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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"   4-3-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Mezzetti Belletti sconfitta finisce in prima categoria ( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il team del presidente Enzo Gelmini allenato da Roberto Bellora si è trovato a confrontarsi con la Bolzanetese. Entrambe le formazioni si erano classificate all'ultimo posto dei rispettivi gironi, al termine della regular season di serie C. «Due squadre erano sullo stesso livello - dice il tecnico della Mezzetti Belletti - avendo rimediato sette sconfitte ed un solo pareggio»

Cerise: L'impegno di un consigliere è a tempo pieno ( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: IL CASO CAVERI MONTE BIANCO ECONOMIA LEGGE GELMINI All'interno Cerise: «L'impegno di un consigliere è a tempo pieno» Odissea sulla Nord delle Jorasses Salvati 3 alpinisti Aumentano gli aiuti per le piccole e medie imprese Cinque in condotta sulla pagella di 34 studenti Intervento Gianluigi Miletto Gianpaola Charrère Laura Secci

La scure del 5 in condotta risparmia i valdostani ( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La legge Gelmini La scure del 5 in condotta risparmia i valdostani Al primo quadrimestre sono 34 i "cattivi" nelle scuole superiori [FIRMA]LAURA SECCI AOSTA La pioggia dei 5 in condotta caduta sulle pagelle degli alunni italiani non ha bagnato gli studenti valdostani.

Scuole, 4 ancora sotto i 50 alunni ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che nel 2010 rischiano di finire sotto la scure Gelmini: giù le serrande delle scuole con meno di 50 alunni. E il 2009 è più che un banco di prova. Se le famiglie di Mariana, Quingentole, Casaletto e Felonica per ora possono tirare un respiro di sollievo, a settembre resteranno sotto il numero 50, che per il ministro è lo spartiacque, Pozzolo, San Giovanni,

Cinque in condotta, ma alla Gelmini ( da "EUROPA ON-LINE" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma alla Gelmini PINA PICIERNO Dalla scelta delle famiglie emerge il sostanziale fallimento del maestro unico: l?azione del governo non ha portato a studiare di più, a studiare meglio, ad avere più fiducia nella scuola italiana. La reintroduzione del voto in condotta si dimostra un provvedimento demagogico che porterà solamente,

"Iscrivete i vostri figli alle scuole del paese altrimenti chiudono" ( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La politica di tagli varata dal ministro Gelmini può essere una mannaia che cade sulla Val Bormida al di là delle, pur importanti, prese di posizione politiche di una Regione che si è chiaramente schierata contro. L'allarme lanciato dagli stessi dirigenti scolastici, e che verificheremo entro la metà del mese, quando disporremo di dati più precisi,

Relatori di fama mondiale e il ministro Prestigiacomo ( da "Trentino" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Parteciperanno anche cinque ministri: Gelmini, Brunetta, Zaia, Sacconi e Prestigiacomo. Quest'ultima sarà a Rovereto. GIOVEDI' 2 APRILE. Alle 17,30 al Mart: manifestazione d'apertura. Ospiti: Guglielmo Valduga, Gabriella Belli, Piergaetano Marchetti, Ilaria Vescovi. La sfida dell'innovazione: nuovi saperi e nuove tecnologie.

La colletta per il rimpatrio ( da "Alto Adige" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il timore del professore è di buon auspicio per la ministra Gelmini: indurre gli insegnanti a giudicare con maggior oculatezza è proprio quello che si riprometteva con il suo decreto. Senza però perseguire i fannulloni che, pur di non assumersi la responsabilità di bocciare, promuovono sempre e comunque indiscriminatamente, sarà difficile completare l'opera.

Lite sulle Elementari <A rischio le scelte di 250 mila famiglie> ( da "Corriere.it" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giudizio respinto dalla Gelmini: «Il modello del maestro unico di riferimento si conferma indipendentemente dalla scelta dei genitori». A questo punto bastano due conti: poiché gli iscritti alle prime classi sono oltre 500 mila, più di 250 mila famiglie, il 56 per cento, secondo «Tuttoscuola», dovranno accontentarsi di un orario settimanale con tre ore in meno:

Cgil: <Sono nella scuola metà dei 400mila precari della pubblica amministrazione> ( da "Corriere.it" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 000 unità Uno striscione di protesta contro la Gelmini (Ansa) ROMA - Sono circa 400.000 i precari della pubblica amministrazione che potrebbero rischiare il proprio posto di lavoro a causa del decreto che blocca la stabilizzazione dei lavoratori flessibili nel comparto, la metà impegnata nella scuola.

Revine: il sindaco salva la scuola elementare ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini di chiusura dei plessi con meno di 50 bambini. Per salvarla si sono mossi il sindaco Battista Zardet e la sua giunta, il preside della scuola che hanno organizzato riunioni con i genitori per arrivare ad una soluzione. «Si è rischiato che la prima elementare non venisse attuata - afferma il sindaco - diversi genitori infatti sia per motivi di lavoro che per comodità di orari

Combai: la scuola materna non chiude ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: su alcune novità introdotte dal decreto Gelmini. «Certo, i problemi ci sono, come per tutti gli asili veneti, inutile nasconderlo - continua il segretario - ma non ci sogniamo lontanamente di chiudere. Se non altro per rispetto dei genitori e dei nonni che tanto hanno fatto nel passato per tenere in vita questa istituzione del paese.

Scuola, la grande fuga: via 435 docenti ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 435 docenti Per altri 20 professori con 40 anni di servizio il pensionamento è coatto La crisi, la riforma Gelmini, forse addirittura il tipo di lavoro. Qualunque sia la ragione, certo è che il mondo della scuola trevigiana quest'anno assiste a una vera e propria fuga d'insegnanti. Ben 435 le richieste di dimissioni volontarie all'esame degli uffici del Provveditorato provinciale.

Le famiglie trevigiane bocciano il maestro unico Plebiscito per il vecchio modello con i rientri ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: RIFORMA GELMINI Le famiglie trevigiane bocciano il maestro unico Plebiscito per il vecchio modello con i rientri Il primo bocciato dell'anno a Treviso è il maestro unico alle elementari. Sono pochissime infatti le famiglie che il 28 febbraio, ultimo giorno per presentare domanda di iscrizione alle scuole primarie,

Pagelle, boom di 5 in condotta: 172 ( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, devono integrare gli estremi del reato. Un numero elevato se si pensa che nella vicina città di Bologna i 5 in condotta sono stati solo 6. E il dato sulla condotta è sottostimato oltre che molto controverso e foriero di ricorsi. Risulta infatti che in molti istituti della nostra provincia i docenti si sono rifiutati di infliggere il 5 in condotta a studenti che in epoche

Maestro unico bocciato dai genitori modenesi ( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ritiene a proposito che «la pseudo riforma Gelmini si è rivelata un autentico fallimento». Il maestro unico per Cornia «è stato bocciato anche dalle famiglie modenesi, così come errate si dimostrano le previsioni e i sondaggi del governo che davano prevalente l'orientamento delle famiglie italiane per il maestro unico».

pum, sindaci in allarme flussi di traffico difficili da gestire ( da "Nuova Venezia, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: punto dal comune di Venezia con la collaborazione del Centro studi sul traffico di Pietro Gelmini davanti ai sindaci dei comuni della gronda lagunare - ha portato per supportare le proprie tesi anche il comandante dei vigili municipali Alberto Baratto. «Stiamo mettendo a sistema i dati di percorrenza - spiega il primo cittadino - lungo la regionale dove normalmente transitano 6.

riforma scuola, barison ottimista donazzan attacca l'assessore piron ( da "Mattino di Padova, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, lunedì ad Abano, il sindaco Massimiliano Barison non si scoraggia e, sulla questione della difesa del tempo lungo scolastico, preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno. «In una nota inviata alla Regione Veneto su incarico del ministro - spiega - si afferma che la questione del tempo lungo sarà esaminata con particolare attenzione e disponibilità al fine di garantire una

lo snals perde il ricorso al tar ( da "Nuova Venezia, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: manderemo una lettera al ministro Mariateresa Gelmini, perché faccia in modo che l'anno prossimo nelle aule non ci siano più di 25 alunni ed un insegnante. Se nella formazione degli organici per il prossimo anno scolastico, questi parametri di sicurezza antincendio, non saranno rispettati, faremo un ricorso al Tar, questa volta sull'organico di fatto e poi vedremo».

La Gelmini: i fondi ci sono, tempo pieno garantito ( da "Arena, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: NAZIONALE Pagina 2 SCUOLA ELEMENTARE La Gelmini: i fondi ci sono, tempo pieno garantito ROMA La domanda di «tempo pieno» da parte delle famiglie «sarà assolutamente soddisfatta». Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, non ha dubbi. I dati diffusi sulla scuola primaria (l'ex elementare) mostrano che 9 famiglie su 10 non potranno avere le 30 ore settimanali richieste all'

A rischio 400mila precari ( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - nel corso di un'intervista televisiva - ha assicurato che la domanda di «tempo pieno» da parte delle famiglie «sarà assolutamente soddisfatta». Il ministro ha riferito di averne parlato con alcuni direttori scolastici regionali e di avere ricevuto «notizie tranquillizzanti».

Il tempo pieno non soddisferà tutti ( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione bresciano Mariastella Gelmini, ovvero le 24 ore settimanali con il maestro unico, che a livello nazionale - secondo la rivista «Tutto Scuola» - è piaciuta soltanto al 3% dei genitori. Il maestro unico novità incompresa Maestro unico snobbato, quindi? «Piuttosto direi che evidentemente la novità deve avere una gestazione più complessa,

Broletto, la parola a Bossi e Berlusconi ( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: confermato sostegno il ministro Gelmini. Per FI è strategico guidare la Provincia per continuare il lavoro di aggancio delle Amministrazioni comunali per lo più espressione di liste civiche composite. Da qui la ferma, tenace difesa della proposta Romele. An per contare nel Pdl An bresciana terrà sabato il congresso in vista dell'assise nazionale costituente il Pdl.

Servono nuovi spazi per poter studiare e organizzare eventi ( da "Arena, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dopo i cortei contro la legge Gelmini, l'insediamento stabile all'interno dell'ateneo e gli incontri-reading di poesia , i ragazzi lanciano una nuova campagna: «Dammi spazio!». Manuela Andreoli, portavoce del gruppo, spiega: «Gli studenti ogni anno aumentano, e l'ateneo va fiero dell'incremento delle iscrizioni.

ci sono i fascisti all'università . no, siamo antifascisti ( da "Mattino di Padova, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: li chiama così perché han protestato contro i tagli o contro la Gelmini (ma cosa c'entra tutto questo? Chiara ha letto bene e ha capito il mio articolo?); no, noi ci riferiamo a coloro che han dichiarato che non permetteranno che la conferenza di monsignior Fisichella si svolga, studieranno qualche maniera forte per farla saltare, sbarreranno l'ingresso, occuperanno l'aula,

il fallimento della gelmini - alessandro naccarato ( da "Mattino di Padova, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: SCUOLA Il fallimento della Gelmini ALESSANDRO NACCARATO Il ministro dell'Istruzione Gelmini ha disertato l'incontro in programma ad Abano con molti sindaci, preoccupati per la cancellazione del tempo lungo nelle scuole venete dovuta ai tagli del governo nel settore dell'istruzione.

GQ e Current, i nipotini di Report ( da "Italia Oggi (MarketingOggi)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Onda anti-Gelmini». L'opportunità di passare a un vero e proprio editing, coadiuvati dalla redazione, è stabilita dagli stessi iscritti, che votano le video-inchieste ritenute più interessanti. Il meccanismo di voto vale anche per le campagne pubblicitarie realizzate dagli utenti e seguite con grande attenzione dalla community.

Gelmini rilancia l'istruzione tecnica ( da "Tempo, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: inglese e rapporti stretti con il mondo del lavoro Gelmini rilancia l'istruzione tecnica . «Contro la crisi che attanaglia il Paese si deve rispondere con il rilancio dell'istruzione in generale e in particolare dell'istruzione tecnica, rafforzando il raccordo tra la scuola e il mondo del lavoro» ha esordito il ministro.

Le famiglie boccianoil maestro unico,boom del tempo pieno ( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Venga il ministro Gelmini a verificare che l'abolizione delle compresenze non è un risparmio, è un danno» Anche qui le iscrizioni si sono concentrate sulle 40 ore prima e 30 poi. È preoccupata per l'organizzazione del tempo prolungato della "sua" media Orengo, Maura Covati, dirigente di Pontedecimo, perchè sa che dovrà modificarlo e ciò disturberà le famiglie ma anche i ragazzi.

Appello del coordinamento dei genitoria rinnovare tutte le iscrizioni ( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «È fallito il maestro unico, la gente chiede un modello didattico che prevede più scuola, più laboratori, più uscite. Ora chiediamo che soprattutto i bambini abbiano diritto di continuare ad avere il tempo pieno che la Gelmini ha cancellato con la circolare sull'iscrizione». 04/03/2009

"Tecnologie Marine", un passo avanti ( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: distretto ligure SUL Distretto Ligure delle Tecnologie Marine si è svolto a Roma un incontro con il ministro Gelmini al termine del quale l'ex sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri - che è il presidente spezzino del comitato promotore - ha manifestato "soddisfazione per le linee indicate dal Ministro per il futuro dei distretti tecnologici" e ha "confermato la società consortile".

Gelmini, il signor G.entra nelle scuole ( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, il signor G.entra nelle scuole il progetto «DESTRA, sinistra:non sono fra quelli che le considerano etichette svuotate di senso, tutt'altro. Ma a Giorgio Gaber mi unisce qualcosa che travalica ogni recinto: un grande senso della libertà, non essere mai allineati né schiavi di nessuno».

GELMINI, IL SIGNOR G.ENTRA NELLE SCUOLE. ( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI, IL SIGNOR G.ENTRA NELLE SCUOLE MILANO. Giorgio Gaber, il signor G., entra nelle scuole italiane e diventa una materia di studio e un progetto di concorso. Si tratta di un' iniziativa del Ministero dell'Istruzione, Università e ricerca e della Fondazione Gaber, promossa per celebrare il settantesimo anniversario della nascita dell'

Elementari, richieste boom per il tempo pieno ( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: confida nelle rassicurazioni del ministro Gelmini: «Rispetto quello che il ministro ha sempre dichiarato sul tempo pieno e quindi penso che la mia scuola non avrà problemi nel soddisfare le richieste espresse in tal senso dai genitori. Detto questo - ha comunque commentato Petralia - aspettiamo chiarimenti in merito alla mensa.

Il ministro <Le domande saranno tutte soddisfatte> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, assicurando che la domanda di tempo pieno «sarà assolutamente soddisfatta». «Con un migliore impiego delle risorse - ha detto il ministro - siamo riusciti non solo a mantenere il tempo pieno, ma ad aumentarlo. Non prevedo problemi, ho parlato con alcuni direttori scolastici regionali e le notizie sono tranquillizzanti»

Imprese in cerca di diplomati tecnici ( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: aggiungendo di condividere l'impegno del ministro Gelmini per debellare una cultura che giudica «di serie b» insegnanti e studenti delle scuole tecniche. Anche perchè, di profili tecnici, pare che ci sia un gran bisogno: «Alle imprese mancano 72 mila tecnici diplomati - dice Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere -.

È boom di richieste per il tempo pieno nelle scuole primarie della città ( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Rassicurazioni arrivano dal ministro dell'Istruzione Gelmini: «La domanda di tempo pieno sarà assolutamente soddisfatta. Non prevedo problemi, ho parlato con i dirigenti scolastici regionali e le notizie sono tranquillizzanti». Sallesea pagina 11 04/03/2009 nascosto-->

scuola, il tempo pieno garantito ma solo a chi sta già frequentando - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ufficio regionale fissa le regole per il prossimo anno dopo la riforma Gelmini Scuola, il tempo pieno garantito ma solo a chi sta già frequentando STEFANO PAROLA I bambini piemontesi che oggi alle elementari frequentano il tempo pieno continueranno a farlo anche nel prossimo anno scolastico. In tempo di pesanti tagli ministeriali è già qualcosa.

"per farmi fare marcia indietro hanno chiesto 100 mila euro di danni" ( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: oltre lei, risulta il Miur nella persona del ministro Gelmini. Come mai? «L´ha stabilito il pm: il ministero risulta parte offesa perché lo Stato viene gravemente danneggiato da questi reati». Il professor Rizzi l´ha citata in sede civile con una richiesta di risarcimento danni per ingiurie di 100 mila euro.

"brogli in commissione, rinviateli a giudizio" - rory cappelli ( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. L´udienza di fronte al Gup si terrà il 5 maggio prossimo. I reati contestati sono quelli relativi all´abuso di ufficio e al concorso in reato perché, si legge nelle motivazioni, «in concorso tra loro i componenti della commissione dichiaravano idonea a ricoprire il posto di professore universitario Mary Fraire adottando motivi non supportati da una corretta valutazione sulla

Sono i rettori a decidere dove tagliare gli sprechi ( da "Italia Oggi" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La seconda è che si tratta di sapere dove il ministro Gelmini intenda tagliare. Il taglio è una necessità di bilancio. Però definito il limite delle risorse disponibili (che è ovviamente opinabile) «dove» tagliare compete solo alle singole università. Lo Stato, da parte sua, per evitare di essere travolto dal suo debito pubblico, deve fare delle economie.

GQ e Current, i nipotini di Report ( da "Italia Oggi" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Onda anti-Gelmini». L'opportunità di passare a un vero e proprio editing, coadiuvati dalla redazione, è stabilita dagli stessi iscritti, che votano le video-inchieste ritenute più interessanti. Il meccanismo di voto vale anche per le campagne pubblicitarie realizzate dagli utenti e seguite con grande attenzione dalla community.

Istruzione tecnica, cantiere aperto ( da "Italia Oggi" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un collegamento che invece il ministro dell'istruzione e dell'università Mariastella Gelmini punta a rafforzare proprio con il nuovo impianto organizzativo previsto per gli istituti tecnici, presentato ufficialmente ieri. «La riforma dell'istruzione tecnica», ha evidenziato il ministro, «ha proprio questo significato: far entrare il mondo del lavoro a scuola».

cinque in condotta - maurizio barbato ( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Palermo CINQUE IN CONDOTTA MAURIZIO BARBATO Missione compiuta. Con la caterva di 5 in condotta anche la scuola si scopre delinquente. Non era questo l´obiettivo di un provvedimento incerto nell´applicazione e che ogni scuola esegue a modo suo, alcune lasciando le cose come prima altre considerando il voto di condotta graduale?

pagelle ko, boom di insufficienze - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Milano Pagelle ko, boom di insufficienze In città record dei 5 in condotta. Il 72% ha materie da recuperare Il provveditore: "A Milano è stato recepito il rigore" I presidi: "Mancano i fondi per i corsi" FRANCO VANNI Insufficienze da record a Milano: il 72% degli studenti delle scuole superiori, dopo il primo quadrimestre,

Il Pdl compatto su Romele È lui il nostro candidato ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ignazio La Russa e Maristella Gelmini, dall'inizio i proconsoli di An e Fi in questa delicata partita elettorale, sono usciti dall'ombra e provato a dare la spallata a favore dei propri «cavalli»: Viviana Beccalossi «sponsorizzata» dal ministro della difesa e Romele da quello dell'istruzione.

commissario in arrivo al "grigoletti" ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In piena coerenza con la nostra battaglia per ottenere l'incasso del credito di 261 mila euro dal ministero dell'Istruzione, maturato dal 2006». Anche nel terzo circolo didattico di Pordenone si sta verificando una situazione analoga, mentre già si temono gli effetti dei tagli previsti dalla riforma Gelmini sugli organici di insegnanti e bidelli.

<Con Bondi indietro di 10 anni E Baricco sbaglia bersaglio> ( da "Riformista, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo scrittore doveva prendersela con la Gelmini e la Rai, altro che il Fus». di Luca Mastrantonio Dal "ma anche" al "ma pure". L'auto-correzione, avversativa, di Giovanna Melandri nel declinare la locuzione democratica per eccellenza, vale più di tanti proclami per spiegare quello che vuole essere il nuovo corso delle politiche culturali del Pd.

Calvisano, una Lega per la Celtic ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che dicono abbia il ministro Maristella Gelmini al proprio fianco, e che ha da vantare il copyright del progetto-Celtic, partorito e partito proprio qui, nella Bassa. Una ormai datata battaglia di Alfredo Gavazzi. Ma i calvisanesi in questo «risiko» di sport e politica non sembrano in pole position, arretrati rispetto a velleità e peso politico di veneti e romani.

Basta un decreto per far sparire 400 mila precari ( da "Riformista, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. E poi ci sono altri 112mila lavoratori a tempo determinato, 80mila contratti di collaborazione coordinata e continuativa, 25mila Lsu e 12mila interinali. «Il governo italiano è l'unico al mondo che, di fronte a una crisi che ogni giorno diventa più drammatica, risponde con il licenziamento dei lavoratori precari nelle pubbliche amministrazioni e nella scuola -

BOLZANO: FITTA SERIE DI INCONTRI A ROMA PER LA DELEGAZIONE DELLE CONSULTE PROVINCIALI DEGLI STUDENTI ( da "marketpress.info" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. In particolare hanno avuto un incontro con la Onlus ?Save the Children?, nel corso del quale è stato presentato il progetto ?Verso una pedagogia dei diritti? e la Carta dello studente proposta dal Ministero e fornita a tutti gli studenti, perché possano avere agevolazioni per cinema, teatro, musei e altri enti culturali.

tempo pieno, più domande che posti - fabio calamati ( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: spesa scolastica del ministro Maria Stella Gelmini a far cambiare abitudini alle famiglie pistoiesi. Nelle scuole elementari cittadine il tempo pieno e il tempo prolungato sono sempre stati in cima alle scelte di chi si iscrive. E anche stavolta è andata così: tante, tantissime le richieste delle 30 e 40 ore settimanali, nelle domande di iscrizione in prima chiusesi il 28 febbraio,

un summit per fare il punto ( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma veder smentito dalle scelte delle famiglie il modello di scuola promosso dal ministro Gelmini è una magra soddisfazione. In questo momento prevale la preoccupazione, sia per le famiglie con domande in esubero, sia per gli insegnanti, visto che il modello del maestro unico è previsto anche per il tempo pieno. Oggi i sindacati scuola faranno il punto della situazione.

cosa c'è dietro il 5 in condotta? ( da "Nuova Sardegna, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini colpisce duro fin dal primo quadrimestre scolastico, ma non in maniera così catastrofica come evidenziato dai titoli dei giornali. Il dato più eclatante, infatti, si riferisce alla scuola media superiore, con oltre 34 mila "bocciature" del comportamento degli studenti più indisciplinati, che a fronte di una popolazione scolastica in quel settore di oltre 1 milione e settecentomila

sacro cuore la curia cerca un compratore ( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Caffarra ha messo al primo posto del suo ministero il compito educativo e la chiusura di una scuola cattolica, che è un servizio pubblico, è un fatto che dispiace. Tutti stiamo lavorando, anche il Comune, per salvare la scuola». Ieri l´assessore Merola ha incontrato le suore ribadendo che il Comune sta lavorando all´ipotesi di vincoli.

Riforma Gelmini: dirigenti scolastici in trasferta a Roma ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 8 Riforma Gelmini: dirigenti scolastici in trasferta a Roma CASALPUSTERLENGO CASALPUSTERLENGO SI CONCRETIZZA l'ipotesi della trasferta a Roma dei dirigenti scolastici delle superiori del Lodigiano per chiedere al Governo attenzione nei tagli degli indirizzi sperimentali previsti dalla riforma Gelmini.

Romele leader Pdl per le Provinciali ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sostenuto dal ministro Gelmini, è arrivato dopo una serie di colloqui telefonici nella giornata di ieri tra lo stesso ministro della Difesa ed il premier Silvio Berlusconi. Romele sarà dunque il candidato del popolo della Libertà al posto di Viviana Beccalossi, inizialmente in pole per la corsa alla presidenza della Provincia e sui cui era arrivato l'

tutti chiedono il tempo pieno ( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le iscrizioni in prima elementare si sono chiuse bocciando la riforma del ministro Gelmini Tutti chiedono il tempo pieno Ma i posti a disposizione non saranno sufficienti PISTOIA. A Pistoia ancor più che nel resto d'Italia, le famiglie hanno confermato la preferenza per il tempo pieno a 40 ore settimanali come formula oraria per le scuole elementari.

boom di conferme per il tempo pieno, resta il rebus docenti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la maggior parte delle famiglie boccia la riforma Gelmini La stragrande maggioranza delle famiglie udinesi alle prese con l'iscrizione dei figli nelle elementari ha confermato il modello educativo tradizionale, vale a dire il tempo pieno o le 30 ore settimanali. Anche in città, insomma, la riforma Gelmini è stata bocciata.

parte la raccolta firme di italia dei valori per ripristinare il tempo pieno a scuola ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. «Il tempo pieno - afferma De Lorenzi - risulta un modello di scuola in grado di rispondere qualitativamente e flessibilmente alle sempre più numerose necessità dell'utenza e del contesto socio-economico, atteso anche che la ricchezza dell'offerta formativa e la capacità di gestione delle problematicità all'interno delle classi risultano elargibili grazie alle risorse umane

carlesi: per aiutare prato ripensare ai tagli sulla scuola ( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini». Lo dice il candidato sindaco del centrosinistra, Massimo Carlesi. «In una città come la nostra, la maggior parte delle famiglie troveranno la brutta sorpresa di un orario scolastico diverso da quello scelto dai genitori - osserva Carlesi - I genitori, infatti, contano di poter usufruire dell'orario lungo come di un vero e proprio orario di lezione e non come un semplice

Bocciata la scelta delle 24 ore settimanali per i bambini che il prossimo anno scolastico an... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che prepara lo sciopero del 18): non ha trovato consensi la riforma Gelmini con il modello delle 24 ore. A Torrette, la elementare Don Milani di via Metauro addirittura per la prima volta nella storia della scuola ha avuto la richiesta per una classe a tempo pieno. Ma la vera incognita ora è quella degli organici Le scelte.

Nel clima di generale incertezza per il futuro occupazionale di molti lavoratori si inserisce la pre... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nel contesto della riorganizzazione disposta dal ministro Maria Stella Gelmini, i precari vedono allontanarsi ulteriormente la prospettiva di un passaggio di ruolo. Per mettere in piedi delle soluzioni la Uil scuola ha elaborato una proposta per la categoria che verrà illustrata nel corso del comitato direttivo che si terrà oggi.

Tarantola: nel Paese troppi analfabeti in campo economico ( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini), Vice direttore generale della Banca d'Italia, rivela in un intervento al Cnel, dedicato al ruolo della formazione tecnica,i contenuti di un'indagine di via Nazionale. «Circa la metà delle famiglie italiane non dispone delle nozioni fondamentali per effettuare con competenza le operazioni finanziarie più diffuse.

Più tecnici per la ripresa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)
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Abstract: Uno studente su due sarà coinvolto dalla riforma dell'istruzione del ministro Gelmini Più tecnici per la ripresa Sul mercato 170mila specialisti contro un fabbisogno di 335mila Eugenio Bruno ROMA Dalla crisi si esce anche e soprattutto puntando sull'istruzione. In particolare su quella tecnica che va resa più adeguata alle esigenze del nostro tessuto produttivo.

"va bene gaber, ma tutti gli altri?" - giuseppe videtti roma ( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
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Abstract: sulla scelta della Gelmini di portare il cantautore nelle scuole Zucchero: "Giusto, ma ora pensiamo agli altri, a De André, a Guccini, ai poeti della musica" Linus: "Si studino anche Mogol e Battisti". Lodoli: "Meglio portare i ragazzi a teatro" GIUSEPPE VIDETTI ROMA L´educazione musicale nelle scuole è colpevolmente trascurata,

vocabolario ( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: introdotto dalla Gelmini. Così all'articolo 4 del decreto del 1 settembre 2008 che ha innescato le polemiche: «Le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate a un unico insegnante e funzionanti con orario di 24 ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie,

le famiglie bocciano il maestro unico ( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini? Bocciata. Il maestro unico? Non lo vuole nessuno (o quasi). Al primo vero appuntamento con gli «scrutini» sulle scelte della ministra dell'Istruzione, le famiglie livornesi hanno dato un giudizio inequivocabile. Il 28 febbraio si sono chiuse le iscrizioni alla prima elementare: qui da noi è confermatissimo il trend nazionale che ha visto il 90%

nasce un'associazione anti-gelmini ( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
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Abstract: associazione anti-Gelmini LIVORNO. Bocciato il modello del maestro unico? «Non è una sorpresa, bastava mettere un po' il naso dentro le scuole in questi mesi per capire che così sarebbe stato». I genitori livornesi l'aspettavano al varco la Gelmini: hanno messo su un ambaradan di assemblee, raccolte firme, volantinaggi,

SCUOLA. PRESENTAZIONE DELLA MATERIA "CITTADINANZA E COSTITUZIONE" ( da "AgoPress" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, presenterà l?atto di indirizzo dell?insegnamento ?Cittadinanza e Costituzione?. Parteciperanno il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, il comandante generale dell?Arma dei carabinieri, Gianfranco Siazzu, ed il presidente dell?

Legnano e Parigi diplomi di moda ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Xavier Darcos, e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Lunedì Elena Falco, la preside poliglotta dell'Istituto Dell'Acqua (anche Cavaliere al merito della Repubblica per la sua attività di divulgatrice nel mondo della cultura italiana), ne ha parlato con l'ambasciatore di Francia in Italia, S.

Bocciata anche l'istituzione famiglia ( da "Nuova Ferrara, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sul decreto Gelmini Le risposte alla «Nuova» L'introduzione del 5 in condotta, al battesimo della prima pagella, ha catturato - come era prevedibile - l'attenzione di giornali e tv, studenti, insegnanti e famiglie. I primi dati nazionali confermano che gli allievi che dovranno rimettersi in carreggiata per evitare la bocciatura non rappresentano solo casi isolati.

Guida per gli alunni disabili ( da "Nuova Ferrara, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini abbia posto le premesse per una forte riduzione della qualità dell'integrazione scolastica nel prossimo futuro. Infatti aumentare il numero di bambini per classe laddove vi sono bambini con diverse abilità peggiorerà sensibilmente la qualità di scolarizzazione di questi bambini proprio a causa del sovraffollamento delle classi.

La Russa: <Tre candidati in quota An Nel Pdl non ci sono figli e figliastri> ( da "Corriere della Sera" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: su cui lo stesso La Russa si era scontrato aspramente con la collega Mariastella Gelmini, andrà al rappresentante di FI, uomo fidato della Gelmini stessa, Giuseppe Romele. Soddisfatto, anche se avete rinunciato a Brescia? «Le cose sono andate diversamente. Ancora l'altra mattina, dopo un colloquio telefonico con Berlusconi, tutti avevano accettato di candidare Viviana Beccalossi».

<La protesta è saltata? Ma le ragioni rimangono> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: questi emergono i nuovi decreti attuativi della riforma Gelmini, come quello del voto in condotta e la riorganizzazione degli istituti tecnici. In particolare il movimento studentesco vuole contestare la mancanza di criteri oggettivi sulla valutazione della condotta e la riorganizzazione degli istituti professionali che prevede un taglio di ore di lezione da svolgere in laboratorio,

di SAVERIO MIGLIARI SI SONO DATI appuntamento all'intervallo nel cortile ... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: IN DEFINITIVA, Coppola giudica positivamente l'utilizzo dei cinque in condotta: «Era da tempo che aspettavamo di avere questa possibilità. Spero che il ministro decida di fare conteggiare il voto in condotta in media con gli altri voti scolastici.

Cisl-Scuola ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 30, il sindacato Cisl-Scuola celebra il terzo congresso territoriale. I lavori si tengono nei locali dell'istituto alberghiero di via Carducci (foto) e saranno affrontati i temi scolastici dl momento con particolare riferimento alla razionalizzazione conseguente all'applicazione dei decreti Gelmini.

E il video <scagiona> Silvio Nessuna gaffe con Sarkozy ( da "Corriere della Sera" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: degli accordi bilaterali in materia di scambi culturali e di istruzione firmati dal ministro Mariastella Gelmini e dal suo omologo francese Xavier Dercos. E' infatti a questo punto che Berlusconi ricorda di aver studiato alla Sorbona. Interrogato sull'argomento, Barthes non ritratta e non conferma. «Abbiamo ascoltato la conferenza stampa ed eravamo sicuri di ciò che abbiamo sentito.

Elementari, nessuno ha chiesto l'orario ridotto ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: orario ridotto Bocciata dai genitori la novità della riforma Gelmini L'ORARIO RIDOTTO nella scuola primaria non piace alle famiglie. Le 24 ore settimanali, una delle novità della riforma Gelmini, sono state richieste solo da 33 genitori in tutta la provincia: poco più dell'1% degli iscritti alla prima elementare 2009-2010, che in totale saranno 3029.

Tempo pieno, prime in bilico <Subito le richieste o si salta> ( da "Corriere del Veneto" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mentre il ministro Gelmini rassicura le famiglie che le domande di «tempo pieno» saranno soddisfatte, il provveditore agli studi di Treviso mette fretta ai dirigenti delle scuole della Marca, lanciando un appello di solerzia e rapidità nell'inserimento informatico dei dati relativi alle iscrizioni: «è necessario che i numeri arrivino presto al ministero &

A spasso con Gaber tra musica e ricordi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Eulalia Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini lancia l'iniziativa: Giorgio Gaber verrà studiato a scuola. «Può essere fonte d'insegnamento per i giovani. È stato un grande esempio di libertà ma anche di rigore», ha dichiarato la titolare del dicastero presentando il progetto pilota che al momento impegnerà solo la Lombardia.

Tempo pieno, scuole in difficoltà A rischio centinaia di famiglie ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: al fine di capire quale sia il reale impatto della riforma Gelmini. Mentre il ministro afferma che i fondi si troveranno e rischi non ce ne sono. «Io intanto avevo fatto richiesta delle 40 ore dice una mamma e mi è stato risposto che difficilmente verrò accontentata». Per quanto riguarda l'anno scolastico 2008/2009, in provincia di Ferrara sono 3.

Distretto del mare nel Piano nazionale ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 6 Distretto del mare nel Piano nazionale RICERCA FORCIERI ALL'INCONTRO CON IL MINISTRO GELMINI IL SENATORE Lorenzo Forcieri ha espresso soddisfazione per «le linee indicate dal ministro Gelmini per il futuro dei distretti tecnologici» nell'incontro a Roma a cui hanno partecipato i rappresentanti di tutti i distretti tecnologici.

<Classi affollate, 300 docenti in meno> ( da "Corriere del Veneto" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e questo per volere dei nuovi parametri della legge Gelmini. Se fino ad oggi il numero massimo in ogni classe era di 26 studenti, dall'anno prossimo si arriverà fino a 28 e oltre. Addio alle classi da venti alunni soprattutto alle superiori, dove gli studenti non potranno essere, per legge, meno di ventisette.

Le famiglie ravennati bocciano' la riforma Gelimini ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: bocciato il ministro Gelmini, il suo maestro unico, la riduzione del tempo scuola e le scelte complessive del Governo su questo tema»: lo sostiene Monica Ottaviani, segretaria generale del sindacato scuola Cgil, sulla base dei dati sulle iscrizioni. «Dai primi dati in nostro possesso spiega infatti le famiglie ravennati scelgono nella scuola primaria per il 51 per cento il tempo pieno (

Pagelle, un campo minato Pioggia di insufficienze: studenti bocciati in condotta ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per svogliati e bulli dopo il giro di vite imposto dal ministro all'Istruzione Gelmini che ha ripristinato e rivalutato' il voto in condotta e messo sull'attenti chi tenta di strappare' una promozione nonostante le insufficienze. Che ci sono, eccome. CERTO, SI TRATTA di giudizi parziali e non definitivi ma, per i 19.659 ragazzi (su 28.

<Maestro unico, alle famiglie non piace> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La pseudo riforma dice il segretario provinciale Cinzia Cornia la pseudo riforma Gelmini si è rivelata un autentico fallimento». Il maestro unico per Cornia «è stato bocciato anche dalle famiglie modenesi, così come errate si dimostrano le previsioni e i sondaggi del governo che davano prevalente l'orientamento delle famiglie italiane per il maestro unico».

Il decreto del ministro Gelmini prevede la bocciatura immediata per gli studenti che nella pa... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: MODENA PRIMO PIANO pag. 3 Il decreto del ministro Gelmini prevede la bocciatura immediata per gli studenti che nella pa... Il decreto del ministro Gelmini prevede la bocciatura immediata per gli studenti che nella pagella di fine anno avranno cinque in condotta

<E' importante ha detto la Gelmini restituire alla scuola il ruolo di age... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: MODENA PRIMO PIANO pag. 3 «E' importante ha detto la Gelmini restituire alla scuola il ruolo di age... «E' importante ha detto la Gelmini restituire alla scuola il ruolo di agenzia del sapere ma anche la sua funzione educativa e il ritorno a un certo rigore»

SE I DATI di metà anno riguardo le insufficienze non sono incoraggianti ... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E domani (oggi, ndr) il ministro Gelmini presenterà una nuova materia legalità e costituzione'. Dunque ci sono vari strumenti per insegnare agli studenti un comportamento educato». IL DIRIGENTE scolastico si rivolge poi ai ragazzi invitandoli a migliorare: «Il primo quadrimestre va sempre male.

Baliani il maestro unico ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nonostante la riforma Gelmini. «La sua inadeguatezza riguarderebbe, infatti, l'assenza di prospettive che ancora oggi la scuola riserva a moltissimi », assicura alla vigilia della prima barese della Notte delle lucciole l'attore Marco Baliani, un gigante del teatro di narrazione che alle parole di Sciascia dà voce in un'aula scolastica,

<La storia? Si studierà in inglese> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si studierà in inglese» LA NOVITÀ GELMINI: «IL PROGETTO NELL'ANNO DELLA MATURITÀ» L'IDEA Il ministro Mariastella Gelmini (Ansa) ROMA «PENSIAMO di introdurre nell'anno della maturità, dunque l'ultimo anno del corso di studi, l'insegnamento di una materia, la storia piuttosto che la matematica, in una lingua straniera».

Cinque in condotta I più indisciplinati? Nei <professionali> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: percentuale di ragazzi con insufficienze in pagella nelle normali materie di studio e il peso dei cinque in condotta sul complesso dei voti in "comportamento". LA PRIMA serie di dati testimonia la grandissima diffusione di insufficienze un po' in tutti gli indirizzi di studio: si va da un minimo del 58,6 per cento di ragazzi con almeno una insufficienza al liceo scientifico all'

Francesca racconta ciò che le donne tacciono ( da "Giorno, Il (Milano)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alitalia al ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini; per passare alle tematiche che riguardano i sentimenti, l'amore e la vita di coppia. Temi portanti che sono poi arricchiti da un piccolo bagaglio dei repertori di personaggi più classici parodiati dall'attrice: Donatella Versace, Sofia Loren, Sabrina Ferilli.

Senza futuro. Scuola che naviga a vista ( da "Provincia Pavese, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in perfetto stile gelminiano. Fabrizio Garlaschelli Pavia Carbonara, non è la sede del Partito Democratico Con riferimento a quanto pubblicato sulla Provincia Pavese del 25 febbraio, in merito all'inaugurazione della sede del Partito Democratico a Carbonara al Ticino, vorremmo precisare, a parziale rettifica del contenuto dell'articolo,

Elementari, le famiglie chiedono il tempo pieno ( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dei quattro modelli offerti dalla riforma Gelmini, il più gettonato è quello delle 40 ore settimanali. In pratica il tempo pieno, un servizio peraltro che a Milano era pressoché generalizzato, ma anche fuori città la tendenza viene pienamente confermata. L?ufficio scolastico regionale ha già svolto un primo sondaggio su un campione di 30 scuole per provincia.

<Classi ghetto> alla scuola Pisacane: tre bambini italiani e diciotto stranieri ( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. «Le ho chiesto - spiega il deputato - di emanare una circolare perentoria per il prossimo anno scolastico, che stabilisca la quota di stranieri per classe, sull'esempio di quanto fatto già a Vicenza dalla sinistra, che ha proposto un accordo sottoscritto dai municipi che fissa un tetto massimo (non più di 3 stranieri ogni 10 italiani)

Il video "scagiona" Silvio: nessuna gaffe con Sarkozy ( da "Corriere.it" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: degli accordi bilaterali in materia di scambi culturali e di istruzione firmati dal ministro Mariastella Gelmini e dal suo omologo francese Xavier Dercos. E' infatti a questo punto che Berlusconi ricorda di aver studiato alla Sorbona. Interrogato sull'argomento, Barthes non ritratta e non conferma. «Abbiamo ascoltato la conferenza stampa ed eravamo sicuri di ciò che abbiamo sentito.

Dopo la scelta dei genitori che ha di fatto bocciato l'opportunità offerta dalla riforma G... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi Dopo la scelta dei genitori che ha di fatto bocciato l'opportunità offerta dalla riforma Gelmini ora si attende di capire quale sarà la reale disponibilità di docenti per soddisfare le esigenze di scolari e famiglie

JESI - Il tanto dibattuto maestro unico delle scuole elementari, re-introdotto in maniera fa... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 04-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: maniera facoltativa per le prime classi dalla contestata riforma Gelmini, non sembra convincere più di tanto le famiglie jesine, che continuano a preferire il "vecchio" sistema. In due dei quattro Istituti Comprensivi della città infatti - il Lorenzo Lotto e il Carlo Urbani - non è pervenuta alcuna nuova iscrizione per le 24 ore settimanali previste dalla 169/2008 (insegnante unico),

<Più collaborazione tra scuola e impresa> ( da "Avvenire" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Questo rappresenta un forte handicap per il nostro tessuto produttivo, «ma la strada che il ministero sta tracciando è quella giusta per invertire questa tendenza» ha concluso Galassi. Raoul Bianchini Il ministro Gelmini: ripartire dalla formazione Sette diplomati su dieci hanno trovato occupazione Mariastella Gelmini

Balena rossa la trionferà?. ( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Riforma pensioni: 65 anni per le donne Ma Cisl e Cigl mettono già il veto: "No"Stupro della Caffarella: dna scagiona i romeni, in attesa dei test finaliOrte,

DROGA: GELMINI, BASTA GIUSTIFICARE CHI LA USA ( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, durante la conferenza stampa sul nuovo Portale DrugFree.Edu, presentato questa mattina dal Sen. Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla Droga. ''Compito dei genitori e della scuola - ha detto Gelmini - e' rendere i ragazzi piu' critici nei confronti della droga.

DROGA: GIOVANARDI, ECCO IL PORTALE PER SAPERNE DI PIU' ( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Presidenza del Consiglio con delega alla Droga insieme dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, il portale ''si rivolge soprattutto a studenti, insegnanti, genitori e educatori e offre format differenziati in funzione dei suoi destinatari - ha spiegato Giovanardi - i suoi contenuti sono ben accessibili e scaricabili da tutti e offrono informazioni uniformi e corrette''.

SCUOLA: GELMINI, DA SETTEMBRE L'ORA DI 'CITTADINANZA E ( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: legge 169 e presentata oggi a Palazzo Chogi dal ministro Gelmini. ''Non sara' la vecchia ora di Educazione civica - ha avvertito il ministro - ma un'ora di educazione alla cittadinanza, per insegnare ai ragazzi i valori e i principi contenuti nella nostra Costituzione''. Ma ci sara' spazio anche per ''l'educazione stradale, l'educazione ambientale e quella ai sani stili di vita,

Scuola/ 5 in condotta, per 97% italiani è colpa degli ( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I più indisciplinati sono gli alunni degli istituti tecnici e professionali, in particolare del sud. Per tutti gli studenti, comunque, il 5 in condotta fortemente voluto dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini suona già come una minaccia di bocciatura.

Droga/ Giovanardi: Al via nuovo sito per studenti e ( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Puntiamo - ha spiegato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini - alla prevenzione. Spesso per i giovani che si drogano si trovano giustificazioni, a volte anche legittime. Però - ha sottolineato - bisogna trasmettere ai ragazzi il senso di responsabilità, evitando di individuare sempre alibi e giustificazioni.

Don Ciotti: Il 21 marzo giornata impegno,100mila giovani a ( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nuovo insegnamento su cittadinanza e costituzione annunciato dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La scuola, ha sottolineato don Ciotti, deve intervenire soprattutto nei territori dove la dispersione è più alta. "Il mondo della scuola spesso dimostra grande generosità in territori a volte difficilissimi", ha detto, spiegando che bisogna insistere in questa direzione.

Scuola, vanno di moda le trenta ore ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dopo la riforma Gelmini: «Non ci sono garanzie sull'organico. Poi sia gli enti locali sia le scuole hanno pochi fondi». «Attendiamo la dotazione organica e speriamo che sia sufficiente a garantire il modello da 30 ore scelto così ampiamente», è intervenuta Marina Bosari, direttrice del Secondo Circolo.

Cittadin (Cisl): Ridurre i tagli degli organici ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: incontro che le organizzazioni sindacali avranno con il ministro Mariastella Gelmini. «La scuola è seria: va trattata con serietà e risponderà con serietà - spiega Cittadin - ed è questo l'atteggiamento con cui andiamo all'incontro con il ministro per discutere i regolamenti già passati in prima approvazione nel Consiglio dei Ministri del 18 dicembre.

Pronti a collaborare, ma più per opportunità che per convinzione. Ieri l'assessore al... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mingardi ha chiesto ai Comuni di presentare le eventuali osservazioni entro due mesi, per arrivare a un'approvazione a primavera che tenga conto dello sguardo d'insieme. D'altronde il Pum, del professor Pietro Gelmini, ha una connotazione sovracomunale proprio perché tra le città non c'è più soluzione di continuità e la sinergia è d'obbligo. Alvise Sperandio

Ieri l'assessore provinciale Galvanin ha dato i termini ai Comuni per indicare i tecnici che monitoreranno gli edifici Scuole, si prepara la squadra antisismi ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. In seguito al crollo di un controsoffitto avvenuto in una scuola di Rivoli il 25 novembre 2008, nel gennaio scorso il Ministero ha fornito alle Regioni le direttive per la costituzione di gruppi di lavoro da impegnare per l'individuazione di situazione di rischio connesse alla vulnerabilità di impianti e di elementi di carattere non strutturale negli edifici scolastici.

A Soranzen elementari a rischio chiusura Le poche preiscrizioni alla classe prima potrebbero costringere la direzione a far dirottare i bimbi verso il capoluogo ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: andasse a confrontarlo con i parametri del nuovo decreto Gelmini, che richiedono a tutt'oggi un minimo di quindici alunni per classe. La primaria di Soranzen rischierebbe così, ad oggi, di perdere la prima classe, e sarebbe a detta di molti un peccato, dato che la sede scolastica intitolata al pittore Romano Ocri offre un servizio importantissimo alle frazioni più staccate dal centro,

La riforma Gelmini paralizza la nostra scuola, sos al comune ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini paralizza la nostra scuola, sos al comune» Mercoledì 4 Marzo 2009, PIEVE DI SOLIGO - (to.bi.) Con la riforma Gelmini l'istituto comprensivo di Pieve di Soligo ci rimette. A sostenerlo sono due che la scuola che ha base in via Battistella a Pieve e plessi a Pieve, Barbisano, Solighetto e Refrontolo la conoscono bene.

(Fr.Ca.) Il sindaco Massimiliano Barison sventola con soddisfazione la missiva di Giuseppe Cosentino... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: certezze e sta lavorando per ottenere un appuntamento a Roma con il ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini dopo il forfait dell'altro giorno. Intanto si sprecano i colpi di scena. La conferenza Stato-Regioni in programma il 7 marzo è confermata; tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni non è affatto sicuro che nell'occasione verranno assegnati gli insegnanti Regione per Regione.

Este Tre ore di discussione politica a tratti incandescente ma poi tutti d'accordo (o quasi... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Gelmini di assicurare alla Regione Veneto un numero di docenti adeguato a mantenere il "tempo lungo" nelle elementari. Tutti sì e solo un'astensione (della leghista Goisis) su un ordine del giorno che -ha spiegato il sindaco Piva- è stato stilato dai 22 primi cittadini della Bassa padovana, sia di destra che di sinistra.

ELENA ROMANAZZI ROMA. È GIà SERA QUANDO IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, REN... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini ancora una volta, ieri, ha garantito che le famiglie verranno accontentate. «Noi - spiega il ministro - abbiamo abolito il modulo (tre docenti divisi su due classi ndr) indipendentemente dalla scelta dei genitori, in ogni tipo di quadro orario i ragazzi avranno un maestro unico di riferimento,

DIAMANTE MAROTTA AUMENTANO I PENSIONAMENTI NEL COMPARTO SCUOLA IN PROVINCIA DI CASERTA. SARANNO, ... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E per il prossimo anno si prevedono con la riforma Gelmini e l'insegnante prevalente ulteriori tagli in organico per la scuola primaria. Cosa che penalizzerà esclusivamente gli oltre 11mila precari casertani inseriti in graduatoria che vedranno sfumare per l'ennesima annata l'agognata nomina annuale.

Un sito per dire no alle droghe ( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: allarme lanciato dal ministro Gelmini "Purtroppo, si abbassa sempre di più l?età in cui si viene a contatto per la prima volta con le droghe - ricorda il ministro dell'Istruzione Gelmini - ora è a 12 anni. Serve un impegno ancora più forte sul fronte della prevenzione, conivolgendo in un rapporto sempre più stretto la scuola e la famiglia.

In An? Più berlusconiani che finiani... Silvio spedisce Gianfranco a Bruxelles pag.2 ( da "Affari Italiani (Online)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: soprattutto il premier che potrebbe scegliere il delfino tra i suoi fedelissimi. Giulio Tremonti? Non solo lui. C'è anche Roberto Formigoni e, perché no, qualche ministro dell'attuale governo. Come Renato Brunetta, Maurizio Sacconi e la "politica" e non tecnica Mariastella Gelmini. < < pagina precedente

Scuola, Stamboulis: "Le famiglie non riconoscono nel modello un'offerta formativa valida" ( da "Sestopotere.com" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Di fronte alla clamorosa bocciatura delle famiglie di questo modello, la Ministra Gelmini parla d'altro, distraendo l'attenzione sugli studenti stranieri, capi espiatori di qualsiasi problema nazionale, e sulla Storia insegnata in inglese". "Siamo fortemente preoccupati dell'effetto che avrà questa riforma - continua Stamboulis - .

Scuola/ Lumia: Su legalita' nostre proposte, senza baratti ( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: iniziativa presentata dal ministro Gelmini di introduzione nelle scuole dei corsi su Cittadinanza e Costituzione. "Non vorremmo - commenta in una nota - che questa iniziativa così importante fosse solo uno stratagemma per distogliere l'attenzione dal rifiuto della stragrande maggioranza delle famiglie italiane della riforma Gelmini, in particolare,

Scuola/ Flc-Cgil: Bene Costituzione ma non in ore altre ( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. "La Costituzione italiana ha avuto storicamente una funzione molto importante e se si insegna lo si deve fare in maneria seria, con rigore, senza sostituirla ad altre materie", continua Pantaleo: "Il punto è come si insegna, non si tratta solo di nozioni, ma di farne capire il valore e le radici,

Tutti i segreti del congresso del Pdl">In An? Più berlusconiani che finiani... Tutti i segreti del congresso del Pdl pag.2 ( da "Affari Italiani (Online)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: soprattutto il premier che potrebbe scegliere il delfino tra i suoi fedelissimi. Giulio Tremonti? Non solo lui. C'è anche Roberto Formigoni e, perché no, qualche ministro dell'attuale governo. Come Renato Brunetta, Maurizio Sacconi e la "politica" e non tecnica Mariastella Gelmini. < < pagina precedente

Dieci in condotta a Giorgio, la Gelmini dice sì ( da "Affari Italiani (Online)" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Politica La Gelmini: al fidanzato Giorgio 10 in condotta Mercoledí 04.03.2009 15:50 Sempre più conferme per Mariastella Gelmini in vista delle nozze. Il fidanzato Giorgio, geologo bergamasco, è l'uomo giusto. E' galante, gentile insomma un uomo da sposare.

Arriva il portale contro la droga ( da "RomagnaOggi.it" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: org è stato presentato a Palazzo Chigi da Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, dal sottosegretario per la droga e la famiglia Carlo Giovanardi e da Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Un portale rivolto ovviamente agli studenti ma anche a genitori e insegnanti, allo scopo di aiutarli nell'interazione e nel dialogo con i ragazzi,

(AGR) AUTILIO: ATTENZIONE E IMPEGNO SU INIVERSITA' E RICERCA ( da "Basilicanet.it" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: di confronto con il Ministro Gelmini. Agli studenti che frequentano il nostro Ateneo â?? ha aggiunto â?? dobbiamo fornire risposte puntuali per garantire il diritto allo studio e per migliorare i servizi residenziali e culturali già esistenti. Nel prendere atto dellâ??impegno del Governo nazionale a dare concreta attuazione con un primo finanziamento ai tre Centri di ricerca già

Scuola. Gelmini: Cittadinanza e Costituzione al via da settembre ( da "Legambiente" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: Cittadinanza e Costituzione al via da settembre Legambiente: “Bene, ma l?impegno educativo sia trasversale alle discipline e ispirato alle buone pratiche già in campo” “Ci sembra importante che finalmente si stia ponendo un'attenzione specifica all'educazione alla cittadinanza e alla costituzione.

A lezione di Costituzione fin dall'asilo per imparare ad essere bravi cittadini ( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini annuncia che dal prossimo settembre in tutte le scuole si insegnerà "Cittadinanza e Costituzione ". Alle superiori partirà pure l'educazione stradale con la possibilità per gli studenti di conseguire il patentino. Roma. Arrivano in classe l'insegnamento della Costituzione, l'educazione ambientale,

8 marzo, un premio nazionale ai ragazzi del Romagnosi ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Roma dal presidente Napolitano e dal ministro Gelmini. Duemila euro e l'onore di essere ricevuti al Quirinale. Pagina culturale, pagina di cronaca, sportiva e musicale. Tutto sul coraggio al femminile. Dal concerto alla Casa della musica per ricordare Miriam Makeba, la regina dell'afro music, al campo sportivo di Kabul, dove le donne con il velo si allenano per la partita di calcio.

ÂÂ"CITTADINANZA E COSTITUZIONEÂÂ" AL VIA LA SPERIM ( da "WindPress.it" del 04-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Mariastella Gelmini ha presentato questa mattina a Palazzo Chigi il documento dâ??indirizzo per la sperimentazione dellâ??insegnamento di â??Cittadinanza e Costituzioneâ?. Grazie allo studio di questa nuova materia gli studenti avranno lâ??opportunità di approfondire il testo della nostra Carta Costituzionale, sperimentare forme di partecipazione attiva alla vita democratica,


Articoli

Mezzetti Belletti sconfitta finisce in prima categoria (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

BOCCE. PLAY OUT A VOLTRI Mezzetti Belletti sconfitta finisce in prima categoria E' sfumata la possibilità di mantenere una formazione del Novarese nel campionato di serie C di bocce al volo dopo la sconfitta 9-7 che la Mezzetti Belletti ha rimediato che sul campo di Voltri. Il match era valido per i Play out ed è stato organizzato in campo neutro. Il team del presidente Enzo Gelmini allenato da Roberto Bellora si è trovato a confrontarsi con la Bolzanetese. Entrambe le formazioni si erano classificate all'ultimo posto dei rispettivi gironi, al termine della regular season di serie C. «Due squadre erano sullo stesso livello - dice il tecnico della Mezzetti Belletti - avendo rimediato sette sconfitte ed un solo pareggio». La sconfitta è maturata sommando i risultati negativi registrati dai componenti della squadra galliatese nelle diverse discipline: «Abbiamo sùbito il dominio dei nostri avversari nella navetta, nella staffetta. Abbiamo vinto nel tiro tecnico e pareggiato nel combinato. Persa anche la terna ed una coppia. Le vittorie in una gara a coppie e nell'individuale non hanno salvato il risultato». Se non ci saranno ripescaggi dell'ultim'ora, per la stagione 2009-2010 la Mezzetti Belletti retrocede in 1ªcategoria.\

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Cerise: L'impegno di un consigliere è a tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

IL CASO CAVERI MONTE BIANCO ECONOMIA LEGGE GELMINI All'interno Cerise: «L'impegno di un consigliere è a tempo pieno» Odissea sulla Nord delle Jorasses Salvati 3 alpinisti Aumentano gli aiuti per le piccole e medie imprese Cinque in condotta sulla pagella di 34 studenti Intervento Gianluigi Miletto Gianpaola Charrère Laura Secci

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La scure del 5 in condotta risparmia i valdostani (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

La legge Gelmini La scure del 5 in condotta risparmia i valdostani Al primo quadrimestre sono 34 i "cattivi" nelle scuole superiori [FIRMA]LAURA SECCI AOSTA La pioggia dei 5 in condotta caduta sulle pagelle degli alunni italiani non ha bagnato gli studenti valdostani. In tutte le scuole secondarie di secondo grado della regione, infatti, non c'è nemmeno uno studente che ha terminato il primo quadrimestre con la sola insufficienza in condotta. «Il dato è decisamente positivo - commenta la sovrintendente regionale agli studi, Patrizia Bongiovanni - soprattutto se lo confrontiamo con i risultati ottenuti dalle scuole nelle altre regioni italiane». Ottomila 151: tanti sono gli alunni delle scuole superiori italiane ad avere come sola insufficienza quella sul comportamento, secondo quanto rilevato e reso noto dal ministero dell'Istruzione. Il numero sale a 34.311 se all'insufficienza in condotta si aggiunge quella ottenuta in altre tre materie. In Valle d'Aosta sono 34 i ragazzi che, oltre a non essersi meritati un voto in condotta sufficiente, non hanno raggiunto la soglia del 6 in tre materie. Mentre nel resto dell'Italia i più indisciplinati risultano essere i ragazzi degli istituti professionali, seguiti da quelli dei tecnici, in Valle d'Aosta è l'opposto. Gli studenti iscritti alle scuole tecniche si dimostrano i più turbolenti con una percentuale di 5 in condotta del 2,6 per cento sul totale (che corrisponde a 23 alunni su 868 scrutinati). La percentuale cala nettamente analizzando le pagelle degli studenti iscritti a una scuola professionale, che rappresentano il numero più alto di alunni della scuola secondaria: 1361 scrutinati, di cui lo 0,51 per cento ha riportato un'insufficienza in condotta e in altre materie. Tra i banchi dei liceali, gli scatenati sono 4 e frequentano tutti il primo anno. Anzi, sarebbe più corretto parlare di «scatenate» considerato che 3 delle 4 insufficienze nel comportamento sono andate ad alunne del «gentil» sesso. Non è così nelle altre scuole valdostane. Infatti su un totale di 34 «indisciplinati», la maggior parte sono ragazzi (26), mentre il numero delle ragazze si ferma ad 8 (alle 3 che frequentano una scuola a indirizzo liceale o artistico si aggiungono 5 iscritte all'istituto tecnico). In base alle nuove regole la condotta fa media con le altre materie: e forse è questo uno dei motivi per cui gli studenti che frequentano l'ultimo anno sembrano essere i più disciplinati, in vista dell'esame di Maturità. Solo uno studente (su 718 iscritti al 5° anno) ha un'insufficienza sulla pagella. Ma cosa hanno fatto questi 34 studenti per guadagnarsi un 5 in condotta? «La votazione insufficiente - spiega il decreto - può essere attribuita in presenza di comportamenti di particolare e oggettiva gravità». Inoltre «presuppone che il consiglio di classe abbia accertato che lo studente nel corso dell'anno sia stato destinatario di almeno una sanzione disciplinare che comporti l'allontanamento temporaneo per periodi superiori ai quindici giorni» e che, dopo la sospensione, «non abbia dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento, tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento nel suo percorso di crescita e di maturazione». Insomma, gli alunni devono averla combinata grossa se il consiglio di classe ha deciso di non dare loro il nulla osta di buona condotta. Secondo Patrizia Bongiovanni «la valutazione del comportamento non può essere separata dalla valutazione del profitto. E i dati registrati in Valle d'Aosta sono la conferma che spesso a una condotta decisamente poco esemplare dell'alunno si accompagnano anche delle problematiche inerenti allo studio delle materie in programma».

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Scuole, 4 ancora sotto i 50 alunni (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Rossella Canadè Scuole, 4 ancora sotto i 50 alunni I comuni si mobilitano per rimpolpare le iscrizioni SAN GIOVANNI. Qualcuno si è lanciato nella campagna di reclutamento alunni nei paesi vicini. Qualcuno attira con l'offerta del tempo lungo, manna per i genitori che lavorano. Qualcuno, come Alberto Manicardi, ha accolto i tre bambini arrivati con la famiglia dall'India a Quingentole come fossero stati i tre Re magi. I comuni si sono tirati su le maniche sul serio per rimpolpare la popolazione scolastica dei centri minori, che nel 2010 rischiano di finire sotto la scure Gelmini: giù le serrande delle scuole con meno di 50 alunni. E il 2009 è più che un banco di prova. Se le famiglie di Mariana, Quingentole, Casaletto e Felonica per ora possono tirare un respiro di sollievo, a settembre resteranno sotto il numero 50, che per il ministro è lo spartiacque, Pozzolo, San Giovanni, Cesole e Pieve. Incerta ancora la situazione di Breda Cisoni, per cui il sindaco di Sabbioneta Antonio Beccari sta lottando con i numeri. «Dovremmo farcela. E' questione di un alunno in più o uno in meno - conferma, mentre annuncia «l'intenzione di salvarla a tutti i costi», con interventi «anche radicali. Noi non molliamo, facciamo il tempo lungo, la rendiamo più bella, qualsiasi cosa, anche se dovessimo andare porta a porta a convincere i genitori dei paesi vicini». Quingentole è arrivata col fiatone ad avere 51, forse 52 scolari, con una popolazione in continua diminuzione. «Per fortuna sono arrivate alcune adesioni da Quistello», dice Manicardi. Il sindaco di Marmirolo Luisa Lombardi si consulta con i dirigenti scolastici e alza le braccia, «quest'anno a 50 alunni non arriveremo. La scuola di Pozzolo resta a rischio». Andrea Bassoli a Pieve è sotto per quest'anno, ma ha fiducia nel futuro, «nel 2010 saremo sul limite, e nel 2011 ce la faremo di sicuro. Il paese si sta allargando: lo confermano i numeri dell'asilo, che dovremmo addirittura ampliare. Ma che senso ha se poi mi faranno chiudere l'elementare?». Bassoli non ha intenzione di stare a guardare, «ci stiamo mobilitando con l'assessore Federici Canova, il provveditore e la Regione». La scuola di Cesole è a quota 35, ma l'assessore Maria Grazia Bertoni non dispera, «ci sono molte fluttuazioni e stiamo lavorando per raccogliere iscrizioni, sia con l'offerta del tempo lungo che con l'associazione dei genitori per l'arco di tempo dalle 16 alle 18. E poi quella di Cesole è una scuola bellissima, per cui è stato speso denaro pubblico». «Avremo quattro alunni in prima e dodici in seconda - dice il sindaco di San Giovanni Dosso Maurizio Perboni - stiamo attivando un servizio di doposcuola con corsi di teatro, judo e altre attività. Faremo il tempo lungo. in questo modo mi auguro che non ci siano pregiudiziali da parte delle famiglie dei paesi vicini per mandare i bambini a scuola da noi». Un suo pensiero va ai piccoli comuni di montagna dell'Italia del nord. «I leghisti adesso come la mettono? Forse avranno qualche problema».

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Cinque in condotta, ma alla Gelmini (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cinque in condotta, ma alla Gelmini PINA PICIERNO Dalla scelta delle famiglie emerge il sostanziale fallimento del maestro unico: l?azione del governo non ha portato a studiare di più, a studiare meglio, ad avere più fiducia nella scuola italiana. La reintroduzione del voto in condotta si dimostra un provvedimento demagogico che porterà solamente, senza risorse e senza un progetto educativo, a incrementare la dispersione scolastica e a sottoporre gli studenti a trattamenti ingiusti e incomprensibili. Il rigore è necessario e fenomeni quali il bullismo sono da combattere con decisione, il problema è però che il voto in condotta non è lo strumento adeguato. Esso rinnega la stessa funzione formativa della scuola? Tra la severità ottusa e il giusto rigore di un servizio formativo quale quello scolastico vi è una differenza enorme. Diversità che il governo non vede o preferisce ignorare. Per questo motivo ho presentato un?interrogazione parlamentare sul tema, a fronte dell?elevato numero di segnalazioni a mezzo stampa sull?utilizzo del cinque in condotta, che dovrebbe, per decreti e regolamenti emanati dallo stesso ministro, essere relegato a casi gravissimi. Possibile che in Italia siano 35.000 in un solo quadrimestre? La stampa ha riportato la diversità di comportamento delle scuole, confuse dall?incertezza tra annunci mediatici e provvedimenti emanati, tra ritardi e contraddizioni. In alcuni casi si è attribuito il cinque in condotta legandolo alla partecipazione alle proteste, sono stati esclusi dai viaggi di istruzione ragazzi con voti bassi nel comportamento, in altri casi sono stati attribuiti per ritardi all?ingresso. La distribuzione dei cinque in condotta evidenzia un collegamento fra la frequenza del suo utilizzo e le zone di maggiore disagio e dispersione scolastica. Noi vogliamo una scuola con le regole, con mezzi per garantire il rispetto delle norme e lo svolgimento dei suoi compiti educativi. Per fare questo riteniamo che la strada maestra sia ridare una missione educativa alla scuola, ai docenti, attraverso la scrittura di regole condivise e chiare, per mettere al centro della convivenza l?assunzione di responsabilità. Per punire, ci sono le sanzioni disciplinari, che possono portare fino alla bocciatura. Ma per chi è incapace di assumersi responsabilità, la punizione ricevuta ha ben poco valore. Chiediamoci a cosa e a chi serve questo provvedimento sul voto in condotta. Non sarà stato un modo per pulire la coscienza a un governo che ha voluto tagliare 8 miliardi al futuro del paese? (commissione cultura della camera)

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"Iscrivete i vostri figli alle scuole del paese altrimenti chiudono" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROCCHETTA ASSEMBLE PUBBLICA "Iscrivete i vostri figli alle scuole del paese altrimenti chiudono" Il sindaco di Cairo lancia un appello ai residenti delle frazioni: «Iscrivete i vostri figli alle scuole delle vostre frazioni o rischiamo la chiusura». Una verità abbastanza scomoda, ribadita ieri sera di fronte ai genitori degli alunni delle Elementari di Rocchetta. E proprio questa frazione potrebbe essere presa a simbolo di un certo controsenso: i genitori di di Rocchetta erano stati i più attivi, addirittura con slogan e striscioni, a ribadire la necessità di difendere il plesso scolastico della frazione durante l'incontro pubblico, organizzato a novembre, con il vice presidente della Regione, Massimiliano Costa. Allo stesso tempo, dai primi dati sulle prescrizioni, solo tre alunni, tra i bambini in età per iscriversi alle elementari, avrebbero optato per la scuola della frazione, mentre molti di più sarebbero orientati verso l'iscrizione alla scuola di Dego. Un'emorragia che a dire il vero è iniziata già negli anni passati, e non solo a Rocchetta, ma anche in altre frazioni e nello stesso capoluogo, e che, spiegano dal Comune, «se i dati dovessero essere confermati, contribuirebbe a pesare sul reale rischio di chiusura delle scuole più periferiche del nostro territorio». Il sindaco Briano, intenzionato ad affrontare la spinosa questione nelle varie frazioni, spiega: «Non possiamo permetterci di fare proclami o filosofie, ma occorre essere pragmatici. La politica di tagli varata dal ministro Gelmini può essere una mannaia che cade sulla Val Bormida al di là delle, pur importanti, prese di posizione politiche di una Regione che si è chiaramente schierata contro. L'allarme lanciato dagli stessi dirigenti scolastici, e che verificheremo entro la metà del mese, quando disporremo di dati più precisi, è che certi tagli delle scuole periferiche, non potendo passare per la porta principale data l'opposizione di Regione e cittadini, rischino di introdursi dalla porta di servizio, attraverso la riduzione del personale docente o del loro utilizzo, vedi ad esempio il caso delle mense. Decidere, quindi, di iscrivere i propri figli a scuole, non solo non della frazione, ma addirittura fuori dal proprio Comune, significa porre il fianco a chi vuole eliminare questi plessi. Sia chiaro - conclude il sindaco -, quella di iscrivere i propri figli altrove è una decisione più che legittima, ma allora non si pretenda, al contempo, che gli enti locali si attivino per difendere l'esistenza di quelle scuole».

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Relatori di fama mondiale e il ministro Prestigiacomo (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Relatori di fama mondiale e il ministro Prestigiacomo ROVERETO. Ecco il programma della quattro giorni del Festival delle città impresa. Negli stessi giorni nelle altre città che partecipano al festival si terranno altrettanti incontri con personalità di spicco del mondo della società e dell'economia internazionale. Parteciperanno anche cinque ministri: Gelmini, Brunetta, Zaia, Sacconi e Prestigiacomo. Quest'ultima sarà a Rovereto. GIOVEDI' 2 APRILE. Alle 17,30 al Mart: manifestazione d'apertura. Ospiti: Guglielmo Valduga, Gabriella Belli, Piergaetano Marchetti, Ilaria Vescovi. La sfida dell'innovazione: nuovi saperi e nuove tecnologie. Per l'ambiente e non solo. Relatori: Enzo Rullani, Davide Bassi, Alberto Pacher, Mario Marangoni, Antonio Costato, Stefania Prestigiacomo. Ore 20.30: Sfida verde per salvare il pianeta. Relatore: Jeremy Rifkin. VENERDI' 3 APRILE. Dalle 9 alle 16.30 nel palazzo dell'Istruzione: Convegno: gestione & efficienza energetica negli edifici pubblici. Relatori: Antonio Frattari, Silvano Curcio, Marco Citterio, Marco Gasparri, Giuseppe Cinquanta, Gianni Lazzari. Ore 17.30 al Mart: Come sarebbe il mondo senza petrolio?. Relatore: Colin Campbell. Ore 20.30 al Mart: «La sfida verde di Obama». Relatore: Fareed Zakaria. Sabato 4 aprile. Ore 9 al Mart: «Rovereto 2020: un nuovo modello di sviluppo per il prossimo decennio. Relatori: Guglielmo Valduga, Giovanni Marseguerra, Giulio Cainelli, Lorenzo Dellai, Davide Bassi, Mario Marangoni, Paolo Marega, Alessandro Olivi, Giovanni Pegoretti, Giulio Andreolli. Ore 17 al Mart. «Burocrati o imprenditori? Nuovi modelli per il cambiamento». Relatori: Gianni Lazzeri, Lucia Athens. Ore 21 al Mart: spettacolo teatrale «Canto per la metropoli Nord est» con Pino Costalunga. DOMENICA 5 APRILE. Al Mart, ore 10. «Uomo e natura: l'armonia possibile». Relatori: Claudio Bartocci, Vittorio Bo, Edoardo Boncinelli, Elio Cadelo, Giulio Giorello, Mario Tozzi.

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La colletta per il rimpatrio (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

La colletta per il rimpatrio La colletta per il rimpatrio l'abbiamo fatta noi Chi ha fatto la colletta sono stati gli ex colleghi del defunto della ditta Koch e la comunità dei musulmani di Bolzano e Merano, non capiamo come fa la signora Halima Bahor e suo figlio a cercarsi pubblicità o prendersi il merito su una cosa fatta da tante persone per dovere morale e religioso e poi se fosse vero chi fa del bene o prende iniziative del genere non dovrebbe vantarsi! La comunità marocchina in Italia deve chiedere al proprio governo di occuparsi del rimpatrio dei propri defunti, come lo fanno altri altri stati del vicino Magreb per non lasciare spazio a chi specula persinosui morti. Centro Culturale Islamico di Bolzano La colletta per il rimpatrio è un lavoro d'insieme Rispetto alla salma del signor Lehcen volevo solo precisare, che la salma è tornata al paese d'origine giovedì 26/02/2009 con un volo da Venezia a Casablanca con uno scalo a Dubai, grazie a tutta la comunità musulmana in Alto Adige, e l'offerta è stata organizzata e raccolta da tutti i centri (Associazione famiglie magrebine - Associazione dialogo e l'Associazione di Merano...) e non dalla signora e dal suo figlio come ho letto dal vostro quotidiano ieri. Il presidente dell'Associazione famiglie magrebine a Bolzano Meglio pensare prima all'educazione degli uomini In riferimento alla lettera pubblicata domenica sulle "cacche dei cani", mi trovo perfettamente d'accordo ma... in primis l'uomo - indipendentemente se proprietario di animali - secondo il mio modesto parere, dovrebbe evitare di buttare per terra bottiglie di vetro (a volte rotte), carta, siringhe, lattine, mozziconi di sigarette, sputi, ecc..., sia come gesto di civiltà - educazione - rispetto, ma anche all'insegna del buon esempio! lettera firmata VIPITENO Le mie proposte sugli accordi sindacali Ecco alcune proposte, che farei alle diverse sigle sindacali, per contrastare le decisioni governative sul diritto di sciopero. 1) Il governo stabilisce l'entità economica da mettere a disposizione per gli aumenti salariali dopo il calcolo effettuato per l'aumento causato dall'inflazione programmata. 2) I sindacati (tuttel e organizzazioni) prenderanno le decisioni su quale categoria abbia la precedenza per quanto riguarda tali aumenti. Diritto inviolabile di ogni categoria di entrare a far parte dell'organizzazione decisionale o aderire ad altre. 3) Diritti di decisione presi a maggioranza ma decisioni generali riconosciute da tutti ed univoche. 4) Ritoccare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori affinché tutti possano avere gli stessi diritti. 5) Le categorie che non entrano a far parte dell'organizzazione non avranno appoggio alcuno dalla stessa. 6) Votazioni democratiche senza alcun tentativo di alzate di mano o voti consenzienti. Tutto da presentare al governo unitamente al taglio degli stipendi dei politici tramite referendum popolare propositivo o abrogativo non importa purché abbia l'intento di abrogare certi vergognosi squilibri e proponga delle cose sensate. Giovanni Maistrello SINIGO Il medico di guardia ha fatto benissimo così In merito alla lettera al giornale della signora Claudia Amodio "Ma il medico di guardia serve ancora a qualcosa?" pubblicata ieri 03/03/2009 sul quotidiano Alto Adige desidero specificare quanto segue. La presenza in un bambino di 6 mesi di vomito continuo e incoercibile comporta la necessità di effettuare accertamenti bio-umorali a carattere di urgenza che possono essere eseguiti solo in ambiente protetto (Ospedale) e non a domicilio. Sulla base dell'esito di tali accertamenti deve essere valutata una eventuale successiva somministrazione di farmaci e/o di terapia idrica. Per tali motivi il Medico di Guardia medica di turno ha ritenuto necessario, correttamente, di inviare il bambino al Pronto Soccorso dell'Ospedale per gli accertamenti del caso. Umberto Tait direttore del Comprensorio sanitario di Bolzano Un buon cinque in pagella può essere educativo Ad ogni scrutinio di fine quadrimestre va in scena la solita commedia: quella dei professori riluttanti a dare voti più bassi del sei. Un tempo il fenomeno riguardava quasi esclusivamente i supplenti, gli insegnanti alle prime armi, chi, insomma, non sentendosi ancora sufficientemente preparato, si sentiva timoroso di stigmatizzare l'impreparazione altrui; oggi è diffuso anche fra gli insegnanti con una lunga carriera alle spalle e i dirigenti scolastici - diversamente di quanto facevano i presidi - non se ne preoccupano punto. A diffonderlo è stata la stessa cultura educativa che ha ispirato alla sovrintendente Rauzi, quale strumento di stimolo allo studio, l'uso di una "gamma di valutazione più ampia" e al suo probabile successore Eccli il timore che, con il ritorno alla valutazione numerica, possano diminuire le note di eccellenza. Il timore del professore è di buon auspicio per la ministra Gelmini: indurre gli insegnanti a giudicare con maggior oculatezza è proprio quello che si riprometteva con il suo decreto. Senza però perseguire i fannulloni che, pur di non assumersi la responsabilità di bocciare, promuovono sempre e comunque indiscriminatamente, sarà difficile completare l'opera. Ciò che più indigna è che costoro affermano di ispirarsi all'insegnamento di don Milani. Nulla di più falso! La sua esortazione a non bocciare riguardava esclusivamente la scuola dell'obbligo e aveva una finalità pratica, quella di permettere a chi a tredici anni avrebbe smesso di studiare otto anni di"scuola intera", cioè "otto classi diverse, non quattro classi ripetute due volte ognuna". "Alle superiori - scriveva - bocciate pure... si tratta solo di abilitazioni. Si costruiscono cittadini specializzati al servizio degli altri. Si vogliono sicuri. Per esempio per le patenti siate severi. Non vogliamo essere falciati per le strade. Lo stesso per il farmacista, per il medico, per l'ingegnere". Mario Refatti Rutelli diventato papista Con pane e cicoria? Rutelli è passato da radicale a papista. E' stato folgorato sulla via di Damasco o il pane e cicoria gli hanno indicato via della conciliazione? Sergio Barolli Taglio dell'indennità La sceneggiata dell'Svp è straordinario che questi politici continuino a fare sceneggiate come quella che ho letto dell'Svp dove i consiglieri si autotassano di 600 euro per darli alla Caritas e alla San Vincenzo. Non è con queste mosse che si mettono la coscienza a posto! Non è che funziona così: voi prendete soldi a palate e poi decidete di darne una parte in beneficenza. Cos'è? L'elemosina dei politici? Voi siete degli amministratori e dovete avere il senso del servizio. Le vostre paghe sono esagerate, dovete diminuirle, e risparmiare i soldi dell'autonomia. E poi dovete fare delle politiche sociali di alto livello. Basta con le sceneggiate. lettera firmata

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Lite sulle Elementari <A rischio le scelte di 250 mila famiglie> (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola - Il ministero ridimensiona l'allarme: faremo il possibile Lite sulle Elementari «A rischio le scelte di 250 mila famiglie» Tuttoscuola: troppe domande per le 30 ore ROMA Diciannovemila posti in più nel tempo pieno, ma impossibilità di accontentare 250 mila genitori che hanno scelto per il proprio bambino l'offerta di 30 ore settimanali. Le due notizie, una buona l'altra meno, provengono da «Tuttoscuola » e riguardano le prime elementari che si formeranno a settembre. A settembre, per la prima volta, il ministero quasi certamente non sarà in grado di garantire l'offerta di orario da sempre più richiesta alle elementari. In passato il calcolo degli organici, cioè il numero delle maestre, è stato fatto tenendo conto di un orario minimo garantito di 30 ore, anche se non sono mancati casi di 27 ore. Dal prossimo anno le cose cambieranno: il monte ore da garantire alle famiglie, con il nuovo regolamento appena approvato dal governo, è infatti sceso da 30 a 27 ore. Una scuola più europea, piu leggera, come sostengono alcuni indicando la Francia dove i giorni di lezione sono scesi a 4, o una scuola sempre più povera come affermano altri? I genitori, per quanto avvisati (l'accoglimento delle 30 ore e delle 40 dipenderà rispettivamente dalla disponibilità degli organici e di locali per la mensa era scritto nei moduli) hanno esercitato il loro diritto di scelta chiedendo in massa (56 per cento) le 30 ore. Una richiesta chiara di tempi medi e lunghi per i propri figli. Un risultato che l'opposizione legge come la bocciatura del maestro prevalente. Giudizio respinto dalla Gelmini: «Il modello del maestro unico di riferimento si conferma indipendentemente dalla scelta dei genitori». A questo punto bastano due conti: poiché gli iscritti alle prime classi sono oltre 500 mila, più di 250 mila famiglie, il 56 per cento, secondo «Tuttoscuola», dovranno accontentarsi di un orario settimanale con tre ore in meno: 27 invece di 30. La previsione di «Tuttoscuola » si basa su un sondaggio del ministero. Su un campione rappresentativo di 900 scuole il 3 per cento delle famiglie ha scelto infatti le 24 ore, il 7 le 27, il 56 le 30 ore e il 34 le 40 ore. Questi dati sono attendibili? Lo sapremo tra alcune settimane. Se lo fossero appare chiaro che si va verso un progressivo alleggerimento del tempo scuola. Inizialmente nelle prime e poi, anno dopo anno, in quelle successive. Al ministero i calcoli di «Tuttoscuola» non vengono smentiti ma ridimensionati. Verrà fatto il possibile per accontentare il maggior numero di famiglie che hanno chiesto le 30 ore, dice una fonte vicina al ministro. Per quanto riguarda il tempo pieno (40 ore), che secondo il sondaggio è stato richiesto dal 34 per cento dei genitori, «Tuttoscuola» prevede un aumento del 2 per cento delle classi che potrebbero passare dalle attuali 34.317 a 35.000, con 19 mila bambini in più rispetto a quest'anno. «Le risorse per il tempo pieno non solo non sono state tagliate ha spiegato il ministro ma sono state confermate. E grazie a un migliore impiego, sono aumentate. Quindi, non ci saranno problemi e sarà possibile rispettare il tempo pieno e la scelta delle famiglie». La polemica sulle 30 ore però continua. Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, è molto scettico sulle rassicurazioni: «Appare difficile ha dichiarato il leader dei lavoratori della conoscenza Cgil che si possa assicurare al 90 per cento delle famiglie il tempo prolungato con i tagli previsti». Per Francesco Scrima, segretario Cisl Scuola: «Le famiglie giustamente chiedono un tempo scuola più ricco per una scuola di qualità migliore». Giulio Benedetti stampa |

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Cgil: <Sono nella scuola metà dei 400mila precari della pubblica amministrazione> (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

I dati forniti dal sindacato sulla base del Conto annuale della Ragioneria dello Stato Cgil: «Sono nella scuola metà dei 400mila precari della pubblica amministrazione» La cifra non tiene conto di tirocinanti, stagisti e borsisti non censiti che potrebbero essere altre 100.000 unità Uno striscione di protesta contro la Gelmini (Ansa) ROMA - Sono circa 400.000 i precari della pubblica amministrazione che potrebbero rischiare il proprio posto di lavoro a causa del decreto che blocca la stabilizzazione dei lavoratori flessibili nel comparto, la metà impegnata nella scuola. È quanto emerge dai dati forniti dalla Cgil, anche sulla base del Conto annuale della Ragioneria dello Stato. Ai 112.489 occupati a tempo determinato e ai 25.213 lavoratori socialmente utili (dati 2007 della Ragioneria generale dello Stato) si aggiungono infatti - secondo la Cgil - 80.000 contratti di lavoro a progetto (contratti che però potrebbero riguardare in parte le stesse persona) per un totale di lavoratori, esclusa la scuola, che supera le 200.000 unità. A queste - sempre secondo i dati Cgil - si aggiungono 130.000 docenti e 75.000 lavoratori non docenti impegnati nella scuola. La cifra di 400.000 non tiene conto di tirocinanti, stagisti e borsisti, figure non censite che potrebbero raggiungere altre 100.000 unità. LE ALTRE CIFRE - Secondo la Cgil, almeno 30.000 dei precari della scuola perderanno il posto già nel 2009, mentre per quelli degli altri comparti del pubblico impiego la stabilizzazione si allontana almeno fino al 2012, anno nel quale potrebbero essere riaperti i concorsi pubblici. Il posto fisso comunque - spiega il coordinatore del dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile - sfuma per i 60.000 che rientravano nelle regole fissate per la stabilizzazione dal Governo Prodi (almeno tre anni di lavoro nella pubblica amministrazione nel 2006 e 2007), mentre per altri 50.000 che avevano lavorato nel comparto per meno tempo c'è il rischio di perdere il posto a causa dello stop ai rinnovi dei contratti dopo tre anni previsto dal decreto legge Tremonti dello scorso anno. Secondo l'ultimo Conto annuale, i lavoratori a tempo determinato (sempre esclusa la scuola) nel 2007 erano concentrati nel servizio sanitario nazionale (35.553, 24.834 delle quali donne) e negli enti locali (44.545, 29.052 delle quali donne), ma anche nelle regioni a statuto speciale (11.261), nelle università (5.131) e tra i vigili del fuoco (3.589). I lavoratori socialmente utili (25.213) si concentrano negli enti locali (24.095) mentre i lavoratori interinali (non considerati precari in quanto non dipendenti dell'amministrazione) nel 2007 erano 11.560. stampa |

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Revine: il sindaco salva la scuola elementare (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Revine: il sindaco salva la scuola elementare La giunta Zardet convince i genitori a iscrivere i figli a S.Maria REVINE. E' salva la scuola elementare di Santa Maria. Avrebbe potuto il prossimo anno scolastico 2009-2010 non avere la prima classe, con una ventina di bambini in meno iscritti al plesso. Situazione che avrebbe potuto far rientrare la scuola di Revine nel decreto del ministro Gelmini di chiusura dei plessi con meno di 50 bambini. Per salvarla si sono mossi il sindaco Battista Zardet e la sua giunta, il preside della scuola che hanno organizzato riunioni con i genitori per arrivare ad una soluzione. «Si è rischiato che la prima elementare non venisse attuata - afferma il sindaco - diversi genitori infatti sia per motivi di lavoro che per comodità di orari avevano in mente di iscrivere i figli in altri plessi. Dopo alcune riunioni siamo riusciti ad avere 17 bambini per la prima classe e il tempo pieno andando in questo modo incontro alle esigenze dei genitori che lavorano. La scuola di Santa Maria è all'avanguardia con aule didattiche e servizi innovativi, inoltre è gemellata con scuole di alcuni paesi stranieri». (s.r.)

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Combai: la scuola materna non chiude (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

A Miane polemica sulle infiltrazioni di acqua dal tetto. Il presidente Bortolini: «Il contributo per i lavori è stato già chiesto alla Regione» Combai: la scuola materna non chiude Il segretario: «L'asilo rimane aperto anche solamente con un alunno» MIANE. «Gli amministratori non strumentalizzo i nostri problemi». Questa la reazione dei vertici dei due asili privati del territorio comunale dopo la recente discussione avvenuta in consiglio comunale sullo stato del tetto della scuola materna di Miane e sulla paventata chiusura della scuola materna di Combai, sollevata dalla capogruppo di «Comunità», Carla Chiarion, in tema di opere pubbliche e priorità locali. Vertici che, coinvolti nel contraddittorio politico con aspetti e problematiche diverse, vogliono subito chiarire la loro posizione. «Gli amministratori pensino ad amministrare e a risolvere i problemi, non a farsi la guerra a scapito dei cittadini - attacca il segretario dell'asilo «Bernardo Brunelli» di Combai, Denis Mellere - la scuola materna di Combai non chiuderà, perché da parte nostra non c'è assolutamente nessuna intenzione di chiudere». E' così probabile che siano state travisate alcune riflessioni, maturate durante un consiglio di amministrazione dell'ente morale, sugli effetti della Finanziaria 2009 (legge 133 del 2008) e, in particolare, su alcune novità introdotte dal decreto Gelmini. «Certo, i problemi ci sono, come per tutti gli asili veneti, inutile nasconderlo - continua il segretario - ma non ci sogniamo lontanamente di chiudere. Se non altro per rispetto dei genitori e dei nonni che tanto hanno fatto nel passato per tenere in vita questa istituzione del paese. Anzi - chiude Mellere - anche se ci fosse un solo bambino iscritto l'asilo di Combai rimarrebbe aperto». Problemi diversi per la scuola materna «Maria Spadotto» del capoluogo, da anni alle prese con infiltrazioni d'acqua piovana dal tetto, analoghi a quelli che hanno portato alla chiusura della chiesa. I vertici dell'ente morale non hanno gradito le dichiarazioni del sindaco Claudio Mellere e, in particolare, dell'assessore Angela Colmellere riguardo la mancanza di comunicazioni sullo stato dell'asilo di via Spadotto. «E' vero - precisa il presidente Dino Bortolini - non abbiamo mai presentato all'amministrazione comunale la documentazione in nostro possesso. Però i problemi al tetto sono stati ripetutamente segnalati alla giunta e il sindaco Mellere due anni fa aveva partecipato ad un incontro con i genitori, durante il quale erano stati esposti i problemi di isolamento della struttura con oltre 40 anni di vita. Non abbiamo mai presentato la documentazione in municipio - continua Dino Bortolini - perché prima volevamo capire la reale possibilità di un intervento della Regione. Disponibilità ad una contribuzione di circa il 40 per cento dei lavori confermata tra dicembre e gennaio». Da questo contributo regionale, che dovrebbe aggirarsi tra i 40-50 mila euro, partirà la richiesta di altri sostegni economici. (Glauco Zuan)

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Scuola, la grande fuga: via 435 docenti (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Raddoppiate rispetto allo scorso anno le lettere di dimissioni spedite al Provveditorato. Bigardi: «Mai registrati numeri simili». Organici a rischio Scuola, la grande fuga: via 435 docenti Per altri 20 professori con 40 anni di servizio il pensionamento è coatto La crisi, la riforma Gelmini, forse addirittura il tipo di lavoro. Qualunque sia la ragione, certo è che il mondo della scuola trevigiana quest'anno assiste a una vera e propria fuga d'insegnanti. Ben 435 le richieste di dimissioni volontarie all'esame degli uffici del Provveditorato provinciale. Quasi 200 in più rispetto all'anno scorso. Ma a quelli che vogliono abbandonare la nave, si contrappone chi a scuola vorrebbe restare nonostante l'età pensionabile e che da settembre, d'imperio, si troverà a casa. Una ventina le lettere «d'allerta» spedite dalla direzione. E' una delle tante realtà della scuola odierna. Da una parte chi vorrebbe abbandonare la cattedra, dall'altra chi vi è così tanto legato da rinunciare alla pensione. I numeri impietosamente raccontano la matematica di una scuola pubblica che deve fare i conti, tra l'altro, con migliaia di precari in attesa di un posto di lavoro e i vincoli di una riforma che prevede razionalizzazione di costi e progetti educativi. «Non so dire quale sia la ragione alla base di 435 richieste di pensionamento - dice il provveditore Maria Giuliana Bigardi - forse la paura che la normativa cambi e che cambino le condizioni per lasciare il lavoro, forse la riforma Gelmini, forse altro. Certo è che numeri simili sono un vero evento». Alcune richieste verranno scartate per mancanza di requisiti, ma molte sono «buone» e dall'inizio del prossimo anno scolastico potrebbero trasformarsi in pensionamenti effettivi. Diverso invece il caso di quella ventina di insegnanti che rientrano nell'elenco dei pensionamenti coatti, «quelli - spiega la Bigardi - che il Provveditorato dovrà fare in applicazione della direttiva desunta dalla legge 133». Si tratta degli insegnanti che hanno 40 anni di servizio e rientrano nelle classi di concorso in esubero. Le comunicazioni ai diretti interessati sono già partite. Il grande risiko delle cattedre però prendèrà forma solo il 9 marzo. Giorno in cui gli uffici della direzione scolastica provinciale chiuderanno il calcolo che intreccia docenti di ruolo, precariato, pensionamenti, esuberi e posti vacanti. (Federico de Wolanski)

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Le famiglie trevigiane bocciano il maestro unico Plebiscito per il vecchio modello con i rientri (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

RIFORMA GELMINI Le famiglie trevigiane bocciano il maestro unico Plebiscito per il vecchio modello con i rientri Il primo bocciato dell'anno a Treviso è il maestro unico alle elementari. Sono pochissime infatti le famiglie che il 28 febbraio, ultimo giorno per presentare domanda di iscrizione alle scuole primarie, hanno scelto il modello proposto dal ministro Maria Stella Gelmini delle 24 e delle 27 ore settimanali, preferendo di gran lunga il tempo scuola a 30 ore (con rientro) e delle 40 (tempo pieno). Ora la sfida sarà garantire un numero di insegnanti sufficiente a coprire un tempo scuola allungato anche al pomeriggio. E viste le economia di spesa sull'istruzione già annunciate in Finanziaria, si preannuncia difficile. Sono i numeri a sancire la disfatta del modello del maestro unico. Al quarto circolo di Treviso, che comprende le elementari Ciardi, Fanna, Masaccio, Prati e Volta, su 140 famiglie che hanno iscritto i loro piccoli alla prima elementare solo una ha scelto il modello di 27 ore. Tutte le altre hanno preferito le 30 ore e una cinquantina ha fatto richiesta delle 40 ore. Stesse percentuali si riscontrano nelle scuole del terzo circolo di Treviso (Manzoni, Frank, San Giovanni Bosco, Carrer, Milani, Tommaseo). Secondo il nuovo regolamento della scuola previsto dalla riforma infatti, quest'anno le famiglie potevano scegliere il curriculum di studi per il proprio figlio. In una provincia come Treviso, dove nelle famiglie entrambi i genitori lavorano, la scelta delle 30 e delle 40 ore, i modelli attivi prima della riforma Gelmini, appariva quasi scontata. «E' chiaro - conferma Maria Giuliana Bigardi, responsabile dell'Ufficio scolastico di Treviso - In Veneto il modello di 30 ore è quello che soddisfa di più le esigenze delle famiglie». Che cosa accadrà adesso? Il problema sarà accontentare le famiglie che hanno scelto le 30 e le 40 ore, in base agli organici che la conferenza Stato-regioni garantirà alle singole scuole. Le classi a 30 ore dipenderanno dalle economie realizzate con la formazione delle classi a 24 ore. Ma i genitori che hanno scelto il modello a 24 ore in tutta Italia sono il 5%. Secondo i primi calcoli, nove famiglie su 10 non potranno avere le 30 ore richieste all'atto dell'iscrizione. (l.c.)

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Pagelle, boom di 5 in condotta: 172 (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Vincenzo Brancatisano Pagelle, boom di 5 in condotta: 172 E 19mila 859 ragazzi su 28mila hanno almeno un'insufficienza Le situazioni più critiche si registrano negli istituti professionali e tecnici Percentuale minore in licei e magistrali Se fosse un'impresa commerciale dovrebbe portare i libri in tribunale. Con i dati del primo quadrimestre la nostra scuola rivela il proprio stato di insolvenza. Dei 28mila 464 studenti valutati dai consigli di classe delle superiori della provincia, ben 19mila 659 hanno avuto un'insufficienza. Due studenti su tre non sono riusciti a ottenere la piena sufficienza in tutte le materie. Nelle medie inferiori non va meglio. Emergono i primi sintomi del grave malessere ma invece di adottare provvedimenti le scuole preferiscono regalare il 6 anche a chi non arriva al 4. Tornando alle medie superiori, sono 172 gli studenti che hanno avuto 5 in condotta a causa di comportamenti gravissimi che, stando alla normativa voluta dalla ministra Gelmini, devono integrare gli estremi del reato. Un numero elevato se si pensa che nella vicina città di Bologna i 5 in condotta sono stati solo 6. E il dato sulla condotta è sottostimato oltre che molto controverso e foriero di ricorsi. Risulta infatti che in molti istituti della nostra provincia i docenti si sono rifiutati di infliggere il 5 in condotta a studenti che in epoche recenti sarebbero stati espulsi da tutte le scuole. E questo perché la procedura che consente a un consiglio di classe di dare l'insufficienza in condotta è talmente garantista che, per rendere inattaccabile il 5, occorre dimostrare che lo studente sia stato preventivamente sospeso dalla scuola per almeno 15 giorni addirittura dal Consiglio di Istituto appositamente convocato. Ma perché questo avvenga è necessario che ci sia la dimostrazione che sia stato commesso un reato o che sia stato messo in atto uno stato di pericolo per l'incolumità o che sia stata offesa la dignità delle persone. Ma non è finita: occorre pure che ci sa la dimostrazione che l'allontanamento non sia stato seguito da segni di ravvedimento da parte degli interessati. Il tutto accompagnato dall'intervento difensivo di genitori e rappresentanze studentesche convocati a giorni alterni a seguito di montagne di note disciplinari di ogni genere. Una procedura che ha consentito a migliaia di studenti di cavarsela con un 6 in condotta, che i prof hanno regalato sia pure turandosi il naso pur di non sfidare l'insidia dei ricorsi, che potrebbero essere vincenti in tutti quei casi in cui il buon senso e un voto a maggioranza abbiano prevalso sul rispetto della burocrazia. Una burocrazia dagli esiti contraddittori (104 insufficienti in condotta nei tecnici e solo 68 nei professionali è un dato non credibile) visto che il pessimo voto di condotta non è necessariamente punitivo. Anzi, come pure abbiamo previsto nei mesi scorsi, la normativa ha finito per premiare proprio chi intendeva colpire. Poiché infatti il voto in condotta fa media (per la prima volta) con gli altri voti, il 6 inflitto a studenti che abbiano molte insufficienze finisce per alzare la media invece che abbassarla. Il ministro Gelmini annuncia ora di voler snellire la procedura e affidare alla sovranità del consiglio di classe la valutazione del 5 in condotta, che se confermato a giugno decreterebbe la bocciatura dello studente. E sarebbe una strage. Infatti gli insegnanti non ne possono più di essere messi sotto ai piedi da schiere di adolescenti che, complici famiglie troppo assenti o troppo condiscendenti, rendono impraticabili le lezioni e, al di là delle false verità ufficiali, non vedono l'ora di punire i responsabili che da anni la fanno franca. I voti nelle materie completano il quadro funesto. Degli 8.603 studenti scrutinati nei licei, ben 4.732 hanno avuto almeno un'insufficienza, analogamente ai 9.008 (su 12.227) negli istituti tecnici e ai 5.919 (su 7.634) negli istituti professionali.

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Maestro unico bocciato dai genitori modenesi (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Elementari. Dati molto indicativi dalle preiscrizioni Maestro unico bocciato dai genitori modenesi Bocciato e senza appello. Sembra essere questo il verdetto emesso dai genitori modenesi nei confronti del maestro unico. E' quanto emerge dai primi dati modenesi sulle iscrizioni alle classi prime della scuola elementare per il prossimo anno. La conclusione del "sondaggio" è stata resa nota dalla Flc-Cgil che informa come «a Modena si accentua la tendenza nazionale che snobba il maestro unico a 24 ore, privilegiando il modulo a 30 ore e soprattutto il tempo pieno a 40 ore». Su un totale di 5mila 979 alunni iscritti in prima elementare nell'anno scolastico 2009-10 infatti, ritiene la sigla sindacale, «è sorprendentemente positivo il numero delle richieste di tempo pieno, pari al 73%, mentre solo il 15% ha scelto il modello orario a 30 ore, l'11% le 27 ore e solamente lo 0,9% l'insegnante unico a 24 ore». In pratica, «a Modena e provincia solo 57 famiglie hanno scelto le 24 ore, sparse su tutto il territorio provinciale, per cui non ci sono le condizioni per fare neanche una classe con il maestro unico». Il segretario provinciale di Flc-Cgil modenese, Cinzia Cornia, ritiene a proposito che «la pseudo riforma Gelmini si è rivelata un autentico fallimento». Il maestro unico per Cornia «è stato bocciato anche dalle famiglie modenesi, così come errate si dimostrano le previsioni e i sondaggi del governo che davano prevalente l'orientamento delle famiglie italiane per il maestro unico». Forte di questi dati Flc di Modena chiede «che siano rispettate le richieste delle famiglie modenesi, assicurando il tempo pieno, in aumento rispetto allo scorso anno, con le compresenze degli insegnanti e il modulo orario a 30 ore». E chiama «il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale a farsi garante delle famiglie e di battersi per ottenere tutti i posti in organico, necessari per- conclude il sindacato- garantire il rispetto della scelta operata dai genitori».

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pum, sindaci in allarme flussi di traffico difficili da gestire (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

I CENTRI DELLA GRONDA SUL PIANO VENEZIANO Pum, sindaci in allarme «Flussi di traffico difficili da gestire» Antonio Gaspari primo cittadino del Comune di Dolo «Dal varo del Passante Riviera del Brenta più intasata» MESTRE. «Da che è stato aperto il Passante, il traffico lungo la Riviera del Brenta è aumentato». Parola del sindaco di Dolo Antonio Gaspari, che ieri mattina - alla presentazione ufficiale del Piano Urbano della Mobilità messo a punto dal comune di Venezia con la collaborazione del Centro studi sul traffico di Pietro Gelmini davanti ai sindaci dei comuni della gronda lagunare - ha portato per supportare le proprie tesi anche il comandante dei vigili municipali Alberto Baratto. «Stiamo mettendo a sistema i dati di percorrenza - spiega il primo cittadino - lungo la regionale dove normalmente transitano 6.500 veicoli al giorno, abbiamo un ritocco all'insù di circa 250 auto di media». Non è, questa l'unica la segnalazione del comune. «A mio avviso - prosegue - il Pum ha dimenticato la Romea commerciale, che non viene presa in considerazione per i suoi effetti e neppure l'ipotesi di Veneto City, rispetto a cui sono da valutare sostenibilità, flussi e compatibilità». Presenti oltre all'assessore alla Mobilità Enrico Mingardi, anche il sindaco di Marcon Pier Antonio Tomasi, il primo citatdino di Quarto d'Altino, Loredano Marcassa, il sindaco di Martellago Giovanni Brunello. Marcassa ha fatto notare che il Pum prende come riferimento Piani regolatori teorici: «Il dato relativo alla zona produttiva è tropo alto. La zona industriale per noi è chiusa, mentre i nostri problemi sono legati alle linee urbane che si fermano a San Liberale a Cà Noghera, il nostro maggiore disagio è il gap di collegamenti, per questo serve sinergia». Tomasi ha messo sul tappeto il Quadrante di Tessera, le immense potenzialità ma anche i possibili contraccolpi sul piano della mobilità. «Il Pum è importante, se va nella direzione di una pianificazione complessiva». «Abbiamo un problema - è sbottato il primo cittadino di Martellago Giovanni Brunello - non è colpa nostra se un cittadino di Maerne per andare all'ospedale dell'Angelo, o ha l'auto, oppure non ci arriva. L'Actv ci ha chiesto ben 160mila euro per attivare la linea». Brunello ha poi tirato fuori la questione della «strada dei Bivi» e le lunghe code da Martellago all'ospedale di Mestre. «Non ho costruito io Auchan - prosegue - e nemmeno tutto quello che ci sta attorno, eppure più si ingrandisce la zona, più gente arriva». E più il traffico aumenta. Adesso i sindaci, alquanto critici, hanno tempo 60 giorni per presentare osservazioni al Piano Urbano della Mobilità, prima che approdi in consiglio comunale. «Il Pum - ha ricordato dal canto suo l'assessore veneziano Mingardi - è uno strumento elaborato per necessità. Siamo in coda da Mogliano a Mestre, da Martellago a Venezia e da Padova a Marghera. La situazione è disperante anche se la realtà venisse modificata di poco, siamo già alo collasso. Ecco perché vorremmo fare un passo in avanti nei confronti di tutto il territorio. Vogliamo migliorare la qualità della vita dei residenti riducendo l'inquinamento atmosferico e acustico, potenziando la sicurezza stradale, realizzando nuove arterie per rendere più fluido il traffico». (m.a.).

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riforma scuola, barison ottimista donazzan attacca l'assessore piron (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 23 - Provincia Riforma scuola, Barison ottimista Donazzan attacca l'assessore Piron ALBIGNASEGO. Nonostante l'amarezza per il mancato incontro con il ministro dell'Istruzione Gelmini, lunedì ad Abano, il sindaco Massimiliano Barison non si scoraggia e, sulla questione della difesa del tempo lungo scolastico, preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno. «In una nota inviata alla Regione Veneto su incarico del ministro - spiega - si afferma che la questione del tempo lungo sarà esaminata con particolare attenzione e disponibilità al fine di garantire una dotazione regionale di organico in grado di corrispondere alle attese delle famiglie. E' un importantissimo segnale di apertura». Leonardo Padrin, tra i promotori del tentativo d'incontro con la Gelmini, concorda sulla linea tenuta da Barison e rileva che «non si può gettare la spugna alla prima difficoltà». Nel frattempo prosegue anche l'azione del Coordinamento Genitori Insegnanti, che ha avuto il merito di sollevare per primo il problema parecchi mesi fa. Circola voce che il Coordinamento Veneto potrebbe organizzare una manifestazione a Roma per sostenere l'azione dei sindaci e dei parlamentari. Niente a che vedere con l'Onda studentesca, naturalmente, ma un modo per affermare quanto sia importante per la Regione il mantenimento di un'offerta formativa. In merito alla mancata presenza del ministro Gelmini ad Abano interviene pure l'assessore regionale all'Istruzione Elena Donazzan. «Non era un atto dovuto - spiega - La sua presenza era stata ipotizzata in una disponibilità che il ministro mi aveva comunicato all'ultimo momento, l'appuntamento non era nel programma del convegno voluto dal ministero che, invece di proporre la solita sede romana, aveva optato per lo svolgimento nel Veneto e aveva trovato la disponibilità del sindaco che aveva ben capito che ci sarebbe stata l'occasione, in un momento di crisi, di far conoscere la città termale al di fuori del territorio». «Ringrazio il ministero - precisa l'assessore - e mi scuso con il ministro Gelmini se il suo gesto di disponibilità è stato ritenuto un atto dovuto da qualche maleducato capopopolo, come l'assessore comunale di Padova, Claudio Piron, che non ha ancora capito che fare il catastrofista non è la qualità di un buon amministratore». (Giorgio Ranzato)

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lo snals perde il ricorso al tar (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 19 - Cronaca Lo Snals perde il ricorso al Tar Ma rilancia la battaglia sulle classi affollate Il Tar del Veneto rigetta il ricorso dello Snals sulle classi affollate. Alla fine, il giudice amministrativo ha dato ragione alla dirigente dell'ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo. Il segretario provinciale del sindacato autonomo della scuola, Giovanni Giordano però rilancia: «Ricorreremo al Consiglio di Stato». Insomma la battaglia legale dello Snals non finisce qui. La contesa è cominciata lo scorso aprile quando il sindacato ha deciso di impugnare il provvedimento di formazione delle classi delle scuole del Veneziano, per l'anno scolastico in corso. Giordano sosteneva che erano state formate molte classi con più di 25 alunni, una situazione che sarebbe stata contraria alle norme di sicurezza antincendio. «Per essere in regola - afferma il sindacalista - in ogni classe non ci devono essere più di 26 persone nello stesso tempo: 25 alunni ed un insegnante». Il Tar però ha rigettato l'istanza dello Snals sostenendo che non sarebbe accoglibile in quanto riferita all'organico di diritto e non a quello di fatto. Tra aprile e maggio l'amministrazione scolastica forma le classi. Poi, a settembre l'organico di diritto può essere ulteriormente modificato, dando luogo all'organico di fatto che ha carattere definitivo. Il Tar sostiene che il ricorso dello Snals non avrebbe fondamento, perchè riferito all'organico di fatto che avrebbe valore solo ipotetico. Infatti, il tribunale amministrativo regionale sostiene che non si possa porre un problema di sicurezza riferito ad un numero solo virtuale di alunni per classe. Giovanni Giordano e il legale Francesco Acerboni però ribattono: «L'organico di diritto non è virtuale, in quanto poi alla fine porta ad un organico di fatto, che è sempre quasi uguale. L'organico di fatto, inoltre, non comporta mai miglioramenti all'affollamento delle aule ma peggioramenti». Così, lo Snals ricorrerà in secondo grado ma non solo. «Nella sentenza - afferma Giordano - il giudice contesta l'impugnazione dell'organico di diritto ma ci dà ragione sul fatto che le classi non debbano contenere più di 26 persone in contemporanea. Quindi, manderemo una lettera al ministro Mariateresa Gelmini, perché faccia in modo che l'anno prossimo nelle aule non ci siano più di 25 alunni ed un insegnante. Se nella formazione degli organici per il prossimo anno scolastico, questi parametri di sicurezza antincendio, non saranno rispettati, faremo un ricorso al Tar, questa volta sull'organico di fatto e poi vedremo». Lo Snals prevede che ci saranno problemi di affollamento nelle aule anche l'anno prossimo, a causa dei tagli alla scuola. «L'anno prossimo le scuole della provincia - sostiene Giordano - vedranno andare in pensione 400 docenti e 100 tra amministrativi e bidelli. Sicuramente tutti e 400 i posti degli insegnanti non saranno rimpiazzati e così avremo meno classi ma molto più affollate». (mi.bu.)

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La Gelmini: i fondi ci sono, tempo pieno garantito (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 04 Marzo 2009 NAZIONALE Pagina 2 SCUOLA ELEMENTARE La Gelmini: i fondi ci sono, tempo pieno garantito ROMA La domanda di «tempo pieno» da parte delle famiglie «sarà assolutamente soddisfatta». Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, non ha dubbi. I dati diffusi sulla scuola primaria (l'ex elementare) mostrano che 9 famiglie su 10 non potranno avere le 30 ore settimanali richieste all'iscrizione. A meno che il governo non modifichi i criteri sugli organici della scuola già concordati con il ministero dell'Economia. Ma la Gelmini ieri ha smentito: «Con un migliore impiego delle risorse siamo riusciti non solo a mantenere il tempo pieno, ma ad aumentarlo. Non prevedo problemi, ho parlato con alcuni direttori scolastici regionali e le notizie sono tranquillizzanti». Sembrerebbe non creare difficoltà, dunque, la scelta minoritaria delle 24 e delle 27 ore in prima elementare, considerate modello di riferimento per il futuro ma scelte solo dal 10 per cento delle famiglie, che hanno optato in stragrande maggioranza per il modello attuale a 30 ore (il 56 per cento) o a tempo pieno di 40 (34). «Le famiglie hanno bocciato categoricamente la riforma Gelmini, il governo non faccia orecchie da mercante e riveda i tagli», chiede il Pd.  

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A rischio 400mila precari (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 04/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia «A rischio 400mila precari» Allarme della Cgil. Il ministro rassicura sulle scelte dei genitori n Sono circa 400.000 i precari della pubblica amministrazione che potrebbero rischiare il proprio posto di lavoro a causa del decreto che blocca la stabilizzazione dei lavoratori flessibili nel comparto, la metà impegnata nella scuola. È quanto emerge dai dati forniti dalla Cgil, anche sulla base del Conto annuale della Ragioneria dello Stato. Ai 112.489 occupati a tempo determinato e ai 25.213 lavoratori socialmente utili (dati 2007 della Ragioneria generale dello Stato) si aggiungono infatti - secondo la Cgil - 80.000 contratti di lavoro a progetto (contratti che però potrebbero riguardare in parte le stesse persone) per un totale di lavoratori, esclusa la scuola, che supera le 200.000 unità. A queste - sempre secondo i dati Cgil - si aggiungono 130.000 docenti e 75.000 lavoratori non docenti impegnati nella scuola. E la cifra di 400.000 non tiene conto di tirocinanti, stagisti e borsisti, figure non censite che potrebbero raggiungere altre 100.000 unità. Intanto, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - nel corso di un'intervista televisiva - ha assicurato che la domanda di «tempo pieno» da parte delle famiglie «sarà assolutamente soddisfatta». Il ministro ha riferito di averne parlato con alcuni direttori scolastici regionali e di avere ricevuto «notizie tranquillizzanti». Di più: «Con un migliore impiego delle risorse - ha detto - siamo riusciti non solo a mantenere il tempo pieno, ma ad aumentarlo». Il ministro è quindi tornata a difendere la scelta del maestro unico: «L'introduzione del maestro unico prescinde dal quadro orario. Quale che sia l'orario scolastico scelto ci sarà un maestro unico di riferimento». Ha quindi invitato a non trarre conclusioni affrettate: «Attuiamo la riforma e dopo vedremo l'esito dell'introduzione del maestro unico». Ancora, nel corso della stessa intervista, la Gelmini ha annunciato che con la riforma della scuola secondaria superiore sarà aumentato il numero delle ore di lezione sia di inglese sia di una seconda lingua. «Pensiamo anche - ha aggiunto - di introdurre nell'anno della maturità l'insegnamento di una materia, la storia piuttosto che la matematica, in una lingua straniera». Il ministro si è quindi soffermato sull'esito degli scrutini del primo quadrimestre: «C'è stato un leggero aumento delle insufficienze rispetto all'anno scorso, ma l'aspetto più singolare è che si è riscontrato nelle lingue straniere più che nella matematica, da sempre bestia nera, per gli studenti». Partecipando infine al convegno «Più tecnici, più sicurezza, più sviluppo» svoltosi ieri al Cnel, la Gelmini ha spiegato che alla crisi che attanaglia il Paese si deve rispondere con il rilancio dell'istruzione in generale e in particolare dell'istruzione tecnica, rafforzando il raccordo tra la scuola e il mondo del lavoro.

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Il tempo pieno non soddisferà tutti (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 04/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia «Il tempo pieno non soddisferà tutti» Anche a Brescia boom di richieste per le 40 ore alle Elementari Ma il provveditore Colosio avverte: «Dipenderà dall'organico» Alunni in mensa a scuola: uno dei servizi garantiti nell'ambito del tempo pieno ma anche con altri orari Giuseppe Colosio I dati ufficiali non sono ancora disponibili: il termine per le iscrizioni alla prima elementare per l'anno scolastico 2009/2010 era il 28 febbraio; ma soltanto ieri il Ministero dell'istruzione ha aperto le aree del sistema informativo nelle quali le scuole dovranno inserire i numeri che le riguardano, un'operazione per la quale c'è tempo fino all'11 marzo e dalla quale lo stesso Ufficio scolastico provinciale trarrà tutte le informazioni al riguardo (anche se parallelamente da via Sant'Antonio partirà un modulo destinato anche a raccoglierne di ulteriori). Nonostante questo, il dirigente dell'Usp, Giuseppe Colosio, conferma che in provincia di Brescia - come del resto in tutta Italia - si è registrato un significativo aumento delle richieste di tempo pieno (consistente in 40 ore alla settimana con due insegnanti) da parte dei genitori dei bambini che in settembre entreranno nella scuola primaria. Una tendenza già segnalata da alcuni dirigenti scolastici e motivata in generale con l'intenzione delle famiglie di assicurarsi - soprattutto a fronte di una situazione non ancora definita - un tempo scuola compatibile con la propria organizzazione. D'altro canto, pochissimi hanno scelto la novità introdotta tra le polemiche dal ministro dell'Istruzione bresciano Mariastella Gelmini, ovvero le 24 ore settimanali con il maestro unico, che a livello nazionale - secondo la rivista «Tutto Scuola» - è piaciuta soltanto al 3% dei genitori. Il maestro unico novità incompresa Maestro unico snobbato, quindi? «Piuttosto direi che evidentemente la novità deve avere una gestazione più complessa, ha bisogno di essere compresa soprattutto alla prova dei fatti», sostiene Colosio, dicendosi tutt'altro che sorpreso dall'andamento delle iscrizioni. Ma che cosa sarà di tante richieste di tempo pieno? Potranno essere tutte soddisfatte? «Probabilmente non tutte», risponde il provveditore, ricordando d'altra parte che era già previsto che il tempo pieno fosse attivato «in subordine alle risorse disponibili» e garantendo comunque il mantenimento del «tempo scuola complessivo» e quindi i livelli attuali. Posti di lavoro a rischio? A questo punto l'attenzione è rivolta al regolamento sugli organici atteso proprio per questi giorni da parte del Ministero. Quel che per ora è certo è che dal prossimo anno scolastico sparirà - non soltanto in prima elementare e nella scuola primaria - la compresenza degli insegnanti. Il che significa - ad avviso di alcuni dirigenti scolastici e dei sindacati - che verrà meno un numero di posti di lavoro pari a 700 in tutte le scuole bresciane (secondo stime sindacali), tra i quali 270 alle elementari. Ma - commenta a questo proposito Santo Gaffurini, segretario della Flc Cgil provinciale - «ai genitori di tutti questi discorsi sull'organico non importa nulla. Quel che interessa loro è assicurare ai propri figli il meglio anche per quanto riguarda la scuola. E lo hanno dimostrato in modo molto chiaro proprio in occasione delle iscrizioni, con scelte indicative della volontà non tanto di tenere i ragazzi occupati nel pomeriggio, ma di rivendicare un modello preciso: quello che tiene conto della complessità della conoscenza, offrendo agli alunni un tempo scuola maggiore e più articolato; quello che attribuisce alla Primaria la missione di alfabetizzare con modalità che cambiano nel tempo. I genitori hanno deciso con consapevolezza e libertà: quella stessa libertà che il ministro Gelmini ha agitato, ma che va gestita; e che noi come sindacato sosterremo insieme alle scelte compiute». Francesca Sandrini

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Broletto, la parola a Bossi e Berlusconi (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 04/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Broletto, la parola a Bossi e Berlusconi di Adalberto Migliorati Gli onorevoli Romele (a sinistra) e Saglia «Vi sarei grato se evitassimo dichiarazioni da ok corall. C'è un partito da costruire insieme. Con stima e rispetto» segue firma. Un sms che arriva a notte fonda. Per errore di selezione del destinatario nella rubrica del cellulare del mittente. È di un politico, intende raggiungere altri politici in vista di un appuntamento del giorno successivo. Intuisco la vicenda specifica che lo innesca. Eppure il messaggio attraversa e fotografa un stato d'essere diffuso nella politica bresciana. Questo lo rende particolarmente espressivo nella casualità dell'inoltro. Nella Brescia politica cerca di tenere banco - senza suscitare ondate montanti d'attenzione - la questione della scelta dei candidati presidente della Provincia dei maggiori schieramenti. L'attuale distrazione pubblica può nascere dal fatto che il Pd è alla prese con la preparazione delle primarie: potrebbero tenersi il 5 aprile ed avviare la campagna elettorale provinciale di quel partito. Magari sarà perché, fin da oggi, il lavoro di abbozzo della distribuzione regionale degli spazi assegnati alle singole forze all'interno del centrodestra lombardo subirà un ulteriore passaggio che trasferisce la scelta finale ancor più fuori Brescia: dopo il non risolutivo vertice milanese tra FI, An e Lega, la decisione passa al tavolo nazionale con Berlusconi e Bossi. Il Pd dopo Veltroni Il Pd bresciano è chiamato a fare la scelta del candidato, e della alleanza che lo sostiene, misurandosi con la fase nuova innescata dalle dimissioni di Veltroni e dalla nomina di Franceschini. Uno scenario, quello della verifica del progetto veltroniano, ipotizzato per dopo il voto europeo e amministrativo di giugno, anticipato dalle dimissioni di Veltroni, non risolto dall'insediamento di Franceschini. Il risultato del voto nazionale condizionerà il cammino del partito, gli esiti locali determineranno il futuro prossimo delle dirigenze attuale e di quelle che le incalzano. A Brescia è stato deciso di seguire la via maestra delle primarie, anche perché i sondaggi interni non hanno dato un'indicazione dominante. Oscurata l'ipotesi di un appello corale all'ex sindaco di Brescia Paolo Corsini, la persona più indiziata di potersi fare carico della patata bollente della candidatura di rimonta rispetto al vantaggio di cui è accreditato il centrodestra è Diego Peli, sindaco di Concesio e già leader della Cisl. Forza Italia per Romele Nel centrodestra è in corso una partita a scacchi che vede la Provincia di Brescia appetita da FI, An, Lega: impossibile soddisfare tutti. FI ha messo in campo tempestivamente la candidatura dell'on. Giuseppe Romele e schiera a suo aperto, confermato sostegno il ministro Gelmini. Per FI è strategico guidare la Provincia per continuare il lavoro di aggancio delle Amministrazioni comunali per lo più espressione di liste civiche composite. Da qui la ferma, tenace difesa della proposta Romele. An per contare nel Pdl An bresciana terrà sabato il congresso in vista dell'assise nazionale costituente il Pdl. Un appuntamento che suona di scioglimento dell'attuale partito. La sua dirigenza, ad ogni livello, è impegnata a rassicurare militanti ed elettori: nel nuovo partito avrà pari dignità di rappresentanza delle istanze politiche che interpreta. Ne scaturisce la richiesta di assumere la presidenza di una Provincia lombarda importante. Da vincere le volontà di FI e Lega di assegnarla ad un proprio esponente e, per Viviana Beccalossi, le riserve leghiste che la accompagnano dai tempi della vicepresidenza al Pirellone, vicenda quote latte compresa. Ecco allora spuntare il nome dell'on. Saglia che, per quanto noto, gradisce continuare il lavoro intrapreso a livello parlamentare. La corsa della Lega La Lega vuole mantenere salda la sua identità, ancor più in un tempo che la vede elettoralmente gratificata. In un tale scenario di fondo, su Brescia si ipotizzano due strategie leghiste. La più semplificata vuole la Lega tenere duro fino all'ultimo per portare a casa il massimo in Lombardia e il massimo di assessori nella futura Giunta provinciale. L'altra, più coriacea, vorrebbe la Lega pronta, se non accontentata, a correre davvero da sola in alcune realtà territoriali e Berlusconi che, per evitare uno scollamento sgradito in chiave di messaggio di coesione del governo nazionale, concede qualche ulteriore posizione. Magari il Broletto.

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Servono nuovi spazi per poter studiare e organizzare eventi (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 04 Marzo 2009 CRONACA Pagina 12 «Servono nuovi spazi per poter studiare e organizzare eventi» L'università, a loro, va stretta. E chiedono più spazi per poter studiare e organizzare eventi culturali. Sono i ragazzi del «Presidio permanente universitari veronesi», che da quando si sono costituiti nello scorso autunno, portano avanti le loro rivendicazioni. Dopo i cortei contro la legge Gelmini, l'insediamento stabile all'interno dell'ateneo e gli incontri-reading di poesia , i ragazzi lanciano una nuova campagna: «Dammi spazio!». Manuela Andreoli, portavoce del gruppo, spiega: «Gli studenti ogni anno aumentano, e l'ateneo va fiero dell'incremento delle iscrizioni. Sicuramente questo è un fatto positivo, però ci troviamo di fronte alla sempre meno disponibilità di spazi. Le aule sono perennemente stracolme. Non è ammissibile dover seguire una lezione seduti per terra in uno sgabuzzino sovraffollato dove si soffoca per il caldo e l'odore. Inoltre mancano luoghi dove potersi incontrare e confrontare, dove promuovere appuntamenti culturali e dibattiti. Le iniziative ci sono, ma spesso ci si sente rispondere che le aule per convegni e seminari sono già tutte occupate per attività didattiche o organizzate dall'ateneo stesso». Chiara Rebonato, un'altra componente del gruppo, dice: «Confidiamo nell'ampliamento della sede universitaria alla Passalacqua, anche se non ci è chiaro a cosa serviranno i nuovi spazi creati e se saranno messi, almeno in parte, anche a disposizioni delle iniziative degli studenti». Un altro appello viene lanciato per la mancanza di luoghi dove studiare. Manuela continua: «Per trovare un posto in un'aula studio o in biblioteca ci si deve alzare all'alba e non ci si può più muovere per paura di perderlo». Per parlare di questo ed altre problematiche i ragazzi del presidio hanno indetto un'assemblea studentesca pubblica martedì 17 marzo, anche se il luogo dove si terrà è ancora da decidere in quanto spiegano gli studenti «manca lo spazio». Il presidio studentesco promuove delle attività per autofinanziarsi. Una di queste è il «pranzo sociale» nel giardino dell'ateneo, che verrà organizzato proprio di fronte all'entrata della mensa universitaria. Chiara spiega: «Offriremo agli studenti la possibilità di acquistare un pranzo a un prezzo molto basso, uno o due euro. L'iniziativa è stata pensata come ricerca di fondi per il gruppo, ma vuole anche essere un segnale per cercare di contenere il più possibile le tariffe delle mense universitarie che, a nostro avviso, sono ancora troppo elevate per molti studenti».I.P.  

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ci sono i fascisti all'università . no, siamo antifascisti (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

LA POLEMICA «Ci sono i fascisti all'università». «No, siamo antifascisti» Gentile Ferdinando Camon, nel suo articolo «Giusto ospitare la chiesa al Bo» pubblicato sul mattino di Padova di venerdì 27 febbraio, lei dice che due gruppi di fascisti sono stati «individuati». Questa notizia sarebbe allarmante, se fosse vera. Ma il suo articolo si avventura in considerazione ben più notevoli. Ho attivamente partecipato molte volte alle attività della mobilitazione studentesca nel nostro Ateneo e per questa ragione le scrivo in quanto cittadina (più) informata dei fatti (di lei): la sintesi di disinformazione e qualunquismo che lei presenta sulle pagine del suo giornale è semplicemente stupefacente. Mi permetta di illustrarle schematicamente ciò che trovo ingiustificabile: 1) Classificare come fascisti gli studenti che, a Padova e in tutta Italia, da mesi stanno portando avanti una mobilitazione difficile e complessa contro i tagli previsti dalla legge 133 e 180 è, semplicemente, falso. Inoltre, è in aperto contrasto con la linea editoriale delicata e complessa che il suo giornale ha seguito fin qui. 2) Se lei fosse avesse avuto la cura di informarsi prima di scrivere, saprebbe che l'Onda padovana, fin dal suo sorgere, si è sempre proclamata antifascista, in nome, non da ultimo, di Concetto Marchesi e della Medaglia al Valore militare per il contributo della nostra Università alla Resistenza. Le proposte emerse in assemblea che lei riporta (tra cui compare anche quella di evitare lo svolgersi dell'incontro) non la legittimano a dare del fascista a chicchessia, se non altro perché non esprimono una linea condivisa, ma sono semmai istanze che emergono verso il confronto con tutta l'assemblea. Che non si vede per quale motivo debba essere considerata responsabile per le idee di ciascuno. Sarebbe come se io le dessi del corrotto per l'unica ragione che qualcuno nella redazione del suo giornale lo è. 3) Concedendo che lei utilizzi l'aggettivo «fascista» non con rigore storico, bensì per semplice amore di metafora, lei non avrebbe dato una informazione corretta. E «i nemici dell'informazione» non sarebbero più gli studenti, ma lei in prima persona. L'unica nota ridicola del suo articolo - se non fosse che apre un antipatico scorcio su come lei intende il suo mestiere - è quando, riferendosi agli appunti dei giornalisti presenti all'assemblea, ammette: «Avrei piacere di leggerli in un articolo». Ecco. Legga meno e vada di più a cercare notizie: se non mi sbaglio, è il suo mestiere. Gli articoli che si producono sulle spalle di altri articoli creano la partouze della disinformazione cui assistiamo quotidianamente. Esercitare onestamente il suo mestiere significa, a mio avviso, rifiutarsi di salire su questo caravanserraglio. 4) Quanto al suo compiaciuto aut aut, «O lui o io», posso solo sperare che una personalità come monsignor Fisichella dimostri maggiore saggezza e intelligenza politica di lei. Non credo sia difficile. 5) Spero vivamente che accetti l'invito che le hanno rivolto gli studenti. Chissà: essere a diretto contatto con la notizia di cui scriverà potrebbe esserle salutare. Chiara studentessa dell'Onda anomala padovana La studentessa Chiara (che nello scambio privato di e-mail con me non vuol dire il cognome, perché «esistono le lettere anonime», ignorando che di norma queste non meritano di diventare pubbliche) non capisce una cosa elementare. Nessuno, tra quelli (ho visto che c'è anche il sindaco di Padova, Ds) che definiscono «fascista» l'atteggiamento di certi studenti dell'Onda, li chiama così perché han protestato contro i tagli o contro la Gelmini (ma cosa c'entra tutto questo? Chiara ha letto bene e ha capito il mio articolo?); no, noi ci riferiamo a coloro che han dichiarato che non permetteranno che la conferenza di monsignior Fisichella si svolga, studieranno qualche maniera forte per farla saltare, sbarreranno l'ingresso, occuperanno l'aula, e così via. Lo ripeto: questo non è democratico, è fascista. Quando sono entrato nella polemica, la definizione di «fascisti» per questi atteggiamenti correva già da un paio di giorni: io la accolgo e la confermo. C'è stato uno studente (non Chiara) il quale mi ha scritto che lui si ritiene democratico perché suo nonno era antifascista. E questi sono studenti universitari? Qui suo nonno non c'entra niente, come non c'entra Concetto Marchesi. A quello studente e a Chiara rispondo: se un'organizzazione culturale con la quale non si va d'accordo organizza un convegno, democratico non è usare le maniere forti per farlo saltare, democratico è organizzare per conto proprio un altro convegno. La democrazia c'è quando tutti possono parlare, non quando una parte si dà da fare perché gli altri non possano aprir bocca. La vicenda sembra concludersi in modo da rendere inutili le minacce: ci sarà il convegno «cattolico» intorno a monsignor Fisichella, e ci sarà un convegno «laico» intorno a qualcun altro. Ai due convegni si presenteranno degli ascoltatori, decine o più probabilmente centinaia. A costo di offendere la Chiara, mi auguro che ci siano anche i giornalisti, che prendano appunti e ci raccontino tutto, in modo che a tirar le somme possiamo essere in decine di migliaia. La tesi di Chiara (niente stampa, via i giornalisti) mi sembra quanto di più lontano dalla democrazia si possa immaginare. Ferdinando Camon

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il fallimento della gelmini - alessandro naccarato (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA Il fallimento della Gelmini ALESSANDRO NACCARATO Il ministro dell'Istruzione Gelmini ha disertato l'incontro in programma ad Abano con molti sindaci, preoccupati per la cancellazione del tempo lungo nelle scuole venete dovuta ai tagli del governo nel settore dell'istruzione. L'assenza del Ministro conferma che il Governo non ascolta le famiglie, si disinteressa del futuro e fugge di fronte alle difficoltà. Purtroppo si sta verificando proprio quello che il Partito Democratico ha denunciato da tempo: il Governo Berlusconi ha tagliato i fondi all'istruzione scolastica ed ora non ha le risorse necessarie per garantire servizi di qualità. Infatti, già in occasione del decreto del luglio 2008, convertito nella legge n. 133, il Pd aveva evidenziato tagli per quasi 8 milioni di euro nel settore dell'istruzione in tre anni, con una riduzione complessiva di 87.245 insegnanti (pari al 13% in meno del corpo docente). Dopo le mobilitazioni di insegnanti, genitori e studenti dei mesi scorsi il ministro Gelmini aveva assicurato che il servizio scolastico sarebbe stato organizzato secondo le esigenze delle famiglie degli studenti. Ora, però, ha fatto marcia indietro tanto da non presentarsi nemmeno al confronto con i sindaci veneti per dare certezze sul tempo scuola. Le risorse per continuare l'efficace esperienza del tempo lungo nelle scuole del Veneto, secondo quanto prevede la legge n. 148/1990, rischiano di essere cancellate, provocando gravi disagi a migliaia di famiglie della nostra Regione. Sarebbe questo il tanto propagandato federalismo assicurato dalla lega Nord per venire incontro alle esigenze dei cittadini del Veneto e dell'intero Nord Italia? Oggi la scuola è nel caos a causa delle scelte del Governo: le iscrizioni sono state posticipate e si sono chiuse con un mese di ritardo, il 28 febbraio scorso; le risorse per garantire il tempo lungo non sono certe e le famiglie, di conseguenza, chiedono aiuto agli amministratori locali. I sindaci, indipendentemente dalla loro parte politica, si trovano in grande difficoltà, uniti nel chiedere le necessarie risorse al governo per la scuola. Anche la regione Veneto deve fare la sua parte per evitare la cancellazione del tempo lungo nelle scuole. In sede di Conferenza Stato-Regioni, programmata per il prossimo 7 marzo, deve far valere l'articolo 117 della nostra Costituzione che inserisce l'istruzione nelle materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni, pretendendo dal ministero dell'Istruzione adeguate risorse economiche o prevedendo anche la possibilità di investire fondi propri per mantenere il tempo lungo nelle scuole del suo territorio. Questa può essere una soluzione efficace per continuare a fornire un servizio essenziale a migliaia di famiglie veneto.

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GQ e Current, i nipotini di Report (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (MarketingOggi)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 053  pag. 27 del 4/3/2009 | Indietro GQ e Current, i nipotini di Report MEDIA Di Alessio Odini La partnership fra il maschile Condé Nast e il social network d'informazione fondato da Al Gore Inchieste che nascono sul web e passano per tv e carta stampata Dare voce su web, tv e carta, a chi è giovane e vuole raccontare l'Italia con un punto di vista diverso da quello dei media tradizionali. Un progetto a lungo termine di giornalismo d'inchiesta di qualità, ma fatto dal basso, che sconfinerà sulla carta stampata. Con la garanzia di un marchio autorevole e di uno giovane, ma emergente. è la partnership «crossmediale» tra GQ, il maschile di Condé Nast diretto da Michele Lupi, e Current.tv, il social network d'informazione globale fondato nel 2004 da Al Gore. Perché prima di ricevere il premio Nobel nel 2007 per l'impegno a difesa dell'ambiente, l'ex vicepresidente democratico Usa è stato reporter e giornalista in Vietnam. «GQ è sempre alla ricerca di nuovi mezzi per coinvolgere i lettori, farli sentire parte del gruppo, e il progetto di Current ha la mentalità che condividiamo. Anche per le nostre radici culturali, visto che Condé Nast sostiene il Partito democratico negli Stati Uniti», esordisce Lupi, «l'intento comune è di rompere le tradizioni italiane. L'era della tv e dei giornali generalisti è finita, non c'è più un mercato generalista». Presente da meno di un anno in Italia, Current trasmette sul canale 130 di Sky. Il programma di inchieste si chiamerà Vanguard, sarà trasmesso il martedì (ore 23) con i temi internazionali, mentre dall'11 marzo, il mercoledì sarà dedicato alla realtà italiana. Dalle istruzioni per sbattezzarsi, la telecamera indagherà anche sull'assassinio di Don Peppe Diana compiuto dalla camorra e sulle morti di pastori e bestiame ad Acerra (Napoli), legate alla diossina. è un «giornalismo d'inchiesta non condizionato politicamente», dice Tommaso Tessarolo, general manager di Current. Autori delle inchieste (che strizzano l'occhio alla trasmissione di Raitre Report), dalla durata variabile dai 10 ai 24 minuti, gli aderenti al network: «10 mila iscritti, che finora hanno prodotto più di 500 inchieste selezionate», spiega Paolo Lorenzoni, direttore marketing. «I film-maker (dai 18 ai 45 anni, ndr) possono inviare spontaneamente le loro proposte, o rispondere alle sollecitazioni della nostra newsletter, come è accaduto per le vicende dei rifiuti a Napoli, o per l'Onda anti-Gelmini». L'opportunità di passare a un vero e proprio editing, coadiuvati dalla redazione, è stabilita dagli stessi iscritti, che votano le video-inchieste ritenute più interessanti. Il meccanismo di voto vale anche per le campagne pubblicitarie realizzate dagli utenti e seguite con grande attenzione dalla community. A Vcam, la piattaforma di social advertising all'interno di Current.tv, hanno già attinto Canon e Warner Bros, ma sulla homepage si trova anche il bando per realizzare lo spot del G1, lo smartphone di Google in collaborazione con T-Mobile: al vincitore, 2.500 dollari (1.960 euro). Il progetto di Current non è sfuggito a GQ, che darà spazio agli aspiranti giornalisti con una rubrica già dal numero di marzo. Allo stesso modo, gli autori dei video avranno visibilità sul portale Menstyle.it, mentre Current.tv aprirà GQ Talent, una pagina dedicata ai talenti creativi che ruotano attorno al maschile di Condé Nast.

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Gelmini rilancia l'istruzione tecnica (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

stampa La riformaPiù ore d'inglese e rapporti stretti con il mondo del lavoro Gelmini rilancia l'istruzione tecnica . «Contro la crisi che attanaglia il Paese si deve rispondere con il rilancio dell'istruzione in generale e in particolare dell'istruzione tecnica, rafforzando il raccordo tra la scuola e il mondo del lavoro» ha esordito il ministro. «Bisogna ripartire dall'istruzione e dalla formazione, facendo in modo che non siano più autoreferenziali ma favorendo una stretta collaborazione con il mondo produttivo» ha aggiunto sottolineando invece che di fronte a 335 mila tecnici chiesti dalle aziende, l'offerta sia attualmente di appena 170 mila. Tra gli elementi-cardini della riforma un rapporto scuola-lavoro con percorsi puntuali, l'innovazione della didattica e valutazioni sui risultati anche attraverso stage e tirocini, particolare attenzione all'orientamento. Ed ecco le priorità: il rafforzamento delle lingue straniere (anche attraverso l'insegnamento di una materia come la storia o la matematica in inglese o in un altro idioma durante l'ultimo anno di corso), tirocini e stage in azienda, monitoraggio sull'occupazione, potenziamento del numero dei profili tecnici, un monte ore annuo di 1056 ore di 60 minuti (32 ore settimanali). Last but not least, naturalmente, «la valorizzazione del lavoro dei docenti»

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Le famiglie boccianoil maestro unico,boom del tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Le famiglie boccianoil maestro unico,boom del tempo pieno scuola Iscrizioni chiuse: pochissime domande per le 24 ore.I presidi: «Preoccupati per l'organizzazione delle classi» TRAVOLTI dalla voglia di tempo pieno. Costretti a fare a meno delle ore di compresenze, quindi già impegnati in equilibrismi per garantire il tempo scuola a tutti. Anche e soprattutto a quegli scolari che non sono "primini", che sono già abituati a una certa organizzazione. Guai a stravolgerla. Ma in alcuni casi succederà. A iscrizioni chiuse, i dirigenti scolastici delle elementari fanno i conti con i numeri che affollano le segreterie. È assodato: le famiglie che hanno richiesto il maestro unico, quindi le 24 ore di tempo scuola sono uno, due per ogni plesso. Va da sè che se le richieste sono così poche non si forma alcuna classe e il maestro unico resta a casa. Mentre la domanda di tempo pieno a 40 ore è più dell'anno scorso, in alcuni casi. Abbiamo interpellato una decina di istituti comprensivi ognuno dei quali include mediamente tre primarie. Un test indicativo della domanda che è lievemente diversa rispetto ai dati diffusi due giorni fa dal Ministero dell'Istruzione che a sua volta ha utilizzato un campione di 900 scuole. Sintetizzandoli: in Italia il 56 per cento delle famiglie ha chiesto le 30 ore; il 34% le quaranta ore, il 10% le 24 e le 27 ore. Cominciamo dalle scuole del centro storico dirette da Michela Casareto. «Alla elementare Daneo, tradizionalmente solo tempo pieno, c'è una richiesta per formare tre classi che va oltre la stessa capienza della scuola. Ricordando che a settembre torneremo nella sede rinnovata di Salita San Francesco. Richiesta di tempo scuola a 30 ore alla Giano Grillo e alla De Scalzi , dove si avanza anche la richiesta di due classi a tempo pieno ma ce ne possiamo permettere solo una. Una sola famiglia ha chiesto il tempo scuola a 24 ore. Si rassegnerà». Nell'istituto comprensivo di Voltri-Pra', la dirigente Ivana Ottonelli ci tiene a precisare che «le famiglie hanno raccolto firme che spediranno anche al ministero spiegando che vogliono sia mantenuta la qualità che questa scuola ha fin qui garantito con corsi di recupero per i più disagiati, con laboratori, con potenziamento dell'italiano». Tutto ciò richiede la compresenza «che non vuole dire, come sembrerebbe, due maestre che fanno la stessa cosa, una lavora e l'altra guarda. Vuol dire, ad esempio: una segue laboratorio di informatica con 10 bambini e 10 computer, una fa recupero con gli altri dieci. Venga il ministro Gelmini a verificare che l'abolizione delle compresenze non è un risparmio, è un danno» Anche qui le iscrizioni si sono concentrate sulle 40 ore prima e 30 poi. È preoccupata per l'organizzazione del tempo prolungato della "sua" media Orengo, Maura Covati, dirigente di Pontedecimo, perchè sa che dovrà modificarlo e ciò disturberà le famiglie ma anche i ragazzi. Ribadisce a sua volta che l'eliminazione delle compresenze con classi numerose come le sue sarà un altro problema. A Bolzaneto come ad Oregina trionfa il tempo pieno e così pure alla Mazzini di Staglieno «con un trend -spiega la dirigente Gianluisa Zonfrillo - che è sempre superiore all'offerta che possiamo garantire: certo prima con le compresenze riuscivamo a soddisfare le esigenze delle famiglie prolungando il tempo scuola. Quest'anno non so, si vedrà». Picco di domande di tempo pieno a Sestri Ponente dove il dirigente Giacomo Buonopane parla di 120 iscritti alle prime alla Carducci alla Pezzani e all'Alfieri. «Ne abbiamo già dovuti respingere dieci». E Gino Facen preside di Borgoratti non nasconde la preoccupazione per la sorte in bilico della piccola scuola di Bavari, la elementare Gioiosa dove ci sono solo undici iscrizioni non sufficienti a formare una prima «Per fortuna che i genitori sono molto determinati e combattono». Sempre Facen annota che per la elementare Giustiniani si tratta di «un'ottima annata» perché le famiglie hanno raddoppiato la domanda per il tempo pieno in una scuola che non lo ha mai avuto . Che farà il preside? Cio' che faranno tutti i suoi colleghi. «Sottoporrò al Ministero tutte le richieste perché il Ministero ci ha dato come indicazione l'accoglienza di tutte le richieste. E attendo fiducioso». Ma fiducioso non è, dato il tono del commiato «siamo presi dall'emergenza continua, non riusciamo più a progettare». In realtà a Borgoratti stanno organizzando per i genitori corsi di aggiornamento con esperti per contrastare il bullismo. Che ha dato qualche segno di presenza nel quartiere. Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 04/03/2009

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Appello del coordinamento dei genitoria rinnovare tutte le iscrizioni (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Appello del coordinamento dei genitoria rinnovare tutte le iscrizioni la protesta Il COGEDE ligure (Coordinamento genitori democratici), aveva invitato tutti i genitori, anche quelli dei bambini che non sono primini, a rinnovare le iscrizioni classe per classe, con moduli messi a disposizione dal Cogede stesso. Provocazione efficace per sottolineare che le famiglie hanno diritto a mantenere l'organizzazione della scuola che era stata promessa e garantita negli anni scorsi. Moltissime le adesioni delle famiglie. Il Coordinamento, che si prepara al congresso nazionale che si terrà ad Albenga dal 27 al 29 marzo, si prepara al ricorso al Tar del Lazio sugli organici. Matteo Viviano, leader del Cogede, commenta. «È fallito il maestro unico, la gente chiede un modello didattico che prevede più scuola, più laboratori, più uscite. Ora chiediamo che soprattutto i bambini abbiano diritto di continuare ad avere il tempo pieno che la Gelmini ha cancellato con la circolare sull'iscrizione». 04/03/2009

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"Tecnologie Marine", un passo avanti (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

"Tecnologie Marine", un passo avanti distretto ligure SUL Distretto Ligure delle Tecnologie Marine si è svolto a Roma un incontro con il ministro Gelmini al termine del quale l'ex sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri - che è il presidente spezzino del comitato promotore - ha manifestato "soddisfazione per le linee indicate dal Ministro per il futuro dei distretti tecnologici" e ha "confermato la società consortile". La riunione, che si è tenuta presso il Ministero dell'Università e della Ricerca, è stata convocata, come detto, dal ministro Mariastella Gelmini e vi hanno partecipato i rappresentanti di tutti i distretti tecnologici distribuiti sul territorio nazionale. L'incontro era teso a sviluppare un momento di approfondimento sulle azioni finora svolte e su ruolo e prospettive che il Ministero dell'Universita' e Ricerca affida ai distretti italiani. Per il Distretto Ligure delle Tecnologie Marine erano presenti il senatore Lorenzo Forcieri, e il presidente di Spedia, Pierluigi Tivegna. Nel corso dell'incontro, introdotto dal direttore generale del Miur, dottor Luciano Criscuoli, il ministro Gelmini ha sottolineato la valenza strategica dei distretti tecnologici e ha espresso la volontà di affidare ad essi il ruolo di leadership e di regìa nel campo della ricerca e nei rapporti tra pubblico - università ed enti di ricerca -, e privato - grandi e piccole e medie imprese- confermando che i distretti rivestiranno una posizione centrale all'interno del Piano Nazionale di Ricerca. «Sono molto soddisfatto e concordo con le linee indicate dal ministro Gelmini per il futuro dei distretti tecnologici - ha dichiarato dopo l'incontro romano Lorenzo Forcieri -. Questo mi conferma che avevamo visto giusto quando abbiamo deciso di impegnanri e di investire le nostre energie in questo ambizioso progetto. Ed oggi possiamo affermare che anche il DLTM si sta avviando a diventare uno degli strumenti di primo piano per il nostro sviluppo economico e per la crescita della competitività della nostra industria, creando le condizioni perché si incontrino e vengano messi a sistema il mondo della ricerca e quello delle imprese. Nei prossimi mesi il nostro impegno sarà sicuramente quello di lavorare speditamente per definire la governance, anch'essa esaminata nel corso dell'incontro al ministero. In questo senso è stato confermato che la società consortile risulta lo strumento più idoneo». .x/04/0903 Il presidente del comitato promotore, Lorenzo Forcieri, si dichiara soddisfatto dei progetti del ministro .x/04/0903

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Gelmini, il signor G.entra nelle scuole (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Gelmini, il signor G.entra nelle scuole il progetto «DESTRA, sinistra:non sono fra quelli che le considerano etichette svuotate di senso, tutt'altro. Ma a Giorgio Gaber mi unisce qualcosa che travalica ogni recinto: un grande senso della libertà, non essere mai allineati né schiavi di nessuno». Luca Barbareschi, 52 anni, uno dei personaggi più scomodi e temerari dello spettacolo italiano, attore, regista, parlamentare Pdl, reduce dal set di "The International" dove interpreta un politico corrotto a fianco di Clive Owen e pronto ad affrontare "Noi credevamo", nuovo film di Mario Martone, ha giocato un'altra carta rischiosa: riportare in scena "Il caso di Alessandro e Maria", uno straordinario duetto d'amore, o per meglio dire dell'impossibilità di farlo rinascere da un groviglio di egoismi e vigliaccherie, interpretato da Gaber e da Mariangela Melato nell'82. «Li ricordo bene quelli che ora lo chiamano "Giorgio" come se fossero suoi vecchi amici e che allora lo accusavano di essere qualunquista. Ricordo quando ero nel consiglio di amministrazione del Piccolo di Milano: tutti i se e i ma nei suoi confronti, prima che morisse...». "Il caso di Alessandro e Maria", in scena con Chiara Noschese sino al 29 marzo al Manzoni di Milano, segnerà il ritorno di Barbareschi, nel febbraio 2010, allo Stabile di Genova dopo vent'anni, dai tempi della scoperta di David Mamet , del suo "Glengarry Glen Ross" scandaloso per l'Italia nonostante il Premio Pulitzer, di Sam Shepard, della regia di "Jacques e il suo padrone": Rousseau riletto da Milan Kundera. Anche se il Gaber scelto da Barbareschi è virato sul crinale del privato, questa sintonia teatrale potrebbe apparire strana come quella che qualche anno fa accompagnò il sodalizio tra Dario Fo e Giorgio Albertazzi, pur con distanze ideologiche molto più"soft". «In un momento in cui tutti mi scartavano, Gaber è stato l'unico ad avere il coraggio di starmi vicino» spiega l'attore «c'eravamo conosciuti ai tempi di un musical che lui aveva scritto con Giampiero Alloisio, "Non ci sono più uomini". Più tardi mi ha rivisto in un "one man show" e ha voluto regalarmi un commento per la fascetta del dvd: «Ve lo consiglio». Ma non è stata solo la generosità di Gaber a spingere Barbareschi alla riscoperta del "Caso di Alessandro e Maria": «Piuttosto è lo spessore politico e poetico della sua scrittura. Tra vent'anni i monologhi di Grillo non li reciterà più nessuno. Invece Gaber, se i direttori dei teatri non saranno miopi, messì lì per accontentare questo o quel partito, sarà ancora in cartellone». La frecciata viene dopo le poleniche esplose per le dichiarazioni di Alessandro Baricco sul taglio delle sovvenzioni statali ai teatri: «Questa uscita mi ha fatto ridere. Proprio lui? Sovvenzioniamo la televisione, dice». Barbareschi ha una casa di produzione, la Casanova Entertainment, che sfronda fiction, in tv ha interpretato 80 sceneggiati e una ventina di varietà, sta girando le ultime riprese di "Nebbie e delitti atto secondo"; «Infatti non parlo pensando ai miei interessi. Sul fronte del teatro non si può far piazza pulita dei politici per lasciare tutto alle Fondazioni. Non si tratta di tagliare le sovvenzioni ma gli sprechi: di fare come si fa da vent'anni in Inghilterra, dove per il teatro non c'è una deregulation, una legge selvaggia del botteghino, ma lo sforzo di valutare, al momento di elargire finanziamenti, quale sia un ragionevole punto di incontro fra le ragioni dell'arte e la sua capacità di comunicare emozioni al pubblico, che dovremmo imparare dagli americani». Accusato da sempre di parlare troppo, «socialista che non ha mai abiurato, guardato con sospetto come uomo di destra», ci tiene a dire dire quanto ricevo per le produzioni teatrali della sua compagnia: «Sessantamila euro all'anno. Lo dichiaro e invito a farlo tanti altri attori e registi che hanno amoreggiato con tutti e governi e che si definiscono progressisti, Siano trasparenti come Benigni. Almeno quanto ha intascato lui per il suo spot elettorale, al festival di Sanremo. lo sanno tutti gli italiani». S. Z. 04/03/2009 a genova: LEI 04/03/2009 "L'anima buona del Sezuan" sarà alla Corte dal 17 marzo 04/03/2009 a genova: LUI 04/03/2009 "Il caso di Alessandro e Maria" sarà alla Corte nel febbraio del 2010 04/03/2009

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GELMINI, IL SIGNOR G.ENTRA NELLE SCUOLE. (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

GELMINI, IL SIGNOR G.ENTRA NELLE SCUOLE MILANO. Giorgio Gaber, il signor G., entra nelle scuole italiane e diventa una materia di studio e un progetto di concorso. Si tratta di un' iniziativa del Ministero dell'Istruzione, Università e ricerca e della Fondazione Gaber, promossa per celebrare il settantesimo anniversario della nascita dell'artista, morto nel 2003. «Gaber può essere una fonte di insegnamento per i giovani» ha detto il ministro Mariastella Gelmini presentando le iniziative a Palazzo Marino sede del Comune «Gaber è stato un grande esempio di libertà ma anche di rigore». Il progetto prevede un concorso "Giorgio Gaber, parole per pensare", rivolto agli studenti delle scuole secondarie invitati a rielaborare con la forma espressiva preferita uno dei dodici brani scelti nel repertorio gaberiano. Inoltre saranno organizzate lezioni su Gaber tenute nelle scuole da studiosi e artisti. «Il pregio più grande di un artista così straordinario» ha concluso il ministro «è quello di insegnare a pensare senza pregiudizi e ideologie». 04/03/2009

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Elementari, richieste boom per il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Elementari, richieste boom per il tempo pieno --> In città le famiglie chiedono le 40 ore settimanali. I dirigenti: per accontentarle aspettiamo certezze sugli organici Mercoledì 04 Marzo 2009 CRONACA, pagina 11 e-mail print Nessun dubbio, in città è di 40 ore la richiesta del tempo scuola. Lo dicono i bilanci all'indomani della scadenza del 28 febbraio come termine ultimo per le iscrizioni al prossimo anno scolastico. La stragrande maggioranza delle famiglie che in questi giorni hanno iscritto i propri figli alla prima elementare ha esercitato il diritto di scelta optando per le 30 o le 40 ore. E questo nonostante i dirigenti scolastici abbiano ripetutamente sottolineato che l'accoglimento delle richieste dipenderà in ultima battuta dalla disponibilità degli organici. Nella nostra città, come del resto anche nella vicina Milano, c'è bisogno di più tempo scuola per sopperire alla necessità sempre più urgente delle famiglie di conciliare lavoro e figli. «Un vero e proprio boom della richiesta del tempo pieno, vale a dire delle 40 ore - osserva il dirigente dell'Ic Mazzi, Emanuele Messina - tutte le domande di iscrizione vanno in questa direzione. Un monte ore che già era in funzione alla scuola elementare Biffi e a quella di Orio, e che adesso è stato richiesto anche alla Don Bosco e alla Calvi. Per sapere se la scuola sarà in grado di soddisfare queste richieste - ha sottolineato il preside - bisognerà aspettare la definizione degli organici, vale a dire il numero di docenti che ci verrà assegnato». Su questo punto i dirigenti scolastici sono tutti d'accordo: accolte le richieste dei genitori non resta che aspettare, impossibile al momento fare previsioni anche se la speranza è di poter accontentare tutte le richieste. «Premesso che la mia scuola era nell'impossibilità di offrire le 40 ore per mancanza di spazio per la mensa - ha precisato la dirigente dell'Ic Petteni, Gabriella Roberti - su 56 bambini, 42 hanno chiesto le 30 ore, 27 famiglie le 11 e solo 2 hanno optato per il modello a 24 ore. Speriamo dunque di poter continuare a offrire quello che ormai per noi è un modello consolidato che prevede la presenza a scuola dei bambini per cinque giorni alla settimana dalle 8.30 alle 16». Analoga richiesta anche all'Ic Muzio, altra scuola cittadina storicamente organizzata su cinque giorni di lezione con 30 ore in classe e 7 ore e mezza di mensa, o meglio di «interscuola» come si chiama il tempo che intercorre tra le lezioni del mattino e quelle del pomeriggio: «Su 150 alunni - riassume il dirigente Ugo Punzi - il 90% ha scelto tra le 30 e le 40 ore. Il modello a 27 ore è stato indicato solo da 8 alunni e nessuno ha chiesto le 24 ore. Ci aspettavamo questa richiesta - ha sottolineato il dirigente - perché la nostra scuola è storicamente organizzata così. Adesso dobbiamo solo aspettare gli organici per capire se potremo continuare a lavorare come abbiamo sempre fatto. In questo momento il vero problema della scuola elementare non è, come vogliono farci credere, il maestro unico, ma il tempo che effettivamente le scuole potranno mettere a disposizione delle famiglie». Tempo pieno a gran voce anche all'Ic De Amicis. Anche in questa scuola le 40 ore sono una tradizione: «L'organico dovrebbe essere calcolato in base a quella che è la situazione esistente nella scuola - ha precisato il dirigente Luciano Mastrorocco - e dunque non dovrebbero esserci problemi. Il vero problema casomai è un altro. Il tempo pieno fondava la qualità del modello sulla possibilità di dividere la classe in piccoli gruppi e dunque di articolare percorsi formativi su bisogni differenziati degli alunni. Adesso però le compresenze spariranno e quindi, se anche si mantengono le 40 ore in quanto tali, viene svuotato il contenuto di queste ore. Comunque - ha concluso Mastrorocco - la verifica di tutto sarà l'organico». La parola magica è dunque l'organico, anche se c'è chi, come il dirigente dell'Ic Donadoni, confida nelle rassicurazioni del ministro Gelmini: «Rispetto quello che il ministro ha sempre dichiarato sul tempo pieno e quindi penso che la mia scuola non avrà problemi nel soddisfare le richieste espresse in tal senso dai genitori. Detto questo - ha comunque commentato Petralia - aspettiamo chiarimenti in merito alla mensa. Ci attendiamo che ci diano un numero di docenti sufficiente a poter garantire l'assistenza degli alunni durante la pausa pranzo». Tiziana Sallese 04/03/2009 nascosto-->

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Il ministro <Le domande saranno tutte soddisfatte> (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il ministro «Le domande saranno tutte soddisfatte» --> Mercoledì 04 Marzo 2009 CRONACA, pagina 11 e-mail print Alle preoccupazioni dei dirigenti scolastici sulle effettive possibilità di garantire il tempo pieno a tutte le famiglie che ne hanno fatto richiesta ha risposto ieri lo stesso ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, assicurando che la domanda di tempo pieno «sarà assolutamente soddisfatta». «Con un migliore impiego delle risorse - ha detto il ministro - siamo riusciti non solo a mantenere il tempo pieno, ma ad aumentarlo. Non prevedo problemi, ho parlato con alcuni direttori scolastici regionali e le notizie sono tranquillizzanti». Il ministro Gelmini è quindi tornata a difendere la scelta del maestro unico. «L'introduzione del maestro unico prescinde dal quadro orario. Quale che sia l'orario scolastico scelto - ha ribadito il ministro - ci sarà un maestro unico di riferimento». Gelmini ha quindi invitato a non trarre conclusioni affrettate: «Attuiamo la riforma e solo dopo vedremo l'esito dell'introduzione del maestro unico». Il ministro ha annunciato novità anche sul fronte della scuola secondaria superiore: «Con la riforma - ha detto la Gelmini - sarà aumentato il numero delle ore di lezione sia di inglese, sia di una seconda lingua. Pensiamo anche di introdurre nell'anno della maturità, dunque l'ultimo anno del corso di studi, l'insegnamento di una materia, per esempio la storia o la matematica, in una lingua straniera». Uno sguardo anche all'esito degli scrutini del primo quadrimestre: «C'è stato - ha rilevato la Gelmini - un leggero aumento delle insufficienze rispetto all'anno scorso, ma l'aspetto più singolare lo si è riscontrato nelle lingue straniere più che nella matematica, da sempre bestia nera per gli studenti. Anche per questo - ha concluso - vogliamo potenziare l'insegnamento della lingua straniera, alle medie e alle superiori». Scettiche sulle parole del ministro le deputate del Pd, componenti della commissione Cultura della Camera, Maria Coscia e Manuela Ghizzoni. «Per colpa dei tagli del Governo - dicono - non sarà data risposta positiva alle richieste della famiglie, pertanto non si comprende come il ministro Gelmini possa oggi sostenere che la domanda di tempo pieno e dell'orario prolungato saranno assolutamente soddisfatte. Purtroppo non sarà così e poi è incredibile che il ministro continui con argomenti risibili a sottovalutare il fatto che l'abolizione delle compresenze avrà effetti disastrosi sulla qualità della scuola pubblica. Con le sue improvvide dichiarazioni, il ministro sta ingannando le famiglie italiane e danneggiando la scuola pubblica». Per le due parlamentari di centrosinistra, con le iscrizioni «le famiglie hanno parlato chiaro e hanno bocciato categoricamente la riforma Gelmini, adesso il governo non faccia orecchie da mercante e riveda i tagli alla scuola». 04/03/2009 nascosto-->

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Imprese in cerca di diplomati tecnici (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Imprese in cerca di diplomati tecnici --> Mercoledì 04 Marzo 2009 CRONACA, pagina 11 e-mail print Le imprese a caccia di diplomati tecnici A quattro anni dalla maturità il 65,8% dei diplomati degli istituti tecnici industriali è occupato, il 22,9% studia all'università, mentre per il 38,6% vince l'appeal della libera professione; tra i diplomati degli istituti professionali industriali, invece, risulta occupato il 71,2%. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis, presentata ieri nell'ambito del convegno «Più tecnici, più sicurezza, più sviluppo», che si è svolto a Roma nella sede del Cnel (Consiglio nazionale dell'Economia e del Lavoro). Dei 584 mila nuovi posti di lavoro creati tra il 2004 e il 2006, il 90% ha interessato profili tecnici intermedi, il cui incremento nell'arco di due anni è stato del 12%. Dati che «testimoniano un ritorno di centralità della competenza tecnica nel mondo del lavoro», fa notare il Cnpi (Consiglio nazionale dei periti industriali). L'importanza di un rilancio dell'istruzione tecnica è condivisa da tutti gli addetti ai lavori: per il vicedirettore generale della Banca d'Italia Anna Maria Tarantola, a questo tipo di formazione va restituito «quel ruolo di motore della crescita dell'industria del nostro Paese che ha brillantemente assolto per molti anni. È auspicabile - ha detto ieri Tarantola, intervenendo al convegno - che la riforma di questa importante parte della nostra scuola secondaria costituisca la base per realizzare un'istruzione tecnica più moderna, adeguata ai tempi, attenta alle esigenze anche potenziali delle imprese. Ma in un mondo che cambia non ci si può fermare al diploma di scuola media secondaria; l'istituto tecnico può e deve anche essere un luogo di formazione adeguata per l'accesso all'istruzione universitaria». A chiedere una maggiore sinergia tra scuola e impresa sull'istruzione tecnica è Paolo Galassi, presidente di Confapi, la Confederazione della piccola e media industria. «La crisi in atto impone scelte coraggiose che forniscano maggiori strumenti di flessibilità e autonomia alla scuola - osserva Galassi -. Per mantenere e sviluppare un'industria italiana competitiva servono tecno-operai». La confederazione della piccola e media industria manifatturiera «da almeno 5 anni chiede più attenzione sull'istruzione tecnica. La strada che il Ministro sta tracciando va sicuramente in questa direzione, ora però è necessario l'impegno di tutti per recuperare la sinergia tra il mondo della scuola e quello del lavoro. Questo si può fare innanzitutto ascoltando le istanze che provengono dal mondo produttivo», ha concluso Galassi, aggiungendo di condividere l'impegno del ministro Gelmini per debellare una cultura che giudica «di serie b» insegnanti e studenti delle scuole tecniche. Anche perchè, di profili tecnici, pare che ci sia un gran bisogno: «Alle imprese mancano 72 mila tecnici diplomati - dice Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere -. Il gap tra domanda e offerta di diplomati provenienti da istituti tecnici lo scorso anno è stato di circa 88 mila persone, delle quali 72 mila richieste dalle imprese, mentre altre 16 mila considerando anche i potenziali liberi professionisti. Nel progettare quindi i percorsi della nuova istruzione tecnica è indispensabile avere come riferimento le piccole e medie imprese, le richieste emergenti in particolare dal terziario e dal turismo, le specifiche vocazioni territoriali». Anche Confindustria, con altre 17 organizzazioni, da qualche anno sta dedicando grande attenzione al rilancio dell'istruzione tecnica. «La ripresa delle iscrizioni nelle scuole tecniche (+0,6% nell'ultimo anno) è un primo importante segnale di inversione di tendenza nel comportamento di famiglie e nelle scelte dei giovani - rileva Gianfelice Rocca, vicepresidente Confindustria per l'Education -, ma è necessario intervenire con un chiaro piano di orientamento e di comunicazione rivolto alle scuole e ai giovani. Le imprese italiane oggi chiedono che siano preservate le caratteristiche più professionalizzanti degli indirizzi tecnici, e che sia dato più peso alle attività di laboratorio». 04/03/2009 nascosto-->

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È boom di richieste per il tempo pieno nelle scuole primarie della città (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

È boom di richieste per il tempo pieno nelle scuole primarie della città --> Mercoledì 04 Marzo 2009 PRIMA, pagina 1 e-mail print È boom di richieste per il tempo pieno nelle scuole primarie della città. Dopo la chiusura, sabato, delle iscrizioni, gli istituti del capoluogo tracciano un primo bilancio, da cui emerge che la stragrande maggioranza delle famiglie ha optato per le 30 o per le 40 ore settimanali. Ma per sapere se le scuole saranno in grado di accogliere tutte le domande bisognerà attendere certezze sul numero di docenti assegnati a ciascun istituto. «Impossibile fare previsioni», è la conclusione unanime dei dirigenti scolastici. Rassicurazioni arrivano dal ministro dell'Istruzione Gelmini: «La domanda di tempo pieno sarà assolutamente soddisfatta. Non prevedo problemi, ho parlato con i dirigenti scolastici regionali e le notizie sono tranquillizzanti». Sallesea pagina 11 04/03/2009 nascosto-->

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scuola, il tempo pieno garantito ma solo a chi sta già frequentando - stefano parola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Torino L´ufficio regionale fissa le regole per il prossimo anno dopo la riforma Gelmini Scuola, il tempo pieno garantito ma solo a chi sta già frequentando STEFANO PAROLA I bambini piemontesi che oggi alle elementari frequentano il tempo pieno continueranno a farlo anche nel prossimo anno scolastico. In tempo di pesanti tagli ministeriali è già qualcosa. L´Ufficio regionale scolastico si è infatti si formalmente impegnato di fronte ai sindacati per garantire le 40 ore settimanali alle classi dalla seconda in poi. In realtà non sarà proprio lo stesso tempo pieno: sarà impoverito dall´eliminazione dei periodi di compresenza, però durerà sempre 40 ore a settimana e quindi non stravolgerà gli orari di vita di moltissime famiglie. Per alcune, però, ci saranno novità. Alcune scuole hanno potuto offrire agli alunni orari "spezzatino", composti da 36-38 ore settimanali, grazie a qualche quota di organico in più ottenuta all´inizio di quest´anno. Da settembre invece i modelli saranno rigorosamente da 24, 27, 30 o 40 ore settimanali, quindi le circa 400 classi che oggi in Piemonte fanno questa sorta di tempo allungato dovranno ridurre l´orario. All´incontro, cui hanno partecipato il vicedirettore dell´Ufficio scolastico regionale, Paolo Iennaco, e i vertici regionali di Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals e Gilda, si è parlato anche delle nuove classi prime delle elementari, dove il problema dei tagli si farà sentire con maggiore intensità. Il punto di partenza è questo: non tutte le richieste delle famiglie verranno esaudite. Il vicedirettore Iennaco ha spiegato che l´Ufficio regionale garantirà il modello a 27 ore settimanali a tutte le nuove classi, cercando poi di accontentare il maggior numero di genitori che hanno chiesto le 30 o le 40 ore. Tutto dipenderà da quanti posti di lavoro da insegnante otterrà il Piemonte nella Conferenza Stato-Regioni. Un incontro fondamentale, anche perché, a differenza degli altri anni, difficilmente verranno assegnati dei posti in più a settembre. La situazione non soddisfa i sindacati, che per sabato hanno indetto un presidio in piazza Castello, dalle 11 alle 13, con l´obiettivo di incontrare il prefetto per renderlo partecipe della preoccupazione che regna in tutto il settore. Secondo i sindacati, il Piemonte rischia di perdere 1.500 posti da docenti nelle scuole elementari, 1.000 nelle scuole medie e 1.500 unità di personale tecnico-amministrativo.

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"per farmi fare marcia indietro hanno chiesto 100 mila euro di danni" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma Parla Tommaso Gastaldi, autore dell´esposto che ha avviato l´inchiesta "Per farmi fare marcia indietro hanno chiesto 100 mila euro di danni" Allora professore Gastaldi, dopo la sua denuncia è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio. Un traguardo importante? «Fondamentale. Raramente queste vicende riescono ad arrivare al vaglio del giudice penale. Inoltre bisogna sapere come muoversi: se la denuncia è fatta male si rischia solo di perdere tempo e denaro. O addirittura ci si può trovare a doversi difendere anche penalmente per aver esposto male le proprie ragioni. Se io non avessi avuto l´aiuto di mio fratello, l´avvocato Davide Gastaldi, non sarei sicuramente riuscito ad ottenere il rinvio a giudizio». Tra le parte offese, oltre lei, risulta il Miur nella persona del ministro Gelmini. Come mai? «L´ha stabilito il pm: il ministero risulta parte offesa perché lo Stato viene gravemente danneggiato da questi reati». Il professor Rizzi l´ha citata in sede civile con una richiesta di risarcimento danni per ingiurie di 100 mila euro... «Lo trovo un uso strumentale della giustizia. La macchina del procedimento civile viene usata per intimidirmi: di fronte a una richiesta così esorbitante è difficile stare tranquilli». (rory cappelli)

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"brogli in commissione, rinviateli a giudizio" - rory cappelli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma "Brogli in commissione, rinviateli a giudizio" Sapienza, dopo la denuncia di un professore escluso da una cattedra La vincitrice di un concorso a Statistica scelta "senza una corretta valutazione" RORY CAPPELLI è partita dagli uffici della procura la richiesta di rinvio a giudizio per i membri di una commissione universitaria, che doveva decidere dell´assegnazione di una cattedra di ordinario, e per la vincitrice del concorso stesso. Tra le parti offese, oltre al professor Tommaso Gastaldi che con la sua denuncia aveva avviato il procedimento, ora risulta ufficialmente anche il Miur nella persona del ministro Mariastella Gelmini. L´udienza di fronte al Gup si terrà il 5 maggio prossimo. I reati contestati sono quelli relativi all´abuso di ufficio e al concorso in reato perché, si legge nelle motivazioni, «in concorso tra loro i componenti della commissione dichiaravano idonea a ricoprire il posto di professore universitario Mary Fraire adottando motivi non supportati da una corretta valutazione sulla produzione scientifica della candidata e in contrasto con quanto previsto dalla legge». Tutto era partito dalla denuncia di un candidato escluso, Tommaso Gastaldi, appunto, che, ritenendosi danneggiato dalla decisione della commissione che aveva deciso di aggiudicare il posto alla Facoltà di Sociologia della Sapienza a Mary Fraire, a marzo 2007 aveva presentato un esposto alla Procura. Il pm aveva accolto la richiesta, imputando per abuso di ufficio e concorso in reato Alfredo Rizzi (ordinario di Statistica a La Sapienza), Tonino Sclocco (ordinario di Statistica), Roberta Siciliano (ordinario di Statistica alla Federico II di Napoli), e Mary Fraire (la vincitrice del concorso, oggi ordinario di Statistica a La Sapienza). Secondo l´accusa, i docenti che dovevano indicare il candidato idoneo alla «copertura di un posto di professore universitario di ruolo di prima fascia alla Facoltà di Sociologia dell´università La Sapienza», aveva scelto Mary Fraire nonostante «una sola pubblicazione collocata su una rivista di livello nazionale inerente le discipline del settore scientifico per il quale è bandita la procedura di valutazione».

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Sono i rettori a decidere dove tagliare gli sprechi (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: I commenti data: 04/03/2009 - pag: 2 autore: di Pierluigi Magnaschi L'analisi Sono i rettori a decidere dove tagliare gli sprechi Fino a che era il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a dire che non bisogna tagliare la spesa per le università mi ero impedito di polemizzare su questo auspicio. Ma adesso che il concetto viene ripetuto dall'amico prof. Paolo Bagnoli (su ItaliaOggi di ieri) credo che sia opportuno esprimere una diversa opinione. Bagnoli fa due affermazioni. La prima è che «se l'anno prossimo il ministero della p.i. taglierà 700 milioni di euro alle università non si elimineranno gli sprechi ma anche tutta l'università». La seconda è che si tratta di sapere dove il ministro Gelmini intenda tagliare. Il taglio è una necessità di bilancio. Però definito il limite delle risorse disponibili (che è ovviamente opinabile) «dove» tagliare compete solo alle singole università. Lo Stato, da parte sua, per evitare di essere travolto dal suo debito pubblico, deve fare delle economie. Il problema dei tagli inoltre si acuisce ulteriormente adesso che la spesa per il sostegno del reddito dei disoccupati sta assumendo livelli necessari ma anche preoccupanti. Ai tagli quindi sono chiamati tutti i ministeri fra i quali anche il ministero della p.i. E non si può dire che il sistema universitario brilli per la sua efficienza. Non si può sostenere cioè che, con i tagli della Gelmini, l'università italiana sarà ridotta a livello da Terzo mondo perché essa, nel suo complesso, c'è già, a questo livello: in una recente graduatoria internazionale la prima università italiana, quella di Bologna, si trova al 184° posto. La Ue inoltre dà dei contributi per docente (dati 2007) in base al valore dell'università. Si parte dai 188 euro dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria (vera junk università) agli 8.758 di Trento e ai 50 mila del Sant'Anna di Pisa. Il range di valore è stupefacente. Così come le spese, ad esempio, per trasferte e gettoni, sono pari ai 2 milioni e 274 mila di Catania e un milione 467 mila della Statale di Milano. Per non parlare della proliferazione metastatica degli atenei. A Cremona c'è un corso di ingegneria per l'ambiente con un solo studente. A Pesche (Molise) non c'è nemmeno una scuola media superiore ma, in compenso, ci sono ben 5 corsi di laurea. A Borgia (Catanzaro, 7.122 abitanti) c'è una facoltà di farmacia. Gli sprechi sono enormi e si risolvono solo se: 1) si affama la bestia (come diceva il Nobel per l'economia Milton Friedman); 2) si premia chi merita (e la Gelmini, per la prima volta, ha cominciato a farlo); 3) se si elimina il valore legale della laurea (che Luigi Einaudi proponeva fin dal 1918). Una cosa è certa: se l'università non viene messa a stecchetto non migliorerà mai come un'obeso non calerà se continuerà ad essere alimentato con la Nutella.

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GQ e Current, i nipotini di Report (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Media data: 04/03/2009 - pag: 27 autore: di Alessio Odini La partnership fra il maschile Condé Nast e il social network d'informazione fondato da Al Gore GQ e Current, i nipotini di Report Inchieste che nascono sul web e passano per tv e carta stampata Dare voce su web, tv e carta, a chi è giovane e vuole raccontare l'Italia con un punto di vista diverso da quello dei media tradizionali. Un progetto a lungo termine di giornalismo d'inchiesta di qualità, ma fatto dal basso, che sconfinerà sulla carta stampata. Con la garanzia di un marchio autorevole e di uno giovane, ma emergente. È la partnership «crossmediale» tra GQ, il maschile di Condé Nast diretto da Michele Lupi, e Current.tv, il social network d'informazione globale fondato nel 2004 da Al Gore. Perché prima di ricevere il premio Nobel nel 2007 per l'impegno a difesa dell'ambiente, l'ex vicepresidente democratico Usa è stato reporter e giornalista in Vietnam.«GQ è sempre alla ricerca di nuovi mezzi per coinvolgere i lettori, farli sentire parte del gruppo, e il progetto di Current ha la mentalità che condividiamo. Anche per le nostre radici culturali, visto che Condé Nast sostiene il Partito democratico negli Stati Uniti», esordisce Lupi, «l'intento comune è di rompere le tradizioni italiane. L'era della tv e dei giornali generalisti è finita, non c'è più un mercato generalista». Presente da meno di un anno in Italia, Current trasmette sul canale 130 di Sky. Il programma di inchieste si chiamerà Vanguard, sarà trasmesso il martedì (ore 23) con i temi internazionali, mentre dall'11 marzo, il mercoledì sarà dedicato alla realtà italiana. Dalle istruzioni per sbattezzarsi, la telecamera indagherà anche sull'assassinio di Don Peppe Diana compiuto dalla camorra e sulle morti di pastori e bestiame ad Acerra (Napoli), legate alla diossina. È un «giornalismo d'inchiesta non condizionato politicamente», dice Tommaso Tessarolo, general manager di Current.Autori delle inchieste (che strizzano l'occhio alla trasmissione di Raitre Report), dalla durata variabile dai 10 ai 24 minuti, gli aderenti al network: «10 mila iscritti, che finora hanno prodotto più di 500 inchieste selezionate», spiega Paolo Lorenzoni, direttore marketing. «I film-maker (dai 18 ai 45 anni, ndr) possono inviare spontaneamente le loro proposte, o rispondere alle sollecitazioni della nostra newsletter, come è accaduto per le vicende dei rifiuti a Napoli, o per l'Onda anti-Gelmini». L'opportunità di passare a un vero e proprio editing, coadiuvati dalla redazione, è stabilita dagli stessi iscritti, che votano le video-inchieste ritenute più interessanti. Il meccanismo di voto vale anche per le campagne pubblicitarie realizzate dagli utenti e seguite con grande attenzione dalla community. A Vcam, la piattaforma di social advertising all'interno di Current.tv, hanno già attinto Canon e Warner Bros, ma sulla homepage si trova anche il bando per realizzare lo spot del G1, lo smartphone di Google in collaborazione con T-Mobile: al vincitore, 2.500 dollari (1.960 euro).Il progetto di Current non è sfuggito a GQ, che darà spazio agli aspiranti giornalisti con una rubrica già dal numero di marzo. Allo stesso modo, gli autori dei video avranno visibilità sul portale Menstyle.it, mentre Current.tv aprirà GQ Talent, una pagina dedicata ai talenti creativi che ruotano attorno al maschile di Condé Nast.

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Istruzione tecnica, cantiere aperto (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Professioni data: 04/03/2009 - pag: 36 autore: Il ministro dell'Università al V rapporto sulla sicurezza realizzato da periti industriali e Censis Istruzione tecnica, cantiere aperto Una riforma per accorciare le distanze con il mondo del lavoro Il mercato li cerca, ma la scuola non li prepara più come dovrebbe. Sono i periti industriali, quei professionisti che il sistema produttivo italiano continua a richiedere in maniera sostenuta. E non è un caso che, secondo la fotografia scatta dal 5° rapporto annuale sulla sicurezza in Italia realizzato dal Consiglio nazionale dei periti industriali in collaborazione con il Censis «Più tecnici, più sicurezza, più sviluppo. La formazione tecnica come vettore di sostegno alla competitività italiana», a quattro anni dalla maturità il 65,8% dei diplomati degli Iti è occupato. Non solo, perché tra il 2004 e il 2006 di circa 584 mila nuovi posti di lavoro creati, ben il 90% (528 mila) ha interessato profili tecnici intermedi, il cui incremento nell'arco di soli due anni è stato del 12%, quattro volte superiore a quello registrato dall'occupazione nel complesso.La libera professione. Insomma tutti i dati testimoniano un ritorno di centralità della competenza tecnica nel mondo del lavoro, ma non solo perché l'indagine del Cnpi effettuata su un campione di giovani diplomandi degli Iti evidenzia un orientamento alla libera professione molto significativo: il 38,6% degli studenti che dopo il diploma intendono cercare un lavoro vuole esercitare la libera professione, nonostante pochissimi (solo il 3%) siano figli di periti già affermati. Si tratta di un orientamento molto significativo, dice il rapporto, soprattutto se si legge insieme all'intenzione di iscriversi a un Ordine, nello specifico quello dei periti industriali su cui converge il 57,1% degli studenti. Che motiva l'intenzione di far parte del Collegio dei periti industriali come garanzia per i clienti delle proprie competenze.Le carenze del sistema scolastico. Ma se è pur vero che i periti industriali sono ricercati dal sistema produttivo è altrettanto vero che spesso si presentano impreparati sul mercato del lavoro, soprattutto per esercitare la libera professione. I motivi? Un sistema scolastico inadeguato a prepararli sia sul piano formativo sia per le occasioni di contatto con il mondo del lavoro autonomo e degli ordini. Un collegamento che invece il ministro dell'istruzione e dell'università Mariastella Gelmini punta a rafforzare proprio con il nuovo impianto organizzativo previsto per gli istituti tecnici, presentato ufficialmente ieri. «La riforma dell'istruzione tecnica», ha evidenziato il ministro, «ha proprio questo significato: far entrare il mondo del lavoro a scuola». La Gelmini spiega così i principali elementi di novità della riforma che hanno come obiettivi principali: la volontà di dare chiarezza e opportunità agli studenti e alle loro famiglie; un rapporto scuola-lavoro con percorsi puntuali; un'innovazione della didattica e valutazioni sui risultati anche attraverso stage e tirocini; una particolare attenzione all'orientamento. Perché ha chiuso il ministro, «non è più pensabile considerare l'istruzione professionale e tecnica un'istruzione di serie B». Una speranza riposta anche nel presidente del Cnpi Giuseppe Jogna che nel corso del suo intervento ha spiegato come la categoria guardi con grande attenzione al progetto di riforma. Anche se questo non basta, perché è necessario confrontarsi con l'Europa che ha stabilito con la direttiva 89/48 il requisito minimo per l'abilitazione all'esercizio delle professione intellettuali. Quando però l'Italia ha cercato di colmare lo ha fatto nel modo peggiore e le conseguenze si evidenziano nel sensibile deficit dell'offerta di nuovi tecnici rispetto al fabbisogno del paese». Per questo il presidente del Cnpi punta alla «nascita di un albo dei tecnici laureati per l'ingegneria che possa restituire chiarezza e identità a una componente nevralgica per rilanciare la competitività italiana».

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cinque in condotta - maurizio barbato (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XVII - Palermo CINQUE IN CONDOTTA MAURIZIO BARBATO Missione compiuta. Con la caterva di 5 in condotta anche la scuola si scopre delinquente. Non era questo l´obiettivo di un provvedimento incerto nell´applicazione e che ogni scuola esegue a modo suo, alcune lasciando le cose come prima altre considerando il voto di condotta graduale? La rivalutazione con incrudelimento dell´arcaico voto di condotta non è una misura di politica scolastica, ma appartiene al pacchetto sicurezza. Dei tanti gratuiti sadismi dell´Italia dei divieti condivide la logica. Vietare senza governare. Inferocire senza costrutto la vita comune. Imporre, senza provvedere, un moralismo di stato efficace solo per scoprirsi sempre più delinquenti e sempre più allarmati. Insomma, con tutti questi 5, figurarsi il voto di condotta di rom e clandestini!

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pagelle ko, boom di insufficienze - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Milano Pagelle ko, boom di insufficienze In città record dei 5 in condotta. Il 72% ha materie da recuperare Il provveditore: "A Milano è stato recepito il rigore" I presidi: "Mancano i fondi per i corsi" FRANCO VANNI Insufficienze da record a Milano: il 72% degli studenti delle scuole superiori, dopo il primo quadrimestre, ha almeno una materia da recuperare. Lo dice il bilancio fatto dalla Direzione scolastica regionale, che per la prima volta ha registrato, provincia per provincia, i risultati delle pagelle di metà anno. Il dato milanese svetta: a Cremona ad avere un´insufficienza sono 57 studenti su cento, a Brescia 66 e a Bergamo 67. E sempre al capoluogo va il record dei 5 in condotta: sono stati 1.375. è l´1,1% del totale, ma è una percentuale doppia rispetto alle altre grandi province lombarde. Per il provveditore Antonio Lupacchino, «i dati non devono spaventare. Escludo che gli studenti milanesi siano meno preparati o più indisciplinati degli altri, la ricerca dice semmai che la nostra scuola ha recepito la richiesta di maggior rigore che arriva dalla società». Chi invece si preoccupa, e molto, sono i presidi che ancora aspettano dal ministero i fondi per organizzare i corsi di recupero. Roberto Proietto, preside del liceo Bottoni, parla anche per i colleghi: «L´enorme mole di studenti da recuperare mette fretta, vogliamo finalmente sapere quanti soldi avremo a disposizione e ancora non ci è stato detto nulla». La vera strage delle insufficienze si è registrata nei professionali, dove l´85% ha almeno una materia da recuperare, e nei tecnici, con otto ragazzi su dieci con almeno un voto inferiore a 6. Lo stesso vale per i voti di condotta: a prendere 5 nei professionali è il 3,2% degli iscritti e nei tecnici l´1,7. I più disciplinati sono gli studenti dei licei classici, ma con un´eccezione: al centralissimo Manzoni i 5 in condotta al primo quadrimestre sono stati oltre 50. Dopo le polemiche dei suoi studenti per la troppa severità il preside Luigi Barbarino ora corre ai ripari: ieri ha istituito la "commissione condotta". «I professori - dice il preside - dovranno decidere nuovi criteri per dare l´insufficienza». Aspettando che sia il ministero a dare una regola certa.

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Il Pdl compatto su Romele È lui il nostro candidato (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

VERSO LE ELEZIONI PROVINCIALI. Ieri la dichiarazione del ministro di An. È l'annuncio ufficiale che mette fine a un confronto che durava da diverse settimane Il Pdl compatto su Romele «È lui il nostro candidato» di Eugenio Barboglio Adesso si può dirlo: Giuseppe Romele è il candidato del Pdl alle prossime elezioni provinciali. Lo si può dire da ieri, da quando lo ha detto ufficialmente Ignazio La Russa. E se lo dice lui che ha sostenuto Viviana Beccalossi fino all'ultimo e avrebbe anche litigato per lei lunedì sera a palazzo Marino, c'è da credergli. Anche pesche il suo annuncio è il frutto di colloqui telefonici con Berlusconi di ritorno dal mar Rosso. La parola del premier ha insomma fatto diventare ufficiale quello che nell'incontro tra i vertici del Pdl lombardo era ufficioso o semiufficiale. A FAVORIRE il via libera a Romele sarebbe stato anche il passo indietro di Viviana Beccalossi. Il dualismo tra i due aveva contribuito a fare di Brescia il tassello più difficile da collocare nel già complesso puzzle della candidature lombarde. Senza dimenticare poi, che a rendere Brescia «un caso» c'erano le mire della Lega Nord sul Broletto. Ora la schiarita favorita dall'intervento del premier, che per la ex vicepresidente della regione Lombardia avrebbe riservato la carica di coordinatore provinciale del Pdl. La Russa, che prima di telefonare a Berlusconi aveva incontrato il coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini, spiega: «È stata la stessa Beccalossi a chiedere di non essere argomento di divisioni». E aggiunge che «Viviana sarà coordinatrice provinciale del Pdl». La strada per Romele si era messa in discesa già lunedì, quando a palazzo Marino An e Fi, decisi a uscire dall'impasse, avevano calato gli assi. Ignazio La Russa e Maristella Gelmini, dall'inizio i proconsoli di An e Fi in questa delicata partita elettorale, sono usciti dall'ombra e provato a dare la spallata a favore dei propri «cavalli»: Viviana Beccalossi «sponsorizzata» dal ministro della difesa e Romele da quello dell'istruzione. QUALCUNO dice siano volati gli stracci, altri raccontano di un clima costruttivo che ha favorito la soluzione: al Pdl otto candidature (a Fi le province di Milano, Brescia e le amministrazioni comunali di Cremona e Pavia, ad An le province di Monza e Lecco oltre al comune di Bergamo) e alla Lega Nord tre (Bergamo e Sondrio più una terza a scelta tra la provincia di Lodi e Cremona. Schema da presentare alla Lega Nord che continua a guardare, oltre che a Bergamo e Sondrio, anche a Brescia. E che si «accontenti» di due è tutto da vedere. Se infatti i giochi nel Pdl sono fatti, c'è ora da vedere cosa farà la Lega, che non ha ancora chiarito se correrà da sola e dove. Probabilmente di più si saprà stasera al termine del summit tra Berlusconi e Bossi. Non è a caso l'importanza che Stefano Borghesi, segretario provinciale del Carroccio, assegna all'incontro. Per il resto «non ho novità, se non ribadire le posizioni di sempre: abbiamo uomini e consenso per aspirare a un candidato a Brescia». I lumbard hanno sempre osteggiato la Beccalossi, ma l'investitura di Romele non sembra sufficiente a fargli rinfoderare lo spadone e archiviare le velleità su Brescia. Anche se Mario Labolani, coordinatore politico di An, è ottimista. «È importante che vi sia convergenza pesche l'obiettivo è mantenere la coalizione che ha vinto al comune di Brescia. Quindi con la Lega e Udc».

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commissario in arrivo al "grigoletti" (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pordenone. Il liceo non approva il bilancio Commissario in arrivo al "Grigoletti" I SERVIZI IN CRONACA PORDENONE. Commissario in arrivo al liceo Grigoletti di Pordenone: il consiglio d'istituto non ha approvato il bilancio 2009. Fumata nera, nella seduta di venerdì scorso: «È stata una scelta mirata, quella di non affrontare l'esame del piano annuale 2009 - ha spiegato il presidente dell'organo collegiale Mario Canzi -. In piena coerenza con la nostra battaglia per ottenere l'incasso del credito di 261 mila euro dal ministero dell'Istruzione, maturato dal 2006». Anche nel terzo circolo didattico di Pordenone si sta verificando una situazione analoga, mentre già si temono gli effetti dei tagli previsti dalla riforma Gelmini sugli organici di insegnanti e bidelli.

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<Con Bondi indietro di 10 anni E Baricco sbaglia bersaglio> (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Con Bondi indietro di 10 anni E Baricco sbaglia bersaglio» GIOVANNA MELANDRI. La nuova responsabile cultura del Pd: «I tagli pericolosi per il nostro patrimonio». «Lo scrittore doveva prendersela con la Gelmini e la Rai, altro che il Fus». di Luca Mastrantonio Dal "ma anche" al "ma pure". L'auto-correzione, avversativa, di Giovanna Melandri nel declinare la locuzione democratica per eccellenza, vale più di tanti proclami per spiegare quello che vuole essere il nuovo corso delle politiche culturali del Pd. «Siamo per una dose utile di management nella gestione dei Beni culturali, ma anche? no, ma pure... dobbiamo rivendicare la necessità di un budget adeguato. Altrimenti - precisa la Melandri, responsabile alla cultura voluta da Dario Franceschini - non serve a nulla. Il mercato si riduce se lo Stato con i suoi aiuti si ritira del tutto, perché il rischio d'impresa è troppo alto». Un esempio: senza gli aiuti dello Stato Procacci non avrebbe mai prodotto Gomorra. Uno slittamento a sinistra? Non propriamente, anche se la Melandri, ex ministro dei Beni culturali dal '98 al 2001, stava pur sempre nel "correntone" Ds. Piuttosto, un rinnovato equilibrio tra politica e cultura, tra sistema e star. Benigni & Baricco, per esempio. Il primo, la sera del "funerale" politico a Veltroni, era in tv a fare da giullare su Raiset, l'altro, da Repubblica, spara sulla Croce rossa, ossia i soldi pubblici per il teatro. «Non dobbiamo più delegare - annuncia la Melandri, che ha preso il posto del ministro ombra veltroniano Vincenzo Cerami, scrittore - dobbiamo sì ascoltare i grandi personaggi della cultura, ma è più importante promuovere iniziative nuove, più creative, magari coinvolgendo gli assessori attraverso leggi quadro». Nel caso di Baricco, la Melandri è convinta che la diagnosi è corretta «perché è nella scuola e davanti alla tv che si forma la cittadinanza culturale, il pubblico», ma la cura è sbagliata perché «colpisce il bersaglio sbagliato, forse per disinformazione. Mi spiego: la scuola ha subito un taglio di 8 mld di risorse, quest'anno, in tv abbiamo 1,5 mld di canone, che legittima il servizio pubblico, una tassa di scopo, quindi il bersaglio della critica di Baricco doveva essere la Gelmini e la tv pubblica, la più grande industria culturale italiana che abbiamo trascurato nella sua totalità, concentrandoci solo su informazione e par condicio, quando non capiamo cosa sia, dalle 3 alle 6 del pomeriggio. Devi leggere ai bordi dello schermo per capire se è Rai o Mediaset. E invece Baricco se l'è presa con il Fus, che con i suoi 360 milioni di euro aiuta, da solo, tutto il mondo della produzione culturale italiana. Eppure, non celebrando il referendum elettorale nello stesso giorno delle elezioni europee si perdono 400 milioni di euro. Più del Fus. Per questo Baricco fa un triplo salto carpiato: pone un problema reale ma non ci aiuta a modernizzare il paese». Giovanna Melandri ha la scrivania intasata dalle agenzie sulle polemiche sollevate dalle recenti mosse di Bondi. Da Settis a Baricco. A lato, c'è il suo libro Cultura Paesaggio Turismo Politiche per un New Deal della bellezza italiana (Gremese editore, prefazione di Romano Prodi), che compulsa quando deve rivendicare la "paternità" di alcune proposte, come quella del tax shelter per il cinema: «Io non sono riuscita a realizzarla per la resistenza accanita di Anac. Bondi c'è riuscito, bravo. Anzi, noi ci impegneremo perché sia retroattivo il tax shelter, aiuti cioè gli imprenditori che hanno investito nel cinema in tutto il 2008». Nessuna battaglia ideologica, dunque. Ma politica e, soprattutto, metodologica, con Bondi. «Con lui si sta tornando indietro di dieci anni. Ci sono dei tagli spaventosi alla cultura, dei tagli centrali, con la finanziaria triennalizzata e tagli anche locali, dai comuni, che rischiano di danneggiare il nostro patrimonio culturale in maniera irreversibile perché se intacchiamo il paesaggio e tuteliamo senza valorizzare il nostro paese perde bellezza e senza bellezza in Italia non c'è turismo. Bondi ha ricostruito un vecchio ministero. Con una immensa direzione unica per beni artistici, arte contemporanea e paesaggio, con una visione poco dinamica. E poi la valorizzazione, senza soldi, la si affida a un supermanager come Resca. La parte archeologica commissariata e addirittura legata all'assessorato all'urbanistica, che è istituzionalmente la controparte». 04/03/2009

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Calvisano, una Lega per la Celtic (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

RUGBY. È SCONTRO PER LA PARTECIPAZIONE ALLA «MAGNERS». SI TRATTA DI SCEGLIERE DUE CLUB, MENTRE MINISTRI, SINDACI E DEPUTATI ENTRANO NELLA CONTESA Calvisano, una Lega per la Celtic AMMESSE ALLA CELTIC di Eugenio Barboglio L'Italia in Celtic League è diventato un caso politico. Il rugby è terreno di alleanze e rinfocola rivalità «etniche» che sembravano uscite dall'agenda politica. Mentre la candidatura dell'Italia ad organizzare i Mondiali 2015, o in alternativa l'edizione del 2019, è in discussione in commissione cultura della Camera, padani, veneti, romani si accapigliano. E ognuno ha qualche padrino politico al quale votarsi per rafforzare la propria candidatura a uno dei due posti concessi dalla lega celtica agli italiani. MOLTO ATTIVA la Lega Nord, sicuramente attratta dal richiamo esplicito al celtismo, ma anche, forse, convinta che legarsi a uno sport in ascesa e di moda, possa garantirgli, in questi tempi di elezioni amministrative, qualche tornaconto di immagine. Il lumbard Paolo Grimoldi non è forse il relatore della proposta di legge per la candidatura italiana? E l'onorevole Giovanni Fava non è uno dei massimi sponsor degli Aironi, superclub varato proprio in funzione Celtic da Viadana, Parma e Mantova? In questa corsa c'è anche Calvisano, che dicono abbia il ministro Maristella Gelmini al proprio fianco, e che ha da vantare il copyright del progetto-Celtic, partorito e partito proprio qui, nella Bassa. Una ormai datata battaglia di Alfredo Gavazzi. Ma i calvisanesi in questo «risiko» di sport e politica non sembrano in pole position, arretrati rispetto a velleità e peso politico di veneti e romani. Da un lato la lobby veneta getta sul tappeto la tradizione e il peso economico di Benetton, dall'altro i romani - che si sono affrettati a lanciare il loro superclub -, giurano che, no, la capitale non può restare fuori. Per Calvisano rompere questo schema sarà difficile. Si sa che i dirigenti gialloneri hanno incontrato il sindaco di Brescia per trovare una soluzione che comporti l'impegno della Loggia. La partecipazione alla Magners richiede un capitale di 8 milioni di euro, molto di più del budget del club giallonero. Ma a Brescia manca uno stadio all'altezza degli standard imposti dai celtici. Se la battaglia leghista per avere due club in Magners, entrambi del nord, prevalesse, Calvisano avrebbe senz'altro qualche spiraglio in più. Il partito di Bossi ha anche proposto, in cambio di un marchio padano sui due club che andranno a sfidare irlandesi, gallesi e scozzesi, di garantire la fideiussione necessaria per l'organizzazione dei Mondiali in Italia. Un «do ut des» per avere una formazione veneta e una lombarda e tagliare fuori Roma. IL RIENTRO in gioco di Calvisano potrebbe anche avvenire gravitando su Milano e non su Brescia. Di un input della amministrazione regionale per fare del capoluogo il centro motore di una sfida lombarda ai celtici si è parlato, ma nulla di concreto è mai emerso. Da qui all'8 maggio, termine per la presentazione della candidatura per i Mondiali, si avranno presumibilmente sviluppi. Ce ne dovranno essere, a prescindere dalla prossima Coppa del mondo, poichè per ora, in merito alla Celtic league, l'unica certezza sono i via-libera formali degli organi italiano e britannico. Per il resto regna molta confusione. Sull'utilità dell'operazione al fine di un rilancio del rugby italiano, ancora più che sulla sua fattibilità.

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Basta un decreto per far sparire 400 mila precari (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Basta un decreto per far sparire 400 mila precari INCERTEZZE. Dice la Cgil che il Governo bloccherà le procedure per stabilizzare i tempi determinati che lavorano per lo Stato e spariranno centinaia di migliaia di posti di lavoro. Il grosso dei tagli, oltre centomila, saranno nel settore dell'istruzione. Il ministro Renato Brunetta replica che le cifre sono solo «una speculazione ignobile». di Sonia Oranges Quattrocentomila precari della pubblica amministrazione cancellati a colpi di decreto: secondo le stime della Cgil, calcolate sulla base dell'ultimo conto annuale della Ragioneria generale dello Stato, tanti sarebbero i lavoratori che si troveranno senza lavoro se il Governo dovesse confermare il blocco della stabilizzazione dei precari del pubblico impiego, in qualche modo avviata dal precedente governo di centrosinistra, contestualmente all'approvazione del ddl in discussione al Senato. E, quel che secondo molti è peggio, la metà dei posti a rischio sarebbe concentrato nel settore della pubblica istruzione (130mila contratti a tempo determinato annuale del personale docente e 70mila di personale non docente), già asciugato dalla riforma del ministro Mariastella Gelmini. E poi ci sono altri 112mila lavoratori a tempo determinato, 80mila contratti di collaborazione coordinata e continuativa, 25mila Lsu e 12mila interinali. «Il governo italiano è l'unico al mondo che, di fronte a una crisi che ogni giorno diventa più drammatica, risponde con il licenziamento dei lavoratori precari nelle pubbliche amministrazioni e nella scuola - diceva ieri Michele Gentile, coordinatore del dipartimento settori pubblici della Cgil - Per giunta lo fa utilizzando uno strumento, quello del decreto legge, il cui requisito dovrebbe essere l'urgenza». E oltre alla perdita del reddito per un bel po' di persone, secondo la Cgil, le scelte del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ricadrebbero sulle spalle dei cittadini che «perderanno servizi fondamentali che non potranno più essere offerti dalle amministrazioni, visto che l'80 per cento dei precari lavora per gli enti locali e nel comparto sanità». Di certo, secondo il sindacato, 60mila contratti potrebbero scomparire già a luglio, mentre per altri 40mila il "tutti a casa" scatterebbe alla scadenza del contratto triennale: «Forse il ministro Brunetta non ricorda che il suo collega Tremonti, nel decreto legge dello scorso anno, aveva introdotto un fortissimo blocco delle assunzioni e regole assurde per regioni ed enti locali, in modo che fino al 2012 i posti messi a concorso saranno pochissimi». Ma il diretto interessato, il ministro Brunetta, smentisce e rilancia. Ieri smentiva che venerdì il Consiglio dei ministri esaminerà il decreto antiprecari, e parlava di «speculazione ignobile e irresponsabile fatta in questi giorni sui lavoratori precari», annunciando che conta di concludere il monitoraggio sul lavoro un tempo considerato "atipico" entro aprile, definendo numeri, caratteristiche e curriculum dei lavoratori, in modo da definire chi ha diritto a partecipare ai concorsi che saranno banditi «entro l'anno e anche prima». Nel frattempo, «nessun problema a prorogare i contratti» ma «solo per quei lavoratori che risultassero idonei a sostenere i concorsi». Un distinguo che suona talmente minaccioso da riuscire a compattare persino un sindacato che da mesi procede in ordine sparso. Al no della Cgil, ieri, hanno fatto eco le bocciature della Cisl (che chiedeva l'immediata convocazione delle parti sociali), della Uil (che sollecitava il rinnovo di tutti i contratti a termine in scadenza quest'anno) dell'Ugl: «Di fronte alle difficoltà a tenere in vita le imprese e contenere la perdita di posti di lavoro, lo Stato per primo preservi l'occupazione di lavoratori definiti precari ma che in realtà in molti casi operano, con competenza, da anni nel pubblico», ha commentato il segretario Renata Polverini. Stesse critiche dall'opposizione. «Bisogna bloccare subito l'uscita dei precari della scuola e della pubblica amministrazione. Non si può con una mano aiutare i precari e con l'altra aumentare il numero dei lavoratori senza tutele», ha dichiarato il segretario del Partito democratico Dario Franceschini, illustrando la mozione presentata a Camera e Senato, per discutere e votare in aula la proposta di un decreto d'urgenza, da adottare entro la fine del mese, che renda immediatamente disponibili le risorse necessarie a sostenere con un assegno mensile i lavoratori precari che non godono degli ammortizzatori sociali e che hanno perso (o perderanno) il lavoro nel periodo compreso tra il primo settembre 2008 e la fine di quest'anno. 04/03/2009

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BOLZANO: FITTA SERIE DI INCONTRI A ROMA PER LA DELEGAZIONE DELLE CONSULTE PROVINCIALI DEGLI STUDENTI (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 04 Marzo 2009 BOLZANO: FITTA SERIE DI INCONTRI A ROMA PER LA DELEGAZIONE DELLE CONSULTE PROVINCIALI DEGLI STUDENTI Bolzano, 4 marzo 2009 - Nei giorni scorsi si è riunito a Roma il Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte Provinciali degli studenti. Hanno partecipato all?incontro il presidente della consulta di lingua italiana, Alessio Spitaleri, ed il presidente ladino, Renè Pescoll, accompagnati dai docenti referenti, Antonella Zeni, rappresentante dell?Intendenza scolastica italiana, e Lois Kastlunger, dell?Intendenza scolastica ladina. Nel corso delle tre giornate i delegati provinciali hanno avuto una serie di incontro con organizzazioni internazionali ed anche con il Ministro della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. In particolare hanno avuto un incontro con la Onlus ?Save the Children?, nel corso del quale è stato presentato il progetto ?Verso una pedagogia dei diritti? e la Carta dello studente proposta dal Ministero e fornita a tutti gli studenti, perché possano avere agevolazioni per cinema, teatro, musei e altri enti culturali. La tessera sarà fornita a breve anche agli studenti altoatesini. L?incontro con la Robert F. Kennedy Fundation of Europe ha permesso ai presenti di conoscere l´iniziativa ?Speak Truth To Power?, un manuale educativo su diritti umani e legalità per gli studenti delle scuole superiori. Ai partecipanti è stata offerta anche la possibilità di ascoltare Gianni De Paoli che ha presentato il Concorso ?Educarsi al futuro?, che promuove la sensibilità degli studenti verso l?ambiente e le energie alternative e, contemporaneamente, alcune proposte a favore del Terzo Mondo, utilizzando le energie alternative come fonte energetica per i villaggi. L?appuntamento presso il Senato con la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali e con la Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati si è rivelato un momento di confronto e di crescita personale per tutti. La delegazione provinciale ha inoltre incontrato, nella biblioteca del Senato, il Ministro Mariastella Gelmini e le Commissioni parlamentari di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali e la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati. Il Ministro ha seguito con attenzione la relazione sui lavori di gruppo fatta dai Presidenti delle Consulte e ha apprezzato la cura e la serietà con cui hanno lavorato e formulato le loro proposte. . <<BACK

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tempo pieno, più domande che posti - fabio calamati (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Montecatini Tempo pieno, più domande che posti Il rischio adesso è che decine di famiglie rimangano escluse FABIO CALAMATI PISTOIA. Non è bastato lo spettro dei tagli alla spesa scolastica del ministro Maria Stella Gelmini a far cambiare abitudini alle famiglie pistoiesi. Nelle scuole elementari cittadine il tempo pieno e il tempo prolungato sono sempre stati in cima alle scelte di chi si iscrive. E anche stavolta è andata così: tante, tantissime le richieste delle 30 e 40 ore settimanali, nelle domande di iscrizione in prima chiusesi il 28 febbraio, mentre l'opzione 24 ore - quella che secondo il Ministero dovrebbe essere la base - è rimasta in fondo alle classifiche di gradimento. Le scuole elementari sono alle prese con i conteggi in questi giorni, poi tutte le cifre verranno inviate a Roma, nella speranza che il governo riveda almeno in parte gli organici previsti. Altrimenti accadrà che diverse famiglie che hanno chiesto le 30 o le 40 ore settimanali saranno costrette a cambiare scuola o - più probabilmente - a rinunziarvi del tutto, con i disagi che è facile immaginare. Da parte sua, il ministro Gelmini ha garantito che la richiesta di tempo pieno sarà interamente soddisfatta. Ma alle parole seguiranno i fatti? «è ancora presto per fare previsioni - dicono ad esempio alla sede del terzo circolo didattico (scuole Frosini, Collodi e Civinini) - ma la scelta delle famiglie è stata chiara per il tempo pieno. E questo potrebbe creare qualche problema. Alle Collodi, ad esempio, abbiamo 50 posti divisi in due sezioni, mentre gli iscritti sono 69. Ce ne sono 19 in esubero, quindi. Accontentare queste persone non sarà assolutamente facile, ma noi faremo di tutto». Situazione simile alle Martin Luther King di Bottegone, dove ci sono domande a sufficienza per una sezione di tempo pieno in più. «Se ce la daranno» commentano dalla segreteria. Assolutamente preponderanti le richieste delle 40 ore su tutto il resto, persino sulle 30 ore, al quinto circolo (Villaggio Belvedere). «Ma qui è un dato tradizionale - commenta il dirigente Maurizio Monti - evidentemente la gente ha mantenuto le stesse abitudini nonostante la Gelmini. Quest'anno, comunque, abbiamo avuto 134 domande di tempo pieno e solo 14 richieste per le 30 ore. Per il tempo pieno le richieste sono un pochino superiori alle disponibilità, ma noi speriamo di poter accontentare tutti». Insomma, Pistoia conferma in pieno l'andamento generale del paese, con le richieste degli orari a 30 e 40 ore che rimangono di gran lunga prevalenti. Ora la parola è agli uffici scolastici che dovranno definire gli organici di fatto, quindi le classi che apriranno a settembre.

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un summit per fare il punto (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

SINDACATI Un summit per fare il punto PISTOIA. «Le nostre scuole sono state tra le prime ad adottare il metodo didattico legato al tempo pieno e hanno avuto modo di apprezzarne i risultati. Logico che non se ne distacchino facilmente». Cristina Zini, segretario provinciale della Cisl scuola, non è affatto stupita dei dati pistoiesi sulle iscrizioni in prima elementare. Ma veder smentito dalle scelte delle famiglie il modello di scuola promosso dal ministro Gelmini è una magra soddisfazione. In questo momento prevale la preoccupazione, sia per le famiglie con domande in esubero, sia per gli insegnanti, visto che il modello del maestro unico è previsto anche per il tempo pieno. Oggi i sindacati scuola faranno il punto della situazione.

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cosa c'è dietro il 5 in condotta? (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Franco Enna Cosa c'è dietro il 5 in condotta? Il ricorso al pugno di ferro sintomo di una scuola che non va Non è accettabile un sistema educativo fondato di fatto sull'esclusione Il 5 in condotta dell'era Gelmini colpisce duro fin dal primo quadrimestre scolastico, ma non in maniera così catastrofica come evidenziato dai titoli dei giornali. Il dato più eclatante, infatti, si riferisce alla scuola media superiore, con oltre 34 mila "bocciature" del comportamento degli studenti più indisciplinati, che a fronte di una popolazione scolastica in quel settore di oltre 1 milione e settecentomila (ma i dati del sito ministeriale parlano di circa 2 milioni e mezzo di alunni), risulterebbe rappresentare una percentuale minima, intorno al 2 per cento, di bulli operativi in tutto il territorio nazionale. Niente di confrontabile con le percentuali di bocciature stratosferiche di quando la scuola viveva su di un pianeta autonomo e non doveva risponderne a nessuno, prima delle riforme degli anni Settanta, dai decreti delegati in poi. Tuttavia, proprio il clamore suscitato dal "trionfo" del 5 in condotta tende a rappresentare un pericoloso precedente per gli esiti finali del secondo quadrimestre, con un effetto domino disastroso, che potrebbe indurre molti docenti "perplessi" a seguire l'esempio dei loro colleghi colpevolisti: magari grazie anche a qualche incongruo incentivo di "produttività" promesso dal nostro virtuoso ministero dell'istruzione, a favore del "pugno duro ma necessario". In questo modo, il disastro annunciato sarebbe una diretta ammissione di una scuola che esplicitamente boccia se stessa. Già, perché il punto dolente è proprio questo. Dato per scontato che il 98 per cento dei professori, e cioè la stragrande maggioranza, sa il fatto suo, una scuola che si lascia convincere ad emarginare o che addirittura rifiuta gli elementi meno controllabili della società - quali sono la gran parte degli adolescenti di oggi, di ieri e di sempre -, non fa altro che ammettere la propria incapacità a comprenderne le pulsioni naturali, che il modello societario contemporaneo, competitivo e tutt'altro che virtuoso, tende ad esasperare oltre ogni possibilità di comprensione. Ma il ruolo della scuola, in ogni epoca della sua storia e ad ogni livello, è sempre stato proprio quello di garantire alle giovani generazioni le necessarie competenze intellettuali, comunicative, storiche, logiche, ambientali e fisiche atte a comprendere la realtà in cui essi vivono, affinché da adulti sappiano controllarle. Per cui, se li bocciamo in partenza, a che cosa possono aspirare i nostri ragazzi, nel mondo di oggi? In ogni caso, visti i risultati decisamente scadenti di questo settore scolastico (licei a parte), rispetto ai livelli delle corrispondenti scuole del resto del modo, appare ormai necessario e doveroso rivedere tutti i parametri valutativi dei curricoli educativi, e su quelli ricostruire, attraverso aggiornamenti e corsi di riqualificazione, le nuove competenze formative. Parafrasando il premio Nobel indiano Yunus (l'inventore del microcredito ai poveri), che parla della crisi finanziaria: «Questa è l'occasione per ricostruire da zero un sistema che palesemente non funziona». Ma occorre una Università impostata modernamente, soprattutto in relazione alla preparazione del futuro personale docente; e occorrono in particolare riforme strutturali di tutta la fascia scolastica che include l'età puberale e quella adolescenziale, con obiettivi e piani formativi più adeguati alle necessità di base dei ragazzi, oltre che alle aspettative del mondo contemporaneo.

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sacro cuore la curia cerca un compratore (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bologna La scuola Sacro Cuore la Curia cerca un compratore LA Curia sta cercando un compratore per salvare l´istituto Sacro Cuore di via Orfeo. L´opera di mediazione è partita in questi giorni. Gli stessi genitori si erano rivolti al cardinale Caffarra (e pure al Papa) che sempre ha sostenuto la scuola cattolica a rischio di chiusura. Le suore infatti hanno venduto lo storico edificio rinnovando un contratto preliminare con immobiliaristi veneti. La strada che la Curia starebbe vagliando è quella di trovare un acquirente disposto a subentrare per salvaguardare l´uso scolastico dell´edificio o almeno di una parte. «La curia di Bologna si fa mediatrice, senza rumore, con ipotesi concrete, tutte da valutare. Ma è prematuro entrare nei dettagli. E´ il nostro compito: tradurre la solidarietà dentro la storia degli uomini», dice monsignor Ernesto Vecchi. «Intervenire noi direttamente? Non possiamo, non abbiamo il Tesoretto», aggiunge con una battuta. «Caffarra ha messo al primo posto del suo ministero il compito educativo e la chiusura di una scuola cattolica, che è un servizio pubblico, è un fatto che dispiace. Tutti stiamo lavorando, anche il Comune, per salvare la scuola». Ieri l´assessore Merola ha incontrato le suore ribadendo che il Comune sta lavorando all´ipotesi di vincoli. (il. ve.)

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Riforma Gelmini: dirigenti scolastici in trasferta a Roma (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

CODOGNO CASALPUSTERLENGO pag. 8 Riforma Gelmini: dirigenti scolastici in trasferta a Roma CASALPUSTERLENGO CASALPUSTERLENGO SI CONCRETIZZA l'ipotesi della trasferta a Roma dei dirigenti scolastici delle superiori del Lodigiano per chiedere al Governo attenzione nei tagli degli indirizzi sperimentali previsti dalla riforma Gelmini. Facendo seguito all'incontro avvenuto a fine gennaio al Cesaris tra i presidi di sette istituti del territorio e l'onorevole Paolo Grimoldi della Commissione istruzione della Camera dei Deputati, il sottosegretario al ministero della Pubblica Istruzione Giuseppe Pizza ha contattato la dirigente scolastica dell'Istituto di istruzione superiore di Casale Maria Teresa Cigolini manifestandole la disponibilità ad ascoltare le «preoccupazioni lodigiane». IL GESTO è stato colto con grande entusiasmo ed ora si attende di fissare una data. I timori dei presidi sono legati al fatto che nella bozza della legge si dice che dal 2010-2011 sarà ammessa l'esistenza solo di sei licei e di istituti tecnici ben definiti. Sarebbero cancellati tutti gli indirizzi sperimentali collocati al di fuori di questa schematizzazione. Nel Lodigiano però esistono indirizzi diventati parte integrante nonchè elemento qualificante della didattica. T.T.

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Romele leader Pdl per le Provinciali (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

VETRINA pag. 5 Romele leader Pdl per le Provinciali BRESCIA IL DUALISMO tra Giuseppe Romele (FI) e Viviana Beccalossi (An), su chi dev'essere il prossimo candidato del Pdl alle provinciali di Brescia è stato risolto direttamente da Roma: sarà Giuseppe Romele. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa e reggente di An Ignazio la Russa al termine di un incontro con il coordinatore di Fi Denis Verdini. Il via libera alla candidatura di Romele, sostenuto dal ministro Gelmini, è arrivato dopo una serie di colloqui telefonici nella giornata di ieri tra lo stesso ministro della Difesa ed il premier Silvio Berlusconi. Romele sarà dunque il candidato del popolo della Libertà al posto di Viviana Beccalossi, inizialmente in pole per la corsa alla presidenza della Provincia e sui cui era arrivato l'ok anche della Lega. «È stata la stessa Beccalossi - ha spiegato La Russa - a chiedere di non essere argomento di eventuali divisioni. La Beccalossi sarà, invece, coordinatrice provinciale del Pdl». La lotta interna tra i candidati del Pdl stava creando qualche malumore e l'intervento del Cavaliere ha smorzato ogni spunto per arrivare alle prossime elezioni in un clima di serenità per puntare alla vittoria. M. P.

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tutti chiedono il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pistoia. Le iscrizioni in prima elementare si sono chiuse bocciando la riforma del ministro Gelmini Tutti chiedono il tempo pieno Ma i posti a disposizione non saranno sufficienti PISTOIA. A Pistoia ancor più che nel resto d'Italia, le famiglie hanno confermato la preferenza per il tempo pieno a 40 ore settimanali come formula oraria per le scuole elementari. Come era immaginabile, ora nasceranno dei problemi di compatibilità di queste scelte con la programmazione scolastica imposta dal ministero dell'istruzione, che viceversa promuoveva l'orario corto a 24 ore. Il rischio per decine di famiglie è che le loro richieste non possano trovare accoglienza nelle scuole prescelte. CALAMATI in Pistoia I SEGUE A PAGINA 1

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boom di conferme per il tempo pieno, resta il rebus docenti (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Udine Boom di conferme per il tempo pieno, resta il rebus docenti Presentati i dati provvisori delle iscrizioni al prossimo anno scolastico: la maggior parte delle famiglie boccia la riforma Gelmini La stragrande maggioranza delle famiglie udinesi alle prese con l'iscrizione dei figli nelle elementari ha confermato il modello educativo tradizionale, vale a dire il tempo pieno o le 30 ore settimanali. Anche in città, insomma, la riforma Gelmini è stata bocciata. Prima tra tutte il maestro unico. Un dato, seppur provvisorio, che, rispetto all'anno scolastico in corso, annuncia l'aumento di qualche classe e apre un grosso quesito che è quello della disponibilità degli insegnanti per garantire le 30 ore settimanali. La circolare ministeriale, infatti, parla chiaro: quel modello di tempo scuola sarà garantito fatta salva la dotazione organica. La questione è stata sviscerata ieri sera nel corso della seduta della commissione consiliare Cultura e istruzione, presieduta da Federico Pirone (Sa), alla quale hanno partecipato l'assessore all'istruzione, Kristian Franzil, e le direttrici del secondo, terzo e quarto circolo, Marina Bosari, Maria Piani e Sandra Pighin. Tutte hanno auspicato di sciogliere la riserva quando saranno a conoscenza della dotazione organica. Allo stesso modo, tutte, si sono soffermate sulle difficoltà economiche che sono costrette ad affrontare a seguito della riduzione del 50%, rispetto alla spesa dello scorso anno scolastico, dei fondi per le supplenze e dei pesanti tagli ministeriali sui fondi di funzionamento. In questa situazione il timore era quello che le famiglie potessero scegliere i nuovi tempi scuola visto che potevano scegliere tra 24, 27 e 30 ore settimanali e che la riforma Gelmini attribuisce i costi aggiuntivi alle scuole e ai comuni. Fortunatamente anche a Udine, come in tutta Italia, le famiglie hanno confermato i tempi scuola tradizionali. «Se non fosse stato così - ha spiegato Franzil - avremmo dovuto passare da un sistema di servizi, tra cui la mensa, la pre e la post accoglienza, rigido a uno flessibile con costi elevati per l'amministrazione». Sul modello possibile si è soffermato pure Gregorio Torretta (Sa), secondo il quale è indispensabile andare incontro ai genitori. Dello stesso avviso la dirigente scolastica del quarto circolo: «Molti genitori che hanno perso il posto di lavoro vengono a chiedere agevolazioni sulle tariffe dei servizi».

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parte la raccolta firme di italia dei valori per ripristinare il tempo pieno a scuola (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Pordenone Parte la raccolta firme di Italia dei valori per ripristinare il tempo pieno a scuola Italia dei valori avvia la raccolta firme promossa insieme al Partito democratico e fnalizzata a fare in modo che nelle scuole primarie e secondarie di primo grado possa proseguire il tempo pieno, una esigenza, sottolinea il segretario provinciale dei dipietristi, Giovanni De Lorenzi, delle famiglie, messa in discussione dalla riforma Gelmini. «Il tempo pieno - afferma De Lorenzi - risulta un modello di scuola in grado di rispondere qualitativamente e flessibilmente alle sempre più numerose necessità dell'utenza e del contesto socio-economico, atteso anche che la ricchezza dell'offerta formativa e la capacità di gestione delle problematicità all'interno delle classi risultano elargibili grazie alle risorse umane che il doppio organico del tempo pieno assicura alla scuola». Il primo appuntamento è in programma domani in occasione del mercato settimanale, in viale Zancanaro, mentre nel pomeriggio di sabato sarà ripetuta nelle pertinenze della Coop di Sacile.

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carlesi: per aiutare prato ripensare ai tagli sulla scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Prato Carlesi: «Per aiutare Prato ripensare ai tagli sulla scuola» PRATO. «Se il Governo vorrà davvero aiutare Prato, cominci a pensare alla scuola, ripensando i tagli indotti dalla riforma Gelmini». Lo dice il candidato sindaco del centrosinistra, Massimo Carlesi. «In una città come la nostra, la maggior parte delle famiglie troveranno la brutta sorpresa di un orario scolastico diverso da quello scelto dai genitori - osserva Carlesi - I genitori, infatti, contano di poter usufruire dell'orario lungo come di un vero e proprio orario di lezione e non come un semplice parcheggio, nella migliore delle ipotesi, nel doposcuola». Il problema è italiano e Carlesi lo sa. «L'impatto della riforma sulla realtà pratese rischia però di essere ancora più forte. Assicurare il tempo prolungato significa, a Prato, dare una mano all'economia, a cominciare dalle famiglie in difficoltà».

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Bocciata la scelta delle 24 ore settimanali per i bambini che il prossimo anno scolastico an... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi di MARINA VERDENELLI Bocciata la scelta delle 24 ore settimanali per i bambini che il prossimo anno scolastico andranno in prima elementare. Le famiglie hanno scelto soprattutto le 30 ore e il tempo pieno a 40 ore. E' questo il quadro finale negli istituti comprensivi del capoluogo dorico che confermano dunque la tendenza iniziale, evidenziata ieri anche dalla Cgil (che prepara lo sciopero del 18): non ha trovato consensi la riforma Gelmini con il modello delle 24 ore. A Torrette, la elementare Don Milani di via Metauro addirittura per la prima volta nella storia della scuola ha avuto la richiesta per una classe a tempo pieno. Ma la vera incognita ora è quella degli organici Le scelte. L'istituto comprensivo Ancona-Nord ha registrato per lo più richieste per le 30 ore e le 40 ore del tempo pieno. Alle Don Milani, oltre alla novità inerente la richiesta di una prima classe con 17 bambini per il tempo pieno che non c'era mai stata fino a prima della riforma Gelmini, 32 domande sono state per le 30 ore mentre 1 per le 27 ore e 2 per le 24 ore. Alle Dante Alighieri 1 richiesta è stata per le 27 ore, 15 per le 30 ore e 15 per le 40 ore. Nessuno ha chiesto le 24 ore del modello del ministro Maria Stella. Alle Mercantini 17 richieste sono state rivolte tutte per le 30 ore settimanali. Anche per l'istituto comprensivo Centro-Nord, nelle scuole Faiani e Tommaseo, boom di domande per le 30 ore (per la scuola di via Fanti) e le 40 ore (per la scuola di via Oberdan) con un totale di 60 iscritti. Stessa musica all'istituto comprensivo Posatora-Piano-Ovest con 55 alunni che hanno richiesto le 30 ore all'Elia e Anna Frank e 40 alunni che hanno chiesto le 40 ore alle Marinelli. Nessuna domanda per le 24 e le 27 ore in entrambi gli istituti comprensivi. Un segnale che dalle scuole viene letto come un bisogno da parte delle famiglie di assicurare ai figli un tempo maggiore per l'apprendimento senza dover tagliare le ore di lezione. Il taglio dei docenti. «Da alcune indiscrezioni che ci sono giunte dal Ministero - dice Emanuela Carloni, segretario provinciale della Cgil scuola - abbiamo saputo che c'è la volontà di ridurre tutte le classi della primaria, dalla prima elementare alla quinta, a 27 ore. Una decisione non prevista dalla riforma perché la scelta dell'orario più corto valeva solo per le prime. Le altre classi, fino alla quinta, potevano contare nelle 30 ore che già hanno avuto in orario al momento dell'iscrizione del precedente anno scolastico. La situazione è dunque drammatica perché così anche gli insegnanti di ruolo rischiano di rimanere a casa. A conti fatti, con le ore scolastiche a disposizione, i posti disponibili non basteranno nemmeno per loro. Ancora più pesante sarà la situazione dei precari, che rimarranno tutti a casa». Se saranno confermate le 27 ore per tutte le classi, dalla prima alla quinta, nella provincia 205 docenti non si vedranno garantire il proprio posto di lavoro.

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Nel clima di generale incertezza per il futuro occupazionale di molti lavoratori si inserisce la pre... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi Nel clima di generale incertezza per il futuro occupazionale di molti lavoratori si inserisce la preoccupazione di molti precari della scuola. Nel contesto della riorganizzazione disposta dal ministro Maria Stella Gelmini, i precari vedono allontanarsi ulteriormente la prospettiva di un passaggio di ruolo. Per mettere in piedi delle soluzioni la Uil scuola ha elaborato una proposta per la categoria che verrà illustrata nel corso del comitato direttivo che si terrà oggi. Appuntamento alle 15.30 nell'aula magna del Liceo Classico Rinaldini di via Canale n.1. All'incontro parteciperanno Stefania Benatti, assessore regionale per l'istruzione e la formazione, e il segretario generale della Uil scuola Massimo di Menna. Nell'incontro si parlerà anche del problema degli organici e dei rapporti con il Miur, il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca.

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Tarantola: nel Paese troppi analfabeti in campo economico (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-04 - pag: 2 autore: Tarantola: nel Paese troppi analfabeti in campo economico La scarsa conoscenza degli italiani dei concetti di base di economiae finanza si configura «come una vera emergenza nazionale». Anna Maria Tarantola ( nella foto insieme al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini), Vice direttore generale della Banca d'Italia, rivela in un intervento al Cnel, dedicato al ruolo della formazione tecnica,i contenuti di un'indagine di via Nazionale. «Circa la metà delle famiglie italiane non dispone delle nozioni fondamentali per effettuare con competenza le operazioni finanziarie più diffuse. Meno del 30% delle famiglie è in grado di calcolare il rendimento di un titolo e solo il 40% gli interessi maturati». ANSA

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Più tecnici per la ripresa (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: JOB 24 data: 2009-03-04 - pag: 27 autore: Formazione. Uno studente su due sarà coinvolto dalla riforma dell'istruzione del ministro Gelmini Più tecnici per la ripresa Sul mercato 170mila specialisti contro un fabbisogno di 335mila Eugenio Bruno ROMA Dalla crisi si esce anche e soprattutto puntando sull'istruzione. In particolare su quella tecnica che va resa più adeguata alle esigenze del nostro tessuto produttivo. è la convinzione che accomuna Governo, Bankitalia, sindacati e imprese, stando a quanto è emerso nel corso del convegno "Più, tecnici, più sviluppo, più sicurezza", che si è svolto ieri a Roma presso la sede del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel). Punto di partenza: la riforma dell'istruzione tecnica e professionale appena presentata dal ministro Mariastella Gelmini. Che ridurrà a due settori (economico e tecnologico) e undici indirizzi la relativa offerta formativa, organizzando il ciclo di studi in due bienni e un ultimo anno e portando a 1.056 le ore annuali di lezioni (vale a dire 32 settimanali da 60 minuti). Nel presentare le novità di un restyling che interesserà il 56% degli studenti delle scuole secondarie superiori (a tanto, infatti, ammonta la quota di alunni degli istituti tecnici e professionali, ndr), la stessa responsabile di Viale Trastevere ha insistito sulla necessità di creare una «sinergia tra il mondo della scuola e quello delle imprese ». Un appello sposato in pieno dal vicepresidente di Confindustria per l'education, Gianfelice Rocca. Certo la situazione attuale non è delle più semplici. E non solo per la congiuntura economica in atto. Sottolineando come la riforma punti a scongiurare la progressiva «liceizzazione » degli istituti tecnici e creare invece un «collegamento con i distretti industriali e i poli tecnologici», la Gelmini ha ricordato che, secondo gli ultimi dati, «a fronte di una domanda delle imprese di 335mila profili tecnici specializzati, l'offerta è stata solo di 170mila unità». Laddove il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, ha quantificato in 72mila le unità di tecnici diplomati che l'anno scorso sono mancate all'appello delle aziende italiane Per invertire la rotta e, quindi, «far entrare il mondo del lavoro a scuola» il ministro ha chiesto a ognuno di fare la propria parte in direzione di «un grande sforzo riformista». Il Governo, investendo massicciamente su orientamento e lotta alla dispersione; le aziende, garantendo «la stessa disponibilità richiesta alla scuola». Una sfida che gli imprenditori sono disposti a raccogliere e rilanciare, come confermato da Gianfelice Rocca. Nell'evidenziare che il «Paese ha perso concretezza», tant'è vero che è difficile«assorbire i tecnici non solo nel manifatturiero ma anche nei servizi », il vicepresidente di Viale dell'Astronomia ha parlato di un «obbligo morale nei confronti dei giovani»: fornire loro degli strumenti formativi «veri». In modo da far sì «che gli istituti tecnici brillino di luce propria. Ma per far questo, ha aggiunto, serve «la collaborazione di tutti ».A suo giudizio l'obiettivo deve essere «ricostruire la passione di presidi e insegnanti degli istituti tecnici». Da parte loro le imprese sono pronte a promuovere «una grande piattaforma di collaborazione». A partire da quelle realtà, ad esempio il Veneto, dove questa sinergia già esiste. A tal proposito, Rocca ha auspicato che la campagna informativa sulle novità della rifoma parta il prima possibile. E che, già dal primo settembre 2009, cominci la fase di sperimentazione. Cioè con un anno di anticipo rispetto alla sua introduzione effettiva. A favore della collaborazione tra scuola e imprese si è pronunciata oltre alla Cisl anche Bankitalia. Il cui vicedirettore generale, Anna Maria Tarantola, ha dichiarato: «Finita la crisi, la ripresa della crescita dipenderà dalla produttività, e questa per aumentare, richiede anche e soprattutto l'investimento in capitale umano». Che migliori competenze e conoscenze anche con «la riforma dell'intera filiera dell'istruzione tecnica». STRUMENTI DIDATTICI Rocca (Confindustria): «Il Paese ha un obbligo morale nei confronti dei giovani e deve pensare a fornire vere opportunità» IMAGOECONOMICA Profili adeguati per spingere la crescita Il legame tra valore aggiunto industriale e tecnici è positivo e molto stretto: al crescere del numero di tecnici cresce anche il valore aggiunto

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"va bene gaber, ma tutti gli altri?" - giuseppe videtti roma (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 44 - Spettacoli "Va bene Gaber, ma tutti gli altri?" Fo, Battiato & C. sulla scelta della Gelmini di portare il cantautore nelle scuole Zucchero: "Giusto, ma ora pensiamo agli altri, a De André, a Guccini, ai poeti della musica" Linus: "Si studino anche Mogol e Battisti". Lodoli: "Meglio portare i ragazzi a teatro" GIUSEPPE VIDETTI ROMA L´educazione musicale nelle scuole è colpevolmente trascurata, e adesso che le canzoni di un artista come Giorgio Gaber sono entrate nei programmi di studio, verranno ascoltate dai ragazzi nell´ora di Educazione alla cittadinanza e alla Costituzione. Come ha deciso il ministro Gelmini d´intesa con la Fondazione Gaber. «è cosa più che giusta», dice il premio Nobel per la letteratura Dario Fo. «Ma già che abbiamo cominciato, ce ne sarebbero anche degli altri. Non voglio far nomi, perché ho paura di dimenticarne qualcuno. I francesi hanno affrontato questa operazione in modo più organico, portando nelle scuole autori di canzoni e teatro contemporanei. Non bisogna mica aspettare che muoiano. In Italia di solito queste cose succedono per iniziativa degli studenti, invece mi piacerebbe che fossero i ministri e i loro collaboratori a formulare un piano di studi. è stato scritto che la destra porta Gaber nelle scuole. A Giorgio non sarebbe piaciuto. Era un artista schivo, e questa era la sua migliore qualità». Alberto Asor Rosa, critico letterario e scrittore, già docente di Letteratura italiana all´università la Sapienza di Roma, sostiene che se il ministero avesse fatto una scelta di cantautori da portare nelle scuole, non ci sarebbe il sospetto di una banale motivazione politica. «Qui entra in ballo il fattore G», esclama il professore. «Nella mia Storia europea della letteratura (in pubblicazione presso Einaudi) ho inserito un capitolo sui cantautori. Ne ho citati quattro: Dalla, Guccini, De André e De Gregori, poiché considero i loro testi dei fenomeni letterari. E ce ne sarebbero altri: Baglioni, Gaber, Vasco Rossi. Non si può non notare che la preferenza data d´acchito a Gaber sembra essere motivata più politicamente che culturalmente, a causa delle note conversioni dell´autore alle ideologie di destra, peraltro del tutto legittime». Marco Lodoli, scrittore e insegnante in un istituto professionale di Roma, teme che progetti di volontariato artistico come questi lascino il tempo che trovano. «La qualità è sempre molto bassa quando questi spettacoli sbarcano nelle nostre scuole. Bisognerebbe invece coinvolgere i ragazzi nei veri teatri, ad assistere a veri spettacoli. Vedere Gaber senza Gaber diventa riduttivo, meglio un supporto audio originale o un dvd. Non riesco a immaginare le sue parole sulla bocca di altri. Era lui, marziano dinoccolato fuori dalla società, a dare verità a quelle canzoni. A dire il vero, qualche artista c´è già nelle antologie scolastiche, ma la verità è che la musica dei cantautori è stata completamente dimenticata dai ragazzi. Il loro mondo è quello di Marco Carta». Linus, direttore artistico di Radio Deejay, è ottimista: «Io lo vedo come il primo passo verso una sorta di Olimpo musicale da portare nelle scuole. Va bene Pascoli, poeta pop di ieri, ma anche Mogol-Battisti». Zucchero vorrebbe allargare anche ai cantautori internazionali. «Gaber è uno che ha interpretato la storia e la società a modo suo, e questo gli è dovuto», dice il rocker. «Ora, però pensiamo agli altri, ai Guccini, ai De André. Mi piace il fatto che a scuola non ci siano solo i poeti da mandare a memoria, ma anche quelli che trasmettono poesia attraverso la musica. Come trascurare Dylan, Springsteen, Bono e Bob Marley? I loro testi aprono la mente». Infine Franco Battiato: «Non vorrei cadere in quel finto pluralismo affatto italiano e chiedermi: e tutti gli altri? è una bella idea, Gaber era un artista di altissimo valore. Quanto ai programmi del ministero: alla musica non servono, arriva da sola. è questa la sua forza, non ha bisogno di raccomandazioni, grazie a Dio. Lasciamola così». SEGUE A PAGINA 6

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vocabolario (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Livorno VOCABOLARIO MAESTRO UNICO. è la grande novità (o ritorno al passato) introdotto dalla Gelmini. Così all'articolo 4 del decreto del 1 settembre 2008 che ha innescato le polemiche: «Le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate a un unico insegnante e funzionanti con orario di 24 ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola». Ritorno al maestro tuttologo di 40 anni fa, ritorno alla logica dei "primi" e "ultimi" della classe, niente lavoro di equipe tra maestre. MODULO. Era il modello fino ad oggi utilizzato per il tempo scuola a 30 ore. Introdotto con la legge 148 del 1990, prevede 3 docenti di "ambito disciplinare" (cioè specializzati in alcune materie) che operano su due classi. Era il modello fino ad oggi prevalente nelle scuole primarie livornesi. Nel modulo erano previste da 2 a 4 ore di compresenza. La legge Gelmini non lo prevede più dall'anno scolastico 2009/2010 sia per le classi prime che per quelle successive. COMPRESENZA. Erano le ore di presenza contemporanea (da 2 a 6 ore) dei docenti in una stessa classe. Erano previste fino ad oggi nel pacchetto ore del modulo (30 ore) e del tempo pieno (40 ore). è nelle ore di compresenza che venivano svolte attività di approfondimento, attività laboratoriale (informatica, arte...), ma anche di recupero. In queste ore c'era anche l'opportunità di accompagnare i bambini nelle uscite fuori da scuola (un insegnante può accompagnare non più di 15 alunni). La legge Gelmini non le prevede più dall'anno scolastico 2009/2010 sia per le classi prime che per quelle successive. PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA (POF). è il piano delle scelte metodologiche e delle strategie educative che ogni scuola è libera di organizzare come meglio crede esercitando la propria autonomia nel rispetto dei "paletti" imposti da leggi e circolari del ministero. Ogni scuola cerca il più possibile di calibrare il proprio "Pof" in base alle esigenze del territorio e al corpo docenti che ha a disposizione. Molte scuole hanno già annunciato che eserciteranno la loro autonomia per cercare di recuperare nella costruzione dei "Pof" quanto la legge Gelmini ha fatto perdere in termini di qualità.

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le famiglie bocciano il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Livorno Le famiglie bocciano il maestro unico Il 90% sceglie per i figli l'ex modulo (30 ore) e il tempo pieno Ecco i dati parziali delle iscrizioni alle prime elementari: in varie scuole nemmeno una richiesta per le 24 ore LIVORNO. Maria Stella Gelmini? Bocciata. Il maestro unico? Non lo vuole nessuno (o quasi). Al primo vero appuntamento con gli «scrutini» sulle scelte della ministra dell'Istruzione, le famiglie livornesi hanno dato un giudizio inequivocabile. Il 28 febbraio si sono chiuse le iscrizioni alla prima elementare: qui da noi è confermatissimo il trend nazionale che ha visto il 90% dei genitori scegliere 30 e 40 ore. Si contano infatti sulla punta delle dita quelli che in città hanno scelto i modelli a 24 o 27 ore su cui puntava il ministero per il futuro (e per ridurre i costi della scuola). Nessun numero ufficiale: solo stamani le scuole forniranno una prima tranche di dati all'Ufficio scolastico provinciale. 30 o 40 ORE E STOP. Ma è bastato ascoltare alcuni dirigenti scolastici dei circoli didattici per capire che di sonora bocciatura si è trattato. Le famiglie vogliono quello che negli ultimi anni hanno sempre chiesto: le 30 ore (l'ex modulo) e sempre più tempo pieno (40 ore). In molti scuole nemmeno una richiesta per le 24 ore: tra quelli contattati si arriva al massimo a 3 richieste per circolo didattico. Stessa storia (con una percentuale poco più alta) per le 27. E non c'è stata nemmeno quella fuga verso le scuole private, che qualcuno aveva ipotizzato: «Da noi - dicono ad esempio al Sacro Cuore e Santo Spirito - le iscrizioni sono in linea con i numeri degli altri anni». Ora però i nodi vengono al pettine: i genitori chiedono implicitamente qualità, ma nelle scuole si continua a navigare a vista («a quando la circolare sugli organici?»). Come non mai, è il refrain preferito, si dovrà ricorrere all'«arte dell'arrangio»: la vera specialità - ripetono i dirigenti scolastici - delle scuole italiane. TRA AUTONOMIA... C'è chi come al circolo didattico Benci (zona mercato centrale) punta tutto sull'autonomia. «La Gelmini - dice la dirigente scolastica Gianna Valente - continua a dire che con 24, 27 o 30 ore sarà sempre maestro unico. Per conto mio queste affermazioni sono ancora tutte da assodare». Su 155 iscritti nelle sue scuole: 68 chiedono le 30 ore, 85 il tempo pieno e solo 2 le 27. Nessuno le 24. «L'autonomia organizzativa e didattica spetta alle scuole o no? - dice Valente - l'articolo 117 della Costituzione non vale più? Quando avrò gli organici cercherò di utilizzare i miei insegnanti secondo le specializzazioni acquisite negli ultimi 20 anni. Il maestro tuttologo qui non ci sarà». ...E CAOS. Nessuna scelta per le 24 e 27 ore sui 175 iscritti del circolo didattico Brin (zona Fabbricotti), così come al circolo Collodi (Stazione) e al comprensivo Don Angeli (Sorgenti), «pochissimi» (parola del dirigente scolastico Marco Benucci) al circolo della Rosa. Il problema però è che nessuno sa se la grande richiesta delle 30 ore porterà al dietro-front del ministero (che finora puntava a un calcolo degli organici tarato sulle 27 ore). è dal 1º settembre che si vive nel caos: «ora manca la circolare sugli organici ed è un dramma - dice Giulio Canterini a capo del circolo Micheli dove i genitori hanno scelto per metà le 30 ore e per metà il tempo pieno - si vive in continua tensione: ai genitori bisogna dire aspettate, abbiate pazienza e questo non è corretto. Solo se avremo l'organico dello scorso anno potremo garantire ai genitori quanto ci viene richiesto». SALTI MORTALI. «Come sempre dovremo rimboccarci le maniche», dicono al comprensivo Bolognesi (elementari Modigliani e Campana), anche qui zero richieste per 24 e 27 ore: «faremo i salti mortali per garantire la qualità che prima potevamo dare grazie alle compresenze». Al circolo Carducci (Ardenza-Antignano) c'è soddisfazione per il boom di iscritti (121, una manciata chiede le 24 ore). Ma fino a un certo punto. «Siamo al 3 marzo. Possibile che ancora non possiamo dare certezze ai nostri utenti?».

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nasce un'associazione anti-gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Livorno Nasce un'associazione anti-Gelmini LIVORNO. Bocciato il modello del maestro unico? «Non è una sorpresa, bastava mettere un po' il naso dentro le scuole in questi mesi per capire che così sarebbe stato». I genitori livornesi l'aspettavano al varco la Gelmini: hanno messo su un ambaradan di assemblee, raccolte firme, volantinaggi, e ora cantano (si fa per dire) vittoria. Già, perché - avvertono - i dolori più grossi arrivano ora. «Ho partecipato a molte riunioni della nostra dirigente scolastica con i genitori dei bimbi iscritti alle prime e l'ho vista suo malgrado in grandissima difficoltà». Antonio Contini, presidente di circolo alle Carducci, è stato tra i più attivi dei genitori anti-Gelmini («ma chiamateci pro-scuola più che anti-qualcosa»). Ora insieme ad altri genitori delle scuole di Banditella, Carducci e Montenero sta tirando su un'associazione che istituzionalizzi il loro impegno: «Viviamo su internet - afferma - per capire se ci sono novità. Proprio brava la Gelmini: è riuscita a trasformare un momento speciale come quello dell'iscrizione dei bimbi in prima in un incubo di precarietà e incertezza». Dalle famiglie il segnale è chiaro: «Hanno scelto 30 e 40 ore perché continuano a pensare che il modello di scuola pubblica pre-riforma dava ottime garanzie di qualità». Tiziano Rosselli fa parte del gruppo di genitori da tempo in assemblea permanente al circolo didattico della Rosa: «La gente non viaggia con le campanelle al naso, - dice - sa che bene che un maggior tempo scuola significa maggiori contenuti e tempi di apprendimento più dilatati e dunque migliori». Più che mai per i genitori ora continua la mobilitazione: alle Lambruschini (vicino alla Coop di via Settembrini) è gia in agenda per venerdì ore 18 un'assemblea pubblica per far nascere un forum territoriale permanente.

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SCUOLA. PRESENTAZIONE DELLA MATERIA "CITTADINANZA E COSTITUZIONE" (sezione: Scuola)

( da "AgoPress" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

(AGO PRESS) Questa mattina, alle ore 10 e trenta, a Palazzo Chigi il ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, presenterà l?atto di indirizzo dell?insegnamento ?Cittadinanza e Costituzione?. Parteciperanno il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, il comandante generale dell?Arma dei carabinieri, Gianfranco Siazzu, ed il presidente dell?associazione Libera, don Luigi Ciotti.

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Legnano e Parigi diplomi di moda (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

LEGNANESE pag. 6 Legnano e Parigi diplomi di moda INTESA FRA ITALIA E FRANCIA LEGNANO SI CHIAMA "ESABAC", ed è l'acronimo di "esame di stato" e "baccalaureat". È il nuovo diploma italo-francese che risponde un recente accordo sottoscritto fra i due Paesi. Lo hanno firmato, il 24 febbraio, il ministro francese dell'Educazione nazionale, Xavier Darcos, e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Lunedì Elena Falco, la preside poliglotta dell'Istituto Dell'Acqua (anche Cavaliere al merito della Repubblica per la sua attività di divulgatrice nel mondo della cultura italiana), ne ha parlato con l'ambasciatore di Francia in Italia, S.E. Jean Marc de La Salière. «L'ESABAC è un esame di fine studi secondari binazionale, che conduce al rilascio dei due diplomi: quello italiano di esame di stato, e il baccalaureat francese. Conferisce gli stessi diritti ai titolari nei due Paesi, e offre agli alunni la possibilità di acquisire simultaneamente i due diplomi nazionali. Permette l'accesso agli studi universitari, alla formazione superiore e all'attività professionale in entrambi gli Stati, senza dover sostenere esami, come avviene attualmente». Quali novità comporta a livello di formazione? «Nelle classi terze, quarte e quinta superiore l'insegnamento di una materia, quale potrebbe essere la storia in prima istanza, e in seconda battuta la storia dell'arte, avverrà in lingua francese. È un progetto che ritengo importante, verso il quale la nostra scuola già sta lavorando: nei corsi turistico e marketing le lezioni si svolgono in inglese". In Lombardia (regione pilota) l'Esabac coinvolgerà 55 istituti superiori in cui si insegna il francese, fra i quali il Dell'Acqua. «Ora si tratta di formare gli insegnanti, e un ruolo forte potrebbe averlo il Liceo Stendhal di Milano». Silvia Vignati

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Bocciata anche l'istituzione famiglia (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Bocciata anche l'istituzione famiglia La novità del 5 in condotta non mette d'accordo tutti i lettori Dibattito su «Facebook» sul decreto Gelmini Le risposte alla «Nuova» L'introduzione del 5 in condotta, al battesimo della prima pagella, ha catturato - come era prevedibile - l'attenzione di giornali e tv, studenti, insegnanti e famiglie. I primi dati nazionali confermano che gli allievi che dovranno rimettersi in carreggiata per evitare la bocciatura non rappresentano solo casi isolati. Qualche voto insufficiente sul comportamento tenuto in classe è comparso anche sulle pagelle degli studenti ferraresi e su Facebook sono arrivati i primi commenti dei lettori della "Nuova". L'insegnante Gianfranco Zagagnoni torna indietro di qualche annetto e racconta: «Ho cominciato ad insegnare a 23 anni (con abilitazione conseguita col massimo dei voti) e ho smesso dal 2001. Quello che leggo sui giornali o vedo nei notiziari televisivi mi spaventa ma mi chiedo se è proprio tutta colpa dei ragazzi. Una sera ho trovato uno dei miei ex-studenti e, presentandomi a sua moglie ed al suo piccolo figlio, mi disse queste testualio parole: "Lei ci dava giustamente dei tre e dei due, ma aveva ragione perchè eravamo ignoranti e maleducati. Però non abbiamo mai aperto un libro perchè ci spiegava tutto, poi faceva dei piccoli gruppi e girava, si sedeva con noi e diceva: C'è qualche problema? Adesso ci guardiamo insieme"». Tristano Scarpetta non sembra considerare la bocciatura per cattiva condotta una cura per la scuola ammalata: «L'insegnante autorevole non ne ha bisogno e per gli altri è uno strumento insufficiente». Roberta Pezzali concorda parzialmente: «Può essere un inizio ma non è sufficiente. Purtroppo fino a quando la famiglia delegherà alla scuola l'educazione dei figli e non si assumerà di farlo in prima persona, non credo che le cose possano funzionare. Quando andavo a scuola io (e non è passato un secolo) il maestro, se non lo ascoltavi, ti prendeva per le orecchie. Quando arrivavi a casa non ti sognavi neppure di dirlo ai genitori perchè ti arrivava la seconda rata. Non era giusto neanche così, però il rispetto lo abbiamo imparato». Marco Borgatti scrive che «una volta era il 7 in condotta, oggi il 5! Un ennesimo fuoco di paglia di una riforma che si vuol far passare per novità». Cris Tina prende di mira la famiglia: «Come docente non posso che essere d'accordo col 5 in condotta agli alunni ma credo che certe volte un bel 5 in condotta andrebbe dato anche ai genitori, sempre pronti a difendere i loro "angioletti"». Dario Magnani, infine, dà il suo benvenuto alla novità: «Che dire - scrive - ora ora!».

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Guida per gli alunni disabili (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Portomaggiore. Lo strumento è stato presentato nei giorni scorsi alle famiglie Guida per gli alunni disabili Contiene informazioni utili per l'accoglienza a scuola Nel nuovo libro anche i doveri della didattica PORTOMAGGIORE. Nei giorni scorsi presso il Polo Scolastico di Portomaggiore è stata presentata la nuova guida "A scuola insieme", una lettura facilitata dell'Accordo di Programma per l'integrazione degli alunni disabili nelle scuola della provincia di Ferrara scritto da Andrea Civolani e Mauro Presini. La guida è stata realizzata da parte dell'amministrazione provinciale di Ferrara, del Comitato Ferrarese Area Disabili e dal Centro H Informahandicap del Comune di Ferrara. All'incontro erano presenti l'assessore Provinciale Angela Poltronieri; Marco Trombini portavoce del Comitato Ferrarese Area Disabili; Daniele Civolani uno degli autori della guida e l'assessore del Comune di Portomaggiore Patrizia Pichierri. La guida contiene indicazioni sulle competenze e sulle finalità dell'attività finalizzata all'accoglienza dei soggetti disabili nel sistema educativo del nostro territorio. «Le voci riportate in questo volume - ha affermato a margine dell'incontro l'assessore provinciale Poltronieri - si presentano secondo un'agile sequenza alfabetica rappresentando piccole piste per meglio capire chi fa cosa nell'area dell'integrazione scolastica, e che trasformano la guida in una sorta di cassetta degli attrezzi per chi ne vorrà fare uso. In tal modo si dà maggiore sistematicità alle informazioni e indicazioni contenute nell'Accordo di Programma, aiutandone la comprensione attraverso un linguaggio trasparente, soprattutto a favore delle famiglie». «Infatti - continua Marco Trombini portavoce del comitato Ferrarese Area Disabili - questo libro è molto importante anche perchè intende essere un valido strumento utile a supportare le famiglie di alunni disabili nei rapporti con la scuola. Auspico che questo strumento - ha detto ancora Trombini - venga largamente utilizzato, non solo per richiamare la scuola a quelli che sono i propri obblighi, ma anche per far scoprire tutte le potenzialità che una persona con disabilità può avere anche e soprattutto in età scolare». Nel corso della presentazione, risultata alla fine molto interessante, è stato infine ricordato come il nuovo ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini abbia posto le premesse per una forte riduzione della qualità dell'integrazione scolastica nel prossimo futuro. Infatti aumentare il numero di bambini per classe laddove vi sono bambini con diverse abilità peggiorerà sensibilmente la qualità di scolarizzazione di questi bambini proprio a causa del sovraffollamento delle classi. Il Governo continua così a non rendersi conto che con operazioni paradossali di questa portata rischia di incrementare gli aggravi per l'erario invece di risparmiare; infatti saranno probabilmente maggiori le richieste delle famiglie al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) per chiedere il massimo di ore di sostegno didattico, che da taluni tribunali è stato fissato addirittura a tutto l'orario scolastico cioè quaranta ore settimanali. Arianna Ravani

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La Russa: <Tre candidati in quota An Nel Pdl non ci sono figli e figliastri> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2009-03-04 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Provinciali Il ministro spiega la rinuncia a Brescia: un «beau geste» verso gli alleati La Russa: «Tre candidati in quota An Nel Pdl non ci sono figli e figliastri» «Si è stabilito che non ci sono figli e figliastri all'interno del Pdl. Se dovessimo vincere a Bergamo, Monza e Lecco, passeremmo da zero a 3 presidenti o sindaci che fanno capo ad An in Lombardia: non mi pare poco ». Il ministro Ignazio La Russa è soddisfatto per come si è conclusa la trattativa in vista del voto del prossimo 7 giugno. Eppure, alla fine la presidenza della Provincia di Brescia, su cui lo stesso La Russa si era scontrato aspramente con la collega Mariastella Gelmini, andrà al rappresentante di FI, uomo fidato della Gelmini stessa, Giuseppe Romele. Soddisfatto, anche se avete rinunciato a Brescia? «Le cose sono andate diversamente. Ancora l'altra mattina, dopo un colloquio telefonico con Berlusconi, tutti avevano accettato di candidare Viviana Beccalossi». E invece? «Lei stessa, per prima, ha spiegato di essere più interessata a lavorare per il Pdl sul territorio e a proseguire l'impegno a Roma». Suona comunque come una resa. O no? «Tutt'altro. è stato un beau geste possibile solo nel momento in cui abbiamo accertato che erano cadute tute le pregiudiziali, da parte degli alleati, rispetto alla possibile candidatura di una esponente di An». Qual è la compensazione? «Parlerei piuttosto di accordo. Abbiamo concordato che un rappresentante di An sarà candidato alle province di Monza e Lecco e al Comune di Bergamo, altra città cui An temeva in particolare». Già decisi i nomi? «Quasi. A Lecco proponiamo l'attuale vicesindaco Daniele Nava e a Bergamo il commercialista Franco Tentorio. Su Monza abbiamo ancora due opzioni: o il capogruppo in Regione, Roberto Alboni o l'attuale vicesindaco Dario Allevi. E poi ci sono gli incarichi di partito». Quali? «Milano città avrà un presidente provinciale espresso da An, anche se resterà con un ruolo importante anche l'attuale segretario di Forza Italia, Alessandro Colucci». Ministro, ci sono novità sul rimpasto di giunta? «Il sindaco ci ha spiegato che sta chiudendo la questione con Forza Italia: a noi va bene purché si faccia chiarezza sui tempi. O si fa subito, prima dei congressi, oppure si dice ora che si farà fra tre mesi». E. So.

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<La protesta è saltata? Ma le ragioni rimangono> (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca di Cagliari Pagina 1019 la parola ai protagonisti «La protesta è saltata? Ma le ragioni rimangono» La parola ai protagonisti --> Ci si aspettava di più. Sono stati appena ottanta i giovani cagliaritani che hanno partecipato venerdì scorso al ?Surfing day - Studenti sull'onda della crisi?, giornata di mobilitazione nazionale per richiamare l'attenzione sulle nuove politiche scolastiche del Governo. A Cagliari, come nel resto della Penisola, l'Onda non è riuscita a coinvolgere il numero di alunni sperato, tanto da determinare l'annullamento della manifestazione. Diversi i motivi dell'insuccesso: gli organizzatori (il sindacato studentesco Unione degli studenti) spiegano che probabilmente la scarsa adesione al corteo, che sarebbe dovuto partire da piazza Repubblica per giungere in piazza del Carmine, è dovuta al poco tempo a disposizione per promuovere l'evento. Non solo: anche il periodo dell'anno che vede adesso gli studenti maggiormente impegnati nelle interrogazioni, più numerose rispetto a quando le iniziative di protesta venivano svolte tra ottobre e novembre, quando sono state capaci di richiamare l'attenzione di migliaia di alunni. Così i pochi presenti hanno deciso di riunirsi in un'assemblea, durante la quale sono stati trattati gli argomenti contestati. Tra questi emergono i nuovi decreti attuativi della riforma Gelmini, come quello del voto in condotta e la riorganizzazione degli istituti tecnici. In particolare il movimento studentesco vuole contestare la mancanza di criteri oggettivi sulla valutazione della condotta e la riorganizzazione degli istituti professionali che prevede un taglio di ore di lezione da svolgere in laboratorio, attività indispensabili per gli indirizzi di questo tipo. Secondo i promotori del ?Surfing day? la mancata risposta degli studenti non deriva dal disinteresse per le questioni in esame ma dall'inizio del nuovo quadrimestre, legato allo scrutinio finale, dove è in gioco la promozione. Nonostante questo, per quanto sia evidente la necessità di trovare altre soluzioni per manifestare il dissenso alla legge 133 e i nuovi provvedimenti del ministero della Pubblica istruzione, per ora non sono previste altre mobilitazioni studentesche. GIACOMO DESSÌ Liceo classico Dettori

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di SAVERIO MIGLIARI SI SONO DATI appuntamento all'intervallo nel cortile ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

REGGIO pag. 6 di SAVERIO MIGLIARI SI SONO DATI appuntamento all'intervallo nel cortile ... di SAVERIO MIGLIARI SI SONO DATI appuntamento all'intervallo nel cortile della scuola, per "regolare i conti" alla vecchia maniera. E giù botte. Ma i due giovanissimi studenti dell'Ipsia Lombardini di Reggio sono stati puniti, eccome. Cinque in condotta a entrambi e consiglio d'istituto per deciderne la sorte: un mese di sospensione dalle lezioni. La nuova arma messa a disposizione dal governo in carica del voto in condotta è stata già utilizzata a Reggio a fine quadrimestre, anche se si tratta di un caso limite che quasi non trova corrispondenze negli altri istituti della provincia. Ma l'intenzione manifesta del preside dell'Ipsia Lombardini Costantino Coppola è di dare un forte esempio e disciplinare i propri studenti, anche con il pugno di ferro. L'EPISODIO risale a prima di Natale. Due ragazzi stranieri, minorenni, si sono scontrati per motivi futili nel cortile della scuola, in una zona nascosta, ma non abbastanza. L'intervento del personale scolastico è stato immediato ed è partito il provvedimento disciplinare. «La nostra intenzione era dare un esempio a tutti gli studenti spiega il preside Costantino Coppola e ha funzionato. Tutti gli studenti sono stati d'accordo nell'utilizzo di questo forte provvedimento. Persino i due ragazzi hanno mostrato pentimento». Una vittoria per la scuola, adottando una soluzione estrema, ma inevitabile davanti a un episodio tanto esagerato. «Questi sono stati gli unici due casi di cinque in condotta dei nostri due istituti di Reggio e Guastalla continua Coppola in totale contiamo 600 studenti circa. Sono stati molti i sei e i sette. Ma abbiamo adottato una sorta di tattica... Nel primo quadrimestre abbiamo calcato un po' di più la mano, perché i ragazzi imparino cosa rischiano. Questo serve a fargli cambiare atteggiamento negli ultimi mesi di scuola». IN DEFINITIVA, Coppola giudica positivamente l'utilizzo dei cinque in condotta: «Era da tempo che aspettavamo di avere questa possibilità. Spero che il ministro decida di fare conteggiare il voto in condotta in media con gli altri voti scolastici. Nessuno si diverte a dare "cinque", ma in certi casi può essere davvero una soluzione. Ora gli studenti non prendono più sottogamba il loro comportamento». In generale, in tutte le scuole reggiane la valutazione della condotta si è inasprita. Anche nel liceo scientifico Aldo Moro la scala dei voti si è allargata: «Fortunatamente, nella nostra scuola non abbiamo mai dato una sospensione superiore ai 15 giorni, criterio fondamentale per dare il "cinque" spiega Fausto Fiorani, vicepreside dell'istituto ma certamente la scala di voti si è allargata e ora abbiamo meno timore nel dare otto e sette, che prima erano considerate soluzioni estreme. Ma rimane il dubbio se questi voti andranno a fare media con gli altri, come sembrava dalle prime direttive. Spero che il ministro ce lo comunichi a breve, perché in quel caso dovremo valutare come utilizzarli. Per ora c'è molta confusione da parte del ministero e gli ultimi segnali sembrano andare nella direzione opposta». STESSA SITUAZIONE all'istituto agrario Zanelli: «Abbiamo dato molti più sei in condotta spiega la preside Patrizia Pellacani ma la nostra scuola non soffre molto di problemi comportamentali. I nostri studenti vengono tutti da famiglie di un certo tipo e non abbiamo grosse difficoltà nella gestione degli studenti. Il nostro vero problema è un altro. Abbiamo tantissime insufficenze, soprattutto nelle materie scientifiche. Questo è ciò che ci affligge di più, non i cinque in condotta».

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Cisl-Scuola (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca di Oristano Pagina 4016 Cisl-Scuola --> Oristano Oggi, con inizio alle 9.30, il sindacato Cisl-Scuola celebra il terzo congresso territoriale. I lavori si tengono nei locali dell'istituto alberghiero di via Carducci (foto) e saranno affrontati i temi scolastici dl momento con particolare riferimento alla razionalizzazione conseguente all'applicazione dei decreti Gelmini.

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E il video <scagiona> Silvio Nessuna gaffe con Sarkozy (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2009-03-04 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il caso Fraintesa la frase del premier sulla Sorbona. E la tv francese rinvia il programma E il video «scagiona» Silvio Nessuna gaffe con Sarkozy Berlusconi non alluse a Carla. Ma Canal Plus non si scusa L'emittente, che aveva definito il premier «il più greve dell'anno», non si arrende: «Torneremo sull'argomento» SEGUE DALLA PRIMA La battuta, durante la conferenza stampa con il presidente francese Sarkozy al termine del vertice Italia-Francia della scorsa settimana, ha fatto il giro del mondo, innescato polemiche sull'esuberanza linguistica del presidente del Consiglio e fatto piovere su Berlusconi accuse di machismo, al punto che due eurodeputate del Pd (Anna Paola Concia e Donata Gottardi) hanno portato il caso alla Corte europea di Strasburgo, con l'accusa di offesa ripetuta alla dignità delle donne. Ma se si riascolta più volte la registrazione, separando le parole con l'aiuto dei tecnici del suono, la frase effettivamente detta da Berlusconi a Sarkozy, in lingua francese e un po' distante dal microfono, risulta in tutta evidenza un'altra: «Tu sais que j'ai etudiè à la Sorbonne» (tu sai che ho studiato alla Sorbona), come del resto aveva subito precisato l'ufficio stampa di Palazzo Chigi, smentendo la trasmissione di Canal Plus che ha colto l'occasione della battutaccia per eleggere in diretta Berlusconi il «relou de l'année», definizione idiomatica di difficile traduzione, che starebbe per «uomo più greve dell'anno». Il corrispondente del Corriere della Sera è stato invitato ieri a riascoltare la registrazione e a darne un'interpretazione. La domanda fondamentale è: la parola «donna» può essere scambiata per Sorbona? Dato che in francese il nome della famosa università parigina si scrive con due enne, per il gioco degli accenti può suonare effettivamente come «donna». L'intento di Yann Barthes, il giornalista autore della trasmissione, era (ed è ancora, anche se il programma è stato rinviato) di confermare l'interpretazione iniziale, ritornando così sulla polemica con maggiori supporti tecnici e linguistici. Ma l'«accanimento sonoro» conforta l'impressione che la registrazione non possa dare adito a ulteriori equivoci. Tanto più che la frase di Berlusconi s'inserisce nel momento ufficiale della conferenza stampa in cui Sarkozy stava dando notizia degli accordi bilaterali in materia di scambi culturali e di istruzione firmati dal ministro Mariastella Gelmini e dal suo omologo francese Xavier Dercos. E' infatti a questo punto che Berlusconi ricorda di aver studiato alla Sorbona. Interrogato sull'argomento, Barthes non ritratta e non conferma. «Abbiamo ascoltato la conferenza stampa ed eravamo sicuri di ciò che abbiamo sentito. Stiamo continuando a lavorare sulla registrazione e torneremo sull'argomento ». Insomma, almeno per ora, niente scuse né imbarazzi. In attesa di un «grand jury» del suono, è il caso di smentire una famosa battuta di Giulio Andreotti: «A pensare male si fa peccato, ma ci si azzecca». Non è sempre così. Massimo Nava

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Elementari, nessuno ha chiesto l'orario ridotto (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 04-03-2009)

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FORLI' PRIMO PIANO pag. 12 Elementari, nessuno ha chiesto l'orario ridotto Bocciata dai genitori la novità della riforma Gelmini L'ORARIO RIDOTTO nella scuola primaria non piace alle famiglie. Le 24 ore settimanali, una delle novità della riforma Gelmini, sono state richieste solo da 33 genitori in tutta la provincia: poco più dell'1% degli iscritti alla prima elementare 2009-2010, che in totale saranno 3029. I dati provenienti dall'ufficio scolastico provinciale confermano una tendenza già affermatasi a livello nazionale, dove le prime stime indicavano in un 3% le famiglie che avevano optato per l'orario ristretto. I genitori avevano tempo fino al 28 febbraio per indicare la loro preferenza, che è risultata chiara: il 55,1% (1670 futuri alunni) ha scelto le 30 ore, il 30,3% (920 allievi) le 40 ore, ovvero il tempo pieno, il 13,4% (406 bambini) le 27 ore e solo l'1,08% (33 alunni) le 24 ore. Niente classi a orario corto e pollice verso anche sul modello-base (le 27 ore) voluto dal ministro dell'Istruzione, che comunque ha dichiarato nei giorni scorsi che il sistema del maestro unico «sarà confermato indipendentemente dalla scelta delle famiglie che hanno privilegiato le 30 ore». I RISULTATI hanno avuto come prevedibile conseguenza le critiche dei sindacati, che per mesi hanno contestato in modo netto il modello di riforma scolastica della Gelmini. «Le cifre rispecchiano la volontà delle famiglie e non sono un'opinione: segnano il fallimento di questa riforma dice Anna Cicognani della Cisl . Dal momento che il ministro ha sempre detto che saranno rispettati i desideri delle famiglie, ora dovrà farsi carico di provvedere agli organici. Altrimenti ci vorrà il coraggio di dire ai genitori "abbiamo scherzato". Il problema è che saranno tolte le compresenze che per noi sono un fattore di qualità didattica». La conferma arriva dagli stessi dirigenti scolastici, fra i quali non si nascondono le preoccupazioni rivolte soprattutto agli organici. «In base alle richieste dei genitori noi rispetto a quest'anno dovremo incrementare il tempo pieno. Speriamo che questo ci sia riconosciuto a livello di organici degli insegnanti» dice Carlo Guarino, dirigente del quarto circolo didattico. Nell'istituto con sede in viale Italia il 63,3% dei genitori preferisce che i bambini vadano a scuola per cinque giorni alla settimana, dalle 8,30 alle 16,30. Il sabato niente lezioni. LA FORMAZIONE delle classi dovrà dunque tenere conto dei desideri delle famiglie, ma farà necessariamente i conti con i posti disponibili. Un esempio? Il caso dell'ottavo circolo, dove ci sono cinque plessi di scuola primaria. «Un solo genitore si è espresso per le 24 ore e un altro per le 27 spiega la dirigente, Roberta Ravaioli . Sono stati informati che possono spostarsi sulle 30 ore, che è la richiesta prevalente, oppure cercare altre soluzioni. Il tempo pieno lo faremo in una classe alla Matteotti di via Ribolle». Al secondo circolo (viale della Libertà) su 100 iscritti alla prima, 51 hanno scelto le 30 ore e 41 il tempo pieno. Il quadro nei circoli didattici di Forlì è abbastanza omogeneo, con la netta prevalenza per l'orario di 30 ore. Unica eccezione il settimo circolo (sede in via Lambertelli) dove la maggioranza ha optato per le 27 ore. Nelle scuole paritarie l'organizzazione oraria cambia a seconda degli istituti. Alla Nave, per esempio, le 3 future prime osserveranno le 27 ore. «I genitori erano già al corrente, non abbiamo ricevuto altre richieste», dice la dirigente Fulvia Donati. A S.Maria del Fiore invece si farà il tempo pieno. Fabio Gavelli Image: 20090304/foto/2244.jpg

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Tempo pieno, prime in bilico <Subito le richieste o si salta> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2009-03-04 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il provveditore sollecita le scuole Tempo pieno, prime in bilico «Subito le richieste o si salta» TREVISO — Mentre il ministro Gelmini rassicura le famiglie che le domande di «tempo pieno» saranno soddisfatte, il provveditore agli studi di Treviso mette fretta ai dirigenti delle scuole della Marca, lanciando un appello di solerzia e rapidità nell'inserimento informatico dei dati relativi alle iscrizioni: «è necessario che i numeri arrivino presto al ministero – sollecita Maria Giuliana Bigardi - cosicché ci possano essere attribuite le risorse umane di cui abbiamo bisogno». In molti casi è proprio dal numero di insegnanti a disposizione nei vari istituti che dipende il futuro del tempo prolungato. Le richieste sono numerose, e quotidianamente ne arrivano di nuove in Provveditorato: per le famiglie è un aiuto importante, spesso indispensabile per le mamme lavoratrici. «Alle classi seconde, terze, quarte e quinte possiamo già garantire il tempo pieno e il servizio di mensa – aggiunge – il problema è relativo solo alle prime. Alcuni Comuni si stanno attrezzando per avere vigilanti e educatori durante il servizio mensa». In alcune scuole le richieste dei genitori sono superiori alle disponibilità degli istituti, ma prima di dare i numeri Bigardi attende la risposta di Roma. Oltre al rientro pomeridiano, sono molti i genitori che chiedono di ripristinare le ore di compresenza nelle classi: «Non possiamo accogliere queste richieste perché la normativa non prevede più due maestri nella stessa ora di lezione». S.Ma. In attesa Maria Giuliana Bigardi sta aspettando i dati sulle iscrizioni

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A spasso con Gaber tra musica e ricordi (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Spettacoli e Società Pagina 10239 A cinque anni dalla morte molte le iniziative che celebrano il cantautore milanese A spasso con Gaber tra musica e ricordi A cinque anni dalla morte molte le iniziative che celebrano il cantautore milanese Cagliari, una mostra all'Exmà e due pièces a Sant'Eulalia --> Cagliari, una mostra all'Exmà e due pièces a Sant'Eulalia Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini lancia l'iniziativa: Giorgio Gaber verrà studiato a scuola. «Può essere fonte d'insegnamento per i giovani. È stato un grande esempio di libertà ma anche di rigore», ha dichiarato la titolare del dicastero presentando il progetto pilota che al momento impegnerà solo la Lombardia. Partendo naturalmente da Milano, dove ieri, al Teatro Manzoni, Luca Barbareschi ha riportato in scena Il caso di Alessandro e Maria , che il Signor G firmò nel 1982 con Sandro Luporini e portò sul palco con Mariangela Melato. Insomma, a cinque anni dalla scomparsa del grande "cantattore", che il giorno della morte Dario Fo ricordò con queste parole: «Un anticonformista che mai è stato opportunista, mai ha giocato di furbizia, mai si è legato a chi vinceva», fioriscono i tributi e le idee per evocare l'arte dell'indimenticato cantautore, attore e commediografo. Idee come la mostra dal titolo Qualcuno era?Giorgio Gaber , promossa dall'assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari con la collaborazione del Consorzio Camù, in programma all'Exmà di Cagliari fino a domenica (dalle ore 9 alle 13, dalle 16 alle 20). Un flashback sulla carriera dell'artista milanese, ripercorsa attraverso 22 pannelli dove trovano posto vecchie fotografie, testi di canzoni, monologhi, interviste, recensioni, locandine di pièce teatrali, copertine di 33 e 45 giri, più un lungometraggio di due ore realizzato con l'aiuto di Rai Teche e la Fondazione Giorgio Gaber. Ma non è tutto, perché prevedono anche spettacoli dal vivo le proposte per ricordare la figura dell'autore di splendidi brani come Ciao ti dirò (quello che lo portò al successo), La ballata del Cerutti (Il suo nome era Cerutti Gino ma lo chiamava Drago, gli amici al bar del Giambellino dicevan che era un mago), Non arrossire , Dialogo tra un impegnato e un non so , Le strade di notte , Io se fossi Dio (Io se fossi Dio, non sarei ridotto come Voi e se lo fossi io certo morirei per qualcosa di importante), Si può , La nave , La libertà , Lo shampoo , Anche per oggi non si vola , Far finta di essere sani e tante altre ancora. TEATRO Venerdì alle 21 nel teatro Sant'Eulalia verrà presentato Polli d'allevamento (ulteriore testimonianza di quel teatro-canzone attraverso il quale Gaber prese le distanze dalla militanza, ma non certo dall'impegno sociale e da quanto gli accadeva intorno), prodotto dal teatro Filodrammatici di Milano, portato in scena da Giulio Casale, mentre il 12 sarà la volta di Illogica allegria - Visita a Giorgio Gaber , nuova produzione ideata dal Crogiuolo che vedrà sul palco Mario Faticoni e il pianista Salvatore Spano. Regia di Paolo Giorgio. Repliche il 13, 14 e 15. CARLO ARGIOLAS

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Tempo pieno, scuole in difficoltà A rischio centinaia di famiglie (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

FERRARA PRIMO PIANO pag. 3 Tempo pieno, scuole in difficoltà A rischio centinaia di famiglie AL LAVORO L'UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE di VALERIO BARONCINI LE LETTERE piovono sulle direzioni didattiche. Piovono anche sull'Ufficio scolastico provinciale, che in queste ore è al lavoro ed entro la fine della settimana inizierà a dare risposte concrete, con numeri e proiezioni. Motivo: sempre più famiglie fanno ricorso al tempo medio o pieno e gli insegnanti calano. Calano anche i fondi, in relazione ai tagli del Governo, dicono i sindacati. Quindi? Centinaia di alunni (e con loro le famiglie) rischiano di non vedere accolte le richieste. Della serie: c'è chi si è iscritto in una determinata scuola per potere avere 30 o 40 ore settimanali, e invece rischia di essere piazzato' nelle classi da 24 o 27. «LE FAMIGLIE hanno fatto richiesta del tempo pieno in maniera maggiore rispetto al passato, la sensazione è questa afferma Fausto Chiarioni, segretario provinciale di Flc-Cgil . E in tutto questo il Governo non ci aiuta». L'ex provveditorato sta facendo i conti tra posti in organico e richieste di tempi pieni, al fine di capire quale sia il reale impatto della riforma Gelmini. Mentre il ministro afferma che i fondi si troveranno e rischi non ce ne sono. «Io intanto avevo fatto richiesta delle 40 ore dice una mamma e mi è stato risposto che difficilmente verrò accontentata». Per quanto riguarda l'anno scolastico 2008/2009, in provincia di Ferrara sono 3.552 gli alunni iscritti al tempo pieno. Numeri mica da ridere: in alcune realtà il tempo piene assorbe la quasi totalità dei ragazzi. Ad Argenta sono 719 i bimbi che frequentano il tempo pieno contro i 103 del normale: una evidente scelta pedagogica, che però l'anno prossimo rischia la morte. STESSO DISCORSO a Portomaggiore, dove gli studenti del tempo pieno sono 434 contro i 127 del normale. E nel Centese, distretto storicamente ricco di attività imprenditoriali e occupazione al femminile, sono stati 611 i ragazzini iscritti al tempo pieno contro i 307 del normale. Stesso discorso a Ostellato (262 contro 215) mentre a Comacchio, Renazzo, Costa e Manzoni il tempo pieno non c'è. Inoltre bisogna registrare l'aumento continuo degli studenti: nel 2007/2008 erano 34.794 in tutte le scuole; nel 2008/2009, 35.966. E gli insegnanti? Nel 2007 erano 3.200. nel 2008, nonostante il boom di iscrizioni, appena uno in più.

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Distretto del mare nel Piano nazionale (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA LA SPEZIA pag. 6 Distretto del mare nel Piano nazionale RICERCA FORCIERI ALL'INCONTRO CON IL MINISTRO GELMINI IL SENATORE Lorenzo Forcieri ha espresso soddisfazione per «le linee indicate dal ministro Gelmini per il futuro dei distretti tecnologici» nell'incontro a Roma a cui hanno partecipato i rappresentanti di tutti i distretti tecnologici. Per il Distretto Ligure delle Tecnologie Marine erano presenti il presidente del comitato promotore Forcieri e il presidente di Spedia Pierluigi Tivegna. All'incontro, introdotto dal direttore generale Luciano Criscuoli il ministro Gelmini ha sottolineato la valenza strategica dei distretti tecnologici e la volontà di affidare a essi il ruolo di leadership e di regia nellla ricerca e nei rapporti tra pubblico, università, enti di ricerca e privato, grandi e piccole e medie imprese, confermando per i distretti una posizione centrale nel Piano nazionale di Ricerca. «Il Distretto ha dichiarato Forcieri si sta avviando a diventare uno degli strumenti di primo piano per il nostro sviluppo economico e per la crescita della competitività della nostra industria».

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<Classi affollate, 300 docenti in meno> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 04-03-2009)

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Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2009-03-04 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Scuola Lo Snals: nelle medie veneziane verranno tagliate 150 cattedre di italiano «Classi affollate, 300 docenti in meno» VENEZIA — Circa trecento posti in meno per i docenti e altrettanti per ausiliari e personale amministrativo, soltanto per effetto del taglio delle ore di compresenza che dal prossimo settembre spariranno dall'orario di elementari e medie. Questo sarà il risultato dei tagli alla scuola in provincia di Venezia secondo lo Snals, il sindacato autonomo che da tempo sta portando avanti la sua battaglia contro il progressivo dimagrimento degli organici del corpo insegnanti, e contro le classi sovraffollate, che in provincia restano tutt'ora il 15 per cento. «A Venezia si perderà un posto ogni dieci classi, alle medie su trecento corsi saranno tagliate 150 cattedre di italiano. Eppure la maggior parte dei tagli non si vedranno» dice il segretario provinciale degli autonomi, Giovanni Giordano. «Quest'anno avremo la cifra più alta di pensionamenti mai avuta negli ultimi anni — (416 tra insegnanti, dirigenti e ausiliari) — insegnanti che non verranno sostituiti, mentre la maggior parte dei tagli ricadranno sui precari che non verranno rinominati, e che quest'anno sono stati più di mille solo fra i docenti, e circa 800 tra gli Ata». Una questione che si affianca all'allarme sicurezza nelle aule, un tema sollevato più volte dal sindacato al Tar del Veneto, e che proprio in questi giorni ha ricevuto dal tribunale un ulteriore stop. «Il 15 per cento delle classi ha più di 26 alunni, termine massimo secondo la normativa sugli organici, ma il Tar ha ritenuto infondata la nostra impugnazione perché all'epoca basata sull'organico di diritto, quello cioè richiesto dalle scuole, e ritenuto un organico "ipotetico"» dice Giordano. «Peccato che proprio su questo il Ministro Tremonti abbia deciso 40 mila tagli, e si stabiliscano di norma trasferimenti, immissioni in ruolo e finanziamenti alle scuole. Ma noi non ci fermiamo » dice il sindacato. «Invieremo una lettera al Ministero — precisa l'avvocato dello Snals, Francesco Acerboni — faremo ricorso al Consiglio di Stato e a settembre torneremo ad impugnare la violazione delle norme tecniche sulla sicurezza, e lo faremo sugli organici di fatto del prossimo anno». Tra un anno, infatti, gli alunni per classe saranno tutt'altro che ridotti, e questo per volere dei nuovi parametri della legge Gelmini. Se fino ad oggi il numero massimo in ogni classe era di 26 studenti, dall'anno prossimo si arriverà fino a 28 e oltre. Addio alle classi da venti alunni soprattutto alle superiori, dove gli studenti non potranno essere, per legge, meno di ventisette. Maria Paola Scaramuzza Consiglio di Stato Il sindacato ricorrerà al Consiglio di Stato sul tema della sicurezza nelle aule

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Le famiglie ravennati bocciano' la riforma Gelimini (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

RAVENNA CRONACA pag. 7 Le famiglie ravennati bocciano' la riforma Gelimini SCUOLA IL 51 PER CENTO HA SCELTO NELLE ELEMENTARI IL TEMPO PIENO. COMMENTO DELLA CGIL «LE FAMIGLIE ravennati hanno sonoramente bocciato il ministro Gelmini, il suo maestro unico, la riduzione del tempo scuola e le scelte complessive del Governo su questo tema»: lo sostiene Monica Ottaviani, segretaria generale del sindacato scuola Cgil, sulla base dei dati sulle iscrizioni. «Dai primi dati in nostro possesso spiega infatti le famiglie ravennati scelgono nella scuola primaria per il 51 per cento il tempo pieno (40 ore, pari a 1.353 richieste), contro il 34% in ambito nazionale». Poi il 35 per cento indica le 30 ore (media nazionale del 56%), con 912 domande; il 13,7% preferisce le 27 ore (364 richieste) e solo per lo 0.98 per cento opta il modello base a 24 ore. «Ora chiediamo all'amministrazione scolastica il rispetto delle scelte e le conseguenti assegnazioni delle risorse necessarie», dice la Cgil. La situazione è complessa anche per le secondarie di primo grado: «Qui è ormai certo che vi sarà una cospicua contrazione del tempo scuola da 33 a 30 ore settimanali». Questo avrà una gravissima ricaduta sugli organici del personale ausiliario. «Solo per l'anno scolastico 2009-2010 si prevede un taglio di oltre il 6 per cento, distribuito sui vari profili: assistenti amministrativi meno 18 posti; assistenti tecnici meno 8; collaboratori scolastici meno 50 posti». Anche per queste ragioni, ma non solo, la Flc Cgil ha proclamato uno sciopero per l'intera giornata del 18 marzo, che sarà preceduto da assemblee nei luoghi di lavoro. Image: 20090304/foto/8899.jpg

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Pagelle, un campo minato Pioggia di insufficienze: studenti bocciati in condotta (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

MODENA PRIMO PIANO pag. 2 Pagelle, un campo minato Pioggia di insufficienze: studenti bocciati in condotta Il 70% dei ragazzi, già a metà anno, ha almeno un 5 di VALERIA SELMI UNA pioggia' di insufficienze e, per gli indisciplinati, anche il discusso 5 in condotta. Sono un vero e proprio campo minato' le pagelle di fine primo quadrimestre degli studenti delle superiori. E ora si fa strada l'incubo giudizio sospeso' o, peggio ancora, bocciatura diretta. Tempi duri, dunque, per svogliati e bulli dopo il giro di vite imposto dal ministro all'Istruzione Gelmini che ha ripristinato e rivalutato' il voto in condotta e messo sull'attenti chi tenta di strappare' una promozione nonostante le insufficienze. Che ci sono, eccome. CERTO, SI TRATTA di giudizi parziali e non definitivi ma, per i 19.659 ragazzi (su 28.464 scrutinati) le insufficienze messe nero su bianco sono un campanello d'allarme da non sottovalutare. E sono anche lo specchio di una Italia «dove il rendimento è in regresso». Dalle statistiche nazionali risulta infatti che circa il 72% degli studenti si è ritrovato a metà anno con almeno una insufficienza rispetto al 70,3% del 2008. Modena con il suo 69% pieno è leggermente al di sotto della media. Ma parliamo comunque di due terzi dei ragazzi. Di questi, non sorprende che la maggior parte frequentino gli istituti professionali (5919 con insufficienze su 7634) e i tecnici (9008 su 12.227). Mentre per quanto riguarda l'area istruzione classica, scientifica e magistrale' la soglia è intorno al 50% (4732 su 8603). Poi c'è una percentuale di non classificati; 39 ai licei, 269 ai tecnici, 605 ai professionali. E, dando uno sguardo alle scuole paritarie, gli studenti con brutti voti sono 471 su 745. Ora, per i ragazzi che si sono trovati in pagella una insufficienza non c'è tempo da perdere perché giugno è dietro l'angolo. Inizia, dunque, la corsa contro il tempo con lezioni di recupero e sportelli didattici, che in molte scuole sono già attivi da mesi. Perchè, se entro fine anno le insufficienze non vengono recuperate scatta la sospensione del giudizio fino a settembre quando gli studenti, passata un'estate sui libri, saranno chiamati alle prove di recupero. Non ci sarà sospensione ma la bocciatura immediata, invece, sia per chi fa collezione' di insufficienze ovvero ne ha numerose, sia per chi si ritrova con il temutissimo 5' in condotta. Questa, infatti, una delle principali novità del decreto del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini. Il giro di vite contro i bulletti' prevede l'immediata bocciatura per gli indisciplinati'. E non sono pochi. Dopo il primo 5 in condotta all'istituto Einstein di Piove di Sacco (Padova), ecco che nella nostra provincia ne sono piovuti ben 172 (0,6%). Come per il rendimento, anche qui la distribuzione vede una concentrazione di 5' negli istituti tecnici (104) e nei professionali (68). A compensare, i licei con nessun cinque in condotta. INFINE, c'è chi non si è fatto mancare nulla. Sono infatti 133 gli studenti che, oltre all'insufficienza nel comportamento, hanno insufficienze in almeno altre tre discipline. E qui la percentuale si sbilancia ancora di più verso i professionali che ne ospitano' 123 (il 92%). Dieci, invece, ai tecnici. Nessuno nei classici, scientifici e alle magistrali. Per ora. Image: 20090304/foto/6786.jpg

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<Maestro unico, alle famiglie non piace> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

MODENA PRIMO PIANO pag. 2 «Maestro unico, alle famiglie non piace» LA CGIL ATTACCA LE FAMIGLIE modenesi bocciano' il tanto discusso maestro unico. Guardando ai dati sulle iscrizioni per il 2009-10 alle classi prime della scuola elementare, infatti, quelle che hanno barrato la casella tempo pieno' sono il 73%. A rendere noti i dati, la Flc-Cgil, che rivolge anche un invito al dirigente dell'ufficio scolastico provinciale affinchè si faccia garante di queste scelte, controcorrente rispetto al piano del Governo. Secondo il sindacato «a Modena si accentua la tendenza nazionale che snobba il maestro unico a 24 ore, privilegiando il modulo a 30 ore e soprattutto il tempo pieno a 40 ore». ED ECCO alcuni numeri; su un totale di 5.979 alunni iscritti in prima, infatti, è sorprendentemente positivo il numero delle richieste di tempo pieno, pari al 73%, mentre solo il 15% ha scelto il modello orario a 30 ore, l'11% le 27 ore e solamente lo 0,9% l'insegnante unico a 24 ore. Questo significa che attacca la sigla sindacale a Modena e provincia solo 57 famiglie hanno scelto le 24 ore, sparse su tutto il territorio provinciale, per cui non ci sono le condizioni per fare neanche una classe con il maestro unico». VISTI I DATI, secondo la Flc-Cgil si può parlare di un flop in piena regola. «La pseudo riforma dice il segretario provinciale Cinzia Cornia la pseudo riforma Gelmini si è rivelata un autentico fallimento». Il maestro unico per Cornia «è stato bocciato anche dalle famiglie modenesi, così come errate si dimostrano le previsioni e i sondaggi del governo che davano prevalente l'orientamento delle famiglie italiane per il maestro unico». FORTE DI QUESTI dati Flc di Modena chiede «che siano rispettate le richieste delle famiglie modenesi, assicurando il tempo pieno, in aumento rispetto allo scorso anno, con le compresenze degli insegnanti e il modulo orario a 30 ore». E chiama «il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale a farsi garante delle famiglie e di battersi per ottenere tutti i posti in organico, necessari per conclude il sindacato garantire il rispetto della scelta operata dai genitori».

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Il decreto del ministro Gelmini prevede la bocciatura immediata per gli studenti che nella pa... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

MODENA PRIMO PIANO pag. 3 Il decreto del ministro Gelmini prevede la bocciatura immediata per gli studenti che nella pa... Il decreto del ministro Gelmini prevede la bocciatura immediata per gli studenti che nella pagella di fine anno avranno cinque in condotta

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<E' importante ha detto la Gelmini restituire alla scuola il ruolo di age... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

MODENA PRIMO PIANO pag. 3 «E' importante ha detto la Gelmini restituire alla scuola il ruolo di age... «E' importante ha detto la Gelmini restituire alla scuola il ruolo di agenzia del sapere ma anche la sua funzione educativa e il ritorno a un certo rigore»

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SE I DATI di metà anno riguardo le insufficienze non sono incoraggianti ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

MODENA PRIMO PIANO pag. 3 SE I DATI di metà anno riguardo le insufficienze non sono incoraggianti ... SE I DATI di metà anno riguardo le insufficienze non sono incoraggianti «ma nella media» il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Gino Malaguti (nella foto) invita i ragazzi a non abbattersi e a darsi da fare'. «Si tratta di una valutazione formativa, incentivante dice e non definitiva. Sono segnali che i ragazzi devono saper cogliere per migliorare. Ora hanno il dovere di aumentare il loro impegno sia nello studio, sia per quanto riguarda l'attenzione e il rispetto verso i docenti, l'ambiente scolastico e le strutture». E quando si parla di rispetto, tornano in gioco la disciplina e il cinque in condotta: «Non è una misura repressiva ma serve perchè, oggettivamente, i giovani specialmente alle superiori mostrano un certo lassismo. Prima certi atteggiamenti non erano sanzionati, ora lo sono». E Malaguti sottolinea come questo giro di vite sul comportamento segua la linea intrapresa dall'ex ministro Fioroni «che ha cambiato lo statuto dello studente proprio per accentuare l'aspetto sanzionatorio. E domani (oggi, ndr) il ministro Gelmini presenterà una nuova materia legalità e costituzione'. Dunque ci sono vari strumenti per insegnare agli studenti un comportamento educato». IL DIRIGENTE scolastico si rivolge poi ai ragazzi invitandoli a migliorare: «Il primo quadrimestre va sempre male. Consiglio conclude di vedere questi voti negativi come uno sprone per studiare di più ed essere più educati».

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Baliani il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: SPETTACOLI - data: 2009-03-04 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Baliani il maestro unico L'attore romagnolo fa rivivere in scena la scuola di Sciascia Il suo ultimo spettacolo, «La notte delle lucciole», domani a Bari per la stagione del Piccinni (ma «decentrato» al Kursaal) BARI — Fosse vivo, il «maestro unico» Leonardo Sciascia - che per un periodo insegnò alle elementari - si sentirebbe ugualmente «a disagio », nonostante la riforma Gelmini. «La sua inadeguatezza riguarderebbe, infatti, l'assenza di prospettive che ancora oggi la scuola riserva a moltissimi », assicura alla vigilia della prima barese della Notte delle lucciole l'attore Marco Baliani, un gigante del teatro di narrazione che alle parole di Sciascia dà voce in un'aula scolastica, memoria degli anni in cui lo scrittore fece il maestro a Racalmuto. «Sciascia spiega Baliani - si chiedeva che senso avesse insegnare in un paesino della Sicilia a ragazzini destinati a picconare nelle zolfare per tutta la vita. Figurarsi oggi». Perché, i ragazzini vanno ancora nelle zolfare? «Il problema è che non vanno più neanche lì: non vanno da nessuna parte, la qual cosa è anche peggio. Diventano degli emarginati, mentre la società chiede loro di consumare sempre di più». Sciascia è un pretesto per raccontare cosa? «Un'Italia di ieri drammaticamente attuale. E, infatti, nello spettacolo, che è interamente attraversato da questo senso di ingiustizia per i miseri e i poveri, si parla di cose scritte venticinque anni fa. A riascoltarle si ha la netta impressione che il Paese non abbia fatto molta strada». Un Paese segnato da molte vicende. Quali vengono messe a fuoco? « La notte delle lucciole, che nel titolo s'ispira a un famoso scritto di Pasolini, mette in scena i pensieri dello Sciascia che tocca il tema della pietà quando parla dell'affare Moro, e che confessa la sua incapacità di comprendere sino in fondo l'omosessualità dello stesso Pasolini. In scena, con una recitazione sommessa, mi faccio strumento delle sue parole, come Gian Maria Volonté nel film Una storia semplice. A un certo punto leggo un suo intervento in Parlamento sulla corruzione: sembra scritto oggi. Ma nello spettacolo c'è anche lo Sciascia che racconta la sua infanzia e quella del fratello suicida ». Il tema della morte è molto presente: il fratello, Pasolini, Moro… «Una volta Sciascia scrisse: "vorrei raccontare il morire". E, infatti, lo spettacolo non accende i riflettori sullo Sciascia illuminista cui siamo solitamente abituati, ma su quello metafisico». C'è un tale vuoto di pensiero oggi che si sente la necessità di rievocare due grandi intellettuali scomparsi da tempo? «Basta accendere il televisore e guardare un qualsiasi talk show per averne la conferma. In qualsiasi dibattito domina l'insulto. Non vedo intellettuali capaci di dire la verità scomodamente e senza urlare». Quale sentimento vorrebbe provasse lo spettatore uscendo dal teatro? «Inquietudine. Vorrei che il pubblico si chiedesse "ma in che Paese viviamo?". Vorrei si ponesse, come faceva Sciascia, la questione morale. Abbiamo un parlamento con decine di inquisiti e condannati ». Sposa le posizioni di Grillo? «Nei contenuti, non nei modi. Non mi piace il "vaffa", non mi piacciono le urla. Non aiutano a riflettere. Qui, invece, si continua ad andare avanti con grida e slogan, da una parte e dall'altra». Francesco Mazzotta Racalmuto «La messa in scena s'ispira all'esperienza di maestro di scuola di Sciascia a Racalmuto» Pasolini «Il titolo, invece, richiama un famoso scritto di Pasolini, altro nume tutelare dello spettacolo» Ne «La notte delle lucciole» Marco Baliani dà voce a Sciascia, ne rievoca le inquietudini e i dubbi, riproponendoli agli spettatori di oggi come ancora attualissimi

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<La storia? Si studierà in inglese> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 «La storia? Si studierà in inglese» LA NOVITÀ GELMINI: «IL PROGETTO NELL'ANNO DELLA MATURITÀ» L'IDEA Il ministro Mariastella Gelmini (Ansa) ROMA «PENSIAMO di introdurre nell'anno della maturità, dunque l'ultimo anno del corso di studi, l'insegnamento di una materia, la storia piuttosto che la matematica, in una lingua straniera». È il progetto del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini: più ore di lingua straniera nella scuola elementare, alle medie e alle superiori. Per il ministro «è possibile» aumentare le ore di lingua alle elementari «perché nei primi anni dell'esperienza scolastica è provato che ci sia una maggiore capacità di apprendimento da parte dello studente e quindi la nostra volontà è offrire un insegnamento maggiore e anche una migliore formazione degli insegnanti stessi oltre che dei ragazzi». Poi l'impegno per i più grandi: «Aumenteranno le ore di lingua straniera nella scuola secondaria di primo grado, ovvero nella media, e anche nella scuola superiore». Ieri il ministro ha parlato anche della riforma dell'istruzione tecnica: «Un progetto ambizioso al quale assegno grande valenza per il momento storico che stiamo vivendo. Bisogna ripartire dall'istruzione, dalla formazione, facendo in modo che non siano più autoreferenziali, ma favorendo una stretta collaborazione con il mondo produttivo. E un sistema produttivo con meno finanza e più manifatturiero richiede il superamento della carenza dei profili tecnici necessari». Poi la Gelmini ha ricordato che di fronte a 335 mila tecnici chiesti dalle aziende, l'offerta sia attualmente di appena 170mila.

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Cinque in condotta I più indisciplinati? Nei <professionali> (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 04-03-2009)

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MILANO ATTUALITA' pag. 7 Cinque in condotta I più indisciplinati? Nei «professionali» SCRUTINI DI METÀ ANNO MILANO I PIÙ INDISCIPLINATI? A Milano e provincia sono i ragazzi degli istituti professionali, con un 3,2 per cento di cinque in condotta sulle pagelle del primo quadrimestre. Ma peggio di loro hanno fatto gli studenti degli "artistici" di Pavia e di Sondrio. Anzi, proprio Sondrio vanta (si fa per dire) il maggior numero di insufficienze in condotta. L'oscar dei più tranquilli invece va ai ragazzi di Lecco, dove i cinque in condotta sono quasi sconosciuti, proprio come negli ex istituti magistrali di Milano. Questi i primi elementi che emergono dal quadro riepilogativo dell'andamento degli scrutini di metà anno nelle superiori della Lombardia. Il documento - fornito dal Ministero e dal Provveditorato milanese - offre una doppia informazione: la percentuale di ragazzi con insufficienze in pagella nelle normali materie di studio e il peso dei cinque in condotta sul complesso dei voti in "comportamento". LA PRIMA serie di dati testimonia la grandissima diffusione di insufficienze un po' in tutti gli indirizzi di studio: si va da un minimo del 58,6 per cento di ragazzi con almeno una insufficienza al liceo scientifico all'84,9 per cento dei professionali, passando per il 62,9 per cento del liceo classico, il 68,3 dello scientifico e l'81 degli istituti tecnici. Un dato complessivo che non fornisce dettagli sulla distribuzione delle insufficienze, ma si limita a dimostrare che un po' dappertutto gli studenti milanesi saranno chiamati lavorare sodo se vorranno evitare le forche caudine della "riparazione" di settembre. Più interessante la tabella sul cinque in condotta, che rappresenta la vera novità di quest'anno, sia per il ritorno del voto, sia per l'articolazione del giudizio, che un tempo si fermava soltanzialmente al sette (già foriero di pesanti ripercussioni sul risultato finale). A MILANO la statistica dice che il premio "bravi ragazzi" (o "professori più indulgenti"?) va attribuito agli ex istituti magistrali, dove non è stato assegnato neppure un cinque in condotta. E poche sono state le insufficienze in comportamento anche nei licei: 0,3 per cento al classico, 0,6 al linguistico e 0,2 allo scientifico. Le percentuali salgono nel complesso dell'istruzione artistica, con l'1,6 per cento, e negli istituti tecnici con l'1,7. La palma dei più indisciplinati va invece ai ragazzi degli istituti professionali, dove i cinque in condotta hanno raggiunto quota 3,2 per cento. Un dato, quest'ultimo, che spicca nel quadro delle percentuali, ma che, riportato a una valutazione più concreta e diretta, corrisponde, grosso modo, a 3 insufficienze ogni 4 classi, vale a dire a meno di una per classe. Il che farebbe pensare a una situazione complessiva non disastrosa, che andrebbe però analizzata in maniera più dettagliata. Perché, come sempre, le sintesi statistiche possono nascondere realtà molto diverse. Come quelle segnalate tempo fa dagli stessi studenti che denunciavano la distribuzione di decine di cinque in un solo istituto.

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Francesca racconta ciò che le donne tacciono (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

SPETTACOLI E SOCIETA' pag. 27 Francesca racconta ciò che le donne tacciono OTTO MARZO E DINTORNI LA REGGIANI AL DERBY MILANO DA QUESTA SERA al Teatro Derby potrete ascoltare «Tutto quello che le donne (non) dicono». A svelarlo sarà Francesca Reggiani, spalleggiata da Gianluca Giugliarelli, con uno spettacolo da lei stessa scritto, insieme a Valter Lupo. La pièce si basa su una serie di riflessioni sull'attualità: dai tagli alla spesa pubblica ai tagli alla persona fisica, dall'Alitalia al ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini; per passare alle tematiche che riguardano i sentimenti, l'amore e la vita di coppia. Temi portanti che sono poi arricchiti da un piccolo bagaglio dei repertori di personaggi più classici parodiati dall'attrice: Donatella Versace, Sofia Loren, Sabrina Ferilli. «Dopo anni di Deserto Dei Tartari, non trovando un uomo degno di questo nome, le donne sono disposte a cambiare religione, imparano all'occorrenza mantra nepalesi, nel tentativo di farsi aprire il terzo occhio, il quarto ciakra, il settimo sigillo, insomma qualunque cosa pur di sturare il tappo di solitudine». Uno spettacolo che risponde a domande senza tempo: l'amore è una cosa meravigliosa? Da single è il massimo? La chirurgia estetica fa miracoli? E' vero che se anche dopo anni di baci e bacetti «il vostro principe» si ostina a non diventare «azzurro», è importante cambiare rospo? E' vero che ogni lasciata è persa? «Tutto quello che le donne (non) dicono», da questa sera all'8 marzo, al Teatro Derby di via Mascagni 8. Info: 02.76016352.

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Senza futuro. Scuola che naviga a vista (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

INSEGNANTI IN TRINCEA Senza futuro. Scuola che naviga a vista Qualche giorno fa centosessanta persone si sono ritrovate nell'aula magna dell'università di Pavia ad ascoltare Franco Frabboni, noto pedagogista. Inevitabilmente mi sono ritrovato d'accordo sull'excursus di quarant'anni di buone pratiche pedagogico-didattiche e sugli impietosi attacchi all'attuale politica scolastica governativa. Eppure una certa fiducia nella capacità della scuola a superare, nonostante tutto, anche questa bufera mi lascia perplesso. Intanto non è così vero che l'istituzione scolastica sia stata, sia e sarà migliore della società che l'esprime. A scuola le «buone pratiche» hanno sempre convissuto con le mediocri e le pessime. Se a un certo punto anche la pedagogia ufficiale si è attestata su posizioni «avanzate» condividendo con la didattica e la psicologia la centralità della persona in un contesto educazionale ricco di stimoli, ciò non significa che questa tendenza (né di destra, né di sinistra, si badi bene) abbia permeato di sé tutta la pratica educativa. L'assegnare all'istruzione solo una parte strumentale all'interno del più vasto e complesso processo formativo, è stato vanto di molti docenti, in particolare nella scuola primaria, ma non di tutti e forse neppure della maggioranza. Molti hanno perseverato nel «tenere fuori dall'aula» l'alunno con tutti i suoi bisogni continuando a riempirne la testa con nozioni esauste, spesso obsolete, e frustrandosi sempre più man mano che s'imponeva la necessità di un nuovo modo di procedere. Il tempo pieno e la distribuzione delle competenze educative in équipe d'insegnanti paritetici è stato di grande, reciproco aiuto. Ora si va in controtendenza. Nonostante le proteste e le manifestazioni che hanno coinvolto un vasto fronte di studenti insegnanti e genitori, cifre pubblicate su La Repubblica dicono che «nelle superiori il 72% degli studenti non ha tutte sufficienze e quasi 35mila ragazzi non hanno avuto la sufficienza per il comportamento». Ciò significa non soltanto una passiva accettazione dei docenti del ritorno al passato, ma un uso attivo di strumenti la cui efficacia didattico-pedagogica è stata smentita dalla stragrande maggioranza degli studiosi in materia. è ben vero che nelle iscrizioni alle elementari l'80% sceglie le 30 o 40 ore bocciando così il vecchio maestro unico delle 24 ore, ma non so fino a che punto questa sia una scelta pedagogicamente consapevole e non risponda piuttosto alla necessità di avere un luogo fisico accudito dove lasciare il più a lungo possibile i figli in questa fascia d'età. Inoltre nessuno sa come si potrà far fronte a queste richieste nel totale marasma di indicazioni e controindicazioni. Si naviga a vista e quella che sarà la scuola primaria dei prossimi anni è un mistero anche per chi vi opera giornalmente. La sensazione a pelle è che la situazione peggiorerà vistosamente non potendo fare affidamento all'infinito sulla disponibilità degli insegnanti a coprire le falle sempre più larghe aperte dalla insufficienza del personale a disposizione per orari prolungati oltre le 24 ore. Inoltre l'aver ribadito comunque l'unicità di un solo maestro su tutte le materie principali - eliminando anche ogni compresenza - non può che ridurre al minimo l'offerta formativa. Perché un insegnante dovrebbe farsi carico di tutte le materie con lezioni da preparare e quaderni da correggere mentre un altro si limiterebbe ad assistere quegli scolari parcheggiati al pomeriggio (tra l'altro neppure sempre gli stessi)? Ha un bel indicare Frabboni i Freinet e i Ciari pilastri dell'educazione. Mi è capitato nel corso di troppi anni di citarli a docenti che mi guardavano con lo sguardo assente di chi non ne ha mai sentito parlare. Anche Don Milani è conosciuto più per sentito dire che per diretta frequentazione dei suoi scritti. Abbiamo asili nido e scuole materne comunali d'eccellenza, grazie a passati investimenti in aggiornamenti con Loris Malaguzzi e i suoi discepoli, ma nei dintorni non mancano asili dove si assegnano giornalmente stelline di merito da consegnare ai genitori. Rossa a chi e stato «cattivo», verde a chi è stato «bravo», in perfetto stile gelminiano. Fabrizio Garlaschelli Pavia Carbonara, non è la sede del Partito Democratico Con riferimento a quanto pubblicato sulla Provincia Pavese del 25 febbraio, in merito all'inaugurazione della sede del Partito Democratico a Carbonara al Ticino, vorremmo precisare, a parziale rettifica del contenuto dell'articolo, che l'evento di domenica 22 febbraio non ha riguardato l'inaugurazione di una nuova sede, bensì l'assemblea costitutiva del Circolo Partito Democratico di Carbonara al Ticino e Villanova d'Ardenghi. I locali dove si è tenuta l'assemblea sono stati gentilmente concessi dalla Pro Loco di Carbonara al Ticino per l'occasione, ma non sono sede del nuovo Circolo. Marilena Catozzo coodinatrice del Circolo Pd di Carbonara al Ticino e Villanova d'Ardenghi Le colpe della burocrazia nell'export anche pavese Vorrei chiarire meglio alcuni concetti che, a causa probabilmente di problemi di spazio, potrebbero avere ingenerato qualche erronea convinzione nel lettore non addetto ai lavori circa l'articolo apparso domenica primo marzo. Ritengo in particolare che forse dovessero essere maggiormente messe in rilievo le colpe, più che della politica, di quella sua grande parte che si chiama burocrazia. Mi spiego apportando alcuni esempi: il consorzio Tuttitaliafood (che ha sede a Pavia) ha lo scorso anno partecipato ad un Bando del Ministero delle Politiche Agricole con un progetto che sosteneva la penetrazione commerciale dei nostri prodotti alimentari nei Paesi extraeuropei: fu presentato assieme ad altri sette consorzi export italiani di diverse regioni e con obiettivo Cina ed India. Avutone parere negativo, grazie all'autorevole intervento del vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, ho ottenuto un incontro con i massimi esponenti di tale Ministero per conoscerne i motivi e mi è stato risposto che solamente i produttori di prodotti agricoli non trasformati erano considerati «produttori» e quindi le nostre associate (tutte imprese di trasformazione) non erano soggetti prioritari: ma ci pensate a produttori di grano, frutta e verdura che vanno a vendere in India e Cina? Un altro caso di qualche anno prima: allora la proposta la avanzammo al Ministero degli Esteri per sostenere una azione nei Paesi del Maghreb e ci venne risposto, sempre da funzionari, che la priorità era incentrata su Palestina e Libano (ve le immaginate le nostre aziende con i prodotti sotto i bombardamenti di Gaza o tra gli attentati di Beirut di questi anni?). E così sono portato a ritenere che non sia certo stato il governatore Formigoni a dimenticarsi di inviare una circolare, ma certamente solo un qualche suo oscuro collaboratore. Ugualmente penso che il ministro competente poco possa fare se qualche suo ufficio periferico fiscalmente competente decide di anticipare il passaggio in giudicato di qualche causa chiedendo l'anticipata messa a ruolo una cartella esattoriale che poi, magari (con i tempi della nostra Giustizia, tra qualche anno), dovrà essere restituita ad una azienda nel frattempo mortalmente ferita da questa, diciamocelo, palese ingiustizia. Ecco, la Provincia pavese può fare molto per Pavia se, come già è avvenuto, riunisse in vista delle prossime elezioni i candidati interessati a questa tornata. Dall'altra parte, ovviamente, i rappresentanti dell'economia pavese per mettere alla prova quella tante volte auspicata «Squadra delle Eccellenze» che metta insieme, nel complesso, le problematiche più stringenti del nostro territorio. Carlo Bottarelli direttore di Pavia Export Pavia, fate presto la segnaletica stradale Più volte è stata sottolineata l'importanza di una efficace segnaletica stradale come strumento di prevenzione dei sinistri che sempre più spesso coinvolgono i pedoni. Vorrei segnalare a questo proposito la situazione di estrema pericolosità che sussiste qui a Pavia, in viale Oberdan, proprio all'altezza dell'immobile che ospita Villa Ticinum, lo Sfad (Servizio Formativo Autonomia Disabili) e la Uildm (Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare), strada che si interseca con via Margherita. Infatti in tale punto le strisce pedonali sono pressochè totalmente cancellate e diverse richieste d'intervento sono rimaste finora senza esito. Le maggiori preoccupazioni derivano dal fatto che tale attraversamento è utilizzato anche da persone diversamente abili affette in qualche caso da limitate capacità motorie. Si tratta di un intervento di modesta entità ma di grande importanza per cercare di fare tutto il possibile per salvaguardare l'incolumità delle persone soprattutto di quelle più deboli. Mi auguro che il commissario prefettizio si faccia carico di questa richiesta più volte reiterata agli uffici comunali. Francesco Adenti «Pavia città per l'Uomo» Vidigulfo, lettera e poesia sulle prossime elezioni La ormai imminente campagna elettorale pare stia uscendo dalla sua nebulosità e appare sempre più chiara e lampante. Pertanto, se quanto apparso sui giornali corrisponde al vero, è necessario che tutti noi dovremo sottoporci ad una vaccinazione per sconfiggere un terribile morbo dilagante: «l'inciuciomania». Tutta la comunità era ormai convinta che questa malattia si fosse definitivamente allontanata dalle nostre case, dalle nostre strade e da tutto il nostro territorio: ma pare che ci stavamo sbagliando. Alcuni virus (come il Pgt e altri piatti pregiati insieme a divinità autoinvestitisi di poteri divini) hanno scatenato appetiti tali che moltissimi cittadini potrebbero sottovalutare la pericolosità di tale malattia. Pertanto dovremo sottoporre tutti i futuri cittadini ad una completa e infallibile Tac: da essa dovrà emergere l'assoluta trasparenza dei candidati e che non esistano interessi privati, ma soltanto professionalità e assodate capacità unite non poco, se possibile, ad una buona esperienza. Il sogno di tutti i vidigulfesi (nostrani, indigenti e nuovi residenti) è sicuramente di non essere mai più amministrati in futuro, come qualche volta accaduto in passato, da personaggi ipocriti camuffati da filantropi (amanti del prossimo) o ancor peggio da lupi travestiti da agnelli. Ricordiamo allora insieme una bellissima riflessione di Ignazio Silone che fra pochi mesi dovrebbe essere scritta sulla facciata del nostro palazzo comunale: «L'uomo politico ha l'obbligo morale di studiare e risolvere i problemi della collettività e non inseguire meschini interessi di parte o ancor peggio affari personali». Ma ecco anche una poesia: «La baraonda elettorale». Sem dré andà ai elesion / cun un po' tanta confusion, / i tratativ en trop inciucià / sghian da man da chi e da là. / Sa capis no, sa voran fa i berlusconian / i bussian ed i veltrunian / e altra gent / che cun la pulitica centran nient! / Par che sa dan da fa / per pudé forse spigulà? / Mi ma par che ghem bisogn da bon aministradur / con una patent da qualità, / vori di che bisogna das da fa / e che el cumun l'è dificil da manuvrà! / Ma pusè che dificila / è el cumun l'è una machina cumplicà / che chi le decida da salì / el deva veg du requisi: / cumpetensa ed unestà / l'è la patent per pudé guidà! / E alura tuti insema demas da fa. Lettera firmata Vidigulfo

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Elementari, le famiglie chiedono il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 54 del 2009-03-04 pagina 4 Elementari, le famiglie chiedono il tempo pieno di Augusto Pozzoli Per le famiglie cresce sempre più alta la richiesta di una scuola (alle elementari in particolare) a tempi lunghi. I dirigenti scolastici stanno trasmettendo in questi giorni al ministero i dati sulle iscrizioni e già l?orientamento sembra chiaro: dei quattro modelli offerti dalla riforma Gelmini, il più gettonato è quello delle 40 ore settimanali. In pratica il tempo pieno, un servizio peraltro che a Milano era pressoché generalizzato, ma anche fuori città la tendenza viene pienamente confermata. L?ufficio scolastico regionale ha già svolto un primo sondaggio su un campione di 30 scuole per provincia. Si scopre così che oltre a Milano le famiglie hanno scelto in maggioranza le 40 ore a Pavia, Lodi e Bergamo. In provincia di Cremona alla pari le scelte di 40 e 30 ore. Prevale, invece, il modello delle 30 ore nelle province di Brescia, Lecco, Mantova, Varese, Como. Sole le famiglie della provincia di Sondrio hanno scelto in maggioranza il modello delle 27 ore. Il modello più leggero, quello delle 24 ore, in pratica cioè con il solo maestro unico prevalente, esce ampiamente minoritario. Finora poche unità per provincia. A Milano e hinterland, ad esempio, sono soltanto 13 i bambini che hanno chiesto di stare sui banchi solo 24 ore settimanali. In attesa che i dati siano definitivi, al ministero si lavora per fronteggiare una situazione imprevista. Per rispondere alla domanda di tempo scuola delle famiglie. Ancora ieri il ministro Maria Stella Gelmini ha ribadito che verrà garantita la richiesta di tempo pieno grazie ai risparmi previsti dai tagli e dall?abolizione delle cosiddette compresenze. E che comunque in ogni modello orario si prevede l?impiego del maestro prevalente. Anche per il tempo pieno? Un interrogativo a cui non è facile rispondere. Rita Frigerio, responsabile della Cisl scuola dice: «Per legge nel tempo pieno sono previsti due docenti». Ma come? Uno «prevalente» e un altro impiegato solo parzialmente magari per assistere gli alunni in mensa e poco più? Si tratterebbe di una soluzione che sconvolgerebbe l?organizzazione didattica attuale e che di conseguenza sarebbe destinata ad essere contestata. Bisognerà comunque aspettare la tabella degli organici che il ministero assegnerà ad ogni regione per poter affrontare anche questa questione. Le scuole dal canto loro continuano a rivendicare il loro potere di organizzare il personale in base all?autonomia scolastica. Intanto l?Ufficio scolastico regionale ha diffuso i dati sugli scrutini del primo quadrimestre nelle superiori. Si sa quindi che i 5 in condotta a Milano e provincia riguardano il 7,6 per cento degli alunni. Soprattutto negli istituti professionali (3,2 per cento), poi negli istituti tecnici (1,7 per cento) e nell?istruzione artistica (1,6 per cento). Poche insufficienze in condotta, invece, nei licei. I più castigati risultano gli studenti di Pavia e Sondrio, con una percentuale di 5 in condotta che supera il 10 per cento degli studenti. La provincia più virtuosa risulta quella di Lecco con una media complessiva di punizioni che riguardano lo 0,4 per cento degli studenti. Quanto alla preparazione dimostrata nel primo quadrimestre la percentuale degli alunni insufficienti è alta. Soprattutto negli istituti professionali (84,9 per cento) e negli istituti tecnici (81,3 per cento. La percentuale degli insufficienti si abbassa vistosamente nei licei scientifici (68,3 per cento), ma soprattutto nei classici (62,9 per cento). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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<Classi ghetto> alla scuola Pisacane: tre bambini italiani e diciotto stranieri (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 54 del 2009-03-04 pagina 1 «Classi ghetto» alla scuola Pisacane: tre bambini italiani e diciotto stranieri di Tiziana Paolocci Paradosso nell'istituto del VI municipio dove l'integrazione è «al contrario» Rampelli (An): «Il ministero stabilisca la quota massima di extracomunitari» Integrazione al contrario per gli alunni della Pisacane. Saranno i bambini italiani a dover trovare una loro dimensione in una classe di stranieri. Nella scuola di Torpignattara, infatti, su una classe di 21 piccoli che il prossimo anno frequenteranno la prima elementare 18 provengono dall'estero. L'allarme è stato lanciato diverso tempo fa dai genitori degli scolari che frequentano l'istituto, ma la questione non è stata risolta. Così si rischia di veder definitivamente scomparire gli italiani: in totale infatti quest'anno ce ne sono solo 15 su 180. E la situazione peggiora rapidamente. I dirigenti dell'Ufficio scolastico regionale, hanno deciso di giocarsi l'ultima carta: in questi giorni tenteranno di risolvere il caso attraverso il dialogo con le famiglie del quartiere. «Parleremo con la gente della zona affinché per l'iscrizioni in prima elementare, ci sia più equilibrio», ha spiegato il dirigente Raffele Sanzo, che ieri ha affrontato il problema con l'assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio, e con i dirigenti scolastici. Nel VI municipio, lo stesso della Pisacane, le iscrizioni in altri istituti di stranieri erano state finora prese con riserva. Ma adesso, in previsione dell'incontro del 9 o 10 marzo tra dirigenti, cittadini e lo stesso Sanzo, si spera che i genitori modifichino le proprie scelte. «Chiederemo agli stranieri - spiega Sanzo - di iscrivere i figli in classi dove ci sono più italiani e, al contrario, agli italiani di segnare i bambini in scuole con più stranieri, ma non forzeremo nessuno». L'attuale situazione, infatti, condanna tutti. L'istituto, rischia di divenire un ghetto, dove i piccoli provenienti da altri paesi, invece di integrarsi con i coetanei romani, imparando così la lingua e le abitudini, finiscono per essere ancora più emarginati. Secondo l'assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio, per ottenere un maggiore equilibrio sarebbe stato necessario porre un limite all'iscrizione degli stranieri, ma questa soluzione non è stata condivisa dal municipio e da molte dirigenti scolastiche. Il risultato è questo. «È stato un errore non sensibilizzare anche le famiglie extracomunitarie a distribuirsi sul territorio così come previsto dall'accordo di rete sottoscritto lo scorso 5 febbraio», sottolinea l'assessore. Il deputato di Alleanza Nazionale, Fabio Rampelli, che in passato si è occupato spesso del «fascicolo Pisacane» fino a portare il caso davanti alla Commissione Cultura della Camera, ieri ha scritto una lettera al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. «Le ho chiesto - spiega il deputato - di emanare una circolare perentoria per il prossimo anno scolastico, che stabilisca la quota di stranieri per classe, sull'esempio di quanto fatto già a Vicenza dalla sinistra, che ha proposto un accordo sottoscritto dai municipi che fissa un tetto massimo (non più di 3 stranieri ogni 10 italiani). Così si ha una distribuzione più equa». «A Roma - prosegue Rampelli - un accordo analogo è stato proposto dal sindaco Gianni Alemanno e dall'assessore Laura Marsilio, che hanno incontrato alcune rappresentanti del comitato mamme della Pisacane. Ma non si è potuto "chiudere", perché le autorità territoriali non sono state altrettanto sensibili. Ora si rischia di avere scuole ghetto, dove gli immigrati non riescono a integrarsi con gli italiani e questi ultimi, in classi multietniche, incontrano dei seri problemi di formazione». E non è un caso che, qualche tempo fa, una madre di un bimbo cinese abbia deciso di togliere il figlio dalla scuola. «Non ho attraversato mezza Asia - ha spiegato - per portare il mio bambino in un istituto per stranieri». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Il video "scagiona" Silvio: nessuna gaffe con Sarkozy (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Fraintesa la frase del premier sulla Sorbona. E la tv francese rinvia il programma E il video «scagiona» Silvio Nessuna gaffe con Sarkozy Berlusconi non alluse a Carla. Ma Canal Plus non si scusa Soltanto quanto viene pronunciato a microfoni aperti dovrebbe fare fede, non i sussurri o la loro interpretazione, tanto più quando la traduzione linguistica potrebbe ingenerare confusione. E' vero che Silvio Berlusconi ha spesso smentito o corretto anche registrazioni ufficiali dei suoi interventi, ma questa volta risulta davvero difficile sostenere che abbia pronunciato all'orecchio di Nicolas Sarkozy la frase «C'est moi qui t'ai donné ta femme» (io ti ho dato la tua donna), con allusione greve alle origini italiane di Carla Bruni. La battuta, durante la conferenza stampa con il presidente francese Sarkozy al termine del vertice Italia-Francia della scorsa settimana, ha fatto il giro del mondo, innescato polemiche sull'esuberanza linguistica del presidente del Consiglio e fatto piovere su Berlusconi accuse di machismo, al punto che due eurodeputate del Pd (Anna Paola Concia e Donata Gottardi) hanno portato il caso alla Corte europea di Strasburgo, con l'accusa di offesa ripetuta alla dignità delle donne. Ma se si riascolta più volte la registrazione, separando le parole con l'aiuto dei tecnici del suono, la frase effettivamente detta da Berlusconi a Sarkozy, in lingua francese e un po' distante dal microfono, risulta in tutta evidenza un'altra: «Tu sais que j'ai etudiè à la Sorbonne» (tu sai che ho studiato alla Sorbona), come del resto aveva subito precisato l'ufficio stampa di Palazzo Chigi, smentendo la trasmissione di Canal Plus che ha colto l'occasione della battutaccia per eleggere in diretta Berlusconi il «relou de l'année», definizione idiomatica di difficile traduzione, che starebbe per «uomo più greve dell'anno». Il corrispondente del Corriere della Sera è stato invitato ieri a riascoltare la registrazione e a darne un'interpretazione. La domanda fondamentale è: la parola «donna» può essere scambiata per Sorbona? Dato che in francese il nome della famosa università parigina si scrive con due enne, per il gioco degli accenti può suonare effettivamente come «donna». L'intento di Yann Barthes, il giornalista autore della trasmissione, era (ed è ancora, anche se il programma è stato rinviato) di confermare l'interpretazione iniziale, ritornando così sulla polemica con maggiori supporti tecnici e linguistici. Ma l'«accanimento sonoro» conforta l'impressione che la registrazione non possa dare adito a ulteriori equivoci. Tanto più che la frase di Berlusconi s'inserisce nel momento ufficiale della conferenza stampa in cui Sarkozy stava dando notizia degli accordi bilaterali in materia di scambi culturali e di istruzione firmati dal ministro Mariastella Gelmini e dal suo omologo francese Xavier Dercos. E' infatti a questo punto che Berlusconi ricorda di aver studiato alla Sorbona. Interrogato sull'argomento, Barthes non ritratta e non conferma. «Abbiamo ascoltato la conferenza stampa ed eravamo sicuri di ciò che abbiamo sentito. Stiamo continuando a lavorare sulla registrazione e torneremo sull'argomento ». Insomma, almeno per ora, niente scuse né imbarazzi. In attesa di un «grand jury» del suono, è il caso di smentire una famosa battuta di Giulio Andreotti: «A pensare male si fa peccato, ma ci si azzecca». Non è sempre così. Massimo Nava stampa |

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Dopo la scelta dei genitori che ha di fatto bocciato l'opportunità offerta dalla riforma G... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi Dopo la scelta dei genitori che ha di fatto bocciato l'opportunità offerta dalla riforma Gelmini ora si attende di capire quale sarà la reale disponibilità di docenti per soddisfare le esigenze di scolari e famiglie

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JESI - Il tanto dibattuto maestro unico delle scuole elementari, re-introdotto in maniera fa... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 04-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Marche))

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Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi di MATTEO TARABELLI JESI - Il tanto dibattuto maestro unico delle scuole elementari, re-introdotto in maniera facoltativa per le prime classi dalla contestata riforma Gelmini, non sembra convincere più di tanto le famiglie jesine, che continuano a preferire il "vecchio" sistema. In due dei quattro Istituti Comprensivi della città infatti - il Lorenzo Lotto e il Carlo Urbani - non è pervenuta alcuna nuova iscrizione per le 24 ore settimanali previste dalla 169/2008 (insegnante unico), ma tutti hanno optato per le 30 ore o per il tempo pieno (40 ore) vale a dire due docenti per classe. «L'assidua propaganda del ministro dell'Istruzione non ha attecchito a Jesi, questo è un dato di fatto - commenta Rosa Meloni, dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo Carlo Urbani e consigliera provinciale del Pd - Le famiglie non apprezzano il maestro unico e lo hanno dimostrato chiaramente scartando le 24 ore settimanali. Mi auguro solo che il Governo non decida di imporlo. Le decisioni dei genitori vanno rispettate, considerato fra l'altro che la libertà di scelta era stata garantita. Restano pertanto dei grossi punti interrogativi sul futuro, a partire dalla dotazione organica ed economica a nostra disposizione per assicurare un'offerta formativa di qualità». Dubbi sul maestro unico anche da parte di Mirella Mazzarini, dirigente del "Lorenzo Lotto". «Nemmeno nelle prime classi delle nostre scuole elementari sono pervenute iscrizioni per le 24 ore - segnala la professoressa, attuale sindaco di Montecarotto - A quanto pare le famiglie nutrono perplessità su alcuni degli aspetti di questa riforma». Dello stesso avviso Bruna Aguzzi, assessore ai servizi educativi nonché preside del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci: «I genitori hanno dato prova di saggezza - taglia corto -: è stata riconosciuta la validità del modello scolastico pre-riforma. Non a caso si sta optando in prevalenza per le 30 e le 40 ore. I bambini hanno bisogno di tempi adeguati per apprendere e della specializzazione di più docenti». Sempre in tema di istruzione, sono stati modificati di recente i criteri per l'iscrizione alle scuole primarie e secondarie della città, introducendo un nuovo stradario. Dal vecchio criterio della "verticalizzazione", in base al quale si iniziavano e si proseguivano gli studi nello stesso istituto comprensivo fino alle medie, si è passati al parametro della "vicinanza", che permetterà di distribuire uniformemente gli alunni stranieri nelle varie scuole, limitandone di conseguenza la concentrazione nei plessi dei rioni popolari. Novità anche sul fronte delle opere pubbliche. L'assessore Stefano Tonelli sta pensando di ristrutturare l'ex scuola materna Aquilone di Corso Matteotti (vicino all'Arco Clementino) attingendo possibilmente parte delle risorse da partners privati. Nelle prossime settimane sarà elaborato il relativo progetto sperando di poter rendere nuovamente operativo l'immobile e l'annesso grande giardino, sede estiva l'anno scorso del cinema all'aperto. A breve comunque sarà illustrato il piano triennale delle opere pubbliche.

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<Più collaborazione tra scuola e impresa> (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 04-03-2009 «Più collaborazione tra scuola e impresa» ROMA. «Abbiamo la volontà di creare una collaborazione molto più profonda tra mondo dell'impresa e quello della scuola. E di fronte ad una crisi economica come quella che stiamo vivendo questo obiettivo ha una valenza ancora più forte» . Così il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, intervenendo al convegno ' Più tecnici, più sicurezza, più sviluppo' che si è svolto ieri al Cnel. La riforma dell'istruzione tecnica «è un progetto ambizioso. Bisogna ripartire dall'istruzione, dalla formazione, facendo in modo che non siano più autoreferenziali» ha ribadito la titolare del Dicastero dell'Istruzione, soffermandosi poi sui dati della ricerca del Censis. Ne emerge la conferma che il 65,8% dei diplomati degli istituti industriali è occupato, dato che sale al 71,2% tra i diplomati degli istituti professionali. Numeri che, per il ministro, «testimoniano un ritorno di centralità della competenza tecnica nel mondo del lavoro» . Per questo Gelmini ha ricordato che negli istituti tecnici, a partire dal 1° settembre 2010, oltre a un rafforzamento dello studio delle lingue straniere, saranno più frequenti tirocini e stage in azienda, facendo in modo che i profili in uscita rispondano sempre più alle esigenze delle aziende. «Condividiamo pienamente l'impegno del ministro Gelmini e del ministro Sacconi ( anche lui intervenuto al convegno, ndr) a preparare figure tecnicoprofessionali di alta qualità e di cui il mondo delle imprese ha estremo bisogno» , ha detto Paolo Galassi presidente di Confapi, ricordando che «l'Italia è uno dei paesi europei che più di altri importa dall'estero questa tipologia di figure proprio perché sprovvista del sistema formativo adeguato a prepararli» . Questo rappresenta un forte handicap per il nostro tessuto produttivo, «ma la strada che il ministero sta tracciando è quella giusta per invertire questa tendenza» ha concluso Galassi. Raoul Bianchini Il ministro Gelmini: ripartire dalla formazione Sette diplomati su dieci hanno trovato occupazione Mariastella Gelmini

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Balena rossa la trionferà?. (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il giorno dell'investitura bulgara di Dario Franceschini alla guida del Pd, dopo la ritirata pre-elettorale di Veltroni, sul sito avevo titolato "Un ex Dc alla guida degli ex Pci", oggi, sul "Giornale" Vittorio Macioce scrive un interessante articolo sulla svolta cattocomunista degli esponenti del nuovo Pd. E l'articolo mi fa tornare alla mente la Balena bianca che non c'è più, alla diaspora degli ex Dc ma soprattutto a quei cattolici democratici (i Dc di sinistra) che dopo aver affossato la Democrazia cristiana (ricordate Martinazzoli e la Bindi? la nascita del Ppi, partito puro e duro post tangentopoli?) si sono aggrappati come alla zattera della Medusa al Partito democratico del fu Veltroni. Fanno pensare alla trasformazione della specie: dalla Balena binaca alla Balena rossa. In fondo i cattocomunisti (come spesso vengono definiti) sognano proprio questo, sotto sotto ritengono di avere una idea della politica e della cultura politica del dialogo (soprattutto con gli ex Pci), superiore a quella degli alleati e tale comunque da poterli alla fine, condizionare e "guidare" all'approdo verso una sorta di catto-socialdemocrazia, in un partito e con un programma che possa includere pezzi della sinistra ora divenuta extraparlamentare, depotenziati e sconfitti, in cerca anche loro di un'approdo sicuro. Balena rossa che potrebbe, con l'inclusione dell'Udc, tornare a navigare più sicura nell'oceano della Seconda Repubblica affiancata dal neo-collateralismo della Cgil (peccato alla guida della Cisl non ci sia più Pezzotta.). Pensiero in libertà, il mio, anche perché gli ex Pci-Pds-Ds a cominciare da Massimo D'Alema non saranno certo disposti a farsi ingoiare come Giona. Balena rossa la trionferà, dunque? Voi cosa ne dite? Scritto in Varie Commenti ( 20 ) » (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Feb 09 Il "vizietto" di Dario Anche Dario Franceschini ha fatto il suo giuramento, come quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui. "Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di "giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del "Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro". Riuscirà dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del "superdisastro" chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare ("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.") e anche Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso rosso anti veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando al dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si libererà del "vizietto" farà poca strada. E intanto non resta che tentare di rispolverare l'Unione e magari il sepolcro imbiancato del silente Prodi. COSA NE PENSATE? Ma D'Alema cosa sta tramando? di Peppino Caldarola Non basterà il "ragazzo alibi" a fermare la scissione nel Pd/di Paolo Guzzanti Povero Pd non gli resta che Pecoraro Scanio/di Massimo de' Manzoni Scritto in Varie Commenti ( 93 ) » (22 votes, average: 3.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Feb 09 Walter, un perdente perfetto Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l'altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo sotto processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste: l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un avversario indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione organica di pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra. E ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e Bertinotti, con "baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.". Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il "colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.", "Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore fantoccio". I sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli. L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc: sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie Commenti ( 230 ) » (56 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà: 32 chilometri e mezzo, costati meno di un miliardo di euro, realizzati in meno di quattro anni. Era prima dell'ultimo ultimo governo Prodi, ricordate? Quante polemiche sulle grandi opere berlusconiane, sulla legge-obbiettivo, quanti attacchi feroci dale centrosinistra e dalla sinistra, dai verdi e dai comitati. L'Italietta del no era insorta compatta contro i cantieri, contro il piano delle Grandi opere. Inutile rivangare. Già, perché il Passante di Mestre è una realtà, serviva al Veneto e tutto il Nord Est ed è stato fatto. Quel taglio del nastro di ieri con il premier Berlusconi e il governatore del Veneto Galan sorridenti, le strette di mano alle maestranze col caschetto giallo non sono uno slogan. "L'Italia del fare" non dovrebbe essere considerato uno slogan (come fa la sinistra) ma una realtà per un Paese che investe nel futuro e nella sua modernizzazione. Per un paese che ha necessità di puntare sulle infrastrutture a servizio delle imprese, del lavoro, della competitività, dei cittadini. E che cerca di farlo fra mille ostacoli politici, burocratici, finanziari e dopo anni di ritardi che sembrano incolmabili rispetto al resto d'Europa. Fa bene Berlusconi a insistere. Stato, Regioni, enti locali in Veneto hanno dimostrato che esiste un altro modo di declinare il veltroniano "yes we can". Quattro anni fa ero a Roma e dopo la firma dell'intesa per il Passante fra governo e regione, Galan mi prese a braccetto e mi disse: "Guarda Alberto che il Passante è indispensabile e si farà. Non si ripeterà la storia dei cantieri che aprono e non chiudono mai. I soldi ci sono e quella "strada" la faremo". Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e difficile : c'è da completare la Tav, da finire la Salerno-Reggio Calabria, il Mose, le metropolitane per Roma e Milano e quant'altro indicato nel piano delle "Centro grandi opere". Ci sono 16,6 miliardi stanziati dal Cipe e ne servono ancora più di 100 per raggiungere i 125 necessari a realizzare il piano, soldi che il premier si è impegnato a reperire nei prossimi anni. Il Passante è un esempio che si può fare: indica un metodo, un percorso. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo più eclatante del piano e quello più osteggiato. Mi domando: ma perché quando ad esempio il Giappone o la Danimarca costruiscono mega-ponti sono un esempio positivo, fanno notizia in tutto il mondo e se lo fa l'Italia no? Resta un mistero o forse no, se si legge questa storia in chiave squisitamente "politica". Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (31 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Jan 09 Di Pietro tribuno senza popolo Antonio Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato. L'iscrizione è un atto dovuto dopo la denuncia presentata dal presidente dell'Unione delle Camere Penali Oreste Dominioni e del vicepresidente Renato Borzone e fa riferimento alla manifestazione tenuta dal leader dell'Idv in piazza Farnese, a Roma, durante la quale fu esposto uno striscione che faceva riferimento a una presunta non terzietà di Napolitano. (Ansa, 3 febbraio). Aggiornamento *NAPOLITANO/ PM ROMA CHIEDE ARCHIVIAZIONE INDAGINE SU DI PIETRO «Nessuna offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato» Roma, 13 feb. (Apcom) - La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'indagine a carico di Antonio Di Pietro, per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato, in relazione all'intervento del leader dell'Italia dei valori del 28 gennaio scorso. Secondo il pm Giancarlo Amato da una «lettura attenta» del complessivo discorso di Di Pietro, va escluso che il riferimento al «silenzio mafioso» abbiano avuto quale destinatario non il presidente della Repubblica ma lo stesso oratore. «Quanto alle espressioni che certamente sono state rivolte al residente Napolitano, dovendosi esse inquadrare nell'esercizio del diritto di critica che è consentito anche neiconfronti delle più alte cariche dello Stato se espresso in forme continenti (qui senz'altro ravvisabili), nessuna offesaall'onore ovverso al prestigio del capo dello Stato potrebbe essere ipotizzata». Così si afferma il pm Amato nellarichiesta di archiviazione dell'indagine a carico di Di Pietro. Secondo l'autorità inquirente è imposssibile «configurare la fattispecie prevista dall'articolo 278 del codice penale e la conseguente decisione di non richiedere l'appositaautorizzazione prevista» al ministro della giustizia. Tutta la questione è - secondo gli inquirenti - un «malinteso», che è «verosimilmente insorto per il richiamo al rispettò ed al 'silenzio' che figura in entrambe le autonome parti dell'intervento dell'onorevole Di Pietro, da prima rivolto al presidente della Repubblica, l'oratore ha detto 'ci possiamo permettere di non essere d'accordo con alcuni suoi silenzi. ma lo rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni. 'mentre in seguito - prosegue il magistrato ormai non più riferendosi al capo dello Stato, si è usata l'espressione 'lo possiamo dire o no? Rispettosamente,ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio». La vicenda Di Pietro 1. È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta critica nei confronti del presidente della Repubblica («Napolitano dorme, l'Italia insorge») a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese. Vogliono farci lo scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c'è tutto il diritto a manifestare?», si chiede protestando per il sequestro del manifesto. In una piazza «può essere accolto chi non è d'accordo con alcuni silenzi» del Capo dello Stato), prosegue. Poi aggiunge: «A lei che dovrebbe essere arbitro possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo». Di Pietro afferma poi che questa critica è «fatta del tutto rispettosamente». Quindi conclude: «Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso per questo io voglio dire quello che penso». (Ansa) Di Pietro 2. «Mi amareggia molto - dice in una nota il leader dell'Italia dei Valori - per l'oggettiva disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non ho detto, il comunicato del residente della Repubblica in merito al mio intervento di questa mattina. Ho detto e ribadisco che, a mio avviso, è stato ingiusto e ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti i tenere esposto uno striscione non offensivo, ma di critica politica». «In democrazia - prosegue Di Pietro - deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la Presidenza della Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo dello Stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché non a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati che indagano sui potenti di Stato». (Apcom) Il Tonino-pensiero è arrivato (forse) alle estreme conseguenze dell'invettiva politica con la frase e il giudizio sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (guarda il video). Dal palco, l'autonominatosi tribuno del popolo lancia il suo atto d'accusa più grave colpendo la più alta istituzione dell'Italia repubblicana. quella parola, "mafioso", rimbalza e rotola in quella piazza che oceanica non è perché Tonino sta perdendo per strada il suo popolo (dopotutto una questione morale come si è visto esisste anche per lui, il Grande Moralizzatore). Rimbalza fra lo stupore di chi l'ascolta, arriva fino al Colle ma poi ridiscende (accusa rispedita seccamente e duramente al mittente da Napolitano) verso la piazza, rimbalza ancora ed esplode come una bomba impazzita sul palco da dove è partita. In mano a Di Pietro. Che poi fa una goffa, lunare retromarcia, vorrebbe metterci una pezza "ma è peggio del buco" come scrive Antonio Polito sul Riformista. Di Pietro-Grillo-Travaglio, le madonne addolorate del giustizialismo italiano, del neo-qualunquismo politico in versione aggiornata erano insieme, in quella piazza. giusto così. Gli italiani li hanno visti all'opera, a ciascuno la sua parte nella sceneggiata sul palco di piazza Farnese, Roma, Italia. Il pubblico giudichi. Inutile stavolta spendere troppe parole su Di Pietro e i suoi amici. Una parola invece la vorrei spendere sul Partito Democratico e sul Walter Veltroni: ha già detto per due volte di aver rotto con Di Pietro, poi è andato avanti tutto come prima. Romperà allo stesso modo per la terza volta? O il centrosinistra riformista (ma lo è davvero?) dovrà aspettare che all'alba il gallo canti ancora? Walter avrà finalmente capito, come hanno già capito molti esponenti democratici, che si è avvinto in un abbraccio mortale? Già, perché Di Pietro e i neo-girotondini aspettano le elezioni europee, continuando ad alzare il tiro per prendere i voti proprio al Pd e ai cespugli della sinistra. I conti li faranno dopo. I COSTITUZIONALISTI: "IPOTIZZABILE IL REATO DI VILIPENDIO" - Leggi Il demagogo in trappola di Mario Giordano Tonino, messia al tramonto tra scandali e parole a vuoto di Filippo Facci Il gioco di Tonino è durato poco. L'antipolitica l'ha già scaricato di Paolo Granzotto E TONINO NON RISPONDE A QUESTE DOMANDE SU NAPOLI Scritto in Varie Commenti ( 154 ) » (45 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Jan 09 Vendola: "Rifondazione addio" Nichi Vendola lascia Rifondazione comunista. L'ex partito di Bertinotti perde pezzi (importanti). In un'intervista al Tg3, il governatore della Puglia annuncia: sabato a Chianciano, "chiuderemo una stagione politica e faremo i conti con la crisi travolgente della politica". La decisione di Vendola, per ora, resta individuale: "Io parlo per me, non voglio una leve militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno deve fare i conti con la propria coscienza". Poche parole che sanciscono l'inizio della spaccatura già alle viste subito dopo la vittoria di Ferrero e la conquista delle segreteria. Vendola era - o sembrava - il candidato su cui scommettere, l'uomo che Bertinotti avrebbe voluto alla guida del partito e invece. Dopo il ribaltone e la vicenda del quotidiano del partito, "Liberazione", l'addio era inevitabile. Quanti vendoliani seguiranno Nichi, e quale sarà il loro approdo? Forse la riedizione rivista, corretta e allargata dell'Ulivo post veltroniano? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (11 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jan 09 D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Tanto tuonò che Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno: Walter Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e quelle europee?). Il partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è una notizia, ormai), logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per bande intestine e dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione morale e della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il partito dei sindaci è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di voti a livello locale annusano l'aria pronti al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando che non restino solo macerie.). E incombe lo spettro del tirono all'Ulivo prodiano, rivisto e corretto. Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd non è governato". "Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva occupare di governare il partito". Massimo, intervistato da Red tv, definisce "amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd, sottolinea che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in diversi", e a proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter dice: "Io sono unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il presidente di Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di astio riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È stato sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema, non capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il partito che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il messaggio: "Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il processo fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza programmatica. Io resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono disponibile". Già, nessuna chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si sente davvero così forte da non farla? E D'Alema è davvero l'uomo giyusto per rilanciare il Pd, magari di nuovo aperto alla sinistra frammentata e distrutta (con i verdi) dalle ultime elezioni che l'hanno messa fuori dal parlamento? E come riuscirà, Walter, a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che ormai pare solo un simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma fra gli ex Ds, il centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente. Rutelli, Letta, Parisi e gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio senza rimpianti per un fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di Prodi? Pierferdinando Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta (lanciato da Cesa, segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle "alleanze di nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori in corso per quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore della Margherita, chiama già Centro Riformatore. Leggi l'articolo "Il big bang della sinistra fa risorgere l'Unione di Prodi" di Roberto Scafuri Scritto in Varie Commenti ( 50 ) » (20 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid. E nemmeno Londra (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono rimasti intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600 persone sono state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un migliaio si è riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni riscaldati messi a disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi anche in altre città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso l'aeroporto. (nella prima foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta cari amici, piaccia o non piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già, perché a leggere questa agenzia di stampa che descrive una bella nevicata praticamente in contemporanea con quella di Milano (e più o meno con la stessa quantità di neve caduta) mi sono detto: "Chissà se fosse successo a Milano.". Già, perché poteva succedere ma non è successo. Milano non è Marsiglia, per fortuna". Caos, paralisi, proteste, la sinistra contro la Moratti e Palazzo Marino, segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole aperte o chiuse (pessima la figura dell'assessore all'Istruzione della Provincia che ha annunciato ben due giorni di chiusra delle superiori, per poi essere smentito dal sindaco almeno per quel che riguardava la città). E poi il sale che mancava con i camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo, problemi e criticità, disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra scambi di tram gelati e spalatori che mancavano (si possono solo pescare da apposite liste interinali e se sono meno quel che serve ciccia.) problemi insomma tipici delle emergenze. Ovvio che in questi casi la sinistra insorga come da copione eccettera eccetera. Ma parlare di disastro mi sembra troppo per una città orgogliosa come Milano che però da un po' di tempo mostra un preoccupante propensione al lamento.). Scusate, ma io ho vissuto la Grande Nevicata del 1985 e per andare a lavorare al Giornale mi feci a piedi andata e ritorno il tragitto piazza Piola - piazza Cordusio). E ricordo pochi anni fa (giunta Albertini, vicesindaco De Corato) un'altra nevicata che provocò disagi (soprattutto per le interruzioni delle linee aeree dei tram a causa dei rami di alberi spezzati che cadevano sui fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi, disagi anche allora, proteste per il traffico a rilento e i marciapiedi non puliti (in gran parte come oggi perché troppi condomini non lo facevano in barba all'obbligo). Ricorso una ricognizione notturna di De Corato lungo le linee dei tram. Eppure nevicò molto meno. Qualcuno poi si è stupito per il fatto che sono arrivati 750 volontari dal Friuli: meno male che sono venuti, ce n'era bisogno. Mi chiedo infatti dov'erano i volontari milanesi. Meglio lamentarsi che spalare? Tanto che il sindaco ha chiesto al ministro La Russa e ottenuto, soldati per spalare la neve: sono già al lavoro (tutto il quattro ore) e dovrebbero essere circa 600, all'opera, ha spiegato il vicesindaco De Corato. Poi la polemica sull'Ecopass: meglio "auto libera". di intralciare e aumentare i disagi, chiedere a chi senza gomme da neve si è messo di traverso magari bloccando spazzaneve o autobus. Sbagliato allora l'appello a usare i mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli aeroporti chiusi (e riaperti in anticipo rispetto a quanto era stato indicato?) . A Parigi, alla vigilia di Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi negli aeroporti: strano ci sono maxi-nevicate anche in Francia.Poi se si risolve tutto è merito. della pioggia. L'importante è il "mugugno", come lo chiamano a Genova. e se qualche problema viene risolto di chi è il merito? Ma della pioggia, naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di equivoci: disagi e disservizi ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per fortuna). E faccio un piccolo aggiornamento, non è nemmeno Madrid. SPAGNA/ MADRID PARALIZZATA DALLA NEVE, AEROPORTO CHIUSO La circolazione bloccata anche nell eautostrade Roma, 9 gen. (Apcom) - Una nevicata straordinaria ha colpito Madrid e adesso la capitale spagnola è completamente paralizzata dalla neve. Mentre l'aeroporto internazionale di Barajas è stato chiuso e nessun volo arriva o parte anche le principali autostrade che portano in città sono praticamente bloccate, con incolonamenti, code e decine di incidenti. Il portavoce della direzione generale al traffico della regione ha sottolineato che la «circolazione è molto difficile in utto il centro della Spagna» e ha invitato la popolazione a «evitare di spostarsi in automobile». Il governo della regione di Madrid, in considerazione dell'eccezionalità della precipitazione (la più intensa che la storia ricordi, sottolinea El Mundo) ha organizzato un «gabinetto di crisi» per coordinare gli interventi necessari. Sul fronte previsioni, tutto lascia pensare che la situazione critica dovrebbe protrarsi almeno sino a domani. AGGIORNAMENTO DEL 2 FEBBRAIO 2009 (SENZA COMMENTO) *MALTEMPO/ LONDRA NEL CAOS PER TEMPESTA DI NEVE Bloccato Heathrow, sospeso servizio bus Londra, 2 feb. (Ap) - Aeroporti bloccati e trasporto pubblico nel caos a Londra dopo la tempesta che ha lasciato la capitale britannica sotto 10 centimetri di neve. le due piste dell'aeroporto di Heathrow sono state chiuse e oltre 250 voli cancellati, dopo che un apparecchio della Cyprus Airlines è uscito dalla pista di rullaggio senza che vi fossero danni o feriti; sospesi i voli anche al London City Airport mentre pesanti ritardi si sono registrati negli scali di Gatwick e Stanstead. In città è stato sospeso il servizio di autobus mentre ritardi e sospensioni interessano invece metropolitana e treni regionali, dopo che in alcuni punti del sudest dell'Inghilterra sono caduti 25 centimetri di neve. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) » (12 votes, average: 3.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Dec 08 Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger E' davvero un Natale indimenticabile, questo. Dire che il 2008 chiude col botto, è poco. Non voglio tediare gli amici del blog, che ringrazio tutti per la loro appassionata partecipazione alle nostre discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una pausa serve, un brindisi per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E guardiamo avanti con un po' di ottimismo. "Ecco il "berlusconiano" che instiste - direte. - anche a Natale". No, tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che m'inducono all'ottimismo sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato l'ultimo "muro di Berlino": quello della "superiorità morale" della sinistra mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato la politica italiana da Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga tutta la classe politica (di prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda delle poltrone occupate) a fare finalmente una riflessione seria. Le inchieste napoletane, la vicenda abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e quello che potrà ancora saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare il cambiamento. Non subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee e amministrative, ma poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero. Soprattutto nel centro sinistra, ancora alle prese con il "grande equivoco" della leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e dalemiani, vedremo se il Pd così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da quelle parti ci sarà un leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con nettezza fra dialogo con il governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in un caso o nell'altro, di condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento della Cgil. E fare chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di un'alleanza spuria basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino il solista che la impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi ci sono le riforme istituzionali: presidenzialismo e federalismo si intrecciano, possono rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce il cancellierato alla tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente, poteva fare di più. Lasciamo gli slogan all'opposizione (e io non sono fra quelli che ritengono importante ascoltare l'opposizione perché non è che abbia sempre torto su tutto), "con gli slogan non si mangia", diceva mio nonno operaio alla Fiat di Marina di Pisa. Il governo sul fronte della crisi si è mosso con decisione, ha messo in campo investimenti, molti provvedimenti importanti e altri ancora ne prenderà, soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo è un Natale indimenticabile e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che il Paese può farcela, che non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del qualunquismo di maniera sono davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per chiunque sia al governo. Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma chi fa è più santo". Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetto di santità. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) » (15 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Dec 08 Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Tema impegnativo, ammetto, quello lanciato sabato scorso sul "Giornale" dal nostro Stenio Solinas con un articolo dal titolo provocatorio "Perché la Destra ha paura della cultura". Tema che ha sollecitato una serie di interventi "alti" sulla questione del rapporto fra intellettuali di "area" e Popolo della Libertà pubblicati da "Giornale" e che ho deciso di raccogliere e riproporre in un dossier sul "Giornale.it" per fornire spunti di riflessione e di dibattitto anche ai lettori del blog che vogliono dire la loro, intervenire, discutere. Utile base di partenza è il secondo articolo di Stenio Solinas "Se questa Destra sceglie di fare la Dc", che riassume le posizione dei diversi interventi". Poi ci metto qualcosa di mio e chiedo, ma è davvero così? La Destra ha davvero scelto di fare la stessa strada della vecchia Balena Bianca orami defunta (almeno come partito di massa moderato)? E' proprio vero che la Destra non ha mai superato il complesso d'inferiorità nei confronti dell'egemonia culturale della sinistra che era strettamenhte legata alla "tattica del salame" (occupare posti di potere, nelle istituzioni e nella società civile in modo da poter "governare" anche dall'opposizione condizionando maggioranze speso deboli e divise?). E la Destra in un'Italia che cambia e che sta contribuendo a cambiare, ha solamente un ruolo di mera "gestione del potere" o è in grado di incidere nella cultura, nel fare cultura allargando quindi la sua area di consenso con una diversa forma di radicamento, più profonda e meno legata agli accadimenti, alle fortune o alle sfortune del governare? E infine, la Destra ha saputo trarre lezione dall'egemonia culturale della sinistra? A VOI LA PAROLA. Leggi gli articoli: "Perché la Destra ha paura della Cultura" di Stenio Solinas "Torniamo a dire qualcosa di destra" di Mario Cervi "A Destra gli intellettuali hanno tradito" di Alessandro Campi "La Destra moderna è intuizione, non riflessione" di Gianni Baget Bozzo "La destra culturalmente povera? Capisce la società più della sinistra" di Sandro Bondi "Non colmiamo il vuoto con le cianfrusaglie" di Gianfranco de Turris "Appropriazioni? No, questo è fare vera politica" di Luciano Lanna "Se questa Destra sceglie di fare la Dc" di Stenio Solinas "Destra, le cose da buttare e quelle da salvare" di Luigi Mascheroni Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (14 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (63) Ultime discussioni marcoscud: Per Stefano. Per un breve attimo sei riuscito a spaventarmi, pensavo di avere il mio primo attacco di... Angelo: Purtroppo con Dario Franceschini segretario, penso che il PD avrà un'altra sconfitta alle prossime... Zampicinini Giorgio: Ho seguito nel passato gli interventi di Dario Franceschini, l'attuale segretario politico... marcoscud: Per il "pitecantropo": l'espressione "Nella parte a voi opposta" è copiata... marcoscud: Ma non c'è nessuno che spiega al "pitecantropo" che se in un blog scrivi in MAIUSCOLO... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Passante di Mestre, yes we can... - 4 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Walter, un perdente perfetto - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Riforma pensioni: 65 anni per le donne Ma Cisl e Cigl mettono già il veto: "No"Stupro della Caffarella: dna scagiona i romeni, in attesa dei test finaliOrte, incidente d'auto Il segretario Ps Nencini ricoverato all'ospedaleIran, Khamenei attacca: "Obama sostiene il terrorismo d'Israele"Biotestamento, il Pdl apre: verso ddl condivisoAfghanistan, attentato alla base Usa: tre morti"Biondo e full optional..." 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DROGA: GELMINI, BASTA GIUSTIFICARE CHI LA USA (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

(ASCA) - Roma, 4 mar - Fornire ai ragazzi informazione, renderli consapevoli dei rischi cui si va incontro, ''ma basta cercare giustificazioni per chi si droga''. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, durante la conferenza stampa sul nuovo Portale DrugFree.Edu, presentato questa mattina dal Sen. Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla Droga. ''Compito dei genitori e della scuola - ha detto Gelmini - e' rendere i ragazzi piu' critici nei confronti della droga. Ma togliere le giustificazioni e gli alibi a chi si droga e' il primo modo per combatterla''.

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DROGA: GIOVANARDI, ECCO IL PORTALE PER SAPERNE DI PIU' (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

(ASCA) - Roma, 4 mar - E' on line DrugFree.Edu, il nuovo portale informativo per le scuole contro l'uso di droghe, nato per diffondere informazioni basate sulla ricerca scientifica e comprendere con chiarezza i danni che provocano. Presentato oggi, a Palazzo Chigi, dal sen. Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Droga insieme dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, il portale ''si rivolge soprattutto a studenti, insegnanti, genitori e educatori e offre format differenziati in funzione dei suoi destinatari - ha spiegato Giovanardi - i suoi contenuti sono ben accessibili e scaricabili da tutti e offrono informazioni uniformi e corrette''. ''Abbiamo previsto un sistema di videoconferenza che permette di collegare scuole e esperti di tutto il mondo, si chiama ''Drug expert link''; e' gratuito e consente la diffusione di immagini ricavate da studi di neuroscienze e neuro-imaging per mostrare gli effetti delle droghe sul cervello, il cui sviluppo termina intorno ai 21 anni, oltre alla degenerazione delle sue capacita' cognitive'', ha concluso il Sottosegretario. Il progetto e' nato dagli studi del Dipartimento delle Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della ricerca.

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SCUOLA: GELMINI, DA SETTEMBRE L'ORA DI 'CITTADINANZA E (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

(ASCA) - Roma, 4 mar - Iniziera' a settembre, e durera' un anno, la sperimentazione nelle scuole dell'ora di ''Cittadinanza e Costituzione'', la nuova materia introdotta con la legge 169 e presentata oggi a Palazzo Chogi dal ministro Gelmini. ''Non sara' la vecchia ora di Educazione civica - ha avvertito il ministro - ma un'ora di educazione alla cittadinanza, per insegnare ai ragazzi i valori e i principi contenuti nella nostra Costituzione''. Ma ci sara' spazio anche per ''l'educazione stradale, l'educazione ambientale e quella ai sani stili di vita, come la corretta alimentazione''. 33 ore annuali, un'ora a settimana, che saranno affidate ai professori di storia o geografia, ma che vedranno anche il coinvolgimento di polizia, carabinieri, associazioni ambientaliste e antimafia perche', come ha detto stamane Don Ciotti, ''servono cose meno astratte in questo Paese, come i 2.500 giovani che questa estate sono andati a lavorare i campi confiscati alla mafia''. ''Ai maestri - ha concordato il Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso - i ragazzi preferiscono i testimoni''. Dell'ora di Cittadinanza e Costituzione si occuperanno''soprattutto insegnanti di materie umanistiche'', ha detto Gelmini, specificando che ''verra' utilizzato il monte ore dell'orario scolastico, senza aggiunte: quello che si chiede agli insegnanti - ha detto - e' uno sforzo congiunto, una sinergia per offrire l'educazione ai principi costituzionali''.

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Scuola/ 5 in condotta, per 97% italiani è colpa degli (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 4 mar. (Apcom) - La scuola italiana è diventata più severa o è aumentata l'indisciplina dei ragazzi? Gli italiani non sembrano avere dubbi, e il 97% ritiene che sia il comportamento inappropriato degli studenti responsabile della valanga di 5 in condotta, come riporta un sondaggio di Donna Moderna in edicola da domani. L'indisciplina degli studenti italiani si è tradotta, nella pagella del primo quadrimestre del 2009, con un 5 in condotta per ben 34.311 studenti delle scuole superiori; per 8 mila di questi la valutazione sul comportamento scolastico rappresenta l'unica insufficienza, per gli altri invece si somma a un brutto voto almeno in un'altra materia. I più indisciplinati sono gli alunni degli istituti tecnici e professionali, in particolare del sud. Per tutti gli studenti, comunque, il 5 in condotta fortemente voluto dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini suona già come una minaccia di bocciatura.

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Droga/ Giovanardi: Al via nuovo sito per studenti e (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 4 mar. (Apcom) - Videoconferenze con gli esperti, informazioni scientifiche, materiale educativo. E' questo ciò che offre DrugFree.Edu (consultabile all'indirizzo edu.dronet.org), il nuovo sito voluto dal dipartimento delle Politiche antidroga del Governo e realizzato in collaborazione con il ministero dell'Istruzione, rivolto a studenti, insegnanti e genitori. Ad annunciare l'iniziativa è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Carlo Giovanardi, spiegando che "metà dei giovani ancora ritiene che la cocaina sia una droga con la quale si può convivere. Evidentemente - ha sottolineato - c'è molto da fare sul fronte dell'informazione". Nel portale, ha spiegato Giovanardi, gli insegnanti potranno trovare schede, approfondimenti e ausili didattici, mentre i genitori troveranno informazioni sulle modalità più appropriate per affrontare l'argomento con i propri figli. "Puntiamo - ha spiegato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini - alla prevenzione. Spesso per i giovani che si drogano si trovano giustificazioni, a volte anche legittime. Però - ha sottolineato - bisogna trasmettere ai ragazzi il senso di responsabilità, evitando di individuare sempre alibi e giustificazioni. Occorre puntare alla consapevolezza del rischio, di quanto è stupido drogarsi. Ogni iniziativa deve avere al centro il ragazzo stesso. Togliere alibi a chi si droga - ha concluso - è il primo alibi per combattere la droga".

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Don Ciotti: Il 21 marzo giornata impegno,100mila giovani a (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 4 mar. (Apcom) - Il 21 marzo prossimo 100mila giovani parteciperanno a Napoli alla giornata della memoria e dell'impegno. Lo ha annunciato il presidente dell'associazione Libera, don Luigi Ciotti, intervenendo questa mattina alla presentazione del nuovo insegnamento su cittadinanza e costituzione annunciato dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La scuola, ha sottolineato don Ciotti, deve intervenire soprattutto nei territori dove la dispersione è più alta. "Il mondo della scuola spesso dimostra grande generosità in territori a volte difficilissimi", ha detto, spiegando che bisogna insistere in questa direzione. "Aveva ragione don Bosco - ha aggiunto - che ai suoi ragazzi diceva di essere bravi cristiani ma anche bravi cittadini". Occorre educare, ha sottolineato, alla legalità e alla responsabilità. Libera, ha ricordato don Ciotti, raccoglie 1.500 associazioni, porta avanti progetti in 4mila scuole e in molte università. L'estate scorsa sono stati 2.500 i giovani che sono andati a lavorare sui terreni confiscati alla mafia, per realizzare prodotti agricoli.

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Scuola, vanno di moda le trenta ore (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, vanno di moda le trenta ore I dati delle pre-iscrizioni: le famiglie snobbano le possibilità alternative di 27 e 24 ore settimanali Mercoledì 4 Marzo 2009, (al.pi.) Anche a Udine si conferma il trend nazionale: la maggior parte delle famiglie sceglie il modello delle 30 ore scolastiche settimanali. Un dato che, secondo le dirigenti del Secondo, Terzo e Quarto Circolo Didattico (ascoltate ieri in commissione istruzione) rappresenta una «conferma del modello educativo degli anni passati». «Solo un paio di alunni hanno scelto le 24 ore in tutto il Quarto circolo», ha spiegato la dirigente Santa Pighin. E la tendenza è simile negli altri: su 202 nuove iscrizioni al Secondo Circolo per l'anno 2009/2010, le 30 ore sono state scelte da 128 famiglie; 47 hanno scelto le 40 ore e 25 il modello educativo da 27. Nel Terzo, su 140 alunni di classe prima per il prossimo anno 106 hanno optato per le 30 ore, 31 per le 40 e uno solo per le 27. Dai dati forniti, inoltre, risulta che le iscrizioni nelle scuole d'infanzia sono in esubero e sarà quindi necessaria una "selezione". La scelta quasi unanime delle 30 ore semplificherà le gestione dei servizi forniti dal Comune (mense, pre e post accoglienza), che potranno mantenere un costo contenuto «grazie anche al percorso portato avanti da amministrazione e circoli didattici, per creare un sistema cittadino omogeneo», ha commentato l'assessore Kristian Franzil che ha parlato anche di rischio di impoverimento didattico, dopo la riforma Gelmini: «Non ci sono garanzie sull'organico. Poi sia gli enti locali sia le scuole hanno pochi fondi». «Attendiamo la dotazione organica e speriamo che sia sufficiente a garantire il modello da 30 ore scelto così ampiamente», è intervenuta Marina Bosari, direttrice del Secondo Circolo. E sì, le difficoltà economiche ci sono, ammettono le direttrici: il budget per le supplenze è stato dimezzato, in più ci sono i fondi pregressi ancora da incassare dallo Stato, ma già anticipati dagli istituti. «Si aprono nuovi spazi di intervento per i servizi sociali del Comune - ha commentato Maria Piani, del Terzo Circolo -. Con l'abolizione delle compresenze, è necessario una figura di educatore per gestire i disagi non certificati». Intanto sono stati forniti i numeri definitivi degli iscritti all'anno scolastico in corso: 181 classi per 3.425 alunni delle scuole primarie (845 nel Primo Circolo, 941 nel Secondo, 554 nel Terzo, 872 nel Quarto e 213 all'Uccellis); 106 classi per 2.399 nelle medie e 1.282 bambini per 53 sezioni in quelle d'infanzia. Nella stessa seduta, è stato ascoltato anche il presidente dell'Università della Terza Età Paolo Braida, che ha chiesto una nuova sede per l'associazione. Il Comune ha ottenuto che l'Ute possa usufruire di 5 aule nell'ex scuola di Arti e mestieri (ora parte della Dante), ma si tratta di una soluzione temporanea perché l'amministrazione ha già avanzato richiesta al Ministero per riattivare l'ex Giovanni da Udine.

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Cittadin (Cisl): Ridurre i tagli degli organici (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cittadin (Cisl): «Ridurre i tagli degli organici» Mercoledì 4 Marzo 2009, (m.b.e.) La scuola sta vivendo un momento critico e deve essere seguita con attenzione. È questa l'opinione della segretaria provinciale della Cisl scuola Valeria Cittadin, che interviene sull'incontro che le organizzazioni sindacali avranno con il ministro Mariastella Gelmini. «La scuola è seria: va trattata con serietà e risponderà con serietà - spiega Cittadin - ed è questo l'atteggiamento con cui andiamo all'incontro con il ministro per discutere i regolamenti già passati in prima approvazione nel Consiglio dei Ministri del 18 dicembre. Il testo uscito dopo la prima lettura del Consiglio ci ha visto fortemente critici, anche perché non coglieva la sostanza degli impegni assunti dal Governo, con noi e le Confederazioni Sindacali, nell'incontro dell'11 dicembre. Questa è una delle ultime occasioni per onorare quegli impegni e per non gettare la scuola italiana in una situazione di preoccupante dequalificazione e di forte tensione. Per questo ci aspettiamo un confronto chiaro e costruttivo. Noi faremo la nostra parte. E' proprio nella situazione di crisi che sta investendo il Paese che si deve dimostrare l'intelligenza e la capacità di puntare su interventi che non depotenzino i suoi livelli di tenuta e aprano, invece, strade e speranze di futuro. La scuola va considerata uno dei motori più importanti di una coraggiosa politica di sviluppo: non va destrutturata e depressa, ma riconosciuta, rispettata e sostenuta». E su queste basi la Cisl scuola lancia una proposta: quella di ridurre i tagli agli organici in misura pari alle risorse che fra tre anni il Ministero prevede di utilizzare come "ristorno" finalizzato al merito. «Le risorse possono essere recuperate tra quelle consentite dai Fondi sociali europei - chiude Cittadin - e c'è un altro e congiunto motivo che dovrebbe portare a rivedere scelte che, con i tagli di organico, depotenziano sino al limite dell'insostenibilità il servizio scolastico. In una situazione di emergenza sociale e di rischio povertà per molte famiglie, occorre evitare che i precari di scuola siano considerati di serie B. Coniugare la qualità della scuola con un dovere di civile responsabilità dovrebbe essere un impegno di tutti».

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Pronti a collaborare, ma più per opportunità che per convinzione. Ieri l'assessore al... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 4 Marzo 2009, Pronti a collaborare, ma più per opportunità che per convinzione. Ieri l'assessore alla Mobilità Enrico Mingardi ha invitato a Villa Ceresa i sindaci dei Comuni confinanti con Venezia per una prima discussione sul Piano urbano della Mobilità. "Il Pum - ha detto Mingardi - è nato dalla necessità scaturita dalla mancanza di una pianificazione organica, che ha portato le nostre strade al collasso. Ci muoviamo localmente ma bisogna pensare globalmente dentro ad una dimensione metropolitana". Alla riunione hanno partecipato Antonio Gaspari (Dolo), Giovanni Brunello (Martellago), Loredano Marcassa (Quarto) e Pierantonio Tomasi (Marcon), e il responsabile dell'Ufficio Viabilità di Spinea Leonardo Mercatali. Assenti, invece, le amministrazioni di Mira e Mogliano, uniche due tra le otto interessate dallo studio. Il tecnico Carlo Andriolo ha ricordato che il Pum "lavora su una proiezione a 10 anni, fissando alcuni obiettivi: l'eliminazione del superamento dei limiti sanciti dalla legge sullo smog; la riduzione del consumo energetico, dell'inquinamento acustico nonché del traffico pesante soprattutto di attraversamento; l'aumento della sicurezza stradale; l'incentivazione del trasporto pubblico". I sindaci non hanno commentato nel merito le singole misure riservandosi un'analisi precisa ad un secondo momento di dialogo, ma hanno chiesto di essere coinvolti con maggiore frequenza nell'approfondimento. A spiegarlo chiaramente è stato Tomasi secondo cui "l'iniziativa diventa importante soltanto se si costruisce assieme lo sviluppo, con un occhio di riguardo al quadrante di Tessera e Veneto City perché la programmazione serve a diminuire i contraccolpi e trovare le mitigazioni necessarie". Dai primi cittadini sono stati sollevati alcuni nodi. "Le previsioni sono tutte costruite sulla base dei Piani regolatori ma poi si tratterà di verificare se i numeri saranno confermati - ha sostenuto Marcassa - Quarto soffre di problemi di collegamento con Venezia e c'è il rischio d'isolamento per la mancanza delle linee del servizio pubblico che ora si fermano a San Liberale e a Ca' Noghera". "I trasporti pubblici sono insufficienti e Actv mi ha chiesto 160 mila euro per una sola linea - ha condiviso Brunello - Bisogna stare molto attenti a moltiplicare i poli d'attrazione che poi finiscono sistematicamente per intasare le strade di auto come già capita per noi con l'ospedale dell'Angelo e con l'Auchan pronto a raddoppiare". "Dopo l'apertura del Passante il traffico lungo la Brentana è aumentato - ha spiegato Gaspari - Chiediamo il rispetto dell'intesa sull'arretramento del casello di Villabona, a Roncoduro, e chiarezza su Veneto City e sul percorso della Romea commerciale". Mingardi ha chiesto ai Comuni di presentare le eventuali osservazioni entro due mesi, per arrivare a un'approvazione a primavera che tenga conto dello sguardo d'insieme. D'altronde il Pum, del professor Pietro Gelmini, ha una connotazione sovracomunale proprio perché tra le città non c'è più soluzione di continuità e la sinergia è d'obbligo. Alvise Sperandio

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Ieri l'assessore provinciale Galvanin ha dato i termini ai Comuni per indicare i tecnici che monitoreranno gli edifici Scuole, si prepara la squadra antisismi (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Ieri l'assessore provinciale Galvanin ha dato i termini ai Comuni per indicare i tecnici che monitoreranno gli edifici Scuole, si prepara la squadra antisismi Mercoledì 4 Marzo 2009, (e.s.) I comuni vicentini devono darsi una mossa per adempiere ai controlli sugli edifici scolastici ordinati dal Governo. La Provincia di Vicenza si è attivata con l'assessore Nereo Galvanin per applicare l'Intesa istituzionale sull'edilizia scolastica voluta dal Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. In seguito al crollo di un controsoffitto avvenuto in una scuola di Rivoli il 25 novembre 2008, nel gennaio scorso il Ministero ha fornito alle Regioni le direttive per la costituzione di gruppi di lavoro da impegnare per l'individuazione di situazione di rischio connesse alla vulnerabilità di impianti e di elementi di carattere non strutturale negli edifici scolastici. E così ieri Galvanin, in rappresentanza di tutte le Province del Veneto, è stato a Venezia per l'incontro del gruppo regionale. È emerso quindi che al momento sono solo 39 (tra questi anche il capoluogo) su 121 i Comuni del Vicentino con una squadra di rilevatori pronta ad effettuare sopralluoghi nelle istituzioni scolastiche. Entro il 25 marzo tutti i Comuni dovrebbero aver segnalato il loro incaricato da affiancare alla Magistratura delle acque. L'Amministrazione Provinciale invece, che ha il compiuto di seguire gli istituti superiori di sua competenza, ha già adempiuto. Da quel momento le squadre avranno sei mesi di tempo per compilare un'apposita scheda sullo stato di soffitti, parapetti, rivestimenti, infissi e impianti.

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A Soranzen elementari a rischio chiusura Le poche preiscrizioni alla classe prima potrebbero costringere la direzione a far dirottare i bimbi verso il capoluogo (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

A Soranzen elementari a rischio chiusura Le poche preiscrizioni alla classe prima potrebbero costringere la direzione a far dirottare i bimbi verso il capoluogo Mercoledì 4 Marzo 2009, Cesiomaggiore La scuola elementare di Soranzen rischia di perdere la prima classe per l'anno scolastico 2009 - 2010. Al termine del periodo di prescrizioni, lo scorso sabato 28 febbraio, il numero degli iscritti a Soranzen, alla Romano Ocri, sede scolastica appartenente all'Istituto Comprensivo di Cesiomaggiore, non avrebbe raggiunto la decina, numero piuttosto basso, se poi si andasse a confrontarlo con i parametri del nuovo decreto Gelmini, che richiedono a tutt'oggi un minimo di quindici alunni per classe. La primaria di Soranzen rischierebbe così, ad oggi, di perdere la prima classe, e sarebbe a detta di molti un peccato, dato che la sede scolastica intitolata al pittore Romano Ocri offre un servizio importantissimo alle frazioni più staccate dal centro, da Soranzen stessa a Menin, ad Anzaven e Pullir. Per quanto riguarda la primaria del capoluogo non vi sarebbero invece problemi, ad oggi il numero degli iscritti permetterebbe di costituire la prima classe. È chiaro che quelle famiglie che avrebbero dato la propria preferenza al momento dell'iscrizione per Soranzen rischiano, se la prima classe non dovesse essere costituita, di dirottare i propri figli nel capoluogo. Eppure le insegnanti di Soranzen avevano aperto la scuola ai genitori in un momento di festa, in un sabato di carnevale, che aveva coinvolto anche le famiglie. Se non si dovesse trovare una soluzione Soranzen rischierebbe di perdere un'importante presenza nel proprio territorio. Nel frattempo altri sono i problemi che attualmente investono l'istituto di Cesiomaggiore: si stanno studiando varie ipotesi per trovare il modo di prevedere un'eventuale servizio mensa se dovesse entrare in funzione il tempo pieno a scuola. Attualmente infatti l'istituto non possiede spazi interni adeguati per andare incontro a tale tipo di ipotesi. Qualcuno riporta alla memoria i locali oggi occupati dal museo storico della bicicletta, altri attendono lo spostamento della biblioteca civica. A.D.

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La riforma Gelmini paralizza la nostra scuola, sos al comune (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

«La riforma Gelmini paralizza la nostra scuola, sos al comune» Mercoledì 4 Marzo 2009, PIEVE DI SOLIGO - (to.bi.) Con la riforma Gelmini l'istituto comprensivo di Pieve di Soligo ci rimette. A sostenerlo sono due che la scuola che ha base in via Battistella a Pieve e plessi a Pieve, Barbisano, Solighetto e Refrontolo la conoscono bene. Cioè Jacopo Beltrame e Carlo Donadel, componenti del consiglio d'istituto. Esplicitano le loro preoccupazioni in un documento spedito agli uffici scolastici provinciale e regionale, al Ministero dell'istruzione e ai sindaci di Refrontolo e Pieve, "con l'ingenua ambizione - scrivono i due, non senza autoironia - di sollecitare un movimento di opinione". La riforma Gelmini taglia, argomentano i due; e senza compresenze di insegnanti "non sarà più possibile, ad esempio, portare gli alunni alla certificazione nelle lingue straniere, che da anni rappresenta un fiore all'occhiello" per l'istituto pievigino. Senza compresenze, insistono Donadel e Beltrame, "non sarà possibile organizzare corsi per l'insegnamento della lingua italiana agli alunni di recente immigrazione". E nel comprensivo di Pieve gli stranieri sono oltre il 20%. I tagli ridurranno probabilmente i rientri scolastici pomeridiani: e allora, annunciano i due, "non abbiamo altra scelta che ricorrere alle amministrazioni comunali locali benché anch'esse gravate da tagli.

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(Fr.Ca.) Il sindaco Massimiliano Barison sventola con soddisfazione la missiva di Giuseppe Cosentino... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 4 Marzo 2009, (Fr.Ca.) Il sindaco Massimiliano Barison sventola con soddisfazione la missiva di Giuseppe Cosentino, capo dipartimento per l'Istruzione. "La questione del tempo lungo sarà esaminata con particolare attenzione e disponibilità - si legge nella lettera -, al fine di garantire una dotazione regionale di organico in grado di corrispondere alle attese delle famiglie. A tal fine ho già interessato il direttore dell'ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo con la quale, acquisiti i necessari elementi, si procederà ad un incontro finalizzato alla definizione della questione". Il tempo lungo sembra dunque salvo nelle scuole elementari di tutto il Veneto. Telenovela finita? Certo che no. Barison vuole certezze e sta lavorando per ottenere un appuntamento a Roma con il ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini dopo il forfait dell'altro giorno. Intanto si sprecano i colpi di scena. La conferenza Stato-Regioni in programma il 7 marzo è confermata; tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni non è affatto sicuro che nell'occasione verranno assegnati gli insegnanti Regione per Regione. Da parte sua il sindaco non si sbilancia: "La missiva è un importante segnale di apertura. Adesso però vogliamo portare a casa il risultato, cioè mantenere il tempo lungo. Sono pronto ad andare a Roma ad incontrare il ministro per far valere le ragioni del movimento spontaneo dei sindaci veneti. La stessa missiva non spiega chiaramente cosa ci viene concesso; non vorrei che, proprio adesso che siamo alla stretta finale, ci fossero dei fraintendimenti". Il primo cittadino snocciola infine una serie di numeri: "Alla nostra iniziativa pro tempo lungo hanno aderito anche i comuni di Padova, Venezia e Vicenza. Siamo riusciti a formare un gruppo di sindaci trasversale". L'argomento "tempo lungo" verrà trattato domani sera in occasione del consiglio comunale in programma alle 20.30 in Villa Obizzi.

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Este Tre ore di discussione politica a tratti incandescente ma poi tutti d'accordo (o quasi... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 4 Marzo 2009, Este Tre ore di discussione politica a tratti incandescente ma poi tutti d'accordo (o quasi) in consiglio comunale per chiedere al ministro dell'istruzione Gelmini di assicurare alla Regione Veneto un numero di docenti adeguato a mantenere il "tempo lungo" nelle elementari. Tutti sì e solo un'astensione (della leghista Goisis) su un ordine del giorno che -ha spiegato il sindaco Piva- è stato stilato dai 22 primi cittadini della Bassa padovana, sia di destra che di sinistra. Su un totale di 395 classi delle scuole primarie dei 46 Comuni del territorio oggi ben 392 adottano una distribuzione settimanale del tempo scuola con almeno un rientro pomeridiano: in particolare 52 classi adottano un rientro pomeridiano a settimana, 108 classi due rientri, 87 classi tre rientri, 92 classi quattro rientri, 23 classi 5 rientri e 30 classi sono a tempo pieno. Le riduzioni del personale rischiano di ripercuotersi sui Comuni che potrebbero essere chiamati a coprire le ore della mensa e aumentare i pulmini per il trasporto degli alunni: a Este, ha fatto presente l'assessore all'istruzione Elisa Bussi, la cosa potrebbe costare fino a 180 mila euro all'anno. Secondo Rosa Rizzato (Pd) si devono anche chiedere deroghe al numero minimo stabilito per ciascuna classe per evitare che vengano chiuse le scuole nelle località più piccole. Lo schieramento di centro sinistra è stato compatto nel condannare l'intero impianto del decreto Gelmini: qualche distinguo l'ha però tracciato Leonardo Renesto delle Civiche: "E' condivisibile l'obiettivo di razionalizzare e combattere gli sprechi, ma è sbagliato farlo in maniera indiscriminata, andando a colpire in particolare la scuola primaria". "Il decreto Gelmini -ha sostenuto invece Gianfranco Fornasiero di An- cerca di combattere i guasti di 40 anni di deriva della scuola, in cui ci si è preoccupati più del numero dei docenti che dell'istruzione degli alunni". Per l'onorevole Goisis è invece in atto una campagna di disinformazione e allarmismo; "il tempo lungo non verrà toccato" ha assicurato, rivendicando il proprio lavoro in Commissione della Camera. Riccardo Piva

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ELENA ROMANAZZI ROMA. È GIà SERA QUANDO IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, REN... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

ELENA ROMANAZZI Roma. È già sera quando il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, decide di scendere in campo. È infuriato. Convoca una conferenza stampa in fretta e furia per evitare crisi di panico tra i precari che lavorano a scuola, nel servizio sanitario nazionale, negli enti locali, nelle università, tra i vigili del fuoco. Più di 400mila persone, secondo la Cgil, che rischiano di perdere il posto di lavoro vista la presunta volontà del governo di far saltare la «stabilizzazione» peraltro procedendo per decreto, addirittura da venerdì prossimo. Tutte falsità, tuona Brunetta: «Non so per quale ragione è in atto una ignobile speculazione - spiega il ministro - sulla testa dei lavoratori precari, si parla di un decreto, chi dice, 200mila, 400mila persone. Sono degli irresponsabili». Il decreto non c'è, non ci sarà, il ministero procederà ad una ricognizione, già a partire da lunedì, perché quanti siano i precari nessuno - aggiunge - davvero lo sa. I sindacati tirano un sospiro di sollievo. L'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, parla di un dietro front. Non resta che attendere. Certo l'analisi effettuata dalla Cgil è davvero allarmante ed ha come punto di riferimento il Conto annuale della Ragioneria dello Stato. Sulla base di questi dati i precari con contratto a tempo determinato sono 112.498. Numero a cui, sottolinea la Cgil, si aggiungono 80.000 contratti di lavoro a progetto (che potrebbero però in alcuni casi riguardare anche la stessa persona). A questi vanno sommati anche i lavoratori socialmente utili, 25.213 secondo i dati 2007 della Ragioneria. E quando si aggiunge la scuola saltano tutti i conti dal momento che si parla di 130mila docenti con contratto a tempo determinato e 75mila lavoratori Ata. Più di duecentomila persone, almeno per il mondo della scuola, senza le quali il sistema è messo a duro rischio. Già per effetto dei tagli previsti da Tremonti nel prossimo anno scolastico saranno almeno 30mila i precari che resteranno a casa e non avranno alcun tipo di contratto. Senza contare gli effetti che deriveranno dall'introduzione del maestro prevalente. I dati forniti dal ministero dell'Istruzione sulle scelte delle famiglie rispetto alla rivoluzione delle elementari stridono con le idee di Giulio Tremonti e la razionalizzazione delle risorse. L'orario corto, 24 ore, è stato scelto in termini percentuali da poche persone. Molti hanno optato per il modello che prevede 30 e 40 ore. L'avranno? Il tempo pieno sarà garantito? Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ancora una volta, ieri, ha garantito che le famiglie verranno accontentate. «Noi - spiega il ministro - abbiamo abolito il modulo (tre docenti divisi su due classi ndr) indipendentemente dalla scelta dei genitori, in ogni tipo di quadro orario i ragazzi avranno un maestro unico di riferimento, credo quindi sia presto per trarre delle conclusioni». Insomma, alla fine, l'avvio del prossimo anno scolastico non è rischio. I precari della Pubblica amministrazione possono stare tranquilli. Il governo manterrà gli impegni. Brunetta assicura che entro un anno si faranno i concorsi. La scuola è un capitolo a parte. Il Pd chiede di fermare i tagli già previsti. I sindacati protestano. La Cgil scuola fornisce i dati sugli studenti stranieri presenti nelle aule: ben 650mila, c'è bisogno, spiega Mimmo Pantaleo, segretario della Flc-Cgil, di un incremento di fondi e di docenti per favorire l'integrazione. Il ministero guarda avanti pensa alla riforma dei licei e degli istituti tecnici, attesa da Confindustria, necessaria per rilanciare le imprese che chiedono specialisti e si trovano senza il personale adeguato. Una riforma per la quale occorrerà attendere ancora un anno.

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DIAMANTE MAROTTA AUMENTANO I PENSIONAMENTI NEL COMPARTO SCUOLA IN PROVINCIA DI CASERTA. SARANNO, ... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

DIAMANTE MAROTTA Aumentano i pensionamenti nel comparto scuola in provincia di Caserta. Saranno, infatti, oltre 700 i lavoratori della scuola di ogni ordine e grado, tra personale docente e ata, che dal primo settembre lasceranno il servizio. I dati diffusi non sono ancora ufficiali in quanto il Sistema informativo del ministero dell'Istruzione (Sidi) deve ancora completare le operazioni dopo i dovuti riscontri degli uffici scolastici regionali e provinciali. Lavoratori che hanno raggiunto 65 anni d'età o 40 anni di contributi. Dai dati diffusi il numero di persone che andranno in pensione dal prossimo anno scolastico sono 724, di cui 586 insegnanti. In dettaglio: 59 docenti di scuola dell'infanzia, 147 di scuola primaria, 158 della secondaria di primo grado e 221 di scuola secondaria di secondo grado. Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario interessato al pensionamento ha raggiunto, invece, la soglia di 139 unità. Per i dirigenti scolastici i dati saranno resi noti successivamente dall'Ufficio scolastico regionale. L'impennata dei pensionamenti in provincia non era affatto prevedibile. Dopo il boom del 2007, infatti, lo scorso anno il numero dei pensionamenti si è attestato sulle 400 unità. Aumento dovuto anche alle nuove disposizioni ministeriali: il collocamento d'ufficio per i docenti che pur non compiendo 65 anni e con 40 anni di contributi sono appartenenti a ordini di scuola o a classi di concorso in esubero. In provincia ci sono soprannumerari nella scuola primaria, mentre gli insegnamenti in esubero sono materie letterarie ed educazione tecnica per la scuola media; discipline giuridiche ed economiche, elettronica, elettrotecnica, trattamento testi, lingue e civiltà straniere tedesco, laboratorio di elettronica, laboratorio di informatica gestionale, laboratorio di informatica industriale, esercitazione di pratica professionale per la secondaria di secondo grado. L'aumento dei pensionamenti sopperirà una discreta fetta dei tagli previsti in Finanziaria per il personale docente e non docente ma soprattutto saranno i soprannumerari a beneficiare di questi posti. La situazione più grave resta alla scuola primaria dove i docenti soprannumerari sono stati circa 100, utilizzati nei vari ordini di scuole e su posti finanziati dalla Regione. E per il prossimo anno si prevedono con la riforma Gelmini e l'insegnante prevalente ulteriori tagli in organico per la scuola primaria. Cosa che penalizzerà esclusivamente gli oltre 11mila precari casertani inseriti in graduatoria che vedranno sfumare per l'ennesima annata l'agognata nomina annuale. Per il personale non di ruolo, tuttavia, c'è anche una buona notizia. Indiscrezioni indicano per certa l'intenzione del Miur di procedere a 20mila immissioni in ruolo a livello nazionale: 15.000 docenti e 5.000 Ata che andrebbero assunti a tempo indeterminato.

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Un sito per dire no alle droghe (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 54 del 2009-03-04 pagina 0 Un sito per dire no alle droghe di Redazione Il governo ha presentato un nuovo portale internet rivolto a ragazzi, insegnanti e genitori. L'obiettivo è aiutare i giovani a liberarsi dalla dipendenza di droga e alcol. Al sito è collegato un sistema che permette di collegare le scuole, tramite videoconferenza, con esperti di tutto il mondo Roma - Il governo si è posto un obiettivo preciso: lotta senza quartiere alla droga. Per perseguirlo sta mettendo in campo moltissime iniziative. L'ultima di queste è un nuovo sito internet: l?indirizzo è http://edu.dronet.org. E' un portale informativo fatto su misura per le scuole. L'hanno presentato, a palazzo Chigi, il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini, il sottosegretario per la droga e la famiglia Carlo Giovanardi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Rivolto a insegnanti, genitori e giovani Nato da un progetto del Dipartimento per le politiche antidroga in collaborazione con il ministero dell?Istruzione, dell?Università e della ricerca il portale individua tre diversi soggetti cui rivolgersi prioritariamente: gli insegnanti, i genitori, i giovani e a ciascuna delle componenti è dedicato un settore, diverso anche nella grafica e nella modalità di approccio oltre che nei contenuti. Unico l?obiettivo Aiutare i giovani a liberarsi dalla droga e dall?alcol, attraverso la diffusione di informazioni scientifiche in grado di far comprendere correttamente e chiaramente i danni derivanti dall?utilizzo delle varie sostanze stupefacenti. Videoconferenze gratuite Al sito è collegato un altro strumento innovativo di interazione: si chiama "Drug expert link" ed è un sistema di videoconferenza facilitata, interamente gratuita per le scuole, che permette di collegare a distanza scuole con esperti di ogni parte del mondo, per attività di informazione e di prevenzione. Un primo esperimento ha già coinvolto tre istituti di Napoli, Palermo e Modena. L'allarme lanciato dal ministro Gelmini "Purtroppo, si abbassa sempre di più l?età in cui si viene a contatto per la prima volta con le droghe - ricorda il ministro dell'Istruzione Gelmini - ora è a 12 anni. Serve un impegno ancora più forte sul fronte della prevenzione, conivolgendo in un rapporto sempre più stretto la scuola e la famiglia. Occorre comprendere il disagio, senza però fornire alibi e giustificazioni ma al contrario responsabilizzando i ragazzi. La lotta alla droga deve trovare nella scuola contenuti e proposte che possano aiutare a disincentivare questa piaga sociale". Giovanardi: serve sforzo di famiglie e scuole Anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, che ha la delega per la lotta alla droga oltre che per la famiglia e il servizio civile, si dice "convinto che la nostra azione è solo un frammento in un discorso certamente più complessivo, che deve vedere scendere in campo le famiglie e la scuola, le parrocchie come il mondo dello sport e della musica, altrimenti non si va da nessuna parte. C?è ancora molto da fare sul piano dell?educazione e della formazione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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In An? Più berlusconiani che finiani... Silvio spedisce Gianfranco a Bruxelles pag.2 (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Insider Pdl/ In An? Più berlusconiani che finiani... Silvio spedisce Gianfranco a Bruxelles Mercoledí 04.03.2009 15:18 Anche perché nessuno potrebbe inserirsi al fianco o appena sotto il presidente del Consiglio, a parte i tre coordinatori che avranno più che altro un ruolo operativo. Potrebbe, al contrario, nascere una segreteria politica, oltre alla direzione allargata anche ai ministri, per aiutare Berlusconi nella gestione del partito. Un organo composto da una decina di persone, dove comunque verrà sempre rispettato il rapporto di 7 a 3 a favore degli azzurri. E Fini? Il presidente della Camera - spiegano nei corridoi del Palazzo - non è detto che ambisca ancora a guidare il Centrodestra e a succedere al Cavaliere. Per il momento continua a muoversi in autonomia, ricordando la presidenza della Camera in mano a Pierferdinando Casini, e in futuro si vedrà. Anche perché qualcuno ha parlato di un ruolo in Europa e in particolare a Bruxelles. Con l'ingresso del Popolo della Libertà nel PPE, per Fini potrebbe aprirsi la strada verso la presidenza della Commissione Ue (poltrona attualmente occupata dal portoghese Barroso). Ovviamente spalleggiato e voluto da Berlusconi in persona. Un compromesso tra due alleati-rivali che accontenterebbe entrambi, soprattutto il premier che potrebbe scegliere il delfino tra i suoi fedelissimi. Giulio Tremonti? Non solo lui. C'è anche Roberto Formigoni e, perché no, qualche ministro dell'attuale governo. Come Renato Brunetta, Maurizio Sacconi e la "politica" e non tecnica Mariastella Gelmini. < < pagina precedente

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Scuola, Stamboulis: "Le famiglie non riconoscono nel modello un'offerta formativa valida" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, Stamboulis: "Le famiglie non riconoscono nel modello un'offerta formativa valida" (4/3/2009 14:06) | (Sesto Potere) - Ravenna - 4 marzo 2009 - "Solo 26 famiglie in tutta la Provincia di Ravenna hanno scelto le 24 ore di scuola "garantita" dal Governo italiano, mentre 2629 hanno scelto una modalità più estesa di tempo scuola. Che cosa se ne può dedurre? Che le famiglie non riconoscono in questo modello un'offerta formativa valida. Certo, 24 ore settimanali di cui 2 di Religione, sono un'ipotesi a dir poco avventata. In una società complessa in cui si richiede un livello di formazione adeguato per potere affrontare competenze sempre più articolate (tanto che si parla di società del sapere e non più industriale) diminuire le ore di insegnamento è un'azione non solo rischiosa, ma assolutamente sbagliata. L'idea di chiedere alla famiglie le 27 o 30 ore inoltre propone un modello di scuola che non è più un diritto, ma un favore. Non si sa a tutt'oggi quali saranno gli orari garantiti, quali gli organici e che tipo di modello orario si potrà effettivamente garantire ai bambini delle prossime prime elementari. La scuola primaria italiana (le cosiddette elementari) erano un modello studiato da moltissimi paesi perché tra i migliori a livello internazionale: i dati OCSE davano le prestazioni dei nostri bambini al quarto posto a livello mondiale. Si è smantellato questo modello, senza invece porre mano a quello che risulta essere il vero imbuto del sistemo formativo, ovvero la Scuola Media". L'Assessore Stamboulis pone soprattutto dei quesiti a questo proposito: "è possibile migliorare un servizio diminuendo drasticamente le risorse? è possibile migliorare un sistema educativo, colpendo la parte che funziona? Di fronte alla clamorosa bocciatura delle famiglie di questo modello, la Ministra Gelmini parla d'altro, distraendo l'attenzione sugli studenti stranieri, capi espiatori di qualsiasi problema nazionale, e sulla Storia insegnata in inglese". "Siamo fortemente preoccupati dell'effetto che avrà questa riforma - continua Stamboulis - . Ancora non si sa se le ore di mensa saranno considerate ore di servizio dei docenti. Se, come sembra, così non fosse, chi dovrà vigilare sugli oltre 15.000 bambini della nostra provincia? I Comuni, messi a pane ed acqua da questo Governo, non hanno certo le risorse per coprire questo buco. La scuola autoritaria proposta da questo Governo non solo umilia i bambini con il voto numerico, ma non offre neanche un sistema adeguato per favorire l'apprendimento. Quando un Paese è in crisi, che cosa deve fare se non investire in Istruzione e Ricerca? I numeri non parlano il linguaggio dell'educazione, ma quello dell'impegno politico sì: questo Governo l'unica ricetta che ha proposto è il taglio delle risorse per la Scuola. Sono inoltre preoccupata - conclude - per tutti i giovani docenti, che hanno investito tempo, cervello e risorse economiche per specializzarsi per insegnare e che non avranno semplicemente la possibilità di mettere in campo la propria professionalità perché la Scuola italiana sembra non avere bisogno di loro".

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Scuola/ Lumia: Su legalita' nostre proposte, senza baratti (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 4 mar. (Apcom) - Giuseppe Lumia, senatore del Pd e componente della commissione Antimafia, è scettico sull'iniziativa presentata dal ministro Gelmini di introduzione nelle scuole dei corsi su Cittadinanza e Costituzione. "Non vorremmo - commenta in una nota - che questa iniziativa così importante fosse solo uno stratagemma per distogliere l'attenzione dal rifiuto della stragrande maggioranza delle famiglie italiane della riforma Gelmini, in particolare, come dimostrano i dati di questi gironi, sul maestro unico". "Sul merito - prosegue - ho presentato, insieme a Giulietti di Articolo 21 e alla presenza di Giovanni Impastato, l'idea che la legalità deve diventare una risorsa per far crescere la cultura della cittadinanza e la conoscenza della nostra costituzione. La lotta alla mafia ha bisogno di credibilità e di percorsi coerenti, come quelli condotti da Libera, dalla Fondazione Caponnetto e da tante associazioni antimafia nelle scuole italiane. Abbiamo proposte serie - dice ancora Lumia - su come articolare questo insegnamento, elaborate insieme con le migliori esperienze maturate in questi anni nelle scuole italiane". "Faremo in modo - conclude l'esponente democratico - che quello del ministro non si trasformi nel solito annuncio, senza gambe e senza coerenza. Siamo pronti in Parlamento a fare la nostra parte, senza che questo possa essere un baratto né possa oscurare le profonde divergenze che abbiamo sulla politica scolastica e dell'università".

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Scuola/ Flc-Cgil: Bene Costituzione ma non in ore altre (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 4 mar. (Apcom) - "Insegnare la Costituzione a scuola è un'iniziativa di grande importanza, da sostenere, ma bisogna capire come si insegna e soprattutto non è accettabile sostituire l'insegnamento di altre materie". Così il segretario della Flc-Cgil Domenico Pantaleo commenta il progetto presentato oggi dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "La Costituzione italiana ha avuto storicamente una funzione molto importante e se si insegna lo si deve fare in maneria seria, con rigore, senza sostituirla ad altre materie", continua Pantaleo: "Il punto è come si insegna, non si tratta solo di nozioni, ma di farne capire il valore e le radici, come ha avuto e continua ad avere un impatto sulla nostra società". Per il sindacalista quindi "è una cosa complicata, a meno che non si traduca solo su un insegnamento acritico sui vari capitoli. Ci vogliono insegnanti preparati e le ore necessarie: deve essere cosa seria", ribadisce concludendo.

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Tutti i segreti del congresso del Pdl">In An? Più berlusconiani che finiani... Tutti i segreti del congresso del Pdl pag.2 (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Insider Pdl/ In An? Più berlusconiani che finiani... Tutti i segreti del congresso Mercoledí 04.03.2009 15:18 Anche perché nessuno potrebbe inserirsi al fianco o appena sotto il presidente del Consiglio, a parte i tre coordinatori che avranno più che altro un ruolo operativo. Potrebbe, al contrario, nascere una segreteria politica, oltre alla direzione allargata anche ai ministri, per aiutare Berlusconi nella gestione del partito. Un organo composto da una decina di persone, dove comunque verrà sempre rispettato il rapporto di 7 a 3 a favore degli azzurri. E Fini? Il presidente della Camera - spiegano nei corridoi del Palazzo - non è detto che ambisca ancora a guidare il Centrodestra e a succedere al Cavaliere. Per il momento continua a muoversi in autonomia, ricordando la presidenza della Camera in mano a Pierferdinando Casini, e in futuro si vedrà. Anche perché qualcuno ha parlato di un ruolo in Europa e in particolare a Bruxelles. Con l'ingresso del Popolo della Libertà nel PPE, per Fini potrebbe aprirsi la strada verso la presidenza della Commissione Ue (poltrona attualmente occupata dal portoghese Barroso). Ovviamente spalleggiato e voluto da Berlusconi in persona. Un compromesso tra due alleati-rivali che accontenterebbe entrambi, soprattutto il premier che potrebbe scegliere il delfino tra i suoi fedelissimi. Giulio Tremonti? Non solo lui. C'è anche Roberto Formigoni e, perché no, qualche ministro dell'attuale governo. Come Renato Brunetta, Maurizio Sacconi e la "politica" e non tecnica Mariastella Gelmini. < < pagina precedente

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Dieci in condotta a Giorgio, la Gelmini dice sì (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Politica La Gelmini: al fidanzato Giorgio 10 in condotta Mercoledí 04.03.2009 15:50 Sempre più conferme per Mariastella Gelmini in vista delle nozze. Il fidanzato Giorgio, geologo bergamasco, è l'uomo giusto. E' galante, gentile insomma un uomo da sposare. Intanto la coppia, legata da circa un anno, si vede solo nei weekend tra Roma, Milano e Bergamo dove abita lui. E proprio sotto la Madonnina, il ministro dell'Istruzione e il suo Giorgio sono finiti sotto i riflettori di Chi mentre uscivano dal ristorante Baretto al Baglioni. tags: Gelmini fondanzato Giorgio nozze

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Arriva il portale contro la droga (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

4 marzo 2009 - 17.14 (Ultima Modifica: 04 marzo 2009) La lotta alla droga ha un nuovo alleato, questa volta di tipo informatico. Il governo ha infatti messo online un portale con lo scopo di sensibilizzare gli studenti su un argomento molto delicato come quello delle droghe. Il sito, visitabile all'indirizzo http://edu.dronet.org è stato presentato a Palazzo Chigi da Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, dal sottosegretario per la droga e la famiglia Carlo Giovanardi e da Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Un portale rivolto ovviamente agli studenti ma anche a genitori e insegnanti, allo scopo di aiutarli nell'interazione e nel dialogo con i ragazzi, cercando di far comprendere loro quali sono le gravi conseguenze e i danni derivanti dall'utilizzo delle sostanze stupefacenti. Con l'evidente obiettivo di aiutare i giovani a liberarsi dalla droga e dall'alcol e di istituire una oculata campagna di prevenzione. "Purtroppo - ha detto Mariastella Gelmini - si abbassa sempre di più l'età in cui si viene a contatto per la prima volta con le droghe, che ora è a 12 anni. Serve un impegno ancora più forte sul fronte della prevenzione, coinvolgendo in un rapporto sempre più stretto la scuola e la famiglia". "Occorre comprendere il disagio, senza però fornire alibi e giustificazioni ma al contrario responsabilizzando i ragazzi. La lotta alla droga deve trovare nella scuola contenuti e proposte che possano aiutare a disincentivare questa piaga sociale" ha concluso il ministro dell'Istruzione.

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(AGR) AUTILIO: ATTENZIONE E IMPEGNO SU INIVERSITA' E RICERCA (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

AUTILIO: ATTENZIONE E IMPEGNO SU INIVERSITA' E RICERCA 04/03/2009 17.00.20 [Basilicata] (AGR) - â??Le sollecitazioni del rettore prof. Tamburro per individuare strategie in grado di fronteggiare i tagli del Governo allâ??Università  e alla ricerca e quelle degli studenti che vivono il disagio dellâ??incertezza delle prospettive del proprio futuro, emerse in occasione dellâ??inaugurazione dellâ??anno accademico dellâ??Università  degli Studi della Basilicata, meritano la massima attenzione e il massimo impegno istituzionaleâ?. Eâ?? quanto sostiene lâ??assessore regionale alla Formazione-Lavoro-Cultura Antonio Autilio sottolineando che â??è¨ da tempo in piedi il fronte unitario degli assessori regionali alla Cultura per riaprire, in sede di Conferenza Stato-Regioni, un tavolo di confronto con il Ministro Gelmini. Agli studenti che frequentano il nostro Ateneo â?? ha aggiunto â?? dobbiamo fornire risposte puntuali per garantire il diritto allo studio e per migliorare i servizi residenziali e culturali già  esistenti. Nel prendere atto dellâ??impegno del Governo nazionale a dare concreta attuazione con un primo finanziamento ai tre Centri di ricerca già  previsti con lâ??Accordo di Programma su ambiente e cultura, scienze della vita e neuroscienze e scienze biomolecolari, la Regione dal canto suo, per supportare lâ??attività  di ricerca, ha già  avviato un intenso programma di Alta Formazione con il bando relativo alla istituzione del Catalogo Regionale nel quale è¨ espressamente previsto che i centri di ricerca possano costituire efficaci e qualificanti partnership degli enti di formazione interessati alla proposizione di offerte formative di qualità , competenza e professionalità . Eâ?? immaginabile pertanto un ruolo di primo ordine dellâ??Enea, dellâ??Università ,del Cnr ,Telespazio ecc. Inoltre, il Dipartimento Formazione â?? ha continuato lâ??assessore - avvierà  con i centri di ricerca tavoli operativi e protocolli di intesa per progetti di ricerca e di alta formazione interessanti il profilo industriale, agro-alimentare-culturale ecc,che potranno vedere coinvolti numerosi giovani laureati lucani intesi a raggiungere una qualificazione professionale tale da poterli aiutare concretamente a trovare occupazione stabile allâ??interno della Regione e comunque una capacità  competitiva assoluta. In buona sostanza â?? ha continuato Autilio â?? in adesione con quanto voluto dallâ??Unione Europea, la Regione Basilicata sta lavorando nellâ??attività  di ricerca in tutti i campi, al servizio dellâ??imprenditoria produttiva ed industriale, in attuazione dell'Accordo Quadro tra la Regione ed il Consiglio nazionale delle ricerche, ma anche nei beni cosiddetti immateriali e culturali come, sta avvenendo con il Progetto Alba, tenuto conto che il patrimonio linguistico della Basilicata, con la sua frammentazione e diversificazione, è¨ un laboratorio naturale per gli studi di dialettologia poiché© coesistono su un territorio di dimensione limitata sistemi dialettali diversi con la presenza di una comunità  albanofonaâ?. Nel ricordare inoltre â??i buoni risultatiâ? raggiunti attraverso il Programma Mobidik con il finanziamento di percorsi individuali di mobilità  geografica in contesti accademici a favore di dottorandi di ricerca lucani, lâ??assessore ha sottolineato che â??puntare sul capitale umano, qualificarlo, e prepararlo alle sfide rappresenta un ambizioso traguardo che costituisce di fatto un'opportunità  per attraverso una formazione che sia il risultato di una progettazione partecipataâ?. bas 02

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Scuola. Gelmini: Cittadinanza e Costituzione al via da settembre (sezione: Scuola)

( da "Legambiente" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

Comunicati stampa 04/03/2009 17:21 Scuola. Gelmini: Cittadinanza e Costituzione al via da settembre Legambiente: “Bene, ma l?impegno educativo sia trasversale alle discipline e ispirato alle buone pratiche già in campo” “Ci sembra importante che finalmente si stia ponendo un'attenzione specifica all'educazione alla cittadinanza e alla costituzione. Ma dobbiamo essere altresì consapevoli che questa educazione dei cittadini non si può esaurire nell'arco temporale delle 33 ore annuali previste, ma va curata nel modo di fare scuola, trasversalmente alle discipline, promuovendo un attivo scambio con il territorio, la partecipazione e le esperienze di volontariato”. Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente ha commentato la notizia dell?introduzione della materia Cittadinanza e Costituzione. “Su questo versante - ha continuato Cogliati Dezza - la scuola italiana ha una grande tradizione e un patrimonio diffuso di buone pratiche che non devono andare disperse, ma devono anzi riuscire a trovare in questo nuovo impegno per l'educazione alla cittadinanza e alla costituzione una adeguata valorizzazione”. L?ufficio stampa 06.86268376 – 79 – 99 Torna all'elenco delle notizie

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A lezione di Costituzione fin dall'asilo per imparare ad essere bravi cittadini (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 54 del 2009-03-04 pagina 0 A lezione di Costituzione fin dall'asilo per imparare ad essere bravi cittadini di Francesca Angeli Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini annuncia che dal prossimo settembre in tutte le scuole si insegnerà "Cittadinanza e Costituzione ". Alle superiori partirà pure l'educazione stradale con la possibilità per gli studenti di conseguire il patentino. Roma. Arrivano in classe l'insegnamento della Costituzione, l'educazione ambientale, alimentare e pure quella stradale. Con la possibilità di prendere il patentino per gli studenti delle superiori. Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, illustra una serie di novità che saranno operative già dal prossimo anno scolastico. Da settembre si parte con l'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione", un'iniziativa molto attesa dallo stesso presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in diverse occasioni aveva sollecitato il governo in questo senso. Attenzione però la Gelmini tiene a sottolineare che non si tratta di un recupero della "vecchia" educazione civica. «Ci sarà un nuovo approccio, con nuovi contenuti e una nuova apertura all'esterno -spiega il ministro- Non ci saranno nuovi professori ad insegnarla e neppure verrà modificato l'orario scolastico. Assumeranno invece maggiore importanza l'interdisciplinarietà, le sinergie, le comprensenze di elementi di storia, di geografia e più in generale dell'ambito umanistico». Si parte dal prossimo anno scolastico con la sperimentazione negli istituti di ogni ordine e grado. Alla materia "Cittadinanza e Costituzione" saranno dedicate 33 ore annuali, più o meno un'ora alla settimana. Una grande novità riguarda l'educazione stradale. «In quell'ambito orario potrà essere impartita pure l'educazione stradale con la possibilità del rilascio del patentino di guida agli studenti delle superiori- spiega la Gelmini- Ci sarà una forte collaborazione con gli enti locali: presenteremo più dettagliatamente il progetto entro un paio di settimane». A disposizione dell'iniziativa sono stati stanziati complessivamente tre milioni di euro. Per quanto riguarda l'insegnamento della Costituzione il governo ha pensato di coinvolgere direttamente scuole e studenti attraverso un concorso. Il bando sarà emanato entro maggio e i migliori progetti di sperimentazione verranno finanziati con un milione di euro. Sono due invece i milioni di euro messi a disposizione dal governo per le campagne di educazione stradale nelle scuole: in parte saranno ricavati dai proventi derivanti dall'incasso delle multe. Come si articolerà dunque l'insegnamento della Costituzione e della Cittadinanza? Nella convinzione che per diventare buoni cittadini è meglio cominciare a studiare da piccoli si partirà già nella materna. Nella scuola dell'infanzia si prevede di «trasmettere le conoscenze e le abilità specifiche sul concetto di famiglia, di scuola e di gruppo come comunità di vita e i modi di agire corretti con i compagni, i genitori, gli insegnanti e gli altri adulti». Alle elementari verranno fornite «le prime nozioni sulla Costituzione e sulla convivenza; i diritti fondamentali dell'uomo; il concetto di formazione sociale con particolare attenzione alla tutela del paesaggio, l'educazione stradale, la salvaguardia della salute, il valore della multiculturalità e del rispetto». Alle medie si approfondiranno gli argomenti relativi al «dettato costituzionale in tutte le sue parti, diritti e doveri del cittadino, diritti e doveri del lavoratore, studio del diritto internazionale in materia di diritti umani, studio delle istituzioni europee». Infine alle superiori si approfondirà il tema anche attraverso «la riflessione su problematiche attuali e la promozione dell'impegno in prima persona per il benessere proprio ed altrui anche attraverso i volontariato». In più si impartirà l'educazione stradale con la possibilità al termine del corso di conseguire il patentino. A fianco della Gelmini per presentare il progetto sull'insegnamento della Costituzione il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, il presidente dell'associazione Libera don Luigi Ciotti e il comandante della Guardia di Finanza Cosimo d'Arrigo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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8 marzo, un premio nazionale ai ragazzi del Romagnosi (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

8 marzo, un premio nazionale ai ragazzi del Romagnosi Quelli della seconda G l'hanno fatta «grossa». Sono entrati nell'aula computer e hanno messo in piedi una redazione televisiva. Un Tg, per essere precisi. Filippo si è messo giacca e cravatta, Elena il rossetto e il fard. E sul modello americano, questi due «giornalisti» in video, insieme ai compagni hanno realizzato un telegiornale dall'«A» alla «Z». «Tg donna», così si chiama il lavoro degli studenti del liceo «Romagnosi» che ha vinto il primo premio nazionale dell'8 marzo, per un concorso sul tema del «Coraggio delle donne». E sabato saranno premiati a Roma dal presidente Napolitano e dal ministro Gelmini. Duemila euro e l'onore di essere ricevuti al Quirinale. Pagina culturale, pagina di cronaca, sportiva e musicale. Tutto sul coraggio al femminile. Dal concerto alla Casa della musica per ricordare Miriam Makeba, la regina dell'afro music, al campo sportivo di Kabul, dove le donne con il velo si allenano per la partita di calcio. Commenti, servizi e interviste, come quella a una operatrice che lavora in una associazione di Parma che si batte per salvare le ragazze dalla strada, dallo sfruttamento della prostituzione: «Il coraggio - dice l'operatrice - me lo dà la loro sofferenza e la loro voglia di ricominciare. Dobbiamo punire gli sfruttatori, non loro, perchè non sono delinquenti». Parole forti e di denuncia. Ma perchè questi temi? «Sono temi che ruotano attorno alla differenza di genere - spiega l'insegnante di Storia e filosofia Emanuela Giuffredi -. Perchè penso che il riconoscimento della parità nella differenza sia ancora una strada lunga. E la scuola è il luogo primario dove educare al riconoscimento e alla valorizzazione della differenza anche e prima di tutto della differenza di genere». L'articolo completo di Mara Varoli su Parmagiornoenotte in edicola venerdì

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ÂÂ"CITTADINANZA E COSTITUZIONEÂÂ" AL VIA LA SPERIM (sezione: Scuola)

( da "WindPress.it" del 04-03-2009)

Argomenti: Scuola

04-03-2009 Il ministro Mariastella Gelmini ha presentato questa mattina a Palazzo Chigi il documento dâ??indirizzo per la sperimentazione dellâ??insegnamento di â??Cittadinanza e Costituzioneâ?. Grazie allo studio di questa nuova materia gli studenti avranno lâ??opportunità  di approfondire il testo della nostra Carta Costituzionale, sperimentare forme di partecipazione attiva alla vita democratica, affrontare i temi dellâ??educazione ambientale, lâ??educazione stradale e il volontariato. Cittadinanza e Costituzione verrà  insegnato durante le ore di storia e geografia e studi socialiPercorsi per le scuole:Il documento di indirizzo per la sperimentazione dellâ?? insegnamento di â??Cittadinanza e Costituzioneâ? prevede, per ogni ordine e grado di istruzione, percorsi specifici: Nella Scuola dellâ??infanzia: si dovranno trasmettere conoscenze specifiche sul concetto di famiglia, di scuola e di gruppo, i modi di agire corretti con i compagni, con i genitori, con gli insegnanti e con gli altri adulti.Nella scuola primaria (scuola elementare): si dovranno insegnare le prime nozioni sulla Costituzione e sulla convivenza, in particolare i diritti fondamentali dellâ??uomo, il significato delle formazioni sociali, lâ??importanza della tutela del paesaggio, alcune basilari nozioni di educazione stradale, la salvaguardia della salute, il valore del rispetto delle regole.Nella scuola secondaria di primo grado (scuole medie): si studierà  la Costituzione, con una particolare attenzione ai diritti e ai doveri del cittadino a il diritto internazionale in materia di diritti umani.Nella scuola secondaria di secondo grado (scuole superiori): si dovrà  approfondire lo studio della Costituzione anche attraverso lâ??analisi dellâ??attualità , la messa in pratica del proprio impegno nel volontariato, la promozione del rispetto e della tutela dellâ??ambiente, la promozione del fair play e dei valori positivi dello sport e i principi dellâ??educazione stradale.Il Ministero dellâ??Istruzione, inoltre, attraverso lâ??Agenzia scuola, proporrà  dal prossimo settembre a tutte le scuole dei percorsi e delle attività  di formazione per gli insegnanti  offrendo materiali che potranno essere utilizzati per insegnare la nuova materia. Entro fine maggio verrà  emanato un bando di concorso per le scuole di ogni ordine e grado per finanziare con un totale di 1 milione di euro le migliori proposte di sperimentazione, cosi da costituire una rete di riferimento della materia, nei suoi sviluppi.Cosa tener presente per la sperimentazione:Realizzare un sistema di documentazione delle buone pratiche;promuovere la partecipazione attiva degli studenti in attività  di volontariato, di tutela dellâ??ambiente, di competizione sportiva corretta e di educazione alla legalità ;promuovere la partecipazione e la condivisione nella stesura del Regolamento di Istituto;attivare forme di collaborazione con soggetti diversi (famiglie, istituzioni locali, agenzie culturali ed educative);costruire e mettere a disposizione degli insegnanti percorsi di sensibilizzazione e di formazione. Cosâ??è¨ â??Cittadinanza e Costituzioneâ?: Eâ?? una disciplina di studio introdotta nei programmi di tutte le scuole di ogni ordine e grado dalla legge 169 del 30/10/2008. Si tratta di un insegnamento che, oltre ai temi classici dellâ??educazione civica comprende anche lâ??educazione ambientale, lâ??educazione alla legalità , i principi di una corretta competizione sportiva e i valori del volontariato, le basi dellâ??educazione stradale e dellâ??educazione alla salute, il valore del rispetto delle regole. Perché© â??Cittadinanzaâ?? Perché© gli studenti sono giovani cittadini che esercitano diritti inviolabili e rispettano i doveri inderogabili della società  di cui fanno parte ad ogni livello - da quello familiare a quello scolastico, da quello regionale a quello nazionale, da quello europeo a quello mondiale - nella vita quotidiana, nello studio e nel mondo del lavoro.Perché© â??Costituzioneâ?? Perché© ogni studente dovrebbe conoscere la Costituzione, documento fondamentale della nostra democrazia e â??mappa di valoriâ? utile per esercitare la cittadinanza a tutti i livelli.  La scuola come palestra di democrazia La scuola italiana può² e deve essere una palestra di democrazia. Per questo particolare importanza sarà  data alla partecipazione attiva degli studenti a tutti i livelli: dalla rappresentanza di classe a quella dâ??Istituto, dallâ??impegno nelle Consulte provinciali degli studenti a quello nelle Associazioni studentesche. Cittadini italiani, cittadini del mondo Educare alla cittadinanza e alla Costituzione è¨ anche lâ??occasione per costruire nelle nostre classi, dove sono presenti ragazze e ragazzi con provenienze, storie, tradizioni e culture diverse, delle vere comunità  di vita e di lavoro, che cerchino di dare significati nuovi alla convivenza ed elaborino percorsi che costruiscano contemporaneamente identità  personale e solidarietà  collettiva, competizione e collaborazione.

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