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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL  29-30 aprile 2008       #TOP



Report "Schola"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Schola (8)


Indice degli articoli

Sezione principale: Schola

Scuola, programmi in restauro ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 29-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Beppe Fioroni. Ovvero strumenti ministeriali e amministrativi anche se questa volta i numeri in parlamento per intervenire in via legislativia ci sono tutti. In pole position il ripristino dei programmi scolastici della Moratti e l'eliminazione dei corsi di recupero di Fioroni, che tanto scompiglio hanno creato nelle scuole ("

Gli industriali al governo: più alternanza scuola-lavoro ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 29-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è stata la parentesi di Fioroni che col cacciavite prima ha sospeso la liceizzazione, poi sul fotofinish ha avviato il riordino dell'istruzione tecnica (IT) e professionale (IP) riducendo il numero degli indirizzi (si veda IO di martedì scorso). Ma troppi nodi restano ancora da sciogliere circa il futuro dell'istruzione tecnica e professionale.

In gita il prof di sostegno vigila su tutti gli alunni ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 29-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: della scelta dei libri di testo e la possibilità di escludere volumi che non siano più coerenti con la riforma della scuola in corso. E poi, i benefici pensionistici per gli orfani di guerra e gli esami di stato. In occasione di gite e/o uscite didattiche, l'insegnante di sostegno nominato su alunno con handicap è responsabile solo del proprio alunno o anche degli altri alunni della

Otto milioni di internauti allo "zoo" della scuola ( da "Gazzettino, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Fioroni. E se in questo anno abbiamo ridicolizzato qualcuno, è accaduto con quegli insegnanti che, fumando o dormeno in classe, screditano l'immagine dell'intera classe docente".Dunque, volente o nolente, lo zoo avrà lunga vita. Fin quando immortalerà la varia umanità che popola le nostre aule, non soggetta a estinzione come i panda,

E alle medie pochi gli insegnanti <multimediali> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex ministro Fioroni in merito all'insegnamento dell'informatica, di fatto hanno fatto sparire l'ora introdotta dalla Moratti, facendo così rientrare l'insegnamento di quella che era diventata una vera e propria disciplina, con tanto di giudizio sulla pagella, nell'ambito dell'ora di tecnologia (la vecchia Educazione tecnica).

<Scuola, campo di battaglia politico> ( da "Libertà" del 30-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma scolastica fatta dall'ex ministro Giuseppe Fioroni, ha dato il via ad un percorso di sperimentazione biennale di alcune novità del processo di autonomia". Scuola che negli ultimi anni è stata considerata, secondo Galeazzi, "un campo di battaglia spesso politico, che proprio grazie all'autonomia è riuscita ad arginare le continue traversie".

Corsi di recupero, si studia on line ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 30-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: rimandati" dell'era Fioroni. Andranno a recupero tra il 30 e il 40 per cento dei ragazzi che frequentano lo scientifico. Circa 150 - ma la cifra è stimata - potrebbero essere i ragazzi del "Mattiussi" che dovranno studiare anche in estate. Al primo quadrimestre solo il 27,5\% degli studenti non ha registrato insufficienze: 1.

Ricordate la scuola delle <tre I>? Era la ricetta del centrodestra per un'istruzione più al passo dei tempi: <Inglese, Informatica, Impresa> ( da "Provincia di Como, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non dimentichiamo - disse il ministro Fioroni - la "I" più importante: quella di Italiano". Da qualunque parte ci si schieri, non si può negare che trattavasi di un dibattito costruttivo. Si poteva addirittura tentare di sintetizzarlo, affermando la necessità della scuola di rinnovarsi senza perdere contatto con le radici.


Articoli

Scuola, programmi in restauro (sezione: Schola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 29-04-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 102, pag. 17 del 29/4/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF       Sul tavolo del prossimo ministro dell'istruzione anche l'azzeramento dei corsi di recupero Scuola, programmi in restauro Verso il ripristino le Indicazioni morattiane, tutor e portfolio Hanno un bel dire nel centrodestra che sulla scuola si procederà con i piedi di piombo. A parole tutti sono d'accordo che non si può cambiare a ogni cambio di governo. Ma dei segnali di discontinuità vanno dati. A pretenderli, del resto, è lo stesso premier in pectore, Silvio Berlusconi, che ha più volte detto che si tornerà alle tre "i" morattiane, ovvero inglese, informatica e impresa. Ed è probabile, questo si vocifera negli ambienti del Pdl, che si utilizzeranno gli stessi strumenti che ha utilizzato il ministro uscente della pubblica istruzione, Beppe Fioroni. Ovvero strumenti ministeriali e amministrativi anche se questa volta i numeri in parlamento per intervenire in via legislativia ci sono tutti. In pole position il ripristino dei programmi scolastici della Moratti e l'eliminazione dei corsi di recupero di Fioroni, che tanto scompiglio hanno creato nelle scuole ("così come sono fatti creano solo problema all'organizzazione della scuola", spiega Giorgio Rembado, presidente dell'Anp, l'associazione nazionale presidi). Sul primo fronte, quello dei programmi, il centrodestra ha rimarcato in passato che le Indicazioni morattiane sono allegate ad un provvedimento legislativo, mentre quelle elaborate da Fioroni sono contenute in un semplice decreto ministeriale; e così le prime potrebbero essere rispolverate per definire i livelli essenziali di prestazione. Restituendo poi alle scuole, in clima di autonomia scolastica, il compito di riassestare i curriculum dei singoli studenti. Figure come quelle del tutor e mezzi come il portfolio fanno parte della stessa partita. E poi ci sono le attività, con esame finale, di recupero delle insufficienze alle superiori. Si tratta dei corsi che tanto malcontento hanno creato tra insegnanti e studenti e che proprio quest'anno debuttano. Così come fatto lo scorso anno da Fioroni, in estate con altro decreto i corsi potrebbero essere disattivati per essere sostituiti da attività diverse. La parola spetterà probabilmente a MariaStella Gelimini, avvocato, coordinatrice di Fi per la Lombardia e in pole per la poltrona di ministro al dicastero dell'educazione, che accorperà pubblica istruzione, università e ricerca.

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Gli industriali al governo: più alternanza scuola-lavoro (sezione: Schola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 29-04-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 102, pag. 17 del 29/4/2008 Autore: Giovanni Scancarello Visualizza la pagina in PDF       Riforme&dintorni Gli industriali al governo: più alternanza scuola-lavoro Decisivi gli istituti tecnici e professionali. Che potrebbero essere nuovamente rivisti Si riprendono da dove si erano lasciati. Gli azzurri del Pdl e Confindustria, dopo lo strappo sulla liceizzazione dell'istruzione tecnica promossa dal ministro dell'istruzione, Letizia Moratti, oggi si ritrovano nuovamente a parlare di istruzione tecnica. è avvenuto la scorsa settimana a Venezia alla presenza del sindaco Massimo Cacciari. Intanto, c'è stata la parentesi di Fioroni che col cacciavite prima ha sospeso la liceizzazione, poi sul fotofinish ha avviato il riordino dell'istruzione tecnica (IT) e professionale (IP) riducendo il numero degli indirizzi (si veda IO di martedì scorso). Ma troppi nodi restano ancora da sciogliere circa il futuro dell'istruzione tecnica e professionale. E gli industriali del Nord hanno già provato a fare dei passi in avanti con l'ex sottosegretario della Moratti, Valentina Aprea, che dovrebbe tornare ad avere lo stesso incarico. Ecco in sintesi la proposta: più alternanza scuola-lavoro e più spazio alle richieste delle imprese nei programmi di studio. La ricetta di Fioroni La riforma dell'istruzione tecnica e professionale -che è rientrata per intero del novero delle competenze statali- messa a punto dalla commissione presieduta dal preside della facoltà di Ingegneria dell'università di Udine, Alberto Felice De Toni, entrerà in vigore dall'anno scolastico 2009-2010. Si prevede una drastica riduzione del numero degli attuali indirizzi, il loro ammodernamento e la riorganizzazione delle discipline di insegnamento per potenziare le attività di laboratorio, stage e tirocinio. Il lavoro della commissione rilancia, come già è stato per le indicazioni per il curricolo del primo ciclo, l'obiettivo di promuovere un nuovo umanesimo nella scuola che, detto in estrema sintesi, persegue la pacificazione e la fusione tra sapere astratto e sapere pratico. Tuttavia il riordino lascia in piedi il sistema duale dell'istruzione tecnica e professionale, mantenendo ai tecnici la trasmissione di competenze più astratte e ai professionali quelle pratiche e settoriali. Il riordino così impostato mantiene in piedi l'architettura regionale e territoriale che consente di integrare perrcorsi sperimentali di qualifica triennale, il sistema Ifts e l'attuazione dei percorsi previsti dalla legge 40/07 da realizzare in regime di sussidiarietà come prevede l'intesa con la Conferenza unificata stato-regioni. L'affondo degli industriali Dal Nord-est arriva la proposta degli industriali per la scuola. In occasione della convention di Venezia, la commissione scuola di Confindustria Veneto ha presentato il proprio action plan "perché vengano attuate, e al più presto", spiega Gianluca Vigne, presidente dei giovani industriali del Veneto e referente education per Confindustria Veneto, "le politiche regionali utili al rinnovamento normativo ed organizzativo degli istituti tecnici". La richiesta è quella di un'offerta formativa di alto livello. In questo contesto, i tecnici rappresentano delle scuole di formazione il cui ruolo è imprescindibile. Da una ricerca della Fondazione del Nord Est si scopre che il 53% degli imprenditori veneti afferma che l'assenza di competenze tecnico scientifiche ostacola l'innovazione nelle imprese. E l'occupazione. Come centrale per gli industriali è anche l'alternanza scuola-lavoro nell'ambito dei poli formativi tecnologici: nell'anno scolastico 2005-2006, più di 1000 studenti hanno praticato l'alternanzascuola-lavoro in 665 enti/aziende; nell'anno scolastico 2006-2007 quasi 2000 studenti, di cui più di 1700 iscritti ad istituti tecnici e professionali, hanno potuto formarsi in circa 700 enti/aziende. Si prevede che nel prossimo anno scolastico gli studenti interessati saranno più di 3000, di cui circa 2600 appartenenti ad istituti tecnici e professionali, con una tendenza in netta crescita anche nelle stime per gli anni successivi. Ed è l'esperienza di alternanza che le imprese chiedono di potenziare, così come quella di dare molto più spazio nei programmi alle richieste delle imprese, di avere una gestione regionalizzata degli istituti e di adeguare finalmente le qualifiche al quadro europeo. Disponibilità a verificare spazi di intervento in tal senso è già stata data dall'Aprea.

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In gita il prof di sostegno vigila su tutti gli alunni (sezione: Schola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 29-04-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Azienda Scuola Numero 102, pag. 22 del 29/4/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       L' ESPERTO RISPONDE / Il docente è assegnato all'intera classe In gita il prof di sostegno vigila su tutti gli alunni Un lettore chiede quali siano le responsabilità Tempo di gite. E per i docenti, che accompagnano in viaggio la classe, scattano le responsabilità per la vigilanza. Anche per gli insegnanti di sostegno, che non possono limitare le proprie responsabilità al ragazzo con handicap a cui sono stati assegnati. Torna di attualità anche il tema della scelta dei libri di testo e la possibilità di escludere volumi che non siano più coerenti con la riforma della scuola in corso. E poi, i benefici pensionistici per gli orfani di guerra e gli esami di stato. In occasione di gite e/o uscite didattiche, l'insegnante di sostegno nominato su alunno con handicap è responsabile solo del proprio alunno o anche degli altri alunni della classe? Quali sono le responsabilità? Lettori Grazia Ravenna Tutti i docenti che accompagnano gli alunni nelle gite e/o nelle uscite didattiche sono tenuti all'assistenza e alla sorveglianza. L'insegnante di sostegno, pertanto, è tenuto principalmente ma non esclusivamente ad assistere e sorvegliare l'alunno handicappato. In presenta di un alunno handicappato in una classe l'insegnante di sostegno viene assegnato alla classe e non al singolo alunno. Franco Bastianini Evitare i libri non graditi è possibile Quale normativa seguire per le adozioni libri ? Come risolvere la questione sorta a seguito della riforma Moratti , quando ci si trova "per scorrimento" testi scelti dal collega della classe inferiore (questione evidenziata in passato anche in un articolo dal vostro giornale)? Lo scorrimento può non applicarsi per quelle materie come per esempio il diritto negli Itc, ove gli insegnamenti nel triennio corrispondono a branche completamente diverse ? Salvatore Galluccio Napoli Anzitutto bisogna tenere conto del decreto 28/2008 che fissa i tetti di spesa massima complessivi per le scuole secondarie di secondo grado. Quanto alla disciplina generale, essa va rinvenuta nell'articolo 7, comma 2 , lettera d) del decreto legislativo 297/94. Ulteriori indicazioni possono essere rinvenute nell'apposita area tematica predisposta dal ministero della pubblica istruzione sul sito ufficiale del dicastero: http://www.pubblica.istruzione.it/news/2006/libri.shtml Quanto alle eventuali deroghe volte a evitare l'adozione automatica di testi non graditi, esse possono essere applicate ragionatamente e motivatamente dal collegio dei docenti, previa valutazione dei relativi effetti, anche in sede di consigli di classe, in riferimento al piano dell'offerta formativa, così come previsto dall'articolo 4, comma 5, del decreto del presidente della repubblica 275/99. Antimo Di Geronimo Il congedo parentale per la neo-mamma Una insegnante lavoratrice madre di un figlio di otto mesi il cui orario di servizio è stabilito in cinque giorni settimanali (dal lunedì al venerdì) ha chiesto di fruire, dal prossimo mese di maggio, di 15 giorni di congedo parentale ( astensione facoltativa) così frazionati: il venerdì 2, da lunedì 5 a venerdì 9, da lunedì 12 a venerdì 16 e da lunedì 19 a giovedì 22. Preciso che nell'istituto le lezioni si svolgono da lunedì al sabato. Il dirigente scolastico non ritiene di poter accogliere la domanda nelle modalità richieste dall'insegnante ma di potere autorizzare i richiesti 15 giorni a partire da venerdì 2 e fino al venerdì 16 compreso. è legittima la tesi sostenuta dal dirigente ? lettera firmata La tesi del dirigente è conforme alla normativa in tema disciplinata dall'articolo 32 del decreto legislativo 151/2001 e dal 6° comma dell'articolo del contratto del 29.11.2007. Sebbene la fruizione del congedo parentale può essere sia continuativa che frazionata, il predetto comma 6 dispone, tuttavia, che nel caso di fruizione continuativa i periodi di assenza comprendono anche gli eventuali giorni festivi che ricadono all'interno degli stessi. Tale modalità di computo trova applicazione anche nel caso di fruizione frazionata ove i diversi periodi di assenza non siano intervallati dal ritorno al lavoro della insegnante.Nella fattispecie oggetto del quesito, poiché l'insegnante deve essere considerata in servizio, anche se solo a disposizione, nella giornata di sabato) il computo dei 15 giorni richiesti non può che esse quello indicato dal dirigente. Franco Bastianini I diritti pensionistici degli orfani di guerra Il prossimo 1° settembre cesserò dal servizio per raggiunti limiti di età. In futuro il mio unico reddito sarà costituito dalla pensione di cui attendo di conoscere con ansia l'ammontare. Poiché sono orfana di guerra ho diritto, ai fini pensionistici, ai benefici economici previsti dalla legge 336/1970. In segreteria mi hanno detto che di recente l'Inpdap ha emanato nuove disposizioni proprio in materia di valutazione di quei benefici. Non ho capito in cosa consistono queste nuove disposizioni.Ogni martedì acquisto ItaliaOggi per leggere le più recenti notizie sulla scuola. Chiedo cortesemente ai vostri esperti in materia previdenziale di dirmi come esattamente stanno le cose. Zilioli Luisa Ortona Effettivamente l'Inpdap, con la nota operativa n. 10 del 4 marzo 2008, ha impartito nuove istruzioni per la determinazione dei benefici previsti dalla legge 336/1970. Il nuovo procedimento per l'attribuzione dell'aumento figurativo derivante dall'applicazione dei benefici di cui all'articolo 2 della legge 24 maggio 1970, n. 336, si legge tra l'altro nella nota, si sostanzia nelle seguenti fasi: si calcola il beneficio corrispondente a 7,5% della retribuzione alla cessazione; si determina l'importo della pensione secondo le regole generali; all'importo di pensione calcolato si aggiunge il beneficio sia sulla quota A che sulla quota B. In precedenza invece il 7,5% della retribuzione entrava a fare parte integralmente della base pensionabile ai fini della determinazione della quota A e della quota B. Ad avviso dello scrivente le nuove disposizioni dovrebbero risultare più favorevoli al pensionato. Per quanto riguarda l'indennità di buonuscita, il 7,5% si somma anche alla stipendio utile ai fini della determinazione della indennità lorda. Nicola Mondelli La lingua per il colloquio in un istituto tecnico Sono una docente di lingua straniera in un istituto tecnico a indirizzo turistico, in cui i ragazzi studiano francese, inglese e tedesco. Il consiglio di classe ha designato, oltre i tre docenti di lingue straniere, altri due commissari interni. Nel colloquio pluridisciplinare l'alunno può scegliere la stessa lingua già impiegata nella seconda prova scritta o nella terza oppure deve scegliere la lingua non impiegata nelle prove scritte? Luigi Nobili Belluno Il ministero della pubblica istruzione, con la circolare 15/2007, ha chiarito che la seconda e la terza prova scritta devono essere centrate necessariamente su lingue straniere diverse, sebbene a scelta del candidato, ma non pone limiti alla scelta della lingua straniera oggetto del colloquio, che spetta al candidato medesimo in via esclusiva. Tanto rileva dal tenore letterale della disposizione che, testualmente, recita: "è altresì consentita allo studente la scelta della lingua straniera da inserire tra le materie oggetto del colloquio pluridisciplinare". Diversamente opinando non si tratterebbe di una scelta, ma di un mero obbligo residuale, conseguente alle scelte operate in precedenza in ordine alle lingue oggetto delle prove scritte. Antimo Di Geronimo.

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Otto milioni di internauti allo "zoo" della scuola (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il" del 29-04-2008)

Argomenti: Scuola

Ha compiuto un anno il sito ideato da due universitari padovani. Quasi 30 milioni le pagine viste, in pratica video "rubati" dagli studenti in aula Otto milioni di internauti allo "zoo" della scuola La community nata a dicembre conta già 41mila iscritti. E il blog è ai primi posti nel panorama informatico italiano PadovaNOSTRO SERVIZIOAstuti come volpi, dispettosi come scimmie, veloci come pantere, simpatici come pinguini, prolifici di trovate come conigli: benvenuti su Scuolazoo.com, l'affollatissimo zoo che ha fatto scuola, abitato da professori e studenti malandrini, autori o spettatori di una didattica che fa acqua ma che, incredibilmente, sul web fa boom. Otto milioni di visitatori, cioè persone diverse che si sono collegate almeno una volta negli ultimi 12 mesi, quasi 30 milioni di pagine viste, video sui quali gli italiani hanno riso per gag, battute, scherzi, sollazzi, pianto per una deriva dello stare in classe che a volte ha travalicato la goliardata, mostrando ferite e lacune di un'istituzione da rivedere, e correggere.Soffia la prima candelina sulla torta dell'audience, totalizzandosi ai vertici del panorama informatico nazionale, questa animalesca rappresentazione della "malascuola", zeppa di filmati che fanno arrossire, incuriosire, stizzire, arrabbiare. Di certo è impossibile rimanere indifferenti di fronte alle immagini proposte dal blog frutto della mente creativa e dello spirito imprenditoriale di due studenti universitari patavini appena ventenni, Paolo De Nadai e Federico Fusetti, appellatisi alla "democrazia digitale", la libertà di armeggiare con il videofonino in classe per decantare le virtù (poche, a dire il vero) e i difetti (una sfilza) di quello che a scuola c'è ma non si vede. Anzi, di quello che tutti sanno che c'è, dicono i due cyber-autori, ma nessuno prima di loro era stato in grado di documentare perchè mancava la carta che cantasse: ora la potenza delle immagini parla da sè. E dice molto.Dall'insegnante al telefonino che si sgola contro la compagnia telefonica perchè si è impadronita fraudolentemente di pochi cent, all'allievo che balla la macarena alle spalle dell'ignara prof che spiega, dalla scolaresca che intona i canti natalizi con fischi al giovanotto che per non essere interrogato si butta dalla finestra, dal docente che si addormenta sulla sedia durante l'esame di maturità al collega che si veste da musulmano per illustrare, a dir suo, le leggi della termodinamica. Fino all'ultimissimo video postato, per festeggiare questo web-compleanno: liceo Parini di Milano, corre l'anno 1989 e un ragazzo, Enrico Fedocci, viene ripreso mentre si fa la barba in classe con schiuma e lametta. Oggi quel giovane è un giornalista di Studio Aperto, come dire: non è mai detta l'ultima parola."Ad aprile dell'anno scorso nasceva il nostro blog: conteneva solo pochi video, principalmente le bravate dei ragazzi delle scuole di Padova. Poi però qualcosa è cambiato e in breve tempo - ripercorre Francesco - ci siamo trovati con gli occhi puntati addosso. Fu esattamente un anno fa che avvenne la consacrazione vera e propria, quando in un solo giorno raggiungemmo la bellezza di 120 mila visitatori, e via a crescere in questo grande successo che ci ha portato nell'Olimpo dei blogger d'Italia, ed esserci arrivati da soli e senza nessun aiuto è motivo di grande orgoglio".A dicembre scorso è nata la community che ora conta 41.000 iscritti. "I filmati visti, sparsi tra uno sterminio di account su Youtube e Dailymotion, sono stati oltre 29 milioni: questo significa - tira le somme Paolo - che i video targati Scuolazoo sono stati i più visti su Youtube nel 2007 in Italia, secondi solamente a quelli del blog di Beppe Grillo, senza dimenticare che siamo stati il primo sito italiano a pubblicare le tracce della prova di maturità (alle 8.37 ndr) e a ottobre abbiamo portato avanti la nostra battaglia, purtroppo senza risultati concreti, contro gli esami di riparazione dell'ex ministro dell'istruzione Fioroni. E se in questo anno abbiamo ridicolizzato qualcuno, è accaduto con quegli insegnanti che, fumando o dormeno in classe, screditano l'immagine dell'intera classe docente".Dunque, volente o nolente, lo zoo avrà lunga vita. Fin quando immortalerà la varia umanità che popola le nostre aule, non soggetta a estinzione come i panda, si teme di no.Federica Cappellato.

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E alle medie pochi gli insegnanti <multimediali> (sezione: Schola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 30-04-2008)

Argomenti: Scuola

E alle medie pochi gli insegnanti "multimediali" Per esserci ci sono, ma da qui a usarli come strumento della didattica ce ne vuole. Sono i computer, questi sconosciuti, almeno per buona parte dei docenti delle scuole medie che oppongono ancora qualche resistenza all'uso delle nuove tecnologie nella didattica quotidiana. Se a questo si aggiungono i costi che le scuole devono sostenere sia per dotarsi di computer di ultima generazione sia per garantirne la manutenzione si può avere un'idea di come le nuove tecnologie a fatica riescono a farsi strada nella scuola italiana. Non da ultimo bisogna ricordare che le recenti disposizioni dell'ex ministro Fioroni in merito all'insegnamento dell'informatica, di fatto hanno fatto sparire l'ora introdotta dalla Moratti, facendo così rientrare l'insegnamento di quella che era diventata una vera e propria disciplina, con tanto di giudizio sulla pagella, nell'ambito dell'ora di tecnologia (la vecchia Educazione tecnica). Materia spesso insegnata da docenti non formati anche sul versante dell'informatica. Per ovviare a questa situazione ogni scuola ha messo in atto strategie diverse che vanno dalla compresenza in classe durante l'ora di tecnologia di due docenti, di cui uno con competenze specifiche sull'uso dei computer, alla scelta di indicare, nel piano dell'offerta formativa, l'informatica come disciplina trasversale di cui tutti devono farsene in qualche modo carico. Il che in pratica equivale a nessuno. "Ogni plesso è dotato di un'aula di informatica ? dichiara Giuseppe Petralia, dirigente dell'Ic Donadoni ?. Solitamente il laboratorio delle medie è adoperato dal docente di tecnologia in collaborazione con quello di matematica, mentre gli altri insegnanti vi fanno ricorso solo per attività particolari. Detto questo però, e soprattutto al di là dei ministri, dobbiamo essere pragmatici e accettare che ormai il pc è uno strumento di lavoro da cui non si può prescindere, e dunque, ogni docente dovrebbe oggi essere in grado di saperlo governare anche nella pratica quotidiana della didattica. Naturalmente per far questo è necessaria la formazione specifica dei docenti, di tutti i docenti". E qui si apre un altro fronte di discussione: "In generale ? sottolinea ancora Petralia ? la classe docente è ancora legata al libro di testo e alla lezione frontale come strumento principale della didattica, e questo vale anche per i giovani insegnanti. Per assurdo quasi sono stati i docenti più anziani quelli più propensi a fare i conti con le nuove tecnologie rispetto ai colleghi freschi di nomina". Dunque l'uso del computer sia nel senso di apprendimento dei primi rudimenti sia a livello di didattica è molto legato alla figura del singolo docente che per sua iniziativa personale si è appassionato allo strumento e alle sue potenzialità e dunque negli anni si è, in un certo senso, specializzato. Docenti come questi naturalmente sono una risorsa importante per la scuola: "Nel mio istituto ? conferma Orietta Beretta, dirigente dell'Ic Savoia ? abbiamo mantenuto l'ora di informatica distinta da quella di tecnologia perché c'è un insegnante che possiede entrambe le competenze e dunque anche a livello di giudizio può esprimere due distinte valutazioni che sono riportate in pagella. In generale però c'è una certa reticenza a usare il mouse". Dalla scuola materna alla scuola media, ormai anche in provincia non c'è istituto comprensivo che non abbia un'aula di informatica. La dotazione di pc è, in media, tra i 10 e i 20 per le scuole primarie e quelle secondarie di primo grado, mentre nelle scuole dell'infanzia il numero cala sensibilmente e il più delle volte si arriva ad averne uno solo a disposizione degli insegnanti. Anche per i docenti delle scuole della nostra provincia valgono le stesse difficoltà di approccio, riscontrate per i colleghi "cittadini", a questo strumento della didattica che, in quanto tale, stenta a decollare. "L'uso o meno del computer nella didattica dipende molto dalla preparazione e dalla disponibilità del singolo docente ? conferma il dirigente dell'Ic di Sorisole , Elia Berardelli ?, mentre nelle attività di gruppo come la redazione del giornalino di classe o nelle ore dedicate al recupero e all'approfondimento l'uso del pc è una pratica abbastanza consolidata. Anche se comunque resta molto legata alle capacità del singolo insegnate". Non mancano però le isole felici come è il caso dell'Ic di Verdello dove sono in funzione due laboratori alle elementari, con 25 e 14 pc ciascuno, un laboratorio con 22 postazioni alle medie e uno con 6 alla materna. Ma al di là degli strumenti quello che fa la differenza è la competenza degli insegnanti, o meglio del docente che con una funzione obiettivo di 22 ore di cattedra si divide tra le medie e le elementari non solo per affiancare i colleghi durante le ore che trascorrono nel laboratorio, ma anche per supportarli nella formazione. Il maestro Bruno Brolis infatti unisce al lavoro in classe con gli alunni quello di formazione in servizio per i colleghi oltre alla manutenzione dei laboratori. Tiziana Sallese.

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<Scuola, campo di battaglia politico> (sezione: Schola)

( da "Libertà" del 30-04-2008)

Argomenti: Scuola

"Scuola, campo di battaglia politico" Mentre si attendono i prossimi sviluppi politici e le nuove linee guida del Ministero della Pubblica Istruzione, gli insegnanti proseguono quel percorso di costante aggiornamento che è stato fortemente segnato dalla crescente autonomia scolastica. Ieri pomeriggio in un'aula dell'Istituto "G. Marconi", insegnanti, educatori, dirigenti scolastici e aderenti alle associazioni Cidi, Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti, Mce, Movimento Cooperazione Educativa, A.N.DI.S, Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici ed all'associazione professionale Proteo, si sono incontrati per fare il punto della situazione. Lucia Galeazzi, presidente del Cidi, ha sottolineato come la scuola "viva attualmente un percorso accidentato. La riforma scolastica fatta dall'ex ministro Giuseppe Fioroni, ha dato il via ad un percorso di sperimentazione biennale di alcune novità del processo di autonomia". Scuola che negli ultimi anni è stata considerata, secondo Galeazzi, "un campo di battaglia spesso politico, che proprio grazie all'autonomia è riuscita ad arginare le continue traversie". Nel corso dell'incontro è stato dato ampio risalto alle tematiche contenute nel curricolo di scuola ed ai cambiamenti che il documento evidenzia. Il documento contenente la programmazione delle scuole, è stato analizzato dalle relatrici Cinzia Mion e Nicoletta Calzolari, che hanno sottolineato i cambiamenti ed i rischi educativi presenti nella scuola contemporanea. "Il paradigma odierno, in contrasto con quello precedente basato sulla linearità, ossia: o questo o quello - ha spiegato Cinzia Mion, psicologa ed ex-dirigente scolastica - è la multi-logicità tradotta come compresenza di logiche antitetiche, quali ad esempio l'uguaglianza e la differenza". Chiara Cecutta 30/04/2008.

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Corsi di recupero, si studia on line (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 30-04-2008)

Argomenti: Scuola

Tensioni nei Consigli di classe per mettere a punto le modalità delle lezioni estive destinate agli allievi con difficoltà Corsi di recupero, si studia on line Al Leopardi-Majorana nuove tecnologie per permettere agli studenti di recuperare i debiti Maggio sarà il mese dei Collegi docenti convocati a raffica per discutere le modalità dei corsi di recupero estivi che hanno in qualche misura messo alla prova tutti gli istituti superiori. I dirigenti hanno individuato le modalità più indolori per la scuola, cercando di far fronte alle direttive ministeriali con i docenti interni che riceveranno per le lezioni 50 euro lordi l'ora.Il collegio docenti del "Grigoletti" si è chiuso ieri pomeriggio con la previsione che entro maggio i docenti saranno disponibili per i corsi estivi che avverranno tra giugno e luglio, mentre nei primi giorni di settembre è prevista la prova del nove per i "rimandati" dell'era Fioroni. Andranno a recupero tra il 30 e il 40 per cento dei ragazzi che frequentano lo scientifico. Circa 150 - ma la cifra è stimata - potrebbero essere i ragazzi del "Mattiussi" che dovranno studiare anche in estate. Al primo quadrimestre solo il 27,5\% degli studenti non ha registrato insufficienze: 1.461 sono state le valutazioni negative che hanno coinvolto 384 ragazzi (su 530) con una media di quattro insufficienze per materia. "Nel biennio - dice la preside, Lucia D'Andrea - abbiamo privilegiato il recupero in itinere, mentre nel triennio l'attività a sportello, i corsi di recupero o lo studio autonomo".Al massimo il 20 per cento dei frequentati l'Itg "Pertini" avranno il giudizio sospeso, assicura il preside Vincenzo De Tullio che ipotizza un dato analogo per l'Ipsia "Zanussi": "Chi ha lacune in quattro o cinque materie - puntualizza - difficilmente potrà recuperare in un mese e mezzo, inoltre è fondamentale monitorare la gravità del debito, un conto è un tre, un altro è un cinque". Se l'intero budget per il recupero ammonta a 50 mila euro, è di circa 20 mila la somma prevista per i corsi estivi.Il liceo "Leopardi-Majorana" sfida il recupero con le nuove tecnologie servendosi della propria piattaforma e-learning. Gli studenti che lo desiderano potranno esercitarsi on-line con un prof che in chat avrà un filo diretto con lo studente "da salvare". Non dimentichiamo, infatti, che i corsi sono stabiliti come vincolo agli allievi che presentano delle insufficienze ai quali è sospesa la promozione fino a quando il gap non risulta colmato. "Agli studenti che risiedono in luoghi dove non arriva la linea Adsl - fa notare il docente del "Leomajor", Piervincenzo Di Terlizzi - verrà data un'ulteriore possibilità, ovvero quella di frequentare i corsi online a scuola". Ma la modalità didattica dell'e-learning non esclude le lezioni tradizionali previste tra giugno e luglio e nemmeno il lavoro personale a casa che verrà verificato con i docenti negli ultimi giorni di agosto. "Lo sforzo organizzativo - ricorda Di Terlizzi - è grande e costoso solo per stabilire i livelli di riferimento per la promozione tra docenti delle stesse materie e delle classi parallele, tuttavia riteniamo di farcela".Se il più grande ostacolo è convogliare nel mese di agosto docenti e studenti, l'istituto industriale "Kennedy" con un'abile strategia, è riuscito a bypassare lo scoglio, tanto che i corsi avverranno entro luglio e con il personale interno, proprio in concomitanza con gli esami di Stato. Nello stesso mese verrà effettuata la verifica del debito: "Il corso di recupero - riferisce la dirigente Adriana Sonego - sarà organizzato nell'intervallo di tempo tra una lezione e l'altra; dopo una settimana di riposo dalla chiusura della scuola, inizierà il corso di recupero che costituisce un modulo aggiuntivo di apprendimento e in seguito avverrà la valutazione". Il "Kennedy", battendo sul tempo le altre scuole, ha già programmato con un efficiente sforzo organizzativo, la verifica finale per luglio in parallelo agli esami di maturità. Tale verifica verrà svolta dai docenti della classe e sarà responsabilità del consiglio di classe formulare il giudizio definitivo sull'ammissione all'anno successivo. In questo modo tutti saranno in condizione di svolgere regolarmente il programma del nuovo anno.Sara Carnelos.

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Ricordate la scuola delle <tre I>? Era la ricetta del centrodestra per un'istruzione più al passo dei tempi: <Inglese, Informatica, Impresa> (sezione: Schola)

( da "Provincia di Como, La" del 30-04-2008)

Argomenti: Scuola

Ricordate la scuola delle "tre I"? Era la ricetta del centrodestra per un'istruzione più al passo dei tempi: "Inglese, Informatica, Impresa" Ricordate la scuola delle "tre I"? Era la ricetta del centrodestra per un'istruzione più al passo dei tempi: "Inglese, Informatica, Impresa". Dal centrosinistra, passato sui banchi del governo, arrivò la contestazione: "Non dimentichiamo - disse il ministro Fioroni - la "I" più importante: quella di Italiano". Da qualunque parte ci si schieri, non si può negare che trattavasi di un dibattito costruttivo. Si poteva addirittura tentare di sintetizzarlo, affermando la necessità della scuola di rinnovarsi senza perdere contatto con le radici. Naturalmente, nulla di tutto ciò aveva - ed ha - un senso pratico. La scuola italiana non è né quella delle "tre I" di Berlusconi né quella della "I" singola di Fioroni. E' invece la scuola delle "tre P". La prima "P" sta per "Prepotenza": quella esercitata dagli instancabili bulli. Soltanto ieri si è saputo dei tormenti inflitti a un'undicenne del Reggiano da parte di un gruppo di ragazzine di poco più grandi. Non solo: nel Rodigino altri ragazzi sono stati scoperti a riempire d'insulti i professori tramite Internet. Tutte queste attività sono propedeutiche all'apprendimento della seconda "P": la Prevaricazione. Utilissima, nella vita adulta, per un'infinità di cose: dalla lite per il parcheggio alla carriera professionale. Ma tutto ciò serve a uno scopo superiore: garantire il perenne successo del modello interpersonale al quale tutti si inchinano e che poggia sulla terza "P": l'Italia dei Pirla. (m.schiani@laprovincia.it) 30/04/2008.

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