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Articoli
Schola (15)
Superiori, le strategie dei presidi
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Fioroni, rischia di far piovere bocciature a causa del nuovo sistema di 'sospensioni' di giudizio. Ogni istituto si regola come può: Così risulta che se in certi casi con 3 debiti si è bocciati, in altri si è 'solo' rimandati. Le quattro scuole superiori carpigiane sono, in linea teorica, pronte ad affrontare lo svolgimento di quanto previsto dalla riforma dell'
La
commissione mista ( da "Alto Adige"
del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni aveva istituito un gruppo di studio misto ministero-Provincia. Ora si è aperto il caso della maturità alla formazione professionale, contestata dal governo. Il consigliere provinciale Alberto Sigismondi (An) commenta: "Non è immaginabile che la Provincia possa decidere di inventare un esame di maturità.
Torniamo
a un'idea saggia A scuola si deve studiare
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: intervento del ministro Fioroni non ha dato gli esiti per i quali è stato pensato. Dopo che è stato messo a disposizione degli studenti un insegnamento che ovviamente deve avere le caratteristiche della competenza professionale e dell'impegno, a quel punto occorre far passare in modo molto chiaro ai ragazzi il messaggio che senza il loro apporto individuale l'
Serve
più rigore per salvare la scuola ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ordinanza ministeriale numero 92 del ministro Fioroni, dovranno essere recuperati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Quest'ultima ordinanza, seppur condivisibile nella teoria, è assolutamente sbagliata nella prassi, in quanto si rivela superburocratica, assistenzialistica a oltranza, punitiva per gli insegnanti e, in realtà, surrettiziamente supergarantista con gli studenti.
Sit-in
contro gli esami di riparazione ( da "Repubblica, La"
del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Chiedono al Ministero della Pubblica istruzione che tutti i corsi di riparazione, introdotti da Fioroni, vengano fatti entro i primi giorni del mese di luglio. Chiedono anche meno ore di corsi obbligatori. La manifestazione proseguirà per tutto il pomeriggio con musica no-stop, lancio goliardico e simbolico di gavettoni e distribuzione di pizze e bevande.
Serve
più rigore per salvare la scuola ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ordinanza ministeriale numero 92 del ministro Fioroni, dovranno essere recuperati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Quest'ultima ordinanza, seppur condivisibile nella teoria, è assolutamente sbagliata nella prassi, in quanto si rivela superburocratica, assistenzialistica a oltranza, punitiva per gli insegnanti e, in realtà, surrettiziamente supergarantista con gli studenti.
Serve
più rigore per salvare la scuola ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ordinanza ministeriale numero 92 del ministro Fioroni, dovranno essere recuperati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Quest'ultima ordinanza, seppur condivisibile nella teoria, è assolutamente sbagliata nella prassi, in quanto si rivela superburocratica, assistenzialistica a oltranza, punitiva per gli insegnanti e, in realtà, surrettiziamente supergarantista con gli studenti.
Scuole
e università: una riforma necessaria che la politica osteggia
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Si ancorino i finanziamenti e le retribuzioni dei docenti alla produttività delle scuole e delle università di appartenenza. Si intervenga sull'istituto della cosiddetta aspettativa: non è possibile che si consentano anni e anni di aspettativa a professori in ambiti scientifici, quando è ben noto che, per fare un esempio, il 50% delle conoscenze biomediche diventa obsoleto nell'
Vandali
nelle scuole, pagheranno i genitori
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni che in uno specifico decreto ha sancito una direttiva sul "patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia". Il principio è questo: i genitori sono responsabili unitamente alla scuola per quanto riguarda il controllo dei propri figli, anche nella loro vita online, per cui sono tenuti a pagare le spese di eventuali danni vandalici materiali o immateriali come nel caso dei
Musica
e gavettoni contro i <debiti>
( da "Corriere
della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Fioroni, vengano conseguiti entro i primi giorni di luglio e una riduzione del numero minino obbligatorio di ore. Aderiscono all'iniziativa quattro consiglieri di presidenza della Consulta provinciale degli studenti. La manifestazione proseguirà per tutto il pomeriggio con musica no-stop, lancio goliardico e simbolico di gavettoni e distribuzione gratuita di pizze e bevande.
Laura
Eduati Lo Stato deve sostenere le scuole cattoliche e superare così una
ingiusta <esclusione> degli istituti religiosi dai finanziamenti pubblici
( da "Liberazione"
del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La reale equiparazione tra scuola pubblica e privata fu voluta dal governo D'Alema, nel 2000: i titoli di studio rilasciati dalle private, e che fino a quel momento dovevano essere certificati da dei funzionari pubblici durante gli esami, diventavano improvvisamente equipollenti a quelli rilasciati dalle scuole pubbliche.
Marcello
Vigli* Dalle parole rivolte da Benedetto XVI ai vescovi italiani riuniti
nell'annuale assemblea della Cei si potrebbe avere l'impressione che l'Italia
si stia avviando a d ( da "Liberazione"
del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuole private legittimando i successivi provvedimenti di Moratti e Fioroni. E' in buona compagnia anche nell'argomentare in favore della sua richiesta: "E' legittimo, infatti, domandarsi se non gioverebbe alla qualità dell'insegnamento lo stimolante confronto tra centri formativi diversi suscitati, nel rispetto dei programmi ministeriali validi per tutti, da forze popolari multiple,
<La
"dote scuola" regionale è una fregatura, ma come sindaco devo applicare
la legge> ( da "Settegiorni (Bollate)"
del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni, in merito soprattutto per quel che riguarda una delle tre articolazioni in cui si suddivide la "Dote scuola", cioè la dote per la libertà di scelta, che si propone di elargire un contributo a chi decide di iscrivere il proprio figlio presso una scuola privata e possiede un reddito inferiore ai 46 mila euro annui.
Avellino:
L'appello di Maselli: <Aiutate l'Irpinia>
( da "Sannio
Online, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: segretario del Ministro Fioroni e tutti gli altri deputati del PD eletti appunto nelle liste di Campania 2, affinché assicurino la loro disponibilità per un incontro con gli elettori PD della provincia di Avellino per spiegare, ragionare e confrontarsi su una tematica così importante come quella dei rifiuti.
Nasce
<Sos debiti>, sportello d'aiuto creato dagli studenti
( da "Stampaweb,
La" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: un tempo e neppure al modello precedente a quello del ministro Fioroni, cioè quello dove nessuno aveva responsabilità dei debiti e i recuperi non esistevano". Gli studenti si accontenterebbero anche di un avvio meno rigido della normativa che obbliga a sanare le lacune: "chiediamo, come avevamo già chiesto al ministro Fioroni, che quest'anno sia considerato un anno sperimentale,
( da "Gazzetta di Modena,La" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Di Rino Filippin
Superiori, le strategie dei presidi Debiti: metodi diversi per ogni istituto Si
può essere bocciati con 3 o 4 materie Tra gli oltre 2mila studenti delle superiori
c'è ansia e preoccupazione. La riforma dell'ex ministro dell'Istruzione Fioroni, rischia di far piovere bocciature a causa del nuovo sistema di
'sospensioni' di giudizio. Ogni istituto si regola come può: Così risulta che
se in certi casi con 3 debiti si è bocciati, in altri si è 'solo' rimandati. Le
quattro scuole superiori carpigiane sono, in linea teorica, pronte ad
affrontare lo svolgimento di quanto previsto dalla riforma dell'ex
ministro dell'Istruzione Fioroni. Per i ragazzi che
hanno materie insufficienti vi sarà la sospensione del giudizio. Entro metà
luglio potrà prendere parte ai corsi di recupero e tra fine agosto e i primi di
settembre vi sarà l'accertamento definitivo: bocciato o promosso. Tutto a posto
quindi? Ascoltanto i dirigenti scolastici appare proprio il contrario,
soprattutto quando si tratta di stabilire quando lo studente deve essere
bocciato a giugno. RAGIONERIA. Al Meucci il preside, il prof. Paolo Davolio,
commenta: "Diciamo - spiega - che fino a tre materie insufficienti si può
ricorrere alla sospensione del giudizio. Possiamo arrivare a 4 se si tratta di
lacune in competenze non specifiche. Ovviamente questa è una indicazione di
massima. E' chiaro che c'è più elasticità quando le insufficienze non
riguardano le materie d'indirizzo: chi ha lacune, ad esempio, in storia
dell'arte, potrà facilmente recuperarle studiando maggiormante, anche nel corso
del prossimo anno. Poi c'è la componente umana e psicologica: ogni ragazzo ha
una sua storia e bisogna tenerne conto, altrimenti al posto dei prof.
metteremmo dei computer". LICEO FANTI. Più restrittiva appare la selezione
al liceo scientifico Manfredo Fanti. "Tendenzialmente - spiega il preside,
prof. Gianmichele Spaggiari - nel nostro istituto chi ha più di due insufficienze
rischia la bocciatura. La sospensione di giudizio con tre materie 'sotto' è
riservata a casi particolari. Certo so che altri istituti sono meno severi, ma
è nel 'dna' del liceo Fanti fermare chi non ha maturato le competenze
richieste. E' inutile mandare avanti dei ragazzi che poi, magari, solo in
terza, quando il corso diventa più pesante, si accorgono che questa non è la
loro scuola". DA VINCI. Al tecnico di via Peruzzi, il preside prof.
Antonio Piras è sicuro: "Questa riforma gioca sulla pelle dei ragazzi. E'
male organizzata e fa sprecare soldi: i corsi di recupero infatti non saranno
del tutto sufficienti a garantire il recupero degli studenti. Temo una 'strage
degli innocenti'. Con quante materie si è 'sospesi'? Credo che sia sbagliato, e
per certi versi anche illegale, dire: con tre materie in rosso sei rimandato e
con 4 bocciato. Bisogna valutare la consistenza dei debiti e la personalità del
giovane". VALLAURI. Il prof. Silvano Fontanesi, preside del Vallauri, si
avvicina al collega del Meucci: "Noi - spiega - poniamo molta attenzione
al fatto che il ragazzo sia migliorato nel corso dell'anno. Quindi sospensione
fino a tre debiti e anche fino a
( da "Alto Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
La formazione
professionale altoatesina è una realtà a se stante rispetto al resto d'Italia.
Ma ugualmente deve rispettare i paletti statali. La Provincia rivendica da
tempo lo scioglimento di alcuni nodi, a partire dal riconoscimento di alcune
qualificazione. Su questo, l'ex ministro Fioroni aveva istituito un gruppo di studio misto ministero-Provincia.
Ora si è aperto il caso della maturità alla formazione professionale,
contestata dal governo. Il consigliere provinciale Alberto Sigismondi (An)
commenta: "Non è immaginabile che la Provincia possa decidere di inventare
un esame di maturità. E' palesemente materia di cui lo Stato ha
competenza primaria. Si aprirebbero tra l'altro quesiti non da poco, a partire
dalla formazione degli insegnanti".
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
A 60 anni
dall'emanazione della Costituzione, non si può dire che i suoi principi nella scuola
siano pienamente realizzati. Il diritto all'istruzione, secondo i criteri
ribaditi nell'art. 34, risulta spesso disatteso; dati recenti indicano che ogni
anno in Italia 100.000 studenti abbandonano precocemente gli studi, talvolta
ancora nel corso della scuola dell'obbligo. Mentre il dettato europeo invita a
ridurre la quota della dispersione scolastica entro il 10%, oggi è pari al
20,6%. Quasi un milione di giovani tra i 18 e i 24 anni è rimasto fermo alla
licenza media e anche il numero di diplomati e laureati è inferiore alla media
europea. Di questi, molti hanno una preparazione pressoché mediocre. Il dato è
grave, ancor più grave è che non se ne parli, che la preoccupazione per
l'apprendimento dei figli - e non solo per il titolo - sia spesso secondaria
nella società e nelle famiglie. Un male oscuro sembra aver colpito il mondo
della scuola, dove alcuni insegnanti tendono a rimpiangere un mondo che non c'è
più e che comunque non era del tutto positivo e stentano ad adattarsi a un
contesto diverso, dove è richiesto di relazionarsi costantemente con gli altri,
ma dove soprattutto molti giovani sottovalutano le riflessioni e le conquiste
culturali del passato o delle altre culture. Anche i genitori spesso hanno
perso la fiducia negli educatori e guardano in modo quasi "geloso"
eventuali interventi nei confronti dei figli, sentiti come intrusioni. Così, in
un lassismo diffuso, si giunge alla conclusione di un anno in cui anche l'intervento del ministro Fioroni non ha
dato gli esiti per i quali è stato pensato. Dopo che è stato messo a
disposizione degli studenti un insegnamento che ovviamente deve avere le
caratteristiche della competenza professionale e dell'impegno, a quel punto
occorre far passare in modo molto chiaro ai ragazzi il messaggio che senza il
loro apporto individuale l'operazione dell'apprendimento non riesce. Non
è educativo prospettare sempre una proroga di ciò che viene richiesto ed è
incoerente e contrario alla realtà della nostra psiche, della nostra mente, che
acquisisce con passaggi brevi e frequenti, non diversamente dalla pianticella
che deve crescere, come ci insegnavano gli antichi. I ragazzi, i genitori, i
docenti devono tornare all'idea che a scuola occorre studiare. E' vero: i
mass-media ci hanno proposto immagini di parlamentari a dir poco impreparati,
ma perché si dovrebbe prendere come giustificazione qualcosa che è un vizio del
sistema? Non penso che le cariche istituzionali vadano riservate solo a chi ha
acquisito alti titoli di studio, ma chi delibera per il Paese deve essere in
grado di conoscere e di interpretare il mondo contemporaneo, confrontando il
suo pensiero con quello altrui. Senza accorgermi, mi sono allontanata
dall'assunto iniziale, che era più modesto e che parte dal mio ambito di
esperienza: tendiamo a una scuola che dà gli strumenti per realizzare
conoscenze e competenze, ma che poi le richiede. Lia Gemma.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Udine Serve più
rigore per salvare la scuola DIBATTITO di LAURETTA IURETIG* Un altro anno
scolastico sta per chiudersi portando con sé il peso di una scuola secondaria
superiore sempre più in affanno, di una scuola che, mentre un tempo vantava
primati in Europa, ora è diventata un "luogo di asinificazione indolore
degli studenti". Una scuola che vede, prima di tutto, estinguersi la
lezione ordinaria in quanto 50 giorni di lezione su 200 vengono persi ogni anno
a favore di altri progetti. Infatti la scuola secondaria superiore odierna è
diventata un progettificio. Tutte le riforme annunciate e sbandierate hanno
portato soltanto a un rifacimento del tetto dell'edificio e cioè dell'esame di
Stato, mentre il vero cambiamento è avvenuto con l'introduzione dell'autonomia.
Essa ha finito per snaturare la stessa scuola italiana obbligandola a una
guerra sul territorio per il reperimento di fondi sempre più scarsi e di
utenti-clienti, trasformando la figura del vecchio preside in quella di un
moderno dirigente che deve soddisfare l'utenza. Ogni istituto, al pari di un
supermercato con tutti i suoi ricchi scaffali, mette ogni anno in vetrina
attraverso il suo Pof (Piano offerta formativa) i suoi prodotti-progetti e non
le lezioni tradizionali, non l'organizzazione e la qualità dell'insegnamento
disciplinare ordinario. Siamo al tramonto dello studio inteso come sacrificio e
sudore, l'unico che formi veramente lo studente-cittadino, e all'affermazione
della scuola dei balocchi, adeguata a principii ludici e assistenziali, a
parcheggio che ammortizza la pressione giovanile sul mondo del lavoro. Niente
ormai è più al servizio della didattica, ma la didattica è al servizio di tutte
le altre esigenze, come dice P. Mazzocchini nel suo libro che mette a nudo le
magagne della nostra scuola. Alla caduta libera della scuola superiore ha
contribuito pure il ministro D'Onofrio che ha abolito gli esami di riparazione
per sostituirli con i debiti formativi che hanno dato vita in tutte le scuole a
odissee per organizzare sportelli didattici, corsi ad hoc al fine di recuperare
i debiti pregressi sanabili secondo le vecchie norme e quelli dell'anno in
corso che, in base all'ordinanza ministeriale numero 92 del
ministro Fioroni, dovranno essere recuperati prima dell'inizio del nuovo anno
scolastico. Quest'ultima ordinanza, seppur condivisibile nella teoria, è
assolutamente sbagliata nella prassi, in quanto si rivela superburocratica,
assistenzialistica a oltranza, punitiva per gli insegnanti e, in realtà, surrettiziamente
supergarantista con gli studenti. Questi ultimi, a fronte di una scuola
che, con affanno, organizza corsi per il recupero dei debiti, il più delle
volte continuano a non impegnarsi nello studio, a rifiutarsi d'imparare, a
sottrarsi alle lezioni, pagate dall'intera collettività, che non può non
indignarsi per come venga speso il suo denaro. È diseducativo impiegare le
risorse pubbliche per chi non ha voglia di crescere, per chi è irresponsabile.
La logica del successo formativo a tutti i costi va sostituita con l'etica
della responsabilità. Chi responsabile non si dimostra va fermato. La
scrematura, la giusta selezione passa attraverso una sana bocciatura, che
sempre insegna ciò che non può dare un'immeritata promozione e che ci può
proiettare verso una scuola efficiente, meritocratica, in grado di competere
nell'Europa del futuro. *Segretario regionale Nuovo Psi Udine.
( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Roma
Studenti al Circo Massimo Sit-in contro gli esami di riparazione "Oggi
tutti al Circo Massimo alle 14.30". Gli studenti romani lanciano un sit-in
intitolato "Scaglia un gavettone contro l'esame di riparazione". Chiedono al Ministero della Pubblica istruzione che tutti i corsi
di riparazione, introdotti da Fioroni, vengano fatti entro i primi
giorni del mese di luglio. Chiedono anche meno ore di corsi obbligatori. La
manifestazione proseguirà per tutto il pomeriggio con musica no-stop, lancio
goliardico e simbolico di gavettoni e distribuzione di pizze e bevande.
Aderiscono anche quattro consiglieri della Consulta provinciale degli studenti
di Roma e rappresentanti di Azione studentesca.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Pordenone Serve più
rigore per salvare la scuola DIBATTITO di LAURETTA IURETIG* Un altro anno
scolastico sta per chiudersi portando con sé il peso di una scuola secondaria
superiore sempre più in affanno, di una scuola che, mentre un tempo vantava
primati in Europa, ora è diventata un "luogo di asinificazione indolore
degli studenti". Una scuola che vede, prima di tutto, estinguersi la
lezione ordinaria in quanto 50 giorni di lezione su 200 vengono persi ogni anno
a favore di altri progetti. Infatti la scuola secondaria superiore odierna è
diventata un progettificio. Tutte le riforme annunciate e sbandierate hanno
portato soltanto a un rifacimento del tetto dell'edificio e cioè dell'esame di
Stato, mentre il vero cambiamento è avvenuto con l'introduzione dell'autonomia.
Essa ha finito per snaturare la stessa scuola italiana obbligandola a una
guerra sul territorio per il reperimento di fondi sempre più scarsi e di
utenti-clienti, trasformando la figura del vecchio preside in quella di un
moderno dirigente che deve soddisfare l'utenza. Ogni istituto, al pari di un
supermercato con tutti i suoi ricchi scaffali, mette ogni anno in vetrina
attraverso il suo Pof (Piano offerta formativa) i suoi prodotti-progetti e non
le lezioni tradizionali, non l'organizzazione e la qualità dell'insegnamento
disciplinare ordinario. Siamo al tramonto dello studio inteso come sacrificio e
sudore, l'unico che formi veramente lo studente-cittadino, e all'affermazione
della scuola dei balocchi, adeguata a principii ludici e assistenziali, a
parcheggio che ammortizza la pressione giovanile sul mondo del lavoro. Niente
ormai è più al servizio della didattica, ma la didattica è al servizio di tutte
le altre esigenze, come dice P. Mazzocchini nel suo libro che mette a nudo le
magagne della nostra scuola. Alla caduta libera della scuola superiore ha
contribuito pure il ministro D'Onofrio che ha abolito gli esami di riparazione
per sostituirli con i debiti formativi che hanno dato vita in tutte le scuole a
odissee per organizzare sportelli didattici, corsi ad hoc al fine di recuperare
i debiti pregressi sanabili secondo le vecchie norme e quelli dell'anno in
corso che, in base all'ordinanza ministeriale numero 92 del
ministro Fioroni, dovranno essere recuperati prima dell'inizio del nuovo anno
scolastico. Quest'ultima ordinanza, seppur condivisibile nella teoria, è
assolutamente sbagliata nella prassi, in quanto si rivela superburocratica,
assistenzialistica a oltranza, punitiva per gli insegnanti e, in realtà,
surrettiziamente supergarantista con gli studenti. Questi ultimi, a
fronte di una scuola che, con affanno, organizza corsi per il recupero dei
debiti, il più delle volte continuano a non impegnarsi nello studio, a
rifiutarsi d'imparare, a sottrarsi alle lezioni, pagate dall'intera
collettività, che non può non indignarsi per come venga speso il suo denaro. È
diseducativo impiegare le risorse pubbliche per chi non ha voglia di crescere,
per chi è irresponsabile. La logica del successo formativo a tutti i costi va
sostituita con l'etica della responsabilità. Chi responsabile non si dimostra va
fermato. La scrematura, la giusta selezione passa attraverso una sana
bocciatura, che sempre insegna ciò che non può dare un'immeritata promozione e
che ci può proiettare verso una scuola efficiente, meritocratica, in grado di
competere nell'Europa del futuro. *Segretario regionale Nuovo Psi Udine.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Gorizia Serve più
rigore per salvare la scuola DIBATTITO di LAURETTA IURETIG* Un altro anno
scolastico sta per chiudersi portando con sé il peso di una scuola secondaria
superiore sempre più in affanno, di una scuola che, mentre un tempo vantava
primati in Europa, ora è diventata un "luogo di asinificazione indolore
degli studenti". Una scuola che vede, prima di tutto, estinguersi la
lezione ordinaria in quanto 50 giorni di lezione su 200 vengono persi ogni anno
a favore di altri progetti. Infatti la scuola secondaria superiore odierna è
diventata un progettificio. Tutte le riforme annunciate e sbandierate hanno
portato soltanto a un rifacimento del tetto dell'edificio e cioè dell'esame di
Stato, mentre il vero cambiamento è avvenuto con l'introduzione dell'autonomia.
Essa ha finito per snaturare la stessa scuola italiana obbligandola a una
guerra sul territorio per il reperimento di fondi sempre più scarsi e di
utenti-clienti, trasformando la figura del vecchio preside in quella di un
moderno dirigente che deve soddisfare l'utenza. Ogni istituto, al pari di un
supermercato con tutti i suoi ricchi scaffali, mette ogni anno in vetrina
attraverso il suo Pof (Piano offerta formativa) i suoi prodotti-progetti e non
le lezioni tradizionali, non l'organizzazione e la qualità dell'insegnamento
disciplinare ordinario. Siamo al tramonto dello studio inteso come sacrificio e
sudore, l'unico che formi veramente lo studente-cittadino, e all'affermazione
della scuola dei balocchi, adeguata a principii ludici e assistenziali, a
parcheggio che ammortizza la pressione giovanile sul mondo del lavoro. Niente
ormai è più al servizio della didattica, ma la didattica è al servizio di tutte
le altre esigenze, come dice P. Mazzocchini nel suo libro che mette a nudo le
magagne della nostra scuola. Alla caduta libera della scuola superiore ha
contribuito pure il ministro D'Onofrio che ha abolito gli esami di riparazione
per sostituirli con i debiti formativi che hanno dato vita in tutte le scuole a
odissee per organizzare sportelli didattici, corsi ad hoc al fine di recuperare
i debiti pregressi sanabili secondo le vecchie norme e quelli dell'anno in
corso che, in base all'ordinanza ministeriale numero 92 del
ministro Fioroni, dovranno essere recuperati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico.
Quest'ultima ordinanza, seppur condivisibile nella teoria, è assolutamente
sbagliata nella prassi, in quanto si rivela superburocratica,
assistenzialistica a oltranza, punitiva per gli insegnanti e, in realtà,
surrettiziamente supergarantista con gli studenti. Questi ultimi, a
fronte di una scuola che, con affanno, organizza corsi per il recupero dei
debiti, il più delle volte continuano a non impegnarsi nello studio, a
rifiutarsi d'imparare, a sottrarsi alle lezioni, pagate dall'intera collettività,
che non può non indignarsi per come venga speso il suo denaro. È diseducativo
impiegare le risorse pubbliche per chi non ha voglia di crescere, per chi è
irresponsabile. La logica del successo formativo a tutti i costi va sostituita
con l'etica della responsabilità. Chi responsabile non si dimostra va fermato.
La scrematura, la giusta selezione passa attraverso una sana bocciatura, che
sempre insegna ciò che non può dare un'immeritata promozione e che ci può
proiettare verso una scuola efficiente, meritocratica, in grado di competere
nell'Europa del futuro. *Segretario regionale Nuovo Psi Udine.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-05-30 num: - pag: 16
categoria: REDAZIONALE LA MERITOCRAZIA FA PAURA Scuole e università: una riforma necessaria che la politica osteggia di GABRIELE
MAZZACCA A bbiamo un nuovo governo, con una solida maggioranza. Rimarrà in
sella almeno nel quinquennio di questa nuova legislatura. C'è, insomma, tutto
il tempo per affrontare una questione di enorme rilevanza per il futuro di questo
paese: la riforma del suo sistema educativo, quello
della scuola primaria e secondaria e quello della
università. Entrambe malconce. O un paese sarà davvero in grado di utilizzare
al meglio il suo capitale umano, culturalmente e professionalmente qualificandolo,
oppure nella competizione globale è destinato inesorabilmente alla
emarginazione. Pure il tema della efficienza e produttività della scuola e della università è assai poco sentito dalla
opinione pubblica. Tanto meno dai professionisti della politica. In realtà
buona parte del ceto dirigente, politico e non, non soltanto non percepisce la
necessità di una seria riforma della scuola e della
università, ma addirittura la osteggia. Perché scuola
e università efficacemente produttive introdurrebbero nel costume sociale il
principio della meritocrazia, che è l'esatto contrario del familismo,
dell'autoperpetuazione, del corporativismo "sindacale", che sono il
vero contrassegno di tutta la pubblica amministrazione italiana. Che la scuola e la università italiane siano complessivamente ben
lontane da ciò che dovrebbero essere è, al di là degli accenti trionfalistici
di una parte degli addetti ai lavori, fuori discussione. Per la università si
consulti il sito del Times Higher Education (www.timeshighereducation. co.uk):
nella graduatoria delle 200 migliori università del mondo del 2007, stabilita
sulla base di vari parametri relativi alla ricerca e alla produttività
formativa, figurano solo 2 università italiane: quella di Bologna (al 173
posto) e la Sapienza di Roma (al 183 posto). Quanto alla scuola,
valga per tutto il dato evidenziato dalla organizzazione internazionale Oecd
nel programma di valutazione (Pisa) di studenti quindicenni: il nostro Paese
figura agli ultimi posti nei tre ambiti in esame: matematica, scienze e lettura
della lingua madre (cioè l'italiano!). E va sottolineato che la negatività
della valutazione risultò in grossa misura dipendere dalla pessima
"performance" degli studenti del meridione di Italia. Il disastro
morale, prima ancora che politico, della Campania denunciato da Paolo Macry nel
suo lucidissimo, spietato editoriale del Corriere del Mezzogiorno di domenica
scorsa è figlio, insieme al radicamento socioeconomico, diretto e indiretto,
della malavita organizzata, del profondo malessere della scuola
e della università. Non ci si può illudere che a questo malessere si possa
porre rimedio in breve tempo. E ciò, a maggior ragione, rende urgente la
necessità di interventi profondamente innovativi. La si faccia finita con il
considerare la scuola e la università gli
ammortizzatori sociali della disoccupazione intellettuale. Si dica fine alle
retribuzioni uguali (e assolutamente inadeguate, soprattutto nella scuola) per tutti. Si valutino i risultati ottenuti dalle
singole scuole e dalle singole università. Si pubblicizzino questi risultati. Si ancorino i finanziamenti e le retribuzioni dei docenti alla
produttività delle scuole e delle università di appartenenza. Si intervenga
sull'istituto della cosiddetta aspettativa: non è possibile che si consentano
anni e anni di aspettativa a professori in ambiti scientifici, quando è ben
noto che, per fare un esempio, il 50% delle conoscenze biomediche diventa
obsoleto nell'arco di un quinquennio. Ancora: cosa è mai, sul piano
della credibilità civile, una università in cui è possibile rimanere professore
anche dopo una condanna penale definitiva? \\ Non ci si può illudere che a
questo malessere si possa porre rimedio in breve tempo.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-05-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del
Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-05-30 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Il patto A settembre parte l'iniziativa Vandali nelle
scuole, pagheranno i genitori LECCE - L'immissione in internet di immagini che
riprendono momenti di goliardia vissuti in classe, ha un nome: cyber bullismo.
Si tratta spesso di scene di dubbio gusto che producono notizie di cronaca ed
anche indagini penali. Un reato, questo, del quale ora rispondono anche i
genitori secondo quanto ha disposto l'ex ministro della Pubblica istruzione,
Giuseppe Fioroni che in uno specifico decreto ha sancito una direttiva sul "patto
di corresponsabilità tra scuola e famiglia". Il principio è questo: i
genitori sono responsabili unitamente alla scuola per quanto riguarda il
controllo dei propri figli, anche nella loro vita online, per cui sono tenuti a
pagare le spese di eventuali danni vandalici materiali o immateriali come nel
caso dei reati diffamanti. Secondo il provveditore ad interim
dell'Ufficio provinciale scolastico di Lecce, Mario Pastore, dovranno essere i
capi d'istituto di tutte le scuole presenti sul territorio provinciale "a
far sottoscrivere il patto scuola-famiglia quando i genitori si recheranno
nelle segreterie scolastiche per iscrivere i propri figli". Lecce e la sua
provincia, insomma, si prepara così ad affrontare la piaghe del bullismo e del
vandalismo per il prossimo anno scolastico. Un fenomeno molto presente in tutto
il Salento con episodi che hanno fatto scrivere pagine intere di cronaca: dagli
atti vandalici anche gravi come quelli con gli estintori svuotati nelle aule,
ai furti, alla violenza sino al più emblematico di tutti, quello del video
sulla sexy prof di Matematica, di cui si è interessata anche la stampa
nazionale. La stessa direttiva Fioroni ha predisposto
anche un numero verde (800669696) che scuola e famiglia possono chiamare per
denunciare reati di vandalismo, bullismo e cyber bullismo. Le chiamate in tutta
Italia, nel solo mese di aprile, sono state più di 600. "L'errore di molte
mamme e papà, specie per quelli che non hanno molta dimestichezza con mouse,
tastiera e siti web – si legge nell'ultimo rapporto Eurispes sul bullismo - è
quello di sminuire l'importanza degli atti, degli atteggiamenti e dei
comportamenti sostenuti dai loro figli sulla Rete, in quanto essa è concepita e
considerata quasi come un gioco fuori dalla realtà quotidiana". N. D.
Mario Pastore (Serino).
( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-05-30 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE In breve CIRCO MASSIMO Musica e gavettoni contro i
"debiti" L'appuntamento è per oggi alle 14,30: gli studenti si
incontrano al Circo Massimo per la manifestazione intitolata "Scaglia un
gavettone contro l'esame di riparazione", evento organizzato per chiedere
al ministero della Pubblica istruzione che tutti i corsi di riparazione,
introdotti dall'ex ministro Fioroni, vengano
conseguiti entro i primi giorni di luglio e una riduzione del numero minino
obbligatorio di ore. Aderiscono all'iniziativa quattro consiglieri di
presidenza della Consulta provinciale degli studenti. La manifestazione
proseguirà per tutto il pomeriggio con musica no-stop, lancio goliardico e
simbolico di gavettoni e distribuzione gratuita di pizze e bevande.
( da "Liberazione" del 30-05-2008)
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Laura Eduati Lo
Stato deve sostenere le scuole cattoliche e superare così una ingiusta
"esclusione" degli istituti religiosi dai finanziamenti
pubblici Laura Eduati Lo Stato deve sostenere le scuole cattoliche e superare
così una ingiusta "esclusione" degli istituti religiosi dai finanziamenti pubblici. Questo l'appello del Papa a poche
settimane dall'insediamento del governo, con la richiesta dell'equiparazione
delle scuole pubbliche e private di stampo cattolico. Che cosa farà la ministra
Maria Stella Gelmini? Se vorrà dare ascolto a Ratzinger non dovrà fare altro
che restare, semplicemente, nel solco tracciato dai precedenti ministri di
centro-sinistra, da sempre molto generosi con le scuole cosiddette paritarie in
barba alla Costituzione, che recita: "enti e privati hanno il diritto di
istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato". Il
primo ad infrangere la norma fu Aldo Moro, nel 1968, con la parificazione delle
scuole materne cattoliche. Fino al 1996, il finanziamento pubblico alle
paritarie (e dunque anche alle scuole cattoliche) si aggirava sui 90 milioni di
euro. L'allora ministro dell'Istruzione Giovanni Berlinguer fece il grande
balzo, raddoppiando la cifra che poi arrivò ai 400 milioni con il governo Amato
e ai 540 milioni del
( da "Liberazione" del 30-05-2008)
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Iventare il migliore
dei mondi possibili Marcello Vigli* Dalle parole rivolte da Benedetto XVI ai
vescovi italiani riuniti nell'annuale assemblea della Cei si potrebbe avere
l'impressione che l'Italia si stia avviando a diventare il migliore dei mondi
possibili. C'è, però, qualcosa che non va: un'emergenza educativa attraversa il
paese. "Come non spendere, in questo contesto - si chiede il papa - una
parola in favore di quegli specifici luoghi di formazione che sono le
scuole?". Si potrebbe perdonare quest'ennesima forma d'intervento
clericale non rivolto contro la 194 e i tentativi di legiferare sul testamento
biologico o sulle famiglie di fatto, se si trattasse del Sistema scolastico
nazionale. Il papa pensa, in verità, alle scuole confessionali e al loro
finanziamento. Aggiunge, infatti, subito dopo: "In uno Stato democratico,
che si onora di promuovere la libera iniziativa in ogni campo, non sembra
giustificarsi l'esclusione di un adeguato sostegno all'impegno delle
istituzioni ecclesiastiche nel campo scolastico". Imperdonabile il
riferimento allo Stato democratico perché la nostra Repubblica, potrà pur
promuovere la libera iniziativa, ma deve prima obbedire alla sua Costituzione
che vieta esplicitamente e tassativamente tali finanziamenti. Certo è in buona
compagnia se si pensa che ad aggirare quel divieto ha brillantemente
contribuito Luigi Berlinguer con la legge che rende paritarie le scuole private legittimando i successivi provvedimenti di Moratti
e Fioroni. E' in buona compagnia anche nell'argomentare in favore della sua
richiesta: "E' legittimo, infatti, domandarsi se non gioverebbe alla
qualità dell'insegnamento lo stimolante confronto tra centri formativi diversi
suscitati, nel rispetto dei programmi ministeriali validi per tutti, da forze
popolari multiple, preoccupate di interpretare le scelte educative delle
singole famiglie. Tutto lascia pensare che un simile confronto non mancherebbe
di produrre effetti benefici". Lo affermavano anche i responsabili della
politica scolastica dei partiti di sinistra, dei sindacati confederali e
dell'associazionismo democratico, che, snaturando la proposta di attribuire al
Sistema scolastico nazionale autonomia dalle ingerenze del Ministero e degli
assessorati regionali, l'hanno trasformata in attribuzione dell'autonomia delle
singole scuole. L'autonomia avrebbe stimolato la concorrenza e, con questa,
favorito la qualità delle prestazioni scolastiche, si diceva. La profonda crisi
che sta attraversando la scuola italiana, ha ampiamente smentito le loro
previsioni e quelle di quanti hanno trasgredito l'obbligo costituzionale che
impone alla Repubblica di "istituire scuole statali per tutti gli ordini e
gradi" (art. 33). Non di più soldi alle private né di procedere nella
disgregazione del sistema nazionale ci sarebbe bisogno per uscire dall'emergenza
educativa di cui non solo il papa ma anche il Cardinale Angelo Bagnasco, nella
sua prolusione alla stessa Assemblea dei vescovi, denuncia l'urgenza
individuandone anche una delle cause. "Per chi è ancora inesperto e per
chi non ha il senso critico necessario, la televisione diventa facilmente un
territorio senza regole in cui, magari all'insegna apparentemente neutra del
marketing, trovano facile veicolazione anche modelli distorti di vita". Ci
sarebbe bisogno di un'agenzia educativa in grado di fornire quel senso critico
e quell'autonomia dalle lusinghe del marketing: ma questa non può essere che la
scuola pubblica obbligatoria e capillarmente presente sul territorio libera da
ipoteche confessionali o ideologiche perché fedele, per statuto, solo ai
principi ideali della Costituzione. Certo non la scuola così com'è stata
ridotta, ma quella di cui da tempo tutti auspicano una radicale riforma nei
contenuti e nella formazione dei docenti oltre che negli ordinamenti e nella
gestione. A questa riforma non sono interessati né la gerarchia cattolica né
gli esperti, ispirati alle sue direttive, che da tempo orientano la politica
ministeriale nella duplice prospettiva del raggiungimento della piena parità
per le scuole confessionali e della confessionalizzazione della scuola
pubblica. Nella prima direzione va la brutale richiesta del papa; nella seconda
vanno sia il recente intervento della Cei per ottenere che l'insegnamento della
religione cattolica esca dal ghetto della facoltatività ritagliandogli uno
spazio nell'area disciplinare umanistica, nella scuola dell'obbligo, sia, in
quella superiore, il recupero di potere per il docente di religione nel
Consiglio di classe con il diritto a partecipare all'assegnazione dei crediti
scolastici, specie alla vigilia degli esami di maturità. Stanno arrivando al
pettine i nodi aggrovigliati negli ultimi decenni della una politica scolastica
delle forze democratiche che, di là dalle dichiarazioni sulla centralità della
scuola per lo sviluppo della democrazia, hanno sempre lasciato agli
integralisti cattolici ampio spazio di manovra per lo smantellamento della
scuola pubblica. Forse anche di questo dovrà occuparsi la ricerca di una via
per uscire da sinistra dalla crisi della democrazia italiana. *Associazione Per
la Scuola della Repubblica 30/05/2008.
( da "Settegiorni (Bollate)" del 30-05-2008)
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POLEMICHE Il primo
cittadino risponde alle critiche di Forza Italia sulla pubblicizzazione della
norma 'LA "DOTE SCUOLA" REGIONALE È UNA FREGATURA, MA COME SINDACO
DEVO APPLICARE LA LEGGE' Cormano - Per l'anno scolastico 2008/2009 parte la
"Dote scuola", fissata dalla legge 19/2007 istituita dalla Regione
Lombardia. La legge regionale definisce una nuova modalità di sostegno
economico agli studenti che frequentano le scuole primarie, secondarie di primo
e secondo grado sia pubbliche che paritarie. Questa legge ha suscitato durante
lo scorso governo alcune perplessità da parte dell'ex
ministro Fioroni, in merito soprattutto per quel che riguarda una delle tre
articolazioni in cui si suddivide la "Dote scuola", cioè la dote per
la libertà di scelta, che si propone di elargire un contributo a chi decide di
iscrivere il proprio figlio presso una scuola privata e possiede un reddito
inferiore ai 46 mila euro annui. Il dibattito si era esteso anche
nell'aula consiliare cormanese, con il parere negativo espresso dalla
maggioranza di centrosinistra. Ma ora - come abbiamo riferito sullo scorso
numero in breve - anche il sito del Comune pubblicizza la "Dote
scuola" spiegando di cosa si tratta "Una bella sorpresa - ha
commentato il consigliere e coordinatore comunale di Forza Italia Saverio
Pierro, - vedere con soddisfazione il risultato ottenuto a Cormano grazie al
nostro sostegno alla legge n. 19 del 6 agosto 2007. Ricordo che a ottobre
presentai una mozione a sostegno della riforma scolastica, perché allora la neo
riforma era stata impugnata davanti alla Corte Costituzionale dall'ex ministro
della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, poi
ritirata dallo stesso ministro. Avendo constatato la sonora bocciatura da parte
della sinistra cormanese della riforma scolastica lombarda - con esplicite
dichiarazioni in consiglio comunale dell'assessore Vangelista, dei consiglieri
Cellini e Contardi - ci è assai chiaro il motivo per cui si è preferito una
comunicazione sul sito internet e non l'aula consigliare per annunciare
l'inversione di rotta del Comune di Cormano". Ma di fronte a queste
dichiarazioni il sindaco Roberto Cornelli ribadisce la sua posizione: "La
dote scuola è una fregatura per le tasche dei cittadini lombardi. E lo dico
senza mezzi termini: si danno molti soldi a famiglie anche molto
"benestanti" per mandare i propri figli nelle scuole elementari e
medie private. Inoltre le scuole materne paritarie, quelle che sono da anni un
servizio concreto sul territorio per le famiglie, non solo sono escluse dalla
"dote scuola", ma in più possono contare quasi esclusivamente
sull'aiuto dei Comuni (il comune di Cormano dà 130mila euro all'anno alle
scuole, mentre la Regione ne elargisce 25mila). Questa mia critica ferma è sul
piano politico. Come sindaco, devo applicare e far applicare le leggi, anche
quelle regionali che non mi piacciono. Questa è la democrazia. Per questo la
dote scuola viene pubblicizzata sul sito: non perché mi piace, ma perché è
prevista da una legge regionale". Articolo pubblicato il 30/05/08 Graziana
Pagano.
( da "Sannio Online, Il" del 30-05-2008)
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Avellino: L'appello
di Maselli: "Aiutate l'Irpinia" Pubblicato il 30-05-
( da "Stampaweb, La" del 30-05-2008)
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ROMA Gli studenti si
organizzano in vista dei debiti formativi che verranno assegnati durante
l'estate: il sindacato studentesco della "Rete degli studenti" ha
dato vita all'iniziativa "Sos debiti", una sorta di centro di
assistenza on line per "informare e assistere" gli alunni impegnati
nel recupero delle materie. Lo sportello sarà attivo fino alla conclusione
degli scrutini di settembre e darà informazioni e assistenza legale a chi ne
avrà bisogno: gli studenti che ne sentissero la necessità potranno contattare
il sindacato telefonicamente, per e-mail o attraverso connessione chat.
"Gli scrutini finali sono in corso - spiegano dalla Reds, nata lo scorso
anno dall'unione di oltre 60 associazioni di studenti - e il destino degli
studenti italiani si compie in queste settimane, come tutti gli anni. Quest'anno
ci sono in più le novità introdotte dal precedente ministro dell'Istruzione sul
conteggio dei debiti e su quanto questi contano per l'ammissione all'anno
successivo". Il sindacato studentesco starebbe però anche cercando di
convincere il ministero, come hanno già fatto altre organizzazioni che tutelano
gli studenti, a ritirare la normativa che introduce l'obbligo dei debiti:
"non vogliamo nessun ritorno al passato - dice la 'Rete degli studentì -
né agli esami di riparazione di un tempo e neppure al
modello precedente a quello del ministro Fioroni, cioè
quello dove nessuno aveva responsabilità dei debiti e i recuperi non
esistevano". Gli studenti si accontenterebbero anche di un avvio meno
rigido della normativa che obbliga a sanare le lacune: "chiediamo, come avevamo
già chiesto al ministro Fioroni, che quest'anno sia considerato un anno sperimentale, e
rivolgiamo un appello a tutta l'amministrazione scolastica affinchè il decreto
80 e l'ordinanza ministeriale 92 vengano applicate con grande cautela, e che i
contenuti di queste leggi vengano considerate come indicazioni e non vengano
presi alla lettera". L'organizzazione studentesca ha anche le idee chiare
anche per il futuro: "Faremo le nostre proposte al nuovo ministro -
spiegano nel comunicato - ponendo come priorità quella di dotare al più presto
la scuola italiana di un sistema di valutazione che sia basato sulla
responsabilità dei docenti e degli studenti, e quindi sull'autonomia delle
scuole e dei docenti, un sistema che non sia schematico aritmetico e che sia
improntato non sul recupero ma sulla prevenzione delle carenze".
L'iniziativa della 'Rete degli Studentì fa seguito a quella intrapresa
dall''Unione degli Studentì già all'indomani della costituzione del nuovo
governo, a cui ha chiesto "di intervenire immediatamente con la
sospensione della normativa sul recupero dei debiti formativi". + Il sito
della "Rete degli studenti".