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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL   29 agosto 2008       #TOP


Chi vuole un bel cinque in condotta? (Europa 29-8-2008)

 

Vorremmo credere che la scuola italiana possa guarire dai suoi mali con le pillole di severità, autorità e vago ritorno alla tradizione confezionate dal ministro Gelmini. Un grembiule qui, un bel 5 in condotta a chi lo merita (ai nostri tempi bastava 7), perfino i voti al posto di quei giudizi in prosa ministeriale, coi genitori impazienti che alla fine stringono: «Insomma, è un 6 meno...».
Del resto avevamo già tifato per il ministro Fi o r o n i , impegnato non di meno contro il bullismo, i telefonini in classe, i professori lassisti.
È uno di quei temi sui quali più che destra e sinistra è questione di buon senso: la scuola italiana è al di sotto di ogni standard accettabile per qualità degli studi e delle infrastrutture. E rispetto alle eterne polemiche su privato e pubblico, la scarsa serietà dello studio le travolge tutte: è un dato generalizzato.
Il punto è l’efficacia. A Gelmini e al collega Brunetta è stato raccomandato di sferzare le sacche di inefficienza nel pubblico.
Possono provarci anche perché sanno di colpire un elettorato che non è il loro. A parti invertite, Rosy Bindi cercò di disboscare i privilegi dei medici, con determinazione anche perché si trattava di una costituency di destra: fallì.
Se ne ricavò la lezione che le riforme non si possono fare contro chi deve applicarle.
Ora la controparte è un corpo docente la cui professionalità, se è sopravvissuta alla scadente formazione degli anni 70 e 80, è lesionata da crisi di identità e rango sociale.
Con tante critiche che si possono fare, l’impressione è che gli insegnanti andrebbero premiati e rinforzati, prima di spedirli in trincea ed esporli all’onta di YouTube.
L’unica cosa peggiore di un 5 in condotta è un 5 in condotta dato da un prof improbabile e disperato.
E comunque ancora non basterebbe.
Perché, al di là del rigorismo da ombrellone, sono innanzi tutto le famiglie a volere la scuola così com’è: severa con tutti, tranne che con il loro amato bambino.



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Scuola (76)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Ritornano i voti in pagella ( da "Corriere.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: agosto il ministro Gelmini aveva annunciato che si sarebbe stati bocciati con il 7) e il voto farà media nella valutazione complessiva, ha spiegato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Il provvedimento sarà contenuto nel piano programmatico per la scuola contenuto nella Finanziaria e su cui stiamo lavorando con il ministro Tremonti"

Diritto di cronaca ( da "Stampaweb, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ultimo aspetto è scaturita dopo un incontro tra i ministri Gelmini e Matteoli. Tutta la Pdl ha fatto quadrato intorno alla Gelmini per le novità introdotte nella scuola. Piace il ritorno al voto in condotta. "Una battaglia che avevamo già vinto all'epoca della Moratti e abrogata dal governo Prodi", sottolinea Giuseppe Valditara, senatore Pdl e responsabile scuola di An.

Aqmazz ha detto: Della Gelmini e del suo amore non ce ne frega un cazzo,sono solo affari suoi,invece quello che ci interessa è che parli e faccia solo le cose che conosce,non a van ( da "KataWeb News" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ecco l'amore del ministro Gelmini 28 agosto 2008 alle 17:03 - Fonte: tgcom.mediaset.it - 1 commento Il ministro dell'Istruzione è stata beccata con il suo uomo, Giorgio Patelli, affascinante imprenditore bergamasco di 50 anni, per le strade di Milano. È la prima volta che la Gelmini esce allo scoperto con il compagno.

Condotta, voti a scuola ed educazione civica: l'importante è la serietà, tutto il resto è pubblicità ( da "KataWeb News" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Così si potrebbe sintetizzare il "rumors mediatico" di queste ore sul recente consiglio dei Ministri, che ha approvato le nuove proposte per la "scuola del domani"... Ormai non si parla d'altro: voti in condotta ripristinati che faranno "media" con gli altri voti scolastici; ripristino.

Ogni anno è come chiedere l'elemosina ( da "Corriere delle Alpi" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: messo il grembiule perchè in questo modo il ministro Gelmini vuole riqualificare la scuola. E' così avvilente", continua Pra Mio che ogni anno arriva alle assegnazioni delle cattedre temporanee in "costume", un costume rifacentesi all'attualità del mondo della scuola. Arriva dopo le 11 all'istituto Catullo, il professore dello Zoldano sotto gli sguardi divertiti degli altri colleghi.

Modena, tante amarezze ( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un ringraziamento particolare al professor Antonio Manenti ed alla professoressa Roberta Gelmini per l'intervento eseguito al paziente Bruno Bassoli, con tanta professionalità, tanta assistenza medica e tanta umanità prestata anche durante il percorso post-operatorio. Un grazie alla gentilissima caposala Paola Tonelli ed a tutto il personale infermieristico.

Quote in classe, erba infestante ( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche lo stesso ministro Gelmini ha bocciato la proposta delle quote dell'assessore veneto. Ciò evidenzia il fatto che non si possono usare le istanze delle famiglie a fini di propaganda, gettando i semi della separatezza, fra l'altro sulla pelle di bambini. Il che è l'operazione più brutta che si possa concepire.

Torna in pagella il 5 in condotta I presidi sono pronti ad applicarlo ( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'annuncio del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è stato accolto dai presidi trevigiani con un applauso. Via libera al decreto legge, in vigore con l'anno scolastico che sta per iniziare, con la reintroduzione dei voti in pagella per tutte le scuole e con il ritorno dell'educazione civica e stradale.

Riappare un vecchio mito: sorvegliare e punire ( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: non è solo della Gelmini, ma anche dei quattro o cinque ministri che l'hanno preceduta. Ora, però, si profila qualcosa di nuovo e, dicevo, di preoccupante: il ritorno al maestro unico. La colpa sarà sicuramente degli inevitabili tagli, ma la rinuncia ai tre docenti per classe e a un progetto che ha reso la nostra scuola elementare tra le migliori d'

Ombralonga a Treviso ( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nicola Atalmi Consigliere regionale Comunisti Italiani La crociata della Gelmini e la scuola del Sessantotto Alcuni giorni orsono, il Ministro per l'Istruzione Mariastella Gelmini e il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, hanno risposto a un dibattito su un autorevole quotidiano, in merito alla scuola italiana.

Studenti e sindacati mobilitati contro una riforma da anni '50 ( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: della scuola italiana voluto dal ministro Gelmini. Partirà a ottobre la mobilitazione nazionale annunciata ieri dall'Unione degli Studenti contro il voto in condotta che "con un'impressionante balzo indietro ai "decreti regi", cancella i risultati di decenni di lotte per il primato del profitto e della qualità dell'insegnamento".

Tornano i voti in pagella, ma non in Trentino ( da "Trentino" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dellai non recepisce il decreto Gelmini: "è inutile, alla scuola servono altre riforme" Ok all'insegnamento dell'educazione civica ma niente bocciatura con il 5 in condotta JACOPO TOMASI TRENTO. Niente 5 in condotta nelle scuole trentine. Il governatore Lorenzo Dellai, dopo aver respinto al mittente gli esami di riparazione rispolverati dal Ministro Giuseppe Fioroni,

Si torna al maestro unico, ma soltanto fra un anno ( da "Cittadino, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini ha confermato che, dopo il grembiule e il voto in condotta, ancora una volta, ripescherà dal passato. "Per la scuola primaria - ha spiegato - tornare al maestro unico risponde a un'esigenza pedagogica. I bambini hanno bisogno di avere un punto di riferimento preciso anche fuori dalle pareti domestiche".

Il comportamento farà media: con il "5" si verrà bocciati ( da "Cittadino, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi.

<Aumenti minimi> ( da "Cittadino, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: presidente del gruppo editoria scolastica dell'Aie - la nostra associazione comunica al Ministero il catalogo aggiornato dei libri scolastici con i relativi prezzi, quindi, quando il ministro Gelmini dice che è contenta dei controlli dell'Antitrust, le ricordiamo che lei stessa avrebbe potuto farli già da mesi".

Sotto il maestro unico 40mila tagli ( da "Italia Oggi" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Gelmini Sotto il maestro unico 40mila tagli Entro il 2011 la riduzione delle cattedre alle elementari In un colpo solo, fatta metà dell'opera. Con il ritorno al maestro unico, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, realizzererebbe quasi il 50% del piano di risparmi imposto alla scuola dal decreto legge 112-2008,

Aie: il caro libri non esiste ( da "Italia Oggi" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che ha fatto sapere che tra gli obiettivi previsti nel piano di razionalizzazione per la scuole che il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini sta mettendo a punto, c'è anche il mantenimento dei libri di testo per almeno cinque anni, al fine di rendere efficace la lotta al fenomeno del "caro-libri".

Scuola, riecco i voti in decimi ( da "Italia Oggi" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Via libera al dl Gelmini. In porto anche la Comunitaria '08 Scuola, riecco i voti in decimi Torna il giudizio in condotta. E presto il maestro unico A scuola si torna al voto in decimi. E a quello in condotta. Il consiglio dei ministri ha approvato ieri un decreto legge (anticipato su ItaliaOggi del 27 agosto) che introduce tra l'altro in via sperimentale,

Cominciamo da un elemento positivo. Riguarda il clima politico. Per molto, molto meno di quanto ( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: su chiaro impulso dei ministri Tremonti, Bossi e Gelmini che avevano annunciato i loro propositi nelle interviste a "La Padania" e al "Corriere della Sera" delle settimane scorse, ha deciso quale soluzione adottare su quattro problemi importanti. Vediamoli, anche considerando le alternative che si sono scartate.

Scuola, ritornano i voti in pagella ( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: vara il decreto voluto dal ministro Gelmini: in primo piano condotta e maestro unico Scuola, ritornano i voti in pagella Via libera al piano di salvataggio per Alitalia. Anche Air France pronta ad entrare Tra le novità introdotte lo studio dell'Educazione civica e stradale. Torna il maestro elementare unico ROMA Una scuola che guarda al passato quella del ministro bresciano dell'

IL PIANETA ISTRUZIONE Il ministro Gelmini chiede chiarezza nella formazione . Il v ( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Edizione: 29/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO IL PIANETA ISTRUZIONE Il ministro Gelmini chiede "chiarezza nella formazione". Il voto in condotta farà media. Tra le materie si studierà educazione civica e stradale. Ma dal passato torna anche la figura del maestro unico.

E nelle elementari il maestro unico ( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini ha confermato che, dopo il grembiule e il voto in condotta, ancora una volta, ripescherà dal passato. "Per la scuola primaria - ha spiegato - tornare al maestro unico risponde a un'esigenza pedagogica. I bambini hanno bisogno di avere un punto di riferimento preciso anche fuori dalle pareti domestiche".

Scuola: con la condotta, tornano i voti in pagella ( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi.

Le reazioni tra critiche e tanti plausi ( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Il Moige approva le scelte della Gelmini. L'Unione degli Studenti: "Ci vediamo in piazza" Le reazioni tra critiche e tanti plausi Il ministro bresciano Mariastella Gelmini ROMA Il voto in condotta? "Una risposta riduttiva e sbagliata ai problemi nel rapporto giovani-adulti all'interno della scuola".

Il Meeting di Rimini parla bresciano Molto apprezzati anche gli stand di casa nostra : Provincia, A2A, Jhonny Lambs ( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, "puntata" fuori dall'etichetta ministeriale, ma sentita e cordiale. È arrivato con la famiglia il soprintendente ai Beni artistici di Brescia Luca Rinaldi. Anche lui ha visitato la mostra su Tovini, mentre a due passi, sempre nel padiglione C1, ecco un gruppo di bresciani alle prese con pentole e friggitrici,

Governo: okad Alitalia,Air Franceinteressata ( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini l'aveva promesso: ritorneremo al passato per riportare nelle classi ordine contro il bullismo dilagante e risollevare il carente livello culturale degli studenti. Obiettivi che si cercheranno di centrare con il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

E nei grandi magazzini scatta la "grembiulite" ( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: EFFETTO GELMINI SULLE DIVISE DEGLI ALUNNI Aumentati le richieste e gli ordini. La decisione lasciata agli istituti: molti l'avevano già reintrodotto, altri ci stanno pensando 29/08/2008 C'È CHI lo chiama già"effetto Gelmini". Chi "grembiulite". Dopo le dichiarazioni di Mariastella Gelmini sul ritorno della vecchia divisa scolastica -

<severità giusta, i ragazzinon li capisco più> ( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che il ministro Mariastella Gelmini ha reintrodotto il voto in condotta e col "5" si ripete l'anno? "Sono molto contenta. Io ho sempre amato la scuola, ma i ragazzini di oggi proprio non li capisco più. Ho fatto le elementari a Gorizia ai tempi della monarchia austro-ungarica, all'epoca era richiesta molta disciplina.

Voti in pagellagià alle elementari ( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Obiettivi a cui il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, punterà con il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che cancella le riforme degli ultimi decenni, reintroducendo i voti in pagella alle elementari e alle medie e il voto in condotta, che sarà decisivo ai fini della promozione.

Elementari con un unico maestro ( da "Arena, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini conferma che, dopo il grembiule e il voto in condotta, ancora una volta, ripescherà dal passato: "Per la scuola primaria", sostiene, "tornare al maestro unico risponde a un'esigenza pedagogica. I bambini hanno bisogno di avere un punto di riferimento preciso anche fuori dalle pareti domestiche".

Giudizi addio: sulle pagelle tornano i voti ( da "Arena, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dice il ministro Gelmini. Quanto al fatto che sulle pagelle i giudizi saranno soppiantati dai numeri, la Gelmini dice: "Crediamo che alla scuola servano ordine e chiarezza. I voti saranno accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi". Alle elementari accanto ai voti resterà il giudizio analitico sul comportamento complessivo.

Scuola, tornano i voti ( da "Libertà" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi.

Gli editori negano la stangata del caro-libri: una montatura ( da "Libertà" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli editori non capiscono poi perchè il ministro Gelmini abbia apprezzato i controlli disposti dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: "Entro febbraio - spiega Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica dell'Aie - la nostra associazione comunica al Ministero il catalogo aggiornato dei libri scolastici con i relativi prezzi,

Proteste per il <ritorno al passato> ( da "Libertà" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: della scuola italiana voluto dal ministro Gelmini. Partirà a ottobre la mobilitazione nazionale annunciata ieri dall'Unione degli Studenti contro il voto in condotta che "con un'impressionante balzo indietro ai "decreti regi", cancella i risultati di decenni di lotte per il primato del profitto e della qualità dell'insegnamento".

Scuola, il governo vara la mini-riforma ( da "Libertà" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Reintrodotti i voti nelle medie e nelle elementari Il ministro Gelmini: presto il maestro unico ROMA - Tempi duri per i troppo bulli. Dall'anno scolastico che sta per iniziare, come annunciato da settimane, torna il voto in condotta, farà media con gli altri voti e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura.

Stop ai bulli : torna il voto in condotta ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: misura che per il ministro Mariastella Gelmini dovrebbe essere utile a combattere il bullismo); e - sottraendole all'insegnamento della storia e della geografia - introduce ore di "cittadinanza e Costituzione" che saranno anche dedicate allo studio del codice stradale. Con un atto di indirizzo, il Consiglio dei ministri ha anche stabilito che alle elementari torni -

Sorvegliare e punire ( da "Libertà" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: non è solo della Gelmini, ma anche dei quattro o cinque Ministri che l'hanno preceduta. Ora, però, si profila qualcosa di nuovo e, dicevo, di preoccupante: il ritorno al maestro unico. La colpa sarà sicuramente degli inevitabili tagli, ma la rinuncia ai tre docenti per classe e ad un progetto che ha reso la nostra scuola elementare tra le migliori d'

Caro libri? Una bufala Aumenti dello 0,73% ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini si fa venire l'idea di permettere la riedizione dei libri scolastici "solo se strettamente necessario. Abbiamo pensato a un periodo di 3, 4 o 5 anni entro il quale i libri non possono essere cambiati". Federico Motta, presidente dell'Associazione italiana editori commenta però che per un'indagine dell'Ispo,

Un taglio di 150mila insegnanti ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che bisogna trasformare la scuola pubblica in fondazioni di diritto privato e via dichiarando. Siamo di fronte a un pessimo fumo", dice, "formato da un mix di provvedimenti che guardano alla scuola degli anni '50, alla privatizzazione della scuola pubblica e a una netta separazione della scuola per aree geografiche.

Esami, tocca al "Colombini" ( da "Libertà" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e subito confermati da Mariastella Gelmini, gli studenti delle superiori hanno dovuto confrontarsi con gli esami di fine estate. Gli "studenti in sospensione" che non riusciranno a superare i debiti saranno bocciati e dovranno ripetere l'anno. Nel corso dell'estate le scuole stesse hanno provveduto ad organizzare i corsi di recupero per i ragazzi,

Scuola, in pagella ritornano i voti ( da "Nuova Sardegna, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: con il 5 in condotta c'è la bocciatura Scuola, in pagella ritornano i voti Maestro unico alle elementari. L'opposizione: indietro agli anni '50 ROMA. Giudizi addio alle elementari e alle medie: tornano i voti "per una maggiore chiarezza"; torna anche il voto in condotta che fa media e porta alla bocciatura se è insufficiente.

Scuola, sono 250 i posti ancora vacanti ( da "Libertà" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: non vedo in maniera negativa la proposta del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Se si vogliono organizzare corsi di aggiornamento, tanto meglio Non la prendo male". Margherita Muselli, insegnante di inglese, "ma anche di francese e spagnolo" dice, conta sulla possibilità di passare ad una scuola pubblica, dopo aver trascorso 2 anni al San Vincenzo.

La storia della stampa si merita una mostra ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ultimo decennio del '400 a tutto il '600, i Da Sabbio, i Gelmini, i Ventura, i Bericchia, i Tini, i Comincioli, i Pelizzari e altri ancora hanno prodotto libri di grande pregio a Brescia, Venezia, Verona, Trento, Milano, Bergamo, Roma, Ferrara, Campobasso, Messina e oltre. Ecco insomma spiegata l'origine di questa importante rassegna.

Per fortuna la destra al governo: sbarchi di clandestini, stupri (vedi Roma dove governa il federale ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Leggo che alla festa del PD in Toscana hanno applaudito Bossi?! Mi vien da star male. Un pensionato di Manerbio Maria Stella Gelmini, ministra bresciana alla Pubblica istruzione, dovrebbe preoccuparsi della scarsa alfabetizzazione dei parlamentari... Renato.

Scuola. Torna il 5 in condotta ( da "AudioNews.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: proposto dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini,che reintroduce il voto in condotta valido per la promozione, il giudizio accanto alla valutazione in pagella e lo studio obbligatorio dell'educazione civica e stradale. Al vaglio anche il ritorno del maestro unico alle elementari e provvedimenti per contrastare il caro libri.

La proposta dell'assessore regionale donazzan di introdurre quote di alunni stranieri nelle ... - emilio viafora * ( da "Nuova Venezia, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche lo stesso ministro Gelmini ha bocciato la proposta delle quote dell'assessore veneto. Ciò evidenzia il fatto che non si possono usare le istanze delle famiglie a fini di propaganda, gettando i semi della separatezza, fra l'altro sulla pelle di bambini. Il che è l'operazione più brutta che si possa concepire.

Occasione persa ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: non è solo della Gelmini, ma anche dei quattro o cinque ministri che l'hanno preceduta. Ora, però, si profila qualcosa di nuovo e, dicevo, di preoccupante: il ritorno al maestro unico. La colpa sarà sicuramente degli inevitabili tagli, ma la rinuncia ai tre docenti per classe e a un progetto che ha reso la nostra scuola elementare tra le migliori d'

Scuola, tornano maestro unico e voti in pagella ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'annuncio della Gelmini Bocciati col 5 in condotta Scuola, tornano maestro unico e voti in pagella ROMA. Tempi duri per i troppo bulli. Dall'anno scolastico che sta per cominciare torna il voto in condotta, farà media con gli altri voti e, se sarà un 5, potrà anche portare alla bocciatura.

Gli studenti già pronti alla piazza: la repressione contro il bullismo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Uds: la Gelmini ci ha tradito, così si torna ai decreti regi Gli studenti già pronti alla piazza: la repressione contro il bullismo LA PROTESTA ROMA. L'Unione degli studenti (Uds) è pronta alla battaglia contro la reintroduzione del voto in condotta.

Tornano i voti e alle elementari il maestro unico ( da "Tirreno, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con 5 in condotta si boccia Tornano i voti e alle elementari il maestro unico ROMA. Tornano i voti in pagella e torna il voto in condotta, che farà media e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il decreto legge approvato ieri dal consiglio dei ministri.

Segue dalla prima ( da "Mattino di Padova, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche lo stesso ministro Gelmini ha bocciato la proposta delle quote dell'assessore veneto. Ciò evidenzia il fatto che non si possono usare le istanze delle famiglie a fini di propaganda, gettando i semi della separatezza, fra l'altro sulla pelle di bambini. Il che è l'operazione più brutta che si possa concepire.

A scuola tornano i voti - michele serra ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini guida la folta lista dei ministri super-dichiaranti, annunciando ogni giorno una novità salvifica. Ieri è stato il turno del ritorno al voto, che segue il ritorno del grembiule, il ritorno alla maestra unica, il ritorno della buona condotta e un'altra messe di ritorni, tutti implicitamente o esplicitamente motivati dalla ripulsa del famoso "

E bossi attacca la gelmini "educazione civica, roba vecchia" - carmelo lopapa franco vanni ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: inno a scuola E Bossi attacca la Gelmini "Educazione civica, roba vecchia" CARMELO LOPAPA FRANCO VANNI ROMA - Maestro unico, cinque in condotta e poi, "ecco, abbiamo pensato di rispolverare l'educazione civica". Il ministro Mariastella Gelmini non ha fatto in tempo a elencare il terzo punto del suo programma per la scuola, nel bel mezzo del Consiglio dei ministri del dopo vacanze,

Scuola, tornano i voti alle medie e elementari - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto presentato dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Due le pietre miliari: il ritorno del voto in condotta e con il 5 si ripete l'anno. Torna anche l'educazione civica: diventa materia obbligatoria di un'ora alla settimana, ovvero studio della Costituzione ma anche educazione stradale, ambientale e alla salute.

Donna assunta contro an e ministri ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alla tradizionale Festa Tricolore di An che si è aperta ieri a Mirabello, donna Assunta Almirante ha sparato a zero contro tutti, leader e ministri del nord. Nel mirino dell'anziana vedova Bossi, Gelmini e Maroni, ma anche Alleanza Nazionale che confluirà nel Pdl. "Che si annacquino - ha detto - io resto quella di ieri, e spero che anche loro ritrovino il sole".

Dal regio decreto del '23 all'autonomia ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 99 il voto in condotta torna in auge con il ministro Gelmini. La storia della valutazione del comportamento degli studenti affonda le radici nei primi decenni del '900. Il regio decreto 1054 del 1923, il primo della riforma Gentile, contiene un'affermazione di principio che viene replicata senza modifiche in altri regi decreti successivi relativi ai diversi ordini di scuola:

Come fare a pezzi la scuola Meno maestri e meno soldi ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: esternazioni di Gelmini al meeting di Rimini, andiamo a vedere come questa donna, fino a tre mesi fa sconosciuta - oggi monopolizzatrice di spazi televisivi e di articoli di giornale - nonostante la sua inadeguata competenza e il suo basso profilo politico continui a tenere accese su di sé le luci di una ribalta che resistono solo perché assecondano alcune pericolose richieste dell'

Zoom - maurizio barbato ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Perciò il ministro Gelmini inizia con una questione di metodo: il voto di condotta. Così se qualche studente irruente protesterà, per libri edilizia e mancanza di docenti, anche i suoi inadeguati insegnanti meridionali sapranno rieducare il vacuo ribellismo.

Scuola, tornano voti e maestro unico ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In programma anche lezioni di educazione civica e stradale La Gelmini ripristina il voto in condotta: con il 5 in pagella ci sarà la bocciatura Slitta il commissario per la A4 ROMA. Tempi duri per i troppo bulli. Dall'anno scolastico che sta per cominciare torna il voto in condotta, farà media con gli altri voti e, se sarà un 5, potrà anche portare alla bocciatura.

Quelli del modello emiliano Dove l'operaio studiava insieme al ricco ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Siamo in una scuola multietnica, con le 27 ore classiche, gli alunni dedicheranno il loro tempo solo ad imparare e anche piuttosto in fretta. Ci si incontrerà sempre meno". Cambia il sistema e anche le pagelle. Dal prossimo anno, tornerà il voto in condotta e, alle elementari, il giudizio diventerà voto.

Tornano i voti. Un decreto cambia la scuola Quello di condotta e quelli per materie alle elementari e alle medie. Presto il maestro unico. La Cgil: faremo muro ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: SGUARDO incastonato nella montatura indaco che sorvola senza soffermarsi la platea di cronisti, il ministro Mariastella Gelmini dà i numeri. Dieci minuti di solitaria conferenza stampa, un decreto per riformare la scuola italiana, il debutto del cinque in condotta, il maestro unico alle elementari, il ritorno dei voti al posto dei giudizi, caro-libri bloccato per almeno tre anni.

Norme importanti per ripristinare ordine e chiarezza Il 5 in condotta è contro il bullismo ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stai consultando l'edizione del Gelmini "Norme importanti per ripristinare ordine e chiarezza Il 5 in condotta è contro il bullismo".

ROMA - Tempi duri per i troppo bulli ( da "Adige, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo prevede il decreto del ministro Gelmini approvato dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi.

Ritornano voti e maestro unico ( da "Provincia Pavese, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Scuola, bocciati con 5 in condotta Ritornano voti e maestro unico ROMA. Cinque in condotta contro il bullismo, voti e giudizi alle elementari, solo voti alle medie, il ritorno dell'educazione civica e del maestro unico. Il ministro Mariastella Gelmini vara il decreto sulla scuola. A pagina 5.

Scuola: basta giudizi, tornano i voti ( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato un decreto legge. "Crediamo che alla scuola serva chiarezza ? ha detto ?. Per questo ci sarà un ritorno dei voti". Il governo ha espresso parere favorevole anche sul ritorno al maestro unico per la scuola primaria, anche se non da quest'anno.

Meglio i voti, e non solo in condotta ( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi.

<Il cambio vero è premiare i bravi docenti> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: I provvedimenti annunciati dal ministro Gelmini non hanno sorpreso il mondo della scuola bergamasca. La reintroduzione del valore del voto di condotta era una richiesta che le associazioni nazionali dei dirigenti portavano avanti da anni, nel tentativo di porre un argine alla maleducazione crescente e al bullismo presente in molte scuole, ma anche per dare un'

Distinto equivale a 9? Datelo voi distinto a Doni ( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: si può certo dire che Mariastella Gelmini, nuovo ministro dell'Istruzione, non abbia le idee chiare e la volontà di metterle in atto. Quello dei voti, che mancavano dalle pagelle dei nostri figli dall'agosto del 1977, per molti sarà certamente il rientro più gradito, quello che eviterà agli insegnanti qualche equilibrismo dialettico di troppo e che restituirà ai poveri genitori,

<Niente di strano, l'indicazione è del ministero> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alzabandiera era stata del ministro Fioroni e non mi risulta che l'attuale ministro Gelmini l'abbia ritirata. Per di più non è una novità dato che l'abbiamo già fatto lo scorso anno e nessuno l'ha trovato strano. Il ragionamento dell'allora ministro, che io condivido, è di ridare importanza istituzionale alla scuola anche utilizzando i simboli della convivenza civile.

Il caro libri è una montatura ( da "Nuova Ferrara, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli editori non capiscono poi perchè il ministro Gelmini abbia apprezzato i controlli disposti dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato: "Entro febbraio - spiega Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica dell'Aie - la nostra associazione comunica al ministero il catalogo aggiornato dei libri scolastici con i relativi prezzi,

Elementari e medie, giudizi addio: tornano i voti ( da "Nuova Ferrara, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini annuncia "tre importanti novità per la scuola che inizia il 1º settembre", le ha varate il consiglio dei ministri con un decreto che le fa entrare subito in vigore. Il governo ha anche dato il consenso preventivo al ritorno, dall'anno scolastico 2009-2010, al maestro unico.

Scuola media col grembiule ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: due istituti stabiliscono l'obbligo, uno in arrivo Effetto Gelmini sulle scuole medie di Bari. Il grembiule in classe, tra le misure previste dal disegno di legge proposto dal ministro dell'istruzione, non è escluso alla "Carducci" di via Napoli: "è da tempo che sto riflettendo sull'opportunità di reintrodurre il grembiule nelle aule -

Scuole medie, si torna al grembiule - ilaria ficarella ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E arrivano i primi sì alla Gelmini ILARIA FICARELLA aRRIVANO I GREMBIULINI. L'effetto Gelmini entra nelle scuole pugliesi, dove in queste ore i consigli d'istituto si riuniscono per decidere come accogliere le indicazioni del ministero sull'abbigliamento scolastico. Proprio mentre diventano sempre più stringenti le norme.

E anche il grembiule fa la differenza ( da "Tirreno, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: educazione Mariastella Gelmini dopo la proposta di rimettere d'obbligo il grembiule nelle scuole. Forse, alcune mamme vecchio stampo, si sono entusiasmate all'idea di vedere i propri figli in divisa come andava anni fa. Resta il fatto che, molti istituti, hanno deciso di seguire i consigli della ministra e di imporre la divisa.

Donna assunta almirante è bossi l'ignorante ( da "Tirreno, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, Roberto Maroni. "E' un errore gravissimo che la Lega accusi il sud di ignoranza. E' lui ignorante - ha detto, riferendosi a Bossi, come ha poi precisato con i giornalisti - ignorante dal verbo ignorare. Gli uomini più importanti che sono attorno a lui, medici, professori, ingegneri, sono tutti del sud.

Il ritorno dei voti - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini, nessuno può permettersi, con i tempi che corrono, di contrapporre pregiudizi "libertari" ai suoi pregiudizi vagamente autoritari. Ma sconcerta non sentire più, da molto tempo, un orgoglio scolastico che si fondi sull'orgoglio pubblico, sulla volontà politica (tradita anche dai governi di centrosinistra) di fare della scuola di Stato,


Articoli

Ritornano i voti in pagella (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Con il 5 in condotta si sarà bocciati. Gelmini: "Nella scuola serve chiarezza" Ritornano i voti in pagella Si studierà educazione civica e stradale. Torna il maestro elementare unico. Gli studenti: "Siamo stati traditi" ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che ripristina il voto in condotta, le votazioni accanto ai giudizi, l'educazione civica e stradale e il maestro unico per ogni classe delle elementari. Con il 5 in condotta si verrà bocciati (lo scorso 1° agosto il ministro Gelmini aveva annunciato che si sarebbe stati bocciati con il 7) e il voto farà media nella valutazione complessiva, ha spiegato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Il provvedimento sarà contenuto nel piano programmatico per la scuola contenuto nella Finanziaria e su cui stiamo lavorando con il ministro Tremonti", ha detto Gelmini. CHIAREZZA - "Crediamo che alla scuola serva chiarezza", ha spiegato il ministro dell'Istruzione. "Per questo ci sarà un ritorno dei voti accompagnati dai giudizi, che avranno una valenza diversa: saranno esplicativi del risultato raggiunto dagli studenti". Gelmini ha anche anticipato che presto saranno portati in Consiglio dei ministri provvedimenti per istituire il maestro unico alle elementari, sul quale il governo ha dato "parere favorevole", e per contrastare il caro libri introducendo un sistema che prevede la riedizione dei testi "solo dove è strettamente necessario" e in un arco di tempo definito dai 3 ai 5 anni. "Esiste la necessità che i bambini abbiano nel maestro unico un punto di riferimento". EDUCAZIONE CIVICA E STRADALE - Dal prossimo anno scolastico torna obbligatoria l'educazione civica: si chiamerà Educazione alla Costituzione e alla cittadinanza. Sarà introdotta la formazione alle regole della strada e all'ambiente. "La scuola deve rimettere al centro la persona e preparare i ragazzi a essere cittadini consapevoli dei diritti e dei doveri e conoscitori dei principi costituzionali". "SPOT DEL GOVERNO" - "I nostri ragazzi avrebbero bisogno di una scuola che li prepari a una società complicata e a un mondo del lavoro difficile e invece dal ministro Gelmini e dal governo arrivano messaggi incongruenti, quando non insulti per gli insegnanti". Lo afferma Marina Sereni, vice presidente dei deputati Pd. "I voto di condotta è l'ultimo spot del governo". STUDENTI - L'Unione degli studenti ribadisce la propria "profonda contrarietà" al ritorno del voto in condotta. "Ci sentiamo profondamente traditi dal ministro Gelmini, che aveva promesso un confronto diretto con il Parlamento e con le associazioni sul disegno di legge presentato a luglio. Ci troviamo invece con un decreto già approvato, non motivato da alcuna urgenza. Ma non staremo a guardare: a chi ci vuole farci tacere risponderemo a inizio ottobre con una grande mobilitazione nazionale". Anche la Rete degli studenti si dice "allibita" per il metodo scelto dal ministro. "Prima ha cercato il confronto, poi ha ignorato la contrarietà di molte associazioni studentesche e ha saltato il dibattito parlamentare con un decreto legge", ha detto la portavoce Giulia Tosoni. "Ci mobiliteremo contro un governo che sembra capace solo di tagliare i fondi e punire gli studenti". stampa |.

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Diritto di cronaca (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, indietro tutta. Azzerata buona parte di quel che era cambiato negli ultimi anni, tornano i voti al posto dei giudizi, il voto in condotta che farà media con gli altri voti e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Gli studenti annunciano un autunno di proteste ma queste sono le novità del decreto legge del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri che prevede anche lo studio dell'educazione civica e di quella stradale e un freno alla riedizione di libri da parte delle case editrici. Il maestro unico alle elementari, invece, entrerà nel piano di riorganizzazione di settembre e non sarà introdotto prima del prossimo anno. Tramontata l'era dei "distinto" e dei "buono", i docenti scriveranno di nuovo i voti, come trent'anni fa. "Crediamo che alla scuola - ha detto il ministro - serva ordine e chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno ai voti, accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai ragazzi. Si è abusato dei giudizi che a mio parere non sempre sono espressi in maniera comprensibile e aiutano a capire il reale rendimento dei ragazzi". Alle elementari accanto ai voti resteranno il giudizio analitico sul comportamento complessivo. Alle medie ci saranno, invece, soltanto i voti. Tra i voti, spiccherà quello in condotta che non sarà soltanto un'indicazione priva di peso ma, dopo dieci anni, di nuovo "farà media" e chi prende 5 può anche dire addio alla promozione o all'ammissione agli esami di Stato: un giro di vite rispetto a quanto previsto nella prima proposta, un ddl in cui la bocciatura era discrezionale. Gli studenti saranno valutati in base ai risultati conseguiti nelle singole materie, ma anche tenendo conto, dunque, del comportamento. Per il ministro Gelmini "è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi negli ultimi anni dei casi di bullismo". E, a chi le ha chiesto se avesse mai avuto problemi, ha confessato: "in condotta ho sempre avuto voti alti, nove o dieci". Dal Consiglio dei Ministri di oggi è arrivato anche lo stop alle riedizioni annuali dei libri, che costringono ogni anno le famiglie degli studenti a costosi ri-acquisti. "Abbiamo ribadito - ha spiegato il ministro - la volontà ferma di suggerire che la riedizione dei libri avvenga solo dove strettamente necessario, ossia ogni quattro o cinque anni, lasso di tempo entro il quale i libri non possono essere cambiati". La Costituzione e, più in generale, lo studio dell'educazione civica, entra in via sperimentale, nelle aule delle scuole dell'infanzia e del primo e secondo ciclo. "Cittadinanza e Costituzione" (questo il nome ufficiale della disciplina) da quest'anno sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia e probabilmente avrà una sua specifica valutazione. "Educazione civica come educazione alla cittadinanza" ha spiegato il ministro Gelmini secondo la quale "bisogna preparare i ragazzi a essere cittadini consapevoli". "Educazione civica - ha aggiunto - e dunque studio della Costituzione, educazione ambientale, alla salute ma anche insegnamento dell'educazione stradale quanto mai opportuno visto il numero di ragazzi che ogni anno perdono la vita in incidenti". La decisione di inserire anche quest'ultimo aspetto è scaturita dopo un incontro tra i ministri Gelmini e Matteoli. Tutta la Pdl ha fatto quadrato intorno alla Gelmini per le novità introdotte nella scuola. Piace il ritorno al voto in condotta. "Una battaglia che avevamo già vinto all'epoca della Moratti e abrogata dal governo Prodi", sottolinea Giuseppe Valditara, senatore Pdl e responsabile scuola di An. Se la Lega va anche oltre proponendo la bocciatura già con il "6", piace anche ai presidi e ai genitori il pugno di ferro usato dal ministro. Annunciano battaglia invece gli studenti di sinistra, i giovani dell'Uds e il ministro ombra per le Politiche giovanili, Pina Picierno: "Non posso credere che un ministro di 35 anni pensi di risolvere i problemi riportando le lancette dell'orologio agli anni '50". E sono poco convinti anche i giovani dell'Azione Cattolica che contestano l'uso del decreto legge: "sacrifica il dibattito parlamentare e il confronto con le associazioni studentesche". commenti (0) scrivi.

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Aqmazz ha detto: Della Gelmini e del suo amore non ce ne frega un cazzo,sono solo affari suoi,invece quello che ci interessa è che parli e faccia solo le cose che conosce,non a van (sezione: Scuola)

( da "KataWeb News" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Ecco l'amore del ministro Gelmini 28 agosto 2008 alle 17:03 - Fonte: tgcom.mediaset.it - 1 commento Il ministro dell'Istruzione è stata beccata con il suo uomo, Giorgio Patelli, affascinante imprenditore bergamasco di 50 anni, per le strade di Milano. È la prima volta che la Gelmini esce allo scoperto con il compagno. DI' LA TUA: CHE VOTO LE DAI?.

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Condotta, voti a scuola ed educazione civica: l'importante è la serietà, tutto il resto è pubblicità (sezione: Scuola)

( da "KataWeb News" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Alle 15:52 - Fonte: passineldeserto.blogosfere.it - 0 commenti Molto rumore per nulla. Così si potrebbe sintetizzare il "rumors mediatico" di queste ore sul recente consiglio dei Ministri, che ha approvato le nuove proposte per la "scuola del domani"... Ormai non si parla d'altro: voti in condotta ripristinati che faranno "media" con gli altri voti scolastici; ripristino.

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Ogni anno è come chiedere l'elemosina (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Di Paola Dall'Anese "Ogni anno è come chiedere l'elemosina" Ieri le assegnazioni delle supplenze E Pra Mio arriva con il grembiule Angelo Zanella da 33 anni attende il posto fisso: "Lo faccio perchè ci credo" BELLUNO. Trentatrè, ventiquattro e ventidue. Sono gli anni di precariato accumulati rispettivamente da Angelo Zanella, Fabrizio Pra Mio e Paolo Michele Maizza, docenti di educazione fisica al loro ennesimo contratto annuale. "Sono il ministro Biondina in contatto col ministro Brunetta e aspetto che mandi via il fannullone per prenderne il posto", ha detto Pra Mio, presentatosi all'appello in rigoroso grembiulino blu, pantaloncini corti e calzini bianchi. "Ho messo il grembiule perchè in questo modo il ministro Gelmini vuole riqualificare la scuola. E' così avvilente", continua Pra Mio che ogni anno arriva alle assegnazioni delle cattedre temporanee in "costume", un costume rifacentesi all'attualità del mondo della scuola. Arriva dopo le 11 all'istituto Catullo, il professore dello Zoldano sotto gli sguardi divertiti degli altri colleghi. Si dirige direttamente nell'aula magna dove c'è la commissione dell'Ufficio scolastico provinciale addetta alle operazioni. Entra e saluta, tra gli applausi dei presenti. Apparentemente è sempre contento Pra Mio, ma non è così. Come si vive da precari tutta una vita? "C'è un grande senso di ansia, di impotenza, non sai mai con chi prendertela: il ministro, l'Usp, i sindacati? Siamo troppi, questo è il problema e la meritocrazia di cui tutti si riempiono la bocca non esiste". Ma Pra Mio non è il più "vecchio", ad avere molti più anni di servizio di lui è Angelo Zanella, di Lozzo di Cadore, da 33 anni precario, ma primo in graduatoria. "Si vive molto male", dice, "pare di venire a chiedere ogni anno l'elemosina. Io vengo da Lozzo e l'anno scorso sono finito a Santa Giustina e Trichiana, facendomi 30 mila chilometri e spendendo 400 euro di benzina al mese. Se non avessi preso quelle cattedre non avrei potuto avere l'orario pieno". E sì perchè dall'anno scorso chi, potendo, non prende la cattedra intera, non può beneficiare di altri spezzoni orari. Una situazione che, come hanno evidenziato i sindacati proprio nei giorni scorsi, metterà in grave disagio i docenti costretti a viaggi lunghi nelle parti più estreme del territorio. C'è poi Maizza, 22 anni di precariato. "La nostra è una vita dura, per 10 mesi lavori e poi ti ritrovi senza uno stipendio, e allora l'estate la passi a lavorare". Ma come loro, erano davvero tanti ieri al Catullo i precari in attesa di rioccupazione. Venivano da tutte le parti della provincia. In volto la rassegnazione perchè anche per quest'anno è andata male. E così, in attesa che venga il turno della loro classe di concorso, tra chi si conosce scatta il meccanismo degli accordi per spartirsi, senza pestarsi i piedi, gli spezzoni orari. Ma dietro la rassegnazione c'è anche la rabbia. "Il problema è che le regole cambiano di anno in anno", dice Paolo che insegna diritto, "e la cosa peggiore è che chi ha il ruolo ha tutti i diritti, e chi sta sulla soglia nessuno". Arrabbiato si dice Antonio, da 21 anni precario, di Pieve di Cadore, docente di diritto. "Sono arrabbiato per la mancanza di certezze di questo ministero. Non c'è una cosa che vada a compimento da un governo all'altro. Alla fine mi aspetto di tutto, anche che chi è primo in graduatoria, fra un po' diventi ultimo". E oggi si replica.

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Modena, tante amarezze (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Modena, tante amarezze con la proprietà Amadei Egregio direttore, il (per usare una frase trita) glorioso Modena FC sta affrontando una crisi quasi senza precedenti. Una proprietà che dice di voler vendere ma in realtà non se ne vuole assolutamente andare, tanto è vero che chiede una cifra del tutto fuori mercato, prima dice di non escludere una retrocessione, poi di non pensarci assolutamente ("non siamo matti"), poi di voler rientrare di 3 (diconsi tre) milioni, il che vuol dire cessione dei pezzi migliori e retrocessione praticamente certa. Dato che questa è più o meno la cifra che vale la società, è lecito pensare che per il signor Amadei sarebbe più facile rientrare vendendola, la società. In una piazza meno tollerante di Modena un atteggiamento del genere darebbe luogo sicuramente a critiche molto aperte e severe. In un ambiente come quello modenese, invece, il signor Amadei fa quello che gli pare e resta a dispetto di tutti. Conclusione: a un paio di giorni dall'inizio del campionato il povero allenatore si trova a non sapere se sabato potrà ancora disporre dei vari Bruno, Frezzolini, Pinardi, etc. In quale altra piazza potrebbe verificarsi una situazione del genere? Ma la crisi non aveva investito tutta la serie B? Questa è diventata una delle proprietà più invise di tutta la storia del Modena. E tutto questo in un'annata storica per il calcio modenese, con due squadre per la prima volta insieme in un campionato professionistico. Conclusione: quella che avrebbe potuto essere un'annata storica si rivelerà un'annata probabilmente piena di amarezze per i tifosi gialloblu. Grazie, signor Amadei. Carlo Bandieri Poca mobilitazione per le cave in provincia Consola sapere che il consigliere regionale del Pdl, Andrea Leoni, sia sul piede di guerra contro la devastazione del territorio in prossimità del fiume Panaro e dei paesi in rivolta contro il Piano estrattivo. E' meno consolante che lo stesso impegno non venga propagato anche per tutte le altre 90 e passa cave autorizzate dalla Provincia di Modena e dai Comuni. Lo stesso interesse non c'è stato per i cinque milioni di metri cubi di ghiaia che saranno asportati da Marzaglia prima (forse) di costruire la pista dei motori "che avrà solo 10 macchine..." come dice l'assessore "faso tutto mi". Sul versante del Secchia c'è qualche piccolo Comitato di cittadini ma abita nel reggiano! A Reggio la Pdl non c'è? Non consola sapere che il consigliere Leoni, e a dire il vero neppure gli altri, si interessino del progetto della Società Terracon di Firenze, che ha chiesto una procedura di Via alla Regione per potere carotare ben 20 comuni modenesi, e tanti sono quelli dei Comitati anticava, per potere estrarre idrocarburi in un progetto denominato "Sassuolo - da Sax oil". Inoltre, c'è una richiesta per costruire della societa Albatros di Concordia sulla Secchia un impianto idroelettrico nello Zps - Sic denominato Casse del Secchia, sempre a Marzaglia. Nel territorio provinciale son ben trenta le richieste di questo tipo. Sarebbe necessario che il consigliere Leoni ma anche l'ex sindaco di Castelfranco Emilia, il mio amico Paolo Cristoni, davvero si interessassero di tutela ambientale e naturalizzazioni! La cosidetta Area Vasta è pronta al saccheggio! Emilio Salemme Presidente della Consulta per la Tutela Ambientale Una famiglia ringrazia il reparto Chirurgia I La famiglia Bassoli sente il dovere ed il bisogno di ringraziare il reparto di Chirurgia I del Policlinico di Modena diretto dal professor Massimo Saviano. Un ringraziamento particolare al professor Antonio Manenti ed alla professoressa Roberta Gelmini per l'intervento eseguito al paziente Bruno Bassoli, con tanta professionalità, tanta assistenza medica e tanta umanità prestata anche durante il percorso post-operatorio. Un grazie alla gentilissima caposala Paola Tonelli ed a tutto il personale infermieristico. Grazie anche al reparto di Terapia Intensiva che per dodici giorni ha seguito il paziente con cura ed attenzione. Famiglia Bassoli.

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Quote in classe, erba infestante (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

SEGUE DALLA PRIMA Certamente si configura come una risposta palesemente "ideologica" a fronte della crescente caratterizzazione multietnica della nostra società, un tratto ormai ineludibile che iniziative come quella della Donazzan vorrebbero affossare anziché valorizzare nelle sue nuove potenzialità, proprio partendo dalle giovani generazioni. L'assessore si dichiara sollecitata dalla protesta di alcuni genitori della scuola veneziana "Giulio Cesare", che mal digeriscono la presenza di 8 alunni extracomunitari su 22 nella classe frequentata dai propri figli. Non mi pare che il compito della politica sia rincorrere gruppi di cittadini, anche quando esprimono disagio, ma semmai cogliere l'essenza dei problemi e farne sintesi nel complesso sociale. Nel caso specifico ritengo che sia fondamentale confrontarsi con i pregiudizi dei genitori, ma l'assessore farebbe bene ad ascoltare gli insegnanti quando dicono che non ci sono difficoltà nell'apprendimento della lingua, soprattutto per i ragazzi. O abbiamo dimenticato quando tanti giovani veneti entravano nelle scuole sapendo parlare solo il dialetto? Ben venga invece l'insegnamento dell'educazione civica, che però va esteso a tutti perché c'è molta ignoranza anche tra gli allievi italiani sui diritti e doveri sanciti dalla Costituzione. Ma occorre che, insegnandoli, quei principi (a partire dall'uguaglianza e dal diritto universale all'istruzione) vadano praticati perché gli immigrati di seconda generazione, che rappresentano una quota sempre più rilevante dei giovani presenti nel Veneto, si sentano, vivendoli, parte attiva della nostra società. Trovo sbagliata e ghettizzante l'idea dei rappresentanti di alcune etnie che vorrebbero scuole differenziate, in quanto ciò significa negare lo sviluppo di una nuova generazione che abbia come elemento di forza l'impronta della multiculturalità. Non a caso questa idea si incontra con quelle dei settori xenofobi, sposando una logica che finirebbe per alimentare fenomeni come quelli esplosi in Francia nelle banlieu. Intanto, anche lo stesso ministro Gelmini ha bocciato la proposta delle quote dell'assessore veneto. Ciò evidenzia il fatto che non si possono usare le istanze delle famiglie a fini di propaganda, gettando i semi della separatezza, fra l'altro sulla pelle di bambini. Il che è l'operazione più brutta che si possa concepire. Il Veneto è storicamente una società inclusiva, contrassegnata da quella vocazione relazionale con popoli diversi che è stata per secoli uno dei principali fattori del suo sviluppo. Questa è la strada su cui proseguire. Dobbiamo smetterla con l'idea che gli immigrati siano utili quando mettono a disposizione le proprie braccia per il lavoro e debbano sparire quando si tratta di garantire loro diritti sociali per sé e per i propri figli. Dobbiamo anche sapere che le discriminazioni sono erba infestante. Qui, nel Veneto, parliamo di porre vincoli numerici sulla presenza dei figli degli immigrati, ma a livello nazionale il ministro propone la trasformazione della scuola in fondazioni, con l'idea di smantellare la scuola pubblica, quella che garantisce il diritto di tutti a una buona istruzione, per promuovere le privatizzazioni. Ad essere discriminati sarebbero in questo caso i figli degli operai e degli impiegati. Infine, ci corre l'obbligo di ricordare all'assessore Donazzan che, se prendessero piede le idee di cui si fa portatrice, Barack Obama non avrebbe mai potuto concorrere alla Presidenza della più grande nazione del mondo. Emilio Viafora * segretario generale della Cgil del Veneto.

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Torna in pagella il 5 in condotta I presidi sono pronti ad applicarlo (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

LA NUOVA SCUOLA Torna in pagella il 5 in condotta I presidi sono pronti ad applicarlo "Bocciati con il 5 in condotta". L'annuncio del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è stato accolto dai presidi trevigiani con un applauso. Via libera al decreto legge, in vigore con l'anno scolastico che sta per iniziare, con la reintroduzione dei voti in pagella per tutte le scuole e con il ritorno dell'educazione civica e stradale. Si torna dunque al voto in condotta: il 5 (e non il 7 come anticipato nelle scorse settimane) che è bocciatura assicurata. I presidi trevigiani sono favorevoli, ma chiedono la riflessione e la collaborazione degli altri ambienti della società: "Sono convinta che la scuola debba agire anche sul piano educativo - attacca Alfea Faion, preside del Canova - ci sono già direttive che prendono provvedimenti quando non c'è rispetto. Ma è giusto che, per le circostanzi gravi, la scuola abbia il diritto di valutare il comportamento degli studenti, e i provvedimenti devono aver riflesso per il destino scolastico dei ragazzi. Ma è solo la scuola a dover compiere questi passi o è tutta la società italiana a doversi analizzare? Come cittadina trovo difficoltà in diversi ambiti, sono quindi d'accordo che il voto in condotta ritorni, ma oltre alla scuola anche le altre realtà valutino il comportamento delle persone". Con il 5 si verrà bocciati e, in generale, il voto farà media nella valutazione complessiva. Un sistema per "terrorizzare" gli studenti? "Non facciamo soltanto repressione - spiega Giuseppina Vincitorio, preside del Da Vinci - serve una formazione a tutto campo per i ragazzi. Rimane comunque positivo che il voto in condotta sia tornato a pesare, così avrà un valore generale, importante soprattutto per quanti ne sottovalutavano l'importanza. Ora non si trascuri l'eduzione, altrimenti potrebbe diventare inutile". Il nuovo anno scolastico comincia così con una novità che, in tempi di bullismo e baby-gang, era attesissima soprattutto da chi dirige i poli scolastici: "Non ci aspettiamo miracoli - chiude il preside del Palladio, Giuliano De Menech - ma l'idea va bene. Ci vuole un rapporto educativo con i ragazzi, negli ultimi anni sono stati deresponsabilizzati, il voto in condotta può risultare un deterrente validissimo per certi comportamenti. Chi non era scalmanato in parrocchia o facendo attività sportiva poteva diventarlo a scuola, ora ci sarà più attenzione, ma servono gli insegnamenti delle famiglie". (m.g.).

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Riappare un vecchio mito: sorvegliare e punire (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

E col taglio dei moduli, la scuola elementare rischia di livellarsi al peggio MASSIMO ONOFRI Tentativo di profonda riforma strutturale della scuola o ritorno a un passato remoto, più culturale che storico? E' un mese esatto che ci s'interroga su tale quesito, almeno a partire dal Ddl varato dal consiglio dei ministri il 31 luglio. Da oggi, col via libera al decreto legge che andrà in vigore dall'anno scolastico che sta per cominciare, le idee saranno più chiare per tutti. Ecco: niente più giudizi sulle pagelle (buono, distinto o ottimo che sia), per una sufficienza obbligatoria anche in condotta, dato che, con il cinque, la bocciatura sarà assicurata. Con una postilla, però: voti nudi per la scuola media inferiore, accompagnati dai giudizi, invece, per le elementari. E poi, una nuova materia, "educazione alla costituzione e alla cittadinanza": cioè, semplicemente, educazione civica e stradale. Quindi, la notizia più preoccupante: parere favorevole del consiglio dei ministri per un ritorno al maestro unico nella scuola primaria. Infine, un proposito bellicoso: guerra al caro-libri, con divieti triennali o quinquennali alla riedizione dei testi, nella convinzione, pedagogicamente disarmante, che "i contenuti di alcune materie fondamentali come italiano o matematica non cambiano da un anno all'altro". Il motto sembra uno solo: sorvegliare e punire. Altro che propositi di riqualificazione d'un sistema ormai allo stremo, con un corpo docente sempre più in sofferenza (non solo economica) e demotivato. Siamo, piuttosto, alla semplificazione brutale e alle tentazioni arcaiche: con l'ennesima occasione persa da parte di un comparto, quello scolastico appunto, che non conosce, dai tempi di Giovanni Gentile (epoca fascista, non dimentichiamolo), un ripensamento serio e profondo, coerente in ogni suo aspetto. Se non fosse per l'improvvisazione e la spavalderia di marca populista, e per le conseguenze che la nostrà gioventù si troverà a scontare, ci sarebbe anche da sorridere: laddove colpisce l'insistenza ministeriale su una proclamata "novità" che, di fronte ad atteggiamenti così palesemente regressivi - quelli che scambiano l'autorità (e l'autoritarismo) per autorevolezza - ha il valore di una denegazione, con tanto di contrappasso linguistico. Per non dire di quell'esilarante "crediamo che alla scuola serva chiarezza", per giustificare la sostituzione del giudizio col voto, risultando incomprensibile come un voto, nella sua perentorietà matematica, per bambini che non ne hanno mai avuti, possa essere più chiaro di checchessia. Non mi pronuncio, poi, sull'inquietante dirigismo editoriale, che non si limita, magari, a un'intelligente politica dei prezzi e del sostegno economico, ma entra nel merito delle qualità didattica dei testi stessi. La responsabilità, com'è ovvio, non è solo della Gelmini, ma anche dei quattro o cinque ministri che l'hanno preceduta. Ora, però, si profila qualcosa di nuovo e, dicevo, di preoccupante: il ritorno al maestro unico. La colpa sarà sicuramente degli inevitabili tagli, ma la rinuncia ai tre docenti per classe e a un progetto che ha reso la nostra scuola elementare tra le migliori d'Europa, questo, sì, sarebbe davvero l'inizio della fine.

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Ombralonga a Treviso (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Ombralonga a Treviso l'elogio della sbronza In tutto il mondo le Istituzioni promuovono politiche tese a limitare i danni sociali dell'alcool, ritenuto una delle principali cause o concause di incidente stradale oltre ad altre gravi patologie. Che l'alcool sia una piaga sociale è una realtà, lo dicono i fatti, i tanti crimini commessi, gli stupri e assassinii correlati all'uso e abuso di alcool. Tantissime le famiglie che subiscono violenza all'interno delle mura familiari e mai denunciate. Da anni le polemiche in città sono tante. Noi dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada non amiamo polemizzare, criticare o censurare questo tipo di manifestazione, di vero però c'è che alla fine dell'evento "culturale" per terra c'è di tutto, bottiglie rotte, pezzi di vetro, bicchieri e piatti di plastica, vomito di ragazzi ubriachi e urina, liti tra gruppi di ragazzi che non hanno più il controllo di loro stessi proprio perchè ubriachi fradici. Questi ragazzi che hanno ecceduto nel bere, seduti sui gradini e persi a testa bassa e ciondolanti, privi di qualsiasi dignità... sono gli stessi che poi si mettono alla guida di un'auto o di una motocicletta per far ritorno a casa, quante pattuglie ci saranno a controllare se saranno in grado di far ritorno a casa? Di chi sarà la responsabilità se nel loro percorso uccideranno qualcuno? Non possiamo quindi esprimere vivo compiacimento per questa manifestazione che porta a questa città momenti di degrado e degenerazione. Pierina Guerra Coordinatrice del Veneto A.I.F.V.S. Caro libri, gli istituti usino i fondi regionali In questo giorni le famiglie sono alle prese con le difficoltà per il puntuale caro libri di testo. Ma nella finanziaria regionale del 2008 grazie ad un emendamento presentato dal sottoscritto e sostenuto dalla Sinistra sono disponibili 500.000 euro per gli Istituti scolastici per istituire nelle scuole il comodato d'uso gratuito dei libri di testo. Famiglie e studenti sollecitino gli Istituti Scolastici a rivolgersi per questi fondi agli Uffici Scolastici Provinciali. E' una azione concreta, senz'altro ancora non sufficiente, per sostenere il diritto allo studio e combattere le speculazioni editoriali che ogni anno di più pesano sui bilanci delle famiglie. Nicola Atalmi Consigliere regionale Comunisti Italiani La crociata della Gelmini e la scuola del Sessantotto Alcuni giorni orsono, il Ministro per l'Istruzione Mariastella Gelmini e il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, hanno risposto a un dibattito su un autorevole quotidiano, in merito alla scuola italiana. Il Ministro Gelmini parte dal 1968, "Quarant'anni da smantellare", sottolineando giustamente che la scuola stessa fu volutamente e scientemente trasformata in una semplice macchina distributiva di stipendi, una tipografia per diplomi, e un mostro burocratico. Perdendo così lo scopo della sua missione, e cioè la formazione professionale e culturale dei giovani per il futuro dell'Italia. Quindi: niente intelligenze da coltivare, niente sensibilità al pensiero, alla libertà, alla ricerca del sapere; meglio, molto meglio massificare, tutti nel mucchio, tutti anonimi, tutti "compagni", e ben venga il voto collettivo! Il Ministro Mariastella (finalmente) ritiene di ripristinare: il voto in condotta, la divisa scolastica, il maestro unico, e ela formazione professionale negli Istituti Tecnici. Insegnamento serio, fatica e merito, con buona pace dei nostalgici del '68. Brava Signor Ministro! Era ora. Chissà che fra qualche anno ci siano giovani che sappiano scrivere, parlare un buon italiano, e far di conto. Magari sarebbe bene, a mio parere, far leggere e studiare "I Promessi Sposi", affinchè i giovani imparino a distinguere nella vita: la differenza fra i Don Abbondio e i Frà Cristoforo; fra i Don Rodrigo e i Cardinale Borromeo dei nostri tempi. E Dante...tutto Dante, che guarda caso è stato recentemente riscoperto e naturalmente rivalutato, proprio da un attore di sinistra. Il Vate, D'Annuzio, quello no, è più opportuno lasciarlo nel limbo, scriveva troppo bene, meglio Dario Fo. Voti o giudizi; su questo e su altro "Il passato e il buon senso" il Ministro Tremonti ha fatto una lunga e dettagliata dissertazione. Fra numeri e giudizi la differenza è profonda: i giudizi vengono spesso "interpretati" in modo diverso. I numeri danno una classifica esatta e chiara alla quale fare preciso riferimento di merito e di valore, che vale per tutti; insegnanti, allievi, famiglie. Perché sfuggire alla verità? E' un pessimo insegnamento, il giudizio può solo "accompagnare il voto" per motivarlo, ma non sostituirlo. Per quanto riguarda gli insegnanti: onore, adeguato stipendio e un grazie di cuore al merito; per i furbi assenteisti.....Brunetta docet. Ben vengano quindi queste e altre modifiche, e chissà che genitori e allievi "imparino" che a scuola si va per "imparare" e non per contestare. Questo lo faranno, se ed in quanto, a tempo debito e nei termini democratici previsti dalla legge e...dopo aver ben "imparato". Il tempo dell'anarchia e dell'ignoranza elevati a valore hanno già fatto dal '68 abbastanza danni. Adriano Gionco Spresiano Parco del Sile nel mirino pugno duro con i vandali Il Parco del. Sile è sempre più vittima degli sporcaccioni che certamente non meritano nemmeno di calpestare tale zona di una bellezza incredibile che molte nazioni ci invidiano. Il presidente Alberto Megaton vorrebbe non solo far multare i vandali, ma anche costringerli a pulire ciò che hanno sporcato. Giustissimo! Ma chi farà rispettare la legge? Una volta c'era una convenzione con i Rangers d'Italia, poveri volontari non retribuiti e che come compenso si beccavano solo spese, freddo gelido, caldo soffocante e violenze verbali dai trasgressori resi ancora più arroganti dal fatto che questi vigilanti alla salvaguardia dell'ambiente, sebbene avessero e lo hanno tutt'ora, un decreto ministeriale di riconoscimento, praticamente non hanno ancora nessun potere sanzionatorio. Ma almeno vi era un'azione deterrente e di segnalazione alle autorità competenti con relazioni e foto in merito a tali trasgressioni. Ora il Parco è nel più completo caos con cartelli che si contrastano uno con l'altro. Che futuro ha questo nostro tesoro? A titolo informativo: i Rangers esistono ancora e sempre esisteranno perché hanno la forza data dalla convinzione dell'immensa importanza che ha il nostro ambiente, e stanno ancora svolgendo sempre senza ricompensa, la missione della salvaguardia dell'ambiente Eros de Simone Treviso L'Italia in crisi ricorda la fine della Serenissima Egregio direttore, è inutile dirlo che l'Italia è dentro ad una grave crisi economica e sociale: precarietà del posto di lavoro, tasse sempre alte, inflazione reale notevolmente più alta da quella programmata dal governo, rincaro dei generi alimentari, petrolio alle stelle, impoverimento del ceto medio-basso, disgregazione delle famiglie, appiattimento culturale dei giovani, e così via. Questa Italia ricorda un pò la Venezia di fine Settecento: i poveri che a fatica campavano, mentre i ricchi vivevano nel lusso più sfrenato. Chissà se come allora un Napoleone sta bussando alle nostre porte... Vittorio Boni E-Mail Bici contromano a Treviso I vigili hanno ragione Solo perchè usi la bici non puoi fare quello che vuoi. Ed è ingiusto dire che la si usa per rispetto ambientale o per snellire il traffico. La si usa per comodità e basta! Le multe non disincentivano l'uso della bici, ma bensì l'uso irrispettoso. Quindi luci di sera e pista ciclabile dove possibile, e non cotromano! Per la sicurezza e quieto vivere di tutti. Matteo Moro Treviso.

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Studenti e sindacati mobilitati contro una riforma da anni '50 (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

LE REAZIONI Studenti e sindacati mobilitati contro una riforma da anni '50 DAL "ci vediamo in piazza" degli studenti che contestano il ritorno del voto in condotta al "faremo muro contro il maestro unico alle elementari" dei sindacati. E' un fuoco di fila di proteste quello che accoglie il "ritorno al passato" della scuola italiana voluto dal ministro Gelmini. Partirà a ottobre la mobilitazione nazionale annunciata ieri dall'Unione degli Studenti contro il voto in condotta che "con un'impressionante balzo indietro ai "decreti regi", cancella i risultati di decenni di lotte per il primato del profitto e della qualità dell'insegnamento". Anche la Rete degli studenti annuncia proteste contro "la spada di Damocle di un giudizio privo di obiettività". E un "5" per l'uso della decretazione d'urgenza arriva pure dagli studenti di Azione Cattolica. E' invece il paventato ritorno del maestro unico a scatenare le proteste dei sindacati. "Si apre uno scontro frontale - annuncia il segretario della Flc Cgil Enrico Panini - saremo un muro, non si possono superare i livelli della decenza. Appartiene ad un modello degli anni '50 quando il maestro poteva anche sapere poco di tutto. Oggi servono maestri sempre più specializzati. Pensare di dare a bambini sempre più curiosi e informati le risposte che si davano negli anni 50 è un disastro per il loro futuro. E significa ridurre di due terzi l'organico. Il voto di condotta poi non risolve i problemi ma li aumenta". Sulla stessa linea il segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima, che assegna al ministro "5 in condotta e 4 in pedagogia": "Il ripristino del maestro unico è la rottamazione di una delle più significative esperienze di innovazione e crescita della scuola. Così si tagliano le radici della "buona scuola"". Dal canto suo il segretario della Uil Scuola Massimo Di Menna definisce "insensato" il ritorno al maestro unico, ma approva il voto di condotta. "Preoccupato e perplesso" dal recupero del maestro unico anche lo Snals-Confsal che però apprezza voto di condotta e voti in pagella. Pollice verso infine dall'opposizione. "Non posso credere che un ministro di 35 anni pensi di risolvere i problemi della scuola riportando le lancette agli anni 50!": dice Pina Picierno del Pd. Fa eco il ministro dell'Istruzione del governo ombra del Pd, Garavaglia: "Si deve smettere di rincorrere annunci-spot". Il voto in condotta è "una scelta restauratrice" per Paolo Cento dei Verdi. E, pur approvandolo, anche Maurizio Ronconi (Udc) avverte: "E' meglio avere allievi un po' vivaci ma preparati che docili ma ignoranti". (m.v.).

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Tornano i voti in pagella, ma non in Trentino (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Dellai non recepisce il decreto Gelmini: "è inutile, alla scuola servono altre riforme" Ok all'insegnamento dell'educazione civica ma niente bocciatura con il 5 in condotta JACOPO TOMASI TRENTO. Niente 5 in condotta nelle scuole trentine. Il governatore Lorenzo Dellai, dopo aver respinto al mittente gli esami di riparazione rispolverati dal Ministro Giuseppe Fioroni, "dribbla" anche il decreto legge del Ministro Maria Stella Gelmini che prevede la bocciatura per chi si comporta male. Per il presidente della Provincia sarebbe solo uno spot anti-bullismo. "Ma per dare autorevolezza alla scuola - sottolinea - non bisogna evocare punizioni pesanti, basta puntare sull'educazione". Gli studenti trentini, soprattutto quelli più esuberanti, possono stare tranquilli: con un voto basso in condotta non rischiano di dover ripetere l'anno. Il governatore Lorenzo Dellai ha infatti escluso l'ipotesi di recepire in Trentino la norma introdotta a livello nazionale con effetto immediato attraverso un decreto legge approvato ieri dal consiglio dei ministri. "Nelle scuole trentine - ha motivato Dellai - non si sono mai verificati episodi di gravità tale da giustificare l'utilizzo di un "cannone" come l'insufficienza in condotta". Secondo il presidente quello del governo è solo uno spot che lancia un messaggio preoccupante. "La bocciatura per un 5 in condotta - commenta - è una misura pesante. Quando uno studente delle elementari o delle medie si comporta male non va condannato senza appello, ma bisogna capire perché si comporta in un certo modo". E aggiunge. "La scuola può essere autorevole basandosi sull'educazione, senza evocare per forza punizioni esemplari, come la bocciatura. E poi gli strumenti per punire i cosiddetti bulli ci sono già: note sul registro e sospensioni". Insomma, in Trentino il voto più basso in condotta resterà il 7 e non farà media. Non solo. Con tutta probabilità nelle pagelle degli studenti delle medie resteranno i giudizi "sufficiente", "buono" o "distinto", mentre a livello nazionale il decreto ministeriale prevede la sostituzione con i voti in cifre. "Anche su questo siamo perplessi - spiega Dellai - perché crediamo che la scuola abbia bisogno di ben altre riforme. In ogni caso avremo mille momenti per discuterne con docenti e dirigenti in occasione della revisione dei piani di studio in programma nei prossimi mesi". La terza novità introdotta dal Ministro Gelmini riguarda l'insegnamento dell'educazione alla Costituzione e alla cittadinanza, in sostanza la "vecchia" educazione civica. "Su questo punto - commenta Dellai - siamo pienamente d'accordo e recepiremo la direttiva". è troppo tardi, però, per partire già quest'anno poiché i programmi e le ore di lezione sono già stati definiti. Se ne riparlerà nel 2009-2010, anche se da settembre in alcuni istituti del Trentino si inizierà a studiare la storia della nostra provincia. "Anche questo è un modo per diffondere nei ragazzi il senso di cittadinanza - conclude il governatore - e fare in modo che si conosca la storia della nostra autonomia".

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Si torna al maestro unico, ma soltanto fra un anno (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

N Il maestro unico? No, forse, sì. Se ne parla almeno dallo scorso giugno del possibile ritorno di un solo insegnante alle scuole elementari e oggi, al termine del consiglio dei ministri, il ministro Gelmini ha confermato che, dopo il grembiule e il voto in condotta, ancora una volta, ripescherà dal passato. "Per la scuola primaria - ha spiegato - tornare al maestro unico risponde a un'esigenza pedagogica. I bambini hanno bisogno di avere un punto di riferimento preciso anche fuori dalle pareti domestiche". La novità non arriverà in questo anno scolastico - il consiglio dei ministri ha per ora soltanto espresso un indirizzo - ma è certo che non tarderà molto. "Verrà previsto - ha infatti annunciato il ministro - nel Piano di razionalizzazione per la scuola che sto mettendo a punto". A giugno nel dettaglio dei tagli per la scuola previsti dalla manovra economica già era spuntata l'ipotesi, ma a fine luglio il ministro, in un'intervista radiofonica, l'aveva cautamente allontanato l'ipotesi. A ridosso di Ferragosto, però, la Gelmini aveva fatto capire che alla fine si sarebbe andati a finire lì: "In un'ottica di riduzione della spesa pubblica e di razionalizzazione della spesa della scuola è una delle ipotesi al vaglio da parte del ministero". Sostenitori da tempo del "maestro unico" il leader della Lega Umberto Bossi e il ministro dell'economia, Giulio Tremonti. Critici, invece, i sindacati del settore secondo i quali si spazza via un'esperienza che ha dimostrato negli anni di funzionare bene. A sostituire il maestro unico con un team di insegnanti fu nel '90 l'allora ministro dell'Istruzione Sergio Mattarella.

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Il comportamento farà media: con il "5" si verrà bocciati (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, tornano i voti E nella pagella sarà decisiva la condotta n Tempi duri per i bulli in classe. Dall'anno scolastico che sta per iniziare, come annunciato da settimane, torna il voto in condotta: farà media con gli altri voti e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi. Altra "new entry" nella vita scolastica degli studenti italiani lo studio dell'educazione civica.n CON il "5" la BOCCIAtura è certaTorna dunque il voto in condotta, la valutazione del comportamento farà media e chi prende un "5" può scordarsi la promozione e l'ammissione agli esami di Stato: un giro di vite rispetto a quanto previsto nel ddl dove la bocciatura era discrezionale. Gli studenti saranno valutati in base ai risultati conseguiti nelle singole materie, ma anche tenendo conto, dunque, del comportamento. Il ripristino del voto in condotta "è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi negli ultimi anni dei casi di bullismo" ha spiegato il ministro Gelmini.n NON PIÙ GIUDIZI MA VOTITornano i voti sulle pagelle degli studenti italiani. "Crediamo che alla scuola - ha detto il ministro - serva ordine e chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno dei voti, accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai ragazzi. Si è abusato dei giudizi che a mio parere non sempre sono espressi in maniera comprensibile e aiutano a capire il reale rendimento dei ragazzi". Alle elementari accanto ai voti resteranno il giudizio analitico sul comportamento complessivo. Alle medie ci saranno, invece, soltanto i voti. Nelle pagelle i voti sono stati sostituiti dai giudizi circa 30 anni fa, con la legge 517 del 4 agosto 1977.n la costituzione sui banchiLa Costituzione e, più in generale, lo studio dell'educazione civica, entra dalla porta d'ingresso, in via sperimentale, nelle aule delle scuole dell'infanzia e del primo e secondo ciclo. "Cittadinanza e Costituzione" (questo il nome della disciplina) da quest'anno sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia e probabilmente avrà una sua specifica valutazione. "Educazione civica come educazione alla cittadinanza" ha spiegato Gelmini secondo la quale "bisogna preparare i ragazzi a essere cittadini consapevoli". "Educazione civica - ha aggiunto - e dunque studio della Costituzione, educazione ambientale, alla salute ma anche insegnamento dell'educazione stradale quanto mai opportuno visto il numero di ragazzi che ogni anno perdono la vita in incidenti". La decisione di inserire anche quest'ultimo aspetto è scaturita dopo un incontro tra i ministri Gelmini e Matteoli. "Si tratta di un accordo molto importante - hanno dichiarato - per dare agli studenti nozioni essenziali sul codice della strada con lo scopo di contribuire a migliorare la sicurezza stradale in Italia".n d'accordo genitori e insegnanti Non solo il Pdl fa quadrato intorno alla Gelmini per le novità introdotte ieri nella scuola. Se la Lega va anche oltre proponendo la bocciatura già con il "6", piace anche ai presidi e ai genitori il pugno di ferro usato dal ministro. "Non avrebbe senso - dice il presidente dell'associazione presidi, Giorgio Rembado - continuare a "sterilizzare" la valutazione sulla condotta". E per il Moige il ritorno del voto in condotta "è un vero strumento di contrasto al bullismo". Storcono invece il naso gli studenti (Uds) che sono pronti a dare battaglia e il ministro ombra per le Politiche giovanili, Pina Picierno, scuote scetticamente la testa: "Non posso credere che un ministro di 35 anni pensi di risolvere i problemi riportando le lancette dell'orologio agli anni '50". Tiziana Caroselli.

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<Aumenti minimi> (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Libri più cari? Per gli editori "è tutta una montatura" MILANO Caro libri? "É una colossale montatura" per Federico Motta, presidente dell'Associazione Italiana Editori che, ieri a Milano, ha presentato un'indagine dell'Ispo, per la quale il 62% dei 31.360 libri scolastici in commercio ha un prezzo identico a quello dello scorso anno, mentre il 34% ha subito un aumento inferiore o uguale al tasso dell'inflazione. Solo il 4% avrebbe subito un aumento superiore alla media.È la percezione del costo dei volumi, ma non il loro prezzo - dice l'analisi della società di Renato Mannheimer - a crescere. Rispetto al 2007, infatti, l'indice di variazione media dei prezzi dei 31.360 libri scolastici per le scuole secondarie di primo e secondo grado si attesta allo 0,73%, rispetto a un tasso di inflazione del 4,1%. In particolare, alle medie la crescita dei prezzi è stata dello 0,66%, alle superiori dello 0,76%. Anche se per gli italiani, secondo un ulteriore sondaggio, la spesa per l'istruzione dei figli è la più giustificata, e viene prima di quelle per la casa, in questo momento di crisi - dice Mannheimer - le famiglie la sentono particolarmente gravosa. E così - arguisce il sociologo - si capiscono i motivi delle polemiche sul caro-libri.Quella che il presidente dell'Aie Federico Motta, invece, non capisce proprio, è la decisione, presa una settimana fa dall'Antitrust, di avviare un monitoraggio sui costi dei libri scolastici: "Ritengo che le anticipazioni di giudizio che l'Antitrust ha lanciato con questi nuovi controlli siano veri e propri processi alle intenzioni e questo - sottolinea - ci ha profondamente colpito, facendoci pensare a un intento persecutorio nei confronti dell'editoria".Gli editori non capiscono nemmeno perché il ministro dell'Istruzione abbia apprezzato l'iniziativa dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: "Entro febbraio - spiega Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica dell'Aie - la nostra associazione comunica al Ministero il catalogo aggiornato dei libri scolastici con i relativi prezzi, quindi, quando il ministro Gelmini dice che è contenta dei controlli dell'Antitrust, le ricordiamo che lei stessa avrebbe potuto farli già da mesi".

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Sotto il maestro unico 40mila tagli (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 205, pag. 6 del 29/8/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF       Ecco gli obiettivi finanziari del progetto di riforma proposto dal ministro dell'istruzione Gelmini Sotto il maestro unico 40mila tagli Entro il 2011 la riduzione delle cattedre alle elementari In un colpo solo, fatta metà dell'opera. Con il ritorno al maestro unico, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, realizzererebbe quasi il 50% del piano di risparmi imposto alla scuola dal decreto legge 112-2008, la manovra finanziaria estiva. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, le stime ufficiose del tandem Economia-Istruzione parlano infatti per le elementari di un taglio di circa 40 mila cattedre. "La riforma è motivata dalla necessità di dare ai bambini un punto di riferimento pedagogico unico", spiega Giuseppe Valditara, responsabile scuola e università di Alleanza nazionale. Ma dietro la revisione dei modelli didattici delle elementari -oggi scuola primaria- vi sarebbe forte lo zampino dei tecnici dell'Economia. Che nelle riunioni della commissione mista, che presiede all'attuazione del decreto a viale Trasvetere, hanno fatto la voce grossa con i colleghi dell'Istruzione. Indicando chiaramente i campi di azione per ridurre le spese: abolizione dei docenti specializzati alla primaria con il ritorno a un solo maestro per classe, contrazione dell'orario di lezione e delle materie nelle medie e superiori, in particolare presso gli istituti tecnici; accorpamento delle scuole dei piccoli centri, con l'eliminazione di circa 1300 sedi. Il tutto per tagliare entro il 2011 circa 87 mila cattedre. Un piano molto ambizioso, visto che molte scuole, in questi giorni propedeutici dall'avvio del nuovo anno scolastico, già lamentano di essere in difficoltà per la copertura delle classi. Eppure i tagli fatti per il 2008 sono "solo" 11 mila, quelli imposti dalla Finanziaria di Tommaso Padoa-Schioppa. Ma il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, pretende molto di più dalla scuola, il settore più corposo, per numero di dipendenti, del pubblico impiego. E così ha stilato una tabella di marcia, con tanto di penali (ovvero il blocco alla fonte dei finanziamenti in misura pari ai risparmi non realizzati) che non ammette deroghe. Si parte dalla riforma del mastro unico, che pure la Gelmini, solo poche settimane fa in un'intervista radiofonica, aveva cautamente allontanato come ipotesi operativa. "E' chiaro che razionalizzare la rete scolastica impone alcune scelte", aveva detto, " ma credo che le elementari siano un ciclo scolastico che funziona, lo dicono anche i dati Ocse-Pisa, e quindi mi auguro che non sarà necessario tornare al maestro unico". A ridosso di Ferragosto, però, la Gelmini aveva fatto capire che alla fine si sarebbe andati a finire lì: "In un'ottica di riduzione della spesa pubblica e di razionalizzazione della spesa della scuola è una delle ipotesi al vaglio da parte del ministero". Il maestro unico è andato in soffitta nel 1990 con il ministro dell'Istruzione Gerardo Bianco. Attualmente la scuola primaria conta150 mila maestri specializzati per ambiti disciplinari (italiano, storia e geografica, matematica e scienze) che si alternano su due classi. Complessivamente 103 mila classi, che nel giro di pochi anni dovranno ritornare ad avere un solo maestro. Le stime parlano di un taglio possibile di 40 mila posti, che potrebbe salire a 50 mila a seconda di come verrà articolata la nuova didattica e soprattutto l'orario di lavoro dei docenti. Insomma, circa il 20% del complessivo organico di diritto delle elementari. "Quando negli anni '80 rimettemmo mano alle elementari lo facemmo per adeguare la scuola a un'utenza che era fortemente cambiata", spiega a ItaliaOggi Alberto Alberti, componente della commissione riformatrice che abolì il maestro unico, "in cui il bambino non aveva più nella scuola l'unica fonte di formazione. C'era bisogno di dare qualcosa in più rispetto al maestro tuttologo. Mi pare difficile ora tornare al passato, e per farlo bisognerà tra l'altro rivedere la formazione di tutti i docenti in servizio". Già sul piede di guerra i sindacati. "Un'operazione vergognosa dettata da motivazioni solo finanziarie", attacca Francesco Scrima, segretario della Cisl scuola, che così poi sintetizza il giudizio sulla Gelmini: "5 in condotta, 4 in pedagogia". Parla di "un'idea sbagliata", Massimo Di Menna, segretario della Uil scuola, "anche perché intacca il segmento che oggi funziona meglio in Italia, come testimoniano le rilevazioni Ocse". Molto duro anche Enrico Panini, numero uno della Flc-Cgil: "Incredibile, si propongono per i ragazzi di oggi soluzioni didattiche che andavano bene negli anni '60. Questo governo guarda al passato, non costruisce il futuro".

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Aie: il caro libri non esiste (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Media Numero 205, pag. 22 del 29/8/2008 Autore: di Irene Greguoli Venini Visualizza la pagina in PDF       I risultati della ricerca Ispo sulla spesa per i testi scolastici 2007/2008 Aie: il caro libri non esiste I prezzi a +0,73%. Il 4% sono nuove edizioni Non c'è alcuno scandalo del caro-libri, secondo l'Aie (Associazione italiana editori), ma si tratterebbe di una colossale montatura. Perché i testi scolastici non costano di più quest'anno. O meglio l'incremento medio dei costi dei volumi destinati agli studenti (+0,73%) è assai modesto e comunque inferiore al tasso di inflazione. Ma le famiglie percepiscono comunque un aumento dei costi, pur ritenendo che la spesa per l'istruzione dei figli venga prima di tutte le altre, anche di quella per la casa. Secondo la ricerca di Ispo, l'istituto degli studi della pubblica opinione presieduto da Renato Mannheimer, presentata ieri a Milano, il confronto dei prezzi dei 31.360 libri di testo commercializzati nel 2008 con quelli dell'anno scorso rivela che il 96% dei volumi non ha un prezzo superiore a quello del 2007. Il 62% dei libri in commercio infatti costa come l'anno scorso, mentre il 34% ha subito un aumento inferiore o uguale al tasso dell'inflazione. Il restante 4% è effettivamente cresciuto, ma non è dato sapere con esattezza, secondo quanto spiegato da Mannheimer, se tale aumento abbia investito i titoli più venduti. Rispetto al 2007 comunque la variazione media dei prezzi dei libri è di +0,73%, in particolare la crescita dei prezzi dei testi per le scuole medie è stata dello 0,66%, mentre per le superiori dello 0,76%. Un incremento dei costi, secondo la ricerca, sarebbe però stato percepito dalle famiglie, anche se solo il 4% degli intervistati ha dichiarato che quello per i libri sia stato un aumento rilevante di spesa, come invece è stato nel caso dei trasporti (22%) e degli alimentari (34%). Inoltre, per il 56% dei genitori la spesa per l'istruzione dei figli è prioritaria, e viene prima della casa, più importante invece per il 31%. Riguardo alla questione delle nuove edizioni dei testi, che costituiscono il 4% dei libri scolastici, Federico Motta, presidente dell'Aie, ha ricordato che "dal 1997 a oggi gli ordinamenti scolastici e i programmi e le indicazioni nazionali sono stati modificati tre volte dai ministri in carica. E questo cambia i testi", e ha sottolineato anche che il caro-libri è una "colossale montatura". "Non chiedeteci di fare una campagna a favore dei libri usati", ha aggiunto inoltre Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica dell'associazione, difendendo la posizione degli editori in un mercato, quello dei libri scolastici, che lo scorso anno ha generato un fatturato di 716,3 milioni di euro, con una crescita dell'1,5% rispetto al 2006, per un valore pari al 19,4% del settore, che nel 2007 ha maturato un giro d'affari di circa 3,7 miliardi di euro. Sulla questione del costo dei testi scolastici si è espresso ieri anche il Consiglio dei ministri, che ha fatto sapere che tra gli obiettivi previsti nel piano di razionalizzazione per la scuole che il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini sta mettendo a punto, c'è anche il mantenimento dei libri di testo per almeno cinque anni, al fine di rendere efficace la lotta al fenomeno del "caro-libri".

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Scuola, riecco i voti in decimi (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Diritto e Fisco Numero 205, pag. 28 del 29/8/2008 Autore: di Giovanni Galli Visualizza la pagina in PDF       CONSIGLIO DEI MINISTRI/ Via libera al dl Gelmini. In porto anche la Comunitaria '08 Scuola, riecco i voti in decimi Torna il giudizio in condotta. E presto il maestro unico A scuola si torna al voto in decimi. E a quello in condotta. Il consiglio dei ministri ha approvato ieri un decreto legge (anticipato su ItaliaOggi del 27 agosto) che introduce tra l'altro in via sperimentale, nelle scuole dell'infanzia e del primo e secondo ciclo, la disciplina denominata "Cittadinanza e Costituzione", finalizzata a una presa di coscienza sui comportamenti collettivi civilmente e socialmente responsabili. Con riferimento alla votazione, invece, si stabilisce che: - già dall'imminente anno scolastico il voto di condotta, espresso in decimi, concorrerà alla valutazione complessiva dello studente e, se insufficiente, potrà determinare la non ammissione all'anno successivo o all'esame conclusivo del ciclo; - sempre a partire dall'anno scolastico imminente, nella scuola primaria la valutazione delle singole materie e del comportamento degli studenti sarà espressa in decimi e illustrata con un giudizio analitico sul comportamento complessivo; la medesima valutazione sarà espressa in decimi anche per gli studenti della scuola secondaria di primo grado. Saranno ammessi all'anno successivo solo gli studenti che abbiano conseguito un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina. Ulteriori disposizioni limitano ai soli laureati in medicina e chirurgia l'accesso alle scuole di specializzazione mediche e prevedono il valore abilitante dell'esame di laurea in scienze della formazione primaria. Il Consiglio ha anche espresso l'intendimento di perseguire il ritorno al maestro unico nella scuola primaria, che verrà previsto nel piano di razionalizzazione per la scuola che il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini sta mettendo a punto e il mantenimento dei libri di testo per almeno cinque anni, al fine di rendere efficace la lotta al fenomeno del "caro-libri". Comunitaria 2008. Disco verde al disegno di legge per l'adempimento degli obblighi che derivano dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea (legge comunitaria per il 2008), che come ogni anno elenca le direttive a cui dare recepimento e fissa i criteri generali della delega legislativa che sarà esercitata dai ministri competenti per materia, compresa la consueta clausola di cedevolezza che punta a garantire il rapporto fra l'obbligo ad adempiere e la competenza delle regioni nelle materie concorrenti. Il ddl (si veda ItaliaOggi del 27 agosto) contiene anche una delega al governo ad accorpare in codici di settore e testi unici le norme emanate in adempimento di obblighi comunitari. Altri provvedimenti. L'esecutivo ha approvato uno schema di decreto legislativo, sul quale verranno acquisiti i pareri prescritti, per il recepimento della direttiva 2006/46 in materia di conti annuali di alcuni tipi di società, consolidati, annuali e consolidati delle banche, degli altri istituti finanziari e delle imprese di assicurazione (si veda ItaliaOggi del 27 agosto). Ok anche a due disegni di legge per la ratifica e l'esecuzione dei seguenti Atti internazionali: 1) Emendamento alla Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri pericolosi del 22 marzo 1989, inteso a ridurre al minimo il numero delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti pericolosi, con l'istituzione di un sistema di controllo del loro movimento e smaltimento; 2) Convenzione conclusa sulla base dell'articolo K3 del Trattato dell'Unione europea, relativa alla mutua assistenza amministrativa e alla cooperazione fra le amministrazioni doganali (si veda ItaliaOggi di ieri). Approvato un regolamento per l'istituzione della Direzione marittima di Olbia e l'elevazione a Capitaneria di porto dell'Ufficio circondariale marittimo di Corigliano Calabro. Il consiglio ha inoltre approvato l'accorpamento della rappresentanza permanente presso l'Osce a Vienna alla rappresentanza presso le organizzazioni internazionali nella medesima città (operazione di razionalizzazione delle risorse umane e finanziarie in considerazione della sinergia di gestione delle funzioni svolte dai due organismi). Dichiarato lo stato d'emergenza nella regione Friuli Venezia Giulia per le avversità atmosferiche che si sono verificate nei giorni 8 e 9 agosto 2008, nonché nel comune di Tolentino per l'incendio che ha danneggiato il teatro Nicola Vaccaj il 29 luglio scorso. Prorogato un ulteriore stato d'emergenza già dichiarato, al fine di consentire il completamento degli interventi di ripristino dei danni causati dagli eccezionali eventi atmosferici che hanno colpito l'Emilia Romagna nel 2002. Il Consiglio ha deliberato anche la nuova composizione della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi, istituita ai sensi dell'articolo 27 della legge n.241 del 1991, nonché, su proposta del ministro della difesa, Ignazio La Russa, la conferma del generale di corpo d'armata Ivan Felice Resce nell'incarico di direttore della direzione generale dei lavori e del demanio.

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Cominciamo da un elemento positivo. Riguarda il clima politico. Per molto, molto meno di quanto (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)

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Edizione: 29/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:PRIMA Cominciamo da un elemento positivo. Riguarda il clima politico. Per molto, molto meno di quanto contenuto nel decreto legge di ieri, nella XIV legislatura (2001-2006), sindacati e opposizione mettevano mano alla pistola. Adesso sembrano prevalere le discussioni di merito sui problemi, compreso quello, non ultimo, dell'opportunità di introdurre i provvedimenti varati con un decreto legge, che taglia come è noto lo spazio per ogni vero dibattito parlamentare. È un cambio di clima da non sprecare. In ogni caso, ha ragione il sindaco di Bologna Sergio Cofferati che, nel 2001-2003, come segretario della Cgil, era all'avanguardia nella mobilitazione: chi governa, ha dichiarato invece, ieri, a Liberazione, "deve rispondere agli elettori ed è chiamato a decidere". Ebbene il Berlusconi IV, su chiaro impulso dei ministri Tremonti, Bossi e Gelmini che avevano annunciato i loro propositi nelle interviste a "La Padania" e al "Corriere della Sera" delle settimane scorse, ha deciso quale soluzione adottare su quattro problemi importanti. Vediamoli, anche considerando le alternative che si sono scartate. Cittadinanza e Costituzione. Dal 1959 al 2003 (continua in 2.a pagina) Giuseppe Bertagna.

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Scuola, ritornano i voti in pagella (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 29/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:PRIMA Il Governo vara il decreto voluto dal ministro Gelmini: in primo piano condotta e maestro unico Scuola, ritornano i voti in pagella Via libera al piano di salvataggio per Alitalia. Anche Air France pronta ad entrare Tra le novità introdotte lo studio dell'Educazione civica e stradale. Torna il maestro elementare unico ROMA Una scuola che guarda al passato quella del ministro bresciano dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Quasi da Libro Cuore, con il maestro che torna ad essere unico punto di riferimento per i piccoli scolari. C'è poi il voto in condotta, di nuovo dirimente per giudicare i discoli e i virtuosi. Il ministro a Palazzo Chigi ha elencato punto per punto i contenuti della riforma, spiegandone lo spirito. Torna il voto sulle pagelle e l'educazione civica, intesa come educazione alla cittadinanza. Ripristinato dopo dieci anni il voto in condotta, per fronteggiare il fenomeno del bullismo. Con il 5 si verrà bocciati, mentre in generale il voto farà media, e contribuirà alla valutazione complessiva. "Crediamo che questa sia una risposta necessaria e molto urgente al moltiplicarsi degli episodi di bullismo che ogni giorno leggiamo sui giornali", ha sottolineato il ministro. Nello stesso Consiglio dei ministri, il Governo ha varato l'operazione di salvataggio di Alitalia. Previste riduzioni di personale ma anche ammortizzatori sociali e garanzie per i risparmiatori. Air France si dichiara disposta a entrare con "una quota di minoranza". Berlusconi: una scommessa vinta. / A PAGINA 2 E 3.

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IL PIANETA ISTRUZIONE Il ministro Gelmini chiede chiarezza nella formazione . Il v (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)

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Edizione: 29/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO IL PIANETA ISTRUZIONE Il ministro Gelmini chiede "chiarezza nella formazione". Il voto in condotta farà media. Tra le materie si studierà educazione civica e stradale. Ma dal passato torna anche la figura del maestro unico.

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E nelle elementari il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)

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Edizione: 29/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO E nelle elementari il maestro unico Maestro unico, per la scuola primaria un ritorno al passato ROMA Il maestro unico? No, forse, sì. Se ne parla almeno dallo scorso giugno del possibile ritorno di un solo insegnante alle scuole elementari e ieri, al termine del Consiglio dei ministri, il ministro Gelmini ha confermato che, dopo il grembiule e il voto in condotta, ancora una volta, ripescherà dal passato. "Per la scuola primaria - ha spiegato - tornare al maestro unico risponde a un'esigenza pedagogica. I bambini hanno bisogno di avere un punto di riferimento preciso anche fuori dalle pareti domestiche". La novità non arriverà in questo anno scolastico - il Consiglio dei ministri ha per ora soltanto espresso un indirizzo - ma è certo che non tarderà molto. "Verrà previsto - ha infatti annunciato il ministro - nel Piano di razionalizzazione per la scuola che sto mettendo a punto". A giugno nel dettaglio dei tagli per la scuola previsti dalla Manovra economica già era spuntata l'ipotesi, ma a fine luglio il ministro, in un'intervista radiofonica, aveva cautamente allontanato l'ipotesi: "Non abbiamo assunto nessuna decisione di tornare al maestro unico. È chiaro che razionalizzare la rete scolastica impone alcune scelte, ma credo che le elementari siano un ciclo scolastico che funziona, lo dicono anche i dati Ocse-Pisa, e quindi mi auguro che non sarà necessario tornare al maestro unico". A ridosso di Ferragosto, però, la Gelmini aveva fatto capire che alla fine si sarebbe andati a finire lì: "In un'ottica di riduzione della spesa pubblica e di razionalizzazione della spesa della scuola è una delle ipotesi al vaglio da parte del Ministero". Sostenitori da tempo del "maestro unico" il leader della Lega Umberto Bossi e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Più che soddisfatto il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, per il via libera arrivato dal Consiglio dei ministri: "Si tratta di un grande risultato che porterà a un risparmio per le famiglie e al ritorno a una scuola che educhi e formi lo studente in tutti gli aspetti, con la filosofia del maestro unico, tanto rimpianto nel periodo post '68". Critici, invece, i sindacati del settore secondo i quali si spazza via un'esperienza che ha dimostrato negli anni di funzionare bene. A sostituire il maestro unico con un team di insegnanti fu nel '90 l'allora ministro dell'Istruzione Sergio Mattarella. Dal Consiglio dei ministri ieri è emerso anche un altro intendimento del Governo: il mantenimento dei libri di testo per almeno cinque anni al fine di rendere efficace la lotta al fenomeno del caro-libri.

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Scuola: con la condotta, tornano i voti in pagella (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 29/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Scuola: con la condotta, tornano i voti in pagella Sì da Palazzo Chigi al varo del decreto. Tra le novità lo studio dell'Educazione civica e della Costituzione Lo studio dell'Educazione civica, new entry nella vita scolastica degli studenti italiani ROMA Tempi duri per i troppo... bulli. Dall'anno scolastico che sta per iniziare, come annunciato da settimane, torna il voto in condotta, farà media con gli altri voti e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi. Altra "new entry" nella vita scolastica degli studenti italiani lo studio dell'educazione civica. CON 5 SI BOCCIA. Torna dunque il voto in condotta, la valutazione del comportamento "farà media" e chi prende 5 può scordarsi la promozione e l'ammissione agli esami di Stato: un giro di vite rispetto a quanto previsto nel ddl dove la bocciatura era discrezionale. Gli studenti saranno valutati in base ai risultati conseguiti nelle singole materie, ma anche tenendo conto, dunque, del comportamento. Il ripristino del voto in condotta "è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi negli ultimi anni dei casi di bullismo" ha spiegato il ministro Gelmini, che è stata una scolara-modello: "In condotta ho sempre avuto voti alti, nove o dieci" ha confessato ai cronisti curiosi. NON PIÙ GIUDIZI MA VOTI. Tornano i voti sulle pagelle degli studenti italiani. "Crediamo che alla scuola - ha detto il ministro - serva ordine e chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno dei voti, accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai ragazzi. Si è abusato dei giudizi che a mio parere non sempre sono espressi in maniera comprensibile e aiutano a capire il reale rendimento dei ragazzi". Alle elementari accanto ai voti resteranno il giudizio analitico sul comportamento complessivo. Alle medie ci saranno, invece, soltanto i voti. Nelle pagelle i voti sono stati sostituiti dai giudizi circa 30 anni fa, con la legge 517 del 4 agosto 1977. TORNA EDUCAZIONE CIVICA. La Costituzione e, più in generale, lo studio dell'educazione civica, entra dalla porta d'ingresso, in via sperimentale, nelle aule delle scuole dell'infanzia e del primo e secondo ciclo. "Cittadinanza e Costituzione" (questo il nome ufficiale della disciplina) da quest'anno sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia e probabilmente avrà una sua specifica valutazione. "Educazione civica come educazione alla cittadinanza" ha spiegato il ministro Gelmini secondo la quale "bisogna preparare i ragazzi a essere cittadini consapevoli". "Educazione civica - ha aggiunto - e dunque studio della Costituzione, educazione ambientale, alla salute ma anche insegnamento dell'educazione stradale quanto mai opportuno visto il numero di ragazzi che ogni anno perdono la vita in incidenti". La decisione di inserire anche quest'ultimo aspetto è scaturita dopo un incontro tra i ministri Gelmini e Matteoli. "Si tratta di un accordo molto importante - hanno dichiarato - per dare agli studenti nozioni essenziali sul Codice della strada, per educarli al rispetto delle regole sulla circolazione dei veicoli e dei pedoni, con lo scopo di contribuire a migliorare la sicurezza stradale". NOVITÀ E DIBATTITO. Non solo il Pdl fa quadrato intorno alla Gelmini per le novità introdotte nella scuola. Se la Lega va anche oltre proponendo la bocciatura già con il "6", piace anche ai presidi e ai genitori il pugno di ferro usato dal ministro. "Non avrebbe senso - dice il presidente dell'associazione presidi, Giorgio Rembado - continuare a "sterilizzare" la valutazione sulla condotta". E per il Moige il ritorno del voto in condotta "è un vero strumento di contrasto al bullismo.

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Le reazioni tra critiche e tanti plausi (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 29/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Il Moige approva le scelte della Gelmini. L'Unione degli Studenti: "Ci vediamo in piazza" Le reazioni tra critiche e tanti plausi Il ministro bresciano Mariastella Gelmini ROMA Il voto in condotta? "Una risposta riduttiva e sbagliata ai problemi nel rapporto giovani-adulti all'interno della scuola". Secco il giudizio di Enrico Panini, segretario Cgil Scuola, sul decreto voluto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Il Governo - attacca Panini - sceglie una scorciatoia, e affronta dal solo punto di vista di ordine e disciplina un problema ben più complesso, su cui il dibattito pedagogico va avanti da decenni. Quando la politica si occupa di pedagogia, produce pessimi risultati". Critiche anche alla reintroduzione del voto accanto al giudizio nelle scuole primarie: "Il rendimento di un alunno va interpretato, più che sintetizzato in un numero". Altrettanto negativa l'opinione del sindacato sul ritorno del maestro unico: "Si propinano ai ragazzi del ventunesimo secolo soluzioni degli Anni '60-'70". Lo Snals-Confsal plaude invece ai provvedimenti sulla scuola. "Coerente con la linea sostenuta del ripristino della "serietà degli studi" e da sempre indicata come "elemento prioritario e irrinunciabile dell'azione del sindacato" - lo Snals-Confsal in una nota afferma di "apprezzare i contenuti del decreto legge annunciati alla fine del Consiglio dei ministri, in particolare per quanto riguarda la valutazione del comportamento degli allievi con la reintroduzione del "voto di condotta", la valutazione delle singole materie con la sua espressione in decimi e il ripristino del valore abilitante per la laurea in scienze della formazione primaria". Per quanto riguarda l'introduzione di una nuova disciplina "Cittadinanza e Costituzione" - prosegue la nota - è necessario, prima di esprimere un giudizio, "verificare chi dovrà insegnare tale disciplina, all'interno di quale orario e come l'introduzione di una nuova materia con propria valutazione si coniughi con l'annunciata intenzione del ministro Gelmini di operare una riduzione dell'orario di lezione per gli allievi, che nei fatti potrebbe comportare una riduzione dell'offerta formativa". "Bene la Gelmini, dopo questi anni la scuola italiana potrà tornare ad essere di nuovo una scuola di eccellenza e riacquisire il prestigio che merita. Questo Governo, come per tante altre questioni, saprà adottare misure e dare risposte concrete e lungimiranti anche per ciò che concerne l'istruzione" ha dichiarato il segretario della Dca-Pdl, Gianfranco Rotondi. Il Movimento italiano genitori (Moige) riconosce "molte interessanti novità" nel decreto legge sulla scuola. In particolare, il Moige approva la reintroduzione del voto in condotta e dell'insegnamento dell'educazione civica, nel segno di una "maggiore autorevolezza e rigore della scuola italiana". "Il ritorno del voto in condotta - afferma Maria Rita Munizzi, presidente del movimento - è un vero strumento di contrasto al bullismo. Senza un giudizio sul comportamento, assisteremmo al paradosso di giovani capaci ma privi di regole, un pericolo per gli altri e per il proprio futuro". Positivo il giudizio del Moige anche sulla reintroduzione del voto accanto al giudizio alle scuole primarie, e del maestro unico. "Provvedimenti - dice la Munizzi - che ben si inquadrano nell'esigenza di dare chiarezza e razionalità all'intero meccanismo scolastico". "Ci vediamo in piazza" è invece la promessa dell'Unione degli studenti che ribadisce la propria contrarietà all'introduzione del voto in condotta che "ribalta uno dei principi fondamentali dello Statuto degli studenti e delle studentesse, cancellando in un solo colpo i risultati di decenni di lotte per il primato del profitto e della qualità dell'insegnamento".

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Il Meeting di Rimini parla bresciano Molto apprezzati anche gli stand di casa nostra : Provincia, A2A, Jhonny Lambs (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 29/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Le voci di chi è partito per offrire il proprio servizio: da guida alla mostra di Tovini a cameriere ai tavoli Il Meeting di Rimini parla bresciano Molto apprezzati anche gli stand di "casa nostra": Provincia, A2A, Jhonny Lambs Marina è volontaria per la prima volta al Meeting. "Ho già partecipato in passato come visitatrice - dice - ma dall'interno è un'altra cosa. Ti senti di far parte di un'opera. Vorrei esportare questo modo di lavorare insieme nella vita di tutti i giorni". Come lei, Gianantonio è impegnato come guida alla mostra su Giuseppe Tovini presso lo stand della Compagnia delle Opere. Gianantonio non è nuovo a questa esperienza. "È molto bello - ci confida - offrire informazioni, notizie su una figura eccezionale come Tovini, mettersi al servizio degli altri anche così". Già, servizio. È la parola-chiave che percorre in lungo e in largo gli ampi padiglioni della fiera di Rimini. È al servizio degli altri Roberto Zanolini, direttore della Cdo di Brescia, sempre pronto a consigliare, accompagnare, spiegare a chiunque si appelli a lui con una cortesia e una affabilità che non oscurano la precisione e l'efficacia dei suggerimenti. È lui il cuore pulsante di questo approdo che è lo stand della Cdo. Uno spazio che sembra idealmente e fisicamente abbracciare il tunnel che ospita la mostra su Tovini. "Il messaggio di Tovini è più che mai attuale - spiega Zanolini - ispira la sua azione ad una risposta ai bisogni a partire dalla sua famiglia, dal suo territorio, un grande legame di fede. Un duro lavoro portato avanti pur tra le difficoltà". E qui dallo stand della Compagnia delle Opere in questi giorni i bresciani sono passati in forze. Al giorno dell'apertura del Meeting e della presentazione della mostra non sono mancate le presenze ufficiali come il sindaco Adriano Paroli, Stefano Saglia e Paola Vilardi. "Tovini fu amministratore - ha detto il primo cittadino e parlamentare - dobbiamo raccogliere il suo messaggio anche in questa direzione". Si è visto il sindaco di Cividate Camuno Francesco Gelfi, successore sulla poltrona di sindaco dello stesso Tovini. C'è tutta la pattuglia dei camuni guidata dal presidente della Fondazione Giuseppe Camadini. Anche il presidente della Provincia Alberto Cavalli ha visitato i padiglioni del Meeting. È rimasto allo stand della Provincia che parla ai giovani e, con l'aiuto di un tavolo interattivo, presenta alcuni importanti progetti sulla sicurezza sulle strade e sulla scuola che si mette in rete. E lo spazio della Provincia è stato visitato anche da un'altra bresciana, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, "puntata" fuori dall'etichetta ministeriale, ma sentita e cordiale. È arrivato con la famiglia il soprintendente ai Beni artistici di Brescia Luca Rinaldi. Anche lui ha visitato la mostra su Tovini, mentre a due passi, sempre nel padiglione C1, ecco un gruppo di bresciani alle prese con pentole e friggitrici, in uno stand di ristorazione. Tra loro anche Luigi Caimi, preside della Facoltà di medicina dell'Università di Brescia. A proposito di servizio. Giorgio Mottinelli, originario della Valcamonica, rimane a Rimini per l'intera settimana. Ha seguito la realizzazione della mostra: "La scelta di inserire la mostra all'interno del Meeting si sposa con il titolo "O protagonisti o nessuno". Ci è piaciuta la figura di Tovini. Tutti conoscono le sue opere, pochi la sua storia". Da Brescia è arrivato il pulmino di una azienda di Alfianello. Il titolare Roberto Kron Morelli guida 12 dei suoi dipendenti al Meeting. Nel corso della settimana incontri e visite anche per alcuni assessori comunali: Maurizio Margaroli e Claudia Taurisano. Da Brescia è giunto anche il direttore generale Danilo Maiocchi. C'è Luigi Chiari del gruppo Fraternità di Ospitaletto e ci sono i responsabili della agenzie di Brescia di "Obiettivo lavoro". Tra gli altri sono passati dallo stand della Cdo anche il presidente della Camera di Commercio Franco Bettoni e Giuseppe Rivadossi. È atteso il vicepresidente della Provincia Aristide Peli. Ancora: presidente e vicepresidente dello Iacp di Brescia Ettore Isacchini e Corrado della Torre. Il Meeting parla bresciano anche per la presenza di importanti stand. Oltre la Provincia, A2A e Jhonny Lambs con Federico Bani presidente del gruppo Carnevali. Presiede un incontro sul tema delle banche il presidente della Cdo di Brescia Graziano Tarantini accanto al sottosegretario dell'Economia Luigi Casero e a Carlo Fratta Pasini, presidente dell'Associazione nazionale banche popolari. "Lo scorso anno - dice ancora Zanolini - abbiamo riunito in una cena almeno un centinaio di imprenditori che avevano visitato il Meeting. Ci sono poi quelli che vengono autonomamente e sono molti di più. Una straordinaria avventura per tutti". Paola Pasini.

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Governo: okad Alitalia,Air Franceinteressata (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)

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Il piano di salvataggio Berlusconi: "Unica scelta per evitare il fallimento. La compagnia resta italiana, esuberi inevitabili". Veltroni parla di soluzione confusa, Di Pietro di "truffa colossale". No dei sindacati 29/08/2008 Roma. Tornano i voti in pagella, alle elementari e alle medie. E, come annunciato, torna anche il voto in condotta. Con il 5 si verrà bocciati. Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini l'aveva promesso: ritorneremo al passato per riportare nelle classi ordine contro il bullismo dilagante e risollevare il carente livello culturale degli studenti. Obiettivi che si cercheranno di centrare con il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che cancella le riforme degli ultimi decenni. Anche l'educazione civica e stradale tornerà a essere materia obbligatoria, mentre contro il caro-libri verrà introdotto l'obbligo di rieditare i testi solo ogni 4-5 anni. Infine, tra un anno, alle elementari tornerà il maestro unico. Ma la principale novità del decreto è rappresentata dal ritorno dei voti in pagella, che alle elementari saranno accompagnati da giudizi "esplicativi", mentre alle medie ci sarà spazio solo per i numeri. Una scelta che Gelmini spiega così: "Il ritorno al voto è frutto di una proposta mia e del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, perché noi crediamo che nella scuola serva chiarezza e che spetti agli insegnanti definire il livello di apprendimento degli alunni in ogni materia". Perplessa, a Genova, Sara Pagano, provveditore agli studi: bocciare per un cinque in condotta le sembra eccessivo. de carolis, viani e un commento di david bidussa >> 3 e 17 29/08/2008.

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E nei grandi magazzini scatta la "grembiulite" (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)

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EFFETTO GELMINI SULLE DIVISE DEGLI ALUNNI Aumentati le richieste e gli ordini. La decisione lasciata agli istituti: molti l'avevano già reintrodotto, altri ci stanno pensando 29/08/2008 C'È CHI lo chiama già"effetto Gelmini". Chi "grembiulite". Dopo le dichiarazioni di Mariastella Gelmini sul ritorno della vecchia divisa scolastica - "la proposta di ripristinare l'uso del grembiule a scuola è da prendere in considerazione", ha detto il nuovo ministro dell'Istruzione - i grandi magazzini sono corsi ai ripari. "Abbiamo aumentato gli ordini", spiega Amelia Marzova, commessa alla Coin. "Già l'anno scorso li vendevamo, ma quest'anno la richiesta è aumentata. I più richiesti sono quelli neri, sia per i maschi che per le bambine. Il costo varia dai tredici ai venti euro, e c'è anche la possibilità di personalizzarli, con dei disegni". Sugli scaffali dei grandi magazzini, Coin, Upim, Oviesse, il vecchio capo d'abbigliamento scolastico è, insomma, tornato di moda. La reazione delle scuole, però, è a dir poco tiepida. Virginia Marini, dirigente scolastico a Nervi: "Qui da noi gli insegnanti sono liberi, già oggi, di fare come vogliono. Se vogliono il grembiule, bene. Altrimenti, bene lo stesso". Il ministro dice di volere il grembiule "per un fatto di ordine ma anche di uguaglianza sociale tra ragazzi, soprattutto ora che va tanto di moda l'abbigliamento firmato già in giovanissima età". Virginia Marini non ne è convinta. "Oggi non c'è più l'ossessione per l'abito firmato. I bambini si vestono in modo normale. Insomma, il grembiule è la nostra ultima preoccupazione. Non vorrei che questa sua improvvisa riscoperta fosse un modo per nascondere i veri problemi della scuola". A ben vedere, il grembiule non è mai del tutto scomparso. "Quest'anno abbiamo raddoppiato gli ordini. Ma anche l'anno scorso le vendite erano andate molto bene", spiega la commessa della Coin. La realtàè che la scuola è divisa. Tra chi considera il grembiule uno strumento egualitario, che da ordine e omogeneità alla classe a prescindere dall'estrazione sociale dei bambini. E chi invece lo considera un abito un po' triste, che riporta la scuola agli anni '50. "I bambini del duemila sono molto più belli, liberi e colorati", dice un'insegnante della scuola elementare Maria Mazzini. "Perché tornare alle vecchie uniformi?". 29/08/2008.

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<severità giusta, i ragazzinon li capisco più> (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

"severità giusta, i ragazzinon li capisco più" la scuola secondo la professoressa mosca, classe 1913 A VOLTE è il tempo a creare fossati insormontabili. Lo scorrere degli anni che crea scontri genereazionali, incomprensioni tra chi parla linguaggi diversi. La professoressa Emma Mosca Ferrari, classe 1913, genovese, si avvia a compiere 95 anni e, lucidissima, rimpiange i tempi del passato, quando magari gli studenti davano del "lei" ma non si sarebbero mai permessi di alzare la voce e rispondeere. "L'altra sera ho sentito squillare il telefono. Era un mio alunno che oggi ha 63 anni, nella vita ha fatto carriera, ma mi ha detto: se me la sono sempre cavata col francese, è solo merito suo...". Lo sa, nonna Emma, che il ministro Mariastella Gelmini ha reintrodotto il voto in condotta e col "5" si ripete l'anno? "Sono molto contenta. Io ho sempre amato la scuola, ma i ragazzini di oggi proprio non li capisco più. Ho fatto le elementari a Gorizia ai tempi della monarchia austro-ungarica, all'epoca era richiesta molta disciplina. Poi ho insegnato francese per tanti anni". Un'altra epoca. "Quando ero a scuola io, gli insegnanti delle superiori ci davano del lei: "signorina, venga alla cattedra". E dovevamo portare il grembiule nero in classe. Mi ricordo che, una volta, un mio compagno mi fece scivolare in tasca un bigliettino: non aveva il coraggio di dichiararsi, a distanza di tanto tempo lo ritrovai che faceva il commesso in una drogheria. E divenne ancora rosso come un peperone". Poi la vita l'ha portata dall'altra parte della cattedra. "Sono rimasta dal 1951 al 1971 all'istituto tecnico Massimo Tortelli. Mi sono dimessa con largo anticipo, perché avrei potuto restare fino ai 65 anni ma volevo essere vicina a mio marito che era già in pensione. E poi i tempi stavano già un po' cambiando. Eppure, quasu quarant'anni dopo, c'è chi non dimentica. "Ho avuto alunni molto bravi e altri discoli, la mia preside mi assegnava sempre le classi maschili perché, diceva, io le sapevo tenere a bada. C'è un altro ragazzo di allora che è direttore di banca, abita nella mia stessa via e mi ha fatto conoscere anche sua moglie. Ora mi vengono a trovare, mi chiedono sempre se ho bisogno di qualcosa, mi vogliono bene..". B. V. 29/08/2008.

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Voti in pagellagià alle elementari (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Riforma della scuola Dal prossimo anno anche il maestro unico. I sindacati: no ai tagli Roma. Aveva promosso un ritorno al passato, per riportare nelle classi ordine contro il bullismo dilagante e risollevare il carente livello culturale degli studenti. Obiettivi a cui il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, punterà con il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che cancella le riforme degli ultimi decenni, reintroducendo i voti in pagella alle elementari e alle medie e il voto in condotta, che sarà decisivo ai fini della promozione. L'educazione civica e stradale tornerà ad essere materia obbligatoria, mentre contro il caro-libri verrà introdotto l'obbligo di rieditare i testi solo ogni 4-5 anni. Infine, tra un anno alle elementari tornerà il maestro unico. Il ritorno dei voti. La principale novità del decreto è rappresentata dal ritorno dei voti in pagella, che alle elementari saranno accompagnati da giudizi "esplicativi", mentre alle medie ci sarà spazio solo per i numeri. Una scelta che Gelmini spiega così: "Il ritorno al voto è frutto di una proposta mia e del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, perché noi crediamo che nella scuola serva chiarezza, e che spetti agli insegnanti definire il livello di apprendimento degli alunni in ogni materia". Niente più giudizi quindi, introdotti dalla legge 517 del 1977. Bocciatura per la condotta. D'ora in poi gli studenti delle superiori dovranno rigare dritto, perché il voto in condotta farà media con le altre valutazioni. Non solo: in caso di 5 in condotta, la bocciatura sarà automatica. "Una risposta necessaria e urgente al moltiplicasi dei casi di bullismo" a detta di Gelmini, che ha così dato il via a un'altra svolta radicale per la scuola. Il voto in condotta era stato reso ininfluente ai fini della promozione da un Dpr del 1999, ma già dal 1977, quando venne abolita alle elementari e alle medie, la valutazione del comportamento aveva perso peso nelle pagelle. Educazione civica e stradale. Da anni era finita nel dimenticatoio, come una materia fantasma. Ma da settembre l'educazione civica, o meglio "l'educazione alla cittadinanza" tornerà ad essere un insegnamento obbligatorio, che comprenderà anche le norme del codice della strada. Spiega Gelmini: "Pensiamo che la scuola debba mettere al centro la persona, quindi aiutare i ragazzi ad essere cittadini consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Per educazione alla cittadinanza intendiamo conoscenza della Costituzione, ma anche educazione ambientale e alla salute, nonché educazione stradale". Lotta al caro libri. Stop alla riedizione annuale dei testi scolastici, che costringe le famiglie a ricomprare ogni anno i libri. "La riedizione dei testi dovrà avvenire solo quando strettamente necessaria, ossia ogni quattro o cinque anni, lasso di tempo entro cui i libri non potranno cambiare", precisa Gelmini. Una misura presa contro il continuo rincaro dei testi. Ieri l'associazione degli editori ha tuonato contro quella che definisce "una colossale montatura", sottolineando che "il 64% dei testi ha il prezzo invariato rispetto allo scorso anno". Gelmini tira dritto: "Vogliamo aiutare le famiglie. D'altra parte l'apprendimento nella scuola dell'obbligo non cambia: l'italiano è sempre quello, la matematica pure". Verso il maestro unico. Una dichiarazione d'intenti, che dovrebbe tradursi in realtà il prossimo anno. Ieri il Consiglio dei ministri ha espresso parere favorevole al ritorno del maestro unico alle elementari, novità fortemente voluta da Gelmini. "Per la scuola primaria - sostiene il ministro - tornare al maestro unico risponde a un'esigenza pedagogica. I bambini hanno bisogno di punti di riferimento anche al di fuori delle pareti domestiche". Si punta quindi all'abolizione dei moduli, che prevedono tre insegnanti ogni due classi. Le reazioni. Il centro destra fa quadrato attorno al decreto. "Con queste misure sulla scuola è finito l'ideologismo che, dal '68 in poi, ha creato gravissimi danni alla scuola", sostiene Lucio Malan (Pdl). Il portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone parla di "svolta culturale", mentre il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli (Lega Nord) chiosa: "Il decreto rappresenta un grande risultato per il governo". Ma l'opposizione attacca. "Il ritorno al voto in condotta è solo uno spot", sostiene Marina Sereni (Pd), che aggiunge: "La responsabile dell'Istruzione dovrebbe impiegare i suoi sforzi per non far tagliare i fondi allo studio (la Finanziaria prevede 150.000 tagli in tre anni nelle scuole, ndr) e per evitare che gli istituti tecnici diventino delle fondazioni, trasformandosi in scuole di serie B". Furibondi i sindacati. Il segretario della Flc-Cgil, Enrico Panini, sibila: "Sul maestro unico si apre uno scontro frontale. Tornare a questa figura significa ridurre di due terzi l'attuale organico, che ora prevede circa 250.000 insegnanti". Duro anche Francesco Scrima (Cisl): "A Gelmini do cinque in condotta e quattro in pedagogia. Il ministro sta scardinando il sistema scolastico, con scelte frettolose, superficiali e condizionate da fattori estranei all'ambiente pedagogico". Protesta anche l'Azione Cattolica: "Le diamo cinque in condotta per il metodo, perché la scelta di legiferare con un decreto sacrifica il dibattito parlamentare. Quanto al voto in condotta, servirebbe maggiore prudenza". Sul piede di guerra, infine, gli studenti. L'Unione degli Studenti annuncia: "Ci sentiamo profondamente traditi dal ministro, che aveva promesso un confronto con le associazioni. Al voto in condotta, che ribalta decenni di lotte, risponderemo a inizio ottobre con una grande mobilitazione nazionale". Luca De Carolis 29/08/2008.

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Elementari con un unico maestro (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Nazionale pag. 2 Elementari con un unico maestro Il maestro unico? No, forse, sì. Se ne parla almeno da giugno e ieri, al termine del consiglio dei ministri, il ministro Gelmini conferma che, dopo il grembiule e il voto in condotta, ancora una volta, ripescherà dal passato: "Per la scuola primaria", sostiene, "tornare al maestro unico risponde a un'esigenza pedagogica. I bambini hanno bisogno di avere un punto di riferimento preciso anche fuori dalle pareti domestiche". La novità non arriverà in quest'anno scolastico - il consiglio dei ministri ha per ora soltanto espresso un indirizzo - ma "verrà previsto nel piano di razionalizzazione per la scuola che sto mettendo a punto". A giugno già era spuntata l'ipotesi, ma a fine luglio il ministro, in un'intervista radiofonica, aveva cautamente allontanato l'ipotesi: "Non abbiamo assunto nessuna decisione di tornare al maestro unico. È chiaro che razionalizzare la rete scolastica impone alcune scelte, ma credo che le elementari siano un ciclo scolastico che funziona, lo dicono anche i dati Ocse-Pisa, e quindi mi auguro che non sarà necessario tornare al maestro unico". A ridosso di ferragosto, però, la Gelmini aveva fatto capire che alla fine si sarebbe andati a finire lì, "in un'ottica di riduzione della spesa e di razionalizzazione".

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Giudizi addio: sulle pagelle tornano i voti (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

ISTRUZIONE. Tra le materie anche l'educazione civica e stradale, che sottrarrà tempo alla storia e alla geografia. Presidi d'accordo, no dagli studenti dell'Uds e dal Pd Giudizi addio: sulle pagelle tornano i voti ROMA Come annunciato da settimane, dall'anno scolastico che sta per cominciare torna il voto in condotta, farà media con gli altri voti e potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento reintroduce anche i voti in pagella al posto degli attuali giudizi; nella vita scolastica degli studenti, poi, torna lo studio dell'educazione civica. La valutazione del comportamento farà media e chi prende 5 non sarà promosso né ammesso agli esami di Stato: un giro di vite rispetto a quello che era previsto nel disegno di legge, dove la bocciatura era discrezionale. Gli studenti saranno valutati in base ai risultati nelle singole materie, ma anche tenendo conto, dunque, del comportamento. Il ripristino del voto in condotta "è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi negli ultimi anni dei casi di bullismo", dice il ministro Gelmini. Quanto al fatto che sulle pagelle i giudizi saranno soppiantati dai numeri, la Gelmini dice: "Crediamo che alla scuola servano ordine e chiarezza. I voti saranno accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi". Alle elementari accanto ai voti resterà il giudizio analitico sul comportamento complessivo. Alle medie ci saranno solo i voti. Nelle pagelle i voti erano stati eliminati con la legge 517 del 1977. La materia "cittadinanza e Costituzione" da quest'anno sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia nelle scuole dell'infanzia e del primo e secondo ciclo e probabilmente avrà una sua specifica valutazione. "Studio della Costituzione", dice la Gelmini, "educazione ambientale, alla salute ma anche insegnamento dell'educazione stradale quanto mai opportuno visto il numero di ragazzi che ogni anno perdono la vita in incidenti". Il Pdl fa quadrato intorno alla Gelmini per le novità introdotte nella scuola; la Lega va anche oltre proponendo la bocciatura già con il "6", e piace anche ai presidi e ad alcuni genitori il "pugno di ferro" usato dal ministro. "Non avrebbe senso", dice il presidente dell'associazione dei presidi Giorgio Rembado, "continuare a "sterilizzare" la valutazione sulla condotta". E per il Moige il ritorno del voto in condotta "è un vero strumento di contrasto al bullismo". Storcono invece il naso gli studenti dell'Uds: "La scuola dev'essere basata sull'inclusione costruttiva delle marginalità. Questo impressionante balzo indietro ai regi decreti risponde alla violenza e al bullismo solo con la repressione". Il ministro ombra per le Politiche giovanili Pina Picierno dice: "Non posso credere che un ministro di 35 anni pensi di risolvere i problemi riportando le lancette dell'orologio agli anni '50".

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Scuola, tornano i voti (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Dall'anno prossimo maestro unico alle elementari ROMA - Tempi duri per i troppo bulli. Dall'anno scolastico che sta per iniziare, come annunciato da settimane, torna il voto in condotta, farà media con gli altri voti e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi. Altra "new entry" nella vita scolastica degli studenti italiani lo studio dell'educazione civica. Daqll'anno prossimo, poi alle elementari tornerà il maestro unico. CAROSELLI a pagina 3 29/08/2008.

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Gli editori negano la stangata del caro-libri: una montatura (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Roma - "Una colossale montatura": così, dati alla mano, Federico Motta, presidente dell'Associazione Italiana Editori, definisce l'allarme caro-libri lanciato nei giorni scorsi dalle associazioni consumatori. E ce n'è anche per i controlli dell'Antitrust: "Sono veri e propri processi alle intenzioni - dice - che ci hanno profondamente colpito facendoci pensare a un intento persecutorio nei confronti dell'editoria". I dati che sconfessano il caro-libri sono quelli di una ricerca realizzata dall'Ipsos per l'Aie: il 62% dei testi scolastici in commercio ha un prezzo identico a quello dello scorso anno, mentre il 34% ha subito un aumento inferiore o uguale al tasso d'inflazione. Solo il 4% avrebbe un aumento superiore. Secondo l'indagine, l'indice di variazione media dei prezzi dei 31.360 libri scolastici per le scuole secondarie di primo e secondo grado, nel 2008, si è attestato al 0,73% rispetto al 4,1% di inflazione rilevata a luglio. In particolare, alle medie è stata dello 0,66% e alle superiori dello 0,76%. Insomma "è la percezione del costo dei volumi - dice la società di Renato Mannheimer - ma non il loro prezzo a crescere". Gli editori non capiscono poi perchè il ministro Gelmini abbia apprezzato i controlli disposti dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: "Entro febbraio - spiega Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica dell'Aie - la nostra associazione comunica al Ministero il catalogo aggiornato dei libri scolastici con i relativi prezzi, quindi, quando il ministro dice che è contenta dei controlli dell'Antitrust, le ricordiamo che lei stessa avrebbe potuto farli già da mesi". m.v. 29/08/2008.

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Proteste per il <ritorno al passato> (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Proteste per il "ritorno al passato" Gli studenti si mobilitano contro il voto in condotta roma - Dal "ci vediamo in piazza" degli studenti che contestano il ritorno del voto in condotta al "faremo muro contro il maestro unico alle elementari" dei sindacati. E' un fuoco di fila di proteste quello che accoglie il "ritorno al passato" della scuola italiana voluto dal ministro Gelmini. Partirà a ottobre la mobilitazione nazionale annunciata ieri dall'Unione degli Studenti contro il voto in condotta che "con un'impressionante balzo indietro ai "decreti regi", cancella i risultati di decenni di lotte per il primato del profitto e della qualità dell'insegnamento". Anche la Rete degli studenti annuncia proteste contro "la spada di Damocle di un giudizio privo di obiettività". E un "5" per l'uso della decretazione d'urgenza arriva pure dagli studenti di Azione Cattolica. E' invece il paventato ritorno del maestro unico a scatenare le proteste dei sindacati. "Si apre uno scontro frontale - annuncia il segretario della Flc Cgil Enrico Panini - saremo un muro, non si possono superare i livelli della decenza. Appartiene ad un modello degli anni '50 quando il maestro poteva anche sapere poco di tutto. Oggi servono maestri sempre più specializzati. Pensare di dare a bambini sempre più curiosi e informati le risposte che si davano negli anni 50 è un disastro per il loro futuro. E significa ridurre di due terzi l'organico. Il voto di condotta poi non risolve i problemi ma li aumenta". Sulla stessa linea il segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima, che assegna al ministro "5 in condotta e 4 in pedagogia". Dal canto suo il segretario della Uil Scuola Massimo Di Menna definisce "insensato" il ritorno al maestro unico, ma approva il voto di condotta. "Preoccupato e perplesso" dal recupero del maestro unico anche lo Snals-Confsal che però apprezza voto di condotta e voti in pagella. Pollice verso infine dall'opposizione. "Non posso credere che un ministro di 35 anni pensi di risolvere i problemi della scuola riportando le lancette agli anni 50!": dice Pina Picierno del Pd. Le fa eco il ministro dell'Istruzione del governo ombra del Pd, Mariapia Garavaglia: "Si deve smettere di rincorrere annunci-spot". Definisce poi il voto in condotta "una scelta restauratrice" Paolo Cento dei Verdi. E, pur approvandolo, anche Maurizio Ronconi (Udc) avverte: "E' meglio avere allievi un po' vivaci ma preparati che docili ma ignoranti". m.v. 29/08/2008.

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Scuola, il governo vara la mini-riforma (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Reintrodotti i voti nelle medie e nelle elementari Il ministro Gelmini: presto il maestro unico ROMA - Tempi duri per i troppo bulli. Dall'anno scolastico che sta per iniziare, come annunciato da settimane, torna il voto in condotta, farà media con gli altri voti e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi. Altra "new entry" nella vita scolastica degli studenti italiani lo studio dell'educazione civica. CON 5 SI BOCCIA - Torna dunque il voto in condotta, la valutazione del comportamento "farà media" e chi prende 5 può scordarsi la promozione e l'ammissione agli esami di Stato: un giro di vite rispetto a quanto previsto nel ddl dove la bocciatura era discrezionale. Gli studenti saranno valutati in base ai risultati conseguiti nelle singole materie, ma anche tenendo conto, dunque, del comportamento. Il ripristino del voto in condotta "è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi negli ultimi anni dei casi di bullismo" ha spiegato il ministro Gelmini, che è stata una scolara-modello: "in condotta ho sempre avuto voti alti, nove o dieci" ha confessato ai cronisti curiosi. NON PIÙ GIUDIZI MA VOTI - Tornano i voti sulle pagelle degli studenti italiani. "Crediamo che alla scuola - ha detto il ministro - serva ordine e chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno dei voti, accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai ragazzi. Si è abusato dei giudizi che a mio parere non sempre sono espressi in maniera comprensibile e aiutano a capire il reale rendimento dei ragazzi". Alle elementari accanto ai voti resteranno il giudizio analitico sul comportamento complessivo. Alle medie ci saranno, invece, soltanto i voti. Nelle pagelle i voti sono stati sostituiti dai giudizi circa 30 anni fa, con la legge 517 del 4 agosto 1977. TORNA EDUCAZIONE CIVICA - La Costituzione e, più in generale, lo studio dell'educazione civica, entra dalla porta d'ingresso, in via sperimentale, nelle aule delle scuole dell'infanzia e del primo e secondo ciclo. "Cittadinanza e Costituzione" (questo il nome ufficiale della disciplina) da quest'anno sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia e probabilmente avrà una sua specifica valutazione. "Educazione civica come educazione alla cittadinanza" ha spiegato il ministro Gelmini secondo la quale "bisogna preparare i ragazzi a essere cittadini consapevoli". "Educazione civica - ha aggiunto - e dunque studio della Costituzione, educazione ambientale, alla salute ma anche insegnamento dell'educazione stradale quanto mai opportuno visto il numero di ragazzi che ogni anno perdono la vita in incidenti". La decisione di inserire anche quest'ultimo aspetto è scaturita dopo un incontro tra i ministri Gelmini e Matteoli. "Si tratta di un accordo molto importante - hanno dichiarato - per dare agli studenti nozioni essenziali sul codice della strada, per educarli al rispetto delle regole sulla circolazione dei veicoli e dei pedoni, con lo scopo di contribuire a migliorare la sicurezza stradale". NOVITÀ ACCENDONO DIBATTITO - Non solo il Pdl fa quadrato intorno alla Gelmini per le novità introdotte nella scuola. Se la Lega va anche oltre proponendo la bocciatura già con il "6", piace anche ai presidi e ai genitori il pugno di ferro usato dal ministro. "Non avrebbe senso - dice il presidente dell'associazione presidi, Giorgio Rembado - continuare a "sterilizzare" la valutazione sulla condotta". E per il Moige il ritorno del voto in condotta "è un vero strumento di contrasto al bullismo". Storcono invece il naso gli studenti (Uds) che sono pronti a dare battaglia e il ministro ombra per le Politiche giovanili, Pina Picierno, scuote scetticamente la testa: "Non posso credere che un ministro di 35 anni pensi di risolvere i problemi riportando le lancette dell'orologio agli anni '50". MAESTRO UNICO ALLE ELEMENTARI - Il ministro Gelmini ha confermato che, dopo il grembiule e il voto in condotta, ancora una volta, ripescherà dal passato reintroducendo il maestro unico alle elementari. "Per la scuola primaria - ha spiegato - tornare al maestro unico risponde a un'esigenza pedagogica". La novità non arriverà in questo anno scolastico - il consiglio dei ministri ha per ora soltanto espresso un indirizzo - ma è certo che non tarderà molto. "Verrà previsto - ha infatti annunciato il ministro - nel Piano di razionalizzazione per la scuola che sto mettendo a punto". Tiziana Caroselli 29/08/2008.

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Stop ai bulli : torna il voto in condotta (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA. Maestro unico alle elementari "Stop ai bulli": torna il voto in condotta Il governo ha approvato il decreto legge che abolisce i giudizi e reintroduce nelle pagelle i voti, aboliti 31 anni fa; stabilisce che con un 5 in condotta uno studente sia bocciato o non ammesso all'esame di Stato (misura che per il ministro Mariastella Gelmini dovrebbe essere utile a combattere il bullismo); e - sottraendole all'insegnamento della storia e della geografia - introduce ore di "cittadinanza e Costituzione" che saranno anche dedicate allo studio del codice stradale. Con un atto di indirizzo, il Consiglio dei ministri ha anche stabilito che alle elementari torni - non ancora quest'anno, però - il maestro unico. Secondo i sindacati, questa misura serve solo a tagliare 150 mila posti di lavoro. Positive le reazioni dei presidi, negative quelle degli studenti: per loro si torna agli anni '50.2.

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Sorvegliare e punire (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Di MASSIMO ONOFRI Tentativo di profonda riforma strutturale della scuola o ritorno ad un passato remoto, più culturale che storico? E' un mese esatto che ci s'interroga su tale quesito, almeno a partire dal Ddl varato dal consiglio dei Ministri il 31 luglio scorso. Da oggi, col via libera al decreto legge che andrà in vigore dall'anno scolastico che sta per cominciare, le idee saranno più chiare per tutti. Ecco: niente più giudizi sulle pagelle (buono, distinto o ottimo che sia), per una sufficienza obbligatoria anche in condotta, dato che, con il cinque, la bocciatura sarà assicurata. Con una postilla, però: voti nudi per la scuola media inferiore, accompagnati dai giudizi, invece, per le elementari. E poi, una nuova materia, "educazione alla costituzione e alla cittadinanza": cioè, semplicemente, educazione civica e stradale. Quindi, la notizia più preoccupante: parere favorevole del Consiglio dei Ministri per un ritorno al maestro unico nella scuola primaria. Infine, un proposito bellicoso: guerra al caro-libri, con divieti triennali o quinquennali alla riedizione dei testi, nella convinzione, pedagogicamente disarmante, che "i contenuti di alcune materie fondamentali come italiano o matematica non cambiano da un anno all'altro". Il motto sembra uno solo: sorvegliare e punire. Altro che propositi di riqualificazione d'un sistema ormai allo stremo, con un corpo docente sempre più in sofferenza (non solo economica) e demotivato. Siamo, piuttosto, alla semplificazione brutale e alle tentazioni arcaiche: con l'ennesima occasione persa da parte di un comparto, quello scolastico appunto, che non conosce, dai tempi di Giovanni Gentile (epoca fascista, non dimentichiamolo), un ripensamento serio e profondo, coerente in ogni suo aspetto. Se non fosse per l'improvvisazione e la spavalderia di marca populista, e per le conseguenze che la nostrà gioventù si troverà a scontare, ci sarebbe anche da sorridere: laddove colpisce l'insistenza ministeriale su una proclamata "novità" che, di fronte ad atteggiamenti così palesemente regressivi - quelli che scambiano l'autorità (e l'autoritarismo) per autorevolezza - ha il valore di una denegazione, con tanto di contrappasso linguistico. Per non dire di quell'esilarante "crediamo che alla scuola serva chiarezza", per giustificare la sostituzione del giudizio col voto, risultando davvero incomprensibile come un voto, nella sua perentorietà matematica, per bambini che non ne hanno mai avuti, possa essere più chiaro di checchessia. Non mi pronuncio, poi, sull'inquietante dirigismo editoriale, che non si limita, magari, a un'intelligente politica dei prezzi e del sostegno economico, ma entra nel merito delle qualità didattica dei testi stessi. La responsabilità, com'è ovvio, non è solo della Gelmini, ma anche dei quattro o cinque Ministri che l'hanno preceduta. Ora, però, si profila qualcosa di nuovo e, dicevo, di preoccupante: il ritorno al maestro unico. La colpa sarà sicuramente degli inevitabili tagli, ma la rinuncia ai tre docenti per classe e ad un progetto che ha reso la nostra scuola elementare tra le migliori d'Europa, questo, sì, sarebbe davvero l'inizio della fine. 29/08/2008.

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Caro libri? Una bufala Aumenti dello 0,73% (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Nazionale pag. 2 "Caro libri? Una bufala Aumenti dello 0,73%" Contro il caro libri, la Gelmini si fa venire l'idea di permettere la riedizione dei libri scolastici "solo se strettamente necessario. Abbiamo pensato a un periodo di 3, 4 o 5 anni entro il quale i libri non possono essere cambiati". Federico Motta, presidente dell'Associazione italiana editori commenta però che per un'indagine dell'Ispo, il 62% dei 31.360 libri scolastici in commercio ha un prezzo identico a quello del 2007, e il 34% ha un aumento inferiore o uguale al tasso dell'inflazione. Solo il 4% ha subito un aumento superiore alla media. Rispetto al 2007, l'indice di variazione media dei prezzi dei 31.360 libri scolastici per le scuole secondarie di primo e secondo grado si attesta allo 0,73%. Per Motta, "le anticipazioni di giudizio che l'Antitrust ha lanciato con questi nuovi controlli sono processi alle intenzioni. Gli aumenti sono una montatura colossale".

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Un taglio di 150mila insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Nazionale pag. 2 Un taglio di 150mila insegnanti Al segretario generale della Cgil scuola Enrico Panini, la svolta non piace: il ministro "non ha perso l'occasione per affermare che bisogna ripristinare il maestro unico nella scuola elementare, che intende abolire il valore legale del titolo di studio, che bisogna trasformare la scuola pubblica in fondazioni di diritto privato e via dichiarando. Siamo di fronte a un pessimo fumo", dice, "formato da un mix di provvedimenti che guardano alla scuola degli anni '50, alla privatizzazione della scuola pubblica e a una netta separazione della scuola per aree geografiche. Un pessimo fumo con il quale si cerca di nascondere l'autentico disastro determinato dal decreto Tremonti che prevede un taglio di 150.000 posti nella scuola pubblica da ottenersi aumentando gli alunni per classe e riducendo le ore di scuola". Sulla questione delle scuole private, la Gelmini ha sostenuto di avere, lei, "un compito primario: uscire da una conflittualità sciocca ed ideologica basata sul nonsenso di chi ritiene pubblica solo la scuola statale", e di volerlo fare trasformando in fondazioni anche le scuole pubbliche. "Non si capisce", commenta marina sereni del Pd, "perché si prodighi" per "disegnare scuole di serie A e serie B per ragazzi di serie A e serie B".

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Esami, tocca al "Colombini" (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Interessano trecento alunni. Tramello, domani i risultati (pin) Esami di riparazione, ora tocca al liceo Colombini. L'istituto di viale Beverora ha iniziato ieri le verifiche di recupero dei debiti scolastici, operazioni che interesseranno circa un terzo degli studenti (complessivamente poco meno di 300). I ragazzi "rimandati" dovranno dimostrare di aver ripianato le proprie lacune con verifiche scritte, che termineranno il 3 settembre. Gli scrutini, necessari per l'ammissione all'anno successivo, si svolgeranno invece nelle giornate del 4, 5 e il 6 settembre. Nella giornata dell'8 si terranno invece gli esami integrativi, per gli studenti provenienti da altri istituti. Per quanto riguarda il Tramello, che ha battuto sul tempo su tutte le altre scuole superiori piacentine, oggi si terranno gli scrutini per le valutazioni degli studenti. Sono circa 150 i ragazzi del Tramello impegnati negli esami di riparazione, con prove orali e scritte. Domani, sabato, saranno affisse all'albo dell'istituto le votazioni finali. Riproposti dall'ex ministro Giuseppe Fioroni, e subito confermati da Mariastella Gelmini, gli studenti delle superiori hanno dovuto confrontarsi con gli esami di fine estate. Gli "studenti in sospensione" che non riusciranno a superare i debiti saranno bocciati e dovranno ripetere l'anno. Nel corso dell'estate le scuole stesse hanno provveduto ad organizzare i corsi di recupero per i ragazzi, lasciando comunque facoltà ai diretti interessati di far fronte privatamente alla novità. La normativa stessa prevede che si debba concludere le verifiche entro la fine del mese di agosto. Al Tramello, così come riferito, le prove si sono già concluse, mentre il liceo Colombini si appresta a portare a termine le verifiche, con la pubblicazione degli esiti entro il 6 settembre. Negli altri istituti scolastici superiori, vedi per esempio liceo Gioia, Romagnosi, Raineri e Isii Marconi - gli esami di riparazione avranno inizio, invece, a partire dal prossimo 1 settembre. 29/08/2008.

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Scuola, in pagella ritornano i voti (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Decreto del governo: con il 5 in condotta c'è la bocciatura Scuola, in pagella ritornano i voti Maestro unico alle elementari. L'opposizione: indietro agli anni '50 ROMA. Giudizi addio alle elementari e alle medie: tornano i voti "per una maggiore chiarezza"; torna anche il voto in condotta che fa media e porta alla bocciatura se è insufficiente. Queste le novità decise dal governo e tradotte in un decreto legge subito in vigore. E dall'anno scolastico 2009-2010 nelle elementari sarà reintrodotto il maestro unico. Su questo tema (che porta a grandi risparmi sui costi del personale) si sono levate molte proteste: così si cancella l'unica eccellenza della scuola italiana CECIONI a pagina 3.

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Scuola, sono 250 i posti ancora vacanti (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Con le superiori terminate le assegnazioni. Le supplenze "riconsegnate" ai presidi Ieri all'Isii Marconi si è tenuta la tornata conclusiva delle operazioni per gli insegnanti per quanto riguarda l'assegnazione delle supplenze annuali. Oggi, sempre nell'aula Magna dell'istituto, si procederà ad un recupero degli incarichi ancora da attribuire, a tempo determinato, per gli assistenti amministrativi. Complessivamente, dall'inizio della settimana, sono state assegnate circa 500 delle 750 supplenze da coprire. I restanti 250 incarichi ancora vacanti, spiega Anna Barani dell'Ufficio scolastico provinciale, impegnata nel coordinare le operazioni del tour de force di fine estate, saranno "riconsegnati" alle scuole stesse. "Toccherà ai presidi - dice - attribuire le supplenze, ricorrendo alle graduatorie di istituto". Resta ancora in sospeso l'ipotesi che, per quanto riguarda le scuole di primo grado, si proceda ad unificare l'attività di assegnazione degli incarichi annuali. Lo scorso anno la scelta era caduta sulla scuola media Calvino. E' probabile quindi che si arrivi al completamento dell'organico ad anno scolastico già avviato: il primo settembre è alle porte, e tra un paio di settimane riprenderanno le lezioni. La giornata di ieri, invece, ha portato con sé il consueto carico di speranze miste a frustrazioni per i precari della scuola (superiore, per questa giornata), costretti ogni anno a rimettere in discussione il proprio futuro professionale, in attesa di essere riconfermati o meno nell'istituto superiore dove si è insegnato lo scorso anno. Dario Baia e Bianca Maggi, entrambi docenti di storia dell'arte, precari da 10 anni, non nascondono una certa insoddisfazione per un sistema di reclutamento che sembra procrastinare all'infinito la propria stabilizzazione lavorativa. "Non voglio fare polemica - mette le mani avanti Dario Baia -, ma capita spesso che, al momento delle immissioni in ruolo, si venga scavalcati in graduatoria da colleghi arrivati da altre Regioni. Al momento sono secondo in graduatoria: questo vuol dire che, se il prossimo anno verranno autorizzate nuove assunzioni, potrei sperare di avere buone chances. Ma non è assicurato: è già capitato a un mio collega, certo di avere la cattedra in tasca, di vedersi superare all'ultimo momento da docenti abilitati altrove". Dello stesso avviso anche Bianca Maggi. "Gli iscritti della graduatoria provinciale - dice - dovrebbero essere maggiormente tutelati rispetto all'arrivo di insegnanti da altre realtà". E' un dato ormai consolidato che numerosi docenti, passati di ruolo, o in attesa di una supplenza, arrivino dal Sud. Come Sonia Esposito, docente di francese, precaria da 4 anni. "È un dato di fatto che al Sud non ci sono posti - ammette -. Rispetto alle polemiche nate quest'estate sulla nostra preparazione, non vedo in maniera negativa la proposta del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Se si vogliono organizzare corsi di aggiornamento, tanto meglio Non la prendo male". Margherita Muselli, insegnante di inglese, "ma anche di francese e spagnolo" dice, conta sulla possibilità di passare ad una scuola pubblica, dopo aver trascorso 2 anni al San Vincenzo. È diventata da poco mamma: quasi un "lusso" per chi è precario. "Per fortuna - dice - mio marito ha un contratto a tempo indeterminato". Vincenzo Maini da 3 anni insegna filosofia e storia alle scuole superiori. "Lo scorso anno sono stato assegnato al liceo Respighi e mi piacerebbe essere riconfermato. Sono soddisfatto del mio lavoro: ho scelto di fare l'insegnante e insegno una materia che mi piace. L'unico aspetto poco gradevole - fa notare - è il dover sottostare tutte le estati a questa trafila burocratica, anche se garantisce equità di trattamento". "Indubbiamente non è il massimo" concorda Laura Del Signore, docente di italiano, precaria dal 1999. "Sono riuscita ad ottenere l'abilitazione lo scorso anno, dopo aver frequentato un corso ad hoc. Ora sono 25esima in graduatoria: dovrò attendere qualche anno prima di poter passare di ruolo". Non nasconde invece il proprio entusiasmo Salvatore Calofiore, giovanissimo docente di filosofia e storia in arrivo da Catania. "L'insegnamento è la mia vocazione" dice. Gli fa eco Milena Scalone, insegnante di italiano, latino e storia, precaria da 5 anni. "Lo scorso anno - racconta - mi sono divisa tra Castelsangiovanni e Borgonovo. Mi piacerebbe restare in zona". Come tutti. p.pin. 29/08/2008.

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La storia della stampa si merita una mostra (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

SABBIO CHIESE. Dal Quattrocento in poi il paese ha dato i natali a celebri artigiani del settore La storia della stampa si merita una mostra In passato Sabbio Chiese ha fatto da sfondo all'attività di famosi stampatori che hanno distribuito preziose "Cinquecentine" e "Seicentine" in tutt'Italia e oltre; e oggi, l'amministrazione comunale vuole celebrare questa tradizione. Come? "Nell'ampia sala del sindaco nel nuovo municipio - anticipa lo storico valsabbino e anima del progetto Alfredo Bonomi - verranno piazzate alcune vetrine che ospiteranno libri originali di pregio realizzati per tutto il '500 e parte del '600 dalla famiglia sabbiense dei Nicolini Da Sabbio, e poi finiti in tutto il mondo. La ricerca dei volumi è in corso, ma sappiamo già, andando a ritroso nella storia locale, che quella degli stampatori è stata una tradizione unica in Valsabbia e significativa per tutto il Bresciano. Un fenomeno che merita approfondimenti". Dall'ultimo decennio del '400 a tutto il '600, i Da Sabbio, i Gelmini, i Ventura, i Bericchia, i Tini, i Comincioli, i Pelizzari e altri ancora hanno prodotto libri di grande pregio a Brescia, Venezia, Verona, Trento, Milano, Bergamo, Roma, Ferrara, Campobasso, Messina e oltre. Ecco insomma spiegata l'origine di questa importante rassegna. Facilitata dalla presenza dell'acqua, ma anche dalla relativa vicinanza delle cartiere di Toscolano (o più semplicemente dalla necessità che aguzza l'ingegno), l'antica attività "editoriale" sabbiense aveva portato alla nascita di un vero centro d'eccellenza: "Tutta una serie di famiglie si era dedicata a quest'arte - aggiunge Bonomi -. Notissimi erano i Nicolini, detti appunto "Da Sabbio", che raggiunsero Venezia all'inizio del '500, e che da garzoni diventarono imprenditori anche stampando in greco e in ebraico". Sull'esempio di questa famiglia, che distribuì copie delle opere di Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Ovidio, Epicuro, Erodoto, Plutarco ed Erasmo da Rotterdam, altri si dedicarono alla stessa specialità: "Dai Gelmini che diventano stampatori del principe vescovo di Trento, ai Ventura che lavorarono a Bergamo, dai Bericchia, che operarono in diverse zone d'Italia, ai Tini della frazione Pavone, che si erano fatti un nome importante nella Milano di San Carlo Borromeo. È stato un incredibile proliferare di professionalità le cui tracce non si possono perdere".M.PAS.

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Per fortuna la destra al governo: sbarchi di clandestini, stupri (vedi Roma dove governa il federale (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Lettere pag. 53 Per fortuna la destra al governo: sbarchi di clandestini, stupri (vedi Roma dove governa il federale Per fortuna la destra al governo: sbarchi di clandestini, stupri (vedi Roma dove governa il federale Alemanno), scippi, ecc. Non dovevano sparire? Ma per piacere! I vigili ci costano 38 euro a testa all'anno. Polizia, carabinieri, forestale, finanza, polizia provinciale, guardacaccia e chi più ne ha più ne metta quanto ci costano? Carlo Sono un elettore delle primarie del PD. Leggo che alla festa del PD in Toscana hanno applaudito Bossi?! Mi vien da star male. Un pensionato di Manerbio Maria Stella Gelmini, ministra bresciana alla Pubblica istruzione, dovrebbe preoccuparsi della scarsa alfabetizzazione dei parlamentari... Renato.

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Scuola. Torna il 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "AudioNews.it" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

06.39 Politica Scuola. Torna il 5 in condotta 06.10: A settembre sarà rivoluzione nelle scuole italiane. Il governo ha infatti varato ieri il decreto, proposto dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini,che reintroduce il voto in condotta valido per la promozione, il giudizio accanto alla valutazione in pagella e lo studio obbligatorio dell'educazione civica e stradale. Al vaglio anche il ritorno del maestro unico alle elementari e provvedimenti per contrastare il caro libri. 'Bocciano' il decreto le opposizioni: 'è uno spot del governo' sostengono. Della stessa opinione gli studenti che, tramite il loro sindacato, annunciano mobilitazioni.

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La proposta dell'assessore regionale donazzan di introdurre quote di alunni stranieri nelle ... - emilio viafora * (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Regione La proposta dell'assessore regionale Donazzan di introdurre quote di alunni stranieri nelle ... EMILIO VIAFORA * La proposta dell'assessore regionale Donazzan di introdurre quote di alunni stranieri nelle classi sarebbe sbagliata e riduttiva se il problema fosse (come viene dichiarato) quello della qualità didattica, come hanno già evidenziato altri più esperti di me in materia. Certamente si configura come una risposta palesemente "ideologica" a fronte della crescente caratterizzazione multietnica della nostra società, un tratto ormai ineludibile che iniziative come quella della Donazzan vorrebbero affossare anziché valorizzare nelle sue nuove potenzialità, proprio partendo dalle giovani generazioni. L'assessore si dichiara sollecitata dalla protesta di alcuni genitori della scuola veneziana "Giulio Cesare", che mal digeriscono la presenza di 8 alunni extracomunitari su 22 nella classe frequentata dai propri figli. Non mi pare che il compito della politica sia rincorrere gruppi di cittadini, anche quando esprimono disagio, ma semmai cogliere l'essenza dei problemi e farne sintesi nel complesso sociale. Nel caso specifico ritengo che sia fondamentale confrontarsi con i pregiudizi dei genitori, ma l'assessore farebbe bene ad ascoltare gli insegnanti quando dicono che non ci sono difficoltà nell'apprendimento della lingua, soprattutto per i ragazzi. O abbiamo dimenticato quando tanti giovani veneti entravano nelle scuole sapendo parlare solo il dialetto? Ben venga invece l'insegnamento dell'educazione civica, che però va esteso a tutti perché c'è molta ignoranza anche tra gli allievi italiani sui diritti e doveri sanciti dalla Costituzione. Ma occorre che, insegnandoli, quei principi (a partire dall'uguaglianza e dal diritto universale all'istruzione) vadano praticati perché gli immigrati di seconda generazione, che rappresentano una quota sempre più rilevante dei giovani veneti, si sentano, vivendoli, parte attiva della nostra società. Trovo sbagliata e ghettizzante l'idea dei rappresentanti di alcune etnie che vorrebbero scuole differenziate, in quanto ciò significa negare lo sviluppo di una nuova generazione che abbia come elemento di forza l'impronta della multiculturalità. Non a caso questa idea si incontra con quelle dei settori xenofobi, sposando una logica che finirebbe per alimentare fenomeni come quelli esplosi in Francia nelle banlieu. Intanto, anche lo stesso ministro Gelmini ha bocciato la proposta delle quote dell'assessore veneto. Ciò evidenzia il fatto che non si possono usare le istanze delle famiglie a fini di propaganda, gettando i semi della separatezza, fra l'altro sulla pelle di bambini. Il che è l'operazione più brutta che si possa concepire. Il Veneto è storicamente una società inclusiva, contrassegnata da quella vocazione relazionale con popoli diversi che è stata per secoli uno dei principali fattori del suo sviluppo. Questa è la strada su cui proseguire. Dobbiamo smetterla con l'idea che gli immigrati siano utili quando mettono a disposizione le proprie braccia per il lavoro e debbano sparire quando si tratta di garantire loro diritti sociali per sé e per i propri figli. Dobbiamo anche sapere che le discriminazioni sono erba infestante. Qui, nel Veneto, parliamo di porre vincoli numerici sulla presenza dei figli degli immigrati, ma a livello nazionale il ministro propone la trasformazione della scuola in fondazioni, con l'idea di smantellare la scuola pubblica, quella che garantisce il diritto di tutti a una buona istruzione, per promuovere le privatizzazioni. Ad essere discriminati sarebbero in questo caso i figli degli operai e degli impiegati. Infine, ci corre l'obbligo di ricordare all'assessore Donazzan che, se prendessero piede le idee di cui si fa portatrice, Barack Obama non avrebbe mai potuto concorrere alla Presidenza della più grande nazione del mondo. * segretario generale Cgil Veneto.

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Occasione persa (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

LA NUOVA ISTRUZIONE OCCASIONE PERSA di MASSIMO ONOFRI Tentativo di profonda riforma strutturale della scuola o ritorno a un passato remoto, più culturale che storico?E' un mese esatto che ci si interroga su tale quesito, almeno a partire dal disegno di legge varato dal consiglio dei ministri il 31 luglio scorso. Da oggi, col via libera al decreto legge che andrà in vigore dall'anno scolastico che sta per cominciare, le idee saranno più chiare per tutti. Ecco: niente più giudizi sulle pagelle (buono, distinto od ottimo che sia), per una sufficienza obbligatoria anche in condotta, dato che, con il 5, la bocciatura sarà assicurata. Con una postilla, però: voti nudi per la scuola media inferiore, accompagnati dai giudizi, invece, per le elementari. E poi, una nuova materia, "educazione alla Costituzione e alla cittadinanza": cioè, semplicemente, educazione civica e stradale. Quindi, la notizia più preoccupante: parere favorevole del consiglio dei ministri per un ritorno al maestro unico nella scuola primaria. Infine, un proposito bellicoso: guerra al caro-libri, con divieti triennali o quinquennali alla riedizione dei testi, nella convinzione, pedagogicamente disarmante, che "i contenuti di alcune materie fondamentali come italiano o matematica non cambiano da un anno all'altro". Il motto sembra uno solo: sorvegliare e punire. Altro che propositi di riqualificazione d'un sistema ormai allo stremo, con un corpo docente sempre più in sofferenza (non solo economica) e demotivato. Siamo, piuttosto, alla semplificazione brutale e alle tentazioni arcaiche: con l'ennesima occasione persa da parte di un comparto, quello scolastico, appunto, che non conosce, dai tempi di Giovanni Gentile (epoca fascista, non dimentichiamolo), un ripensamento serio e profondo, coerente in ogni suo aspetto. Se non fosse per l'improvvisazione e la spavalderia di marca populista e per le conseguenze che la nostra gioventù si troverà a scontare, ci sarebbe anche da sorridere: laddove colpisce l'insistenza ministeriale su una proclamata novità che, di fronte ad atteggiamenti così palesemente regressivi - quelli che scambiano l'autorità (e l'autoritarismo) per autorevolezza - ha il valore di una denegazione, con tanto di contrappasso linguistico. Per non dire di quell'esilarante "crediamo che alla scuola serva chiarezza", per giustificare la sostituzione del giudizio col voto, risultando davvero incomprensibile come un voto, nella sua perentorietà matematica, per bambini che non ne hanno mai avuti, possa essere più chiaro di checchessia. Non mi pronuncio, poi, sull'inquietante dirigismo editoriale, che non si limita, magari, a un'intelligente politica dei prezzi e del sostegno economico, ma entra nel merito delle qualità didattica dei testi stessi. La responsabilità, com'è ovvio, non è solo della Gelmini, ma anche dei quattro o cinque ministri che l'hanno preceduta. Ora, però, si profila qualcosa di nuovo e, dicevo, di preoccupante: il ritorno al maestro unico. La colpa sarà sicuramente degli inevitabili tagli, ma la rinuncia ai tre docenti per classe e a un progetto che ha reso la nostra scuola elementare tra le migliori d'Europa, questo, sì, sarebbe davvero l'inizio della fine.

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Scuola, tornano maestro unico e voti in pagella (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

L'annuncio della Gelmini Bocciati col 5 in condotta Scuola, tornano maestro unico e voti in pagella ROMA. Tempi duri per i troppo bulli. Dall'anno scolastico che sta per cominciare torna il voto in condotta, farà media con gli altri voti e, se sarà un 5, potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini (nella foto) approvato ieri dal consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto. I SERVIZI A PAGINA 2.

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Gli studenti già pronti alla piazza: la repressione contro il bullismo (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Uds: la Gelmini ci ha tradito, così si torna ai decreti regi Gli studenti già pronti alla piazza: la repressione contro il bullismo LA PROTESTA ROMA. L'Unione degli studenti (Uds) è pronta alla battaglia contro la reintroduzione del voto in condotta. L'associazione annuncia infatti, per ottobre, una mobilitazione nazionale contro il decreto legge approvato ieri in consiglio dei ministri. "Ci opponiamo - dice il coordinatore nazionale Uds, Roberto Iovino - a questo provvedimento, che il ministro Gelmini ha fatto approvare con un colpo di mano. Il decreto ribalta uno dei principi fondamentali dello Statuto degli studenti, e cancella decenni di lotte studentesche per il primato del profitto e la qualità dell'insegnamento". L'Unione degli studenti si sente "tradita dal ministro, che aveva promesso un confronto con il Parlamento e le associazioni sul disegno di legge presentato a luglio. Oggi - afferma Iovino - ci troviamo con un decreto già approvato, allo scopo di evitare il dibattito". "La scuola - conclude il rappresentante Uds - deve essere basata sulla partecipazione degli studenti e sull'inclusione costruttiva delle marginalità. Questo impressionante balzo indietro ai decreti regi, invece, risponde alla violenza e al bullismo solo con la repressione".

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Tornano i voti e alle elementari il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Con 5 in condotta si boccia Tornano i voti e alle elementari il maestro unico ROMA. Tornano i voti in pagella e torna il voto in condotta, che farà media e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il decreto legge approvato ieri dal consiglio dei ministri. Altro ritorno nella vita scolastica degli studenti italiani è lo studio dell'educazione civica. E non basta: il governo si appresta a reintrodurre a partire dal 2009 il maestro unico alle elementari. Dure le prime reazioni degli studenti. A pagina 3.

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Segue dalla prima (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Regione SEGUE DALLA PRIMA SEGUE DALLA PRIMA Certamente si configura come una risposta palesemente "ideologica" a fronte della crescente caratterizzazione multietnica della nostra società, un tratto ormai ineludibile che iniziative come quella della Donazzan vorrebbero affossare anziché valorizzare nelle sue nuove potenzialità, proprio partendo dalle giovani generazioni. L'assessore si dichiara sollecitata dalla protesta di alcuni genitori della scuola veneziana "Giulio Cesare", che mal digeriscono la presenza di 8 alunni extracomunitari su 22 nella classe frequentata dai propri figli. Non mi pare che il compito della politica sia rincorrere gruppi di cittadini, anche quando esprimono disagio, ma semmai cogliere l'essenza dei problemi e farne sintesi nel complesso sociale. Nel caso specifico ritengo che sia fondamentale confrontarsi con i pregiudizi dei genitori, ma l'assessore farebbe bene ad ascoltare gli insegnanti quando dicono che non ci sono difficoltà nell'apprendimento della lingua, soprattutto per i ragazzi. O abbiamo dimenticato quando tanti giovani veneti entravano nelle scuole sapendo parlare solo il dialetto? Ben venga invece l'insegnamento dell'educazione civica, che però va esteso a tutti perché c'è molta ignoranza anche tra gli allievi italiani sui diritti e doveri sanciti dalla Costituzione. Ma occorre che, insegnandoli, quei principi (a partire dall'uguaglianza e dal diritto universale all'istruzione) vadano praticati perché gli immigrati di seconda generazione, che rappresentano una quota sempre più rilevante dei giovani presenti nel Veneto, si sentano, vivendoli, parte attiva della nostra società. Trovo sbagliata e ghettizzante l'idea dei rappresentanti di alcune etnie che vorrebbero scuole differenziate, in quanto ciò significa negare lo sviluppo di una nuova generazione che abbia come elemento di forza l'impronta della multiculturalità. Non a caso questa idea si incontra con quelle dei settori xenofobi, sposando una logica che finirebbe per alimentare fenomeni come quelli esplosi in Francia nelle banlieu. Intanto, anche lo stesso ministro Gelmini ha bocciato la proposta delle quote dell'assessore veneto. Ciò evidenzia il fatto che non si possono usare le istanze delle famiglie a fini di propaganda, gettando i semi della separatezza, fra l'altro sulla pelle di bambini. Il che è l'operazione più brutta che si possa concepire. Il Veneto è storicamente una società inclusiva, contrassegnata da quella vocazione relazionale con popoli diversi che è stata per secoli uno dei principali fattori del suo sviluppo. Questa è la strada su cui proseguire. Dobbiamo smetterla con l'idea che gli immigrati siano utili quando mettono a disposizione le proprie braccia per il lavoro e debbano sparire quando si tratta di garantire loro diritti sociali per sé e per i propri figli. Dobbiamo anche sapere che le discriminazioni sono erba infestante. Qui, nel Veneto, parliamo di porre vincoli numerici sulla presenza dei figli degli immigrati, ma a livello nazionale il ministro propone la trasformazione della scuola in fondazioni, con l'idea di smantellare la scuola pubblica, quella che garantisce il diritto di tutti a una buona istruzione, per promuovere le privatizzazioni. Ad essere discriminati sarebbero in questo caso i figli degli operai e degli impiegati. Infine, ci corre l'obbligo di ricordare all'assessore Donazzan che, se prendessero piede le idee di cui si fa portatrice, Barack Obama non avrebbe mai potuto concorrere alla Presidenza della più grande nazione del mondo. Emilio Viafora * segretario generale della Cgil del Veneto.

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A scuola tornano i voti - michele serra (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Il caso Via alla riforma per medie e elementari, ripristinato il maestro unico A scuola tornano i voti MICHELE SERRA Forse tradita dall'entusiasmo, il ministro dell'Istruzione (ex pubblica) Mariastella Gelmini guida la folta lista dei ministri super-dichiaranti, annunciando ogni giorno una novità salvifica. Ieri è stato il turno del ritorno al voto, che segue il ritorno del grembiule, il ritorno alla maestra unica, il ritorno della buona condotta e un'altra messe di ritorni, tutti implicitamente o esplicitamente motivati dalla ripulsa del famoso "spirito sessantottino" che con il suo venefico lassismo avrebbe devastato la scuola italiana nel seguente quarantennio. SEGUE A PAGINA 35 CAVALLIERI, LOPAPA E REGGIO ALLE PAGINE 12 E 13.

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E bossi attacca la gelmini "educazione civica, roba vecchia" - carmelo lopapa franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Scontro in Consiglio dei ministri. Lega isolata anche sull'inno a scuola E Bossi attacca la Gelmini "Educazione civica, roba vecchia" CARMELO LOPAPA FRANCO VANNI ROMA - Maestro unico, cinque in condotta e poi, "ecco, abbiamo pensato di rispolverare l'educazione civica". Il ministro Mariastella Gelmini non ha fatto in tempo a elencare il terzo punto del suo programma per la scuola, nel bel mezzo del Consiglio dei ministri del dopo vacanze, che Bossi e Calderoli l'hanno fulminata con lo sguardo sbottando: "Ma che c'entra l'educazione civica?" Va da sé che la giornata romana al quartier generale del Carroccio era iniziata già un po' storta, con la notizia di quel provveditore agli studi della "loro" Bergamo che inaugurerà l'anno scolastico nel cuore della Padania nientemeno che con l'alzabandiera e l'inno nazionale. Disdetta. Ora ci si mette pure la Gelmini, con l'educazione civica, che poi vuol dire studio della Costituzione, uguale unità nazionale, eccetera, eccetera. Ma sì, ha spiegato lei, "un bel ripasso della Carta, che i ragazzi troppo spesso ignorano. è un punto a cui tiene molto anche il presidente della Repubblica", si è difesa la ministra di questi tempi in piena verve creativa e propositiva. "Bisogna preparare i ragazzi a essere cittadini consapevoli - ha poi ripetuto in conferenza stampa - Studio della Costituzione, educazione ambientale ma anche insegnamento dell'educazione stradale". "Ma perché questa educazione civica? è roba superata, lontana dagli studenti e poi c'è il rischio che aumentino i costi, costringendo magari al reclutamento di nuovi insegnanti" si sono subito opposti, al tavolo del Consiglio dei ministri, prima Bossi e poi Calderoli. La temperatura nella sala si è subito impennata. I "colleghi" di An si sono schierati al fianco della Gelmini, dalla Meloni ("Si sforza di restituire alla scuola un ruolo educativo") a La Russa, fino al dc Rotondi ("Bene, così si rilancia l'istruzione in questo paese"). L'ultima parola l'ha spesa il premier Berlusconi, per difendere a spada tratta la ministra e mettere a tacere i leghisti: "Il piano per la scuola è ottimo e lo sottoscrivo in pieno". I più smaliziati tra i ministri, a fine riunione, spiegavano l'evidente antipatia del Carroccio per l'intraprendente Gelmini col crescente consenso che la responsabile (lombarda) dell'Istruzione starebbe raccogliendo proprio nelle regioni del Nord, soprattutto dopo l'uscita di qualche giorno fa sugli insegnanti meridionali. Certo è che la nota sulla scuola diffusa da Calderoli dopo il Consiglio dei ministri era tutto un programma, neanche una citazione per la Gelmini: "Tutta la mia soddisfazione, sono state accolte le proposte del sottoscritto e del ministro Tremonti". La ministra incassa il sostegno del premier e guarda avanti. L'educazione civica ripartirà già da settembre, affidata agli insegnanti di storia e geografia. Ma la Lega ieri è rimasta sola anche nella polemica legata all'inno di Mameli che il provveditore di Bergamo, Luigi Roffia, farà cantare a scuola con tanto di alzabandiera e presidio dei cadetti della Guardia di finanza all'inizio dell'anno scolastico. Plausi da destra a sinistra per la cerimonia che il 16 settembre si terrà nel cortile dell'istituto tecnico Natta. Roberto Bruni, sindaco di Bergamo, fa sapere che ci sarà, "contento di cantare l'inno con gli studenti". E ci sarà anche Antonio Di Pietro: "Iniziativa è bellissima e andrebbe imitata in tutta Italia". Contro l'iniziativa erano arrivate le bordate del Carroccio, esponenti locali e l'associazione degli Studenti padani, fino all'immancabile Mario Borghezio: "Quella lugubre sonata che è l'inno di Mameli scoraggerebbe ogni volontà degli allievi di passare una buona giornata". Il ministro La Russa sta col provveditore: "Molto positivo che assieme agli studenti ci saranno anche cadetti in divisa. L'esperienza sarà utile ad avvicinare le forze dell'ordine ai cittadini".

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Scuola, tornano i voti alle medie e elementari - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Scuola, tornano i voti alle medie e elementari Cambiano le pagelle. Sì del governo al maestro unico. Via libera al 5 in condotta Già da quest'anno un'ora a settimana di educazione civica, stradale e alla salute E Berlusconi scherza con gli studenti: "Ora attenti a come vi comportate" MARIO REGGIO ROMA - La rivoluzione copernicana della scuola è iniziata. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto presentato dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Due le pietre miliari: il ritorno del voto in condotta e con il 5 si ripete l'anno. Torna anche l'educazione civica: diventa materia obbligatoria di un'ora alla settimana, ovvero studio della Costituzione ma anche educazione stradale, ambientale e alla salute. Rispuntano anche i voti sulla pagella: numeri e giudizi alle elementari, solo numeri alle medie. Il Consiglio dei ministri ha anche dato parere favorevole alla riesumazione del maestro unico alle elementari. Ma solo per i primi tre anni. Forse. In attesa della scelta finale, con la prossima finanziaria, al ministero della Pubblica Istruzione gli esperti stanno simulando le possibili soluzioni. Sul caro libri il governo auspica che i prezzi vengano mantenuti stabili per tutta la durata del corso di studio: tre anni per le medie, cinque per le superiori. Un auspicio condivisibile, ma resta pur sempre un suggerimento. Torniamo alle cose concrete. Se il decreto verrà convertito in legge nei tempi previsti le novità restano due. Il 5 in condotta che comporta la bocciatura o la non ammissione alla maturità. Una misura ancora più drastica di quella contenuta nella riforma di Giovanni Gentile che prevedeva la possibilità di riparare a settembre in tutte le materie per gli studenti più discoli. Abolito nel 1998 il voto in condotta era stato trasformato in sanzioni previste dallo Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti. Il ministro Letizia Moratti aveva annunciato l'intenzione di tornare al passato ma poi non se ne fece nulla. La seconda è l'introduzione dell'educazione civica come materia obbligatoria, ma senza che vengano aumentate le ore d'insegnamento. Anzi, dal 1 settembre del 2009, diventerà operativa una revisione dell'orario prevista dalla legge Moratti e prorogata da Giuseppe Fioroni: alle elementari l'orario settimanale scende da 30 a 27 ore, con due ore d'insegnamento della religione cattolica. Stessa musica per le medie inferiori. E in serata il premier Berlusconi incontrando alcuni studenti sardi a spasso per Roma li ha apostrofati: "Lo sapete che da oggi torna il voto in condotta e chi becca 5...". E a conferma della scelta del ritorno al passato rispuntano i voti. Alle elementari resta il giudizio analitico sul comportamento complessivo dell'alunno. Alle medie solo voti. Come è già alle superiori. "Crediamo che alla scuola servano ordine e chiarezza - afferma il ministro Mariagrazia Gelmini - per questo ci sarà un ritorno ai voti, accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai ragazzi. Si è abusato dei giudizi che a mio parere non sempre sono comprensibili". E sul 5 in condotta: "è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi negli ultimi anni dei casi di bullismo". Plauso generalizzato per l'insegnamento dell'educazione civica: "Da quest'anno sarà inclusa nel monte ore di storia e geografia e probabilmente avrà una specifica valutazione - commenta la Gelmini - bisogna preparare i ragazzi a essere cittadini consapevoli e dunque studio della Costituzione ed educazione alla salute ma anche insegnamento del codice stradale quanto mai opportuno visto il numero di ragazzi che ogni anno perdono la vita in incidenti". Resta, però, un punto interrogativo. Che fine farà la scuola elementare? Quella che è stata considerata, anche a livello internazionale, come il fiore all'occhiello del sistema scolastico italiano. Ieri il Consiglio dei ministri ha detto sì al ritorno al maestro unico, ma solo per i primi tre anni. Ora al ministero della Pubblica Istruzione stanno studiando, attraverso simulazioni, quale soluzione trovare. Tanto c'è tempo fino alla finanziaria. Ma il ministro dell'Economia ha le sue esigenze. Partiamo dai grandi numeri. I docenti delle elementari sono oggi 250 mila. Se passasse il maestro unico ci sarebbe un taglio secco di 140 mila posti di lavoro. Ma l'insegnante di ruolo non si può licenziare. Cosa può succedere? Prima soluzione: il blocco delle supplenze. Poi uno scivolo per le maestre vicine alla pensione. Quello che resta dovrà adattarsi a coprire i buchi, quindi tornare a fare la supplente. Ma continuerà a prendere lo stipendio anche se è in sovrannumero e magari si gira i pollici. A molti non sembra una geniale trovata.

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Donna assunta contro an e ministri (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Il caso Donna Assunta contro An e ministri mirabello (Ferrara) - Contro la Lega che accusa il sud di ignoranza e contro An che vuole fondersi con il Pdl. Alla tradizionale Festa Tricolore di An che si è aperta ieri a Mirabello, donna Assunta Almirante ha sparato a zero contro tutti, leader e ministri del nord. Nel mirino dell'anziana vedova Bossi, Gelmini e Maroni, ma anche Alleanza Nazionale che confluirà nel Pdl. "Che si annacquino - ha detto - io resto quella di ieri, e spero che anche loro ritrovino il sole".

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Dal regio decreto del '23 all'autonomia (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Stai consultando l'edizione del LA SCHEDA Dal regio decreto del '23 all'autonomia Spazzato via dalla legge sull'autonomia scolastica del '99 il voto in condotta torna in auge con il ministro Gelmini. La storia della valutazione del comportamento degli studenti affonda le radici nei primi decenni del '900. Il regio decreto 1054 del 1923, il primo della riforma Gentile, contiene un'affermazione di principio che viene replicata senza modifiche in altri regi decreti successivi relativi ai diversi ordini di scuola: all'art.82 si afferma che "la promozione è conferita agli alunni che nello scrutinio finale abbiano ottenuto voto non inferiore a sei decimi in ciascuna materia o complessivamente in ciascun gruppo di materie affini e otto decimi in condotta". Indirettamente questa norma afferma il principio che con un voto da cinque decimi in giù nelle singole discipline o con sette decimi in condotta non si è promossi. Questa disposizione non ha subito modifiche per oltre mezzo secolo. Per la scuola elementare e, successivamente, per la scuola media, il voto in condotta, secondo i regi decreti della riforma Gentile, aveva tuttavia minore incidenza comportando, nei casi di minore gravità, l'esame di riparazione in tutte le discipline di studio. Nel 1977 la legge 517 ha innovato completamente il sistema di valutazione. Il voto di condotta per la scuola elementare e per la scuole media scompare, mentre resta con piena efficacia per la scuola secondaria di secondo grado. Per questo settore scolastico la norma che richiede almeno otto decimi come voto di condotta per la promozione viene confermata nel Testo unico per l'istruzione varato nel 1994, all'art. 193 ("la promozione è conferita agli alunni che abbiano ottenuto voto non inferiore ai sei decimi in ciascuna disciplina o in ciascun gruppo di discipline e otto decimi in condotta"). Con la riforma dell'autonomia scolastica, una decina di anni fa, vengono abrogate diverse norme di legge, tra cui anche l'articolo 193 del Testo unico. Lo dispone l'art. 17 del regolamento dell'autonomia scolastica (Dpr 275/1999), con piena efficacia a cominciare dall'anno scolastico 2000-2001.

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Come fare a pezzi la scuola Meno maestri e meno soldi (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Stai consultando l'edizione del Come fare a pezzi la scuola Meno maestri e meno soldi di Marina Boscaino Siamo usciti - alla fine di luglio - da una fatiscente e disastrata scuola del XXI secolo; rientriamo, in settembre, in una fatiscente e disastrata scuola degli anni '60. Con questa consapevolezza, dopo il Consiglio dei Ministri di ieri, dopo le esternazioni di Gelmini al meeting di Rimini, andiamo a vedere come questa donna, fino a tre mesi fa sconosciuta - oggi monopolizzatrice di spazi televisivi e di articoli di giornale - nonostante la sua inadeguata competenza e il suo basso profilo politico continui a tenere accese su di sé le luci di una ribalta che resistono solo perché assecondano alcune pericolose richieste dell'elettorato italiano. Un esempio. Da qualche ora circola sul sito di "Repubblica" un sondaggio: siete favorevoli al ritorno del voto? Ebbene, alle 18 di ieri pomeriggio il 71% dei 6000 votanti era favorevole per tutti gli ordini di scuola; il 12% contrario; il 3% favorevole solo nelle scuole elementari e medie; il 14% solo alle superiori; l'1% non si è espresso. Ecco un caso veramente indicativo di come vanno le cose nel nostro Paese: "pseudo-notizie" sulla scuola tengono banco, producendo l'effetto di far dimenticare i veri problemi. Parte dell'opinione pubblica interviene a plaudire ad un provvedimento che di sé appare molto meno significativo di altri. Cosa intendo per "pseudo-notizie"? Intendo, ad esempio, che la riabilitazione del voto al posto del giudizio sintetico (distinto, ottimo) rappresenta un risibile tentativo di dare una risposta al complesso problema della valutazione: in uno scontato gioco delle tre carte si sostituiscono i voti ai giudizi. Perché - dalla sostituzione dei voti con i giudizi, che aveva una sua specifica ratio di carattere pedagogico - di fatto i giudizi sintetici si sono trasformati in aggettivi basati su un criterio molto simile a quello numerale. Disturba, semmai, il ritorno ad un numero per valutare un bambino, ad una criterio di giudizio antico; e la disattenzione al dibattito che portò al cambiamento. L'idea non è né originale, né tantomeno rivoluzionaria: si tratta di una trovata ad effetto per assecondare il bisogno di ordine, l'irrinunciabile necessità di certezze sulle minuzie che caratterizza quest'epoca di confusione e distrazione sui grandi temi; e per far segnare un punto nella lista "interventi fatti" in nome di un fasullo efficientismo destinato a spostare di nulla i problemi della scuola. Come il clamore sul voto di condotta: 5, automatica bocciatura; il voto in condotta fa comunque media. Sarebbe interessante - tra tanto sbandierare di pugni di ferro e provvedimenti demagogicamente repressivi - che il ministro producesse dati sul rapporto tra bullismo e rendimento scolastico: comprendere, cioè, quale sia stata la sorte, didatticamente parlando, dei numerosi bulli assurti alle cronache in questi ultimi anni. Facendo media, il voto in condotta inciderebbe sull'erogazione di credito scolastico, intervenendo sull'esito dell'esame di stato. È in grado, il ministro, di produrre evidenze che certifichino un numero significativo di alunni con rendimento scolastico brillante a fronte di comportamenti esecrabili? O non risulterebbe, piuttosto, uno stretto rapporto tra condizioni sociali e comportamenti, nella maggior parte dei casi? Ha valutato, Gelmini, che al Sud, secondo un recente rapporto della Banca d'Italia, il tasso di abbandoni è del 25% e che la ricetta, suggerita non solo dalla ricerca, ma da molti pedagogisti, è quella di intervenire preventivamente non con la repressione, quanto con la stabilizzazione della relazione educativa, limitando se non eliminando il precariato che si sposta ogni anno in classi e scuole diverse? Solo quella stabilizzazione, infatti, può produrre risultati significativi sul piano del successo formativo e dell'educazione alla cittadinanza. È realistico credere che un problema come il bullismo non incontri un'aggravante nei tagli di organico che ci troveremo di fronte nei prossimi 3 anni; e trovi un deterrente nella clava del 5 in condotta? Se nel bilancio del ministero il 97% del budget disponibile è destinato agli stipendi del personale, perché tagliare automaticamente sul personale - in cui, lo ricordo, rientrano alcune "anomalie", ora positive, ora negative, del sistema italiano: insegnanti di sostegno, di religione cattolica, di comuni montani e isole piccole - e non valutare se il budget è di per sé insufficiente, in una scuola in cui per buona parte la più avanzota tecnologia di comunicazione è tuttora il gesso? Insomma, la nostalgia per i "bei vecchi tempi" e la severità sono il segno demagogico delle rivoluzioni pedagogiche del governo di centro destra. In nome di questi saldi principi, però, si configura l'insidia peggiore, la meno sottolineata, se non dai sindacati: il ritorno al maestro unico dal 2009. Che non vuol dire esclusivamente - come ha affermato Enrico Panini - la riduzione dei 2/3 dell'organico per un totale di circa 250.000 unità. Ma significa anche smantellare un'esperienza, quella del team di insegnanti, che ha connotato in maniera significativa la scuola elementare, segnalandola come la parte della scuola italiana più qualificata, vitale e incisiva per la costruzione dell'emancipazione cognitiva dei bambini. Il furor iconoclasta anti Sessantotto che compatta la compagine governativa ogni volta che affronta un problema culturale individua in un passatismo talvolta inconcludente, talvolta estremamente pericoloso, la propria arma principale. Il rischio è che - tra grembiulini, rigore indiscriminato, autorevolezza di facciata, autoritarismo controproducente, criteri economicisti - si avvii un'operazione che colpisce la parte più sana di un sistema in grave difficoltà. La vera notizia è questa.

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Zoom - maurizio barbato (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XVI - Palermo ZOOM IL RITORNO A SCUOLA IL RITORNO A SCUOLA MAURIZIO BARBATO Un anno fa, lo zoom di inizio anno scolastico cominciava: "Quest'anno scolastico si presenta con inaudite novità. A Palermo c'è un record di carolibri. Sul versante dell'edilizia scolastica, mancano aule e le classi sono sovraffollate, per cui dovranno bocciarne una bella lenzuolata nei primi anni per motivi di respirazione. Inoltre si piange la carenza di insegnanti di sostegno. Straordinario. Mai accaduto prima". C'è da aggiornare qualcosa? Solo questo: già adesso, a inizio d'anno, è stato annunciato che il comune di Palermo non pagherà, quest'anno come l'anno scorso, il buono libri; mentre l'anno scorso s'è saputo più tardi. I problemi epocali della scuola siciliana non si risolvono in un fiat, con la bacchetta magica. Perciò il ministro Gelmini inizia con una questione di metodo: il voto di condotta. Così se qualche studente irruente protesterà, per libri edilizia e mancanza di docenti, anche i suoi inadeguati insegnanti meridionali sapranno rieducare il vacuo ribellismo.

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Scuola, tornano voti e maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Tensione al vertice con Gianni Letta. Decisa una pausa di una settimana per definire la nomina Il presidente regionale minimizza: "Il problema si potrà risolvere" Più polemico il governatore veneto Il governo ha approvato il decreto legge che introduce nuove norme nell'istruzione. Il sistema di valutazione in vigore da quest'anno I presidi e i genitori sono soddisfatti, ma gli studenti annunciano proteste L'opposizione: così si torna indietro Scuola, tornano voti e maestro unico L'Anas vuole un rappresentante. No di Galan, Tondo più cauto La riforma alle elementari scatterà nel 2009. In programma anche lezioni di educazione civica e stradale La Gelmini ripristina il voto in condotta: con il 5 in pagella ci sarà la bocciatura Slitta il commissario per la A4 ROMA. Tempi duri per i troppo bulli. Dall'anno scolastico che sta per cominciare torna il voto in condotta, farà media con gli altri voti e, se sarà un 5, potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini (nella foto) approvato ieri dal consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto. La riforma introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi. Altra new entry nella vita scolastica degli studenti italiani lo studio dell'educazione civica. UDINE. Il terzo vice indicato dall'Anas e i poteri in capo al commissario straordinario per la realizzazione della terza corsia dell'autostrada A4 Venezia-Trieste: questi i temi del vertice romano tra il presidente del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. Questi anche i nodi da sciogliere e che fanno slittare di una settimana, forse dieci giorni, la nomina di Tondo a commissario. Ma il Veneto ribadisce il no al terzo vice: "E' grottesco", è il commento del governatore Giancarlo Galan. Il presidente Tondo da Roma ripete che non è un problema quello di 2 o di 3 subcommissari, tuttavia l'Anas punta i piedi chiedendo un rappresentante. IL SERVIZIO A PAGINA 8 I SERVIZI A PAGINA 2.

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Quelli del modello emiliano Dove l'operaio studiava insieme al ricco (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Stai consultando l'edizione del IL REPORTAGE Quelli del "modello emiliano" Dove l'operaio studiava insieme al ricco Maestro unico, cancellazione del tempo pieno e voto in condotta. La scuola italiana si sta preparando ad un ritorno al passato, tutt'altro che glorioso. Le 40 ore alle elementari statali, con due insegnanti in cattedra, sono nate nel 1971, con una legge voluta dal Governo. Già allora, quella decisione spaccò il mondo politico: da una parte la sinistra, che auspicava il tempo pieno, dall'altra la Dc, che temeva un attacco alle scuole private. Prima di quella legge, però, c'erano già istituti in cui si stava sperimentando quel nuovo prodotto pedagogico. Una piccola scuola, a Spilamberto, in provincia di Modena, si stava preparando a diventare la guida per quella che sarebbe diventata una rivoluzione del sistema scolastico nazionale. Giacomo Grossi era a quei tempi maestro a Spilamberto. "Alcune amministrazioni emiliano-romagnole, per gran parte del Pci, decisero di attivare il doposcuola, con insegnanti comunali - racconta -. Non si trattava di aiutare i ragazzini a fare i compiti. Si cominciò a pensare che insegnare solo le materie disciplinari, italiano e matematica, fosse riduttivo. C'erano altri linguaggi importanti per il pensiero dei bambini: quello musicale e pittorico, ad esempio. Nei dopo scuola era possibile fare queste esperienze". Per creare alleanze tra gli insegnanti statali e comunali e dar loro uguale dignità, furono messi a disposizione dei pedagogisti "illuminati", fuori toga. "Il dopo scuola si qualificò, diventando un tempo pieno comunale. Poi, nel 71, è nato il tempo pieno statale". Questo modello, "superava il concetto di maestro unico - continua Grossi - un tuttologo che sa tutto di tutto e poco su tutto. L'insegnamento si poteva articolare in due o tre figure, con specializzazioni più forti: da una parte quello di lingua italiana, dall'altra quello di ambito scientifico". Uno scopo didattico, dunque, ma non solo. "Le famiglie della upper-class, o medio-borghesi, avevano libri in casa e tempo per investire nell'apprendimento dei figli, che potevano così arrivare agli studi superiori ed universitari". La classe operaia, invece a quel tempo non aveva niente di tutto ciò. "Aprire le scuole nel pomeriggio aveva quindi una funzione socio-economica. Più tempo per imparare e minor gap sociale tra le classi. Una possibilità enorme". Con il tempo, anche le famiglie ricche cominciarono a mandare i figli al tempo pieno. "Si aprì una grande mobilità sociale - dice Grossi -. Tutti compresero la ricchezza di questa scuola". Si vennero così a creare le classi miste; non multiculturali, come oggi, ma "multiclasse". I figli della classe operaia o degli emigrati dal sud Italia, dividevano il banco con quelli della media borghesia. Una ricchezza che ha tutto il gusto del passato. E che sarà cancellata, come il gessetto dalla lavagna, con il ritorno al maestro unico e la soppressione del tempo pieno. "Dopo più di 30 anni, tornerà il tuttologo che, oltre ad insegnare italiano e matematica, dovrà avere un'infarinatura di inglese. Le competenze verranno trascurate ed il rischio è che si torni indietro". Inoltre, "un ragazzino non si confronterà più con una pluralità di figure adulte. Per 5 anni, avrà un solo docente". Si riducono e si semplificano gli ambiti disciplinari e diminuisce il tempo per imparare e stare insieme. "Il tempo pieno non serve solo ad apprendere più cose - conclude Grossi -. Anche a sperimentare relazioni umane tra compagni. Siamo in una scuola multietnica, con le 27 ore classiche, gli alunni dedicheranno il loro tempo solo ad imparare e anche piuttosto in fretta. Ci si incontrerà sempre meno". Cambia il sistema e anche le pagelle. Dal prossimo anno, tornerà il voto in condotta e, alle elementari, il giudizio diventerà voto. Mara Marani è la dirigente dell'Istituto Comprensivo di Bellaria-Igea Marina, in Romagna. "Faccio questo lavoro con passione da tantissimi anni - afferma -. La mia non è ideologia, solo una presa di coscienza, che mi spinge a dire che stiamo facendo significativi e pericolosi passi indietro". Uno tra tutti, il voto in condotta. "Vogliono farne un deterrente per il bullismo, ma questa cosa non ha senso. I bulli hanno problemi gravissimi, disagi familiari. Con un voto non si risolve nulla. Bisognerebbe investire in formazione, per prevenire questi fenomeni". Il passaggio da voto a giudizio, poi, "è assurdo - riprende Marani -. I nostri insegnanti si sentono già stretti a dover dare sufficiente o buono e spesso chiedono di poter aggiungere qualcosa. Elementi che meglio completano il giudizio, come le attitudini e gli interessi del bambino". Quello che il ministro vuole "è la media matematica fatta sulla base di una tabella di prestazioni. La valutazione è cosa complessa e delicata".

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Tornano i voti. Un decreto cambia la scuola Quello di condotta e quelli per materie alle elementari e alle medie. Presto il maestro unico. La Cgil: faremo muro (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Stai consultando l'edizione del Tornano i voti. Un decreto cambia la scuola Quello di condotta e quelli per materie alle elementari e alle medie. Presto il maestro unico. La Cgil: faremo muro di Federica Fantozzi / Roma LO SGUARDO incastonato nella montatura indaco che sorvola senza soffermarsi la platea di cronisti, il ministro Mariastella Gelmini dà i numeri. Dieci minuti di solitaria conferenza stampa, un decreto per riformare la scuola italiana, il debutto del cinque in condotta, il maestro unico alle elementari, il ritorno dei voti al posto dei giudizi, caro-libri bloccato per almeno tre anni. Ma l'ultimo numero della scuola italiana declinata dal PdL è il senatore forzista Lucio Malan a ribadirlo: "Con queste misure sono finiti l'ideologismo e il pedagogismo che dal '68 hanno creato danni gravissimi". Ossessione sessantottina, ultimo atto: basta sperimentazioni, serietà nell'istruzione dei virgulti. Obiettivo, secondo la deputata del Pd Pina Picierno: riportare le lancette indietro agli anni 50. Al netto di Alitalia, il volto del primo consiglio dei ministri è quello appuntito e compunto della Gelmini che, in tailleur cipria dai candidi revers, annuncia le novità dell'anno scolastico "imminente". Vale a dire dal primo settembre: a mezzo decreto legge e senza dibattito parlamentare. Misure a cui la titolare dell'Istruzione lavora con Tremonti e che finiranno in Finanziaria. Torna la vecchia educazione civica ribattezzata Educazione alla Costituzione e alla Cittadinanza: comprenderà le regole a tutela dell'ambiente e - su richiesta del ministro Matteoli - l'insegnamento del codice della strada. Rentrée del voto in condotta non solo simbolico ma che fa media. Nuova la soglia: con il "5" scatta la bocciatura. "È una risposta necessaria - ha chiarito il ministro - al moltiplicarsi degli episodi di bullismo". Si torna a valutare i ragazzi con i voti anche alle elementari e medie: accompagnati sì dai giudizi, ma solo "esplicativi". E l'introduzione del maestro unico alle elementari (che però entrerà in vigore solo nel 2009) consentirà, come sottolineato dai concreti ministri leghisti, "un bel risparmio". Come del resto la soluzione anti caro-libri: "Un forte incentivo del governo a non cambiare libri se non necessario per 3-5 anni. Materie come italiano e matematica non cambiano". Considerando dunque sistemati i bulletti, i futuri pirati della strada, i bravi ma agitati e le famiglie in ristrettezze economiche, Gelmini è soddisfatta: "Provvedimenti importanti per ripristinare ordine e chiarezza". Il resto toccherà a Brunetta contro gli insegnanti fannulloni. Non la pensano così né i sindacati né gli studenti. Laconici i ragazzi dell'Uds: "Ci vediamo in piazza, ci sentiamo traditi, no alla repressione". "Siamo pronti a fare muro contro il maestro unico" ha avvertito la Flc Cgil, per bocca del segretario generale Enrico Panini. "Si apre uno scontro frontale. La scelta del governo appartiene a un modello anni 50". La preoccupazione è di tagli all'organico: "Oggi sono 250mila insegnanti, significa ridurlo di due terzi. Non ci saranno più posti per le supplenze, i precari staranno a casa". Idem Massimo Di Menna della Uil Scuola: "L'attuale modello funziona, il colpo di spugna è pericoloso". Negativo anche il giudizio del suo omologo Cisl Francesco Scrima: "Una forsennata politica di tagli che taglia le radici della buona scuola. Colpisce la disinvoltura sulla rottamazione, attraverso il ripristino del maestro unico, di esperienze innovative". Il ministro che da studentessa aveva 10 in condotta suscita invece l'entusiasmo del Moige e dei colleghi Meloni e Rotondi. Nessun contrasto in cdm, dice La Russa (ormai autonominatosi garante dell'armonia governativa). A parte qualche tensione con la Lega sul ruolo di Malpensa. Berlusconi, sulla partita Alitalia, ha messo sul tavolo "rapporti diretti con gli Emirati Arabi". Non solo Air France, dunque ma "gli sceicchi". In conferenza stampa ha rimpianto i bei tempi del suo vertice con Putin a Pratica di Mare e ha chiarito che il nipotino di 8 mesi è "tutto suo nonno" perché non piange mai. In serata, ha scherzato con alcuni studenti:" Ragazzi, attenti al 5 in condotta".

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Norme importanti per ripristinare ordine e chiarezza Il 5 in condotta è contro il bullismo (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Stai consultando l'edizione del Gelmini "Norme importanti per ripristinare ordine e chiarezza Il 5 in condotta è contro il bullismo".

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ROMA - Tempi duri per i troppo bulli (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA - Tempi duri per i troppo bulli. Dall'anno scolastico che sta per iniziare, come annunciato da settimane, torna il voto in condotta, farà media con gli altri voti e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Le norme decise dal governo non hanno valore per il Trentino che grazie all'autonomia può gestire il settore diversamente. Ritornerà. ma non quest'anno, il maestro unico nelle scuole elementari. Lo prevede il decreto del ministro Gelmini approvato dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi. Altra "new entry" nella vita scolastica degli studenti italiani lo studio dell'educazione civica. Torna dunque il voto in condotta, la valutazione del comportamento "farà media" e chi prende 5 può scordarsi la promozione e l'ammissione agli esami di Stato: un giro di vite rispetto a quanto previsto nel ddl dove la bocciatura era discrezionale. Gli studenti saranno valutati in base ai risultati conseguiti nelle singole materie, ma anche tenendo conto, dunque, del comportamento. Il ripristino del voto in condotta "è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi negli ultimi anni dei casi di bullismo" ha spiegato il ministro Gelmini. Tornano i voti sulle pagelle degli studenti. "Crediamo che alla scuola - ha detto il ministro - serva ordine e chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno dei voti, accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai ragazzi. Si è abusato dei giudizi che a mio parere non sempre sono espressi in maniera comprensibile e aiutano a capire il reale rendimento dei ragazzi". Alle elementari accanto ai voti resteranno il giudizio analitico sul comportamento complessivo. Alle medie ci saranno, invece, soltanto i voti. Nelle pagelle i voti sono stati sostituiti dai giudizi circa 30 anni fa, con la legge 517 del 4 agosto 1977. TORNA EDUCAZIONE CIVICA - La Costituzione e, più in generale, lo studio dell'educazione civica, entra dalla porta d'ingresso, in via sperimentale, nelle aule delle scuole dell'infanzia e del primo e secondo ciclo. "Cittadinanza e Costituzione" (questo il nome ufficiale della disciplina) da quest'anno sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia. "Educazione civica - ha aggiunto Gelmini - e dunque studio della Costituzione, educazione ambientale, alla salute ma anche insegnamento dell'educazione stradale". 29/08/2008.

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Ritornano voti e maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, bocciati con 5 in condotta Ritornano voti e maestro unico ROMA. Cinque in condotta contro il bullismo, voti e giudizi alle elementari, solo voti alle medie, il ritorno dell'educazione civica e del maestro unico. Il ministro Mariastella Gelmini vara il decreto sulla scuola. A pagina 5.

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Scuola: basta giudizi, tornano i voti (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Decreto del governo, dopo trent'anni cambiano le pagelle. Si potrà bocciare per la condotta Tra le materie anche "Costituzione e cittadinanza". E dall'anno prossimo il maestro unico Tornano i voti sulle pagelle degli studenti italiani. Lo ha annunciato ieri il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato un decreto legge. "Crediamo che alla scuola serva chiarezza ? ha detto ?. Per questo ci sarà un ritorno dei voti". Il governo ha espresso parere favorevole anche sul ritorno al maestro unico per la scuola primaria, anche se non da quest'anno. Avanti tutta anche sul voto in condotta: "Il 5 comporterà la bocciatura ? spiega Gelmini ?, si tratta di una risposta necessaria e urgente al bullismo". Dal prossimo anno scolastico torna obbligatoria l'educazione civica: si chiamerà "Educazione alla Costituzione e alla cittadinanza". S. Pesenti e Capozzi a pagina 10.

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Meglio i voti, e non solo in condotta (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Il governo approva il decreto legge: dopo 30 anni sulle pagelle basta giudizi. Restano solo alle elementari "Cittadinanza e Costituzione": ecco la nuova educazione civica. Il "comportamento" farà media ROMA Tempi duri per i troppo bulli. Dall'anno scolastico che sta per iniziare, come annunciato da settimane, torna il voto in condotta, farà media con gli altri voti e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi. Altra "new entry" nella vita scolastica degli studenti italiani lo studio dell'educazione civica. CON il 5 SI BOCCIA Torna dunque il voto in condotta, la valutazione del comportamento "farà media" e chi prende 5 può scordarsi la promozione e l'ammissione agli esami di Stato: un giro di vite rispetto a quanto previsto nel disegno di legge dove la bocciatura era discrezionale. Gli studenti saranno valutati in base ai risultati conseguiti nelle singole materie, ma anche tenendo conto, dunque, del comportamento. Il ripristino del voto in condotta "è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi negli ultimi anni dei casi di bullismo" ha spiegato il ministro Gelmini, che è stata una scolara-modello: "in condotta ho sempre avuto voti alti, nove o dieci" ha confessato ai cronisti curiosi. NON PIÙ GIUDIZI MA VOTI Tornano i voti sulle pagelle degli studenti italiani. "Crediamo che alla scuola - ha detto il ministro - serva ordine e chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno dei voti, accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai ragazzi. Si è abusato dei giudizi che a mio parere non sempre sono espressi in maniera comprensibile e aiutano a capire il reale rendimento dei ragazzi". Alle elementari accanto ai voti resterà il giudizio analitico sul comportamento complessivo. Alle medie ci saranno, invece, solo i voti. Nelle pagelle i voti sono stati sostituiti dai giudizi circa 30 anni fa, nell'agosto 1977. TORNA l'EDUCAZIONE CIVICA La Costituzione e, più in generale, lo studio dell'educazione civica, entra dalla porta d'ingresso, in via sperimentale, nelle aule delle scuole dell'infanzia e del primo e secondo ciclo. "Cittadinanza e Costituzione" (questo il nome ufficiale della disciplina) da quest'anno sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia e probabilmente avrà una sua specifica valutazione. "Educazione civica come educazione alla cittadinanza" ha spiegato il ministro Gelmini secondo la quale "bisogna preparare i ragazzi a essere cittadini consapevoli". "Educazione civica ? ha aggiunto ? e dunque studio della Costituzione, educazione ambientale, alla salute ma anche insegnamento dell'educazione stradale quanto mai opportuno visto il numero di ragazzi che ogni anno perdono la vita in incidenti". La decisione di inserire anche quest'ultimo aspetto è scaturita dopo un incontro tra i ministri Gelmini e Matteoli. "Si tratta di un accordo molto importante ? hanno dichiarato ? per dare agli studenti nozioni essenziali sul codice della strada, per educarli al rispetto delle regole sulla circolazione dei veicoli e dei pedoni, con lo scopo di contribuire a migliorare la sicurezza stradale". le NOVITÀ ACCENDONO DIBATTITO Non solo il Pdl fa quadrato intorno alla Gelmini per le novità introdotte oggi nella scuola. Se la Lega va anche oltre proponendo la bocciatura già con il "6", piace anche ai presidi e ai genitori il pugno di ferro usato dal ministro. "Non avrebbe senso - dice il presidente dell'associazione presidi, Giorgio Rembado - continuare a "sterilizzare" la valutazione sulla condotta". E per il Moige il ritorno del voto in condotta "è un vero strumento di contrasto al bullismo. Storcono invece il naso gli studenti (Uds) che sono pronti a dare battaglia e il ministro ombra per le Politiche giovanili, Pina Picierno, scuote scetticamente la testa: "Non posso credere che un ministro di 35 anni pensi di risolvere i problemi riportando le lancette dell'orologio agli anni '50".

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<Il cambio vero è premiare i bravi docenti> (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

"Il cambio vero è premiare i bravi docenti" I provvedimenti annunciati dal ministro Gelmini non hanno sorpreso il mondo della scuola bergamasca. La reintroduzione del valore del voto di condotta era una richiesta che le associazioni nazionali dei dirigenti portavano avanti da anni, nel tentativo di porre un argine alla maleducazione crescente e al bullismo presente in molte scuole, ma anche per dare un'arma ai docenti meno in grado di gestire le classi, soprattutto negli istituti di frontiera. "La questione del voto di condotta ? spiega Patrizio Mercadante , dirigente dell'Istituto Quarenghi ? è stata sul tavolo di tutti i ministri degli ultimi anni. Il fatto che non contasse per la media finale del profitto lo aveva svuotato si significato. Gli studenti corretti non ne traevano alcun vantaggio, mentre i turbolenti ci giocavano, infischiandosene delle sospensioni in corso d'anno. Riportare la condotta tra le materie che contano è dare un segnale chiaro per la convivenza e l'equità". Insomma, fine dell'epoca del buon selvaggio al quale si perdona tutto perché la sua originaria positività è guastata dalle circostanze non per sua colpa. E fine anche dell'idealismo sotteso al messaggio che se non ti punisco, ma ti comunico che sei un disgraziato, tu, toccato dalla mia delicatezza educativa, ti autocorreggerai tirando fuori il gentleman che è in te. Si torna alla morale utilitaristica, più consona ai nostri tempi: star buono ti conviene. Sorprendentemente, gli studenti sono d'accordo. Così Marina Chiari , liceo Sarpi: "É gusto che il voto di condotta conti, se la scuola crede che la maturazione culturale di un individuo comprenda anche quella civile. Il voto di condotta significa dare allo studente la consapevolezza che sarà valutato anche dal punto di vista delle sue attitudini alla convivenza". Dello stesso parere Daniele Spinelli , appena uscito dall'istituto Natta: "É giusto che il voto di condotta faccia media, a patto che sia espresso dai consigli di classe con equità". Qualche dubbio in più ce l'ha Mario Fiorendi , decano della scuola bergamasca: "Sicuramente c'è una contraddizione se il voto di condotta viene espresso in pagella, ma poi non conta per la promozione. D'altra parte, non deve diventare il falcetto per sfoltire il campo in scuole dove magari si boccia già il 30% dei ragazzi. Dipende tutto dal contesto educativo nel quale le scuole dell'autonomia si muoveranno. Il 90% degli istituti sono seri e questo provvedimento potrà in effetti servire a rendere coerenti i giudizi. Potrebbero esserci problemi di equità là dove ci fossero consigli di classe non in grado di gestire educativamente le situazioni, o singoli docenti troppo deboli per tenere da soli la disciplina". Dipende dal contesto anche l'utilità o meno del ritorno alla scala numerica dei voti? Per le superiori non cambia nulla, i voti sono già espressi in numeri. Per le medie invece si cancella la prassi trentennale della scaletta insufficiente-sufficiente-discreto-buono-distinto-ottimo e si torna al voto in base dieci. "Forse il numero è più chiaro ? commenta lo studente Adamo Binnulin ? e ci sono più gradazioni in positivo e in negativo. Ma non credo che questi cambiamenti formali servano a risolvere i problemi veri della scuola. Secondo me le cose non cambieranno finché i professori migliori, quelli che ti motivano a studiare, non saranno premiati rispetto a quelli che ti fan capire che di insegnarti le cose non gli importa niente. Io ho appena finito l'itis Majorana e ho avuto in alcune materie, come l'informatica, docenti meravigliosi: se ho deciso di continuare a studiare lo devo anche a loro". "Numeri o parole ? chiosa Fiorendi ? finché il sistema di valutazione non sarà nazionale, ciascuno interpreterà la scala alla sua maniera. Vedi i soliti test Pisa-Ocse, dove tra scuole del Nord e del Sud c'erano un paio di punti di differenza di valutazione sulle stesse domande...". Sconcertato dai provvedimenti gelminiani è chi lavora nella scuola elementare. "Ho cominciato con i voti e finirò con i voti ? commenta amara la maestra Anna Maria Paganelli ? non ci si ricorda più che ai voti si sostituirono i giudizi per tentare di dare del bambino e della sua evoluzione un'idea più corretta. Trent'anni di pedagogia buttati via. Il meglio a mio giudizio è stata la fase nella quale agli insegnanti veniva chiesto di descrivere i livelli raggiunti in base a obiettivi dati. Era più lungo da scrivere, ma più chiaro e completo. Comunque, per noi dal punto di vista pratico non cambia niente, perché ora il giudizio che vedono i genitori è semplicemente la traduzione di un calcolo matematico che risulta già nei registri di classe". "Sono più spaventata ? conclude ? dalla prospettiva del ritorno alla maestra unica. Io ho cominciato come maestra unica e trovo immensamente più ricco lavorare in equipe, cosa che dà al bambino la possibilità di avvalersi di un giudizio più bilanciato e di trovare qualcuno che lo apprezzi. Ma, nel caso, saprei ritornare a gestire una classe da sola. Non credo sia così per gli insegnanti più giovani, che si sono costruiti una formazione professionale di area e non hanno mai insegnato alcune materie". Susanna Pesenti.

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Distinto equivale a 9? Datelo voi distinto a Doni (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Dopo il ritorno dei grembiulini ecco quello dei voti numerici e dell'educazione civica: non si può certo dire che Mariastella Gelmini, nuovo ministro dell'Istruzione, non abbia le idee chiare e la volontà di metterle in atto. Quello dei voti, che mancavano dalle pagelle dei nostri figli dall'agosto del 1977, per molti sarà certamente il rientro più gradito, quello che eviterà agli insegnanti qualche equilibrismo dialettico di troppo e che restituirà ai poveri genitori, autentiche vittime di queste passate innovazioni, quello straccio di certezza che pensavano di aver perduto per sempre. Usciamo dall'equivoco: un conto è avere un figlio che ti porta 6 in matematica, 7 in italiano e 8 in inglese; un altro è leggergli, in pagella, matematica sufficiente, italiano discreto e inglese buono. I numeri sono certezze, perdiana, fin troppo crude, a volte, ma inoppugnabili nella loro esattissima chiarezza. I giudizi, tra l'altro, sembra che ti prendano per il naso: tra buono e distinto voi cosa scegliereste ? Buono, ovviamente, perchè è un termine che indica "abbondanza" e non è certo colpa nostra se distinto richiama subito "signorile, garbato, di un'eleganza fine e disinvolta". Io, tra un giudizio abbondante e uno elegante, voto per il primo. Invece buono corrispondeva a 8 e distinto a 9. I genitori sudamericani, e ben sappiamo in Bergamasca quanti ce ne siano, hanno la stessa nostra convinzione e maestre e professori hanno il loro bel daffare nello spiegare la differenza e nel rimettere i giudizi in graduatoria. Che poi, a ben vedere, ufficialmente i termini sono solo sei: gravemente insufficiente, non sufficiente, sufficiente, buono, distinto e ottimo, con due sole possibilità sotto il 6 e ben quattro nella parte alta della classifica. Per metterci una pezza, sono stati introdotti i giudizi intermedi, niente di possibilmente trascrivibile a fine anno, ma pur sempre un aiutino discorsivo ad uso e consumo di prof e maestre: ecco così apparire il "più che buono", il "più che discreto", l'"appena sufficiente" e un tragico "gravemente insufficiente meno meno". Figli legittimi di questi equilibrismi si rivelavano poi i giudizi di fine anno: "L'alunno Pinco Palla è abbastanza pronto?". Ora i casi sono solo due: o uno è pronto oppure non lo è; nemmeno di uno spaghetto all'amatriciana puoi dire, gastronomicamente parlando, che è abbastanza cotto. E il pensiero, navigando in questo mare di parole fluttuanti, non può che andare alle nostre pagelle di gioventù, quando, negli appositi riquadri, scrivevano "sex" e non sei per paura che tu lo trasformassi in sette con abile ritocco e mano ferma da falsario. Nessuno pensava che il massimo dei desideri fosse in realtà trasformare i quattro e i cinque in sei. Ora la Gelmini ci riprova, tra felici e scontenti, e torna così in auge la mitica scala "da uno a dieci", come nelle pagelle dei calciatori. Vi immaginereste mai un Doni che, dopo tre assist, due gol e un rigore procurato, si vede appioppare un "distinto"? Secondo voi non preferirebbe un 9? Torniamo quindi ai numeri in pagella e, da galantuomini, facciamolo nel nome del ministro e del suo gioco preferito da bambina. Un, due, tre, Stella! Pier Carlo Capozzi.

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<Niente di strano, l'indicazione è del ministero> (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

"Niente di strano, l'indicazione è del ministero" Tranquillo, il dirigente provinciale Luigi Roffia flotta sulle polemiche tricolori. "Non capisco il polverone ? spiega al telefono da qualche parte d'Italia ?. L'indicazione di aprire l'anno scolastico con l'inno nazionale e l'alzabandiera era stata del ministro Fioroni e non mi risulta che l'attuale ministro Gelmini l'abbia ritirata. Per di più non è una novità dato che l'abbiamo già fatto lo scorso anno e nessuno l'ha trovato strano. Il ragionamento dell'allora ministro, che io condivido, è di ridare importanza istituzionale alla scuola anche utilizzando i simboli della convivenza civile. Far sentire che la scuola appartiene al Paese e viceversa. É un'ottica educativa, non certo "politica". Si tratta di insegnare alle nuove generazioni il rispetto per le leggi e la cultura italiane". Lo scorso anno la cerimonia di inaugurazione si tenne nel campus del neonato Istituto sociosanitario Mamoli al Polaresco. Accanto a sindaco, vescovo ausiliare, prefetto, questore, presidente della Provincia, intervennero i parlamentari Mirko Tremaglia e Antonio Misiani. L'alzabandiera fu affidato ai militari del III Reggimento Aves Aquila e furono suonati l'inno italiano e quello europeo. Quest'anno la cerimonia si svolgerà all'Istituto Natta, scelto perché ha un nuovo dirigente scolastico, Giovanni Infantino, un modo per farlo entrare subito in contatto con il territorio. Gli inviti alle autorità sono già stati spediti. Oltre ai 900 allievi del Natta, ci saranno anche rappresentanze delle altre scuole e i cadetti dell'Accademia della Guardia di Finanza. "La collaborazione con l'Accademia ? spiega Roffia ? è cominciata lo scorso anno organizzando insieme un concorso e mi è sembrato naturale proporre che i cadetti, in fondo poco più grandi dei ragazzi delle superiori, fossero presenti all'inaugurazione dell'anno scolastico bergamasco". A guardare bene una novità c'è: l'anno scorso l'inno di Mameli fu solo suonato mentre il tricolore veniva issato sul pennone della scuola. Quest'anno l'idea è di far cantare gli studenti. "Non è un obbligo o un'imposizione ? assicura il dirigente ? l'anno scorso molti studenti cantavano per conto loro. Quest'anno l'invito a cantare è esplicito". Il sindaco Roberto Bruni ha già dichiarato che lui ci sarà e canterà. Del resto, se nessuno trova da ridire che alle olimpiadi gli atleti cantino sul podio, perché non dovrebbero cantare gli studenti, se ne hanno voglia? Ieri l'Ufficio scolastico provinciale ha ricevuto molti messaggi di solidarietà, fra i quali quelli dei sindacati. Tobia Sertori, segretario Fi-Cgil osserva: "Basta polemiche fuorvianti. I nostri studenti devono conoscere il Paese in cui esercitano il diritto all'istruzione e in cui devono esercitare diritti e doveri. Sulla scuola si discuta seriamente. L'inno nazionale, la bandiera sono simboli di una Nazione e in quanto tali da rispettare. Poi potremo cantare Noter de Berghem e anche Sciuri Sciuri". Loris Renato Colombo, segretario provinciale dell'autonomo Snals trova "l'iniziativa ottima, perché contribuisce, tra l'altro, ad avvicinare i ragazzi alle forze dell'ordine. La cerimonia potrebbe essere replicata con gli agenti della Polizia o con i carabinieri anche in altri istituti. La Lega ha perso un'occasione per tacere". Tra i dirigenti, il preside del liceo Mascheroni, Paolo Catini, ritiene necessario "che gli studenti si riconoscano nell'unità nazionale", ma sottolinea "la libertà degli istituti di scegliere, nell'ambito dell' autonomia scolastica, gli strumenti adatti per riflettere sulla Costituzione, la bandiera e l'inno, per evitare polemiche e strumentalizzazioni". Susanna Pesenti.

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Il caro libri è una montatura (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

L'Associazione editori risponde alle accuse mosse dal fronte dei consumatori "Il caro libri è una montatura" Per i testi scolastici aumenti medi dello 0,73 per cento E poi una bordata contro il ministro: comunicati da mesi i prezzi di copertina "UNA colossale montatura": così, dati alla mano, Federico Motta, presidente dell'Associazione Italiana Editori, definisce l'allarme caro-libri lanciato nei giorni scorsi dalle associazioni consumatori. E ce n'è anche per i controlli dell'Antitrust: "Sono veri e propri processi alle intenzioni - dice - che ci hanno profondamente colpito facendoci pensare a un intento persecutorio nei confronti dell'editoria". I dati che sconfessano il caro-libri sono quelli di una ricerca realizzata dall'Ipsos per l'Aie: il 62% dei testi scolastici in commercio ha un prezzo identico a quello dello scorso anno, mentre il 34% ha subito un aumento inferiore o uguale al tasso d'inflazione. Solo il 4% avrebbe un aumento superiore. Secondo l'indagine, l'indice di variazione media dei prezzi dei 31.360 libri scolastici per le scuole secondarie di primo e secondo grado, nel 2008, si è attestato al 0,73% rispetto al 4,1% di inflazione rilevata a luglio. In particolare, alle medie è stata dello 0,66% e alle superiori dello 0,76%. Insomma "è la percezione del costo dei volumi - dice la società di Renato Mannheimer - ma non il loro prezzo a crescere". E secondo gli editori si fa spesso confusione tra caro libri e tetto di spesa, che indica il limite, stabilito dal ministero, entro il quale deve essere contenuta la spesa per la dotazione libraria di ciascun anno. Gli editori non capiscono poi perchè il ministro Gelmini abbia apprezzato i controlli disposti dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato: "Entro febbraio - spiega Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica dell'Aie - la nostra associazione comunica al ministero il catalogo aggiornato dei libri scolastici con i relativi prezzi, quindi, quando il ministro dice che è contenta dei controlli dell'Antitrust, le ricordiamo che lei stessa avrebbe potuto farli già da mesi". Sulle nuove edizioni, poi, Greco ricorda che "i libri non si possono rifare se non hanno almeno il 30% di variazioni" e, comunque, "tre riforme in 10 anni giustificano i cambiamenti". Dagli editori, arriva anche una proposta: "Perchè non distribuire i 65 milioni di euro finanziati per le elementari, a tutti i livelli di scuola, ma solo per i meno abbienti e i più meritevoli?". Pronta la replica del Movimento difesa del cittadino che aveva lanciato l'allarme caro-libri: "Da noi nessuna montatura. Non abbiamo mai parlato dei costi dei singoli libri, ma della spesa complessiva che ciascuna famiglia deve affrontare. Comunque il ricambio dei testi in Italia è fra i più alti in Europa, costringendo le famiglie a nuove spese ogni anno". L'Adoc dal canto suo ha invece chiesto all'Aie un incontro per discutere della questione. (m.v.).

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Elementari e medie, giudizi addio: tornano i voti (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Molte le novità nel decreto sulla scuola che è stato varato ieri dal consiglio dei ministri Elementari e medie, giudizi addio: tornano i voti Con il 5 in condotta bocciatura immediata. Verso il maestro unico forse già dal 2009 ALESSANDRO CECIONI ROMA. Cinque in condotta contro il bullismo e gli indisciplinati, voti e giudizi alle elementari, solo voti alle medie, il ritorno dell'educazione civica ribattezzata "Cittadinanza e Costituzione" nella scuola dell'infanzia e del primo e secondo ciclo. Mariastella Gelmini annuncia "tre importanti novità per la scuola che inizia il 1º settembre", le ha varate il consiglio dei ministri con un decreto che le fa entrare subito in vigore. Il governo ha anche dato il consenso preventivo al ritorno, dall'anno scolastico 2009-2010, al maestro unico. Questa e altre norme saranno inserite nel Piano di razionalizzazione della scuola che sarà pronto in una decina di giorni. "Il voto in condotta - spiega Gelmini - è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi dei casi di bullismo. Il cinque comporta la bocciatura o la non ammissione agli esami, e la valutazione fa comunque media. Gli studenti saranno valutati perciò in base ai risultati conseguiti nelle singole materie, ma anche in riferimento al comportamento". La reintroduzione dei voti alle medie e alle elementari, spiega il ministro "è frutto di una proposta della sottoscritta e, soprattutto, di Tremonti, perché noi crediamo che nella scuola serva chiarezza e che competa agli insegnanti definire il livello di apprendimento degli alunni in ogni singola materia. Quindi ritorniamo ai voti accompagnati dai giudizi che però avranno una valenza diversa, ovvero essere esplicativi del risultato conseguito". Questo alle elementari, perché alle medie resta solo il voto: "Saranno ammessi all'anno successivo - recita il comunicato - solo gli studenti che abbiano conseguito un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna materia". Quanto al voto in condotta, il comunicato pare meno drastico delle parole del ministro: "Il voto in condotta, se insufficiente, potrà determinare la non ammissione all'anno successivo". Potrà. Sulle misure varate dal consiglio dei ministri si dicono d'accordo associazioni genitori ("Il voto in condotta è un vero strumento di contrasto al bullismo", sottolinea il Moige), colleghi del ministro ("Vedo con favore il voto in condotta perché coinvolge la responsabilità dei ragazzi", Giorgia Meloni, Sport e politiche giovanili), una parte dei sindacati ("Apprezzamento per voto in condotta e valutazione in decimi", esprime lo Snals-Confsal). Ma sempre lo Snals sospende il giudizio sulla nuova disciplina "Cittadinanza e Costituzione": "E' necessario, prima di esprimerci, verificare chi dovrà insegnarla, all'interno di quale orario e come l'introduzione di una nuova disciplina si coniughi con l'annunciata intenzione del ministro di operare una riduzione di orario per gli allievi". Cittadinanza e Costituzione conterrà anche nozioni di educazione ambientale, educazione all'alimentazione ed educazione stradale. Il consiglio dei ministri ha espresso un orientamento sul caro libri: "Mantenimento dei libri di testo per almeno 5 anni al fine di rendere efficace - dice il comunicato - la lotta al fenomeno del "caro libri" che il governo ha da tempo intrapreso". "Perché - dice il ministro facendosi un po' prendere la mano - l'apprendimento, soprattutto nella scuola dell'obbligo, non cambia, l'italiano è sempre quello, la matematica pure". Questo per le misure varate ieri. Poi ci sono quelle che verranno, fra le quali spicca il ritorno al maestro unico. La ragione di questa scelta il ministro la spiega così: "La necessità per i bambini di avere un punto di riferimento unico. Un'esigenza pedagogica che si coniuga con l'esigenza di razionalizzazione prevista dalla Finanziaria". Non serve il testo a fronte, è già chiaro così: un maestro al posto di tre, ovvero uno stipendio invece di tre. "L'annuncio che colpisce di più è il ritorno al maestro unico perché così non si cambia la scuola alla radice (come dice il ministro), ma si tagliano le radici alla buona scuola", commenta Francesco Scrima, segretario della Cisl Scuola.

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Scuola media col grembiule (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Bari Sulla scìa dei provvedimenti del governo anche gli organi periferici annunciano il ritorno al passato Scuola media col grembiule Effetto-Gelmini: due istituti stabiliscono l'obbligo, uno in arrivo Effetto Gelmini sulle scuole medie di Bari. Il grembiule in classe, tra le misure previste dal disegno di legge proposto dal ministro dell'istruzione, non è escluso alla "Carducci" di via Napoli: "è da tempo che sto riflettendo sull'opportunità di reintrodurre il grembiule nelle aule - spiega la preside Rosangela Ferrara - perché in una scuola come questa, spesso si assiste da parte dei ragazzi a un inutile e inadatto sfoggio di abiti". Il dibattito sul grembiule è aperto anche alla "Imbriani". "Il rischio è che si ricada nell'errore opposto - spiega la preside Anna Lea Mazzei - cioè che i ragazzi vengano ingiustamente omologati e che le famiglie siano costrette a sostenere a inizio anno una spesa ulteriore per la scuola". Scettico Gaetano Scotto, preside alla "Michelangelo": "Di sicuro - dice - bisogna fare qualcosa per convincere soprattutto le ragazze che la scuola non è uno stabilimento balneare". ILARIA FICARELLA A PAGINA III.

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Scuole medie, si torna al grembiule - ilaria ficarella (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bari Scuole medie, si torna al grembiule Lunedì la novità nei collegi docenti. E arrivano i primi sì alla Gelmini ILARIA FICARELLA aRRIVANO I GREMBIULINI. L'effetto Gelmini entra nelle scuole pugliesi, dove in queste ore i consigli d'istituto si riuniscono per decidere come accogliere le indicazioni del ministero sull'abbigliamento scolastico. Proprio mentre diventano sempre più stringenti le norme. Ieri il consiglio dei ministri ha varato nuove disposizioni, dal voto in condotta alla reintroduzione dell'ora di educazione civica, e intanto rimane ancora aperto il dibattito sull'uso anche nelle scuole medie del grembiule. Se ne parla dall'inizio di agosto, da quando il ministro Maria Stella Gelmini ha presentato un disegno di legge che comprende anche questa misura. E nelle scuole di Bari i professori, alle prese con la riapertura dell'anno scolastico, si preparano a fare del grembiulino un argomento da portare al primo consiglio d'istituto utile. E' così alla "Giosuè Carducci", istituto scolastico di via Napoli, frequentato, come spiega la preside Rosangela Ferrara, dai ragazzi della cosiddetta "Bari-bene". La dirigente della scuola afferma: "E' da tempo che sto riflettendo sull'opportunità di reintrodurre il grembiule nelle aule. In una scuola come questa, spesso si assiste da parte dei ragazzi a un inutile e inadatto sfoggio di abiti". La professoressa Ferrara conferma di aver già in passato accennato ai colleghi docenti la propria volontà di mettere un freno a questa situazione. "Avevo anche pensato - dice - a una divisa, certo non costosa". Come in tutte le scuole medie di Bari, il prossimo 1 settembre si terrà il primo collegio docenti. "Ne discuteremo - dice Ronsangela Ferrara - anche se il luogo deputato a prendere questo tipo di decisioni è il consiglio d'istituto, dove siedono anche i rappresentanti dei genitori". Il dibattito sul grembiule è aperto anche alla "Imbriani". "Il problema dell'abbigliamento dei ragazzi esiste - spiega la preside Anna Lea Mazzei - e finora lo abbiamo affrontato sotto il profilo educativo, cercando di indurre i ragazzi, con il sostegno delle famiglie, a comportamenti più sobri". E il ritorno al grembiule? "Il rischio è che si ricada nell'errore opposto, cioè che i ragazzi vengano ingiustamente omologati e che le famiglie siano costrette a sostenere a inizio anno una spesa ulteriore per la scuola. D'altronde per i professori esiste anche il problema di decidere anche come regolamentare l'utilizzo del grembiule: chi non lo porta come viene punito?". Alla "Michelangelo" il preside Gaetano Scotto è più scettico. "Di sicuro - dice - bisogna fare qualcosa per convincere soprattutto le ragazze che la scuola non è uno stabilimento balneare. Aspettiamo che ci sia una disciplina certa in materia".

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E anche il grembiule fa la differenza (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Livorno E anche il grembiule fa la differenza Per maschi e femmine tanti modelli ma i più gettonati sono quelli con il logo In molte scuole è obbligatorio da quest'anno ma nei negozi di abbigliamento per l'infanzia non si trova. Quelli di marca costano sui 20 euro LIVORNO. E chi lo avrebbe detto, lo scorso anno, che i grembiuli scolastici sarebbero andati a ruba? Forse, questa moda, è stata un pò imposta. Forse, del suo, ce lo ha messo anche l'attuale ministro dell'educazione Mariastella Gelmini dopo la proposta di rimettere d'obbligo il grembiule nelle scuole. Forse, alcune mamme vecchio stampo, si sono entusiasmate all'idea di vedere i propri figli in divisa come andava anni fa. Resta il fatto che, molti istituti, hanno deciso di seguire i consigli della ministra e di imporre la divisa. Una divisa per la quale, esiste una tendenza. Esiste una marca. Esiste una differenza. Quella stessa differenza che, a detta della Gelmini, l'obbligo del grembiule in classe avrebbe dovuto, invece, assopire. Da quello a cinque a quello a più di venti euro euro, da quello più ricercato a quello col colletto sostituibile, da quello col tessuto migliore a quello meno pregiato, da quello del mercato a quello della Coin, da quello delle Wings a quello senza alcuna griffe, il grembiule è un vero e proprio vezzo. Un modo, per i giovanissimi, di apparire e farsi accettare. Ma sono soprattutto, se non solamente, i centri commerciali livornesi a occuparsi di vendere le marche di grembiulini più o meno aggiornate e più o meno costose. Sì, perchè i negozi di abbigliamento infantile, tranne poche eccezioni, hanno deciso di non rifornirsi del tanto discusso abito scolastico. E dalla Upim alla Coin, dall'Oviesse al mercato di piazza Cavallotti, ce ne è per tutti i gusti. E, chi invece ha intenzione di distinguersi, cioè di evitare l'omologazione e di non seguire la massa, può scegliere di acquistare le divise scolastiche senza alcuna griffe e al modico prezzo di cinque euro. Alla Upim di via Marradi i grembiuli per bambini e bambine delle elementari e dell'asilo partono da 3 euro fino ad arrivare a 12.99. La marca è quella creata dallo stesso centro commerciale. Per quanto riguarda le divise griffate, quelle che sul petto hanno cucito il logo del personaggio cult per bambini, sono in vendita quelle delle Wings. Tutte Rosa e necessariamente per femmine delle scuole elementari. Il prezzo: 21.95 euro. Alla Coin, altre marche e altri prezzi "I grembiuli per bambine delle elemenatri vengono tra le 21 e le 22 euro. La marca è quella nostra, la Twiddy. Per i maschi - dice una responsabile del reparto abbigliamento bambini 0/14 della Coin - il prezzo ammonta a 20 euro e il logo è sempre lo stesso". Ma i più richiesti, quelli quasi terminati, sono i grembiuli della Disney. Rosa e azzurri, minnie e topolino, paperina e paperino, pluto e pippo, le divise costano venti euro e sono solo per chi frequenta l'asilo. Da Oviesse, invece, un reparto intero è dedicato alle famose divise scolastiche. E, come d'obbligo, quelle di marca vanno per la maggiore. Ma sono quasi tutte terminate. Per femmine ci sono i grembiulini della Mermaid Melody, a 15.90 e quelli delle Wings a 21.95. Per maschi quelli di Power Rangers e Gormiti a 15,90. Gli altri grembiuli, tutti marchiati Oviesse, vanno dai 5 euro ai 15,90. Uno dei pochi negozi per bambini provvisto di grembiuli, è Mimì e Cocò a piazza Cavallotti. Le divise firmate sono quelle di Miss Ribellina, a 16.90, High School Musical, a 18.90 e Ramps, a 13 euro. Quelle senza marca vengono 9 euro. Ma anche al mercato si possono trovare le griffe. Alcuni banchi vendono i grembiuli di Miss Ribellina a soli 13 euro. Ma la maggior parte sono grembiuli di stock che partono dalle 5 euro. Ed è così che, dallo zaino alla matita, dal quaderno all'astuccio, adesso anche il grembiule va portato di marca... C.B.

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Donna assunta almirante è bossi l'ignorante (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

La vedova del leader missino alla Festa del Tricolore Donna Assunta Almirante "è Bossi l'ignorante" MIRABELLO (Ferrara). Donna Assunta Almirante, invitata ad aprire la Festa Tricolore di Mirabello, tradizionale appuntamento di An che si tiene nel piccolo paese del Ferrarese, ha difeso a spada tratta il sud e ha sparato a zero contro leader e ministri del nord, come Umberto Bossi, Maria Stella Gelmini, Roberto Maroni. "E' un errore gravissimo che la Lega accusi il sud di ignoranza. E' lui ignorante - ha detto, riferendosi a Bossi, come ha poi precisato con i giornalisti - ignorante dal verbo ignorare. Gli uomini più importanti che sono attorno a lui, medici, professori, ingegneri, sono tutti del sud. Perchè lui deve capire che il sud è civile e progredito. Mentre lui è progredito ma non è civile". Donna Assunta, tra gli applausi della platea, è passata poi alla "signora Gelmini, che dice che il voto all'alunno del sud vale cinque nel nord. Lei merita l'uno: siccome la legge elettorale l'ha favorita - ha detto ancora - si trova ministro senza avere parlato con gli altri. Nessuno l'ha eletta, è stata solo nominata: perchè oggi noi non l'avremmo assolutamente eletta".

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Il ritorno dei voti - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Scuola

Commenti Il ritorno dei voti (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Volendo, si potrebbe obiettare che tutti questi ritorni hanno qualcosa di refluo e di platealmente nostalgico, dunque poco attinente al concetto di "nuovo" e "innovativo" che riluce sulle insegne della destra trionfante. Più che alla scuola gentiliana alludono a quella deamicisiana, con i buoni e i cattivi bene incolonnati sulla lavagna (sempre che arrivino i soldi per comperare il gessetto).Un po' come se il ministro del Lavoro volesse abolire il weekend lungo, culla della fannullaggine privata e pubblica, quello dello Spettacolo rilanciare la censura, quello degli Interni le cariche a cavallo, e via via rimpiangendo quell'Italietta finto-proba, moralista e classista che il povero Sessantotto provò in effetti a seppellire, salvo poi inciampare, nel 2008, nelle sue ossa bene aguzze. Ma fare il ministro della scuola, in questo paese e con questa scuola depressa e impoverita, è un mestiere così difficile che non regge il cuore a infierire più di tanto. La buona volontà del ministro merita la sufficienza (un "sei politico", parlando da sessantottini incanutiti), grembiule e voti e maestra unica possono perfino trovare qualche pedagogista consenziente, e pazienza se non una delle novità annunciate è esente da un forte odore di naftalina. Per contro, non c'è genitore o docente con il sale in zucca che non avverta la necessità di irrigidire qualche regola, e rattoppare qualche falla provocata dal deficit di autorevolezza degli adulti. Quello che però vorremmo infine sapere, da un ministro che annuncia di voler rivoltare la scuola e redimerla dei suoi peccati, è se non crede che, nel pacchetto di provvedimenti che va snocciolando un giorno sì e l'altro pure, manchino almeno due intenzioni ben più strutturali della riforma delle pagelle. La prima intenzione è restituire ai docenti dignità sociale e dunque un censo adeguato, senza il quale è puramente insensato pretendere che le persone di qualità (del Nord e del Sud) puntino alla carriera scolastica. La passione e la vocazione, da sole, non bastavano nemmeno a tenere insieme la scuoletta del Regno, dove pure il maestro e il professore godevano della venerazione di un popolo ancora semianalfabeta: figuriamoci oggi, che l'intero apparato pubblicitario-televisivo (se il ministro non ne ha mai sentito parlare, chieda al suo premier) ha inculcato in grandi e piccini l'idea che i quattrini sono tutto, e tutto il resto è appena una variabile di scarso interesse. Gli analfabeti si prostravano ai maestri, gli attuali analfabeti di ritorno li disprezzano. La seconda intenzione sarebbe ridare alla scuola pubblica la sua vecchia, indiscussa centralità ideologica (sì, ideologica) che è tutt'uno con la sua identità, sostanzialmente immutata dal Regno al fascismo alla Repubblica: quella di cardine formativo di un popolo, di uno Stato, di una comunità di cittadini. L'idea balorda e pericolosa ? sovversiva, direi, perfino più del Sessantotto? ? che la scuola pubblica sia solamente una delle scuole, una delle possibilità formative, non solo ha stornato risorse altrove, ma ha parzialmente svuotato di orgoglio e di certezze l'intero ambiente: esattamente come se le Forze Armate sapessero di essere parificate a eserciti privati, a pari titolo destinatari di denaro pubblico nel nome della "libertà di scelta". In parallelo, avanzava nel Paese l'idea che "pubblico" fosse comunque sinonimo di inerzia, parassitismo e qualità inferiore: per la prima volta nella storia d'Italia. In una comunità di consumatori e non più di cittadini, di "profili professionali" da valutare e impostare fino dalla prima infanzia e non più di giovani da formare alla cultura e alla dignità personale, come potrebbe mai rimotivarsi una scuola pubblica svilita dai suoi stessi governanti, stretta tra la cultura aziendalista e quella consumista, travolta dalla rivoluzione tecnologica senza poterla affrontare ad armi pari (che fine ha fatto la promessa proto-Berlusconiana di "un computer per ogni studente"?), insicura del suo presente economico e, quel che è peggio, del suo futuro istituzionale? Creda, ministro Gelmini, nessuno può permettersi, con i tempi che corrono, di contrapporre pregiudizi "libertari" ai suoi pregiudizi vagamente autoritari. Ma sconcerta non sentire più, da molto tempo, un orgoglio scolastico che si fondi sull'orgoglio pubblico, sulla volontà politica (tradita anche dai governi di centrosinistra) di fare della scuola di Stato, costi quel che costi, la prima anzi la primissima delle priorità politiche e finanziarie. Gli insegnanti si sentono soprattutto sgridati, accusati di essere impreparati, sciatti, assenteisti e magari meridionali. E il loro essere malpagati, secondo lo spirito dei tempi appare più come una colpa che come un torto subito. Avrebbero bisogno dell'esatto contrario: di un ministro che batta i pugni sul tavolo e pretenda risorse, quattrini e rispetto in pari misura. Un ministro che sia il primo dei docenti e non la loro controparte. Come può pretendere rispetto e stima dagli studenti una scuola che non ha più il rispetto e la stima dei politici che la reggono?.

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