HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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DOSSIER “SCUOLA” |
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toARTICOLI DEL 29 agosto 2008 #TOP
Vorremmo credere che la scuola italiana
possa guarire dai suoi mali con le pillole di severità, autorità e vago ritorno
alla tradizione confezionate dal ministro Gelmini. Un grembiule qui, un bel
Del resto avevamo già tifato per il ministro Fi o r o n i , impegnato non di
meno contro il bullismo, i telefonini in classe, i professori lassisti.
È uno di quei temi sui quali più che destra e sinistra è questione di buon
senso: la scuola italiana è al di sotto di ogni standard accettabile per
qualità degli studi e delle infrastrutture. E rispetto alle eterne polemiche su
privato e pubblico, la scarsa serietà dello studio le travolge tutte: è un dato
generalizzato.
Il punto è l’efficacia. A Gelmini e al collega Brunetta è stato raccomandato di
sferzare le sacche di inefficienza nel pubblico.
Possono provarci anche perché sanno di colpire un elettorato che non è il loro.
A parti invertite, Rosy Bindi cercò di disboscare i privilegi dei medici, con
determinazione anche perché si trattava di una costituency di destra: fallì.
Se ne ricavò la lezione che le riforme non si possono fare contro chi deve
applicarle.
Ora la controparte è un corpo docente la cui professionalità, se è
sopravvissuta alla scadente formazione degli anni 70 e 80, è lesionata da crisi
di identità e rango sociale.
Con tante critiche che si possono fare, l’impressione è che gli insegnanti
andrebbero premiati e rinforzati, prima di spedirli in trincea ed esporli
all’onta di YouTube.
L’unica cosa peggiore di un
E comunque ancora non basterebbe.
Perché, al di là del rigorismo da ombrellone, sono innanzi tutto le famiglie a
volere la scuola così com’è: severa con tutti, tranne che con il loro amato
bambino.
·
Articoli
Scuola (76)
Ritornano
i voti in pagella ( da "Corriere.it"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
agosto il
ministro Gelmini aveva annunciato che si sarebbe stati bocciati con il 7) e il
voto farà media nella valutazione complessiva, ha spiegato il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Il provvedimento sarà contenuto nel
piano programmatico per la scuola contenuto nella Finanziaria e su cui stiamo
lavorando con il ministro Tremonti"
Diritto
di cronaca ( da "Stampaweb, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ultimo
aspetto è scaturita dopo un incontro tra i ministri Gelmini e Matteoli. Tutta
la Pdl ha fatto quadrato intorno alla Gelmini per le novità introdotte nella
scuola. Piace il ritorno al voto in condotta. "Una battaglia che avevamo
già vinto all'epoca della Moratti e abrogata dal governo Prodi",
sottolinea Giuseppe Valditara, senatore Pdl e responsabile scuola di An.
Aqmazz
ha detto: Della Gelmini e del suo amore non ce ne frega un cazzo,sono solo
affari suoi,invece quello che ci interessa è che parli e faccia solo le cose
che conosce,non a van ( da "KataWeb News"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ecco l'amore
del ministro Gelmini 28 agosto 2008 alle 17:03 - Fonte: tgcom.mediaset.it - 1
commento Il ministro dell'Istruzione è stata beccata con il suo uomo, Giorgio
Patelli, affascinante imprenditore bergamasco di 50 anni, per le strade di
Milano. È la prima volta che la Gelmini esce allo scoperto con il compagno.
Condotta,
voti a scuola ed educazione civica: l'importante è la serietà, tutto il resto è
pubblicità ( da "KataWeb News"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Così si
potrebbe sintetizzare il "rumors mediatico" di queste ore sul recente
consiglio dei Ministri, che ha approvato le nuove proposte per la "scuola
del domani"... Ormai non si parla d'altro: voti in condotta ripristinati
che faranno "media" con gli altri voti scolastici; ripristino.
Ogni
anno è come chiedere l'elemosina ( da "Corriere delle Alpi"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
messo il
grembiule perchè in questo modo il ministro Gelmini vuole riqualificare la
scuola. E' così avvilente", continua Pra Mio che ogni anno arriva alle
assegnazioni delle cattedre temporanee in "costume", un costume
rifacentesi all'attualità del mondo della scuola. Arriva dopo le 11
all'istituto Catullo, il professore dello Zoldano sotto gli sguardi divertiti
degli altri colleghi.
Modena,
tante amarezze ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Un
ringraziamento particolare al professor Antonio Manenti ed alla professoressa
Roberta Gelmini per l'intervento eseguito al paziente Bruno Bassoli, con tanta
professionalità, tanta assistenza medica e tanta umanità prestata anche durante
il percorso post-operatorio. Un grazie alla gentilissima caposala Paola Tonelli
ed a tutto il personale infermieristico.
Quote
in classe, erba infestante ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
anche lo
stesso ministro Gelmini ha bocciato la proposta delle quote dell'assessore
veneto. Ciò evidenzia il fatto che non si possono usare le istanze delle
famiglie a fini di propaganda, gettando i semi della separatezza, fra l'altro
sulla pelle di bambini. Il che è l'operazione più brutta che si possa
concepire.
Torna
in pagella il 5 in condotta I presidi sono pronti ad applicarlo
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
L'annuncio
del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è stato accolto dai presidi
trevigiani con un applauso. Via libera al decreto legge, in vigore con l'anno
scolastico che sta per iniziare, con la reintroduzione dei voti in pagella per
tutte le scuole e con il ritorno dell'educazione civica e stradale.
Riappare
un vecchio mito: sorvegliare e punire
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
non è solo
della Gelmini, ma anche dei quattro o cinque ministri che l'hanno preceduta.
Ora, però, si profila qualcosa di nuovo e, dicevo, di preoccupante: il ritorno
al maestro unico. La colpa sarà sicuramente degli inevitabili tagli, ma la
rinuncia ai tre docenti per classe e a un progetto che ha reso la nostra scuola
elementare tra le migliori d'
Ombralonga
a Treviso ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Nicola Atalmi
Consigliere regionale Comunisti Italiani La crociata della Gelmini e la scuola
del Sessantotto Alcuni giorni orsono, il Ministro per l'Istruzione Mariastella
Gelmini e il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, hanno risposto a un
dibattito su un autorevole quotidiano, in merito alla scuola italiana.
Studenti
e sindacati mobilitati contro una riforma da anni '50
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
della scuola
italiana voluto dal ministro Gelmini. Partirà a ottobre la mobilitazione
nazionale annunciata ieri dall'Unione degli Studenti contro il voto in condotta
che "con un'impressionante balzo indietro ai "decreti regi",
cancella i risultati di decenni di lotte per il primato del profitto e della
qualità dell'insegnamento".
Tornano
i voti in pagella, ma non in Trentino
( da "Trentino"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Dellai non
recepisce il decreto Gelmini: "è inutile, alla scuola servono altre
riforme" Ok all'insegnamento dell'educazione civica ma niente bocciatura
con il
Si
torna al maestro unico, ma soltanto fra un anno
( da "Cittadino,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il ministro
Gelmini ha confermato che, dopo il grembiule e il voto in condotta, ancora una
volta, ripescherà dal passato. "Per la scuola primaria - ha spiegato -
tornare al maestro unico risponde a un'esigenza pedagogica. I bambini hanno
bisogno di avere un punto di riferimento preciso anche fuori dalle pareti
domestiche".
Il
comportamento farà media: con il "5" si verrà bocciati
( da "Cittadino,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Lo prevede il
decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei
ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi
contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e
introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al
posto degli attuali giudizi.
<Aumenti
minimi> ( da "Cittadino, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
presidente
del gruppo editoria scolastica dell'Aie - la nostra associazione comunica al
Ministero il catalogo aggiornato dei libri scolastici con i relativi prezzi,
quindi, quando il ministro Gelmini dice che è contenta dei controlli
dell'Antitrust, le ricordiamo che lei stessa avrebbe potuto farli già da
mesi".
Sotto
il maestro unico 40mila tagli ( da "Italia Oggi"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
istruzione
Gelmini Sotto il maestro unico 40mila tagli Entro il 2011 la riduzione delle
cattedre alle elementari In un colpo solo, fatta metà dell'opera. Con il
ritorno al maestro unico, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini,
realizzererebbe quasi il 50% del piano di risparmi imposto alla scuola dal decreto
legge 112-2008,
Aie:
il caro libri non esiste ( da "Italia Oggi"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
che ha fatto
sapere che tra gli obiettivi previsti nel piano di razionalizzazione per la
scuole che il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini sta mettendo a
punto, c'è anche il mantenimento dei libri di testo per almeno cinque anni, al
fine di rendere efficace la lotta al fenomeno del "caro-libri".
Scuola,
riecco i voti in decimi ( da "Italia Oggi"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Via libera al
dl Gelmini. In porto anche la Comunitaria '08 Scuola, riecco i voti in decimi
Torna il giudizio in condotta. E presto il maestro unico A scuola si torna al
voto in decimi. E a quello in condotta. Il consiglio dei ministri ha approvato
ieri un decreto legge (anticipato su ItaliaOggi del 27 agosto) che introduce
tra l'altro in via sperimentale,
Cominciamo
da un elemento positivo. Riguarda il clima politico. Per molto, molto meno di
quanto ( da "Giornale di Brescia"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
su chiaro
impulso dei ministri Tremonti, Bossi e Gelmini che avevano annunciato i loro
propositi nelle interviste a "La Padania" e al "Corriere della
Sera" delle settimane scorse, ha deciso quale soluzione adottare su
quattro problemi importanti. Vediamoli, anche considerando le alternative che
si sono scartate.
Scuola,
ritornano i voti in pagella ( da "Giornale di Brescia"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
vara il
decreto voluto dal ministro Gelmini: in primo piano condotta e maestro unico
Scuola, ritornano i voti in pagella Via libera al piano di salvataggio per Alitalia.
Anche Air France pronta ad entrare Tra le novità introdotte lo studio
dell'Educazione civica e stradale. Torna il maestro elementare unico ROMA Una
scuola che guarda al passato quella del ministro bresciano dell'
IL
PIANETA ISTRUZIONE Il ministro Gelmini chiede chiarezza nella formazione . Il v
( da "Giornale
di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Edizione:
29/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO IL PIANETA
ISTRUZIONE Il ministro Gelmini chiede "chiarezza nella formazione".
Il voto in condotta farà media. Tra le materie si studierà educazione civica e
stradale. Ma dal passato torna anche la figura del maestro unico.
E
nelle elementari il maestro unico
( da "Giornale
di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il ministro
Gelmini ha confermato che, dopo il grembiule e il voto in condotta, ancora una
volta, ripescherà dal passato. "Per la scuola primaria - ha spiegato -
tornare al maestro unico risponde a un'esigenza pedagogica. I bambini hanno
bisogno di avere un punto di riferimento preciso anche fuori dalle pareti
domestiche".
Scuola:
con la condotta, tornano i voti in pagella
( da "Giornale
di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Lo prevede il
decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei
ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi
contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e
introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al
posto degli attuali giudizi.
Le
reazioni tra critiche e tanti plausi
( da "Giornale
di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Giornale di
Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Il Moige approva le scelte della Gelmini.
L'Unione degli Studenti: "Ci vediamo in piazza" Le reazioni tra
critiche e tanti plausi Il ministro bresciano Mariastella Gelmini ROMA Il voto
in condotta? "Una risposta riduttiva e sbagliata ai problemi nel rapporto
giovani-adulti all'interno della scuola".
Il
Meeting di Rimini parla bresciano Molto apprezzati anche gli stand di casa
nostra : Provincia, A2A, Jhonny Lambs
( da "Giornale
di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione
Mariastella Gelmini, "puntata" fuori dall'etichetta ministeriale, ma
sentita e cordiale. È arrivato con la famiglia il soprintendente ai Beni artistici
di Brescia Luca Rinaldi. Anche lui ha visitato la mostra su Tovini, mentre a
due passi, sempre nel padiglione C1, ecco un gruppo di bresciani alle prese con
pentole e friggitrici,
Governo:
okad Alitalia,Air Franceinteressata
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il ministro
dell'Istruzione Maria Stella Gelmini l'aveva promesso: ritorneremo al passato
per riportare nelle classi ordine contro il bullismo dilagante e risollevare il
carente livello culturale degli studenti. Obiettivi che si cercheranno di
centrare con il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri.
E
nei grandi magazzini scatta la "grembiulite"
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
EFFETTO
GELMINI SULLE DIVISE DEGLI ALUNNI Aumentati le richieste e gli ordini. La
decisione lasciata agli istituti: molti l'avevano già reintrodotto, altri ci
stanno pensando 29/08/2008 C'È CHI lo chiama già"effetto Gelmini".
Chi "grembiulite". Dopo le dichiarazioni di Mariastella Gelmini sul
ritorno della vecchia divisa scolastica -
<severità
giusta, i ragazzinon li capisco più>
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
che il
ministro Mariastella Gelmini ha reintrodotto il voto in condotta e col
"5" si ripete l'anno? "Sono molto contenta. Io ho sempre amato
la scuola, ma i ragazzini di oggi proprio non li capisco più. Ho fatto le
elementari a Gorizia ai tempi della monarchia austro-ungarica, all'epoca era
richiesta molta disciplina.
Voti
in pagellagià alle elementari ( da "Secolo XIX, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Obiettivi a
cui il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, punterà con il decreto
legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che cancella
le riforme degli ultimi decenni, reintroducendo i voti in pagella alle
elementari e alle medie e il voto in condotta, che sarà decisivo ai fini della
promozione.
Elementari
con un unico maestro ( da "Arena, L'"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il ministro
Gelmini conferma che, dopo il grembiule e il voto in condotta, ancora una
volta, ripescherà dal passato: "Per la scuola primaria", sostiene,
"tornare al maestro unico risponde a un'esigenza pedagogica. I bambini
hanno bisogno di avere un punto di riferimento preciso anche fuori dalle pareti
domestiche".
Giudizi
addio: sulle pagelle tornano i voti
( da "Arena,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
dice il
ministro Gelmini. Quanto al fatto che sulle pagelle i giudizi saranno
soppiantati dai numeri, la Gelmini dice: "Crediamo che alla scuola servano
ordine e chiarezza. I voti saranno accompagnati dai giudizi che saranno
esplicativi". Alle elementari accanto ai voti resterà il giudizio analitico
sul comportamento complessivo.
Scuola,
tornano i voti ( da "Libertà"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Lo prevede il
decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei
ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi
contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e
introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al
posto degli attuali giudizi.
Gli
editori negano la stangata del caro-libri: una montatura
( da "Libertà"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gli editori
non capiscono poi perchè il ministro Gelmini abbia apprezzato i controlli
disposti dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: "Entro
febbraio - spiega Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica
dell'Aie - la nostra associazione comunica al Ministero il catalogo aggiornato
dei libri scolastici con i relativi prezzi,
Proteste
per il <ritorno al passato>
( da "Libertà"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
della scuola
italiana voluto dal ministro Gelmini. Partirà a ottobre la mobilitazione
nazionale annunciata ieri dall'Unione degli Studenti contro il voto in condotta
che "con un'impressionante balzo indietro ai "decreti regi",
cancella i risultati di decenni di lotte per il primato del profitto e della
qualità dell'insegnamento".
Scuola,
il governo vara la mini-riforma ( da "Libertà"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Reintrodotti
i voti nelle medie e nelle elementari Il ministro Gelmini: presto il maestro
unico ROMA - Tempi duri per i troppo bulli. Dall'anno scolastico che sta per
iniziare, come annunciato da settimane, torna il voto in condotta, farà media
con gli altri voti e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura.
Stop
ai bulli : torna il voto in condotta
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
misura che
per il ministro Mariastella Gelmini dovrebbe essere utile a combattere il
bullismo); e - sottraendole all'insegnamento della storia e della geografia -
introduce ore di "cittadinanza e Costituzione" che saranno anche
dedicate allo studio del codice stradale. Con un atto di indirizzo, il
Consiglio dei ministri ha anche stabilito che alle elementari torni -
Sorvegliare
e punire ( da "Libertà"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
non è solo
della Gelmini, ma anche dei quattro o cinque Ministri che l'hanno preceduta.
Ora, però, si profila qualcosa di nuovo e, dicevo, di preoccupante: il ritorno
al maestro unico. La colpa sarà sicuramente degli inevitabili tagli, ma la
rinuncia ai tre docenti per classe e ad un progetto che ha reso la nostra
scuola elementare tra le migliori d'
Caro
libri? Una bufala Aumenti dello 0,73%
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la Gelmini si
fa venire l'idea di permettere la riedizione dei libri scolastici "solo se
strettamente necessario. Abbiamo pensato a un periodo di 3, 4 o 5 anni entro il
quale i libri non possono essere cambiati". Federico Motta, presidente dell'Associazione
italiana editori commenta però che per un'indagine dell'Ispo,
Un
taglio di 150mila insegnanti ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
che bisogna
trasformare la scuola pubblica in fondazioni di diritto privato e via
dichiarando. Siamo di fronte a un pessimo fumo", dice, "formato da un
mix di provvedimenti che guardano alla scuola degli anni '50, alla
privatizzazione della scuola pubblica e a una netta separazione della scuola
per aree geografiche.
Esami,
tocca al "Colombini" ( da "Libertà"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
e subito
confermati da Mariastella Gelmini, gli studenti delle superiori hanno dovuto
confrontarsi con gli esami di fine estate. Gli "studenti in
sospensione" che non riusciranno a superare i debiti saranno bocciati e
dovranno ripetere l'anno. Nel corso dell'estate le scuole stesse hanno
provveduto ad organizzare i corsi di recupero per i ragazzi,
Scuola,
in pagella ritornano i voti ( da "Nuova Sardegna, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
con il
Scuola,
sono 250 i posti ancora vacanti ( da "Libertà"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
non vedo in
maniera negativa la proposta del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini.
Se si vogliono organizzare corsi di aggiornamento, tanto meglio Non la prendo
male". Margherita Muselli, insegnante di inglese, "ma anche di
francese e spagnolo" dice, conta sulla possibilità di passare ad una
scuola pubblica, dopo aver trascorso 2 anni al San Vincenzo.
La
storia della stampa si merita una mostra
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ultimo
decennio del '
Per
fortuna la destra al governo: sbarchi di clandestini, stupri (vedi Roma dove
governa il federale ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Leggo che
alla festa del PD in Toscana hanno applaudito Bossi?! Mi vien da star male. Un
pensionato di Manerbio Maria Stella Gelmini, ministra bresciana alla Pubblica
istruzione, dovrebbe preoccuparsi della scarsa alfabetizzazione dei
parlamentari... Renato.
Scuola.
Torna il 5 in condotta ( da "AudioNews.it"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
proposto dal
ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini,che reintroduce il voto in
condotta valido per la promozione, il giudizio accanto alla valutazione in
pagella e lo studio obbligatorio dell'educazione civica e stradale. Al vaglio
anche il ritorno del maestro unico alle elementari e provvedimenti per
contrastare il caro libri.
La
proposta dell'assessore regionale donazzan di introdurre quote di alunni
stranieri nelle ... - emilio viafora *
( da "Nuova
Venezia, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
anche lo
stesso ministro Gelmini ha bocciato la proposta delle quote dell'assessore
veneto. Ciò evidenzia il fatto che non si possono usare le istanze delle
famiglie a fini di propaganda, gettando i semi della separatezza, fra l'altro
sulla pelle di bambini. Il che è l'operazione più brutta che si possa
concepire.
Occasione
persa ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
non è solo
della Gelmini, ma anche dei quattro o cinque ministri che l'hanno preceduta.
Ora, però, si profila qualcosa di nuovo e, dicevo, di preoccupante: il ritorno
al maestro unico. La colpa sarà sicuramente degli inevitabili tagli, ma la
rinuncia ai tre docenti per classe e a un progetto che ha reso la nostra scuola
elementare tra le migliori d'
Scuola,
tornano maestro unico e voti in pagella
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
L'annuncio
della Gelmini Bocciati col
Gli
studenti già pronti alla piazza: la repressione contro il bullismo
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Uds: la
Gelmini ci ha tradito, così si torna ai decreti regi Gli studenti già pronti
alla piazza: la repressione contro il bullismo LA PROTESTA ROMA. L'Unione degli
studenti (Uds) è pronta alla battaglia contro la reintroduzione del voto in
condotta.
Tornano
i voti e alle elementari il maestro unico
( da "Tirreno,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Con
Segue
dalla prima ( da "Mattino di Padova, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
anche lo
stesso ministro Gelmini ha bocciato la proposta delle quote dell'assessore
veneto. Ciò evidenzia il fatto che non si possono usare le istanze delle
famiglie a fini di propaganda, gettando i semi della separatezza, fra l'altro
sulla pelle di bambini. Il che è l'operazione più brutta che si possa
concepire.
A
scuola tornano i voti - michele serra
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Mariastella
Gelmini guida la folta lista dei ministri super-dichiaranti, annunciando ogni
giorno una novità salvifica. Ieri è stato il turno del ritorno al voto, che
segue il ritorno del grembiule, il ritorno alla maestra unica, il ritorno della
buona condotta e un'altra messe di ritorni, tutti implicitamente o
esplicitamente motivati dalla ripulsa del famoso "
E
bossi attacca la gelmini "educazione civica, roba vecchia" - carmelo
lopapa franco vanni ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
inno a scuola
E Bossi attacca la Gelmini "Educazione civica, roba vecchia" CARMELO
LOPAPA FRANCO VANNI ROMA - Maestro unico, cinque in condotta e poi, "ecco,
abbiamo pensato di rispolverare l'educazione civica". Il ministro
Mariastella Gelmini non ha fatto in tempo a elencare il terzo punto del suo
programma per la scuola, nel bel mezzo del Consiglio dei ministri del dopo
vacanze,
Scuola,
tornano i voti alle medie e elementari - mario reggio
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il Consiglio
dei ministri ha approvato il decreto presentato dal ministro della Pubblica
istruzione Mariastella Gelmini. Due le pietre miliari: il ritorno del voto in
condotta e con il 5 si ripete l'anno. Torna anche l'educazione civica: diventa
materia obbligatoria di un'ora alla settimana, ovvero studio della Costituzione
ma anche educazione stradale, ambientale e alla salute.
Donna
assunta contro an e ministri ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Alla
tradizionale Festa Tricolore di An che si è aperta ieri a Mirabello, donna
Assunta Almirante ha sparato a zero contro tutti, leader e ministri del nord.
Nel mirino dell'anziana vedova Bossi, Gelmini e Maroni, ma anche Alleanza
Nazionale che confluirà nel Pdl. "Che si annacquino - ha detto - io resto
quella di ieri, e spero che anche loro ritrovino il sole".
Dal
regio decreto del '23 all'autonomia
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
99 il voto in
condotta torna in auge con il ministro Gelmini. La storia della valutazione del
comportamento degli studenti affonda le radici nei primi decenni del '900. Il
regio decreto 1054 del 1923, il primo della riforma Gentile, contiene
un'affermazione di principio che viene replicata senza modifiche in altri regi
decreti successivi relativi ai diversi ordini di scuola:
Come
fare a pezzi la scuola Meno maestri e meno soldi
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
esternazioni
di Gelmini al meeting di Rimini, andiamo a vedere come questa donna, fino a tre
mesi fa sconosciuta - oggi monopolizzatrice di spazi televisivi e di articoli
di giornale - nonostante la sua inadeguata competenza e il suo basso profilo
politico continui a tenere accese su di sé le luci di una ribalta che resistono
solo perché assecondano alcune pericolose richieste dell'
Zoom
- maurizio barbato ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Perciò il
ministro Gelmini inizia con una questione di metodo: il voto di condotta. Così
se qualche studente irruente protesterà, per libri edilizia e mancanza di
docenti, anche i suoi inadeguati insegnanti meridionali sapranno rieducare il
vacuo ribellismo.
Scuola,
tornano voti e maestro unico ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
In programma
anche lezioni di educazione civica e stradale La Gelmini ripristina il voto in
condotta: con il
Quelli
del modello emiliano Dove l'operaio studiava insieme al ricco
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Siamo in una
scuola multietnica, con le 27 ore classiche, gli alunni dedicheranno il loro
tempo solo ad imparare e anche piuttosto in fretta. Ci si incontrerà sempre
meno". Cambia il sistema e anche le pagelle. Dal prossimo anno, tornerà il
voto in condotta e, alle elementari, il giudizio diventerà voto.
Tornano
i voti. Un decreto cambia la scuola Quello di condotta e quelli per materie
alle elementari e alle medie. Presto il maestro unico. La Cgil: faremo muro
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
SGUARDO
incastonato nella montatura indaco che sorvola senza soffermarsi la platea di
cronisti, il ministro Mariastella Gelmini dà i numeri. Dieci minuti di
solitaria conferenza stampa, un decreto per riformare la scuola italiana, il
debutto del cinque in condotta, il maestro unico alle elementari, il ritorno
dei voti al posto dei giudizi, caro-libri bloccato per almeno tre anni.
Norme
importanti per ripristinare ordine e chiarezza Il 5 in condotta è contro il
bullismo ( da "Unita, L'"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Gelmini "Norme importanti per ripristinare
ordine e chiarezza Il
ROMA
- Tempi duri per i troppo bulli ( da "Adige, L'"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Lo prevede il
decreto del ministro Gelmini approvato dal Consiglio dei ministri. Un
provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti
nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche
un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli
attuali giudizi.
Ritornano
voti e maestro unico ( da "Provincia Pavese, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Scuola,
bocciati con
Scuola:
basta giudizi, tornano i voti ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione
Maria Stella Gelmini al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato un
decreto legge. "Crediamo che alla scuola serva chiarezza ? ha detto ?. Per
questo ci sarà un ritorno dei voti". Il governo ha espresso parere
favorevole anche sul ritorno al maestro unico per la scuola primaria, anche se
non da quest'anno.
Meglio
i voti, e non solo in condotta ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Lo prevede il
decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei
ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi
contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e
introduce anche un'altra importante novità: il ritorno dei voti in pagella al
posto degli attuali giudizi.
<Il
cambio vero è premiare i bravi docenti>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
I
provvedimenti annunciati dal ministro Gelmini non hanno sorpreso il mondo della
scuola bergamasca. La reintroduzione del valore del voto di condotta era una
richiesta che le associazioni nazionali dei dirigenti portavano avanti da anni,
nel tentativo di porre un argine alla maleducazione crescente e al bullismo
presente in molte scuole, ma anche per dare un'
Distinto
equivale a 9? Datelo voi distinto a Doni
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
si può certo
dire che Mariastella Gelmini, nuovo ministro dell'Istruzione, non abbia le idee
chiare e la volontà di metterle in atto. Quello dei voti, che mancavano dalle
pagelle dei nostri figli dall'agosto del 1977, per molti sarà certamente il rientro
più gradito, quello che eviterà agli insegnanti qualche equilibrismo dialettico
di troppo e che restituirà ai poveri genitori,
<Niente
di strano, l'indicazione è del ministero>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
alzabandiera
era stata del ministro Fioroni e non mi risulta che l'attuale ministro Gelmini
l'abbia ritirata. Per di più non è una novità dato che l'abbiamo già fatto lo
scorso anno e nessuno l'ha trovato strano. Il ragionamento dell'allora
ministro, che io condivido, è di ridare importanza istituzionale alla scuola
anche utilizzando i simboli della convivenza civile.
Il
caro libri è una montatura ( da "Nuova Ferrara, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gli editori
non capiscono poi perchè il ministro Gelmini abbia apprezzato i controlli
disposti dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato: "Entro
febbraio - spiega Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica
dell'Aie - la nostra associazione comunica al ministero il catalogo aggiornato
dei libri scolastici con i relativi prezzi,
Elementari
e medie, giudizi addio: tornano i voti
( da "Nuova
Ferrara, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Mariastella
Gelmini annuncia "tre importanti novità per la scuola che inizia il 1º
settembre", le ha varate il consiglio dei ministri con un decreto che le
fa entrare subito in vigore. Il governo ha anche dato il consenso preventivo al
ritorno, dall'anno scolastico 2009-2010, al maestro unico.
Scuola
media col grembiule ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini: due
istituti stabiliscono l'obbligo, uno in arrivo Effetto Gelmini sulle scuole
medie di Bari. Il grembiule in classe, tra le misure previste dal disegno di
legge proposto dal ministro dell'istruzione, non è escluso alla
"Carducci" di via Napoli: "è da tempo che sto riflettendo
sull'opportunità di reintrodurre il grembiule nelle aule -
Scuole
medie, si torna al grembiule - ilaria ficarella
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
E arrivano i
primi sì alla Gelmini ILARIA FICARELLA aRRIVANO I GREMBIULINI. L'effetto
Gelmini entra nelle scuole pugliesi, dove in queste ore i consigli d'istituto
si riuniscono per decidere come accogliere le indicazioni del ministero
sull'abbigliamento scolastico. Proprio mentre diventano sempre più stringenti
le norme.
E
anche il grembiule fa la differenza
( da "Tirreno,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
educazione
Mariastella Gelmini dopo la proposta di rimettere d'obbligo il grembiule nelle
scuole. Forse, alcune mamme vecchio stampo, si sono entusiasmate all'idea di
vedere i propri figli in divisa come andava anni fa. Resta il fatto che, molti
istituti, hanno deciso di seguire i consigli della ministra e di imporre la
divisa.
Donna
assunta almirante è bossi l'ignorante
( da "Tirreno,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Maria Stella
Gelmini, Roberto Maroni. "E' un errore gravissimo che la Lega accusi il
sud di ignoranza. E' lui ignorante - ha detto, riferendosi a Bossi, come ha poi
precisato con i giornalisti - ignorante dal verbo ignorare. Gli uomini più
importanti che sono attorno a lui, medici, professori, ingegneri, sono tutti
del sud.
Il
ritorno dei voti - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ministro
Gelmini, nessuno può permettersi, con i tempi che corrono, di contrapporre
pregiudizi "libertari" ai suoi pregiudizi vagamente autoritari. Ma
sconcerta non sentire più, da molto tempo, un orgoglio scolastico che si fondi
sull'orgoglio pubblico, sulla volontà politica (tradita anche dai governi di
centrosinistra) di fare della scuola di Stato,
( da "Corriere.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Con il
( da "Stampaweb, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, indietro
tutta. Azzerata buona parte di quel che era cambiato negli ultimi anni, tornano
i voti al posto dei giudizi, il voto in condotta che
farà media con gli altri voti e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla
bocciatura. Gli studenti annunciano un autunno di proteste ma queste sono le
novità del decreto legge del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri che
prevede anche lo studio dell'educazione civica e di quella stradale e un freno
alla riedizione di libri da parte delle case editrici. Il maestro unico alle
elementari, invece, entrerà nel piano di riorganizzazione di settembre e non
sarà introdotto prima del prossimo anno. Tramontata l'era dei
"distinto" e dei "buono", i docenti scriveranno di nuovo i
voti, come trent'anni fa. "Crediamo che alla scuola - ha detto il ministro
- serva ordine e chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno ai voti, accompagnati
dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai ragazzi. Si è
abusato dei giudizi che a mio parere non sempre sono espressi in maniera
comprensibile e aiutano a capire il reale rendimento dei ragazzi". Alle
elementari accanto ai voti resteranno il giudizio analitico sul comportamento
complessivo. Alle medie ci saranno, invece, soltanto i voti. Tra i voti,
spiccherà quello in condotta che non sarà soltanto
un'indicazione priva di peso ma, dopo dieci anni, di nuovo "farà
media" e chi prende 5 può anche dire addio alla promozione o
all'ammissione agli esami di Stato: un giro di vite rispetto a quanto previsto
nella prima proposta, un ddl in cui la bocciatura era discrezionale. Gli
studenti saranno valutati in base ai risultati conseguiti nelle singole
materie, ma anche tenendo conto, dunque, del comportamento. Per il ministro Gelmini "è una risposta necessaria e urgente di fronte
al moltiplicarsi negli ultimi anni dei casi di bullismo". E, a chi le ha
chiesto se avesse mai avuto problemi, ha confessato: "in condotta ho sempre avuto voti alti, nove o dieci". Dal
Consiglio dei Ministri di oggi è arrivato anche lo stop alle riedizioni annuali
dei libri, che costringono ogni anno le famiglie degli studenti a costosi
ri-acquisti. "Abbiamo ribadito - ha spiegato il ministro - la volontà
ferma di suggerire che la riedizione dei libri avvenga solo dove strettamente
necessario, ossia ogni quattro o cinque anni, lasso di tempo entro il quale i
libri non possono essere cambiati". La Costituzione e, più in generale, lo
studio dell'educazione civica, entra in via sperimentale, nelle aule delle
scuole dell'infanzia e del primo e secondo ciclo. "Cittadinanza e
Costituzione" (questo il nome ufficiale della disciplina) da quest'anno
sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia e probabilmente avrà una sua
specifica valutazione. "Educazione civica come educazione alla
cittadinanza" ha spiegato il ministro Gelmini
secondo la quale "bisogna preparare i ragazzi a essere cittadini
consapevoli". "Educazione civica - ha aggiunto - e dunque studio
della Costituzione, educazione ambientale, alla salute ma anche insegnamento
dell'educazione stradale quanto mai opportuno visto il numero di ragazzi che
ogni anno perdono la vita in incidenti". La decisione di inserire anche
quest'ultimo aspetto è scaturita dopo un incontro tra i
ministri Gelmini e Matteoli. Tutta la Pdl ha fatto quadrato intorno alla Gelmini per le novità introdotte nella scuola. Piace il ritorno al voto in condotta. "Una battaglia che avevamo già vinto all'epoca della
Moratti e abrogata dal governo Prodi", sottolinea Giuseppe Valditara,
senatore Pdl e responsabile scuola di An. Se la Lega va anche oltre
proponendo la bocciatura già con il "6", piace anche ai presidi e ai
genitori il pugno di ferro usato dal ministro. Annunciano battaglia invece gli
studenti di sinistra, i giovani dell'Uds e il ministro ombra per le Politiche
giovanili, Pina Picierno: "Non posso credere che un ministro di 35 anni
pensi di risolvere i problemi riportando le lancette dell'orologio agli anni
'50". E sono poco convinti anche i giovani dell'Azione Cattolica che
contestano l'uso del decreto legge: "sacrifica il dibattito parlamentare e
il confronto con le associazioni studentesche". commenti (0) scrivi.
( da "KataWeb News" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Ecco
l'amore del ministro Gelmini 28 agosto 2008
alle 17:03 - Fonte: tgcom.mediaset.it - 1 commento Il ministro dell'Istruzione
è stata beccata con il suo uomo, Giorgio Patelli, affascinante imprenditore
bergamasco di 50 anni, per le strade di Milano. È la prima volta che la Gelmini esce allo
scoperto con il compagno. DI' LA TUA: CHE VOTO LE DAI?.
( da "KataWeb News" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Alle 15:52 - Fonte:
passineldeserto.blogosfere.it - 0 commenti Molto rumore per nulla. Così si potrebbe sintetizzare il "rumors mediatico" di
queste ore sul recente consiglio dei Ministri, che ha approvato le nuove
proposte per la "scuola del domani"... Ormai non si parla d'altro:
voti in condotta ripristinati che faranno "media" con gli altri voti
scolastici; ripristino.
( da "Corriere delle Alpi" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Di Paola Dall'Anese
"Ogni anno è come chiedere l'elemosina" Ieri le assegnazioni delle
supplenze E Pra Mio arriva con il grembiule Angelo Zanella da 33 anni attende
il posto fisso: "Lo faccio perchè ci credo" BELLUNO. Trentatrè,
ventiquattro e ventidue. Sono gli anni di precariato accumulati rispettivamente
da Angelo Zanella, Fabrizio Pra Mio e Paolo Michele Maizza, docenti di
educazione fisica al loro ennesimo contratto annuale. "Sono il ministro
Biondina in contatto col ministro Brunetta e aspetto che mandi via il
fannullone per prenderne il posto", ha detto Pra Mio, presentatosi
all'appello in rigoroso grembiulino blu, pantaloncini corti e calzini bianchi.
"Ho messo il grembiule perchè in questo modo il
ministro Gelmini vuole riqualificare la scuola. E' così avvilente", continua
Pra Mio che ogni anno arriva alle assegnazioni delle cattedre temporanee in
"costume", un costume rifacentesi all'attualità del mondo della
scuola. Arriva dopo le 11 all'istituto Catullo, il professore dello Zoldano
sotto gli sguardi divertiti degli altri colleghi. Si dirige direttamente
nell'aula magna dove c'è la commissione dell'Ufficio scolastico provinciale
addetta alle operazioni. Entra e saluta, tra gli applausi dei presenti.
Apparentemente è sempre contento Pra Mio, ma non è così. Come si vive da
precari tutta una vita? "C'è un grande senso di ansia, di impotenza, non
sai mai con chi prendertela: il ministro, l'Usp, i sindacati? Siamo troppi,
questo è il problema e la meritocrazia di cui tutti si riempiono la bocca non
esiste". Ma Pra Mio non è il più "vecchio", ad avere molti più
anni di servizio di lui è Angelo Zanella, di Lozzo di Cadore, da 33 anni
precario, ma primo in graduatoria. "Si vive molto male", dice,
"pare di venire a chiedere ogni anno l'elemosina. Io vengo da Lozzo e
l'anno scorso sono finito a Santa Giustina e Trichiana, facendomi 30 mila
chilometri e spendendo 400 euro di benzina al mese. Se non avessi preso quelle
cattedre non avrei potuto avere l'orario pieno". E sì perchè dall'anno
scorso chi, potendo, non prende la cattedra intera, non può beneficiare di
altri spezzoni orari. Una situazione che, come hanno evidenziato i sindacati
proprio nei giorni scorsi, metterà in grave disagio i docenti costretti a
viaggi lunghi nelle parti più estreme del territorio. C'è poi Maizza, 22 anni
di precariato. "La nostra è una vita dura, per 10 mesi lavori e poi ti
ritrovi senza uno stipendio, e allora l'estate la passi a lavorare". Ma
come loro, erano davvero tanti ieri al Catullo i precari in attesa di
rioccupazione. Venivano da tutte le parti della provincia. In volto la
rassegnazione perchè anche per quest'anno è andata male. E così, in attesa che
venga il turno della loro classe di concorso, tra chi si conosce scatta il
meccanismo degli accordi per spartirsi, senza pestarsi i piedi, gli spezzoni
orari. Ma dietro la rassegnazione c'è anche la rabbia. "Il problema è che
le regole cambiano di anno in anno", dice Paolo che insegna diritto,
"e la cosa peggiore è che chi ha il ruolo ha tutti i diritti, e chi sta
sulla soglia nessuno". Arrabbiato si dice Antonio, da 21 anni precario, di
Pieve di Cadore, docente di diritto. "Sono arrabbiato per la mancanza di
certezze di questo ministero. Non c'è una cosa che vada a compimento da un
governo all'altro. Alla fine mi aspetto di tutto, anche che chi è primo in graduatoria,
fra un po' diventi ultimo". E oggi si replica.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Modena, tante
amarezze con la proprietà Amadei Egregio direttore, il (per usare una frase
trita) glorioso Modena FC sta affrontando una crisi quasi senza precedenti. Una
proprietà che dice di voler vendere ma in realtà non se ne vuole assolutamente
andare, tanto è vero che chiede una cifra del tutto fuori mercato, prima dice
di non escludere una retrocessione, poi di non pensarci assolutamente
("non siamo matti"), poi di voler rientrare di 3 (diconsi tre)
milioni, il che vuol dire cessione dei pezzi migliori e retrocessione
praticamente certa. Dato che questa è più o meno la cifra che vale la società,
è lecito pensare che per il signor Amadei sarebbe più facile rientrare
vendendola, la società. In una piazza meno tollerante di Modena un
atteggiamento del genere darebbe luogo sicuramente a critiche molto aperte e
severe. In un ambiente come quello modenese, invece, il signor Amadei fa quello
che gli pare e resta a dispetto di tutti. Conclusione: a un paio di giorni
dall'inizio del campionato il povero allenatore si trova a non sapere se sabato
potrà ancora disporre dei vari Bruno, Frezzolini, Pinardi, etc. In quale altra
piazza potrebbe verificarsi una situazione del genere? Ma la crisi non aveva
investito tutta la serie B? Questa è diventata una delle proprietà più invise
di tutta la storia del Modena. E tutto questo in un'annata storica per il
calcio modenese, con due squadre per la prima volta insieme in un campionato
professionistico. Conclusione: quella che avrebbe potuto essere un'annata
storica si rivelerà un'annata probabilmente piena di amarezze per i tifosi
gialloblu. Grazie, signor Amadei. Carlo Bandieri Poca mobilitazione per le cave
in provincia Consola sapere che il consigliere regionale del Pdl, Andrea Leoni,
sia sul piede di guerra contro la devastazione del territorio in prossimità del
fiume Panaro e dei paesi in rivolta contro il Piano estrattivo. E' meno
consolante che lo stesso impegno non venga propagato anche per tutte le altre
90 e passa cave autorizzate dalla Provincia di Modena e dai Comuni. Lo stesso
interesse non c'è stato per i cinque milioni di metri cubi di ghiaia che
saranno asportati da Marzaglia prima (forse) di costruire la pista dei motori
"che avrà solo 10 macchine..." come dice l'assessore "faso tutto
mi". Sul versante del Secchia c'è qualche piccolo Comitato di cittadini ma
abita nel reggiano! A Reggio la Pdl non c'è? Non consola sapere che il
consigliere Leoni, e a dire il vero neppure gli altri, si interessino del
progetto della Società Terracon di Firenze, che ha chiesto una procedura di Via
alla Regione per potere carotare ben 20 comuni modenesi, e tanti sono quelli
dei Comitati anticava, per potere estrarre idrocarburi in un progetto
denominato "Sassuolo - da Sax oil". Inoltre, c'è una richiesta per
costruire della societa Albatros di Concordia sulla Secchia un impianto
idroelettrico nello Zps - Sic denominato Casse del Secchia, sempre a Marzaglia.
Nel territorio provinciale son ben trenta le richieste di questo tipo. Sarebbe
necessario che il consigliere Leoni ma anche l'ex sindaco di Castelfranco
Emilia, il mio amico Paolo Cristoni, davvero si interessassero di tutela
ambientale e naturalizzazioni! La cosidetta Area Vasta è pronta al saccheggio!
Emilio Salemme Presidente della Consulta per la Tutela Ambientale Una famiglia
ringrazia il reparto Chirurgia I La famiglia Bassoli sente il dovere ed il
bisogno di ringraziare il reparto di Chirurgia I del Policlinico di Modena
diretto dal professor Massimo Saviano. Un ringraziamento
particolare al professor Antonio Manenti ed alla professoressa Roberta Gelmini per l'intervento eseguito al paziente Bruno Bassoli, con tanta
professionalità, tanta assistenza medica e tanta umanità prestata anche durante
il percorso post-operatorio. Un grazie alla gentilissima caposala Paola Tonelli
ed a tutto il personale infermieristico. Grazie anche al reparto di
Terapia Intensiva che per dodici giorni ha seguito il paziente con cura ed
attenzione. Famiglia Bassoli.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
SEGUE DALLA PRIMA
Certamente si configura come una risposta palesemente "ideologica" a
fronte della crescente caratterizzazione multietnica della nostra società, un
tratto ormai ineludibile che iniziative come quella della Donazzan vorrebbero
affossare anziché valorizzare nelle sue nuove potenzialità, proprio partendo
dalle giovani generazioni. L'assessore si dichiara sollecitata dalla protesta
di alcuni genitori della scuola veneziana "Giulio Cesare", che mal
digeriscono la presenza di 8 alunni extracomunitari su 22 nella classe
frequentata dai propri figli. Non mi pare che il compito della politica sia
rincorrere gruppi di cittadini, anche quando esprimono disagio, ma semmai
cogliere l'essenza dei problemi e farne sintesi nel complesso sociale. Nel caso
specifico ritengo che sia fondamentale confrontarsi con i pregiudizi dei
genitori, ma l'assessore farebbe bene ad ascoltare gli insegnanti quando dicono
che non ci sono difficoltà nell'apprendimento della lingua, soprattutto per i
ragazzi. O abbiamo dimenticato quando tanti giovani veneti entravano nelle
scuole sapendo parlare solo il dialetto? Ben venga invece l'insegnamento
dell'educazione civica, che però va esteso a tutti perché c'è molta ignoranza
anche tra gli allievi italiani sui diritti e doveri sanciti dalla Costituzione.
Ma occorre che, insegnandoli, quei principi (a partire dall'uguaglianza e dal
diritto universale all'istruzione) vadano praticati perché gli immigrati di
seconda generazione, che rappresentano una quota sempre più rilevante dei
giovani presenti nel Veneto, si sentano, vivendoli, parte attiva della nostra
società. Trovo sbagliata e ghettizzante l'idea dei rappresentanti di alcune etnie
che vorrebbero scuole differenziate, in quanto ciò significa negare lo sviluppo
di una nuova generazione che abbia come elemento di forza l'impronta della
multiculturalità. Non a caso questa idea si incontra con quelle dei settori
xenofobi, sposando una logica che finirebbe per alimentare fenomeni come quelli
esplosi in Francia nelle banlieu. Intanto, anche lo stesso
ministro Gelmini ha bocciato la proposta delle quote dell'assessore veneto. Ciò
evidenzia il fatto che non si possono usare le istanze delle famiglie a fini di
propaganda, gettando i semi della separatezza, fra l'altro sulla pelle di
bambini. Il che è l'operazione più brutta che si possa concepire. Il
Veneto è storicamente una società inclusiva, contrassegnata da quella vocazione
relazionale con popoli diversi che è stata per secoli uno dei principali
fattori del suo sviluppo. Questa è la strada su cui proseguire. Dobbiamo
smetterla con l'idea che gli immigrati siano utili quando mettono a
disposizione le proprie braccia per il lavoro e debbano sparire quando si
tratta di garantire loro diritti sociali per sé e per i propri figli. Dobbiamo
anche sapere che le discriminazioni sono erba infestante. Qui, nel Veneto,
parliamo di porre vincoli numerici sulla presenza dei figli degli immigrati, ma
a livello nazionale il ministro propone la trasformazione della scuola in
fondazioni, con l'idea di smantellare la scuola pubblica, quella che garantisce
il diritto di tutti a una buona istruzione, per promuovere le privatizzazioni.
Ad essere discriminati sarebbero in questo caso i figli degli operai e degli
impiegati. Infine, ci corre l'obbligo di ricordare all'assessore Donazzan che,
se prendessero piede le idee di cui si fa portatrice, Barack Obama non avrebbe
mai potuto concorrere alla Presidenza della più grande nazione del mondo.
Emilio Viafora * segretario generale della Cgil del Veneto.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
LA NUOVA SCUOLA
Torna in pagella il
( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
E col taglio dei
moduli, la scuola elementare rischia di livellarsi al peggio MASSIMO ONOFRI
Tentativo di profonda riforma strutturale della scuola o ritorno a un passato
remoto, più culturale che storico? E' un mese esatto che ci s'interroga su tale
quesito, almeno a partire dal Ddl varato dal consiglio dei ministri il 31
luglio. Da oggi, col via libera al decreto legge che andrà in vigore dall'anno
scolastico che sta per cominciare, le idee saranno più chiare per tutti. Ecco:
niente più giudizi sulle pagelle (buono, distinto o ottimo che sia), per una
sufficienza obbligatoria anche in condotta, dato che, con il cinque, la
bocciatura sarà assicurata. Con una postilla, però: voti nudi per la scuola
media inferiore, accompagnati dai giudizi, invece, per le elementari. E poi,
una nuova materia, "educazione alla costituzione e alla
cittadinanza": cioè, semplicemente, educazione civica e stradale. Quindi, la
notizia più preoccupante: parere favorevole del consiglio dei ministri per un
ritorno al maestro unico nella scuola primaria. Infine, un proposito bellicoso:
guerra al caro-libri, con divieti triennali o quinquennali alla riedizione dei
testi, nella convinzione, pedagogicamente disarmante, che "i contenuti di
alcune materie fondamentali come italiano o matematica non cambiano da un anno
all'altro". Il motto sembra uno solo: sorvegliare e punire. Altro che
propositi di riqualificazione d'un sistema ormai allo stremo, con un corpo
docente sempre più in sofferenza (non solo economica) e demotivato. Siamo,
piuttosto, alla semplificazione brutale e alle tentazioni arcaiche: con
l'ennesima occasione persa da parte di un comparto, quello scolastico appunto,
che non conosce, dai tempi di Giovanni Gentile (epoca fascista, non
dimentichiamolo), un ripensamento serio e profondo, coerente in ogni suo
aspetto. Se non fosse per l'improvvisazione e la spavalderia di marca
populista, e per le conseguenze che la nostrà gioventù si troverà a scontare,
ci sarebbe anche da sorridere: laddove colpisce l'insistenza ministeriale su
una proclamata "novità" che, di fronte ad atteggiamenti così
palesemente regressivi - quelli che scambiano l'autorità (e l'autoritarismo)
per autorevolezza - ha il valore di una denegazione, con tanto di contrappasso
linguistico. Per non dire di quell'esilarante "crediamo che alla scuola
serva chiarezza", per giustificare la sostituzione del giudizio col voto,
risultando incomprensibile come un voto, nella sua perentorietà matematica, per
bambini che non ne hanno mai avuti, possa essere più chiaro di checchessia. Non
mi pronuncio, poi, sull'inquietante dirigismo editoriale, che non si limita,
magari, a un'intelligente politica dei prezzi e del sostegno economico, ma
entra nel merito delle qualità didattica dei testi stessi. La responsabilità,
com'è ovvio, non è solo della Gelmini, ma anche
dei quattro o cinque ministri che l'hanno preceduta. Ora, però, si profila
qualcosa di nuovo e, dicevo, di preoccupante: il ritorno al maestro unico. La
colpa sarà sicuramente degli inevitabili tagli, ma la rinuncia ai tre docenti
per classe e a un progetto che ha reso la nostra scuola elementare tra le
migliori d'Europa, questo, sì, sarebbe davvero l'inizio della fine.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Ombralonga a Treviso
l'elogio della sbronza In tutto il mondo le Istituzioni promuovono politiche
tese a limitare i danni sociali dell'alcool, ritenuto una delle principali
cause o concause di incidente stradale oltre ad altre gravi patologie. Che
l'alcool sia una piaga sociale è una realtà, lo dicono i fatti, i tanti crimini
commessi, gli stupri e assassinii correlati all'uso e abuso di alcool.
Tantissime le famiglie che subiscono violenza all'interno delle mura familiari
e mai denunciate. Da anni le polemiche in città sono tante. Noi
dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada non amiamo
polemizzare, criticare o censurare questo tipo di manifestazione, di vero però
c'è che alla fine dell'evento "culturale" per terra c'è di tutto,
bottiglie rotte, pezzi di vetro, bicchieri e piatti di plastica, vomito di
ragazzi ubriachi e urina, liti tra gruppi di ragazzi che non hanno più il
controllo di loro stessi proprio perchè ubriachi fradici. Questi ragazzi che
hanno ecceduto nel bere, seduti sui gradini e persi a testa bassa e
ciondolanti, privi di qualsiasi dignità... sono gli stessi che poi si mettono
alla guida di un'auto o di una motocicletta per far ritorno a casa, quante
pattuglie ci saranno a controllare se saranno in grado di far ritorno a casa?
Di chi sarà la responsabilità se nel loro percorso uccideranno qualcuno? Non
possiamo quindi esprimere vivo compiacimento per questa manifestazione che
porta a questa città momenti di degrado e degenerazione. Pierina Guerra
Coordinatrice del Veneto A.I.F.V.S. Caro libri, gli istituti usino i fondi
regionali In questo giorni le famiglie sono alle prese con le difficoltà per il
puntuale caro libri di testo. Ma nella finanziaria regionale del 2008 grazie ad
un emendamento presentato dal sottoscritto e sostenuto dalla Sinistra sono
disponibili 500.000 euro per gli Istituti scolastici per istituire nelle scuole
il comodato d'uso gratuito dei libri di testo. Famiglie e studenti sollecitino
gli Istituti Scolastici a rivolgersi per questi fondi agli Uffici Scolastici
Provinciali. E' una azione concreta, senz'altro ancora non sufficiente, per
sostenere il diritto allo studio e combattere le speculazioni editoriali che
ogni anno di più pesano sui bilanci delle famiglie. Nicola
Atalmi Consigliere regionale Comunisti Italiani La crociata della Gelmini e la scuola del Sessantotto Alcuni giorni orsono, il Ministro
per l'Istruzione Mariastella Gelmini e il Ministro dell'Economia
Giulio Tremonti, hanno risposto a un dibattito su un autorevole quotidiano, in
merito alla scuola italiana. Il Ministro Gelmini
parte dal 1968, "Quarant'anni da smantellare", sottolineando
giustamente che la scuola stessa fu volutamente e scientemente trasformata in
una semplice macchina distributiva di stipendi, una tipografia per diplomi, e
un mostro burocratico. Perdendo così lo scopo della sua missione, e cioè la
formazione professionale e culturale dei giovani per il futuro dell'Italia.
Quindi: niente intelligenze da coltivare, niente sensibilità al pensiero, alla
libertà, alla ricerca del sapere; meglio, molto meglio massificare, tutti nel
mucchio, tutti anonimi, tutti "compagni", e ben venga il voto
collettivo! Il Ministro Mariastella (finalmente) ritiene di ripristinare: il
voto in condotta, la divisa scolastica, il maestro unico, e ela formazione
professionale negli Istituti Tecnici. Insegnamento serio, fatica e merito, con
buona pace dei nostalgici del '68. Brava Signor Ministro! Era ora. Chissà che
fra qualche anno ci siano giovani che sappiano scrivere, parlare un buon
italiano, e far di conto. Magari sarebbe bene, a mio parere, far leggere e
studiare "I Promessi Sposi", affinchè i giovani imparino a
distinguere nella vita: la differenza fra i Don Abbondio e i Frà Cristoforo;
fra i Don Rodrigo e i Cardinale Borromeo dei nostri tempi. E Dante...tutto
Dante, che guarda caso è stato recentemente riscoperto e naturalmente
rivalutato, proprio da un attore di sinistra. Il Vate, D'Annuzio, quello no, è
più opportuno lasciarlo nel limbo, scriveva troppo bene, meglio Dario Fo. Voti
o giudizi; su questo e su altro "Il passato e il buon senso" il
Ministro Tremonti ha fatto una lunga e dettagliata dissertazione. Fra numeri e
giudizi la differenza è profonda: i giudizi vengono spesso
"interpretati" in modo diverso. I numeri danno una classifica esatta
e chiara alla quale fare preciso riferimento di merito e di valore, che vale
per tutti; insegnanti, allievi, famiglie. Perché sfuggire alla verità? E' un
pessimo insegnamento, il giudizio può solo "accompagnare il voto" per
motivarlo, ma non sostituirlo. Per quanto riguarda gli insegnanti: onore,
adeguato stipendio e un grazie di cuore al merito; per i furbi
assenteisti.....Brunetta docet. Ben vengano quindi queste e altre modifiche, e
chissà che genitori e allievi "imparino" che a scuola si va per
"imparare" e non per contestare. Questo lo faranno, se ed in quanto,
a tempo debito e nei termini democratici previsti dalla legge e...dopo aver ben
"imparato". Il tempo dell'anarchia e dell'ignoranza elevati a valore
hanno già fatto dal '68 abbastanza danni. Adriano Gionco Spresiano Parco del
Sile nel mirino pugno duro con i vandali Il Parco del. Sile è sempre più
vittima degli sporcaccioni che certamente non meritano nemmeno di calpestare
tale zona di una bellezza incredibile che molte nazioni ci invidiano. Il presidente
Alberto Megaton vorrebbe non solo far multare i vandali, ma anche costringerli
a pulire ciò che hanno sporcato. Giustissimo! Ma chi farà rispettare la legge?
Una volta c'era una convenzione con i Rangers d'Italia, poveri volontari non
retribuiti e che come compenso si beccavano solo spese, freddo gelido, caldo
soffocante e violenze verbali dai trasgressori resi ancora più arroganti dal
fatto che questi vigilanti alla salvaguardia dell'ambiente, sebbene avessero e
lo hanno tutt'ora, un decreto ministeriale di riconoscimento, praticamente non
hanno ancora nessun potere sanzionatorio. Ma almeno vi era un'azione deterrente
e di segnalazione alle autorità competenti con relazioni e foto in merito a
tali trasgressioni. Ora il Parco è nel più completo caos con cartelli che si
contrastano uno con l'altro. Che futuro ha questo nostro tesoro? A titolo
informativo: i Rangers esistono ancora e sempre esisteranno perché hanno la
forza data dalla convinzione dell'immensa importanza che ha il nostro ambiente,
e stanno ancora svolgendo sempre senza ricompensa, la missione della
salvaguardia dell'ambiente Eros de Simone Treviso L'Italia in crisi ricorda la
fine della Serenissima Egregio direttore, è inutile dirlo che l'Italia è dentro
ad una grave crisi economica e sociale: precarietà del posto di lavoro, tasse
sempre alte, inflazione reale notevolmente più alta da quella programmata dal
governo, rincaro dei generi alimentari, petrolio alle stelle, impoverimento del
ceto medio-basso, disgregazione delle famiglie, appiattimento culturale dei
giovani, e così via. Questa Italia ricorda un pò la Venezia di fine Settecento:
i poveri che a fatica campavano, mentre i ricchi vivevano nel lusso più
sfrenato. Chissà se come allora un Napoleone sta bussando alle nostre porte...
Vittorio Boni E-Mail Bici contromano a Treviso I vigili hanno ragione Solo
perchè usi la bici non puoi fare quello che vuoi. Ed è ingiusto dire che la si
usa per rispetto ambientale o per snellire il traffico. La si usa per comodità
e basta! Le multe non disincentivano l'uso della bici, ma bensì l'uso
irrispettoso. Quindi luci di sera e pista ciclabile dove possibile, e non
cotromano! Per la sicurezza e quieto vivere di tutti. Matteo Moro Treviso.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
LE REAZIONI Studenti
e sindacati mobilitati contro una riforma da anni '50 DAL "ci vediamo in
piazza" degli studenti che contestano il ritorno del voto
in condotta al "faremo muro contro il maestro unico alle
elementari" dei sindacati. E' un fuoco di fila di proteste quello che
accoglie il "ritorno al passato" della scuola
italiana voluto dal ministro Gelmini. Partirà a ottobre la
mobilitazione nazionale annunciata ieri dall'Unione degli Studenti contro il voto in condotta che "con un'impressionante balzo indietro ai "decreti
regi", cancella i risultati di decenni di lotte per il primato del
profitto e della qualità dell'insegnamento". Anche la Rete degli
studenti annuncia proteste contro "la spada di Damocle di un giudizio
privo di obiettività". E un "5" per l'uso della decretazione
d'urgenza arriva pure dagli studenti di Azione Cattolica. E' invece il
paventato ritorno del maestro unico a scatenare le proteste dei sindacati.
"Si apre uno scontro frontale - annuncia il segretario della Flc Cgil
Enrico Panini - saremo un muro, non si possono superare i livelli della
decenza. Appartiene ad un modello degli anni '50 quando il maestro poteva anche
sapere poco di tutto. Oggi servono maestri sempre più specializzati. Pensare di
dare a bambini sempre più curiosi e informati le risposte che si davano negli
anni 50 è un disastro per il loro futuro. E significa ridurre di due terzi
l'organico. Il voto di condotta
poi non risolve i problemi ma li aumenta". Sulla stessa linea il
segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima, che assegna al ministro "
( da "Trentino" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Dellai
non recepisce il decreto Gelmini: "è
inutile, alla scuola servono altre riforme" Ok all'insegnamento
dell'educazione civica ma niente bocciatura con il
( da "Cittadino, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
N Il maestro unico?
No, forse, sì. Se ne parla almeno dallo scorso giugno del possibile ritorno di
un solo insegnante alle scuole elementari e oggi, al termine del consiglio dei
ministri, il ministro Gelmini ha
confermato che, dopo il grembiule e il voto in condotta, ancora una volta, ripescherà
dal passato. "Per la scuola primaria - ha spiegato - tornare al maestro
unico risponde a un'esigenza pedagogica. I bambini hanno bisogno di avere un
punto di riferimento preciso anche fuori dalle pareti domestiche".
La novità non arriverà in questo anno scolastico - il consiglio dei ministri ha
per ora soltanto espresso un indirizzo - ma è certo che non tarderà molto.
"Verrà previsto - ha infatti annunciato il ministro - nel Piano di
razionalizzazione per la scuola che sto mettendo a punto". A giugno nel
dettaglio dei tagli per la scuola previsti dalla manovra economica già era
spuntata l'ipotesi, ma a fine luglio il ministro, in un'intervista radiofonica,
l'aveva cautamente allontanato l'ipotesi. A ridosso di Ferragosto, però, la Gelmini aveva fatto capire che alla fine si sarebbe andati a
finire lì: "In un'ottica di riduzione della spesa pubblica e di
razionalizzazione della spesa della scuola è una delle ipotesi al vaglio da
parte del ministero". Sostenitori da tempo del "maestro unico"
il leader della Lega Umberto Bossi e il ministro dell'economia, Giulio
Tremonti. Critici, invece, i sindacati del settore secondo i quali si spazza
via un'esperienza che ha dimostrato negli anni di funzionare bene. A sostituire
il maestro unico con un team di insegnanti fu nel '
( da "Cittadino, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, tornano i
voti E nella pagella sarà decisiva la condotta n Tempi duri per i bulli in classe. Dall'anno
scolastico che sta per iniziare, come annunciato da settimane, torna il voto in condotta: farà media con gli altri voti e - se sarà
un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il
decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato
ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione
rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato
all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno
dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi. Altra "new
entry" nella vita scolastica degli studenti italiani lo studio dell'educazione
civica.n CON il "5" la BOCCIAtura è certaTorna dunque il voto in condotta, la valutazione del comportamento farà
media e chi prende un "5" può scordarsi la promozione e l'ammissione
agli esami di Stato: un giro di vite rispetto a quanto previsto nel ddl dove la
bocciatura era discrezionale. Gli studenti saranno valutati in base ai
risultati conseguiti nelle singole materie, ma anche tenendo conto, dunque, del
comportamento. Il ripristino del voto in condotta
"è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi negli
ultimi anni dei casi di bullismo" ha spiegato il ministro Gelmini.n NON PIÙ GIUDIZI MA VOTITornano i voti sulle
pagelle degli studenti italiani. "Crediamo che alla scuola - ha detto il
ministro - serva ordine e chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno dei voti,
accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai
ragazzi. Si è abusato dei giudizi che a mio parere non sempre sono espressi in
maniera comprensibile e aiutano a capire il reale rendimento dei ragazzi".
Alle elementari accanto ai voti resteranno il giudizio analitico sul
comportamento complessivo. Alle medie ci saranno, invece, soltanto i voti.
Nelle pagelle i voti sono stati sostituiti dai giudizi circa 30 anni fa, con la
legge 517 del 4 agosto 1977.n la costituzione sui banchiLa Costituzione e, più
in generale, lo studio dell'educazione civica, entra dalla porta d'ingresso, in
via sperimentale, nelle aule delle scuole dell'infanzia e del primo e secondo
ciclo. "Cittadinanza e Costituzione" (questo il nome della
disciplina) da quest'anno sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia e
probabilmente avrà una sua specifica valutazione. "Educazione civica come
educazione alla cittadinanza" ha spiegato Gelmini
secondo la quale "bisogna preparare i ragazzi a essere cittadini
consapevoli". "Educazione civica - ha aggiunto - e dunque studio
della Costituzione, educazione ambientale, alla salute ma anche insegnamento
dell'educazione stradale quanto mai opportuno visto il numero di ragazzi che
ogni anno perdono la vita in incidenti". La decisione di inserire anche
quest'ultimo aspetto è scaturita dopo un incontro tra i ministri Gelmini e Matteoli. "Si tratta di un accordo molto
importante - hanno dichiarato - per dare agli studenti nozioni essenziali sul
codice della strada con lo scopo di contribuire a migliorare la sicurezza
stradale in Italia".n d'accordo genitori e insegnanti Non solo il Pdl fa
quadrato intorno alla Gelmini per le novità introdotte
ieri nella scuola. Se la Lega va anche oltre proponendo la bocciatura già con
il "6", piace anche ai presidi e ai genitori il pugno di ferro usato
dal ministro. "Non avrebbe senso - dice il presidente dell'associazione
presidi, Giorgio Rembado - continuare a "sterilizzare" la valutazione
sulla condotta". E per il Moige il ritorno del voto in condotta "è un vero strumento di contrasto al
bullismo". Storcono invece il naso gli studenti (Uds) che sono pronti a
dare battaglia e il ministro ombra per le Politiche giovanili, Pina Picierno,
scuote scetticamente la testa: "Non posso credere che un ministro di 35
anni pensi di risolvere i problemi riportando le lancette dell'orologio agli
anni '50". Tiziana Caroselli.
( da "Cittadino, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Libri più cari? Per
gli editori "è tutta una montatura" MILANO Caro libri? "É una
colossale montatura" per Federico Motta, presidente dell'Associazione
Italiana Editori che, ieri a Milano, ha presentato un'indagine dell'Ispo, per
la quale il 62% dei 31.360 libri scolastici in commercio ha un prezzo identico
a quello dello scorso anno, mentre il 34% ha subito un aumento inferiore o
uguale al tasso dell'inflazione. Solo il 4% avrebbe subito un aumento superiore
alla media.È la percezione del costo dei volumi, ma non il loro prezzo - dice
l'analisi della società di Renato Mannheimer - a crescere. Rispetto al 2007,
infatti, l'indice di variazione media dei prezzi dei 31.360 libri scolastici
per le scuole secondarie di primo e secondo grado si attesta allo 0,73%,
rispetto a un tasso di inflazione del 4,1%. In particolare, alle medie la
crescita dei prezzi è stata dello 0,66%, alle superiori dello 0,76%. Anche se
per gli italiani, secondo un ulteriore sondaggio, la spesa per l'istruzione dei
figli è la più giustificata, e viene prima di quelle per la casa, in questo
momento di crisi - dice Mannheimer - le famiglie la sentono particolarmente
gravosa. E così - arguisce il sociologo - si capiscono i motivi delle polemiche
sul caro-libri.Quella che il presidente dell'Aie Federico Motta, invece, non
capisce proprio, è la decisione, presa una settimana fa dall'Antitrust, di
avviare un monitoraggio sui costi dei libri scolastici: "Ritengo che le
anticipazioni di giudizio che l'Antitrust ha lanciato con questi nuovi
controlli siano veri e propri processi alle intenzioni e questo - sottolinea -
ci ha profondamente colpito, facendoci pensare a un intento persecutorio nei
confronti dell'editoria".Gli editori non capiscono nemmeno perché il
ministro dell'Istruzione abbia apprezzato l'iniziativa dell'Autorità Garante
della Concorrenza e del Mercato: "Entro febbraio - spiega Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica dell'Aie - la nostra
associazione comunica al Ministero il catalogo aggiornato dei libri scolastici
con i relativi prezzi, quindi, quando il ministro Gelmini dice che è
contenta dei controlli dell'Antitrust, le ricordiamo che lei stessa avrebbe
potuto farli già da mesi".
( da "Italia Oggi" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 205, pag. 6 del 29/8/2008
Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF
Ecco gli obiettivi finanziari del progetto di riforma proposto dal
ministro dell'istruzione Gelmini Sotto il
maestro unico 40mila tagli Entro il 2011 la riduzione delle cattedre alle
elementari In un colpo solo, fatta metà dell'opera. Con il ritorno al maestro
unico, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini,
realizzererebbe quasi il 50% del piano di risparmi imposto alla scuola dal
decreto legge 112-2008, la manovra finanziaria estiva. Secondo quanto
risulta a ItaliaOggi, le stime ufficiose del tandem Economia-Istruzione parlano
infatti per le elementari di un taglio di circa 40 mila cattedre. "La
riforma è motivata dalla necessità di dare ai bambini un punto di riferimento
pedagogico unico", spiega Giuseppe Valditara, responsabile scuola e
università di Alleanza nazionale. Ma dietro la revisione dei modelli didattici
delle elementari -oggi scuola primaria- vi sarebbe forte lo zampino dei tecnici
dell'Economia. Che nelle riunioni della commissione mista, che presiede
all'attuazione del decreto a viale Trasvetere, hanno fatto la voce grossa con i
colleghi dell'Istruzione. Indicando chiaramente i campi di azione per ridurre
le spese: abolizione dei docenti specializzati alla primaria con il ritorno a
un solo maestro per classe, contrazione dell'orario di lezione e delle materie
nelle medie e superiori, in particolare presso gli istituti tecnici;
accorpamento delle scuole dei piccoli centri, con l'eliminazione di circa 1300
sedi. Il tutto per tagliare entro il 2011 circa 87 mila cattedre. Un piano
molto ambizioso, visto che molte scuole, in questi giorni propedeutici
dall'avvio del nuovo anno scolastico, già lamentano di essere in difficoltà per
la copertura delle classi. Eppure i tagli fatti per il 2008 sono
"solo" 11 mila, quelli imposti dalla Finanziaria di Tommaso
Padoa-Schioppa. Ma il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, pretende molto
di più dalla scuola, il settore più corposo, per numero di dipendenti, del
pubblico impiego. E così ha stilato una tabella di marcia, con tanto di penali
(ovvero il blocco alla fonte dei finanziamenti in misura pari ai risparmi non
realizzati) che non ammette deroghe. Si parte dalla riforma del mastro unico,
che pure la Gelmini, solo poche settimane fa in
un'intervista radiofonica, aveva cautamente allontanato come ipotesi operativa.
"E' chiaro che razionalizzare la rete scolastica impone alcune
scelte", aveva detto, " ma credo che le elementari siano un ciclo scolastico
che funziona, lo dicono anche i dati Ocse-Pisa, e quindi mi auguro che non sarà
necessario tornare al maestro unico". A ridosso di Ferragosto, però, la Gelmini aveva fatto capire che alla fine si sarebbe andati a
finire lì: "In un'ottica di riduzione della spesa pubblica e di
razionalizzazione della spesa della scuola è una delle ipotesi al vaglio da
parte del ministero". Il maestro unico è andato in soffitta nel 1990 con
il ministro dell'Istruzione Gerardo Bianco. Attualmente la scuola primaria
conta150 mila maestri specializzati per ambiti disciplinari (italiano, storia e
geografica, matematica e scienze) che si alternano su due classi.
Complessivamente 103 mila classi, che nel giro di pochi anni dovranno ritornare
ad avere un solo maestro. Le stime parlano di un taglio possibile di 40 mila
posti, che potrebbe salire a 50 mila a seconda di come verrà articolata la
nuova didattica e soprattutto l'orario di lavoro dei docenti. Insomma, circa il
20% del complessivo organico di diritto delle elementari. "Quando negli anni
'80 rimettemmo mano alle elementari lo facemmo per adeguare la scuola a
un'utenza che era fortemente cambiata", spiega a ItaliaOggi Alberto
Alberti, componente della commissione riformatrice che abolì il maestro unico,
"in cui il bambino non aveva più nella scuola l'unica fonte di formazione.
C'era bisogno di dare qualcosa in più rispetto al maestro tuttologo. Mi pare
difficile ora tornare al passato, e per farlo bisognerà tra l'altro rivedere la
formazione di tutti i docenti in servizio". Già sul piede di guerra i
sindacati. "Un'operazione vergognosa dettata da motivazioni solo
finanziarie", attacca Francesco Scrima, segretario della Cisl scuola, che
così poi sintetizza il giudizio sulla Gelmini: "
( da "Italia Oggi" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Media Numero 205, pag. 22 del 29/8/2008 Autore:
di Irene Greguoli Venini Visualizza la pagina in PDF I
risultati della ricerca Ispo sulla spesa per i testi scolastici 2007/2008 Aie:
il caro libri non esiste I prezzi a +0,73%. Il 4% sono nuove edizioni Non c'è
alcuno scandalo del caro-libri, secondo l'Aie (Associazione italiana editori),
ma si tratterebbe di una colossale montatura. Perché i testi scolastici non
costano di più quest'anno. O meglio l'incremento medio dei costi dei volumi
destinati agli studenti (+0,73%) è assai modesto e comunque inferiore al tasso
di inflazione. Ma le famiglie percepiscono comunque un aumento dei costi, pur
ritenendo che la spesa per l'istruzione dei figli venga prima di tutte le
altre, anche di quella per la casa. Secondo la ricerca di Ispo, l'istituto
degli studi della pubblica opinione presieduto da Renato Mannheimer, presentata
ieri a Milano, il confronto dei prezzi dei 31.360 libri di testo
commercializzati nel 2008 con quelli dell'anno scorso rivela che il 96% dei
volumi non ha un prezzo superiore a quello del 2007. Il 62% dei libri in
commercio infatti costa come l'anno scorso, mentre il 34% ha subito un aumento
inferiore o uguale al tasso dell'inflazione. Il restante 4% è effettivamente
cresciuto, ma non è dato sapere con esattezza, secondo quanto spiegato da
Mannheimer, se tale aumento abbia investito i titoli più venduti. Rispetto al
2007 comunque la variazione media dei prezzi dei libri è di +0,73%, in
particolare la crescita dei prezzi dei testi per le scuole medie è stata dello
0,66%, mentre per le superiori dello 0,76%. Un incremento dei costi, secondo la
ricerca, sarebbe però stato percepito dalle famiglie, anche se solo il 4% degli
intervistati ha dichiarato che quello per i libri sia stato un aumento
rilevante di spesa, come invece è stato nel caso dei trasporti (22%) e degli
alimentari (34%). Inoltre, per il 56% dei genitori la spesa per l'istruzione
dei figli è prioritaria, e viene prima della casa, più importante invece per il
31%. Riguardo alla questione delle nuove edizioni dei testi, che costituiscono
il 4% dei libri scolastici, Federico Motta, presidente dell'Aie, ha ricordato
che "dal
( da "Italia Oggi" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Diritto e Fisco Numero 205, pag. 28 del
29/8/2008 Autore: di Giovanni Galli Visualizza la pagina in PDF
CONSIGLIO DEI MINISTRI/ Via libera al dl Gelmini. In porto anche la Comunitaria '08 Scuola, riecco i voti in
decimi Torna il giudizio in condotta. E presto il maestro unico A scuola si
torna al voto in decimi. E a quello in condotta. Il consiglio dei ministri ha
approvato ieri un decreto legge (anticipato su ItaliaOggi del 27 agosto) che
introduce tra l'altro in via sperimentale, nelle scuole dell'infanzia e
del primo e secondo ciclo, la disciplina denominata "Cittadinanza e
Costituzione", finalizzata a una presa di coscienza sui comportamenti
collettivi civilmente e socialmente responsabili. Con riferimento alla votazione,
invece, si stabilisce che: - già dall'imminente anno scolastico il voto di
condotta, espresso in decimi, concorrerà alla valutazione complessiva dello
studente e, se insufficiente, potrà determinare la non ammissione all'anno
successivo o all'esame conclusivo del ciclo; - sempre a partire dall'anno
scolastico imminente, nella scuola primaria la valutazione delle singole
materie e del comportamento degli studenti sarà espressa in decimi e illustrata
con un giudizio analitico sul comportamento complessivo; la medesima
valutazione sarà espressa in decimi anche per gli studenti della scuola
secondaria di primo grado. Saranno ammessi all'anno successivo solo gli
studenti che abbiano conseguito un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna
disciplina. Ulteriori disposizioni limitano ai soli laureati in medicina e
chirurgia l'accesso alle scuole di specializzazione mediche e prevedono il
valore abilitante dell'esame di laurea in scienze della formazione primaria. Il
Consiglio ha anche espresso l'intendimento di perseguire il ritorno al maestro
unico nella scuola primaria, che verrà previsto nel piano di razionalizzazione
per la scuola che il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini
sta mettendo a punto e il mantenimento dei libri di testo per almeno cinque anni,
al fine di rendere efficace la lotta al fenomeno del "caro-libri".
Comunitaria 2008. Disco verde al disegno di legge per l'adempimento degli
obblighi che derivano dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea (legge
comunitaria per il 2008), che come ogni anno elenca le direttive a cui dare
recepimento e fissa i criteri generali della delega legislativa che sarà
esercitata dai ministri competenti per materia, compresa la consueta clausola
di cedevolezza che punta a garantire il rapporto fra l'obbligo ad adempiere e
la competenza delle regioni nelle materie concorrenti. Il ddl (si veda
ItaliaOggi del 27 agosto) contiene anche una delega al governo ad accorpare in
codici di settore e testi unici le norme emanate in adempimento di obblighi
comunitari. Altri provvedimenti. L'esecutivo ha approvato uno schema di decreto
legislativo, sul quale verranno acquisiti i pareri prescritti, per il
recepimento della direttiva 2006/46 in materia di conti annuali di alcuni tipi
di società, consolidati, annuali e consolidati delle banche, degli altri
istituti finanziari e delle imprese di assicurazione (si veda ItaliaOggi del 27
agosto). Ok anche a due disegni di legge per la ratifica e l'esecuzione dei
seguenti Atti internazionali: 1) Emendamento alla Convenzione di Basilea sul
controllo dei movimenti transfrontalieri pericolosi del 22 marzo 1989, inteso a
ridurre al minimo il numero delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti
pericolosi, con l'istituzione di un sistema di controllo del loro movimento e
smaltimento; 2) Convenzione conclusa sulla base dell'articolo K3 del Trattato
dell'Unione europea, relativa alla mutua assistenza amministrativa e alla
cooperazione fra le amministrazioni doganali (si veda ItaliaOggi di ieri).
Approvato un regolamento per l'istituzione della Direzione marittima di Olbia e
l'elevazione a Capitaneria di porto dell'Ufficio circondariale marittimo di
Corigliano Calabro. Il consiglio ha inoltre approvato l'accorpamento della
rappresentanza permanente presso l'Osce a Vienna alla rappresentanza presso le
organizzazioni internazionali nella medesima città (operazione di
razionalizzazione delle risorse umane e finanziarie in considerazione della
sinergia di gestione delle funzioni svolte dai due organismi). Dichiarato lo
stato d'emergenza nella regione Friuli Venezia Giulia per le avversità
atmosferiche che si sono verificate nei giorni 8 e 9 agosto 2008, nonché nel
comune di Tolentino per l'incendio che ha danneggiato il teatro Nicola Vaccaj
il 29 luglio scorso. Prorogato un ulteriore stato d'emergenza già dichiarato,
al fine di consentire il completamento degli interventi di ripristino dei danni
causati dagli eccezionali eventi atmosferici che hanno colpito l'Emilia Romagna
nel 2002. Il Consiglio ha deliberato anche la nuova composizione della Commissione
per l'accesso ai documenti amministrativi, istituita ai sensi dell'articolo 27
della legge n.241 del 1991, nonché, su proposta del ministro della difesa,
Ignazio La Russa, la conferma del generale di corpo d'armata Ivan Felice Resce
nell'incarico di direttore della direzione generale dei lavori e del demanio.
( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 29/08/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:PRIMA Cominciamo da un elemento positivo.
Riguarda il clima politico. Per molto, molto meno di quanto contenuto nel
decreto legge di ieri, nella XIV legislatura (2001-2006), sindacati e
opposizione mettevano mano alla pistola. Adesso sembrano prevalere le
discussioni di merito sui problemi, compreso quello, non ultimo,
dell'opportunità di introdurre i provvedimenti varati con un decreto legge, che
taglia come è noto lo spazio per ogni vero dibattito parlamentare. È un cambio
di clima da non sprecare. In ogni caso, ha ragione il sindaco di Bologna Sergio
Cofferati che, nel 2001-2003, come segretario della Cgil, era all'avanguardia
nella mobilitazione: chi governa, ha dichiarato invece, ieri, a Liberazione,
"deve rispondere agli elettori ed è chiamato a decidere". Ebbene il
Berlusconi IV, su chiaro impulso dei ministri Tremonti,
Bossi e Gelmini che avevano annunciato i loro propositi nelle interviste a
"La Padania" e al "Corriere della Sera" delle settimane
scorse, ha deciso quale soluzione adottare su quattro problemi importanti.
Vediamoli, anche considerando le alternative che si sono scartate.
Cittadinanza e Costituzione. Dal 1959 al 2003 (continua in 2.a pagina) Giuseppe
Bertagna.
( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 29/08/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:PRIMA Il Governo vara
il decreto voluto dal ministro Gelmini: in primo piano condotta e maestro unico Scuola, ritornano i voti in pagella Via libera al piano di salvataggio per Alitalia. Anche Air
France pronta ad entrare Tra le novità introdotte lo studio dell'Educazione
civica e stradale. Torna il maestro elementare unico ROMA Una scuola che guarda
al passato quella del ministro bresciano dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Quasi da Libro Cuore, con il maestro che torna ad
essere unico punto di riferimento per i piccoli scolari. C'è poi il voto in condotta, di nuovo dirimente per giudicare i discoli
e i virtuosi. Il ministro a Palazzo Chigi ha elencato punto per punto i
contenuti della riforma, spiegandone lo spirito. Torna il voto
sulle pagelle e l'educazione civica, intesa come educazione alla cittadinanza.
Ripristinato dopo dieci anni il voto in condotta, per
fronteggiare il fenomeno del bullismo. Con il 5 si verrà bocciati, mentre in
generale il voto farà media, e contribuirà alla
valutazione complessiva. "Crediamo che questa sia una risposta necessaria
e molto urgente al moltiplicarsi degli episodi di bullismo che ogni giorno
leggiamo sui giornali", ha sottolineato il ministro. Nello stesso
Consiglio dei ministri, il Governo ha varato l'operazione di salvataggio di
Alitalia. Previste riduzioni di personale ma anche ammortizzatori sociali e
garanzie per i risparmiatori. Air France si dichiara disposta a entrare con
"una quota di minoranza". Berlusconi: una scommessa vinta. / A PAGINA
2 E 3.
( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
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Edizione:
29/08/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO IL PIANETA
ISTRUZIONE Il ministro Gelmini chiede
"chiarezza nella formazione". Il voto in condotta farà media. Tra le
materie si studierà educazione civica e stradale. Ma dal passato torna anche la
figura del maestro unico.
( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
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Edizione: 29/08/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO E nelle elementari il
maestro unico Maestro unico, per la scuola primaria un ritorno al passato ROMA
Il maestro unico? No, forse, sì. Se ne parla almeno dallo scorso giugno del
possibile ritorno di un solo insegnante alle scuole elementari e ieri, al
termine del Consiglio dei ministri, il ministro Gelmini ha confermato che, dopo il grembiule e il voto in condotta,
ancora una volta, ripescherà dal passato. "Per la scuola primaria - ha
spiegato - tornare al maestro unico risponde a un'esigenza pedagogica. I
bambini hanno bisogno di avere un punto di riferimento preciso anche fuori
dalle pareti domestiche". La novità non arriverà in questo anno
scolastico - il Consiglio dei ministri ha per ora soltanto espresso un
indirizzo - ma è certo che non tarderà molto. "Verrà previsto - ha infatti
annunciato il ministro - nel Piano di razionalizzazione per la scuola che sto
mettendo a punto". A giugno nel dettaglio dei tagli per la scuola previsti
dalla Manovra economica già era spuntata l'ipotesi, ma a fine luglio il
ministro, in un'intervista radiofonica, aveva cautamente allontanato l'ipotesi:
"Non abbiamo assunto nessuna decisione di tornare al maestro unico. È
chiaro che razionalizzare la rete scolastica impone alcune scelte, ma credo che
le elementari siano un ciclo scolastico che funziona, lo dicono anche i dati
Ocse-Pisa, e quindi mi auguro che non sarà necessario tornare al maestro
unico". A ridosso di Ferragosto, però, la Gelmini
aveva fatto capire che alla fine si sarebbe andati a finire lì: "In
un'ottica di riduzione della spesa pubblica e di razionalizzazione della spesa
della scuola è una delle ipotesi al vaglio da parte del Ministero".
Sostenitori da tempo del "maestro unico" il leader della Lega Umberto
Bossi e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Più che soddisfatto il
ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, per il via libera arrivato
dal Consiglio dei ministri: "Si tratta di un grande risultato che porterà
a un risparmio per le famiglie e al ritorno a una scuola che educhi e formi lo
studente in tutti gli aspetti, con la filosofia del maestro unico, tanto rimpianto
nel periodo post '68". Critici, invece, i sindacati del settore secondo i
quali si spazza via un'esperienza che ha dimostrato negli anni di funzionare
bene. A sostituire il maestro unico con un team di insegnanti fu nel '
( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
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Edizione: 29/08/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Scuola: con la condotta, tornano i voti in pagella
Sì da Palazzo Chigi al varo del decreto. Tra le novità lo studio
dell'Educazione civica e della Costituzione Lo studio dell'Educazione civica,
new entry nella vita scolastica degli studenti italiani ROMA Tempi duri per i
troppo... bulli. Dall'anno scolastico che sta per iniziare, come annunciato da
settimane, torna il voto in condotta, farà media con
gli altri voti e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che
imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi
temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante
novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali
giudizi. Altra "new entry" nella vita scolastica degli
studenti italiani lo studio dell'educazione civica. CON 5 SI BOCCIA. Torna dunque
il voto in condotta, la valutazione del comportamento
"farà media" e chi prende 5 può scordarsi la promozione e
l'ammissione agli esami di Stato: un giro di vite rispetto a quanto previsto
nel ddl dove la bocciatura era discrezionale. Gli studenti saranno valutati in
base ai risultati conseguiti nelle singole materie, ma anche tenendo conto,
dunque, del comportamento. Il ripristino del voto in condotta
"è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi negli
ultimi anni dei casi di bullismo" ha spiegato il ministro Gelmini, che è stata una scolara-modello: "In condotta ho sempre avuto voti alti, nove o dieci" ha
confessato ai cronisti curiosi. NON PIÙ GIUDIZI MA VOTI. Tornano i voti sulle
pagelle degli studenti italiani. "Crediamo che alla scuola - ha detto il
ministro - serva ordine e chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno dei voti,
accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai
ragazzi. Si è abusato dei giudizi che a mio parere non sempre sono espressi in
maniera comprensibile e aiutano a capire il reale rendimento dei ragazzi".
Alle elementari accanto ai voti resteranno il giudizio analitico sul
comportamento complessivo. Alle medie ci saranno, invece, soltanto i voti.
Nelle pagelle i voti sono stati sostituiti dai giudizi circa 30 anni fa, con la
legge 517 del 4 agosto 1977. TORNA EDUCAZIONE CIVICA. La Costituzione e, più in
generale, lo studio dell'educazione civica, entra dalla porta d'ingresso, in
via sperimentale, nelle aule delle scuole dell'infanzia e del primo e secondo
ciclo. "Cittadinanza e Costituzione" (questo il nome ufficiale della
disciplina) da quest'anno sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia e
probabilmente avrà una sua specifica valutazione. "Educazione civica come
educazione alla cittadinanza" ha spiegato il ministro Gelmini
secondo la quale "bisogna preparare i ragazzi a essere cittadini
consapevoli". "Educazione civica - ha aggiunto - e dunque studio
della Costituzione, educazione ambientale, alla salute ma anche insegnamento
dell'educazione stradale quanto mai opportuno visto il numero di ragazzi che
ogni anno perdono la vita in incidenti". La decisione di inserire anche
quest'ultimo aspetto è scaturita dopo un incontro tra i ministri Gelmini e Matteoli. "Si tratta di un accordo molto
importante - hanno dichiarato - per dare agli studenti nozioni essenziali sul
Codice della strada, per educarli al rispetto delle regole sulla circolazione
dei veicoli e dei pedoni, con lo scopo di contribuire a migliorare la sicurezza
stradale". NOVITÀ E DIBATTITO. Non solo il Pdl fa quadrato intorno alla Gelmini per le novità introdotte nella scuola. Se la Lega va
anche oltre proponendo la bocciatura già con il "6", piace anche ai
presidi e ai genitori il pugno di ferro usato dal ministro. "Non avrebbe
senso - dice il presidente dell'associazione presidi, Giorgio Rembado - continuare
a "sterilizzare" la valutazione sulla condotta".
E per il Moige il ritorno del voto in condotta "è
un vero strumento di contrasto al bullismo.
( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
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Edizione: 29/08/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Il
Moige approva le scelte della Gelmini. L'Unione degli Studenti:
"Ci vediamo in piazza" Le reazioni tra critiche e tanti plausi Il
ministro bresciano Mariastella Gelmini ROMA Il voto in condotta? "Una risposta riduttiva e sbagliata ai problemi nel
rapporto giovani-adulti all'interno della scuola". Secco il
giudizio di Enrico Panini, segretario Cgil Scuola, sul decreto voluto dal
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Il
Governo - attacca Panini - sceglie una scorciatoia, e affronta dal solo punto
di vista di ordine e disciplina un problema ben più complesso, su cui il
dibattito pedagogico va avanti da decenni. Quando la politica si occupa di
pedagogia, produce pessimi risultati". Critiche anche alla reintroduzione
del voto accanto al giudizio nelle scuole primarie:
"Il rendimento di un alunno va interpretato, più che sintetizzato in un
numero". Altrettanto negativa l'opinione del sindacato sul ritorno del
maestro unico: "Si propinano ai ragazzi del ventunesimo secolo soluzioni
degli Anni '60-'70". Lo Snals-Confsal plaude invece ai provvedimenti sulla
scuola. "Coerente con la linea sostenuta del ripristino della
"serietà degli studi" e da sempre indicata come "elemento
prioritario e irrinunciabile dell'azione del sindacato" - lo Snals-Confsal
in una nota afferma di "apprezzare i contenuti del decreto legge
annunciati alla fine del Consiglio dei ministri, in particolare per quanto
riguarda la valutazione del comportamento degli allievi con la reintroduzione
del "voto di condotta",
la valutazione delle singole materie con la sua espressione in decimi e il
ripristino del valore abilitante per la laurea in scienze della formazione
primaria". Per quanto riguarda l'introduzione di una nuova disciplina
"Cittadinanza e Costituzione" - prosegue la nota - è necessario,
prima di esprimere un giudizio, "verificare chi dovrà insegnare tale
disciplina, all'interno di quale orario e come l'introduzione di una nuova
materia con propria valutazione si coniughi con l'annunciata intenzione del
ministro Gelmini di operare una riduzione dell'orario
di lezione per gli allievi, che nei fatti potrebbe comportare una riduzione
dell'offerta formativa". "Bene la Gelmini,
dopo questi anni la scuola italiana potrà tornare ad essere di nuovo una scuola
di eccellenza e riacquisire il prestigio che merita. Questo Governo, come per
tante altre questioni, saprà adottare misure e dare risposte concrete e
lungimiranti anche per ciò che concerne l'istruzione" ha dichiarato il
segretario della Dca-Pdl, Gianfranco Rotondi. Il Movimento italiano genitori
(Moige) riconosce "molte interessanti novità" nel decreto legge sulla
scuola. In particolare, il Moige approva la reintroduzione del voto in condotta e dell'insegnamento dell'educazione civica,
nel segno di una "maggiore autorevolezza e rigore della scuola
italiana". "Il ritorno del voto in condotta
- afferma Maria Rita Munizzi, presidente del movimento - è un vero strumento di
contrasto al bullismo. Senza un giudizio sul comportamento, assisteremmo al
paradosso di giovani capaci ma privi di regole, un pericolo per gli altri e per
il proprio futuro". Positivo il giudizio del Moige anche sulla
reintroduzione del voto accanto al giudizio alle
scuole primarie, e del maestro unico. "Provvedimenti - dice la Munizzi -
che ben si inquadrano nell'esigenza di dare chiarezza e razionalità all'intero
meccanismo scolastico". "Ci vediamo in piazza" è invece la
promessa dell'Unione degli studenti che ribadisce la propria contrarietà
all'introduzione del voto in condotta che
"ribalta uno dei principi fondamentali dello Statuto degli studenti e
delle studentesse, cancellando in un solo colpo i risultati di decenni di lotte
per il primato del profitto e della qualità dell'insegnamento".
( da "Giornale di Brescia" del 29-08-2008)
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Edizione: 29/08/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Le voci di chi è partito per
offrire il proprio servizio: da guida alla mostra di Tovini a cameriere ai
tavoli Il Meeting di Rimini parla bresciano Molto apprezzati anche gli stand di
"casa nostra": Provincia, A2A, Jhonny Lambs Marina è volontaria per
la prima volta al Meeting. "Ho già partecipato in passato come visitatrice
- dice - ma dall'interno è un'altra cosa. Ti senti di far parte di un'opera.
Vorrei esportare questo modo di lavorare insieme nella vita di tutti i
giorni". Come lei, Gianantonio è impegnato come guida alla mostra su
Giuseppe Tovini presso lo stand della Compagnia delle Opere. Gianantonio non è
nuovo a questa esperienza. "È molto bello - ci confida - offrire
informazioni, notizie su una figura eccezionale come Tovini, mettersi al
servizio degli altri anche così". Già, servizio. È la parola-chiave che
percorre in lungo e in largo gli ampi padiglioni della fiera di Rimini. È al
servizio degli altri Roberto Zanolini, direttore della Cdo di Brescia, sempre
pronto a consigliare, accompagnare, spiegare a chiunque si appelli a lui con
una cortesia e una affabilità che non oscurano la precisione e l'efficacia dei
suggerimenti. È lui il cuore pulsante di questo approdo che è lo stand della
Cdo. Uno spazio che sembra idealmente e fisicamente abbracciare il tunnel che
ospita la mostra su Tovini. "Il messaggio di Tovini è più che mai attuale
- spiega Zanolini - ispira la sua azione ad una risposta ai bisogni a partire
dalla sua famiglia, dal suo territorio, un grande legame di fede. Un duro
lavoro portato avanti pur tra le difficoltà". E qui dallo stand della
Compagnia delle Opere in questi giorni i bresciani sono passati in forze. Al
giorno dell'apertura del Meeting e della presentazione della mostra non sono
mancate le presenze ufficiali come il sindaco Adriano Paroli, Stefano Saglia e
Paola Vilardi. "Tovini fu amministratore - ha detto il primo cittadino e
parlamentare - dobbiamo raccogliere il suo messaggio anche in questa
direzione". Si è visto il sindaco di Cividate Camuno Francesco Gelfi,
successore sulla poltrona di sindaco dello stesso Tovini. C'è tutta la
pattuglia dei camuni guidata dal presidente della Fondazione Giuseppe Camadini.
Anche il presidente della Provincia Alberto Cavalli ha visitato i padiglioni
del Meeting. È rimasto allo stand della Provincia che parla ai giovani e, con
l'aiuto di un tavolo interattivo, presenta alcuni importanti progetti sulla
sicurezza sulle strade e sulla scuola che si mette in rete. E lo spazio della
Provincia è stato visitato anche da un'altra bresciana, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini,
"puntata" fuori dall'etichetta ministeriale, ma sentita e cordiale. È
arrivato con la famiglia il soprintendente ai Beni artistici di Brescia Luca
Rinaldi. Anche lui ha visitato la mostra su Tovini, mentre a due passi, sempre
nel padiglione C1, ecco un gruppo di bresciani alle prese con pentole e
friggitrici, in uno stand di ristorazione. Tra loro anche Luigi Caimi,
preside della Facoltà di medicina dell'Università di Brescia. A proposito di
servizio. Giorgio Mottinelli, originario della Valcamonica, rimane a Rimini per
l'intera settimana. Ha seguito la realizzazione della mostra: "La scelta
di inserire la mostra all'interno del Meeting si sposa con il titolo "O
protagonisti o nessuno". Ci è piaciuta la figura di Tovini. Tutti conoscono
le sue opere, pochi la sua storia". Da Brescia è arrivato il pulmino di
una azienda di Alfianello. Il titolare Roberto Kron Morelli guida 12 dei suoi
dipendenti al Meeting. Nel corso della settimana incontri e visite anche per
alcuni assessori comunali: Maurizio Margaroli e Claudia Taurisano. Da Brescia è
giunto anche il direttore generale Danilo Maiocchi. C'è Luigi Chiari del gruppo
Fraternità di Ospitaletto e ci sono i responsabili della agenzie di Brescia di
"Obiettivo lavoro". Tra gli altri sono passati dallo stand della Cdo
anche il presidente della Camera di Commercio Franco Bettoni e Giuseppe
Rivadossi. È atteso il vicepresidente della Provincia Aristide Peli. Ancora:
presidente e vicepresidente dello Iacp di Brescia Ettore Isacchini e Corrado della
Torre. Il Meeting parla bresciano anche per la presenza di importanti stand.
Oltre la Provincia, A2A e Jhonny Lambs con Federico Bani presidente del gruppo
Carnevali. Presiede un incontro sul tema delle banche il presidente della Cdo
di Brescia Graziano Tarantini accanto al sottosegretario dell'Economia Luigi
Casero e a Carlo Fratta Pasini, presidente dell'Associazione nazionale banche
popolari. "Lo scorso anno - dice ancora Zanolini - abbiamo riunito in una
cena almeno un centinaio di imprenditori che avevano visitato il Meeting. Ci
sono poi quelli che vengono autonomamente e sono molti di più. Una
straordinaria avventura per tutti". Paola Pasini.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Il piano di
salvataggio Berlusconi: "Unica scelta per evitare il fallimento. La
compagnia resta italiana, esuberi inevitabili". Veltroni parla di
soluzione confusa, Di Pietro di "truffa colossale". No dei sindacati
29/08/2008 Roma. Tornano i voti in pagella, alle
elementari e alle medie. E, come annunciato, torna anche il voto
in condotta. Con il 5 si verrà bocciati. Il ministro
dell'Istruzione Maria Stella Gelmini l'aveva promesso:
ritorneremo al passato per riportare nelle classi ordine contro il bullismo
dilagante e risollevare il carente livello culturale degli studenti. Obiettivi
che si cercheranno di centrare con il decreto legge approvato ieri dal
Consiglio dei ministri. Un provvedimento che cancella le riforme degli
ultimi decenni. Anche l'educazione civica e stradale tornerà a essere materia
obbligatoria, mentre contro il caro-libri verrà introdotto l'obbligo di
rieditare i testi solo ogni 4-5 anni. Infine, tra un anno, alle elementari
tornerà il maestro unico. Ma la principale novità del decreto è rappresentata
dal ritorno dei voti in pagella, che alle elementari
saranno accompagnati da giudizi "esplicativi", mentre alle medie ci
sarà spazio solo per i numeri. Una scelta che Gelmini
spiega così: "Il ritorno al voto è frutto di una
proposta mia e del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, perché noi crediamo
che nella scuola serva chiarezza e che spetti agli insegnanti definire il
livello di apprendimento degli alunni in ogni materia". Perplessa, a
Genova, Sara Pagano, provveditore agli studi: bocciare per un cinque in condotta le sembra eccessivo. de carolis, viani e un
commento di david bidussa >> 3 e 17 29/08/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
EFFETTO
GELMINI SULLE DIVISE DEGLI ALUNNI Aumentati le richieste e gli ordini. La
decisione lasciata agli istituti: molti l'avevano già reintrodotto, altri ci
stanno pensando 29/08/2008 C'È CHI lo chiama già"effetto Gelmini". Chi
"grembiulite". Dopo le dichiarazioni di Mariastella Gelmini sul ritorno
della vecchia divisa scolastica - "la proposta di ripristinare l'uso del grembiule a
scuola è da prendere in considerazione", ha detto il nuovo ministro
dell'Istruzione - i grandi magazzini sono corsi ai ripari. "Abbiamo
aumentato gli ordini", spiega Amelia Marzova, commessa alla Coin. "Già
l'anno scorso li vendevamo, ma quest'anno la richiesta è aumentata. I più
richiesti sono quelli neri, sia per i maschi che per le bambine. Il costo varia
dai tredici ai venti euro, e c'è anche la possibilità di personalizzarli, con
dei disegni". Sugli scaffali dei grandi magazzini, Coin, Upim, Oviesse, il
vecchio capo d'abbigliamento scolastico è, insomma, tornato di moda. La
reazione delle scuole, però, è a dir poco tiepida. Virginia Marini, dirigente
scolastico a Nervi: "Qui da noi gli insegnanti sono liberi, già oggi, di
fare come vogliono. Se vogliono il grembiule, bene. Altrimenti, bene lo
stesso". Il ministro dice di volere il grembiule "per un fatto di
ordine ma anche di uguaglianza sociale tra ragazzi, soprattutto ora che va
tanto di moda l'abbigliamento firmato già in giovanissima età". Virginia
Marini non ne è convinta. "Oggi non c'è più l'ossessione per l'abito
firmato. I bambini si vestono in modo normale. Insomma, il grembiule è la
nostra ultima preoccupazione. Non vorrei che questa sua improvvisa riscoperta
fosse un modo per nascondere i veri problemi della scuola". A ben vedere,
il grembiule non è mai del tutto scomparso. "Quest'anno abbiamo
raddoppiato gli ordini. Ma anche l'anno scorso le vendite erano andate molto
bene", spiega la commessa della Coin. La realtàè che la scuola è divisa.
Tra chi considera il grembiule uno strumento egualitario, che da ordine e
omogeneità alla classe a prescindere dall'estrazione sociale dei bambini. E chi
invece lo considera un abito un po' triste, che riporta la scuola agli anni
'50. "I bambini del duemila sono molto più belli, liberi e colorati",
dice un'insegnante della scuola elementare Maria Mazzini. "Perché tornare
alle vecchie uniformi?". 29/08/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
"severità
giusta, i ragazzinon li capisco più" la scuola secondo la professoressa
mosca, classe
( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Riforma della scuola
Dal prossimo anno anche il maestro unico. I sindacati: no ai tagli Roma. Aveva
promosso un ritorno al passato, per riportare nelle classi ordine contro il
bullismo dilagante e risollevare il carente livello culturale degli studenti. Obiettivi a cui il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, punterà con il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei
ministri. Un provvedimento che cancella le riforme degli ultimi decenni,
reintroducendo i voti in pagella alle elementari e alle medie e il voto in condotta,
che sarà decisivo ai fini della promozione. L'educazione civica e
stradale tornerà ad essere materia obbligatoria, mentre contro il caro-libri
verrà introdotto l'obbligo di rieditare i testi solo ogni 4-5 anni. Infine, tra
un anno alle elementari tornerà il maestro unico. Il ritorno dei voti. La
principale novità del decreto è rappresentata dal ritorno dei voti in pagella, che alle elementari saranno accompagnati da giudizi
"esplicativi", mentre alle medie ci sarà spazio solo per i numeri.
Una scelta che Gelmini spiega così: "Il ritorno
al voto è frutto di una proposta mia e del ministro
dell'Economia Giulio Tremonti, perché noi crediamo che nella scuola serva
chiarezza, e che spetti agli insegnanti definire il livello di apprendimento
degli alunni in ogni materia". Niente più giudizi quindi, introdotti dalla
legge 517 del 1977. Bocciatura per la condotta. D'ora
in poi gli studenti delle superiori dovranno rigare dritto, perché il voto in condotta farà media con le altre valutazioni. Non
solo: in caso di
( da "Arena, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Nazionale pag. 2
Elementari con un unico maestro Il maestro unico? No, forse, sì. Se ne parla
almeno da giugno e ieri, al termine del consiglio dei ministri, il ministro Gelmini conferma che, dopo il
grembiule e il voto in condotta, ancora una volta, ripescherà dal passato:
"Per la scuola primaria", sostiene, "tornare al maestro unico
risponde a un'esigenza pedagogica. I bambini hanno bisogno di avere un punto di
riferimento preciso anche fuori dalle pareti domestiche". La novità
non arriverà in quest'anno scolastico - il consiglio dei ministri ha per ora
soltanto espresso un indirizzo - ma "verrà previsto nel piano di
razionalizzazione per la scuola che sto mettendo a punto". A giugno già
era spuntata l'ipotesi, ma a fine luglio il ministro, in un'intervista
radiofonica, aveva cautamente allontanato l'ipotesi: "Non abbiamo assunto
nessuna decisione di tornare al maestro unico. È chiaro che razionalizzare la
rete scolastica impone alcune scelte, ma credo che le elementari siano un ciclo
scolastico che funziona, lo dicono anche i dati Ocse-Pisa, e quindi mi auguro
che non sarà necessario tornare al maestro unico". A ridosso di
ferragosto, però, la Gelmini aveva fatto capire che
alla fine si sarebbe andati a finire lì, "in un'ottica di riduzione della
spesa e di razionalizzazione".
( da "Arena, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
ISTRUZIONE. Tra le
materie anche l'educazione civica e stradale, che sottrarrà tempo alla storia e
alla geografia. Presidi d'accordo, no dagli studenti dell'Uds e dal Pd Giudizi
addio: sulle pagelle tornano i voti ROMA Come annunciato da settimane, dall'anno
scolastico che sta per cominciare torna il voto in condotta,
farà media con gli altri voti e potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede
il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini
approvato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento reintroduce anche i voti
in pagella al posto degli attuali giudizi; nella vita
scolastica degli studenti, poi, torna lo studio dell'educazione civica. La
valutazione del comportamento farà media e chi prende 5 non sarà promosso né
ammesso agli esami di Stato: un giro di vite rispetto a quello che era previsto
nel disegno di legge, dove la bocciatura era discrezionale. Gli studenti
saranno valutati in base ai risultati nelle singole materie, ma anche tenendo
conto, dunque, del comportamento. Il ripristino del voto in
condotta "è una risposta necessaria e urgente di fronte al
moltiplicarsi negli ultimi anni dei casi di bullismo", dice il ministro Gelmini. Quanto al fatto che sulle
pagelle i giudizi saranno soppiantati dai numeri, la Gelmini dice:
"Crediamo che alla scuola servano ordine e chiarezza. I voti saranno
accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi". Alle elementari accanto
ai voti resterà il giudizio analitico sul comportamento complessivo.
Alle medie ci saranno solo i voti. Nelle pagelle i voti erano stati eliminati
con la legge 517 del 1977. La materia "cittadinanza e Costituzione"
da quest'anno sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia nelle scuole
dell'infanzia e del primo e secondo ciclo e probabilmente avrà una sua
specifica valutazione. "Studio della Costituzione", dice la Gelmini, "educazione ambientale, alla salute ma anche
insegnamento dell'educazione stradale quanto mai opportuno visto il numero di
ragazzi che ogni anno perdono la vita in incidenti". Il Pdl fa quadrato
intorno alla Gelmini per le novità introdotte nella
scuola; la Lega va anche oltre proponendo la bocciatura già con il
"6", e piace anche ai presidi e ad alcuni genitori il "pugno di
ferro" usato dal ministro. "Non avrebbe senso", dice il presidente
dell'associazione dei presidi Giorgio Rembado, "continuare a
"sterilizzare" la valutazione sulla condotta".
E per il Moige il ritorno del voto in condotta "è
un vero strumento di contrasto al bullismo". Storcono invece il naso gli
studenti dell'Uds: "La scuola dev'essere basata sull'inclusione
costruttiva delle marginalità. Questo impressionante balzo indietro ai regi
decreti risponde alla violenza e al bullismo solo con la repressione". Il
ministro ombra per le Politiche giovanili Pina Picierno dice: "Non posso credere
che un ministro di 35 anni pensi di risolvere i problemi riportando le lancette
dell'orologio agli anni '50".
( da "Libertà" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Dall'anno prossimo
maestro unico alle elementari ROMA - Tempi duri per i troppo bulli. Dall'anno
scolastico che sta per iniziare, come annunciato da settimane, torna il voto in condotta, farà media con gli altri voti e - se sarà
un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il
decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato
ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione
rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato
all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno
dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi. Altra "new
entry" nella vita scolastica degli studenti italiani lo studio
dell'educazione civica. Daqll'anno prossimo, poi alle elementari tornerà il
maestro unico. CAROSELLI a pagina 3 29/08/2008.
( da "Libertà" del 29-08-2008)
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Roma - "Una
colossale montatura": così, dati alla mano, Federico Motta, presidente
dell'Associazione Italiana Editori, definisce l'allarme caro-libri lanciato nei
giorni scorsi dalle associazioni consumatori. E ce n'è anche per i controlli
dell'Antitrust: "Sono veri e propri processi alle intenzioni - dice - che
ci hanno profondamente colpito facendoci pensare a un intento persecutorio nei
confronti dell'editoria". I dati che sconfessano il caro-libri sono quelli
di una ricerca realizzata dall'Ipsos per l'Aie: il 62% dei testi scolastici in
commercio ha un prezzo identico a quello dello scorso anno, mentre il 34% ha
subito un aumento inferiore o uguale al tasso d'inflazione. Solo il 4% avrebbe
un aumento superiore. Secondo l'indagine, l'indice di variazione media dei
prezzi dei 31.360 libri scolastici per le scuole secondarie di primo e secondo
grado, nel 2008, si è attestato al 0,73% rispetto al 4,1% di inflazione
rilevata a luglio. In particolare, alle medie è stata dello 0,66% e alle
superiori dello 0,76%. Insomma "è la percezione del costo dei volumi -
dice la società di Renato Mannheimer - ma non il loro prezzo a crescere". Gli editori non capiscono poi perchè il ministro Gelmini abbia apprezzato i controlli disposti dall'Autorità Garante
della Concorrenza e del Mercato: "Entro febbraio - spiega Enrico Greco,
presidente del gruppo editoria scolastica dell'Aie - la nostra associazione
comunica al Ministero il catalogo aggiornato dei libri scolastici con i
relativi prezzi, quindi, quando il ministro dice che è contenta dei
controlli dell'Antitrust, le ricordiamo che lei stessa avrebbe potuto farli già
da mesi". m.v. 29/08/2008.
( da "Libertà" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Proteste per il
"ritorno al passato" Gli studenti si mobilitano contro il voto in condotta roma - Dal "ci vediamo in piazza"
degli studenti che contestano il ritorno del voto in condotta
al "faremo muro contro il maestro unico alle elementari" dei sindacati.
E' un fuoco di fila di proteste quello che accoglie il "ritorno al
passato" della scuola italiana voluto dal ministro Gelmini. Partirà a ottobre la mobilitazione nazionale annunciata ieri
dall'Unione degli Studenti contro il voto in condotta
che "con un'impressionante balzo indietro ai "decreti regi",
cancella i risultati di decenni di lotte per il primato del profitto e della
qualità dell'insegnamento". Anche la Rete degli studenti annuncia
proteste contro "la spada di Damocle di un giudizio privo di obiettività".
E un "5" per l'uso della decretazione d'urgenza arriva pure dagli
studenti di Azione Cattolica. E' invece il paventato ritorno del maestro unico
a scatenare le proteste dei sindacati. "Si apre uno scontro frontale -
annuncia il segretario della Flc Cgil Enrico Panini - saremo un muro, non si
possono superare i livelli della decenza. Appartiene ad un modello degli anni
'50 quando il maestro poteva anche sapere poco di tutto. Oggi servono maestri
sempre più specializzati. Pensare di dare a bambini sempre più curiosi e
informati le risposte che si davano negli anni 50 è un disastro per il loro
futuro. E significa ridurre di due terzi l'organico. Il voto
di condotta poi non risolve i problemi ma li
aumenta". Sulla stessa linea il segretario della Cisl scuola, Francesco
Scrima, che assegna al ministro "
( da "Libertà" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Reintrodotti
i voti nelle medie e nelle elementari Il ministro Gelmini: presto il
maestro unico ROMA - Tempi duri per i troppo bulli. Dall'anno scolastico che
sta per iniziare, come annunciato da settimane, torna il voto
in condotta, farà media con gli altri voti e - se sarà un 5 - potrà
anche portare alla bocciatura. Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un
provvedimento che imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti
nel ddl sugli stessi temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra
importante novità: il ritorno dei voti in pagella al
posto degli attuali giudizi. Altra "new entry" nella vita scolastica
degli studenti italiani lo studio dell'educazione civica. CON 5 SI BOCCIA -
Torna dunque il voto in condotta, la valutazione del
comportamento "farà media" e chi prende 5 può scordarsi la promozione
e l'ammissione agli esami di Stato: un giro di vite rispetto a quanto previsto
nel ddl dove la bocciatura era discrezionale. Gli studenti saranno valutati in
base ai risultati conseguiti nelle singole materie, ma anche tenendo conto,
dunque, del comportamento. Il ripristino del voto in condotta
"è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi negli
ultimi anni dei casi di bullismo" ha spiegato il ministro Gelmini, che è stata una scolara-modello: "in condotta ho sempre avuto voti alti, nove o dieci" ha
confessato ai cronisti curiosi. NON PIÙ GIUDIZI MA VOTI - Tornano i voti sulle
pagelle degli studenti italiani. "Crediamo che alla scuola - ha detto il
ministro - serva ordine e chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno dei voti,
accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai
ragazzi. Si è abusato dei giudizi che a mio parere non sempre sono espressi in
maniera comprensibile e aiutano a capire il reale rendimento dei ragazzi".
Alle elementari accanto ai voti resteranno il giudizio analitico sul
comportamento complessivo. Alle medie ci saranno, invece, soltanto i voti.
Nelle pagelle i voti sono stati sostituiti dai giudizi circa 30 anni fa, con la
legge 517 del 4 agosto 1977. TORNA EDUCAZIONE CIVICA - La Costituzione e, più
in generale, lo studio dell'educazione civica, entra dalla porta d'ingresso, in
via sperimentale, nelle aule delle scuole dell'infanzia e del primo e secondo
ciclo. "Cittadinanza e Costituzione" (questo il nome ufficiale della
disciplina) da quest'anno sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia e
probabilmente avrà una sua specifica valutazione. "Educazione civica come
educazione alla cittadinanza" ha spiegato il ministro Gelmini
secondo la quale "bisogna preparare i ragazzi a essere cittadini
consapevoli". "Educazione civica - ha aggiunto - e dunque studio
della Costituzione, educazione ambientale, alla salute ma anche insegnamento
dell'educazione stradale quanto mai opportuno visto il numero di ragazzi che
ogni anno perdono la vita in incidenti". La decisione di inserire anche
quest'ultimo aspetto è scaturita dopo un incontro tra i ministri Gelmini e Matteoli. "Si tratta di un accordo molto
importante - hanno dichiarato - per dare agli studenti nozioni essenziali sul
codice della strada, per educarli al rispetto delle regole sulla circolazione
dei veicoli e dei pedoni, con lo scopo di contribuire a migliorare la sicurezza
stradale". NOVITÀ ACCENDONO DIBATTITO - Non solo il Pdl fa quadrato
intorno alla Gelmini per le novità introdotte nella
scuola. Se la Lega va anche oltre proponendo la bocciatura già con il
"6", piace anche ai presidi e ai genitori il pugno di ferro usato dal
ministro. "Non avrebbe senso - dice il presidente dell'associazione presidi,
Giorgio Rembado - continuare a "sterilizzare" la valutazione sulla condotta". E per il Moige il ritorno del voto in condotta "è un vero strumento di contrasto al
bullismo". Storcono invece il naso gli studenti (Uds) che sono pronti a
dare battaglia e il ministro ombra per le Politiche giovanili, Pina Picierno,
scuote scetticamente la testa: "Non posso credere che un ministro di 35
anni pensi di risolvere i problemi riportando le lancette dell'orologio agli
anni '50". MAESTRO UNICO ALLE ELEMENTARI - Il ministro Gelmini
ha confermato che, dopo il grembiule e il voto in condotta,
ancora una volta, ripescherà dal passato reintroducendo il maestro unico alle
elementari. "Per la scuola primaria - ha spiegato - tornare al maestro
unico risponde a un'esigenza pedagogica". La novità non arriverà in questo
anno scolastico - il consiglio dei ministri ha per ora soltanto espresso un
indirizzo - ma è certo che non tarderà molto. "Verrà previsto - ha infatti
annunciato il ministro - nel Piano di razionalizzazione per la scuola che sto mettendo
a punto". Tiziana Caroselli 29/08/2008.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA. Maestro
unico alle elementari "Stop ai bulli": torna il voto
in condotta Il governo ha approvato il decreto legge che abolisce i
giudizi e reintroduce nelle pagelle i voti, aboliti 31 anni fa; stabilisce che
con un
( da "Libertà" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Di MASSIMO ONOFRI
Tentativo di profonda riforma strutturale della scuola o ritorno ad un passato
remoto, più culturale che storico? E' un mese esatto che ci s'interroga su tale
quesito, almeno a partire dal Ddl varato dal consiglio dei Ministri il 31
luglio scorso. Da oggi, col via libera al decreto legge che andrà in vigore
dall'anno scolastico che sta per cominciare, le idee saranno più chiare per
tutti. Ecco: niente più giudizi sulle pagelle (buono, distinto o ottimo che
sia), per una sufficienza obbligatoria anche in condotta, dato che, con il
cinque, la bocciatura sarà assicurata. Con una postilla, però: voti nudi per la
scuola media inferiore, accompagnati dai giudizi, invece, per le elementari. E
poi, una nuova materia, "educazione alla costituzione e alla
cittadinanza": cioè, semplicemente, educazione civica e stradale. Quindi,
la notizia più preoccupante: parere favorevole del Consiglio dei Ministri per
un ritorno al maestro unico nella scuola primaria. Infine, un proposito
bellicoso: guerra al caro-libri, con divieti triennali o quinquennali alla riedizione
dei testi, nella convinzione, pedagogicamente disarmante, che "i contenuti
di alcune materie fondamentali come italiano o matematica non cambiano da un
anno all'altro". Il motto sembra uno solo: sorvegliare e punire. Altro che
propositi di riqualificazione d'un sistema ormai allo stremo, con un corpo
docente sempre più in sofferenza (non solo economica) e demotivato. Siamo,
piuttosto, alla semplificazione brutale e alle tentazioni arcaiche: con
l'ennesima occasione persa da parte di un comparto, quello scolastico appunto,
che non conosce, dai tempi di Giovanni Gentile (epoca fascista, non
dimentichiamolo), un ripensamento serio e profondo, coerente in ogni suo
aspetto. Se non fosse per l'improvvisazione e la spavalderia di marca
populista, e per le conseguenze che la nostrà gioventù si troverà a scontare,
ci sarebbe anche da sorridere: laddove colpisce l'insistenza ministeriale su
una proclamata "novità" che, di fronte ad atteggiamenti così
palesemente regressivi - quelli che scambiano l'autorità (e l'autoritarismo)
per autorevolezza - ha il valore di una denegazione, con tanto di contrappasso
linguistico. Per non dire di quell'esilarante "crediamo che alla scuola
serva chiarezza", per giustificare la sostituzione del giudizio col voto,
risultando davvero incomprensibile come un voto, nella sua perentorietà
matematica, per bambini che non ne hanno mai avuti, possa essere più chiaro di
checchessia. Non mi pronuncio, poi, sull'inquietante dirigismo editoriale, che
non si limita, magari, a un'intelligente politica dei prezzi e del sostegno
economico, ma entra nel merito delle qualità didattica dei testi stessi. La
responsabilità, com'è ovvio, non è solo della Gelmini, ma anche dei quattro o cinque Ministri che l'hanno preceduta.
Ora, però, si profila qualcosa di nuovo e, dicevo, di preoccupante: il ritorno
al maestro unico. La colpa sarà sicuramente degli inevitabili tagli, ma la
rinuncia ai tre docenti per classe e ad un progetto che ha reso la nostra
scuola elementare tra le migliori d'Europa, questo, sì, sarebbe davvero
l'inizio della fine. 29/08/2008.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Nazionale pag. 2
"Caro libri? Una bufala Aumenti dello 0,73%" Contro il caro libri, la Gelmini si fa venire l'idea di permettere la riedizione dei libri
scolastici "solo se strettamente necessario. Abbiamo pensato a un periodo
di 3, 4 o 5 anni entro il quale i libri non possono essere cambiati".
Federico Motta, presidente dell'Associazione italiana editori commenta però che
per un'indagine dell'Ispo, il 62% dei 31.360 libri scolastici in
commercio ha un prezzo identico a quello del 2007, e il 34% ha un aumento
inferiore o uguale al tasso dell'inflazione. Solo il 4% ha subito un aumento
superiore alla media. Rispetto al
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Nazionale pag. 2 Un
taglio di 150mila insegnanti Al segretario generale della Cgil scuola Enrico Panini, la svolta non piace: il ministro
"non ha perso l'occasione per affermare che bisogna ripristinare il
maestro unico nella scuola elementare, che intende
abolire il valore legale del titolo di studio, che bisogna
trasformare la scuola
pubblica in fondazioni di diritto privato e
via dichiarando. Siamo di fronte a un pessimo fumo", dice, "formato
da un mix di provvedimenti che guardano alla scuola degli anni
'50, alla privatizzazione della scuola pubblica e
a una netta separazione della scuola per aree geografiche.
Un pessimo fumo con il quale si cerca di nascondere l'autentico disastro
determinato dal decreto Tremonti che prevede un taglio di 150.000 posti nella scuola pubblica da ottenersi aumentando gli alunni per
classe e riducendo le ore di scuola". Sulla
questione delle scuole private, la Gelmini ha sostenuto di avere, lei, "un
compito primario: uscire da una conflittualità sciocca ed ideologica basata sul
nonsenso di chi ritiene pubblica solo la scuola statale", e di volerlo fare trasformando in
fondazioni anche le scuole pubbliche. "Non si capisce", commenta
marina sereni del Pd, "perché si prodighi" per "disegnare scuole
di serie A e serie B per ragazzi di serie A e serie B".
( da "Libertà" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Interessano trecento
alunni. Tramello, domani i risultati (pin) Esami di riparazione, ora tocca al
liceo Colombini. L'istituto di viale Beverora ha iniziato ieri le verifiche di
recupero dei debiti scolastici, operazioni che interesseranno circa un terzo degli
studenti (complessivamente poco meno di 300). I ragazzi "rimandati"
dovranno dimostrare di aver ripianato le proprie lacune con verifiche scritte,
che termineranno il 3 settembre. Gli scrutini, necessari per l'ammissione
all'anno successivo, si svolgeranno invece nelle giornate del 4, 5 e il 6
settembre. Nella giornata dell'8 si terranno invece gli esami integrativi, per
gli studenti provenienti da altri istituti. Per quanto riguarda il Tramello,
che ha battuto sul tempo su tutte le altre scuole superiori piacentine, oggi si
terranno gli scrutini per le valutazioni degli studenti. Sono circa 150 i
ragazzi del Tramello impegnati negli esami di riparazione, con prove orali e
scritte. Domani, sabato, saranno affisse all'albo dell'istituto le votazioni finali.
Riproposti dall'ex ministro Giuseppe Fioroni, e subito
confermati da Mariastella Gelmini, gli studenti delle
superiori hanno dovuto confrontarsi con gli esami di fine estate. Gli
"studenti in sospensione" che non riusciranno a superare i debiti
saranno bocciati e dovranno ripetere l'anno. Nel corso dell'estate le scuole
stesse hanno provveduto ad organizzare i corsi di recupero per i ragazzi,
lasciando comunque facoltà ai diretti interessati di far fronte privatamente
alla novità. La normativa stessa prevede che si debba concludere le verifiche
entro la fine del mese di agosto. Al Tramello, così come riferito, le prove si
sono già concluse, mentre il liceo Colombini si appresta a portare a termine le
verifiche, con la pubblicazione degli esiti entro il 6 settembre. Negli altri
istituti scolastici superiori, vedi per esempio liceo Gioia, Romagnosi, Raineri
e Isii Marconi - gli esami di riparazione avranno inizio, invece, a partire dal
prossimo 1 settembre. 29/08/2008.
( da "Nuova Sardegna, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Decreto del governo:
con il
( da "Libertà" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Con le superiori
terminate le assegnazioni. Le supplenze "riconsegnate" ai presidi
Ieri all'Isii Marconi si è tenuta la tornata conclusiva delle operazioni per
gli insegnanti per quanto riguarda l'assegnazione delle supplenze annuali.
Oggi, sempre nell'aula Magna dell'istituto, si procederà ad un recupero degli
incarichi ancora da attribuire, a tempo determinato, per gli assistenti
amministrativi. Complessivamente, dall'inizio della settimana, sono state
assegnate circa 500 delle 750 supplenze da coprire. I restanti 250 incarichi
ancora vacanti, spiega Anna Barani dell'Ufficio scolastico provinciale,
impegnata nel coordinare le operazioni del tour de force di fine estate,
saranno "riconsegnati" alle scuole stesse. "Toccherà ai presidi
- dice - attribuire le supplenze, ricorrendo alle graduatorie di
istituto". Resta ancora in sospeso l'ipotesi che, per quanto riguarda le
scuole di primo grado, si proceda ad unificare l'attività di assegnazione degli
incarichi annuali. Lo scorso anno la scelta era caduta sulla scuola media
Calvino. E' probabile quindi che si arrivi al completamento dell'organico ad
anno scolastico già avviato: il primo settembre è alle porte, e tra un paio di
settimane riprenderanno le lezioni. La giornata di ieri, invece, ha portato con
sé il consueto carico di speranze miste a frustrazioni per i precari della
scuola (superiore, per questa giornata), costretti ogni anno a rimettere in
discussione il proprio futuro professionale, in attesa di essere riconfermati o
meno nell'istituto superiore dove si è insegnato lo scorso anno. Dario Baia e
Bianca Maggi, entrambi docenti di storia dell'arte, precari da 10 anni, non
nascondono una certa insoddisfazione per un sistema di reclutamento che sembra
procrastinare all'infinito la propria stabilizzazione lavorativa. "Non
voglio fare polemica - mette le mani avanti Dario Baia -, ma capita spesso che,
al momento delle immissioni in ruolo, si venga scavalcati in graduatoria da
colleghi arrivati da altre Regioni. Al momento sono secondo in graduatoria: questo
vuol dire che, se il prossimo anno verranno autorizzate nuove assunzioni,
potrei sperare di avere buone chances. Ma non è assicurato: è già capitato a un
mio collega, certo di avere la cattedra in tasca, di vedersi superare
all'ultimo momento da docenti abilitati altrove". Dello stesso avviso
anche Bianca Maggi. "Gli iscritti della graduatoria provinciale - dice -
dovrebbero essere maggiormente tutelati rispetto all'arrivo di insegnanti da
altre realtà". E' un dato ormai consolidato che numerosi docenti, passati
di ruolo, o in attesa di una supplenza, arrivino dal Sud. Come Sonia Esposito,
docente di francese, precaria da 4 anni. "È un dato di fatto che al Sud
non ci sono posti - ammette -. Rispetto alle polemiche nate quest'estate sulla
nostra preparazione, non vedo in maniera negativa la
proposta del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Se si
vogliono organizzare corsi di aggiornamento, tanto meglio Non la prendo
male". Margherita Muselli, insegnante di inglese, "ma anche di
francese e spagnolo" dice, conta sulla possibilità di passare ad una
scuola pubblica, dopo aver trascorso 2 anni al San Vincenzo. È diventata
da poco mamma: quasi un "lusso" per chi è precario. "Per fortuna
- dice - mio marito ha un contratto a tempo indeterminato". Vincenzo Maini
da 3 anni insegna filosofia e storia alle scuole superiori. "Lo scorso
anno sono stato assegnato al liceo Respighi e mi piacerebbe essere
riconfermato. Sono soddisfatto del mio lavoro: ho scelto di fare l'insegnante e
insegno una materia che mi piace. L'unico aspetto poco gradevole - fa notare -
è il dover sottostare tutte le estati a questa trafila burocratica, anche se
garantisce equità di trattamento". "Indubbiamente non è il
massimo" concorda Laura Del Signore, docente di italiano, precaria dal
1999. "Sono riuscita ad ottenere l'abilitazione lo scorso anno, dopo aver
frequentato un corso ad hoc. Ora sono 25esima in graduatoria: dovrò attendere
qualche anno prima di poter passare di ruolo". Non nasconde invece il
proprio entusiasmo Salvatore Calofiore, giovanissimo docente di filosofia e
storia in arrivo da Catania. "L'insegnamento è la mia vocazione"
dice. Gli fa eco Milena Scalone, insegnante di italiano, latino e storia,
precaria da 5 anni. "Lo scorso anno - racconta - mi sono divisa tra Castelsangiovanni
e Borgonovo. Mi piacerebbe restare in zona". Come tutti. p.pin.
29/08/2008.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
SABBIO CHIESE. Dal
Quattrocento in poi il paese ha dato i natali a celebri artigiani del settore
La storia della stampa si merita una mostra In passato Sabbio Chiese ha fatto
da sfondo all'attività di famosi stampatori che hanno distribuito preziose
"Cinquecentine" e "Seicentine" in tutt'Italia e oltre; e
oggi, l'amministrazione comunale vuole celebrare questa tradizione. Come?
"Nell'ampia sala del sindaco nel nuovo municipio - anticipa lo storico valsabbino
e anima del progetto Alfredo Bonomi - verranno piazzate alcune vetrine che
ospiteranno libri originali di pregio realizzati per tutto il '500 e parte del
'600 dalla famiglia sabbiense dei Nicolini Da Sabbio, e poi finiti in tutto il
mondo. La ricerca dei volumi è in corso, ma sappiamo già, andando a ritroso
nella storia locale, che quella degli stampatori è stata una tradizione unica
in Valsabbia e significativa per tutto il Bresciano. Un fenomeno che merita
approfondimenti". Dall'ultimo decennio del '
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Lettere pag. 53 Per
fortuna la destra al governo: sbarchi di clandestini, stupri (vedi Roma dove
governa il federale Per fortuna la destra al governo: sbarchi di clandestini,
stupri (vedi Roma dove governa il federale Alemanno), scippi, ecc. Non dovevano
sparire? Ma per piacere! I vigili ci costano 38 euro a testa all'anno. Polizia,
carabinieri, forestale, finanza, polizia provinciale, guardacaccia e chi più ne
ha più ne metta quanto ci costano? Carlo Sono un elettore delle primarie del
PD. Leggo che alla festa del PD in Toscana hanno applaudito
Bossi?! Mi vien da star male. Un pensionato di Manerbio Maria Stella Gelmini, ministra bresciana alla Pubblica istruzione, dovrebbe
preoccuparsi della scarsa alfabetizzazione dei parlamentari... Renato.
( da "AudioNews.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
06.39 Politica
Scuola. Torna il
( da "Nuova Venezia, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Regione La proposta
dell'assessore regionale Donazzan di introdurre quote di alunni stranieri nelle
... EMILIO VIAFORA * La proposta dell'assessore regionale Donazzan di
introdurre quote di alunni stranieri nelle classi sarebbe sbagliata e riduttiva
se il problema fosse (come viene dichiarato) quello della qualità didattica,
come hanno già evidenziato altri più esperti di me in materia. Certamente si
configura come una risposta palesemente "ideologica" a fronte della
crescente caratterizzazione multietnica della nostra società, un tratto ormai
ineludibile che iniziative come quella della Donazzan vorrebbero affossare
anziché valorizzare nelle sue nuove potenzialità, proprio partendo dalle
giovani generazioni. L'assessore si dichiara sollecitata dalla protesta di
alcuni genitori della scuola veneziana "Giulio Cesare", che mal
digeriscono la presenza di 8 alunni extracomunitari su 22 nella classe
frequentata dai propri figli. Non mi pare che il compito della politica sia
rincorrere gruppi di cittadini, anche quando esprimono disagio, ma semmai cogliere
l'essenza dei problemi e farne sintesi nel complesso sociale. Nel caso
specifico ritengo che sia fondamentale confrontarsi con i pregiudizi dei
genitori, ma l'assessore farebbe bene ad ascoltare gli insegnanti quando dicono
che non ci sono difficoltà nell'apprendimento della lingua, soprattutto per i
ragazzi. O abbiamo dimenticato quando tanti giovani veneti entravano nelle
scuole sapendo parlare solo il dialetto? Ben venga invece l'insegnamento
dell'educazione civica, che però va esteso a tutti perché c'è molta ignoranza
anche tra gli allievi italiani sui diritti e doveri sanciti dalla Costituzione.
Ma occorre che, insegnandoli, quei principi (a partire dall'uguaglianza e dal
diritto universale all'istruzione) vadano praticati perché gli immigrati di
seconda generazione, che rappresentano una quota sempre più rilevante dei
giovani veneti, si sentano, vivendoli, parte attiva della nostra società. Trovo
sbagliata e ghettizzante l'idea dei rappresentanti di alcune etnie che
vorrebbero scuole differenziate, in quanto ciò significa negare lo sviluppo di
una nuova generazione che abbia come elemento di forza l'impronta della
multiculturalità. Non a caso questa idea si incontra con quelle dei settori
xenofobi, sposando una logica che finirebbe per alimentare fenomeni come quelli
esplosi in Francia nelle banlieu. Intanto, anche lo stesso
ministro Gelmini ha bocciato la proposta delle quote dell'assessore veneto. Ciò
evidenzia il fatto che non si possono usare le istanze delle famiglie a fini di
propaganda, gettando i semi della separatezza, fra l'altro sulla pelle di
bambini. Il che è l'operazione più brutta che si possa concepire. Il
Veneto è storicamente una società inclusiva, contrassegnata da quella vocazione
relazionale con popoli diversi che è stata per secoli uno dei principali
fattori del suo sviluppo. Questa è la strada su cui proseguire. Dobbiamo
smetterla con l'idea che gli immigrati siano utili quando mettono a
disposizione le proprie braccia per il lavoro e debbano sparire quando si
tratta di garantire loro diritti sociali per sé e per i propri figli. Dobbiamo
anche sapere che le discriminazioni sono erba infestante. Qui, nel Veneto,
parliamo di porre vincoli numerici sulla presenza dei figli degli immigrati, ma
a livello nazionale il ministro propone la trasformazione della scuola in
fondazioni, con l'idea di smantellare la scuola pubblica, quella che garantisce
il diritto di tutti a una buona istruzione, per promuovere le privatizzazioni.
Ad essere discriminati sarebbero in questo caso i figli degli operai e degli
impiegati. Infine, ci corre l'obbligo di ricordare all'assessore Donazzan che,
se prendessero piede le idee di cui si fa portatrice, Barack Obama non avrebbe
mai potuto concorrere alla Presidenza della più grande nazione del mondo. * segretario
generale Cgil Veneto.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
LA NUOVA ISTRUZIONE
OCCASIONE PERSA di MASSIMO ONOFRI Tentativo di profonda riforma strutturale
della scuola o ritorno a un passato remoto, più culturale che storico?E' un
mese esatto che ci si interroga su tale quesito, almeno a partire dal disegno
di legge varato dal consiglio dei ministri il 31 luglio scorso. Da oggi, col
via libera al decreto legge che andrà in vigore dall'anno scolastico che sta
per cominciare, le idee saranno più chiare per tutti. Ecco: niente più giudizi
sulle pagelle (buono, distinto od ottimo che sia), per una sufficienza
obbligatoria anche in condotta, dato che, con il 5, la bocciatura sarà
assicurata. Con una postilla, però: voti nudi per la scuola media inferiore,
accompagnati dai giudizi, invece, per le elementari. E poi, una nuova materia,
"educazione alla Costituzione e alla cittadinanza": cioè,
semplicemente, educazione civica e stradale. Quindi, la notizia più
preoccupante: parere favorevole del consiglio dei ministri per un ritorno al
maestro unico nella scuola primaria. Infine, un proposito bellicoso: guerra al
caro-libri, con divieti triennali o quinquennali alla riedizione dei testi,
nella convinzione, pedagogicamente disarmante, che "i contenuti di alcune
materie fondamentali come italiano o matematica non cambiano da un anno
all'altro". Il motto sembra uno solo: sorvegliare e punire. Altro che
propositi di riqualificazione d'un sistema ormai allo stremo, con un corpo
docente sempre più in sofferenza (non solo economica) e demotivato. Siamo,
piuttosto, alla semplificazione brutale e alle tentazioni arcaiche: con
l'ennesima occasione persa da parte di un comparto, quello scolastico, appunto,
che non conosce, dai tempi di Giovanni Gentile (epoca fascista, non
dimentichiamolo), un ripensamento serio e profondo, coerente in ogni suo
aspetto. Se non fosse per l'improvvisazione e la spavalderia di marca populista
e per le conseguenze che la nostra gioventù si troverà a scontare, ci sarebbe
anche da sorridere: laddove colpisce l'insistenza ministeriale su una
proclamata novità che, di fronte ad atteggiamenti così palesemente regressivi -
quelli che scambiano l'autorità (e l'autoritarismo) per autorevolezza - ha il
valore di una denegazione, con tanto di contrappasso linguistico. Per non dire
di quell'esilarante "crediamo che alla scuola serva chiarezza", per
giustificare la sostituzione del giudizio col voto, risultando davvero
incomprensibile come un voto, nella sua perentorietà matematica, per bambini
che non ne hanno mai avuti, possa essere più chiaro di checchessia. Non mi
pronuncio, poi, sull'inquietante dirigismo editoriale, che non si limita,
magari, a un'intelligente politica dei prezzi e del sostegno economico, ma
entra nel merito delle qualità didattica dei testi stessi. La responsabilità,
com'è ovvio, non è solo della Gelmini, ma anche
dei quattro o cinque ministri che l'hanno preceduta. Ora, però, si profila
qualcosa di nuovo e, dicevo, di preoccupante: il ritorno al maestro unico. La
colpa sarà sicuramente degli inevitabili tagli, ma la rinuncia ai tre docenti
per classe e a un progetto che ha reso la nostra scuola elementare tra le
migliori d'Europa, questo, sì, sarebbe davvero l'inizio della fine.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
L'annuncio
della Gelmini Bocciati col
( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Uds:
la Gelmini ci ha tradito, così si torna ai
decreti regi Gli studenti già pronti alla piazza: la repressione contro il
bullismo LA PROTESTA ROMA. L'Unione degli studenti (Uds) è pronta alla
battaglia contro la reintroduzione del voto in condotta. L'associazione annuncia infatti,
per ottobre, una mobilitazione nazionale contro il decreto legge approvato ieri
in consiglio dei ministri. "Ci opponiamo - dice il coordinatore nazionale
Uds, Roberto Iovino - a questo provvedimento, che il ministro Gelmini ha fatto approvare con un colpo di mano. Il decreto
ribalta uno dei principi fondamentali dello Statuto degli studenti, e cancella
decenni di lotte studentesche per il primato del profitto e la qualità
dell'insegnamento". L'Unione degli studenti si sente "tradita dal
ministro, che aveva promesso un confronto con il Parlamento e le associazioni
sul disegno di legge presentato a luglio. Oggi - afferma Iovino - ci troviamo
con un decreto già approvato, allo scopo di evitare il dibattito".
"La scuola - conclude il rappresentante Uds - deve essere basata sulla
partecipazione degli studenti e sull'inclusione costruttiva delle marginalità.
Questo impressionante balzo indietro ai decreti regi, invece, risponde alla
violenza e al bullismo solo con la repressione".
( da "Tirreno, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Con
( da "Mattino di Padova, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Regione SEGUE DALLA
PRIMA SEGUE DALLA PRIMA Certamente si configura come una risposta palesemente
"ideologica" a fronte della crescente caratterizzazione multietnica
della nostra società, un tratto ormai ineludibile che iniziative come quella della
Donazzan vorrebbero affossare anziché valorizzare nelle sue nuove potenzialità,
proprio partendo dalle giovani generazioni. L'assessore si dichiara sollecitata
dalla protesta di alcuni genitori della scuola veneziana "Giulio
Cesare", che mal digeriscono la presenza di 8 alunni extracomunitari su 22
nella classe frequentata dai propri figli. Non mi pare che il compito della
politica sia rincorrere gruppi di cittadini, anche quando esprimono disagio, ma
semmai cogliere l'essenza dei problemi e farne sintesi nel complesso sociale.
Nel caso specifico ritengo che sia fondamentale confrontarsi con i pregiudizi
dei genitori, ma l'assessore farebbe bene ad ascoltare gli insegnanti quando
dicono che non ci sono difficoltà nell'apprendimento della lingua, soprattutto
per i ragazzi. O abbiamo dimenticato quando tanti giovani veneti entravano
nelle scuole sapendo parlare solo il dialetto? Ben venga invece l'insegnamento
dell'educazione civica, che però va esteso a tutti perché c'è molta ignoranza
anche tra gli allievi italiani sui diritti e doveri sanciti dalla Costituzione.
Ma occorre che, insegnandoli, quei principi (a partire dall'uguaglianza e dal
diritto universale all'istruzione) vadano praticati perché gli immigrati di
seconda generazione, che rappresentano una quota sempre più rilevante dei
giovani presenti nel Veneto, si sentano, vivendoli, parte attiva della nostra
società. Trovo sbagliata e ghettizzante l'idea dei rappresentanti di alcune
etnie che vorrebbero scuole differenziate, in quanto ciò significa negare lo sviluppo
di una nuova generazione che abbia come elemento di forza l'impronta della
multiculturalità. Non a caso questa idea si incontra con quelle dei settori
xenofobi, sposando una logica che finirebbe per alimentare fenomeni come quelli
esplosi in Francia nelle banlieu. Intanto, anche lo stesso
ministro Gelmini ha bocciato la proposta delle quote dell'assessore veneto. Ciò
evidenzia il fatto che non si possono usare le istanze delle famiglie a fini di
propaganda, gettando i semi della separatezza, fra l'altro sulla pelle di
bambini. Il che è l'operazione più brutta che si possa concepire. Il
Veneto è storicamente una società inclusiva, contrassegnata da quella vocazione
relazionale con popoli diversi che è stata per secoli uno dei principali
fattori del suo sviluppo. Questa è la strada su cui proseguire. Dobbiamo
smetterla con l'idea che gli immigrati siano utili quando mettono a
disposizione le proprie braccia per il lavoro e debbano sparire quando si
tratta di garantire loro diritti sociali per sé e per i propri figli. Dobbiamo
anche sapere che le discriminazioni sono erba infestante. Qui, nel Veneto,
parliamo di porre vincoli numerici sulla presenza dei figli degli immigrati, ma
a livello nazionale il ministro propone la trasformazione della scuola in fondazioni,
con l'idea di smantellare la scuola pubblica, quella che garantisce il diritto
di tutti a una buona istruzione, per promuovere le privatizzazioni. Ad essere
discriminati sarebbero in questo caso i figli degli operai e degli impiegati.
Infine, ci corre l'obbligo di ricordare all'assessore Donazzan che, se
prendessero piede le idee di cui si fa portatrice, Barack Obama non avrebbe mai
potuto concorrere alla Presidenza della più grande nazione del mondo. Emilio
Viafora * segretario generale della Cgil del Veneto.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Il caso Via alla
riforma per medie e elementari, ripristinato il maestro unico A scuola tornano
i voti MICHELE SERRA Forse tradita dall'entusiasmo, il ministro dell'Istruzione
(ex pubblica) Mariastella Gelmini guida la
folta lista dei ministri super-dichiaranti, annunciando ogni giorno una novità
salvifica. Ieri è stato il turno del ritorno al voto, che segue il ritorno del
grembiule, il ritorno alla maestra unica, il ritorno della buona condotta e
un'altra messe di ritorni, tutti implicitamente o esplicitamente motivati dalla
ripulsa del famoso "spirito sessantottino" che con il suo
venefico lassismo avrebbe devastato la scuola italiana nel seguente
quarantennio. SEGUE A PAGINA 35 CAVALLIERI, LOPAPA E REGGIO ALLE PAGINE 12 E
13.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca Scontro in
Consiglio dei ministri. Lega isolata anche sull'inno a
scuola E Bossi attacca la Gelmini "Educazione civica,
roba vecchia" CARMELO LOPAPA FRANCO VANNI ROMA - Maestro unico, cinque in
condotta e poi, "ecco, abbiamo pensato di rispolverare l'educazione
civica". Il ministro Mariastella Gelmini non ha
fatto in tempo a elencare il terzo punto del suo programma per la scuola, nel
bel mezzo del Consiglio dei ministri del dopo vacanze, che Bossi e
Calderoli l'hanno fulminata con lo sguardo sbottando: "Ma che c'entra
l'educazione civica?" Va da sé che la giornata romana al quartier generale
del Carroccio era iniziata già un po' storta, con la notizia di quel
provveditore agli studi della "loro" Bergamo che inaugurerà l'anno scolastico
nel cuore della Padania nientemeno che con l'alzabandiera e l'inno nazionale.
Disdetta. Ora ci si mette pure la Gelmini, con
l'educazione civica, che poi vuol dire studio della Costituzione, uguale unità
nazionale, eccetera, eccetera. Ma sì, ha spiegato lei, "un bel ripasso
della Carta, che i ragazzi troppo spesso ignorano. è un punto a cui tiene molto
anche il presidente della Repubblica", si è difesa la ministra di questi
tempi in piena verve creativa e propositiva. "Bisogna preparare i ragazzi
a essere cittadini consapevoli - ha poi ripetuto in conferenza stampa - Studio
della Costituzione, educazione ambientale ma anche insegnamento dell'educazione
stradale". "Ma perché questa educazione civica? è roba superata,
lontana dagli studenti e poi c'è il rischio che aumentino i costi, costringendo
magari al reclutamento di nuovi insegnanti" si sono subito opposti, al
tavolo del Consiglio dei ministri, prima Bossi e poi Calderoli. La temperatura
nella sala si è subito impennata. I "colleghi" di An si sono schierati
al fianco della Gelmini, dalla Meloni ("Si sforza
di restituire alla scuola un ruolo educativo") a La Russa, fino al dc
Rotondi ("Bene, così si rilancia l'istruzione in questo paese").
L'ultima parola l'ha spesa il premier Berlusconi, per difendere a spada tratta
la ministra e mettere a tacere i leghisti: "Il piano per la scuola è
ottimo e lo sottoscrivo in pieno". I più smaliziati tra i ministri, a fine
riunione, spiegavano l'evidente antipatia del Carroccio per l'intraprendente Gelmini col crescente consenso che la responsabile
(lombarda) dell'Istruzione starebbe raccogliendo proprio nelle regioni del
Nord, soprattutto dopo l'uscita di qualche giorno fa sugli insegnanti
meridionali. Certo è che la nota sulla scuola diffusa da Calderoli dopo il
Consiglio dei ministri era tutto un programma, neanche una citazione per la Gelmini: "Tutta la mia soddisfazione, sono state
accolte le proposte del sottoscritto e del ministro Tremonti". La ministra
incassa il sostegno del premier e guarda avanti. L'educazione civica ripartirà
già da settembre, affidata agli insegnanti di storia e geografia. Ma la Lega
ieri è rimasta sola anche nella polemica legata all'inno di Mameli che il
provveditore di Bergamo, Luigi Roffia, farà cantare a scuola con tanto di
alzabandiera e presidio dei cadetti della Guardia di finanza all'inizio
dell'anno scolastico. Plausi da destra a sinistra per la cerimonia che il 16
settembre si terrà nel cortile dell'istituto tecnico Natta. Roberto Bruni,
sindaco di Bergamo, fa sapere che ci sarà, "contento di cantare l'inno con
gli studenti". E ci sarà anche Antonio Di Pietro: "Iniziativa è
bellissima e andrebbe imitata in tutta Italia". Contro l'iniziativa erano
arrivate le bordate del Carroccio, esponenti locali e l'associazione degli
Studenti padani, fino all'immancabile Mario Borghezio: "Quella lugubre
sonata che è l'inno di Mameli scoraggerebbe ogni volontà degli allievi di
passare una buona giornata". Il ministro La Russa sta col provveditore:
"Molto positivo che assieme agli studenti ci saranno anche cadetti in
divisa. L'esperienza sarà utile ad avvicinare le forze dell'ordine ai
cittadini".
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
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Cronaca Scuola,
tornano i voti alle medie e elementari Cambiano le pagelle. Sì del governo al
maestro unico. Via libera al
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
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Il caso Donna
Assunta contro An e ministri mirabello (Ferrara) - Contro la Lega che accusa il
sud di ignoranza e contro An che vuole fondersi con il Pdl. Alla tradizionale Festa Tricolore di An che si è aperta ieri a
Mirabello, donna Assunta Almirante ha sparato a zero contro tutti, leader e
ministri del nord. Nel mirino dell'anziana vedova Bossi, Gelmini e Maroni, ma anche Alleanza Nazionale che confluirà nel Pdl.
"Che si annacquino - ha detto - io resto quella di ieri, e spero che anche
loro ritrovino il sole".
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
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l'edizione del LA SCHEDA Dal regio decreto del '23 all'autonomia Spazzato via
dalla legge sull'autonomia scolastica del '99 il voto in condotta torna in auge con il ministro Gelmini. La storia
della valutazione del comportamento degli studenti affonda le radici nei primi
decenni del '900. Il regio decreto 1054 del 1923, il primo della riforma
Gentile, contiene un'affermazione di principio che viene replicata senza
modifiche in altri regi decreti successivi relativi ai diversi ordini di
scuola: all'art.82 si afferma che "la promozione è conferita agli
alunni che nello scrutinio finale abbiano ottenuto voto
non inferiore a sei decimi in ciascuna materia o complessivamente in ciascun
gruppo di materie affini e otto decimi in condotta".
Indirettamente questa norma afferma il principio che con un voto
da cinque decimi in giù nelle singole discipline o con sette decimi in condotta non si è promossi. Questa disposizione non ha
subito modifiche per oltre mezzo secolo. Per la scuola elementare e,
successivamente, per la scuola media, il voto in condotta,
secondo i regi decreti della riforma Gentile, aveva tuttavia minore incidenza
comportando, nei casi di minore gravità, l'esame di riparazione in tutte le
discipline di studio. Nel 1977 la legge
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
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l'edizione del Come fare a pezzi la scuola Meno maestri e meno soldi di Marina
Boscaino Siamo usciti - alla fine di luglio - da una fatiscente e disastrata
scuola del XXI secolo; rientriamo, in settembre, in una fatiscente e disastrata
scuola degli anni '60. Con questa consapevolezza, dopo il Consiglio dei
Ministri di ieri, dopo le esternazioni di Gelmini al meeting di Rimini, andiamo a vedere come questa donna, fino a
tre mesi fa sconosciuta - oggi monopolizzatrice di spazi televisivi e di
articoli di giornale - nonostante la sua inadeguata competenza e il suo basso
profilo politico continui a tenere accese su di sé le luci di una ribalta che
resistono solo perché assecondano alcune pericolose richieste dell'elettorato
italiano. Un esempio. Da qualche ora circola sul sito di "Repubblica"
un sondaggio: siete favorevoli al ritorno del voto?
Ebbene, alle 18 di ieri pomeriggio il 71% dei 6000 votanti era favorevole per
tutti gli ordini di scuola; il 12% contrario; il 3% favorevole solo nelle scuole
elementari e medie; il 14% solo alle superiori; l'1% non si è espresso. Ecco un
caso veramente indicativo di come vanno le cose nel nostro Paese:
"pseudo-notizie" sulla scuola tengono banco, producendo l'effetto di
far dimenticare i veri problemi. Parte dell'opinione pubblica interviene a
plaudire ad un provvedimento che di sé appare molto meno significativo di
altri. Cosa intendo per "pseudo-notizie"? Intendo, ad esempio, che la
riabilitazione del voto al posto del giudizio
sintetico (distinto, ottimo) rappresenta un risibile tentativo di dare una
risposta al complesso problema della valutazione: in uno scontato gioco delle
tre carte si sostituiscono i voti ai giudizi. Perché - dalla sostituzione dei
voti con i giudizi, che aveva una sua specifica ratio di carattere pedagogico -
di fatto i giudizi sintetici si sono trasformati in aggettivi basati su un
criterio molto simile a quello numerale. Disturba, semmai, il ritorno ad un
numero per valutare un bambino, ad una criterio di giudizio antico; e la disattenzione
al dibattito che portò al cambiamento. L'idea non è né originale, né tantomeno
rivoluzionaria: si tratta di una trovata ad effetto per assecondare il bisogno
di ordine, l'irrinunciabile necessità di certezze sulle minuzie che
caratterizza quest'epoca di confusione e distrazione sui grandi temi; e per far
segnare un punto nella lista "interventi fatti" in nome di un fasullo
efficientismo destinato a spostare di nulla i problemi della scuola. Come il
clamore sul voto di condotta:
5, automatica bocciatura; il voto in condotta fa
comunque media. Sarebbe interessante - tra tanto sbandierare di pugni di ferro
e provvedimenti demagogicamente repressivi - che il ministro producesse dati
sul rapporto tra bullismo e rendimento scolastico: comprendere, cioè, quale sia
stata la sorte, didatticamente parlando, dei numerosi bulli assurti alle
cronache in questi ultimi anni. Facendo media, il voto in
condotta inciderebbe sull'erogazione di credito scolastico, intervenendo
sull'esito dell'esame di stato. È in grado, il ministro, di produrre evidenze
che certifichino un numero significativo di alunni con rendimento scolastico
brillante a fronte di comportamenti esecrabili? O non risulterebbe, piuttosto,
uno stretto rapporto tra condizioni sociali e comportamenti, nella maggior
parte dei casi? Ha valutato, Gelmini, che al Sud,
secondo un recente rapporto della Banca d'Italia, il tasso di abbandoni è del
25% e che la ricetta, suggerita non solo dalla ricerca, ma da molti
pedagogisti, è quella di intervenire preventivamente non con la repressione,
quanto con la stabilizzazione della relazione educativa, limitando se non
eliminando il precariato che si sposta ogni anno in classi e scuole diverse?
Solo quella stabilizzazione, infatti, può produrre risultati significativi sul
piano del successo formativo e dell'educazione alla cittadinanza. È realistico
credere che un problema come il bullismo non incontri un'aggravante nei tagli
di organico che ci troveremo di fronte nei prossimi 3 anni; e trovi un
deterrente nella clava del
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XVI - Palermo
ZOOM IL RITORNO A SCUOLA IL RITORNO A SCUOLA MAURIZIO BARBATO Un anno fa, lo
zoom di inizio anno scolastico cominciava: "Quest'anno scolastico si
presenta con inaudite novità. A Palermo c'è un record di carolibri. Sul
versante dell'edilizia scolastica, mancano aule e le classi sono sovraffollate,
per cui dovranno bocciarne una bella lenzuolata nei primi anni per motivi di
respirazione. Inoltre si piange la carenza di insegnanti di sostegno.
Straordinario. Mai accaduto prima". C'è da aggiornare qualcosa? Solo
questo: già adesso, a inizio d'anno, è stato annunciato che il comune di
Palermo non pagherà, quest'anno come l'anno scorso, il buono libri; mentre
l'anno scorso s'è saputo più tardi. I problemi epocali della scuola siciliana
non si risolvono in un fiat, con la bacchetta magica. Perciò
il ministro Gelmini inizia con una questione di metodo: il voto di condotta. Così se
qualche studente irruente protesterà, per libri edilizia e mancanza di docenti,
anche i suoi inadeguati insegnanti meridionali sapranno rieducare il vacuo
ribellismo.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-08-2008)
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Tensione al vertice
con Gianni Letta. Decisa una pausa di una settimana per definire la nomina Il
presidente regionale minimizza: "Il problema si potrà risolvere" Più
polemico il governatore veneto Il governo ha approvato il decreto legge che
introduce nuove norme nell'istruzione. Il sistema di valutazione in vigore da
quest'anno I presidi e i genitori sono soddisfatti, ma gli studenti annunciano
proteste L'opposizione: così si torna indietro Scuola, tornano voti e maestro
unico L'Anas vuole un rappresentante. No di Galan, Tondo più cauto La riforma
alle elementari scatterà nel
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
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l'edizione del IL REPORTAGE Quelli del "modello emiliano" Dove
l'operaio studiava insieme al ricco Maestro unico, cancellazione del tempo
pieno e voto in condotta. La scuola italiana si sta
preparando ad un ritorno al passato, tutt'altro che glorioso. Le 40 ore alle
elementari statali, con due insegnanti in cattedra, sono nate nel 1971, con una
legge voluta dal Governo. Già allora, quella decisione spaccò il mondo politico:
da una parte la sinistra, che auspicava il tempo pieno, dall'altra la Dc, che
temeva un attacco alle scuole private. Prima di quella legge, però, c'erano già
istituti in cui si stava sperimentando quel nuovo prodotto pedagogico. Una
piccola scuola, a Spilamberto, in provincia di Modena, si stava preparando a
diventare la guida per quella che sarebbe diventata una rivoluzione del sistema
scolastico nazionale. Giacomo Grossi era a quei tempi maestro a Spilamberto.
"Alcune amministrazioni emiliano-romagnole, per gran parte del Pci,
decisero di attivare il doposcuola, con insegnanti comunali - racconta -. Non
si trattava di aiutare i ragazzini a fare i compiti. Si cominciò a pensare che
insegnare solo le materie disciplinari, italiano e matematica, fosse riduttivo.
C'erano altri linguaggi importanti per il pensiero dei bambini: quello musicale
e pittorico, ad esempio. Nei dopo scuola era possibile fare queste
esperienze". Per creare alleanze tra gli insegnanti statali e comunali e
dar loro uguale dignità, furono messi a disposizione dei pedagogisti
"illuminati", fuori toga. "Il dopo scuola si qualificò,
diventando un tempo pieno comunale. Poi, nel 71, è nato il tempo pieno
statale". Questo modello, "superava il concetto di maestro unico -
continua Grossi - un tuttologo che sa tutto di tutto e poco su tutto.
L'insegnamento si poteva articolare in due o tre figure, con specializzazioni
più forti: da una parte quello di lingua italiana, dall'altra quello di ambito
scientifico". Uno scopo didattico, dunque, ma non solo. "Le famiglie
della upper-class, o medio-borghesi, avevano libri in casa e tempo per
investire nell'apprendimento dei figli, che potevano così arrivare agli studi
superiori ed universitari". La classe operaia, invece a quel tempo non
aveva niente di tutto ciò. "Aprire le scuole nel pomeriggio aveva quindi
una funzione socio-economica. Più tempo per imparare e minor gap sociale tra le
classi. Una possibilità enorme". Con il tempo, anche le famiglie ricche
cominciarono a mandare i figli al tempo pieno. "Si aprì una grande
mobilità sociale - dice Grossi -. Tutti compresero la ricchezza di questa
scuola". Si vennero così a creare le classi miste; non multiculturali,
come oggi, ma "multiclasse". I figli della classe operaia o degli
emigrati dal sud Italia, dividevano il banco con quelli della media borghesia.
Una ricchezza che ha tutto il gusto del passato. E che sarà cancellata, come il
gessetto dalla lavagna, con il ritorno al maestro unico e la soppressione del
tempo pieno. "Dopo più di 30 anni, tornerà il tuttologo che, oltre ad
insegnare italiano e matematica, dovrà avere un'infarinatura di inglese. Le
competenze verranno trascurate ed il rischio è che si torni indietro".
Inoltre, "un ragazzino non si confronterà più con una pluralità di figure
adulte. Per 5 anni, avrà un solo docente". Si riducono e si semplificano
gli ambiti disciplinari e diminuisce il tempo per imparare e stare insieme.
"Il tempo pieno non serve solo ad apprendere più cose - conclude Grossi -.
Anche a sperimentare relazioni umane tra compagni. Siamo in
una scuola multietnica, con le 27 ore classiche, gli alunni dedicheranno il
loro tempo solo ad imparare e anche piuttosto in fretta. Ci si incontrerà
sempre meno". Cambia il sistema e anche le pagelle. Dal prossimo anno,
tornerà il voto in
condotta e, alle elementari, il giudizio
diventerà voto. Mara Marani è la dirigente dell'Istituto Comprensivo di
Bellaria-Igea Marina, in Romagna. "Faccio questo lavoro con passione da
tantissimi anni - afferma -. La mia non è ideologia, solo una presa di
coscienza, che mi spinge a dire che stiamo facendo significativi e pericolosi
passi indietro". Uno tra tutti, il voto in condotta.
"Vogliono farne un deterrente per il bullismo, ma questa cosa non ha
senso. I bulli hanno problemi gravissimi, disagi familiari. Con un voto non si risolve nulla. Bisognerebbe investire in
formazione, per prevenire questi fenomeni". Il passaggio da voto a giudizio, poi, "è assurdo - riprende Marani -. I
nostri insegnanti si sentono già stretti a dover dare sufficiente o buono e
spesso chiedono di poter aggiungere qualcosa. Elementi che meglio completano il
giudizio, come le attitudini e gli interessi del bambino". Quello che il
ministro vuole "è la media matematica fatta sulla base di una tabella di
prestazioni. La valutazione è cosa complessa e delicata".
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
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l'edizione del Tornano i voti. Un decreto cambia la scuola Quello di condotta e
quelli per materie alle elementari e alle medie. Presto il maestro unico. La
Cgil: faremo muro di Federica Fantozzi / Roma LO SGUARDO
incastonato nella montatura indaco che sorvola senza soffermarsi la platea di
cronisti, il ministro Mariastella Gelmini dà i
numeri. Dieci minuti di solitaria conferenza stampa, un decreto per riformare
la scuola italiana, il debutto del cinque in condotta, il maestro unico alle elementari,
il ritorno dei voti al posto dei giudizi, caro-libri bloccato per almeno tre
anni. Ma l'ultimo numero della scuola italiana declinata dal PdL è il
senatore forzista Lucio Malan a ribadirlo: "Con queste misure sono finiti
l'ideologismo e il pedagogismo che dal '68 hanno creato danni gravissimi".
Ossessione sessantottina, ultimo atto: basta sperimentazioni, serietà
nell'istruzione dei virgulti. Obiettivo, secondo la deputata del Pd Pina
Picierno: riportare le lancette indietro agli anni 50. Al netto di Alitalia, il
volto del primo consiglio dei ministri è quello appuntito e compunto della Gelmini che, in tailleur cipria dai candidi revers, annuncia
le novità dell'anno scolastico "imminente". Vale a dire dal primo
settembre: a mezzo decreto legge e senza dibattito parlamentare. Misure a cui
la titolare dell'Istruzione lavora con Tremonti e che finiranno in Finanziaria.
Torna la vecchia educazione civica ribattezzata Educazione alla Costituzione e
alla Cittadinanza: comprenderà le regole a tutela dell'ambiente e - su
richiesta del ministro Matteoli - l'insegnamento del codice della strada.
Rentrée del voto in condotta non solo simbolico ma che fa media. Nuova la
soglia: con il "5" scatta la bocciatura. "È una risposta
necessaria - ha chiarito il ministro - al moltiplicarsi degli episodi di
bullismo". Si torna a valutare i ragazzi con i voti anche alle elementari
e medie: accompagnati sì dai giudizi, ma solo "esplicativi". E
l'introduzione del maestro unico alle elementari (che però entrerà in vigore
solo nel 2009) consentirà, come sottolineato dai concreti ministri leghisti,
"un bel risparmio". Come del resto la soluzione anti caro-libri:
"Un forte incentivo del governo a non cambiare libri se non necessario per
3-5 anni. Materie come italiano e matematica non cambiano". Considerando
dunque sistemati i bulletti, i futuri pirati della strada, i bravi ma agitati e
le famiglie in ristrettezze economiche, Gelmini è
soddisfatta: "Provvedimenti importanti per ripristinare ordine e
chiarezza". Il resto toccherà a Brunetta contro gli insegnanti fannulloni.
Non la pensano così né i sindacati né gli studenti. Laconici i ragazzi
dell'Uds: "Ci vediamo in piazza, ci sentiamo traditi, no alla
repressione". "Siamo pronti a fare muro contro il maestro unico"
ha avvertito la Flc Cgil, per bocca del segretario generale Enrico Panini.
"Si apre uno scontro frontale. La scelta del governo appartiene a un
modello anni 50". La preoccupazione è di tagli all'organico: "Oggi
sono 250mila insegnanti, significa ridurlo di due terzi. Non ci saranno più
posti per le supplenze, i precari staranno a casa". Idem Massimo Di Menna
della Uil Scuola: "L'attuale modello funziona, il colpo di spugna è
pericoloso". Negativo anche il giudizio del suo omologo Cisl Francesco
Scrima: "Una forsennata politica di tagli che taglia le radici della buona
scuola. Colpisce la disinvoltura sulla rottamazione, attraverso il ripristino
del maestro unico, di esperienze innovative". Il ministro che da
studentessa aveva
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
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Stai
consultando l'edizione del Gelmini "Norme
importanti per ripristinare ordine e chiarezza Il
( da "Adige, L'" del 29-08-2008)
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ROMA - Tempi duri
per i troppo bulli. Dall'anno scolastico che sta per iniziare, come annunciato
da settimane, torna il voto in condotta, farà media
con gli altri voti e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Le
norme decise dal governo non hanno valore per il Trentino che grazie
all'autonomia può gestire il settore diversamente. Ritornerà. ma non
quest'anno, il maestro unico nelle scuole elementari. Lo
prevede il decreto del ministro Gelmini approvato
dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che imprime un'accelerazione
rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi temi presentato
all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante novità: il ritorno
dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi. Altra "new
entry" nella vita scolastica degli studenti italiani lo studio
dell'educazione civica. Torna dunque il voto in condotta,
la valutazione del comportamento "farà media" e chi prende 5 può
scordarsi la promozione e l'ammissione agli esami di Stato: un giro di vite
rispetto a quanto previsto nel ddl dove la bocciatura era discrezionale. Gli
studenti saranno valutati in base ai risultati conseguiti nelle singole
materie, ma anche tenendo conto, dunque, del comportamento. Il ripristino del voto in condotta "è una risposta necessaria e urgente
di fronte al moltiplicarsi negli ultimi anni dei casi di bullismo" ha
spiegato il ministro Gelmini. Tornano i voti sulle
pagelle degli studenti. "Crediamo che alla scuola - ha detto il ministro -
serva ordine e chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno dei voti, accompagnati
dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai ragazzi. Si è abusato
dei giudizi che a mio parere non sempre sono espressi in maniera comprensibile
e aiutano a capire il reale rendimento dei ragazzi". Alle elementari
accanto ai voti resteranno il giudizio analitico sul comportamento complessivo.
Alle medie ci saranno, invece, soltanto i voti. Nelle pagelle i voti sono stati
sostituiti dai giudizi circa 30 anni fa, con la legge 517 del 4 agosto 1977.
TORNA EDUCAZIONE CIVICA - La Costituzione e, più in generale, lo studio
dell'educazione civica, entra dalla porta d'ingresso, in via sperimentale,
nelle aule delle scuole dell'infanzia e del primo e secondo ciclo.
"Cittadinanza e Costituzione" (questo il nome ufficiale della
disciplina) da quest'anno sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia.
"Educazione civica - ha aggiunto Gelmini - e
dunque studio della Costituzione, educazione ambientale, alla salute ma anche
insegnamento dell'educazione stradale". 29/08/2008.
( da "Provincia Pavese, La" del 29-08-2008)
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Scuola,
bocciati con
( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)
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Decreto del governo,
dopo trent'anni cambiano le pagelle. Si potrà bocciare per la condotta Tra le materie anche "Costituzione e
cittadinanza". E dall'anno prossimo il maestro unico Tornano i voti sulle
pagelle degli studenti italiani. Lo ha annunciato ieri il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini al termine
del Consiglio dei ministri che ha approvato un decreto legge. "Crediamo
che alla scuola serva chiarezza ? ha detto ?. Per questo ci sarà un ritorno dei
voti". Il governo ha espresso parere favorevole anche sul ritorno al
maestro unico per la scuola primaria, anche se non da quest'anno. Avanti
tutta anche sul voto in condotta: "Il 5
comporterà la bocciatura ? spiega Gelmini ?, si tratta
di una risposta necessaria e urgente al bullismo". Dal prossimo anno
scolastico torna obbligatoria l'educazione civica: si chiamerà "Educazione
alla Costituzione e alla cittadinanza". S. Pesenti e Capozzi a pagina 10.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)
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Il governo approva
il decreto legge: dopo 30 anni sulle pagelle basta giudizi. Restano solo alle
elementari "Cittadinanza e Costituzione": ecco la nuova educazione
civica. Il "comportamento" farà media ROMA Tempi duri per i troppo
bulli. Dall'anno scolastico che sta per iniziare, come annunciato da settimane,
torna il voto in condotta, farà media con gli altri
voti e - se sarà un 5 - potrà anche portare alla bocciatura. Lo prevede il decreto legge del ministro Mariastella Gelmini approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che
imprime un'accelerazione rispetto agli obiettivi contenuti nel ddl sugli stessi
temi presentato all'inizio di agosto, e introduce anche un'altra importante
novità: il ritorno dei voti in pagella al posto degli attuali giudizi.
Altra "new entry" nella vita scolastica degli studenti italiani lo
studio dell'educazione civica. CON il 5 SI BOCCIA Torna dunque il voto in condotta, la valutazione del comportamento
"farà media" e chi prende 5 può scordarsi la promozione e l'ammissione
agli esami di Stato: un giro di vite rispetto a quanto previsto nel disegno di
legge dove la bocciatura era discrezionale. Gli studenti saranno valutati in
base ai risultati conseguiti nelle singole materie, ma anche tenendo conto,
dunque, del comportamento. Il ripristino del voto in condotta
"è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi negli
ultimi anni dei casi di bullismo" ha spiegato il ministro Gelmini, che è stata una scolara-modello: "in condotta ho sempre avuto voti alti, nove o dieci" ha
confessato ai cronisti curiosi. NON PIÙ GIUDIZI MA VOTI Tornano i voti sulle
pagelle degli studenti italiani. "Crediamo che alla scuola - ha detto il
ministro - serva ordine e chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno dei voti, accompagnati
dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai ragazzi. Si è
abusato dei giudizi che a mio parere non sempre sono espressi in maniera
comprensibile e aiutano a capire il reale rendimento dei ragazzi". Alle
elementari accanto ai voti resterà il giudizio analitico sul comportamento
complessivo. Alle medie ci saranno, invece, solo i voti. Nelle pagelle i voti
sono stati sostituiti dai giudizi circa 30 anni fa, nell'agosto 1977. TORNA
l'EDUCAZIONE CIVICA La Costituzione e, più in generale, lo studio
dell'educazione civica, entra dalla porta d'ingresso, in via sperimentale,
nelle aule delle scuole dell'infanzia e del primo e secondo ciclo.
"Cittadinanza e Costituzione" (questo il nome ufficiale della
disciplina) da quest'anno sarà inclusa nel monte-ore di storia e geografia e
probabilmente avrà una sua specifica valutazione. "Educazione civica come
educazione alla cittadinanza" ha spiegato il ministro Gelmini
secondo la quale "bisogna preparare i ragazzi a essere cittadini
consapevoli". "Educazione civica ? ha aggiunto ? e dunque studio
della Costituzione, educazione ambientale, alla salute ma anche insegnamento
dell'educazione stradale quanto mai opportuno visto il numero di ragazzi che
ogni anno perdono la vita in incidenti". La decisione di inserire anche
quest'ultimo aspetto è scaturita dopo un incontro tra i ministri Gelmini e Matteoli. "Si tratta di un accordo molto
importante ? hanno dichiarato ? per dare agli studenti nozioni essenziali sul
codice della strada, per educarli al rispetto delle regole sulla circolazione
dei veicoli e dei pedoni, con lo scopo di contribuire a migliorare la sicurezza
stradale". le NOVITÀ ACCENDONO DIBATTITO Non solo il Pdl fa quadrato
intorno alla Gelmini per le novità introdotte oggi
nella scuola. Se la Lega va anche oltre proponendo la bocciatura già con il
"6", piace anche ai presidi e ai genitori il pugno di ferro usato dal
ministro. "Non avrebbe senso - dice il presidente dell'associazione
presidi, Giorgio Rembado - continuare a "sterilizzare" la valutazione
sulla condotta". E per il Moige il ritorno del voto in condotta "è un vero strumento di contrasto al
bullismo. Storcono invece il naso gli studenti (Uds) che sono pronti a dare
battaglia e il ministro ombra per le Politiche giovanili, Pina Picierno, scuote
scetticamente la testa: "Non posso credere che un ministro di 35 anni
pensi di risolvere i problemi riportando le lancette dell'orologio agli anni
'50".
( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
"Il cambio vero
è premiare i bravi docenti" I provvedimenti annunciati
dal ministro Gelmini non hanno sorpreso il mondo della scuola bergamasca. La
reintroduzione del valore del voto di condotta era una
richiesta che le associazioni nazionali dei dirigenti portavano avanti da anni,
nel tentativo di porre un argine alla maleducazione crescente e al bullismo
presente in molte scuole, ma anche per dare un'arma ai docenti meno in
grado di gestire le classi, soprattutto negli istituti di frontiera. "La
questione del voto di condotta
? spiega Patrizio Mercadante , dirigente dell'Istituto Quarenghi ? è stata sul
tavolo di tutti i ministri degli ultimi anni. Il fatto che non contasse per la
media finale del profitto lo aveva svuotato si significato. Gli studenti
corretti non ne traevano alcun vantaggio, mentre i turbolenti ci giocavano,
infischiandosene delle sospensioni in corso d'anno. Riportare la condotta tra le materie che contano è dare un segnale chiaro
per la convivenza e l'equità". Insomma, fine dell'epoca del buon selvaggio
al quale si perdona tutto perché la sua originaria positività è guastata dalle
circostanze non per sua colpa. E fine anche dell'idealismo sotteso al messaggio
che se non ti punisco, ma ti comunico che sei un disgraziato, tu, toccato dalla
mia delicatezza educativa, ti autocorreggerai tirando fuori il gentleman che è
in te. Si torna alla morale utilitaristica, più consona ai nostri tempi: star buono
ti conviene. Sorprendentemente, gli studenti sono d'accordo. Così Marina Chiari
, liceo Sarpi: "É gusto che il voto di condotta conti, se la scuola crede che la maturazione
culturale di un individuo comprenda anche quella civile. Il voto
di condotta significa dare allo studente la
consapevolezza che sarà valutato anche dal punto di vista delle sue attitudini
alla convivenza". Dello stesso parere Daniele Spinelli , appena uscito
dall'istituto Natta: "É giusto che il voto di condotta faccia media, a patto che sia espresso dai consigli
di classe con equità". Qualche dubbio in più ce l'ha Mario Fiorendi ,
decano della scuola bergamasca: "Sicuramente c'è una contraddizione se il voto di condotta viene espresso in pagella, ma poi non conta per la promozione. D'altra parte,
non deve diventare il falcetto per sfoltire il campo in scuole dove magari si
boccia già il 30% dei ragazzi. Dipende tutto dal contesto educativo nel quale
le scuole dell'autonomia si muoveranno. Il 90% degli istituti sono seri e
questo provvedimento potrà in effetti servire a rendere coerenti i giudizi.
Potrebbero esserci problemi di equità là dove ci fossero consigli di classe non
in grado di gestire educativamente le situazioni, o singoli docenti troppo
deboli per tenere da soli la disciplina". Dipende dal contesto anche
l'utilità o meno del ritorno alla scala numerica dei voti? Per le superiori non
cambia nulla, i voti sono già espressi in numeri. Per le medie invece si
cancella la prassi trentennale della scaletta insufficiente-sufficiente-discreto-buono-distinto-ottimo
e si torna al voto in base dieci. "Forse il
numero è più chiaro ? commenta lo studente Adamo Binnulin ? e ci sono più
gradazioni in positivo e in negativo. Ma non credo che questi cambiamenti
formali servano a risolvere i problemi veri della scuola. Secondo me le cose
non cambieranno finché i professori migliori, quelli che ti motivano a
studiare, non saranno premiati rispetto a quelli che ti fan capire che di
insegnarti le cose non gli importa niente. Io ho appena finito l'itis Majorana
e ho avuto in alcune materie, come l'informatica, docenti meravigliosi: se ho
deciso di continuare a studiare lo devo anche a loro". "Numeri o
parole ? chiosa Fiorendi ? finché il sistema di valutazione non sarà nazionale,
ciascuno interpreterà la scala alla sua maniera. Vedi i soliti test Pisa-Ocse,
dove tra scuole del Nord e del Sud c'erano un paio di punti di differenza di
valutazione sulle stesse domande...". Sconcertato dai provvedimenti
gelminiani è chi lavora nella scuola elementare. "Ho cominciato con i voti
e finirò con i voti ? commenta amara la maestra Anna Maria Paganelli ? non ci
si ricorda più che ai voti si sostituirono i giudizi per tentare di dare del
bambino e della sua evoluzione un'idea più corretta. Trent'anni di pedagogia
buttati via. Il meglio a mio giudizio è stata la fase nella quale agli
insegnanti veniva chiesto di descrivere i livelli raggiunti in base a obiettivi
dati. Era più lungo da scrivere, ma più chiaro e completo. Comunque, per noi
dal punto di vista pratico non cambia niente, perché ora il giudizio che vedono
i genitori è semplicemente la traduzione di un calcolo matematico che risulta
già nei registri di classe". "Sono più spaventata ? conclude ? dalla
prospettiva del ritorno alla maestra unica. Io ho cominciato come maestra unica
e trovo immensamente più ricco lavorare in equipe, cosa che dà al bambino la
possibilità di avvalersi di un giudizio più bilanciato e di trovare qualcuno
che lo apprezzi. Ma, nel caso, saprei ritornare a gestire una classe da sola.
Non credo sia così per gli insegnanti più giovani, che si sono costruiti una
formazione professionale di area e non hanno mai insegnato alcune
materie". Susanna Pesenti.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Dopo il ritorno dei
grembiulini ecco quello dei voti numerici e dell'educazione civica: non si può certo dire che Mariastella Gelmini, nuovo
ministro dell'Istruzione, non abbia le idee chiare e la volontà di metterle in
atto. Quello dei voti, che mancavano dalle pagelle dei nostri figli dall'agosto
del 1977, per molti sarà certamente il rientro più gradito, quello che eviterà
agli insegnanti qualche equilibrismo dialettico di troppo e che restituirà ai
poveri genitori, autentiche vittime di queste passate innovazioni,
quello straccio di certezza che pensavano di aver perduto per sempre. Usciamo
dall'equivoco: un conto è avere un figlio che ti porta
( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
"Niente di
strano, l'indicazione è del ministero" Tranquillo, il dirigente
provinciale Luigi Roffia flotta sulle polemiche tricolori. "Non capisco il
polverone ? spiega al telefono da qualche parte d'Italia ?. L'indicazione di
aprire l'anno scolastico con l'inno nazionale e l'alzabandiera
era stata del ministro Fioroni e non mi risulta che l'attuale ministro Gelmini l'abbia ritirata. Per di più non è una novità dato che l'abbiamo
già fatto lo scorso anno e nessuno l'ha trovato strano. Il ragionamento
dell'allora ministro, che io condivido, è di ridare importanza istituzionale
alla scuola anche utilizzando i simboli della convivenza civile. Far
sentire che la scuola appartiene al Paese e viceversa. É un'ottica educativa,
non certo "politica". Si tratta di insegnare alle nuove generazioni
il rispetto per le leggi e la cultura italiane". Lo scorso anno la
cerimonia di inaugurazione si tenne nel campus del neonato Istituto
sociosanitario Mamoli al Polaresco. Accanto a sindaco, vescovo ausiliare,
prefetto, questore, presidente della Provincia, intervennero i parlamentari
Mirko Tremaglia e Antonio Misiani. L'alzabandiera fu affidato ai militari del
III Reggimento Aves Aquila e furono suonati l'inno italiano e quello europeo.
Quest'anno la cerimonia si svolgerà all'Istituto Natta, scelto perché ha un
nuovo dirigente scolastico, Giovanni Infantino, un modo per farlo entrare
subito in contatto con il territorio. Gli inviti alle autorità sono già stati
spediti. Oltre ai 900 allievi del Natta, ci saranno anche rappresentanze delle
altre scuole e i cadetti dell'Accademia della Guardia di Finanza. "La
collaborazione con l'Accademia ? spiega Roffia ? è cominciata lo scorso anno
organizzando insieme un concorso e mi è sembrato naturale proporre che i
cadetti, in fondo poco più grandi dei ragazzi delle superiori, fossero presenti
all'inaugurazione dell'anno scolastico bergamasco". A guardare bene una
novità c'è: l'anno scorso l'inno di Mameli fu solo suonato mentre il tricolore
veniva issato sul pennone della scuola. Quest'anno l'idea è di far cantare gli
studenti. "Non è un obbligo o un'imposizione ? assicura il dirigente ?
l'anno scorso molti studenti cantavano per conto loro. Quest'anno l'invito a
cantare è esplicito". Il sindaco Roberto Bruni ha già dichiarato che lui
ci sarà e canterà. Del resto, se nessuno trova da ridire che alle olimpiadi gli
atleti cantino sul podio, perché non dovrebbero cantare gli studenti, se ne
hanno voglia? Ieri l'Ufficio scolastico provinciale ha ricevuto molti messaggi
di solidarietà, fra i quali quelli dei sindacati. Tobia Sertori, segretario
Fi-Cgil osserva: "Basta polemiche fuorvianti. I nostri studenti devono
conoscere il Paese in cui esercitano il diritto all'istruzione e in cui devono
esercitare diritti e doveri. Sulla scuola si discuta seriamente. L'inno nazionale,
la bandiera sono simboli di una Nazione e in quanto tali da rispettare. Poi
potremo cantare Noter de Berghem e anche Sciuri Sciuri". Loris Renato
Colombo, segretario provinciale dell'autonomo Snals trova "l'iniziativa
ottima, perché contribuisce, tra l'altro, ad avvicinare i ragazzi alle forze
dell'ordine. La cerimonia potrebbe essere replicata con gli agenti della
Polizia o con i carabinieri anche in altri istituti. La Lega ha perso
un'occasione per tacere". Tra i dirigenti, il preside del liceo Mascheroni,
Paolo Catini, ritiene necessario "che gli studenti si riconoscano
nell'unità nazionale", ma sottolinea "la libertà degli istituti di
scegliere, nell'ambito dell' autonomia scolastica, gli strumenti adatti per
riflettere sulla Costituzione, la bandiera e l'inno, per evitare polemiche e
strumentalizzazioni". Susanna Pesenti.
( da "Nuova Ferrara, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
L'Associazione
editori risponde alle accuse mosse dal fronte dei consumatori "Il caro
libri è una montatura" Per i testi scolastici aumenti medi dello 0,73 per
cento E poi una bordata contro il ministro: comunicati da mesi i prezzi di
copertina "UNA colossale montatura": così, dati alla mano, Federico
Motta, presidente dell'Associazione Italiana Editori, definisce l'allarme
caro-libri lanciato nei giorni scorsi dalle associazioni consumatori. E ce n'è
anche per i controlli dell'Antitrust: "Sono veri e propri processi alle
intenzioni - dice - che ci hanno profondamente colpito facendoci pensare a un
intento persecutorio nei confronti dell'editoria". I dati che sconfessano
il caro-libri sono quelli di una ricerca realizzata dall'Ipsos per l'Aie: il
62% dei testi scolastici in commercio ha un prezzo identico a quello dello
scorso anno, mentre il 34% ha subito un aumento inferiore o uguale al tasso
d'inflazione. Solo il 4% avrebbe un aumento superiore. Secondo l'indagine,
l'indice di variazione media dei prezzi dei 31.360 libri scolastici per le
scuole secondarie di primo e secondo grado, nel 2008, si è attestato al 0,73%
rispetto al 4,1% di inflazione rilevata a luglio. In particolare, alle medie è
stata dello 0,66% e alle superiori dello 0,76%. Insomma "è la percezione
del costo dei volumi - dice la società di Renato Mannheimer - ma non il loro
prezzo a crescere". E secondo gli editori si fa spesso confusione tra caro
libri e tetto di spesa, che indica il limite, stabilito dal ministero, entro il
quale deve essere contenuta la spesa per la dotazione libraria di ciascun anno.
Gli editori non capiscono poi perchè il ministro Gelmini abbia apprezzato i controlli disposti dall'Autorità garante
della concorrenza e del mercato: "Entro febbraio - spiega Enrico Greco,
presidente del gruppo editoria scolastica dell'Aie - la nostra associazione
comunica al ministero il catalogo aggiornato dei libri scolastici con i
relativi prezzi, quindi, quando il ministro dice che è contenta dei
controlli dell'Antitrust, le ricordiamo che lei stessa avrebbe potuto farli già
da mesi". Sulle nuove edizioni, poi, Greco ricorda che "i libri non
si possono rifare se non hanno almeno il 30% di variazioni" e, comunque,
"tre riforme in 10 anni giustificano i cambiamenti". Dagli editori,
arriva anche una proposta: "Perchè non distribuire i 65 milioni di euro
finanziati per le elementari, a tutti i livelli di scuola, ma solo per i meno
abbienti e i più meritevoli?". Pronta la replica del Movimento difesa del
cittadino che aveva lanciato l'allarme caro-libri: "Da noi nessuna
montatura. Non abbiamo mai parlato dei costi dei singoli libri, ma della spesa
complessiva che ciascuna famiglia deve affrontare. Comunque il ricambio dei
testi in Italia è fra i più alti in Europa, costringendo le famiglie a nuove
spese ogni anno". L'Adoc dal canto suo ha invece chiesto all'Aie un
incontro per discutere della questione. (m.v.).
( da "Nuova Ferrara, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Molte le novità nel
decreto sulla scuola che è stato varato ieri dal consiglio dei ministri
Elementari e medie, giudizi addio: tornano i voti Con il
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Bari
Sulla scìa dei provvedimenti del governo anche gli organi periferici annunciano
il ritorno al passato Scuola media col grembiule Effetto-Gelmini: due
istituti stabiliscono l'obbligo, uno in arrivo Effetto Gelmini sulle scuole medie di Bari. Il grembiule in classe, tra le
misure previste dal disegno di legge proposto dal ministro dell'istruzione, non
è escluso alla "Carducci" di via Napoli: "è da tempo che sto
riflettendo sull'opportunità di reintrodurre il grembiule nelle aule -
spiega la preside Rosangela Ferrara - perché in una scuola come questa, spesso
si assiste da parte dei ragazzi a un inutile e inadatto sfoggio di abiti".
Il dibattito sul grembiule è aperto anche alla "Imbriani". "Il
rischio è che si ricada nell'errore opposto - spiega la preside Anna Lea Mazzei
- cioè che i ragazzi vengano ingiustamente omologati e che le famiglie siano
costrette a sostenere a inizio anno una spesa ulteriore per la scuola".
Scettico Gaetano Scotto, preside alla "Michelangelo": "Di sicuro
- dice - bisogna fare qualcosa per convincere soprattutto le ragazze che la
scuola non è uno stabilimento balneare". ILARIA FICARELLA A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bari
Scuole medie, si torna al grembiule Lunedì la novità nei collegi docenti. E arrivano i primi sì alla Gelmini ILARIA
FICARELLA aRRIVANO I GREMBIULINI. L'effetto Gelmini entra
nelle scuole pugliesi, dove in queste ore i consigli d'istituto si riuniscono
per decidere come accogliere le indicazioni del ministero sull'abbigliamento
scolastico. Proprio mentre diventano sempre più stringenti le norme.
Ieri il consiglio dei ministri ha varato nuove disposizioni, dal voto in
condotta alla reintroduzione dell'ora di educazione civica, e intanto rimane
ancora aperto il dibattito sull'uso anche nelle scuole medie del grembiule. Se
ne parla dall'inizio di agosto, da quando il ministro Maria Stella Gelmini ha presentato un disegno di legge che comprende
anche questa misura. E nelle scuole di Bari i professori, alle prese con la
riapertura dell'anno scolastico, si preparano a fare del grembiulino un
argomento da portare al primo consiglio d'istituto utile. E' così alla
"Giosuè Carducci", istituto scolastico di via Napoli, frequentato,
come spiega la preside Rosangela Ferrara, dai ragazzi della cosiddetta
"Bari-bene". La dirigente della scuola afferma: "E' da tempo che
sto riflettendo sull'opportunità di reintrodurre il grembiule nelle aule. In
una scuola come questa, spesso si assiste da parte dei ragazzi a un inutile e
inadatto sfoggio di abiti". La professoressa Ferrara conferma di aver già
in passato accennato ai colleghi docenti la propria volontà di mettere un freno
a questa situazione. "Avevo anche pensato - dice - a una divisa, certo non
costosa". Come in tutte le scuole medie di Bari, il prossimo 1 settembre
si terrà il primo collegio docenti. "Ne discuteremo - dice Ronsangela
Ferrara - anche se il luogo deputato a prendere questo tipo di decisioni è il
consiglio d'istituto, dove siedono anche i rappresentanti dei genitori".
Il dibattito sul grembiule è aperto anche alla "Imbriani". "Il
problema dell'abbigliamento dei ragazzi esiste - spiega la preside Anna Lea
Mazzei - e finora lo abbiamo affrontato sotto il profilo educativo, cercando di
indurre i ragazzi, con il sostegno delle famiglie, a comportamenti più
sobri". E il ritorno al grembiule? "Il rischio è che si ricada
nell'errore opposto, cioè che i ragazzi vengano ingiustamente omologati e che
le famiglie siano costrette a sostenere a inizio anno una spesa ulteriore per
la scuola. D'altronde per i professori esiste anche il problema di decidere
anche come regolamentare l'utilizzo del grembiule: chi non lo porta come viene
punito?". Alla "Michelangelo" il preside Gaetano Scotto è più
scettico. "Di sicuro - dice - bisogna fare qualcosa per convincere
soprattutto le ragazze che la scuola non è uno stabilimento balneare.
Aspettiamo che ci sia una disciplina certa in materia".
( da "Tirreno, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Livorno E anche il
grembiule fa la differenza Per maschi e femmine tanti modelli ma i più
gettonati sono quelli con il logo In molte scuole è obbligatorio da quest'anno
ma nei negozi di abbigliamento per l'infanzia non si trova. Quelli di marca
costano sui 20 euro LIVORNO. E chi lo avrebbe detto, lo scorso anno, che i
grembiuli scolastici sarebbero andati a ruba? Forse, questa moda, è stata un pò
imposta. Forse, del suo, ce lo ha messo anche l'attuale ministro dell'educazione Mariastella Gelmini dopo la
proposta di rimettere d'obbligo il grembiule nelle scuole. Forse, alcune mamme
vecchio stampo, si sono entusiasmate all'idea di vedere i propri figli in
divisa come andava anni fa. Resta il fatto che, molti istituti, hanno deciso di
seguire i consigli della ministra e di imporre la divisa. Una divisa per
la quale, esiste una tendenza. Esiste una marca. Esiste una differenza. Quella
stessa differenza che, a detta della Gelmini,
l'obbligo del grembiule in classe avrebbe dovuto, invece, assopire. Da quello a
cinque a quello a più di venti euro euro, da quello più ricercato a quello col
colletto sostituibile, da quello col tessuto migliore a quello meno pregiato,
da quello del mercato a quello della Coin, da quello delle Wings a quello senza
alcuna griffe, il grembiule è un vero e proprio vezzo. Un modo, per i giovanissimi,
di apparire e farsi accettare. Ma sono soprattutto, se non solamente, i centri
commerciali livornesi a occuparsi di vendere le marche di grembiulini più o
meno aggiornate e più o meno costose. Sì, perchè i negozi di abbigliamento
infantile, tranne poche eccezioni, hanno deciso di non rifornirsi del tanto
discusso abito scolastico. E dalla Upim alla Coin, dall'Oviesse al mercato di
piazza Cavallotti, ce ne è per tutti i gusti. E, chi invece ha intenzione di
distinguersi, cioè di evitare l'omologazione e di non seguire la massa, può
scegliere di acquistare le divise scolastiche senza alcuna griffe e al modico
prezzo di cinque euro. Alla Upim di via Marradi i grembiuli per bambini e
bambine delle elementari e dell'asilo partono da 3 euro fino ad arrivare a
12.99. La marca è quella creata dallo stesso centro commerciale. Per quanto
riguarda le divise griffate, quelle che sul petto hanno cucito il logo del
personaggio cult per bambini, sono in vendita quelle delle Wings. Tutte Rosa e
necessariamente per femmine delle scuole elementari. Il prezzo: 21.95 euro.
Alla Coin, altre marche e altri prezzi "I grembiuli per bambine delle
elemenatri vengono tra le 21 e le 22 euro. La marca è quella nostra, la Twiddy.
Per i maschi - dice una responsabile del reparto abbigliamento bambini 0/14
della Coin - il prezzo ammonta a 20 euro e il logo è sempre lo stesso". Ma
i più richiesti, quelli quasi terminati, sono i grembiuli della Disney. Rosa e
azzurri, minnie e topolino, paperina e paperino, pluto e pippo, le divise costano
venti euro e sono solo per chi frequenta l'asilo. Da Oviesse, invece, un
reparto intero è dedicato alle famose divise scolastiche. E, come d'obbligo,
quelle di marca vanno per la maggiore. Ma sono quasi tutte terminate. Per
femmine ci sono i grembiulini della Mermaid Melody, a 15.90 e quelli delle
Wings a 21.95. Per maschi quelli di Power Rangers e Gormiti a 15,90. Gli altri
grembiuli, tutti marchiati Oviesse, vanno dai 5 euro ai 15,90. Uno dei pochi
negozi per bambini provvisto di grembiuli, è Mimì e Cocò a piazza Cavallotti.
Le divise firmate sono quelle di Miss Ribellina, a 16.90, High School Musical,
a 18.90 e Ramps, a 13 euro. Quelle senza marca vengono 9 euro. Ma anche al
mercato si possono trovare le griffe. Alcuni banchi vendono i grembiuli di Miss
Ribellina a soli 13 euro. Ma la maggior parte sono grembiuli di stock che
partono dalle 5 euro. Ed è così che, dallo zaino alla matita, dal quaderno
all'astuccio, adesso anche il grembiule va portato di marca... C.B.
( da "Tirreno, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
La vedova del leader
missino alla Festa del Tricolore Donna Assunta Almirante "è Bossi
l'ignorante" MIRABELLO (Ferrara). Donna Assunta Almirante, invitata ad
aprire la Festa Tricolore di Mirabello, tradizionale appuntamento di An che si
tiene nel piccolo paese del Ferrarese, ha difeso a spada tratta il sud e ha
sparato a zero contro leader e ministri del nord, come Umberto Bossi, Maria Stella Gelmini, Roberto Maroni. "E' un
errore gravissimo che la Lega accusi il sud di ignoranza. E' lui ignorante - ha
detto, riferendosi a Bossi, come ha poi precisato con i giornalisti - ignorante
dal verbo ignorare. Gli uomini più importanti che sono attorno a lui, medici,
professori, ingegneri, sono tutti del sud. Perchè lui deve capire che il
sud è civile e progredito. Mentre lui è progredito ma non è civile". Donna
Assunta, tra gli applausi della platea, è passata poi alla "signora Gelmini, che dice che il voto all'alunno del sud vale cinque
nel nord. Lei merita l'uno: siccome la legge elettorale l'ha favorita - ha
detto ancora - si trova ministro senza avere parlato con gli altri. Nessuno
l'ha eletta, è stata solo nominata: perchè oggi noi non l'avremmo assolutamente
eletta".
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Scuola
Commenti Il ritorno
dei voti (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Volendo, si potrebbe obiettare che tutti
questi ritorni hanno qualcosa di refluo e di platealmente nostalgico, dunque
poco attinente al concetto di "nuovo" e "innovativo" che
riluce sulle insegne della destra trionfante. Più che alla scuola gentiliana
alludono a quella deamicisiana, con i buoni e i cattivi bene incolonnati sulla
lavagna (sempre che arrivino i soldi per comperare il gessetto).Un po' come se
il ministro del Lavoro volesse abolire il weekend lungo, culla della
fannullaggine privata e pubblica, quello dello Spettacolo rilanciare la
censura, quello degli Interni le cariche a cavallo, e via via rimpiangendo
quell'Italietta finto-proba, moralista e classista che il povero Sessantotto
provò in effetti a seppellire, salvo poi inciampare, nel 2008, nelle sue ossa
bene aguzze. Ma fare il ministro della scuola, in questo paese e con questa
scuola depressa e impoverita, è un mestiere così difficile che non regge il
cuore a infierire più di tanto. La buona volontà del ministro merita la
sufficienza (un "sei politico", parlando da sessantottini
incanutiti), grembiule e voti e maestra unica possono perfino trovare qualche
pedagogista consenziente, e pazienza se non una delle novità annunciate è
esente da un forte odore di naftalina. Per contro, non c'è genitore o docente
con il sale in zucca che non avverta la necessità di irrigidire qualche regola,
e rattoppare qualche falla provocata dal deficit di autorevolezza degli adulti.
Quello che però vorremmo infine sapere, da un ministro che annuncia di voler
rivoltare la scuola e redimerla dei suoi peccati, è se non crede che, nel
pacchetto di provvedimenti che va snocciolando un giorno sì e l'altro pure,
manchino almeno due intenzioni ben più strutturali della riforma delle pagelle.
La prima intenzione è restituire ai docenti dignità sociale e dunque un censo
adeguato, senza il quale è puramente insensato pretendere che le persone di
qualità (del Nord e del Sud) puntino alla carriera scolastica. La passione e la
vocazione, da sole, non bastavano nemmeno a tenere insieme la scuoletta del
Regno, dove pure il maestro e il professore godevano della venerazione di un
popolo ancora semianalfabeta: figuriamoci oggi, che l'intero apparato
pubblicitario-televisivo (se il ministro non ne ha mai sentito parlare, chieda
al suo premier) ha inculcato in grandi e piccini l'idea che i quattrini sono
tutto, e tutto il resto è appena una variabile di scarso interesse. Gli
analfabeti si prostravano ai maestri, gli attuali analfabeti di ritorno li
disprezzano. La seconda intenzione sarebbe ridare alla scuola pubblica la sua
vecchia, indiscussa centralità ideologica (sì, ideologica) che è tutt'uno con
la sua identità, sostanzialmente immutata dal Regno al fascismo alla
Repubblica: quella di cardine formativo di un popolo, di uno Stato, di una
comunità di cittadini. L'idea balorda e pericolosa ? sovversiva, direi, perfino
più del Sessantotto? ? che la scuola pubblica sia solamente una delle scuole,
una delle possibilità formative, non solo ha stornato risorse altrove, ma ha
parzialmente svuotato di orgoglio e di certezze l'intero ambiente: esattamente
come se le Forze Armate sapessero di essere parificate a eserciti privati, a
pari titolo destinatari di denaro pubblico nel nome della "libertà di
scelta". In parallelo, avanzava nel Paese l'idea che "pubblico"
fosse comunque sinonimo di inerzia, parassitismo e qualità inferiore: per la
prima volta nella storia d'Italia. In una comunità di consumatori e non più di
cittadini, di "profili professionali" da valutare e impostare fino
dalla prima infanzia e non più di giovani da formare alla cultura e alla
dignità personale, come potrebbe mai rimotivarsi una scuola pubblica svilita
dai suoi stessi governanti, stretta tra la cultura aziendalista e quella
consumista, travolta dalla rivoluzione tecnologica senza poterla affrontare ad
armi pari (che fine ha fatto la promessa proto-Berlusconiana di "un
computer per ogni studente"?), insicura del suo presente economico e, quel
che è peggio, del suo futuro istituzionale? Creda, ministro
Gelmini, nessuno può permettersi, con i tempi che corrono, di
contrapporre pregiudizi "libertari" ai suoi pregiudizi vagamente
autoritari. Ma sconcerta non sentire più, da molto tempo, un orgoglio scolastico
che si fondi sull'orgoglio pubblico, sulla volontà politica (tradita anche dai
governi di centrosinistra) di fare della scuola di Stato, costi quel che
costi, la prima anzi la primissima delle priorità politiche e finanziarie. Gli
insegnanti si sentono soprattutto sgridati, accusati di essere impreparati,
sciatti, assenteisti e magari meridionali. E il loro essere malpagati, secondo
lo spirito dei tempi appare più come una colpa che come un torto subito.
Avrebbero bisogno dell'esatto contrario: di un ministro che batta i pugni sul
tavolo e pretenda risorse, quattrini e rispetto in pari misura. Un ministro che
sia il primo dei docenti e non la loro controparte. Come può pretendere
rispetto e stima dagli studenti una scuola che non ha più il rispetto e la stima
dei politici che la reggono?.