HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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toARTICOLI DEL 30 agosto – 2 settembre
2008 #TOP
·
Articoli
Scuola (70)
E
col maestro unico addio a sessantamila cattedre - salvo intravaia
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Per centrare
l'obiettivo annunciato l'altro ieri dalla Gelmini "occorre bloccare le assunzioni
nella scuola primaria per 11 o 12 anni": bisogna infatti aspettare i
pensionamenti, che nel 2008 alla primaria hanno superato di poco le 5mila
unità, per tagliare tanti posti. "Eventualità che ? continua Di Menna ?
"educazione
civica così ho ispirato la riforma gelmini"
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Cronaca Il
preside "Educazione civica così ho ispirato la riforma Gelmini"
MILANO - Per gli studenti delle medie Tiepolo le lezioni obbligatorie di
educazione civica non sono una novità. La scuola milanese propone come materia
lo studio delle regole e dei valori già dal 2005, con interrogazioni e voto in
pagella.
"quattromila
scuole a rischio chiusura" allarme per i tagli, sindaci in rivolta - mario
reggio ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il decreto
delega al ministro Mariastella Gelmini il compito di elaborare, entro 45
giorni, un piano per raggiungere gli obiettivi. Il ministro ha prima annunciato
che gli accorpamenti riguarderanno le scuole con meno di 500 alunni, poi, nel
corso degli incontri con le organizzazioni sindacali ha parlato di un tetto
minimo di 600 studenti.
I
tagli alla scuola contraddicono il ministro - salvatore settis
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
lo si vede
subito, sono in sintonia con la preoccupazione del ministro Gelmini di
"rimettere al centro della scuola il merito e la responsabilità", di
immaginare la nostra scuola (la scuola della Repubblica Italiana) come il luogo
in cui si alimenta "una visione, una cultura, un'idea dell'Italia e del
suo futuro".
Tagli
da roma e maestro unico "a rischio oltre 2100 insegnanti" - stefano
parola ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Maria Stella
Gelmini. Un'ipotesi che, secondo Cosimo Scarinzi del sindacato Cub,
"scarica sulla scuola elementare il 40% dei tagli previsti della
finanziaria". Secondo alcune stime, si parla di oltre 2.100 docenti in
meno negli istituti pubblici torinesi a partire dall'anno scolastico 2009/2010,
più 1.
Università,
l'assalto dei prof idonei - ottavia giustetti
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ministro
Gelmini I tre atenei hanno messo in palio quasi 170 cattedre raddoppiate con il
sistema degli ex-aequo OTTAVIA GIUSTETTI L'università piemontese apre le porte
a trecento e più nuovi professori associati e ordinari. Sono inconsueti i
numeri che caratterizzano l'ultima tornata di concorsi per docenti di seconda e
terza fascia che sono stati banditi tra la fine di giugno e l'
148
scuole rischiano di scomparire ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il numero
degli istituti toscani con meno di cinquecento alunni, che a partire dal 2009,
potrebbero sparire a causa degli accorpamenti che il ministro dell'Istruzione
Maria Stella Gelmini sta prendendo in considerazione per realizzare gli
obiettivi posti dal decreto 112/08 sui tagli all'organico del personale
scolastico. SERVIZIO IN NAZIONALE.
Il
grembiule costa 8-9 euro, quello griffato arriva a 20
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione
Maria Stella Gelmini lo consiglia ma non lo impone: la decisione spetterà
dunque, in molti casi a lezioni già iniziate, ai singoli consigli d'istituto.
E' quello che accadrà, ad esempio, alla scuola primaria Spartaco Lavagnini,
dove la preside spiega che la scelta sarà fatta nel primo consiglio utile,
comunque a settembre inoltrato,
E
una media rilancia la divisa "alla fiore in maglietta blu"
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
è anche chi
giura di averci pensato ancora prima del ministro della Pubblica istruzione,
Maria Stella Gelmini. La preside della scuola media "Tommaso Fiore",
Felicia Positò, è certa di una cosa. "Il grembiule non è mai stato
cancellato - ha detto - e quindi non ha bisogno di essere reintrodotto. è solo
un segno di appartenenza alla scuola ed è giusto indossarlo".
La
frontiera di Barack ( da "Unita, L'"
del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
fra Gelmini e
Alfano, fra La Russa e Giovanardi. Guardo e ascolto un candidato alla
presidenza degli Stati Uniti che parla fra gli applausi che non finiscono mai e
dice frasi come queste: "Che cos'è il progresso? Certo non il numero di
milionari, certo non la colpa di essere poveri, certo non la pena di non avere
una assicurazione che paghi le spese mediche,
Una
mossa a sorpresa ( da "Unita, L'"
del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Questa
Gelmini d'Alaska di nome Sarah Palin si nutre di hamburger d'alce e guida
l'idrovolante, la chiamano "Sarah Barracuda": è stata reginetta di
bellezza, coi soldi del premio ha studiato e preso due lauree, ha giocato a
basket da capitano con una caviglia fratturata (ha vinto, ingessata), ha
sposato un eschimese miliardario campione di motoslitta,
L'inutile
spot in armi ( da "Unita, L'"
del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Stesso
l'impianto, anzi il look delle vacue proposte della Gelmini, che ha presentato
per la scuola un piano di restaurazione presessantottino, senza considerare che
formazione e ricerca dovrebbero magari guardare al futuro. Ma basterebbe capire
che, per entrare nel terzo millennio, il grembiulino non basta.
La
Ricostituente ( da "Unita, L'"
del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Mariastella
Gelmini e all'amato presidente Berlusconi!) cominceremo a studiare la
Costituzione della nostra Repubblica nata dalla Resistenza, approvata 60 anni
fa dai nostri Padri Costituenti. Ve la racconto in poche parole, poi la esami-
neremo articolo per articolo.
Il
grembiule a scuola è una maschera ipocrita
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
grandi,
concreti della scuola, le idee della Gelmini sono pettegolezzi,
frattaglie". MARIO LODI il maestro per eccellenza, il pedagogista ad
honorem che insegna dal '48, prima alle elementari, poi sul territorio,
commenta le scelte del ministro Gelmini: "Il voto? È un ritorno alla
scuola per analfabeti".
ROMA
? Quanto merita Silvio Berlusconi volendo usare, ora che sono tornati di moda,
i voti da uno a ... ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
estate con
una punta di giudizio politico: nove a Tremonti, non difficile da immaginare in
grembiulino come vuole la Gelmini. Nove perché il superministro dell'Economia
"è capace di apparire, contemporaneamente, su tre canali diversi". Il
dubbio è: quanto tempo gli resta per governare l'economia, "visto che
riempie tutti i palinsesti?".
Voto
in condotta o voto elettorale? ( da "Unita, L'"
del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Sarà bene
riflettere sulla confusione che non potrà non seguire all'uso del voto in
chiave repressiva (com'è nel caso della condotta). È dubbio che la repressione
sia efficace, ma è molto probabile che costituisca il punto di partenza per una
contaminazione nel giudizio di valutazione fra aspetti cognitivi, affettivi e
di socializzazione.
A
rischio decine di docenti e alcune classi
( da "Corriere
delle Alpi" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
attacco che
il ministro Gelmini e il governo stanno mettendo in atto contro un segmento
dell'istruzione che funziona serve a mascherare il vero intento, cioè il taglio
di centinaia di posti di lavoro in un campo che vede già il più grande numero
di precari. Questo significherà che molti di quelli che attendevano un posto
nei prossimi anni rimarranno a piedi,
Tir
salta la carreggiata sull'A4, sette i feriti
( da "Corriere
delle Alpi" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Intervengano
piuttosto sulla qualità delle infrastrutture stradali e sulla formazione dei
conducenti". Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti della
Camera insiste per sensibilizzare-prevenire-reprimere e conferma. l'inserimento
dell'educazione stradale tra le materie scolastiche dal parte ministro
Gelmini".
La
carica degli stranieri Oltre 600mila in aula: romeni al primo posto
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Per questo il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha spiegato ieri che "è
responsabilità della scuola far tornare a studiare l'italiano agli italiani e
farlo imparare agli stranieri che vogliono vivere in Italia". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Educazione
civica in 33 ore ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Come
annunciato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, l'apprendimento
riguarderà anche l'educazione ambientale, alla salute e quella stradale.
"Pensiamo che la scuola – ha spiegato Gelmini debba mettere al centro la
persona, quindi aiutare i ragazzi a essere cittadini consapevoli dei propri
diritti e dei propri doveri".
E
scoppia la web-corsa alle competenze
( da "Sole
24 Ore, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
hanno
iniziato a dare i voti al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini,
dedicandole addirittura una "Gelminoteca", una sorta di piccola
antologia on line di passaggi dedicati alla scuola. Oltre ai dubbi su "che
fine faranno gli insegnanti quando arriverà il docente unico", fa
discutere l'introduzione dell'educazione civica.
Elementari,
a rischio 83mila posti ( da "Corriere delle Alpi"
del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
All'indomani
del varo del decreto-Gelmini che ha reintrodotto a scuola i voti in pagella e
il voto in condotta, le polemiche non si placano. Nel mirino c'è soprattutto il
"sì" preventivo dato dal Consiglio dei ministri al ritorno del
maestro unico alle elementari dal 2009-2010.
Le
sorti magnifiche della cordata tricolore - eugenio scalfari
( da "Repubblica,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini. Ha
parlato Bombassei della Confindustria, anche lui magnificando la politica del
fare rispetto a quella del dire e bruciando il suo chicco di incenso al culto
berlusconiano. Qualcuno non ha mancato di indicare alla gogna i giornali
"radical-chic" che si ostinano a non unirsi al coro e che comunque
"non contano niente di fronte ai trionfali sondaggi di questo scorcio
agostano"
Il
silenzio del sud - nino alongi ( da "Repubblica, La"
del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ha iniziato
il leader della Lega Umberto Bossi e ha proseguito il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini. Non è stato un caso e neppure una svista. Bisognava, per
continuare nella discriminazione, ridicolizzare un settore, quello dell'istruzione,
che nel Paese è ancora in gran parte nelle mani di docenti che provengono dal
Sud e in particolare dalla Sicilia.
Precari,
i giorni dell'attesa via alle convocazioni dei prof - bianca de fazio
( da "Repubblica,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ministro per
la Pubblica istruzione Gelmini un incontro "per fare il punto sulla
situazione e per decidere insieme quali interventi mettere a punto sin dalla
prossima finanziaria. Un conto è razionalizzare il sistema scolastico. Un altro
- scrive Bassolino nel suo blog - è metterne in crisi le fondamenta e
impedirgli di compiere quel recupero di competitività che tutti
auspichiamo"
Luigi
merola ( da "Repubblica, La"
del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione
Maria Stella Gelmini. Invece tutti dovremmo riflettere non solo sui dati
dell'Ocse, che pure sono allarmanti sui ragazzi del sud, ma sul ruolo che la
scuola svolge nel nostro Mezzogiorno. In molti quartieri la scuola davvero
rappresenta spesso l'unica presenza dello Stato, l'unico presidio di legalità,
l'unico luogo di aggregazione,
"se
ci tolgono le aule molti lasceranno quest'isola"
( da "Repubblica,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Se venissero
applicati rigidamente i criteri presentati dal ministro dell'Istruzione
Gelmini, la scuolina di Capraia dovrebbe chiudere. "Ma sarebbe un grave
danno per tutta l'economia dell'isola - prosegue Antonella Vito - sarebbe un
invito per molti a lasciare Capraia perché senza scuola tutti quelli che hanno
figli se ne andrebbero.
"difenderemo
le piccole scuole" - laura montanari
( da "Repubblica,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Se il governo
mantiene quello che ha annunciato il ministro Gelmini ai sindacati e cioè che
verranno accorpati o chiusi gli istituti al di sotto dei 600 alunni, si stima
che la Toscana dovrà rinunciare a 148 scuole, per lo più elementari e medie
inferiori, concentrate in zone montane o in paesini isolati.
Tagli
per 379 scuole l'allarme dei comuni - camilla povia
( da "Repubblica,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
elenco è già
stato spedito dal ministro Gelmini A Bari gli istituti a rischio sono 15
CAMILLA POVIA Il grembiulino obbligatorio potrebbe essere l'ultimo dei
problemi. Quello che spaventa sono i tagli previsti dal decreto legge approvato
dal Parlamento. Rischiano di chiudere quattromila scuole in Italia, di cui
Nicola
Perfetto, 57 anni, insegna alla scuola Alonzi di Roma: la controriforma Gelmini
sarà una débacle per il sapere dei ragazzi
( da "Unita,
L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Nicola
Perfetto, 57 anni, insegna alla scuola "Alonzi" di Roma: la
"controriforma Gelmini" sarà una débacle per il sapere dei ragazzi.
Viaggio
nel liceo dove i voti non c'erano e si cercava la realtà
( da "Unita,
L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
inizio di una
storia che ora Mariastella Gelmini vuole cancellare, anche simbolicamente, con
il ripristino dei voti e del sette in condotta. Il trasloco. Due a due, con i
banchi in spalla, poi le sedie, la lavagna. Un pugno di studenti, un pugno di
insegnanti e un'idea fortemente sostenuta, guarda un po', dal ministro della
Pubblica istruzione Dc - era il 1970 -
Il
ritorno del maestro unico? Per i bambini è una sconfitta
( da "Unita,
L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
cura
dimagrante" alla scuola, con il "massacro" degli insegnanti
voluta dal duetto Gelmini-Tremonti - 90 mila insegnanti e 43mila bidelli e
segretari in meno entro il 2012 - debutterà invece successivamente. Ma è bene
prepararsi per tempo. Perchè le conseguenze saranno a catena, per i docenti, i
bambini e le stesse famiglie.
Le
piccole scuole rischiano di scomparire
( da "Corriere
delle Alpi" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
già approvato
dal Parlamento prima di agosto, delega il ministro dell'istruzione Gelmini ad
elaborare un piano per raggiungere gli obiettivi nella scuola (entro 45 giorni)
e al momento si prevede il taglio di oltre 100 mila insegnanti, 50 mila non
docenti e un numero imprecisato di plessi scolastici. Ma c'è ancora grandissima
incertezza.
Competenze
alla Regione ( da "Corriere delle Alpi"
del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Tutte le
preoccupazioni sulla scuola e le polemiche tra il ministro Gelmini e
l'assessore regionale Donazzan potrebbero non esserci, se il governatore Galan
avesse provveduto a chiedere allo Stato le deleghe su alcune materie. A
ribadire la necessità di un impegno più pressante di Galan sul 116 Cost. è il
capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale Gianpaolo Bottacin.
Uomini
o caporali se conta la divisa ( da "Repubblica, La"
del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ultima, dalla
Stampa di giovedì: "Il ministro Mariastella Gelmini è avvocato. Ma la sua
biografia ufficiale trascura un dettaglio: ha superato l'esame di Stato a
Reggio Calabria, non a Brescia o a Milano, dove ha sempre vissuto e
lavorato". Ahi ahi che dettaglio. L'incompletezza (mirata)
dell'informazione.
Lettere
e interventi ( da "Corriere della Sera"
del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ho letto sul
Corriere che il ministro Gelmini vuole reintrodurre i voti in numeri, per
ragioni di chiarezza. Ma io non ho mai avuto voti in numeri: da quando vado a
scuola, abbiamo sempre usato i giudizi, a cui sono abituato e che capisco
benissimo. Forse i voti in numeri saranno più chiari per i nostri genitori, o i
nostri nonni: a noi dovranno spiegarceli.
Un
giorno perfetto ma è solo la sagra dei luoghi comuni
( da "Corriere
delle Alpi" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
è lo stesso
bullismo che nelle elementari pubbliche (ministro Gelmini, possibile?), e via
andare. Ma è anche un film che delinea un mondo con ingenuità abnormi,
impossibili da condividere se non collocandole ai margini del paradosso, come
la ragazza che si diverte a raccontare che il suo ragazzo, di professione
ballerino, danza con un amico invece che con lei.
In
classe entra la "civilisation valdôtaine"
( da "Stampa,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
GELMINI
Sindacato In classe entra la "civilisation valdôtaine" Allo studio la
compatibilità del decreto con le leggi locali. "Sì" al voto in
condotta [FIRMA]SILVIA TAGLIAFERRI AOSTA Ritorno dei voti in pagella,
bocciatura con
Scuole,
il caso sicurezza ( da "Stampa, La"
del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Manuela
Cappello) e La Spezia (Anna Maria Mascardo) ha spedito una lettera al ministro
Gelmini. Secondo i tre assessori la riforma scolastica non può essere
affrontata con un decreto legge ma "attraverso una più laboriosa ma
proficua convergenza con istituzioni regionali, enti locali, parti sociali e
associazioni di categoria".
Inizio
scuole a ottobre c'è un ritorno di fiamma
( da "Stampa,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Mariastella
Gelmini ha sottolineato (in un articolo uscito su La Stampa il 24 agosto), che
l'Italia è un paese turistico ed è un peccato perdere un mese così bello stando
in aula. Ad accorgersi di quanto settembre possa essere importante per
rilanciare il turismo sono stati, diversi anni fa, Giuseppe Maiellano,
presidente provinciale di Confesercenti,
La
scuola modello Milano: i più bravi? Vacanza-premio
( da "Corriere
della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ragazzi
residenti a Milano U come maestro unico e voti in pagella Già oggi i dirigenti
delle elementari si riuniranno in assemblee per discutere e applicare la novità
stabilita dal governo. Ma sulla fine delle "compresenze in classe" i
sindacati già annunciano mobilitazioni V come Venezia I ragazzi dell'istituto
professionale Kandinsky hanno cucito gli abiti per una scena del film "
Intelligenza
e carattere crescono solo se si accettano le sfide
( da "Corriere
della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il ministro
Mariastella Gelmini, che ha incominciato a ridare metodo, rigore e disciplina
alla scuola, dovrà fra poco accingersi a colmare questo pauroso vuoto di
preparazione tecnica degli italiani creando licei tecnici e lauree brevi dove,
anziché chiacchiere, si imparano mestieri moderni.
GLI
ISTITUTI DI ENOLOGIA ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Nei giorni
scorsiè stato presentato uno studio al ministro Maria Stella Gelmini".
Passaggio a istituti tecnici Ci sono quindicenni che s'iscriverebbero a queste
scuole superiori? "Chi sceglie la laurea in enologia fa un percorso molto
specifico.All'istituto per l'enologia,anche se le materie preponderanti sono
agrariae viticoltura, si studiano chimica, fisica, matematica.
Il
prete ( da "Corriere della Sera"
del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-01 num: - pag: 14
categoria: BREVI Il prete Don Antonio Mazzi è contrario al ritorno del voto in
condotta. E ricorda che in terza media, a 14 anni, fu bocciato "proprio a
causa di quel
Don
Mazzi: tentai il suicidio per un sette in condotta
( da "Corriere
della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
E la sua
avversione per le riforme del ministro Gelmini ha un versante privato doloroso.
Alla Festa del Pd di Firenze ricorda che in terza media, a 14 anni, fu
bocciato: "Proprio a causa di quel
Il
ministro ( da "Corriere della Sera"
del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-01 num: - pag: 14
categoria: BREVI Il ministro Per il ministro dell'Istruzione Mariastella
Gelmini il voto in condotta "è una risposta urgente di fronte ai casi di
bullismo". Ora la bocciatura scatterà col 5 e non più col 7.
Scuola,
Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori denunciano speculazione sul prezzo
del grembiule ( da "Sestopotere.com"
del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione
Mariastella Gelmini di ripristinarlo per gli alunni delle scuole primarie ha
determinato un rialzo dei prezzi assurdo, che non può certo trovare
giustificazione in un aumento della domanda. Si tratta di un rialzo medio del
41,1 % rispetto al 2007 e del 102,3 % (più del doppio) rispetto al 2001, ossia
quando avevamo la vecchia lira.
Una
scuola feudale ( da "AprileOnline.info"
del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
approfondimento
La riforma Gelmini aspira a piegare la formazione alle leggi del mercato e si
tradurrà in una rete di clientele politiche che potranno gestire, con i soldi
della collettività, tutta l'istruzione, con la conseguenza che i docenti
verranno espropriati della autonomia didattica e la cultura sarà svilita A
ridosso d'inizio anno scolastico,
Caro
scuola: speculazione sul costo del grembiule: + 41,1% rispetto al 2007
( da "Sestopotere.com"
del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Effetto
Gelmini sul costo dei grembiuli. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori
denunciano quest'anno una speculazione senza precedenti sul prezzo del
grembiule. Evidentemente la proposta del ministro dell'Istruzione Mariastella
Gelmini di ripristinarlo per gli alunni delle scuole primarie ha determinato un
rialzo dei prezzi assurdo,
Nessuno
può insegnare con 1200 euro al mese - pietro citati
( da "Repubblica,
La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La polemica
Scuola, le riforme della Gelmini non toccano il cuore del problema Nessuno può
insegnare con 1200 euro al mese PIETRO CITATI La naftalina mi è sempre piaciuta
moltissimo: al contrario che a Michele Serra, il quale trova un forte odore di
naftalina nelle riforme scolastiche proposte dal ministro Gelmini.
I
sindacati davanti all'ufficio regionale "no alle scuole fondazioni e ai
tagli" ( da "Repubblica, La"
del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ultimo
decreto del ministro Gelmini e alle ricadute che esso avrà sulla qualità del
servizio scolastico. A repentaglio, secondo le forze sindacali, è il diritto
all'istruzione pubblica. Tre i punti contestati: la proposta di trasformazione
degli istituti scolastici in fondazioni, la diminuzione delle risorse e il
taglio di 150 mila lavoratori nelle scuole -
"elementari,
con il maestro unico tagli di quasi duemila insegnanti" - tea maisto
( da "Repubblica,
La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione
Mariastella Gelmini, tra Roma e provincia ci sarebbe un taglio di circa 1.800
insegnanti della scuola primaria. E gli attuali precari, circa 1300, sarebbero
disoccupati, mentre gli altri 500 potrebbero essere riassorbiti dai
pensionamenti". A lanciare l'allarme è Domenico Rossi, segretario generale
della Cgil-scuola di Roma e del Lazio.
Gare
di graffiti sui muri delle scuole - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Milano Gare
di graffiti sui muri delle scuole La Provincia: "Basta con il clima da
caserma della Gelmini" Sgarbi e Dario Fo nella giuria. In cambio i ragazzi
devono cancellare le scritte dentro e fuori l'istituto FRANCO VANNI Una borsa
di studio ai graffitari. Un assegno agli studenti che disegnano sui muri della
scuola i dipinti più belli, con pennelli e bombolette spray.
Scuole,
a rischio il 20 per cento solo a bari 72 sono da chiudere - camilla povia
( da "Repubblica,
La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La proposta
del ministro Gelmini non è ancora diventata legge ma nel mondo scolastico
pugliese è già caos. Anche perché, al numero di per sé già così vasto di scuole
a rischio chiusura, vanno aggiunti anche i plessi e i presìdi, quelle realtà
scolastiche molto piccole che non hanno una propria dirigenza ma che sono
annesse alla sede centrale.
"bisogna
abbassare subito il tetto sino a 300 studenti restino aperte"
( da "Repubblica,
La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Nei tagli di
cui sta parlando in questi giorni il ministro Maria Stella Gelmini, sono
inclusi anche i piccoli presìdi, le scuole distaccate che dipendono dalla sede
centrale. "Non saranno risparmiati neanche loro, neanche le piccole realtà
che hanno meno di 100 alunni. Sono le così dette scuole "succursali",
i presìdi che caratterizzano ancora la nostra realtà pugliese.
La
scuola di Mariastella: meno lezioni per tutti Il nuovo slogan del ministro
Gelmini: semplicità, autonomia, merito. Ma intanto taglia fondi e ore
( da "Unita,
L'" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
/ Roma Il
GELMINI-PENSIERO val bene, così pensa lei, una vera strategia mediatica. Ed
ecco che la ministra all'istruzione ha deciso di affidare a Famiglia Cristiana
e a Radio City le sue riflessioni in materia scolastica. Che si declinano in
uno slogan.
Scuola,
stranieri in classe fino a 9 su dieci È già fuga dei prof da Milano: troppo
cara ( da "Corriere della Sera"
del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Appena
incaricati, decine di professori provenienti dal Sud hanno deciso di lasciare
la cattedra e tornare a casa. Presidi in rivolta. Il ministro Gelmini:
"Stiamo studiando di introdurre incentivi per i professori affinché
assicurino la presenza in classe per cinque anni". A PAGINA 3 Sacchi.
<Milano
è una città troppo cara> E i prof già nominati tornano a casa
( da "Corriere
della Sera" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il ministro
Mariastella Gelmini ha condannato questo esodo in nome della continuità
dell'insegnamento ("Stiamo studiando la possibilità di introdurre degli
incentivi per i professori affinché assicurino la propria presenza in classe
per cinque anni"), ma per quest'anno le cose rimangono invariate.
La
scheda ( da "Corriere della Sera"
del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
BREVI La
scheda Le dimissioni Decine di professori del Sud, appena incaricati dal
provveditorato, hanno deciso di non prendere la cattedra per ritornare al paese
d'origine Il governo Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, studia
la possibilità di introdurre incentivi per i professori. Obiettivo: garantire
la presenza in classe per cinque anni.
Rischio
di ingorgo per la manovra ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
quello del
ministro Gelmini sulla scuola ( voto in condotta). Il "via" in Aula è
invece fissato per il 16 settembre. Anche a Montecitorio il menù è ricco. Al
primo posto c'è il disegno di legge del Governo sulle intercettazioni. Ma
corposo, aspettando la Finanziaria snella, è anche il capitolofinanza pubblica.
Scuola,
il maestro unico è già diventato legge
( da "Corriere
della Sera" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
rispetto alle
versione illustrata dalla Gelmini. Ieri il presidente della Repubblica ha
firmato il provvedimento. Ci sono dentro, a sorpresa, anche il maestro unico e
l'adozione dei libri con cadenza quinquennale. Il senso della modifica del
decreto? Anzitutto rendere più cogente il ritorno al modello tradizionale di
scuola elementare.
Corsia
veloce per il maestro unico ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
testo
bloccati nelle riedizioni per almeno cinque anni il ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini, accelera. Con i provvedimenti contenuti nel testo del
decreto legge 137, approvato dal Consiglio dei ministri giovedì 28 agosto e
pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" di ieri. Decreto legge che
somiglia molto a un cilindro da mago, in cui si sono ritrovati svariati
interventi.
Alla
scuola dei bulli ( da "Corriere della Sera"
del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ministro
Gelmini. è un vero peccato, perché questa lettura gli avrebbe evitato molte
sciocchezze, come ad esempio dire che solo la scuola della riforma del 1971 -
quella che ha abolito il maestro unico, per intenderci - era interclassista. La
classe di deamicisiana memoria, e si parla di scuola umbertina, già era un
vivido esempio di coesistenza fra alunni di diversi strati sociali.
I
grembiulini non convincono le scuole romane
( da "Corriere
della Sera" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Intanto,
sulle nuove proposte del ministro Gelmini, gli istituti scolastici romani
sembrano avere le idee chiare. L'argomento grembiulini tra i banchi, in molte
scuole elementari, non è neanche stato affrontato; in altre, le direttive per i
tanti genitori che chiedono informazioni sono di non comprarli.
Non
solo Alitalia, arriva la crisi d'autunno
( da "Corriere
della Sera" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
riforma
Gelmini sono ancora tutti da valutare. E l'onda lunga della crisi penalizza il
commercio: la piccola distribuzione è sull'orlo del collasso, ma ormai perde
colpi anche la grande. Aria di crisi anche all'ombra del Colosseo, dunque. E il
modello- Roma di veltroniana memoria, se davvero è esistito, ormai è comunque
un ricordo del passato.
Casacca
e distintivo In divisa fra i banchi si anticipa il ministro
( da "Giornale.it,
Il" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ha deciso di
anticipare le disposizioni del ministro Mariastella Gelmini. Tutti sembrano
d'accordo. L'innovazione l'hanno decisa insegnanti e genitori a giugno, ma la
comunicazione è arrivata solo adesso, con la pubblicazione sul sito della
scuola. "Da lunedì prossimo - si legge - gli alunni della scuola primaria
indosseranno un grembiule bianco, e quelli delle medie una divisa.
Il
5 in condotta e la Costituzione ( da "AprileOnline.info"
del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
2 Il voto
punitivo introdotto dalla ministra Gelmini pone un problema costituzionale. Se
perfino ai delinquenti è riconosciuto il diritto ad un processo e a una difesa,
cosa è previsto per gli studenti accusati di lesioni gravi alle regole della
scuola o della comunità? La scuola è un luogo socialmente denso: il disagio
sociale talora esplode nella svariate forme di bullismo,
Scuola
primaria, arriva il colpo letale ( da "AprileOnline.info"
del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Non a caso la
ministra Gelmini, distintasi per questo tentativo, ha scelto di visitare i
ciellini riunitisi a Rimini nei giorni scorsi E' un genio. Superate le
malignità delle prime ore e le riserve di quelle successive, la ministra
Gelmini ha rivelato al mondo la ragione della sua attuale occupazione.
Mancano
meno di quindici giorni al suono della prima campanella, previsto per lunedì 15
settemb ( da "Stampa, La"
del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
dal ministro
Gelmini, mentre non cala l'attenzione sui fenomeni bullismo e droga. Il
dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Savona (ex Provveditorato agli
studi), Carla Barzaghi, fa il punto della situazione. Dottoressa Barzaghi, il
taglio degli organici non rischia di creare sovraffollamento e condizionare la
qualità dell'
"Cairo
rischia di restare con solo una scuola La gente deve protestare"
( da "Stampa,
La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Mariastella
Gelmini ha prima annunciato che gli accorpamenti riguarderanno le scuole con
meno di 500 alunni, poi, ha parlato di un tetto minimo di 600 studenti.
Impossibile da raggiungere se non con un'unica sede per ogni istituto
comprensivo. Il dirigente scolastico cairese, Giovanni Bonifaccino, getta,
però, acqua sul fuoco: "Non è ancora chiaro cosa significhino questi
tagli,
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca La Uil: per
diminuire i posti il turn over sarà bloccato per dodici anni. Nessuno sbocco
per settantamila precari E col maestro unico addio a sessantamila cattedre
"Uno spreco, le nostre elementari sono tra le migliori al mondo"
SALVO INTRAVAIA ROMA - Il maestro unico cancellerà più di 60 mila cattedre. Lo
afferma il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna, che parla di
"proposta sbagliata". E precisa: "Non è soltanto una questione
di posti di lavoro: non siamo pregiudizialmente contro l'eliminazione degli
sprechi, dove esistono; ma l'idea di tornare nella scuola primaria al maestro
unico è sbagliata, basta guardare le rilevazioni internazionali per convincere
a non proseguire su questa strada che ci pare offuscata dalla ideologia".
I numeri della Uil sono eloquenti. Dal 1990, la scuola elementare funziona
utilizzando il modulo che prevede tre insegnanti su due classi. Considerando
soltanto le 104 mila classi a tempo normale (con orario antimeridiano), la
reintroduzione del maestro unico farebbe saltare 53 mila posti. Se si
considerano le 33 mila classi a tempo prolungato si supera facilmente il
traguardo delle 60 mila cattedre. E per il Centro studi per la scuola pubblica,
i posti in pericolo sarebbero addirittura 83 mila. Per
centrare l'obiettivo annunciato l'altro ieri dalla Gelmini "occorre bloccare le assunzioni nella scuola primaria per
11 o 12 anni": bisogna infatti aspettare i pensionamenti, che nel 2008
alla primaria hanno superato di poco le 5mila unità, per tagliare tanti posti.
"Eventualità che ? continua Di Menna ? pare assurda, perché in
contraddizione con l'idea manifestata dal ministro di rinnovare la scuola:
Come? Bloccando le assunzioni per oltre un decennio? E i 78 mila supplenti
iscritti nelle graduatorie provinciali, che fine fanno?". La crociata dei
sindacati è confortata anche dai dati internazionali, che pongono la scuola
elementare italiana fra le prime al mondo. Per il Timss & Pirls
International study center del Boston college (Massachusetts), che ha
recentemente diffuso i dati sulle competenze di Lettura degli alunni al quarto
anno di scolarizzazione (9 anni, in Italia), su 40 nazioni testate i nostri
bambini occupano il sesto posto davanti a Usa, Germania e Francia. Al centro
dello studio Pirls 2006 il concetto di Reading literacy: "L'abilità di
capire e usare quelle forme di linguaggio scritto richieste dalla società e/o
apprezzate dall'individuo". Anche nel Timss 2003 (che misura le competenze
in Matematica e Scienze) i bambini italiani di scuola elementare mostrano un
"livello di apprendimento significativamente superiore alla media".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca
Il preside "Educazione civica così ho ispirato la riforma Gelmini" MILANO -
Per gli studenti delle medie Tiepolo le lezioni obbligatorie di educazione
civica non sono una novità. La scuola milanese propone come materia lo studio
delle regole e dei valori già dal 2005, con interrogazioni e voto in pagella. Il programma su cui sono valutati
i 750 studenti è ampio: la Costituzione e le leggi, certo, ma anche il rispetto
per i più deboli, la segnaletica stradale e l'ecologia. Per introdurre il nuovo
insegnamento l'orario settimanale è stato portato da
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca
"Quattromila scuole a rischio chiusura" allarme per i tagli, sindaci
in rivolta Mille piccoli comuni potrebbero restare senza. Il Pd: un disastro
L'ex ministro Fioroni: "Così salta il diritto all'istruzione
pubblica" MARIO REGGIO ROMA - I piccoli comuni, quelli di montagna o delle
isole minori, dovranno dire addio alle scuole. Più di mille potrebbero cadere
sotto mannaia dei tagli prevista dal decreto approvato dal Parlamento. Ma se il
ministero decidesse di seguire la stessa strada per gli istituti con meno di
600 alunni il cataclisma colpirebbe più di 4 mila scuole. è l'effetto del
decreto 112/2008 che fissa in 7 miliardi e 800 milioni il risparmio della
Pubblica istruzione nei prossimi quattro anni. Una scelta che equivale ad un
taglio di 101mila insegnanti e 47mila non docenti. Il
decreto delega al ministro Mariastella Gelmini il compito di elaborare, entro 45 giorni, un piano per
raggiungere gli obiettivi. Il ministro ha prima annunciato che gli accorpamenti
riguarderanno le scuole con meno di 500 alunni, poi, nel corso degli incontri
con le organizzazioni sindacali ha parlato di un tetto minimo di 600 studenti.
"Un vero disastro - commenta l'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe
Fioroni - così salta il diritto universale all'istruzione pubblica garantito
dalla Costituzione, chi è ricco potrà permettersi le scuole di alto livello, le
altre famiglie dovranno accontentarsi di quello che resta, compresa la
formazione professionale. Il piano di Tremonti è ormai chiaro, e se andrà in
porto sarà un dramma per il Paese". Ma da dove escono fuori questi numeri
preoccupanti? "Siamo partiti dai dati ufficiali del ministero della
Pubblica istruzione relativi al 2007-2008 ed abbiamo elaborato una serie di
proiezioni in base ai tagli del personale ed alla consistenza numerica degli
studenti nelle scuole - chiarisce Mariangela Bastico, per anni assessore alla
scuola in Emilia-Romagna e viceministro di Giuseppe Fioroni - Abbiamo poi messo
in relazione i dati rispetto alle ipotesi di accorpamento per le scuole con meno
di 500 o di 600 alunni. Ne esce fuori un panorama molto preoccupante.
Presenteremo oggi i risultati dell'inchiesta alla festa nazionale del Pd a
Firenze". Vediamo, attraverso esempi pratici, cosa potrebbe accadere nel
prossimo futuro. Nelle grandi aree urbane, come Roma, Napoli, Palermo o Milano,
spostare una scuola di piccole dimensioni in un'altra non crea problemi
insormontabili. A parte le famiglie che hanno la scuola vicino a casa, in
genere, i bambini vengono accompagnati in macchina e si tratterebbe di fare
qualche chilometro in più. Certo ci potranno essere più disagi ed un aumento
dello stress da traffico, ma nelle città ci si è assuefatti. Altra storia è
quella che riguarda il piccolo paese nelle valli alpine, sull'Appennino
tosco-emiliano o sui monti del Sannio. Lì bambini e genitori saranno costretti
ogni mattina ad una levataccia, e dovrà essere il Comune ad organizzare il
servizio di trasporto scolastico. "Ho appena finito un incontro con un
gruppo di sindaci delle comunità montane a Barga, in provinicia di Lucca -
confida Mariangela Bastico - e dire che sono usciti molto preoccupati è dir
poco. A parte i problemi logistici e finzanziari, il problema è che si va verso
uno smantellamento della scuola come presidio sociale ed identitario, in piccoli
paesi dove ha già chiuso l'ufficio postale e magari anche la stazione dei
carabinieri". Ancora più drammatica la prospettiva per le piccole isole:
Lipari, Panarea, Pantelleria, Lampedusa, l'isola del Giglio, Ponza e tante
altre. Difficile trasferire i piccoli delle elementari con un gommone sulla
terraferma, condizioni meteo a parte. Ma in forza del principio dei tagli,
tutto è possibile. "Tagliare 100 mila insegnanti vuol dire cambiare il
sistema scolastico italiano - commenta Mariangela Bastico - ma non è
un'operazione campata in aria. Abbiamo 25 mila posti vacanti, ogni anno vanno
in pensione 30 mila insegnanti, quelli di ruolo si possono usare per cancellare
le supplenze. Non si licenzia nessuno ed in quattro anni si raggiunge
l'obiettivo di Tremonti. Ma i costi sarebbero pesantissimi: il definitivo
abbandono della scuola pubblica, ed il crollo definitivo del sistema di
istruzione".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Commenti I TAGLI
ALLA SCUOLA CONTRADDICONO IL MINISTRO La scure che si è abbattuta sui
finanziamenti non aiuterà ad introdurre un sistema di premi per chi lo merita
SALVATORE SETTIS è vero che la scuola nelle regioni del Sud è uniformemente di
basso livello, che i suoi insegnanti sono "indietro" rispetto ai loro
colleghi del Nord? No, non è vero. Ma allora è vero che la scuola italiana, pur
con tutti i suoi problemi, ha un livello uniforme su tutto il territorio
nazionale? No, nemmeno questo è vero. Ci sono disparità grandissime, a volte
fra scuole o licei della stessa città (che può essere Treviso o Catania), con punte
verso il basso che talvolta si concentrano in modo assai preoccupante in certe
zone del Paese (non necessariamente, non solo al Sud). Non è nemmeno vero che
nessuno se ne è accorto. In Calabria (cito, a scanso d'equivoci, la regione
dove la mia famiglia è radicata da quasi seicento anni) la Regione ha appena
lanciato, grazie al suo vicepresidente Domenico Cersosimo, un Piano d'azione
2007-2013 per complessivi 101 milioni di euro per l'istruzione e la formazione.
I presupposti (cito dal sito ufficiale della Regione): "Sappiamo che
esistono deficit e carenze che investono i nostri studenti, soprattutto a
livello logico-matematico" (Loiero); "dal punto di vista delle
competenze, la Calabria parte da uno svantaggio abissale, che è molto più pesante
di quello fisico o geografico" (Cersosimo). Con lungimirante intelligenza,
Cersosimo sottolinea che il Piano "vuole iniziare a colmare il deficit
nell'ambito del ciclo completo della formazione (...); si occupa di lavorare
sulla base ma non dimentica le punte. Si propone di agire in termini di
profezia perché mette finalmente in agenda la scuola e vuole premiare sia gli
studenti che i docenti". Parole d'ordine che, lo si
vede subito, sono in sintonia con la preoccupazione del ministro Gelmini di "rimettere al centro della
scuola il merito e la responsabilità", di immaginare la nostra scuola (la
scuola della Repubblica Italiana) come il luogo in cui si alimenta "una
visione, una cultura, un'idea dell'Italia e del suo futuro". è
esattamente quello che è mancato e che manca alla scuola italiana, come ha
scritto Galli della Loggia sul Corriere del 21 agosto. Essa riflette "la
crisi dell'idea di Italia, è lo specchio della profonda incertezza di chi a
vario titolo la guida", dal governo agli addetti ai lavori. Perciò occorre
"ridare profondità storico-nazionale alla scuola, riappropriarsi del
passato e della propria tradizione per ritrovarsi (...) riaffermando il
carattere multiforme ma unico e specifico dell'esperienza italiana, (...)
ricostituire culturalmente e organizzativamente il rapporto centro-periferia e
Nord-Sud". Il ministro Tremonti ha difeso sul Corriere i tagli a tutto e a
tutti in nome della riduzione del deficit pubblico, e ha avanzato per la scuola
alcune proposte, naturalmente a costo zero o con qualche risparmio:
reintrodurre i voti in luogo dei verbosi giudizi, tornare al maestro unico
nelle elementari, dare una qualche regola all'uso e all'abuso dei libri di
testo. Su queste proposte, personalmente sono d'accordo con lui. Ma Tremonti
sarà il primo a riconoscere che misure cosmetiche come queste non toccano il
cuore del problema. La scure che si è abbattuta sui finanziamenti non aiuterà
ad avere scuole meno fatiscenti e più attrezzate; non incoraggerà a introdurre
meccanismi premiali del merito; non capovolgerà, come sarebbe necessario, il
messaggio fondamentale che viene dal governo di turno: che la scuola è
marginale, conta poco o nulla rispetto alle priorità della politica. Come ha
scritto Adriano Prosperi su questo giornale (25 agosto), "dalle condizioni
sociali in cui si svolge la scuola nasce una disaffezione profonda e diffusa;
nasce anche un minaccioso processo di produzione di disadattati". In altri
Paesi, ma anche nel nostro in altri momenti della sua storia, dovrebbe
soccorrerci il richiamo alla Costituzione. La nostra pone la scuola fra i
meccanismi essenziali al "pieno sviluppo della persona umana" (art.
3), e prescrivendo l'uguaglianza piena dei cittadini privilegia "i capaci
e i meritevoli, anche se privi di mezzi". Ma oggi è di moda parlare di Costituzione
non per difenderla come un testo sacro (così fanno i cittadini degli Stati
Uniti), ma solo per dire che è invecchiata. Nella nostra Costituzione,
viceversa attualissima, troveremmo quello che stiamo cercando, "un'idea
dell'Italia", articolata con vivo senso della storia e con impressionante
lungimiranza. Ma vogliamo cercarla davvero, un'idea dell'Italia, vogliamo
davvero che la scuola ne sia il laboratorio e il tramite? Che cosa ha a che
fare con questo progetto il vilipendio all'inno nazionale impunemente
sbandierato da un ministro in carica? è forse "educativo"? E come è
possibile alimentare una qualsiasi idea dell'Italia mentre ci avviamo verso un
rassegnato federalismo senz'anima, senza che nessuno ci spieghi nemmeno quanto
costerà, quanti altri tagli di bilancio, quante ulteriori disuguaglianze finirà
col provocare?.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Torino
Il caso Circa duecentocinquanta professori "sprecati" per il problema
delle aule di ridotte dimensioni Tagli da Roma e maestro unico "A rischio
oltre 2100 insegnanti" STEFANO PAROLA Arriva settembre e la scuola si
rimette in moto. Con i soliti problemi e con all'orizzonte una sequela di tagli
che potrebbero abbattersi in un futuro non troppo remoto, come prevede la
manovra economica varata qualche settimana fa dal governo Berlusconi. I sindacati
sono già sul piede di guerra e fanno l'elenco dei punti deboli della scuola
torinese, a cominciare dalla sofferenza di organico e dalla ripercussione più
evidente sulla scuola elementare e sulle cosiddette "40 ore di tempo
scuola", cioè la forma di tempo pieno che oggi va per la maggiore:
"Sulla base di quanto richiesto dai genitori, mancano più di 190
insegnanti", accusa Igor Piotto, segretario provinciale della Flc-Cgil.
Paolo Iennaco, che da lunedì scorso è tornato alla guida dell'Ufficio scolastico
provinciale di Torino, si difende così: "Per l'anno scolastico che va a
iniziare ci sono 2.900 classi a tempo pieno, è una quota bloccata da anni e il
Ministero non ci consente di superarla. Quest'anno, però, il numero di studenti
in Piemonte è cresciuto, così da Roma ci permetteranno di aggiungere una
manciata di nuovi docenti, una decina circa". Insomma, cambiano le
esigenze della società (le famiglie in cui lavorano entrambi i genitori sono
sempre di più), ma la disponibilità di classi a tempo pieno cambia di poco.
"L'espressione "manciata" è sintomatica è sintomatica della
prospettiva che segna la scuola pubblica: non si fanno investimenti, ma si
distribuiscono le risorse che avanzano", commenta il sindacalista Piotti.
A livello regionale, si parla di 132 posti di lavoro in più, resi disponibili
dai 6.600 studenti in più, che da quest'anno sederanno soprattutto fra i banchi
delle scuole medie e superiori, dato che si tratta di un aumento essenzialmente
dovuto al fenomeno dell'immigrazione. E dire che una parte dei più di 48 mila
docenti che lavorano in Piemonte viene "sprecata" a causa di un
inghippo burocratico: "Alcune amministrazioni locali - spiega il direttore
Iannaco - mettono a disposizione dei locali inadeguati, che per motivi igienico
sanitari non consentono di ospitare più di 20-25 alunni. Questo ci costringe a
sdoppiare classi di 26-27 ragazzi, bruciando in Piemonte circa 250 posti
l'anno". Ma a incutere ancora più timore è il ritorno al maestro unico
preannunciato giovedì dal ministro dell'Istruzione, Maria
Stella Gelmini. Un'ipotesi
che, secondo Cosimo Scarinzi del sindacato Cub, "scarica sulla scuola
elementare il 40% dei tagli previsti della finanziaria". Secondo alcune
stime, si parla di oltre 2.100 docenti in meno negli istituti pubblici torinesi
a partire dall'anno scolastico 2009/2010, più 1.400 di personale
tecnico-amministrativo. "Con quest'ultimo decreto - commenta Silvia
Bodoardo, presidente del Coordinamento genitori di Torino - si distrugge il
tempo pieno. è una scelta che si ripercuoterà sulle famiglie, creando
discriminazioni tra quelle che potranno permettersi un doposcuola di serie A o
di serie B".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Torino
72 81 15 Università, l'assalto dei prof idonei Valanga di concorsi per
dribblare il blocco imposto dal ministro Gelmini I tre atenei hanno messo in
palio quasi 170 cattedre raddoppiate con il sistema degli ex-aequo OTTAVIA
GIUSTETTI L'università piemontese apre le porte a trecento e più nuovi
professori associati e ordinari. Sono inconsueti i numeri che caratterizzano
l'ultima tornata di concorsi per docenti di seconda e terza fascia che sono
stati banditi tra la fine di giugno e l'inizio di luglio scorso tra
Università di Torino, Politecnico di Torino e Università del Piemonte orientale
e che produrrà una specie di reclutamento di massa da qui a sei o sette mesi al
massimo. Due vincitori al concorso? "Da luglio si cambia" ha detto
Mariastella Gelmini. E per rientrare ancora nei
termini che prevedono la doppia idoneità la università italiane, e in
particolare quelle piemontesi, si sono affrettate a bandire più concorsi
possibili. Incontrando sulla strada un piccolo intoppo: approvata la nuova
manovra finanziaria ad agosto, si rischia che questa vera e propria carica di
neo-professori sia costretta ad aspettare la chiamata per un discreto numero di
anni. La partita si è giocata tutta nei tre mesi appena trascorsi. E per il
momento non è ancora conclusa. Il regolamento che prevedeva la doppia idoneità
- a ogni concorso per professore ordinario e associato venivano selezionati due
candidati che di fatto vincevano ex-aequo, poi l'ateneo che aveva bandito il
concorso ne chiamava uno e l'altro finiva in una lista di idonei alla quale le
altre università dovevano attingere se si liberava un posto - è sempre servito
per aggirare il blocco dei concorsi che periodicamente decideva il governo.
Emettere un nuovo bando è cosa che deve passare al vaglio del ministero, mentre
per assumere un nuovo professore (già idoneo come stabilito in un concorso
precedente) basta che l'università abbia le risorse sufficienti. Così anche nei
periodi, come quello recente (2006 e 2007), in cui il governo bloccava le
sessioni concorsuali, esisteva un bacino "di riserva" al quale si
poteva attingere. Il nuovo ministro ha irrevocabilmente deciso per un cambio di
rotta. Da luglio in poi qualunque concorso per professore ordinario e associato
sarà bandito sceglierà un solo candidato. Così gli atenei si sono affrettati.
Entro i primi giorni di luglio hanno bandito l'università di Torino 72
concorsi, il Politecnico
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Firenze
Meno di 500 alunni 148 SCUOLE RISCHIANO DI SCOMPARIRE Centoquarantotto scuole a
rischio. E' il numero degli istituti toscani con meno di
cinquecento alunni, che a partire dal 2009, potrebbero sparire a causa degli
accorpamenti che il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini sta prendendo in considerazione
per realizzare gli obiettivi posti dal decreto 112/08 sui tagli all'organico
del personale scolastico. SERVIZIO IN NAZIONALE.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Firenze
Le elementari Il grembiule costa 8-9 euro, quello griffato arriva a
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Bari La
preside: una polo con il nome dell'istituto, se l'accettano sarà per tutti E
una media rilancia la divisa "Alla Fiore in maglietta blu" In realtà
è ancora un decreto legge. Ma in Puglia, la proposta sull'uso obbligatorio dei
grembiuli nelle scuole medie, raccoglie i primi sì e accende anche le prime
polemiche. Alcune scuole di Bari sono più restie: la proposta sembra essere uno
squallido ritorno al passato. Altre invece fremono per la novità della divisa
obbligatoria. C'è anche chi giura di averci pensato ancora
prima del ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini. La preside della scuola media
"Tommaso Fiore", Felicia Positò, è certa di una cosa. "Il
grembiule non è mai stato cancellato - ha detto - e quindi non ha bisogno di
essere reintrodotto. è solo un segno di appartenenza alla scuola ed è giusto
indossarlo". La preside, grazie ai finanziamenti Pon dell'Unione
Europea, a giugno ha acquistato oltre duecento divise per i suoi ragazzi. Una
polo blu per maschi e femmine, con una scritta in giallo con il nome della
scuola. "I colori della maglietta ricordano la bandiera dell'Unione
Europea - ha detto la Positò - e da settembre proveremo ad usarla. Se andrà
bene e i ragazzi l'accetteranno le ordineremo per tutti". L'idea della
polo blu arriva quando ancora il ministro Gelmini non
aveva pensato a rivoluzionare le regole della scuola. "La nostra idea
delle magliette blu potrebbe essere un'alternativa al grembiule - ha concluso
la preside della Tommaso Fiore - perché io sono convinta che una divisa,
qualsiasi essa sia, abbia l'obiettivo educativo di combattere il consumismo più
sfrenato". Anche la scuola Giovanni Verga è favorevole al grembiule
obbligatorio ma con la voglia di apportare qualche modifica pugliese al disegno
di legge nazionale. "Bisogna restituire decoro alla scuola - ha detto il
preside Gaetano Modesto - e una divisa, al giorno d'oggi, è più che necessaria".
Un grembiule per tutti? "Assolutamente no - ha continuato il preside - la
divisa dovrebbero indossarla solo le ragazze. Il nostro regolamento d'istituto
vieta nudità in classe ma a dir la verità non è una regola sempre rispettata
qui da noi". Il dibattito sul grembiule è ancora aperto. Nella scuola
media Amedeo D'Aosta decideranno nei prossimi giorni. Indecisione anche nella
media Lombardi e in molte altre scuole del capoluogo. Chi invece ha già scelto
da quale parte stare e non lascia spazio a dubbi, è la preside della scuola
media Modugno. "Al posto che andare avanti, qui mi sa che torniamo
indietro - ha detto Angela Maria Iaquinta - Ricordo che negli anni novanta i
genitori guidarono una rivolta contro i grembiuli perchè erano un ostacolo alla
corretta crescita dei ragazzi. Ormai la divisa è una cosa che appartiene al
passato. Che senso potrebbe avere adesso?". Quello che è certo è che le
scuole sono in fermento per la nuova proposta. Lunedì ci sarà il primo collegio
docenti e si comincerà a discutere sull'eventuale uso del grembiule. E se il
decreto fosse trasformato in legge nei tempi previsti, le scuole di Puglia
dovrebbero iniziare ad abituarsi in fretta alle novità introdotte. (ca. po.).
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Furio Colombo
Guardo, ascolto il discorso di Barack Obama che viene da un altro mondo nella
notte del 28 agosto e mi rendo conto della distanza, come se ci fosse una
profonda sfasatura nel tempo e nella Storia. Guardo e ascolto dal fondo di un
fosso in cui sono stretto, spalla a spalla, fra Bossi e Borghezio, fra
Marcegaglia e Berlusconi, fra Gelmini e Alfano, fra La Russa e Giovanardi. Guardo e ascolto un
candidato alla presidenza degli Stati Uniti che parla fra gli applausi che non
finiscono mai e dice frasi come queste: "Che cos'è il progresso? Certo non
il numero di milionari, certo non la colpa di essere poveri, certo non la pena
di non avere una assicurazione che paghi le spese mediche, certo non
coloro che dormono per la strada, certo non i disoccupati che hanno perso il
lavoro e la casa, certo non l'America che affonda mentre noi la guardiamo.
Questa è l'America di Bush, l'America in cui vi dicono che se fate discorsi
come questi siete lamentosi. Andate a dirlo ai cittadini di New Orleans
abbandonata all'inondazione. Andate a dirlo alle famiglie dei soldati in Iraq.
La prossima settimana il partito Repubblicano farà la sua
"convention" e vi chiederà una proroga di altri quattro anni. Dite
no, dite basta!". segue a pagina 29.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Concita De Gregorio
Il contropiede di McCain, in fondo prevedibile, è stato andarsi a prendere
quello a cui Obama aveva appena rinunciato: una donna capace di far dimenticare
Hillary. Questa Gelmini d'Alaska di nome Sarah Palin si nutre di hamburger d'alce e
guida l'idrovolante, la chiamano "Sarah Barracuda": è stata reginetta
di bellezza, coi soldi del premio ha studiato e preso due lauree, ha giocato a
basket da capitano con una caviglia fratturata (ha vinto, ingessata), ha
sposato un eschimese miliardario campione di motoslitta, ha fatto cinque
figli di cui una down (lo sapeva dall'amniocentesi), l'ultima bambina è nata ad
aprile. Nel frattempo è diventata governatrice d'Alaska, la prima donna e la
più giovane avendo ella 44 anni, tre meno di Obama. È contro l'aborto e a
favore della pena di morte, incoraggia l'uso privato delle armi e
l'allattamento al seno dei neonati. Riassumendo. La somma aritmetica delle età
dei due candidati e dei loro vice torna pari: McCain (72) più Palin fa 116,
Obama più Biden (65) fa
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Maria Novella Oppo I
MINISTRI dell'attuale governo sono uniti dalla comune tensione verso la notizia
e l'immagine. Perciò, si spartiscono spazi quotidiani di comunicazione
adulterata, durante i quali sfuggono allegramente alla verità. Senza che
peraltro l'opposizione li inchiodi come dovrebbe, visto che i suoi
rappresentanti sono troppo distinti per mostrarsi in tv meno garbati ed
eleganti che se stessero partecipando a un convegno di studi. Così, ieri mattina,
il ministro La Russa ha potuto tranquillamente ripetere, sulle onde fin troppo
ospitali della nuova stagione di Omnibus, le sue panzane sulla funzione
salvifica di poche centinaia di militari sparsi per l'Italia, rimuovendo
abilmente il costo esorbitante dell'inutile spot in armi. Stesso
l'impianto, anzi il look delle vacue proposte della Gelmini, che ha presentato per la scuola un piano di restaurazione
presessantottino, senza considerare che formazione e ricerca dovrebbero magari
guardare al futuro. Ma basterebbe capire che, per entrare nel terzo millennio,
il grembiulino non basta. FRONTE DEL VIDEO.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Marco Travaglio
"Cari ragazzi, da oggi, grazie alla nostra eccezionale ministra
dell'Istruzione (un bell'applauso all'on. prof. Mariastella
Gelmini e all'amato
presidente Berlusconi!) cominceremo a studiare la Costituzione della nostra
Repubblica nata dalla Resistenza, approvata 60 anni fa dai nostri Padri
Costituenti. Ve la racconto in poche parole, poi la esami- neremo articolo per
articolo. L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e
garantisce il dovere della solidarietà. La sovranità appartiene al popolo,
dunque nessuno può eleggersi da solo. Tutti i cittadini sono eguali dinanzi
alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, religione, idee politiche,
condizioni personali o sociali: sia bianchi, sia neri, più o meno ricchi o
potenti che siano. Se uno viola la legge, ne risponde alla Giustizia,
foss'anche il capo del Governo. La Repubblica è una e indivisibile, dunque
niente Padanie o separatismi o seces- sioni. Promuove lo sviluppo della cultura
e della ricerca, perché l'arte e la scienza sono libere. Lo Stato e la Chiesa
sono indi- pendenti e sovrani. Dunque il Vaticano non può dare ordini al
Governo o al Parlamento. La scuola privata è autorizzata, ma senza oneri per lo
Stato. Lo straniero che viene da paesi dittatoriali ha diritto di asilo.
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa ad altri popoli e di
risoluzione delle controversie internazionali: per dire, non possiamo attaccare
altri stati sovrani, tipo Serbia, Iraq o Afghanistan. La bandiera è il
tricolore e tutti devono rispettarla, a cominciare dai ministri. Tutti hanno
diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e la stampa non può
essere soggetta ad autoriz- zazioni o censure, nemmeno quando pubblica verbali
o intercettazioni. Il lavoratore ha diritto a un salario proporzionato al
lavoro che fa e sufficiente ad assicurare a sé e famiglia un'esistenza libera e
dignitosa. Ergo, niente precariato. Tutti i cittadini devono pagare le tasse
per concorrere alle spese pubbliche in proporzione ai loro redditi. Chi ricopre
funzioni pubbliche ha il dovere di adempierle con disciplina e onore (il che
esclude imputati, condannati e anche prescritti: alla prescrizione si rinuncia
per farsi assolvere nel merito, altrimenti dimissioni). Ogni parlamentare
rappresenta l'intera Nazione senza vincolo di mandato. Il Presidente della
Repubblica rappresenta l'unità nazionale e giura al Parlamento fedeltà alla
Repubblica e alla Costituzione: quindi non può firmare leggi incostituzionali.
È lui che nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i
ministri. Dunque se un ministro fa pena o è imputato o non è degno della
carica, la responsabilità è anzitutto del Quirinale. Il Presidente del
Consiglio e i ministri sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio
delle loro funzioni, alla Giustizia ordinaria. Cioè, se il Parlamento dà il via
libera, devono essere processati come gli altri cittadini. La Pubblica amministrazione
deve ispirarsi al principio di imparzialità, perciò vi si può accedere solo per
concorso pubblico. Vietate lottizzazioni, favoritismi e sopra- tutto conflitti
d'interessi, perchè i pubblici dipendenti sono al servizio esclusivo della
Nazione. I giudici sono soggetti soltanto alla legge: non al Governo o al
Parlamento. Sono inamovibili. E si distinguono fra loro solo per diversità di
funzioni: una sola carriera, inseparabile. Il pm ha l'obbligo di esercitare
l'azione penale (che è obbligatoria, non discrezionale). La magistratura è un
ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Si autogoverna attraverso
il Csm. I processi devono avere una ragionevole durata. Le leggi
incostituzionali vengono cancellate ipso facto dalla Corte costituzionale, che
è lì apposta. La Costituzione non può essere modificata con leggi ordinarie, ma
solo con leggi costituzionali, approvate due volte da ciascuna Camera e, se non
ottengono i due terzi dei voti, sono sotto- poste al referendum popolare
confermativo. Dimenticavo: è vietato riorganizzare in qualsiasi forma il
disciolto partito fascista. Tutto chiaro, ragazzi? Domande?". Voce dal
fondo dell'aula: "Scusi, prof, ma di quale paese sta parlando?". Ora
d'Aria.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
"Il grembiule a
scuola è una maschera ipocrita" di Stefania Scateni "A nni fa, in una
scuola elementare, domandai ai bambini quali erano i loro sogni per il futuro.
Ha risposto subito Massimo: "Diventare miliardario!". Io ho detto
allora: "Che cosa ne fai di tutti questi soldi?" E lui: "Due
belle ragaze, due automobili nuove, ed essere così il più desiderato del
paese". Un sogno condiviso dagli altri bambini, che ci fa riflettere.
Ecco, questo è il modello che gli abbiamo dato scegliendo come premier una
persona che è diventata miliardaria. Oggi è difficile educare perché il nostro
impegno di formare, a scuola, il cittadino che collabora, che antepone il bene
comune a quello egoista, che rispetta e aiuta gli altri, è quotidianamente
vanificato dai modelli proposti da chi possiede i mezzi per illudere che la
felicità è nel denaro, nel potere, nell'emergere con tutti i mezzi, compresa la
violenza. A questa forza perversa noi dobbiamo contrapporre l'educazione dei
sentimenti: parlare di amore a chi crede nella violenza, parlare di pace
preventiva a chi vuole la guerra. Dobbiamo imparare a fare le cose difficili,
come disse Gianni Rodari in una delle sue ultime poesie: parlare al sordo,
mostrare la rosa al cieco, liberare gli schiavi che si credono liberi".
Mario Lodi ci racconta uno dei tantissimi dialoghi che ha avuto con i bambini.
Ne ha vissuti così tanti, costantemente, quotidianamente, che sarebbe
impossibile quantificarli. Perché Mario Lodi, maestro per tutta la vita, è un
maestro speciale. Perché sa che i bambini sono portatori di cultura. Perché ha
ridisegnato insieme ad essi la scuola e le sue metodologie. Perché dopo l'orrore
del fascismo, del carcere per motivi politici e della guerra, ha deciso di
adeguare l'insegnamento nella scuola pubblica ai principi della Costituzione
repubblicana. Perché ha cominciato a insegnare nel '48 e ha continuato ad
ascoltare i ragazzi anche dopo la pensione (ha lasciato il lavoro nel 1978),
costruendo laboratori, luoghi e occasioni di lavoro creativo, biblioteche,
riviste, mostre e libri realizzati con i ragazzi, fondando associazioni, come
"La Casa delle Arti e del Gioco", tuttora attiva a Drizzona, nel
cuore della pianura padana. Mario Lodi (classe 1922) è un vecchio maestro senza
essere un maestro vecchio stampo. E dall'alto della sua esperienza e della sua
autorevolezza, guarda all'attuale riforma scolastica con sospetto e disaccordo.
Trova l'idea di ripristinare sia il grembiule che il voto numerico una trovata
ipocrita: un grembiule non è che una maschera che copre le diversità; il voto
non è in grado di fornire una valutazione della complessità di un individuo
qual è un bambino. Mario Lodi non è un agit prop e nemmeno un ex sessantottino,
è un signore anziano con un'esperienza invidiabile, soprattutto umanamente. È
stato un "maestro unico" perché ha stravolto le vecchie regole della
scuola, ha proposto ai suoi ragazzi un modello democratico dell'insegnamento. È
sempre riuscito a vedere in loro la luce, "la scintilla del piacere di
imparare", cercando di tenerla in vita, nutrirla, rinfocolarla. E ha
sempre dialogato con i suoi alunni, fosse per la scelta di buoni libri di
lettura o per la condivisione di esperienze, sentimenti, paure. A suo modo è
stato un winnicottiano di ferro e cuore. Lo psicoanalista e pediatra inglese
valutava i futuri allievi dei suoi training psicoanalitici dalla postura che
questi assumevano di fronte a un bambino: se si mettevano spontaneamente alla
stessa altezza del piccolo, che fosse seduto per terra a giocare o su una
sedia, Winnicott, sorridendo fra sé e sé, intuiva che quell'allievo aveva la
stoffa per diventare un buon psicoterapeuta infantile. Mario Lodi è stato anche
un maestro unico, perché ha lavorato in una scuola elementare che prevedeva
questo. Le chiedo, quindi, che effetto le fa questo ritorno al passato?
"Mi piacerebbe, prima o poi, dedicare una linga riflessione sul maestro
unico, perché lo considero l'uomo più colto della repubblica, più dei ministri,
più dei politici. Perché un maestro deve interessarsi di tutto quello che
progredisce nel campo del sapere, deve essere sempre informato, deve leggere.
In questo modo si fa un'idea del mondo in cui vive e dona, dispensa, tutto
quello che riceve dalla cultura. Il maestro unico è obbligato a diventare
colto, a non essere immerso nella scuola con un ruolo secondario". Lei è
d'accordo quindi con il ministro Gelmini? "No.
Con ciò che dico non voglio venire incontro al ministro, accettando la sua
idea. Desiero però delineare la figura del maestro, che è fondamentale per la
formazione dei ragazzi. Se poi sono in tre a diventare "maestri
unici", condividendo i rispettivi compiti, questo mi va ancora meglio! E
del grembiule uguale per tutti cosa pensa? "Si tratta di un grande
problema: perché mettere un grembiule uguale per tutti quando sappiamo che i
bambini sono tutti diversi? Perché nascondere le diversità, visto che ci sono?
Perché non cogliere in esse la ricchezza dello scambio reciproco?" Il
voto? "È un ritorno indietro alla scuola per analfabeti, che era quella
del "leggere scrivere e far di conto". Mentre invece abbiamo bisogno,
nella complessità del mondo di oggi, di conoscere un po' di più. Io non ho mai
applicato il voto, non ho mai pensato di immaginare un numero al posto della
cultura di un bambino. Ho sempre usato la valutazione su quello che sapeva
fare. Ma erano gli stessi bambini che capivano cosa avevano imparato e cosa non
avevano imparato. Già quarant'anni fa sceglievamo insieme i libri da leggere. E
quei libri sono ancora validi oggi, appassionano ancora i bambini. Mi domnando,
allora, se i bambini di oggi siano diversi da quelli di allora o non siano
cambiati affatto. Sono cambiati nei bisogni ma sono gli stessi negli affetti.
Hanno bisogno di affetto, di ascolto. Infatti ho fondato tutto sulla parola.
Pensate che cosa grande sia la capacità di parlare. Quando i bambini vengono a
scuola sanno già parlare. Ma non gliel'ha insegnato nessuno, hanno fatto da
soli. Tutti i bambini, di tutte le lingue fanno da soli. Hanno quindi una
pedagogia, ricavano dal loro ambiente gli elementi culturali. E noi cosa
dobbiamo fare con questi bambini che sanno già parlare? Li facciamo parlare, e
facendo questo impostiamo le fondamenta della società democratica: dove c'è il
rispetto di chi parla. Che deve essere ascoltato e non interrotto come invece
fanno in televisione. Ma far questo è faticoso, perché i bambini non ci stanno,
si interrompono continuamente. Si può fare invece. Perché i bambini vivono otto
anni nella scuola e, in questo lungo percorso, piano piano, possiamo arrivare
alla democrazia perfetta nella scuola". Per raggiungere questo obiettivo
ci sarebbe bisogno di scuola che sia migliore della società, visti i tempi che
corrono... "Nella nostra società purtroppo, abbiamo sostituito il concetto
di Dio con quello del potere. E i problemi della società moderna sono anche i
problemi della scuola. Perché tutto dipende dai modelli che la scuola offre. Se
noi abbiamo una società in disgregazione, i valori che tenevano insieme una
società non ci sono più. Non ho intenzione di difendere ciò che è antiquato,
passato. Ma prendiamo ad esempio i vacchi valori del matrimonio, della
famiglia. Ora abbiamo a che fare con bambini che si sentono disadattati, senza
riferimenti certi, figli di genitori divorziati, figli soli... Questa infanzia
che soffre, noi, come scuola, come la trattiamo, qual è la nostra strategia?
Oggi viviamo in una società multietnica, i bambini lo sanno, ma vedono alla
televisione campi rom incendiati, persone deportate sui carretti... cosa può
fare l'insegnamento per orientare i nostri ragazzi? Questo, e il tanto altro
che fa parte della cultura che posto e quale posto ha nella scuola? Ci sono poi
altri aspetti che bisognerebbe approfondire, ad esempio l'idea della scuola
universale di Gianni Rodari: tutto è scuola, tutto è un libro da leggere... Di
fronte ai problemi reali, grandi, concreti della scuola, le
idee della Gelmini sono
pettegolezzi, frattaglie". MARIO LODI il maestro per eccellenza, il
pedagogista ad honorem che insegna dal '48, prima alle elementari, poi sul
territorio, commenta le scelte del ministro Gelmini: "Il voto? È un ritorno alla scuola per analfabeti".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA ? Quanto merita
Silvio Berlusconi volendo usare, ora che sono tornati di moda, i voti da uno a
dieci? Secondo "Liberazione", il giornale comunista diretto da Piero
Sansonetti, il premier merita un bel dieci. "Studia, si applica, è
ordinato": questo il titolo di un articolo in prima pagina che,
conservando ben ferma l'ironia, mette però l'elettorato di sinistra di fronte a
un dato oggettivo: "Dato che l'ultimo sondaggio attribuisce al governo un
60 per cento e rotti di consenso, inutile tentare di riflettere su strategie,
culture, globalizzazione... basta un voto, una pagella...". E allora dieci
a Silvio Berlusconi. Perché? "Perché sta realizzando esattamente quanto
aveva promesso in campagna elettorale. Né più né meno". E cioè è stato
bravissimo sulla giustizia con il lodo Alfano, implacabile con il welfare
("Ha spiegato e rispiegato che avrebbe finito di distruggerlo...") un
mago sui temi della tutela e della sicurezza. Visto da "Liberazione":
"Dieci in comunicazione e in furbizia". E visto dal "manifesto"?
Mariuccia Ciotta, direttore, sta al gioco ma propende comunque per la
bocciatura, "giudizio o voto che sia": "Dico zero, anzi meno di
zero". Per la seconda volta, "Liberazione" rivela il suo debole
per Mara Carfagna che si guadagna un sei, nel settore voti ai ministri:
"Chi la conosce ? e non la pensa come lei ? spiega che si è davvero messa
a studiare i temi di cui si dovrebbe occupare. Con umiltà passa ore a guardare
tabelle...". Analoga sufficienza viene elargita al ministro della Difesa
Ignazio La Russa, che, "da tempo, non è più il rissoso fascista che è
stato in gioventù". Solo per questo, nell'ottica degli avversari,
meriterebbe il sei. Ma c'è di più: piace il suo "look retrò" alla
Italo Balbo in una compagine un po' fighetta, platinata e griffata. Divertimenti
d'estate con una punta di giudizio politico: nove a
Tremonti, non difficile da immaginare in grembiulino come vuole la Gelmini. Nove perché il superministro
dell'Economia "è capace di apparire, contemporaneamente, su tre canali
diversi". Il dubbio è: quanto tempo gli resta per governare l'economia,
"visto che riempie tutti i palinsesti?".
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Benedetto Vertecchi
I n queste ultime settimane si è assistito alla ripresa di simboli collegati
all'educazione da tempo dimenticati nelle soffitte delle scuole. Di fronte alla
gravità della crisi che, in varia misura, sta investendo i sistemi scolastici dei
Paesi industrializzati si sono richiamati aspetti marginali del funzionamento
delle scuole, come l'uso del grembiule o l'espressione numerica dei voti. Alle
manifestazioni di rifiuto della disciplina scolastica, fra le quali le più
rilevanti sono quelle che sfociano in episodi di bullismo, si oppongono solo
misure repressive, come se bastasse agitare lo spauracchio di un sette in condotta per ridurre a più miti consigli gli allievi meno
inclini ad accettare le regole della convivenza e dell'impegno nella scuola. Di
per sé i cambiamenti introdotti sono di scarsa entità, o del tutto marginali,
come nel caso del ritorno all'espressione numerica dei giudizi di valutazione.
Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la teoria valutativa sa, infatti,
che un voto è un giudizio comparativo, che non esprime
quantità, ma solo la posizione relativa dell'allievo al quale tale giudizio è
assegnato rispetto agli altri presi in considerazione. Pertanto non c'è
differenza fra la scala dei voti numerici da uno a dieci ora di nuovo
introdotta nelle scuole elementari e medie e quella preesistente centrata su
aggettivi e altre formulazioni verbali. In altri Paesi si usano lettere
dell'alfabeto (per esempio, negli Stati Uniti il giudizio più positivo è
indicato con la lettera A e quello più negativo con la E), scale numeriche più
limitate (in Russia i voti variano da uno a cinque) oppure più estese (in
Francia il voto più elevato è venti). Quel che conta
non è come si esprime il voto, ma quali sono gli
elementi sulle base dei quali si perviene a formularlo: si avrebbe un
cambiamento effettivo se le scuole fossero messe in condizione di adeguare la
loro cultura educativa alle nuove esigenze che si presentano nel lavoro
educativo. Sarà bene riflettere sulla confusione che non potrà
non seguire all'uso del voto in chiave repressiva (com'è nel caso della condotta). È dubbio che la repressione
sia efficace, ma è molto probabile che costituisca il punto di partenza per una
contaminazione nel giudizio di valutazione fra aspetti cognitivi, affettivi e
di socializzazione. È questo che si vuole? Probabilmente no. Tutto fa
pensare che i cambiamenti appena introdotti non siano prevalentemente rivolti a
migliorare le condizioni dell'educazione scolastica, ma debbano essere intesi
come segnali rassicuranti rivolti a quella larga parte della popolazione che
conserva la memoria autobiografica dei voti numerici (o del grembiulino, o del
maestro unico). In altre parole, si rispolverano simboli capaci di trasmettere
tranquillità ai genitori e ai nonni, ma del tutto irrilevanti per i bambini e i
ragazzi che saranno direttamente investiti dalle nuove norme. Non solo:
l'assunzione di un ruolo repressivo da parte della scuola libera la società
civile (anche le famiglie) dalle responsabilità che pure dovrebbero essere
avvertite circa le tendenze negative che si osservano nell'evoluzione dei
profili di bambini e ragazzi. Eppure ci si dovrebbe chiedere che parte hanno
nel manifestarsi di tali tendenze i messaggi attraverso i quali la società
esercita il proprio potere di condizionamento sui comportamenti di bambini e
ragazzi. La scuola sollecita all'impegno nell'apprendimento in un contesto in
cui tutto sembra spingere nella direzione contraria, nel quale la cultura non
costituisce un valore particolarmente apprezzato e nel quale la maggiore enfasi
è posta sulla disponibilità di beni di consumo e sul conseguimento di un
successo che richieda un minimo di produttività mentale. In altre parole si
suggerisce l'idea di una soluzione semplice per problemi che invece sono
estremamente complessi. L'azione educativa che si esprime attraverso l'uso
repressivo della valutazione interviene post factum, liberando dalla necessità
di rivedere criticamente le scelte effettuate sia dalle famiglie, sia dalle
scuole. Del tutto trascurata è poi l'incidenza che sui comportamenti
indesiderati può aver avuto la proposta ossessiva di squallidi lustrini che
raggiunge i bambini e i ragazzi attraverso i mezzi di comunicazione.
Rassicurare i genitori e i nonni, evitando che si avvii una riflessione critica
sui problemi dell'educazione che potrebbe sfociare nella richiesta di scelte
politiche volte a produrre un'innovazione reale (alla quale non potrebbe non
corrispondere la disponibilità di risorse adeguate) dovrebbe preparare il
terreno ai cambiamenti nell'assetto istituzionale della scuola che si
incomincia a profilare e che sarà segnato da un progressivo disimpegno dello
Stato dall'istruzione.
( da "Corriere delle Alpi" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
"A rischio
decine di docenti e alcune classi" Sindacati sul piede di guerra:
"Così non sono più sicuri neanche quelli in ruolo" PAOLA DALL'ANESE
BELLUNO. A rischio decine di insegnanti e diverse classi, specie quelle di
montagna. A lanciare l'allarme sono i sindacati, commentando il decreto legge
varato dal Governo sulla riforma scolastica, che prevede, a partire dai
prossimi anni, il ritorno del maestro unico nelle scuole elementari. Un'idea
che i sindacati respingono con forza perchè "rappresenterebbe non solo un
ritorno al passato, ma il tentativo di colpire un settore come quello
dell'infanzia che a detta di tutti, anche dell'Ocse, funziona". "L'attacco che il ministro Gelmini e il governo stanno mettendo in atto contro un segmento
dell'istruzione che funziona serve a mascherare il vero intento, cioè il taglio
di centinaia di posti di lavoro in un campo che vede già il più grande numero
di precari. Questo significherà che molti di quelli che attendevano un posto
nei prossimi anni rimarranno a piedi, mentre incerto diventa il futuro
anche di quelli in ruolo. Insomma, per una realtà già difficile e disagiata
come quella montana, questo potrebbe significare un taglio anche delle
classi", dicono Francesco Corigliano della Flc Cgil e Livio D'Agostino
della Gilda. "La Gelmini, a differenza della
Moratti", precisa Corigliano, "non ha un piano reale di riforma
dell'istruzione, ma sta solo cercando di affossare la scuola pubblica a
vantaggio del privato. E il tornare alla carica proprio sulle elementari ne è
l'esemplificazione. Come si può penalizzare un settore, come quello della
primaria, dove è alta la quota di immigrati con i loro problemi di lingua e
dove gli alunni non sono tranquilli come un tempo? Non è pensabile, oggi, che
una maestra riesca a tenere una classe da sola. Il modulo di più insegnanti ha
anche lo scopo di risolvere questi problemi. Come Flc Cgil non possiamo
appoggiare questo piano deleterio". "Il problema della scuola
italiana sono le risorse e il binomio qualità/merito. Di risorse non se ne
vedono, e la qualità non solo dei docenti ma anche dei corsi di studio lascia
in alcuni casi a desiderare. Va bene che il merito sia il parametro da
adottare, ma deve essere applicato dai vertici fino alla base, quindi dai
dirigenti scolastici fino al bidello, solo così potremo avere una scuola di
qualità", dice D'Agostino che aggiunge: "Qui siamo arrivati alla
logica che ciò che funziona viene tagliato. Al ministero sanno benissimo che il
problema vero è quello degli organici. Con la riforma Moratti, già il rapporto
studenti insegnanti era cresciuto, per cui una classe normale doveva avere 25
persone tra alunni e docenti, mentre ora parliamo di 33. I tagli che loro
prevedono parlano di un 33% in meno di docenti". Ma a tremare, con questa
riforma saranno anche i docenti in ruolo. "Esiste una legge, la
165/2001", dice la Gilda, "che prevede la possibilità nel settore
pubblico di mettere in mobilità per 24 mesi il personale in esubero. Al termine
dei quali, se le condizioni non sono cambiate, si estingue il contratto".
( da "Corriere delle Alpi" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Brescia, dinamica
simile allo schianto dell'8 agosto. Coinvolte altre vetture ROBERTA RIZZO
BRESCIA. Anche l'ultimo weekend di agosto segna l'ennesimo incidente, e teatro
della nuova sciagura è la A4, fra Seriate e Ospitaletto, in direzione Brescia.
Lo schianto è avvenuto all'alba, intorno alle 7, e secondo la Polstrada la
dinamica è stata molto simile a quella dell'incidente avvenuto l'8 agosto scorso,
sempre sulla stessa autostrada, dove persero la vita sette persone. Pure questa
volta un Tir ha saltato la carreggiata coinvolgendo un altro autoarticolato, un
furgone e due auto. Sette le persone rimaste ferite e trasportate negli
ospedali di Brescia. La dinamica è stata ricostruita dai poliziotti che hanno
fatto i rilievi: il Tir, dopo aver sbandato, probabilmente per un colpo di
sonno dell'autista, ha urtato lo spartitraffico centrale in cemento,
abbattendolo e occupando la corsia di sorpasso della carreggiata opposta. Alla
guida c'era un 26enne di Bassano del Grappa. Il giovane era lucido e non aveva
assunto sostanze alcoliche e neppure droghe. Il Tir non viaggiava neppure ad
alta velocità ma il new jersey che divide le due carreggiate ha fatto una sorta
di "effetto trampolino": la motrice è piombata sulla corsia opposta,
mentre il rimorchio è rimasto in quella in direzione Milano. Il new jersey non
è stato sfondato, in quanto è formato da una doppia muraglia con all'interno un
terrapieno. I veicoli sono poi stati rimossi e l'A4, rimasta chiusa per circa
due ore per i soccorsi e lo sgombero stradale, è stata riaperta in entrambi i
sensi di marcia. Si è comunque formata una coda di circa
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
N. 207 del
2008-08-30 pagina 12 La carica degli stranieri Oltre 600mila in aula: romeni al
primo posto di Redazione Cresce il numero dei figli di immigrati in età
scolastica: più 14,5% rispetto allo scorso anno. Il numero più alto in
Lombardia da Milano Un esercito enorme. Un esercito che cresce di anno in anno:
solo nel 2008 del 14% rispetto al 2007. Un esercito che è lo specchio dei
problemi che la scuola italiana si trova di fronte con il crescere dei flussi
migratori verso il nostro Paese. Un esercito, quello degli scolari stranieri,
che mette in difficoltà l'apprendimento degli italiani in una scuola che
dovrebbe rispecchiare la loro cultura e servire il loro desiderio di
conoscenza. Settembre è alle porte e tra i banchi di scuola maestre e
professori dovranno prepararsi a trovare classi sempre più variegate e perciò
sempre più problematiche. Secondo i dati del ministero dell'Istruzione, gli
studenti stranieri raggiungeranno quest'anno quota 614mila, il 14,5% in più
rispetto all'anno precedente e il 6,4% del totale. Numeri destinati a salire
nei prossimi anni quando - secondo le previsioni - le aule degli istituti
italiani potrebbero riempirsi di 750mila giovani di origine straniera (+8,3%
nel 2010-2011). Una proiezione attendibile quest'ultima, basata sull'incremento
registrato dal 2006-2007 al 2007-2008, quando gli stranieri nelle aule italiane
sono aumentati di 70mila unità. La scuola italiana, insomma, cambia volto e
insegnanti e studenti di italiano avrannno non pochi ostacoli da superare.
Perché le classi miste pongono problemi di apprendimento, con gli insegnanti
spesso costretti ad un insegnamento a due velocità (il problema della
conoscenza della lingua italiana resta forte) e aprono questioni pratiche sui
metodi, le culture diverse con le quali si ha a che fare, le pratiche religiose
e persino le abitudini alimentari. Prevalentemente romeni (93mila), albanesi
(85mila) e marocchini (76mila), i ragazzi figli dell'immigrazione si
concentreranno soprattutto nelle scuole elementari. È sul fronte dell'educazione
primaria, infatti, che si registra la densità maggiore di stranieri (217.716
stranieri, il 7,7% del totale). Il dato scende, ma di poco, se si guarda al
fenomeno nelle scuole medie (123.396, il 7,3% del totale), fino agli asili
(6,7%) e ai licei, luogo dell'istruzione di secondo livello (4,3%). Tra le
regioni più accoglienti ma anche più toccate da questa sfida si posiziona la
Lombardia con 121.520 giovani stranieri, il numero più alto in assoluto. A
guardare invece la percentuale rispetto alla popolazione scolastica al primo
posto si piazza l'Emilia Romagna (58.521 studenti stranieri, pari al 10,7% del
totale). Le classi più multietniche? Mantova in testa con il 14% di stranieri
nelle aule, seguita da una città toscana, Prato (13,5%) mentre è sempre la
Lombardia, con il suo capoluogo, ad avere la concentrazione più alta in termini
assoluti (
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-08-30 - pag: 2 autore: Educazione civica in
33 ore è la durata annua del corso - Corradini: obiettivo, valorizzare la
Costituzione Luigi Illiano ROMA L'educazione civica targata Gelmini
scommette tutto su "Cittadinanza e Costituzione". "La
Costituzione è il giacimento, in gran parte inutilizzato, dei principi e dei
valori su cui si regge una cittadinanza che sia proponibile alle nuove
generazioni, dal piano locale a quello mondiale. Da qui la scelta di
riscoprirla nella scuola ", spiega Luciano Corradini, pedagogista di fama
e presidente del gruppo di lavoro ministeriale che dovrà redigere le
linee-guida da inviare agli istituti. Perché si fa presto a dire educazione
civica a scuola. Ma, dopo averla reinserita tra le materie di insegnamento (si
veda Il Sole 24 Ore di ieri), diventa decisivo scegliere il taglio culturale e
la finalizzazione didattica. Come annunciato dal ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, l'apprendimento riguarderà anche l'educazione ambientale, alla
salute e quella stradale. "Pensiamo che la scuola – ha spiegato Gelmini debba mettere al centro la
persona, quindi aiutare i ragazzi a essere cittadini consapevoli dei propri
diritti e dei propri doveri". Esortazioni verso lo studio della
Costituzione arrivano frequentemente anche dal Quirinale. Non a caso come primo
atto del mandato, Giorgio Napolitano, durante l'incontro con una classe
elementare di Roma (maggio 2006), regalò a ognuno dei ragazzi una copia della
Costituzione adattata ai bambini, raccomandando una lettura attenta e
partecipe. "Spero che vi appassioni. Dice com'è e, soprattutto, come
dovrebbe essere l'Italia", affermò il capo dello Stato. Gruppo di studio
"Stiamo lavorando – spiega Luciano Corradini che, tra l'altro, è stato
sottosegretario dell'Istruzione nel Governo Dini –: d'altra parte Gelmini ha sorpreso anche noi con la scelta del decreto
legge. La prossima riunione è fissata per il 6 settembre. Comunque ce la faremo
". Corradini entra poi nel merito: "La parola Costituzione non è
stata scelta a caso, ma per dare il senso della curvatura nazionale e per valorizzare
proprio quel monumento che è la Costituzione che spesso viene fatta oggetto di
grandi omaggi ma, nei fatti, resta ancora poco conosciuta e poco vissuta. Il
nostro compito è quello di realizzare linee guida che possano mostrarne la
perenne qualità e attualità, nell'ambito dei tredici anni del percorso
scolastico". "Nella Carta ci sono i veri valori – conclude Corradini
– e non sarà un caso se la Repubblica istituisce le scuole, dopo aver affermato
che riconosce la famiglia e tutela la salute". Alla nuova disciplina sono
riservate 33 ore annue ( un'ora a settimana). Non ci saranno nuovi professori,
perché non è previsto un incremento dell'orario scolastico:sarà ricavato
all'interno dell'area storico-geografica e storico-sociale. Alla nuova materia
potrebbe essere riservato un voto specifico che finirebbe per allungare le
pagelle italiane, nelle quali già ci sono più discipline rispetto a quelle
degli Stati dove gli studenti ottengono i migliori risultati di apprendimento.
L'insegnamento Il primo a introdurre l'educazione civica nei programmi fu Aldo
Moro, nel 1958, il quale elaborò l'impostazione che sopravvive ancora oggi:
conoscenza di base della Costituzione; rudimenti della legislazione riguardante
il lavoro; struttura della scuola; educazione stradale e alla sicurezza in
genere; educazione ambientale; Europa; organizzazioni internazionali; famiglia;
enti locali. Negli anni è stata aggiunta anche l'educazione all'integrazione e
alla prenda il sopravvento. interculturalità. "L'educazione civica, dal
secondo dopoguerra in poi, è stata una costante della pedagogia italiana –
spiega Nicola D'Amico, giornalista e storico della scuola – come risposta al
bisogno di disintossicare i libri di testo, e l'istruzione generale, da quelli
che venivano considerati i veleni della propaganda fascista. I primi elementi
della disciplina– continua D'Amico – furono introdotti sin dall'autunno del
1943 dal colonnello americano Carleton Wolsey Washburne, responsabile
dell'istruzione nell'Italia liberata. Tuttavia la materia, pur raccomandata
nelle varie premesse ai programmi, non si tradusse quasi mai in una esplicita
prescrizione di insegnamento per la preoccupazione che si trasformasse in un
veicolo di propaganda politica, fino al 1958", conclude D'Amico. Ma anche
quando l'educazione civica è affiorata ufficialmente nei programmi ha
incontrato la resistenza, in qualche misura giustificata, dei docenti, sempre
stretti dalla necessità di portare a termine i programmi delle altre materie
umanistiche.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-08-30 - pag: 2 autore: Visto da internet. I
docenti di diritto rivendicano l'insegnamento della materia E scoppia la
web-corsa alle competenze Emilio Fabio Torsello ROMA La riforma della scuola
infiamma la blogosfera. E tutti –insegnanti, studenti e genitori – hanno iniziato a dare i voti al ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini,
dedicandole addirittura una "Gelminoteca", una sorta di piccola
antologia on line di passaggi dedicati alla scuola. Oltre ai dubbi su "che
fine faranno gli insegnanti quando arriverà il docente unico", fa
discutere l'introduzione dell'educazione civica. Il forum del portale
OrizzonteScuola.it, ad esempio, dedica un ampio spazio alle perplessità dei
docenti sul futuro di questo insegnamento. Non si contesta il provvedimento,
accolto con generale favore dai partecipanti, quanto il metodo: chi la
insegnerà? Questione di competenze insomma. In discussione è il passaggio del
Dl in cui si afferma che la materia denominata "Cittadinanza e
Costituzione" (ex educazione civica) sarà introdotta "nell'ambito
delle aree storico–geografica e storico–sociale e del monte ore complessivo
previsto per le stesse". La risposta dei professori internauti è
immediata: "Mi chiedo –scrive un docente –perchè ci sia tanta riluttanza
nell'ammettere che un laureato in giurisprudenza abbia più competenze di altri
nell'insegnare la materia". Ma i pareri non sono unanimi:"Ai miei
tempi l'educazione civica era insegnata dai docenti di italiano e storia",
si legge in un post di replica. Il nodo incrocia anche con le risorse, che per
la scuola sono state appena tagliate. E alla fine spunta, immancabile, anche
una lettera di uno dei partecipanti al forum. Si chiede al ministro di affidare
la "nuova" materia agli insegnanti di diritto ed economia:
"altrimenti si correrebbe il serio rischio che tale importante proposta
venga di fatto sminuita e privata di valore – si legge – nel momento in cui la
scelta di chi avrà il compito di avvicinare i ragazzi ai temi della legalità e
della cittadinanza responsabile, dovesse ricadere su docenti che, per loro
formazione, non hanno le necessarie conoscenze contenutistiche e metodologiche
delle scienze giuridiche". La data è quella di ieri, all'indomani del
Consiglio dei ministri. Immancabili anche i genitori, prime su tutti le madri,
a far sentire la loro voce sul voto in condotta. "Una bocciatura per un
( da "Corriere delle Alpi" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola
Timori per
l'occupazione con il ritorno del maestro unico SCUOLA Annullato anche il tempo
pieno ROMA. "Con il maestro unico verranno tagliati oltre 83 mila
insegnanti di scuola elementare". All'indomani del
varo del decreto-Gelmini
che ha reintrodotto a scuola i voti in pagella e il voto in condotta, le polemiche non si placano. Nel mirino c'è soprattutto il
"sì" preventivo dato dal Consiglio dei ministri al ritorno del
maestro unico alle elementari dal 2009-2010. Ma i primi sondaggi danno
al momento ragione al ministro dell'Istruzione: il 93% dei partecipanti a un
sondaggio di Sky Tg24 è d'accordo con la decisione di reitrodurre il voto in condotta. "No al maestro unico" questo il
titolo della raccolta firme lanciata dal Cesp, Centro studi per la scuola
pubblica, che sul suo sito web (www.cespbo.it) ha già messo a disposizione il
materiale per aderire alla petizione. Con la reintroduzione del maestro unico
prospettata dal governo, secondo il Cesp, perderanno il posto 83.114 tra
maestri e maestre. "Calcolando - spiegano dal Centro - che le classi elementari
statali in Italia nell'anno scolastico 2006-2007 erano 138.524 e che circa un
quinto erano a Tempo Pieno, lasciando un insegnante per classe, nelle classi a
Tempo Pieno il taglio sarebbe di 27.704 insegnanti; nelle classi a modulo ne
verrebbero tagliati 55.410. E' evidente che la restaurazione del maestro unico
annullerebbe di fatto il tempo pieno". Ma le conseguenze non finirebbero
qui e il Cesp sottolinea anche le ripercussioni per la didattica. Non sarebbe,
infatti, più possibile la suddivisione delle materie disciplinari tra diversi
docenti: il maestro o la maestra unica dovrà insegnare tutte le materie per
tutto il programma previsto nei 5 anni e dovrà aggiornarsi su tutto; ogni
insegnante tornerà a essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla
psicologia dei bambini. Via anche le uscite didattiche nel territorio (musei,
aule didattiche decentrate, manifestazioni sportive) per questioni di
sicurezza: il singolo insegnante non può uscire dalla scuola con la classe da
solo. E, per i genitori "non sarebbe più possibile rapportarsi ad un
gruppo di insegnanti. Il riferimento diverrebbe unico, senza appello, senza
possibilità di confrontarsi a più voci". Infine "non sarebbe più
possibile una didattica di recupero e di arricchimento dell'offerta formativa".
Le polemiche continuano anche sul fronte politico. Secondo il ministro
dell'Economia del governo ombra del Pd Bersani il Governo in carica affronta un
aspetto di ogni questione e pensa di aver risolto l'intero problema:
"Siamo al governo della sineddoche". E Silvana Mura, deputata
dell'Italia dei valori, accusa: dal governo sono arrivati "solo
auspici" sul caro-libri. Intanto le associazioni consumatori lanciano un
nuovo allarme: "Con il ritorno in auge del grembiule i prezzi sono
lievitati con aumenti che arrivano al 40% rispetto al 2007" dicono Adoc,
Adusbef, Codacons e Federconsumatori che invitano le famiglie a fare lo
"sciopero del grembiule" e chiedono all'Antitrust di indagare.
(m.v.).
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
LE SORTI MAGNIFICHE
DELLA CORDATA TRICOLORE EUGENIO SCALFARI Ha detto Giulio Tremonti: "Il
governo Prodi ci ha lasciato due disastri: l'immondizia di Napoli e l'Alitalia,
oltre ad una situazione economica e finanziaria spaventosa. Il presidente
Berlusconi ha risolto in 58 giorni il problema dei rifiuti e in 120 giorni ha
salvato l'Alitalia. Noi abbiamo rimesso i conti a posto con la Finanziaria di
luglio". Giovedì è stato il giorno del trionfo e le celebrazioni sono
continuate nei giorni successivi insieme a una pioggia di nuovi annunci sul
federalismo, sulla sicurezza, sulla sanità, sulla scuola. Ha parlato Berlusconi
in tivù. Ha parlato Cicchitto. Hanno parlato Bossi, Calderoli, Maroni. Ha
parlato Gelmini. Ha parlato
Bombassei della Confindustria, anche lui magnificando la politica del fare
rispetto a quella del dire e bruciando il suo chicco di incenso al culto
berlusconiano. Qualcuno non ha mancato di indicare alla gogna i giornali
"radical-chic" che si ostinano a non unirsi al coro e che comunque
"non contano niente di fronte ai trionfali sondaggi di questo scorcio
agostano". Infine ha parlato anche Roberto Colaninno, presidente
"in pectore" della nuova Alitalia, con un'intervista rilasciata al
nostro direttore Ezio Mauro e pubblicata venerdì scorso. Un'intervista di
grande interesse perché Colaninno spiega la filosofia imprenditoriale che ha
indotto lui e altri quindici imprenditori italiani a impegnare oltre un
miliardo di euro per salvare dal fallimento la compagnia di bandiera
indipendentemente dalle opinioni politiche di ciascuno di loro. Colaninno si è
sempre proclamato di sinistra ed ha ribadito in quell'intervista la sua
collocazione ma le sue opinioni politiche ? ha detto ? non hanno niente a che
vedere con la sua visione imprenditoriale. L'Alitalia era un'occasione per
mettere quella vocazione alla prova rischiando anche un po' di soldi (nel suo
caso 200 milioni che non è poca cosa). SEGUE A PAGINA 31.
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XIV - Palermo
IL SILENZIO DEL SUD NINO ALONGI è la stessa logica che incarna adesso la
maggioranza berlusconiana in questi primi mesi di attività. Non c'è dubbio che
il federalismo fiscale, così come viene presentato dal ministro Renato
Calderoli e come su questo giornale ha dimostrato di recente Giuseppe
Lauricella, penalizza l'Isola e le altre regioni meridionali. E non potrebbe
essere diversamente. Quanti pensano che si voglia realizzare solo un
federalismo fiscale solidale, ignorano o semplicemente sottovalutano che la
piattaforma programmatica della Lega, che a torto o a ragione incarna la così
detta "questione settentrionale", rivendica (pena la secessione) non
solo il diritto di trattenere nella "Padania" gran parte delle entrate
fiscali, ma anche la pretesa di esercitare nel Paese (a prescindere dal peso
elettorale che esprime) una supremazia politica, pari al peso che ha o che
ritiene di avere rispetto alle altre Regioni. Non dimentichiamo che il Nord è
diventato un laboratorio avanzato di una modernizzazione che sta investendo il
sistema-Paese. Un processo per molti versi traumatico perché non è facile
coniugare gli interessi territoriali alle nuove esigenze della globalizzazione,
come non è facile conciliare, all'interno di queste nuove prospettive che si
aprono, la inevitabile crescita della competitività (che viene accentuata dalla
rimozione dei vecchi steccati nazionali) con la coesione sociale, messa in
discussione tra l'altro dal crescente fenomeno migratorio. Nel sistema che si
va delineando il Sud o gran parte del Sud non solo resta ai margini, ma viene
considerato dalla nuova élite, che sta imponendo al Paese la propria
leadership, un fastidioso ostacolo da recidere. Non a caso nell'universo
mediatico, quando si parla delle regioni meridionali, si insiste sul loro grado
di inefficienza e di dipendenza economica dal resto d'Italia e si enfatizzano
regolarmente difetti e arretratezza. Le immagini dell'immondizia napoletana per
settimane sono rimaste presenti sulla stampa e in televisione. Si sprecano nei
canali commerciali le trasmissioni sui boss siciliani, sempre gli stessi
personaggi e sempre rappresentativi di una realtà sociale arretrata e collusa.
è nel contesto di questa tendenza nazionale che va collocata la campagna contro
la classe insegnante meridionale. Ha iniziato il leader
della Lega Umberto Bossi e ha proseguito il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini. Non è
stato un caso e neppure una svista. Bisognava, per continuare nella
discriminazione, ridicolizzare un settore, quello dell'istruzione, che nel
Paese è ancora in gran parte nelle mani di docenti che provengono dal Sud e in
particolare dalla Sicilia. Si tratta come sappiamo bene di un personale
che ha scelto la strada dell'insegnamento, sicuramente in parecchi casi per
mancanza di alternative possibili di lavoro, ma che rappresenta, comunque,
quella tradizione culturale fatta di seri studi umanistici che in gran parte è
scomparsa dal resto del Paese legato, ogni giorno di più, alla logica della
produzione e del consumo. Non ci sono dubbi, la scuola nel suo complesso non
gode oggi di buona fama, ma non per il personale insegnante, che avrà le sue
responsabilità, ma non ha certo quel ruolo devastante che gli viene attribuito.
La scuola è in crisi perché è stata penalizzata dalla mancanza di riforme o
dalle riforme rivelatesi fallimentari. è in crisi perché le è stato impedito di
svecchiarsi e di reggere con la dovuta autorevolezza la concorrenza con altri
canali formativi che nel frattempo si sono imposti. Colpevolizzare la classe
insegnante non solo è una sciocchezza, ma è anche una provocazione dal momento
che si vuole in questo modo recidere uno dei pochi vincoli che tiene unita
ancora questa nazione. Che questo avvenga con la complicità di parte o di buona
parte della attuale maggioranza che governa non sorprende più di tanto.
Sconcerta, viceversa, il silenzio della classe dirigente meridionale o quel che
resta della classe dirigente meridionale. Non parliamo poi del mondo politico
isolano dove la delegazione siciliana presente nelle alte sfere della politica
nazionale diligentemente tace, e quando parla, parla d'altro e quando si muove
nel territorio non trova di meglio che rimuovere, come ha fatto il sindaco di
Comiso con tempestiva diligenza, quei pochi ma nobili segni di riscatto civile
che segnano la nostra tormentata esistenza.
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Napoli Da
domani parte il calendario per l'attribuzione delle supplenze. Con l'incubo
tagli Precari, i giorni dell'attesa via alle convocazioni dei prof BIANCA DE
FAZIO (segue dalla prima di cronaca) l'incarico annuale che consentirebbe loro
di lavorare nei prossimi mesi. I supplenti di lungo periodo, insomma. Che la
scure del governo ha falcidiato e che ora incrociano i dati sui tagli ed i
numeri delle loro posizioni in graduatoria per capire se e quando potranno
mettersi al lavoro, in cattedra. Le loro speranze si giocano tutte tra il 2 ed
il 5 settembre. Tra martedì e venerdì, infatti, l'ufficio scolastico
provinciale convocherà tutti i docenti in posizione utile in graduatoria per le
supplenze annuali. Sul campo resteranno morti e feriti: i tagli ufficiali
parlano di oltre 3.300 posti di lavoro sacrificati, senza risparmiare nessun
ordine di scuola, dalle elementari (dove a fronte dei 400 supplenti dell'anno
scorso quest'anno non ce ne sarà neppure uno, alle medie - con riduzioni di
oltre 400 insegnanti, alle superiori, dove i supplenti vengono dimezzati). E se
secondo i sindacati è a rischio la qualità della scuola campana, il presidente
Bassolino ha chiesto al ministro per la Pubblica istruzione
Gelmini un incontro
"per fare il punto sulla situazione e per decidere insieme quali
interventi mettere a punto sin dalla prossima finanziaria. Un conto è
razionalizzare il sistema scolastico. Un altro - scrive Bassolino nel suo blog
- è metterne in crisi le fondamenta e impedirgli di compiere quel recupero di
competitività che tutti auspichiamo". Bassolino chiede inoltre la
mobilitazione dei parlamentari campani. Ma l'avvio dell'anno scolastico non può
seguire i tempi lunghi della politica. I motori vanno accesi subito. Così il
calendario delle convocazioni per le supplenze, reso pubblico sul sito
dell'ufficio scolastico provinciale, dà appuntamento agli aspiranti professori
delle scuole medie in un istituto di San Giovanni a Teduccio, l'Ipsar Cavalcanti
di via Taverna del Ferro. I primi a firmare (per loro l'appuntamento è alle ore
9) saranno i docenti di educazione fisica e quelli di educazione tecnica, ma
per sapere se è giunto il loro turno devono verificare il loro punteggio e la
posizione in graduatoria. Prendiamo ad esempio i docenti di educazione fisica:
ad esser convocati per martedì alle 9 sono innanzitutto quelli che occupano dal
primo al quindicesimo posto della graduatoria, e chi sta più indietro non deve
che incrociare le dita nella speranza che qualcuno che lo precede dia forfait.
Sempre martedì, secondo orari che variano dalle 9 alle 14.30, si definiranno le
supplenze di educazione artistica, di italiano e storia, di francese e inglese;
mentre per educazione tecnica e matematica se ne parla mercoledì e per spagnolo
e tedesco giovedì. Più lungo il calendario delle convocazioni per i supplenti
delle scuole superiori, quasi dimezzati rispetto ad un anno fa: da
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina X - Napoli
LUIGI MEROLA R icordarlo è un dovere civico per noi napoletani, ma dobbiamo
ricordare anche i motivi, l'humus culturale in cui nasce tanta stupida
violenza. Pippotto, uno degli assassini, raccontando la sua storia, diceva che
quando andava a scuola, poiché dava "fastidio", la sua maestra lo
invitava ad uscire dall'aula per poter fare lezione. Nel verbale dopo il suo
arresto, si legge: "Appena facevo ammuina, 'o professore me metteva
fore". Una scuola che non accoglie, che non riesce ad integrare è un
fallimento per la società. In questi giorni si è fatta tanta polemica sulle
parole del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Invece tutti dovremmo
riflettere non solo sui dati dell'Ocse, che pure sono allarmanti sui ragazzi
del sud, ma sul ruolo che la scuola svolge nel nostro Mezzogiorno. In molti
quartieri la scuola davvero rappresenta spesso l'unica presenza dello Stato,
l'unico presidio di legalità, l'unico luogo di aggregazione, assieme
alla parrocchia. Le nostre scuole sono spesso prese di mira, oggetto di
attentati, saccheggi, incendi. Tutto ciò sempre nei quartieri con maggiore
presenza criminale. Penso alla "Bordiga" a Ponticelli, al liceo
Livatino e a tanti altri istituti, anche a Casal di Principe. Ci siamo mai
chiesti perché? Davvero sono atti isolati riconducibili a ragazzate o balordi?
Io credo invece che facciano parte purtroppo di una strategia della camorra che
vede nelle scuole, soprattutto quelle più impegnate e aperte al territorio, un
vero pericolo per l'affermazione di una cultura della legalità, della cittadinanza,
della partecipazione. Sarebbe bello non vedere più edifici scolastici con le
grate, i cancelli, le telecamere della videosorveglianza. Una società che è
costretta a difendere le sue scuole ha già fallito. Questo lo dovremmo dire ad
alta voce ai ragazzi, agli insegnanti e ai genitori. Proprio in questi giorni
che ci prepariamo all'inizio del nuovo anno scolastico dobbiamo smantellare il
consenso sociale che ha la camorra tra i minori. Approfittiamo, allora,
dell'insegnamento della vecchia educazione civica, che da quest'anno si
chiamerà "Educazione alla Costituzione e alla cittadinanza".
Sicuramente è stato un errore abolirla in passato: meglio un'ora di educazione
civica in più e uno dei tanti progetti in meno. Sì, perché tanti progetti sono
davvero inutili e servono per far fare affari a qualcuno e non a far crescere
il bene comune. Perciò, a Napoli, in Campania, in tutto il nostro sud, oltre ai
dati dell'Ocse dovremmo misurare anche altri indici per valutare i risultati
delle nostre scuole e di tanti insegnanti, che ogni giorno svolgono un lavoro
straordinario, nel silenzio e spesso senza strutture adeguate.
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Firenze
"Se ci tolgono le aule molti lasceranno quest'isola" A Capraia gli
iscritti sono in tutto venti: "Quando ci sono di mezzo i bambini non si
ragiona con i numeri" "Non ci pensino proprio a toglierci la nostra
scuola, quando ci sono di mezzo i bambini e le aule e la formazione non si
ragiona con i numeri, non si fanno conti di convenienza e di ricavi".
Antonella Vito vive a Capraia e ha due figli, uno frequenta la scuola materna
sull'isola, l'altro è iscritto a un liceo scientifico di Livorno e abita in un
convitto: "Sì perché per via dell'orario dei traghetti non c'è possibilità
di essere pendolari e allora vado io a trovarlo nei fine settimana, ma per un
ragazzo di 15 anni è un grosso salto" spiega Antonella Vito (Pd) che è
anche consigliere comunale di opposizione e si occupa di scuola. A Capraia c'è
uno dei più piccoli istituti comprensivi della Toscana: fra materna, primaria
(elementare) e media si superano appena i venti iscritti in quelle che si
chiamano "pluriclassi", cioè classi che raccolgono allievi di età
diverse. Se venissero applicati rigidamente i criteri
presentati dal ministro dell'Istruzione Gelmini, la scuolina di Capraia dovrebbe chiudere. "Ma sarebbe un
grave danno per tutta l'economia dell'isola - prosegue Antonella Vito - sarebbe
un invito per molti a lasciare Capraia perché senza scuola tutti quelli che
hanno figli se ne andrebbero. E poi in questi anni, grazie all'impegno
della Regione e del Comune, sono stati fatti grossi sforzi per tenere viva e
aggiornata la didattica, non è pensabile cancellare tutto con una somma o una
sottrazione. Prima chi veniva a insegnare sull'isola poteva contare su un
punteggio maggiore nelle graduatorie, oggi non più e questa nuova norma finisce
col penalizzarci, non si trovano docenti soprattutto se devono venire a fare
poche ore". Già perché Capraia è a tre ore e mezzo di traghetto da Livorno
e chi accetta una cattedra sull'isola o deve viverci o pensare di pernottare
almeno qualche notte la settimana. (l.m.).
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Firenze
"Difenderemo le piccole scuole" La Regione contro il ministro:
"Chiuderle significa spopolare i paesi" L'assessore Simoncini:
"è a rischio anche il tempo pieno alle elementari" LAURA MONTANARI
Quando chiude una scuola è sempre un brutto segnale. Se il
governo mantiene quello che ha annunciato il ministro Gelmini ai sindacati e cioè che verranno accorpati o chiusi gli istituti
al di sotto dei 600 alunni, si stima che la Toscana dovrà rinunciare a 148
scuole, per lo più elementari e medie inferiori, concentrate in zone montane o
in paesini isolati. Scuole marginali soltanto nelle coordinate
geografiche. La rinuncia è un problema dettato da economie e tagli, non da
strategie di formazione, non dalla didattica. Si infuria l'assessore all'istruzione
della Regione Gianfranco Simoncini: "E' una politica scellerata quella che
stanno facendo sulla scuola. La Toscana si batterà per contrastarla. Da anni
abbiamo messo a disposizione un fondo per aiutare i comuni dei piccoli centri
di montagna a costruire o a ristrutturare le loro scuole, chiuderle significa
spopolare quei centri o costringere i bambini a ore di viaggio sui pulmini per
raggiungere le aule". Un pensiero condiviso dal senatore Pd Andrea
Marcucci: "Il costo sociale di un intervento così pesante è incalcolabile
anche perché gli enti dovrebbero comunque garantire il servizio di trasporto
degli alunni e si perderebbe completamente il rapporto tra la scuola e le
famiglie, si impoverirebbe la vita di numerose comunità". A seminare l'allarme
fra le cattedre nella scuola elementare è anche la riforma che entrerà in
vigore dal 2009 della maestra unica: "E' la fine del tempo pieno -
protesta ancora Simoncini - è una riforma che ci trascina vent'anni indietro.
La primaria italiana è una scuola di eccellenza, smantellarla è una
follia". Meno pessimista sulla possibile fine del tempo pieno è Gianna
Fracassi, segretaria regionale della Flc-Cgil: "Su questo aspetterei a
fare previsioni, non riesco a credere che si possa pensare a chiudere il tempo
pieno che è oltretutto un servizio molto richiesto e importante per le
famiglie. Al momento mancano indicazioni precise. Però siamo molto preoccupati,
perché abbiamo stimato che nella scuola primaria, il maestro unico significa
per la Toscana un taglio di 2.500-3.000 cattedre, pari cioè al 20-25% dei
posti. Sarebbe un grosso problema anche dal punto di vista occupazionale oltre
che su quello della didattica". Su questo territorio in passato c'è già
stato un forte ridimensionamento degli istituti con accorpamenti e chiusure:
"Sprechi qui non ce ne sono - taglia corto l'assessore Simoncini - abbiamo
mantenuto le scuole là dove sono importanti, non pensando alle economie, ma
alla loro funzione sociale e di formazione". Fra le piccole e piccolissime
materne o elementari a rischio di chiusura, per esempio, l'istituto di Capraia,
ma anche diverse elementari della Garfagnana (in provincia di Lucca). "A
Fabbriche di Vallico - spiega il sindaco Oreste Giurlani - ci sono 680
abitanti, abbiamo una elementare e una materna che ha 45 iscritti, 33 dei quali
alla primaria. Da noi arrivano bambini anche da altri Comuni di questa zona di
montagna, chiudere la scuola significherebbe costringere gli alunni a viaggiare
anche un'ora e mezza su un pulmino per raggiungere l'altro istituto più vicino.
E questo su strade di montagna con inverni innevati e rigidi". Il sindaco
sottolinea come la scuola in quelle zone sia un baluardo per la cultura del
luogo, di luoghi che non possono "sopportare altre fughe di
cervelli". C'è un altro particolare, riferisce Giurlani: "La nostra
vecchia scuola aveva problemi di tenuta sismica, così la Regione ci ha
finanziato per 750mila euro per costruirne una nuova che contiamo di inaugurare
a dicembre. Chiuderla subito dopo sarebbe non solo contro ogni logica, ma anche
contro ogni economia e soprattutto significherebbe incentivare l'abbandono del
paese".
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Bari
Tagli per 379 scuole l'allarme dei Comuni I sindacati: "Macelleria
numerica" L'elenco è già stato spedito dal ministro Gelmini A Bari gli istituti a rischio
sono 15 CAMILLA POVIA Il grembiulino obbligatorio potrebbe essere l'ultimo dei
problemi. Quello che spaventa sono i tagli previsti dal decreto legge approvato
dal Parlamento. Rischiano di chiudere quattromila scuole in Italia, di cui
( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Nicola
Perfetto, 57 anni, insegna alla scuola "Alonzi" di Roma: la
"controriforma Gelmini" sarà una débacle per il
sapere dei ragazzi.
( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Anna Tarquini
Un'immagine precisa segna l'inizio di una storia che ora
Mariastella Gelmini vuole
cancellare, anche simbolicamente, con il ripristino dei voti e del sette in
condotta. Il trasloco. Due a due, con i banchi in spalla, poi le sedie, la
lavagna. Un pugno di studenti, un pugno di insegnanti e un'idea fortemente
sostenuta, guarda un po', dal ministro della Pubblica istruzione Dc - era il
1970 - Riccardo Misasi. E anche - si dice - su pressione della moglie di
Aldo Moro. Niente voti, niente interrogazioni, niente libri di testo. Niente
programmi. Le lezioni partivano dal presente, il cosiddetto sociale. I libri
c'erano, ma erano testi universitari. Si entrava dalla finestra e non è una
metafora. L'indisciplina, non si definiva indisciplina, ma libertà consapevole.
Si chiamava scuola sperimentale e malgrado alcune aberrazioni funzionava. Era
nata dai guasti del '68, per parafrasare la Gelmini.
Fatta dalla sinistra ma, strano a dirsi, non pensata dall'egemonia culturale
della sinistra. Quella scuola ha fatto da apripista alle riforme,
all'introduzione dei giudizi, alle tesine, a una maggiore libertà di studio.
Mariastella Gelmini allora non era ancora nata. E
allora gliela raccontiamo noi quella storia. Dunque si traslocava. Si
traslocava "a mano" dal liceo Guido Castelnuovo di Roma guidato
allora da Gianbattista Salinari, celebre preside comunista. Una scuola in
tempesta, vero centro della contestazione post sessantottina. Era quello il
luogo nella capitale dove maggiore era montata la rivolta contro i professori.
Arturo Diaconale, che di sinistra non è, lo ricorda ancora nei suoi blog e nelle
interviste. Ricorda gli schiaffi a Salinari dal mai perdonato Paolo Serventi
Longhi. Bisognava sparigliare. Separare il nucleo della protesta, dividere gli
studenti e insieme avere un'idea che riavvicinasse contestatari e professori.
Quell'idea l'ebbe un vicepreside, il vicepreside Sciacca, siciliano, furbo,
democristiano. Si racconta che il (poi) preside Sciacca si fosse invaghito di
una giovanissima insegnante, Gabriella Marazzita. Trent'anni dopo la voce al
telefono è la stessa. "Mi chiamò - ride ancora . Mi convocò in presidenza
e disse. "Vorrei che fosse lei a occuparsi di questo progetto. È un
progetto sperimentale, veda lei". La traccia era quella. Niente voti,
niente programmi, tempo pieno e gratis per i professori. E tante materie nuove:
economia, psicologia, sociologia, tre lingue obbligatorie... Si entrava alle
otto e 30, si usciva alle 19. Iniziai a cercare gli insegnanti...". Così
nacque il XXII, poi liceo Antonio Gramsci. Era il 1973 e durò sei anni. Il
fatto è che proprio in quegli anni, anni di governi Rumor, Andreotti, Moro,
veniva approvata la riforma che equiparava tutte le maturità e che di fatto
apriva ai figli della povera gente il grado superiore di istruzione,
l'università. Il Castelnuovo era a Primavalle, quartiere popolare di Roma, fu
il boom di iscrizioni. Povera gente e figli di professionisti. Flavia Veltroni
arrivò al secondo anno di sperimentazione. Il senso e il valore di quella
scuola lo ricorda così: "Io la cercai consapevolmente perché avevo letto
Mario Lodi, la sua esperienza di insegnante, il giornalino di classe. Mi
ritrovai lì. Ecco, quella era la scuola dove chi era arrivato a 14 anni
distratto, con solo la passione per il pallone, ne è uscito con una tesina sul
Dna, applausi della commissione ed è diventato medico. C'era attenzione per le
persone. Nella scuola di oggi invece se per caso inciampi in un momento di
difficoltà familiare o semplicemente in un momento di immaturità rischi di
perderti per strada, di non farcela più". Il ricordo è dolce e insieme
amaro. "Certe volte penso che non siamo mai esistiti, come la nostra
esperienza non sia servita a nulla. Eppure ci sono alcune giornate che non
dimenticherò mai, io ricordo che andavo a scuola con piacere e invece vedo i
giovani che ci vanno con ansia. Certo, tu mi dirai, noi non facevamo nulla...
Ma io mi sono divertita tanto...". Carla Taviani si divideva tra due
lavori: la scuola, insegnava lettere, e l'aiuto del marito Vittorio, regista.
Il gruppo cineasti era nutrito. Pietrangeli, Amendola, Villaggio... Un giorno -
era pomeriggio tardi - era programmata la lezione di cinema. Si presentò uno
ragazzo grande, alto. Proiettò il suo primo film autprodotto, "Io sono un
autarchico", con dibattito a seguire. Si chiamava Nanni Moretti. "Sì,
forse fummo noi lo spunto". Carla Taviani oggi è un po' delusa. Non
attacca il ministro Gelmini: "I voti? Vedremo...
Ma la scuola ha bisogno di uno scossone". Ricorda, quattro anni
bellissimi: "Il principio era che lo studente avesse voglia e curiosità di
venire a scuola. Far sì che la cultura venisse cercata e creata in una sorta di
parità di rapporto. Noi lavoravamo in gruppo, con gli insegnanti che studiavano
insieme agli studenti. Volevamo contrapporre all'elemento disciplina una
libertà seria e motivata. Senza voti, senza esami. Solo autovalutazione e
giudizi. Voi vi dovevate promuovere o bocciare insieme a noi. E funzionava. Poi
è arrivato il terrorismo e i conti si sono presto fatti. La libertà è diventata
libertarismo e la responsabilizzazione menefreghismo". L'altro princicipio
cardine era partire dalla realtà, non c'erano programmi. Racconta Gabriella
Marazzita che il primo anno, la prima lezione, tutti insieme decisero un tema
da studiare. Era Primavalle, si scelse il lavoro minorile. Studenti e
professori prepararono un questionario, lo distribuirono nel quartiere, solo
dopo con l'elaborazione dei dati e l'analisi delle risposte gli studenti
chiesero di prendere in mano i libri. "Dai servi della gleba alla
rivoluzione inglese - racconta Marazzita - . Ci piaceva spaziare". Poi
ammette: "È vero che la scuola è scaduta in qualità, ma la Gelmini vuol rifare la scuola di chi impara e di chi non
impara". Finì con un incendio, un anno dopo la morte di Moro. Non si seppe
mai chi diede fuoco alla scuola e quasi tutti, nel corso degli anni, sono
tornati a sbirciare dietro il cancello quello spazio dove erano rimaste le
macerie. Ma non restano solo i ricordi. "Io quel metodo lo uso ancora oggi
- confessa Marazzita - . Programmo con gli studenti, decidiamo insieme il tempo
che serve per leggere e studiare un testo, e solo successivamente, quando
l'hanno letto, spiego. Sulla base delle loro domande. Anche quando interrogo è
così. Li chiamo in 3 o 4, così da fare coraggio anche agli emotivi. Parlano,
fanno osservazioni, si danno il voto, poi li giudica la classe. Non sbagliano
mai sapete? È matematico".
( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
"Il ritorno del
maestro unico? Per i bambini è una sconfitta" Maristella Iervasi/ Roma I
suoi bambini sono ancora in vacanza. Ma è come se fossero già lì: li
"sente" correre per le scale, buttare a terra zaini e giubbini,
tirarsi le palle di pane a mensa, li vede pigiarsi il naso e girare un dito
nell'orecchio per inghiottire gli spaghetti schizzando sugo sull'intera
tavolata. Sorride il maestro Nicola Perfetto, 57 anni, ma lo sguardo non si
stacca dal muro. C'è Pietro che cammina su due mani, il giandarme Gianmarco che
tiene sottobraccio un burattino nella piazza del mercato. Il grillo che
"sputa" saggezza e Martina con una telecamera in mano che
"inghiotte" tutto. L'hanno intitolato Il Pinocchio della Garbatella:
una riscrittura di Collodi, con tanto di girato e montaggio in Vhs. Il film dei
bambini dell'elementare "Alonzi" di Roma: a turno registi, attori e
tecnici del suono, coadiuvati dagli insegnanti delle due terze, in primis
Andrea Pioppi. E il maestro Nicola si commuove: "Tutto questo non sarà più
possibile. Tutti gli approfondimenti letterari o storici-scientifici sui
dinosauri, il ciclo della vita, l'acqua, le gite culturali con sempre gli
studenti protagonisti, andranno a farsi benedire. I bambini andranno alle medie
che sapranno appena leggere, scrivere e contare. Con un bagaglio nozionistico
da far paura e senza più scambi con le classi parallele. E il trauma del
passaggio alla scuola "dei grandi" sarà sempre di più una
voragine". Fine della maestra-mamma e del maestro "vice zio".
Stop alla compresenza in classe. Si torna al passato, al maestro unico.
All'insegnante generalista con la penna rossa, che sa poco di tutto. Nicola
Perfetto si siede in cattedra. E si proietta nel futuro. "Buongiorno
bambini, sono il vostro maestro e staremo insieme per 5 anni". Scuote la
testa, il maestro di matematica, geografia e scienze della Alonzi: "No,
no... come lo spiegherò ai bambini? Speriamo che le famiglie ci aiutino".
Per quest'anno le elementari - come le medie - riaprono con i voti. La pesante
"cura dimagrante" alla scuola, con il
"massacro" degli insegnanti voluta dal duetto Gelmini-Tremonti - 90 mila insegnanti e
43mila bidelli e segretari in meno entro il 2012 - debutterà invece
successivamente. Ma è bene prepararsi per tempo. Perchè le conseguenze saranno
a catena, per i docenti, i bambini e le stesse famiglie. Scomparirà
inevitabilmente il tempo pieno: una "parolina", questa, che la
ministra dell'Istruzione si guarda bene dal pronunciare per non finire nel
"tritacarne", come accadde a Letizia Moratti. Un addio si prefigura
anche per le mense scolastiche e forse per tappare i disagi dei genitori che
lavorano, spunteranno i doposcuola-parcheggio: tenuti magari da personale non
statale, a collaborazione. Mentre al docente di ruolo in eccesso rimasto senza
classe per la scelta del maestro unico non resta che sperare in un posto di
supplente. È questo il futuro disegnato per la scuola dal Berlusconi IV. È
questa l'istruzione per le nuove generazioni. Sulla sedia dell'ultimo banco
della 3 B, ora ribattezzata IV F - per continuità con la vicina elementare
"Cesare Battisti", nota nel quartiere come la scuola de I Cesaroni -,
c'è un grembiule bianco con in tasca pezzetti di foglio di quaderno. Il maestro
Nicola si avvicina e ricompone il puzzle: una numerazione, la tabellina
dell'otto. Una delle più difficili per i bambini da mandare a memoria. Sorride
il maestro e ricorda: "La gara sulle tabelline è una costante.
Un'interrogazione a mo' di gioco". Ma mentre racconta degli aneddoti si fa
subito serio: "Come farò a gestire da solo una classe di 25 studenti per
20 ore alla settimane? Come farò a tenere fermo nel banco Pallino, evitare che
Caio picchi Talaltro e accudire nel frattempo il bambino diversamente abile che
ha finito le ore con l'insegnante di sostegno? Come farò ad aiutare i bambini
che restano indietro, che hanno difficoltà con la lingua perchè stranieri o a
rispiegare con pazienza le divisioni a due cifre a chi arriva da un'altra
scuola con problemi comportamentali e rifiuto dei nuovi compagni?. Quest'anno tutto
questo è accaduto - sottolinea Nicola Perfetto - e con Simona, l'altra
insegnante prevalente, siamo stati un po' anche genitori, psicologi e dottori.
Ma un domani? Come potrò lavorare bene da solo con il gruppo classe? Altro che
maestro unico come esigenza pedogogica! È una vera debacle, la sconfitta del
sapere per il bambino-studente".
( da "Corriere delle Alpi" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Di Irene Aliprandi
Le piccole scuole rischiano di scomparire Pd, alla Conferenza nazionale sugli
enti locali l'allarme sul limite di 500 alunni BELLUNO. Una previsione di
dimensioni catastrofiche, ancora senza smentita. La maggior parte delle scuole
dei piccoli Comuni e di montagna è a rischio chiusura, se dovesse passare così
com'è il decreto 112 sui risparmi nella pubblica amministrazione. Il tema è
stato affrontato ieri dal Partito democratico, riunito a Firenze nella Conferenza
nazionale degli enti locali. Il ministro ombra Bastico ha parlato di
conseguenze di vasto impatto: da mille a quattromila scuole cancellate, a
seconda della piega che prenderà il provvedimento, tutte nelle zone marginali
del Paese. "Devastante e clamoroso", commenta Gigi Olivieri,
responsabile nazionale del Pd per la montagna, "perché non c'è alcuna
distinzione per le terre alte". Il decreto rivolto alle pubbliche
amministrazioni, già approvato dal Parlamento prima di
agosto, delega il ministro dell'istruzione Gelmini ad elaborare un piano per raggiungere gli obiettivi nella scuola
(entro 45 giorni) e al momento si prevede il taglio di oltre 100 mila
insegnanti, 50 mila non docenti e un numero imprecisato di plessi scolastici.
Ma c'è ancora grandissima incertezza. Innanzitutto perché il ministro
finora ha posto due limiti diversi: prima ha fissato in 500 il numero minimo
degli alunni per istituto, poi è salita a 600. Numeri pressoché irraggiungibili
nelle valli montane, come in molte altre zone d'Italia. Che si tratti di
accorpamento semplicemente amministrativo o di chiusura dei plessi non è ancora
comprensibile, di certo sembra impossibile credere che verranno chiuse le
piccole scuole per costruirne altre di grandi, visto che oggi strutture di tali
dimensioni non esistono. I sindaci interessati comunque sono già in
fibrillazione. "Il Pd ha fatto una verifica e per ora nessuno ci ha
smentito dal governo", spiega Olivieri. "Al momento sembra che almeno
1.500 plessi scolastici rischiano di essere cancellati. Va detto anche che
questa manovra, fatta prima delle ferie, è passata pressoché inosservata, ma
dovrebbe entrare in vigore già dall'anno scolastico 2009-2010. Lo stesso si
dica per la sanità: 8 miliardi in meno agli enti locali significa costringere
gli enti a tagliare i servizi. Il governo dice "dobbiamo tagliare le
spese", ma riduce solo quelle periferiche, mentre lascia intatte le
proprie, quelle dei ministeri". Olivieri ricorda che il principio è lo
stesso delle Comunità montane: "Non le sopprimono direttamente, ma tolgono
90 milioni su
( da "Corriere delle Alpi" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
BOTTACIN (LEGA)
Competenze alla Regione BELLUNO. Tutte le preoccupazioni
sulla scuola e le polemiche tra il ministro Gelmini e l'assessore regionale Donazzan potrebbero non esserci, se il
governatore Galan avesse provveduto a chiedere allo Stato le deleghe su alcune
materie. A ribadire la necessità di un impegno più pressante di Galan sul 116
Cost. è il capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale Gianpaolo
Bottacin. "E' la Regione che deve decidere, perché l'istruzione è
tra le materie che avevamo individuato come prioritarie. La montagna non
avrebbe bisogno di chiedere deroghe al ministero, perché potrebbe pensarci la
Regione", prosegue Bottacin che ha già presentato un'interrogazione al governatore.
"Galan dice che aspetta il federalismo, ma perde tempo perché potrebbe già
chiedere le competenze sulla base del 116".
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Sport UOMINI O
CAPORALI SE CONTA LA DIVISA Si ricomincia, ma non è una ripartenza. Urge frase
icastica. Eccola: "Sono stato 38 volte in Cina, ho visto tutto". Non
è mia (mai stato in Cina), l'ho trovata martedì sulla Gazzetta e mi ha fatto
pensare. Che non ho visto tutto neanche di Milano, eppure ci sono nato, ci
vivo. Dovrò attivarmi un po'. Di Cina e sport (per disabili) si tornerà a
parlare dal 6 settembre, giorno della cerimonia d'apertura delle Paralimpiadi.
L'Italia è presente con un'ottantina di atleti. Le gare si potranno vedere su
Rai Sport Più. E per capirle meglio consiglio la lettura di
"Paralimpici" di Claudio Arrigoni, il giornalista italiano più
preparato nel settore. E' uscita da pochi giorni la seconda edizione, con
prefazione di Alex Zanardi e Candido Cannavò (ed. Hoepli, 267 pagine, 17 euro).
Si ricomincia con un bel gesto, che arriva ancora una volta da Firenze. Dopo la
variante sul "terzo tempo" la Fiorentina, ha annunciato Diego Della
Valle, aderirà al cosiddetto modello spagnolo. Era pur ora che qualcuno si
decidesse: voto
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-31 num: - pag: 23 categoria:
BREVI Lettere e interventi NELLA SCUOLA I voti in numeri Mi chiamo Pietro, ho
11 anni, frequento la prima media. Ho letto sul Corriere
che il ministro Gelmini
vuole reintrodurre i voti in numeri, per ragioni di chiarezza. Ma io non ho mai
avuto voti in numeri: da quando vado a scuola, abbiamo sempre usato i giudizi,
a cui sono abituato e che capisco benissimo. Forse i voti in numeri saranno più
chiari per i nostri genitori, o i nostri nonni: a noi dovranno spiegarceli.
Pietro Visentin pietro.visentin@ elenadellavalentina.it TRASMISSIONI TV Chi non
ama il calcio Chi non ama il calcio si era illuso per qualche giorno di essersi
liberato di tutte le trasmissione sportive collegate che iniziano la domenica
mattina e terminano il sabato sera. Forse qualcuno ha perso un'occasione per
dedicarsi ad altro? Giberto Gnisci Locri@email.it AGENTI DI POLIZIA La busta
paga S'invoca spesso la sicurezza, ma i paladini della tutela dell'ordine
pubblico devono fare i conti con una busta paga piuttosto magra. Ho letto che
il 61 per cento dei poliziotti porta a casa da
( da "Corriere delle Alpi" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Il film "Un
giorno perfetto" ma è solo la sagra dei luoghi comuni MICHELE GOTTARDI Se
il buon giorno si vede dal mattino non sarà un giorno perfetto. Parliamo della
folta rappresentanza in concorso del cinema italiano e del primo film, quello
di Ferzan Ozpetek, destinato a dividere. Ma al di là delle lecite valutazioni
estetiche una cosa va detta: se il direttore della Mostra nelle interviste di
apertura si è sbilanciato definendo il nostro cinema "mai così in
forma", significa che o ci aspettano altri film molto (più) belli o che
nelle scelte nazionali cambiano i selezionatori ma la sostanza non muta.
Ozpetek resta nel solco del suo cinema, confermando la propria ineludibile vena
melodrammatica. Un giorno perfetto al di là delle facili battute lascia un
profondo senso di incompletezza, un "vuoto di senso" direbbe
qualcuno. Nel ricostruire le ultime 24 ore di una famiglia già poco felice per
vicende affettive laceranti (papà Mastandrea è separato da mamma Ferrari, che
vive con due bambini a casa di nonna Sandrelli, per fuggire alle sue violenze,
nonostante sia fidato caposcorta di onorevole), il regista italo-turco delinea
una Roma plumbea, in cui case di borgata, palazzoni periferici e appartamenti
aristocratici si alternano con l'identico sottofondo di crisi dei sentimenti.
E' un mondo dove l'imbarbarimento familiare risulta trasversale: l'onorevole
rimasto vedovo per il suicidio della moglie, non si scompone se il figlio gli
dice che va a stare a Barcellona, mentre singhiozza quando il presidente (direi
Prodi, a giudicare dagli esiti) non gli garantisce un collegio sicuro alle
elezioni. Un mondo pullulato dai vari Kevin, Iuri, Giomo e Vanessa; dove la solidarietà
umana è rara; dove dalle suore c'è lo stesso bullismo che
nelle elementari pubbliche (ministro Gelmini, possibile?), e via andare. Ma è anche un film che delinea un
mondo con ingenuità abnormi, impossibili da condividere se non collocandole ai margini
del paradosso, come la ragazza che si diverte a raccontare che il suo ragazzo,
di professione ballerino, danza con un amico invece che con lei. Un
collega? No, un camionista (absit iniuria...). O la figura dell'Angela
(Finocchiaro) che attraversa lo schermo incrociando sempre i protagonisti al
momento giusto, in fondo "è caratteristica del destino essere
strano". Un giorno perfetto è racchiuso da due sequenze importanti,
all'inizio e alla fine. Due piani sequenza, il primo per mostrare il dramma della
madre, insonne mentre il resto della famiglia dorme; il secondo in cui la
soggettiva diventa quella dei poliziotti che penetrano in casa dopo la strage,
cui fa pendant la sequenza in cui la mamma mangia un gelato passeggiando per il
centro ed è còlta da un presentimento un attimo prima della telefonata della
polizia. Insomma dieci minuti di cinema che, oltre a un catalogo di primi
piani, particolari e sguardi ravvicinati, racchiudono anche una serie
sconcertante di luoghi comuni. Dalla frase premonitrice della nonna al nipotino
("far volare un aquilone è una cosa molto importante nella vita, sennò non
si diventa grandi": infatti...) a quella, sintesi dell'intero film,
pronunciata dall'onorevole al portaborse: "ma la vuoi finire di dire delle
frasi fatte o no?". Appunto.
( da "Stampa, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA.RIFORMA GELMINI Sindacato In classe entra la "civilisation
valdôtaine" Allo studio la compatibilità del decreto con le leggi locali.
"Sì" al voto in condotta [FIRMA]SILVIA TAGLIAFERRI AOSTA Ritorno dei voti in pagella, bocciatura con
( da "Stampa, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
PROVINCIA
L'ASSESSORE CONTRO I TAGLI DEGLI ORGANICI Scuole, il caso sicurezza Aule
sovraffollate, ma oltre il limite dei 26 studenti scatteranno norme severe
[FIRMA]MAURIZIO FICO SAVONA L'anno scolastico che sta per cominciare si apre
con un problema in più: con meno insegnanti (una cinquantina in tutta la
provincia), più iscritti (circa 200) e classi inevitabilmente più affollate, si
dovrà fare i conti con "quota 26". E' questo infatti il numero
massimo di studenti che, in base alle leggi sulla sicurezza, può ospitare
un'aula che abbia una sola uscita: una porta con larghezza inferiore a
( da "Stampa, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola
Il caso Ne parla il
ministro dopo la proposta di due deputati Pdl BARBARA TESTA Inizio scuole a
ottobre c'è un ritorno di fiamma ALASSIO L e scuole? Potrebbero anche tornare a
iniziare il primo ottobre, a sentire il neo ministro all'Istruzione. Mariastella Gelmini ha sottolineato (in un articolo uscito su La Stampa il 24
agosto), che l'Italia è un paese turistico ed è un peccato perdere un mese così
bello stando in aula. Ad accorgersi di quanto settembre possa essere importante
per rilanciare il turismo sono stati, diversi anni fa, Giuseppe Maiellano,
presidente provinciale di Confesercenti, l'allora sindaco di Finale
Ligure Pier Paolo Cervone e il rappresentante degli albergatori provinciale di
quegli anni Enrico Valle. Furono loro, per primi, a chiedere di far slittare
l'inizio delle scuole da settembre ad ottobre, comprendendo appunto
l'importanza di poter contare su un intero mese in più di presenze turistiche.
Oltre al ministro Gelmini, anche altri due deputati
del Pdl hanno fatto un'analoga proposta nel giugno scorso. Si tratta di Monica
Faenzi e Riccardo Mazzoni che hanno presentato una proposta di legge in tal
senso, chiedendo che comunque venissero mantenuti i 200 giorni di lezioni.
"Questa proposta risponde ad una serie di motivazioni di ordine
scolastico, climatico ed economico. Il rientro ad ottobre non solo darebbe un
tempo più congruo a tutti gli studenti che devono recuperare i debiti formativi,
ma consentirebbe nel contempo al ministro e a tutto il personale di espletare
le pratiche burocratiche con maggiore serenità", hanno detto i due
deputati in un'intervista. E hanno aggiunto: "Esiste poi un fattore
climatico che favorisce questo spostamento a ottobre. I cambiamenti del tempo
hanno portato a un prolungamento della piena stagione estiva fino al termine di
settembre, un mese che potrebbe trasformarsi in una grande opportunità
economica sia per gli operatori turistici che per le famiglie". Un'opportunità
già compresa nel Ponente, dove il turismo è fatto principalmente da nuclei
familiari provenienti da Piemonte, Lombardia e Valle d'Aosta, che devono per
forza far ritorno a casa per l'inizio della scuola. Se non prima, nel caso in
cui ci siano figli che devono recuperare debiti scolastici. "Sono quindici
anni che chiediamo che venga posticipato l'inizio delle scuole", dice
Giuseppe Maiellano presidente provinciale di Confesercenti. "Contando che
i ragazzi ad oggi devono provvedere a recuperare i debiti formativi entro il 31
agosto, la stagione si è ristretta notevolmente. Posticipare ad ottobre il
rientro nelle aule avrebbe solo un risvolto positivo", conclude Maiellano.
Mantenere positivo il bilancio del turismo savonese diventa sempre più difficile,
facendo riferimento ai dati che vogliono che l'incremento turistico della
Spagna si attesti sul 63 per cento, contro il 36 dell'Italia. Se settembre
diventasse un mese ancora fortemente a carattere vacanziero ci sarebbe una
bella boccata d'ossigeno per gli operatori del settore.
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-01 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE 8 Settembre Comincia l'anno scolastico più lungo
d'Italia: 217 giorni. Al Berchet si parte il 15. Esami di riparazione in corso
Handicap Aumentano gli studenti disabili nelle scuole del Milanese: sono più di
diecimila. Mancano insegnanti di sostegno La scuola modello Milano: i più
bravi? Vacanza-premio Bonus libri, patto antibulli, stranieri in classe: dalla
A alla Z tutto ciò che c'è da sapere per un anno di lezioni Le vacanze sono
finite, e si fa sul serio. Subito. Anzi: in anticipo. Nell'attesa di lunedì
prossimo, data di riapertura delle scuole, circa quattro studenti milanesi su
dieci dovranno recuperare almeno un'insufficienza. In caso contrario, saranno
costretti a ripetere l'anno. Un anno che s'annuncia all'insegna della severità.
Per la lotta contro bulli e vandali, e per il recente decreto del consiglio dei
ministri che ha reintrodotto il voto in condotta e la
possibilità di bocciare con il 5. Il comportamento in classe è una delle sfide
maggiori del 2008-2009. Al pari dell'integrazione. Che più che una sfida, in
alcune scuole di frontiera resta un'emergenza, per l'altissima concentrazione
di alunni stranieri (fino all'80%). A proposito di situazioni critiche:
impossibile non citare il prezzo dei libri. Acquistare i testi, può comportare
anche una spesa di seicento euro in certe classi di quarta ginnasio. E per
combattere il caro-vita, arrivano i buoni-spesa del Comune. A come autonomia In
virtù di questo principio le scuole (superiori) di Milano hanno
"disobbedito" due volte: al calendario regionale, che fissa l'inizio
delle lezioni l'8 settembre (ma al Berchet si parte addirittura il 15) e al
ministro che aveva chiesto di concludere l'operazione esami a settembre entro
il 31 agosto: verifiche e scrutini andranno avanti per le prossime due
settimane B come bulli Contro inciviltà e vandalismo in classe è nato il
"patto di corresponsabilità" tra scuola e famiglia. Lo hanno già adottato
la media Arcadia-Pertini del Gratosoglio e la Thouar Gonzaga di via Brunacci
che per rendere ancora più efficace la strategia anti-bullo ha coinvolto tutto
il quartiere C come cinque in condotta: il decreto
approvato giovedì dal consiglio dei ministri reintroduce il voto
in condotta e la possibilità di bocciare con il 5. Non è una novità per
Milano: a luglio, all'istituto tecnico Sraffa, due ragazzi "difficili
" se lo sono trovato in pagella. E sono stati
respinti D come duecentodiciassette giorni Il calendario scolastico lombardo,
il più lungo d'Italia, prevede 217 giorni effettivi di lezione,
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-01 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Pubblico&Privato di Francesco Alberoni Intelligenza e carattere
crescono solo se si accettano le sfide N elle olimpiadi sette medaglie d'oro su
otto sono state vinte da militari, cioè da persone abituate alla disciplina e
all'autocontrollo. Dalla scuola e dalla università non è venuto nulla, e questo
è un sintomo della povertà del nostro sistema educativo. Perché lo sport è
espressione dell'organizzazione disciplinata della società e dell'individuo,
misura la sua capacità di porsi una meta e raggiungerla. Ora da trent'anni il
nostro sistema educativo - dalla famiglia alla scuola - ha avuto una sola
preoccupazione: evitare ai bambini e ai giovani ogni trauma, ogni fatica, ogni
frustrazione. Insegnando loro che sono bravi, adorabili qualsiasi sciocchezza
facciano e che non dovranno mai pagare per i loro errori. Non gli è stato mai
detto che la nostra intelligenza si sviluppa solo affrontando problemi, che il
nostro carattere si plasma solo accettando le sfide, che per capire il valore
delle cose dobbiamo meritarcele. Mentre quanto ci viene regalato senza merito
ci indebolisce e tutto ciò che ci viene perdonato senza punizione ci corrompe.
Il risultato di questa pedagogia irresponsabile è che troppi (per fortuna non
tutti) nostri ragazzi e ragazze non studiano, non sanno concentrarsi, perdono
il loro tempo chattando su Internet, facendo videogiochi, mangiano troppo, sono
maleducati, si ubriacano in discoteca e non sanno fare nessun lavoro. Questa
estate mi si è guastato il frigorifero, sono arrivati uno dopo l'altro tre
tecnici dell'impresa - ciascuno con furgoncino e assistente - lo hanno
contemplato perplessi e se ne sono andati senza saper cosa fare. Un mio amico
ha due mungitori indiani a cui dà uno stipendio di quattromila euro netti al
mese. Ma questi mungitori sono degli esperti zootecnici, preparatissimi in
elettronica, e in Italia non c'è nessuno che sa fare il loro lavoro. E fra poco
non ci saranno nemmeno idraulici, elettricisti, falegnami, sarti, ragionieri,
capomastri, restauratori, installatori con una preparazione scientifico-tecnica
che li renda capaci di affrontare i problemi della casa e della fabbrica di
oggi. Perché i nostri figli queste cose non le imparano né alla scuola media né
all'università. Il ministro Mariastella Gelmini, che ha incominciato a ridare
metodo, rigore e disciplina alla scuola, dovrà fra poco accingersi a colmare
questo pauroso vuoto di preparazione tecnica degli italiani creando licei
tecnici e lauree brevi dove, anziché chiacchiere, si imparano mestieri moderni.
www.corriere.it/alberoni \\ I ragazzi non sono abituati al metodo e a fare
sacrifici.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE LAVORO E C data: 2008-09-01 - pag: 17
autore: GLI ISTITUTI DI ENOLOGIA Scuole speciali Si chiamano istituti con
ordinamento speciale per la viticoltura e l'enologia e il loro obiettivo
formativo è quello di preparare tecnici dell'enologia. Ne rimangono sette in
tutta Italia: a Conegliano Veneto nato nel 1876, Alba, S. Michele all'Adige,
Cividale del Friuli, Siena, Avellino, Marsala. Queste scuole, però, non
accettano più matricole. Stanno esaurendo gli anni di corso già avviati in
previsione della loro chiusura per via dell'eliminazione della tipologia di
scuola. Futuro in bilico Contraria a questo destino Assoenologi,l'associazione
che rappresenta il 95% degli enologi italiani. "Si tratta di scuole con un
percorso di studi di sei anni spiega –Giuseppe Martelli, direttore generale
Assoenologi– che forma tecnici dell'enologia. Queste persone svolgono un lavoro
operativo relativo alla gestione del vigneto e alla produzione del vino.
Fondamentale è stato il loro ruolo che ha eliminato l'empirismo con cui erano
condotti i vigneti sinoa qualche decennio fa e hanno dato forte impulso alla
lotta di malattie pericolose per i vigneti, come la filossera e la
peronospora". Il settore vitivinicolo ha bisogno di questi tecnici.
"Sono profili molto richiesti dal mercato perché sanno far dialogare
l'agricoltore e l'enologo– continua Giuseppe Martelli –. Per questo gli
istituti per la viticoltura e l'enologia devono continuare a vivere". Non
solo. "La preparazione che gli alunni di questi istituti ricevono
costituisce una buona base per chi intende iscriversi al corso di laurea in
enologia". La proposta di Assoenologi Per evitare la chiusura di questi
istituti a ordinamento speciale Assoenologi ha avanzato una propria proposta.
"Chiediamo la trasformazione di queste scuole in istituti tecnici. Di
questa nostra idea ne abbiamo già parlato con il ministero della Pubblica
istruzione. Nei giorni scorsiè stato presentato uno studio
al ministro Maria Stella Gelmini". Passaggio a istituti tecnici Ci sono quindicenni che
s'iscriverebbero a queste scuole superiori? "Chi sceglie la laurea in
enologia fa un percorso molto specifico.All'istituto per l'enologia,anche se le
materie preponderanti sono agrariae viticoltura, si studiano chimica, fisica,
matematica. Certamente rivedendone la formula dobbiamo pensare ad
avvicinarei ragazzi a questo tipo di studio".
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-01 num: - pag: 14
categoria: BREVI Il prete Don Antonio Mazzi è contrario al ritorno del voto in
condotta. E ricorda che in terza media, a 14 anni, fu bocciato "proprio a
causa di quel
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-01 num: - pag: 14 categoria:
REDAZIONALE Rivelazioni Il sacerdote: bocciato in terza media, fu un dramma Don
Mazzi: tentai il suicidio per un sette in condotta DAL NOSTRO INVIATO FIRENZE –
Il
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-01 num: - pag: 14
categoria: BREVI Il ministro Per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini il voto in
condotta "è una risposta urgente di fronte ai casi di bullismo". Ora
la bocciatura scatterà col 5 e non più col 7.
( da "Sestopotere.com" del 01-09-2008)
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(31/8/2008 18:08) |
(Sesto Potere) - Roma - 29 agosto 2008 - Adoc, Adusbef, Codacons e
Federconsumatori denunciano quest'anno una speculazione senza precedenti sul
prezzo del grembiule. Evidentemente la proposta del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini di ripristinarlo per gli alunni delle scuole primarie ha
determinato un rialzo dei prezzi assurdo, che non può certo trovare
giustificazione in un aumento della domanda. Si tratta di un rialzo medio del
41,1 % rispetto al 2007 e del 102,3 % (più del doppio) rispetto al 2001, ossia
quando avevamo la vecchia lira. Adoc, Adusbef, Codacons e
Federconsumatori propongono a tutte le scuole di sospendere qualunque decisione
in merito al grembiule fino a che i prezzi non saranno ritornati ad essere
ragionevoli, ossia almeno pari a quelli del 2007, già ingiustificabili. In
alternativa propone ai genitori lo sciopero del grembiule: no all'acquisto! Per
chi già lo possiede, chiediamo di non farlo indossare, in modo che chi non lo
ha ancora acquistato non si senta discriminato. Adoc, Adusbef, Codacons e
Federconsumatori danno alle famiglie alcuni consigli per gli acquisti del resto
del corredo scolastico: - Non inseguite le mode. In questi giorni tutte le
televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli
acquisti necessari per la scuola. Allontanateli dalla TV e non fatevi
condizionare dal mercato pubblicitario. Non inseguendo le mode, per il corredo
potreste spendere fino al 40% in meno, acquistando prodotti di identica
qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni
animati o bambole famose. - Supermercato? Si, ma con la lista di quello che
serve! Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla
cartolibreria. Il rischio connesso ai grandi punti vendita, però, è di
dissipare tutto il risparmio acquistando anche quello che non serve. Andate,
quindi, con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. Se
decidete di acquistare quello che vi serve, osservando i prodotti esposti
mentre girate tra le corsie, sarete in balia del supermercato. In questo
periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura
a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti "civetta". Vengono venduti
beni addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per
acquistare anche tutto il resto. Approfittatene! Ma è una ragione in più per
rispettare la lista fatta razionalmente a casa. Nei supermercati, infine, è più
difficile avere consigli sulla bontà della merce. - Rinviate gli acquisti.
Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel
corso dell'anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un
momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. - Aspettate i professori.
Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le
disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. -
Offerte promozionali e kit a prezzo fisso. Ben vengano! Possono essere convenienti.
Se non sono frutto di un accordo con le associazioni di consumatori, che fanno
da garante, confrontate comunque i prezzi e controllate la qualità del
prodotto, specie per lo zaino (per il quale sconsigliamo in ogni caso
l'acquisto, dando la preferenza al trolley).
( da "AprileOnline.info" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
Maria Mantello, 01
settembre 2008, 12:11 L'approfondimento La riforma Gelmini aspira a piegare la formazione
alle leggi del mercato e si tradurrà in una rete di clientele politiche che
potranno gestire, con i soldi della collettività, tutta l'istruzione, con la
conseguenza che i docenti verranno espropriati della autonomia didattica e la
cultura sarà svilita A ridosso d'inizio anno scolastico, il ministro
dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini,
propone e a volte realizza qualche isolata variazione nel sistema scolastico:
dal grembiulino per tutti (anche per le ragazze delle superiori, come era una
volta?), insufficienza in condotta = bocciatura (ma prendere 7 non era già
abbastanza negativo?), insegnamento dell'educazione civica (ma "Storia ed
educazione civica" non erano già curricolari?); voto al posto del giudizio
(ma cambia la sostanza?); maestro unico (Ma! Qualche nostalgia di ritorno
guasta?). Piccole cose, che a volte creano anche ingenue simpatie, distogliendo
però l'attenzione dall'obbiettivo di fondo di questo governo di destra: la
privatizzazione del sistema statale d'istruzione. Un obbiettivo che il ministro
Gelmini non tralascia mai di ribadire menzionando
sempre le tre direttive della sua riforma a venire: sussidiarietà dello Stato,
fondazioni scolastiche autonome, merito dei docenti. Proviamo a correlarle.
Ogni istituto statale dovrebbe trasformarsi in fondazione per gestire
autonomamente i suoi progetti educativi col denaro erogato da uno Stato:
sussidiario economico. Un'idea di capitalismo all'italiana dove la gestione è
privata, ma il denaro di tutti i cittadini. Con le fondazioni, lobby
ideologico-politico-economiche gestiranno la politica scolastica come in un
sistema aziendalistico, dove le realtà locali avranno un peso determinante nel
definire piani e programmi di ogni singola scuola. Libertà d'insegnamento e
d'apprendimento saranno pesantemente condizionate, mettendo in riga i docenti
con la valutazione del merito (adesione all'ideologia della fondazione privata?
I contratti delle scuole private già lo prevedono). Stiano attenti, allora, i
fastidiosi docenti delle statali che pretendono di avere libertà d'insegnamento
ed autonomia professionale, di assumersi (individualmente e collegialmente) la
responsabilità della progettazione didattica, di dare valore fondamentale alla
cultura, e per giunta di insegnarlo mentre tutta la società di contorno sembra
in gara per svilirla. Per comprendere meglio il Gelmini-pensiero,
forse è opportuno andare a rileggere un disegno di legge che l'onorevole ha
presentato alla Camera il 5 febbraio 2008, qualche mese prima di diventare
ministro dell'Istruzione del nuovo governo Berlusconi. Questo "Disegno Gelmini" (lo chiamiamo così per brevità e riportiamo
tra virgolette i passi che ne citiamo) è tutto incentrato sulla connessione
merito-mercato, che organismi appositi valutano e giudicano sulla base di
"risultati superiori a quelli mediamente conseguiti". Il che
significa indurre aprioristicamente il sospetto maligno che ogni pubblico
dipendente non fa abbastanza, come invece avrebbe fatto in un sistema competitivo
e concorrenziale. Un sistema di mercato dominato dall'efficienza produttiva
che, rapportato alla scuola dove centrali sono docenti e studenti, significa
equiparare il delicatissimo processo dell'interrelazione
insegnamento-apprendimento ad una catena di montaggio. Ignorare che
conoscenze-competenze-capacità sono il risultato di una crescita culturale, e
non un mercato dove tutto si acquista e si consuma tramite mercanti-docenti e
studenti-clienti. Un mercato con tanto di controllori appositi, secondo il
"Disegno Gelmini": "Direzione di
Valutazione e monitoraggio del merito dell'autorità garante della concorrenza e
del mercato". Chissà quali scuole dovranno aver frequentato? E che
preparazione e meriti superiori dovranno avere? I nostri interrogativi diventano
angosciosi, se si pensa che il "Disegno Gelmini"
prevedeva il "progressivo ampliamento per i dirigenti con ruoli apicali
dell'istituto della chiamata nominale su base fiduciaria e di relativi
contratti di tipo privatistico a tempo determinato". Insomma dirigenti al
di fuori di ogni controllo, "unti" dai politici e da questi messi e
dismessi. Un sistema di stampo feudale dove ognuno, per usare le parole dello
storico March Bloch, è uomo di un altro uomo. Le conseguenze nefaste sono
facilmente immaginabili: tutti i non conformi al merito predefinito e
controllato, avranno la riduzione dello stipendio, fino al licenziamento senza
possibilità di reintegro. Per fronteggiare le sentenze contro i licenziamenti
illegittimi, "un meccanismo di natura esclusivamente risarcitoria".
Inoltre, per migliorare l'efficienza produttiva nel mercato-scuola, ogni
istituto è in gara con se stesso e con tutti gli altri, attraverso "la
promozione di una piena concorrenza tra le istituzioni scolastiche, mediante
l'adozione di meccanismi di ripartizione delle risorse pubbliche in proporzione
dei risultati formativi rilevati da un organismo terzo" (un altro appalto
a privati?). Sempre in nome dell'efficienza produttiva, poi, il "Disegno Gelmini" proponeva la "progressiva liberalizzazione
della professione, da attuare attraverso la chiamata nominativa da parte delle
autonomie scolastiche su liste di idonei...". Una perla che può
solleticare magari qualche preside, ma che nelle nuove scuole trasformate in
fondazioni private, significa cancellare in un sol colpo il sistema di accesso
alla docenza per concorsi pubblici, nonché le graduatorie per titoli di studio,
culturali, professionali ecc., dando la stura al più becero clientelismo. In
attesa di sbarazzarsi definitivamente di questi criteri oggettivi (graduatorie
statali) che fanno così poco mercato, il "Disegno Gelmini"
pensava, oltre alle "liste di idonei" (una lista non fa graduatoria)
alla "possibilità di stipulare contratti integrativi di tipo
privatistico" servendosi di non meglio precisati "mediatori
professionali pubblici o privati". Per l'Università e la Ricerca, la
"progressiva abolizione dei contratti a tempo indeterminato dei
docenti" e la "privatizzazione di tutti gli istituti pubblici di
ricerca". Come tutto questo produca merito e qualità nella scuola rimane
un mistero insolubile. L'unica cosa certa è che una rete di clientele politiche
gestirà con i soldi della collettività tutta l'istruzione. Una vera
infeudalizzazione della scuola, dove ognuno avrà un padrone che lo comanda, in
uno Stato espropriato di una funzione fondamentale affidatagli dalla
Costituzione: l'istituzione di scuole statale per tutti gli ordini e gradi
(art. 33). Occorre allora meditare seriamente su quanto sta accadendo, e
mobilitarsi per impedire la morte della Scuola Statale, cioè dell'unica scuola
libera che educa alla democrazia puntando allo sviluppo di capacità di giudizio
autonomo degli studenti. Una scuola statale, che per gli scenari che si stanno
prospettando è forse l'ultimo baluardo del pluralismo e della coscienza
critica. Cose assai scomode per chi vorrebbe una società tutta asservita ad un
pensiero unico, celebrante e celebrato nei rituali della virtualità
mass-mediatica monopolizzata, con cui si forma l'opinione pubblica.
Quest'ultima, alfine, si convincerà che una scuola statale al collasso (sarà
stata privata dei fondi a vantaggio delle private, i docenti saranno sempre più
espropriati della indispensabile autonomia didattica e sottopagati) la cosa
migliore è privatizzare. Così finalmente anche la cultura finirà di infastidire
quel familismo e rampantismo italico, non disposto spesso a fare i conti col
fatto che non basta aver pagato le rette per essere promossi! Perché nella
scuola statale, il merito, quello vero, conta e come!.
( da "Sestopotere.com" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola
(1/9/2008 18:38) |
(Sesto Potere) - Roma - 1 settembre 2008 - Effetto Gelmini sul costo dei grembiuli. Adoc,
Adusbef, Codacons e Federconsumatori denunciano quest'anno una speculazione
senza precedenti sul prezzo del grembiule. Evidentemente la proposta del
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini di ripristinarlo per gli alunni delle scuole primarie ha
determinato un rialzo dei prezzi assurdo, che non può certo trovare
giustificazione in un aumento della domanda. Si tratta di un rialzo medio del
41,1 % rispetto al 2007 e del 102,3 % (più del doppio) rispetto al 2001, ossia
quando avevamo la vecchia lira. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori
propongono a tutte le scuole di sospendere qualunque decisione in merito al
grembiule fino a che i prezzi non saranno ritornati ad essere ragionevoli,
ossia almeno pari a quelli del 2007, già ingiustificabili. In alternativa
propone ai genitori lo sciopero del grembiule: no all'acquisto! Per chi già lo
possiede, chiediamo di non farlo indossare, in modo che chi non lo ha ancora
acquistato non si senta discriminato. Adoc, Adusbef, Codacons e
Federconsumatori danno alle famiglie alcuni consigli per gli acquisti del resto
del corredo scolastico: · Non inseguite le mode. In questi giorni tutte le
televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli
acquisti necessari per la scuola. Allontanateli dalla TV e non fatevi
condizionare dal mercato pubblicitario. Non inseguendo le mode, per il corredo
potreste spendere fino al 40% in meno, acquistando prodotti di identica
qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni
animati o bambole famose. · Supermercato? Si, ma con la lista di quello che
serve! Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla
cartolibreria. Il rischio connesso ai grandi punti vendita, però, è di
dissipare tutto il risparmio acquistando anche quello che non serve. Andate,
quindi, con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. Se
decidete di acquistare quello che vi serve, osservando i prodotti esposti
mentre girate tra le corsie, sarete in balia del supermercato. In questo
periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura
a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti "civetta". Vengono venduti
beni addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per
acquistare anche tutto il resto. Approfittatene! Ma è una ragione in più per
rispettare la lista fatta razionalmente a casa. Nei supermercati, infine, è più
difficile avere consigli sulla bontà della merce. · Rinviate gli acquisti.
Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel
corso dell'anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un
momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. · Aspettate i professori.
Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le
disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. ·
Offerte promozionali e kit a prezzo fisso. Ben vengano! Possono essere
convenienti. Se non sono frutto di un accordo con le associazioni di
consumatori, che fanno da garante, confrontate comunque i prezzi e controllate
la qualità del prodotto, specie per lo zaino (per il quale sconsigliamo in ogni
caso l'acquisto, dando la preferenza al trolley).
( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
La
polemica Scuola, le riforme della Gelmini non toccano il
cuore del problema Nessuno può insegnare con 1200 euro al mese PIETRO CITATI La
naftalina mi è sempre piaciuta moltissimo: al contrario che a Michele Serra, il
quale trova un forte odore di naftalina nelle riforme scolastiche proposte dal
ministro Gelmini. Ricordo la beatitudine con cui, a
tarda primavera, aprivo gli armadi dove mio padre e mia madre avevano chiuso i
cappotti e le pellicce invernali, e aspiravo l'odore di naftalina, che mi
rammentava profumi molto più squisiti. Michele Serra ha perfettamente ragione
su un punto capitale. SEGUE A PAGINA 26.
( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Torino
La manifestazione I sindacati davanti all'Ufficio regionale "No alle
scuole fondazioni e ai tagli" Docenti e personale della scuola protestano
stamattina davanti alla Direzione regionale scolastica di via Pietro Micca. La
manifestazione è organizzata dai sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola
di Torino. L'iniziativa risponde all'ultimo decreto del
ministro Gelmini e alle
ricadute che esso avrà sulla qualità del servizio scolastico. A repentaglio,
secondo le forze sindacali, è il diritto all'istruzione pubblica. Tre i punti
contestati: la proposta di trasformazione degli istituti scolastici in
fondazioni, la diminuzione delle risorse e il taglio di 150 mila lavoratori
nelle scuole - di cui 100 mila insegnanti e quasi 50 mila assistenti
tecnico amministrativi. "è compito del sindacato - afferma il segretario
Flc Cgil Torino Igor Piotto - mobilitare i lavoratori nelle scuole e nelle
famiglie contro una scelta economica di risparmi che mette in discussione
crescita e sviluppo".
( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Roma
L'allarme del segretario generale della Cgil-scuola di Roma e Lazio. Contrari
anche i presidi "Elementari, con il maestro unico tagli di quasi duemila
insegnanti" L'Unione italiana genitori: "Ai nostri figli a scuola non
serve un tuttologo" TEA MAISTO "Se ci fosse un ritorno al maestro
unico, come vorrebbe il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini, tra
Roma e provincia ci sarebbe un taglio di circa 1.800 insegnanti della scuola
primaria. E gli attuali precari, circa 1300, sarebbero disoccupati, mentre gli
altri 500 potrebbero essere riassorbiti dai pensionamenti". A lanciare
l'allarme è Domenico Rossi, segretario generale della Cgil-scuola di Roma e del
Lazio. Attualmente alle elementari gli insegnanti sono specializzati in
ambiti disciplinari (italiano, matematica e scienze, storia e geografia) e si
alternano su due classi. "Il maestro unico aveva senso in passato -
continua Domenico Rossi - oggi è richiesta una conoscenza multidisciplinare, ed
è impossibile che un'unica persona intervenga su tutto. I bambini hanno bisogno
di conoscenze in più campi che il maestro unico non può dare". Poi il
sindacalista aggiunge: "Non è un disegno riformatore, è una catastrofe che
nasce da un problema di cassa, di reperimento di risorse. E il taglio di 1.800
insegnanti è stato calcolato se il tempo pieno rimanesse in vigore. Se venisse
abolito, invece, ci sarebbero altri tagli". A anche ai presidi delle
scuole elementare l'idea non piace affatto. "è una follia - spiega
Domenico Bernardini, preside dell'elementare Gramsci di via Laurentina - perché
si impoverisce la scuola, l'offerta diventa meno ricca e il risparmio ricade su
quell'utenza che è anche la più debole e che ha invece bisogno di professionalità
e di una scuola più stimolante. Inoltre - prosegue il preside Bernardini - se
le ore scolastiche venissero diminuite, si ritornerebbe a quelle 24 ore della
vecchia scuola dove si insegnava a "leggere, scrivere e far di
conto", una formula che aveva una sua funzionalità in una società dove si
combatteva l'analfabetismo e che oggi non ha invece alcun senso". Aggiunge
Anna Zuccarello, preside della Manin dell'Esquilino: "Sono contraria
all'ipotesi del maestro unico se si intende una figura simile a quella di tanti
anni fa, perché gli alunni hanno bisogno di confrontarsi con più persone. Sono
d'accordo - specifica la Zuccarello - se diventasse invece un maestro di
riferimento che non va a cambiare l'organizzazione scolastica e che oggi più o
meno già esiste". Un "no" secco all'ipotesi del maestro unico
arriva anche dal fronte delle famiglie. "Il tuttologo non può esistere -
spiega Donatella Poselli, presidente dell'Unione Italiana genitori - non si può
tornare indietro, ci devono essere almeno due insegnanti per rispondere a
quelle che sono le esigenze di conoscenze dei nostri figli", Intanto ieri
sono riprese regolarmente le operazioni alla scuola Manin, dopo la sospensione
di venerdì nelle assegnazioni delle cattedre dell'Infanzia. Alcuni docenti avevano
infatti lamentato degli errori nell'elenco delle cattedre disponibili.
( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Milano Gare di graffiti sui muri delle scuole La Provincia:
"Basta con il clima da caserma della Gelmini" Sgarbi e Dario Fo nella giuria. In cambio i ragazzi devono
cancellare le scritte dentro e fuori l'istituto FRANCO VANNI Una borsa di
studio ai graffitari. Un assegno agli studenti che disegnano sui muri della
scuola i dipinti più belli, con pennelli e bombolette spray. La
Provincia invita i presidi delle superiori di Milano e hinterland a offrire una
parete ai ragazzi, perché possano disegnarci sopra murales. Lo stile del
dipinto è libero, il tema invece lo impone il committente: "Pace, diritti
e Costituzione". Una giuria, guidata da Dario Fo, deciderà poi chi sono
stati i graffitari più abili, e a loro andrà la borsa. Giansandro Barzaghi,
assessore all'Istruzione della Provincia, spiega: "In opposizione al clima
da caserma che il ministro Gelmini vuole creare a
scuola, con grembiule obbligatorio e tolleranza zero sulla condotta, noi
aiutiamo i ragazzi a esprimere la loro creatività". Il progetto, che si
chiama "Dipingiamo la partecipazione", prevede anche un "patto
di responsabilità": agli studenti che fanno i graffiti la scuola può
chiedere in cambio di imbiancare i muri imbrattati dal cosiddetto bombing, il
caos di firme stilizzate (tag) che copre le pareti di molte scuole. Tutte le
spese per l'acquisto di bombolette, pennelli e vernici, sono a carico della
Provincia. Nella giuria che assegnerà la borsa, oltre a Dario Fo, la Provincia
vorrebbe anche Vittorio Sgarbi e Atomo Tinelli, già curatore della mostra
Street Art al Pac. Per Fo, "è giusto che i graffiti entrino a scuola,
oramai solo gli ottusi non riconoscono il valore della pittura muraria".
Ma ha anche un timore, il premio Nobel: "I presidi, legittimamente,
potrebbero non capire il progetto, il rischio è che vedano l'iniziativa come
un'intrusione, una scusa per imbrattare la scuola". Sgarbi invece accetta
e rilancia: "Farò parte della giuria, e sarà il primo passo della mia
candidatura come assessore alla Cultura in Provincia. La giunta Penati, a
differenza di quella guidata da Letizia Moratti, si dimostra aperta nei
confronti dell'arte". Fra i giurati il più critico è Tinelli: "è
giusto concedere ai ragazzi un muro a scuola per dipingere, ma non vedo perché
si debba chiedere agli studenti di imbiancare le pareti, è uno scambio non
necessario". Il bando sarà inviato alle scuole entro fine mese, e i presidi
sono già pronti a firmare. Giorgio Castellari, a capo del liceo scientifico
Vittorini in zona Lorenteggio, nell'iniziativa vede soprattutto l'occasione per
ripulire i muri della scuola: "Se davvero gli studenti oltre a fare i
graffiti cancelleranno le scritte dalle pareti, allora sarà una cosa utile. Il
problema sarà semmai motivare i ragazzi, che spesso sono pigri quando si
propone loro qualcosa di nuovo". Annamaria Indinimeo, preside
dell'istituto tecnico Kandinsky, al Gratosoglio, già immagina un bel graffito
di fianco all'ingresso della scuola: "La parete esterna sarebbe perfetta,
un bel murale farebbe sparire il caos di scritte che c'è ora". La preside
aveva già provato a coinvolgere i ragazzi per ridare decoro alla facciata, ma
qualcosa era andato storto: "Due anni fa ho chiesto agli studenti di
dipingere il muro perimetrale della scuola, loro lo hanno fatto, e i vigili li
hanno multati. La Provincia coinvolga il Comune, di modo che simili incidenti
non si ripetano". Se i vigili daranno o meno le multe agli studenti-writer
non si sa, ma di certo a Palazzo Marino l'iniziativa non piace. Maurizio Cadeo,
assessore del Comune al Decoro urbano, attacca: "Il progetto ricalca la
linea fallimentare già tentata da Sgarbi quando era assessore alla Cultura. Consentire
ai graffitari di dipingere su alcuni muri per preservarne altri è inutile. Il
writing si basa sulla ribellione: più cerchi di tenerli buoni, più quelli si
sentono autorizzati a imbrattare". Cadeo è critico anche sul fatto che i
disegni abbiano un tema obbligatorio: "Imporre la pace come argomento
limita la creatività dei ragazzi e serve solo a fare pubblicità ai movimenti
pacifisti".
( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Bari
Scuole, a rischio il 20 per cento solo a Bari 72 sono da chiudere Lomelo
annuncia battaglia: "Bloccheremo il piano" La Regione ha allo studio
gli accorpamenti, saranno pronti l'anno prossimo: ma non con spirito
ragionieristico CAMILLA POVIA Se le scuole pugliesi sono 926, sotto la mannaia
del taglio inserito nel decreto legge del governo, potrebbero caderne più del
20 per cento. In provincia di Brindisi, sono 20 le scuole sottodimensionate su
un totale di 92. Nel Foggiano ce ne sono 49 su un totale di
( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Bari
Disagi e costi La mobilitazione Lena Gissi (Cisl): troppo alto il limite di
500, i sindaci e Anci devono far sentire la loro voce "Bisogna abbassare
subito il tetto sino a 300 studenti restino aperte" Unificando gli
istituti ci saranno sia maggiori spese per il trasporto che più problemi per le
famiglie Le amministrazioni locali devono scendere in campo, viene messo a
rischio il diritto allo studio Si perderanno migliaia di cattedre. Il taglio
delle scuole sottodimensionate, con meno di 500 alunni iscritti, colpirà
docenti, dirigenti, bidelli e personale di segreteria. Lena Gissi, segretario
provinciale Cisl scuola, è preoccupata non solo per le scuole che non ci
saranno più o che saranno accorpate, ma anche per gli esuberi che nasceranno
con i tagli. Nei prossimi tre anni quanti insegnanti perderanno la cattedra e
il posto di lavoro? "Circa 83mila docenti in tutta Italia. A occhio e
croce, qui da noi in Puglia, saranno diverse migliaia. Insegnati qualificati
che hanno speso una vita a diventare di ruolo, torneranno a fare i supplenti.
Se già oggi c'è grossa difficoltà e demotivazione, andrà solo peggio quando le
liste dei precari si gonfieranno sempre di più. Io sono d'accordo con una riorganizzazione
della rete scolastica ma non con i tagli aprioristici volti solo ad indebolire
la scuola, soprattutto quella del Sud". Quali saranno le scuole più
colpite? "Sicuramente le medie, perché hanno un corso di studi che dura
tre anni pur avendo gli stessi costi di un liceo o delle elementari. Penso
anche al quartiere Libertà, per esempio, dove ci sono tante scuole molto vicine
tra di loro. è una realtà che non è solo di Bari. Il vero problema sarà come
evitare che nei piccoli comuni o nei quartieri a rischio scompaiano anche le
scuole". Una soluzione quale sarebbe? "è necessario individuare delle
deroghe. All'epoca con la legge 112 della Bassanini, furono previste alcune
deroghe in caso di realtà a rischio o di quartieri a rischio. Per esempio si
potrebbe abbassare a 300 iscritti il numero che rende una scuola
"sottodimensionata", al posto che lasciarla com'è adesso, a 500. Il
problema è che se la volontà è quella di tagliare i costi, non ci saranno
deroghe che terranno". Chi è che potrebbe opporsi in questo processo di
"smantellamento" delle scuole pugliesi? "Penso soprattutto ai
sindaci. L'alzata degli scudi deve essere la loro, a prescindere dal colore
politico. Sono le amministrazioni locali che si sobbarcheranno il costo dei
trasporti scolastici, dei pullman per accompagnare i ragazzi a scuola. In
questo il confronto tra stato, regioni e comuni sarà fondamentale. Mi chiedo,
dov'è l'Anci adesso?". Nei tagli di cui sta parlando
in questi giorni il ministro Maria Stella Gelmini, sono inclusi anche i piccoli presìdi, le scuole distaccate che
dipendono dalla sede centrale. "Non saranno risparmiati neanche loro,
neanche le piccole realtà che hanno meno di 100 alunni. Sono le così dette
scuole "succursali", i presìdi che caratterizzano ancora la nostra
realtà pugliese. Non dimentichiamoci che l'Italia è nata intorno alla
scuola e al campanile, così ci siamo creati un'identità. I plessi scolastici
sono l'identità di un quartiere e di un paese. Se non rimarrà neanche plesso
distaccato significherà portare i bambini lontano e si svuoteranno i comuni più
piccoli. è una guerra in cui non vince nessuno". (ca. po.).
( da "Unita, L'" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
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Roma Il GELMINI-PENSIERO val bene, così pensa lei, una vera strategia
mediatica. Ed ecco che la ministra all'istruzione ha deciso di affidare a
Famiglia Cristiana e a Radio City le sue riflessioni in materia scolastica. Che
si declinano in uno slogan. Un po' come "Tre parole: sole, cuore amore", la
Gelmini riparte da "Tre parole: semplicità,
autonomia, merito". Semplicità "significa chiudere tutti i cantieri
lasciati aperti negli anni scorsi, mettere a sistema tutto quanto di positivo è
stato fatto dai miei predecessori, a partire da Letizia Moratti e Giuseppe
Fioroni: dai nuovi cicli scolastici al recupero dei debiti formativi, alla
possibilità di frequentare il biennio di obbligo scolastico anche nel sistema
di istruzione e formazione professionale, così che ogni giovane e ogni famiglia
possano scegliere la scuola più adatta. Ma semplicità significa anche farla
finita col burocratese... Per questo ho voluto reintrodurre i voti, compreso
quello in condotta, perchè la scuola deve tornare a insegnare a leggere,
scrivere, far di conto e aiutare ogni giovane a diventare un buon cittadino e a
rispettare l'istituzione scolastica". Per Gelmini
autonomia significa invece "valorizzare la libertà di insegnamento e la
specificità delle singole scuole, statali e paritarie, che sono tutte
pubbliche... Non è vero, inoltre, che la qualità della scuola dipende solo
dalla quantità di fondi pubblici destinati all'istruzione. La spesa dell'Italia
in questo settore infatti è in linea con quella degli altri Paesi europei, ma
non lo è la qualità. Il problema dunque non è quanto, ma come spendere al
meglio i soldi dei contribuenti...". Merito: "Significa premiare gli
insegnanti e le scuole migliori. Significa anche dare finalmente attuazione al
principio costituzionale che garantisce agli studenti 'capaci e meritevoli', ma
che non possono mantenersi agli studi, le risorse necessarie per studiare. È
indispensabile che la scuola sia la più formidabile leva di emancipazione e di
sviluppo sociale. La meritocrazia è la più alta forma di democrazia. La
speranza di modificare le cose che non vanno deve sostituirsi alla
rassegnazione". Fin qui i cosiddetti buoni propositi. Nella realtà la
ministra sembra piuttosto lavorare alla destrutturazione dell'istruzione. A
cominciare dalla riduzione del numero delle ore di lezione, prevista dal piano
di razionalizzazione della spesa per la scuola, messo a punto dal Governo
durante l'estate, che verrà presentato ai sindacati nei prossimi giorni. Sempre
a Famiglia Cristiana, il ministro ha spiegato le ore di lezione saranno ridotte
"non in base a una logica di risparmio, ma di necessità perchè in questi
anni, con le sperimentazioni e il prolungamento a oltranza dell'orario, abbiamo
ottenuto tutt'altro che un aumento della qualità". Il predecessore di Gelmini, Giuseppe Fioroni del Pd, tutto questo lo definisce
una "strategia della distorsione che il Governo mette in atto sulla
scuola". "Il problema vero - osserva Fioroni alla Festa democratica a
Milano - è che Tremonti applica assieme a Bossi un federalismo
sull'istruzione" che comporta "tagli per 130mila docenti e 4mila
scuole". Il che vuol dire che non è garantita pari opportunità di
apprendimento ai diversamente abili, ai figli degli immigrati, e alle famiglie
emarginate. "Si passa ad una scuola per pochi, garantita solo a chi ha
soldi e a chi è nato nel posto giusto. E questo - a sessant'anni dalla
Costituzione - significa lo smantellamento dell'istruzione pubblica in
Italia".
( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-02 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Record di immigrati all'elementare di via Paravia: 21 etnie. La
rabbia dei presidi: cattedre scoperte, gli insegnanti tornano a casa Scuola,
stranieri in classe fino a 9 su dieci è già fuga dei prof da Milano: troppo
cara - L'integrazione. Nove alunni stranieri su dieci e nemmeno un
"facilitatore " linguistico per aiutarli a inserirsi, integrarsi,
imparare con più facilità. - Il caso simbolo. Succede alla scuola elementare di
via Paravia, zona San Siro: "Gli alunni stranieri sono l'88,2 per
cento", dice la preside Agnese Banfi. è il caso simbolo di una città che
deve fare i conti con l'immigrazione nelle classi. In via Paravia sono iscritti
oltre 120 bambini di 21 etnie. - I professori. Appena
incaricati, decine di professori provenienti dal Sud hanno deciso di lasciare
la cattedra e tornare a casa. Presidi in rivolta. Il ministro Gelmini: "Stiamo studiando di
introdurre incentivi per i professori affinché assicurino la presenza in classe
per cinque anni". A PAGINA 3 Sacchi.
( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-02 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Il caso I capi d'istituto: cattedre scoperte, c'è chi va
al Sud e chi a Lecco "Milano è una città troppo cara" E i prof già
nominati tornano a casa Il prof neoincaricato al primo giorno di lavoro.
"Preside, mi dispiace, ma qui non ce la faccio, è tutto troppo caro. Lo
stipendio va via con l'affitto. Mi prendo un congedo parentale, torno al mio
paese". C'è chi osa di più: "Da domani sarò in malattia". O chi
svela un segreto: "Sono incinta, ma non potevo perdere il posto. Sto un
mese e poi lascio". Si alzano, stringono la mano al dirigente e se ne
vanno. Anche se sono di ruolo. Anche se Milano era la terra promessa che dava
un posto sicuro: una cattedra a tempo indeterminato. Controesodo. Verso il sud.
A casa. E le scuole milanesi rimangono scoperte. Ce ne sono decine di casi del
genere. Professori del Sud, ma anche di piccoli paesi della Lombardia
"profonda" e del Nord che dopo aver preso la cattedra rientrano a
casa. Il ministro Mariastella Gelmini ha condannato questo esodo in nome della continuità
dell'insegnamento ("Stiamo studiando la possibilità di introdurre degli
incentivi per i professori affinché assicurino la propria presenza in classe
per cinque anni"), ma per quest'anno le cose rimangono invariate.
Lo spiega Chiara Conti, a capo dell'istituto comprensivo di via dei Narcisi:
"Alle elementari abbiamo 92 insegnanti. Quest' anno per la prima volta
sono stati nominati di ruolo. Almeno sulla carta". Perché la realtà è
molto diversa. "Sei hanno già chiesto e ottenuto l'assegnazione
provvisoria in un'altra città. Due sono part time. Senza contare le
gravidanze". In totale sono sei le maestre in maternità, "non
iniziano tutte adesso ma c'è chi arriva e chi sta per partorire".
Ciliegina sulla torta: "Abbiamo anche un'aspettativa". E poi c'è il
caso di una supplente: "Se trova un altro posto se ne va". Risultato:
15 classi su 46 rischiano di rimanere scoperte per metà. Stessi problemi in via
Brocchi (già due docenti hanno dato forfait) e in via Dolci. Il preside,
Giovanni Del Bene, è piuttosto arrabbiato: "Qualcuno mi ha già detto che
nei prossimi giorni dovrà chiedere di stare a casa per motivi di salute. Il
danno è doppio: alla scuola e allo Stato, che deve pagare un supplente".
In via Dolci "per ora" sono state registrare cinque defezioni.
"L'anno scorso - continua il preside - ho dovuto sborsare quasi centomila
euro solo per pagare i sostituti". Via da Milano. Perché è troppo cara,
per ritrovare la famiglia, per tanti motivi. "è evidente che esiste il
problema - ammette il provveditore, Antonio Lupacchino -: faremo delle
verifiche". In via Scialoia la preside Ida Morello incrocia le dita:
"Spero di non dover rifare l'esperienza dello scorso anno". Fin qui i
titolari di cattedra. Ma anche i precari scarseggiano. Il provveditorato ha
convocato tutti i candidati possibili per garantire l'avvio regolare dell'anno
scolastico. Una corsa contro il tempo. Ostacolata dalla mancanza di insegnanti:
almeno un quarto non ha risposto alla chiamata per alcune materie. L'emergenza:
il sostegno all'handicap. Esauriti i prof specializzati, si dovranno convocare gli
insegnanti senza qualifica. Circa 1.410 tra Milano e provincia. B. Arg. A. Sac.
( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-02 num: - pag: 3
categoria: BREVI La scheda Le dimissioni Decine di
professori del Sud, appena incaricati dal provveditorato, hanno deciso di non
prendere la cattedra per ritornare al paese d'origine Il governo Il ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, studia la possibilità di introdurre incentivi per i professori.
Obiettivo: garantire la presenza in classe per cinque anni.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-09-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-09-02 - pag: 15 autore: Il testo sarà
varato dal Governo tra il 15 e il 20 settembre, Camere oberate Rischio di
ingorgo per la manovra Marco Rogari ROMA Tre soli articoli e una maxitabella. è
già delineata la fisionomia della Finanziaria "snella" 2009,
preparata dal ministro Giulio Tremonti, che il Governo varerà a metà settembre.
Con questi "tratti", del resto, il provvedimento, chiamato a
inaugurare la stagione della riforma della legge di bilancio, è già transitato
il 5 agosto scorso in Consiglio dei ministri per un primo esame preliminare.
Novità sono comunque ancora possibili. Anche perché sono molti i ministeri a
sperare in qualche "sconto" in extremis rispetto al piano di tagli
della manovra estiva. E a sperare sono anche i sindacati che puntano a un
irrobustimento della "dote" per i contratti pubblici. Ma la
Finanziaria potrebbe rivelarsi (se necessario) anche un'arma in mano di
Tremonti per incalzare ulteriormente eventuali amministrazioni poco propense a
ridurre la spesa. Il varo dovrebbe comunque essere agevole. Meno in discesa
rischia di rivelarsi invece il percorso della Finanziaria in Parlamento perché
potrebbe trovarsi risucchiata dal vortice di provvedimenti e scadenze in
calendario. Quando, tra il 15 e il 20 settembre, la Finanziaria sarà varata dal
Consiglio dei ministri, insieme al Ddl di bilancio, le Camere saranno già a dir
poco sotto pressione. Svuotato il serbatoio pieno di decreti prima della pausa
estiva, da un "dl" strategico di fatto si ricomincia. è quello sul
salvataggio dell'Alitalia (accompagnato da un Ddl delega) il cui iter partirà
dal Senato. I lavori a Palazzo Madama ricominceranno l'8 settembre nelle
Commissioni mentre in Aula l'appuntamento è per il 17 settembre, anche se già
oggi ci sarà un "anticipo" per consentire al Governo di pronunciarsi
sui disegni di legge di conversione dei decreti. Tra i provvedimenti ai primi
posti dell'agenda di Palazzo Madama c'è anche il Ddl-Brunetta sulla riforma del
pubblico impiego, destinato a diventare uno dei temi caldi del confronto tra
Governo e sindacati sui contratti e regole per gli statali. Il provvedimento,
tra l'altro, è considerato una "costola" della manovra estiva pur
senza esservi collegato esplicitamente. Il 5 ripartirà anche alla Camera (
anche se il lavoro delle commissioni riprenderà la prossima settimana), con
l'ultimo decreto varato dal Governo in ordine cronologico, quello
del ministro Gelmini sulla
scuola ( voto in condotta). Il "via" in Aula è invece fissato per il
16 settembre. Anche a Montecitorio il menù è ricco. Al primo posto c'è il
disegno di legge del Governo sulle intercettazioni. Ma corposo, aspettando la
Finanziaria snella, è anche il capitolofinanza pubblica. In attesa di
approvazione ci sono il Ddl sul rendiconto generale dell'amministrazione dello
Stato per il
( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-02 num: - pag: 22 categoria:
REDAZIONALE Provvedimento Svolta alle elementari dal prossimo anno Scuola, il
maestro unico è già diventato legge Inserito nel decreto. I sindacati: aggressione
alla qualità ROMA - Ritorna il maestro unico. Dal prossimo anno. Ormai è certo.
E sempre dal prossimo anno scatta il divieto di adottare libri "usa e
getta". Finora c'era stato soltanto l'annuncio, in coda al decreto del
( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2008-09-02 - pag: 31 autore:
Scuola. Pubblicato in "Gazzetta Ufficiale" il decreto legge 137/2008
che contiene le disposizioni urgenti per l'avvio delle lezioni Corsia veloce
per il maestro unico Il Governo punta a blindare il taglio degli insegnanti
nelle elementari dall'anno prossimo Luigi Illiano ROMA Sul maestro unico nelle
scuole elementari e sui libri di testo bloccati nelle
riedizioni per almeno cinque anni il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, accelera. Con i provvedimenti
contenuti nel testo del decreto legge 137, approvato dal Consiglio dei ministri
giovedì 28 agosto e pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" di ieri.
Decreto legge che somiglia molto a un cilindro da mago, in cui si sono
ritrovati svariati interventi. Dapprima le misure erano nel
disegnodileggeapprovatodalGover-noil 1Úagosto. Poièstata scelta la corsia
preferenziale, e blindata, del decreto legge, dove sono stati inseriti il voto
in condotta, l'educazione civica e il valore abilitante della laurea in Scienze
della formazione. Poi, ancora, è stato introdotto il voto per tutte le materie
( si veda "Il Sole 24 Ore" del 29 agosto). Infine, ai cinque articoli
dello schema iniziale di decreto– in vigore da ieri – sono stati aggiunti i due
riguardanti maestro unico e libri di testo, misure operative dal 2009. Proprio
questi ultimi articoli sembrano andare molto oltre il "progetto" di
decreto legge della stessa Gelmini, se si considera
che nella conferenza stampa di giovedì scorso – subito dopo la riunione del
Consiglio dei ministri – il ministro aveva affermato: "Sono punti di un
indirizzo politico assunto in Consiglio dei ministri, che andremo a dettagliare
in altre sedi". In particolare, Gelmini aveva
spiegato così l'intervento sugli insegnanti elementari: "Il Consiglio ha
espresso parere favorevole al ritorno del maestro unico. Misura che
presenteremo all'interno del piano programmatico sulla scuola per applicare la
Finanziaria". Ma non è andata esattamente così. I nuovi articoli
costituiscono l'attuazione della "manovra d'estate", con i paletti
che fissano il raggio d'azione dal 2009, quando secondo la manovra dovranno
essere cancellate oltre 42mila cattedre complessive. Sono misure sponsorizzate
dal titolare dell'Economia, Giulio Tremonti, e dai rappresentanti della Lega,
più volte intervenuti direttamente. La docenza modulare (tre insegnanti per due
classi) lascerà il posto al maestro unico: "è ulteriormente previsto che
le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate a un unico insegnante
e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali", prevede
l'articolo 4 ("Insegnante unico nella scuola primaria").
E,considerato che l'orario di insegnamento dei maestri è di 22 ore in classe
più due dedicate alla programmazione didattica, il decreto prosegue e
chiarisce: "Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento
economico dovuto per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario
d'obbligo ". Sui libri l'articolo 5 del decreto è chiaro: "I
competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali
l'editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio,
salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente
disponibili". Il documento fissa, poi, la cadenza quinquennale per
l'adozione dei libri di testo e affida ai dirigenti scolastici il compito di
vigilare sul rispetto di quantoprescritto. I TESTI Dal 2009-2010 scatteranno le
disposizioni per l'adozione di libri a contenuto invariato per un quinquennio.
( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-09-02 num: - pag: 39 categoria:
REDAZIONALE CALENDARIO di LUCETTA SCARAFFIA Alla scuola dei bulli Sicuramente
non ha letto il libro "Cuore", bibbia della scuola pubblica italiana,
il maestro Giacomo Grossi, intervistato dall'"Unità" per commentare
le riforme appena varate dal ministro Gelmini. è un vero peccato, perché
questa lettura gli avrebbe evitato molte sciocchezze, come ad esempio dire che
solo la scuola della riforma del 1971 - quella che ha abolito il maestro unico,
per intenderci - era interclassista. La classe di deamicisiana memoria, e si
parla di scuola umbertina, già era un vivido esempio di coesistenza fra alunni
di diversi strati sociali. E la scuola italiana ha funzionato bene, dando
concreta possibilità di elevazione culturale e sociale alle classi subalterne,
fino a quando ci sono stati insegnanti bravi e severi, i bulli venivano puniti
da un brutto voto in condotta e non, come invece invoca, sempre
sull'"Unità", Mara Marani, dirigente scolastica, un luogo dove
"sperimentare relazioni umane fra compagni", in cui i bulli, invece
di essere puniti, sono considerati portatori di "problemi
gravissimi".
( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-02 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Ritorno tra i banchi I grembiulini non convincono le scuole romane
Assegnazioni. Voti in condotta. Grembiuli. Sono ancora
tanti i nodi da sciogliere alla vigilia dell'apertura dell'anno scolastico. E
se per le insegnanti del nono distretto, ieri pomeriggio all'istituto Manin,
c'è stato un epilogo positivo con la scelta delle destinazioni annuali per una
sessantina di insegnanti della scuola infantile, sui piccoli camici da
indossare in classe e sulla valutazione del comportamento degli alunni la
storia è ancora tutta da scrivere. Dopo i disordini e la delusione della scorsa
settimana quando hanno sollevato una protesta perché nelle liste mancavano
delle sedi, finalmente ieri il calvario di una sessantina di precari è finito
con l'annuncio della disponibilità di nuove assegnazioni. "Questi posti
venerdì non c'erano. Dicono che si sono creati grazie a docenti che non si sono
presentati - racconta Cristina, di Casalotti, contenta perché anche quest'anno
potrà tornare nella scuola di Cerveteri in cui ha già insegnato per tre anni -
Però è quantomeno curioso che siano usciti fuori oggi. E cosa dirà chi era
prima di noi in graduatoria e ha scelto senza queste possibilità? ". è
andata bene anche a Maria Saveria di Caserta. "Dopo tre anni in una scuola
di Fidene, in cui stavo benissimo ma in cui purtroppo non c'è più
disponibilità, da domani (oggi, ndr) mi sposto in un' altra di Castel Giubileo.
è proprio sotto casa per fortuna". Intanto, sulle
nuove proposte del ministro Gelmini, gli istituti scolastici romani sembrano avere le idee chiare.
L'argomento grembiulini tra i banchi, in molte scuole elementari, non è neanche
stato affrontato; in altre, le direttive per i tanti genitori che chiedono
informazioni sono di non comprarli. Almeno fino a che non arriverà
un'esplicita comunicazione del provveditorato. Ma ci sono anche delle
eccezioni. Ad esempio la scuola Pestalozzi, in via Mentana, li ha sempre fatti
indossare, ma con molta flessibilità sui colori: bianchi o a quadrettino colorati
per le femminucce, blu o neri per i maschietti. La questione condotta
invece non spaventa nessuno. "Martedì 9 ci sarà il collegio dei docenti e
in quella sede valuteremo se stabilire delle regole precise - spiega la preside
del liceo "Giulio Cesare" Carla Sbrana - Così se dovesse essere
reintrodotto il voto in condotta non ci faremo trovare
impreparati". "Era tempo di farlo - accoglie entusiasta la proposta
del ministro il preside del "Mamiani" Cosimo Guarino - Ritengo che il
voto in condotta sia un fatto più che positivo: dà
riferimenti agli studenti e gli fa capire il significato del rispetto per le
persone e per le cose. Però non trovo giusto che determini la media con altre
discipline che valutano il rendimento dello studente". Precari Incarico in
extremis per sessanta insegnanti della scuola d'infanzia Clarida Salvatori.
( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-02 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Non solo Alitalia, arriva la crisi d'autunno La Cgil accusa:
"Scelte politiche sbagliate". Pubblico impiego, scuola, trasporti: s'annunciano
scioperi Cede anche un settore forte: per l'Istat nelle costruzioni
l'occupazione nel primo trimestre del 2008 è calata del 7% Pubblico impiego,
scuola, trasporti, telecomunicazioni: sarà un autunno caldo sul fronte
sindacale a Roma. La mobilitazione fra gli statali è già partita, la vertenza
Alitalia rischia di innescare scioperi a catena, il piano di ristrutturazione
del gruppo Telecom secondo i sindacati sarà un bagno di sangue. E intanto anche
un settore tradizionalmente forte nella Capitale dà segni di cedimento: secondo
l'Istat nelle costruzioni l'occupazione nel primo trimestre del 2008 è calata
del 7% rispetto all'anno precedente. Ancora, scricchiolano l'industria
farmaceutica, l'elettronica, il turismo. Per non parlare della sanità: i tagli
della Regione Lazio di Piero marrazzo, per sanare i conti in rosso delle Asl
colpiranno inevitabilmente ospedali pubblici e cliniche private. Nella scuola
poi gli effetti della mini-riforma Gelmini sono ancora tutti da valutare. E
l'onda lunga della crisi penalizza il commercio: la piccola distribuzione è
sull'orlo del collasso, ma ormai perde colpi anche la grande. Aria di crisi
anche all'ombra del Colosseo, dunque. E il modello- Roma di veltroniana
memoria, se davvero è esistito, ormai è comunque un ricordo del passato.
Gli statali, che se la manovra finanziaria non sarà corretta dal primo gennaio
perderanno in media 200 euro al mese in busta paga, dovrebbero scioperare a
fine settembre. Nei trasporti il calendario è ancora da definire. "Ma
purtroppo sarà un autunno caldo ", annuncia Walter Schiavella, segretario
generale della Cgil di Roma e del Lazio, "siamo in una fase difficile per
l'economia, anche qui nella Capitale la fase espansiva si è ormai esaurita e le
scelte politiche non vanno nella giusta direzione ". Nel mirino del
sindacato c'è prima di tutto la manovra: "Le scelte del governo non vanno
nella giusta direzione sia per la riduzione dei trasferimenti alla pubblica
amministrazione, sia per i tagli alla retribuzione degli statali. Tutto ciò avviene
in un momento di grave difficoltà per le famiglie ", dice Schiavella. E a
Roma su questo fronte la situazione è particolarmente critica: su circa 2
milioni di occupati, 250 mila prestano servizio nelle pubbliche
amministrazioni. E almeno altri 80-90 mila lavorano nell'indotto di ministeri e
enti statali. I tagli in finanziaria rischiano di mettere in ginocchio un
settore vitale per l'economia capitolina. "Ma mancano anche misure per il
rilancio dei settori in crisi, gli investimenti sono insufficienti. E tutta la
vicenda Alitalia è stata gestita in maniera sbagliata ", aggiunge il
leader della Cgil romana. Giudizio negativo dunque sul governo nazionale. Ma
anche a livello locale non mancano le critiche: "Certo Alemanno si è
insediato da pochi mesi e ha diritto a un supplemento di fiducia, ma in questi
mesi non possiamo non notare la totale assenza di scelte politiche forti. Tutto
il confronto è stato incentrato sul bilancio del Comune - spiega Schiavella -
ma erano dati noti da tempo e anziché farsi legare le mani dal governo, il
sindaco poteva avviare un confronto con le parti sociali per trovare delle
soluzioni per affrontare le criticità. Invece ancora a oggi non è nemmeno
cominciata la discussione sull'assestamento di bilancio che ogni anno viene approvato
entro luglio per stabilire la copertura delle spese per la seconda metà
dell'anno. In una situazione di crisi come quella attuale chi governa la città
dovrebbe avere un ruolo propositivo e una capacità di ascolto ben maggiori di
quelle mostrate fino a oggi". Proteste La vertenza Alitalia, garantiscono
alla Cgil, rischia di innescare scioperi a catena Paolo Foschi Alessandro
Fulloni.
( da "Giornale.it, Il" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 209 del
2008-09-02 pagina 3 Casacca e distintivo In divisa fra i banchi si anticipa il
ministro di Redazione Al suono della prima campanella i bambini di Cogliate e
Ceriano Laghetto si presenteranno con il grembiulino. Il Consiglio d'istituto
della "Cesare Battisti" ha deciso di anticipare
le disposizioni del ministro Mariastella Gelmini. Tutti sembrano d'accordo. L'innovazione l'hanno decisa insegnanti
e genitori a giugno, ma la comunicazione è arrivata solo adesso, con la
pubblicazione sul sito della scuola. "Da lunedì prossimo - si legge - gli
alunni della scuola primaria indosseranno un grembiule bianco, e quelli delle
medie una divisa. Si tratta di una decisione che genitori ed insegnanti
hanno maturato da tempo per esigenze di carattere sociale, igienico ed
estetico". I maschietti in blu, le bambine in bianco. Nei prossimi giorni
sarà definita la divisa per le medie, una "casacca" con lo stemma della
scuola. Da queste parti la Gelmini cammina sul
velluto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "AprileOnline.info" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Otello Ciabatti*, 02
settembre 2008, 11:08 La riflessione/2 Il voto punitivo
introdotto dalla ministra Gelmini pone un problema costituzionale. Se perfino ai delinquenti è
riconosciuto il diritto ad un processo e a una difesa, cosa è previsto per gli
studenti accusati di lesioni gravi alle regole della scuola o della comunità?
La scuola è un luogo socialmente denso: il disagio sociale talora esplode nella
svariate forme di bullismo, dalle più gogliardiche alle più dure e
violente (richiesta di denaro, minacce, pestaggi, razzismo). Le prime rientrano
in una casistica tradizionale, seppure amplificate dai nuovi mezzi di
comunicazione (telefonino,Youtube). La possibilità di filmare e diffondere
contrasta con la consapevolezza del danno provocato. La percezione viene
offuscata dal "brivido della creazione ". In questo caso i modi per
intervenire sono tanti: sospensione, lavoro socialmente utile, fino alla
condanna penale. I casi più delinquenziali di bullismo sono poi affrontabili
con l'azione penale accompagnata dalla sospensione. Il problema è però un
altro, cioè quello della subalternità psicologica delle vittime che rende
necessario, nella scuola, un lavoro da parte di dirigenti e insegnanti teso a far
lievitare la cultura della denuncia, che nulla ha a che fare con la solidarietà
fra studenti. Ho avuto modo di parlarne diffusamente con i miei alunni
ricavandone una sensazione positiva, nel senso che il silenzio imposto da una
sorta di falsa coscienza della difesa di ceto, cade a pezzi a fronte di episodi
di violenza e intolleranza e a un ragionamento serio sul modo di
neutralizzarli. Il resto è ordinaria amministrazione, dinamica quotidiana non
facilissima data la composizione modificata, la presenza di molti giovani che
non sanno l'italiano, culture diverse, condizioni di partenza molto difficili,
come quelle che si riscontrano a Napoli o Palermo, ma in alcuni casi anche a
Bologna in una grande scuola come l'Istituto Aldini Valeriani Sirani. Ordinaria
amministrazione che occorrerebbe affrontare con maggiori strumenti: aule meglio
attrezzate, meno studenti al fine di poter personalizzare l'insegnamento, più
sostegno per i diversamente abili, più opportunità di rapporto con il mondo del
lavoro, più laboratori, aule didattiche, biblioteche multimediali. E' davvero
sorprendente che a fronte di tali problemi l'unica soluzione suggerita dalla
nuova (ma tanto antiquata) ministra Gelmini sia l'uso
del cinque in condotta come elemento dirimente per affrontare i casi di "
devianza" nella scuola. Ci si sarebbe aspettati aule meno affollate, più
investimenti nella scuola pubblica, miglioramento delle condizioni di lavoro e
aggiornamento degli insegnanti, nuove competenze a sostegno della popolazione
più debole. Invece arriva il cinque, che pone per altro un problema di fondo di
tipo costituzionale. Se perfino i delinquenti più efferati, infatti, hanno
diritto a un processo e a una difesa, cosa ha previsto la ministra per gli
studenti accusati di lesioni talmente gravi alle regole della scuola o della
comunità da meritare il voto pigliatutto, ovvero quel cinque che annulla il
resto e si presenta come la pena assoluta in quanto cancella ogni altro merito?
Nulla! Ed è questo una vergogna. Non ho visto nessuna misura presa che si
avvicinasse a quello statuto degli studenti che regolava diritti e doveri,
frutto di una discussione e di una accettazione consapevole. Allora la
sensazione è di una risposta che colpisce la pancia e obnubila la mente. Nel
frattempo aspettiamo che qualcuno si occupi seriamente della scuola. *Docente
Aldini Valeriani-Sirani e Università Primo Levi Bologna.
( da "AprileOnline.info" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Maristella Correli*,
02 settembre 2008, 11:19 La riflessione Riconosciuto nel mondo per il suo
valore qualitativo, il nostro sistema di formazione educativa è sotto attacco
da parte di un potere politico che mira a favorire solo l'istruzione privata. Non a caso la ministra Gelmini, distintasi per questo tentativo, ha scelto di visitare i
ciellini riunitisi a Rimini nei giorni scorsi E' un genio. Superate le
malignità delle prime ore e le riserve di quelle successive, la ministra Gelmini ha rivelato al mondo la ragione
della sua attuale occupazione. Già, al mondo. Perché è il mondo intero
-lo stesso che ci critica per tutto- a riconoscere l'eccellenza della nostra
scuola primaria, il valore delle nostre elementari. Ed è per questo che il
genio decide di infliggere un colpo letale a quel poco che funziona della
nostra scuola. Come? Decidendo che tre insegnanti sono troppi. Meglio il
maestro unico. In pratica, un tuttologo. L'avrà fatto per dare un solo punto di
riferimento didattico-affettivo ai bambini? Non di certo. L'obiettivo è un
altro: tagliare 60.000 cattedre. Altre 50.000 salteranno alle secondarie che,
in aggiunta ai 50.000 ATA in meno, fanno circa 160.000 posti di lavoro
eliminati. Il taglio di spesa ammonterà a 8 miliardi di euro, ovvero un terzo
della manovra finanziaria. E non finisce qui. Saranno soppresse quelle 4000
scuole che contano meno di 600 alunni mentre quelle residue saranno trasformate
in fondazioni, secondo il modello di quelle private. Qui - e le riconosciamo il
merito- il genio rivela la sua stella polare. Il suo mirabile obiettivo è la
scuola privata, meglio se confessionale. E non a caso. Da lustri, infatti, pare
non si possa essere ministro dell'Istruzione se non si hanno tre requisiti
essenziali: ignorare tutto della scuola, essere del tutto supini al collega
delle finanze, sfasciare la scuola pubblica per avvantaggiare quella
confessionale e i diplomifici. Da sinistra a destra, la strategia è la stessa:
collocare al dicastero di viale Trastevere un ministro che faccia parlare di sé
e non di scuola. Vuoi perché è moglie di, o perché fu boy scout o è stata messa
lì chissà perché. Se poi attizzano una polemica estiva su banalità tipo
grembiulino o giù di lì, tanto meglio. Così, mentre l'opinione pubblica
vacanziera s'interroga sulle amenità d'annata, si varano i tagli e le riforme
dolorose ed impietose. Finita l'estate, il ministro torna a Roma, passando
rigorosamente da Rimini. Qui, e mai a Montecitorio(!), illustra la scuola prossima
ventura, o quello che ne resta. E, dopo aver assicurato devozione ai ciellini e
lauti finanziamenti alla CEI, incassa il placet e se ne va. L'indomani, in CdM,
è prontissima a presentare il decreto per la macellazione dell'istruzione
pubblica. *Direttivo Nazionale C.I.P.
( da "Stampa, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
Re. Si apre un anno
scolastico ricco di attese, novità e immancabili problemi, a cominciare dai
tagli legati alla vecchia e nuova finanziaria. Fanno discutere anche il ritorno
del voto di condotta e la
riscoperta del grembiule, "sponsorizzato" dal
ministro Gelmini, mentre
non cala l'attenzione sui fenomeni bullismo e droga. Il dirigente dell'Ufficio
scolastico provinciale di Savona (ex Provveditorato agli studi), Carla
Barzaghi, fa il punto della situazione. Dottoressa Barzaghi, il taglio degli organici
non rischia di creare sovraffollamento e condizionare la qualità dell'insegnamento?
"Il ruolo dell'Ufficio scolastico provinciale è quello di trovare un punto
di equilibrio tra le richieste dei dirigenti di istituto, le aspettative dei
comuni e altri enti e le cifre ineludibili fissate dal ministero. La
compensazione si fa a volte con scelte difficili e mia la linea d'azione si può
riassumere in due parole: dialogo e trasparenza. Con la Provincia e l'assessore
Siri c'è un rapporto di stretta collaborazione e ad ottobre è previsto un
incontro allargato con tutti i Comuni". Si parla di una cinquantina di
insegnanti in meno. "Il cosiddetto organico di fatto negli anni scorsi ci
ha sempre consentito di guadagnare qualche posto in più, ma oggi c'è soltanto
il segno meno. Nell'immediato verifichiamo gli effetti della scorsa
finanziaria, quella di Padoa Schioppa per intenderci, un giro di vite destinato
a inasprirsi ulteriormente con i tagli previsti dal 2009 al 2012 da quella di
Tremonti. C'è qualche margine di trattativa, e so che è previsto un tavolo
nazionale di incontri con il sindacato. Emerge comunque la necessità di una
verifica seria e realistica a livello locale, comune per comune, per
individuare le zone - soprattutto nell'entroterra - veramente disagiate,
elimando le troppe deroghe. Più che il principio della comodità, penso ad
esempio alla difesa a oltranza di certe scuole in frazioni che distano
pochissimi chilometri dal paese, deve valere il principio della qualità
dell'insegnamento". Che ne pensa del ritorno del voto in
condotta? "Il mio è un atteggiamento di attenzione e di attesa. I
principi educativi di base dovrebbero spettare alla famiglia. Se la scuola deve
farsi carico di certi problemi allora significa che qualcosa non funziona. Un
brutto voto di condotta, più
che un deterrente o un rimedio, sancisce un fallimento educativo". A
proposito di educazione e condotta, l'anno scorso non
sono mancati alcuni episodi di bullismo. E cresce la preoccupazione per la
diffusione della droga. Esistono dei rimedi? "In una società dove contare
sempre di più l'apparire rispetto all'essere, certi ragazzi non hanno neanche
più chiaro il senso della trasgressione e si fa una bravata con l'obiettivo di
metterla su You-tube. La scuola da sola non può farsi carico di questi
problemi. Sono state avviate varie iniziative, in collaborazione con l'Asl e le
forze dell'ordine, e organizzati incontri con personalità di spicco, quali il
giudice Caselli e a Don Ciotti. E' fondamentale però il rapporto con le
famiglie, non sempre facile. E un buonismo imperante rende tutto più difficile.
Penso ad esempio al recente caso della baby-gang di Spotorno, dove ha colpito
soprattutto la difesa a oltranza dei genitori, che quasi sono arrivati ad
accusare i carabinieri". Il grembiule le piace? "Diciamo che è un
indumento di lavoro assai pratico può anche aiutare a cancellare un
disequilibrio sociale, fatto di firme e di griffe, molto evidente". Come
combattere il caro libri? "La Regione Liguria ha una legge molto avanzata
sul diritto allo studio, e sono previsti molti casi di intervento pubblico per
i buoni libro. L'autonomia scolastica concede ulteriori spazi di manovra e sto
notando favorevolemnte un ricorso sempre più frequente a Internet". La
scuola savonese anche quest'anno riserva un'attenzione speciale agli studenti
disabili. "Sono 642 e 341 i posti di sostegno, dalla scuola dell'infanzia
alle secondarie, con un rapporto di un docente ogni 1,81 allievi. L'obiettivo è
quello di una sempre maggiore integrazione". Un'altra inziativa, portata
avanti con tenacia tra difficoltà e pregiudizi, è a favore degli studenti che -
pur in possesso di un quoziente intellettivo normale o superiore alla media -
soffrono di dislessia. L'uso di una calcolatricie e altri piccoli interventi
possono rivelarsi preziosi".
( da "Stampa, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola
ELEMENTARI IL
SINDACO BRIANO CRITICA LA LEGGE DEL GOVERNO "Cairo rischia di restare con
solo una scuola La gente deve protestare" [FIRMA]MAURO CAMOIRANO CAIRO
MONTENOTTE A Cairo c'è preoccupazione per i possibili tagli alla scuola:
"Cinque scuole cairesi rischiano di venire chiuse, con buona pace dei
genitori. Nessuno mi ha però ancora spiegato come faremo a mettere i bambini in
un unico edificio e chi pagherà il costo del trasporto scolastico dalle
frazioni. E' una riforma che colpirà come sempre i piccoli centri urbani e i
piccoli Comuni già strozzati dai tagli che ogni anno i vari governi applicano.
Mi auguro che l'Anci si faccia sentire ma, soprattutto, mi auguro che protesti
la gente comune". Al sindaco di Cairo, Fulvio Briano, quel decreto che fissa
in 7 miliardi e 800 milioni il risparmio della Pubblica istruzione nei prossimi
quattro anni non va proprio giù. Secondo alcune stime, il taglio coinvolgerebbe
101 mila insegnanti e 47 mila non docenti. Il ministro Mariastella
Gelmini ha prima annunciato
che gli accorpamenti riguarderanno le scuole con meno di 500 alunni, poi, ha
parlato di un tetto minimo di 600 studenti. Impossibile da raggiungere se non
con un'unica sede per ogni istituto comprensivo. Il dirigente scolastico
cairese, Giovanni Bonifaccino, getta, però, acqua sul fuoco: "Non è ancora
chiaro cosa significhino questi tagli, ovvero, se si intende togliere
fisicamente il plesso, magari nella frazione, che non raggiunge tale soglia, o
se si intenda l'accorpamento già in atto con la formula degli istituti
comprensivi. Per Cairo è in programma un progetto di razionalizzazione per
arrivare ad un unico istituto comprensivo, come a Carcare e Millesimo. Un'altra
cosa è, invece, il piano di tagli che non si sa come verranno applicati. Però,
credo che sia impensabile la cancellazione fisica delle scuole. Un conto è
raggiungere Cairo da una sua frazione, ma facciamo l'esempio, che so, di
Calizzano: costringeranno gli alunni a recarsi a Millesimo?".