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DOSSIER “SCUOLA”

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Report "Schola"

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Indice delle sezioni

Schola (15)


Indice degli articoli

Sezione principale: Schola

Superiori, le strategie dei presidi ( da "Gazzetta di Modena,La" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Fioroni, rischia di far piovere bocciature a causa del nuovo sistema di 'sospensioni' di giudizio. Ogni istituto si regola come può: Così risulta che se in certi casi con 3 debiti si è bocciati, in altri si è 'solo' rimandati. Le quattro scuole superiori carpigiane sono, in linea teorica, pronte ad affrontare lo svolgimento di quanto previsto dalla riforma dell'

La commissione mista ( da "Alto Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex ministro Fioroni aveva istituito un gruppo di studio misto ministero-Provincia. Ora si è aperto il caso della maturità alla formazione professionale, contestata dal governo. Il consigliere provinciale Alberto Sigismondi (An) commenta: "Non è immaginabile che la Provincia possa decidere di inventare un esame di maturità.

Torniamo a un'idea saggia A scuola si deve studiare ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: intervento del ministro Fioroni non ha dato gli esiti per i quali è stato pensato. Dopo che è stato messo a disposizione degli studenti un insegnamento che ovviamente deve avere le caratteristiche della competenza professionale e dell'impegno, a quel punto occorre far passare in modo molto chiaro ai ragazzi il messaggio che senza il loro apporto individuale l'

Serve più rigore per salvare la scuola ( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ordinanza ministeriale numero 92 del ministro Fioroni, dovranno essere recuperati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Quest'ultima ordinanza, seppur condivisibile nella teoria, è assolutamente sbagliata nella prassi, in quanto si rivela superburocratica, assistenzialistica a oltranza, punitiva per gli insegnanti e, in realtà, surrettiziamente supergarantista con gli studenti.

Sit-in contro gli esami di riparazione ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Chiedono al Ministero della Pubblica istruzione che tutti i corsi di riparazione, introdotti da Fioroni, vengano fatti entro i primi giorni del mese di luglio. Chiedono anche meno ore di corsi obbligatori. La manifestazione proseguirà per tutto il pomeriggio con musica no-stop, lancio goliardico e simbolico di gavettoni e distribuzione di pizze e bevande.

Serve più rigore per salvare la scuola ( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ordinanza ministeriale numero 92 del ministro Fioroni, dovranno essere recuperati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Quest'ultima ordinanza, seppur condivisibile nella teoria, è assolutamente sbagliata nella prassi, in quanto si rivela superburocratica, assistenzialistica a oltranza, punitiva per gli insegnanti e, in realtà, surrettiziamente supergarantista con gli studenti.

Serve più rigore per salvare la scuola ( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ordinanza ministeriale numero 92 del ministro Fioroni, dovranno essere recuperati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Quest'ultima ordinanza, seppur condivisibile nella teoria, è assolutamente sbagliata nella prassi, in quanto si rivela superburocratica, assistenzialistica a oltranza, punitiva per gli insegnanti e, in realtà, surrettiziamente supergarantista con gli studenti.

Scuole e università: una riforma necessaria che la politica osteggia ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si ancorino i finanziamenti e le retribuzioni dei docenti alla produttività delle scuole e delle università di appartenenza. Si intervenga sull'istituto della cosiddetta aspettativa: non è possibile che si consentano anni e anni di aspettativa a professori in ambiti scientifici, quando è ben noto che, per fare un esempio, il 50% delle conoscenze biomediche diventa obsoleto nell'

Vandali nelle scuole, pagheranno i genitori ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni che in uno specifico decreto ha sancito una direttiva sul "patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia". Il principio è questo: i genitori sono responsabili unitamente alla scuola per quanto riguarda il controllo dei propri figli, anche nella loro vita online, per cui sono tenuti a pagare le spese di eventuali danni vandalici materiali o immateriali come nel caso dei

Musica e gavettoni contro i <debiti> ( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Fioroni, vengano conseguiti entro i primi giorni di luglio e una riduzione del numero minino obbligatorio di ore. Aderiscono all'iniziativa quattro consiglieri di presidenza della Consulta provinciale degli studenti. La manifestazione proseguirà per tutto il pomeriggio con musica no-stop, lancio goliardico e simbolico di gavettoni e distribuzione gratuita di pizze e bevande.

Laura Eduati Lo Stato deve sostenere le scuole cattoliche e superare così una ingiusta <esclusione> degli istituti religiosi dai finanziamenti pubblici ( da "Liberazione" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La reale equiparazione tra scuola pubblica e privata fu voluta dal governo D'Alema, nel 2000: i titoli di studio rilasciati dalle private, e che fino a quel momento dovevano essere certificati da dei funzionari pubblici durante gli esami, diventavano improvvisamente equipollenti a quelli rilasciati dalle scuole pubbliche.

Marcello Vigli* Dalle parole rivolte da Benedetto XVI ai vescovi italiani riuniti nell'annuale assemblea della Cei si potrebbe avere l'impressione che l'Italia si stia avviando a d ( da "Liberazione" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuole private legittimando i successivi provvedimenti di Moratti e Fioroni. E' in buona compagnia anche nell'argomentare in favore della sua richiesta: "E' legittimo, infatti, domandarsi se non gioverebbe alla qualità dell'insegnamento lo stimolante confronto tra centri formativi diversi suscitati, nel rispetto dei programmi ministeriali validi per tutti, da forze popolari multiple,

<La "dote scuola" regionale è una fregatura, ma come sindaco devo applicare la legge> ( da "Settegiorni (Bollate)" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex ministro Fioroni, in merito soprattutto per quel che riguarda una delle tre articolazioni in cui si suddivide la "Dote scuola", cioè la dote per la libertà di scelta, che si propone di elargire un contributo a chi decide di iscrivere il proprio figlio presso una scuola privata e possiede un reddito inferiore ai 46 mila euro annui.

Avellino: L'appello di Maselli: <Aiutate l'Irpinia> ( da "Sannio Online, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: segretario del Ministro Fioroni e tutti gli altri deputati del PD eletti appunto nelle liste di Campania 2, affinché assicurino la loro disponibilità per un incontro con gli elettori PD della provincia di Avellino per spiegare, ragionare e confrontarsi su una tematica così importante come quella dei rifiuti.

Nasce <Sos debiti>, sportello d'aiuto creato dagli studenti ( da "Stampaweb, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: un tempo e neppure al modello precedente a quello del ministro Fioroni, cioè quello dove nessuno aveva responsabilità dei debiti e i recuperi non esistevano". Gli studenti si accontenterebbero anche di un avvio meno rigido della normativa che obbliga a sanare le lacune: "chiediamo, come avevamo già chiesto al ministro Fioroni, che quest'anno sia considerato un anno sperimentale,


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Superiori, le strategie dei presidi (sezione: Schola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 30-05-2008)

Argomenti: Scuola

Di Rino Filippin Superiori, le strategie dei presidi Debiti: metodi diversi per ogni istituto Si può essere bocciati con 3 o 4 materie Tra gli oltre 2mila studenti delle superiori c'è ansia e preoccupazione. La riforma dell'ex ministro dell'Istruzione Fioroni, rischia di far piovere bocciature a causa del nuovo sistema di 'sospensioni' di giudizio. Ogni istituto si regola come può: Così risulta che se in certi casi con 3 debiti si è bocciati, in altri si è 'solo' rimandati. Le quattro scuole superiori carpigiane sono, in linea teorica, pronte ad affrontare lo svolgimento di quanto previsto dalla riforma dell'ex ministro dell'Istruzione Fioroni. Per i ragazzi che hanno materie insufficienti vi sarà la sospensione del giudizio. Entro metà luglio potrà prendere parte ai corsi di recupero e tra fine agosto e i primi di settembre vi sarà l'accertamento definitivo: bocciato o promosso. Tutto a posto quindi? Ascoltanto i dirigenti scolastici appare proprio il contrario, soprattutto quando si tratta di stabilire quando lo studente deve essere bocciato a giugno. RAGIONERIA. Al Meucci il preside, il prof. Paolo Davolio, commenta: "Diciamo - spiega - che fino a tre materie insufficienti si può ricorrere alla sospensione del giudizio. Possiamo arrivare a 4 se si tratta di lacune in competenze non specifiche. Ovviamente questa è una indicazione di massima. E' chiaro che c'è più elasticità quando le insufficienze non riguardano le materie d'indirizzo: chi ha lacune, ad esempio, in storia dell'arte, potrà facilmente recuperarle studiando maggiormante, anche nel corso del prossimo anno. Poi c'è la componente umana e psicologica: ogni ragazzo ha una sua storia e bisogna tenerne conto, altrimenti al posto dei prof. metteremmo dei computer". LICEO FANTI. Più restrittiva appare la selezione al liceo scientifico Manfredo Fanti. "Tendenzialmente - spiega il preside, prof. Gianmichele Spaggiari - nel nostro istituto chi ha più di due insufficienze rischia la bocciatura. La sospensione di giudizio con tre materie 'sotto' è riservata a casi particolari. Certo so che altri istituti sono meno severi, ma è nel 'dna' del liceo Fanti fermare chi non ha maturato le competenze richieste. E' inutile mandare avanti dei ragazzi che poi, magari, solo in terza, quando il corso diventa più pesante, si accorgono che questa non è la loro scuola". DA VINCI. Al tecnico di via Peruzzi, il preside prof. Antonio Piras è sicuro: "Questa riforma gioca sulla pelle dei ragazzi. E' male organizzata e fa sprecare soldi: i corsi di recupero infatti non saranno del tutto sufficienti a garantire il recupero degli studenti. Temo una 'strage degli innocenti'. Con quante materie si è 'sospesi'? Credo che sia sbagliato, e per certi versi anche illegale, dire: con tre materie in rosso sei rimandato e con 4 bocciato. Bisogna valutare la consistenza dei debiti e la personalità del giovane". VALLAURI. Il prof. Silvano Fontanesi, preside del Vallauri, si avvicina al collega del Meucci: "Noi - spiega - poniamo molta attenzione al fatto che il ragazzo sia migliorato nel corso dell'anno. Quindi sospensione fino a tre debiti e anche fino a 4 in casi particolari. Per aiutare chi ha debiti faremo, oltre ai corsi tra giugno e luglio, il ripasso di fine agosto". Qualche preside tra le righe fa capire che la riforma dell'ex ministro del centrosinistra, Fioroni, avrà anche un altro esito negativo: molti ricorsi al Tar (il Tribunale amministrativo regionale), da parte dei genitori di ragazzi bocciati.

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La commissione mista (sezione: Schola)

( da "Alto Adige" del 30-05-2008)

Argomenti: Scuola

La formazione professionale altoatesina è una realtà a se stante rispetto al resto d'Italia. Ma ugualmente deve rispettare i paletti statali. La Provincia rivendica da tempo lo scioglimento di alcuni nodi, a partire dal riconoscimento di alcune qualificazione. Su questo, l'ex ministro Fioroni aveva istituito un gruppo di studio misto ministero-Provincia. Ora si è aperto il caso della maturità alla formazione professionale, contestata dal governo. Il consigliere provinciale Alberto Sigismondi (An) commenta: "Non è immaginabile che la Provincia possa decidere di inventare un esame di maturità. E' palesemente materia di cui lo Stato ha competenza primaria. Si aprirebbero tra l'altro quesiti non da poco, a partire dalla formazione degli insegnanti".

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Torniamo a un'idea saggia A scuola si deve studiare (sezione: Schola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Scuola

A 60 anni dall'emanazione della Costituzione, non si può dire che i suoi principi nella scuola siano pienamente realizzati. Il diritto all'istruzione, secondo i criteri ribaditi nell'art. 34, risulta spesso disatteso; dati recenti indicano che ogni anno in Italia 100.000 studenti abbandonano precocemente gli studi, talvolta ancora nel corso della scuola dell'obbligo. Mentre il dettato europeo invita a ridurre la quota della dispersione scolastica entro il 10%, oggi è pari al 20,6%. Quasi un milione di giovani tra i 18 e i 24 anni è rimasto fermo alla licenza media e anche il numero di diplomati e laureati è inferiore alla media europea. Di questi, molti hanno una preparazione pressoché mediocre. Il dato è grave, ancor più grave è che non se ne parli, che la preoccupazione per l'apprendimento dei figli - e non solo per il titolo - sia spesso secondaria nella società e nelle famiglie. Un male oscuro sembra aver colpito il mondo della scuola, dove alcuni insegnanti tendono a rimpiangere un mondo che non c'è più e che comunque non era del tutto positivo e stentano ad adattarsi a un contesto diverso, dove è richiesto di relazionarsi costantemente con gli altri, ma dove soprattutto molti giovani sottovalutano le riflessioni e le conquiste culturali del passato o delle altre culture. Anche i genitori spesso hanno perso la fiducia negli educatori e guardano in modo quasi "geloso" eventuali interventi nei confronti dei figli, sentiti come intrusioni. Così, in un lassismo diffuso, si giunge alla conclusione di un anno in cui anche l'intervento del ministro Fioroni non ha dato gli esiti per i quali è stato pensato. Dopo che è stato messo a disposizione degli studenti un insegnamento che ovviamente deve avere le caratteristiche della competenza professionale e dell'impegno, a quel punto occorre far passare in modo molto chiaro ai ragazzi il messaggio che senza il loro apporto individuale l'operazione dell'apprendimento non riesce. Non è educativo prospettare sempre una proroga di ciò che viene richiesto ed è incoerente e contrario alla realtà della nostra psiche, della nostra mente, che acquisisce con passaggi brevi e frequenti, non diversamente dalla pianticella che deve crescere, come ci insegnavano gli antichi. I ragazzi, i genitori, i docenti devono tornare all'idea che a scuola occorre studiare. E' vero: i mass-media ci hanno proposto immagini di parlamentari a dir poco impreparati, ma perché si dovrebbe prendere come giustificazione qualcosa che è un vizio del sistema? Non penso che le cariche istituzionali vadano riservate solo a chi ha acquisito alti titoli di studio, ma chi delibera per il Paese deve essere in grado di conoscere e di interpretare il mondo contemporaneo, confrontando il suo pensiero con quello altrui. Senza accorgermi, mi sono allontanata dall'assunto iniziale, che era più modesto e che parte dal mio ambito di esperienza: tendiamo a una scuola che dà gli strumenti per realizzare conoscenze e competenze, ma che poi le richiede. Lia Gemma.

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Serve più rigore per salvare la scuola (sezione: Schola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Scuola

Udine Serve più rigore per salvare la scuola DIBATTITO di LAURETTA IURETIG* Un altro anno scolastico sta per chiudersi portando con sé il peso di una scuola secondaria superiore sempre più in affanno, di una scuola che, mentre un tempo vantava primati in Europa, ora è diventata un "luogo di asinificazione indolore degli studenti". Una scuola che vede, prima di tutto, estinguersi la lezione ordinaria in quanto 50 giorni di lezione su 200 vengono persi ogni anno a favore di altri progetti. Infatti la scuola secondaria superiore odierna è diventata un progettificio. Tutte le riforme annunciate e sbandierate hanno portato soltanto a un rifacimento del tetto dell'edificio e cioè dell'esame di Stato, mentre il vero cambiamento è avvenuto con l'introduzione dell'autonomia. Essa ha finito per snaturare la stessa scuola italiana obbligandola a una guerra sul territorio per il reperimento di fondi sempre più scarsi e di utenti-clienti, trasformando la figura del vecchio preside in quella di un moderno dirigente che deve soddisfare l'utenza. Ogni istituto, al pari di un supermercato con tutti i suoi ricchi scaffali, mette ogni anno in vetrina attraverso il suo Pof (Piano offerta formativa) i suoi prodotti-progetti e non le lezioni tradizionali, non l'organizzazione e la qualità dell'insegnamento disciplinare ordinario. Siamo al tramonto dello studio inteso come sacrificio e sudore, l'unico che formi veramente lo studente-cittadino, e all'affermazione della scuola dei balocchi, adeguata a principii ludici e assistenziali, a parcheggio che ammortizza la pressione giovanile sul mondo del lavoro. Niente ormai è più al servizio della didattica, ma la didattica è al servizio di tutte le altre esigenze, come dice P. Mazzocchini nel suo libro che mette a nudo le magagne della nostra scuola. Alla caduta libera della scuola superiore ha contribuito pure il ministro D'Onofrio che ha abolito gli esami di riparazione per sostituirli con i debiti formativi che hanno dato vita in tutte le scuole a odissee per organizzare sportelli didattici, corsi ad hoc al fine di recuperare i debiti pregressi sanabili secondo le vecchie norme e quelli dell'anno in corso che, in base all'ordinanza ministeriale numero 92 del ministro Fioroni, dovranno essere recuperati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Quest'ultima ordinanza, seppur condivisibile nella teoria, è assolutamente sbagliata nella prassi, in quanto si rivela superburocratica, assistenzialistica a oltranza, punitiva per gli insegnanti e, in realtà, surrettiziamente supergarantista con gli studenti. Questi ultimi, a fronte di una scuola che, con affanno, organizza corsi per il recupero dei debiti, il più delle volte continuano a non impegnarsi nello studio, a rifiutarsi d'imparare, a sottrarsi alle lezioni, pagate dall'intera collettività, che non può non indignarsi per come venga speso il suo denaro. È diseducativo impiegare le risorse pubbliche per chi non ha voglia di crescere, per chi è irresponsabile. La logica del successo formativo a tutti i costi va sostituita con l'etica della responsabilità. Chi responsabile non si dimostra va fermato. La scrematura, la giusta selezione passa attraverso una sana bocciatura, che sempre insegna ciò che non può dare un'immeritata promozione e che ci può proiettare verso una scuola efficiente, meritocratica, in grado di competere nell'Europa del futuro. *Segretario regionale Nuovo Psi Udine.

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Sit-in contro gli esami di riparazione (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Roma Studenti al Circo Massimo Sit-in contro gli esami di riparazione "Oggi tutti al Circo Massimo alle 14.30". Gli studenti romani lanciano un sit-in intitolato "Scaglia un gavettone contro l'esame di riparazione". Chiedono al Ministero della Pubblica istruzione che tutti i corsi di riparazione, introdotti da Fioroni, vengano fatti entro i primi giorni del mese di luglio. Chiedono anche meno ore di corsi obbligatori. La manifestazione proseguirà per tutto il pomeriggio con musica no-stop, lancio goliardico e simbolico di gavettoni e distribuzione di pizze e bevande. Aderiscono anche quattro consiglieri della Consulta provinciale degli studenti di Roma e rappresentanti di Azione studentesca.

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Serve più rigore per salvare la scuola (sezione: Schola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Scuola

Pordenone Serve più rigore per salvare la scuola DIBATTITO di LAURETTA IURETIG* Un altro anno scolastico sta per chiudersi portando con sé il peso di una scuola secondaria superiore sempre più in affanno, di una scuola che, mentre un tempo vantava primati in Europa, ora è diventata un "luogo di asinificazione indolore degli studenti". Una scuola che vede, prima di tutto, estinguersi la lezione ordinaria in quanto 50 giorni di lezione su 200 vengono persi ogni anno a favore di altri progetti. Infatti la scuola secondaria superiore odierna è diventata un progettificio. Tutte le riforme annunciate e sbandierate hanno portato soltanto a un rifacimento del tetto dell'edificio e cioè dell'esame di Stato, mentre il vero cambiamento è avvenuto con l'introduzione dell'autonomia. Essa ha finito per snaturare la stessa scuola italiana obbligandola a una guerra sul territorio per il reperimento di fondi sempre più scarsi e di utenti-clienti, trasformando la figura del vecchio preside in quella di un moderno dirigente che deve soddisfare l'utenza. Ogni istituto, al pari di un supermercato con tutti i suoi ricchi scaffali, mette ogni anno in vetrina attraverso il suo Pof (Piano offerta formativa) i suoi prodotti-progetti e non le lezioni tradizionali, non l'organizzazione e la qualità dell'insegnamento disciplinare ordinario. Siamo al tramonto dello studio inteso come sacrificio e sudore, l'unico che formi veramente lo studente-cittadino, e all'affermazione della scuola dei balocchi, adeguata a principii ludici e assistenziali, a parcheggio che ammortizza la pressione giovanile sul mondo del lavoro. Niente ormai è più al servizio della didattica, ma la didattica è al servizio di tutte le altre esigenze, come dice P. Mazzocchini nel suo libro che mette a nudo le magagne della nostra scuola. Alla caduta libera della scuola superiore ha contribuito pure il ministro D'Onofrio che ha abolito gli esami di riparazione per sostituirli con i debiti formativi che hanno dato vita in tutte le scuole a odissee per organizzare sportelli didattici, corsi ad hoc al fine di recuperare i debiti pregressi sanabili secondo le vecchie norme e quelli dell'anno in corso che, in base all'ordinanza ministeriale numero 92 del ministro Fioroni, dovranno essere recuperati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Quest'ultima ordinanza, seppur condivisibile nella teoria, è assolutamente sbagliata nella prassi, in quanto si rivela superburocratica, assistenzialistica a oltranza, punitiva per gli insegnanti e, in realtà, surrettiziamente supergarantista con gli studenti. Questi ultimi, a fronte di una scuola che, con affanno, organizza corsi per il recupero dei debiti, il più delle volte continuano a non impegnarsi nello studio, a rifiutarsi d'imparare, a sottrarsi alle lezioni, pagate dall'intera collettività, che non può non indignarsi per come venga speso il suo denaro. È diseducativo impiegare le risorse pubbliche per chi non ha voglia di crescere, per chi è irresponsabile. La logica del successo formativo a tutti i costi va sostituita con l'etica della responsabilità. Chi responsabile non si dimostra va fermato. La scrematura, la giusta selezione passa attraverso una sana bocciatura, che sempre insegna ciò che non può dare un'immeritata promozione e che ci può proiettare verso una scuola efficiente, meritocratica, in grado di competere nell'Europa del futuro. *Segretario regionale Nuovo Psi Udine.

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Serve più rigore per salvare la scuola (sezione: Schola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Scuola

Gorizia Serve più rigore per salvare la scuola DIBATTITO di LAURETTA IURETIG* Un altro anno scolastico sta per chiudersi portando con sé il peso di una scuola secondaria superiore sempre più in affanno, di una scuola che, mentre un tempo vantava primati in Europa, ora è diventata un "luogo di asinificazione indolore degli studenti". Una scuola che vede, prima di tutto, estinguersi la lezione ordinaria in quanto 50 giorni di lezione su 200 vengono persi ogni anno a favore di altri progetti. Infatti la scuola secondaria superiore odierna è diventata un progettificio. Tutte le riforme annunciate e sbandierate hanno portato soltanto a un rifacimento del tetto dell'edificio e cioè dell'esame di Stato, mentre il vero cambiamento è avvenuto con l'introduzione dell'autonomia. Essa ha finito per snaturare la stessa scuola italiana obbligandola a una guerra sul territorio per il reperimento di fondi sempre più scarsi e di utenti-clienti, trasformando la figura del vecchio preside in quella di un moderno dirigente che deve soddisfare l'utenza. Ogni istituto, al pari di un supermercato con tutti i suoi ricchi scaffali, mette ogni anno in vetrina attraverso il suo Pof (Piano offerta formativa) i suoi prodotti-progetti e non le lezioni tradizionali, non l'organizzazione e la qualità dell'insegnamento disciplinare ordinario. Siamo al tramonto dello studio inteso come sacrificio e sudore, l'unico che formi veramente lo studente-cittadino, e all'affermazione della scuola dei balocchi, adeguata a principii ludici e assistenziali, a parcheggio che ammortizza la pressione giovanile sul mondo del lavoro. Niente ormai è più al servizio della didattica, ma la didattica è al servizio di tutte le altre esigenze, come dice P. Mazzocchini nel suo libro che mette a nudo le magagne della nostra scuola. Alla caduta libera della scuola superiore ha contribuito pure il ministro D'Onofrio che ha abolito gli esami di riparazione per sostituirli con i debiti formativi che hanno dato vita in tutte le scuole a odissee per organizzare sportelli didattici, corsi ad hoc al fine di recuperare i debiti pregressi sanabili secondo le vecchie norme e quelli dell'anno in corso che, in base all'ordinanza ministeriale numero 92 del ministro Fioroni, dovranno essere recuperati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Quest'ultima ordinanza, seppur condivisibile nella teoria, è assolutamente sbagliata nella prassi, in quanto si rivela superburocratica, assistenzialistica a oltranza, punitiva per gli insegnanti e, in realtà, surrettiziamente supergarantista con gli studenti. Questi ultimi, a fronte di una scuola che, con affanno, organizza corsi per il recupero dei debiti, il più delle volte continuano a non impegnarsi nello studio, a rifiutarsi d'imparare, a sottrarsi alle lezioni, pagate dall'intera collettività, che non può non indignarsi per come venga speso il suo denaro. È diseducativo impiegare le risorse pubbliche per chi non ha voglia di crescere, per chi è irresponsabile. La logica del successo formativo a tutti i costi va sostituita con l'etica della responsabilità. Chi responsabile non si dimostra va fermato. La scrematura, la giusta selezione passa attraverso una sana bocciatura, che sempre insegna ciò che non può dare un'immeritata promozione e che ci può proiettare verso una scuola efficiente, meritocratica, in grado di competere nell'Europa del futuro. *Segretario regionale Nuovo Psi Udine.

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Scuole e università: una riforma necessaria che la politica osteggia (sezione: Schola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-05-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-05-30 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE LA MERITOCRAZIA FA PAURA Scuole e università: una riforma necessaria che la politica osteggia di GABRIELE MAZZACCA A bbiamo un nuovo governo, con una solida maggioranza. Rimarrà in sella almeno nel quinquennio di questa nuova legislatura. C'è, insomma, tutto il tempo per affrontare una questione di enorme rilevanza per il futuro di questo paese: la riforma del suo sistema educativo, quello della scuola primaria e secondaria e quello della università. Entrambe malconce. O un paese sarà davvero in grado di utilizzare al meglio il suo capitale umano, culturalmente e professionalmente qualificandolo, oppure nella competizione globale è destinato inesorabilmente alla emarginazione. Pure il tema della efficienza e produttività della scuola e della università è assai poco sentito dalla opinione pubblica. Tanto meno dai professionisti della politica. In realtà buona parte del ceto dirigente, politico e non, non soltanto non percepisce la necessità di una seria riforma della scuola e della università, ma addirittura la osteggia. Perché scuola e università efficacemente produttive introdurrebbero nel costume sociale il principio della meritocrazia, che è l'esatto contrario del familismo, dell'autoperpetuazione, del corporativismo "sindacale", che sono il vero contrassegno di tutta la pubblica amministrazione italiana. Che la scuola e la università italiane siano complessivamente ben lontane da ciò che dovrebbero essere è, al di là degli accenti trionfalistici di una parte degli addetti ai lavori, fuori discussione. Per la università si consulti il sito del Times Higher Education (www.timeshighereducation. co.uk): nella graduatoria delle 200 migliori università del mondo del 2007, stabilita sulla base di vari parametri relativi alla ricerca e alla produttività formativa, figurano solo 2 università italiane: quella di Bologna (al 173 posto) e la Sapienza di Roma (al 183 posto). Quanto alla scuola, valga per tutto il dato evidenziato dalla organizzazione internazionale Oecd nel programma di valutazione (Pisa) di studenti quindicenni: il nostro Paese figura agli ultimi posti nei tre ambiti in esame: matematica, scienze e lettura della lingua madre (cioè l'italiano!). E va sottolineato che la negatività della valutazione risultò in grossa misura dipendere dalla pessima "performance" degli studenti del meridione di Italia. Il disastro morale, prima ancora che politico, della Campania denunciato da Paolo Macry nel suo lucidissimo, spietato editoriale del Corriere del Mezzogiorno di domenica scorsa è figlio, insieme al radicamento socioeconomico, diretto e indiretto, della malavita organizzata, del profondo malessere della scuola e della università. Non ci si può illudere che a questo malessere si possa porre rimedio in breve tempo. E ciò, a maggior ragione, rende urgente la necessità di interventi profondamente innovativi. La si faccia finita con il considerare la scuola e la università gli ammortizzatori sociali della disoccupazione intellettuale. Si dica fine alle retribuzioni uguali (e assolutamente inadeguate, soprattutto nella scuola) per tutti. Si valutino i risultati ottenuti dalle singole scuole e dalle singole università. Si pubblicizzino questi risultati. Si ancorino i finanziamenti e le retribuzioni dei docenti alla produttività delle scuole e delle università di appartenenza. Si intervenga sull'istituto della cosiddetta aspettativa: non è possibile che si consentano anni e anni di aspettativa a professori in ambiti scientifici, quando è ben noto che, per fare un esempio, il 50% delle conoscenze biomediche diventa obsoleto nell'arco di un quinquennio. Ancora: cosa è mai, sul piano della credibilità civile, una università in cui è possibile rimanere professore anche dopo una condanna penale definitiva? \\ Non ci si può illudere che a questo malessere si possa porre rimedio in breve tempo.

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Vandali nelle scuole, pagheranno i genitori (sezione: Schola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-05-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-05-30 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Il patto A settembre parte l'iniziativa Vandali nelle scuole, pagheranno i genitori LECCE - L'immissione in internet di immagini che riprendono momenti di goliardia vissuti in classe, ha un nome: cyber bullismo. Si tratta spesso di scene di dubbio gusto che producono notizie di cronaca ed anche indagini penali. Un reato, questo, del quale ora rispondono anche i genitori secondo quanto ha disposto l'ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni che in uno specifico decreto ha sancito una direttiva sul "patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia". Il principio è questo: i genitori sono responsabili unitamente alla scuola per quanto riguarda il controllo dei propri figli, anche nella loro vita online, per cui sono tenuti a pagare le spese di eventuali danni vandalici materiali o immateriali come nel caso dei reati diffamanti. Secondo il provveditore ad interim dell'Ufficio provinciale scolastico di Lecce, Mario Pastore, dovranno essere i capi d'istituto di tutte le scuole presenti sul territorio provinciale "a far sottoscrivere il patto scuola-famiglia quando i genitori si recheranno nelle segreterie scolastiche per iscrivere i propri figli". Lecce e la sua provincia, insomma, si prepara così ad affrontare la piaghe del bullismo e del vandalismo per il prossimo anno scolastico. Un fenomeno molto presente in tutto il Salento con episodi che hanno fatto scrivere pagine intere di cronaca: dagli atti vandalici anche gravi come quelli con gli estintori svuotati nelle aule, ai furti, alla violenza sino al più emblematico di tutti, quello del video sulla sexy prof di Matematica, di cui si è interessata anche la stampa nazionale. La stessa direttiva Fioroni ha predisposto anche un numero verde (800669696) che scuola e famiglia possono chiamare per denunciare reati di vandalismo, bullismo e cyber bullismo. Le chiamate in tutta Italia, nel solo mese di aprile, sono state più di 600. "L'errore di molte mamme e papà, specie per quelli che non hanno molta dimestichezza con mouse, tastiera e siti web – si legge nell'ultimo rapporto Eurispes sul bullismo - è quello di sminuire l'importanza degli atti, degli atteggiamenti e dei comportamenti sostenuti dai loro figli sulla Rete, in quanto essa è concepita e considerata quasi come un gioco fuori dalla realtà quotidiana". N. D. Mario Pastore (Serino).

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Musica e gavettoni contro i <debiti> (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-05-30 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE In breve CIRCO MASSIMO Musica e gavettoni contro i "debiti" L'appuntamento è per oggi alle 14,30: gli studenti si incontrano al Circo Massimo per la manifestazione intitolata "Scaglia un gavettone contro l'esame di riparazione", evento organizzato per chiedere al ministero della Pubblica istruzione che tutti i corsi di riparazione, introdotti dall'ex ministro Fioroni, vengano conseguiti entro i primi giorni di luglio e una riduzione del numero minino obbligatorio di ore. Aderiscono all'iniziativa quattro consiglieri di presidenza della Consulta provinciale degli studenti. La manifestazione proseguirà per tutto il pomeriggio con musica no-stop, lancio goliardico e simbolico di gavettoni e distribuzione gratuita di pizze e bevande.

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Laura Eduati Lo Stato deve sostenere le scuole cattoliche e superare così una ingiusta <esclusione> degli istituti religiosi dai finanziamenti pubblici (sezione: Schola)

( da "Liberazione" del 30-05-2008)

Argomenti: Scuola

Laura Eduati Lo Stato deve sostenere le scuole cattoliche e superare così una ingiusta "esclusione" degli istituti religiosi dai finanziamenti pubblici Laura Eduati Lo Stato deve sostenere le scuole cattoliche e superare così una ingiusta "esclusione" degli istituti religiosi dai finanziamenti pubblici. Questo l'appello del Papa a poche settimane dall'insediamento del governo, con la richiesta dell'equiparazione delle scuole pubbliche e private di stampo cattolico. Che cosa farà la ministra Maria Stella Gelmini? Se vorrà dare ascolto a Ratzinger non dovrà fare altro che restare, semplicemente, nel solco tracciato dai precedenti ministri di centro-sinistra, da sempre molto generosi con le scuole cosiddette paritarie in barba alla Costituzione, che recita: "enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato". Il primo ad infrangere la norma fu Aldo Moro, nel 1968, con la parificazione delle scuole materne cattoliche. Fino al 1996, il finanziamento pubblico alle paritarie (e dunque anche alle scuole cattoliche) si aggirava sui 90 milioni di euro. L'allora ministro dell'Istruzione Giovanni Berlinguer fece il grande balzo, raddoppiando la cifra che poi arrivò ai 400 milioni con il governo Amato e ai 540 milioni del 2001. A tagliare le risorse dedicate alle paritarie fu nientemeno che Giulio Tremonti: 100 milioni in meno, poi recuperati proprio dal governo Prodi, tranche poi finita nelle casse regionali. A dire il vero, non tutti i fondi per le paritarie finiscono alle scuole cattoliche: le scuole civiche milanesi, comunali e dunque pubbliche, ricevono 20 milioni, mentre alle scuole regionali siciliane ne vanno 80. Il governo Berlusconi potrebbe decidere di aumentare i soldi pubblici alle private, ma sarebbe soltanto lo scimmiottamento di quanto fatto da precedenti governi di centro-sinistra. A destra, l'unica idea originale in fatto di scuole cattoliche venne a Letizia Moratti con il buono scuola, una sorta di rimborso per quelle famiglie intenzionate a scegliere un istituto privato. Per il buono scuola furono stanziati oltre 100 milioni di euro, suddivisi in misura uguale tra tutti gli alunni, compresi i figli dei parlamentari e degli imprenditori milionari. Dopo tre anni, il centrodestra decise di chiudere l'esperienza. La reale equiparazione tra scuola pubblica e privata fu voluta dal governo D'Alema, nel 2000: i titoli di studio rilasciati dalle private, e che fino a quel momento dovevano essere certificati da dei funzionari pubblici durante gli esami, diventavano improvvisamente equipollenti a quelli rilasciati dalle scuole pubbliche. E dunque, con una torsione concettuale, dichiarava che lo Stato non era più l'unico titolare del diritto allo studio e che dunque l'istruzione poteva essere laica ma anche confessionale - un principio ignoto in molti Paesi come la Francia e l'Inghilterra. In realtà è difficile equiparare la gestione di una scuola pubblica a quella di una scuola religiosa, che può scegliere i propri insegnanti senza l'impiccio delle graduatorie e imponendo ai docenti, per contratto, di seguire l'impostazione cattolica dell'insegnamento. Insomma, se improvvisamente un professore di una scuola cattolica divorzia, potrebbe venire licenziato e la Corte di cassazione gli darebbe pure torto, come peraltro è già avvenuto. Una regola che contrasta con la libertà di insegnamento, eppure ritenuta valida dallo Stato. Con le aperture di Berlinguer e D'Alema, le scuole paritarie hanno potuto godere di ingenti risorse pubbliche. E, senza sorpresa, proprio dal centro-sinistra. L'obbligo di istruzione fino ai 16 anni introdotto dall'ultimo governo Prodi ha previsto un fondo specifico di 150 milioni di euro, 9 dei quali finiti alle private. Si dirà: ma nove milioni sono pochi. E invece, se si calcola la percentuale di scuole paritarie sulle scuole pubbliche, si arriva alla conclusione che gli alunni delle private hanno ricevuto più o meno lo stesso contributo degli alunni delle scuole pubbliche. Lo stesso vale per un'altro provvedimento dello stesso governo Prodi e cioè l'istituzione delle sezioni primavera all'interno degli asili, sezioni destinate ai bambini dai 2 ai 3 anni: 30 milioni di finanziamento, 17 dei quali alle paritarie. Se l'obiettivo è quello di lasciare alle famiglie la libertà di scegliere tra pubblico e privato, allora l'obiettivo è fallito. Poiché le paritarie chiedono una retta, è chiaro che soltanto le famiglie abbienti potranno permettersi di scegliere quel tipo di scuola. Il buono scuola della Moratti, caduto a pioggia senza tenere conto del reddito dei genitori dell'alunno, non ha certo favorito gli studenti meno facoltosi. E così succede che gli oltre 600mila studenti stranieri, con il loro carico di integrazione da costruire, affollino specialmente le scuole pubbliche. Succede anche con i ragazzi portatori di handicap: poiché le scuole private non possono permettersi un insegnante di sostegno (garantito dallo Stato soltanto fino alla quinta elementare), gli alunni con problemi fisici e psichici vengono iscritti nella scuola pubblica. E se alla scuola pubblica rimane la sfida dell'inclusione e della multiculturalità, non si capisce come mai allora dovrebbe spartire con la scuola privata le magre risorse statali, creando di fatto una cittadinanza di serie A e una cittadinanza di serie B. 30/05/2008.

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Marcello Vigli* Dalle parole rivolte da Benedetto XVI ai vescovi italiani riuniti nell'annuale assemblea della Cei si potrebbe avere l'impressione che l'Italia si stia avviando a d (sezione: Schola)

( da "Liberazione" del 30-05-2008)

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Iventare il migliore dei mondi possibili Marcello Vigli* Dalle parole rivolte da Benedetto XVI ai vescovi italiani riuniti nell'annuale assemblea della Cei si potrebbe avere l'impressione che l'Italia si stia avviando a diventare il migliore dei mondi possibili. C'è, però, qualcosa che non va: un'emergenza educativa attraversa il paese. "Come non spendere, in questo contesto - si chiede il papa - una parola in favore di quegli specifici luoghi di formazione che sono le scuole?". Si potrebbe perdonare quest'ennesima forma d'intervento clericale non rivolto contro la 194 e i tentativi di legiferare sul testamento biologico o sulle famiglie di fatto, se si trattasse del Sistema scolastico nazionale. Il papa pensa, in verità, alle scuole confessionali e al loro finanziamento. Aggiunge, infatti, subito dopo: "In uno Stato democratico, che si onora di promuovere la libera iniziativa in ogni campo, non sembra giustificarsi l'esclusione di un adeguato sostegno all'impegno delle istituzioni ecclesiastiche nel campo scolastico". Imperdonabile il riferimento allo Stato democratico perché la nostra Repubblica, potrà pur promuovere la libera iniziativa, ma deve prima obbedire alla sua Costituzione che vieta esplicitamente e tassativamente tali finanziamenti. Certo è in buona compagnia se si pensa che ad aggirare quel divieto ha brillantemente contribuito Luigi Berlinguer con la legge che rende paritarie le scuole private legittimando i successivi provvedimenti di Moratti e Fioroni. E' in buona compagnia anche nell'argomentare in favore della sua richiesta: "E' legittimo, infatti, domandarsi se non gioverebbe alla qualità dell'insegnamento lo stimolante confronto tra centri formativi diversi suscitati, nel rispetto dei programmi ministeriali validi per tutti, da forze popolari multiple, preoccupate di interpretare le scelte educative delle singole famiglie. Tutto lascia pensare che un simile confronto non mancherebbe di produrre effetti benefici". Lo affermavano anche i responsabili della politica scolastica dei partiti di sinistra, dei sindacati confederali e dell'associazionismo democratico, che, snaturando la proposta di attribuire al Sistema scolastico nazionale autonomia dalle ingerenze del Ministero e degli assessorati regionali, l'hanno trasformata in attribuzione dell'autonomia delle singole scuole. L'autonomia avrebbe stimolato la concorrenza e, con questa, favorito la qualità delle prestazioni scolastiche, si diceva. La profonda crisi che sta attraversando la scuola italiana, ha ampiamente smentito le loro previsioni e quelle di quanti hanno trasgredito l'obbligo costituzionale che impone alla Repubblica di "istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi" (art. 33). Non di più soldi alle private né di procedere nella disgregazione del sistema nazionale ci sarebbe bisogno per uscire dall'emergenza educativa di cui non solo il papa ma anche il Cardinale Angelo Bagnasco, nella sua prolusione alla stessa Assemblea dei vescovi, denuncia l'urgenza individuandone anche una delle cause. "Per chi è ancora inesperto e per chi non ha il senso critico necessario, la televisione diventa facilmente un territorio senza regole in cui, magari all'insegna apparentemente neutra del marketing, trovano facile veicolazione anche modelli distorti di vita". Ci sarebbe bisogno di un'agenzia educativa in grado di fornire quel senso critico e quell'autonomia dalle lusinghe del marketing: ma questa non può essere che la scuola pubblica obbligatoria e capillarmente presente sul territorio libera da ipoteche confessionali o ideologiche perché fedele, per statuto, solo ai principi ideali della Costituzione. Certo non la scuola così com'è stata ridotta, ma quella di cui da tempo tutti auspicano una radicale riforma nei contenuti e nella formazione dei docenti oltre che negli ordinamenti e nella gestione. A questa riforma non sono interessati né la gerarchia cattolica né gli esperti, ispirati alle sue direttive, che da tempo orientano la politica ministeriale nella duplice prospettiva del raggiungimento della piena parità per le scuole confessionali e della confessionalizzazione della scuola pubblica. Nella prima direzione va la brutale richiesta del papa; nella seconda vanno sia il recente intervento della Cei per ottenere che l'insegnamento della religione cattolica esca dal ghetto della facoltatività ritagliandogli uno spazio nell'area disciplinare umanistica, nella scuola dell'obbligo, sia, in quella superiore, il recupero di potere per il docente di religione nel Consiglio di classe con il diritto a partecipare all'assegnazione dei crediti scolastici, specie alla vigilia degli esami di maturità. Stanno arrivando al pettine i nodi aggrovigliati negli ultimi decenni della una politica scolastica delle forze democratiche che, di là dalle dichiarazioni sulla centralità della scuola per lo sviluppo della democrazia, hanno sempre lasciato agli integralisti cattolici ampio spazio di manovra per lo smantellamento della scuola pubblica. Forse anche di questo dovrà occuparsi la ricerca di una via per uscire da sinistra dalla crisi della democrazia italiana. *Associazione Per la Scuola della Repubblica 30/05/2008.

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<La "dote scuola" regionale è una fregatura, ma come sindaco devo applicare la legge> (sezione: Schola)

( da "Settegiorni (Bollate)" del 30-05-2008)

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POLEMICHE Il primo cittadino risponde alle critiche di Forza Italia sulla pubblicizzazione della norma 'LA "DOTE SCUOLA" REGIONALE È UNA FREGATURA, MA COME SINDACO DEVO APPLICARE LA LEGGE' Cormano - Per l'anno scolastico 2008/2009 parte la "Dote scuola", fissata dalla legge 19/2007 istituita dalla Regione Lombardia. La legge regionale definisce una nuova modalità di sostegno economico agli studenti che frequentano le scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado sia pubbliche che paritarie. Questa legge ha suscitato durante lo scorso governo alcune perplessità da parte dell'ex ministro Fioroni, in merito soprattutto per quel che riguarda una delle tre articolazioni in cui si suddivide la "Dote scuola", cioè la dote per la libertà di scelta, che si propone di elargire un contributo a chi decide di iscrivere il proprio figlio presso una scuola privata e possiede un reddito inferiore ai 46 mila euro annui. Il dibattito si era esteso anche nell'aula consiliare cormanese, con il parere negativo espresso dalla maggioranza di centrosinistra. Ma ora - come abbiamo riferito sullo scorso numero in breve - anche il sito del Comune pubblicizza la "Dote scuola" spiegando di cosa si tratta "Una bella sorpresa - ha commentato il consigliere e coordinatore comunale di Forza Italia Saverio Pierro, - vedere con soddisfazione il risultato ottenuto a Cormano grazie al nostro sostegno alla legge n. 19 del 6 agosto 2007. Ricordo che a ottobre presentai una mozione a sostegno della riforma scolastica, perché allora la neo riforma era stata impugnata davanti alla Corte Costituzionale dall'ex ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, poi ritirata dallo stesso ministro. Avendo constatato la sonora bocciatura da parte della sinistra cormanese della riforma scolastica lombarda - con esplicite dichiarazioni in consiglio comunale dell'assessore Vangelista, dei consiglieri Cellini e Contardi - ci è assai chiaro il motivo per cui si è preferito una comunicazione sul sito internet e non l'aula consigliare per annunciare l'inversione di rotta del Comune di Cormano". Ma di fronte a queste dichiarazioni il sindaco Roberto Cornelli ribadisce la sua posizione: "La dote scuola è una fregatura per le tasche dei cittadini lombardi. E lo dico senza mezzi termini: si danno molti soldi a famiglie anche molto "benestanti" per mandare i propri figli nelle scuole elementari e medie private. Inoltre le scuole materne paritarie, quelle che sono da anni un servizio concreto sul territorio per le famiglie, non solo sono escluse dalla "dote scuola", ma in più possono contare quasi esclusivamente sull'aiuto dei Comuni (il comune di Cormano dà 130mila euro all'anno alle scuole, mentre la Regione ne elargisce 25mila). Questa mia critica ferma è sul piano politico. Come sindaco, devo applicare e far applicare le leggi, anche quelle regionali che non mi piacciono. Questa è la democrazia. Per questo la dote scuola viene pubblicizzata sul sito: non perché mi piace, ma perché è prevista da una legge regionale". Articolo pubblicato il 30/05/08 Graziana Pagano.

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Avellino: L'appello di Maselli: <Aiutate l'Irpinia> (sezione: Schola)

( da "Sannio Online, Il" del 30-05-2008)

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Avellino: L'appello di Maselli: "Aiutate l'Irpinia" Pubblicato il 30-05-2008 L'esponente del Partito Democratico, Franco Maselli ha inviato una lettera al leader Walter Veltroni e al segretario regionale Tino Iannuzzi per far luce su quanto sta accadendo in Irpinia in materia rifiuti... L'esponente del Partito Democratico, Franco Maselli ha inviato una lettera al leader Walter Veltroni e al segretario regionale Tino Iannuzzi per far luce su quanto sta accadendo in Irpinia in materia rifiuti. "Come vi sarà certamente noto, la Provincia di Avellino e tutta la Campania stanno attraversando una grave crisi ambientale dovuta alla emergenza rifiuti che si protrae ormai da diversi mesi. Le decisioni del Governo Berlusconi aprono nuovi scenari in termini di discariche, di termovalorizzatori e di impianti di compostaggio. Ogni provincia dovrà assicurare il proprio contributo in tale senso. Ritengo, tuttavia, che la politica, i partiti e, per quanto ci riguarda, il PD, debbano assumersi la responsabilità di spiegare al territorio, attraverso valutazioni, ragionamenti e confronti, le ragioni che portano ad assumere alcune decisioni piuttosto che altre. In tema di rifiuti, la provincia di Avellino è sicuramente tra quelle più virtuose, se non la più virtuosa della Campania. La raccolta differenziata ha raggiunto quasi il 46 per cento. In passato sul territorio irpino è stata realizzata una mega-discarica regionale nel comune di Ariano Irpino (loc. Difesa Grande) oramai satura all'inverosimile. Successivamente vi è stato realizzato un CDR sul quale, almeno per il momento, è meglio tacere, anche perché se ne sta occupando la Magistratura. Ancora. Con De Gennaro la "Verde Irpinia" è stata individuata come sede idonea per la realizzazione di un'altra mega-discarica nel Comune di Savignano Irpino (loc. Pustarza). Da ultimo il Commissario De Gennaro con il sottosegretario Bertolaso hanno localizzato sempre nella "Verde Irpinia", un'altra area idonea ad ospitare ancora un'ulteriore mega-discarica regionale da oltre 2.000.000 di mc di rifiuti. Un fazzoletto di territorio con tre mega-discariche regionali, un CDR e alcune stazioni di compostaggio. La disperazione e l'apprensione delle istituzioni locali, sindaci ed amministratori, ed ancor più dei cittadini irpini, appare più che giustificata. Ma, di tutto questo, stimato onorevole Veltroni e segretario regionale onorevole Iannuzzi, noi operatori della politica e del PD, con chi possiamo discutere e confrontarci a livello di rappresentanza parlamentare locale? O meglio: da quali rappresentanze parlamentari locali dovremmo attenderci una occasione di confronto e di dibattito? Mi spiego meglio. Nelle ultime elezioni politiche la circoscrizione Campania 2 (Avellino Benevento Caserta e Salerno) ha eletto 10 deputati PD. Insomma un'autorevole rappresentanza parlamentare del PD con la quale i rispettivi riferimenti locali possono almeno avere uno scambio di idee e discutere su un tema scottante com'è quello dei rifiuti. La provincia di Avellino, invece, non ha alcun deputato locale di riferimento. Chiedo, dunque, al segretario regionale del PD Iannuzzi ed al segretario nazionale Veltroni, di voler cortesemente sollecitare Luciana Pedoto, segretario del Ministro Fioroni e tutti gli altri deputati del PD eletti appunto nelle liste di Campania 2, affinché assicurino la loro disponibilità per un incontro con gli elettori PD della provincia di Avellino per spiegare, ragionare e confrontarsi su una tematica così importante come quella dei rifiuti. Al riguardo, pare opportuno ricordare che, in questa provincia, il PD, pur avendo registrato una forte scissione interna, ha raccolto la più alta percentuale di voti nella circoscrizione Campania 2 senza, però, alcun candidato locale in posizione utile della lista. In questa ottica, credo che almeno questa attenzione? ce la dobbiate".

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Nasce <Sos debiti>, sportello d'aiuto creato dagli studenti (sezione: Schola)

( da "Stampaweb, La" del 30-05-2008)

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ROMA Gli studenti si organizzano in vista dei debiti formativi che verranno assegnati durante l'estate: il sindacato studentesco della "Rete degli studenti" ha dato vita all'iniziativa "Sos debiti", una sorta di centro di assistenza on line per "informare e assistere" gli alunni impegnati nel recupero delle materie. Lo sportello sarà attivo fino alla conclusione degli scrutini di settembre e darà informazioni e assistenza legale a chi ne avrà bisogno: gli studenti che ne sentissero la necessità potranno contattare il sindacato telefonicamente, per e-mail o attraverso connessione chat. "Gli scrutini finali sono in corso - spiegano dalla Reds, nata lo scorso anno dall'unione di oltre 60 associazioni di studenti - e il destino degli studenti italiani si compie in queste settimane, come tutti gli anni. Quest'anno ci sono in più le novità introdotte dal precedente ministro dell'Istruzione sul conteggio dei debiti e su quanto questi contano per l'ammissione all'anno successivo". Il sindacato studentesco starebbe però anche cercando di convincere il ministero, come hanno già fatto altre organizzazioni che tutelano gli studenti, a ritirare la normativa che introduce l'obbligo dei debiti: "non vogliamo nessun ritorno al passato - dice la 'Rete degli studentì - né agli esami di riparazione di un tempo e neppure al modello precedente a quello del ministro Fioroni, cioè quello dove nessuno aveva responsabilità dei debiti e i recuperi non esistevano". Gli studenti si accontenterebbero anche di un avvio meno rigido della normativa che obbliga a sanare le lacune: "chiediamo, come avevamo già chiesto al ministro Fioroni, che quest'anno sia considerato un anno sperimentale, e rivolgiamo un appello a tutta l'amministrazione scolastica affinchè il decreto 80 e l'ordinanza ministeriale 92 vengano applicate con grande cautela, e che i contenuti di queste leggi vengano considerate come indicazioni e non vengano presi alla lettera". L'organizzazione studentesca ha anche le idee chiare anche per il futuro: "Faremo le nostre proposte al nuovo ministro - spiegano nel comunicato - ponendo come priorità quella di dotare al più presto la scuola italiana di un sistema di valutazione che sia basato sulla responsabilità dei docenti e degli studenti, e quindi sull'autonomia delle scuole e dei docenti, un sistema che non sia schematico aritmetico e che sia improntato non sul recupero ma sulla prevenzione delle carenze". L'iniziativa della 'Rete degli Studentì fa seguito a quella intrapresa dall''Unione degli Studentì già all'indomani della costituzione del nuovo governo, a cui ha chiesto "di intervenire immediatamente con la sospensione della normativa sul recupero dei debiti formativi". + Il sito della "Rete degli studenti".

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