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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Mezzetti Belletti
sconfitta finisce in prima categoria
( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il team del presidente Enzo Gelmini allenato da Roberto Bellora si è
trovato a confrontarsi con la Bolzanetese. Entrambe le formazioni si erano
classificate all'ultimo posto dei rispettivi gironi, al termine della regular
season di serie C. «Due squadre erano sullo stesso livello - dice il tecnico
della Mezzetti Belletti - avendo rimediato sette sconfitte ed un solo pareggio»
Cerise: L'impegno
di un consigliere è a tempo pieno
( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: IL CASO CAVERI MONTE BIANCO ECONOMIA LEGGE GELMINI All'interno Cerise:
«L'impegno di un consigliere è a tempo pieno» Odissea sulla Nord delle Jorasses
Salvati 3 alpinisti Aumentano gli aiuti per le piccole e medie imprese Cinque
in condotta sulla pagella di 34 studenti Intervento Gianluigi Miletto Gianpaola
Charrère Laura Secci
La scure del 5 in
condotta risparmia i valdostani
( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La legge Gelmini La scure del
Scuole, 4 ancora
sotto i 50 alunni ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che nel 2010 rischiano di finire sotto la scure Gelmini: giù le
serrande delle scuole con meno di 50 alunni. E il 2009 è più che un banco di
prova. Se le famiglie di Mariana, Quingentole, Casaletto e Felonica per ora
possono tirare un respiro di sollievo, a settembre resteranno sotto il numero
50, che per il ministro è lo spartiacque, Pozzolo, San Giovanni,
Cinque in
condotta, ma alla Gelmini ( da "EUROPA ON-LINE" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma alla Gelmini PINA PICIERNO Dalla scelta delle famiglie emerge il
sostanziale fallimento del maestro unico: l?azione del governo non ha portato a
studiare di più, a studiare meglio, ad avere più fiducia nella scuola italiana.
La reintroduzione del voto in condotta si dimostra un provvedimento demagogico
che porterà solamente,
"Iscrivete i
vostri figli alle scuole del paese altrimenti chiudono"
( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La politica di tagli varata dal ministro Gelmini può essere una
mannaia che cade sulla Val Bormida al di là delle, pur importanti, prese di
posizione politiche di una Regione che si è chiaramente schierata contro.
L'allarme lanciato dagli stessi dirigenti scolastici, e che verificheremo entro
la metà del mese, quando disporremo di dati più precisi,
Relatori di fama
mondiale e il ministro Prestigiacomo
( da "Trentino" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Parteciperanno anche cinque ministri: Gelmini, Brunetta, Zaia, Sacconi
e Prestigiacomo. Quest'ultima sarà a Rovereto. GIOVEDI' 2 APRILE. Alle 17,30 al
Mart: manifestazione d'apertura. Ospiti: Guglielmo Valduga, Gabriella Belli,
Piergaetano Marchetti, Ilaria Vescovi. La sfida dell'innovazione: nuovi saperi
e nuove tecnologie.
La colletta per il
rimpatrio ( da "Alto Adige" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il timore del professore è di buon auspicio per la ministra Gelmini:
indurre gli insegnanti a giudicare con maggior oculatezza è proprio quello che
si riprometteva con il suo decreto. Senza però perseguire i fannulloni che, pur
di non assumersi la responsabilità di bocciare, promuovono sempre e comunque
indiscriminatamente, sarà difficile completare l'opera.
Lite sulle
Elementari <A rischio le scelte di 250 mila famiglie>
( da "Corriere.it" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giudizio respinto dalla Gelmini: «Il modello del maestro unico di
riferimento si conferma indipendentemente dalla scelta dei genitori». A questo
punto bastano due conti: poiché gli iscritti alle prime classi sono oltre 500
mila, più di 250 mila famiglie, il 56 per cento, secondo «Tuttoscuola»,
dovranno accontentarsi di un orario settimanale con tre ore in meno:
Cgil: <Sono
nella scuola metà dei 400mila precari della pubblica amministrazione>
( da "Corriere.it" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 000 unità Uno striscione di protesta contro la Gelmini (Ansa) ROMA -
Sono circa 400.000 i precari della pubblica amministrazione che potrebbero
rischiare il proprio posto di lavoro a causa del decreto che blocca la
stabilizzazione dei lavoratori flessibili nel comparto, la metà impegnata nella
scuola.
Revine: il sindaco
salva la scuola elementare
( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini di chiusura dei plessi con meno di 50 bambini. Per salvarla si
sono mossi il sindaco Battista Zardet e la sua giunta, il preside della scuola
che hanno organizzato riunioni con i genitori per arrivare ad una soluzione.
«Si è rischiato che la prima elementare non venisse attuata - afferma il
sindaco - diversi genitori infatti sia per motivi di lavoro che per comodità di
orari
Combai: la scuola
materna non chiude ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: su alcune novità introdotte dal decreto Gelmini. «Certo, i problemi ci
sono, come per tutti gli asili veneti, inutile nasconderlo - continua il
segretario - ma non ci sogniamo lontanamente di chiudere. Se non altro per
rispetto dei genitori e dei nonni che tanto hanno fatto nel passato per tenere
in vita questa istituzione del paese.
Scuola, la grande
fuga: via 435 docenti ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 435 docenti Per altri 20 professori con 40 anni di servizio il
pensionamento è coatto La crisi, la riforma Gelmini, forse addirittura il tipo
di lavoro. Qualunque sia la ragione, certo è che il mondo della scuola
trevigiana quest'anno assiste a una vera e propria fuga d'insegnanti. Ben 435
le richieste di dimissioni volontarie all'esame degli uffici del Provveditorato
provinciale.
Le famiglie
trevigiane bocciano il maestro unico Plebiscito per il vecchio modello con i
rientri ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: RIFORMA GELMINI Le famiglie trevigiane bocciano il maestro unico
Plebiscito per il vecchio modello con i rientri Il primo bocciato dell'anno a
Treviso è il maestro unico alle elementari. Sono pochissime infatti le famiglie
che il 28 febbraio, ultimo giorno per presentare domanda di iscrizione alle
scuole primarie,
Pagelle, boom di 5
in condotta: 172 ( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, devono integrare gli estremi del reato. Un numero elevato se
si pensa che nella vicina città di Bologna i
Maestro unico
bocciato dai genitori modenesi
( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ritiene a proposito che «la pseudo riforma Gelmini si è rivelata un
autentico fallimento». Il maestro unico per Cornia «è stato bocciato anche
dalle famiglie modenesi, così come errate si dimostrano le previsioni e i
sondaggi del governo che davano prevalente l'orientamento delle famiglie
italiane per il maestro unico».
pum, sindaci in
allarme flussi di traffico difficili da gestire
( da "Nuova Venezia, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: punto dal comune di Venezia con la collaborazione del Centro studi sul
traffico di Pietro Gelmini davanti ai sindaci dei comuni della gronda lagunare
- ha portato per supportare le proprie tesi anche il comandante dei vigili
municipali Alberto Baratto. «Stiamo mettendo a sistema i dati di percorrenza -
spiega il primo cittadino - lungo la regionale dove normalmente transitano 6.
riforma scuola,
barison ottimista donazzan attacca l'assessore piron
( da "Mattino di Padova, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, lunedì ad Abano, il sindaco Massimiliano Barison non si
scoraggia e, sulla questione della difesa del tempo lungo scolastico,
preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno. «In una nota inviata alla Regione
Veneto su incarico del ministro - spiega - si afferma che la questione del
tempo lungo sarà esaminata con particolare attenzione e disponibilità al fine
di garantire una
lo snals perde il
ricorso al tar ( da "Nuova Venezia, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: manderemo una lettera al ministro Mariateresa Gelmini, perché faccia
in modo che l'anno prossimo nelle aule non ci siano più di 25 alunni ed un
insegnante. Se nella formazione degli organici per il prossimo anno scolastico,
questi parametri di sicurezza antincendio, non saranno rispettati, faremo un
ricorso al Tar, questa volta sull'organico di fatto e poi vedremo».
La Gelmini: i
fondi ci sono, tempo pieno garantito
( da "Arena, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: NAZIONALE Pagina 2 SCUOLA ELEMENTARE La Gelmini: i fondi ci sono,
tempo pieno garantito ROMA La domanda di «tempo pieno» da parte delle famiglie
«sarà assolutamente soddisfatta». Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella
Gelmini, non ha dubbi. I dati diffusi sulla scuola primaria (l'ex elementare)
mostrano che 9 famiglie su 10 non potranno avere le 30 ore settimanali
richieste all'
A rischio 400mila
precari ( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - nel corso di
un'intervista televisiva - ha assicurato che la domanda di «tempo pieno» da
parte delle famiglie «sarà assolutamente soddisfatta». Il ministro ha riferito
di averne parlato con alcuni direttori scolastici regionali e di avere ricevuto
«notizie tranquillizzanti».
Il tempo pieno non
soddisferà tutti ( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione bresciano Mariastella Gelmini, ovvero le 24 ore settimanali
con il maestro unico, che a livello nazionale - secondo la rivista «Tutto
Scuola» - è piaciuta soltanto al 3% dei genitori. Il maestro unico novità
incompresa Maestro unico snobbato, quindi? «Piuttosto direi che evidentemente
la novità deve avere una gestazione più complessa,
Broletto, la
parola a Bossi e Berlusconi (
da "Giornale di Brescia" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: confermato sostegno il ministro Gelmini. Per FI è strategico guidare
la Provincia per continuare il lavoro di aggancio delle Amministrazioni
comunali per lo più espressione di liste civiche composite. Da qui la ferma,
tenace difesa della proposta Romele. An per contare nel Pdl An bresciana terrà
sabato il congresso in vista dell'assise nazionale costituente il Pdl.
Servono nuovi
spazi per poter studiare e organizzare eventi
( da "Arena, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dopo i cortei contro la legge Gelmini, l'insediamento stabile
all'interno dell'ateneo e gli incontri-reading di poesia , i ragazzi lanciano
una nuova campagna: «Dammi spazio!». Manuela Andreoli, portavoce del gruppo,
spiega: «Gli studenti ogni anno aumentano, e l'ateneo va fiero dell'incremento
delle iscrizioni.
ci sono i fascisti
all'università . no, siamo antifascisti
( da "Mattino di Padova, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: li chiama così perché han protestato contro i tagli o contro la
Gelmini (ma cosa c'entra tutto questo? Chiara ha letto bene e ha capito il mio
articolo?); no, noi ci riferiamo a coloro che han dichiarato che non
permetteranno che la conferenza di monsignior Fisichella si svolga, studieranno
qualche maniera forte per farla saltare, sbarreranno l'ingresso, occuperanno
l'aula,
il fallimento
della gelmini - alessandro naccarato
( da "Mattino di Padova, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: SCUOLA Il fallimento della Gelmini ALESSANDRO NACCARATO Il ministro
dell'Istruzione Gelmini ha disertato l'incontro in programma ad Abano con molti
sindaci, preoccupati per la cancellazione del tempo lungo nelle scuole venete
dovuta ai tagli del governo nel settore dell'istruzione.
GQ e Current, i
nipotini di Report ( da "Italia Oggi (MarketingOggi)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Onda anti-Gelmini». L'opportunità di passare a un vero e proprio
editing, coadiuvati dalla redazione, è stabilita dagli stessi iscritti, che
votano le video-inchieste ritenute più interessanti. Il meccanismo di voto vale
anche per le campagne pubblicitarie realizzate dagli utenti e seguite con
grande attenzione dalla community.
Gelmini rilancia
l'istruzione tecnica ( da "Tempo, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: inglese e rapporti stretti con il mondo del lavoro Gelmini rilancia
l'istruzione tecnica . «Contro la crisi che attanaglia il Paese si deve
rispondere con il rilancio dell'istruzione in generale e in particolare
dell'istruzione tecnica, rafforzando il raccordo tra la scuola e il mondo del
lavoro» ha esordito il ministro.
Le famiglie
boccianoil maestro unico,boom del tempo pieno
( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Venga il ministro Gelmini a verificare che l'abolizione delle
compresenze non è un risparmio, è un danno» Anche qui le iscrizioni si sono
concentrate sulle 40 ore prima e 30 poi. È preoccupata per l'organizzazione del
tempo prolungato della "sua" media Orengo, Maura Covati, dirigente di
Pontedecimo, perchè sa che dovrà modificarlo e ciò disturberà le famiglie ma
anche i ragazzi.
Appello del
coordinamento dei genitoria rinnovare tutte le iscrizioni
( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «È fallito il maestro unico, la gente chiede un modello didattico che
prevede più scuola, più laboratori, più uscite. Ora chiediamo che soprattutto i
bambini abbiano diritto di continuare ad avere il tempo pieno che la Gelmini ha
cancellato con la circolare sull'iscrizione». 04/03/2009
"Tecnologie
Marine", un passo avanti
( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: distretto ligure SUL Distretto Ligure delle Tecnologie Marine si è
svolto a Roma un incontro con il ministro Gelmini al termine del quale l'ex
sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri - che è il presidente spezzino del
comitato promotore - ha manifestato "soddisfazione per le linee indicate
dal Ministro per il futuro dei distretti tecnologici" e ha
"confermato la società consortile".
Gelmini, il signor
G.entra nelle scuole ( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, il signor G.entra nelle scuole il progetto «DESTRA, sinistra:non
sono fra quelli che le considerano etichette svuotate di senso, tutt'altro. Ma
a Giorgio Gaber mi unisce qualcosa che travalica ogni recinto: un grande senso
della libertà, non essere mai allineati né schiavi di nessuno».
GELMINI, IL SIGNOR
G.ENTRA NELLE SCUOLE. ( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI, IL SIGNOR G.ENTRA NELLE SCUOLE MILANO. Giorgio Gaber, il
signor G., entra nelle scuole italiane e diventa una materia di studio e un
progetto di concorso. Si tratta di un' iniziativa del Ministero
dell'Istruzione, Università e ricerca e della Fondazione Gaber, promossa per
celebrare il settantesimo anniversario della nascita dell'
Elementari,
richieste boom per il tempo pieno
( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: confida nelle rassicurazioni del ministro Gelmini: «Rispetto quello
che il ministro ha sempre dichiarato sul tempo pieno e quindi penso che la mia
scuola non avrà problemi nel soddisfare le richieste espresse in tal senso dai
genitori. Detto questo - ha comunque commentato Petralia - aspettiamo
chiarimenti in merito alla mensa.
Il ministro <Le
domande saranno tutte soddisfatte>
( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, assicurando che la domanda di tempo
pieno «sarà assolutamente soddisfatta». «Con un migliore impiego delle risorse
- ha detto il ministro - siamo riusciti non solo a mantenere il tempo pieno, ma
ad aumentarlo. Non prevedo problemi, ho parlato con alcuni direttori scolastici
regionali e le notizie sono tranquillizzanti»
Imprese in cerca
di diplomati tecnici ( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: aggiungendo di condividere l'impegno del ministro Gelmini per
debellare una cultura che giudica «di serie b» insegnanti e studenti delle
scuole tecniche. Anche perchè, di profili tecnici, pare che ci sia un gran
bisogno: «Alle imprese mancano 72 mila tecnici diplomati - dice Giuseppe
Tripoli, segretario generale di Unioncamere -.
È boom di
richieste per il tempo pieno nelle scuole primarie della città
( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Rassicurazioni arrivano dal ministro dell'Istruzione Gelmini: «La
domanda di tempo pieno sarà assolutamente soddisfatta. Non prevedo problemi, ho
parlato con i dirigenti scolastici regionali e le notizie sono
tranquillizzanti». Sallesea pagina 11 04/03/2009 nascosto-->
scuola, il tempo
pieno garantito ma solo a chi sta già frequentando - stefano parola
( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ufficio regionale fissa le regole per il prossimo anno dopo la riforma
Gelmini Scuola, il tempo pieno garantito ma solo a chi sta già frequentando
STEFANO PAROLA I bambini piemontesi che oggi alle elementari frequentano il
tempo pieno continueranno a farlo anche nel prossimo anno scolastico. In tempo
di pesanti tagli ministeriali è già qualcosa.
"per farmi
fare marcia indietro hanno chiesto 100 mila euro di danni"
( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: oltre lei, risulta il Miur nella persona del ministro Gelmini. Come
mai? «L´ha stabilito il pm: il ministero risulta parte offesa perché lo Stato
viene gravemente danneggiato da questi reati». Il professor Rizzi l´ha citata
in sede civile con una richiesta di risarcimento danni per ingiurie di 100 mila
euro.
"brogli in
commissione, rinviateli a giudizio" - rory cappelli
( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. L´udienza di fronte al Gup si terrà il 5 maggio prossimo. I
reati contestati sono quelli relativi all´abuso di ufficio e al concorso in
reato perché, si legge nelle motivazioni, «in concorso tra loro i componenti
della commissione dichiaravano idonea a ricoprire il posto di professore
universitario Mary Fraire adottando motivi non supportati da una corretta
valutazione sulla
Sono i rettori a
decidere dove tagliare gli sprechi
( da "Italia Oggi" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La seconda è che si tratta di sapere dove il ministro Gelmini intenda
tagliare. Il taglio è una necessità di bilancio. Però definito il limite delle
risorse disponibili (che è ovviamente opinabile) «dove» tagliare compete solo
alle singole università. Lo Stato, da parte sua, per evitare di essere travolto
dal suo debito pubblico, deve fare delle economie.
GQ e Current, i
nipotini di Report ( da "Italia Oggi" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Onda anti-Gelmini». L'opportunità di passare a un vero e proprio
editing, coadiuvati dalla redazione, è stabilita dagli stessi iscritti, che
votano le video-inchieste ritenute più interessanti. Il meccanismo di voto vale
anche per le campagne pubblicitarie realizzate dagli utenti e seguite con
grande attenzione dalla community.
Istruzione
tecnica, cantiere aperto ( da "Italia Oggi" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un collegamento che invece il ministro dell'istruzione e dell'università
Mariastella Gelmini punta a rafforzare proprio con il nuovo impianto
organizzativo previsto per gli istituti tecnici, presentato ufficialmente ieri.
«La riforma dell'istruzione tecnica», ha evidenziato il ministro, «ha proprio
questo significato: far entrare il mondo del lavoro a scuola».
cinque in condotta
- maurizio barbato ( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Palermo CINQUE IN CONDOTTA MAURIZIO BARBATO Missione compiuta. Con la
caterva di
pagelle ko, boom
di insufficienze - franco vanni
( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Milano Pagelle ko, boom di insufficienze In città record dei
Il Pdl compatto su
Romele È lui il nostro candidato
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ignazio La Russa e Maristella Gelmini, dall'inizio i proconsoli di An
e Fi in questa delicata partita elettorale, sono usciti dall'ombra e provato a
dare la spallata a favore dei propri «cavalli»: Viviana Beccalossi
«sponsorizzata» dal ministro della difesa e Romele da quello dell'istruzione.
commissario in
arrivo al "grigoletti"
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: In piena coerenza con la nostra battaglia per ottenere l'incasso del
credito di 261 mila euro dal ministero dell'Istruzione, maturato dal 2006». Anche
nel terzo circolo didattico di Pordenone si sta verificando una situazione
analoga, mentre già si temono gli effetti dei tagli previsti dalla riforma
Gelmini sugli organici di insegnanti e bidelli.
<Con Bondi
indietro di 10 anni E Baricco sbaglia bersaglio>
( da "Riformista, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo scrittore doveva prendersela con la Gelmini e la Rai, altro che il
Fus». di Luca Mastrantonio Dal "ma anche" al "ma pure".
L'auto-correzione, avversativa, di Giovanna Melandri nel declinare la locuzione
democratica per eccellenza, vale più di tanti proclami per spiegare quello che
vuole essere il nuovo corso delle politiche culturali del Pd.
Calvisano, una
Lega per la Celtic ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che dicono abbia il ministro Maristella Gelmini al proprio fianco, e
che ha da vantare il copyright del progetto-Celtic, partorito e partito proprio
qui, nella Bassa. Una ormai datata battaglia di Alfredo Gavazzi. Ma i
calvisanesi in questo «risiko» di sport e politica non sembrano in pole
position, arretrati rispetto a velleità e peso politico di veneti e romani.
Basta un decreto
per far sparire 400 mila precari
( da "Riformista, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. E poi ci sono altri 112mila lavoratori a tempo
determinato, 80mila contratti di collaborazione coordinata e continuativa,
25mila Lsu e 12mila interinali. «Il governo italiano è l'unico al mondo che, di
fronte a una crisi che ogni giorno diventa più drammatica, risponde con il
licenziamento dei lavoratori precari nelle pubbliche amministrazioni e nella
scuola -
BOLZANO: FITTA
SERIE DI INCONTRI A ROMA PER LA DELEGAZIONE DELLE CONSULTE PROVINCIALI DEGLI
STUDENTI ( da "marketpress.info" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. In particolare hanno avuto un incontro con la
Onlus ?Save the Children?, nel corso del quale è stato presentato il progetto
?Verso una pedagogia dei diritti? e la Carta dello studente proposta dal
Ministero e fornita a tutti gli studenti, perché possano avere agevolazioni per
cinema, teatro, musei e altri enti culturali.
tempo pieno, più
domande che posti - fabio calamati
( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: spesa scolastica del ministro Maria Stella Gelmini a far cambiare
abitudini alle famiglie pistoiesi. Nelle scuole elementari cittadine il tempo
pieno e il tempo prolungato sono sempre stati in cima alle scelte di chi si
iscrive. E anche stavolta è andata così: tante, tantissime le richieste delle
30 e 40 ore settimanali, nelle domande di iscrizione in prima chiusesi il 28
febbraio,
un summit per fare
il punto ( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma veder smentito dalle scelte delle famiglie il modello di scuola
promosso dal ministro Gelmini è una magra soddisfazione. In questo momento
prevale la preoccupazione, sia per le famiglie con domande in esubero, sia per
gli insegnanti, visto che il modello del maestro unico è previsto anche per il
tempo pieno. Oggi i sindacati scuola faranno il punto della situazione.
cosa c'è dietro il
5 in condotta? ( da "Nuova Sardegna, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini colpisce duro fin dal primo quadrimestre scolastico, ma non in
maniera così catastrofica come evidenziato dai titoli dei giornali. Il dato più
eclatante, infatti, si riferisce alla scuola media superiore, con oltre 34 mila
"bocciature" del comportamento degli studenti più indisciplinati, che
a fronte di una popolazione scolastica in quel settore di oltre 1 milione e
settecentomila
sacro cuore la
curia cerca un compratore ( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Caffarra ha messo al primo posto del suo ministero il compito
educativo e la chiusura di una scuola cattolica, che è un servizio pubblico, è
un fatto che dispiace. Tutti stiamo lavorando, anche il Comune, per salvare la
scuola». Ieri l´assessore Merola ha incontrato le suore ribadendo che il Comune
sta lavorando all´ipotesi di vincoli.
Riforma Gelmini:
dirigenti scolastici in trasferta a Roma
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 8 Riforma Gelmini: dirigenti scolastici in trasferta a Roma
CASALPUSTERLENGO CASALPUSTERLENGO SI CONCRETIZZA l'ipotesi della trasferta a
Roma dei dirigenti scolastici delle superiori del Lodigiano per chiedere al
Governo attenzione nei tagli degli indirizzi sperimentali previsti dalla
riforma Gelmini.
Romele leader Pdl
per le Provinciali ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sostenuto dal ministro Gelmini, è arrivato dopo una serie di colloqui
telefonici nella giornata di ieri tra lo stesso ministro della Difesa ed il
premier Silvio Berlusconi. Romele sarà dunque il candidato del popolo della
Libertà al posto di Viviana Beccalossi, inizialmente in pole per la corsa alla
presidenza della Provincia e sui cui era arrivato l'
tutti chiedono il
tempo pieno ( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le iscrizioni in prima elementare si sono chiuse bocciando la riforma
del ministro Gelmini Tutti chiedono il tempo pieno Ma i posti a disposizione
non saranno sufficienti PISTOIA. A Pistoia ancor più che nel resto d'Italia, le
famiglie hanno confermato la preferenza per il tempo pieno a 40 ore settimanali
come formula oraria per le scuole elementari.
boom di conferme
per il tempo pieno, resta il rebus docenti
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la maggior parte delle famiglie boccia la riforma Gelmini La
stragrande maggioranza delle famiglie udinesi alle prese con l'iscrizione dei
figli nelle elementari ha confermato il modello educativo tradizionale, vale a
dire il tempo pieno o le 30 ore settimanali. Anche in città, insomma, la
riforma Gelmini è stata bocciata.
parte la raccolta
firme di italia dei valori per ripristinare il tempo pieno a scuola
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. «Il tempo pieno - afferma De Lorenzi - risulta un modello di
scuola in grado di rispondere qualitativamente e flessibilmente alle sempre più
numerose necessità dell'utenza e del contesto socio-economico, atteso anche che
la ricchezza dell'offerta formativa e la capacità di gestione delle
problematicità all'interno delle classi risultano elargibili grazie alle
risorse umane
carlesi: per
aiutare prato ripensare ai tagli sulla scuola
( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini». Lo dice il candidato sindaco del centrosinistra, Massimo
Carlesi. «In una città come la nostra, la maggior parte delle famiglie
troveranno la brutta sorpresa di un orario scolastico diverso da quello scelto
dai genitori - osserva Carlesi - I genitori, infatti, contano di poter
usufruire dell'orario lungo come di un vero e proprio orario di lezione e non
come un semplice
Bocciata la scelta
delle 24 ore settimanali per i bambini che il prossimo anno scolastico an...
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che prepara lo sciopero del 18): non ha trovato consensi la riforma
Gelmini con il modello delle 24 ore. A Torrette, la elementare Don Milani di
via Metauro addirittura per la prima volta nella storia della scuola ha avuto
la richiesta per una classe a tempo pieno. Ma la vera incognita ora è quella
degli organici Le scelte.
Nel clima di
generale incertezza per il futuro occupazionale di molti lavoratori si
inserisce la pre... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nel contesto della riorganizzazione disposta dal ministro Maria Stella
Gelmini, i precari vedono allontanarsi ulteriormente la prospettiva di un
passaggio di ruolo. Per mettere in piedi delle soluzioni la Uil scuola ha
elaborato una proposta per la categoria che verrà illustrata nel corso del
comitato direttivo che si terrà oggi.
Tarantola: nel
Paese troppi analfabeti in campo economico
( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini), Vice direttore generale della Banca
d'Italia, rivela in un intervento al Cnel, dedicato al ruolo della formazione
tecnica,i contenuti di un'indagine di via Nazionale. «Circa la metà delle
famiglie italiane non dispone delle nozioni fondamentali per effettuare con
competenza le operazioni finanziarie più diffuse.
Più tecnici per la
ripresa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Uno studente su due sarà coinvolto dalla riforma dell'istruzione del
ministro Gelmini Più tecnici per la ripresa Sul mercato 170mila specialisti
contro un fabbisogno di 335mila Eugenio Bruno ROMA Dalla crisi si esce anche e
soprattutto puntando sull'istruzione. In particolare su quella tecnica che va
resa più adeguata alle esigenze del nostro tessuto produttivo.
"va bene
gaber, ma tutti gli altri?" - giuseppe videtti roma
( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sulla scelta della Gelmini di portare il cantautore nelle scuole
Zucchero: "Giusto, ma ora pensiamo agli altri, a De André, a Guccini, ai
poeti della musica" Linus: "Si studino anche Mogol e Battisti".
Lodoli: "Meglio portare i ragazzi a teatro" GIUSEPPE VIDETTI ROMA
L´educazione musicale nelle scuole è colpevolmente trascurata,
vocabolario
( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: introdotto dalla Gelmini. Così all'articolo 4 del decreto del 1
settembre 2008 che ha innescato le polemiche: «Le istituzioni scolastiche
costituiscono classi affidate a un unico insegnante e funzionanti con orario di
24 ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze,
correlate alla domanda delle famiglie,
le famiglie
bocciano il maestro unico ( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini? Bocciata. Il maestro unico? Non lo vuole nessuno
(o quasi). Al primo vero appuntamento con gli «scrutini» sulle scelte della
ministra dell'Istruzione, le famiglie livornesi hanno dato un giudizio
inequivocabile. Il 28 febbraio si sono chiuse le iscrizioni alla prima
elementare: qui da noi è confermatissimo il trend nazionale che ha visto il 90%
nasce
un'associazione anti-gelmini
( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: associazione anti-Gelmini LIVORNO. Bocciato il modello del maestro
unico? «Non è una sorpresa, bastava mettere un po' il naso dentro le scuole in
questi mesi per capire che così sarebbe stato». I genitori livornesi
l'aspettavano al varco la Gelmini: hanno messo su un ambaradan di assemblee,
raccolte firme, volantinaggi,
SCUOLA.
PRESENTAZIONE DELLA MATERIA "CITTADINANZA E COSTITUZIONE"
( da "AgoPress" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, presenterà l?atto di
indirizzo dell?insegnamento ?Cittadinanza e Costituzione?. Parteciperanno il
procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, il comandante generale dell?Arma
dei carabinieri, Gianfranco Siazzu, ed il presidente dell?
Legnano e Parigi
diplomi di moda ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Xavier Darcos, e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
Lunedì Elena Falco, la preside poliglotta dell'Istituto Dell'Acqua (anche Cavaliere
al merito della Repubblica per la sua attività di divulgatrice nel mondo della
cultura italiana), ne ha parlato con l'ambasciatore di Francia in Italia, S.
Bocciata anche
l'istituzione famiglia ( da "Nuova Ferrara, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sul decreto Gelmini Le risposte alla «Nuova» L'introduzione del
Guida per gli
alunni disabili ( da "Nuova Ferrara, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini abbia posto le
premesse per una forte riduzione della qualità dell'integrazione scolastica nel
prossimo futuro. Infatti aumentare il numero di bambini per classe laddove vi
sono bambini con diverse abilità peggiorerà sensibilmente la qualità di
scolarizzazione di questi bambini proprio a causa del sovraffollamento delle
classi.
La Russa: <Tre
candidati in quota An Nel Pdl non ci sono figli e figliastri>
( da "Corriere della Sera" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: su cui lo stesso La Russa si era scontrato aspramente con la collega
Mariastella Gelmini, andrà al rappresentante di FI, uomo fidato della Gelmini
stessa, Giuseppe Romele. Soddisfatto, anche se avete rinunciato a Brescia? «Le
cose sono andate diversamente. Ancora l'altra mattina, dopo un colloquio
telefonico con Berlusconi, tutti avevano accettato di candidare Viviana
Beccalossi».
<La protesta è
saltata? Ma le ragioni rimangono>
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: questi emergono i nuovi decreti attuativi della riforma Gelmini, come
quello del voto in condotta e la riorganizzazione degli istituti tecnici. In
particolare il movimento studentesco vuole contestare la mancanza di criteri
oggettivi sulla valutazione della condotta e la riorganizzazione degli istituti
professionali che prevede un taglio di ore di lezione da svolgere in
laboratorio,
di SAVERIO
MIGLIARI SI SONO DATI appuntamento all'intervallo nel cortile ...
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: IN DEFINITIVA, Coppola giudica positivamente l'utilizzo dei cinque in
condotta: «Era da tempo che aspettavamo di avere questa possibilità. Spero che
il ministro decida di fare conteggiare il voto in condotta in media con gli
altri voti scolastici.
Cisl-Scuola
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 30, il sindacato Cisl-Scuola celebra il terzo congresso territoriale.
I lavori si tengono nei locali dell'istituto alberghiero di via Carducci (foto)
e saranno affrontati i temi scolastici dl momento con particolare riferimento
alla razionalizzazione conseguente all'applicazione dei decreti Gelmini.
E il video
<scagiona> Silvio Nessuna gaffe con Sarkozy
( da "Corriere della Sera" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: degli accordi bilaterali in materia di scambi culturali e di
istruzione firmati dal ministro Mariastella Gelmini e dal suo omologo francese
Xavier Dercos. E' infatti a questo punto che Berlusconi ricorda di aver
studiato alla Sorbona. Interrogato sull'argomento, Barthes non ritratta e non
conferma. «Abbiamo ascoltato la conferenza stampa ed eravamo sicuri di ciò che
abbiamo sentito.
Elementari, nessuno
ha chiesto l'orario ridotto
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: orario ridotto Bocciata dai genitori la novità della riforma Gelmini
L'ORARIO RIDOTTO nella scuola primaria non piace alle famiglie. Le 24 ore
settimanali, una delle novità della riforma Gelmini, sono state richieste solo
da 33 genitori in tutta la provincia: poco più dell'1% degli iscritti alla prima
elementare 2009-2010, che in totale saranno 3029.
Tempo pieno, prime
in bilico <Subito le richieste o si salta>
( da "Corriere del Veneto" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mentre il ministro Gelmini rassicura le famiglie che le domande di
«tempo pieno» saranno soddisfatte, il provveditore agli studi di Treviso mette
fretta ai dirigenti delle scuole della Marca, lanciando un appello di solerzia
e rapidità nell'inserimento informatico dei dati relativi alle iscrizioni: «è
necessario che i numeri arrivino presto al ministero &
A spasso con Gaber
tra musica e ricordi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Eulalia Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini lancia
l'iniziativa: Giorgio Gaber verrà studiato a scuola. «Può essere fonte
d'insegnamento per i giovani. È stato un grande esempio di libertà ma anche di
rigore», ha dichiarato la titolare del dicastero presentando il progetto pilota
che al momento impegnerà solo la Lombardia.
Tempo pieno,
scuole in difficoltà A rischio centinaia di famiglie
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: al fine di capire quale sia il reale impatto della riforma Gelmini.
Mentre il ministro afferma che i fondi si troveranno e rischi non ce ne sono.
«Io intanto avevo fatto richiesta delle 40 ore dice una mamma e mi è stato
risposto che difficilmente verrò accontentata». Per quanto riguarda l'anno
scolastico 2008/2009, in provincia di Ferrara sono 3.
Distretto del mare
nel Piano nazionale ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 6 Distretto del mare nel Piano nazionale RICERCA FORCIERI ALL'INCONTRO
CON IL MINISTRO GELMINI IL SENATORE Lorenzo Forcieri ha espresso soddisfazione
per «le linee indicate dal ministro Gelmini per il futuro dei distretti
tecnologici» nell'incontro a Roma a cui hanno partecipato i rappresentanti di
tutti i distretti tecnologici.
<Classi
affollate, 300 docenti in meno>
( da "Corriere del Veneto" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e questo per volere dei nuovi parametri della legge Gelmini. Se fino
ad oggi il numero massimo in ogni classe era di 26 studenti, dall'anno prossimo
si arriverà fino a 28 e oltre. Addio alle classi da venti alunni soprattutto
alle superiori, dove gli studenti non potranno essere, per legge, meno di ventisette.
Le famiglie
ravennati bocciano' la riforma Gelimini
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: bocciato il ministro Gelmini, il suo maestro unico, la riduzione del
tempo scuola e le scelte complessive del Governo su questo tema»: lo sostiene
Monica Ottaviani, segretaria generale del sindacato scuola Cgil, sulla base dei
dati sulle iscrizioni. «Dai primi dati in nostro possesso spiega infatti le
famiglie ravennati scelgono nella scuola primaria per il 51 per cento il tempo
pieno (
Pagelle, un campo
minato Pioggia di insufficienze: studenti bocciati in condotta
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per svogliati e bulli dopo il giro di vite imposto dal ministro
all'Istruzione Gelmini che ha ripristinato e rivalutato' il voto in condotta e
messo sull'attenti chi tenta di strappare' una promozione nonostante le
insufficienze. Che ci sono, eccome. CERTO, SI TRATTA di giudizi parziali e non
definitivi ma, per i 19.659 ragazzi (su 28.
<Maestro unico,
alle famiglie non piace>
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La pseudo riforma dice il segretario provinciale Cinzia Cornia la
pseudo riforma Gelmini si è rivelata un autentico fallimento». Il maestro unico
per Cornia «è stato bocciato anche dalle famiglie modenesi, così come errate si
dimostrano le previsioni e i sondaggi del governo che davano prevalente
l'orientamento delle famiglie italiane per il maestro unico».
Il decreto del
ministro Gelmini prevede la bocciatura immediata per gli studenti che nella
pa... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: MODENA PRIMO PIANO pag. 3 Il decreto del ministro Gelmini prevede la
bocciatura immediata per gli studenti che nella pa... Il decreto del ministro
Gelmini prevede la bocciatura immediata per gli studenti che nella pagella di
fine anno avranno cinque in condotta
<E' importante
ha detto la Gelmini restituire alla scuola il ruolo di age...
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: MODENA PRIMO PIANO pag. 3 «E' importante ha detto la Gelmini
restituire alla scuola il ruolo di age... «E' importante ha detto la Gelmini
restituire alla scuola il ruolo di agenzia del sapere ma anche la sua funzione
educativa e il ritorno a un certo rigore»
SE I DATI di metà
anno riguardo le insufficienze non sono incoraggianti ...
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E domani (oggi, ndr) il ministro Gelmini presenterà una nuova materia
legalità e costituzione'. Dunque ci sono vari strumenti per insegnare agli
studenti un comportamento educato». IL DIRIGENTE scolastico si rivolge poi ai
ragazzi invitandoli a migliorare: «Il primo quadrimestre va sempre male.
Baliani il maestro
unico ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nonostante la riforma Gelmini. «La sua inadeguatezza riguarderebbe,
infatti, l'assenza di prospettive che ancora oggi la scuola riserva a
moltissimi », assicura alla vigilia della prima barese della Notte delle
lucciole l'attore Marco Baliani, un gigante del teatro di narrazione che alle
parole di Sciascia dà voce in un'aula scolastica,
<La storia? Si
studierà in inglese> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Si studierà in inglese» LA NOVITÀ GELMINI: «IL PROGETTO NELL'ANNO
DELLA MATURITÀ» L'IDEA Il ministro Mariastella Gelmini (Ansa) ROMA «PENSIAMO di
introdurre nell'anno della maturità, dunque l'ultimo anno del corso di studi,
l'insegnamento di una materia, la storia piuttosto che la matematica, in una
lingua straniera».
Cinque in condotta
I più indisciplinati? Nei <professionali>
( da "Giorno, Il (Milano)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: percentuale di ragazzi con insufficienze in pagella nelle normali
materie di studio e il peso dei cinque in condotta sul complesso dei voti in
"comportamento". LA PRIMA serie di dati testimonia la grandissima
diffusione di insufficienze un po' in tutti gli indirizzi di studio: si va da
un minimo del 58,6 per cento di ragazzi con almeno una insufficienza al liceo
scientifico all'
Francesca racconta
ciò che le donne tacciono ( da "Giorno, Il (Milano)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alitalia al ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini;
per passare alle tematiche che riguardano i sentimenti, l'amore e la vita di
coppia. Temi portanti che sono poi arricchiti da un piccolo bagaglio dei
repertori di personaggi più classici parodiati dall'attrice: Donatella Versace,
Sofia Loren, Sabrina Ferilli.
Senza futuro.
Scuola che naviga a vista ( da "Provincia Pavese, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in perfetto stile gelminiano. Fabrizio Garlaschelli Pavia Carbonara,
non è la sede del Partito Democratico Con riferimento a quanto pubblicato sulla
Provincia Pavese del 25 febbraio, in merito all'inaugurazione della sede del
Partito Democratico a Carbonara al Ticino, vorremmo precisare, a parziale
rettifica del contenuto dell'articolo,
Elementari, le
famiglie chiedono il tempo pieno
( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dei quattro modelli offerti dalla riforma Gelmini, il più gettonato è
quello delle 40 ore settimanali. In pratica il tempo pieno, un servizio
peraltro che a Milano era pressoché generalizzato, ma anche fuori città la
tendenza viene pienamente confermata. L?ufficio scolastico regionale ha già
svolto un primo sondaggio su un campione di 30 scuole per provincia.
<Classi
ghetto> alla scuola Pisacane: tre bambini italiani e diciotto stranieri
( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. «Le ho chiesto - spiega il deputato - di emanare
una circolare perentoria per il prossimo anno scolastico, che stabilisca la
quota di stranieri per classe, sull'esempio di quanto fatto già a Vicenza dalla
sinistra, che ha proposto un accordo sottoscritto dai municipi che fissa un
tetto massimo (non più di 3 stranieri ogni 10 italiani)
Il video
"scagiona" Silvio: nessuna gaffe con Sarkozy
( da "Corriere.it" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: degli accordi bilaterali in materia di scambi culturali e di
istruzione firmati dal ministro Mariastella Gelmini e dal suo omologo francese
Xavier Dercos. E' infatti a questo punto che Berlusconi ricorda di aver
studiato alla Sorbona. Interrogato sull'argomento, Barthes non ritratta e non
conferma. «Abbiamo ascoltato la conferenza stampa ed eravamo sicuri di ciò che
abbiamo sentito.
Dopo la scelta dei
genitori che ha di fatto bocciato l'opportunità offerta dalla riforma G...
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi Dopo la scelta dei genitori che ha di
fatto bocciato l'opportunità offerta dalla riforma Gelmini ora si attende di
capire quale sarà la reale disponibilità di docenti per soddisfare le esigenze
di scolari e famiglie
JESI - Il tanto
dibattuto maestro unico delle scuole elementari, re-introdotto in maniera fa...
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 04-03-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: maniera facoltativa per le prime classi dalla contestata riforma
Gelmini, non sembra convincere più di tanto le famiglie jesine, che continuano
a preferire il "vecchio" sistema. In due dei quattro Istituti
Comprensivi della città infatti - il Lorenzo Lotto e il Carlo Urbani - non è
pervenuta alcuna nuova iscrizione per le 24 ore settimanali previste dalla
169/2008 (insegnante unico),
<Più
collaborazione tra scuola e impresa>
( da "Avvenire" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Questo rappresenta un forte handicap per il nostro tessuto produttivo,
«ma la strada che il ministero sta tracciando è quella giusta per invertire
questa tendenza» ha concluso Galassi. Raoul Bianchini Il ministro Gelmini:
ripartire dalla formazione Sette diplomati su dieci hanno trovato occupazione
Mariastella Gelmini
Balena rossa la
trionferà?. ( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Riforma pensioni: 65
anni per le donne Ma Cisl e Cigl mettono già il veto: "No"Stupro
della Caffarella: dna scagiona i romeni, in attesa dei test finaliOrte,
DROGA: GELMINI,
BASTA GIUSTIFICARE CHI LA USA
( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, durante la conferenza stampa sul nuovo Portale
DrugFree.Edu, presentato questa mattina dal Sen. Carlo Giovanardi,
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla
Droga. ''Compito dei genitori e della scuola - ha detto Gelmini - e' rendere i
ragazzi piu' critici nei confronti della droga.
DROGA: GIOVANARDI,
ECCO IL PORTALE PER SAPERNE DI PIU'
( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Presidenza del Consiglio con delega alla Droga insieme dal ministro
dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, il portale ''si rivolge soprattutto a
studenti, insegnanti, genitori e educatori e offre format differenziati in
funzione dei suoi destinatari - ha spiegato Giovanardi - i suoi contenuti sono
ben accessibili e scaricabili da tutti e offrono informazioni uniformi e
corrette''.
SCUOLA: GELMINI,
DA SETTEMBRE L'ORA DI 'CITTADINANZA E
( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: legge 169 e presentata oggi a Palazzo Chogi dal ministro Gelmini.
''Non sara' la vecchia ora di Educazione civica - ha avvertito il ministro - ma
un'ora di educazione alla cittadinanza, per insegnare ai ragazzi i valori e i principi
contenuti nella nostra Costituzione''. Ma ci sara' spazio anche per
''l'educazione stradale, l'educazione ambientale e quella ai sani stili di
vita,
Scuola/ 5 in
condotta, per 97% italiani è colpa degli
( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I più indisciplinati sono gli alunni degli istituti tecnici e
professionali, in particolare del sud. Per tutti gli studenti, comunque, il
Droga/ Giovanardi:
Al via nuovo sito per studenti e
( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: "Puntiamo - ha spiegato il ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini - alla prevenzione. Spesso per i giovani che si drogano si trovano
giustificazioni, a volte anche legittime. Però - ha sottolineato - bisogna
trasmettere ai ragazzi il senso di responsabilità, evitando di individuare
sempre alibi e giustificazioni.
Don Ciotti: Il 21
marzo giornata impegno,100mila giovani a
( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nuovo insegnamento su cittadinanza e costituzione annunciato dal
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La scuola, ha sottolineato don
Ciotti, deve intervenire soprattutto nei territori dove la dispersione è più
alta. "Il mondo della scuola spesso dimostra grande generosità in
territori a volte difficilissimi", ha detto, spiegando che bisogna
insistere in questa direzione.
Scuola, vanno di
moda le trenta ore ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dopo la riforma Gelmini: «Non ci sono garanzie sull'organico. Poi sia
gli enti locali sia le scuole hanno pochi fondi». «Attendiamo la dotazione
organica e speriamo che sia sufficiente a garantire il modello da 30 ore scelto
così ampiamente», è intervenuta Marina Bosari, direttrice del Secondo Circolo.
Cittadin (Cisl):
Ridurre i tagli degli organici
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro che le organizzazioni sindacali avranno con il ministro
Mariastella Gelmini. «La scuola è seria: va trattata con serietà e risponderà
con serietà - spiega Cittadin - ed è questo l'atteggiamento con cui andiamo
all'incontro con il ministro per discutere i regolamenti già passati in prima
approvazione nel Consiglio dei Ministri del 18 dicembre.
Pronti a
collaborare, ma più per opportunità che per convinzione. Ieri l'assessore al...
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mingardi ha chiesto ai Comuni di presentare le eventuali osservazioni
entro due mesi, per arrivare a un'approvazione a primavera che tenga conto
dello sguardo d'insieme. D'altronde il Pum, del professor Pietro Gelmini, ha
una connotazione sovracomunale proprio perché tra le città non c'è più
soluzione di continuità e la sinergia è d'obbligo. Alvise Sperandio
Ieri l'assessore
provinciale Galvanin ha dato i termini ai Comuni per indicare i tecnici che
monitoreranno gli edifici Scuole, si prepara la squadra antisismi
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. In seguito al crollo di un controsoffitto avvenuto in una
scuola di Rivoli il 25 novembre 2008, nel gennaio scorso il Ministero ha
fornito alle Regioni le direttive per la costituzione di gruppi di lavoro da
impegnare per l'individuazione di situazione di rischio connesse alla
vulnerabilità di impianti e di elementi di carattere non strutturale negli
edifici scolastici.
A Soranzen
elementari a rischio chiusura Le poche preiscrizioni alla classe prima
potrebbero costringere la direzione a far dirottare i bimbi verso il capoluogo
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: andasse a confrontarlo con i parametri del nuovo decreto Gelmini, che
richiedono a tutt'oggi un minimo di quindici alunni per classe. La primaria di
Soranzen rischierebbe così, ad oggi, di perdere la prima classe, e sarebbe a
detta di molti un peccato, dato che la sede scolastica intitolata al pittore
Romano Ocri offre un servizio importantissimo alle frazioni più staccate dal
centro,
La riforma Gelmini
paralizza la nostra scuola, sos al comune
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma Gelmini paralizza la nostra scuola, sos al comune»
Mercoledì 4 Marzo 2009, PIEVE DI SOLIGO - (to.bi.) Con la riforma Gelmini
l'istituto comprensivo di Pieve di Soligo ci rimette. A sostenerlo sono due che
la scuola che ha base in via Battistella a Pieve e plessi a Pieve, Barbisano,
Solighetto e Refrontolo la conoscono bene.
(Fr.Ca.) Il sindaco
Massimiliano Barison sventola con soddisfazione la missiva di Giuseppe
Cosentino... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: certezze e sta lavorando per ottenere un appuntamento a Roma con il
ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini dopo il forfait dell'altro giorno.
Intanto si sprecano i colpi di scena. La conferenza Stato-Regioni in programma
il 7 marzo è confermata; tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni non è
affatto sicuro che nell'occasione verranno assegnati gli insegnanti Regione per
Regione.
Este Tre ore di
discussione politica a tratti incandescente ma poi tutti d'accordo (o quasi...
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Gelmini di assicurare alla Regione Veneto un numero di
docenti adeguato a mantenere il "tempo lungo" nelle elementari. Tutti
sì e solo un'astensione (della leghista Goisis) su un ordine del giorno che -ha
spiegato il sindaco Piva- è stato stilato dai 22 primi cittadini della Bassa
padovana, sia di destra che di sinistra.
ELENA ROMANAZZI
ROMA. È GIà SERA QUANDO IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, REN...
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini ancora una volta, ieri, ha garantito
che le famiglie verranno accontentate. «Noi - spiega il ministro - abbiamo
abolito il modulo (tre docenti divisi su due classi ndr) indipendentemente
dalla scelta dei genitori, in ogni tipo di quadro orario i ragazzi avranno un
maestro unico di riferimento,
DIAMANTE MAROTTA
AUMENTANO I PENSIONAMENTI NEL COMPARTO SCUOLA IN PROVINCIA DI CASERTA. SARANNO,
... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E per il prossimo anno si prevedono con la riforma Gelmini e
l'insegnante prevalente ulteriori tagli in organico per la scuola primaria.
Cosa che penalizzerà esclusivamente gli oltre 11mila precari casertani inseriti
in graduatoria che vedranno sfumare per l'ennesima annata l'agognata nomina
annuale.
Un sito per dire
no alle droghe ( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: allarme lanciato dal ministro Gelmini "Purtroppo, si abbassa
sempre di più l?età in cui si viene a contatto per la prima volta con le droghe
- ricorda il ministro dell'Istruzione Gelmini - ora è a 12 anni. Serve un
impegno ancora più forte sul fronte della prevenzione, conivolgendo in un
rapporto sempre più stretto la scuola e la famiglia.
In An? Più
berlusconiani che finiani... Silvio spedisce Gianfranco a Bruxelles pag.2
( da "Affari Italiani (Online)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: soprattutto il premier che potrebbe scegliere il delfino tra i suoi
fedelissimi. Giulio Tremonti? Non solo lui. C'è anche Roberto Formigoni e,
perché no, qualche ministro dell'attuale governo. Come Renato Brunetta,
Maurizio Sacconi e la "politica" e non tecnica Mariastella Gelmini.
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Scuola,
Stamboulis: "Le famiglie non riconoscono nel modello un'offerta formativa
valida" ( da "Sestopotere.com" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Di fronte alla clamorosa bocciatura delle famiglie di questo modello,
la Ministra Gelmini parla d'altro, distraendo l'attenzione sugli studenti
stranieri, capi espiatori di qualsiasi problema nazionale, e sulla Storia
insegnata in inglese". "Siamo fortemente preoccupati dell'effetto che
avrà questa riforma - continua Stamboulis - .
Scuola/ Lumia: Su
legalita' nostre proposte, senza baratti
( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: iniziativa presentata dal ministro Gelmini di introduzione nelle
scuole dei corsi su Cittadinanza e Costituzione. "Non vorremmo - commenta
in una nota - che questa iniziativa così importante fosse solo uno stratagemma
per distogliere l'attenzione dal rifiuto della stragrande maggioranza delle
famiglie italiane della riforma Gelmini, in particolare,
Scuola/ Flc-Cgil:
Bene Costituzione ma non in ore altre
( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. "La Costituzione italiana ha
avuto storicamente una funzione molto importante e se si insegna lo si deve
fare in maneria seria, con rigore, senza sostituirla ad altre materie",
continua Pantaleo: "Il punto è come si insegna, non si tratta solo di
nozioni, ma di farne capire il valore e le radici,
Tutti i segreti
del congresso del Pdl">In An? Più berlusconiani che finiani... Tutti i
segreti del congresso del Pdl pag.2
( da "Affari Italiani (Online)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: soprattutto il premier che potrebbe scegliere il delfino tra i suoi
fedelissimi. Giulio Tremonti? Non solo lui. C'è anche Roberto Formigoni e,
perché no, qualche ministro dell'attuale governo. Come Renato Brunetta,
Maurizio Sacconi e la "politica" e non tecnica Mariastella Gelmini.
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Dieci in condotta
a Giorgio, la Gelmini dice sì
( da "Affari Italiani (Online)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Politica La Gelmini: al fidanzato Giorgio
Arriva il portale
contro la droga ( da "RomagnaOggi.it" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: org è stato presentato a Palazzo Chigi da Mariastella Gelmini,
ministro dell'Istruzione, dal sottosegretario per la droga e la famiglia Carlo
Giovanardi e da Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
Un portale rivolto ovviamente agli studenti ma anche a genitori e insegnanti,
allo scopo di aiutarli nell'interazione e nel dialogo con i ragazzi,
(AGR) AUTILIO:
ATTENZIONE E IMPEGNO SU INIVERSITA' E RICERCA
( da "Basilicanet.it" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: di confronto con il Ministro Gelmini. Agli studenti che frequentano il
nostro Ateneo â?? ha aggiunto â?? dobbiamo fornire risposte puntuali per
garantire il diritto allo studio e per migliorare i servizi residenziali e
culturali già esistenti. Nel prendere atto dellâ??impegno del Governo nazionale
a dare concreta attuazione con un primo finanziamento ai tre Centri di ricerca
già
Scuola. Gelmini:
Cittadinanza e Costituzione al via da settembre
( da "Legambiente" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: Cittadinanza e Costituzione al via da settembre Legambiente:
“Bene, ma l?impegno educativo sia trasversale alle discipline e ispirato alle
buone pratiche già in campo” “Ci sembra importante che finalmente si stia
ponendo un'attenzione specifica all'educazione alla cittadinanza e alla
costituzione.
A lezione di
Costituzione fin dall'asilo per imparare ad essere bravi cittadini
( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini annuncia che dal prossimo settembre in
tutte le scuole si insegnerà "Cittadinanza e Costituzione ". Alle
superiori partirà pure l'educazione stradale con la possibilità per gli
studenti di conseguire il patentino. Roma. Arrivano in classe l'insegnamento
della Costituzione, l'educazione ambientale,
8 marzo, un premio
nazionale ai ragazzi del Romagnosi
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Roma dal presidente Napolitano e dal ministro Gelmini. Duemila euro e
l'onore di essere ricevuti al Quirinale. Pagina culturale, pagina di cronaca,
sportiva e musicale. Tutto sul coraggio al femminile. Dal concerto alla Casa
della musica per ricordare Miriam Makeba, la regina dell'afro music, al campo
sportivo di Kabul, dove le donne con il velo si allenano per la partita di
calcio.
ÂÂ"CITTADINANZA
E COSTITUZIONEÂÂ" AL VIA LA SPERIM
( da "WindPress.it" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Mariastella Gelmini ha presentato questa mattina a Palazzo
Chigi il documento dâ??indirizzo per la sperimentazione dellâ??insegnamento di
â??Cittadinanza e Costituzioneâ?.
Grazie allo studio di questa nuova materia gli studenti avranno lâ??opportunità di approfondire il testo della nostra Carta Costituzionale,
sperimentare forme di partecipazione attiva alla vita democratica,
( da "Stampa,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
BOCCE. PLAY OUT A VOLTRI Mezzetti Belletti sconfitta
finisce in prima categoria E' sfumata la possibilità di mantenere una
formazione del Novarese nel campionato di serie C di bocce al volo dopo la
sconfitta 9-7 che la Mezzetti Belletti ha rimediato che sul campo di Voltri. Il
match era valido per i Play out ed è stato organizzato in campo neutro. Il team del presidente Enzo Gelmini allenato da Roberto Bellora si è trovato a confrontarsi con la
Bolzanetese. Entrambe le formazioni si erano classificate all'ultimo posto dei
rispettivi gironi, al termine della regular season di serie C. «Due squadre
erano sullo stesso livello - dice il tecnico della Mezzetti Belletti - avendo
rimediato sette sconfitte ed un solo pareggio». La sconfitta è maturata
sommando i risultati negativi registrati dai componenti della squadra
galliatese nelle diverse discipline: «Abbiamo sùbito il dominio dei nostri
avversari nella navetta, nella staffetta. Abbiamo vinto nel tiro tecnico e
pareggiato nel combinato. Persa anche la terna ed una coppia. Le vittorie in
una gara a coppie e nell'individuale non hanno salvato il risultato». Se non ci
saranno ripescaggi dell'ultim'ora, per la stagione 2009-2010 la Mezzetti
Belletti retrocede in 1ªcategoria.\
( da "Stampa,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
IL CASO CAVERI MONTE BIANCO
ECONOMIA LEGGE GELMINI All'interno Cerise: «L'impegno di un consigliere è a
tempo pieno» Odissea sulla Nord delle Jorasses Salvati 3 alpinisti Aumentano
gli aiuti per le piccole e medie imprese Cinque in condotta sulla pagella di 34
studenti Intervento Gianluigi Miletto Gianpaola Charrère Laura Secci
( da "Stampa,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
La legge Gelmini La scure del
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Rossella Canadè Scuole, 4 ancora sotto i 50 alunni I
comuni si mobilitano per rimpolpare le iscrizioni SAN GIOVANNI. Qualcuno si è lanciato
nella campagna di reclutamento alunni nei paesi vicini. Qualcuno attira con
l'offerta del tempo lungo, manna per i genitori che lavorano. Qualcuno, come
Alberto Manicardi, ha accolto i tre bambini arrivati con la famiglia dall'India
a Quingentole come fossero stati i tre Re magi. I comuni si sono tirati su le
maniche sul serio per rimpolpare la popolazione scolastica dei centri minori, che nel 2010 rischiano di finire sotto la scure Gelmini: giù le serrande delle scuole
con meno di 50 alunni. E il 2009 è più che un banco di prova. Se le famiglie di
Mariana, Quingentole, Casaletto e Felonica per ora possono tirare un respiro di
sollievo, a settembre resteranno sotto il numero 50, che per il ministro è lo
spartiacque, Pozzolo, San Giovanni, Cesole e Pieve. Incerta ancora la
situazione di Breda Cisoni, per cui il sindaco di Sabbioneta Antonio Beccari
sta lottando con i numeri. «Dovremmo farcela. E' questione di un alunno in più
o uno in meno - conferma, mentre annuncia «l'intenzione di salvarla a tutti i
costi», con interventi «anche radicali. Noi non molliamo, facciamo il tempo
lungo, la rendiamo più bella, qualsiasi cosa, anche se dovessimo andare porta a
porta a convincere i genitori dei paesi vicini». Quingentole è arrivata col
fiatone ad avere 51, forse 52 scolari, con una popolazione in continua
diminuzione. «Per fortuna sono arrivate alcune adesioni da Quistello», dice
Manicardi. Il sindaco di Marmirolo Luisa Lombardi si consulta con i dirigenti
scolastici e alza le braccia, «quest'anno a 50 alunni non arriveremo. La scuola
di Pozzolo resta a rischio». Andrea Bassoli a Pieve è sotto per quest'anno, ma
ha fiducia nel futuro, «nel 2010 saremo sul limite, e nel 2011 ce la faremo di
sicuro. Il paese si sta allargando: lo confermano i numeri dell'asilo, che
dovremmo addirittura ampliare. Ma che senso ha se poi mi faranno chiudere
l'elementare?». Bassoli non ha intenzione di stare a guardare, «ci stiamo
mobilitando con l'assessore Federici Canova, il provveditore e la Regione». La
scuola di Cesole è a quota 35, ma l'assessore Maria Grazia Bertoni non dispera,
«ci sono molte fluttuazioni e stiamo lavorando per raccogliere iscrizioni, sia
con l'offerta del tempo lungo che con l'associazione dei genitori per l'arco di
tempo dalle 16 alle 18. E poi quella di Cesole è una scuola bellissima, per cui
è stato speso denaro pubblico». «Avremo quattro alunni in prima e dodici in
seconda - dice il sindaco di San Giovanni Dosso Maurizio Perboni - stiamo
attivando un servizio di doposcuola con corsi di teatro, judo e altre attività.
Faremo il tempo lungo. in questo modo mi auguro che non ci siano pregiudiziali
da parte delle famiglie dei paesi vicini per mandare i bambini a scuola da
noi». Un suo pensiero va ai piccoli comuni di montagna dell'Italia del nord. «I
leghisti adesso come la mettono? Forse avranno qualche problema».
( da "EUROPA
ON-LINE" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cinque in condotta, ma alla Gelmini PINA PICIERNO Dalla scelta delle famiglie emerge il
sostanziale fallimento del maestro unico: l?azione del governo non ha portato a
studiare di più, a studiare meglio, ad avere più fiducia nella scuola italiana.
La reintroduzione del voto in condotta si dimostra un
provvedimento demagogico che porterà solamente, senza risorse e senza un
progetto educativo, a incrementare la dispersione scolastica e a sottoporre gli
studenti a trattamenti ingiusti e incomprensibili. Il rigore è necessario e
fenomeni quali il bullismo sono da combattere con decisione, il problema è però
che il voto in condotta non è lo strumento adeguato.
Esso rinnega la stessa funzione formativa della scuola? Tra la severità ottusa
e il giusto rigore di un servizio formativo quale quello scolastico vi è una
differenza enorme. Diversità che il governo non vede o preferisce ignorare. Per
questo motivo ho presentato un?interrogazione parlamentare sul tema, a fronte
dell?elevato numero di segnalazioni a mezzo stampa sull?utilizzo del cinque in condotta, che dovrebbe, per decreti e regolamenti emanati
dallo stesso ministro, essere relegato a casi gravissimi. Possibile che in
Italia siano
( da "Stampa,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROCCHETTA ASSEMBLE PUBBLICA "Iscrivete i vostri figli
alle scuole del paese altrimenti chiudono" Il sindaco di Cairo lancia un
appello ai residenti delle frazioni: «Iscrivete i vostri figli alle scuole
delle vostre frazioni o rischiamo la chiusura». Una verità abbastanza scomoda,
ribadita ieri sera di fronte ai genitori degli alunni delle Elementari di
Rocchetta. E proprio questa frazione potrebbe essere presa a simbolo di un
certo controsenso: i genitori di di Rocchetta erano stati i più attivi,
addirittura con slogan e striscioni, a ribadire la necessità di difendere il
plesso scolastico della frazione durante l'incontro pubblico, organizzato a
novembre, con il vice presidente della Regione, Massimiliano Costa. Allo stesso
tempo, dai primi dati sulle prescrizioni, solo tre alunni, tra i bambini in età
per iscriversi alle elementari, avrebbero optato per la scuola della frazione,
mentre molti di più sarebbero orientati verso l'iscrizione alla scuola di Dego.
Un'emorragia che a dire il vero è iniziata già negli anni passati, e non solo a
Rocchetta, ma anche in altre frazioni e nello stesso capoluogo, e che, spiegano
dal Comune, «se i dati dovessero essere confermati, contribuirebbe a pesare sul
reale rischio di chiusura delle scuole più periferiche del nostro territorio».
Il sindaco Briano, intenzionato ad affrontare la spinosa questione nelle varie
frazioni, spiega: «Non possiamo permetterci di fare proclami o filosofie, ma
occorre essere pragmatici. La politica di tagli varata dal
ministro Gelmini può essere
una mannaia che cade sulla Val Bormida al di là delle, pur importanti, prese di
posizione politiche di una Regione che si è chiaramente schierata contro.
L'allarme lanciato dagli stessi dirigenti scolastici, e che verificheremo entro
la metà del mese, quando disporremo di dati più precisi, è che certi
tagli delle scuole periferiche, non potendo passare per la porta principale
data l'opposizione di Regione e cittadini, rischino di introdursi dalla porta
di servizio, attraverso la riduzione del personale docente o del loro utilizzo,
vedi ad esempio il caso delle mense. Decidere, quindi, di iscrivere i propri
figli a scuole, non solo non della frazione, ma addirittura fuori dal proprio
Comune, significa porre il fianco a chi vuole eliminare questi plessi. Sia
chiaro - conclude il sindaco -, quella di iscrivere i propri figli altrove è
una decisione più che legittima, ma allora non si pretenda, al contempo, che
gli enti locali si attivino per difendere l'esistenza di quelle scuole».
( da "Trentino"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Relatori di fama mondiale e il ministro Prestigiacomo
ROVERETO. Ecco il programma della quattro giorni del Festival delle città
impresa. Negli stessi giorni nelle altre città che partecipano al festival si
terranno altrettanti incontri con personalità di spicco del mondo della società
e dell'economia internazionale. Parteciperanno anche cinque
ministri: Gelmini,
Brunetta, Zaia, Sacconi e Prestigiacomo. Quest'ultima sarà a Rovereto. GIOVEDI'
2 APRILE. Alle 17,30 al Mart: manifestazione d'apertura. Ospiti: Guglielmo
Valduga, Gabriella Belli, Piergaetano Marchetti, Ilaria Vescovi. La sfida
dell'innovazione: nuovi saperi e nuove tecnologie. Per l'ambiente e non
solo. Relatori: Enzo Rullani, Davide Bassi, Alberto Pacher, Mario Marangoni,
Antonio Costato, Stefania Prestigiacomo. Ore 20.30: Sfida verde per salvare il
pianeta. Relatore: Jeremy Rifkin. VENERDI' 3 APRILE. Dalle 9 alle 16.30 nel
palazzo dell'Istruzione: Convegno: gestione & efficienza energetica negli
edifici pubblici. Relatori: Antonio Frattari, Silvano Curcio, Marco Citterio,
Marco Gasparri, Giuseppe Cinquanta, Gianni Lazzari. Ore 17.30 al Mart: Come
sarebbe il mondo senza petrolio?. Relatore: Colin Campbell. Ore 20.30 al Mart:
«La sfida verde di Obama». Relatore: Fareed Zakaria. Sabato 4 aprile. Ore 9 al
Mart: «Rovereto 2020: un nuovo modello di sviluppo per il prossimo decennio.
Relatori: Guglielmo Valduga, Giovanni Marseguerra, Giulio Cainelli, Lorenzo
Dellai, Davide Bassi, Mario Marangoni, Paolo Marega, Alessandro Olivi, Giovanni
Pegoretti, Giulio Andreolli. Ore 17 al Mart. «Burocrati o imprenditori? Nuovi
modelli per il cambiamento». Relatori: Gianni Lazzeri, Lucia Athens. Ore 21 al
Mart: spettacolo teatrale «Canto per la metropoli Nord est» con Pino
Costalunga. DOMENICA 5 APRILE. Al Mart, ore 10. «Uomo e natura: l'armonia
possibile». Relatori: Claudio Bartocci, Vittorio Bo, Edoardo Boncinelli, Elio
Cadelo, Giulio Giorello, Mario Tozzi.
( da "Alto
Adige" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
La colletta per il rimpatrio La colletta per il rimpatrio
l'abbiamo fatta noi Chi ha fatto la colletta sono stati gli ex colleghi del
defunto della ditta Koch e la comunità dei musulmani di Bolzano e Merano, non
capiamo come fa la signora Halima Bahor e suo figlio a cercarsi pubblicità o
prendersi il merito su una cosa fatta da tante persone per dovere morale e
religioso e poi se fosse vero chi fa del bene o prende iniziative del genere
non dovrebbe vantarsi! La comunità marocchina in Italia deve chiedere al
proprio governo di occuparsi del rimpatrio dei propri defunti, come lo fanno
altri altri stati del vicino Magreb per non lasciare spazio a chi specula
persinosui morti. Centro Culturale Islamico di Bolzano La colletta per il
rimpatrio è un lavoro d'insieme Rispetto alla salma del signor Lehcen volevo
solo precisare, che la salma è tornata al paese d'origine giovedì 26/02/2009
con un volo da Venezia a Casablanca con uno scalo a Dubai, grazie a tutta la
comunità musulmana in Alto Adige, e l'offerta è stata organizzata e raccolta da
tutti i centri (Associazione famiglie magrebine - Associazione dialogo e
l'Associazione di Merano...) e non dalla signora e dal suo figlio come ho letto
dal vostro quotidiano ieri. Il presidente dell'Associazione famiglie magrebine
a Bolzano Meglio pensare prima all'educazione degli uomini In riferimento alla
lettera pubblicata domenica sulle "cacche dei cani", mi trovo
perfettamente d'accordo ma... in primis l'uomo - indipendentemente se
proprietario di animali - secondo il mio modesto parere, dovrebbe evitare di
buttare per terra bottiglie di vetro (a volte rotte), carta, siringhe, lattine,
mozziconi di sigarette, sputi, ecc..., sia come gesto di civiltà - educazione -
rispetto, ma anche all'insegna del buon esempio! lettera firmata VIPITENO Le
mie proposte sugli accordi sindacali Ecco alcune proposte, che farei alle
diverse sigle sindacali, per contrastare le decisioni governative sul diritto
di sciopero. 1) Il governo stabilisce l'entità economica da mettere a
disposizione per gli aumenti salariali dopo il calcolo effettuato per l'aumento
causato dall'inflazione programmata. 2) I sindacati (tuttel e organizzazioni)
prenderanno le decisioni su quale categoria abbia la precedenza per quanto
riguarda tali aumenti. Diritto inviolabile di ogni categoria di entrare a far
parte dell'organizzazione decisionale o aderire ad altre. 3) Diritti di
decisione presi a maggioranza ma decisioni generali riconosciute da tutti ed
univoche. 4) Ritoccare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori affinché
tutti possano avere gli stessi diritti. 5) Le categorie che non entrano a far
parte dell'organizzazione non avranno appoggio alcuno dalla stessa. 6)
Votazioni democratiche senza alcun tentativo di alzate di mano o voti
consenzienti. Tutto da presentare al governo unitamente al taglio degli
stipendi dei politici tramite referendum popolare propositivo o abrogativo non
importa purché abbia l'intento di abrogare certi vergognosi squilibri e
proponga delle cose sensate. Giovanni Maistrello SINIGO Il medico di guardia ha
fatto benissimo così In merito alla lettera al giornale della signora Claudia
Amodio "Ma il medico di guardia serve ancora a qualcosa?" pubblicata ieri
03/03/2009 sul quotidiano Alto Adige desidero specificare quanto segue. La
presenza in un bambino di 6 mesi di vomito continuo e incoercibile comporta la
necessità di effettuare accertamenti bio-umorali a carattere di urgenza che
possono essere eseguiti solo in ambiente protetto (Ospedale) e non a domicilio.
Sulla base dell'esito di tali accertamenti deve essere valutata una eventuale
successiva somministrazione di farmaci e/o di terapia idrica. Per tali motivi
il Medico di Guardia medica di turno ha ritenuto necessario, correttamente, di
inviare il bambino al Pronto Soccorso dell'Ospedale per gli accertamenti del
caso. Umberto Tait direttore del Comprensorio sanitario di Bolzano Un buon
cinque in pagella può essere educativo Ad ogni scrutinio di fine quadrimestre va
in scena la solita commedia: quella dei professori riluttanti a dare voti più
bassi del sei. Un tempo il fenomeno riguardava quasi esclusivamente i
supplenti, gli insegnanti alle prime armi, chi, insomma, non sentendosi ancora
sufficientemente preparato, si sentiva timoroso di stigmatizzare
l'impreparazione altrui; oggi è diffuso anche fra gli insegnanti con una lunga
carriera alle spalle e i dirigenti scolastici - diversamente di quanto facevano
i presidi - non se ne preoccupano punto. A diffonderlo è stata la stessa
cultura educativa che ha ispirato alla sovrintendente Rauzi, quale strumento di
stimolo allo studio, l'uso di una "gamma di valutazione più ampia" e
al suo probabile successore Eccli il timore che, con il ritorno alla
valutazione numerica, possano diminuire le note di eccellenza. Il timore del professore è di buon auspicio per la ministra Gelmini: indurre gli insegnanti a
giudicare con maggior oculatezza è proprio quello che si riprometteva con il
suo decreto. Senza però perseguire i fannulloni che, pur di non assumersi la
responsabilità di bocciare, promuovono sempre e comunque indiscriminatamente,
sarà difficile completare l'opera. Ciò che più indigna è che costoro
affermano di ispirarsi all'insegnamento di don Milani. Nulla di più falso! La
sua esortazione a non bocciare riguardava esclusivamente la scuola dell'obbligo
e aveva una finalità pratica, quella di permettere a chi a tredici anni avrebbe
smesso di studiare otto anni di"scuola intera", cioè "otto
classi diverse, non quattro classi ripetute due volte ognuna". "Alle
superiori - scriveva - bocciate pure... si tratta solo di abilitazioni. Si
costruiscono cittadini specializzati al servizio degli altri. Si vogliono
sicuri. Per esempio per le patenti siate severi. Non vogliamo essere falciati
per le strade. Lo stesso per il farmacista, per il medico, per
l'ingegnere". Mario Refatti Rutelli diventato papista Con pane e cicoria?
Rutelli è passato da radicale a papista. E' stato folgorato sulla via di
Damasco o il pane e cicoria gli hanno indicato via della conciliazione? Sergio
Barolli Taglio dell'indennità La sceneggiata dell'Svp è straordinario che
questi politici continuino a fare sceneggiate come quella che ho letto dell'Svp
dove i consiglieri si autotassano di 600 euro per darli alla Caritas e alla San
Vincenzo. Non è con queste mosse che si mettono la coscienza a posto! Non è che
funziona così: voi prendete soldi a palate e poi decidete di darne una parte in
beneficenza. Cos'è? L'elemosina dei politici? Voi siete degli amministratori e dovete
avere il senso del servizio. Le vostre paghe sono esagerate, dovete diminuirle,
e risparmiare i soldi dell'autonomia. E poi dovete fare delle politiche sociali
di alto livello. Basta con le sceneggiate. lettera firmata
( da "Corriere.it"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola - Il ministero ridimensiona l'allarme: faremo il
possibile Lite sulle Elementari «A rischio le scelte di 250 mila famiglie»
Tuttoscuola: troppe domande per le 30 ore ROMA Diciannovemila posti in più nel
tempo pieno, ma impossibilità di accontentare 250 mila genitori che hanno
scelto per il proprio bambino l'offerta di 30 ore settimanali. Le due notizie,
una buona l'altra meno, provengono da «Tuttoscuola » e riguardano le prime
elementari che si formeranno a settembre. A settembre, per la prima volta, il
ministero quasi certamente non sarà in grado di garantire l'offerta di orario
da sempre più richiesta alle elementari. In passato il calcolo degli organici,
cioè il numero delle maestre, è stato fatto tenendo conto di un orario minimo
garantito di 30 ore, anche se non sono mancati casi di 27 ore. Dal prossimo
anno le cose cambieranno: il monte ore da garantire alle famiglie, con il nuovo
regolamento appena approvato dal governo, è infatti sceso da
( da "Corriere.it"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
I dati forniti dal sindacato sulla base del Conto annuale
della Ragioneria dello Stato Cgil: «Sono nella scuola metà dei 400mila precari
della pubblica amministrazione» La cifra non tiene conto di tirocinanti,
stagisti e borsisti non censiti che potrebbero essere altre 100.000 unità Uno striscione di protesta contro la Gelmini (Ansa) ROMA - Sono circa 400.000
i precari della pubblica amministrazione che potrebbero rischiare il proprio
posto di lavoro a causa del decreto che blocca la stabilizzazione dei lavoratori
flessibili nel comparto, la metà impegnata nella scuola. È quanto emerge
dai dati forniti dalla Cgil, anche sulla base del Conto annuale della
Ragioneria dello Stato. Ai 112.489 occupati a tempo determinato e ai 25.213
lavoratori socialmente utili (dati 2007 della Ragioneria generale dello Stato)
si aggiungono infatti - secondo la Cgil - 80.000 contratti di lavoro a progetto
(contratti che però potrebbero riguardare in parte le stesse persona) per un
totale di lavoratori, esclusa la scuola, che supera le 200.000 unità. A queste
- sempre secondo i dati Cgil - si aggiungono 130.000 docenti e 75.000
lavoratori non docenti impegnati nella scuola. La cifra di 400.000 non tiene
conto di tirocinanti, stagisti e borsisti, figure non censite che potrebbero raggiungere
altre 100.000 unità. LE ALTRE CIFRE - Secondo la Cgil, almeno 30.000 dei
precari della scuola perderanno il posto già nel 2009, mentre per quelli degli
altri comparti del pubblico impiego la stabilizzazione si allontana almeno fino
al 2012, anno nel quale potrebbero essere riaperti i concorsi pubblici. Il
posto fisso comunque - spiega il coordinatore del dipartimento settori pubblici
della Cgil, Michele Gentile - sfuma per i 60.000 che rientravano nelle regole
fissate per la stabilizzazione dal Governo Prodi (almeno tre anni di lavoro
nella pubblica amministrazione nel 2006 e 2007), mentre per altri 50.000 che
avevano lavorato nel comparto per meno tempo c'è il rischio di perdere il posto
a causa dello stop ai rinnovi dei contratti dopo tre anni previsto dal decreto
legge Tremonti dello scorso anno. Secondo l'ultimo Conto annuale, i lavoratori
a tempo determinato (sempre esclusa la scuola) nel 2007 erano concentrati nel
servizio sanitario nazionale (35.553, 24.834 delle quali donne) e negli enti locali
(44.545, 29.052 delle quali donne), ma anche nelle regioni a statuto speciale
(11.261), nelle università (5.131) e tra i vigili del fuoco (3.589). I
lavoratori socialmente utili (25.213) si concentrano negli enti locali (24.095)
mentre i lavoratori interinali (non considerati precari in quanto non
dipendenti dell'amministrazione) nel 2007 erano 11.560. stampa |
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Revine: il sindaco salva la scuola elementare La giunta
Zardet convince i genitori a iscrivere i figli a S.Maria REVINE. E' salva la
scuola elementare di Santa Maria. Avrebbe potuto il prossimo anno scolastico
2009-2010 non avere la prima classe, con una ventina di bambini in meno
iscritti al plesso. Situazione che avrebbe potuto far rientrare la scuola di
Revine nel decreto del ministro Gelmini di chiusura dei plessi con meno di 50 bambini. Per salvarla si
sono mossi il sindaco Battista Zardet e la sua giunta, il preside della scuola
che hanno organizzato riunioni con i genitori per arrivare ad una soluzione.
«Si è rischiato che la prima elementare non venisse attuata - afferma il
sindaco - diversi genitori infatti sia per motivi di lavoro che per comodità di
orari avevano in mente di iscrivere i figli in altri plessi. Dopo alcune
riunioni siamo riusciti ad avere 17 bambini per la prima classe e il tempo
pieno andando in questo modo incontro alle esigenze dei genitori che lavorano.
La scuola di Santa Maria è all'avanguardia con aule didattiche e servizi
innovativi, inoltre è gemellata con scuole di alcuni paesi stranieri». (s.r.)
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
A Miane polemica sulle infiltrazioni di acqua dal tetto.
Il presidente Bortolini: «Il contributo per i lavori è stato già chiesto alla
Regione» Combai: la scuola materna non chiude Il segretario: «L'asilo rimane
aperto anche solamente con un alunno» MIANE. «Gli amministratori non
strumentalizzo i nostri problemi». Questa la reazione dei vertici dei due asili
privati del territorio comunale dopo la recente discussione avvenuta in
consiglio comunale sullo stato del tetto della scuola materna di Miane e sulla
paventata chiusura della scuola materna di Combai, sollevata dalla capogruppo
di «Comunità», Carla Chiarion, in tema di opere pubbliche e priorità locali.
Vertici che, coinvolti nel contraddittorio politico con aspetti e problematiche
diverse, vogliono subito chiarire la loro posizione. «Gli amministratori
pensino ad amministrare e a risolvere i problemi, non a farsi la guerra a
scapito dei cittadini - attacca il segretario dell'asilo «Bernardo Brunelli» di
Combai, Denis Mellere - la scuola materna di Combai non chiuderà, perché da
parte nostra non c'è assolutamente nessuna intenzione di chiudere». E' così
probabile che siano state travisate alcune riflessioni, maturate durante un
consiglio di amministrazione dell'ente morale, sugli effetti della Finanziaria
2009 (legge 133 del 2008) e, in particolare, su alcune
novità introdotte dal decreto Gelmini. «Certo, i problemi ci sono, come per tutti gli asili veneti,
inutile nasconderlo - continua il segretario - ma non ci sogniamo lontanamente
di chiudere. Se non altro per rispetto dei genitori e dei nonni che tanto hanno
fatto nel passato per tenere in vita questa istituzione del paese. Anzi
- chiude Mellere - anche se ci fosse un solo bambino iscritto l'asilo di Combai
rimarrebbe aperto». Problemi diversi per la scuola materna «Maria Spadotto» del
capoluogo, da anni alle prese con infiltrazioni d'acqua piovana dal tetto,
analoghi a quelli che hanno portato alla chiusura della chiesa. I vertici
dell'ente morale non hanno gradito le dichiarazioni del sindaco Claudio Mellere
e, in particolare, dell'assessore Angela Colmellere riguardo la mancanza di
comunicazioni sullo stato dell'asilo di via Spadotto. «E' vero - precisa il
presidente Dino Bortolini - non abbiamo mai presentato all'amministrazione
comunale la documentazione in nostro possesso. Però i problemi al tetto sono
stati ripetutamente segnalati alla giunta e il sindaco Mellere due anni fa
aveva partecipato ad un incontro con i genitori, durante il quale erano stati esposti
i problemi di isolamento della struttura con oltre 40 anni di vita. Non abbiamo
mai presentato la documentazione in municipio - continua Dino Bortolini -
perché prima volevamo capire la reale possibilità di un intervento della
Regione. Disponibilità ad una contribuzione di circa il 40 per cento dei lavori
confermata tra dicembre e gennaio». Da questo contributo regionale, che
dovrebbe aggirarsi tra i 40-50 mila euro, partirà la richiesta di altri
sostegni economici. (Glauco Zuan)
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Raddoppiate rispetto allo scorso anno le lettere di
dimissioni spedite al Provveditorato. Bigardi: «Mai registrati numeri simili».
Organici a rischio Scuola, la grande fuga: via 435 docenti
Per altri 20 professori con 40 anni di servizio il pensionamento è coatto La
crisi, la riforma Gelmini,
forse addirittura il tipo di lavoro. Qualunque sia la ragione, certo è che il
mondo della scuola trevigiana quest'anno assiste a una vera e propria fuga
d'insegnanti. Ben 435 le richieste di dimissioni volontarie all'esame degli
uffici del Provveditorato provinciale. Quasi
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
RIFORMA GELMINI Le famiglie
trevigiane bocciano il maestro unico Plebiscito per il vecchio modello con i
rientri Il primo bocciato dell'anno a Treviso è il maestro unico alle
elementari. Sono pochissime infatti le famiglie che il 28 febbraio, ultimo
giorno per presentare domanda di iscrizione alle scuole primarie, hanno scelto il modello proposto dal ministro Maria Stella Gelmini delle 24 e delle 27 ore settimanali, preferendo di
gran lunga il tempo scuola a 30 ore (con rientro) e delle 40 (tempo pieno). Ora
la sfida sarà garantire un numero di insegnanti sufficiente a coprire un tempo
scuola allungato anche al pomeriggio. E viste le economia di spesa sull'istruzione
già annunciate in Finanziaria, si preannuncia difficile. Sono i numeri a
sancire la disfatta del modello del maestro unico. Al quarto circolo di
Treviso, che comprende le elementari Ciardi, Fanna, Masaccio, Prati e Volta, su
140 famiglie che hanno iscritto i loro piccoli alla prima elementare solo una
ha scelto il modello di 27 ore. Tutte le altre hanno preferito le 30 ore e una
cinquantina ha fatto richiesta delle 40 ore. Stesse percentuali si riscontrano
nelle scuole del terzo circolo di Treviso (Manzoni, Frank, San Giovanni Bosco,
Carrer, Milani, Tommaseo). Secondo il nuovo regolamento della scuola previsto
dalla riforma infatti, quest'anno le famiglie potevano scegliere il curriculum
di studi per il proprio figlio. In una provincia come Treviso, dove nelle
famiglie entrambi i genitori lavorano, la scelta delle 30 e delle 40 ore, i
modelli attivi prima della riforma Gelmini, appariva
quasi scontata. «E' chiaro - conferma Maria Giuliana Bigardi, responsabile
dell'Ufficio scolastico di Treviso - In Veneto il modello di 30 ore è quello
che soddisfa di più le esigenze delle famiglie». Che cosa accadrà adesso? Il
problema sarà accontentare le famiglie che hanno scelto le 30 e le 40 ore, in
base agli organici che la conferenza Stato-regioni garantirà alle singole
scuole. Le classi a 30 ore dipenderanno dalle economie realizzate con la
formazione delle classi a 24 ore. Ma i genitori che hanno scelto il modello a
24 ore in tutta Italia sono il 5%. Secondo i primi calcoli, nove famiglie su 10
non potranno avere le 30 ore richieste all'atto dell'iscrizione. (l.c.)
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Vincenzo Brancatisano Pagelle, boom di
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Elementari. Dati molto indicativi dalle preiscrizioni
Maestro unico bocciato dai genitori modenesi Bocciato e senza appello. Sembra
essere questo il verdetto emesso dai genitori modenesi nei confronti del
maestro unico. E' quanto emerge dai primi dati modenesi sulle iscrizioni alle
classi prime della scuola elementare per il prossimo anno. La conclusione del
"sondaggio" è stata resa nota dalla Flc-Cgil che informa come «a
Modena si accentua la tendenza nazionale che snobba il maestro unico a 24 ore,
privilegiando il modulo a 30 ore e soprattutto il tempo pieno a 40 ore». Su un
totale di 5mila 979 alunni iscritti in prima elementare nell'anno scolastico
2009-10 infatti, ritiene la sigla sindacale, «è sorprendentemente positivo il
numero delle richieste di tempo pieno, pari al 73%, mentre solo il 15% ha
scelto il modello orario a 30 ore, l'11% le 27 ore e solamente lo 0,9%
l'insegnante unico a 24 ore». In pratica, «a Modena e provincia solo 57
famiglie hanno scelto le 24 ore, sparse su tutto il territorio provinciale, per
cui non ci sono le condizioni per fare neanche una classe con il maestro
unico». Il segretario provinciale di Flc-Cgil modenese, Cinzia Cornia, ritiene a proposito che «la pseudo riforma Gelmini si è rivelata un autentico
fallimento». Il maestro unico per Cornia «è stato bocciato anche dalle famiglie
modenesi, così come errate si dimostrano le previsioni e i sondaggi del governo
che davano prevalente l'orientamento delle famiglie italiane per il maestro
unico». Forte di questi dati Flc di Modena chiede «che siano rispettate
le richieste delle famiglie modenesi, assicurando il tempo pieno, in aumento
rispetto allo scorso anno, con le compresenze degli insegnanti e il modulo
orario a 30 ore». E chiama «il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale a
farsi garante delle famiglie e di battersi per ottenere tutti i posti in
organico, necessari per- conclude il sindacato- garantire il rispetto della
scelta operata dai genitori».
( da "Nuova
Venezia, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
I CENTRI DELLA GRONDA SUL PIANO VENEZIANO Pum, sindaci in
allarme «Flussi di traffico difficili da gestire» Antonio Gaspari primo
cittadino del Comune di Dolo «Dal varo del Passante Riviera del Brenta più
intasata» MESTRE. «Da che è stato aperto il Passante, il traffico lungo la
Riviera del Brenta è aumentato». Parola del sindaco di Dolo Antonio Gaspari,
che ieri mattina - alla presentazione ufficiale del Piano Urbano della Mobilità
messo a punto dal comune di Venezia con la collaborazione
del Centro studi sul traffico di Pietro Gelmini davanti ai sindaci dei comuni della gronda lagunare - ha portato
per supportare le proprie tesi anche il comandante dei vigili municipali
Alberto Baratto. «Stiamo mettendo a sistema i dati di percorrenza - spiega il
primo cittadino - lungo la regionale dove normalmente transitano 6.500
veicoli al giorno, abbiamo un ritocco all'insù di circa 250 auto di media». Non
è, questa l'unica la segnalazione del comune. «A mio avviso - prosegue - il Pum
ha dimenticato la Romea commerciale, che non viene presa in considerazione per
i suoi effetti e neppure l'ipotesi di Veneto City, rispetto a cui sono da
valutare sostenibilità, flussi e compatibilità». Presenti oltre all'assessore
alla Mobilità Enrico Mingardi, anche il sindaco di Marcon Pier Antonio Tomasi,
il primo citatdino di Quarto d'Altino, Loredano Marcassa, il sindaco di
Martellago Giovanni Brunello. Marcassa ha fatto notare che il Pum prende come
riferimento Piani regolatori teorici: «Il dato relativo alla zona produttiva è
tropo alto. La zona industriale per noi è chiusa, mentre i nostri problemi sono
legati alle linee urbane che si fermano a San Liberale a Cà Noghera, il nostro
maggiore disagio è il gap di collegamenti, per questo serve sinergia». Tomasi
ha messo sul tappeto il Quadrante di Tessera, le immense potenzialità ma anche
i possibili contraccolpi sul piano della mobilità. «Il Pum è importante, se va
nella direzione di una pianificazione complessiva». «Abbiamo un problema - è
sbottato il primo cittadino di Martellago Giovanni Brunello - non è colpa
nostra se un cittadino di Maerne per andare all'ospedale dell'Angelo, o ha
l'auto, oppure non ci arriva. L'Actv ci ha chiesto ben 160mila euro per
attivare la linea». Brunello ha poi tirato fuori la questione della «strada dei
Bivi» e le lunghe code da Martellago all'ospedale di Mestre. «Non ho costruito
io Auchan - prosegue - e nemmeno tutto quello che ci sta attorno, eppure più si
ingrandisce la zona, più gente arriva». E più il traffico aumenta. Adesso i
sindaci, alquanto critici, hanno tempo 60 giorni per presentare osservazioni al
Piano Urbano della Mobilità, prima che approdi in consiglio comunale. «Il Pum -
ha ricordato dal canto suo l'assessore veneziano Mingardi - è uno strumento
elaborato per necessità. Siamo in coda da Mogliano a Mestre, da Martellago a
Venezia e da Padova a Marghera. La situazione è disperante anche se la realtà venisse
modificata di poco, siamo già alo collasso. Ecco perché vorremmo fare un passo
in avanti nei confronti di tutto il territorio. Vogliamo migliorare la qualità
della vita dei residenti riducendo l'inquinamento atmosferico e acustico,
potenziando la sicurezza stradale, realizzando nuove arterie per rendere più
fluido il traffico». (m.a.).
( da "Mattino
di Padova, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 23 - Provincia Riforma scuola, Barison ottimista
Donazzan attacca l'assessore Piron ALBIGNASEGO. Nonostante l'amarezza per il
mancato incontro con il ministro dell'Istruzione Gelmini, lunedì ad Abano, il sindaco Massimiliano Barison non si
scoraggia e, sulla questione della difesa del tempo lungo scolastico,
preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno. «In una nota inviata alla Regione
Veneto su incarico del ministro - spiega - si afferma che la questione del
tempo lungo sarà esaminata con particolare attenzione e disponibilità al fine
di garantire una dotazione regionale di organico in grado di
corrispondere alle attese delle famiglie. E' un importantissimo segnale di
apertura». Leonardo Padrin, tra i promotori del tentativo d'incontro con la Gelmini, concorda sulla linea tenuta da Barison e rileva che
«non si può gettare la spugna alla prima difficoltà». Nel frattempo prosegue
anche l'azione del Coordinamento Genitori Insegnanti, che ha avuto il merito di
sollevare per primo il problema parecchi mesi fa. Circola voce che il
Coordinamento Veneto potrebbe organizzare una manifestazione a Roma per
sostenere l'azione dei sindaci e dei parlamentari. Niente a che vedere con
l'Onda studentesca, naturalmente, ma un modo per affermare quanto sia
importante per la Regione il mantenimento di un'offerta formativa. In merito
alla mancata presenza del ministro Gelmini ad Abano
interviene pure l'assessore regionale all'Istruzione Elena Donazzan. «Non era
un atto dovuto - spiega - La sua presenza era stata ipotizzata in una
disponibilità che il ministro mi aveva comunicato all'ultimo momento,
l'appuntamento non era nel programma del convegno voluto dal ministero che,
invece di proporre la solita sede romana, aveva optato per lo svolgimento nel
Veneto e aveva trovato la disponibilità del sindaco che aveva ben capito che ci
sarebbe stata l'occasione, in un momento di crisi, di far conoscere la città
termale al di fuori del territorio». «Ringrazio il ministero - precisa
l'assessore - e mi scuso con il ministro Gelmini se il
suo gesto di disponibilità è stato ritenuto un atto dovuto da qualche
maleducato capopopolo, come l'assessore comunale di Padova, Claudio Piron, che
non ha ancora capito che fare il catastrofista non è la qualità di un buon
amministratore». (Giorgio Ranzato)
( da "Nuova
Venezia, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 19 - Cronaca Lo Snals perde il ricorso al Tar Ma
rilancia la battaglia sulle classi affollate Il Tar del Veneto rigetta il
ricorso dello Snals sulle classi affollate. Alla fine, il giudice
amministrativo ha dato ragione alla dirigente dell'ufficio scolastico
regionale, Carmela Palumbo. Il segretario provinciale del sindacato autonomo
della scuola, Giovanni Giordano però rilancia: «Ricorreremo al Consiglio di
Stato». Insomma la battaglia legale dello Snals non finisce qui. La contesa è
cominciata lo scorso aprile quando il sindacato ha deciso di impugnare il
provvedimento di formazione delle classi delle scuole del Veneziano, per l'anno
scolastico in corso. Giordano sosteneva che erano state formate molte classi
con più di 25 alunni, una situazione che sarebbe stata contraria alle norme di
sicurezza antincendio. «Per essere in regola - afferma il sindacalista - in
ogni classe non ci devono essere più di 26 persone nello stesso tempo: 25
alunni ed un insegnante». Il Tar però ha rigettato l'istanza dello Snals
sostenendo che non sarebbe accoglibile in quanto riferita all'organico di
diritto e non a quello di fatto. Tra aprile e maggio l'amministrazione
scolastica forma le classi. Poi, a settembre l'organico di diritto può essere
ulteriormente modificato, dando luogo all'organico di fatto che ha carattere
definitivo. Il Tar sostiene che il ricorso dello Snals non avrebbe fondamento,
perchè riferito all'organico di fatto che avrebbe valore solo ipotetico.
Infatti, il tribunale amministrativo regionale sostiene che non si possa porre
un problema di sicurezza riferito ad un numero solo virtuale di alunni per
classe. Giovanni Giordano e il legale Francesco Acerboni però ribattono:
«L'organico di diritto non è virtuale, in quanto poi alla fine porta ad un
organico di fatto, che è sempre quasi uguale. L'organico di fatto, inoltre, non
comporta mai miglioramenti all'affollamento delle aule ma peggioramenti». Così,
lo Snals ricorrerà in secondo grado ma non solo. «Nella sentenza - afferma
Giordano - il giudice contesta l'impugnazione dell'organico di diritto ma ci dà
ragione sul fatto che le classi non debbano contenere più di 26 persone in
contemporanea. Quindi, manderemo una lettera al ministro
Mariateresa Gelmini, perché
faccia in modo che l'anno prossimo nelle aule non ci siano più di 25 alunni ed
un insegnante. Se nella formazione degli organici per il prossimo anno
scolastico, questi parametri di sicurezza antincendio, non saranno rispettati,
faremo un ricorso al Tar, questa volta sull'organico di fatto e poi vedremo».
Lo Snals prevede che ci saranno problemi di affollamento nelle aule anche
l'anno prossimo, a causa dei tagli alla scuola. «L'anno prossimo le scuole
della provincia - sostiene Giordano - vedranno andare in pensione 400 docenti e
100 tra amministrativi e bidelli. Sicuramente tutti e 400 i posti degli
insegnanti non saranno rimpiazzati e così avremo meno classi ma molto più
affollate». (mi.bu.)
( da "Arena,
L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 04 Marzo 2009 NAZIONALE
Pagina 2 SCUOLA ELEMENTARE La Gelmini: i fondi ci sono, tempo pieno garantito ROMA La domanda di
«tempo pieno» da parte delle famiglie «sarà assolutamente soddisfatta». Il
ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, non ha dubbi. I dati diffusi sulla scuola primaria (l'ex
elementare) mostrano che 9 famiglie su 10 non potranno avere le 30 ore
settimanali richieste all'iscrizione. A meno che il governo non
modifichi i criteri sugli organici della scuola già concordati con il ministero
dell'Economia. Ma la Gelmini ieri ha smentito: «Con un
migliore impiego delle risorse siamo riusciti non solo a mantenere il tempo
pieno, ma ad aumentarlo. Non prevedo problemi, ho parlato con alcuni direttori
scolastici regionali e le notizie sono tranquillizzanti». Sembrerebbe non
creare difficoltà, dunque, la scelta minoritaria delle 24 e delle 27 ore in
prima elementare, considerate modello di riferimento per il futuro ma scelte
solo dal 10 per cento delle famiglie, che hanno optato in stragrande
maggioranza per il modello attuale a 30 ore (il 56 per cento) o a tempo pieno
di 40 (34). «Le famiglie hanno bocciato categoricamente la riforma Gelmini, il governo non faccia orecchie da mercante e riveda
i tagli», chiede il Pd.
( da "Giornale
di Brescia" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 04/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia «A rischio 400mila precari» Allarme della Cgil. Il
ministro rassicura sulle scelte dei genitori n Sono circa 400.000 i precari
della pubblica amministrazione che potrebbero rischiare il proprio posto di
lavoro a causa del decreto che blocca la stabilizzazione dei lavoratori
flessibili nel comparto, la metà impegnata nella scuola. È quanto emerge dai
dati forniti dalla Cgil, anche sulla base del Conto annuale della Ragioneria
dello Stato. Ai 112.489 occupati a tempo determinato e ai 25.213 lavoratori
socialmente utili (dati 2007 della Ragioneria generale dello Stato) si
aggiungono infatti - secondo la Cgil - 80.000 contratti di lavoro a progetto
(contratti che però potrebbero riguardare in parte le stesse persone) per un
totale di lavoratori, esclusa la scuola, che supera le 200.000 unità. A queste
- sempre secondo i dati Cgil - si aggiungono 130.000 docenti e 75.000
lavoratori non docenti impegnati nella scuola. E la cifra di 400.000 non tiene
conto di tirocinanti, stagisti e borsisti, figure non censite che potrebbero
raggiungere altre 100.000 unità. Intanto, il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini - nel corso di un'intervista televisiva - ha assicurato che la
domanda di «tempo pieno» da parte delle famiglie «sarà assolutamente
soddisfatta». Il ministro ha riferito di averne parlato con alcuni direttori
scolastici regionali e di avere ricevuto «notizie tranquillizzanti». Di
più: «Con un migliore impiego delle risorse - ha detto - siamo riusciti non
solo a mantenere il tempo pieno, ma ad aumentarlo». Il ministro è quindi
tornata a difendere la scelta del maestro unico: «L'introduzione del maestro
unico prescinde dal quadro orario. Quale che sia l'orario scolastico scelto ci
sarà un maestro unico di riferimento». Ha quindi invitato a non trarre
conclusioni affrettate: «Attuiamo la riforma e dopo vedremo l'esito
dell'introduzione del maestro unico». Ancora, nel corso della stessa
intervista, la Gelmini ha annunciato che con la
riforma della scuola secondaria superiore sarà aumentato il numero delle ore di
lezione sia di inglese sia di una seconda lingua. «Pensiamo anche - ha aggiunto
- di introdurre nell'anno della maturità l'insegnamento di una materia, la
storia piuttosto che la matematica, in una lingua straniera». Il ministro si è
quindi soffermato sull'esito degli scrutini del primo quadrimestre: «C'è stato
un leggero aumento delle insufficienze rispetto all'anno scorso, ma l'aspetto
più singolare è che si è riscontrato nelle lingue straniere più che nella
matematica, da sempre bestia nera, per gli studenti». Partecipando infine al
convegno «Più tecnici, più sicurezza, più sviluppo» svoltosi ieri al Cnel, la Gelmini ha spiegato che alla crisi che attanaglia il Paese
si deve rispondere con il rilancio dell'istruzione in generale e in particolare
dell'istruzione tecnica, rafforzando il raccordo tra la scuola e il mondo del
lavoro.
( da "Giornale
di Brescia" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 04/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia «Il tempo pieno non soddisferà tutti» Anche a
Brescia boom di richieste per le 40 ore alle Elementari Ma il provveditore
Colosio avverte: «Dipenderà dall'organico» Alunni in mensa a scuola: uno dei
servizi garantiti nell'ambito del tempo pieno ma anche con altri orari Giuseppe
Colosio I dati ufficiali non sono ancora disponibili: il termine per le
iscrizioni alla prima elementare per l'anno scolastico 2009/2010 era il 28
febbraio; ma soltanto ieri il Ministero dell'istruzione ha aperto le aree del
sistema informativo nelle quali le scuole dovranno inserire i numeri che le
riguardano, un'operazione per la quale c'è tempo fino all'11 marzo e dalla
quale lo stesso Ufficio scolastico provinciale trarrà tutte le informazioni al
riguardo (anche se parallelamente da via Sant'Antonio partirà un modulo
destinato anche a raccoglierne di ulteriori). Nonostante questo, il dirigente
dell'Usp, Giuseppe Colosio, conferma che in provincia di Brescia - come del
resto in tutta Italia - si è registrato un significativo aumento delle
richieste di tempo pieno (consistente in 40 ore alla settimana con due
insegnanti) da parte dei genitori dei bambini che in settembre entreranno nella
scuola primaria. Una tendenza già segnalata da alcuni dirigenti scolastici e
motivata in generale con l'intenzione delle famiglie di assicurarsi -
soprattutto a fronte di una situazione non ancora definita - un tempo scuola
compatibile con la propria organizzazione. D'altro canto, pochissimi hanno
scelto la novità introdotta tra le polemiche dal ministro dell'Istruzione bresciano Mariastella Gelmini, ovvero le 24 ore settimanali con il maestro unico, che a
livello nazionale - secondo la rivista «Tutto Scuola» - è piaciuta soltanto al
3% dei genitori. Il maestro unico novità incompresa Maestro unico snobbato,
quindi? «Piuttosto direi che evidentemente la novità deve avere una gestazione
più complessa, ha bisogno di essere compresa soprattutto alla prova dei
fatti», sostiene Colosio, dicendosi tutt'altro che sorpreso dall'andamento
delle iscrizioni. Ma che cosa sarà di tante richieste di tempo pieno? Potranno
essere tutte soddisfatte? «Probabilmente non tutte», risponde il provveditore,
ricordando d'altra parte che era già previsto che il tempo pieno fosse attivato
«in subordine alle risorse disponibili» e garantendo comunque il mantenimento
del «tempo scuola complessivo» e quindi i livelli attuali. Posti di lavoro a
rischio? A questo punto l'attenzione è rivolta al regolamento sugli organici
atteso proprio per questi giorni da parte del Ministero. Quel che per ora è
certo è che dal prossimo anno scolastico sparirà - non soltanto in prima
elementare e nella scuola primaria - la compresenza degli insegnanti. Il che
significa - ad avviso di alcuni dirigenti scolastici e dei sindacati - che
verrà meno un numero di posti di lavoro pari a
( da "Giornale
di Brescia" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 04/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia Broletto, la parola a Bossi e Berlusconi di
Adalberto Migliorati Gli onorevoli Romele (a sinistra) e Saglia «Vi sarei grato
se evitassimo dichiarazioni da ok corall. C'è un partito da costruire insieme.
Con stima e rispetto» segue firma. Un sms che arriva a notte fonda. Per errore
di selezione del destinatario nella rubrica del cellulare del mittente. È di un
politico, intende raggiungere altri politici in vista di un appuntamento del
giorno successivo. Intuisco la vicenda specifica che lo innesca. Eppure il
messaggio attraversa e fotografa un stato d'essere diffuso nella politica
bresciana. Questo lo rende particolarmente espressivo nella casualità
dell'inoltro. Nella Brescia politica cerca di tenere banco - senza suscitare
ondate montanti d'attenzione - la questione della scelta dei candidati
presidente della Provincia dei maggiori schieramenti. L'attuale distrazione
pubblica può nascere dal fatto che il Pd è alla prese con la preparazione delle
primarie: potrebbero tenersi il 5 aprile ed avviare la campagna elettorale
provinciale di quel partito. Magari sarà perché, fin da oggi, il lavoro di
abbozzo della distribuzione regionale degli spazi assegnati alle singole forze
all'interno del centrodestra lombardo subirà un ulteriore passaggio che
trasferisce la scelta finale ancor più fuori Brescia: dopo il non risolutivo
vertice milanese tra FI, An e Lega, la decisione passa al tavolo nazionale con
Berlusconi e Bossi. Il Pd dopo Veltroni Il Pd bresciano è chiamato a fare la
scelta del candidato, e della alleanza che lo sostiene, misurandosi con la fase
nuova innescata dalle dimissioni di Veltroni e dalla nomina di Franceschini.
Uno scenario, quello della verifica del progetto veltroniano, ipotizzato per
dopo il voto europeo e amministrativo di giugno, anticipato dalle dimissioni di
Veltroni, non risolto dall'insediamento di Franceschini. Il risultato del voto
nazionale condizionerà il cammino del partito, gli esiti locali determineranno il
futuro prossimo delle dirigenze attuale e di quelle che le incalzano. A Brescia
è stato deciso di seguire la via maestra delle primarie, anche perché i
sondaggi interni non hanno dato un'indicazione dominante. Oscurata l'ipotesi di
un appello corale all'ex sindaco di Brescia Paolo Corsini, la persona più
indiziata di potersi fare carico della patata bollente della candidatura di
rimonta rispetto al vantaggio di cui è accreditato il centrodestra è Diego
Peli, sindaco di Concesio e già leader della Cisl. Forza Italia per Romele Nel
centrodestra è in corso una partita a scacchi che vede la Provincia di Brescia
appetita da FI, An, Lega: impossibile soddisfare tutti. FI ha messo in campo
tempestivamente la candidatura dell'on. Giuseppe Romele e schiera a suo aperto,
confermato sostegno il ministro Gelmini. Per FI è strategico guidare la Provincia per continuare il
lavoro di aggancio delle Amministrazioni comunali per lo più espressione di
liste civiche composite. Da qui la ferma, tenace difesa della proposta Romele.
An per contare nel Pdl An bresciana terrà sabato il congresso in vista
dell'assise nazionale costituente il Pdl. Un appuntamento che suona di
scioglimento dell'attuale partito. La sua dirigenza, ad ogni livello, è
impegnata a rassicurare militanti ed elettori: nel nuovo partito avrà pari
dignità di rappresentanza delle istanze politiche che interpreta. Ne scaturisce
la richiesta di assumere la presidenza di una Provincia lombarda importante. Da
vincere le volontà di FI e Lega di assegnarla ad un proprio esponente e, per
Viviana Beccalossi, le riserve leghiste che la accompagnano dai tempi della
vicepresidenza al Pirellone, vicenda quote latte compresa. Ecco allora spuntare
il nome dell'on. Saglia che, per quanto noto, gradisce continuare il lavoro
intrapreso a livello parlamentare. La corsa della Lega La Lega vuole mantenere
salda la sua identità, ancor più in un tempo che la vede elettoralmente
gratificata. In un tale scenario di fondo, su Brescia si ipotizzano due
strategie leghiste. La più semplificata vuole la Lega tenere duro fino
all'ultimo per portare a casa il massimo in Lombardia e il massimo di assessori
nella futura Giunta provinciale. L'altra, più coriacea, vorrebbe la Lega
pronta, se non accontentata, a correre davvero da sola in alcune realtà
territoriali e Berlusconi che, per evitare uno scollamento sgradito in chiave
di messaggio di coesione del governo nazionale, concede qualche ulteriore
posizione. Magari il Broletto.
( da "Arena,
L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 04 Marzo 2009 CRONACA Pagina 12 «Servono nuovi
spazi per poter studiare e organizzare eventi» L'università, a loro, va
stretta. E chiedono più spazi per poter studiare e organizzare eventi
culturali. Sono i ragazzi del «Presidio permanente universitari veronesi», che
da quando si sono costituiti nello scorso autunno, portano avanti le loro
rivendicazioni. Dopo i cortei contro la legge Gelmini, l'insediamento stabile
all'interno dell'ateneo e gli incontri-reading di poesia , i ragazzi lanciano
una nuova campagna: «Dammi spazio!». Manuela Andreoli, portavoce del gruppo,
spiega: «Gli studenti ogni anno aumentano, e l'ateneo va fiero dell'incremento
delle iscrizioni. Sicuramente questo è un fatto positivo, però ci
troviamo di fronte alla sempre meno disponibilità di spazi. Le aule sono
perennemente stracolme. Non è ammissibile dover seguire una lezione seduti per
terra in uno sgabuzzino sovraffollato dove si soffoca per il caldo e l'odore.
Inoltre mancano luoghi dove potersi incontrare e confrontare, dove promuovere
appuntamenti culturali e dibattiti. Le iniziative ci sono, ma spesso ci si
sente rispondere che le aule per convegni e seminari sono già tutte occupate
per attività didattiche o organizzate dall'ateneo stesso». Chiara Rebonato,
un'altra componente del gruppo, dice: «Confidiamo nell'ampliamento della sede
universitaria alla Passalacqua, anche se non ci è chiaro a cosa serviranno i
nuovi spazi creati e se saranno messi, almeno in parte, anche a disposizioni
delle iniziative degli studenti». Un altro appello viene lanciato per la mancanza
di luoghi dove studiare. Manuela continua: «Per trovare un posto in un'aula
studio o in biblioteca ci si deve alzare all'alba e non ci si può più muovere
per paura di perderlo». Per parlare di questo ed altre problematiche i ragazzi
del presidio hanno indetto un'assemblea studentesca pubblica martedì 17 marzo,
anche se il luogo dove si terrà è ancora da decidere in quanto spiegano gli
studenti «manca lo spazio». Il presidio studentesco promuove delle attività per
autofinanziarsi. Una di queste è il «pranzo sociale» nel giardino dell'ateneo,
che verrà organizzato proprio di fronte all'entrata della mensa universitaria.
Chiara spiega: «Offriremo agli studenti la possibilità di acquistare un pranzo
a un prezzo molto basso, uno o due euro. L'iniziativa è stata pensata come
ricerca di fondi per il gruppo, ma vuole anche essere un segnale per cercare di
contenere il più possibile le tariffe delle mense universitarie che, a nostro
avviso, sono ancora troppo elevate per molti studenti».I.P.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
LA POLEMICA «Ci sono i fascisti all'università». «No,
siamo antifascisti» Gentile Ferdinando Camon, nel suo articolo «Giusto ospitare
la chiesa al Bo» pubblicato sul mattino di Padova di venerdì 27 febbraio, lei
dice che due gruppi di fascisti sono stati «individuati». Questa notizia
sarebbe allarmante, se fosse vera. Ma il suo articolo si avventura in
considerazione ben più notevoli. Ho attivamente partecipato molte volte alle
attività della mobilitazione studentesca nel nostro Ateneo e per questa ragione
le scrivo in quanto cittadina (più) informata dei fatti (di lei): la sintesi di
disinformazione e qualunquismo che lei presenta sulle pagine del suo giornale è
semplicemente stupefacente. Mi permetta di illustrarle schematicamente ciò che
trovo ingiustificabile: 1) Classificare come fascisti gli studenti che, a
Padova e in tutta Italia, da mesi stanno portando avanti una mobilitazione
difficile e complessa contro i tagli previsti dalla legge 133 e 180 è,
semplicemente, falso. Inoltre, è in aperto contrasto con la linea editoriale
delicata e complessa che il suo giornale ha seguito fin qui. 2) Se lei fosse
avesse avuto la cura di informarsi prima di scrivere, saprebbe che l'Onda
padovana, fin dal suo sorgere, si è sempre proclamata antifascista, in nome,
non da ultimo, di Concetto Marchesi e della Medaglia al Valore militare per il
contributo della nostra Università alla Resistenza. Le proposte emerse in
assemblea che lei riporta (tra cui compare anche quella di evitare lo svolgersi
dell'incontro) non la legittimano a dare del fascista a chicchessia, se non
altro perché non esprimono una linea condivisa, ma sono semmai istanze che
emergono verso il confronto con tutta l'assemblea. Che non si vede per quale
motivo debba essere considerata responsabile per le idee di ciascuno. Sarebbe
come se io le dessi del corrotto per l'unica ragione che qualcuno nella
redazione del suo giornale lo è. 3) Concedendo che lei utilizzi l'aggettivo
«fascista» non con rigore storico, bensì per semplice amore di metafora, lei
non avrebbe dato una informazione corretta. E «i nemici dell'informazione» non
sarebbero più gli studenti, ma lei in prima persona. L'unica nota ridicola del
suo articolo - se non fosse che apre un antipatico scorcio su come lei intende
il suo mestiere - è quando, riferendosi agli appunti dei giornalisti presenti
all'assemblea, ammette: «Avrei piacere di leggerli in un articolo». Ecco. Legga
meno e vada di più a cercare notizie: se non mi sbaglio, è il suo mestiere. Gli
articoli che si producono sulle spalle di altri articoli creano la partouze
della disinformazione cui assistiamo quotidianamente. Esercitare onestamente il
suo mestiere significa, a mio avviso, rifiutarsi di salire su questo
caravanserraglio. 4) Quanto al suo compiaciuto aut aut, «O lui o io», posso
solo sperare che una personalità come monsignor Fisichella dimostri maggiore
saggezza e intelligenza politica di lei. Non credo sia difficile. 5) Spero
vivamente che accetti l'invito che le hanno rivolto gli studenti. Chissà:
essere a diretto contatto con la notizia di cui scriverà potrebbe esserle
salutare. Chiara studentessa dell'Onda anomala padovana La studentessa Chiara
(che nello scambio privato di e-mail con me non vuol dire il cognome, perché
«esistono le lettere anonime», ignorando che di norma queste non meritano di
diventare pubbliche) non capisce una cosa elementare. Nessuno, tra quelli (ho
visto che c'è anche il sindaco di Padova, Ds) che definiscono «fascista»
l'atteggiamento di certi studenti dell'Onda, li chiama così
perché han protestato contro i tagli o contro la Gelmini (ma cosa c'entra tutto questo? Chiara ha letto bene e ha capito
il mio articolo?); no, noi ci riferiamo a coloro che han dichiarato che non
permetteranno che la conferenza di monsignior Fisichella si svolga, studieranno
qualche maniera forte per farla saltare, sbarreranno l'ingresso, occuperanno
l'aula, e così via. Lo ripeto: questo non è democratico, è fascista.
Quando sono entrato nella polemica, la definizione di «fascisti» per questi
atteggiamenti correva già da un paio di giorni: io la accolgo e la confermo.
C'è stato uno studente (non Chiara) il quale mi ha scritto che lui si ritiene
democratico perché suo nonno era antifascista. E questi sono studenti
universitari? Qui suo nonno non c'entra niente, come non c'entra Concetto
Marchesi. A quello studente e a Chiara rispondo: se un'organizzazione culturale
con la quale non si va d'accordo organizza un convegno, democratico non è usare
le maniere forti per farlo saltare, democratico è organizzare per conto proprio
un altro convegno. La democrazia c'è quando tutti possono parlare, non quando
una parte si dà da fare perché gli altri non possano aprir bocca. La vicenda
sembra concludersi in modo da rendere inutili le minacce: ci sarà il convegno
«cattolico» intorno a monsignor Fisichella, e ci sarà un convegno «laico»
intorno a qualcun altro. Ai due convegni si presenteranno degli ascoltatori,
decine o più probabilmente centinaia. A costo di offendere la Chiara, mi auguro
che ci siano anche i giornalisti, che prendano appunti e ci raccontino tutto,
in modo che a tirar le somme possiamo essere in decine di migliaia. La tesi di
Chiara (niente stampa, via i giornalisti) mi sembra quanto di più lontano dalla
democrazia si possa immaginare. Ferdinando Camon
( da "Mattino
di Padova, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA Il fallimento della Gelmini ALESSANDRO NACCARATO Il ministro dell'Istruzione Gelmini ha disertato l'incontro in programma ad Abano con molti sindaci,
preoccupati per la cancellazione del tempo lungo nelle scuole venete dovuta ai
tagli del governo nel settore dell'istruzione. L'assenza del Ministro conferma che il Governo non ascolta le famiglie,
si disinteressa del futuro e fugge di fronte alle difficoltà. Purtroppo si sta
verificando proprio quello che il Partito Democratico ha denunciato da tempo:
il Governo Berlusconi ha tagliato i fondi all'istruzione scolastica ed ora non
ha le risorse necessarie per garantire servizi di qualità. Infatti, già in
occasione del decreto del luglio 2008, convertito nella legge n. 133, il Pd
aveva evidenziato tagli per quasi 8 milioni di euro nel settore dell'istruzione
in tre anni, con una riduzione complessiva di 87.245 insegnanti (pari al 13% in
meno del corpo docente). Dopo le mobilitazioni di insegnanti, genitori e
studenti dei mesi scorsi il ministro Gelmini aveva
assicurato che il servizio scolastico sarebbe stato organizzato secondo le
esigenze delle famiglie degli studenti. Ora, però, ha fatto marcia indietro
tanto da non presentarsi nemmeno al confronto con i sindaci veneti per dare
certezze sul tempo scuola. Le risorse per continuare l'efficace esperienza del
tempo lungo nelle scuole del Veneto, secondo quanto prevede la legge n.
148/1990, rischiano di essere cancellate, provocando gravi disagi a migliaia di
famiglie della nostra Regione. Sarebbe questo il tanto propagandato federalismo
assicurato dalla lega Nord per venire incontro alle esigenze dei cittadini del
Veneto e dell'intero Nord Italia? Oggi la scuola è nel caos a causa delle
scelte del Governo: le iscrizioni sono state posticipate e si sono chiuse con
un mese di ritardo, il 28 febbraio scorso; le risorse per garantire il tempo
lungo non sono certe e le famiglie, di conseguenza, chiedono aiuto agli
amministratori locali. I sindaci, indipendentemente dalla loro parte politica,
si trovano in grande difficoltà, uniti nel chiedere le necessarie risorse al
governo per la scuola. Anche la regione Veneto deve fare la sua parte per
evitare la cancellazione del tempo lungo nelle scuole. In sede di Conferenza
Stato-Regioni, programmata per il prossimo 7 marzo, deve far valere l'articolo
117 della nostra Costituzione che inserisce l'istruzione nelle materie di
competenza concorrente tra Stato e Regioni, pretendendo dal ministero
dell'Istruzione adeguate risorse economiche o prevedendo anche la possibilità
di investire fondi propri per mantenere il tempo lungo nelle scuole del suo
territorio. Questa può essere una soluzione efficace per continuare a fornire
un servizio essenziale a migliaia di famiglie veneto.
( da "Italia
Oggi (MarketingOggi)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi Numero 053
pag. 27 del 4/3/2009 | Indietro GQ e Current, i nipotini
di Report MEDIA Di Alessio Odini La partnership fra il maschile Condé Nast e il
social network d'informazione fondato da Al Gore Inchieste che nascono sul web
e passano per tv e carta stampata Dare voce su web, tv e carta, a chi è giovane
e vuole raccontare l'Italia con un punto di vista diverso da quello dei media
tradizionali. Un progetto a lungo termine di giornalismo d'inchiesta di
qualità, ma fatto dal basso, che sconfinerà sulla carta stampata. Con la
garanzia di un marchio autorevole e di uno giovane, ma emergente. è la
partnership «crossmediale» tra GQ, il maschile di Condé Nast diretto da Michele
Lupi, e Current.tv, il social network d'informazione globale fondato nel 2004
da Al Gore. Perché prima di ricevere il premio Nobel nel 2007 per l'impegno a
difesa dell'ambiente, l'ex vicepresidente democratico Usa è stato reporter e
giornalista in Vietnam. «GQ è sempre alla ricerca di nuovi mezzi per
coinvolgere i lettori, farli sentire parte del gruppo, e il progetto di Current
ha la mentalità che condividiamo. Anche per le nostre radici culturali, visto
che Condé Nast sostiene il Partito democratico negli Stati Uniti», esordisce
Lupi, «l'intento comune è di rompere le tradizioni italiane. L'era della tv e
dei giornali generalisti è finita, non c'è più un mercato generalista».
Presente da meno di un anno in Italia, Current trasmette sul canale 130 di Sky.
Il programma di inchieste si chiamerà Vanguard, sarà trasmesso il martedì (ore
23) con i temi internazionali, mentre dall'11 marzo, il mercoledì sarà dedicato
alla realtà italiana. Dalle istruzioni per sbattezzarsi, la telecamera
indagherà anche sull'assassinio di Don Peppe Diana compiuto dalla camorra e
sulle morti di pastori e bestiame ad Acerra (Napoli), legate alla diossina. è
un «giornalismo d'inchiesta non condizionato politicamente», dice Tommaso
Tessarolo, general manager di Current. Autori delle inchieste (che strizzano
l'occhio alla trasmissione di Raitre Report), dalla durata variabile dai 10 ai
24 minuti, gli aderenti al network: «10 mila iscritti, che finora hanno
prodotto più di 500 inchieste selezionate», spiega Paolo Lorenzoni, direttore
marketing. «I film-maker (dai 18 ai 45 anni, ndr) possono inviare
spontaneamente le loro proposte, o rispondere alle sollecitazioni della nostra
newsletter, come è accaduto per le vicende dei rifiuti a Napoli, o per l'Onda anti-Gelmini». L'opportunità di passare a un vero e proprio editing,
coadiuvati dalla redazione, è stabilita dagli stessi iscritti, che votano le
video-inchieste ritenute più interessanti. Il meccanismo di voto vale anche per
le campagne pubblicitarie realizzate dagli utenti e seguite con grande
attenzione dalla community. A Vcam, la piattaforma di social advertising
all'interno di Current.tv, hanno già attinto Canon e Warner Bros, ma sulla
homepage si trova anche il bando per realizzare lo spot del G1, lo smartphone
di Google in collaborazione con T-Mobile: al vincitore, 2.500 dollari (1.960
euro). Il progetto di Current non è sfuggito a GQ, che darà spazio agli
aspiranti giornalisti con una rubrica già dal numero di marzo. Allo stesso
modo, gli autori dei video avranno visibilità sul portale Menstyle.it, mentre
Current.tv aprirà GQ Talent, una pagina dedicata ai talenti creativi che
ruotano attorno al maschile di Condé Nast.
( da "Tempo,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
stampa La riformaPiù ore d'inglese e
rapporti stretti con il mondo del lavoro Gelmini rilancia l'istruzione tecnica . «Contro la crisi che attanaglia
il Paese si deve rispondere con il rilancio dell'istruzione in generale e in
particolare dell'istruzione tecnica, rafforzando il raccordo tra la scuola e il
mondo del lavoro» ha esordito il ministro. «Bisogna ripartire dall'istruzione
e dalla formazione, facendo in modo che non siano più autoreferenziali ma
favorendo una stretta collaborazione con il mondo produttivo» ha aggiunto
sottolineando invece che di fronte a 335 mila tecnici chiesti dalle aziende,
l'offerta sia attualmente di appena 170 mila. Tra gli elementi-cardini della
riforma un rapporto scuola-lavoro con percorsi puntuali, l'innovazione della
didattica e valutazioni sui risultati anche attraverso stage e tirocini,
particolare attenzione all'orientamento. Ed ecco le priorità: il rafforzamento
delle lingue straniere (anche attraverso l'insegnamento di una materia come la
storia o la matematica in inglese o in un altro idioma durante l'ultimo anno di
corso), tirocini e stage in azienda, monitoraggio sull'occupazione, potenziamento
del numero dei profili tecnici, un monte ore annuo di 1056 ore di 60 minuti (32
ore settimanali). Last but not least, naturalmente, «la valorizzazione del
lavoro dei docenti»
( da "Secolo
XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Le famiglie boccianoil maestro unico,boom del tempo pieno
scuola Iscrizioni chiuse: pochissime domande per le 24 ore.I presidi:
«Preoccupati per l'organizzazione delle classi» TRAVOLTI dalla voglia di tempo
pieno. Costretti a fare a meno delle ore di compresenze, quindi già impegnati
in equilibrismi per garantire il tempo scuola a tutti. Anche e soprattutto a
quegli scolari che non sono "primini", che sono già abituati a una
certa organizzazione. Guai a stravolgerla. Ma in alcuni casi succederà. A
iscrizioni chiuse, i dirigenti scolastici delle elementari fanno i conti con i
numeri che affollano le segreterie. È assodato: le famiglie che hanno richiesto
il maestro unico, quindi le 24 ore di tempo scuola sono uno, due per ogni
plesso. Va da sè che se le richieste sono così poche non si forma alcuna classe
e il maestro unico resta a casa. Mentre la domanda di tempo pieno a 40 ore è
più dell'anno scorso, in alcuni casi. Abbiamo interpellato una decina di
istituti comprensivi ognuno dei quali include mediamente tre primarie. Un test
indicativo della domanda che è lievemente diversa rispetto ai dati diffusi due
giorni fa dal Ministero dell'Istruzione che a sua volta ha utilizzato un
campione di 900 scuole. Sintetizzandoli: in Italia il 56 per cento delle
famiglie ha chiesto le 30 ore; il 34% le quaranta ore, il 10% le 24 e le 27
ore. Cominciamo dalle scuole del centro storico dirette da Michela Casareto.
«Alla elementare Daneo, tradizionalmente solo tempo pieno, c'è una richiesta
per formare tre classi che va oltre la stessa capienza della scuola. Ricordando
che a settembre torneremo nella sede rinnovata di Salita San Francesco.
Richiesta di tempo scuola a 30 ore alla Giano Grillo e alla De Scalzi , dove si
avanza anche la richiesta di due classi a tempo pieno ma ce ne possiamo
permettere solo una. Una sola famiglia ha chiesto il tempo scuola a 24 ore. Si
rassegnerà». Nell'istituto comprensivo di Voltri-Pra', la dirigente Ivana
Ottonelli ci tiene a precisare che «le famiglie hanno raccolto firme che
spediranno anche al ministero spiegando che vogliono sia mantenuta la qualità
che questa scuola ha fin qui garantito con corsi di recupero per i più
disagiati, con laboratori, con potenziamento dell'italiano». Tutto ciò richiede
la compresenza «che non vuole dire, come sembrerebbe, due maestre che fanno la
stessa cosa, una lavora e l'altra guarda. Vuol dire, ad esempio: una segue
laboratorio di informatica con 10 bambini e 10 computer, una fa recupero con
gli altri dieci. Venga il ministro Gelmini a verificare che l'abolizione
delle compresenze non è un risparmio, è un danno» Anche qui le iscrizioni si
sono concentrate sulle 40 ore prima e 30 poi. È preoccupata per
l'organizzazione del tempo prolungato della "sua" media Orengo, Maura
Covati, dirigente di Pontedecimo, perchè sa che dovrà modificarlo e ciò
disturberà le famiglie ma anche i ragazzi. Ribadisce a sua volta che
l'eliminazione delle compresenze con classi numerose come le sue sarà un altro
problema. A Bolzaneto come ad Oregina trionfa il tempo pieno e così pure alla Mazzini
di Staglieno «con un trend -spiega la dirigente Gianluisa Zonfrillo - che è
sempre superiore all'offerta che possiamo garantire: certo prima con le
compresenze riuscivamo a soddisfare le esigenze delle famiglie prolungando il
tempo scuola. Quest'anno non so, si vedrà». Picco di domande di tempo pieno a
Sestri Ponente dove il dirigente Giacomo Buonopane parla di 120 iscritti alle
prime alla Carducci alla Pezzani e all'Alfieri. «Ne abbiamo già dovuti
respingere dieci». E Gino Facen preside di Borgoratti non nasconde la
preoccupazione per la sorte in bilico della piccola scuola di Bavari, la
elementare Gioiosa dove ci sono solo undici iscrizioni non sufficienti a
formare una prima «Per fortuna che i genitori sono molto determinati e
combattono». Sempre Facen annota che per la elementare Giustiniani si tratta di
«un'ottima annata» perché le famiglie hanno raddoppiato la domanda per il tempo
pieno in una scuola che non lo ha mai avuto . Che farà il preside? Cio' che
faranno tutti i suoi colleghi. «Sottoporrò al Ministero tutte le richieste
perché il Ministero ci ha dato come indicazione l'accoglienza di tutte le
richieste. E attendo fiducioso». Ma fiducioso non è, dato il tono del commiato
«siamo presi dall'emergenza continua, non riusciamo più a progettare». In
realtà a Borgoratti stanno organizzando per i genitori corsi di aggiornamento
con esperti per contrastare il bullismo. Che ha dato qualche segno di presenza
nel quartiere. Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 04/03/2009
( da "Secolo
XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Appello del coordinamento dei genitoria rinnovare tutte le
iscrizioni la protesta Il COGEDE ligure (Coordinamento genitori democratici),
aveva invitato tutti i genitori, anche quelli dei bambini che non sono primini,
a rinnovare le iscrizioni classe per classe, con moduli messi a disposizione
dal Cogede stesso. Provocazione efficace per sottolineare che le famiglie hanno
diritto a mantenere l'organizzazione della scuola che era stata promessa e
garantita negli anni scorsi. Moltissime le adesioni delle famiglie. Il
Coordinamento, che si prepara al congresso nazionale che si terrà ad Albenga
dal 27 al 29 marzo, si prepara al ricorso al Tar del Lazio sugli organici.
Matteo Viviano, leader del Cogede, commenta. «È fallito il
maestro unico, la gente chiede un modello didattico che prevede più scuola, più
laboratori, più uscite. Ora chiediamo che soprattutto i bambini abbiano diritto
di continuare ad avere il tempo pieno che la Gelmini ha cancellato con la circolare sull'iscrizione». 04/03/2009
( da "Secolo
XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
"Tecnologie Marine", un passo avanti distretto ligure SUL Distretto Ligure delle Tecnologie Marine si
è svolto a Roma un incontro con il ministro Gelmini al termine del quale l'ex sottosegretario alla Difesa Lorenzo
Forcieri - che è il presidente spezzino del comitato promotore - ha manifestato
"soddisfazione per le linee indicate dal Ministro per il futuro dei
distretti tecnologici" e ha "confermato la società consortile".
La riunione, che si è tenuta presso il Ministero dell'Università e della
Ricerca, è stata convocata, come detto, dal ministro Mariastella Gelmini e vi hanno partecipato i rappresentanti di tutti i
distretti tecnologici distribuiti sul territorio nazionale. L'incontro era teso
a sviluppare un momento di approfondimento sulle azioni finora svolte e su
ruolo e prospettive che il Ministero dell'Universita' e Ricerca affida ai
distretti italiani. Per il Distretto Ligure delle Tecnologie Marine erano
presenti il senatore Lorenzo Forcieri, e il presidente di Spedia, Pierluigi
Tivegna. Nel corso dell'incontro, introdotto dal direttore generale del Miur,
dottor Luciano Criscuoli, il ministro Gelmini ha
sottolineato la valenza strategica dei distretti tecnologici e ha espresso la
volontà di affidare ad essi il ruolo di leadership e di regìa nel campo della
ricerca e nei rapporti tra pubblico - università ed enti di ricerca -, e
privato - grandi e piccole e medie imprese- confermando che i distretti rivestiranno
una posizione centrale all'interno del Piano Nazionale di Ricerca. «Sono molto
soddisfatto e concordo con le linee indicate dal ministro Gelmini
per il futuro dei distretti tecnologici - ha dichiarato dopo l'incontro romano
Lorenzo Forcieri -. Questo mi conferma che avevamo visto giusto quando abbiamo
deciso di impegnanri e di investire le nostre energie in questo ambizioso
progetto. Ed oggi possiamo affermare che anche il DLTM si sta avviando a
diventare uno degli strumenti di primo piano per il nostro sviluppo economico e
per la crescita della competitività della nostra industria, creando le
condizioni perché si incontrino e vengano messi a sistema il mondo della
ricerca e quello delle imprese. Nei prossimi mesi il nostro impegno sarà sicuramente
quello di lavorare speditamente per definire la governance, anch'essa esaminata
nel corso dell'incontro al ministero. In questo senso è stato confermato che la
società consortile risulta lo strumento più idoneo». .x/04/0903 Il presidente
del comitato promotore, Lorenzo Forcieri, si dichiara soddisfatto dei progetti
del ministro .x/04/0903
( da "Secolo
XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Gelmini, il signor G.entra nelle scuole il progetto «DESTRA,
sinistra:non sono fra quelli che le considerano etichette svuotate di senso,
tutt'altro. Ma a Giorgio Gaber mi unisce qualcosa che travalica ogni recinto:
un grande senso della libertà, non essere mai allineati né schiavi di nessuno». Luca Barbareschi, 52 anni, uno dei personaggi più scomodi e temerari
dello spettacolo italiano, attore, regista, parlamentare Pdl, reduce dal set di
"The International" dove interpreta un politico corrotto a fianco di
Clive Owen e pronto ad affrontare "Noi credevamo", nuovo film di
Mario Martone, ha giocato un'altra carta rischiosa: riportare in scena "Il
caso di Alessandro e Maria", uno straordinario duetto d'amore, o per
meglio dire dell'impossibilità di farlo rinascere da un groviglio di egoismi e
vigliaccherie, interpretato da Gaber e da Mariangela Melato nell'82. «Li
ricordo bene quelli che ora lo chiamano "Giorgio" come se fossero
suoi vecchi amici e che allora lo accusavano di essere qualunquista. Ricordo
quando ero nel consiglio di amministrazione del Piccolo di Milano: tutti i se e
i ma nei suoi confronti, prima che morisse...». "Il caso di Alessandro e
Maria", in scena con Chiara Noschese sino al 29 marzo al Manzoni di
Milano, segnerà il ritorno di Barbareschi, nel febbraio 2010, allo Stabile di
Genova dopo vent'anni, dai tempi della scoperta di David Mamet , del suo
"Glengarry Glen Ross" scandaloso per l'Italia nonostante il Premio
Pulitzer, di Sam Shepard, della regia di "Jacques e il suo padrone":
Rousseau riletto da Milan Kundera. Anche se il Gaber scelto da Barbareschi è
virato sul crinale del privato, questa sintonia teatrale potrebbe apparire
strana come quella che qualche anno fa accompagnò il sodalizio tra Dario Fo e
Giorgio Albertazzi, pur con distanze ideologiche molto più"soft". «In
un momento in cui tutti mi scartavano, Gaber è stato l'unico ad avere il
coraggio di starmi vicino» spiega l'attore «c'eravamo conosciuti ai tempi di un
musical che lui aveva scritto con Giampiero Alloisio, "Non ci sono più
uomini". Più tardi mi ha rivisto in un "one man show" e ha
voluto regalarmi un commento per la fascetta del dvd: «Ve lo consiglio». Ma non
è stata solo la generosità di Gaber a spingere Barbareschi alla riscoperta del
"Caso di Alessandro e Maria": «Piuttosto è lo spessore politico e
poetico della sua scrittura. Tra vent'anni i monologhi di Grillo non li
reciterà più nessuno. Invece Gaber, se i direttori dei teatri non saranno
miopi, messì lì per accontentare questo o quel partito, sarà ancora in
cartellone». La frecciata viene dopo le poleniche esplose per le dichiarazioni
di Alessandro Baricco sul taglio delle sovvenzioni statali ai teatri: «Questa
uscita mi ha fatto ridere. Proprio lui? Sovvenzioniamo la televisione, dice».
Barbareschi ha una casa di produzione, la Casanova Entertainment, che sfronda
fiction, in tv ha interpretato 80 sceneggiati e una ventina di varietà, sta
girando le ultime riprese di "Nebbie e delitti atto secondo";
«Infatti non parlo pensando ai miei interessi. Sul fronte del teatro non si può
far piazza pulita dei politici per lasciare tutto alle Fondazioni. Non si
tratta di tagliare le sovvenzioni ma gli sprechi: di fare come si fa da
vent'anni in Inghilterra, dove per il teatro non c'è una deregulation, una
legge selvaggia del botteghino, ma lo sforzo di valutare, al momento di elargire
finanziamenti, quale sia un ragionevole punto di incontro fra le ragioni
dell'arte e la sua capacità di comunicare emozioni al pubblico, che dovremmo
imparare dagli americani». Accusato da sempre di parlare troppo, «socialista
che non ha mai abiurato, guardato con sospetto come uomo di destra», ci tiene a
dire dire quanto ricevo per le produzioni teatrali della sua compagnia:
«Sessantamila euro all'anno. Lo dichiaro e invito a farlo tanti altri attori e
registi che hanno amoreggiato con tutti e governi e che si definiscono
progressisti, Siano trasparenti come Benigni. Almeno quanto ha intascato lui
per il suo spot elettorale, al festival di Sanremo. lo sanno tutti gli
italiani». S. Z. 04/03/2009 a genova: LEI 04/03/2009 "L'anima buona del
Sezuan" sarà alla Corte dal 17 marzo 04/03/2009 a genova: LUI 04/03/2009
"Il caso di Alessandro e Maria" sarà alla Corte nel febbraio del 2010
04/03/2009
( da "Secolo
XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
GELMINI, IL SIGNOR G.ENTRA NELLE
SCUOLE MILANO. Giorgio Gaber, il signor G., entra nelle scuole italiane e
diventa una materia di studio e un progetto di concorso. Si tratta di un'
iniziativa del Ministero dell'Istruzione, Università e ricerca e della Fondazione
Gaber, promossa per celebrare il settantesimo anniversario della nascita dell'artista, morto nel 2003. «Gaber può essere una fonte di insegnamento
per i giovani» ha detto il ministro Mariastella Gelmini
presentando le iniziative a Palazzo Marino sede del Comune «Gaber è stato un
grande esempio di libertà ma anche di rigore». Il progetto prevede un concorso
"Giorgio Gaber, parole per pensare", rivolto agli studenti delle
scuole secondarie invitati a rielaborare con la forma espressiva preferita uno
dei dodici brani scelti nel repertorio gaberiano. Inoltre saranno organizzate
lezioni su Gaber tenute nelle scuole da studiosi e artisti. «Il pregio più
grande di un artista così straordinario» ha concluso il ministro «è quello di
insegnare a pensare senza pregiudizi e ideologie». 04/03/2009
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Elementari, richieste boom per il tempo pieno --> In
città le famiglie chiedono le 40 ore settimanali. I dirigenti: per
accontentarle aspettiamo certezze sugli organici Mercoledì 04 Marzo 2009
CRONACA, pagina 11 e-mail print Nessun dubbio, in città è di 40 ore la
richiesta del tempo scuola. Lo dicono i bilanci all'indomani della scadenza del
28 febbraio come termine ultimo per le iscrizioni al prossimo anno scolastico.
La stragrande maggioranza delle famiglie che in questi giorni hanno iscritto i
propri figli alla prima elementare ha esercitato il diritto di scelta optando
per le 30 o le 40 ore. E questo nonostante i dirigenti scolastici abbiano
ripetutamente sottolineato che l'accoglimento delle richieste dipenderà in
ultima battuta dalla disponibilità degli organici. Nella nostra città, come del
resto anche nella vicina Milano, c'è bisogno di più tempo scuola per sopperire
alla necessità sempre più urgente delle famiglie di conciliare lavoro e figli.
«Un vero e proprio boom della richiesta del tempo pieno, vale a dire delle 40 ore
- osserva il dirigente dell'Ic Mazzi, Emanuele Messina - tutte le domande di
iscrizione vanno in questa direzione. Un monte ore che già era in funzione alla
scuola elementare Biffi e a quella di Orio, e che adesso è stato richiesto
anche alla Don Bosco e alla Calvi. Per sapere se la scuola sarà in grado di
soddisfare queste richieste - ha sottolineato il preside - bisognerà aspettare
la definizione degli organici, vale a dire il numero di docenti che ci verrà
assegnato». Su questo punto i dirigenti scolastici sono tutti d'accordo:
accolte le richieste dei genitori non resta che aspettare, impossibile al
momento fare previsioni anche se la speranza è di poter accontentare tutte le
richieste. «Premesso che la mia scuola era nell'impossibilità di offrire le 40
ore per mancanza di spazio per la mensa - ha precisato la dirigente dell'Ic
Petteni, Gabriella Roberti - su 56 bambini, 42 hanno chiesto le 30 ore, 27
famiglie le 11 e solo 2 hanno optato per il modello a 24 ore. Speriamo dunque
di poter continuare a offrire quello che ormai per noi è un modello consolidato
che prevede la presenza a scuola dei bambini per cinque giorni alla settimana
dalle 8.30 alle 16». Analoga richiesta anche all'Ic Muzio, altra scuola
cittadina storicamente organizzata su cinque giorni di lezione con 30 ore in
classe e 7 ore e mezza di mensa, o meglio di «interscuola» come si chiama il
tempo che intercorre tra le lezioni del mattino e quelle del pomeriggio: «Su
150 alunni - riassume il dirigente Ugo Punzi - il 90% ha scelto tra le 30 e le
40 ore. Il modello a 27 ore è stato indicato solo da 8 alunni e nessuno ha
chiesto le 24 ore. Ci aspettavamo questa richiesta - ha sottolineato il
dirigente - perché la nostra scuola è storicamente organizzata così. Adesso
dobbiamo solo aspettare gli organici per capire se potremo continuare a
lavorare come abbiamo sempre fatto. In questo momento il vero problema della
scuola elementare non è, come vogliono farci credere, il maestro unico, ma il
tempo che effettivamente le scuole potranno mettere a disposizione delle
famiglie». Tempo pieno a gran voce anche all'Ic De Amicis. Anche in questa
scuola le 40 ore sono una tradizione: «L'organico dovrebbe essere calcolato in
base a quella che è la situazione esistente nella scuola - ha precisato il
dirigente Luciano Mastrorocco - e dunque non dovrebbero esserci problemi. Il
vero problema casomai è un altro. Il tempo pieno fondava la qualità del modello
sulla possibilità di dividere la classe in piccoli gruppi e dunque di
articolare percorsi formativi su bisogni differenziati degli alunni. Adesso
però le compresenze spariranno e quindi, se anche si mantengono le 40 ore in
quanto tali, viene svuotato il contenuto di queste ore. Comunque - ha concluso
Mastrorocco - la verifica di tutto sarà l'organico». La parola magica è dunque
l'organico, anche se c'è chi, come il dirigente dell'Ic Donadoni, confida nelle rassicurazioni del ministro Gelmini: «Rispetto quello che il
ministro ha sempre dichiarato sul tempo pieno e quindi penso che la mia scuola
non avrà problemi nel soddisfare le richieste espresse in tal senso dai
genitori. Detto questo - ha comunque commentato Petralia - aspettiamo
chiarimenti in merito alla mensa. Ci attendiamo che ci diano un numero
di docenti sufficiente a poter garantire l'assistenza degli alunni durante la
pausa pranzo». Tiziana Sallese 04/03/2009 nascosto-->
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il ministro «Le domande saranno tutte soddisfatte» -->
Mercoledì 04 Marzo 2009 CRONACA, pagina 11 e-mail print Alle preoccupazioni dei
dirigenti scolastici sulle effettive possibilità di garantire il tempo pieno a
tutte le famiglie che ne hanno fatto richiesta ha risposto ieri lo stesso
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, assicurando che la domanda di
tempo pieno «sarà assolutamente soddisfatta». «Con un migliore impiego delle
risorse - ha detto il ministro - siamo riusciti non solo a mantenere il tempo
pieno, ma ad aumentarlo. Non prevedo problemi, ho parlato con alcuni direttori
scolastici regionali e le notizie sono tranquillizzanti». Il ministro Gelmini è quindi tornata a difendere la scelta del maestro
unico. «L'introduzione del maestro unico prescinde dal quadro orario. Quale che
sia l'orario scolastico scelto - ha ribadito il ministro - ci sarà un maestro
unico di riferimento». Gelmini ha quindi invitato a
non trarre conclusioni affrettate: «Attuiamo la riforma e solo dopo vedremo
l'esito dell'introduzione del maestro unico». Il ministro ha annunciato novità
anche sul fronte della scuola secondaria superiore: «Con la riforma - ha detto
la Gelmini - sarà aumentato il numero delle ore di
lezione sia di inglese, sia di una seconda lingua. Pensiamo anche di introdurre
nell'anno della maturità, dunque l'ultimo anno del corso di studi,
l'insegnamento di una materia, per esempio la storia o la matematica, in una
lingua straniera». Uno sguardo anche all'esito degli scrutini del primo quadrimestre:
«C'è stato - ha rilevato la Gelmini - un leggero
aumento delle insufficienze rispetto all'anno scorso, ma l'aspetto più
singolare lo si è riscontrato nelle lingue straniere più che nella matematica,
da sempre bestia nera per gli studenti. Anche per questo - ha concluso -
vogliamo potenziare l'insegnamento della lingua straniera, alle medie e alle
superiori». Scettiche sulle parole del ministro le deputate del Pd, componenti
della commissione Cultura della Camera, Maria Coscia e Manuela Ghizzoni. «Per
colpa dei tagli del Governo - dicono - non sarà data risposta positiva alle
richieste della famiglie, pertanto non si comprende come il ministro Gelmini possa oggi sostenere che la domanda di tempo pieno e
dell'orario prolungato saranno assolutamente soddisfatte. Purtroppo non sarà
così e poi è incredibile che il ministro continui con argomenti risibili a
sottovalutare il fatto che l'abolizione delle compresenze avrà effetti
disastrosi sulla qualità della scuola pubblica. Con le sue improvvide dichiarazioni,
il ministro sta ingannando le famiglie italiane e danneggiando la scuola
pubblica». Per le due parlamentari di centrosinistra, con le iscrizioni «le
famiglie hanno parlato chiaro e hanno bocciato categoricamente la riforma Gelmini, adesso il governo non faccia orecchie da mercante e
riveda i tagli alla scuola». 04/03/2009 nascosto-->
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Imprese in cerca di diplomati tecnici --> Mercoledì 04
Marzo 2009 CRONACA, pagina 11 e-mail print Le imprese a caccia di diplomati
tecnici A quattro anni dalla maturità il 65,8% dei diplomati degli istituti
tecnici industriali è occupato, il 22,9% studia all'università, mentre per il
38,6% vince l'appeal della libera professione; tra i diplomati degli istituti
professionali industriali, invece, risulta occupato il 71,2%. È quanto emerge
da una ricerca realizzata dal Censis, presentata ieri nell'ambito del convegno
«Più tecnici, più sicurezza, più sviluppo», che si è svolto a Roma nella sede
del Cnel (Consiglio nazionale dell'Economia e del Lavoro). Dei 584 mila nuovi
posti di lavoro creati tra il 2004 e il 2006, il 90% ha interessato profili
tecnici intermedi, il cui incremento nell'arco di due anni è stato del 12%.
Dati che «testimoniano un ritorno di centralità della competenza tecnica nel
mondo del lavoro», fa notare il Cnpi (Consiglio nazionale dei periti
industriali). L'importanza di un rilancio dell'istruzione tecnica è condivisa
da tutti gli addetti ai lavori: per il vicedirettore generale della Banca
d'Italia Anna Maria Tarantola, a questo tipo di formazione va restituito «quel
ruolo di motore della crescita dell'industria del nostro Paese che ha
brillantemente assolto per molti anni. È auspicabile - ha detto ieri Tarantola,
intervenendo al convegno - che la riforma di questa importante parte della
nostra scuola secondaria costituisca la base per realizzare un'istruzione
tecnica più moderna, adeguata ai tempi, attenta alle esigenze anche potenziali
delle imprese. Ma in un mondo che cambia non ci si può fermare al diploma di
scuola media secondaria; l'istituto tecnico può e deve anche essere un luogo di
formazione adeguata per l'accesso all'istruzione universitaria». A chiedere una
maggiore sinergia tra scuola e impresa sull'istruzione tecnica è Paolo Galassi,
presidente di Confapi, la Confederazione della piccola e media industria. «La
crisi in atto impone scelte coraggiose che forniscano maggiori strumenti di
flessibilità e autonomia alla scuola - osserva Galassi -. Per mantenere e
sviluppare un'industria italiana competitiva servono tecno-operai». La
confederazione della piccola e media industria manifatturiera «da almeno 5 anni
chiede più attenzione sull'istruzione tecnica. La strada che il Ministro sta
tracciando va sicuramente in questa direzione, ora però è necessario l'impegno
di tutti per recuperare la sinergia tra il mondo della scuola e quello del
lavoro. Questo si può fare innanzitutto ascoltando le istanze che provengono
dal mondo produttivo», ha concluso Galassi, aggiungendo di
condividere l'impegno del ministro Gelmini per debellare una cultura che giudica «di serie b» insegnanti e
studenti delle scuole tecniche. Anche perchè, di profili tecnici, pare che ci
sia un gran bisogno: «Alle imprese mancano 72 mila tecnici diplomati - dice
Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere -. Il gap tra
domanda e offerta di diplomati provenienti da istituti tecnici lo scorso anno è
stato di circa 88 mila persone, delle quali 72 mila richieste dalle imprese,
mentre altre 16 mila considerando anche i potenziali liberi professionisti. Nel
progettare quindi i percorsi della nuova istruzione tecnica è indispensabile
avere come riferimento le piccole e medie imprese, le richieste emergenti in
particolare dal terziario e dal turismo, le specifiche vocazioni territoriali».
Anche Confindustria, con altre 17 organizzazioni, da qualche anno sta dedicando
grande attenzione al rilancio dell'istruzione tecnica. «La ripresa delle
iscrizioni nelle scuole tecniche (+0,6% nell'ultimo anno) è un primo importante
segnale di inversione di tendenza nel comportamento di famiglie e nelle scelte
dei giovani - rileva Gianfelice Rocca, vicepresidente Confindustria per
l'Education -, ma è necessario intervenire con un chiaro piano di orientamento
e di comunicazione rivolto alle scuole e ai giovani. Le imprese italiane oggi
chiedono che siano preservate le caratteristiche più professionalizzanti degli
indirizzi tecnici, e che sia dato più peso alle attività di laboratorio».
04/03/2009 nascosto-->
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
È boom di richieste per il tempo pieno nelle scuole
primarie della città --> Mercoledì 04 Marzo 2009 PRIMA, pagina 1 e-mail
print È boom di richieste per il tempo pieno nelle scuole primarie della città.
Dopo la chiusura, sabato, delle iscrizioni, gli istituti del capoluogo
tracciano un primo bilancio, da cui emerge che la stragrande maggioranza delle
famiglie ha optato per le 30 o per le 40 ore settimanali. Ma per sapere se le
scuole saranno in grado di accogliere tutte le domande bisognerà attendere
certezze sul numero di docenti assegnati a ciascun istituto. «Impossibile fare
previsioni», è la conclusione unanime dei dirigenti scolastici. Rassicurazioni
arrivano dal ministro dell'Istruzione Gelmini: «La
domanda di tempo pieno sarà assolutamente soddisfatta. Non prevedo problemi, ho
parlato con i dirigenti scolastici regionali e le notizie sono
tranquillizzanti». Sallesea pagina 11 04/03/2009 nascosto-->
( da "Repubblica,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Torino L´ufficio
regionale fissa le regole per il prossimo anno dopo la riforma Gelmini Scuola, il tempo pieno garantito
ma solo a chi sta già frequentando STEFANO PAROLA I bambini piemontesi che oggi
alle elementari frequentano il tempo pieno continueranno a farlo anche nel
prossimo anno scolastico. In tempo di pesanti tagli ministeriali è già
qualcosa. L´Ufficio regionale scolastico si è infatti si formalmente
impegnato di fronte ai sindacati per garantire le 40 ore settimanali alle
classi dalla seconda in poi. In realtà non sarà proprio lo stesso tempo pieno:
sarà impoverito dall´eliminazione dei periodi di compresenza, però durerà
sempre 40 ore a settimana e quindi non stravolgerà gli orari di vita di
moltissime famiglie. Per alcune, però, ci saranno novità. Alcune scuole hanno
potuto offrire agli alunni orari "spezzatino", composti da 36-38 ore
settimanali, grazie a qualche quota di organico in più ottenuta all´inizio di
quest´anno. Da settembre invece i modelli saranno rigorosamente da 24, 27, 30 o
40 ore settimanali, quindi le circa 400 classi che oggi in Piemonte fanno
questa sorta di tempo allungato dovranno ridurre l´orario. All´incontro, cui
hanno partecipato il vicedirettore dell´Ufficio scolastico regionale, Paolo
Iennaco, e i vertici regionali di Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals e Gilda,
si è parlato anche delle nuove classi prime delle elementari, dove il problema
dei tagli si farà sentire con maggiore intensità. Il punto di partenza è questo:
non tutte le richieste delle famiglie verranno esaudite. Il vicedirettore
Iennaco ha spiegato che l´Ufficio regionale garantirà il modello a 27 ore
settimanali a tutte le nuove classi, cercando poi di accontentare il maggior
numero di genitori che hanno chiesto le 30 o le 40 ore. Tutto dipenderà da
quanti posti di lavoro da insegnante otterrà il Piemonte nella Conferenza
Stato-Regioni. Un incontro fondamentale, anche perché, a differenza degli altri
anni, difficilmente verranno assegnati dei posti in più a settembre. La
situazione non soddisfa i sindacati, che per sabato hanno indetto un presidio
in piazza Castello, dalle 11 alle 13, con l´obiettivo di incontrare il prefetto
per renderlo partecipe della preoccupazione che regna in tutto il settore. Secondo
i sindacati, il Piemonte rischia di perdere 1.500 posti da docenti nelle scuole
elementari, 1.000 nelle scuole medie e 1.500 unità di personale
tecnico-amministrativo.
( da "Repubblica,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Roma Parla Tommaso Gastaldi, autore
dell´esposto che ha avviato l´inchiesta "Per farmi fare marcia indietro
hanno chiesto 100 mila euro di danni" Allora professore Gastaldi, dopo la
sua denuncia è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio. Un traguardo
importante? «Fondamentale. Raramente queste vicende riescono ad arrivare al
vaglio del giudice penale. Inoltre bisogna sapere come muoversi: se la denuncia
è fatta male si rischia solo di perdere tempo e denaro. O addirittura ci si può
trovare a doversi difendere anche penalmente per aver esposto male le proprie
ragioni. Se io non avessi avuto l´aiuto di mio fratello, l´avvocato Davide
Gastaldi, non sarei sicuramente riuscito ad ottenere il rinvio a giudizio». Tra
le parte offese, oltre lei, risulta il Miur nella persona
del ministro Gelmini. Come
mai? «L´ha stabilito il pm: il ministero risulta parte offesa perché lo Stato
viene gravemente danneggiato da questi reati». Il professor Rizzi l´ha citata
in sede civile con una richiesta di risarcimento danni per ingiurie di 100 mila
euro... «Lo trovo un uso strumentale della giustizia. La macchina del
procedimento civile viene usata per intimidirmi: di fronte a una richiesta così
esorbitante è difficile stare tranquilli». (rory cappelli)
( da "Repubblica,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Roma "Brogli in commissione, rinviateli
a giudizio" Sapienza, dopo la denuncia di un professore escluso da una
cattedra La vincitrice di un concorso a Statistica scelta "senza una
corretta valutazione" RORY CAPPELLI è partita dagli uffici della procura
la richiesta di rinvio a giudizio per i membri di una commissione
universitaria, che doveva decidere dell´assegnazione di una cattedra di
ordinario, e per la vincitrice del concorso stesso. Tra le parti offese, oltre
al professor Tommaso Gastaldi che con la sua denuncia aveva avviato il
procedimento, ora risulta ufficialmente anche il Miur nella persona del
ministro Mariastella Gelmini.
L´udienza di fronte al Gup si terrà il 5 maggio prossimo. I reati contestati
sono quelli relativi all´abuso di ufficio e al concorso in reato perché, si
legge nelle motivazioni, «in concorso tra loro i componenti della commissione
dichiaravano idonea a ricoprire il posto di professore universitario Mary
Fraire adottando motivi non supportati da una corretta valutazione sulla
produzione scientifica della candidata e in contrasto con quanto previsto dalla
legge». Tutto era partito dalla denuncia di un candidato escluso, Tommaso
Gastaldi, appunto, che, ritenendosi danneggiato dalla decisione della
commissione che aveva deciso di aggiudicare il posto alla Facoltà di Sociologia
della Sapienza a Mary Fraire, a marzo 2007 aveva presentato un esposto alla
Procura. Il pm aveva accolto la richiesta, imputando per abuso di ufficio e
concorso in reato Alfredo Rizzi (ordinario di Statistica a La Sapienza), Tonino
Sclocco (ordinario di Statistica), Roberta Siciliano (ordinario di Statistica
alla Federico II di Napoli), e Mary Fraire (la vincitrice del concorso, oggi
ordinario di Statistica a La Sapienza). Secondo l´accusa, i docenti che
dovevano indicare il candidato idoneo alla «copertura di un posto di professore
universitario di ruolo di prima fascia alla Facoltà di Sociologia
dell´università La Sapienza», aveva scelto Mary Fraire nonostante «una sola
pubblicazione collocata su una rivista di livello nazionale inerente le
discipline del settore scientifico per il quale è bandita la procedura di
valutazione».
( da "Italia
Oggi" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: I commenti data: 04/03/2009 - pag: 2
autore: di Pierluigi Magnaschi L'analisi Sono i rettori a decidere dove
tagliare gli sprechi Fino a che era il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano a dire che non bisogna tagliare la spesa per le università mi ero
impedito di polemizzare su questo auspicio. Ma adesso che il concetto viene
ripetuto dall'amico prof. Paolo Bagnoli (su ItaliaOggi di ieri) credo che sia
opportuno esprimere una diversa opinione. Bagnoli fa due affermazioni. La prima
è che «se l'anno prossimo il ministero della p.i. taglierà 700 milioni di euro
alle università non si elimineranno gli sprechi ma anche tutta l'università». La seconda è che si tratta di sapere dove il ministro Gelmini intenda tagliare. Il taglio è
una necessità di bilancio. Però definito il limite delle risorse disponibili
(che è ovviamente opinabile) «dove» tagliare compete solo alle singole
università. Lo Stato, da parte sua, per evitare di essere travolto dal suo
debito pubblico, deve fare delle economie. Il problema dei tagli inoltre
si acuisce ulteriormente adesso che la spesa per il sostegno del reddito dei
disoccupati sta assumendo livelli necessari ma anche preoccupanti. Ai tagli
quindi sono chiamati tutti i ministeri fra i quali anche il ministero della
p.i. E non si può dire che il sistema universitario brilli per la sua
efficienza. Non si può sostenere cioè che, con i tagli della Gelmini,
l'università italiana sarà ridotta a livello da Terzo mondo perché essa, nel
suo complesso, c'è già, a questo livello: in una recente graduatoria
internazionale la prima università italiana, quella di Bologna, si trova al
184° posto. La Ue inoltre dà dei contributi per docente (dati 2007) in base al
valore dell'università. Si parte dai 188 euro dell'Università Mediterranea di
Reggio Calabria (vera junk università) agli 8.758 di Trento e ai 50 mila del
Sant'Anna di Pisa. Il range di valore è stupefacente. Così come le spese, ad
esempio, per trasferte e gettoni, sono pari ai 2 milioni e 274 mila di Catania
e un milione 467 mila della Statale di Milano. Per non parlare della
proliferazione metastatica degli atenei. A Cremona c'è un corso di ingegneria
per l'ambiente con un solo studente. A Pesche (Molise) non c'è nemmeno una
scuola media superiore ma, in compenso, ci sono ben 5 corsi di laurea. A Borgia
(Catanzaro, 7.122 abitanti) c'è una facoltà di farmacia. Gli sprechi sono
enormi e si risolvono solo se: 1) si affama la bestia (come diceva il Nobel per
l'economia Milton Friedman); 2) si premia chi merita (e la Gelmini,
per la prima volta, ha cominciato a farlo); 3) se si elimina il valore legale
della laurea (che Luigi Einaudi proponeva fin dal 1918). Una cosa è certa: se
l'università non viene messa a stecchetto non migliorerà mai come un'obeso non
calerà se continuerà ad essere alimentato con la Nutella.
( da "Italia
Oggi" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Media data: 04/03/2009 - pag: 27
autore: di Alessio Odini La partnership fra il maschile Condé Nast e il social
network d'informazione fondato da Al Gore GQ e Current, i nipotini di Report
Inchieste che nascono sul web e passano per tv e carta stampata Dare voce su
web, tv e carta, a chi è giovane e vuole raccontare l'Italia con un punto di
vista diverso da quello dei media tradizionali. Un progetto a lungo termine di
giornalismo d'inchiesta di qualità, ma fatto dal basso, che sconfinerà sulla
carta stampata. Con la garanzia di un marchio autorevole e di uno giovane, ma
emergente. È la partnership «crossmediale» tra GQ, il maschile di Condé Nast
diretto da Michele Lupi, e Current.tv, il social network d'informazione globale
fondato nel 2004 da Al Gore. Perché prima di ricevere il premio Nobel nel 2007
per l'impegno a difesa dell'ambiente, l'ex vicepresidente democratico Usa è
stato reporter e giornalista in Vietnam.«GQ è sempre alla ricerca di nuovi
mezzi per coinvolgere i lettori, farli sentire parte del gruppo, e il progetto
di Current ha la mentalità che condividiamo. Anche per le nostre radici
culturali, visto che Condé Nast sostiene il Partito democratico negli Stati
Uniti», esordisce Lupi, «l'intento comune è di rompere le tradizioni italiane.
L'era della tv e dei giornali generalisti è finita, non c'è più un mercato
generalista». Presente da meno di un anno in Italia, Current trasmette sul
canale 130 di Sky. Il programma di inchieste si chiamerà Vanguard, sarà
trasmesso il martedì (ore 23) con i temi internazionali, mentre dall'11 marzo,
il mercoledì sarà dedicato alla realtà italiana. Dalle istruzioni per
sbattezzarsi, la telecamera indagherà anche sull'assassinio di Don Peppe Diana
compiuto dalla camorra e sulle morti di pastori e bestiame ad Acerra (Napoli),
legate alla diossina. È un «giornalismo d'inchiesta non condizionato
politicamente», dice Tommaso Tessarolo, general manager di Current.Autori delle
inchieste (che strizzano l'occhio alla trasmissione di Raitre Report), dalla
durata variabile dai 10 ai 24 minuti, gli aderenti al network: «10 mila
iscritti, che finora hanno prodotto più di 500 inchieste selezionate», spiega
Paolo Lorenzoni, direttore marketing. «I film-maker (dai 18 ai 45 anni, ndr)
possono inviare spontaneamente le loro proposte, o rispondere alle
sollecitazioni della nostra newsletter, come è accaduto per le vicende dei
rifiuti a Napoli, o per l'Onda anti-Gelmini». L'opportunità di passare a un
vero e proprio editing, coadiuvati dalla redazione, è stabilita dagli stessi
iscritti, che votano le video-inchieste ritenute più interessanti. Il
meccanismo di voto vale anche per le campagne pubblicitarie realizzate dagli
utenti e seguite con grande attenzione dalla community. A Vcam, la
piattaforma di social advertising all'interno di Current.tv, hanno già attinto
Canon e Warner Bros, ma sulla homepage si trova anche il bando per realizzare
lo spot del G1, lo smartphone di Google in collaborazione con T-Mobile: al vincitore,
2.500 dollari (1.960 euro).Il progetto di Current non è sfuggito a GQ, che darà
spazio agli aspiranti giornalisti con una rubrica già dal numero di marzo. Allo
stesso modo, gli autori dei video avranno visibilità sul portale Menstyle.it,
mentre Current.tv aprirà GQ Talent, una pagina dedicata ai talenti creativi che
ruotano attorno al maschile di Condé Nast.
( da "Italia
Oggi" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Professioni data: 04/03/2009 - pag: 36
autore: Il ministro dell'Università al V rapporto sulla sicurezza realizzato da
periti industriali e Censis Istruzione tecnica, cantiere aperto Una riforma per
accorciare le distanze con il mondo del lavoro Il mercato li cerca, ma la
scuola non li prepara più come dovrebbe. Sono i periti industriali, quei
professionisti che il sistema produttivo italiano continua a richiedere in
maniera sostenuta. E non è un caso che, secondo la fotografia scatta dal 5°
rapporto annuale sulla sicurezza in Italia realizzato dal Consiglio nazionale
dei periti industriali in collaborazione con il Censis «Più tecnici, più
sicurezza, più sviluppo. La formazione tecnica come vettore di sostegno alla
competitività italiana», a quattro anni dalla maturità il 65,8% dei diplomati
degli Iti è occupato. Non solo, perché tra il 2004 e il 2006 di circa 584 mila
nuovi posti di lavoro creati, ben il 90% (528 mila) ha interessato profili
tecnici intermedi, il cui incremento nell'arco di soli due anni è stato del
12%, quattro volte superiore a quello registrato dall'occupazione nel
complesso.La libera professione. Insomma tutti i dati testimoniano un ritorno
di centralità della competenza tecnica nel mondo del lavoro, ma non solo perché
l'indagine del Cnpi effettuata su un campione di giovani diplomandi degli Iti
evidenzia un orientamento alla libera professione molto significativo: il 38,6%
degli studenti che dopo il diploma intendono cercare un lavoro vuole esercitare
la libera professione, nonostante pochissimi (solo il 3%) siano figli di periti
già affermati. Si tratta di un orientamento molto significativo, dice il
rapporto, soprattutto se si legge insieme all'intenzione di iscriversi a un
Ordine, nello specifico quello dei periti industriali su cui converge il 57,1%
degli studenti. Che motiva l'intenzione di far parte del Collegio dei periti
industriali come garanzia per i clienti delle proprie competenze.Le carenze del
sistema scolastico. Ma se è pur vero che i periti industriali sono ricercati
dal sistema produttivo è altrettanto vero che spesso si presentano impreparati
sul mercato del lavoro, soprattutto per esercitare la libera professione. I
motivi? Un sistema scolastico inadeguato a prepararli sia sul piano formativo
sia per le occasioni di contatto con il mondo del lavoro autonomo e degli
ordini. Un collegamento che invece il ministro
dell'istruzione e dell'università Mariastella Gelmini punta a rafforzare proprio con il nuovo impianto organizzativo
previsto per gli istituti tecnici, presentato ufficialmente ieri. «La riforma
dell'istruzione tecnica», ha evidenziato il ministro, «ha proprio questo
significato: far entrare il mondo del lavoro a scuola». La Gelmini spiega così i principali elementi di novità della
riforma che hanno come obiettivi principali: la volontà di dare chiarezza e
opportunità agli studenti e alle loro famiglie; un rapporto scuola-lavoro con
percorsi puntuali; un'innovazione della didattica e valutazioni sui risultati
anche attraverso stage e tirocini; una particolare attenzione all'orientamento.
Perché ha chiuso il ministro, «non è più pensabile considerare l'istruzione
professionale e tecnica un'istruzione di serie B». Una speranza riposta anche
nel presidente del Cnpi Giuseppe Jogna che nel corso del suo intervento ha
spiegato come la categoria guardi con grande attenzione al progetto di riforma.
Anche se questo non basta, perché è necessario confrontarsi con l'Europa che ha
stabilito con la direttiva 89/48 il requisito minimo per l'abilitazione
all'esercizio delle professione intellettuali. Quando però l'Italia ha cercato
di colmare lo ha fatto nel modo peggiore e le conseguenze si evidenziano nel
sensibile deficit dell'offerta di nuovi tecnici rispetto al fabbisogno del
paese». Per questo il presidente del Cnpi punta alla «nascita di un albo dei
tecnici laureati per l'ingegneria che possa restituire chiarezza e identità a
una componente nevralgica per rilanciare la competitività italiana».
( da "Repubblica,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XVII - Palermo CINQUE IN
CONDOTTA MAURIZIO BARBATO Missione compiuta. Con la caterva di
( da "Repubblica,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina X - Milano Pagelle ko, boom di
insufficienze In città record dei
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
VERSO LE ELEZIONI PROVINCIALI. Ieri la dichiarazione del
ministro di An. È l'annuncio ufficiale che mette fine a un confronto che durava
da diverse settimane Il Pdl compatto su Romele «È lui il nostro candidato» di
Eugenio Barboglio Adesso si può dirlo: Giuseppe Romele è il candidato del Pdl
alle prossime elezioni provinciali. Lo si può dire da ieri, da quando lo ha
detto ufficialmente Ignazio La Russa. E se lo dice lui che ha sostenuto Viviana
Beccalossi fino all'ultimo e avrebbe anche litigato per lei lunedì sera a
palazzo Marino, c'è da credergli. Anche pesche il suo annuncio è il frutto di
colloqui telefonici con Berlusconi di ritorno dal mar Rosso. La parola del
premier ha insomma fatto diventare ufficiale quello che nell'incontro tra i
vertici del Pdl lombardo era ufficioso o semiufficiale. A FAVORIRE il via
libera a Romele sarebbe stato anche il passo indietro di Viviana Beccalossi. Il
dualismo tra i due aveva contribuito a fare di Brescia il tassello più
difficile da collocare nel già complesso puzzle della candidature lombarde.
Senza dimenticare poi, che a rendere Brescia «un caso» c'erano le mire della
Lega Nord sul Broletto. Ora la schiarita favorita dall'intervento del premier, che
per la ex vicepresidente della regione Lombardia avrebbe riservato la carica di
coordinatore provinciale del Pdl. La Russa, che prima di telefonare a
Berlusconi aveva incontrato il coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini,
spiega: «È stata la stessa Beccalossi a chiedere di non essere argomento di
divisioni». E aggiunge che «Viviana sarà coordinatrice provinciale del Pdl». La
strada per Romele si era messa in discesa già lunedì, quando a palazzo Marino
An e Fi, decisi a uscire dall'impasse, avevano calato gli assi. Ignazio La Russa e Maristella Gelmini, dall'inizio i proconsoli di An e Fi in questa delicata partita
elettorale, sono usciti dall'ombra e provato a dare la spallata a favore dei
propri «cavalli»: Viviana Beccalossi «sponsorizzata» dal ministro della difesa
e Romele da quello dell'istruzione. QUALCUNO dice siano volati gli
stracci, altri raccontano di un clima costruttivo che ha favorito la soluzione:
al Pdl otto candidature (a Fi le province di Milano, Brescia e le
amministrazioni comunali di Cremona e Pavia, ad An le province di Monza e Lecco
oltre al comune di Bergamo) e alla Lega Nord tre (Bergamo e Sondrio più una
terza a scelta tra la provincia di Lodi e Cremona. Schema da presentare alla
Lega Nord che continua a guardare, oltre che a Bergamo e Sondrio, anche a
Brescia. E che si «accontenti» di due è tutto da vedere. Se infatti i giochi
nel Pdl sono fatti, c'è ora da vedere cosa farà la Lega, che non ha ancora
chiarito se correrà da sola e dove. Probabilmente di più si saprà stasera al termine
del summit tra Berlusconi e Bossi. Non è a caso l'importanza che Stefano
Borghesi, segretario provinciale del Carroccio, assegna all'incontro. Per il
resto «non ho novità, se non ribadire le posizioni di sempre: abbiamo uomini e
consenso per aspirare a un candidato a Brescia». I lumbard hanno sempre
osteggiato la Beccalossi, ma l'investitura di Romele non sembra sufficiente a
fargli rinfoderare lo spadone e archiviare le velleità su Brescia. Anche se
Mario Labolani, coordinatore politico di An, è ottimista. «È importante che vi
sia convergenza pesche l'obiettivo è mantenere la coalizione che ha vinto al
comune di Brescia. Quindi con la Lega e Udc».
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pordenone. Il liceo non approva il bilancio Commissario in
arrivo al "Grigoletti" I SERVIZI IN CRONACA PORDENONE. Commissario in
arrivo al liceo Grigoletti di Pordenone: il consiglio d'istituto non ha
approvato il bilancio 2009. Fumata nera, nella seduta di venerdì scorso: «È
stata una scelta mirata, quella di non affrontare l'esame del piano annuale
2009 - ha spiegato il presidente dell'organo collegiale Mario Canzi -. In piena coerenza con la nostra battaglia per ottenere l'incasso
del credito di 261 mila euro dal ministero dell'Istruzione, maturato dal 2006».
Anche nel terzo circolo didattico di Pordenone si sta verificando una
situazione analoga, mentre già si temono gli effetti dei tagli previsti dalla
riforma Gelmini sugli
organici di insegnanti e bidelli.
( da "Riformista,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Con Bondi indietro di 10 anni E Baricco sbaglia
bersaglio» GIOVANNA MELANDRI. La nuova responsabile cultura del Pd: «I tagli
pericolosi per il nostro patrimonio». «Lo scrittore doveva
prendersela con la Gelmini
e la Rai, altro che il Fus». di Luca Mastrantonio Dal "ma anche" al
"ma pure". L'auto-correzione, avversativa, di Giovanna Melandri nel
declinare la locuzione democratica per eccellenza, vale più di tanti proclami
per spiegare quello che vuole essere il nuovo corso delle politiche culturali
del Pd. «Siamo per una dose utile di management nella gestione dei Beni
culturali, ma anche? no, ma pure... dobbiamo rivendicare la necessità di un
budget adeguato. Altrimenti - precisa la Melandri, responsabile alla cultura
voluta da Dario Franceschini - non serve a nulla. Il mercato si riduce se lo
Stato con i suoi aiuti si ritira del tutto, perché il rischio d'impresa è
troppo alto». Un esempio: senza gli aiuti dello Stato Procacci non avrebbe mai
prodotto Gomorra. Uno slittamento a sinistra? Non propriamente, anche se la
Melandri, ex ministro dei Beni culturali dal '98 al 2001, stava pur sempre nel
"correntone" Ds. Piuttosto, un rinnovato equilibrio tra politica e
cultura, tra sistema e star. Benigni & Baricco, per esempio. Il primo, la
sera del "funerale" politico a Veltroni, era in tv a fare da giullare
su Raiset, l'altro, da Repubblica, spara sulla Croce rossa, ossia i soldi
pubblici per il teatro. «Non dobbiamo più delegare - annuncia la Melandri, che
ha preso il posto del ministro ombra veltroniano Vincenzo Cerami, scrittore -
dobbiamo sì ascoltare i grandi personaggi della cultura, ma è più importante
promuovere iniziative nuove, più creative, magari coinvolgendo gli assessori
attraverso leggi quadro». Nel caso di Baricco, la Melandri è convinta che la
diagnosi è corretta «perché è nella scuola e davanti alla tv che si forma la
cittadinanza culturale, il pubblico», ma la cura è sbagliata perché «colpisce
il bersaglio sbagliato, forse per disinformazione. Mi spiego: la scuola ha
subito un taglio di 8 mld di risorse, quest'anno, in tv abbiamo 1,5 mld di
canone, che legittima il servizio pubblico, una tassa di scopo, quindi il
bersaglio della critica di Baricco doveva essere la Gelmini
e la tv pubblica, la più grande industria culturale italiana che abbiamo
trascurato nella sua totalità, concentrandoci solo su informazione e par
condicio, quando non capiamo cosa sia, dalle 3 alle 6 del pomeriggio. Devi
leggere ai bordi dello schermo per capire se è Rai o Mediaset. E invece Baricco
se l'è presa con il Fus, che con i suoi 360 milioni di euro aiuta, da solo,
tutto il mondo della produzione culturale italiana. Eppure, non celebrando il
referendum elettorale nello stesso giorno delle elezioni europee si perdono 400
milioni di euro. Più del Fus. Per questo Baricco fa un triplo salto carpiato:
pone un problema reale ma non ci aiuta a modernizzare il paese». Giovanna
Melandri ha la scrivania intasata dalle agenzie sulle polemiche sollevate dalle
recenti mosse di Bondi. Da Settis a Baricco. A lato, c'è il suo libro Cultura
Paesaggio Turismo Politiche per un New Deal della bellezza italiana (Gremese
editore, prefazione di Romano Prodi), che compulsa quando deve rivendicare la
"paternità" di alcune proposte, come quella del tax shelter per il
cinema: «Io non sono riuscita a realizzarla per la resistenza accanita di Anac.
Bondi c'è riuscito, bravo. Anzi, noi ci impegneremo perché sia retroattivo il
tax shelter, aiuti cioè gli imprenditori che hanno investito nel cinema in tutto
il 2008». Nessuna battaglia ideologica, dunque. Ma politica e, soprattutto,
metodologica, con Bondi. «Con lui si sta tornando indietro di dieci anni. Ci
sono dei tagli spaventosi alla cultura, dei tagli centrali, con la finanziaria
triennalizzata e tagli anche locali, dai comuni, che rischiano di danneggiare
il nostro patrimonio culturale in maniera irreversibile perché se intacchiamo
il paesaggio e tuteliamo senza valorizzare il nostro paese perde bellezza e
senza bellezza in Italia non c'è turismo. Bondi ha ricostruito un vecchio
ministero. Con una immensa direzione unica per beni artistici, arte
contemporanea e paesaggio, con una visione poco dinamica. E poi la
valorizzazione, senza soldi, la si affida a un supermanager come Resca. La
parte archeologica commissariata e addirittura legata all'assessorato
all'urbanistica, che è istituzionalmente la controparte». 04/03/2009
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
RUGBY. È SCONTRO PER LA PARTECIPAZIONE ALLA «MAGNERS». SI
TRATTA DI SCEGLIERE DUE CLUB, MENTRE MINISTRI, SINDACI E DEPUTATI ENTRANO NELLA
CONTESA Calvisano, una Lega per la Celtic AMMESSE ALLA CELTIC di Eugenio
Barboglio L'Italia in Celtic League è diventato un caso politico. Il rugby è
terreno di alleanze e rinfocola rivalità «etniche» che sembravano uscite
dall'agenda politica. Mentre la candidatura dell'Italia ad organizzare i
Mondiali 2015, o in alternativa l'edizione del 2019, è in discussione in
commissione cultura della Camera, padani, veneti, romani si accapigliano. E
ognuno ha qualche padrino politico al quale votarsi per rafforzare la propria
candidatura a uno dei due posti concessi dalla lega celtica agli italiani.
MOLTO ATTIVA la Lega Nord, sicuramente attratta dal richiamo esplicito al
celtismo, ma anche, forse, convinta che legarsi a uno sport in ascesa e di
moda, possa garantirgli, in questi tempi di elezioni amministrative, qualche tornaconto
di immagine. Il lumbard Paolo Grimoldi non è forse il relatore della proposta
di legge per la candidatura italiana? E l'onorevole Giovanni Fava non è uno dei
massimi sponsor degli Aironi, superclub varato proprio in funzione Celtic da
Viadana, Parma e Mantova? In questa corsa c'è anche Calvisano, che dicono abbia il ministro Maristella Gelmini al proprio fianco, e che ha da vantare il copyright del
progetto-Celtic, partorito e partito proprio qui, nella Bassa. Una ormai datata
battaglia di Alfredo Gavazzi. Ma i calvisanesi in questo «risiko» di sport e
politica non sembrano in pole position, arretrati rispetto a velleità e peso
politico di veneti e romani. Da un lato la lobby veneta getta sul
tappeto la tradizione e il peso economico di Benetton, dall'altro i romani -
che si sono affrettati a lanciare il loro superclub -, giurano che, no, la
capitale non può restare fuori. Per Calvisano rompere questo schema sarà
difficile. Si sa che i dirigenti gialloneri hanno incontrato il sindaco di
Brescia per trovare una soluzione che comporti l'impegno della Loggia. La
partecipazione alla Magners richiede un capitale di 8 milioni di euro, molto di
più del budget del club giallonero. Ma a Brescia manca uno stadio all'altezza
degli standard imposti dai celtici. Se la battaglia leghista per avere due club
in Magners, entrambi del nord, prevalesse, Calvisano avrebbe senz'altro qualche
spiraglio in più. Il partito di Bossi ha anche proposto, in cambio di un
marchio padano sui due club che andranno a sfidare irlandesi, gallesi e
scozzesi, di garantire la fideiussione necessaria per l'organizzazione dei
Mondiali in Italia. Un «do ut des» per avere una formazione veneta e una
lombarda e tagliare fuori Roma. IL RIENTRO in gioco di Calvisano potrebbe anche
avvenire gravitando su Milano e non su Brescia. Di un input della
amministrazione regionale per fare del capoluogo il centro motore di una sfida
lombarda ai celtici si è parlato, ma nulla di concreto è mai emerso. Da qui
all'8 maggio, termine per la presentazione della candidatura per i Mondiali, si
avranno presumibilmente sviluppi. Ce ne dovranno essere, a prescindere dalla
prossima Coppa del mondo, poichè per ora, in merito alla Celtic league, l'unica
certezza sono i via-libera formali degli organi italiano e britannico. Per il
resto regna molta confusione. Sull'utilità dell'operazione al fine di un
rilancio del rugby italiano, ancora più che sulla sua fattibilità.
( da "Riformista,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Basta un decreto per far sparire 400 mila precari
INCERTEZZE. Dice la Cgil che il Governo bloccherà le procedure per stabilizzare
i tempi determinati che lavorano per lo Stato e spariranno centinaia di
migliaia di posti di lavoro. Il grosso dei tagli, oltre centomila, saranno nel
settore dell'istruzione. Il ministro Renato Brunetta replica che le cifre sono
solo «una speculazione ignobile». di Sonia Oranges Quattrocentomila precari
della pubblica amministrazione cancellati a colpi di decreto: secondo le stime
della Cgil, calcolate sulla base dell'ultimo conto annuale della Ragioneria
generale dello Stato, tanti sarebbero i lavoratori che si troveranno senza
lavoro se il Governo dovesse confermare il blocco della stabilizzazione dei
precari del pubblico impiego, in qualche modo avviata dal precedente governo di
centrosinistra, contestualmente all'approvazione del ddl in discussione al
Senato. E, quel che secondo molti è peggio, la metà dei posti a rischio sarebbe
concentrato nel settore della pubblica istruzione (130mila contratti a tempo
determinato annuale del personale docente e 70mila di personale non docente),
già asciugato dalla riforma del ministro Mariastella Gelmini. E poi ci sono altri 112mila
lavoratori a tempo determinato, 80mila contratti di collaborazione coordinata e
continuativa, 25mila Lsu e 12mila interinali. «Il governo italiano è l'unico al
mondo che, di fronte a una crisi che ogni giorno diventa più drammatica,
risponde con il licenziamento dei lavoratori precari nelle pubbliche
amministrazioni e nella scuola - diceva ieri Michele Gentile,
coordinatore del dipartimento settori pubblici della Cgil - Per giunta lo fa
utilizzando uno strumento, quello del decreto legge, il cui requisito dovrebbe
essere l'urgenza». E oltre alla perdita del reddito per un bel po' di persone,
secondo la Cgil, le scelte del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta
ricadrebbero sulle spalle dei cittadini che «perderanno servizi fondamentali
che non potranno più essere offerti dalle amministrazioni, visto che l'80 per
cento dei precari lavora per gli enti locali e nel comparto sanità». Di certo,
secondo il sindacato, 60mila contratti potrebbero scomparire già a luglio, mentre
per altri 40mila il "tutti a casa" scatterebbe alla scadenza del
contratto triennale: «Forse il ministro Brunetta non ricorda che il suo collega
Tremonti, nel decreto legge dello scorso anno, aveva introdotto un fortissimo
blocco delle assunzioni e regole assurde per regioni ed enti locali, in modo
che fino al 2012 i posti messi a concorso saranno pochissimi». Ma il diretto
interessato, il ministro Brunetta, smentisce e rilancia. Ieri smentiva che
venerdì il Consiglio dei ministri esaminerà il decreto antiprecari, e parlava
di «speculazione ignobile e irresponsabile fatta in questi giorni sui
lavoratori precari», annunciando che conta di concludere il monitoraggio sul
lavoro un tempo considerato "atipico" entro aprile, definendo numeri,
caratteristiche e curriculum dei lavoratori, in modo da definire chi ha diritto
a partecipare ai concorsi che saranno banditi «entro l'anno e anche prima». Nel
frattempo, «nessun problema a prorogare i contratti» ma «solo per quei
lavoratori che risultassero idonei a sostenere i concorsi». Un distinguo che
suona talmente minaccioso da riuscire a compattare persino un sindacato che da
mesi procede in ordine sparso. Al no della Cgil, ieri, hanno fatto eco le
bocciature della Cisl (che chiedeva l'immediata convocazione delle parti
sociali), della Uil (che sollecitava il rinnovo di tutti i contratti a termine
in scadenza quest'anno) dell'Ugl: «Di fronte alle difficoltà a tenere in vita
le imprese e contenere la perdita di posti di lavoro, lo Stato per primo
preservi l'occupazione di lavoratori definiti precari ma che in realtà in molti
casi operano, con competenza, da anni nel pubblico», ha commentato il
segretario Renata Polverini. Stesse critiche dall'opposizione. «Bisogna
bloccare subito l'uscita dei precari della scuola e della pubblica
amministrazione. Non si può con una mano aiutare i precari e con l'altra
aumentare il numero dei lavoratori senza tutele», ha dichiarato il segretario
del Partito democratico Dario Franceschini, illustrando la mozione presentata a
Camera e Senato, per discutere e votare in aula la proposta di un decreto
d'urgenza, da adottare entro la fine del mese, che renda immediatamente
disponibili le risorse necessarie a sostenere con un assegno mensile i
lavoratori precari che non godono degli ammortizzatori sociali e che hanno
perso (o perderanno) il lavoro nel periodo compreso tra il primo settembre 2008
e la fine di quest'anno. 04/03/2009
( da "marketpress.info"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 04 Marzo 2009 BOLZANO: FITTA SERIE DI INCONTRI A
ROMA PER LA DELEGAZIONE DELLE CONSULTE PROVINCIALI DEGLI STUDENTI Bolzano, 4
marzo 2009 - Nei giorni scorsi si è riunito a Roma il Consiglio Nazionale dei
Presidenti delle Consulte Provinciali degli studenti. Hanno partecipato
all?incontro il presidente della consulta di lingua italiana, Alessio
Spitaleri, ed il presidente ladino, Renè Pescoll, accompagnati dai docenti
referenti, Antonella Zeni, rappresentante dell?Intendenza scolastica italiana,
e Lois Kastlunger, dell?Intendenza scolastica ladina. Nel corso delle tre
giornate i delegati provinciali hanno avuto una serie di incontro con
organizzazioni internazionali ed anche con il Ministro della pubblica
istruzione, Mariastella Gelmini. In particolare hanno
avuto un incontro con la Onlus ?Save the Children?, nel corso del quale è stato
presentato il progetto ?Verso una pedagogia dei diritti? e la Carta dello
studente proposta dal Ministero e fornita a tutti gli studenti, perché possano
avere agevolazioni per cinema, teatro, musei e altri enti culturali. La tessera
sarà fornita a breve anche agli studenti altoatesini. L?incontro con la Robert
F. Kennedy Fundation of Europe ha permesso ai presenti di conoscere
l´iniziativa ?Speak Truth To Power?, un manuale educativo su diritti umani e
legalità per gli studenti delle scuole superiori. Ai partecipanti è stata
offerta anche la possibilità di ascoltare Gianni De Paoli che ha presentato il
Concorso ?Educarsi al futuro?, che promuove la sensibilità degli studenti verso
l?ambiente e le energie alternative e, contemporaneamente, alcune proposte a
favore del Terzo Mondo, utilizzando le energie alternative come fonte
energetica per i villaggi. L?appuntamento presso il Senato con la Commissione
parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni
criminali e con la Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera dei
deputati si è rivelato un momento di confronto e di crescita personale per
tutti. La delegazione provinciale ha inoltre incontrato, nella biblioteca del
Senato, il Ministro Mariastella Gelmini e le
Commissioni parlamentari di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre
associazioni criminali e la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della
Camera dei deputati. Il Ministro ha seguito con attenzione la relazione sui
lavori di gruppo fatta dai Presidenti delle Consulte e ha apprezzato la cura e
la serietà con cui hanno lavorato e formulato le loro proposte. . <<BACK
( da "Tirreno,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 - Montecatini Tempo pieno, più domande che posti
Il rischio adesso è che decine di famiglie rimangano escluse FABIO CALAMATI
PISTOIA. Non è bastato lo spettro dei tagli alla spesa
scolastica del ministro Maria Stella Gelmini a far cambiare abitudini alle famiglie pistoiesi. Nelle scuole
elementari cittadine il tempo pieno e il tempo prolungato sono sempre stati in
cima alle scelte di chi si iscrive. E anche stavolta è andata così: tante,
tantissime le richieste delle 30 e 40 ore settimanali, nelle domande di
iscrizione in prima chiusesi il 28 febbraio, mentre l'opzione 24 ore -
quella che secondo il Ministero dovrebbe essere la base - è rimasta in fondo
alle classifiche di gradimento. Le scuole elementari sono alle prese con i conteggi
in questi giorni, poi tutte le cifre verranno inviate a Roma, nella speranza
che il governo riveda almeno in parte gli organici previsti. Altrimenti accadrà
che diverse famiglie che hanno chiesto le 30 o le 40 ore settimanali saranno
costrette a cambiare scuola o - più probabilmente - a rinunziarvi del tutto,
con i disagi che è facile immaginare. Da parte sua, il ministro Gelmini ha garantito che la richiesta di tempo pieno sarà
interamente soddisfatta. Ma alle parole seguiranno i fatti? «è ancora presto
per fare previsioni - dicono ad esempio alla sede del terzo circolo didattico
(scuole Frosini, Collodi e Civinini) - ma la scelta delle famiglie è stata
chiara per il tempo pieno. E questo potrebbe creare qualche problema. Alle
Collodi, ad esempio, abbiamo 50 posti divisi in due sezioni, mentre gli
iscritti sono 69. Ce ne sono
( da "Tirreno,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
SINDACATI Un summit per fare il punto PISTOIA. «Le nostre
scuole sono state tra le prime ad adottare il metodo didattico legato al tempo
pieno e hanno avuto modo di apprezzarne i risultati. Logico che non se ne
distacchino facilmente». Cristina Zini, segretario provinciale della Cisl
scuola, non è affatto stupita dei dati pistoiesi sulle iscrizioni in prima
elementare. Ma veder smentito dalle scelte delle famiglie
il modello di scuola promosso dal ministro Gelmini è una magra soddisfazione. In questo momento prevale la
preoccupazione, sia per le famiglie con domande in esubero, sia per gli
insegnanti, visto che il modello del maestro unico è previsto anche per il
tempo pieno. Oggi i sindacati scuola faranno il punto della situazione.
( da "Nuova
Sardegna, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Franco Enna Cosa c'è dietro il
( da "Repubblica,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bologna La scuola Sacro
Cuore la Curia cerca un compratore LA Curia sta cercando un compratore per
salvare l´istituto Sacro Cuore di via Orfeo. L´opera di mediazione è partita in
questi giorni. Gli stessi genitori si erano rivolti al cardinale Caffarra (e
pure al Papa) che sempre ha sostenuto la scuola cattolica
a rischio di chiusura. Le suore infatti hanno venduto lo storico edificio
rinnovando un contratto preliminare con immobiliaristi veneti. La strada che la
Curia starebbe vagliando è quella di trovare un acquirente disposto a
subentrare per salvaguardare l´uso scolastico dell´edificio o almeno di una
parte. «La curia di Bologna si fa mediatrice, senza rumore, con ipotesi
concrete, tutte da valutare. Ma è prematuro entrare nei dettagli. E´ il nostro
compito: tradurre la solidarietà dentro la storia degli uomini», dice monsignor
Ernesto Vecchi. «Intervenire noi direttamente? Non possiamo, non abbiamo il
Tesoretto», aggiunge con una battuta. «Caffarra ha messo al
primo posto del suo ministero il compito educativo e la chiusura di una scuola cattolica, che è un servizio
pubblico, è un fatto che dispiace. Tutti stiamo lavorando, anche il Comune, per
salvare la scuola». Ieri
l´assessore Merola ha incontrato le suore ribadendo che il Comune sta lavorando
all´ipotesi di vincoli. (il. ve.)
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
CODOGNO CASALPUSTERLENGO pag. 8 Riforma
Gelmini: dirigenti
scolastici in trasferta a Roma CASALPUSTERLENGO CASALPUSTERLENGO SI CONCRETIZZA
l'ipotesi della trasferta a Roma dei dirigenti scolastici delle superiori del
Lodigiano per chiedere al Governo attenzione nei tagli degli indirizzi
sperimentali previsti dalla riforma Gelmini. Facendo seguito all'incontro avvenuto a fine gennaio al
Cesaris tra i presidi di sette istituti del territorio e l'onorevole Paolo
Grimoldi della Commissione istruzione della Camera dei Deputati, il
sottosegretario al ministero della Pubblica Istruzione Giuseppe Pizza ha
contattato la dirigente scolastica dell'Istituto di istruzione superiore di
Casale Maria Teresa Cigolini manifestandole la disponibilità ad ascoltare le
«preoccupazioni lodigiane». IL GESTO è stato colto con grande entusiasmo ed ora
si attende di fissare una data. I timori dei presidi sono legati al fatto che
nella bozza della legge si dice che dal 2010-2011 sarà ammessa l'esistenza solo
di sei licei e di istituti tecnici ben definiti. Sarebbero cancellati tutti gli
indirizzi sperimentali collocati al di fuori di questa schematizzazione. Nel
Lodigiano però esistono indirizzi diventati parte integrante nonchè elemento
qualificante della didattica. T.T.
( da "Giorno,
Il (Bergamo - Brescia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
VETRINA pag. 5 Romele leader Pdl per le Provinciali
BRESCIA IL DUALISMO tra Giuseppe Romele (FI) e Viviana Beccalossi (An), su chi
dev'essere il prossimo candidato del Pdl alle provinciali di Brescia è stato
risolto direttamente da Roma: sarà Giuseppe Romele. Ad annunciarlo è stato il
ministro della Difesa e reggente di An Ignazio la Russa al termine di un
incontro con il coordinatore di Fi Denis Verdini. Il via libera alla
candidatura di Romele, sostenuto dal ministro Gelmini, è arrivato dopo una serie di colloqui
telefonici nella giornata di ieri tra lo stesso ministro della Difesa ed il
premier Silvio Berlusconi. Romele sarà dunque il candidato del popolo della
Libertà al posto di Viviana Beccalossi, inizialmente in pole per la corsa alla
presidenza della Provincia e sui cui era arrivato l'ok anche della Lega.
«È stata la stessa Beccalossi - ha spiegato La Russa - a chiedere di non essere
argomento di eventuali divisioni. La Beccalossi sarà, invece, coordinatrice
provinciale del Pdl». La lotta interna tra i candidati del Pdl stava creando
qualche malumore e l'intervento del Cavaliere ha smorzato ogni spunto per
arrivare alle prossime elezioni in un clima di serenità per puntare alla
vittoria. M. P.
( da "Tirreno,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pistoia. Le iscrizioni in prima
elementare si sono chiuse bocciando la riforma del ministro Gelmini Tutti chiedono il tempo pieno Ma
i posti a disposizione non saranno sufficienti PISTOIA. A Pistoia ancor più che
nel resto d'Italia, le famiglie hanno confermato la preferenza per il tempo
pieno a 40 ore settimanali come formula oraria per le scuole elementari.
Come era immaginabile, ora nasceranno dei problemi di compatibilità di queste
scelte con la programmazione scolastica imposta dal ministero dell'istruzione,
che viceversa promuoveva l'orario corto a 24 ore. Il rischio per decine di
famiglie è che le loro richieste non possano trovare accoglienza nelle scuole
prescelte. CALAMATI in Pistoia I SEGUE A PAGINA 1
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Udine Boom di conferme per il tempo pieno,
resta il rebus docenti Presentati i dati provvisori delle iscrizioni al
prossimo anno scolastico: la maggior parte delle famiglie
boccia la riforma Gelmini
La stragrande maggioranza delle famiglie udinesi alle prese con l'iscrizione
dei figli nelle elementari ha confermato il modello educativo tradizionale,
vale a dire il tempo pieno o le 30 ore settimanali. Anche in città, insomma, la
riforma Gelmini è stata
bocciata. Prima tra tutte il maestro unico. Un dato, seppur provvisorio,
che, rispetto all'anno scolastico in corso, annuncia l'aumento di qualche
classe e apre un grosso quesito che è quello della disponibilità degli
insegnanti per garantire le 30 ore settimanali. La circolare ministeriale,
infatti, parla chiaro: quel modello di tempo scuola sarà garantito fatta salva
la dotazione organica. La questione è stata sviscerata ieri sera nel corso
della seduta della commissione consiliare Cultura e istruzione, presieduta da
Federico Pirone (Sa), alla quale hanno partecipato l'assessore all'istruzione,
Kristian Franzil, e le direttrici del secondo, terzo e quarto circolo, Marina
Bosari, Maria Piani e Sandra Pighin. Tutte hanno auspicato di sciogliere la
riserva quando saranno a conoscenza della dotazione organica. Allo stesso modo,
tutte, si sono soffermate sulle difficoltà economiche che sono costrette ad
affrontare a seguito della riduzione del 50%, rispetto alla spesa dello scorso
anno scolastico, dei fondi per le supplenze e dei pesanti tagli ministeriali
sui fondi di funzionamento. In questa situazione il timore era quello che le
famiglie potessero scegliere i nuovi tempi scuola visto che potevano scegliere
tra 24, 27 e 30 ore settimanali e che la riforma Gelmini
attribuisce i costi aggiuntivi alle scuole e ai comuni. Fortunatamente anche a
Udine, come in tutta Italia, le famiglie hanno confermato i tempi scuola
tradizionali. «Se non fosse stato così - ha spiegato Franzil - avremmo dovuto
passare da un sistema di servizi, tra cui la mensa, la pre e la post
accoglienza, rigido a uno flessibile con costi elevati per l'amministrazione».
Sul modello possibile si è soffermato pure Gregorio Torretta (Sa), secondo il
quale è indispensabile andare incontro ai genitori. Dello stesso avviso la
dirigente scolastica del quarto circolo: «Molti genitori che hanno perso il
posto di lavoro vengono a chiedere agevolazioni sulle tariffe dei servizi».
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Pordenone Parte la raccolta firme di Italia dei
valori per ripristinare il tempo pieno a scuola Italia dei valori avvia la
raccolta firme promossa insieme al Partito democratico e fnalizzata a fare in
modo che nelle scuole primarie e secondarie di primo grado possa proseguire il
tempo pieno, una esigenza, sottolinea il segretario provinciale dei
dipietristi, Giovanni De Lorenzi, delle famiglie, messa in discussione dalla
riforma Gelmini. «Il tempo pieno -
afferma De Lorenzi - risulta un modello di scuola in grado di rispondere
qualitativamente e flessibilmente alle sempre più numerose necessità
dell'utenza e del contesto socio-economico, atteso anche che la ricchezza
dell'offerta formativa e la capacità di gestione delle problematicità
all'interno delle classi risultano elargibili grazie alle risorse umane
che il doppio organico del tempo pieno assicura alla scuola». Il primo
appuntamento è in programma domani in occasione del mercato settimanale, in
viale Zancanaro, mentre nel pomeriggio di sabato sarà ripetuta nelle pertinenze
della Coop di Sacile.
( da "Tirreno,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Prato Carlesi: «Per aiutare Prato ripensare ai
tagli sulla scuola» PRATO. «Se il Governo vorrà davvero aiutare Prato, cominci
a pensare alla scuola, ripensando i tagli indotti dalla riforma Gelmini». Lo dice il candidato sindaco
del centrosinistra, Massimo Carlesi. «In una città come la nostra, la maggior
parte delle famiglie troveranno la brutta sorpresa di un orario scolastico
diverso da quello scelto dai genitori - osserva Carlesi - I genitori, infatti,
contano di poter usufruire dell'orario lungo come di un vero e proprio orario
di lezione e non come un semplice parcheggio, nella migliore delle
ipotesi, nel doposcuola». Il problema è italiano e Carlesi lo sa. «L'impatto
della riforma sulla realtà pratese rischia però di essere ancora più forte.
Assicurare il tempo prolungato significa, a Prato, dare una mano all'economia,
a cominciare dalle famiglie in difficoltà».
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi di MARINA VERDENELLI
Bocciata la scelta delle 24 ore settimanali per i bambini che il prossimo anno
scolastico andranno in prima elementare. Le famiglie hanno scelto soprattutto
le 30 ore e il tempo pieno a 40 ore. E' questo il quadro finale negli istituti
comprensivi del capoluogo dorico che confermano dunque la tendenza iniziale,
evidenziata ieri anche dalla Cgil (che prepara lo sciopero
del 18): non ha trovato consensi la riforma Gelmini con il modello delle 24 ore. A Torrette, la elementare Don
Milani di via Metauro addirittura per la prima volta nella storia della scuola
ha avuto la richiesta per una classe a tempo pieno. Ma la vera incognita ora è
quella degli organici Le scelte. L'istituto comprensivo Ancona-Nord ha
registrato per lo più richieste per le 30 ore e le 40 ore del tempo pieno. Alle
Don Milani, oltre alla novità inerente la richiesta di una prima classe con 17
bambini per il tempo pieno che non c'era mai stata fino a prima della riforma Gelmini, 32 domande sono state per le 30 ore mentre 1 per le
27 ore e 2 per le 24 ore. Alle Dante Alighieri 1 richiesta è stata per le 27
ore, 15 per le 30 ore e 15 per le 40 ore. Nessuno ha chiesto le 24 ore del
modello del ministro Maria Stella. Alle Mercantini 17 richieste sono state
rivolte tutte per le 30 ore settimanali. Anche per l'istituto comprensivo
Centro-Nord, nelle scuole Faiani e Tommaseo, boom di domande per le 30 ore (per
la scuola di via Fanti) e le 40 ore (per la scuola di via Oberdan) con un
totale di 60 iscritti. Stessa musica all'istituto comprensivo
Posatora-Piano-Ovest con 55 alunni che hanno richiesto le 30 ore all'Elia e
Anna Frank e 40 alunni che hanno chiesto le 40 ore alle Marinelli. Nessuna
domanda per le 24 e le 27 ore in entrambi gli istituti comprensivi. Un segnale
che dalle scuole viene letto come un bisogno da parte delle famiglie di
assicurare ai figli un tempo maggiore per l'apprendimento senza dover tagliare
le ore di lezione. Il taglio dei docenti. «Da alcune indiscrezioni che ci sono
giunte dal Ministero - dice Emanuela Carloni, segretario provinciale della Cgil
scuola - abbiamo saputo che c'è la volontà di ridurre tutte le classi della
primaria, dalla prima elementare alla quinta, a 27 ore. Una decisione non
prevista dalla riforma perché la scelta dell'orario più corto valeva solo per
le prime. Le altre classi, fino alla quinta, potevano contare nelle 30 ore che
già hanno avuto in orario al momento dell'iscrizione del precedente anno
scolastico. La situazione è dunque drammatica perché così anche gli insegnanti
di ruolo rischiano di rimanere a casa. A conti fatti, con le ore scolastiche a
disposizione, i posti disponibili non basteranno nemmeno per loro. Ancora più
pesante sarà la situazione dei precari, che rimarranno tutti a casa». Se
saranno confermate le 27 ore per tutte le classi, dalla prima alla quinta,
nella provincia 205 docenti non si vedranno garantire il proprio posto di
lavoro.
( da "Messaggero,
Il (Marche)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi Nel clima di generale
incertezza per il futuro occupazionale di molti lavoratori si inserisce la
preoccupazione di molti precari della scuola. Nel contesto
della riorganizzazione disposta dal ministro Maria Stella Gelmini, i precari vedono allontanarsi
ulteriormente la prospettiva di un passaggio di ruolo. Per mettere in piedi
delle soluzioni la Uil scuola ha elaborato una proposta per la categoria che
verrà illustrata nel corso del comitato direttivo che si terrà oggi.
Appuntamento alle 15.30 nell'aula magna del Liceo Classico Rinaldini di via
Canale n.1. All'incontro parteciperanno Stefania Benatti, assessore regionale
per l'istruzione e la formazione, e il segretario generale della Uil scuola
Massimo di Menna. Nell'incontro si parlerà anche del problema degli organici e
dei rapporti con il Miur, il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca.
( da "Sole
24 Ore, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-04 -
pag: 2 autore: Tarantola: nel Paese troppi analfabeti in campo economico La
scarsa conoscenza degli italiani dei concetti di base di economiae finanza si
configura «come una vera emergenza nazionale». Anna Maria Tarantola ( nella
foto insieme al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini), Vice direttore generale della
Banca d'Italia, rivela in un intervento al Cnel, dedicato al ruolo della
formazione tecnica,i contenuti di un'indagine di via Nazionale. «Circa la metà
delle famiglie italiane non dispone delle nozioni fondamentali per effettuare
con competenza le operazioni finanziarie più diffuse. Meno del 30% delle
famiglie è in grado di calcolare il rendimento di un titolo e solo il 40% gli
interessi maturati». ANSA
( da "Sole
24 Ore, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: JOB 24 data: 2009-03-04 - pag: 27
autore: Formazione. Uno studente su due sarà coinvolto
dalla riforma dell'istruzione del ministro Gelmini Più tecnici per la ripresa Sul mercato 170mila specialisti
contro un fabbisogno di 335mila Eugenio Bruno ROMA Dalla crisi si esce anche e
soprattutto puntando sull'istruzione. In particolare su quella tecnica che va
resa più adeguata alle esigenze del nostro tessuto produttivo. è la
convinzione che accomuna Governo, Bankitalia, sindacati e imprese, stando a
quanto è emerso nel corso del convegno "Più, tecnici, più sviluppo, più
sicurezza", che si è svolto ieri a Roma presso la sede del Consiglio
nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel). Punto di partenza: la riforma
dell'istruzione tecnica e professionale appena presentata dal ministro
Mariastella Gelmini. Che ridurrà a due settori
(economico e tecnologico) e undici indirizzi la relativa offerta formativa,
organizzando il ciclo di studi in due bienni e un ultimo anno e portando a
1.056 le ore annuali di lezioni (vale a dire 32 settimanali da 60 minuti). Nel
presentare le novità di un restyling che interesserà il 56% degli studenti
delle scuole secondarie superiori (a tanto, infatti, ammonta la quota di alunni
degli istituti tecnici e professionali, ndr), la stessa responsabile di Viale
Trastevere ha insistito sulla necessità di creare una «sinergia tra il mondo
della scuola e quello delle imprese ». Un appello sposato in pieno dal
vicepresidente di Confindustria per l'education, Gianfelice Rocca. Certo la
situazione attuale non è delle più semplici. E non solo per la congiuntura
economica in atto. Sottolineando come la riforma punti a scongiurare la
progressiva «liceizzazione » degli istituti tecnici e creare invece un
«collegamento con i distretti industriali e i poli tecnologici», la Gelmini ha ricordato che, secondo gli ultimi dati, «a fronte
di una domanda delle imprese di 335mila profili tecnici specializzati,
l'offerta è stata solo di 170mila unità». Laddove il segretario generale di
Unioncamere, Giuseppe Tripoli, ha quantificato in 72mila le unità di tecnici
diplomati che l'anno scorso sono mancate all'appello delle aziende italiane Per
invertire la rotta e, quindi, «far entrare il mondo del lavoro a scuola» il
ministro ha chiesto a ognuno di fare la propria parte in direzione di «un
grande sforzo riformista». Il Governo, investendo massicciamente su
orientamento e lotta alla dispersione; le aziende, garantendo «la stessa
disponibilità richiesta alla scuola». Una sfida che gli imprenditori sono
disposti a raccogliere e rilanciare, come confermato da Gianfelice Rocca.
Nell'evidenziare che il «Paese ha perso concretezza», tant'è vero che è
difficile«assorbire i tecnici non solo nel manifatturiero ma anche nei servizi
», il vicepresidente di Viale dell'Astronomia ha parlato di un «obbligo morale
nei confronti dei giovani»: fornire loro degli strumenti formativi «veri». In
modo da far sì «che gli istituti tecnici brillino di luce propria. Ma per far
questo, ha aggiunto, serve «la collaborazione di tutti ».A suo giudizio
l'obiettivo deve essere «ricostruire la passione di presidi e insegnanti degli
istituti tecnici». Da parte loro le imprese sono pronte a promuovere «una
grande piattaforma di collaborazione». A partire da quelle realtà, ad esempio
il Veneto, dove questa sinergia già esiste. A tal proposito, Rocca ha auspicato
che la campagna informativa sulle novità della rifoma parta il prima possibile.
E che, già dal primo settembre 2009, cominci la fase di sperimentazione. Cioè
con un anno di anticipo rispetto alla sua introduzione effettiva. A favore
della collaborazione tra scuola e imprese si è pronunciata oltre alla Cisl
anche Bankitalia. Il cui vicedirettore generale, Anna Maria Tarantola, ha
dichiarato: «Finita la crisi, la ripresa della crescita dipenderà dalla
produttività, e questa per aumentare, richiede anche e soprattutto
l'investimento in capitale umano». Che migliori competenze e conoscenze anche
con «la riforma dell'intera filiera dell'istruzione tecnica». STRUMENTI
DIDATTICI Rocca (Confindustria): «Il Paese ha un obbligo morale nei confronti
dei giovani e deve pensare a fornire vere opportunità» IMAGOECONOMICA Profili
adeguati per spingere la crescita Il legame tra valore aggiunto industriale e
tecnici è positivo e molto stretto: al crescere del numero di tecnici cresce
anche il valore aggiunto
( da "Repubblica,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 44 - Spettacoli "Va bene Gaber, ma tutti gli
altri?" Fo, Battiato & C. sulla scelta della Gelmini di portare il cantautore nelle
scuole Zucchero: "Giusto, ma ora pensiamo agli altri, a De André, a
Guccini, ai poeti della musica" Linus: "Si studino anche Mogol e
Battisti". Lodoli: "Meglio portare i ragazzi a teatro" GIUSEPPE
VIDETTI ROMA L´educazione musicale nelle scuole è colpevolmente trascurata,
e adesso che le canzoni di un artista come Giorgio Gaber sono entrate nei
programmi di studio, verranno ascoltate dai ragazzi nell´ora di Educazione alla
cittadinanza e alla Costituzione. Come ha deciso il ministro Gelmini
d´intesa con la Fondazione Gaber. «è cosa più che giusta», dice il premio Nobel
per la letteratura Dario Fo. «Ma già che abbiamo cominciato, ce ne sarebbero
anche degli altri. Non voglio far nomi, perché ho paura di dimenticarne
qualcuno. I francesi hanno affrontato questa operazione in modo più organico,
portando nelle scuole autori di canzoni e teatro contemporanei. Non bisogna
mica aspettare che muoiano. In Italia di solito queste cose succedono per
iniziativa degli studenti, invece mi piacerebbe che fossero i ministri e i loro
collaboratori a formulare un piano di studi. è stato scritto che la destra
porta Gaber nelle scuole. A Giorgio non sarebbe piaciuto. Era un artista
schivo, e questa era la sua migliore qualità». Alberto Asor Rosa, critico
letterario e scrittore, già docente di Letteratura italiana all´università la
Sapienza di Roma, sostiene che se il ministero avesse fatto una scelta di
cantautori da portare nelle scuole, non ci sarebbe il sospetto di una banale
motivazione politica. «Qui entra in ballo il fattore G», esclama il professore.
«Nella mia Storia europea della letteratura (in pubblicazione presso Einaudi)
ho inserito un capitolo sui cantautori. Ne ho citati quattro: Dalla, Guccini,
De André e De Gregori, poiché considero i loro testi dei fenomeni letterari. E
ce ne sarebbero altri: Baglioni, Gaber, Vasco Rossi. Non si può non notare che
la preferenza data d´acchito a Gaber sembra essere motivata più politicamente
che culturalmente, a causa delle note conversioni dell´autore alle ideologie di
destra, peraltro del tutto legittime». Marco Lodoli, scrittore e insegnante in
un istituto professionale di Roma, teme che progetti di volontariato artistico
come questi lascino il tempo che trovano. «La qualità è sempre molto bassa
quando questi spettacoli sbarcano nelle nostre scuole. Bisognerebbe invece
coinvolgere i ragazzi nei veri teatri, ad assistere a veri spettacoli. Vedere
Gaber senza Gaber diventa riduttivo, meglio un supporto audio originale o un
dvd. Non riesco a immaginare le sue parole sulla bocca di altri. Era lui,
marziano dinoccolato fuori dalla società, a dare verità a quelle canzoni. A
dire il vero, qualche artista c´è già nelle antologie scolastiche, ma la verità
è che la musica dei cantautori è stata completamente dimenticata dai ragazzi.
Il loro mondo è quello di Marco Carta». Linus, direttore artistico di Radio
Deejay, è ottimista: «Io lo vedo come il primo passo verso una sorta di Olimpo
musicale da portare nelle scuole. Va bene Pascoli, poeta pop di ieri, ma anche
Mogol-Battisti». Zucchero vorrebbe allargare anche ai cantautori
internazionali. «Gaber è uno che ha interpretato la storia e la società a modo
suo, e questo gli è dovuto», dice il rocker. «Ora, però pensiamo agli altri, ai
Guccini, ai De André. Mi piace il fatto che a scuola non ci siano solo i poeti
da mandare a memoria, ma anche quelli che trasmettono poesia attraverso la
musica. Come trascurare Dylan, Springsteen, Bono e Bob Marley? I loro testi
aprono la mente». Infine Franco Battiato: «Non vorrei cadere in quel finto
pluralismo affatto italiano e chiedermi: e tutti gli altri? è una bella idea,
Gaber era un artista di altissimo valore. Quanto ai programmi del ministero:
alla musica non servono, arriva da sola. è questa la sua forza, non ha bisogno
di raccomandazioni, grazie a Dio. Lasciamola così». SEGUE A PAGINA 6
( da "Tirreno,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Livorno VOCABOLARIO MAESTRO UNICO. è la grande
novità (o ritorno al passato) introdotto dalla Gelmini. Così all'articolo 4 del decreto
del 1 settembre 2008 che ha innescato le polemiche: «Le istituzioni scolastiche
costituiscono classi affidate a un unico insegnante e funzionanti con orario di
24 ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze,
correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione
del tempo-scuola». Ritorno al maestro tuttologo di 40 anni fa, ritorno alla
logica dei "primi" e "ultimi" della classe, niente lavoro
di equipe tra maestre. MODULO. Era il modello fino ad oggi utilizzato per il
tempo scuola a 30 ore. Introdotto con la legge 148 del 1990, prevede 3 docenti
di "ambito disciplinare" (cioè specializzati in alcune materie) che
operano su due classi. Era il modello fino ad oggi prevalente nelle scuole
primarie livornesi. Nel modulo erano previste da
( da "Tirreno,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Livorno Le famiglie bocciano il maestro unico
Il 90% sceglie per i figli l'ex modulo (30 ore) e il tempo pieno Ecco i dati
parziali delle iscrizioni alle prime elementari: in varie scuole nemmeno una
richiesta per le 24 ore LIVORNO. Maria Stella Gelmini? Bocciata. Il maestro unico? Non
lo vuole nessuno (o quasi). Al primo vero appuntamento con gli «scrutini» sulle
scelte della ministra dell'Istruzione, le famiglie livornesi hanno dato un
giudizio inequivocabile. Il 28 febbraio si sono chiuse le iscrizioni alla prima
elementare: qui da noi è confermatissimo il trend nazionale che ha visto il 90%
dei genitori scegliere 30 e 40 ore. Si contano infatti sulla punta delle dita
quelli che in città hanno scelto i modelli a 24 o 27 ore su cui puntava il ministero
per il futuro (e per ridurre i costi della scuola). Nessun numero ufficiale:
solo stamani le scuole forniranno una prima tranche di dati all'Ufficio
scolastico provinciale. 30 o 40 ORE E STOP. Ma è bastato ascoltare alcuni
dirigenti scolastici dei circoli didattici per capire che di sonora bocciatura
si è trattato. Le famiglie vogliono quello che negli ultimi anni hanno sempre
chiesto: le 30 ore (l'ex modulo) e sempre più tempo pieno (40 ore). In molti
scuole nemmeno una richiesta per le 24 ore: tra quelli contattati si arriva al
massimo a 3 richieste per circolo didattico. Stessa storia (con una percentuale
poco più alta) per le 27. E non c'è stata nemmeno quella fuga verso le scuole
private, che qualcuno aveva ipotizzato: «Da noi - dicono ad esempio al Sacro
Cuore e Santo Spirito - le iscrizioni sono in linea con i numeri degli altri
anni». Ora però i nodi vengono al pettine: i genitori chiedono implicitamente
qualità, ma nelle scuole si continua a navigare a vista («a quando la circolare
sugli organici?»). Come non mai, è il refrain preferito, si dovrà ricorrere
all'«arte dell'arrangio»: la vera specialità - ripetono i dirigenti scolastici
- delle scuole italiane. TRA AUTONOMIA... C'è chi come al circolo didattico
Benci (zona mercato centrale) punta tutto sull'autonomia. «La Gelmini - dice la dirigente scolastica Gianna Valente -
continua a dire che con 24, 27 o 30 ore sarà sempre maestro unico. Per conto
mio queste affermazioni sono ancora tutte da assodare». Su 155 iscritti nelle
sue scuole: 68 chiedono le 30 ore, 85 il tempo pieno e solo 2 le 27. Nessuno le
24. «L'autonomia organizzativa e didattica spetta alle scuole o no? - dice
Valente - l'articolo 117 della Costituzione non vale più? Quando avrò gli
organici cercherò di utilizzare i miei insegnanti secondo le specializzazioni
acquisite negli ultimi 20 anni. Il maestro tuttologo qui non ci sarà». ...E
CAOS. Nessuna scelta per le 24 e 27 ore sui 175 iscritti del circolo didattico
Brin (zona Fabbricotti), così come al circolo Collodi (Stazione) e al
comprensivo Don Angeli (Sorgenti), «pochissimi» (parola del dirigente
scolastico Marco Benucci) al circolo della Rosa. Il problema però è che nessuno
sa se la grande richiesta delle 30 ore porterà al dietro-front del ministero
(che finora puntava a un calcolo degli organici tarato sulle 27 ore). è dal 1º
settembre che si vive nel caos: «ora manca la circolare sugli organici ed è un
dramma - dice Giulio Canterini a capo del circolo Micheli dove i genitori hanno
scelto per metà le 30 ore e per metà il tempo pieno - si vive in continua
tensione: ai genitori bisogna dire aspettate, abbiate pazienza e questo non è
corretto. Solo se avremo l'organico dello scorso anno potremo garantire ai
genitori quanto ci viene richiesto». SALTI MORTALI. «Come sempre dovremo rimboccarci
le maniche», dicono al comprensivo Bolognesi (elementari Modigliani e Campana),
anche qui zero richieste per 24 e 27 ore: «faremo i salti mortali per garantire
la qualità che prima potevamo dare grazie alle compresenze». Al circolo
Carducci (Ardenza-Antignano) c'è soddisfazione per il boom di iscritti (121,
una manciata chiede le 24 ore). Ma fino a un certo punto. «Siamo al 3 marzo.
Possibile che ancora non possiamo dare certezze ai nostri utenti?».
( da "Tirreno,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Livorno Nasce un'associazione
anti-Gelmini LIVORNO.
Bocciato il modello del maestro unico? «Non è una sorpresa, bastava mettere un
po' il naso dentro le scuole in questi mesi per capire che così sarebbe stato».
I genitori livornesi l'aspettavano al varco la Gelmini: hanno messo su un ambaradan di assemblee, raccolte firme,
volantinaggi, e ora cantano (si fa per dire) vittoria. Già, perché -
avvertono - i dolori più grossi arrivano ora. «Ho partecipato a molte riunioni
della nostra dirigente scolastica con i genitori dei bimbi iscritti alle prime
e l'ho vista suo malgrado in grandissima difficoltà». Antonio Contini,
presidente di circolo alle Carducci, è stato tra i più attivi dei genitori
anti-Gelmini («ma chiamateci pro-scuola più che
anti-qualcosa»). Ora insieme ad altri genitori delle scuole di Banditella,
Carducci e Montenero sta tirando su un'associazione che istituzionalizzi il
loro impegno: «Viviamo su internet - afferma - per capire se ci sono novità.
Proprio brava la Gelmini: è riuscita a trasformare un
momento speciale come quello dell'iscrizione dei bimbi in prima in un incubo di
precarietà e incertezza». Dalle famiglie il segnale è chiaro: «Hanno scelto 30
e 40 ore perché continuano a pensare che il modello di scuola pubblica
pre-riforma dava ottime garanzie di qualità». Tiziano Rosselli fa parte del
gruppo di genitori da tempo in assemblea permanente al circolo didattico della
Rosa: «La gente non viaggia con le campanelle al naso, - dice - sa che bene che
un maggior tempo scuola significa maggiori contenuti e tempi di apprendimento
più dilatati e dunque migliori». Più che mai per i genitori ora continua la
mobilitazione: alle Lambruschini (vicino alla Coop di via Settembrini) è gia in
agenda per venerdì ore 18 un'assemblea pubblica per far nascere un forum
territoriale permanente.
( da "AgoPress"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
(AGO PRESS) Questa mattina, alle ore 10 e trenta, a
Palazzo Chigi il ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca,
Mariastella Gelmini, presenterà l?atto di indirizzo
dell?insegnamento ?Cittadinanza e Costituzione?. Parteciperanno il procuratore
nazionale Antimafia, Piero Grasso, il comandante generale dell?Arma dei
carabinieri, Gianfranco Siazzu, ed il presidente dell?associazione Libera, don
Luigi Ciotti.
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
LEGNANESE pag. 6 Legnano e Parigi diplomi di moda INTESA
FRA ITALIA E FRANCIA LEGNANO SI CHIAMA "ESABAC", ed è l'acronimo di
"esame di stato" e "baccalaureat". È il nuovo diploma
italo-francese che risponde un recente accordo sottoscritto fra i due Paesi. Lo
hanno firmato, il 24 febbraio, il ministro francese dell'Educazione nazionale, Xavier Darcos, e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Lunedì Elena Falco, la preside
poliglotta dell'Istituto Dell'Acqua (anche Cavaliere al merito della Repubblica
per la sua attività di divulgatrice nel mondo della cultura italiana), ne ha
parlato con l'ambasciatore di Francia in Italia, S.E. Jean Marc de La
Salière. «L'ESABAC è un esame di fine studi secondari binazionale, che conduce
al rilascio dei due diplomi: quello italiano di esame di stato, e il
baccalaureat francese. Conferisce gli stessi diritti ai titolari nei due Paesi,
e offre agli alunni la possibilità di acquisire simultaneamente i due diplomi
nazionali. Permette l'accesso agli studi universitari, alla formazione
superiore e all'attività professionale in entrambi gli Stati, senza dover
sostenere esami, come avviene attualmente». Quali novità comporta a livello di
formazione? «Nelle classi terze, quarte e quinta superiore l'insegnamento di
una materia, quale potrebbe essere la storia in prima istanza, e in seconda
battuta la storia dell'arte, avverrà in lingua francese. È un progetto che
ritengo importante, verso il quale la nostra scuola già sta lavorando: nei
corsi turistico e marketing le lezioni si svolgono in inglese". In
Lombardia (regione pilota) l'Esabac coinvolgerà 55 istituti superiori in cui si
insegna il francese, fra i quali il Dell'Acqua. «Ora si tratta di formare gli
insegnanti, e un ruolo forte potrebbe averlo il Liceo Stendhal di Milano».
Silvia Vignati
( da "Nuova
Ferrara, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Bocciata anche l'istituzione famiglia La novità del
( da "Nuova
Ferrara, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Portomaggiore. Lo strumento è stato presentato nei giorni
scorsi alle famiglie Guida per gli alunni disabili Contiene informazioni utili
per l'accoglienza a scuola Nel nuovo libro anche i doveri della didattica
PORTOMAGGIORE. Nei giorni scorsi presso il Polo Scolastico di Portomaggiore è
stata presentata la nuova guida "A scuola insieme", una lettura
facilitata dell'Accordo di Programma per l'integrazione degli alunni disabili
nelle scuola della provincia di Ferrara scritto da Andrea Civolani e Mauro
Presini. La guida è stata realizzata da parte dell'amministrazione provinciale
di Ferrara, del Comitato Ferrarese Area Disabili e dal Centro H Informahandicap
del Comune di Ferrara. All'incontro erano presenti l'assessore Provinciale
Angela Poltronieri; Marco Trombini portavoce del Comitato Ferrarese Area Disabili;
Daniele Civolani uno degli autori della guida e l'assessore del Comune di
Portomaggiore Patrizia Pichierri. La guida contiene indicazioni sulle
competenze e sulle finalità dell'attività finalizzata all'accoglienza dei
soggetti disabili nel sistema educativo del nostro territorio. «Le voci
riportate in questo volume - ha affermato a margine dell'incontro l'assessore
provinciale Poltronieri - si presentano secondo un'agile sequenza alfabetica
rappresentando piccole piste per meglio capire chi fa cosa nell'area
dell'integrazione scolastica, e che trasformano la guida in una sorta di
cassetta degli attrezzi per chi ne vorrà fare uso. In tal modo si dà maggiore
sistematicità alle informazioni e indicazioni contenute nell'Accordo di
Programma, aiutandone la comprensione attraverso un linguaggio trasparente,
soprattutto a favore delle famiglie». «Infatti - continua Marco Trombini
portavoce del comitato Ferrarese Area Disabili - questo libro è molto
importante anche perchè intende essere un valido strumento utile a supportare
le famiglie di alunni disabili nei rapporti con la scuola. Auspico che questo
strumento - ha detto ancora Trombini - venga largamente utilizzato, non solo
per richiamare la scuola a quelli che sono i propri obblighi, ma anche per far scoprire
tutte le potenzialità che una persona con disabilità può avere anche e
soprattutto in età scolare». Nel corso della presentazione, risultata alla fine
molto interessante, è stato infine ricordato come il nuovo ministro
della pubblica istruzione Mariastella Gelmini abbia posto le premesse per una forte riduzione della qualità
dell'integrazione scolastica nel prossimo futuro. Infatti aumentare il numero
di bambini per classe laddove vi sono bambini con diverse abilità peggiorerà
sensibilmente la qualità di scolarizzazione di questi bambini proprio a causa
del sovraffollamento delle classi. Il Governo continua così a non
rendersi conto che con operazioni paradossali di questa portata rischia di
incrementare gli aggravi per l'erario invece di risparmiare; infatti saranno
probabilmente maggiori le richieste delle famiglie al Tribunale Amministrativo
Regionale (Tar) per chiedere il massimo di ore di sostegno didattico, che da
taluni tribunali è stato fissato addirittura a tutto l'orario scolastico cioè
quaranta ore settimanali. Arianna Ravani
( da "Corriere
della Sera" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano -
data: 2009-03-04 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Provinciali Il ministro
spiega la rinuncia a Brescia: un «beau geste» verso gli alleati La Russa: «Tre
candidati in quota An Nel Pdl non ci sono figli e figliastri» «Si è stabilito
che non ci sono figli e figliastri all'interno del Pdl. Se dovessimo vincere a
Bergamo, Monza e Lecco, passeremmo da zero a 3 presidenti o sindaci che fanno
capo ad An in Lombardia: non mi pare poco ». Il ministro Ignazio La Russa è
soddisfatto per come si è conclusa la trattativa in vista del voto del prossimo
7 giugno. Eppure, alla fine la presidenza della Provincia di Brescia, su cui lo stesso La Russa si era scontrato aspramente con la
collega Mariastella Gelmini,
andrà al rappresentante di FI, uomo fidato della Gelmini stessa, Giuseppe Romele. Soddisfatto, anche se avete rinunciato
a Brescia? «Le cose sono andate diversamente. Ancora l'altra mattina, dopo un
colloquio telefonico con Berlusconi, tutti avevano accettato di candidare
Viviana Beccalossi». E invece? «Lei stessa, per prima, ha spiegato di
essere più interessata a lavorare per il Pdl sul territorio e a proseguire
l'impegno a Roma». Suona comunque come una resa. O no? «Tutt'altro. è stato un
beau geste possibile solo nel momento in cui abbiamo accertato che erano cadute
tute le pregiudiziali, da parte degli alleati, rispetto alla possibile
candidatura di una esponente di An». Qual è la compensazione? «Parlerei
piuttosto di accordo. Abbiamo concordato che un rappresentante di An sarà
candidato alle province di Monza e Lecco e al Comune di Bergamo, altra città
cui An temeva in particolare». Già decisi i nomi? «Quasi. A Lecco proponiamo
l'attuale vicesindaco Daniele Nava e a Bergamo il commercialista Franco
Tentorio. Su Monza abbiamo ancora due opzioni: o il capogruppo in Regione,
Roberto Alboni o l'attuale vicesindaco Dario Allevi. E poi ci sono gli
incarichi di partito». Quali? «Milano città avrà un presidente provinciale
espresso da An, anche se resterà con un ruolo importante anche l'attuale
segretario di Forza Italia, Alessandro Colucci». Ministro, ci sono novità sul
rimpasto di giunta? «Il sindaco ci ha spiegato che sta chiudendo la questione
con Forza Italia: a noi va bene purché si faccia chiarezza sui tempi. O si fa
subito, prima dei congressi, oppure si dice ora che si farà fra tre mesi». E.
So.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cronaca di Cagliari Pagina 1019 la parola ai protagonisti
«La protesta è saltata? Ma le ragioni rimangono» La parola ai protagonisti
--> Ci si aspettava di più. Sono stati appena ottanta i giovani cagliaritani
che hanno partecipato venerdì scorso al ?Surfing day - Studenti sull'onda della
crisi?, giornata di mobilitazione nazionale per richiamare l'attenzione sulle
nuove politiche scolastiche del Governo. A Cagliari, come nel resto della
Penisola, l'Onda non è riuscita a coinvolgere il numero di alunni sperato,
tanto da determinare l'annullamento della manifestazione. Diversi i motivi
dell'insuccesso: gli organizzatori (il sindacato studentesco Unione degli
studenti) spiegano che probabilmente la scarsa adesione al corteo, che sarebbe
dovuto partire da piazza Repubblica per giungere in piazza del Carmine, è
dovuta al poco tempo a disposizione per promuovere l'evento. Non solo: anche il
periodo dell'anno che vede adesso gli studenti maggiormente impegnati nelle
interrogazioni, più numerose rispetto a quando le iniziative di protesta
venivano svolte tra ottobre e novembre, quando sono state capaci di richiamare
l'attenzione di migliaia di alunni. Così i pochi presenti hanno deciso di
riunirsi in un'assemblea, durante la quale sono stati trattati gli argomenti contestati.
Tra questi emergono i nuovi decreti attuativi della riforma
Gelmini, come quello del
voto in condotta e la riorganizzazione degli istituti tecnici. In particolare
il movimento studentesco vuole contestare la mancanza di criteri oggettivi
sulla valutazione della condotta e la riorganizzazione degli istituti
professionali che prevede un taglio di ore di lezione da svolgere in
laboratorio, attività indispensabili per gli indirizzi di questo tipo.
Secondo i promotori del ?Surfing day? la mancata risposta degli studenti non
deriva dal disinteresse per le questioni in esame ma dall'inizio del nuovo
quadrimestre, legato allo scrutinio finale, dove è in gioco la promozione.
Nonostante questo, per quanto sia evidente la necessità di trovare altre
soluzioni per manifestare il dissenso alla legge 133 e i nuovi provvedimenti
del ministero della Pubblica istruzione, per ora non sono previste altre
mobilitazioni studentesche. GIACOMO DESSÌ Liceo classico Dettori
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
REGGIO pag. 6 di SAVERIO MIGLIARI SI SONO DATI
appuntamento all'intervallo nel cortile ... di SAVERIO MIGLIARI SI SONO DATI
appuntamento all'intervallo nel cortile della scuola, per "regolare i
conti" alla vecchia maniera. E giù botte. Ma i due giovanissimi studenti
dell'Ipsia Lombardini di Reggio sono stati puniti, eccome. Cinque in condotta a entrambi e consiglio d'istituto per deciderne la
sorte: un mese di sospensione dalle lezioni. La nuova arma messa a disposizione
dal governo in carica del voto in condotta è stata già
utilizzata a Reggio a fine quadrimestre, anche se si tratta di un caso limite
che quasi non trova corrispondenze negli altri istituti della provincia. Ma
l'intenzione manifesta del preside dell'Ipsia Lombardini Costantino Coppola è
di dare un forte esempio e disciplinare i propri studenti, anche con il pugno
di ferro. L'EPISODIO risale a prima di Natale. Due ragazzi stranieri,
minorenni, si sono scontrati per motivi futili nel cortile della scuola, in una
zona nascosta, ma non abbastanza. L'intervento del personale scolastico è stato
immediato ed è partito il provvedimento disciplinare. «La nostra intenzione era
dare un esempio a tutti gli studenti spiega il preside Costantino Coppola e ha
funzionato. Tutti gli studenti sono stati d'accordo nell'utilizzo di questo
forte provvedimento. Persino i due ragazzi hanno mostrato pentimento». Una
vittoria per la scuola, adottando una soluzione estrema, ma inevitabile davanti
a un episodio tanto esagerato. «Questi sono stati gli unici due casi di cinque
in condotta dei nostri due istituti di Reggio e
Guastalla continua Coppola in totale contiamo 600 studenti circa. Sono stati
molti i sei e i sette. Ma abbiamo adottato una sorta di tattica... Nel primo
quadrimestre abbiamo calcato un po' di più la mano, perché i ragazzi imparino
cosa rischiano. Questo serve a fargli cambiare atteggiamento negli ultimi mesi
di scuola». IN DEFINITIVA, Coppola giudica positivamente
l'utilizzo dei cinque in condotta: «Era da tempo che aspettavamo di avere questa possibilità.
Spero che il ministro decida di fare conteggiare il voto
in condotta in media con gli altri voti scolastici.
Nessuno si diverte a dare "cinque", ma in certi casi può essere
davvero una soluzione. Ora gli studenti non prendono più sottogamba il loro
comportamento». In generale, in tutte le scuole reggiane la valutazione della condotta si è inasprita. Anche nel liceo scientifico Aldo
Moro la scala dei voti si è allargata: «Fortunatamente, nella nostra scuola non
abbiamo mai dato una sospensione superiore ai 15 giorni, criterio fondamentale
per dare il "cinque" spiega Fausto Fiorani, vicepreside dell'istituto
ma certamente la scala di voti si è allargata e ora abbiamo meno timore nel
dare otto e sette, che prima erano considerate soluzioni estreme. Ma rimane il
dubbio se questi voti andranno a fare media con gli altri, come sembrava dalle
prime direttive. Spero che il ministro ce lo comunichi a breve, perché in quel
caso dovremo valutare come utilizzarli. Per ora c'è molta confusione da parte
del ministero e gli ultimi segnali sembrano andare nella direzione opposta».
STESSA SITUAZIONE all'istituto agrario Zanelli: «Abbiamo dato molti più sei in condotta spiega la preside Patrizia Pellacani ma la nostra
scuola non soffre molto di problemi comportamentali. I nostri studenti vengono
tutti da famiglie di un certo tipo e non abbiamo grosse difficoltà nella
gestione degli studenti. Il nostro vero problema è un altro. Abbiamo tantissime
insufficenze, soprattutto nelle materie scientifiche. Questo è ciò che ci
affligge di più, non i cinque in condotta».
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cronaca di Oristano Pagina 4016 Cisl-Scuola -->
Oristano Oggi, con inizio alle 9.30, il sindacato
Cisl-Scuola celebra il terzo congresso territoriale. I lavori si tengono nei
locali dell'istituto alberghiero di via Carducci (foto) e saranno affrontati i
temi scolastici dl momento con particolare riferimento alla razionalizzazione
conseguente all'applicazione dei decreti Gelmini.
( da "Corriere
della Sera" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica -
data: 2009-03-04 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il caso Fraintesa la
frase del premier sulla Sorbona. E la tv francese rinvia il programma E il
video «scagiona» Silvio Nessuna gaffe con Sarkozy Berlusconi non alluse a
Carla. Ma Canal Plus non si scusa L'emittente, che aveva definito il premier
«il più greve dell'anno», non si arrende: «Torneremo sull'argomento» SEGUE
DALLA PRIMA La battuta, durante la conferenza stampa con il presidente francese
Sarkozy al termine del vertice Italia-Francia della scorsa settimana, ha fatto
il giro del mondo, innescato polemiche sull'esuberanza linguistica del
presidente del Consiglio e fatto piovere su Berlusconi accuse di machismo, al
punto che due eurodeputate del Pd (Anna Paola Concia e Donata Gottardi) hanno
portato il caso alla Corte europea di Strasburgo, con l'accusa di offesa
ripetuta alla dignità delle donne. Ma se si riascolta più volte la
registrazione, separando le parole con l'aiuto dei tecnici del suono, la frase
effettivamente detta da Berlusconi a Sarkozy, in lingua francese e un po'
distante dal microfono, risulta in tutta evidenza un'altra: «Tu sais que j'ai
etudiè à la Sorbonne» (tu sai che ho studiato alla Sorbona), come del resto
aveva subito precisato l'ufficio stampa di Palazzo Chigi, smentendo la
trasmissione di Canal Plus che ha colto l'occasione della battutaccia per
eleggere in diretta Berlusconi il «relou de l'année», definizione idiomatica di
difficile traduzione, che starebbe per «uomo più greve dell'anno». Il
corrispondente del Corriere della Sera è stato invitato ieri a riascoltare la
registrazione e a darne un'interpretazione. La domanda fondamentale è: la
parola «donna» può essere scambiata per Sorbona? Dato che in francese il nome
della famosa università parigina si scrive con due enne, per il gioco degli
accenti può suonare effettivamente come «donna». L'intento di Yann Barthes, il
giornalista autore della trasmissione, era (ed è ancora, anche se il programma
è stato rinviato) di confermare l'interpretazione iniziale, ritornando così
sulla polemica con maggiori supporti tecnici e linguistici. Ma l'«accanimento
sonoro» conforta l'impressione che la registrazione non possa dare adito a
ulteriori equivoci. Tanto più che la frase di Berlusconi s'inserisce nel
momento ufficiale della conferenza stampa in cui Sarkozy stava dando notizia degli accordi bilaterali in materia di scambi culturali e di
istruzione firmati dal ministro Mariastella Gelmini e dal suo omologo francese Xavier Dercos. E' infatti a questo
punto che Berlusconi ricorda di aver studiato alla Sorbona. Interrogato
sull'argomento, Barthes non ritratta e non conferma. «Abbiamo ascoltato la
conferenza stampa ed eravamo sicuri di ciò che abbiamo sentito. Stiamo
continuando a lavorare sulla registrazione e torneremo sull'argomento ».
Insomma, almeno per ora, niente scuse né imbarazzi. In attesa di un «grand
jury» del suono, è il caso di smentire una famosa battuta di Giulio Andreotti:
«A pensare male si fa peccato, ma ci si azzecca». Non è sempre così. Massimo
Nava
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
FORLI' PRIMO PIANO pag. 12 Elementari, nessuno ha chiesto
l'orario ridotto Bocciata dai genitori la novità della
riforma Gelmini L'ORARIO
RIDOTTO nella scuola primaria non piace alle famiglie. Le 24 ore settimanali,
una delle novità della riforma Gelmini, sono state richieste solo da 33 genitori in tutta la provincia:
poco più dell'1% degli iscritti alla prima elementare 2009-2010, che in totale
saranno 3029. I dati provenienti dall'ufficio scolastico provinciale
confermano una tendenza già affermatasi a livello nazionale, dove le prime
stime indicavano in un 3% le famiglie che avevano optato per l'orario
ristretto. I genitori avevano tempo fino al 28 febbraio per indicare la loro
preferenza, che è risultata chiara: il 55,1% (1670 futuri alunni) ha scelto le
30 ore, il 30,3% (920 allievi) le 40 ore, ovvero il tempo pieno, il 13,4% (406
bambini) le 27 ore e solo l'1,08% (33 alunni) le 24 ore. Niente classi a orario
corto e pollice verso anche sul modello-base (le 27 ore) voluto dal ministro
dell'Istruzione, che comunque ha dichiarato nei giorni scorsi che il sistema
del maestro unico «sarà confermato indipendentemente dalla scelta delle
famiglie che hanno privilegiato le 30 ore». I RISULTATI hanno avuto come
prevedibile conseguenza le critiche dei sindacati, che per mesi hanno
contestato in modo netto il modello di riforma scolastica della Gelmini. «Le cifre rispecchiano la volontà delle famiglie e
non sono un'opinione: segnano il fallimento di questa riforma dice Anna Cicognani
della Cisl . Dal momento che il ministro ha sempre detto che saranno rispettati
i desideri delle famiglie, ora dovrà farsi carico di provvedere agli organici.
Altrimenti ci vorrà il coraggio di dire ai genitori "abbiamo
scherzato". Il problema è che saranno tolte le compresenze che per noi
sono un fattore di qualità didattica». La conferma arriva dagli stessi
dirigenti scolastici, fra i quali non si nascondono le preoccupazioni rivolte
soprattutto agli organici. «In base alle richieste dei genitori noi rispetto a
quest'anno dovremo incrementare il tempo pieno. Speriamo che questo ci sia
riconosciuto a livello di organici degli insegnanti» dice Carlo Guarino,
dirigente del quarto circolo didattico. Nell'istituto con sede in viale Italia
il 63,3% dei genitori preferisce che i bambini vadano a scuola per cinque
giorni alla settimana, dalle 8,30 alle 16,30. Il sabato niente lezioni. LA
FORMAZIONE delle classi dovrà dunque tenere conto dei desideri delle famiglie,
ma farà necessariamente i conti con i posti disponibili. Un esempio? Il caso
dell'ottavo circolo, dove ci sono cinque plessi di scuola primaria. «Un solo
genitore si è espresso per le 24 ore e un altro per le 27 spiega la dirigente,
Roberta Ravaioli . Sono stati informati che possono spostarsi sulle 30 ore, che
è la richiesta prevalente, oppure cercare altre soluzioni. Il tempo pieno lo
faremo in una classe alla Matteotti di via Ribolle». Al secondo circolo (viale
della Libertà) su 100 iscritti alla prima, 51 hanno scelto le 30 ore e 41 il
tempo pieno. Il quadro nei circoli didattici di Forlì è abbastanza omogeneo,
con la netta prevalenza per l'orario di 30 ore. Unica eccezione il settimo
circolo (sede in via Lambertelli) dove la maggioranza ha optato per le 27 ore.
Nelle scuole paritarie l'organizzazione oraria cambia a seconda degli istituti.
Alla Nave, per esempio, le 3 future prime osserveranno le 27 ore. «I genitori
erano già al corrente, non abbiamo ricevuto altre richieste», dice la dirigente
Fulvia Donati. A S.Maria del Fiore invece si farà il tempo pieno. Fabio Gavelli
Image: 20090304/foto/2244.jpg
( da "Corriere
del Veneto" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data:
2009-03-04 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il provveditore sollecita le
scuole Tempo pieno, prime in bilico «Subito le richieste o si salta» TREVISO —
Mentre il ministro Gelmini rassicura le famiglie che
le domande di «tempo pieno» saranno soddisfatte, il provveditore agli studi di
Treviso mette fretta ai dirigenti delle scuole della Marca, lanciando un
appello di solerzia e rapidità nell'inserimento informatico dei dati relativi
alle iscrizioni: «è necessario che i numeri arrivino presto al ministero –
sollecita Maria Giuliana Bigardi - cosicché ci possano essere attribuite le
risorse umane di cui abbiamo bisogno». In molti casi è proprio dal numero di
insegnanti a disposizione nei vari istituti che dipende il futuro del tempo
prolungato. Le richieste sono numerose, e quotidianamente ne arrivano di nuove
in Provveditorato: per le famiglie è un aiuto importante, spesso indispensabile
per le mamme lavoratrici. «Alle classi seconde, terze, quarte e quinte possiamo
già garantire il tempo pieno e il servizio di mensa – aggiunge – il problema è
relativo solo alle prime. Alcuni Comuni si stanno attrezzando per avere
vigilanti e educatori durante il servizio mensa». In alcune scuole le richieste
dei genitori sono superiori alle disponibilità degli istituti, ma prima di dare
i numeri Bigardi attende la risposta di Roma. Oltre al rientro pomeridiano,
sono molti i genitori che chiedono di ripristinare le ore di compresenza nelle
classi: «Non possiamo accogliere queste richieste perché la normativa non
prevede più due maestri nella stessa ora di lezione». S.Ma. In attesa Maria
Giuliana Bigardi sta aspettando i dati sulle iscrizioni
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Spettacoli e Società Pagina
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
FERRARA PRIMO PIANO pag. 3 Tempo pieno, scuole in
difficoltà A rischio centinaia di famiglie AL LAVORO L'UFFICIO SCOLASTICO
PROVINCIALE di VALERIO BARONCINI LE LETTERE piovono sulle direzioni didattiche.
Piovono anche sull'Ufficio scolastico provinciale, che in queste ore è al
lavoro ed entro la fine della settimana inizierà a dare risposte concrete, con
numeri e proiezioni. Motivo: sempre più famiglie fanno ricorso al tempo medio o
pieno e gli insegnanti calano. Calano anche i fondi, in relazione ai tagli del
Governo, dicono i sindacati. Quindi? Centinaia di alunni (e con loro le
famiglie) rischiano di non vedere accolte le richieste. Della serie: c'è chi si
è iscritto in una determinata scuola per potere avere 30 o 40 ore settimanali,
e invece rischia di essere piazzato' nelle classi da 24 o 27. «LE FAMIGLIE
hanno fatto richiesta del tempo pieno in maniera maggiore rispetto al passato,
la sensazione è questa afferma Fausto Chiarioni, segretario provinciale di
Flc-Cgil . E in tutto questo il Governo non ci aiuta». L'ex provveditorato sta
facendo i conti tra posti in organico e richieste di tempi pieni, al fine di capire quale sia il reale impatto della riforma Gelmini. Mentre il ministro afferma che
i fondi si troveranno e rischi non ce ne sono. «Io intanto avevo fatto
richiesta delle 40 ore dice una mamma e mi è stato risposto che difficilmente
verrò accontentata». Per quanto riguarda l'anno scolastico 2008/2009, in
provincia di Ferrara sono 3.552 gli alunni iscritti al tempo pieno.
Numeri mica da ridere: in alcune realtà il tempo piene assorbe la quasi
totalità dei ragazzi. Ad Argenta sono 719 i bimbi che frequentano il tempo
pieno contro i 103 del normale: una evidente scelta pedagogica, che però l'anno
prossimo rischia la morte. STESSO DISCORSO a Portomaggiore, dove gli studenti
del tempo pieno sono 434 contro i 127 del normale. E nel Centese, distretto
storicamente ricco di attività imprenditoriali e occupazione al femminile, sono
stati 611 i ragazzini iscritti al tempo pieno contro i 307 del normale. Stesso
discorso a Ostellato (262 contro 215) mentre a Comacchio, Renazzo, Costa e
Manzoni il tempo pieno non c'è. Inoltre bisogna registrare l'aumento continuo
degli studenti: nel 2007/2008 erano
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA LA SPEZIA pag. 6 Distretto del
mare nel Piano nazionale RICERCA FORCIERI ALL'INCONTRO CON IL MINISTRO GELMINI
IL SENATORE Lorenzo Forcieri ha espresso soddisfazione per «le linee indicate
dal ministro Gelmini per il
futuro dei distretti tecnologici» nell'incontro a Roma a cui hanno partecipato
i rappresentanti di tutti i distretti tecnologici. Per il Distretto
Ligure delle Tecnologie Marine erano presenti il presidente del comitato
promotore Forcieri e il presidente di Spedia Pierluigi Tivegna. All'incontro,
introdotto dal direttore generale Luciano Criscuoli il ministro Gelmini ha sottolineato la valenza strategica dei distretti
tecnologici e la volontà di affidare a essi il ruolo di leadership e di regia
nellla ricerca e nei rapporti tra pubblico, università, enti di ricerca e
privato, grandi e piccole e medie imprese, confermando per i distretti una
posizione centrale nel Piano nazionale di Ricerca. «Il Distretto ha dichiarato
Forcieri si sta avviando a diventare uno degli strumenti di primo piano per il
nostro sviluppo economico e per la crescita della competitività della nostra
industria».
( da "Corriere
del Veneto" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE -
data: 2009-03-04 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Scuola Lo Snals: nelle
medie veneziane verranno tagliate 150 cattedre di italiano «Classi affollate,
300 docenti in meno» VENEZIA — Circa trecento posti in meno per i docenti e
altrettanti per ausiliari e personale amministrativo, soltanto per effetto del
taglio delle ore di compresenza che dal prossimo settembre spariranno
dall'orario di elementari e medie. Questo sarà il risultato dei tagli alla
scuola in provincia di Venezia secondo lo Snals, il sindacato autonomo che da
tempo sta portando avanti la sua battaglia contro il progressivo dimagrimento
degli organici del corpo insegnanti, e contro le classi sovraffollate, che in
provincia restano tutt'ora il 15 per cento. «A Venezia si perderà un posto ogni
dieci classi, alle medie su trecento corsi saranno tagliate 150 cattedre di
italiano. Eppure la maggior parte dei tagli non si vedranno» dice il segretario
provinciale degli autonomi, Giovanni Giordano. «Quest'anno avremo la cifra più
alta di pensionamenti mai avuta negli ultimi anni — (416 tra insegnanti,
dirigenti e ausiliari) — insegnanti che non verranno sostituiti, mentre la
maggior parte dei tagli ricadranno sui precari che non verranno rinominati, e
che quest'anno sono stati più di mille solo fra i docenti, e circa 800 tra gli
Ata». Una questione che si affianca all'allarme sicurezza nelle aule, un tema
sollevato più volte dal sindacato al Tar del Veneto, e che proprio in questi
giorni ha ricevuto dal tribunale un ulteriore stop. «Il 15 per cento delle
classi ha più di 26 alunni, termine massimo secondo la normativa sugli
organici, ma il Tar ha ritenuto infondata la nostra impugnazione perché
all'epoca basata sull'organico di diritto, quello cioè richiesto dalle scuole,
e ritenuto un organico "ipotetico"» dice Giordano. «Peccato che
proprio su questo il Ministro Tremonti abbia deciso 40 mila tagli, e si
stabiliscano di norma trasferimenti, immissioni in ruolo e finanziamenti alle
scuole. Ma noi non ci fermiamo » dice il sindacato. «Invieremo una lettera al
Ministero — precisa l'avvocato dello Snals, Francesco Acerboni — faremo ricorso
al Consiglio di Stato e a settembre torneremo ad impugnare la violazione delle
norme tecniche sulla sicurezza, e lo faremo sugli organici di fatto del
prossimo anno». Tra un anno, infatti, gli alunni per classe saranno tutt'altro
che ridotti, e questo per volere dei nuovi parametri della
legge Gelmini. Se fino ad
oggi il numero massimo in ogni classe era di 26 studenti, dall'anno prossimo si
arriverà fino a 28 e oltre. Addio alle classi da venti alunni soprattutto alle
superiori, dove gli studenti non potranno essere, per legge, meno di
ventisette. Maria Paola Scaramuzza Consiglio di Stato Il sindacato
ricorrerà al Consiglio di Stato sul tema della sicurezza nelle aule
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
RAVENNA CRONACA pag. 7 Le famiglie ravennati bocciano' la
riforma Gelimini SCUOLA IL 51 PER CENTO HA SCELTO NELLE ELEMENTARI IL TEMPO
PIENO. COMMENTO DELLA CGIL «LE FAMIGLIE ravennati hanno sonoramente bocciato il ministro Gelmini, il suo maestro unico, la riduzione del tempo scuola e le scelte
complessive del Governo su questo tema»: lo sostiene Monica Ottaviani,
segretaria generale del sindacato scuola Cgil, sulla base dei dati sulle
iscrizioni. «Dai primi dati in nostro possesso spiega infatti le famiglie
ravennati scelgono nella scuola primaria per il 51 per cento il tempo pieno (40
ore, pari a 1.353 richieste), contro il 34% in ambito nazionale». Poi il 35 per
cento indica le 30 ore (media nazionale del 56%), con 912 domande; il 13,7%
preferisce le 27 ore (364 richieste) e solo per lo 0.98 per cento opta il
modello base a 24 ore. «Ora chiediamo all'amministrazione scolastica il
rispetto delle scelte e le conseguenti assegnazioni delle risorse necessarie»,
dice la Cgil. La situazione è complessa anche per le secondarie di primo grado:
«Qui è ormai certo che vi sarà una cospicua contrazione del tempo scuola da
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
MODENA PRIMO PIANO pag. 2 Pagelle, un campo minato Pioggia
di insufficienze: studenti bocciati in condotta Il 70%
dei ragazzi, già a metà anno, ha almeno un 5 di VALERIA SELMI UNA pioggia' di
insufficienze e, per gli indisciplinati, anche il discusso
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
MODENA PRIMO PIANO pag. 2 «Maestro unico, alle famiglie
non piace» LA CGIL ATTACCA LE FAMIGLIE modenesi bocciano' il tanto discusso
maestro unico. Guardando ai dati sulle iscrizioni per il 2009-10 alle classi
prime della scuola elementare, infatti, quelle che hanno barrato la casella
tempo pieno' sono il 73%. A rendere noti i dati, la Flc-Cgil, che rivolge anche
un invito al dirigente dell'ufficio scolastico provinciale affinchè si faccia
garante di queste scelte, controcorrente rispetto al piano del Governo. Secondo
il sindacato «a Modena si accentua la tendenza nazionale che snobba il maestro
unico a 24 ore, privilegiando il modulo a 30 ore e soprattutto il tempo pieno a
40 ore». ED ECCO alcuni numeri; su un totale di 5.979 alunni iscritti in prima,
infatti, è sorprendentemente positivo il numero delle richieste di tempo pieno,
pari al 73%, mentre solo il 15% ha scelto il modello orario a 30 ore, l'11% le
27 ore e solamente lo 0,9% l'insegnante unico a 24 ore. Questo significa che
attacca la sigla sindacale a Modena e provincia solo 57 famiglie hanno scelto
le 24 ore, sparse su tutto il territorio provinciale, per cui non ci sono le
condizioni per fare neanche una classe con il maestro unico». VISTI I DATI,
secondo la Flc-Cgil si può parlare di un flop in piena regola. «La pseudo riforma dice il segretario provinciale Cinzia Cornia la
pseudo riforma Gelmini si è
rivelata un autentico fallimento». Il maestro unico per Cornia «è stato
bocciato anche dalle famiglie modenesi, così come errate si dimostrano le
previsioni e i sondaggi del governo che davano prevalente l'orientamento delle
famiglie italiane per il maestro unico». FORTE DI QUESTI dati Flc di
Modena chiede «che siano rispettate le richieste delle famiglie modenesi,
assicurando il tempo pieno, in aumento rispetto allo scorso anno, con le
compresenze degli insegnanti e il modulo orario a 30 ore». E chiama «il
dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale a farsi garante delle famiglie e
di battersi per ottenere tutti i posti in organico, necessari per conclude il
sindacato garantire il rispetto della scelta operata dai genitori».
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
MODENA PRIMO PIANO pag. 3 Il
decreto del ministro Gelmini prevede la bocciatura immediata per gli studenti
che nella pa... Il decreto del ministro Gelmini prevede la bocciatura immediata per gli studenti che nella pagella di
fine anno avranno cinque in condotta
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
MODENA PRIMO PIANO pag. 3 «E'
importante ha detto la Gelmini restituire alla scuola il ruolo di age... «E'
importante ha detto la Gelmini restituire alla scuola il ruolo di agenzia del
sapere ma anche la sua funzione educativa e il ritorno a un certo rigore»
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
MODENA PRIMO PIANO pag. 3 SE I DATI di metà anno riguardo
le insufficienze non sono incoraggianti ... SE I DATI di metà anno riguardo le
insufficienze non sono incoraggianti «ma nella media» il dirigente dell'ufficio
scolastico provinciale Gino Malaguti (nella foto) invita i ragazzi a non
abbattersi e a darsi da fare'. «Si tratta di una valutazione formativa,
incentivante dice e non definitiva. Sono segnali che i ragazzi devono saper
cogliere per migliorare. Ora hanno il dovere di aumentare il loro impegno sia
nello studio, sia per quanto riguarda l'attenzione e il rispetto verso i
docenti, l'ambiente scolastico e le strutture». E quando si parla di rispetto,
tornano in gioco la disciplina e il cinque in condotta: «Non è una misura
repressiva ma serve perchè, oggettivamente, i giovani specialmente alle
superiori mostrano un certo lassismo. Prima certi atteggiamenti non erano
sanzionati, ora lo sono». E Malaguti sottolinea come questo giro di vite sul
comportamento segua la linea intrapresa dall'ex ministro Fioroni «che ha
cambiato lo statuto dello studente proprio per accentuare l'aspetto
sanzionatorio. E domani (oggi, ndr) il ministro Gelmini presenterà una nuova materia
legalità e costituzione'. Dunque ci sono vari strumenti per insegnare agli
studenti un comportamento educato». IL DIRIGENTE scolastico si rivolge poi ai
ragazzi invitandoli a migliorare: «Il primo quadrimestre va sempre male.
Consiglio conclude di vedere questi voti negativi come uno sprone per studiare
di più ed essere più educati».
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: SPETTACOLI -
data: 2009-03-04 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Baliani il maestro unico
L'attore romagnolo fa rivivere in scena la scuola di Sciascia Il suo ultimo
spettacolo, «La notte delle lucciole», domani a Bari per la stagione del
Piccinni (ma «decentrato» al Kursaal) BARI — Fosse vivo, il «maestro unico»
Leonardo Sciascia - che per un periodo insegnò alle elementari - si sentirebbe
ugualmente «a disagio », nonostante la riforma Gelmini. «La sua inadeguatezza
riguarderebbe, infatti, l'assenza di prospettive che ancora oggi la scuola
riserva a moltissimi », assicura alla vigilia della prima barese della Notte
delle lucciole l'attore Marco Baliani, un gigante del teatro di narrazione che
alle parole di Sciascia dà voce in un'aula scolastica, memoria degli
anni in cui lo scrittore fece il maestro a Racalmuto. «Sciascia spiega Baliani
- si chiedeva che senso avesse insegnare in un paesino della Sicilia a
ragazzini destinati a picconare nelle zolfare per tutta la vita. Figurarsi
oggi». Perché, i ragazzini vanno ancora nelle zolfare? «Il problema è che non
vanno più neanche lì: non vanno da nessuna parte, la qual cosa è anche peggio.
Diventano degli emarginati, mentre la società chiede loro di consumare sempre di
più». Sciascia è un pretesto per raccontare cosa? «Un'Italia di ieri
drammaticamente attuale. E, infatti, nello spettacolo, che è interamente
attraversato da questo senso di ingiustizia per i miseri e i poveri, si parla
di cose scritte venticinque anni fa. A riascoltarle si ha la netta impressione
che il Paese non abbia fatto molta strada». Un Paese segnato da molte vicende.
Quali vengono messe a fuoco? « La notte delle lucciole, che nel titolo s'ispira
a un famoso scritto di Pasolini, mette in scena i pensieri dello Sciascia che
tocca il tema della pietà quando parla dell'affare Moro, e che confessa la sua
incapacità di comprendere sino in fondo l'omosessualità dello stesso Pasolini.
In scena, con una recitazione sommessa, mi faccio strumento delle sue parole,
come Gian Maria Volonté nel film Una storia semplice. A un certo punto leggo un
suo intervento in Parlamento sulla corruzione: sembra scritto oggi. Ma nello
spettacolo c'è anche lo Sciascia che racconta la sua infanzia e quella del
fratello suicida ». Il tema della morte è molto presente: il fratello,
Pasolini, Moro… «Una volta Sciascia scrisse: "vorrei raccontare il
morire". E, infatti, lo spettacolo non accende i riflettori sullo Sciascia
illuminista cui siamo solitamente abituati, ma su quello metafisico». C'è un
tale vuoto di pensiero oggi che si sente la necessità di rievocare due grandi
intellettuali scomparsi da tempo? «Basta accendere il televisore e guardare un
qualsiasi talk show per averne la conferma. In qualsiasi dibattito domina
l'insulto. Non vedo intellettuali capaci di dire la verità scomodamente e senza
urlare». Quale sentimento vorrebbe provasse lo spettatore uscendo dal teatro?
«Inquietudine. Vorrei che il pubblico si chiedesse "ma in che Paese
viviamo?". Vorrei si ponesse, come faceva Sciascia, la questione morale.
Abbiamo un parlamento con decine di inquisiti e condannati ». Sposa le
posizioni di Grillo? «Nei contenuti, non nei modi. Non mi piace il
"vaffa", non mi piacciono le urla. Non aiutano a riflettere. Qui,
invece, si continua ad andare avanti con grida e slogan, da una parte e
dall'altra». Francesco Mazzotta Racalmuto «La messa in scena s'ispira
all'esperienza di maestro di scuola di Sciascia a Racalmuto» Pasolini «Il
titolo, invece, richiama un famoso scritto di Pasolini, altro nume tutelare
dello spettacolo» Ne «La notte delle lucciole» Marco Baliani dà voce a
Sciascia, ne rievoca le inquietudini e i dubbi, riproponendoli agli spettatori
di oggi come ancora attualissimi
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 2 «La storia? Si
studierà in inglese» LA NOVITÀ GELMINI: «IL PROGETTO NELL'ANNO DELLA MATURITÀ»
L'IDEA Il ministro Mariastella Gelmini (Ansa) ROMA «PENSIAMO di introdurre nell'anno della maturità,
dunque l'ultimo anno del corso di studi, l'insegnamento di una materia, la
storia piuttosto che la matematica, in una lingua straniera». È il progetto
del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini: più
ore di lingua straniera nella scuola elementare, alle medie e alle superiori.
Per il ministro «è possibile» aumentare le ore di lingua alle elementari
«perché nei primi anni dell'esperienza scolastica è provato che ci sia una
maggiore capacità di apprendimento da parte dello studente e quindi la nostra
volontà è offrire un insegnamento maggiore e anche una migliore formazione
degli insegnanti stessi oltre che dei ragazzi». Poi l'impegno per i più grandi:
«Aumenteranno le ore di lingua straniera nella scuola secondaria di primo
grado, ovvero nella media, e anche nella scuola superiore». Ieri il ministro ha
parlato anche della riforma dell'istruzione tecnica: «Un progetto ambizioso al
quale assegno grande valenza per il momento storico che stiamo vivendo. Bisogna
ripartire dall'istruzione, dalla formazione, facendo in modo che non siano più
autoreferenziali, ma favorendo una stretta collaborazione con il mondo
produttivo. E un sistema produttivo con meno finanza e più manifatturiero
richiede il superamento della carenza dei profili tecnici necessari». Poi la Gelmini ha ricordato che di fronte a 335 mila tecnici
chiesti dalle aziende, l'offerta sia attualmente di appena 170mila.
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
MILANO ATTUALITA' pag. 7 Cinque in condotta
I più indisciplinati? Nei «professionali» SCRUTINI DI METÀ ANNO MILANO I PIÙ
INDISCIPLINATI? A Milano e provincia sono i ragazzi degli istituti
professionali, con un 3,2 per cento di cinque in condotta
sulle pagelle del primo quadrimestre. Ma peggio di loro hanno fatto gli
studenti degli "artistici" di Pavia e di Sondrio. Anzi, proprio
Sondrio vanta (si fa per dire) il maggior numero di insufficienze in condotta. L'oscar dei più tranquilli invece va ai ragazzi di
Lecco, dove i cinque in condotta sono quasi sconosciuti,
proprio come negli ex istituti magistrali di Milano. Questi i primi elementi
che emergono dal quadro riepilogativo dell'andamento degli scrutini di metà
anno nelle superiori della Lombardia. Il documento - fornito dal Ministero e
dal Provveditorato milanese - offre una doppia informazione: la percentuale di ragazzi con insufficienze in pagella nelle normali materie di studio
e il peso dei cinque in condotta sul complesso dei voti in "comportamento". LA PRIMA
serie di dati testimonia la grandissima diffusione di insufficienze un po' in
tutti gli indirizzi di studio: si va da un minimo del 58,6 per cento di ragazzi
con almeno una insufficienza al liceo scientifico all'84,9 per cento dei
professionali, passando per il 62,9 per cento del liceo classico, il 68,3 dello
scientifico e l'81 degli istituti tecnici. Un dato complessivo che non fornisce
dettagli sulla distribuzione delle insufficienze, ma si limita a dimostrare che
un po' dappertutto gli studenti milanesi saranno chiamati lavorare sodo se
vorranno evitare le forche caudine della "riparazione" di settembre.
Più interessante la tabella sul cinque in condotta,
che rappresenta la vera novità di quest'anno, sia per il ritorno del voto, sia per l'articolazione del giudizio, che un tempo si
fermava soltanzialmente al sette (già foriero di pesanti ripercussioni sul
risultato finale). A MILANO la statistica dice che il premio "bravi
ragazzi" (o "professori più indulgenti"?) va attribuito agli ex
istituti magistrali, dove non è stato assegnato neppure un cinque in condotta. E poche sono state le insufficienze in
comportamento anche nei licei: 0,3 per cento al classico, 0,6 al linguistico e
0,2 allo scientifico. Le percentuali salgono nel complesso dell'istruzione
artistica, con l'1,6 per cento, e negli istituti tecnici con l'1,7. La palma
dei più indisciplinati va invece ai ragazzi degli istituti professionali, dove
i cinque in condotta hanno raggiunto quota 3,2 per
cento. Un dato, quest'ultimo, che spicca nel quadro delle percentuali, ma che,
riportato a una valutazione più concreta e diretta, corrisponde, grosso modo, a
3 insufficienze ogni 4 classi, vale a dire a meno di una per classe. Il che
farebbe pensare a una situazione complessiva non disastrosa, che andrebbe però
analizzata in maniera più dettagliata. Perché, come sempre, le sintesi
statistiche possono nascondere realtà molto diverse. Come quelle segnalate
tempo fa dagli stessi studenti che denunciavano la distribuzione di decine di
cinque in un solo istituto.
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
SPETTACOLI E SOCIETA' pag. 27 Francesca racconta ciò che
le donne tacciono OTTO MARZO E DINTORNI LA REGGIANI AL DERBY MILANO DA QUESTA
SERA al Teatro Derby potrete ascoltare «Tutto quello che le donne (non)
dicono». A svelarlo sarà Francesca Reggiani, spalleggiata da Gianluca
Giugliarelli, con uno spettacolo da lei stessa scritto, insieme a Valter Lupo. La
pièce si basa su una serie di riflessioni sull'attualità: dai tagli alla spesa
pubblica ai tagli alla persona fisica, dall'Alitalia al
ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini; per passare alle tematiche che riguardano i sentimenti, l'amore
e la vita di coppia. Temi portanti che sono poi arricchiti da un piccolo
bagaglio dei repertori di personaggi più classici parodiati dall'attrice:
Donatella Versace, Sofia Loren, Sabrina Ferilli. «Dopo anni di Deserto
Dei Tartari, non trovando un uomo degno di questo nome, le donne sono disposte
a cambiare religione, imparano all'occorrenza mantra nepalesi, nel tentativo di
farsi aprire il terzo occhio, il quarto ciakra, il settimo sigillo, insomma
qualunque cosa pur di sturare il tappo di solitudine». Uno spettacolo che
risponde a domande senza tempo: l'amore è una cosa meravigliosa? Da single è il
massimo? La chirurgia estetica fa miracoli? E' vero che se anche dopo anni di
baci e bacetti «il vostro principe» si ostina a non diventare «azzurro», è importante
cambiare rospo? E' vero che ogni lasciata è persa? «Tutto quello che le donne
(non) dicono», da questa sera all'8 marzo, al Teatro Derby di via Mascagni 8.
Info: 02.76016352.
( da "Provincia
Pavese, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
INSEGNANTI IN TRINCEA Senza futuro. Scuola che naviga a
vista Qualche giorno fa centosessanta persone si sono ritrovate nell'aula magna
dell'università di Pavia ad ascoltare Franco Frabboni, noto pedagogista.
Inevitabilmente mi sono ritrovato d'accordo sull'excursus di quarant'anni di
buone pratiche pedagogico-didattiche e sugli impietosi attacchi all'attuale
politica scolastica governativa. Eppure una certa fiducia nella capacità della
scuola a superare, nonostante tutto, anche questa bufera mi lascia perplesso.
Intanto non è così vero che l'istituzione scolastica sia stata, sia e sarà
migliore della società che l'esprime. A scuola le «buone pratiche» hanno sempre
convissuto con le mediocri e le pessime. Se a un certo punto anche la pedagogia
ufficiale si è attestata su posizioni «avanzate» condividendo con la didattica
e la psicologia la centralità della persona in un contesto educazionale ricco
di stimoli, ciò non significa che questa tendenza (né di destra, né di
sinistra, si badi bene) abbia permeato di sé tutta la pratica educativa.
L'assegnare all'istruzione solo una parte strumentale all'interno del più vasto
e complesso processo formativo, è stato vanto di molti docenti, in particolare
nella scuola primaria, ma non di tutti e forse neppure della maggioranza. Molti
hanno perseverato nel «tenere fuori dall'aula» l'alunno con tutti i suoi
bisogni continuando a riempirne la testa con nozioni esauste, spesso obsolete,
e frustrandosi sempre più man mano che s'imponeva la necessità di un nuovo modo
di procedere. Il tempo pieno e la distribuzione delle competenze educative in
équipe d'insegnanti paritetici è stato di grande, reciproco aiuto. Ora si va in
controtendenza. Nonostante le proteste e le manifestazioni che hanno coinvolto
un vasto fronte di studenti insegnanti e genitori, cifre pubblicate su La
Repubblica dicono che «nelle superiori il 72% degli studenti non ha tutte
sufficienze e quasi 35mila ragazzi non hanno avuto la sufficienza per il
comportamento». Ciò significa non soltanto una passiva accettazione dei docenti
del ritorno al passato, ma un uso attivo di strumenti la cui efficacia
didattico-pedagogica è stata smentita dalla stragrande maggioranza degli
studiosi in materia. è ben vero che nelle iscrizioni alle elementari l'80%
sceglie le 30 o 40 ore bocciando così il vecchio maestro unico delle 24 ore, ma
non so fino a che punto questa sia una scelta pedagogicamente consapevole e non
risponda piuttosto alla necessità di avere un luogo fisico accudito dove
lasciare il più a lungo possibile i figli in questa fascia d'età. Inoltre
nessuno sa come si potrà far fronte a queste richieste nel totale marasma di
indicazioni e controindicazioni. Si naviga a vista e quella che sarà la scuola
primaria dei prossimi anni è un mistero anche per chi vi opera giornalmente. La
sensazione a pelle è che la situazione peggiorerà vistosamente non potendo fare
affidamento all'infinito sulla disponibilità degli insegnanti a coprire le
falle sempre più larghe aperte dalla insufficienza del personale a disposizione
per orari prolungati oltre le 24 ore. Inoltre l'aver ribadito comunque
l'unicità di un solo maestro su tutte le materie principali - eliminando anche
ogni compresenza - non può che ridurre al minimo l'offerta formativa. Perché un
insegnante dovrebbe farsi carico di tutte le materie con lezioni da preparare e
quaderni da correggere mentre un altro si limiterebbe ad assistere quegli
scolari parcheggiati al pomeriggio (tra l'altro neppure sempre gli stessi)? Ha
un bel indicare Frabboni i Freinet e i Ciari pilastri dell'educazione. Mi è
capitato nel corso di troppi anni di citarli a docenti che mi guardavano con lo
sguardo assente di chi non ne ha mai sentito parlare. Anche Don Milani è
conosciuto più per sentito dire che per diretta frequentazione dei suoi
scritti. Abbiamo asili nido e scuole materne comunali d'eccellenza, grazie a
passati investimenti in aggiornamenti con Loris Malaguzzi e i suoi discepoli,
ma nei dintorni non mancano asili dove si assegnano giornalmente stelline di
merito da consegnare ai genitori. Rossa a chi e stato «cattivo», verde a chi è
stato «bravo», in perfetto stile gelminiano. Fabrizio
Garlaschelli Pavia Carbonara, non è la sede del Partito Democratico Con
riferimento a quanto pubblicato sulla Provincia Pavese del 25 febbraio, in
merito all'inaugurazione della sede del Partito Democratico a Carbonara al
Ticino, vorremmo precisare, a parziale rettifica del contenuto dell'articolo,
che l'evento di domenica 22 febbraio non ha riguardato l'inaugurazione di una
nuova sede, bensì l'assemblea costitutiva del Circolo Partito Democratico di
Carbonara al Ticino e Villanova d'Ardenghi. I locali dove si è tenuta
l'assemblea sono stati gentilmente concessi dalla Pro Loco di Carbonara al
Ticino per l'occasione, ma non sono sede del nuovo Circolo. Marilena Catozzo
coodinatrice del Circolo Pd di Carbonara al Ticino e Villanova d'Ardenghi Le
colpe della burocrazia nell'export anche pavese Vorrei chiarire meglio alcuni
concetti che, a causa probabilmente di problemi di spazio, potrebbero avere
ingenerato qualche erronea convinzione nel lettore non addetto ai lavori circa
l'articolo apparso domenica primo marzo. Ritengo in particolare che forse
dovessero essere maggiormente messe in rilievo le colpe, più che della
politica, di quella sua grande parte che si chiama burocrazia. Mi spiego
apportando alcuni esempi: il consorzio Tuttitaliafood (che ha sede a Pavia) ha
lo scorso anno partecipato ad un Bando del Ministero delle Politiche Agricole
con un progetto che sosteneva la penetrazione commerciale dei nostri prodotti alimentari
nei Paesi extraeuropei: fu presentato assieme ad altri sette consorzi export
italiani di diverse regioni e con obiettivo Cina ed India. Avutone parere
negativo, grazie all'autorevole intervento del vice-presidente della
Commissione Agricoltura della Camera, ho ottenuto un incontro con i massimi
esponenti di tale Ministero per conoscerne i motivi e mi è stato risposto che
solamente i produttori di prodotti agricoli non trasformati erano considerati
«produttori» e quindi le nostre associate (tutte imprese di trasformazione) non
erano soggetti prioritari: ma ci pensate a produttori di grano, frutta e
verdura che vanno a vendere in India e Cina? Un altro caso di qualche anno
prima: allora la proposta la avanzammo al Ministero degli Esteri per sostenere una
azione nei Paesi del Maghreb e ci venne risposto, sempre da funzionari, che la
priorità era incentrata su Palestina e Libano (ve le immaginate le nostre
aziende con i prodotti sotto i bombardamenti di Gaza o tra gli attentati di
Beirut di questi anni?). E così sono portato a ritenere che non sia certo stato
il governatore Formigoni a dimenticarsi di inviare una circolare, ma certamente
solo un qualche suo oscuro collaboratore. Ugualmente penso che il ministro
competente poco possa fare se qualche suo ufficio periferico fiscalmente
competente decide di anticipare il passaggio in giudicato di qualche causa
chiedendo l'anticipata messa a ruolo una cartella esattoriale che poi, magari
(con i tempi della nostra Giustizia, tra qualche anno), dovrà essere restituita
ad una azienda nel frattempo mortalmente ferita da questa, diciamocelo, palese
ingiustizia. Ecco, la Provincia pavese può fare molto per Pavia se, come già è
avvenuto, riunisse in vista delle prossime elezioni i candidati interessati a
questa tornata. Dall'altra parte, ovviamente, i rappresentanti dell'economia
pavese per mettere alla prova quella tante volte auspicata «Squadra delle
Eccellenze» che metta insieme, nel complesso, le problematiche più stringenti
del nostro territorio. Carlo Bottarelli direttore di Pavia Export Pavia, fate
presto la segnaletica stradale Più volte è stata sottolineata l'importanza di
una efficace segnaletica stradale come strumento di prevenzione dei sinistri
che sempre più spesso coinvolgono i pedoni. Vorrei segnalare a questo proposito
la situazione di estrema pericolosità che sussiste qui a Pavia, in viale
Oberdan, proprio all'altezza dell'immobile che ospita Villa Ticinum, lo Sfad
(Servizio Formativo Autonomia Disabili) e la Uildm (Unione Italiana Lotta
Distrofia Muscolare), strada che si interseca con via Margherita. Infatti in
tale punto le strisce pedonali sono pressochè totalmente cancellate e diverse
richieste d'intervento sono rimaste finora senza esito. Le maggiori
preoccupazioni derivano dal fatto che tale attraversamento è utilizzato anche
da persone diversamente abili affette in qualche caso da limitate capacità
motorie. Si tratta di un intervento di modesta entità ma di grande importanza
per cercare di fare tutto il possibile per salvaguardare l'incolumità delle
persone soprattutto di quelle più deboli. Mi auguro che il commissario
prefettizio si faccia carico di questa richiesta più volte reiterata agli
uffici comunali. Francesco Adenti «Pavia città per l'Uomo» Vidigulfo, lettera e
poesia sulle prossime elezioni La ormai imminente campagna elettorale pare stia
uscendo dalla sua nebulosità e appare sempre più chiara e lampante. Pertanto,
se quanto apparso sui giornali corrisponde al vero, è necessario che tutti noi
dovremo sottoporci ad una vaccinazione per sconfiggere un terribile morbo
dilagante: «l'inciuciomania». Tutta la comunità era ormai convinta che questa
malattia si fosse definitivamente allontanata dalle nostre case, dalle nostre
strade e da tutto il nostro territorio: ma pare che ci stavamo sbagliando.
Alcuni virus (come il Pgt e altri piatti pregiati insieme a divinità
autoinvestitisi di poteri divini) hanno scatenato appetiti tali che moltissimi
cittadini potrebbero sottovalutare la pericolosità di tale malattia. Pertanto
dovremo sottoporre tutti i futuri cittadini ad una completa e infallibile Tac:
da essa dovrà emergere l'assoluta trasparenza dei candidati e che non esistano
interessi privati, ma soltanto professionalità e assodate capacità unite non
poco, se possibile, ad una buona esperienza. Il sogno di tutti i vidigulfesi
(nostrani, indigenti e nuovi residenti) è sicuramente di non essere mai più
amministrati in futuro, come qualche volta accaduto in passato, da personaggi
ipocriti camuffati da filantropi (amanti del prossimo) o ancor peggio da lupi
travestiti da agnelli. Ricordiamo allora insieme una bellissima riflessione di
Ignazio Silone che fra pochi mesi dovrebbe essere scritta sulla facciata del
nostro palazzo comunale: «L'uomo politico ha l'obbligo morale di studiare e
risolvere i problemi della collettività e non inseguire meschini interessi di
parte o ancor peggio affari personali». Ma ecco anche una poesia: «La baraonda
elettorale». Sem dré andà ai elesion / cun un po' tanta confusion, / i tratativ
en trop inciucià / sghian da man da chi e da là. / Sa capis no, sa voran fa i
berlusconian / i bussian ed i veltrunian / e altra gent / che cun la pulitica
centran nient! / Par che sa dan da fa / per pudé forse spigulà? / Mi ma par che
ghem bisogn da bon aministradur / con una patent da qualità, / vori di che
bisogna das da fa / e che el cumun l'è dificil da manuvrà! / Ma pusè che
dificila / è el cumun l'è una machina cumplicà / che chi le decida da salì / el
deva veg du requisi: / cumpetensa ed unestà / l'è la patent per pudé guidà! / E
alura tuti insema demas da fa. Lettera firmata Vidigulfo
( da "Giornale.it,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 54 del 2009-03-04 pagina 4 Elementari, le famiglie
chiedono il tempo pieno di Augusto Pozzoli Per le famiglie cresce sempre più
alta la richiesta di una scuola (alle elementari in particolare) a tempi
lunghi. I dirigenti scolastici stanno trasmettendo in questi giorni al
ministero i dati sulle iscrizioni e già l?orientamento sembra chiaro: dei
quattro modelli offerti dalla riforma Gelmini, il più
gettonato è quello delle 40 ore settimanali. In pratica il tempo pieno, un
servizio peraltro che a Milano era pressoché generalizzato, ma anche fuori
città la tendenza viene pienamente confermata. L?ufficio scolastico regionale
ha già svolto un primo sondaggio su un campione di 30 scuole per provincia. Si
scopre così che oltre a Milano le famiglie hanno scelto in maggioranza le 40
ore a Pavia, Lodi e Bergamo. In provincia di Cremona alla pari le scelte di 40
e 30 ore. Prevale, invece, il modello delle 30 ore nelle province di Brescia,
Lecco, Mantova, Varese, Como. Sole le famiglie della provincia di Sondrio hanno
scelto in maggioranza il modello delle 27 ore. Il modello più leggero, quello
delle 24 ore, in pratica cioè con il solo maestro unico prevalente, esce
ampiamente minoritario. Finora poche unità per provincia. A Milano e
hinterland, ad esempio, sono soltanto 13 i bambini che hanno chiesto di stare
sui banchi solo 24 ore settimanali. In attesa che i dati siano definitivi, al
ministero si lavora per fronteggiare una situazione imprevista. Per rispondere
alla domanda di tempo scuola delle famiglie. Ancora ieri il ministro Maria
Stella Gelmini ha ribadito che verrà garantita la
richiesta di tempo pieno grazie ai risparmi previsti dai tagli e
dall?abolizione delle cosiddette compresenze. E che comunque in ogni modello
orario si prevede l?impiego del maestro prevalente. Anche per il tempo pieno?
Un interrogativo a cui non è facile rispondere. Rita Frigerio, responsabile
della Cisl scuola dice: «Per legge nel tempo pieno sono previsti due docenti».
Ma come? Uno «prevalente» e un altro impiegato solo parzialmente magari per assistere
gli alunni in mensa e poco più? Si tratterebbe di una soluzione che
sconvolgerebbe l?organizzazione didattica attuale e che di conseguenza sarebbe
destinata ad essere contestata. Bisognerà comunque aspettare la tabella degli
organici che il ministero assegnerà ad ogni regione per poter affrontare anche
questa questione. Le scuole dal canto loro continuano a rivendicare il loro
potere di organizzare il personale in base all?autonomia scolastica. Intanto
l?Ufficio scolastico regionale ha diffuso i dati sugli scrutini del primo
quadrimestre nelle superiori. Si sa quindi che i
( da "Giornale.it,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 54 del 2009-03-04 pagina 1 «Classi ghetto» alla scuola
Pisacane: tre bambini italiani e diciotto stranieri di Tiziana Paolocci
Paradosso nell'istituto del VI municipio dove l'integrazione è «al contrario»
Rampelli (An): «Il ministero stabilisca la quota massima di extracomunitari»
Integrazione al contrario per gli alunni della Pisacane. Saranno i bambini
italiani a dover trovare una loro dimensione in una classe di stranieri. Nella
scuola di Torpignattara, infatti, su una classe di 21 piccoli che il prossimo
anno frequenteranno la prima elementare 18 provengono dall'estero. L'allarme è
stato lanciato diverso tempo fa dai genitori degli scolari che frequentano
l'istituto, ma la questione non è stata risolta. Così si rischia di veder
definitivamente scomparire gli italiani: in totale infatti quest'anno ce ne
sono solo 15 su 180. E la situazione peggiora rapidamente. I dirigenti
dell'Ufficio scolastico regionale, hanno deciso di giocarsi l'ultima carta: in
questi giorni tenteranno di risolvere il caso attraverso il dialogo con le
famiglie del quartiere. «Parleremo con la gente della zona affinché per
l'iscrizioni in prima elementare, ci sia più equilibrio», ha spiegato il
dirigente Raffele Sanzo, che ieri ha affrontato il problema con l'assessore
capitolino alla Scuola, Laura Marsilio, e con i dirigenti scolastici. Nel VI
municipio, lo stesso della Pisacane, le iscrizioni in altri istituti di
stranieri erano state finora prese con riserva. Ma adesso, in previsione
dell'incontro del 9 o 10 marzo tra dirigenti, cittadini e lo stesso Sanzo, si
spera che i genitori modifichino le proprie scelte. «Chiederemo agli stranieri
- spiega Sanzo - di iscrivere i figli in classi dove ci sono più italiani e, al
contrario, agli italiani di segnare i bambini in scuole con più stranieri, ma
non forzeremo nessuno». L'attuale situazione, infatti, condanna tutti.
L'istituto, rischia di divenire un ghetto, dove i piccoli provenienti da altri
paesi, invece di integrarsi con i coetanei romani, imparando così la lingua e
le abitudini, finiscono per essere ancora più emarginati. Secondo l'assessore
capitolino alla Scuola, Laura Marsilio, per ottenere un maggiore equilibrio
sarebbe stato necessario porre un limite all'iscrizione degli stranieri, ma
questa soluzione non è stata condivisa dal municipio e da molte dirigenti
scolastiche. Il risultato è questo. «È stato un errore non sensibilizzare anche
le famiglie extracomunitarie a distribuirsi sul territorio così come previsto
dall'accordo di rete sottoscritto lo scorso 5 febbraio», sottolinea
l'assessore. Il deputato di Alleanza Nazionale, Fabio Rampelli, che in passato
si è occupato spesso del «fascicolo Pisacane» fino a portare il caso davanti
alla Commissione Cultura della Camera, ieri ha scritto una lettera al ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. «Le ho chiesto - spiega il deputato - di emanare una circolare
perentoria per il prossimo anno scolastico, che stabilisca la quota di
stranieri per classe, sull'esempio di quanto fatto già a Vicenza dalla
sinistra, che ha proposto un accordo sottoscritto dai municipi che fissa un
tetto massimo (non più di 3 stranieri ogni 10 italiani). Così si ha una
distribuzione più equa». «A Roma - prosegue Rampelli - un accordo analogo è
stato proposto dal sindaco Gianni Alemanno e dall'assessore Laura Marsilio, che
hanno incontrato alcune rappresentanti del comitato mamme della Pisacane. Ma
non si è potuto "chiudere", perché le autorità territoriali non sono
state altrettanto sensibili. Ora si rischia di avere scuole ghetto, dove gli
immigrati non riescono a integrarsi con gli italiani e questi ultimi, in classi
multietniche, incontrano dei seri problemi di formazione». E non è un caso che,
qualche tempo fa, una madre di un bimbo cinese abbia deciso di togliere il
figlio dalla scuola. «Non ho attraversato mezza Asia - ha spiegato - per
portare il mio bambino in un istituto per stranieri». © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Corriere.it"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Fraintesa la frase del premier sulla Sorbona. E la tv
francese rinvia il programma E il video «scagiona» Silvio Nessuna gaffe con
Sarkozy Berlusconi non alluse a Carla. Ma Canal Plus non si scusa Soltanto
quanto viene pronunciato a microfoni aperti dovrebbe fare fede, non i sussurri
o la loro interpretazione, tanto più quando la traduzione linguistica potrebbe
ingenerare confusione. E' vero che Silvio Berlusconi ha spesso smentito o
corretto anche registrazioni ufficiali dei suoi interventi, ma questa volta
risulta davvero difficile sostenere che abbia pronunciato all'orecchio di
Nicolas Sarkozy la frase «C'est moi qui t'ai donné ta femme» (io ti ho dato la
tua donna), con allusione greve alle origini italiane di Carla Bruni. La
battuta, durante la conferenza stampa con il presidente francese Sarkozy al
termine del vertice Italia-Francia della scorsa settimana, ha fatto il giro del
mondo, innescato polemiche sull'esuberanza linguistica del presidente del
Consiglio e fatto piovere su Berlusconi accuse di machismo, al punto che due
eurodeputate del Pd (Anna Paola Concia e Donata Gottardi) hanno portato il caso
alla Corte europea di Strasburgo, con l'accusa di offesa ripetuta alla dignità
delle donne. Ma se si riascolta più volte la registrazione, separando le parole
con l'aiuto dei tecnici del suono, la frase effettivamente detta da Berlusconi
a Sarkozy, in lingua francese e un po' distante dal microfono, risulta in tutta
evidenza un'altra: «Tu sais que j'ai etudiè à la Sorbonne» (tu sai che ho
studiato alla Sorbona), come del resto aveva subito precisato l'ufficio stampa
di Palazzo Chigi, smentendo la trasmissione di Canal Plus che ha colto
l'occasione della battutaccia per eleggere in diretta Berlusconi il «relou de
l'année», definizione idiomatica di difficile traduzione, che starebbe per
«uomo più greve dell'anno». Il corrispondente del Corriere della Sera è stato
invitato ieri a riascoltare la registrazione e a darne un'interpretazione. La
domanda fondamentale è: la parola «donna» può essere scambiata per Sorbona?
Dato che in francese il nome della famosa università parigina si scrive con due
enne, per il gioco degli accenti può suonare effettivamente come «donna».
L'intento di Yann Barthes, il giornalista autore della trasmissione, era (ed è
ancora, anche se il programma è stato rinviato) di confermare l'interpretazione
iniziale, ritornando così sulla polemica con maggiori supporti tecnici e
linguistici. Ma l'«accanimento sonoro» conforta l'impressione che la
registrazione non possa dare adito a ulteriori equivoci. Tanto più che la frase
di Berlusconi s'inserisce nel momento ufficiale della conferenza stampa in cui
Sarkozy stava dando notizia degli accordi bilaterali in
materia di scambi culturali e di istruzione firmati dal ministro Mariastella Gelmini e dal suo omologo francese
Xavier Dercos. E' infatti a questo punto che Berlusconi ricorda di aver
studiato alla Sorbona. Interrogato sull'argomento, Barthes non ritratta e non
conferma. «Abbiamo ascoltato la conferenza stampa ed eravamo sicuri di ciò che
abbiamo sentito. Stiamo continuando a lavorare sulla registrazione e
torneremo sull'argomento ». Insomma, almeno per ora, niente scuse né imbarazzi.
In attesa di un «grand jury» del suono, è il caso di smentire una famosa
battuta di Giulio Andreotti: «A pensare male si fa peccato, ma ci si azzecca».
Non è sempre così. Massimo Nava stampa |
( da "Messaggero,
Il (Ancona)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi Dopo
la scelta dei genitori che ha di fatto bocciato l'opportunità offerta dalla
riforma Gelmini ora si attende di capire quale sarà la reale
disponibilità di docenti per soddisfare le esigenze di scolari e famiglie
( da "Messaggero,
Il (Ancona)" del 04-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Marche))
Argomenti: Scuola
Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi di MATTEO TARABELLI JESI -
Il tanto dibattuto maestro unico delle scuole elementari, re-introdotto in maniera facoltativa per le prime classi dalla contestata riforma Gelmini, non sembra convincere più di
tanto le famiglie jesine, che continuano a preferire il "vecchio"
sistema. In due dei quattro Istituti Comprensivi della città infatti - il
Lorenzo Lotto e il Carlo Urbani - non è pervenuta alcuna nuova iscrizione per
le 24 ore settimanali previste dalla 169/2008 (insegnante unico), ma
tutti hanno optato per le 30 ore o per il tempo pieno (40 ore) vale a dire due
docenti per classe. «L'assidua propaganda del ministro dell'Istruzione non ha
attecchito a Jesi, questo è un dato di fatto - commenta Rosa Meloni, dirigente
scolastica dell'Istituto comprensivo Carlo Urbani e consigliera provinciale del
Pd - Le famiglie non apprezzano il maestro unico e lo hanno dimostrato
chiaramente scartando le 24 ore settimanali. Mi auguro solo che il Governo non
decida di imporlo. Le decisioni dei genitori vanno rispettate, considerato fra
l'altro che la libertà di scelta era stata garantita. Restano pertanto dei
grossi punti interrogativi sul futuro, a partire dalla dotazione organica ed
economica a nostra disposizione per assicurare un'offerta formativa di
qualità». Dubbi sul maestro unico anche da parte di Mirella Mazzarini,
dirigente del "Lorenzo Lotto". «Nemmeno nelle prime classi delle
nostre scuole elementari sono pervenute iscrizioni per le 24 ore - segnala la
professoressa, attuale sindaco di Montecarotto - A quanto pare le famiglie
nutrono perplessità su alcuni degli aspetti di questa riforma». Dello stesso
avviso Bruna Aguzzi, assessore ai servizi educativi nonché preside del Liceo
Scientifico Leonardo da Vinci: «I genitori hanno dato prova di saggezza -
taglia corto -: è stata riconosciuta la validità del modello scolastico
pre-riforma. Non a caso si sta optando in prevalenza per le 30 e le 40 ore. I
bambini hanno bisogno di tempi adeguati per apprendere e della specializzazione
di più docenti». Sempre in tema di istruzione, sono stati modificati di recente
i criteri per l'iscrizione alle scuole primarie e secondarie della città,
introducendo un nuovo stradario. Dal vecchio criterio della
"verticalizzazione", in base al quale si iniziavano e si proseguivano
gli studi nello stesso istituto comprensivo fino alle medie, si è passati al
parametro della "vicinanza", che permetterà di distribuire
uniformemente gli alunni stranieri nelle varie scuole, limitandone di
conseguenza la concentrazione nei plessi dei rioni popolari. Novità anche sul
fronte delle opere pubbliche. L'assessore Stefano Tonelli sta pensando di
ristrutturare l'ex scuola materna Aquilone di Corso Matteotti (vicino all'Arco
Clementino) attingendo possibilmente parte delle risorse da partners privati.
Nelle prossime settimane sarà elaborato il relativo progetto sperando di poter
rendere nuovamente operativo l'immobile e l'annesso grande giardino, sede
estiva l'anno scorso del cinema all'aperto. A breve comunque sarà illustrato il
piano triennale delle opere pubbliche.
( da "Avvenire"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA 04-03-2009 «Più collaborazione tra scuola e
impresa» ROMA. «Abbiamo la volontà di creare una collaborazione molto più
profonda tra mondo dell'impresa e quello della scuola. E di fronte ad una crisi
economica come quella che stiamo vivendo questo obiettivo ha una valenza ancora
più forte» . Così il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini,
intervenendo al convegno ' Più tecnici, più sicurezza, più sviluppo' che si è
svolto ieri al Cnel. La riforma dell'istruzione tecnica «è un progetto
ambizioso. Bisogna ripartire dall'istruzione, dalla formazione, facendo in modo
che non siano più autoreferenziali» ha ribadito la titolare del Dicastero
dell'Istruzione, soffermandosi poi sui dati della ricerca del Censis. Ne emerge
la conferma che il 65,8% dei diplomati degli istituti industriali è occupato,
dato che sale al 71,2% tra i diplomati degli istituti professionali. Numeri
che, per il ministro, «testimoniano un ritorno di centralità della competenza
tecnica nel mondo del lavoro» . Per questo Gelmini ha
ricordato che negli istituti tecnici, a partire dal 1° settembre 2010, oltre a
un rafforzamento dello studio delle lingue straniere, saranno più frequenti
tirocini e stage in azienda, facendo in modo che i profili in uscita rispondano
sempre più alle esigenze delle aziende. «Condividiamo pienamente l'impegno del
ministro Gelmini e del ministro Sacconi ( anche lui
intervenuto al convegno, ndr) a preparare figure tecnicoprofessionali di alta
qualità e di cui il mondo delle imprese ha estremo bisogno» , ha detto Paolo
Galassi presidente di Confapi, ricordando che «l'Italia è uno dei paesi europei
che più di altri importa dall'estero questa tipologia di figure proprio perché
sprovvista del sistema formativo adeguato a prepararli» . Questo
rappresenta un forte handicap per il nostro tessuto produttivo, «ma la strada
che il ministero sta tracciando è quella giusta per invertire questa tendenza»
ha concluso Galassi. Raoul Bianchini Il ministro Gelmini: ripartire dalla formazione Sette diplomati su dieci hanno
trovato occupazione Mariastella Gelmini
( da "Giornale.it,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il giorno dell'investitura bulgara di Dario Franceschini
alla guida del Pd, dopo la ritirata pre-elettorale di Veltroni, sul sito avevo
titolato "Un ex Dc alla guida degli ex Pci", oggi, sul
"Giornale" Vittorio Macioce scrive un interessante articolo sulla
svolta cattocomunista degli esponenti del nuovo Pd. E l'articolo mi fa tornare
alla mente la Balena bianca che non c'è più, alla diaspora degli ex Dc ma
soprattutto a quei cattolici democratici (i Dc di sinistra) che dopo aver
affossato la Democrazia cristiana (ricordate Martinazzoli e la Bindi? la
nascita del Ppi, partito puro e duro post tangentopoli?) si sono aggrappati
come alla zattera della Medusa al Partito democratico del fu Veltroni. Fanno
pensare alla trasformazione della specie: dalla Balena binaca alla Balena
rossa. In fondo i cattocomunisti (come spesso vengono definiti) sognano proprio
questo, sotto sotto ritengono di avere una idea della politica e della cultura
politica del dialogo (soprattutto con gli ex Pci), superiore a quella degli
alleati e tale comunque da poterli alla fine, condizionare e
"guidare" all'approdo verso una sorta di catto-socialdemocrazia, in
un partito e con un programma che possa includere pezzi della sinistra ora
divenuta extraparlamentare, depotenziati e sconfitti, in cerca anche loro di
un'approdo sicuro. Balena rossa che potrebbe, con l'inclusione dell'Udc,
tornare a navigare più sicura nell'oceano della Seconda Repubblica affiancata
dal neo-collateralismo della Cgil (peccato alla guida della Cisl non ci sia più
Pezzotta.). Pensiero in libertà, il mio, anche perché gli ex Pci-Pds-Ds a
cominciare da Massimo D'Alema non saranno certo disposti a farsi ingoiare come
Giona. Balena rossa la trionferà, dunque? Voi cosa ne dite? Scritto in Varie
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un amico 24Feb 09 Il "vizietto" di Dario Anche Dario Franceschini ha
fatto il suo giuramento, come quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città.
E ha subito innalzato gli emblemi del suo pantheon: la Costituzione e
l'antifascismo. Poi ha indicato il nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi,
sempre e solo lui. "Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra
i cattolici democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto
con una maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto
avere un pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto)
da perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti
berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di
"giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso
che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande
all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del
"Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni
Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a
parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere
insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed
ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in
cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla
ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come
la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni
europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena
dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero
l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché
poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della
Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle
primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro".
Riuscirà dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del
"superdisastro" chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed
elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi
dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del
Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare
("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei
problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.") e anche
Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso rosso
anti veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando al
dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds
vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si
libererà del "vizietto" farà poca strada. E intanto non resta che
tentare di rispolverare l'Unione e magari il sepolcro imbiancato del silente
Prodi. COSA NE PENSATE? Ma D'Alema cosa sta tramando? di Peppino Caldarola Non
basterà il "ragazzo alibi" a fermare la scissione nel Pd/di Paolo
Guzzanti Povero Pd non gli resta che Pecoraro Scanio/di Massimo de' Manzoni
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questo post a un amico 17Feb 09 Walter, un perdente perfetto Come via crucis è
proprio dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di
Roma, le elezioni politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte
infilate una dopo l'altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma
anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo.
Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O
di quel che resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al
di là delle intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette,
lascia la carica di segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo
sotto processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia
nel momento peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed
elezioni europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di
Pietro insiste: l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima
tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che
ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale
sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di
Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un
avversario indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore
dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il
Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il
centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione
organica di pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi
organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle
politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo
delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra. E
ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di
Pietro avrebbe pescato a strascico nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si
è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole,
scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier
toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna
elettorale persa malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e
Bertinotti, con "baffino" che dice: "Non siamo
autosufficienti.". Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque.
Caporetto del segretario ma anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo
Cappellacci è stato marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di
Berlusconi, il "colonialista"). "Ugo chi?. "Signor
nessuno.", "Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare
Cappellacci addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore
pubblico a Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna
quanto nel Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un
"governatore fantoccio". I sardi ovviamente non hanno abboccato. E
Soru, con stile, ha ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei
sardi ed è soprattutto un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste
di Renato Soru: aveva un suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati
proprio i suoi alleati a metterlo in difficoltà. L'ennesima guerra nella
sinistra che mangia i propri figli. L'effetto Soru combinato all'effetto
Margherita, che ha visto trionfare alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi
(34 anni) opposto soprattutto a Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario
del Pd, è stato fatale a Veltroni che sembrava deciso a resistere magari
anticipando il congresso per blindare la sua poltrona e quella del gruppo
dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima delle elezioni europee. E forse
la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare
il congresso anticipato per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un
perdente lasciato solo al comando dai suoi avversari interni, si è smarcato
lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio.
Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto del Pd riformista potrà andare
avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più adatto a guidare il Pd dopo
Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc: sarà Casini il nuovo Prodi
del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite la vostra Leggi: Lettera
aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie Commenti ( 230 ) » (56
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Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante di Mestre, una
grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture
necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà:
( da "Virgilio
Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
(ASCA) - Roma, 4 mar - Fornire ai ragazzi informazione,
renderli consapevoli dei rischi cui si va incontro, ''ma basta cercare
giustificazioni per chi si droga''. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, durante la conferenza stampa sul nuovo Portale DrugFree.Edu,
presentato questa mattina dal Sen. Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla Droga. ''Compito dei
genitori e della scuola - ha detto Gelmini - e' rendere i ragazzi piu' critici nei confronti della droga.
Ma togliere le giustificazioni e gli alibi a chi si droga e' il primo modo per
combatterla''.
( da "Virgilio
Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
(ASCA) - Roma, 4 mar - E' on line DrugFree.Edu, il nuovo
portale informativo per le scuole contro l'uso di droghe, nato per diffondere
informazioni basate sulla ricerca scientifica e comprendere con chiarezza i
danni che provocano. Presentato oggi, a Palazzo Chigi, dal sen. Carlo
Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
con delega alla Droga insieme dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, il portale ''si rivolge
soprattutto a studenti, insegnanti, genitori e educatori e offre format
differenziati in funzione dei suoi destinatari - ha spiegato Giovanardi - i
suoi contenuti sono ben accessibili e scaricabili da tutti e offrono
informazioni uniformi e corrette''. ''Abbiamo previsto un sistema di
videoconferenza che permette di collegare scuole e esperti di tutto il mondo,
si chiama ''Drug expert link''; e' gratuito e consente la diffusione di
immagini ricavate da studi di neuroscienze e neuro-imaging per mostrare gli
effetti delle droghe sul cervello, il cui sviluppo termina intorno ai 21 anni,
oltre alla degenerazione delle sue capacita' cognitive'', ha concluso il
Sottosegretario. Il progetto e' nato dagli studi del Dipartimento delle
Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, in collaborazione con il
Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della ricerca.
( da "Virgilio
Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
(ASCA) - Roma, 4 mar - Iniziera' a settembre, e durera' un
anno, la sperimentazione nelle scuole dell'ora di ''Cittadinanza e
Costituzione'', la nuova materia introdotta con la legge
169 e presentata oggi a Palazzo Chogi dal ministro Gelmini. ''Non sara' la vecchia ora di Educazione civica - ha avvertito
il ministro - ma un'ora di educazione alla cittadinanza, per insegnare ai
ragazzi i valori e i principi contenuti nella nostra Costituzione''. Ma ci
sara' spazio anche per ''l'educazione stradale, l'educazione ambientale e
quella ai sani stili di vita, come la corretta alimentazione''. 33 ore
annuali, un'ora a settimana, che saranno affidate ai professori di storia o
geografia, ma che vedranno anche il coinvolgimento di polizia, carabinieri,
associazioni ambientaliste e antimafia perche', come ha detto stamane Don
Ciotti, ''servono cose meno astratte in questo Paese, come i 2.500 giovani che
questa estate sono andati a lavorare i campi confiscati alla mafia''. ''Ai
maestri - ha concordato il Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso - i
ragazzi preferiscono i testimoni''. Dell'ora di Cittadinanza e Costituzione si
occuperanno''soprattutto insegnanti di materie umanistiche'', ha detto Gelmini, specificando che ''verra' utilizzato il monte ore
dell'orario scolastico, senza aggiunte: quello che si chiede agli insegnanti -
ha detto - e' uno sforzo congiunto, una sinergia per offrire l'educazione ai
principi costituzionali''.
( da "Virgilio
Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 4 mar. (Apcom) - La scuola italiana è diventata più
severa o è aumentata l'indisciplina dei ragazzi? Gli italiani non sembrano
avere dubbi, e il 97% ritiene che sia il comportamento inappropriato degli
studenti responsabile della valanga di
( da "Virgilio
Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 4 mar. (Apcom) - Videoconferenze con gli esperti,
informazioni scientifiche, materiale educativo. E' questo ciò che offre
DrugFree.Edu (consultabile all'indirizzo edu.dronet.org), il nuovo sito voluto
dal dipartimento delle Politiche antidroga del Governo e realizzato in
collaborazione con il ministero dell'Istruzione, rivolto a studenti, insegnanti
e genitori. Ad annunciare l'iniziativa è stato il sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio dei ministri, Carlo Giovanardi, spiegando che
"metà dei giovani ancora ritiene che la cocaina sia una droga con la quale
si può convivere. Evidentemente - ha sottolineato - c'è molto da fare sul
fronte dell'informazione". Nel portale, ha spiegato Giovanardi, gli
insegnanti potranno trovare schede, approfondimenti e ausili didattici, mentre
i genitori troveranno informazioni sulle modalità più appropriate per
affrontare l'argomento con i propri figli. "Puntiamo -
ha spiegato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini - alla prevenzione. Spesso per i giovani che si drogano si
trovano giustificazioni, a volte anche legittime. Però - ha sottolineato -
bisogna trasmettere ai ragazzi il senso di responsabilità, evitando di
individuare sempre alibi e giustificazioni. Occorre puntare alla
consapevolezza del rischio, di quanto è stupido drogarsi. Ogni iniziativa deve
avere al centro il ragazzo stesso. Togliere alibi a chi si droga - ha concluso
- è il primo alibi per combattere la droga".
( da "Virgilio
Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 4 mar. (Apcom) - Il 21 marzo prossimo 100mila
giovani parteciperanno a Napoli alla giornata della memoria e dell'impegno. Lo
ha annunciato il presidente dell'associazione Libera, don Luigi Ciotti,
intervenendo questa mattina alla presentazione del nuovo
insegnamento su cittadinanza e costituzione annunciato dal ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La scuola, ha sottolineato don Ciotti, deve intervenire
soprattutto nei territori dove la dispersione è più alta. "Il mondo della
scuola spesso dimostra grande generosità in territori a volte
difficilissimi", ha detto, spiegando che bisogna insistere in questa
direzione. "Aveva ragione don Bosco - ha aggiunto - che ai suoi
ragazzi diceva di essere bravi cristiani ma anche bravi cittadini".
Occorre educare, ha sottolineato, alla legalità e alla responsabilità. Libera,
ha ricordato don Ciotti, raccoglie 1.500 associazioni, porta avanti progetti in
4mila scuole e in molte università. L'estate scorsa sono stati 2.500 i giovani
che sono andati a lavorare sui terreni confiscati alla mafia, per realizzare
prodotti agricoli.
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, vanno di moda le trenta ore I dati delle
pre-iscrizioni: le famiglie snobbano le possibilità alternative di 27 e 24 ore
settimanali Mercoledì 4 Marzo 2009, (al.pi.) Anche a Udine si conferma il trend
nazionale: la maggior parte delle famiglie sceglie il modello delle 30 ore
scolastiche settimanali. Un dato che, secondo le dirigenti del Secondo, Terzo e
Quarto Circolo Didattico (ascoltate ieri in commissione istruzione) rappresenta
una «conferma del modello educativo degli anni passati». «Solo un paio di
alunni hanno scelto le 24 ore in tutto il Quarto circolo», ha spiegato la
dirigente Santa Pighin. E la tendenza è simile negli altri: su 202 nuove
iscrizioni al Secondo Circolo per l'anno 2009/2010, le 30 ore sono state scelte
da 128 famiglie; 47 hanno scelto le 40 ore e 25 il modello educativo da 27. Nel
Terzo, su 140 alunni di classe prima per il prossimo anno 106 hanno optato per
le 30 ore, 31 per le 40 e uno solo per le 27. Dai dati forniti, inoltre, risulta
che le iscrizioni nelle scuole d'infanzia sono in esubero e sarà quindi
necessaria una "selezione". La scelta quasi unanime delle 30 ore
semplificherà le gestione dei servizi forniti dal Comune (mense, pre e post
accoglienza), che potranno mantenere un costo contenuto «grazie anche al
percorso portato avanti da amministrazione e circoli didattici, per creare un
sistema cittadino omogeneo», ha commentato l'assessore Kristian Franzil che ha
parlato anche di rischio di impoverimento didattico, dopo
la riforma Gelmini: «Non ci
sono garanzie sull'organico. Poi sia gli enti locali sia le scuole hanno pochi
fondi». «Attendiamo la dotazione organica e speriamo che sia sufficiente a
garantire il modello da 30 ore scelto così ampiamente», è intervenuta Marina
Bosari, direttrice del Secondo Circolo. E sì, le difficoltà economiche
ci sono, ammettono le direttrici: il budget per le supplenze è stato dimezzato,
in più ci sono i fondi pregressi ancora da incassare dallo Stato, ma già
anticipati dagli istituti. «Si aprono nuovi spazi di intervento per i servizi
sociali del Comune - ha commentato Maria Piani, del Terzo Circolo -. Con
l'abolizione delle compresenze, è necessario una figura di educatore per
gestire i disagi non certificati». Intanto sono stati forniti i numeri
definitivi degli iscritti all'anno scolastico in corso: 181 classi per 3.425
alunni delle scuole primarie (845 nel Primo Circolo, 941 nel Secondo, 554 nel
Terzo, 872 nel Quarto e 213 all'Uccellis); 106 classi per 2.399 nelle medie e
1.282 bambini per 53 sezioni in quelle d'infanzia. Nella stessa seduta, è stato
ascoltato anche il presidente dell'Università della Terza Età Paolo Braida, che
ha chiesto una nuova sede per l'associazione. Il Comune ha ottenuto che l'Ute
possa usufruire di 5 aule nell'ex scuola di Arti e mestieri (ora parte della
Dante), ma si tratta di una soluzione temporanea perché l'amministrazione ha
già avanzato richiesta al Ministero per riattivare l'ex Giovanni da Udine.
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cittadin (Cisl): «Ridurre i tagli degli organici»
Mercoledì 4 Marzo 2009, (m.b.e.) La scuola sta vivendo un momento critico e
deve essere seguita con attenzione. È questa l'opinione della segretaria
provinciale della Cisl scuola Valeria Cittadin, che interviene sull'incontro che le organizzazioni sindacali avranno con il ministro
Mariastella Gelmini. «La
scuola è seria: va trattata con serietà e risponderà con serietà - spiega
Cittadin - ed è questo l'atteggiamento con cui andiamo all'incontro con il
ministro per discutere i regolamenti già passati in prima approvazione nel
Consiglio dei Ministri del 18 dicembre. Il testo uscito dopo la prima
lettura del Consiglio ci ha visto fortemente critici, anche perché non coglieva
la sostanza degli impegni assunti dal Governo, con noi e le Confederazioni
Sindacali, nell'incontro dell'11 dicembre. Questa è una delle ultime occasioni
per onorare quegli impegni e per non gettare la scuola italiana in una
situazione di preoccupante dequalificazione e di forte tensione. Per questo ci
aspettiamo un confronto chiaro e costruttivo. Noi faremo la nostra parte. E'
proprio nella situazione di crisi che sta investendo il Paese che si deve
dimostrare l'intelligenza e la capacità di puntare su interventi che non
depotenzino i suoi livelli di tenuta e aprano, invece, strade e speranze di futuro.
La scuola va considerata uno dei motori più importanti di una coraggiosa
politica di sviluppo: non va destrutturata e depressa, ma riconosciuta,
rispettata e sostenuta». E su queste basi la Cisl scuola lancia una proposta:
quella di ridurre i tagli agli organici in misura pari alle risorse che fra tre
anni il Ministero prevede di utilizzare come "ristorno" finalizzato
al merito. «Le risorse possono essere recuperate tra quelle consentite dai
Fondi sociali europei - chiude Cittadin - e c'è un altro e congiunto motivo che
dovrebbe portare a rivedere scelte che, con i tagli di organico, depotenziano
sino al limite dell'insostenibilità il servizio scolastico. In una situazione
di emergenza sociale e di rischio povertà per molte famiglie, occorre evitare
che i precari di scuola siano considerati di serie B. Coniugare la qualità
della scuola con un dovere di civile responsabilità dovrebbe essere un impegno
di tutti».
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 4 Marzo 2009, Pronti a collaborare, ma più per
opportunità che per convinzione. Ieri l'assessore alla Mobilità Enrico Mingardi
ha invitato a Villa Ceresa i sindaci dei Comuni confinanti con Venezia per una
prima discussione sul Piano urbano della Mobilità. "Il Pum - ha detto
Mingardi - è nato dalla necessità scaturita dalla mancanza di una
pianificazione organica, che ha portato le nostre strade al collasso. Ci
muoviamo localmente ma bisogna pensare globalmente dentro ad una dimensione
metropolitana". Alla riunione hanno partecipato Antonio Gaspari (Dolo), Giovanni
Brunello (Martellago), Loredano Marcassa (Quarto) e Pierantonio Tomasi
(Marcon), e il responsabile dell'Ufficio Viabilità di Spinea Leonardo
Mercatali. Assenti, invece, le amministrazioni di Mira e Mogliano, uniche due
tra le otto interessate dallo studio. Il tecnico Carlo Andriolo ha ricordato
che il Pum "lavora su una proiezione a 10 anni, fissando alcuni obiettivi:
l'eliminazione del superamento dei limiti sanciti dalla legge sullo smog; la
riduzione del consumo energetico, dell'inquinamento acustico nonché del
traffico pesante soprattutto di attraversamento; l'aumento della sicurezza
stradale; l'incentivazione del trasporto pubblico". I sindaci non hanno
commentato nel merito le singole misure riservandosi un'analisi precisa ad un
secondo momento di dialogo, ma hanno chiesto di essere coinvolti con maggiore
frequenza nell'approfondimento. A spiegarlo chiaramente è stato Tomasi secondo
cui "l'iniziativa diventa importante soltanto se si costruisce assieme lo
sviluppo, con un occhio di riguardo al quadrante di Tessera e Veneto City
perché la programmazione serve a diminuire i contraccolpi e trovare le
mitigazioni necessarie". Dai primi cittadini sono stati sollevati alcuni
nodi. "Le previsioni sono tutte costruite sulla base dei Piani regolatori
ma poi si tratterà di verificare se i numeri saranno confermati - ha sostenuto
Marcassa - Quarto soffre di problemi di collegamento con Venezia e c'è il
rischio d'isolamento per la mancanza delle linee del servizio pubblico che ora
si fermano a San Liberale e a Ca' Noghera". "I trasporti pubblici
sono insufficienti e Actv mi ha chiesto 160 mila euro per una sola linea - ha
condiviso Brunello - Bisogna stare molto attenti a moltiplicare i poli
d'attrazione che poi finiscono sistematicamente per intasare le strade di auto
come già capita per noi con l'ospedale dell'Angelo e con l'Auchan pronto a
raddoppiare". "Dopo l'apertura del Passante il traffico lungo la
Brentana è aumentato - ha spiegato Gaspari - Chiediamo il rispetto dell'intesa
sull'arretramento del casello di Villabona, a Roncoduro, e chiarezza su Veneto
City e sul percorso della Romea commerciale". Mingardi
ha chiesto ai Comuni di presentare le eventuali osservazioni entro due mesi,
per arrivare a un'approvazione a primavera che tenga conto dello sguardo d'insieme.
D'altronde il Pum, del professor Pietro Gelmini, ha una connotazione sovracomunale proprio perché tra le città
non c'è più soluzione di continuità e la sinergia è d'obbligo. Alvise Sperandio
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Ieri l'assessore provinciale Galvanin ha dato i termini ai
Comuni per indicare i tecnici che monitoreranno gli edifici Scuole, si prepara
la squadra antisismi Mercoledì 4 Marzo 2009, (e.s.) I comuni vicentini devono
darsi una mossa per adempiere ai controlli sugli edifici scolastici ordinati
dal Governo. La Provincia di Vicenza si è attivata con l'assessore Nereo
Galvanin per applicare l'Intesa istituzionale sull'edilizia scolastica voluta
dal Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. In seguito al crollo di un controsoffitto avvenuto in una
scuola di Rivoli il 25 novembre 2008, nel gennaio scorso il Ministero ha
fornito alle Regioni le direttive per la costituzione di gruppi di lavoro da
impegnare per l'individuazione di situazione di rischio connesse alla
vulnerabilità di impianti e di elementi di carattere non strutturale negli
edifici scolastici. E così ieri Galvanin, in rappresentanza di tutte le
Province del Veneto, è stato a Venezia per l'incontro del gruppo regionale. È
emerso quindi che al momento sono solo 39 (tra questi anche il capoluogo) su
121 i Comuni del Vicentino con una squadra di rilevatori pronta ad effettuare
sopralluoghi nelle istituzioni scolastiche. Entro il 25 marzo tutti i Comuni
dovrebbero aver segnalato il loro incaricato da affiancare alla Magistratura
delle acque. L'Amministrazione Provinciale invece, che ha il compiuto di
seguire gli istituti superiori di sua competenza, ha già adempiuto. Da quel
momento le squadre avranno sei mesi di tempo per compilare un'apposita scheda
sullo stato di soffitti, parapetti, rivestimenti, infissi e impianti.
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
A Soranzen elementari a rischio chiusura Le poche
preiscrizioni alla classe prima potrebbero costringere la direzione a far
dirottare i bimbi verso il capoluogo Mercoledì 4 Marzo 2009, Cesiomaggiore La
scuola elementare di Soranzen rischia di perdere la prima classe per l'anno
scolastico 2009 - 2010. Al termine del periodo di prescrizioni, lo scorso
sabato 28 febbraio, il numero degli iscritti a Soranzen, alla Romano Ocri, sede
scolastica appartenente all'Istituto Comprensivo di Cesiomaggiore, non avrebbe
raggiunto la decina, numero piuttosto basso, se poi si andasse
a confrontarlo con i parametri del nuovo decreto Gelmini, che richiedono a tutt'oggi un minimo di quindici alunni per
classe. La primaria di Soranzen rischierebbe così, ad oggi, di perdere la prima
classe, e sarebbe a detta di molti un peccato, dato che la sede scolastica
intitolata al pittore Romano Ocri offre un servizio importantissimo alle
frazioni più staccate dal centro, da Soranzen stessa a Menin, ad Anzaven
e Pullir. Per quanto riguarda la primaria del capoluogo non vi sarebbero invece
problemi, ad oggi il numero degli iscritti permetterebbe di costituire la prima
classe. È chiaro che quelle famiglie che avrebbero dato la propria preferenza
al momento dell'iscrizione per Soranzen rischiano, se la prima classe non
dovesse essere costituita, di dirottare i propri figli nel capoluogo. Eppure le
insegnanti di Soranzen avevano aperto la scuola ai genitori in un momento di
festa, in un sabato di carnevale, che aveva coinvolto anche le famiglie. Se non
si dovesse trovare una soluzione Soranzen rischierebbe di perdere un'importante
presenza nel proprio territorio. Nel frattempo altri sono i problemi che
attualmente investono l'istituto di Cesiomaggiore: si stanno studiando varie
ipotesi per trovare il modo di prevedere un'eventuale servizio mensa se dovesse
entrare in funzione il tempo pieno a scuola. Attualmente infatti l'istituto non
possiede spazi interni adeguati per andare incontro a tale tipo di ipotesi.
Qualcuno riporta alla memoria i locali oggi occupati dal museo storico della
bicicletta, altri attendono lo spostamento della biblioteca civica. A.D.
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
«La riforma Gelmini paralizza la nostra scuola, sos al comune» Mercoledì 4 Marzo
2009, PIEVE DI SOLIGO - (to.bi.) Con la riforma Gelmini l'istituto comprensivo di Pieve di Soligo ci rimette. A
sostenerlo sono due che la scuola che ha base in via Battistella a Pieve e
plessi a Pieve, Barbisano, Solighetto e Refrontolo la conoscono bene.
Cioè Jacopo Beltrame e Carlo Donadel, componenti del consiglio d'istituto.
Esplicitano le loro preoccupazioni in un documento spedito agli uffici
scolastici provinciale e regionale, al Ministero dell'istruzione e ai sindaci
di Refrontolo e Pieve, "con l'ingenua ambizione - scrivono i due, non
senza autoironia - di sollecitare un movimento di opinione". La riforma Gelmini taglia, argomentano i due; e senza compresenze di
insegnanti "non sarà più possibile, ad esempio, portare gli alunni alla
certificazione nelle lingue straniere, che da anni rappresenta un fiore
all'occhiello" per l'istituto pievigino. Senza compresenze, insistono
Donadel e Beltrame, "non sarà possibile organizzare corsi per
l'insegnamento della lingua italiana agli alunni di recente immigrazione".
E nel comprensivo di Pieve gli stranieri sono oltre il 20%. I tagli ridurranno
probabilmente i rientri scolastici pomeridiani: e allora, annunciano i due,
"non abbiamo altra scelta che ricorrere alle amministrazioni comunali
locali benché anch'esse gravate da tagli.
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 4 Marzo 2009, (Fr.Ca.) Il sindaco Massimiliano
Barison sventola con soddisfazione la missiva di Giuseppe Cosentino, capo
dipartimento per l'Istruzione. "La questione del tempo lungo sarà
esaminata con particolare attenzione e disponibilità - si legge nella lettera
-, al fine di garantire una dotazione regionale di organico in grado di
corrispondere alle attese delle famiglie. A tal fine ho già interessato il
direttore dell'ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo con la quale,
acquisiti i necessari elementi, si procederà ad un incontro finalizzato alla
definizione della questione". Il tempo lungo sembra dunque salvo nelle
scuole elementari di tutto il Veneto. Telenovela finita? Certo che no. Barison
vuole certezze e sta lavorando per ottenere un appuntamento
a Roma con il ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini dopo il forfait dell'altro giorno. Intanto si sprecano i colpi
di scena. La conferenza Stato-Regioni in programma il 7 marzo è confermata;
tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni non è affatto sicuro che
nell'occasione verranno assegnati gli insegnanti Regione per Regione. Da
parte sua il sindaco non si sbilancia: "La missiva è un importante segnale
di apertura. Adesso però vogliamo portare a casa il risultato, cioè mantenere
il tempo lungo. Sono pronto ad andare a Roma ad incontrare il ministro per far
valere le ragioni del movimento spontaneo dei sindaci veneti. La stessa missiva
non spiega chiaramente cosa ci viene concesso; non vorrei che, proprio adesso
che siamo alla stretta finale, ci fossero dei fraintendimenti". Il primo
cittadino snocciola infine una serie di numeri: "Alla nostra iniziativa
pro tempo lungo hanno aderito anche i comuni di Padova, Venezia e Vicenza.
Siamo riusciti a formare un gruppo di sindaci trasversale". L'argomento
"tempo lungo" verrà trattato domani sera in occasione del consiglio
comunale in programma alle
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 4 Marzo 2009, Este Tre ore di discussione
politica a tratti incandescente ma poi tutti d'accordo (o quasi) in consiglio
comunale per chiedere al ministro dell'istruzione Gelmini di assicurare alla Regione
Veneto un numero di docenti adeguato a mantenere il "tempo lungo"
nelle elementari. Tutti sì e solo un'astensione (della leghista Goisis) su un
ordine del giorno che -ha spiegato il sindaco Piva- è stato stilato dai 22
primi cittadini della Bassa padovana, sia di destra che di sinistra. Su
un totale di 395 classi delle scuole primarie dei 46 Comuni del territorio oggi
ben 392 adottano una distribuzione settimanale del tempo scuola con almeno un
rientro pomeridiano: in particolare 52 classi adottano un rientro pomeridiano a
settimana, 108 classi due rientri, 87 classi tre rientri, 92 classi quattro
rientri, 23 classi 5 rientri e 30 classi sono a tempo pieno. Le riduzioni del
personale rischiano di ripercuotersi sui Comuni che potrebbero essere chiamati
a coprire le ore della mensa e aumentare i pulmini per il trasporto degli
alunni: a Este, ha fatto presente l'assessore all'istruzione Elisa Bussi, la
cosa potrebbe costare fino a 180 mila euro all'anno. Secondo Rosa Rizzato (Pd)
si devono anche chiedere deroghe al numero minimo stabilito per ciascuna classe
per evitare che vengano chiuse le scuole nelle località più piccole. Lo
schieramento di centro sinistra è stato compatto nel condannare l'intero
impianto del decreto Gelmini: qualche distinguo l'ha
però tracciato Leonardo Renesto delle Civiche: "E' condivisibile
l'obiettivo di razionalizzare e combattere gli sprechi, ma è sbagliato farlo in
maniera indiscriminata, andando a colpire in particolare la scuola
primaria". "Il decreto Gelmini -ha sostenuto
invece Gianfranco Fornasiero di An- cerca di combattere i guasti di 40 anni di
deriva della scuola, in cui ci si è preoccupati più del numero dei docenti che
dell'istruzione degli alunni". Per l'onorevole Goisis è invece in atto una
campagna di disinformazione e allarmismo; "il tempo lungo non verrà toccato"
ha assicurato, rivendicando il proprio lavoro in Commissione della Camera.
Riccardo Piva
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
ELENA ROMANAZZI Roma. È già sera quando il ministro della
Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, decide di scendere in campo. È
infuriato. Convoca una conferenza stampa in fretta e furia per evitare crisi di
panico tra i precari che lavorano a scuola, nel servizio sanitario nazionale,
negli enti locali, nelle università, tra i vigili del fuoco. Più di 400mila
persone, secondo la Cgil, che rischiano di perdere il posto di lavoro vista la
presunta volontà del governo di far saltare la «stabilizzazione» peraltro
procedendo per decreto, addirittura da venerdì prossimo. Tutte falsità, tuona
Brunetta: «Non so per quale ragione è in atto una ignobile speculazione -
spiega il ministro - sulla testa dei lavoratori precari, si parla di un
decreto, chi dice, 200mila, 400mila persone. Sono degli irresponsabili». Il
decreto non c'è, non ci sarà, il ministero procederà ad una ricognizione, già a
partire da lunedì, perché quanti siano i precari nessuno - aggiunge - davvero
lo sa. I sindacati tirano un sospiro di sollievo. L'ex ministro del Lavoro,
Cesare Damiano, parla di un dietro front. Non resta che attendere. Certo
l'analisi effettuata dalla Cgil è davvero allarmante ed ha come punto di
riferimento il Conto annuale della Ragioneria dello Stato. Sulla base di questi
dati i precari con contratto a tempo determinato sono 112.498. Numero a cui,
sottolinea la Cgil, si aggiungono 80.000 contratti di lavoro a progetto (che
potrebbero però in alcuni casi riguardare anche la stessa persona). A questi
vanno sommati anche i lavoratori socialmente utili, 25.213 secondo i dati 2007
della Ragioneria. E quando si aggiunge la scuola saltano tutti i conti dal
momento che si parla di 130mila docenti con contratto a tempo determinato e
75mila lavoratori Ata. Più di duecentomila persone, almeno per il mondo della scuola,
senza le quali il sistema è messo a duro rischio. Già per effetto dei tagli
previsti da Tremonti nel prossimo anno scolastico saranno almeno 30mila i
precari che resteranno a casa e non avranno alcun tipo di contratto. Senza
contare gli effetti che deriveranno dall'introduzione del maestro prevalente. I
dati forniti dal ministero dell'Istruzione sulle scelte delle famiglie rispetto
alla rivoluzione delle elementari stridono con le idee di Giulio Tremonti e la
razionalizzazione delle risorse. L'orario corto, 24 ore, è stato scelto in
termini percentuali da poche persone. Molti hanno optato per il modello che
prevede 30 e 40 ore. L'avranno? Il tempo pieno sarà garantito? Il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini ancora una volta, ieri, ha garantito che le famiglie verranno
accontentate. «Noi - spiega il ministro - abbiamo abolito il modulo (tre
docenti divisi su due classi ndr) indipendentemente dalla scelta dei genitori,
in ogni tipo di quadro orario i ragazzi avranno un maestro unico di riferimento,
credo quindi sia presto per trarre delle conclusioni». Insomma, alla fine,
l'avvio del prossimo anno scolastico non è rischio. I precari della Pubblica
amministrazione possono stare tranquilli. Il governo manterrà gli impegni.
Brunetta assicura che entro un anno si faranno i concorsi. La scuola è un
capitolo a parte. Il Pd chiede di fermare i tagli già previsti. I sindacati
protestano. La Cgil scuola fornisce i dati sugli studenti stranieri presenti
nelle aule: ben 650mila, c'è bisogno, spiega Mimmo Pantaleo, segretario della
Flc-Cgil, di un incremento di fondi e di docenti per favorire l'integrazione.
Il ministero guarda avanti pensa alla riforma dei licei e degli istituti
tecnici, attesa da Confindustria, necessaria per rilanciare le imprese che
chiedono specialisti e si trovano senza il personale adeguato. Una riforma per
la quale occorrerà attendere ancora un anno.
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
DIAMANTE MAROTTA Aumentano i pensionamenti nel comparto
scuola in provincia di Caserta. Saranno, infatti, oltre 700 i lavoratori della
scuola di ogni ordine e grado, tra personale docente e ata, che dal primo
settembre lasceranno il servizio. I dati diffusi non sono ancora ufficiali in
quanto il Sistema informativo del ministero dell'Istruzione (Sidi) deve ancora
completare le operazioni dopo i dovuti riscontri degli uffici scolastici
regionali e provinciali. Lavoratori che hanno raggiunto 65 anni d'età o 40 anni
di contributi. Dai dati diffusi il numero di persone che andranno in pensione
dal prossimo anno scolastico sono 724, di cui 586 insegnanti. In dettaglio: 59
docenti di scuola dell'infanzia, 147 di scuola primaria, 158 della secondaria
di primo grado e 221 di scuola secondaria di secondo grado. Il personale
amministrativo, tecnico e ausiliario interessato al pensionamento ha raggiunto,
invece, la soglia di 139 unità. Per i dirigenti scolastici i dati saranno resi
noti successivamente dall'Ufficio scolastico regionale. L'impennata dei
pensionamenti in provincia non era affatto prevedibile. Dopo il boom del 2007,
infatti, lo scorso anno il numero dei pensionamenti si è attestato sulle 400
unità. Aumento dovuto anche alle nuove disposizioni ministeriali: il
collocamento d'ufficio per i docenti che pur non compiendo 65 anni e con 40
anni di contributi sono appartenenti a ordini di scuola o a classi di concorso
in esubero. In provincia ci sono soprannumerari nella scuola primaria, mentre
gli insegnamenti in esubero sono materie letterarie ed educazione tecnica per
la scuola media; discipline giuridiche ed economiche, elettronica, elettrotecnica,
trattamento testi, lingue e civiltà straniere tedesco, laboratorio di
elettronica, laboratorio di informatica gestionale, laboratorio di informatica
industriale, esercitazione di pratica professionale per la secondaria di
secondo grado. L'aumento dei pensionamenti sopperirà una discreta fetta dei
tagli previsti in Finanziaria per il personale docente e non docente ma
soprattutto saranno i soprannumerari a beneficiare di questi posti. La
situazione più grave resta alla scuola primaria dove i docenti soprannumerari
sono stati circa 100, utilizzati nei vari ordini di scuole e su posti
finanziati dalla Regione. E per il prossimo anno si
prevedono con la riforma Gelmini e l'insegnante prevalente ulteriori tagli in organico per la
scuola primaria. Cosa che penalizzerà esclusivamente gli oltre 11mila precari
casertani inseriti in graduatoria che vedranno sfumare per l'ennesima annata
l'agognata nomina annuale. Per il personale non di ruolo, tuttavia, c'è
anche una buona notizia. Indiscrezioni indicano per certa l'intenzione del Miur
di procedere a 20mila immissioni in ruolo a livello nazionale: 15.000 docenti e
5.000 Ata che andrebbero assunti a tempo indeterminato.
( da "Giornale.it,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 54 del 2009-03-04 pagina 0 Un sito per dire no alle
droghe di Redazione Il governo ha presentato un nuovo portale internet rivolto
a ragazzi, insegnanti e genitori. L'obiettivo è aiutare i giovani a liberarsi
dalla dipendenza di droga e alcol. Al sito è collegato un sistema che permette
di collegare le scuole, tramite videoconferenza, con esperti di tutto il mondo
Roma - Il governo si è posto un obiettivo preciso: lotta senza quartiere alla
droga. Per perseguirlo sta mettendo in campo moltissime iniziative. L'ultima di
queste è un nuovo sito internet: l?indirizzo è http://edu.dronet.org. E' un
portale informativo fatto su misura per le scuole. L'hanno presentato, a
palazzo Chigi, il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini,
il sottosegretario per la droga e la famiglia Carlo Giovanardi e il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Rivolto a
insegnanti, genitori e giovani Nato da un progetto del Dipartimento per le
politiche antidroga in collaborazione con il ministero dell?Istruzione,
dell?Università e della ricerca il portale individua tre diversi soggetti cui
rivolgersi prioritariamente: gli insegnanti, i genitori, i giovani e a ciascuna
delle componenti è dedicato un settore, diverso anche nella grafica e nella
modalità di approccio oltre che nei contenuti. Unico l?obiettivo Aiutare i
giovani a liberarsi dalla droga e dall?alcol, attraverso la diffusione di
informazioni scientifiche in grado di far comprendere correttamente e
chiaramente i danni derivanti dall?utilizzo delle varie sostanze stupefacenti.
Videoconferenze gratuite Al sito è collegato un altro strumento innovativo di
interazione: si chiama "Drug expert link" ed è un sistema di
videoconferenza facilitata, interamente gratuita per le scuole, che permette di
collegare a distanza scuole con esperti di ogni parte del mondo, per attività
di informazione e di prevenzione. Un primo esperimento ha già coinvolto tre
istituti di Napoli, Palermo e Modena. L'allarme lanciato dal ministro Gelmini "Purtroppo, si abbassa sempre di più l?età in
cui si viene a contatto per la prima volta con le droghe - ricorda il ministro
dell'Istruzione Gelmini - ora è a 12 anni. Serve un
impegno ancora più forte sul fronte della prevenzione, conivolgendo in un
rapporto sempre più stretto la scuola e la famiglia. Occorre comprendere il
disagio, senza però fornire alibi e giustificazioni ma al contrario
responsabilizzando i ragazzi. La lotta alla droga deve trovare nella scuola
contenuti e proposte che possano aiutare a disincentivare questa piaga sociale".
Giovanardi: serve sforzo di famiglie e scuole Anche il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, che ha la delega per la lotta alla
droga oltre che per la famiglia e il servizio civile, si dice "convinto
che la nostra azione è solo un frammento in un discorso certamente più
complessivo, che deve vedere scendere in campo le famiglie e la scuola, le
parrocchie come il mondo dello sport e della musica, altrimenti non si va da
nessuna parte. C?è ancora molto da fare sul piano dell?educazione e della
formazione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Affari
Italiani (Online)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Insider Pdl/ In An? Più berlusconiani che finiani...
Silvio spedisce Gianfranco a Bruxelles Mercoledí 04.03.2009 15:18 Anche perché
nessuno potrebbe inserirsi al fianco o appena sotto il presidente del
Consiglio, a parte i tre coordinatori che avranno più che altro un ruolo
operativo. Potrebbe, al contrario, nascere una segreteria politica, oltre alla
direzione allargata anche ai ministri, per aiutare Berlusconi nella gestione del
partito. Un organo composto da una decina di persone, dove comunque verrà
sempre rispettato il rapporto di
( da "Sestopotere.com"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, Stamboulis: "Le famiglie non riconoscono nel
modello un'offerta formativa valida" (4/3/2009 14:06) | (Sesto Potere) -
Ravenna - 4 marzo 2009 - "Solo 26 famiglie in tutta la Provincia di
Ravenna hanno scelto le 24 ore di scuola "garantita" dal Governo
italiano, mentre 2629 hanno scelto una modalità più estesa di tempo scuola. Che
cosa se ne può dedurre? Che le famiglie non riconoscono in questo modello
un'offerta formativa valida. Certo, 24 ore settimanali di cui 2 di Religione,
sono un'ipotesi a dir poco avventata. In una società complessa in cui si
richiede un livello di formazione adeguato per potere affrontare competenze
sempre più articolate (tanto che si parla di società del sapere e non più
industriale) diminuire le ore di insegnamento è un'azione non solo rischiosa,
ma assolutamente sbagliata. L'idea di chiedere alla famiglie le 27 o 30 ore
inoltre propone un modello di scuola che non è più un diritto, ma un favore.
Non si sa a tutt'oggi quali saranno gli orari garantiti, quali gli organici e che
tipo di modello orario si potrà effettivamente garantire ai bambini delle
prossime prime elementari. La scuola primaria italiana (le cosiddette
elementari) erano un modello studiato da moltissimi paesi perché tra i migliori
a livello internazionale: i dati OCSE davano le prestazioni dei nostri bambini
al quarto posto a livello mondiale. Si è smantellato questo modello, senza
invece porre mano a quello che risulta essere il vero imbuto del sistemo
formativo, ovvero la Scuola Media". L'Assessore Stamboulis pone
soprattutto dei quesiti a questo proposito: "è possibile migliorare un
servizio diminuendo drasticamente le risorse? è possibile migliorare un sistema
educativo, colpendo la parte che funziona? Di fronte alla
clamorosa bocciatura delle famiglie di questo modello, la Ministra Gelmini parla d'altro, distraendo
l'attenzione sugli studenti stranieri, capi espiatori di qualsiasi problema
nazionale, e sulla Storia insegnata in inglese". "Siamo fortemente
preoccupati dell'effetto che avrà questa riforma - continua Stamboulis - .
Ancora non si sa se le ore di mensa saranno considerate ore di servizio dei
docenti. Se, come sembra, così non fosse, chi dovrà vigilare sugli oltre 15.000
bambini della nostra provincia? I Comuni, messi a pane ed acqua da questo Governo,
non hanno certo le risorse per coprire questo buco. La scuola autoritaria
proposta da questo Governo non solo umilia i bambini con il voto numerico, ma
non offre neanche un sistema adeguato per favorire l'apprendimento. Quando un
Paese è in crisi, che cosa deve fare se non investire in Istruzione e Ricerca?
I numeri non parlano il linguaggio dell'educazione, ma quello dell'impegno
politico sì: questo Governo l'unica ricetta che ha proposto è il taglio delle
risorse per la Scuola. Sono inoltre preoccupata - conclude - per tutti i
giovani docenti, che hanno investito tempo, cervello e risorse economiche per
specializzarsi per insegnare e che non avranno semplicemente la possibilità di
mettere in campo la propria professionalità perché la Scuola italiana sembra
non avere bisogno di loro".
( da "Virgilio
Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 4 mar. (Apcom) - Giuseppe Lumia, senatore del Pd e
componente della commissione Antimafia, è scettico sull'iniziativa
presentata dal ministro Gelmini di introduzione nelle scuole dei corsi su Cittadinanza e
Costituzione. "Non vorremmo - commenta in una nota - che questa iniziativa
così importante fosse solo uno stratagemma per distogliere l'attenzione dal
rifiuto della stragrande maggioranza delle famiglie italiane della riforma Gelmini, in particolare, come
dimostrano i dati di questi gironi, sul maestro unico". "Sul merito -
prosegue - ho presentato, insieme a Giulietti di Articolo 21 e alla presenza di
Giovanni Impastato, l'idea che la legalità deve diventare una risorsa per far
crescere la cultura della cittadinanza e la conoscenza della nostra
costituzione. La lotta alla mafia ha bisogno di credibilità e di percorsi
coerenti, come quelli condotti da Libera, dalla Fondazione Caponnetto e da
tante associazioni antimafia nelle scuole italiane. Abbiamo proposte serie -
dice ancora Lumia - su come articolare questo insegnamento, elaborate insieme
con le migliori esperienze maturate in questi anni nelle scuole italiane".
"Faremo in modo - conclude l'esponente democratico - che quello del
ministro non si trasformi nel solito annuncio, senza gambe e senza coerenza.
Siamo pronti in Parlamento a fare la nostra parte, senza che questo possa
essere un baratto né possa oscurare le profonde divergenze che abbiamo sulla
politica scolastica e dell'università".
( da "Virgilio
Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 4 mar. (Apcom) - "Insegnare la Costituzione a
scuola è un'iniziativa di grande importanza, da sostenere, ma bisogna capire
come si insegna e soprattutto non è accettabile sostituire l'insegnamento di
altre materie". Così il segretario della Flc-Cgil Domenico Pantaleo
commenta il progetto presentato oggi dal ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini.
"La Costituzione italiana ha avuto storicamente una funzione molto
importante e se si insegna lo si deve fare in maneria seria, con rigore, senza
sostituirla ad altre materie", continua Pantaleo: "Il punto è come si
insegna, non si tratta solo di nozioni, ma di farne capire il valore e le
radici, come ha avuto e continua ad avere un impatto sulla nostra
società". Per il sindacalista quindi "è una cosa complicata, a meno
che non si traduca solo su un insegnamento acritico sui vari capitoli. Ci
vogliono insegnanti preparati e le ore necessarie: deve essere cosa
seria", ribadisce concludendo.
( da "Affari
Italiani (Online)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Insider Pdl/ In An? Più berlusconiani che finiani... Tutti
i segreti del congresso Mercoledí 04.03.2009 15:18 Anche perché nessuno
potrebbe inserirsi al fianco o appena sotto il presidente del Consiglio, a
parte i tre coordinatori che avranno più che altro un ruolo operativo. Potrebbe,
al contrario, nascere una segreteria politica, oltre alla direzione allargata
anche ai ministri, per aiutare Berlusconi nella gestione del partito. Un organo
composto da una decina di persone, dove comunque verrà sempre rispettato il
rapporto di
( da "Affari
Italiani (Online)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Politica La Gelmini: al fidanzato Giorgio
( da "RomagnaOggi.it"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
4 marzo 2009 - 17.14 (Ultima Modifica: 04 marzo 2009) La
lotta alla droga ha un nuovo alleato, questa volta di tipo informatico. Il
governo ha infatti messo online un portale con lo scopo di sensibilizzare gli
studenti su un argomento molto delicato come quello delle droghe. Il sito,
visitabile all'indirizzo http://edu.dronet.org è stato
presentato a Palazzo Chigi da Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, dal sottosegretario per la droga e la
famiglia Carlo Giovanardi e da Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza
del Consiglio. Un portale rivolto ovviamente agli studenti ma anche a genitori
e insegnanti, allo scopo di aiutarli nell'interazione e nel dialogo con i
ragazzi, cercando di far comprendere loro quali sono le gravi
conseguenze e i danni derivanti dall'utilizzo delle sostanze stupefacenti. Con
l'evidente obiettivo di aiutare i giovani a liberarsi dalla droga e dall'alcol
e di istituire una oculata campagna di prevenzione. "Purtroppo - ha detto
Mariastella Gelmini - si abbassa sempre di più l'età
in cui si viene a contatto per la prima volta con le droghe, che ora è a 12
anni. Serve un impegno ancora più forte sul fronte della prevenzione,
coinvolgendo in un rapporto sempre più stretto la scuola e la famiglia".
"Occorre comprendere il disagio, senza però fornire alibi e
giustificazioni ma al contrario responsabilizzando i ragazzi. La lotta alla
droga deve trovare nella scuola contenuti e proposte che possano aiutare a
disincentivare questa piaga sociale" ha concluso il ministro
dell'Istruzione.
( da "Basilicanet.it"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
AUTILIO: ATTENZIONE E IMPEGNO SU INIVERSITA' E RICERCA
04/03/2009 17.00.20 [Basilicata] (AGR) - â??Le sollecitazioni del rettore prof.
Tamburro per individuare strategie in grado di fronteggiare i tagli del Governo
allâ??Università e alla ricerca e quelle degli studenti che vivono il
disagio dellâ??incertezza delle prospettive del proprio futuro, emerse in
occasione dellâ??inaugurazione dellâ??anno accademico dellâ??Università
degli Studi della Basilicata, meritano la massima attenzione e il massimo impegno
istituzionaleâ?.
Eâ?? quanto sostiene lâ??assessore regionale alla Formazione-Lavoro-Cultura
Antonio Autilio sottolineando che â??è¨ da tempo in
piedi il fronte unitario degli assessori regionali alla Cultura per riaprire,
in sede di Conferenza Stato-Regioni, un tavolo di confronto con il Ministro Gelmini. Agli studenti che frequentano il nostro Ateneo â??
ha aggiunto â?? dobbiamo fornire risposte puntuali per garantire il diritto
allo studio e per migliorare i servizi residenziali e culturali già esistenti.
Nel prendere atto dellâ??impegno del Governo nazionale a dare concreta
attuazione con un primo finanziamento ai tre Centri di ricerca già
previsti con lâ??Accordo di Programma su ambiente e cultura, scienze della vita
e neuroscienze e scienze biomolecolari, la Regione dal canto suo, per
supportare lâ??attività di ricerca, ha già avviato un intenso
programma di Alta Formazione con il bando relativo alla istituzione del
Catalogo Regionale nel quale è¨ espressamente previsto che i centri di ricerca
possano costituire efficaci e qualificanti partnership degli enti di formazione
interessati alla proposizione di offerte formative di qualità , competenza
e professionalità . Eâ?? immaginabile pertanto un ruolo di primo ordine
dellâ??Enea, dellâ??Università ,del Cnr ,Telespazio ecc. Inoltre, il
Dipartimento Formazione â?? ha continuato lâ??assessore - avvierà con i
centri di ricerca tavoli operativi e protocolli di intesa per progetti di
ricerca e di alta formazione interessanti il profilo industriale, agro-alimentare-culturale
ecc,che potranno vedere coinvolti numerosi giovani laureati lucani intesi a
raggiungere una qualificazione professionale tale da poterli aiutare
concretamente a trovare occupazione stabile allâ??interno della Regione e
comunque una capacità competitiva assoluta. In buona sostanza â?? ha
continuato Autilio â?? in adesione con quanto voluto dallâ??Unione Europea, la
Regione Basilicata sta lavorando nellâ??attività di ricerca in tutti i
campi, al servizio dellâ??imprenditoria produttiva ed industriale, in
attuazione dell'Accordo Quadro tra la Regione ed il Consiglio nazionale delle
ricerche, ma anche nei beni cosiddetti immateriali e culturali come, sta
avvenendo con il Progetto Alba, tenuto conto che il patrimonio linguistico
della Basilicata, con la sua frammentazione e diversificazione, è¨ un
laboratorio naturale per gli studi di dialettologia poiché© coesistono su un
territorio di dimensione limitata sistemi dialettali diversi con la presenza di
una comunità albanofonaâ?. Nel
ricordare inoltre â??i buoni risultatiâ? raggiunti attraverso il Programma
Mobidik con il finanziamento di percorsi individuali di mobilità geografica in contesti accademici a favore di dottorandi di
ricerca lucani, lâ??assessore ha sottolineato che â??puntare sul capitale
umano, qualificarlo, e prepararlo alle sfide rappresenta un ambizioso traguardo
che costituisce di fatto un'opportunità per attraverso una formazione che
sia il risultato di una progettazione partecipataâ?. bas 02
( da "Legambiente"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
Comunicati stampa 04/03/2009 17:21 Scuola. Gelmini: Cittadinanza e Costituzione al via da settembre
Legambiente: “Bene, ma l?impegno educativo sia trasversale alle discipline e
ispirato alle buone pratiche già in campo” “Ci sembra importante che finalmente
si stia ponendo un'attenzione specifica all'educazione alla cittadinanza e alla
costituzione. Ma dobbiamo essere altresì consapevoli che questa educazione dei
cittadini non si può esaurire nell'arco temporale delle 33 ore annuali
previste, ma va curata nel modo di fare scuola, trasversalmente alle discipline,
promuovendo un attivo scambio con il territorio, la partecipazione e le
esperienze di volontariato”. Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale
di Legambiente ha commentato la notizia dell?introduzione della materia
Cittadinanza e Costituzione. “Su questo versante - ha continuato Cogliati Dezza
- la scuola italiana ha una grande tradizione e un patrimonio diffuso di buone
pratiche che non devono andare disperse, ma devono anzi riuscire a trovare in
questo nuovo impegno per l'educazione alla cittadinanza e alla costituzione una
adeguata valorizzazione”. L?ufficio stampa 06.86268376 – 79 – 99 Torna
all'elenco delle notizie
( da "Giornale.it,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 54 del 2009-03-04 pagina
( da "Gazzetta
di Parma Online, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
8 marzo, un premio nazionale ai ragazzi del Romagnosi
Quelli della seconda G l'hanno fatta «grossa». Sono entrati nell'aula computer
e hanno messo in piedi una redazione televisiva. Un Tg, per essere precisi.
Filippo si è messo giacca e cravatta, Elena il rossetto e il fard. E sul
modello americano, questi due «giornalisti» in video, insieme ai compagni hanno
realizzato un telegiornale dall'«A» alla «Z». «Tg donna», così si chiama il
lavoro degli studenti del liceo «Romagnosi» che ha vinto il primo premio
nazionale dell'8 marzo, per un concorso sul tema del «Coraggio delle donne». E
sabato saranno premiati a Roma dal presidente Napolitano e
dal ministro Gelmini.
Duemila euro e l'onore di essere ricevuti al Quirinale. Pagina culturale,
pagina di cronaca, sportiva e musicale. Tutto sul coraggio al femminile. Dal
concerto alla Casa della musica per ricordare Miriam Makeba, la regina
dell'afro music, al campo sportivo di Kabul, dove le donne con il velo si
allenano per la partita di calcio. Commenti, servizi e interviste, come
quella a una operatrice che lavora in una associazione di Parma che si batte
per salvare le ragazze dalla strada, dallo sfruttamento della prostituzione:
«Il coraggio - dice l'operatrice - me lo dà la loro sofferenza e la loro voglia
di ricominciare. Dobbiamo punire gli sfruttatori, non loro, perchè non sono
delinquenti». Parole forti e di denuncia. Ma perchè questi temi? «Sono temi che
ruotano attorno alla differenza di genere - spiega l'insegnante di Storia e
filosofia Emanuela Giuffredi -. Perchè penso che il riconoscimento della parità
nella differenza sia ancora una strada lunga. E la scuola è il luogo primario
dove educare al riconoscimento e alla valorizzazione della differenza anche e
prima di tutto della differenza di genere». L'articolo completo di Mara Varoli
su Parmagiornoenotte in edicola venerdì
( da "WindPress.it"
del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola
04-03-2009 Il ministro Mariastella Gelmini
ha presentato questa mattina a Palazzo Chigi il documento dâ??indirizzo per la
sperimentazione dellâ??insegnamento di â??Cittadinanza e Costituzioneâ?. Grazie allo studio di questa nuova
materia gli studenti avranno lâ??opportunità di approfondire il testo della nostra Carta Costituzionale,
sperimentare forme di partecipazione attiva alla vita democratica, affrontare i
temi dellâ??educazione ambientale, lâ??educazione stradale e il volontariato.
Cittadinanza e Costituzione verrà insegnato durante le ore di storia e
geografia e studi socialiPercorsi per le scuole:Il documento di indirizzo per
la sperimentazione dellâ?? insegnamento di â??Cittadinanza e Costituzioneâ? prevede, per ogni ordine e grado di
istruzione, percorsi specifici: Nella Scuola dellâ??infanzia: si dovranno trasmettere conoscenze specifiche sul concetto di
famiglia, di scuola e di gruppo, i modi di agire corretti con i compagni, con i
genitori, con gli insegnanti e con gli altri adulti.Nella scuola primaria
(scuola elementare): si dovranno insegnare le prime nozioni sulla Costituzione
e sulla convivenza, in particolare i diritti fondamentali dellâ??uomo, il
significato delle formazioni sociali, lâ??importanza della tutela del
paesaggio, alcune basilari nozioni di educazione stradale, la salvaguardia
della salute, il valore del rispetto delle regole.Nella scuola secondaria di
primo grado (scuole medie): si studierà la Costituzione, con una
particolare attenzione ai diritti e ai doveri del cittadino a il diritto
internazionale in materia di diritti umani.Nella scuola secondaria di secondo
grado (scuole superiori): si dovrà approfondire lo studio della
Costituzione anche attraverso lâ??analisi dellâ??attualità , la messa in
pratica del proprio impegno nel volontariato, la promozione del rispetto e
della tutela dellâ??ambiente, la promozione del fair play e dei valori positivi
dello sport e i principi dellâ??educazione stradale.Il Ministero
dellâ??Istruzione, inoltre, attraverso lâ??Agenzia scuola, proporrà dal
prossimo settembre a tutte le scuole dei percorsi e delle attività di
formazione per gli insegnanti offrendo materiali che potranno essere
utilizzati per insegnare la nuova materia. Entro fine maggio verrà
emanato un bando di concorso per le scuole di ogni ordine e grado per finanziare
con un totale di 1 milione di euro le migliori proposte di sperimentazione,
cosi da costituire una rete di riferimento della materia, nei suoi
sviluppi.Cosa tener presente per la sperimentazione:Realizzare un sistema di
documentazione delle buone pratiche;promuovere la partecipazione attiva degli
studenti in attività di volontariato, di tutela dellâ??ambiente, di
competizione sportiva corretta e di educazione alla legalità ;promuovere
la partecipazione e la condivisione nella stesura del Regolamento di Istituto;attivare
forme di collaborazione con soggetti diversi (famiglie, istituzioni locali,
agenzie culturali ed educative);costruire e mettere a disposizione degli
insegnanti percorsi di sensibilizzazione e di formazione. Cosâ??è¨
â??Cittadinanza e Costituzioneâ?:
Eâ?? una disciplina di studio introdotta nei programmi di tutte le scuole di
ogni ordine e grado dalla legge 169 del 30/10/2008. Si tratta di un
insegnamento che, oltre ai temi classici dellâ??educazione civica comprende
anche lâ??educazione ambientale, lâ??educazione alla
legalità , i principi di una corretta competizione sportiva e i valori del
volontariato, le basi dellâ??educazione stradale e dellâ??educazione alla
salute, il valore del rispetto delle regole. Perché© â??Cittadinanzaâ?? Perché© gli studenti sono giovani cittadini che esercitano diritti
inviolabili e rispettano i doveri inderogabili della società di cui fanno
parte ad ogni livello - da quello familiare a quello scolastico, da quello
regionale a quello nazionale, da quello europeo a quello mondiale - nella vita
quotidiana, nello studio e nel mondo del lavoro.Perché© â??Costituzioneâ?? Perché© ogni studente dovrebbe conoscere la Costituzione, documento
fondamentale della nostra democrazia e â??mappa di valoriâ? utile per esercitare la cittadinanza a tutti i livelli. La scuola come palestra
di democrazia La scuola italiana può² e deve essere una palestra di democrazia.
Per questo particolare importanza sarà data alla partecipazione attiva
degli studenti a tutti i livelli: dalla rappresentanza di classe a quella
dâ??Istituto, dallâ??impegno nelle Consulte provinciali degli studenti a quello
nelle Associazioni studentesche. Cittadini italiani, cittadini del mondo
Educare alla cittadinanza e alla Costituzione è¨ anche lâ??occasione per
costruire nelle nostre classi, dove sono presenti ragazze e ragazzi con
provenienze, storie, tradizioni e culture diverse, delle vere comunità di
vita e di lavoro, che cerchino di dare significati nuovi alla convivenza ed
elaborino percorsi che costruiscano contemporaneamente identità personale
e solidarietà collettiva, competizione e collaborazione.