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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Università, Bassi
conferma i tagli al bilancio
( da "Trentino" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Preoccupa in attesa di conoscere la riforma del ministro Gelmini. E
pare essere proprio questo l'elemento che tiene in sospeso la serenità di
Bassi. «Se il governo ascolterà Aquis e darà il finanziamento non solo in base
allo storico delle università, ma terrà conto del merito, allora l'Università
di Trento potrà finalmente avere addirittura un aumento di entrate».
La festa delle
zattere e del fiume ( da "Trentino" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: al centro Gelmini. Previsti anche la selezione regionale del concorso
di Miss Italia e lo «Sprint dei Portoni». San Michele Zattere e storia. Domani
e domenica si svolgerà la «Quarta festa del fiume e delle zattere». Si tratta
di un'iniziativa ormai entrata nel caledario degli appuntamenti tradizionali
tra la Piana Rotaliana e la Bassa Atesina.
Bocciatura se c'è
il 5 in condotta ( da "Trentino" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: cartellino giallo" Bocciatura se c'è il
Industria,
artigianato e servizi ( da "Trentino" del 29-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini - la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e si pongono le
basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione e formazione
professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si
articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei
servizi (con 5 indirizzi) e istituti professionali per il settore industria e
artigianato
ESTERNAZIONI
DILETTANTESCHE LA REALTÀ È FATTA DI TAGLI AI FONDI
( da "Trentino" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: quel tempo pieno scolastico in atto da svariati decenni e che la sua
collega Maria Stella Gelmini sta mettendo in serio pericolo, con presidi,
insegnanti e genitori furibondi. Il ministro Brunetta, infine, vorrebbe abolire
l'Antimafia (Commissione parlamentare o Direzione antimafia?): «La mafia è una
forma di criminalità e dovrebbe essere perseguita come tutte le altre».
Appello di 153
studiosi "Non chiudete l'Irre"
( da "Stampa, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: attuale ministro Mariastella Gelmini, ha operato la chiusura degli
Irre in Italia e la riduzione del personale del 50 per cento, mentre in Valle
tutto il personale Irre in servizio al 1° settembre potrà continuare a operare
a favore della scuola valdostana proprio perché crediamo che il patrimonio
acquisito non vada disperso o peggio ancora resti chiuso in qualche stanza.
Con il cinque in
condotta niente esame di maturità
( da "Stampa, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: NUOVO REGOLAMENTO Con il cinque in condotta niente esame di maturità
ROMA Con il cinque in condotta non si potrà passerà alla classe successiva. E
con il 5 non sarà possibile nemmeno sostenere gli esami di Terza media e di
Maturità. Oltre al regolamento sugli istituti tecnici e quelli professionali,
ieri il consiglio dei ministri ha varato anche quello sulla «
Tecnici e
professionali la rivoluzione Gelmini
( da "Stampa, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: rivoluzione Gelmini [FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA Gli Istituti tecnici
saranno articolati in due mega-aree per un totale di 11 indirizzi; gli Istituti
professionali saranno divisi in due aree tematiche ma per un totale di 6
indirizzi. La scuola si semplifica, i corsi di studio (oggi sono oltre 800 e
per la maggior parte si tratta di diramazioni proprio degli istituti tecnici e
professionali)
saitta: cinque
domande al governo - marco trabucco
( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che fine hanno fatto le promesse del ministro Gelmini dopo la tragedia
del Darwin di investire risorse per un piano di sicurezza straordinaria nelle
scuole». Infine, per ciò che riguarda le celebrazioni del 2011 per i 150 anni
dell´Unità d´Italia, ha detto: «Il silenzio del governo dipende dalla
componente leghista che ha ormai vinto la battaglia per affossare quelle
iniziative?
"risorge"
il peso della chiesa tour dei candidati nelle parrocchie - vera schiavazzi
( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le frequentazioni private e, ci tengo a sottolinearlo ancora una
volta, la coerenza nei comportamenti». Michele Vietti, il terzo contendente,
candidato Udc alla presidenza, un passato e un presente ben introdotto tra
scuole, imprenditori, professionisti cattolici, sfodera un approccio più
aggressivo: «Questi ultimi anni hanno fatto giustizia dell´
con la
riforma-gelmini 200 posti bruciati
( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. «In realtà si dovrebbe parlare di riforma Gelmini se dietro
ci fosse un progetto sul futuro dei nostri figli ma così non è», ha osservato
Fioroni sottolineando che il problema è di tipo pedagogico. «Il governo pensa
che la televisione educhi meglio della scuola: si può dire che i ragazzi per la
Gelmini possono crescere guardando i Cesaroni senza sapere chi è Giulio Cesare»
il mare di maremma
va a gonfie vele ( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Grosseto Il mare di Maremma va a gonfie vele Legambiente e Touring: 3
comuni della provincia a pieni voti LE PAGELLE DI GUIDA BLU GROSSETO. Il mare
di Maremma va a gonfie Vele. Vele con la "V" maiuscola, quelle che
ogni anno Legambiente e il Touring Club fanno sventolare sulle località
costiere più belle (e soprattutto meglio organizzate) d'Italia.
il rettore dalla
candidata che vuole silvio premio nobel - vittorio coletti
( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: suo gesto può essere letto anche in quella serie di galanterie presso
le donne berlusconiane, prima di tutte l´amata Gelmini, che dovrebbero
attirare, con abbondanti segni di devozione e di zelo, sull´università di
Genova denari e premi, anche se per ora sono arrivati solo tagli sconsiderati
delle borse di studio, riduzione del 60% dell´acquisto libri e zero euro per la
ricerca.
Tecnici e
professionali Discipline più moderne per favorire l'occupazione
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma Gelmini, si inizia nel 2010-2011 ROMA BOCCIATURA definitiva
con il
I CONTRASTI tra i
ministri della Pubblica Istruzione ed i capi d'istituto sono datati e...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per fronteggiare la situazione il ministro Gelmini ha presentato così
un piano di razionalizzazione della spesa che prevede la chiusura di una quota
di istituzioni scolastiche (circa un migliaio, quelle che non hanno i requisiti
previsti dalla legge) in modo che con le economie derivanti dalla loro
soppressione si possa sostenere al meglio le altre istituzioni.
Battaglia sulle
risorse
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, è tornata ad attaccare i presidi del Lazio, in
tutto una sessantina, che hanno scritto lettere alle famiglie degli alunni per
lamentare la mancanza di fondi. Per la Gelmini si tratta di una «minoranza
organizzata» fortemente «legata alla Cgil» che usa la scuola per fare politica.
Diktat anche sul
nord ovest: votate ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Quello di Como, Luca Corvi riconosce che «l'obiettivo è giusto. Ma non
condivido i toni. Roba da Gelmini». Quello di Monza replica duro: «Queste cose
non reggono più. Il consenso va guadagnato sul campo, non con logiche dispotiche».
Gli altri tacciono. Ma la loro risposta verrà dalle urne.
di GIORGIO
GAZZOTTI MILANO LA TRISTE parabola del leader che ...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Quello di Como, Luca Corvi riconosce che «l'obiettivo è giusto. Ma non
condivido i toni. Roba da Gelmini». Quello di Monza replica duro: «Queste cose
non reggono più. Il consenso va guadagnato sul campo, non con logiche
dispotiche». Gli altri tacciono. Ma la loro risposta verrà dalle urne.
un voto comunista
per la scuola e il lavoro ( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: non risparmiando critiche al ministro Gelmini, definita "vera e
propria piaga sociale". Parlando dell'importanza del lavoro il leader dei
Comunisti italiani si sofferma sul problema del precariato, della cassa
integrazione (a Livorno più di 2000 gli operai ancora a casa, come sottolineato
da Tiziana Bartimmo), lavoro nero e morti bianche.
quei nostalgici
esempi di come si serve lo stato - (segue dalla copertina) maria novella de
luca ( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini («chi non sa dirigere cambi mestiere»), i capi d´istituto si
organizzano, replicano, provano a difendere l´orgoglio di un ruolo un tempo
illustre, rispettato, riconosciuto. è un´Onda, una nuova Onda, seppure più
pacata di quella degli studenti, ma arriva da tutta Italia, con l´indignazione
di chi teme di non poter più garantire la sicurezza ai ragazzi che gli sono
affidati.
istituti tecnici e
professionali "spariscono" ottomila cattedre
( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: secondo il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Un
trionfalismo non condiviso da Mariangela Bastico, ex viceministro
dell´Istruzione e responsabile scuola del Pd. «Le basi della riforma delle
scuole tecniche e professionali, con la riduzione degli indirizzi, l´abbiamo
cominciata noi, con il governo Prodi - afferma la Bastico - così, invece,
Così l'affare
Noemi riapre le manovre per il dopo-Silvio
( da "Riformista, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini eslcusa) ad aver turbato il Cavaliere. A impensierirlo molto
di più è la dissimulata indifferenza con cui alcuni pezzi grossi del
centrodestra seguono l'evolversi di una storia che ha messo in difficoltà il
presidente del Consiglio come in precedenza era accaduto forse solo in
occasione dell'avviso di garanzia recapitatogli a mezzo stampa durante il G7 di
Napoli.
si chiamano
dirigenti scolastici, sono assediati dai tagli alla scuola. e guai - dice la
gelmini - a chi si lamenta (cioè quasi tutti)
( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 41 - R2 Si chiamano dirigenti scolastici, sono assediati dai
tagli alla scuola. E guai - dice la Gelmini - a chi si lamenta (cioè quasi
tutti)
esternazioni
dilettantesche la realtà è fatta di tagli ai fondi - vittorio emiliani
( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: quel tempo pieno scolastico in atto da svariati decenni e che la sua
collega Maria Stella Gelmini sta mettendo in serio pericolo, con presidi,
insegnanti e genitori furibondi. Il ministro Brunetta, infine, vorrebbe abolire
l'Antimafia (Commissione parlamentare o Direzione antimafia?): «La mafia è una
forma di criminalità e dovrebbe essere perseguita come tutte le altre».
bocciatura se c'è
il 5 in condotta ( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Scuola
Abstract: cartellino giallo" Bocciatura se c'è il
industria,
artigianato e servizi ( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini - la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e si pongono le
basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione e formazione
professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si
articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei
servizi (con 5 indirizzi) e istituti professionali per il settore industria e
artigianato
Gelmini attacca i
presidi Cgil: intervenga il Quirinale
( da "Unita, L'" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini attacca i presidi Cgil: intervenga il Quirinale G.V. Il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non sopporta i presidi che
protestano non avendo gradito l'iniziativa dei 250 dirigenti dell'Associazione
delle scuole del Lazio (Asal) che hanno denunciato di essere senza fondi.
Bocciatura con il
5 in condotta ma solo dopo l' ammonizione
( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: anno prossimo Bocciatura con il
Istituti tecnici
collegati al lavoro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. La domanda dei profili tecnici da parte delle
imprese, ha detto ancora Gelmini, è più ampia dell'offerta: 300mila tecnici
richiesti, contro 140mila offerti. Prosegue, intanto, la polemica per
l'iniziativa di 300 presidi del Lazio che hanno scritto alle famiglie: «non ci
sono soldi».
Più inglese e
scienza Cambia dopo 80 anni la scuola tecnica
( da "Corriere della Sera" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini è la migliore risposta della scuola
alla crisi, perché favorisce la formazione del capitale umano necessario per il
rilancio del made in Italy e perché consente una pluralità di scelte formative
integrate con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi
di dispersione scolastica ».
alla crisi>
( da "Corriere della Sera" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Corriere della Sera sezione: Cronache data: 29/05/2009 - pag: 21 «La
risposta alla crisi» Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha
spiegato che il rilancio della cultura tecnico-professionale è la risposta alla
crisi
I presidi
rispondono alla Gelmini
Argomenti: Scuola
Abstract: inutili allarmi I presidi rispondono alla Gelmini «Niente politica,
siamo senza soldi» «Nella scuola ci sono presidi che fanno politica, creando
inutili allarmismi». Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, torna a
parlare della lettera spedita dai trecento presidi dell'Asal, l'Associazione
delle scuole autonome Lazio, alle oltre duecentomila famiglie dei loro
studenti.
È partita dagli
istituti tecnici la riforma della scuola secondaria targata Gelmini.
( da "Tempo, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istituti tecnici la riforma della scuola secondaria targata Gelmini.
Ieri mattina, dopo 78 anni dall'ultimo riordino datato 1931, il Consiglio dei
Ministri ha approvato 2 Regolamenti che riformano proprio i tecnici e gli
istituti professionali. Le nuove norme - spiegano al ministero - «riorganizzano
e potenziano questi istituti a partire dall'anno scolastico 2010-2011 come
scuole dell'
Azimut, finisce a
Ovada il sogno promozione ( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Varese-Pool 73-53; Monopoli-Pool 67-58; Casale-Pool 83-50. Tabellini:
Ferrari, Damonte 4+3+8, Ugo Gambetta, Tassara 4, Bussone 20+22+7, Gelmini
5+5+8, Scala 4+11+9, Coulibaly, Rotolo 6+2+9, Cascone 5+2+5, Morana 5+14+4,
Delfini. Floriana Fazio 29/05/2009
Brunetta attacca
la polizia ( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. A far arrabbiare il Ministro una lettera inviata alle
famiglie italiane nella quale alcuni presidi hanno denunciato la carenza di
fondi degli istituti scolastici. «Esiste nella scuola - avverte la Gelmini in
conferenza stampa, chiosando l'episodio - un numero circoscritto di dirigenti
che fanno politica e creano inutilmente allarmismi che poi si riflettono
negativamente
Con il cinque in
condotta niente esame di maturità
( da "Stampaweb, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ROMA Con il cinque in condotta non si potrà passerà alla classe
successiva. E con il 5 non sarà possibile nemmeno sostenere gli esami di Terza
media e di Maturità. Oltre al regolamento sugli istituti tecnici e quelli
professionali, ieri il consiglio dei ministri ha varato anche quello sulla
«valutazione degli studenti».
Tecnici e
professionali la rivoluzione Gelmini
( da "Stampaweb, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha spiegato il ministro Gelmini - la sovrapposizione con l?istruzione
tecnica e si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema
d?istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni». Gli
istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti per il
settore dei servizi (5 indirizzi: agricoltura e lo sviluppo rurale,
ULTIMI FUOCHI PER
LE DUE LISTE DELLE COMUNALI
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: MANERBIO E SIRMIONE LA GELMINI A SOSTEGNO DI MELETTI E MATTINZOLI Oggi
alle ore 16.30 il Ministro della Pubblica Istruzione Maristella Gelmini sarà a
Manerbio per sostenere la candidatura a Sindaco di Cesare G.Meletti. Il
Ministro parteciperà ad un incontro in piazzetta Boninsegna.
Scuola: autonomi e
confederali contro la Gelmini
( da "Brescia Oggi" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: autonomi e confederali contro la Gelmini ACCUSE. Dopo la lettera dei
capi d'istituto «I prèsidi non fanno politica: è lei che non sa agire»
29/05/2009 rss e-mail print Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini
ROMA Dopo la lettera inviata ai genitori dall'Associazione delle scuole del
Lazio (Asal) per lamentare la drammatica situazione economica delle scuole,
Scuola, tecnici e
professionali
Argomenti: Scuola
Abstract: Soddisfatto il ministro Mariastella Gelmini. «Il rilancio della
cultura tecnica e professionale è la migliore risposta della scuola alla
crisi». Di «operazione di facciata» parla Giuseppe Fioroni, responsabile scuola
del Pd, per il quale «si pensa di riformare la scuola senza investirci fondi
che sono necessari per dare avvio al vero riordino».
Un tavolo con i
parlamentari per la parità scolastica
( da "Avvenire" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini -, dimostra quanto questa libertà di scelta sia
sentita dai genitori e venga invece negata soprattutto a chi vive condizioni
economiche più difficili: bisogna finalmente rendere giustizia a chi è ancora
escluso». Oltretutto, osserva l'Agesc, «in una situazione di grave 'emergenza
educativa', testimoniata anche da recentissimi episodi di suicidi di giovani o
di bullismo,
Mara Carfagna
ariete di Silvio Berlusconi: chi crede a Gino Flaminio? Sircana e Mele erano
peggio ( da "Blogosfere" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Meloni si erano trincerate in un silenzio claustrale. Poi
oggi il Corriere pubblica la lettera della Ministra. Le prime righe sono
dedicate alla risurrezione dopo morte violenta, ovvero alla sua schiena dritta
dopo tutti gli insulti e gli attacchi dettati da un pregiudizio (uno su tutti
l'invettiva di Sabina Guzzanti da Piazza Navona)
A scuola
Argomenti: Scuola
Abstract: invito rivolto a suo tempo dallo stesso Don Gelmini che, lo scorso
anno, si era recato presso l'Istituto ispicese. Una delle finalità del progetto
è quella «di offrire agli adolescenti l'opportunità di avere a disposizione
figure professionali che, mettendo in atto l'atteggiamento comunicativo,
l'ascolto attivo, li aiutano a recuperare la conoscenza di sé e l'accettazione
dell'
Professionali,
percorsi per qualifiche triennali e diplomi quadriennali
( da "Sicilia, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini ? la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e si pongono le
basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione e formazione
professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si
articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei
servizi (con 5 indirizzi) e istituti professionali per il settore industria e
artigianato
Riforma, gli
atenei del Sud fanno cartello
( da "Sicilia, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Incontro tra i rettori e il ministro Gelmini Riforma, gli atenei del
Sud fanno cartello Palermo. Un tavolo di consultazione permanente si riunirà il
prossimo 11 giugno per permettere ai rettori degli atenei del Meridione di
dialogare in maniera costante con il governo e avviare una riforma condivisa
del mondo universitario.
Bastico (Pd) a
Modena: "L'ingiusto rigorismo della gelmini contro i ragazzi delle
medie" ( da "Sestopotere.com" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ingiusto rigorismo della gelmini contro i ragazzi delle medie"
(29/5/2009 17:46) | (Sesto Potere) - Modena - 29 maggio 2009 -Mariangela
Bastico, responsabile scuola del Pd, commenta il regolamento sulla valutazione
degli studenti recentemente approvato dal Consiglio del Ministri: "Il
regolamento sulla valutazione degli studenti approvato dal Consiglio dei
Ministri pone fine &
Il mese di maggio
in "Documentarsi Onlin
( da "superEva notizie" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in dovere di aggiungere confusione alla già poco agevole situazione
dei cittadini[.] Esami: una buona condotta e ottime performance in ginnastica
salvano la media Il voto di condotta e quello di educazione fisica faranno
media per l'ammissione all'esame di maturità di quest'anno Boom di privatisti
nelle scuole non statali ai prossimi esami di maturità La legge spesso aiuta i
furbi.
Aule sgomberate ieri
da mamme e maestre ( da "Corriere delle Alpi" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E così per questo motivo, in coda alla riunione in programma il 3
giugno prossimo sulla riforma Gelmini, verrà inserito anche questo argomento.
Ieri dalle 14.30 alle 17 le maestre e alcune mamme, su richiesta di De Bon,
hanno spostato tutto il materiale lasciato dai bambini allo Sperti.
bagnasco e la
morale dei politici "occorre coerenza di comportamenti" - orazio la
rocca ( da "Repubblica, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: cattolici, parla a tutti e spero che ogni ascoltatore sia un
ascoltatore benevolo e intelligente». Il cardinale ha parlato anche di
immigrazione, criticando indirettamente i respingimenti («L´accoglienza è nel
dna degli italiani»). Sulla scuola cattolica si è augurato che «per coerenza si
arrivi anche ad un sostegno economico adeguato in modo che le famiglie possano
scegliere liberamente
le famiglie e il
no - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: investitura delle Carfagna, Brambilla, Gelmini ha prodotto madri
pronte a preparare alle figlie il trolley rosa per la Sardegna. Volere questo,
volerlo in questo modo, non è un delitto. Proporre questo, proporlo in questo
modo, non è un delitto. Il diavolo fa il suo mestiere. Quelli a cui telefona
rispondono come possono.
La finanza entra a
scuola con Anasf. E passa dal Senato
( da "Borsa e Finanza" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: concude Germontani - Mariastella Gelmini ha già previsto
l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole, cui si potrebbe affiancare
l'educazione finanziaria» IL DDL LEDDI. Il disegno di legge della senatrice del
Pd va, invece, più nello specifico. Premesso che «l'educazione finanziaria si
rivolge a tutti i cittadini senza distinzioni,
giovani e
legalità, studenti pisani protagonisti
( da "Tirreno, Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Napoli e ritorno dal Comitato provinciale per l' Unicef di Pisa con la
collaborazione dell'assessore alla Formazione e Lavoro, Anna Romei. I giovani
studenti hanno fatto la traversata da Napoli a Palermo con altri 1500 loro
compagni di tutta Italia alla presenza del ministro dell'Istruzione Gelmini e
del procuratore nazionale antimafia Grasso. LE TRAME
asili, a rischio
per i tagli 77 sezioni ( da "Tirreno, Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che ha scritto una lettera al ministro Mariastella Gelmini. In sede di
assegnazione degli organici per la scuola dell'infanzia, i sindacati hanno
riferito che il ministero ha assegnato alla Toscana, per l'anno scolastico
2009/10, un organico corrispondente all'"organico di diritto"
dell'anno 2008-09 e non quello corrispondente all'"organico di
fatto".
Fase operativa per
il programma spaziale Gmes
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini a Bruxelles Fase operativa per il programma
spaziale «Gmes» Enrico Brivio BRUXELLES. Dal nostro inviato «Sono stanca di
sentire che non investiamo in ricerca. Basta con questo piagnisteo nazionale.
L'Italia è autolesionista e tante volte non vede le proprie eccellenze».
Tagli nella
scuola, la Giunta restituisce le schede elettorali
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le norme della riforma Gelmini non consentono di tenere in piedi
classi con meno di nove alunni e purtroppo ad Austis sia la terza che la quarta
elementare sono composte da appena otto alunni. «Non si tiene conto, magari
introducendo opportuni interventi di deroga alle norme, che siamo in zone disagiate
di montagna - osservano i portavoce del comitato spontaneo dei genitori -
Maria Di Falco Se
fosse un insegnante? Vorrei fare i miei complimenti a Franceschini per il co...
( da "Unita, L'" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nevio Pelino Parole al vento Nello scorso mese di settembre la Gelmini
rassicurò i genitori con parole rimaste a lungo sul sito del MIUR: nessuno
sarebbe stato bocciato con un cinque! Ma una circolaretta di pochi giorni fa la
smentisce: alle scuole medie per essere promossi occorrono tutti sei, senza se
e senza ma.
Berlusconi e la
Moratti
Argomenti: Scuola
Abstract: mercoledì prossimo 3 giugno nel pomeriggio saranno presenti in piazza
San Carlo molti ministri, da Gelmini a Bondi, da La Russa a Frattini, da
Sacconi a Cicchitto che insieme a sindaco e Governatore daranno il loro
appoggio a Podestà. E il giorno dopo, il 4 giugno, sarà la volta di Silvio
Berlusconi e del ministro Umberto Bossi che al Palaghiaccio tireranno la volata
al loro candidato.
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, per annunciare il progetto di educazione
alimentare che il suo Dicastero sta predisponendo congiuntamente a Coldiretti
con l'obiettivo puntato sulle scuole dell'obbligo. In Europa, ha poi aggiunto,
si deve andare con competenza e determinazione, senza rinunciare a battaglie
legittime a difesa delle nostre eccellenze.
newspapergame
( da "Sicilia, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: li senti riferire di video conferenze con Walter Veltroni, colloqui
con il ministro Maria Stella Gelmini, chiacchierate con Claudia Mori,
conversazioni con Lunetta Savino; tutte nella stessa pagina. «Un momento, non
abbiamo mica finito, l'ultimo articolo l'abbiamo dedicato ai cinepanettoni,
interpellando direttamente Massimo Ghini e Christian De Sica».
La sicurezza degli
edifici ( da "Sicilia, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: voluto dal precedente governo di centrosinistra con il decreto Mussi e
poi ripreso dal ministro Gelmini ? che pone fine alla logica dei «laureifici»
per puntare a un'università di maggiore qualità. A ciò si affianca anche una
questione economica che coinvolge l'ateneo assieme alla Provincia e al Comune
di Siracusa, a cui per convenzione compete il mantenimento dei corsi
accademici.
Visite alle
batterie costiere Siracusa-Augusta
( da "Sicilia, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: piuttosto era in ballo il decreto Gelmini e i tagli imposti dal
Governo. E la conferma è giunta giovedì sera attraverso la decisione del
consiglio di amministrazione. Adesso c'è incredulità e rabbia in città fra gli
addetti ai lavori. Noi andiamo oltre la decisione e sottolineiamo come sia
grave penalizzare una città che mostra da alcuni mesi,
Mirandola (MO) :
Festa della Repubblica con omaggio ai Sindaci
( da "Sestopotere.com" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La cerimonia sarà accompagnata da una formazione di ottoni della
Fondazione Scuola di Musica “Andreoli”. Sarà presente una delegazione del
Comune gemellato di Villejuif (Francia) guidata dal Sindaco Claudine Cordillot.
Una corona sarà portata anche a Modena, sulla tomba dell?ex Sindaco Oreste
Gelmini.
Maturità, esami
per 1700 ( da "Stampa, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Indubbiamente però il voto di condotta va in qualche modo ripensato,
non è più come un tempo quando già l'8 era un voto molto basso». Gabriella
Rosso, preside del Liceo Della Rovere aggiunge: «Ora la condotta si esprime in
termini numerici e fa media con il credito scolastico, il bonus di punti che il
Consiglio di classe assegna ogni anno allo studente.
Le Gabelli
chiuderanno per un anno ( da "Corriere delle Alpi" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Gelmini con cui ho già ottenuto un appuntamento
telefonico, il ministro Bondi e anche il responsabile della Protezione civile,
Guido Bertolaso. Dobbiamo mobilitare tutti i canali, perchè l'opera supererà
certamente il milione di euro». Gli uffici nel frattempo stenderanno al più
presto un progetto complessivo di ristrutturazione dell'
pierobon è superbo
( da "Mattino di Padova, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Voto: 6. PESOLI. Un'incertezza con Pierobon, poi entra (bene) in
partita. Ma esce per stiramento. Voto: 6. Dal 2' st ROSSINI. Di testa c'è
sempre. Voto: 6. CHERUBIN. Solito baluardo. Voto: 6,5. TEOLDI. Presidia la
fascia con sicurezza. Voto 6.
"difenderemo
askatasuna non è solo un edificio occupato" - federica cravero
( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: i genitori contrari alla riforma Gelmini, i gruppi di acquisto
alternativi, i concerti e la ludoteca per i bambini, che con il centro sociale
dividono anche il cortile della scuola. Tutto messo in piedi da «quattro
ciucchi», come ha definito i ragazzi dei centri sociali l´esponente della Lega
Nord Mario Carossa.
Oltre 2100 ragazzi
si preparano alla Maturità
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il voto in condotta e il voto in educazione fisica concorrono alla
formazione della media. «L'altra novità continua Edera Fusconi riguarda il
punteggio relativo al colloquio che varrà 30 punti anziché 35, mentre il
credito scolastico che misura il curriculum degli ultimi tre anni scolastici
passa da
VIGNOLA
PREOCCUPAZIONE e incertezza animano gran...
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: entrata in vigore della riforma Gelmini, docenti e famiglie delle
scuole d'infanzia e primarie vignolesi si interrogano sugli effetti che tale
riforma avrà sulla direzione didattica di Vignola, una delle più grandi
d'Italia. E su questo tema interverrà oggi la parlamentare Angela Bastico che è
attesa per un incontro nel parco della biblioteca Auris alle 16.
Babele di riforme
e insulti ecco i veri mali dell'Università
( da "Unita, L'" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Rimpiageremo Berlinguer e Mussi o la Gelmini? «La Gelmini non va bene
per niente. I fondi sono stati ridotti in modo consistente. Non abbiamo
possibilità di assumere professori. Se uno va in pensione ne possiamo assumere
appena mezzo. Praticamente nessuno». Cosa vorrebbe che il Pd facesse per
l'Università?
Parentopoli,
ricerca bistrattata e pochi studenti con il titolo di dottore. Tutti addosso
all'U... ( da "Unita, L'" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Rimpiageremo Berlinguer e Mussi o la Gelmini? «La Gelmini non va bene
per niente. I fondi sono stati ridotti in modo consistente. Non abbiamo
possibilità di assumere professori. Se uno va in pensione ne possiamo assumere
appena mezzo. Praticamente nessuno». Cosa vorrebbe che il Pd facesse per
l'Università?
Alle scuole medie
fa l'esame solo chi ha almeno il 6 in tutte le materie
( da "Unita, L'" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il nuovo regolamento sulla valutazione della Gelmini prevedeva alcuni
cambiamenti che, però, saranno validi solo dal prossimo anno. Ciò nonostante,
scatteranno nuove regole che renderanno l'accesso all'esame più duro di quello
della maturità: per i liceali basta la media del 6, per i piccoli ci vuole la
sufficienza in tutte le materie.
MA DI QUALE
famiglia stiamo parlando?
Argomenti: Scuola
Abstract: A settembre vedremo l'effetto Gelmini. Perché è così, a giugno
saluteremo insegnanti che forse non ritroveremo». Tra gli obiettivi del
centrosinistra c'è anche l'azzeramento delle liste ai nidi bisogna poi fare i
conti con 200 nuovi iscritti alle materne e una spinta decisiva per arrivare in
breve agli albi di Quartiere delle badanti,
dai le tue pagelle
agli azzurri ( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: IT Dai le tue pagelle agli azzurri Ultima giornata di campionato e
ultima possibilità di votare gli azzurri scesi in campo. Con un semplice clic,
basta andare sul sito internet di "Repubblica" Napoli:
www.napoli.repubblica.it. Da oggi, subito dopo la conclusione del match con il
Chievo, sarà possibile compilare la pagella del Napoli.
l'appello ai
genitori "meno veline e più libri"
( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Una collaborazione che non sempre c´è, come ha più volte detto anche
il ministro all´Istruzione Mariastella Gelmini, che ha parlato per questo di
«emergenza educativa». Per il preside Polistena, «il vero problema per chi
lavora nel mondo dell´istruzione è che spesso deve lottare da solo, e da soli
non si va da nessuna parte». (f. v.)
corsi di recupero
inutili gravi i deficit degli studenti
( da "Tirreno, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sono pochi e i futuri tagli previsti dalla riforma Gelmini
peggioreranno la situazione. «Nella scuola media andranno a scomparire -
afferma la dirigente scolastica della media "Chelini-Da Vinci", Luisa
Arcicasa - tutte quelle attività di recupero e di avanzamento. Già da
settembre, infatti, per la cattedra di italiano, storia e geografia sono
previste solo diciotto ore frontali.
nelle pagelle un
anno da record juric e sculli i fedelissimi di gasp - claudio onofri
( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 8 gol in stagione come il voto al rendimento. Milito 9: Una carriera
che grida vendetta rispetto alle qualità tecniche. Medie gol impressionanti
negli ultimi 6 campionati. Ma anche uomo squadra, per come attacca la
profondità e detta il passaggio ai compagni, per come difende la palla e fa
salire la squadra e,
Plebiscito per
Bona, bilancio a +2,7 milioni
( da "Trentino" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ieri sera i soci - oltre 500 - hanno approvato il bilancio della
rurale, e riconfermato (quasi un plebiscito) Erman Bona come presidente. Sono
anche stati riconfermati consiglieri Franco Gobbi e Roberto Bianchi per Mori e
Gabriele Gelmini per Ronzo.
Storia locale e
dialetto Contesa sulle materie della scuola
Argomenti: Scuola
Abstract: progetto difficile da realizzare») di Mariastella Gelmini, anche se
già adesso il ministero della Pubblica istruzione finanzia 194 progetti per le
lingue locali. Poco dopo era stato il senatore leghista Federico Bricolo a
rilanciare, con una proposta di legge sparata a tutta pagina dalla Padania,
fino all'ultimo contrattacco del Secolo.
solo noi siamo il
vero centro ( da "Tirreno, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo dovrebbe capire anche il ministro Gelmini: i ragazzi non sono sono
dei pacchetti, noi insegnanti non timbriamo dei fogli». Già, la Gelmini. Vista
dal "di dentro", da un prof: come giudica i provvedimenti del governo
Berlusconi sulla scuola? «La riforma della scuola ver-
rà fatta l'anno
prossimo come dice il ministro gelmini: noi l'aspettiamo con ansia ...
( da "Tirreno, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Livorno rà fatta l'anno prossimo come dice il ministro Gelmini: noi
l'aspettiamo con ansia ... rà fatta l'anno prossimo come dice il ministro
Gelmini: noi l'aspettiamo con ansia perché vogliamo avere una scuola che
funziona a tutti gli effetti. Adesso abbiamo pochi fondi, non riusciamo a fare
niente: è volontariato puro».
Un momento
essenziale ( da "Sicilia, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e con quello attuale di centrodestra che lo ha ripreso con la legge
Gelmini. Nessuna posizione personale nei confronti di Siracusa che, con la
facoltà di Architettura, resta la seconda sede dell'Università etnea. Dobbiamo
mettere però in pratica le direttive del governo che ci impongono tagli nel
segno della qualità formativa».
Pronto, c'è
nessuno? L'Authority dà il voto ai call center di luce e gas
( da "Stampa, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: UNA PAGELLA PER LA QUALITÀ DEL SERVIZIO, UTILE ALLA SCELTA
DELL'OPERATORE Pronto, c'è nessuno? L'Authority dà il voto ai call center di
luce e gas [FIRMA]LUIGI GRASSIA Il call center è il primo e a volte l'unico
mezzo di contatto che il consumatore ha con le compagnie che vendono l'energia
elettrica e il metano;
Francese e
Iachemet, due pilastri ( da "Trentino" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Deve crescere in personalità. Lorenzo Francese 8,5 Mezzo voto in meno
per gli orrori alla terz'ultima contro l'Isera, ma è stato spesso decisivo
contro gli attaccanti più pericolosi. Fabrizio Iachemet 8,5 Al contributo di
esperienza e tecnica ha aggiunto 6 gol (2 rigori).
LA MINISTRA
GELMINI PER LANCINI ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lunedì 01 Giugno 2009 PROVINCIA Pagina 15 Brevi VOBARNO LA MINISTRA
GELMINI PER LANCINI Quest'oggi la campagna del centrodestra di Vobarno vedrà
l'arrivo del ministro Maria Stella Gelmini, che farà tappa alle 16 sotto il
gazebo di «Vobarno che cambia», in via Castignino, per sostenere Giuseppe
Lancini. CALCINATO TAGLIANI INCONTRA GLI ELETTORI È stato scelto il pub «Il
Covo»,
se il voto di
massa peggiora l'università
( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Da questo punto di vista appare in contro tendenza la proposta di
Maria Stella Gelmini di togliere la gestione dei concorsi per i docenti alle
singole università per ripristinare il concorso unico nazionale. I mugugni che
piovono da ogni parte fanno pensare che sia nel giusto.
Questo è ciò che
raccolgo tra i miei associati (60.000 pmi e un milione e mezzo di occupati)
girando l'Italia in queste settimane per le assemblee territoriali della
Confapi. ( da "Tempo, Il" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la riforma degli istituti tecnici avviata dal ministro Gelmini. Ma
ora, al di là della giusta propensione del governo a sostenere una posizione di
ottimismo rivolta al futuro, si interrogano su ciò che resterà del tessuto
produttivo alla fine di quest'anno. Non sulle ambizioni artistiche di Noemi
Letizia.
"su fiat
l'ultimo esempio di dilettantismo" - marco trabucco
( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Come i tagli alle scuole di montagna: hanno approvato il decreto
Gelmini senza battere ciglio. Poi in questi giorni vanno in giro per le valli
di Lanzo a dire che saranno loro a ridargliele. Fanno il partito di lotta e di
governo, votano le leggi e poi dicono che sono colpa di Roma».
scuola, si cambia
supplenti avvisati con sms e e-mail - salvo intravaia
( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, in questo modo intende perseguire due obiettivi:
snellire e accelerare le complesse procedure per l´individuazione dei supplenti
e fare risparmiare tempo e denaro alle scuole. Da qualche anno, infatti, per
trovare un sostituto il personale delle segreterie deve sobbarcarsi anche
centinaia di telefonate o inviare decine di telegrammi,
prato. queste le
pagelle del viareggio. ( da "Tirreno, Il" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Queste le pagelle del Viareggio. PRATO. Queste le pagelle del
Viareggio. ARFè: 5.5. Nei due gol Ouchene mette in mostra le sue doti di
tiratore, ma soprattutto sulla prima conclusione il portiere non è immune da
colpe. CARNESALINI: 6. Ci mette l'anima, ma soffre le incursioni di Cecchi e De
Agostini.
vino, brutta
sorpresa scuole enologiche a rischio chiusura
( da "Tirreno, Il" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: fiducioso di trovare la quadra» nel dialogo aperto col ministro Gelmini,
anche alla luce del «perfetto accordo» trovato nell'ultimo consiglio dei
ministri sulla maggiore autonomia di queste istituzioni scolastiche che sono,
ha concluso Zaia, «un baluardo di nostri indirizzi enologici studiati dal Cile
alla Nuova Zelanda, un fenomeno mondiale».
Scuole enologiche:
è allarme ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma hanno bisogno di una gamma di professionalità specifiche». Un
impegno convinto a favore della salvaguardia delle scuole ad alta
specializzazione arriva dal ministro Luca Zaia, che si dichiara «fiducioso di
trovare la quadratura» nel dialogo aperto col ministro Gelmini. Image:
20090601/foto/194.jpg
IL GOVERNO va
avanti con la "riforma" della scuola e le r...
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: previsto dalla Riforma-Gelmini. Di qui l'idea, già in atto, di inviare
esposti alla Prefettura quando non ci fossero le condizioni minime di sicurezza
per stare in classe. In ogni Istituto polesano, all'avvio dell'anno scolastico
(il 14 settembre), dovrebbe poi nascere una sorta di comitato tecnico (con
docenti, genitori, alunni.
Tagli a scuole e
caserme, allarme in Valmarecchia
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma Gelmini metterà in ginocchio il prossimo anno scolastico,
gli istituti di San Leo, Pennabilli e Montecopiolo. Da qui la richiesta di
Carlo Evangelisti (candidato dei Verdi alle provinciali di Pesaro) di
intervenire sul problema delle scuole di montagna, portando la questione in
giunta Marche.
Agenzia Spaziale
Italiana: la politica rioccupa lo spazio
( da "Unita, L'" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: lo spazio Su indicazione di Mariastella Gelmini, ministro competente,
venerdì scorso il Consiglio dei Ministri ha avviato le procedure per la nomina
del nuovo presidente dell'Asi, quell'Agenzia spaziale italiana che è uno dei
maggiori Enti pubblici di ricerca del nostro paese. La scelta del governo è
caduta su Enrico Saggese, già nominato, lo scorso primo agosto 2008,
Approvato il
Regolamento sulla valutazione degli studenti
( da "Blogosfere" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Voto in condotta alle scuole medie Il voto in condotta nella scuola
secondaria di primo grado sarà espresso con un voto numerico accompagnato da
una nota di illustrazione e riportato anche in lettere in pagella. Scuola
secondaria di II grado (scuola superiore) Alle scuole superiori la valutazione
intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe.
Via libera al
riordino dell'istruzione t
( da "superEva notizie" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini - e' la migliore risposta della scuola
alla crisi, perche' favorisce la formazione del capitale umano necessario per
il rilancio del made in Italy e perche' consente una pluralita' di scelte
formative integrate con la formazione professionale regionale, in contrasto con
i rischi di dispersione scolastica.
Le giuro, non mi
sono mai sentita tanto umiliata in vita mia. Quell'uomo perdipiù era un p...
( da "Stampa, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, a quello della Funzione Pubblica, Renato
Brunetta, e al Provveditore agli studi di Bari. «Il nostro staff è stato
ripetutamente attaccato verbalmente e umiliato di fronte a terzi - ha scritto
la Vassilika - mentre la nostra addetta originaria del Marocco è stata
profondamente umiliata.
Biblioteca
multimediale al Professionale Lanino
( da "Stampa, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini aveva annunciato un piano per dotare le
scuole italiane di 10.000 lavagne multimediali), che permette di scrivere
usando dei pennarelli virtuali e di manipolare testi, immagini, animazioni
ecc.. Venerdì i ragazzi del laboratorio teatrale animeranno la mattinata anche
con letture drammatizzate ispirate a «Come un romanzo»
Un problema
trovare i soldi per i lavori
( da "Corriere delle Alpi" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Domani sentirò anche il ministro Maria Stella Gelmini. Come
amministrazione, vogliamo rimettere a nuovo le scuole Gabelli rifacendo tutti i
soffitti sia del piano inferiore che superiore (dove si era intervenuti lo
scorso anno mettendo delle reti di sicurezza in segreteria). E intendiamo
monitorare tutte le scuole comunali».
Laboratori
ridotti, protestano i presidi
( da "Corriere delle Alpi" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: LA RIFORMA GELMINI Laboratori ridotti, protestano i presidi Fratte e
Sardo: «Così si penalizzano gli studi tecnici e professionali» BELLUNO. «Con
questa riforma si penalizzano i laboratori tecnici e gli insegnamenti
tecnico-scientifici a scapito dell'istruzione professionale».
Solo nella scuola
trentina il 5 in condotta non comporta bocciatura. Non è una battuta ...
( da "Trentino" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 5 del 2009, sul voto in condotta. Nossignore: la Giunta provinciale di
Trento ha disposto che, con il
Scuola Beodo, erba
alta più di un metroraffica di proteste in via dei Colli
( da "Secolo XIX, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: governo e ministro Gelmini in testa, per fare in modo che venga
concesso l'organico sufficiente al mantenimento della scuola media
"Cavour". Il tutto, alla luce del sovrappopolamento della "
Biancheri" di via Roma». .x/02/0906 collaborazione«In caso di problemi,
sarebbe meglio chiamare noi piuttosto che i giornali» .
virgilio, studenti
in esubero ( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gli effetti della legge Gelmini. Protestano i genitori di tre sezioni
della quinta ginnasio Virgilio, studenti in esubero Incerta la loro
destinazione, è stata tagliata una classe EMPOLI. I tagli del personale
disposti dalla legge Gelmini cominciano a creare i primi problemi anche negli
istituti superiori empolesi.
il virgilio perde
una classe, protestano i genitori
( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dà attuazione ai tagli previsti dalla cosiddetta legge Gelmini, cioè
42100 insegnati in meno nel 2009/2010. «L'ordinanza che riguarda le riduzioni è
arrivata alla scuola intorno al 20 di aprile - denunciano i genitori - ma il
dirigente scolastico ci ha avvertito solo alla fine di maggio, cosicchè non
abbiamo neanche il tempo materiale per fare ricorso.
Artigianelli:
corsi in bilico, vecchia provincia sott'accusa
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: mentre la riforma Gelmini va verso la valorizzazione e la
riqualificazione di istituti tecnici e professionali per consentire maggiori
possibilità di impiego ai giovani diplomati. Una riforma che interessa anche i
Centri locali di formazione, che negli ultimi anni, in Provincia di Ascoli,
sono stati lasciati soli, per non dire dimenticati.
propaganda al
saggio di musica ( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alessandra Draghi abbia usato il saggio di musica degli alunni delle
elementari di Cinigiano per salire sul palco e farsi propaganda elettorale
disquisendo della legge Gelmini e senza possibilità di contradditorio.
Rammentiamo che la signora Draghi è candidata a consigliere comunale nella
lista Per il bene comune. Certi comportamenti - oltre che all'insegnante -
fanno male alla scuola».
LA LETTERA che è
stata inviata da più di 350 genitori dei comuni della ...
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il prospettato peggioramento dei servizi scolastici dovuto alla
riforma Gelmini è per queste famiglie inaccettabile ed in qualità di candidato
per il collegio provinciale di Novafeltria ho ritenuto opportuno farmi carico
di queste esigenze perchè la Regione Marche possa intervenire per rimediare,
per quanto è possibile, ad una situazione oggettivamente pesante e
penalizzante.
Fas, corsa ai 5
miliardi residui ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, che, prima dell'azzeramento dei vecchi programmi,
aveva sulla carta fondi da spendere per 8,8 miliardi, sia pure per una parte in
condominio con lo stesso Scajola (si veda la tabella con l'elenco dei programmi
azzerati). Tra i penalizzati anche il ministero dell'Ambiente, che si è visto
cancellare programmi per 1.
Università, la
lunga estate dei test ( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini aveva sottolineato che «i test attuali valutano le
nozioni, e poco le capacità di ragionamento». Ancora: «Va rivisto l'intero
meccanismo, dalla formulazione delle domande all'erogazione dei questionari».
Oggi, dal ministero fanno sapere che «si sta lavorando per un cambiamento, ma
la procedura è complessa e per quest'
L'ESAME DEI
DEPUTATI EUROPEI I PROMOSSI E I BOCCIATI
( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ed è giusto infine dare un cattivo voto in pagella a coloro che
votarono contro la trasparenza (furono la maggioranza). Per misurare la
partecipazione, Open Europe ha utilizzato una scala da zero a sei in cui zero è
il voto riservato a coloro che hanno partecipato a meno del 49% delle sessioni
plenarie e sei a coloro che hanno partecipato a tutte.
SCONTRO AUTO-MOTO
UN FERITO LIEVE MA LUNGHE CODE
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: MANERBA LA GELMINI INAUGURA LA PASSEGGIATA Oggi a Manerba si taglierà
il nastro alla passeggiata, attesa da una trentina d'anni, che collega la
Romantica a Porto Torchio, dove dalle ore 11 si svolgerà l'inaugurazione, alla
presenza del ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini.
Nei Comuni
bresciani sempre meno fannulloni
( da "Brescia Oggi" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: assessore al personale del comune di Montichiari (107 dipendenti),
Massimo Gelmini (Lega Nord): «Non sono assolutamente indicativi i dati
rapportati su un solo mese, è giusto ragionare su scala annua. E su scala annua
Montichiari è più che virtuoso, con una diminuzione delle assenze già nel 2008
sul 2007, ancor prima dell'arrivo di Brunetta.
Da lunedì si
bitumano le strade ( da "Sicilia, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: unico fatto nuovo è la particolare incidenza del voto in condotta ». -
Qual è la prova che gli studenti temono particolarmente? «Penso sia il secondo
scritto - risponde la preside dello "Sciascia - visto che la prova
d'italiano consente un'ampia possibilità di scelta, mentre la terza prova, grazie
anche alla sua struttura (quesiti a scelta multipla,
Due atleti della
Rosso di San Secondo campioni italiani di nuoto
( da "Sicilia, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Stella Gelmini e dall'Assessore allo sport del comune di Roma; nella
giornata di martedì, giorno delle gare, tenutasi nella Piscina Comunale di
Formia, sono stati centrati gli obiettivi che da tempo cercavamo di
raggiungere, classificando al 1° posto nei 50 mt farfalla l'atleta alunno Polizzi
Umberto, diventando così campione italiano per la stagione 2009 e Fiorella
Fabrizio al 1°
Alain Elkann Un
evento intollerabile ( da "Stampa, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Quello che è accaduto è una cosa intollerabile». Alain
Elkann, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie è amareggiato
per quanto è successo il 5 maggio all'interno della struttura da lui
presieduta. Una donna marocchina di 31 anni, guida nel museo, è stata oggetto
di insulti razzisti dal preside di una scuola media di Bari che era in gita a
Torino con i suoi
"Non si
condanni la scuola Cavour a morte lenta: dev'essere salvata"
( da "Stampa, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in testa il governo e il ministro Gelmini, per avere l'organico
sufficiente al mantenimento della Cavour». Anche perchè, ricorda infine il Pd,
il plesso del centro, le «Biancheri» di via Roma, sono sovrappopolate. «Non
vorremmo - conclude De Leo - che si arrivasse a mantenere a Ventimiglia Alta
soltanto le classi 2ª e 3ª, aspettando la morte lenta di questa scuola»
show del cavaliere
alla parata tra ritardi, smorfie e saluti militari - (segue dalla prima pagina)
alessandra longo ( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Brambilla e la Gelmini (c´è in compenso Giorgia Meloni) ed è
assente, come ogni anno, la Lega, cui la festa della Repubblica non dice molto.
Ci sono Casini, Franceschini, Rutelli, gli ex ministri della Difesa Martino,
Parisi e Mattarella, il capo della Protezione Civile Bertolaso, ormai fisso in
prima fìla.
200 posti di
lavoro bruciati ( da "Tirreno, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: attacco della riforma Gelmini, quantificando quelli che, secondo il
Pd, saranno gli effetti nella nostra provincia: «Gli effetti della riforma
Gelmini per la provincia di Grosseto sono finalmente, purtroppo, sotto gli
occhi di tutti - esordisce Scheggi -. Nonostante la bocciatura della riforma
decretata dalle famiglie, che in barba al maestro unico e al sette in condotta,
Gabelli, a Castion
la segreteria ( da "Corriere delle Alpi" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: telefonico col ministro Gelmini per chiedere fondi BELLUNO. La segreteria
del primo Circolo alle scuole elementari di Castion o alla cosiddetta Casa del
dottore, l'Ambarabà in una tensostruttura da installare all'interno del parco
Città di Bologna, la Ludoteca alla sala dell'Auditorium, e per quanto riguarda
le 15 classi una lettera è gia pronta per essere invita a tutte le scuole.
sette ministri per
podestà, è polemica - davide carlucci oriana liso
( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: oggi pomeriggio in piazza San Carl arriveranno ben sette ministri:
Bondi, Brambilla, Brunetta, Frattini, Gelmini, La Russa e Sacconi. Per Maurizio
Martina, segretario regionale del Pd, si sono materializzati dal nulla. «è una
parata elettorale - attacca - che dà un´idea chiara della strumentalità con la
quale si muove la destra sul nostro territorio.
Per aiutare la
gente serve il mutuo sociale
( da "Corriere delle Alpi" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Poi contro la riforma Gelmini, ricordo che a Trieste quando tutti i
comuni italiani ne hanno parlato, non c'era nessuno di Belluno». Quali sono i
problemi più urgenti che vede? «Mi preoccupa il lavoro, non solo per la
contingenza del momento, ma in generale per quelle piccole imprese che non
hanno ammortizzatori sociali.
"insulti
razzisti, indagine sul preside"
( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: spedita dalla direttrice del museo Eleni Vassilika ai ministri Maria
Stella Gelmini e Renato Brunetta e al provveditore Giovanni Lacoppola. Il caso
ha inizio a Torino, davanti allo sportello riservato alla prenotazione dei
gruppi scolastici. Il professor Pesola è in attesa con il suo gruppo di
quaranta studenti, ma l´ingresso di un´altra classe nel museo scatena qualche
malumore.
La scuola si sta
abituando agli esami ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: C'è un interesse del ministro Gelmini. Potrebbe nascere una buona
sinergia con Roma e le Regioni. Di meritocrazia parlano tutti, ma ce n'è poca
in giro.Che ne pensa? Il Nord-Ovest è più meritocratico di altre zone. Ma il
tema sta diventando uno slogan fastidioso. Valutare solo i risultati finali,
non è meritocrazia.
Proteste sulla
scuola, Gelmini contestata al raduno elettorale
( da "Corriere della Sera" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini contestata al raduno elettorale MILANO Dirlo, l'ha detto.
«Sono solo quattro pirla che mi contestano e non sanno cos'è la democrazia».
Non lo nega affatto, Mariastella Gelmini. Ieri pomeriggio era sul palco di
Besana Brianza per sostenere il candidato sindaco del Pdl e, davanti a una
trentina di contestatori e oltre trecento sostenitori,
Oggi 7 ministri a
Milano E domani Berlusconi e Bossi
( da "Corriere della Sera" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Intanto oggi a Milano arrivano i ministri a sostenere il candidato Pdl
alla Provincia. Dalla Gelmini a La Russa, saranno in piazza San Carlo. Il Pd:
«I ministri? Si vedono solo quando c'è da votare». Sempre sul fronte del Pd, il
presidente della Provincia Filippo Penati: «Podestà scappa al confronto». A
PAGINA 2 Senesi
Incognita
ballottaggio Penati e Podestà a caccia di indecisi
( da "Corriere della Sera" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bondi, Brunetta, La Russa, Frattini, la Gelmini. Il Pd: «I ministri
vengono a Milano solo per la campagna elettorale». Campagna elettorale ormai
quasi terminata: sabato (dalle 15 alle 22) e domenica (dalle 7 alle 22) si
vota. Si vota per rinnovare il consiglio provinciale ed eleggere il nuovo
presidente.
Appuntamento alle
11, all'Istituto Paolo Sarpi di San Vito al Tagliamento, dove si form...
( da "Unita, L'" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: inghiottita dal nuovo regolamento che il ministro Gelmini ha
presentato al Consiglio dei ministri. Luigi Berlinguer, ex rettore
dell'Università di Siena, già ministro dell'Università con Carlo Azeglio
Ciampi, nel '93, poi titolare della Pubblica Istruzione con Romano Prodi, oggi
candidato al Parlamento europeo, la campagna elettorale la fa anche così.
"6
ROSSO" ( da "TGCom" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per evitare bocciature di massa La legge, voluta dal ministro Gelmini,
parla chiaro: nelle scuole medie gli alunni dovranno essere bocciati se non
ottengono un
Idea! Mini-naja e
scuole militari per i ( da "superEva notizie" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: forse ritenendo che quel che va facendo la collega Gelmini debba
essere integrato, ha proposto di aprire le scuole militari anche a una quota di
ragazzi "civili" nella[...] Il ministro La Russa, forse ritenendo che
quel che va facendo la collega Gelmini debba essere integrato, ha proposto di
aprire le scuole militari anche a una quota di ragazzi "civili" nella
proporzione del 25%
Il mondo è uno
schifo? ( da "Trentino" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: assessore comunale PERGINE Maestra degli annunci è la ministra Gelmini
Per usarle un riguardo, si potrebbe affiancare il Maestro degli Annunci a Maria
Stella Gelmini. Anonimo pittore l'uno, anonima ministra l'altra. Sono passati
oltre tre mesi da quel 27 febbraio in cui il Consiglio dei ministri approvò, in
via definitiva, i primi due regolamenti della riforma scolastica modello
Gelmini.
Scuola superiore,
oggi la verità sui tagli all'organico
( da "Sicilia, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: secondo la Gelmini, noi questo alunno dovremmo bocciarlo senza
appello, perché le regole ministeriali ci impongono di fare così». Questo lo
sfogo di Santina Consoli, docente di materie letterarie in una Media
dell'hinterland etneo. Ma la scuola è maestra di uno delle massime di vita del
Belpaese: fatta la legge,
Michele
Mangiafico, il sempre presente
( da "Sicilia, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il corso in Scienze dei beni culturali ha infatti tutti i requisiti
richiesti dai decreti Mussi e Gelmini che intendono porre fine alla logica
dell'università sotto casa. «La politica dell'Ateneo catanese - prosegue
Spataro - a a mio avviso mortifica la Provincia, Siracusa tutta e il patrimonio
culturale che l'Università rappresenta dopo il lavoro di questi 10 anni».
( da "Trentino" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Università, Bassi conferma i tagli al bilancio Intanto il
cda ha approvato all'unanimità il consuntivo 2008, che è risultato positivo Il
rettore contestato al termine dell'incontro dai rappresentanti sindacali dei
lavoratori delle biblioteche JACOPO TOMASI TRENTO. «La crisi la pagheremo
comunque, si tratta di ridurre al minimo il costo». La frase ad effetto del
rettore Davide Bassi arriva in coda alla conferenza stampa al termine del
consiglio d'amministrazione dell'Università che ieri pomeriggio ha approvato
all'unanimità il bilancio consuntivo 2008, positivo per 1.881.850 euro. Il Cda
è stato movimentato anche dall'irruzione da parte dei lavoratori delle
biblioteche d'ateneo, della Filcams Cgil e di Trento Anomala, contrari ai tagli
ipotizzati da Bassi. Nel dicembre scorso, durante un incontro tra il presidente
dell'Università Innocenzo Cipolletta, il rettore Davide Bassi ed il direttore
generale Giancarla Masè, si era ipotizzato che, se si fossero verificate tutte
le ipotesi negative, nel
( da "Trentino" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
San Michele e Faedo La festa delle zattere e del fiume
ROTALIANA. Tutto è pronto per il taglio del nastro che darà il via, oggi, alla
27ª edizione della Festa dei Portoni lungo le vie del centro di Salorno. La
cerimonia ufficiale è prevista alle 19 con la sfilata della banda musicale del
paese, il saluto di sindaco e vicesindaco alla presenza di ospiti d'onore,
comitato organizzatore, presidenti delle associazioni e numerosi invitati. Il
programma di oggi prevede dalle 19 alle
( da "Trentino" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Tornano i voti numerici, a partire dalle elementari. Per
gli indisciplinati "cartellino giallo" Bocciatura
se c'è il
( da "Trentino" del 29-05-2009)
Pubblicato anche in: (Corriere
delle Alpi)
Argomenti: Scuola
PROFESSIONALI Industria, artigianato e servizi ROMA. Gli
istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per
organizzare percorsi finalizzati al conseguimento di qualifiche di durata
triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell'ambito
dell'offerta di istruzione e formazione professionale programmata dalle
Regioni. Lo prevede il regolamento per il riordino di questo segmento di
istruzione varato oggi, in prima lettura, dal consiglio dei ministri. «Verrà
superata - ha spiegato il ministro Gelmini - la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e si pongono le
basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione e formazione
professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si
articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei
servizi (con 5 indirizzi) e istituti professionali per il settore industria e
artigianato (un solo indirizzo). L'orario settimanale sarà di 32 ore di
60 minuti ciascuna. è prevista maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici:
gli spazi di flessibilità nell'area di indirizzo, aggiuntivi alla quota del 20%
di autonomia già prevista, ammontano, infatti, al 25% in prima e seconda, al
35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta. Il percorso è articolato
in due bienni e un quinto anno e il secondo biennio è articolato in singole
annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e
formazione. Sono previste più ore in laboratorio, stage, tirocini e alternanza
scuola-lavoro. Anche negli istituti professionali saranno introdotti nuovi
modelli organizzativi. Per preparare l'applicazione dei due regolamenti
(istruzione tecnica e istruzione professionale) saranno avviate attività di
informazione/formazione del personale scolastico e una campagna informativa per
studenti e famiglie per l'anno scolastico 2010-2011.
( da "Trentino" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
L'ANALISI ESTERNAZIONI DILETTANTESCHE LA REALTà è FATTA DI
TAGLI AI FONDI VITTORIO EMILIANI Non passa ora senza che il ministro della
Funzione pubblica, Renato Brunetta, non assesti qualche picconata alla «sua»
amministrazione che dovrebbe rendere più efficiente. Ieri si è esibito contro i
poliziotti (entrati, guarda caso, in agitazione), con quelli che stanno negli
uffici, «panzoni» e stretti parenti dei «fannulloni», e che non possono neppure
venire mandati»in strada perché se li mangiano». Per lui il solo compito del
poliziotto è quello di andare «in giro per le strade con pistola e manganello».
Riduttivo e dilettantesco. Sarà contento al Viminale il collega Maroni il quale
si vede ben rimotivati i suoi in realtà furibondi perché guadagnano,
ordinariamente, poco (1.300 euro al mese un agente con notturni e festivi) e in
aprile non avevano ancora percepito gli straordinari di gennaio-febbraio.
L'ultima Finanziaria poi ha tagliato fondi al punto che, secondo il sindacato
dei funzionari, a Roma sono rimasti bloccati 250 mezzi della polizia, a Napoli
228 coi colori del Corpo e altri 108 normali (la camorra ringrazia). Certo, ci
sono sacche di improduttività, ma, notano gli esperti, negli uffici gli agenti
integrano, alla scrivania e al computer, il lavoro che i colleghi fanno in auto
(finché c'è benzina). Forse il ministro Brunetta ha equivocato mettendo
superficialmente sullo stesso piano poliziotti e vigili urbani fra i quali,
specie a Roma, non mancano gli «imboscati». Chissà con quale animo lieto gli
agenti si disporranno stasera ai turni di guardia più rischiosi. Ma Brunetta,
non pago, se la prende con gli statali in generale. «Mi piacerebbe che
lavorassero tutti i pomeriggi fino a tardi, specie nel settore giustizia»
(esulterà il ministro Alfano). «Io», continua, «amo tantissimo il tempo pieno
(...) Perché non usare le scuole anche oltre l'orario normale?». Qui «inventa» quel tempo pieno scolastico in atto da svariati decenni e che la
sua collega Maria Stella Gelmini sta mettendo in serio pericolo, con presidi, insegnanti e
genitori furibondi. Il ministro Brunetta, infine, vorrebbe abolire l'Antimafia
(Commissione parlamentare o Direzione antimafia?): «La mafia è una forma di
criminalità e dovrebbe essere perseguita come tutte le altre». Una
scoperta. Nel 2007 gli omicidi volontari sono risultati, in Italia, 627, dei
quali 363 nel Mezzogiorno (il 58 per cento). Concentrati in Campania, 118 erano
sicuramente di marca «mafiosa». Dimezzati, comunque, rispetto a vent'anni fa.
Segno che la criminalità organizzata spara meno (la mafia ha subito colpi) e
però investe di più in affari sofisticati. Ci vogliono mezzi e uomini
all'altezza di quella micidiale infiltrazione. Altro che esternazioni
dilettantesche.
( da "Stampa, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
il caso La scelta di eliminare l'Istituto educativo
provoca polemiche Appello di 153 studiosi "Non chiudete l'Irre"
DANIELE MAMMOLITI AOSTA A difesa dell'istituto regionale per la ricerca
educativa e contro la sua soppressione, che le Commissioni consiliari stanno
esaminando, scendono in campo 153 ricercatori ed esperti da tutto il mondo. In
una lettera datata 22 maggio e firmata da studiosi di università francesi,
svizzere, canadesi, tedesche, belghe (solo per citarne alcune) e inviata al
presidente Augusto Rollandin, all'assessore all'Istruzione Laurent Viérin e al
presidente della V Commissione Gianni Rigo, si legge: «La proposta di
soppressione dell'Irre ci inquieta perché sembra gettare discredito
sull'attività dell'istituto e rappresenta un improvviso cambiamento di opinione
della Regione Valle d'Aosta, di cui noi abbiamo sempre ammirato l'intelligenza
dimostrata con il sostegno a progetti innovatori». Secondo i 153 firmatari,
«l'impulso dato dall'Irre in ricerche di azione-formazione nel settore dell'educazione
bilingue e plurilingue è riuscito a trasformare un'esperienza didattica
regionale in un prodotto d'eccellenza, un modello preso a esempio a livello
internazionale e oggetto di studio in Europa e nel mondo». In una nota l'Irre,
diretto da Irene Bosonin che già nelle scorse settimane aveva criticato la
decisione di chiudere l'attività, ricorda che la contestazione rispetto alle
decisione prese dalla Regione arriva anche dai diversi interventi raccolti nel
blog dell'istituto. Nel comunicato, non firmato e attribuibile dunque ai
docenti che lavorano all'Irre, viene sottolineato che «il disegno di legge
regionale proposto prevede sic et simpliciter la soppressione di un'istituzione
che ha accompagnato per quasi 30 anni la scuola valdostana nella sua evoluzione,
soppressione peraltro accompagnata da soluzioni "sostitutive" quanto
meno riduttive e minimaliste, che non tengono debito conto della natura dei
compiti attribuiti all'Istituto né dell'entità e tipologia delle attività
attualmente svolte». Critiche alle quali risponde l'assessore Laurent Viérin:
«Nessun ricercatore e nessuna delle professionalità acquisite - afferma Viérin
- scompare o viene sminuita, divenendo parte integrante della Sovrintendenza
agli Studi. A partire dal
( da "Stampa, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
NUOVO REGOLAMENTO Con il cinque in condotta niente esame di maturità ROMA Con il cinque in condotta non si potrà passerà alla classe successiva. E con il 5 non sarà
possibile nemmeno sostenere gli esami di Terza media e di Maturità. Oltre al
regolamento sugli istituti tecnici e quelli professionali, ieri il consiglio
dei ministri ha varato anche quello sulla «valutazione degli studenti». Il provvedimento chiarisce tutti gli
aspetti della valutazione per ogni grado di istruzione, dalla primaria fino
alle superiori, e prevede - tra le altre cose - anche il ritorno dei voti
numerici, a partire dalle elementari; confermato l'obbligo scolastico fino al
sedicesimo anno di età. E' stato anche introdotto - appunto - il voto di condotta come fattore
discriminante ai fini della promozione. Tra le novità ribadite dal regolamento,
c'è, per le elementari il giudizio affidato al maestro unico, e per le
superiori il voto di religione (espresso non con
numeri ma in forma sintetica). Infine è stato ribadito che per essere ammessi
all'esame di maturità non ci devono essere debiti formativi pendenti.\
( da "Stampa, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
La scuola dei mestieri Abbattuto il numero dei corsi, più
laboratori e lingue straniere Nasce l'avviamento professionale: il ciclo di
studi dura inizialmente tre anni Arrivano gli istituti professionali: hanno
durata biennale o triennale dopo la licenza di scuola media Tecnici e
professionali la rivoluzione Gelmini [FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA Gli Istituti tecnici saranno
articolati in due mega-aree per un totale di 11 indirizzi; gli Istituti
professionali saranno divisi in due aree tematiche ma per un totale di 6
indirizzi. La scuola si semplifica, i corsi di studio (oggi sono oltre 800 e
per la maggior parte si tratta di diramazioni proprio degli istituti tecnici e
professionali) si vanno riducendo e la riforma Moratti va verso la sua
piena (ancorché controversa) applicazione. Va in questa direzione il nuovo
modello dell'Istruzione tecnica e professionale introdotto ieri dal governo. Un
modello che, data la competenza che hanno anche le Regioni, aveva richiesto una
lunga e sofferta gestazione. Tra le novità più rilevanti, per entrambi gli
ordini di scuola, ci sarà la valorizzazione sia dei laboratori che della lingua
straniera, una riduzione dell'orario e la possibilità di svolgere stages
all'interno delle aziende. Gli Istituti tecnici saranno divisi in due settori
(economico e tecnologico), per un totale di 11 indirizzi (oggi 39, con
centinaia di sperimentazioni), con un orario settimanale di 32 ore «piene» di
lezione (contro le 36 attuali di 50 minuti). Nel settore economico sono stati
inseriti 2 indirizzi: Amministrativo, finanza e marketing e Turismo. Nel
settore tecnologico sono stati definiti 9 indirizzi: meccanica, meccatronica ed
energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e
telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie;
sistema moda; agraria e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio.
Tutti gli attuali corsi, sperimentazioni comprese, confluiranno gradualmente
nel nuovo ordinamento. Ma, affinché non si perdano le esperienze dei molteplici
indirizzi, spesso legati ad esigenze territoriali (per esempio il settore
tessile del Piemonte, il cartario delle Marche), gli Istituti avranno, oltre
alla quota di autonomia nella scelta delle discipline del 20% (di cui godono
tutte le scuole) un ulteriore 30% di flessibilità. In sostanza ogni scuola
potrà giostrarsi l'offerta formativa con una autonomia pari alla metà dei
programmi istituzionali. Saranno inoltre potenziate le ore di laboratorio (oggi
variano da indirizzo a indirizzo) che diventeranno 264 nel biennio e 891 nel
triennio; incrementate le ore di inglese e si potrà introdurre un'altra lingua
straniera. Finisce la guerra tra competenze regionali e statali: «Verrà
superata - ha spiegato il ministro Gelmini - la
sovrapposizione con l'istruzione tecnica e si pongono le basi per un raccordo
organico con il sistema d'istruzione e formazione professionale, di competenza
delle Regioni». Gli istituti professionali si articoleranno in due macrosettori:
istituti per il settore dei servizi (5 indirizzi: agricoltura e lo sviluppo
rurale, manutenzione e l'assistenza tecnica, servizi socio-sanitari,
enogastronomia e l'ospitalità alberghiera, servizi commerciali) e istituti per
l'industria e l'artigianato (un indirizzo: produzioni artigianali e
industriali). L'orario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti. Anche qui è
prevista un'ampia autonomia didattica. Il percorso è articolato in due bienni
più un quinto anno. Il secondo biennio sarà articolato in singole annualità per
facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e formazione; sono
previste più ore in laboratorio, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro.
( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Torino Saitta: cinque domande al governo
"Dal metrò all´alluvione, le promesse non mantenute". Porchietto:
sterili accuse MARCO TRABUCCO (segue dalla prima di cronaca) Con lui, «per
dimostrare che non è la Lega Nord ma il Pd il partito che difende davvero gli
interessi del Piemonte» c´erano il segretario regionale Gianfranco Morgando e i
parlamentari Anna Rossomando, Stefano Esposito e Giorgio Merlo. «Per il governo
la Provincia di Torino - ha detto Saitta - è figlia di un dio minore e l´elenco
delle promesse non mantenute è lunghissimo: per il prolungamento della linea 1
della metropolitana nonostante il ministero si fosse impegnato per il
cofinanziamento dell´opera, non è stato messo a disposizione un soldo. Le
risorse sono andate a Roma, Milano, Catania, Parma, Palermo, Cagliari e
Napoli». Stesso discorso per l´alluvione del maggio 2008. Saitta denuncia che,
ad oggi, «la copertura economica degli interventi è limitata a poco più del 25
per cento delle opere previste dal piano di ricostruzione». Anche per quanto
riguarda le nevicate dello scorso inverno, «ai provvedimenti adottati dal
governo non sono seguiti gli stanziamenti: la cifra erogata dallo Stato finora
è poco superiore ai 10 milioni, contro un fabbisogno di oltre 211 milioni di
costi già sostenuti dagli enti locali». Saitta ha ricordato che «il ministero
dell´Istruzione ha 45 milioni i debito con le scuole del torinese». E si è
chiesto «che fine hanno fatto le promesse del ministro Gelmini dopo la tragedia del Darwin di
investire risorse per un piano di sicurezza straordinaria nelle scuole».
Infine, per ciò che riguarda le celebrazioni del 2011 per i 150 anni dell´Unità
d´Italia, ha detto: «Il silenzio del governo dipende dalla componente leghista
che ha ormai vinto la battaglia per affossare quelle iniziative?». Le
risposte sono arrivate dalla rivale Claudia Porchietto candidata del centrodestra
alla Provincia: «Quelle di Saitta sono solo sterili accuse: vorrei sottolineare
che il prolungamento della metropolitana di Torino è inserito nel programma
triennale delle opere pubbliche già approvato dal Parlamento e sarà tra le
opere finanziate il prossimo anno. Così per alluvioni e nevicate il Governo ha
ribadito la massima attenzione e anche sull´edilizia scolastica la risposta è
stata immediata, tanto è vero che già nello scorso dicembre è partito un bando
con un primo stanziamento di 50 milioni».
( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Torino La battaglia per il voto cattolico
ritorna in primo piano nelle scelte del 6 e 7 giugno "Risorge" il
peso della Chiesa tour dei candidati nelle parrocchie Al Lingotto Chiamparino
"provoca" Poletto "è vero che lei vota Antonio?" Il centrodestra
si affida a Leo per trovare consensi tra parroci e fedeli VERA SCHIAVAZZI Il
voto cattolico torna al centro del dibattito e, mai come nelle prossime
elezioni torinesi per la Provincia e per l´Europa, potrebbe decidere le sorti
di un conflitto ancora incerto. è cattolico il presidente uscente e candidato
del Pd alla Provincia Antonio Saitta, lo è quello dell´Udc Michele Vietti,
mentre sul fronte del Pdl la raccolta d´anime e di voti tra credenti e
volontari, missionari e religiose appare un po´ in ribasso e deve affidarsi,
ancora una volta, alle cure di Giampiero Leo, consigliere regionale con solide
radici in Comunione e Liberazione e, a suo tempo, determinato benefattore di
scuole cattoliche e oratori nei panni di assessore regionale. Come lui stesso
ammette, raccontando di inesauste tournée che lo portano dalle stanze delle
"gerarchie ecclesiastiche" alle chiese di periferia, senza trascurare
movimenti spirituali e associazioni cattoliche (Frassati, Alleanza Cattolica,
Arca, Del Noce sono solo alcuni degli indirizzi al posto d´onore nella sua
agenda, così come non trascura Focolarini e neo carismatici): «Qualche volta scherza Leo quando arrivo
dopo Saitta i parroci lo dicono perfino a me: per l´Europa non abbiamo dubbi,
se fosse la Regione sarebbe diverso, ma Saitta è un buon
cattolico. Vedremo, del resto anche la nostra candidata, Claudia Porchietto, ha
buoni programmi ed è una madre di famiglia». Già, la Regione: il ricordo delle
polemiche, neanche troppo a distanza, tra la presidente Mercedes Bresso e il
cardinal Severino Poletto è ancora vivido, e bruciante, nella memoria di chi
deve tenere insieme il voto al centrosinistra e l´obbedienza al vescovo. Ma il
presidente della Provincia potrebbe smarcarsi, e una spinta gliel´ha data anche
Sergio Chiamparino in uno scambio di battute con lo stesso Poletto, avvenuto in
privato mentre tutti e tre erano davanti al Lingotto in attesa
dell´inaugurazione della Fiera del libro: «Vescovo, lei lo vota Antonio, non è
vero?», e Poletto sorridente «Non posso dirlo, è un segreto
». Schivo per natura, del resto,
Saitta non fa sfoggio di appuntamenti pubblici e dibattiti etichettati come
cattolici´, anche se sulla sua agenda, il 5 giugno, uno degli ultimi
incontri è fissato con i missionari della Consolata di corso Ferrucci. «L´attenzione verso il mondo cattolico si dimostra con
comportanti coerenti nella vita pubblica e in quella privata e non di certo con le visite pre-elettorali in
sacrestie e conventi
dice lui soppesando bene le parole - Non esiste oggi e non è mai esistito nemmeno in passato il monopolio del voto cattolico:
esistono invece i rapporti personali di stima e di amicizia, le frequentazioni private e, ci tengo a sottolinearlo ancora una
volta, la coerenza nei comportamenti». Michele Vietti, il terzo contendente,
candidato Udc alla presidenza, un passato e un presente ben introdotto tra
scuole, imprenditori, professionisti cattolici, sfodera un approccio più
aggressivo: «Questi ultimi anni hanno fatto giustizia dell´illusione che
singoli credenti inseriti in diversi partiti possano fare politiche coerenti
con la loro identità cattolica dice l´uomo che potrebbe rivelarsi
decisivo nel caso di un secondo turno Saitta-Porchietto Per questo molti
credenti preferiscono affidarsi a un partito come l´Udc, netto nell´affermare le sue radici cristiane: i singoli saranno anche
dei peccatori, ma la linea è chiara». E l´agenda di Vietti è ricchissima di
incontri, dall´Ucid alle scuole e ai genitori cattolici, dai quadri della Cisl
(un sindacato dove le simpatie vanno però anche a Saitta, così come il
presidente uscente gode di ampia stima nel mondo Acli e in quello della
cooperazione cattolica). Stretto tra l´incalzare
dell´Udc e le sirene di Mario Mauro (il candidato "ufficiale" di
Comunione e Liberazione nelle liste del Pdl, che però è lombardo), anche
l´europarlamentare uscente del Pd, Gianluca Susta, rivendica radici e
attenzioni al mondo cattolico: «Non si può prescindere dal confronto sui temi
che dovrebbero orientare il voto dei credenti, come la solidarietà e la
cooperazione internazionale, temi sui quali mi sono già confrontato più volte
con gli amici missionari. Pluralismo religioso e laicità dovrebbero essere alla
base delle scelte dei cattolici. E a livello locale, Saitta è l´uomo giusto per
ricucire qualunque strappo possa essere avvenuto in passato: cerco di aiutarlo
in questo impegno».
( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Grosseto «Con la riforma-Gelmini
200 posti bruciati» Fioroni con Marras sulla scuola: scelte del Governo
devastanti GROSSETO. La chiusura dei plessi scolastici nei piccoli paesi è un
problema non solo educativo ma sociale perché un paese che perde l'ufficio
postale, la farmacia e la stazione dei carabinieri quando perde anche la scuola
muore. Lo ha detto ieri l'ex ministro dell'istruzione Giuseppe Fioroni, ospite
di Casa Marras per parlare della riforma Gelmini. «In realtà si dovrebbe parlare di riforma Gelmini se dietro ci fosse un progetto
sul futuro dei nostri figli ma così non è», ha osservato Fioroni sottolineando
che il problema è di tipo pedagogico. «Il governo pensa che la televisione
educhi meglio della scuola: si può dire che i ragazzi per la Gelmini possono crescere guardando i
Cesaroni senza sapere chi è Giulio Cesare». Leonardo Marras ha portato
al dibattito un po' di numeri sulle conseguenze locali della riforma del
ministro Mariastella Gelmini. Per la Provincia di
Grosseto secondo Marras a fronte di un aumento della popolazione scolastica
stimabile in circa 400 alunni «a partire da quest'estate sarà bruciato il posto
di lavoro di circa 120 insegnanti e 80 unità di personale
tecnico-amministrativo a tempo determinato». D'altronde secondo Fioroni c'è un
problema di educazione e moralità evidente anche nelle vicende attuali private
e pubbliche del premier: «Il messaggio devastante che passa ai ragazzi e alle
ragazze italiane è che si può sfondare senza fatica e senza competenza, solo
perché si appare in un certo modo». (sl)
( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Grosseto Il mare di Maremma
va a gonfie vele Legambiente e Touring: 3 comuni della provincia a pieni voti
LE PAGELLE DI GUIDA BLU GROSSETO. Il mare di Maremma va a gonfie Vele. Vele con
la "V" maiuscola, quelle che ogni anno Legambiente e il Touring Club
fanno sventolare sulle località costiere più belle (e soprattutto meglio
organizzate) d'Italia. La provincia di Grosseto è da tempo abituata a
grandi riconoscimenti, e quest'anno - eccezion fatta per Monte Argentario, il
cui "sistema" fa un passo indietro - l'abbuffata si ripete. Sono
infatti tre le località balneari maremmane (Isola del Giglio, Castiglione della
Pescaia e Capalbio) a conquistare le Cinque Vele, ovvero il massimo
riconoscimento di qualità per tutto l'ecosistema marino e costiero assegnato
dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano. Il comune dell'Isola
del Giglio, oltre all'attestato delle cinque vele, conferma anche il primo
posto nella classifica nazionale. Premiate anche altre località maremmane
rispettivamente con 4, 3 e 2 vele, e il Lago dell'Accesa nel comune di Massa
Marittima che ha ricevuto le 5 vele nella classifica dei laghi. «Siamo molto
soddisfatti - afferma Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente
- perché il riconoscimento della Guida Blu dimostra un'attenzione forte sia
alle tematiche legate all'ecosistema marino e costiero sia alle buone pratiche
in campo ambientale. Il comune dell'Isola del Giglio conferma il primo posto
nazionale perché inserito in un contesto splendido e allo stesso tempo per il
forte impegno in campo ambientale, così come Castiglione e Capalbio». Questi i
risultati per la Maremma. 5 Vele per Isola del Giglio (ancora una volta al
primo posto della classifica nazionale) per il potenziamento della raccolta
differenziata e l'attenzione alla mobilità che si confermano tra le priorità
del Comune per difendere l'equilibrio ambientale di questo importante
ecosistema. Cinque vele al comune di Capalbio per la particolare sensibilità
all'efficienza degli edifici pubblici. Dall'attenzione al risparmio delle
risorse deriva il nuovo percorso intrapreso per giungere alla certificazione
Iso 14001 e alla registrazione Emas II. Cinque Vele anche a Castiglione per
l'attenzione sul fronte della mobilità sostenibile con progetti d'ampliamento dell'offerta
di piste ciclabili. Il Comune ha inoltre avviato il progetto "Agenda 21
locale dei Comuni di Castiglione della Pescaia e Scarlino", un processo di
partecipazione locale rivolto a cittadini, organizzazioni locali e imprese
private per l'adozione di una propria "Agenda 21 Locale" per la
promozione di una strategia condivisa in campo ambientale. Conferme. La Maremma
si conferma ancora una volta costa di sostenibilità confermando l'altrettanto
prestigioso riconoscimento delle 4 Vele ai comuni di Marina di Grosseto,
Orbetello e Follonica. 3 Vele, di nuovo, per Scarlino. Passo indietro.
Indietreggia invece a 2 Vele il comune di Monte Argentario. Lago doc. Una nota
di segnalazione anche per il Lago dell'Accesa, nel comune di Massa Marittima,
che conquista le 5 Vele nella classifica dei laghi.
( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Genova L´intervento Il Rettore dalla
candidata che vuole Silvio premio Nobel VITTORIO COLETTI Andando all´incontro
con la candidata del Pdl Susy De Martini, il Magnifico Rettore ha innanzitutto
fatto quello che è libero di fare, cioè del lobbismo medico accademico, che non
è proibito a nessuno. Ma De Ferrari non ignora che, quando si detengono cariche
istituzionali, il risvolto pubblico di atti privati è inevitabile, che si
tratti di una festicciola a Casoria o di un buffet a Genova. Allora, forse, il suo gesto può essere letto anche in quella serie di galanterie
presso le donne berlusconiane, prima di tutte l´amata Gelmini, che dovrebbero attirare, con abbondanti segni di devozione e di
zelo, sull´università di Genova denari e premi, anche se per ora sono arrivati
solo tagli sconsiderati delle borse di studio, riduzione del 60% dell´acquisto
libri e zero euro per la ricerca. Ma credo che la vera ragione della
presenza del Rettore sia dovuta all´opportunità di complimentarsi con uno dei
promotori di un´iniziativa intellettualmente libera, profonda e di molto buon
gusto, quella per cui va giustamente nota la dottoressa De Martini, in quanto
tra i primi firmatari della petizione perché a Silvio Berlusconi sia concesso
il premio Nobel. Nobel di che, direte: delle barzellette? Delle bugie? Delle
condanne evitate per lodi e prescrizioni? No, per la pace. SEGUE A PAGINA XI
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 2 Tecnici e professionali Discipline più
moderne per favorire l'occupazione Via alla riforma Gelmini, si inizia nel 2010-2011 ROMA
BOCCIATURA definitiva con il
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 2 I CONTRASTI tra i ministri della
Pubblica Istruzione ed i capi d'istituto sono datati e... I CONTRASTI tra i
ministri della Pubblica Istruzione ed i capi d'istituto sono datati e
prescindono dal colore politico del titolare del Dicastero di Viale Trastevere.
Le tensioni incominciarono a nascere negli anni 90 quando a tutte le
istituzioni scolastiche fu accordata la cosiddetta autonomia amministrativa, un
tempo riconosciuta solo agli istituti tecnici e professionali ed agli istituti
d'arte. Per conseguire l'autonomia, le istituzioni dovevano avere almeno 500 alunni;
di fatto nell'Italia dei Comuni e dei campanili i parametri fissati dalla legge
non sono stati mai rispettati dalle Regioni. Dunque le Regioni dispongono il
funzionamento delle istituzioni scolastiche, ma il ministero dell'Istruzione
deve poi provvedere al loro mantenimento pagando il dirigente scolastico, il
personale di segreteria e ausiliario oltre alle spese di funzionamento. Siccome
il ministero del Tesoro (oggi dell'Economia) ha sempre lesinato le risorse
finanziarie, i capi d'istituto hanno continuamente reclamato liquidità, ieri
per pagare la tassa dei rifiuti alle amministrazioni comunali, oggi per
corrispondere gli stipendi ai supplenti temporanei o per qualificare l'offerta
formativa. La politica di contenimento della spesa pubblica imposta da Tremonti
e la lenta ma inesorabile inflazione hanno ora ridotto il potere d'acquisto
delle già scarse risorse destinate alla scuola. Per
fronteggiare la situazione il ministro Gelmini ha presentato così un piano di razionalizzazione della spesa che
prevede la chiusura di una quota di istituzioni scolastiche (circa un migliaio,
quelle che non hanno i requisiti previsti dalla legge) in modo che con le
economie derivanti dalla loro soppressione si possa sostenere al meglio le
altre istituzioni. Ma quando la coperta è corta ognuno la tira dalla
propria parte. Se poi ci si mettono anche le tensioni della campagna elettorale
si rischia davvero di rendere una cattivo servizio all'intera comunità
educativa che, come tutti sanno, non gode di ottima salute.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 3 Battaglia sulle risorse «Stop ai
presidi-politici» IL MINISTRO E I CAPI DI ISTITUTO AI FERRI CORTI di SILVIA
MASTRANTONIO ROMA «I DIRIGENTI che intendono fare politica si candidino e lo
facciano all'interno delle istituzioni politiche, non della scuola». Il
ministro della pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, è tornata ad attaccare i
presidi del Lazio, in tutto una sessantina, che hanno scritto lettere alle
famiglie degli alunni per lamentare la mancanza di fondi. Per la Gelmini si tratta di una «minoranza
organizzata» fortemente «legata alla Cgil» che usa la scuola per fare politica.
«Ci sono molti problemi di natura economica ammette la responsabile di viale
Trastevere occorre però responsabilità da parte di tutti. Non è un caso che nelle
scuole dove ci sono buoni dirigenti, prima di spendere soldi per progetti non
indispensabili, si coprono i bisogni primari». «Occorre scegliere le priorità
ha concluso la Gelmini fare i dirigenti significa
questo. È comodo scaricare la responsabilità sul ministero». A stretto giro di
posta, la risposta di Paolo Mazzoli, presidente dell'Asal, Associazione scuole
autonome del Lazio, e firmatario della lettera. «Non vogliamo fare politica,
non ci interessa. Vogliamo solo delle risposte sui fondi, risposte che non
arrivano». INEVITABILE la polemica politica che vede il Pd, con Fioroni e la
Bastico, attaccare duramente il ministro mentre il centrodestra la difende e la
Cgil scrive a Napolitano. Proprio quello che più temeva Giorgio Rembado,
presidente dell'Associazione nazionale presidi: «I dirigenti hanno strumenti
diversi per farsi sentire. Non possono e non devono assumere iniziative che
sconfinano nell'ambito politico, soprattutto in un periodo di estrema
delicatezza come quello della campagna elettorale». Per Rembado la scelta non è
condivisibile perché rischia di «offuscare il nodo vero ossia la mancanza di
risorse destinate al buon funzionamento degli istituti». «Se il tema finisce al
centro di una battaglia di schieramenti allora si salvi chi può». La questione
risorse non è secondaria anche se Rembado spiega, per correttezza, che viene da
lontano. «Esattamente dal 2000 con una graduale contrazione nel corso degli
anni. In aggiunta c'è la vicenda del credito che le scuole italiane vantano per
le supplenze e gli esami di Stato. Si tratta di un miliardo di euro che non
arrivano. In queste condizioni è difficile andare avanti». Un grosso scoglio
sul cammino degli istituti ma da superare attraverso le associazioni di
categoria e il confronto quotidiano. La ricetta Rembado è questa insieme con la
volontà di tenere ben distinti i due piani: da un lato le risorse; dall'altro
le iniziative non condivisibili. Nel mezzo, la crescente richiesta alle
famiglie di aiuti economici. «È una pratica che non mi scandalizza dice Rembado
ma ritengo che il denaro messo insieme atttraverso i contributi volontari debba
servire a migliorare la funzionalità degli istituti con attrezzature e
laboratori. È assurdo impiegarlo per pagare le fotocopie».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 8 Diktat anche sul nord ovest: votate
EUROPEE IL LEADER DEI DEMOCRATICI ORDINA: SOSTENETE IL SINDACO di GIORGIO
GAZZOTTI MILANO LA TRISTE parabola del leader che entusiasmò le folle.
Cofferati. A Bologna, dove è ancora sindaco, anche se da tempo sparito nel
nulla, il suo nome è ormai impronunciabile. Delbono, candidato a succedergli,
se potesse negherebbe di conoscerlo, non aiuta a prendere voti. L'altro giorno
dovevano presentare un libro sui suoi anni da primo cittadino, ma qualcuno ha suggerito
di rinviare a dopo il voto... meglio. GIÀ, I VOTI. Il problema è che l'appeal
elettorale del Cinese pare sia ai minimi. Così in basso che Franceschini ha
dovuto spedire una mail, quasi minacciosa, ai segretari provinciali della
Lombardia perché si impegnino a sostenerlo nelle prossime Europee. «Voglio
ricordarti l'importanza del sostegno alle personalità che guidano le nostre
liste». Ma la personalità in realtà è una sola: Cofferati (nella foto
Schicchi). «Il suo risultato elettorale è una responsabilità comune che deve
coinvolgere ogni circolo del Pd». E poi l'avvertimento, degno d'altri tempi:
«poi analizzeremo insieme il risultato dei capilista». Insomma se Cofferati non
sarà primo faremo i conti. A spingere Franceschini ad un passo del genere è una
situazione imbarazzante. L'ex leader della Cgil rischia grosso. Nella
circoscrizione Nord ovest (Piemonte, Liguria, Lombardia) non lo volevano e
molti nel partito lavorano per non fargli avere i voti. I parlamentari uscenti
sono sei, ma se il voto andrà male, come alcuni sondaggi dicono, quelli
entranti potrebbero ridursi a cinque. E nessuno, con l'aria che tira, è felice
di cedere il passo al paracadutato da Bologna, causa un bebè che prima c'era e
ora non c'è più. Da qui il rischio di uno smacco per i vertici nazionali: che
Tex Willer venga impallinato e arrivi solo terzo o quarto. QUANDO Franceschini
e Fassino lo imposero come capolista ci fu una mezza rivolta. Il governatore
del Piemonte, Mercedes Bresso disse che era «un pensionato di lusso» e che, dopo
l'annuncio dell'addio alla politica per stare col figlio, la sua candidatura
era impresentabile. Chiamparino invitò a presentarlo nel Nordest, nella «sua»
Bologna. Filippo Penati, che corre per la riconferma alla Provincia di Milano,
sostenne e continua a sostenere che farà perdere al Pd i voti di artigiani e
commercianti e teme di riflesso di pagarne lui le conseguenze. Al diktat di
Roma piegarono la testa. Ma nessuno rinfoderò i coltelli. Soprattutto in
Lombardia. Uno degli aspiranti al seggio, Antonio Panzeri, è l'ex segretario
della Camera del lavoro di Milano e vede Cofferati come fumo negli occhi. E si
capisce, visto che pescherà nel suo bacino di voti, la Cgil. Un altro, il
piemontese Gianluca Susta dice che Bruxelles non è un cimitero per elefanti, ma
per gente come lui, che si è «fatto un mazzo così». E i segretari del Pd della
Lombardia come l'hanno presa? Quello di Como, Luca Corvi
riconosce che «l'obiettivo è giusto. Ma non condivido i toni. Roba da Gelmini». Quello di Monza replica duro:
«Queste cose non reggono più. Il consenso va guadagnato sul campo, non con
logiche dispotiche». Gli altri tacciono. Ma la loro risposta verrà dalle urne.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 9 di GIORGIO GAZZOTTI MILANO LA TRISTE
parabola del leader che ... di GIORGIO GAZZOTTI MILANO LA TRISTE parabola del
leader che entusiasmò le folle. Cofferati. A Bologna, dove è ancora sindaco,
anche se da tempo sparito nel nulla, il suo nome è ormai impronunciabile.
Delbono, candidato a succedergli, se potesse negherebbe di conoscerlo, non
aiuta a prendere voti. L'altro giorno dovevano presentare un libro sui suoi
anni da primo cittadino, ma qualcuno ha suggerito di rinviare a dopo il voto...
meglio. GIÀ, I VOTI. Il problema è che l'appeal elettorale del Cinese pare sia
ai minimi. Così in basso che Franceschini ha dovuto spedire una mail, quasi
minacciosa, ai segretari provinciali della Lombardia perché si impegnino a
sostenerlo nelle prossime Europee. «Voglio ricordarti l'importanza del sostegno
alle personalità che guidano le nostre liste». Ma la personalità in realtà è
una sola: Cofferati (nella foto Schicchi). «Il suo risultato elettorale è una
responsabilità comune che deve coinvolgere ogni circolo del Pd». E poi
l'avvertimento, degno d'altri tempi: «poi analizzeremo insieme il risultato dei
capilista». Insomma se Cofferati non sarà primo faremo i conti. A spingere
Franceschini ad un passo del genere è una situazione imbarazzante. L'ex leader
della Cgil rischia grosso. Nella circoscrizione Nord ovest (Piemonte, Liguria,
Lombardia) non lo volevano e molti nel partito lavorano per non fargli avere i
voti. I parlamentari uscenti sono sei, ma se il voto andrà male, come alcuni
sondaggi dicono, quelli entranti potrebbero ridursi a cinque. E nessuno, con
l'aria che tira, è felice di cedere il passo al paracadutato da Bologna, causa
un bebè che prima c'era e ora non c'è più. Da qui il rischio di uno smacco per
i vertici nazionali: che Tex Willer venga impallinato e arrivi solo terzo o
quarto. QUANDO Franceschini e Fassino lo imposero come capolista ci fu una
mezza rivolta. Il governatore del Piemonte, Mercedes Bresso disse che era «un
pensionato di lusso» e che, dopo l'annuncio dell'addio alla politica per stare
col figlio, la sua candidatura era impresentabile. Chiamparino invitò a
presentarlo nel Nordest, nella «sua» Bologna. Filippo Penati, che corre per la
riconferma alla Provincia di Milano, sostenne e continua a sostenere che farà
perdere al Pd i voti di artigiani e commercianti e teme di riflesso di pagarne
lui le conseguenze. Al diktat di Roma piegarono la testa. Ma nessuno rinfoderò
i coltelli. Soprattutto in Lombardia. Uno degli aspiranti al seggio, Antonio
Panzeri, è l'ex segretario della Camera del lavoro di Milano e vede Cofferati
come fumo negli occhi. E si capisce, visto che pescherà nel suo bacino di voti,
la Cgil. Un altro, il piemontese Gianluca Susta dice che Bruxelles non è un
cimitero per elefanti, ma per gente come lui, che si è «fatto un mazzo così». E
i segretari del Pd della Lombardia come l'hanno presa? Quello
di Como, Luca Corvi riconosce che «l'obiettivo è giusto. Ma non condivido i
toni. Roba da Gelmini».
Quello di Monza replica duro: «Queste cose non reggono più. Il consenso va
guadagnato sul campo, non con logiche dispotiche». Gli altri tacciono. Ma la
loro risposta verrà dalle urne.
( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Diliberto a sostegno di Mazzola e Bartimmo «Un voto
comunista per la scuola e il lavoro» LIVORNO. Sul palco di piazza Cavallotti si
è parlato di lavoro precario, scuola, cultura e della "politica del
Bagaglino" di Berlusconi con Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti
italiani candidato alle europee, giunto in città per affiancare nella campagna
elettorale Tiziana Bartimmo, candidata a sindaco nella lista unica di
Rifondazione e Comunisti italiani, e Michele Mazzola, candidato alla presidenza
della Provincia per la stessa lista. Diliberto ha da subito sottolineato come
sotto il simbolo della falce e martello non ci siano più partiti ma un unico
aggettivo che li comprende tutti. "Non vi chiedo di votare per un partito:
votate comunista, perché finché ci sarà questa schifo d'Italia ci saranno i
comunisti a combattere", ha detto Diliberto suscitando l'applauso della
piazza. Che poi ha ricordato Felice Cavallotti e le origini del socialismo e
del comunismo attraverso un excursus storico nel quale sono state marcate le
differenze con il Pd, "che da tempo ha perso la S di sinistra insieme alla
capacità di fare opposizione". Diliberto poi si è soffermato su alcuni
punti cardine: la scuola e il lavoro. Diliberto si è schierato in favore della
battaglia per le idee e per la cultura, non risparmiando
critiche al ministro Gelmini, definita "vera e propria piaga sociale". Parlando
dell'importanza del lavoro il leader dei Comunisti italiani si sofferma sul
problema del precariato, della cassa integrazione (a Livorno più di 2000 gli
operai ancora a casa, come sottolineato da Tiziana Bartimmo), lavoro nero e
morti bianche. «I lavoratori fanno audience solo quando muoiono - ha
detto il segretario - e solo quando sono atroci e possono fare audience a
programmi come Porta a porta». Alla fine Di liberto ha ricordato Enrico
Berlinguer, segretario del partito comunista morto su un palco a Padova durante
un comizio elettorale, invitando al voto i presenti in suo nome e esortando
alla militanza: "Dateci una mano: votateci, ve lo chiedo senza ipocrisia
perché soltanto se saremo più forti noi sarete più forti voi nelle
istituzioni". Elena Raiola
( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 42 - Cronaca Quei nostalgici esempi di come si
serve lo Stato Manager. Anzi, economi. Dopo aver perso il titolo di presidi,
ora i 10 mila dirigenti scolastici d´Italia svolgono anche nuovi compiti. Per
gestire l´emergenza in tempi di tagli alle risorse. Mentre il ministro
consiglia a "chi non è capace" di cambiare mestiere. Ma loro non ci
stanno "Ci sentiamo soli, assediati, accusati solo perché chiediamo i
mezzi per poter lavorare" "Ci mancano i soldi pure per la carta
igienica. E non sempre le famiglie possono tassarsi" (SEGUE DALLA
COPERTINA) MARIA NOVELLA DE LUCA Dopo le 41 mila lettere inviate da 300 presidi
del Lazio ai genitori dei loro alunni «per denunciare la grave situazione
finanziaria della scuola», e la durissima risposta del ministro dell´Istruzione
Gelmini («chi non sa dirigere
cambi mestiere»), i capi d´istituto si organizzano, replicano, provano a
difendere l´orgoglio di un ruolo un tempo illustre, rispettato, riconosciuto. è
un´Onda, una nuova Onda, seppure più pacata di quella degli studenti, ma arriva
da tutta Italia, con l´indignazione di chi teme di non poter più garantire la
sicurezza ai ragazzi che gli sono affidati. Storie di presidi. Vite di
funzionari dello Stato. Che dopo la riforma del 2001 si chiamano
"dirigenti scolastici" e della scuola sono diventati anche manager.
«Ci sentiamo soli, assediati, accusati di non saper fare il nostro lavoro
semplicemente perché chiediamo i mezzi per farlo», dice con chiarezza Rita
Coscarella, preside della scuola media "Virgilio" di Palermo, 960
allievi. «Da anni siamo costretti a chiedere contributi alle famiglie per la
gestione ordinaria, ma la cosa più grave è che non abbiamo più i soldi per
chiamare e pagare i supplenti. Così i ragazzi, se un docente manca, devono fare
gli "ambulanti" di classe in classe, con grave rischio per la
sicurezza. E l´anno prossimo sarà ancora peggio: se non arriveranno i fondi
richiesti saremo costretti a far uscire i ragazzi prima dalla scuola. Ma questo
vuol dire derubarli del loro diritto allo studio. Vi sembra giusto?». Parole
amare, sofferte. Dopo la "base" è la dirigenza della scuola italiana
a sentirsi incompresa, accusata ingiustamente. I dirigenti scolastici in Italia
sono circa 10 mila e guadagnano in media 2.700 euro al mese. Si diventa presidi
per concorso, di solito dopo lunghi anni di insegnamento. Un ruolo delicato e
faticoso. «Noi siamo responsabili di tutto - spiega Armando Catalano, dirigente
da 20 anni, e rappresentante di 2.200 presidi della Cgil - dobbiamo rispondere
di ogni atto e di ogni decisione. Questo vuol dire entrare a scuola la mattina
e uscirne la sera, quando si hanno anche novecento o mille allievi è
impossibile fare diversamente. Non c´è tensione, difficoltà, criticità che non
approdi nella stanza del preside. è giusto così, il rapporto con gli studenti e
le famiglie è la vita della scuola. Ma la nostra autonomia è stata ridotta a
fare lo slalom tra casse vuote e problemi immensi, non abbiamo i soldi per le
pulizie, per i tecnici della sicurezza, e poi il ministero ci scarica addosso
incombenze amministrative, come la ricostruzione delle carriere, impedendoci di
lavorare sulla didattica». «Più che presidi - incalza Armando Catalano - ormai
siamo dei tecnici dell´emergenza, facciamo economia domestica e la verità è che
laddove le famiglie possono tassarsi la scuola sopravvive, ma nei quartieri a
rischio, più poveri, è destinata alla bancarotta». Una forbice che sarà sempre
più larga. Di qua i figli delle classi benestanti, di là i bambini del ceto
medio impoverito, gli immigrati. L´edilizia scolastica italiana è tra le
peggiori d´Europa, e così la preparazione dei ragazzi, scivolati al
trentatreesimo posto della Ue, quando fino a pochi anni fa eravamo tra i primi
dieci. Livia Cangemi è la preside di un grande istituto comprensivo nel centro
di Roma, nel cuore di Trastevere, la "Regina Margherita", 700 allievi
tra infanzia, elementari e medie. Un istituto all´avanguardia, ricco di
iniziative e di progetti, e dove ci si mette in fila per iscrivere i propri
figli. E dove ogni classe, grazie alle famiglie, ha carta igienica, sapone,
asciugamani. «Eppure - dice con amarezza Livia Cangemi, una tra le firmatarie
della lettera dei presidi del Lazio inviata alle famiglie - potrei dire che non
c´è rimasta che la passione a far funzionare le cose. La nostra di insegnanti e
quella dei genitori, che qui, alla "Regina Margherita" sono presenti,
sia economicamente che come supporto all´attività didattica. E finora ce
l´abbiamo fatta. Laboratori, campi scuola, uscite, l´anno prossimo avremo tra i
primi le lavagne interattive. Ma è tutto sulla buona volontà. Pur di fare la
gita l´insegnante rinuncia a quello che dovrebbe percepire in più, il materiale
lo pagano i genitori». Perché anche qui non ci sono più i soldi per pagare le
supplenze, «e se un docente si ammala il bilancio della scuola va in rosso e la
classe resta scoperta. «Forse il ministro Gelmini
dovrebbe conoscere meglio quanta dedizione c´è nel nostro lavoro. Ognuno di noi
sente di far parte dello Stato. Come si può rispondere ad un grido di dolore
dicendo che non sappiamo fare il nostro mestiere? Faccio la dirigente
scolastica soltanto da due anni, e ci credo davvero, nonostante la burocrazia,
i tagli, le difficoltà. Passo la mia giornata qui dentro, ma se ci si impegna i
risultati si vedono. Perché vanificare esperienze così ricche?». Storie di
funzionari che lavorano. Nel silenzio e senza clamori. In uffici dove sulla
porta c´è ancora scritto "Presidenza" visto che nessuno ha cambiato
né targa né vernice. Tra i bimbi disabili senza più insegnanti di sostegno, i
ragazzi immigrati in cerca di integrazione, e gli insegnanti sottopagati. Una
frontiera dove spesso manca la luce, a volte l´acqua, e si fa lezione con il
cappotto. «Noi resistiamo però - dicono i presidi-manager - fino ai prossimi
tagli...».
( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 43 - Cronaca La riforma Nuovi indirizzi e meno ore
per un milione e mezzo di studenti Istituti tecnici e professionali
"spariscono" ottomila cattedre Per il milione e mezzo di studenti
degli istituti tecnici e professionali si cambia registro. Ieri il Consiglio
dei ministri ha approvato i due regolamenti che sconvolgeranno, a partire dal
2010, il 60 per cento degli iscritti alle superiori. «Una svolta epocale, dopo
78 anni dall´ultimo riordino che risale al 1931», secondo
il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Un trionfalismo non condiviso da Mariangela Bastico, ex
viceministro dell´Istruzione e responsabile scuola del Pd. «Le basi della
riforma delle scuole tecniche e professionali, con la riduzione degli
indirizzi, l´abbiamo cominciata noi, con il governo Prodi - afferma la Bastico
- così, invece, tutto si riduce a una taglio indiscriminato di ore e una
riduzione di 8 mila cattedre solo nel primo anno. Perché tagliare il 30 per
cento delle ore di laboratorio, elemento centrale dei due indirizzi? E perché
abolire l´insegnamento del diritto e dell´economia negli ultimi tre anni
dell´istruzione tecnica? Non esiste un progetto ma solo l´obiettivo di
risparmiare». Secondo la Gelmini, invece, la
"riforma" sarà la panacea: due settori e 11 indirizzi per gli
istituti tecnici, due macrosettori e 6 indirizzi per le professionali. Più
italiano e storia nei tecnici nonostante il taglio delle ore di lezione
settimanali. «Un´iniezione di nuove professionalità per superare la crisi,
visto che il mercato chiede ogni anno 300 mila diplomati, mentre il sistema
scolastico ne offre solo 140 mila», sostiene il ministro. Un teorema smontato
dalla Cgil: «Il rischio reale è che la formazione professionale sopravviverà
nelle regioni del Nord, dove le amministrazioni locali hanno una lunga
tradizione di rapporto con le aziende, mentre tutto quello che non funziona,
rimarrà, compresa la dispersione scolastica, a carico dello Stato». (mario
reggio)
( da "Riformista, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Così l'affare Noemi riapre le manovre per il dopo-Silvio
segue dalla prima pagina Perché non è il silenzio delle ministre del Pdl sulla
questione sessuale (Gelmini
eslcusa) ad aver turbato il Cavaliere. A impensierirlo molto di più è la
dissimulata indifferenza con cui alcuni pezzi grossi del centrodestra seguono
l'evolversi di una storia che ha messo in difficoltà il presidente del
Consiglio come in precedenza era accaduto forse solo in occasione dell'avviso
di garanzia recapitatogli a mezzo stampa durante il G7 di Napoli. E
parliamo di quindici anni fa. La parola dimissioni testimonia dunque, per bocca
del diretto interessato, quale sia la vera posta in palio del Casoriagate,
ovvero la possibilità che il governo Berlusconi - che pareva un impero
destinato a durare nel tempo - possa rivelarsi, come ha scritto l'Economist
poche settimane addietro «un gigante dai piedi d'argilla». Un incubo per il
popolo del Cavaliere. Ma d'altra parte un'opportunità, finanche una
liberazione, per quanti aspettano da tre lustri che salti il tappo
berlusconiano e si rimescolino le carte della politica nazionale. All'ombra del
Berlusconi ter si muovono da tempo le ambizioni e i progetti di chi ormai morde
il freno. C'è un leader autorevole e in cerca di consacrazione come Gianfranco
Fini, che platealmente persegue un disegno di affermazione personale supportato
da robuste idee e da una buona dose di coraggio (e il premier non ha
dimenticato il contributo della fondazione finiana "Farefuturo"
nell'esplosione del caso veline). Ci sono ministri come Giulio Tremonti, che
gestiscono un'agenda politica e un patrimonio ideologico in gran parte autonomi
da Palazzo Chigi e non si sporcano le mani con l'attualità da rotocalco. Non
mancano ministri scontenti del ruolo e del portafoglio, come pure ufficiali di
riserva che scalpitano in panchina e intanto mettono su tessere e correnti.
Senza dimenticare un outsider come Pierferdinando Casini, esule pronto a
tornare in forze nel campo che lo ha visto protagonista (non a caso il leader
Udc ha chiesto a Berlusconi di rispondere ai quesiti di Repubblica su Noemi). E
non ci sono solo le trame di Palazzo. Un Berlusconi onnipotente non garba
nemmeno ad alcuni tra i suoi grandi elettori, più o meno presunti. Non è
gradito a quella Confindustria che per la prima volta ha visto un politico
calare all'assemblea generale degli industriali guardando la platea dal basso verso
l'alto, anziché presentarsi col cappello come era abitudine nella Seconda
Repubblica. Persino al congresso della Cei il gioco di critiche, mezze
dichiarazioni e gaffe sulla questione morale ha dimostrato che tra i vescovi
italiani c'è chi ritiene opportuno, pur senza sfiduciare il Cavaliere, porre un
argine ai suoi spazi di condotta. Anche chi non ha interesse ad auspicare
«dimissioni» confida però che la nuova stagione di governo del premier non si
stabilizzi in una monarchia assoluta. Forse con le dichiarazioni di ieri il
premier ha esorcizzato lo spettro di una crisi di governo. Ma ha anche
confermato come grazie a un party di Casoria si siano ufficialmente aperte le
grandi manovre per il dopo Berlusconi. Stefano Cappellini 29/05/2009
( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 41 - R2 Si chiamano
dirigenti scolastici, sono assediati dai tagli alla scuola. E guai - dice la Gelmini - a chi si lamenta (cioè quasi tutti)
( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
L'ANALISI ESTERNAZIONI DILETTANTESCHE LA REALTà è FATTA DI
TAGLI AI FONDI VITTORIO EMILIANI Non passa ora senza che il ministro della
Funzione pubblica, Renato Brunetta, non assesti qualche picconata alla «sua»
amministrazione che dovrebbe rendere più efficiente. Ieri si è esibito contro i
poliziotti (entrati, guarda caso, in agitazione), con quelli che stanno negli
uffici, «panzoni» e stretti parenti dei «fannulloni», e che non possono neppure
venire mandati»in strada perché se li mangiano». Per lui il solo compito del
poliziotto è quello di andare «in giro per le strade con pistola e manganello».
Riduttivo e dilettantesco. Sarà contento al Viminale il collega Maroni il quale
si vede ben rimotivati i suoi in realtà furibondi perché guadagnano,
ordinariamente, poco (1.300 euro al mese un agente con notturni e festivi) e in
aprile non avevano ancora percepito gli straordinari di gennaio-febbraio.
L'ultima Finanziaria poi ha tagliato fondi al punto che, secondo il sindacato
dei funzionari, a Roma sono rimasti bloccati 250 mezzi della polizia, a Napoli
228 coi colori del Corpo e altri 108 normali (la camorra ringrazia). Certo, ci
sono sacche di improduttività, ma, notano gli esperti, negli uffici gli agenti
integrano, alla scrivania e al computer, il lavoro che i colleghi fanno in auto
(finché c'è benzina). Forse il ministro Brunetta ha equivocato mettendo
superficialmente sullo stesso piano poliziotti e vigili urbani fra i quali,
specie a Roma, non mancano gli «imboscati». Chissà con quale animo lieto gli
agenti si disporranno stasera ai turni di guardia più rischiosi. Ma Brunetta,
non pago, se la prende con gli statali in generale. «Mi piacerebbe che
lavorassero tutti i pomeriggi fino a tardi, specie nel settore giustizia»
(esulterà il ministro Alfano). «Io», continua, «amo tantissimo il tempo pieno
(...) Perché non usare le scuole anche oltre l'orario normale?». Qui «inventa» quel tempo pieno scolastico in atto da svariati decenni e che la
sua collega Maria Stella Gelmini sta mettendo in serio pericolo, con presidi, insegnanti e
genitori furibondi. Il ministro Brunetta, infine, vorrebbe abolire l'Antimafia
(Commissione parlamentare o Direzione antimafia?): «La mafia è una forma di
criminalità e dovrebbe essere perseguita come tutte le altre». Una
scoperta. Nel 2007 gli omicidi volontari sono risultati, in Italia, 627, dei
quali 363 nel Mezzogiorno (il 58 per cento). Concentrati in Campania, 118 erano
sicuramente di marca «mafiosa». Dimezzati, comunque, rispetto a vent'anni fa.
Segno che la criminalità organizzata spara meno (la mafia ha subito colpi) e
però investe di più in affari sofisticati. Ci vogliono mezzi e uomini
all'altezza di quella micidiale infiltrazione. Altro che esternazioni
dilettantesche.
( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Pubblicato anche in: (Centro,
Il) (Mattino di Padova, Il)
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Tornano i voti numerici, a partire dalle elementari. Per
gli indisciplinati "cartellino giallo" Bocciatura
se c'è il
( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
PROFESSIONALI Industria, artigianato e servizi ROMA. Gli
istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per
organizzare percorsi finalizzati al conseguimento di qualifiche di durata
triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell'ambito
dell'offerta di istruzione e formazione professionale programmata dalle
Regioni. Lo prevede il regolamento per il riordino di questo segmento di
istruzione varato oggi, in prima lettura, dal consiglio dei ministri. «Verrà
superata - ha spiegato il ministro Gelmini - la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e si pongono le
basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione e formazione
professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si
articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei
servizi (con 5 indirizzi) e istituti professionali per il settore industria e
artigianato (un solo indirizzo). L'orario settimanale sarà di 32 ore di
60 minuti ciascuna. è prevista maggiore flessibilità rispetto agli istituti
tecnici: gli spazi di flessibilità nell'area di indirizzo, aggiuntivi alla
quota del 20% di autonomia già prevista, ammontano, infatti, al 25% in prima e
seconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta. Il percorso è
articolato in due bienni e un quinto anno e il secondo biennio è articolato in
singole annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e
formazione. Sono previste più ore in laboratorio, stage, tirocini e alternanza
scuola-lavoro. Anche negli istituti professionali saranno introdotti nuovi
modelli organizzativi. Per preparare l'applicazione dei due regolamenti
(istruzione tecnica e istruzione professionale) saranno avviate attività di
informazione/formazione del personale scolastico e una campagna informativa per
studenti e famiglie per l'anno scolastico 2010-2011.
( da "Unita, L'" del 29-05-2009)
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Gelmini attacca i presidi Cgil: intervenga il Quirinale
G.V. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non sopporta i presidi che protestano non avendo gradito l'iniziativa
dei 250 dirigenti dell'Associazione delle scuole del Lazio (Asal) che hanno
denunciato di essere senza fondi. E lo fa
chiamando in causa la Cgil per la «minoranza organizzata» di presidi-politici.
Pronta la replica della Flc Cgil, che ha scritto al presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, per attirare l'attenzione «sulla drammatica
situazione in cui versano le scuole pubbliche». Anche Cisl e Snal Confsal
rispondono al ministro, attaccata pure dall'opposizione. «Confermo la presenza
all'interno della scuola di dirigenti che fanno politica creando inutilmente
allarmismi che si riflettono sulle famiglie, sui genitori. Ho il massimo
rispetto - ha assicurato il ministro - per chi svolge il suo ruolo con
correttezza, ma trovo scandaloso utilizzare la scuola per fare politica. I
dirigenti che vogliono fare politica si candidino e la facciano dentro le
istituzioni politiche». «Gelmini la smetta di
attaccare la Flc Cgil e cominci a risolvere i problemi della scuola italiana
che per sua responsabilità - replica il sindacato- è nella incertezza più
totale». Intanto il governo ha varato il regolamento dei professionali. Gli
istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti professionali
per il settore dei servizi (con 5 indirizzi) e istituti professionali per il
settore industria e artigianato (un solo indirizzo). L'orario settimanale sarà
di 32 ore di 60 minuti ciascuna. È prevista maggiore flessibilità rispetto agli
istituti tecnici: gli spazi di flessibilità nell'area di indirizzo, aggiuntivi
alla quota del 20% di autonomia già prevista, ammontano, infatti, al 25% in
prima e seconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta. Il
percorso è articolato in due bienni e un quinto anno e il secondo biennio è
articolato in singole annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi
di istruzione e formazione. Sono previste più ore in laboratorio, stage,
tirocini e alternanza scuola-lavoro. Anche negli istituti professionali saranno
introdotti nuovi modelli organizzativi. I risultati di apprendimento previsti a
conclusione dei percorsi quinquennali saranno definiti (e ciò accadrà anche per
gli istituti tecnici) entro il 2009 con uno specifico decreto ministeriale. Per
preparare l'applicazione dei due regolamenti saranno avviate attività di
informazione/formazione del personale scolastico e una campagna informativa per
studenti e famiglie per l'anno scolastico 2010-2011. Attualmente in Italia
studiano negli istituti professionali (pari a 1.425) 545.229 alunni ed esistono
5 settori con 27 indirizzi. Il ministro attacca i presidi che protestano perché
non hanno i soldi: politicizzati. La Cgil scuola scrive a Napolitano: la
situazione è drammatica. Il governo vara il regolamento di tecnici. Riduzione
di ore e nient'altro.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-05-2009)
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Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-29 -
pag: 31 autore: I criteri di valutazione. Regole definitive – Molte partono l'anno prossimo Bocciatura con il
( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-05-2009)
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Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-29 -
pag: 31 autore: Consiglio dei ministri. Primo sì per il riordino che coinvolge
anche le scuole professionali Istituti tecnici collegati al lavoro Le ore
settimanali diventano 32 ma restano centrali i laboratori Luigi Illiano ROMA
Prende forma il riordino di istituti tecnici e professionali. Il Consiglio dei
ministri ha approvato ieri, in prima lettura, i regolamenti destinati a
riformare i due percorsi dell'istruzione superiore. Riduzione del numero di
indirizzi e delle ore settimanali sono alcune delle novità che scatteranno
dall'anno scolastico 2010/2011. I testi ora dovranno affrontare l'iter dei
pareri, che potrebbero consigliare aggiustamenti e modifiche. Il provvedimento
punta a cancellare la licealizzazione degli istituti tecnici, rafforzando le
materie tecnico-scientifiche, per garantire il collegamento e lo sbocco nel
mondo del lavoro. Centralità dei laboratori, stage, tirocini, alternanza
scuola-lavoro ed esperti del mondo economico e produttivo nelle commissioni
degli esami di Stato, sono le mosse programmate. Sul piano complessivo, ci sarà
una riduzione del monte ore di lezione: si passerà dalle attuali
( da "Corriere della Sera" del
29-05-2009)
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Corriere della Sera sezione: Cronache data: 29/05/2009 -
pag: 21 Istruzione Sì al Regolamento sulla valutazione Più inglese e scienza
Cambia dopo 80 anni la scuola tecnica Alle medie ed elementari tornano i voti
ROMA Voti al posto dei giudizi anche alle elementari e alle medie. Sei in tutte
le materie per essere ammessi all'anno successivo. Bocciatura col
( da "Corriere della Sera" del
29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione:
Cronache data: 29/05/2009 - pag: 21 «La risposta alla crisi» Il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha spiegato che il rilancio della cultura
tecnico-professionale è la risposta alla crisi
( da "Corriere della Sera" del
29-05-2009)
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Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data:
29/05/2009 - pag: 7 Scuola Il ministro li aveva accusati di creare inutili allarmi I presidi rispondono alla Gelmini «Niente politica, siamo senza
soldi» «Nella scuola ci sono presidi che fanno politica, creando inutili
allarmismi». Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, torna a parlare della lettera spedita dai trecento presidi
dell'Asal, l'Associazione delle scuole autonome Lazio, alle oltre duecentomila
famiglie dei loro studenti. Si tratta di «una piccola parte dei presidi
del Lazio, circa 60 su 900 continua il ministro Gelmini
fortemente legata alla Cgil che usa la scuola per fare politica. Ci sono
purtroppo difficoltà economiche in molte realtà scolastiche ma tutti insieme
dobbiamo collaborare per risolverle. Chi ha un ruolo politico nelle istituzioni
scolastiche decida: o si candida e fa politica o svolge attività di
insegnamento». Proprio ieri, si è tenuta l'assemblea plenaria dei 250 dirigenti
scolastici dell'Asal: «Sui presidi politicizzati la Gelmini
sbaglia bersaglio commenta Paolo Mazzoli, presidente Asal . Ci piacerebbe
smetterla col ping-pong mediatico: siamo sconcertati, la politica non ci
interessa vogliamo solo risposte sulla mancanza di fondi, risposte che non
arrivano». Nella missiva, i dirigenti denunciavano «la disastrosa situazione
finanziaria delle scuole laziali: «Siamo molto dispiaciuti continua il preside,
Stefano Sancandi il nostro non voleva essere un attacco al ministro, ma una
segnalazione oggettiva sui problemi seri che la scuola si trova ad affrontare
». I dirigenti dell'Asal sono compatti: «La lettera è stata un atto dovuto nei
confronti delle famiglie, non una mossa antigovernativa aggiunge un altro
preside, Giuseppe Fusacchia l'Asal non è una propaggine della Cgil. Registriamo
che non una parola è stata detta sulle questioni sollevate e sulla gravissima
situazione debitoria in cui versano gli istituti scolastici». Pronta anche la
replica del sindacato: «Gelmini la smetta di attaccare
la Flc Cgil e cominci a risolvere i problemi della scuola italiana» commenta
Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil. Sul fronte politico, si
schiera dalla parte dei presidi, l'assessore regionale alla Scuola e candidata
alle prossime Europee, Silvia Costa: «Che si dimetta la Gelmini
non i presidi delle scuole sottolinea Costa . Questo governo ha letteralmente
smantellato la scuola: le segreterie non hanno più neanche la carta per fare un
fax, grazie al taglio di 8 miliardi all'istruzione, con la soppressione di 87
mila posti per quanto riguarda i docenti e una riduzione del 17% del personale
non docente ». «Invece di prendersela sempre con qualcuno - dice il
responsabile Educazione del Pd, Giuseppe Fioroni - il Governo spieghi alle
scuole come uscire dall'asfissia». Ieri sit in di protesta del Comitato
Insegnanti Precari Roma e il Movimento Insegnanti Precari, sotto la sede
dell'Ufficio scolastico regionale in via Pianciani: «Nel Lazio avremo 1.121
docenti in meno alle superiori, 1.144 alle medie e mille maestre in meno alle
elementari. Tutto questo con un aumento significativo degli studenti (1207
alunni in più)». Segnalazioni «oggettive» «Nessun attacco al ministro, ma una
segnalazione oggettiva sui problemi seri che la scuola si trova ad affrontare»
Il presidio Gli insegnanti precari davanti a via Pianciani (Jpeg) Simona De
Santis
( da "Tempo, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
stampa È partita dagli istituti
tecnici la riforma della scuola secondaria targata Gelmini. Ieri mattina, dopo 78 anni dall'ultimo riordino datato 1931, il
Consiglio dei Ministri ha approvato 2 Regolamenti che riformano proprio i
tecnici e gli istituti professionali. Le nuove norme - spiegano al ministero -
«riorganizzano e potenziano questi istituti a partire dall'anno scolastico
2010-2011 come scuole dell'innovazione». «Il rilancio della cultura
tecnica e professionale - ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - è la migliore risposta della scuola alla crisi,
perchè favorisce la formazione del capitale umano necessario per il rilancio
del made in Italy e perchè consente una pluralità di scelte formative integrate
con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di
dispersione scolastica». Previsioni ottimistiche e un futuro più roseo. «Chi si
iscriverà ai nuovi istituti avrà maggiori chance di trovare lavoro» ha
dichiarato la Gelmini. Un'affermazione confermata dai
dati: «La domanda di profili tecnici da parte delle imprese - ha spiegato,
infatti, il ministro - è più ampia dell'offerta: 300.000 tecnici richiesti
contro 140.000 offerti. E dunque il rilancio dei due segmenti dell'istruzione
tecnica e di quella professionale rappresenta la migliore risposta alla crisi».
E ora vediamo nel dettaglio della mini-rivoluzione. Due settori (economico e
tecnologico), 11 indirizzi, un orario settimanale di 32 ore «piene» di lezione
(contro le 36 attuali di 50 minuti). Nel settore economico sono stati inseriti
2 indirizzi: amministrativo, finanza e marketing; turismo. Nel settore
tecnologico gli indirizzi sono nove: meccanica, meccatronica ed energia;
trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e
telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie;
sistema moda; agraria e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio.
Previste più ore di laboratorio anche per gli insegnamenti di cultura generale come
italiano e storia. Per quanto riguarda gli indirizzi del settore tecnologico
sono previste 264 ore di laboratorio nel biennio e 891 nel triennio. I nuovi
tecnici sono caratterizzati da un'area di istruzione generale comune a tutti e
due i percorsi e in distinte aree di indirizzo che possono essere articolate,
sulla base di un elenco nazionale continuamente aggiornato nel confronto con le
Regioni e le Parti sociali, in un numero definito di opzioni legate al mondo
del lavoro. Il percorso didattico degli istituti tecnici è strutturato in un
primo biennio, dedicato all'acquisizione delle competenze previste per
l'assolvimento dell'obbligo di istruzione, un secondo biennio e un quinto anno,
che costituiscono un complessivo triennio in cui gli indirizzi possono
articolarsi nelle opzioni richieste dal mondo del lavoro. Il quinto anno si
conclude con l'esame di Stato. Sono state incrementate le ore dello studio
della lingua inglese ed è stata prevista la possibilità di introdurre lo studio
di altre lingue straniere. È previsto l'insegnamento di scienze integrate. E i
professionali? In Italia attualmente studiano in 1.425 istituti professionali
545.229 alunni suddivisi in 25.762 classi. Esistono cinque settori d'istruzione
professionale con 27 indirizzi. Con il riordino gli istituti si articolano in
due macrosettori: istituti professionali per i servizi e istituti per il
settore industria e artigianato. Ai due settori corrispondono sei indirizzi. Il
percorso: due bienni e un quinto anno. Na. Po.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Azimut, finisce a Ovada il sogno promozione basket /
Loanesi ko con il red anche nella quarta finale La squadra di Prati tiene testa
al Rossiglione per tre quarti, ma si arrende nel finale. Under
( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Brunetta attacca la polizia «Inutile mandare in strada gli
agenti panzoni». Poi chiede scusa: «Scherzavo» Roma. Tempi duri per il pubblico
impiego: ce n'è per tutti, per i poliziotti panzoni, per i dipendenti
"fannulloni", per "i presidi politicizzati" che dovrebbero
candidarsi anziché restare nella scuola. Ad ascoltare le ultime dichiarazioni
di due ministri del Governo Berlusconi, Maria Stella Gelmini,
responsabile dell'Istruzione e Renato Brunetta, ministro della Pa e
dell'Innovazione, una parte dei dipendenti statali italiani non sarebbe messa
benissimo, tra panze, politica e pigrizie. «Non si può mandare in strada il
poliziotto panzone - queste le parole usate ieri da Brunetta durante una
trasmissione su Youtube, Klauscondicio - che non ha fatto altro che il
passacarte, perché lì se li mangiano. Bisogna cambiare il concetto stesso di
sicurezza, deve essere fatta da chi la sa fare. Come non posso concordare sul fatto
che bisogna mandare i poliziotti per le strade a garantire la sicurezza? Meno
burocrazia e più polizia on the road a contatto diretto con il cittadino, credo
che su questo punto non ci sia nessuno che dissenta». Apriti cielo, la reazione
dei poliziotti, già alle prese con stipendi bassi, non si è fatta attendere.
Del resto uno sciopero era già stato proclamato (prima dell'uscita di Brunetta)
per domani (secondo giorno del G8 sulla sicurezza) a Roma, dal reparto mobile
(la Celere): motivo il mancato pagamento degli straordinari negli ultimi cinque
mesi. Ad indire l'agitazione il Movimento per la sicurezza, affiliato al Coisp,
quello che potrebbe definirsi un sindacato di centrodestra. Ma come hanno
reagito i poliziotti a quel termine, panzone? Il Siap (sindacato italiano
appartenenti polizia) e l'Anfp (associazione nazionali funzionari di polizia)
definiscono le affermazioni di Brunetta «infondate e gravi, parole che
offendono gli operatori della Polizia di Stato, esprimendosi per editti
populistici di cattivo gusto che poco si addicono ad un ministro della
Repubblica». Il Silp-Cgil sottolinea invece che le parole pronunciate dal
Ministro «sono parole in libertà» mentre il Siulp chiede che qualcuno «arresti
le esternazioni di Brunetta». Dal canto suo pure il Partito democratico non ha
perso l'occasione per criticare le parole del Ministro: «I poliziotti - nota il
responsabile della sicurezza Marco Minniti - dopo aver sopportato i tagli che
il governo ha operato nei confronti delle forze dell'ordine adesso devono
sopportare anche il ministro Brunetta. Invece di ringraziarli per lo
straordinario lavoro che svolgono in condizioni difficilissime, vengono
sbeffeggiati da un ministro. Che paese stiamo diventando?». E Brunetta? Dopo la
tempesta su quel termine "panzone" ha compiuto, poco dopo averlo
pronunciato, una retromarcia con tanto di scuse. «Nessuna volontà di offendere
nessuno - questa la sua puntualizzazione - solo una constatazione scherzosa per
dire che chi per tanti anni ha fatto il burocrate dietro una scrivania, è
difficile faccia il poliziotto alla Starsky e Hutch per la strada. Chiedo scusa
ai bravissimi poliziotti con la pancia, nessuna offesa nei loro confronti, ma
solo la constatazione che un eccesso di impegno burocratico delle forze
dell'ordine ha spesso snaturato la missione principale del sistema sicurezza
che è quella di stare per la strada per la sicurezza dei cittadini. Meno
burocrazia, tra le forze dell'ordine e più qualificazione dell'ordine
pubblico». «Le scuse del ministro Brunetta ci fanno piacere. È opportuno però,
una volta per tutte, dire con forza che la questione dei poliziotti negli
uffici è un falso problema». È quanto afferma Nicola Tanzi, segretario generale
del Sap, il sindacato autonomo di polizia, rispondendo alle affermazioni del
ministro Renato Brunetta. «La maggior parte delle attività cosiddette
"burocratiche", infatti, è legata a compiti di polizia - aggiunge
Tanzi - pensiamo all'amministrativa, ai controlli per il rilascio del
passaporto e del porto d'armi. Non sono compiti da far svolgere ad un impiegato
civile, visto che ci sono verifiche ed indagini da compiere». Per un fronte di
discussione tra il Governo e i dipendenti statali (i poliziotti) che si attenua
però, un altro se ne apre: è il caso dei presidi che ieri sono stati di nuovo
criticati dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. A far arrabbiare il Ministro una lettera inviata alle famiglie
italiane nella quale alcuni presidi hanno denunciato la carenza di fondi degli
istituti scolastici. «Esiste nella scuola - avverte la Gelmini in conferenza stampa, chiosando
l'episodio - un numero circoscritto di dirigenti che fanno politica e creano
inutilmente allarmismi che poi si riflettono negativamente sulle
famiglie e sui genitori. Chi vuole fare politica si candidi, faccia politica
nelle istituzioni politiche e non a scuola». Massimiliano Lenzi 29/05/2009
( da "Stampaweb, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Con il cinque in condotta non si potrà passerà alla classe successiva. E con il 5 non sarà
possibile nemmeno sostenere gli esami di Terza media e di Maturità. Oltre al
regolamento sugli istituti tecnici e quelli professionali, ieri il consiglio
dei ministri ha varato anche quello sulla «valutazione degli studenti». Il provvedimento chiarisce tutti gli aspetti della valutazione per
ogni grado di istruzione, dalla primaria fino alle superiori, e prevede - tra
le altre cose - anche il ritorno dei voti numerici, a partire dalle elementari;
confermato lobbligo
scolastico fino al sedicesimo anno di età. E stato anche introdotto -
appunto - il voto di condotta come fattore discriminante ai fini della promozione.
Tra le novità ribadite dal regolamento, cè, per le elementari il giudizio affidato al maestro unico, e
per le superiori il voto di
religione (espresso non con numeri ma in forma sintetica). Infine è stato
ribadito che per essere ammessi allesame di maturità non ci devono essere
debiti formativi pendenti.
( da "Stampaweb, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Gli Istituti tecnici saranno articolati in due
mega-aree per un totale di 11 indirizzi; gli Istituti professionali saranno
divisi in due aree tematiche ma per un totale di 6 indirizzi. La scuola si
semplifica, i corsi di studio (oggi sono oltre 800 e per la maggior parte si
tratta di diramazioni proprio degli istituti tecnici e professionali) si vanno
riducendo e la riforma Moratti va verso la sua piena (ancorché controversa)
applicazione. Va in questa direzione il nuovo modello dellIstruzione tecnica e professionale introdotto ieri dal governo. Un modello che, data la
competenza che hanno anche le Regioni, aveva richiesto una lunga e sofferta
gestazione. Tra le novità più rilevanti, per entrambi gli ordini di scuola, ci
sarà la valorizzazione sia dei laboratori che della lingua straniera, una
riduzione dellorario
e la possibilità di svolgere stages allinterno delle aziende. Gli
Istituti tecnici saranno divisi in due settori (economico e tecnologico), per
un totale di 11 indirizzi (oggi 39, con centinaia di sperimentazioni), con un orario settimanale di 32 ore «piene»
di lezione (contro le 36 attuali di 50 minuti). Nel settore economico sono
stati inseriti 2 indirizzi: Amministrativo, finanza e marketing e Turismo. Nel
settore tecnologico sono stati definiti 9 indirizzi: meccanica, meccatronica ed
energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e
telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie;
sistema moda; agraria e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio.
Tutti gli attuali corsi, sperimentazioni comprese, confluiranno gradualmente
nel nuovo ordinamento. Ma, affinché non si perdano le esperienze dei molteplici
indirizzi, spesso legati ad esigenze territoriali (per esempio il settore tessile
del Piemonte, il cartario delle Marche), gli Istituti avranno, oltre alla quota
di autonomia nella scelta delle discipline del 20% (di cui godono tutte le
scuole) un ulteriore 30% di flessibilità. In sostanza ogni scuola potrà
giostrarsi lofferta
formativa con una autonomia pari alla
metà dei programmi istituzionali. Saranno inoltre potenziate le ore di
laboratorio (oggi variano da indirizzo a indirizzo) che diventeranno 264 nel
biennio e 891 nel triennio; incrementate le ore di inglese e si potrà introdurre
unaltra
lingua straniera. Finisce la guerra tra competenze regionali e statali: «Verrà
superata - ha spiegato il ministro Gelmini -
la sovrapposizione con listruzione
tecnica e si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema
distruzione e formazione professionale, di
competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si articoleranno in due
macrosettori: istituti per il settore dei servizi (5 indirizzi: agricoltura e
lo sviluppo rurale, manutenzione e lassistenza tecnica, servizi socio-sanitari, enogastronomia e l'ospitalità alberghiera, servizi
commerciali) e istituti per lindustria
e lartigianato (un indirizzo: produzioni artigianali e industriali).
Lorario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti. Anche qui è prevista
unampia autonomia didattica. Il percorso è
articolato in due bienni più un quinto anno. Il secondo biennio sarà articolato
in singole annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi di
istruzione e formazione; sono previste più ore in laboratorio, stage, tirocini
e alternanza scuola-lavoro.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 29 Maggio 2009 PROVINCIA Pagina 18 Brevi SIRMIONE
ULTIMI FUOCHI PER LE DUE LISTE DELLE COMUNALI Finale di campagna elettorale
delle due liste di Sirmione. Con inizio alle 21 "Vivere Sirmione"
incontra i cittadini a palazzo Callas, il 3 giugno al centro sociale di
Colombare, il 4 nella sede dell'Us Rovizza e il 5 al teatro parrocchiale di
Lugana. La lista "Forza Sirmione Democratica" dopo aver incontrato i
residenti di Rovizza e del centro storico il 5 giugno nella sala dell'oratorio
Durighello di Colombare. MANERBIO E SIRMIONE LA GELMINI A
SOSTEGNO DI MELETTI E MATTINZOLI Oggi alle ore 16.30 il Ministro della Pubblica
Istruzione Maristella Gelmini sarà a Manerbio per sostenere la candidatura a Sindaco di Cesare
G.Meletti. Il Ministro parteciperà ad un incontro in piazzetta Boninsegna.
Alle 20.30, poi, sarà al bar del Palazzo dei Congressi di Sirmione dove
incontrerà la lista "Vivere Sirmione" e il candidato sindaco
Alessandro Mattinzoli. SELLERO BRESSANELLI E RIZZI A NOVELLE Il candidato
sindaco Mirco Bressanelli della lista Tempi nuovi in lizza per le elezioni
comunali di Sellero oggi alle 20.30 sarà al teatrino parrocchiale di Novelle.
Con lui il consigliere regionale Monica Rizzi (Lega). MARCHENO MOLGORA PRESENTA
LA LISTA UNITI PER CAMBIARE Oggi alle 20.30 Daniele Molgora candidato
presidente alla Provincia sarà a Marcheno per presentare la lista «Lega
Nord-Uniti per cambiare». CARPENEDOLO INCONTRO TRA I CANDIDATI SINDACO Piazza
Matteotti ospiterà oggi alle ore
( da "Brescia Oggi" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola: autonomi e confederali contro
la Gelmini ACCUSE. Dopo la
lettera dei capi d'istituto «I prèsidi non fanno politica: è lei che non sa
agire» 29/05/2009 rss e-mail print Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ROMA Dopo la lettera inviata ai
genitori dall'Associazione delle scuole del Lazio (Asal) per lamentare la
drammatica situazione economica delle scuole, il ministro Gelmini torna a criticare i presidi che - secondo lei -
«fanno politica», chiamando in causa la Cgil. La Flc Cgil scrive a Napolitano
per attirare l'attenzione «sulla drammatica situazione in cui versano le scuole
pubbliche». Ma anche Cisl e Snal Confsal rispondono al ministro, attaccata pure
dall'opposizione. «Confermo la presenza di dirigenti che fanno politica creando
inutilmente allarmismi che si riflettono sulle famiglie. Trovo scandaloso
utilizzare la scuola per fare politica. I dirigenti che vogliono fare politica
si candidino e la facciano dentro le istituzioni politiche. La mia denuncia non
era certamente riferita a tutti i presidi, ma a una piccola parte, circa 60 su
oltre
( da "Avvenire" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA 29-05-2009 Scuola, tecnici e professionali «più
snelli» DA MILANO ENRICO LENZI C ura dimagrante per gli istituti tecnici e
quelli professionali. Il consiglio dei ministri ha dato il via libera, in prima
lettura, al regolamento che, dopo 78 anni è destinato a dare un nuovo volto
alla scuola superiore italiana, dopo l'iter nel quale dovranno esprimersi
Parlamento, Consiglio nazionale della Pubblica I- struzione e Corte dei Conti.
E nel contempo il governo ha dato il via libera definitivo al regolamento sulla
valutazione negli istituti di ogni ordine e grado, un provvedimento atteso
anche per fare chiarezza sulle norme da applicare in questo anno scolastico in
sede di scrutinio finale. I nuovi tecnici. Si passa da
( da "Avvenire" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
SPECIALI 29-05-2009 Un tavolo con i parlamentari per la
parità scolastica L' Agesc intende costituire un tavolo di lavoro in cui
chiedere ai parlamentari che hanno votato per «garantire un'effettiva libertà
di scelta della scuola da parte delle famiglie», di operare per costruire una
proposta legislativa che porti il nostro Paese ai livelli europei in tema di
libertà di educazione. È il passo centrale del comunicato sui lavori del
consiglio nazionale dell'Associazione che si è riunito a Trento il 23 e 24
maggio. Si parte dalla considerazione che «oggi in Parlamento le mozioni
presentate da tutti gli schieramenti e i partiti concordano sulla necessità di
attuare al più presto la parità scolastica», ed è quindi giunto il momento per
concretizzare questo storico traguardo, previsto da più di sessant'anni dalla
Costituzione. L'Associazione porta l'attenzione su un fatto: «La lenta ma
continua crescita degli iscritti alla scuola non statale negli ultimi anni - +
2% contro il + 0,6% della statale fra il 2004 e il 2008, prima perciò
dell'arrivo del ministro Gelmini -, dimostra quanto questa libertà di scelta sia sentita dai
genitori e venga invece negata soprattutto a chi vive condizioni economiche più
difficili: bisogna finalmente rendere giustizia a chi è ancora escluso».
Oltretutto, osserva l'Agesc, «in una situazione di grave 'emergenza educativa',
testimoniata anche da recentissimi episodi di suicidi di giovani o di bullismo,
dove appaiono sempre più smarriti oltre che i ragazzi anche gli adulti, è
necessario riproporre un cammino educativo che sia esperienza reale di un
significato incontrabile che sappia sostenere e guidare la vita di ciascuno».
«Questa esperienza prosegue la nota può anche oggi avvenire nella scuola quando
degli adulti recuperano il senso della loro responsabilità educativa e insieme
mettono in gioco i propri bisogni e le proprie risorse per costruire
un'alleanza fra famiglie e docenti. L'Agesc è decisa a rilanciare con nuove
iniziative il proprio impegno di dialogo, confronto e formazione fra i genitori
di tutta la scuola. Queste esperienze di scuola viva e attenta alla
realizzazione della personalità di ogni allievo hanno bisogno, per proporsi a
tutti, di una condizione di libertà: libertà di insegnamento per chi ha un
progetto educativo da proporre e libertà di scelta delle famiglie del percorso
scolastico riconosciuto più adatto ai propri figli».
( da "Blogosfere" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Mag 0929 Mara Carfagna ariete di Silvio Berlusconi: chi
crede a Gino Flaminio? Sircana e Mele erano peggio Pubblicato da Eleonora
Bianchini, Blogosfere Staff alle 12:22 in In evidenza Mara Carfagna, se non ci
fosse bisognerebbe inventarla. Il Ministro delle Pari Opportunità apre la gara
partita in sordina del dico qualcosa a favore di Silvio. Qualche giorno fa
avevamo notato che sul caso Noemi nessuna delle soldatesse del premier voleva
parlare: Prestigiacomo, Carfagna, Gelmini e Meloni si erano trincerate in un silenzio claustrale. Poi oggi
il Corriere pubblica la lettera della Ministra. Le prime righe sono dedicate
alla risurrezione dopo morte violenta, ovvero alla sua schiena dritta dopo
tutti gli insulti e gli attacchi dettati da un pregiudizio (uno su tutti
l'invettiva di Sabina Guzzanti da Piazza Navona). Invoca la decenza e il
buonsenso (sic!) e si proclama forte e fiera di un lavoro svolto, in soli
dodici mesi, con impegno ed autentica passione in favore e a tutela dei soggetti
più vulnerabili di questo Paese (ma si ricorda di avere appena depennato i gay
dal sito del Ministero delle Pari Opportunità, come scrive Omoios? Chissà). La
lettera è straordinaria e carica di pathos filogovernativo. Riportiamo alcuni
passi clou: Il Parlamento vede tra i suoi banchi alcuni uomini dalle assai
dubbie capacità politiche. Ma nessuno si sorprende. LAula di Montecitorio è stata
frequentata da personaggi condannati per banda armata e concorso in omicidio,
facinorosi violenti, condannati per detenzione e fabbricazione di ordigni esplosivi, protagonisti di risse e di indecorosi
episodi di cronaca. [...] Onorevoli che candidamente hanno ammesso di
prostituirsi prima di approdare alla Camera, altri che, durante il loro incarico,
sono stati sorpresi a contrattare per strada prestazioni con transessuali. Mele
e Sircana, sentire fischiare le orecchie? è assurdo, dopo anni di battaglie, è
come tornare indietro quando i criteri selettivi per accedere alla politica
erano il censo e il sesso. Sul censo forse no, ma il sesso, la scarsa
competenza, l'inettudine e l'assenza di merito potrebbero essere canali
interessanti da analizzare, Ministro. E anche tra i suoi colleghi maschi. Ed è
sorprendente che le dichiarazioni e la persona dellex fidanzato di Noemi Letizia,
condannato per rapina, secondo qualcuno
meritino più rispetto dellimpegno
e della persona di una donna che ha lunica colpa di aver lavorato in tv.
Cosa è più grave, mi domando, aver lavorato in tv o essere stato un
rapinatore? Quanto tempo dovrà passare ancora perché
chi ha lavorato nel mondo dello spettacolo possa essere trattato almeno come un
ex rapinatore o un ex detenuto? Qui Carfagna procede a briglia sciolta,
equipara la rapina di un operaio e vita privata del premier in un bel calderone
per scaldare gli animi. Sulla validità della testimonianza di Gino Flaminio ci
siamo già espressi qui. E vorremmo chiedere alla Carfagna perché, nonostante la
condanna per mafia, ascolti ancora con deferenza e rispetto Marcello
Dell'Utri.Poi parte la sviolinata finale: Questo, quello delle cose realizzate
per il bene del Paese, è il terreno di confronto sul quale vogliamo misurarci
e di cui deve rispondere agli italiani il presidente Berlusconi. Un leader mai
prepotente o arrogante, consapevole di una innata capacità seduttiva che ha
usato a fini di ricerca del consenso e non per scopi morbosi. Un uomo leale,
perbene e rispettoso. Una persona di garbo e gentilezza, doti che qualcuno
vorrebbe declassare a mera finzione e che invece sono autentiche. E, lasciatemi
pure dire che, in un mondo popolato da gran cafoni, sono qualità rare ed
invidiabili. Il resto, tutto il resto, sinceramente sono affari suoi. O,
almeno, così dovrebbe essere in un Paese «normale». Ma la Carfagna conosce la
differenza tra la vita di un operaio (es. Gino Flaminio) e la responsabilità di
un uomo pubblico come il Presidente del Consiglio che - in teoria- dovrebbe
servire il paese, garantire trasparenza, non minacciare stampa e magistratura,
evitare di chiamare Saccà per raccomandare le veline e scongiurare figuracce ai
meeting internazionali, liquidate con imbarazzo anche dal suo staff? No, forse
la Carfagna non lo sa. Un po' di banalità morali sull'importanza di una
politica seria e poi la firma: Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità
(Pdl) 10 e lode.
( da "Sicilia, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pozzallo A scuola «Per mano per mare» Ispica. Prosegue
l'attività dell'equipe educativa dei counselors Dorotea Falco, Giacomo Rustico
e Serafina Valvo, nell'ambito del progetto denominato "Ascolto e
prevenzione del disagio giovanile". Nella realizzazione del progetto sono
stati coinvolti anche gli studenti dell'Ipia «G. Ferraris» di Ispica che si
sono recati in visita alla Comunità Incontro, Centro Modica 1. Un'esperienza
davvero preziosa per gli alunni che, ascoltando dalla voce dei ragazzi del
Centro le loro drammatiche testimonianze, hanno potuto riflettere profondamente
sui rischi reali derivanti dall'uso di sostanze stupefacenti. Una vera e
autentica lezione di vita di cui i ragazzi faranno certamente tesoro. E' stato
così concretizzato l'invito rivolto a suo tempo dallo
stesso Don Gelmini che, lo
scorso anno, si era recato presso l'Istituto ispicese. Una delle finalità del
progetto è quella «di offrire agli adolescenti l'opportunità di avere a
disposizione figure professionali che, mettendo in atto l'atteggiamento
comunicativo, l'ascolto attivo, li aiutano a recuperare la conoscenza di sé e
l'accettazione dell'altro, predisponendo il giovane al cambiamento». Per
l'assessore ai Servizi sociali, Gianni Tringali, il progetto in questione si
inserisce in un progetto più ampio «teso a valorizzare l'individuo nella sua
interezza e a stimolarne una crescita sana ed equilibrata». La scuola
rappresenta sicuramente - dichiara l'assessore Tringali -l'ambito privilegiato
di un intervento psicologico che possa contribuire ad affrontare le
problematiche sempre presenti in tutte le fasi della crescita individuale e a
prevenire il disagio giovanile. La presenza di operatori specializzati
all'interno della scuola è una grande opportunità per affrontare e risolvere
simili problematiche». Il progetto «Ascolto e prevenzione del disagio
giovanile» per il sindaco Piero Rustico è anche un possibile spazio di incontro
e confronto per i genitori per capire e contribuire a risolvere le difficoltà
che naturalmente possono sorgere nel rapporto con un figlio che cresce. E' per
questo che l'equipe educativa, sempre a disposizione di studenti, genitori e
insegnanti, si è rivelata carta vincente nell'azione amministrativa volta ad
una reale attenzione nei confronti delle fasce giovanili della nostra città».
Giuseppe Floriddia
( da "Sicilia, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Professionali, percorsi per qualifiche triennali e diplomi
quadriennali Roma. Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di
flessibilità per organizzare percorsi finalizzati al conseguimento di
qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata
quadriennale nell'ambito dell'offerta di istruzione e formazione professionale
programmata dalle Regioni. Lo prevede il regolamento varato ieri dal governo.
«Verrà superata
ha spiegato il ministro Gelmini la sovrapposizione con
l'istruzione tecnica e si pongono le basi per un raccordo organico con il
sistema d'istruzione e formazione professionale,
di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si articoleranno in
due macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi (con 5
indirizzi) e istituti professionali per il settore industria e artigianato (un
solo indirizzo). L'orario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti ciascuna. È
prevista maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici: gli spazi di
flessibilità nell'area di indirizzo, aggiuntivi alla quota del 20% di autonomia
già prevista, ammontano, infatti, al 25% in prima e seconda, al 35% in terza e
quarta, per arrivare al 40% in quinta. Il percorso è articolato in due bienni e
un quinto anno e il secondo biennio è articolato in singole annualità per
facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e formazione. Sono
previste più ore in laboratorio, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro.
Anche negli istituti professionali saranno introdotti nuovi modelli
organizzativi. I risultati di apprendimento previsti a conclusione dei percorsi
quinquennali saranno definiti (e ciò accadrà anche per gli istituti tecnici)
entro il 2009 con uno specifico decreto ministeriale. Per preparare
l'applicazione dei due regolamenti (istruzione tecnica e istruzione
professionale) saranno avviate attività di informazione/formazione del
personale scolastico e una campagna informativa per studenti e famiglie per
l'anno scolastico 2010-2011. Attualmente in Italia nei 1.425 istituti
professionali studiano 545.229 alunni ed esistono 5 settori con 27 indirizzi.
( da "Sicilia, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Incontro tra i rettori e il
ministro Gelmini Riforma, gli atenei del Sud fanno cartello Palermo.
Un tavolo di consultazione permanente si riunirà il prossimo 11 giugno per
permettere ai rettori degli atenei del Meridione di dialogare in maniera
costante con il governo e avviare una riforma condivisa del mondo
universitario. Riforma che dovrà dunque tenere
conto della «specificità» delle università meridionali, costrette a lavorare in
un contesto socio economico più depresso e spesso in grado di affiancare i
classici presidi istituzionali in un percorso che mette al centro legalità e
sviluppo di un territorio difficile come quello del Mezzogiorno. Questi gli
argomenti affrontati dai rettori del Sud che hanno costituito un apposito
cartello durante un incontro con il ministro della Pubblica istruzione, Maria
Stella Gelmini, che si appresta a cambiare il volto
del mondo universitario italiano varando una riforma complessa che punta a
migliorare la qualità della ricerca ed evitare gli sprechi. «Gli atenei del
Mezzogiorno
spiega il rettore della Kore di Enna, Salvo Andò hanno accettato la sfida della
riforma avviando al contempo un processo di autoriforma che punta alla
creazione di un sistema integrato della conoscenza in Sicilia. Basti pensare
che abbiamo accettato l'idea di avere un unico Dams: lo costruiremo insieme e sarà un fiore all'occhiello comune. Abbiamo anche
creato gruppi di ricerca inter-universitari e sposato l'idea di fare massa
critica. Ciò significa che condividiamo il metodo del ministro, ma chiediamo
anche maggiore equità nella distribuzione delle risorse. Un'equità, dunque, che
tenga conto di fattori specifici legati al nostro territorio, che rimane
l'avamposto naturale dell'Italia verso il Mediterraneo. Infine, chiediamo che
siano create quelle condizioni che favoriscano le pari opportunità. Tutto
questo significa, in sintesi, che non potranno essere adottati criteri
uniformi, quanto piuttosto scelte che considerino la mission specifica dei
diversi atenei». Il rettore Andò parla anche di «incentivi che compensino la
perifericità degli atenei del Sud che dovranno essere messi nelle condizioni di
intercettare il flusso di cervelli proveniente dal Nord Africa». Infine, un
accenno al federalismo, condizione nuova con cui dovranno fare i conti anche le
università. «Il federalismo
conclude l'ex ministro ci costringe a ripensare la
questione meridionale, questione in cui l'università dovrà giocare un ruolo di
primo piano». Giusy Ciavirella
( da "Sestopotere.com" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Bastico (Pd) a Modena: "Lingiusto rigorismo della gelmini
contro i ragazzi delle medie" (29/5/2009 17:46) | (Sesto Potere) - Modena
- 29 maggio 2009 -Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd, commenta il
regolamento sulla valutazione degli studenti recentemente approvato dal Consiglio del Ministri: "Il
regolamento sulla valutazione degli studenti approvato dal Consiglio dei
Ministri pone fine – forse – alle incertezze del Ministro Gelmini,
che, dopo settimane di dichiarazioni e smentite, passando per un articolo di
legge (art.3 c.
( da "superEva notizie" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola
Il mese di maggio in "Documentarsi Online" Di
seguito quanto pubblicato nella Guida superEva durante questo mese del 2009
Serve il permesso di soggiorno per partecipare agli esami di maturità?
Nonostante la chiarezza di quanto prevede la legge a tal proposito, alcuni
dirigenti scolastici sembrano sentirsi in dovere di
aggiungere confusione alla già poco agevole situazione dei cittadini[.] Esami:
una buona condotta e ottime
performance in ginnastica salvano la media Il voto di condotta
e quello di educazione fisica faranno media per l'ammissione all'esame di
maturità di quest'anno Boom di privatisti nelle scuole non statali ai prossimi
esami di maturità La legge spesso aiuta i furbi. Questa è una di quelle
volte e in tanti ne stanno approfittando. Come mai questi ritardi nel
modificare una legge che chiaramente dà diversi vantaggi ai privatisti? Di[.]
La vicenda di Don Peppe Diana in un volume a Fumetti L'iniziativa volta a
divulgare tra alunni e studenti, grazie tavole a fumetti, le vicende di
personaggi simbolo della lotta alle mafie e certamente pregevole e non può che
assere apprezzata da[.] DVD in scuole per diventare bravi contribuenti Averci
pensato prima!!! Smart Inclusion: per avvicinare la scuola ai piccoli pazienti
Le nuove tecnologie hanno l'importantissima funzione di avvicinare la società
alla ricerca anche evidenziando quanto queste ultime possono fare in termini di
servizi per i cittadini. Cosa[.] UExte: l'Europa per i giovani L'Europa delle
opportunità per i giovani A metà anno 'bocciati' in condotta
18mila studenti Il modo di proporsi in classe, a quanto pare, condiziona ma non
troppo il rendimento generale dei nostri studenti. Al sud è maggiore la
presenza di studenti dal comportamento un po' turbolento. Di[.] Italia paese
con stampa libera? Non per Freedom House Nella classifica annuale stilata da
Freedom House, l'Italia perde posizioni. La libertà di stampa che si gode in
Italia non solo non è aumentata ma anzi da quando è premier ilproprietario[.]
Influenza suina: informazioni utili Vi preoccupa il "virus A/H1N13. Non è
chiaro a cosa mi riferisco? In effetti il nome scientifico rende poco quindi
meglio chiamarla "Influenza suina". C'é anche da dire[.] PUBBLICITà
PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre
opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di
ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 29 maggio 2009 in:
Articoli » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre
opinioni
( da "Corriere delle Alpi" del
30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Le lezioni finiranno in via eccezionale il 5 giugno Aule
sgomberate ieri da mamme e maestre BELLUNO. Intanto ieri pomeriggio si è svolto
il consiglio di Circolo al liceo classico Tiziano (doveva essere alle Gabelli,
ma è inagibile) dove si è parlato della sicurezza alle elementari. In realtà
all'ordine del giorno non era previsto questo argomento che è stato inserito
all'ultimo minuto. Il direttore didattico, Fulvio De Bon, ha rassicurato i
genitori annunciando che l'amministrazione si accinge ad un intervento radicale
sulla struttura così da poter dare la garanzia assoluta della sicurezza. Basta
quindi con i rattoppi, questa volta ci sarà l'intervento strutturale. Inoltre,
visto che i bambini sono ospiti dell'istituto Sperti, per non gravare sulle
normali attività della scuola il consiglio, su proposta del direttore
didattico, ha deciso di far terminare le lezioni il 5 giugno invece del 9, con
qualche giorno di anticipo sul calendario. Il rappresentante del gruppo di
lavoro, Biagio Giannone, ha poi fatto presente come sia necessario che tutti i
genitori vengano informati in modo chiaro e trasparente su quanto accaduto ieri,
per evitare fraintendimenti. E così per questo motivo, in
coda alla riunione in programma il 3 giugno prossimo sulla riforma Gelmini, verrà inserito anche questo
argomento. Ieri dalle 14.30 alle 17 le maestre e alcune mamme, su richiesta di
De Bon, hanno spostato tutto il materiale lasciato dai bambini allo Sperti.
( da "Repubblica, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 11 - Interni Il presidente dei vescovi evita
riferimenti personali. "La Chiesa offre il Vangelo a tutti" Bagnasco
e la morale dei politici "Occorre coerenza di comportamenti"
"L´emergenza educativa riguarda tutto il Paese ed è causata anche dai
cattivi modelli tv" ORAZIO LA ROCCA CITTà DEL VATICANO - «L´integrità
morale richiede coerenza di comportamenti». Torna a battere il tasto
dell´etica, per la seconda volta in cinque giorni, il cardinale-presidente
della Cei, Angelo Bagnasco. Il porporato ne aveva già parlato lunedì
all´apertura dell´assemblea dell´episcopato, in Vaticano, nella prolusione, in
riferimento all´attuale crisi etica della politica italiana. Ieri lo ha
ribadito nella conferenza stampa conclusiva, lanciando anche l´allarme
«dell´emergenza educativa che grava sul nostro paese», definita dal porporato
«drammatica e preoccupante», anche a causa dei cattivi «modelli» offerti dal
sistema televisivo pubblico e privato. Il cardinale non ha fatto nomi e,
tantomeno, ha additato situazioni particolari, ma quando gli è stato chiesto un
parere sulle polemiche nate attorno al caso Berlusconi-Noemi ha usato più volte
la parola «coerenza», collegandola agli insegnamenti della Chiesa, «che offre
il suo servizio a tutti, politici, credenti e non credenti, sperando che tutti
possano accettarlo». «Parlare di etica», ha aggiunto Bagnasco, «significa
parlare di quella ricaduta del Vangelo nei comportamenti concreti di ogni
credente». Il presidente della Cei ha sottolineato che «la nostra statura
interiore dipende molto dall´impianto delle nostre convinzioni e dalla coerenza
dei nostri comportamenti». L´attuale governo e il suo leader - è stato chiesto
a Bagnasco - sono in grado di accogliere i richiami morali della Chiesa? «La
Chiesa - è stata la risposta - senza voler entrare nella questione della
collocazione partitica dei cattolici, parla a tutti e spero
che ogni ascoltatore sia un ascoltatore benevolo e intelligente». Il cardinale
ha parlato anche di immigrazione, criticando indirettamente i respingimenti
(«L´accoglienza è nel dna degli italiani»). Sulla scuola
cattolica si è augurato che «per coerenza si arrivi
anche ad un sostegno economico adeguato in modo che le famiglie possano
scegliere liberamente tra il servizio statale e non statale».
( da "Repubblica, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 35 - Commenti LE FAMIGLIE E IL NO (SEGUE DALLA
PRIMA PAGINA) Se dal punto di vista politico quel che conta è l´incapacità di
un presidente del consiglio di affrontare la verità dei fatti, che le sue
contraddizioni hanno finito per rendere rilevante, dal punto di vista sociale a
colpire è l´atteggiamento della famiglia Letizia, ragazza e genitori, la loro
incapacità di dire, a suo tempo, un semplice (e ragionevole) no che avrebbe
cambiato la storia. Quale storia? Quella di un piccolo nucleo umano alla
periferia di Napoli, ma anche quella d´Italia. Perché è evidente che quel
nucleo è lo specchio di un Paese. E´ la superficie sulla quale può vedere il
proprio volto rivelato quella maggioranza consapevole di italiani che (a
prescindere da come ha votato) si è consegnata non tanto a un uomo, a una
guida, quanto a uno stile di vita, a un´ideale che preferisce la scorciatoia
all´etica. Prendiamo solo gli eventi acclarati ed esaminiamoli staccandoci dal
particolare, senza relegarli ai nomi che ne nascondono la dimensione universale.
In un luogo lontano dal cuore dell´impero e dalla luce dei riflettori (tendenti
a coincidere) una coppia di genitori alleva una figlia sperando, come tutti
tendono a fare, che la sua vita sia più fortunata della loro. La madre
augurandole il successo nello spettacolo che lei non ha potuto avere. Il padre,
l´accesso a quel potere di cui lui ha solo conosciuto l´anticamera. A un certo
punto, per circostanze che qui non rilevano, book o cartolina, entra in
contatto con la ragazza un uomo al di fuori della sua portata. Di cinquant´anni
più grande, potente e, si aggiunga, sposato. Saltiamo i preliminari e
consideriamo una sola tra le cose accertate: quest´uomo invita la ragazza a
passare un capodanno nella sua villa in Sardegna. Che sia ospite insieme ad altre
dozzine di esemplari può essere considerata un´attenuante o un´aggravante,
dipende dai punti di vista. Il fatto resta. E qui sorge la domanda sul rapporto
con i figli, che non è quella mal mirata posta dal segretario del pd Dario
Franceschini. La domanda è: se hai una figlia minorenne e un settantenne,
maritato e potente l´invita a casa sua per le feste, come reagiresti? Che cosa
induce i genitori a guardarla fare la valigia e magari aiutarla a infilarci le
calzette rosse? Non pensano a possibili rapporti piccanti, certo: pensano al
bene di lei, alla carriera che potrà schiudersi, come è già per altre, nello
spettacolo o nella politica. Questo sognano la ragazza, i suoi genitori,
l´Italia in cui da almeno una generazione, viviamo. Ora, è luogo comune a questo
punto scagliare l´anatema contro il diavolo: è stato lui a venderci questi
sogni, a far deviare dalla strada maestra asfaltando scorciatoie verso
direzioni che sono altrettanti precipizi. Più che una spiegazione un alibi, una
copertura per la mancanza di spina morale che nessun palinsesto avrebbe potuto
piegare se fosse esistita. E´ vero che le tentazioni sono tante e facili. Un
qualunque pulcino ballerino può attraversare una passerella di presunti talenti
, tuffarsi nell´altro canale e vincere, chessò, il Festival di Sanremo. Una
qualsiasi faccia da citofono può piazzarsi in una casa, cicalecciare a comando
e diventare una celebrità. Se, in un´altra epoca, Montanelli scriveva che
l´ingresso al governo di Giovanni Goria ridava speranza a tutte le mamme con un
figlio non troppo dotato, l´investitura delle Carfagna,
Brambilla, Gelmini ha
prodotto madri pronte a preparare alle figlie il trolley rosa per la Sardegna.
Volere questo, volerlo in questo modo, non è un delitto. Proporre questo,
proporlo in questo modo, non è un delitto. Il diavolo fa il suo mestiere.
Quelli a cui telefona rispondono come possono. La vera domanda è una:
perché non riescono a dire no? Quando e come hanno perso gli anticorpi? Quando
questo scambio è diventato la normalità del vivere qui e ora? Quando ne è valsa
la pena? Quando? A quale risveglio e dopo quanto sonno? E non è questione che
riguarda uno spicchio di società, individuabile politicamente o economicamente.
E´ una situazione generalizzata, trasversale. Ognuno incontra il proprio
diavolo, prima o poi. E può decidere come rispondere alla sua proposta. Può accettarne
l´invito: in Sardegna, nel salottino televisivo che dà la popolarità, alla
tavola dei signori che distribuiscono le cariche. O può proseguire nella sua,
lunga, strada. Non è una decisione in cabina elettorale, è molto più di così.
Riguarda la capacità di essere se stessi, lottare da soli contro i limiti
imposti dal caso e dalle virtù, sconfiggerli o accettarli senza l´aiutino del
presentatore o l´affettuosa benevolenza di chi dà e trucca le carte. Riguarda,
soprattutto, la possibilità di costituire un esempio per le generazioni a
seguire, affinché la prossima sappia da sé rispondere allo squillo del
cellulare: "Pronto, ciao: sono papi
" "Lei ha sbagliato numero".
( da "Borsa e Finanza" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
FONDI & RISPARMIO La finanza entra a scuola con Anasf.
E passa dal Senato «Economic@mente» è l'iniziativa di educazione al risparmio
realizzata dall'Associazione dei pf con Progetica. Pronti due disegni di leggi
in materia di Simona Cornaggia - 30-05-2009 PROGETTI «Economic@mente-Metti in
conto il tuo futuro». Si chiama così il progetto di educazione finanziaria per
gli studenti delle scuole superiori messa a punto dall'Anasf in collaborazione
con Progetica. L'obiettivo dell'iniziativa è formare gli investitori di domani
sui temi del risparmio, partendo dalle loro esigenze di vita e dalle esperienze
personali. «Di educazione finanziaria Anasf ne parla da sempre - dichiara Elio
Conti Nibali, presidente dell'Associazione nazionale dei promotori finanziari -
E questo progetto è solo l'ultimo anello di una serie di iniziative realizzate
dall'Associazione in più di un decennio e che ruotano intorno al
risparmiatore». Ma quale il timing dell'operazione? «Abbiamo avviato contatti
sul territorio - prosegue Conti Nibali - e da settembre 2009 saremo pronti a
diffondere il programma educativo nelle scuole superiori italiane». Aggiunge
Gaetano Megale, presidente di Progetica: «Partendo dal concetto di ciclo di
vita e dall'analisi degli eventi che scandiscono le fasi di transizione della
famiglia verrà trattato il tema del valore della pianificazione finanziaria per
raggiungere i propri obiettivi in maniera efficace ed efficiente. Inoltre
verranno spiegati gli strumenti del mercato che consentono di soddisfare le
esigenze della vita». Ma in cosa consiste il programma di educazione
finanziaria nelle scuole? «Si articola in sei moduli: la proposizione dei
contenuti sarà interattiva e coniugata con gli interessi e le motivazioni degli
studenti - spiega ancora Conti Nibali - Non mancheranno simulazioni,
eserciziari e test di verifica». E a proposito di educazione finanziaria, va
osservato che Maria Ida Germontani (Pdl) e Maria Leddi (Pd), senatrici della 6ª
Commissione finanze e tesoro, hanno presentato due differenti disegni di legge
in materia che dovrebbero iniziare a breve l'iter di discussione in Senato. IL
DDL GERMONTANI. Il disegno di legge della senatrice del Pdl è stato assegnato
alla Commissione industria del Senato in febbraio. È composto da tre articoli e
focalizza l'attenzione soprattutto sulle società di credito al consumo, che
dovrebbero stanziare fondi per programmi di educazione finanziaria. Come si
legge nell'articolo 3, «... le società finanziarie che erogano crediti al
consumo sotto qualunque forma o modalità mettono a disposizione una somma pari
al 5% delle spese realizzate per pubblicizzare la propria attività
nell'esercizio finanziario dell'anno precedente per la realizzazione di
progetti di educazione finanziaria». Come mai solo il credito al consumo?
«Perché lì è più facile che si scivoli, che non si capiscano le condizioni dei
contratti - dice Germontani a B&F - Ci siamo ispirati anche a ciò che sta
facendo la Colorado Housing & Finance Authority, che ha istituito corsi
gratuiti di First Time Homebuyers con la finalità di alfabetizzare i nuovi
proprietari di casa». Ma non è un po' riduttivo? «In effetti, ci siamo resi
conto che bisognerà allargare il campo, comprendendo tutti gli istituti che
sono a contatto con risparmiatori e consumatori - afferma Germontani - Faremo
audizioni ad ampio raggio con Abi, Assosim, Assogestioni, Anasf e altri». Nel
ddl però non si fa esplicito riferimento all'educazione finanziaria nelle
scuole. «Anche qui, coinvolgeremo il ministero dell'Istruzione - concude Germontani - Mariastella Gelmini ha già previsto l'insegnamento dell'educazione civica nelle
scuole, cui si potrebbe affiancare l'educazione finanziaria» IL DDL LEDDI. Il
disegno di legge della senatrice del Pd va, invece, più nello specifico.
Premesso che «l'educazione finanziaria si rivolge a tutti i cittadini senza
distinzioni, attraverso azioni di informazione, sensibilizzazione e
formazione», all'articolo 4 (il ddl è composto da quattro articoli) si afferma
che «il ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca ha facoltà
di inserire l'educazione finanziaria tra le attività didattiche della scuola
primaria e secondaria, in linea con le raccomandazioni delle istituzioni
europee». Come nel disegno di legge Germontani è istituito un comitato
«composto da rappresentanti delle associazioni dei consumatori, del mondo
accademico, del sistema bancario e da un esperto di educazione finanziaria
accreditato presso la Commissione europea o il Parlamento europeo». Anche in
questo caso, nella relazione introduttiva, Leddi scrive che «il costo dei
progetti sarà totalmente a carico dei soggetti che li intendono realizzare,
previa presentazione al comitato... Il comitato definirà anche una modalità di
contribuzione per i soggetti che intendono avere un ruolo di sostenitori dei
lavori del comitato». OLTRECONFINE. All'estero già da tempo sono in atto
programmi di educazione finanziaria. In Gran Bretagna, dal
( da "Tirreno, Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Pisa Giovani e legalità, studenti pisani
protagonisti Sono rientrati dal loro viaggio sulla "Nave della
Legalità" i due docenti e i sei studenti della classe II/A dell'Itc
Pacinotti di Pisa. Unica scuola di IIº grado della Regione ad avere avuto
questa opportunità per aver vinto la selezione regionale del concorso
"Giovani Imprese di Legalità" con il progetto "Avventure nel
Parco", coordinato dalla professoressa Isabella Ghilarducci. Laura
Ancillotti, Debora Braccio, Federica Donati, Filippo Bertolini, Andrea Del
Mancino, Lorenzo Faoro sono i sei studenti della classe vincitrice ad essere
stati selezionati; Patrizia Cappadonna e Alberta Tellarini le due docenti
accompagnatrici. Il viaggio da Napoli a Palermo e ritorno è stato integralmente
finanziato dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone e la trasferta Pisa-Napoli e ritorno dal Comitato provinciale per l' Unicef di Pisa
con la collaborazione dell'assessore alla Formazione e Lavoro, Anna Romei. I
giovani studenti hanno fatto la traversata da Napoli a Palermo con altri 1500
loro compagni di tutta Italia alla presenza del ministro dell'Istruzione Gelmini e del procuratore nazionale
antimafia Grasso. LE TRAME
( da "Tirreno, Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Mancano gli insegnanti Asili, a rischio per i tagli 77
sezioni FIRENZE. Ancora tagli che penalizzano la scuola: 77 richieste di nuove
sezioni di scuole per l'infanzia in Toscana rischiano di non avere insegnanti e
personale all'inizio del nuovo anno scolastico. Lo denuncia l'assessore
regionale Gianfranco Simoncini, che ha scritto una lettera
al ministro Mariastella Gelmini. In sede di assegnazione degli organici per la scuola
dell'infanzia, i sindacati hanno riferito che il ministero ha assegnato alla
Toscana, per l'anno scolastico 2009/10, un organico corrispondente
all'"organico di diritto" dell'anno 2008-09 e non quello
corrispondente all'"organico di fatto". E questo, a fronte di
una forte crescita della domanda, determina, oltre all'impossibilità di
garantire nuovi servizi idonei ad evitare liste di attesa, anche la messa a
repentaglio del servizio assicurato per l'anno in corso.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data:
2009-05-30 - pag: 21 autore: Ricerca. Il ministro Gelmini a Bruxelles Fase operativa per
il programma spaziale «Gmes» Enrico Brivio BRUXELLES. Dal nostro inviato «Sono
stanca di sentire che non investiamo in ricerca. Basta con questo piagnisteo
nazionale. L'Italia è autolesionista e tante volte non vede le proprie
eccellenze». Ha un momento di sfogo, il ministro dell'Istruzione e della
ricerca, Mariastella Gelmini, mentre sottolinea
l'importanza dell'investimento di 300 milioni da parte dell'Italia nel progetto
europeo Gmes (Global monitoring for environment and security). Il programma
spaziale prevede il lancio di satelliti sentinella per l'osservazione del globo
terrestre, per il controllo ambientale, la risposta a catastrofi e per fini di
sicurezza, contemplando in tutto l'impegno di 700 milioni da parte dell'Unione
europea e di 700 da parte dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea. E proprio ieri
a Bruxelles nel corso del Sesto consiglio dello spazio, che ha raggruppato
tutti i rappresentanti dei paesi componenti l'Esa e l'Unione europea, co-presieduto
dalla Gelmini (come presidente Esa), i ministri hanno
deciso di accelerare i tempi del passaggio dalla fase teorica a quella
dell'applicazione pratica del programma Gmes. «Abbiamo registrato i successi
sul piano tecnico e scientifico - ha spiegato la Gelmini
ma senza nascondere la necessità di migliorare le applicazioni economiche e le
ricadute per i cittadini e le imprese». Il sistema europeo di osservazione del
globo, basato in una prima fase su cinque satelliti sentinella che poi saranno
seguiti da altri tre, vede l'Italia giocare un ruolo chiave con Francia e
Germania. «Non dobbiamo avere alcun timore reverenziale nei confronti di altri
paesi europei e non - osserva la Gelmini - in quanto
l'Italia è riconosciuta come uno dei fondatori di Esa e con un maggiore
potenziale». Un ruolo importante è affidato ad aziende italiane come Thales
Alenia Spazio Italia e la Selex Galileo (gruppo Finmeccanica), ma con ricadute
anche per molte piccole e medie imprese, anche del centro sud. «è ora di
smetterla di sostenere che le piccole e medie imprese non investono in
innovazione - dice il ministro – nulla di più falso: il settore spaziale
dimostra che vengono premiate quelle Pmi che hanno saputo rinnovarsi e fare
investimenti importanti ». La Gelmini fa presente che
molte apparecchiature nei satelliti Esa e della Nasa sono di progettazione
italiana. Un esempio? Il gravimetro made in italy nel satellite Goce, uno
strumento di alta precisione per la misurazione della gravità terrestre. Il
ministro sottolinea il contributo di Pmi provenienti dal Sud – in particolare
da Basilicata, Campania e Puglia – al settore spaziale. E promette anche
importanti effetti positivi nel Mezzogiorno dai 3,2 miliardi previsti dal
Settimo programma quadro comunitario 2007/ 2013. Tuttavia, sostiene la Gelmini, «non ha senso l'attuale frammentazione, nella
ricerca ci vuole una programmazione nazionale che si concentri su poche
priorità essenziali». Con grande attenzione al monitoraggio dei risultati. «Non
firmerò accordi di programma - avverte il ministro - senza valutare ex post gli
effetti concreti in trasferimento di brevetti, in arricchimento tecnologico e
in ricadute per il territorio». © RIPRODUZIONE RISERVATA RUOLO PRIORITARIO
L'Italia investe 300 milioni nel progetto europeo per creare una rete
satellitare di monitoraggio del pianeta Terra IL CONTRIBUTO Importanti le
ricadute per il sistema delle Pmi del Sud che producono tecnologia e per i
gruppi industriali
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Provincia di Nuoro Pagina 5019 Austis. Cresce la protesta
Tagli nella scuola, la Giunta restituisce le schede elettorali Austis.. Cresce
la protesta --> Decisi a non votare alle europee. Anche il sindaco di Austis
Lucia Chessa e tutta la Giunta hanno riposto le schede elettorali nell'urna
preparata dalle mamme del comitato spontaneo, scese in campo per protestare
contro il taglio delle scuole ad Austis. L'intera comunità ieri è scesa in
piazza per affermare che la scuola non si tocca. Come era stato annunciato fin
dalla scorsa settimana, la manifestazione di protesta ha coinvolto tutta la
popolazione. Assieme a genitori e a bambini della scuola elementare (da otto
giorni non entrano a scuola), hanno invaso le vie del paese anche i genitori e
gli alunni della scuola materna e delle medie. «Per difendere il diritto
all'istruzione per i nostri figli - hanno urlate le mamme del comitato
spontaneo di protesta - siamo decise a rinunciare anche a un sacrosanto diritto
come quello del voto. Niente scuola e quindi niente voto alle prossime
europee». Già nei giorni scorsi un centinaio di schede elettorali, raccolte in
un'urna preparata dal comitato di protesta, erano state restituite al sindaco.
L'azione di protesta si è scatenata quando, la scorsa settimana, le mamme dei
bambini della classi terza e quarta elementare sono venute a sapere che a
partire dal prossimo anno scolastico le due classi saranno accorpate in
pluriclasse. Le norme della riforma Gelmini non consentono di tenere in
piedi classi con meno di nove alunni e purtroppo ad Austis sia la terza che la
quarta elementare sono composte da appena otto alunni. «Non si tiene conto,
magari introducendo opportuni interventi di deroga alle norme, che siamo in
zone disagiate di montagna - osservano i portavoce del comitato spontaneo dei
genitori - e non viene considerato che interrompendo la continuità
didattica in una delicata fase delle elementari, di fatto si taglia ai nostri
figli il 50% di diritto all'istruzione». Su un lenzuolo bianco appeso a una
delle inferriate che cingono la scuola si legge: Volete uccidere il paese?
Toglieteci la scuola. La convinzione generale è infatti
che si sia di fronte a un primo input per una serie successiva di nuovi bocconi
amari da far digerire. Presto sarà la scuola materna ad essere chiusa, già
adesso ridotta ad una sola sezione, e nei prossimi anni il ridimensionamento colpirà anche la scuola media, quella scuola dei Ragazzi della speranza che ha
portato a termine la tredicesima edizione del raduno biennale cui ha
partecipato anche una scuola della Corsica. ATTILIO LOCHE
( da "Unita, L'" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Maria Di Falco Se fosse un insegnante? Vorrei fare i miei
complimenti a Franceschini per il coraggio dimostrato dicendo che non farebbe
educare i suoi figli da Berlusconi. Se alcuni genitori scoprissero che il
maestro dei propri figli andasse con minorenni, se scoprissero che ha in corso
e ha avuto molti procedimenti penali anche se per molti è intervenuta la
prescrizione, se desse versioni sempre diverse di fatti accaduti in aula
sarebbero tranquilli? Non credo, anzi farebbero di tutto per rimuovere l'insegnante!
Nevio Pelino Parole al vento Nello scorso mese di settembre
la Gelmini rassicurò i
genitori con parole rimaste a lungo sul sito del MIUR: nessuno sarebbe stato
bocciato con un cinque! Ma una circolaretta di pochi giorni fa la smentisce:
alle scuole medie per essere promossi occorrono tutti sei, senza se e senza ma.
Perché le parole di un ministro valgono così poco? E perché da ragazzini di
12-13 anni si pretendono sufficienze piene, mentre i diciottenni sono ammessi
alla maturità anche con quattro in italiano e matematica? Che senso ha questo
mondo alla rovescia? Giovanni Gualtiero Dei giudici davvero imparziali
Assistiamo tutti i giorni allo spettacolo del premier infuriato contro i
giudici rossi, alla continua ricerca di giudici imparziali da cui farsi
giudicare. Ora ha un nuovo giudizio da giudici, evidentemente per lui,
preparati e imparziali: i suoi figli. A rigore il rapporto di stretta parentela
è il primo elemento che individua la mancanza di obiettività nel giudizio ma la
logica non ha più dimora nel nostro Paese. Marco Lombardi Todo modo Todo modo
di Leonardo Sciascia (1974). Un monastero, il ritiro spirituale di personalità
importanti del potere nazionale, cinque giovani amanti, due omicidi. E questa
citazione: «Pensa che succederebbe, sui giornali, se venisse fuori che gli
esercizi spirituali di cinque di questi potenti erano confortati dalla presenza
delle loro amanti». «A parte il fatto che non un giornale, non uno dico, ne
parlerebbe... Che cosa credi che succederebbe? Pochi si indignerebbero, molti
si divertirebbero; e qualcuna di queste donne finirebbe col fare un film, e
magari un film intitolato Esercizi spirituali... ». Ebbene, oggi stampa e
televisioni diffondono tranquillamente torbide storie del genere. È forse il
risultato di una maggiore libertà per il giornalismo d'inchiesta? O non
l'effetto diretto di un senso comune che fa del sopruso del potente, si diceva,
un valore aggiunto per ambo le parti: dimostrazione di potenza per il
corruttore, capacità di rendersi appetibile per il corrotto? Nell'uno o
nell'altro caso qualcosa, di sicuro, è cambiato. Lucio Serrani Interrogativi
piccanti Agli italiani non dovrebbe interessare se il premier ha avuto
«rapporti piccanti» con Noemi, ma se ha mentito, cosa ormai accertata dalle
numerose contraddizioni emerse, e perché ha mentito. Non si tratta di essere
spergiuro, ma mentitore. Inoltre agli italiani dovrebbe interessare di capire
perché un primo ministro inviti per festeggiare il Capodanno nella sua tenuta
in Sardegna 40-50 ragazze, di cui alcune minorenni. L'aspetto personale o
quello pubblico di Berlusconi, che, per il ben noto conflitto di interessi di
cui il premier è portatore, finiscono per intrecciarsi e confondersi. Su questo
gli italiani dovrebbero riflettere, sul fatto cioè se che chi è mentitore e chi
confonde gli interessi privati con quelli pubblici possa continuare a governare
un paese che si ritiene democratico. Gipia C. Emilio Fede e Vincenzo Vita Il 26
maggio, per caso, ho visto Vincenzo Vita nelle grinfie di Emilio Fede. Quest'ultimo
non ha avuto scampo. Vita gli ha mollato un colpo perfetto in diretta, ha solo
detto, e ciò che conta è il tipo di pubblico a cui lo ha detto, che la
Capogruppo PD Finocchiaro ha chiesto che si discutesse subito la giacente
proposta di riduzione del numero di parlamentari e che la maggioranza ha votato
contro, benché il loro leader faccia "spot" millantando questa
volontà. Aveva poco tempo, ma lo ha usato bene.
( da "Corriere della Sera" del
30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data:
30/05/2009 - pag: 3 CENTRODESTRA Berlusconi e la Moratti «Podestà in Provincia
Basta con questa sinistra» Lecandidateinlista:guardatecibene,nonsiamoveline
«Penati è senza vergogna». Chiamata a sostenere il candidato della Provincia
Guido Podestà, il sindaco Letizia Moratti sceglie la strada dell'attacco
diretto all'avversario dell'europarlamentare del Pdl nella conquista della
presidenza di Palazzo Isimbardi. La Moratti incalza: «Penati rivendica
l'importanza del tema sicurezza? Peccato che alle riunioni del Comitato
provinciale non si sia mai fatto vedere o giù di lì. E peccato non abbia mai
partecipato ai molti incontri in cui i vertici istituzionali di tutta Italia
chiedevano interventi e aiuti al governo». Circolo della stampa, sala gremita.
Podestà, a otto giorni dal voto, presenta i candidati al consiglio provinciale
e vengono a dargli man forte, appunto, la Moratti e il presidente della
Regione, Roberto Formigoni. Il vice coordinatore del Pdl, Massimo Corsaro,
introduce lo spot che il presidente Silvio Berlusconi ha registrato per
Podestà: «Guido Podestà dice il premier nel messaggio che andrà in onda sulle
tivù locali è l'uomo giusto per governare la Provincia di Milano dopo cinque
anni di immobilismo totale della sinistra ». Miele per le orecchie di Podestà,
che in mattinata aveva digerito con classe la gaffe dell'assessore regionale
Raffaele Cattaneo, che intervenendo al suo fianco a un convegno gli si era
rivolto come 'presidente Penati': «Basta con questo vizio di chiamarmi Penati
ha risposto scherzando e alludendo al fatto che pochi giorni fa anche la
Moratti aveva invitato a votare 'Guido Penati' . Non lo capisco anche perché
mia moglie mi dice che sono molto più bello di lui». Dopo lo spot di
Berlusconi, tocca poi alla Moratti che attacca l'attuale presidente e chiede
«un cambio deciso » in Provincia «che renderebbe più facile un lavoro congiunto
fra le istituzioni ». Così Formigoni: «Il Pdl si presenta anche qui a testa
alta con candidati eccellenti e programmi non fumosi che nascono dalla nostra
capacità di stare tra la gente e ascoltarla». E se il Governatore torna sulla
volontà delle istituzioni del Pdl di aiutare le famiglie e i singoli in questo
momento di crisi economica, «perché non vogliamo lasciare solo nessuno».
Podestà torna a parlare di sicurezza riprendendo il filo del discorso della
Moratti. «Ho scoperto che Penati potrebbe dare il via a una sorta di ronde
comunica, riferendosi all'iniziativa annunciata in mattinata dai rappresentanti
della Lista Penati» e immagino che intenda affidarne il coordinamento al
portavoce dei Centri Sociali, Daniele Farina. Perché è bene ricordare che è
questa la gente di cui si circonda il candidato del centrosinistra». Podestà
prosegue poi annunciando che «noi non faremo l'assessorato per la Pace nel
mondo, come ha fatto la giunta uscente. Perché noi preferiamo i fatti ai
proclami ideologici: e quindi, una volta eletti, collaboreremo con chi guida la
città e la Regione a Milano e seguiremo progetti per indurre lo sviluppo in
quei paesi». Critica Carla De Albertis, candidata alla presidenza della
Provincia per Nordestra: «Ecopasticcio. Expobidone, Milano capitale dell'accoglienza,
25 stupri commessi da clandestini dall'inizio dell'anno, parchi dove non si
fuma ma si stupra. Senza contare il "modello Triboniano" e gli
ineffabili patti di legalità coi rom: non c'è che dire, un modello
"esemplare" di amministrazione efficiente quello che Podestà vuole
seguire... » Tornando a Podestà, è massiccia sul rush finale la mobilitazione
dei vertici del Pdl a suo favore: come ha ricordato Corsaro, mercoledì prossimo 3 giugno nel pomeriggio saranno presenti in
piazza San Carlo molti ministri, da Gelmini a Bondi, da La Russa a Frattini, da Sacconi a Cicchitto che
insieme a sindaco e Governatore daranno il loro appoggio a Podestà. E il giorno
dopo, il 4 giugno, sarà la volta di Silvio Berlusconi e del ministro Umberto
Bossi che al Palaghiaccio tireranno la volata al loro candidato.
Applausi dei candidati al consiglio provinciale: tra di loro, il capogruppo
uscente Bruno Dapei, il direttore della Fondazione Stelline Pietro Accame, il
braccio destro del ministro La Russa Gianni Stornaiuolo, Paolo Gatti,
attualmente responsabile dei rapporti con la città dell'assessorato comunale
all'Urbanistica. In lista anche molte donne: da Roberta Capotosti a Camilla
Musiacchio, da Barbara Calzavara a Cristina Crupi. Inevitabile la battuta: «Ci
guardi bene: non siamo veline ». Elisabetta Soglio \\ Basta con questo vizio di
chiamarmi Penati. Anche perché mia moglie mi dice che sono molto più bello di
lui In corsa / 1 La biografia Guido Podestà, 62 anni, è stato eletto per la
prima volta a Strasburgo nel 1994 (rieletto nel '99 e nel 2004) La presidenza
Per 8 anni, dal 1997 al
( da "Brescia Oggi" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
«Vino, la riforma Ocm è una sciagura» ALLA PERLA DEL GARDA
DI LONATO UN AFFOLLATO CONVEGNO SUL FUTURO DELLA VITIVINICOLTURA ITALIANA ED
EUROPEA PRANDINI: È UNA MINACCIA PER I PRODUTTORI E LA QUALITA' DEL NOSTRO
PAESE. MARINI: COMBATTIAMO LE LOGICHE OMOLOGANTI 30/05/2009 rss e-mail print I
relatori al convegno organizzato a Lonato dalla Coldiretti Oltre seicento i
presenti in sala durante il convegno, organizzato da Coldiretti Brescia, che
nella serata di domenica scorsa, ha dato appuntamento a Lonato, nella sede
della cantina «Perla del Garda», a dirigenti dell'organizzazione e autorità, ma
soprattutto a produttori e rappresentanti del mondo vitivinicolo: dai consorzi
di tutela ai tecnici di settore. Un'iniziativa promossa con il chiaro obiettivo
di dibattere sul futuro del vino, in Italia ma anche in Europa, considerato che
dall'Unione Europea passa gran parte delle norme che regolano l'agricoltura,
settore vitivinicolo compreso. «La riforma dell'OCM vino» (cioè il quadro normativo
che disciplina il settore a livello comunitario) «varata a fine 2007, e che sta
ora entrando in vigore, è una sciagura per la miglior vitivinicoltura del
nostro Paese - ha sottolineato chiaramente il presidente di Coldiretti Brescia,
Ettore Prandini nel suo intervento di saluto introduttivo. - È necessario che
il nostro Paese, ma soprattutto chi lo rappresenta a livello comunitario,
modifichi atteggiamento rispetto a quanto è successo fino a un paio d'anni fa.
Su ortofrutta e vino, due settori in cui l'Italia avrebbe dovuto avere un peso
specifico almeno pari alla sua vocazione produttiva - ha aggiunto -, ne siamo
usciti con le ossa rotte. Ora è necessario lavorare per limitare i danni».
Michele Satta e Vittorio Moretti hanno raccontato le loro esperienze di
imprenditori vitivinicoli di successo a Bolgheri (nella Maremma livornese) e in
Franciacorta. Storie diverse, con percorsi professionali anche molto distanti
tra loro ma accomunate dalla capacità di valorizzare il territorio - il terroir
come lo chiamano i francesi -, ovvero quell'insieme di caratteri (uve, clima,
paesaggio, tradizione, etc.) che rendono unico ed irripetibile un vino. Paolo
Massobrio, giornalista ed esperto del settore, si è quindi soffermato sulla
cultura del vino e sui rischi di veder associato il consumo del prodotto
ottenuto dall'uva all'abuso di alcool. «È un problema culturale», ha sottolinea
Massobrio offrendo lo spunto al ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, per annunciare il progetto di educazione alimentare che il suo
Dicastero sta predisponendo congiuntamente a Coldiretti con l'obiettivo puntato
sulle scuole dell'obbligo. In Europa, ha poi aggiunto, si deve andare con
competenza e determinazione, senza rinunciare a battaglie legittime a difesa
delle nostre eccellenze. Di analogo tenore le considerazioni
dell'europarlamentare, Mario Mauro, che ha voluto ribadire l'importanza di
contare e di pesare in Europa. Sergio Marini, presidente nazionale di
Coldiretti, ha invitato la politica a esercitare il proprio ruolo con
responsabilità e strenua determinazione, soprattutto a livello europeo dove,
altrimenti, prevalgono gli interessi di pochi, di quelle lobbies e di quelle
multinazionali che vorrebbero omologare e standardizzare tutto offrendoci
prodotti industrializzati di bassa qualità, fatti con materie prime scadenti e
anonime. Il futuro e la competitività del comparto agroalimentare italiano
passa, invece, dalla capacità di valorizzare le mille ricchezze
dell'agricoltura, le tipicità e le distintività che si riflettono nella
straordinaria ricchezza del patrimonio enogastronomico italiano. «Dobbiamo
combattere le logiche omologanti di multinazionali e grande distribuzione
organizzata - ha detto il leader nazionale di Coldiretti -. Il successo del
vino deriva proprio nelle caratteristiche di unicità che ogni produttore ha
saputo esaltare. Il progetto che la nostra organizzazione ha presentato al
Governo qualche giorno fa si propone di mutuare il modello di successo del
settore vitivinicolo anche negli altri comparti dell'agricoltura italiana: dal
latte alle carni. Il settore primario nazionale - ha concluso il presidente
Marini - è in grado di competere sul mercato mondiale, ma le regole del gioco
non possono impedirci di usare le nostre carte migliori». Al termine
dell'interessante convention - moderata dal giornalista Marco Gatti - ha
portato un breve indirizzo di saluto anche il presidente della Provincia di
Brescia, Alberto Cavalli.
( da "Sicilia, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
newspapergame @@titolo@@la festa di premiazione Catania.
«E tu come ti chiami?». Alla prima scuola sul palco, un liceo di Agira,
incastrata tra Melody e Tindaro una ragazzina si presenta: «Noemi». E poi non
dite che gli studenti-giornalisti di NewspaperGame non sono sul pezzo. Qualche
anno fa se intervistavano il bidello o la compagna di banco super secchiona era
già un successone; alla tredicesima edizione degli Awards, celebrata in un
luogo scolasticamente adeguato come il cinema Abc di Catania (nuova casa
televisiva di Salvo La Rosa), li senti riferire di video
conferenze con Walter Veltroni, colloqui con il ministro Maria Stella Gelmini, chiacchierate con Claudia Mori,
conversazioni con Lunetta Savino; tutte nella stessa pagina. «Un momento, non
abbiamo mica finito, l'ultimo articolo l'abbiamo dedicato ai cinepanettoni,
interpellando direttamente Massimo Ghini e Christian De Sica». Del mezzo
milione di alunni siciliani appartenenti a questa nuova razza
giornalisticamente evoluta, settecento sono accomodati in sala a ridosso delle
prime file interamente trasformate in succursali di assessorati. Ma gli eroi
del pomeriggio degli Oscar per una volta sono gli sbarbatelli come Francesco e
Nicola, che arrivano da Lentini ma sembrano Actarus e Tetsuya con le loro
pettinature modello Amici.
Tutti scientificamente glamour in giacca e brillantina, dai 15 anni in su,
mentre i più piccoli si giocano con illimitata sfrontatezza
quei pinocchietti che le scuole stanno mettendo al bando. La Rosa presiede
alternandosi a Gino Astorina, «assunto con contratto da co-co-co: comico
co-conduttore». E quando introduce gli Zero assoluto, benché il nome risulti
poco incoraggiante nelle vicinanze degli esami, all'applausometro si capisce
che i settecento gradiscono. Giusto perché la serata va anche in tv e non può
essere troppo "gggiovane", il siculo Mario Incudine si insinua tra i
due sanremesi e i tre trentini frangettosi di X Factor, i Bastard sons of
Dioniso. I saluti, come sempre, spettano al direttore del nostro giornale,
Mario Ciancio Sanfilippo. «Devo rimediare a una gaffe terribile», esordisce sul
palco fissando La Rosa. Il presentatore già si immagina in colbacco a spedire dispacci da un avamposto giornalistico della
Siberia. «Lei ha chiesto applausi per tutti - prosegue l'editore - ma nessuno
ha applaudito lei. Questo spettacolo ogni volta mi commuove. E voglio
aggiungere una cosa che non è stata messa in risalto: NewspaperGame è una bella
dimostrazione di libertà di stampa, perché nessuno dice a questi ragazzi cosa
scrivere». E' il suo compleanno e la figlia Angela, amministratore delegato de
La Sicilia Multimedia, gli dedica la musichetta di auguri. «Se c'è qualcuno che
ha una passione smisurata per i racconti è sicuramente mio padre. E finché
qualcuno racconterà le storie con passione, come fanno questi studenti, il
mondo della comunicazione, che si parli di carta stampata, radio, tv o web,
andrà avanti». Emanuele Grosso
( da "Sicilia, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
La sicurezza degli edifici Siracusa. I due corsi di laurea
in Beni culturali vengono sacrificati sull'altare dell'eccellenza formativa.
Siracusa mantiene solo la facoltà di Architettura e perde il corso di Scienze
dei beni culturali dipendente da Lettere e quello di Tecnologie e restauro dei
beni culturali della facoltà di Scienze matematiche che dal 2010 sarà
trasferito a Catania. Ciò è quanto deciso dal Consiglio d'amministrazione
dell'ateneo di Catania, a cui l'insediamento accademico aretuseo fa capo. Una
decisione che mette così in pratica il «pacchetto serietà» voluto dal precedente governo di
centrosinistra con il decreto Mussi e poi ripreso dal ministro Gelmini che pone fine alla logica dei
«laureifici» per puntare a un'università di maggiore qualità. A ciò si affianca
anche una questione economica che coinvolge l'ateneo
assieme alla Provincia e al Comune di Siracusa, a cui per convenzione compete
il mantenimento dei corsi accademici. L'ente provinciale, in particolare, ha un
debito di 13 milioni di euro nei confronti dell'università etnea. Per colmare
questa lacuna economica, il presidente della Provincia, Nicola Bono, ha inviato
la somma di 3 milioni e 900 mila euro per l'anno 2008-09 e un piano di rientro
per il pregresso che, tuttavia, non è stato approvato dal Cda dell'ateneo. Per
queste ragioni, Bono e il sindaco Visentin promettono battaglia, assieme ai
vertici del consorzio universitario «Archimede», Salvo Baio e Mario Cavallaro.
La lettera a firma del rettore Antonino Recca con cui si comunica il
«terremoto» nell'insediamento siracusano ha provocato immediate reazioni di
protesta dei vertici degli enti siracusani riunitisi ieri e che minacciano
azioni legali e chiedono un incontro al ministro Gelmini.
Smorza i toni il rettore Recca, snocciolando tutti i requisiti richiesti dai
decreti ministeriali che pongono fine alla politica delle università sotto
casa. «Nessun attacco ad personam
afferma Recca : dobbiamo mettere in pratica quanto deciso dal governo che
intende rilanciare l'università secondo canoni di eccellenza. In quest'ottica,
si inseriscono i cospicui tagli voluti dal
ministero che obbligano gli atenei ad una seria riflessione. La situazione non
coinvolge solo Siracusa, come testimonia anche ciò che sta accadendo a Ragusa
dove l'insediamento accademico sarà pure ridimensionato per le stesse motivazioni.
Tutto questo era stato detto durante l'ultimo incontro con i vertici delle
amministrazioni siracusane e nessun impegno è stato disatteso da parte nostra:
il Cda ha ritenuto inaccettabile la proposta siracusana». Isabella di bartolo
( da "Sicilia, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
associazione «lamba doria» Visite alle batterie costiere
Siracusa-Augusta Nuccio Schillirò Quello che non ti aspetti, un fulmine a ciel
sereno. Nessuno pensava fino a ieri che potesse accadere e invece la realtà è
drammaticamente davanti ai nostri occhi. L'argomento è il taglio ai corsi
universitari deciso dal consiglio di amministrazione dell'ateneo di Catania. Ci
si era lasciati, a conclusione di un incontro fra il rettore Antonino Recca, il
sindaco Visentin e il presidente della Provincia, Bono, con una stretta di mano
che sembrava chiudere una lunga e caldissima discussione. In apparenza sembrava
che il motivo del contendere fosse un debito pregresso della Provincia verso
l'università di Catania, un debito che, con lettera sottoscritta dal presidente
Bono, impegna ora la Provincia a un piano di rientro per quanto dovuto in
passato, mentre per il presente si passava subito a saldare tutto. Ma non era
solo una questione economica l'argomento sul tavolo, anzi quello era forse il
meno importante, piuttosto era in ballo il decreto Gelmini e i tagli imposti dal Governo. E
la conferma è giunta giovedì sera attraverso la decisione del consiglio di
amministrazione. Adesso c'è incredulità e rabbia in città fra gli addetti ai
lavori. Noi andiamo oltre la decisione e sottolineiamo come sia grave
penalizzare una città che mostra da alcuni mesi, in un contesto
drammatico per la crisi economica, di voler recuperare terreno, di volersi
proporre con una immagine nuova, pulita, combattiva, vincente. L'impatto è di
quelli che tolgono il fiato, le conseguenze potranno essere valutate nel tempo,
ma è certo che l'intero movimento culturale verrà penalizzato, proprio quando
si stava vivendo una primavera di grandi speranze. Il G8 Ambiente, lo
straordinario successo dell'Inda, i musei tornati a vivere intensamente, il
flusso turistico che riprende vigore, sono tutti segnali importanti. Sull'altro
fronte la decisione è chiarita con le decisioni del Governo che chiede il
massimo rigore per gli atenei, al fine di non sperperare energie economiche. Si
spiega così la decisione di non poter tenere in vita corsi che non hanno le
prerogative minime. Al di là del dovuto economico c'è infatti da tenere in
considerazione che oggi un corso di laurea ha bisogno di docenti di ruolo e di
un numero minimo di studenti, nonché di corsi triennali con l'aggiunta della
specializzazione. Qui così non è, e da questo e solo da questo, deriva la
decisione. Stando così le cose, per non disperdere il patrimonio di esperienze
e di eccellenze, forse sarebbe più opportuno, anziché inveire e alzare i toni,
rimboccarsi le maniche e cominciare a pensare a un corso di Architettura che
possa diventare in tempi brevi, a livello nazionale, un fiore all'occhiello. A
volte è meglio fare una cosa bene che tante senza raggiungere grandi risultati.
Una nuova ottica per l'università siracusana, imposta dall'alto, ma alla quale
forse sarebbe bene adattarsi fin da subito, per rilanciare con i fatti e
mostrare le grandi potenzialità che possiede questa città.
( da "Sestopotere.com" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola
Mirandola (MO) : Festa della Repubblica con omaggio ai
Sindaci (30/5/2009 15:59) | (Sesto Potere) - Mirandola (MO) - 30 maggio 2009
-Martedì 2 giugno il Comune di Mirandola ha organizzato la celebrazione
ufficiale per la Festa della Repubblica. Alle ore 10 al Cimitero cittadino
avverrà la deposizione di corone sulle tombe dei Sindaci del dopoguerra Nino
Lolli e Celso Gherardi, dellon.
Mario Merighi e ai Monumenti ai Caduti della Guerra 1915-18 e dei Partigiani.
La cerimonia sarà accompagnata da una formazione di ottoni della Fondazione
Scuola di Musica “Andreoli”. Sarà presente una
delegazione del Comune gemellato di Villejuif (Francia) guidata dal Sindaco
Claudine Cordillot. Una corona sarà portata anche a Modena, sulla tomba dellex Sindaco Oreste Gelmini.
( da "Stampa, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Maturità, esami per 1700 Anche il voto
di condotta quest'anno fa media (assieme
all'educazione fisica) per l'ammissione all'esame di maturità. Numeri che
possono rivelarsi decisivi. Per esempio un
( da "Corriere delle Alpi" del
31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Ieri vertice tra amministrazione comunale, genitori,
circolo e maestre. Ribadita la necessità di un intervento strutturale interno
ed esterno Le Gabelli chiuderanno per un anno Prade: «Le rinnoveremo». Caccia
ai fondi e a una sistemazione dei bimbi BELLUNO. Le Elementari Gabelli chiuse
fino a quando non saranno eseguiti i lavori strutturali. E ci vorrà del tempo.
La decisione è stata presa ieri durante il vertice tra il sindaco, gli
assessori Dal Pont e Passuello, il direttore didattico Fulvio De Bon e i
rappresentanti di genitori e maestre. Ora il Comune è impegnato a reperire i
soldi per l'opera e una sede per il prossimo anno scolastico. «La nostra
intenzione è fare le Gabelli nuove», ha detto il sindaco Antonio Prade. «Oltre
a rifare tutti i soffitti, sistemeremo anche i muri interni e le mura esterne
tinteggiandole: insomma vogliamo che diventi una scuola nuova di zecca. Per questo
già da lunedì», ha continuato il primo cittadino «mi attiverò per chiedere
fondi al Governo. Ho in programma di chiamare il presidente Silvio Berlusconi, il ministro Gelmini con cui ho già ottenuto un appuntamento telefonico, il ministro
Bondi e anche il responsabile della Protezione civile, Guido Bertolaso.
Dobbiamo mobilitare tutti i canali, perchè l'opera supererà certamente il
milione di euro». Gli uffici nel frattempo stenderanno al più presto un
progetto complessivo di ristrutturazione dell'edificio, che «è bene
ricordarlo, è di valore storico e architettonico e quindi sottoposto alla
tutela della Soprintendenza», precisa Prade. Il Comune dovrà anche trovare una
nuova sede per gli alunni. E su questo punto il comitato dei genitori delle
Gabelli ha espressamente chiesto che si cerchi all'interno del centro
cittadino. «Le attività didattiche devono rimanere in centro, perchè una
sistemazione diversa creerebbe problemi alle famiglie», ha ribadito il
presidente del comitato genitori, Biagio Giannone che aggiunge: «In quella
scuola non entreremo nè noi nè i nostri figli se non sarà radicalmente
ristrutturata. Se l'altra volta ci siamo fidati, questa volta non succederà
più». «L'amministrazione si è resa disponibile a mettere 475mila euro per
l'intervento, ma noi riteniamo che un'opera adeguata e sicura costi ben oltre.
Basta rattoppi anche perchè se l'anno scorso, quando si parlava di metterla a
posto, servivano 1,2 milioni di euro, adesso sicuramente costerà di più.
Infatti, non ci accontentiamo più che vengano sistemati i soffitti ma chiediamo
anche all'esterno una rinfrescata e una messa in sicurezza. La scuola è vecchia
ed è un peccato lasciarla cadere così». L'amministrazione si è quindi mossa in
queste ore «per contattare le scuole del centro», dice l'assessore Passuello,
che sono per lo più istituti superiori «alla ricerca di aule da mettere a
disposizione per gli scolari. Nei prossimi giorni si saprà con una certa
precisione la scelta del Comune». Giornate intense anche per il direttore
didattico, che da venerdì è alla prese con l'organizzazione di questa
emergenza. E l'impresa non è facile. «Abbiamo richiesto al sindaco che la sede
alternativa per il prossimo anno venga comunicata al più presto, almeno entro
il 12 giugno, prima cioè della consegna delle pagelle ai genitori, così da
poter fornire a tutti alcune indicazioni di massima su quello che succederà da
settembre». Ma ancora prima un incontro con i genitori è fissato per il 3
giugno alle 18.30 alle scuole di Castion. Intanto se i bambini e le maestre
sono stati tutti spostati alle Sperti, la segreteria e alcuni bidelli sono
rimasti, malgrado l'ordinanza di sgombero del sindaco, nella scuola, per
sbrigare le ultime formalità. Infatti non è stato ancora trovato un posto dove
sistemare la segreteria e tutte le pratiche amministrative del Iº circolo. «Per
il momento siamo qui ma speriamo che a breve, entro mercoledì, il Comune possa
indicarci una sede alternativa per queste esigenze» dice preoccupato il
direttore didattico. «Speravamo che l'alloggio lasciato libero dall'altro
circolo in via Simon da Cusighe potesse esserci concesso, ma è già occupato. E
quindi adesso la scelta si fa difficile».
( da "Mattino di Padova, Il" del
31-05-2009)
Argomenti: Scuola
LE PAGELLE Pierobon è superbo PIEROBON. Gli devono fare un
monumento. A parte l'incomprensione iniziale con Pesoli, è superbo
nell'intercettare i «missili» terra-aria di Pagano e Paraschiv. Voto: 7,5.
TURATO. Per poco Docente non lo beffa. Determinante nell'azione del vantaggio. Voto: 6. PESOLI. Un'incertezza con Pierobon, poi entra (bene) in
partita. Ma esce per stiramento. Voto: 6. Dal 2' st ROSSINI. Di testa c'è
sempre. Voto: 6. CHERUBIN. Solito baluardo. Voto: 6,5. TEOLDI. Presidia la
fascia con sicurezza. Voto 6. OLIVEIRA. Non si produce nelle
accelerazioni che gli sono tipiche, ma fa la sua parte. Voto: 6. Dal 15' st
VOLPE. Il giusto inserimento nel momento cruciale. Voto: 6. CASTIGLIA. Lotta,
corre e dà tutto. Voto: 6. IORI. Un punto fermo nella partita decisiva. Peccato
che se ne vada. Voto: 7. MARCHESAN. Un protagonista. Umile e votato al
sacrificio, offre a Meggiorini la palla del
( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Torino "Difenderemo Askatasuna non è solo
un edificio occupato" Rizzo: enfasi sugli sgomberi, un contentino alla
destra "Non vogliamo metterla sul piano dell´ordine pubblico ma non ci
tireremo indietro Abbiamo un ruolo sociale siamo parte della città"
FEDERICA CRAVERO «Se si sgombera Askatasuna ognuno si prende le proprie responsabilità
perché non attaccano solo un edificio occupato ma una realtà sociale. Non
vogliamo metterla sul piano dell´ordine pubblico, anche se è ovvio che non ci
tireremo indietro. Il nostro non è un ricatto, ma difenderemo Askatasuna con
ogni mezzo necessario e anche noi ci prenderemo le nostre responsabilità». Lele
Rizzo è uno dei leader del centro sociale di corso Regina Margherita che nel
1996 è stato occupato, dipinto di rosso e chiamato Askatasuna, che vuol dire
libertà. Terza lettera della nella sigla Eta, Euskadi Ta Askatasuna, patria
basca e libertà. Ha letto dai giornali che in Comune si sta parlando del loro
possibile futuro sgombero dalla palazzina in cui già prima dell´occupazione
c´era il progetto di un centro anziani. «Un progetto che periodicamente è stato
riproposto, ma mai concretamente avviato - continua Lele Rizzo - Mi fa un po´
ridere vedere soprattutto com´è nata questa nuova enfasi a proposito degli
sgomberi, tirata fuori in un tavolo sulla sicurezza bipartisan che deve dare un
contentino alla destra e alla Lega, quando in realtà Torino ha ben altri
problemi da affrontare». Durante la seduta del tavolo, indetta proprio per
parlare degli ultimi fatti legati al movimento antagonista, dal G8
dell´università agli attacchi alle sedi della Lega, era stato proprio il
sindaco Sergio Chiamparino a presentare una lettera indirizzata al ministro
dell´Interno Roberto Maroni, in cui si annunciava un piano di sgomberi,
compatibilmente con le decisioni di questura e prefettura legate alle
circostanze e alle conseguenze di ordine pubblico, che partiva dai due edifici
per cui erano già presenti dei progetti di recupero: l´Askatasuna, appunto, e
l´Asilo di via Alessandria, dove un´associazione romena dovrebbe aprire un
centro di assistenza per stranieri. «Continuano a parlare di noi come se
fossimo una realtà esterna alla città, solo un edificio occupato. Invece dentro
Askatasuna c´è un mondo di persone diverse, di residenti, di anziani, di
bambini che sono molto più reali e concrete delle cose che fanno loro»,
risponde per tutti. E snocciola la palestra popolare di boxe, la parata di
carnevale, i genitori contrari alla riforma Gelmini, i gruppi di acquisto
alternativi, i concerti e la ludoteca per i bambini, che con il centro sociale
dividono anche il cortile della scuola. Tutto messo in piedi da «quattro
ciucchi», come ha definito i ragazzi dei centri sociali l´esponente della Lega
Nord Mario Carossa. «Siamo 50 nel collettivo e molti di più ne
coinvolgiamo nelle iniziative - puntualizza ridendo Lele Rizzo - Ma per favore,
bisogna anche smettere di tirare per i capelli Askatasuna ogni volta che c´è
qualcosa: il G8 per esempio è stata una mobilitazione universitaria, non
organizzata da noi. E anche a proposito delle iniziative degli anarchici: noi
non giudichiamo quello che fanno gli altri, ma ci sembra che siano state
iniziative montate più dai giornali. E poi noi veniamo tirati in mezzo a tutto.
Certo capiamo a chi giova questo atteggiamento, a chi vorrebbe sgomberarci».
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
RAVENNA CRONACA pag. 7 Oltre 2100 ragazzi si preparano
alla Maturità SCUOLA CON IL NUOVO REGOLAMENTO SULLE VALUTAZIONI PIÙ DIFFICILE
AVERE VOTI ALTI ALL'ESAME SONO
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
31-05-2009)
Argomenti: Scuola
PIANURA pag. 19 VIGNOLA PREOCCUPAZIONE e incertezza
animano gran... VIGNOLA PREOCCUPAZIONE e incertezza animano gran parte del
mondo della scuola. In attesa dell'entrata in vigore della
riforma Gelmini, docenti e
famiglie delle scuole d'infanzia e primarie vignolesi si interrogano sugli
effetti che tale riforma avrà sulla direzione didattica di Vignola, una delle
più grandi d'Italia. E su questo tema interverrà oggi la parlamentare Angela
Bastico che è attesa per un incontro nel parco della biblioteca Auris alle 16.
30. «Le famiglie si domandano cosa succederà con l'apertura dell'anno
scolastico 2009-2010 afferma Paola Covili, presidente del consiglio di circolo
e madre di un'alunna di scuola primaria . Cosa significa il superamento
dell'attuale modello modulare e delle compresenze nella scuola primaria? Cosa
succederà nelle classi a tempo pieno? Come potrà attuarsi, con i tagli di
organico previsti, il potenziamento dell'offerta formativa? Come e quando
avverrà "la graduale messa a regime" anche per le classi successive
alla prima?» xxx A PREOCCUPARE le famiglie vignolesi, l'ipotesi di tagli agli
organici delle scuole e la grave situazione finanziaria della direzione
didattica che, come si legge nel verbale dell'ultima seduta del consiglio di
circolo, vanta un credito di circa 325mila euro nei confronti dello Stato, una
esposizione che già da quest'anno scolastico in via di conclusione ha ridotto
la capacità di sostenere e fronteggiare le più banali spese di funzionamento,
prime fra tutte le supplenze. «Ci chiediamo continua Paola Covili se il
personale docente e ATA sarà ridotto e se sarà confermata l'assegnazione a
Vignola dell'ulteriore sezione di scuola dell'Infanzia richiesta. L'anno
scolastico 2008/2009 aveva segnato un risultato positivo: tutti i bambini in
ingresso nella scuola dell'Infanzia erano stati inseriti nel percorso
scolastico ma non si era ancora evidenziato il "piano di
razionalizzazione" successivamente proposto». «Al fine di dissipare questa
serie di dubbi conclude il presidente del consiglio di circolo chiediamo
pubblicamente all'Ufficio Scolastico provinciale e regionale di intervenire in
sede d'organico di fatto e garantire la nuova sezione di scuola dell'infanzia e
assegnare nuove risorse organiche anche per la scuola primaria». Carla Tassi
( da "Unita, L'" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
«Babele di riforme e insulti ecco i veri mali dell'Università»
Non solo baroni La demonizzazione degli Atenei? Parliamo anche del taglio
cronico delle risorse Governi e imprese in Italia non hanno cultura di
innovazione. Ed ecco perché i cervelli fuggono Parentopoli, ricerca bistrattata
e pochi studenti con il titolo di dottore. Tutti addosso all'Università
pubblica. È davvero la grande malata? «È convalescente ma questo governo la sta
uccidendo - sottolinea Massimiliano Fiorucci, 41 anni, professore associato di
pedagogia generale e sociale a Roma Tre -. L'opposizione e il Pd dovrebbero
farsi sentire di più». Di quali veri mali soffre l'Università italiana? «La
demonizzazione degli Atenei, innazitutto. Parlare solo di baroni e parentopoli,
che pure ci sono, è riduttivo. C'è il problema grosso delle risorse. Poi lo
scarso spazio ai giovani ricercatori, non c'è ricambio. Si fa tanta retorica
sulla centralità della formazione, della ricerca, dell'innovazione: da
vent'anni a questa parte però i governi, anche di centrosinistra, hanno ridotto
le risorse. Anche per la ricerca di base, che pur non avendo un immediato
ritorno in campo produttivo genera nuove idee». Come andrebbe affrontata la
questione? «Avendo un'idea di società e di università. C'è una frammentazione
dei saperi. È vero che c'è una proliferazione dei corsi di laurea. In Italia
abbiamo livelli bassi di istruzione nella popolazione attiva. Siamo il paese
con il minor numero di laureati. Ma soprattutto c'è una scarsa disponibilità
delle imprese ad assumere i laureati, perché costano di più e andrebbero pagati
meglio». Negli anni si sono susseguite riforme su riforme. Spesso solo
raccontate e mai fatte. «L'organizzazione universitaria è fortemente stressata
dai continui cambiamenti. Più che dedicarsi all'attività della didattica e alla
ricerca ci si arrovella sull'applicazione delle nuove norme. E c'è di peggio,
negli anni anche il linguaggio ha subito profonde trasformazioni: sono stati
adottate logiche di mercato ad un settore come l'università pubblica che non ha
finalità aziendale: termini come crediti, debiti formativi. Dovremmo invece
garantire Università di massa e qualificata». E come? «Utilizzando parametri di
valutazione che non siano solo l'efficacia e l'efficienza. La valutazione deve
essere un strumento per contribuire al miglioramento, non uno strumento di
punizione. Occorre inoltre puntare sull'internazionalizzazione: ci sono
pochissimi studenti e ricercatori europei e mancano le struttture per la loro
accoglienza». Il Pd ha sbagliato strategia sull'università? «Nel programma
dell'Ulivo alle ultime politiche c'erano elementi interessanti: la costruzione
di un sistema di valutazione, si prevedeva lo stanziamento di risorse ingenti e
la correzione della riforma del 3+2. Ma la politica si sa, è fatta di annunci.
Ricordo che proprio sotto il governo di centrosinistra, per risolvere lo
sciopero degli autotrasportatori, si è intevenuti pesantemente sulle risorse
stanziate per l'Università e la ricerca». Rimpiageremo
Berlinguer e Mussi o la Gelmini? «La Gelmini
non va bene per niente. I fondi sono stati ridotti in modo consistente. Non
abbiamo possibilità di assumere professori. Se uno va in pensione ne possiamo
assumere appena mezzo. Praticamente nessuno». Cosa vorrebbe che il Pd facesse
per l'Università? E di cosa invece è rimasto deluso? «Vorrei che il
Partito democratico facesse un progetto di riforma ascoltando le componenti
universitarie. Dialogo e confronto: non riforme illuminate dall'alto. Vorrei
che puntasse sull'università pubblica, il dottorato di ricerca e
l'internazionalizzazione e i giovani ricercatori». Ha senso trasformare gli
Atenei in soggetti di diritto privato come vuole fare il governo? «Trasformare
gli Atenei in fondazioni è pericolosissimo. Avrebbero risorse solo quelli
collegati con il mondo della produzione. Se una casa automobilistica avesse
interesse a sviluppare ricerche su nuovi motori, finanzierebbe le facoltà di
Ingegneria. Potrebbero sparire le umanistiche». Che tipo di opposizione sarebbe
efficace? «Quella che si batte per la laicità dell'università pubblica. A volte
invece ci sono prese di posizione ambivalenti. La vera questione è questa:
l'Università come tempio del sapere critico, dove gli studenti, i ricercatori e
i docenti possano coltivare interessi e proporre una nuova idea di società e
modelli di sviluppo». L'intervista
( da "Unita, L'" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Parentopoli, ricerca bistrattata e pochi studenti con il
titolo di dottore. Tutti addosso all'Università pubblica. È davvero la grande
malata? «È convalescente ma questo governo la sta uccidendo - sottolinea
Massimiliano Fiorucci, 41 anni, professore associato di pedagogia generale e
sociale a Roma Tre -. L'opposizione e il Pd dovrebbero farsi sentire di più».
Di quali veri mali soffre l'Università italiana? «La demonizzazione degli
Atenei, innazitutto. Parlare solo di baroni e parentopoli, che pure ci sono, è
riduttivo. C'è il problema grosso delle risorse. Poi lo scarso spazio ai
giovani ricercatori, non c'è ricambio. Si fa tanta retorica sulla centralità
della formazione, della ricerca, dell'innovazione: da vent'anni a questa parte
però i governi, anche di centrosinistra, hanno ridotto le risorse. Anche per la
ricerca di base, che pur non avendo un immediato ritorno in campo produttivo
genera nuove idee». Come andrebbe affrontata la questione? «Avendo un'idea di
società e di università. C'è una frammentazione dei saperi. È vero che c'è una
proliferazione dei corsi di laurea. In Italia abbiamo livelli bassi di
istruzione nella popolazione attiva. Siamo il paese con il minor numero di
laureati. Ma soprattutto c'è una scarsa disponibilità delle imprese ad assumere
i laureati, perché costano di più e andrebbero pagati meglio». Negli anni si
sono susseguite riforme su riforme. Spesso solo raccontate e mai fatte.
«L'organizzazione universitaria è fortemente stressata dai continui
cambiamenti. Più che dedicarsi all'attività della didattica e alla ricerca ci
si arrovella sull'applicazione delle nuove norme. E c'è di peggio, negli anni
anche il linguaggio ha subito profonde trasformazioni: sono stati adottate
logiche di mercato ad un settore come l'università pubblica che non ha finalità
aziendale: termini come crediti, debiti formativi. Dovremmo invece garantire
Università di massa e qualificata». E come? «Utilizzando parametri di
valutazione che non siano solo l'efficacia e l'efficienza. La valutazione deve
essere un strumento per contribuire al miglioramento, non uno strumento di
punizione. Occorre inoltre puntare sull'internazionalizzazione: ci sono
pochissimi studenti e ricercatori europei e mancano le struttture per la loro accoglienza».
Il Pd ha sbagliato strategia sull'università? «Nel programma dell'Ulivo alle
ultime politiche c'erano elementi interessanti: la costruzione di un sistema di
valutazione, si prevedeva lo stanziamento di risorse ingenti e la correzione
della riforma del 3+2. Ma la politica si sa, è fatta di annunci. Ricordo che
proprio sotto il governo di centrosinistra, per risolvere lo sciopero degli
autotrasportatori, si è intevenuti pesantemente sulle risorse stanziate per
l'Università e la ricerca». Rimpiageremo Berlinguer e Mussi
o la Gelmini? «La Gelmini non va bene per niente. I fondi
sono stati ridotti in modo consistente. Non abbiamo possibilità di assumere
professori. Se uno va in pensione ne possiamo assumere appena mezzo.
Praticamente nessuno». Cosa vorrebbe che il Pd facesse per l'Università?
E di cosa invece è rimasto deluso? «Vorrei che il Partito democratico facesse
un progetto di riforma ascoltando le componenti universitarie. Dialogo e
confronto: non riforme illuminate dall'alto. Vorrei che puntasse
sull'università pubblica, il dottorato di ricerca e l'internazionalizzazione e
i giovani ricercatori». Ha senso trasformare gli Atenei in soggetti di diritto
privato come vuole fare il governo? «Trasformare gli Atenei in fondazioni è
pericolosissimo. Avrebbero risorse solo quelli collegati con il mondo della
produzione. Se una casa automobilistica avesse interesse a sviluppare ricerche
su nuovi motori, finanzierebbe le facoltà di Ingegneria. Potrebbero sparire le
umanistiche». Che tipo di opposizione sarebbe efficace? «Quella che si batte
per la laicità dell'università pubblica. A volte invece ci sono prese di
posizione ambivalenti. La vera questione è questa: l'Università come tempio del
sapere critico, dove gli studenti, i ricercatori e i docenti possano coltivare
interessi e proporre una nuova idea di società e modelli di sviluppo».
( da "Unita, L'" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Alle scuole medie fa l'esame solo chi ha almeno il
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 6 MA DI QUALE famiglia stiamo
parlando? «Come ha scritto Michele... MA DI QUALE famiglia stiamo parlando?
«Come ha scritto Michele Serra: la famiglia è quel luogo dove c'è qualcuno che
ti prepara la spremuta quando hai l'influenza». Risponde così Francesca
Puglisi, responsabile Cultura e Infanzia per il Pd, in pole come assessore alla
Scuola se Flavio Delbono vincerà le elezioni, tra le mamme che hanno dato
battaglia alle Longhena. Poi va oltre: «L'amministrazione sostiene deve porsi
l'obiettivo di non far mai sentire le persone sole. Se c'è un bisogno, le
donne, gli anziani o le coppie omosessuali devono essere sullo stesso piano».
Puglisi chiarisce il suo concetto di famiglia ieri mattina, a una conferenza
stampa delle donne Pd. Ma Delbono, che non ha partecipato all'incontro,
condivide l'orientamento? Lo staff del candidato rimanda al programma. Nelle
premesse, «così vogliamo governare», c'è scritto: «Ci candidiamo alla guida di
una coalizione di centrosinistra, ampia e coesa, che mette al centro dei propri
valori l'antifascismo e i principi ispiratori della nostra Costituzione nata
dalla Resistenza, primo fra tutti il contrasto ad ogni forma di
discriminazione, come previsto dall'articolo 3 della Costituzione». A CHI le
ricorda l'articolo 29 «la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come
società naturale fondata sul matrimonio» , Puglisi osserva: «A Bologna esiste
il registro delle unioni civili. Bisogna partire dai bisogni. Sì, i diritti
devono essere uguali». Rita Ghedini, senatrice del Pd, aggiunge: «E' vero, c'è
la Costituzione ma bisogna anche considerare l'evoluzione della società, su cui
quest'amministrazione ha già fatto delle scelte». Tutte d'accordo, le donne,
nel coniugare il concetto di famiglia con quello di genitorialità. E
nell'archiviare l'iniziativa del candidato sindaco Valerio Monteventi unione
simbolica di coppie omosessuali ed eterosessuali come «folclore, una sparata,
una cosa che non è utile neanche a loro». La parlamentare Donata Lenzi si
augura, a titolo personale «un assessorato alle politiche sociali e familiari».
Una delega specifica sulla famiglia no, ha già detto Delbono. PUGLISI insiste
sull'allarme tempo pieno lanciato più volte dal suo candidato sindaco. «Abbiamo
fatto una ricognizione con genitori, insegnanti e sindacati fa sapere . In
provincia verranno a sparire 57 sezioni, vuol dire che la cosa riguarda più di
1.100 bambini. Di questi, 400-500 sono concentrati in città». Per Fabio
Battistini, candidato assessore a Famiglia e Scuola di Alfredo Cazzola, sono
venti... «Loro sono molto estranei a queste cose», commenta Sandra Zampa,
parlamentare Pd e portavoce di Romano Prodi. Alla domanda: quante risorse
impegnerete sul tempo pieno?, Puglisi sta vaga: «A
settembre vedremo l'effetto Gelmini. Perché è così, a giugno saluteremo insegnanti che forse non
ritroveremo». Tra gli obiettivi del centrosinistra c'è anche l'azzeramento
delle liste ai nidi bisogna poi fare i conti con 200 nuovi iscritti alle
materne e una spinta decisiva per arrivare in breve agli albi di Quartiere
delle badanti, progetto ormai in fase avanzata. Rita Bartolomei
( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XVI - Napoli WWW.NAPOLI.REPUBBLICA.IT Dai le tue pagelle agli azzurri Ultima giornata di campionato
e ultima possibilità di votare gli azzurri scesi in campo. Con un semplice
clic, basta andare sul sito internet di "Repubblica" Napoli:
www.napoli.repubblica.it. Da oggi, subito dopo la conclusione del match con il
Chievo, sarà possibile compilare la pagella del Napoli. Questi voti faranno media con quelli delle
giornate precedenti e all´inizio della prossima settimana sarà possibile
stilare una classifica definitiva dei migliori e dei peggiori giudicati così da
voi sul sito www.napoli.repubblica.it.
( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Milano Il preside del linguistico Manzoni li
chiama a rapporto L´appello ai genitori "Meno veline e più libri" Se
vogliono che i loro figli vadano bene a scuola, mamme e papà devono darsi da
fare. Convinto di questo, il preside del liceo linguistico Manzoni ha invitato
i genitori dei futuri primini a un incontro, tre mesi prima dell´inizio delle
lezioni. «Spiegheremo alle famiglie che se non ci danno una mano a trasmettere
un po´ di cultura ai ragazzi, la nostra sarà una missione impossibile», spiega
Pino Polistena, il dirigente. L´appuntamento con le 270 famiglie degli studenti
che da settembre frequenteranno la scuola è fissato per mercoledì alle 18
all´Auditorium San Carlo, in corso Matteotti. Oltre a invitare a controllare il
libretto dei voti dei ragazzi, e sollecitare «la diffusione in casa di libri e
dibattito», il preside metterà in guardia in guardia i genitori: «Devono sapere
da subito che la nostra scuola non è pronta a tollerare la difesa strenua dei
ragazzi a qualunque costo - dice - le madri e i padri che se la prendono con i
professori ogni volta che il figlio sbaglia arrecano un danno enorme, anzitutto
allo studente». La riunione di mercoledì sarà anche l´occasione per presentare
l´offerta didattica della Manzoni, scuola comunale d´eccellenza. Per
aggiudicarsi un banco in una delle due sedi dell´istituto, in via Rubattino e
via Lamennais, i futuri primini hanno dovuto superare un test d´ingresso
particolarmente severo. Ma lo studio e la preparazione non bastano, o almeno
questo pensa il preside. «La società oggi fornisce modelli culturali che per
gli adolescenti sono dannosi - dice Polistena - solo se le famiglie ci aiutano
a scardinare alcuni falsi miti possiamo davvero formare i ragazzi. In uno
slogan dico: meno Veline in tv e più letture». All´appuntamento è attesa anche
Mariolina Moioli, assessore comunale all´Istruzione, che apprezza l´idea del
preside e rilancia: «Le famiglie devono essere molto più presenti di quello che
sono nell´educazione dei ragazzi - dice - la collaborazione con gli insegnanti
è fondamentale». Una collaborazione che non sempre c´è,
come ha più volte detto anche il ministro all´Istruzione Mariastella Gelmini, che ha parlato per questo di
«emergenza educativa». Per il preside Polistena, «il vero problema per chi
lavora nel mondo dell´istruzione è che spesso deve lottare da solo, e da soli
non si va da nessuna parte». (f. v.)
( da "Tirreno, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Lucca Corsi di recupero inutili Gravi i deficit
degli studenti I fondi sono esigui e i tempi ristretti Alle medie spariranno
LUCCA. I corsi di recupero non bastano e spesso servono solo da tappabuchi per
un problema scolastico ben più ampio. è sostanzialmente questa la posizione di
presidi e studenti riguardo alle attività di recupero entrate in funzione nel
2007, con l'ordinanza dell'ex ministro dell'istruzione pubblica Giuseppe Fioroni,
che arriva puntuale come un orologio svizzero a meno di un mese dall'inizio dei
corsi di recupero estivi. I numeri delle insufficienze degli studenti
registrati dalla cronaca nelle settimane scorse segnalano in tutta la sua
evidenza la caduta a picco della scuola. Dalle medie alle superiori in tutta la
provincia le percentuali di insufficienti superano di gran lunga il cinquanta
per cento. Lacune accumulate durante gli anni di studio e poco risolvibili con
dieci ore di corsi di recupero. E su questo sono d'accordo i presidi lucchesi.
«Alle superiori arrivano studenti con mancanze gravi nelle abilità di basi -
spiega Andrea Menchetti, preside dell'istituto professionale "M.
Civitali"-. Il lavoro di recupero è difficile, dispendioso e poco efficace:
questi dati sono il segnale di un'emergenza dal punto di vista didattico e
operativo. Nella scuola superiore sono anni che si affrontano tutta una serie
di tematiche, evadendo il problema vero e centrale: vanno ridefiniti i
contenuti, i programmi disciplinari; le superiori dovrebbero dare allo studente
elementi e mezzi di livello superiore, non essere la prosecuzione o il
ridifinimento delle scuole medie. Ma per fare questo occorre investire con
grandi risorse». Risorse che però non ci sono. E inoltre: dieci-quindici ore di
attività di recupero bastano a colmare lacune trascinate per anni? Per la
dirigente dell'Itc "F. Carrara", Ave Marchi, no: «L'ordinanza 92 del
2007 (quella dei corsi di recupero) dell'ex ministro Fioroni non ha risolto i
problemi - dice -. Sia per l'esiguità dei fondi, sia perché ci sono vincoli
temporali per svolgere il corso, soprattutto per i recuperi estivi. Ogni ora di
recupero costa più di sessanta euro lordi, ai docenti vanno molto meno soldi e
con una ripartizione delle ore disponibili su tutte le classi, il tempo
effettivamente spendibile è davvero poco. Le difficoltà maggiori si riscontrano
al biennio: nel primo anno si passa da una valutazione di tipo descrittivo
delle medie ad una di misura, più severa. Il sistema scolastico italiano non ha
mai investito a sufficienza nella valutazione come misurazione e come verifica
dell'apprendimento. Che cosa si vuole valutare? E in relazione a quali livelli?
Di partenza, intermedi o finali?». Per i presidi dell'Ipsia "Giorgi"
e dell'Iti "Fermi" alla base c'è anche un problema di motivazione. «I
ragazzi che si iscrivono ai professionali - spiega Erminio Serniotti del
"Giorgi" - hanno una storia scolastica problematica: scarso
interesse, poca motivazione allo studio. E la scuola dovrebbe rimotivarli,
attraverso progetti innovativi, con l'utilizzo di strumenti che non siano il
semplice libro di testo. E anche i richiami al senso del dovere sono
controproducenti». «Il corso di recupero - dice il vice preside dell'Iti,
Ranieri Pelamatti -,è solo un palliativo e spesso viene vissuto dagli studenti
come "sono andato al corso di recupero e quindi il mio l'ho fatto".
Senza che poi ci sia uno studio individuale a casa. I ragazzi, inoltre, molte
volte vengono alle superiori con una scarsa motivazione allo studio, persa
negli anni scolastici precedenti». Ma veri e propri problemi si riscontrano
nelle scuole medie, dove i fondi a disposizione sono pochi
e i futuri tagli previsti dalla riforma Gelmini peggioreranno la situazione. «Nella scuola media andranno a scomparire
- afferma la dirigente scolastica della media "Chelini-Da Vinci",
Luisa Arcicasa - tutte quelle attività di recupero e di avanzamento. Già da
settembre, infatti, per la cattedra di italiano, storia e geografia sono
previste solo diciotto ore frontali. I soldi che abbiamo sono pochissimi
e dal prossimo anno non avremo più neppure il personale. Inoltre c'è uno scarso
raccordo di programmi e di metodologie tra scuola media e scuola superiore. La
media dovrebbe avere un'organizzazione più flessibile, con la possibilità di
intervenire negli studenti in difficoltà in tempo breve e in modo
individualizzato: bisognerebbe ci fossero ore aggiuntive dislocate su tutto
l'anno per seguire e far recuperare i ragazzi insufficienti. Ma con ore solo
frontali e con classi di 27 alunni come si potrà lavorare? E soprattutto con
quali risultati?». Nadia Davini
( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XIV - Genova Nelle pagelle un anno da record Juric
e Sculli i fedelissimi di Gasp Milito merita la Champions, Criscito è diventato
grande Rossi il capitano ideale, Palladino a corrente alternata, Olivera il
sesto uomo del basket CLAUDIO ONOFRI Rubinho 7: a Roma, ai tempi del primo
scudetto della Lazio, in porta c´era Felice Pulici e circolava questa
barzelletta: un signore chiamava al telefono la moglie di Felice chiedendogli,
se era possibile parlare con suo marito e lei, rispondendo «no, non c´è, è
uscito», si sentiva replicare «è impossibile!» sottolineando, col proverbiale e
inarrivabile sarcasmo romanesco, la più grande lacuna (il gioco aereo, of
course) di un portiere comunque amato. Rubinho, invece, esce eccome, è che non
sempre lo fa coi tempi giusti, l´altezza non lo aiuta, ma tra i pali e
soprattutto nelle uscite palla a terra, è tra i primissimi in Italia e, di
conseguenza, in Europa. Biava 7,5: un "mostro" nella pressione
"alta" e nell´anticipo, caratteristiche peculiari per un difensore
che gioca per Mr. Gasperson. Autentica sorpresa, per chi non lo conosceva bene,
tra l´altro fenomenale, nonostante l´altezza non siderale, sulle palle inattive
a favore. Ferrari 7,5: quando venne da noi la prima volta assieme a Kallon, io
e Ramon Turone lo bollammo "troppo pulito come difensore", etichetta
che, è suo dire, si è portata dietro fino all´inizio fino all´inizio di questa
stagione. Oggi sia io che, credo, il "prode" Ramon facciamo
volentieri "mea culpa", ribaltando il concetto in: "troppo forte
come difensore". Bocchetti 7,5: la media direbbe 6,5, tratta dall´8 per la
stagione nel complesso e 5 per quel paio di errori che un difensore non deve
fare "a prescindere", per dirla con Totò, cioè di concetto non tanto
da un punto di vista tecnico. Ma sarebbe ingeneroso per un ragazzo all´esordio
in Serie A che ha dimostrato personalità, è valido di testa, ottima padronanza
palla al piede e, alternandosi con Biava, si è evidenziato come regista
aggiunto. M. Rossi 8: "The captain", all´inglese, della squadra più
britannica d´Italia e non c´è bisogno di aggiungere altro
(al giocatore e alla persona).
Juric 8: Juric, presentato come il "figlio" adottivo di Giampiero
Gasperini si è imposto in brevissimo tempo come la
"longa manus" dell´allenatore in campo diramandone, a gesti e fatti
insieme, le velleità di un gioco fatto di pressing, aiuto ai compagni in fase
di possesso e non, intensità agonistica portata ai massimi livelli e udite,
udite, il tutto condito da piedi niente male. T. Motta 8,5: L´alchimia è un
antico sistema filosofico esoterico che combina elementi di chimica, fisica,
astrologia, arte, semiotica, metallurgia, medicina, misticismo e religione.
Usata come metafora calcistica per definire il "nostro" riscontriamo:
brasiliano di nascita e "scuola calcio" Barcellona. Risultante
chimica perfetta a delineare un "fenomeno". Completo come i grandi di
oggi, un po´ "birichino", ma con spiccatissima personalità. Criscito
7,5: "Ogni scarrafone è bello a mamma suie" dicono proprio a casa di
Mimmo (mi lodo e m´imbrodo lo so, l´ho portato io al Pio). Ma qui altro che
Scarrafone: pulito, duttile e corretto. Vero cuore genoano. Sculli 8: idem con
patate ciò scritto per Juric. L´elemento più migliorato dell´organico, migliaia
di chilometri percorsi, centinaia di palle recuperate, 8
gol in stagione come il voto al rendimento. Milito 9: Una carriera che grida vendetta
rispetto alle qualità tecniche. Medie gol impressionanti negli ultimi 6
campionati. Ma anche uomo squadra, per come attacca la profondità e detta il
passaggio ai compagni, per come difende la palla e fa salire la squadra e,
soprattutto, per un atteggiamento in campo che più positivo non si può (mai un
gesto sopra le righe verso compagni, avversari e arbitri). Merita la Champions
League. Palladino 7: in una annata dove si sono ribaltati tutti i concetti
storicamente propri al Genoa (mugugni e sfortuna), l´unica nota parzialmente
stonata è la parabola di Raffaele Palladino, invero determinante nella parte
centrale della stagione, ma in ombra all´inizio e sfigatissimo alla fine. Da un
elemento tra i più dotati tecnicamente dell´intera rosa, era lecito attendersi
qualcosina in più. Sarà per il prossimo anno? Jankovic 7: I giocatori si giudicano
alla lunga e Bosko Jankovic ha purtroppo dimostrato alcuni difetti che non gli
consentono, in rapporto ad una classe cristallina e una fisicità degna del
miglior calcio moderno di scalare, come potrebbe, le vette più alte del
professionismo pallonaro. Mesto 6,5: gli esterni di centrocampo nel gioco di
Gasperini sono essenziali nelle due fasi: attacco e difesa. Lui ha tutte le
qualità per emergere in tale contesto. Lo ha fatto in maniera discontinua.
Modesto 6: L´infortunio subìto col Napoli non lo ha certo aiutato
nell´inserirsi compiutamente. Papastathopulos 7: per me, in futuro, il più
forte difensore del Genoa e oltre; strapotere fisico quando difende così come
quando si distende sulla fascia di competenza. Van Den Borre 6: 24 le presenze
in campionato, mica male! Ma siamo anni luce distanti da una maturazione,
tattica e mentale, che gli consenta di esprimere qualità assolutamente da non
sottovalutare. Scarpi 7: Capitano non giocatore di primaria importanza.
Signorini 10: un solo minuto giocato, ma il più emozionante dell´intero
campionato. Olivera 7: l´uomo in più, il sesto uomo come nel basket. Gasperini
10 e lode: Coniugare bel gioco a risultati è difficile ovunque, in Italia è
impresa quasi impossibile! Da tre anni ci riesce con continuità! El Principe e
Thiago non me ne vogliano, ma se la scelta era obbligata, Preziosi (10 con due
lodi) ancora una volta ha optato per il meglio, tenendosi stretto il suo
Conducator. Milanetto 7: Se avesse i quadricipiti proporzionati alla
"testa", avrebbe fatto ben altra carriera e magari il Mou avrebbe
chiesto informazioni anche su di lui.
( da "Trentino" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
di Michele Stinghen Plebiscito per Bona, bilancio a +2,7
milioni Confermato il presidente dopo un 2008 da leader a Mori nonostante la
crisi Su 520 soci presenti, 410 hanno votato per la guida uscente Il direttore
Chizzola: «Investiamo molto sul territorio, aiutando anche le iniziative
comunali e il mondo del volontariato» MORI. Erman Bona è stato riconfermato a
larga maggioranza presidente della Cassa Rurale Mori Val di Gresta: per lui ben
410 preferenze su 520 soci presenti in assemblea. La rurale di Mori, tra le più
grandi banche di credito cooperativo della provincia, ha chiuso il 2008 con 2
milioni e 700 mila euro di utile e una posizione da leader nel territorio di
Mori. La Cassa Rurale Mori Val di Gresta infatti gestisce l'98% dei prestiti
sui Comuni di Mori e di Ronzo, e l'86% della raccolta diretta. Nel 2008 la
raccolta ha raggiunto i 301 milioni di euro (+ 17 milioni), i prestiti sono
saliti di 16 milioni, toccando 246 milioni. La banca ha 9 mila clienti, e 1550
soci. «Investiamo parecchio sul territorio - spiega il direttore Flavio
Chizzola - quest'anno abbiamo aumentato il numero di operazioni e la massa, e
l'istituto gode di buona salute. Siamo la 17ª rurale della Provincia come
volumi di raccolta. Siamo molto presenti sul territorio, nel 2008 abbiamo
investito 525 mila euro a favore delle iniziative comunali, delle associazioni
e del volontariato». Numeri lusinghieri, ma nel 2009 sarà tutta un'altra
storia: la crisi si sente, e anche a Mori. «A Mori c'è un forte rallentamento
dell'edilizia, alcune famiglie sono in difficoltà. Abbiamo un patrimonio
solido, e quest'anno faremo meno utile, per venire incontro alle famiglie. è
questo - commenta Chizzola - il compito che deve assolvere una cassa rurale». Ieri sera i soci - oltre 500 - hanno approvato il bilancio della
rurale, e riconfermato (quasi un plebiscito) Erman Bona come presidente. Sono
anche stati riconfermati consiglieri Franco Gobbi e Roberto Bianchi per Mori e
Gabriele Gelmini per Ronzo.
( da "Corriere della Sera" del
31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Cronache data: 31/05/2009 -
pag: 25 Scontro fra i banchi Intanto in Parlamento la proposta avanza Storia
locale e dialetto Contesa sulle materie della scuola «federale» La Lega le
vuole, per An sono una barbarie ROMA Una parola in dialetto, multa di 100 lire.
Una parolaccia, multa da 2 mila. Una bestemmia, fino a 5 mila. Così la scuola
Cesare Baronio, a Vicenza, costringeva gli studenti a parlare pulito. Era il
1999, sono passati solo dieci anni. Eppure sembra un'altra epoca. Oggi il
dialetto non è più una bestemmia: si studia, si parla e alle multe non pensa più
nessuno. Certo non ci pensa la Lega Nord che lo vorrebbe trasformare in un
insegnamento obbligatorio nella nuova scuola «federale », come la matematica o
la storia. La proposta, però, diventa un caso politico, e apre un'altra crepa
nei rapporti fra Lega e gli ex di Alleanza nazionale. È il Secolo d'Italia, il
giornale di casa, a dare voce ai dubbi che si addensano sulla sponda destra del
Pdl: «L'apprendimento coattivo del dialetto scriveva venerdì il Secolo in prima
pagina postula sul piano culturale, antropologico e istituzionale la
dissoluzione dell'unità d'Italia». Colpa della campagna elettorale, forse.
Perché in questi giorni di comizi ognuno tira acqua al suo mulino e sia il
dialetto che l'unità nazionale sono due bandierine da tenere bene in vista. Ma
resta il fatto: è un giornale alleato ad accusare la Lega di «approccio
mistificatorio» di «falsificazione mitografica di un passato mai esistito», di
voler «barbarizzare la tradizione italiana ». Fuoco amico da far invidia alla
litigiosa maggioranza del governo Prodi. Aveva cominciato giorni fa il ministro
per le Politiche agricole, il leghista Luca Zaia, a parlare di dialetto
obbligatorio a scuola. Poi era arrivato il commento freddino («progetto difficile da realizzare») di Mariastella Gelmini, anche se già adesso il
ministero della Pubblica istruzione finanzia 194 progetti per le lingue locali.
Poco dopo era stato il senatore leghista Federico Bricolo a rilanciare, con una
proposta di legge sparata a tutta pagina dalla Padania, fino all'ultimo contrattacco
del Secolo. Eppure, mentre Lega ed An se le danno di santa ragione via
giornale di casa, alla Camera zitto zitto il dialetto fa i suoi primi passi.
Mercoledì scorso è cominciato in commissione cultura il dibattito sulla
proposta di legge della leghista Paola Goisis che prevede proprio
l'insegnamento a scuola delle «lingue locali». Anzi, in quel testo c'è molto di
più. Perché si stabilisce che il ministero della Pubblica istruzione debba dare
più peso nei programmi alle «specificità culturali, geografiche e storiche
delle comunità locali ». Un esempio? Nella relazione che accompagna il testo
l'onorevole Goisis, che è anche insegnante, scrive che il «Risorgimento deve
essere ristudiato su basi regionali». E cioè: «Lo studio della realtà sabauda
per gli studenti del Piemonte può assumere un'importanza non inferiore a quella
che riveste lo studio della realtà borbone per gli studenti delle regioni
meridionali o del califfato arabo e dei ducati normanni per gli studenti della
Sicilia». Il Risorgimento e il califfato arabo. L'agenzia Ansa ha raccolto il
severo commento della deputata Pd Emilia De Biasi: «Va' a ciapà i rat». Lorenzo
Salvia Cartelli «Bérghem», cioè Bergamo, durante un corteo leghista Il Secolo
d'Italia «Il suo apprendimento postula la dissoluzione dell'unità del Paese» La
proposta di legge «Il Risorgimento deve essere ristudiato su basi regionali»
( da "Tirreno, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Livorno Solo noi siamo il vero centro La
strategia delle piccole cose di Moderazione popolare Io prof in campagna
elettorale senza lasciare i miei alunni LIVORNO. Con Natalina Vadalà,
insegnante di inglese all'istituto professionale Colombo, chiudiamo la serie
dei forum con gli aspiranti sindaci: è in lizza per Moderazione Popolare, alle
spalle ha un passato - ricorda - nel Partito repubblicano e poi in An («alla
circoscrizione 3 per due legislature»), una lunga stagione di impegno «nel
sindacato autonomo Snals, poi Ugl e Fis, ora di nuovo nello Snals». Dev'essere
una faticaccia: la campagna elettorale arriva proprio a ridosso della fine
dell'anno scolastico... «Sì, mi arrangio come posso: dormo pochissimo, non mangio.
Ogni tanto all'una di notte mi accorgo che devo mangiare un panino...». Non ha
"staccato"? «Solo un giorno, poi forse prenderò un altro giorno di
ferie e stop. Voglio stare con i miei ragazzi». Dal punto di vista politico,
lei ha alle spalle un percorso che parte dai repubblicani, approda in Alleanza
nazionale... «... e da ultimo con i Pensionati Democratici. Poi invece ci sono
state cose che non mi hanno convinto: dovevo essere candidata sindaco anche con
loro ma abbiamo deciso di metterci per conto nostro. Io amo queste sfide: è
così da quando sono nata. Siamo partiti da soli, non abbiamo in appoggio nessun
politico. Ci teniamo a dirlo: puntiamo a costituire il centro...». Ancora un
partito che vuol mettersi al centro che più centro non ce n'è... «In realtà,
secondo noi il vero centro manca: non lo rappresentano né l'Udeur né l'Udc e
neppure i vari pezzi che si richiamano alla Dc. Noi siamo il vero centro: io
lavoro con persone di sinistra, di destra, di centro. E' ben accetto chiunque
vuol dare le sue idee per migliorare le condizioni della mia città. Questa
pluralità è per me il futuro: è una cosa nuova, l'abbiamo chiamata Moderazione
popolare. Moderata, d'altronde, lo ero anche quando stavo in An». Qual è la sua
terra d'origine? Fino a 18 anni sono stata a Messina, lì mi sono diplomata, poi
mi ho sposato un toscano, e praticamente eccomi in qui: mio marito è morto a 34
anni lasciandomi con il bimbo di tre anni e mezzo, poi ho sposato il dottor
Pollifrone: anche lui non c'è più, era un medico molto stimato. Non ho messo il
suo cognome ma solo il mio perché non volevo sfruttarlo: so che mi avrebbe
ammirato tantissimo. La voglia di fare qualcosa per la mia città è anche un
modo per rendere onore a lui, così benvoluto dai suoi pazienti». Lei proviene dalle
grandi tradizioni di partito: perché ha sentito il bisogno di staccarsene e
prendere un'altra strada? «Mi sono accorta che nessuno di loro rispetta le cose
che dice di fare. Io desidero vedere le cose che funzionano. Invece non
funziona niente e mi sono detta: stacchiamocene, andiamo per conto nostro,
vediamo cosa riusciamo a fare. Posso farle un esempio preso dalla mia
esperienza?». Lo faccia. «Le circoscrizioni, il Comune non le sta mai a
sentire: il problema del deposito bus c'era 15 anni fa e c'è ancora oggi. A me
interessa qualcosa per la città. E non parlo dei grandi progetti: lo so che è
importante discutere di porto, ospedale,linea tirrenica, Lotto Zero. Ma secondo
me è ancora più importante garantire la quotidianità: le buche delle strade, i
bisogni dei cani sui marciapiedi, le fognature che non funzionano, per
esempio...». Insomma, la strategia delle piccole cose. «Ne parlo spesso con i
ragazzi. Lo sa come mi salutano? Non "buongiorno prof" ma
"buongiorno sindaco". Ecco, io penso a loro: i giovani sono
scoraggiati in un momento così. Non è un caso se i due punti-chiave del mio
programma sono l'attenzione ai giovani e ai ceti più deboli, non li cura
nessuno». Che rapporto ha con l'elettorato? «E' una cosa bellissima, è la prima
volta che mi presento come leader di una lista e mi sto divertendo tanto». Può
contare su uno staff che le dà una mano? «è composto da sei persone: tutte
volontarie, ovviamente. C'è il nostro vicesegretario politico, si chiama
Francesco Molino, viene da Milano ed è quello che ci indirizza. Poi c'è Romeo
Chierchia, ispettore della polizia penitenziaria, candidato alla presidenza
della Provincia. Poi abbiamo la commissaria elettorale Silvia Vivaldi...».
Quanto spenderà per questa campagna elettorale? «Non ho ancora fatto i calcoli:
ci frughiamo in tasca per fare tutto questo». Pagate voi? «Non abbiamo appoggi,
siamo soli, lavoriamo per conto nostro. Andiamo avanti con le nostre forze, e
ci tengo a dirlo: è importantissimo mettersi in gioco e impegnarsi a fondo, lo
vedo nel rapporto con i ragazzi. Lo dovrebbe capire anche
il ministro Gelmini: i
ragazzi non sono sono dei pacchetti, noi insegnanti non timbriamo dei fogli».
Già, la Gelmini. Vista dal
"di dentro", da un prof: come giudica i provvedimenti del governo
Berlusconi sulla scuola? «La riforma della scuola ver-
( da "Tirreno, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Livorno rà fatta l'anno
prossimo come dice il ministro Gelmini: noi l'aspettiamo con ansia ... rà fatta l'anno prossimo come
dice il ministro Gelmini:
noi l'aspettiamo con ansia perché vogliamo avere una scuola che funziona a tutti
gli effetti. Adesso abbiamo pochi fondi, non riusciamo a fare niente: è
volontariato puro». Mai così tanti candidati e così tante liste: perché
non si è messa in un'altra lista civica? «Voglio realizzare qualcosa di mio. Mi
sono detta: corriamo da soli, vediamo se riusciamo a cambiare le cose...».
Ipotizziamo un ballottaggio: con chi starà? «Non le posso rispondere: adesso
non so che farò, dovrò rifletterci». Altra domanda classica di questi forum.
Sono in lizza un sindaco e un ex sindaco. Chi butterebbe giù dalla torre? E se
volesse castigarli entrambi, da chi inzierebbe? «Forse io avrei il vantaggio di
non avere dietro di me nessuno che mi dice: questo puoi farlo e questo no.
Penso che la città debba cambiare: capisco che Livorno è di sinistra, non è un
caso se mi definisco una kamikaze. Mi sono detta: perché non provare a dare
questa chance di cambiamento». Ma Taradash dice: il cambiamento sono io. No,
non è Taradash. Potrebbe essere anche un Bertini, potremmo essere anche noi.
Non do niente per scontato: tutte le volte che parto parto per vincere, come
quando facevo atletica leggera. O vincevo o non mi andava giù...». Ok,
proseguiamo il gioco: lei domattina è sindaco, qual è la prima cosa che fa?
«Non posso rispondere così su due piedi. Bisognerebbe andare a visionare
esattamente che cosa succede: ho fatto un bel programma, però poi bisogna che
veda quanti fondi ci sono...». Sì, ma indichi il suo sogno numero uno da
avverare... «Partirei da terra terra. Anzi, da sottoterra: le fognature. Sono
da rifare: basta un po' di pioggia e ci ritroviamo allagati. Sono sgomenta al
solo pensare quanto lavoro c'è da fare». Dall'esterno forse c'è la sensazione
che i partiti più grandi siano un po' un circuito chiuso? Forse è questo il
motivo che ha portato a tutto questo fiorire di liste civiche? «Ognuno di noi
sente di essere capace di dare una guida alla città: è un momento di crisi,
lavoro non ce n'è...». Lei ha detto di essere interessa soprattutto a sistemare
piccole cose. Ma sulle grandi questioni? Ad esempio, lo stadio e l'ospedale:
meglio nuovi altrove o no? «No, l'ospedale non va trasferito: è un ottimo
modello di ospedale, l'unico percorribile tutto al coperto. Magari i lavori
andavano fatti prima, adesso ci si trova a dover spendere il doppio». E lo
stadio: nuovo o no? «Non ho certezze definitive. ma io la vedo così: farei un
grande polo sportivo tra Pisa e Livorno. Magari per una volta combinando
qualcosa con i pisani. Francamente adesso, con tutte quelle ringhiere e
cancellatem mi sembra di essere in una galera: l'impianto attuale va lasciato
per altre cose». E sulla questione sicurezza, come la pensa? «Sento tanti
giovani dire: buttiamo fuori gli immigrati. No, prendiamoli nella giusta misura
e vediamo di occuparli. A Brescia e a Parma non li trovi mica per strada a
cercare di vendere che tu devi per forza comprare qualcosa: no, lì stanno a
lavorare in fabbrica». E in concreto cosa? «La mia lista propone le ronde:
adesso nell'Arma non c'è abbastanza gente. Dunque, ben venga la possibilità di
preparare dei cittadini e affiancarli alle forze dell'ordine».
( da "Sicilia, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola
al lapec riflessioni sull'esame incrociato nel processo Un
momento essenziale Non si placa la polemica sull'università negata.
All'indomani della riunione dei vertici degli enti locali che promettono
battaglia per salvare i due corsi di laurea in Beni culturali, il rettore
Antonino Recca butta acqua sul fuoco. E sul «colpo di mano», denunciato dal
presidente della Provincia, Nicola Bono, dal sindaco Roberto Visentin e dai
vertici del consorzio Archimede, il Magnifico non commenta, annunciando che è
disposto a incontrare politici, studenti e città tutta in un'assemblea pubblica
da convocare subito dopo le elezioni Europee. «Ribadisco - ha affermato Recca,
ieri pomeriggio a Siracusa per prendere parte a una riunione all'Opco - che la
posizione dell'Ateneo è perfettamente in linea con le direttive del governo di
centrosinistra che ha varato il decreto Mussi, e con quello
attuale di centrodestra che lo ha ripreso con la legge Gelmini. Nessuna posizione personale nei
confronti di Siracusa che, con la facoltà di Architettura, resta la seconda
sede dell'Università etnea. Dobbiamo mettere però in pratica le direttive del
governo che ci impongono tagli nel segno della qualità formativa». Recca
poi replica alle accuse mosse dai vertici aretusei sul mancato rispetto dell'accordo
siglato lo scorso 20 maggio a Catania, quando tutti gli attori coinvolti in
questa vicenda, avevano concordato sul pagamento dell'anno in corso e un piano
di rientro per saldare i debiti pregressi, affermando che la nota con cui la
Provincia ha comunicato il piano di rientro non è stata accettata dal consiglio
di amministrazione dell'Ateneo. «Io capisco che i toni siano accesi poiché
siamo in piena campagna elettorale - afferma Recca - e per questa ragione sono
disposto a parlarne subito dopo le elezioni. Ricordo che non è soltanto
Siracusa a essere penalizzata, ma tutte le sedi decentrate subiranno
ridimensionamenti. Il mio desiderio rimane quello di evitare le polemiche, pur
rendendomi conto che i politici debbono fare la loro parte, quella dell'Ateneo
è una presa di posizione verso l'eccellenza didattica. In questo ambito la
facoltà di Architettura, che consideriamo un fiore all'occhiello, deve essere
potenziata e ha bisogno di nuove risorse. Occorre rivederne l'offerta formativa
con grande serenità al fine di migliorarla ulteriormente. Ricordiamo che
Catania finanzia solamente questa, tra tutte le sedi decentrate. Ed è un chiaro
segno di buona volontà». Il rettore ha parlato poi dei tagli imposti dal
consiglio di amministrazione anche all'Ateneo catanese che, per la prima volta
in 20 anni, ha aumentato le tasse degli studenti del 5 per cento e ha, al tempo
stesso, diminuito gli stipendi a rettore e dirigenti, in linea con i dettami
del governo. Ciò ha comportato un risparmio di 500 mila euro all'anno, come
sottolineato da Recca. «La situazione gemella a Siracusa è quella che sta
vivendo Ragusa - prosegue - e anche in questo caso non vi è possibilità di
salvezza se non si corrisponde ai requisiti imposti. Sottolineo dunque, ancora
una volta, che l'atteggiamento di Catania non è a danno di Siracusa, in cui
manteniamo e vogliamo mantenere non un corso di laurea ma una facoltà:
Architettura». isabella di bartolo
( da "Stampa, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
UNA PAGELLA PER LA QUALITÀ DEL
SERVIZIO, UTILE ALLA SCELTA DELL'OPERATORE Pronto, c'è nessuno? L'Authority dà
il voto ai call center di luce e gas [FIRMA]LUIGI GRASSIA
Il call center è il primo e a volte l'unico mezzo di contatto che il
consumatore ha con le compagnie che vendono l'energia elettrica e il metano; perciò, la qualità di questo servizio dovrebbe rientrare fra i
parametri che il cliente prende in considerazione nella scelta della compagnia,
assieme alla convenienza dell'offerta economica. Se ti fanno un'offerta anche
ottima, ma poi ti caricano delle spese che sei convinto di non dover pagare, e
allora ti attacchi al telefono ma non ottieni soddisfazione, il tuo fegato è in
pericolo. La frustrazione degli utenti è forte quando la loro voce si perde nel
vuoto, la risposta non arriva o è fumosa o evasiva. Per questo l'Autorità per
l'energia ha stilato una graduatoria di merito delle società di vendita di luce
e gas, dando i voti ai call center di 25 aziende con più di 100 mila clienti
finali. La graduatoria, pubblicata sul sito www.autorita.energia.it, si
riferisce al semestre luglio/dicembre 2008, ed è strutturata su una serie di
punteggi assegnati ai singoli call center per i singoli aspetti del servizio,
sintetizzati in un punteggio globale che permette una valutazione comparativa
fra le aziende di vendita. Più analiticamente vengono valutati: 1) L'accesso al
servizio, cioè la disponibilità effettiva delle linee telefoniche, l'ampiezza
degli orari e il numero di giorni di apertura dei call center e la gratuità
delle chiamate anche (possibilmente) dalla rete mobile. 2) La qualità del
servizio in quanto a tempi medi di attesa prima di riuscire a parlare con un
operatore, la percentuale di chiamate con risposta di un operatore, la
possibilità per il cliente di essere richiamato, la segnalazione del numero di
chiamate che precedono in coda o del tempo stimato di attesa, la semplicità
delle istruzioni di navigazione in fase di accesso, l'eventuale presenza di un
portale Internet, l'adozione di iniziative con le Associazioni dei consumatori.
3) Il grado di soddisfazione dei clienti che si rivolgono ai call center.
Questo punteggio è ricavato da un'indagine statistica che l'Autorità effettua
semestralmente, e che consiste nel richiamare un campione di clienti di ogni
impresa di vendita che hanno telefonato ai call center, per verificarne che
esito hanno avuto le chiamate appena effettuate. L'obiettivo dell'Autorità di
settore non è elogiare alcune compagnie e metterne alla gogna altre ma
promuovere, anche attraverso questa nuova iniziativa, un'emulazione fra le
compagnie che porti a un miglioramento continuo della qualità dei servizi
forniti dai call center. «D'altra parte - osserva una fonte dell'Authority -
una buona qualità dei call center può costituire un vantaggio competitivo per
le stesse aziende di vendita». Comunque, se il call center non dà soddisfazione
il cliente non deve arrendersi ma rivolgersi alla stessa Autorità garante o a
un'associazione di consumatori.
( da "Trentino" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
PAGELLE Francese e Iachemet, due pilastri PORTIERI Roberto
Pelz 8. Arrivato dall'Alta Vallagarina a metà della stagione scorsa, aveva
subito dato sicurezza a tutto il reparto. Si è confermato. DIFENSORI
Massimiliano Covino 6,5 Voto di stima. Sembra più adatto a giocare esterno di
centrocampo. Daniel Grazia 6,5 Giocatore versatile, impiegato un po' come
jolly. Deve crescere in personalità. Lorenzo Francese 8,5
Mezzo voto in meno per gli
orrori alla terz'ultima contro l'Isera, ma è stato spesso decisivo contro gli
attaccanti più pericolosi. Fabrizio Iachemet 8,5 Al contributo di esperienza e
tecnica ha aggiunto 6 gol (2 rigori). Lorenzo Pedergnana 6 Si
intravedono grandi potenzialità. Mario Radicchio 7 Il più giovane del gruppo
(classe '91) e il miglior talento espresso dal settore giovanile biancoceleste.
Massimo Stefenelli 8 Il capitano è Nardelli, ma lui è il leader per
autorevolezza e personalità. Luca Tanel 6 Impegno intermittente e tante
espulsioni evitabili. Massimiliano Wegher 7 Non era facile adattarsi al nuovo
ruolo, da ala a terzino. CENTROCAMPISTI Luca Campitelli 6,5 Altro universale
come piacciono a Pistolato. Troppe pause, però. Samuele Condini 6,5 Nemmeno lui
un mostro di continuità. Angelo Formolo 7 Ordinato, forse non rapidissimo nel
far girare palla. Mario Leonardi 7 Il perno centrale. Eddy Nardelli
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Lunedì 01 Giugno 2009 PROVINCIA
Pagina 15 Brevi VOBARNO LA MINISTRA GELMINI PER LANCINI Quest'oggi la campagna
del centrodestra di Vobarno vedrà l'arrivo del ministro Maria Stella Gelmini, che farà tappa alle 16 sotto il gazebo di «Vobarno che cambia», in
via Castignino, per sostenere Giuseppe Lancini. CALCINATO TAGLIANI INCONTRA GLI
ELETTORI È stato scelto il pub «Il Covo», in località Prati di Calcinato, per ospitare oggi alle 19.30 il
candidato sindaco della lista «Calcinato migliore», Matteo Tagliani, che
incontrerà i cittadini per presentare programma e formazione. POLAVENO FABIO
PELI FA TAPPA A S. GIOVANNI Termina questa sera nella frazione San Giovanni la
campagna elettorale di Fabio Peli, il primo cittadino uscente che punta a una
riconferma a Polaveno. L'appuntamento è fissato alle 20.30 nel bar «Nina».
BRAONE MORATTI ALL'INCONTRO TARGATO PD Questa sera dalle
( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 20 - Commenti Se il voto di massa peggiora
l´Università Leggo sulla home page della Università di Bari, dove si sono
svolte le votazioni per eleggere il Rettore, che è stato riconfermato per il
prossimo triennio, con 1365 suffragi su 1637, il prof. Corrado Petrocelli,
candidato unico, già in carica nel mandato precedente. L´annuncio evidenzia con
compiacimento che in questa tornata, per la prima volta, oltre ai docenti e ai
ricercatori, ha votato tutto il personale tecnico e amministrativo, oltre ai
collaboratori ed esperti linguistici e ai dirigenti. Non si parla degli
studenti che, peraltro, hanno sicuramente una rappresentanza. La significativa
novità risiede, comunque, nella modifica, introdotta per Statuto, che amplia
l´elettorato attivo di massa a tutto il personale non docente e non alle sole
delegazioni rappresentative del medesimo. Anche se per ora restano voti
«pesati» e non «contati» per testa, appare evidente il valore politico e
simbolico dell´intervento diretto di un corpo elettorale che conta oltre 1700
dipendenti tecnico-amministrativi a fronte di 1900 docenti, con un rapporto
quasi di
( da "Tempo, Il" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Questo è ciò che raccolgo tra i miei associati
(60.000 pmi e un milione e mezzo di occupati) girando l'Italia in queste
settimane per le assemblee territoriali della Confapi. Le pmi italiane e i loro
lavoratori sono interessati più all'evoluzione della situazione economica che
non agli affari di una ragazza di Casoria. Gli imprenditori hanno apprezzato la
rivoluzione della pubblica amministrazione voluta dal ministro Brunetta, il
rinnovo del modello contrattuale siglato con il ministro Sacconi, la riforma degli istituti tecnici avviata dal ministro Gelmini. Ma ora, al di là della giusta
propensione del governo a sostenere una posizione di ottimismo rivolta al
futuro, si interrogano su ciò che resterà del tessuto produttivo alla fine di
quest'anno. Non sulle ambizioni artistiche di Noemi Letizia. Infatti, se
le condizioni di governance politica della crisi non vanno oltre l'erogazione
degli ammortizzatori sociali, se le banche continuano a non immettere nel
«corpo» industriale le necessarie riserve di liquidità a costi accettabili, se
pubblica amministrazione e grandi imprese perseverano nel ritardare i pagamenti
dovuti ai piccoli fornitori, il vero rischio, per quanto ci riguarda, è che ci ritroveremo
a dicembre con almeno 6mila piccole e medie imprese manifatturiere fallite e
circa 150/200mila lavoratori disoccupati in più in settori strategici come
l'industria fusoria, la metalmeccanica, la produzione di macchine utensili, la
chimica fine o l'impiantistica. Senza contare l'indotto generato dalle aziende
di queste comparti. Oltre alle conseguenze che tale fenomeno potrebbe avere
sulla tenuta sociale, il pericolo maggiore è la perdita dell'immenso ed
esclusivo patrimonio di competenza tecnica e innovazione tecnologica che
costituiscono l'arma vincente di quelle migliaia di pmi che riescono a
esportare anche in tempi di recessione. Allora, per mantenere o addirittura
potenziare questa base di ricchezza creativa, tecnica e culturale di cui l'Italia
dispone più di qualunque altro Paese industrializzato, serve una svolta sul
fronte delle misure anti-crisi. Da qui la nostra proposta a governo e sindacati
di una «cassa integrazione attiva», nella quale far confluire le risorse per
gli ammortizzatori sociali, i fondi ministeriali per l'innovazione e la ricerca
e le disponibilità degli enti bilaterali per la formazione, in modo che i
lavoratori in cassa integrazione possano restare in azienda a qualificarsi e
specializzarsi in vista della ripresa. IInoltre, il governo dovrebbe attuare
nell'immediato misure per consentire alle imprese di non prosciugare la
liquidità: dall'eliminazione degli anticipi Iva alla proroga dell'acconto
fiscale sul 2008. Sul medio e lungo termine, invece, servirebbe una vera politica
economica di rilancio del manifatturiero, magari prendendo a modello le scelte
di Obama e Sarkozy: incentivazioni e agevolazioni fiscali soltanto alle imprese
che sottoscrivono un patto per non licenziare e non delocalizzare. E' soltanto
su queste scelte che i piccoli e medi imprenditori italiani giudicheranno
l'operato del presidente Berlusconi. Paolo Galassi Presidente Confapi
( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Torino "Su Fiat l´ultimo esempio di
dilettantismo" Vietti (Udc) e il caso Piemonte: questo governo non ha
cultura industriale "Scajola ha battuto un colpo su Opel a babbo morto e
non so se sia stato più inutile o più ridicolo" MARCO TRABUCCO Onorevole
Vietti questo governo è amico o nemico della Fiat e del Piemonte? Ha ragione il
Pd a considerare la nostra regione "figlia di un dio minore"? «Oggi
ho sentito che il ministro Scajola ha battuto un colpo sull´esito della
trattativa Fiat-Opel: lo ha fatto a babbo morto e non so se sia stato più
inutile o più ridicolo. Dice che il piano Fiat era il migliore: allora forse
conveniva darsi una mossa prima. Abbiamo visto Marchionne con il suo
maglioncino da Obama, dalla Merkel e dai sindacati tedeschi. Ma non abbiamo mai
visto un esponente del governo italiano interloquire in questa vicenda». Gli
incentivi alla rottamazione li hanno dati. Non sono già qualcosa? «Scajola ha
detto di averli condizionati al fatto che non venisse licenziato nemmeno un
lavoratore in Italia: come se fosse quella l´unica questione di una
ristrutturazione davvero globale del mondo dell´auto. Per non parlare della
Lega che si è vantata di aver proposto un emendamento perché poi Fiat non
delocalizzasse produzioni. Se lo avesse fatto poi, come pensava di multarli?
Puri spot». Lei, che ha anche lavorato in un governo con Berlusconi e Tremonti
è d´accordo con il fatto che penalizzano Torino e il Piemonte? «In parte, ma
non esagererei con il vittimismo. Che Berlusconi non abbia mai mostrato un
grande interesse per questa regione lo si è visto anche nella scelta della
compagine dell´ultimo governo. O dall´attenzione a grandi opere come Tav e
Terzo Valico, dove non ho ancora capito se il governo abbia messo un euro. Così
come per il retroporto di Genova ad Alessandria o al polo della logistica a
Novara. Mi sembra però che sul disinteresse per questo territorio prevalga un
altro problema». Quale? «La mancanza di una cultura politica che riguarda tutto
il Paese: vedi Malpensa, e l´Alitalia che penalizzano la Lombardia dove gran
parte delle amministrazioni sono di centrodestra. La questione dei fondi Fas
per la Sicilia e più in generale i soldi per le infrastrutture, promessi, ma
che non ci sono. Berlusconi dice che la crisi non c´è, Tremonti che c´è, ma che
bisogna lasciar passare la nottata. Così il governo italiano non ha messo che
qualche miliardo dove gli altri ne hanno investiti centinaia. è il difetto di
cultura di governo che rende difficile concepire una politica industriale, del
credito e delle infrastrutture di lungo periodo. Gli spot costano meno e
rendono di più, in termini immediati». E la Lega, il partito che dovrebbe
difendere gli interessi del Piemonte e del Nord dov´è? «Alla Lega basta fare
l´elenco della spesa: Malpensa e Alitalia appunto, ma anche i 500 milioni a
Roma (esentata dal patto di stabilità), i
( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 18 - Cronaca Scuola, si cambia supplenti avvisati
con sms e e-mail La richiesta del ministro: semplicità e risparmio Da settembre
oltre a telegrammi e telefonate spesso senza esito per convocare i sostituti
sarà possibile usare strumenti più "moderni" SALVO INTRAVAIA ROMA -
Sms ed e-mail per nominare i supplenti. Dal prossimo mese di settembre le
segreterie scolastiche, oltre ai tradizionali telegrammi e al telefono,
potranno utilizzare anche i messaggini e la posta elettronica per reclutare i
precari da mandare in classe per qualche giorno. La rivoluzione a scuola arriva
con il decreto ministeriale numero 56 dello scorso 28 maggio, che dà alle
scuole tutte le istruzioni per la compilazione delle cosiddette graduatorie
d´istituto e la nomina dei supplenti. Il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, in questo modo intende perseguire due obiettivi: snellire e
accelerare le complesse procedure per l´individuazione dei supplenti e fare
risparmiare tempo e denaro alle scuole. Da qualche anno, infatti, per trovare
un sostituto il personale delle segreterie deve sobbarcarsi anche centinaia di
telefonate o inviare decine di telegrammi, senza avere la certezza di
inviare in aula un docente in tempi ragionevoli. La perdita di tempo può anche
superare una settimana e l´esborso di denaro necessario viene stimato attorno
ai 60 milioni di euro l´anno. Il nuovo corso delineato dalla Gelmini
parla chiaro: per le supplenze superiori a 30 giorni, oltre al telegramma, si
potranno utilizzare sms e e-mail, con avviso di ricezione. Ovviamente le scuole
dovranno registrare e conservare tutta la documentazione che attesti l´avvenuto
contatto con il docente in questione. Fino ad oggi, l´unico strumento
utilizzabile per le supplenze di un mese ed oltre è il telegramma. Anche per le
supplenze inferiori a 10 giorni nella scuola dell´infanzia (l´ex materna) e
primaria (elementare) ci sono novità in arrivo. I docenti inclusi nelle
graduatorie d´istituto verranno contattati (dalle 7,30 alle 9,00) sempre
telefonicamente ma la mancata risposta o l´impossibilità di contattare il
supplente equivarrà ad una "esplicita rinuncia". E, passate le 9,00,
il dirigente scolastico potrà attribuire l´incarico al primo "aspirante
disponibile". Per tutte supplenze di durata intermedia le scuole potranno
avvalersi degli strumenti che riterranno più idonei (telefono fisso e
cellulare, sms, e-mail, lettera, telegramma) a patto che si determini un
risparmio. Viale Trastevere consiglia ai dirigenti scolastici di
"stipulare convenzioni con le società operanti nel settore" delle
comunicazioni. Anche perché ogni anno le giornate di insegnamento affidate ai
supplenti d´istituto sono circa 10 milioni. Fra tre mesi dunque i precari
dovranno stare con gli occhi puntati al computer e l´orecchio al telefono se
non vorranno farsi scappare l´incarico. Le novità riguardano le cosiddette
supplenze brevi: quelle che hanno durata compresa tra un giorno e qualche
settimana, ma che in alcuni casi si protraggono per mesi. Gli interessati sono
i 723 mila precari iscritti nelle liste d´istituto, articolate in tre
"gironi": un primo livello in cui sono inseriti coloro che fanno
parte delle graduatorie provinciali (tutti abilitati all´insegnamento), una
seconda fascia con i docenti abilitati ma non inseriti nelle liste provinciali
e un terzo girone con di precari forniti del titolo di studio ma senza
abilitazione. Ma sono soprattutto i 486 mila aspiranti maestri e prof inseriti
in seconda e terza fascia i più coinvolti. Più di 237 mila fortunati iscritti
nelle graduatorie provinciali possono infatti spartirsi 77 mila supplenze
annuali (fino al 31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (fino
al 30 giugno) distribuite all´inizio dell´anno dagli Uffici scolastici
provinciali (gli ex provveditorati).
( da "Tirreno, Il" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 29 - Sport PRATO. Queste le
pagelle del Viareggio. PRATO. Queste le pagelle del Viareggio. ARFè: 5.5. Nei
due gol Ouchene mette in mostra le sue doti di tiratore, ma soprattutto sulla
prima conclusione il portiere non è immune da colpe. CARNESALINI: 6. Ci mette
l'anima, ma soffre le incursioni di Cecchi e De Agostini. BARSOTTI: 5,5.
Nel primo tempo va un po' in bambola quando il Prato spinge. Meglio nella
ripresa. RECCOLANI: 6. Non è lucidissimo e, specie nel primo tempo, sbaglia
molti passaggi. Dopo l'intervallo cresce. Nel finale esce stremato. dal 38' st
RAFFAELLO: S.V. Entra e prova subito un siluro dalla lunga distanza (fuori non
di molto). Troppo poco in campo, però, per un voto.
MASSONI: 5,5. Sullo 0-0 un grande salvataggio. Poi soffre la dinamicità
dell'attacco pratese. FIALE:
( da "Tirreno, Il" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Toscana Vino, brutta sorpresa scuole enologiche
a rischio chiusura Pesanti conseguenze se si concretizzerà la riforma degli
istituti ad orientamento specifico. Il settore, nei prossimi 5 anni, avrà
bisogno di 150 tecnici, ma l'unica forma di accesso resterà la laurea La scuola
enologica più antica del mondo, Conegliano, insieme a quelle con sede a Alba,
San Michele all'Adige, Avellino, Ascoli Piceno, Marsala, Catania, Locorotondo,
Siena e Cividale del Friuli, sono a rischio chiusura. L'allarme è stato
lanciato nel corso del 64º congresso annuale di Assoenologi in seguito alla
direttiva del Ministero della pubblica istruzione, in applicazione della quale
quest'anno, come sottolineato dal direttore generale di Assoenologi Giuseppe
Martelli, verranno iscritti gli ultimi allievi che potranno frequentare il
corso di lezioni per specializzarsi in viticoltura e enologia. Con l'ipotizzata
riforma delle scuole ad orientamento specifico «le specializzazioni vanno al
capolinea» ha detto Martelli, sottolineando che «in 130 anni di gloriosa
attività da queste scuole sono usciti personaggi di fama mondiale, del calibro
di Gianni Zonin, Mario Consorte, Diego Planeta e Mario Moretti Polegati. E
questo in un momento in cui - secondo stime Assoenologi - il settore vitivinicolo
italiano nei prossimi cinque anni assorbirà 150 tecnici, dei quali il 50% per
ricambio generazionale. Se passasse la riforma, così come ci è stata
annunciata, l'unico canale di accesso alla professione resterà la laurea in
enologia. Ma il punto è che le cantine italiane, perlopiù piccole imprese con
appena due ettari in media di terreni vitati, non possono assorbire solo
laureati, ma hanno bisogno di una gamma di professionalità specifiche, dal
cantiniere, operaio con competenze pratiche, all'enotecnico, con un know-how
specifico tecnico-pratico, fino ad un laureato, il cui costo è però sostenibile
solo da aziende con almeno
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
01-06-2009)
Argomenti: Scuola
ASCOLI pag. 3 Scuole enologiche: è allarme Summit a Colli
con il ministro Luca Zaia COLLI DEL TRONTO LA SCUOLA ENOLOGICA più antica del
mondo, Conegliano, insieme a quelle di Alba, San Michele all'Adige, Avellino,
Ascoli, Marsala, Catania, Locorotondo, Siena e Cividale del Friuli, sono a
rischio chiusura. L'allarme è stato lanciato nel corso del 64° Congresso
annuale di Assoenologi (che si è tenuto a Colli) in seguito alla direttiva del
ministero della Pubblica istruzione, in applicazione della quale quest'anno,
come sottolineato dal direttore generale di Assoenologi Giuseppe Martelli,
verranno iscritti gli ultimi allievi che potranno frequentare il sessennio di
lezioni per specializzarsi in viticoltura e enologia. Con l'ipotizzata riforma
delle scuole «le specializzazioni vanno al capolinea. Se passasse la riforma,
così come ci è stata annunciata, l'unico canale di accesso alla professione
resterà la laurea in enologia. Ma il punto è che le cantine italiane, perlopiù
piccole imprese con appena due ettari in media di terreni vitati, non possono
assorbire solo laureati, ma hanno bisogno di una gamma di
professionalità specifiche». Un impegno convinto a favore della salvaguardia
delle scuole ad alta specializzazione arriva dal ministro Luca Zaia, che si
dichiara «fiducioso di trovare la quadratura» nel dialogo aperto col ministro Gelmini. Image: 20090601/foto/194.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
01-06-2009)
Argomenti: Scuola
ROVIGO pag. 5 IL GOVERNO va avanti con la
"riforma" della scuola e le r... IL GOVERNO va avanti con la
"riforma" della scuola e le ricadute in Polesine sembrano sempre più
preoccupanti. Almeno stando alla lettura che ne dà il Coordinamento dei docenti
che alla Gran Guardia di Rovigo ha anche incontrato alcuni candidati alle
prossime amministrative. Molte decine i docenti entrati a fare parte di questo
Coordinamento che intende vigilare e fare iniziative in "difesa della
scuola pubblica". E con i docenti cominciano ad esserci genitori e Ata.
Per comunicare da Melara a Porto Tolle? Una rete e un blog. Ma vediamo i timori
che si ritorcono sulla scuola locale. Prima preoccupazione: non ci sono edifici
scolastici e aule in grado oggi di contenere l'incremento di alunni per classe
(fino a 30 e passa alle superiori) previsto dalla Riforma-Gelmini. Di qui l'idea, già in atto, di
inviare esposti alla Prefettura quando non ci fossero le condizioni minime di
sicurezza per stare in classe. In ogni Istituto polesano, all'avvio dell'anno
scolastico (il 14 settembre), dovrebbe poi nascere una sorta di comitato
tecnico (con docenti, genitori, alunni.) in grado di monitorare gli
standard di sicurezza. Seconda preoccupazione: le chiusure di plessi. Dina
Merlo, una delle portavoce del Coordinamento, ha ricordato che potrebbero
essere una ventina i plessi elementari e medi (con meno di 50 alunni) a
chiudere nella nostra provincia nel
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
01-06-2009)
Argomenti: Scuola
RIMINI CRONACA pag. 4 Tagli a scuole e caserme, allarme in
Valmarecchia SECESSIONE PROBLEMI IN ATTESA DEL PASSAGGIO DEI SETTE COMUNI A
RIMINI TAGLI alle scuole e alle caserme delle forze dell'ordine, dopo il
passaggio dell'alta Valmarecchia in Romagna? La riforma Gelmini metterà in ginocchio il prossimo
anno scolastico, gli istituti di San Leo, Pennabilli e Montecopiolo. Da qui la
richiesta di Carlo Evangelisti (candidato dei Verdi alle provinciali di Pesaro)
di intervenire sul problema delle scuole di montagna, portando la questione in
giunta Marche. «La lettera inviata da più di 350 genitori della
Valmarecchia al dirigente scolastico di Pesaro-Urbino afferma è un grido di
allarme sulle condizioni in cui verranno a trovarsi le scuole dei comuni che
prossimamente andranno in Romagna. Soffrono già per le carenze di servizi che
ne penalizzano la qualità della vita. Il prospettato peggioramento anche dei
servizi scolastici è inaccettabile». Prosegue Evangelisti: «Serve evitare che
il momento di passaggio regionale possa far pensare ad una diminuzione
dell'impegno regionale per i sette Comuni. Sono certo che la giunta marchigiana
potrà intervenire e dare una risposta alle 350 famiglie firmatarie della
petizione». Un altro problema appare all'orizzonte con il passaggio dei sette
Comuni: la richiesta presentata dal comando della polizia municipale
dell'Unione di Pian del Bruscolo, nel pesarese. Precisamente dal presidente
uscente dell'Unione, Flavio Fabi, che propone al vice prefetto lo spostamento
dell'Arma dei carabinieri di Novafeltria. «A Pian del Bruscolo abbiamo un
vigile ogni 1500 abitanti. Il territorio ha registrato in 10 anni un incremento
demografico del 45%. Qualora dovesse aver seguito la secessione, il prefetto
potrebbe spostare la compagnia. Sono certo che le si troverebbe immediamente
una collocazione».
( da "Unita, L'" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Agenzia Spaziale Italiana: la politica «rioccupa» lo spazio Su indicazione di Mariastella Gelmini, ministro competente, venerdì scorso il Consiglio dei Ministri
ha avviato le procedure per la nomina del nuovo presidente dell'Asi,
quell'Agenzia spaziale italiana che è uno dei maggiori Enti pubblici di ricerca
del nostro paese. La scelta del governo è caduta su Enrico Saggese, già
nominato, lo scorso primo agosto 2008, Commissario straordinario della
stessa Asi in sostituzione di Giovanni Bignami, astrofisico di riconosciuto
valore internazionale, a sua volta nominato Presidente dell'Asi dal governo
Prodi su indicazione di Fabio Mussi, l'allora Ministro della ricerca. In agosto
anche il Corriere della Sera sollevò alcune perplessità sulla nomina di
Saggese, accreditato di amicizia con esponenti della destra, perché era
dirigente di Finmeccanica e si occupava proprio dei programmi spaziali di
quella grande azienda. Era opportuno che un uomo che aveva ottenuto importanti
commesse per la sua (ottima) azienda, diventasse presidente dell'Ente
committente? Ma prima ancora che un «discorso sul merito» occorre fare un
«discorso sul metodo». Fabio Mussi aveva instaurato una prassi per la nomina
dei presidenti degli Enti pubblici di ricerca: il passo indietro della politica.
Il Ministro deve limitarsi a scegliere in una rosa di persone giudicate le più
meritevoli dalla stessa comunità scientifica, mediante appositi search
committee. L'indicazione di Giovanni Bignami alla Presidenza dell'Asi aveva
inaugurata quella prassi salutata con calore dagli osservatori internazionali,
incluse le riviste Science e Nature. Nel mandare a casa Bignami e sostituirlo
con Saggese, il Ministro Gelmini si era appellata, in
agosto, a motivi squisitamente tecnici. Il passo indietro della politica e la
prassi trasparente del search committee, aveva assicurato in agosto, sarebbero
stati rispettati dal governo. Ma venerdì scorso quella dichiarazione è stata dimenticata.
Mariastella Gelmini ha indicato e il governo
Berlusconi ha deciso di nominare Saggese senza ascoltare la comunità
scientifica. La politica, invadente, ha marcato un passo in avanti. PIETRO
GRECO
( da "Blogosfere" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giu 09 1 Approvato il Regolamento sulla valutazione degli
studenti Pubblicato da Franca Corradini alle 09:32 in Scuola&Società
Direttamente dal sito del Ministero il comunicato stampa a proposito del
Regolamento sulla valutazione degli studenti nelle scuole di ogni ordine e
grado, approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri del giorno 28 maggio
2009. Queste le principali novità contenute nel provvedimento: Scuola Primaria
(scuola elementare) Nella scuola primaria gli alunni saranno valutati
dall'insegnante unico di riferimento. La valutazione terrà conto del livello di
conoscenza e del rendimento scolastico complessivo degli alunni nelle singole
materie. La valutazione nelle singole materie sarà espressa in voti numerici
così come avviene in tutti i Paesi Europei. Solo per l'insegnamento della
religione cattolica resta la valutazione attraverso un giudizio sintetico
formulato dal docente. I docenti di sostegno parteciperanno alla valutazione di
tutti gli alunni. Nella scuola elementare gli alunni potranno essere non
ammessi alla classe successiva solo in casi eccezionali e motivati. Voto in condotta nella scuola elementare Il voto
in condotta nella scuola elementare sarà espresso attraverso un giudizio
del docente o dei docenti contitolari. Scuola secondaria di I grado (scuola
media) Nella scuola secondaria di primo grado gli studenti saranno valutati
nelle singole materie con voti numerici. Questo metodo di valutazione
riguarderà anche l'insegnamento della musica. Anche alle medie l'insegnamento
della religione cattolica continuerà ad essere valutato attraverso un giudizio
sintetico del docente. Per essere ammessi all'anno successivo, comunque, sarà
necessario avere almeno
( da "superEva notizie" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola
Via libera al riordino dell'istruzione tecnica e
professionale Per quanto riguarda le scuole di ogni ordine e grado, tra
l'altro, il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente quello che sarà
il Regolamento sulla valutazione degli studenti. Maggiori[...] Per quanto
riguarda le scuole di ogni ordine e grado, tra l'altro, il Consiglio dei
Ministri ha approvato definitivamente quello che sarà il Regolamento sulla
valutazione degli studenti. Maggiori dettagli nell'articolo presente nel sito
ASCA.it. Di seguito la parte introduttiva: "Con il riordino
dell'istruzione tecnica e professionale, inizia il processo di riforma della
scuola secondaria. Cosi' il Ministero dell'Istruzione commenta la decisione del
Consigglio dei minsitri che dopo 78 anni dall'ultimo riordino datato
( da "Stampa, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Le giuro, non mi sono mai sentita tanto umiliata in vita
mia. Quell'uomo perdipiù era un preside, ha la responsabilità di educare, e
davanti a 40 studenti non ha esitato a pronunciare frasi come "Torni al
suo Paese e parli così ai suoi fratelli". Poi, rivolgendosi alle classi,
ridacchiando: "Ragazzi, venite, allontaniamoci dalla mummia"». Si
sfoga, ancora con gli occhi lucidi di rabbia, K. Y., 31 anni, di Casablanca,
laurea in diritto privato e 5 lingue straniere parlate alla perfezione.
Professionale ragazza che fino al 5 maggio ha svolto il lavoro di addetta alle
sale espositive del Museo Egizio di Torino con entusiasmo. Fino a quando, quel
giorno alle 18, non si è presentato davanti al settore «Prenotazione gruppi
scolastici» Marco Pesola, preside della scuola media Amedeo d'Aosta di Bari. Il
distinto professore ha avuto con lei un comportamento che i dirigenti del museo
non esitano a definire «palesemente razzista». E per questo i suoi insulti sono
finiti in una lettera inviata dalla direttrice del Museo Egizio, Eleni
Vassilika, al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, a quello della Funzione
Pubblica, Renato Brunetta, e al Provveditore agli studi di Bari. «Il nostro
staff è stato ripetutamente attaccato verbalmente e umiliato di fronte a terzi
- ha scritto la Vassilika - mentre la nostra addetta originaria del Marocco è
stata profondamente umiliata. E quest'ultima, pubblica offesa non può
certo passare sotto silenzio». Ma quale sarà stato il motivo che ha fatto
perdere le staffe al preside al punto da lasciarsi andare a frasi come «Io
parlo soltanto con miei pari grado, lei se ne torni dai suoi fratelli in
Egitto»? Secondo il personale del museo «il professor Pesola era indispettito
dal fatto che il suo gruppo, nonostante non avesse prenotato con il dovuto
anticipo, non fosse passato prima di un'altra classe arrivata al momento
giusto». Racconta K.Y.: «Non voleva sentire ragioni, gli avevo solo chiesto di
aspettare qualche minuto ma ha dato in escandescenze, e ha detto che voleva
parlare col Sovrintendente e che, con gente inferiore come me, non voleva
perdere tempo». Poi, raccontano altri colleghi, «l'ha anche minacciata di farle
perdere il posto». Aggiunge Mauro Laus, responsabile delle relazioni esterne
della Rear, l'azienda che organizza i servizi interni al museo: «Si è trattato
di un episodio di razzismo che è bene venga alla luce perché risulta ancor più
grave arrivando da chi è responsabile dell'educazione dei bambini». E lui, il
preside, come reagisce a questo coro di accuse? «Sono tutte menzogne, la mia
parola vale quanto quella dell'addetta. Anzi, i miei scolari sono pronti a
testimoniare che la frase sulla mummia era stata pronunciata scherzosamente
all'indirizzo dei ragazzi che non si muovevano, quindi li ho chiamati così». Il
preside tira in ballo la sua «ottima reputazione» e spiega di avere
«un'esperienza ultraventennale anche come operatore della Caritas per
l'accoglienza agli immigrati». A riprova aggiunge: «Per esempio, in quella gita
ho accompagnato anche due ragazzi di colore». E quando lo si avverte che la
direttrice del Museo Egizio è intenzionata ad andare sino in fondo dopo aver
scritto ai ministri Gelmini e Brunetta, si dice
tranquillo: «Vedrò presto il ministro perché mi deve consegnare un premio, io,
con la mia reputazione non ho nulla da temere». Ma a Torino sono intenzionati a
chiedere una punizione esemplare: «Quel signore - dice Vassilika - può continuare
a svolgere il mestiere di educatore?».
( da "Stampa, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLE. INAUGURAZIONE VENERDÌ Biblioteca multimediale al
Professionale Lanino Una biblioteca multimediale, nuovi laboratori e
informatica sempre più all'avanguardia. Le scuole vercellesi si rinnovano e il
prossimo appuntamento è per venerdì, alle 11,30, al professionale Lanino di via
Verdi. Ospiti e studenti saranno guidati nella visita della biblioteca
ultramoderna, che ha pure un'area musicale con tanto di mixer, microfoni e
strumenti. E poi c'è la lavagna interattiva acquistata con il contributo della
fondazione Crt (nel 2008 il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini aveva
annunciato un piano per dotare le scuole italiane di 10.000 lavagne
multimediali), che permette di scrivere usando dei pennarelli virtuali e di
manipolare testi, immagini, animazioni ecc.. Venerdì i ragazzi del laboratorio
teatrale animeranno la mattinata anche con letture drammatizzate ispirate a
«Come un romanzo» di Pennac e «Se una notte d'inverno un viaggiatore» di
Italo Calvino. La mattinata al Lanino si concluderà con una festa.
( da "Corriere delle Alpi" del
02-06-2009)
Argomenti: Scuola
di Paola Dall'Anese «Un problema trovare i soldi per i
lavori» Prade telefona a Galan e a Giorgetti «Da Venezia ci aspettiamo un
aiuto» BELLUNO. «Il vero problema è reperire le risorse. Per trovare una
sistemazione alla segreteria o agli alunni, in qualche modo ce la faremo. Ma
trovare oltre un milione di euro diventa difficile: ma su questo punto sono già
al lavoro». Il sindaco Antonio Prade ce la sta mettendo tutta per cercare di
risolvere nel più breve tempo possibile la situazione creatasi dopo il crollo
del soffitto alle elementari Gabelli. E ieri mattina ha chiamato Galan e
l'assessore Giorgetti. «Ci servono soldi, e credo che nei prossimi giorni la
Regione ci darà una risposta in merito. Venezia deve aiutarci a trovare le
risorse in un momento così difficile», dice chiaro Prade che aggiunge: «Domani sentirò anche il ministro Maria Stella Gelmini. Come amministrazione, vogliamo
rimettere a nuovo le scuole Gabelli rifacendo tutti i soffitti sia del piano
inferiore che superiore (dove si era intervenuti lo scorso anno mettendo delle
reti di sicurezza in segreteria). E intendiamo monitorare tutte le scuole
comunali». Su quest'ultimo punto il sindaco già ieri ha fatto un primo
giro di ricognizione. «Ci sono diversi edifici che meritano degli interventi»,
dice Prade, «ma l'unica scuola assolutamente solida è quella di Badilet, come
abbiamo potuto constatare nel sopralluogo con i tecnici». Intanto la segreteria
del primo Circolo continua a rimanere alle Gabelli, dichiarate inagibili.
«Anche questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ho parlato col sindaco,
invitandolo a trovare al più presto una soluzione per la segreteria», dice il
direttore didattico Fulvio De Bon. «Speriamo che entro mercoledì possiamo avere
la nuova sistemazione». E su questo fronte sono al lavoro gli assessori Maria
Grazia Passuello e Tiziana Martire. «Stiamo cercando», precisa la Passuello
«all'interno del patrimonio comunale, una stanza corredata di strumentazione
adeguata per ospitare la segreteria. Anche se non è in centro non ha molta importanza,
visto che siamo in emergenza. Stiamo pensando anche alla segreteria di un'altra
scuola, visto i tempi ristretti per poter ultimare le pratiche di fine anno».
L'incognita più grande resta però l'individuazione di edifici che possano
ospitare gli alunni da settembre. La scuola rimarrà chiusa fino al termine
dell'intervento strutturale, il che significa come minimo un anno, che potrebbe
però lievitare visto che per importi superiori al milione di euro si deve
andare a gara europea. Ma sui tempi di rimessa a nuovo delle Gabelli, il
sindaco non si dice preoccupato. «Qui non si tratta di fare in fretta, ma di
realizzare un lavoro fatto bene e sicuro. Ci metteremo il tempo che serve». E
sulla ricerca di altre 15 aule per i 300 alunni, Passuello annuncia: «Stiamo
valutando non solo le scuole superiori ma anche i nostri asili, perchè sono due
i principi che vogliamo rispettare: vale a dire rimanere in centro e non
frammentare le aule. Per questo potrebbe essere inserito, tra le opzioni, lo
stesso istituto Sperti almeno per una parte dei 300 alunni, mentre per il
restante si vedrà». Ieri erano molti i bambini assenti a scuola, vista anche la
concomitanza con il ponte del 2 giugno e con la gita organizzata da tempo dallo
stesso Sperti a cui hanno aderito un centinaio di alunni. Le maestre ne hanno
approfittato per continuare nella sistemazione del materiale didattico che
venerdì pomeriggio hanno trasferito dalle Gabelli allo Sperti. «La nostra
preoccupazione ora è di continuare nell'attività didattica tenendo impegnati i
piccoli». Fortunatamente le lezioni si concluderanno venerdì con la festa nel
cortile dello Sperti dove il comitato dei genitori, come ogni anno, offrirà a
tutti i bambini il gelato. Poi il 12 ci sarà la consegna delle pagelle.
( da "Corriere delle Alpi" del
02-06-2009)
Argomenti: Scuola
LA RIFORMA GELMINI Laboratori
ridotti, protestano i presidi Fratte e Sardo: «Così si penalizzano gli studi
tecnici e professionali» BELLUNO. «Con questa riforma si penalizzano i
laboratori tecnici e gli insegnamenti tecnico-scientifici a scapito
dell'istruzione professionale». Il vice
coordinatore della Gilda di Belluno, Livio D'Agostino ritorna sulla riforma
della scuola superiore che scatterà dall'anno scolastico 2010-2011, mettendo in
luce i difetti. A dargli man forte anche il coordinamento dei docenti delle
discipline scientifico-tecnologiche che si sentono per questo penalizzati. La
denuncia arriva a distanza di qualche giorno dall'approvazione da parte del
Governo delle bozze dei Regolamenti e dei quadri orario degli istituti tecnici
e professionali che prevedono il passaggio da 36 ore a 32, con una diminuzione
di orario di materie come quelle tecniche, giuridiche, dei laboratori e anche
di lettere. I docenti chiedono che nel testo definitivo non venga prevista la
riduzione nel triennio finale dei nuovi istituti tecnici tecnologici di oltre
il 20% del numero di ore di discipline tecnologiche e che non ci sia
l'eliminazione dei corsi del liceo scientifico tecnologico negli istituti
tecnici industriali che dispongno di attrezzati laboratori. «Per le ore di
laboratorio, parte fondamentale per scuole come quelle tecniche e professionali,
si parla di una riduzione del 30% e di un taglio di discipline come quelle
giuridiche del 50%», precisa D'Agostino della Gilda. «Il governo fino a ieri ha
sventolato la bandiera dei laboratori come fossero la panacea e poi toglie la
comprensenza del docente di teoria e di pratica, e si riducono le ore. Se noi
priviamo gli istituti tecnici dei laboratori non li possiamo più chiamare così,
perchè sono proprio le ore di attività pratica a dare la connotazione a
quell'indirizzo di studio». Sulla stessa lunghezza d'onda anche i presidi di
alcuni istituti del comune di Belluno. Per Paolo Fratte, dirigente dell'Ipsia
Brustolon «togliere queste materie ha una certa gravità. Noi dovremo
collaborare con l'industria e quindi destinare tempo e spazi ai laboratori. Abolire
i laboratori per risparmiare è assurdo». Della stessa idea anche Michele Sardo
del professionale Catullo. «La questione è la riduzione delle ore da
( da "Trentino" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Solo nella scuola trentina il
( da "Secolo XIX, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola Beodo, erba alta più di un metroraffica di proteste
in via dei Colli bordighera Ventimiglia. Dopo le continue manifestazioni dei
genitori che hanno raggiunto ben 22 iscrizioni per la prima media nella scuola
di Ventimiglia alta, le prese di posizioni anche del sindaco Gaetano Scullino
ed una vera manifestazione popolare che, sulla scia di una proposta del Pd, ha
ottenuto centinaia di adesioni su Facebook, resta aperta la discussione sulla
necessità di salvaguardare il plesso di Ventimiglia alta. Ne è convinto il
capogruppo del Partito democratico Domenico De Leo, che forte anche dell'ultima
significativa apertura concessa alle mamme dal provveditore Giuganino, invita
tutti a non abbassare la guardia. E a proseguire la battaglia per il
mantenimento di una scuola che è anche e soprattutto presidio culturale del
centro storico. «Alla luce delle ultime dichiarazioni fatte ai genitori -
sottolinea il consigliere De Leo - per quello che riguarda la chiusura della
scuola media di Ventimiglia alta, è encomiabile la coerenza del Provveditore agli
studi Anna Maria Giuganino. Se tutti, fino in fondo, terranno fede agli impegni
presi nell'ufficio del sindaco, la Scuola Media "Cavour" di
Ventimiglia alta non chiuderà. Dopo l'incontro pubblico sul tema, organizzato
dal Partito Democratico nell'ex chiesa di San Francesco, avevamo chiesto un
tavolo di confronto in Comune tra provveditore, preside, sindaco e capi gruppo.
Durante il quale sono arrivati gli appelli da parte di tutti i presenti per
percorrere tutte le vie possibili per scongiurare l'ipotesi della chiusura. E
la Giuganino ha offerto la propria disponibilità, rimandando la decisione
finale al momento in cui saranno decisi il budget e l'organico». Ma il
risultato più sorprendente l'hanno poi ottenuto proprio i genitori, che con un
passaparola e vincendo le resistenze di molti, sono riusciti a raccogliere ben
22 iscrizioni. «Confidiamo sul fatto - conclude De Leo - che il Provveditorato,
da qui al mese di luglio, attivi tutti i mezzi possibili verso le istituzioni
competenti, governo e ministro Gelmini in testa, per fare in modo che venga concesso l'organico
sufficiente al mantenimento della scuola media "Cavour". Il tutto,
alla luce del sovrappopolamento della " Biancheri" di via Roma».
.x/02/0906 collaborazione«In caso di problemi, sarebbe meglio chiamare noi
piuttosto che i giornali» .x/02/0906 L'ERBA ormai ha superato il metro
di altezza. Con il rischio che si sviluppino incendi, di celare vipere e
soprattutto impedisce di transitare regolarmente lungo il passaggio panoramico
del Beodo, una delle vie interne più frequentate anche dai turisti. Da tre
settimane gli abitanti di via dei Colli, ma anche chi vuol transitare (o vi
lavora a cusa delle campagne poste lungo tutta la via) per la strada panoramica
dello stesso Beodo e delle Gerbine, sta aspettando che il Comune intervenga. E'
stato allertato il delegato all'ambiente: che ha effettuato un sopralluogo ed
ha promesso che entro un paio di giorni le cose sarebbero mutate. Sono invece
trascorse, come visto, tre settimane. L'erba ha continuato a crescere, supera
ora il metro d'altezza, ed una parte del percorso non è transitabile perché
invaso da cespugli informi. «Senza contare la parietaria. Ormai è sviluppata
ovunque per questa strada - spiegano gli abitanti della zona - Chi soffre di
allergie ora si trova in seria difficoltà. Ma quando il Comune verrà a pulire
questa via?». «Interverremo al più presto - replicano a Palazzo Garnier -
Chiameremo la ditta che si occupa della manutenzione delle strade e faremo
risanare tutta la zona». L.Dem. .x/02/0906
( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Empoli. Gli effetti della legge Gelmini. Protestano i genitori di tre
sezioni della quinta ginnasio Virgilio, studenti in esubero Incerta la loro
destinazione, è stata tagliata una classe EMPOLI. I tagli del personale
disposti dalla legge Gelmini cominciano a creare i primi problemi anche negli istituti
superiori empolesi. In particolare il nodo più caldo riguarda il liceo
classico Virgilio. In questo istituto, infatti, a causa delle riduzioni del
corpo docente, dal settembre prossimo le tre classi del ginnasio dovranno
essere ridotte a due. Ciò, in considerazione delle norme sulla sicurezza,
produrrà un esubero di 11 studenti che ancora nessuno sa che fine faranno. A
denunciare la situazione sono i genitori degli studenti delle sezioni A, B e C
della quinta ginnasio. PAGLI in Empoli I SEGUE A PAGINA 1
( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Empoli Il Virgilio perde una classe, protestano
i genitori In esubero undici studenti, incerto il loro destino all'inizio del
nuovo anno scolastico Per le norme sulla sicurezza nelle aule non possono
esserci più di 25 alunni EMPOLI. I tagli del personale disposti dalla legge 133
sulla scuola cominciano a creare i primi problemi anche negli istituti
superiori empolesi. In particolare il nodo più caldo riguarda il liceo classico
Virgilio di via Cavour. In questo istituto, infatti, a causa delle riduzioni
del corpo docente, dal settembre prossimo le tre classi del ginnasio dovranno
essere ridotte a due. Ciò, in considerazione anche delle norme sulla sicurezza
nelle scuole, produrrà un esubero di 11 studenti che ancora nessuno sa che fine
faranno. A denunciare questa situazione sono i genitori degli studenti delle
sezioni A, B e C della quinta ginnasio, che il prossimo anno dovrebbero passare
in primo liceo classico. Il due aprile è stato emanato il decreto
interministeriale 38, tra i ministeri dell'Istruzione e dell'Economia, in cui
si comunicano le nuove dotazioni organiche del personale docente per il
prossimo anno scolastico. Questo provvedimento, tra le altre cose, dà attuazione ai tagli previsti dalla cosiddetta legge Gelmini, cioè 42100 insegnati in meno
nel 2009/2010. «L'ordinanza che riguarda le riduzioni è arrivata alla scuola
intorno al 20 di aprile - denunciano i genitori - ma il dirigente scolastico ci
ha avvertito solo alla fine di maggio, cosicchè non abbiamo neanche il tempo
materiale per fare ricorso. Il 23 del mese appena trascorso, infatti,
abbiamo partecipato ad una riunione in cui ci è stato comunicato che dal
prossimo anno le classi della V ginnasio, cioè la seconda superiore, passeranno
da tre a due perchè manca la copertura necessaria di personale docente». «Il
problema, però, - continuano i genitori - è che in tutto gli studenti delle tre
sezioni sono 61 e secondo la legge sulla prevenzione e la sicurezza nelle
scuole le classi non possono eccedere il numero di 25 alunni». A rigor di
matematica, quindi, si produrrebbe un esubero di 11 studenti che a settembre
non potrebbero accedere alla I liceo, almeno nell'istituto empolese. «Il
dirigente, Andrea Marchetti - continuano i genitori - non ha saputo darci delle
risposte precise in merito, ma ci ha detto che se le cose non cambieranno dovrà
per forza attuare l'ordinanza. Ci chiediamo quindi che cosa ne sarà di quegli
undici ragazzi, che sono tutti regolarmente iscritti e che pagano le tasse
scolastiche. Saranno costretti a cambiare indirizzo di studi? Si arriverà a
operare delle vere e proprie bocciature di massa per arrivare al numero legale
di studenti? Oppure, visto che il Virgilio è l'unico liceo classico del
circondario, i ragazzi in esubero verrano trasferiti nei licei di Firenze, con
i relativi disagi per le famiglie?». I genitori dei 61 studenti in questione
hanno già inviato una lettera al prefetto perchè si mobiliti contro questo
provvedimento. Mentre per domani è prevista una riunione di tutti i docenti
della scuola per decidere della composizione delle classi, che potrebbe
sciogliere molti dubbi. «Comunque sia - concludono - noi non ci stiamo a fare
calpestare i diritti nostri e dei nostri figli. Chiediamo che venga concluso il
ciclo di studi quinquennale con le tre sezioni attive. Denunceremo questa
ingiustizia a tutte le istituzioni competenti e chiederemo all'ufficio
regionale scolastico che proponga una deroga al ministero dell'Istruzione».
Marco Pagli
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
02-06-2009)
Argomenti: Scuola
FERMO PRIMO PIANO pag. 2 Artigianelli: corsi in bilico,
vecchia provincia sott'accusa FORMAZIONE IL DIRETTORE PADRE PEREZ: «FAMIGLIE
PRESE IN GIRO. SPERO CHE CON IL NUOVO ENTE FERMANO VADA MEGLIO» UN ASSESSORE,
un dirigente e circa 35 dipendenti impegnati nella formazione professionale in
provincia di Ascoli, mentre la riforma Gelmini va verso la valorizzazione e la
riqualificazione di istituti tecnici e professionali per consentire maggiori
possibilità di impiego ai giovani diplomati. Una riforma che interessa anche i
Centri locali di formazione, che negli ultimi anni, in Provincia di Ascoli,
sono stati lasciati soli, per non dire dimenticati. E tra questi anche
il Centro formazione professionale artigianelli di Fermo. «Non tanto a causa
della crisi economica, quanto credo per la pessima organizzazione data dalla
Provincia - afferma il direttore, Padre Albino Perez. Ci tengo a dire che il
grave disagio è ricaduto, oltre che sull'Ente Artigianelli (un centro di
formazione che a partire dal
( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
PROTESTE Propaganda al saggio di musica CINIGIANO.
Protesta la lista "Uniti per Cinigiano" per il comportamento tenuto,
a suo dire, non regolare da una insegnante durante un saggio di musica,
insegnante che è candidata a consigliere nella lista avversaria "Per il
bene comune". «E' vergognoso - sostiene Uniti per Cinigiano - che
l'insegnante Alessandra Draghi abbia usato il saggio di
musica degli alunni delle elementari di Cinigiano per salire sul palco e farsi
propaganda elettorale disquisendo della legge Gelmini e senza possibilità di contradditorio. Rammentiamo che la
signora Draghi è candidata a consigliere comunale nella lista Per il bene
comune. Certi comportamenti - oltre che all'insegnante - fanno male alla
scuola».
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
02-06-2009)
Argomenti: Scuola
PESARO AGENDA pag. 10 LA LETTERA che è stata inviata da
più di 350 genitori dei comuni della ... LA LETTERA che è stata inviata da più
di 350 genitori dei comuni della Valmarecchia al dirigente scolastico
provinciale di Pesaro e Urbino è un vero grido di allarme sulle condizioni in
cui verranno a trovarsi le scuole per l'infanzia e la scuola primaria dei
comuni che prossimamente passeranno dalle Marche in Romagna e dalla provincia
di Pesaro e Urbino a quella di Rimini. Sono comuni montani già sofferenti di carenze
di servizi essenziali che ne penalizzano la qualità della vita. Il prospettato peggioramento dei servizi scolastici dovuto alla
riforma Gelmini è per
queste famiglie inaccettabile ed in qualità di candidato per il collegio
provinciale di Novafeltria ho ritenuto opportuno farmi carico di queste
esigenze perchè la Regione Marche possa intervenire per rimediare, per quanto è
possibile, ad una situazione oggettivamente pesante e penalizzante. In
particolare ho chiesto all'assessore Carrabs, di cui conosco l'impegno profuso
sui problemi della montagna e dei suoi abitanti, di intervenire e portare la
questione in giunta regionale, evitando che il momento di passaggio regionale
possa far pensare ad una diminuzione dell'impegno regionale per i sette comuni.
Sono certo che questo verrà fatto e che , chi di competenza, potrà intervenire
e dare una risposta a queste 350 famiglie firmatarie della petizione. Carlo
Evangelisti, candidato al consiglio provinciale collegio di Novafeltria
( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-06-02 -
pag: 8 autore: Fas, corsa ai 5 miliardi residui I ministri finora esclusi
puntano su una ripartizione prima dell'estate Giorgio Santilli ROMA. Ultima
corsa per il Fas, il fondo per le aree sottoutilizzate con destinazione
vincolata per l'85% al Mezzogiorno. Dopo l'ampia redistribuzione delle risorse,
che ha riguardato nei mesi scorsi i 25 miliardi della quota nazionale del Fas e
ha premiato soprattutto il «fondo infrastrutture» di Matteoli (12,3 miliardi) e
il fondo «ammortizzatori sociali» di Sacconi (4 miliardi), restano oggi ancora
da distribuire soltanto 4-5 miliardi del terzo fondo costituito, quello della
Presidenza del Consiglio. A questo capitolo erano stati assegnati con la
delibera Cipe del 6 marzo nove miliardi, ma una tranche oscillante fra 3 e 4
miliardi è già stata assegnata per gli interventi della ricostruzione
abruzzese, mentre 1,2 miliardi sono stati prenotati in chiave anti-crisi per
finanziare il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese voluto dal
ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Restano, appunto, meno di
cinque miliardi che dovrebbero accontentare le esigenze dei ministri finora
esclusi o penalizzati dalla lotteria della redistribuzione. In prima fila lo
stesso Scajola che si era candidato a una somma minima di 3-4 miliardi e il
ministro dell'Istruzione, Università e ricerca, Mariastella
Gelmini, che, prima
dell'azzeramento dei vecchi programmi, aveva sulla carta fondi da spendere per
8,8 miliardi, sia pure per una parte in condominio con lo stesso Scajola (si
veda la tabella con l'elenco dei programmi azzerati). Tra i penalizzati anche
il ministero dell'Ambiente, che si è visto cancellare programmi per 1.140
milioni,il ministero dell'Interno che ha dovuto rinunciare a 684 milioni, il
dicastero della Pubblica amministrazione e l'innovazione di Renato Brunetta, che
ha perso per ora 485 milioni, il ministero delle politiche agricole, con una
perdita di 875 milioni. Tutti questi ministeri spingono ora perché sia
assegnata al più presto la quota residuale del Fas con una delibera che
po-trebbe arrivare tra fine giugnoe luglio. Nuovi programmi, però, formalmente
non ne sono stati presentati. Cosa che fa ritenere poco probabile, a Palazzo
Chigi e al ministero dell'Economia, una distribuzione dei fondi residui in
tempi effettivamente rapidi. è nota,d'altra parte,la propensione del ministro
Tremonti a utilizzare il Fas per fronteggiare le urgenze della finanza pubblica
o in chiave anti-crisi: su questa posizione si è attestato il Cipe a marzo.
Senza contare la partita abruzzese, che potrebbe richiedere ulteriori risorse in
tempi stretti. I ministeri interessati affilano le armi nel tentativo di
incassare almeno una parte di quel che hanno perso lo scorso marzo. I tecnici
al lavoro recuperano dai vecchi programmi i progetti immediatamente
cantierabili oppure presentano nuovi progetti più in sintonia con la priorità
anti-crisi. Scajola continua a puntare sui tre programmi che già avevano avuto
accesso al Fas nella prima delibera Cipe del 2007: il finanziamento della banda
larga, per cui si continuano a chiedere 800 milioni; le bonifiche dei siti
inquinati (che potevano contare su un totale di 2,6 miliardi); i «contratti di
sviluppo », nuova generazione di strumenti di finanziamento delle imprese sul
territorio in sostituzione dei vecchi contratti di programma. Per il piano delle
bonifiche, dei 26 progetti inclusi nel precedente programma, ne dovrebbero
restare 3-4 immediatamente cantierabili. Stesso discorso per i contratti di
sviluppo. Tramontata invece l'idea che Scajola aveva accarezzato prima del Cipe
del 6 marzo - di rifinanziare con il Fas anche Industria 2015, il programma che
destina fondi a programmi di innovazione e ricerca in vari settori, promuovendo
bandi di gara tra imprese ed enti di ricerca. Per questo programma, il
ministero dello Sviluppo economico cercherà altrove. Gelmini
sta invece lavorando per richiedere una prima tranche di risorse per il nuovo
piano nazionale dei distretti tecnologici: lo sviluppo di 34 poli della ricerca
e dell'hi-tech che dal 2001 hanno cominciato a lavorare grazie ad alleanze tra
Regioni, atenei, centri di ricerca pubblici e privati, imprese, con le Pmi in
prima linea. Una parte dei finanziamenti, che in tutto dovrebbero mobilitare un
miliardo in tre anni, arriveranno dai fondi ministeriali, un'altra dal Fas.Alle
risorse statali dovrebbero aggiungersi quelle delle Regioni, delle Università e
dei privati. PALAZZO CHIGI Dei nove miliardi assegnati al fondo della
Presidenza del Consiglio, 3-4 andranno all'Abruzzo e 1,2 miliardi al fondo di
garanzia per le Pmi
( da "Corriere della Sera" del
02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Focus Vuota data: 02/06/2009
- pag: 9 Le cifre I primi ad affrontare i quesiti a risposte fisse saranno i
ragazzi della maturità nella loro terza prova Le polemiche Ottanta domande alle
quali rispondere in due ore. Gli studenti sono contrari e alcuni docenti sono
d'accordo con loro Università, la lunga estate dei test Sono l'ostacolo da
superare per il numero chiuso Una «fabbrica» che produce 300 mila quiz all'anno
E cco, ci siamo: la lunga estate dei test sta (di nuovo) per iniziare. Quiz a
risposte multiple oppure singole, domande di logica e cultura generale, test
selettivi o solo propedeutici. Si parte con la terza prova della maturità
quella pluridisciplinare, con quesiti stilati dai membri della commissione e si
finisce con i test di ingresso per il numero chiuso alle università, vero e
proprio scoglio su cui rischiano di infrangersi i sogni di moltissimi
neo-diplomati. I più temuti sono, ovviamente, quelli che non offrono vie
d'uscita: o la va o la spacca, chi si ferma è perduto. Medicina e chirurgia,
veterinaria, odontoiatria, scienze della formazione primaria e architettura,
questi i principali corsi di laurea il cui accesso è definito dal «numero
programmato» (cui possono aggiungersi, secondo la legge 264 del 1999, quelli
«di nuova istituzione o attivazione, su proposta delle università»). E
ovviamente, i grandi atenei privati, dall'antesignana Bocconi alla Luiss. Per
gli altri, resta ed è sempre più diffusa, la Sapienza ad esempio l'ha appena
confermata per tutti i suoi corsi la possibilità di introdurre delle verifiche
«non selettive» (nel 2008-2009, stando a un'inchiesta del Sole- 24 Ore, vi
hanno preso parte 110mila aspiranti matricole): l'accesso resta libero, i
candidati vengono comunque valutati in base a prove di cultura generale o sulle
materie previste dai programmi. Prove definite, per tempi e modi, dal singolo
ateneo; solo per ingegneria il coordinamento è affidato, nella quasi totalità
dei casi, al consorzio Cisia. Se non si passa, le conseguenze variano: debiti
formativi, sbarramento agli esami, ripetizione del test. Nel caso della Scuola
superiore per interpreti e traduttori di Trieste, bocciatura uguale
impossibilità di iscriversi. Come nel numero chiuso «ufficiale». Che resta, ad
oggi, il più contestato nel grande gruppo dei test pre-universitari.
Soprattutto dagli studenti, che non hanno ancora dimenticato ricorda Fabio
Ingrosso, dell'Unione degli universitari «le domande di cultura generale su
Pippo Baudo o il maxi ricorso del 2007, con i quesiti sbagliati di Medicina...
». Ma non sono solo le presunte vittime ad assumere una posizione critica verso
il test. Che è composto, per le prove stabilite a livello nazionale (con date
prefissate), da 80 domande a risposta multipla, per 2 ore di tempo. Dalla
logica alla matematica, passando, a seconda dei casi, per storia, chimica,
letteratura. E cultura generale. Può dunque capitare di dover indicare il
sinonimo di quietanza, o chi tra Adelchi, Don Abbondio e Fra Cristoforo sia il
«vaso di terra cotta» di manzoniana memoria. E ancora, l'anno del primo
atterraggio sulla Luna o il nome del Paese in cui fu clonata la pecora Dolly.
L'unica risposta giusta si cela tra le 5 disponibili. All'Udu la formula non
piace, «un test a crocette di qualche ora non può giudicare il valore di una
persona». Una linea su cui, in parte, concorda Salvatore Settis, direttore
della Scuola Normale Superiore di Pisa: realtà quanto mai selettiva, «ma senza
test di tipo psicoattitudinale ». Settis ricorda un pamphlet di Hans Magnus
Enzensberger, Nel labirinto dell'intelligenza (Einaudi), «in cui si sottolinea
come questi test siano spesso sganciati da una valutazione reale. È chiaro, il
sistema a risposte chiuse fa risparmiare tempo; ma se per un esame di storia
dell'arte ci si prepara, per uno che spazia dalla biologia alla costituzione
americana non si può. I ragazzi si demotivano, gli esaminatori si
deresponsabilizzano ». Una perplessità in parte condivisa, a quanto pare, dallo
stesso dicastero di Viale Trastevere. A settembre, Mariastella
Gelmini aveva sottolineato
che «i test attuali valutano le nozioni, e poco le capacità di ragionamento».
Ancora: «Va rivisto l'intero meccanismo, dalla formulazione delle domande
all'erogazione dei questionari». Oggi, dal ministero fanno sapere che «si sta
lavorando per un cambiamento, ma la procedura è complessa e per quest'anno
non c'erano i tempi». La commissione, comunque, esiste già, «soprattutto per i
test di Medicina ». Quelli che più guai avevano causato nell'«anno orribile»
2007-2008. «Ma da allora si è lavorato molto sulle 'parti critiche', compreso
il ruolo degli atenei nel visionare lo svolgimento replica Marco Lanzarini,
direttore generale del Cineca . E l'anno scorso è andata bene: nessuna banda a
delinquere che organizzasse fughe di notizie in giro per l'Italia... In molti
ormai usano società esterne per la sorveglianza, e strumenti per controllare
cosa viene portato in aula ». Lanzarini sa di cosa sta parlando: al Cineca,
consorzio senza scopo di lucro, spetta la gestione della «macchina» dei test nazionali.
«Vado personalmente al Miur a ritirare i plichi elaborati dalla commissione
centrale. Ne prepariamo 200-300mila, con un meccanismo di permutazioni per cui
di fatto non esistono due prove con lo stesso ordine di domande e risposte; ce
ne ritornano tra i 70 e i 100mila per essere valutati. Il costo? Duecentomila
euro all'anno». Per Lanzarini, il quiz a risposte multiple è «un male
inevitabile, il modo meno imperfetto per saggiare le nozioni»; e «i ricorsi al
Tar ci sono sempre, all'ingresso delle prove ci sono schiere di avvocati che
distribuiscono biglietti da visita...». «È vero, i test pretendono di
sintetizzare una complessità che avrebbe bisogno di ben altri esami», commenta
Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea. «Ma molte ricerche dimostrano come
esista una correlazione diretta tra risultati dei test ed esito degli studi.
Queste prove consentono ai ragazzi di individuare il terreno su cui le loro
capacità riescono ad emergere; e se penso che in Italia un immatricolato su 5
si perde nei primi 12 mesi di studio...». Piuttosto ci vorrebbe, sostiene
Cammelli, «una maggiore preparazione al sistema dei test, a partire dalle
superiori ». Ma numero chiuso non significa necessariamente accesso
programmato: «Se hai una nave che tiene 250 persone non ne puoi imbarcare di
più, ma se sulla banchina hai molta gente che vuole partire... I nostri
laureati sono la metà della media dei Paesi Ocse. Quindi: sì al numero chiuso,
ma se c'è una domanda, aumentiamo i poli di formazione. Il governo ha messo a
disposizione fondi per l'acquisto di biciclette, e poi non ce n'è per ampliare
l'offerta universitaria?». Gabriela Jacomella gjacomella@corriere.it Il
ministro «Va rivisto l'intero meccanismo, dalla formulazione delle domande
all'erogazione dei questionari», ha detto il ministro Gelmini.
Ma tutto è rinviato al prossimo anno
( da "Corriere della Sera" del
02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Lettere al Corriere data:
02/06/2009 - pag: 35 Risponde Sergio Romano L'ESAME DEI DEPUTATI EUROPEI I
PROMOSSI E I BOCCIATI I deputati europei italiani non vanno alle commissioni e
non si sono neanche presentati per difendere il tocai friulano. Perché non
vengono mai fuori i nomi dei responsabili? Maurizio Urbano
maurizio.urbano@autovie.it Caro Urbano, E siste oggi una interessante ricerca
sui vizi e le virtù di tutti i parlamentari europei. È stata condotta
da un centro britannico, «Open Europe», che non è né euroscettico né
eurofobico. I 785 membri del Parlamento di Strasburgo sono classificati sulla
base di alcuni criteri fra cui la partecipazione ai lavori parlamentari e la
posizione dei singoli deputati su temi che concernono la trasparenza delle
istituzioni europee e le riforme di cui l'Ue dovrebbe farsi promotrice. Alcuni
criteri riflettono la linea riformista di Open Europe e sono quindi «partigiani
». Altri invece sono più oggettivi e universalmente condivisibili. È certamente
giusto chiedere ai deputati come abbiano votato quando venne in discussione una
norma che avrebbe garantito un migliore accesso dei cittadini ai documenti
dell'Unione. È giusto chiedere come abbiano votato quando hanno dovuto esprimersi
su un rapporto che prevedeva la pubblicità dei loro personali rendiconti per
spese e indennità. È giusto chiedere come abbiano votato sulla proposta di
rendere pubblico un rapporto che denunciava abusi in materia di indennità per
il pagamento di segretari e assistenti dei singoli parlamentari. È giusto
chiedere come abbiano votato quando venne in discussione una norma che
prevedeva sanzioni per i deputati colpevoli di irregolarità finanziarie. Ed è giusto infine dare un cattivo voto in pagella a
coloro che votarono contro la trasparenza (furono la maggioranza). Per misurare
la partecipazione, Open Europe ha utilizzato una scala da zero a sei in cui
zero è il voto riservato a
coloro che hanno partecipato a meno del 49% delle sessioni plenarie e sei a
coloro che hanno partecipato a tutte. L'applicazione di questi criteri
ha prodotto una graduatoria da cui Open Europe ha ricavato un piccolo gruppo di
«primi della classe» e un piccolo gruppo di fanalini di coda. Il primo, con un
punteggio fra 55 e 41, comprende 7 olandesi, 5 svedesi, 5 britannici, 3
tedeschi, 1 austriaco, 1 ceco, 1 finlandese, 1 irlandese, 1 belga e 1 italiano
(il verde Josef Kusstatscher). Il secondo, con punteggi da
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 02 Giugno 2009 PROVINCIA Pagina 23 Brevi A FASANO
SCONTRO AUTO-MOTO UN FERITO LIEVE MA LUNGHE CODE Un incidente accaduto ieri
mattina a Fasano di Gardone poco prima delle
( da "Brescia Oggi" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
Nei Comuni bresciani sempre meno fannulloni IL CASO. Per
gli impiegati municipali è record di assiduità in ufficio nel confronto tra
l'aprile 2009 e lo stesso mese del 2008. I più virtuosi a Montichiari, Lonato e
Leno Un calo fino a oltre l'80% delle assenze dei dipendenti Ma i sindaci
spiegano: «Non è l'effetto Brunetta» 02/06/2009 rss e-mail print Il ministro
Renato Brunetta La «cura Brunetta» sembra faccia bene anche agli enti pubblici
della nostra provincia. Stando ai dati forniti dal ministero per la Pubblica
amministrazione e l'innovazione (www.innovazionepa.it) le assenze dal pubblico
impiego nel mese di aprile 2009 sono calate drasticamente se paragonate
all'aprile del 2008. Se la media nazionale parla di un 33,4% di assenze in meno
per i dipendenti pubblici (stima riferita al complesso delle amministrazioni
pubbliche, ad esclusione dei comparti scuola, università e pubblica sicurezza)
nella nostra provincia le assenze si sono drasticamente ridotte per una ventina
di comuni ed enti pubblici (esclusi quelli con meno di 50 dipendenti) mentre
altri sette Comuni sono aumentate. A Montichiari si registra l'88% di assenze
in meno, l'84% a Lonato, l'81% a Leno: figurano tra le migliori dieci
performance dell'intera regione Lombardia. Precisiamo che si tratta di dati
riferiti al solo mese di aprile. È L'EFFETTO della crociata contro «i
fannulloni» voluta dal ministro Renato Brunetta? È l'effetto del giro di vite
sui permessi facili? Sindaci e assessori dei Comuni citati invitano a non
creare facili ed erronee deduzioni, e difendono a spada tratta l'operato del
loro personale: «In comuni con poche decine di dipendenti basta un paio di
donne in maternità per sballare tutti i dati. Nei nostri comuni tutti lavorano
seriamente e con impegno. Non conosciamo fenomeni di assenteismo o di
fannulloneria». Categorico al proposito l'assessore al
personale del comune di Montichiari (107 dipendenti), Massimo Gelmini (Lega Nord): «Non sono
assolutamente indicativi i dati rapportati su un solo mese, è giusto ragionare
su scala annua. E su scala annua Montichiari è più che virtuoso, con una
diminuzione delle assenze già nel 2008 sul 2007, ancor prima dell'arrivo di
Brunetta. Le do un dato: l'assenza per malattia nel 2008 ci è costata
70mila euro, poco a paragone dei 3,4 milioni di costo annuo del personale».
Insomma, a Montichiari non conoscono la parola assenteismo, sostiene Gelmini. ANCHE A LONATO il sindaco forzista Mario Bocchio
difende a spada tratta i «suoi» lavoratori, con gli stessi argomenti
dell'assessore monteclarense: «Su 85 dipendenti - dice infatti Bocchio -
bastano una maternità e una malattia in meno per aumentare vertiginosamente il
numero percentuale delle presenze. Lonato già lo scorso anno è stato
riconosciuto tra i comuni più virtuosi in fatto di assenze, e tra gli impiegati
del comune non conosco problemi di assenteismo». Bocchio comunque fa un plauso
al lavoro del ministro Brunetta. In termini assoluti la sua stretta nei
controlli ha dato buoni frutti: «Come medico di base ho indirettamente il polso
della situazione anche di altri settori e posso dire che oggi i medici sono
chiamati a una verifica più puntuale sui giorni concessi per malattia». Il
commento di Pietro Bisinella, sindaco di Leno per il centrosinistra, si allinea
a quello dei colleghi: «Non si possono fare statistiche quando abbiamo un
numero così basso di dipendenti, circa 60. Bastano due assenze e fanno sballare
i numeri. Io qui in Comune vedo gente che lavora. Cosa ne penso della crociata
del ministro? Che oltre a punire i fannulloni andrebbero premiate le
amministrazioni virtuose che, come Leno, rispettano il patto di stabilità,
permettendo nuove assunzioni o investimenti. Ai comuni continuano a delegare un
sacco di competenze, ma allo stesso tempo tagliano i fondi. Non mi pare un
meccanismo virtuoso». A controprova che non può essere statisticamente
rilevante fare report mensili, c'è il caso emblematico di Calcinato. Comune con
57 dipendenti che nell'aprile
( da "Sicilia, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
San Leone Da lunedì si bitumano le strade Se
interrogazioni e compiti in classe sono finalmente terminati, fino al 12
giugno, giorno di chiusura dell'anno scolastico, i maturandi saranno impegnati,
nello svolgimento di prove simulate. Una «sperimentazione» informale di quanto
potrà trovarsi nella prima prova, uguale per tutti gli indirizzi ed in
programma per il 25 giugno. Il giorno successivo si svolgerà invece la seconda
prova, diversa da scuola a scuola (al "Classico" il latino, allo
"Scientifico" la matematica, al "Linguistico" lingua
straniera, tecnologia delle costruzioni al "Geometra" etc). Il 29
giugno, infine, è in calendario la terza e ultima prova scritta a carattere
multidisciplinare. Quest'ultima viene predisposta dalla commissione interna, a
differenza dei primi due scritti elaborati direttamente dal Ministero. Chiuso
il capitolo "scritti" , nei giorni immediatamente successivi
inizieranno i "colloqui", dove gli studenti dibatteranno sul percorso
argomentativo prescelto. «Per quanto riguarda l'impianto e la tipologia
dell'esame di Stato - dichiara il dirigente scolastico dell'Istituto tecnico
commerciale "Sciascia" Annamaria Sermenghi - non si rilevano
sostanziali novità rispetto allo scorso anno. L'unico fatto
nuovo è la particolare incidenza del voto in condotta ». - Qual è la prova che gli studenti temono particolarmente?
«Penso sia il secondo scritto - risponde la preside dello "Sciascia -
visto che la prova d'italiano consente un'ampia possibilità di scelta, mentre
la terza prova, grazie anche alla sua struttura (quesiti a scelta multipla,
tipologia mista), tende a rassicurare i ragazzi». Concorde sulla maggiore
preoccupazione degli studenti verso la seconda prova è il preside del liceo
"Leonardo" Giuseppe Capraro. Allo "Scientifico" si preparano
alla maturità undici classi, attraverso lo svolgimento di prove informali di
verifica. Gli scrutini per le quinte si svolgeranno i prossimi 12 e 13 giugno.
Per quanto riguarda le Commissioni d'esame, visionabili all'indirizzo
www.provveditoratoag.it, esse saranno composte da tre docenti interni e tre
esterni, oltre ad un presidente nominati dall'Ufficio scolastico regionale.
Ciascuna commissione opererà su due classi. D. A.
( da "Sicilia, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola
ai giochi sportivi studenteschi Due atleti della Rosso di
San Secondo campioni italiani di nuoto La scuola media statale "Rosso di
San Secondo" ha preso parte per il quarto anno consecutivo alle finali
nazionali dei Giochi studenteschi nella disciplina sportiva del nuoto. Anche
per questa edizione gli alunni-atleti della scuola si sono ben distinti nelle
varie specialità cui hanno preso parte, sia nel settore degli alunni
diversamente abili sia in quelli degli alunni normodotati. Quest'anno , a
differenza degli altri , dopo avere superato le fasi Provinciali e Regionali
alla fase Nazionale la scuola media Rosso di San Secondo ha centrato
l'obiettivo anche per merito del lavoro svolto dall'insegnante Michele
Tramontana. Dopo la giornata inaugurale tenutasi ad Ostia antica, con
l'apertura d'inizio da parte del presidente nazionale del Coni Petrucci , dal
presidente Nazionale del Coni per i disabili, dal Ministro della pubblica
Istruzione Maria Stella Gelmini e dall'Assessore allo sport del comune di Roma; nella giornata
di martedì, giorno delle gare, tenutasi nella Piscina Comunale di Formia, sono
stati centrati gli obiettivi che da tempo cercavamo di raggiungere,
classificando al 1° posto nei 50 mt farfalla l'atleta alunno Polizzi Umberto,
diventando così campione italiano per la stagione 2009 e Fiorella Fabrizio al
1° posto nella specialità dorso nella categoria disabili.
( da "Stampa, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
IL PROF RAZZISTA Alain Elkann «Un evento intollerabile»
«Mi consulterò con il ministro Maria Stella Gelmini. Quello che è accaduto è una cosa intollerabile». Alain Elkann,
presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie è amareggiato per
quanto è successo il 5 maggio all'interno della struttura da lui presieduta.
Una donna marocchina di 31 anni, guida nel museo, è stata oggetto di insulti
razzisti dal preside di una scuola media di Bari che era in gita a Torino con i
suoi alunni. «Torni al suo Paese e parli così ai suoi fratelli» avrebbe
detto l'insegnante alla guida che stava gestendo gli ingressi al museo e
«Ragazzi venite allontaniamoci dalla mummia» avrebbe ancora aggiunto il preside
alla donna marocchina.
( da "Stampa, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
VENTIMIGLIA IL PD INTERVIENE SUL PROBLEMA DEL MANTENIMENTO
DELLE MEDIE "Non si condanni la scuola Cavour a morte lenta: dev'essere
salvata" VENTIMIGLIA Sul caso-scuola Media di Ventimiglia Alta interviene
il Pd. Il futuro dell'istituto è ancora incerto, dopo l'annuncio della
possibile chiusura, le mobilitazioni dei genitori, l'incontro dell'altro giorno
con la dirigente scolastica provinciale Anna Maria Giuganino. Domenico De Leo,
capogruppo del Pd in Consiglio, afferma: «La dirigente Giuganino è stata
coerente, specialmente dopo che ha rimandato la decisione finale a luglio,
quando verranno decisi definitivamente i budget e l'organico a disposizione
della nostra Provincia». Il Pd, ricorda il suo capogruppo, aveva organizzato un
incontro pubblico alcuni mesi fa per affrontare il problema della ipotetica
chiusura delle Medie; da lì era nata l'idea di un tavolo di lavoro, che si è
poi riunito alcune volte in Comune, formato dalle varie forze politiche e
amministrative, con gli uffici scolastici provinciali, per scongiurare la
chisura dell'istituto. «Ci eravamo impegnati tutti, sindaco compreso - prosegue
De Leo - per invitare i cittadini ad iscrivere nel paese vecchio i propri
figli. Le iscrizioni ora sarebbero 22». E prosegue: «Speriamo che il
provveditorato si attivi verso tutte le istituzioni, in testa
il governo e il ministro Gelmini, per avere l'organico sufficiente al mantenimento della Cavour».
Anche perchè, ricorda infine il Pd, il plesso del centro, le «Biancheri» di via
Roma, sono sovrappopolate. «Non vorremmo - conclude De Leo - che si arrivasse a
mantenere a Ventimiglia Alta soltanto le classi 2ª e 3ª, aspettando la morte
lenta di questa scuola».\
( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Interni Il premier arriva un quarto d´ora dopo.
"Mollare? Non ci penso proprio". Lega assente Show del Cavaliere alla
parata tra ritardi, smorfie e saluti militari Lo staff: ritardo dovuto a
telefonate istituzionali. La Russa: doveva curare il torcicollo Bagno di folla,
qualche contestazione e la battuta sulle feste di compleanno (SEGUE DALLA PRIMA
PAGINA) ALESSANDRA LONGO Manca solo lui, Silvio Berlusconi, alla
sessantatreesima Festa della Repubblica italiana. La parata militare inizia
puntuale alle dieci ma il capo del governo salta l´inno di Mameli e dodici
minuti di «sfilamento». Non c´è ancora quando passa la Banda dei carabinieri,
quando lo Stato rende omaggio ai gonfaloni delle regioni, delle province e dei
comuni e ai labari dei vecchi combattenti d´arma. Dov´è Berlusconi? Perché ha
infranto il cerimoniale? Siccome ormai, quando si tratta di lui, le versioni
sono sempre più d´una, il suo staff farà sapere, più tardi, che è stato
trattenuto da «telefonate istituzionali», mentre Ignazio La Russa punta su
«un´iniezione per il torcicollo». Sono le dieci e dodici, eccolo spuntare dalla
scala posteriore del palco delle autorità, pronto per la sua performance. Si
avvicina al suo piccolo trono e allarga le braccia. Come dire: «Scusi,
presidente, cosa vuole, non ce l´ho fatta prima». Napolitano lo guarda. Non
sembra così cordiale come lo descrive La Russa che assicura: «Era già informato
del possibile ritardo ed è stato molto carino. Ha raccomandato a Berlusconi di
riguardarsi». Sarà. Ma viste dal palco di fronte, le massime autorità del Paese
danno l´idea quasi plastica del clima. Per tutta la durata della parata, il
capo dello Stato non rivolgerà mai la parola a Berlusconi tranne che per il
congedo finale (al contrario, con Fini battute e sorrisi). Intanto, raggiunta
la postazione, il premier dà vita ad un autentico show. Per oltre un´ora,
sbadiglia, chiude gli occhi, come colto da torpore, mastica mentine, si mette
le mani sulla testa e anche in tasca, quando gli altri, invece, sono
sull´attenti, fa la caricatura di un saluto militare, (sotto gli occhi
rassegnati di Napolitano che allarga le braccia), rimane seduto a gambe larghe
al passaggio delle truppe per poi alzarsi all´ultimo momento, quasi fosse un
sacrificio indicibile. Alle 10.45, sfila il terzo settore, la Marina militare.
Berlusconi non si alza proprio e il responsabile del cerimoniale è costretto a
scendere dalla quarta fila per dargli un colpetto alle spalle. Sta male? Non
sembra, visto che poi, a tratti, ride e scherza con Gianni Letta e Schifani e,
subito dopo la manifestazione, dimostrerà un´energia intatta, buttandosi in
mezzo alla gente accalcata ai Fori Imperiali, e salendo anche sul predellino
per salutare tutti. Piuttosto Berlusconi sembra annoiato di dividere il palco,
forse di non essere lui a sedersi sullo scranno più alto. In tribuna il suo
governo è sottorappresentato. Mancano le sue ministre preferite, la Carfagna, la Brambilla e la Gelmini (c´è in compenso Giorgia Meloni) ed è assente, come ogni anno,
la Lega, cui la festa della Repubblica non dice molto. Ci sono Casini,
Franceschini, Rutelli, gli ex ministri della Difesa Martino, Parisi e
Mattarella, il capo della Protezione Civile Bertolaso, ormai fisso in prima
fìla. Nessuno sembra accorgersi della performance del premier. Fini
educatamente si stupisce: «Ah si? E´ arrivato in ritardo? Non me ne sono
accorto». Nessuno sembra notare l´atteggiamento di Berlusconi quando, nella
parte finale della parata, si rendono «gli onori al capo dello Stato» prima che
egli torni al Quirinale: sono tutti in piedi, le braccia lungo i fianchi.
Berlusconi no, braccia conserte e niente applauso. Il torcicollo gli aveva dato
una prima tregua, alla vigilia della parata, tanto da consentirgli un mattutino
bagno di folla. C´è la famiglia di Foligno con il bambino di dieci anni che lo
invita al compleanno. Lui non perde l´occasione: «Ti ringrazio ma, sai, andare
alle feste di compleanno e ai battesimi in questo periodo non butta bene,
chissà cosa s´inventano». Poi il tunnel della sfilata militare, quei sbadigli,
gli occhi chiusi quasi dormisse. E di nuovo, finita la kermesse, l´energia che
torna. Secondo bagno di folla. Lo inseguono a centinaia saltando sulla tribuna
ormai vuota. «Silvio non mollare, resisti». Anche mamme scatenate con figlie
minorenni. Qualche isolata contestazione: «Buffone, vergognati»; «Dov´è Noemi?;
«Ciao Papi». Oppure, più semplicemente: «Non vendere Kaka». Lui si mette
atleticamente sul predellino e saluta tutti: «Non ci penso proprio a mollare,
sono solo agli inizi». Il corteo delle auto fa fatica a passare, c´è anche un
piccolo tamponamento quando una delle macchine si ferma per far salire Gianni
Letta. Centinaia di persone non si accontentano e lo inseguono fin sotto via
del Plebiscito. Berlusconi, sempre più tonico, sale di nuovo sul predellino.
Sorride e gira il collo, gli è passato tutto.
( da "Tirreno, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Grosseto 200 POSTI DI LAVORO BRUCIATI Marzio
Scheggi: «Gli effetti della riforma Gelmini» Il
segretario del Pd preoccupato per le ricadute della decisione del governo sulla
nostra provincia GROSSETO. Grossi tagli di personale, sia fra i docenti che fra
il personale tecnico amministrativo. Marzio Scheggi, segretario provinciale del
Pd, va all'attacco della riforma Gelmini, quantificando quelli che, secondo il Pd, saranno gli effetti
nella nostra provincia: «Gli effetti della riforma Gelmini per la provincia di Grosseto sono finalmente, purtroppo, sotto
gli occhi di tutti - esordisce Scheggi -. Nonostante la bocciatura della
riforma decretata dalle famiglie, che in barba al maestro unico e al sette in
condotta, hanno optato per la quasi totalità per il tempo pieno, ora è
giunto il momento di fare i conti con i tagli decretati dal governo: 200 posti
di lavoro bruciati. A partire da quest'estate circa 120 insegnanti e 80 unità
di personale tecnico-amministrativo a tempo determinato (i cosiddetti "precari",
lavoratori che da anni lavorano nella scuola con contratti brevi e stipendi
base nonostante abbiano i titoli per entrare di ruolo) perderanno il lavoro. Al
contempo avremo 120 insegnanti in meno per gli alunni e gli alunne della provincia
di Grosseto. E ciò proprio quando si registrano nella provincia 400 alunni in
più». I Comuni saranno chiamati ad aumentare i costi per l'istruzione, mentre
il Governo toglie finanziamenti agli enti locali. «In compenso - aggiunge
Scheggi - non avremo alcun alunno con il "maestro unico", poiché in
provincia di Grosseto non sarà attivata nessuna classe di scuola elementare con
24 ore a settimana. Le famiglie hanno scelto per quanto possibile di conservare
gli orari del "modulo" (27-30 ore) e il tempo pieno: i modelli
educativi che hanno fatto grande la scuola italiana in Europa. Quello che
invece vuole il Partito Democratico è una scuola pubblica, di qualità, più
autonoma e radicata nel territorio una scuola che valorizzi il merito e non
lasci indietro nessuno, capace di educare al rispetto e alla responsabilità e
di rendere effettivo il diritto all'istruzione, costituzionalmente garantito
per tutti e per ciascuno». Sono molte le proposte del Pd: «Porre gli studenti
al primo posto, garantendo il diritto allo studio e premiando il successo
scolastico, mediante il finanziamento, con una intesa tra Regioni e enti
locali, di un piano nazionale straordinario per assicurare borse di studio,
libri gratuiti per i dieci anni dell'obbligo, mense e trasporti; per garantire
il successo scolastico dei bambini disabili e svantaggiati, e la piena
integrazione dei bambini immigrati. Allo stesso modo vanno prmiate le scuole
virtuose, destinando loro i fondi ricavati dalle economie. Il Pd vuole anche un
piano straordinario di aggiornamento dei docenti, perché le riforme servano ad
innovare e non solo a tagliare». C'è, poi, la lotta al precariato. Secondo il
Pd «deve essere assegnato un numero certo e stabile di insegnanti e di
personale Ata alle scuole sulla base di criteri oggettivi, in modo da garantire
continuità didattica e autonomia, per realizzare un piano dell'offerta
formativa di qualità. Infine, va portata in fondo la riforma della scuola
superiore, con lo spostamento dell'obbligo di istruzione sino a 16 anni».
( da "Corriere delle Alpi" del
03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Il Comune potrebbe mettere la ludoteca all'Auditorium e i
centri estivi in una tensostruttura Gabelli, a Castion la segreteria Per
sistemare le classi pronta una lettera a tutte le scuole Oggi il sindaco sarà a
colloquio telefonico col ministro Gelmini per chiedere fondi BELLUNO. La segreteria del primo Circolo alle
scuole elementari di Castion o alla cosiddetta Casa del dottore, l'Ambarabà in
una tensostruttura da installare all'interno del parco Città di Bologna, la
Ludoteca alla sala dell'Auditorium, e per quanto riguarda le 15 classi una
lettera è gia pronta per essere invita a tutte le scuole. Queste alcune
soluzioni che il Comune sta vagliando per risolvere al più presto la questione
delle Gabelli dopo il crollo del soffitto di un'aula avvenuto venerdì scorso.
Oggi il sindaco Antonio Prade ha in programma una chiacchierata telefonica con il
ministro Gelmini per cercare di racimolare le risorse
per mettere mano, radicalmente, alle scuole elementari. Una telefonata che
segue quella fatta lunedì al presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan e
all'assessore veneto Giorgetti. Intanto l'assessore Maria Grazia Passuello è al
lavoro per trovare una degna sistemazione alle tante attività che venivano
svolte alle Gabelli. «Per quanto riguarda la sede della segreteria del primo
Circolo, che finora è rimasta nelle scuole inagibili, stiamo valutando
l'ipotesi di concedere degli spazi nelle scuole elementari di Castion, oppure
in alternativa di farla ospitare dalla cosiddetta casa del dottore che si trova
in piazza a Castion. Si tratta di sedi alternative che sono un po' decentrate
rispetto all'attuale ma che possono ben rimanere anche un po' defilate, vista
l'emergenza». Per quanto riguarda invece un posto in grado di ospitare i
trecento bambini che frequentano le elementari Gabelli, la soluzione è un po'
più complessa. «Vogliamo che la sede sia centrale e che le classi non vengano
frammentate in tanti edifici. Per questo invieremo una lettera a tutti gli
istituti scolastici del centro per chiedere loro la disponibilità ad accogliere
i bimbi a cominciare da settembre», continua l'assessore Passuello. Restano da
sistemare poi alcune attività correlate che venivano svolte alle Gabelli, come
la Ludoteca e i corsi estivi Ambarabà. «Per quanto riguarda l'iniziativa
dell'associazione Esplora», prosegue Passuello «stiamo valutando l'ipotesi di
realizzare una sorta di tensostruttura nel parco Città di Bologna così i
bambini possono svolgere le loro attività didattiche al coperto e quelle
ludiche all'esterno. Per la Ludoteca, invece, stiamo pensando di utilizzare una
sala dell'Auditorium. Si tratta solo di ipotesi, che stiamo vagliando insieme
con l'assessore al patrimonio, Martire. Le scelte non sono semplici, ma
l'impegno è quello di risolvere al più presto la questione». A trovare
ospitalità alle Gabelli, fino a prima del crollo, anche l'ufficio provinciale dell'Ente
nazionale per l'assistenza magistrale (Enam) che sospende l'apertura al
pubblico.
( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XVI - Milano Sette ministri per Podestà, è polemica
L´opposizione: "Ignorano la Lombardia e vengono solo per il voto"
DAVIDE CARLUCCI ORIANA LISO Ci voleva un´occasione come la festa della Repubblica,
un luogo neutrale - i giardini della Prefettura - e una anomala
"paciera" per vedere la stretta di mano più attesa. Il presidente
della Provincia Filippo Penati e il suo sfidante Guido Podestà non si erano
ancora incontrati in campagna elettorale. Non per caso, ovviamente. E sarebbe
andata così anche ieri: entrati a pochi passi di distanza, si sono piantati nei
due angoli più lontani. Entrambi decisi a non fare il primo passo. L´arrivo del
sindaco Letizia Moratti - che poco prima aveva polemizzato a distanza con
Penati su Expo - ha sparigliato tutto: preso sottobraccio Podestà, l´ha
traghettato da Penati. Sorrisi di circostanza, una battuta del presidente -
«Allora il confronto lo facciamo qui» - flash e via, ognuno per la sua strada.
A sostenere Podestà, in attesa della chiusura domani con Berlusconi e Bossi (ma
il gran capo della Lega farà da solo prima un comizio in largo Cairoli, hanno
tenuto a precisare dal Carroccio), oggi pomeriggio in
piazza San Carl arriveranno ben sette ministri: Bondi, Brambilla, Brunetta,
Frattini, Gelmini, La Russa
e Sacconi. Per Maurizio Martina, segretario regionale del Pd, si sono
materializzati dal nulla. «è una parata elettorale - attacca - che dà un´idea
chiara della strumentalità con la quale si muove la destra sul nostro
territorio. Per coprire l´assenza di proposte e idee del loro candidato
sono costretti a questa messa in scena. Peccato che in questi mesi, quando
Milano ha avuto bisogno del governo, quei ministri non si sono fatti trovare».
Su vari fronti, accusa, «da Malpensa a Expo, dai tagli alla scuola a quelli per
il sociale», il governo è stato latitante. D´accordo Onorio Rosati, della Cgil:
«Il fatto che questo sia un esecutivo "nordista" non ha avuto
ricadute sulla città. Su temi come l´Expo era molto più attento il
centrosinistra. Quando c´è il centrodestra che governa, invece, la prima città
che ne paga le conseguenze è proprio Milano: si dà tutto per acquisito e ci si
limita a operazioni di facciata come l´esercito in città. Sulla crisi e su
Malpensa abbiamo riscontrato la loro assenza». Rare le apparizioni di Sacconi,
Frattini, Bondi, Tremonti e Brunetta. Più presente è stato Ignazio La Russa,
che non se la sente, però, di tacciare di assenteismo i colleghi: «è giusto che
io venga più spesso degli altri: sono stato eletto qui». Quanto a Sacconi,
aggiunge, «meglio che stia a Roma a lavorare con i sindacati sulla crisi, come
ha fatto». Maurizio Lupi, altro big del Pdl, ricorda invece «le parate dei
ministri di Prodi a Milano». A lui replica Marco Cipriano, consigliere
regionale di Sinistra e libertà: «Parlano i dati: nei due anni del governo
Prodi sono arrivate più risorse che nei precedenti cinque anni di Berlusconi. E
il fatto che sia necessario mobilitare sette ministri per Podestà è la
dimostrazione della debolezza del candidato».
( da "Corriere delle Alpi" del
03-06-2009)
Argomenti: Scuola
di Irene Aliprandi «Per aiutare la gente serve il mutuo
sociale» Il programma di Titti Monteleone, La Destra, unica donna in corsa in
Provincia BELLUNO. L'unica donna candidata alla presidenza della Provincia è
Antonia "Titti" Monteleone, in corsa con La Destra. La Monteleone ha
56 anni, è nata e vive a Belluno, ma ha trascorso una lunga parentesi a Bari.
Funzionaria dell'Agenzia delle entrate, la candidata de La Destra è anche
segretario regionale del partito di Storace e fa politica fin da ragazzina. Perché
si candida? «Per dare visibilità alla destra sociale. Per me è già stata una
vittoria riuscire a presentare la lista e quindi candidarmi; il mio obiettivo
però è realista, più che vincere spero di fare almeno un consigliere
provinciale». Le battaglie della sua vita. «Quella per l'inasprimento delle
pene contro i pedofili. Abbiamo presentato una proposta di legge corredata
dalle relazioni di medici e psicologi che descrivono effetti a lungo termine
devastanti in chi ha subito violenze, ma noi pensiamo che la pedofilia non sia
solo l'atto sessuale, ma anche il guardare foto o il fare gesti diversi. Io
spero che sia una battaglia trasversale, dovrebbe esserlo perché di certo non
ha colore politico. Poi le battaglie contro il trattato di Lisbona, la privatizzazione
dell'acqua e a favore del mutuo sociale». Quali saranno i suoi impegni in
Provincia? «L'autonomia, battaglia iniziata nel 1972 da Almirante per la
"Regione dolomitica". Quella proposta non passò, a causa
dell'opposizione degli amministratori locali bellunesi. Poi
contro la riforma Gelmini,
ricordo che a Trieste quando tutti i comuni italiani ne hanno parlato, non
c'era nessuno di Belluno». Quali sono i problemi più urgenti che vede? «Mi
preoccupa il lavoro, non solo per la contingenza del momento, ma in generale
per quelle piccole imprese che non hanno ammortizzatori sociali. Tra gli
operai vedo la paura, anche tra chi il lavoro non l'ha perso, sono fragili e
senza ceretzze. Da quarant'anni i bellunesi si sono abituati al benessere, ma
vivere qui costa tantissimo. Io compro la carne a Venezia, costa meno». E'
giusto spendere per la cultura? «Ci sono delle priorità, ma non si può
prescindere. Tornata a Belluno dopo anni passati a Bari ho sofferto tantissimo
per la totale assenza di iniziative culturali. L'impoverimento culturale fa
male alle comunità. Penso anche all'Università, che va incentivata e alle
scuole superiori professionali come l'istituto minerario di Agordo, che è tra i
migliori in Italia». Competenze utili e inutili dell'ente Provincia. «Nella
maggior parte dei casi le Province sono inutili, dovrebbero restare solo quelle
legate a territori come il nostro. La funzione più importante è quella di
coordinare i Comuni, cercare contributi, forse la cultura è una competenza
secondaria». Cosa vuol dire essere di destra oggi? «Avere coraggio, passione,
avere a cuore il sociale. Noi guardiamo all'inizio del Ventennio, non alla
degenerazione degli ultimi 5 anni. Mi riferisco alle pensioni sociali, alla
bonifica dell'agropontino, alle case popolari, all'acquedotto pugliese. Ci sono
fascisti onesti e fascisti cattivi, così come i comunisti. Se uno è una persona
per bene, lo rimane sempre. Noi conserviamo una storia, cerchiamo di portare
avanti quello che è stato positivo e rinneghiamo tutto il negativo». La prima
cosa che farà una volta arrivata a Palazzo Piloni. «Se riuscirò a diventare
consigliere mi batterò da subito per la creazione del mutuo sociale». Faccia il
suo appello al voto. «Votatemi perché voglio essere di stimolo a chi governerà
la nostra provincia, portando la mia esperienza di donna che fa politica per
passione e che cerca soluzioni positive per la nostra società. Non si può
essere tutti omologati e forse posso anche portare un tocco di folklore. Il mio
motto è "fatevi amare o fatevi odiare, ma non siate tiepidi"».
( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bari L´ufficio scolastico provinciale avvia un
procedimento sul dirigente di un istituto barese in gita d´istruzione a Torino
"Insulti razzisti, indagine sul preside" La decisione dopo la lettera
di protesta del museo egizio arrivata anche al ministero Il Provveditorato di Bari
apre un´inchiesta sui presunti insulti razzisti lanciati da un preside barese
in viaggio di istruzione a Torino. Ieri, ad uffici chiusi ma con la lettera di
protesta ufficiale del Museo Egizio piemontese appena arrivata sulle scrivanie
del provveditore agli Studi e dei ministeri all´Istruzione e alla Funzione
pubblica, è partita la verifica incrociata per capire cosa sia successo
davvero. «Insulti razzisti a una guida marocchina» è l´accusa che dal museo
precipita sul preside della Amedeo d´Aosta. «Menzogne, scherzi con i ragazzi»
si difende Marco Pesola, dirigente della scuola media finito nell´occhio del
ciclone. La storia, riportata sulla Stampa, risale al 5 maggio ma è diventata
pubblica solo con la lettera spedita dalla direttrice del
museo Eleni Vassilika ai ministri Maria Stella Gelmini e Renato Brunetta e al provveditore Giovanni Lacoppola. Il caso
ha inizio a Torino, davanti allo sportello riservato alla prenotazione dei
gruppi scolastici. Il professor Pesola è in attesa con il suo gruppo di
quaranta studenti, ma l´ingresso di un´altra classe nel museo scatena qualche
malumore. L´addetta al settore, una 31enne nata a Casablanca, in base ai
turni fa aspettare gli alunni baresi: a quel punto si rompe l´equilibrio e le
due versioni si separano. Secondo la dipendente, laureata in Diritto privato e
poliglotta, Pesola reagisce scompostamente e inizia ad insultarla. «Io parlo
solo con i miei pari grado, lei se ne torni dai suoi fratelli in Egitto»
avrebbe detto alla guida marocchina. «Ragazzi, allontaniamoci dalla mummia»,
avrebbe aggiunto il dirigente. La versione data dal preside dell´Amedeo d´Aosta
è totalmente diversa: «La mia parola vale quanto quella dell´addetta: gli
insulti sono solo menzogne» spiega Pesola. La frase sulla "mummia"
secondo il preside era rivolta agli alunni che non si muovevano, e a riprova
della propria buona fede riporta anche "l´esperienza ultraventennale come
operatore Caritas" e la presenza in gita "di due ragazzi di
colore". «Il nostro staff è stato ripetutamente attaccato verbalmente e umiliato
di fronte a terzi» scrive nella sua lettera ufficiale la direttrice Vassilika
denunciando «la profonda umiliazione subita dalla nostra addetta originaria del
Marocco». Una «pubblica offesa che non può certo passare sotto silenzio». Ieri
sulla questione è intervenuto anche Alain Elkann, presidente della fondazione
museo delle Antichità egizie, che ha promesso di consultarsi con il ministro Gelmini. «Quello che è accaduto è intollerabile». A Bari
l´inchiesta aperta dal provveditorato sarà il primo passo per fare luce sulla
vicenda. «Il ministero ai Beni culturali e la Soprintendenza dovrebbero
querelare chi ritengono colpevole di parole così pesanti» riflette il dirigente
dell´Usp Lacoppola, in attesa di ascoltare le due versioni sull´accaduto. (f.
sav.)
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Nord-Ovest sezione: NORD OVEST data: 2009-06-03 - pag: 7
autore: Andrea Gavosto. Dal direttore della Fondazione Agnelli un bilancio del
Rapporto che ha messo in classifica istituti e licei piemontesi aprendo un
ampio dibattito «La scuola si sta abituando agli esami» di Francesco Antonioli
A ndrea Gavosto, 50 anni, è direttore della Fondazione Agnelli di Torino dal
febbraio 2008. Con il suo arrivo, l'istituto di ricerca ha cambiato mission,
orientando le attività sui temi dell'education (scuola, università, lifelong
learning). Dodici mesi dopo è stato presentato il primo «Rapporto sulla scuola
in Italia», con report inediti sullo stato di salute della scuola pubblica
nazionale. A seguire un'audizione dello stesso Gavosto da parte della
Commissione Cultura della Camera che voleva saperne di più. Nel volume vi è
anche la classifica delle superiori del Piemonte, valutate in base alle
performance che i diplomati ottengono all'Università, in termini sia di risultati
sia di velocità degli studi. Uno scossone al sistema dell'istruzione regionale.
Dottor Gavosto, con la vostra operazione avete agitato i sonni di presidi e
dirigenti scolastici subalpini... Ha colpito perché è stata la prima. Vorremo
che diventasse un appuntamento annuale fisso, come la classifica sulla qualità
della vita nelle province italiane de «Il Sole 24 Ore». Un aspetto molto
positivo è che nessun preside, neanche quelli delle scuole peggio classificate,
ha contestato il principio della valutazione. Se pensiamo al dibattito aspro
sulla scuola all'epoca del ministro Berlinguer, significa che in dieci anni un
po' di strada si è fatta. Migliorerete l'indagine sul fronte degli istituti
professionali? Sì. Oltre alla classifica piemontese, nel 2010 ci occuperemo
anche dell'Emilia Romagna. L'obiettivo è allargarci a tutta Italia. Per i
professionali, e per i tecnici, è più complesso: si tratta di analizzare i
risultati post-diploma nel mondo del lavoro. C'è un
interesse del ministro Gelmini. Potrebbe nascere una buona sinergia con Roma e le Regioni. Di
meritocrazia parlano tutti, ma ce n'è poca in giro.Che ne pensa? Il Nord-Ovest
è più meritocratico di altre zone. Ma il tema sta diventando uno slogan
fastidioso. Valutare solo i risultati finali, non è meritocrazia. Che si
dovrebbe fare, allora? Nella scuola il vero merito sta nella strada che si fa
compiere a una persona, tenendo conto del livello da cui parte. Parlare di pura
meritocrazia è fuorviante, anche se comprensibile in una società che si
ripropone uguale a se stessa generazione dopo generazione: i risultati
scolastici dipendono ancora troppo dal background sociale e culturale. La
meritocrazia cambia la prospettiva: vedo da dove parti e ti offro con equità le
opportunità per progredire. Una priorità per il prossimo anno scolastico in
Piemonte? L'immigrazione. Adesso i figli di stranieri sono l'11% degli iscritti
a tutte le scuole della regione. In cinque anni gli allievi di origine
straniera alle elementari, almeno a Torino, supereranno il 30. è un bene che i
figli degli immigrati proseguano poi gli studi alle superiori, ma non è detto
che debbano concentrarsi tutti nei professionali. Occorrono servizi di
orientamento mirati. Nell'istruzione,il passaggio al federalismo potrebbe
aiutare? Dipende. Adesso si è più o meno raggiunto un accordo nella conferenza
Stato Regioni per il 2010. Il decentramento può dare vantaggi. Il federalismo
trasferisce enormi leve a livello regionale. Renderà più efficiente la scuola
contenendo la spesa? L'esperienza dimostra il rischio che i costi a carico del
territorio possano esplodere, almeno all'inizio.Inoltre,i divari territoriali
della scuola, già enormi, potrebbero acuirsi. Dialetto obbligatorio, dunque?
Demagogico, limitativo... Il punto sono le responsabilità legislative e
gestionali delle Regioni. Se penso alla conformazione economica del Piemonte,
si dovrebbe puntare di più, per esempio, alle competenze tecnico-scientifiche,
partendo da un livello che è già piuttosto alto, specie negli istituti tecnici.
Così, non aiuteremmo forse di più la competitività di sistema? Il Rapporto 2010
sulla scuola? Toccherà tre livelli. L'impatto di Internet sulla didattica ( gli
strumenti,l'attendibilità delle fonti); la scelta della scuola da parte di
ragazzi e famiglie secondo il criterio dell'equità; e, appunto, il passaggio al
federalismo. Nulla sul fronte universitario? è già in corso un progetto di
analisi sulla riforma del " 3+2" dopo dieci anni. è adatta alle
esigenze delle imprese? Riteniamo che alle aziende possa interessare una
triennale più professionalizzante. Nel Nord-Ovest serve qualcosa di più che un
buon diplomato tecnico. La vostra tradizionale sede di via Giacosa è in
smantellamento? Tutt'altro.Vi convergeranno più istituzioni culturali, interne
ed esterne al mondo Fiat. Per esempio, la già annunciata Alta scuola per
manager. è a Torino da un anno e mezzo: da economista, come l'ha trovata? La
congiuntura è la più difficile dal dopoguerra. Ma il tessuto industriale ne
uscirà: c'è consapevolezza nelle proprie capacità. La qualità di manager e
imprenditori è fra le più alte d'Italia e d'Europa: un ottimo capitale umano.
Fiat diventa global player: rallenterà la terziarizzazione? La terziarizzazione
è inevitabile. Qui, però, si manterrà una vocazione manifatturiera e industriale
forte. La produzione a minor valore aggiunto finirà sulle aree emergenti.
Andranno rafforzati i segmenti più innovativi, su cui va compiuto un enorme
investimento nel capitale umano e nella formazione. Classe dirigente, tasto
dolente? Torino rimane scandita dai ritmi dell'industria, che sta accelerando
il ricambio. L'intellighenzia universitaria soffre il lento ricambio che
caratterizza gran parte dell'Accademia. La classe politica la conosco meno. Mi
pare tuttavia che esista una base ancora piccola per la città che deve essere.
f.antonioli@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA L'economia locale Sui
fronti innovativi vanno compiuti enormi investimenti nel capitale umano e nella
formazione Economista Andrea Gavosto è direttore della Fondazione Agnelli dal
2008 Torinese, 50 anni, si è specializzato in economia alla London School of
Economics eal National Bureau of Economic Research del Massachussets Chief
economist di Telecom Italia e prima della Fiat, ha lavorato anche in Bankitalia
e in Confindustria L'istituzione La Fondazione Giovanni Agnelli fu fondata nel
1966 da Fiat e Ifi nel centenario della nascita del senatore Giovanni Agnelli.
Dal 2008 concentra l'attività di ricerca sui temi dell'education. Nel Cda,
presieduto da Maria Sole Agnelli (il vice è John Elkann), siedono anche, tra
gli altri, Sergio Marchionne e Anna Agnelli
( da "Corriere della Sera" del
03-06-2009)
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Corriere della Sera sezione: Cronache data: 03/06/2009 -
pag:
( da "Corriere della Sera" del
03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 03/06/2009
- pag: 1 Verso il voto in Provincia. Il Pd: inutili sfilate elettorali Oggi 7
ministri a Milano E domani Berlusconi e Bossi L'appuntamento più atteso, nella
campagna elettorale del Pdl per Podestà, è per domani. Con il comizio del
premier Silvio Berlusconi e del leader leghista Umberto Bossi (che prima
parlerà agli elettori anche in largo Cairoli). Intanto oggi
a Milano arrivano i ministri a sostenere il candidato Pdl alla Provincia. Dalla
Gelmini a La Russa, saranno
in piazza San Carlo. Il Pd: «I ministri? Si vedono solo quando c'è da votare».
Sempre sul fronte del Pd, il presidente della Provincia Filippo Penati:
«Podestà scappa al confronto». A PAGINA 2 Senesi
( da "Corriere della Sera" del
03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data:
03/06/2009 - pag: 2 Incognita ballottaggio Penati e Podestà a caccia di
indecisi Domani comizio di Berlusconi e Bossi al Palaghiaccio Sul palco, quello
del Palaghiaccio di via Piranesi, domani, a chiudere la campagna elettorale di
Guido Podestà (Pdl), ci saranno tutti e due: Silvio Berlusconi e Umberto Bossi.
Prima di questo appuntamento, il senatùr della Lega sarà alle ore
( da "Unita, L'" del 03-06-2009)
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Appuntamento alle 11, all'Istituto Paolo Sarpi di San Vito
al Tagliamento, dove si formano periti aziendali corrispondenti in lingue
estere. Una figura professionale che rischia di scomparire, inghiottita dal nuovo regolamento che il ministro Gelmini ha presentato al Consiglio dei
ministri. Luigi Berlinguer, ex rettore dell'Università di Siena, già ministro
dell'Università con Carlo Azeglio Ciampi, nel '93, poi titolare della Pubblica
Istruzione con Romano Prodi, oggi candidato al Parlamento europeo, la campagna
elettorale la fa anche così. Percorre in un lungo e in largo un collegio
che si estende da Rimini a Bolzano e da Trieste a Piacenza . «Alla ricerca di contenuti»,
spiega. La circoscrizione dell'Italia nordorientale affianca la rossa
Emilia-Romagna al Veneto in gran parte leghista, al Trentino Alto Adige e al
Friuli Venezia Giulia. È una campagna elettorale in salita per il Pd, spiega
Berlinguer, che cominciò a fare politica nel '52, come segretario della
federazione giovanile del Pci sassarese. «Qui più che fare propaganda, devi
concentrarti sui problemi». E così, alle 11, Berlinguer incontra una
delegazione di insegnanti del Paolo Sarpi guidata dal preside Gianfranco
Corradini e alla figura del candidato si sovrappone quella di presidente del
Comitato interministeriale per la cultura scientifica e tecnologica. OBIETTIVO
EUROPEO Berlinguer concorda con Claudio Magris, secondo cui l'Europa sta agli
europei come il tempo stava a Sant'Agostino: se non gli chiedevano cos'era,
credeva di saperlo; se glielo chiedevano, non lo sapeva più. Una difficoltà che
si fa sentire in Friuli Venezia Giulia, una regione che peraltro ha mandato
pochissimi parlamentari a Strasburgo. Il vecchio Pci ne espresse solo uno,
Giorgio Rossetti, eletto nell'84. Girando la terra del San Daniele, dice
Berlinguer, percepisci le ragioni di quella lontananza. «Il controllo sui
prodotti alimentari è sacrosanto, ma se i controlli diventano sette per ogni
prodotto diventano troppi. Certo, la soluzione non viene dalla destra, che da
queste parti è riuscita a far dimenticare la Serenissima e Marco Polo».
Salvatore Caronna è un'altra faccia del Pd nella stessa circoscrizione.
Segretario regionale del partito in Emilia-Romagna, è stato uno degli artefici
del successo di Sergio Cofferati a Bologna, alle Comunali del 2004. Considera
eccessivo il trionfalismo della destra nel Nordest. «Certo, le difficoltà del
Pd sono oggettive, ma il governo ha detassato gli straordinari in un momento in
cui cala la produzione. C'è una distanza siderale tra ciò che queste realtà
possono produrre e quello che la destra pensa e fa». Certo, non rassicura una
centrosinistra che è riuscito a dividersi anche in città come Reggio Emilia,
dove il Pdl oggi può permettersi di sognare il ballottaggio. «Ora l'importante
è capire cosa è in gioco: costruire un'alternativa vera a questa destra», dice
Caronna. GIOVANI PROMESSE Debora Serracchiani il 21 marzo scorso, all'assemblea
dei circoli Pd, rimproverò al partito di non riuscire a parlare con una voce
sola. In questi due mesi la sua vita è cambiata. È terza nella lista per le
europee, dopo Berlinguer e Caronna. Uno dei suoi slogan è scritto nei
pieghevoli: «Semplicemente europea». L'altro lo ripete a voce: «Il Pd è una
squadra». Quindi si va dove è necessario andare. Lunedì scorso è partita alle
cinque da Udine, dove vive, alle 11 era a Piacenza per un caffè con sostenitori
e giovani del Pd. Alle 14 era a Tortona, in provincia di Alessandria: fuori dal
suo collegio, ma l'avevano chiamata, spiega il parlamentare Ettore Rosato, e la
vita di un partito democratico non può esaurirsi nella ricerca di voti. Alle
17,30 era al banchetto del Pd a Trento, vicino a piazza Pasi, dove si svolge il
Festival dell'Economia, pronta a partire per Avio e un altro incontro. Dice una
signora: «L'ho vista a Ballarò, tenere testa a quelle fanatiche della destra. A
me piace tanto». Debora ha solo 39 anni e ne dimostra molti di meno. Ma non è
una new entry della politica. emplicemente fa politica in modo diverso. Basta
guardare il suo sito, «Casaserracchiani», per capire che è diventata un punto
di riferimento per la voglia di cambiamento. Nel 2003 è stata eletta
consigliere di circoscrizione, nel 2006 consigliere provinciale. E ha
continuato a fare l'avvocato: prima in uno studio associato, poi aprendone uno
suo. Sembra incarnare il nuovo partito fatto di sezioni (pardon, circoli) ma
anche di reti di contatti che si sviluppano on line. Una costruzione che per ora
è rimasta a metà.
( da "TGCom" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
3/6/2009 Nelle scuole si inventa il 6 rosso Roma, per evitare bocciature di massa La legge, voluta dal ministro Gelmini, parla chiaro: nelle scuole
medie gli alunni dovranno essere bocciati se non ottengono un
( da "superEva notizie" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Idea! Mini-naja e scuole militari per i civili Il ministro
La Russa, forse ritenendo che quel che va facendo la
collega Gelmini debba
essere integrato, ha proposto di aprire le scuole militari anche a una quota di
ragazzi "civili" nella[...] Il ministro La Russa, forse ritenendo che
quel che va facendo la collega Gelmini debba essere integrato, ha proposto di aprire le scuole militari
anche a una quota di ragazzi "civili" nella proporzione del 25%
di quanti le frequentano attualmente. L'idea, unita a quella della mini-naja di
un solo mese per tutti gli italiani, è trattata nell'articolo presente nel sito
de Il Messaggero. Di seguito la parte introduttiva: "Ministro La Russa, è
vero che lei proporrà agli italiani di tornare a fare la naja? «Una mini-naja.
Solo un mese. E poi devo dire che qualche iniziativa in tal senso esiste già. Per
esempio, in Lombardia, il ministro dell'Istruzione ha varato un "four
training days", ma la mia idea è un po' più completa». Può spiegarci la
sua idea? «Io parto dal fatto che dopo la fine del servizio di leva - che ho
salutato con favore, perché l'Italia aveva bisogno di un esercito professionale
- c'è stato un effetto collaterale negativo: non c'è più contatto tra le
giovani generazioni e i valori che vengono dalle Forze armate. Il secondo
effetto negativo è che le Associazioni d'arma non ricevono più la linfa che
veniva da chi faceva il militare. Messe insieme queste due cose e avendo come
obiettivo quello di avvicinare le giovani generazioni ai valori che le Forze
armate interpretano, ho pensato a un provvedimento che istituisca degli stages,
dei corsi atletico-militari di un mese al cui interno ci siano anche momenti di
educazione civica, al fine di far conoscere meglio i diritti ma pure i doveri
che promanano dall'essere italiani. Finito il mese, i ragazzi potrebbero essere
avviati ad azioni di volontariato all'interno delle Associazioni d'arma. Questo
è l'obiettivo: di consentire a dei ragazzi, su base volontaria, di avvicinarsi
alle Forze armate senza dover diventare soldati di professione». Questa
mini-naja non è un costo aggiuntivo sul già malridotto bilancio della Difesa?
«No, il costo è molto ridotto. Abbiamo già un alto numero di sottufficiali che
potrebbero fare da istruttori. L'unico costo è l'equipaggiamento. Roba modesta.
Cominceremo con gli alpini, i paracadutisti e i marò del "San Marco"»."
Per continuare la lettura, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi
PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le
vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di
ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 3 giugno 2009 in:
L'opinione Società scuola
» Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni
( da "Trentino" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Il mondo è uno schifo? Il mondo è uno schifo? Solo su
certi giornali Che schifo una rassegna stampa come Prima Pagina di Radio 3, che
sa solo pescare nel torbido e nelle miserie che sono comuni, non solo ai potenti,
ma anche a tanta gente. Allora non ci meravigliamo, strepitando dalle pagine
dei giornali e presentando un mondo che è tutto uno schifo, se poi le cose
peggiorano! Credo che anche tanta stampa faccia schifo. Se fosse più sana o in
mano a gente che sa che esiste anche il bene, sarebbe in grado di trovarlo! Ma,
tenendo conto che il male e le cose pruriginose rendono, allora si fa come le
galline e si becca fra le cacche. Ora mi accorgo che avete dato un po' di
spazio anche a Avvenire, che è un quotidiano certamente più costruttivo! E poi
vi lamentate del fatto che la gente non legge i giornali! Sappiate che il bene
esiste, ed è quello che tiene in piedi il mondo! Ma voi lo vedete? Forse non fa
parte della realtà? Come mai, allora, un network come Radio Maria, è in grado
di vivere ed estendersi in più di 50 nazioni solo con il sostegno finanziario
degli ascoltatori, presentando la Parola di Dio e promuovendo cultura e valori?
Allora vuol dire che il mondo non è tutto come voi lo presentate, e che c'è una
utenza che non gradisce il cibo gallinaceo e le parole vuote che offre tanta
stampa! Intanto delle prossime elezioni della povera Europa non si sa nulla! Le
cose più interessanti e chiare le ho sentite solo a Radio Maria. Claudio Forti
TRENTO La pattumiera Italia «salvata» dalle immunità Grazie al dibattito
pubblico e mediatico riguardante le questioni del Presidente del Consiglio dei
Ministri, Presidente della Repubblica a parte, l'Italia pubblica è diventata
un'immondizia. Con gioia, amore & solidarietà però la ricostruiremo. Solo
che fa paura dover esprimere un'opinione propria senza possedere l'immunità.
Christian Ferdigg SAN VIGILIO Pergine, i giovani delusi e il «nonno» assessore
In riferimento alla lettera pubblicata il 29 maggio scorso e firmata da alcuni
giovani delusi del Pd perginese, mi preme intervenire su alcuni punti che sono
stati sollevati e che in parte di riguardano: 1) è vero, sono nonno di Carlotta
e Pietro e ne sono felice. 2) non è nel mio stile interferire in questioni che
non mi riguardano. Gli attriti tra i giovani e il Pd non dovrebbero
coinvolgermi. Capisco comunque la loro attenzione nei confronti
dell'amministrazione perginese, ma allargare troppo la loro questione rischia
di generare solo una sterile confusione. 3) Io, come rappresentante dell'Unione
socialista autonomista, ho sempre dichiarato la massima apertura alle nuove
leve, logicamente nel principio del rispetto della volontà popolare. Infatti,
in fase di predisposizione della lista abbiamo chiesto il contributo di tutti. 4)
Ritorno sul fatto si essere stato definito "nonno". Ribadisco che,
chi vuole impegnarsi è sempre ben accetto. Il mio partito è in fase di
rinnovamento e per i "nipoti" preparati e volonterosi c'è sempre
posto. Sono sempre disponibile, in municipio, per un confronto di idee e
proposte. Attendo fiducioso che le nuove generazioni colgano la portata di una
vera opportunità. "Nonno" Aldo Zanella assessore
comunale PERGINE Maestra degli annunci è la ministra Gelmini Per usarle un riguardo, si potrebbe affiancare il Maestro degli
Annunci a Maria Stella Gelmini. Anonimo pittore l'uno, anonima ministra l'altra. Sono passati
oltre tre mesi da quel 27 febbraio in cui il Consiglio dei ministri approvò, in
via definitiva, i primi due regolamenti della riforma scolastica modello Gelmini. Da allora, il nulla.
Della entrata in vigore, neanche un cenno. Eppure il Capo dello Stato li ha
firmati il 20 marzo scorso. C'è il fondato sospetto che siano fermi alla Corte
dei Conti per difetti di un certo rilievo di cui non è dato sapere alcunché.
Visto che quei decreti riguardano il riordino del primo ciclo di istruzione e
la razionalizzazione della rete scolastica (in una parola: i tagli) e danno
copertura di legittimità ad una serie di amputazioni all'organico degli
insegnanti, è chiaro a tutti che gli atti emanati nei mesi scorsi se non sono
nulli sono almeno a rischio ricorso. Per una principessa del diritto, e non una
pittrice, che vuol dilettarsi a fare la ministra, questo è quantomeno
imbarazzante. Maristella Curreli
( da "Sicilia, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
alle 11 incontro fra provveditore e sindacati Scuola
superiore, oggi la verità sui tagli all'organico Mario Barresi In mezzo c'è un
vero e proprio abisso. Tra la scuola virtuale, quella delle scartoffie
ministeriali e delle regole dall'alto, e quella reale fatta di docenti,
studenti e genitori in carne e ossa. Quando poi si parla di numeri, il simbolo
della pragmaticità in un settore spesso governato dall'effimero, questa
distanza sembra ancor più siderale. Parola di prof, giudizi alla mano: «Guardi
qui: questo ragazzo ha praticamente tutte sufficienze. Eccelle addiruttura in
storia, ma è molto in difficoltà in matematica. Per dirla con i numeri: poco
più che quattro. Ecco, secondo la Gelmini, noi questo alunno dovremmo bocciarlo senza appello, perché le
regole ministeriali ci impongono di fare così». Questo lo sfogo di Santina
Consoli, docente di materie letterarie in una Media dell'hinterland etneo. Ma
la scuola è maestra di uno delle massime di vita del Belpaese: fatta la legge,
trovato l'inganno. E così l'alunno che zoppica in matematica verrà graziato:
«Quel quattro o poco più dopo gli scrutini finali diventerà un sei, perché non
si può bocciare uno studente per una sola carenza se nel resto delle materie va
discretamente e il profitto complessivo è più che accettabile». Tutto parte
dallo scorso 20 maggio, quando sono state emanate due circolari, a firma del
direttore generale per gli "Ordinamenti scolastici e per l'Autonomia
scolastica". La circolare n. 50 reca "Disposizioni in vista della
conclusione dell'anno scolastico 2008/09" e la n. 51 "Esame di stato
conclusivo del primo ciclo". La prima richiama in sintesi le norme al
momento in vigore; la seconda è più esplicita: per la scuola media si ribadisce
che per essere promosso o essere ammesso agli esami di licenza media l'alunno
deve conseguire la sufficienza in tutte le discipline. Insomma è inutile avere
la media del sei se c'è anche soltanto un'insufficienza. E dunque basta un
cinque (anche in condotta) per essere bocciati o non ammessi. «È evidente - si
legge in un forum di docenti su Internet - che il Consiglio di classe, una
volta decisa a maggioranza la promozione o l'ammissione agli esami, dovrà a
questo punto portare a sei le insufficienze da scrivere in pagella o nel quadro
di ammissione agli esami, se non si vogliono fare ecatombi di alunni,
rappresentando contestualmente la realtà nei verbali dei Consigli di classe e
informando le famiglie delle insufficienze reali». «Le due circolari -
affermano dalla Cisl Scuola - scontano inevitabilmente i limiti e le incongruenze contenute nello schema di regolamento che il
Consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare, lo scorso 13 marzo,
sul quale la Cisl Scuola ha inviato, a suo tempo, al Miur una serie di puntuali
osservazioni, chiedendo di sciogliere ogni ambiguità tra la dimensione
individuale e quella collegiale dei docenti: la promozione o bocciatura di uno
studente deve restare prerogativa del Consiglio di classe».
( da "Sicilia, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola
Al Consiglio provinciale numeri altissimi di
partecipazione, con una eccellenza Michele Mangiafico, il sempre presente
«Svelate le ragioni che hanno spinto l'Ateneo a privare Siracusa dei due corsi
di laurea in beni culturali». Il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale,
Carmelo Spataro, interviene sulla vicenda Università all'indomani delle
dichiarazioni dei presidi delle due facoltà. E chiede ai vertici dell'Ateneo
catanese spiegazioni sui fondi spesi in questi dieci anni. «Il preside di
Lettere, Enrico Iachello - dice Spataro - ha svelato le vere ragioni della
soppressione dei corsi di laurea solo accennate dal rettore Recca, affermando
che la disattivazione progressiva di Scienze dei beni culturali è legata alla
richiesta di ulteriori risorse economiche da parte degli enti locali. Come a
dire che le risorse della Provincia di un milione e 200 mila euro per il corso
che fa capo a Lettere, a cui si aggiungono 900 mila euro per Tecnologie
applicate ai beni culturali, sono insufficienti per garantire continuità e
qualità al corso di laurea in questione». Come sottolinea Spataro, il corso in Scienze dei beni culturali ha infatti tutti i
requisiti richiesti dai decreti Mussi e Gelmini che intendono porre fine alla logica dell'università sotto casa.
«La politica dell'Ateneo catanese - prosegue Spataro - a a mio avviso mortifica
la Provincia, Siracusa tutta e il patrimonio culturale che l'Università rappresenta
dopo il lavoro di questi 10 anni». Impegno tradotto dalla Provincia con
lo stanziamento di ingenti risorse e dal Comune con la disposizione di immobili
storici. «Dovrebbe essere l'Università e il preside di Lettere - conclude - a
spiegarci per quali ragioni l'offerta formativa sia ritenuta inadeguata.
Apprezzo invece le dichiarazioni del preside Lo Giudice che non intende
disperdere esperienze accumulate in questi anni». i. d. b.