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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola" 29 maggio - 3 giugno 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Università, Bassi conferma i tagli al bilancio ( da "Trentino" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Preoccupa in attesa di conoscere la riforma del ministro Gelmini. E pare essere proprio questo l'elemento che tiene in sospeso la serenità di Bassi. «Se il governo ascolterà Aquis e darà il finanziamento non solo in base allo storico delle università, ma terrà conto del merito, allora l'Università di Trento potrà finalmente avere addirittura un aumento di entrate».

La festa delle zattere e del fiume ( da "Trentino" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: al centro Gelmini. Previsti anche la selezione regionale del concorso di Miss Italia e lo «Sprint dei Portoni». San Michele Zattere e storia. Domani e domenica si svolgerà la «Quarta festa del fiume e delle zattere». Si tratta di un'iniziativa ormai entrata nel caledario degli appuntamenti tradizionali tra la Piana Rotaliana e la Bassa Atesina.

Bocciatura se c'è il 5 in condotta ( da "Trentino" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: cartellino giallo" Bocciatura se c'è il 5 in condotta Gelmini: basta con i presidi politicizzati, creano solo allarme La Flc Cgil scrive a Napolitano: è drammatica la situazione dell'istruzione pubblica ROMA. Con il 5 in condotta non si passerà alla classe successiva né si potranno sostenere gli esami di Terza media e di Maturità.

Industria, artigianato e servizi ( da "Trentino" del 29-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini - la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi (con 5 indirizzi) e istituti professionali per il settore industria e artigianato

ESTERNAZIONI DILETTANTESCHE LA REALTÀ È FATTA DI TAGLI AI FONDI ( da "Trentino" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quel tempo pieno scolastico in atto da svariati decenni e che la sua collega Maria Stella Gelmini sta mettendo in serio pericolo, con presidi, insegnanti e genitori furibondi. Il ministro Brunetta, infine, vorrebbe abolire l'Antimafia (Commissione parlamentare o Direzione antimafia?): «La mafia è una forma di criminalità e dovrebbe essere perseguita come tutte le altre».

Appello di 153 studiosi "Non chiudete l'Irre" ( da "Stampa, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: attuale ministro Mariastella Gelmini, ha operato la chiusura degli Irre in Italia e la riduzione del personale del 50 per cento, mentre in Valle tutto il personale Irre in servizio al 1° settembre potrà continuare a operare a favore della scuola valdostana proprio perché crediamo che il patrimonio acquisito non vada disperso o peggio ancora resti chiuso in qualche stanza.

Con il cinque in condotta niente esame di maturità ( da "Stampa, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: NUOVO REGOLAMENTO Con il cinque in condotta niente esame di maturità ROMA Con il cinque in condotta non si potrà passerà alla classe successiva. E con il 5 non sarà possibile nemmeno sostenere gli esami di Terza media e di Maturità. Oltre al regolamento sugli istituti tecnici e quelli professionali, ieri il consiglio dei ministri ha varato anche quello sulla «

Tecnici e professionali la rivoluzione Gelmini ( da "Stampa, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rivoluzione Gelmini [FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA Gli Istituti tecnici saranno articolati in due mega-aree per un totale di 11 indirizzi; gli Istituti professionali saranno divisi in due aree tematiche ma per un totale di 6 indirizzi. La scuola si semplifica, i corsi di studio (oggi sono oltre 800 e per la maggior parte si tratta di diramazioni proprio degli istituti tecnici e professionali)

saitta: cinque domande al governo - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che fine hanno fatto le promesse del ministro Gelmini dopo la tragedia del Darwin di investire risorse per un piano di sicurezza straordinaria nelle scuole». Infine, per ciò che riguarda le celebrazioni del 2011 per i 150 anni dell´Unità d´Italia, ha detto: «Il silenzio del governo dipende dalla componente leghista che ha ormai vinto la battaglia per affossare quelle iniziative?

"risorge" il peso della chiesa tour dei candidati nelle parrocchie - vera schiavazzi ( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le frequentazioni private e, ci tengo a sottolinearlo ancora una volta, la coerenza nei comportamenti». Michele Vietti, il terzo contendente, candidato Udc alla presidenza, un passato e un presente ben introdotto tra scuole, imprenditori, professionisti cattolici, sfodera un approccio più aggressivo: «Questi ultimi anni hanno fatto giustizia dell´

con la riforma-gelmini 200 posti bruciati ( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. «In realtà si dovrebbe parlare di riforma Gelmini se dietro ci fosse un progetto sul futuro dei nostri figli ma così non è», ha osservato Fioroni sottolineando che il problema è di tipo pedagogico. «Il governo pensa che la televisione educhi meglio della scuola: si può dire che i ragazzi per la Gelmini possono crescere guardando i Cesaroni senza sapere chi è Giulio Cesare»

il mare di maremma va a gonfie vele ( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Grosseto Il mare di Maremma va a gonfie vele Legambiente e Touring: 3 comuni della provincia a pieni voti LE PAGELLE DI GUIDA BLU GROSSETO. Il mare di Maremma va a gonfie Vele. Vele con la "V" maiuscola, quelle che ogni anno Legambiente e il Touring Club fanno sventolare sulle località costiere più belle (e soprattutto meglio organizzate) d'Italia.

il rettore dalla candidata che vuole silvio premio nobel - vittorio coletti ( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: suo gesto può essere letto anche in quella serie di galanterie presso le donne berlusconiane, prima di tutte l´amata Gelmini, che dovrebbero attirare, con abbondanti segni di devozione e di zelo, sull´università di Genova denari e premi, anche se per ora sono arrivati solo tagli sconsiderati delle borse di studio, riduzione del 60% dell´acquisto libri e zero euro per la ricerca.

Tecnici e professionali Discipline più moderne per favorire l'occupazione ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini, si inizia nel 2010-2011 ROMA BOCCIATURA definitiva con il 5 in condotta mentre gli istituti tecnici e professionali dovranno fare i conti con i regolamenti di riforma: queste le decisioni di ieri del consiglio dei ministri. Due settori (economico e tecnologico) e 11 indirizzi per gli istituti tecnici con 32 ore settimanali di 60 minuti contro le 36 di 50 attuali.

I CONTRASTI tra i ministri della Pubblica Istruzione ed i capi d'istituto sono datati e... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per fronteggiare la situazione il ministro Gelmini ha presentato così un piano di razionalizzazione della spesa che prevede la chiusura di una quota di istituzioni scolastiche (circa un migliaio, quelle che non hanno i requisiti previsti dalla legge) in modo che con le economie derivanti dalla loro soppressione si possa sostenere al meglio le altre istituzioni.

Battaglia sulle risorse ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, è tornata ad attaccare i presidi del Lazio, in tutto una sessantina, che hanno scritto lettere alle famiglie degli alunni per lamentare la mancanza di fondi. Per la Gelmini si tratta di una «minoranza organizzata» fortemente «legata alla Cgil» che usa la scuola per fare politica.

Diktat anche sul nord ovest: votate ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Quello di Como, Luca Corvi riconosce che «l'obiettivo è giusto. Ma non condivido i toni. Roba da Gelmini». Quello di Monza replica duro: «Queste cose non reggono più. Il consenso va guadagnato sul campo, non con logiche dispotiche». Gli altri tacciono. Ma la loro risposta verrà dalle urne.

di GIORGIO GAZZOTTI MILANO LA TRISTE parabola del leader che ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Quello di Como, Luca Corvi riconosce che «l'obiettivo è giusto. Ma non condivido i toni. Roba da Gelmini». Quello di Monza replica duro: «Queste cose non reggono più. Il consenso va guadagnato sul campo, non con logiche dispotiche». Gli altri tacciono. Ma la loro risposta verrà dalle urne.

un voto comunista per la scuola e il lavoro ( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: non risparmiando critiche al ministro Gelmini, definita "vera e propria piaga sociale". Parlando dell'importanza del lavoro il leader dei Comunisti italiani si sofferma sul problema del precariato, della cassa integrazione (a Livorno più di 2000 gli operai ancora a casa, come sottolineato da Tiziana Bartimmo), lavoro nero e morti bianche.

quei nostalgici esempi di come si serve lo stato - (segue dalla copertina) maria novella de luca ( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini («chi non sa dirigere cambi mestiere»), i capi d´istituto si organizzano, replicano, provano a difendere l´orgoglio di un ruolo un tempo illustre, rispettato, riconosciuto. è un´Onda, una nuova Onda, seppure più pacata di quella degli studenti, ma arriva da tutta Italia, con l´indignazione di chi teme di non poter più garantire la sicurezza ai ragazzi che gli sono affidati.

istituti tecnici e professionali "spariscono" ottomila cattedre ( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: secondo il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Un trionfalismo non condiviso da Mariangela Bastico, ex viceministro dell´Istruzione e responsabile scuola del Pd. «Le basi della riforma delle scuole tecniche e professionali, con la riduzione degli indirizzi, l´abbiamo cominciata noi, con il governo Prodi - afferma la Bastico - così, invece,

Così l'affare Noemi riapre le manovre per il dopo-Silvio ( da "Riformista, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini eslcusa) ad aver turbato il Cavaliere. A impensierirlo molto di più è la dissimulata indifferenza con cui alcuni pezzi grossi del centrodestra seguono l'evolversi di una storia che ha messo in difficoltà il presidente del Consiglio come in precedenza era accaduto forse solo in occasione dell'avviso di garanzia recapitatogli a mezzo stampa durante il G7 di Napoli.

si chiamano dirigenti scolastici, sono assediati dai tagli alla scuola. e guai - dice la gelmini - a chi si lamenta (cioè quasi tutti) ( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 41 - R2 Si chiamano dirigenti scolastici, sono assediati dai tagli alla scuola. E guai - dice la Gelmini - a chi si lamenta (cioè quasi tutti)

esternazioni dilettantesche la realtà è fatta di tagli ai fondi - vittorio emiliani ( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quel tempo pieno scolastico in atto da svariati decenni e che la sua collega Maria Stella Gelmini sta mettendo in serio pericolo, con presidi, insegnanti e genitori furibondi. Il ministro Brunetta, infine, vorrebbe abolire l'Antimafia (Commissione parlamentare o Direzione antimafia?): «La mafia è una forma di criminalità e dovrebbe essere perseguita come tutte le altre».

bocciatura se c'è il 5 in condotta ( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: cartellino giallo" Bocciatura se c'è il 5 in condotta Gelmini: basta con i presidi politicizzati, creano solo allarme La Flc Cgil scrive a Napolitano: è drammatica la situazione dell'istruzione pubblica ROMA. Con il 5 in condotta non si passerà alla classe successiva né si potranno sostenere gli esami di Terza media e di Maturità.

industria, artigianato e servizi ( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini - la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi (con 5 indirizzi) e istituti professionali per il settore industria e artigianato

Gelmini attacca i presidi Cgil: intervenga il Quirinale ( da "Unita, L'" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini attacca i presidi Cgil: intervenga il Quirinale G.V. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non sopporta i presidi che protestano non avendo gradito l'iniziativa dei 250 dirigenti dell'Associazione delle scuole del Lazio (Asal) che hanno denunciato di essere senza fondi.

Bocciatura con il 5 in condotta ma solo dopo l' ammonizione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anno prossimo Bocciatura con il 5 in condotta ma solo dopo l'«ammonizione» ROMA Confermato lo sbarramento del voto in condotta:con il 5 scatterà la bocciatura automatica. Lo ribadisce il regolamento sulla valutazione degli studenti approvato, in via definitiva, dal Cdm. Nel testo, il ritorno dei voti numerici e la conferma dell'obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età.

Istituti tecnici collegati al lavoro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. La domanda dei profili tecnici da parte delle imprese, ha detto ancora Gelmini, è più ampia dell'offerta: 300mila tecnici richiesti, contro 140mila offerti. Prosegue, intanto, la polemica per l'iniziativa di 300 presidi del Lazio che hanno scritto alle famiglie: «non ci sono soldi».

Più inglese e scienza Cambia dopo 80 anni la scuola tecnica ( da "Corriere della Sera" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini è la migliore risposta della scuola alla crisi, perché favorisce la formazione del capitale umano necessario per il rilancio del made in Italy e perché consente una pluralità di scelte formative integrate con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di dispersione scolastica ».

alla crisi> ( da "Corriere della Sera" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera sezione: Cronache data: 29/05/2009 - pag: 21 «La risposta alla crisi» Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha spiegato che il rilancio della cultura tecnico-professionale è la risposta alla crisi

I presidi rispondono alla Gelmini ( da "Corriere della Sera" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: inutili allarmi I presidi rispondono alla Gelmini «Niente politica, siamo senza soldi» «Nella scuola ci sono presidi che fanno politica, creando inutili allarmismi». Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, torna a parlare della lettera spedita dai trecento presidi dell'Asal, l'Associazione delle scuole autonome Lazio, alle oltre duecentomila famiglie dei loro studenti.

È partita dagli istituti tecnici la riforma della scuola secondaria targata Gelmini. ( da "Tempo, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istituti tecnici la riforma della scuola secondaria targata Gelmini. Ieri mattina, dopo 78 anni dall'ultimo riordino datato 1931, il Consiglio dei Ministri ha approvato 2 Regolamenti che riformano proprio i tecnici e gli istituti professionali. Le nuove norme - spiegano al ministero - «riorganizzano e potenziano questi istituti a partire dall'anno scolastico 2010-2011 come scuole dell'

Azimut, finisce a Ovada il sogno promozione ( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Varese-Pool 73-53; Monopoli-Pool 67-58; Casale-Pool 83-50. Tabellini: Ferrari, Damonte 4+3+8, Ugo Gambetta, Tassara 4, Bussone 20+22+7, Gelmini 5+5+8, Scala 4+11+9, Coulibaly, Rotolo 6+2+9, Cascone 5+2+5, Morana 5+14+4, Delfini. Floriana Fazio 29/05/2009

Brunetta attacca la polizia ( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. A far arrabbiare il Ministro una lettera inviata alle famiglie italiane nella quale alcuni presidi hanno denunciato la carenza di fondi degli istituti scolastici. «Esiste nella scuola - avverte la Gelmini in conferenza stampa, chiosando l'episodio - un numero circoscritto di dirigenti che fanno politica e creano inutilmente allarmismi che poi si riflettono negativamente

Con il cinque in condotta niente esame di maturità ( da "Stampaweb, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ROMA Con il cinque in condotta non si potrà passerà alla classe successiva. E con il 5 non sarà possibile nemmeno sostenere gli esami di Terza media e di Maturità. Oltre al regolamento sugli istituti tecnici e quelli professionali, ieri il consiglio dei ministri ha varato anche quello sulla «valutazione degli studenti».

Tecnici e professionali la rivoluzione Gelmini ( da "Stampaweb, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha spiegato il ministro Gelmini - la sovrapposizione con l?istruzione tecnica e si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema d?istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti per il settore dei servizi (5 indirizzi: agricoltura e lo sviluppo rurale,

ULTIMI FUOCHI PER LE DUE LISTE DELLE COMUNALI ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: MANERBIO E SIRMIONE LA GELMINI A SOSTEGNO DI MELETTI E MATTINZOLI Oggi alle ore 16.30 il Ministro della Pubblica Istruzione Maristella Gelmini sarà a Manerbio per sostenere la candidatura a Sindaco di Cesare G.Meletti. Il Ministro parteciperà ad un incontro in piazzetta Boninsegna.

Scuola: autonomi e confederali contro la Gelmini ( da "Brescia Oggi" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: autonomi e confederali contro la Gelmini ACCUSE. Dopo la lettera dei capi d'istituto «I prèsidi non fanno politica: è lei che non sa agire» 29/05/2009 rss e-mail print Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ROMA Dopo la lettera inviata ai genitori dall'Associazione delle scuole del Lazio (Asal) per lamentare la drammatica situazione economica delle scuole,

Scuola, tecnici e professionali ( da "Avvenire" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Soddisfatto il ministro Mariastella Gelmini. «Il rilancio della cultura tecnica e professionale è la migliore risposta della scuola alla crisi». Di «operazione di facciata» parla Giuseppe Fioroni, responsabile scuola del Pd, per il quale «si pensa di riformare la scuola senza investirci fondi che sono necessari per dare avvio al vero riordino».

Un tavolo con i parlamentari per la parità scolastica ( da "Avvenire" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini -, dimostra quanto questa libertà di scelta sia sentita dai genitori e venga invece negata soprattutto a chi vive condizioni economiche più difficili: bisogna finalmente rendere giustizia a chi è ancora escluso». Oltretutto, osserva l'Agesc, «in una situazione di grave 'emergenza educativa', testimoniata anche da recentissimi episodi di suicidi di giovani o di bullismo,

Mara Carfagna ariete di Silvio Berlusconi: chi crede a Gino Flaminio? Sircana e Mele erano peggio ( da "Blogosfere" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Meloni si erano trincerate in un silenzio claustrale. Poi oggi il Corriere pubblica la lettera della Ministra. Le prime righe sono dedicate alla risurrezione dopo morte violenta, ovvero alla sua schiena dritta dopo tutti gli insulti e gli attacchi dettati da un pregiudizio (uno su tutti l'invettiva di Sabina Guzzanti da Piazza Navona)

A scuola ( da "Sicilia, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: invito rivolto a suo tempo dallo stesso Don Gelmini che, lo scorso anno, si era recato presso l'Istituto ispicese. Una delle finalità del progetto è quella «di offrire agli adolescenti l'opportunità di avere a disposizione figure professionali che, mettendo in atto l'atteggiamento comunicativo, l'ascolto attivo, li aiutano a recuperare la conoscenza di sé e l'accettazione dell'

Professionali, percorsi per qualifiche triennali e diplomi quadriennali ( da "Sicilia, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ? la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi (con 5 indirizzi) e istituti professionali per il settore industria e artigianato

Riforma, gli atenei del Sud fanno cartello ( da "Sicilia, La" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Incontro tra i rettori e il ministro Gelmini Riforma, gli atenei del Sud fanno cartello Palermo. Un tavolo di consultazione permanente si riunirà il prossimo 11 giugno per permettere ai rettori degli atenei del Meridione di dialogare in maniera costante con il governo e avviare una riforma condivisa del mondo universitario.

Bastico (Pd) a Modena: "L'ingiusto rigorismo della gelmini contro i ragazzi delle medie" ( da "Sestopotere.com" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ingiusto rigorismo della gelmini contro i ragazzi delle medie" (29/5/2009 17:46) | (Sesto Potere) - Modena - 29 maggio 2009 -Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd, commenta il regolamento sulla valutazione degli studenti recentemente approvato dal Consiglio del Ministri: "Il regolamento sulla valutazione degli studenti approvato dal Consiglio dei Ministri pone fine &

Il mese di maggio in "Documentarsi Onlin ( da "superEva notizie" del 29-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in dovere di aggiungere confusione alla già poco agevole situazione dei cittadini[.] Esami: una buona condotta e ottime performance in ginnastica salvano la media Il voto di condotta e quello di educazione fisica faranno media per l'ammissione all'esame di maturità di quest'anno Boom di privatisti nelle scuole non statali ai prossimi esami di maturità La legge spesso aiuta i furbi.

Aule sgomberate ieri da mamme e maestre ( da "Corriere delle Alpi" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E così per questo motivo, in coda alla riunione in programma il 3 giugno prossimo sulla riforma Gelmini, verrà inserito anche questo argomento. Ieri dalle 14.30 alle 17 le maestre e alcune mamme, su richiesta di De Bon, hanno spostato tutto il materiale lasciato dai bambini allo Sperti.

bagnasco e la morale dei politici "occorre coerenza di comportamenti" - orazio la rocca ( da "Repubblica, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: cattolici, parla a tutti e spero che ogni ascoltatore sia un ascoltatore benevolo e intelligente». Il cardinale ha parlato anche di immigrazione, criticando indirettamente i respingimenti («L´accoglienza è nel dna degli italiani»). Sulla scuola cattolica si è augurato che «per coerenza si arrivi anche ad un sostegno economico adeguato in modo che le famiglie possano scegliere liberamente

le famiglie e il no - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: investitura delle Carfagna, Brambilla, Gelmini ha prodotto madri pronte a preparare alle figlie il trolley rosa per la Sardegna. Volere questo, volerlo in questo modo, non è un delitto. Proporre questo, proporlo in questo modo, non è un delitto. Il diavolo fa il suo mestiere. Quelli a cui telefona rispondono come possono.

La finanza entra a scuola con Anasf. E passa dal Senato ( da "Borsa e Finanza" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: concude Germontani - Mariastella Gelmini ha già previsto l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole, cui si potrebbe affiancare l'educazione finanziaria» IL DDL LEDDI. Il disegno di legge della senatrice del Pd va, invece, più nello specifico. Premesso che «l'educazione finanziaria si rivolge a tutti i cittadini senza distinzioni,

giovani e legalità, studenti pisani protagonisti ( da "Tirreno, Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Napoli e ritorno dal Comitato provinciale per l' Unicef di Pisa con la collaborazione dell'assessore alla Formazione e Lavoro, Anna Romei. I giovani studenti hanno fatto la traversata da Napoli a Palermo con altri 1500 loro compagni di tutta Italia alla presenza del ministro dell'Istruzione Gelmini e del procuratore nazionale antimafia Grasso. LE TRAME

asili, a rischio per i tagli 77 sezioni ( da "Tirreno, Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che ha scritto una lettera al ministro Mariastella Gelmini. In sede di assegnazione degli organici per la scuola dell'infanzia, i sindacati hanno riferito che il ministero ha assegnato alla Toscana, per l'anno scolastico 2009/10, un organico corrispondente all'"organico di diritto" dell'anno 2008-09 e non quello corrispondente all'"organico di fatto".

Fase operativa per il programma spaziale Gmes ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini a Bruxelles Fase operativa per il programma spaziale «Gmes» Enrico Brivio BRUXELLES. Dal nostro inviato «Sono stanca di sentire che non investiamo in ricerca. Basta con questo piagnisteo nazionale. L'Italia è autolesionista e tante volte non vede le proprie eccellenze».

Tagli nella scuola, la Giunta restituisce le schede elettorali ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le norme della riforma Gelmini non consentono di tenere in piedi classi con meno di nove alunni e purtroppo ad Austis sia la terza che la quarta elementare sono composte da appena otto alunni. «Non si tiene conto, magari introducendo opportuni interventi di deroga alle norme, che siamo in zone disagiate di montagna - osservano i portavoce del comitato spontaneo dei genitori -

Maria Di Falco Se fosse un insegnante? Vorrei fare i miei complimenti a Franceschini per il co... ( da "Unita, L'" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nevio Pelino Parole al vento Nello scorso mese di settembre la Gelmini rassicurò i genitori con parole rimaste a lungo sul sito del MIUR: nessuno sarebbe stato bocciato con un cinque! Ma una circolaretta di pochi giorni fa la smentisce: alle scuole medie per essere promossi occorrono tutti sei, senza se e senza ma.

Berlusconi e la Moratti ( da "Corriere della Sera" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: mercoledì prossimo 3 giugno nel pomeriggio saranno presenti in piazza San Carlo molti ministri, da Gelmini a Bondi, da La Russa a Frattini, da Sacconi a Cicchitto che insieme a sindaco e Governatore daranno il loro appoggio a Podestà. E il giorno dopo, il 4 giugno, sarà la volta di Silvio Berlusconi e del ministro Umberto Bossi che al Palaghiaccio tireranno la volata al loro candidato.

( da "Brescia Oggi" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, per annunciare il progetto di educazione alimentare che il suo Dicastero sta predisponendo congiuntamente a Coldiretti con l'obiettivo puntato sulle scuole dell'obbligo. In Europa, ha poi aggiunto, si deve andare con competenza e determinazione, senza rinunciare a battaglie legittime a difesa delle nostre eccellenze.

newspapergame ( da "Sicilia, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: li senti riferire di video conferenze con Walter Veltroni, colloqui con il ministro Maria Stella Gelmini, chiacchierate con Claudia Mori, conversazioni con Lunetta Savino; tutte nella stessa pagina. «Un momento, non abbiamo mica finito, l'ultimo articolo l'abbiamo dedicato ai cinepanettoni, interpellando direttamente Massimo Ghini e Christian De Sica».

La sicurezza degli edifici ( da "Sicilia, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: voluto dal precedente governo di centrosinistra con il decreto Mussi e poi ripreso dal ministro Gelmini ? che pone fine alla logica dei «laureifici» per puntare a un'università di maggiore qualità. A ciò si affianca anche una questione economica che coinvolge l'ateneo assieme alla Provincia e al Comune di Siracusa, a cui per convenzione compete il mantenimento dei corsi accademici.

Visite alle batterie costiere Siracusa-Augusta ( da "Sicilia, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: piuttosto era in ballo il decreto Gelmini e i tagli imposti dal Governo. E la conferma è giunta giovedì sera attraverso la decisione del consiglio di amministrazione. Adesso c'è incredulità e rabbia in città fra gli addetti ai lavori. Noi andiamo oltre la decisione e sottolineiamo come sia grave penalizzare una città che mostra da alcuni mesi,

Mirandola (MO) : Festa della Repubblica con omaggio ai Sindaci ( da "Sestopotere.com" del 30-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La cerimonia sarà accompagnata da una formazione di ottoni della Fondazione Scuola di Musica “Andreoli”. Sarà presente una delegazione del Comune gemellato di Villejuif (Francia) guidata dal Sindaco Claudine Cordillot. Una corona sarà portata anche a Modena, sulla tomba dell?ex Sindaco Oreste Gelmini.

Maturità, esami per 1700 ( da "Stampa, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Indubbiamente però il voto di condotta va in qualche modo ripensato, non è più come un tempo quando già l'8 era un voto molto basso». Gabriella Rosso, preside del Liceo Della Rovere aggiunge: «Ora la condotta si esprime in termini numerici e fa media con il credito scolastico, il bonus di punti che il Consiglio di classe assegna ogni anno allo studente.

Le Gabelli chiuderanno per un anno ( da "Corriere delle Alpi" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini con cui ho già ottenuto un appuntamento telefonico, il ministro Bondi e anche il responsabile della Protezione civile, Guido Bertolaso. Dobbiamo mobilitare tutti i canali, perchè l'opera supererà certamente il milione di euro». Gli uffici nel frattempo stenderanno al più presto un progetto complessivo di ristrutturazione dell'

pierobon è superbo ( da "Mattino di Padova, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Voto: 6. PESOLI. Un'incertezza con Pierobon, poi entra (bene) in partita. Ma esce per stiramento. Voto: 6. Dal 2' st ROSSINI. Di testa c'è sempre. Voto: 6. CHERUBIN. Solito baluardo. Voto: 6,5. TEOLDI. Presidia la fascia con sicurezza. Voto 6.

"difenderemo askatasuna non è solo un edificio occupato" - federica cravero ( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i genitori contrari alla riforma Gelmini, i gruppi di acquisto alternativi, i concerti e la ludoteca per i bambini, che con il centro sociale dividono anche il cortile della scuola. Tutto messo in piedi da «quattro ciucchi», come ha definito i ragazzi dei centri sociali l´esponente della Lega Nord Mario Carossa.

Oltre 2100 ragazzi si preparano alla Maturità ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il voto in condotta e il voto in educazione fisica concorrono alla formazione della media. «L'altra novità continua Edera Fusconi riguarda il punteggio relativo al colloquio che varrà 30 punti anziché 35, mentre il credito scolastico che misura il curriculum degli ultimi tre anni scolastici passa da 20 a 25».

VIGNOLA PREOCCUPAZIONE e incertezza animano gran... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: entrata in vigore della riforma Gelmini, docenti e famiglie delle scuole d'infanzia e primarie vignolesi si interrogano sugli effetti che tale riforma avrà sulla direzione didattica di Vignola, una delle più grandi d'Italia. E su questo tema interverrà oggi la parlamentare Angela Bastico che è attesa per un incontro nel parco della biblioteca Auris alle 16.

Babele di riforme e insulti ecco i veri mali dell'Università ( da "Unita, L'" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Rimpiageremo Berlinguer e Mussi o la Gelmini? «La Gelmini non va bene per niente. I fondi sono stati ridotti in modo consistente. Non abbiamo possibilità di assumere professori. Se uno va in pensione ne possiamo assumere appena mezzo. Praticamente nessuno». Cosa vorrebbe che il Pd facesse per l'Università?

Parentopoli, ricerca bistrattata e pochi studenti con il titolo di dottore. Tutti addosso all'U... ( da "Unita, L'" del 31-05-2009)
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Abstract: Rimpiageremo Berlinguer e Mussi o la Gelmini? «La Gelmini non va bene per niente. I fondi sono stati ridotti in modo consistente. Non abbiamo possibilità di assumere professori. Se uno va in pensione ne possiamo assumere appena mezzo. Praticamente nessuno». Cosa vorrebbe che il Pd facesse per l'Università?

Alle scuole medie fa l'esame solo chi ha almeno il 6 in tutte le materie ( da "Unita, L'" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il nuovo regolamento sulla valutazione della Gelmini prevedeva alcuni cambiamenti che, però, saranno validi solo dal prossimo anno. Ciò nonostante, scatteranno nuove regole che renderanno l'accesso all'esame più duro di quello della maturità: per i liceali basta la media del 6, per i piccoli ci vuole la sufficienza in tutte le materie.

MA DI QUALE famiglia stiamo parlando? ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A settembre vedremo l'effetto Gelmini. Perché è così, a giugno saluteremo insegnanti che forse non ritroveremo». Tra gli obiettivi del centrosinistra c'è anche l'azzeramento delle liste ai nidi bisogna poi fare i conti con 200 nuovi iscritti alle materne e una spinta decisiva per arrivare in breve agli albi di Quartiere delle badanti,

dai le tue pagelle agli azzurri ( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: IT Dai le tue pagelle agli azzurri Ultima giornata di campionato e ultima possibilità di votare gli azzurri scesi in campo. Con un semplice clic, basta andare sul sito internet di "Repubblica" Napoli: www.napoli.repubblica.it. Da oggi, subito dopo la conclusione del match con il Chievo, sarà possibile compilare la pagella del Napoli.

l'appello ai genitori "meno veline e più libri" ( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Una collaborazione che non sempre c´è, come ha più volte detto anche il ministro all´Istruzione Mariastella Gelmini, che ha parlato per questo di «emergenza educativa». Per il preside Polistena, «il vero problema per chi lavora nel mondo dell´istruzione è che spesso deve lottare da solo, e da soli non si va da nessuna parte». (f. v.)

corsi di recupero inutili gravi i deficit degli studenti ( da "Tirreno, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sono pochi e i futuri tagli previsti dalla riforma Gelmini peggioreranno la situazione. «Nella scuola media andranno a scomparire - afferma la dirigente scolastica della media "Chelini-Da Vinci", Luisa Arcicasa - tutte quelle attività di recupero e di avanzamento. Già da settembre, infatti, per la cattedra di italiano, storia e geografia sono previste solo diciotto ore frontali.

nelle pagelle un anno da record juric e sculli i fedelissimi di gasp - claudio onofri ( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 8 gol in stagione come il voto al rendimento. Milito 9: Una carriera che grida vendetta rispetto alle qualità tecniche. Medie gol impressionanti negli ultimi 6 campionati. Ma anche uomo squadra, per come attacca la profondità e detta il passaggio ai compagni, per come difende la palla e fa salire la squadra e,

Plebiscito per Bona, bilancio a +2,7 milioni ( da "Trentino" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ieri sera i soci - oltre 500 - hanno approvato il bilancio della rurale, e riconfermato (quasi un plebiscito) Erman Bona come presidente. Sono anche stati riconfermati consiglieri Franco Gobbi e Roberto Bianchi per Mori e Gabriele Gelmini per Ronzo.

Storia locale e dialetto Contesa sulle materie della scuola ( da "Corriere della Sera" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: progetto difficile da realizzare») di Mariastella Gelmini, anche se già adesso il ministero della Pubblica istruzione finanzia 194 progetti per le lingue locali. Poco dopo era stato il senatore leghista Federico Bricolo a rilanciare, con una proposta di legge sparata a tutta pagina dalla Padania, fino all'ultimo contrattacco del Secolo.

solo noi siamo il vero centro ( da "Tirreno, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo dovrebbe capire anche il ministro Gelmini: i ragazzi non sono sono dei pacchetti, noi insegnanti non timbriamo dei fogli». Già, la Gelmini. Vista dal "di dentro", da un prof: come giudica i provvedimenti del governo Berlusconi sulla scuola? «La riforma della scuola ver-

rà fatta l'anno prossimo come dice il ministro gelmini: noi l'aspettiamo con ansia ... ( da "Tirreno, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Livorno rà fatta l'anno prossimo come dice il ministro Gelmini: noi l'aspettiamo con ansia ... rà fatta l'anno prossimo come dice il ministro Gelmini: noi l'aspettiamo con ansia perché vogliamo avere una scuola che funziona a tutti gli effetti. Adesso abbiamo pochi fondi, non riusciamo a fare niente: è volontariato puro».

Un momento essenziale ( da "Sicilia, La" del 31-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e con quello attuale di centrodestra che lo ha ripreso con la legge Gelmini. Nessuna posizione personale nei confronti di Siracusa che, con la facoltà di Architettura, resta la seconda sede dell'Università etnea. Dobbiamo mettere però in pratica le direttive del governo che ci impongono tagli nel segno della qualità formativa».

Pronto, c'è nessuno? L'Authority dà il voto ai call center di luce e gas ( da "Stampa, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: UNA PAGELLA PER LA QUALITÀ DEL SERVIZIO, UTILE ALLA SCELTA DELL'OPERATORE Pronto, c'è nessuno? L'Authority dà il voto ai call center di luce e gas [FIRMA]LUIGI GRASSIA Il call center è il primo e a volte l'unico mezzo di contatto che il consumatore ha con le compagnie che vendono l'energia elettrica e il metano;

Francese e Iachemet, due pilastri ( da "Trentino" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Deve crescere in personalità. Lorenzo Francese 8,5 Mezzo voto in meno per gli orrori alla terz'ultima contro l'Isera, ma è stato spesso decisivo contro gli attaccanti più pericolosi. Fabrizio Iachemet 8,5 Al contributo di esperienza e tecnica ha aggiunto 6 gol (2 rigori).

LA MINISTRA GELMINI PER LANCINI ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lunedì 01 Giugno 2009 PROVINCIA Pagina 15 Brevi VOBARNO LA MINISTRA GELMINI PER LANCINI Quest'oggi la campagna del centrodestra di Vobarno vedrà l'arrivo del ministro Maria Stella Gelmini, che farà tappa alle 16 sotto il gazebo di «Vobarno che cambia», in via Castignino, per sostenere Giuseppe Lancini. CALCINATO TAGLIANI INCONTRA GLI ELETTORI È stato scelto il pub «Il Covo»,

se il voto di massa peggiora l'università ( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Da questo punto di vista appare in contro tendenza la proposta di Maria Stella Gelmini di togliere la gestione dei concorsi per i docenti alle singole università per ripristinare il concorso unico nazionale. I mugugni che piovono da ogni parte fanno pensare che sia nel giusto.

Questo è ciò che raccolgo tra i miei associati (60.000 pmi e un milione e mezzo di occupati) girando l'Italia in queste settimane per le assemblee territoriali della Confapi. ( da "Tempo, Il" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la riforma degli istituti tecnici avviata dal ministro Gelmini. Ma ora, al di là della giusta propensione del governo a sostenere una posizione di ottimismo rivolta al futuro, si interrogano su ciò che resterà del tessuto produttivo alla fine di quest'anno. Non sulle ambizioni artistiche di Noemi Letizia.

"su fiat l'ultimo esempio di dilettantismo" - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Come i tagli alle scuole di montagna: hanno approvato il decreto Gelmini senza battere ciglio. Poi in questi giorni vanno in giro per le valli di Lanzo a dire che saranno loro a ridargliele. Fanno il partito di lotta e di governo, votano le leggi e poi dicono che sono colpa di Roma».

scuola, si cambia supplenti avvisati con sms e e-mail - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, in questo modo intende perseguire due obiettivi: snellire e accelerare le complesse procedure per l´individuazione dei supplenti e fare risparmiare tempo e denaro alle scuole. Da qualche anno, infatti, per trovare un sostituto il personale delle segreterie deve sobbarcarsi anche centinaia di telefonate o inviare decine di telegrammi,

prato. queste le pagelle del viareggio. ( da "Tirreno, Il" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Queste le pagelle del Viareggio. PRATO. Queste le pagelle del Viareggio. ARFè: 5.5. Nei due gol Ouchene mette in mostra le sue doti di tiratore, ma soprattutto sulla prima conclusione il portiere non è immune da colpe. CARNESALINI: 6. Ci mette l'anima, ma soffre le incursioni di Cecchi e De Agostini.

vino, brutta sorpresa scuole enologiche a rischio chiusura ( da "Tirreno, Il" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: fiducioso di trovare la quadra» nel dialogo aperto col ministro Gelmini, anche alla luce del «perfetto accordo» trovato nell'ultimo consiglio dei ministri sulla maggiore autonomia di queste istituzioni scolastiche che sono, ha concluso Zaia, «un baluardo di nostri indirizzi enologici studiati dal Cile alla Nuova Zelanda, un fenomeno mondiale».

Scuole enologiche: è allarme ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma hanno bisogno di una gamma di professionalità specifiche». Un impegno convinto a favore della salvaguardia delle scuole ad alta specializzazione arriva dal ministro Luca Zaia, che si dichiara «fiducioso di trovare la quadratura» nel dialogo aperto col ministro Gelmini. Image: 20090601/foto/194.jpg

IL GOVERNO va avanti con la "riforma" della scuola e le r... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: previsto dalla Riforma-Gelmini. Di qui l'idea, già in atto, di inviare esposti alla Prefettura quando non ci fossero le condizioni minime di sicurezza per stare in classe. In ogni Istituto polesano, all'avvio dell'anno scolastico (il 14 settembre), dovrebbe poi nascere una sorta di comitato tecnico (con docenti, genitori, alunni.

Tagli a scuole e caserme, allarme in Valmarecchia ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini metterà in ginocchio il prossimo anno scolastico, gli istituti di San Leo, Pennabilli e Montecopiolo. Da qui la richiesta di Carlo Evangelisti (candidato dei Verdi alle provinciali di Pesaro) di intervenire sul problema delle scuole di montagna, portando la questione in giunta Marche.

Agenzia Spaziale Italiana: la politica rioccupa lo spazio ( da "Unita, L'" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: lo spazio Su indicazione di Mariastella Gelmini, ministro competente, venerdì scorso il Consiglio dei Ministri ha avviato le procedure per la nomina del nuovo presidente dell'Asi, quell'Agenzia spaziale italiana che è uno dei maggiori Enti pubblici di ricerca del nostro paese. La scelta del governo è caduta su Enrico Saggese, già nominato, lo scorso primo agosto 2008,

Approvato il Regolamento sulla valutazione degli studenti ( da "Blogosfere" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Voto in condotta alle scuole medie Il voto in condotta nella scuola secondaria di primo grado sarà espresso con un voto numerico accompagnato da una nota di illustrazione e riportato anche in lettere in pagella. Scuola secondaria di II grado (scuola superiore) Alle scuole superiori la valutazione intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe.

Via libera al riordino dell'istruzione t ( da "superEva notizie" del 01-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini - e' la migliore risposta della scuola alla crisi, perche' favorisce la formazione del capitale umano necessario per il rilancio del made in Italy e perche' consente una pluralita' di scelte formative integrate con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di dispersione scolastica.

Le giuro, non mi sono mai sentita tanto umiliata in vita mia. Quell'uomo perdipiù era un p... ( da "Stampa, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, a quello della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, e al Provveditore agli studi di Bari. «Il nostro staff è stato ripetutamente attaccato verbalmente e umiliato di fronte a terzi - ha scritto la Vassilika - mentre la nostra addetta originaria del Marocco è stata profondamente umiliata.

Biblioteca multimediale al Professionale Lanino ( da "Stampa, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini aveva annunciato un piano per dotare le scuole italiane di 10.000 lavagne multimediali), che permette di scrivere usando dei pennarelli virtuali e di manipolare testi, immagini, animazioni ecc.. Venerdì i ragazzi del laboratorio teatrale animeranno la mattinata anche con letture drammatizzate ispirate a «Come un romanzo»

Un problema trovare i soldi per i lavori ( da "Corriere delle Alpi" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Domani sentirò anche il ministro Maria Stella Gelmini. Come amministrazione, vogliamo rimettere a nuovo le scuole Gabelli rifacendo tutti i soffitti sia del piano inferiore che superiore (dove si era intervenuti lo scorso anno mettendo delle reti di sicurezza in segreteria). E intendiamo monitorare tutte le scuole comunali».

Laboratori ridotti, protestano i presidi ( da "Corriere delle Alpi" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA RIFORMA GELMINI Laboratori ridotti, protestano i presidi Fratte e Sardo: «Così si penalizzano gli studi tecnici e professionali» BELLUNO. «Con questa riforma si penalizzano i laboratori tecnici e gli insegnamenti tecnico-scientifici a scapito dell'istruzione professionale».

Solo nella scuola trentina il 5 in condotta non comporta bocciatura. Non è una battuta ... ( da "Trentino" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 5 del 2009, sul voto in condotta. Nossignore: la Giunta provinciale di Trento ha disposto che, con il 5 in condotta, non si viene bocciati, né si esclude l'ammissione agli esami (cfr. Trentino del 25 aprile, p. 19). La giunta provinciale ha ritenuto non applicabile, nella scuola trentina, l'art.

Scuola Beodo, erba alta più di un metroraffica di proteste in via dei Colli ( da "Secolo XIX, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: governo e ministro Gelmini in testa, per fare in modo che venga concesso l'organico sufficiente al mantenimento della scuola media "Cavour". Il tutto, alla luce del sovrappopolamento della " Biancheri" di via Roma». .x/02/0906 collaborazione«In caso di problemi, sarebbe meglio chiamare noi piuttosto che i giornali» .

virgilio, studenti in esubero ( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli effetti della legge Gelmini. Protestano i genitori di tre sezioni della quinta ginnasio Virgilio, studenti in esubero Incerta la loro destinazione, è stata tagliata una classe EMPOLI. I tagli del personale disposti dalla legge Gelmini cominciano a creare i primi problemi anche negli istituti superiori empolesi.

il virgilio perde una classe, protestano i genitori ( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dà attuazione ai tagli previsti dalla cosiddetta legge Gelmini, cioè 42100 insegnati in meno nel 2009/2010. «L'ordinanza che riguarda le riduzioni è arrivata alla scuola intorno al 20 di aprile - denunciano i genitori - ma il dirigente scolastico ci ha avvertito solo alla fine di maggio, cosicchè non abbiamo neanche il tempo materiale per fare ricorso.

Artigianelli: corsi in bilico, vecchia provincia sott'accusa ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: mentre la riforma Gelmini va verso la valorizzazione e la riqualificazione di istituti tecnici e professionali per consentire maggiori possibilità di impiego ai giovani diplomati. Una riforma che interessa anche i Centri locali di formazione, che negli ultimi anni, in Provincia di Ascoli, sono stati lasciati soli, per non dire dimenticati.

propaganda al saggio di musica ( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alessandra Draghi abbia usato il saggio di musica degli alunni delle elementari di Cinigiano per salire sul palco e farsi propaganda elettorale disquisendo della legge Gelmini e senza possibilità di contradditorio. Rammentiamo che la signora Draghi è candidata a consigliere comunale nella lista Per il bene comune. Certi comportamenti - oltre che all'insegnante - fanno male alla scuola».

LA LETTERA che è stata inviata da più di 350 genitori dei comuni della ... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il prospettato peggioramento dei servizi scolastici dovuto alla riforma Gelmini è per queste famiglie inaccettabile ed in qualità di candidato per il collegio provinciale di Novafeltria ho ritenuto opportuno farmi carico di queste esigenze perchè la Regione Marche possa intervenire per rimediare, per quanto è possibile, ad una situazione oggettivamente pesante e penalizzante.

Fas, corsa ai 5 miliardi residui ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, che, prima dell'azzeramento dei vecchi programmi, aveva sulla carta fondi da spendere per 8,8 miliardi, sia pure per una parte in condominio con lo stesso Scajola (si veda la tabella con l'elenco dei programmi azzerati). Tra i penalizzati anche il ministero dell'Ambiente, che si è visto cancellare programmi per 1.

Università, la lunga estate dei test ( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini aveva sottolineato che «i test attuali valutano le nozioni, e poco le capacità di ragionamento». Ancora: «Va rivisto l'intero meccanismo, dalla formulazione delle domande all'erogazione dei questionari». Oggi, dal ministero fanno sapere che «si sta lavorando per un cambiamento, ma la procedura è complessa e per quest'

L'ESAME DEI DEPUTATI EUROPEI I PROMOSSI E I BOCCIATI ( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ed è giusto infine dare un cattivo voto in pagella a coloro che votarono contro la trasparenza (furono la maggioranza). Per misurare la partecipazione, Open Europe ha utilizzato una scala da zero a sei in cui zero è il voto riservato a coloro che hanno partecipato a meno del 49% delle sessioni plenarie e sei a coloro che hanno partecipato a tutte.

SCONTRO AUTO-MOTO UN FERITO LIEVE MA LUNGHE CODE ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: MANERBA LA GELMINI INAUGURA LA PASSEGGIATA Oggi a Manerba si taglierà il nastro alla passeggiata, attesa da una trentina d'anni, che collega la Romantica a Porto Torchio, dove dalle ore 11 si svolgerà l'inaugurazione, alla presenza del ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini.

Nei Comuni bresciani sempre meno fannulloni ( da "Brescia Oggi" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: assessore al personale del comune di Montichiari (107 dipendenti), Massimo Gelmini (Lega Nord): «Non sono assolutamente indicativi i dati rapportati su un solo mese, è giusto ragionare su scala annua. E su scala annua Montichiari è più che virtuoso, con una diminuzione delle assenze già nel 2008 sul 2007, ancor prima dell'arrivo di Brunetta.

Da lunedì si bitumano le strade ( da "Sicilia, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: unico fatto nuovo è la particolare incidenza del voto in condotta ». - Qual è la prova che gli studenti temono particolarmente? «Penso sia il secondo scritto - risponde la preside dello "Sciascia - visto che la prova d'italiano consente un'ampia possibilità di scelta, mentre la terza prova, grazie anche alla sua struttura (quesiti a scelta multipla,

Due atleti della Rosso di San Secondo campioni italiani di nuoto ( da "Sicilia, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stella Gelmini e dall'Assessore allo sport del comune di Roma; nella giornata di martedì, giorno delle gare, tenutasi nella Piscina Comunale di Formia, sono stati centrati gli obiettivi che da tempo cercavamo di raggiungere, classificando al 1° posto nei 50 mt farfalla l'atleta alunno Polizzi Umberto, diventando così campione italiano per la stagione 2009 e Fiorella Fabrizio al 1°

Alain Elkann Un evento intollerabile ( da "Stampa, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Quello che è accaduto è una cosa intollerabile». Alain Elkann, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie è amareggiato per quanto è successo il 5 maggio all'interno della struttura da lui presieduta. Una donna marocchina di 31 anni, guida nel museo, è stata oggetto di insulti razzisti dal preside di una scuola media di Bari che era in gita a Torino con i suoi

"Non si condanni la scuola Cavour a morte lenta: dev'essere salvata" ( da "Stampa, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in testa il governo e il ministro Gelmini, per avere l'organico sufficiente al mantenimento della Cavour». Anche perchè, ricorda infine il Pd, il plesso del centro, le «Biancheri» di via Roma, sono sovrappopolate. «Non vorremmo - conclude De Leo - che si arrivasse a mantenere a Ventimiglia Alta soltanto le classi 2ª e 3ª, aspettando la morte lenta di questa scuola»

show del cavaliere alla parata tra ritardi, smorfie e saluti militari - (segue dalla prima pagina) alessandra longo ( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Brambilla e la Gelmini (c´è in compenso Giorgia Meloni) ed è assente, come ogni anno, la Lega, cui la festa della Repubblica non dice molto. Ci sono Casini, Franceschini, Rutelli, gli ex ministri della Difesa Martino, Parisi e Mattarella, il capo della Protezione Civile Bertolaso, ormai fisso in prima fìla.

200 posti di lavoro bruciati ( da "Tirreno, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: attacco della riforma Gelmini, quantificando quelli che, secondo il Pd, saranno gli effetti nella nostra provincia: «Gli effetti della riforma Gelmini per la provincia di Grosseto sono finalmente, purtroppo, sotto gli occhi di tutti - esordisce Scheggi -. Nonostante la bocciatura della riforma decretata dalle famiglie, che in barba al maestro unico e al sette in condotta,

Gabelli, a Castion la segreteria ( da "Corriere delle Alpi" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: telefonico col ministro Gelmini per chiedere fondi BELLUNO. La segreteria del primo Circolo alle scuole elementari di Castion o alla cosiddetta Casa del dottore, l'Ambarabà in una tensostruttura da installare all'interno del parco Città di Bologna, la Ludoteca alla sala dell'Auditorium, e per quanto riguarda le 15 classi una lettera è gia pronta per essere invita a tutte le scuole.

sette ministri per podestà, è polemica - davide carlucci oriana liso ( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: oggi pomeriggio in piazza San Carl arriveranno ben sette ministri: Bondi, Brambilla, Brunetta, Frattini, Gelmini, La Russa e Sacconi. Per Maurizio Martina, segretario regionale del Pd, si sono materializzati dal nulla. «è una parata elettorale - attacca - che dà un´idea chiara della strumentalità con la quale si muove la destra sul nostro territorio.

Per aiutare la gente serve il mutuo sociale ( da "Corriere delle Alpi" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Poi contro la riforma Gelmini, ricordo che a Trieste quando tutti i comuni italiani ne hanno parlato, non c'era nessuno di Belluno». Quali sono i problemi più urgenti che vede? «Mi preoccupa il lavoro, non solo per la contingenza del momento, ma in generale per quelle piccole imprese che non hanno ammortizzatori sociali.

"insulti razzisti, indagine sul preside" ( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: spedita dalla direttrice del museo Eleni Vassilika ai ministri Maria Stella Gelmini e Renato Brunetta e al provveditore Giovanni Lacoppola. Il caso ha inizio a Torino, davanti allo sportello riservato alla prenotazione dei gruppi scolastici. Il professor Pesola è in attesa con il suo gruppo di quaranta studenti, ma l´ingresso di un´altra classe nel museo scatena qualche malumore.

La scuola si sta abituando agli esami ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: C'è un interesse del ministro Gelmini. Potrebbe nascere una buona sinergia con Roma e le Regioni. Di meritocrazia parlano tutti, ma ce n'è poca in giro.Che ne pensa? Il Nord-Ovest è più meritocratico di altre zone. Ma il tema sta diventando uno slogan fastidioso. Valutare solo i risultati finali, non è meritocrazia.

Proteste sulla scuola, Gelmini contestata al raduno elettorale ( da "Corriere della Sera" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini contestata al raduno elettorale MILANO Dirlo, l'ha detto. «Sono solo quattro pirla che mi contestano e non sanno cos'è la democrazia». Non lo nega affatto, Mariastella Gelmini. Ieri pomeriggio era sul palco di Besana Brianza per sostenere il candidato sindaco del Pdl e, davanti a una trentina di contestatori e oltre trecento sostenitori,

Oggi 7 ministri a Milano E domani Berlusconi e Bossi ( da "Corriere della Sera" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intanto oggi a Milano arrivano i ministri a sostenere il candidato Pdl alla Provincia. Dalla Gelmini a La Russa, saranno in piazza San Carlo. Il Pd: «I ministri? Si vedono solo quando c'è da votare». Sempre sul fronte del Pd, il presidente della Provincia Filippo Penati: «Podestà scappa al confronto». A PAGINA 2 Senesi

Incognita ballottaggio Penati e Podestà a caccia di indecisi ( da "Corriere della Sera" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bondi, Brunetta, La Russa, Frattini, la Gelmini. Il Pd: «I ministri vengono a Milano solo per la campagna elettorale». Campagna elettorale ormai quasi terminata: sabato (dalle 15 alle 22) e domenica (dalle 7 alle 22) si vota. Si vota per rinnovare il consiglio provinciale ed eleggere il nuovo presidente.

Appuntamento alle 11, all'Istituto Paolo Sarpi di San Vito al Tagliamento, dove si form... ( da "Unita, L'" del 03-06-2009)
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Abstract: inghiottita dal nuovo regolamento che il ministro Gelmini ha presentato al Consiglio dei ministri. Luigi Berlinguer, ex rettore dell'Università di Siena, già ministro dell'Università con Carlo Azeglio Ciampi, nel '93, poi titolare della Pubblica Istruzione con Romano Prodi, oggi candidato al Parlamento europeo, la campagna elettorale la fa anche così.

"6 ROSSO" ( da "TGCom" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per evitare bocciature di massa La legge, voluta dal ministro Gelmini, parla chiaro: nelle scuole medie gli alunni dovranno essere bocciati se non ottengono un 6 in ogni materia. Ma insegnanti e presidi non sono d'accordo. Con questi rigidi criteri di valutazione, spiegano, si rischia di non promuovere quasi la metà degli studenti.

Idea! Mini-naja e scuole militari per i ( da "superEva notizie" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: forse ritenendo che quel che va facendo la collega Gelmini debba essere integrato, ha proposto di aprire le scuole militari anche a una quota di ragazzi "civili" nella[...] Il ministro La Russa, forse ritenendo che quel che va facendo la collega Gelmini debba essere integrato, ha proposto di aprire le scuole militari anche a una quota di ragazzi "civili" nella proporzione del 25%

Il mondo è uno schifo? ( da "Trentino" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: assessore comunale PERGINE Maestra degli annunci è la ministra Gelmini Per usarle un riguardo, si potrebbe affiancare il Maestro degli Annunci a Maria Stella Gelmini. Anonimo pittore l'uno, anonima ministra l'altra. Sono passati oltre tre mesi da quel 27 febbraio in cui il Consiglio dei ministri approvò, in via definitiva, i primi due regolamenti della riforma scolastica modello Gelmini.

Scuola superiore, oggi la verità sui tagli all'organico ( da "Sicilia, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: secondo la Gelmini, noi questo alunno dovremmo bocciarlo senza appello, perché le regole ministeriali ci impongono di fare così». Questo lo sfogo di Santina Consoli, docente di materie letterarie in una Media dell'hinterland etneo. Ma la scuola è maestra di uno delle massime di vita del Belpaese: fatta la legge,

Michele Mangiafico, il sempre presente ( da "Sicilia, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il corso in Scienze dei beni culturali ha infatti tutti i requisiti richiesti dai decreti Mussi e Gelmini che intendono porre fine alla logica dell'università sotto casa. «La politica dell'Ateneo catanese - prosegue Spataro - a a mio avviso mortifica la Provincia, Siracusa tutta e il patrimonio culturale che l'Università rappresenta dopo il lavoro di questi 10 anni».


Articoli

Università, Bassi conferma i tagli al bilancio (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 29-05-2009)

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Università, Bassi conferma i tagli al bilancio Intanto il cda ha approvato all'unanimità il consuntivo 2008, che è risultato positivo Il rettore contestato al termine dell'incontro dai rappresentanti sindacali dei lavoratori delle biblioteche JACOPO TOMASI TRENTO. «La crisi la pagheremo comunque, si tratta di ridurre al minimo il costo». La frase ad effetto del rettore Davide Bassi arriva in coda alla conferenza stampa al termine del consiglio d'amministrazione dell'Università che ieri pomeriggio ha approvato all'unanimità il bilancio consuntivo 2008, positivo per 1.881.850 euro. Il Cda è stato movimentato anche dall'irruzione da parte dei lavoratori delle biblioteche d'ateneo, della Filcams Cgil e di Trento Anomala, contrari ai tagli ipotizzati da Bassi. Nel dicembre scorso, durante un incontro tra il presidente dell'Università Innocenzo Cipolletta, il rettore Davide Bassi ed il direttore generale Giancarla Masè, si era ipotizzato che, se si fossero verificate tutte le ipotesi negative, nel 2010 l'ateneo trentino avrebbe dovuto fare i conti con un "buco" «tra i 15 ed i 20 milioni di euro». Nel tardo pomeriggio di ieri, a quasi sei mesi di distanza, Bassi non se l'è sentita di essere più ottimista, nonostante il bilancio consuntivo 2008 sia "in ordine" ed approvato all'unanimità dal Cda con ricavi e contributi per 148 milioni di euro. «La crisi la pagheremo comunque, si tratta solo di ridurre al minimo il costo», ha detto chiaro. Ed ha aggiunto: «Stiamo mettendo in campo azioni, senza veti né santuari, volte proprio a minimizzare le ripercussioni negative. La crisi non si risolve con la bacchetta magica: anche se possiamo affrontare il 2009 senza intaccare i fondi di riserva, il 2010 ci preoccupa ugualmente». Preoccupa nonostante la Provincia abbia confermato per il 2009 lo stesso finanziamento garantito per il 2008. Preoccupa in attesa di conoscere la riforma del ministro Gelmini. E pare essere proprio questo l'elemento che tiene in sospeso la serenità di Bassi. «Se il governo ascolterà Aquis e darà il finanziamento non solo in base allo storico delle università, ma terrà conto del merito, allora l'Università di Trento potrà finalmente avere addirittura un aumento di entrate». In attesa della "sentenza" attesa per la metà di giugno, il piano dei tagli presentato a febbraio resta intatto. Bassi conferma l'intenzione «di accorpare facoltà e dipartimenti» per «unificare didattica e ricerca», «contenere le spese», «migliorare l'efficienza dell'ateneo» e «adattare il sistema italiano, ancora arcaico, a quello internazionale». Non solo: Bassi prevede che ci sarà una fase di stallo nella crescita della ricerca (previsto un taglio del 35%, 5 milioni di euro), è consapevole che «i costi fissi, anche del personale, sono in aumento» e non nega i tagli (80.000 euro) ai servizi delle biblioteche d'ateneo. Proprio per protestare contro queste azioni, che «minano il diritto allo studio», il personale ieri ha scioperato e c'è stata anche un'incursione durante il consiglio d'amministrazione nel quale è stato chiesto ai vertici di «confrontarsi con sindacati e lavoratori prima di prendere decisioni». Cipolletta ha risposto in modo affermativo, ma Bassi al termine della conferenza stampa, prima di dileguarsi, è stato più vago. «Chiederemo alla cooperativa che gestisce il servizio di coinvolgere i lavoratori».

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La festa delle zattere e del fiume (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

San Michele e Faedo La festa delle zattere e del fiume ROTALIANA. Tutto è pronto per il taglio del nastro che darà il via, oggi, alla 27ª edizione della Festa dei Portoni lungo le vie del centro di Salorno. La cerimonia ufficiale è prevista alle 19 con la sfilata della banda musicale del paese, il saluto di sindaco e vicesindaco alla presenza di ospiti d'onore, comitato organizzatore, presidenti delle associazioni e numerosi invitati. Il programma di oggi prevede dalle 19 alle 22 l'esposizione itinerante del disegnatore Jochen Gasser e dello storico Norbert Parschalk in memoria del bicentenario di Andreas Hofer alla casa Noldin. Progetto Solis Art con mostra di opere di giovani artisti di Salorno e dintorni presso l'ex fioreria Gschnell in piazza Battisti e mostra fotografica di Albert Ceolan intitolata «Dietro le mura dei Conventi» al centro Gelmini. Previsti anche la selezione regionale del concorso di Miss Italia e lo «Sprint dei Portoni». San Michele Zattere e storia. Domani e domenica si svolgerà la «Quarta festa del fiume e delle zattere». Si tratta di un'iniziativa ormai entrata nel caledario degli appuntamenti tradizionali tra la Piana Rotaliana e la Bassa Atesina. All'iniziativa prendono parte numerose associazioni: la Pro Loco di San Michele e di Faedo, il museo degli usi e costumi della gente trentina di San Michele, la Pro Loco di San Michele e Faedo, il gruppo Zattieri Borgo Sacco, San Michele e Faedo, il gruppo Discesisti di Faedo e l'attivissima associazione Porto Fluviale/Etschhafenverein di Bolzano. Si tratta di un mix di sport, gastronomia, musica e cultura. Si partirà domani alle 9 dalla Golena di Grumo con la costruzione della zattera storica. Di seguito, presso il Museo degli usi e costumi trentini di San Michele, sono previsti incontri con le scolaresche e mostre, tra le quali spicca «Menadàs, zattieri e barcàri», curata dall'associazione Porto Fluviale di Bolzano. Verranno lette, poi, poesie sul tema «Fiume Adige». Per il pomeriggio, in prossimità della golena di Grumo, spettacolo di aquiloni, traversata in traghetto, costruzione di modellini di zattera, giochi di golena e per le 16 è previsto l'arrivo della zattera da Bolzano. Intrattenimento musicale, dalle 19, a cura dei Los Logen, e alle 21 concerto sul fiume della «Mille Lire Dixie Band». Domenica a Grumo, pranzo e cena di pesce.

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Bocciatura se c'è il 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Tornano i voti numerici, a partire dalle elementari. Per gli indisciplinati "cartellino giallo" Bocciatura se c'è il 5 in condotta Gelmini: basta con i presidi politicizzati, creano solo allarme La Flc Cgil scrive a Napolitano: è drammatica la situazione dell'istruzione pubblica ROMA. Con il 5 in condotta non si passerà alla classe successiva né si potranno sostenere gli esami di Terza media e di Maturità. Lo stabilisce il regolamento sulla valutazione degli studenti approvato ieri mattina in via definitiva dal consiglio dei ministri. Il provvedimento prevede il ritorno dei voti numerici, a partire dalle elementari, e conferma l'obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età. Ma ieri è stata un'altra giornata di polemiche tra il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il mondo della scuola. Il ministro ribadisce il suo «no» ai presidi che fanno politica, dopo l'iniziativa dei 250 dirigenti dell'Associazione delle scuole del Lazio (Asal). E lo fa chiamando in causa la Cgil per la «minoranza organizzata» di presidi-politici. Pronta la replica della Flc Cgil, che ha scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per attirare l'attenzione «sulla drammatica situazione in cui versano le scuole pubbliche». Anche Cisl e Snal Confsal rispondono al ministro, attaccata pure dall'opposizione. «Confermo la presenza all'interno della scuola di dirigenti che fanno politica creando inutilmente allarmismi che si riflettono sulle famiglie, sui genitori», ha detto il ministro. Pronta la replica della Flc Cgil: «Gelmini la smetta di attaccare la Flc Cgil e cominci a risolvere i problemi della scuola italiana che per sua responsabilità è nella incertezza più totale. Le uniche cose certe sono i tagli che distruggono la scuola pubblica». Scuola primaria. I bambini saranno valutati dall'insegnante unico di riferimento. Solo per la religione e il voto in condotta resta la valutazione attraverso un giudizio. Secondaria di primo grado. La valutazione con voti numerici riguarderà anche la musica. Alle medie l'insegnamento della religione cattolica continuerà a essere valutato attraverso un giudizio sintetico del docente. Per essere ammessi all'anno successivo, comunque, sarà necessario avere almeno 6 in ogni materia. Per la ammissione all'esame di terza media si dovrà avere la sufficienza in tutte le materie (condotta compresa). Secondaria di secondo grado. La valutazione intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe. Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospenderà il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più materie. A conclusione dei corsi di recupero il consiglio di classe, dopo aver accertato il recupero delle lacune entro la fine dello stesso anno scolastico e non oltre la data di inizio delle lezioni dell'anno successivo, formulerà il giudizio finale e l'ammissione alla classe successiva. Quest'anno per essere ammessi all'esame di Stato sarà necessaria la media del 6 e la condotta concorrerà alla formazione della media. Dal prossimo anno saranno ammessi all'esame tutti gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta. Saranno ammessi direttamente agli esami di Stato gli «ottisti» e cioè gli studenti che in quarta hanno conseguito 8 decimi in ciascuna materia e nel comportamento e che hanno riportato una votazione non inferiore al 7 in ciascuna disciplina, 8 per la condotta nelle classi seconda e terza. L'educazione fisica concorre alla media dei voti. Il cartellino giallo. Il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi violazioni dei doveri degli studenti, purchè prima sia stata data al ragazzo una sanzione disciplinare, che sarà una sorta di cartellino giallo, dopo il quale se i comportamenti gravi persisteranno scatterà il 5.

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Industria, artigianato e servizi (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 29-05-2009)
Pubblicato anche in: (Corriere delle Alpi)

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PROFESSIONALI Industria, artigianato e servizi ROMA. Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi finalizzati al conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell'ambito dell'offerta di istruzione e formazione professionale programmata dalle Regioni. Lo prevede il regolamento per il riordino di questo segmento di istruzione varato oggi, in prima lettura, dal consiglio dei ministri. «Verrà superata - ha spiegato il ministro Gelmini - la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi (con 5 indirizzi) e istituti professionali per il settore industria e artigianato (un solo indirizzo). L'orario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti ciascuna. è prevista maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici: gli spazi di flessibilità nell'area di indirizzo, aggiuntivi alla quota del 20% di autonomia già prevista, ammontano, infatti, al 25% in prima e seconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta. Il percorso è articolato in due bienni e un quinto anno e il secondo biennio è articolato in singole annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e formazione. Sono previste più ore in laboratorio, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro. Anche negli istituti professionali saranno introdotti nuovi modelli organizzativi. Per preparare l'applicazione dei due regolamenti (istruzione tecnica e istruzione professionale) saranno avviate attività di informazione/formazione del personale scolastico e una campagna informativa per studenti e famiglie per l'anno scolastico 2010-2011.

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ESTERNAZIONI DILETTANTESCHE LA REALTÀ È FATTA DI TAGLI AI FONDI (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

L'ANALISI ESTERNAZIONI DILETTANTESCHE LA REALTà è FATTA DI TAGLI AI FONDI VITTORIO EMILIANI Non passa ora senza che il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, non assesti qualche picconata alla «sua» amministrazione che dovrebbe rendere più efficiente. Ieri si è esibito contro i poliziotti (entrati, guarda caso, in agitazione), con quelli che stanno negli uffici, «panzoni» e stretti parenti dei «fannulloni», e che non possono neppure venire mandati»in strada perché se li mangiano». Per lui il solo compito del poliziotto è quello di andare «in giro per le strade con pistola e manganello». Riduttivo e dilettantesco. Sarà contento al Viminale il collega Maroni il quale si vede ben rimotivati i suoi in realtà furibondi perché guadagnano, ordinariamente, poco (1.300 euro al mese un agente con notturni e festivi) e in aprile non avevano ancora percepito gli straordinari di gennaio-febbraio. L'ultima Finanziaria poi ha tagliato fondi al punto che, secondo il sindacato dei funzionari, a Roma sono rimasti bloccati 250 mezzi della polizia, a Napoli 228 coi colori del Corpo e altri 108 normali (la camorra ringrazia). Certo, ci sono sacche di improduttività, ma, notano gli esperti, negli uffici gli agenti integrano, alla scrivania e al computer, il lavoro che i colleghi fanno in auto (finché c'è benzina). Forse il ministro Brunetta ha equivocato mettendo superficialmente sullo stesso piano poliziotti e vigili urbani fra i quali, specie a Roma, non mancano gli «imboscati». Chissà con quale animo lieto gli agenti si disporranno stasera ai turni di guardia più rischiosi. Ma Brunetta, non pago, se la prende con gli statali in generale. «Mi piacerebbe che lavorassero tutti i pomeriggi fino a tardi, specie nel settore giustizia» (esulterà il ministro Alfano). «Io», continua, «amo tantissimo il tempo pieno (...) Perché non usare le scuole anche oltre l'orario normale?». Qui «inventa» quel tempo pieno scolastico in atto da svariati decenni e che la sua collega Maria Stella Gelmini sta mettendo in serio pericolo, con presidi, insegnanti e genitori furibondi. Il ministro Brunetta, infine, vorrebbe abolire l'Antimafia (Commissione parlamentare o Direzione antimafia?): «La mafia è una forma di criminalità e dovrebbe essere perseguita come tutte le altre». Una scoperta. Nel 2007 gli omicidi volontari sono risultati, in Italia, 627, dei quali 363 nel Mezzogiorno (il 58 per cento). Concentrati in Campania, 118 erano sicuramente di marca «mafiosa». Dimezzati, comunque, rispetto a vent'anni fa. Segno che la criminalità organizzata spara meno (la mafia ha subito colpi) e però investe di più in affari sofisticati. Ci vogliono mezzi e uomini all'altezza di quella micidiale infiltrazione. Altro che esternazioni dilettantesche.

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Appello di 153 studiosi "Non chiudete l'Irre" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

il caso La scelta di eliminare l'Istituto educativo provoca polemiche Appello di 153 studiosi "Non chiudete l'Irre" DANIELE MAMMOLITI AOSTA A difesa dell'istituto regionale per la ricerca educativa e contro la sua soppressione, che le Commissioni consiliari stanno esaminando, scendono in campo 153 ricercatori ed esperti da tutto il mondo. In una lettera datata 22 maggio e firmata da studiosi di università francesi, svizzere, canadesi, tedesche, belghe (solo per citarne alcune) e inviata al presidente Augusto Rollandin, all'assessore all'Istruzione Laurent Viérin e al presidente della V Commissione Gianni Rigo, si legge: «La proposta di soppressione dell'Irre ci inquieta perché sembra gettare discredito sull'attività dell'istituto e rappresenta un improvviso cambiamento di opinione della Regione Valle d'Aosta, di cui noi abbiamo sempre ammirato l'intelligenza dimostrata con il sostegno a progetti innovatori». Secondo i 153 firmatari, «l'impulso dato dall'Irre in ricerche di azione-formazione nel settore dell'educazione bilingue e plurilingue è riuscito a trasformare un'esperienza didattica regionale in un prodotto d'eccellenza, un modello preso a esempio a livello internazionale e oggetto di studio in Europa e nel mondo». In una nota l'Irre, diretto da Irene Bosonin che già nelle scorse settimane aveva criticato la decisione di chiudere l'attività, ricorda che la contestazione rispetto alle decisione prese dalla Regione arriva anche dai diversi interventi raccolti nel blog dell'istituto. Nel comunicato, non firmato e attribuibile dunque ai docenti che lavorano all'Irre, viene sottolineato che «il disegno di legge regionale proposto prevede sic et simpliciter la soppressione di un'istituzione che ha accompagnato per quasi 30 anni la scuola valdostana nella sua evoluzione, soppressione peraltro accompagnata da soluzioni "sostitutive" quanto meno riduttive e minimaliste, che non tengono debito conto della natura dei compiti attribuiti all'Istituto né dell'entità e tipologia delle attività attualmente svolte». Critiche alle quali risponde l'assessore Laurent Viérin: «Nessun ricercatore e nessuna delle professionalità acquisite - afferma Viérin - scompare o viene sminuita, divenendo parte integrante della Sovrintendenza agli Studi. A partire dal 2007 l'allora ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, con un'azione non smentita dall'attuale ministro Mariastella Gelmini, ha operato la chiusura degli Irre in Italia e la riduzione del personale del 50 per cento, mentre in Valle tutto il personale Irre in servizio al 1° settembre potrà continuare a operare a favore della scuola valdostana proprio perché crediamo che il patrimonio acquisito non vada disperso o peggio ancora resti chiuso in qualche stanza. L'amministrazione - continua Viérin - intende valorizzare e diffondere meglio, oltre che all'estero anche in Valle, il lavoro dell'Irre. Proprio perché crede alla validità del suo progetto, la Regione non si mette certo a cercare, anche sollecitandoli via e-mail, supporter che scrivano a blog o a giornali sulla bontà dello stesso, trasformando così in questione da tifoserie argomenti che ritiene seri. Sulla lettera inviata dai ricercatori stranieri - conclude Viérin - prendo atto, ma tengo a ribadire che nessuno vuole sminuire il contributo dell'Irre alla crescita della scuola valdostana. Semmai è l'esatto contrario. Abbiamo fatto tutti i passaggi informativi con direttore, organismi dirigenti, rappresentanti del personale, organizzazioni sindacali. Ora c'è il disegno di legge che, dopo l'approvazione della Giunta, passa all'esame delle Commissioni e poi del Consiglio. Queste sono le sedi istituzionali in cui dibattere».

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Con il cinque in condotta niente esame di maturità (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

NUOVO REGOLAMENTO Con il cinque in condotta niente esame di maturità ROMA Con il cinque in condotta non si potrà passerà alla classe successiva. E con il 5 non sarà possibile nemmeno sostenere gli esami di Terza media e di Maturità. Oltre al regolamento sugli istituti tecnici e quelli professionali, ieri il consiglio dei ministri ha varato anche quello sulla «valutazione degli studenti». Il provvedimento chiarisce tutti gli aspetti della valutazione per ogni grado di istruzione, dalla primaria fino alle superiori, e prevede - tra le altre cose - anche il ritorno dei voti numerici, a partire dalle elementari; confermato l'obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età. E' stato anche introdotto - appunto - il voto di condotta come fattore discriminante ai fini della promozione. Tra le novità ribadite dal regolamento, c'è, per le elementari il giudizio affidato al maestro unico, e per le superiori il voto di religione (espresso non con numeri ma in forma sintetica). Infine è stato ribadito che per essere ammessi all'esame di maturità non ci devono essere debiti formativi pendenti.\

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Tecnici e professionali la rivoluzione Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

La scuola dei mestieri Abbattuto il numero dei corsi, più laboratori e lingue straniere Nasce l'avviamento professionale: il ciclo di studi dura inizialmente tre anni Arrivano gli istituti professionali: hanno durata biennale o triennale dopo la licenza di scuola media Tecnici e professionali la rivoluzione Gelmini [FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA Gli Istituti tecnici saranno articolati in due mega-aree per un totale di 11 indirizzi; gli Istituti professionali saranno divisi in due aree tematiche ma per un totale di 6 indirizzi. La scuola si semplifica, i corsi di studio (oggi sono oltre 800 e per la maggior parte si tratta di diramazioni proprio degli istituti tecnici e professionali) si vanno riducendo e la riforma Moratti va verso la sua piena (ancorché controversa) applicazione. Va in questa direzione il nuovo modello dell'Istruzione tecnica e professionale introdotto ieri dal governo. Un modello che, data la competenza che hanno anche le Regioni, aveva richiesto una lunga e sofferta gestazione. Tra le novità più rilevanti, per entrambi gli ordini di scuola, ci sarà la valorizzazione sia dei laboratori che della lingua straniera, una riduzione dell'orario e la possibilità di svolgere stages all'interno delle aziende. Gli Istituti tecnici saranno divisi in due settori (economico e tecnologico), per un totale di 11 indirizzi (oggi 39, con centinaia di sperimentazioni), con un orario settimanale di 32 ore «piene» di lezione (contro le 36 attuali di 50 minuti). Nel settore economico sono stati inseriti 2 indirizzi: Amministrativo, finanza e marketing e Turismo. Nel settore tecnologico sono stati definiti 9 indirizzi: meccanica, meccatronica ed energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie; sistema moda; agraria e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio. Tutti gli attuali corsi, sperimentazioni comprese, confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento. Ma, affinché non si perdano le esperienze dei molteplici indirizzi, spesso legati ad esigenze territoriali (per esempio il settore tessile del Piemonte, il cartario delle Marche), gli Istituti avranno, oltre alla quota di autonomia nella scelta delle discipline del 20% (di cui godono tutte le scuole) un ulteriore 30% di flessibilità. In sostanza ogni scuola potrà giostrarsi l'offerta formativa con una autonomia pari alla metà dei programmi istituzionali. Saranno inoltre potenziate le ore di laboratorio (oggi variano da indirizzo a indirizzo) che diventeranno 264 nel biennio e 891 nel triennio; incrementate le ore di inglese e si potrà introdurre un'altra lingua straniera. Finisce la guerra tra competenze regionali e statali: «Verrà superata - ha spiegato il ministro Gelmini - la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti per il settore dei servizi (5 indirizzi: agricoltura e lo sviluppo rurale, manutenzione e l'assistenza tecnica, servizi socio-sanitari, enogastronomia e l'ospitalità alberghiera, servizi commerciali) e istituti per l'industria e l'artigianato (un indirizzo: produzioni artigianali e industriali). L'orario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti. Anche qui è prevista un'ampia autonomia didattica. Il percorso è articolato in due bienni più un quinto anno. Il secondo biennio sarà articolato in singole annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e formazione; sono previste più ore in laboratorio, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro.

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saitta: cinque domande al governo - marco trabucco (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)

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Pagina VII - Torino Saitta: cinque domande al governo "Dal metrò all´alluvione, le promesse non mantenute". Porchietto: sterili accuse MARCO TRABUCCO (segue dalla prima di cronaca) Con lui, «per dimostrare che non è la Lega Nord ma il Pd il partito che difende davvero gli interessi del Piemonte» c´erano il segretario regionale Gianfranco Morgando e i parlamentari Anna Rossomando, Stefano Esposito e Giorgio Merlo. «Per il governo la Provincia di Torino - ha detto Saitta - è figlia di un dio minore e l´elenco delle promesse non mantenute è lunghissimo: per il prolungamento della linea 1 della metropolitana nonostante il ministero si fosse impegnato per il cofinanziamento dell´opera, non è stato messo a disposizione un soldo. Le risorse sono andate a Roma, Milano, Catania, Parma, Palermo, Cagliari e Napoli». Stesso discorso per l´alluvione del maggio 2008. Saitta denuncia che, ad oggi, «la copertura economica degli interventi è limitata a poco più del 25 per cento delle opere previste dal piano di ricostruzione». Anche per quanto riguarda le nevicate dello scorso inverno, «ai provvedimenti adottati dal governo non sono seguiti gli stanziamenti: la cifra erogata dallo Stato finora è poco superiore ai 10 milioni, contro un fabbisogno di oltre 211 milioni di costi già sostenuti dagli enti locali». Saitta ha ricordato che «il ministero dell´Istruzione ha 45 milioni i debito con le scuole del torinese». E si è chiesto «che fine hanno fatto le promesse del ministro Gelmini dopo la tragedia del Darwin di investire risorse per un piano di sicurezza straordinaria nelle scuole». Infine, per ciò che riguarda le celebrazioni del 2011 per i 150 anni dell´Unità d´Italia, ha detto: «Il silenzio del governo dipende dalla componente leghista che ha ormai vinto la battaglia per affossare quelle iniziative?». Le risposte sono arrivate dalla rivale Claudia Porchietto candidata del centrodestra alla Provincia: «Quelle di Saitta sono solo sterili accuse: vorrei sottolineare che il prolungamento della metropolitana di Torino è inserito nel programma triennale delle opere pubbliche già approvato dal Parlamento e sarà tra le opere finanziate il prossimo anno. Così per alluvioni e nevicate il Governo ha ribadito la massima attenzione e anche sull´edilizia scolastica la risposta è stata immediata, tanto è vero che già nello scorso dicembre è partito un bando con un primo stanziamento di 50 milioni».

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"risorge" il peso della chiesa tour dei candidati nelle parrocchie - vera schiavazzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)

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Pagina VII - Torino La battaglia per il voto cattolico ritorna in primo piano nelle scelte del 6 e 7 giugno "Risorge" il peso della Chiesa tour dei candidati nelle parrocchie Al Lingotto Chiamparino "provoca" Poletto "è vero che lei vota Antonio?" Il centrodestra si affida a Leo per trovare consensi tra parroci e fedeli VERA SCHIAVAZZI Il voto cattolico torna al centro del dibattito e, mai come nelle prossime elezioni torinesi per la Provincia e per l´Europa, potrebbe decidere le sorti di un conflitto ancora incerto. è cattolico il presidente uscente e candidato del Pd alla Provincia Antonio Saitta, lo è quello dell´Udc Michele Vietti, mentre sul fronte del Pdl la raccolta d´anime e di voti tra credenti e volontari, missionari e religiose appare un po´ in ribasso e deve affidarsi, ancora una volta, alle cure di Giampiero Leo, consigliere regionale con solide radici in Comunione e Liberazione e, a suo tempo, determinato benefattore di scuole cattoliche e oratori nei panni di assessore regionale. Come lui stesso ammette, raccontando di inesauste tournée che lo portano dalle stanze delle "gerarchie ecclesiastiche" alle chiese di periferia, senza trascurare movimenti spirituali e associazioni cattoliche (Frassati, Alleanza Cattolica, Arca, Del Noce sono solo alcuni degli indirizzi al posto d´onore nella sua agenda, così come non trascura Focolarini e neo carismatici): «Qualche volta – scherza Leo – quando arrivo dopo Saitta i parroci lo dicono perfino a me: per l´Europa non abbiamo dubbi, se fosse la Regione sarebbe diverso, ma Saitta è un buon cattolico. Vedremo, del resto anche la nostra candidata, Claudia Porchietto, ha buoni programmi ed è una madre di famiglia». Già, la Regione: il ricordo delle polemiche, neanche troppo a distanza, tra la presidente Mercedes Bresso e il cardinal Severino Poletto è ancora vivido, e bruciante, nella memoria di chi deve tenere insieme il voto al centrosinistra e l´obbedienza al vescovo. Ma il presidente della Provincia potrebbe smarcarsi, e una spinta gliel´ha data anche Sergio Chiamparino in uno scambio di battute con lo stesso Poletto, avvenuto in privato mentre tutti e tre erano davanti al Lingotto in attesa dell´inaugurazione della Fiera del libro: «Vescovo, lei lo vota Antonio, non è vero?», e Poletto sorridente «Non posso dirlo, è un segreto…». Schivo per natura, del resto, Saitta non fa sfoggio di appuntamenti pubblici e dibattiti etichettati come ‘cattolici´, anche se sulla sua agenda, il 5 giugno, uno degli ultimi incontri è fissato con i missionari della Consolata di corso Ferrucci. «L´attenzione verso il mondo cattolico si dimostra con comportanti coerenti nella vita pubblica e in quella privata e non di certo con le visite pre-elettorali in sacrestie e conventi – dice lui soppesando bene le parole - Non esiste oggi e non è mai esistito nemmeno in passato il monopolio del voto cattolico: esistono invece i rapporti personali di stima e di amicizia, le frequentazioni private e, ci tengo a sottolinearlo ancora una volta, la coerenza nei comportamenti». Michele Vietti, il terzo contendente, candidato Udc alla presidenza, un passato e un presente ben introdotto tra scuole, imprenditori, professionisti cattolici, sfodera un approccio più aggressivo: «Questi ultimi anni hanno fatto giustizia dell´illusione che singoli credenti inseriti in diversi partiti possano fare politiche coerenti con la loro identità cattolica – dice l´uomo che potrebbe rivelarsi decisivo nel caso di un secondo turno Saitta-Porchietto – Per questo molti credenti preferiscono affidarsi a un partito come l´Udc, netto nell´affermare le sue radici cristiane: i singoli saranno anche dei peccatori, ma la linea è chiara». E l´agenda di Vietti è ricchissima di incontri, dall´Ucid alle scuole e ai genitori cattolici, dai quadri della Cisl (un sindacato dove le simpatie vanno però anche a Saitta, così come il presidente uscente gode di ampia stima nel mondo Acli e in quello della cooperazione cattolica). Stretto tra l´incalzare dell´Udc e le sirene di Mario Mauro (il candidato "ufficiale" di Comunione e Liberazione nelle liste del Pdl, che però è lombardo), anche l´europarlamentare uscente del Pd, Gianluca Susta, rivendica radici e attenzioni al mondo cattolico: «Non si può prescindere dal confronto sui temi che dovrebbero orientare il voto dei credenti, come la solidarietà e la cooperazione internazionale, temi sui quali mi sono già confrontato più volte con gli amici missionari. Pluralismo religioso e laicità dovrebbero essere alla base delle scelte dei cattolici. E a livello locale, Saitta è l´uomo giusto per ricucire qualunque strappo possa essere avvenuto in passato: cerco di aiutarlo in questo impegno».

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con la riforma-gelmini 200 posti bruciati (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)

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Pagina 5 - Grosseto «Con la riforma-Gelmini 200 posti bruciati» Fioroni con Marras sulla scuola: scelte del Governo devastanti GROSSETO. La chiusura dei plessi scolastici nei piccoli paesi è un problema non solo educativo ma sociale perché un paese che perde l'ufficio postale, la farmacia e la stazione dei carabinieri quando perde anche la scuola muore. Lo ha detto ieri l'ex ministro dell'istruzione Giuseppe Fioroni, ospite di Casa Marras per parlare della riforma Gelmini. «In realtà si dovrebbe parlare di riforma Gelmini se dietro ci fosse un progetto sul futuro dei nostri figli ma così non è», ha osservato Fioroni sottolineando che il problema è di tipo pedagogico. «Il governo pensa che la televisione educhi meglio della scuola: si può dire che i ragazzi per la Gelmini possono crescere guardando i Cesaroni senza sapere chi è Giulio Cesare». Leonardo Marras ha portato al dibattito un po' di numeri sulle conseguenze locali della riforma del ministro Mariastella Gelmini. Per la Provincia di Grosseto secondo Marras a fronte di un aumento della popolazione scolastica stimabile in circa 400 alunni «a partire da quest'estate sarà bruciato il posto di lavoro di circa 120 insegnanti e 80 unità di personale tecnico-amministrativo a tempo determinato». D'altronde secondo Fioroni c'è un problema di educazione e moralità evidente anche nelle vicende attuali private e pubbliche del premier: «Il messaggio devastante che passa ai ragazzi e alle ragazze italiane è che si può sfondare senza fatica e senza competenza, solo perché si appare in un certo modo». (sl)

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il mare di maremma va a gonfie vele (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)

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Pagina 7 - Grosseto Il mare di Maremma va a gonfie vele Legambiente e Touring: 3 comuni della provincia a pieni voti LE PAGELLE DI GUIDA BLU GROSSETO. Il mare di Maremma va a gonfie Vele. Vele con la "V" maiuscola, quelle che ogni anno Legambiente e il Touring Club fanno sventolare sulle località costiere più belle (e soprattutto meglio organizzate) d'Italia. La provincia di Grosseto è da tempo abituata a grandi riconoscimenti, e quest'anno - eccezion fatta per Monte Argentario, il cui "sistema" fa un passo indietro - l'abbuffata si ripete. Sono infatti tre le località balneari maremmane (Isola del Giglio, Castiglione della Pescaia e Capalbio) a conquistare le Cinque Vele, ovvero il massimo riconoscimento di qualità per tutto l'ecosistema marino e costiero assegnato dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano. Il comune dell'Isola del Giglio, oltre all'attestato delle cinque vele, conferma anche il primo posto nella classifica nazionale. Premiate anche altre località maremmane rispettivamente con 4, 3 e 2 vele, e il Lago dell'Accesa nel comune di Massa Marittima che ha ricevuto le 5 vele nella classifica dei laghi. «Siamo molto soddisfatti - afferma Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente - perché il riconoscimento della Guida Blu dimostra un'attenzione forte sia alle tematiche legate all'ecosistema marino e costiero sia alle buone pratiche in campo ambientale. Il comune dell'Isola del Giglio conferma il primo posto nazionale perché inserito in un contesto splendido e allo stesso tempo per il forte impegno in campo ambientale, così come Castiglione e Capalbio». Questi i risultati per la Maremma. 5 Vele per Isola del Giglio (ancora una volta al primo posto della classifica nazionale) per il potenziamento della raccolta differenziata e l'attenzione alla mobilità che si confermano tra le priorità del Comune per difendere l'equilibrio ambientale di questo importante ecosistema. Cinque vele al comune di Capalbio per la particolare sensibilità all'efficienza degli edifici pubblici. Dall'attenzione al risparmio delle risorse deriva il nuovo percorso intrapreso per giungere alla certificazione Iso 14001 e alla registrazione Emas II. Cinque Vele anche a Castiglione per l'attenzione sul fronte della mobilità sostenibile con progetti d'ampliamento dell'offerta di piste ciclabili. Il Comune ha inoltre avviato il progetto "Agenda 21 locale dei Comuni di Castiglione della Pescaia e Scarlino", un processo di partecipazione locale rivolto a cittadini, organizzazioni locali e imprese private per l'adozione di una propria "Agenda 21 Locale" per la promozione di una strategia condivisa in campo ambientale. Conferme. La Maremma si conferma ancora una volta costa di sostenibilità confermando l'altrettanto prestigioso riconoscimento delle 4 Vele ai comuni di Marina di Grosseto, Orbetello e Follonica. 3 Vele, di nuovo, per Scarlino. Passo indietro. Indietreggia invece a 2 Vele il comune di Monte Argentario. Lago doc. Una nota di segnalazione anche per il Lago dell'Accesa, nel comune di Massa Marittima, che conquista le 5 Vele nella classifica dei laghi.

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il rettore dalla candidata che vuole silvio premio nobel - vittorio coletti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)

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Pagina III - Genova L´intervento Il Rettore dalla candidata che vuole Silvio premio Nobel VITTORIO COLETTI Andando all´incontro con la candidata del Pdl Susy De Martini, il Magnifico Rettore ha innanzitutto fatto quello che è libero di fare, cioè del lobbismo medico accademico, che non è proibito a nessuno. Ma De Ferrari non ignora che, quando si detengono cariche istituzionali, il risvolto pubblico di atti privati è inevitabile, che si tratti di una festicciola a Casoria o di un buffet a Genova. Allora, forse, il suo gesto può essere letto anche in quella serie di galanterie presso le donne berlusconiane, prima di tutte l´amata Gelmini, che dovrebbero attirare, con abbondanti segni di devozione e di zelo, sull´università di Genova denari e premi, anche se per ora sono arrivati solo tagli sconsiderati delle borse di studio, riduzione del 60% dell´acquisto libri e zero euro per la ricerca. Ma credo che la vera ragione della presenza del Rettore sia dovuta all´opportunità di complimentarsi con uno dei promotori di un´iniziativa intellettualmente libera, profonda e di molto buon gusto, quella per cui va giustamente nota la dottoressa De Martini, in quanto tra i primi firmatari della petizione perché a Silvio Berlusconi sia concesso il premio Nobel. Nobel di che, direte: delle barzellette? Delle bugie? Delle condanne evitate per lodi e prescrizioni? No, per la pace. SEGUE A PAGINA XI

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Tecnici e professionali Discipline più moderne per favorire l'occupazione (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)

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PRIMO PIANO pag. 2 Tecnici e professionali Discipline più moderne per favorire l'occupazione Via alla riforma Gelmini, si inizia nel 2010-2011 ROMA BOCCIATURA definitiva con il 5 in condotta mentre gli istituti tecnici e professionali dovranno fare i conti con i regolamenti di riforma: queste le decisioni di ieri del consiglio dei ministri. Due settori (economico e tecnologico) e 11 indirizzi per gli istituti tecnici con 32 ore settimanali di 60 minuti contro le 36 di 50 attuali. Il settore economico avrà due indirizzi: amministrativo, finanza e marketing; turismo. Nel settore tecnologico gli indirizzi sono nove: meccanica, meccatronica ed energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie; sistema moda; agraria e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio. Previste più ore di laboratorio e più flessibilità nell'offerta formativa. Il percorso didattico prevede due bienni e un quinto anno. Oggi gli istituti tecnici sono 1.800 suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi per un totale di 873.522 alunni. Due bienni e un quinto anno anche per i professionali che, ad oggi, vedono sui banchi 545.229 ragazzi divisi in 5 settori e 27 indirizzi. I settori saranno ridotti a due: istituti professionali per il settore dei servizi con 5 indirizzi e il settore industria e artigianato con un solo indirizzo. Più spazi di flessibilità e 32 ore «piene» contro le 36 attuali. Per entrambi i riordini si partirà con l'anno scolastico 2010/2011. SECONDO il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, la riforma apre la via al ripensamento di tutta la scuola superiore. Inoltre la riqualificazione di tecnici e professionali consentirà maggiori possibilità di impiego ai giovani diplomati. «Oggi la richiesta per i tecnici ha detto il ministro è di 300.000 unità con un'offerta di 140.000 giovani. La riforma di tecnici e professionali è la migliore risposta alla crisi economica». Che i ragazzi diplomati tecnici abbiano buone possibilità di trovare presto un'occupazione, lo conferma anche l'Istat. L'inserimento nel mercato del lavoro raggiunge picchi dell'87,9% tra chi proviene dai professionali e dell'87,1% per quanti escono dai tecnici solo tre anni dopo la fine della scuola. Si tratta di lavoro «continuativo», ovvero svolto in modo regolare anche se, in alcuni casi, a termine. Sono dati importanti che si coniugano con quelli relativi alla provenienza geografica: al Nord l'occupazione continuativa è più frequente rispetto al Mezzogiorno. UN ALTRO punto esaminato dal consiglio dei ministri è quello del regolamento definitivo sulla valutazione degli alunni. Con il 5 in condotta non si passerà alla classe successiva e non si potranno sostenere gli esami di terza media o di maturità. Il regolamento prevede il ritorno al voto numerico, a partire dalle elementari, e conferma l'obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età. Inoltre il voto di comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici, il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi violazioni ma, prima, al ragazzo sarà comminata una sanzione disciplinare come avvertimento. Una specie di cartellino giallo dopo il quale, se persisteranno i comportamenti gravi, scatterà il 5. Dal primo quadrimestre dell'anno in corso le insufficienze in condotta sono state 34.000. La valutazione dei giovani alle elementari sarà affidata al maestro unico di riferimento. Alle medie il voto si metterà anche in musica mentre resterà il giudizio per la religione. Per essere ammessi all'anno successivo e agli esami di terza media ci vorrà il 6 in ogni materia. Alle superiori resteranno i corsi di recupero. Quest'anno per gli esami di maturità basterà la media del 6; dall'anno prossimo ci vorrà la sufficienza in tutte le materie, condotta compresa. Silvia Mastrantonio

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I CONTRASTI tra i ministri della Pubblica Istruzione ed i capi d'istituto sono datati e... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)

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PRIMO PIANO pag. 2 I CONTRASTI tra i ministri della Pubblica Istruzione ed i capi d'istituto sono datati e... I CONTRASTI tra i ministri della Pubblica Istruzione ed i capi d'istituto sono datati e prescindono dal colore politico del titolare del Dicastero di Viale Trastevere. Le tensioni incominciarono a nascere negli anni 90 quando a tutte le istituzioni scolastiche fu accordata la cosiddetta autonomia amministrativa, un tempo riconosciuta solo agli istituti tecnici e professionali ed agli istituti d'arte. Per conseguire l'autonomia, le istituzioni dovevano avere almeno 500 alunni; di fatto nell'Italia dei Comuni e dei campanili i parametri fissati dalla legge non sono stati mai rispettati dalle Regioni. Dunque le Regioni dispongono il funzionamento delle istituzioni scolastiche, ma il ministero dell'Istruzione deve poi provvedere al loro mantenimento pagando il dirigente scolastico, il personale di segreteria e ausiliario oltre alle spese di funzionamento. Siccome il ministero del Tesoro (oggi dell'Economia) ha sempre lesinato le risorse finanziarie, i capi d'istituto hanno continuamente reclamato liquidità, ieri per pagare la tassa dei rifiuti alle amministrazioni comunali, oggi per corrispondere gli stipendi ai supplenti temporanei o per qualificare l'offerta formativa. La politica di contenimento della spesa pubblica imposta da Tremonti e la lenta ma inesorabile inflazione hanno ora ridotto il potere d'acquisto delle già scarse risorse destinate alla scuola. Per fronteggiare la situazione il ministro Gelmini ha presentato così un piano di razionalizzazione della spesa che prevede la chiusura di una quota di istituzioni scolastiche (circa un migliaio, quelle che non hanno i requisiti previsti dalla legge) in modo che con le economie derivanti dalla loro soppressione si possa sostenere al meglio le altre istituzioni. Ma quando la coperta è corta ognuno la tira dalla propria parte. Se poi ci si mettono anche le tensioni della campagna elettorale si rischia davvero di rendere una cattivo servizio all'intera comunità educativa che, come tutti sanno, non gode di ottima salute.

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Battaglia sulle risorse (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)

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PRIMO PIANO pag. 3 Battaglia sulle risorse «Stop ai presidi-politici» IL MINISTRO E I CAPI DI ISTITUTO AI FERRI CORTI di SILVIA MASTRANTONIO ROMA «I DIRIGENTI che intendono fare politica si candidino e lo facciano all'interno delle istituzioni politiche, non della scuola». Il ministro della pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, è tornata ad attaccare i presidi del Lazio, in tutto una sessantina, che hanno scritto lettere alle famiglie degli alunni per lamentare la mancanza di fondi. Per la Gelmini si tratta di una «minoranza organizzata» fortemente «legata alla Cgil» che usa la scuola per fare politica. «Ci sono molti problemi di natura economica ammette la responsabile di viale Trastevere occorre però responsabilità da parte di tutti. Non è un caso che nelle scuole dove ci sono buoni dirigenti, prima di spendere soldi per progetti non indispensabili, si coprono i bisogni primari». «Occorre scegliere le priorità ha concluso la Gelmini fare i dirigenti significa questo. È comodo scaricare la responsabilità sul ministero». A stretto giro di posta, la risposta di Paolo Mazzoli, presidente dell'Asal, Associazione scuole autonome del Lazio, e firmatario della lettera. «Non vogliamo fare politica, non ci interessa. Vogliamo solo delle risposte sui fondi, risposte che non arrivano». INEVITABILE la polemica politica che vede il Pd, con Fioroni e la Bastico, attaccare duramente il ministro mentre il centrodestra la difende e la Cgil scrive a Napolitano. Proprio quello che più temeva Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione nazionale presidi: «I dirigenti hanno strumenti diversi per farsi sentire. Non possono e non devono assumere iniziative che sconfinano nell'ambito politico, soprattutto in un periodo di estrema delicatezza come quello della campagna elettorale». Per Rembado la scelta non è condivisibile perché rischia di «offuscare il nodo vero ossia la mancanza di risorse destinate al buon funzionamento degli istituti». «Se il tema finisce al centro di una battaglia di schieramenti allora si salvi chi può». La questione risorse non è secondaria anche se Rembado spiega, per correttezza, che viene da lontano. «Esattamente dal 2000 con una graduale contrazione nel corso degli anni. In aggiunta c'è la vicenda del credito che le scuole italiane vantano per le supplenze e gli esami di Stato. Si tratta di un miliardo di euro che non arrivano. In queste condizioni è difficile andare avanti». Un grosso scoglio sul cammino degli istituti ma da superare attraverso le associazioni di categoria e il confronto quotidiano. La ricetta Rembado è questa insieme con la volontà di tenere ben distinti i due piani: da un lato le risorse; dall'altro le iniziative non condivisibili. Nel mezzo, la crescente richiesta alle famiglie di aiuti economici. «È una pratica che non mi scandalizza dice Rembado ma ritengo che il denaro messo insieme atttraverso i contributi volontari debba servire a migliorare la funzionalità degli istituti con attrezzature e laboratori. È assurdo impiegarlo per pagare le fotocopie».

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Diktat anche sul nord ovest: votate (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)

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PRIMO PIANO pag. 8 Diktat anche sul nord ovest: votate EUROPEE IL LEADER DEI DEMOCRATICI ORDINA: SOSTENETE IL SINDACO di GIORGIO GAZZOTTI MILANO LA TRISTE parabola del leader che entusiasmò le folle. Cofferati. A Bologna, dove è ancora sindaco, anche se da tempo sparito nel nulla, il suo nome è ormai impronunciabile. Delbono, candidato a succedergli, se potesse negherebbe di conoscerlo, non aiuta a prendere voti. L'altro giorno dovevano presentare un libro sui suoi anni da primo cittadino, ma qualcuno ha suggerito di rinviare a dopo il voto... meglio. GIÀ, I VOTI. Il problema è che l'appeal elettorale del Cinese pare sia ai minimi. Così in basso che Franceschini ha dovuto spedire una mail, quasi minacciosa, ai segretari provinciali della Lombardia perché si impegnino a sostenerlo nelle prossime Europee. «Voglio ricordarti l'importanza del sostegno alle personalità che guidano le nostre liste». Ma la personalità in realtà è una sola: Cofferati (nella foto Schicchi). «Il suo risultato elettorale è una responsabilità comune che deve coinvolgere ogni circolo del Pd». E poi l'avvertimento, degno d'altri tempi: «poi analizzeremo insieme il risultato dei capilista». Insomma se Cofferati non sarà primo faremo i conti. A spingere Franceschini ad un passo del genere è una situazione imbarazzante. L'ex leader della Cgil rischia grosso. Nella circoscrizione Nord ovest (Piemonte, Liguria, Lombardia) non lo volevano e molti nel partito lavorano per non fargli avere i voti. I parlamentari uscenti sono sei, ma se il voto andrà male, come alcuni sondaggi dicono, quelli entranti potrebbero ridursi a cinque. E nessuno, con l'aria che tira, è felice di cedere il passo al paracadutato da Bologna, causa un bebè che prima c'era e ora non c'è più. Da qui il rischio di uno smacco per i vertici nazionali: che Tex Willer venga impallinato e arrivi solo terzo o quarto. QUANDO Franceschini e Fassino lo imposero come capolista ci fu una mezza rivolta. Il governatore del Piemonte, Mercedes Bresso disse che era «un pensionato di lusso» e che, dopo l'annuncio dell'addio alla politica per stare col figlio, la sua candidatura era impresentabile. Chiamparino invitò a presentarlo nel Nordest, nella «sua» Bologna. Filippo Penati, che corre per la riconferma alla Provincia di Milano, sostenne e continua a sostenere che farà perdere al Pd i voti di artigiani e commercianti e teme di riflesso di pagarne lui le conseguenze. Al diktat di Roma piegarono la testa. Ma nessuno rinfoderò i coltelli. Soprattutto in Lombardia. Uno degli aspiranti al seggio, Antonio Panzeri, è l'ex segretario della Camera del lavoro di Milano e vede Cofferati come fumo negli occhi. E si capisce, visto che pescherà nel suo bacino di voti, la Cgil. Un altro, il piemontese Gianluca Susta dice che Bruxelles non è un cimitero per elefanti, ma per gente come lui, che si è «fatto un mazzo così». E i segretari del Pd della Lombardia come l'hanno presa? Quello di Como, Luca Corvi riconosce che «l'obiettivo è giusto. Ma non condivido i toni. Roba da Gelmini». Quello di Monza replica duro: «Queste cose non reggono più. Il consenso va guadagnato sul campo, non con logiche dispotiche». Gli altri tacciono. Ma la loro risposta verrà dalle urne.

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di GIORGIO GAZZOTTI MILANO LA TRISTE parabola del leader che ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2009)

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PRIMO PIANO pag. 9 di GIORGIO GAZZOTTI MILANO LA TRISTE parabola del leader che ... di GIORGIO GAZZOTTI MILANO LA TRISTE parabola del leader che entusiasmò le folle. Cofferati. A Bologna, dove è ancora sindaco, anche se da tempo sparito nel nulla, il suo nome è ormai impronunciabile. Delbono, candidato a succedergli, se potesse negherebbe di conoscerlo, non aiuta a prendere voti. L'altro giorno dovevano presentare un libro sui suoi anni da primo cittadino, ma qualcuno ha suggerito di rinviare a dopo il voto... meglio. GIÀ, I VOTI. Il problema è che l'appeal elettorale del Cinese pare sia ai minimi. Così in basso che Franceschini ha dovuto spedire una mail, quasi minacciosa, ai segretari provinciali della Lombardia perché si impegnino a sostenerlo nelle prossime Europee. «Voglio ricordarti l'importanza del sostegno alle personalità che guidano le nostre liste». Ma la personalità in realtà è una sola: Cofferati (nella foto Schicchi). «Il suo risultato elettorale è una responsabilità comune che deve coinvolgere ogni circolo del Pd». E poi l'avvertimento, degno d'altri tempi: «poi analizzeremo insieme il risultato dei capilista». Insomma se Cofferati non sarà primo faremo i conti. A spingere Franceschini ad un passo del genere è una situazione imbarazzante. L'ex leader della Cgil rischia grosso. Nella circoscrizione Nord ovest (Piemonte, Liguria, Lombardia) non lo volevano e molti nel partito lavorano per non fargli avere i voti. I parlamentari uscenti sono sei, ma se il voto andrà male, come alcuni sondaggi dicono, quelli entranti potrebbero ridursi a cinque. E nessuno, con l'aria che tira, è felice di cedere il passo al paracadutato da Bologna, causa un bebè che prima c'era e ora non c'è più. Da qui il rischio di uno smacco per i vertici nazionali: che Tex Willer venga impallinato e arrivi solo terzo o quarto. QUANDO Franceschini e Fassino lo imposero come capolista ci fu una mezza rivolta. Il governatore del Piemonte, Mercedes Bresso disse che era «un pensionato di lusso» e che, dopo l'annuncio dell'addio alla politica per stare col figlio, la sua candidatura era impresentabile. Chiamparino invitò a presentarlo nel Nordest, nella «sua» Bologna. Filippo Penati, che corre per la riconferma alla Provincia di Milano, sostenne e continua a sostenere che farà perdere al Pd i voti di artigiani e commercianti e teme di riflesso di pagarne lui le conseguenze. Al diktat di Roma piegarono la testa. Ma nessuno rinfoderò i coltelli. Soprattutto in Lombardia. Uno degli aspiranti al seggio, Antonio Panzeri, è l'ex segretario della Camera del lavoro di Milano e vede Cofferati come fumo negli occhi. E si capisce, visto che pescherà nel suo bacino di voti, la Cgil. Un altro, il piemontese Gianluca Susta dice che Bruxelles non è un cimitero per elefanti, ma per gente come lui, che si è «fatto un mazzo così». E i segretari del Pd della Lombardia come l'hanno presa? Quello di Como, Luca Corvi riconosce che «l'obiettivo è giusto. Ma non condivido i toni. Roba da Gelmini». Quello di Monza replica duro: «Queste cose non reggono più. Il consenso va guadagnato sul campo, non con logiche dispotiche». Gli altri tacciono. Ma la loro risposta verrà dalle urne.

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un voto comunista per la scuola e il lavoro (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)

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Diliberto a sostegno di Mazzola e Bartimmo «Un voto comunista per la scuola e il lavoro» LIVORNO. Sul palco di piazza Cavallotti si è parlato di lavoro precario, scuola, cultura e della "politica del Bagaglino" di Berlusconi con Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani candidato alle europee, giunto in città per affiancare nella campagna elettorale Tiziana Bartimmo, candidata a sindaco nella lista unica di Rifondazione e Comunisti italiani, e Michele Mazzola, candidato alla presidenza della Provincia per la stessa lista. Diliberto ha da subito sottolineato come sotto il simbolo della falce e martello non ci siano più partiti ma un unico aggettivo che li comprende tutti. "Non vi chiedo di votare per un partito: votate comunista, perché finché ci sarà questa schifo d'Italia ci saranno i comunisti a combattere", ha detto Diliberto suscitando l'applauso della piazza. Che poi ha ricordato Felice Cavallotti e le origini del socialismo e del comunismo attraverso un excursus storico nel quale sono state marcate le differenze con il Pd, "che da tempo ha perso la S di sinistra insieme alla capacità di fare opposizione". Diliberto poi si è soffermato su alcuni punti cardine: la scuola e il lavoro. Diliberto si è schierato in favore della battaglia per le idee e per la cultura, non risparmiando critiche al ministro Gelmini, definita "vera e propria piaga sociale". Parlando dell'importanza del lavoro il leader dei Comunisti italiani si sofferma sul problema del precariato, della cassa integrazione (a Livorno più di 2000 gli operai ancora a casa, come sottolineato da Tiziana Bartimmo), lavoro nero e morti bianche. «I lavoratori fanno audience solo quando muoiono - ha detto il segretario - e solo quando sono atroci e possono fare audience a programmi come Porta a porta». Alla fine Di liberto ha ricordato Enrico Berlinguer, segretario del partito comunista morto su un palco a Padova durante un comizio elettorale, invitando al voto i presenti in suo nome e esortando alla militanza: "Dateci una mano: votateci, ve lo chiedo senza ipocrisia perché soltanto se saremo più forti noi sarete più forti voi nelle istituzioni". Elena Raiola

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quei nostalgici esempi di come si serve lo stato - (segue dalla copertina) maria novella de luca (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)

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Pagina 42 - Cronaca Quei nostalgici esempi di come si serve lo Stato Manager. Anzi, economi. Dopo aver perso il titolo di presidi, ora i 10 mila dirigenti scolastici d´Italia svolgono anche nuovi compiti. Per gestire l´emergenza in tempi di tagli alle risorse. Mentre il ministro consiglia a "chi non è capace" di cambiare mestiere. Ma loro non ci stanno "Ci sentiamo soli, assediati, accusati solo perché chiediamo i mezzi per poter lavorare" "Ci mancano i soldi pure per la carta igienica. E non sempre le famiglie possono tassarsi" (SEGUE DALLA COPERTINA) MARIA NOVELLA DE LUCA Dopo le 41 mila lettere inviate da 300 presidi del Lazio ai genitori dei loro alunni «per denunciare la grave situazione finanziaria della scuola», e la durissima risposta del ministro dell´Istruzione Gelmini («chi non sa dirigere cambi mestiere»), i capi d´istituto si organizzano, replicano, provano a difendere l´orgoglio di un ruolo un tempo illustre, rispettato, riconosciuto. è un´Onda, una nuova Onda, seppure più pacata di quella degli studenti, ma arriva da tutta Italia, con l´indignazione di chi teme di non poter più garantire la sicurezza ai ragazzi che gli sono affidati. Storie di presidi. Vite di funzionari dello Stato. Che dopo la riforma del 2001 si chiamano "dirigenti scolastici" e della scuola sono diventati anche manager. «Ci sentiamo soli, assediati, accusati di non saper fare il nostro lavoro semplicemente perché chiediamo i mezzi per farlo», dice con chiarezza Rita Coscarella, preside della scuola media "Virgilio" di Palermo, 960 allievi. «Da anni siamo costretti a chiedere contributi alle famiglie per la gestione ordinaria, ma la cosa più grave è che non abbiamo più i soldi per chiamare e pagare i supplenti. Così i ragazzi, se un docente manca, devono fare gli "ambulanti" di classe in classe, con grave rischio per la sicurezza. E l´anno prossimo sarà ancora peggio: se non arriveranno i fondi richiesti saremo costretti a far uscire i ragazzi prima dalla scuola. Ma questo vuol dire derubarli del loro diritto allo studio. Vi sembra giusto?». Parole amare, sofferte. Dopo la "base" è la dirigenza della scuola italiana a sentirsi incompresa, accusata ingiustamente. I dirigenti scolastici in Italia sono circa 10 mila e guadagnano in media 2.700 euro al mese. Si diventa presidi per concorso, di solito dopo lunghi anni di insegnamento. Un ruolo delicato e faticoso. «Noi siamo responsabili di tutto - spiega Armando Catalano, dirigente da 20 anni, e rappresentante di 2.200 presidi della Cgil - dobbiamo rispondere di ogni atto e di ogni decisione. Questo vuol dire entrare a scuola la mattina e uscirne la sera, quando si hanno anche novecento o mille allievi è impossibile fare diversamente. Non c´è tensione, difficoltà, criticità che non approdi nella stanza del preside. è giusto così, il rapporto con gli studenti e le famiglie è la vita della scuola. Ma la nostra autonomia è stata ridotta a fare lo slalom tra casse vuote e problemi immensi, non abbiamo i soldi per le pulizie, per i tecnici della sicurezza, e poi il ministero ci scarica addosso incombenze amministrative, come la ricostruzione delle carriere, impedendoci di lavorare sulla didattica». «Più che presidi - incalza Armando Catalano - ormai siamo dei tecnici dell´emergenza, facciamo economia domestica e la verità è che laddove le famiglie possono tassarsi la scuola sopravvive, ma nei quartieri a rischio, più poveri, è destinata alla bancarotta». Una forbice che sarà sempre più larga. Di qua i figli delle classi benestanti, di là i bambini del ceto medio impoverito, gli immigrati. L´edilizia scolastica italiana è tra le peggiori d´Europa, e così la preparazione dei ragazzi, scivolati al trentatreesimo posto della Ue, quando fino a pochi anni fa eravamo tra i primi dieci. Livia Cangemi è la preside di un grande istituto comprensivo nel centro di Roma, nel cuore di Trastevere, la "Regina Margherita", 700 allievi tra infanzia, elementari e medie. Un istituto all´avanguardia, ricco di iniziative e di progetti, e dove ci si mette in fila per iscrivere i propri figli. E dove ogni classe, grazie alle famiglie, ha carta igienica, sapone, asciugamani. «Eppure - dice con amarezza Livia Cangemi, una tra le firmatarie della lettera dei presidi del Lazio inviata alle famiglie - potrei dire che non c´è rimasta che la passione a far funzionare le cose. La nostra di insegnanti e quella dei genitori, che qui, alla "Regina Margherita" sono presenti, sia economicamente che come supporto all´attività didattica. E finora ce l´abbiamo fatta. Laboratori, campi scuola, uscite, l´anno prossimo avremo tra i primi le lavagne interattive. Ma è tutto sulla buona volontà. Pur di fare la gita l´insegnante rinuncia a quello che dovrebbe percepire in più, il materiale lo pagano i genitori». Perché anche qui non ci sono più i soldi per pagare le supplenze, «e se un docente si ammala il bilancio della scuola va in rosso e la classe resta scoperta. «Forse il ministro Gelmini dovrebbe conoscere meglio quanta dedizione c´è nel nostro lavoro. Ognuno di noi sente di far parte dello Stato. Come si può rispondere ad un grido di dolore dicendo che non sappiamo fare il nostro mestiere? Faccio la dirigente scolastica soltanto da due anni, e ci credo davvero, nonostante la burocrazia, i tagli, le difficoltà. Passo la mia giornata qui dentro, ma se ci si impegna i risultati si vedono. Perché vanificare esperienze così ricche?». Storie di funzionari che lavorano. Nel silenzio e senza clamori. In uffici dove sulla porta c´è ancora scritto "Presidenza" visto che nessuno ha cambiato né targa né vernice. Tra i bimbi disabili senza più insegnanti di sostegno, i ragazzi immigrati in cerca di integrazione, e gli insegnanti sottopagati. Una frontiera dove spesso manca la luce, a volte l´acqua, e si fa lezione con il cappotto. «Noi resistiamo però - dicono i presidi-manager - fino ai prossimi tagli...».

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istituti tecnici e professionali "spariscono" ottomila cattedre (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 43 - Cronaca La riforma Nuovi indirizzi e meno ore per un milione e mezzo di studenti Istituti tecnici e professionali "spariscono" ottomila cattedre Per il milione e mezzo di studenti degli istituti tecnici e professionali si cambia registro. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato i due regolamenti che sconvolgeranno, a partire dal 2010, il 60 per cento degli iscritti alle superiori. «Una svolta epocale, dopo 78 anni dall´ultimo riordino che risale al 1931», secondo il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Un trionfalismo non condiviso da Mariangela Bastico, ex viceministro dell´Istruzione e responsabile scuola del Pd. «Le basi della riforma delle scuole tecniche e professionali, con la riduzione degli indirizzi, l´abbiamo cominciata noi, con il governo Prodi - afferma la Bastico - così, invece, tutto si riduce a una taglio indiscriminato di ore e una riduzione di 8 mila cattedre solo nel primo anno. Perché tagliare il 30 per cento delle ore di laboratorio, elemento centrale dei due indirizzi? E perché abolire l´insegnamento del diritto e dell´economia negli ultimi tre anni dell´istruzione tecnica? Non esiste un progetto ma solo l´obiettivo di risparmiare». Secondo la Gelmini, invece, la "riforma" sarà la panacea: due settori e 11 indirizzi per gli istituti tecnici, due macrosettori e 6 indirizzi per le professionali. Più italiano e storia nei tecnici nonostante il taglio delle ore di lezione settimanali. «Un´iniezione di nuove professionalità per superare la crisi, visto che il mercato chiede ogni anno 300 mila diplomati, mentre il sistema scolastico ne offre solo 140 mila», sostiene il ministro. Un teorema smontato dalla Cgil: «Il rischio reale è che la formazione professionale sopravviverà nelle regioni del Nord, dove le amministrazioni locali hanno una lunga tradizione di rapporto con le aziende, mentre tutto quello che non funziona, rimarrà, compresa la dispersione scolastica, a carico dello Stato». (mario reggio)

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Così l'affare Noemi riapre le manovre per il dopo-Silvio (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Così l'affare Noemi riapre le manovre per il dopo-Silvio segue dalla prima pagina Perché non è il silenzio delle ministre del Pdl sulla questione sessuale (Gelmini eslcusa) ad aver turbato il Cavaliere. A impensierirlo molto di più è la dissimulata indifferenza con cui alcuni pezzi grossi del centrodestra seguono l'evolversi di una storia che ha messo in difficoltà il presidente del Consiglio come in precedenza era accaduto forse solo in occasione dell'avviso di garanzia recapitatogli a mezzo stampa durante il G7 di Napoli. E parliamo di quindici anni fa. La parola dimissioni testimonia dunque, per bocca del diretto interessato, quale sia la vera posta in palio del Casoriagate, ovvero la possibilità che il governo Berlusconi - che pareva un impero destinato a durare nel tempo - possa rivelarsi, come ha scritto l'Economist poche settimane addietro «un gigante dai piedi d'argilla». Un incubo per il popolo del Cavaliere. Ma d'altra parte un'opportunità, finanche una liberazione, per quanti aspettano da tre lustri che salti il tappo berlusconiano e si rimescolino le carte della politica nazionale. All'ombra del Berlusconi ter si muovono da tempo le ambizioni e i progetti di chi ormai morde il freno. C'è un leader autorevole e in cerca di consacrazione come Gianfranco Fini, che platealmente persegue un disegno di affermazione personale supportato da robuste idee e da una buona dose di coraggio (e il premier non ha dimenticato il contributo della fondazione finiana "Farefuturo" nell'esplosione del caso veline). Ci sono ministri come Giulio Tremonti, che gestiscono un'agenda politica e un patrimonio ideologico in gran parte autonomi da Palazzo Chigi e non si sporcano le mani con l'attualità da rotocalco. Non mancano ministri scontenti del ruolo e del portafoglio, come pure ufficiali di riserva che scalpitano in panchina e intanto mettono su tessere e correnti. Senza dimenticare un outsider come Pierferdinando Casini, esule pronto a tornare in forze nel campo che lo ha visto protagonista (non a caso il leader Udc ha chiesto a Berlusconi di rispondere ai quesiti di Repubblica su Noemi). E non ci sono solo le trame di Palazzo. Un Berlusconi onnipotente non garba nemmeno ad alcuni tra i suoi grandi elettori, più o meno presunti. Non è gradito a quella Confindustria che per la prima volta ha visto un politico calare all'assemblea generale degli industriali guardando la platea dal basso verso l'alto, anziché presentarsi col cappello come era abitudine nella Seconda Repubblica. Persino al congresso della Cei il gioco di critiche, mezze dichiarazioni e gaffe sulla questione morale ha dimostrato che tra i vescovi italiani c'è chi ritiene opportuno, pur senza sfiduciare il Cavaliere, porre un argine ai suoi spazi di condotta. Anche chi non ha interesse ad auspicare «dimissioni» confida però che la nuova stagione di governo del premier non si stabilizzi in una monarchia assoluta. Forse con le dichiarazioni di ieri il premier ha esorcizzato lo spettro di una crisi di governo. Ma ha anche confermato come grazie a un party di Casoria si siano ufficialmente aperte le grandi manovre per il dopo Berlusconi. Stefano Cappellini 29/05/2009

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si chiamano dirigenti scolastici, sono assediati dai tagli alla scuola. e guai - dice la gelmini - a chi si lamenta (cioè quasi tutti) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 41 - R2 Si chiamano dirigenti scolastici, sono assediati dai tagli alla scuola. E guai - dice la Gelmini - a chi si lamenta (cioè quasi tutti)

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esternazioni dilettantesche la realtà è fatta di tagli ai fondi - vittorio emiliani (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

L'ANALISI ESTERNAZIONI DILETTANTESCHE LA REALTà è FATTA DI TAGLI AI FONDI VITTORIO EMILIANI Non passa ora senza che il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, non assesti qualche picconata alla «sua» amministrazione che dovrebbe rendere più efficiente. Ieri si è esibito contro i poliziotti (entrati, guarda caso, in agitazione), con quelli che stanno negli uffici, «panzoni» e stretti parenti dei «fannulloni», e che non possono neppure venire mandati»in strada perché se li mangiano». Per lui il solo compito del poliziotto è quello di andare «in giro per le strade con pistola e manganello». Riduttivo e dilettantesco. Sarà contento al Viminale il collega Maroni il quale si vede ben rimotivati i suoi in realtà furibondi perché guadagnano, ordinariamente, poco (1.300 euro al mese un agente con notturni e festivi) e in aprile non avevano ancora percepito gli straordinari di gennaio-febbraio. L'ultima Finanziaria poi ha tagliato fondi al punto che, secondo il sindacato dei funzionari, a Roma sono rimasti bloccati 250 mezzi della polizia, a Napoli 228 coi colori del Corpo e altri 108 normali (la camorra ringrazia). Certo, ci sono sacche di improduttività, ma, notano gli esperti, negli uffici gli agenti integrano, alla scrivania e al computer, il lavoro che i colleghi fanno in auto (finché c'è benzina). Forse il ministro Brunetta ha equivocato mettendo superficialmente sullo stesso piano poliziotti e vigili urbani fra i quali, specie a Roma, non mancano gli «imboscati». Chissà con quale animo lieto gli agenti si disporranno stasera ai turni di guardia più rischiosi. Ma Brunetta, non pago, se la prende con gli statali in generale. «Mi piacerebbe che lavorassero tutti i pomeriggi fino a tardi, specie nel settore giustizia» (esulterà il ministro Alfano). «Io», continua, «amo tantissimo il tempo pieno (...) Perché non usare le scuole anche oltre l'orario normale?». Qui «inventa» quel tempo pieno scolastico in atto da svariati decenni e che la sua collega Maria Stella Gelmini sta mettendo in serio pericolo, con presidi, insegnanti e genitori furibondi. Il ministro Brunetta, infine, vorrebbe abolire l'Antimafia (Commissione parlamentare o Direzione antimafia?): «La mafia è una forma di criminalità e dovrebbe essere perseguita come tutte le altre». Una scoperta. Nel 2007 gli omicidi volontari sono risultati, in Italia, 627, dei quali 363 nel Mezzogiorno (il 58 per cento). Concentrati in Campania, 118 erano sicuramente di marca «mafiosa». Dimezzati, comunque, rispetto a vent'anni fa. Segno che la criminalità organizzata spara meno (la mafia ha subito colpi) e però investe di più in affari sofisticati. Ci vogliono mezzi e uomini all'altezza di quella micidiale infiltrazione. Altro che esternazioni dilettantesche.

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bocciatura se c'è il 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)
Pubblicato anche in: (Centro, Il) (Mattino di Padova, Il)

Argomenti: Scuola

Tornano i voti numerici, a partire dalle elementari. Per gli indisciplinati "cartellino giallo" Bocciatura se c'è il 5 in condotta Gelmini: basta con i presidi politicizzati, creano solo allarme La Flc Cgil scrive a Napolitano: è drammatica la situazione dell'istruzione pubblica ROMA. Con il 5 in condotta non si passerà alla classe successiva né si potranno sostenere gli esami di Terza media e di Maturità. Lo stabilisce il regolamento sulla valutazione degli studenti approvato ieri mattina in via definitiva dal consiglio dei ministri. Il provvedimento prevede il ritorno dei voti numerici, a partire dalle elementari, e conferma l'obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età. Ma ieri è stata un'altra giornata di polemiche tra il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il mondo della scuola. Il ministro ribadisce il suo «no» ai presidi che fanno politica, dopo l'iniziativa dei 250 dirigenti dell'Associazione delle scuole del Lazio (Asal). E lo fa chiamando in causa la Cgil per la «minoranza organizzata» di presidi-politici. Pronta la replica della Flc Cgil, che ha scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per attirare l'attenzione «sulla drammatica situazione in cui versano le scuole pubbliche». Anche Cisl e Snal Confsal rispondono al ministro, attaccata pure dall'opposizione. «Confermo la presenza all'interno della scuola di dirigenti che fanno politica creando inutilmente allarmismi che si riflettono sulle famiglie, sui genitori», ha detto il ministro. Pronta la replica della Flc Cgil: «Gelmini la smetta di attaccare la Flc Cgil e cominci a risolvere i problemi della scuola italiana che per sua responsabilità è nella incertezza più totale. Le uniche cose certe sono i tagli che distruggono la scuola pubblica». Scuola primaria. I bambini saranno valutati dall'insegnante unico di riferimento. Solo per la religione e il voto in condotta resta la valutazione attraverso un giudizio. Secondaria di primo grado. La valutazione con voti numerici riguarderà anche la musica. Alle medie l'insegnamento della religione cattolica continuerà a essere valutato attraverso un giudizio sintetico del docente. Per essere ammessi all'anno successivo, comunque, sarà necessario avere almeno 6 in ogni materia. Per la ammissione all'esame di terza media si dovrà avere la sufficienza in tutte le materie (condotta compresa). Secondaria di secondo grado. La valutazione intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe. Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospenderà il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più materie. A conclusione dei corsi di recupero il consiglio di classe, dopo aver accertato il recupero delle lacune entro la fine dello stesso anno scolastico e non oltre la data di inizio delle lezioni dell'anno successivo, formulerà il giudizio finale e l'ammissione alla classe successiva. Quest'anno per essere ammessi all'esame di Stato sarà necessaria la media del 6 e la condotta concorrerà alla formazione della media. Dal prossimo anno saranno ammessi all'esame tutti gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta. Saranno ammessi direttamente agli esami di Stato gli «ottisti» e cioè gli studenti che in quarta hanno conseguito 8 decimi in ciascuna materia e nel comportamento e che hanno riportato una votazione non inferiore al 7 in ciascuna disciplina, 8 per la condotta nelle classi seconda e terza. L'educazione fisica concorre alla media dei voti. Il cartellino giallo. Il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi violazioni dei doveri degli studenti, purchè prima sia stata data al ragazzo una sanzione disciplinare, che sarà una sorta di cartellino giallo, dopo il quale se i comportamenti gravi persisteranno scatterà il 5.

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industria, artigianato e servizi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

PROFESSIONALI Industria, artigianato e servizi ROMA. Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi finalizzati al conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell'ambito dell'offerta di istruzione e formazione professionale programmata dalle Regioni. Lo prevede il regolamento per il riordino di questo segmento di istruzione varato oggi, in prima lettura, dal consiglio dei ministri. «Verrà superata - ha spiegato il ministro Gelmini - la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi (con 5 indirizzi) e istituti professionali per il settore industria e artigianato (un solo indirizzo). L'orario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti ciascuna. è prevista maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici: gli spazi di flessibilità nell'area di indirizzo, aggiuntivi alla quota del 20% di autonomia già prevista, ammontano, infatti, al 25% in prima e seconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta. Il percorso è articolato in due bienni e un quinto anno e il secondo biennio è articolato in singole annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e formazione. Sono previste più ore in laboratorio, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro. Anche negli istituti professionali saranno introdotti nuovi modelli organizzativi. Per preparare l'applicazione dei due regolamenti (istruzione tecnica e istruzione professionale) saranno avviate attività di informazione/formazione del personale scolastico e una campagna informativa per studenti e famiglie per l'anno scolastico 2010-2011.

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Gelmini attacca i presidi Cgil: intervenga il Quirinale (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Gelmini attacca i presidi Cgil: intervenga il Quirinale G.V. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non sopporta i presidi che protestano non avendo gradito l'iniziativa dei 250 dirigenti dell'Associazione delle scuole del Lazio (Asal) che hanno denunciato di essere senza fondi. E lo fa chiamando in causa la Cgil per la «minoranza organizzata» di presidi-politici. Pronta la replica della Flc Cgil, che ha scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per attirare l'attenzione «sulla drammatica situazione in cui versano le scuole pubbliche». Anche Cisl e Snal Confsal rispondono al ministro, attaccata pure dall'opposizione. «Confermo la presenza all'interno della scuola di dirigenti che fanno politica creando inutilmente allarmismi che si riflettono sulle famiglie, sui genitori. Ho il massimo rispetto - ha assicurato il ministro - per chi svolge il suo ruolo con correttezza, ma trovo scandaloso utilizzare la scuola per fare politica. I dirigenti che vogliono fare politica si candidino e la facciano dentro le istituzioni politiche». «Gelmini la smetta di attaccare la Flc Cgil e cominci a risolvere i problemi della scuola italiana che per sua responsabilità - replica il sindacato- è nella incertezza più totale». Intanto il governo ha varato il regolamento dei professionali. Gli istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi (con 5 indirizzi) e istituti professionali per il settore industria e artigianato (un solo indirizzo). L'orario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti ciascuna. È prevista maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici: gli spazi di flessibilità nell'area di indirizzo, aggiuntivi alla quota del 20% di autonomia già prevista, ammontano, infatti, al 25% in prima e seconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta. Il percorso è articolato in due bienni e un quinto anno e il secondo biennio è articolato in singole annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e formazione. Sono previste più ore in laboratorio, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro. Anche negli istituti professionali saranno introdotti nuovi modelli organizzativi. I risultati di apprendimento previsti a conclusione dei percorsi quinquennali saranno definiti (e ciò accadrà anche per gli istituti tecnici) entro il 2009 con uno specifico decreto ministeriale. Per preparare l'applicazione dei due regolamenti saranno avviate attività di informazione/formazione del personale scolastico e una campagna informativa per studenti e famiglie per l'anno scolastico 2010-2011. Attualmente in Italia studiano negli istituti professionali (pari a 1.425) 545.229 alunni ed esistono 5 settori con 27 indirizzi. Il ministro attacca i presidi che protestano perché non hanno i soldi: politicizzati. La Cgil scuola scrive a Napolitano: la situazione è drammatica. Il governo vara il regolamento di tecnici. Riduzione di ore e nient'altro.

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Bocciatura con il 5 in condotta ma solo dopo l' ammonizione (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-29 - pag: 31 autore: I criteri di valutazione. Regole definitive – Molte partono l'anno prossimo Bocciatura con il 5 in condotta ma solo dopo l'«ammonizione» ROMA Confermato lo sbarramento del voto in condotta:con il 5 scatterà la bocciatura automatica. Lo ribadisce il regolamento sulla valutazione degli studenti approvato, in via definitiva, dal Cdm. Nel testo, il ritorno dei voti numerici e la conferma dell'obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età. Va chiarito che non tutti i provvedimenti sono immediatamente operativi dall'anno scolastico in corso: alcuni scatteranno a partire dal prossimo settembre. In concreto, nella scuola media verranno rinviati al 2009-2010 il giudizio di ammissione all'esame finale espresso in decimi, il calcolo del voto finale in base al voto di ammissione e alla media di tutte le prove e la lode per chi ottiene la licenza con dieci decimi. Nelle superiori lo slittamento a settembre riguarda la necessità di strappare la sufficienza in tutte le materie per l'ammissione alla maturità. Il provvedimento stabilisce che gli alunni della primaria saranno valutati dall'insegnante unico di riferimento. I bambini potranno essere bocciati solo in casi eccezionali e motivati. Alle medie per essere promossi sarà necessario avere almeno il 6 in ogni materia. Per l'ammissione all'esame di terza media si dovrà avere la sufficienza in tutte le materie, condotta compresa. Per le superiori la valutazione intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe, che nello scrutinio finale sospenderà il giudizio degli alunni che non hanno la sufficienza in una o più materie. A conclusione dei corsi di recupero, il consiglio di classe, dopo aver accertato il recupero delle lacune entro la fine dello stesso anno scolastico e non oltre la data di inizio delle lezioni di quel-lo successivo, formulerà il giudizio finale per l'ammissione alla classe seguente. Premesso che il voto sul comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici, il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi colpe, purché prima sia già stata data al ragazzo una sanzione disciplinare. L.Ill. www.ilsole24ore.com I testi dei provvedimenti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Istituti tecnici collegati al lavoro (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-29 - pag: 31 autore: Consiglio dei ministri. Primo sì per il riordino che coinvolge anche le scuole professionali Istituti tecnici collegati al lavoro Le ore settimanali diventano 32 ma restano centrali i laboratori Luigi Illiano ROMA Prende forma il riordino di istituti tecnici e professionali. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri, in prima lettura, i regolamenti destinati a riformare i due percorsi dell'istruzione superiore. Riduzione del numero di indirizzi e delle ore settimanali sono alcune delle novità che scatteranno dall'anno scolastico 2010/2011. I testi ora dovranno affrontare l'iter dei pareri, che potrebbero consigliare aggiustamenti e modifiche. Il provvedimento punta a cancellare la licealizzazione degli istituti tecnici, rafforzando le materie tecnico-scientifiche, per garantire il collegamento e lo sbocco nel mondo del lavoro. Centralità dei laboratori, stage, tirocini, alternanza scuola-lavoro ed esperti del mondo economico e produttivo nelle commissioni degli esami di Stato, sono le mosse programmate. Sul piano complessivo, ci sarà una riduzione del monte ore di lezione: si passerà dalle attuali 36 a 32 ore settimanali. E la riduzione sul tempo-scuola sarà la principale leva per centrare gli obiettivi di risparmio fissati dalla manovra voluta dal ministro dell'Economia,Giulio Tremonti. Tra le possibili novità c'è anche lo studio di una disciplina tecnica in lingua inglese. Tutto il regolamento è in continuità con l'impostazione messa a punto dal Governo Prodi: a guidare la commissione incaricata del riordino è Alberto Felice De Toni, nominato dall'ex ministro Giuseppe Fioroni. «Chi si iscriverà ai nuovi istituti avrà maggiori chance di trovare lavoro » ha affermato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. La domanda dei profili tecnici da parte delle imprese, ha detto ancora Gelmini, è più ampia dell'offerta: 300mila tecnici richiesti, contro 140mila offerti. Prosegue, intanto, la polemica per l'iniziativa di 300 presidi del Lazio che hanno scritto alle famiglie: «non ci sono soldi». Il ministro, durante una conferenza a Palazzo Chigi, è stata dura: «se vogliono fare politica si candidino ». L'altro ieri aveva invitato i dirigenti «che non sanno fare il loro mestiere» ad andarsene. Tecnici Gli istituti tecnici sono 1.800 suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi. Se si calcolano le sperimentazioni, la quota è di diverse centinaia. Dal 2010/2011, invece, i settori saranno a ridotti due (economico e tecnologico), articolati in 11 indirizzi. La riforma partirà nelle prime e seconde classi. E per queste ultime il cambio di passo, dal vecchio al nuovo ordinamento, sarà brusco. Previste novità anche per le terze e quarte: proseguiranno con i piani di studio attuali ma con un orario delle lezioni di 32 ore settimanali. In particolare il taglio di ore dovrebbe portare a un risparmio di 571 milioni di euro in tre anni. Professionali Gli istituti professionali sono 1.425, articolati in cinque settori con 27 indirizzi. Secondo il nuovo schema saranno ripartiti in due macrosettori- servizi, industria e artigianato- ai quali corrisponderanno sei indirizzi. La riforma partirà nelle classi prime con abbassamento delle ore da 40 a 32. Le classi seconde e terze continueranno con gli attuali piani di studio ma le ore settimanali diventeranno 34. Sarà aumentato lo spazio di flessibilità riservato ai programmi, in aggiunta alla quota del 20% di autonomia già prevista, si aggiungerà un ulteriore 25% nel primo biennio, 35% nel secondo biennio e 40% nell'ultimo anno. Il circuito coesisterà con il canale della formazione professionale regionale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Più inglese e scienza Cambia dopo 80 anni la scuola tecnica (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 29/05/2009 - pag: 21 Istruzione Sì al Regolamento sulla valutazione Più inglese e scienza Cambia dopo 80 anni la scuola tecnica Alle medie ed elementari tornano i voti ROMA Voti al posto dei giudizi anche alle elementari e alle medie. Sei in tutte le materie per essere ammessi all'anno successivo. Bocciatura col 5 in condotta. Il governo ha approvato in via definitiva il Regolamento sulla valutazione. E' già in vigore, con un'eccezione. Quest'anno per l'ammissione alla maturità basterà la media del 6 ed il voto in condotta concorrerà alla formazione della media. Dal prossimo sarà necessaria la sufficienza in tutte le materie, condotta compresa. Il governo ha anche licenziato, in prima lettura, i regolamenti di riforma degli istituti tecnici e professionali. L'ultimo riordino risale al 1931. Drastico taglio delle sperimentazioni, carico di lavoro più sostenibile per i ragazzi grazie alla riduzione di alcune materie, rivalutazione del laboratorio e delle esperienze scuolalavoro, più scienza e più inglese. La riforma partirà dall'anno scolastico 2010-2011 in prima e seconda. In terza e quarta, sempre nel 2010-2011, entreranno in vigore i nuovi orari ma non i piani di studio. Insomma partenza sprint, contestata dai sindacati per le ricadute sugli organici. «Il rilancio della cultura tecnica e professionale ha affermato il ministro del-- l'Istruzione Mariastella Gelmini è la migliore risposta della scuola alla crisi, perché favorisce la formazione del capitale umano necessario per il rilancio del made in Italy e perché consente una pluralità di scelte formative integrate con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di dispersione scolastica ». «Recenti indagini ha aggiunto dimostrano che esiste una domanda di tecnici che è esattamente il doppio dell'offerta: 300.000 tecnici richiesti dalle imprese contro i 140.000 attualmente offerti». Attualmente gli istituti tecnici contano 39 indirizzi (con centinaia di sperimentazioni) e sono frequentati da 873.522 ragazzi. Con il nuovo regolamento ne sopravviveranno 11 compresi in due grandi settori. Quello economico ne conterrà due: amministrativo, finanza e marketing; turismo. Quello tecnologico ne avrà nove: meccanica, meccatronica ed energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie; sistema moda; agraria e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio. Gli studenti avranno un orario settimanale di 32 ore di lezione di 60 minuti (contro le attuali 36 di 50 minuti). Il tempo trascorso a scuola non cambia. Vengono meno, però, 4 ore-materia. Il diritto è penalizzato. Per gli istituti professionali (545 mila ragazzi, cinque settori, 27 indirizzi e un numero elevatissimo di sperimentazioni) la riforma punta ad un raccordo con l'offerta di lavoro presente nel territorio regionale. «Non si poteva più aspettare, le industrie hanno fame di bravi tecnici», è il commento di Gianni Zen, preside del tecnico «Rossi» di Vicenza. I sindacati bocciano i regolamenti. «Non possiamo accettare afferma Francesco Scrima della Cisl che la riforma sia condizionata dalla logica del risparmio a tutti i costi». «I regolamenti prefigurano la distruzione definitiva dell'istruzione tecnica», dichiara Domenico Pantaleo della Cgil. Il ministro Gelmini «È la migliore risposta alla crisi. Così si forma il capitale umano per il rilancio del made in Italy» Giulio Benedetti

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alla crisi> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 29/05/2009 - pag: 21 «La risposta alla crisi» Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha spiegato che il rilancio della cultura tecnico-professionale è la risposta alla crisi

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I presidi rispondono alla Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 29/05/2009 - pag: 7 Scuola Il ministro li aveva accusati di creare inutili allarmi I presidi rispondono alla Gelmini «Niente politica, siamo senza soldi» «Nella scuola ci sono presidi che fanno politica, creando inutili allarmismi». Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, torna a parlare della lettera spedita dai trecento presidi dell'Asal, l'Associazione delle scuole autonome Lazio, alle oltre duecentomila famiglie dei loro studenti. Si tratta di «una piccola parte dei presidi del Lazio, circa 60 su 900 continua il ministro Gelmini fortemente legata alla Cgil che usa la scuola per fare politica. Ci sono purtroppo difficoltà economiche in molte realtà scolastiche ma tutti insieme dobbiamo collaborare per risolverle. Chi ha un ruolo politico nelle istituzioni scolastiche decida: o si candida e fa politica o svolge attività di insegnamento». Proprio ieri, si è tenuta l'assemblea plenaria dei 250 dirigenti scolastici dell'Asal: «Sui presidi politicizzati la Gelmini sbaglia bersaglio commenta Paolo Mazzoli, presidente Asal . Ci piacerebbe smetterla col ping-pong mediatico: siamo sconcertati, la politica non ci interessa vogliamo solo risposte sulla mancanza di fondi, risposte che non arrivano». Nella missiva, i dirigenti denunciavano «la disastrosa situazione finanziaria delle scuole laziali: «Siamo molto dispiaciuti continua il preside, Stefano Sancandi il nostro non voleva essere un attacco al ministro, ma una segnalazione oggettiva sui problemi seri che la scuola si trova ad affrontare ». I dirigenti dell'Asal sono compatti: «La lettera è stata un atto dovuto nei confronti delle famiglie, non una mossa antigovernativa aggiunge un altro preside, Giuseppe Fusacchia l'Asal non è una propaggine della Cgil. Registriamo che non una parola è stata detta sulle questioni sollevate e sulla gravissima situazione debitoria in cui versano gli istituti scolastici». Pronta anche la replica del sindacato: «Gelmini la smetta di attaccare la Flc Cgil e cominci a risolvere i problemi della scuola italiana» commenta Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil. Sul fronte politico, si schiera dalla parte dei presidi, l'assessore regionale alla Scuola e candidata alle prossime Europee, Silvia Costa: «Che si dimetta la Gelmini non i presidi delle scuole sottolinea Costa . Questo governo ha letteralmente smantellato la scuola: le segreterie non hanno più neanche la carta per fare un fax, grazie al taglio di 8 miliardi all'istruzione, con la soppressione di 87 mila posti per quanto riguarda i docenti e una riduzione del 17% del personale non docente ». «Invece di prendersela sempre con qualcuno - dice il responsabile Educazione del Pd, Giuseppe Fioroni - il Governo spieghi alle scuole come uscire dall'asfissia». Ieri sit in di protesta del Comitato Insegnanti Precari Roma e il Movimento Insegnanti Precari, sotto la sede dell'Ufficio scolastico regionale in via Pianciani: «Nel Lazio avremo 1.121 docenti in meno alle superiori, 1.144 alle medie e mille maestre in meno alle elementari. Tutto questo con un aumento significativo degli studenti (1207 alunni in più)». Segnalazioni «oggettive» «Nessun attacco al ministro, ma una segnalazione oggettiva sui problemi seri che la scuola si trova ad affrontare» Il presidio Gli insegnanti precari davanti a via Pianciani (Jpeg) Simona De Santis

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È partita dagli istituti tecnici la riforma della scuola secondaria targata Gelmini. (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

stampa È partita dagli istituti tecnici la riforma della scuola secondaria targata Gelmini. Ieri mattina, dopo 78 anni dall'ultimo riordino datato 1931, il Consiglio dei Ministri ha approvato 2 Regolamenti che riformano proprio i tecnici e gli istituti professionali. Le nuove norme - spiegano al ministero - «riorganizzano e potenziano questi istituti a partire dall'anno scolastico 2010-2011 come scuole dell'innovazione». «Il rilancio della cultura tecnica e professionale - ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - è la migliore risposta della scuola alla crisi, perchè favorisce la formazione del capitale umano necessario per il rilancio del made in Italy e perchè consente una pluralità di scelte formative integrate con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di dispersione scolastica». Previsioni ottimistiche e un futuro più roseo. «Chi si iscriverà ai nuovi istituti avrà maggiori chance di trovare lavoro» ha dichiarato la Gelmini. Un'affermazione confermata dai dati: «La domanda di profili tecnici da parte delle imprese - ha spiegato, infatti, il ministro - è più ampia dell'offerta: 300.000 tecnici richiesti contro 140.000 offerti. E dunque il rilancio dei due segmenti dell'istruzione tecnica e di quella professionale rappresenta la migliore risposta alla crisi». E ora vediamo nel dettaglio della mini-rivoluzione. Due settori (economico e tecnologico), 11 indirizzi, un orario settimanale di 32 ore «piene» di lezione (contro le 36 attuali di 50 minuti). Nel settore economico sono stati inseriti 2 indirizzi: amministrativo, finanza e marketing; turismo. Nel settore tecnologico gli indirizzi sono nove: meccanica, meccatronica ed energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie; sistema moda; agraria e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio. Previste più ore di laboratorio anche per gli insegnamenti di cultura generale come italiano e storia. Per quanto riguarda gli indirizzi del settore tecnologico sono previste 264 ore di laboratorio nel biennio e 891 nel triennio. I nuovi tecnici sono caratterizzati da un'area di istruzione generale comune a tutti e due i percorsi e in distinte aree di indirizzo che possono essere articolate, sulla base di un elenco nazionale continuamente aggiornato nel confronto con le Regioni e le Parti sociali, in un numero definito di opzioni legate al mondo del lavoro. Il percorso didattico degli istituti tecnici è strutturato in un primo biennio, dedicato all'acquisizione delle competenze previste per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione, un secondo biennio e un quinto anno, che costituiscono un complessivo triennio in cui gli indirizzi possono articolarsi nelle opzioni richieste dal mondo del lavoro. Il quinto anno si conclude con l'esame di Stato. Sono state incrementate le ore dello studio della lingua inglese ed è stata prevista la possibilità di introdurre lo studio di altre lingue straniere. È previsto l'insegnamento di scienze integrate. E i professionali? In Italia attualmente studiano in 1.425 istituti professionali 545.229 alunni suddivisi in 25.762 classi. Esistono cinque settori d'istruzione professionale con 27 indirizzi. Con il riordino gli istituti si articolano in due macrosettori: istituti professionali per i servizi e istituti per il settore industria e artigianato. Ai due settori corrispondono sei indirizzi. Il percorso: due bienni e un quinto anno. Na. Po.

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Azimut, finisce a Ovada il sogno promozione (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Azimut, finisce a Ovada il sogno promozione basket / Loanesi ko con il red anche nella quarta finale La squadra di Prati tiene testa al Rossiglione per tre quarti, ma si arrende nel finale. Under 17 a bocca asciutta nell'interzonale 29/05/2009 L'AZIMUT Pool Loano chiude con l'amaro in bocca una stagione comunque ricca di successi. In C regionale, ad Ovada la prima squadra perde 67-63 (13-17, 35-38, 48-53) gara 4 di finale contro il Red Rossiglione e deve dire definitivamente addio ai sogni di gloria. Infatti sono gli avversari, con questo terzo successo consecutivo, che stoppano la serie sul 3-1 e festeggiano la promozione nella C Dilettanti. La svolta della gara, che vede i loanesi condurre anche largamente (3-11, 18-30, 40-53 alcuni parziali) per tre quarti, avviene negli ultima frazione. Dopo un lungo inseguimento i padroni di casa prima pareggiano sul 54-54, poi a 5' dalla fine sul 57-56 ottengono il sorpasso. L'Azimut riesce ancora ad andare avanti, ma le triple di Carrara e Armana regalano al Red il successo. «Non nascondo la delusione -afferma il presidente del Pool, Stefano Dellacasa-, ma non per il risultato, quanto per non essere andati a gara 5. Giocare a Loano, con la promozione come posta in palio, avrebbe richiamato al palazzetto il pubblico delle grandi occasioni e sarebbe stato bello chiudere la stagione in quel modo. Dispiace anche la maniera in cui abbiamo perso, praticamente regalando al Rossiglione la partita: loro erano contratti, ma noi non siamo riusciti a sfruttare tale opportunità». Fine stagione anche per l'Under 17 del Pool che chiude con tre sconfitte il concentramento interzonale di Bottegone. Nella prima giornata, contro la corazzata Robur et Fides Varese (prima al termine del torneo), l'Azimut contiene lo scarto ricorrendo a molti minuti di zona e a continue rotazioni. Nella seconda giornata, un approccio superficiale compromette la gara contro il Monopoli: i pugliesi approfittano delle forzature di Loano per colpire ripetutamente in contropiede, dominando anche a rimbalzo. Nella terza ed ultima giornata, contro il Casale la squadra di Spedaliere offre finalmente diciotto buoni minuti, fatti di intensità difensiva e gioco di squadra in attacco, ma poco prima dell'intervallo i piemontesi piazzano un micidiale break di 12 punti che segna la gara. Le favorite Varese e Casale accedono così alle Finali Nazionali, mentre ai ragazzi del Pool resta il rammarico per aver sottovalutato Monopoli. Varese-Pool 73-53; Monopoli-Pool 67-58; Casale-Pool 83-50. Tabellini: Ferrari, Damonte 4+3+8, Ugo Gambetta, Tassara 4, Bussone 20+22+7, Gelmini 5+5+8, Scala 4+11+9, Coulibaly, Rotolo 6+2+9, Cascone 5+2+5, Morana 5+14+4, Delfini. Floriana Fazio 29/05/2009

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Brunetta attacca la polizia (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Brunetta attacca la polizia «Inutile mandare in strada gli agenti panzoni». Poi chiede scusa: «Scherzavo» Roma. Tempi duri per il pubblico impiego: ce n'è per tutti, per i poliziotti panzoni, per i dipendenti "fannulloni", per "i presidi politicizzati" che dovrebbero candidarsi anziché restare nella scuola. Ad ascoltare le ultime dichiarazioni di due ministri del Governo Berlusconi, Maria Stella Gelmini, responsabile dell'Istruzione e Renato Brunetta, ministro della Pa e dell'Innovazione, una parte dei dipendenti statali italiani non sarebbe messa benissimo, tra panze, politica e pigrizie. «Non si può mandare in strada il poliziotto panzone - queste le parole usate ieri da Brunetta durante una trasmissione su Youtube, Klauscondicio - che non ha fatto altro che il passacarte, perché lì se li mangiano. Bisogna cambiare il concetto stesso di sicurezza, deve essere fatta da chi la sa fare. Come non posso concordare sul fatto che bisogna mandare i poliziotti per le strade a garantire la sicurezza? Meno burocrazia e più polizia on the road a contatto diretto con il cittadino, credo che su questo punto non ci sia nessuno che dissenta». Apriti cielo, la reazione dei poliziotti, già alle prese con stipendi bassi, non si è fatta attendere. Del resto uno sciopero era già stato proclamato (prima dell'uscita di Brunetta) per domani (secondo giorno del G8 sulla sicurezza) a Roma, dal reparto mobile (la Celere): motivo il mancato pagamento degli straordinari negli ultimi cinque mesi. Ad indire l'agitazione il Movimento per la sicurezza, affiliato al Coisp, quello che potrebbe definirsi un sindacato di centrodestra. Ma come hanno reagito i poliziotti a quel termine, panzone? Il Siap (sindacato italiano appartenenti polizia) e l'Anfp (associazione nazionali funzionari di polizia) definiscono le affermazioni di Brunetta «infondate e gravi, parole che offendono gli operatori della Polizia di Stato, esprimendosi per editti populistici di cattivo gusto che poco si addicono ad un ministro della Repubblica». Il Silp-Cgil sottolinea invece che le parole pronunciate dal Ministro «sono parole in libertà» mentre il Siulp chiede che qualcuno «arresti le esternazioni di Brunetta». Dal canto suo pure il Partito democratico non ha perso l'occasione per criticare le parole del Ministro: «I poliziotti - nota il responsabile della sicurezza Marco Minniti - dopo aver sopportato i tagli che il governo ha operato nei confronti delle forze dell'ordine adesso devono sopportare anche il ministro Brunetta. Invece di ringraziarli per lo straordinario lavoro che svolgono in condizioni difficilissime, vengono sbeffeggiati da un ministro. Che paese stiamo diventando?». E Brunetta? Dopo la tempesta su quel termine "panzone" ha compiuto, poco dopo averlo pronunciato, una retromarcia con tanto di scuse. «Nessuna volontà di offendere nessuno - questa la sua puntualizzazione - solo una constatazione scherzosa per dire che chi per tanti anni ha fatto il burocrate dietro una scrivania, è difficile faccia il poliziotto alla Starsky e Hutch per la strada. Chiedo scusa ai bravissimi poliziotti con la pancia, nessuna offesa nei loro confronti, ma solo la constatazione che un eccesso di impegno burocratico delle forze dell'ordine ha spesso snaturato la missione principale del sistema sicurezza che è quella di stare per la strada per la sicurezza dei cittadini. Meno burocrazia, tra le forze dell'ordine e più qualificazione dell'ordine pubblico». «Le scuse del ministro Brunetta ci fanno piacere. È opportuno però, una volta per tutte, dire con forza che la questione dei poliziotti negli uffici è un falso problema». È quanto afferma Nicola Tanzi, segretario generale del Sap, il sindacato autonomo di polizia, rispondendo alle affermazioni del ministro Renato Brunetta. «La maggior parte delle attività cosiddette "burocratiche", infatti, è legata a compiti di polizia - aggiunge Tanzi - pensiamo all'amministrativa, ai controlli per il rilascio del passaporto e del porto d'armi. Non sono compiti da far svolgere ad un impiegato civile, visto che ci sono verifiche ed indagini da compiere». Per un fronte di discussione tra il Governo e i dipendenti statali (i poliziotti) che si attenua però, un altro se ne apre: è il caso dei presidi che ieri sono stati di nuovo criticati dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. A far arrabbiare il Ministro una lettera inviata alle famiglie italiane nella quale alcuni presidi hanno denunciato la carenza di fondi degli istituti scolastici. «Esiste nella scuola - avverte la Gelmini in conferenza stampa, chiosando l'episodio - un numero circoscritto di dirigenti che fanno politica e creano inutilmente allarmismi che poi si riflettono negativamente sulle famiglie e sui genitori. Chi vuole fare politica si candidi, faccia politica nelle istituzioni politiche e non a scuola». Massimiliano Lenzi 29/05/2009

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Con il cinque in condotta niente esame di maturità (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Con il cinque in condotta non si potrà passerà alla classe successiva. E con il 5 non sarà possibile nemmeno sostenere gli esami di Terza media e di Maturità. Oltre al regolamento sugli istituti tecnici e quelli professionali, ieri il consiglio dei ministri ha varato anche quello sulla «valutazione degli studenti». Il provvedimento chiarisce tutti gli aspetti della valutazione per ogni grado di istruzione, dalla primaria fino alle superiori, e prevede - tra le altre cose - anche il ritorno dei voti numerici, a partire dalle elementari; confermato l’obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età. E’ stato anche introdotto - appunto - il voto di condotta come fattore discriminante ai fini della promozione. Tra le novità ribadite dal regolamento, c’è, per le elementari il giudizio affidato al maestro unico, e per le superiori il voto di religione (espresso non con numeri ma in forma sintetica). Infine è stato ribadito che per essere ammessi all’esame di maturità non ci devono essere debiti formativi pendenti.

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Tecnici e professionali la rivoluzione Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Gli Istituti tecnici saranno articolati in due mega-aree per un totale di 11 indirizzi; gli Istituti professionali saranno divisi in due aree tematiche ma per un totale di 6 indirizzi. La scuola si semplifica, i corsi di studio (oggi sono oltre 800 e per la maggior parte si tratta di diramazioni proprio degli istituti tecnici e professionali) si vanno riducendo e la riforma Moratti va verso la sua piena (ancorché controversa) applicazione. Va in questa direzione il nuovo modello dell’Istruzione tecnica e professionale introdotto ieri dal governo. Un modello che, data la competenza che hanno anche le Regioni, aveva richiesto una lunga e sofferta gestazione. Tra le novità più rilevanti, per entrambi gli ordini di scuola, ci sarà la valorizzazione sia dei laboratori che della lingua straniera, una riduzione dell’orario e la possibilità di svolgere stages all’interno delle aziende. Gli Istituti tecnici saranno divisi in due settori (economico e tecnologico), per un totale di 11 indirizzi (oggi 39, con centinaia di sperimentazioni), con un orario settimanale di 32 ore «piene» di lezione (contro le 36 attuali di 50 minuti). Nel settore economico sono stati inseriti 2 indirizzi: Amministrativo, finanza e marketing e Turismo. Nel settore tecnologico sono stati definiti 9 indirizzi: meccanica, meccatronica ed energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie; sistema moda; agraria e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio. Tutti gli attuali corsi, sperimentazioni comprese, confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento. Ma, affinché non si perdano le esperienze dei molteplici indirizzi, spesso legati ad esigenze territoriali (per esempio il settore tessile del Piemonte, il cartario delle Marche), gli Istituti avranno, oltre alla quota di autonomia nella scelta delle discipline del 20% (di cui godono tutte le scuole) un ulteriore 30% di flessibilità. In sostanza ogni scuola potrà giostrarsi l’offerta formativa con una autonomia pari alla metà dei programmi istituzionali. Saranno inoltre potenziate le ore di laboratorio (oggi variano da indirizzo a indirizzo) che diventeranno 264 nel biennio e 891 nel triennio; incrementate le ore di inglese e si potrà introdurre un’altra lingua straniera. Finisce la guerra tra competenze regionali e statali: «Verrà superata - ha spiegato il ministro Gelmini - la sovrapposizione con l’istruzione tecnica e si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema d’istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti per il settore dei servizi (5 indirizzi: agricoltura e lo sviluppo rurale, manutenzione e l’assistenza tecnica, servizi socio-sanitari, enogastronomia e l'ospitalità alberghiera, servizi commerciali) e istituti per l’industria e l’artigianato (un indirizzo: produzioni artigianali e industriali). L’orario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti. Anche qui è prevista un’ampia autonomia didattica. Il percorso è articolato in due bienni più un quinto anno. Il secondo biennio sarà articolato in singole annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e formazione; sono previste più ore in laboratorio, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro.

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ULTIMI FUOCHI PER LE DUE LISTE DELLE COMUNALI (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 29 Maggio 2009 PROVINCIA Pagina 18 Brevi SIRMIONE ULTIMI FUOCHI PER LE DUE LISTE DELLE COMUNALI Finale di campagna elettorale delle due liste di Sirmione. Con inizio alle 21 "Vivere Sirmione" incontra i cittadini a palazzo Callas, il 3 giugno al centro sociale di Colombare, il 4 nella sede dell'Us Rovizza e il 5 al teatro parrocchiale di Lugana. La lista "Forza Sirmione Democratica" dopo aver incontrato i residenti di Rovizza e del centro storico il 5 giugno nella sala dell'oratorio Durighello di Colombare. MANERBIO E SIRMIONE LA GELMINI A SOSTEGNO DI MELETTI E MATTINZOLI Oggi alle ore 16.30 il Ministro della Pubblica Istruzione Maristella Gelmini sarà a Manerbio per sostenere la candidatura a Sindaco di Cesare G.Meletti. Il Ministro parteciperà ad un incontro in piazzetta Boninsegna. Alle 20.30, poi, sarà al bar del Palazzo dei Congressi di Sirmione dove incontrerà la lista "Vivere Sirmione" e il candidato sindaco Alessandro Mattinzoli. SELLERO BRESSANELLI E RIZZI A NOVELLE Il candidato sindaco Mirco Bressanelli della lista Tempi nuovi in lizza per le elezioni comunali di Sellero oggi alle 20.30 sarà al teatrino parrocchiale di Novelle. Con lui il consigliere regionale Monica Rizzi (Lega). MARCHENO MOLGORA PRESENTA LA LISTA UNITI PER CAMBIARE Oggi alle 20.30 Daniele Molgora candidato presidente alla Provincia sarà a Marcheno per presentare la lista «Lega Nord-Uniti per cambiare». CARPENEDOLO INCONTRO TRA I CANDIDATI SINDACO Piazza Matteotti ospiterà oggi alle ore 21, l'unico incontro pubblico fra i candidati sindaco.  

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Scuola: autonomi e confederali contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola: autonomi e confederali contro la Gelmini ACCUSE. Dopo la lettera dei capi d'istituto «I prèsidi non fanno politica: è lei che non sa agire» 29/05/2009 rss e-mail print Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ROMA Dopo la lettera inviata ai genitori dall'Associazione delle scuole del Lazio (Asal) per lamentare la drammatica situazione economica delle scuole, il ministro Gelmini torna a criticare i presidi che - secondo lei - «fanno politica», chiamando in causa la Cgil. La Flc Cgil scrive a Napolitano per attirare l'attenzione «sulla drammatica situazione in cui versano le scuole pubbliche». Ma anche Cisl e Snal Confsal rispondono al ministro, attaccata pure dall'opposizione. «Confermo la presenza di dirigenti che fanno politica creando inutilmente allarmismi che si riflettono sulle famiglie. Trovo scandaloso utilizzare la scuola per fare politica. I dirigenti che vogliono fare politica si candidino e la facciano dentro le istituzioni politiche. La mia denuncia non era certamente riferita a tutti i presidi, ma a una piccola parte, circa 60 su oltre 900 in tutto il Lazio, fortemente legata alla Cgil che usa la scuola per fare politica». Pronta la replica della Flc-Cgil: «La smetta di attaccare la Flc-Cgil e cominci a risolvere i problemi della scuola italiana che per sua responsabilità è nella incertezza più totale». Per la Cisl Scuola, «secondo la Gelmini le difficoltà di bilancio delle scuole dipenderebbero dalla cattiva gestione di dirigenti. Ci auguriamo che non lo pensi davvero, perché se così fosse dovremmo concludere che non conosce una realtà ben nota al ministero». Per Ghizzoni (Pd) e Giambrone (Idv): «Dire ai presidi di andar via se non sanno amministrare e di non fare politica a scuola è un esercizio di cattivo gusto che avrebbe potuto risparmiarci». Intanto, ieri mattina è stato approvato in via definitiva dal consiglio dei ministri il regolamento sulla valutazione: con il 5 in condotta si sarà bocciati, e non si sarà ammessi agli esami di terza media e di maturità. I voti tornano in numeri già dalle elementari; si conferma l'obbligo scolastico fino ai 16 anni. Alle medie, per la promozione bisognerà avere almeno 6 in ogni materia. Per le superiori, quest'anno per essere ammessi all'esame serve la media del 6 e la condotta farà media. Dal 2010, saranno ammessi gli studenti che avranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta.

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Scuola, tecnici e professionali (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 29-05-2009 Scuola, tecnici e professionali «più snelli» DA MILANO ENRICO LENZI C ura dimagrante per gli istituti tecnici e quelli professionali. Il consiglio dei ministri ha dato il via libera, in prima lettura, al regolamento che, dopo 78 anni è destinato a dare un nuovo volto alla scuola superiore italiana, dopo l'iter nel quale dovranno esprimersi Parlamento, Consiglio nazionale della Pubblica I- struzione e Corte dei Conti. E nel contempo il governo ha dato il via libera definitivo al regolamento sulla valutazione negli istituti di ogni ordine e grado, un provvedimento atteso anche per fare chiarezza sulle norme da applicare in questo anno scolastico in sede di scrutinio finale. I nuovi tecnici. Si passa da 10 a 2 soli settori (economico e tecnologico), con una sforbiciata anche agli indirizzi di studio, che scendono da 39 a 11. Nel settore economico trovano collocazione due indirizzi (amministrativo, finanza e marketing; turismo), mentre gli altri 9 (meccanica, meccatronica ed energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informativa e telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie; sistema moda; agraria e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio) confluiranno nel settore tecnologico. Crescerà il peso delle ore in laboratorio e il percorso sarà suddiviso in due bienni e un quinto anno per il diploma. Nel primo biennio vi saranno più ore in comune tra i due settori (anche per assolvere l'obbligo d'istruzione fino ai 16 anni) con un anticipo delle materie di indirizzo, le quali diventeranno più consistenti nel secondo biennio. Previsti anche nuovi modelli organizzativi, con la creazione dei Dipartimenti (articolazioni del collegio docenti per un aggiornamento costante), di un Comitato tecnicoscientifico (con la presenza anche di esperti esterni alla scuola per un maggior raccordo con il mondo del lavoro), e un Ufficio tecnico per migliorare l'organizzazione e la funzione dei laboratori. Modelli che saranno adottati anche per gli istituti professionali. I nuovi professionali. In questo caso si scende da 5 a 2 settori e solo 6 indirizzi di studio contro gli attuali 27. Nel settore dei servizi vi saranno gli indirizzi per agricoltura e sviluppo rurale, manutenzione e assistenza tecnica, socio-sanitari, enogastronomia e ospitalità alberghiera, commerciali. Nel settore Industria e artigianato vi sarà l'indirizzo di studio in produzioni artigianali e industriali. Rispetto ai tecnici, i professionali avranno maggiori spazi di flessibilità nei percorsi formativi, con l'uso di stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro. Criteri di valutazione. Chiarezza anche sulle nuove norme. Nella elementare si torna ai voti e per passare l'anno bisogna avere almeno tutti 6. Il giudizio resta per il voto in condotta. Nella media per passare l'anno o essere ammessi all'esame bisognerà avere 6 in tutte le materie, condotta compresa. Nelle superiori per quest'anno l'ammissione alla maturità avverrà con la media del 6, mentre dal 2009/2010 bisognerà avere 6 in tutte le materie, condotta compresa. Il 5 in condotta porta alla bocciatura, ma prima di mettere quel voto, lo studente dovrà essere già stato sanzionato per «gravi violazioni dei doveri dello studente» e reiterati dopo la sanzione stessa. Le reazioni. Soddisfatto il ministro Mariastella Gelmini. «Il rilancio della cultura tecnica e professionale è la migliore risposta della scuola alla crisi». Di «operazione di facciata» parla Giuseppe Fioroni, responsabile scuola del Pd, per il quale «si pensa di riformare la scuola senza investirci fondi che sono necessari per dare avvio al vero riordino». Critico il giudizio di Francesco Scrima, segretario nazionale della Cisl-scuola: «Abbiamo condiviso e sostenuto la scelta di ricollocare a pieno titolo istituti tecnici e professionali nel sistema dell'istruzione secondaria. Abbiamo sempre individuato ANSA-CENTIMETRI nel documento elaborato dalla Commissione De Toni un punto di riferimento nell'indispensabile riordino dei percorsi di studio. Non possiamo accettare prosegue che la riforma sia condizionata oltre misura dalla logica del risparmio a tutti i costi ». Parte il riordino Meno settori e indirizzi di studio Gelmini: risposta concreta alla crisi L'opposizione: non ci sono fondi

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Un tavolo con i parlamentari per la parità scolastica (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

SPECIALI 29-05-2009 Un tavolo con i parlamentari per la parità scolastica L' Agesc intende costituire un tavolo di lavoro in cui chiedere ai parlamentari che hanno votato per «garantire un'effettiva libertà di scelta della scuola da parte delle famiglie», di operare per costruire una proposta legislativa che porti il nostro Paese ai livelli europei in tema di libertà di educazione. È il passo centrale del comunicato sui lavori del consiglio nazionale dell'Associazione che si è riunito a Trento il 23 e 24 maggio. Si parte dalla considerazione che «oggi in Parlamento le mozioni presentate da tutti gli schieramenti e i partiti concordano sulla necessità di attuare al più presto la parità scolastica», ed è quindi giunto il momento per concretizzare questo storico traguardo, previsto da più di sessant'anni dalla Costituzione. L'Associazione porta l'attenzione su un fatto: «La lenta ma continua crescita degli iscritti alla scuola non statale negli ultimi anni - + 2% contro il + 0,6% della statale fra il 2004 e il 2008, prima perciò dell'arrivo del ministro Gelmini -, dimostra quanto questa libertà di scelta sia sentita dai genitori e venga invece negata soprattutto a chi vive condizioni economiche più difficili: bisogna finalmente rendere giustizia a chi è ancora escluso». Oltretutto, osserva l'Agesc, «in una situazione di grave 'emergenza educativa', testimoniata anche da recentissimi episodi di suicidi di giovani o di bullismo, dove appaiono sempre più smarriti oltre che i ragazzi anche gli adulti, è necessario riproporre un cammino educativo che sia esperienza reale di un significato incontrabile che sappia sostenere e guidare la vita di ciascuno». «Questa esperienza prosegue la nota può anche oggi avvenire nella scuola quando degli adulti recuperano il senso della loro responsabilità educativa e insieme mettono in gioco i propri bisogni e le proprie risorse per costruire un'alleanza fra famiglie e docenti. L'Agesc è decisa a rilanciare con nuove iniziative il proprio impegno di dialogo, confronto e formazione fra i genitori di tutta la scuola. Queste esperienze di scuola viva e attenta alla realizzazione della personalità di ogni allievo hanno bisogno, per proporsi a tutti, di una condizione di libertà: libertà di insegnamento per chi ha un progetto educativo da proporre e libertà di scelta delle famiglie del percorso scolastico riconosciuto più adatto ai propri figli».

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Mara Carfagna ariete di Silvio Berlusconi: chi crede a Gino Flaminio? Sircana e Mele erano peggio (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Mag 0929 Mara Carfagna ariete di Silvio Berlusconi: chi crede a Gino Flaminio? Sircana e Mele erano peggio Pubblicato da Eleonora Bianchini, Blogosfere Staff alle 12:22 in In evidenza Mara Carfagna, se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Il Ministro delle Pari Opportunità apre la gara partita in sordina del dico qualcosa a favore di Silvio. Qualche giorno fa avevamo notato che sul caso Noemi nessuna delle soldatesse del premier voleva parlare: Prestigiacomo, Carfagna, Gelmini e Meloni si erano trincerate in un silenzio claustrale. Poi oggi il Corriere pubblica la lettera della Ministra. Le prime righe sono dedicate alla risurrezione dopo morte violenta, ovvero alla sua schiena dritta dopo tutti gli insulti e gli attacchi dettati da un pregiudizio (uno su tutti l'invettiva di Sabina Guzzanti da Piazza Navona). Invoca la decenza e il buonsenso (sic!) e si proclama forte e fiera di un lavoro svolto, in soli dodici mesi, con impegno ed auten­tica passione in favore e a tutela dei sogget­ti più vulnerabili di questo Paese (ma si ricorda di avere appena depennato i gay dal sito del Ministero delle Pari Opportunità, come scrive Omoios? Chissà). La lettera è straordinaria e carica di pathos filogovernativo. Riportiamo alcuni passi clou: Il Parlamento vede tra i suoi banchi alcu­ni uomini dalle assai dubbie capacità poli­tiche. Ma nessuno si sorprende. L’Aula di Montecitorio è stata frequentata da perso­naggi condannati per banda armata e con­corso in omicidio, facinorosi violenti, con­dannati per detenzione e fabbricazione di ordigni esplosivi, protagonisti di risse e di indecorosi episodi di cronaca. [...] Onorevoli che candidamente hanno am­messo di prostituirsi prima di approdare alla Camera, altri che, durante il loro incari­co, sono stati sorpresi a contrattare per strada prestazioni con transessuali. Mele e Sircana, sentire fischiare le orecchie? è assurdo, dopo anni di battaglie, è co­me tornare indietro quando i criteri seletti­vi per accedere alla politica erano il censo e il sesso. Sul censo forse no, ma il sesso, la scarsa competenza, l'inettudine e l'assenza di merito potrebbero essere canali interessanti da analizzare, Ministro. E anche tra i suoi colleghi maschi. Ed è sorprendente che le dichiarazioni e la persona dell’ex fidanzato di Noemi Leti­zia, condannato per rapina, secondo qual­cuno meritino più rispetto dell’impegno e della persona di una donna che ha l’unica colpa di aver lavorato in tv. Cosa è più gra­ve, mi domando, aver lavorato in tv o esse­re stato un rapinatore? Quanto tempo do­vrà passare ancora perché chi ha lavorato nel mondo dello spettacolo possa essere trattato almeno come un ex rapinatore o un ex detenuto? Qui Carfagna procede a briglia sciolta, equipara la rapina di un operaio e vita privata del premier in un bel calderone per scaldare gli animi. Sulla validità della testimonianza di Gino Flaminio ci siamo già espressi qui. E vorremmo chiedere alla Carfagna perché, nonostante la condanna per mafia, ascolti ancora con deferenza e rispetto Marcello Dell'Utri.Poi parte la sviolinata finale: Que­sto, quello delle cose realizzate per il bene del Paese, è il terreno di confronto sul qua­le vogliamo misurarci e di cui deve rispon­dere agli italiani il presidente Berlusconi. Un leader mai prepotente o arrogante, con­sapevole di una innata capacità seduttiva che ha usato a fini di ricerca del consenso e non per scopi morbosi. Un uomo leale, perbene e rispettoso. Una persona di garbo e gentilezza, doti che qualcuno vorrebbe declassare a mera finzione e che invece sono autentiche. E, lasciatemi pure dire che, in un mondo po­polato da gran cafoni, sono qualità rare ed invidiabili. Il resto, tutto il resto, sincera­mente sono affari suoi. O, almeno, così do­vrebbe essere in un Paese «normale». Ma la Carfagna conosce la differenza tra la vita di un operaio (es. Gino Flaminio) e la responsabilità di un uomo pubblico come il Presidente del Consiglio che - in teoria- dovrebbe servire il paese, garantire trasparenza, non minacciare stampa e magistratura, evitare di chiamare Saccà per raccomandare le veline e scongiurare figuracce ai meeting internazionali, liquidate con imbarazzo anche dal suo staff? No, forse la Carfagna non lo sa. Un po' di banalità morali sull'importanza di una politica seria e poi la firma: Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità (Pdl) 10 e lode.

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A scuola (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pozzallo A scuola «Per mano per mare» Ispica. Prosegue l'attività dell'equipe educativa dei counselors Dorotea Falco, Giacomo Rustico e Serafina Valvo, nell'ambito del progetto denominato "Ascolto e prevenzione del disagio giovanile". Nella realizzazione del progetto sono stati coinvolti anche gli studenti dell'Ipia «G. Ferraris» di Ispica che si sono recati in visita alla Comunità Incontro, Centro Modica 1. Un'esperienza davvero preziosa per gli alunni che, ascoltando dalla voce dei ragazzi del Centro le loro drammatiche testimonianze, hanno potuto riflettere profondamente sui rischi reali derivanti dall'uso di sostanze stupefacenti. Una vera e autentica lezione di vita di cui i ragazzi faranno certamente tesoro. E' stato così concretizzato l'invito rivolto a suo tempo dallo stesso Don Gelmini che, lo scorso anno, si era recato presso l'Istituto ispicese. Una delle finalità del progetto è quella «di offrire agli adolescenti l'opportunità di avere a disposizione figure professionali che, mettendo in atto l'atteggiamento comunicativo, l'ascolto attivo, li aiutano a recuperare la conoscenza di sé e l'accettazione dell'altro, predisponendo il giovane al cambiamento». Per l'assessore ai Servizi sociali, Gianni Tringali, il progetto in questione si inserisce in un progetto più ampio «teso a valorizzare l'individuo nella sua interezza e a stimolarne una crescita sana ed equilibrata». La scuola rappresenta sicuramente - dichiara l'assessore Tringali -l'ambito privilegiato di un intervento psicologico che possa contribuire ad affrontare le problematiche sempre presenti in tutte le fasi della crescita individuale e a prevenire il disagio giovanile. La presenza di operatori specializzati all'interno della scuola è una grande opportunità per affrontare e risolvere simili problematiche». Il progetto «Ascolto e prevenzione del disagio giovanile» per il sindaco Piero Rustico è anche un possibile spazio di incontro e confronto per i genitori per capire e contribuire a risolvere le difficoltà che naturalmente possono sorgere nel rapporto con un figlio che cresce. E' per questo che l'equipe educativa, sempre a disposizione di studenti, genitori e insegnanti, si è rivelata carta vincente nell'azione amministrativa volta ad una reale attenzione nei confronti delle fasce giovanili della nostra città». Giuseppe Floriddia

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Professionali, percorsi per qualifiche triennali e diplomi quadriennali (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-05-2009)

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Professionali, percorsi per qualifiche triennali e diplomi quadriennali Roma. Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi finalizzati al conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell'ambito dell'offerta di istruzione e formazione professionale programmata dalle Regioni. Lo prevede il regolamento varato ieri dal governo. «Verrà superata – ha spiegato il ministro Gelmini – la sovrapposizione con l'istruzione tecnica e si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni». Gli istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi (con 5 indirizzi) e istituti professionali per il settore industria e artigianato (un solo indirizzo). L'orario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti ciascuna. È prevista maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici: gli spazi di flessibilità nell'area di indirizzo, aggiuntivi alla quota del 20% di autonomia già prevista, ammontano, infatti, al 25% in prima e seconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta. Il percorso è articolato in due bienni e un quinto anno e il secondo biennio è articolato in singole annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e formazione. Sono previste più ore in laboratorio, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro. Anche negli istituti professionali saranno introdotti nuovi modelli organizzativi. I risultati di apprendimento previsti a conclusione dei percorsi quinquennali saranno definiti (e ciò accadrà anche per gli istituti tecnici) entro il 2009 con uno specifico decreto ministeriale. Per preparare l'applicazione dei due regolamenti (istruzione tecnica e istruzione professionale) saranno avviate attività di informazione/formazione del personale scolastico e una campagna informativa per studenti e famiglie per l'anno scolastico 2010-2011. Attualmente in Italia nei 1.425 istituti professionali studiano 545.229 alunni ed esistono 5 settori con 27 indirizzi.

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Riforma, gli atenei del Sud fanno cartello (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Incontro tra i rettori e il ministro Gelmini Riforma, gli atenei del Sud fanno cartello Palermo. Un tavolo di consultazione permanente si riunirà il prossimo 11 giugno per permettere ai rettori degli atenei del Meridione di dialogare in maniera costante con il governo e avviare una riforma condivisa del mondo universitario. Riforma che dovrà dunque tenere conto della «specificità» delle università meridionali, costrette a lavorare in un contesto socio economico più depresso e spesso in grado di affiancare i classici presidi istituzionali in un percorso che mette al centro legalità e sviluppo di un territorio difficile come quello del Mezzogiorno. Questi gli argomenti affrontati dai rettori del Sud che hanno costituito un apposito cartello durante un incontro con il ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, che si appresta a cambiare il volto del mondo universitario italiano varando una riforma complessa che punta a migliorare la qualità della ricerca ed evitare gli sprechi. «Gli atenei del Mezzogiorno – spiega il rettore della Kore di Enna, Salvo Andò – hanno accettato la sfida della riforma avviando al contempo un processo di autoriforma che punta alla creazione di un sistema integrato della conoscenza in Sicilia. Basti pensare che abbiamo accettato l'idea di avere un unico Dams: lo costruiremo insieme e sarà un fiore all'occhiello comune. Abbiamo anche creato gruppi di ricerca inter-universitari e sposato l'idea di fare massa critica. Ciò significa che condividiamo il metodo del ministro, ma chiediamo anche maggiore equità nella distribuzione delle risorse. Un'equità, dunque, che tenga conto di fattori specifici legati al nostro territorio, che rimane l'avamposto naturale dell'Italia verso il Mediterraneo. Infine, chiediamo che siano create quelle condizioni che favoriscano le pari opportunità. Tutto questo significa, in sintesi, che non potranno essere adottati criteri uniformi, quanto piuttosto scelte che considerino la mission specifica dei diversi atenei». Il rettore Andò parla anche di «incentivi che compensino la perifericità degli atenei del Sud che dovranno essere messi nelle condizioni di intercettare il flusso di cervelli proveniente dal Nord Africa». Infine, un accenno al federalismo, condizione nuova con cui dovranno fare i conti anche le università. «Il federalismo – conclude l'ex ministro – ci costringe a ripensare la questione meridionale, questione in cui l'università dovrà giocare un ruolo di primo piano». Giusy Ciavirella

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Bastico (Pd) a Modena: "L'ingiusto rigorismo della gelmini contro i ragazzi delle medie" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Bastico (Pd) a Modena: "L’ingiusto rigorismo della gelmini contro i ragazzi delle medie" (29/5/2009 17:46) | (Sesto Potere) - Modena - 29 maggio 2009 -Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd, commenta il regolamento sulla valutazione degli studenti recentemente approvato dal Consiglio del Ministri: "Il regolamento sulla valutazione degli studenti approvato dal Consiglio dei Ministri pone fine – forse – alle incertezze del Ministro Gelmini, che, dopo settimane di dichiarazioni e smentite, passando per un articolo di legge (art.3 c. 3 L. 169/08) e due circolari ministeriali (C.M. n. 50 e C.M. n. 51), ora decide che gli studenti delle medie, per essere ammessi agli esami, devono avere la sufficienza in tutte le materie, inclusa la condotta. Ecco, dunque, individuato l’obiettivo del rigorismo del Ministro Gelmini: i bambini delle medie. Una palese contraddizione e una ingiustizia insopportabile: nelle stesse ore, sul fronte della scuola superiore, il Ministro ha dato il via libera al "sei politico". Per essere ammessi all’esame di maturità, infatti, viene richiesto un voto medio complessivo di sufficienza, incluso il voto in condotta, che, se alto, può compensare anche quattro insufficienze in materie fondamentali. Per le medie si apre ora uno scenario costellato di rischi di bocciature e non ammissione di numerosissimi studenti ovvero vi sarà un ampio ricorso alla "necessaria"modifica delle valutazioni, portando a sufficienza anche le valutazioni che non la raggiungerebbero. Non è certo questo il giusto modo di intervenire sul segmento più delicato dell’istruzione: le scuole medie sono uno snodo fondamentale per combattere l’abbandono e la dispersione scolastica. Temo che il nostro Paese si troverà con ancora più ragazzi (e già sono troppi gli attuali 30 mila all’anno) che non riusciranno a conseguire la licenzia media. Il Ministro Gelmini ricordi, inoltre, che il recupero della licenza media è fatto anche dagli adulti – italiani e stranieri – che certamente non troveranno un aiuto nel loro percorso di istruzione da norme così ingiustamente rigoriste. Ancora una volta la ricerca delle soluzioni più adeguate per gli studenti e per il buon funzionamento della scuola saranno affidate esclusivamente alla saggezza e al buon senso dei docenti e dei dirigenti scolastici, che sanno condurre egregiamente la comunità scolastica, facendosi carico anche delle complessità, che il Ministro con i suoi tagli, le sue ingiuste accuse e perenni incertezze non aiuta certo a ridurre!": conclude Mariangela Bastico

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Il mese di maggio in "Documentarsi Onlin (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 29-05-2009)

Argomenti: Scuola

Il mese di maggio in "Documentarsi Online" Di seguito quanto pubblicato nella Guida superEva durante questo mese del 2009 Serve il permesso di soggiorno per partecipare agli esami di maturità? Nonostante la chiarezza di quanto prevede la legge a tal proposito, alcuni dirigenti scolastici sembrano sentirsi in dovere di aggiungere confusione alla già poco agevole situazione dei cittadini[.] Esami: una buona condotta e ottime performance in ginnastica salvano la media Il voto di condotta e quello di educazione fisica faranno media per l'ammissione all'esame di maturità di quest'anno Boom di privatisti nelle scuole non statali ai prossimi esami di maturità La legge spesso aiuta i furbi. Questa è una di quelle volte e in tanti ne stanno approfittando. Come mai questi ritardi nel modificare una legge che chiaramente dà diversi vantaggi ai privatisti? Di[.] La vicenda di Don Peppe Diana in un volume a Fumetti L'iniziativa volta a divulgare tra alunni e studenti, grazie tavole a fumetti, le vicende di personaggi simbolo della lotta alle mafie e certamente pregevole e non può che assere apprezzata da[.] DVD in scuole per diventare bravi contribuenti Averci pensato prima!!! Smart Inclusion: per avvicinare la scuola ai piccoli pazienti Le nuove tecnologie hanno l'importantissima funzione di avvicinare la società alla ricerca anche evidenziando quanto queste ultime possono fare in termini di servizi per i cittadini. Cosa[.] UExte: l'Europa per i giovani L'Europa delle opportunità per i giovani A metà anno 'bocciati' in condotta 18mila studenti Il modo di proporsi in classe, a quanto pare, condiziona ma non troppo il rendimento generale dei nostri studenti. Al sud è maggiore la presenza di studenti dal comportamento un po' turbolento. Di[.] Italia paese con stampa libera? Non per Freedom House Nella classifica annuale stilata da Freedom House, l'Italia perde posizioni. La libertà di stampa che si gode in Italia non solo non è aumentata ma anzi da quando è premier ilproprietario[.] Influenza suina: informazioni utili Vi preoccupa il "virus A/H1N13. Non è chiaro a cosa mi riferisco? In effetti il nome scientifico rende poco quindi meglio chiamarla "Influenza suina". C'é anche da dire[.] PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 29 maggio 2009 in: Articoli » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Aule sgomberate ieri da mamme e maestre (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

Le lezioni finiranno in via eccezionale il 5 giugno Aule sgomberate ieri da mamme e maestre BELLUNO. Intanto ieri pomeriggio si è svolto il consiglio di Circolo al liceo classico Tiziano (doveva essere alle Gabelli, ma è inagibile) dove si è parlato della sicurezza alle elementari. In realtà all'ordine del giorno non era previsto questo argomento che è stato inserito all'ultimo minuto. Il direttore didattico, Fulvio De Bon, ha rassicurato i genitori annunciando che l'amministrazione si accinge ad un intervento radicale sulla struttura così da poter dare la garanzia assoluta della sicurezza. Basta quindi con i rattoppi, questa volta ci sarà l'intervento strutturale. Inoltre, visto che i bambini sono ospiti dell'istituto Sperti, per non gravare sulle normali attività della scuola il consiglio, su proposta del direttore didattico, ha deciso di far terminare le lezioni il 5 giugno invece del 9, con qualche giorno di anticipo sul calendario. Il rappresentante del gruppo di lavoro, Biagio Giannone, ha poi fatto presente come sia necessario che tutti i genitori vengano informati in modo chiaro e trasparente su quanto accaduto ieri, per evitare fraintendimenti. E così per questo motivo, in coda alla riunione in programma il 3 giugno prossimo sulla riforma Gelmini, verrà inserito anche questo argomento. Ieri dalle 14.30 alle 17 le maestre e alcune mamme, su richiesta di De Bon, hanno spostato tutto il materiale lasciato dai bambini allo Sperti.

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bagnasco e la morale dei politici "occorre coerenza di comportamenti" - orazio la rocca (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Interni Il presidente dei vescovi evita riferimenti personali. "La Chiesa offre il Vangelo a tutti" Bagnasco e la morale dei politici "Occorre coerenza di comportamenti" "L´emergenza educativa riguarda tutto il Paese ed è causata anche dai cattivi modelli tv" ORAZIO LA ROCCA CITTà DEL VATICANO - «L´integrità morale richiede coerenza di comportamenti». Torna a battere il tasto dell´etica, per la seconda volta in cinque giorni, il cardinale-presidente della Cei, Angelo Bagnasco. Il porporato ne aveva già parlato lunedì all´apertura dell´assemblea dell´episcopato, in Vaticano, nella prolusione, in riferimento all´attuale crisi etica della politica italiana. Ieri lo ha ribadito nella conferenza stampa conclusiva, lanciando anche l´allarme «dell´emergenza educativa che grava sul nostro paese», definita dal porporato «drammatica e preoccupante», anche a causa dei cattivi «modelli» offerti dal sistema televisivo pubblico e privato. Il cardinale non ha fatto nomi e, tantomeno, ha additato situazioni particolari, ma quando gli è stato chiesto un parere sulle polemiche nate attorno al caso Berlusconi-Noemi ha usato più volte la parola «coerenza», collegandola agli insegnamenti della Chiesa, «che offre il suo servizio a tutti, politici, credenti e non credenti, sperando che tutti possano accettarlo». «Parlare di etica», ha aggiunto Bagnasco, «significa parlare di quella ricaduta del Vangelo nei comportamenti concreti di ogni credente». Il presidente della Cei ha sottolineato che «la nostra statura interiore dipende molto dall´impianto delle nostre convinzioni e dalla coerenza dei nostri comportamenti». L´attuale governo e il suo leader - è stato chiesto a Bagnasco - sono in grado di accogliere i richiami morali della Chiesa? «La Chiesa - è stata la risposta - senza voler entrare nella questione della collocazione partitica dei cattolici, parla a tutti e spero che ogni ascoltatore sia un ascoltatore benevolo e intelligente». Il cardinale ha parlato anche di immigrazione, criticando indirettamente i respingimenti («L´accoglienza è nel dna degli italiani»). Sulla scuola cattolica si è augurato che «per coerenza si arrivi anche ad un sostegno economico adeguato in modo che le famiglie possano scegliere liberamente tra il servizio statale e non statale».

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le famiglie e il no - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 35 - Commenti LE FAMIGLIE E IL NO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Se dal punto di vista politico quel che conta è l´incapacità di un presidente del consiglio di affrontare la verità dei fatti, che le sue contraddizioni hanno finito per rendere rilevante, dal punto di vista sociale a colpire è l´atteggiamento della famiglia Letizia, ragazza e genitori, la loro incapacità di dire, a suo tempo, un semplice (e ragionevole) no che avrebbe cambiato la storia. Quale storia? Quella di un piccolo nucleo umano alla periferia di Napoli, ma anche quella d´Italia. Perché è evidente che quel nucleo è lo specchio di un Paese. E´ la superficie sulla quale può vedere il proprio volto rivelato quella maggioranza consapevole di italiani che (a prescindere da come ha votato) si è consegnata non tanto a un uomo, a una guida, quanto a uno stile di vita, a un´ideale che preferisce la scorciatoia all´etica. Prendiamo solo gli eventi acclarati ed esaminiamoli staccandoci dal particolare, senza relegarli ai nomi che ne nascondono la dimensione universale. In un luogo lontano dal cuore dell´impero e dalla luce dei riflettori (tendenti a coincidere) una coppia di genitori alleva una figlia sperando, come tutti tendono a fare, che la sua vita sia più fortunata della loro. La madre augurandole il successo nello spettacolo che lei non ha potuto avere. Il padre, l´accesso a quel potere di cui lui ha solo conosciuto l´anticamera. A un certo punto, per circostanze che qui non rilevano, book o cartolina, entra in contatto con la ragazza un uomo al di fuori della sua portata. Di cinquant´anni più grande, potente e, si aggiunga, sposato. Saltiamo i preliminari e consideriamo una sola tra le cose accertate: quest´uomo invita la ragazza a passare un capodanno nella sua villa in Sardegna. Che sia ospite insieme ad altre dozzine di esemplari può essere considerata un´attenuante o un´aggravante, dipende dai punti di vista. Il fatto resta. E qui sorge la domanda sul rapporto con i figli, che non è quella mal mirata posta dal segretario del pd Dario Franceschini. La domanda è: se hai una figlia minorenne e un settantenne, maritato e potente l´invita a casa sua per le feste, come reagiresti? Che cosa induce i genitori a guardarla fare la valigia e magari aiutarla a infilarci le calzette rosse? Non pensano a possibili rapporti piccanti, certo: pensano al bene di lei, alla carriera che potrà schiudersi, come è già per altre, nello spettacolo o nella politica. Questo sognano la ragazza, i suoi genitori, l´Italia in cui da almeno una generazione, viviamo. Ora, è luogo comune a questo punto scagliare l´anatema contro il diavolo: è stato lui a venderci questi sogni, a far deviare dalla strada maestra asfaltando scorciatoie verso direzioni che sono altrettanti precipizi. Più che una spiegazione un alibi, una copertura per la mancanza di spina morale che nessun palinsesto avrebbe potuto piegare se fosse esistita. E´ vero che le tentazioni sono tante e facili. Un qualunque pulcino ballerino può attraversare una passerella di presunti talenti , tuffarsi nell´altro canale e vincere, chessò, il Festival di Sanremo. Una qualsiasi faccia da citofono può piazzarsi in una casa, cicalecciare a comando e diventare una celebrità. Se, in un´altra epoca, Montanelli scriveva che l´ingresso al governo di Giovanni Goria ridava speranza a tutte le mamme con un figlio non troppo dotato, l´investitura delle Carfagna, Brambilla, Gelmini ha prodotto madri pronte a preparare alle figlie il trolley rosa per la Sardegna. Volere questo, volerlo in questo modo, non è un delitto. Proporre questo, proporlo in questo modo, non è un delitto. Il diavolo fa il suo mestiere. Quelli a cui telefona rispondono come possono. La vera domanda è una: perché non riescono a dire no? Quando e come hanno perso gli anticorpi? Quando questo scambio è diventato la normalità del vivere qui e ora? Quando ne è valsa la pena? Quando? A quale risveglio e dopo quanto sonno? E non è questione che riguarda uno spicchio di società, individuabile politicamente o economicamente. E´ una situazione generalizzata, trasversale. Ognuno incontra il proprio diavolo, prima o poi. E può decidere come rispondere alla sua proposta. Può accettarne l´invito: in Sardegna, nel salottino televisivo che dà la popolarità, alla tavola dei signori che distribuiscono le cariche. O può proseguire nella sua, lunga, strada. Non è una decisione in cabina elettorale, è molto più di così. Riguarda la capacità di essere se stessi, lottare da soli contro i limiti imposti dal caso e dalle virtù, sconfiggerli o accettarli senza l´aiutino del presentatore o l´affettuosa benevolenza di chi dà e trucca le carte. Riguarda, soprattutto, la possibilità di costituire un esempio per le generazioni a seguire, affinché la prossima sappia da sé rispondere allo squillo del cellulare: "Pronto, ciao: sono papi…" "Lei ha sbagliato numero".

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La finanza entra a scuola con Anasf. E passa dal Senato (sezione: Scuola)

( da "Borsa e Finanza" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

FONDI & RISPARMIO La finanza entra a scuola con Anasf. E passa dal Senato «Economic@mente» è l'iniziativa di educazione al risparmio realizzata dall'Associazione dei pf con Progetica. Pronti due disegni di leggi in materia di Simona Cornaggia - 30-05-2009 PROGETTI «Economic@mente-Metti in conto il tuo futuro». Si chiama così il progetto di educazione finanziaria per gli studenti delle scuole superiori messa a punto dall'Anasf in collaborazione con Progetica. L'obiettivo dell'iniziativa è formare gli investitori di domani sui temi del risparmio, partendo dalle loro esigenze di vita e dalle esperienze personali. «Di educazione finanziaria Anasf ne parla da sempre - dichiara Elio Conti Nibali, presidente dell'Associazione nazionale dei promotori finanziari - E questo progetto è solo l'ultimo anello di una serie di iniziative realizzate dall'Associazione in più di un decennio e che ruotano intorno al risparmiatore». Ma quale il timing dell'operazione? «Abbiamo avviato contatti sul territorio - prosegue Conti Nibali - e da settembre 2009 saremo pronti a diffondere il programma educativo nelle scuole superiori italiane». Aggiunge Gaetano Megale, presidente di Progetica: «Partendo dal concetto di ciclo di vita e dall'analisi degli eventi che scandiscono le fasi di transizione della famiglia verrà trattato il tema del valore della pianificazione finanziaria per raggiungere i propri obiettivi in maniera efficace ed efficiente. Inoltre verranno spiegati gli strumenti del mercato che consentono di soddisfare le esigenze della vita». Ma in cosa consiste il programma di educazione finanziaria nelle scuole? «Si articola in sei moduli: la proposizione dei contenuti sarà interattiva e coniugata con gli interessi e le motivazioni degli studenti - spiega ancora Conti Nibali - Non mancheranno simulazioni, eserciziari e test di verifica». E a proposito di educazione finanziaria, va osservato che Maria Ida Germontani (Pdl) e Maria Leddi (Pd), senatrici della 6ª Commissione finanze e tesoro, hanno presentato due differenti disegni di legge in materia che dovrebbero iniziare a breve l'iter di discussione in Senato. IL DDL GERMONTANI. Il disegno di legge della senatrice del Pdl è stato assegnato alla Commissione industria del Senato in febbraio. È composto da tre articoli e focalizza l'attenzione soprattutto sulle società di credito al consumo, che dovrebbero stanziare fondi per programmi di educazione finanziaria. Come si legge nell'articolo 3, «... le società finanziarie che erogano crediti al consumo sotto qualunque forma o modalità mettono a disposizione una somma pari al 5% delle spese realizzate per pubblicizzare la propria attività nell'esercizio finanziario dell'anno precedente per la realizzazione di progetti di educazione finanziaria». Come mai solo il credito al consumo? «Perché lì è più facile che si scivoli, che non si capiscano le condizioni dei contratti - dice Germontani a B&F - Ci siamo ispirati anche a ciò che sta facendo la Colorado Housing & Finance Authority, che ha istituito corsi gratuiti di First Time Homebuyers con la finalità di alfabetizzare i nuovi proprietari di casa». Ma non è un po' riduttivo? «In effetti, ci siamo resi conto che bisognerà allargare il campo, comprendendo tutti gli istituti che sono a contatto con risparmiatori e consumatori - afferma Germontani - Faremo audizioni ad ampio raggio con Abi, Assosim, Assogestioni, Anasf e altri». Nel ddl però non si fa esplicito riferimento all'educazione finanziaria nelle scuole. «Anche qui, coinvolgeremo il ministero dell'Istruzione - concude Germontani - Mariastella Gelmini ha già previsto l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole, cui si potrebbe affiancare l'educazione finanziaria» IL DDL LEDDI. Il disegno di legge della senatrice del Pd va, invece, più nello specifico. Premesso che «l'educazione finanziaria si rivolge a tutti i cittadini senza distinzioni, attraverso azioni di informazione, sensibilizzazione e formazione», all'articolo 4 (il ddl è composto da quattro articoli) si afferma che «il ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca ha facoltà di inserire l'educazione finanziaria tra le attività didattiche della scuola primaria e secondaria, in linea con le raccomandazioni delle istituzioni europee». Come nel disegno di legge Germontani è istituito un comitato «composto da rappresentanti delle associazioni dei consumatori, del mondo accademico, del sistema bancario e da un esperto di educazione finanziaria accreditato presso la Commissione europea o il Parlamento europeo». Anche in questo caso, nella relazione introduttiva, Leddi scrive che «il costo dei progetti sarà totalmente a carico dei soggetti che li intendono realizzare, previa presentazione al comitato... Il comitato definirà anche una modalità di contribuzione per i soggetti che intendono avere un ruolo di sostenitori dei lavori del comitato». OLTRECONFINE. All'estero già da tempo sono in atto programmi di educazione finanziaria. In Gran Bretagna, dal 2002, l'Educazione alla cittadinanza (che include economia e studi aziendali) fa parte del National curriculum. In Germania i 16 Länder hanno politiche scolastiche indipendenti, ma tutti chiedono una maggiore presenza dell'economia nei curricula delle superiori. In Francia, il 28% degli studenti del liceo generalista sceglie l'indirizzo economico-sociale, nato a fine anni '60, le cui discipline portanti sono economia e scienze sociali.

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giovani e legalità, studenti pisani protagonisti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Pisa Giovani e legalità, studenti pisani protagonisti Sono rientrati dal loro viaggio sulla "Nave della Legalità" i due docenti e i sei studenti della classe II/A dell'Itc Pacinotti di Pisa. Unica scuola di IIº grado della Regione ad avere avuto questa opportunità per aver vinto la selezione regionale del concorso "Giovani Imprese di Legalità" con il progetto "Avventure nel Parco", coordinato dalla professoressa Isabella Ghilarducci. Laura Ancillotti, Debora Braccio, Federica Donati, Filippo Bertolini, Andrea Del Mancino, Lorenzo Faoro sono i sei studenti della classe vincitrice ad essere stati selezionati; Patrizia Cappadonna e Alberta Tellarini le due docenti accompagnatrici. Il viaggio da Napoli a Palermo e ritorno è stato integralmente finanziato dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone e la trasferta Pisa-Napoli e ritorno dal Comitato provinciale per l' Unicef di Pisa con la collaborazione dell'assessore alla Formazione e Lavoro, Anna Romei. I giovani studenti hanno fatto la traversata da Napoli a Palermo con altri 1500 loro compagni di tutta Italia alla presenza del ministro dell'Istruzione Gelmini e del procuratore nazionale antimafia Grasso. LE TRAME

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asili, a rischio per i tagli 77 sezioni (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

Mancano gli insegnanti Asili, a rischio per i tagli 77 sezioni FIRENZE. Ancora tagli che penalizzano la scuola: 77 richieste di nuove sezioni di scuole per l'infanzia in Toscana rischiano di non avere insegnanti e personale all'inizio del nuovo anno scolastico. Lo denuncia l'assessore regionale Gianfranco Simoncini, che ha scritto una lettera al ministro Mariastella Gelmini. In sede di assegnazione degli organici per la scuola dell'infanzia, i sindacati hanno riferito che il ministero ha assegnato alla Toscana, per l'anno scolastico 2009/10, un organico corrispondente all'"organico di diritto" dell'anno 2008-09 e non quello corrispondente all'"organico di fatto". E questo, a fronte di una forte crescita della domanda, determina, oltre all'impossibilità di garantire nuovi servizi idonei ad evitare liste di attesa, anche la messa a repentaglio del servizio assicurato per l'anno in corso.

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Fase operativa per il programma spaziale Gmes (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-05-30 - pag: 21 autore: Ricerca. Il ministro Gelmini a Bruxelles Fase operativa per il programma spaziale «Gmes» Enrico Brivio BRUXELLES. Dal nostro inviato «Sono stanca di sentire che non investiamo in ricerca. Basta con questo piagnisteo nazionale. L'Italia è autolesionista e tante volte non vede le proprie eccellenze». Ha un momento di sfogo, il ministro dell'Istruzione e della ricerca, Mariastella Gelmini, mentre sottolinea l'importanza dell'investimento di 300 milioni da parte dell'Italia nel progetto europeo Gmes (Global monitoring for environment and security). Il programma spaziale prevede il lancio di satelliti sentinella per l'osservazione del globo terrestre, per il controllo ambientale, la risposta a catastrofi e per fini di sicurezza, contemplando in tutto l'impegno di 700 milioni da parte dell'Unione europea e di 700 da parte dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea. E proprio ieri a Bruxelles nel corso del Sesto consiglio dello spazio, che ha raggruppato tutti i rappresentanti dei paesi componenti l'Esa e l'Unione europea, co-presieduto dalla Gelmini (come presidente Esa), i ministri hanno deciso di accelerare i tempi del passaggio dalla fase teorica a quella dell'applicazione pratica del programma Gmes. «Abbiamo registrato i successi sul piano tecnico e scientifico - ha spiegato la Gelmini ma senza nascondere la necessità di migliorare le applicazioni economiche e le ricadute per i cittadini e le imprese». Il sistema europeo di osservazione del globo, basato in una prima fase su cinque satelliti sentinella che poi saranno seguiti da altri tre, vede l'Italia giocare un ruolo chiave con Francia e Germania. «Non dobbiamo avere alcun timore reverenziale nei confronti di altri paesi europei e non - osserva la Gelmini - in quanto l'Italia è riconosciuta come uno dei fondatori di Esa e con un maggiore potenziale». Un ruolo importante è affidato ad aziende italiane come Thales Alenia Spazio Italia e la Selex Galileo (gruppo Finmeccanica), ma con ricadute anche per molte piccole e medie imprese, anche del centro sud. «è ora di smetterla di sostenere che le piccole e medie imprese non investono in innovazione - dice il ministro – nulla di più falso: il settore spaziale dimostra che vengono premiate quelle Pmi che hanno saputo rinnovarsi e fare investimenti importanti ». La Gelmini fa presente che molte apparecchiature nei satelliti Esa e della Nasa sono di progettazione italiana. Un esempio? Il gravimetro made in italy nel satellite Goce, uno strumento di alta precisione per la misurazione della gravità terrestre. Il ministro sottolinea il contributo di Pmi provenienti dal Sud – in particolare da Basilicata, Campania e Puglia – al settore spaziale. E promette anche importanti effetti positivi nel Mezzogiorno dai 3,2 miliardi previsti dal Settimo programma quadro comunitario 2007/ 2013. Tuttavia, sostiene la Gelmini, «non ha senso l'attuale frammentazione, nella ricerca ci vuole una programmazione nazionale che si concentri su poche priorità essenziali». Con grande attenzione al monitoraggio dei risultati. «Non firmerò accordi di programma - avverte il ministro - senza valutare ex post gli effetti concreti in trasferimento di brevetti, in arricchimento tecnologico e in ricadute per il territorio». © RIPRODUZIONE RISERVATA RUOLO PRIORITARIO L'Italia investe 300 milioni nel progetto europeo per creare una rete satellitare di monitoraggio del pianeta Terra IL CONTRIBUTO Importanti le ricadute per il sistema delle Pmi del Sud che producono tecnologia e per i gruppi industriali

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Tagli nella scuola, la Giunta restituisce le schede elettorali (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

Provincia di Nuoro Pagina 5019 Austis. Cresce la protesta Tagli nella scuola, la Giunta restituisce le schede elettorali Austis.. Cresce la protesta --> Decisi a non votare alle europee. Anche il sindaco di Austis Lucia Chessa e tutta la Giunta hanno riposto le schede elettorali nell'urna preparata dalle mamme del comitato spontaneo, scese in campo per protestare contro il taglio delle scuole ad Austis. L'intera comunità ieri è scesa in piazza per affermare che la scuola non si tocca. Come era stato annunciato fin dalla scorsa settimana, la manifestazione di protesta ha coinvolto tutta la popolazione. Assieme a genitori e a bambini della scuola elementare (da otto giorni non entrano a scuola), hanno invaso le vie del paese anche i genitori e gli alunni della scuola materna e delle medie. «Per difendere il diritto all'istruzione per i nostri figli - hanno urlate le mamme del comitato spontaneo di protesta - siamo decise a rinunciare anche a un sacrosanto diritto come quello del voto. Niente scuola e quindi niente voto alle prossime europee». Già nei giorni scorsi un centinaio di schede elettorali, raccolte in un'urna preparata dal comitato di protesta, erano state restituite al sindaco. L'azione di protesta si è scatenata quando, la scorsa settimana, le mamme dei bambini della classi terza e quarta elementare sono venute a sapere che a partire dal prossimo anno scolastico le due classi saranno accorpate in pluriclasse. Le norme della riforma Gelmini non consentono di tenere in piedi classi con meno di nove alunni e purtroppo ad Austis sia la terza che la quarta elementare sono composte da appena otto alunni. «Non si tiene conto, magari introducendo opportuni interventi di deroga alle norme, che siamo in zone disagiate di montagna - osservano i portavoce del comitato spontaneo dei genitori - e non viene considerato che interrompendo la continuità didattica in una delicata fase delle elementari, di fatto si taglia ai nostri figli il 50% di diritto all'istruzione». Su un lenzuolo bianco appeso a una delle inferriate che cingono la scuola si legge: “Volete uccidere il paese? Toglieteci la scuola”. La convinzione generale è infatti che si sia di fronte a un primo input per una serie successiva di nuovi bocconi amari da far digerire. Presto sarà la scuola materna ad essere chiusa, già adesso ridotta ad una sola sezione, e nei prossimi anni il ridimensionamento colpirà anche la scuola media, quella scuola dei “Ragazzi della speranza” che ha portato a termine la tredicesima edizione del raduno biennale cui ha partecipato anche una scuola della Corsica. ATTILIO LOCHE

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Maria Di Falco Se fosse un insegnante? Vorrei fare i miei complimenti a Franceschini per il co... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

Maria Di Falco Se fosse un insegnante? Vorrei fare i miei complimenti a Franceschini per il coraggio dimostrato dicendo che non farebbe educare i suoi figli da Berlusconi. Se alcuni genitori scoprissero che il maestro dei propri figli andasse con minorenni, se scoprissero che ha in corso e ha avuto molti procedimenti penali anche se per molti è intervenuta la prescrizione, se desse versioni sempre diverse di fatti accaduti in aula sarebbero tranquilli? Non credo, anzi farebbero di tutto per rimuovere l'insegnante! Nevio Pelino Parole al vento Nello scorso mese di settembre la Gelmini rassicurò i genitori con parole rimaste a lungo sul sito del MIUR: nessuno sarebbe stato bocciato con un cinque! Ma una circolaretta di pochi giorni fa la smentisce: alle scuole medie per essere promossi occorrono tutti sei, senza se e senza ma. Perché le parole di un ministro valgono così poco? E perché da ragazzini di 12-13 anni si pretendono sufficienze piene, mentre i diciottenni sono ammessi alla maturità anche con quattro in italiano e matematica? Che senso ha questo mondo alla rovescia? Giovanni Gualtiero Dei giudici davvero imparziali Assistiamo tutti i giorni allo spettacolo del premier infuriato contro i giudici rossi, alla continua ricerca di giudici imparziali da cui farsi giudicare. Ora ha un nuovo giudizio da giudici, evidentemente per lui, preparati e imparziali: i suoi figli. A rigore il rapporto di stretta parentela è il primo elemento che individua la mancanza di obiettività nel giudizio ma la logica non ha più dimora nel nostro Paese. Marco Lombardi Todo modo Todo modo di Leonardo Sciascia (1974). Un monastero, il ritiro spirituale di personalità importanti del potere nazionale, cinque giovani amanti, due omicidi. E questa citazione: «Pensa che succederebbe, sui giornali, se venisse fuori che gli esercizi spirituali di cinque di questi potenti erano confortati dalla presenza delle loro amanti». «A parte il fatto che non un giornale, non uno dico, ne parlerebbe... Che cosa credi che succederebbe? Pochi si indignerebbero, molti si divertirebbero; e qualcuna di queste donne finirebbe col fare un film, e magari un film intitolato Esercizi spirituali... ». Ebbene, oggi stampa e televisioni diffondono tranquillamente torbide storie del genere. È forse il risultato di una maggiore libertà per il giornalismo d'inchiesta? O non l'effetto diretto di un senso comune che fa del sopruso del potente, si diceva, un valore aggiunto per ambo le parti: dimostrazione di potenza per il corruttore, capacità di rendersi appetibile per il corrotto? Nell'uno o nell'altro caso qualcosa, di sicuro, è cambiato. Lucio Serrani Interrogativi piccanti Agli italiani non dovrebbe interessare se il premier ha avuto «rapporti piccanti» con Noemi, ma se ha mentito, cosa ormai accertata dalle numerose contraddizioni emerse, e perché ha mentito. Non si tratta di essere spergiuro, ma mentitore. Inoltre agli italiani dovrebbe interessare di capire perché un primo ministro inviti per festeggiare il Capodanno nella sua tenuta in Sardegna 40-50 ragazze, di cui alcune minorenni. L'aspetto personale o quello pubblico di Berlusconi, che, per il ben noto conflitto di interessi di cui il premier è portatore, finiscono per intrecciarsi e confondersi. Su questo gli italiani dovrebbero riflettere, sul fatto cioè se che chi è mentitore e chi confonde gli interessi privati con quelli pubblici possa continuare a governare un paese che si ritiene democratico. Gipia C. Emilio Fede e Vincenzo Vita Il 26 maggio, per caso, ho visto Vincenzo Vita nelle grinfie di Emilio Fede. Quest'ultimo non ha avuto scampo. Vita gli ha mollato un colpo perfetto in diretta, ha solo detto, e ciò che conta è il tipo di pubblico a cui lo ha detto, che la Capogruppo PD Finocchiaro ha chiesto che si discutesse subito la giacente proposta di riduzione del numero di parlamentari e che la maggioranza ha votato contro, benché il loro leader faccia "spot" millantando questa volontà. Aveva poco tempo, ma lo ha usato bene.

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Berlusconi e la Moratti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 30/05/2009 - pag: 3 CENTRODESTRA Berlusconi e la Moratti «Podestà in Provincia Basta con questa sinistra» Lecandidateinlista:guardatecibene,nonsiamoveline «Penati è senza vergogna». Chiamata a sostenere il candidato della Provincia Guido Podestà, il sindaco Letizia Moratti sceglie la strada dell'attacco diretto all'avversario dell'europarlamentare del Pdl nella conquista della presidenza di Palazzo Isimbardi. La Moratti incalza: «Penati rivendica l'importanza del tema sicurezza? Peccato che alle riunioni del Comitato provinciale non si sia mai fatto vedere o giù di lì. E peccato non abbia mai partecipato ai molti incontri in cui i vertici istituzionali di tutta Italia chiedevano interventi e aiuti al governo». Circolo della stampa, sala gremita. Podestà, a otto giorni dal voto, presenta i candidati al consiglio provinciale e vengono a dargli man forte, appunto, la Moratti e il presidente della Regione, Roberto Formigoni. Il vice coordinatore del Pdl, Massimo Corsaro, introduce lo spot che il presidente Silvio Berlusconi ha registrato per Podestà: «Guido Podestà dice il premier nel messaggio che andrà in onda sulle tivù locali è l'uomo giusto per governare la Provincia di Milano dopo cinque anni di immobilismo totale della sinistra ». Miele per le orecchie di Podestà, che in mattinata aveva digerito con classe la gaffe dell'assessore regionale Raffaele Cattaneo, che intervenendo al suo fianco a un convegno gli si era rivolto come 'presidente Penati': «Basta con questo vizio di chiamarmi Penati ha risposto scherzando e alludendo al fatto che pochi giorni fa anche la Moratti aveva invitato a votare 'Guido Penati' . Non lo capisco anche perché mia moglie mi dice che sono molto più bello di lui». Dopo lo spot di Berlusconi, tocca poi alla Moratti che attacca l'attuale presidente e chiede «un cambio deciso » in Provincia «che renderebbe più facile un lavoro congiunto fra le istituzioni ». Così Formigoni: «Il Pdl si presenta anche qui a testa alta con candidati eccellenti e programmi non fumosi che nascono dalla nostra capacità di stare tra la gente e ascoltarla». E se il Governatore torna sulla volontà delle istituzioni del Pdl di aiutare le famiglie e i singoli in questo momento di crisi economica, «perché non vogliamo lasciare solo nessuno». Podestà torna a parlare di sicurezza riprendendo il filo del discorso della Moratti. «Ho scoperto che Penati potrebbe dare il via a una sorta di ronde comunica, riferendosi all'iniziativa annunciata in mattinata dai rappresentanti della Lista Penati» e immagino che intenda affidarne il coordinamento al portavoce dei Centri Sociali, Daniele Farina. Perché è bene ricordare che è questa la gente di cui si circonda il candidato del centrosinistra». Podestà prosegue poi annunciando che «noi non faremo l'assessorato per la Pace nel mondo, come ha fatto la giunta uscente. Perché noi preferiamo i fatti ai proclami ideologici: e quindi, una volta eletti, collaboreremo con chi guida la città e la Regione a Milano e seguiremo progetti per indurre lo sviluppo in quei paesi». Critica Carla De Albertis, candidata alla presidenza della Provincia per Nordestra: «Ecopasticcio. Expobidone, Milano capitale dell'accoglienza, 25 stupri commessi da clandestini dall'inizio dell'anno, parchi dove non si fuma ma si stupra. Senza contare il "modello Triboniano" e gli ineffabili patti di legalità coi rom: non c'è che dire, un modello "esemplare" di amministrazione efficiente quello che Podestà vuole seguire... » Tornando a Podestà, è massiccia sul rush finale la mobilitazione dei vertici del Pdl a suo favore: come ha ricordato Corsaro, mercoledì prossimo 3 giugno nel pomeriggio saranno presenti in piazza San Carlo molti ministri, da Gelmini a Bondi, da La Russa a Frattini, da Sacconi a Cicchitto che insieme a sindaco e Governatore daranno il loro appoggio a Podestà. E il giorno dopo, il 4 giugno, sarà la volta di Silvio Berlusconi e del ministro Umberto Bossi che al Palaghiaccio tireranno la volata al loro candidato. Applausi dei candidati al consiglio provinciale: tra di loro, il capogruppo uscente Bruno Dapei, il direttore della Fondazione Stelline Pietro Accame, il braccio destro del ministro La Russa Gianni Stornaiuolo, Paolo Gatti, attualmente responsabile dei rapporti con la città dell'assessorato comunale all'Urbanistica. In lista anche molte donne: da Roberta Capotosti a Camilla Musiacchio, da Barbara Calzavara a Cristina Crupi. Inevitabile la battuta: «Ci guardi bene: non siamo veline ». Elisabetta Soglio \\ Basta con questo vizio di chiamarmi Penati. Anche perché mia moglie mi dice che sono molto più bello di lui In corsa / 1 La biografia Guido Podestà, 62 anni, è stato eletto per la prima volta a Strasburgo nel 1994 (rieletto nel '99 e nel 2004) La presidenza Per 8 anni, dal 1997 al 2004, ha ricoperto l'incarico di vicepresidente del Parlamento Ue

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(sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

«Vino, la riforma Ocm è una sciagura» ALLA PERLA DEL GARDA DI LONATO UN AFFOLLATO CONVEGNO SUL FUTURO DELLA VITIVINICOLTURA ITALIANA ED EUROPEA PRANDINI: È UNA MINACCIA PER I PRODUTTORI E LA QUALITA' DEL NOSTRO PAESE. MARINI: COMBATTIAMO LE LOGICHE OMOLOGANTI 30/05/2009 rss e-mail print I relatori al convegno organizzato a Lonato dalla Coldiretti Oltre seicento i presenti in sala durante il convegno, organizzato da Coldiretti Brescia, che nella serata di domenica scorsa, ha dato appuntamento a Lonato, nella sede della cantina «Perla del Garda», a dirigenti dell'organizzazione e autorità, ma soprattutto a produttori e rappresentanti del mondo vitivinicolo: dai consorzi di tutela ai tecnici di settore. Un'iniziativa promossa con il chiaro obiettivo di dibattere sul futuro del vino, in Italia ma anche in Europa, considerato che dall'Unione Europea passa gran parte delle norme che regolano l'agricoltura, settore vitivinicolo compreso. «La riforma dell'OCM vino» (cioè il quadro normativo che disciplina il settore a livello comunitario) «varata a fine 2007, e che sta ora entrando in vigore, è una sciagura per la miglior vitivinicoltura del nostro Paese - ha sottolineato chiaramente il presidente di Coldiretti Brescia, Ettore Prandini nel suo intervento di saluto introduttivo. - È necessario che il nostro Paese, ma soprattutto chi lo rappresenta a livello comunitario, modifichi atteggiamento rispetto a quanto è successo fino a un paio d'anni fa. Su ortofrutta e vino, due settori in cui l'Italia avrebbe dovuto avere un peso specifico almeno pari alla sua vocazione produttiva - ha aggiunto -, ne siamo usciti con le ossa rotte. Ora è necessario lavorare per limitare i danni». Michele Satta e Vittorio Moretti hanno raccontato le loro esperienze di imprenditori vitivinicoli di successo a Bolgheri (nella Maremma livornese) e in Franciacorta. Storie diverse, con percorsi professionali anche molto distanti tra loro ma accomunate dalla capacità di valorizzare il territorio - il terroir come lo chiamano i francesi -, ovvero quell'insieme di caratteri (uve, clima, paesaggio, tradizione, etc.) che rendono unico ed irripetibile un vino. Paolo Massobrio, giornalista ed esperto del settore, si è quindi soffermato sulla cultura del vino e sui rischi di veder associato il consumo del prodotto ottenuto dall'uva all'abuso di alcool. «È un problema culturale», ha sottolinea Massobrio offrendo lo spunto al ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, per annunciare il progetto di educazione alimentare che il suo Dicastero sta predisponendo congiuntamente a Coldiretti con l'obiettivo puntato sulle scuole dell'obbligo. In Europa, ha poi aggiunto, si deve andare con competenza e determinazione, senza rinunciare a battaglie legittime a difesa delle nostre eccellenze. Di analogo tenore le considerazioni dell'europarlamentare, Mario Mauro, che ha voluto ribadire l'importanza di contare e di pesare in Europa. Sergio Marini, presidente nazionale di Coldiretti, ha invitato la politica a esercitare il proprio ruolo con responsabilità e strenua determinazione, soprattutto a livello europeo dove, altrimenti, prevalgono gli interessi di pochi, di quelle lobbies e di quelle multinazionali che vorrebbero omologare e standardizzare tutto offrendoci prodotti industrializzati di bassa qualità, fatti con materie prime scadenti e anonime. Il futuro e la competitività del comparto agroalimentare italiano passa, invece, dalla capacità di valorizzare le mille ricchezze dell'agricoltura, le tipicità e le distintività che si riflettono nella straordinaria ricchezza del patrimonio enogastronomico italiano. «Dobbiamo combattere le logiche omologanti di multinazionali e grande distribuzione organizzata - ha detto il leader nazionale di Coldiretti -. Il successo del vino deriva proprio nelle caratteristiche di unicità che ogni produttore ha saputo esaltare. Il progetto che la nostra organizzazione ha presentato al Governo qualche giorno fa si propone di mutuare il modello di successo del settore vitivinicolo anche negli altri comparti dell'agricoltura italiana: dal latte alle carni. Il settore primario nazionale - ha concluso il presidente Marini - è in grado di competere sul mercato mondiale, ma le regole del gioco non possono impedirci di usare le nostre carte migliori». Al termine dell'interessante convention - moderata dal giornalista Marco Gatti - ha portato un breve indirizzo di saluto anche il presidente della Provincia di Brescia, Alberto Cavalli.

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newspapergame (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

newspapergame @@titolo@@la festa di premiazione Catania. «E tu come ti chiami?». Alla prima scuola sul palco, un liceo di Agira, incastrata tra Melody e Tindaro una ragazzina si presenta: «Noemi». E poi non dite che gli studenti-giornalisti di NewspaperGame non sono sul pezzo. Qualche anno fa se intervistavano il bidello o la compagna di banco super secchiona era già un successone; alla tredicesima edizione degli Awards, celebrata in un luogo scolasticamente adeguato come il cinema Abc di Catania (nuova casa televisiva di Salvo La Rosa), li senti riferire di video conferenze con Walter Veltroni, colloqui con il ministro Maria Stella Gelmini, chiacchierate con Claudia Mori, conversazioni con Lunetta Savino; tutte nella stessa pagina. «Un momento, non abbiamo mica finito, l'ultimo articolo l'abbiamo dedicato ai cinepanettoni, interpellando direttamente Massimo Ghini e Christian De Sica». Del mezzo milione di alunni siciliani appartenenti a questa nuova razza giornalisticamente evoluta, settecento sono accomodati in sala a ridosso delle prime file interamente trasformate in succursali di assessorati. Ma gli eroi del pomeriggio degli Oscar per una volta sono gli sbarbatelli come Francesco e Nicola, che arrivano da Lentini ma sembrano Actarus e Tetsuya con le loro pettinature modello “Amici”. Tutti scientificamente glamour in giacca e brillantina, dai 15 anni in su, mentre i più piccoli si giocano con illimitata sfrontatezza quei pinocchietti che le scuole stanno mettendo al bando. La Rosa presiede alternandosi a Gino Astorina, «assunto con contratto da co-co-co: comico co-conduttore». E quando introduce gli Zero assoluto, benché il nome risulti poco incoraggiante nelle vicinanze degli esami, all'applausometro si capisce che i settecento gradiscono. Giusto perché la serata va anche in tv e non può essere troppo "gggiovane", il siculo Mario Incudine si insinua tra i due sanremesi e i tre trentini frangettosi di “X Factor”, i Bastard sons of Dioniso. I saluti, come sempre, spettano al direttore del nostro giornale, Mario Ciancio Sanfilippo. «Devo rimediare a una gaffe terribile», esordisce sul palco fissando La Rosa. Il presentatore già si immagina in colbacco a spedire dispacci da un avamposto giornalistico della Siberia. «Lei ha chiesto applausi per tutti - prosegue l'editore - ma nessuno ha applaudito lei. Questo spettacolo ogni volta mi commuove. E voglio aggiungere una cosa che non è stata messa in risalto: NewspaperGame è una bella dimostrazione di libertà di stampa, perché nessuno dice a questi ragazzi cosa scrivere». E' il suo compleanno e la figlia Angela, amministratore delegato de La Sicilia Multimedia, gli dedica la musichetta di auguri. «Se c'è qualcuno che ha una passione smisurata per i racconti è sicuramente mio padre. E finché qualcuno racconterà le storie con passione, come fanno questi studenti, il mondo della comunicazione, che si parli di carta stampata, radio, tv o web, andrà avanti». Emanuele Grosso

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La sicurezza degli edifici (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

La sicurezza degli edifici Siracusa. I due corsi di laurea in Beni culturali vengono sacrificati sull'altare dell'eccellenza formativa. Siracusa mantiene solo la facoltà di Architettura e perde il corso di Scienze dei beni culturali dipendente da Lettere e quello di Tecnologie e restauro dei beni culturali della facoltà di Scienze matematiche che dal 2010 sarà trasferito a Catania. Ciò è quanto deciso dal Consiglio d'amministrazione dell'ateneo di Catania, a cui l'insediamento accademico aretuseo fa capo. Una decisione che mette così in pratica il «pacchetto serietà» – voluto dal precedente governo di centrosinistra con il decreto Mussi e poi ripreso dal ministro Gelmini – che pone fine alla logica dei «laureifici» per puntare a un'università di maggiore qualità. A ciò si affianca anche una questione economica che coinvolge l'ateneo assieme alla Provincia e al Comune di Siracusa, a cui per convenzione compete il mantenimento dei corsi accademici. L'ente provinciale, in particolare, ha un debito di 13 milioni di euro nei confronti dell'università etnea. Per colmare questa lacuna economica, il presidente della Provincia, Nicola Bono, ha inviato la somma di 3 milioni e 900 mila euro per l'anno 2008-09 e un piano di rientro per il pregresso che, tuttavia, non è stato approvato dal Cda dell'ateneo. Per queste ragioni, Bono e il sindaco Visentin promettono battaglia, assieme ai vertici del consorzio universitario «Archimede», Salvo Baio e Mario Cavallaro. La lettera a firma del rettore Antonino Recca con cui si comunica il «terremoto» nell'insediamento siracusano ha provocato immediate reazioni di protesta dei vertici degli enti siracusani riunitisi ieri e che minacciano azioni legali e chiedono un incontro al ministro Gelmini. Smorza i toni il rettore Recca, snocciolando tutti i requisiti richiesti dai decreti ministeriali che pongono fine alla politica delle università sotto casa. «Nessun attacco ad personam – afferma Recca –: dobbiamo mettere in pratica quanto deciso dal governo che intende rilanciare l'università secondo canoni di eccellenza. In quest'ottica, si inseriscono i cospicui tagli voluti dal ministero che obbligano gli atenei ad una seria riflessione. La situazione non coinvolge solo Siracusa, come testimonia anche ciò che sta accadendo a Ragusa dove l'insediamento accademico sarà pure ridimensionato per le stesse motivazioni. Tutto questo era stato detto durante l'ultimo incontro con i vertici delle amministrazioni siracusane e nessun impegno è stato disatteso da parte nostra: il Cda ha ritenuto inaccettabile la proposta siracusana». Isabella di bartolo

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Visite alle batterie costiere Siracusa-Augusta (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

associazione «lamba doria» Visite alle batterie costiere Siracusa-Augusta Nuccio Schillirò Quello che non ti aspetti, un fulmine a ciel sereno. Nessuno pensava fino a ieri che potesse accadere e invece la realtà è drammaticamente davanti ai nostri occhi. L'argomento è il taglio ai corsi universitari deciso dal consiglio di amministrazione dell'ateneo di Catania. Ci si era lasciati, a conclusione di un incontro fra il rettore Antonino Recca, il sindaco Visentin e il presidente della Provincia, Bono, con una stretta di mano che sembrava chiudere una lunga e caldissima discussione. In apparenza sembrava che il motivo del contendere fosse un debito pregresso della Provincia verso l'università di Catania, un debito che, con lettera sottoscritta dal presidente Bono, impegna ora la Provincia a un piano di rientro per quanto dovuto in passato, mentre per il presente si passava subito a saldare tutto. Ma non era solo una questione economica l'argomento sul tavolo, anzi quello era forse il meno importante, piuttosto era in ballo il decreto Gelmini e i tagli imposti dal Governo. E la conferma è giunta giovedì sera attraverso la decisione del consiglio di amministrazione. Adesso c'è incredulità e rabbia in città fra gli addetti ai lavori. Noi andiamo oltre la decisione e sottolineiamo come sia grave penalizzare una città che mostra da alcuni mesi, in un contesto drammatico per la crisi economica, di voler recuperare terreno, di volersi proporre con una immagine nuova, pulita, combattiva, vincente. L'impatto è di quelli che tolgono il fiato, le conseguenze potranno essere valutate nel tempo, ma è certo che l'intero movimento culturale verrà penalizzato, proprio quando si stava vivendo una primavera di grandi speranze. Il G8 Ambiente, lo straordinario successo dell'Inda, i musei tornati a vivere intensamente, il flusso turistico che riprende vigore, sono tutti segnali importanti. Sull'altro fronte la decisione è chiarita con le decisioni del Governo che chiede il massimo rigore per gli atenei, al fine di non sperperare energie economiche. Si spiega così la decisione di non poter tenere in vita corsi che non hanno le prerogative minime. Al di là del dovuto economico c'è infatti da tenere in considerazione che oggi un corso di laurea ha bisogno di docenti di ruolo e di un numero minimo di studenti, nonché di corsi triennali con l'aggiunta della specializzazione. Qui così non è, e da questo e solo da questo, deriva la decisione. Stando così le cose, per non disperdere il patrimonio di esperienze e di eccellenze, forse sarebbe più opportuno, anziché inveire e alzare i toni, rimboccarsi le maniche e cominciare a pensare a un corso di Architettura che possa diventare in tempi brevi, a livello nazionale, un fiore all'occhiello. A volte è meglio fare una cosa bene che tante senza raggiungere grandi risultati. Una nuova ottica per l'università siracusana, imposta dall'alto, ma alla quale forse sarebbe bene adattarsi fin da subito, per rilanciare con i fatti e mostrare le grandi potenzialità che possiede questa città.

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Mirandola (MO) : Festa della Repubblica con omaggio ai Sindaci (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 30-05-2009)

Argomenti: Scuola

Mirandola (MO) : Festa della Repubblica con omaggio ai Sindaci (30/5/2009 15:59) | (Sesto Potere) - Mirandola (MO) - 30 maggio 2009 -Martedì 2 giugno il Comune di Mirandola ha organizzato la celebrazione ufficiale per la Festa della Repubblica. Alle ore 10 al Cimitero cittadino avverrà la deposizione di corone sulle tombe dei Sindaci del dopoguerra Nino Lolli e Celso Gherardi, dell’on. Mario Merighi e ai Monumenti ai Caduti della Guerra 1915-18 e dei Partigiani. La cerimonia sarà accompagnata da una formazione di ottoni della Fondazione Scuola di Musica “Andreoli”. Sarà presente una delegazione del Comune gemellato di Villejuif (Francia) guidata dal Sindaco Claudine Cordillot. Una corona sarà portata anche a Modena, sulla tomba dell’ex Sindaco Oreste Gelmini.

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Maturità, esami per 1700 (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

Maturità, esami per 1700 Anche il voto di condotta quest'anno fa media (assieme all'educazione fisica) per l'ammissione all'esame di maturità. Numeri che possono rivelarsi decisivi. Per esempio un 10 in ginnastica unito a un 10 in comportamento, apre le porte a un allievo che abbia 4 in latino, 3 in matematica e 3 in italiano. La novità fa discutere anche in provincia di Savona, dove fra meno di un mese quasi 1700 giovani di 16 istituti (per un totale di 94 classi) si presenteranno di fronte a 48 commissioni. La «notte prima degli esami» sarà quella sul 25 giugno, giovedì, quando è prevista la prima prova scritta di italiano. Con 5 in condotta invece non si è ammessi. Gabriella Viganego, dirigente scolastica del Liceo Grassi commenta: «Nella mia scuola non ci sono cinque in condotta, che restano peraltro fatti gravi e isolati, frutto di ripetuti comportamenti negativi. Indubbiamente però il voto di condotta va in qualche modo ripensato, non è più come un tempo quando già l'8 era un voto molto basso». Gabriella Rosso, preside del Liceo Della Rovere aggiunge: «Ora la condotta si esprime in termini numerici e fa media con il credito scolastico, il bonus di punti che il Consiglio di classe assegna ogni anno allo studente. Aver dato maggiore importanza al voto di condotta credo che sia stata una scelta giusta. Escludendo le ultime classi, nel nostro istituto, nel primo quadrimentre ci sono stati diversi cinque: l'insufficienza è un segnale forte per richiamare un ragazzo alle proprie responsabilità. Negli ultimi mesi, a livello nazionale, ho notato meno episodi di bullismo e meno video su You Tube girati a scuola». Alfonso Gargano, preside del Mazzini-Pancaldo-Martini, osserva: «La novità inserita nell'ultima circolare ministeriale offre lo spunto per definire il concetto di condotta. Comportarsi bene non significa stare zitti e immobili nel proprio banco: la condotta è soprattutto partecipazione, interesse, collaborazione con gli insegnanti e disponibilità ad aiutare i compagni. La sufficienza è il sei o l'otto, come un tempo? Il metro di valutazione va subito messo in chiaro e spiegato ai ragazzi e alle famiglie, personalmente ritengo il 6 una sufficienza solo numerica e per così dire giuridica». Dopo l'assurdo oscuramento dell'anno scorso i voti finali torneranno a essere pubblicati sui tabelloni. I ragazzi che meriteranno 100 con lode avranno un premio di mille euro dal ministero e altrettanti andranno alla scuola di appartenenza. Dal prossimo anno, come avviene già ora per le medie, per essere ammessi alla maturità servirà la sufficienza in tutte le materie.

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Le Gabelli chiuderanno per un anno (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

Ieri vertice tra amministrazione comunale, genitori, circolo e maestre. Ribadita la necessità di un intervento strutturale interno ed esterno Le Gabelli chiuderanno per un anno Prade: «Le rinnoveremo». Caccia ai fondi e a una sistemazione dei bimbi BELLUNO. Le Elementari Gabelli chiuse fino a quando non saranno eseguiti i lavori strutturali. E ci vorrà del tempo. La decisione è stata presa ieri durante il vertice tra il sindaco, gli assessori Dal Pont e Passuello, il direttore didattico Fulvio De Bon e i rappresentanti di genitori e maestre. Ora il Comune è impegnato a reperire i soldi per l'opera e una sede per il prossimo anno scolastico. «La nostra intenzione è fare le Gabelli nuove», ha detto il sindaco Antonio Prade. «Oltre a rifare tutti i soffitti, sistemeremo anche i muri interni e le mura esterne tinteggiandole: insomma vogliamo che diventi una scuola nuova di zecca. Per questo già da lunedì», ha continuato il primo cittadino «mi attiverò per chiedere fondi al Governo. Ho in programma di chiamare il presidente Silvio Berlusconi, il ministro Gelmini con cui ho già ottenuto un appuntamento telefonico, il ministro Bondi e anche il responsabile della Protezione civile, Guido Bertolaso. Dobbiamo mobilitare tutti i canali, perchè l'opera supererà certamente il milione di euro». Gli uffici nel frattempo stenderanno al più presto un progetto complessivo di ristrutturazione dell'edificio, che «è bene ricordarlo, è di valore storico e architettonico e quindi sottoposto alla tutela della Soprintendenza», precisa Prade. Il Comune dovrà anche trovare una nuova sede per gli alunni. E su questo punto il comitato dei genitori delle Gabelli ha espressamente chiesto che si cerchi all'interno del centro cittadino. «Le attività didattiche devono rimanere in centro, perchè una sistemazione diversa creerebbe problemi alle famiglie», ha ribadito il presidente del comitato genitori, Biagio Giannone che aggiunge: «In quella scuola non entreremo nè noi nè i nostri figli se non sarà radicalmente ristrutturata. Se l'altra volta ci siamo fidati, questa volta non succederà più». «L'amministrazione si è resa disponibile a mettere 475mila euro per l'intervento, ma noi riteniamo che un'opera adeguata e sicura costi ben oltre. Basta rattoppi anche perchè se l'anno scorso, quando si parlava di metterla a posto, servivano 1,2 milioni di euro, adesso sicuramente costerà di più. Infatti, non ci accontentiamo più che vengano sistemati i soffitti ma chiediamo anche all'esterno una rinfrescata e una messa in sicurezza. La scuola è vecchia ed è un peccato lasciarla cadere così». L'amministrazione si è quindi mossa in queste ore «per contattare le scuole del centro», dice l'assessore Passuello, che sono per lo più istituti superiori «alla ricerca di aule da mettere a disposizione per gli scolari. Nei prossimi giorni si saprà con una certa precisione la scelta del Comune». Giornate intense anche per il direttore didattico, che da venerdì è alla prese con l'organizzazione di questa emergenza. E l'impresa non è facile. «Abbiamo richiesto al sindaco che la sede alternativa per il prossimo anno venga comunicata al più presto, almeno entro il 12 giugno, prima cioè della consegna delle pagelle ai genitori, così da poter fornire a tutti alcune indicazioni di massima su quello che succederà da settembre». Ma ancora prima un incontro con i genitori è fissato per il 3 giugno alle 18.30 alle scuole di Castion. Intanto se i bambini e le maestre sono stati tutti spostati alle Sperti, la segreteria e alcuni bidelli sono rimasti, malgrado l'ordinanza di sgombero del sindaco, nella scuola, per sbrigare le ultime formalità. Infatti non è stato ancora trovato un posto dove sistemare la segreteria e tutte le pratiche amministrative del Iº circolo. «Per il momento siamo qui ma speriamo che a breve, entro mercoledì, il Comune possa indicarci una sede alternativa per queste esigenze» dice preoccupato il direttore didattico. «Speravamo che l'alloggio lasciato libero dall'altro circolo in via Simon da Cusighe potesse esserci concesso, ma è già occupato. E quindi adesso la scelta si fa difficile».

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pierobon è superbo (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

LE PAGELLE Pierobon è superbo PIEROBON. Gli devono fare un monumento. A parte l'incomprensione iniziale con Pesoli, è superbo nell'intercettare i «missili» terra-aria di Pagano e Paraschiv. Voto: 7,5. TURATO. Per poco Docente non lo beffa. Determinante nell'azione del vantaggio. Voto: 6. PESOLI. Un'incertezza con Pierobon, poi entra (bene) in partita. Ma esce per stiramento. Voto: 6. Dal 2' st ROSSINI. Di testa c'è sempre. Voto: 6. CHERUBIN. Solito baluardo. Voto: 6,5. TEOLDI. Presidia la fascia con sicurezza. Voto 6. OLIVEIRA. Non si produce nelle accelerazioni che gli sono tipiche, ma fa la sua parte. Voto: 6. Dal 15' st VOLPE. Il giusto inserimento nel momento cruciale. Voto: 6. CASTIGLIA. Lotta, corre e dà tutto. Voto: 6. IORI. Un punto fermo nella partita decisiva. Peccato che se ne vada. Voto: 7. MARCHESAN. Un protagonista. Umile e votato al sacrificio, offre a Meggiorini la palla del 2 a 0. Voto: 7. CARPARELLI. La sua prima (e unica) rete in maglia granata vale oro colato. Voto: 7. Dal 27' st DE GASPERI. Sfiora il 3 a 0. Voto: 6. MEGGIORINI. Chiude a 18 gol il suo primo anno di B: stagione di passaggio verso la serie A. Voto: 7. (s.e.)

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"difenderemo askatasuna non è solo un edificio occupato" - federica cravero (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Torino "Difenderemo Askatasuna non è solo un edificio occupato" Rizzo: enfasi sugli sgomberi, un contentino alla destra "Non vogliamo metterla sul piano dell´ordine pubblico ma non ci tireremo indietro Abbiamo un ruolo sociale siamo parte della città" FEDERICA CRAVERO «Se si sgombera Askatasuna ognuno si prende le proprie responsabilità perché non attaccano solo un edificio occupato ma una realtà sociale. Non vogliamo metterla sul piano dell´ordine pubblico, anche se è ovvio che non ci tireremo indietro. Il nostro non è un ricatto, ma difenderemo Askatasuna con ogni mezzo necessario e anche noi ci prenderemo le nostre responsabilità». Lele Rizzo è uno dei leader del centro sociale di corso Regina Margherita che nel 1996 è stato occupato, dipinto di rosso e chiamato Askatasuna, che vuol dire libertà. Terza lettera della nella sigla Eta, Euskadi Ta Askatasuna, patria basca e libertà. Ha letto dai giornali che in Comune si sta parlando del loro possibile futuro sgombero dalla palazzina in cui già prima dell´occupazione c´era il progetto di un centro anziani. «Un progetto che periodicamente è stato riproposto, ma mai concretamente avviato - continua Lele Rizzo - Mi fa un po´ ridere vedere soprattutto com´è nata questa nuova enfasi a proposito degli sgomberi, tirata fuori in un tavolo sulla sicurezza bipartisan che deve dare un contentino alla destra e alla Lega, quando in realtà Torino ha ben altri problemi da affrontare». Durante la seduta del tavolo, indetta proprio per parlare degli ultimi fatti legati al movimento antagonista, dal G8 dell´università agli attacchi alle sedi della Lega, era stato proprio il sindaco Sergio Chiamparino a presentare una lettera indirizzata al ministro dell´Interno Roberto Maroni, in cui si annunciava un piano di sgomberi, compatibilmente con le decisioni di questura e prefettura legate alle circostanze e alle conseguenze di ordine pubblico, che partiva dai due edifici per cui erano già presenti dei progetti di recupero: l´Askatasuna, appunto, e l´Asilo di via Alessandria, dove un´associazione romena dovrebbe aprire un centro di assistenza per stranieri. «Continuano a parlare di noi come se fossimo una realtà esterna alla città, solo un edificio occupato. Invece dentro Askatasuna c´è un mondo di persone diverse, di residenti, di anziani, di bambini che sono molto più reali e concrete delle cose che fanno loro», risponde per tutti. E snocciola la palestra popolare di boxe, la parata di carnevale, i genitori contrari alla riforma Gelmini, i gruppi di acquisto alternativi, i concerti e la ludoteca per i bambini, che con il centro sociale dividono anche il cortile della scuola. Tutto messo in piedi da «quattro ciucchi», come ha definito i ragazzi dei centri sociali l´esponente della Lega Nord Mario Carossa. «Siamo 50 nel collettivo e molti di più ne coinvolgiamo nelle iniziative - puntualizza ridendo Lele Rizzo - Ma per favore, bisogna anche smettere di tirare per i capelli Askatasuna ogni volta che c´è qualcosa: il G8 per esempio è stata una mobilitazione universitaria, non organizzata da noi. E anche a proposito delle iniziative degli anarchici: noi non giudichiamo quello che fanno gli altri, ma ci sembra che siano state iniziative montate più dai giornali. E poi noi veniamo tirati in mezzo a tutto. Certo capiamo a chi giova questo atteggiamento, a chi vorrebbe sgomberarci».

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Oltre 2100 ragazzi si preparano alla Maturità (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

RAVENNA CRONACA pag. 7 Oltre 2100 ragazzi si preparano alla Maturità SCUOLA CON IL NUOVO REGOLAMENTO SULLE VALUTAZIONI PIÙ DIFFICILE AVERE VOTI ALTI ALL'ESAME SONO 2136, in provincia, i candidati che il 25 giugno inizieranno gli esami di maturità con il tema di italiano. «Il Consiglio dei ministri osserva Edera Fusconi, segretaria della Uil scuola ha approvato il regolamento che stabilisce nuove regole per la valutazione degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado». In particolare, per quanto riguarda l'esame di Stato, si viene ammessi se non si hanno debiti dagli anni precedenti e, solo per quest'anno, se si ottiene la media del 6. Dal prossimo occorrerà la sufficienza in tutte le materie. Il voto in condotta e il voto in educazione fisica concorrono alla formazione della media. «L'altra novità continua Edera Fusconi riguarda il punteggio relativo al colloquio che varrà 30 punti anziché 35, mentre il credito scolastico che misura il curriculum degli ultimi tre anni scolastici passa da 20 a 25». Nessun cambiamento invece per gli scritti: 15 punti a disposizione per ognuna delle tre prove. Il punteggio minimo finale è 60, quello massimo sarà 100, con lode per i più bravi. Invariate anche le regole per ottenere il bonus: occorrerà avere come minimo 15 punti di credito scolastico e 70 alle prove d'esame. Il nuovo regolamento, sottolinea Edera Fusconi, «premia serietà e impegno. Diplomarsi con il massimo dei voti è quasi un miraggio». Nella maturità del 2008, conclude la segretaria della Uil scuola, «circa lo 0,9 per cento degli studenti ha portato a casa la lode e circa il 6,6 per cento il punteggio massimo, cioè 100. Ora sarà quasi impossibile».

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VIGNOLA PREOCCUPAZIONE e incertezza animano gran... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

PIANURA pag. 19 VIGNOLA PREOCCUPAZIONE e incertezza animano gran... VIGNOLA PREOCCUPAZIONE e incertezza animano gran parte del mondo della scuola. In attesa dell'entrata in vigore della riforma Gelmini, docenti e famiglie delle scuole d'infanzia e primarie vignolesi si interrogano sugli effetti che tale riforma avrà sulla direzione didattica di Vignola, una delle più grandi d'Italia. E su questo tema interverrà oggi la parlamentare Angela Bastico che è attesa per un incontro nel parco della biblioteca Auris alle 16. 30. «Le famiglie si domandano cosa succederà con l'apertura dell'anno scolastico 2009-2010 afferma Paola Covili, presidente del consiglio di circolo e madre di un'alunna di scuola primaria . Cosa significa il superamento dell'attuale modello modulare e delle compresenze nella scuola primaria? Cosa succederà nelle classi a tempo pieno? Come potrà attuarsi, con i tagli di organico previsti, il potenziamento dell'offerta formativa? Come e quando avverrà "la graduale messa a regime" anche per le classi successive alla prima?» xxx A PREOCCUPARE le famiglie vignolesi, l'ipotesi di tagli agli organici delle scuole e la grave situazione finanziaria della direzione didattica che, come si legge nel verbale dell'ultima seduta del consiglio di circolo, vanta un credito di circa 325mila euro nei confronti dello Stato, una esposizione che già da quest'anno scolastico in via di conclusione ha ridotto la capacità di sostenere e fronteggiare le più banali spese di funzionamento, prime fra tutte le supplenze. «Ci chiediamo continua Paola Covili se il personale docente e ATA sarà ridotto e se sarà confermata l'assegnazione a Vignola dell'ulteriore sezione di scuola dell'Infanzia richiesta. L'anno scolastico 2008/2009 aveva segnato un risultato positivo: tutti i bambini in ingresso nella scuola dell'Infanzia erano stati inseriti nel percorso scolastico ma non si era ancora evidenziato il "piano di razionalizzazione" successivamente proposto». «Al fine di dissipare questa serie di dubbi conclude il presidente del consiglio di circolo chiediamo pubblicamente all'Ufficio Scolastico provinciale e regionale di intervenire in sede d'organico di fatto e garantire la nuova sezione di scuola dell'infanzia e assegnare nuove risorse organiche anche per la scuola primaria». Carla Tassi

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Babele di riforme e insulti ecco i veri mali dell'Università (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

«Babele di riforme e insulti ecco i veri mali dell'Università» Non solo baroni La demonizzazione degli Atenei? Parliamo anche del taglio cronico delle risorse Governi e imprese in Italia non hanno cultura di innovazione. Ed ecco perché i cervelli fuggono Parentopoli, ricerca bistrattata e pochi studenti con il titolo di dottore. Tutti addosso all'Università pubblica. È davvero la grande malata? «È convalescente ma questo governo la sta uccidendo - sottolinea Massimiliano Fiorucci, 41 anni, professore associato di pedagogia generale e sociale a Roma Tre -. L'opposizione e il Pd dovrebbero farsi sentire di più». Di quali veri mali soffre l'Università italiana? «La demonizzazione degli Atenei, innazitutto. Parlare solo di baroni e parentopoli, che pure ci sono, è riduttivo. C'è il problema grosso delle risorse. Poi lo scarso spazio ai giovani ricercatori, non c'è ricambio. Si fa tanta retorica sulla centralità della formazione, della ricerca, dell'innovazione: da vent'anni a questa parte però i governi, anche di centrosinistra, hanno ridotto le risorse. Anche per la ricerca di base, che pur non avendo un immediato ritorno in campo produttivo genera nuove idee». Come andrebbe affrontata la questione? «Avendo un'idea di società e di università. C'è una frammentazione dei saperi. È vero che c'è una proliferazione dei corsi di laurea. In Italia abbiamo livelli bassi di istruzione nella popolazione attiva. Siamo il paese con il minor numero di laureati. Ma soprattutto c'è una scarsa disponibilità delle imprese ad assumere i laureati, perché costano di più e andrebbero pagati meglio». Negli anni si sono susseguite riforme su riforme. Spesso solo raccontate e mai fatte. «L'organizzazione universitaria è fortemente stressata dai continui cambiamenti. Più che dedicarsi all'attività della didattica e alla ricerca ci si arrovella sull'applicazione delle nuove norme. E c'è di peggio, negli anni anche il linguaggio ha subito profonde trasformazioni: sono stati adottate logiche di mercato ad un settore come l'università pubblica che non ha finalità aziendale: termini come crediti, debiti formativi. Dovremmo invece garantire Università di massa e qualificata». E come? «Utilizzando parametri di valutazione che non siano solo l'efficacia e l'efficienza. La valutazione deve essere un strumento per contribuire al miglioramento, non uno strumento di punizione. Occorre inoltre puntare sull'internazionalizzazione: ci sono pochissimi studenti e ricercatori europei e mancano le struttture per la loro accoglienza». Il Pd ha sbagliato strategia sull'università? «Nel programma dell'Ulivo alle ultime politiche c'erano elementi interessanti: la costruzione di un sistema di valutazione, si prevedeva lo stanziamento di risorse ingenti e la correzione della riforma del 3+2. Ma la politica si sa, è fatta di annunci. Ricordo che proprio sotto il governo di centrosinistra, per risolvere lo sciopero degli autotrasportatori, si è intevenuti pesantemente sulle risorse stanziate per l'Università e la ricerca». Rimpiageremo Berlinguer e Mussi o la Gelmini? «La Gelmini non va bene per niente. I fondi sono stati ridotti in modo consistente. Non abbiamo possibilità di assumere professori. Se uno va in pensione ne possiamo assumere appena mezzo. Praticamente nessuno». Cosa vorrebbe che il Pd facesse per l'Università? E di cosa invece è rimasto deluso? «Vorrei che il Partito democratico facesse un progetto di riforma ascoltando le componenti universitarie. Dialogo e confronto: non riforme illuminate dall'alto. Vorrei che puntasse sull'università pubblica, il dottorato di ricerca e l'internazionalizzazione e i giovani ricercatori». Ha senso trasformare gli Atenei in soggetti di diritto privato come vuole fare il governo? «Trasformare gli Atenei in fondazioni è pericolosissimo. Avrebbero risorse solo quelli collegati con il mondo della produzione. Se una casa automobilistica avesse interesse a sviluppare ricerche su nuovi motori, finanzierebbe le facoltà di Ingegneria. Potrebbero sparire le umanistiche». Che tipo di opposizione sarebbe efficace? «Quella che si batte per la laicità dell'università pubblica. A volte invece ci sono prese di posizione ambivalenti. La vera questione è questa: l'Università come tempio del sapere critico, dove gli studenti, i ricercatori e i docenti possano coltivare interessi e proporre una nuova idea di società e modelli di sviluppo». L'intervista

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Parentopoli, ricerca bistrattata e pochi studenti con il titolo di dottore. Tutti addosso all'U... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

Parentopoli, ricerca bistrattata e pochi studenti con il titolo di dottore. Tutti addosso all'Università pubblica. È davvero la grande malata? «È convalescente ma questo governo la sta uccidendo - sottolinea Massimiliano Fiorucci, 41 anni, professore associato di pedagogia generale e sociale a Roma Tre -. L'opposizione e il Pd dovrebbero farsi sentire di più». Di quali veri mali soffre l'Università italiana? «La demonizzazione degli Atenei, innazitutto. Parlare solo di baroni e parentopoli, che pure ci sono, è riduttivo. C'è il problema grosso delle risorse. Poi lo scarso spazio ai giovani ricercatori, non c'è ricambio. Si fa tanta retorica sulla centralità della formazione, della ricerca, dell'innovazione: da vent'anni a questa parte però i governi, anche di centrosinistra, hanno ridotto le risorse. Anche per la ricerca di base, che pur non avendo un immediato ritorno in campo produttivo genera nuove idee». Come andrebbe affrontata la questione? «Avendo un'idea di società e di università. C'è una frammentazione dei saperi. È vero che c'è una proliferazione dei corsi di laurea. In Italia abbiamo livelli bassi di istruzione nella popolazione attiva. Siamo il paese con il minor numero di laureati. Ma soprattutto c'è una scarsa disponibilità delle imprese ad assumere i laureati, perché costano di più e andrebbero pagati meglio». Negli anni si sono susseguite riforme su riforme. Spesso solo raccontate e mai fatte. «L'organizzazione universitaria è fortemente stressata dai continui cambiamenti. Più che dedicarsi all'attività della didattica e alla ricerca ci si arrovella sull'applicazione delle nuove norme. E c'è di peggio, negli anni anche il linguaggio ha subito profonde trasformazioni: sono stati adottate logiche di mercato ad un settore come l'università pubblica che non ha finalità aziendale: termini come crediti, debiti formativi. Dovremmo invece garantire Università di massa e qualificata». E come? «Utilizzando parametri di valutazione che non siano solo l'efficacia e l'efficienza. La valutazione deve essere un strumento per contribuire al miglioramento, non uno strumento di punizione. Occorre inoltre puntare sull'internazionalizzazione: ci sono pochissimi studenti e ricercatori europei e mancano le struttture per la loro accoglienza». Il Pd ha sbagliato strategia sull'università? «Nel programma dell'Ulivo alle ultime politiche c'erano elementi interessanti: la costruzione di un sistema di valutazione, si prevedeva lo stanziamento di risorse ingenti e la correzione della riforma del 3+2. Ma la politica si sa, è fatta di annunci. Ricordo che proprio sotto il governo di centrosinistra, per risolvere lo sciopero degli autotrasportatori, si è intevenuti pesantemente sulle risorse stanziate per l'Università e la ricerca». Rimpiageremo Berlinguer e Mussi o la Gelmini? «La Gelmini non va bene per niente. I fondi sono stati ridotti in modo consistente. Non abbiamo possibilità di assumere professori. Se uno va in pensione ne possiamo assumere appena mezzo. Praticamente nessuno». Cosa vorrebbe che il Pd facesse per l'Università? E di cosa invece è rimasto deluso? «Vorrei che il Partito democratico facesse un progetto di riforma ascoltando le componenti universitarie. Dialogo e confronto: non riforme illuminate dall'alto. Vorrei che puntasse sull'università pubblica, il dottorato di ricerca e l'internazionalizzazione e i giovani ricercatori». Ha senso trasformare gli Atenei in soggetti di diritto privato come vuole fare il governo? «Trasformare gli Atenei in fondazioni è pericolosissimo. Avrebbero risorse solo quelli collegati con il mondo della produzione. Se una casa automobilistica avesse interesse a sviluppare ricerche su nuovi motori, finanzierebbe le facoltà di Ingegneria. Potrebbero sparire le umanistiche». Che tipo di opposizione sarebbe efficace? «Quella che si batte per la laicità dell'università pubblica. A volte invece ci sono prese di posizione ambivalenti. La vera questione è questa: l'Università come tempio del sapere critico, dove gli studenti, i ricercatori e i docenti possano coltivare interessi e proporre una nuova idea di società e modelli di sviluppo».

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Alle scuole medie fa l'esame solo chi ha almeno il 6 in tutte le materie (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

Alle scuole medie fa l'esame solo chi ha almeno il 6 in tutte le materie Per i quasi 600mila studenti delle medie scatta il count down: tra quindici giorni cominciano gli esami di terza. Ultime ore, dunque, per il ripasso a in classe e a casa. Ma lo stato d'animo non è dei migliori: tra novità annunciate e passi indietro docenti e alunni stanno facendo fatica a mettere insieme le carte. Il nuovo regolamento sulla valutazione della Gelmini prevedeva alcuni cambiamenti che, però, saranno validi solo dal prossimo anno. Ciò nonostante, scatteranno nuove regole che renderanno l'accesso all'esame più duro di quello della maturità: per i liceali basta la media del 6, per i piccoli ci vuole la sufficienza in tutte le materie. Nessuno sconto per gli studenti più piccoli, già esclusi dai corsi di recupero. La non ammissione all'esame dovrà essere decisa dal consiglio di classe a maggioranza. Anche in condotta ci vuole il 6, con il 5 si è bocciati. Da quest'anno, poi, alle medie così come alle elementari è tornato il voto in decimi che sarà usato anche per il giudizio finale dell'esame. Niente più distinto, buono o ottimo, ma voti in numeri e per i più bravi 10. Sulla valutazione finale, per effetto di una disposizione voluta dall'ex ministro Beppe Fioroni, inciderà anche la prova nazionale di italiano e matematica predisposta dall'Invalsi. Il voto finale errà conto di tutto questo. La lode, invece, partirà dal prossimo anno scolastico.

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MA DI QUALE famiglia stiamo parlando? (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 6 MA DI QUALE famiglia stiamo parlando? «Come ha scritto Michele... MA DI QUALE famiglia stiamo parlando? «Come ha scritto Michele Serra: la famiglia è quel luogo dove c'è qualcuno che ti prepara la spremuta quando hai l'influenza». Risponde così Francesca Puglisi, responsabile Cultura e Infanzia per il Pd, in pole come assessore alla Scuola se Flavio Delbono vincerà le elezioni, tra le mamme che hanno dato battaglia alle Longhena. Poi va oltre: «L'amministrazione sostiene deve porsi l'obiettivo di non far mai sentire le persone sole. Se c'è un bisogno, le donne, gli anziani o le coppie omosessuali devono essere sullo stesso piano». Puglisi chiarisce il suo concetto di famiglia ieri mattina, a una conferenza stampa delle donne Pd. Ma Delbono, che non ha partecipato all'incontro, condivide l'orientamento? Lo staff del candidato rimanda al programma. Nelle premesse, «così vogliamo governare», c'è scritto: «Ci candidiamo alla guida di una coalizione di centrosinistra, ampia e coesa, che mette al centro dei propri valori l'antifascismo e i principi ispiratori della nostra Costituzione nata dalla Resistenza, primo fra tutti il contrasto ad ogni forma di discriminazione, come previsto dall'articolo 3 della Costituzione». A CHI le ricorda l'articolo 29 «la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio» , Puglisi osserva: «A Bologna esiste il registro delle unioni civili. Bisogna partire dai bisogni. Sì, i diritti devono essere uguali». Rita Ghedini, senatrice del Pd, aggiunge: «E' vero, c'è la Costituzione ma bisogna anche considerare l'evoluzione della società, su cui quest'amministrazione ha già fatto delle scelte». Tutte d'accordo, le donne, nel coniugare il concetto di famiglia con quello di genitorialità. E nell'archiviare l'iniziativa del candidato sindaco Valerio Monteventi unione simbolica di coppie omosessuali ed eterosessuali come «folclore, una sparata, una cosa che non è utile neanche a loro». La parlamentare Donata Lenzi si augura, a titolo personale «un assessorato alle politiche sociali e familiari». Una delega specifica sulla famiglia no, ha già detto Delbono. PUGLISI insiste sull'allarme tempo pieno lanciato più volte dal suo candidato sindaco. «Abbiamo fatto una ricognizione con genitori, insegnanti e sindacati fa sapere . In provincia verranno a sparire 57 sezioni, vuol dire che la cosa riguarda più di 1.100 bambini. Di questi, 400-500 sono concentrati in città». Per Fabio Battistini, candidato assessore a Famiglia e Scuola di Alfredo Cazzola, sono venti... «Loro sono molto estranei a queste cose», commenta Sandra Zampa, parlamentare Pd e portavoce di Romano Prodi. Alla domanda: quante risorse impegnerete sul tempo pieno?, Puglisi sta vaga: «A settembre vedremo l'effetto Gelmini. Perché è così, a giugno saluteremo insegnanti che forse non ritroveremo». Tra gli obiettivi del centrosinistra c'è anche l'azzeramento delle liste ai nidi bisogna poi fare i conti con 200 nuovi iscritti alle materne e una spinta decisiva per arrivare in breve agli albi di Quartiere delle badanti, progetto ormai in fase avanzata. Rita Bartolomei

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dai le tue pagelle agli azzurri (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XVI - Napoli WWW.NAPOLI.REPUBBLICA.IT Dai le tue pagelle agli azzurri Ultima giornata di campionato e ultima possibilità di votare gli azzurri scesi in campo. Con un semplice clic, basta andare sul sito internet di "Repubblica" Napoli: www.napoli.repubblica.it. Da oggi, subito dopo la conclusione del match con il Chievo, sarà possibile compilare la pagella del Napoli. Questi voti faranno media con quelli delle giornate precedenti e all´inizio della prossima settimana sarà possibile stilare una classifica definitiva dei migliori e dei peggiori giudicati così da voi sul sito www.napoli.repubblica.it.

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l'appello ai genitori "meno veline e più libri" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Milano Il preside del linguistico Manzoni li chiama a rapporto L´appello ai genitori "Meno veline e più libri" Se vogliono che i loro figli vadano bene a scuola, mamme e papà devono darsi da fare. Convinto di questo, il preside del liceo linguistico Manzoni ha invitato i genitori dei futuri primini a un incontro, tre mesi prima dell´inizio delle lezioni. «Spiegheremo alle famiglie che se non ci danno una mano a trasmettere un po´ di cultura ai ragazzi, la nostra sarà una missione impossibile», spiega Pino Polistena, il dirigente. L´appuntamento con le 270 famiglie degli studenti che da settembre frequenteranno la scuola è fissato per mercoledì alle 18 all´Auditorium San Carlo, in corso Matteotti. Oltre a invitare a controllare il libretto dei voti dei ragazzi, e sollecitare «la diffusione in casa di libri e dibattito», il preside metterà in guardia in guardia i genitori: «Devono sapere da subito che la nostra scuola non è pronta a tollerare la difesa strenua dei ragazzi a qualunque costo - dice - le madri e i padri che se la prendono con i professori ogni volta che il figlio sbaglia arrecano un danno enorme, anzitutto allo studente». La riunione di mercoledì sarà anche l´occasione per presentare l´offerta didattica della Manzoni, scuola comunale d´eccellenza. Per aggiudicarsi un banco in una delle due sedi dell´istituto, in via Rubattino e via Lamennais, i futuri primini hanno dovuto superare un test d´ingresso particolarmente severo. Ma lo studio e la preparazione non bastano, o almeno questo pensa il preside. «La società oggi fornisce modelli culturali che per gli adolescenti sono dannosi - dice Polistena - solo se le famiglie ci aiutano a scardinare alcuni falsi miti possiamo davvero formare i ragazzi. In uno slogan dico: meno Veline in tv e più letture». All´appuntamento è attesa anche Mariolina Moioli, assessore comunale all´Istruzione, che apprezza l´idea del preside e rilancia: «Le famiglie devono essere molto più presenti di quello che sono nell´educazione dei ragazzi - dice - la collaborazione con gli insegnanti è fondamentale». Una collaborazione che non sempre c´è, come ha più volte detto anche il ministro all´Istruzione Mariastella Gelmini, che ha parlato per questo di «emergenza educativa». Per il preside Polistena, «il vero problema per chi lavora nel mondo dell´istruzione è che spesso deve lottare da solo, e da soli non si va da nessuna parte». (f. v.)

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corsi di recupero inutili gravi i deficit degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Lucca Corsi di recupero inutili Gravi i deficit degli studenti I fondi sono esigui e i tempi ristretti Alle medie spariranno LUCCA. I corsi di recupero non bastano e spesso servono solo da tappabuchi per un problema scolastico ben più ampio. è sostanzialmente questa la posizione di presidi e studenti riguardo alle attività di recupero entrate in funzione nel 2007, con l'ordinanza dell'ex ministro dell'istruzione pubblica Giuseppe Fioroni, che arriva puntuale come un orologio svizzero a meno di un mese dall'inizio dei corsi di recupero estivi. I numeri delle insufficienze degli studenti registrati dalla cronaca nelle settimane scorse segnalano in tutta la sua evidenza la caduta a picco della scuola. Dalle medie alle superiori in tutta la provincia le percentuali di insufficienti superano di gran lunga il cinquanta per cento. Lacune accumulate durante gli anni di studio e poco risolvibili con dieci ore di corsi di recupero. E su questo sono d'accordo i presidi lucchesi. «Alle superiori arrivano studenti con mancanze gravi nelle abilità di basi - spiega Andrea Menchetti, preside dell'istituto professionale "M. Civitali"-. Il lavoro di recupero è difficile, dispendioso e poco efficace: questi dati sono il segnale di un'emergenza dal punto di vista didattico e operativo. Nella scuola superiore sono anni che si affrontano tutta una serie di tematiche, evadendo il problema vero e centrale: vanno ridefiniti i contenuti, i programmi disciplinari; le superiori dovrebbero dare allo studente elementi e mezzi di livello superiore, non essere la prosecuzione o il ridifinimento delle scuole medie. Ma per fare questo occorre investire con grandi risorse». Risorse che però non ci sono. E inoltre: dieci-quindici ore di attività di recupero bastano a colmare lacune trascinate per anni? Per la dirigente dell'Itc "F. Carrara", Ave Marchi, no: «L'ordinanza 92 del 2007 (quella dei corsi di recupero) dell'ex ministro Fioroni non ha risolto i problemi - dice -. Sia per l'esiguità dei fondi, sia perché ci sono vincoli temporali per svolgere il corso, soprattutto per i recuperi estivi. Ogni ora di recupero costa più di sessanta euro lordi, ai docenti vanno molto meno soldi e con una ripartizione delle ore disponibili su tutte le classi, il tempo effettivamente spendibile è davvero poco. Le difficoltà maggiori si riscontrano al biennio: nel primo anno si passa da una valutazione di tipo descrittivo delle medie ad una di misura, più severa. Il sistema scolastico italiano non ha mai investito a sufficienza nella valutazione come misurazione e come verifica dell'apprendimento. Che cosa si vuole valutare? E in relazione a quali livelli? Di partenza, intermedi o finali?». Per i presidi dell'Ipsia "Giorgi" e dell'Iti "Fermi" alla base c'è anche un problema di motivazione. «I ragazzi che si iscrivono ai professionali - spiega Erminio Serniotti del "Giorgi" - hanno una storia scolastica problematica: scarso interesse, poca motivazione allo studio. E la scuola dovrebbe rimotivarli, attraverso progetti innovativi, con l'utilizzo di strumenti che non siano il semplice libro di testo. E anche i richiami al senso del dovere sono controproducenti». «Il corso di recupero - dice il vice preside dell'Iti, Ranieri Pelamatti -,è solo un palliativo e spesso viene vissuto dagli studenti come "sono andato al corso di recupero e quindi il mio l'ho fatto". Senza che poi ci sia uno studio individuale a casa. I ragazzi, inoltre, molte volte vengono alle superiori con una scarsa motivazione allo studio, persa negli anni scolastici precedenti». Ma veri e propri problemi si riscontrano nelle scuole medie, dove i fondi a disposizione sono pochi e i futuri tagli previsti dalla riforma Gelmini peggioreranno la situazione. «Nella scuola media andranno a scomparire - afferma la dirigente scolastica della media "Chelini-Da Vinci", Luisa Arcicasa - tutte quelle attività di recupero e di avanzamento. Già da settembre, infatti, per la cattedra di italiano, storia e geografia sono previste solo diciotto ore frontali. I soldi che abbiamo sono pochissimi e dal prossimo anno non avremo più neppure il personale. Inoltre c'è uno scarso raccordo di programmi e di metodologie tra scuola media e scuola superiore. La media dovrebbe avere un'organizzazione più flessibile, con la possibilità di intervenire negli studenti in difficoltà in tempo breve e in modo individualizzato: bisognerebbe ci fossero ore aggiuntive dislocate su tutto l'anno per seguire e far recuperare i ragazzi insufficienti. Ma con ore solo frontali e con classi di 27 alunni come si potrà lavorare? E soprattutto con quali risultati?». Nadia Davini

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nelle pagelle un anno da record juric e sculli i fedelissimi di gasp - claudio onofri (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XIV - Genova Nelle pagelle un anno da record Juric e Sculli i fedelissimi di Gasp Milito merita la Champions, Criscito è diventato grande Rossi il capitano ideale, Palladino a corrente alternata, Olivera il sesto uomo del basket CLAUDIO ONOFRI Rubinho 7: a Roma, ai tempi del primo scudetto della Lazio, in porta c´era Felice Pulici e circolava questa barzelletta: un signore chiamava al telefono la moglie di Felice chiedendogli, se era possibile parlare con suo marito e lei, rispondendo «no, non c´è, è uscito», si sentiva replicare «è impossibile!» sottolineando, col proverbiale e inarrivabile sarcasmo romanesco, la più grande lacuna (il gioco aereo, of course) di un portiere comunque amato. Rubinho, invece, esce eccome, è che non sempre lo fa coi tempi giusti, l´altezza non lo aiuta, ma tra i pali e soprattutto nelle uscite palla a terra, è tra i primissimi in Italia e, di conseguenza, in Europa. Biava 7,5: un "mostro" nella pressione "alta" e nell´anticipo, caratteristiche peculiari per un difensore che gioca per Mr. Gasperson. Autentica sorpresa, per chi non lo conosceva bene, tra l´altro fenomenale, nonostante l´altezza non siderale, sulle palle inattive a favore. Ferrari 7,5: quando venne da noi la prima volta assieme a Kallon, io e Ramon Turone lo bollammo "troppo pulito come difensore", etichetta che, è suo dire, si è portata dietro fino all´inizio fino all´inizio di questa stagione. Oggi sia io che, credo, il "prode" Ramon facciamo volentieri "mea culpa", ribaltando il concetto in: "troppo forte come difensore". Bocchetti 7,5: la media direbbe 6,5, tratta dall´8 per la stagione nel complesso e 5 per quel paio di errori che un difensore non deve fare "a prescindere", per dirla con Totò, cioè di concetto non tanto da un punto di vista tecnico. Ma sarebbe ingeneroso per un ragazzo all´esordio in Serie A che ha dimostrato personalità, è valido di testa, ottima padronanza palla al piede e, alternandosi con Biava, si è evidenziato come regista aggiunto. M. Rossi 8: "The captain", all´inglese, della squadra più britannica d´Italia e non c´è bisogno di aggiungere altro… (al giocatore e alla persona). Juric 8: Juric, presentato come il "figlio" adottivo di Giampiero Gasperini si è imposto in brevissimo tempo come la "longa manus" dell´allenatore in campo diramandone, a gesti e fatti insieme, le velleità di un gioco fatto di pressing, aiuto ai compagni in fase di possesso e non, intensità agonistica portata ai massimi livelli e udite, udite, il tutto condito da piedi niente male. T. Motta 8,5: L´alchimia è un antico sistema filosofico esoterico che combina elementi di chimica, fisica, astrologia, arte, semiotica, metallurgia, medicina, misticismo e religione. Usata come metafora calcistica per definire il "nostro" riscontriamo: brasiliano di nascita e "scuola calcio" Barcellona. Risultante chimica perfetta a delineare un "fenomeno". Completo come i grandi di oggi, un po´ "birichino", ma con spiccatissima personalità. Criscito 7,5: "Ogni scarrafone è bello a mamma suie" dicono proprio a casa di Mimmo (mi lodo e m´imbrodo lo so, l´ho portato io al Pio). Ma qui altro che Scarrafone: pulito, duttile e corretto. Vero cuore genoano. Sculli 8: idem con patate ciò scritto per Juric. L´elemento più migliorato dell´organico, migliaia di chilometri percorsi, centinaia di palle recuperate, 8 gol in stagione come il voto al rendimento. Milito 9: Una carriera che grida vendetta rispetto alle qualità tecniche. Medie gol impressionanti negli ultimi 6 campionati. Ma anche uomo squadra, per come attacca la profondità e detta il passaggio ai compagni, per come difende la palla e fa salire la squadra e, soprattutto, per un atteggiamento in campo che più positivo non si può (mai un gesto sopra le righe verso compagni, avversari e arbitri). Merita la Champions League. Palladino 7: in una annata dove si sono ribaltati tutti i concetti storicamente propri al Genoa (mugugni e sfortuna), l´unica nota parzialmente stonata è la parabola di Raffaele Palladino, invero determinante nella parte centrale della stagione, ma in ombra all´inizio e sfigatissimo alla fine. Da un elemento tra i più dotati tecnicamente dell´intera rosa, era lecito attendersi qualcosina in più. Sarà per il prossimo anno? Jankovic 7: I giocatori si giudicano alla lunga e Bosko Jankovic ha purtroppo dimostrato alcuni difetti che non gli consentono, in rapporto ad una classe cristallina e una fisicità degna del miglior calcio moderno di scalare, come potrebbe, le vette più alte del professionismo pallonaro. Mesto 6,5: gli esterni di centrocampo nel gioco di Gasperini sono essenziali nelle due fasi: attacco e difesa. Lui ha tutte le qualità per emergere in tale contesto. Lo ha fatto in maniera discontinua. Modesto 6: L´infortunio subìto col Napoli non lo ha certo aiutato nell´inserirsi compiutamente. Papastathopulos 7: per me, in futuro, il più forte difensore del Genoa e oltre; strapotere fisico quando difende così come quando si distende sulla fascia di competenza. Van Den Borre 6: 24 le presenze in campionato, mica male! Ma siamo anni luce distanti da una maturazione, tattica e mentale, che gli consenta di esprimere qualità assolutamente da non sottovalutare. Scarpi 7: Capitano non giocatore di primaria importanza. Signorini 10: un solo minuto giocato, ma il più emozionante dell´intero campionato. Olivera 7: l´uomo in più, il sesto uomo come nel basket. Gasperini 10 e lode: Coniugare bel gioco a risultati è difficile ovunque, in Italia è impresa quasi impossibile! Da tre anni ci riesce con continuità! El Principe e Thiago non me ne vogliano, ma se la scelta era obbligata, Preziosi (10 con due lodi) ancora una volta ha optato per il meglio, tenendosi stretto il suo Conducator. Milanetto 7: Se avesse i quadricipiti proporzionati alla "testa", avrebbe fatto ben altra carriera e magari il Mou avrebbe chiesto informazioni anche su di lui.

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Plebiscito per Bona, bilancio a +2,7 milioni (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

di Michele Stinghen Plebiscito per Bona, bilancio a +2,7 milioni Confermato il presidente dopo un 2008 da leader a Mori nonostante la crisi Su 520 soci presenti, 410 hanno votato per la guida uscente Il direttore Chizzola: «Investiamo molto sul territorio, aiutando anche le iniziative comunali e il mondo del volontariato» MORI. Erman Bona è stato riconfermato a larga maggioranza presidente della Cassa Rurale Mori Val di Gresta: per lui ben 410 preferenze su 520 soci presenti in assemblea. La rurale di Mori, tra le più grandi banche di credito cooperativo della provincia, ha chiuso il 2008 con 2 milioni e 700 mila euro di utile e una posizione da leader nel territorio di Mori. La Cassa Rurale Mori Val di Gresta infatti gestisce l'98% dei prestiti sui Comuni di Mori e di Ronzo, e l'86% della raccolta diretta. Nel 2008 la raccolta ha raggiunto i 301 milioni di euro (+ 17 milioni), i prestiti sono saliti di 16 milioni, toccando 246 milioni. La banca ha 9 mila clienti, e 1550 soci. «Investiamo parecchio sul territorio - spiega il direttore Flavio Chizzola - quest'anno abbiamo aumentato il numero di operazioni e la massa, e l'istituto gode di buona salute. Siamo la 17ª rurale della Provincia come volumi di raccolta. Siamo molto presenti sul territorio, nel 2008 abbiamo investito 525 mila euro a favore delle iniziative comunali, delle associazioni e del volontariato». Numeri lusinghieri, ma nel 2009 sarà tutta un'altra storia: la crisi si sente, e anche a Mori. «A Mori c'è un forte rallentamento dell'edilizia, alcune famiglie sono in difficoltà. Abbiamo un patrimonio solido, e quest'anno faremo meno utile, per venire incontro alle famiglie. è questo - commenta Chizzola - il compito che deve assolvere una cassa rurale». Ieri sera i soci - oltre 500 - hanno approvato il bilancio della rurale, e riconfermato (quasi un plebiscito) Erman Bona come presidente. Sono anche stati riconfermati consiglieri Franco Gobbi e Roberto Bianchi per Mori e Gabriele Gelmini per Ronzo.

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Storia locale e dialetto Contesa sulle materie della scuola (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 31/05/2009 - pag: 25 Scontro fra i banchi Intanto in Parlamento la proposta avanza Storia locale e dialetto Contesa sulle materie della scuola «federale» La Lega le vuole, per An sono una barbarie ROMA Una parola in dialetto, multa di 100 lire. Una parolaccia, multa da 2 mila. Una bestemmia, fino a 5 mila. Così la scuola Cesare Baronio, a Vicenza, costringeva gli studenti a parlare pulito. Era il 1999, sono passati solo dieci anni. Eppure sembra un'altra epoca. Oggi il dialetto non è più una bestemmia: si studia, si parla e alle multe non pensa più nessuno. Certo non ci pensa la Lega Nord che lo vorrebbe trasformare in un insegnamento obbligatorio nella nuova scuola «federale », come la matematica o la storia. La proposta, però, diventa un caso politico, e apre un'altra crepa nei rapporti fra Lega e gli ex di Alleanza nazionale. È il Secolo d'Italia, il giornale di casa, a dare voce ai dubbi che si addensano sulla sponda destra del Pdl: «L'apprendimento coattivo del dialetto scriveva venerdì il Secolo in prima pagina postula sul piano culturale, antropologico e istituzionale la dissoluzione dell'unità d'Italia». Colpa della campagna elettorale, forse. Perché in questi giorni di comizi ognuno tira acqua al suo mulino e sia il dialetto che l'unità nazionale sono due bandierine da tenere bene in vista. Ma resta il fatto: è un giornale alleato ad accusare la Lega di «approccio mistificatorio» di «falsificazione mitografica di un passato mai esistito», di voler «barbarizzare la tradizione italiana ». Fuoco amico da far invidia alla litigiosa maggioranza del governo Prodi. Aveva cominciato giorni fa il ministro per le Politiche agricole, il leghista Luca Zaia, a parlare di dialetto obbligatorio a scuola. Poi era arrivato il commento freddino («progetto difficile da realizzare») di Mariastella Gelmini, anche se già adesso il ministero della Pubblica istruzione finanzia 194 progetti per le lingue locali. Poco dopo era stato il senatore leghista Federico Bricolo a rilanciare, con una proposta di legge sparata a tutta pagina dalla Padania, fino all'ultimo contrattacco del Secolo. Eppure, mentre Lega ed An se le danno di santa ragione via giornale di casa, alla Camera zitto zitto il dialetto fa i suoi primi passi. Mercoledì scorso è cominciato in commissione cultura il dibattito sulla proposta di legge della leghista Paola Goisis che prevede proprio l'insegnamento a scuola delle «lingue locali». Anzi, in quel testo c'è molto di più. Perché si stabilisce che il ministero della Pubblica istruzione debba dare più peso nei programmi alle «specificità culturali, geografiche e storiche delle comunità locali ». Un esempio? Nella relazione che accompagna il testo l'onorevole Goisis, che è anche insegnante, scrive che il «Risorgimento deve essere ristudiato su basi regionali». E cioè: «Lo studio della realtà sabauda per gli studenti del Piemonte può assumere un'importanza non inferiore a quella che riveste lo studio della realtà borbone per gli studenti delle regioni meridionali o del califfato arabo e dei ducati normanni per gli studenti della Sicilia». Il Risorgimento e il califfato arabo. L'agenzia Ansa ha raccolto il severo commento della deputata Pd Emilia De Biasi: «Va' a ciapà i rat». Lorenzo Salvia Cartelli «Bérghem», cioè Bergamo, durante un corteo leghista Il Secolo d'Italia «Il suo apprendimento postula la dissoluzione dell'unità del Paese» La proposta di legge «Il Risorgimento deve essere ristudiato su basi regionali»

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solo noi siamo il vero centro (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Livorno Solo noi siamo il vero centro La strategia delle piccole cose di Moderazione popolare Io prof in campagna elettorale senza lasciare i miei alunni LIVORNO. Con Natalina Vadalà, insegnante di inglese all'istituto professionale Colombo, chiudiamo la serie dei forum con gli aspiranti sindaci: è in lizza per Moderazione Popolare, alle spalle ha un passato - ricorda - nel Partito repubblicano e poi in An («alla circoscrizione 3 per due legislature»), una lunga stagione di impegno «nel sindacato autonomo Snals, poi Ugl e Fis, ora di nuovo nello Snals». Dev'essere una faticaccia: la campagna elettorale arriva proprio a ridosso della fine dell'anno scolastico... «Sì, mi arrangio come posso: dormo pochissimo, non mangio. Ogni tanto all'una di notte mi accorgo che devo mangiare un panino...». Non ha "staccato"? «Solo un giorno, poi forse prenderò un altro giorno di ferie e stop. Voglio stare con i miei ragazzi». Dal punto di vista politico, lei ha alle spalle un percorso che parte dai repubblicani, approda in Alleanza nazionale... «... e da ultimo con i Pensionati Democratici. Poi invece ci sono state cose che non mi hanno convinto: dovevo essere candidata sindaco anche con loro ma abbiamo deciso di metterci per conto nostro. Io amo queste sfide: è così da quando sono nata. Siamo partiti da soli, non abbiamo in appoggio nessun politico. Ci teniamo a dirlo: puntiamo a costituire il centro...». Ancora un partito che vuol mettersi al centro che più centro non ce n'è... «In realtà, secondo noi il vero centro manca: non lo rappresentano né l'Udeur né l'Udc e neppure i vari pezzi che si richiamano alla Dc. Noi siamo il vero centro: io lavoro con persone di sinistra, di destra, di centro. E' ben accetto chiunque vuol dare le sue idee per migliorare le condizioni della mia città. Questa pluralità è per me il futuro: è una cosa nuova, l'abbiamo chiamata Moderazione popolare. Moderata, d'altronde, lo ero anche quando stavo in An». Qual è la sua terra d'origine? Fino a 18 anni sono stata a Messina, lì mi sono diplomata, poi mi ho sposato un toscano, e praticamente eccomi in qui: mio marito è morto a 34 anni lasciandomi con il bimbo di tre anni e mezzo, poi ho sposato il dottor Pollifrone: anche lui non c'è più, era un medico molto stimato. Non ho messo il suo cognome ma solo il mio perché non volevo sfruttarlo: so che mi avrebbe ammirato tantissimo. La voglia di fare qualcosa per la mia città è anche un modo per rendere onore a lui, così benvoluto dai suoi pazienti». Lei proviene dalle grandi tradizioni di partito: perché ha sentito il bisogno di staccarsene e prendere un'altra strada? «Mi sono accorta che nessuno di loro rispetta le cose che dice di fare. Io desidero vedere le cose che funzionano. Invece non funziona niente e mi sono detta: stacchiamocene, andiamo per conto nostro, vediamo cosa riusciamo a fare. Posso farle un esempio preso dalla mia esperienza?». Lo faccia. «Le circoscrizioni, il Comune non le sta mai a sentire: il problema del deposito bus c'era 15 anni fa e c'è ancora oggi. A me interessa qualcosa per la città. E non parlo dei grandi progetti: lo so che è importante discutere di porto, ospedale,linea tirrenica, Lotto Zero. Ma secondo me è ancora più importante garantire la quotidianità: le buche delle strade, i bisogni dei cani sui marciapiedi, le fognature che non funzionano, per esempio...». Insomma, la strategia delle piccole cose. «Ne parlo spesso con i ragazzi. Lo sa come mi salutano? Non "buongiorno prof" ma "buongiorno sindaco". Ecco, io penso a loro: i giovani sono scoraggiati in un momento così. Non è un caso se i due punti-chiave del mio programma sono l'attenzione ai giovani e ai ceti più deboli, non li cura nessuno». Che rapporto ha con l'elettorato? «E' una cosa bellissima, è la prima volta che mi presento come leader di una lista e mi sto divertendo tanto». Può contare su uno staff che le dà una mano? «è composto da sei persone: tutte volontarie, ovviamente. C'è il nostro vicesegretario politico, si chiama Francesco Molino, viene da Milano ed è quello che ci indirizza. Poi c'è Romeo Chierchia, ispettore della polizia penitenziaria, candidato alla presidenza della Provincia. Poi abbiamo la commissaria elettorale Silvia Vivaldi...». Quanto spenderà per questa campagna elettorale? «Non ho ancora fatto i calcoli: ci frughiamo in tasca per fare tutto questo». Pagate voi? «Non abbiamo appoggi, siamo soli, lavoriamo per conto nostro. Andiamo avanti con le nostre forze, e ci tengo a dirlo: è importantissimo mettersi in gioco e impegnarsi a fondo, lo vedo nel rapporto con i ragazzi. Lo dovrebbe capire anche il ministro Gelmini: i ragazzi non sono sono dei pacchetti, noi insegnanti non timbriamo dei fogli». Già, la Gelmini. Vista dal "di dentro", da un prof: come giudica i provvedimenti del governo Berlusconi sulla scuola? «La riforma della scuola ver-

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rà fatta l'anno prossimo come dice il ministro gelmini: noi l'aspettiamo con ansia ... (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Livorno rà fatta l'anno prossimo come dice il ministro Gelmini: noi l'aspettiamo con ansia ... rà fatta l'anno prossimo come dice il ministro Gelmini: noi l'aspettiamo con ansia perché vogliamo avere una scuola che funziona a tutti gli effetti. Adesso abbiamo pochi fondi, non riusciamo a fare niente: è volontariato puro». Mai così tanti candidati e così tante liste: perché non si è messa in un'altra lista civica? «Voglio realizzare qualcosa di mio. Mi sono detta: corriamo da soli, vediamo se riusciamo a cambiare le cose...». Ipotizziamo un ballottaggio: con chi starà? «Non le posso rispondere: adesso non so che farò, dovrò rifletterci». Altra domanda classica di questi forum. Sono in lizza un sindaco e un ex sindaco. Chi butterebbe giù dalla torre? E se volesse castigarli entrambi, da chi inzierebbe? «Forse io avrei il vantaggio di non avere dietro di me nessuno che mi dice: questo puoi farlo e questo no. Penso che la città debba cambiare: capisco che Livorno è di sinistra, non è un caso se mi definisco una kamikaze. Mi sono detta: perché non provare a dare questa chance di cambiamento». Ma Taradash dice: il cambiamento sono io. No, non è Taradash. Potrebbe essere anche un Bertini, potremmo essere anche noi. Non do niente per scontato: tutte le volte che parto parto per vincere, come quando facevo atletica leggera. O vincevo o non mi andava giù...». Ok, proseguiamo il gioco: lei domattina è sindaco, qual è la prima cosa che fa? «Non posso rispondere così su due piedi. Bisognerebbe andare a visionare esattamente che cosa succede: ho fatto un bel programma, però poi bisogna che veda quanti fondi ci sono...». Sì, ma indichi il suo sogno numero uno da avverare... «Partirei da terra terra. Anzi, da sottoterra: le fognature. Sono da rifare: basta un po' di pioggia e ci ritroviamo allagati. Sono sgomenta al solo pensare quanto lavoro c'è da fare». Dall'esterno forse c'è la sensazione che i partiti più grandi siano un po' un circuito chiuso? Forse è questo il motivo che ha portato a tutto questo fiorire di liste civiche? «Ognuno di noi sente di essere capace di dare una guida alla città: è un momento di crisi, lavoro non ce n'è...». Lei ha detto di essere interessa soprattutto a sistemare piccole cose. Ma sulle grandi questioni? Ad esempio, lo stadio e l'ospedale: meglio nuovi altrove o no? «No, l'ospedale non va trasferito: è un ottimo modello di ospedale, l'unico percorribile tutto al coperto. Magari i lavori andavano fatti prima, adesso ci si trova a dover spendere il doppio». E lo stadio: nuovo o no? «Non ho certezze definitive. ma io la vedo così: farei un grande polo sportivo tra Pisa e Livorno. Magari per una volta combinando qualcosa con i pisani. Francamente adesso, con tutte quelle ringhiere e cancellatem mi sembra di essere in una galera: l'impianto attuale va lasciato per altre cose». E sulla questione sicurezza, come la pensa? «Sento tanti giovani dire: buttiamo fuori gli immigrati. No, prendiamoli nella giusta misura e vediamo di occuparli. A Brescia e a Parma non li trovi mica per strada a cercare di vendere che tu devi per forza comprare qualcosa: no, lì stanno a lavorare in fabbrica». E in concreto cosa? «La mia lista propone le ronde: adesso nell'Arma non c'è abbastanza gente. Dunque, ben venga la possibilità di preparare dei cittadini e affiancarli alle forze dell'ordine».

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Un momento essenziale (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 31-05-2009)

Argomenti: Scuola

al lapec riflessioni sull'esame incrociato nel processo Un momento essenziale Non si placa la polemica sull'università negata. All'indomani della riunione dei vertici degli enti locali che promettono battaglia per salvare i due corsi di laurea in Beni culturali, il rettore Antonino Recca butta acqua sul fuoco. E sul «colpo di mano», denunciato dal presidente della Provincia, Nicola Bono, dal sindaco Roberto Visentin e dai vertici del consorzio Archimede, il Magnifico non commenta, annunciando che è disposto a incontrare politici, studenti e città tutta in un'assemblea pubblica da convocare subito dopo le elezioni Europee. «Ribadisco - ha affermato Recca, ieri pomeriggio a Siracusa per prendere parte a una riunione all'Opco - che la posizione dell'Ateneo è perfettamente in linea con le direttive del governo di centrosinistra che ha varato il decreto Mussi, e con quello attuale di centrodestra che lo ha ripreso con la legge Gelmini. Nessuna posizione personale nei confronti di Siracusa che, con la facoltà di Architettura, resta la seconda sede dell'Università etnea. Dobbiamo mettere però in pratica le direttive del governo che ci impongono tagli nel segno della qualità formativa». Recca poi replica alle accuse mosse dai vertici aretusei sul mancato rispetto dell'accordo siglato lo scorso 20 maggio a Catania, quando tutti gli attori coinvolti in questa vicenda, avevano concordato sul pagamento dell'anno in corso e un piano di rientro per saldare i debiti pregressi, affermando che la nota con cui la Provincia ha comunicato il piano di rientro non è stata accettata dal consiglio di amministrazione dell'Ateneo. «Io capisco che i toni siano accesi poiché siamo in piena campagna elettorale - afferma Recca - e per questa ragione sono disposto a parlarne subito dopo le elezioni. Ricordo che non è soltanto Siracusa a essere penalizzata, ma tutte le sedi decentrate subiranno ridimensionamenti. Il mio desiderio rimane quello di evitare le polemiche, pur rendendomi conto che i politici debbono fare la loro parte, quella dell'Ateneo è una presa di posizione verso l'eccellenza didattica. In questo ambito la facoltà di Architettura, che consideriamo un fiore all'occhiello, deve essere potenziata e ha bisogno di nuove risorse. Occorre rivederne l'offerta formativa con grande serenità al fine di migliorarla ulteriormente. Ricordiamo che Catania finanzia solamente questa, tra tutte le sedi decentrate. Ed è un chiaro segno di buona volontà». Il rettore ha parlato poi dei tagli imposti dal consiglio di amministrazione anche all'Ateneo catanese che, per la prima volta in 20 anni, ha aumentato le tasse degli studenti del 5 per cento e ha, al tempo stesso, diminuito gli stipendi a rettore e dirigenti, in linea con i dettami del governo. Ciò ha comportato un risparmio di 500 mila euro all'anno, come sottolineato da Recca. «La situazione gemella a Siracusa è quella che sta vivendo Ragusa - prosegue - e anche in questo caso non vi è possibilità di salvezza se non si corrisponde ai requisiti imposti. Sottolineo dunque, ancora una volta, che l'atteggiamento di Catania non è a danno di Siracusa, in cui manteniamo e vogliamo mantenere non un corso di laurea ma una facoltà: Architettura». isabella di bartolo

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Pronto, c'è nessuno? L'Authority dà il voto ai call center di luce e gas (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

UNA PAGELLA PER LA QUALITÀ DEL SERVIZIO, UTILE ALLA SCELTA DELL'OPERATORE Pronto, c'è nessuno? L'Authority dà il voto ai call center di luce e gas [FIRMA]LUIGI GRASSIA Il call center è il primo e a volte l'unico mezzo di contatto che il consumatore ha con le compagnie che vendono l'energia elettrica e il metano; perciò, la qualità di questo servizio dovrebbe rientrare fra i parametri che il cliente prende in considerazione nella scelta della compagnia, assieme alla convenienza dell'offerta economica. Se ti fanno un'offerta anche ottima, ma poi ti caricano delle spese che sei convinto di non dover pagare, e allora ti attacchi al telefono ma non ottieni soddisfazione, il tuo fegato è in pericolo. La frustrazione degli utenti è forte quando la loro voce si perde nel vuoto, la risposta non arriva o è fumosa o evasiva. Per questo l'Autorità per l'energia ha stilato una graduatoria di merito delle società di vendita di luce e gas, dando i voti ai call center di 25 aziende con più di 100 mila clienti finali. La graduatoria, pubblicata sul sito www.autorita.energia.it, si riferisce al semestre luglio/dicembre 2008, ed è strutturata su una serie di punteggi assegnati ai singoli call center per i singoli aspetti del servizio, sintetizzati in un punteggio globale che permette una valutazione comparativa fra le aziende di vendita. Più analiticamente vengono valutati: 1) L'accesso al servizio, cioè la disponibilità effettiva delle linee telefoniche, l'ampiezza degli orari e il numero di giorni di apertura dei call center e la gratuità delle chiamate anche (possibilmente) dalla rete mobile. 2) La qualità del servizio in quanto a tempi medi di attesa prima di riuscire a parlare con un operatore, la percentuale di chiamate con risposta di un operatore, la possibilità per il cliente di essere richiamato, la segnalazione del numero di chiamate che precedono in coda o del tempo stimato di attesa, la semplicità delle istruzioni di navigazione in fase di accesso, l'eventuale presenza di un portale Internet, l'adozione di iniziative con le Associazioni dei consumatori. 3) Il grado di soddisfazione dei clienti che si rivolgono ai call center. Questo punteggio è ricavato da un'indagine statistica che l'Autorità effettua semestralmente, e che consiste nel richiamare un campione di clienti di ogni impresa di vendita che hanno telefonato ai call center, per verificarne che esito hanno avuto le chiamate appena effettuate. L'obiettivo dell'Autorità di settore non è elogiare alcune compagnie e metterne alla gogna altre ma promuovere, anche attraverso questa nuova iniziativa, un'emulazione fra le compagnie che porti a un miglioramento continuo della qualità dei servizi forniti dai call center. «D'altra parte - osserva una fonte dell'Authority - una buona qualità dei call center può costituire un vantaggio competitivo per le stesse aziende di vendita». Comunque, se il call center non dà soddisfazione il cliente non deve arrendersi ma rivolgersi alla stessa Autorità garante o a un'associazione di consumatori.

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Francese e Iachemet, due pilastri (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

PAGELLE Francese e Iachemet, due pilastri PORTIERI Roberto Pelz 8. Arrivato dall'Alta Vallagarina a metà della stagione scorsa, aveva subito dato sicurezza a tutto il reparto. Si è confermato. DIFENSORI Massimiliano Covino 6,5 Voto di stima. Sembra più adatto a giocare esterno di centrocampo. Daniel Grazia 6,5 Giocatore versatile, impiegato un po' come jolly. Deve crescere in personalità. Lorenzo Francese 8,5 Mezzo voto in meno per gli orrori alla terz'ultima contro l'Isera, ma è stato spesso decisivo contro gli attaccanti più pericolosi. Fabrizio Iachemet 8,5 Al contributo di esperienza e tecnica ha aggiunto 6 gol (2 rigori). Lorenzo Pedergnana 6 Si intravedono grandi potenzialità. Mario Radicchio 7 Il più giovane del gruppo (classe '91) e il miglior talento espresso dal settore giovanile biancoceleste. Massimo Stefenelli 8 Il capitano è Nardelli, ma lui è il leader per autorevolezza e personalità. Luca Tanel 6 Impegno intermittente e tante espulsioni evitabili. Massimiliano Wegher 7 Non era facile adattarsi al nuovo ruolo, da ala a terzino. CENTROCAMPISTI Luca Campitelli 6,5 Altro universale come piacciono a Pistolato. Troppe pause, però. Samuele Condini 6,5 Nemmeno lui un mostro di continuità. Angelo Formolo 7 Ordinato, forse non rapidissimo nel far girare palla. Mario Leonardi 7 Il perno centrale. Eddy Nardelli 7 In campo si sente, e anche sotto porta (cinque reti). ATTACCANTI Massimo Bert 7 Fatica a reggere i 90', ma grandi gol (e importanti). Ermanno Formolo 7,5 Sempre l'ultimo a mollare. Avrà preso una decina fra pali e traverse. Marco Tanel 7,5 Avesse meno chili da portare in giro, risalterebbero di più le sue notevoli qualità tecniche. (ang.)

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LA MINISTRA GELMINI PER LANCINI (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 01 Giugno 2009 PROVINCIA Pagina 15 Brevi VOBARNO LA MINISTRA GELMINI PER LANCINI Quest'oggi la campagna del centrodestra di Vobarno vedrà l'arrivo del ministro Maria Stella Gelmini, che farà tappa alle 16 sotto il gazebo di «Vobarno che cambia», in via Castignino, per sostenere Giuseppe Lancini. CALCINATO TAGLIANI INCONTRA GLI ELETTORI È stato scelto il pub «Il Covo», in località Prati di Calcinato, per ospitare oggi alle 19.30 il candidato sindaco della lista «Calcinato migliore», Matteo Tagliani, che incontrerà i cittadini per presentare programma e formazione. POLAVENO FABIO PELI FA TAPPA A S. GIOVANNI Termina questa sera nella frazione San Giovanni la campagna elettorale di Fabio Peli, il primo cittadino uscente che punta a una riconferma a Polaveno. L'appuntamento è fissato alle 20.30 nel bar «Nina». BRAONE MORATTI ALL'INCONTRO TARGATO PD Questa sera dalle 20.30 in poi, il palazzo comunale di Braone ospiterà un'assemblea pubblica organizzata dal Pd che sarà introdotta dal sindaco Clemente Facchini. Interverrà anche Alfredo Moratti, candidato consigliere alla Provincia. SALÒ UN COMIZIO DI PEZZALI IN FOSSA Stamane alle 11, la Fossa di salò ospiterà il comizio elettorale del candidato sindaco del «Movimento salodiano indipendente - La destra», Gianluigi Pezzali, che presenterà Alberto Arrighi, che corre per il Parlamento europeo. In serata, alle 20.30, nel centro sociale «I pini» la stessa lista incontrerà la popolazione. CAPRIOLO SI DISCUTE DI TANGENZIALE COI POLITICI La sala conferenze della Bcc del Basso Sebino di Capriolo ospita stasera alle 20,45 il comitato della Strada 469, contrario alla nuova tangenziale, che ha organizzato un incontro sul tema con i quattro candidati sindaci. VILLANUOVA LUCA PAVONI: UNA SERATA IN VIA BIANCHI Il candidato sindaco del Pdl di Villanuova, Luca Pavoni, presenterà il programma agli elettori stasera alle 20,30, nel Centro «Suor Erina» di via Bianchi. LONATO SINISTRA E LIBERTÀ NEL BAR GIALLO Oggi alle 19.30, nel bar Giallo del quartiere Lonato 2, i candidati lonatesi di «Sinistra & Libertà» incontreranno gli elettori. Ci saranno Sergio Troiano, Gianna Baresi e Domenico Mastroleo.  

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se il voto di massa peggiora l'università (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 20 - Commenti Se il voto di massa peggiora l´Università Leggo sulla home page della Università di Bari, dove si sono svolte le votazioni per eleggere il Rettore, che è stato riconfermato per il prossimo triennio, con 1365 suffragi su 1637, il prof. Corrado Petrocelli, candidato unico, già in carica nel mandato precedente. L´annuncio evidenzia con compiacimento che in questa tornata, per la prima volta, oltre ai docenti e ai ricercatori, ha votato tutto il personale tecnico e amministrativo, oltre ai collaboratori ed esperti linguistici e ai dirigenti. Non si parla degli studenti che, peraltro, hanno sicuramente una rappresentanza. La significativa novità risiede, comunque, nella modifica, introdotta per Statuto, che amplia l´elettorato attivo di massa a tutto il personale non docente e non alle sole delegazioni rappresentative del medesimo. Anche se per ora restano voti «pesati» e non «contati» per testa, appare evidente il valore politico e simbolico dell´intervento diretto di un corpo elettorale che conta oltre 1700 dipendenti tecnico-amministrativi a fronte di 1900 docenti, con un rapporto quasi di 1 a 1. Una condizione che ha già spinto uno dei sindacati autonomi, che in questi settori finiscono in genere per incidere più di quelli confederali, a rivendicare un voto pieno e non ponderato per tutti i dipendenti. «Questa è la democrazia, bellezza!» esclamerà soddisfatto più d´uno. Ed è indubbio che si può intendere questa pratica, certamente in via di applicazione anche in altri atenei, come una prova di rafforzamento di una democrazia rappresentativa in un ambito prima dominato dalle gerarchie accademiche. Ma è proprio così o si tratta di un dilagare del populismo imperante, destinato ad infliggere altri colpi di maglio ai già dissestati atenei italiani? Chiedo lumi a chi segue più da vicino del sottoscritto le vicende universitarie. Una risposta che si distingue per equilibrio mi vien data dal professor Mario Sechi, ordinario di Letteratura italiana contemporanea, molto noto per gli studi su Svevo: «La governance dell´Ateneo di Bari e di molti altri, tende a poggiare ormai su un consenso espresso da tutte le categorie del personale, sindacalmente rappresentate e identificate. Di conseguenza il rettore è portato a ritagliarsi un ruolo di governatore o capo politico sui generis di una istituzione-azienda, strutturata in regime di permanente cogestione e, sempre meno primo inter pares di una comunità scientifica di studio e ricerca. Di questo passo potrebbe avvenire che i programmi di ricerca, l´individuazione dei punti di eccellenza da raggiungere, i piani di studio finiscano per essere soggetti al gradimento delle sottocategorie interne, dei sindacati, della Regione. Sarebbe l´esito naturale di comunità accademiche trasformate in una sorta di macro apparati burocratico-aziendali, volti alla propria autotutela su basi corporative e consociative». Una radiografia oggettiva che spiega, anche, il moltiplicarsi degli scandali universitari, i concorsi truccati, i test trasmessi sottobanco, le cattedre parentali e quant´altro. Come anche la proliferazione dei corsi di laurea e delle discipline di insegnamento, utili alla moltiplicazione delle cattedre, con tecniche di stimolazione e manipolazione della domanda, assolutamente mercantili, correlata alla svalutazione dei saperi fondamentali e formativi. In questo contesto non è paradossale che l´aziendalizzazione mercantile della organizzazione universitaria, invece di generare efficienza abbia prodotto gravissimi squilibri finanziari, con apparati crescenti e minore ricerca. Si può dire che dall´autonomia si sia passati all´auto referenzialità. Da questo punto di vista appare in contro tendenza la proposta di Maria Stella Gelmini di togliere la gestione dei concorsi per i docenti alle singole università per ripristinare il concorso unico nazionale. I mugugni che piovono da ogni parte fanno pensare che sia nel giusto.

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Questo è ciò che raccolgo tra i miei associati (60.000 pmi e un milione e mezzo di occupati) girando l'Italia in queste settimane per le assemblee territoriali della Confapi. (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Questo è ciò che raccolgo tra i miei associati (60.000 pmi e un milione e mezzo di occupati) girando l'Italia in queste settimane per le assemblee territoriali della Confapi. Le pmi italiane e i loro lavoratori sono interessati più all'evoluzione della situazione economica che non agli affari di una ragazza di Casoria. Gli imprenditori hanno apprezzato la rivoluzione della pubblica amministrazione voluta dal ministro Brunetta, il rinnovo del modello contrattuale siglato con il ministro Sacconi, la riforma degli istituti tecnici avviata dal ministro Gelmini. Ma ora, al di là della giusta propensione del governo a sostenere una posizione di ottimismo rivolta al futuro, si interrogano su ciò che resterà del tessuto produttivo alla fine di quest'anno. Non sulle ambizioni artistiche di Noemi Letizia. Infatti, se le condizioni di governance politica della crisi non vanno oltre l'erogazione degli ammortizzatori sociali, se le banche continuano a non immettere nel «corpo» industriale le necessarie riserve di liquidità a costi accettabili, se pubblica amministrazione e grandi imprese perseverano nel ritardare i pagamenti dovuti ai piccoli fornitori, il vero rischio, per quanto ci riguarda, è che ci ritroveremo a dicembre con almeno 6mila piccole e medie imprese manifatturiere fallite e circa 150/200mila lavoratori disoccupati in più in settori strategici come l'industria fusoria, la metalmeccanica, la produzione di macchine utensili, la chimica fine o l'impiantistica. Senza contare l'indotto generato dalle aziende di queste comparti. Oltre alle conseguenze che tale fenomeno potrebbe avere sulla tenuta sociale, il pericolo maggiore è la perdita dell'immenso ed esclusivo patrimonio di competenza tecnica e innovazione tecnologica che costituiscono l'arma vincente di quelle migliaia di pmi che riescono a esportare anche in tempi di recessione. Allora, per mantenere o addirittura potenziare questa base di ricchezza creativa, tecnica e culturale di cui l'Italia dispone più di qualunque altro Paese industrializzato, serve una svolta sul fronte delle misure anti-crisi. Da qui la nostra proposta a governo e sindacati di una «cassa integrazione attiva», nella quale far confluire le risorse per gli ammortizzatori sociali, i fondi ministeriali per l'innovazione e la ricerca e le disponibilità degli enti bilaterali per la formazione, in modo che i lavoratori in cassa integrazione possano restare in azienda a qualificarsi e specializzarsi in vista della ripresa. IInoltre, il governo dovrebbe attuare nell'immediato misure per consentire alle imprese di non prosciugare la liquidità: dall'eliminazione degli anticipi Iva alla proroga dell'acconto fiscale sul 2008. Sul medio e lungo termine, invece, servirebbe una vera politica economica di rilancio del manifatturiero, magari prendendo a modello le scelte di Obama e Sarkozy: incentivazioni e agevolazioni fiscali soltanto alle imprese che sottoscrivono un patto per non licenziare e non delocalizzare. E' soltanto su queste scelte che i piccoli e medi imprenditori italiani giudicheranno l'operato del presidente Berlusconi. Paolo Galassi Presidente Confapi

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"su fiat l'ultimo esempio di dilettantismo" - marco trabucco (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Torino "Su Fiat l´ultimo esempio di dilettantismo" Vietti (Udc) e il caso Piemonte: questo governo non ha cultura industriale "Scajola ha battuto un colpo su Opel a babbo morto e non so se sia stato più inutile o più ridicolo" MARCO TRABUCCO Onorevole Vietti questo governo è amico o nemico della Fiat e del Piemonte? Ha ragione il Pd a considerare la nostra regione "figlia di un dio minore"? «Oggi ho sentito che il ministro Scajola ha battuto un colpo sull´esito della trattativa Fiat-Opel: lo ha fatto a babbo morto e non so se sia stato più inutile o più ridicolo. Dice che il piano Fiat era il migliore: allora forse conveniva darsi una mossa prima. Abbiamo visto Marchionne con il suo maglioncino da Obama, dalla Merkel e dai sindacati tedeschi. Ma non abbiamo mai visto un esponente del governo italiano interloquire in questa vicenda». Gli incentivi alla rottamazione li hanno dati. Non sono già qualcosa? «Scajola ha detto di averli condizionati al fatto che non venisse licenziato nemmeno un lavoratore in Italia: come se fosse quella l´unica questione di una ristrutturazione davvero globale del mondo dell´auto. Per non parlare della Lega che si è vantata di aver proposto un emendamento perché poi Fiat non delocalizzasse produzioni. Se lo avesse fatto poi, come pensava di multarli? Puri spot». Lei, che ha anche lavorato in un governo con Berlusconi e Tremonti è d´accordo con il fatto che penalizzano Torino e il Piemonte? «In parte, ma non esagererei con il vittimismo. Che Berlusconi non abbia mai mostrato un grande interesse per questa regione lo si è visto anche nella scelta della compagine dell´ultimo governo. O dall´attenzione a grandi opere come Tav e Terzo Valico, dove non ho ancora capito se il governo abbia messo un euro. Così come per il retroporto di Genova ad Alessandria o al polo della logistica a Novara. Mi sembra però che sul disinteresse per questo territorio prevalga un altro problema». Quale? «La mancanza di una cultura politica che riguarda tutto il Paese: vedi Malpensa, e l´Alitalia che penalizzano la Lombardia dove gran parte delle amministrazioni sono di centrodestra. La questione dei fondi Fas per la Sicilia e più in generale i soldi per le infrastrutture, promessi, ma che non ci sono. Berlusconi dice che la crisi non c´è, Tremonti che c´è, ma che bisogna lasciar passare la nottata. Così il governo italiano non ha messo che qualche miliardo dove gli altri ne hanno investiti centinaia. è il difetto di cultura di governo che rende difficile concepire una politica industriale, del credito e delle infrastrutture di lungo periodo. Gli spot costano meno e rendono di più, in termini immediati». E la Lega, il partito che dovrebbe difendere gli interessi del Piemonte e del Nord dov´è? «Alla Lega basta fare l´elenco della spesa: Malpensa e Alitalia appunto, ma anche i 500 milioni a Roma (esentata dal patto di stabilità), i 150 a Catania, Reggio Calabria che diventa città metropolitana: tutti provvedimenti che loro hanno votato. Come i tagli alle scuole di montagna: hanno approvato il decreto Gelmini senza battere ciglio. Poi in questi giorni vanno in giro per le valli di Lanzo a dire che saranno loro a ridargliele. Fanno il partito di lotta e di governo, votano le leggi e poi dicono che sono colpa di Roma».

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scuola, si cambia supplenti avvisati con sms e e-mail - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 18 - Cronaca Scuola, si cambia supplenti avvisati con sms e e-mail La richiesta del ministro: semplicità e risparmio Da settembre oltre a telegrammi e telefonate spesso senza esito per convocare i sostituti sarà possibile usare strumenti più "moderni" SALVO INTRAVAIA ROMA - Sms ed e-mail per nominare i supplenti. Dal prossimo mese di settembre le segreterie scolastiche, oltre ai tradizionali telegrammi e al telefono, potranno utilizzare anche i messaggini e la posta elettronica per reclutare i precari da mandare in classe per qualche giorno. La rivoluzione a scuola arriva con il decreto ministeriale numero 56 dello scorso 28 maggio, che dà alle scuole tutte le istruzioni per la compilazione delle cosiddette graduatorie d´istituto e la nomina dei supplenti. Il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, in questo modo intende perseguire due obiettivi: snellire e accelerare le complesse procedure per l´individuazione dei supplenti e fare risparmiare tempo e denaro alle scuole. Da qualche anno, infatti, per trovare un sostituto il personale delle segreterie deve sobbarcarsi anche centinaia di telefonate o inviare decine di telegrammi, senza avere la certezza di inviare in aula un docente in tempi ragionevoli. La perdita di tempo può anche superare una settimana e l´esborso di denaro necessario viene stimato attorno ai 60 milioni di euro l´anno. Il nuovo corso delineato dalla Gelmini parla chiaro: per le supplenze superiori a 30 giorni, oltre al telegramma, si potranno utilizzare sms e e-mail, con avviso di ricezione. Ovviamente le scuole dovranno registrare e conservare tutta la documentazione che attesti l´avvenuto contatto con il docente in questione. Fino ad oggi, l´unico strumento utilizzabile per le supplenze di un mese ed oltre è il telegramma. Anche per le supplenze inferiori a 10 giorni nella scuola dell´infanzia (l´ex materna) e primaria (elementare) ci sono novità in arrivo. I docenti inclusi nelle graduatorie d´istituto verranno contattati (dalle 7,30 alle 9,00) sempre telefonicamente ma la mancata risposta o l´impossibilità di contattare il supplente equivarrà ad una "esplicita rinuncia". E, passate le 9,00, il dirigente scolastico potrà attribuire l´incarico al primo "aspirante disponibile". Per tutte supplenze di durata intermedia le scuole potranno avvalersi degli strumenti che riterranno più idonei (telefono fisso e cellulare, sms, e-mail, lettera, telegramma) a patto che si determini un risparmio. Viale Trastevere consiglia ai dirigenti scolastici di "stipulare convenzioni con le società operanti nel settore" delle comunicazioni. Anche perché ogni anno le giornate di insegnamento affidate ai supplenti d´istituto sono circa 10 milioni. Fra tre mesi dunque i precari dovranno stare con gli occhi puntati al computer e l´orecchio al telefono se non vorranno farsi scappare l´incarico. Le novità riguardano le cosiddette supplenze brevi: quelle che hanno durata compresa tra un giorno e qualche settimana, ma che in alcuni casi si protraggono per mesi. Gli interessati sono i 723 mila precari iscritti nelle liste d´istituto, articolate in tre "gironi": un primo livello in cui sono inseriti coloro che fanno parte delle graduatorie provinciali (tutti abilitati all´insegnamento), una seconda fascia con i docenti abilitati ma non inseriti nelle liste provinciali e un terzo girone con di precari forniti del titolo di studio ma senza abilitazione. Ma sono soprattutto i 486 mila aspiranti maestri e prof inseriti in seconda e terza fascia i più coinvolti. Più di 237 mila fortunati iscritti nelle graduatorie provinciali possono infatti spartirsi 77 mila supplenze annuali (fino al 31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (fino al 30 giugno) distribuite all´inizio dell´anno dagli Uffici scolastici provinciali (gli ex provveditorati).

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prato. queste le pagelle del viareggio. (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 29 - Sport PRATO. Queste le pagelle del Viareggio. PRATO. Queste le pagelle del Viareggio. ARFè: 5.5. Nei due gol Ouchene mette in mostra le sue doti di tiratore, ma soprattutto sulla prima conclusione il portiere non è immune da colpe. CARNESALINI: 6. Ci mette l'anima, ma soffre le incursioni di Cecchi e De Agostini. BARSOTTI: 5,5. Nel primo tempo va un po' in bambola quando il Prato spinge. Meglio nella ripresa. RECCOLANI: 6. Non è lucidissimo e, specie nel primo tempo, sbaglia molti passaggi. Dopo l'intervallo cresce. Nel finale esce stremato. dal 38' st RAFFAELLO: S.V. Entra e prova subito un siluro dalla lunga distanza (fuori non di molto). Troppo poco in campo, però, per un voto. MASSONI: 5,5. Sullo 0-0 un grande salvataggio. Poi soffre la dinamicità dell'attacco pratese. FIALE: 5. In difficoltà quando, nel primo tempo, il Prato attacca. Nella ripresa sbaglia di testa due gol facili facili. GENOVA: 5. Preferito a Costantino, nel primo tempo quasi non si vede. In avvio di ripresa lascia il posto proprio a Costantino. dal 15' DE ANGELIS: 6. Quando entra, si vede subito. E non solo per la traversa scheggiata su punizione. FOMMEI: 7. Uno dei pochi a mantenere i nervi saldi per tutti e 90 i minuti. PAVOLETTI: 5,5. Generoso, ma spesso non preciso. E quasi mai pericoloso. FUSI: 5,5. Un paio di buone discese, ma anche troppi momenti morti. dal 28' COSTANTINO: 6. Un paio di guizzi, ma soprattutto maggior dinamicità sulla corsia di destra. FRANCHINI: 7. è l'anima di questo Viareggio. Punge, pressa, attacca e - con due tiri dal limite - sfiora il gol. Claudio Vecoli

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vino, brutta sorpresa scuole enologiche a rischio chiusura (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Toscana Vino, brutta sorpresa scuole enologiche a rischio chiusura Pesanti conseguenze se si concretizzerà la riforma degli istituti ad orientamento specifico. Il settore, nei prossimi 5 anni, avrà bisogno di 150 tecnici, ma l'unica forma di accesso resterà la laurea La scuola enologica più antica del mondo, Conegliano, insieme a quelle con sede a Alba, San Michele all'Adige, Avellino, Ascoli Piceno, Marsala, Catania, Locorotondo, Siena e Cividale del Friuli, sono a rischio chiusura. L'allarme è stato lanciato nel corso del 64º congresso annuale di Assoenologi in seguito alla direttiva del Ministero della pubblica istruzione, in applicazione della quale quest'anno, come sottolineato dal direttore generale di Assoenologi Giuseppe Martelli, verranno iscritti gli ultimi allievi che potranno frequentare il corso di lezioni per specializzarsi in viticoltura e enologia. Con l'ipotizzata riforma delle scuole ad orientamento specifico «le specializzazioni vanno al capolinea» ha detto Martelli, sottolineando che «in 130 anni di gloriosa attività da queste scuole sono usciti personaggi di fama mondiale, del calibro di Gianni Zonin, Mario Consorte, Diego Planeta e Mario Moretti Polegati. E questo in un momento in cui - secondo stime Assoenologi - il settore vitivinicolo italiano nei prossimi cinque anni assorbirà 150 tecnici, dei quali il 50% per ricambio generazionale. Se passasse la riforma, così come ci è stata annunciata, l'unico canale di accesso alla professione resterà la laurea in enologia. Ma il punto è che le cantine italiane, perlopiù piccole imprese con appena due ettari in media di terreni vitati, non possono assorbire solo laureati, ma hanno bisogno di una gamma di professionalità specifiche, dal cantiniere, operaio con competenze pratiche, all'enotecnico, con un know-how specifico tecnico-pratico, fino ad un laureato, il cui costo è però sostenibile solo da aziende con almeno 40 ettari di vigneti». La proposta presentata al Ministero della pubblica istruzione da Assoenologi che rappresenta oggi 4mila tecnici vitivinicoli di cui solo il 10% laureato, è di avviare un unico contenitore per la formazione dei ragazzi, dopo la licenza media e eventualmente fino all'università, una formazione specifica in crescendo, dall'operaio-cantiniere all'enotecnico, fatta in pochi istituti ma tutti dotati di vigneti, laboratori e cantine. Un impegno «convinto» a favore della salvaguardia delle scuole ad alta specializzazione arriva dal ministro Luca Zaia, che si dichiara «fiducioso di trovare la quadra» nel dialogo aperto col ministro Gelmini, anche alla luce del «perfetto accordo» trovato nell'ultimo consiglio dei ministri sulla maggiore autonomia di queste istituzioni scolastiche che sono, ha concluso Zaia, «un baluardo di nostri indirizzi enologici studiati dal Cile alla Nuova Zelanda, un fenomeno mondiale».

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Scuole enologiche: è allarme (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

ASCOLI pag. 3 Scuole enologiche: è allarme Summit a Colli con il ministro Luca Zaia COLLI DEL TRONTO LA SCUOLA ENOLOGICA più antica del mondo, Conegliano, insieme a quelle di Alba, San Michele all'Adige, Avellino, Ascoli, Marsala, Catania, Locorotondo, Siena e Cividale del Friuli, sono a rischio chiusura. L'allarme è stato lanciato nel corso del 64° Congresso annuale di Assoenologi (che si è tenuto a Colli) in seguito alla direttiva del ministero della Pubblica istruzione, in applicazione della quale quest'anno, come sottolineato dal direttore generale di Assoenologi Giuseppe Martelli, verranno iscritti gli ultimi allievi che potranno frequentare il sessennio di lezioni per specializzarsi in viticoltura e enologia. Con l'ipotizzata riforma delle scuole «le specializzazioni vanno al capolinea. Se passasse la riforma, così come ci è stata annunciata, l'unico canale di accesso alla professione resterà la laurea in enologia. Ma il punto è che le cantine italiane, perlopiù piccole imprese con appena due ettari in media di terreni vitati, non possono assorbire solo laureati, ma hanno bisogno di una gamma di professionalità specifiche». Un impegno convinto a favore della salvaguardia delle scuole ad alta specializzazione arriva dal ministro Luca Zaia, che si dichiara «fiducioso di trovare la quadratura» nel dialogo aperto col ministro Gelmini. Image: 20090601/foto/194.jpg

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IL GOVERNO va avanti con la "riforma" della scuola e le r... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

ROVIGO pag. 5 IL GOVERNO va avanti con la "riforma" della scuola e le r... IL GOVERNO va avanti con la "riforma" della scuola e le ricadute in Polesine sembrano sempre più preoccupanti. Almeno stando alla lettura che ne dà il Coordinamento dei docenti che alla Gran Guardia di Rovigo ha anche incontrato alcuni candidati alle prossime amministrative. Molte decine i docenti entrati a fare parte di questo Coordinamento che intende vigilare e fare iniziative in "difesa della scuola pubblica". E con i docenti cominciano ad esserci genitori e Ata. Per comunicare da Melara a Porto Tolle? Una rete e un blog. Ma vediamo i timori che si ritorcono sulla scuola locale. Prima preoccupazione: non ci sono edifici scolastici e aule in grado oggi di contenere l'incremento di alunni per classe (fino a 30 e passa alle superiori) previsto dalla Riforma-Gelmini. Di qui l'idea, già in atto, di inviare esposti alla Prefettura quando non ci fossero le condizioni minime di sicurezza per stare in classe. In ogni Istituto polesano, all'avvio dell'anno scolastico (il 14 settembre), dovrebbe poi nascere una sorta di comitato tecnico (con docenti, genitori, alunni.) in grado di monitorare gli standard di sicurezza. Seconda preoccupazione: le chiusure di plessi. Dina Merlo, una delle portavoce del Coordinamento, ha ricordato che potrebbero essere una ventina i plessi elementari e medi (con meno di 50 alunni) a chiudere nella nostra provincia nel 2010, in seguito dell'entrata in vigore del decreto sul dimensionamento. Da qui l'inevitabile impoverimento sociale e nuovi costi per Comuni e famiglie costrette a sobbarcarsi scomodi spostamenti per portare i bambini a scuola. Terza preoccupazione: se è vero che al momento la scuola rodigina perde poco meno di 150 posti (40 alle elementari, 26 alle medie, 43 alle superiori più un ancora imprecisato numero di bidelli e addetti amministrativi), nei prossimi anni i numeri cresceranno ancora e di molto. Dunque è un'emergenza-lavoro, che si aggiunge alle tante altre di questo periodo, ma che rischia, in Polesine, nell'arco di un biennio-triennio, di essere la più grave: potremmo arrivare a perdere centinaia di posti-lavoro nella sola nostra provincia! Quarta preoccupazione: il diritto allo studio, la difesa della scuola pubblica, che i docenti polesani vedono in smantellamento, nonostante la qualità che ha espresso e continua ad esprimere. Quinta preoccupazione: la fine di alcuni indirizzi storici per l'istruzione secondaria locale. Il ministro Gelmini giovedì ha annunciato il via alla riforma degli Istituti Professionali e dei Tecnici, che dal 2010 dovrebbero passare a 32 ore settimanali. Ora il coordinamento polesano rileva che scompaiono dai disegni del Ministro indirizzi che hanno fatto la fortuna della formazione in Polesine, come i ragionieri programmatori, mentre la riduzione dell'area linguistico-culturale ai professionali rischia di inficiare una delle conquiste storiche degli ultimi decenni: il libero accesso ai corsi universitari. o.p. Image: 20090601/foto/10418.jpg

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Tagli a scuole e caserme, allarme in Valmarecchia (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

RIMINI CRONACA pag. 4 Tagli a scuole e caserme, allarme in Valmarecchia SECESSIONE PROBLEMI IN ATTESA DEL PASSAGGIO DEI SETTE COMUNI A RIMINI TAGLI alle scuole e alle caserme delle forze dell'ordine, dopo il passaggio dell'alta Valmarecchia in Romagna? La riforma Gelmini metterà in ginocchio il prossimo anno scolastico, gli istituti di San Leo, Pennabilli e Montecopiolo. Da qui la richiesta di Carlo Evangelisti (candidato dei Verdi alle provinciali di Pesaro) di intervenire sul problema delle scuole di montagna, portando la questione in giunta Marche. «La lettera inviata da più di 350 genitori della Valmarecchia al dirigente scolastico di Pesaro-Urbino afferma è un grido di allarme sulle condizioni in cui verranno a trovarsi le scuole dei comuni che prossimamente andranno in Romagna. Soffrono già per le carenze di servizi che ne penalizzano la qualità della vita. Il prospettato peggioramento anche dei servizi scolastici è inaccettabile». Prosegue Evangelisti: «Serve evitare che il momento di passaggio regionale possa far pensare ad una diminuzione dell'impegno regionale per i sette Comuni. Sono certo che la giunta marchigiana potrà intervenire e dare una risposta alle 350 famiglie firmatarie della petizione». Un altro problema appare all'orizzonte con il passaggio dei sette Comuni: la richiesta presentata dal comando della polizia municipale dell'Unione di Pian del Bruscolo, nel pesarese. Precisamente dal presidente uscente dell'Unione, Flavio Fabi, che propone al vice prefetto lo spostamento dell'Arma dei carabinieri di Novafeltria. «A Pian del Bruscolo abbiamo un vigile ogni 1500 abitanti. Il territorio ha registrato in 10 anni un incremento demografico del 45%. Qualora dovesse aver seguito la secessione, il prefetto potrebbe spostare la compagnia. Sono certo che le si troverebbe immediamente una collocazione».

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Agenzia Spaziale Italiana: la politica rioccupa lo spazio (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

Agenzia Spaziale Italiana: la politica «rioccupa» lo spazio Su indicazione di Mariastella Gelmini, ministro competente, venerdì scorso il Consiglio dei Ministri ha avviato le procedure per la nomina del nuovo presidente dell'Asi, quell'Agenzia spaziale italiana che è uno dei maggiori Enti pubblici di ricerca del nostro paese. La scelta del governo è caduta su Enrico Saggese, già nominato, lo scorso primo agosto 2008, Commissario straordinario della stessa Asi in sostituzione di Giovanni Bignami, astrofisico di riconosciuto valore internazionale, a sua volta nominato Presidente dell'Asi dal governo Prodi su indicazione di Fabio Mussi, l'allora Ministro della ricerca. In agosto anche il Corriere della Sera sollevò alcune perplessità sulla nomina di Saggese, accreditato di amicizia con esponenti della destra, perché era dirigente di Finmeccanica e si occupava proprio dei programmi spaziali di quella grande azienda. Era opportuno che un uomo che aveva ottenuto importanti commesse per la sua (ottima) azienda, diventasse presidente dell'Ente committente? Ma prima ancora che un «discorso sul merito» occorre fare un «discorso sul metodo». Fabio Mussi aveva instaurato una prassi per la nomina dei presidenti degli Enti pubblici di ricerca: il passo indietro della politica. Il Ministro deve limitarsi a scegliere in una rosa di persone giudicate le più meritevoli dalla stessa comunità scientifica, mediante appositi search committee. L'indicazione di Giovanni Bignami alla Presidenza dell'Asi aveva inaugurata quella prassi salutata con calore dagli osservatori internazionali, incluse le riviste Science e Nature. Nel mandare a casa Bignami e sostituirlo con Saggese, il Ministro Gelmini si era appellata, in agosto, a motivi squisitamente tecnici. Il passo indietro della politica e la prassi trasparente del search committee, aveva assicurato in agosto, sarebbero stati rispettati dal governo. Ma venerdì scorso quella dichiarazione è stata dimenticata. Mariastella Gelmini ha indicato e il governo Berlusconi ha deciso di nominare Saggese senza ascoltare la comunità scientifica. La politica, invadente, ha marcato un passo in avanti. PIETRO GRECO

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Approvato il Regolamento sulla valutazione degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

Giu 09 1 Approvato il Regolamento sulla valutazione degli studenti Pubblicato da Franca Corradini alle 09:32 in Scuola&Società Direttamente dal sito del Ministero il comunicato stampa a proposito del Regolamento sulla valutazione degli studenti nelle scuole di ogni ordine e grado, approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri del giorno 28 maggio 2009. Queste le principali novità contenute nel provvedimento: Scuola Primaria (scuola elementare) Nella scuola primaria gli alunni saranno valutati dall'insegnante unico di riferimento. La valutazione terrà conto del livello di conoscenza e del rendimento scolastico complessivo degli alunni nelle singole materie. La valutazione nelle singole materie sarà espressa in voti numerici così come avviene in tutti i Paesi Europei. Solo per l'insegnamento della religione cattolica resta la valutazione attraverso un giudizio sintetico formulato dal docente. I docenti di sostegno parteciperanno alla valutazione di tutti gli alunni. Nella scuola elementare gli alunni potranno essere non ammessi alla classe successiva solo in casi eccezionali e motivati. Voto in condotta nella scuola elementare Il voto in condotta nella scuola elementare sarà espresso attraverso un giudizio del docente o dei docenti contitolari. Scuola secondaria di I grado (scuola media) Nella scuola secondaria di primo grado gli studenti saranno valutati nelle singole materie con voti numerici. Questo metodo di valutazione riguarderà anche l'insegnamento della musica. Anche alle medie l'insegnamento della religione cattolica continuerà ad essere valutato attraverso un giudizio sintetico del docente. Per essere ammessi all'anno successivo, comunque, sarà necessario avere almeno 6 in ogni materia. Per la ammissione all'esame di Stato di terza media gli alunni dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso il voto in condotta. In sede d'esame finale agli alunni particolarmente meritevoli che conseguiranno il punteggio di 10 decimi potrà essere assegnata la lode dalla commissione che deciderà all'unanimità. Voto in condotta alle scuole medie Il voto in condotta nella scuola secondaria di primo grado sarà espresso con un voto numerico accompagnato da una nota di illustrazione e riportato anche in lettere in pagella. Scuola secondaria di II grado (scuola superiore) Alle scuole superiori la valutazione intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe. Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospenderà il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più materie, senza decidere immediatamente la non promozione, ma comunicando i risultati conseguiti nelle altre materie. A conclusione dei corsi di recupero per le carenze dimostrate il consiglio di classe, dopo aver accertato il recupero delle lacune formative entro la fine dello stesso anno scolastico, non oltre la data di inizio delle lezioni dell'anno successivo, formulerà il giudizio finale e l'ammissione alla classe successiva. Secondo quanto indicato dall'ordinanza ministeriale n.40 dell'8 aprile 2009, per l'anno scolastico 2008/09, per l'ammissione all'esame di Stato sarà necessaria la media del 6. Il voto in condotta concorrerà alla formazione della media. A partire dall'anno scolastico 2009/10 saranno ammessi all'esame di Stato tutti gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta. Accesso diretto all'esame di stato per gli "ottisti" Saranno ammessi direttamente agli esami di Stato gli studenti che in quarta hanno conseguito 8 decimi in ciascuna materia e nel comportamento e che hanno riportato una votazione non inferiore al 7 in ciascuna disciplina, 8 per la condotta nelle classi seconda e terza. L'educazione fisica concorre come ogni altra disciplina alla determinazione della media dei voti. »Voto in condotta alle scuole secondarie di primo e secondo grado Con il Regolamento approvato oggi dal Consiglio dei Ministri il voto sul comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici. Il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, purché prima sia stata data allo studente una sanzione disciplinare. Inoltre, l'insufficienza in condotta dovrà essere motivata con un giudizio e verbalizzata in sede di scrutinio intermedio e finale. Una sanzione disciplinare, quindi, sarà come un cartellino giallo, dopo il quale se i comportamenti gravi persisteranno il collegio dei docenti darà il cartellino rosso e cioè il 5 in condotta. La valutazione del comportamento è partita già nel primo quadrimestre dell'anno scolastico in corso ed ha portato a galla circa 34 mila insufficienze. Gli studenti avranno tempo nella seconda parte dell'anno per recuperare. L'insufficienza nel voto di condotta (voto inferiore a 6) comporterà la non ammissione all'anno successivo o agli esami di Stato. Valutazione degli alunni con disabilità Per la valutazione degli alunni con disabilità si dovrà tener conto, oltre che del comportamento, anche delle discipline e delle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato. Inoltre si prevede, per gli alunni disabili, la predisposizione di prove di esame differenziate, corrispondenti agli insegnamenti impartiti e idonei a valutare il progresso dell'alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali. Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento-DSA Per gli alunni in situazione di difficoltà specifica di apprendimento debitamente certificate per la prima volta viene dettata una disciplina organica, con la quale si prevede che, in sede di svolgimento delle attività didattiche, siano attivate adeguate misure dispensative e compensative e che la relativa valutazione sia effettuata tenendo conto delle particolari situazioni ed esigenze personali degli alunni. Obbligo scolastico Resta confermato l'obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età, sempre nel quadro del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione.

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Via libera al riordino dell'istruzione t (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 01-06-2009)

Argomenti: Scuola

Via libera al riordino dell'istruzione tecnica e professionale Per quanto riguarda le scuole di ogni ordine e grado, tra l'altro, il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente quello che sarà il Regolamento sulla valutazione degli studenti. Maggiori[...] Per quanto riguarda le scuole di ogni ordine e grado, tra l'altro, il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente quello che sarà il Regolamento sulla valutazione degli studenti. Maggiori dettagli nell'articolo presente nel sito ASCA.it. Di seguito la parte introduttiva: "Con il riordino dell'istruzione tecnica e professionale, inizia il processo di riforma della scuola secondaria. Cosi' il Ministero dell'Istruzione commenta la decisione del Consigglio dei minsitri che dopo 78 anni dall'ultimo riordino datato 1931, ha approvato 2 Regolamenti che riformano gli istituti tecnici e gli istituti professionali. Le norme introdotte con i nuovi Regolamenti riorganizzano e potenziano questi istituti a partire dall'anno scolastico 2010-2011 come scuole dell'innovazione. "Il rilancio della cultura tecnica e professionale - ha affermato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - e' la migliore risposta della scuola alla crisi, perche' favorisce la formazione del capitale umano necessario per il rilancio del made in Italy e perche' consente una pluralita' di scelte formative integrate con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di dispersione scolastica." Per continuare la lettura, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 1 giugno 2009 in: Normativa » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Le giuro, non mi sono mai sentita tanto umiliata in vita mia. Quell'uomo perdipiù era un p... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

Le giuro, non mi sono mai sentita tanto umiliata in vita mia. Quell'uomo perdipiù era un preside, ha la responsabilità di educare, e davanti a 40 studenti non ha esitato a pronunciare frasi come "Torni al suo Paese e parli così ai suoi fratelli". Poi, rivolgendosi alle classi, ridacchiando: "Ragazzi, venite, allontaniamoci dalla mummia"». Si sfoga, ancora con gli occhi lucidi di rabbia, K. Y., 31 anni, di Casablanca, laurea in diritto privato e 5 lingue straniere parlate alla perfezione. Professionale ragazza che fino al 5 maggio ha svolto il lavoro di addetta alle sale espositive del Museo Egizio di Torino con entusiasmo. Fino a quando, quel giorno alle 18, non si è presentato davanti al settore «Prenotazione gruppi scolastici» Marco Pesola, preside della scuola media Amedeo d'Aosta di Bari. Il distinto professore ha avuto con lei un comportamento che i dirigenti del museo non esitano a definire «palesemente razzista». E per questo i suoi insulti sono finiti in una lettera inviata dalla direttrice del Museo Egizio, Eleni Vassilika, al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, a quello della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, e al Provveditore agli studi di Bari. «Il nostro staff è stato ripetutamente attaccato verbalmente e umiliato di fronte a terzi - ha scritto la Vassilika - mentre la nostra addetta originaria del Marocco è stata profondamente umiliata. E quest'ultima, pubblica offesa non può certo passare sotto silenzio». Ma quale sarà stato il motivo che ha fatto perdere le staffe al preside al punto da lasciarsi andare a frasi come «Io parlo soltanto con miei pari grado, lei se ne torni dai suoi fratelli in Egitto»? Secondo il personale del museo «il professor Pesola era indispettito dal fatto che il suo gruppo, nonostante non avesse prenotato con il dovuto anticipo, non fosse passato prima di un'altra classe arrivata al momento giusto». Racconta K.Y.: «Non voleva sentire ragioni, gli avevo solo chiesto di aspettare qualche minuto ma ha dato in escandescenze, e ha detto che voleva parlare col Sovrintendente e che, con gente inferiore come me, non voleva perdere tempo». Poi, raccontano altri colleghi, «l'ha anche minacciata di farle perdere il posto». Aggiunge Mauro Laus, responsabile delle relazioni esterne della Rear, l'azienda che organizza i servizi interni al museo: «Si è trattato di un episodio di razzismo che è bene venga alla luce perché risulta ancor più grave arrivando da chi è responsabile dell'educazione dei bambini». E lui, il preside, come reagisce a questo coro di accuse? «Sono tutte menzogne, la mia parola vale quanto quella dell'addetta. Anzi, i miei scolari sono pronti a testimoniare che la frase sulla mummia era stata pronunciata scherzosamente all'indirizzo dei ragazzi che non si muovevano, quindi li ho chiamati così». Il preside tira in ballo la sua «ottima reputazione» e spiega di avere «un'esperienza ultraventennale anche come operatore della Caritas per l'accoglienza agli immigrati». A riprova aggiunge: «Per esempio, in quella gita ho accompagnato anche due ragazzi di colore». E quando lo si avverte che la direttrice del Museo Egizio è intenzionata ad andare sino in fondo dopo aver scritto ai ministri Gelmini e Brunetta, si dice tranquillo: «Vedrò presto il ministro perché mi deve consegnare un premio, io, con la mia reputazione non ho nulla da temere». Ma a Torino sono intenzionati a chiedere una punizione esemplare: «Quel signore - dice Vassilika - può continuare a svolgere il mestiere di educatore?».

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Biblioteca multimediale al Professionale Lanino (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLE. INAUGURAZIONE VENERDÌ Biblioteca multimediale al Professionale Lanino Una biblioteca multimediale, nuovi laboratori e informatica sempre più all'avanguardia. Le scuole vercellesi si rinnovano e il prossimo appuntamento è per venerdì, alle 11,30, al professionale Lanino di via Verdi. Ospiti e studenti saranno guidati nella visita della biblioteca ultramoderna, che ha pure un'area musicale con tanto di mixer, microfoni e strumenti. E poi c'è la lavagna interattiva acquistata con il contributo della fondazione Crt (nel 2008 il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini aveva annunciato un piano per dotare le scuole italiane di 10.000 lavagne multimediali), che permette di scrivere usando dei pennarelli virtuali e di manipolare testi, immagini, animazioni ecc.. Venerdì i ragazzi del laboratorio teatrale animeranno la mattinata anche con letture drammatizzate ispirate a «Come un romanzo» di Pennac e «Se una notte d'inverno un viaggiatore» di Italo Calvino. La mattinata al Lanino si concluderà con una festa.

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Un problema trovare i soldi per i lavori (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

di Paola Dall'Anese «Un problema trovare i soldi per i lavori» Prade telefona a Galan e a Giorgetti «Da Venezia ci aspettiamo un aiuto» BELLUNO. «Il vero problema è reperire le risorse. Per trovare una sistemazione alla segreteria o agli alunni, in qualche modo ce la faremo. Ma trovare oltre un milione di euro diventa difficile: ma su questo punto sono già al lavoro». Il sindaco Antonio Prade ce la sta mettendo tutta per cercare di risolvere nel più breve tempo possibile la situazione creatasi dopo il crollo del soffitto alle elementari Gabelli. E ieri mattina ha chiamato Galan e l'assessore Giorgetti. «Ci servono soldi, e credo che nei prossimi giorni la Regione ci darà una risposta in merito. Venezia deve aiutarci a trovare le risorse in un momento così difficile», dice chiaro Prade che aggiunge: «Domani sentirò anche il ministro Maria Stella Gelmini. Come amministrazione, vogliamo rimettere a nuovo le scuole Gabelli rifacendo tutti i soffitti sia del piano inferiore che superiore (dove si era intervenuti lo scorso anno mettendo delle reti di sicurezza in segreteria). E intendiamo monitorare tutte le scuole comunali». Su quest'ultimo punto il sindaco già ieri ha fatto un primo giro di ricognizione. «Ci sono diversi edifici che meritano degli interventi», dice Prade, «ma l'unica scuola assolutamente solida è quella di Badilet, come abbiamo potuto constatare nel sopralluogo con i tecnici». Intanto la segreteria del primo Circolo continua a rimanere alle Gabelli, dichiarate inagibili. «Anche questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ho parlato col sindaco, invitandolo a trovare al più presto una soluzione per la segreteria», dice il direttore didattico Fulvio De Bon. «Speriamo che entro mercoledì possiamo avere la nuova sistemazione». E su questo fronte sono al lavoro gli assessori Maria Grazia Passuello e Tiziana Martire. «Stiamo cercando», precisa la Passuello «all'interno del patrimonio comunale, una stanza corredata di strumentazione adeguata per ospitare la segreteria. Anche se non è in centro non ha molta importanza, visto che siamo in emergenza. Stiamo pensando anche alla segreteria di un'altra scuola, visto i tempi ristretti per poter ultimare le pratiche di fine anno». L'incognita più grande resta però l'individuazione di edifici che possano ospitare gli alunni da settembre. La scuola rimarrà chiusa fino al termine dell'intervento strutturale, il che significa come minimo un anno, che potrebbe però lievitare visto che per importi superiori al milione di euro si deve andare a gara europea. Ma sui tempi di rimessa a nuovo delle Gabelli, il sindaco non si dice preoccupato. «Qui non si tratta di fare in fretta, ma di realizzare un lavoro fatto bene e sicuro. Ci metteremo il tempo che serve». E sulla ricerca di altre 15 aule per i 300 alunni, Passuello annuncia: «Stiamo valutando non solo le scuole superiori ma anche i nostri asili, perchè sono due i principi che vogliamo rispettare: vale a dire rimanere in centro e non frammentare le aule. Per questo potrebbe essere inserito, tra le opzioni, lo stesso istituto Sperti almeno per una parte dei 300 alunni, mentre per il restante si vedrà». Ieri erano molti i bambini assenti a scuola, vista anche la concomitanza con il ponte del 2 giugno e con la gita organizzata da tempo dallo stesso Sperti a cui hanno aderito un centinaio di alunni. Le maestre ne hanno approfittato per continuare nella sistemazione del materiale didattico che venerdì pomeriggio hanno trasferito dalle Gabelli allo Sperti. «La nostra preoccupazione ora è di continuare nell'attività didattica tenendo impegnati i piccoli». Fortunatamente le lezioni si concluderanno venerdì con la festa nel cortile dello Sperti dove il comitato dei genitori, come ogni anno, offrirà a tutti i bambini il gelato. Poi il 12 ci sarà la consegna delle pagelle.

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Laboratori ridotti, protestano i presidi (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

LA RIFORMA GELMINI Laboratori ridotti, protestano i presidi Fratte e Sardo: «Così si penalizzano gli studi tecnici e professionali» BELLUNO. «Con questa riforma si penalizzano i laboratori tecnici e gli insegnamenti tecnico-scientifici a scapito dell'istruzione professionale». Il vice coordinatore della Gilda di Belluno, Livio D'Agostino ritorna sulla riforma della scuola superiore che scatterà dall'anno scolastico 2010-2011, mettendo in luce i difetti. A dargli man forte anche il coordinamento dei docenti delle discipline scientifico-tecnologiche che si sentono per questo penalizzati. La denuncia arriva a distanza di qualche giorno dall'approvazione da parte del Governo delle bozze dei Regolamenti e dei quadri orario degli istituti tecnici e professionali che prevedono il passaggio da 36 ore a 32, con una diminuzione di orario di materie come quelle tecniche, giuridiche, dei laboratori e anche di lettere. I docenti chiedono che nel testo definitivo non venga prevista la riduzione nel triennio finale dei nuovi istituti tecnici tecnologici di oltre il 20% del numero di ore di discipline tecnologiche e che non ci sia l'eliminazione dei corsi del liceo scientifico tecnologico negli istituti tecnici industriali che dispongno di attrezzati laboratori. «Per le ore di laboratorio, parte fondamentale per scuole come quelle tecniche e professionali, si parla di una riduzione del 30% e di un taglio di discipline come quelle giuridiche del 50%», precisa D'Agostino della Gilda. «Il governo fino a ieri ha sventolato la bandiera dei laboratori come fossero la panacea e poi toglie la comprensenza del docente di teoria e di pratica, e si riducono le ore. Se noi priviamo gli istituti tecnici dei laboratori non li possiamo più chiamare così, perchè sono proprio le ore di attività pratica a dare la connotazione a quell'indirizzo di studio». Sulla stessa lunghezza d'onda anche i presidi di alcuni istituti del comune di Belluno. Per Paolo Fratte, dirigente dell'Ipsia Brustolon «togliere queste materie ha una certa gravità. Noi dovremo collaborare con l'industria e quindi destinare tempo e spazi ai laboratori. Abolire i laboratori per risparmiare è assurdo». Della stessa idea anche Michele Sardo del professionale Catullo. «La questione è la riduzione delle ore da 36 a 32 per gli istituti tecnici e profesionali, dove si perderebbero gli insegnamenti che danno l'indirizzo. Con la riduzione delle ore si riducono i docenti, e si perde in termini di qualità di insegnamento. Si sta cercando di portare alla deriva la scuola tecnica». Di opinione contraria il dirigente del Segato, Gerardo Cavaliero: «Sono contento, si tratta di una riforma bipartisan già prevista dal governo di sinistra e ripresa da quello di destra. Non ci sono risvolti negativi».

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Solo nella scuola trentina il 5 in condotta non comporta bocciatura. Non è una battuta ... (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

Solo nella scuola trentina il 5 in condotta non comporta bocciatura. Non è una battuta ... ANDREA DI FRANCIA Solo nella scuola trentina il 5 in condotta non comporta bocciatura. Non è una battuta di spirito; è, purtroppo, una sconcertante realtà! Nella scuola trentina, non si applica né la legge n. 169 del 2008, né il regolamento ministeriale n. 5 del 2009, sul voto in condotta. Nossignore: la Giunta provinciale di Trento ha disposto che, con il 5 in condotta, non si viene bocciati, né si esclude l'ammissione agli esami (cfr. Trentino del 25 aprile, p. 19). La giunta provinciale ha ritenuto non applicabile, nella scuola trentina, l'art. 2 della legge n. 169, voluto dal Parlamento, per arginare i "fenomeni di violenza, di bullismo e di offesa alla dignità e al rispetto della persona che si verificano in maniera purtroppo ricorrente anche nelle istituzioni scolastiche e che richiedono corresponsabilità educativa tra scuola, genitori e territorio, nonché l'elaborazione ed il rispetto di norme condivise". E non perché, nelle scuole trentine, non si verificano fenomeni di violenza, di bullismo e di offesa alla dignità ed al rispetto della persona. Anzi; basti scorrere i quotidiani locali! Ed allora, qual è la ragione di questa sostanziale differenza tra scuola nazionale italiana e scuola trentina? La risposta non può che individuarsi in una cattiva applicazione dello statuto di autonomia; in una manovra antigovernativa; in un modo di vantarsi di essere, in forza di quell'autonomia e del torrente in piena di danaro che da Roma giunge a Trento (alla faccia di tante famiglie disagiate), diversi da Roma. In ambito nazionale, lo studente che abbia compiuto fatti così gravi che, in base allo Statuto delle studentesse e degli studenti, sia stato sospeso per un periodo superiore a 15 giorni e che, successivamente, non abbia dimostrato, in concreto, apprezzabili cambiamenti nel comportamento, rischia un voto in condotta al di sotto di 6/10. E, tale voto determina "la non ammissione al successivo anno di corso e all'esame conclusivo del ciclo" (art. 2, comma 3 legge n. 169 del 2008). Nel trentino, invece, udite, udite, per gli stessi fatti, lo studente non rischia assolutamente niente. E' chiaro che, così operando, si dice ai bulli, ai violenti, agli spaccatutto, ai maleducati, presenti anche nelle scuole trentine (basti sentire gli insegnanti!): coraggio, andate avanti, fate i vostri comodi, rompete, spaccate, picchiate, compite atti di bullismo, tanto, anche se vi danno 5 in condotta, non vi succederà, scolasticamente, assolutamente nulla. A che serve, perciò, lamentarsi della maleducazione dei giovani, della violenza, della volgarità degli insulti, della grave mancanza di rispetto nei confronti dell'autorità? A che serve invocare sicurezza sulle nostre strade, nelle nostre piazze, nei supermercati? Ci saremmo aspettati proposte relative a progetti per sviluppare capacità di apprendimento, per motivare i giovani; progetti personalizzati per chi è più in difficoltà, condividendosi quanto ebbe a sottolineare l'ex assessore Tiziano Salvaterra e cioè che "la scuola non è fatta per bocciare, ma per valorizzare". Ed, invece, niente di tutto questo. Anzi! E' legittimo, allora, chiedersi: nella logica (si fa per dire!) della giunta provinciale, la non bocciatura con il 5 in condotta, costituirebbe una valida gestione della scuola? Un valido modo per aiutare quei genitori (e sono tanti) che fanno di tutto per educare i propri figli? Sarebbe questo un valido modo per sostenere, concretamente ed efficacemente, la meritoria opera degli insegnanti che, ogni giorno, devono combattere in classe atti di violenza e di bullismo? Sarebbe questo un valido modo per garantire ai ragazzi che, invece, vogliono studiare senza essere oggetto degli atti di bullismo, di esercitare il loro diritto allo studio? Sarebbe un modo, questo, per difenderli dagli atti di violenza? E' questo un modo per insegnare ai giovani il rispetto della dignità delle persone e delle regole di civile convivenza? Se questo è il progetto formativo messo in campo dalla giunta provinciale, le preoccupazioni delle famiglie, dei dirigenti scolastici, degli insegnanti, delle persone tutte, sono più che giustificate. Quale motivazione sottende la generica affermazione dell'assessora e cioè di aver" ritenuto che la bocciatura col 5 in condotta non rappresenti un percorso pedagogico costruttivo e pensiamo che le situazioni problematiche vadano affrontate in modo diverso, con maggior supporto nei confronti di scuole e docenti"? Cosa ha cercato di dire concretamente con queste roboanti e generiche espressioni? La verità è che, nei fatti, non c'è niente di veramente "pedagogico", niente di validamente"costruttivo", tutto effettivamente " problematico" e privo di reale e seria motivazione. E' probabile -ma sarebbe grave- che gli amministratori trentini ignorino la parola chiave che oggi si adotta per aiutare i giovani a crescere e cioè l' "autostima", indispensabile per la prevenzione di problemi come: l'abbandono scolastico, le difficoltà di apprendimento, la delinquenza, l'abuso di droga e alcool, il suicidio. Essi ignorano, inoltre, che, per costruire l'autostima, è necessario il rispetto delle regole, le quali costituiscono altrettanti capisaldi che rendono il giovane sicuro: senza regole il giovane diventa ansioso e spende molte energie a trincerarsi dietro ad atteggiamenti difensivi. La Giunta provinciale di Trento, perciò, non penalizzi così pesantemente le famiglie ed i giovani che frequentano la scuola trentina; li valorizzi, invece, con adeguati progetti e li aiuti a crescere nel rispetto delle regole. In mancanza di adeguati interventi, dovrà provvedere l'eleggendo Consiglio comunale a tutelare effettivamente il diritto allo studio a norma dell'art. 1, comma 1 dello Statuto del Comune di Trento.

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Scuola Beodo, erba alta più di un metroraffica di proteste in via dei Colli (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola Beodo, erba alta più di un metroraffica di proteste in via dei Colli bordighera Ventimiglia. Dopo le continue manifestazioni dei genitori che hanno raggiunto ben 22 iscrizioni per la prima media nella scuola di Ventimiglia alta, le prese di posizioni anche del sindaco Gaetano Scullino ed una vera manifestazione popolare che, sulla scia di una proposta del Pd, ha ottenuto centinaia di adesioni su Facebook, resta aperta la discussione sulla necessità di salvaguardare il plesso di Ventimiglia alta. Ne è convinto il capogruppo del Partito democratico Domenico De Leo, che forte anche dell'ultima significativa apertura concessa alle mamme dal provveditore Giuganino, invita tutti a non abbassare la guardia. E a proseguire la battaglia per il mantenimento di una scuola che è anche e soprattutto presidio culturale del centro storico. «Alla luce delle ultime dichiarazioni fatte ai genitori - sottolinea il consigliere De Leo - per quello che riguarda la chiusura della scuola media di Ventimiglia alta, è encomiabile la coerenza del Provveditore agli studi Anna Maria Giuganino. Se tutti, fino in fondo, terranno fede agli impegni presi nell'ufficio del sindaco, la Scuola Media "Cavour" di Ventimiglia alta non chiuderà. Dopo l'incontro pubblico sul tema, organizzato dal Partito Democratico nell'ex chiesa di San Francesco, avevamo chiesto un tavolo di confronto in Comune tra provveditore, preside, sindaco e capi gruppo. Durante il quale sono arrivati gli appelli da parte di tutti i presenti per percorrere tutte le vie possibili per scongiurare l'ipotesi della chiusura. E la Giuganino ha offerto la propria disponibilità, rimandando la decisione finale al momento in cui saranno decisi il budget e l'organico». Ma il risultato più sorprendente l'hanno poi ottenuto proprio i genitori, che con un passaparola e vincendo le resistenze di molti, sono riusciti a raccogliere ben 22 iscrizioni. «Confidiamo sul fatto - conclude De Leo - che il Provveditorato, da qui al mese di luglio, attivi tutti i mezzi possibili verso le istituzioni competenti, governo e ministro Gelmini in testa, per fare in modo che venga concesso l'organico sufficiente al mantenimento della scuola media "Cavour". Il tutto, alla luce del sovrappopolamento della " Biancheri" di via Roma». .x/02/0906 collaborazione«In caso di problemi, sarebbe meglio chiamare noi piuttosto che i giornali» .x/02/0906 L'ERBA ormai ha superato il metro di altezza. Con il rischio che si sviluppino incendi, di celare vipere e soprattutto impedisce di transitare regolarmente lungo il passaggio panoramico del Beodo, una delle vie interne più frequentate anche dai turisti. Da tre settimane gli abitanti di via dei Colli, ma anche chi vuol transitare (o vi lavora a cusa delle campagne poste lungo tutta la via) per la strada panoramica dello stesso Beodo e delle Gerbine, sta aspettando che il Comune intervenga. E' stato allertato il delegato all'ambiente: che ha effettuato un sopralluogo ed ha promesso che entro un paio di giorni le cose sarebbero mutate. Sono invece trascorse, come visto, tre settimane. L'erba ha continuato a crescere, supera ora il metro d'altezza, ed una parte del percorso non è transitabile perché invaso da cespugli informi. «Senza contare la parietaria. Ormai è sviluppata ovunque per questa strada - spiegano gli abitanti della zona - Chi soffre di allergie ora si trova in seria difficoltà. Ma quando il Comune verrà a pulire questa via?». «Interverremo al più presto - replicano a Palazzo Garnier - Chiameremo la ditta che si occupa della manutenzione delle strade e faremo risanare tutta la zona». L.Dem. .x/02/0906

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virgilio, studenti in esubero (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

Empoli. Gli effetti della legge Gelmini. Protestano i genitori di tre sezioni della quinta ginnasio Virgilio, studenti in esubero Incerta la loro destinazione, è stata tagliata una classe EMPOLI. I tagli del personale disposti dalla legge Gelmini cominciano a creare i primi problemi anche negli istituti superiori empolesi. In particolare il nodo più caldo riguarda il liceo classico Virgilio. In questo istituto, infatti, a causa delle riduzioni del corpo docente, dal settembre prossimo le tre classi del ginnasio dovranno essere ridotte a due. Ciò, in considerazione delle norme sulla sicurezza, produrrà un esubero di 11 studenti che ancora nessuno sa che fine faranno. A denunciare la situazione sono i genitori degli studenti delle sezioni A, B e C della quinta ginnasio. PAGLI in Empoli I SEGUE A PAGINA 1

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il virgilio perde una classe, protestano i genitori (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Empoli Il Virgilio perde una classe, protestano i genitori In esubero undici studenti, incerto il loro destino all'inizio del nuovo anno scolastico Per le norme sulla sicurezza nelle aule non possono esserci più di 25 alunni EMPOLI. I tagli del personale disposti dalla legge 133 sulla scuola cominciano a creare i primi problemi anche negli istituti superiori empolesi. In particolare il nodo più caldo riguarda il liceo classico Virgilio di via Cavour. In questo istituto, infatti, a causa delle riduzioni del corpo docente, dal settembre prossimo le tre classi del ginnasio dovranno essere ridotte a due. Ciò, in considerazione anche delle norme sulla sicurezza nelle scuole, produrrà un esubero di 11 studenti che ancora nessuno sa che fine faranno. A denunciare questa situazione sono i genitori degli studenti delle sezioni A, B e C della quinta ginnasio, che il prossimo anno dovrebbero passare in primo liceo classico. Il due aprile è stato emanato il decreto interministeriale 38, tra i ministeri dell'Istruzione e dell'Economia, in cui si comunicano le nuove dotazioni organiche del personale docente per il prossimo anno scolastico. Questo provvedimento, tra le altre cose, dà attuazione ai tagli previsti dalla cosiddetta legge Gelmini, cioè 42100 insegnati in meno nel 2009/2010. «L'ordinanza che riguarda le riduzioni è arrivata alla scuola intorno al 20 di aprile - denunciano i genitori - ma il dirigente scolastico ci ha avvertito solo alla fine di maggio, cosicchè non abbiamo neanche il tempo materiale per fare ricorso. Il 23 del mese appena trascorso, infatti, abbiamo partecipato ad una riunione in cui ci è stato comunicato che dal prossimo anno le classi della V ginnasio, cioè la seconda superiore, passeranno da tre a due perchè manca la copertura necessaria di personale docente». «Il problema, però, - continuano i genitori - è che in tutto gli studenti delle tre sezioni sono 61 e secondo la legge sulla prevenzione e la sicurezza nelle scuole le classi non possono eccedere il numero di 25 alunni». A rigor di matematica, quindi, si produrrebbe un esubero di 11 studenti che a settembre non potrebbero accedere alla I liceo, almeno nell'istituto empolese. «Il dirigente, Andrea Marchetti - continuano i genitori - non ha saputo darci delle risposte precise in merito, ma ci ha detto che se le cose non cambieranno dovrà per forza attuare l'ordinanza. Ci chiediamo quindi che cosa ne sarà di quegli undici ragazzi, che sono tutti regolarmente iscritti e che pagano le tasse scolastiche. Saranno costretti a cambiare indirizzo di studi? Si arriverà a operare delle vere e proprie bocciature di massa per arrivare al numero legale di studenti? Oppure, visto che il Virgilio è l'unico liceo classico del circondario, i ragazzi in esubero verrano trasferiti nei licei di Firenze, con i relativi disagi per le famiglie?». I genitori dei 61 studenti in questione hanno già inviato una lettera al prefetto perchè si mobiliti contro questo provvedimento. Mentre per domani è prevista una riunione di tutti i docenti della scuola per decidere della composizione delle classi, che potrebbe sciogliere molti dubbi. «Comunque sia - concludono - noi non ci stiamo a fare calpestare i diritti nostri e dei nostri figli. Chiediamo che venga concluso il ciclo di studi quinquennale con le tre sezioni attive. Denunceremo questa ingiustizia a tutte le istituzioni competenti e chiederemo all'ufficio regionale scolastico che proponga una deroga al ministero dell'Istruzione». Marco Pagli

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Artigianelli: corsi in bilico, vecchia provincia sott'accusa (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

FERMO PRIMO PIANO pag. 2 Artigianelli: corsi in bilico, vecchia provincia sott'accusa FORMAZIONE IL DIRETTORE PADRE PEREZ: «FAMIGLIE PRESE IN GIRO. SPERO CHE CON IL NUOVO ENTE FERMANO VADA MEGLIO» UN ASSESSORE, un dirigente e circa 35 dipendenti impegnati nella formazione professionale in provincia di Ascoli, mentre la riforma Gelmini va verso la valorizzazione e la riqualificazione di istituti tecnici e professionali per consentire maggiori possibilità di impiego ai giovani diplomati. Una riforma che interessa anche i Centri locali di formazione, che negli ultimi anni, in Provincia di Ascoli, sono stati lasciati soli, per non dire dimenticati. E tra questi anche il Centro formazione professionale artigianelli di Fermo. «Non tanto a causa della crisi economica, quanto credo per la pessima organizzazione data dalla Provincia - afferma il direttore, Padre Albino Perez. Ci tengo a dire che il grave disagio è ricaduto, oltre che sull'Ente Artigianelli (un centro di formazione che a partire dal 1970 ha sfornato centinaia e centinaia di operai e tecnici specializzati, quasi tutti inseriti con successo nel mondo del lavoro, ndr), soprattutto sulle famiglie, che dopo aver avuto la certezza di poter garantire un futuro lavorativo per i loro figli, si sono ritrovate in mezzo al guado e con l'impossibilità di inserirli nel sistema dell'obbligo formativo». Un esempio per far capire meglio il problema: nel marzo 2008 diversi ragazzi di età compresa tra i 15 e i 18 anni hanno iniziato un corso biennale ed oggi non sanno ancora se potranno completarlo. «E' una cosa vergognosa. Non c'è dignità a prendere in giro giovani e famiglie, ed in parte anche l'Ente Artigianelli» afferma il direttore Perez, che aggiunge: «Tento disperatamente di contattare i dirigenti della formazione; nessuno risponde, le telefonate sono sempre filtrate e quindi inutili! Il nostro è un addio amaro alla Provincia di Ascoli. Spero che la nuova Provincia di Fermo faccia risorgere la formazione professionale, capace di ridurre la dispersione scolastica, di sostenere le fasce più deboli e gli extracomunitari, vogliosi di imparare un mestiere e guadagnarsi la vita con il sudore della fronte. Così facendo avremo meno giovani in mezzo alla strada, con artigiani ed industriali che avranno più facilità a trovare personale qualificato - conclude Perez - in grado di far crescere la produzione e far diventare più competitive le aziende per le quali lavorano». Mauro Nucci

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propaganda al saggio di musica (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

PROTESTE Propaganda al saggio di musica CINIGIANO. Protesta la lista "Uniti per Cinigiano" per il comportamento tenuto, a suo dire, non regolare da una insegnante durante un saggio di musica, insegnante che è candidata a consigliere nella lista avversaria "Per il bene comune". «E' vergognoso - sostiene Uniti per Cinigiano - che l'insegnante Alessandra Draghi abbia usato il saggio di musica degli alunni delle elementari di Cinigiano per salire sul palco e farsi propaganda elettorale disquisendo della legge Gelmini e senza possibilità di contradditorio. Rammentiamo che la signora Draghi è candidata a consigliere comunale nella lista Per il bene comune. Certi comportamenti - oltre che all'insegnante - fanno male alla scuola».

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LA LETTERA che è stata inviata da più di 350 genitori dei comuni della ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

PESARO AGENDA pag. 10 LA LETTERA che è stata inviata da più di 350 genitori dei comuni della ... LA LETTERA che è stata inviata da più di 350 genitori dei comuni della Valmarecchia al dirigente scolastico provinciale di Pesaro e Urbino è un vero grido di allarme sulle condizioni in cui verranno a trovarsi le scuole per l'infanzia e la scuola primaria dei comuni che prossimamente passeranno dalle Marche in Romagna e dalla provincia di Pesaro e Urbino a quella di Rimini. Sono comuni montani già sofferenti di carenze di servizi essenziali che ne penalizzano la qualità della vita. Il prospettato peggioramento dei servizi scolastici dovuto alla riforma Gelmini è per queste famiglie inaccettabile ed in qualità di candidato per il collegio provinciale di Novafeltria ho ritenuto opportuno farmi carico di queste esigenze perchè la Regione Marche possa intervenire per rimediare, per quanto è possibile, ad una situazione oggettivamente pesante e penalizzante. In particolare ho chiesto all'assessore Carrabs, di cui conosco l'impegno profuso sui problemi della montagna e dei suoi abitanti, di intervenire e portare la questione in giunta regionale, evitando che il momento di passaggio regionale possa far pensare ad una diminuzione dell'impegno regionale per i sette comuni. Sono certo che questo verrà fatto e che , chi di competenza, potrà intervenire e dare una risposta a queste 350 famiglie firmatarie della petizione. Carlo Evangelisti, candidato al consiglio provinciale collegio di Novafeltria

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Fas, corsa ai 5 miliardi residui (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-06-02 - pag: 8 autore: Fas, corsa ai 5 miliardi residui I ministri finora esclusi puntano su una ripartizione prima dell'estate Giorgio Santilli ROMA. Ultima corsa per il Fas, il fondo per le aree sottoutilizzate con destinazione vincolata per l'85% al Mezzogiorno. Dopo l'ampia redistribuzione delle risorse, che ha riguardato nei mesi scorsi i 25 miliardi della quota nazionale del Fas e ha premiato soprattutto il «fondo infrastrutture» di Matteoli (12,3 miliardi) e il fondo «ammortizzatori sociali» di Sacconi (4 miliardi), restano oggi ancora da distribuire soltanto 4-5 miliardi del terzo fondo costituito, quello della Presidenza del Consiglio. A questo capitolo erano stati assegnati con la delibera Cipe del 6 marzo nove miliardi, ma una tranche oscillante fra 3 e 4 miliardi è già stata assegnata per gli interventi della ricostruzione abruzzese, mentre 1,2 miliardi sono stati prenotati in chiave anti-crisi per finanziare il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese voluto dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Restano, appunto, meno di cinque miliardi che dovrebbero accontentare le esigenze dei ministri finora esclusi o penalizzati dalla lotteria della redistribuzione. In prima fila lo stesso Scajola che si era candidato a una somma minima di 3-4 miliardi e il ministro dell'Istruzione, Università e ricerca, Mariastella Gelmini, che, prima dell'azzeramento dei vecchi programmi, aveva sulla carta fondi da spendere per 8,8 miliardi, sia pure per una parte in condominio con lo stesso Scajola (si veda la tabella con l'elenco dei programmi azzerati). Tra i penalizzati anche il ministero dell'Ambiente, che si è visto cancellare programmi per 1.140 milioni,il ministero dell'Interno che ha dovuto rinunciare a 684 milioni, il dicastero della Pubblica amministrazione e l'innovazione di Renato Brunetta, che ha perso per ora 485 milioni, il ministero delle politiche agricole, con una perdita di 875 milioni. Tutti questi ministeri spingono ora perché sia assegnata al più presto la quota residuale del Fas con una delibera che po-trebbe arrivare tra fine giugnoe luglio. Nuovi programmi, però, formalmente non ne sono stati presentati. Cosa che fa ritenere poco probabile, a Palazzo Chigi e al ministero dell'Economia, una distribuzione dei fondi residui in tempi effettivamente rapidi. è nota,d'altra parte,la propensione del ministro Tremonti a utilizzare il Fas per fronteggiare le urgenze della finanza pubblica o in chiave anti-crisi: su questa posizione si è attestato il Cipe a marzo. Senza contare la partita abruzzese, che potrebbe richiedere ulteriori risorse in tempi stretti. I ministeri interessati affilano le armi nel tentativo di incassare almeno una parte di quel che hanno perso lo scorso marzo. I tecnici al lavoro recuperano dai vecchi programmi i progetti immediatamente cantierabili oppure presentano nuovi progetti più in sintonia con la priorità anti-crisi. Scajola continua a puntare sui tre programmi che già avevano avuto accesso al Fas nella prima delibera Cipe del 2007: il finanziamento della banda larga, per cui si continuano a chiedere 800 milioni; le bonifiche dei siti inquinati (che potevano contare su un totale di 2,6 miliardi); i «contratti di sviluppo », nuova generazione di strumenti di finanziamento delle imprese sul territorio in sostituzione dei vecchi contratti di programma. Per il piano delle bonifiche, dei 26 progetti inclusi nel precedente programma, ne dovrebbero restare 3-4 immediatamente cantierabili. Stesso discorso per i contratti di sviluppo. Tramontata invece l'idea che Scajola aveva accarezzato prima del Cipe del 6 marzo - di rifinanziare con il Fas anche Industria 2015, il programma che destina fondi a programmi di innovazione e ricerca in vari settori, promuovendo bandi di gara tra imprese ed enti di ricerca. Per questo programma, il ministero dello Sviluppo economico cercherà altrove. Gelmini sta invece lavorando per richiedere una prima tranche di risorse per il nuovo piano nazionale dei distretti tecnologici: lo sviluppo di 34 poli della ricerca e dell'hi-tech che dal 2001 hanno cominciato a lavorare grazie ad alleanze tra Regioni, atenei, centri di ricerca pubblici e privati, imprese, con le Pmi in prima linea. Una parte dei finanziamenti, che in tutto dovrebbero mobilitare un miliardo in tre anni, arriveranno dai fondi ministeriali, un'altra dal Fas.Alle risorse statali dovrebbero aggiungersi quelle delle Regioni, delle Università e dei privati. PALAZZO CHIGI Dei nove miliardi assegnati al fondo della Presidenza del Consiglio, 3-4 andranno all'Abruzzo e 1,2 miliardi al fondo di garanzia per le Pmi

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Università, la lunga estate dei test (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)

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Corriere della Sera sezione: Focus Vuota data: 02/06/2009 - pag: 9 Le cifre I primi ad affrontare i quesiti a risposte fisse saranno i ragazzi della maturità nella loro terza prova Le polemiche Ottanta domande alle quali rispondere in due ore. Gli studenti sono contrari e alcuni docenti sono d'accordo con loro Università, la lunga estate dei test Sono l'ostacolo da superare per il numero chiuso Una «fabbrica» che produce 300 mila quiz all'anno E cco, ci siamo: la lunga estate dei test sta (di nuovo) per iniziare. Quiz a risposte multiple oppure singole, domande di logica e cultura generale, test selettivi o solo propedeutici. Si parte con la terza prova della maturità quella pluridisciplinare, con quesiti stilati dai membri della commissione e si finisce con i test di ingresso per il numero chiuso alle università, vero e proprio scoglio su cui rischiano di infrangersi i sogni di moltissimi neo-diplomati. I più temuti sono, ovviamente, quelli che non offrono vie d'uscita: o la va o la spacca, chi si ferma è perduto. Medicina e chirurgia, veterinaria, odontoiatria, scienze della formazione primaria e architettura, questi i principali corsi di laurea il cui accesso è definito dal «numero programmato» (cui possono aggiungersi, secondo la legge 264 del 1999, quelli «di nuova istituzione o attivazione, su proposta delle università»). E ovviamente, i grandi atenei privati, dall'antesignana Bocconi alla Luiss. Per gli altri, resta ed è sempre più diffusa, la Sapienza ad esempio l'ha appena confermata per tutti i suoi corsi la possibilità di introdurre delle verifiche «non selettive» (nel 2008-2009, stando a un'inchiesta del Sole- 24 Ore, vi hanno preso parte 110mila aspiranti matricole): l'accesso resta libero, i candidati vengono comunque valutati in base a prove di cultura generale o sulle materie previste dai programmi. Prove definite, per tempi e modi, dal singolo ateneo; solo per ingegneria il coordinamento è affidato, nella quasi totalità dei casi, al consorzio Cisia. Se non si passa, le conseguenze variano: debiti formativi, sbarramento agli esami, ripetizione del test. Nel caso della Scuola superiore per interpreti e traduttori di Trieste, bocciatura uguale impossibilità di iscriversi. Come nel numero chiuso «ufficiale». Che resta, ad oggi, il più contestato nel grande gruppo dei test pre-universitari. Soprattutto dagli studenti, che non hanno ancora dimenticato ricorda Fabio Ingrosso, dell'Unione degli universitari «le domande di cultura generale su Pippo Baudo o il maxi ricorso del 2007, con i quesiti sbagliati di Medicina... ». Ma non sono solo le presunte vittime ad assumere una posizione critica verso il test. Che è composto, per le prove stabilite a livello nazionale (con date prefissate), da 80 domande a risposta multipla, per 2 ore di tempo. Dalla logica alla matematica, passando, a seconda dei casi, per storia, chimica, letteratura. E cultura generale. Può dunque capitare di dover indicare il sinonimo di quietanza, o chi tra Adelchi, Don Abbondio e Fra Cristoforo sia il «vaso di terra cotta» di manzoniana memoria. E ancora, l'anno del primo atterraggio sulla Luna o il nome del Paese in cui fu clonata la pecora Dolly. L'unica risposta giusta si cela tra le 5 disponibili. All'Udu la formula non piace, «un test a crocette di qualche ora non può giudicare il valore di una persona». Una linea su cui, in parte, concorda Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa: realtà quanto mai selettiva, «ma senza test di tipo psicoattitudinale ». Settis ricorda un pamphlet di Hans Magnus Enzensberger, Nel labirinto dell'intelligenza (Einaudi), «in cui si sottolinea come questi test siano spesso sganciati da una valutazione reale. È chiaro, il sistema a risposte chiuse fa risparmiare tempo; ma se per un esame di storia dell'arte ci si prepara, per uno che spazia dalla biologia alla costituzione americana non si può. I ragazzi si demotivano, gli esaminatori si deresponsabilizzano ». Una perplessità in parte condivisa, a quanto pare, dallo stesso dicastero di Viale Trastevere. A settembre, Mariastella Gelmini aveva sottolineato che «i test attuali valutano le nozioni, e poco le capacità di ragionamento». Ancora: «Va rivisto l'intero meccanismo, dalla formulazione delle domande all'erogazione dei questionari». Oggi, dal ministero fanno sapere che «si sta lavorando per un cambiamento, ma la procedura è complessa e per quest'anno non c'erano i tempi». La commissione, comunque, esiste già, «soprattutto per i test di Medicina ». Quelli che più guai avevano causato nell'«anno orribile» 2007-2008. «Ma da allora si è lavorato molto sulle 'parti critiche', compreso il ruolo degli atenei nel visionare lo svolgimento replica Marco Lanzarini, direttore generale del Cineca . E l'anno scorso è andata bene: nessuna banda a delinquere che organizzasse fughe di notizie in giro per l'Italia... In molti ormai usano società esterne per la sorveglianza, e strumenti per controllare cosa viene portato in aula ». Lanzarini sa di cosa sta parlando: al Cineca, consorzio senza scopo di lucro, spetta la gestione della «macchina» dei test nazionali. «Vado personalmente al Miur a ritirare i plichi elaborati dalla commissione centrale. Ne prepariamo 200-300mila, con un meccanismo di permutazioni per cui di fatto non esistono due prove con lo stesso ordine di domande e risposte; ce ne ritornano tra i 70 e i 100mila per essere valutati. Il costo? Duecentomila euro all'anno». Per Lanzarini, il quiz a risposte multiple è «un male inevitabile, il modo meno imperfetto per saggiare le nozioni»; e «i ricorsi al Tar ci sono sempre, all'ingresso delle prove ci sono schiere di avvocati che distribuiscono biglietti da visita...». «È vero, i test pretendono di sintetizzare una complessità che avrebbe bisogno di ben altri esami», commenta Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea. «Ma molte ricerche dimostrano come esista una correlazione diretta tra risultati dei test ed esito degli studi. Queste prove consentono ai ragazzi di individuare il terreno su cui le loro capacità riescono ad emergere; e se penso che in Italia un immatricolato su 5 si perde nei primi 12 mesi di studio...». Piuttosto ci vorrebbe, sostiene Cammelli, «una maggiore preparazione al sistema dei test, a partire dalle superiori ». Ma numero chiuso non significa necessariamente accesso programmato: «Se hai una nave che tiene 250 persone non ne puoi imbarcare di più, ma se sulla banchina hai molta gente che vuole partire... I nostri laureati sono la metà della media dei Paesi Ocse. Quindi: sì al numero chiuso, ma se c'è una domanda, aumentiamo i poli di formazione. Il governo ha messo a disposizione fondi per l'acquisto di biciclette, e poi non ce n'è per ampliare l'offerta universitaria?». Gabriela Jacomella gjacomella@corriere.it Il ministro «Va rivisto l'intero meccanismo, dalla formulazione delle domande all'erogazione dei questionari», ha detto il ministro Gelmini. Ma tutto è rinviato al prossimo anno

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L'ESAME DEI DEPUTATI EUROPEI I PROMOSSI E I BOCCIATI (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Lettere al Corriere data: 02/06/2009 - pag: 35 Risponde Sergio Romano L'ESAME DEI DEPUTATI EUROPEI I PROMOSSI E I BOCCIATI I deputati europei italiani non vanno alle commissioni e non si sono neanche presentati per difendere il tocai friulano. Perché non vengono mai fuori i nomi dei responsabili? Maurizio Urbano maurizio.urbano@autovie.it Caro Urbano, E siste oggi una interessante ricerca sui vizi e le virtù di tutti i parlamentari europei. È stata condotta da un centro britannico, «Open Europe», che non è né euroscettico né eurofobico. I 785 membri del Parlamento di Strasburgo sono classificati sulla base di alcuni criteri fra cui la partecipazione ai lavori parlamentari e la posizione dei singoli deputati su temi che concernono la trasparenza delle istituzioni europee e le riforme di cui l'Ue dovrebbe farsi promotrice. Alcuni criteri riflettono la linea riformista di Open Europe e sono quindi «partigiani ». Altri invece sono più oggettivi e universalmente condivisibili. È certamente giusto chiedere ai deputati come abbiano votato quando venne in discussione una norma che avrebbe garantito un migliore accesso dei cittadini ai documenti dell'Unione. È giusto chiedere come abbiano votato quando hanno dovuto esprimersi su un rapporto che prevedeva la pubblicità dei loro personali rendiconti per spese e indennità. È giusto chiedere come abbiano votato sulla proposta di rendere pubblico un rapporto che denunciava abusi in materia di indennità per il pagamento di segretari e assistenti dei singoli parlamentari. È giusto chiedere come abbiano votato quando venne in discussione una norma che prevedeva sanzioni per i deputati colpevoli di irregolarità finanziarie. Ed è giusto infine dare un cattivo voto in pagella a coloro che votarono contro la trasparenza (furono la maggioranza). Per misurare la partecipazione, Open Europe ha utilizzato una scala da zero a sei in cui zero è il voto riservato a coloro che hanno partecipato a meno del 49% delle sessioni plenarie e sei a coloro che hanno partecipato a tutte. L'applicazione di questi criteri ha prodotto una graduatoria da cui Open Europe ha ricavato un piccolo gruppo di «primi della classe» e un piccolo gruppo di fanalini di coda. Il primo, con un punteggio fra 55 e 41, comprende 7 olandesi, 5 svedesi, 5 britannici, 3 tedeschi, 1 austriaco, 1 ceco, 1 finlandese, 1 irlandese, 1 belga e 1 italiano (il verde Josef Kusstatscher). Il secondo, con punteggi da 6 a 2, comprende 11 italiani. Ricordo che i maggiori Paesi hanno un numero di deputati considerevolmente superiore a quello dei Paesi più piccoli. Ogni altro commento è superfluo.

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SCONTRO AUTO-MOTO UN FERITO LIEVE MA LUNGHE CODE (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 02 Giugno 2009 PROVINCIA Pagina 23 Brevi A FASANO SCONTRO AUTO-MOTO UN FERITO LIEVE MA LUNGHE CODE Un incidente accaduto ieri mattina a Fasano di Gardone poco prima delle 11 ha provocato lunghe code. Una moto e un'auto si sono scontrate: il motociclista è rimasto ferito ma non è grave. MANERBA LA GELMINI INAUGURA LA PASSEGGIATA Oggi a Manerba si taglierà il nastro alla passeggiata, attesa da una trentina d'anni, che collega la Romantica a Porto Torchio, dove dalle ore 11 si svolgerà l'inaugurazione, alla presenza del ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. LONATO CELEBRAZIONI PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA Oggi, per la festa della Repubblica, l'amministrazione comunale di Lonato ha fissato il ritrovo alle ore 10.15 in piazza Martiri della Libertà. Deposizione corona al monumento ai Caduti, discorso del sindaco, quindi la messa nella Basilica minore di San Giovanni Battista. La cerimonia sarà accompagnata dalla banda musicale. BEDIZZOLE BANDO DELLA BCC PER 80 BORSE DI STUDIO La Bcc di Bedizzole ha emesso un bando per 80 Borse di studio, relative al 2008/2009 e all'anno accademico 2007/2008. Le domande vanno presentate entro il 31 luglio 2009.  

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Nei Comuni bresciani sempre meno fannulloni (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

Nei Comuni bresciani sempre meno fannulloni IL CASO. Per gli impiegati municipali è record di assiduità in ufficio nel confronto tra l'aprile 2009 e lo stesso mese del 2008. I più virtuosi a Montichiari, Lonato e Leno Un calo fino a oltre l'80% delle assenze dei dipendenti Ma i sindaci spiegano: «Non è l'effetto Brunetta» 02/06/2009 rss e-mail print Il ministro Renato Brunetta La «cura Brunetta» sembra faccia bene anche agli enti pubblici della nostra provincia. Stando ai dati forniti dal ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione (www.innovazionepa.it) le assenze dal pubblico impiego nel mese di aprile 2009 sono calate drasticamente se paragonate all'aprile del 2008. Se la media nazionale parla di un 33,4% di assenze in meno per i dipendenti pubblici (stima riferita al complesso delle amministrazioni pubbliche, ad esclusione dei comparti scuola, università e pubblica sicurezza) nella nostra provincia le assenze si sono drasticamente ridotte per una ventina di comuni ed enti pubblici (esclusi quelli con meno di 50 dipendenti) mentre altri sette Comuni sono aumentate. A Montichiari si registra l'88% di assenze in meno, l'84% a Lonato, l'81% a Leno: figurano tra le migliori dieci performance dell'intera regione Lombardia. Precisiamo che si tratta di dati riferiti al solo mese di aprile. È L'EFFETTO della crociata contro «i fannulloni» voluta dal ministro Renato Brunetta? È l'effetto del giro di vite sui permessi facili? Sindaci e assessori dei Comuni citati invitano a non creare facili ed erronee deduzioni, e difendono a spada tratta l'operato del loro personale: «In comuni con poche decine di dipendenti basta un paio di donne in maternità per sballare tutti i dati. Nei nostri comuni tutti lavorano seriamente e con impegno. Non conosciamo fenomeni di assenteismo o di fannulloneria». Categorico al proposito l'assessore al personale del comune di Montichiari (107 dipendenti), Massimo Gelmini (Lega Nord): «Non sono assolutamente indicativi i dati rapportati su un solo mese, è giusto ragionare su scala annua. E su scala annua Montichiari è più che virtuoso, con una diminuzione delle assenze già nel 2008 sul 2007, ancor prima dell'arrivo di Brunetta. Le do un dato: l'assenza per malattia nel 2008 ci è costata 70mila euro, poco a paragone dei 3,4 milioni di costo annuo del personale». Insomma, a Montichiari non conoscono la parola assenteismo, sostiene Gelmini. ANCHE A LONATO il sindaco forzista Mario Bocchio difende a spada tratta i «suoi» lavoratori, con gli stessi argomenti dell'assessore monteclarense: «Su 85 dipendenti - dice infatti Bocchio - bastano una maternità e una malattia in meno per aumentare vertiginosamente il numero percentuale delle presenze. Lonato già lo scorso anno è stato riconosciuto tra i comuni più virtuosi in fatto di assenze, e tra gli impiegati del comune non conosco problemi di assenteismo». Bocchio comunque fa un plauso al lavoro del ministro Brunetta. In termini assoluti la sua stretta nei controlli ha dato buoni frutti: «Come medico di base ho indirettamente il polso della situazione anche di altri settori e posso dire che oggi i medici sono chiamati a una verifica più puntuale sui giorni concessi per malattia». Il commento di Pietro Bisinella, sindaco di Leno per il centrosinistra, si allinea a quello dei colleghi: «Non si possono fare statistiche quando abbiamo un numero così basso di dipendenti, circa 60. Bastano due assenze e fanno sballare i numeri. Io qui in Comune vedo gente che lavora. Cosa ne penso della crociata del ministro? Che oltre a punire i fannulloni andrebbero premiate le amministrazioni virtuose che, come Leno, rispettano il patto di stabilità, permettendo nuove assunzioni o investimenti. Ai comuni continuano a delegare un sacco di competenze, ma allo stesso tempo tagliano i fondi. Non mi pare un meccanismo virtuoso». A controprova che non può essere statisticamente rilevante fare report mensili, c'è il caso emblematico di Calcinato. Comune con 57 dipendenti che nell'aprile 2009 ha fatto registrare un incremento di assenze del 147% rispetto allo stesso mese del 2008. Il motivo lo spiega il sindaco Angiolino Goglioni: «Un infortunio di un dipendente e una maternità. Calcinato è sempre stato virtuoso in questo campo, lo scorso anno abbiamo avuto viceversa un calo delle assenze del 60 percento». Pietro Gorlani Pietro Gorlani

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Da lunedì si bitumano le strade (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

San Leone Da lunedì si bitumano le strade Se interrogazioni e compiti in classe sono finalmente terminati, fino al 12 giugno, giorno di chiusura dell'anno scolastico, i maturandi saranno impegnati, nello svolgimento di prove simulate. Una «sperimentazione» informale di quanto potrà trovarsi nella prima prova, uguale per tutti gli indirizzi ed in programma per il 25 giugno. Il giorno successivo si svolgerà invece la seconda prova, diversa da scuola a scuola (al "Classico" il latino, allo "Scientifico" la matematica, al "Linguistico" lingua straniera, tecnologia delle costruzioni al "Geometra" etc). Il 29 giugno, infine, è in calendario la terza e ultima prova scritta a carattere multidisciplinare. Quest'ultima viene predisposta dalla commissione interna, a differenza dei primi due scritti elaborati direttamente dal Ministero. Chiuso il capitolo "scritti" , nei giorni immediatamente successivi inizieranno i "colloqui", dove gli studenti dibatteranno sul percorso argomentativo prescelto. «Per quanto riguarda l'impianto e la tipologia dell'esame di Stato - dichiara il dirigente scolastico dell'Istituto tecnico commerciale "Sciascia" Annamaria Sermenghi - non si rilevano sostanziali novità rispetto allo scorso anno. L'unico fatto nuovo è la particolare incidenza del voto in condotta ». - Qual è la prova che gli studenti temono particolarmente? «Penso sia il secondo scritto - risponde la preside dello "Sciascia - visto che la prova d'italiano consente un'ampia possibilità di scelta, mentre la terza prova, grazie anche alla sua struttura (quesiti a scelta multipla, tipologia mista), tende a rassicurare i ragazzi». Concorde sulla maggiore preoccupazione degli studenti verso la seconda prova è il preside del liceo "Leonardo" Giuseppe Capraro. Allo "Scientifico" si preparano alla maturità undici classi, attraverso lo svolgimento di prove informali di verifica. Gli scrutini per le quinte si svolgeranno i prossimi 12 e 13 giugno. Per quanto riguarda le Commissioni d'esame, visionabili all'indirizzo www.provveditoratoag.it, esse saranno composte da tre docenti interni e tre esterni, oltre ad un presidente nominati dall'Ufficio scolastico regionale. Ciascuna commissione opererà su due classi. D. A.

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Due atleti della Rosso di San Secondo campioni italiani di nuoto (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 02-06-2009)

Argomenti: Scuola

ai giochi sportivi studenteschi Due atleti della Rosso di San Secondo campioni italiani di nuoto La scuola media statale "Rosso di San Secondo" ha preso parte per il quarto anno consecutivo alle finali nazionali dei Giochi studenteschi nella disciplina sportiva del nuoto. Anche per questa edizione gli alunni-atleti della scuola si sono ben distinti nelle varie specialità cui hanno preso parte, sia nel settore degli alunni diversamente abili sia in quelli degli alunni normodotati. Quest'anno , a differenza degli altri , dopo avere superato le fasi Provinciali e Regionali alla fase Nazionale la scuola media Rosso di San Secondo ha centrato l'obiettivo anche per merito del lavoro svolto dall'insegnante Michele Tramontana. Dopo la giornata inaugurale tenutasi ad Ostia antica, con l'apertura d'inizio da parte del presidente nazionale del Coni Petrucci , dal presidente Nazionale del Coni per i disabili, dal Ministro della pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini e dall'Assessore allo sport del comune di Roma; nella giornata di martedì, giorno delle gare, tenutasi nella Piscina Comunale di Formia, sono stati centrati gli obiettivi che da tempo cercavamo di raggiungere, classificando al 1° posto nei 50 mt farfalla l'atleta alunno Polizzi Umberto, diventando così campione italiano per la stagione 2009 e Fiorella Fabrizio al 1° posto nella specialità dorso nella categoria disabili.

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Alain Elkann Un evento intollerabile (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

IL PROF RAZZISTA Alain Elkann «Un evento intollerabile» «Mi consulterò con il ministro Maria Stella Gelmini. Quello che è accaduto è una cosa intollerabile». Alain Elkann, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie è amareggiato per quanto è successo il 5 maggio all'interno della struttura da lui presieduta. Una donna marocchina di 31 anni, guida nel museo, è stata oggetto di insulti razzisti dal preside di una scuola media di Bari che era in gita a Torino con i suoi alunni. «Torni al suo Paese e parli così ai suoi fratelli» avrebbe detto l'insegnante alla guida che stava gestendo gli ingressi al museo e «Ragazzi venite allontaniamoci dalla mummia» avrebbe ancora aggiunto il preside alla donna marocchina.

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"Non si condanni la scuola Cavour a morte lenta: dev'essere salvata" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

VENTIMIGLIA IL PD INTERVIENE SUL PROBLEMA DEL MANTENIMENTO DELLE MEDIE "Non si condanni la scuola Cavour a morte lenta: dev'essere salvata" VENTIMIGLIA Sul caso-scuola Media di Ventimiglia Alta interviene il Pd. Il futuro dell'istituto è ancora incerto, dopo l'annuncio della possibile chiusura, le mobilitazioni dei genitori, l'incontro dell'altro giorno con la dirigente scolastica provinciale Anna Maria Giuganino. Domenico De Leo, capogruppo del Pd in Consiglio, afferma: «La dirigente Giuganino è stata coerente, specialmente dopo che ha rimandato la decisione finale a luglio, quando verranno decisi definitivamente i budget e l'organico a disposizione della nostra Provincia». Il Pd, ricorda il suo capogruppo, aveva organizzato un incontro pubblico alcuni mesi fa per affrontare il problema della ipotetica chiusura delle Medie; da lì era nata l'idea di un tavolo di lavoro, che si è poi riunito alcune volte in Comune, formato dalle varie forze politiche e amministrative, con gli uffici scolastici provinciali, per scongiurare la chisura dell'istituto. «Ci eravamo impegnati tutti, sindaco compreso - prosegue De Leo - per invitare i cittadini ad iscrivere nel paese vecchio i propri figli. Le iscrizioni ora sarebbero 22». E prosegue: «Speriamo che il provveditorato si attivi verso tutte le istituzioni, in testa il governo e il ministro Gelmini, per avere l'organico sufficiente al mantenimento della Cavour». Anche perchè, ricorda infine il Pd, il plesso del centro, le «Biancheri» di via Roma, sono sovrappopolate. «Non vorremmo - conclude De Leo - che si arrivasse a mantenere a Ventimiglia Alta soltanto le classi 2ª e 3ª, aspettando la morte lenta di questa scuola».\

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show del cavaliere alla parata tra ritardi, smorfie e saluti militari - (segue dalla prima pagina) alessandra longo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Interni Il premier arriva un quarto d´ora dopo. "Mollare? Non ci penso proprio". Lega assente Show del Cavaliere alla parata tra ritardi, smorfie e saluti militari Lo staff: ritardo dovuto a telefonate istituzionali. La Russa: doveva curare il torcicollo Bagno di folla, qualche contestazione e la battuta sulle feste di compleanno (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ALESSANDRA LONGO Manca solo lui, Silvio Berlusconi, alla sessantatreesima Festa della Repubblica italiana. La parata militare inizia puntuale alle dieci ma il capo del governo salta l´inno di Mameli e dodici minuti di «sfilamento». Non c´è ancora quando passa la Banda dei carabinieri, quando lo Stato rende omaggio ai gonfaloni delle regioni, delle province e dei comuni e ai labari dei vecchi combattenti d´arma. Dov´è Berlusconi? Perché ha infranto il cerimoniale? Siccome ormai, quando si tratta di lui, le versioni sono sempre più d´una, il suo staff farà sapere, più tardi, che è stato trattenuto da «telefonate istituzionali», mentre Ignazio La Russa punta su «un´iniezione per il torcicollo». Sono le dieci e dodici, eccolo spuntare dalla scala posteriore del palco delle autorità, pronto per la sua performance. Si avvicina al suo piccolo trono e allarga le braccia. Come dire: «Scusi, presidente, cosa vuole, non ce l´ho fatta prima». Napolitano lo guarda. Non sembra così cordiale come lo descrive La Russa che assicura: «Era già informato del possibile ritardo ed è stato molto carino. Ha raccomandato a Berlusconi di riguardarsi». Sarà. Ma viste dal palco di fronte, le massime autorità del Paese danno l´idea quasi plastica del clima. Per tutta la durata della parata, il capo dello Stato non rivolgerà mai la parola a Berlusconi tranne che per il congedo finale (al contrario, con Fini battute e sorrisi). Intanto, raggiunta la postazione, il premier dà vita ad un autentico show. Per oltre un´ora, sbadiglia, chiude gli occhi, come colto da torpore, mastica mentine, si mette le mani sulla testa e anche in tasca, quando gli altri, invece, sono sull´attenti, fa la caricatura di un saluto militare, (sotto gli occhi rassegnati di Napolitano che allarga le braccia), rimane seduto a gambe larghe al passaggio delle truppe per poi alzarsi all´ultimo momento, quasi fosse un sacrificio indicibile. Alle 10.45, sfila il terzo settore, la Marina militare. Berlusconi non si alza proprio e il responsabile del cerimoniale è costretto a scendere dalla quarta fila per dargli un colpetto alle spalle. Sta male? Non sembra, visto che poi, a tratti, ride e scherza con Gianni Letta e Schifani e, subito dopo la manifestazione, dimostrerà un´energia intatta, buttandosi in mezzo alla gente accalcata ai Fori Imperiali, e salendo anche sul predellino per salutare tutti. Piuttosto Berlusconi sembra annoiato di dividere il palco, forse di non essere lui a sedersi sullo scranno più alto. In tribuna il suo governo è sottorappresentato. Mancano le sue ministre preferite, la Carfagna, la Brambilla e la Gelmini (c´è in compenso Giorgia Meloni) ed è assente, come ogni anno, la Lega, cui la festa della Repubblica non dice molto. Ci sono Casini, Franceschini, Rutelli, gli ex ministri della Difesa Martino, Parisi e Mattarella, il capo della Protezione Civile Bertolaso, ormai fisso in prima fìla. Nessuno sembra accorgersi della performance del premier. Fini educatamente si stupisce: «Ah si? E´ arrivato in ritardo? Non me ne sono accorto». Nessuno sembra notare l´atteggiamento di Berlusconi quando, nella parte finale della parata, si rendono «gli onori al capo dello Stato» prima che egli torni al Quirinale: sono tutti in piedi, le braccia lungo i fianchi. Berlusconi no, braccia conserte e niente applauso. Il torcicollo gli aveva dato una prima tregua, alla vigilia della parata, tanto da consentirgli un mattutino bagno di folla. C´è la famiglia di Foligno con il bambino di dieci anni che lo invita al compleanno. Lui non perde l´occasione: «Ti ringrazio ma, sai, andare alle feste di compleanno e ai battesimi in questo periodo non butta bene, chissà cosa s´inventano». Poi il tunnel della sfilata militare, quei sbadigli, gli occhi chiusi quasi dormisse. E di nuovo, finita la kermesse, l´energia che torna. Secondo bagno di folla. Lo inseguono a centinaia saltando sulla tribuna ormai vuota. «Silvio non mollare, resisti». Anche mamme scatenate con figlie minorenni. Qualche isolata contestazione: «Buffone, vergognati»; «Dov´è Noemi?; «Ciao Papi». Oppure, più semplicemente: «Non vendere Kaka». Lui si mette atleticamente sul predellino e saluta tutti: «Non ci penso proprio a mollare, sono solo agli inizi». Il corteo delle auto fa fatica a passare, c´è anche un piccolo tamponamento quando una delle macchine si ferma per far salire Gianni Letta. Centinaia di persone non si accontentano e lo inseguono fin sotto via del Plebiscito. Berlusconi, sempre più tonico, sale di nuovo sul predellino. Sorride e gira il collo, gli è passato tutto.

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200 posti di lavoro bruciati (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Grosseto 200 POSTI DI LAVORO BRUCIATI Marzio Scheggi: «Gli effetti della riforma Gelmini» Il segretario del Pd preoccupato per le ricadute della decisione del governo sulla nostra provincia GROSSETO. Grossi tagli di personale, sia fra i docenti che fra il personale tecnico amministrativo. Marzio Scheggi, segretario provinciale del Pd, va all'attacco della riforma Gelmini, quantificando quelli che, secondo il Pd, saranno gli effetti nella nostra provincia: «Gli effetti della riforma Gelmini per la provincia di Grosseto sono finalmente, purtroppo, sotto gli occhi di tutti - esordisce Scheggi -. Nonostante la bocciatura della riforma decretata dalle famiglie, che in barba al maestro unico e al sette in condotta, hanno optato per la quasi totalità per il tempo pieno, ora è giunto il momento di fare i conti con i tagli decretati dal governo: 200 posti di lavoro bruciati. A partire da quest'estate circa 120 insegnanti e 80 unità di personale tecnico-amministrativo a tempo determinato (i cosiddetti "precari", lavoratori che da anni lavorano nella scuola con contratti brevi e stipendi base nonostante abbiano i titoli per entrare di ruolo) perderanno il lavoro. Al contempo avremo 120 insegnanti in meno per gli alunni e gli alunne della provincia di Grosseto. E ciò proprio quando si registrano nella provincia 400 alunni in più». I Comuni saranno chiamati ad aumentare i costi per l'istruzione, mentre il Governo toglie finanziamenti agli enti locali. «In compenso - aggiunge Scheggi - non avremo alcun alunno con il "maestro unico", poiché in provincia di Grosseto non sarà attivata nessuna classe di scuola elementare con 24 ore a settimana. Le famiglie hanno scelto per quanto possibile di conservare gli orari del "modulo" (27-30 ore) e il tempo pieno: i modelli educativi che hanno fatto grande la scuola italiana in Europa. Quello che invece vuole il Partito Democratico è una scuola pubblica, di qualità, più autonoma e radicata nel territorio una scuola che valorizzi il merito e non lasci indietro nessuno, capace di educare al rispetto e alla responsabilità e di rendere effettivo il diritto all'istruzione, costituzionalmente garantito per tutti e per ciascuno». Sono molte le proposte del Pd: «Porre gli studenti al primo posto, garantendo il diritto allo studio e premiando il successo scolastico, mediante il finanziamento, con una intesa tra Regioni e enti locali, di un piano nazionale straordinario per assicurare borse di studio, libri gratuiti per i dieci anni dell'obbligo, mense e trasporti; per garantire il successo scolastico dei bambini disabili e svantaggiati, e la piena integrazione dei bambini immigrati. Allo stesso modo vanno prmiate le scuole virtuose, destinando loro i fondi ricavati dalle economie. Il Pd vuole anche un piano straordinario di aggiornamento dei docenti, perché le riforme servano ad innovare e non solo a tagliare». C'è, poi, la lotta al precariato. Secondo il Pd «deve essere assegnato un numero certo e stabile di insegnanti e di personale Ata alle scuole sulla base di criteri oggettivi, in modo da garantire continuità didattica e autonomia, per realizzare un piano dell'offerta formativa di qualità. Infine, va portata in fondo la riforma della scuola superiore, con lo spostamento dell'obbligo di istruzione sino a 16 anni».

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Gabelli, a Castion la segreteria (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

Il Comune potrebbe mettere la ludoteca all'Auditorium e i centri estivi in una tensostruttura Gabelli, a Castion la segreteria Per sistemare le classi pronta una lettera a tutte le scuole Oggi il sindaco sarà a colloquio telefonico col ministro Gelmini per chiedere fondi BELLUNO. La segreteria del primo Circolo alle scuole elementari di Castion o alla cosiddetta Casa del dottore, l'Ambarabà in una tensostruttura da installare all'interno del parco Città di Bologna, la Ludoteca alla sala dell'Auditorium, e per quanto riguarda le 15 classi una lettera è gia pronta per essere invita a tutte le scuole. Queste alcune soluzioni che il Comune sta vagliando per risolvere al più presto la questione delle Gabelli dopo il crollo del soffitto di un'aula avvenuto venerdì scorso. Oggi il sindaco Antonio Prade ha in programma una chiacchierata telefonica con il ministro Gelmini per cercare di racimolare le risorse per mettere mano, radicalmente, alle scuole elementari. Una telefonata che segue quella fatta lunedì al presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan e all'assessore veneto Giorgetti. Intanto l'assessore Maria Grazia Passuello è al lavoro per trovare una degna sistemazione alle tante attività che venivano svolte alle Gabelli. «Per quanto riguarda la sede della segreteria del primo Circolo, che finora è rimasta nelle scuole inagibili, stiamo valutando l'ipotesi di concedere degli spazi nelle scuole elementari di Castion, oppure in alternativa di farla ospitare dalla cosiddetta casa del dottore che si trova in piazza a Castion. Si tratta di sedi alternative che sono un po' decentrate rispetto all'attuale ma che possono ben rimanere anche un po' defilate, vista l'emergenza». Per quanto riguarda invece un posto in grado di ospitare i trecento bambini che frequentano le elementari Gabelli, la soluzione è un po' più complessa. «Vogliamo che la sede sia centrale e che le classi non vengano frammentate in tanti edifici. Per questo invieremo una lettera a tutti gli istituti scolastici del centro per chiedere loro la disponibilità ad accogliere i bimbi a cominciare da settembre», continua l'assessore Passuello. Restano da sistemare poi alcune attività correlate che venivano svolte alle Gabelli, come la Ludoteca e i corsi estivi Ambarabà. «Per quanto riguarda l'iniziativa dell'associazione Esplora», prosegue Passuello «stiamo valutando l'ipotesi di realizzare una sorta di tensostruttura nel parco Città di Bologna così i bambini possono svolgere le loro attività didattiche al coperto e quelle ludiche all'esterno. Per la Ludoteca, invece, stiamo pensando di utilizzare una sala dell'Auditorium. Si tratta solo di ipotesi, che stiamo vagliando insieme con l'assessore al patrimonio, Martire. Le scelte non sono semplici, ma l'impegno è quello di risolvere al più presto la questione». A trovare ospitalità alle Gabelli, fino a prima del crollo, anche l'ufficio provinciale dell'Ente nazionale per l'assistenza magistrale (Enam) che sospende l'apertura al pubblico.

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sette ministri per podestà, è polemica - davide carlucci oriana liso (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XVI - Milano Sette ministri per Podestà, è polemica L´opposizione: "Ignorano la Lombardia e vengono solo per il voto" DAVIDE CARLUCCI ORIANA LISO Ci voleva un´occasione come la festa della Repubblica, un luogo neutrale - i giardini della Prefettura - e una anomala "paciera" per vedere la stretta di mano più attesa. Il presidente della Provincia Filippo Penati e il suo sfidante Guido Podestà non si erano ancora incontrati in campagna elettorale. Non per caso, ovviamente. E sarebbe andata così anche ieri: entrati a pochi passi di distanza, si sono piantati nei due angoli più lontani. Entrambi decisi a non fare il primo passo. L´arrivo del sindaco Letizia Moratti - che poco prima aveva polemizzato a distanza con Penati su Expo - ha sparigliato tutto: preso sottobraccio Podestà, l´ha traghettato da Penati. Sorrisi di circostanza, una battuta del presidente - «Allora il confronto lo facciamo qui» - flash e via, ognuno per la sua strada. A sostenere Podestà, in attesa della chiusura domani con Berlusconi e Bossi (ma il gran capo della Lega farà da solo prima un comizio in largo Cairoli, hanno tenuto a precisare dal Carroccio), oggi pomeriggio in piazza San Carl arriveranno ben sette ministri: Bondi, Brambilla, Brunetta, Frattini, Gelmini, La Russa e Sacconi. Per Maurizio Martina, segretario regionale del Pd, si sono materializzati dal nulla. «è una parata elettorale - attacca - che dà un´idea chiara della strumentalità con la quale si muove la destra sul nostro territorio. Per coprire l´assenza di proposte e idee del loro candidato sono costretti a questa messa in scena. Peccato che in questi mesi, quando Milano ha avuto bisogno del governo, quei ministri non si sono fatti trovare». Su vari fronti, accusa, «da Malpensa a Expo, dai tagli alla scuola a quelli per il sociale», il governo è stato latitante. D´accordo Onorio Rosati, della Cgil: «Il fatto che questo sia un esecutivo "nordista" non ha avuto ricadute sulla città. Su temi come l´Expo era molto più attento il centrosinistra. Quando c´è il centrodestra che governa, invece, la prima città che ne paga le conseguenze è proprio Milano: si dà tutto per acquisito e ci si limita a operazioni di facciata come l´esercito in città. Sulla crisi e su Malpensa abbiamo riscontrato la loro assenza». Rare le apparizioni di Sacconi, Frattini, Bondi, Tremonti e Brunetta. Più presente è stato Ignazio La Russa, che non se la sente, però, di tacciare di assenteismo i colleghi: «è giusto che io venga più spesso degli altri: sono stato eletto qui». Quanto a Sacconi, aggiunge, «meglio che stia a Roma a lavorare con i sindacati sulla crisi, come ha fatto». Maurizio Lupi, altro big del Pdl, ricorda invece «le parate dei ministri di Prodi a Milano». A lui replica Marco Cipriano, consigliere regionale di Sinistra e libertà: «Parlano i dati: nei due anni del governo Prodi sono arrivate più risorse che nei precedenti cinque anni di Berlusconi. E il fatto che sia necessario mobilitare sette ministri per Podestà è la dimostrazione della debolezza del candidato».

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Per aiutare la gente serve il mutuo sociale (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

di Irene Aliprandi «Per aiutare la gente serve il mutuo sociale» Il programma di Titti Monteleone, La Destra, unica donna in corsa in Provincia BELLUNO. L'unica donna candidata alla presidenza della Provincia è Antonia "Titti" Monteleone, in corsa con La Destra. La Monteleone ha 56 anni, è nata e vive a Belluno, ma ha trascorso una lunga parentesi a Bari. Funzionaria dell'Agenzia delle entrate, la candidata de La Destra è anche segretario regionale del partito di Storace e fa politica fin da ragazzina. Perché si candida? «Per dare visibilità alla destra sociale. Per me è già stata una vittoria riuscire a presentare la lista e quindi candidarmi; il mio obiettivo però è realista, più che vincere spero di fare almeno un consigliere provinciale». Le battaglie della sua vita. «Quella per l'inasprimento delle pene contro i pedofili. Abbiamo presentato una proposta di legge corredata dalle relazioni di medici e psicologi che descrivono effetti a lungo termine devastanti in chi ha subito violenze, ma noi pensiamo che la pedofilia non sia solo l'atto sessuale, ma anche il guardare foto o il fare gesti diversi. Io spero che sia una battaglia trasversale, dovrebbe esserlo perché di certo non ha colore politico. Poi le battaglie contro il trattato di Lisbona, la privatizzazione dell'acqua e a favore del mutuo sociale». Quali saranno i suoi impegni in Provincia? «L'autonomia, battaglia iniziata nel 1972 da Almirante per la "Regione dolomitica". Quella proposta non passò, a causa dell'opposizione degli amministratori locali bellunesi. Poi contro la riforma Gelmini, ricordo che a Trieste quando tutti i comuni italiani ne hanno parlato, non c'era nessuno di Belluno». Quali sono i problemi più urgenti che vede? «Mi preoccupa il lavoro, non solo per la contingenza del momento, ma in generale per quelle piccole imprese che non hanno ammortizzatori sociali. Tra gli operai vedo la paura, anche tra chi il lavoro non l'ha perso, sono fragili e senza ceretzze. Da quarant'anni i bellunesi si sono abituati al benessere, ma vivere qui costa tantissimo. Io compro la carne a Venezia, costa meno». E' giusto spendere per la cultura? «Ci sono delle priorità, ma non si può prescindere. Tornata a Belluno dopo anni passati a Bari ho sofferto tantissimo per la totale assenza di iniziative culturali. L'impoverimento culturale fa male alle comunità. Penso anche all'Università, che va incentivata e alle scuole superiori professionali come l'istituto minerario di Agordo, che è tra i migliori in Italia». Competenze utili e inutili dell'ente Provincia. «Nella maggior parte dei casi le Province sono inutili, dovrebbero restare solo quelle legate a territori come il nostro. La funzione più importante è quella di coordinare i Comuni, cercare contributi, forse la cultura è una competenza secondaria». Cosa vuol dire essere di destra oggi? «Avere coraggio, passione, avere a cuore il sociale. Noi guardiamo all'inizio del Ventennio, non alla degenerazione degli ultimi 5 anni. Mi riferisco alle pensioni sociali, alla bonifica dell'agropontino, alle case popolari, all'acquedotto pugliese. Ci sono fascisti onesti e fascisti cattivi, così come i comunisti. Se uno è una persona per bene, lo rimane sempre. Noi conserviamo una storia, cerchiamo di portare avanti quello che è stato positivo e rinneghiamo tutto il negativo». La prima cosa che farà una volta arrivata a Palazzo Piloni. «Se riuscirò a diventare consigliere mi batterò da subito per la creazione del mutuo sociale». Faccia il suo appello al voto. «Votatemi perché voglio essere di stimolo a chi governerà la nostra provincia, portando la mia esperienza di donna che fa politica per passione e che cerca soluzioni positive per la nostra società. Non si può essere tutti omologati e forse posso anche portare un tocco di folklore. Il mio motto è "fatevi amare o fatevi odiare, ma non siate tiepidi"».

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"insulti razzisti, indagine sul preside" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bari L´ufficio scolastico provinciale avvia un procedimento sul dirigente di un istituto barese in gita d´istruzione a Torino "Insulti razzisti, indagine sul preside" La decisione dopo la lettera di protesta del museo egizio arrivata anche al ministero Il Provveditorato di Bari apre un´inchiesta sui presunti insulti razzisti lanciati da un preside barese in viaggio di istruzione a Torino. Ieri, ad uffici chiusi ma con la lettera di protesta ufficiale del Museo Egizio piemontese appena arrivata sulle scrivanie del provveditore agli Studi e dei ministeri all´Istruzione e alla Funzione pubblica, è partita la verifica incrociata per capire cosa sia successo davvero. «Insulti razzisti a una guida marocchina» è l´accusa che dal museo precipita sul preside della Amedeo d´Aosta. «Menzogne, scherzi con i ragazzi» si difende Marco Pesola, dirigente della scuola media finito nell´occhio del ciclone. La storia, riportata sulla Stampa, risale al 5 maggio ma è diventata pubblica solo con la lettera spedita dalla direttrice del museo Eleni Vassilika ai ministri Maria Stella Gelmini e Renato Brunetta e al provveditore Giovanni Lacoppola. Il caso ha inizio a Torino, davanti allo sportello riservato alla prenotazione dei gruppi scolastici. Il professor Pesola è in attesa con il suo gruppo di quaranta studenti, ma l´ingresso di un´altra classe nel museo scatena qualche malumore. L´addetta al settore, una 31enne nata a Casablanca, in base ai turni fa aspettare gli alunni baresi: a quel punto si rompe l´equilibrio e le due versioni si separano. Secondo la dipendente, laureata in Diritto privato e poliglotta, Pesola reagisce scompostamente e inizia ad insultarla. «Io parlo solo con i miei pari grado, lei se ne torni dai suoi fratelli in Egitto» avrebbe detto alla guida marocchina. «Ragazzi, allontaniamoci dalla mummia», avrebbe aggiunto il dirigente. La versione data dal preside dell´Amedeo d´Aosta è totalmente diversa: «La mia parola vale quanto quella dell´addetta: gli insulti sono solo menzogne» spiega Pesola. La frase sulla "mummia" secondo il preside era rivolta agli alunni che non si muovevano, e a riprova della propria buona fede riporta anche "l´esperienza ultraventennale come operatore Caritas" e la presenza in gita "di due ragazzi di colore". «Il nostro staff è stato ripetutamente attaccato verbalmente e umiliato di fronte a terzi» scrive nella sua lettera ufficiale la direttrice Vassilika denunciando «la profonda umiliazione subita dalla nostra addetta originaria del Marocco». Una «pubblica offesa che non può certo passare sotto silenzio». Ieri sulla questione è intervenuto anche Alain Elkann, presidente della fondazione museo delle Antichità egizie, che ha promesso di consultarsi con il ministro Gelmini. «Quello che è accaduto è intollerabile». A Bari l´inchiesta aperta dal provveditorato sarà il primo passo per fare luce sulla vicenda. «Il ministero ai Beni culturali e la Soprintendenza dovrebbero querelare chi ritengono colpevole di parole così pesanti» riflette il dirigente dell´Usp Lacoppola, in attesa di ascoltare le due versioni sull´accaduto. (f. sav.)

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La scuola si sta abituando agli esami (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

Nord-Ovest sezione: NORD OVEST data: 2009-06-03 - pag: 7 autore: Andrea Gavosto. Dal direttore della Fondazione Agnelli un bilancio del Rapporto che ha messo in classifica istituti e licei piemontesi aprendo un ampio dibattito «La scuola si sta abituando agli esami» di Francesco Antonioli A ndrea Gavosto, 50 anni, è direttore della Fondazione Agnelli di Torino dal febbraio 2008. Con il suo arrivo, l'istituto di ricerca ha cambiato mission, orientando le attività sui temi dell'education (scuola, università, lifelong learning). Dodici mesi dopo è stato presentato il primo «Rapporto sulla scuola in Italia», con report inediti sullo stato di salute della scuola pubblica nazionale. A seguire un'audizione dello stesso Gavosto da parte della Commissione Cultura della Camera che voleva saperne di più. Nel volume vi è anche la classifica delle superiori del Piemonte, valutate in base alle performance che i diplomati ottengono all'Università, in termini sia di risultati sia di velocità degli studi. Uno scossone al sistema dell'istruzione regionale. Dottor Gavosto, con la vostra operazione avete agitato i sonni di presidi e dirigenti scolastici subalpini... Ha colpito perché è stata la prima. Vorremo che diventasse un appuntamento annuale fisso, come la classifica sulla qualità della vita nelle province italiane de «Il Sole 24 Ore». Un aspetto molto positivo è che nessun preside, neanche quelli delle scuole peggio classificate, ha contestato il principio della valutazione. Se pensiamo al dibattito aspro sulla scuola all'epoca del ministro Berlinguer, significa che in dieci anni un po' di strada si è fatta. Migliorerete l'indagine sul fronte degli istituti professionali? Sì. Oltre alla classifica piemontese, nel 2010 ci occuperemo anche dell'Emilia Romagna. L'obiettivo è allargarci a tutta Italia. Per i professionali, e per i tecnici, è più complesso: si tratta di analizzare i risultati post-diploma nel mondo del lavoro. C'è un interesse del ministro Gelmini. Potrebbe nascere una buona sinergia con Roma e le Regioni. Di meritocrazia parlano tutti, ma ce n'è poca in giro.Che ne pensa? Il Nord-Ovest è più meritocratico di altre zone. Ma il tema sta diventando uno slogan fastidioso. Valutare solo i risultati finali, non è meritocrazia. Che si dovrebbe fare, allora? Nella scuola il vero merito sta nella strada che si fa compiere a una persona, tenendo conto del livello da cui parte. Parlare di pura meritocrazia è fuorviante, anche se comprensibile in una società che si ripropone uguale a se stessa generazione dopo generazione: i risultati scolastici dipendono ancora troppo dal background sociale e culturale. La meritocrazia cambia la prospettiva: vedo da dove parti e ti offro con equità le opportunità per progredire. Una priorità per il prossimo anno scolastico in Piemonte? L'immigrazione. Adesso i figli di stranieri sono l'11% degli iscritti a tutte le scuole della regione. In cinque anni gli allievi di origine straniera alle elementari, almeno a Torino, supereranno il 30. è un bene che i figli degli immigrati proseguano poi gli studi alle superiori, ma non è detto che debbano concentrarsi tutti nei professionali. Occorrono servizi di orientamento mirati. Nell'istruzione,il passaggio al federalismo potrebbe aiutare? Dipende. Adesso si è più o meno raggiunto un accordo nella conferenza Stato Regioni per il 2010. Il decentramento può dare vantaggi. Il federalismo trasferisce enormi leve a livello regionale. Renderà più efficiente la scuola contenendo la spesa? L'esperienza dimostra il rischio che i costi a carico del territorio possano esplodere, almeno all'inizio.Inoltre,i divari territoriali della scuola, già enormi, potrebbero acuirsi. Dialetto obbligatorio, dunque? Demagogico, limitativo... Il punto sono le responsabilità legislative e gestionali delle Regioni. Se penso alla conformazione economica del Piemonte, si dovrebbe puntare di più, per esempio, alle competenze tecnico-scientifiche, partendo da un livello che è già piuttosto alto, specie negli istituti tecnici. Così, non aiuteremmo forse di più la competitività di sistema? Il Rapporto 2010 sulla scuola? Toccherà tre livelli. L'impatto di Internet sulla didattica ( gli strumenti,l'attendibilità delle fonti); la scelta della scuola da parte di ragazzi e famiglie secondo il criterio dell'equità; e, appunto, il passaggio al federalismo. Nulla sul fronte universitario? è già in corso un progetto di analisi sulla riforma del " 3+2" dopo dieci anni. è adatta alle esigenze delle imprese? Riteniamo che alle aziende possa interessare una triennale più professionalizzante. Nel Nord-Ovest serve qualcosa di più che un buon diplomato tecnico. La vostra tradizionale sede di via Giacosa è in smantellamento? Tutt'altro.Vi convergeranno più istituzioni culturali, interne ed esterne al mondo Fiat. Per esempio, la già annunciata Alta scuola per manager. è a Torino da un anno e mezzo: da economista, come l'ha trovata? La congiuntura è la più difficile dal dopoguerra. Ma il tessuto industriale ne uscirà: c'è consapevolezza nelle proprie capacità. La qualità di manager e imprenditori è fra le più alte d'Italia e d'Europa: un ottimo capitale umano. Fiat diventa global player: rallenterà la terziarizzazione? La terziarizzazione è inevitabile. Qui, però, si manterrà una vocazione manifatturiera e industriale forte. La produzione a minor valore aggiunto finirà sulle aree emergenti. Andranno rafforzati i segmenti più innovativi, su cui va compiuto un enorme investimento nel capitale umano e nella formazione. Classe dirigente, tasto dolente? Torino rimane scandita dai ritmi dell'industria, che sta accelerando il ricambio. L'intellighenzia universitaria soffre il lento ricambio che caratterizza gran parte dell'Accademia. La classe politica la conosco meno. Mi pare tuttavia che esista una base ancora piccola per la città che deve essere. f.antonioli@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA L'economia locale Sui fronti innovativi vanno compiuti enormi investimenti nel capitale umano e nella formazione Economista Andrea Gavosto è direttore della Fondazione Agnelli dal 2008 Torinese, 50 anni, si è specializzato in economia alla London School of Economics eal National Bureau of Economic Research del Massachussets Chief economist di Telecom Italia e prima della Fiat, ha lavorato anche in Bankitalia e in Confindustria L'istituzione La Fondazione Giovanni Agnelli fu fondata nel 1966 da Fiat e Ifi nel centenario della nascita del senatore Giovanni Agnelli. Dal 2008 concentra l'attività di ricerca sui temi dell'education. Nel Cda, presieduto da Maria Sole Agnelli (il vice è John Elkann), siedono anche, tra gli altri, Sergio Marchionne e Anna Agnelli

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Proteste sulla scuola, Gelmini contestata al raduno elettorale (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 03/06/2009 - pag: 20 A Besana Brianza Proteste sulla scuola, Gelmini contestata al raduno elettorale MILANO Dirlo, l'ha detto. «Sono solo quattro pirla che mi contestano e non sanno cos'è la democrazia». Non lo nega affatto, Mariastella Gelmini. Ieri pomeriggio era sul palco di Besana Brianza per sostenere il candidato sindaco del Pdl e, davanti a una trentina di contestatori e oltre trecento sostenitori, ha pronunciato questa frase. Ma vuole precisarne il senso: «Appena arrivata al comizio, sono stata pesantemente insultata dal solito gruppetto di sinistra. I ragazzi del Pdl si sono innervositi. A quel punto, per sdrammatizzare e smorzare i toni, ho fatto questa battuta. A microfono spento». La versione del ministro. Cui segue quella di insegnanti e genitori brianzoli che ieri erano lì, con i loro striscioni, a protestare. «Era una contestazione pacifica, non c'era nulla di violento. Avevamo un manifesto». Lo slogan: «Se la scuola è costosa oggi, chissà quanto ci costerà l'ignoranza domani». Anna, educatrice, continua il racconto: «I militanti della Lega e del Pdl ci fischiavano contro, sventolavano i loro bandieroni coprendo i nostri cartelli. Poi è arrivato quell'insulto, che è ancora più grave perché arriva da un ministro della Repubblica. Siamo indignati». Ambrogina, maestra elementare «estranea alla politica», aggiunge: «Volevamo solo porre qualche domanda e manifestare il nostro disagio pacificamente». Una versione che Mariastella Gelmini non accetta: «Sono sempre i soliti che disturbano. Sempre gli stessi che si presentano in piazza ogni volta che il centrodestra fa campagna elettorale. E non è gente qualunque, si tratta di professionisti legati alla Cgil e dunque militanti politici». No, il ministro non è pentito: «Non accetto lezioni da certi sindacati che tra le loro colpe hanno quella di aver rovinato la scuola italiana. Da un anno sto lavorando per restituire al nostro sistema di istruzione la qualità perduta». Annachiara Sacchi

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Oggi 7 ministri a Milano E domani Berlusconi e Bossi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 03/06/2009 - pag: 1 Verso il voto in Provincia. Il Pd: inutili sfilate elettorali Oggi 7 ministri a Milano E domani Berlusconi e Bossi L'appuntamento più atteso, nella campagna elettorale del Pdl per Podestà, è per domani. Con il comizio del premier Silvio Berlusconi e del leader leghista Umberto Bossi (che prima parlerà agli elettori anche in largo Cairoli). Intanto oggi a Milano arrivano i ministri a sostenere il candidato Pdl alla Provincia. Dalla Gelmini a La Russa, saranno in piazza San Carlo. Il Pd: «I ministri? Si vedono solo quando c'è da votare». Sempre sul fronte del Pd, il presidente della Provincia Filippo Penati: «Podestà scappa al confronto». A PAGINA 2 Senesi

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Incognita ballottaggio Penati e Podestà a caccia di indecisi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-06-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 03/06/2009 - pag: 2 Incognita ballottaggio Penati e Podestà a caccia di indecisi Domani comizio di Berlusconi e Bossi al Palaghiaccio Sul palco, quello del Palaghiaccio di via Piranesi, domani, a chiudere la campagna elettorale di Guido Podestà (Pdl), ci saranno tutti e due: Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Prima di questo appuntamento, il senatùr della Lega sarà alle ore 18 in largo Cairoli per un suo comizio. Intanto, la coalizione che sostiene Podestà nella corsa alla Provincia si dà appuntamento per oggi. Dalle 16, in piazza San Carlo, arriveranno vari ministri. Bondi, Brunetta, La Russa, Frattini, la Gelmini. Il Pd: «I ministri vengono a Milano solo per la campagna elettorale». Campagna elettorale ormai quasi terminata: sabato (dalle 15 alle 22) e domenica (dalle 7 alle 22) si vota. Si vota per rinnovare il consiglio provinciale ed eleggere il nuovo presidente. Quasi un milione i milanesi alle urne (998.961), in maggioranza donne (535.481) e in crescita rispetto alle scorsa tornata elettorale (alle politiche 2008 gli elettori erano 971.589) e «spalmati» su 1248 sezioni elettorali. In totale a dover scegliere tra i 14 candidati presidenti e le 21 liste saranno chiamati quasi due milioni e quattrocentomila elettori, tra Milano città e i 138 Comuni della provincia. La scheda per la Provincia è quella gialla: si vota senza preferenze. Basta una croce sulla lista prescelta per assegnare automaticamente il voto al relativo presidente. In caso contrario, il voto è valido, ma la preferenza di lista non viene assegnata. Vince il candidato che supera il 50% dei voti. La battaglia tra Guido Podestà e Filippo Penati si consuma (anche) a suon di sondaggi. Sicuro dell'elezione al primo turno il candidato Pdl, convinto di arrivare in testa al ballottaggio il secondo. Le incognite politiche maggiori si concentrano proprio su un eventuale secondo turno. Dalla Lega che ha preannunciato diserzione ai ben tre candidati della sinistra antagonista che difficilmente prenderanno posizione in favore del presidente uscente. Poi c'è l'Udc, con Enrico Marcora, terzo incomodo di una campagna elettorale che i due principali protagonisti stanno giocando solo a distanza. «Podestà scappa al confronto» dice Penati. La replica: «Inutile parlarci. Preferisco stare in mezzo alla gente». Ma ieri sera, Penati e Podestà erano in Prefettura, per la festa del 2 Giugno. Si sono stretti la mano davanti ai fotografi. Andrea Senesi

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Appuntamento alle 11, all'Istituto Paolo Sarpi di San Vito al Tagliamento, dove si form... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

Appuntamento alle 11, all'Istituto Paolo Sarpi di San Vito al Tagliamento, dove si formano periti aziendali corrispondenti in lingue estere. Una figura professionale che rischia di scomparire, inghiottita dal nuovo regolamento che il ministro Gelmini ha presentato al Consiglio dei ministri. Luigi Berlinguer, ex rettore dell'Università di Siena, già ministro dell'Università con Carlo Azeglio Ciampi, nel '93, poi titolare della Pubblica Istruzione con Romano Prodi, oggi candidato al Parlamento europeo, la campagna elettorale la fa anche così. Percorre in un lungo e in largo un collegio che si estende da Rimini a Bolzano e da Trieste a Piacenza . «Alla ricerca di contenuti», spiega. La circoscrizione dell'Italia nordorientale affianca la rossa Emilia-Romagna al Veneto in gran parte leghista, al Trentino Alto Adige e al Friuli Venezia Giulia. È una campagna elettorale in salita per il Pd, spiega Berlinguer, che cominciò a fare politica nel '52, come segretario della federazione giovanile del Pci sassarese. «Qui più che fare propaganda, devi concentrarti sui problemi». E così, alle 11, Berlinguer incontra una delegazione di insegnanti del Paolo Sarpi guidata dal preside Gianfranco Corradini e alla figura del candidato si sovrappone quella di presidente del Comitato interministeriale per la cultura scientifica e tecnologica. OBIETTIVO EUROPEO Berlinguer concorda con Claudio Magris, secondo cui l'Europa sta agli europei come il tempo stava a Sant'Agostino: se non gli chiedevano cos'era, credeva di saperlo; se glielo chiedevano, non lo sapeva più. Una difficoltà che si fa sentire in Friuli Venezia Giulia, una regione che peraltro ha mandato pochissimi parlamentari a Strasburgo. Il vecchio Pci ne espresse solo uno, Giorgio Rossetti, eletto nell'84. Girando la terra del San Daniele, dice Berlinguer, percepisci le ragioni di quella lontananza. «Il controllo sui prodotti alimentari è sacrosanto, ma se i controlli diventano sette per ogni prodotto diventano troppi. Certo, la soluzione non viene dalla destra, che da queste parti è riuscita a far dimenticare la Serenissima e Marco Polo». Salvatore Caronna è un'altra faccia del Pd nella stessa circoscrizione. Segretario regionale del partito in Emilia-Romagna, è stato uno degli artefici del successo di Sergio Cofferati a Bologna, alle Comunali del 2004. Considera eccessivo il trionfalismo della destra nel Nordest. «Certo, le difficoltà del Pd sono oggettive, ma il governo ha detassato gli straordinari in un momento in cui cala la produzione. C'è una distanza siderale tra ciò che queste realtà possono produrre e quello che la destra pensa e fa». Certo, non rassicura una centrosinistra che è riuscito a dividersi anche in città come Reggio Emilia, dove il Pdl oggi può permettersi di sognare il ballottaggio. «Ora l'importante è capire cosa è in gioco: costruire un'alternativa vera a questa destra», dice Caronna. GIOVANI PROMESSE Debora Serracchiani il 21 marzo scorso, all'assemblea dei circoli Pd, rimproverò al partito di non riuscire a parlare con una voce sola. In questi due mesi la sua vita è cambiata. È terza nella lista per le europee, dopo Berlinguer e Caronna. Uno dei suoi slogan è scritto nei pieghevoli: «Semplicemente europea». L'altro lo ripete a voce: «Il Pd è una squadra». Quindi si va dove è necessario andare. Lunedì scorso è partita alle cinque da Udine, dove vive, alle 11 era a Piacenza per un caffè con sostenitori e giovani del Pd. Alle 14 era a Tortona, in provincia di Alessandria: fuori dal suo collegio, ma l'avevano chiamata, spiega il parlamentare Ettore Rosato, e la vita di un partito democratico non può esaurirsi nella ricerca di voti. Alle 17,30 era al banchetto del Pd a Trento, vicino a piazza Pasi, dove si svolge il Festival dell'Economia, pronta a partire per Avio e un altro incontro. Dice una signora: «L'ho vista a Ballarò, tenere testa a quelle fanatiche della destra. A me piace tanto». Debora ha solo 39 anni e ne dimostra molti di meno. Ma non è una new entry della politica. emplicemente fa politica in modo diverso. Basta guardare il suo sito, «Casaserracchiani», per capire che è diventata un punto di riferimento per la voglia di cambiamento. Nel 2003 è stata eletta consigliere di circoscrizione, nel 2006 consigliere provinciale. E ha continuato a fare l'avvocato: prima in uno studio associato, poi aprendone uno suo. Sembra incarnare il nuovo partito fatto di sezioni (pardon, circoli) ma anche di reti di contatti che si sviluppano on line. Una costruzione che per ora è rimasta a metà.

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"6 ROSSO" (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 03-06-2009)

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3/6/2009 Nelle scuole si inventa il 6 rosso Roma, per evitare bocciature di massa La legge, voluta dal ministro Gelmini, parla chiaro: nelle scuole medie gli alunni dovranno essere bocciati se non ottengono un 6 in ogni materia. Ma insegnanti e presidi non sono d'accordo. Con questi rigidi criteri di valutazione, spiegano, si rischia di non promuovere quasi la metà degli studenti. La soluzione: arrotondare il voto (il 6 rosso), segnalando alle famiglie la carenza che potrà essere recuperata prima dell'inizio dell'anno scolastico. "Se dovessimo non ammettere tutti gli alunni che hanno un'insufficienza in una sola materia - spiega al Messaggero Ada Maurizio, preside della scuola media Esopo di Roma - dovremmo bocciare almeno il 50% degli studenti". Chi in pagella avrà il 6 rosso, dovrà recuperare il debito ma, a differenza delle scuole superiori, l'ammissione all'anno successivo non dipenderà dal buon esito delle prove di verifiche. Chi non passerà il test, inizierà l'anno con un debito. Un escamotage per evitare di fare una "strage" tra gli studenti. Si prevedono consigli di classe particolarmente tesi. "La legge rischia di creare un effetto contrario a quello desiderato: invece di rendere la scuola più severa, porterà molti insegnanti ad essere più morbidi", si sfoga un dirigente scolastico.

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Idea! Mini-naja e scuole militari per i (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 03-06-2009)

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Idea! Mini-naja e scuole militari per i civili Il ministro La Russa, forse ritenendo che quel che va facendo la collega Gelmini debba essere integrato, ha proposto di aprire le scuole militari anche a una quota di ragazzi "civili" nella[...] Il ministro La Russa, forse ritenendo che quel che va facendo la collega Gelmini debba essere integrato, ha proposto di aprire le scuole militari anche a una quota di ragazzi "civili" nella proporzione del 25% di quanti le frequentano attualmente. L'idea, unita a quella della mini-naja di un solo mese per tutti gli italiani, è trattata nell'articolo presente nel sito de Il Messaggero. Di seguito la parte introduttiva: "Ministro La Russa, è vero che lei proporrà agli italiani di tornare a fare la naja? «Una mini-naja. Solo un mese. E poi devo dire che qualche iniziativa in tal senso esiste già. Per esempio, in Lombardia, il ministro dell'Istruzione ha varato un "four training days", ma la mia idea è un po' più completa». Può spiegarci la sua idea? «Io parto dal fatto che dopo la fine del servizio di leva - che ho salutato con favore, perché l'Italia aveva bisogno di un esercito professionale - c'è stato un effetto collaterale negativo: non c'è più contatto tra le giovani generazioni e i valori che vengono dalle Forze armate. Il secondo effetto negativo è che le Associazioni d'arma non ricevono più la linfa che veniva da chi faceva il militare. Messe insieme queste due cose e avendo come obiettivo quello di avvicinare le giovani generazioni ai valori che le Forze armate interpretano, ho pensato a un provvedimento che istituisca degli stages, dei corsi atletico-militari di un mese al cui interno ci siano anche momenti di educazione civica, al fine di far conoscere meglio i diritti ma pure i doveri che promanano dall'essere italiani. Finito il mese, i ragazzi potrebbero essere avviati ad azioni di volontariato all'interno delle Associazioni d'arma. Questo è l'obiettivo: di consentire a dei ragazzi, su base volontaria, di avvicinarsi alle Forze armate senza dover diventare soldati di professione». Questa mini-naja non è un costo aggiuntivo sul già malridotto bilancio della Difesa? «No, il costo è molto ridotto. Abbiamo già un alto numero di sottufficiali che potrebbero fare da istruttori. L'unico costo è l'equipaggiamento. Roba modesta. Cominceremo con gli alpini, i paracadutisti e i marò del "San Marco"»." Per continuare la lettura, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 3 giugno 2009 in: L'opinione Società €scuola » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Il mondo è uno schifo? (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

Il mondo è uno schifo? Il mondo è uno schifo? Solo su certi giornali Che schifo una rassegna stampa come Prima Pagina di Radio 3, che sa solo pescare nel torbido e nelle miserie che sono comuni, non solo ai potenti, ma anche a tanta gente. Allora non ci meravigliamo, strepitando dalle pagine dei giornali e presentando un mondo che è tutto uno schifo, se poi le cose peggiorano! Credo che anche tanta stampa faccia schifo. Se fosse più sana o in mano a gente che sa che esiste anche il bene, sarebbe in grado di trovarlo! Ma, tenendo conto che il male e le cose pruriginose rendono, allora si fa come le galline e si becca fra le cacche. Ora mi accorgo che avete dato un po' di spazio anche a Avvenire, che è un quotidiano certamente più costruttivo! E poi vi lamentate del fatto che la gente non legge i giornali! Sappiate che il bene esiste, ed è quello che tiene in piedi il mondo! Ma voi lo vedete? Forse non fa parte della realtà? Come mai, allora, un network come Radio Maria, è in grado di vivere ed estendersi in più di 50 nazioni solo con il sostegno finanziario degli ascoltatori, presentando la Parola di Dio e promuovendo cultura e valori? Allora vuol dire che il mondo non è tutto come voi lo presentate, e che c'è una utenza che non gradisce il cibo gallinaceo e le parole vuote che offre tanta stampa! Intanto delle prossime elezioni della povera Europa non si sa nulla! Le cose più interessanti e chiare le ho sentite solo a Radio Maria. Claudio Forti TRENTO La pattumiera Italia «salvata» dalle immunità Grazie al dibattito pubblico e mediatico riguardante le questioni del Presidente del Consiglio dei Ministri, Presidente della Repubblica a parte, l'Italia pubblica è diventata un'immondizia. Con gioia, amore & solidarietà però la ricostruiremo. Solo che fa paura dover esprimere un'opinione propria senza possedere l'immunità. Christian Ferdigg SAN VIGILIO Pergine, i giovani delusi e il «nonno» assessore In riferimento alla lettera pubblicata il 29 maggio scorso e firmata da alcuni giovani delusi del Pd perginese, mi preme intervenire su alcuni punti che sono stati sollevati e che in parte di riguardano: 1) è vero, sono nonno di Carlotta e Pietro e ne sono felice. 2) non è nel mio stile interferire in questioni che non mi riguardano. Gli attriti tra i giovani e il Pd non dovrebbero coinvolgermi. Capisco comunque la loro attenzione nei confronti dell'amministrazione perginese, ma allargare troppo la loro questione rischia di generare solo una sterile confusione. 3) Io, come rappresentante dell'Unione socialista autonomista, ho sempre dichiarato la massima apertura alle nuove leve, logicamente nel principio del rispetto della volontà popolare. Infatti, in fase di predisposizione della lista abbiamo chiesto il contributo di tutti. 4) Ritorno sul fatto si essere stato definito "nonno". Ribadisco che, chi vuole impegnarsi è sempre ben accetto. Il mio partito è in fase di rinnovamento e per i "nipoti" preparati e volonterosi c'è sempre posto. Sono sempre disponibile, in municipio, per un confronto di idee e proposte. Attendo fiducioso che le nuove generazioni colgano la portata di una vera opportunità. "Nonno" Aldo Zanella assessore comunale PERGINE Maestra degli annunci è la ministra Gelmini Per usarle un riguardo, si potrebbe affiancare il Maestro degli Annunci a Maria Stella Gelmini. Anonimo pittore l'uno, anonima ministra l'altra. Sono passati oltre tre mesi da quel 27 febbraio in cui il Consiglio dei ministri approvò, in via definitiva, i primi due regolamenti della riforma scolastica modello Gelmini. Da allora, il nulla. Della entrata in vigore, neanche un cenno. Eppure il Capo dello Stato li ha firmati il 20 marzo scorso. C'è il fondato sospetto che siano fermi alla Corte dei Conti per difetti di un certo rilievo di cui non è dato sapere alcunché. Visto che quei decreti riguardano il riordino del primo ciclo di istruzione e la razionalizzazione della rete scolastica (in una parola: i tagli) e danno copertura di legittimità ad una serie di amputazioni all'organico degli insegnanti, è chiaro a tutti che gli atti emanati nei mesi scorsi se non sono nulli sono almeno a rischio ricorso. Per una principessa del diritto, e non una pittrice, che vuol dilettarsi a fare la ministra, questo è quantomeno imbarazzante. Maristella Curreli

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Scuola superiore, oggi la verità sui tagli all'organico (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

alle 11 incontro fra provveditore e sindacati Scuola superiore, oggi la verità sui tagli all'organico Mario Barresi In mezzo c'è un vero e proprio abisso. Tra la scuola virtuale, quella delle scartoffie ministeriali e delle regole dall'alto, e quella reale fatta di docenti, studenti e genitori in carne e ossa. Quando poi si parla di numeri, il simbolo della pragmaticità in un settore spesso governato dall'effimero, questa distanza sembra ancor più siderale. Parola di prof, giudizi alla mano: «Guardi qui: questo ragazzo ha praticamente tutte sufficienze. Eccelle addiruttura in storia, ma è molto in difficoltà in matematica. Per dirla con i numeri: poco più che quattro. Ecco, secondo la Gelmini, noi questo alunno dovremmo bocciarlo senza appello, perché le regole ministeriali ci impongono di fare così». Questo lo sfogo di Santina Consoli, docente di materie letterarie in una Media dell'hinterland etneo. Ma la scuola è maestra di uno delle massime di vita del Belpaese: fatta la legge, trovato l'inganno. E così l'alunno che zoppica in matematica verrà graziato: «Quel quattro o poco più dopo gli scrutini finali diventerà un sei, perché non si può bocciare uno studente per una sola carenza se nel resto delle materie va discretamente e il profitto complessivo è più che accettabile». Tutto parte dallo scorso 20 maggio, quando sono state emanate due circolari, a firma del direttore generale per gli "Ordinamenti scolastici e per l'Autonomia scolastica". La circolare n. 50 reca "Disposizioni in vista della conclusione dell'anno scolastico 2008/09" e la n. 51 "Esame di stato conclusivo del primo ciclo". La prima richiama in sintesi le norme al momento in vigore; la seconda è più esplicita: per la scuola media si ribadisce che per essere promosso o essere ammesso agli esami di licenza media l'alunno deve conseguire la sufficienza in tutte le discipline. Insomma è inutile avere la media del sei se c'è anche soltanto un'insufficienza. E dunque basta un cinque (anche in condotta) per essere bocciati o non ammessi. «È evidente - si legge in un forum di docenti su Internet - che il Consiglio di classe, una volta decisa a maggioranza la promozione o l'ammissione agli esami, dovrà a questo punto portare a sei le insufficienze da scrivere in pagella o nel quadro di ammissione agli esami, se non si vogliono fare ecatombi di alunni, rappresentando contestualmente la realtà nei verbali dei Consigli di classe e informando le famiglie delle insufficienze “reali”». «Le due circolari - affermano dalla Cisl Scuola - scontano inevitabilmente i limiti e le incongruenze contenute nello schema di regolamento che il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare, lo scorso 13 marzo, sul quale la Cisl Scuola ha inviato, a suo tempo, al Miur una serie di puntuali osservazioni, chiedendo di sciogliere ogni ambiguità tra la dimensione individuale e quella collegiale dei docenti: la promozione o bocciatura di uno studente deve restare prerogativa del Consiglio di classe».

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Michele Mangiafico, il sempre presente (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 03-06-2009)

Argomenti: Scuola

Al Consiglio provinciale numeri altissimi di partecipazione, con una eccellenza Michele Mangiafico, il sempre presente «Svelate le ragioni che hanno spinto l'Ateneo a privare Siracusa dei due corsi di laurea in beni culturali». Il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, Carmelo Spataro, interviene sulla vicenda Università all'indomani delle dichiarazioni dei presidi delle due facoltà. E chiede ai vertici dell'Ateneo catanese spiegazioni sui fondi spesi in questi dieci anni. «Il preside di Lettere, Enrico Iachello - dice Spataro - ha svelato le vere ragioni della soppressione dei corsi di laurea solo accennate dal rettore Recca, affermando che la disattivazione progressiva di Scienze dei beni culturali è legata alla richiesta di ulteriori risorse economiche da parte degli enti locali. Come a dire che le risorse della Provincia di un milione e 200 mila euro per il corso che fa capo a Lettere, a cui si aggiungono 900 mila euro per Tecnologie applicate ai beni culturali, sono insufficienti per garantire continuità e qualità al corso di laurea in questione». Come sottolinea Spataro, il corso in Scienze dei beni culturali ha infatti tutti i requisiti richiesti dai decreti Mussi e Gelmini che intendono porre fine alla logica dell'università sotto casa. «La politica dell'Ateneo catanese - prosegue Spataro - a a mio avviso mortifica la Provincia, Siracusa tutta e il patrimonio culturale che l'Università rappresenta dopo il lavoro di questi 10 anni». Impegno tradotto dalla Provincia con lo stanziamento di ingenti risorse e dal Comune con la disposizione di immobili storici. «Dovrebbe essere l'Università e il preside di Lettere - conclude - a spiegarci per quali ragioni l'offerta formativa sia ritenuta inadeguata. Apprezzo invece le dichiarazioni del preside Lo Giudice che non intende disperdere esperienze accumulate in questi anni». i. d. b.

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