo di supportare la comunità scientifica
nella comprensione dei fenomeni legati al cambiamento climatico, specialmente
sulle montagne.
(
da "Asca"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
TERREMOTO:
DI PANGRAZIO (PD), SALVIAMO 330 POSTI IN SCUOLE AQUILANE (ASCA) - L'Aquila, 4
giu - ''La sospensione per un anno dell'articolo 64 della
''Riforma Gelmini' che porterebbe ad una riduzione all'Aquila di 330 posti di
lavoro nella scuola''. La chiederanno i consiglieri regionali Giuseppe Di
Pangrazio (Pd) ed Antonio Del Corvo (Pdl) al governo nazionale. Mentre al
presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e all'assessore
all'Istruzione, Paolo Gatti, chiederanno la revoca della delibera di
Giunta dello scorso febbraio che prevede la riduzione delle Presidenze (19 in Abruzzo e 5 all'Aquila)
e l'accorpamento delle scuole. L'iniziativa e' stata presentata da Di Pangrazio
e da Del Corvo, quest'oggi alla ''Reiss Romoli'', all'Aquila. ''L'Aquila - ha
sottolineato Di Pancrazio - in questo momento di incertezza ha bisogno di
qualche punto fermo in piu'. Per questo puntiamo a mantenere intatta l'offerta
formativa, non foss'altro per fermare la fuga di tante famiglie che gia'
pensano di iscrivere i propri figli altrove''. ''Questa necessita' - ha
aggiunto Del Corvo - e' anche in sintonia col decreto legge post terremoto che
prevede, per la citta' capoluogo, la conservazione della didattica. L'Aquila,
inoltre, potrebbe diventare un vero e proprio laboratorio, in vista delle
riforma per il tempo pieno della Gelmini''. Lo
strumento utilizzato sara' la risoluzione urgente. iso/rg/rob (Asca)
(
da "Corriere Adriatico"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Nuova presa di posizione del ministro Degrado nelle scuole La
Gelmini va all'attacco
Roma La situazione di degrado in cui si ritrova oggi la scuola? E' colpa dei
sindacati. Non ha dubbi il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che dopo aver
bacchettato duramente nei giorni scorsi i presidi "incapaci di fare il
proprio mestiere" oggi ha attaccato i sindacati. Ma i
rappresentanti dei lavoratori hanno rispedito al mittente le accuse. Il
ministro si è soffermata sulla questione "scuola" durante una
manifestazione elettorale a Milano. I sindacati - ha detto - sono i
responsabili pesantissimi della situazione di degrado in cui si ritrova la
scuola. E citando uno striscione apparso più volte durante le contestazioni
alla riforma scolastica, Mariastella Gelmini ha
aggiunto, a rafforzare il suo pensiero: "'Giù le mani dalla scuola
pubblicà, lo diciamo noi perchè non è patrimonio del sindacato o della
sinistra". Le reazioni dei "chiamati in causa" non si sono fatte
attendere. "In primo luogo - ha dichiarato il segretario generale della
Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo - ritengo che un ministro dovrebbe avere il senso
della propria responsabilità e sapere che i sindacati sono interlocutori
fondamentali per risolvere i problemi della scuola. In secondo luogo voglio
sottolineare che non sono i sindacati i responsabili delle difficoltà che la
scuola ha. Piuttosto sono state le scelte del Governo e del ministro ad
aggravare un quadro che necessitava di riforme e non certo di tagli".
(
da "Affari Italiani
(Online)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Culture
"L'amore che non scordo", le storie di comuni maestre che fanno
innamorare l'Italia Giovedí 04.06.2009 14:04 di Antonio Prudenzano L'anno
scorso al Festival del cinema di Cannes ha trionfato "La classe",
diretto da Laurent Cantet, che con stile documentaristico raccontava le enormi
"tragiche" difficoltà di un maestro in una scuola transalpina di un
quartiere periferico e difficile. Un'immagine catastrofica di un'istituzione in
crisi, mostrata nel film con toni realistico-poetici. Non che la nostra realtà
scolastica sia rappresentata in modo più positivo dai media. La scuola
(elementare) italiana che invece emerge dalla visione dello splendido
documentario "L'amore che non scordo. Storie di comuni maestre"
(TvDays & Libreria delle donne di Milano), diretto da Daniela Ughetta e
Manuela Vigorita (e scritto da Vita Cosentino, Maria Cristina Mecenero, e dalle
stesse Ughetta e Vigorita) è assolutamente positiva e al tempo stesso
emozionante. Niente a che vedere con l'immagine negativa che certi media danno
della nostra scuola. Se il film francese ha vinto la Palma d'Oro e fatto il
giro dei cinema di tutto il mondo, quello italiano, nel suo piccolo, è
diventato un piccolo fenomeno di culto. Uscito ufficialmente a fine febbraio 2008, in tempo per 4
giorni di proiezione al cinema Gnomo di Milano, di mese in mese, grazie al
passaparola (fisico e virtuale) si è diffuso in tutta la penisola. Centinaia
tra scuole (per la maggior parte), parrocchie, università, sedi di
associazioni, centri culturali lo hanno proiettato, davanti a insegnanti,
alunni e genitori. E a distanza di più di un anno, il viaggio di questa piccola
opera d'arte continua. Il trailer di "L'amore che non scordo" Come se
non bastasse, le manifestazioni dell'Onda dell'autunno scorso contro la riforma della scuola del ministro Gelmini hanno dato
ancora più visibilità a questo gioiello, così definito dalla nota regista
Francesca Comencini: "E' un documentario che con molta naturalezza, direi
quasi a passi di colomba, ci parla di cose immense. Quello che forse mi ha
colpito di più è la sua capacità di mostrare il rapporto che questi bambini
intrattengono con il linguaggio. (.) E' tempo di scoprire e di
raccontare l'altra faccia di questo paese, la faccia positiva, propositiva,
operosa, creativa, quella di queste maestre e di questi maestri, la faccia di
tutti coloro che non fanno notizia, ma fanno miracoli" (brano tratto dalla
presentazione firmata dalla Comencini e contenuta nel libro in vendita con il
dvd del film, ndr). Ma cosa racconta questo piccolo grande film che ha
conquistato i tantissimi che hanno avuto la fortuna di vederlo? Quattro sono le
storie di maestre (e un maestro) protagoniste, in quattro classi diverse.
Quattro realtà scolastiche riprese tra il 2005 e il 2007. I primi due episodi
sono ambientati nell'area milanese: in una scuola storica di Milano insegna
Alice che, alle soglie della pensione, ha costruito la "sua famiglia"
negli anni attraverso le relazioni con gli ex-alunni e i loro genitori. A
Settimo Milanese, c'è poi la maestra Cristina, che con la sua classe quinta
sperimenta l'esperienza del distacco attraverso la lettura di testi scritti sui
cinque anni passati insieme. Si va poi a Bologna e Roma: a Casalecchio
(Bologna) una giovane maestra insegna ai suoi piccoli alunni ad amare la
lettura; a Campoleone (Latina), in una scuola attorno alla quale si è costruita
l'intera comunità, Bardo e Adriana insegnano il valore della memoria. Meglio
non aggiungere altro, per non togliere la magia dei momenti di quotidianità scolastica
ripresi. Affaritaliani ha sentito Vita Cosentino, una delle autrici, per farsi
raccontare l'incredibile storia di "L'amore che non scordo. Storie di
comuni maestre": "Il primo successo il nostro film lo ha avuto prima
dell'uscita ufficiale. Già a settembre 2007, infatti, un estratto del
documentario era stato trasmesso dalla Rai durante l'inaugurazione dell'anno
scolastico al Quirinale con il presidente della Repubblica. Da lì è cominciata
una storia bellissima, che mai avremmo potuto prevedere. La prima tiratura di
1000 copie è andata esaurita. Al momento, sono state vendute in tutta Italia
oltre 1500 copie, che corrispondono ad almeno altrettante proiezioni (senza
contare chi ha masterizzato il dvd senza acquistarlo, ndr). Le vendite
continuano ancora in questi giorni, a più di un anno dall'uscita del
documentario. Per richiederne una copia basta contattare la Libreria delle
Donne di Milano. Con il dvd si riceve anche un libro che sull'opera". Si
può parlare di un film cult? "Ormai penso proprio di sì. Di mese in mese,
grazie al passaparola e a internet, il film ha fatto il giro d'Italia, nelle
scuole, nelle parrocchie, nei circoli culturali, nelle università, ad esempio
alla Cattolica di Milano per il tirocinio di pedagogia. Abbiamo fatto un accordo
con il produttore che dà la possibilità a tutte le scuole di proiettarlo
liberamente. A Milano e provincia più di 100 scuole tra elementari e media
l'hanno mostrato a bambini, corpo docente e genitori stessi. So di proiezioni a
Catania, Palermo, Roma e provincia, Cagliari, Foggia, Napoli. Lombardia,
Toscana ed Emilia Romagna restano le regioni dove il film è stato più
proiettato. Addirittura a Bologna sono state organizzate proiezioni nelle case,
con maestre, genitori e bambini, e il tutto continua ancora in questi giorni.
Sono stati organizzati seminari e tavole rotonde con il coinvolgimento di
istituzioni locali e nazionali". Ma qual è il merito del vostro
documentario? "Dimostrare perché la scuola italiana è considerata dagli
standard internazionali tra le prime al mondo, cosa che forse pochi italiani
sanno. Il merito non è tanto dell'uso di mezzi tecnologici e programmi
scolastici all'avanguardia, ma del proficuo lavoro di gruppo delle maestre (il
95% del corpo docente delle scuole elementari italiane è formato da donne,
ndr), capaci di instaurare relazioni umane con i bambini. L'umanità con cui
vengono educati è quindi alla base dei successi scolastici stessi. Se è vero
che crescendo, secondo gli standard internazionali, i nostri ragazzi hanno
grandi lacune nelle materie scientifiche e non solo, infatti, i bambini
italiani delle quarte elementari risultano, ad esempio, sono tra i primi al
mondo proprio in matematica". Cosa ne pensa del modello del maestro unico
voluto dal Ministro Gelmini? -"Evidentemente lo
critichiamo perché impedisce la fondamentale collaborazione tra maestre, alla
base, come detto, del successo della nostra scuola elementare. A ottobre 2008,
durante le manifestazioni dell'Onda, siamo spesso state invitate a presentare
il documentario, e abbiamo preso posizione. E anche il tempo pieno va difeso.
Grazie ad esso i bambini fanno esperienza delle cose, del corpo, dei
linguaggi". Ma possibile che alle tv italiane non interessi un'opera che
sta facendo il giro del paese? "In realtà siamo in trattative con Rai
Cinema che vuole acquistare i diritti televisivi del documentario. Ma fino a
che non ci sono certezze non posso dire altro.". Chissà che effetto
mediatico farebbe in prima serata su Rai Uno... tags: amore che non scordo
maestre
(
da "Gazzettino, Il
(Pordenone)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola
negata, battaglia all'ultimo voto La Lega difende la Gelmini e promette
rivelazioni: «Venite tutti a sentire oggi in sede» Giovedì 4 Giugno 2009,
Roveredo in Piano Il verdetto elettorale si avvicina e la campagna elettorale a
Roveredo si infervora sul caso della nuova scuola dell'infanzia. Ieri mattina
la Lega Nord ha distribuito alcuni volantini per pubblicizzare una verità non
detta e che promette di svelare in un incontro che si terrà questo
pomeriggio alle 18. 30 nella sede del partito in piazza. Le rivelazioni che la
Lega intende comunicare ai genitori dei bambini iscritti alla scuola
dell'infanzia, vorrebbero scagionare la riforma Gelmini
dalle cause che impediscono l'apertura delle due nuove sezioni. Il documento
che l'Ufficio scolastico provinciale ha inviato in Comune adduce alla necessità
di contenere la spesa la carenza di personale docente che invece potrebbe
permettere l'autorizzazione ad avviare le due nuove sezioni nella neo costruita
scuola dell'infanzia. Sono 47 le famiglie che hanno così visto respinte le
domande di iscrizione per i propri figli. Si sono allora attivati di concerto
amministrazione, scuola e genitori con petizioni, documenti e incontri per
sollecitare una soluzione in Provveditorato utile ad aprire le sezioni. «Con
documenti ufficiali del Provveditorato e del Comune, con quelli protocollati e
quelli che non risultano agli atti, possiamo chiarire come stanno realmente le
cose - ha affermato Valter Oria, capogruppo della Lega - Non si può scaricare
la colpa sul ministro Gelmini per strumentalizzare la
questione ai fini politici. Con i volantini abbiamo invitato i cittadini ad
ascoltare la nostra verità». Non anticipa il contenuto dell'orazione di questo
pomeriggio Oria. Ma dice di avere in tasca una spiegazione che priverebbe di
senso la visita in Regione con le corriere per manifestare e invertire la rotta
del ministro sul futuro della scuola pubblica Roveredana. Sui foglietti
distribuiti, tutto quello finora dichiarato dal sindaco viene definito come
"Le bugie di Liva". Il sindaco uscente e ricandidato, insieme alle
liste che lo sostengono: Roveredo Futura e Prospettiva 2000, parteciperà domani
dalle 19 alle 20 alla festa in piazza organizzata per la chiusura della
campagna elettorale. «Alla festa non mancherò - ha detto Liva - ma, prima,
andrò all'incontro organizzato dalla Lega per continuare a difendere la scuola.
Invece che accusare mi aiutino. Risponderò a tutti i chiarimenti che
chiederanno e domanderò loro una mano per proseguire la battaglia a difesa
della nuova scuola». Simona Basile
(
da "Gazzettino, Il
(Rovigo)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì
4 Giugno 2009, Riforma Gelmini così si
penalizza la scuola Il consiglio dei ministri ha approvato in prima lettura, il
regolamento di riforma degli istituti tecnici. Salvo sorprese e ripensamenti,
dall'anno scolastico 2010-2011 sparirà il titolo di ragioniere. Vi sarà un
settore economico suddiviso in due indirizzi. Per cercare di capire
meglio come si concretizzerà la riforma, vediamo cosa succederà per esempio
all'Itcgs Maddalena di Adria. L'istituto attualmente prevede tre indirizzi
nell'area economica, frequentati complessivamente da 800 studenti: l'Erica,
dove alle discipline economiche si affiancano le lingue, con un approccio più
tecnico rispetto per esempio a un liceo linguistico, ma una preparazione
ugualmente eccellente; l'Igea, indirizzo giuridico economico aziendale, che in sostanza
è il corso che più si avvicina alla formazione del classico ragioniere, e il
Mercurio, la nuova figura del ragioniere programmatore. Con la riforma Gelmini questi corsi spariranno. Al loro posto sono previsti
due nuovi indirizzi: Turismo e Amministrativo, finanza e marketing.
Quest'ultimo è quello che probabilmente si avvicina di più al percorso del
vecchio ragioniere, poi diventato corso Igea. Spariranno pertanto l'indirizzo
Erica e l'indirizzo Mercurio. Quest'ultimo è un corso piuttosto "tosto",
dove accanto all'economia, al diritto, alla tecnica ragionieristica, si studia
inglese, si apprendono i linguaggi di programmazione e si esce con un'ottima
preparazione matematica, tanto da poter accedere senza difficoltà anche ai
corsi di ingegneria. Si tratta, inoltre, di un diploma chiaramente interessante
per il mondo del lavoro. Difficile comprendere, confrontando gli attuali
indirizzi con i nuovi corsi, le parole di grande soddisfazione della Gelmini: «Chi si iscriverà ai nuovi istituti avrà maggiori
chance di trovare lavoro». A cosa si riferisce: al nuovo esperto in finanza e
marketing? O all'esperto in turismo? In qualità di genitore di due figlie che
hanno frequentato con ottimi risultati il corso Mercurio, ho provato a chiedere
spiegazioni. Finora nessuno degli interpellati, insegnanti, dirigenti
scolastici, esperti chiamati a esprimere il loro autorevole parere nelle
commissioni ministeriali, deputati componenti della commissione cultura, hanno
saputo dirmi perché qualcuno ha deciso di sopprimere un percorso formativo in
grado di dare ai ragazzi conoscenze e competenze immediatamente spendibili nel
mondo del lavoro, o necessarie per accedere a una vasta gamma di corsi
universitari. Triste, no? Si ha l'impressione che nella fretta di
razionalizzare e migliorare la scuola, si stiano sopprimendo, per errore
palese, indirizzi validi. Ciò è dimostrato dall'interesse sempre maggiore che
ha riscosso in questi anni il corso Mercurio, dove non mancano certo gli
iscritti. E questo avviene nell'apatia generale, in una sorta di rassegnazione
o di menefreghismo generale, tanto peggio di così non può andare. È gradita una
risposta da chi di dovere. Dirigenti, genitori e insegnanti dovrebbero
preoccuparsi di pretendere per le nuove generazioni una scuola di qualità, e
chiedere un minimo di giustificazione nelle scelte operate da una riforma dove
troppo frettolosamente, per motivi di bilancio, anche giusti, se vogliamo, si
rischia di fare più danni del necessario. Gabriele Zecchin Adria Autosospeso
dall'ordine degli avvocati Devo dolermi di non essere stato convocato presso il
Comitato unitario delle professioni dove si è tenuto un confronto tra candidati
rodigini al parlamento europeo, al quale hanno partecipato un autorevole medico
e un ex deputato, e mi devo dolere anche che al contempo uno dei consiglieri e
avvocati abbia presenziato al dibattito senza notare o far notare che non ero
stato convocato, pur se rodigino, candidato e professionista. Sarà una
coincidenza, ma entrambi i candidati convocati si attendono l'ingresso in
europa di 90 milioni di turchi e di cento milioni di turcofoni che avrebbero
diritto al passaporto turco. Il movimento che rappresento in questa campagna
elettorale, Forza nuova, è fermamente contrario all'ingresso della Turchia in
Europa sia perché si tratterebbe di una moltitudine ingestibile, sia per
l'irreversibile cultura antieuropea che le istituzioni turche non riescono a
rimuovere e che non è cambiata di un passo dalle epiche battaglie di Lepanto e
da Vienna. Preso atto della tutela "affievolita" che mi ha riservato
il Cup, chiedo che dalle ore 00.01 di sabato 6 giugno 2009 alle ore 23.59 di
domenica 7 giugno 2009, cioè durante le operazioni elettorali per il rinnovo
del parlamento europeo, venga disposta la sospensione della mia iscrizione all'Albo
degli avvocati della provincia di Rovigo. In quell'orario mi dedicherò al
vigneto, e mi sporcherò le mani di terra e solfato di rame, così divenendo
impresentabile per la professione. Lascio il salotto alla buona borghesia. Luca
Previati Rovigo
(
da "Gazzettino, Il
(Udine)" del 04-06-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino,
Il (Pordenone))
Argomenti: Scuola
L'Euroregione
mette d'accordo tutti «È un'opportunità». Ma Pressburger la vorrebbe culturale
e Bortolotti esclude la Slovenia Giovedì 4 Giugno 2009, Udine Euroregione: per
il Friuli Venezia Giulia è una conquista? Quali i temi della collaborazione
transfrontaliera che ritiene più importanti da sviluppare? È questa la prima
domanda-chiave che "Il Gazzettino" rivolge ai principali candidati
friulani e giuliani in vista del voto europeo di sabato e domenica. Ecco le
risposte. Giovanni Collino (Pdl): «L'Euroregione rappresenta sicuramente
un'opportunità che va sviluppata, oltre ad altri temi di primaria importanza
come la sicurezza ed il rispetto dei cittadini che mi sento di porre subito
dopo la collaborazione in tema di sanità transfrontaliera ed al riequilibrio
degli oneri fiscali per rendere omogenea la competitività della piccola e media
impresa». Debora Serracchiani (Pd): «L'intensificarsi dei rapporti e della
collaborazione con altri paesi è certamente un'occasione preziosa per la nostra
regione. La sufficienza con cui Calderoli ha bollato l'Euroregione conferma il
provincialismo della Lega e il suo disinteresse verso l'Europa, ed è inoltre in
contrasto con gli impegni assunti dal governo e dalla Regione. La
collaborazione va intensificata in settori come la sanità, i rapporti tra
imprese e il trasporto pubblico locale, dove sta già dando ottimi risultati».
Enzo Bortolotti (Lega nord): «In un mese di campagna elettorale ho incontrato
il presidente del parlamento austriaco, l'europarlamentare uscente carinziano e
il vice-presidente del land confinante con il Friuli Venezia Giulia. Già questo
dice su quanto l'Euroregione sia una prospettiva strategica per la nostra
regione. Sicurezza, controllo dell'immigrazione (l'80% degli immigrati arriva
in Friuli attraverso Austria e Slovenia) i temi che abbiamo affrontato.
Inoltre, potenziamento dei progetti Interreg per lo sviluppo di montagna,
turismo, commercio. La mia Euroregione è quella con Veneto, Lombardia, Carinzia
e Baviera. Con la Slovenia ritengo che i tempi non siano ancora maturi». Gian
Luigi Gigli (Udc): «Dobbiamo investire sui poli di ricerca della regione
favorendo il loro ingresso in rete nei grandi progetti europei. Lo stesso vale
per la rete europea delle strutture sanitarie di eccellenza. La direttiva europea
sull'assistenza sanitaria transfrontaliera, già passata a Strasburgo in prima
lettura, rischia di coglierci impreparati e di favorire fughe di pazienti verso
centri migliori o verso liste d'attesa più brevi. Sarebbe il collasso del
bilancio regionale che nella sanità investe oltre la metà delle sue risorse».
Giorgio Pressburger (Italia dei Valori): «Tutti pensano alle questioni
dell'economia, che sono certo necessarie, indispensabili. Però io parlerei
anche degli scambi culturali e scolastici. Io ho il progetto di scambi
culturali per studenti delle scuole elementari con soggiorni all'estero di sei
mesi, per imparare a conoscere i vicini. Altro che la legge
Gelmini. E poi pensiamo a valorizzare i ricercatori dell'est, che sono
bravi, e ai nostri che spesso sono precari». Igor Kocijancic (Rifondazione
Comunista): «Bisogna sviluppare i temi dell'Euroregione già abbozzati e che non
hanno trovato attuazione pratica, come ad esempio l'accesso ai servizi sanitari
pubblici. L'Euroregione significherebbe una grande omogeneità negli
accessi ai servizi. Occorre anche un adeguamento della fiscalità, che deve
essere equa e uguale dappertutto». Antonella Lanfrit Paolo Pichierri
(
da "Gazzettino, Il
(Pordenone)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola,
chiusura anticipata decisa da tempo Giovedì 4 Giugno 2009, Sacile «La sua lettera aperta al ministro Gelmini mi offende
sul piano professionale (siamo docenti responsabili), mi rammarica sul piano
della rappresentanza negli organi collegiali della scuola e mi indigna come
cittadino, per le prese di posizione di un sindaco che dovrebbe invece
rappresentare interessi e intelligenze dei cittadini che amministra». È
la presa di posizione della docente e rappresentante nel consiglio di circolo
Maria Teresa Lot che evidenzia come «chi opera nella scuola, il problema della
chiusura anticipata della scuola primaria dal 10 al 5 giugno, se l'è già posto
da tempo. Il Consiglio di circolo, dovendo contemperare l'esigenza della
chiusura anticipata al 5 giugno con l'obbligo dei 200 giorni di lezione, ha per
tempo provveduto a deliberare che il 1 giugno fosse giorno di lezione (era
previsto un ponte) e che il 5 giugno fosse comunque giorno di lezione, ma
organizzato in modo diverso con attività scolastiche in spazi non occupati
dall'allestimento dei seggi, o in palestra, o in centri ricreativi comunali e
non». M.S.
(
da "Gazzettino, Il
(Padova)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì
4 Giugno 2009, Teolo A rischio i finanziamenti della Regione per la messa in
sicurezza delle scuole a causa dei vincoli imposti dal patto di stabilità.
Durante l'ultimo consiglio comunale il sindaco Lino Ravazzolo ha illustrato una
situazione a dir poco paradossale: sono già disponibili 150.000 euro per
completare il sistema antincendio alle medie di Bresseo e alle elementari di
Tramonte. Per incassare il contributo i lavori devono categoricamente partire
entro il prossimo 13 agosto, pena la revoca del medesimo finanziamento.
Tuttavia, in base al contorto meccanismo della spesa storica, risulta che il
comune non può spendere quei soldi; se lo facesse sforerebbe automaticamente il
patto di stabilità con pesanti conseguenze sugli investimenti futuri. Per lo
stesso motivo il comune ha già perso qualche settimana fa un finanziamento di
circa 10.000 euro da parte della Provincia per la realizzazione di due
pensiline a Tramonte e a Castelnuovo. "Il municipio sta marciando in folle
- commenta con l'amaro in bocca il primo cittadino -; non sono in grado di
garantire la completa sicurezza degli studenti a causa di vincoli assurdi: i
soldi ci sono, ma non possiamo spenderli. Scriverò
personalmente al ministro alla Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini per far presente il problema". In consiglio comunale è
stata anche approvata l'estinzione di un vecchio mutuo con parte dell'avanzo di
amministrazione del 2008. Francesco Cavallaro
(
da "Gazzettino, Il
(Venezia)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì
4 Giugno 2009, Federico: «Sono scappato di casa in pigiama e la prima cosa che
ho fatto, il giorno dopo, è stato recuperare gli occhiali. Solo dopo il
terremoto ho capito quanto sia facile vivere con gli agi di una casa propria.
Adesso è difficile anche una banalità come farsi una doccia.» Ilaria: «Vivo in
una tendopoli. Con me altri 5 mila. Siamo in 12 per tenda. E nelle tende ci
sono molti anziani e molti disabili. Come faremo quando arriva l'inverno?»
Marta: «Sto studiando per gli esami e la prima cosa che abbiamo fatto è stata
di recuperare i libri dalle nostre case.» Sono stati i "terremutati"
i protagonisti del Bivacco letterario di quest'anno, l'appuntamento che chiude
un anno di lavoro del gruppo di studenti più impegnato di Mestre. Il liceo scientifico
Morin infatti funziona come una scuola vera. I ragazzi non studiano le materie
previste dal Ministero e basta, vanno a scuola anche per imparare a suonare uno
strumento o per leggere un libro, si inventano piste ciclabili e partecipano a
concorsi di ogni tipo. Insomma la scuola è veramente quel centro di vita
culturale che si vorrebbe. E Spritz letterario è il cuore di queste attività.
Al Candiani, organizzati e diretti come al solito dalla prof. Grazia Bonato,
hanno allestito un vero e proprio processo al terremoto e ai media. E non sono
stati teneri. «Quel che non si dice in tivù è che quando arriva qualche
personalità, che sia Berlusconi o Franceschini, si blocca tutto. E' successo
anche nelle prime ore del dopo terremoto, purtroppo, quando si lottava contro
il tempo per tirar fuori la gente dalle macerie. Arrivava l'ordine per tutti:
"Fate finta di fare qualcosa"» - ha raccontato Francesco. «Ma è anche
vero che, se non ci fosse il teatrino della politica, cosa succederebbe? Io ho
più paura che ci dimentichino. Vedete che non si parla più di Abruzzo in questi
giorni e sono passati solo due mesi?» - ribatte Mariana. E la Protezione che
funziona bene, ma non basta. E il ministro Gelmini che annuncia che le scuole sono aperte e non è vero. E i telegiornali
che danno spazio solo alle cose positive. Insomma, incalzati dalle domande di
Greta e Leonardo dello Spritz letterario, gli studenti abruzzesi hanno dato un
quadro completo di quel che è stato il "loro terremoto". Nulla
a che vedere con quel che racconta la tivù, purtroppo.
(
da "Gazzettino, Il
(Venezia)" del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Per i
troppi omonimi salta il codice fiscale Giovedì 4 Giugno 2009, Chioggia Un nuovo
problema legato ai detti, elementi onomastici indispensabili per evitare
l'omonimia per molti dei Boscolo e dei Tiozzo, che rappresentano più di un
quinto della popolazione di Chioggia. «C'è una nota del
ministro della pubblica istruzione, Gelmini - precisa
l'assessore Andrea Abbagnara - che prevede per l'iscrizione all'Università ed
anche per sostenere gli esami la presentazione del codice fiscale». I Boscolo
ed i Tiozzo naturalmente ce l'hanno questo codice. «Ma è quello giusto?»
si chiede l'assessore, che ricorda il caso limite di un dipendente della
Ripartizione anagrafica in possesso, proprio per il "gioco" tra
detto, nome e cognome, di tre documenti di identità uno diverso dall'altro. Il
Comune di Chioggia ha sempre associato il detto al nome. La norma onomastica
italiana invece lo considera alla stregua di un secondo cognome. Messa così la
cosa, il problema sembrerebbe di facile soluzione. La questione è però aperta
da anni. Sembrava risolta al momento dell'insediarsi dell'Amministrazione in carica
nel giugno del 2007. Sono passati da allora due anni, ma tutto è rimasto come
prima. La soluzione immaginata più di due anni fa puntava all'approvazione di
un decreto che equiparasse il detto ad un secondo cognome e, per il pregresso,
consentisse di "leggere" in questo modo tutti gli atti pubblici e
privati. Per essere certi che questa fosse la strada giusta s'è deciso più d'un
anno fa di ricorrere al giudizio del Consiglio di Stato che, a quanto dichiara
l'assessore Abbagnara, non si sarebbe ancora pronunciato. Tanto da far decidere
un "viaggio" a Roma, programmato per giovedì della prossima settimana
per capire a che punto sta la questione. Oltre al problema degli universitari,
che non sanno se il loro codice fiscale è quello giusto, c'è anche quello della
carta di identità elettronica.
(
da "Gazzettino, Il"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì
4 Giugno 2009, Normalmente agli esami di stato per diventare medici, ingegneri,
magistrati, giornalisti basta un documento, consigliata la carta d'identità. Si
accetta anche un documento "equipollente", come esige il linguaggio
burocratico pomposo per dire equivalente. Tra gli equipollenti nessuno ha mai
inserito il Codice Fiscale. Anche i deputati e i senatori vengono identificati
da un apposito ufficio di Montecitorio sulla base della carta d'identità. La
legge sugli esami di maturità non offriva fraintendimenti: "I commissari
di vigilanza durante le prove scritte hanno l'obbligo di procedere
all'identificazione personale dei candidati mediante un valido documento di
identità". Nessun accenno al Codice Fiscale. Forse si potrebbe accettare
la tessera telefonica, anche con quella si risale all'interessato. E per un
aspirante commercialista non sarebbe più adatto presentare anziché la carta
d'identità una bella carta di credito? Il ministro dice che si vuole rendere
attiva l'Anagrafe nazionali degli alunni, un progetto del quale si parla da
anni e non ha mai funzionato. Mancano i dati di centinaia di scuole, molti
istituti hanno fornito risposte sbagliate sulla base di questionari perlomeno
confusi. Si rischia di far venire il mal di testa e di far perdere la ragione
alle segreterie delle scuole. Possibile che tutti sia pronto in poche
settimane? La Gelmini sostiene
che in questo modo, per la prima volta, si rileverà nel dettaglio ogni fase
dell'esame di maturità di ciascun alunno delle scuole statali. Va benissimo, ma
cosa c'entra il Codice Fiscale con la registrazione dei crediti scolastici e
degli esiti delle prove scritte e del colloquio finale? E per gli alunni
delle scuole non statali, oltre 50 mila, basterà la carta d'identità? Tra
l'altro, l'Agenzia delle Entrate dovrebbe controllare in tempo reale la
validità dei codici fiscali forniti. C'è chi ha denunciato il pericolo di
discriminazioni. I presidi affermano che si tratta di "una forma implicita
di discriminazione nei confronti degli studenti extracomunitari privi di
permessi". I sindacati confederali chiedono il rispetto della legge che
"tutela il diritto all'istruzione e il diritto a portare a compimento il
percorso di studi". Non solo: le scuole il codice fiscali degli studenti
devono averlo già, perché è richiesto alla famiglia al momento dell'iscrizione.
La domanda resta: cosa c'entra il CF con l'esame di maturità? Il codice ha un
senso per il fisco, per le banche, per i pagamenti, e sono tutte funzioni
normalmente non svolte da ragazzi di 18 anni che non pagano tasse da reddito
autonomo. Ce n'è abbastanza per alimentare i sospetti e far pensare a un alibi
per chissà quale controllo. Forse non è così; forse ha ragione il lettore che
denuncia una società nella quale siamo ridotti a un numero. Senza la
combinazione del Codice Fiscale non si va da nessuna parte. Adesso vorrebbero
estenderne il potere all'identificazione personale. Non contano la faccia,
l'età, l'altezza, il colore degli occhi, gli studi fatti, lo stato civile. No
conta soltanto se il Fisco ha accertato che tu sei un soggetto che paga o
pagherà le tasse. Allo Stato non interessa che tu esista, respiri, pianga o
rida; interessa che tu paghi le tasse. È il solo momento in cui ti riconosce:
per i doveri, non certo per i diritti.
(
da "ITnews.it"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 4
giu. - (Adnkronos) - ''Concordiamo sul fatto che gli studenti da sempre
rincorrano scorciatoie per superare gli esami, ma il web deve essere visto come
opportunita'''. E' quanto dichiara all'ADNKRONOS
Luca Lani, ad di Gruppo Smg, commentando le affermazioni del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e le
offerte on line di kit per studenti 007. ''Noi di Studenti.it -aggiunge Lani-
offriamo tanti consigli, ma non ci sostituiamo all'Istituzione Scuola. Anzi, a
nostro avviso, dovrebbe essere proprio quest'ultima ad avvicinarsi maggiormente
alle nuove tecnologie, investendo con piu' coraggio nella loro conoscenza.
La Rete, in Italia, e' effettivamente ancora vissuta come problema, ma solo
perche' la confidenza con lo strumento -conclude- e' scarsa''.
(
da "Sicilia, La"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Grazie
alla testardaggine di un docente e all'impegno di molti studenti Restaurato
l'ipogeo Politi, domani l'apertura Non hanno atteso oltre il presidente della
Provincia, Nicola Bono, e il sindaco Roberto Visentin per affrontare la
questione università. E ieri mattina hanno inviato una lettera
al ministro Gelmini (nella foto) per chiedere un incontro. I responsabili
dell'insediamento accademico aretuseo, nato dieci anni fa sotto la prestigiosa
bandiera dell'Ateneo catanese, non si arrendono alla chiusura dei corsi di
laurea in Beni culturali, e intendono discutere la vicenda con il ministro Gelmini dopo aver ottenuto il sostegno del ministro Stefania
Prestigiacomo. Nella lettera inviata ieri e firmata da Bono e Visentin,
sono indicate le tappe della storia dell'università a Siracusa, con riferimento
agli impegni assunti da Comune e Provincia, soci fondatori del consorzio
Archimede, per il mantenimento dei corsi di laurea. «La scelta di costituire un
insediamento universitario in città - si legge nella lettera - malgrado
l'onerosità (i corsi, a regime, costano alla Provincia 3 milioni e 900 mila
euro l'anno, senza considerare il valore degli immobili di pregio messi a
disposizione dal Comune quali palazzo Bellassai, palazzo Impellizzeri e l'ex
Caserma Abela, adiacente al Castello Maniace), era ed è strettamente legata alle
vocazioni naturali del territorio». Siracusa vanta il riconoscimento
dell'Unesco non solo per lo straordinario patrimonio monumentale e
archeologico, ma anche per la diffusione della cultura classica e della cultura
della tutela e del restauro dei beni culturali. Per questa ragione la scelta,
in pieno accordo con l'Ateneo, fu quella di istituire corsi di laurea legati a
questa materia. «Per la gestione dei suddetti corsi - proseguono Bono e
Visentin - la Provincia ha già versato oltre 10 milioni di euro all'Università
di Catania, e i corsi si sono sviluppati al punto da contare oltre duemila
studenti. Inoltre, per consentire il radicamento della realtà accademica
Siracusa, in collaborazione con l'Istituto autonomo case popolari, sono stati
costruiti e già consegnati 32 alloggi destinati a residenza universitaria,
mentre è già in fase di realizzazione nello storico quartiere della Giudecca di
Ortigia, la Casa dello Studente». Nella lettera è poi descritta l'ultima fase
della questione con la decisione del cda dell'Ateneo di disattivare il corso in
Beni culturali e trasferire quello di Tecnologie a Catania perché ritenuta
inadeguata la proposta di pagamento dei debiti pregressi di 13 milioni di euro
da parte della Provincia. isabella di bartolo
(
da "Sicilia, La"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
medici
di famiglia La sanità non va a settori Intervista al presidente della Simg,
Sergio Claudio e a Giovanni Barone della Fimmg Valvo 30 Mentre nella nostra
città ci si batte per salvare l'università perduta, in provincia accade
esattamente il contrario. Si aprono nuovi corsi di laurea, si inaugura il
palazzo della Cultura, si attivano master di vari livelli e si programmano
campus estivi. Parliamo di Noto, dove lo scenario della realtà accademica
sembra non soffrire i patimenti di quella aretusea. E il Consorzio
universitario mediterraneo orientale (Cumo), che comprende i comuni di Noto,
Avola, Pachino, Portopalo di Capo Passero e Rosolini e dipende dall'Ateneo di
Messina, svela una realtà che va in controtendenza. Qui, infatti, non solo si
consolida il corso di laurea in Scienze dell'educazione, ma dall'anno prossimo
si attiva un nuovo corso di laurea in Scienze della comunicazione, e a questi
corsi si aggiungono master di Primo e Secondo livello e la possibilità di
creare dei «Campus universitari» estivi in collaborazione con università
spagnole e americane. Una situazione che riempie d'orgoglio chi, cinque anni
fa, scommise in questa piccola realtà decentrata, oggi guidata dal sindaco di
Noto, Corrado Valvo e amministrata dal professor Cavallo. E proprio per queste
ragioni i vertici del Cumo chiedono al ministro Gelmini di constatare di persona l'efficienza delle piccole strutture
universitarie. «Realtà - afferma oggi il primo cittadino di Noto - nella quale
c'è stata sempre una costante e coerente volontà da parte di tutti i partner
pubblici e privati, per il fine unico di fare crescere l'offerta formativa
universitaria come elemento propulsivo di un contesto sociale». E per
proseguire nel nuovo percorso accademico di crescita, Noto apre adesso le porte
del «palazzo di cultura» nell'ex Istituto Giavanti, con una cerimonia che si
terrà lunedì alle 9.30 alla presenza di autorità e cittadini. Oltre che,
ovviamente, degli studenti universitari che sono iscritti al Cumo e intravedono
in questa iniziativa un buon viatico per il loro futuro. isabella di bartolo
(
da "Virgilio Notizie"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
''563
professori universitari hanno gia' sottoscritto il nostro appello che chiede al
Senato accademico dell'Universita' di Sassari di non dar seguito alla proposta
di conferire la laurea honoris causa in giurisprudenza al colonnello
Gheddafi''. Lo dichiara in una nota Antonella Casu, Segretaria di Radicali
italiani''. ''Auspichiamo che il preside della facolta' di legge di Sassari,
forte delle motivazioni espresse da un cosi' consistente numero di colleghi -
prosegue - decida di soprassedere. Invieremo l'appello con
la lista dei sottoscrittori per conoscenza anche al Rettore dell'Universita' di
Sassari e ai ministri Gelmini e Frattini a cui tre settimane fa i Senatori Radicali hanno
rivolto un'interrogazione parlamentare che ancora attende risposta''.
(
da "Sardegna oggi"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
giovedì,
04 giugno 2009 La Flc-Cgil mobilita il personale delle scuola Altro momento di
mobilitazione della Cgil per salvare la scuola
sarda dai tagli praticati dall'amministrazione scolastica a tutti i
livelli, con un sit in sotto l'Ufficio scolastico regionale. In
particolare la Cgil ha chiesto l'intervento della Giunta e Consiglio regionale per
aprire di un tavolo istituzionale di confronto con il Ministero
dell'Istruzione. Intanto il Pd presenta un'interpellanza in Consiglio
regionale. -->CAGLIARI - In Sardegna oltre ai 1.688 posti che verranno a
mancare tra i docenti nel prossimo anno scolastico, mancheranno ll'appello 574
lavoratori amministrativi e tecnici, 400 precari su 900 complessivi e circa 600
insegnanti di sostegno. 'Oltre questi - denuncia Peppino Loddo, segretario
regionale della Flc Cgil - la direzione scolastica regionale ha tagliato oltre
100 posti in più nelle scuole elementari di quelli previsti dal decreto
ministeriale''. La Cgil contesta le affermazioni del direttore scolastico
riguardo all'assenza di licenziamenti: ''si tratta in effetti di tagli a
personale precario, supplenti - ha spiegato Loddo - che non lavoreranno più
l'anno prossimo e che non si sa se riprenderanno ad insegnare in futuro a causa
di accorpamenti di classi e tagli nelle scuole''. La drammatica situazione
sulla scuola in Sardegna effetto dei tagli sul personale, alla chiusura delle
scuole sopratutto nei piccoli centri, previsti
dall'applicazione della riforma Gelmini e per le
possibili conseguenze discriminatorie nei confronti degli studenti sardi con
disabilità approda anche in Consiglio Regionale con un'interpellanza presentata
oggi per l'inserimento all'Ordine del Giorno del Consiglio, rivolta al
Presidente della Regione On. Ugo Cappellacci e all'assessore alla
Pubblica Istruzione Prof. Maria Lucia Baire, Marco Espa, primo firmatario,
Vicepresidente della commissione Politiche sociali (insieme al capogruppo Mario
Bruno e ai consiglieri regionali del PD delle due commissioni Istruzione e
Politiche sociali Pierluigi Caria, Giuseppe Cuccu, Valerio Meloni, Antonio
Solinas) chiedono che l'aula di via Roma affronti e si faccia carico dei gravi
problemi che a brevissimo potrebbero colpire migliaia di personale docente e non
docente, oltre ad impedire agli studenti con disabilità sardi la frequenza
regolare nelle scuole di ogni ordine e grado. -->
(
da "Asca"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
GOVERNO:
GELMINI, CON BERLUSCONI IL PAESE E' TORNATO A SPERARE (ASCA) - Roma, 4 giu -
''Dopo un anno di governo Berlusconi gli italiani sono tornati a credere nel
proprio futuro, grazie ad un esecutivo che risponde ai problemi del Paese e
risolve le emergenze''. E' quanto si legge in una dichiarazione del Ministro
dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca, Mariastella
Gelmini. ''Solo un anno fa - continua Gelmini - il
governo della sinistra aveva dimostrato la totale incapacita' di prendere
qualsiasi decisione. Ministri contro altri ministri, visioni politiche
completamente contrapposte, liti interne ai partiti: questo e' il ricordo che
il governo Prodi ha lasciato al Paese. Sono sicura quindi che gli
elettori premieranno le scelte di Berlusconi, il suo coraggio di scardinare le
regole della vecchia politica e il merito di aver composto una squadra di
ministri che non ha replicato l'impopolarita' dell'esecutivo precedente''. ''Questo
governo - secondo il Ministro dell'Istruzione - ha risposto alle esigenze del
Paese con determinazione e pragmatismo e gli italiani, con una valanga di
preferenze a Berlusconi, sceglieranno i fatti e non il gossip''. res-rg/luq/alf
(
da "Asca"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITA':
RADICALI, 563 FIRME CONTRO LAUREA A GHEDDAFI (ASCA) - Roma, 4 giu - ''563
professori universitari hanno gia' sottoscritto il nostro appello che chiede al
Senato accademico dell'Universita' di Sassari di non dar seguito alla proposta
di conferire la laurea honoris causa in giurisprudenza al colonnello
Gheddafi''. Lo dichiara in una nota Antonella Casu, Segretaria di Radicali
italiani''. ''Auspichiamo che il preside della facolta' di legge di Sassari,
forte delle motivazioni espresse da un cosi' consistente numero di colleghi -
prosegue - decida di soprassedere. Invieremo l'appello con
la lista dei sottoscrittori per conoscenza anche al Rettore dell'Universita' di
Sassari e ai ministri Gelmini e Frattini a cui tre settimane fa i Senatori Radicali hanno
rivolto un'interrogazione parlamentare che ancora attende risposta''.
res-mpd/mar/alf
(
da "Virgilio Notizie"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Oltre
14mila bambini furono vittime degli abusi dagli anni 50 in scuole cattoliche - Il
premier irlandese, Brian Cowen, ha assicurato che le istituzioni cattoliche
irlandesi hanno la "responsabilità morale" degli abusi avvenuti
all'interno di scuole e istituti per ragazzi e devono pagare i danni alle
vittime. "Voglio dirvi direttamente che il governo chiede ulteriori e
sostanziali contributi per riparare i danni provocati". Secondo quanto ha
assicurato il primo ministro irlandese, la risposta della
Chiesa cattolica determinerà il modo in cui verrà giudicata d'ora in poi. Pochi
mesi fa è stata pubblicata una inchiesta sugli abusi sessuali in scuole irlandesi
dall'inizio degli anni Quaranta. Secondo quanto riferiva l'inchiesta, rivelata
dopo 9 anni di lavoro, più di 14mila bambini orfani furono vittime di abusi.
(
da "Virgilio Notizie"
del 04-06-2009)
Argomenti: Scuola
Il
candidato del Pdl alla Provincia di Milano, Guido Podestà, cita le parole del
premier Silvio Berlusconi, per il suo discorso conclusivo di campagna
elettorale. Esattamente come aveva già detto in mattinata il presidente del
Consiglio, Podestà rivolgendosi ai militanti riuniti al Palaghiaccio, ha detto:
"L'anomalia deve essere superata perché altrimenti non è facile portare
risultati. In questo momento per esempio per l'Expo è necessaria una sinergia.
Se non c'è e qualcuno, com'è successo negli ultimi cinque anni, gioca a fare
autogol i risultati non vengono". Questa sera al Palaghiaccio di Milano,
dove erano circa un migliaio i militanti del Pdl a sostenerlo, sono intervenuti
il presidente del Consiglio Berlusconi insieme al leader del Carroccio, Umberto
Bossi, che ha assicurato sostegno del suo partito a Podestà. In platea erano
presenti anche i ministri della Difesa, Ignazio La Russa e
quello dell'Istruzione Mariastella Gelmini, accanto
al presidente della Regione, Roberto Formigoni. Grande assente il sindaco di
Milano, Letizia Moratti, che, per quanto prevista, questa sera non ha
partecipato al comizio, diversamente da quanto era accaduto per l'apertura
della campagna di Podestà. Allora la presenza del sindaco si era fatta
notare per la gaffe fatta dal palco con cui l'aveva chiamato con il cognome
dell'avversario del centrosinistra Guido Penati.
(
da "Vita non profit
magazine" del 04-06-2009)
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Alla Gelmini non far sapere chi era il pedagogo giapponese
Reading time: 3 minutes --> di Gabriella Meroni - pubblicato il 05 Giugno
2009 alle 00:00 Dopo il caso della scuola Pisacane. O Makiguchi? Chi era il
semisconosciuto educatore cui una preside di Roma voleva intitolare un istituto
frequentato quasi solo da stranieri? Un pacifista che credeva nel potenziale
dei bambini. Ma anche l'ispiratore della controversa Soka Gakkai «Eran
trecento, eran giovani e forti
» e si sa come
andò a finire. Sono quasi trecento (270 per la precisione), sono giovani e
forti e sicuramente avranno miglior sorte dei compagni di Carlo Pisacane gli
alunni della scuola primaria romana intitolata all'eroe risorgimentale della spedizione
di Sapri, che ha "rischiato" nei giorni scorsi di cambiare nome: non
più Pisacane ma Tsunesaburo Makiguchi, pedagogista giapponese sconosciuto ai
più. Per la preside, visto che il 90% degli alunni della Pisacane è straniero,
è inopportuno proporre loro come modello un patriota italiano. Opinabile,
certo. Ma chi era Makiguchi? Maestro elementare, nato nel 1871, si propose di
riformare il modello di educazione del Giappone e, a causa della sua
opposizione al nazionalismo e militarismo, alla vigilia della seconda Guerra
mondiale venne messo in carcere, dove morì di stenti nel 1944. La pedagogia di
Makiguchi, spesso accostata a quella di Maria Montessori, si basa sull'idea che
la felicità sia lo scopo dell'educazione e che occorra plasmare verso il bene
le menti degli allievi accendendo in essi il desiderio di imparare, senza
costrizioni ma favorendo la creatività e mettendo in relazione il sapere con la
vita quotidiana. «Makiguchi elimina il dualismo fra felicità e conoscenza,
piacere e dovere», spiega Cristiano Martorella dell'Associazione italiana per
gli studi giapponesi. «Per lui un individuo consapevole è capace di agire
moralmente senza avvertire le regole come peso». Teorie che all'estero sono
diffuse da oltre quarant'anni, soprattutto dopo che un seguace di Makiguchi,
Daisaku Ikeda, 81 anni, ha fondato la Soka Gakkai, movimento globale di
ispirazione buddista che conta 12 milioni di seguaci e gestisce 11 scuole e
università in Giappone, Stati Uniti, Malesia, Singapore e Hong Kong. E in Italia?
Per ora c'è un asilo nido di Costa Volpino (Bergamo), I cuccioli di leone, la
cui responsabile Anna Marcobelli dichiara di ispirarsi alla pedagogia di
Makiguchi «perché lascia il bambino libero di esprimere il proprio potenziale».
Il progetto della Pisacane è naufragato dopo le polemiche e lo scetticismo del
ministro Gelmini. Quanto alla Soka Gakkai, il cui
obiettivo dichiarato è «far conoscere e diffondere i principi universali di
benevolenza e compassione verso tutti gli esseri viventi», è oggetto di diverse
accuse di plagio da parte di ex aderenti e figura nell'elenco delle sette del
ministero dell'Interno. Ma il povero Makiguchi, con questo, non c'entra.
(
da "Vita non profit
magazine" del 04-06-2009)
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Italia
scarsa negli aiuti allo sviluppo: è solo un'impressione? Reading time: 3
minutes --> di Redazione - pubblicato il 05 Giugno 2009 alle 00:00 Con un
ordine di servizio del 22 maggio
la
Farnesina ha scelto il ministro plenipotenziario Arnaldo Abeti per coordinare
«le tematiche della comunicazione relative alla promozione e alla diffusione di
informazioni sulle attività di cooperazione». In parole meno ministeriali,
Abeti starà alle dipendenze del Direttore generale per la Cooperazione allo
sviluppo, Elisabetta Belloni, per contrastare la percezione, trasmessa dai
media, dello scarso impegno dell'Italia negli aiuti pubblici allo sviluppo. Chi
lo ebbe come console generale a Vancouver lo ricorda «apparentemente burbero»,
ma con «uno spirito di rara acutezza». Dopo il Canada Abeti è stato
ambasciatore in Namibia e poi consigliere diplomatico del ministro
dell'Istruzione, Gelmini. Al di là della scelta di Abeti, il problema dello scarso
impegno del nostro governo negli aiuti per lo sviluppo è più reale che di
comunicazione o di "percezione". A dirlo non siamo noi di
Scooperation ma i numeri (meno 50% in un anno) e, tra gli altri, anche il
cardinale Bagnasco, che il 25 maggio ha ricordato che «la via della
cooperazione internazionale deve diventare un caposaldo trasversale della
politica italiana, una scelta (...) anche impegnativa sul fronte delle
risorse». Più fatti e meno spot/1. La lotta contro la povertà e la cooperazione
non hanno bisogno di proclami, ma di azione.
Sulla linea di Bagnasco, Link 2007 - rete delle ong Avsi, Cesvi, Cisp, Coopi,
Cosv, Medici con l'Africa-Cuamm, Gvc, Icu, Intersos e Lvia. In una lettera al
governo
per la Giornata mondiale per l'Africa, il 25 maggio, scrivono: «Mentre la
presidenza italiana del G8 prepara impegni solenni per la soluzione dei
problemi della povertà, la cooperazione allo sviluppo del nostro Paese è
agonizzante, nell'indifferenza generale». Più fatti e meno spot/2. L'Italia e
la lotta alla povertà nel mondo
è il titolo
del quarto rapporto di ActionAid presentato il 26 maggio. Ecco i dati salienti.
Nel 2009 l'aiuto
ai Paesi in via di sviluppo dell'Italia oscillerà tra lo 0,13 e lo 0,16% del Pil, con una
contrazione del 27-40% rispetto al 2008. ActionAid riconosce «il rafforzato
attivismo della Dgcs e alcuni segnali di ripresa», ma punta il dito contro «la
continua riduzione dell'investimento finanziario» che nel 2009 è risultato
addirittura inferiore a quello del 2006. Più fatti e meno spot/3.