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toARTICOLI DEL 29-30 aprile
2008 #TOP
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Articoli
Schola (8)
Scuola, programmi in restauro
( da "Italia
Oggi (Azienda Scuola)" del
29-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Beppe Fioroni. Ovvero strumenti ministeriali e amministrativi anche se questa volta i numeri in parlamento per intervenire in via legislativia ci sono tutti. In pole position il ripristino dei programmi scolastici della Moratti e l'eliminazione dei corsi di recupero di Fioroni, che tanto scompiglio hanno creato nelle scuole ("
Gli
industriali al governo: più alternanza scuola-lavoro
( da "Italia
Oggi (Azienda Scuola)" del
29-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è stata la parentesi di Fioroni che col cacciavite prima ha sospeso la liceizzazione, poi sul fotofinish ha avviato il riordino dell'istruzione tecnica (IT) e professionale (IP) riducendo il numero degli indirizzi (si veda IO di martedì scorso). Ma troppi nodi restano ancora da sciogliere circa il futuro dell'istruzione tecnica e professionale.
In
gita il prof di sostegno vigila su tutti gli alunni
( da "Italia
Oggi (Azienda Scuola)" del
29-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: della scelta dei libri di testo e la possibilità di escludere volumi che non siano più coerenti con la riforma della scuola in corso. E poi, i benefici pensionistici per gli orfani di guerra e gli esami di stato. In occasione di gite e/o uscite didattiche, l'insegnante di sostegno nominato su alunno con handicap è responsabile solo del proprio alunno o anche degli altri alunni della
Otto
milioni di internauti allo "zoo" della scuola
( da "Gazzettino,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Fioroni. E se in questo anno abbiamo ridicolizzato qualcuno, è accaduto con quegli insegnanti che, fumando o dormeno in classe, screditano l'immagine dell'intera classe docente".Dunque, volente o nolente, lo zoo avrà lunga vita. Fin quando immortalerà la varia umanità che popola le nostre aule, non soggetta a estinzione come i panda,
E
alle medie pochi gli insegnanti <multimediali>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni in merito all'insegnamento dell'informatica, di fatto hanno fatto sparire l'ora introdotta dalla Moratti, facendo così rientrare l'insegnamento di quella che era diventata una vera e propria disciplina, con tanto di giudizio sulla pagella, nell'ambito dell'ora di tecnologia (la vecchia Educazione tecnica).
<Scuola,
campo di battaglia politico> ( da "Libertà"
del 30-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma scolastica fatta dall'ex ministro Giuseppe Fioroni, ha dato il via ad un percorso di sperimentazione biennale di alcune novità del processo di autonomia". Scuola che negli ultimi anni è stata considerata, secondo Galeazzi, "un campo di battaglia spesso politico, che proprio grazie all'autonomia è riuscita ad arginare le continue traversie".
Corsi
di recupero, si studia on line ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 30-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: rimandati" dell'era Fioroni. Andranno a recupero tra il 30 e il 40 per cento dei ragazzi che frequentano lo scientifico. Circa 150 - ma la cifra è stimata - potrebbero essere i ragazzi del "Mattiussi" che dovranno studiare anche in estate. Al primo quadrimestre solo il 27,5\% degli studenti non ha registrato insufficienze: 1.
Ricordate
la scuola delle <tre I>? Era la ricetta del centrodestra per
un'istruzione più al passo dei tempi: <Inglese, Informatica, Impresa>
( da "Provincia
di Como, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non dimentichiamo - disse il ministro Fioroni - la "I" più importante: quella di Italiano". Da qualunque parte ci si schieri, non si può negare che trattavasi di un dibattito costruttivo. Si poteva addirittura tentare di sintetizzarlo, affermando la necessità della scuola di rinnovarsi senza perdere contatto con le radici.
( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del
29-04-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi Numero 102, pag. 17 del 29/4/2008 Autore: di Alessandra
Ricciardi Visualizza la pagina in PDF Sul tavolo del
prossimo ministro dell'istruzione anche l'azzeramento dei corsi di recupero
Scuola, programmi in restauro Verso il ripristino le Indicazioni morattiane,
tutor e portfolio Hanno un bel dire nel centrodestra che sulla scuola si
procederà con i piedi di piombo. A parole tutti sono d'accordo che non si può
cambiare a ogni cambio di governo. Ma dei segnali di discontinuità vanno dati.
A pretenderli, del resto, è lo stesso premier in pectore, Silvio Berlusconi,
che ha più volte detto che si tornerà alle tre "i" morattiane, ovvero
inglese, informatica e impresa. Ed è probabile, questo si vocifera negli
ambienti del Pdl, che si utilizzeranno gli stessi strumenti che ha utilizzato
il ministro uscente della pubblica istruzione, Beppe Fioroni. Ovvero strumenti ministeriali e amministrativi anche se questa
volta i numeri in parlamento per intervenire in via legislativia ci sono tutti.
In pole position il ripristino dei programmi scolastici della Moratti e
l'eliminazione dei corsi di recupero di Fioroni, che tanto
scompiglio hanno creato nelle scuole ("così come sono fatti creano
solo problema all'organizzazione della scuola", spiega Giorgio Rembado,
presidente dell'Anp, l'associazione nazionale presidi). Sul primo fronte,
quello dei programmi, il centrodestra ha rimarcato in passato che le
Indicazioni morattiane sono allegate ad un provvedimento legislativo, mentre
quelle elaborate da Fioroni sono contenute in un
semplice decreto ministeriale; e così le prime potrebbero essere rispolverate
per definire i livelli essenziali di prestazione. Restituendo poi alle scuole,
in clima di autonomia scolastica, il compito di riassestare i curriculum dei
singoli studenti. Figure come quelle del tutor e mezzi come il portfolio fanno
parte della stessa partita. E poi ci sono le attività, con esame finale, di
recupero delle insufficienze alle superiori. Si tratta dei corsi che tanto
malcontento hanno creato tra insegnanti e studenti e che proprio quest'anno
debuttano. Così come fatto lo scorso anno da Fioroni,
in estate con altro decreto i corsi potrebbero essere disattivati per essere
sostituiti da attività diverse. La parola spetterà probabilmente a MariaStella
Gelimini, avvocato, coordinatrice di Fi per la Lombardia e in pole per la
poltrona di ministro al dicastero dell'educazione, che accorperà pubblica
istruzione, università e ricerca.
( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 29-04-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi Numero 102, pag. 17 del 29/4/2008 Autore: Giovanni
Scancarello Visualizza la pagina in PDF
Riforme&dintorni Gli industriali al governo: più alternanza scuola-lavoro
Decisivi gli istituti tecnici e professionali. Che potrebbero essere nuovamente
rivisti Si riprendono da dove si erano lasciati. Gli azzurri del Pdl e
Confindustria, dopo lo strappo sulla liceizzazione dell'istruzione tecnica
promossa dal ministro dell'istruzione, Letizia Moratti, oggi si ritrovano
nuovamente a parlare di istruzione tecnica. è avvenuto la scorsa settimana a
Venezia alla presenza del sindaco Massimo Cacciari. Intanto, c'è stata la parentesi di Fioroni che col
cacciavite prima ha sospeso la liceizzazione, poi sul fotofinish ha avviato il
riordino dell'istruzione tecnica (IT) e professionale (IP) riducendo il numero
degli indirizzi (si veda IO di martedì scorso). Ma troppi nodi restano ancora
da sciogliere circa il futuro dell'istruzione tecnica e professionale. E
gli industriali del Nord hanno già provato a fare dei passi in avanti con l'ex
sottosegretario della Moratti, Valentina Aprea, che dovrebbe tornare ad avere
lo stesso incarico. Ecco in sintesi la proposta: più alternanza scuola-lavoro e
più spazio alle richieste delle imprese nei programmi di studio. La ricetta di Fioroni La riforma dell'istruzione tecnica e professionale
-che è rientrata per intero del novero delle competenze statali- messa a punto
dalla commissione presieduta dal preside della facoltà di Ingegneria
dell'università di Udine, Alberto Felice De Toni, entrerà in vigore dall'anno
scolastico 2009-2010. Si prevede una drastica riduzione del numero degli
attuali indirizzi, il loro ammodernamento e la riorganizzazione delle
discipline di insegnamento per potenziare le attività di laboratorio, stage e
tirocinio. Il lavoro della commissione rilancia, come già è stato per le
indicazioni per il curricolo del primo ciclo, l'obiettivo di promuovere un
nuovo umanesimo nella scuola che, detto in estrema sintesi, persegue la
pacificazione e la fusione tra sapere astratto e sapere pratico. Tuttavia il
riordino lascia in piedi il sistema duale dell'istruzione tecnica e
professionale, mantenendo ai tecnici la trasmissione di competenze più astratte
e ai professionali quelle pratiche e settoriali. Il riordino così impostato
mantiene in piedi l'architettura regionale e territoriale che consente di
integrare perrcorsi sperimentali di qualifica triennale, il sistema Ifts e
l'attuazione dei percorsi previsti dalla legge 40/07 da realizzare in regime di
sussidiarietà come prevede l'intesa con la Conferenza unificata stato-regioni.
L'affondo degli industriali Dal Nord-est arriva la proposta degli industriali
per la scuola. In occasione della convention di Venezia, la commissione scuola
di Confindustria Veneto ha presentato il proprio action plan "perché
vengano attuate, e al più presto", spiega Gianluca Vigne, presidente dei
giovani industriali del Veneto e referente education per Confindustria Veneto,
"le politiche regionali utili al rinnovamento normativo ed organizzativo
degli istituti tecnici". La richiesta è quella di un'offerta formativa di
alto livello. In questo contesto, i tecnici rappresentano delle scuole di
formazione il cui ruolo è imprescindibile. Da una ricerca della Fondazione del
Nord Est si scopre che il 53% degli imprenditori veneti afferma che l'assenza
di competenze tecnico scientifiche ostacola l'innovazione nelle imprese. E
l'occupazione. Come centrale per gli industriali è anche l'alternanza scuola-lavoro
nell'ambito dei poli formativi tecnologici: nell'anno scolastico 2005-2006, più
di 1000 studenti hanno praticato l'alternanzascuola-lavoro in 665 enti/aziende;
nell'anno scolastico 2006-2007 quasi 2000 studenti, di cui più di 1700 iscritti
ad istituti tecnici e professionali, hanno potuto formarsi in circa 700
enti/aziende. Si prevede che nel prossimo anno scolastico gli studenti
interessati saranno più di 3000, di cui circa 2600 appartenenti ad istituti
tecnici e professionali, con una tendenza in netta crescita anche nelle stime
per gli anni successivi. Ed è l'esperienza di alternanza che le imprese
chiedono di potenziare, così come quella di dare molto più spazio nei programmi
alle richieste delle imprese, di avere una gestione regionalizzata degli istituti
e di adeguare finalmente le qualifiche al quadro europeo. Disponibilità a
verificare spazi di intervento in tal senso è già stata data dall'Aprea.
( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del
29-04-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Azienda Scuola Numero 102, pag. 22 del 29/4/2008
Autore: Visualizza la pagina in PDF L' ESPERTO RISPONDE /
Il docente è assegnato all'intera classe In gita il prof di sostegno vigila su
tutti gli alunni Un lettore chiede quali siano le responsabilità Tempo di gite.
E per i docenti, che accompagnano in viaggio la classe, scattano le
responsabilità per la vigilanza. Anche per gli insegnanti di sostegno, che non
possono limitare le proprie responsabilità al ragazzo con handicap a cui sono
stati assegnati. Torna di attualità anche il tema della
scelta dei libri di testo e la possibilità di escludere volumi che non siano
più coerenti con la riforma
della scuola in corso. E poi, i benefici
pensionistici per gli orfani di guerra e gli esami di stato. In occasione di
gite e/o uscite didattiche, l'insegnante di sostegno nominato su alunno con
handicap è responsabile solo del proprio alunno o anche degli altri alunni
della classe? Quali sono le responsabilità? Lettori Grazia Ravenna Tutti
i docenti che accompagnano gli alunni nelle gite e/o nelle uscite didattiche
sono tenuti all'assistenza e alla sorveglianza. L'insegnante di sostegno,
pertanto, è tenuto principalmente ma non esclusivamente ad assistere e
sorvegliare l'alunno handicappato. In presenta di un alunno handicappato in una
classe l'insegnante di sostegno viene assegnato alla classe e non al singolo
alunno. Franco Bastianini Evitare i libri non graditi è possibile Quale
normativa seguire per le adozioni libri ? Come risolvere la questione sorta a
seguito della riforma Moratti , quando ci si trova
"per scorrimento" testi scelti dal collega della classe inferiore (questione
evidenziata in passato anche in un articolo dal vostro giornale)? Lo
scorrimento può non applicarsi per quelle materie come per esempio il diritto
negli Itc, ove gli insegnamenti nel triennio corrispondono a branche
completamente diverse ? Salvatore Galluccio Napoli Anzitutto bisogna tenere
conto del decreto 28/2008 che fissa i tetti di spesa massima complessivi per le
scuole secondarie di secondo grado. Quanto alla disciplina generale, essa va
rinvenuta nell'articolo 7, comma 2 , lettera d) del decreto legislativo 297/94.
Ulteriori indicazioni possono essere rinvenute nell'apposita area tematica
predisposta dal ministero della pubblica istruzione sul sito ufficiale del
dicastero: http://www.pubblica.istruzione.it/news/2006/libri.shtml Quanto alle eventuali
deroghe volte a evitare l'adozione automatica di testi non graditi, esse
possono essere applicate ragionatamente e motivatamente dal collegio dei
docenti, previa valutazione dei relativi effetti, anche in sede di consigli di
classe, in riferimento al piano dell'offerta formativa, così come previsto
dall'articolo 4, comma 5, del decreto del presidente della repubblica 275/99.
Antimo Di Geronimo Il congedo parentale per la neo-mamma Una insegnante
lavoratrice madre di un figlio di otto mesi il cui orario di servizio è
stabilito in cinque giorni settimanali (dal lunedì al venerdì) ha chiesto di
fruire, dal prossimo mese di maggio, di 15 giorni di congedo parentale (
astensione facoltativa) così frazionati: il venerdì 2, da lunedì
( da "Gazzettino, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Scuola
Ha compiuto un anno il
sito ideato da due universitari padovani. Quasi 30 milioni le pagine viste, in
pratica video "rubati" dagli studenti in aula Otto milioni di
internauti allo "zoo" della scuola La community nata a dicembre conta
già 41mila iscritti. E il blog è ai primi posti nel panorama informatico
italiano PadovaNOSTRO SERVIZIOAstuti come volpi, dispettosi come scimmie,
veloci come pantere, simpatici come pinguini, prolifici di trovate come
conigli: benvenuti su Scuolazoo.com, l'affollatissimo zoo che ha fatto scuola, abitato
da professori e studenti malandrini, autori o spettatori di una didattica che
fa acqua ma che, incredibilmente, sul web fa boom. Otto milioni di visitatori,
cioè persone diverse che si sono collegate almeno una volta negli ultimi 12
mesi, quasi 30 milioni di pagine viste, video sui quali gli italiani hanno riso
per gag, battute, scherzi, sollazzi, pianto per una deriva dello stare in
classe che a volte ha travalicato la goliardata, mostrando ferite e lacune di
un'istituzione da rivedere, e correggere.Soffia la prima candelina sulla torta
dell'audience, totalizzandosi ai vertici del panorama informatico nazionale,
questa animalesca rappresentazione della "malascuola", zeppa di
filmati che fanno arrossire, incuriosire, stizzire, arrabbiare. Di certo è impossibile
rimanere indifferenti di fronte alle immagini proposte dal blog frutto della
mente creativa e dello spirito imprenditoriale di due studenti universitari
patavini appena ventenni, Paolo De Nadai e Federico Fusetti, appellatisi alla
"democrazia digitale", la libertà di armeggiare con il videofonino in
classe per decantare le virtù (poche, a dire il vero) e i difetti (una sfilza)
di quello che a scuola c'è ma non si vede. Anzi, di quello che tutti sanno che
c'è, dicono i due cyber-autori, ma nessuno prima di loro era stato in grado di
documentare perchè mancava la carta che cantasse: ora la potenza delle immagini
parla da sè. E dice molto.Dall'insegnante al telefonino che si sgola contro la
compagnia telefonica perchè si è impadronita fraudolentemente di pochi cent,
all'allievo che balla la macarena alle spalle dell'ignara prof che spiega,
dalla scolaresca che intona i canti natalizi con fischi al giovanotto che per
non essere interrogato si butta dalla finestra, dal docente che si addormenta
sulla sedia durante l'esame di maturità al collega che si veste da musulmano
per illustrare, a dir suo, le leggi della termodinamica. Fino all'ultimissimo
video postato, per festeggiare questo web-compleanno: liceo Parini di Milano,
corre l'anno 1989 e un ragazzo, Enrico Fedocci, viene ripreso mentre si fa la
barba in classe con schiuma e lametta. Oggi quel giovane è un giornalista di
Studio Aperto, come dire: non è mai detta l'ultima parola."Ad aprile
dell'anno scorso nasceva il nostro blog: conteneva solo pochi video,
principalmente le bravate dei ragazzi delle scuole di Padova. Poi però qualcosa
è cambiato e in breve tempo - ripercorre Francesco - ci siamo trovati con gli
occhi puntati addosso. Fu esattamente un anno fa che avvenne la consacrazione
vera e propria, quando in un solo giorno raggiungemmo la bellezza di 120 mila
visitatori, e via a crescere in questo grande successo che ci ha portato
nell'Olimpo dei blogger d'Italia, ed esserci arrivati da soli e senza nessun
aiuto è motivo di grande orgoglio".A dicembre scorso è nata la community
che ora conta 41.000 iscritti. "I filmati visti, sparsi tra uno sterminio
di account su Youtube e Dailymotion, sono stati oltre 29 milioni: questo
significa - tira le somme Paolo - che i video targati Scuolazoo sono stati i più
visti su Youtube nel
( da "Eco di Bergamo, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Scuola
E alle medie pochi
gli insegnanti "multimediali" Per esserci ci sono, ma da qui a usarli
come strumento della didattica ce ne vuole. Sono i computer, questi
sconosciuti, almeno per buona parte dei docenti delle scuole medie che
oppongono ancora qualche resistenza all'uso delle nuove tecnologie nella
didattica quotidiana. Se a questo si aggiungono i costi che le scuole devono
sostenere sia per dotarsi di computer di ultima generazione sia per garantirne
la manutenzione si può avere un'idea di come le nuove tecnologie a fatica
riescono a farsi strada nella scuola italiana. Non da ultimo bisogna ricordare
che le recenti disposizioni dell'ex ministro Fioroni in merito all'insegnamento dell'informatica, di fatto hanno
fatto sparire l'ora introdotta dalla Moratti, facendo così rientrare
l'insegnamento di quella che era diventata una vera e propria disciplina, con
tanto di giudizio sulla pagella, nell'ambito dell'ora di tecnologia (la vecchia
Educazione tecnica). Materia spesso insegnata da docenti non formati
anche sul versante dell'informatica. Per ovviare a questa situazione ogni
scuola ha messo in atto strategie diverse che vanno dalla compresenza in classe
durante l'ora di tecnologia di due docenti, di cui uno con competenze
specifiche sull'uso dei computer, alla scelta di indicare, nel piano
dell'offerta formativa, l'informatica come disciplina trasversale di cui tutti
devono farsene in qualche modo carico. Il che in pratica equivale a nessuno.
"Ogni plesso è dotato di un'aula di informatica ? dichiara Giuseppe
Petralia, dirigente dell'Ic Donadoni ?. Solitamente il laboratorio delle medie
è adoperato dal docente di tecnologia in collaborazione con quello di
matematica, mentre gli altri insegnanti vi fanno ricorso solo per attività
particolari. Detto questo però, e soprattutto al di là dei ministri, dobbiamo
essere pragmatici e accettare che ormai il pc è uno strumento di lavoro da cui
non si può prescindere, e dunque, ogni docente dovrebbe oggi essere in grado di
saperlo governare anche nella pratica quotidiana della didattica. Naturalmente
per far questo è necessaria la formazione specifica dei docenti, di tutti i
docenti". E qui si apre un altro fronte di discussione: "In generale
? sottolinea ancora Petralia ? la classe docente è ancora legata al libro di
testo e alla lezione frontale come strumento principale della didattica, e questo
vale anche per i giovani insegnanti. Per assurdo quasi sono stati i docenti più
anziani quelli più propensi a fare i conti con le nuove tecnologie rispetto ai
colleghi freschi di nomina". Dunque l'uso del computer sia nel senso di
apprendimento dei primi rudimenti sia a livello di didattica è molto legato
alla figura del singolo docente che per sua iniziativa personale si è
appassionato allo strumento e alle sue potenzialità e dunque negli anni si è,
in un certo senso, specializzato. Docenti come questi naturalmente sono una
risorsa importante per la scuola: "Nel mio istituto ? conferma Orietta
Beretta, dirigente dell'Ic Savoia ? abbiamo mantenuto l'ora di informatica
distinta da quella di tecnologia perché c'è un insegnante che possiede entrambe
le competenze e dunque anche a livello di giudizio può esprimere due distinte
valutazioni che sono riportate in pagella. In generale però c'è una certa
reticenza a usare il mouse". Dalla scuola materna alla scuola media, ormai
anche in provincia non c'è istituto comprensivo che non abbia un'aula di
informatica. La dotazione di pc è, in media, tra i 10 e i 20 per le scuole
primarie e quelle secondarie di primo grado, mentre nelle scuole dell'infanzia
il numero cala sensibilmente e il più delle volte si arriva ad averne uno solo
a disposizione degli insegnanti. Anche per i docenti delle scuole della nostra
provincia valgono le stesse difficoltà di approccio, riscontrate per i colleghi
"cittadini", a questo strumento della didattica che, in quanto tale,
stenta a decollare. "L'uso o meno del computer nella didattica dipende
molto dalla preparazione e dalla disponibilità del singolo docente ? conferma
il dirigente dell'Ic di Sorisole , Elia Berardelli ?, mentre nelle attività di
gruppo come la redazione del giornalino di classe o nelle ore dedicate al
recupero e all'approfondimento l'uso del pc è una pratica abbastanza
consolidata. Anche se comunque resta molto legata alle capacità del singolo
insegnate". Non mancano però le isole felici come è il caso dell'Ic di
Verdello dove sono in funzione due laboratori alle elementari, con 25 e 14 pc
ciascuno, un laboratorio con 22 postazioni alle medie e uno con 6 alla materna.
Ma al di là degli strumenti quello che fa la differenza è la competenza degli
insegnanti, o meglio del docente che con una funzione obiettivo di 22 ore di
cattedra si divide tra le medie e le elementari non solo per affiancare i
colleghi durante le ore che trascorrono nel laboratorio, ma anche per
supportarli nella formazione. Il maestro Bruno Brolis infatti unisce al lavoro
in classe con gli alunni quello di formazione in servizio per i colleghi oltre
alla manutenzione dei laboratori. Tiziana Sallese.
( da "Libertà" del 30-04-2008)
Argomenti: Scuola
"Scuola, campo
di battaglia politico" Mentre si attendono i prossimi sviluppi politici e
le nuove linee guida del Ministero della Pubblica Istruzione, gli insegnanti
proseguono quel percorso di costante aggiornamento che è stato fortemente
segnato dalla crescente autonomia scolastica. Ieri pomeriggio in un'aula
dell'Istituto "G. Marconi", insegnanti, educatori, dirigenti
scolastici e aderenti alle associazioni Cidi, Centro di Iniziativa Democratica degli
Insegnanti, Mce, Movimento Cooperazione Educativa, A.N.DI.S, Associazione
Nazionale Dirigenti Scolastici ed all'associazione professionale Proteo, si
sono incontrati per fare il punto della situazione. Lucia Galeazzi, presidente
del Cidi, ha sottolineato come la scuola "viva attualmente un percorso
accidentato. La riforma scolastica fatta dall'ex ministro
Giuseppe Fioroni, ha dato il via ad un percorso di sperimentazione biennale di
alcune novità del processo di autonomia". Scuola che negli ultimi anni è
stata considerata, secondo Galeazzi, "un campo di battaglia spesso
politico, che proprio grazie all'autonomia è riuscita ad arginare le continue
traversie". Nel corso dell'incontro è stato dato ampio risalto alle
tematiche contenute nel curricolo di scuola ed ai cambiamenti che il documento
evidenzia. Il documento contenente la programmazione delle scuole, è stato
analizzato dalle relatrici Cinzia Mion e Nicoletta Calzolari, che hanno
sottolineato i cambiamenti ed i rischi educativi presenti nella scuola
contemporanea. "Il paradigma odierno, in contrasto con quello precedente
basato sulla linearità, ossia: o questo o quello - ha spiegato Cinzia Mion,
psicologa ed ex-dirigente scolastica - è la multi-logicità tradotta come
compresenza di logiche antitetiche, quali ad esempio l'uguaglianza e la
differenza". Chiara Cecutta 30/04/2008.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
30-04-2008)
Argomenti: Scuola
Tensioni nei
Consigli di classe per mettere a punto le modalità delle lezioni estive
destinate agli allievi con difficoltà Corsi di recupero, si studia on line Al
Leopardi-Majorana nuove tecnologie per permettere agli studenti di recuperare i
debiti Maggio sarà il mese dei Collegi docenti convocati a raffica per
discutere le modalità dei corsi di recupero estivi che hanno in qualche misura
messo alla prova tutti gli istituti superiori. I dirigenti hanno individuato le
modalità più indolori per la scuola, cercando di far fronte alle direttive
ministeriali con i docenti interni che riceveranno per le lezioni 50 euro lordi
l'ora.Il collegio docenti del "Grigoletti" si è chiuso ieri
pomeriggio con la previsione che entro maggio i docenti saranno disponibili per
i corsi estivi che avverranno tra giugno e luglio, mentre nei primi giorni di
settembre è prevista la prova del nove per i "rimandati"
dell'era Fioroni. Andranno a recupero tra il 30 e il 40 per cento dei ragazzi che
frequentano lo scientifico. Circa 150 - ma la cifra è stimata - potrebbero
essere i ragazzi del "Mattiussi" che dovranno studiare anche in
estate. Al primo quadrimestre solo il 27,5\% degli studenti non ha registrato
insufficienze: 1.461 sono state le valutazioni negative che hanno
coinvolto 384 ragazzi (su 530) con una media di quattro insufficienze per
materia. "Nel biennio - dice la preside, Lucia D'Andrea - abbiamo
privilegiato il recupero in itinere, mentre nel triennio l'attività a
sportello, i corsi di recupero o lo studio autonomo".Al massimo il 20 per
cento dei frequentati l'Itg "Pertini" avranno il giudizio sospeso,
assicura il preside Vincenzo De Tullio che ipotizza un dato analogo per l'Ipsia
"Zanussi": "Chi ha lacune in quattro o cinque materie -
puntualizza - difficilmente potrà recuperare in un mese e mezzo, inoltre è
fondamentale monitorare la gravità del debito, un conto è un tre, un altro è un
cinque". Se l'intero budget per il recupero ammonta a 50 mila euro, è di
circa 20 mila la somma prevista per i corsi estivi.Il liceo
"Leopardi-Majorana" sfida il recupero con le nuove tecnologie
servendosi della propria piattaforma e-learning. Gli studenti che lo desiderano
potranno esercitarsi on-line con un prof che in chat avrà un filo diretto con
lo studente "da salvare". Non dimentichiamo, infatti, che i corsi
sono stabiliti come vincolo agli allievi che presentano delle insufficienze ai
quali è sospesa la promozione fino a quando il gap non risulta colmato.
"Agli studenti che risiedono in luoghi dove non arriva la linea Adsl - fa
notare il docente del "Leomajor", Piervincenzo Di Terlizzi - verrà
data un'ulteriore possibilità, ovvero quella di frequentare i corsi online a
scuola". Ma la modalità didattica dell'e-learning non esclude le lezioni
tradizionali previste tra giugno e luglio e nemmeno il lavoro personale a casa
che verrà verificato con i docenti negli ultimi giorni di agosto. "Lo
sforzo organizzativo - ricorda Di Terlizzi - è grande e costoso solo per
stabilire i livelli di riferimento per la promozione tra docenti delle stesse
materie e delle classi parallele, tuttavia riteniamo di farcela".Se il più
grande ostacolo è convogliare nel mese di agosto docenti e studenti, l'istituto
industriale "Kennedy" con un'abile strategia, è riuscito a bypassare
lo scoglio, tanto che i corsi avverranno entro luglio e con il personale
interno, proprio in concomitanza con gli esami di Stato. Nello stesso mese
verrà effettuata la verifica del debito: "Il corso di recupero - riferisce
la dirigente Adriana Sonego - sarà organizzato nell'intervallo di tempo tra una
lezione e l'altra; dopo una settimana di riposo dalla chiusura della scuola,
inizierà il corso di recupero che costituisce un modulo aggiuntivo di
apprendimento e in seguito avverrà la valutazione". Il "Kennedy",
battendo sul tempo le altre scuole, ha già programmato con un efficiente sforzo
organizzativo, la verifica finale per luglio in parallelo agli esami di
maturità. Tale verifica verrà svolta dai docenti della classe e sarà
responsabilità del consiglio di classe formulare il giudizio definitivo
sull'ammissione all'anno successivo. In questo modo tutti saranno in condizione
di svolgere regolarmente il programma del nuovo anno.Sara Carnelos.
( da "Provincia di Como, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Scuola
Ricordate la scuola
delle "tre I"? Era la ricetta del centrodestra per un'istruzione più
al passo dei tempi: "Inglese, Informatica, Impresa" Ricordate la
scuola delle "tre I"? Era la ricetta del centrodestra per
un'istruzione più al passo dei tempi: "Inglese, Informatica,
Impresa". Dal centrosinistra, passato sui banchi del governo, arrivò la
contestazione: "Non dimentichiamo - disse il ministro Fioroni - la "I" più importante: quella di Italiano". Da
qualunque parte ci si schieri, non si può negare che trattavasi di un dibattito
costruttivo. Si poteva addirittura tentare di sintetizzarlo, affermando la
necessità della scuola di rinnovarsi senza perdere contatto con le radici.
Naturalmente, nulla di tutto ciò aveva - ed ha - un senso pratico. La scuola
italiana non è né quella delle "tre I" di Berlusconi né quella della
"I" singola di Fioroni. E' invece la scuola
delle "tre P". La prima "P" sta per "Prepotenza":
quella esercitata dagli instancabili bulli. Soltanto ieri si è saputo dei
tormenti inflitti a un'undicenne del Reggiano da parte di un gruppo di
ragazzine di poco più grandi. Non solo: nel Rodigino altri ragazzi sono stati
scoperti a riempire d'insulti i professori tramite Internet. Tutte queste
attività sono propedeutiche all'apprendimento della seconda "P": la
Prevaricazione. Utilissima, nella vita adulta, per un'infinità di cose: dalla
lite per il parcheggio alla carriera professionale. Ma tutto ciò serve a uno
scopo superiore: garantire il perenne successo del modello interpersonale al
quale tutti si inchinano e che poggia sulla terza "P": l'Italia dei
Pirla. (m.schiani@laprovincia.it) 30/04/2008.