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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Sul Cenacolo dei Cogitanti si ragiona di “scuola

Report "Scuola"  27-2-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Scuola, boom di richieste per il tempo pieno ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come previsto dalla nuova normativa introdotta dal ministro Gelmini, è da intendersi come provvisorio. Perché se tra un mese o due gli organici di diritto assegnati alle scuole si dovessero rivelare insufficienti a garantire la copertura del tempo pieno (che, viste le ore pomeridiane, presuppone almeno due maestri) i genitori potrebbero dover cambiare scelta.

Porto, nuovo assessore per Ghizzi ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: affrontare al meglio i cambiamenti derivanti dalla riforma Gelmini. «I rapporti con la scuola sono buoni e produttivi - ribatte il primo cittadino:. Affidiamo all'assessore un Piano per il diritto allo studio che prevede un forte impegno dell'amministrazione a favore della scuola. Porterà la sua esperienza di cattolica moderata, impegnata in politica e nell'associazionismo locale»

Appello Aquis No ai tagli a pioggia ( da "Trentino" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lettera aperta alla Gelmini Appello Aquis «No ai tagli a pioggia» TRENTO. Una lettera aperta inviata al ministro Mariastella Gelmini. E' questo l'ultimo tentativo di Aquis per convincere il governo a premiare le migliori facoltà italiane ed evitare il taglio di risorse alla ricerca previsto nella manovra finanziaria dell'estate scorsa.

INCONTRI Il caso Italia Proseguono gli incontri delle Settimane della politi... ( da "Stampa, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini-Aprea: come cambia la scuola italiana». Intervengono Daniela Converso, Luigi Saragnese, Giovanna Lo Presti e Natale Alfonso. Convitto Nazionale Umberto I, via Bligny 1 CONVEGNI Acqua Dalle 9 alle 18 si tiene il convegno organizzato dalla Scuola di Sicurezza Alimentare dal titolo «L'acqua un bene di tutti: poter scegliere con consapevolezza»

Accorpamenti e chiusure Nuovo assetto delle scuole ( da "Stampa, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In questo modo si limitano eventuali tagli drastici legati alla riforma Gelmini. Il provvedimento prevede anche la chiusura della sezione staccata di Romentino dell'Omar e il suo accorpamento alla sede principale di Novara. Le scuole accorpate avranno un unico preside e una sola struttura burocratica, ma sedi autonome.

Materia e ambiente nel "fare" di Staccioli ( da "Cittadino, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: preciso e sensibile lavoro di Maria Laura Gelmini, autrice delle schede. Un lavoro, preziosissimo, non ausiliario e tanto meno accessorio come si potrebbe pensare, ma centrale, dominante. Nel volume, uscito in occasione della mostra di novembre al Centro Luigi Pecci di Prato, la schedatura condotta dalla Gelmini da conto delle exhibition dell'artista a cominciare da Volterra,

Rettori Aquis: Devastanti i tagli di spesa alle Università ( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno inviato al ministro Gelmini una lettera aperta in cui fissano alcuni paletti irrinunciabili. A cominciare dalla richiesta di «dare corso a quanto il ministro ha iniziato a fare con coerenza e determinazione». Finanziare i migliori risultati «La nostra posizione - hanno spiegato - si inquadra nella prospettiva indicata dal presidente della Repubblica,

Posillipo già dimenticato la Rari prepara il rush finale ( da "Stampa, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Azimut: Bongioanni, Di Palma 13, Marino, Morana 3, Bussone 18, Gelmini 6, Bovone 8, Maccagno 11, Rotolo, Scala 13. Allenatore Spedaliere. Amatori Savona: La Rocca 7, De Marzi 23, Bortolazzi 18, Vaira 8, Arrigoni 2, Saltarelli, Lambichi 3, De Nino 2, Longagna 6, Dagliano. Allenatore Bartolozzi.

Primaria, quasi nessuno sceglie le 24 ore ( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione bresciano Mariastella Gelmini. La scadenza per le iscrizioni (alle scuole di ogni ordine e grado) è infatti fissata per domani, 28 febbraio; e - com'è ovvio - all'Ufficio scolastico provinciale di via Sant'Antonio non dispongono ancora di dati al riguardo. L'andamento delle iscrizioni, però, è tenuto costantemente sotto controllo dai dirigenti scolastici.

DAI SOLDI ALLA RIFORMA ( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la città DAI SOLDI ALLA RIFORMA La nota della Cisl Scuola Lombardia che denuncia la grave criticità della situazione economica nelle scuole lombarde si conclude con un accenno alla riforma Gelmini - che apre un altro discorso - assumendosi l'impegno a «contrastare azioni di smantellamento della scuola pubblica statale già esposta a tagli dell'offerta formativa e di personale»

Scuole soffocate dai... crediti ( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E la Cisl Scuola Lombardia si è impegnata a «contrastare azioni di smantellamento della scuola pubblica statale già esposta a tagli dell'offerta formativa e di personale conseguenti all'applicazione della manovra finanziaria e dei regolamenti predisposti dal ministro Gelmini». g. s.

i mau mau "ribelliamoci all'indifferenza" - guido andruetto ( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per protestare contro i provvedimenti contenuti nel decreto del ministro Gelmini. L´intervento della maggioranza sulla scuola, a mio avviso, è un altro capitolo buio della storia di questo governo». Perché, invece, ritenete utile dare il vostro sostegno proprio alla Cgil? «Perché in Italia è l´unica voce realmente critica e di opposizione che sentiamo arrivare dal mondo del lavoro.

il g8 va a casa berlusconi ( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Albergatori e commercianti contestano la decisione, il sindaco scrive al ministro Gelmini per avere spiegazioni (perché rimedi sembrano impossibili) mentre il senatore Marcucci accusa il Governo di non avere attenzione per Lucca. INNOCENTI E BONUCCELLI da Lucca I a Lucca III

il g8 della scienza finisce da berlusconi ( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini che la invia alla presidenza del consiglio. Il sottosegretario Gianni Letta dà l'ok all'operazione (con benestare scritto) e subito dopo il sottosegretario Pizza riceve una delega specifica a occuparsi della questione. Così il 31 luglio 2008 alla presentazione del rapporto energia e ambiente 2007 dell'Enea il sottosegretario Pizza annuncia con «

favilla scrive alla gelmini preoccupati delle nuove scelte ( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lucca Favilla scrive alla Gelmini «Preoccupati delle nuove scelte» LA REAZIONE Chiesto al ministro n incontro urgente LUCCA. Il telegramma per Maria Stella Gelmini è già partito. Al ministro dell'Istruzione, Ricerca e Università il sindaco Mauro Favilla chiede un incontro urgente sul trasferimento del G8 della Scienza da Lucca alla Brianza.

pochi soldi per i lavori nelle scuole in centro ( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dall'edilizia agli effetti della riforma Gelmini, ma la proposta è stata bocciata. Forse il tema non molto sentito, forse l'iniziativa poco pubblicizzata, fatto sta che l'incontro si è rivelato un flop, con sedici presenti, tra consiglieri circoscrizionali, rappresentanti d'istituto e un solo genitore.

lega: identità veneta nelle scuole ( da "Mattino di Padova, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «In futuro cercheremo di sfruttare la possibilità introdotta dalla riforma Gelmini, di ridurre le ore dedicate allo studio di sumeri ed assiri a favore della Serenissima» conclude il presidente della commissione Cultura Stival. (Simonetta Zanetti)

Salve le scuole di Vascon ( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: frazione che a causa delle nuove disposizioni del ministro Gelmini rischiava di non avere la prima il prossimo settembre. Già alla fine della scorsa settimana la dirigente scolastica Maria Teresa Roda aveva raccolto le quindici iscrizioni necessarie all'attivazione della prima classe. Suonerà la campanella anche alla elementare di Pezzan, altra piccola realtà scolastica del Comune.

C'è un progetto che favorisce le private ( da "Provincia Pavese, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nato a ottobre proprio per esprimere il dissenso di famiglie e insegnanti sulla riforma Gelmini, era presente anche Ivana Dello Iacono, dirigente del settore Istruzione del Comune, che ha patrocinato l'iniziativa. «Si parla di "piano di razionalizzazione" e di "essenzializzazione" - ha spiegato - Il nostro intendimento come istituzione è quello di capire.

Manterremo lo stesso orario ( da "Provincia Pavese, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sembravano non essere toccate dalla riforma Gelmini, si trovano a dover fare i conti con una riduzione dell'orario: trenta ore alla settimana per tutti. Meno due ore di italiano e meno una di tecnologia. Ogni istituto dovrà fare i conti con questa indicazione. E trovare una soluzione. «La mia proposta ai genitori è stata di non toccare il nostro orario che ha dimostrato di funzionare -

rettori riuniti riequilibrio sui fondi ( da "Mattino di Padova, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. «Chiediamo anche - hanno spiegato in un incontro a Roma - un riequilibrio nell'assegnazione dei fondi agli atenei sulla base di indicatori di qualità». In una lettera inviata al ministro, i rettori segnalano come «prioritario» l'avvio di procedure efficaci di valutazione, mettendo in condizioni di operare gli organismi già esistenti (

salvare scuola e costituzione ( da "Centro, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si parlerà della scuola e della riforma promossa dal ministro Mariastella Gelmini nel convegno che si svolgerà oggi pomeriggio, alle ore 16.30, all'auditorium di via Cerulli. Il tema è «Salviamo la scuola per salvare la Costituzione»: coordinerà i lavori Daniela Casaccia, presidente della sezione Pescarese del Centro di iniziativa democratica insegnanti (Cidi).

Ritorna dal passato la valutazione della ricerca ( da "Italia Oggi" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: università Ritorna dal passato la valutazione della ricerca Il ministro Gelmini stanzia 1,5 milioni di euro per il Comitato ad hoc Il ministro dell'università, Mariastella Gelmini, riparte dalla valutazione della ricerca. E con decreto ministeriale d'ultim'ora, ridà fiato, con circa 1 milione e mezzo di euro, al Comitato d' indirizzo per la valutazione della ricerca.

La nuova regola è piccoli ma divisi ( da "Arena, L'" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per ora ne sono scesi in campo tre: Gelmino Caliari che guiderà un gruppo indipendente; Laura Marcolongo che capeggerà la «Civica per Angiari» che fa riferimento al segretario di Forza Italia Alberto De Togni; Alvise Menini dell'Airone, il gruppo di opposizione storico con riferimento nell'area del centrosinistra.

Scuole ( da "Stampa, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E che fine faranno con la riforma Gelmini? Se ne parla sabato 28 nella foresteria del convento Beata Vergine Addolorata, sulla collina di Cuceglio, in una serata conviviale organizzata da Comune, Pro Loco e l'associazione Viaggi con l'asino. S'inizia alle 18 con uno spettacolo di teatro d'ombre, «Gragrragnau», di e con Lisa Bruno, Rita Bruno,

Il mio nome è Bondi, Sandro Bondi ( da "Riformista, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: uomo di governo più discusso dopo la Gelmini e Brunetta. Con la differenza che non sta rivoluzionando il suo settore in termini istituzionali ma per le nomine poco chiare. Le dimissioni di Settis e l'arrivo di Carandini alla presidenza del Consiglio superiore del ministero dei Beni Culturali, è l'occasione per parlare di manager e cultura,

tutti a scuola di regime - roberto nepoti ( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in reazione alla politica scolastica del ministro Gelmini e già (apparentemente) assopito: L´onda è una storia immaginaria a forte valenza di parabola: anche se imparentata con un singolare esperimento messo in atto, anni fa, in una high School di Palo Alto, California. Il film, invece, è ambientato nella Germania odierna, in una scuola superiore qualsiasi di una qualsiasi città.

scippato a lucca il g8 della scienza ( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma nulla ha potuto contro Berlusconi e i ministri Gelmini e Frattini. La beffa alla città mette in difficoltà il centrodestra, alla guida dell'unico capoluogo in Toscana che non sia guidato dai "comunisti". Il sindaco, Mauro Favilla, ha scritto al ministro Gelmini chiedendo spiegazioni e un incontro in tempi rapidi, mentre l'ex sottosegretario alla cultura,

Si fanno sempre più critiche le prospettive per la scuola reatina alla luce del regolamento... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Venerdì 27 Febbraio 2009 Chiudi Si fanno sempre più critiche le prospettive per la scuola reatina alla luce del regolamento Gelmini che ha fissato rigidi parametri per la sopravvivenza dei plessi. Parametri che se applicati alla lettera rischiano di cancellarein provincia 83 plessi con cinque Comuni che vedrebbero spariti tutti i segmenti dell'istruzione

Scuola, contro i tagli la rivolta parte dai sindaci ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Venerdì 27 Febbraio 2009 Chiudi Scuola, contro i tagli la rivolta parte dai sindaci Oggi summit in Provincia per cercare una linea comune contro il regolamento Gelmini

Gli atenei virtuosi: premi per la ricerca ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini destina al finanziamento «meritocratico », accelerare sul «riequilibrio » delle risorse per risarcire gli atenei virtuosi dei mancati finanziamenti degli anni scorsi e ridare piena operatività ai comitati di valutazione della ricercae del sistema universitario (Civre Cnvsu), che hanno i dati necessari a strutturare il finanziamento competitivo ma vivono una lunga fase di

Tempo di ultimatum per scuole elementari, medie e superiori. Scade domani il termine ultimo per pres... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma nell'anno zero della riforma Gelmini, sembra proprio che serviranno i migliori geni matematici per conciliare le svariate esigenze didattiche all'effettivo quantitativo del corpo docenti. Un numero di certo inferiore agli anni passati, ma una riduzione della quale si ha tuttora un'entità piuttosto vaga.

Elementari, iscrizioni "al buio" ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Venerdì 27 Febbraio 2009 Chiudi Scadono domani i termini, all'ex Provveditorato prevedono tagli per 130-140 insegnanti dovuti alla riforma Gelmini Elementari, iscrizioni "al buio" Marini: «Tempo pieno o moduli da 24 a 30 ore. Ma navighiamo a vista»

JESI - Uno ha semi-distrutto uno dei mobiletti degli attrezzi d'officina. L'altro andava org... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Quello, appunto, che attribuisce al voto in condotta la capacità di far media con quelli ricevuti nelle altre materie e configurando l'eventuale 5 nella pagella di fine anno come molla per la bocciatura automatica. La comunità scolastica auspica che il terribile trio prenda esempio anche e soprattutto dalla quindicina di alunni che invece sono stati premiati addirittura

La cocaina è il loro nuovo dio. E non fa affatto paura. Per il 50 per cento dei ragazzi... ( da "Messaggero, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini, presenterò un portale informativo ed educativo rivolto proprio ai giovani sui danni della droga». Una linea di pensiero condivisa da Claudio Cippitelli, presidente del coordinamento nazionale nuove droghe, «questo atteggiamento verso la cocaina è semplicemente l'effetto della tabella unica sulle droghe,

Torna il voto in condotta <I maleducati e i violenti rischiano> ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Romeo Morri sulla stessa linea della collega italiana Gelmini. Il relativo progetto di legge è stato appena depositato in Consiglio in prima lettura. Obiettivo, come ha spiegato lo stesso Segretario di Stato al ramo, «armonizzare il sistema scolastico sammarinese, pur nella sua autonomia decisionale e organizzativa, a quello italiano, per il reciproco riconoscimento dei titoli»

settanta comuni uniti per la scuola oggi c'è il vertice con i parlamentari ( da "Mattino di Padova, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: messa in crisi dal decreto Gelmini. «Utilizzando posta elettronica - prosegue Barison - Internet e Youtube abbiamo fatto in dieci giorni quello che normalmente si riusciva a stento a produrre in sei mesi». Sembra ormai divenuta una corsa contro il tempo la battaglia per la difesa del tempo lungo nelle scuole diffusasi ormai a tutta la provincia di Padova e oltre.

Il centrodestra èper l'integrazione ( da "Tempo, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rassicurandoci che sono tutte conformi alle azioni di indirizzo politico intraprese dalla ministra Gelmini. E visto che ci stava, poi, non ha perso tempo, ha assestato anche la solita bordata politica da osteria, alludendo, sempre per difendersi, al precedente governo regionale di Storace. Signor Di Cosmo, mi consenta un'espressione dipietrista : ma che "c'azzecca" col nostro discorso!

Meloni e Gelmini primi a Livorno nei 420 ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La vittoria apre la porta dei campionati Mondiali Meloni e Gelmini primi a Livorno nei 420 Vela olimpica.. La vittoria apre la porta dei campionati Mondiali --> Primi, davanti a 130 avversari. Non poteva aprirsi con una vittoria più netta la stagione velica di Giovanni Meloni e Lorenzo Gemini, punta di diamante della flotta 420 dello Yacht Club Cagliari.

L'Isola da rilanciare, ora serve un progetto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha risposto sostenendo che «in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione» e che «il principale problema del nostro sistema non è quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche».

Glocal, vivere la città nell'era digitale ( da "Comunicatori Pubblici" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: impatti locali introdotti con la Riforma Gelmini che entrerà effettivamente a regime a settembre 2009 per le scuole elementari e medie, mentre per le superiori l?avvio sarà a settembre 2010. Tra gli aspetti che meriterebbero di essere seguiti con particolare attenzione vi è la riorganizzazione degli istituti tecnici indirizzati nel doppio binario dei settori economico e tecnologico:

Scuola: Pochi studenti a corteo contro riforma Gelmini ( da "KataWeb News" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pochi studenti a corteo contro riforma Gelmini 27 febbraio 2009 alle 11:05 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti Sono circa un centinaio gli studenti in corteo a Roma per il "Surfing day" contro la riforma Gelmini organizzato dall'Unione degli studenti. Il corteo partito dalla Piramide è diretto ora al ministero della Pubblica Istruzione di Viale Trastevere.

F A DISCUTERE il trasferimento del G8 della scienza da Lucc... ( da "Nazione, La (Lucca)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: al ministro Mariastella Gelmini (nella foto) per chiedere un incontro urgente su questo tema. «Mi trovo ad esprimerle tutta la mia preoccupazione scrive il sindaco in merito alla scelta della sede per lo svolgimento del G8 della scienza e della tecnologia. Apprendo infatti, dalla stampa, che Lucca, indicata in precedenza quale sede di tale importante manifestazione internazionale,

G8 della scienza Favilla si appella alla Gelmini: <Incontriamoci> ( da "Nazione, La (Lucca)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 1 G8 della scienza Favilla si appella alla Gelmini: «Incontriamoci» LA POLEMICA IL TRASFERIMENTO del G8 della scienza da Lucca a Lesmo fa discutere. Il sindaco Favilla ha chiesto un incontro urgente al ministro Gelmini Intanto intervengono l'onorevole Mariani e Battistini del Pd

NON PERDE tempo Vincenzo Colasanti (An) e sull'annunciata settimana corta a scuola a... ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In realtà Faraboschi scorda che lui e l'amministrazione di cui fa parte, per primi hanno creato rumore e paura fra i genitori. La riforma Gelmini prevede solo l'unificazione del personale amministrativo con unici preside e segretario, come già previsto da Prodi».

Eliminiamo la tesi di laurea, è inutile ( da "Nazione, La (Firenze)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: potrebbe però servire da suggerimento al ministro Gelmini, quantomeno per trovare un punto d'accordo con gli studenti e, forse, anche con molti professori che in questa maniera libererebbero finalmente i loro istituti da una massa di lavoro improduttivo: l'eliminazione delle tesi di laurea. La tesi, infatti, almeno nella maggior parte degli indirizzi di studio non ha alcuna utilità (

<IN RIFERIMENTO all'articolo pubblicato giovedì sul voto in condotta, vi c... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 17 «IN RIFERIMENTO all'articolo pubblicato giovedì sul voto in condotta, vi c... «IN RIFERIMENTO all'articolo pubblicato giovedì sul voto in condotta, vi comunichiamo che l'indicazione di 6 insufficienze in condotta, per quanto riguarda il nostro istituto, non è corretto».

"Su ronde e immigrati il governo sta sbagliando" ( da "Repubblica.it" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha impostato correttamente il problema, scongiurando i rischi di discriminazione e xenofobia". Si fa sempre più strada un'idea di giustizia fai da te. Dopo i militari in città, arrivano le ronde di volontari. Come le giudica? "Dovrebbero essere gruppi di volontariato, ma spesso si presentano come milizie di partito.

Governo/ Cdm, comunicato (3): Ok regolamento su maestro ( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, due regolamenti, sui quali sono stati acquisiti i pareri della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato, per la riorganizzazione e la razionalizzazione, rispettivamente, della rete scolastica e dell'utilizzo delle risorse umane, nonchè della scuola dell'infanzia e del primo ciclo dell'istruzione.

SCUOLA: DA CDM OK RAZIONALIZZAZIONE RETE ISTITUTI E RISORSE... ( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, due regolamenti, sui quali sono stati acquisiti i pareri della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato, per la riorganizzazione e la razionalizzazione, rispettivamente, della rete scolastica e dell'utilizzo delle risorse umane, nonche' della scuola dell'infanzia e del primo ciclo dell'istruzione.

<No ai tagli indiscriminati, i bilanci trasparenti sono normalità non virtù> ( da "Sicilia, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno inviato al ministro Gelmini una lettera aperta in cui fissano alcuni paletti irrinunciabili. A cominciare dalla richiesta di «dare corso a quanto il ministro ha iniziato a fare con coerenza e determinazione». «La nostra posizione ? hanno spiegato in una conferenza stampa i rettori dell'Aquis ?

I rettori: <Più soldi a chi fa migliore ricerca> ( da "Sicilia, La" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In una lettera aperta al ministro Gelmini l'Associazione degli atenei italiani statali pone i suoi paletti I rettori: «Più soldi a chi fa migliore ricerca» L'APPELLO DI NAPOLITANO. In precedenza era stato il presidente della Repubblica a lanciare un allarme sui tagli indiscriminati.

Addio alle cattedre Da settembre 161 pensionati ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Addio alle cattedre Da settembre 161 pensionati Più che raddoppiate le domande presentate dai docenti Incertezza sulla riforma Gelmini e quella previdenziale Venerdì 27 Febbraio 2009, L'anno scorso erano 70, quest'anno le domande di pensionamento nella scuola bellunese sono schizzate a 161. Un dato molto più alto, percentualmente, di quello che si sta registrando a livello nazionale.

Pochi ricercatori (ma tanti prof) negli atenei veneziani ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: poi consegnata al ministro Maristella Gelmini. Intanto, alcune tabelle sono state pubblicate dal Sole 24 ore, con le classifiche di "migliori" e "peggiori". Ma i due rettori delle università veneziane sono si scompongono più di tanto. «Sono statistiche che lasciano il tempo che trovano» commenta quello di Ca' Foscari, Pier Francesco Ghetti.

Professore accoltellato Oggi la decisione ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sul sito web dei genitori della scuola media è stata inserita una nota fatta dal ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini sulle sanzioni disciplinari datata luglio 2008. Alcuni passaggi sono molto chiari e di certo il consiglio d'istituto non potrà non tenerne conto in fase di verdetto. Marco Biolcati

Scuola, il tempo lungo si affida ai parlamentari ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: così come previsto dalla riforma Gelmini. "I tempi sono stretti, occorre fare presto per sensibilizzare il Ministero- sottolinea Barison -; chiederemo ai parlamentari padovani di portare la nostra voce a Roma, magari con interrogazioni e interpellanze ad hoc. Siamo di fronte ad un problema grave, le famiglie venete non saprebbero come fare senza la garanzia del tempo lungo.

I parcheggi non sono la soluzione a tutti i mali La crociata contro le biciclette da par... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A me sembra che la presa di posizione contro la riforma Gelmini sia un dignitoso e giustificato motivo degli insegnanti per dire di no ad attività programmate e condotte fuori dall'ambiente scolastico per le quali non sono equamente retribuiti, come è stato sottolineato dagli stessi in precedenti articoli.

Elementari e medie, fusione con Roveredo ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 27-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: concordato tra Comuni e Provincia per ottemperare alle disposizioni del decreto Gelmini. Sicchè i 172 ragazzi delle elementari sanquirinesi e i 72 delle medie faranno riferimento, dal prossimo anno scolastico, alla direzione didattica dell'Istituto comprensivo di Roveredo in Piano. I bambini di San Quirino si staccheranno quindi dal Circolo didattico di Cordenons che, invece, conta 1.


Articoli

Scuola, boom di richieste per il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

di Nicola Corradini Scuola, boom di richieste per il tempo pieno I genitori snobbano i modelli orari che prevedono il maestro prevalente Ma le decisioni delle famiglie potrebbero essere vanificate dai tagli del personale Ma quale maestro prevalente, ma quale orario formato mignon con solo 24 ore di lezione alla settimana. A giudicare dai primi dati sulle iscrizioni nelle elementari di città, i genitori promuovono il tempo prolungato (con uno o due rientri pomeridiani) e il tempo pieno. L'amore delle famiglie per questi due modelli vince anche il pericolo di essere costretti tra un mese a cambiare tutto. Perché il ministero potrebbe non concedere alle scuole organici adeguati per coprire tutte quelle ore di insegnamento. Un rischio ben conosciuto dai genitori. Presidi e insegnanti, nel corso della raccolta delle iscrizioni per le future prime classi (che continua fino a domani), hanno avvisato che l'accoglimento delle richieste di tempo pieno, come previsto dalla nuova normativa introdotta dal ministro Gelmini, è da intendersi come provvisorio. Perché se tra un mese o due gli organici di diritto assegnati alle scuole si dovessero rivelare insufficienti a garantire la copertura del tempo pieno (che, viste le ore pomeridiane, presuppone almeno due maestri) i genitori potrebbero dover cambiare scelta. Nonostante ciò, le domande per il tempo pieno non sono diminuite rispetto allo scorso anno. Anzi, in alcune elementari sono cresciute. Alla Pomponazzo e all'Allende, (comprensivo Levi) le richieste sono rispettivamente 21 e 17. «E continuano ad arrivarne - spiega il dirigente Roberto Archi - d'altronde per le nostre scuole, e la Pomponazzo in particolare, la formula del tempo pieno è un'esperienza formativa storica. Inoltre, una parte delle famiglie lo sceglie anche per esigenze dettate dagli orari di lavoro». Anche alla Nievo (comprensivo Mantova 2) le domande di iscrizione per il tempo pieno (40 ore settimanali) non sono diminuite. «Per il momento siamo a 23-24 richieste - riferisce il dirigente Valerio Lazzari - ma non escludo che il numero possa aumentare nelle ultime ore, visto che alcuni genitori erano indecisi sul da farsi». E aggiunge: «Ma il vero boom di richieste nelle nostre elementari è per il modello delle 30 ore settimanali, che prevede due rientri pomeridiani e il sabato libero. Il problema è che il ministero ha annunciato che darà organici basandosi su un orario tipo di 27 ore. Rischiamo di dover richiamare i genitori tra un mese e chiedere loro di rivedere la scelta per il figlio». Il punto è che i modelli su cui punta la riforma Gelmini, le 24 e le 27 ore di lezione, che fanno perno sulla figura del maestro prevalente, sono stati snobbati dalle famiglie. Quello delle 24 ore, che comporta un'offerta educativa ridotta all'essenziale, è stata ignorata quasi completamente tanto al Levi quanto alla direzione della Martiri. «Abbiamo già i numeri per fare le due prime a tempo pieno - spiega il preside Francesco Iocolo - sono arrivate 37 richieste e potrebbero arrivarne altre. Per il modello delle 24 ore, invece, non ci sono praticamente domande».

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Porto, nuovo assessore per Ghizzi (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Porto, nuovo assessore per Ghizzi La Dal Bosco, vicina all'Udc, lascerà la presidenza di Asep Assumerà le deleghe alla cultura e pubblica istruzione PORTO MANTOVANO. New entry della giunta comunale e contestuale cambio della guardia alla presidenza di Asep. Il sindaco Mauro Ghizzi ha comunicato ieri mattina in Municipio di avere proceduto a nominare Bruna Dal Bosco (presidente della società di servizi pubblici locale) nuovo assessore esterno, affidandole gli importanti incarichi della Pubblica Istruzione e Cultura. I due assessorati erano rimasti vacanti a seguito delle dimissioni dell'ex assessore Maria Fadda (passata all'opposizione), rassegnata 3 mesi fa. Le competenze fino a questo momento erano sostenute dal primo cittadino, al quale, adesso resteranno gli Affari Generali e lo Sport. con il nuovo ingresso tornano così a 6 componenti dell'esecutivo, più il sindaco, a poco più di 3 mesi dalle elezioni amministrative di giugno. «Ho ritenuto importante ed opportuno chiederle di accettare l'incarico, solo perché vacante il ruolo di assessore - ha precisato Ghizzi -. Avendo io il compito di coordinare le varie attività ed assessorati, non riuscivo più a gestire anche la Pubblica Istruzione e la Cultura. A livello comunale Dal Bosco ha sempre sostenuto le giunte di Porto Sviluppo Solidarietà». Laureata in Economia e Commercio indirizzo aziendale, Dal Bosco, di 58 anni, insegna Economia aziendale all'Istituto Pitentino di Mantova, in cui ricopre anche la carica di vice preside. Nominata il 15 gennaio scorso alla presidenza di Asep, dopo le dimissioni di Gianfranco Bombana presentate per motivi personali, annuncia che lascerà l'incarico nella settimana entrante. Il cda, del quale faceva parte da 6 anni, si dovrà quindi nuovamente riunire per procedere alla nomina successiva. «In Asep mi sono trovata molto bene - afferma -. Ho apprezzato la professionalità del direttore e di tutto il personale, a conferma di quanto già conoscevo in 6 anni di consiglio di amministrazione. Mi ha chiamata il sindaco ed ho accettato di collaborare con questa amministrazione». L'esperienza nell'ambito scolastico certamente non le mancherà e le sarà utile per affrontare al meglio i cambiamenti derivanti dalla riforma Gelmini. «I rapporti con la scuola sono buoni e produttivi - ribatte il primo cittadino:. Affidiamo all'assessore un Piano per il diritto allo studio che prevede un forte impegno dell'amministrazione a favore della scuola. Porterà la sua esperienza di cattolica moderata, impegnata in politica e nell'associazionismo locale». Dal Bosco è alla sua prima esperienza amministrativa in comune. Il suo orientamento politico è sempre stato indirizzato all'ex Democrazia Cristiana. Attualmente si definisce simpatizzante dell'Unione di Centro. Graziella Scavazza

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Appello Aquis No ai tagli a pioggia (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Lettera aperta alla Gelmini Appello Aquis «No ai tagli a pioggia» TRENTO. Una lettera aperta inviata al ministro Mariastella Gelmini. E' questo l'ultimo tentativo di Aquis per convincere il governo a premiare le migliori facoltà italiane ed evitare il taglio di risorse alla ricerca previsto nella manovra finanziaria dell'estate scorsa. Non solo. I rettori che fanno parte dell'Associazione per la qualità delle università italiane statali, di cui fa parte Davide Bassi dell'ateneo trentino, hanno fatto i conti delle regioni, che, dal 1996 al 2008, sono state sovrafinanziate o sottofinanziate. A Trento sono arrivati 144 milioni di euro in meno di quelli che le sarebbero spettati, mentre, ad esempio, il Lazio ha ricevuto 871 milioni in più, la Campania 554, la Sicilia 1.090. I rettori dicono di apprezzare che «il 7% del Fondo di finanziamento ordinario venga ripartito tra gli atenei considerando qualità di ricerca e offerta formativa», ma non lo ritengono sufficiente. «Per riequilibrare la situazione è necessario attivare procedure efficaci di valutazione per introdurre elementi di tipo qualitativo, specialmente con riferimento alle attività di ricerca, nelle procedure di allocazione dei fondi pubblici alle università». In sostanza, «utilizzare strumenti di valutazione dei risultati del lavoro degli atenei italiani» per premiare chi produce di più e spende meglio le risorse. La lettera affronta poi la questione dei tagli in finanziaria, che ridurranno di circa il 10% i finanziamenti pubblici alle università. «Il nostro Paese già oggi investe meno sul Pil per formazione, ricerca e innovazione rispetto ad altri Paesi, che hanno deciso di aumentare i loro investimenti per queste voci per far fronte con lungimiranza alla crisi economica. E' preoccupante - scrivono i rettori - che il governo non stimoli ricerca e innovazione. Queste scelte provocheranno la morte del sistema della formazione superiore e della ricerca pubblica, rendendo impossibile competere a livello internazionale». Ed è partita una richiesta finale, affinché «i tagli previsti per il 2010 siano redistribuiti non "a pioggia", sulla base della spesa storica, ma attraverso lo strumento degli "accordi di programma", che stabiliscano un patto di stabilità finanziaria ateneo per ateneo». (j.t.)

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INCONTRI Il caso Italia Proseguono gli incontri delle Settimane della politi... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

INCONTRI Il «caso» Italia Proseguono gli incontri delle «Settimane della politica»: dalle 9 alle 13 il tema è «Chiese e Stato», con gli interventi di Alfonso Di Giovine, Daniele Menozzi, Franco Garelli, Carlo Augusto Viano, Paolo Cozzo, Vincenzo Ferrone, Laura Gafuri e Massimo Introvigne. Dalle 15 alle 19 discutono invece su «I partiti politici» Gian Mario Bravo, Salvatore Lupo, Silvano Belligni, Giovanni Carpinelli, Diego Novelli, Antonella Seddone e Francesco Tuccari. Facoltà di Scienze Politiche, via Verdi 25 Islam e Occidente Alle 21 conferenza di Ermis Segatti dal titolo «Islam e Occidente: visioni del mondo a confronto». Verrà anche inaugurata la mostra di pittura «La bottega degli artisti». A cura del Premio letterario «Alberto Tallone». Alpignano, Opificio Cruto, via Matteotti 2 Scompensi cardiaci Alle 21 conferenza di Giuseppe Licata sul tema «Nuove frontiere per una vecchia malattia: lo scompenso di cuore». Accademia di Medicina, via Po 18 Crisi Dibattito alle 18 su «La crisi e i cittadini», con la partecipazione di Paolo Peveraro, Nanni Tosco e Gianni Vernetti. Circoscrizione 10, strada Comunale Mirafiori 7 Scuola Dalle 9 alle 13 seminario proposto da «Scuola e società», su «La scuola che ci attende. Dai decreti Moratti, al "cacciavite" Fioroni, alla "riforma" Gelmini-Aprea: come cambia la scuola italiana». Intervengono Daniela Converso, Luigi Saragnese, Giovanna Lo Presti e Natale Alfonso. Convitto Nazionale Umberto I, via Bligny 1 CONVEGNI Acqua Dalle 9 alle 18 si tiene il convegno organizzato dalla Scuola di Sicurezza Alimentare dal titolo «L'acqua un bene di tutti: poter scegliere con consapevolezza». Villa Gualino, viale Settimio Severo 63 LIBRI Bignardi Alle 18 Incontro alle 18 con Daria Bignardi, autrice del libro «Non vi lascerò orfani» edito da Mondadori. Interviene Luciana Littizzetto. Gam, corso Galileo Ferraris 30 Turci-Romanelli Reading a due voci, quelle di Paola Turci e Eugenia Romanelli, autrici del romanzo «Con te accanto», edito da Rizzoli. Conduce Fabrizio Vespa. Inizio alle 18. Fnac, via Roma 56 Bullismo al femminile Alle 18 si parla del libro «Camminare, correre, colare», pubblicato da El, con l'autrice Sabrina Rondinelli. Lettura teatralizzata a cura di Luigina Dagostino e dei giovani attori della Fondazione Teatro ragazzi. Interviene Cecilia Albisino, psicologa e insegnante. Grugliasco, Fnac Le Gru, via Crea 10 Gallesi Alle 18 presentazione del libro di Marco Gallesi «Quarto di Luna» pubblicato da Sbc. Con l'autore intervengono Giovanni Ruotolo e Enrico Ceva. Libreria Bicros, via Montevideo 14/e SPETTACOLI Weiss Da stasera al 1 marzo, alle 21, è in programma lo studio su «L'istruttoria» di Peter Weiss, con la regia di Daniele Salvo e gli allievi della Scuola per attori della Fondazione del Teatro Stabile. Moncalieri, Fonderie Limone, Sala piccola Commedia Da stasera alle 21 al 1 marzo va in scena lo spettacolo «L'isola di Neville» messo in scena dalla compagnia Teatro dei Cenci, con la regia di Ivan Fabio Perna. Ingresso 9 euro. Teatro Cardinal Massaia, via Sospello 32 Magia Oggi e domani alle 20,45 e domenica alle 16,30 va in scena lo spettacolo di e con Franco Carapelle «Magia gialla»: giochi di illusione, musica e racconto. Teatro Araldo, via Chiomonte 3/a Proietti Domani alle 21 sul palco Gigi Proietti con il suo one man show «Recital». Orchestra dal vivo. Organizza l'associazione culturale «La terza isola»; info: www.laterzaisola.it. Ivrea, Officina H Kabaret Vertigo Spettacolo alle 21,30 con gli allievi della Scuola di Cirko Vertigo a favore del Mais, Ong impegnata a realizzare progetti economici e sociali nel Sud del mondo. Ingresso: 5 euro; prenotazione: 329/3121564. Grugliasco, chapiteau nel parco Le Serre, via Lanza 31 Teatro ragazzi Stasera e domani alle 21 e domenica alle 16,30 spettacolo del Teatrino dell'Erba Matta «Alì Babà e i quaranta ladroni». Ingresso 6 euro. Casa del Teatro Ragazzi, corso Galileo Ferraris 266 MUSICA I migliori diplomati Alle 21 concerto di Federico Tibone, al pianoforte, e Marta Tortia, al violino, che eseguiranno brani di Beethoven, Prokofiev, Schumann e Ravel. Ingresso libero. Conservatorio, piazza Bodoni Tango e dintorni E' il titolo del concerto che si tiene alle 21 con il Sestetto Renacerò, per la stagione dell'associazione Agimus. Testimonial della serata i maestri di tango argentino Sarita Goyas e Ricardo Labriola. Ingresso 5 euro. Moncalieri, Castello Reale, piazza Baden Baden 4 a cura di Tiziana Platzer giornonotte@lastampa.it

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Accorpamenti e chiusure Nuovo assetto delle scuole (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

PROVINCIA Accorpamenti e chiusure Nuovo assetto delle scuole [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA La Provincia ha varato gli interventi di dimensionamento degli istituti superiori. E' stato costituito un polo per l'istruzione tecnica e professionale agraria che comprenderà l'attuale istituto agrario Bonfantini di Novara e l'istituto professionale Cavallini di Lesa. Previsto un polo scientifico-tecnico territoriale ad Arona con il liceo Scientifico Fermi e l'istituto tecnico commerciale San Carlo. Sono i due «nuovi nati» della rete scolastica provinciale, frutto del provvedimento approvato dalla Giunta provinciale, su proposta della vicepresidente e assessore all'istruzione Paola Turchelli. In questo modo si limitano eventuali tagli drastici legati alla riforma Gelmini. Il provvedimento prevede anche la chiusura della sezione staccata di Romentino dell'Omar e il suo accorpamento alla sede principale di Novara. Le scuole accorpate avranno un unico preside e una sola struttura burocratica, ma sedi autonome. «L'intervento - dice l'assessore Turchelli - è di carattere quantitativo. Il Cavallini di Lesa ha 139 allievi, il San Carlo ne conta 248; il distaccamento dell'Omar conta solo 45 studenti. Sono numeri troppo piccoli che rischierebbero di determinare la chiusura senza appello di questi istituti. L'accorpamento garantisce la prosecuzione dell'attività e introduce un criterio di razionalizzazione. Dobbiamo andare verso la creazione di poli scolastici omogenei o dal punto di vista delle aree didattiche o territoriale (in questo caso il modello di riferimento sono i numerosi istituti comprensivi già operanti sul territorio). L'obiettivo è avviare un processo di ridefinizione dell'assetto dell'istruzione secondaria di secondo grado, in ragione della mutazione della domanda, dei dati sul successo formativo e della possibile innovazione dei percorsi». Il piano è stato approvato dalla Giunta regionale e dall'Ufficio scolastico regionale ed è in attesa di ratifica da parte del Consiglio Regionale.

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Materia e ambiente nel "fare" di Staccioli (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Materia e ambiente nel "fare" di Staccioli Un libro e una mostra celebrano lo scultore n Quella degli scultori è una delle categorie più estese, stiracchiate e distorte che oggi esistano. Questo solo per dire che comprende tecniche tradizionali (l'intaglio, il modellato) e, tecniche collegate a una estetica più d'avanguardia, (la manipolazione, l'assemblaggio, le installazioni spaziali agli ambienti, all'architettura). Così intesa non è più la statuaria, ma ha funzione autonoma in cui iconografia, tecniche, materiali, dimensioni possono variare all'infinito. Resiste solo un elemento, che Gillo Dorfles, a ragion veduta, ricorda in apertura alla prefazione del libro Mauro Staccioli. All'origine del fare : la scultura resta comunque «modulatrice dello spazio»: in sua funzione, oppure di condizionamento.L'opera di Mauro Staccioli è in funzione dell'ambiente, ma non esclude l'inserzione, il legame con il linguaggio architettonico. Dalla fine degli anni Sessanta, da quando cioè lasciò Lodi per Milano e abbandonò la pittura per la scultura, i suoi lavori si sono espressi prima nei confronti dell'ambiente, e, successivamente, in un rapporto dialettico-conflittuale, con l'architettura. Triangoli, cubi, parallelepipedi, losanghe, archi, basi quadrangolari e dischi in acciaio corten, in cemento e acciaio ecc., al di la del rapporto idea-forma-materia-spazio colpiscono per l'evidente forza strutturale, di materialità, di relazione e anche di attacco e sospensione.La sua è un'esperienza partita da lontano, da Volterra (1972), dove con l'intento di ricondurre il visitatore fuori da ogni atmosfera mistificatoria e turistica, diede il via a una produzione concettual-minimalista che poi, differenziatasi, lo accompagnerà fino al Progetto per Finmara, in Sicilia (2008). La sua scultura è un accordo cercato fra natura e cultura, ma anche di un rapporto dialettico, di un volere entrare in situazioni ambientali; espressione di una ricerca nell'immisurabile, nell'infinito spazio della realtà. Cinque anni fa venne chiamata "scultura di relazione". Di relazione con l'ambiente. Di significato forte. Sottratta all'interpretazione iconologica. Ossessivamente in simbiosi di essere e di esistere. Evocativa, non di emozioni o nostalgie, ma di spirito combattivo, di ostinatezze. Nelle forme dense o in quelle circolari Staccioli non ha mai cercato soluzioni all'ansia, al dubbio, alla perdita d'identità. Si è limitato a ricondurre la drammatica situazione dell'ambiente e dell'architettura entro i termini del dilemma che travaglia. Senza romanticismi. La misura scabra e grandeggiante delle sue forme ha segnato una riappropriazione dello spazio da parte della scultura.Questo percorso, colmo di momenti e passaggi, di intuizioni e citazioni, è messo in luce in Mauro Staccioli all'origine del fare, edito dalla Corraiani di Mantova. Nell'introduzione Gillo Dorfles evidenzia la familiarizzazione di Staccioli con l'architettura, senza cedimenti al decorativo e all'ornamentale. Due interessanti saggi di Luca Massimo Barbero e Marco Bazzini danno stimolo all'analisi ma il volume poggia principalmente sulla ricchezza degli apparati iconografici (foto, schizzi, disegni, studi) che accompagnano l'attento, preciso e sensibile lavoro di Maria Laura Gelmini, autrice delle schede. Un lavoro, preziosissimo, non ausiliario e tanto meno accessorio come si potrebbe pensare, ma centrale, dominante. Nel volume, uscito in occasione della mostra di novembre al Centro Luigi Pecci di Prato, la schedatura condotta dalla Gelmini da conto delle exhibition dell'artista a cominciare da Volterra, Parma, Arcevia, Pesaro, Vigevano, Mantova, Venezia, Gibellina fino alle ultime prove di Bruxelles, Castello di Pergine, Comero, La Jolla, , Puerto Rico, Torgiano, Pontedera, San Casciano. Si tratta di schede dai contenuti fondamentali. La Gelmini aiuta a capire bene come pensa e come lavora lo scultore, lo fa scoprire da vicino. Ne chiarisce la metodologia progettuale, il modo di produrre. Scopre i perché nascosti di certe opere. Un lavoro encomiabile e prezioso, decisamente. Condotto a "regola d'arte", con un occhio rivolto soprattutto alla "lettura" dei singoli momenti, che oltre a valorizzare un ricco e in gran parte inedito archivio di quarant'anni d'attività,lo scandaglia in ogni sua minuzia alla ricerca di particolarità illuminanti. Con un assoluto rispetto cronologico, l'autrice realizza non una semplice traccia, ma porta a compimento un lavoro di scavo delle singole articolazioni progettuali, di cui annota con puntiglioso rigore i problemi e le soluzioni e ne coglie e afferma la dimensione culturale. Accanto agli elementi di riflessione teorica l'opera mette infine sotto i riflettori la pratica del disegno. Una selezione di questi disegni viene presentata domani alla Corraidi Arte Contemporanea di Mantova. La scelta è stata condotta dallo stesso artista, che ha inteso garantire una lettura sincronica del suo immaginario formale. Quello del disegno è un momento importante per lo scultore, il momento in cui la scultura ha una sua prima esplicitazione plastica.Studi e schizzi tracciano sul foglio un possibile orizzonte. Generano il segno. Danno apertura al significato. Dischiudono e fanno cogliere nuove coordinate. Volume e mostra danno un contributo importante alla conoscenza dell'artista. Aldo Caserini___________________________________Mauro Staccioli. All'origine del fareIl libro: presentazione di Gillo Dorfles, saggi di Luca Massimo Barbero e Marco Bazzini, introduzione e schede di Maria Laura Gelmini; cm 17x24, 240 pagine; brossura; testi in italiano e inglese; edito da Corraini Edizioni, 2008, 35 euro.La mostra: a Mantova, Corraini Arte Contemporanea, via Nievo 7/a, inaugurazione domani alle 18, aperta al pubblico da lunedì a sabato dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19,30, chiusa lunedì mattina e festivi. Informazioni allo 0376-32.2763.

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Rettori Aquis: Devastanti i tagli di spesa alle Università (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 27/02/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Rettori Aquis: «Devastanti i tagli di spesa alle Università» ROMA I tagli ai fondi per le università italiane per il 2010 «saranno devastanti se resteranno nelle proporzioni oggi previste». È l'allarme lanciato dai rettori dell'Associazione per la qualità delle Università italiane statali (Aquis) nel corso di una conferenza stampa a Roma. «Chiediamo - è il messaggio dei rettori - che questi tagli non siano indiscriminati, non siano una mannaia che si abbatte in modo uguale su tutti gli atenei indipendentemente dalle modalità di gestione e senza alcun riconoscimento del merito». Ricetta per i tempi di crisi I rettori dicono dunque no ai tagli «indiscriminati e trasversali»: «Non possiamo più continuare - avvertono - con azioni di governo che in realtà governano poco, perché tagliano trasversalmente i finanziamenti agli atenei senza alcuna considerazione della qualità del lavoro che negli stessi atenei si svolge». Dunque, ragionano i rettori Aquis, «diciamo no alle generalizzazioni e invitiamo a distinguere caso per caso; ma per fare questo bisogna mettere in campo un adeguato sistema di valutazione». I rettori dell'Aquis chiedono che si ripartiscano le risorse a disposizione, pur contenute, sulla base di criteri di merito mettendo a punto al più presto un efficace sistema di valutazione dei risultati conseguiti sul piano della didattica e della ricerca: è questa la ricetta, in tempo di crisi, per rendere competitivi sul piano internazionale gli atenei del Belpaese. I rettori dell'Associazione per la qualità delle università italiane statali (Aquis), che rappresentano 13 atenei dal Nord al Sud della Penisola, hanno inviato al ministro Gelmini una lettera aperta in cui fissano alcuni paletti irrinunciabili. A cominciare dalla richiesta di «dare corso a quanto il ministro ha iniziato a fare con coerenza e determinazione». Finanziare i migliori risultati «La nostra posizione - hanno spiegato - si inquadra nella prospettiva indicata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "No a tagli indifferenziati e indiscriminati". E poi, i bilanci trasparenti - hanno assicurato - sono un pre-requisito per tutte le amministrazioni pubbliche, soprattutto in tempi di crisi». Precisando che: «L'Aquis non è il club degli atenei virtuosi: avere i conti in regola dovrebbe essere la normalità per tutti». I rettori hanno quindi puntato il dito contro una «anomalia tutta italiana»: «da 15 anni le università sono autonome nella gestione del proprio bilancio. Ricevono cioè finanziamenti ministeriali, fanno al loro interno le scelte di allocazione di queste risorse, ma le scelte che fanno non hanno alcuna conseguenza su come verranno ripartiti l'anno successivo i fondi pubblici. Che la gestione sia oculata o meno, che i conti siano sotto controllo o siano in deficit, che la qualità delle performance sia più o meno buona tutto ciò non incide sui meccanismi di ripartizione delle risorse». Il punto è - denunciano i rettori che «Non esiste un meccanismo serio e adeguato di valutazione delle università italiane». «Le università che fanno migliore ricerca devono avere più finanziamenti».

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Posillipo già dimenticato la Rari prepara il rush finale (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

PALLANUOTO PER IL SECONDO POSTO IN A1 DECISIVA LA TRASFERTA DI BRESCIA? Basket Under 19 Posillipo già dimenticato la Rari prepara il rush finale Azimut Loano di nuovo in trionfo [FIRMA]ENNIO FORNASIERI SAVONA La Rari non è stata all'altezza. Claudio Mistrangelo ha sintetizzato così la sconfitta patita mercoledì sera nella piscina di Casoria che ospita le gare casalinghe del Posillipo. Si riapre dunque la lotta per il secondo posto in ottica playoff. Sarà un braccio di ferro tra i biancorossi savonesi e la squadra di Carlo Silipo, che ora si trova a soli tre punti dalla Rari. La partita che definirà la griglia delle prime posizioni playoff (Recco a parte), sarà quella di Brescia in programma sabato 7 marzo, quando la Rari si giocherà tutta una stagione in quattro tempi, di fronte al team del'ex Sandro Bovo. Analizzare la caduta di Casoria con il senno di poi è sin troppo facile. La fotografia della partita è arriva nitida come sempre dal tecnico: «Bene solo nella fase difensiva sulle situazioni con l'uomo in meno, ma la prestazione non è stata buona». Il punto di ripartenza deve poggiare su questa statistica, mentre a livello di prestazione la squadra è incappata in alti e bassi e contro il Posillipo sarebbe servita la migliore Rari. Qualche prestazione dei singoli ha lasciato aperte non poche perplessità e ha pesato parecchio nell'economia della partita l'assenza del centroboa Onofrietti. Ora i biancorossi non possono più sbagliare, se voglione coronare questa prima parte di stagione con la classica ciliegina sulla torta. Già in passato il Posillipo ha beffato nel rush finale la squadra di Mistrangelo, ma questa volta non è detta l'ultima parola. Sabato il duello tra Rari e partenopei si prenderà però un turno di riposo: gli impegni delle due rivali sono morbidi. La New Co. Carisa Savona gioca in casa del fanalino di coda Civitavecchia mentre i napoletani saranno di scena nella loro vasca di Casoria contro il Catania. La vera giornata cruciale sarà la prima partita del mese di marzo quando il Posillipo salirà in Liguria per affrontare il Recco, e la Rari a sua volta calerà tutte le sue carte nella difficile trasferta di Brescia. Il lavoro di Mistrangelo è già improntato alla data del 7 marzo, dove ci sono ottime probabilità di rivedere Onofrietti. Intanto i quattro della Rari convocati per il primo match della Nazionale in World League (Mistrangelo, Rizzo, Goran Fiorentini e Aicardi), sono stati richiamati dal C.t. Campagna per il match che l'Italia giocherà il 3 marzo a Trieste con il Montenegro.Con ben quattro giornate d'anticipo il Pool 2000 Azimut Loano si è laureato campione regionale Under 19 Open. I due punti decisivi sono stati colti mercoledì sera contro l'Amatori Savona in una partita molto tirata (79-70). I ragazzi allenati da Spedaliere, che vincono il titolo ligure per la sesta volta consecutiva, hanno chiuso il primo quarto in vantaggio di cinque lunghezze (21-16) per andare poi all'intervallo lungo con uno scarto di otto punti (40-32). E' stato nel terzo quarto che i ponentini hanno potuto iniziare ad assaporare il trionfo chiudendo a +15 (65-50). Poi negli ultimi dieci minuti effettivi la squadra di casa ha controllato la reazione degli avversari. Grande soddisfazione per il presidente Stefano Della Casa: «Ancora una volta abbiamo confermato il nostro valore. Sono sei anni che saliamo sul gradino più alto del podio in Liguria, e questo la dice lunga sul lavoro della società, sempre attenta a potenziare il settore giovanile». Adesso, come negli ultimi cinque anni, il sodalizio di Loano parteciperà alle fasi successive, con la speranza di approdare all'ultimo atto. Ecco comunque il tabellino della partita disputata mercoledì sera: Azimut Loano-Amatori Savona 79-70. Azimut: Bongioanni, Di Palma 13, Marino, Morana 3, Bussone 18, Gelmini 6, Bovone 8, Maccagno 11, Rotolo, Scala 13. Allenatore Spedaliere. Amatori Savona: La Rocca 7, De Marzi 23, Bortolazzi 18, Vaira 8, Arrigoni 2, Saltarelli, Lambichi 3, De Nino 2, Longagna 6, Dagliano. Allenatore Bartolozzi.

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Primaria, quasi nessuno sceglie le 24 ore (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 27/02/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Primaria, quasi nessuno sceglie le 24 ore Secondo i primi dati disponibili sulle iscrizioni, per le quali c'è tempo fino a domani È ancora presto per sapere come abbiano scelto nel complesso i genitori dei bambini bresciani che dal settembre prossimo frequenteranno la prima elementare, inaugurando la scuola primaria riformata dal ministro dell'Istruzione bresciano Mariastella Gelmini. La scadenza per le iscrizioni (alle scuole di ogni ordine e grado) è infatti fissata per domani, 28 febbraio; e - com'è ovvio - all'Ufficio scolastico provinciale di via Sant'Antonio non dispongono ancora di dati al riguardo. L'andamento delle iscrizioni, però, è tenuto costantemente sotto controllo dai dirigenti scolastici. Come Giacomo Comincioli, del Primo circolo che comprende le primarie Rinaldini, Canossi, Prandini e Ugolini nella zona sud della città, fino a Folzano. «Sono quartieri dove la gente ha bisogno di servizi, oltre che di qualità del tempo scuola», osserva il dirigente. Così, a fronte delle novità annunciate per il prossimo anno scolastico, il primo dato che si registra è che «soltanto cinque o sei famiglie su circa 200 hanno optato per l'orario settimanale di 24 ore». Non solo: «le richieste delle 30 o addirittura delle 40 ore (il cosiddetto tempo pieno, per il quale è previsto un organico di due insegnanti, anziché di tre ogni due classi secondo il cosiddetto «modulo», ndr) sono aumentate del 25-30% rispetto all'anno scorso». Motivo? «La paura di restare a piedi». Ma c'è un problema: l'organico, che dev'essere ancora definito tramite un apposito decreto. Se infatti il Ministero ha garantito che, dalla seconda elementare in poi, l'assistenza alla mensa continuerà a essere svolta dagli insegnanti (scongiurando quindi il pericolo che questo servizio venga meno a causa di costi eccessivi per pagare altre figure), resta invece ferma l'eliminazione della compresenza, col risultato che «salterà qualche posto», teme Comincioli che comunque non perde la fiducia nella possibilità di dare «risposte soddisfacenti» agli utenti anche l'anno prossimo (tanto per cominciare, si dovrebbe riuscire ad assicurare la mensa anche agli alunni di prima elementare). Richiama l'attenzione sull'organico pure il dirigente dell'Undicesimo circolo, Giacomo Cavagnini, rincarando anzi la dose: «Come si farà se tutti, o comunque la maggioranza, chiederanno le 40 ore? Sono curioso di vedere se davvero si terrà conto delle preferenze espresse dalle famiglie al momento dell'iscrizione». Anche nelle scuole dei quartieri dell'Undicesimo circolo - la Montale al Violino, la Don Milani alla Badia, la Volta a Fiumicello e la Divisione Acqui al I Maggio - sono aumentate le richieste per il tempo pieno, pari addirittura al 95% del totale. «Ho invece ricevuto una sola domanda per le 24 ore, pochissime per le 27 e poche per le 30», riferisce Cavagnini, senza nascondere il «disagio di non poter dare informazioni chiare». Che la domanda non si sia «parcellizzata» è considerato un bene da Bruna Pellegrini, dirigente del Sesto circolo, comprendente le scuole primarie Raffaello, Bellini e Giovanni XXIII, tra San Polo e Buffalora. Anche qui nessuno ha ancora chiesto l'orario settimanale di 24 ore, e nemmeno quello di 27: la generalità ha chiesto le 30 ore, come in passato, anche se c'è stata qualche domanda in più per le 40 ore. «Male che vada la nostra organizzazione dovrebbe essere confermata», conclude la dottoressa Pellegrini che comunque si riserva di verificare il numero definitivo delle iscrizioni. E anche sull'eliminazione della compresenza si mostra ottimista: «Non credo che lasceranno a casa migliaia di persone». Francesca Sandrini

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DAI SOLDI ALLA RIFORMA (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 27/02/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città DAI SOLDI ALLA RIFORMA La nota della Cisl Scuola Lombardia che denuncia la grave criticità della situazione economica nelle scuole lombarde si conclude con un accenno alla riforma Gelmini - che apre un altro discorso - assumendosi l'impegno a «contrastare azioni di smantellamento della scuola pubblica statale già esposta a tagli dell'offerta formativa e di personale»

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Scuole soffocate dai... crediti (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 27/02/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Scuole soffocate dai... crediti Sono quelli maturati nei confronti dello Stato per la mancanza di risorse: a Brescia la media è di 60-70mila euro, con punte di 200mila. Criticità soprattutto alle Superiori «Ci sono scuole, anche in provincia di Brescia, che stanno soffocando: non hanno più soldi nemmeno per l'acquisto di materiale di uso corrente». Lo dice il segretario della Cisl Scuola territoriale, Enrico Franceschini, a commento della denuncia della Cisl Scuola Lombardia che nei giorni scorsi, insieme al Coordinamento dei dirigenti scolastici, ha incontrato il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale, Anna Maria Dominici, cui ha presentato «la situazione economica di grave criticità delle istituzioni scolastiche lombarde, per i mancati finanziamenti da parte del Ministero dell'istruzione». Scuole «al tracollo» «Dall'inizio dell'anno scolastico - afferma il sindacato regionale in una nota - gli istituti sono stati costretti ad onorare gli impegni di spesa utilizzando le risorse a disposizione. Ora sono al tracollo e già gli istituti bancari fanno difficoltà a stipulare convenzioni di cassa con le scuole». Qualche esempio? «Alcuni istituti della Valtellina vantano un credito da parte del Miur pari a 292mila euro e le scuole lecchesi reclamano un credito complessivo pari a tre milioni di euro; nella provincia bergamasca si raggiungono punte di 640mila euro con una media per istituto di 180mila euro; nel Varesotto la media si aggira intorno agli 80mila euro per ogni istituzione». E in provincia di Brescia? «Secondo le nostre stime - riferisce il segretario delle Cisl Scuola territoriale - qualche scuola arriva ai 200mila euro, mentre la media dei crediti nei confronti dello Stato è di 60-70mila euro». E indica, pur in assenza di «dati esatti sulle scuole», alcune criticità in istituti come l'Ipa di Corzano e il Mantegna, l'Istituto superiore di Gargnano e il Liceo artistico Olivieri in città, «più tutti i circoli di Brescia». Perché «se la sofferenza maggiore è nelle scuole secondarie, le difficoltà si vanno allargando anche alle primarie». Una situazione composita La situazione, spiega Franceschini, è composita. «Ci sono scuole che, per esempio per pagare i supplenti, devono ricorrere ad anticipi di cassa, maturando crediti nei confronti dello Stato; ma ce ne sono altre che non hanno questa disponibilità». Risultato: «qualche supplente non sta percependo lo stipendio». Il timore è quindi che, in queste condizioni, «i supplenti non vengano nominati, a scapito peraltro del diritto allo studio degli studenti». Sul pagamento dei supplenti - ma non soltanto - si sofferma anche la nota della Cisl Scuola Lombardia, per sottolineare che «a cinque mesi dalla chiusura delle scuole mancano i finanziamenti necessari per pagare supplenti e sono a rischio i pagamenti dei commissari per gli esami di Stato». I dirigenti scolastici e la segreteria Cisl Scuola Lombardia rivendicano quindi «una revisione dei parametri di calcolo utilizzati per il finanziamento dell'istituzione scolastica che attualmente risultano inadeguati rispetto alle reali necessità di ciascun istituto». Ma non è tutto. La Cisl Scuola Lombardia, infatti, denuncia - oltre a «progressivi squilibri di natura contabile nei bilanci delle scuole» - «il ricorso alla distribuzione degli alunni in altre classi in caso di assenza dei docenti e l'annullamento dei progetti qualitativamente rilevanti: un vero e proprio furto sul sapere». E, «per evitare una dequalificante deriva», ha chiesto, insieme al Coordinamento regionale dei dirigenti scolastici, al direttore dell'Ufficio scolastico regionale di rappresentare queste problematiche al Miur e al Ministero dell'economia. La dottoressa Dominici, da parte sua, ha assicurato la raccolta di dati oggettivi presso tutte le istituzioni scolastiche lombarde attraverso gli Uffici scolastici provinciali. E la Cisl Scuola Lombardia si è impegnata a «contrastare azioni di smantellamento della scuola pubblica statale già esposta a tagli dell'offerta formativa e di personale conseguenti all'applicazione della manovra finanziaria e dei regolamenti predisposti dal ministro Gelmini». g. s.

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i mau mau "ribelliamoci all'indifferenza" - guido andruetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Torino Il caso L´adesione del gruppo musicale I Mau Mau "Ribelliamoci all´indifferenza" "L´organizzazione guidata da Epifani è la sola voce che si oppone Siamo d´accordo su questa scelta" "Bisogna alzare la voce: ogni giorno viene fatta strage dei diritti Ecco perché diciamo sì" GUIDO ANDRUETTO Anche la musica torinese reagisce allo stato di crisi e ritrova nella piazza il luogo privilegiato per dare voce e visibilità alla protesta contro le politiche del governo di centrodestra. Spicca infatti, fra le adesioni alla marcia di domani per il lavoro, quella dei Mau Mau, i rappresentanti della cosiddetta «patchanka» italiana, che questa volta sostengono apertamente la mobilitazione indetta dalla Cgil. Luca Morino, cantante del gruppo, quali sono le ragioni che vi hanno spinto ad aderire al corteo di domani? «Il primo motivo è che ci è sembrato necessario dare un segnale forte e chiaro di responsabilità e di presa di posizione di fronte alle scelte deleterie che questo governo sta compiendo in ogni ambito che interessa la vita dei cittadini, ma soprattutto rispetto ai temi del lavoro e della sicurezza, dove vediamo un totale disprezzo per i diritti basilari delle persone. La seconda ragione, che è collegata alla prima, è che in Italia ormai ci siamo abituati a un´indifferenza spaventosa che non ci colpisce più, ma di fronte alla quale bisogna essere onesti e riconoscere che così non si può andare avanti in questo paese». Un vostro album di qualche anno fa aveva per titolo "Marasma General". Crede che in questo frangente politico il mondo del lavoro si trovi in uno stato di disordine generale? «Si, è l´idea esatta che ci siamo fatti della situazione, ma non riguarda solo gli ambiti del lavoro salariato: qui assistiamo ogni giorno a una strage dei diritti dei cittadini, su tutti i fronti. Per questo vogliamo alzare la voce, almeno per una volta, e dire ciò che non ci piace di questo governo. Personalmente ci ho già provato qualche tempo fa, quando mi sono presentato sotto il ministero della pubblica istruzione per protestare contro i provvedimenti contenuti nel decreto del ministro Gelmini. L´intervento della maggioranza sulla scuola, a mio avviso, è un altro capitolo buio della storia di questo governo». Perché, invece, ritenete utile dare il vostro sostegno proprio alla Cgil? «Perché in Italia è l´unica voce realmente critica e di opposizione che sentiamo arrivare dal mondo del lavoro. La Cgil ha deciso giustamente di seguire una strada di contestazione aperta nei confronti del governo, e questo è una scelta di campo che condividiamo».

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il g8 va a casa berlusconi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Lucca beffata. Favilla chiede spiegazioni, categorie preoccupate per il danno economico e di immagine Il G8 va a casa Berlusconi Incontro della Scienza a Lesmo dove il premier ha la villa LUCCA. Non si trasferisce solo in Brianza il G8 della Scienza. L'evento lascia Lucca per andare in casa di Silvio Berlusconi, a Lesmo (futuro territorio della provincia di Monza e Brianza) dove il premier ha acquistato da Unicredit, per 35 milioni, villa Il Gernetto, futura università liberale d'Italia. E probabile sede del G8 scientifico. Albergatori e commercianti contestano la decisione, il sindaco scrive al ministro Gelmini per avere spiegazioni (perché rimedi sembrano impossibili) mentre il senatore Marcucci accusa il Governo di non avere attenzione per Lucca. INNOCENTI E BONUCCELLI da Lucca I a Lucca III

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il g8 della scienza finisce da berlusconi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Lucca Il G8 della scienza finisce da Berlusconi L'evento scippato a Lucca potrebbe essere ospitato da una villa brianzola Scelta per «esigenze di tipo politico» e per valorizzare Expò 2015 LUCCA. Va a casa del premier Silvio Berlusconi il G8 della Scienza e della Tecnologia. Secondo quanto riporta il sito ufficiale del G8 2009 - aggiornato l'ultima volta il 19 febbraio - l'evento previsto a Lucca è stato trasferito a Lesmo, in provincia (per ora) di Milano, e nella futura provincia di Monza e Brianza. In questo Comune che non raggiunge - stando al censimento 2001 - i 4.500 residenti, Berlusconi ha acquistato da Unicredit (tramite una società) per 35 milioni villa Il Gernetto (alias villa Somaglia) per trasformarla nell'università liberale che ha il compito di togliere il «monopolio culturale» alla sinistra. Né sul sito del G8 del 2009 né al ministero dell'Istruzione e Ricerca si precisa dove (in quale palazzo) si terrà a Lesmo il G8 della scienza, ma villa Il Gernetto è data come una delle location probabili, considerate anche le 100 stanze predisposte per studenti, la grande aula magna, le 35 aule informatizzate, i 380mila metri quadrati di parco e l'annuncio del premier (già nel 2008) di inaugurare la struttura universitaria entro le elezioni europee del 2009, in programma proprio all'inizio di giugno. Al di là del fatto che villa Il Gernetto (a metà fra villa S. Martino di Arcore e villa Belvedere a Macherio, le residenze della famiglia Berlusconi) sia o meno la sede del G8 della Scienza, è certo che l'evento emigrerà da palazzo Ducale alla Brianza. La conferma ufficiale arriva dallo stesso ministero dell' Istruzione che precisa come il G8 della Scienza sia diventato di competenza della Presidenza del consiglio da circa un mese. Da quando, a metà gennaio, un summit ha deciso di spostare l'appuntamento da Lucca e Lesmo in modo da dare maggiore «risalto» all'Expò del 2015 assegnata a Milano. Così, in poche ore, è stato cancellato il lavoro di mesi in corso a Lucca che rivela di avere un peso politico inferiore a quello della Brianza, nonostante sia l'unico capoluogo in Toscana amministrato dal centrodestra. La vicenda si può riassumere in questo modo. Inizialmente la Presidenza del consiglio chiede ai vari ministeri interessati da eventi specifici del G8 di proporre alcune location alternative alla Maddalena, sede centrale dell'incontro e del confronto fra i capi di governo. Per il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca il sottosegretario Giuseppe Pizza avanza la candidatura di Lucca, già nota alle cronache diplomatiche internazionali per aver ospitato con successo (e sicurezza) il vertice Prodi-Chirac nel novembre 2006. L'organizzazione, insomma, era già collaudata. La candidatura viene fatta propria dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini che la invia alla presidenza del consiglio. Il sottosegretario Gianni Letta dà l'ok all'operazione (con benestare scritto) e subito dopo il sottosegretario Pizza riceve una delega specifica a occuparsi della questione. Così il 31 luglio 2008 alla presentazione del rapporto energia e ambiente 2007 dell'Enea il sottosegretario Pizza annuncia con «grandissimo orgoglio la scelta del ministro Gelmini di portare il prossimo G8 Scienza e tecnologia a Lucca, città che - oltre a offrire una suggestiva cornice storica e straordinarie opportunità logistiche - è situata in una regione, la Toscana, che è riferimento di eccellenza per la sostenibilità in relazione al noto sviluppo del settore geotermico e idroelettrico. Il ministro stesso presiederà l'evento - si legge ancora nell'intervento di Pizza (tuttora disponibile in rete) - e inviterà a partecipare, oltre ai paesi già presenti come osservatori ad Okinawa (Cina, India, Brasile, Messico, Sud Africa) anche un paese particolarmente importante nel contesto geopolitico del Mediterraneo: l'Egitto». Il 29 novembre, a Lucca, lo stesso Pizza conferma l'evento con una conferenza stampa a palazzo Ducale. Poi a gennaio il panorama cambia, improvvisamente. Arriva al ministero dell' Istruzione una richiesta da parte della Presidenza del consiglio e del ministero degli Esteri di cambiare location al G8 della Scienza e di avvicinarlo a Milano, sede dell'Expò 2015 nella quale sono già coinvolti diversi ministri della scienza e della tecnologia. La richiesta viene formalizzata a metà gennaio e il ministero dell'Istruzione ritiene opportuno acconsentire a questa richiesta «del presidente del consiglio e del ministro Franco Frattini». La scelta della nuova sede del G8 della Scienza - Lesmo - viene ufficializzata il 17 febbraio e compare sul sito del G8 subito dopo. Ora quindi, la macchina organizzativa si deve rimettere in moto, per spostare da Lucca a Lesmo (non a Milano) il G8 a fine giugno. Nel frattempo, però, Pizza onora il suo impegno con Lucca e invia ai vari enti un piccolo dossier con il carteggio fra ministero della Pubblica istruzione e presidenza del Consiglio a conferma che la scelta originaria era caduta sulla città. Battuta, sul filo di lana, da Lesmo per «esigenze di tipo politico e per la determinazione della Presidenza del consiglio» anche in considerazione dell'organizzazione dell'Expò 2015 a Milano. Tuttavia, in una lettera alla città, il sottosegretario Pizza si augura di poter mantenere i rapporti stretti in considerazione della collaborazione ricevuta, della disponibilità, della bellezza di Lucca che potrebbe essere scelta come sede di altri eventi di portata internazionale. Accordi e bilanciamenti politici permettendo. Ilaria Bonuccelli

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favilla scrive alla gelmini preoccupati delle nuove scelte (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Lucca Favilla scrive alla Gelmini «Preoccupati delle nuove scelte» LA REAZIONE Chiesto al ministro n incontro urgente LUCCA. Il telegramma per Maria Stella Gelmini è già partito. Al ministro dell'Istruzione, Ricerca e Università il sindaco Mauro Favilla chiede un incontro urgente sul trasferimento del G8 della Scienza da Lucca alla Brianza. Anche se appare tardi per una retromarcia, visto che a richiedere lo spostamento a Lesmo, comunello confinante con Arcore, è stata la Presidenza del consiglio insieme al ministero degli Esteri. Al ministro, dunque, scrive il sindaco della città che nel novembre del 2006 ha ospitato il vertice Prodi-Chirac, fra palazzo Ducale e palazzo Orsetti: «Mi trovo ad esprimerle tutta la mia preoccupazione in merito alla scelta della sede per lo svolgimento del G8 della Scienza e della Tecnologia. Apprendo, infatti, dalla stampa, che Lucca, indicata in precedenza quale sede di tale importante manifestazione internazionale, potrebbe non essere più scelta per ospitare l'evento, e che potrebbe esserle preferita un'altra città. Sono a chiederle, quindi, un incontro urgente per avere rassicurazioni in merito». L'incontro ancora non è stato fissato, ma, la decisione di puntare sulla Brianza invece che sulla Lucchesia sembra irrevocabile. E questo preoccupa non poco Favilla al quale il possibile trasferimento era stato ventilato ma solo per accorpare tutti gli eventi alla Maddalena, in Sardegna, dove è previsto in estate il G8 con i capi di governo. «Quando era stata avanzata l'ipotesi di cancellare il G8 della Scienza a Lucca - ammette il sindaco - ci era stata data una motivazione tecnica. Ci erano stati sollevati problemi di ordine finanziario, non di localizzazione. In sostanza, da Roma ci era stato detto che se tutti gli eventi del G8, compreso quello della Scienza e della Tecnologia, fossero stati organizzati all'isola della Maddalena, le spese sarebbero state a carico della Presidenza del consiglio, mentre se il G8 della Scienza fosse stato organizzato in un'altra sede, le spese sarebbero state a carico del ministero dell'Istruzione. Un trasferimento dell'evento in Sardegna, quindi, avrebbe avuto una sua giustificazione economica, anche se noi avremmo voluto lo stesso a Lucca il G8 della Scienza». Se però - sottolinea Favilla - il trasferimento di questo appuntamento non sarà alla Maddalena ma in un'altra città allora «la questione assume un rilievo politico. Non avremmo detto nulla in caso di spostamento per problemi di natura finanziaria, ma se la scelta deve ricadere su una città, anche molto più piccola di Lucca, allora avremmo da obiettare. Anche perché da noi la macchina organizzativa si era già messa in moto».

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pochi soldi per i lavori nelle scuole in centro (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Lucca Pochi soldi per i lavori nelle scuole in centro Tecnici e assessore spiegano nell'assemblea gli interventi possibili in base alle risorse LUCCA. Le scuole del centro storico, e non solo, soffrono: allarme edilizia scolastica. è la situazione generale emersa dall'assemblea indetta dalla maggioranza del consiglio di circoscrizione del centro storico (Pdl). La minoranza (Ulivo-Pd e Rc) aveva chiesto di organizzare un incontro sulla scuola nel complesso, dall'edilizia agli effetti della riforma Gelmini, ma la proposta è stata bocciata. Forse il tema non molto sentito, forse l'iniziativa poco pubblicizzata, fatto sta che l'incontro si è rivelato un flop, con sedici presenti, tra consiglieri circoscrizionali, rappresentanti d'istituto e un solo genitore. La situazione più problematica è certamente quella della primaria "D. Alighieri": qui sono stati eseguiti vari lavori, ma il percorso è ancora lungo. Certo è che la scuola rimarrà dov'è, senza essere spostata all'ex Caserma Lorenzini come annunciato diverse volte nei mesi scorsi. Palestra inesistente e condannata a rimanere tale ancora per un po' di tempo. Infatti le promesse del sindaco di realizzarla nello stabile dell'ex Cavallerizza non verranno mantenute, visto che quest'ultima è coinvolto nel progetto del Piuss. «è vero - ha spiegato l'assessore alla pubblica istruzione Donatella Buonriposi -. Ma sempre nel Piuss è prevista la costruzione di un asilo nido, quindi nell'edificio dove ora c'è l'asilo, "Lo Scoiattolo", verrà fatta la palestra per la primaria Alighieri». Anche la primaria Fornaciari necessita di una palestra. E non solo di quella. Manca infatti uno spazio mensa adeguato, tanto che i bambini devono mangiare in due aule, stretti l'uno accanto all'altro con poche possibilità di movimento. Non resta indietro la scuola media, "G. Carducci": qui quattro aule sono inutilizzate. Quella del laboratorio di scienze e le altre tre adibite a laboratorio multimediale. 26.800.000 euro: è questa la cifra che dovrebbe essere spesa nei prossimi tre anni per effettuare gli interventi necessari per tutte le scuole (dalla materna alla media). Lo dice il dirigente dell'ufficio comunale all'edilizia scolastica, Giovanni Marchi, e il condizionale non è messo lì per caso. I sei zero, infatti, richiederanno tempi lunghi, molto di più di quelli ottimistici annunciati. Di questi, due milioni di euro sono previsti per i soli lavori di edilizia scolastica nelle scuole del primo circolo didattico. «La scuola è una priorità per l'amministrazione - ha continuato l'assessore -. Si tratta della seconda voce più grossa del bilancio del Comune dopo il sociale: infatti dal 2007 ad oggi sono stati spesi molti soldi per gli istituti scolastici, soprattutto per i problemi legati all'edilizia. Basti pensare che solo per le scuole del centro storico sono stati investiti 238mila euro. Spesso siamo dovuti intervenire con interventi "tappabuchi" senza un progetto di ampio respiro: questo è il nostro obiettivo da realizzare con tutte le parti interessate, a partire dalle realtà scolastiche e dal Coordinamento scuole primarie e secondarie che si occupa dei problemi delle scuole». In realtà di portavoce del Coordinamento l'altra sera non se ne è visto neppure uno: infatti c'è chi parla di promesse disattese, di consigli straordinari sulla scuola rimasti in sospeso e di patti d'intesa serviti a poco e mai sviluppati in profondità. E c'è anche chi, con ironia, si chiede: «Di quale edilizia scolastica parleremo a settembre, quando i tagli delle leggi Tremonti-Gelmini investiranno con forza le nostre scuole?». Nadia Davini

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lega: identità veneta nelle scuole (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

La riforma della legge sulla bandiera regionale pronta a sbarcare a palazzo Ferro-Fini Lega: identità veneta nelle scuole I giovani del Carroccio: «In classe lingua e cultura locali» VENEZIA. Dalle tre "i" (internet, inglese e informatica) a "lcv", lingua e cultura veneta. E' la declinazione leghista della vecchia riforma scolastica. A proporla, il movimento giovanile padano che, facendo leva sul sostegno di consiglieri regionali e parlamentari, intende presentare un progetto di legge e due ordini del giorno per modificare l'approccio della scuola con l'identità veneta. Intanto, in Consiglio il Carroccio punta alla riforma della legge sull'esposizione della bandiera della Regione. L'iniziativa della bandiera, verrà portata avanti parallelamente a palazzo Ferro-Fini e a Roma, con un odg. «In molti casi la legge sulla bandiera viene disattesa - commenta il vicecapogruppo del Carroccio Roberto Ciambetti - in alcuni luoghi non viene esposta, mentre in altri viene trattata come uno straccio per pulire l'auto. Tra un paio di settimane presenteremo al Consiglio una modifica alla normativa per garantire un'esposizione più puntuale e precisa». Dal punto di vista didattico, il movimento studentesco padano ha preparato un progetto di legge (per la scuola primaria) ed un ordine del giorno (per i gradi successivi) che domenica, in occasione dell'assemblea federale di Chignolo Po, verranno affidati ai parlamentari Bricolo e Cota, per essere traghettati a Roma. «La nostra proposta è di introdurre un'ora obbligatoria di laboratorio ludico di storia ed identità locale - spiega il coordinatore nazionale del movimento giovanile Diego Vello - inoltre, ogni Regione dovrà predisporre tramite l'assessorato all'Istruzione, una linea generale di insegnamento da trasmettere agli uffici scolastici». L'ordine del giorno è finalizzato invece a determinare le linee guida per l'istruzione storico-identitaria. «Questo impegna il Governo e il ministero competente a delegare alle Regioni la possibilità di dettare alle autonomie scolastiche le linee guida per l'insegnamento della scuola e della cultura regionale da inserire nei piani di offerta formativa delle scuole medie e superiori. Ciascun istituto dovrà quindi seguire un programma di studi storici che tenga conto per il 20% delle ore obbligatorie, della storia regionale. Prevista anche l'eventualità di introdurre laboratori pomeridiani con crediti formativi». «In futuro cercheremo di sfruttare la possibilità introdotta dalla riforma Gelmini, di ridurre le ore dedicate allo studio di sumeri ed assiri a favore della Serenissima» conclude il presidente della commissione Cultura Stival. (Simonetta Zanetti)

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Salve le scuole di Vascon (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Carbonera, raggiunto il numero per la prima elementare Salve le scuole di Vascon CARBONERA. La prima elementare a Vascon si farà. Pericolo scampato per la scuola della frazione che a causa delle nuove disposizioni del ministro Gelmini rischiava di non avere la prima il prossimo settembre. Già alla fine della scorsa settimana la dirigente scolastica Maria Teresa Roda aveva raccolto le quindici iscrizioni necessarie all'attivazione della prima classe. Suonerà la campanella anche alla elementare di Pezzan, altra piccola realtà scolastica del Comune. «Il plesso scolastico rappresenta il punto di incontro di tutta la comunità - spiega la preside Roda - Il paradosso di queste situazioni è di dover lottare con i numeri: Carbonera rischia di avere classi molto numerose e nei piccoli centri invece si rischia di andare al di sotto del tetto minimo richiesto. Per questo è importante spiegare ai genitori che a volte un chilometro in più può rispondere a una qualità dell'insegnamento più elevata». (ru.b.)

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C'è un progetto che favorisce le private (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

«C'è un progetto che favorisce le private» Il pedagogista Franco Frabboni si è rivolto a genitori e insegnanti PAVIA. Genitori, insegnanti, dirigenti. Nell'aula magna dell'università ieri pomeriggio l'incontro organizzato dal Comitato insegnanti e genitori per la scuola ha portato a ragionare sul futuro dell'istruzione. Le scuole devono fare i conti con quelli che sono percepiti come dei passi indietro: il maestro unico, la diminuzione delle ore di italiano alle medie, i cambiamenti, solo rimandati, per le superiori. Perché questa situazione? «C'è un disegno preciso di gambizzare la scuola pubblica a favore di quella privata - spiega Franco Frabboni, pedagogista dell'università di Bologna, ospite dell'incontro -. Chi non avrà le risorse non potrà permettere ai figli un certo tipo di formazione». Perché il modello del maestro unico è un passo indietro? «Il maestro unico non va bene perché si sposta l'asse verso il passato - ha spiegato Franco Frabboni - La molteplicità degli insegnanti significa avere apporti sui settori più approfonditi. Le discipline scolastiche sono i balconi per guardare il mondo, solo avendo capacità di sguardo le persone hanno più autonomia. Se lascio un unico insegnante ho solo una voce». All'incontro organizzato dal Comitato, nato a ottobre proprio per esprimere il dissenso di famiglie e insegnanti sulla riforma Gelmini, era presente anche Ivana Dello Iacono, dirigente del settore Istruzione del Comune, che ha patrocinato l'iniziativa. «Si parla di "piano di razionalizzazione" e di "essenzializzazione" - ha spiegato - Il nostro intendimento come istituzione è quello di capire. Mi domando per esempio cosa ne sarà del tempo scuola di 40 ore. Il tempo pieno non è legato alle esigenze delle famiglie che non sanno dove lasciare i figli. C'è un'esigenza forte di formazione, non possiamo tornare al dopo scuola di un tempo. E il problema è che il Comune non ha soldi per intervenire». (ma.br.)

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Manterremo lo stesso orario (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

«Manterremo lo stesso orario» Medie, impegno dei presidi di Angelini, Certosa e Belgioioso PAVIA. Le scuole medie, che inizialmente sembravano non essere toccate dalla riforma Gelmini, si trovano a dover fare i conti con una riduzione dell'orario: trenta ore alla settimana per tutti. Meno due ore di italiano e meno una di tecnologia. Ogni istituto dovrà fare i conti con questa indicazione. E trovare una soluzione. «La mia proposta ai genitori è stata di non toccare il nostro orario che ha dimostrato di funzionare - spiega Carlo Spallarossa, dirigente dell'istituto comprensivo di Certosa, che ha tre scuole medie a Certosa, Giussago e Marcignago - Sono previsti alcuni tagli, ma cercheremo di salvaguardare il più possibile il nostro orario, compatibilmente con l'organico». In caso di cambiamenti le famiglie che, in caso di cambiamenti, saranno subito contattate. «Noi abbiamo un tempo prolugato di 36 ore con la mensa a Certosa e Giussago - spiega Spallarossa - E vorremmo cercare di mantenerli». I ragazzi fanno tre rientri, con tre ore di mensa. Quelli del tempo «normale» ne fanno due. Hanno praticamente 31 ore, quindi una in più rispetto alle 30 chieste dal ministro. «Potendo lo manterremmo - dice ancora Spallarossa - devo verificare come fare. O con le ore di 55 minuti, che tra l'altro dicono dovrebbero sparire, oppure cercare di usare risorse del tempo pieno per dare risorse al tempo normale». All'istituto comprensivo di Belgioioso non dovrebbero esserci cambiamenti. «Noi fortunatamente siamo in aumento come classi, perché l'anno prossimo avremo una classe in più, quindi non ci saranno tagli sul personale - spiega la dirigente Loredana Lanati -. Avevamo già un orario obbligatorio a 29 ore. Perché le famiglie hanno preferito fare questo orario obbligatorio e poi scegliere le attività facoltative nel pomeriggio, come il Trinity sponsorizzato dal Lions club dei Longobardi». Maddalena Corradino, preside della media Angelini di Pavia spiega: «Io rimango con la struttura oraria dell'anno scorso: 990 ore, che sono oltre mille considerando gli spazi orari, perché noi facciamo le ore da 54 minuti». I ragazzi fanno 33 «spazi orari» che coprono 30 ore. «Manteniamo i laboratori che però diventano opzionali - spiega la preside - Erano laboratori di approfondimento che implementavano le ore del mattino, fino a quest'anno erano obbligatori, l'anno prossimo ne proporremo due o tre. Resterà per esempio quello di archeologia, che era piaciuto molto». (ma.br.)

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rettori riuniti riequilibrio sui fondi (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

INCONTRO A ROMA Rettori riuniti «Riequilibrio sui fondi» Le università che fanno migliore ricerca devono avere più finanziamenti. E' una delle richieste che i rettori aderenti all'Aquis (Associazione per la qualità delle Università statali), tra i quali il Magnifico padovano Vincenzo Milanesi, al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Chiediamo anche - hanno spiegato in un incontro a Roma - un riequilibrio nell'assegnazione dei fondi agli atenei sulla base di indicatori di qualità». In una lettera inviata al ministro, i rettori segnalano come «prioritario» l'avvio di procedure efficaci di valutazione, mettendo in condizioni di operare gli organismi già esistenti (Civr e Cnvsu) preposti alla verifica delle attività svolte nei sistemi universitari e della ricerca. Dunque borse di dottorato a rischio: «Le conseguenze della crisi - hanno detto i rettori - le subiranno i giovani. E sostenere i dottorati di ricerca è importante perché sono proprio questi a permettere di ottenere le migliori performance nella ricerca». La crisi impone anche di tenere i conti in ordine: «La trasparenza dei bilanci - hanno affermato i rettori - è un pre-requisito per qualsiasi amministrazione pubblica più che mai in un periodo di crisi». Sos per gli atenei che hanno facoltà di Medicina: 350 milioni di euro sui loro bilanci complessivi sono destinati a pagare le prestazioni di carattere sanitario offerte ai cittadini attraverso il lavoro dei clinici universitari. Una somma che i rettori chiedono di «reintegrare» con un trasferimento di risorse dal ministero della Salute a quello dell'Università. La quota di bilancio destinata a pagare prestazioni assistenziali in queste strutture «può essere quantificata come pari a un terzo dell'ammontare complessivo degli stipendi del personale universitario in convenzione con il Ssn». Secondo l'Aquis la cifra cui ammonta per tutte le università la spesa destinata alle prestazioni assistenziali è di circa 350 milioni: «Chiediamo che una somma di pari ammontare sia trasferita dai bilanci del ministero della Salute a quelli del dicastero dell'Università».

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salvare scuola e costituzione (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Auditorium di via Cerulli, oggi il convegno degli insegnanti democratici «Salvare scuola e Costituzione» PESCARA. Si parlerà della scuola e della riforma promossa dal ministro Mariastella Gelmini nel convegno che si svolgerà oggi pomeriggio, alle ore 16.30, all'auditorium di via Cerulli. Il tema è «Salviamo la scuola per salvare la Costituzione»: coordinerà i lavori Daniela Casaccia, presidente della sezione Pescarese del Centro di iniziativa democratica insegnanti (Cidi). Ad aprire i lavori sarà l'assessore comunale alle Politiche giovanili, Marco Alessandrini. Gli interventi saranno affidati a Rosamaria Maggio, vicepresidente nazionale del Cidi, Francesco Bilancia, docente di Diritto costituzionale all'università «d'Annunzio», e Barbara Magliani, del coordinamento genitori di Pescara. Esamineranno la situazione attuale da tre punti di vista differenti, e cioè il rispetto della Costituzione da parte della riforma scolastica, l'importanza della scuola come fondamento del sapere critico e strumento di cittadinanza responsabile e, infine, il punto di vista delle famiglie. Presentando il convegno, Casaccia ha parlato di un vero e proprio «attacco messo in atto dal governo» con la riforma Gelmini e ha sottolineato le difficoltà che si incontrano «a fare scuola in modo inclusivo, a causa dei tagli di risorse e professionalità. Oggi, ha aggiunto, siamo nella impossibilità di assicurare il pluralismo e se lo Stato diminuisce le opportunità di crescita offerte alla persona umana anche la crescita si riduce. Ci sono, insomma, delle difficoltà per la scuola e per tutta l'Italia, perché un Paese che rinuncia all'istruzione rinuncia al suo futuro». Oggi, durante l'incontro pubblico, il Cidi premierà le scuole vincitrici del concorso «A scuola di Costituzione» (anno 2007/2008) e cioè l'istituto «Alessandrini» di Montesilvano, il liceo classico e la scuola Tinozzi-Pascoli di Pescara. (f.b.)

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Ritorna dal passato la valutazione della ricerca (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Professioni data: 27/02/2009 - pag: 34 autore: università Ritorna dal passato la valutazione della ricerca Il ministro Gelmini stanzia 1,5 milioni di euro per il Comitato ad hoc Il ministro dell'università, Mariastella Gelmini, riparte dalla valutazione della ricerca. E con decreto ministeriale d'ultim'ora, ridà fiato, con circa 1 milione e mezzo di euro, al Comitato d' indirizzo per la valutazione della ricerca. Fondi che consentiranno all'organo voluto dall'allora ministro Letizia Moratti, ma congelato poi dal suo successore Fabio Mussi (che aspettava la messa in moto dell'Agenzia di valutazione), di riprendere il cammino nella valutazione. A passare sotto la lente d'ingrandimento sarà, quindi, l'attività di ricerca svolta a partire dal 2004 e fino al 2008 con un nuovo sistema di valutazione: il meccanismo del peer review, cioè la valutazione del merito scientifico affidata a membri della comunità scientifica e gli indici bibliometrici, l'analisi, cioè, delle citazioni ottenute dai singoli lavori scientifici. Un sistema misto che consentirà, per la prima volta, un confronto sul piano internazionale, considerando che in alcuni casi l'Italia si posiziona in maniera non consona nei ranking internazionali a causa dei meccanismi imprecisi delle banche-dati e delle affiliazioni proposte. Del resto, che sia indispensabile spingere l'acceleratore proprio sulla valutazione sono convinti anche i rettori di Aquis, l'Associazione per la qualità delle università italiane che, proprio ieri in una lettera inviata alla Gelmini, hanno riaperto il capitolo dei finanziamenti agli atenei da ripartire proprio sulla base di criteri di merito. I magnifici chiedono che venga messo a punto, al più presto, un efficace sistema di valutazione dei risultati conseguiti sul piano della didattica e della ricerca. Mettendo in condizione gli organismi esistenti, il Civr appunto, ma anche il Cnvsu (Comitato per la valutazione del sistema universitario) di poter operare al meglio. I rettori fanno quindi la loro richiesta: ripartire il 7% del Fondo di finanziamento ordinario delle università, inclusi i 550 mila euro della finanziaria, proprio sulla base del modello elaborato dal Cnvsu che già contiene elementi di valutazione di qualità, pesando però per almeno il 50% i risultati delle attività di ricerca. Un modello che, come spiega Vincenzo Milanesi rettore a Padova e coordinatore di Aquis, se fosse stato applicato non avrebbe portato allo squilibrio esistente tra gli atenei. di Benedetta P. Pacelli

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La nuova regola è piccoli ma divisi (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 27 Febbraio 2009 PROVINCIA Pagina 33 LA MARCIA VERSO LE URNE È APPENA INIZIATA. La frantumazione politica sembra colpire più i centri minori che i grandi. Lega a parte: dove può si presenta da sola La nuova regola è piccoli ma divisi A Boschi e Sanguinetto le liste potrebbero essere quattro Ad Angiari addirittura cinque candidati per 1.700 elettori La nuova tendenza per le elezioni amministratiove nella Bassa - che si celebreranno tra cento giorni, il 6 e 7 giugno prossimi - sembra essere la frantumazione del quadro politico. Almeno nei centri più piccoli della pianura. Gli esempi più eclatanti arrivano da Boschi Sant'Anna, Sanguinetto ed Angiari. Nel primo Comune - che chiamerà alle urne 1.161 elettori - si sfideranno ben quattro liste due delle quali già ufficializzate. Si tratta della Lega, per la prima volta in corsa con Giovanni Tumicelli, e di «Nuovi orizzonti», la civica di centrosinistra guidata dal capogruppo di oposizione Antonio Bottazzi. Dovranno vedersela con l'ex assessore al Bilancio esautorato nell'aprile del 2005 Ferruccio Delli Priscoli, alla testa de «L'Aquilone», e con «Rinnovamento democratico» della maggioranza uscente che dovrà scegliere il successore di Marco Guglielmo giunto al secondo mandato. E quattro liste potrebbero confrontarsi anche a Sanguinetto, dove gli elettori chiamati alle urne saranno 3.441. In corsa ci sarà certamente quella appoggiata dal sindaco uscente - e non ricandidabile - Mario Mattioli. Per la successione del quale circola con insistenza il nome dell'attuale vicesindaco Gabriella Ponso. Gli ex compagni di maggioranza del centrosinistra si stanno preparando a dar battaglia con una propria lista che dovrebbe avere come candidato l'ex vicesindaco Antonio Comunian. Movimenti elettorali si registrano anche in casa Lega che sarà certamente della partita. La quarta forza è quella che fa riferimento a Roberto Scipolo il quale, però, è anche in trattativa sia con il Carroccio che con il centrosinistra. Ad Angiari, infine, i 1.735 elettori si potrebbero trovare a dover scegliere tra ben cinque candidati. Per ora ne sono scesi in campo tre: Gelmino Caliari che guiderà un gruppo indipendente; Laura Marcolongo che capeggerà la «Civica per Angiari» che fa riferimento al segretario di Forza Italia Alberto De Togni; Alvise Menini dell'Airone, il gruppo di opposizione storico con riferimento nell'area del centrosinistra. Ma in lizza scenderà certamente anche il sindaco uscente Vincenzo Bonomo, a capo di una lista in continuità con la sua amministrazione. Il quinto candidato dovrebbe uscire dall'associazione «Tempi nuovi» costituita agli inizi di gennaio proprio in previsione delle elezioni. Una frammentarietà che, invece, non sembra riguardare altre realtà della Bassa. A Sorgà, ad esempio, i due avversari storici degli ultimi anni - il sindaco uscente Giambattista Bazzani e l'ex sindaco Giovanni Venturelli - dopo cinque anni di scontri feroci sembrano essere vicini alla pace. Merito (o colpa?) del nascente Popolo della libertà al quale entrambi sono approdati dopo un incontro svoltosi nei giorni scorsi e che ha sancito un accordo politico. Che, però, è tutt'altro che foriero di pace elettorale. Anzi: entrambi hanno ammesso di lavorare ad alleanze elettorali diverse: Bazzani con «Alleanza civica»; Venturelli con una lista che vorrebbe unire Lega e Pdl. Terzo incomodo: il Tione, nel frattempo confluito in «Alleanza civica». Sommovimenti che preludono ad una riedizione della sfida a due tra Bazzani e Venturelli. Molto più tranquille, dal punto di vista elettorale, le altre realtà. A partire da Oppeano, dove il sindaco uscente Alessandro Montagnoli è talmente sicuro della sua rielezione da preferire occuparsi della realtà bovolonese, nellaq uale è divenuto il grande sponsorizzatore - qualcuno ipotizza addirittura l'ispiratore - della candidatura del leghista Riccardo Fagnani. Ad Isola Rizza il motto è «squadra che vince non si cambia»: il sindaco Giovanni De Fanti riproporrà se stesso e la sua giunta sotto il simbolo che lo ha già visto vincitore cinque anni fa. L'opposizione ripartirà da Elisa De Berti: candidatura che è anche il punto di partenza per qualsiasi trattativa con gli alleati del Pdl, anche se con Forza Italia e An non c'è ancora un accordo ufficiale. Acque calme, almeno in apparenza, anche a Salizzole dove il problema di «Orizzonti nuovi» resta la scelta del successore di Angelo Campi giunto al secondo mandato, mentre la Lega sembra non trovare un punto di equilibrio capace di saldare alcune spaccature. A Terrazzo è quasi certa la ricandidatura del sindaco uscente Sabrina Chinaglia, al timone di «Progetto nuovo», e della Lega nord, al suo debutto elettorale, che dovrebbe puntare sul consigliere comunale Alessandra Visentin. Stanno invece ancora valutando se essere della partita l'ex vicesindaco di An Mauro Ziviani, uscito per contrasti dalla giunta Chinaglia lo scorso settembre, e la civica «Verso nuovi orizzonti» guidata da Roberto Ambrosini. Infine, a Castagnaro è spuntata finalmente la prima candidatura ufficiale, tanto attesa quanto scontata: quella del sindaco uscente Luca Sordo. Un altro Sordo, Michele, potrebbe essere il suo rivale designato: l'ex sindaco sta dialogando fitto soprattutto con il gruppo di Laura Maragno, ma anche con Pd e Lega. Il Carroccio locale, però, resta fedele all'indicazione dei vertici che vogliono un candidato sindaco espressione diretta del partito. Hanno collaborato Stefano Nicoli, Riccardo Mirandola, Elisabetta Papa, Giampaolo Donini, Lino Fontana e Fabio Tomelleri  

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Scuole (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Scuole Nei paesini che fine faranno? Sabato 28. Com'erano le scuole nei paesini di provincia? E che fine faranno con la riforma Gelmini? Se ne parla sabato 28 nella foresteria del convento Beata Vergine Addolorata, sulla collina di Cuceglio, in una serata conviviale organizzata da Comune, Pro Loco e l'associazione Viaggi con l'asino. S'inizia alle 18 con uno spettacolo di teatro d'ombre, «Gragrragnau», di e con Lisa Bruno, Rita Bruno, Stefania Uva del Teatro di fiume, liberamente ispirato a Gianni Rodari e alle sue storie. Alle 19 il dibattito condotto da Mario Cuffia sui tagli ai finanziamenti per la scuola e la cultura e le conseguenze che potrebbero portare non solo nei paesi ma, in generale, a livello italiano. Alle 20 si chiude con la cena a base di affettati, polenta, salsiccia e spezzatino, dolce, vino e acqua a 10 euro. Prenotare: 339/ 638.88.26. \

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Il mio nome è Bondi, Sandro Bondi (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il mio nome è Bondi, Sandro Bondi MINISTRO SOTT'ACCUSA. È un rebus di politica culturale, litiga con tutti, da Settis a Baricco. È l'uomo di governo più discusso dopo la Gelmini e Brunetta. Con la differenza che non sta rivoluzionando il suo settore in termini istituzionali ma per le nomine poco chiare. Le dimissioni di Settis e l'arrivo di Carandini alla presidenza del Consiglio superiore del ministero dei Beni Culturali, è l'occasione per parlare di manager e cultura, un binomio auspicato da molti, avversato da più parti, e da troppo tempo rimandato. Ne parliamo con Chicco Testa. «Mi colpisce la continua contrapposizione tra la volontà di valorizzare i beni culturali e la posizione degli intellettuali. Quanto Ronchey era ministro della Cultura, emanò nel 1993 una legge che prevedeva nei luoghi della cultura la presenza di strutture di ristoro e di negozi, la cui gestione era affidata ai privati. Ci fu una sollevazione degli stessi ambienti, come oggi. Come se un bar gestito da privati equivalesse a una violazione del Tempio delle vestali». Perché si ripete questa reazione veemente a una scelta simile? Forse la cosa che ha colpito è stata la nomina diretta, senza passare attraverso i curatori museali e gli intellettuali. Non entro nel merito delle scelte, ma non capisco lo stupore, in passato abbiamo giù avuto manager che hanno gestito importanti istituzioni. Penso a Bernabè con la presidenza della biennale di Venezia. Davide Croff e Paolo Baratta provenivano dal mondo bancario imprenditoriale. Forse non piace il nome di Mario Resca perché viene da McDonald's. La managerialità è una esigenza che riguarda solo le grandi realtà della cultura? No, c'è un gigantesco problema che riguarda i piccoli musei italiani, quelli con poche centinaia di visitatori l'anno, ed è una questione di gestione del patrimonio, evidente sotto gli occhi di tutti, mancano le competenze manageriali. Per esempio, Pompei. Non è solo un sito archeologico qualsiasi, è una impresa: ha un costo, una manutenzione, necessita di un marketing. Oggi Pompei è un posto desolato, sembra una discarica. Pensare a Pompei nei termini della classica figura del sovrintendente è fuori luogo. Può fare altri esempi? Anche per i Fori Romani si è sollevato un polverone. Ma non si avverte l'emergenza delle tante cose da fare e organizzare. Non a caso Bertolaso ha detto «vengo non perché sono la protezione civile ma perché qui è urgente lavorare». Mi domando come un turista cinese che non è nato in Italia, a digiuno di studi classici e di storia romana, possa guardare ai Fori e riuscire a "vedere" e intendere quei posti come fossero realmente nell'antichità. Pur con tutte le inesattezze, il film Il gladiatore rimane l'unico spot pubblicitario dell'antica Roma. Prima bisogna risalire a Ben Hur. Eppure una parte sterminata del mondo percepisce il nostro passato solo in questo modo. Quindi a dover essere aggiornata è la figura del sovrintendente? L'interesse dell'archeologo è solo storico, letterario. È interessato alla filologia, alla conoscenza, non lo è altrettanto lo spettatore e il visitatore. Mi ha spiegato una volta Paolucci, sovrintendete di Firenze ed ex ministro dei Beni culturali, che questi beni emanano un'aurea. Ma quanti come me possono avvertire la stessa emozione in mezzo ai Fori o a Pompei? Abbiamo il dovere di rendere accessibile anche "emotivamente" queste cose alle persone. Anni fa qualcuno si lamentava perché dei ragazzini giocavano nei Fori. Peccato che solo così si ricorderanno di quel posto. È solo una questione di soldi e investimenti? I nostri signori della cultura ne fanno una questione di soldi. Ma i soldi oggi non ci sono, per nessuno. Eppure sono convinto che sia una questione di capacità manageriale. Basta guardare il consiglio di amministrazione de la Scala di Milano, come Paolo Scaroni o in precedenza Fedele Confalonieri. Il problema è che si vorrebbero i privati come semplici mecenati, mentre i grandi musei internazionali hanno ben presente la netta distinzione tra il curatore artistico e la gestione del museo. La stessa attenzione andrebbe rivolta anche al di fuori dei musei? Carlo Feltrinelli mi diceva che per il rilancio della loro rete libraria è stato fondamentale poter inserire i ristoranti dentro le librerie. Un modo per attirare la gente dentro le librerie che diventa un'esperienza, non un semplice accesso. La tendenza può piacere o meno, ma nella piccola libreria non ci va più nessuno. Bisogna costruire porte molto larghe per l'accesso alla cultura. Al momento abbiamo invece una soglia strettissima custodita da un censore corrucciato. Ovvio che poi il cittadino si giri dall'altra parte. 27/02/2009

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tutti a scuola di regime - roberto nepoti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 59 - Spettacoli "L´onda" di Dennis Gansel: un bel film (solo un po´didascalico) su come nasce il fascismo Tutti a scuola di regime ROBERTO NEPOTI Niente a che vedere con l´omonimo movimento degli studenti italiani, nato l´anno scorso in reazione alla politica scolastica del ministro Gelmini e già (apparentemente) assopito: L´onda è una storia immaginaria a forte valenza di parabola: anche se imparentata con un singolare esperimento messo in atto, anni fa, in una high School di Palo Alto, California. Il film, invece, è ambientato nella Germania odierna, in una scuola superiore qualsiasi di una qualsiasi città. Durante una settimana "a tema", il professor Reiner Wenger deve gestire un seminario sull´autocrazia. Comincia con le definizioni ("il regime di un solo uomo o di un gruppo ristretto che usano un Paese a loro piacimento") poi, per tenere l´attenzione di un uditorio scettico e distratto, passa alla dimostrazione pratica. Alla domanda "è possibile che in Germania risorga un fascismo?" i ragazzi hanno riposto negativamente. Reiner li convince, allora, a cambiare, per una settimana, i comportamenti abituali: rispetteranno alcune regole formali ormai in disuso (chiedere la parola, alzarsi in piedi davanti all´insegnante�), vestiranno tutti alla stessa maniera (non magliette firmate, ma jeans e camicia bianca), sperimenteranno forme di collaborazione. Giorno dopo giorno il gruppo, che si è dato il nome di "Onda", cresce di numero grazie alla defezione degli studenti da altri seminari, per unirsi a quello di Reiner; si dà un "logo", che compare sui muri della città, inventa un "saluto" para-nazista. I più fragili, come il disadattato Tim, che idolatra il professore, prendono a identificarsi sempre più nel neonato "movimento", emarginando chi non vi aderisce e scontrandosi con gruppi di "anarchici". La disciplina produce anche risultati mai raggiunti nella squadra di pallavolo, un tempo fiaccata dall´individualismo dei singoli giocatori. Fatte le debite proporzioni, le adunate si fanno "oceaniche"; e lo stesso professore, all´inizio alternativo e fricchettone, finisce contagiato dal morbo; fino a rendersi irriconoscibile agli occhi della moglie-collega (invece la preside, ufficiosamente, approva). Solo due ragazze della classe originaria si rifiutano di stare al pericoloso gioco. Preceduto da un tv-movie americano sullo stesso soggetto ("The Wave"), L´onda è un film coinvolgente sul piano spettacolare, serio e acuto nel trattamento della materia. Centra in pieno il nocciolo della genesi dei regimi; più che una precisa ideologia, dei simboli di appartenenza: un nome, un´uniforme, un simbolo, un saluto (qui manca solo un inno). Ciò che lo indebolisce un po´ è il � come dire? - contrappasso della (lodevole) intenzione didascalica, che fa scivolare l´ultima parte verso una sorta di lezione dove il professore ci spiega quel che è successo (anche senza, tutto risulterebbe chiaro) e verso un epilogo melodrammatico. Detto ciò il film è duro, efficace e merita senz´altro la visita.

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scippato a lucca il g8 della scienza (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Attualità Scippato a Lucca il G8 della Scienza L'appuntamento trasferito in Brianza. Favilla scrive alla Gelmini IL CASO Cancellato il lavoro di mesi LUCCA. Brucia al centrodestra lucchese, ma più ancora agli operatori economici, agli amministratori e alla cittadinanza lucchese lo smacco che Berlusconi ha inferto, senza informare ufficialmente nessuno, spostando da Lucca a Lesmo, un paesino di 4.500 anime in Brianza, il G8 della scienza e della tecnica. Dall'estate era dato per certo che Palazzo Ducale e Real Collegio avrebbero accolto, dall'11 al 14 giugno, i ministri della scienza e dell'istruzione dei paesi del G8, impegnati alla Maddalena per le altre consultazioni. Era stato il sottosegretario Giuseppe Pizza, Dc e grande amico di tanti ex democristiani lucchesi come il sindaco Mauro Favilla, a convincere il governo a scegliere Lucca, anche alla luce del buon esito del confronto Italia-Francia organizzato dal governo Prodi. Dopo l'annuncio dell'estate, nella sede della Provincia in Palazzo Ducale c'erano state altre riunioni tra Pizza e i rappresentanti delle istituzioni e delle categorie luccchesi per ufficializzare e organizzare al meglio l'evento di luglio. Poi, improvvisamente, le voci di nuovi e mutati indirizzi della presidenza del Consiglio, le preoccupazioni e l'allarme, dimostratisi motivati quando, il 19 scorso, dal sito ufficiale del G8 l'indicazione dell'appuntamento di Lucca è sparito per fare posto a quello di Lesmo, dove Berlusconi ha acquistato una villa storica che potrebbe diventare ora la sede degli incontri. Risulta che Pizza abbia fatto il possibile per mantenere l'impegno, ma nulla ha potuto contro Berlusconi e i ministri Gelmini e Frattini. La beffa alla città mette in difficoltà il centrodestra, alla guida dell'unico capoluogo in Toscana che non sia guidato dai "comunisti". Il sindaco, Mauro Favilla, ha scritto al ministro Gelmini chiedendo spiegazioni e un incontro in tempi rapidi, mentre l'ex sottosegretario alla cultura, Andrea Marcucci (Pd), dice senza mezzi termini che il governo di centrodestra ormai snobba apertamente non solo la Toscana, ma anche Lucca. E a riprova delle sue affermazioni cita dati concreti: mentre il governo Prodi aveva dato continuità e incrementato le scelte che favorivano la città anche se avviate dal centrodestra, non altrettanto è accaduto con l'avvento del nuovo governo Berlusconi. Nessun lucchese occupa più posti di rilievo nell'esecutivo e nelle cariche che contano (come quando Marcello Pera era presidente del Senato) e di Lucca nessuno pare ricordarsi più: sono stati tolti e al momento non ripristinati i fondi per il restauro del duomo; non si parla più della Soprintendenza a Lucca; il ministro Matteoli non dà alcuna risposta alla richiesta di finanziamenti per gli assi viari della piana concertati da tutti gli enti e dalle categorie, mentre tira fuori dal cilindro il problematico traforo del monte Tambura per collegare la Garfagnana alla Versilia. Lucca si sente trascurata e offesa.

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Si fanno sempre più critiche le prospettive per la scuola reatina alla luce del regolamento... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 27 Febbraio 2009 Chiudi Si fanno sempre più critiche le prospettive per la scuola reatina alla luce del regolamento Gelmini che ha fissato rigidi parametri per la sopravvivenza dei plessi. Parametri che se applicati alla lettera rischiano di cancellarein provincia 83 plessi con cinque Comuni che vedrebbero spariti tutti i segmenti dell'istruzione

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Scuola, contro i tagli la rivolta parte dai sindaci (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 27 Febbraio 2009 Chiudi Scuola, contro i tagli la rivolta parte dai sindaci Oggi summit in Provincia per cercare una linea comune contro il regolamento Gelmini

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Gli atenei virtuosi: premi per la ricerca (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-02-27 - pag: 29 autore: Università. Le proposte di Aquis Gli atenei virtuosi: premi per la ricerca Dedicare ai premi per la ricerca almeno metà dei 550 milioni che il decreto Gelmini destina al finanziamento «meritocratico », accelerare sul «riequilibrio » delle risorse per risarcire gli atenei virtuosi dei mancati finanziamenti degli anni scorsi e ridare piena operatività ai comitati di valutazione della ricercae del sistema universitario (Civre Cnvsu), che hanno i dati necessari a strutturare il finanziamento competitivo ma vivono una lunga fase di incertezza in attesa dell'agenzia di Valutazione. I rettoridi Aquis,l'associazione che raccoglie i 13 atenei statali ( da Padova ai Politecnici di Milano e Torino) promotori della meritocrazia nel sistema universitario, colgono al balzo l'appello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano contro i tagli «indiscriminati» e lo traducono in proposte per la ripartizione dei fondi 2009, che il Miur deve decidere entro fine marzo. In una lettera aperta indirizzata ieri al ministro Mariastella Gelmini, Aquis chiede un'accelerazione in due mosse. Primo: utilizzare per gli incentivi ai migliori il «modello» Cnvsu adottato dal ministero (ma finora inutilizzato), aumentando al 50% (oggi è al 30%) il peso della ricerca. Secondo: dedicare almeno metà degli incentivi (che il Cun ieri ha chiesto di far salire oltre quota 700 milioni) agli atenei «sottofinanziate». «I premi futuri – sottolinea il rettore di Padova Vincenzo Milanesi – non possono trasformarsi in un " condono tombale" sugli squilibri creati dalla distribuzione dei fondi su base storica» Tra il 1996 e il 2008, secondo Aquis, il sistema "tradizionale" ha graziato con più di 3,4 miliardi oltre il dovuto atenei concentrati in nove Regioni (Sicilia, Lazio e Campania in testa), penalizzando in particolare le università di Lombardia, Piemonte e Veneto. All'interno delle Regioni, però, la situazione non è uniforme. I rettori chiedono anche al ministero della Salute i 350 milioni l'anno che gli atenei pagano per l'attività sanitaria dei docenti convenzionati (su cui però serve una verifica ad ampio raggio). Su tutto il sistema, però, pesa l'incubo del taglio (700 milioni circa) previsto per il 2010, una mossa che per i rettori implica «la morte della ricerca pubblica nel nostro Paese». Sono i tagli «indiscriminati» citati da Napolitano, che gli atenei di Aquis chiedono di sostituire con un «Patto di stabilità» individuale, in cui ogni ateneo concorda con il ministero un piano di miglioramento dei conti. G.Tr.

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Tempo di ultimatum per scuole elementari, medie e superiori. Scade domani il termine ultimo per pres... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 27 Febbraio 2009 Chiudi Tempo di ultimatum per scuole elementari, medie e superiori. Scade domani il termine ultimo per presentare domanda d'iscrizione all'anno scolastico 2009/2010. Ma nell'anno zero della riforma Gelmini, sembra proprio che serviranno i migliori geni matematici per conciliare le svariate esigenze didattiche all'effettivo quantitativo del corpo docenti. Un numero di certo inferiore agli anni passati, ma una riduzione della quale si ha tuttora un'entità piuttosto vaga. Nonostante ci si trovi già al momento della compilazione dell'iscrizione. I tagli di risorse, tradotti in tagli di insegnanti, avranno in questo primo anno nelle scuole elementari i bersagli privilegiati e a Pesaro sono tanti i genitori che hanno esternato la loro preoccupazione nelle otto affollate assemblee che il Comitato Genitori Insegnanti della Prima Circoscrizione ha allestito in tutti i quartieri pesaresi. A Isola del Piano, intanto, inquietanti minacce contro sindaco e scuola: nel mirino le classi accorpate. A pag. 36 e 38

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Elementari, iscrizioni "al buio" (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 27 Febbraio 2009 Chiudi Scadono domani i termini, all'ex Provveditorato prevedono tagli per 130-140 insegnanti dovuti alla riforma Gelmini Elementari, iscrizioni "al buio" Marini: «Tempo pieno o moduli da 24 a 30 ore. Ma navighiamo a vista»

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JESI - Uno ha semi-distrutto uno dei mobiletti degli attrezzi d'officina. L'altro andava org... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 27 Febbraio 2009 Chiudi di GIAMPAOLO MILZI JESI - Uno ha semi-distrutto uno dei mobiletti degli attrezzi d'officina. L'altro andava orgoglioso della fama di bullo conquistatasi tiranneggiando i compagni. Il terzo ha "sparato" la sua irruenza verso le cattedre, rendendole particolarmente amare per gli sfortunati prof di turno. E' l'approssimativo identikit della "banda del 5 in condotta", di cui all'Ipsia "Pieralisi" di Jesi parlano un po' tutti. Anche la preside Costantina Marchegiani, senza drammatizzare, ma nemmeno sottovalutare: «Un voto che ha il significato di monito nei confronti di chi si è comportato davvero in modo scorretto. Quei tre ora sanno che nel secondo quadrimestre dovranno rigar dritti, se no rischiano di dover ripetere l'anno». Come recita uno degli articoli del recente e chiacchieratissimo decreto Gelmini. Quello, appunto, che attribuisce al voto in condotta la capacità di far media con quelli ricevuti nelle altre materie e configurando l'eventuale 5 nella pagella di fine anno come molla per la bocciatura automatica. La comunità scolastica auspica che il terribile trio prenda esempio anche e soprattutto dalla quindicina di alunni che invece sono stati premiati addirittura col 10. La preside non ha conteggiato i 6, pur fioccati, nelle 27 classi con 600 iscritti del "Pieralisi", alcune distribuite nella sezione staccata di Pianello Vallesina con indirizzo "Agraria". «Abbiamo largheggiato con chi si è comportato bene, e cioè ha partecipato attivamente, con attenzione e impegno proficuo alla vita socio-didattica, ma non abbiamo fatto sconti a chi ha imboccato la strada opposta», si limita a dire spiegando i parametri di riferimento per la valutazione definiti prima dal consiglio dei docenti e poi applicati caso per caso dai consigli di classe. Nessuna griglia precisa, secondo il metodo adottato in tante altre medie superiori. Molta autonomia nell'interpretare la svolta pedagogico-autoritaria indicata dalla ministra. A leggere bene il decreto, sembra proprio che sia meritevole dell'insufficienza solo lo studente che abbia rimediato oltre 15 giorni di sospensione, mentre per due dei tre monelli dell'Ipsia la punizione si è fermata ai 15, per il terzo intorno ai 10... «Abbiamo ritenuto che fosse meglio non essere troppo schematici, ma rapportarci bene alle situazioni concrete. - commenta la professoressa Marchegiani - Ripeto, quei tre, ciascuno a modo suo, sono scesi davvero sotto la soglia minima della correttezza. Ho parlato personalmente coi genitori, e soprattutto con loro. Hanno detto che quegli atti li hanno commessi per gioco, ma spero che si siano resi conto della gravità. Del resto valli a capire i ragazzini come loro, del biennio. Mica è facile. In genere sono i più turbolenti. Dalle terze medie ci arriva di tutto. Alcuni, siccome l'obbligo scolastico arriva fino a 15 anni, considerano il Pieralisi come un parcheggio provvisorio, della serie faccio quello che voglio e dopo due anni tanti saluti. Ma si sbagliano». E in effetti è andata così. Se è vero come è vero che l'Ipsia è l'unico istituto superiore di Jesi dove l'ipotesi 5 in condotta non è rimasta confinata nel teorema legislativo Gelmini.

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La cocaina è il loro nuovo dio. E non fa affatto paura. Per il 50 per cento dei ragazzi... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 27-02-2009)

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Venerdì 27 Febbraio 2009 Chiudi di VERONICA CURSI La cocaina è il loro nuovo dio. E non fa affatto paura. Per il 50 per cento dei ragazzi tra i quattordici e i diciannove anni la bamba è considerata a tutti gli effetti «una droga leggera tra le meno dannose». Una sostanza entrata ufficialmente a far parte del vocabolario degli under 20 così come le canne, consumate da due ragazzi su dieci, e l'alcol «dannoso solo quando si esagera». E' una fotografia inquietante quella che emerge dall'indagine condotta dalla Asl Roma F su 1.800 studenti della Capitale. Giovani che frequentano le scuole superiori della città: quasi tutti hanno amici che consumano hashish o cocaina, il 60% considera queste droghe all'ordine del giorno. Ragazzi di 14, 15 anni per cui bere, drogarsi in discoteca «è diventata una cosa assolutamente normale». I dati, raccolti sulla base di questionari anonimi, mostrano uno scenario davvero preoccupante. Quasi il 30 per cento dei giovani beve superalcolici che per la maggior parte dei ragazzi «fanno male solo quando si esagera», due adolescenti su dieci fa uso di hashish, mentre il 6 per cento sniffa regolarmente cocaina. Proprio la cocaina - ed è questo il dato più allarmante - non fa paura. L'11% dei giovani considera infatti la polvere bianca una droga «leggera» e il 39% la vede addirittura come «la sostanza meno pericolosa». Farsi una botta tra amici è diventata un'abitudine generazionale come fumarsi una canna, prendersi una pasticca di ecstasy (consumata dal 2,60% dei ragazzi) o un acido (1,67%). Solo l'eroina (assunta dall'1,23% degli intervistati) continua ad essere considerata una droga «pericolosa», anche se usata una sola volta. Ci si sballa, sì, e ci si sballa in pista soprattutto. E' la discoteca infatti per il 43% dei ragazzi il luogo ideale per drogarsi. Ma marijuana e cocaina stanno entrando pericolosamente anche a scuola e allo stadio: il 18% ammette infatti di consumare sostanze stupefacenti all'interno delle mura scolastiche, l'11% allo stadio. Ci si droga per divertirsi ma anche «per entrare far parte del gruppo», (come dichiara il 26% degli intervistati), e per «trasgredire», come confessa il 21% e le tappe si bruciano assolutamente «in compagnia» ammette il 59% dei ragazzi. Un fenomeno che per Carlo Giovanardi,sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, porta alla luce «un grave problema educativo e informativo. Il problema è che l'immagine dell'eroinomane è negativa, mentre chi consuma cocaina è considerato di successo. In realtà, invece, l'uso della cocaina è micidiale perché sembra aiutare dando eccitazione, poi, invece crea il crollo psichico e fisico. La prossima settimana, con il ministro dell'Istruzione Gelmini, presenterò un portale informativo ed educativo rivolto proprio ai giovani sui danni della droga». Una linea di pensiero condivisa da Claudio Cippitelli, presidente del coordinamento nazionale nuove droghe, «questo atteggiamento verso la cocaina è semplicemente l'effetto della tabella unica sulle droghe, realizzata nel 2006. Uniformando le droghe leggere con quelle pesanti tra i ragazzi è passato il messaggio che farsi una canna è come tirare una striscia di coca. Un messaggio devastante perché tutte le droghe comportando dei rischi, ma dei rischi diversi. La cocaina, il cui consumo è aumentato tra tutti gli strati sociali, in tutte le età, tra maschi e femmine, crea danni fisici e sociali: porta a una forte dipendenza che spesso induce i giovani a spacciare per consumare. E' una droga subdola che ti da l'impressione di essere quello che avresti sempre voluto diventare».

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Torna il voto in condotta <I maleducati e i violenti rischiano> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 27-02-2009)

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VETRINA SAN MARINO pag. 20 Torna il voto in condotta «I maleducati e i violenti rischiano» LEGGE IN ARRIVO INTRODOTTA LA VALUTAZIONE SCOLASTICA IN DECIMI SI TORNA alla valutazione in decimi, sia sulle materie scolastiche che sul compartamento. Cioè il voto in condotta. Romeo Morri sulla stessa linea della collega italiana Gelmini. Il relativo progetto di legge è stato appena depositato in Consiglio in prima lettura. Obiettivo, come ha spiegato lo stesso Segretario di Stato al ramo, «armonizzare il sistema scolastico sammarinese, pur nella sua autonomia decisionale e organizzativa, a quello italiano, per il reciproco riconoscimento dei titoli». Il nuovo progetto, che modifica la vecchia legge del 1979, prevede che l'allievo non sia ammesso all'anno successivo, o all'esame conclusivo del ciclo di studi, nel caso in cuo la valutazione del consiglio di classe sia inferiore a sei decimi. Insomma, si rischia la bocciatura. La scuola - dice la relazione del Segretario Morri - «è un'agenzia formativa fondamentale e necessita di ampie riforme». Il voto in condotta? «è la riaffermazione di un valore che si era disperso in un falso liberismo di questi anni». Ora, ha aggiunto, i comportamenti irriverenti possono compromettere l'intero anno scolastico: gli scansafatiche, gli assenteisti, i violenti e i maleducati rischiano». Ma poichè la scuola non agisce da sola, andrà migliorato il rapporto con la famiglia, potenziando i sistemi di comunicazione e riconsiderando il «tempo-scuola» e il «tempo-famiglia». Per il secondo quadrimestre di quest'anno scolastico - ha concluso Morri - «sarà predisposto tutto il materiale per gli studenti delle terze classi: il profilo personale con i voti, valutazione globale e voto in condotta, nonchè il diploma di licenza media con il voto, affiancato da schede personalizzate con le competenze acquisite».

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settanta comuni uniti per la scuola oggi c'è il vertice con i parlamentari (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 27-02-2009)

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Pagina 26 - Provincia Settanta comuni uniti per la scuola Oggi c'è il vertice con i parlamentari ALBIGNASEGO. «L'adesione al movimento per la difesa del tempo lungo nelle scuole ha raccolto l'adesione di settanta comuni della provincia di Padova. Molte le adesioni anche da tutta la regione: in definitiva un risultato che va oltre a tutte le nostre aspettative. All'incontro con i parlamentari veneti organizzato per oggi a villa Obizzi hanno già aderito gli onorevoli Naccarato, Ascierto, Casellati, Milanato e Goisis». Il sindaco Massimiliano Barison ha fatto da apripista ad un movimento di sindaci che s'ingrossa di giorno in giorno, che produce atti amministrativi e preme per mantenere invariata l'organizzazione del tempo scuola, messa in crisi dal decreto Gelmini. «Utilizzando posta elettronica - prosegue Barison - Internet e Youtube abbiamo fatto in dieci giorni quello che normalmente si riusciva a stento a produrre in sei mesi». Sembra ormai divenuta una corsa contro il tempo la battaglia per la difesa del tempo lungo nelle scuole diffusasi ormai a tutta la provincia di Padova e oltre. «Le scadenze - afferma il Coordinamento Genitori Insegnanti - sono strettissime. Entro il 28 febbraio le famiglie dovranno iscrivere i figli alle classi prime senza sapere di quale servizio potranno usufruire. E' poi prevista per il 7 marzo la «Conferenza Stato-Regioni» che definirà l'assegnazione degli organici e l'assetto delle scuole elementari e medie che, a seguito delle modifiche apportate dalla legge Gelmini, rischiano di subire pesanti tagli a danno della qualità dell'insegnamento e del servizio all'utenza. Che dire, inoltre, degli alunni che frequenteranno nell'anno 2009/2010 le classi successive alla prima? Anche loro, tuttora, non hanno la sicurezza di poter usufruire dei tempi scuola attivati negli anni precedenti». Mentre il sindaco Barison sta mobilitando parlamentari e primi cittadini di tutta la regione, niente è stato ancora definito. «Nonostante l'altissimo numero di alunni iscritti al tempo lungo nelle scuole del Veneto - conclude il coordinamento - soltanto il 20% delle risorse complessive va alla nostra regione a fronte di un 70% assegnato ad altre regioni del nord». (Giorgio Ranzato)

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Il centrodestra èper l'integrazione (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 27-02-2009)

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stampa Rosalba Agenori (Pdl - Forza Italia) critica la risposta di Carlo Di Cosmo sulla questione dell'assetto scolastico «Il centrodestra è per l'integrazione» Il problema Il progetto di recupero della dispersione scolastica degli stranieri Vincenzo Caramadre «La risposta di Carlo Di Cosmo, presidente dell'Agenzia di formazione di Frosinone, alla riflessione sull'assetto scolastico, è partita immediatamente come un riflesso condizionato di difesa, ma verso che cosa? Verso accuse non ancora mossegli da nessuno! E peraltro senza ribattere alle vere critiche da me avanzate al progetto sperimentale di recupero della dispersione scolastica rivolto ad alunni stranieri». Così Rosalba Agenori coordinatrice di Forza Italia - Pdl di Pontecorvo. «Di Cosmo ci ha fornito dettagli sulle iniziative realizzate con la benedizione ministeriale e quelle ancora in cantiere, rassicurandoci che sono tutte conformi alle azioni di indirizzo politico intraprese dalla ministra Gelmini. E visto che ci stava, poi, non ha perso tempo, ha assestato anche la solita bordata politica da osteria, alludendo, sempre per difendersi, al precedente governo regionale di Storace. Signor Di Cosmo, mi consenta un'espressione dipietrista : ma che "c'azzecca" col nostro discorso! Poteva criticare il governo di "ceccopeppe" e sarebbe stata la stessa cosa. Ma questa è un'altra storia. Ritornando alla sua replica, non mi è sembrata tanto puntuale e lucida, non è certo me che deve convincere! Io, noi, quelli del centrodestra, da sempre in sintonia con il Miur siamo impegnati a sostenere la necessità di esperire forme di organizzazione flessibili, per favorire la migliore integrazione degli alunni stranieri nelle scuole italiane. Siete voi di sinistra, convertiti dell'ultima ora, a dover fare i conti con i vostri principi. E poiché "repetita iuvant" torno ribadire: fuori dal ghetto! In quelle classi che avete composto, inserite anche qualche allievo italiano, magari anche lui in dispersione scolastica, come raccomandato dallo stessa ministra Gelmini. Non abbiate troppa paura di spiacere alla Ministra, non ve li ritirerà i fondi di finanziamento».

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Meloni e Gelmini primi a Livorno nei 420 (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2009)

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Sport Pagina 10054 Vela olimpica. La vittoria apre la porta dei campionati Mondiali Meloni e Gelmini primi a Livorno nei 420 Vela olimpica.. La vittoria apre la porta dei campionati Mondiali --> Primi, davanti a 130 avversari. Non poteva aprirsi con una vittoria più netta la stagione velica di Giovanni Meloni e Lorenzo Gemini, punta di diamante della flotta 420 dello Yacht Club Cagliari. E del Sardinia Yacht Squadron, progetto congiunto di circoli sardi e aziende private nato per sostenere gli atleti isolani più promettenti nel percorso della vela olimpica. Nelle acque livornesi di Vada, la seconda tappa del campionato nazionale è iniziata in testa, grazie a un passo superiore nelle andature portanti. Più difficile mantenere il primato, perso in seconda giornata a favore di Ortelli - Zaggia dopo aver comunque offerto una prova di carattere, culminata con un secondo posto a rimediare un disastroso ventiduesimo alla prima boa di bolina. Al fotofinish la rimonta, implacabile e definitiva che ha poi regalato il successo finale. Meloni-Gemini ipotecano quindi l'accessi al Mondiale gardesano, cui accederanno i migliori della fase di selezione. Tra questi si candidano anche Andrea Ferrero e Luigi Kalb, primi tra gli under 15 e undicesimi in generale, con all'attivo il successo nella regata finale della seconda batteria. Restano in corsa anche la coppia formata da Giovanna Massidda e Marcella Mamusa, questa volta solo 32esime, e da Luca Macis e Luca Segneri, 36esimi. Allo Yacht Club Cagliari un premio speciale come circolo più rappresentato in gara, con sette equipaggi. CLARA MULAS

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L'Isola da rilanciare, ora serve un progetto (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2009)

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Prima Pagina Pagina 2 Un'occasione da non sprecare L'Isola da rilanciare, ora serve un progetto Un'occasione da non sprecare di Giuseppe Marci --> di Giuseppe Marci C'è stato nei giorni scorsi un confronto, riguardo all'università, fra il presidente della Repubblica e il ministro della Pubblica istruzione. Napolitano ha espresso l'auspicio «che stiano maturando le condizioni per riesaminare decisioni di bilancio ancorate alla logica di tagli indiscriminati» ed ha aggiunto: «tutte le forze responsabili del Paese devono proporsi di salvaguardare, potenziare, valorizzare le risorse di capitale umano e di sapere, di cui disponiamo, evitando la dispersione di talenti e di risultati». Il ministro Gelmini ha risposto sostenendo che «in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione» e che «il principale problema del nostro sistema non è quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche». In teoria non c'è contraddizione fra i due punti di vista ed evitando gli sprechi si possono recuperare risorse da investire con oculatezza. Nella pratica le cose sono diverse e, se può valere una testimonianza personale, devo dire che nei quaranta anni trascorsi nell'università ho visto talvolta disperdere il danaro pubblico, ma soprattutto ho assistito allo spreco dell'intelligenza, alla vanificazione della speranza, al progressivo annientamento della buonafede di troppi giovani che all'istituzione si sono affidati con un carico di aspettative poi vanificate. Se volessi prendere ad esempio il settore umanistico, dovrei dire che c'è poco e niente da sprecare perché non ci sono risorse e stiamo per varcare un limite oltre il quale non sarà più possibile affrontare i compiti istituzionali. È giusto dirlo con chiarezza, per informare l'opinione pubblica e per chiamare tutti a riflettere e a dare il proprio contributo in un momento che è drammatico ma può anche favorire l'introduzione di riforme attese da tempo: prima fra tutte quella di un legame intelligente e non strumentale fra le università e i territori in cui operano. In Sardegna c'è un'occasione offerta dalle circostanze: abbiamo appena eletto il presidente della Regione e i due Atenei di Cagliari e Sassari stanno per scegliere i nuovi Rettori. Potrebbe essere lo stimolo per elaborare - con il concorso di tutti e nell'interesse della collettività - un progetto capace di valutare lo stato dell'economia isolana, le prospettive dell'occupazione, le esigenze di qualificazione e di riqualificazione, le risorse formative delle quali disponiamo, gli investimenti necessari per costruire le professionalità delle quali avremo bisogno nel prossimo futuro. So che sarà difficile e che mille particolari interessi si frapporranno; ma sarebbe colpa non dirlo, in una Regione che non ha mai fatto un piano strategico, organico e condiviso, capace di affrontare insieme i nodi dell'economia e della cultura. Non dobbiamo perdere questa occasione.

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Glocal, vivere la città nell'era digitale (sezione: Scuola)

( da "Comunicatori Pubblici" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pubblicato il: 27-02-2009 Glocal, vivere la città nell?era digitale Si tratta di un cambiamento antropologico di portata internazionale. Le persone non vivono solamente la dimensione della prossimità fisica, la località del proprio vivere quotidiano, ma si interfacciano con il globale della comunicazione digitale. Ciò, a sua volta, genera nuova e diversa relazione nel reale. Relazioni di varia natura: sociali, economiche, culturali, istituzionali, politiche... Le Città stanno diventando sempre più “glocali” grazie alle nuove possibilità di relazione con il mondo offerte dalle tecnologie digitali ICT. Utilizzo il concetto di “città glocali digitali” poiché desidero collegarlo al tema della “glocalizzazione” introdotto dal sociologo Zygmunt Bauman e proverò a declinarlo in termini pratici in questo articolo associandolo al senso del Glocal Forum per la cooperazione tra le città. Negli ultimi anni diverse realtà locali della Pubblica Amministrazione italiana si sono accorte delle potenzialità offerte dalla rivoluzione elettronica in corso. Spesso i progetti sono realizzati con innovative formule di partnership che vedono cooperare assieme il Pubblico e le Imprese attente alla Responsabilità Sociale, le Associazioni di Categoria, le Università, i Parchi scientifici e tecnologici, fino al vasto mondo del Terzo Settore. Gli Enti Locali si sono posti l'obiettivo di valorizzare le energie dei cittadini e dei visitatori assieme alle risorse culturali, ambientali e sociali dei propri territori. Venezia, Siena, Roma, Urbino sono solo alcuni esempi che vanno al di là della semplice copertura tecnica WiFi del territorio. Il Comune di Venezia ha di recente attivato un sistema di gestione digitale unificato di trasporti terrestri e marittimi, di tutti i parcheggi, dei pedaggi nelle zone a traffico limitato ZTL degli autobus turistici, Musei Civici, servizi igienici e anche i matrimoni al Palazzo Municipale. La città sta integrando l'approccio alla Sostenibilità con tariffe che premiano chi prenota e affluisce in bassa stagione. Venezia si candida ad essere la prima città al mondo a fornire, per i nati nel Comune, assieme al rilascio anagrafico dell?atto di nascita, anche username e password per accedere gratuitamente a Internet e certificare l?identità digitale. A breve sarà attivo il servizio WiFi che mira a coprire il 100% del territorio e il Comune si sta mettendo in contatto diretto con i circa 25.000 giovani residenti dai 14 ai 25 anni che avranno accesso alla rete gratis. Il Comune di Siena valorizza invece la partnership con l'Università e la collaborazione dei Vigili del Fuoco. Infatti, assieme al Dipartimento di Ingegneria dell'informazione, mira ad assumere un ruolo leader circa l'applicazione delle nuove tecnologie per la tutela dei beni culturali, come sistemi antincendio. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Comune di Roma, con “Roma Wireless”. Si tratta dello spin-off del Distretto dell'Audiovisivo e dell'ICT. Il progetto studia come la tecnologia wireless possa essere utilizzata per servizi pubblici e privati avanzati in materia di sicurezza, turismo, traffico, formazione ed edutainment. La città di Urbino si caratterizza come importante esempio di esperienza italiana relativa alla partecipazione digitale. Il lavoro di ricerca sul campo promosso dal Laboratorio Larica con la Facoltà di Sociologia ha come oggetto di studio i linguaggi digitali, l?uso e l?evoluzione delle tecnologie in chiave soprattutto sociale, ma non solo. Urbino, mediante il Festival dei Blog “conversazioni dal basso”, si è posta il problema di studiare soprattutto il “come” del linguaggio digitale piuttosto che le innumerevoli possibilità di contenuto. Il Friuli Venezia Giulia è da diversi anni che investe in nuove tecnologie. Nei piani di sviluppo regionale c'è l'obiettivo di raggiungere la totale copertura territoriale WiFi. Ma la Regione più a Est del Paese guarda anche a Sud. Di recente, presso il Salone delle imprese BtoBe di Potenza, anche a testimonianza della preziosa e solidale vitalità rappresentato della rete italiana dei parchi scientifici tecnologici, è stato firmato un importante accordo tra AREA Science Park di Trieste e Regione Basilicata. Quindi, le nuove tecnologie digitali sono e saranno sempre più determinanti per lo Sviluppo. Per comprendere la progressione d?importanza suggerisco di porre attenzione all?Indagine multiscopo ISTAT 2008 (v. in particolare da pag. 18 a 20). Si tratta di una ricerca su bambini e ragazzi dalla quale emerge che cresce in primo luogo l?uso del cellulare: considerando la fascia d?età 11-17 anni, tra il 2000 e il 2008 si è passati dal 55,6% al 92%. La crescita maggiore si è verificata tra i più piccoli. La quota di ragazzi tra gli 11 e i 13 anni che utilizza il cellulare è passata, infatti, dal 35,2% al 83,7%. In fortissima crescita risulta anche l?uso di Internet. Nel 2000 i ragazzi tra 11 e 17 anni che navigano con regolarità erano 28,5%, nel 2008 sono diventati il 66,9%. In crescita anche la quota di minori che usa il pc, passata dal 41,7% al 59,8%. I dati ISTAT portano alla luce l'obiettiva necessità di una PA impegnata ad adeguare in modo durabile e sostenibile le proprie politiche di sviluppo. In questo senso evidenzio l'importanza del termine Prosumer che, a mio avviso, ben interpreta lo stato evolutivo attuale del web 2.0. In una direzione orientata dalle “Città glocali digitali” torna anche utile quanto emerso in una recente indagine USA sui “nativi digitali”, che aiuta a comprendere la prima generazione di nativi digitali, tra overload di informazioni ricevute e prodotte, nuove modalità di fruizione e scommesse formative. Stiamo parlando di un qualcosa che tocca un miliardo di persone che ha accesso alle tecnologie digitali, cresciute fin da piccole con il digitale e diventate progressivamente maggiorenni. “Città glocali digitali” e il tema dell?innovazione in genere porta a riflettere circa il modo e l'efficacia di intervento tra i diversi livelli dello Stato. A cominciare dagli impatti locali introdotti con la Riforma Gelmini che entrerà effettivamente a regime a settembre 2009 per le scuole elementari e medie, mentre per le superiori l?avvio sarà a settembre 2010. Tra gli aspetti che meriterebbero di essere seguiti con particolare attenzione vi è la riorganizzazione degli istituti tecnici indirizzati nel doppio binario dei settori economico e tecnologico: il primo avrà 2 indirizzi, mentre il tecnologico 9 indirizzi. Sarà altrettanto utile seguire gli sviluppi operativi circa il forte investimento previsto nella lingua inglese, unito al rafforzamento delle materie scientifiche. Vittorio Baroni 41 anni, laurea in Pedagogia Sociale e Culturale, abilitato alla Comunicazione Pubblica. Titolare dello “Studio Baroni” è autore della strategia per lo Sviluppo Resiliente. Per quasi 8 anni ha svolto ruoli negli organi di governo del Comune di Venezia. Ha vissuto pluriennali esperienze progettuali a stretto contatto con la PA francese, catalana e tedesca. Nel 2003, con la Municipalità di Marghera, ha applicato il principio di sussidiarietà fondando il Centro di alfabetizzazione informatica con migliaia di cittadini oggi formati mediante tecnologie “open source

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Scuola: Pochi studenti a corteo contro riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "KataWeb News" del 27-02-2009)

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Scuola: Pochi studenti a corteo contro riforma Gelmini 27 febbraio 2009 alle 11:05 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti Sono circa un centinaio gli studenti in corteo a Roma per il "Surfing day" contro la riforma Gelmini organizzato dall'Unione degli studenti. Il corteo partito dalla Piramide è diretto ora al ministero della Pubblica Istruzione di Viale Trastevere. "Oggi non ci aspettavamo alti numeri -- ha detto Stefano Vitale dell'esecutivo nazionale dell'Unione degli studenti -- questa manifestazione era una scommessa ma purtroppo non è riuscita. Oggi in Italia ci sono comunque diverse iniziative, cortei e assemblee e lezioni in piazza in diverse regioni. Il nostro intento è quello di riportare l'opinione pubblica sul tema della scuola perché dopo le contestazione dell'autunno è calata l'attenzione mediatica però nulla è cambiato. A breve ci saranno i regolamenti attuativi della riforma Gelmini e saranno allocati i vari tagli previsti iniziando dagli istituti tecnici e professionali". AGI

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F A DISCUTERE il trasferimento del G8 della scienza da Lucc... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 27-02-2009)

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24 ORE LUCCA pag. 8 F A DISCUTERE il trasferimento del G8 della scienza da Lucc... F A DISCUTERE il trasferimento del G8 della scienza da Lucca a Lesmo, in Lombardia. Una novità «scoperta» sul sito ufficiale della manifestazione. Il sindaco Mauro Favilla ieri ha scritto una lettera al ministro Mariastella Gelmini (nella foto) per chiedere un incontro urgente su questo tema. «Mi trovo ad esprimerle tutta la mia preoccupazione scrive il sindaco in merito alla scelta della sede per lo svolgimento del G8 della scienza e della tecnologia. Apprendo infatti, dalla stampa, che Lucca, indicata in precedenza quale sede di tale importante manifestazione internazionale, potrebbe non essere più scelta per ospitare l'evento, e che potrebbe esserle preferita un'altra città. Sono a chiederle, quindi, un incontro urgente per avere rassicurazioni in merito». DURE le prese di posizione del centrosinistra. Francesco Battistini, segretario comunale del Pd di Lucca, sottolinea che «c'è tutta la filosofia, tutto il modus operandi del governo di destra, sia esso nazionale sia locale, nella vicenda del G8 della scienza e della tecnologia che si sarebbe dovuto tenere a Lucca. Solito rito: annunci ad effetto, ma effetti zero o sotto zero, il G8 si fa in Brianza, fra le fabbrichette, lo smog e i leghisti, probabilmente più attraenti di Lucca, delle sue Mura e della giunta "amica". Dispiace, per la città, per i lucchesi, per le categorie economiche che tanta fiducia avevano riposto nel sottosegretario Pizza esponente di spicco della Democrazia Cristiana, che aveva garantito il suo "personale impegno" con Berlusconi. In questo conclamato stato di crisi, da cui questo governo non è capace di difenderci, un evento come il G8 della scienza e della tecnologia poteva essere una boccata di ossigeno per i nostri commercianti, per i nostri ristoratori ed albergatori, oltre a promuovere l'immagine di Lucca nel mondo». «LA NOSTRA città è dimenticata dal Governo nonostante le tante rassicurazioni di illustri esponenti nazionali e locali». Queste le parole di Raffaella Mariani, parlamentare del Pd. «L'allarme lanciato dal presidente della Provincia Stefano Baccelli spiega la deputata sulla possibilità che il G8 della scienza, annunciato a Lucca, si svolga invece in Lombardia è l'ennesimo segnale di scarsa attenzione nei confronti della nostra comunità provinciale. Dopo i tagli all'Istituto musicale Boccherini che mettono a rischio la sopravvivenza della scuola e la possibilità, sempre più reale, che la Soprintendenza di Lucca venga soppressa, adesso dobbiamo assistere anche alla perdita di un evento importante quale il G8 della scienza. purtroppo l'elenco non finisce qui: nessun finanziamento per gli assi viari e, al momento, nessuna certezza sulle risorse, promesse dal ministro Bondi, per il restauro del Duomo e il recupero della chiesa di S. Maria Bianca».

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G8 della scienza Favilla si appella alla Gelmini: <Incontriamoci> (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 27-02-2009)

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PRIMA pag. 1 G8 della scienza Favilla si appella alla Gelmini: «Incontriamoci» LA POLEMICA IL TRASFERIMENTO del G8 della scienza da Lucca a Lesmo fa discutere. Il sindaco Favilla ha chiesto un incontro urgente al ministro Gelmini Intanto intervengono l'onorevole Mariani e Battistini del Pd

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NON PERDE tempo Vincenzo Colasanti (An) e sull'annunciata settimana corta a scuola a... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 27-02-2009)

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FORTE DEI MARMI / SERAVEZZA / STAZZEMA pag. 15 NON PERDE tempo Vincenzo Colasanti (An) e sull'annunciata settimana corta a scuola a... NON PERDE tempo Vincenzo Colasanti (An) e sull'annunciata settimana corta a scuola attacca Stefano Faraboschi: «E' sorprendente come l'assessore faccia dichiarazioni che poi smentisce. Afferma che le scuole non verranno chiuse, rimbeccando quanti si sono resi colpevoli di aver messo in giro la voce che il plesso di Querceta sarebbe stato eliminato. In realtà Faraboschi scorda che lui e l'amministrazione di cui fa parte, per primi hanno creato rumore e paura fra i genitori. La riforma Gelmini prevede solo l'unificazione del personale amministrativo con unici preside e segretario, come già previsto da Prodi».

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Eliminiamo la tesi di laurea, è inutile (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

LA PAGINA DEI LETTORI pag. 33 Eliminiamo la tesi di laurea, è inutile IL DIBATTITO CARO DIRETTORE, nel tentativo di migliorare la situazione economica in cui versano le nostre Università, molti propongono la propria ricetta: dal diminuire le ore in cui tenere in funzione il riscaldamento (certo, il freddo mantiene vigili, e per seguire le lezioni di alcuni nostri eminenti cattedratici potrebbe risultare utile!), all'eliminazione delle sedi periferiche (con quale criterio sono state aperte? In base al principio: una cattedra non si nega a nessuno?), a chiudere il sabato (carino, tra l'altro, nei confronti degli studenti lavoratori che spesso possono frequentare la biblioteca solo in quel giorno della settimana). A tale proposito vorrei proporre anch'io qualcosa di molto semplice, che potrebbe però servire da suggerimento al ministro Gelmini, quantomeno per trovare un punto d'accordo con gli studenti e, forse, anche con molti professori che in questa maniera libererebbero finalmente i loro istituti da una massa di lavoro improduttivo: l'eliminazione delle tesi di laurea. La tesi, infatti, almeno nella maggior parte degli indirizzi di studio non ha alcuna utilità (basta chiedere a chi l'ha fatta per averne la conferma) e fa perdere tempo sia a chi è costretto a redigerla (anche nel caso, frequente, che venga scopiazzata da altre già discusse) sia a chi la deve rileggere e via dicendo. Molti sono anche coloro che si fanno pagare, profumatamente, per aiutare a preparare la tesi. Tutti passaggi inutili. Il tempo perso dietro la revisione delle tesi potrebbe piuttosto essere impiegato dai professori per tenere seminari, laboratori o fare ricerca. Mica poco! Cosa aggiunge, insisto, la stesura di una tesi di laurea su un argomento solitamente insignificante, o marginale, o inutile. Ne sono pieni gli atenei di tutta Italia, scaffali e scaffali impolverati e dimenticati. Quando cerchi un lavoro, poi, ricerca che eliminando la tesi potrebbe cominciare mesi (se non anni) prima, e con questi chiari di luna meglio prima che poi, difficilmente chiedono il titolo della tesi che si è discussa per ottenere l'agognato pezzo di carta. Sono in tanti soprattutto fra gli studenti lavoratori o fra chi ha anche altri pressanti impegni come le donne con tanto di figli a carico quelli che hanno già terminato gli esami, ma non riescono a trovare il tempo per il così oneroso impegno di redigere la tesi di fine corso di studi. E continuano a pagare le tasse universitarie per anni, iscrivendosi di anno con l'obiettivo di arrivare prima o poi a chiudere il cerchio dopo lunghi sacrifici e rinunce. In molti, alla fine, sono coloro che rimarranno con il rimorso di non aver mai fatto la tesi di laurea e, quindi, di non essersi mai laureati. Niente alloro e sacrifici buttati al vento. Anche la supplica al professore che deve darti la tesi e seguirti per mesi la sensazione è quella che ti facciano una concessione a farti laureare con loro è una cattiveria. Quante umiliazioni, tempo perso e denaro sprecato. Tutte cose se si potrebbero risparmiare se solo, qualcuno dall'alto, si rendesse conto dell'assurdità della tesi di laurea. Forse è un'idea bislacca la mia, ma potrebbe dare un segnale di svecchiamento e rilancio delle università. Maddalena S.

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<IN RIFERIMENTO all'articolo pubblicato giovedì sul voto in condotta, vi c... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

PONTEDERA / VALDERA pag. 17 «IN RIFERIMENTO all'articolo pubblicato giovedì sul voto in condotta, vi c... «IN RIFERIMENTO all'articolo pubblicato giovedì sul voto in condotta, vi comunichiamo che l'indicazione di 6 insufficienze in condotta, per quanto riguarda il nostro istituto, non è corretto». Purtroppo, precisa la preside Renella Bandinelli del Montale, il programma di scrutinio elettronico dell'istituto «era stato impostato in modo erroneo nei parametri e ha segnalato alla segreteria come insufficienti gli alunni che hanno riportato un giudizio di 6 in condotta. Invece nel nostro istituto non sono stati assegnati voti di insufficienza».

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"Su ronde e immigrati il governo sta sbagliando" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - "Basta con le "grida" manzoniane". Giuseppe Pisanu (Pdl) presidente dell'Antimafia ed ex ministro dell'Interno, è un politico di lungo corso, abituato a parlare fuori dal coro. "L'immigrazione va governata con umanità e intelligenza politica - avverte - perché l'Italia avrà ancora bisogno di 300mila immigrati all'anno". Per questo, alcune scelte dell'attuale governo non lo convincono e lo spiega nel corso di una lunga intervista rilasciata a Metropoli (in edicola domenica prossima). Le ronde? "Un vulnus all'efficienza del nostro sistema di sicurezza". La tassa sui permessi di soggiorno? "Fonte di risentimento e rancore". Il reato d'immigrazione clandestina? "Inutile". Presidente, dal mondo cattolico si levano voci critiche contro le politiche migratorie del governo. "Vedo una certa confusione di idee e propositi. Una cosa è il contrasto all'immigrazione clandestina, altra cosa ben più importante è il governo complessivo dei flussi migratori. L'immigrazione clandestina, infatti, è la patologia del fenomeno e va combattuta, mentre l'immigrazione è un processo vitale per il futuro del nostro Paese e va governata con umanità e intelligenza politica". La delinquenza romena è un problema e finisce sempre più spesso in prima pagina. Cosa fare per evitare il diffondersi dell'equazione immigrato-criminale? "La criminalità romena si fronteggia con una prevenzione oculata e con una repressione energica, basata soprattutto sulla severità e la certezza della pena. La prevenzione deve procedere sul doppio binario degli accordi bilaterali con la Romania e dell'inserimento degli immigrati nel nostro tessuto economico e sociale. L'equazione immigrato-delinquente è una infamia. Però è vero che l'immigrazione clandestina è fonte di illegalità e di comportamenti criminali, che devono essere stroncati all'origine. Penso comunque che lo strumento più efficace per combattere l'immigrazione clandestina sia il governo sapiente dell'immigrazione regolare". OAS_RICH('Middle'); E' giusto far sì che i medici possano denunciare gli irregolari che ricorrono alle cure? "No. Se la norma venisse applicata indiscriminatamente si creerebbero problemi serissimi alla salute pubblica e al sistema sanitario nazionale. Ma io sono sicuro che i medici italiani rimetteranno le cose a posto operando, come sempre, secondo scienza e coscienza". Il reato d'immigrazione clandestina sarà un valido deterrente ai flussi migratori? "Temo di no, perché la fame, la disperazione e anche la speranza che spingono tanti migranti non conoscono ostacoli". Che senso ha prevedere un ulteriore contributo sul rinnovo dei permessi di soggiorno, che già attualmente costa oltre 72 euro? "Mi chiedo anch'io che senso abbia, per un governo come questo, tassare con cattiveria proprio i più poveri e i più indifesi. Se si tratta di una misura di dissuasione, si rivelerà ben presto velleitaria e temo che servirà solo a far crescere risentimento e rancore. Attenzione, perché la collera degli immigrati sta montando e ci sono gruppi estremisti pronti a cavalcarla". La Lega Nord chiede una moratoria sui flussi d'ingresso degli extracomunitari per due anni. Non crede che il sistema Italia abbia ancora bisogno di manodopera immigrata? "La recessione in atto giustifica, almeno in parte, la moratoria, ma non cambia i termini del problema. Perché se vogliamo mantenere invariato il numero degli italiani in età lavorativa per i prossimi venti anni, avremo bisogno mediamente di 300mila immigrati all'anno. Piaccia o no, la prosperità futura del nostro Paese dipenderà dalla sua capacità di attrarre forza-lavoro dall'estero e di integrarla in maniera adeguata. Su questa base dobbiamo ridefinire i nostri obiettivi di sviluppo, sicurezza e coesione sociale, dandoci così una politica per l'immigrazione in linea con le esigenze del Paese per i prossimi decenni. Altro che misure di dissuasione e "grida" manzoniane!". La macchina delle espulsioni è lenta e costosa. In quest'ottica è utile aumentare il numero dei Cie e portare da 2 a 6 mesi il tempo massimo di trattenimento? "Cie o non Cie, mese più mese meno, i meccanismi di espulsione si inceppano in tutti i Paesi democratici che rispettano i diritti dell'uomo e le Convenzioni Internazionali. La soluzione del problema è altrove, in una politica di governo complessivo delle migrazioni". La Lega Nord ha chiesto al ministero dell'Istruzione che venga posto un tetto del 20% alla presenza di alunni stranieri per classe. Cosa ne pensa? "Il ministro Gelmini ha impostato correttamente il problema, scongiurando i rischi di discriminazione e xenofobia". Si fa sempre più strada un'idea di giustizia fai da te. Dopo i militari in città, arrivano le ronde di volontari. Come le giudica? "Dovrebbero essere gruppi di volontariato, ma spesso si presentano come milizie di partito. Oggettivamente costituiscono un vulnus all'unitarietà e all'efficienza del nostro sistema di sicurezza. Questo sistema, infatti, è basato su un unico codice penale, su un unico codice di procedura penale e su un'unica autorità nazionale di pubblica sicurezza rappresentata dal ministro dell'Interno, il quale opera attraverso i vertici delle forze di polizia ed i prefetti. Quando si trasferiscono competenze e funzioni anche minori dai prefetti ai sindaci, dalle forze dell'ordine a soggetti privati, si attenta, che lo si voglia o no, all'unità del sistema e si gettano le basi di ulteriori confusioni e disordine. Naturalmente il sistema non è immutabile, ma se si vuole decentrarlo o disaggregarlo bisogna procedere apertamente con misure organiche e costituzionalmente corrette". (27 febbraio 2009

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Governo/ Cdm, comunicato (3): Ok regolamento su maestro (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 27 feb. (Apcom) - Il Cdm ha inoltre approvato, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Mariastella Gelmini, due regolamenti, sui quali sono stati acquisiti i pareri della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato, per la riorganizzazione e la razionalizzazione, rispettivamente, della rete scolastica e dell'utilizzo delle risorse umane, nonchè della scuola dell'infanzia e del primo ciclo dell'istruzione. Quanto al primo regolamento, entrano in vigore le norme che introducono la figura del maestro unico, prevalente nella scuola primaria e i modelli di orario su 24, 27 e 30 ore. Restano confermati gli attuali modelli per gli anni successivi alle prime classi con la riduzione delle compresenze, garantendo, comunque, l'assistenza alle mense. E' confermato il tempo pieno secondo il modello delle 40 ore settimanali con 2 docenti per classe. Per la scuola secondaria di primo grado restano confermate le 30 ore settimanali di cui una dedicata allo studio della Cittadinanza e della Costituzione. Confermato il tempo prolungato anche alle scuole medie, con 36 ore settimanali elevabili a 40. E' prevista, inoltre, l'organizzazione oraria su base annuale oltre che settimanale per consentire una maggiore flessibilità all'autonomia delle scuole. Per le scuole dell'infanzia e per le sezioni primavera resta confermata la normativa attuale, ma viene attribuito un ruolo più incisivo ai docenti che valuteranno pedagogicamente l'opportunità dell'anticipo. Nel secondo regolamento, prevale il principio per il quale le scelte sul dimensionamento scolastico saranno oggetto di un confronto condiviso con gli enti locali e le Regioni, per individuare insieme gli eventuali interventi di supporto e di aiuto come l'organizzazione delle mense e il trasporto scolastico, puntando a ridurre al minimo i disagi per le famiglie e per gli studenti. Viene inoltre salvaguardata l'attuale normativa per i docenti di sostegno. (segue)

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SCUOLA: DA CDM OK RAZIONALIZZAZIONE RETE ISTITUTI E RISORSE... (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

(ASCA) - Roma, 27 feb - Il consiglio dei ministri ha approvato questa mattina, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, Mariastella Gelmini, due regolamenti, sui quali sono stati acquisiti i pareri della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato, per la riorganizzazione e la razionalizzazione, rispettivamente, della rete scolastica e dell'utilizzo delle risorse umane, nonche' della scuola dell'infanzia e del primo ciclo dell'istruzione. Il primo regolamento disciplina le norme che introducono la figura del maestro unico - prevalente nella scuola primaria e i modelli di orario su 24, 27 e 30 ore. Restano confermati gli attuali modelli per gli anni successivi alle prime classi con la riduzione delle compresenze, garantendo, comunque, l'assistenza alle mense. E' confermato il tempo pieno secondo il modello delle 40 ore settimanali con 2 docenti per classe. Per la scuola secondaria di primo grado restano confermate le 30 ore settimanali di cui una dedicata allo studio della Cittadinanza e della Costituzione. Confermato il tempo prolungato anche alle scuole medie, con 36 ore settimanali elevabili a 40. E' prevista, inoltre, l'organizzazione oraria su base annuale oltre che settimanale per consentire una maggiore flessibilita' all'autonomia delle scuole. Per le scuole dell'infanzia e per le sezioni primavera resta confermata la normativa attuale, ma viene attribuito un ruolo piu' incisivo ai docenti che valuteranno pedagogicamente l'opportunita' dell'anticipo. Nel secondo regolamento, prevale il principio per il quale le scelte sul dimensionamento scolastico saranno oggetto di un confronto condiviso con gli enti locali e le Regioni, per individuare insieme gli eventuali interventi di supporto e di aiuto come l'organizzazione delle mense e il trasporto scolastico, puntando a ridurre al minimo i disagi per le famiglie e per glistudenti. Viene inoltre salvaguardata l'attuale normativa per i docenti di sostegno.

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<No ai tagli indiscriminati, i bilanci trasparenti sono normalità non virtù> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

«No ai tagli indiscriminati, i bilanci trasparenti sono normalità non virtù» Manuela Correra Roma. Ripartire le risorse a disposizione, pur contenute, sulla base di criteri di merito mettendo a punto al più presto un efficace sistema di valutazione dei risultati conseguiti sul piano della didattica e della ricerca: è questa la ricetta, in tempo di crisi, per rendere competitivi sul piano internazionale gli atenei del Belpaese. A proporla sono i rettori dell'Associazione per la qualità delle università italiane statali (Aquis), 13 atenei dal Nord al Sud della penisola che, a questo proposito, hanno inviato al ministro Gelmini una lettera aperta in cui fissano alcuni paletti irrinunciabili. A cominciare dalla richiesta di «dare corso a quanto il ministro ha iniziato a fare con coerenza e determinazione». «La nostra posizione ? hanno spiegato in una conferenza stampa i rettori dell'Aquis ? si inquadra nella prospettiva indicata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: no a tagli indifferenziati e indiscriminati». E poi, i bilanci trasparenti ? hanno assicurato ? sono un pre-requisito per tutte le amministrazioni pubbliche, soprattutto in tempi di crisi. I rettori hanno quindi specificato che «l'Aquis non è il club degli atenei virtuosi: avere i conti in regola dovrebbe essere la normalità per tutti». I rettori hanno quindi puntato il dito contro una «anomalia tutta italiana»: «Da 15 anni le università sono autonome nella gestione del proprio bilancio. Ricevono cioè finanziamenti ministeriali, fanno al loro interno le scelte di allocazione di queste risorse, ma le scelte che fanno non hanno alcuna conseguenza su come verranno ripartiti l'anno successivo i fondi pubblici. Che la gestione sia oculata o meno, che i conti siano sotto controllo o siano in deficit, che la qualità delle performance sia più o meno buona, tutto ciò non incide sui meccanismi di ripartizione delle risorse». Il punto è ? denunciano i rettori ? che «non esiste un meccanismo serio e adeguato di valutazione delle università italiane». PIÙ SOLDI A CHI FA MIGLIORE RICERCA. Le università che fanno migliore ricerca devono invece avere maggiori finanziamenti. I rettori dell'Aquis chiedono quindi un riequilibrio nell'assegnazione dei fondi agli atenei sulla base di indicatori di qualità. A questo proposito, oltre a sollecitare il varo nel più breve tempo possibile di un'Agenzia nazionale di valutazione (il relativo regolamento è già stato licenziato), i rettori suggeriscono l'adozione di un sistema misto di valutazione: che abbini cioè il meccanismo del Peer review (ovvero la valutazione del merito scientifico affidata ai «pari» ? cioè ai membri della comunità scientifica) ? ai cosiddetti indici bibliometrici (cioè l'analisi delle citazioni ottenute dai singoli lavori scientifici). TAGLI PER IL 2010 DEVASTANTI: A RISCHIO I DOTTORATI RICERCA. I tagli ai fondi per le università italiane per il 2010 (l'ultima manovra finanziaria ridurrà di circa il 10% i finanziamenti pubblici agli atenei) «saranno devastanti se resteranno nelle proporzioni oggi previste» avvertono i rettori. A rischio ? aggiungono ? sono anche le borse di dottorato per il prossimo anno. «Le conseguenze dell'attuale crisi economica ? hanno detto ? le subiranno innanzitutto i giovani. E sostenere i dottorati di ricerca è importante perché sono proprio questi a permettere di ottenere le migliori performance nella ricerca». IN METÀ DELLE REGIONI ATENEI SOTTOFINANZIATI. In metà delle regioni italiane le università sono sottofinanziate. «Il sottofinanziamento accumulato da alcuni sistemi universitari regionali è diventato ormai tale ? dicono i rettori ? da creare una situazione iniqua e insostenibile». A fronte di ciò, ribadiscono l'opportunità di ripartire i fondi non a pioggia ma attraverso lo strumento degli accordi di programma stabilendo un patto di stabilità finanziaria ateneo per ateneo.

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I rettori: <Più soldi a chi fa migliore ricerca> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Università. In una lettera aperta al ministro Gelmini l'Associazione degli atenei italiani statali pone i suoi paletti I rettori: «Più soldi a chi fa migliore ricerca» L'APPELLO DI NAPOLITANO. In precedenza era stato il presidente della Repubblica a lanciare un allarme sui tagli indiscriminati. «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati», aveva detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un discorso all'Università di Perugia.

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Addio alle cattedre Da settembre 161 pensionati (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Addio alle cattedre Da settembre 161 pensionati Più che raddoppiate le domande presentate dai docenti Incertezza sulla riforma Gelmini e quella previdenziale Venerdì 27 Febbraio 2009, L'anno scorso erano 70, quest'anno le domande di pensionamento nella scuola bellunese sono schizzate a 161. Un dato molto più alto, percentualmente, di quello che si sta registrando a livello nazionale. Infatti se in Italia l'incremento del numero delle domande di pensionamento è pari al 26% - nel 2008 erano 23mila, ora sono circa 29.000 - a Belluno sono più che raddoppiate e l'aumento è addirittura del 130%. Il numero è così ripartito nelle scuole di ciascun grado: sono 3 i dirigenti scolastici che hanno presentato domanda; 6 gli insegnanti della scuola dell'infanzia, 44 quelli della scuola primaria, 32 quelli che stanno ancora insegnando nella scuola secondaria di I grado, 39 nella scuola secondaria di II grado; 34, infine, le domande presentate dal personale Ata, cioè di segreteria e collaboratori scolastici. Si tratta di elenchi provvisori, precisano da via Mezzaterra, sede dell'Usp (Ufficio scolastico provinciale, ex Provveditorato), nel senso che adesso tocca agli uffici verificare che tutti coloro che hanno presentato la domanda siano in possesso dei requisiti necessari; ma se ci sarà qualche variazione, il numero complessivo si scosterà solo di poco. In sospeso sono invece le richieste di 14 insegnanti che hanno chiesto sì il pensionamento ma, come prevede la legge, anche di poter rientrare nella scuola con impegno part-time. Entro maggio l'Usp provvederà a verificare se anche essi siano in possesso dei requisiti e, a questo punto, a calcolare quale sia il numero di part-time che potranno essere concessi; si tratta di un numero che varia in base ad un calcolo che è diverso da provincia a provincia. Ultima considerazione sui dati: ai dirigenti scolastici, che hanno contratti triennali, è concessa la possibilità, fatto salvo un preavviso di un certo periodo, di presentare domanda di recesso dall'incarico entro il mese di maggio. Potrà quindi accadere che ai 3 dirigenti che già hanno fatto richiesta se ne aggiungano altri nei mesi a venire. All'Usp le domande di pensionamento sono seguite da Sandra Marcadent: «Le ragioni di così tante domande? Sicuramente il timore che cambi la legge sulle pensioni. E poi chi appartiene ad una classe di concorso che sarà in esubero, come si dice, temendo di essere spostato, di dover cambiare sede e di finire chissà dove, preferisce scegliere di andare in pensione, essendo naturalmente in possesso dei requisiti minimi. E più che la riforma Gelmini, di cui non si conoscono ancora tutti i dettagli, il motivo è proprio l'incertezza che avvolge il mondo della scuola». Secondo le prime analisi formulate, anche a livello nazionale, da parte dei sindacati della scuola, sono tre i fattori che hanno determinato il boom di pensionamenti: lo spauracchio agitato dal ministro Brunetta che venisse elevata l'età pensionabile per le donne, i tagli al personale della scuola elementare e materna e il pensionamento forzoso per coloro che hanno già maturato 40 anni di servizio e 65 di età. A livello nazionale si tratta di una fuga soprattutto dalla scuola elementare e media. Un dato confermato solo parzialmente in provincia di Belluno, dove la "classifica" è sì guidata dalla primaria, cioè la scuola elementare, con 44 domande, ma il secondo gradino del podio è conquistato dalla scuola superiore (39), contro le 32 della scuola media. Giovanni Santin

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Pochi ricercatori (ma tanti prof) negli atenei veneziani (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pochi ricercatori (ma tanti prof) negli atenei veneziani Venerdì 27 Febbraio 2009, Nuove classifiche sulle performance degli atenei. E stavolta Ca' Foscari, ma soprattutto Iuav, si piazzano tra le peggiori: per "rapporto ricercatori /docenti 2007" con lo Iuav all'ultimo posto (0,81, il rapporto) e Ca' Foscari al terzultimo (0,36). Male, per lo Iuav, anche il "rapporto non docenti/docenti 2008": quart'ultimo posto, con 0,61. Mentre lo stesso Iuav è tra le università migliori per "crediti pro capite erogati nel 2007" agli studenti meritevoli: seconda, con 36. Classifiche raccolte dal senatore Giuseppe Valditara, della Pdl, in un'indagine conoscitiva che sarà prima discussa in commissione università, poi consegnata al ministro Maristella Gelmini. Intanto, alcune tabelle sono state pubblicate dal Sole 24 ore, con le classifiche di "migliori" e "peggiori". Ma i due rettori delle università veneziane sono si scompongono più di tanto. «Sono statistiche che lasciano il tempo che trovano» commenta quello di Ca' Foscari, Pier Francesco Ghetti. «Ogni tanto qualcuno elabora qualche dato per sparare sulle università - commenta il suo "collega" della Iuav, Carlo Magnani -. In realtà sono dati che non dicono nulla». Ma vediamo i dati. La classifica che accomuna Ca' Foscari e Iuav tra i "peggiori" è quella sul rapporto tra ricercatori e docenti. A fronte di una prima in classifica, Teramo, che vanta un rapporto di 1,05, Ca' Foscari ha lo 0,36, Iuav lo 0,18. I due atenei veneziani, cioè, hanno pochi ricercatori, a fronte di tanti professori associati o ordinari. Problema connesso all'età, piuttosto alta, dei professori universitari (non solo di Venezia, per la verità) che porta a quella struttura a "piramide rovesciata" indicata da tempo come uno dei mali dell'università italiana. Questione complessa, stigmatizzata a suo tempo dallo stesso nucleo di valutazione di Ca' Foscari che aveva puntato il dito contro una certa politica delle promozioni interne - anzichè di assunzioni di ricercatori, appunto - portata avanti dall'ateneo dopo il blocco forzato delle assunzioni. «Abbiamo avuto molti riconoscimenti interni. Una strada in parte comprensibile, in parte no - commenta lo stesso Ghetti -. E sappiamo benissimo che uno dei nostri problemi è proprio questo: una popolazione docente invecchiata e un tasso di ricambio troppo basso. Ma queste classifiche non hanno un gran senso. Basta scorrere l'elenco dei migliori: non mi pare che ci sia nessuna delle grandi università». Per lo Iuav, poi, fanalino di coda della classifica, vale anche un altro ragionamento. «A cominciare dal 2000 la nostra università ha fatto la scelta di non bandire più concorsi per ricercatori - spiega Magnani -. Questo perché dalla Moratti era arrivata l'indicazione di creare una nuova figura del ricercatore a contratto. Così abbiamo preferito puntare sugli assegni di ricerca o direttamente sui concorsi per associati. Ora è diventata concreta anche la possibilità di fare ricercatori a contratto e li faremo...». Il rettore dello Iuav vuole precisare anche quel rapporto non docenti/docenti, tra i più alti d'Italia: 0,61 contro lo 0,28 di Catanzaro, la migliore. «Questo perché abbiamo scelto di stabilizzare tutti. Non abbiamo più precari che, evidentemente, non vengono conteggiati nelle classifiche degli altri atenei. Se poi vogliono che facciamo precari, ce lo dicano». R. Br.

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Professore accoltellato Oggi la decisione (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Professore accoltellato Oggi la decisione Interverrà un ispettore regionale Venerdì 27 Febbraio 2009, Chioggia Oggi arriva la tanto attesa decisione del consiglio d'istituto della scuola media "Pellico" di Chioggia che avrà il difficile compito di stabilire quale sarà la punizione più idonea per il tredicenne che lunedì 16 ha accoltellato il proprio professore di musica Fabio Paggioro. Accanto al procedimento giudiziario (il ragazzo è denunciato per lesioni volontarie ma non è imputabile per via della giovanissima età) c'è infatti un procedimento scolastico da portare a termine. Fin dal giorno dell'accaduto il ragazzo è stato sospeso a livello precauzionale da scuola e non vi ha più fatto ritorno. È rimasto a casa circondato dall'affetto della famiglia che ha cercato di dargli il supporto psicologico necessario per affrontare la gravità dell'accaduto. Poi è arrivata la prima decisione, o meglio, la non decisione del consiglio di classe che ha deciso di dichiararsi non competente sulla vicenda e di lasciare ogni decisione sulla punizione al consiglio d'istituto di oggi pomeriggio. Alla scuola "Pellico" è previsto l'arrivo dell'ispettore dell'ufficio scolastico regionale Stefano Quaglia che parteciperà alla riunione da cui dovrebbe uscire, nel pomeriggio, il verdetto. Come sempre accaduto in questi giorni bocche cucite a Chioggia. Sulla vicenda è calato il silenzio per tutelare la salute psichica e la privacy del tredicenne, diktat piovuto dall'alto e rispettato praticamente da tutti, dai genitori al personale docente. Difficile quindi poter ipotizzare quale sarà la decisione che arriverà oggi. Il consiglio d'istituto infatti è impegnato nel difficile compito di stabilire una punizione che sia allo stesso tempo giusta e in linea con la gravità del fatto accaduto, ma anche educativa e non solo repressiva. Sul sito web dei genitori della scuola media è stata inserita una nota fatta dal ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini sulle sanzioni disciplinari datata luglio 2008. Alcuni passaggi sono molto chiari e di certo il consiglio d'istituto non potrà non tenerne conto in fase di verdetto. Marco Biolcati

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Scuola, il tempo lungo si affida ai parlamentari (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 27-02-2009)

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Scuola, il tempo lungo si affida ai parlamentari Venerdì 27 Febbraio 2009, Albignasego (Fr.Ca.) L'onda del movimento dei sindaci pro tempo lungo sconfina al di fuori della provincia di Padova. Ieri il sindaco Massimiliano Barison ha ricevuto l'adesione di Schio, Montecchio Maggiore, Cavallino-Treporti, Portogruaro, Marano Vicentino, Campolongo Maggiore e Castelfranco; sulla questione ha chiesto informazioni anche la segreteria del municipio di Vicenza. E oggi alle 12 in Villa Obizzi è in programma l'incontro dei sindaci (se ne prevedono almeno cinquanta) con i parlamentari padovani; a questo proposito hanno già dato conferma Alessandro Naccarato, Pd, Filippo Ascierto, An, Lorena Milanato e Elisabetta Casellati, entrambe di Forza Italia. Il movimento tenta dunque il tutto per tutto pur di salvare il tempo lungo nelle scuole elementari; il prossimo 7 marzo è in programma la Conferenza Stato-Regioni, alla quale prenderà parte l'assessore regionale ai Servizi Scolastici Elena Donazzan: nell'occasione verranno assegnati gli insegnanti Regione per Regione. Se in Veneto non ce ne saranno abbastanza salterà in toto il tempo lungo, così come previsto dalla riforma Gelmini. "I tempi sono stretti, occorre fare presto per sensibilizzare il Ministero- sottolinea Barison -; chiederemo ai parlamentari padovani di portare la nostra voce a Roma, magari con interrogazioni e interpellanze ad hoc. Siamo di fronte ad un problema grave, le famiglie venete non saprebbero come fare senza la garanzia del tempo lungo. Non mi aspettavo una tale adesione al movimento spontaneo; mi chiamano sindaci ad ogni ora, vogliono sapere cosa possiamo fare per mantenere il tempo lungo. In una settimana hanno aderito più di settanta amministrazioni". Una nota di colore. L'incontro di oggi era stato inizialmente programmato in sala consigliare che conta trenta posti a sedere.

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I parcheggi non sono la soluzione a tutti i mali La crociata contro le biciclette da par... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 27 Febbraio 2009, I parcheggi non sono la soluzione a tutti i mali La crociata contro le biciclette da parte dell'ASCOM non conviene ai commercianti: chi usa la bici per andare in centro non sta facendo una passeggiata domenicale sui colli: è lì per lavoro, per comprare, per consumare e - circa 60.000 persone - per studiare: sono loro il motore economico del centro. Bisogna poi avere davvero cattivo gusto per pensare che le bici rovinino la bellezza del centro. Zilio aveva dichiarato: "saranno belle le biciclette, ma vederne ammucchiate a decine non fa bene all'arredo urbano e nemmeno ai negozi". Saranno belli i SUV parcheggiati sotto gli stretti portici padovani che impediscono a pedoni, passeggini e biciclette di transitare senza problemi; senza contare l'inquinamento che producono, nuocendo alla salute dei cittadini. La bicicletta invece questi problemi non li ha, anzi fa bene alla salute. E' sconfortante pensare che i parcheggi possano essere la soluzione ad ogni male. Addirittura Zilio arriva ad accettare la grande distribuzione in cambio di parcheggi. Ma è proprio la grande distribuzione che nuoce ai negozi del centro. Fa specie che a rilevare questi problemi dobbiamo essere noi e non chi di dovere. Nelle dichiarazione dell'ASCOM ad esempio non si fa nemmeno una parola sul caro affitti, altro grande problema del centro: si vedono spesso negozi sfitti. Perchè non si affrontano questi problemi senza fare demagogia? La risposta dell'Assessore Ivo Rossi, che promette nuovi parcheggi a destra e manca è infine disarmante: cosa serve fare i parcheggi scambiatori se poi si fanno parcheggi in centro con migliaia di posti? Perchè si vuole rovinare il buon lavoro fatto? Perchè continuiamo a farci del male?" Andrea Ragona Legambiente Padova Onlus Ragazzi sulla neve i docenti fanno bene a dire no Caro Gazzettino e insegnanti cittadellesi, voglio esprimere il mio parere circa l'articolo: "Gli studenti non vanno ai giochi per protesta". Un titolo decisamente equivoco, perché non sono gli studenti che protestano ma, come la relatrice ha scritto, "gli insegnanti non ne hanno voluto sapere e nessuno ha dato disponibilità ad accompagnare i ragazzi sulla neve". A me sembra che la presa di posizione contro la riforma Gelmini sia un dignitoso e giustificato motivo degli insegnanti per dire di no ad attività programmate e condotte fuori dall'ambiente scolastico per le quali non sono equamente retribuiti, come è stato sottolineato dagli stessi in precedenti articoli. L'articolo preso in esame sottolinea il valore dello sport e la sua alta connotazione educativa che nessuno mette in dubbio e tanto meno gli insegnanti, ma nel contempo non viene evidenziata la responsabilità degli stessi e i rischi che tali uscite comportano: quali incidenti stradali e infortuni sui campi di sci e altro. Bisogna tener presente, e gli insegnanti lo sanno, che Cittadella è ben fornita di strutture sportive che amplificano le opportunità di svago e di formazione dei giovani. Pertanto il denaro sponsorizzato dal Comune potrebbe servire per attività sportive complementari sul posto, magari per giovani meno abbienti. Inoltre, la forzata rinuncia degli studenti ad andare sui campi di neve, perché non accompagnati, assume un valore educativo altrettanto forte, perché la vita (e lo sanno bene anche gli insegnanti) implica e richiede rinunce, e non sempre si ha diritto ad avere tutto. Ed è proprio la scuola che deve porre i giovani di fronte alla realtà della scuola stessa, dove ci sono diritti e doveri e che le uscite sulla neve sono "facoltative" e forse non è giusto interrompere il flusso ordinario delle lezioni per caricare gli insegnanti di responsabilità extrascolastiche, anche rischiose. Io ricordo che, quando i miei figli erano ragazzi, le uscite sulla neve erano fatte di domenica in corriera organizzata dalle attività sportive ed eravamo noi genitori ad accompagnare i figli, un modo altrettanto educativo per l'unità della famiglia. Non si può tutto delegare alla scuola. Forse sarebbe opportuna, invece, la partecipazione degli studenti ai giochi primaverili della gioventù, perché questi vengono svolti nelle strutture del cittadellese. Non mi sembra giusto penalizzare ad oltranza gli studenti per gli "effetti collaterali della riforma". Antonietta V. Rachela Fior Un grazie al Centro di riabilitazione di Conselve Volevo segnalare uno straordinario esempio di buona, anzi di ottima sanità, anzi ottima. Nelle scorse settimane una mia parente, con gravissimi problemi di salute, è stata ricoverata al secondo piano del Centro di Riabilitazione di Conselve. La drammaticità del momento è stata stemperata dalla professionalità, dalla disponibilità e dall'amore in cui in quel reparto viene seguito ogni paziente, in ogni momento del giorno e della notte. Un grazie di cuore per l'eccezionale competenza e per la commovente dedizione, vanno al primario professor Roberto Marenzi, agli aiuti Marco Ferraro, Ilaria Strumendo e Luca Ortolani, alla caposala Giovanna Burattin, alle fisioterapiste Silvia Piva ed Elisa, ma anche a tutti gli infermieri che si sono alternati con pazienza e umanità al capezzale della malata, sempre pronti ad aiutarla a superare le situazioni più critiche. È stata una grande fortuna per noi familiari, ma soprattutto per la paziente, poter incontrare persone di questo livello. Un concentrato di capacità e di bontà che non è facile riscontrare ovunque. Lettera firmata

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Elementari e medie, fusione con Roveredo (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 27-02-2009)

Argomenti: Scuola

Elementari e medie, fusione con Roveredo Venerdì 27 Febbraio 2009, San Quirino (Si.Ba.) La Regione ha confermato, per San Quirino e Roveredo, il piano di riassetto scolastico concordato tra Comuni e Provincia per ottemperare alle disposizioni del decreto Gelmini. Sicchè i 172 ragazzi delle elementari sanquirinesi e i 72 delle medie faranno riferimento, dal prossimo anno scolastico, alla direzione didattica dell'Istituto comprensivo di Roveredo in Piano. I bambini di San Quirino si staccheranno quindi dal Circolo didattico di Cordenons che, invece, conta 1.070 alunni e ha, da sola, i numeri per "sopravvivere" ai conglobamenti. Una scelta che sembra piacere anche ai genitori di alunni e studenti. Una volta arrivata in municipio la comunicazione positiva da parte della Regione, Milly Bernardi, assessore all'Istruzione ha interpellato con una riunione i rappresentati di classe. «Vediamo un futuro più roseo - ha detto la Bernardi -, l'occasione per essere considerati di più e non essere più relegati al ruolo di figli minori. Il turnover di maestri andava a scapito della qualità dell'insegnamento. Una classe ha cambiato insegnanti per ben quattro volte quest'anno». L'amministrazione sanquirinese ha già preso contatti e accordi con la direzione scolastica roveredana e si sente fiduciosa nell'accorpamento dell'utenza scolastica con una realtà comunale più simile alla sua. Roveredo ha numeri contenuti di studenti e condivide con San Quirino anche la parrocchia delle Villotte. «Ci è stato garantito che avremo la stessa attenzione degli studenti autoctoni - ha concluso la Bernardi - e i genitori non potevano che esserne soddisfatti». Nei prossimi giorni le famiglie riceveranno una comunicazione ufficiale del passaggio che interessa i ragazzi dal prossimo settembre.

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