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toARTICOLI DEL 29-5-2008 #TOP
IN EVIDENZA
LA SCUOLA MULTIETNICA “Stranieri a
numero chiuso" Proposta di An a Torino: troppi problemi, non più el 10 per
cento in ogni aula Maria Teresa
Martinengo (La Stampa 29-5-2008)
+ Il pedagogista "E' una risposta sbagliata: bisogna abolire le classi
rigide"
+ La sociologa "Quando non sanno la lingua parlare di tetti non è un
tabù"
TORINO
Troppi bambini stranieri nelle classi di certi quartieri. Con le famiglie
italiane che cercano lontano da casa scuole meno multietniche, preoccupate che
la preparazione dei figli sia rallentata. Il problema - sentito a Torino come
nelle altre grandi città - è stato sollevato ieri dall’onorevole Agostino
Ghiglia, presidente provinciale di An, e dal capogruppo in consiglio comunale
Roberto Ravello, con una mozione di accompagnamento al bilancio che a breve
Ghiglia trasformerà in risoluzione parlamentare. An chiede che nelle scuole
materne comunali (a Torino accolgono 9 mila bimbi su 20 mila) non si superi il
tetto del 10% di alunni stranieri.
«La questione tocca tutto il Paese e per questo porrò il problema anche in
Parlamento - dice Ghiglia, padre di due bimbi piccoli -. È evidente che per
dare pari opportunità a tutti e non far crescere una generazione di “stranieri
in Italia” sia indispensabile limitare il numero dei bambini stranieri in ogni
classe. A casa hanno genitori che non parlano l’italiano e che non li possono
seguire nei compiti: ecco perché nella mozione torinese chiediamo un docente di
sostegno, cioè di aiuto all’integrazione, ogni due allievi stranieri».
Per Ghiglia è necessario prendere decisioni concrete e costose. «Dobbiamo
evitare - osserva - il dramma delle banlieue. Siamo criminali, se tagliamo
risorse in questo campo. A prescindere dal colore del governo». Ricette?
«Dobbiamo distribuire gli stranieri dove non ce ne sono con un servizio di
minibus. In alternativa, dobbiamo moltiplicare le scuole nei quartieri a
maggiore concentrazione. Si può fare un censimento dei locali comunali o
privati non utilizzati». Parallelo, l’incremento dei docenti. «Altrimenti
capiterà ancora più spesso ciò che accade oggi: gli italiani lasciano certe
scuole e così pure molti stranieri che iscrivono i figli a scuole private. Del
resto, se ci sono classi con il 55-60% di ragazzi le cui famiglie non parlano
italiano, il timore che la scuola non tenga il passo di una preparazione
adeguata: è ovvio».
A Torino l’assessore alle Risorse Educative, Luigi Saragnese, snocciola cifre
«difficili da distribuire. Oggi il 22% dei nuovi nati ha almeno un genitore
straniero. La presenza di studenti di origine non italiana nella scuola
dell’obbligo è del 20%. A Torino si contano solo 7-8 scuole elementari che sono
sotto il 10%». Saragnese ha appena incontrato le scuole della Circoscrizione 7,
che ha il 34% di studenti non italiani. «Qui abbiamo una scuola dell’infanzia
comunale con il 95% di stranieri e un nido con il 64%. È difficile non tenere
conto del luogo di residenza delle famiglie. Tra l’altro, una legge degli Anni
Di fronte al fatto che Ghiglia bacchetti chi non vuole investire, Saragnese
sorride. «Il costo degli insegnanti è esorbitante. A Torino, in questo momento
di bilanci limitati, cerchiamo il dialogo con il governo per trasferire allo
Stato, che ne ha la competenza, una parte delle scuole materne comunali.
Costano 66 milioni l’anno. Stipendi soprattutto. Ma il dialogo non decolla». E
conclude: «Dobbiamo tenere presente che gran parte dei bambini stranieri
parlano italiano benissimo. Semmai hanno gli stessi problemi che avevano negli
Anni 70 i bambini del Sud: strumenti culturali della famiglia limitati,
difficoltà sociali ed economiche».
·
Articoli
Schola (11)
CILE/
PROTESTA STUDENTI, PUGNO DURO POLIZIA: CENTINAIA DI
( da "Virgilio
Notizie" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
scuole
occupate sgomberate a Antofagasta postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri
Santiago, 28 mag. (Ap) - Assume toni sempre più esasperati la protesta degli
studenti cileni contro la riforma della Scuola superiore e dell'Università. Il
bilancio (provvisorio) di una giornata caratterizzata da cortei con incidenti a
Santiago e in altre città e dall'
Competitività,
la ricetta degli imprenditori ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
avevano
sottolineato i punti cardini del "programma" del numero uno di via
dell'Astronomia per ridare all'Italia la competitività perduta: riforma della
scuola, nuovi assetti contrattuali, nuove infrastrutture, liberalizzazioni e
privatizzazioni, nucleare. Emma parte dal problema dell'euro forte "che
preoccupa" per i suoi riflessi sulle esportazioni;
Di
Lorena Loiacono La telenovela debiti ed esami di riparazion
( da "Leggo"
del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sta cercando
una formula tecnica per evitare contrasti con la normativa Fioroni. Sul piatto
anche la possibilità di un avvio ritardato (al 20 settembre come riportavano
alcuni organi di informazione) dell'anno scolastico a settembre. Ma così,
forse, la procedura somiglierebbe troppo ai vecchi esami di riparazione.
FAR
PAGARE i danni provocati alle scuole direttamente ai ragazzi? <L'ex
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
"L'ex
ministro Fioroni ha scoperto l'acqua calda". Più o meno è questa la
risposta dei dirigenti scolastici al provvedimento in via di definizione,
caldeggiato dall'ex ministro all'Istruzione, che prevede appunto le spese a
carico dello studente o dei suoi genitori per atti vandalici, vetri rotti e
simili.
Debiti
formativi, linea morbida per il recupero
( da "Sole
24 Ore, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
voluto
dall'ex ministro Giuseppe Fioroni. In particolare nel mirino è finita
l'ordinanza numero 92 del 5 novembre scorso che detta le istruzioni operative
del decreto sul recupero dei debiti (n. 80/2007). Ordinanza accoltacon riserve
fin dal primo momento, perché definita troppo rigida e prescrittiva.
La
scuola, gli scrutini e il rebus delle <riparazioni>
( da "Corriere
del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
L'ordinanza
Fioroni ha solo inferto un ulteriore colpo a un settore cruciale
dell'istruzione pubblica e della formazione nel nostro paese. L'inizio di tale
vicenda risale al 1994, quando vennero aboliti gli esami di riparazione. Una
misura salutata favorevolmente da più parti.
La
scuola, gli scrutini e il rebus delle <riparazioni>
( da "Corriere
del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
L'ordinanza
Fioroni ha solo inferto un ulteriore colpo a un settore cruciale
dell'istruzione pubblica e della formazione nel nostro paese. L'inizio di tale
vicenda risale al 1994, quando vennero aboliti gli esami di riparazione. Una
misura salutata favorevolmente da più parti.
SCUOLA/
ROMA, ALUNNI A CIRCO MASSIMO CONTRO ESAMI
( da "Virgilio
Notizie" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
prossimo
tutti al Circo Massimo per chiedere al ministero della Pubblica istruzione che
tutti i corsi di riparazione, introdotti dall'ex ministro Fioroni, vengano
conseguiti entro i primi giorni del mese di luglio e una riduzione del numero
minino obbligatorio di ore per i corsi". È l'appuntamento che rimbalza in
questi giorni tra le associazioni degli studenti della capitale. Dalle 14.
DEBITI,
IL CASO AL CONSIGLIO DI STATO FINE ANNO SCOLASTICO AL CARDIOPALMA
( da "Wall
Street Italia" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il caso al
Consiglio di Stato fine anno scolastico al cardiopalma -->Decisa per il 4
giugno la sentenza sui ricorsi contro la legge Fioroni E il ministro convoca un
vertice a giorni per una direttiva sugli scrutini Debiti, il caso al Consiglio
di Stato fine anno scolastico al cardiopalma (17:46 29/05/2008).
Debiti
scolastici, il ministero convoca un vertice. Il caso al Consiglio di Stato
( da "Rai
News 24" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
le norme
previste dal suo predecessore, Giuseppe Fioroni, in materia di recupero debiti,
a favore di una "maggiore autonomia per gli istituti". Nessun colpo
di spugna, nessuna riforma totale, ma una minore rigidità delle regole. Fermo
restando, comunque, l'obbligo per gli alunni di certificare il superamento
delle insufficienze.
Sta
per cominciare l'estate più "calda"
( da "Provincia
di Lecco, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Prove che
sono state reintrodotte dal ministro Fioroni e che il suo successore Maria
Stella Gelmini potrebbe togliere o modificare. Tutto però è congelato e
rimandato al prossimo anno. Le scuole intanto sono costrette a fare i conti con
i giorni, a volte con le ore, perché per il 31 agosto deve essere tutto chiuso:
prove e scrutini.
( da "Virgilio Notizie" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
ARRESTI Incidenti a
Santiago, scuole occupate sgomberate a Antofagasta postato
fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Santiago, 28 mag. (Ap) - Assume toni sempre
più esasperati la protesta degli studenti cileni contro la riforma della Scuola superiore e dell'Università. Il bilancio (provvisorio)
di una giornata caratterizzata da cortei con incidenti a Santiago e in altre
città e dall'intervento degli agenti per sgomberare tre istituti
occupati a Antofagasta, nel nord, è di almeno 347 arresti: 120 nella capitale,
con almeno un manifestante finito in ospedale; e 227 studenti portati via coi
cellulari dalle scuole che avevano occupato a Antofagasta.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Di Sandro Mortari
Competitività, la ricetta degli imprenditori Marcegaglia: servono riforma della scuola, nucleare, infrastrutture e contratti
Un'Italia sempre più competitiva, in grado di risalire la china che ha
imboccato. Secondo gli industriali è possibile grazie al nuovo clima politico
che si è creato e grazie alla determinazione dei nuovi vertici di
Confindustria, che hanno indicato la strada da percorrere. Lo ha ripetuto anche
ieri il nuovo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, sotto il tendone
allestito nell'esedra di palazzo Te, illustrando la sua "ricetta"
alla 63ª assemblea di Assindustria Mantova. Un appuntamento che si è
trasformato in una festa per il numero uno degli imprenditori italiani. Emma,
commossa, ha ringraziato tutti ("è questa, tra la mia gente, la vera festa
per la mia elezione) mentre la platea, al termine del suo intervento, si alzava
in piedi per tributarle un applauso misto di ammirazione e affetto. Quegli
stessi applausi che, poco prima, avevano sottolineato i
punti cardini del "programma" del numero uno di via dell'Astronomia
per ridare all'Italia la competitività perduta: riforma della scuola, nuovi assetti contrattuali, nuove infrastrutture,
liberalizzazioni e privatizzazioni, nucleare. Emma parte dal problema dell'euro
forte "che preoccupa" per i suoi riflessi sulle esportazioni;
la pensa diversamente, dunque, dal suo "maestro" Monti (ospite della
giornata) che poco prima aveva sostenuto che non sono né il fisco né la moneta
unica europea "le palle al piede dell'Italia", visto che "molto
dipende da che cosa c'è dietro l'euro e che cosa fa lo Stato con i soldi che
incassa dalle tasse". Il presidente chiede certezza del diritto sul
mercato globale: "Le regole - dice - devono valere per tutti i paesi e
l'Europa deve avere la capacità di negoziarle; se non lo farà, c'è il rischio
che ritorni il protezionismo". E ora, le cose da fare per ridare
competitività al paese; lei è ottimista: "Oggi c'è un clima nuovo nel
paese, c'è un governo che ha una chiara maggioranza e un'opposizione disposta
al dialogo. E', quindi, il momento di fare". Ecco l'agenda di
Confindustria, la "ricetta" per cucinare il cambiamento. Si deve
partire da scuola e università. "Serve una riforma profonda per premiare il merito e la qualità".
E poi i nuovi assetti contrattuali: "Nei prossimi giorni avvieremo una
trattativa, che non sarà una passeggiata, per alleggerire il contratto
nazionale spostando la parte più significativa di salario e regole in azienda
per premiare i migliori e chi lavora di più". Quindi, le infrastrutture:
"Al ministro Matteoli consegneremo due proposte per recuperare il gap
attuale: un piano per la logistica con priorità per porti, interporti e scali
ferroviari, un pacchetto di proposte per far sì che un'opera pubblica venga
realizzata in fretta". Per Emma "serve più Stato per avere certezza
del diritto e controllo del territorio, ma meno Stato per avere una burocrazia
più efficiente. E poi bisogna insistere davvero su liberalizzazioni e
privatizzazioni". Ultimo punto l'energia. "La paghiamo il 30-40% in
più rispetto agli altri paesi europei, dipendiamo dal gas russo e algerino che
ne fanno un uso politico e dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica
nell'aria: per incidere su queste cose, nel breve periodo serve un piano di
risparmio energetico che coinvolga tutti; nel medio termine servono i
rigassificatori. E poi c'è l'energia nucleare: un tema che va affrontato in
modo serio e pragmatico visto che è una delle fonti che potrebbe mettere
insieme costi, efficienza e minori emissioni in aria. Noi ci siamo"
conclude tra gli appalusi.
( da "Leggo" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Di Lorena Loiacono
La telenovela debiti ed esami di riparazione, come anticipato lunedì da Leggo,
avrà un finale a sorpresa. Il ministero dell'Istruzione è orientato a chiudere
un occhio come sottolinea l'agenzia Ansa citando fonti di viale Trastevere.
Dopo mesi di proteste, scioperi, manifestazioni e sit-in di ragazzi e
insegnanti contro la normativa per i corsi di recupero e le verifiche finali,
introdotta in corso d'anno dal Dicastero di viale Trastevere sono attese le
"aperture" da parte dal neo Ministro Mariastella Gelmini per un
"ammorbidimento" della normativa, accogliendo così la richiesta degli
studenti di considerare "sperimentale" questo primo avvio del recupero.
Secondo indiscrezioni sarebbe al vaglio una circolare, presto sulle scrivanie
dei singoli dirigenti scolastici, in risposta ai disagi presentati dalle scuole
soprattutto per le gravi carenze economiche: l'autonomia degli istituti
consentirebbe dunque di organizzare corsi inferiori alle 15 ore, con un numero
di partecipanti stabilito dal consiglio di istituto. I dati relativi alla
quantità di insufficienze da colmare sono allarmanti, circa 4 milioni di debiti
per un milione di studenti, ed andrebbero a gravare sull'organizzazione delle
scuole nel periodo estivo e sulle vacanze delle famiglie dei ragazzi, dei
docenti e del personale Ata. Il vero nodo da sciogliere è quello del
"termine ultimo": le scuole, infatti, chiedono di poter far slittare,
di qualche settimana oltre l'avvio del nuovo anno scolastico, i tempi per i
recuperi. E il ministero, che ancora non si è espresso ufficialmente, sta cercando una formula tecnica per evitare contrasti con la
normativa Fioroni. Sul piatto anche la possibilità di un avvio ritardato (al 20
settembre come riportavano alcuni organi di informazione) dell'anno scolastico
a settembre. Ma così, forse, la procedura somiglierebbe troppo ai vecchi esami
di riparazione. (ass).
( da "Nazione, La (Pisa)" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
PONTEDERA / VALDERA
pag. 12 FAR PAGARE i danni provocati alle scuole direttamente ai ragazzi?
"L'ex... FAR PAGARE i danni provocati alle scuole direttamente ai ragazzi?
"L'ex ministro Fioroni ha
scoperto l'acqua calda". Più o meno è questa la risposta dei dirigenti
scolastici al provvedimento in via di definizione, caldeggiato dall'ex ministro
all'Istruzione, che prevede appunto le spese a carico dello studente o dei suoi
genitori per atti vandalici, vetri rotti e simili. Ma a Pontedera e
dintorni il meccanismo è già in funzione. "Lo facciamo da anni ? dice il
dirigente del Marconi, Pierluigi Robino ? i genitori firmano un patto
scuola-famiglia, lo firma anche lo studente. Quest'anno ci sono stati tre
piccoli episodi del genere. Se non si individua il colpevole, il danno viene
spalmato sull'intera classe". E quello di responsabilizzare i giovani
dividendo il danno anche fra gli "innocenti" è uno strumento molto
gettonato e spesso anche allargato: per esempio al XXV Aprile la preside
Luciana Rocchi spiega che "se viene individuato un danno nel bagno dei
maschi e non si trova il colpevole, pagano tutti i maschi del piano che
utilizzano quel bagno. Episodi recenti? Siamo fortunati, qui non c'è un
vandalismo diffuso. Ma se c'è un problema cerco i colpevoli o chiedo ai ragazzi
di indagare. Se poi si "autodenunciano" possono provvedere a riparare
il danno. E' successo con un graffito che gli stessi ragazzi hanno
imbiancato". Ma al XXV Aprile è capitato anche che un genitore rifiutasse
di pagare in nome dell'individualità della responsabilità. AL MONTALE "il
regolamento di istituto prevede che i ragazzi riparino il danno ? spiega il
vicepreside Dario Tonelli ? chi rompe paga. Però non ci sono stati molti
episodi: recentemente alcune ragazze avevano scritto su un muro "W
Ligabue". lo abbiamo fatto cancellare da loro". AL PACINOTTI
"cerchiamo in genere di far pagare i ragazzi ? dice la dirigente Lucia
Orsini ? a meno che non si tratti di un danno involontario". Infine
l'episodio più significativo al Fermi: "I ragazzi impegnati in uno scambio
con l'Austria ? ricorda la preside Cristina Cosci ? mi mandarono una mail per
spiegare come fossero pulite e ordinate le scuole austriache. Si fecero avanti
per imbiancare perché si vergognavano di ospitare i loro pari età qui... Da noi
comunque cerchiamo di far pagare chi provoca il danno, valutando però caso per
caso. E le dirò una cosa: le parti che abbiamo ripulito per ora sono ancora
linde. Una situazione di decoro invita a un maggior rispetto". E SAN
MINIATO? Niente studenti 007, semplicemente ragazzi onesti e civili che
collaborano a mantenere e tutelare la casa comune. Il preside del tecnico
commerciale Cattaneo Salvatore Caruso li vuole così, i suoi alunni, nel caso in
cui si la mattina ci si svegli con un atto vandalico nei confronti della
struttura o degli arredi. "Se il colpevole non è subito manifesto ? dice
il preside ? convoco i rappresentanti di classe e li invito a callaborare, ad
aiutarci a capire chi può essere stato. Nell'ultimo caso, quello di una scritta
con vernice spray, i ragazzi mi hanno portato il colpevole che, peraltro, era
persona esterna alla scuola". Allora bravi detective? "No, bravi
ragazzi ? aggiunge ? disposti anche a pagare se la colpa è loro. E anche a
lavorare. Io applico il metodo che il danno non solo lo si ripaga ma lo si
rimedia, magari tinteggiando, scopettando, o altro. Lavorare, rimediare con il
proprio sudore, mi creda è un ottimo metodo ed un eccellente deterrente".
I danni involontari li paga invece la scuola Linea più soft allo scientifico
Marconi. "In caso di atto vandalico ? spiega il preside Sandro Scapellato
? contatto sia i ragazzi, ma interpello anche il consiglio d'istituto.
Ovviamente cerchiamo di arrivare al colpevole, ma se non si trova paga la
scuola. Certo se questo è avvenuto in una classe, invece che nel corridoio
comune, spalmo l'intera spesa del lavoro sui componenti della classe". E
farli lavorare? "No, meglio di no. La cosa a cui tengo di più è che il
colpevole o i colpevoli ammettano il loro errore". Carlo Baroni Luca
Boldrini.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-05-29 - pag: 33 autore: Scuola. Intervento
allo studio Debiti formativi, linea morbida per il recupero Luigi Illiano ROMA
Chi ha più debiti formativi da saldare potrebbe essere ammesso all'anno
successivo anche se la preparazione dovrà essere rafforzata. è una delle
possibilità che sarebbero contenute nel provvedimento che il ministro dell'
Istruzione, Mariastella Gelmini, ha chiesto di elaborare ai tecnici di viale
Trastevere, per far fronte alla situazione di difficoltà che vivono le scuole
da quando è stata introdotto, ad anno in corso, l'obbligo di azzerare i debiti,
voluto dall'ex ministro Giuseppe Fioroni. In
particolare nel mirino è finita l'ordinanza numero 92 del 5 novembre scorso che
detta le istruzioni operative del decreto sul recupero dei debiti (n. 80/2007).
Ordinanza accoltacon riserve fin dal primo momento, perché definita troppo
rigida e prescrittiva. Il testo in preparazione, se accolto ed emanato
da Gelmini, dovrebbe tradursi in maggiore autonomia per le scuole su tempi e
modalità, fermo restando la condivisione dell'azione di rigore tracciata dal
provvedimento sui debiti. Punto di forza sarebbe proprio l'articolo 1 del
decreto che stabilisce: "Le attività di sostegno costituiscono parte ordinaria
e permanente del piano dell'offerta formativa ". Significa che negli
istituti il lavoro di recupero deve partire fin dal primo giorno di scuola,
anche perché la preparazione di ogni studente è ben nota ai docenti. Il
documento in preparazione riaffermerà la centralità del consiglio di classe,
chiamato a esaminare i ragazzi. Ad esempio, di fronte a un alunno che si
presenta con tre (o quattro) insufficienze, nell'ambito di una valutazione
complessiva, che tiene conto dello sforzo concreto e dei risultati raggiunti,
anche se non tutte i voti negativi saranno stati completamente cancellati, il
consiglio potrà dare il via libera. Utilizzando l'esempio dei voti, chi deve
recuperare tre materie e nell'esame conquista due 6 e un 5, potrebbe anche
ottenere la promozione. Questo tenendo conto di due elementi: la volontà messa
in campo dallo studente e il fatto che fin dalla prima settimana del nuovo anno
scolastico il ragazzo sarà sottoposto ai corsi di recupero. Altre limature
riguarderebbero le 15 ore dei corsi, obbligatorie per tutte le materie: gli
istituti otterrebbero una maggiore discrezionalità. Il termine per gli esami
resterebbe fissato a prima dell'inizio del nuovo anno. è chiaro che l'eventuale
intervento del ministro avrà un raggio d'azione limitato, proprio perché arriva
ad anno scolastico praticamente concluso. Quando gran parte delle scuole hanno
già affrontato le difficoltà, dalle ferie degli insegnanti al reperimento dei
fondi. Il provvedimento, quindi, sembrerebbe soprattutto un ulteriore invito al
buonsenso che gran parte degli insegnanti già applica nel corso dell'anno
scolastico. Restano comunque poche ore a Gelmini per decidere se e come
intervenire. IL PROGETTO Istituti più autonomi: possibile l'ammissione all'anno
successivo anche se la preparazione dovrà essere rafforzata.
( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-05-29 num: - pag: 21 categoria:
REDAZIONALE L'intervento/2 La scuola, gli scrutini e il rebus delle
"riparazioni" di ANTONIO MANNO Caro direttore, per le scuole
superiori, quello che sta terminando, è stato un anno orribile e spero che non
sia il preludio del loro funerale. L'ordinanza Fioroni ha solo inferto un ulteriore colpo a un settore cruciale
dell'istruzione pubblica e della formazione nel nostro paese. L'inizio di tale
vicenda risale al 1994, quando vennero aboliti gli esami di riparazione. Una
misura salutata favorevolmente da più parti. Tuttavia il recupero dei
debiti, spesso non saldati, non è stato affrontato con regole certe e uniformi.
Ogni istituto ha cercato di fare quello che poteva. L'ordinanza ministeriale ha
di fatto reintrodotto ben due esami di riparazione: uno, dopo la fine dello
scrutinio intermedio; l'altro, dopo quello finale. Nonostante tutto, a metà di
quest'anno, il 70 per cento degli studenti ha riportato almeno un'insufficienza.
Di che cosa ci sorprendiamo? In questi quattordici anni, generazioni di
studenti hanno prima o poi capito che era possibile progredire nella carriera
scolastica senza impegnarsi nello studio di tutte le discipline. Una sciagura
per la loro preparazione e per l'autorevolezza degli insegnanti. Fra questi
ultimi, coloro che hanno svolto corsi di recupero le scorse settimane, non
hanno la certezza del proprio compenso. Non oso immaginare ciò che accadrà per
i corsi da attivare durante l'estate. L'ordinanza Fioroni
ha inoltre stabilito che corsi, verifiche e scrutini terminino entro il 31
agosto, suscitando così le ire delle famiglie, che non possono programmare le
proprie vacanze; la rabbia degli studenti che d'estate vanno a lavorare e in
Veneto sono parecchi; la stizza degli insegnanti, che come tutti hanno diritto
alle ferie; lo sdegno degli albergatori, che devono fare il proprio mestiere.
Spero vivamente che il nuovo ministro Gelmini cambi quella data e stabilisca
che le verifiche e gli scrutini possano essere svolti in settembre, dal
collegio dei docenti di nuova nomina, anziché da quello vecchio. Comunque, qualsiasi
decisione verrà presa non apporterà alcun cambiamento sostanziale, poiché la
questione è un'altra. Nella scuola italiana si dovrebbe stabilire una regola
valevole per tutto il paese: se uno studente non ottiene la sufficienza in più
di due materie deve ripetere l'anno. Naturalmente, a questo principio si dovrà
arrivare gradualmente, in due o tre anni. In ciascun indirizzo di studi
occorrerà distinguere le discipline di base, per le quali è obbligatoria la
sufficienza e il corso di recupero, e quelle complementari, per le quali andrà
stabilito un monte crediti da raggiungere nel quinquennio. A giugno invece, in
tutta Italia, ciascun istituto stabilirà i propri criteri per la promozione e
per la bocciatura che, volendo, potranno essere modificati da ciascun consiglio
di classe. Il risultato, come succede ogni anno, da decenni, è che in alcune
classi verrà bocciato chi ha tre insufficienze, in altre chi ne ha quattro e
così via. E c'è ancora chi parla di merito e di sistema scolastico nazionale!.
( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-05-29 num: - pag: 21 categoria:
REDAZIONALE L'intervento/2 La scuola, gli scrutini e il rebus delle
"riparazioni" di ANTONIO MANNO Caro direttore, per le scuole
superiori, quello che sta terminando, è stato un anno orribile e spero che non
sia il preludio del loro funerale. L'ordinanza Fioroni ha solo inferto un ulteriore colpo a un settore cruciale
dell'istruzione pubblica e della formazione nel nostro paese. L'inizio di tale
vicenda risale al 1994, quando vennero aboliti gli esami di riparazione. Una
misura salutata favorevolmente da più parti. Tuttavia il recupero dei
debiti, spesso non saldati, non è stato affrontato con regole certe e uniformi.
Ogni istituto ha cercato di fare quello che poteva. L'ordinanza ministeriale ha
di fatto reintrodotto ben due esami di riparazione: uno, dopo la fine dello
scrutinio intermedio; l'altro, dopo quello finale. Nonostante tutto, a metà di
quest'anno, il 70 per cento degli studenti ha riportato almeno
un'insufficienza. Di che cosa ci sorprendiamo? In questi quattordici anni,
generazioni di studenti hanno prima o poi capito che era possibile progredire
nella carriera scolastica senza impegnarsi nello studio di tutte le discipline.
Una sciagura per la loro preparazione e per l'autorevolezza degli insegnanti.
Fra questi ultimi, coloro che hanno svolto corsi di recupero le scorse
settimane, non hanno la certezza del proprio compenso. Non oso immaginare ciò
che accadrà per i corsi da attivare durante l'estate. L'ordinanza Fioroni ha inoltre stabilito che corsi, verifiche e scrutini
terminino entro il 31 agosto, suscitando così le ire delle famiglie, che non
possono programmare le proprie vacanze; la rabbia degli studenti che d'estate
vanno a lavorare e in Veneto sono parecchi; la stizza degli insegnanti, che come
tutti hanno diritto alle ferie; lo sdegno degli albergatori, che devono fare il
proprio mestiere. Spero vivamente che il nuovo ministro Gelmini cambi quella
data e stabilisca che le verifiche e gli scrutini possano essere svolti in
settembre, dal collegio dei docenti di nuova nomina, anziché da quello vecchio.
Comunque, qualsiasi decisione verrà presa non apporterà alcun cambiamento
sostanziale, poiché la questione è un'altra. Nella scuola italiana si dovrebbe
stabilire una regola valevole per tutto il paese: se uno studente non ottiene
la sufficienza in più di due materie deve ripetere l'anno. Naturalmente, a
questo principio si dovrà arrivare gradualmente, in due o tre anni. In ciascun
indirizzo di studi occorrerà distinguere le discipline di base, per le quali è
obbligatoria la sufficienza e il corso di recupero, e quelle complementari, per
le quali andrà stabilito un monte crediti da raggiungere nel quinquennio. A
giugno invece, in tutta Italia, ciascun istituto stabilirà i propri criteri per
la promozione e per la bocciatura che, volendo, potranno essere modificati da
ciascun consiglio di classe. Il risultato, come succede ogni anno, da decenni,
è che in alcune classi verrà bocciato chi ha tre insufficienze, in altre chi ne
ha quattro e così via. E c'è ancora chi parla di merito e di sistema scolastico
nazionale!.
( da "Virgilio Notizie" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
RIPARAZIONE Venerdì
tutti a "scagliare un gavettone" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA
Altri Roma, 29 mag. (Apcom) - "Venerdì prossimo tutti
al Circo Massimo per chiedere al ministero della Pubblica istruzione che tutti
i corsi di riparazione, introdotti dall'ex ministro Fioroni, vengano
conseguiti entro i primi giorni del mese di luglio e una riduzione del numero
minino obbligatorio di ore per i corsi". È l'appuntamento che rimbalza in
questi giorni tra le associazioni degli studenti della capitale. Dalle 14.30,
infatti, partirà la manifestazione intitolata 'Scaglia un gavettone contro
l'esame di riparazione': per tutto il pomeriggio musica no-stop, lancio
goliardico e simbolico di gavettoni e distribuzione gratuita di pizze e
bevande. Aderiscono all'iniziativa quattro consiglieri di presidenza della
consulta provinciale degli studenti di roma, rappresentanti di azione
studentesca, ed il presidente della consulta provinciale degli studenti di Roma
Andrea Moi.
( da "Wall Street Italia" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Debiti, il caso al
Consiglio di Stato fine anno scolastico al cardiopalma -->Decisa per il 4
giugno la sentenza sui ricorsi contro la legge Fioroni
E il ministro convoca un vertice a giorni per una direttiva sugli scrutini
Debiti, il caso al Consiglio di Stato fine anno scolastico al cardiopalma
(17:46 29/05/2008).
( da "Rai News 24" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Roma | 29 maggio
2008 Debiti scolastici, il ministero convoca un vertice. Il caso al Consiglio
di Stato Attesa sui corsi di recupero Il nodo dei debiti sta per essere
sciolto, visto che la prossima settimana ci sarà un vertice a viale Trastevere,
con il neoministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Dati anche l'imminente
termine delle lezioni e la prossimità degli scrutini, occorre una repentina
decisione. Sulla vicenda però è atteso anche il pronunciamento del Consiglio di
Stato che, accogliendo la richiesta dei Cobas, ha fissato al 4 giugno l'udienza
per la sospensione della fatidica ordinanza ministeriale 92, quella relativa al
recupero dei debiti scolastici. Intanto emergono i primi orientamenti del
palazzo sul da farsi. Sembra che il neo ministro intenda
"ammorbidire" le norme previste dal suo
predecessore, Giuseppe Fioroni, in materia di recupero debiti, a favore di una "maggiore
autonomia per gli istituti". Nessun colpo di spugna, nessuna riforma
totale, ma una minore rigidità delle regole. Fermo restando, comunque,
l'obbligo per gli alunni di certificare il superamento delle insufficienze.
In buona sostanza, sempre secondo quanto si apprende, la circolare sui debiti
di Fioroni, la numero 92 appunto, sarà "ammorbidita"
affidando all'autonomia delle scuole la possibilita' di gestire il recupero dei
ragazzi. Ad oggi è previsto l'obbligo di tenere corsi di almeno 15 ore per
tutte le materie in cui il ragazzo è insufficiente. Ora si parla della
possibilità di lasciare agli istituti il potere di decidere quanti corsi fare
(magari privilegiando, vista la scarsità di risorse, le materie più importanti)
e per quante ore. Il che snellirebbe il lavoro di presidi e docenti. E anche
sulla scadenza ultima per il recupero (ad oggi l'ora x è il 31 agosto o,
comunque, l'inizio dell'anno) le scuole potrebbero diventare più autonome. Se
così fosse, si potrebbe consentire di salvare l'estate, chiudendo i giochi
anche tra fine giugno e i primi di luglio o, magari, di rimandare l'inizio dell'anno
di qualche giorno per verificare il recupero dei debiti a settembre.
"Scaglia un gavettone contro l'esame di riparazione" Intanto domani
gli studenti di tutta Roma si sono dati appuntamento alle 14,30 al Circo
Massimo, per una manifestazione goliardica intitolata "Scaglia un
gavettone contro l'esame di riparazione", evento organizzato per chiedere
al Ministero della Pubblica istruzione che tutti i corsi di riparazione,
introdotti dall'ex Ministro Fioroni, vengano
conseguiti entro i primi giorni del mese di luglio e una riduzione del numero
minino obbligatorio di ore per i corsi.
( da "Provincia di Lecco, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Scuola
Le date Sta per
cominciare l'estate più "calda" Cancelli chiusi il prossimo 7 giugno,
scrutini il 14. E dal 25 agosto riecco gli esami di riparazione Ultimi giorni
di scuola. Ultimi giorni per salvare il salvabile tra interrogazioni
dell'ultima ora e verifiche scritte che potrebbero fare la differenza.
Potrebbero alleggerire i debiti che tanti ragazzi si troveranno sulle spalle
tutta l'estate, e che dovranno essere riparati a fine agosto. Le scuole
finiscono sabato 7 giugno. Da lunedì 9 ci sarà una concentrazione di scrutini
da parte degli insegnanti che dovranno fare l'ultimo sforzo dell'anno
scolastico compilando pagelle e i quadri che verranno esposti già da sabato 14
giugno. Chi si troverà con i debiti dovrà correre ai ripari. Dovrà studiare per
tutta l'estate e sostenere una prova entro fine agosto. Un'estate segnata da un
ritorno al passato quando c'erano gli esami a settembre, quelli di riparazione
dove chi aveva si trovava con qualche insufficienza a giugno doveva recuperare.
Prove che sono state reintrodotte dal ministro Fioroni e che il suo successore Maria Stella Gelmini potrebbe togliere o
modificare. Tutto però è congelato e rimandato al prossimo anno. Le scuole
intanto sono costrette a fare i conti con i giorni, a volte con le ore, perché
per il 31 agosto deve essere tutto chiuso: prove e scrutini. Il primo
settembre i ragazzi dovranno sapere se ce l'hanno fatta o se dovranno ripetere
l'anno. Gli studenti con debito da recuperare dovranno essere in classe già il
25 agosto, giorno d'inizio delle prove. Tenendo conto che quest'anno la scuola
terminerà il 7 giugno e riprenderà l'8 settembre, i tempi sono stretti. Le
scuole stanno organizzando una serie di corsi di recupero per chi a giugno si
troverà con qualche voto scritto in rosso. E stando alle previsioni dei presidi
saranno in tanti a rovinarsi l'estate, almeno una buona metà degli studenti
lecchesi dovrà recuperare una o più materie. All'istituto Bertacchi il preside
Ugo Baglivo ha deciso che dal 20 luglio al 20 agosto, per due giorni alla
settimana in orari definiti, ci si potrà collegare ad un sito ed esprimere i
propri dubbi. In breve tempo un docente risponderà a ogni domanda. Quanto alla
maturità le prove cominceranno il 18 giugno con italiano, mentre il 19 e il 23
giugno ci saranno le materie specifiche per ogni indirizzo. 29/05/2008.