HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it

DOSSIER “SCUOLA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


toARTICOLI DEL  28 agosto 2008      #TOP


 

INDICE

Scuola, tornano i voti in pagella. "Bocciati con il 5 in condotta". I libri scolastici saranno rieditati solo se strettamente necessario (La Repubblica 28-8-2008) 1

Scuola, tornano i voti in pagella e il maestro unico (Il Sole 24 Ore 28-8-2008) 1

Ritornano i voti in pagella Con il 5 in condotta si sarà bocciati. Gelmini: «Nella scuola serve chiarezza» Si studierà educazione civica e stradale. Torna il maestro elementare unico. Gli studenti: «Siamo stati traditi»  (Il Corriere della sera 28-8-2008) 1

Scuola, tornano i voti in pagella (La Stampa 28-8-2008) 1

Scuola, torna il vecchio stile, restano i tagli (L’Unità 28-8-2008) 1

Scuola, tornano i voti in pagella: si boccia con il 5 in condotta (Il Giornale 28-8-2008) 1

 


 

Scuola, tornano i voti in pagella. "Bocciati con il 5 in condotta". I libri scolastici saranno rieditati solo se strettamente necessario (La Repubblica 28-8-2008)

 

Via libera al decreto legge, in vigore dall'anno scolastico che sta per iniziare. Tornano l'educazione civica e stradale. Sì al maestro unico alle elementari

 

ROMA - Niente più "buono", "sufficiente", "distinto". A scuola si torna ai voti: anche alle elementari e alle medie la valutazione verrà espressa numericamente, con valutazioni in decimali, proprio come accade alle superiori. Questa è solo una delle principali novità annunciate da Maria Stella Gelmini, ministro dell'Istruzione, dopo il Consiglio dei ministri. Il voto numerico (5,6,7) tornerà alle medie (scuola secondaria di i grado). Mentre alla scuola primaria resterà accompagnato dai giudizi ("buono", "distinto", "ottimo").

Novità anche per i ragazzi di licei e istituti tecnici, che d'ora in poi dovranno stare molto attenti a come si comportano in classe. Fino ad oggi infatti il voto in condotta ha avuto solo un valore simbolico, non determinante ai fini della promozione o della bocciatura. Anche il ragazzo più maleducato, se portato in consiglio di classe con un sette o addirittura un sei, poteva confidare nella promozione, grazie alla media dei voti delle altre materie. Da quest'anno invece il voto in condotta farà media e con un cinque sarà prevista l'automatica bocciatura. Una svolta radicale per il mondo dell'istruzione superiore.

Ma vediamo quali sono le altre novità introdotte dal decreto:

Educazione civica e stradale. Si chiamerà "Educazione alla costituzione e alla cittadinanza" e con questa verrà introdotta la formazione alle regole della strada e all'ambiente. "La scuola - ha detto il ministro - deve rimettere al centro la persona e preparare i ragazzi ad essere cittadini consapevoli dei diritti e dei doveri e conoscitori dei principi costituzionali".

Verso il maestro unico alle elementari. Il ritorno al voto sarà accompagnato dal giudizio per ogni singola materia, e in cantiere c'è anche il progetto del maestro unico per ogni classe. "Il Consiglio dei Ministri ha espresso parere favorevole in merito al ritorno al maestro unico per la scuola primaria - ha detto il ministro - Il provvedimento sarà contenuto nel piano programmatico per la scuola contenuto nella Finanziaria e su cui stiamo lavorando con il ministro Tremonti".

"Guerra al caro-libri". I libri scolastici saranno rieditati solo se strettamente necessario. E' quanto ha assicurato il ministro dell'Istruzione: "Continueremo la battaglia - ha detto - contro il caro-libri. Io e gli altri componenti del consiglio, in primo luogo il presidente Berlusconi, intendiamo aiutare le famiglie a combattere il caro-libri. Per questo i testi scolastici potranno essere rieditati soltanto se strettamente necessario. Abbiamo pensato a un periodo di tre, quattro o cinque anni entro il quale i libri non possono essere cambiati. I contenuti di alcune materie fondamentali come italiano o matematica non cambiano da un anno all'altro".

Sindacati all'attacco. La Flc Cgil, come ha annunciato il segretario generale Enrico Panini, è pronta a fare "muro" contro la decisione del governo di tornare, alle elementari, alla figura del maestro unico. "Per quanto ci riguarda- spiega il segretario - sul maestro unico si apre uno scontro frontale. Tornare al maestro unico significa ridurre di due terzi l'organico che oggi, in numero di posti, ammonta a circa 250mila unità".

Anche secondo la Gilda, il ritorno del voto in condotta "è una misura che rappresenta un primo passo per restituire serietà agli studi e ripristinare i comportamenti civili nelle scuole, ma è chiaro che da sola non basta". Questo il commento del Coordinatore Nazionale della Gilda degli insegnanti, Rino Di Meglio.

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola, si accoda alla polemica con piglio ironico: ''Accogliendo l'invito del ministro Gelmini, assegniamo alle sue dichiarazioni odierne prima un voto e poi un giudizio esplicativo. Gelmini Maria Stella: condotta 5, pedagogia 4''.

Gli studenti annunciano battaglia. "Ci vediamo in piazza". L'Unione degli Studenti ribadisce così la propria contrarietà all'introduzione del voto in condotta che "ribalta uno dei principi fondamentali dello Statuto degli studenti e delle studentesse, cancellando in un solo colpo i risultati di decenni di lotte per il primato del profitto e della qualità dell'insegnamento". "Ci opponiamo al voto di condotta in quanto crediamo in una scuola che si basi sulla partecipazione degli studenti e sull'inclusione costruttiva delle marginalità - si legge nel comunicato - non in una scuola che, con un'impressionante balzo indietro ai 'decreti regi', sa rispondere alla violenza ed al bullismo solo con la repressione".
(28 agosto 2008)


 

Scuola, tornano i voti in pagella e il maestro unico (Il Sole 24 Ore 28-8-2008)

 

SONDAGGIO

Siete d'accordo con le novità annunciate per la scuola?

RADIO24

Il ministro Gelmini spiega le novità

LE DATE

Il calendario scolastico Regione per Regione

 

 

Articoli Correlati

Scuola, 33 ore all'anno di Cittadinanza e Costituzione
Maturità, Gelmini: «Esame valido nonostante l'errore»
Scuole medie, arriva la "prova nazionale"

«Tre importanti novità per la scuola che inizia il 1 settembre». Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, al termine del Consiglio dei ministri, ha annunciato così l'approvazione dei provvedimenti che reintroducono lo studio dell'educazione civica, l'educazione stradale, il voto in condotta e i voti accompagnati da un giudizio «esplicativo dei risultati ottenuti».
La Gelmini ha anche anticipato che presto saranno portati in Consiglio dei ministri dei provvedimenti per istituire il maestro unico alle elementari, sul quale oggi il governo ha già dato «parere favorevole», e per contrastare il caro libri introducendo un sistema che prevede la riedizione dei testi «solo dove è strettamente necessario» e in un arco di tempo definito dai 3 ai 5 anni.
«Il ritorno al voto - ha spiegato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - è frutto di una proposta della sottoscritta e del ministro Tremonti, perché noi crediamo che nella scuola serva chiarezza, e che competa agli insegnanti definire il livello di apprendimento degli alunni in ogni singola materia. Quindi ritorniamo ai voti accompagnati dai giudizi che però avranno una valenza diversa, ovvero di essere esplicativi del risultato conseguito».
Sempre a partire dall'anno scolastico in partenza torna nei programmi scolastici anche l'educazione civica, che comprenderà anche l'educazione ambientale, alla salute e l'educazione stradale con l'obiettivo di prevenire gli incidenti, specie tra i giovani.
Da registrare il giudizio positivo dell'Associazione nazionale presidi, espresso ai microfoni di Radio24 dal presidente Giorgio Rembado. Per il giudizio delle famiglie e degli studenti bisognerà aspettare. Per esprimere il vostro giudizio partecipate al nostro sondaggio.


 

Ritornano i voti in pagella Con il 5 in condotta si sarà bocciati. Gelmini: «Nella scuola serve chiarezza» Si studierà educazione civica e stradale. Torna il maestro elementare unico. Gli studenti: «Siamo stati traditi»  (Il Corriere della sera 28-8-2008)

 

ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che ripristina il voto in condotta, le votazioni accanto ai giudizi, l'educazione civica e stradale e il maestro unico per ogni classe delle elementari. Con il 5 in condotta si verrà bocciati (lo scorso 1° agosto il ministro Gelmini aveva annunciato che si sarebbe stati bocciati con il 7) e il voto farà media nella valutazione complessiva, ha spiegato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Il provvedimento sarà contenuto nel piano programmatico per la scuola contenuto nella Finanziaria e su cui stiamo lavorando con il ministro Tremonti», ha detto Gelmini.

CHIAREZZA - «Crediamo che alla scuola serva chiarezza», ha spiegato il ministro dell'Istruzione. «Per questo ci sarà un ritorno dei voti accompagnati dai giudizi, che avranno una valenza diversa: saranno esplicativi del risultato raggiunto dagli studenti». Gelmini ha anche anticipato che presto saranno portati in Consiglio dei ministri provvedimenti per istituire il maestro unico alle elementari, sul quale il governo ha dato «parere favorevole», e per contrastare il caro libri introducendo un sistema che prevede la riedizione dei testi «solo dove è strettamente necessario» e in un arco di tempo definito dai 3 ai 5 anni. «Esiste la necessità che i bambini abbiano nel maestro unico un punto di riferimento». EDUCAZIONE CIVICA E STRADALE - Dal prossimo anno scolastico torna obbligatoria l’educazione civica: si chiamerà Educazione alla Costituzione e alla cittadinanza. Sarà introdotta la formazione alle regole della strada e all’ambiente. «La scuola deve rimettere al centro la persona e preparare i ragazzi a essere cittadini consapevoli dei diritti e dei doveri e conoscitori dei principi costituzionali».

«SPOT DEL GOVERNO» - «I nostri ragazzi avrebbero bisogno di una scuola che li prepari a una società complicata e a un mondo del lavoro difficile e invece dal ministro Gelmini e dal governo arrivano messaggi incongruenti, quando non insulti per gli insegnanti». Lo afferma Marina Sereni, vice presidente dei deputati Pd. «I voto di condotta è l'ultimo spot del governo».

STUDENTI - L'Unione degli studenti ribadisce la propria «profonda contrarietà» al ritorno del voto in condotta. «Ci sentiamo profondamente traditi dal ministro Gelmini, che aveva promesso un confronto diretto con il Parlamento e con le associazioni sul disegno di legge presentato a luglio. Ci troviamo invece con un decreto già approvato, non motivato da alcuna urgenza. Ma non staremo a guardare: a chi ci vuole farci tacere risponderemo a inizio ottobre con una grande mobilitazione nazionale». Anche la Rete degli studenti si dice «allibita» per il metodo scelto dal ministro. «Prima ha cercato il confronto, poi ha ignorato la contrarietà di molte associazioni studentesche e ha saltato il dibattito parlamentare con un decreto legge», ha detto la portavoce Giulia Tosoni. «Ci mobiliteremo contro un governo che sembra capace solo di tagliare i fondi e punire gli studenti».


 

Scuola, tornano i voti in pagella (La Stampa 28-8-2008)

La Gelmini: «Bocciati col 5 in condotta, maestro unico alle elementari». Soddisfatti presidi e genitori. Gli studenti insorgono: ad ottobre in piazza

ROMA
Voto in condotta per decretare bocciature e medie scolastiche, educazione civica, voto numerico alle scuole di primo grado (elementari e medie) accanto ai giudizi esplicativi. È il "revival della scuola" annunciato oggi dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.

La Gelmini, al termine del Consiglio dei Ministri, ha segnalato anche l’arrivo di una novità: le educazioni al Codice della strada e all’ambientale, inserite in quella civica. In cantiere, poi, il ritorno del maestro unico alle elementari e misure per arginare il "caro libri", come il blocco per alcuni anni delle ristampe dei manuali delle materie tradizionali (italiano e matematica). Il ministro ha spiegato che quelli presentati sono «provvedimenti molto importanti che ci aiutano a ripristinare ordine e chiarezza: gli studenti saranno valutati certamente in base ai risultati conseguiti nelle singole materie - ha detto il ministro - ma il voto in condotta è una risposta necessaria ed urgente al moltiplicarsi degli episodi bullismo che purtroppo si verificano nelle nostre scuole».

I voti numerici accanto ai giudizi per Gelmini saranno invece «esplicativi del risultato conseguito e daranno chiarezza alla scuola». Nello specifico, il voto condotta, espresso in decimi, concorrerà di nuovo alla valutazione complessiva dello studente e, se insufficiente, potrà determinare la non ammissione all’anno successivo o all’esame conclusivo del ciclo: la novità è nella soglia numerica da non superare per essere promossi. Arriva, infatti, il cinque in condottà al posto del classico sette. Quanto alle novità, nelle scuole dell’infanzia e del primo e secondo ciclo arriva la materia "Cittadinanza e Costituzione", l’antica classica educazione civica, «finalizzata ad una presa di coscienza sui comportamenti collettivi civilmente e socialmente responsabili: la scuola - ha sottolineato Gelmini - deve rimettere al centro la persona e preparare i ragazzi ad essere cittadini consapevoli dei diritti e dei doveri e conoscitori dei principi costituzionali».

Con soddisfazione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nelle aule verranno anche date indicazioni sulla sicurezza stradale. I provvedimenti hanno raccolto il plauso dell’Associazione nazionale Presidi, che per voce del presidente Giorgio Rembado si è detta «d’accordo su queste misure», in particolare sul voto in condotta: «È giusto ripristinarlo, perchè dello studente bisogna avere la possibilità di valutare tutto, dal profitto al comportamento». Giudizio positivo anche dal Movimento italiano genitori, per il quale «il decreto legge contiene molte interessanti novità: è giusto che nella valutazione generale dei ragazzi rientri a far parte con nettezza il giudizio sul loro comportamento, altrimenti potremmo assistere al paradosso di giovani capaci, magari anche studiosi, ma privi di regole, un pericolo quindi per gli altri e per il loro stesso futuro».

Critici invece gli studenti di sinistra dell’Unione degli Studenti, che accusano il ministro di «tradire gli impegni presi» ed annunciano «una mobilitazione nazionale ad ottobre contro il governo, perchè le priorità della scuola sono altre», ma anche (in parte) quelli dell’Azione Cattolica, per i quali «la scelta del legiferare mediante decretazione d’urgenza sacrifichi il dibattito in sede parlamentare e nei luoghi istituzionali di confronto tra il Ministero e i rappresentanti degli studenti». Dura la replica dell’Associazione editori italiani sul ’caro librì: «Gelmini non sa di cosa parla, a questo punto si faccia direttamente l’editoria di Stato». Netta, infine, la valutazione della Cisl Scuola: «Così non si cambia la scuola "alle radici", ma si tagliano le radici della "buona scuola". Al ministro Gelmini assegnamo 5 in condotta e 4 in pedagogia».

 


 

Scuola, torna il vecchio stile, restano i tagli (L’Unità 28-8-2008)

 

 

Tutti in fila. A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini mette in riga gli studenti. E in Consiglio dei Ministri fa approvare una serie di misure che, secondo, lei serviranno a sconfiggere il bullismo e a rimettere un po’ di sale in zucca agli scolari italiani. Peccato che passano poche ore e si scatena la bufera di chi con i ragazzi ci lavora ogni giorno. Ma andiamo con ordine, direbbe la Gelmini.

Si comincia con il ritorno del voto in condotta: chi non arriverà alla sufficienza, sarà bocciato. Dunque, spiega la Gelmini, «la valutazione della condotta e del comportamento farà media». Ritornano anche i voti, al posto dei giudizi, garanti, secondo il ministro di maggiore «chiarezza». Marcia indietro anche sul numero degli insegnanti: alle elementari si torna al maestro unico, e ancora non è chiaro che fine faranno tutti gli insegnanti ora impiegati nelle scuole primarie. Si torna ad insegnare educazione civica, perché la scuola, sottolinea il ministro Gelmini «deve rimettere al centro la persona e preparare i ragazzi ad essere cittadini consapevoli dei diritti e dei doveri e conoscitori dei principi costituzionali». Forse, tra le prime lezioni, non guasterebbe un bel ripasso dei principi di uguaglianza e di unità nazionale, visto che la ministra ha accusato gli insegnanti del Sud di essere meno preparati di quelli del Nord (teoria da lei stessa verificata quando, per sostenere l'esame da avvocato, si è trasferita da Brescia a Reggio Calabria).

La Rete degli Studenti esprime «la più netta contrarietà» al decreto legge: «Si tratta come abbiamo sempre sostenuto – spiegano – di un enorme passo indietro per il diritto inalienabile di ogni studente di essere valutato per ciò che sa e ha appreso, senza la spada di Damocle di un giudizio, privo di obiettività, sul comportamento. Lo Statuto degli Studenti – ricordano – è una carta equilibrata, che prevede diritti e doveri, con precise sanzioni per ogni situazione, anche grave, che si può generare: come ogni sistema di sanzioni, prevede una giustizia a più gradi con la possibilità di appello».

Non sono d’accordo nemmeno gli studenti dell'Azione Cattolica, certamente più vicini alla ministra ma che non esitano a bocciarla: un «cinque» alla Gelmini per il metodo con cui ha scelto di legiferare in materia di istruzione. Anche qui, infatti, come in tema di giustizia, di economia, di sicurezza, il governo ha optato per il decreto legge, «in contrasto – ricordano gli studenti cattolici – con quanto annunciato dal ministro meno di un mese fa, quando queste nuove norme ci sono state indicate come gli elementi fondanti di un disegno di legge in materia scolastica. Meglio sarebbe – proseguono – non sacrificare, con la scelta della decretazione d'urgenza il dibattito in sede parlamentare e nei luoghi istituzionali di confronto tra il Ministero e i rappresentanti degli studenti, dei docenti e dei genitori». Ma ormai la frittata è fatta.

«I nostri ragazzi avrebbero bisogno di una scuola che li prepari a una società complicata e a un mondo del lavoro difficile e invece dal ministro Gelmini e dal governo di centrodestra arrivano messaggi incongruenti, quando non insulti per gli insegnanti», si infervora Marina Sereni, vicepresidente dei deputati Pd: «Non si capisce perché la responsabile dell'Istruzione – prosegue la Sereni – non impieghi i suoi sforzi per non far tagliare i fondi per lo studio e si prodighi invece a far diventare gli istituti pubblici delle fondazioni che non farebbero altro che disegnare scuole di serie A e serie B per ragazzi di serie A e serie B».


 

Scuola, tornano i voti in pagella: si boccia con il 5 in condotta (Il Giornale 28-8-2008)

di Redazione

  Contenuti correlati

Roma - "Tre importanti novità per la scuola che inizia il primo settembre". Il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, al termine del Consiglio dei ministri, ha annunciato così l’approvazione dei provvedimenti che reintroducono lo studio dell’educazione civica, il voto in condotta e i voti accompagnati da un giudizio "esplicativo dei risultati ottenuti".

Le novità contro il caro libri La Gelmini ha anche anticipato che presto saranno portati in Consiglio dei ministri dei provvedimenti per istituire il maestro unico alle elementari, sul quale oggi il governo ha già dato "parere favorevole", e per contrastare il caro libri. La novità sarà, infatti, prevista nel piano programmatico per la scuola nell’applicazione della Finanziaria. Altro fronte aperto quello del caro libri: "Molti ministri, e in particolare il presidente Berlusconi, vogliono aiutare le famiglie - ha detto la Gelmini - Per questo sarà previsto un forte incentivo del governo per non cambiare i libri se non strettamente necessario. Materie fondamentali, come italiano o la matematica, non cambiano". Il ministro ha accennato anche all’introduzione di un parametro temporale, da 3 a 5 anni, entro il quale "i libri non possono essere cambiati".

Regole certe in classe Tornano i voti sulle pagelle degli studenti italiani. "Crediamo che alla scuola - ha detto il ministro Gelmini - serva chiarezza. Per questo ci sarà un ritorno dei voti accompagnati dai giudizi che saranno esplicativi del risultato raggiunto dai ragazzi". Un passo importante verso una scuola che mette al centro l'istruzione e la disciplina. Con il 5, infatti, l'alunno sarà bocciato e, più in generale, il voto farà media nella valutazione complessiva dello studente. Il provvedimento era stato annunciato nelle scorse settimane dal ministro ed è stato ufficializzato oggi a Roma: "Gli studenti saranno valutati certamente in base ai risultati conseguiti nelle singole materie - ha detto la Gelmini - ma il voto in condotta è una risposta necessaria ed urgente al moltiplicarsi degli episodi bullismo che purtroppo si verificano nelle nostre scuole". Con la condotta si rivede, nelle scuola primaria, il voto numerico accanto al giudizio: "Nella scuola serve chiarezza e compete agli insegnanti il compito definire livello di apprendimento dei ragazzi - ha continuato il ministro - i voti accompagnati dai giudizi saranno esplicativi del risultato conseguito". Per la Gelmini si tratta di "provvedimenti molto importanti che ci aiutano a ripristinare ordine e chiarezza". Presto, infatti, nelle scuole elementari potrebbe anche tornare il maestro unico, che "risponde all’esigenza pedagogica che i bambini abbiano un punto di riferimento: su questo il Consiglio dei ministri ha espresso parere favorevole".

Ritorna l'educazione civica Dal prossimo anno scolastico nella scuola italiana torna, obbligatoria, l’educazione civica: si chiamerà Educazione alla Costituzione e alla Cittadinanza e, con questa, verrà introdotta la formazione alle regole della strada e all’ambiente. "La scuola - ha detto la Gelmini - deve rimettere al centro la persona e preparare i ragazzi ad essere cittadini consapevoli dei diritti e dei doveri e conoscitori dei principi costituzionali".

Il maestro unico La Gelmini ha, infine, confermato la volontà di tornare nella scuola elementare al maestro unico, archiviando così l’esperienza del "modulo". "Il Cdm ha espresso parere favorevole a questa misura", ha detto il ministro, spiegando che verrà presentata "all’interno del piano programmatico sulla scuola per applicare la Finanziaria che con il ministro Tremonti stiamo ultimando proprio in queste settimane". Secondo il governo il provvedimento, soprattutto nei primi tre anni di elementari, "risponde all’esigenza pedagogica che i bambini abbiano nel maestro unico un punto di riferimento".