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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL   30 agosto – 2 settembre 2008    #TOP



Report "Scuola"

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Indice delle sezioni

Scuola (70)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

E col maestro unico addio a sessantamila cattedre - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per centrare l'obiettivo annunciato l'altro ieri dalla Gelmini "occorre bloccare le assunzioni nella scuola primaria per 11 o 12 anni": bisogna infatti aspettare i pensionamenti, che nel 2008 alla primaria hanno superato di poco le 5mila unità, per tagliare tanti posti. "Eventualità che ? continua Di Menna ?

"educazione civica così ho ispirato la riforma gelmini" ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Il preside "Educazione civica così ho ispirato la riforma Gelmini" MILANO - Per gli studenti delle medie Tiepolo le lezioni obbligatorie di educazione civica non sono una novità. La scuola milanese propone come materia lo studio delle regole e dei valori già dal 2005, con interrogazioni e voto in pagella.

"quattromila scuole a rischio chiusura" allarme per i tagli, sindaci in rivolta - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il decreto delega al ministro Mariastella Gelmini il compito di elaborare, entro 45 giorni, un piano per raggiungere gli obiettivi. Il ministro ha prima annunciato che gli accorpamenti riguarderanno le scuole con meno di 500 alunni, poi, nel corso degli incontri con le organizzazioni sindacali ha parlato di un tetto minimo di 600 studenti.

I tagli alla scuola contraddicono il ministro - salvatore settis ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: lo si vede subito, sono in sintonia con la preoccupazione del ministro Gelmini di "rimettere al centro della scuola il merito e la responsabilità", di immaginare la nostra scuola (la scuola della Repubblica Italiana) come il luogo in cui si alimenta "una visione, una cultura, un'idea dell'Italia e del suo futuro".

Tagli da roma e maestro unico "a rischio oltre 2100 insegnanti" - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini. Un'ipotesi che, secondo Cosimo Scarinzi del sindacato Cub, "scarica sulla scuola elementare il 40% dei tagli previsti della finanziaria". Secondo alcune stime, si parla di oltre 2.100 docenti in meno negli istituti pubblici torinesi a partire dall'anno scolastico 2009/2010, più 1.

Università, l'assalto dei prof idonei - ottavia giustetti ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini I tre atenei hanno messo in palio quasi 170 cattedre raddoppiate con il sistema degli ex-aequo OTTAVIA GIUSTETTI L'università piemontese apre le porte a trecento e più nuovi professori associati e ordinari. Sono inconsueti i numeri che caratterizzano l'ultima tornata di concorsi per docenti di seconda e terza fascia che sono stati banditi tra la fine di giugno e l'

148 scuole rischiano di scomparire ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il numero degli istituti toscani con meno di cinquecento alunni, che a partire dal 2009, potrebbero sparire a causa degli accorpamenti che il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini sta prendendo in considerazione per realizzare gli obiettivi posti dal decreto 112/08 sui tagli all'organico del personale scolastico. SERVIZIO IN NAZIONALE.

Il grembiule costa 8-9 euro, quello griffato arriva a 20 ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini lo consiglia ma non lo impone: la decisione spetterà dunque, in molti casi a lezioni già iniziate, ai singoli consigli d'istituto. E' quello che accadrà, ad esempio, alla scuola primaria Spartaco Lavagnini, dove la preside spiega che la scelta sarà fatta nel primo consiglio utile, comunque a settembre inoltrato,

E una media rilancia la divisa "alla fiore in maglietta blu" ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è anche chi giura di averci pensato ancora prima del ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini. La preside della scuola media "Tommaso Fiore", Felicia Positò, è certa di una cosa. "Il grembiule non è mai stato cancellato - ha detto - e quindi non ha bisogno di essere reintrodotto. è solo un segno di appartenenza alla scuola ed è giusto indossarlo".

La frontiera di Barack ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: fra Gelmini e Alfano, fra La Russa e Giovanardi. Guardo e ascolto un candidato alla presidenza degli Stati Uniti che parla fra gli applausi che non finiscono mai e dice frasi come queste: "Che cos'è il progresso? Certo non il numero di milionari, certo non la colpa di essere poveri, certo non la pena di non avere una assicurazione che paghi le spese mediche,

Una mossa a sorpresa ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Questa Gelmini d'Alaska di nome Sarah Palin si nutre di hamburger d'alce e guida l'idrovolante, la chiamano "Sarah Barracuda": è stata reginetta di bellezza, coi soldi del premio ha studiato e preso due lauree, ha giocato a basket da capitano con una caviglia fratturata (ha vinto, ingessata), ha sposato un eschimese miliardario campione di motoslitta,

L'inutile spot in armi ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stesso l'impianto, anzi il look delle vacue proposte della Gelmini, che ha presentato per la scuola un piano di restaurazione presessantottino, senza considerare che formazione e ricerca dovrebbero magari guardare al futuro. Ma basterebbe capire che, per entrare nel terzo millennio, il grembiulino non basta.

La Ricostituente ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini e all'amato presidente Berlusconi!) cominceremo a studiare la Costituzione della nostra Repubblica nata dalla Resistenza, approvata 60 anni fa dai nostri Padri Costituenti. Ve la racconto in poche parole, poi la esami- neremo articolo per articolo.

Il grembiule a scuola è una maschera ipocrita ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: grandi, concreti della scuola, le idee della Gelmini sono pettegolezzi, frattaglie". MARIO LODI il maestro per eccellenza, il pedagogista ad honorem che insegna dal '48, prima alle elementari, poi sul territorio, commenta le scelte del ministro Gelmini: "Il voto? È un ritorno alla scuola per analfabeti".

ROMA ? Quanto merita Silvio Berlusconi volendo usare, ora che sono tornati di moda, i voti da uno a ... ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: estate con una punta di giudizio politico: nove a Tremonti, non difficile da immaginare in grembiulino come vuole la Gelmini. Nove perché il superministro dell'Economia "è capace di apparire, contemporaneamente, su tre canali diversi". Il dubbio è: quanto tempo gli resta per governare l'economia, "visto che riempie tutti i palinsesti?".

Voto in condotta o voto elettorale? ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sarà bene riflettere sulla confusione che non potrà non seguire all'uso del voto in chiave repressiva (com'è nel caso della condotta). È dubbio che la repressione sia efficace, ma è molto probabile che costituisca il punto di partenza per una contaminazione nel giudizio di valutazione fra aspetti cognitivi, affettivi e di socializzazione.

A rischio decine di docenti e alcune classi ( da "Corriere delle Alpi" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: attacco che il ministro Gelmini e il governo stanno mettendo in atto contro un segmento dell'istruzione che funziona serve a mascherare il vero intento, cioè il taglio di centinaia di posti di lavoro in un campo che vede già il più grande numero di precari. Questo significherà che molti di quelli che attendevano un posto nei prossimi anni rimarranno a piedi,

Tir salta la carreggiata sull'A4, sette i feriti ( da "Corriere delle Alpi" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intervengano piuttosto sulla qualità delle infrastrutture stradali e sulla formazione dei conducenti". Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti della Camera insiste per sensibilizzare-prevenire-reprimere e conferma. l'inserimento dell'educazione stradale tra le materie scolastiche dal parte ministro Gelmini".

La carica degli stranieri Oltre 600mila in aula: romeni al primo posto ( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per questo il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha spiegato ieri che "è responsabilità della scuola far tornare a studiare l'italiano agli italiani e farlo imparare agli stranieri che vogliono vivere in Italia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Educazione civica in 33 ore ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Come annunciato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, l'apprendimento riguarderà anche l'educazione ambientale, alla salute e quella stradale. "Pensiamo che la scuola – ha spiegato Gelmini debba mettere al centro la persona, quindi aiutare i ragazzi a essere cittadini consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri".

E scoppia la web-corsa alle competenze ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno iniziato a dare i voti al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, dedicandole addirittura una "Gelminoteca", una sorta di piccola antologia on line di passaggi dedicati alla scuola. Oltre ai dubbi su "che fine faranno gli insegnanti quando arriverà il docente unico", fa discutere l'introduzione dell'educazione civica.

Elementari, a rischio 83mila posti ( da "Corriere delle Alpi" del 30-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: All'indomani del varo del decreto-Gelmini che ha reintrodotto a scuola i voti in pagella e il voto in condotta, le polemiche non si placano. Nel mirino c'è soprattutto il "sì" preventivo dato dal Consiglio dei ministri al ritorno del maestro unico alle elementari dal 2009-2010.

Le sorti magnifiche della cordata tricolore - eugenio scalfari ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Ha parlato Bombassei della Confindustria, anche lui magnificando la politica del fare rispetto a quella del dire e bruciando il suo chicco di incenso al culto berlusconiano. Qualcuno non ha mancato di indicare alla gogna i giornali "radical-chic" che si ostinano a non unirsi al coro e che comunque "non contano niente di fronte ai trionfali sondaggi di questo scorcio agostano"

Il silenzio del sud - nino alongi ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ha iniziato il leader della Lega Umberto Bossi e ha proseguito il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Non è stato un caso e neppure una svista. Bisognava, per continuare nella discriminazione, ridicolizzare un settore, quello dell'istruzione, che nel Paese è ancora in gran parte nelle mani di docenti che provengono dal Sud e in particolare dalla Sicilia.

Precari, i giorni dell'attesa via alle convocazioni dei prof - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro per la Pubblica istruzione Gelmini un incontro "per fare il punto sulla situazione e per decidere insieme quali interventi mettere a punto sin dalla prossima finanziaria. Un conto è razionalizzare il sistema scolastico. Un altro - scrive Bassolino nel suo blog - è metterne in crisi le fondamenta e impedirgli di compiere quel recupero di competitività che tutti auspichiamo"

Luigi merola ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini. Invece tutti dovremmo riflettere non solo sui dati dell'Ocse, che pure sono allarmanti sui ragazzi del sud, ma sul ruolo che la scuola svolge nel nostro Mezzogiorno. In molti quartieri la scuola davvero rappresenta spesso l'unica presenza dello Stato, l'unico presidio di legalità, l'unico luogo di aggregazione,

"se ci tolgono le aule molti lasceranno quest'isola" ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se venissero applicati rigidamente i criteri presentati dal ministro dell'Istruzione Gelmini, la scuolina di Capraia dovrebbe chiudere. "Ma sarebbe un grave danno per tutta l'economia dell'isola - prosegue Antonella Vito - sarebbe un invito per molti a lasciare Capraia perché senza scuola tutti quelli che hanno figli se ne andrebbero.

"difenderemo le piccole scuole" - laura montanari ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se il governo mantiene quello che ha annunciato il ministro Gelmini ai sindacati e cioè che verranno accorpati o chiusi gli istituti al di sotto dei 600 alunni, si stima che la Toscana dovrà rinunciare a 148 scuole, per lo più elementari e medie inferiori, concentrate in zone montane o in paesini isolati.

Tagli per 379 scuole l'allarme dei comuni - camilla povia ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: elenco è già stato spedito dal ministro Gelmini A Bari gli istituti a rischio sono 15 CAMILLA POVIA Il grembiulino obbligatorio potrebbe essere l'ultimo dei problemi. Quello che spaventa sono i tagli previsti dal decreto legge approvato dal Parlamento. Rischiano di chiudere quattromila scuole in Italia, di cui 379 in Puglia.

Nicola Perfetto, 57 anni, insegna alla scuola Alonzi di Roma: la controriforma Gelmini sarà una débacle per il sapere dei ragazzi ( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nicola Perfetto, 57 anni, insegna alla scuola "Alonzi" di Roma: la "controriforma Gelmini" sarà una débacle per il sapere dei ragazzi.

Viaggio nel liceo dove i voti non c'erano e si cercava la realtà ( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: inizio di una storia che ora Mariastella Gelmini vuole cancellare, anche simbolicamente, con il ripristino dei voti e del sette in condotta. Il trasloco. Due a due, con i banchi in spalla, poi le sedie, la lavagna. Un pugno di studenti, un pugno di insegnanti e un'idea fortemente sostenuta, guarda un po', dal ministro della Pubblica istruzione Dc - era il 1970 -

Il ritorno del maestro unico? Per i bambini è una sconfitta ( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: cura dimagrante" alla scuola, con il "massacro" degli insegnanti voluta dal duetto Gelmini-Tremonti - 90 mila insegnanti e 43mila bidelli e segretari in meno entro il 2012 - debutterà invece successivamente. Ma è bene prepararsi per tempo. Perchè le conseguenze saranno a catena, per i docenti, i bambini e le stesse famiglie.

Le piccole scuole rischiano di scomparire ( da "Corriere delle Alpi" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: già approvato dal Parlamento prima di agosto, delega il ministro dell'istruzione Gelmini ad elaborare un piano per raggiungere gli obiettivi nella scuola (entro 45 giorni) e al momento si prevede il taglio di oltre 100 mila insegnanti, 50 mila non docenti e un numero imprecisato di plessi scolastici. Ma c'è ancora grandissima incertezza.

Competenze alla Regione ( da "Corriere delle Alpi" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tutte le preoccupazioni sulla scuola e le polemiche tra il ministro Gelmini e l'assessore regionale Donazzan potrebbero non esserci, se il governatore Galan avesse provveduto a chiedere allo Stato le deleghe su alcune materie. A ribadire la necessità di un impegno più pressante di Galan sul 116 Cost. è il capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale Gianpaolo Bottacin.

Uomini o caporali se conta la divisa ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ultima, dalla Stampa di giovedì: "Il ministro Mariastella Gelmini è avvocato. Ma la sua biografia ufficiale trascura un dettaglio: ha superato l'esame di Stato a Reggio Calabria, non a Brescia o a Milano, dove ha sempre vissuto e lavorato". Ahi ahi che dettaglio. L'incompletezza (mirata) dell'informazione.

Lettere e interventi ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ho letto sul Corriere che il ministro Gelmini vuole reintrodurre i voti in numeri, per ragioni di chiarezza. Ma io non ho mai avuto voti in numeri: da quando vado a scuola, abbiamo sempre usato i giudizi, a cui sono abituato e che capisco benissimo. Forse i voti in numeri saranno più chiari per i nostri genitori, o i nostri nonni: a noi dovranno spiegarceli.

Un giorno perfetto ma è solo la sagra dei luoghi comuni ( da "Corriere delle Alpi" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è lo stesso bullismo che nelle elementari pubbliche (ministro Gelmini, possibile?), e via andare. Ma è anche un film che delinea un mondo con ingenuità abnormi, impossibili da condividere se non collocandole ai margini del paradosso, come la ragazza che si diverte a raccontare che il suo ragazzo, di professione ballerino, danza con un amico invece che con lei.

In classe entra la "civilisation valdôtaine" ( da "Stampa, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI Sindacato In classe entra la "civilisation valdôtaine" Allo studio la compatibilità del decreto con le leggi locali. "Sì" al voto in condotta [FIRMA]SILVIA TAGLIAFERRI AOSTA Ritorno dei voti in pagella, bocciatura con 5 in condotta, uso del grembiule: l'assessore regionale all'Istruzione dice sì al giro di vite previsto dal decreto legge a firma del ministro Maria Stella

Scuole, il caso sicurezza ( da "Stampa, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Manuela Cappello) e La Spezia (Anna Maria Mascardo) ha spedito una lettera al ministro Gelmini. Secondo i tre assessori la riforma scolastica non può essere affrontata con un decreto legge ma "attraverso una più laboriosa ma proficua convergenza con istituzioni regionali, enti locali, parti sociali e associazioni di categoria".

Inizio scuole a ottobre c'è un ritorno di fiamma ( da "Stampa, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini ha sottolineato (in un articolo uscito su La Stampa il 24 agosto), che l'Italia è un paese turistico ed è un peccato perdere un mese così bello stando in aula. Ad accorgersi di quanto settembre possa essere importante per rilanciare il turismo sono stati, diversi anni fa, Giuseppe Maiellano, presidente provinciale di Confesercenti,

La scuola modello Milano: i più bravi? Vacanza-premio ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ragazzi residenti a Milano U come maestro unico e voti in pagella Già oggi i dirigenti delle elementari si riuniranno in assemblee per discutere e applicare la novità stabilita dal governo. Ma sulla fine delle "compresenze in classe" i sindacati già annunciano mobilitazioni V come Venezia I ragazzi dell'istituto professionale Kandinsky hanno cucito gli abiti per una scena del film "

Intelligenza e carattere crescono solo se si accettano le sfide ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini, che ha incominciato a ridare metodo, rigore e disciplina alla scuola, dovrà fra poco accingersi a colmare questo pauroso vuoto di preparazione tecnica degli italiani creando licei tecnici e lauree brevi dove, anziché chiacchiere, si imparano mestieri moderni.

GLI ISTITUTI DI ENOLOGIA ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nei giorni scorsiè stato presentato uno studio al ministro Maria Stella Gelmini". Passaggio a istituti tecnici Ci sono quindicenni che s'iscriverebbero a queste scuole superiori? "Chi sceglie la laurea in enologia fa un percorso molto specifico.All'istituto per l'enologia,anche se le materie preponderanti sono agrariae viticoltura, si studiano chimica, fisica, matematica.

Il prete ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-01 num: - pag: 14 categoria: BREVI Il prete Don Antonio Mazzi è contrario al ritorno del voto in condotta. E ricorda che in terza media, a 14 anni, fu bocciato "proprio a causa di quel 7 in condotta che piace tanto alla Gelmini".

Don Mazzi: tentai il suicidio per un sette in condotta ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E la sua avversione per le riforme del ministro Gelmini ha un versante privato doloroso. Alla Festa del Pd di Firenze ricorda che in terza media, a 14 anni, fu bocciato: "Proprio a causa di quel 7 in condotta che piace tanto alla Gelmini". Una bocciatura alla quale sul palco accenna sorridendo.

Il ministro ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-01 num: - pag: 14 categoria: BREVI Il ministro Per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini il voto in condotta "è una risposta urgente di fronte ai casi di bullismo". Ora la bocciatura scatterà col 5 e non più col 7.

Scuola, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori denunciano speculazione sul prezzo del grembiule ( da "Sestopotere.com" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini di ripristinarlo per gli alunni delle scuole primarie ha determinato un rialzo dei prezzi assurdo, che non può certo trovare giustificazione in un aumento della domanda. Si tratta di un rialzo medio del 41,1 % rispetto al 2007 e del 102,3 % (più del doppio) rispetto al 2001, ossia quando avevamo la vecchia lira.

Una scuola feudale ( da "AprileOnline.info" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: approfondimento La riforma Gelmini aspira a piegare la formazione alle leggi del mercato e si tradurrà in una rete di clientele politiche che potranno gestire, con i soldi della collettività, tutta l'istruzione, con la conseguenza che i docenti verranno espropriati della autonomia didattica e la cultura sarà svilita A ridosso d'inizio anno scolastico,

Caro scuola: speculazione sul costo del grembiule: + 41,1% rispetto al 2007 ( da "Sestopotere.com" del 01-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Effetto Gelmini sul costo dei grembiuli. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori denunciano quest'anno una speculazione senza precedenti sul prezzo del grembiule. Evidentemente la proposta del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini di ripristinarlo per gli alunni delle scuole primarie ha determinato un rialzo dei prezzi assurdo,

Nessuno può insegnare con 1200 euro al mese - pietro citati ( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La polemica Scuola, le riforme della Gelmini non toccano il cuore del problema Nessuno può insegnare con 1200 euro al mese PIETRO CITATI La naftalina mi è sempre piaciuta moltissimo: al contrario che a Michele Serra, il quale trova un forte odore di naftalina nelle riforme scolastiche proposte dal ministro Gelmini.

I sindacati davanti all'ufficio regionale "no alle scuole fondazioni e ai tagli" ( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ultimo decreto del ministro Gelmini e alle ricadute che esso avrà sulla qualità del servizio scolastico. A repentaglio, secondo le forze sindacali, è il diritto all'istruzione pubblica. Tre i punti contestati: la proposta di trasformazione degli istituti scolastici in fondazioni, la diminuzione delle risorse e il taglio di 150 mila lavoratori nelle scuole -

"elementari, con il maestro unico tagli di quasi duemila insegnanti" - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, tra Roma e provincia ci sarebbe un taglio di circa 1.800 insegnanti della scuola primaria. E gli attuali precari, circa 1300, sarebbero disoccupati, mentre gli altri 500 potrebbero essere riassorbiti dai pensionamenti". A lanciare l'allarme è Domenico Rossi, segretario generale della Cgil-scuola di Roma e del Lazio.

Gare di graffiti sui muri delle scuole - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Milano Gare di graffiti sui muri delle scuole La Provincia: "Basta con il clima da caserma della Gelmini" Sgarbi e Dario Fo nella giuria. In cambio i ragazzi devono cancellare le scritte dentro e fuori l'istituto FRANCO VANNI Una borsa di studio ai graffitari. Un assegno agli studenti che disegnano sui muri della scuola i dipinti più belli, con pennelli e bombolette spray.

Scuole, a rischio il 20 per cento solo a bari 72 sono da chiudere - camilla povia ( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La proposta del ministro Gelmini non è ancora diventata legge ma nel mondo scolastico pugliese è già caos. Anche perché, al numero di per sé già così vasto di scuole a rischio chiusura, vanno aggiunti anche i plessi e i presìdi, quelle realtà scolastiche molto piccole che non hanno una propria dirigenza ma che sono annesse alla sede centrale.

"bisogna abbassare subito il tetto sino a 300 studenti restino aperte" ( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nei tagli di cui sta parlando in questi giorni il ministro Maria Stella Gelmini, sono inclusi anche i piccoli presìdi, le scuole distaccate che dipendono dalla sede centrale. "Non saranno risparmiati neanche loro, neanche le piccole realtà che hanno meno di 100 alunni. Sono le così dette scuole "succursali", i presìdi che caratterizzano ancora la nostra realtà pugliese.

La scuola di Mariastella: meno lezioni per tutti Il nuovo slogan del ministro Gelmini: semplicità, autonomia, merito. Ma intanto taglia fondi e ore ( da "Unita, L'" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: / Roma Il GELMINI-PENSIERO val bene, così pensa lei, una vera strategia mediatica. Ed ecco che la ministra all'istruzione ha deciso di affidare a Famiglia Cristiana e a Radio City le sue riflessioni in materia scolastica. Che si declinano in uno slogan.

Scuola, stranieri in classe fino a 9 su dieci È già fuga dei prof da Milano: troppo cara ( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Appena incaricati, decine di professori provenienti dal Sud hanno deciso di lasciare la cattedra e tornare a casa. Presidi in rivolta. Il ministro Gelmini: "Stiamo studiando di introdurre incentivi per i professori affinché assicurino la presenza in classe per cinque anni". A PAGINA 3 Sacchi.

<Milano è una città troppo cara> E i prof già nominati tornano a casa ( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini ha condannato questo esodo in nome della continuità dell'insegnamento ("Stiamo studiando la possibilità di introdurre degli incentivi per i professori affinché assicurino la propria presenza in classe per cinque anni"), ma per quest'anno le cose rimangono invariate.

La scheda ( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: BREVI La scheda Le dimissioni Decine di professori del Sud, appena incaricati dal provveditorato, hanno deciso di non prendere la cattedra per ritornare al paese d'origine Il governo Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, studia la possibilità di introdurre incentivi per i professori. Obiettivo: garantire la presenza in classe per cinque anni.

Rischio di ingorgo per la manovra ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: quello del ministro Gelmini sulla scuola ( voto in condotta). Il "via" in Aula è invece fissato per il 16 settembre. Anche a Montecitorio il menù è ricco. Al primo posto c'è il disegno di legge del Governo sulle intercettazioni. Ma corposo, aspettando la Finanziaria snella, è anche il capitolofinanza pubblica.

Scuola, il maestro unico è già diventato legge ( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: rispetto alle versione illustrata dalla Gelmini. Ieri il presidente della Repubblica ha firmato il provvedimento. Ci sono dentro, a sorpresa, anche il maestro unico e l'adozione dei libri con cadenza quinquennale. Il senso della modifica del decreto? Anzitutto rendere più cogente il ritorno al modello tradizionale di scuola elementare.

Corsia veloce per il maestro unico ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: testo bloccati nelle riedizioni per almeno cinque anni il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, accelera. Con i provvedimenti contenuti nel testo del decreto legge 137, approvato dal Consiglio dei ministri giovedì 28 agosto e pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" di ieri. Decreto legge che somiglia molto a un cilindro da mago, in cui si sono ritrovati svariati interventi.

Alla scuola dei bulli ( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini. è un vero peccato, perché questa lettura gli avrebbe evitato molte sciocchezze, come ad esempio dire che solo la scuola della riforma del 1971 - quella che ha abolito il maestro unico, per intenderci - era interclassista. La classe di deamicisiana memoria, e si parla di scuola umbertina, già era un vivido esempio di coesistenza fra alunni di diversi strati sociali.

I grembiulini non convincono le scuole romane ( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intanto, sulle nuove proposte del ministro Gelmini, gli istituti scolastici romani sembrano avere le idee chiare. L'argomento grembiulini tra i banchi, in molte scuole elementari, non è neanche stato affrontato; in altre, le direttive per i tanti genitori che chiedono informazioni sono di non comprarli.

Non solo Alitalia, arriva la crisi d'autunno ( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini sono ancora tutti da valutare. E l'onda lunga della crisi penalizza il commercio: la piccola distribuzione è sull'orlo del collasso, ma ormai perde colpi anche la grande. Aria di crisi anche all'ombra del Colosseo, dunque. E il modello- Roma di veltroniana memoria, se davvero è esistito, ormai è comunque un ricordo del passato.

Casacca e distintivo In divisa fra i banchi si anticipa il ministro ( da "Giornale.it, Il" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha deciso di anticipare le disposizioni del ministro Mariastella Gelmini. Tutti sembrano d'accordo. L'innovazione l'hanno decisa insegnanti e genitori a giugno, ma la comunicazione è arrivata solo adesso, con la pubblicazione sul sito della scuola. "Da lunedì prossimo - si legge - gli alunni della scuola primaria indosseranno un grembiule bianco, e quelli delle medie una divisa.

Il 5 in condotta e la Costituzione ( da "AprileOnline.info" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2 Il voto punitivo introdotto dalla ministra Gelmini pone un problema costituzionale. Se perfino ai delinquenti è riconosciuto il diritto ad un processo e a una difesa, cosa è previsto per gli studenti accusati di lesioni gravi alle regole della scuola o della comunità? La scuola è un luogo socialmente denso: il disagio sociale talora esplode nella svariate forme di bullismo,

Scuola primaria, arriva il colpo letale ( da "AprileOnline.info" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non a caso la ministra Gelmini, distintasi per questo tentativo, ha scelto di visitare i ciellini riunitisi a Rimini nei giorni scorsi E' un genio. Superate le malignità delle prime ore e le riserve di quelle successive, la ministra Gelmini ha rivelato al mondo la ragione della sua attuale occupazione.

Mancano meno di quindici giorni al suono della prima campanella, previsto per lunedì 15 settemb ( da "Stampa, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dal ministro Gelmini, mentre non cala l'attenzione sui fenomeni bullismo e droga. Il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Savona (ex Provveditorato agli studi), Carla Barzaghi, fa il punto della situazione. Dottoressa Barzaghi, il taglio degli organici non rischia di creare sovraffollamento e condizionare la qualità dell'

"Cairo rischia di restare con solo una scuola La gente deve protestare" ( da "Stampa, La" del 02-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini ha prima annunciato che gli accorpamenti riguarderanno le scuole con meno di 500 alunni, poi, ha parlato di un tetto minimo di 600 studenti. Impossibile da raggiungere se non con un'unica sede per ogni istituto comprensivo. Il dirigente scolastico cairese, Giovanni Bonifaccino, getta, però, acqua sul fuoco: "Non è ancora chiaro cosa significhino questi tagli,


Articoli

E col maestro unico addio a sessantamila cattedre - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca La Uil: per diminuire i posti il turn over sarà bloccato per dodici anni. Nessuno sbocco per settantamila precari E col maestro unico addio a sessantamila cattedre "Uno spreco, le nostre elementari sono tra le migliori al mondo" SALVO INTRAVAIA ROMA - Il maestro unico cancellerà più di 60 mila cattedre. Lo afferma il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna, che parla di "proposta sbagliata". E precisa: "Non è soltanto una questione di posti di lavoro: non siamo pregiudizialmente contro l'eliminazione degli sprechi, dove esistono; ma l'idea di tornare nella scuola primaria al maestro unico è sbagliata, basta guardare le rilevazioni internazionali per convincere a non proseguire su questa strada che ci pare offuscata dalla ideologia". I numeri della Uil sono eloquenti. Dal 1990, la scuola elementare funziona utilizzando il modulo che prevede tre insegnanti su due classi. Considerando soltanto le 104 mila classi a tempo normale (con orario antimeridiano), la reintroduzione del maestro unico farebbe saltare 53 mila posti. Se si considerano le 33 mila classi a tempo prolungato si supera facilmente il traguardo delle 60 mila cattedre. E per il Centro studi per la scuola pubblica, i posti in pericolo sarebbero addirittura 83 mila. Per centrare l'obiettivo annunciato l'altro ieri dalla Gelmini "occorre bloccare le assunzioni nella scuola primaria per 11 o 12 anni": bisogna infatti aspettare i pensionamenti, che nel 2008 alla primaria hanno superato di poco le 5mila unità, per tagliare tanti posti. "Eventualità che ? continua Di Menna ? pare assurda, perché in contraddizione con l'idea manifestata dal ministro di rinnovare la scuola: Come? Bloccando le assunzioni per oltre un decennio? E i 78 mila supplenti iscritti nelle graduatorie provinciali, che fine fanno?". La crociata dei sindacati è confortata anche dai dati internazionali, che pongono la scuola elementare italiana fra le prime al mondo. Per il Timss & Pirls International study center del Boston college (Massachusetts), che ha recentemente diffuso i dati sulle competenze di Lettura degli alunni al quarto anno di scolarizzazione (9 anni, in Italia), su 40 nazioni testate i nostri bambini occupano il sesto posto davanti a Usa, Germania e Francia. Al centro dello studio Pirls 2006 il concetto di Reading literacy: "L'abilità di capire e usare quelle forme di linguaggio scritto richieste dalla società e/o apprezzate dall'individuo". Anche nel Timss 2003 (che misura le competenze in Matematica e Scienze) i bambini italiani di scuola elementare mostrano un "livello di apprendimento significativamente superiore alla media".

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"educazione civica così ho ispirato la riforma gelmini" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Il preside "Educazione civica così ho ispirato la riforma Gelmini" MILANO - Per gli studenti delle medie Tiepolo le lezioni obbligatorie di educazione civica non sono una novità. La scuola milanese propone come materia lo studio delle regole e dei valori già dal 2005, con interrogazioni e voto in pagella. Il programma su cui sono valutati i 750 studenti è ampio: la Costituzione e le leggi, certo, ma anche il rispetto per i più deboli, la segnaletica stradale e l'ecologia. Per introdurre il nuovo insegnamento l'orario settimanale è stato portato da 29 a 30 ore settimanali, con l'accordo dei genitori. Il preside Vincenzo Cutolo, da quest'anno in pensione, è anche presidente della EducaCi, associazione nata proprio per promuovere l'educazione civica a livello nazionale. "Da anni scrivo al ministero dell'Istruzione per segnalare la nostra esperienza - dice Cutolo - l'interesse che i ragazzi mostrano per la materia è commovente". (f.v.).

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"quattromila scuole a rischio chiusura" allarme per i tagli, sindaci in rivolta - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca "Quattromila scuole a rischio chiusura" allarme per i tagli, sindaci in rivolta Mille piccoli comuni potrebbero restare senza. Il Pd: un disastro L'ex ministro Fioroni: "Così salta il diritto all'istruzione pubblica" MARIO REGGIO ROMA - I piccoli comuni, quelli di montagna o delle isole minori, dovranno dire addio alle scuole. Più di mille potrebbero cadere sotto mannaia dei tagli prevista dal decreto approvato dal Parlamento. Ma se il ministero decidesse di seguire la stessa strada per gli istituti con meno di 600 alunni il cataclisma colpirebbe più di 4 mila scuole. è l'effetto del decreto 112/2008 che fissa in 7 miliardi e 800 milioni il risparmio della Pubblica istruzione nei prossimi quattro anni. Una scelta che equivale ad un taglio di 101mila insegnanti e 47mila non docenti. Il decreto delega al ministro Mariastella Gelmini il compito di elaborare, entro 45 giorni, un piano per raggiungere gli obiettivi. Il ministro ha prima annunciato che gli accorpamenti riguarderanno le scuole con meno di 500 alunni, poi, nel corso degli incontri con le organizzazioni sindacali ha parlato di un tetto minimo di 600 studenti. "Un vero disastro - commenta l'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni - così salta il diritto universale all'istruzione pubblica garantito dalla Costituzione, chi è ricco potrà permettersi le scuole di alto livello, le altre famiglie dovranno accontentarsi di quello che resta, compresa la formazione professionale. Il piano di Tremonti è ormai chiaro, e se andrà in porto sarà un dramma per il Paese". Ma da dove escono fuori questi numeri preoccupanti? "Siamo partiti dai dati ufficiali del ministero della Pubblica istruzione relativi al 2007-2008 ed abbiamo elaborato una serie di proiezioni in base ai tagli del personale ed alla consistenza numerica degli studenti nelle scuole - chiarisce Mariangela Bastico, per anni assessore alla scuola in Emilia-Romagna e viceministro di Giuseppe Fioroni - Abbiamo poi messo in relazione i dati rispetto alle ipotesi di accorpamento per le scuole con meno di 500 o di 600 alunni. Ne esce fuori un panorama molto preoccupante. Presenteremo oggi i risultati dell'inchiesta alla festa nazionale del Pd a Firenze". Vediamo, attraverso esempi pratici, cosa potrebbe accadere nel prossimo futuro. Nelle grandi aree urbane, come Roma, Napoli, Palermo o Milano, spostare una scuola di piccole dimensioni in un'altra non crea problemi insormontabili. A parte le famiglie che hanno la scuola vicino a casa, in genere, i bambini vengono accompagnati in macchina e si tratterebbe di fare qualche chilometro in più. Certo ci potranno essere più disagi ed un aumento dello stress da traffico, ma nelle città ci si è assuefatti. Altra storia è quella che riguarda il piccolo paese nelle valli alpine, sull'Appennino tosco-emiliano o sui monti del Sannio. Lì bambini e genitori saranno costretti ogni mattina ad una levataccia, e dovrà essere il Comune ad organizzare il servizio di trasporto scolastico. "Ho appena finito un incontro con un gruppo di sindaci delle comunità montane a Barga, in provinicia di Lucca - confida Mariangela Bastico - e dire che sono usciti molto preoccupati è dir poco. A parte i problemi logistici e finzanziari, il problema è che si va verso uno smantellamento della scuola come presidio sociale ed identitario, in piccoli paesi dove ha già chiuso l'ufficio postale e magari anche la stazione dei carabinieri". Ancora più drammatica la prospettiva per le piccole isole: Lipari, Panarea, Pantelleria, Lampedusa, l'isola del Giglio, Ponza e tante altre. Difficile trasferire i piccoli delle elementari con un gommone sulla terraferma, condizioni meteo a parte. Ma in forza del principio dei tagli, tutto è possibile. "Tagliare 100 mila insegnanti vuol dire cambiare il sistema scolastico italiano - commenta Mariangela Bastico - ma non è un'operazione campata in aria. Abbiamo 25 mila posti vacanti, ogni anno vanno in pensione 30 mila insegnanti, quelli di ruolo si possono usare per cancellare le supplenze. Non si licenzia nessuno ed in quattro anni si raggiunge l'obiettivo di Tremonti. Ma i costi sarebbero pesantissimi: il definitivo abbandono della scuola pubblica, ed il crollo definitivo del sistema di istruzione".

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I tagli alla scuola contraddicono il ministro - salvatore settis (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Commenti I TAGLI ALLA SCUOLA CONTRADDICONO IL MINISTRO La scure che si è abbattuta sui finanziamenti non aiuterà ad introdurre un sistema di premi per chi lo merita SALVATORE SETTIS è vero che la scuola nelle regioni del Sud è uniformemente di basso livello, che i suoi insegnanti sono "indietro" rispetto ai loro colleghi del Nord? No, non è vero. Ma allora è vero che la scuola italiana, pur con tutti i suoi problemi, ha un livello uniforme su tutto il territorio nazionale? No, nemmeno questo è vero. Ci sono disparità grandissime, a volte fra scuole o licei della stessa città (che può essere Treviso o Catania), con punte verso il basso che talvolta si concentrano in modo assai preoccupante in certe zone del Paese (non necessariamente, non solo al Sud). Non è nemmeno vero che nessuno se ne è accorto. In Calabria (cito, a scanso d'equivoci, la regione dove la mia famiglia è radicata da quasi seicento anni) la Regione ha appena lanciato, grazie al suo vicepresidente Domenico Cersosimo, un Piano d'azione 2007-2013 per complessivi 101 milioni di euro per l'istruzione e la formazione. I presupposti (cito dal sito ufficiale della Regione): "Sappiamo che esistono deficit e carenze che investono i nostri studenti, soprattutto a livello logico-matematico" (Loiero); "dal punto di vista delle competenze, la Calabria parte da uno svantaggio abissale, che è molto più pesante di quello fisico o geografico" (Cersosimo). Con lungimirante intelligenza, Cersosimo sottolinea che il Piano "vuole iniziare a colmare il deficit nell'ambito del ciclo completo della formazione (...); si occupa di lavorare sulla base ma non dimentica le punte. Si propone di agire in termini di profezia perché mette finalmente in agenda la scuola e vuole premiare sia gli studenti che i docenti". Parole d'ordine che, lo si vede subito, sono in sintonia con la preoccupazione del ministro Gelmini di "rimettere al centro della scuola il merito e la responsabilità", di immaginare la nostra scuola (la scuola della Repubblica Italiana) come il luogo in cui si alimenta "una visione, una cultura, un'idea dell'Italia e del suo futuro". è esattamente quello che è mancato e che manca alla scuola italiana, come ha scritto Galli della Loggia sul Corriere del 21 agosto. Essa riflette "la crisi dell'idea di Italia, è lo specchio della profonda incertezza di chi a vario titolo la guida", dal governo agli addetti ai lavori. Perciò occorre "ridare profondità storico-nazionale alla scuola, riappropriarsi del passato e della propria tradizione per ritrovarsi (...) riaffermando il carattere multiforme ma unico e specifico dell'esperienza italiana, (...) ricostituire culturalmente e organizzativamente il rapporto centro-periferia e Nord-Sud". Il ministro Tremonti ha difeso sul Corriere i tagli a tutto e a tutti in nome della riduzione del deficit pubblico, e ha avanzato per la scuola alcune proposte, naturalmente a costo zero o con qualche risparmio: reintrodurre i voti in luogo dei verbosi giudizi, tornare al maestro unico nelle elementari, dare una qualche regola all'uso e all'abuso dei libri di testo. Su queste proposte, personalmente sono d'accordo con lui. Ma Tremonti sarà il primo a riconoscere che misure cosmetiche come queste non toccano il cuore del problema. La scure che si è abbattuta sui finanziamenti non aiuterà ad avere scuole meno fatiscenti e più attrezzate; non incoraggerà a introdurre meccanismi premiali del merito; non capovolgerà, come sarebbe necessario, il messaggio fondamentale che viene dal governo di turno: che la scuola è marginale, conta poco o nulla rispetto alle priorità della politica. Come ha scritto Adriano Prosperi su questo giornale (25 agosto), "dalle condizioni sociali in cui si svolge la scuola nasce una disaffezione profonda e diffusa; nasce anche un minaccioso processo di produzione di disadattati". In altri Paesi, ma anche nel nostro in altri momenti della sua storia, dovrebbe soccorrerci il richiamo alla Costituzione. La nostra pone la scuola fra i meccanismi essenziali al "pieno sviluppo della persona umana" (art. 3), e prescrivendo l'uguaglianza piena dei cittadini privilegia "i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi". Ma oggi è di moda parlare di Costituzione non per difenderla come un testo sacro (così fanno i cittadini degli Stati Uniti), ma solo per dire che è invecchiata. Nella nostra Costituzione, viceversa attualissima, troveremmo quello che stiamo cercando, "un'idea dell'Italia", articolata con vivo senso della storia e con impressionante lungimiranza. Ma vogliamo cercarla davvero, un'idea dell'Italia, vogliamo davvero che la scuola ne sia il laboratorio e il tramite? Che cosa ha a che fare con questo progetto il vilipendio all'inno nazionale impunemente sbandierato da un ministro in carica? è forse "educativo"? E come è possibile alimentare una qualsiasi idea dell'Italia mentre ci avviamo verso un rassegnato federalismo senz'anima, senza che nessuno ci spieghi nemmeno quanto costerà, quanti altri tagli di bilancio, quante ulteriori disuguaglianze finirà col provocare?.

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Tagli da roma e maestro unico "a rischio oltre 2100 insegnanti" - stefano parola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Torino Il caso Circa duecentocinquanta professori "sprecati" per il problema delle aule di ridotte dimensioni Tagli da Roma e maestro unico "A rischio oltre 2100 insegnanti" STEFANO PAROLA Arriva settembre e la scuola si rimette in moto. Con i soliti problemi e con all'orizzonte una sequela di tagli che potrebbero abbattersi in un futuro non troppo remoto, come prevede la manovra economica varata qualche settimana fa dal governo Berlusconi. I sindacati sono già sul piede di guerra e fanno l'elenco dei punti deboli della scuola torinese, a cominciare dalla sofferenza di organico e dalla ripercussione più evidente sulla scuola elementare e sulle cosiddette "40 ore di tempo scuola", cioè la forma di tempo pieno che oggi va per la maggiore: "Sulla base di quanto richiesto dai genitori, mancano più di 190 insegnanti", accusa Igor Piotto, segretario provinciale della Flc-Cgil. Paolo Iennaco, che da lunedì scorso è tornato alla guida dell'Ufficio scolastico provinciale di Torino, si difende così: "Per l'anno scolastico che va a iniziare ci sono 2.900 classi a tempo pieno, è una quota bloccata da anni e il Ministero non ci consente di superarla. Quest'anno, però, il numero di studenti in Piemonte è cresciuto, così da Roma ci permetteranno di aggiungere una manciata di nuovi docenti, una decina circa". Insomma, cambiano le esigenze della società (le famiglie in cui lavorano entrambi i genitori sono sempre di più), ma la disponibilità di classi a tempo pieno cambia di poco. "L'espressione "manciata" è sintomatica è sintomatica della prospettiva che segna la scuola pubblica: non si fanno investimenti, ma si distribuiscono le risorse che avanzano", commenta il sindacalista Piotti. A livello regionale, si parla di 132 posti di lavoro in più, resi disponibili dai 6.600 studenti in più, che da quest'anno sederanno soprattutto fra i banchi delle scuole medie e superiori, dato che si tratta di un aumento essenzialmente dovuto al fenomeno dell'immigrazione. E dire che una parte dei più di 48 mila docenti che lavorano in Piemonte viene "sprecata" a causa di un inghippo burocratico: "Alcune amministrazioni locali - spiega il direttore Iannaco - mettono a disposizione dei locali inadeguati, che per motivi igienico sanitari non consentono di ospitare più di 20-25 alunni. Questo ci costringe a sdoppiare classi di 26-27 ragazzi, bruciando in Piemonte circa 250 posti l'anno". Ma a incutere ancora più timore è il ritorno al maestro unico preannunciato giovedì dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Un'ipotesi che, secondo Cosimo Scarinzi del sindacato Cub, "scarica sulla scuola elementare il 40% dei tagli previsti della finanziaria". Secondo alcune stime, si parla di oltre 2.100 docenti in meno negli istituti pubblici torinesi a partire dall'anno scolastico 2009/2010, più 1.400 di personale tecnico-amministrativo. "Con quest'ultimo decreto - commenta Silvia Bodoardo, presidente del Coordinamento genitori di Torino - si distrugge il tempo pieno. è una scelta che si ripercuoterà sulle famiglie, creando discriminazioni tra quelle che potranno permettersi un doposcuola di serie A o di serie B".

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Università, l'assalto dei prof idonei - ottavia giustetti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Torino 72 81 15 Università, l'assalto dei prof idonei Valanga di concorsi per dribblare il blocco imposto dal ministro Gelmini I tre atenei hanno messo in palio quasi 170 cattedre raddoppiate con il sistema degli ex-aequo OTTAVIA GIUSTETTI L'università piemontese apre le porte a trecento e più nuovi professori associati e ordinari. Sono inconsueti i numeri che caratterizzano l'ultima tornata di concorsi per docenti di seconda e terza fascia che sono stati banditi tra la fine di giugno e l'inizio di luglio scorso tra Università di Torino, Politecnico di Torino e Università del Piemonte orientale e che produrrà una specie di reclutamento di massa da qui a sei o sette mesi al massimo. Due vincitori al concorso? "Da luglio si cambia" ha detto Mariastella Gelmini. E per rientrare ancora nei termini che prevedono la doppia idoneità la università italiane, e in particolare quelle piemontesi, si sono affrettate a bandire più concorsi possibili. Incontrando sulla strada un piccolo intoppo: approvata la nuova manovra finanziaria ad agosto, si rischia che questa vera e propria carica di neo-professori sia costretta ad aspettare la chiamata per un discreto numero di anni. La partita si è giocata tutta nei tre mesi appena trascorsi. E per il momento non è ancora conclusa. Il regolamento che prevedeva la doppia idoneità - a ogni concorso per professore ordinario e associato venivano selezionati due candidati che di fatto vincevano ex-aequo, poi l'ateneo che aveva bandito il concorso ne chiamava uno e l'altro finiva in una lista di idonei alla quale le altre università dovevano attingere se si liberava un posto - è sempre servito per aggirare il blocco dei concorsi che periodicamente decideva il governo. Emettere un nuovo bando è cosa che deve passare al vaglio del ministero, mentre per assumere un nuovo professore (già idoneo come stabilito in un concorso precedente) basta che l'università abbia le risorse sufficienti. Così anche nei periodi, come quello recente (2006 e 2007), in cui il governo bloccava le sessioni concorsuali, esisteva un bacino "di riserva" al quale si poteva attingere. Il nuovo ministro ha irrevocabilmente deciso per un cambio di rotta. Da luglio in poi qualunque concorso per professore ordinario e associato sarà bandito sceglierà un solo candidato. Così gli atenei si sono affrettati. Entro i primi giorni di luglio hanno bandito l'università di Torino 72 concorsi, il Politecnico 81, l'Università del Piemonte orientale 14. Calcolando che per ogni concorso saranno "licenziati" due idonei, sono trecento e più i docenti che aspetteranno la chiamata. Ma la manovra finanziaria approvata in via definitiva ad agosto mette a rischio la chiamata di tutti gli idonei e rischia di creare solo una lunghissima coda di professori in attesa di prendere servizio. Se infatti, fino a oggi le università potevano reclutare un docente per ogni docente che andava in pensione, la finanziaria prevede ora che per un nuovo professore che entra ne debbano uscire almeno cinque. E questo per i prossimi tre anni. "La legge mette a rischio tutte le chiamate - spiega Francesco Profumo, il rettore del Politecnico - non solo uno dei due vincitori dovrà aspettare, ma entrambi, visto che si rivedono tutti i criteri per il reclutamento del personale negli atenei. è un colpo duro per le nostre università che a fronte di molti pensionamenti saranno costrette a lasciare le cattedre vacanti e non potranno chiamare giovani professori". Proprio il Politecnico è tra le università italiane che hanno bandito più concorsi anche perché erano quattro anni che non chiamava nessuno. Gli 81 pubblicati sulla gazzetta ufficiale a fine luglio e altri 27 che saranno invece assunti grazie ai finanziamenti privati.

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148 scuole rischiano di scomparire (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Firenze Meno di 500 alunni 148 SCUOLE RISCHIANO DI SCOMPARIRE Centoquarantotto scuole a rischio. E' il numero degli istituti toscani con meno di cinquecento alunni, che a partire dal 2009, potrebbero sparire a causa degli accorpamenti che il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini sta prendendo in considerazione per realizzare gli obiettivi posti dal decreto 112/08 sui tagli all'organico del personale scolastico. SERVIZIO IN NAZIONALE.

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Il grembiule costa 8-9 euro, quello griffato arriva a 20 (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Firenze Le elementari Il grembiule costa 8-9 euro, quello griffato arriva a 20 C'è chi in questi anni ha continuato a indossarlo, e chi invece lo ricorda come un'imposizione del passato. Quel che è certo è che insieme al ritorno della bocciatura per insufficienza in condotta (ai tempi col 7, oggi col 5) il grembiule rappresenterà per centinaia di alunni delle scuole elementari una delle novità principali al momento di rientrare in aula, tra due settimane. Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini lo consiglia ma non lo impone: la decisione spetterà dunque, in molti casi a lezioni già iniziate, ai singoli consigli d'istituto. E' quello che accadrà, ad esempio, alla scuola primaria Spartaco Lavagnini, dove la preside spiega che la scelta sarà fatta nel primo consiglio utile, comunque a settembre inoltrato, e solo dopo aver sentito il parere dei genitori riuniti nei primi consigli di classe: "Ci sembra giusto parlarne prima con le famiglie, per evitare qualsiasi tipo di conflitto, prima di prendere una decisione simile. Tra l'altro, non stiamo pensando necessariamente a un grembiule ma, volendo, a qualsiasi tipo di uniforme, sulla base del principio di uniformità tra tutti i bambini". In altre scuole, il problema non si pone, perché gli alunni di indossare il grembiule non hanno mai smesso. E' il caso ad esempio dell'elementare Matteotti, della Mameli, della Diaz, della Garibaldi o della Giotto. In quest'ultimo istituto, fino all'anno scorso, c'era chi lo portava e chi no, mentre da settembre l'obbligo varrà per tutti: lo ha annunciato pochi giorni fa la preside ai genitori. Quanto al colore, salvo alcune eccezioni come la scuola del Galluzzo, dove gli alunni possono scegliere la tinta che preferiscono tra bianco, rosa, nero e chi più ne ha più ne metta - quasi ovunque spadroneggia il blu, uguale per maschietti e femminucce. Mentre ad essere uguali non sono i modelli, perché anche nella divisa che dovrebbe garantire l'uniformità tra i bambini la moda detta le sue regole, con evidenti ricadute sul prezzo. Così, mentre per un grembiule non griffato i prezzi variano dagli 8 ai 9 euro (all'Upim o all'Oviesse), per uno con i personaggi più in voga del momento, come ad esempio i Gormiti o le Winx, se ne vanno dai 15 euro ai 20 euro. (l.c. e g.r.).

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E una media rilancia la divisa "alla fiore in maglietta blu" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bari La preside: una polo con il nome dell'istituto, se l'accettano sarà per tutti E una media rilancia la divisa "Alla Fiore in maglietta blu" In realtà è ancora un decreto legge. Ma in Puglia, la proposta sull'uso obbligatorio dei grembiuli nelle scuole medie, raccoglie i primi sì e accende anche le prime polemiche. Alcune scuole di Bari sono più restie: la proposta sembra essere uno squallido ritorno al passato. Altre invece fremono per la novità della divisa obbligatoria. C'è anche chi giura di averci pensato ancora prima del ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini. La preside della scuola media "Tommaso Fiore", Felicia Positò, è certa di una cosa. "Il grembiule non è mai stato cancellato - ha detto - e quindi non ha bisogno di essere reintrodotto. è solo un segno di appartenenza alla scuola ed è giusto indossarlo". La preside, grazie ai finanziamenti Pon dell'Unione Europea, a giugno ha acquistato oltre duecento divise per i suoi ragazzi. Una polo blu per maschi e femmine, con una scritta in giallo con il nome della scuola. "I colori della maglietta ricordano la bandiera dell'Unione Europea - ha detto la Positò - e da settembre proveremo ad usarla. Se andrà bene e i ragazzi l'accetteranno le ordineremo per tutti". L'idea della polo blu arriva quando ancora il ministro Gelmini non aveva pensato a rivoluzionare le regole della scuola. "La nostra idea delle magliette blu potrebbe essere un'alternativa al grembiule - ha concluso la preside della Tommaso Fiore - perché io sono convinta che una divisa, qualsiasi essa sia, abbia l'obiettivo educativo di combattere il consumismo più sfrenato". Anche la scuola Giovanni Verga è favorevole al grembiule obbligatorio ma con la voglia di apportare qualche modifica pugliese al disegno di legge nazionale. "Bisogna restituire decoro alla scuola - ha detto il preside Gaetano Modesto - e una divisa, al giorno d'oggi, è più che necessaria". Un grembiule per tutti? "Assolutamente no - ha continuato il preside - la divisa dovrebbero indossarla solo le ragazze. Il nostro regolamento d'istituto vieta nudità in classe ma a dir la verità non è una regola sempre rispettata qui da noi". Il dibattito sul grembiule è ancora aperto. Nella scuola media Amedeo D'Aosta decideranno nei prossimi giorni. Indecisione anche nella media Lombardi e in molte altre scuole del capoluogo. Chi invece ha già scelto da quale parte stare e non lascia spazio a dubbi, è la preside della scuola media Modugno. "Al posto che andare avanti, qui mi sa che torniamo indietro - ha detto Angela Maria Iaquinta - Ricordo che negli anni novanta i genitori guidarono una rivolta contro i grembiuli perchè erano un ostacolo alla corretta crescita dei ragazzi. Ormai la divisa è una cosa che appartiene al passato. Che senso potrebbe avere adesso?". Quello che è certo è che le scuole sono in fermento per la nuova proposta. Lunedì ci sarà il primo collegio docenti e si comincerà a discutere sull'eventuale uso del grembiule. E se il decreto fosse trasformato in legge nei tempi previsti, le scuole di Puglia dovrebbero iniziare ad abituarsi in fretta alle novità introdotte. (ca. po.).

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La frontiera di Barack (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Furio Colombo Guardo, ascolto il discorso di Barack Obama che viene da un altro mondo nella notte del 28 agosto e mi rendo conto della distanza, come se ci fosse una profonda sfasatura nel tempo e nella Storia. Guardo e ascolto dal fondo di un fosso in cui sono stretto, spalla a spalla, fra Bossi e Borghezio, fra Marcegaglia e Berlusconi, fra Gelmini e Alfano, fra La Russa e Giovanardi. Guardo e ascolto un candidato alla presidenza degli Stati Uniti che parla fra gli applausi che non finiscono mai e dice frasi come queste: "Che cos'è il progresso? Certo non il numero di milionari, certo non la colpa di essere poveri, certo non la pena di non avere una assicurazione che paghi le spese mediche, certo non coloro che dormono per la strada, certo non i disoccupati che hanno perso il lavoro e la casa, certo non l'America che affonda mentre noi la guardiamo. Questa è l'America di Bush, l'America in cui vi dicono che se fate discorsi come questi siete lamentosi. Andate a dirlo ai cittadini di New Orleans abbandonata all'inondazione. Andate a dirlo alle famiglie dei soldati in Iraq. La prossima settimana il partito Repubblicano farà la sua "convention" e vi chiederà una proroga di altri quattro anni. Dite no, dite basta!". segue a pagina 29.

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Una mossa a sorpresa (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Concita De Gregorio Il contropiede di McCain, in fondo prevedibile, è stato andarsi a prendere quello a cui Obama aveva appena rinunciato: una donna capace di far dimenticare Hillary. Questa Gelmini d'Alaska di nome Sarah Palin si nutre di hamburger d'alce e guida l'idrovolante, la chiamano "Sarah Barracuda": è stata reginetta di bellezza, coi soldi del premio ha studiato e preso due lauree, ha giocato a basket da capitano con una caviglia fratturata (ha vinto, ingessata), ha sposato un eschimese miliardario campione di motoslitta, ha fatto cinque figli di cui una down (lo sapeva dall'amniocentesi), l'ultima bambina è nata ad aprile. Nel frattempo è diventata governatrice d'Alaska, la prima donna e la più giovane avendo ella 44 anni, tre meno di Obama. È contro l'aborto e a favore della pena di morte, incoraggia l'uso privato delle armi e l'allattamento al seno dei neonati. Riassumendo. La somma aritmetica delle età dei due candidati e dei loro vice torna pari: McCain (72) più Palin fa 116, Obama più Biden (65) fa 112. L'effetto-donna lo incassa McCain. C'è inoltre da supporre che Sarah Barracuda non ostacolerà il progetto di scavare più pozzi di petrolio in Alaska, la proposta repubblicana alternativa al nucleare indicato da Barack come via di fuga dalla crisi. Attenzione. I sondaggi fibrillano: un'altra lezione da proverbio della nonna potrebbe arrivare a guastarci la disputa su chi fosse meglio fra i campioni democratici. Fra i due litiganti, speriamo di no.

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L'inutile spot in armi (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Maria Novella Oppo I MINISTRI dell'attuale governo sono uniti dalla comune tensione verso la notizia e l'immagine. Perciò, si spartiscono spazi quotidiani di comunicazione adulterata, durante i quali sfuggono allegramente alla verità. Senza che peraltro l'opposizione li inchiodi come dovrebbe, visto che i suoi rappresentanti sono troppo distinti per mostrarsi in tv meno garbati ed eleganti che se stessero partecipando a un convegno di studi. Così, ieri mattina, il ministro La Russa ha potuto tranquillamente ripetere, sulle onde fin troppo ospitali della nuova stagione di Omnibus, le sue panzane sulla funzione salvifica di poche centinaia di militari sparsi per l'Italia, rimuovendo abilmente il costo esorbitante dell'inutile spot in armi. Stesso l'impianto, anzi il look delle vacue proposte della Gelmini, che ha presentato per la scuola un piano di restaurazione presessantottino, senza considerare che formazione e ricerca dovrebbero magari guardare al futuro. Ma basterebbe capire che, per entrare nel terzo millennio, il grembiulino non basta. FRONTE DEL VIDEO.

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La Ricostituente (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Marco Travaglio "Cari ragazzi, da oggi, grazie alla nostra eccezionale ministra dell'Istruzione (un bell'applauso all'on. prof. Mariastella Gelmini e all'amato presidente Berlusconi!) cominceremo a studiare la Costituzione della nostra Repubblica nata dalla Resistenza, approvata 60 anni fa dai nostri Padri Costituenti. Ve la racconto in poche parole, poi la esami- neremo articolo per articolo. L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e garantisce il dovere della solidarietà. La sovranità appartiene al popolo, dunque nessuno può eleggersi da solo. Tutti i cittadini sono eguali dinanzi alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, religione, idee politiche, condizioni personali o sociali: sia bianchi, sia neri, più o meno ricchi o potenti che siano. Se uno viola la legge, ne risponde alla Giustizia, foss'anche il capo del Governo. La Repubblica è una e indivisibile, dunque niente Padanie o separatismi o seces- sioni. Promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca, perché l'arte e la scienza sono libere. Lo Stato e la Chiesa sono indi- pendenti e sovrani. Dunque il Vaticano non può dare ordini al Governo o al Parlamento. La scuola privata è autorizzata, ma senza oneri per lo Stato. Lo straniero che viene da paesi dittatoriali ha diritto di asilo. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa ad altri popoli e di risoluzione delle controversie internazionali: per dire, non possiamo attaccare altri stati sovrani, tipo Serbia, Iraq o Afghanistan. La bandiera è il tricolore e tutti devono rispettarla, a cominciare dai ministri. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e la stampa non può essere soggetta ad autoriz- zazioni o censure, nemmeno quando pubblica verbali o intercettazioni. Il lavoratore ha diritto a un salario proporzionato al lavoro che fa e sufficiente ad assicurare a sé e famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Ergo, niente precariato. Tutti i cittadini devono pagare le tasse per concorrere alle spese pubbliche in proporzione ai loro redditi. Chi ricopre funzioni pubbliche ha il dovere di adempierle con disciplina e onore (il che esclude imputati, condannati e anche prescritti: alla prescrizione si rinuncia per farsi assolvere nel merito, altrimenti dimissioni). Ogni parlamentare rappresenta l'intera Nazione senza vincolo di mandato. Il Presidente della Repubblica rappresenta l'unità nazionale e giura al Parlamento fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione: quindi non può firmare leggi incostituzionali. È lui che nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri. Dunque se un ministro fa pena o è imputato o non è degno della carica, la responsabilità è anzitutto del Quirinale. Il Presidente del Consiglio e i ministri sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla Giustizia ordinaria. Cioè, se il Parlamento dà il via libera, devono essere processati come gli altri cittadini. La Pubblica amministrazione deve ispirarsi al principio di imparzialità, perciò vi si può accedere solo per concorso pubblico. Vietate lottizzazioni, favoritismi e sopra- tutto conflitti d'interessi, perchè i pubblici dipendenti sono al servizio esclusivo della Nazione. I giudici sono soggetti soltanto alla legge: non al Governo o al Parlamento. Sono inamovibili. E si distinguono fra loro solo per diversità di funzioni: una sola carriera, inseparabile. Il pm ha l'obbligo di esercitare l'azione penale (che è obbligatoria, non discrezionale). La magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Si autogoverna attraverso il Csm. I processi devono avere una ragionevole durata. Le leggi incostituzionali vengono cancellate ipso facto dalla Corte costituzionale, che è lì apposta. La Costituzione non può essere modificata con leggi ordinarie, ma solo con leggi costituzionali, approvate due volte da ciascuna Camera e, se non ottengono i due terzi dei voti, sono sotto- poste al referendum popolare confermativo. Dimenticavo: è vietato riorganizzare in qualsiasi forma il disciolto partito fascista. Tutto chiaro, ragazzi? Domande?". Voce dal fondo dell'aula: "Scusi, prof, ma di quale paese sta parlando?". Ora d'Aria.

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Il grembiule a scuola è una maschera ipocrita (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

"Il grembiule a scuola è una maschera ipocrita" di Stefania Scateni "A nni fa, in una scuola elementare, domandai ai bambini quali erano i loro sogni per il futuro. Ha risposto subito Massimo: "Diventare miliardario!". Io ho detto allora: "Che cosa ne fai di tutti questi soldi?" E lui: "Due belle ragaze, due automobili nuove, ed essere così il più desiderato del paese". Un sogno condiviso dagli altri bambini, che ci fa riflettere. Ecco, questo è il modello che gli abbiamo dato scegliendo come premier una persona che è diventata miliardaria. Oggi è difficile educare perché il nostro impegno di formare, a scuola, il cittadino che collabora, che antepone il bene comune a quello egoista, che rispetta e aiuta gli altri, è quotidianamente vanificato dai modelli proposti da chi possiede i mezzi per illudere che la felicità è nel denaro, nel potere, nell'emergere con tutti i mezzi, compresa la violenza. A questa forza perversa noi dobbiamo contrapporre l'educazione dei sentimenti: parlare di amore a chi crede nella violenza, parlare di pace preventiva a chi vuole la guerra. Dobbiamo imparare a fare le cose difficili, come disse Gianni Rodari in una delle sue ultime poesie: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco, liberare gli schiavi che si credono liberi". Mario Lodi ci racconta uno dei tantissimi dialoghi che ha avuto con i bambini. Ne ha vissuti così tanti, costantemente, quotidianamente, che sarebbe impossibile quantificarli. Perché Mario Lodi, maestro per tutta la vita, è un maestro speciale. Perché sa che i bambini sono portatori di cultura. Perché ha ridisegnato insieme ad essi la scuola e le sue metodologie. Perché dopo l'orrore del fascismo, del carcere per motivi politici e della guerra, ha deciso di adeguare l'insegnamento nella scuola pubblica ai principi della Costituzione repubblicana. Perché ha cominciato a insegnare nel '48 e ha continuato ad ascoltare i ragazzi anche dopo la pensione (ha lasciato il lavoro nel 1978), costruendo laboratori, luoghi e occasioni di lavoro creativo, biblioteche, riviste, mostre e libri realizzati con i ragazzi, fondando associazioni, come "La Casa delle Arti e del Gioco", tuttora attiva a Drizzona, nel cuore della pianura padana. Mario Lodi (classe 1922) è un vecchio maestro senza essere un maestro vecchio stampo. E dall'alto della sua esperienza e della sua autorevolezza, guarda all'attuale riforma scolastica con sospetto e disaccordo. Trova l'idea di ripristinare sia il grembiule che il voto numerico una trovata ipocrita: un grembiule non è che una maschera che copre le diversità; il voto non è in grado di fornire una valutazione della complessità di un individuo qual è un bambino. Mario Lodi non è un agit prop e nemmeno un ex sessantottino, è un signore anziano con un'esperienza invidiabile, soprattutto umanamente. È stato un "maestro unico" perché ha stravolto le vecchie regole della scuola, ha proposto ai suoi ragazzi un modello democratico dell'insegnamento. È sempre riuscito a vedere in loro la luce, "la scintilla del piacere di imparare", cercando di tenerla in vita, nutrirla, rinfocolarla. E ha sempre dialogato con i suoi alunni, fosse per la scelta di buoni libri di lettura o per la condivisione di esperienze, sentimenti, paure. A suo modo è stato un winnicottiano di ferro e cuore. Lo psicoanalista e pediatra inglese valutava i futuri allievi dei suoi training psicoanalitici dalla postura che questi assumevano di fronte a un bambino: se si mettevano spontaneamente alla stessa altezza del piccolo, che fosse seduto per terra a giocare o su una sedia, Winnicott, sorridendo fra sé e sé, intuiva che quell'allievo aveva la stoffa per diventare un buon psicoterapeuta infantile. Mario Lodi è stato anche un maestro unico, perché ha lavorato in una scuola elementare che prevedeva questo. Le chiedo, quindi, che effetto le fa questo ritorno al passato? "Mi piacerebbe, prima o poi, dedicare una linga riflessione sul maestro unico, perché lo considero l'uomo più colto della repubblica, più dei ministri, più dei politici. Perché un maestro deve interessarsi di tutto quello che progredisce nel campo del sapere, deve essere sempre informato, deve leggere. In questo modo si fa un'idea del mondo in cui vive e dona, dispensa, tutto quello che riceve dalla cultura. Il maestro unico è obbligato a diventare colto, a non essere immerso nella scuola con un ruolo secondario". Lei è d'accordo quindi con il ministro Gelmini? "No. Con ciò che dico non voglio venire incontro al ministro, accettando la sua idea. Desiero però delineare la figura del maestro, che è fondamentale per la formazione dei ragazzi. Se poi sono in tre a diventare "maestri unici", condividendo i rispettivi compiti, questo mi va ancora meglio! E del grembiule uguale per tutti cosa pensa? "Si tratta di un grande problema: perché mettere un grembiule uguale per tutti quando sappiamo che i bambini sono tutti diversi? Perché nascondere le diversità, visto che ci sono? Perché non cogliere in esse la ricchezza dello scambio reciproco?" Il voto? "È un ritorno indietro alla scuola per analfabeti, che era quella del "leggere scrivere e far di conto". Mentre invece abbiamo bisogno, nella complessità del mondo di oggi, di conoscere un po' di più. Io non ho mai applicato il voto, non ho mai pensato di immaginare un numero al posto della cultura di un bambino. Ho sempre usato la valutazione su quello che sapeva fare. Ma erano gli stessi bambini che capivano cosa avevano imparato e cosa non avevano imparato. Già quarant'anni fa sceglievamo insieme i libri da leggere. E quei libri sono ancora validi oggi, appassionano ancora i bambini. Mi domnando, allora, se i bambini di oggi siano diversi da quelli di allora o non siano cambiati affatto. Sono cambiati nei bisogni ma sono gli stessi negli affetti. Hanno bisogno di affetto, di ascolto. Infatti ho fondato tutto sulla parola. Pensate che cosa grande sia la capacità di parlare. Quando i bambini vengono a scuola sanno già parlare. Ma non gliel'ha insegnato nessuno, hanno fatto da soli. Tutti i bambini, di tutte le lingue fanno da soli. Hanno quindi una pedagogia, ricavano dal loro ambiente gli elementi culturali. E noi cosa dobbiamo fare con questi bambini che sanno già parlare? Li facciamo parlare, e facendo questo impostiamo le fondamenta della società democratica: dove c'è il rispetto di chi parla. Che deve essere ascoltato e non interrotto come invece fanno in televisione. Ma far questo è faticoso, perché i bambini non ci stanno, si interrompono continuamente. Si può fare invece. Perché i bambini vivono otto anni nella scuola e, in questo lungo percorso, piano piano, possiamo arrivare alla democrazia perfetta nella scuola". Per raggiungere questo obiettivo ci sarebbe bisogno di scuola che sia migliore della società, visti i tempi che corrono... "Nella nostra società purtroppo, abbiamo sostituito il concetto di Dio con quello del potere. E i problemi della società moderna sono anche i problemi della scuola. Perché tutto dipende dai modelli che la scuola offre. Se noi abbiamo una società in disgregazione, i valori che tenevano insieme una società non ci sono più. Non ho intenzione di difendere ciò che è antiquato, passato. Ma prendiamo ad esempio i vacchi valori del matrimonio, della famiglia. Ora abbiamo a che fare con bambini che si sentono disadattati, senza riferimenti certi, figli di genitori divorziati, figli soli... Questa infanzia che soffre, noi, come scuola, come la trattiamo, qual è la nostra strategia? Oggi viviamo in una società multietnica, i bambini lo sanno, ma vedono alla televisione campi rom incendiati, persone deportate sui carretti... cosa può fare l'insegnamento per orientare i nostri ragazzi? Questo, e il tanto altro che fa parte della cultura che posto e quale posto ha nella scuola? Ci sono poi altri aspetti che bisognerebbe approfondire, ad esempio l'idea della scuola universale di Gianni Rodari: tutto è scuola, tutto è un libro da leggere... Di fronte ai problemi reali, grandi, concreti della scuola, le idee della Gelmini sono pettegolezzi, frattaglie". MARIO LODI il maestro per eccellenza, il pedagogista ad honorem che insegna dal '48, prima alle elementari, poi sul territorio, commenta le scelte del ministro Gelmini: "Il voto? È un ritorno alla scuola per analfabeti".

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ROMA ? Quanto merita Silvio Berlusconi volendo usare, ora che sono tornati di moda, i voti da uno a ... (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA ? Quanto merita Silvio Berlusconi volendo usare, ora che sono tornati di moda, i voti da uno a dieci? Secondo "Liberazione", il giornale comunista diretto da Piero Sansonetti, il premier merita un bel dieci. "Studia, si applica, è ordinato": questo il titolo di un articolo in prima pagina che, conservando ben ferma l'ironia, mette però l'elettorato di sinistra di fronte a un dato oggettivo: "Dato che l'ultimo sondaggio attribuisce al governo un 60 per cento e rotti di consenso, inutile tentare di riflettere su strategie, culture, globalizzazione... basta un voto, una pagella...". E allora dieci a Silvio Berlusconi. Perché? "Perché sta realizzando esattamente quanto aveva promesso in campagna elettorale. Né più né meno". E cioè è stato bravissimo sulla giustizia con il lodo Alfano, implacabile con il welfare ("Ha spiegato e rispiegato che avrebbe finito di distruggerlo...") un mago sui temi della tutela e della sicurezza. Visto da "Liberazione": "Dieci in comunicazione e in furbizia". E visto dal "manifesto"? Mariuccia Ciotta, direttore, sta al gioco ma propende comunque per la bocciatura, "giudizio o voto che sia": "Dico zero, anzi meno di zero". Per la seconda volta, "Liberazione" rivela il suo debole per Mara Carfagna che si guadagna un sei, nel settore voti ai ministri: "Chi la conosce ? e non la pensa come lei ? spiega che si è davvero messa a studiare i temi di cui si dovrebbe occupare. Con umiltà passa ore a guardare tabelle...". Analoga sufficienza viene elargita al ministro della Difesa Ignazio La Russa, che, "da tempo, non è più il rissoso fascista che è stato in gioventù". Solo per questo, nell'ottica degli avversari, meriterebbe il sei. Ma c'è di più: piace il suo "look retrò" alla Italo Balbo in una compagine un po' fighetta, platinata e griffata. Divertimenti d'estate con una punta di giudizio politico: nove a Tremonti, non difficile da immaginare in grembiulino come vuole la Gelmini. Nove perché il superministro dell'Economia "è capace di apparire, contemporaneamente, su tre canali diversi". Il dubbio è: quanto tempo gli resta per governare l'economia, "visto che riempie tutti i palinsesti?".

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Voto in condotta o voto elettorale? (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Benedetto Vertecchi I n queste ultime settimane si è assistito alla ripresa di simboli collegati all'educazione da tempo dimenticati nelle soffitte delle scuole. Di fronte alla gravità della crisi che, in varia misura, sta investendo i sistemi scolastici dei Paesi industrializzati si sono richiamati aspetti marginali del funzionamento delle scuole, come l'uso del grembiule o l'espressione numerica dei voti. Alle manifestazioni di rifiuto della disciplina scolastica, fra le quali le più rilevanti sono quelle che sfociano in episodi di bullismo, si oppongono solo misure repressive, come se bastasse agitare lo spauracchio di un sette in condotta per ridurre a più miti consigli gli allievi meno inclini ad accettare le regole della convivenza e dell'impegno nella scuola. Di per sé i cambiamenti introdotti sono di scarsa entità, o del tutto marginali, come nel caso del ritorno all'espressione numerica dei giudizi di valutazione. Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la teoria valutativa sa, infatti, che un voto è un giudizio comparativo, che non esprime quantità, ma solo la posizione relativa dell'allievo al quale tale giudizio è assegnato rispetto agli altri presi in considerazione. Pertanto non c'è differenza fra la scala dei voti numerici da uno a dieci ora di nuovo introdotta nelle scuole elementari e medie e quella preesistente centrata su aggettivi e altre formulazioni verbali. In altri Paesi si usano lettere dell'alfabeto (per esempio, negli Stati Uniti il giudizio più positivo è indicato con la lettera A e quello più negativo con la E), scale numeriche più limitate (in Russia i voti variano da uno a cinque) oppure più estese (in Francia il voto più elevato è venti). Quel che conta non è come si esprime il voto, ma quali sono gli elementi sulle base dei quali si perviene a formularlo: si avrebbe un cambiamento effettivo se le scuole fossero messe in condizione di adeguare la loro cultura educativa alle nuove esigenze che si presentano nel lavoro educativo. Sarà bene riflettere sulla confusione che non potrà non seguire all'uso del voto in chiave repressiva (com'è nel caso della condotta). È dubbio che la repressione sia efficace, ma è molto probabile che costituisca il punto di partenza per una contaminazione nel giudizio di valutazione fra aspetti cognitivi, affettivi e di socializzazione. È questo che si vuole? Probabilmente no. Tutto fa pensare che i cambiamenti appena introdotti non siano prevalentemente rivolti a migliorare le condizioni dell'educazione scolastica, ma debbano essere intesi come segnali rassicuranti rivolti a quella larga parte della popolazione che conserva la memoria autobiografica dei voti numerici (o del grembiulino, o del maestro unico). In altre parole, si rispolverano simboli capaci di trasmettere tranquillità ai genitori e ai nonni, ma del tutto irrilevanti per i bambini e i ragazzi che saranno direttamente investiti dalle nuove norme. Non solo: l'assunzione di un ruolo repressivo da parte della scuola libera la società civile (anche le famiglie) dalle responsabilità che pure dovrebbero essere avvertite circa le tendenze negative che si osservano nell'evoluzione dei profili di bambini e ragazzi. Eppure ci si dovrebbe chiedere che parte hanno nel manifestarsi di tali tendenze i messaggi attraverso i quali la società esercita il proprio potere di condizionamento sui comportamenti di bambini e ragazzi. La scuola sollecita all'impegno nell'apprendimento in un contesto in cui tutto sembra spingere nella direzione contraria, nel quale la cultura non costituisce un valore particolarmente apprezzato e nel quale la maggiore enfasi è posta sulla disponibilità di beni di consumo e sul conseguimento di un successo che richieda un minimo di produttività mentale. In altre parole si suggerisce l'idea di una soluzione semplice per problemi che invece sono estremamente complessi. L'azione educativa che si esprime attraverso l'uso repressivo della valutazione interviene post factum, liberando dalla necessità di rivedere criticamente le scelte effettuate sia dalle famiglie, sia dalle scuole. Del tutto trascurata è poi l'incidenza che sui comportamenti indesiderati può aver avuto la proposta ossessiva di squallidi lustrini che raggiunge i bambini e i ragazzi attraverso i mezzi di comunicazione. Rassicurare i genitori e i nonni, evitando che si avvii una riflessione critica sui problemi dell'educazione che potrebbe sfociare nella richiesta di scelte politiche volte a produrre un'innovazione reale (alla quale non potrebbe non corrispondere la disponibilità di risorse adeguate) dovrebbe preparare il terreno ai cambiamenti nell'assetto istituzionale della scuola che si incomincia a profilare e che sarà segnato da un progressivo disimpegno dello Stato dall'istruzione.

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A rischio decine di docenti e alcune classi (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

"A rischio decine di docenti e alcune classi" Sindacati sul piede di guerra: "Così non sono più sicuri neanche quelli in ruolo" PAOLA DALL'ANESE BELLUNO. A rischio decine di insegnanti e diverse classi, specie quelle di montagna. A lanciare l'allarme sono i sindacati, commentando il decreto legge varato dal Governo sulla riforma scolastica, che prevede, a partire dai prossimi anni, il ritorno del maestro unico nelle scuole elementari. Un'idea che i sindacati respingono con forza perchè "rappresenterebbe non solo un ritorno al passato, ma il tentativo di colpire un settore come quello dell'infanzia che a detta di tutti, anche dell'Ocse, funziona". "L'attacco che il ministro Gelmini e il governo stanno mettendo in atto contro un segmento dell'istruzione che funziona serve a mascherare il vero intento, cioè il taglio di centinaia di posti di lavoro in un campo che vede già il più grande numero di precari. Questo significherà che molti di quelli che attendevano un posto nei prossimi anni rimarranno a piedi, mentre incerto diventa il futuro anche di quelli in ruolo. Insomma, per una realtà già difficile e disagiata come quella montana, questo potrebbe significare un taglio anche delle classi", dicono Francesco Corigliano della Flc Cgil e Livio D'Agostino della Gilda. "La Gelmini, a differenza della Moratti", precisa Corigliano, "non ha un piano reale di riforma dell'istruzione, ma sta solo cercando di affossare la scuola pubblica a vantaggio del privato. E il tornare alla carica proprio sulle elementari ne è l'esemplificazione. Come si può penalizzare un settore, come quello della primaria, dove è alta la quota di immigrati con i loro problemi di lingua e dove gli alunni non sono tranquilli come un tempo? Non è pensabile, oggi, che una maestra riesca a tenere una classe da sola. Il modulo di più insegnanti ha anche lo scopo di risolvere questi problemi. Come Flc Cgil non possiamo appoggiare questo piano deleterio". "Il problema della scuola italiana sono le risorse e il binomio qualità/merito. Di risorse non se ne vedono, e la qualità non solo dei docenti ma anche dei corsi di studio lascia in alcuni casi a desiderare. Va bene che il merito sia il parametro da adottare, ma deve essere applicato dai vertici fino alla base, quindi dai dirigenti scolastici fino al bidello, solo così potremo avere una scuola di qualità", dice D'Agostino che aggiunge: "Qui siamo arrivati alla logica che ciò che funziona viene tagliato. Al ministero sanno benissimo che il problema vero è quello degli organici. Con la riforma Moratti, già il rapporto studenti insegnanti era cresciuto, per cui una classe normale doveva avere 25 persone tra alunni e docenti, mentre ora parliamo di 33. I tagli che loro prevedono parlano di un 33% in meno di docenti". Ma a tremare, con questa riforma saranno anche i docenti in ruolo. "Esiste una legge, la 165/2001", dice la Gilda, "che prevede la possibilità nel settore pubblico di mettere in mobilità per 24 mesi il personale in esubero. Al termine dei quali, se le condizioni non sono cambiate, si estingue il contratto".

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Tir salta la carreggiata sull'A4, sette i feriti (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Brescia, dinamica simile allo schianto dell'8 agosto. Coinvolte altre vetture ROBERTA RIZZO BRESCIA. Anche l'ultimo weekend di agosto segna l'ennesimo incidente, e teatro della nuova sciagura è la A4, fra Seriate e Ospitaletto, in direzione Brescia. Lo schianto è avvenuto all'alba, intorno alle 7, e secondo la Polstrada la dinamica è stata molto simile a quella dell'incidente avvenuto l'8 agosto scorso, sempre sulla stessa autostrada, dove persero la vita sette persone. Pure questa volta un Tir ha saltato la carreggiata coinvolgendo un altro autoarticolato, un furgone e due auto. Sette le persone rimaste ferite e trasportate negli ospedali di Brescia. La dinamica è stata ricostruita dai poliziotti che hanno fatto i rilievi: il Tir, dopo aver sbandato, probabilmente per un colpo di sonno dell'autista, ha urtato lo spartitraffico centrale in cemento, abbattendolo e occupando la corsia di sorpasso della carreggiata opposta. Alla guida c'era un 26enne di Bassano del Grappa. Il giovane era lucido e non aveva assunto sostanze alcoliche e neppure droghe. Il Tir non viaggiava neppure ad alta velocità ma il new jersey che divide le due carreggiate ha fatto una sorta di "effetto trampolino": la motrice è piombata sulla corsia opposta, mentre il rimorchio è rimasto in quella in direzione Milano. Il new jersey non è stato sfondato, in quanto è formato da una doppia muraglia con all'interno un terrapieno. I veicoli sono poi stati rimossi e l'A4, rimasta chiusa per circa due ore per i soccorsi e lo sgombero stradale, è stata riaperta in entrambi i sensi di marcia. Si è comunque formata una coda di circa 8 chilometri in direzione del capoluogo lombardo. L'incidente ha alimentato ulteriori poleminche sulla sicurezza stradale e soprattutto sulla pericolosità dei tir. Ma a criminalizzare i grossi mezzi non ci sta Paolo Uggé, presidente Fai (Federazione autotrasportatori italiani): "Ad ogni incidente che vede coinvoto un mezzo pesante, le statistiche tendenti a dimostrare il grado di colpa dei tir si sprecano. In ogni evento gli "amici della Polstrada", le società concessionarie delle Autostrade o le associazioni che forniscono i dati (per lo più parziali) a seconda del messaggio che intendono trasmettere e, per fare ciò, non esitano a fare ricorso al sensazionalismo, che produce solo confusione". Uggè ricorda che le uniche fonti ufficiali che forniscono dati precisi sono due: Aci e Istat. "Nel 2006 emerge che i "pericolosi tir" sono stati coinvolti negli incidenti mortali nel 6,52% dei casi. Ciò non significa che non si debba agire per ridurre gli incidenti ma il quadro è diverso da ciò che si tende a dimostrare", ha affermato Uggé. Anche la Cgia di Mestre "diffida tutti dal criminalizzare l'intera categoria dei camionisti", ha detto il segretario Giuseppe Bortolussi, il quale insiste: "Intervengano piuttosto sulla qualità delle infrastrutture stradali e sulla formazione dei conducenti". Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti della Camera insiste per sensibilizzare-prevenire-reprimere e conferma. l'inserimento dell'educazione stradale tra le materie scolastiche dal parte ministro Gelmini".

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La carica degli stranieri Oltre 600mila in aula: romeni al primo posto (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

N. 207 del 2008-08-30 pagina 12 La carica degli stranieri Oltre 600mila in aula: romeni al primo posto di Redazione Cresce il numero dei figli di immigrati in età scolastica: più 14,5% rispetto allo scorso anno. Il numero più alto in Lombardia da Milano Un esercito enorme. Un esercito che cresce di anno in anno: solo nel 2008 del 14% rispetto al 2007. Un esercito che è lo specchio dei problemi che la scuola italiana si trova di fronte con il crescere dei flussi migratori verso il nostro Paese. Un esercito, quello degli scolari stranieri, che mette in difficoltà l'apprendimento degli italiani in una scuola che dovrebbe rispecchiare la loro cultura e servire il loro desiderio di conoscenza. Settembre è alle porte e tra i banchi di scuola maestre e professori dovranno prepararsi a trovare classi sempre più variegate e perciò sempre più problematiche. Secondo i dati del ministero dell'Istruzione, gli studenti stranieri raggiungeranno quest'anno quota 614mila, il 14,5% in più rispetto all'anno precedente e il 6,4% del totale. Numeri destinati a salire nei prossimi anni quando - secondo le previsioni - le aule degli istituti italiani potrebbero riempirsi di 750mila giovani di origine straniera (+8,3% nel 2010-2011). Una proiezione attendibile quest'ultima, basata sull'incremento registrato dal 2006-2007 al 2007-2008, quando gli stranieri nelle aule italiane sono aumentati di 70mila unità. La scuola italiana, insomma, cambia volto e insegnanti e studenti di italiano avrannno non pochi ostacoli da superare. Perché le classi miste pongono problemi di apprendimento, con gli insegnanti spesso costretti ad un insegnamento a due velocità (il problema della conoscenza della lingua italiana resta forte) e aprono questioni pratiche sui metodi, le culture diverse con le quali si ha a che fare, le pratiche religiose e persino le abitudini alimentari. Prevalentemente romeni (93mila), albanesi (85mila) e marocchini (76mila), i ragazzi figli dell'immigrazione si concentreranno soprattutto nelle scuole elementari. È sul fronte dell'educazione primaria, infatti, che si registra la densità maggiore di stranieri (217.716 stranieri, il 7,7% del totale). Il dato scende, ma di poco, se si guarda al fenomeno nelle scuole medie (123.396, il 7,3% del totale), fino agli asili (6,7%) e ai licei, luogo dell'istruzione di secondo livello (4,3%). Tra le regioni più accoglienti ma anche più toccate da questa sfida si posiziona la Lombardia con 121.520 giovani stranieri, il numero più alto in assoluto. A guardare invece la percentuale rispetto alla popolazione scolastica al primo posto si piazza l'Emilia Romagna (58.521 studenti stranieri, pari al 10,7% del totale). Le classi più multietniche? Mantova in testa con il 14% di stranieri nelle aule, seguita da una città toscana, Prato (13,5%) mentre è sempre la Lombardia, con il suo capoluogo, ad avere la concentrazione più alta in termini assoluti (48.453 a Milano). La conoscenza della lingua italiana resta lo scoglio più ostico da superare. Per questo il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha spiegato ieri che "è responsabilità della scuola far tornare a studiare l'italiano agli italiani e farlo imparare agli stranieri che vogliono vivere in Italia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Educazione civica in 33 ore (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-08-30 - pag: 2 autore: Educazione civica in 33 ore è la durata annua del corso - Corradini: obiettivo, valorizzare la Costituzione Luigi Illiano ROMA L'educazione civica targata Gelmini scommette tutto su "Cittadinanza e Costituzione". "La Costituzione è il giacimento, in gran parte inutilizzato, dei principi e dei valori su cui si regge una cittadinanza che sia proponibile alle nuove generazioni, dal piano locale a quello mondiale. Da qui la scelta di riscoprirla nella scuola ", spiega Luciano Corradini, pedagogista di fama e presidente del gruppo di lavoro ministeriale che dovrà redigere le linee-guida da inviare agli istituti. Perché si fa presto a dire educazione civica a scuola. Ma, dopo averla reinserita tra le materie di insegnamento (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), diventa decisivo scegliere il taglio culturale e la finalizzazione didattica. Come annunciato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, l'apprendimento riguarderà anche l'educazione ambientale, alla salute e quella stradale. "Pensiamo che la scuola – ha spiegato Gelmini debba mettere al centro la persona, quindi aiutare i ragazzi a essere cittadini consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri". Esortazioni verso lo studio della Costituzione arrivano frequentemente anche dal Quirinale. Non a caso come primo atto del mandato, Giorgio Napolitano, durante l'incontro con una classe elementare di Roma (maggio 2006), regalò a ognuno dei ragazzi una copia della Costituzione adattata ai bambini, raccomandando una lettura attenta e partecipe. "Spero che vi appassioni. Dice com'è e, soprattutto, come dovrebbe essere l'Italia", affermò il capo dello Stato. Gruppo di studio "Stiamo lavorando – spiega Luciano Corradini che, tra l'altro, è stato sottosegretario dell'Istruzione nel Governo Dini –: d'altra parte Gelmini ha sorpreso anche noi con la scelta del decreto legge. La prossima riunione è fissata per il 6 settembre. Comunque ce la faremo ". Corradini entra poi nel merito: "La parola Costituzione non è stata scelta a caso, ma per dare il senso della curvatura nazionale e per valorizzare proprio quel monumento che è la Costituzione che spesso viene fatta oggetto di grandi omaggi ma, nei fatti, resta ancora poco conosciuta e poco vissuta. Il nostro compito è quello di realizzare linee guida che possano mostrarne la perenne qualità e attualità, nell'ambito dei tredici anni del percorso scolastico". "Nella Carta ci sono i veri valori – conclude Corradini – e non sarà un caso se la Repubblica istituisce le scuole, dopo aver affermato che riconosce la famiglia e tutela la salute". Alla nuova disciplina sono riservate 33 ore annue ( un'ora a settimana). Non ci saranno nuovi professori, perché non è previsto un incremento dell'orario scolastico:sarà ricavato all'interno dell'area storico-geografica e storico-sociale. Alla nuova materia potrebbe essere riservato un voto specifico che finirebbe per allungare le pagelle italiane, nelle quali già ci sono più discipline rispetto a quelle degli Stati dove gli studenti ottengono i migliori risultati di apprendimento. L'insegnamento Il primo a introdurre l'educazione civica nei programmi fu Aldo Moro, nel 1958, il quale elaborò l'impostazione che sopravvive ancora oggi: conoscenza di base della Costituzione; rudimenti della legislazione riguardante il lavoro; struttura della scuola; educazione stradale e alla sicurezza in genere; educazione ambientale; Europa; organizzazioni internazionali; famiglia; enti locali. Negli anni è stata aggiunta anche l'educazione all'integrazione e alla prenda il sopravvento. interculturalità. "L'educazione civica, dal secondo dopoguerra in poi, è stata una costante della pedagogia italiana – spiega Nicola D'Amico, giornalista e storico della scuola – come risposta al bisogno di disintossicare i libri di testo, e l'istruzione generale, da quelli che venivano considerati i veleni della propaganda fascista. I primi elementi della disciplina– continua D'Amico – furono introdotti sin dall'autunno del 1943 dal colonnello americano Carleton Wolsey Washburne, responsabile dell'istruzione nell'Italia liberata. Tuttavia la materia, pur raccomandata nelle varie premesse ai programmi, non si tradusse quasi mai in una esplicita prescrizione di insegnamento per la preoccupazione che si trasformasse in un veicolo di propaganda politica, fino al 1958", conclude D'Amico. Ma anche quando l'educazione civica è affiorata ufficialmente nei programmi ha incontrato la resistenza, in qualche misura giustificata, dei docenti, sempre stretti dalla necessità di portare a termine i programmi delle altre materie umanistiche.

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E scoppia la web-corsa alle competenze (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-08-30 - pag: 2 autore: Visto da internet. I docenti di diritto rivendicano l'insegnamento della materia E scoppia la web-corsa alle competenze Emilio Fabio Torsello ROMA La riforma della scuola infiamma la blogosfera. E tutti –insegnanti, studenti e genitori – hanno iniziato a dare i voti al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, dedicandole addirittura una "Gelminoteca", una sorta di piccola antologia on line di passaggi dedicati alla scuola. Oltre ai dubbi su "che fine faranno gli insegnanti quando arriverà il docente unico", fa discutere l'introduzione dell'educazione civica. Il forum del portale OrizzonteScuola.it, ad esempio, dedica un ampio spazio alle perplessità dei docenti sul futuro di questo insegnamento. Non si contesta il provvedimento, accolto con generale favore dai partecipanti, quanto il metodo: chi la insegnerà? Questione di competenze insomma. In discussione è il passaggio del Dl in cui si afferma che la materia denominata "Cittadinanza e Costituzione" (ex educazione civica) sarà introdotta "nell'ambito delle aree storico–geografica e storico–sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse". La risposta dei professori internauti è immediata: "Mi chiedo –scrive un docente –perchè ci sia tanta riluttanza nell'ammettere che un laureato in giurisprudenza abbia più competenze di altri nell'insegnare la materia". Ma i pareri non sono unanimi:"Ai miei tempi l'educazione civica era insegnata dai docenti di italiano e storia", si legge in un post di replica. Il nodo incrocia anche con le risorse, che per la scuola sono state appena tagliate. E alla fine spunta, immancabile, anche una lettera di uno dei partecipanti al forum. Si chiede al ministro di affidare la "nuova" materia agli insegnanti di diritto ed economia: "altrimenti si correrebbe il serio rischio che tale importante proposta venga di fatto sminuita e privata di valore – si legge – nel momento in cui la scelta di chi avrà il compito di avvicinare i ragazzi ai temi della legalità e della cittadinanza responsabile, dovesse ricadere su docenti che, per loro formazione, non hanno le necessarie conoscenze contenutistiche e metodologiche delle scienze giuridiche". La data è quella di ieri, all'indomani del Consiglio dei ministri. Immancabili anche i genitori, prime su tutti le madri, a far sentire la loro voce sul voto in condotta. "Una bocciatura per un 5 in condotta – si legge su Pianetamamma.com – credo che li farebbe riflettere". E poi: "Speriamo che questo ritorno all'antico dia più autorevolezza alla scuola". Poche discussioni, invece, su uno dei siti di riferimento più linkati del web, il portale Tuttoscuola.com. Qui è possibile scaricare corposi dossier relativi ad ogni singolo provvedimento proposto dalla Gelmini. Ma niente forum.

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Elementari, a rischio 83mila posti (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 30-08-2008)

Argomenti: Scuola

Timori per l'occupazione con il ritorno del maestro unico SCUOLA Annullato anche il tempo pieno ROMA. "Con il maestro unico verranno tagliati oltre 83 mila insegnanti di scuola elementare". All'indomani del varo del decreto-Gelmini che ha reintrodotto a scuola i voti in pagella e il voto in condotta, le polemiche non si placano. Nel mirino c'è soprattutto il "sì" preventivo dato dal Consiglio dei ministri al ritorno del maestro unico alle elementari dal 2009-2010. Ma i primi sondaggi danno al momento ragione al ministro dell'Istruzione: il 93% dei partecipanti a un sondaggio di Sky Tg24 è d'accordo con la decisione di reitrodurre il voto in condotta. "No al maestro unico" questo il titolo della raccolta firme lanciata dal Cesp, Centro studi per la scuola pubblica, che sul suo sito web (www.cespbo.it) ha già messo a disposizione il materiale per aderire alla petizione. Con la reintroduzione del maestro unico prospettata dal governo, secondo il Cesp, perderanno il posto 83.114 tra maestri e maestre. "Calcolando - spiegano dal Centro - che le classi elementari statali in Italia nell'anno scolastico 2006-2007 erano 138.524 e che circa un quinto erano a Tempo Pieno, lasciando un insegnante per classe, nelle classi a Tempo Pieno il taglio sarebbe di 27.704 insegnanti; nelle classi a modulo ne verrebbero tagliati 55.410. E' evidente che la restaurazione del maestro unico annullerebbe di fatto il tempo pieno". Ma le conseguenze non finirebbero qui e il Cesp sottolinea anche le ripercussioni per la didattica. Non sarebbe, infatti, più possibile la suddivisione delle materie disciplinari tra diversi docenti: il maestro o la maestra unica dovrà insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei 5 anni e dovrà aggiornarsi su tutto; ogni insegnante tornerà a essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia dei bambini. Via anche le uscite didattiche nel territorio (musei, aule didattiche decentrate, manifestazioni sportive) per questioni di sicurezza: il singolo insegnante non può uscire dalla scuola con la classe da solo. E, per i genitori "non sarebbe più possibile rapportarsi ad un gruppo di insegnanti. Il riferimento diverrebbe unico, senza appello, senza possibilità di confrontarsi a più voci". Infine "non sarebbe più possibile una didattica di recupero e di arricchimento dell'offerta formativa". Le polemiche continuano anche sul fronte politico. Secondo il ministro dell'Economia del governo ombra del Pd Bersani il Governo in carica affronta un aspetto di ogni questione e pensa di aver risolto l'intero problema: "Siamo al governo della sineddoche". E Silvana Mura, deputata dell'Italia dei valori, accusa: dal governo sono arrivati "solo auspici" sul caro-libri. Intanto le associazioni consumatori lanciano un nuovo allarme: "Con il ritorno in auge del grembiule i prezzi sono lievitati con aumenti che arrivano al 40% rispetto al 2007" dicono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori che invitano le famiglie a fare lo "sciopero del grembiule" e chiedono all'Antitrust di indagare. (m.v.).

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Le sorti magnifiche della cordata tricolore - eugenio scalfari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

LE SORTI MAGNIFICHE DELLA CORDATA TRICOLORE EUGENIO SCALFARI Ha detto Giulio Tremonti: "Il governo Prodi ci ha lasciato due disastri: l'immondizia di Napoli e l'Alitalia, oltre ad una situazione economica e finanziaria spaventosa. Il presidente Berlusconi ha risolto in 58 giorni il problema dei rifiuti e in 120 giorni ha salvato l'Alitalia. Noi abbiamo rimesso i conti a posto con la Finanziaria di luglio". Giovedì è stato il giorno del trionfo e le celebrazioni sono continuate nei giorni successivi insieme a una pioggia di nuovi annunci sul federalismo, sulla sicurezza, sulla sanità, sulla scuola. Ha parlato Berlusconi in tivù. Ha parlato Cicchitto. Hanno parlato Bossi, Calderoli, Maroni. Ha parlato Gelmini. Ha parlato Bombassei della Confindustria, anche lui magnificando la politica del fare rispetto a quella del dire e bruciando il suo chicco di incenso al culto berlusconiano. Qualcuno non ha mancato di indicare alla gogna i giornali "radical-chic" che si ostinano a non unirsi al coro e che comunque "non contano niente di fronte ai trionfali sondaggi di questo scorcio agostano". Infine ha parlato anche Roberto Colaninno, presidente "in pectore" della nuova Alitalia, con un'intervista rilasciata al nostro direttore Ezio Mauro e pubblicata venerdì scorso. Un'intervista di grande interesse perché Colaninno spiega la filosofia imprenditoriale che ha indotto lui e altri quindici imprenditori italiani a impegnare oltre un miliardo di euro per salvare dal fallimento la compagnia di bandiera indipendentemente dalle opinioni politiche di ciascuno di loro. Colaninno si è sempre proclamato di sinistra ed ha ribadito in quell'intervista la sua collocazione ma le sue opinioni politiche ? ha detto ? non hanno niente a che vedere con la sua visione imprenditoriale. L'Alitalia era un'occasione per mettere quella vocazione alla prova rischiando anche un po' di soldi (nel suo caso 200 milioni che non è poca cosa). SEGUE A PAGINA 31.

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Il silenzio del sud - nino alongi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XIV - Palermo IL SILENZIO DEL SUD NINO ALONGI è la stessa logica che incarna adesso la maggioranza berlusconiana in questi primi mesi di attività. Non c'è dubbio che il federalismo fiscale, così come viene presentato dal ministro Renato Calderoli e come su questo giornale ha dimostrato di recente Giuseppe Lauricella, penalizza l'Isola e le altre regioni meridionali. E non potrebbe essere diversamente. Quanti pensano che si voglia realizzare solo un federalismo fiscale solidale, ignorano o semplicemente sottovalutano che la piattaforma programmatica della Lega, che a torto o a ragione incarna la così detta "questione settentrionale", rivendica (pena la secessione) non solo il diritto di trattenere nella "Padania" gran parte delle entrate fiscali, ma anche la pretesa di esercitare nel Paese (a prescindere dal peso elettorale che esprime) una supremazia politica, pari al peso che ha o che ritiene di avere rispetto alle altre Regioni. Non dimentichiamo che il Nord è diventato un laboratorio avanzato di una modernizzazione che sta investendo il sistema-Paese. Un processo per molti versi traumatico perché non è facile coniugare gli interessi territoriali alle nuove esigenze della globalizzazione, come non è facile conciliare, all'interno di queste nuove prospettive che si aprono, la inevitabile crescita della competitività (che viene accentuata dalla rimozione dei vecchi steccati nazionali) con la coesione sociale, messa in discussione tra l'altro dal crescente fenomeno migratorio. Nel sistema che si va delineando il Sud o gran parte del Sud non solo resta ai margini, ma viene considerato dalla nuova élite, che sta imponendo al Paese la propria leadership, un fastidioso ostacolo da recidere. Non a caso nell'universo mediatico, quando si parla delle regioni meridionali, si insiste sul loro grado di inefficienza e di dipendenza economica dal resto d'Italia e si enfatizzano regolarmente difetti e arretratezza. Le immagini dell'immondizia napoletana per settimane sono rimaste presenti sulla stampa e in televisione. Si sprecano nei canali commerciali le trasmissioni sui boss siciliani, sempre gli stessi personaggi e sempre rappresentativi di una realtà sociale arretrata e collusa. è nel contesto di questa tendenza nazionale che va collocata la campagna contro la classe insegnante meridionale. Ha iniziato il leader della Lega Umberto Bossi e ha proseguito il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Non è stato un caso e neppure una svista. Bisognava, per continuare nella discriminazione, ridicolizzare un settore, quello dell'istruzione, che nel Paese è ancora in gran parte nelle mani di docenti che provengono dal Sud e in particolare dalla Sicilia. Si tratta come sappiamo bene di un personale che ha scelto la strada dell'insegnamento, sicuramente in parecchi casi per mancanza di alternative possibili di lavoro, ma che rappresenta, comunque, quella tradizione culturale fatta di seri studi umanistici che in gran parte è scomparsa dal resto del Paese legato, ogni giorno di più, alla logica della produzione e del consumo. Non ci sono dubbi, la scuola nel suo complesso non gode oggi di buona fama, ma non per il personale insegnante, che avrà le sue responsabilità, ma non ha certo quel ruolo devastante che gli viene attribuito. La scuola è in crisi perché è stata penalizzata dalla mancanza di riforme o dalle riforme rivelatesi fallimentari. è in crisi perché le è stato impedito di svecchiarsi e di reggere con la dovuta autorevolezza la concorrenza con altri canali formativi che nel frattempo si sono imposti. Colpevolizzare la classe insegnante non solo è una sciocchezza, ma è anche una provocazione dal momento che si vuole in questo modo recidere uno dei pochi vincoli che tiene unita ancora questa nazione. Che questo avvenga con la complicità di parte o di buona parte della attuale maggioranza che governa non sorprende più di tanto. Sconcerta, viceversa, il silenzio della classe dirigente meridionale o quel che resta della classe dirigente meridionale. Non parliamo poi del mondo politico isolano dove la delegazione siciliana presente nelle alte sfere della politica nazionale diligentemente tace, e quando parla, parla d'altro e quando si muove nel territorio non trova di meglio che rimuovere, come ha fatto il sindaco di Comiso con tempestiva diligenza, quei pochi ma nobili segni di riscatto civile che segnano la nostra tormentata esistenza.

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Precari, i giorni dell'attesa via alle convocazioni dei prof - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Napoli Da domani parte il calendario per l'attribuzione delle supplenze. Con l'incubo tagli Precari, i giorni dell'attesa via alle convocazioni dei prof BIANCA DE FAZIO (segue dalla prima di cronaca) l'incarico annuale che consentirebbe loro di lavorare nei prossimi mesi. I supplenti di lungo periodo, insomma. Che la scure del governo ha falcidiato e che ora incrociano i dati sui tagli ed i numeri delle loro posizioni in graduatoria per capire se e quando potranno mettersi al lavoro, in cattedra. Le loro speranze si giocano tutte tra il 2 ed il 5 settembre. Tra martedì e venerdì, infatti, l'ufficio scolastico provinciale convocherà tutti i docenti in posizione utile in graduatoria per le supplenze annuali. Sul campo resteranno morti e feriti: i tagli ufficiali parlano di oltre 3.300 posti di lavoro sacrificati, senza risparmiare nessun ordine di scuola, dalle elementari (dove a fronte dei 400 supplenti dell'anno scorso quest'anno non ce ne sarà neppure uno, alle medie - con riduzioni di oltre 400 insegnanti, alle superiori, dove i supplenti vengono dimezzati). E se secondo i sindacati è a rischio la qualità della scuola campana, il presidente Bassolino ha chiesto al ministro per la Pubblica istruzione Gelmini un incontro "per fare il punto sulla situazione e per decidere insieme quali interventi mettere a punto sin dalla prossima finanziaria. Un conto è razionalizzare il sistema scolastico. Un altro - scrive Bassolino nel suo blog - è metterne in crisi le fondamenta e impedirgli di compiere quel recupero di competitività che tutti auspichiamo". Bassolino chiede inoltre la mobilitazione dei parlamentari campani. Ma l'avvio dell'anno scolastico non può seguire i tempi lunghi della politica. I motori vanno accesi subito. Così il calendario delle convocazioni per le supplenze, reso pubblico sul sito dell'ufficio scolastico provinciale, dà appuntamento agli aspiranti professori delle scuole medie in un istituto di San Giovanni a Teduccio, l'Ipsar Cavalcanti di via Taverna del Ferro. I primi a firmare (per loro l'appuntamento è alle ore 9) saranno i docenti di educazione fisica e quelli di educazione tecnica, ma per sapere se è giunto il loro turno devono verificare il loro punteggio e la posizione in graduatoria. Prendiamo ad esempio i docenti di educazione fisica: ad esser convocati per martedì alle 9 sono innanzitutto quelli che occupano dal primo al quindicesimo posto della graduatoria, e chi sta più indietro non deve che incrociare le dita nella speranza che qualcuno che lo precede dia forfait. Sempre martedì, secondo orari che variano dalle 9 alle 14.30, si definiranno le supplenze di educazione artistica, di italiano e storia, di francese e inglese; mentre per educazione tecnica e matematica se ne parla mercoledì e per spagnolo e tedesco giovedì. Più lungo il calendario delle convocazioni per i supplenti delle scuole superiori, quasi dimezzati rispetto ad un anno fa: da 1.100 a 650. Per loro l'appuntamento col futuro lavorativo dei prossimi nove-dieci mesi si gioca da martedì fino alla fine della settimana, in una scuola di periferia, l'Ipia Sannino di via de Meis a Ponticelli. I docenti di lingua straniera sono attesi per mercoledì, quelli di italiano, di latino, di matematica, di filosofia, di greco e di storia dell'arte sono invece convocati per venerdì.

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Luigi merola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Napoli LUIGI MEROLA R icordarlo è un dovere civico per noi napoletani, ma dobbiamo ricordare anche i motivi, l'humus culturale in cui nasce tanta stupida violenza. Pippotto, uno degli assassini, raccontando la sua storia, diceva che quando andava a scuola, poiché dava "fastidio", la sua maestra lo invitava ad uscire dall'aula per poter fare lezione. Nel verbale dopo il suo arresto, si legge: "Appena facevo ammuina, 'o professore me metteva fore". Una scuola che non accoglie, che non riesce ad integrare è un fallimento per la società. In questi giorni si è fatta tanta polemica sulle parole del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Invece tutti dovremmo riflettere non solo sui dati dell'Ocse, che pure sono allarmanti sui ragazzi del sud, ma sul ruolo che la scuola svolge nel nostro Mezzogiorno. In molti quartieri la scuola davvero rappresenta spesso l'unica presenza dello Stato, l'unico presidio di legalità, l'unico luogo di aggregazione, assieme alla parrocchia. Le nostre scuole sono spesso prese di mira, oggetto di attentati, saccheggi, incendi. Tutto ciò sempre nei quartieri con maggiore presenza criminale. Penso alla "Bordiga" a Ponticelli, al liceo Livatino e a tanti altri istituti, anche a Casal di Principe. Ci siamo mai chiesti perché? Davvero sono atti isolati riconducibili a ragazzate o balordi? Io credo invece che facciano parte purtroppo di una strategia della camorra che vede nelle scuole, soprattutto quelle più impegnate e aperte al territorio, un vero pericolo per l'affermazione di una cultura della legalità, della cittadinanza, della partecipazione. Sarebbe bello non vedere più edifici scolastici con le grate, i cancelli, le telecamere della videosorveglianza. Una società che è costretta a difendere le sue scuole ha già fallito. Questo lo dovremmo dire ad alta voce ai ragazzi, agli insegnanti e ai genitori. Proprio in questi giorni che ci prepariamo all'inizio del nuovo anno scolastico dobbiamo smantellare il consenso sociale che ha la camorra tra i minori. Approfittiamo, allora, dell'insegnamento della vecchia educazione civica, che da quest'anno si chiamerà "Educazione alla Costituzione e alla cittadinanza". Sicuramente è stato un errore abolirla in passato: meglio un'ora di educazione civica in più e uno dei tanti progetti in meno. Sì, perché tanti progetti sono davvero inutili e servono per far fare affari a qualcuno e non a far crescere il bene comune. Perciò, a Napoli, in Campania, in tutto il nostro sud, oltre ai dati dell'Ocse dovremmo misurare anche altri indici per valutare i risultati delle nostre scuole e di tanti insegnanti, che ogni giorno svolgono un lavoro straordinario, nel silenzio e spesso senza strutture adeguate.

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"se ci tolgono le aule molti lasceranno quest'isola" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Firenze "Se ci tolgono le aule molti lasceranno quest'isola" A Capraia gli iscritti sono in tutto venti: "Quando ci sono di mezzo i bambini non si ragiona con i numeri" "Non ci pensino proprio a toglierci la nostra scuola, quando ci sono di mezzo i bambini e le aule e la formazione non si ragiona con i numeri, non si fanno conti di convenienza e di ricavi". Antonella Vito vive a Capraia e ha due figli, uno frequenta la scuola materna sull'isola, l'altro è iscritto a un liceo scientifico di Livorno e abita in un convitto: "Sì perché per via dell'orario dei traghetti non c'è possibilità di essere pendolari e allora vado io a trovarlo nei fine settimana, ma per un ragazzo di 15 anni è un grosso salto" spiega Antonella Vito (Pd) che è anche consigliere comunale di opposizione e si occupa di scuola. A Capraia c'è uno dei più piccoli istituti comprensivi della Toscana: fra materna, primaria (elementare) e media si superano appena i venti iscritti in quelle che si chiamano "pluriclassi", cioè classi che raccolgono allievi di età diverse. Se venissero applicati rigidamente i criteri presentati dal ministro dell'Istruzione Gelmini, la scuolina di Capraia dovrebbe chiudere. "Ma sarebbe un grave danno per tutta l'economia dell'isola - prosegue Antonella Vito - sarebbe un invito per molti a lasciare Capraia perché senza scuola tutti quelli che hanno figli se ne andrebbero. E poi in questi anni, grazie all'impegno della Regione e del Comune, sono stati fatti grossi sforzi per tenere viva e aggiornata la didattica, non è pensabile cancellare tutto con una somma o una sottrazione. Prima chi veniva a insegnare sull'isola poteva contare su un punteggio maggiore nelle graduatorie, oggi non più e questa nuova norma finisce col penalizzarci, non si trovano docenti soprattutto se devono venire a fare poche ore". Già perché Capraia è a tre ore e mezzo di traghetto da Livorno e chi accetta una cattedra sull'isola o deve viverci o pensare di pernottare almeno qualche notte la settimana. (l.m.).

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"difenderemo le piccole scuole" - laura montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Firenze "Difenderemo le piccole scuole" La Regione contro il ministro: "Chiuderle significa spopolare i paesi" L'assessore Simoncini: "è a rischio anche il tempo pieno alle elementari" LAURA MONTANARI Quando chiude una scuola è sempre un brutto segnale. Se il governo mantiene quello che ha annunciato il ministro Gelmini ai sindacati e cioè che verranno accorpati o chiusi gli istituti al di sotto dei 600 alunni, si stima che la Toscana dovrà rinunciare a 148 scuole, per lo più elementari e medie inferiori, concentrate in zone montane o in paesini isolati. Scuole marginali soltanto nelle coordinate geografiche. La rinuncia è un problema dettato da economie e tagli, non da strategie di formazione, non dalla didattica. Si infuria l'assessore all'istruzione della Regione Gianfranco Simoncini: "E' una politica scellerata quella che stanno facendo sulla scuola. La Toscana si batterà per contrastarla. Da anni abbiamo messo a disposizione un fondo per aiutare i comuni dei piccoli centri di montagna a costruire o a ristrutturare le loro scuole, chiuderle significa spopolare quei centri o costringere i bambini a ore di viaggio sui pulmini per raggiungere le aule". Un pensiero condiviso dal senatore Pd Andrea Marcucci: "Il costo sociale di un intervento così pesante è incalcolabile anche perché gli enti dovrebbero comunque garantire il servizio di trasporto degli alunni e si perderebbe completamente il rapporto tra la scuola e le famiglie, si impoverirebbe la vita di numerose comunità". A seminare l'allarme fra le cattedre nella scuola elementare è anche la riforma che entrerà in vigore dal 2009 della maestra unica: "E' la fine del tempo pieno - protesta ancora Simoncini - è una riforma che ci trascina vent'anni indietro. La primaria italiana è una scuola di eccellenza, smantellarla è una follia". Meno pessimista sulla possibile fine del tempo pieno è Gianna Fracassi, segretaria regionale della Flc-Cgil: "Su questo aspetterei a fare previsioni, non riesco a credere che si possa pensare a chiudere il tempo pieno che è oltretutto un servizio molto richiesto e importante per le famiglie. Al momento mancano indicazioni precise. Però siamo molto preoccupati, perché abbiamo stimato che nella scuola primaria, il maestro unico significa per la Toscana un taglio di 2.500-3.000 cattedre, pari cioè al 20-25% dei posti. Sarebbe un grosso problema anche dal punto di vista occupazionale oltre che su quello della didattica". Su questo territorio in passato c'è già stato un forte ridimensionamento degli istituti con accorpamenti e chiusure: "Sprechi qui non ce ne sono - taglia corto l'assessore Simoncini - abbiamo mantenuto le scuole là dove sono importanti, non pensando alle economie, ma alla loro funzione sociale e di formazione". Fra le piccole e piccolissime materne o elementari a rischio di chiusura, per esempio, l'istituto di Capraia, ma anche diverse elementari della Garfagnana (in provincia di Lucca). "A Fabbriche di Vallico - spiega il sindaco Oreste Giurlani - ci sono 680 abitanti, abbiamo una elementare e una materna che ha 45 iscritti, 33 dei quali alla primaria. Da noi arrivano bambini anche da altri Comuni di questa zona di montagna, chiudere la scuola significherebbe costringere gli alunni a viaggiare anche un'ora e mezza su un pulmino per raggiungere l'altro istituto più vicino. E questo su strade di montagna con inverni innevati e rigidi". Il sindaco sottolinea come la scuola in quelle zone sia un baluardo per la cultura del luogo, di luoghi che non possono "sopportare altre fughe di cervelli". C'è un altro particolare, riferisce Giurlani: "La nostra vecchia scuola aveva problemi di tenuta sismica, così la Regione ci ha finanziato per 750mila euro per costruirne una nuova che contiamo di inaugurare a dicembre. Chiuderla subito dopo sarebbe non solo contro ogni logica, ma anche contro ogni economia e soprattutto significherebbe incentivare l'abbandono del paese".

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Tagli per 379 scuole l'allarme dei comuni - camilla povia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Bari Tagli per 379 scuole l'allarme dei Comuni I sindacati: "Macelleria numerica" L'elenco è già stato spedito dal ministro Gelmini A Bari gli istituti a rischio sono 15 CAMILLA POVIA Il grembiulino obbligatorio potrebbe essere l'ultimo dei problemi. Quello che spaventa sono i tagli previsti dal decreto legge approvato dal Parlamento. Rischiano di chiudere quattromila scuole in Italia, di cui 379 in Puglia. Chiuderebbero i battenti, o nella migliore delle ipotesi verrebbero accorpate, quelle strutture scolastiche che sono sotto dimensionate, e cioè che hanno meno di 500 alunni iscritti. "A Bari e in provincia sono 72 le scuole che potrebbero chiudere - dice Lena Gissi, segretario provinciale Cisl scuola - e il dato è peggiore di quello che pensavo. Avremo grossi problemi per garantire il diritto allo studio, perché la soppressione di un numero così elevato di scuole non ha niente a che fare con la riorganizzazione della rete scolastica. E' solo una macelleria numerica funzionale alla riduzione delle docenze e dirigenze". I sindaci non possono fare nulla? "I sindaci devono e hanno il dovere di ribellarsi - ha detto la Gissi - perché cadrà sulle loro spalle il costo dei trasporti verso la sede centrale delle scuole accorpate". Il dato più preoccupante è quello di Bari, dove chiuderebbero o sarebbero accorpate più di 15 scuole. A Molfetta ne rimarrebbero tre su cinque, a Gravina due su quattro. "In Puglia ne abbiamo oltre trecento - spiega Lucrezia Stellacci, direttore dell'ufficio scolastico regionale - L'elenco completo ci è stato spedito qualche giorno fa dal ministero della Pubblica istruzione". I tagli obbligatori che compaiono nel testo del decreto appena approvato, saranno effettuati nell'arco di tre anni. Ma non sembra essere una consolazione se si pensa a quante cattedre e dirigenze verrebbero meno. "Non è ancora niente di definito - ha detto la Stellacci - adesso bisognerà studiare gli elenchi delle scuole pugliesi sotto dimensionate e cercare la soluzione migliore". Le sorti delle 379 scuole pugliesi sono in mano al ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, che entro 45 giorni elaborerà un piano per raggiungere gli obiettivi. "Gli interventi che ci saranno consigliati - ha detto la Stellacci - poi si tradurranno in regolamenti". Ma lo sconforto arriva anche dalla Regione. "Penso a quei piccoli presìdi di provincia - dice Domenico Lomelo, assessore regionale al diritto allo Studio - come Poggiorsini, per esempio, che ha una scuola composta più o meno da 200 alunni. Dovranno spostarsi ogni mattina in un altro paese perché il loro edificio scolastico è stato accorpato in quello di un Comune più grande?". Le uniche strutture scolastiche che resisteranno alla mannaia dei tagli sono quelle con più di 500 studenti. Il 2008 è stato un anno nero per le scuole del sud: negli ultimi mesi sono state tagliate anche oltre 1400 cattedre su tutto il territorio.

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Nicola Perfetto, 57 anni, insegna alla scuola Alonzi di Roma: la controriforma Gelmini sarà una débacle per il sapere dei ragazzi (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

Nicola Perfetto, 57 anni, insegna alla scuola "Alonzi" di Roma: la "controriforma Gelmini" sarà una débacle per il sapere dei ragazzi.

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Viaggio nel liceo dove i voti non c'erano e si cercava la realtà (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

Anna Tarquini Un'immagine precisa segna l'inizio di una storia che ora Mariastella Gelmini vuole cancellare, anche simbolicamente, con il ripristino dei voti e del sette in condotta. Il trasloco. Due a due, con i banchi in spalla, poi le sedie, la lavagna. Un pugno di studenti, un pugno di insegnanti e un'idea fortemente sostenuta, guarda un po', dal ministro della Pubblica istruzione Dc - era il 1970 - Riccardo Misasi. E anche - si dice - su pressione della moglie di Aldo Moro. Niente voti, niente interrogazioni, niente libri di testo. Niente programmi. Le lezioni partivano dal presente, il cosiddetto sociale. I libri c'erano, ma erano testi universitari. Si entrava dalla finestra e non è una metafora. L'indisciplina, non si definiva indisciplina, ma libertà consapevole. Si chiamava scuola sperimentale e malgrado alcune aberrazioni funzionava. Era nata dai guasti del '68, per parafrasare la Gelmini. Fatta dalla sinistra ma, strano a dirsi, non pensata dall'egemonia culturale della sinistra. Quella scuola ha fatto da apripista alle riforme, all'introduzione dei giudizi, alle tesine, a una maggiore libertà di studio. Mariastella Gelmini allora non era ancora nata. E allora gliela raccontiamo noi quella storia. Dunque si traslocava. Si traslocava "a mano" dal liceo Guido Castelnuovo di Roma guidato allora da Gianbattista Salinari, celebre preside comunista. Una scuola in tempesta, vero centro della contestazione post sessantottina. Era quello il luogo nella capitale dove maggiore era montata la rivolta contro i professori. Arturo Diaconale, che di sinistra non è, lo ricorda ancora nei suoi blog e nelle interviste. Ricorda gli schiaffi a Salinari dal mai perdonato Paolo Serventi Longhi. Bisognava sparigliare. Separare il nucleo della protesta, dividere gli studenti e insieme avere un'idea che riavvicinasse contestatari e professori. Quell'idea l'ebbe un vicepreside, il vicepreside Sciacca, siciliano, furbo, democristiano. Si racconta che il (poi) preside Sciacca si fosse invaghito di una giovanissima insegnante, Gabriella Marazzita. Trent'anni dopo la voce al telefono è la stessa. "Mi chiamò - ride ancora . Mi convocò in presidenza e disse. "Vorrei che fosse lei a occuparsi di questo progetto. È un progetto sperimentale, veda lei". La traccia era quella. Niente voti, niente programmi, tempo pieno e gratis per i professori. E tante materie nuove: economia, psicologia, sociologia, tre lingue obbligatorie... Si entrava alle otto e 30, si usciva alle 19. Iniziai a cercare gli insegnanti...". Così nacque il XXII, poi liceo Antonio Gramsci. Era il 1973 e durò sei anni. Il fatto è che proprio in quegli anni, anni di governi Rumor, Andreotti, Moro, veniva approvata la riforma che equiparava tutte le maturità e che di fatto apriva ai figli della povera gente il grado superiore di istruzione, l'università. Il Castelnuovo era a Primavalle, quartiere popolare di Roma, fu il boom di iscrizioni. Povera gente e figli di professionisti. Flavia Veltroni arrivò al secondo anno di sperimentazione. Il senso e il valore di quella scuola lo ricorda così: "Io la cercai consapevolmente perché avevo letto Mario Lodi, la sua esperienza di insegnante, il giornalino di classe. Mi ritrovai lì. Ecco, quella era la scuola dove chi era arrivato a 14 anni distratto, con solo la passione per il pallone, ne è uscito con una tesina sul Dna, applausi della commissione ed è diventato medico. C'era attenzione per le persone. Nella scuola di oggi invece se per caso inciampi in un momento di difficoltà familiare o semplicemente in un momento di immaturità rischi di perderti per strada, di non farcela più". Il ricordo è dolce e insieme amaro. "Certe volte penso che non siamo mai esistiti, come la nostra esperienza non sia servita a nulla. Eppure ci sono alcune giornate che non dimenticherò mai, io ricordo che andavo a scuola con piacere e invece vedo i giovani che ci vanno con ansia. Certo, tu mi dirai, noi non facevamo nulla... Ma io mi sono divertita tanto...". Carla Taviani si divideva tra due lavori: la scuola, insegnava lettere, e l'aiuto del marito Vittorio, regista. Il gruppo cineasti era nutrito. Pietrangeli, Amendola, Villaggio... Un giorno - era pomeriggio tardi - era programmata la lezione di cinema. Si presentò uno ragazzo grande, alto. Proiettò il suo primo film autprodotto, "Io sono un autarchico", con dibattito a seguire. Si chiamava Nanni Moretti. "Sì, forse fummo noi lo spunto". Carla Taviani oggi è un po' delusa. Non attacca il ministro Gelmini: "I voti? Vedremo... Ma la scuola ha bisogno di uno scossone". Ricorda, quattro anni bellissimi: "Il principio era che lo studente avesse voglia e curiosità di venire a scuola. Far sì che la cultura venisse cercata e creata in una sorta di parità di rapporto. Noi lavoravamo in gruppo, con gli insegnanti che studiavano insieme agli studenti. Volevamo contrapporre all'elemento disciplina una libertà seria e motivata. Senza voti, senza esami. Solo autovalutazione e giudizi. Voi vi dovevate promuovere o bocciare insieme a noi. E funzionava. Poi è arrivato il terrorismo e i conti si sono presto fatti. La libertà è diventata libertarismo e la responsabilizzazione menefreghismo". L'altro princicipio cardine era partire dalla realtà, non c'erano programmi. Racconta Gabriella Marazzita che il primo anno, la prima lezione, tutti insieme decisero un tema da studiare. Era Primavalle, si scelse il lavoro minorile. Studenti e professori prepararono un questionario, lo distribuirono nel quartiere, solo dopo con l'elaborazione dei dati e l'analisi delle risposte gli studenti chiesero di prendere in mano i libri. "Dai servi della gleba alla rivoluzione inglese - racconta Marazzita - . Ci piaceva spaziare". Poi ammette: "È vero che la scuola è scaduta in qualità, ma la Gelmini vuol rifare la scuola di chi impara e di chi non impara". Finì con un incendio, un anno dopo la morte di Moro. Non si seppe mai chi diede fuoco alla scuola e quasi tutti, nel corso degli anni, sono tornati a sbirciare dietro il cancello quello spazio dove erano rimaste le macerie. Ma non restano solo i ricordi. "Io quel metodo lo uso ancora oggi - confessa Marazzita - . Programmo con gli studenti, decidiamo insieme il tempo che serve per leggere e studiare un testo, e solo successivamente, quando l'hanno letto, spiego. Sulla base delle loro domande. Anche quando interrogo è così. Li chiamo in 3 o 4, così da fare coraggio anche agli emotivi. Parlano, fanno osservazioni, si danno il voto, poi li giudica la classe. Non sbagliano mai sapete? È matematico".

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Il ritorno del maestro unico? Per i bambini è una sconfitta (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

"Il ritorno del maestro unico? Per i bambini è una sconfitta" Maristella Iervasi/ Roma I suoi bambini sono ancora in vacanza. Ma è come se fossero già lì: li "sente" correre per le scale, buttare a terra zaini e giubbini, tirarsi le palle di pane a mensa, li vede pigiarsi il naso e girare un dito nell'orecchio per inghiottire gli spaghetti schizzando sugo sull'intera tavolata. Sorride il maestro Nicola Perfetto, 57 anni, ma lo sguardo non si stacca dal muro. C'è Pietro che cammina su due mani, il giandarme Gianmarco che tiene sottobraccio un burattino nella piazza del mercato. Il grillo che "sputa" saggezza e Martina con una telecamera in mano che "inghiotte" tutto. L'hanno intitolato Il Pinocchio della Garbatella: una riscrittura di Collodi, con tanto di girato e montaggio in Vhs. Il film dei bambini dell'elementare "Alonzi" di Roma: a turno registi, attori e tecnici del suono, coadiuvati dagli insegnanti delle due terze, in primis Andrea Pioppi. E il maestro Nicola si commuove: "Tutto questo non sarà più possibile. Tutti gli approfondimenti letterari o storici-scientifici sui dinosauri, il ciclo della vita, l'acqua, le gite culturali con sempre gli studenti protagonisti, andranno a farsi benedire. I bambini andranno alle medie che sapranno appena leggere, scrivere e contare. Con un bagaglio nozionistico da far paura e senza più scambi con le classi parallele. E il trauma del passaggio alla scuola "dei grandi" sarà sempre di più una voragine". Fine della maestra-mamma e del maestro "vice zio". Stop alla compresenza in classe. Si torna al passato, al maestro unico. All'insegnante generalista con la penna rossa, che sa poco di tutto. Nicola Perfetto si siede in cattedra. E si proietta nel futuro. "Buongiorno bambini, sono il vostro maestro e staremo insieme per 5 anni". Scuote la testa, il maestro di matematica, geografia e scienze della Alonzi: "No, no... come lo spiegherò ai bambini? Speriamo che le famiglie ci aiutino". Per quest'anno le elementari - come le medie - riaprono con i voti. La pesante "cura dimagrante" alla scuola, con il "massacro" degli insegnanti voluta dal duetto Gelmini-Tremonti - 90 mila insegnanti e 43mila bidelli e segretari in meno entro il 2012 - debutterà invece successivamente. Ma è bene prepararsi per tempo. Perchè le conseguenze saranno a catena, per i docenti, i bambini e le stesse famiglie. Scomparirà inevitabilmente il tempo pieno: una "parolina", questa, che la ministra dell'Istruzione si guarda bene dal pronunciare per non finire nel "tritacarne", come accadde a Letizia Moratti. Un addio si prefigura anche per le mense scolastiche e forse per tappare i disagi dei genitori che lavorano, spunteranno i doposcuola-parcheggio: tenuti magari da personale non statale, a collaborazione. Mentre al docente di ruolo in eccesso rimasto senza classe per la scelta del maestro unico non resta che sperare in un posto di supplente. È questo il futuro disegnato per la scuola dal Berlusconi IV. È questa l'istruzione per le nuove generazioni. Sulla sedia dell'ultimo banco della 3 B, ora ribattezzata IV F - per continuità con la vicina elementare "Cesare Battisti", nota nel quartiere come la scuola de I Cesaroni -, c'è un grembiule bianco con in tasca pezzetti di foglio di quaderno. Il maestro Nicola si avvicina e ricompone il puzzle: una numerazione, la tabellina dell'otto. Una delle più difficili per i bambini da mandare a memoria. Sorride il maestro e ricorda: "La gara sulle tabelline è una costante. Un'interrogazione a mo' di gioco". Ma mentre racconta degli aneddoti si fa subito serio: "Come farò a gestire da solo una classe di 25 studenti per 20 ore alla settimane? Come farò a tenere fermo nel banco Pallino, evitare che Caio picchi Talaltro e accudire nel frattempo il bambino diversamente abile che ha finito le ore con l'insegnante di sostegno? Come farò ad aiutare i bambini che restano indietro, che hanno difficoltà con la lingua perchè stranieri o a rispiegare con pazienza le divisioni a due cifre a chi arriva da un'altra scuola con problemi comportamentali e rifiuto dei nuovi compagni?. Quest'anno tutto questo è accaduto - sottolinea Nicola Perfetto - e con Simona, l'altra insegnante prevalente, siamo stati un po' anche genitori, psicologi e dottori. Ma un domani? Come potrò lavorare bene da solo con il gruppo classe? Altro che maestro unico come esigenza pedogogica! È una vera debacle, la sconfitta del sapere per il bambino-studente".

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Le piccole scuole rischiano di scomparire (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

Di Irene Aliprandi Le piccole scuole rischiano di scomparire Pd, alla Conferenza nazionale sugli enti locali l'allarme sul limite di 500 alunni BELLUNO. Una previsione di dimensioni catastrofiche, ancora senza smentita. La maggior parte delle scuole dei piccoli Comuni e di montagna è a rischio chiusura, se dovesse passare così com'è il decreto 112 sui risparmi nella pubblica amministrazione. Il tema è stato affrontato ieri dal Partito democratico, riunito a Firenze nella Conferenza nazionale degli enti locali. Il ministro ombra Bastico ha parlato di conseguenze di vasto impatto: da mille a quattromila scuole cancellate, a seconda della piega che prenderà il provvedimento, tutte nelle zone marginali del Paese. "Devastante e clamoroso", commenta Gigi Olivieri, responsabile nazionale del Pd per la montagna, "perché non c'è alcuna distinzione per le terre alte". Il decreto rivolto alle pubbliche amministrazioni, già approvato dal Parlamento prima di agosto, delega il ministro dell'istruzione Gelmini ad elaborare un piano per raggiungere gli obiettivi nella scuola (entro 45 giorni) e al momento si prevede il taglio di oltre 100 mila insegnanti, 50 mila non docenti e un numero imprecisato di plessi scolastici. Ma c'è ancora grandissima incertezza. Innanzitutto perché il ministro finora ha posto due limiti diversi: prima ha fissato in 500 il numero minimo degli alunni per istituto, poi è salita a 600. Numeri pressoché irraggiungibili nelle valli montane, come in molte altre zone d'Italia. Che si tratti di accorpamento semplicemente amministrativo o di chiusura dei plessi non è ancora comprensibile, di certo sembra impossibile credere che verranno chiuse le piccole scuole per costruirne altre di grandi, visto che oggi strutture di tali dimensioni non esistono. I sindaci interessati comunque sono già in fibrillazione. "Il Pd ha fatto una verifica e per ora nessuno ci ha smentito dal governo", spiega Olivieri. "Al momento sembra che almeno 1.500 plessi scolastici rischiano di essere cancellati. Va detto anche che questa manovra, fatta prima delle ferie, è passata pressoché inosservata, ma dovrebbe entrare in vigore già dall'anno scolastico 2009-2010. Lo stesso si dica per la sanità: 8 miliardi in meno agli enti locali significa costringere gli enti a tagliare i servizi. Il governo dice "dobbiamo tagliare le spese", ma riduce solo quelle periferiche, mentre lascia intatte le proprie, quelle dei ministeri". Olivieri ricorda che il principio è lo stesso delle Comunità montane: "Non le sopprimono direttamente, ma tolgono 90 milioni su 140 in tre anni, manovra che equivale all'eliminazione, perché senza quei fondi non si pagano nemmeno i dipendenti. Dev'esserci un sussulto", sollecita Olivieri, che ricorda il provvedimento ipotizzato dal governo Prodi per la scuola: "Mille docenti in meno in due anni. Berlusconi invece ci aggiunge due zeri. Certo gli insegnanti non verranno messi su una strada, ma che senso ha riassorbirli in altre mansioni? Il problema è che non ci stiamo rendendo conto del pericolo che corriamo, gli italiani dovrebbero aprire gli occhi, come Pd dobbiamo alzare la voce e soprattutto fare una proposta riformista". Per Denis Dal Soler, consigliere provinciale del Pd e in odore di incariche regionali: "C'è grande preoccupazione, perché da noi non sopravviverebbe nessuna scuola. Ma emergono anche altre insidie, che ci impongono di lavorare con grande impegno e attenzione".

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Competenze alla Regione (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

BOTTACIN (LEGA) Competenze alla Regione BELLUNO. Tutte le preoccupazioni sulla scuola e le polemiche tra il ministro Gelmini e l'assessore regionale Donazzan potrebbero non esserci, se il governatore Galan avesse provveduto a chiedere allo Stato le deleghe su alcune materie. A ribadire la necessità di un impegno più pressante di Galan sul 116 Cost. è il capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale Gianpaolo Bottacin. "E' la Regione che deve decidere, perché l'istruzione è tra le materie che avevamo individuato come prioritarie. La montagna non avrebbe bisogno di chiedere deroghe al ministero, perché potrebbe pensarci la Regione", prosegue Bottacin che ha già presentato un'interrogazione al governatore. "Galan dice che aspetta il federalismo, ma perde tempo perché potrebbe già chiedere le competenze sulla base del 116".

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Uomini o caporali se conta la divisa (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

Sport UOMINI O CAPORALI SE CONTA LA DIVISA Si ricomincia, ma non è una ripartenza. Urge frase icastica. Eccola: "Sono stato 38 volte in Cina, ho visto tutto". Non è mia (mai stato in Cina), l'ho trovata martedì sulla Gazzetta e mi ha fatto pensare. Che non ho visto tutto neanche di Milano, eppure ci sono nato, ci vivo. Dovrò attivarmi un po'. Di Cina e sport (per disabili) si tornerà a parlare dal 6 settembre, giorno della cerimonia d'apertura delle Paralimpiadi. L'Italia è presente con un'ottantina di atleti. Le gare si potranno vedere su Rai Sport Più. E per capirle meglio consiglio la lettura di "Paralimpici" di Claudio Arrigoni, il giornalista italiano più preparato nel settore. E' uscita da pochi giorni la seconda edizione, con prefazione di Alex Zanardi e Candido Cannavò (ed. Hoepli, 267 pagine, 17 euro). Si ricomincia con un bel gesto, che arriva ancora una volta da Firenze. Dopo la variante sul "terzo tempo" la Fiorentina, ha annunciato Diego Della Valle, aderirà al cosiddetto modello spagnolo. Era pur ora che qualcuno si decidesse: voto 8. In pratica, stasera Cobolli Gigli vedrà la partita seduto a fianco dei massimi dirigenti viola, e dopo la gara tutti a cena insieme. E' un piccolo gesto, dirà qualcuno. Forse sì, ma importante, e nemmeno lo giudico tanto piccolo. Si tratta di far passare, ma mettendoci la faccia e i nervi, in prima persona, il concetto che la rivalità è una cosa e l'odio un'altra. Se ricordo bene, questa proposta fu lanciata dalla Gazzetta tre anni fa, e cadde nel vuoto. Mai disperare. Negli stadi spagnoli questa vicinanza tra presidenti (i primi tifosi, in gergo) c'è da una vita e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Qui da noi, sarà sbagliato pretendere subito un miglioramento, ma un po' alla volta sì. Quello che non sono riusciti a ottenere i tornelli e gli agenti in divisa antisommossa può ottenerlo una reiterata, pubblica dimostrazione di buona educazione sportiva, tanto più se imitata in altri stadi. Ha detto Della Valle: "Tra qualche anno voglio lo stadio di Firenze senza reti o vetrate. I nostri tifosi meritano di veder realizzato questo progetto". Sì, aggiungo, mettendoci del loro. E mi pare che a Firenze stiano davvero lavorando per il futuro, discorso che va ben oltre gli investimenti sui calciatori, e lavorando bene. [Come la Gazzetta, che ieri segnala un gustoso messaggio del Coni agli atleti vincitori di medaglie a Pechino: venerdì al Quirinale, ricevuti dal presidente Napolitano, tutti dovranno indossare la divisa griffata del Coni (che in tv evocava gelatai cadorini alla fiera di Little Rock, ma è ingeneroso valutarle da lontano) e non le rispettive divise. Mai successo prima. Il fatto è che sono 31 su 40 (più del 75%) i medagliati in divisa e i rispettivi Corpi ci tenevano a mettere in mostra l'argenteria (più oreria e bronzeria): 6 medaglie l'Aeronautica, 6 le Fiamme Oro, 7 i Carabinieri, 7 le Fiamme Gialle, 2 la Forestale, 2 le Fiamme Azzurre, 1 l'Esercito. Non si sa come andrà a finire, ormai l'abbigliamento è diventato una faccenda fondamentale. La tendenza, più che vestire gli ignudi, sembra quella di denudare i vestiti. Ma non importa, al momento m'interessano di più le cravatte. Stanno sparendo dai colli più fotografati, senza distinzioni di schieramento politico: Berlusconi, Casini, Fini, Bersani, perfino Galliani a una riunione di Lega era senza cravatta gialla. Ci sarà un esperto di look o si sono passati parola? Di Marchionne si sapeva, maglione (bravo: 7,5) ma per gli altri è una sorpresa che mi spiazza. Abbarbicato alla cespugliosa riva dei senzacravatta, retroguardia divenuta avanguardia (a volte succede), sto riflettendo sul da farsi. E intanto non posso fare a meno di notare, sulla Stampa di venerdì, la cravatta del ministro Brunetta. E' straordinariamente lunga, gli arriva a metà coscia. [Sulla Stampa si trovano cose interessanti. Un'intervista a Michele Santoro che dice: "Col centrodestra al governo ho fatto buonissime cose. A farmi direttore è stata Letizia Moratti, a sdraiarsi sui binari per non farmi diventare direttore del Tg3 è stato il centrosinistra". Quindi, almeno una cosa buona e giusta il centrosinistra l'ha fatta. Ancora dalla Stampa: "Il solo decolleté di Monica Bellucci è sei volte più prezioso di tutto il corpo di Valeria Marini. Secondo i broker internazionali (ragazzi, niente di meglio da fare? ndr), a fronte dei 6 milioni di euro con cui sono stati assicurati i seni dell'attrice marchigiana, tutto il corpo dell'ex Valeriona nazionale non vale più di un milione di euro". A parte che la Bellucci è umbra (di Città di Castello) e non marchigiana, si tratta della "polizzamania" dilagante negli Usa e che stenta a decollare in Italia. Un polso (immagino il destro) di Valentino Rossi varrebbe 12 milioni di euro. Polmoni di Gattuso: non pervenuti. Ultima, dalla Stampa di giovedì: "Il ministro Mariastella Gelmini è avvocato. Ma la sua biografia ufficiale trascura un dettaglio: ha superato l'esame di Stato a Reggio Calabria, non a Brescia o a Milano, dove ha sempre vissuto e lavorato". Ahi ahi che dettaglio. L'incompletezza (mirata) dell'informazione. La sicurezza degli stadi e quella degli studi. Voto 4.].

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Lettere e interventi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-31 num: - pag: 23 categoria: BREVI Lettere e interventi NELLA SCUOLA I voti in numeri Mi chiamo Pietro, ho 11 anni, frequento la prima media. Ho letto sul Corriere che il ministro Gelmini vuole reintrodurre i voti in numeri, per ragioni di chiarezza. Ma io non ho mai avuto voti in numeri: da quando vado a scuola, abbiamo sempre usato i giudizi, a cui sono abituato e che capisco benissimo. Forse i voti in numeri saranno più chiari per i nostri genitori, o i nostri nonni: a noi dovranno spiegarceli. Pietro Visentin pietro.visentin@ elenadellavalentina.it TRASMISSIONI TV Chi non ama il calcio Chi non ama il calcio si era illuso per qualche giorno di essersi liberato di tutte le trasmissione sportive collegate che iniziano la domenica mattina e terminano il sabato sera. Forse qualcuno ha perso un'occasione per dedicarsi ad altro? Giberto Gnisci Locri@email.it AGENTI DI POLIZIA La busta paga S'invoca spesso la sicurezza, ma i paladini della tutela dell'ordine pubblico devono fare i conti con una busta paga piuttosto magra. Ho letto che il 61 per cento dei poliziotti porta a casa da 1.000 a 1.200 euro al mese. Il 64 per cento non riesce ad acquistare la casa dove vive. Più dell'80 per cento dà colpa la lavoro se il rapporto matrimoniale fa acqua. C'è un dato positivo: i due terzi degli agenti di polizia fa volentieri il proprio lavoro. Ma il pane non si compra con la soddisfazione. Fabio Sìcari, Bergamo SERVIZI POSTALI Aumento dei costi In un periodo in cui della salita vertiginosa di tutti i prezzi, sia si parli dei mutui che dei generi di prima necessità, oltreché della bolletta della luce o del gas e della benzina, mi chiedo come abbiano fatto le Poste a riuscire a non far parlare mai di sé, nonostante anche i costi dei suoi servizi siano cresciuti esponenzialmente in pochi anni! Già il passaggio dalla lira all'euro per questi costi fu catastrofico (per l'utente) ma anche dopo si è riusciti a far salire in pochi mesi la spedizione di un pacco da 8 euro ai 9,80 circa di oggi, a far diventare ogni spedizione forzosamente "prioritaria" col relativo aggravio di costi e a far aumentare il costo delle raccomandate con vari pretesti. Eppure sembra che nessuno se ne sia accorto dato che nessuno protesta. Bruna Gazzelloni bruna.gazzelloni@libero.it ALITALIA I futuri guadagni è troppo chiedere che i futuri guadagni di Alitalia servano a risarcire chi per anni ha mantenuto (senza volerlo) la compagnia ed ora si ritrova sul groppone pure i debiti? Giorgio Micheloni giomina@libero.it PER LA CONDOTTA La valutazione Appartengo a quella generazione terrorizzata da un 7 in condotta che poteva compromettere tutto l'impegno di un anno, ma di sicura efficacia a scoraggiare qualunque "esuberanza" sopra le righe. Plaudo, dunque, al ministro Gelmini che giustamente, alla luce di questi mutati tempi, vorrebbe addirittura abbassarlo al 5. Per un più obiettivo monitoraggio e più costante effetto deterrente, penso all'opportunità di cadenzare il voto in condotta a periodi mensili, forse meglio quindicinali. Gennaro Goglia gennaro.goglia@alice.it INCIDENTI IN AUTO Il termine "colposo" Alla luce dei numerosi omicidi colposi dovuti all'uso di alcol e droghe, non sarebbe il caso di ridiscuterne la definizione giuridica? Secondo me, il termine "colposo" andrebbe associato a eventi dettati maggiormente dalla casualità; mentre chi assume droghe o alcolici, potendo consapevolmente evitare di farlo, dovrebbe andare incontro a maggiore severità di giudizio. Le famiglie distrutte da questi criminali almeno non si sentirebbero prese in giro dalle esigue pene detentive attualmente previste. Andrea Olivieri olly_1972@libero.it Le lettere vanno indirizzate al Corriere della Sera, via Solferino 28, 20121 Milano. Fax: 02.6282.7579 E-mail: lettere@corriere.it, oppure al sito www.corriere.it. La rubrica di Sergio Romano riprenderà lunedì 1 settembre.

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Un giorno perfetto ma è solo la sagra dei luoghi comuni (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

Il film "Un giorno perfetto" ma è solo la sagra dei luoghi comuni MICHELE GOTTARDI Se il buon giorno si vede dal mattino non sarà un giorno perfetto. Parliamo della folta rappresentanza in concorso del cinema italiano e del primo film, quello di Ferzan Ozpetek, destinato a dividere. Ma al di là delle lecite valutazioni estetiche una cosa va detta: se il direttore della Mostra nelle interviste di apertura si è sbilanciato definendo il nostro cinema "mai così in forma", significa che o ci aspettano altri film molto (più) belli o che nelle scelte nazionali cambiano i selezionatori ma la sostanza non muta. Ozpetek resta nel solco del suo cinema, confermando la propria ineludibile vena melodrammatica. Un giorno perfetto al di là delle facili battute lascia un profondo senso di incompletezza, un "vuoto di senso" direbbe qualcuno. Nel ricostruire le ultime 24 ore di una famiglia già poco felice per vicende affettive laceranti (papà Mastandrea è separato da mamma Ferrari, che vive con due bambini a casa di nonna Sandrelli, per fuggire alle sue violenze, nonostante sia fidato caposcorta di onorevole), il regista italo-turco delinea una Roma plumbea, in cui case di borgata, palazzoni periferici e appartamenti aristocratici si alternano con l'identico sottofondo di crisi dei sentimenti. E' un mondo dove l'imbarbarimento familiare risulta trasversale: l'onorevole rimasto vedovo per il suicidio della moglie, non si scompone se il figlio gli dice che va a stare a Barcellona, mentre singhiozza quando il presidente (direi Prodi, a giudicare dagli esiti) non gli garantisce un collegio sicuro alle elezioni. Un mondo pullulato dai vari Kevin, Iuri, Giomo e Vanessa; dove la solidarietà umana è rara; dove dalle suore c'è lo stesso bullismo che nelle elementari pubbliche (ministro Gelmini, possibile?), e via andare. Ma è anche un film che delinea un mondo con ingenuità abnormi, impossibili da condividere se non collocandole ai margini del paradosso, come la ragazza che si diverte a raccontare che il suo ragazzo, di professione ballerino, danza con un amico invece che con lei. Un collega? No, un camionista (absit iniuria...). O la figura dell'Angela (Finocchiaro) che attraversa lo schermo incrociando sempre i protagonisti al momento giusto, in fondo "è caratteristica del destino essere strano". Un giorno perfetto è racchiuso da due sequenze importanti, all'inizio e alla fine. Due piani sequenza, il primo per mostrare il dramma della madre, insonne mentre il resto della famiglia dorme; il secondo in cui la soggettiva diventa quella dei poliziotti che penetrano in casa dopo la strage, cui fa pendant la sequenza in cui la mamma mangia un gelato passeggiando per il centro ed è còlta da un presentimento un attimo prima della telefonata della polizia. Insomma dieci minuti di cinema che, oltre a un catalogo di primi piani, particolari e sguardi ravvicinati, racchiudono anche una serie sconcertante di luoghi comuni. Dalla frase premonitrice della nonna al nipotino ("far volare un aquilone è una cosa molto importante nella vita, sennò non si diventa grandi": infatti...) a quella, sintesi dell'intero film, pronunciata dall'onorevole al portaborse: "ma la vuoi finire di dire delle frasi fatte o no?". Appunto.

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In classe entra la "civilisation valdôtaine" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA.RIFORMA GELMINI Sindacato In classe entra la "civilisation valdôtaine" Allo studio la compatibilità del decreto con le leggi locali. "Sì" al voto in condotta [FIRMA]SILVIA TAGLIAFERRI AOSTA Ritorno dei voti in pagella, bocciatura con 5 in condotta, uso del grembiule: l'assessore regionale all'Istruzione dice sì al giro di vite previsto dal decreto legge a firma del ministro Maria Stella Gelmini, anche in risposta al moltiplicarsi dei casi di bullismo. "Dovevano essere presi provvedimenti per ritornare a una scuola di qualità, capace di diventare maestra di vita e unire preparazione a serietà e capacità di stare in una comunità di cui si conoscono e rispettano le regole" dice Laurent Viérin. Il giudizio resta sospeso, invece, sulle altre misure, come il "maestro unico": "Verificheremo la compatibilità del decreto con il modello di scuola valdostana definito dalla legge 18 del 2005, che ispira il nostro programma politico". Dalle prossime settimane il provvedimento sarà all'esame degli uffici regionali e dei tavoli programmati prima dell'inizio delle lezioni con i sindacati. In evidenza ci saranno gli aspetti in grado di avere ripercussioni sul sistema locale. "In quest'ambito eserciteremo appieno le facoltà che ci accorda l'autonomia speciale - continua Viérin -, valorizzando il nostro modello di scuola con uno sguardo particolare ai piccoli Comuni, dove la scuola è un'istituzione culturale in cui Regione e enti locali investono e credono, e alla "civilisation valdôtaine", che può completare il previsto studio dell'educazione civica". Il decreto legge, approvato nel Consiglio dei ministri il 28 agosto, risuscita dopo 30 anni i voti numerici nelle pagelle di Primarie (ancora accompagnati dai giudizi) e Medie, e stabilisce che l'insufficienza in condotta, oltre a "fare media", possa portare alla bocciatura. Tra le materie d'insegnamento viene inserito lo studio della Costituzione e, più in generale, dell'educazione civica, che da settembre sarà inclusa nel monte ore di storia e geografia. Dal prossimo anno, invece, potrebbe scattare il "maestro unico" nei primi 3 anni delle Primarie, sul quale il governo ha già dato parere favorevole. Snals dubbioso Qualche riserva sul decreto la esprime lo Snals (Sindacato nazionale autonomo dei lavoratori scuola). C'è apprezzamento per la reintroduzione del voto in condotta, la valutazione delle materie in decimi e il ripristino del valore abilitante per la laurea in Scienze della formazione primaria, che privilegiano la "serietà degli studi, da sempre indicata come elemento prioritario e irrinunciabile". Ma lo Snals non nasconde "preoccupazioni e perplessità" sul piano di razionalizzazione, che include il ritorno al maestro unico. Per quanto riguarda l'educazione civica, "bisogna capire chi la insegnerà, all'interno di quale orario e come si coniugherà con la riduzione di orario annunciata dal ministro". \.

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Scuole, il caso sicurezza (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

PROVINCIA L'ASSESSORE CONTRO I TAGLI DEGLI ORGANICI Scuole, il caso sicurezza Aule sovraffollate, ma oltre il limite dei 26 studenti scatteranno norme severe [FIRMA]MAURIZIO FICO SAVONA L'anno scolastico che sta per cominciare si apre con un problema in più: con meno insegnanti (una cinquantina in tutta la provincia), più iscritti (circa 200) e classi inevitabilmente più affollate, si dovrà fare i conti con "quota 26". E' questo infatti il numero massimo di studenti che, in base alle leggi sulla sicurezza, può ospitare un'aula che abbia una sola uscita: una porta con larghezza inferiore a 1,2 metri o che si apra in modo contrario all'esodo. Oltre il limite dei 26 allievi scatta una serie di norme assai restrittive per ottenere comunque il "nulla osta". Il mancato rispetto della capienza massima espone il dirigente scolastico a possibili sanzioni previste dal codice penale. In ogni caso, sempre in base alle norme sulla sicurezza, si impone il rispetto della superficie minima delle aule che per le scuole medie è di 1,8 metri quadrati per allievo e per le superiori di 1,96. Quello della sicurezza è un aspetto molto importante ma non l'unico. L'assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Carla Siri, ha espresso a più riprese il suo no ai tagli: "In questo modo si condiziona pesantamente la qualità dell'insegnamento e si perde quella che dovrebbe essere la prima peculiarità della scuola. Come si può pensare di creare i cittadini di domani trattando gli studenti come "polli da allevamento"? Se sono questi i risparmi, allora siamo davvero sulla brutta strada". Nei giorni scorsi l'assessore Siri, assieme ai colleghi della Provincia di Genova (Manuela Cappello) e La Spezia (Anna Maria Mascardo) ha spedito una lettera al ministro Gelmini. Secondo i tre assessori la riforma scolastica non può essere affrontata con un decreto legge ma "attraverso una più laboriosa ma proficua convergenza con istituzioni regionali, enti locali, parti sociali e associazioni di categoria". Si fa poi riferimento alle difficoltà del territorio, a cominciare dai comuni dell'entroterra, legate alla particolare orografia della Liguria. "Non riteniamo proponibile, oggi, la gestione di classi con oltre 20-25 ragazzi, sia per le dimensioni di aule situate spesso in edifici costruiti per altre finalità, sia per l'impossibilità dei docenti di far fronte a un numero così elevato di allievi, con caratteristiche socio culturali molto differenti rispetto a vent'anni fa".

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Inizio scuole a ottobre c'è un ritorno di fiamma (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Scuola

Il caso Ne parla il ministro dopo la proposta di due deputati Pdl BARBARA TESTA Inizio scuole a ottobre c'è un ritorno di fiamma ALASSIO L e scuole? Potrebbero anche tornare a iniziare il primo ottobre, a sentire il neo ministro all'Istruzione. Mariastella Gelmini ha sottolineato (in un articolo uscito su La Stampa il 24 agosto), che l'Italia è un paese turistico ed è un peccato perdere un mese così bello stando in aula. Ad accorgersi di quanto settembre possa essere importante per rilanciare il turismo sono stati, diversi anni fa, Giuseppe Maiellano, presidente provinciale di Confesercenti, l'allora sindaco di Finale Ligure Pier Paolo Cervone e il rappresentante degli albergatori provinciale di quegli anni Enrico Valle. Furono loro, per primi, a chiedere di far slittare l'inizio delle scuole da settembre ad ottobre, comprendendo appunto l'importanza di poter contare su un intero mese in più di presenze turistiche. Oltre al ministro Gelmini, anche altri due deputati del Pdl hanno fatto un'analoga proposta nel giugno scorso. Si tratta di Monica Faenzi e Riccardo Mazzoni che hanno presentato una proposta di legge in tal senso, chiedendo che comunque venissero mantenuti i 200 giorni di lezioni. "Questa proposta risponde ad una serie di motivazioni di ordine scolastico, climatico ed economico. Il rientro ad ottobre non solo darebbe un tempo più congruo a tutti gli studenti che devono recuperare i debiti formativi, ma consentirebbe nel contempo al ministro e a tutto il personale di espletare le pratiche burocratiche con maggiore serenità", hanno detto i due deputati in un'intervista. E hanno aggiunto: "Esiste poi un fattore climatico che favorisce questo spostamento a ottobre. I cambiamenti del tempo hanno portato a un prolungamento della piena stagione estiva fino al termine di settembre, un mese che potrebbe trasformarsi in una grande opportunità economica sia per gli operatori turistici che per le famiglie". Un'opportunità già compresa nel Ponente, dove il turismo è fatto principalmente da nuclei familiari provenienti da Piemonte, Lombardia e Valle d'Aosta, che devono per forza far ritorno a casa per l'inizio della scuola. Se non prima, nel caso in cui ci siano figli che devono recuperare debiti scolastici. "Sono quindici anni che chiediamo che venga posticipato l'inizio delle scuole", dice Giuseppe Maiellano presidente provinciale di Confesercenti. "Contando che i ragazzi ad oggi devono provvedere a recuperare i debiti formativi entro il 31 agosto, la stagione si è ristretta notevolmente. Posticipare ad ottobre il rientro nelle aule avrebbe solo un risvolto positivo", conclude Maiellano. Mantenere positivo il bilancio del turismo savonese diventa sempre più difficile, facendo riferimento ai dati che vogliono che l'incremento turistico della Spagna si attesti sul 63 per cento, contro il 36 dell'Italia. Se settembre diventasse un mese ancora fortemente a carattere vacanziero ci sarebbe una bella boccata d'ossigeno per gli operatori del settore.

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La scuola modello Milano: i più bravi? Vacanza-premio (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-01 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE 8 Settembre Comincia l'anno scolastico più lungo d'Italia: 217 giorni. Al Berchet si parte il 15. Esami di riparazione in corso Handicap Aumentano gli studenti disabili nelle scuole del Milanese: sono più di diecimila. Mancano insegnanti di sostegno La scuola modello Milano: i più bravi? Vacanza-premio Bonus libri, patto antibulli, stranieri in classe: dalla A alla Z tutto ciò che c'è da sapere per un anno di lezioni Le vacanze sono finite, e si fa sul serio. Subito. Anzi: in anticipo. Nell'attesa di lunedì prossimo, data di riapertura delle scuole, circa quattro studenti milanesi su dieci dovranno recuperare almeno un'insufficienza. In caso contrario, saranno costretti a ripetere l'anno. Un anno che s'annuncia all'insegna della severità. Per la lotta contro bulli e vandali, e per il recente decreto del consiglio dei ministri che ha reintrodotto il voto in condotta e la possibilità di bocciare con il 5. Il comportamento in classe è una delle sfide maggiori del 2008-2009. Al pari dell'integrazione. Che più che una sfida, in alcune scuole di frontiera resta un'emergenza, per l'altissima concentrazione di alunni stranieri (fino all'80%). A proposito di situazioni critiche: impossibile non citare il prezzo dei libri. Acquistare i testi, può comportare anche una spesa di seicento euro in certe classi di quarta ginnasio. E per combattere il caro-vita, arrivano i buoni-spesa del Comune. A come autonomia In virtù di questo principio le scuole (superiori) di Milano hanno "disobbedito" due volte: al calendario regionale, che fissa l'inizio delle lezioni l'8 settembre (ma al Berchet si parte addirittura il 15) e al ministro che aveva chiesto di concludere l'operazione esami a settembre entro il 31 agosto: verifiche e scrutini andranno avanti per le prossime due settimane B come bulli Contro inciviltà e vandalismo in classe è nato il "patto di corresponsabilità" tra scuola e famiglia. Lo hanno già adottato la media Arcadia-Pertini del Gratosoglio e la Thouar Gonzaga di via Brunacci che per rendere ancora più efficace la strategia anti-bullo ha coinvolto tutto il quartiere C come cinque in condotta: il decreto approvato giovedì dal consiglio dei ministri reintroduce il voto in condotta e la possibilità di bocciare con il 5. Non è una novità per Milano: a luglio, all'istituto tecnico Sraffa, due ragazzi "difficili " se lo sono trovato in pagella. E sono stati respinti D come duecentodiciassette giorni Il calendario scolastico lombardo, il più lungo d'Italia, prevede 217 giorni effettivi di lezione, 17 in più rispetto al "monte" obbligatorio. Le lezioni termineranno il 16 giugno. Le vacanze natalizie andranno dal 22 dicembre al 6 gennaio; quelle pasquali dal 9 al 14 aprile 2009 E come esami A partire da oggi (solo l'istituto tecnico Marie Curie ha cominciato la scorsa settimana) circa 16 mila studenti milanesi dovranno recuperare almeno un'insufficienza. Al Vittorio Veneto gli esami si tengono di fronte all'intero corpo insegnante. Al Feltrinelli, dove sono stati rimandati solo 17 ragazzi, le verifiche si terranno nella sola giornata di domani. Gli esiti: in serata F come facilitatori linguistici Per 46 mila studenti stranieri, sono stati garantiti 94 insegnanti di sostegno (di cui 7 destinati all'alfabetizzazione degli alunni rom, esattamente gli stessi dello scorso anno (cinque anni fa erano 200 per 20 mila alunni immigrati). Dopo le proteste dei sindacati ne sono stati aggiunti altri quattro G come ghetti L'integrazione resta una delle grandi emergenze della scuola milanese. La questione più urgente: la altissima concentrazione di alunni stranieri (fino all'80 per cento) in poche scuole di frontiera e la fuga degli studenti italiani. Come alle media Anemoni: fino a pochi anni fa aveva tre sezioni, ora ne ha una, frequentata quasi esclusivamente da immigrati. Per affrontare il problema, provveditorato e Comune hanno creato un tavolo. Prossimo incontro, il 15 settembre H come handicap Aumenta il numero degli studenti disabili in tutti gli ordini di scuola. A Milano e provincia raggiungono quota 10.650, "ma continuano ad aumentare le richieste di certificazione ", fanno sapere dal provveditorato. Gli insegnanti destinanti al sostegno degli alunni portatori di handicap sono 4.560. "Troppo pochi", si lamentano sindacati e famiglie I come incentivi Per tutta l'estate si è parlato degli istituti (il primo: il liceo scientifico Leonardo da Vinci) che distribuiscono denaro (da spendere in aggiornamento culturale) agli studenti migliori o a chi - come al San Carlo - si comporta correttamente. Ma c'è chi va oltre: i ragazzi si premiano con le vacanze. La pensa così Clara Magistrelli, a capo del professionale Caterina da Siena: "Avendo a disposizione molti giorni di lezione, abbiamo deciso di dedicare tre settimane al ripasso del programma. Chi non ne ha bisogno può stare a casa L come libri Acquistare i testi scolastici può arrivare a costare fino a seicento euro per alcune classi di quarta ginnasio (tenendo conto anche dei dizionari di latino e greco) e trecento euro per le medie. Secondo Altroconsumo una scuola milanese su due supera i limiti di spesa fissati dal ministero Per combattere il caro-vita il Comune di Milano mette a disposizione un buono: 200 euro in prima media, 80 in seconda, 90 in terza. M come mense Sono settantamila i bambini che mangiano nelle scuole di Milano. Di questi, circa settemila hanno diritto a pasti alternativi: dietetici, religiosi, antiallergici. MilanoRistorazione sta sperimentando anche nuovi menu. I nuovi piatti: salmone e pasta al pomodoro e ricotta. Altra novità: un decalogo da appendere in refettorio per aiutare personale e insegnanti nella corretta somministrazione di diete speciali N come nomine Per tutta la settimana il provveditorato ha assegnato le cattedre annuali ai supplenti. Il bilancio: le solite proteste su ritardi ed errori e centinaia di posti scoperti. Soprattutto nel sostegno all'handicap (meno 400 cattedre) e in materie come lettere e tecnica. Colpa di una pioggia di rinunce, soprattutto da parte di insegnanti del sud. Francesca Lavizzari, a capo dell'istituto Cavalieri di via Anco Marzio e impegnata nelle operazioni di nomina, allarga le braccia: "Abbiamo chiamato tutti, senza risparmiarci. Più di così non potevamo fare". Ora toccherà ai presidi coprire i posti vacanti chiamando direttamente i supplenti O come orari Da tempo si sta studiando un modo per rivedere gli orari di entrata e uscita dalle scuole per evitare ingorghi e per cercare di venire incontro alle esigenze delle famiglie. Nulla di fatto, per ora. Novità, invece, sulla lotta allo smog. Parte in 18 istituti il progetto "A scuola con gli amici" promosso dal Comune per convincere i bambini a raggiungere la classe a piedi o in bicicletta P come presidi Tanti nuovi dirigenti alla guida delle scuole milanesi. Occhi puntati su Alessandro Gullo, preside del Berchet che sostituisce Innocente Pessina e su Maria Concetta Guerrera, al classico Beccaria. Il compito più difficile è stato affidato a Pietro De Luca, che dovrà ridare slancio allo scientifico Severi che dalla sede storica dei Bastioni di Porta Volta trasloca in via Alcuino, accorpato al professionale Cesare Correnti Q come quadrimestre Sempre più flessibile, sempre più diversificato. In molti istituti ormai è prassi dividere l'anno in un trimestre - fino alle vacanze di Natale - e in un successivo pentamestre R come ripetizioni In epoca di esami a settembre, è boom di lezioni private. La tariffa: fino a 65 euro all'ora, soprattutto in questi giorni di full immersion S come succursali Licei che scoppiano, tecnici e professionali che si svuotano. "Sono anni - dice Michele D'Elia, preside dello scientifico Vittorio Veneto - che chiedo una sede aggiuntiva. Ma me l'hanno sempre rifiutata". L'ha avuta Bruna Sinnone, a capo dell'istituto Besta, che quest'anno dovrà spostare 15 classi di liceo al Molinari: "Altrimenti non ci stavamo più". Controindicazione: "Siamo stati costretti a trasformare due aule grosse in quattro piccole: mancano ancora le porte. Speriamo che arrivino con l'inizio delle lezioni". T est alla Manzoni Anche quest'anno torna l'esame di ammissione al liceo civico linguistico più richiesto di Milano. Con una novità: il Comune sta studiando un sistema per dare un punteggio aggiuntivo ai ragazzi residenti a Milano U come maestro unico e voti in pagella Già oggi i dirigenti delle elementari si riuniranno in assemblee per discutere e applicare la novità stabilita dal governo. Ma sulla fine delle "compresenze in classe" i sindacati già annunciano mobilitazioni V come Venezia I ragazzi dell'istituto professionale Kandinsky hanno cucito gli abiti per una scena del film "Primo giorno d'inverno" di Mirko Locatelli, fuori concorso a Venezia Z come zone Le scuole di Milano sono state oggetto di un imponente ridimensionamento. Elementari e medie sono state accorpate e si sono creati nuovi istituti comprensivi che hanno ridisegnato la mappa della città e i bacini di utenza Annachiara Sacchi Il rientro Le scuole riaprono lunedì prossimo. Il calendario lombardo è il più lungo. Si termina il 16 giugno.

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Intelligenza e carattere crescono solo se si accettano le sfide (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-01 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Pubblico&Privato di Francesco Alberoni Intelligenza e carattere crescono solo se si accettano le sfide N elle olimpiadi sette medaglie d'oro su otto sono state vinte da militari, cioè da persone abituate alla disciplina e all'autocontrollo. Dalla scuola e dalla università non è venuto nulla, e questo è un sintomo della povertà del nostro sistema educativo. Perché lo sport è espressione dell'organizzazione disciplinata della società e dell'individuo, misura la sua capacità di porsi una meta e raggiungerla. Ora da trent'anni il nostro sistema educativo - dalla famiglia alla scuola - ha avuto una sola preoccupazione: evitare ai bambini e ai giovani ogni trauma, ogni fatica, ogni frustrazione. Insegnando loro che sono bravi, adorabili qualsiasi sciocchezza facciano e che non dovranno mai pagare per i loro errori. Non gli è stato mai detto che la nostra intelligenza si sviluppa solo affrontando problemi, che il nostro carattere si plasma solo accettando le sfide, che per capire il valore delle cose dobbiamo meritarcele. Mentre quanto ci viene regalato senza merito ci indebolisce e tutto ciò che ci viene perdonato senza punizione ci corrompe. Il risultato di questa pedagogia irresponsabile è che troppi (per fortuna non tutti) nostri ragazzi e ragazze non studiano, non sanno concentrarsi, perdono il loro tempo chattando su Internet, facendo videogiochi, mangiano troppo, sono maleducati, si ubriacano in discoteca e non sanno fare nessun lavoro. Questa estate mi si è guastato il frigorifero, sono arrivati uno dopo l'altro tre tecnici dell'impresa - ciascuno con furgoncino e assistente - lo hanno contemplato perplessi e se ne sono andati senza saper cosa fare. Un mio amico ha due mungitori indiani a cui dà uno stipendio di quattromila euro netti al mese. Ma questi mungitori sono degli esperti zootecnici, preparatissimi in elettronica, e in Italia non c'è nessuno che sa fare il loro lavoro. E fra poco non ci saranno nemmeno idraulici, elettricisti, falegnami, sarti, ragionieri, capomastri, restauratori, installatori con una preparazione scientifico-tecnica che li renda capaci di affrontare i problemi della casa e della fabbrica di oggi. Perché i nostri figli queste cose non le imparano né alla scuola media né all'università. Il ministro Mariastella Gelmini, che ha incominciato a ridare metodo, rigore e disciplina alla scuola, dovrà fra poco accingersi a colmare questo pauroso vuoto di preparazione tecnica degli italiani creando licei tecnici e lauree brevi dove, anziché chiacchiere, si imparano mestieri moderni. www.corriere.it/alberoni \\ I ragazzi non sono abituati al metodo e a fare sacrifici.

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GLI ISTITUTI DI ENOLOGIA (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 01-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE LAVORO E C data: 2008-09-01 - pag: 17 autore: GLI ISTITUTI DI ENOLOGIA Scuole speciali Si chiamano istituti con ordinamento speciale per la viticoltura e l'enologia e il loro obiettivo formativo è quello di preparare tecnici dell'enologia. Ne rimangono sette in tutta Italia: a Conegliano Veneto nato nel 1876, Alba, S. Michele all'Adige, Cividale del Friuli, Siena, Avellino, Marsala. Queste scuole, però, non accettano più matricole. Stanno esaurendo gli anni di corso già avviati in previsione della loro chiusura per via dell'eliminazione della tipologia di scuola. Futuro in bilico Contraria a questo destino Assoenologi,l'associazione che rappresenta il 95% degli enologi italiani. "Si tratta di scuole con un percorso di studi di sei anni spiega –Giuseppe Martelli, direttore generale Assoenologi– che forma tecnici dell'enologia. Queste persone svolgono un lavoro operativo relativo alla gestione del vigneto e alla produzione del vino. Fondamentale è stato il loro ruolo che ha eliminato l'empirismo con cui erano condotti i vigneti sinoa qualche decennio fa e hanno dato forte impulso alla lotta di malattie pericolose per i vigneti, come la filossera e la peronospora". Il settore vitivinicolo ha bisogno di questi tecnici. "Sono profili molto richiesti dal mercato perché sanno far dialogare l'agricoltore e l'enologo– continua Giuseppe Martelli –. Per questo gli istituti per la viticoltura e l'enologia devono continuare a vivere". Non solo. "La preparazione che gli alunni di questi istituti ricevono costituisce una buona base per chi intende iscriversi al corso di laurea in enologia". La proposta di Assoenologi Per evitare la chiusura di questi istituti a ordinamento speciale Assoenologi ha avanzato una propria proposta. "Chiediamo la trasformazione di queste scuole in istituti tecnici. Di questa nostra idea ne abbiamo già parlato con il ministero della Pubblica istruzione. Nei giorni scorsiè stato presentato uno studio al ministro Maria Stella Gelmini". Passaggio a istituti tecnici Ci sono quindicenni che s'iscriverebbero a queste scuole superiori? "Chi sceglie la laurea in enologia fa un percorso molto specifico.All'istituto per l'enologia,anche se le materie preponderanti sono agrariae viticoltura, si studiano chimica, fisica, matematica. Certamente rivedendone la formula dobbiamo pensare ad avvicinarei ragazzi a questo tipo di studio".

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Il prete (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-01 num: - pag: 14 categoria: BREVI Il prete Don Antonio Mazzi è contrario al ritorno del voto in condotta. E ricorda che in terza media, a 14 anni, fu bocciato "proprio a causa di quel 7 in condotta che piace tanto alla Gelmini".

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Don Mazzi: tentai il suicidio per un sette in condotta (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-01 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Rivelazioni Il sacerdote: bocciato in terza media, fu un dramma Don Mazzi: tentai il suicidio per un sette in condotta DAL NOSTRO INVIATO FIRENZE – Il 7 in condotta proprio non va giù a don Mazzi, sacerdote un po' discolo e indisciplinato, che le cose non le manda a dire neanche al suo preside-superiore, il Papa, anche ieri criticato senza troppi riguardi: "Sulla sicurezza non si deve accontentare di parlare o di giungere le mani, deve tirare le orecchie a qualcuno. E poi quante canoniche vuote ci sono che potrebbero ospitare immigrati? ". Anche sul linguaggio, il suo "prof" avrebbe da ridire: "Quelli lì al governo ci fanno ingoiare merda come fosse rosolio. Scusate le parole, deve essere il caldo". Sacerdote d'assalto e di frontiera, don Mazzi di problemi ne ha avuti parecchi da ragazzino. E la sua avversione per le riforme del ministro Gelmini ha un versante privato doloroso. Alla Festa del Pd di Firenze ricorda che in terza media, a 14 anni, fu bocciato: "Proprio a causa di quel 7 in condotta che piace tanto alla Gelmini". Una bocciatura alla quale sul palco accenna sorridendo. Ma che dietro le quinte racconta nei dettagli: "Presi la mira con l'elastico per colpire il sedere del mio compagno di banco. Ma sbagliai mira e colpii sugli occhi il prof d'italiano, l'unico che allora mi difendeva ". Il 7 in condotta, fu inevitabile. E qui i toni si fanno cupi: "Allora ci davano le bacchettate alle mani, ci facevano inginocchiare, non ci davano da mangiare ". Una bocciatura che stava per finire in tragedia per il piccolo Antonio, orfano dei genitori: "Ripetere l'anno per una famiglia povera come la mia era un dramma. Dopo la bocciatura sono stato molto male e ho tentato anche il suicidio. Per fortuna mi è andata bene, e ora sono qui". Qui, a Firenze, a predicare il messaggio della solidarietà, a bacchettare la Caritas ("non sempre è trasparente") e a criticare la china che sta prendendo il governo. Sulla sicurezza, per esempio: "E' diventata la Bibbia della destra. Finirà che spareranno contro i gommoni dei clandestini ". "Sante parole", chiosa sulla solidarietà Livia Turco, presente al dibattito, che poi fa autocritica a nome della sinistra: "Anche noi abbiamo rincorso la destra sulla sicurezza ". Ma è la scuola che sta a cuore, a don Mazzi. E' il futuro dei ragazzini. Il sacerdote della comunità Exodus è scatenato: "Vogliamo parlare del 7 in condotta? E' assurdo, voglio fondare un club di quelli come me". Per il sacerdote è solo "un cerotto e malmesso", che si somma alle altre misure: "Ma possibile che si pensi di risolvere il problema degli ombelichi facendo indossare il grembiulino? Sono già pronti quelli con il marchio D&G. Faranno anche le mutandine griffate". E' talmente indignato, o sconfortato, don Mazzi, che ha persino mandato "un messaggino" al ministro Gelmini: "Ma è tutto il governo che ha scelto la politica della scorciatoia. Per risolvere il problema dei bulli si mette il 7 in condotta. Ho appena scritto un libro che si chiama "Stop ai bulli" ". Lì ci sono le ricette, come una settimana di volontariato per le scuole e un periodo di servizio civile obbligatorio, idea condivisa dalla Turco. "Ma i bulli – conclude il discolo don Mazzi – ce li abbiamo al governo". Alessandro Trocino.

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Il ministro (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-01 num: - pag: 14 categoria: BREVI Il ministro Per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini il voto in condotta "è una risposta urgente di fronte ai casi di bullismo". Ora la bocciatura scatterà col 5 e non più col 7.

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Scuola, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori denunciano speculazione sul prezzo del grembiule (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 01-09-2008)

Argomenti: Scuola

(31/8/2008 18:08) | (Sesto Potere) - Roma - 29 agosto 2008 - Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori denunciano quest'anno una speculazione senza precedenti sul prezzo del grembiule. Evidentemente la proposta del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini di ripristinarlo per gli alunni delle scuole primarie ha determinato un rialzo dei prezzi assurdo, che non può certo trovare giustificazione in un aumento della domanda. Si tratta di un rialzo medio del 41,1 % rispetto al 2007 e del 102,3 % (più del doppio) rispetto al 2001, ossia quando avevamo la vecchia lira. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori propongono a tutte le scuole di sospendere qualunque decisione in merito al grembiule fino a che i prezzi non saranno ritornati ad essere ragionevoli, ossia almeno pari a quelli del 2007, già ingiustificabili. In alternativa propone ai genitori lo sciopero del grembiule: no all'acquisto! Per chi già lo possiede, chiediamo di non farlo indossare, in modo che chi non lo ha ancora acquistato non si senta discriminato. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori danno alle famiglie alcuni consigli per gli acquisti del resto del corredo scolastico: - Non inseguite le mode. In questi giorni tutte le televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola. Allontanateli dalla TV e non fatevi condizionare dal mercato pubblicitario. Non inseguendo le mode, per il corredo potreste spendere fino al 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose. - Supermercato? Si, ma con la lista di quello che serve! Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Il rischio connesso ai grandi punti vendita, però, è di dissipare tutto il risparmio acquistando anche quello che non serve. Andate, quindi, con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. Se decidete di acquistare quello che vi serve, osservando i prodotti esposti mentre girate tra le corsie, sarete in balia del supermercato. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti "civetta". Vengono venduti beni addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per acquistare anche tutto il resto. Approfittatene! Ma è una ragione in più per rispettare la lista fatta razionalmente a casa. Nei supermercati, infine, è più difficile avere consigli sulla bontà della merce. - Rinviate gli acquisti. Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell'anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. - Aspettate i professori. Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. - Offerte promozionali e kit a prezzo fisso. Ben vengano! Possono essere convenienti. Se non sono frutto di un accordo con le associazioni di consumatori, che fanno da garante, confrontate comunque i prezzi e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino (per il quale sconsigliamo in ogni caso l'acquisto, dando la preferenza al trolley).

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Una scuola feudale (sezione: Scuola)

( da "AprileOnline.info" del 01-09-2008)

Argomenti: Scuola

Maria Mantello, 01 settembre 2008, 12:11 L'approfondimento La riforma Gelmini aspira a piegare la formazione alle leggi del mercato e si tradurrà in una rete di clientele politiche che potranno gestire, con i soldi della collettività, tutta l'istruzione, con la conseguenza che i docenti verranno espropriati della autonomia didattica e la cultura sarà svilita A ridosso d'inizio anno scolastico, il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, propone e a volte realizza qualche isolata variazione nel sistema scolastico: dal grembiulino per tutti (anche per le ragazze delle superiori, come era una volta?), insufficienza in condotta = bocciatura (ma prendere 7 non era già abbastanza negativo?), insegnamento dell'educazione civica (ma "Storia ed educazione civica" non erano già curricolari?); voto al posto del giudizio (ma cambia la sostanza?); maestro unico (Ma! Qualche nostalgia di ritorno guasta?). Piccole cose, che a volte creano anche ingenue simpatie, distogliendo però l'attenzione dall'obbiettivo di fondo di questo governo di destra: la privatizzazione del sistema statale d'istruzione. Un obbiettivo che il ministro Gelmini non tralascia mai di ribadire menzionando sempre le tre direttive della sua riforma a venire: sussidiarietà dello Stato, fondazioni scolastiche autonome, merito dei docenti. Proviamo a correlarle. Ogni istituto statale dovrebbe trasformarsi in fondazione per gestire autonomamente i suoi progetti educativi col denaro erogato da uno Stato: sussidiario economico. Un'idea di capitalismo all'italiana dove la gestione è privata, ma il denaro di tutti i cittadini. Con le fondazioni, lobby ideologico-politico-economiche gestiranno la politica scolastica come in un sistema aziendalistico, dove le realtà locali avranno un peso determinante nel definire piani e programmi di ogni singola scuola. Libertà d'insegnamento e d'apprendimento saranno pesantemente condizionate, mettendo in riga i docenti con la valutazione del merito (adesione all'ideologia della fondazione privata? I contratti delle scuole private già lo prevedono). Stiano attenti, allora, i fastidiosi docenti delle statali che pretendono di avere libertà d'insegnamento ed autonomia professionale, di assumersi (individualmente e collegialmente) la responsabilità della progettazione didattica, di dare valore fondamentale alla cultura, e per giunta di insegnarlo mentre tutta la società di contorno sembra in gara per svilirla. Per comprendere meglio il Gelmini-pensiero, forse è opportuno andare a rileggere un disegno di legge che l'onorevole ha presentato alla Camera il 5 febbraio 2008, qualche mese prima di diventare ministro dell'Istruzione del nuovo governo Berlusconi. Questo "Disegno Gelmini" (lo chiamiamo così per brevità e riportiamo tra virgolette i passi che ne citiamo) è tutto incentrato sulla connessione merito-mercato, che organismi appositi valutano e giudicano sulla base di "risultati superiori a quelli mediamente conseguiti". Il che significa indurre aprioristicamente il sospetto maligno che ogni pubblico dipendente non fa abbastanza, come invece avrebbe fatto in un sistema competitivo e concorrenziale. Un sistema di mercato dominato dall'efficienza produttiva che, rapportato alla scuola dove centrali sono docenti e studenti, significa equiparare il delicatissimo processo dell'interrelazione insegnamento-apprendimento ad una catena di montaggio. Ignorare che conoscenze-competenze-capacità sono il risultato di una crescita culturale, e non un mercato dove tutto si acquista e si consuma tramite mercanti-docenti e studenti-clienti. Un mercato con tanto di controllori appositi, secondo il "Disegno Gelmini": "Direzione di Valutazione e monitoraggio del merito dell'autorità garante della concorrenza e del mercato". Chissà quali scuole dovranno aver frequentato? E che preparazione e meriti superiori dovranno avere? I nostri interrogativi diventano angosciosi, se si pensa che il "Disegno Gelmini" prevedeva il "progressivo ampliamento per i dirigenti con ruoli apicali dell'istituto della chiamata nominale su base fiduciaria e di relativi contratti di tipo privatistico a tempo determinato". Insomma dirigenti al di fuori di ogni controllo, "unti" dai politici e da questi messi e dismessi. Un sistema di stampo feudale dove ognuno, per usare le parole dello storico March Bloch, è uomo di un altro uomo. Le conseguenze nefaste sono facilmente immaginabili: tutti i non conformi al merito predefinito e controllato, avranno la riduzione dello stipendio, fino al licenziamento senza possibilità di reintegro. Per fronteggiare le sentenze contro i licenziamenti illegittimi, "un meccanismo di natura esclusivamente risarcitoria". Inoltre, per migliorare l'efficienza produttiva nel mercato-scuola, ogni istituto è in gara con se stesso e con tutti gli altri, attraverso "la promozione di una piena concorrenza tra le istituzioni scolastiche, mediante l'adozione di meccanismi di ripartizione delle risorse pubbliche in proporzione dei risultati formativi rilevati da un organismo terzo" (un altro appalto a privati?). Sempre in nome dell'efficienza produttiva, poi, il "Disegno Gelmini" proponeva la "progressiva liberalizzazione della professione, da attuare attraverso la chiamata nominativa da parte delle autonomie scolastiche su liste di idonei...". Una perla che può solleticare magari qualche preside, ma che nelle nuove scuole trasformate in fondazioni private, significa cancellare in un sol colpo il sistema di accesso alla docenza per concorsi pubblici, nonché le graduatorie per titoli di studio, culturali, professionali ecc., dando la stura al più becero clientelismo. In attesa di sbarazzarsi definitivamente di questi criteri oggettivi (graduatorie statali) che fanno così poco mercato, il "Disegno Gelmini" pensava, oltre alle "liste di idonei" (una lista non fa graduatoria) alla "possibilità di stipulare contratti integrativi di tipo privatistico" servendosi di non meglio precisati "mediatori professionali pubblici o privati". Per l'Università e la Ricerca, la "progressiva abolizione dei contratti a tempo indeterminato dei docenti" e la "privatizzazione di tutti gli istituti pubblici di ricerca". Come tutto questo produca merito e qualità nella scuola rimane un mistero insolubile. L'unica cosa certa è che una rete di clientele politiche gestirà con i soldi della collettività tutta l'istruzione. Una vera infeudalizzazione della scuola, dove ognuno avrà un padrone che lo comanda, in uno Stato espropriato di una funzione fondamentale affidatagli dalla Costituzione: l'istituzione di scuole statale per tutti gli ordini e gradi (art. 33). Occorre allora meditare seriamente su quanto sta accadendo, e mobilitarsi per impedire la morte della Scuola Statale, cioè dell'unica scuola libera che educa alla democrazia puntando allo sviluppo di capacità di giudizio autonomo degli studenti. Una scuola statale, che per gli scenari che si stanno prospettando è forse l'ultimo baluardo del pluralismo e della coscienza critica. Cose assai scomode per chi vorrebbe una società tutta asservita ad un pensiero unico, celebrante e celebrato nei rituali della virtualità mass-mediatica monopolizzata, con cui si forma l'opinione pubblica. Quest'ultima, alfine, si convincerà che una scuola statale al collasso (sarà stata privata dei fondi a vantaggio delle private, i docenti saranno sempre più espropriati della indispensabile autonomia didattica e sottopagati) la cosa migliore è privatizzare. Così finalmente anche la cultura finirà di infastidire quel familismo e rampantismo italico, non disposto spesso a fare i conti col fatto che non basta aver pagato le rette per essere promossi! Perché nella scuola statale, il merito, quello vero, conta e come!.

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Caro scuola: speculazione sul costo del grembiule: + 41,1% rispetto al 2007 (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 01-09-2008)

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(1/9/2008 18:38) | (Sesto Potere) - Roma - 1 settembre 2008 - Effetto Gelmini sul costo dei grembiuli. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori denunciano quest'anno una speculazione senza precedenti sul prezzo del grembiule. Evidentemente la proposta del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini di ripristinarlo per gli alunni delle scuole primarie ha determinato un rialzo dei prezzi assurdo, che non può certo trovare giustificazione in un aumento della domanda. Si tratta di un rialzo medio del 41,1 % rispetto al 2007 e del 102,3 % (più del doppio) rispetto al 2001, ossia quando avevamo la vecchia lira. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori propongono a tutte le scuole di sospendere qualunque decisione in merito al grembiule fino a che i prezzi non saranno ritornati ad essere ragionevoli, ossia almeno pari a quelli del 2007, già ingiustificabili. In alternativa propone ai genitori lo sciopero del grembiule: no all'acquisto! Per chi già lo possiede, chiediamo di non farlo indossare, in modo che chi non lo ha ancora acquistato non si senta discriminato. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori danno alle famiglie alcuni consigli per gli acquisti del resto del corredo scolastico: · Non inseguite le mode. In questi giorni tutte le televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola. Allontanateli dalla TV e non fatevi condizionare dal mercato pubblicitario. Non inseguendo le mode, per il corredo potreste spendere fino al 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose. · Supermercato? Si, ma con la lista di quello che serve! Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Il rischio connesso ai grandi punti vendita, però, è di dissipare tutto il risparmio acquistando anche quello che non serve. Andate, quindi, con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. Se decidete di acquistare quello che vi serve, osservando i prodotti esposti mentre girate tra le corsie, sarete in balia del supermercato. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti "civetta". Vengono venduti beni addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per acquistare anche tutto il resto. Approfittatene! Ma è una ragione in più per rispettare la lista fatta razionalmente a casa. Nei supermercati, infine, è più difficile avere consigli sulla bontà della merce. · Rinviate gli acquisti. Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell'anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia. · Aspettate i professori. Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti. · Offerte promozionali e kit a prezzo fisso. Ben vengano! Possono essere convenienti. Se non sono frutto di un accordo con le associazioni di consumatori, che fanno da garante, confrontate comunque i prezzi e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino (per il quale sconsigliamo in ogni caso l'acquisto, dando la preferenza al trolley).

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Nessuno può insegnare con 1200 euro al mese - pietro citati (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)

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La polemica Scuola, le riforme della Gelmini non toccano il cuore del problema Nessuno può insegnare con 1200 euro al mese PIETRO CITATI La naftalina mi è sempre piaciuta moltissimo: al contrario che a Michele Serra, il quale trova un forte odore di naftalina nelle riforme scolastiche proposte dal ministro Gelmini. Ricordo la beatitudine con cui, a tarda primavera, aprivo gli armadi dove mio padre e mia madre avevano chiuso i cappotti e le pellicce invernali, e aspiravo l'odore di naftalina, che mi rammentava profumi molto più squisiti. Michele Serra ha perfettamente ragione su un punto capitale. SEGUE A PAGINA 26.

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I sindacati davanti all'ufficio regionale "no alle scuole fondazioni e ai tagli" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)

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Pagina IV - Torino La manifestazione I sindacati davanti all'Ufficio regionale "No alle scuole fondazioni e ai tagli" Docenti e personale della scuola protestano stamattina davanti alla Direzione regionale scolastica di via Pietro Micca. La manifestazione è organizzata dai sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola di Torino. L'iniziativa risponde all'ultimo decreto del ministro Gelmini e alle ricadute che esso avrà sulla qualità del servizio scolastico. A repentaglio, secondo le forze sindacali, è il diritto all'istruzione pubblica. Tre i punti contestati: la proposta di trasformazione degli istituti scolastici in fondazioni, la diminuzione delle risorse e il taglio di 150 mila lavoratori nelle scuole - di cui 100 mila insegnanti e quasi 50 mila assistenti tecnico amministrativi. "è compito del sindacato - afferma il segretario Flc Cgil Torino Igor Piotto - mobilitare i lavoratori nelle scuole e nelle famiglie contro una scelta economica di risparmi che mette in discussione crescita e sviluppo".

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"elementari, con il maestro unico tagli di quasi duemila insegnanti" - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)

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Pagina IX - Roma L'allarme del segretario generale della Cgil-scuola di Roma e Lazio. Contrari anche i presidi "Elementari, con il maestro unico tagli di quasi duemila insegnanti" L'Unione italiana genitori: "Ai nostri figli a scuola non serve un tuttologo" TEA MAISTO "Se ci fosse un ritorno al maestro unico, come vorrebbe il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, tra Roma e provincia ci sarebbe un taglio di circa 1.800 insegnanti della scuola primaria. E gli attuali precari, circa 1300, sarebbero disoccupati, mentre gli altri 500 potrebbero essere riassorbiti dai pensionamenti". A lanciare l'allarme è Domenico Rossi, segretario generale della Cgil-scuola di Roma e del Lazio. Attualmente alle elementari gli insegnanti sono specializzati in ambiti disciplinari (italiano, matematica e scienze, storia e geografia) e si alternano su due classi. "Il maestro unico aveva senso in passato - continua Domenico Rossi - oggi è richiesta una conoscenza multidisciplinare, ed è impossibile che un'unica persona intervenga su tutto. I bambini hanno bisogno di conoscenze in più campi che il maestro unico non può dare". Poi il sindacalista aggiunge: "Non è un disegno riformatore, è una catastrofe che nasce da un problema di cassa, di reperimento di risorse. E il taglio di 1.800 insegnanti è stato calcolato se il tempo pieno rimanesse in vigore. Se venisse abolito, invece, ci sarebbero altri tagli". A anche ai presidi delle scuole elementare l'idea non piace affatto. "è una follia - spiega Domenico Bernardini, preside dell'elementare Gramsci di via Laurentina - perché si impoverisce la scuola, l'offerta diventa meno ricca e il risparmio ricade su quell'utenza che è anche la più debole e che ha invece bisogno di professionalità e di una scuola più stimolante. Inoltre - prosegue il preside Bernardini - se le ore scolastiche venissero diminuite, si ritornerebbe a quelle 24 ore della vecchia scuola dove si insegnava a "leggere, scrivere e far di conto", una formula che aveva una sua funzionalità in una società dove si combatteva l'analfabetismo e che oggi non ha invece alcun senso". Aggiunge Anna Zuccarello, preside della Manin dell'Esquilino: "Sono contraria all'ipotesi del maestro unico se si intende una figura simile a quella di tanti anni fa, perché gli alunni hanno bisogno di confrontarsi con più persone. Sono d'accordo - specifica la Zuccarello - se diventasse invece un maestro di riferimento che non va a cambiare l'organizzazione scolastica e che oggi più o meno già esiste". Un "no" secco all'ipotesi del maestro unico arriva anche dal fronte delle famiglie. "Il tuttologo non può esistere - spiega Donatella Poselli, presidente dell'Unione Italiana genitori - non si può tornare indietro, ci devono essere almeno due insegnanti per rispondere a quelle che sono le esigenze di conoscenze dei nostri figli", Intanto ieri sono riprese regolarmente le operazioni alla scuola Manin, dopo la sospensione di venerdì nelle assegnazioni delle cattedre dell'Infanzia. Alcuni docenti avevano infatti lamentato degli errori nell'elenco delle cattedre disponibili.

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Gare di graffiti sui muri delle scuole - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Milano Gare di graffiti sui muri delle scuole La Provincia: "Basta con il clima da caserma della Gelmini" Sgarbi e Dario Fo nella giuria. In cambio i ragazzi devono cancellare le scritte dentro e fuori l'istituto FRANCO VANNI Una borsa di studio ai graffitari. Un assegno agli studenti che disegnano sui muri della scuola i dipinti più belli, con pennelli e bombolette spray. La Provincia invita i presidi delle superiori di Milano e hinterland a offrire una parete ai ragazzi, perché possano disegnarci sopra murales. Lo stile del dipinto è libero, il tema invece lo impone il committente: "Pace, diritti e Costituzione". Una giuria, guidata da Dario Fo, deciderà poi chi sono stati i graffitari più abili, e a loro andrà la borsa. Giansandro Barzaghi, assessore all'Istruzione della Provincia, spiega: "In opposizione al clima da caserma che il ministro Gelmini vuole creare a scuola, con grembiule obbligatorio e tolleranza zero sulla condotta, noi aiutiamo i ragazzi a esprimere la loro creatività". Il progetto, che si chiama "Dipingiamo la partecipazione", prevede anche un "patto di responsabilità": agli studenti che fanno i graffiti la scuola può chiedere in cambio di imbiancare i muri imbrattati dal cosiddetto bombing, il caos di firme stilizzate (tag) che copre le pareti di molte scuole. Tutte le spese per l'acquisto di bombolette, pennelli e vernici, sono a carico della Provincia. Nella giuria che assegnerà la borsa, oltre a Dario Fo, la Provincia vorrebbe anche Vittorio Sgarbi e Atomo Tinelli, già curatore della mostra Street Art al Pac. Per Fo, "è giusto che i graffiti entrino a scuola, oramai solo gli ottusi non riconoscono il valore della pittura muraria". Ma ha anche un timore, il premio Nobel: "I presidi, legittimamente, potrebbero non capire il progetto, il rischio è che vedano l'iniziativa come un'intrusione, una scusa per imbrattare la scuola". Sgarbi invece accetta e rilancia: "Farò parte della giuria, e sarà il primo passo della mia candidatura come assessore alla Cultura in Provincia. La giunta Penati, a differenza di quella guidata da Letizia Moratti, si dimostra aperta nei confronti dell'arte". Fra i giurati il più critico è Tinelli: "è giusto concedere ai ragazzi un muro a scuola per dipingere, ma non vedo perché si debba chiedere agli studenti di imbiancare le pareti, è uno scambio non necessario". Il bando sarà inviato alle scuole entro fine mese, e i presidi sono già pronti a firmare. Giorgio Castellari, a capo del liceo scientifico Vittorini in zona Lorenteggio, nell'iniziativa vede soprattutto l'occasione per ripulire i muri della scuola: "Se davvero gli studenti oltre a fare i graffiti cancelleranno le scritte dalle pareti, allora sarà una cosa utile. Il problema sarà semmai motivare i ragazzi, che spesso sono pigri quando si propone loro qualcosa di nuovo". Annamaria Indinimeo, preside dell'istituto tecnico Kandinsky, al Gratosoglio, già immagina un bel graffito di fianco all'ingresso della scuola: "La parete esterna sarebbe perfetta, un bel murale farebbe sparire il caos di scritte che c'è ora". La preside aveva già provato a coinvolgere i ragazzi per ridare decoro alla facciata, ma qualcosa era andato storto: "Due anni fa ho chiesto agli studenti di dipingere il muro perimetrale della scuola, loro lo hanno fatto, e i vigili li hanno multati. La Provincia coinvolga il Comune, di modo che simili incidenti non si ripetano". Se i vigili daranno o meno le multe agli studenti-writer non si sa, ma di certo a Palazzo Marino l'iniziativa non piace. Maurizio Cadeo, assessore del Comune al Decoro urbano, attacca: "Il progetto ricalca la linea fallimentare già tentata da Sgarbi quando era assessore alla Cultura. Consentire ai graffitari di dipingere su alcuni muri per preservarne altri è inutile. Il writing si basa sulla ribellione: più cerchi di tenerli buoni, più quelli si sentono autorizzati a imbrattare". Cadeo è critico anche sul fatto che i disegni abbiano un tema obbligatorio: "Imporre la pace come argomento limita la creatività dei ragazzi e serve solo a fare pubblicità ai movimenti pacifisti".

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Scuole, a rischio il 20 per cento solo a bari 72 sono da chiudere - camilla povia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bari Scuole, a rischio il 20 per cento solo a Bari 72 sono da chiudere Lomelo annuncia battaglia: "Bloccheremo il piano" La Regione ha allo studio gli accorpamenti, saranno pronti l'anno prossimo: ma non con spirito ragionieristico CAMILLA POVIA Se le scuole pugliesi sono 926, sotto la mannaia del taglio inserito nel decreto legge del governo, potrebbero caderne più del 20 per cento. In provincia di Brindisi, sono 20 le scuole sottodimensionate su un totale di 92. Nel Foggiano ce ne sono 49 su un totale di 172. In provincia di Lecce sono 45 su 183 e in provincia di Taranto sono 25 su 132. In provincia di Bari, invece, si registra il dato più alto: 76. "Non approveremo mai un piano che ci mette nella condizione di chiudere più di trecento scuole - ha detto Domenico Lomelo, assessore regionale al Diritto allo studio - al massimo verificheremo qual è il giusto equilibrio". Linea dura contro l'effetto dei tagli? "Semplicemente una linea che ragiona col territorio - ha continuato l'assessore Lomelo - e con le persone in carne e ossa. Se loro mi tolgono un istituto, io ne sdoppio uno sovradimensionato. E qui da noi, in Puglia, ce ne sono tantissimi". Sono diversi gli istituti che contano più di mille studenti e sono soprattutto i licei. E negli anni passati, nel piano regionale di ridimensionamento della rete scolastica, non è mai comparsa la chiusura di una scuola. "Se l'anno scorso è capitato che accorpassimo qualche istituto - ha continuato l'assessore - era perché poi per bilanciare ne avremmo sdoppiato uno più grande. Francamente non capisco questa furia "alla Attila" nel tagliare le strutture scolastiche italiane. L'istruzione non la si fa con la ragioneria, non si decide a tavolino quanti edifici devono chiudere solo perché hanno meno di 500 studenti. Bisogna tenere conto di diversi fattori, tra cui il rapporto con il territorio". Il piano regionale di ridimensionamento della rete scolastica sarà pronto entro dicembre. In questi giorni sarà elaborato e prima del 2009 sarà approvato. Ma l'assessore lascia intendere senza neanche tanti dubbi che non vi sarà spazio per alcun taglio. Al massimo, se si sarà costretti a farlo, si divideranno alcuni istituti. La proposta del ministro Gelmini non è ancora diventata legge ma nel mondo scolastico pugliese è già caos. Anche perché, al numero di per sé già così vasto di scuole a rischio chiusura, vanno aggiunti anche i plessi e i presìdi, quelle realtà scolastiche molto piccole che non hanno una propria dirigenza ma che sono annesse alla sede centrale. "Non si può pensare che con un colpo di bacchetta magica si possano chiudere i plessi pugliesi - ha confermato Ruggero Francavilla, vice direttore dell'Ufficio scolastico regionale - perché qui da noi ne avremo diverse migliaia. Deve essere il Comune a scegliere perché poi sarà suo compito quello di garantire il trasporto degli studenti verso un'altra sede, lontana dalla precedente". I tagli, sempre il decreto legge verrà approvato nei tempi previsti, saranno distribuiti nell'arco dei tre anni, cercando di accorpare gli istituti o addirittura di eliminarli. "L'anno prossimo ci sarà un avvio molto leggero - ha detto Francavilla - poi con il passare dei mesi saranno effettivi tutti i provvedimenti che nei prossimi giorni ci darà il ministero". Tra qualche settimana ci sarà anche una conferenza tra stato, regioni e comuni per decidere le linee guida del progetto tagli. "La Finanziaria prevede il coinvolgimento della rappresentanza dei comuni e delle province - ha continuato Francavilla - e in questo senso, per evitare grossi tagli che poi si ripercuoterebbero sul sistema scuola della Puglia, l'Anci o l'Upi possono fare molto". Perplessità arrivano anche dalla Cgil Puglia. "In verità dietro l'obiettivo di ridurre il numero delle scuole autonome quando gli alunni iscritti risultino al di sotto di 500 - ha scritto in una nota Paolo Peluso, segretario generale Flc Cgil Puglia - si nasconde un altro obiettivo ben più drammatico, quello di ridurre drasticamente il personale dirigente, docente e ata".

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"bisogna abbassare subito il tetto sino a 300 studenti restino aperte" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bari Disagi e costi La mobilitazione Lena Gissi (Cisl): troppo alto il limite di 500, i sindaci e Anci devono far sentire la loro voce "Bisogna abbassare subito il tetto sino a 300 studenti restino aperte" Unificando gli istituti ci saranno sia maggiori spese per il trasporto che più problemi per le famiglie Le amministrazioni locali devono scendere in campo, viene messo a rischio il diritto allo studio Si perderanno migliaia di cattedre. Il taglio delle scuole sottodimensionate, con meno di 500 alunni iscritti, colpirà docenti, dirigenti, bidelli e personale di segreteria. Lena Gissi, segretario provinciale Cisl scuola, è preoccupata non solo per le scuole che non ci saranno più o che saranno accorpate, ma anche per gli esuberi che nasceranno con i tagli. Nei prossimi tre anni quanti insegnanti perderanno la cattedra e il posto di lavoro? "Circa 83mila docenti in tutta Italia. A occhio e croce, qui da noi in Puglia, saranno diverse migliaia. Insegnati qualificati che hanno speso una vita a diventare di ruolo, torneranno a fare i supplenti. Se già oggi c'è grossa difficoltà e demotivazione, andrà solo peggio quando le liste dei precari si gonfieranno sempre di più. Io sono d'accordo con una riorganizzazione della rete scolastica ma non con i tagli aprioristici volti solo ad indebolire la scuola, soprattutto quella del Sud". Quali saranno le scuole più colpite? "Sicuramente le medie, perché hanno un corso di studi che dura tre anni pur avendo gli stessi costi di un liceo o delle elementari. Penso anche al quartiere Libertà, per esempio, dove ci sono tante scuole molto vicine tra di loro. è una realtà che non è solo di Bari. Il vero problema sarà come evitare che nei piccoli comuni o nei quartieri a rischio scompaiano anche le scuole". Una soluzione quale sarebbe? "è necessario individuare delle deroghe. All'epoca con la legge 112 della Bassanini, furono previste alcune deroghe in caso di realtà a rischio o di quartieri a rischio. Per esempio si potrebbe abbassare a 300 iscritti il numero che rende una scuola "sottodimensionata", al posto che lasciarla com'è adesso, a 500. Il problema è che se la volontà è quella di tagliare i costi, non ci saranno deroghe che terranno". Chi è che potrebbe opporsi in questo processo di "smantellamento" delle scuole pugliesi? "Penso soprattutto ai sindaci. L'alzata degli scudi deve essere la loro, a prescindere dal colore politico. Sono le amministrazioni locali che si sobbarcheranno il costo dei trasporti scolastici, dei pullman per accompagnare i ragazzi a scuola. In questo il confronto tra stato, regioni e comuni sarà fondamentale. Mi chiedo, dov'è l'Anci adesso?". Nei tagli di cui sta parlando in questi giorni il ministro Maria Stella Gelmini, sono inclusi anche i piccoli presìdi, le scuole distaccate che dipendono dalla sede centrale. "Non saranno risparmiati neanche loro, neanche le piccole realtà che hanno meno di 100 alunni. Sono le così dette scuole "succursali", i presìdi che caratterizzano ancora la nostra realtà pugliese. Non dimentichiamoci che l'Italia è nata intorno alla scuola e al campanile, così ci siamo creati un'identità. I plessi scolastici sono l'identità di un quartiere e di un paese. Se non rimarrà neanche plesso distaccato significherà portare i bambini lontano e si svuoteranno i comuni più piccoli. è una guerra in cui non vince nessuno". (ca. po.).

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La scuola di Mariastella: meno lezioni per tutti Il nuovo slogan del ministro Gelmini: semplicità, autonomia, merito. Ma intanto taglia fondi e ore (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 02-09-2008)

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/ Roma Il GELMINI-PENSIERO val bene, così pensa lei, una vera strategia mediatica. Ed ecco che la ministra all'istruzione ha deciso di affidare a Famiglia Cristiana e a Radio City le sue riflessioni in materia scolastica. Che si declinano in uno slogan. Un po' come "Tre parole: sole, cuore amore", la Gelmini riparte da "Tre parole: semplicità, autonomia, merito". Semplicità "significa chiudere tutti i cantieri lasciati aperti negli anni scorsi, mettere a sistema tutto quanto di positivo è stato fatto dai miei predecessori, a partire da Letizia Moratti e Giuseppe Fioroni: dai nuovi cicli scolastici al recupero dei debiti formativi, alla possibilità di frequentare il biennio di obbligo scolastico anche nel sistema di istruzione e formazione professionale, così che ogni giovane e ogni famiglia possano scegliere la scuola più adatta. Ma semplicità significa anche farla finita col burocratese... Per questo ho voluto reintrodurre i voti, compreso quello in condotta, perchè la scuola deve tornare a insegnare a leggere, scrivere, far di conto e aiutare ogni giovane a diventare un buon cittadino e a rispettare l'istituzione scolastica". Per Gelmini autonomia significa invece "valorizzare la libertà di insegnamento e la specificità delle singole scuole, statali e paritarie, che sono tutte pubbliche... Non è vero, inoltre, che la qualità della scuola dipende solo dalla quantità di fondi pubblici destinati all'istruzione. La spesa dell'Italia in questo settore infatti è in linea con quella degli altri Paesi europei, ma non lo è la qualità. Il problema dunque non è quanto, ma come spendere al meglio i soldi dei contribuenti...". Merito: "Significa premiare gli insegnanti e le scuole migliori. Significa anche dare finalmente attuazione al principio costituzionale che garantisce agli studenti 'capaci e meritevoli', ma che non possono mantenersi agli studi, le risorse necessarie per studiare. È indispensabile che la scuola sia la più formidabile leva di emancipazione e di sviluppo sociale. La meritocrazia è la più alta forma di democrazia. La speranza di modificare le cose che non vanno deve sostituirsi alla rassegnazione". Fin qui i cosiddetti buoni propositi. Nella realtà la ministra sembra piuttosto lavorare alla destrutturazione dell'istruzione. A cominciare dalla riduzione del numero delle ore di lezione, prevista dal piano di razionalizzazione della spesa per la scuola, messo a punto dal Governo durante l'estate, che verrà presentato ai sindacati nei prossimi giorni. Sempre a Famiglia Cristiana, il ministro ha spiegato le ore di lezione saranno ridotte "non in base a una logica di risparmio, ma di necessità perchè in questi anni, con le sperimentazioni e il prolungamento a oltranza dell'orario, abbiamo ottenuto tutt'altro che un aumento della qualità". Il predecessore di Gelmini, Giuseppe Fioroni del Pd, tutto questo lo definisce una "strategia della distorsione che il Governo mette in atto sulla scuola". "Il problema vero - osserva Fioroni alla Festa democratica a Milano - è che Tremonti applica assieme a Bossi un federalismo sull'istruzione" che comporta "tagli per 130mila docenti e 4mila scuole". Il che vuol dire che non è garantita pari opportunità di apprendimento ai diversamente abili, ai figli degli immigrati, e alle famiglie emarginate. "Si passa ad una scuola per pochi, garantita solo a chi ha soldi e a chi è nato nel posto giusto. E questo - a sessant'anni dalla Costituzione - significa lo smantellamento dell'istruzione pubblica in Italia".

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Scuola, stranieri in classe fino a 9 su dieci È già fuga dei prof da Milano: troppo cara (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-02 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Record di immigrati all'elementare di via Paravia: 21 etnie. La rabbia dei presidi: cattedre scoperte, gli insegnanti tornano a casa Scuola, stranieri in classe fino a 9 su dieci è già fuga dei prof da Milano: troppo cara - L'integrazione. Nove alunni stranieri su dieci e nemmeno un "facilitatore " linguistico per aiutarli a inserirsi, integrarsi, imparare con più facilità. - Il caso simbolo. Succede alla scuola elementare di via Paravia, zona San Siro: "Gli alunni stranieri sono l'88,2 per cento", dice la preside Agnese Banfi. è il caso simbolo di una città che deve fare i conti con l'immigrazione nelle classi. In via Paravia sono iscritti oltre 120 bambini di 21 etnie. - I professori. Appena incaricati, decine di professori provenienti dal Sud hanno deciso di lasciare la cattedra e tornare a casa. Presidi in rivolta. Il ministro Gelmini: "Stiamo studiando di introdurre incentivi per i professori affinché assicurino la presenza in classe per cinque anni". A PAGINA 3 Sacchi.

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<Milano è una città troppo cara> E i prof già nominati tornano a casa (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-02 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il caso I capi d'istituto: cattedre scoperte, c'è chi va al Sud e chi a Lecco "Milano è una città troppo cara" E i prof già nominati tornano a casa Il prof neoincaricato al primo giorno di lavoro. "Preside, mi dispiace, ma qui non ce la faccio, è tutto troppo caro. Lo stipendio va via con l'affitto. Mi prendo un congedo parentale, torno al mio paese". C'è chi osa di più: "Da domani sarò in malattia". O chi svela un segreto: "Sono incinta, ma non potevo perdere il posto. Sto un mese e poi lascio". Si alzano, stringono la mano al dirigente e se ne vanno. Anche se sono di ruolo. Anche se Milano era la terra promessa che dava un posto sicuro: una cattedra a tempo indeterminato. Controesodo. Verso il sud. A casa. E le scuole milanesi rimangono scoperte. Ce ne sono decine di casi del genere. Professori del Sud, ma anche di piccoli paesi della Lombardia "profonda" e del Nord che dopo aver preso la cattedra rientrano a casa. Il ministro Mariastella Gelmini ha condannato questo esodo in nome della continuità dell'insegnamento ("Stiamo studiando la possibilità di introdurre degli incentivi per i professori affinché assicurino la propria presenza in classe per cinque anni"), ma per quest'anno le cose rimangono invariate. Lo spiega Chiara Conti, a capo dell'istituto comprensivo di via dei Narcisi: "Alle elementari abbiamo 92 insegnanti. Quest' anno per la prima volta sono stati nominati di ruolo. Almeno sulla carta". Perché la realtà è molto diversa. "Sei hanno già chiesto e ottenuto l'assegnazione provvisoria in un'altra città. Due sono part time. Senza contare le gravidanze". In totale sono sei le maestre in maternità, "non iniziano tutte adesso ma c'è chi arriva e chi sta per partorire". Ciliegina sulla torta: "Abbiamo anche un'aspettativa". E poi c'è il caso di una supplente: "Se trova un altro posto se ne va". Risultato: 15 classi su 46 rischiano di rimanere scoperte per metà. Stessi problemi in via Brocchi (già due docenti hanno dato forfait) e in via Dolci. Il preside, Giovanni Del Bene, è piuttosto arrabbiato: "Qualcuno mi ha già detto che nei prossimi giorni dovrà chiedere di stare a casa per motivi di salute. Il danno è doppio: alla scuola e allo Stato, che deve pagare un supplente". In via Dolci "per ora" sono state registrare cinque defezioni. "L'anno scorso - continua il preside - ho dovuto sborsare quasi centomila euro solo per pagare i sostituti". Via da Milano. Perché è troppo cara, per ritrovare la famiglia, per tanti motivi. "è evidente che esiste il problema - ammette il provveditore, Antonio Lupacchino -: faremo delle verifiche". In via Scialoia la preside Ida Morello incrocia le dita: "Spero di non dover rifare l'esperienza dello scorso anno". Fin qui i titolari di cattedra. Ma anche i precari scarseggiano. Il provveditorato ha convocato tutti i candidati possibili per garantire l'avvio regolare dell'anno scolastico. Una corsa contro il tempo. Ostacolata dalla mancanza di insegnanti: almeno un quarto non ha risposto alla chiamata per alcune materie. L'emergenza: il sostegno all'handicap. Esauriti i prof specializzati, si dovranno convocare gli insegnanti senza qualifica. Circa 1.410 tra Milano e provincia. B. Arg. A. Sac.

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La scheda (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-02 num: - pag: 3 categoria: BREVI La scheda Le dimissioni Decine di professori del Sud, appena incaricati dal provveditorato, hanno deciso di non prendere la cattedra per ritornare al paese d'origine Il governo Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, studia la possibilità di introdurre incentivi per i professori. Obiettivo: garantire la presenza in classe per cinque anni.

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Rischio di ingorgo per la manovra (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-09-02 - pag: 15 autore: Il testo sarà varato dal Governo tra il 15 e il 20 settembre, Camere oberate Rischio di ingorgo per la manovra Marco Rogari ROMA Tre soli articoli e una maxitabella. è già delineata la fisionomia della Finanziaria "snella" 2009, preparata dal ministro Giulio Tremonti, che il Governo varerà a metà settembre. Con questi "tratti", del resto, il provvedimento, chiamato a inaugurare la stagione della riforma della legge di bilancio, è già transitato il 5 agosto scorso in Consiglio dei ministri per un primo esame preliminare. Novità sono comunque ancora possibili. Anche perché sono molti i ministeri a sperare in qualche "sconto" in extremis rispetto al piano di tagli della manovra estiva. E a sperare sono anche i sindacati che puntano a un irrobustimento della "dote" per i contratti pubblici. Ma la Finanziaria potrebbe rivelarsi (se necessario) anche un'arma in mano di Tremonti per incalzare ulteriormente eventuali amministrazioni poco propense a ridurre la spesa. Il varo dovrebbe comunque essere agevole. Meno in discesa rischia di rivelarsi invece il percorso della Finanziaria in Parlamento perché potrebbe trovarsi risucchiata dal vortice di provvedimenti e scadenze in calendario. Quando, tra il 15 e il 20 settembre, la Finanziaria sarà varata dal Consiglio dei ministri, insieme al Ddl di bilancio, le Camere saranno già a dir poco sotto pressione. Svuotato il serbatoio pieno di decreti prima della pausa estiva, da un "dl" strategico di fatto si ricomincia. è quello sul salvataggio dell'Alitalia (accompagnato da un Ddl delega) il cui iter partirà dal Senato. I lavori a Palazzo Madama ricominceranno l'8 settembre nelle Commissioni mentre in Aula l'appuntamento è per il 17 settembre, anche se già oggi ci sarà un "anticipo" per consentire al Governo di pronunciarsi sui disegni di legge di conversione dei decreti. Tra i provvedimenti ai primi posti dell'agenda di Palazzo Madama c'è anche il Ddl-Brunetta sulla riforma del pubblico impiego, destinato a diventare uno dei temi caldi del confronto tra Governo e sindacati sui contratti e regole per gli statali. Il provvedimento, tra l'altro, è considerato una "costola" della manovra estiva pur senza esservi collegato esplicitamente. Il 5 ripartirà anche alla Camera ( anche se il lavoro delle commissioni riprenderà la prossima settimana), con l'ultimo decreto varato dal Governo in ordine cronologico, quello del ministro Gelmini sulla scuola ( voto in condotta). Il "via" in Aula è invece fissato per il 16 settembre. Anche a Montecitorio il menù è ricco. Al primo posto c'è il disegno di legge del Governo sulle intercettazioni. Ma corposo, aspettando la Finanziaria snella, è anche il capitolofinanza pubblica. In attesa di approvazione ci sono il Ddl sul rendiconto generale dell'amministrazione dello Stato per il 2007, l'assestamento di bilancio e i tre articolati scaturiti dagli stralci del Ddl collegato alla manovra estiva: il primo testo riguarda semplificazioni e competitività; il secondo l'internazionalizzazione delle imprese: il terzo (delega) contiene la proroga per la definizione della platea delle attività degli usuranti da esentare dalle nuove regole pensionistiche e il riordino degli enti previdenziali. Un testo su cui si giocherà le sorti del confronto tra l'attuale Governo e i sindacati sull'attuazione del capitolo-previdenza del protocollo sul Welfare targato Prodi-Damiano. L'elenco, insomma, è lungo. Senza considerare che entro settembre arriveranno anche il federalismo fiscale, il codice per le autonomie e il Ddl per Roma capitale, tutti collegati alla "Finanziaria leggera".

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Scuola, il maestro unico è già diventato legge (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-02 num: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE Provvedimento Svolta alle elementari dal prossimo anno Scuola, il maestro unico è già diventato legge Inserito nel decreto. I sindacati: aggressione alla qualità ROMA - Ritorna il maestro unico. Dal prossimo anno. Ormai è certo. E sempre dal prossimo anno scatta il divieto di adottare libri "usa e getta". Finora c'era stato soltanto l'annuncio, in coda al decreto del 5 in condotta, dei voti al posto dei giudizi alle elementari e medie e del ritorno dell'educazione civica appena approvato dal governo. "Ce ne occuperemo nella Finanziaria ", ha detto il ministro, dopo la riunione del governo che aveva varato i tre provvedimenti. Poi è successo qualcosa. Il testo di quel provvedimento: "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università" è stato ritoccato in tempo record, rispetto alle versione illustrata dalla Gelmini. Ieri il presidente della Repubblica ha firmato il provvedimento. Ci sono dentro, a sorpresa, anche il maestro unico e l'adozione dei libri con cadenza quinquennale. Il senso della modifica del decreto? Anzitutto rendere più cogente il ritorno al modello tradizionale di scuola elementare. A quel maestro unico che per secoli ha insegnato a leggere e far di conto, sostituto agli inizi degli anni '90 dal team dei maestri. Nel comma 4 dell'articolo 64 del decreto 112, approvato nei primi giorni di agosto, si parla genericamente di riorganizzazione della scuola primaria. Un'indicazione troppo vaga, per un tema scottante che vede nella maggioranza posizioni non sempre coincidenti. Il senso dell'integrazione è fin troppo chiaro: "Classi affidate a un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali". Si tratta di "paletti" che non potranno essere ignorati nelle prossime trattative tra ministro e sindacati dei prof. Secondo i dati del ministero dell'Istruzione le maestre assunte a tempo indeterminato sono 238 mila. Le classi ammontano a 137 mila 598: 33 mila 224 mila sono a tempo pieno e 104 mila 374 a tempo normale. L'adozione del maestro unico è destinata a ridurre il numero delle cattedre. In che tempi? Questo dipenderà dagli accordi tra i sindacati e il governo. "Abbiamo studiato un piano di razionalizzazione della spesa - ha dichiarato il ministro al settimanale Famiglia Cristiana - che ci consentirà di agire sul numero delle ore di lezione, che verrà abbassato. Così potremo far quadrare i conti e salvare le scuole di montagna. Ma attenzione: non agiremo in base a una logica di risparmio, ma di necessità, perché in questi anni, con le sperimentazioni e il prolungamento a oltranza dell'orario, abbiamo ottenuto tutt'altro che un aumento della qualità". Anche nel caso del ritorno al maestro unico, ha aggiunto la Gelmini, si tratta di "una scelta pedagogica, perché il bambino, almeno nei primi anni della primaria, ha bisogno non di discipline specifiche, ma di un punto di riferimento". "La scuola farà sentire la sua voce - è la risposta di Francesco Scrima, segretario confederale della Cisl scuola , il sindacato leader nella primaria -. Siamo in presenza di un'aggressione alla qualità. Il ministro sta destrutturando per decreto la migliore scuola che noi abbiano. Vuole essere ricordata per questo? ". I prof, ecco l'altra novità inserita nel decreto, potranno adottare soltanto testi per i quali gli editori si siano impegnati a mantenere inalterato il contenuto per un quinquennio, "salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili". "L'adozione dei libri di testo - si legge nel decreto - avviene con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio". Un aiuto alle famiglie non attraverso il contenimento del prezzo ma, indirettamente, con l'allungamento della "vita" del libro. Dopo un anno o due non sarà più carta straccia. Potrà essere passato al fratello minore o rivenduto. La norma contro il caro-libri Dal prossimo anno scolastico scatterà anche la norma sui libri. I prof potranno adottare solo testi per i quali gli editori si siano impegnati a mantenere inalterato il contenuto per almeno cinque anni L'insegnante e il ministro Anni Cinquanta: una maestra alla testa di una classe di giovanissime alunne. Dal prossimo anno il maestro unico torna nelle scuole italiane. La novità è contenuta nel provvedimento firmato dal presidente della Repubblica Giulio Benedetti.

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Corsia veloce per il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2008-09-02 - pag: 31 autore: Scuola. Pubblicato in "Gazzetta Ufficiale" il decreto legge 137/2008 che contiene le disposizioni urgenti per l'avvio delle lezioni Corsia veloce per il maestro unico Il Governo punta a blindare il taglio degli insegnanti nelle elementari dall'anno prossimo Luigi Illiano ROMA Sul maestro unico nelle scuole elementari e sui libri di testo bloccati nelle riedizioni per almeno cinque anni il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, accelera. Con i provvedimenti contenuti nel testo del decreto legge 137, approvato dal Consiglio dei ministri giovedì 28 agosto e pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" di ieri. Decreto legge che somiglia molto a un cilindro da mago, in cui si sono ritrovati svariati interventi. Dapprima le misure erano nel disegnodileggeapprovatodalGover-noil 1Úagosto. Poièstata scelta la corsia preferenziale, e blindata, del decreto legge, dove sono stati inseriti il voto in condotta, l'educazione civica e il valore abilitante della laurea in Scienze della formazione. Poi, ancora, è stato introdotto il voto per tutte le materie ( si veda "Il Sole 24 Ore" del 29 agosto). Infine, ai cinque articoli dello schema iniziale di decreto– in vigore da ieri – sono stati aggiunti i due riguardanti maestro unico e libri di testo, misure operative dal 2009. Proprio questi ultimi articoli sembrano andare molto oltre il "progetto" di decreto legge della stessa Gelmini, se si considera che nella conferenza stampa di giovedì scorso – subito dopo la riunione del Consiglio dei ministri – il ministro aveva affermato: "Sono punti di un indirizzo politico assunto in Consiglio dei ministri, che andremo a dettagliare in altre sedi". In particolare, Gelmini aveva spiegato così l'intervento sugli insegnanti elementari: "Il Consiglio ha espresso parere favorevole al ritorno del maestro unico. Misura che presenteremo all'interno del piano programmatico sulla scuola per applicare la Finanziaria". Ma non è andata esattamente così. I nuovi articoli costituiscono l'attuazione della "manovra d'estate", con i paletti che fissano il raggio d'azione dal 2009, quando secondo la manovra dovranno essere cancellate oltre 42mila cattedre complessive. Sono misure sponsorizzate dal titolare dell'Economia, Giulio Tremonti, e dai rappresentanti della Lega, più volte intervenuti direttamente. La docenza modulare (tre insegnanti per due classi) lascerà il posto al maestro unico: "è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate a un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali", prevede l'articolo 4 ("Insegnante unico nella scuola primaria"). E,considerato che l'orario di insegnamento dei maestri è di 22 ore in classe più due dedicate alla programmazione didattica, il decreto prosegue e chiarisce: "Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovuto per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo ". Sui libri l'articolo 5 del decreto è chiaro: "I competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili". Il documento fissa, poi, la cadenza quinquennale per l'adozione dei libri di testo e affida ai dirigenti scolastici il compito di vigilare sul rispetto di quantoprescritto. I TESTI Dal 2009-2010 scatteranno le disposizioni per l'adozione di libri a contenuto invariato per un quinquennio.

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Alla scuola dei bulli (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-09-02 num: - pag: 39 categoria: REDAZIONALE CALENDARIO di LUCETTA SCARAFFIA Alla scuola dei bulli Sicuramente non ha letto il libro "Cuore", bibbia della scuola pubblica italiana, il maestro Giacomo Grossi, intervistato dall'"Unità" per commentare le riforme appena varate dal ministro Gelmini. è un vero peccato, perché questa lettura gli avrebbe evitato molte sciocchezze, come ad esempio dire che solo la scuola della riforma del 1971 - quella che ha abolito il maestro unico, per intenderci - era interclassista. La classe di deamicisiana memoria, e si parla di scuola umbertina, già era un vivido esempio di coesistenza fra alunni di diversi strati sociali. E la scuola italiana ha funzionato bene, dando concreta possibilità di elevazione culturale e sociale alle classi subalterne, fino a quando ci sono stati insegnanti bravi e severi, i bulli venivano puniti da un brutto voto in condotta e non, come invece invoca, sempre sull'"Unità", Mara Marani, dirigente scolastica, un luogo dove "sperimentare relazioni umane fra compagni", in cui i bulli, invece di essere puniti, sono considerati portatori di "problemi gravissimi".

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I grembiulini non convincono le scuole romane (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-02 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Ritorno tra i banchi I grembiulini non convincono le scuole romane Assegnazioni. Voti in condotta. Grembiuli. Sono ancora tanti i nodi da sciogliere alla vigilia dell'apertura dell'anno scolastico. E se per le insegnanti del nono distretto, ieri pomeriggio all'istituto Manin, c'è stato un epilogo positivo con la scelta delle destinazioni annuali per una sessantina di insegnanti della scuola infantile, sui piccoli camici da indossare in classe e sulla valutazione del comportamento degli alunni la storia è ancora tutta da scrivere. Dopo i disordini e la delusione della scorsa settimana quando hanno sollevato una protesta perché nelle liste mancavano delle sedi, finalmente ieri il calvario di una sessantina di precari è finito con l'annuncio della disponibilità di nuove assegnazioni. "Questi posti venerdì non c'erano. Dicono che si sono creati grazie a docenti che non si sono presentati - racconta Cristina, di Casalotti, contenta perché anche quest'anno potrà tornare nella scuola di Cerveteri in cui ha già insegnato per tre anni - Però è quantomeno curioso che siano usciti fuori oggi. E cosa dirà chi era prima di noi in graduatoria e ha scelto senza queste possibilità? ". è andata bene anche a Maria Saveria di Caserta. "Dopo tre anni in una scuola di Fidene, in cui stavo benissimo ma in cui purtroppo non c'è più disponibilità, da domani (oggi, ndr) mi sposto in un' altra di Castel Giubileo. è proprio sotto casa per fortuna". Intanto, sulle nuove proposte del ministro Gelmini, gli istituti scolastici romani sembrano avere le idee chiare. L'argomento grembiulini tra i banchi, in molte scuole elementari, non è neanche stato affrontato; in altre, le direttive per i tanti genitori che chiedono informazioni sono di non comprarli. Almeno fino a che non arriverà un'esplicita comunicazione del provveditorato. Ma ci sono anche delle eccezioni. Ad esempio la scuola Pestalozzi, in via Mentana, li ha sempre fatti indossare, ma con molta flessibilità sui colori: bianchi o a quadrettino colorati per le femminucce, blu o neri per i maschietti. La questione condotta invece non spaventa nessuno. "Martedì 9 ci sarà il collegio dei docenti e in quella sede valuteremo se stabilire delle regole precise - spiega la preside del liceo "Giulio Cesare" Carla Sbrana - Così se dovesse essere reintrodotto il voto in condotta non ci faremo trovare impreparati". "Era tempo di farlo - accoglie entusiasta la proposta del ministro il preside del "Mamiani" Cosimo Guarino - Ritengo che il voto in condotta sia un fatto più che positivo: dà riferimenti agli studenti e gli fa capire il significato del rispetto per le persone e per le cose. Però non trovo giusto che determini la media con altre discipline che valutano il rendimento dello studente". Precari Incarico in extremis per sessanta insegnanti della scuola d'infanzia Clarida Salvatori.

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Non solo Alitalia, arriva la crisi d'autunno (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-02 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Non solo Alitalia, arriva la crisi d'autunno La Cgil accusa: "Scelte politiche sbagliate". Pubblico impiego, scuola, trasporti: s'annunciano scioperi Cede anche un settore forte: per l'Istat nelle costruzioni l'occupazione nel primo trimestre del 2008 è calata del 7% Pubblico impiego, scuola, trasporti, telecomunicazioni: sarà un autunno caldo sul fronte sindacale a Roma. La mobilitazione fra gli statali è già partita, la vertenza Alitalia rischia di innescare scioperi a catena, il piano di ristrutturazione del gruppo Telecom secondo i sindacati sarà un bagno di sangue. E intanto anche un settore tradizionalmente forte nella Capitale dà segni di cedimento: secondo l'Istat nelle costruzioni l'occupazione nel primo trimestre del 2008 è calata del 7% rispetto all'anno precedente. Ancora, scricchiolano l'industria farmaceutica, l'elettronica, il turismo. Per non parlare della sanità: i tagli della Regione Lazio di Piero marrazzo, per sanare i conti in rosso delle Asl colpiranno inevitabilmente ospedali pubblici e cliniche private. Nella scuola poi gli effetti della mini-riforma Gelmini sono ancora tutti da valutare. E l'onda lunga della crisi penalizza il commercio: la piccola distribuzione è sull'orlo del collasso, ma ormai perde colpi anche la grande. Aria di crisi anche all'ombra del Colosseo, dunque. E il modello- Roma di veltroniana memoria, se davvero è esistito, ormai è comunque un ricordo del passato. Gli statali, che se la manovra finanziaria non sarà corretta dal primo gennaio perderanno in media 200 euro al mese in busta paga, dovrebbero scioperare a fine settembre. Nei trasporti il calendario è ancora da definire. "Ma purtroppo sarà un autunno caldo ", annuncia Walter Schiavella, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, "siamo in una fase difficile per l'economia, anche qui nella Capitale la fase espansiva si è ormai esaurita e le scelte politiche non vanno nella giusta direzione ". Nel mirino del sindacato c'è prima di tutto la manovra: "Le scelte del governo non vanno nella giusta direzione sia per la riduzione dei trasferimenti alla pubblica amministrazione, sia per i tagli alla retribuzione degli statali. Tutto ciò avviene in un momento di grave difficoltà per le famiglie ", dice Schiavella. E a Roma su questo fronte la situazione è particolarmente critica: su circa 2 milioni di occupati, 250 mila prestano servizio nelle pubbliche amministrazioni. E almeno altri 80-90 mila lavorano nell'indotto di ministeri e enti statali. I tagli in finanziaria rischiano di mettere in ginocchio un settore vitale per l'economia capitolina. "Ma mancano anche misure per il rilancio dei settori in crisi, gli investimenti sono insufficienti. E tutta la vicenda Alitalia è stata gestita in maniera sbagliata ", aggiunge il leader della Cgil romana. Giudizio negativo dunque sul governo nazionale. Ma anche a livello locale non mancano le critiche: "Certo Alemanno si è insediato da pochi mesi e ha diritto a un supplemento di fiducia, ma in questi mesi non possiamo non notare la totale assenza di scelte politiche forti. Tutto il confronto è stato incentrato sul bilancio del Comune - spiega Schiavella - ma erano dati noti da tempo e anziché farsi legare le mani dal governo, il sindaco poteva avviare un confronto con le parti sociali per trovare delle soluzioni per affrontare le criticità. Invece ancora a oggi non è nemmeno cominciata la discussione sull'assestamento di bilancio che ogni anno viene approvato entro luglio per stabilire la copertura delle spese per la seconda metà dell'anno. In una situazione di crisi come quella attuale chi governa la città dovrebbe avere un ruolo propositivo e una capacità di ascolto ben maggiori di quelle mostrate fino a oggi". Proteste La vertenza Alitalia, garantiscono alla Cgil, rischia di innescare scioperi a catena Paolo Foschi Alessandro Fulloni.

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Casacca e distintivo In divisa fra i banchi si anticipa il ministro (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 209 del 2008-09-02 pagina 3 Casacca e distintivo In divisa fra i banchi si anticipa il ministro di Redazione Al suono della prima campanella i bambini di Cogliate e Ceriano Laghetto si presenteranno con il grembiulino. Il Consiglio d'istituto della "Cesare Battisti" ha deciso di anticipare le disposizioni del ministro Mariastella Gelmini. Tutti sembrano d'accordo. L'innovazione l'hanno decisa insegnanti e genitori a giugno, ma la comunicazione è arrivata solo adesso, con la pubblicazione sul sito della scuola. "Da lunedì prossimo - si legge - gli alunni della scuola primaria indosseranno un grembiule bianco, e quelli delle medie una divisa. Si tratta di una decisione che genitori ed insegnanti hanno maturato da tempo per esigenze di carattere sociale, igienico ed estetico". I maschietti in blu, le bambine in bianco. Nei prossimi giorni sarà definita la divisa per le medie, una "casacca" con lo stemma della scuola. Da queste parti la Gelmini cammina sul velluto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il 5 in condotta e la Costituzione (sezione: Scuola)

( da "AprileOnline.info" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

Otello Ciabatti*, 02 settembre 2008, 11:08 La riflessione/2 Il voto punitivo introdotto dalla ministra Gelmini pone un problema costituzionale. Se perfino ai delinquenti è riconosciuto il diritto ad un processo e a una difesa, cosa è previsto per gli studenti accusati di lesioni gravi alle regole della scuola o della comunità? La scuola è un luogo socialmente denso: il disagio sociale talora esplode nella svariate forme di bullismo, dalle più gogliardiche alle più dure e violente (richiesta di denaro, minacce, pestaggi, razzismo). Le prime rientrano in una casistica tradizionale, seppure amplificate dai nuovi mezzi di comunicazione (telefonino,Youtube). La possibilità di filmare e diffondere contrasta con la consapevolezza del danno provocato. La percezione viene offuscata dal "brivido della creazione ". In questo caso i modi per intervenire sono tanti: sospensione, lavoro socialmente utile, fino alla condanna penale. I casi più delinquenziali di bullismo sono poi affrontabili con l'azione penale accompagnata dalla sospensione. Il problema è però un altro, cioè quello della subalternità psicologica delle vittime che rende necessario, nella scuola, un lavoro da parte di dirigenti e insegnanti teso a far lievitare la cultura della denuncia, che nulla ha a che fare con la solidarietà fra studenti. Ho avuto modo di parlarne diffusamente con i miei alunni ricavandone una sensazione positiva, nel senso che il silenzio imposto da una sorta di falsa coscienza della difesa di ceto, cade a pezzi a fronte di episodi di violenza e intolleranza e a un ragionamento serio sul modo di neutralizzarli. Il resto è ordinaria amministrazione, dinamica quotidiana non facilissima data la composizione modificata, la presenza di molti giovani che non sanno l'italiano, culture diverse, condizioni di partenza molto difficili, come quelle che si riscontrano a Napoli o Palermo, ma in alcuni casi anche a Bologna in una grande scuola come l'Istituto Aldini Valeriani Sirani. Ordinaria amministrazione che occorrerebbe affrontare con maggiori strumenti: aule meglio attrezzate, meno studenti al fine di poter personalizzare l'insegnamento, più sostegno per i diversamente abili, più opportunità di rapporto con il mondo del lavoro, più laboratori, aule didattiche, biblioteche multimediali. E' davvero sorprendente che a fronte di tali problemi l'unica soluzione suggerita dalla nuova (ma tanto antiquata) ministra Gelmini sia l'uso del cinque in condotta come elemento dirimente per affrontare i casi di " devianza" nella scuola. Ci si sarebbe aspettati aule meno affollate, più investimenti nella scuola pubblica, miglioramento delle condizioni di lavoro e aggiornamento degli insegnanti, nuove competenze a sostegno della popolazione più debole. Invece arriva il cinque, che pone per altro un problema di fondo di tipo costituzionale. Se perfino i delinquenti più efferati, infatti, hanno diritto a un processo e a una difesa, cosa ha previsto la ministra per gli studenti accusati di lesioni talmente gravi alle regole della scuola o della comunità da meritare il voto pigliatutto, ovvero quel cinque che annulla il resto e si presenta come la pena assoluta in quanto cancella ogni altro merito? Nulla! Ed è questo una vergogna. Non ho visto nessuna misura presa che si avvicinasse a quello statuto degli studenti che regolava diritti e doveri, frutto di una discussione e di una accettazione consapevole. Allora la sensazione è di una risposta che colpisce la pancia e obnubila la mente. Nel frattempo aspettiamo che qualcuno si occupi seriamente della scuola. *Docente Aldini Valeriani-Sirani e Università Primo Levi Bologna.

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Scuola primaria, arriva il colpo letale (sezione: Scuola)

( da "AprileOnline.info" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

Maristella Correli*, 02 settembre 2008, 11:19 La riflessione Riconosciuto nel mondo per il suo valore qualitativo, il nostro sistema di formazione educativa è sotto attacco da parte di un potere politico che mira a favorire solo l'istruzione privata. Non a caso la ministra Gelmini, distintasi per questo tentativo, ha scelto di visitare i ciellini riunitisi a Rimini nei giorni scorsi E' un genio. Superate le malignità delle prime ore e le riserve di quelle successive, la ministra Gelmini ha rivelato al mondo la ragione della sua attuale occupazione. Già, al mondo. Perché è il mondo intero -lo stesso che ci critica per tutto- a riconoscere l'eccellenza della nostra scuola primaria, il valore delle nostre elementari. Ed è per questo che il genio decide di infliggere un colpo letale a quel poco che funziona della nostra scuola. Come? Decidendo che tre insegnanti sono troppi. Meglio il maestro unico. In pratica, un tuttologo. L'avrà fatto per dare un solo punto di riferimento didattico-affettivo ai bambini? Non di certo. L'obiettivo è un altro: tagliare 60.000 cattedre. Altre 50.000 salteranno alle secondarie che, in aggiunta ai 50.000 ATA in meno, fanno circa 160.000 posti di lavoro eliminati. Il taglio di spesa ammonterà a 8 miliardi di euro, ovvero un terzo della manovra finanziaria. E non finisce qui. Saranno soppresse quelle 4000 scuole che contano meno di 600 alunni mentre quelle residue saranno trasformate in fondazioni, secondo il modello di quelle private. Qui - e le riconosciamo il merito- il genio rivela la sua stella polare. Il suo mirabile obiettivo è la scuola privata, meglio se confessionale. E non a caso. Da lustri, infatti, pare non si possa essere ministro dell'Istruzione se non si hanno tre requisiti essenziali: ignorare tutto della scuola, essere del tutto supini al collega delle finanze, sfasciare la scuola pubblica per avvantaggiare quella confessionale e i diplomifici. Da sinistra a destra, la strategia è la stessa: collocare al dicastero di viale Trastevere un ministro che faccia parlare di sé e non di scuola. Vuoi perché è moglie di, o perché fu boy scout o è stata messa lì chissà perché. Se poi attizzano una polemica estiva su banalità tipo grembiulino o giù di lì, tanto meglio. Così, mentre l'opinione pubblica vacanziera s'interroga sulle amenità d'annata, si varano i tagli e le riforme dolorose ed impietose. Finita l'estate, il ministro torna a Roma, passando rigorosamente da Rimini. Qui, e mai a Montecitorio(!), illustra la scuola prossima ventura, o quello che ne resta. E, dopo aver assicurato devozione ai ciellini e lauti finanziamenti alla CEI, incassa il placet e se ne va. L'indomani, in CdM, è prontissima a presentare il decreto per la macellazione dell'istruzione pubblica. *Direttivo Nazionale C.I.P.

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Mancano meno di quindici giorni al suono della prima campanella, previsto per lunedì 15 settemb (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

Re. Si apre un anno scolastico ricco di attese, novità e immancabili problemi, a cominciare dai tagli legati alla vecchia e nuova finanziaria. Fanno discutere anche il ritorno del voto di condotta e la riscoperta del grembiule, "sponsorizzato" dal ministro Gelmini, mentre non cala l'attenzione sui fenomeni bullismo e droga. Il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Savona (ex Provveditorato agli studi), Carla Barzaghi, fa il punto della situazione. Dottoressa Barzaghi, il taglio degli organici non rischia di creare sovraffollamento e condizionare la qualità dell'insegnamento? "Il ruolo dell'Ufficio scolastico provinciale è quello di trovare un punto di equilibrio tra le richieste dei dirigenti di istituto, le aspettative dei comuni e altri enti e le cifre ineludibili fissate dal ministero. La compensazione si fa a volte con scelte difficili e mia la linea d'azione si può riassumere in due parole: dialogo e trasparenza. Con la Provincia e l'assessore Siri c'è un rapporto di stretta collaborazione e ad ottobre è previsto un incontro allargato con tutti i Comuni". Si parla di una cinquantina di insegnanti in meno. "Il cosiddetto organico di fatto negli anni scorsi ci ha sempre consentito di guadagnare qualche posto in più, ma oggi c'è soltanto il segno meno. Nell'immediato verifichiamo gli effetti della scorsa finanziaria, quella di Padoa Schioppa per intenderci, un giro di vite destinato a inasprirsi ulteriormente con i tagli previsti dal 2009 al 2012 da quella di Tremonti. C'è qualche margine di trattativa, e so che è previsto un tavolo nazionale di incontri con il sindacato. Emerge comunque la necessità di una verifica seria e realistica a livello locale, comune per comune, per individuare le zone - soprattutto nell'entroterra - veramente disagiate, elimando le troppe deroghe. Più che il principio della comodità, penso ad esempio alla difesa a oltranza di certe scuole in frazioni che distano pochissimi chilometri dal paese, deve valere il principio della qualità dell'insegnamento". Che ne pensa del ritorno del voto in condotta? "Il mio è un atteggiamento di attenzione e di attesa. I principi educativi di base dovrebbero spettare alla famiglia. Se la scuola deve farsi carico di certi problemi allora significa che qualcosa non funziona. Un brutto voto di condotta, più che un deterrente o un rimedio, sancisce un fallimento educativo". A proposito di educazione e condotta, l'anno scorso non sono mancati alcuni episodi di bullismo. E cresce la preoccupazione per la diffusione della droga. Esistono dei rimedi? "In una società dove contare sempre di più l'apparire rispetto all'essere, certi ragazzi non hanno neanche più chiaro il senso della trasgressione e si fa una bravata con l'obiettivo di metterla su You-tube. La scuola da sola non può farsi carico di questi problemi. Sono state avviate varie iniziative, in collaborazione con l'Asl e le forze dell'ordine, e organizzati incontri con personalità di spicco, quali il giudice Caselli e a Don Ciotti. E' fondamentale però il rapporto con le famiglie, non sempre facile. E un buonismo imperante rende tutto più difficile. Penso ad esempio al recente caso della baby-gang di Spotorno, dove ha colpito soprattutto la difesa a oltranza dei genitori, che quasi sono arrivati ad accusare i carabinieri". Il grembiule le piace? "Diciamo che è un indumento di lavoro assai pratico può anche aiutare a cancellare un disequilibrio sociale, fatto di firme e di griffe, molto evidente". Come combattere il caro libri? "La Regione Liguria ha una legge molto avanzata sul diritto allo studio, e sono previsti molti casi di intervento pubblico per i buoni libro. L'autonomia scolastica concede ulteriori spazi di manovra e sto notando favorevolemnte un ricorso sempre più frequente a Internet". La scuola savonese anche quest'anno riserva un'attenzione speciale agli studenti disabili. "Sono 642 e 341 i posti di sostegno, dalla scuola dell'infanzia alle secondarie, con un rapporto di un docente ogni 1,81 allievi. L'obiettivo è quello di una sempre maggiore integrazione". Un'altra inziativa, portata avanti con tenacia tra difficoltà e pregiudizi, è a favore degli studenti che - pur in possesso di un quoziente intellettivo normale o superiore alla media - soffrono di dislessia. L'uso di una calcolatricie e altri piccoli interventi possono rivelarsi preziosi".

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"Cairo rischia di restare con solo una scuola La gente deve protestare" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 02-09-2008)

Argomenti: Scuola

ELEMENTARI IL SINDACO BRIANO CRITICA LA LEGGE DEL GOVERNO "Cairo rischia di restare con solo una scuola La gente deve protestare" [FIRMA]MAURO CAMOIRANO CAIRO MONTENOTTE A Cairo c'è preoccupazione per i possibili tagli alla scuola: "Cinque scuole cairesi rischiano di venire chiuse, con buona pace dei genitori. Nessuno mi ha però ancora spiegato come faremo a mettere i bambini in un unico edificio e chi pagherà il costo del trasporto scolastico dalle frazioni. E' una riforma che colpirà come sempre i piccoli centri urbani e i piccoli Comuni già strozzati dai tagli che ogni anno i vari governi applicano. Mi auguro che l'Anci si faccia sentire ma, soprattutto, mi auguro che protesti la gente comune". Al sindaco di Cairo, Fulvio Briano, quel decreto che fissa in 7 miliardi e 800 milioni il risparmio della Pubblica istruzione nei prossimi quattro anni non va proprio giù. Secondo alcune stime, il taglio coinvolgerebbe 101 mila insegnanti e 47 mila non docenti. Il ministro Mariastella Gelmini ha prima annunciato che gli accorpamenti riguarderanno le scuole con meno di 500 alunni, poi, ha parlato di un tetto minimo di 600 studenti. Impossibile da raggiungere se non con un'unica sede per ogni istituto comprensivo. Il dirigente scolastico cairese, Giovanni Bonifaccino, getta, però, acqua sul fuoco: "Non è ancora chiaro cosa significhino questi tagli, ovvero, se si intende togliere fisicamente il plesso, magari nella frazione, che non raggiunge tale soglia, o se si intenda l'accorpamento già in atto con la formula degli istituti comprensivi. Per Cairo è in programma un progetto di razionalizzazione per arrivare ad un unico istituto comprensivo, come a Carcare e Millesimo. Un'altra cosa è, invece, il piano di tagli che non si sa come verranno applicati. Però, credo che sia impensabile la cancellazione fisica delle scuole. Un conto è raggiungere Cairo da una sua frazione, ma facciamo l'esempio, che so, di Calizzano: costringeranno gli alunni a recarsi a Millesimo?".

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