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DOSSIER “SCUOLA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL  26 e 27 marzo 2008       #TOP


Report "Schola"

Ambiente, Xerox dice cosa fare ( da "Punto Informatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract:

La scuola in ospedale Esperti si confrontano sul "caso Piancavallo" ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Abbiamo invitato anche il ministro Giuseppe Fioroni ". Ad aprire i lavori ci saranno il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Francesco de Sanctis, gli assessori regionali all'Istruzione Giovanna Pentenero e alla Montagna Bruna Sibille, il prefetto Domenico Cuttaia, il presidente della Provincia, il sindaco di Verbania e il presidente dell'Istituto Auxologico italiano.

Check-up ecologico agli edifici scolastici L'obiettivo è ridurre i consumi elettrici ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract: Ad essere sottoposte a controllo saranno la scuola materna "Il Giardino Incantato", le scuole elementari "Manzoni" e "Rodari", la biblioteca civica, l'ex municipio che oggi ospita spazi sociali e culturali, la palestra comunale. Nel caso di scuole e biblioteca verranno suggeriti anche possibili interventi migliorativi.

Un bambino capirebbe il bluff del Cavaliere ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract: ma agli italiani fornisce un servizio caro ed inefficiente, 400 euro per raggiungere la capitale quando altre compagnie ne vogliono 40 per andare e tornare da Londra". L'italianità non è un valore da tutelare? "Interesse degli italiani è poter volare in tutto il mondo nel miglior modo possibile al minor costo possibile.

Scuola, la grande assente della campagna elettorale ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract: Sul tema pubblico/privato si gioca l'intersezione tra Partito Democratico, Partito delle Libertà, UDC e Lega, con la Sinistra L'Arcobaleno e lo Sdi che - soli - difendono l'idea di una scuola pubblica e laica, di un sistema in cui le scuole private siano libere, ma senza oneri a carico dello Stato.

Un colpo di scure ( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola

Abstract: Ma dovrebbe fare attenzione a quello che ha chiarito il ministro Fioroni, che ha richiamato i dirigenti al rispetto dei parametri della Finanziaria: 60% sull'organico di diritto e 40% sull'organico di fatto". ANNA MARIA CHIRCHIÙ, della Cisl scuola, è lapidaria: "Si vuole aumentare il numero degli alunni per classe riducendo, di conseguenza, il numero delle cattedre.

Il lavoro e gli assenteisti, fuoco di domande per Ichino e Cazzola ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract:

Colaninno atteso a Gubbio e a Ponte S. Giovanni ( da "Nazione, La (Umbria)" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola

Abstract: Giovanni iniziativa su lavoro e sviluppo con Matteo Colaninno e Anna Rita Fioroni, Manlio Mariotti (segretario regionale Cgil), Paolo Baiardini. Introduce: Giacomo Leonelli. Alle 21 a Ferro di Cavallo al Centro socio culturale cena con Cesare Fioriti, Sauro Cristofani, Nicola Mariuccini. Alle 21 a Castel del Piano (Sala della Filarmonica) iniziativa con Sandro Gozi, Piero Mignini,

La Regione pronta al dietrofront sui poli formativi ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola

Abstract: Non è infatti stato formalizzato dal Consiglio dei ministri il decreto Fioroni già approvato dalla conferenza StatoRegioni (dov'è prevista la costituzione di Istituti tecnici superiori, Its), sulla base del quale la Regione aveva diffuso una bozza in cui non si parlava più di poli formativi regionali. Ora, in attesa che si pronunci il nuovo Governo che si insedierà dopo il voto,

La crisi della democrazia - massimo l. salvadori ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract: inefficiente ma anche oggetto di una perpetua contesa tra gli opposti schieramenti politici e l'operato della magistratura è in costante tensione con i partiti; il più importante mezzo di informazione e principale palestra del confronto politico, la televisione, è diviso tra un sistema pubblico privo di autonomia dai partiti e un sistema privato monopolistico nelle mani di un padrone-

Sprechi i servizi affidati in esterno ( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract:

I tagli della Finanziaria 2008 spazzano via molte classi, ma gli iscritti aumentano. Sono pe ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola

Abstract: il ministro Fioroni ha dato direttive precise, prevedendo che il 60 per cento dovesse riguardare l'organico di diritto e il 40 l'organico di fatto". Ma i problemi non finiscono qui, infatti Cingolani aggiunge: "Esploderà preso il problema della presenza di bambini extracomunitari nelle scuole, questione che renderà difficile la gestione delle classi"

Al Sud 100 miliardi senza idee ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract: inefficiente. Facciamo alcuni esempi. Nel 1999, prima dell'arrivo dei fondi europei, il tasso di occupazione nelle regioni Obiettivo 1 del Mezzogiorno era del 43%; sette anni dopo il miglioramento si è ". Non solo. La delibera Cipe che fissa il meccanismo di incentivazione include tra gli obiettivi di servizio la "tutela e il miglioramento della qualità dell'

Dal nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e gi ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola

Abstract: ex e aspiranti (si vedono Lumia, D'Antoni, Carra, Colajanni), c'è Beppe Fioroni da Viterbo ora proconsole in Sicilia dove è capolista. Dice il ministro uscente dell'Istruzione: "Qui puntiamo al 38 per cento. Troppo? No, sinistra alternativa e Di Pietro nell'isola non passano la soglia e molti loro voti verranno a noi.

Una sortita ad uso e consumo delle tv in "berlusca style" ( da "Liberazione" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola

Abstract: Anche ieri due "colonnelli" - Bondi per Berlusconi, Fioroni per Veltroni - hanno fatto finta di scontrarsi sulle pensioni, accusandosi reciprocamente di aver copiato le idee degli altri. Ma poi hanno discusso solo sulle previsioni di voto. "Vinco io", "no, vinco io". Fra poco, come prevede la legge, i sondaggi spariranno dalla scena.

LE COOPERATIVE SOCIALI DEL FVG INCONTRANO RICCARDO ILLY L'APPUNTAMENTO È FISSATO PER OGGI PRESSO LA CASA DELLA PIETRA DI AURISINA ( da "marketpress.info" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract:

Premio di poesia in ricordo di bolognesi ( da "Tirreno, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola

Abstract: ex parlamentare Ds e ora nel gruppo di esperti che aiutano il ministro Fioroni all'istruzione. Il premio si avvale anche del patrocinio sia del Comune che dell'Ufficio scolastico provinciale (ex provveditorato). Dopo il successo al di là di ogni aspettativa riscontrato nella prima edizione, quest'anno gli organizzatori hanno deciso di fare il bis.

MATERA - OGGI "PER NON VOLTARE PAGINA" ( da "Basilicanet.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola

Abstract: Carlo Fioroni Critico letterario. Anna Dâ??Elia insegna Pedagogia Interculturale allâ??Università degli Studi di Foggia e Pedagogia dellâ??Arte allâ??Accademia di Belle Arti di Bari. Scrive saggi in forma narrativa mettendo in relazione cronaca, esperienza, biografie, romanzi, film, video, fotografie e media.

"I tagli alla scuola sono inaccettabili" ( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola

Abstract: fatto nei giorni scorsi dal ministro della Pubblica istruzione Fioroni. I responsabili sindacali si mobilitano dunque, prima appellandosi al prefetto per la sicurezza delle scuole sovraffollate, poi cercando il sostegno delle famiglie. Senza escludere il ricorso allo sciopero a livello regionale. ALE.RU.

VIGASIO. Delibera approvata a maggioranza ( da "Arena.it, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract:

Lo ha deciso il Consiglio su indicazione della Regione ( da "Arena.it, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract:

L' IGNORANZA ( da "Avvenire" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract: Troppi ignoranti vuol dire anche troppi ignoranti alla guida, purtroppo. Troppi ignoranti vuol dire troppa protervia e imbecillità e maleducazione ovunque, che è esattamente ciò che vediamo e viviamo regolarmente. Con tutto, il Roberto Benigni che ci ha da poco letto e commentato Dante ha dimostrato che voglia ci sia in tanti di apprendere,

"Per la discarica il sindaco ricatta la Provincia" ( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract:

LETTERE ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract: Non è più facile governare un popolo di ignoranti?". Luca, altro visitatore, si ribella: "Il nostro non è un popolo di ignoranti. Solo che si è scelta la strada più facile: la discesa. Così non hai più bisogno di autori bravi, bravi attori e sceneggiatori. Va bene chiunque. Purtroppo, conclude, non c'è un diabolico disegno, c'è solo faciloneria e molta ignoranza.

Enac: Piano anti-caos per l'estate ( da "Agenzia di Viaggi, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract:

Scaffale degli scrittori: salta l'incontro di stasera sul tema delle canzoni ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola

Abstract: Lo "Scaffale" tornerà con uno speciale estivo, protagonista Dacia Maraini, il 10 luglio a Palazzo Zuckermann, con e una serata dedicata ai "Sillabarii" di Goffredo Parise, con Raffaele La Capria, Giosetta Fioroni, l'attrice Carla Stella e Antonio Debenedetti, che con Paolo Di Paolo ha curato la rassegna.

La sfida dell'interculturalità religiosa ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract: E sulla necessità di riflettere su questo libro, emblematiche sono le parole dell'autrice nella prefazione: "Abbiamo la fortuna di vivere in un mondo laico, in un paese in cui religione e Stato sono separati. L'insegnamento della religione nella scuola pubblica non è più obbligatorio. La conoscenza reciproca, è invece indispensabile".

Precari: ''Prodi e Fioroni facciano firmare 50 mila assunzioni'' ( da "Redattore sociale" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola

Abstract: 03/2008 Precari: ''Prodi e Fioroni facciano firmare 50 mila assunzioni'' Roma - Il premier Prodi ed il ministro Fioroni "intervengano sul ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa e facciano firmare la seconda tranche di 50.000 assunzioni (la prima fu lo scorso anno, ndr), dimostrando di mantenere gli impegni presi".

Benefit per attrarre nuovi manager ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract:

Famiglia Cristiana nel partito di Grillo: contro la Casta avida di privilegi ( da "Panorama.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract:

Gli studenti protestano contro i finanziamenti alle scuole private ( da "Varesenews" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola

Abstract: iniziativa è dedicata a contrastare il finanziamento alla scuola privata in favore di misure d'aiuto all'acquisto di libri e all'accesso ai mezzi pubblici. Uno dei punti principali è la richiesta di abolizione del buono scuola introdotto da Roberto Formigoni in Lombardia, che toglierebbe fondi e finanziamenti alla scuola pubblica per un ammontare di circa 44 milioni.

Un voto indispensabile ( da "Quotidiano.it, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract: la difesa della scuola pubblica come scelta strategica per il sostegno alla ricerca scientifica la valorizzazione dei saperi nelle università italiane, la laicità dello Stato con l'allargamento dei diritti civili contro l'ingerenza sempre più pesante delle gerarchie ecclesiastiche, con la difesa della legge 194, con il riconoscimento delle coppie di fatto e con il divorzio breve,

SCUOLA/ NASCE PARTITO PER LA SCUOLA DEL MERITO E... -2- ( da "Virgilio Notizie" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola

Abstract: Difeso ministro Fioroni:da lui sterzata che non vedevamo da anni Roma, 26 mar. (Apcom) - Anche Sergio Givone, docente di Estetica all'università di Firenze, ritiene che "i partiti si adoperino per reintrodurre le sane regole della meritocrazia e della fermezza, perché - ha sottolineato l'accademico - sono aspetti indispensabili se si vuole avere una scuola più qualificata ed efficace"

Italia, Amministratore delegato azienda wind indagato ( da "Emmegipress" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola

Abstract:

Il patto per il merito al centro degli appelli ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Al ministro uscente della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, i firmatari dell'appello danno atto di aver avviato, almeno in parte, un'inversione di tendenza, dopo decenni di lassismo. "Noi – aggiungono – pensiamo che esista un largo consenso trasversale sulla necessità di una scuola più rigorosa.

ROMA - Ministro Fioroni, il merito era stato bandito. Perché? E
 ( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ministro Fioroni, il merito era stato bandito. Perché? "E' stato un errore storico averlo eliminato. Il merito è l'unico vero "ascensore sociale", riportarlo tra i banchi non significa fare una scuola classista, anzi. Senza il merito togliamo le opportunità ai giovani, che per affermarsi, anziché contare sulla preparazione,

ROMA - La storia è diventata lo studio degli indicatori temporali, la geografia di quelli spazi ( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ci sono carenze di base che prima del decreto Fioroni nessuno faceva recuperare". Nell'aula magna del Visconti si sono dati appuntamento gli intellettuali che hanno inviato un appello ai partiti per restituire alla scuola "qualità e rigore". Hanno messo a nudo i mali della scuola. Ma soprattutto denunciato "l'ipocrisia della cultura egualitarista" che "chiede poco",

Incontro ufficiale con amministratori locali e dirigenti di partito alle 15,30 in Comune. Maurizio G ( da "Messaggero, Il (Latina)" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sul fronte del Pd, il Palacultura ospiterà questo pomeriggio il presidente del Senato Franco Marini. Dibattito aperto, con tanto di intervento del ministro Giuseppe Fioroni. Sul palco allestito in Piazza del Popolo arriverà invece, sabato, Walter Veltroni, leader del Pd e candidato premier.

Massimo Calearo: <Non voglio avere padroni sul collo> ( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni ("sono un neofita") o sulle coppie di fatto ("meglio non parlarne"). Ma ha le idee chiare sul conflitto di interessi: "Darei la mia azienda in gestione a terzi perché se uno deve governare, deve governare e basta", e su Alitalia: "I suoi problemi sono legati alla sua gestione e a un certo tipo di politica sindacale dove le assunzioni sono state spesso considerate strumento

Necessario uno scatto di dignità ( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assegnato a Viterbo pur non avendone i requisiti: e sabato arriva il ministro Fioroni a chiedere voti qui quando ci ha rifilato il "bidone" anticipando come sarebbe andata a finire la faccenda), ecco che è arrivata un'altra mazzata. Il centrosinistra se ne impipa del Frusinate, considerato come una colonia da cui succhiare e nulla riconoscere.

Arriva Fioroni, scatta la contestazione ( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la visita è in programma sabato per l'inaugurazione del nuovo Itc Arriva Fioroni, scatta la contestazione Pietro Antonucci ALATRI Sabato 29 il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni giungerà in città per l'inaugurazione della nuova sede dell'Itc, dedicata a Sandro Pertini, nei pressi dell'ospedale "San Benedetto".

E se la scuola premiasse il merito? - carlo alberto bucci ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: perché nessuno si sogni di togliere i compiti a casa", il "Partito del merito" chiede a chi vincerà le elezioni di non demolire l'opera del ministro Fioroni: la reintroduzione dei membri esterni nella commissione della maturità e la riproposizione della prova di recupero del debito ai primi di settembre. Nel segno del ritorno all'ordine.

Il TAR EMILIA ROMAGNA con una ordinanza del marzo 2008 ha dichiarato ril ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuole private raggiungano un miliardo di euro l'anno. Molti, se si pensa che la finanziaria del 2007 ha tagliato 4 miliardi di euro alla scuola statale, ma ha incrementato di 150 milioni il finanziamento alle scuole private. L'art. 33 della Costituzione afferma infatti che "La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini

Nasce il partito per la scuola del merito e della responsabilità ( da "Stampaweb, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in meno di due anni il ministro Fioroni ha cercato di dare una sterzata - ha detto l'editorialista della stampa - introducendo atti verso il dovere scolastico che non si vedevano dai tempi della Falcucci: l'esame di Stato, l'obbligo formativo a 16 anni, l'obbligo di recupero dei debiti e il decreto di maggiore punibilità degli atti violenti,

Esami di terza, adesso si cambia ( da "Arena.it, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La circolare del ministro Fioroni stabilisce che questa prova "ha la funzione di integrare gli elementi di valutazione di cui già dispongono gli esaminatori, verificando anche i livelli di apprendimento degli studenti in alcune discipline oggetto della prova". La grande novità è data dal fatto che, in passato, erano le commissioni stesse che predisponevano i testi da assegnare:

Bondi: ''Altre riforme? Inutili. Centrale il tema insegnanti'' ( da "Redattore sociale" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: inutile mettere a punto nuove riforme generali della scuola e dell'universita'. È necessario piuttosto partire da una questione decisiva: quella degli insegnanti". Una scuola, incalza Bondi, "e' buona soprattutto perche' ha dei buoni insegnanti. Se non si affronta questo problema e' inutile perdere tempo con l'elaborazione di grandi riforme che ottengono l'

SCUOLA/ BONDI: INUTILE METTERE A PUNTO NUOVE RIFORME GENERALI ( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: controriforma Fioroni: "Non si può riformare la scuola a ogni cambiamento di maggioranza di Governo. Così - ha osservato - si distrugge la scuola e si disorientano gli insegnanti. Se si deve fare una riforma generale della scuola la si faccia a partire da un piano organico elaborato da una commissione di esperti scelti al massimo livello e si investa su questo modello per i prossimi decenni"

Il movimento studentesco di Forza Italia dice no allo sciopero ( da "Varesenews" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: entrata in vigore della riforma Fioroni auspicandosi una scuola a misura di studente contro l'attuale modello che "indottrina gli studenti". Pisoni invita i rappresentati della Rete degli studenti a contattarlo all'indirizzo mail scuoleperlalibertàvarese@gmail.com per risolvere i problemi della provincia tramite un confronto tra le associazioni studentesche.

Cobas: il 9 maggio sciopero nazionale e manifestazione a Roma ( da "Redattore sociale" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ordinanza del ministro Giuseppe Fioroni sui corso di recupero, l'eliminazione del taglio degli organici e il diritto di assemblea per tutti i sindacati nelle scuole: sono questi i temi al centro della protesta. Intanto, per quanto riguarda i corsi di recupero, i Cobas hanno gia' attuato due scioperi della prima ora il 18 marzo e il 29 febbraio con adesioni che,

Per una ricomposizione delle conoscenze ( da "AprileOnline.info" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Ministro Fioroni ci ricorda nella sua nota del primo settembre 2007 che "la dimensione educativa del nuovo obbligo di istruzione intende fornire ai giovani gli strumenti per l'acquisizione dei saperi e delle competenze indispensabili per il pieno sviluppo della persona in tutte le sue dimensioni e per l'esercizio effettivo dei diritti di cittadinanza"

SCUOLA/ COBAS: 9 MAGGIO SCIOPERO GENERALE E MANIFESTAZIONE A ROMA ( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scolastica che hanno caratterizzato i ministeri di Berlinguer-Moratti-Fioroni. Tali politiche - conclude Bernocchi - stanno distruggendo l'istruzione pubblica, demolendone la serietà e l'impianto nazionale unitario, banalizzando la didattica e il lavoro di docenti e Ata, immiseriti con stipendi da fame, producendo ignoranza".

SCUOLA/ FIORONI: RECUPERATI QUASI TUTTI 13 MLN SOTTRATTI ON LINE ( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a comunicarlo è stato oggi il ministro Giuseppe Fioroni durante l'intervento conclusivo del convegno 'La professionalità docente e le sfide dell'innovazione' svolto a Roma all'università Pontificia. "I soldi - ha spiegato il ministro - sono stati in buona parte recuperati. Colgo l'occasione per specificare che la truffa non ha comunque bloccato alcun finanziamento per l'

SCUOLA/ REMBADO (ANP): CONFINDUSTRIA HA RAGIONE, LARGO AL MERITO ( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: della Pi Giuseppe Fioroni. "Mi sembra un segno positivo - ha concluso Rembado - che molti dei temi che noi abbiamo da tempo sollevato si avviino a divenire patrimonio comune di quanti hanno a cuore le sorti dell'istruzione nel nostro Paese. La voce autorevole di Confindustria, non nuova a questi richiami, costituisce oggi un'ulteriore spinta nella direzione che tutti auspichiamo"

SCUOLA/ FIORONI: NECESSARIO INTRODURRE ESAME RIGOROSO ALLE MEDIE ( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni nell'intervento conclusivo del convegno svoltosi oggi a Roma presso l'università Pontificia lateranense. Secondo Fioroni sarebbero quindi immotivate le polemiche di questi giorni derivanti dalle due nuove prove comuni, affidate all'Invalsi (l'Istituto nazionale di valutazione), che gli alunni di terza media dovranno sostenere in contemporanea a livello nazionale per verificare


Articoli

Ambiente, Xerox dice cosa fare (sezione: Schola)

( da "Punto Informatico" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Roma - Intervenire sulle stampanti per aiutare l'ambiente? È l'idea di Xerox, che ha realizzato un particolare applicativo dal quale non solo si apprende quante stampanti e fotocopiatrici di troppo sono in circolazione, ma anche quanto migliora l'ambiente per ogni modifica apportata al proprio parco macchine seguendo i suggerimenti del programma. Dalle ricerche condotte da Xerox emerge che stampanti e simili sono realmente al lavoro per tempi compresi tra l'1 e il 2 per cento del proprio lifecycle. Ne deriva che le aziende potrebbero risparmiare tra il 20 e il 30 per cento delle spese ridimensionando il parco stampanti ad un numero ottimale. Ecco dunque nascere il Sustainability Calculator, che calcola e visualizza - tra l'altro - i cambiamenti ambientali derivanti da una variazione imposta al ciclo di vita di questi irrinunciabili strumenti di lavoro, comprese emissioni di gas, consumi energetici, rifiuti solidi e impiego di acqua e aria. Per le grandi organizzazioni, Xerox ha creato una versione dell'applicativo analoga a quella a disposizione del pubblico, ma più evoluta e particolarmente flessibile. Con il contributo di organizzazioni che recuperano l'elettronica di consumo - sempre che la clientela sia consapevole dell'opportunità e la colga - il vantaggio per l'ambiente è assicurato: "Il servizio che offriamo è pensato per garantire efficienza. Inefficienza equivale a perdite, il che, tipicamente, ha un impatto sull'ambiente", dice Patty Calkins, vice president della divisione Ambiente, Salute e Sicurezza di Xerox. L'azienda ha in passato già dimostrato interesse per l'ambiente: può vantare riconoscimenti conferiti dall'Environmental Protection Agency (EPA). Marco Valerio Principato (fonte immagine).

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La scuola in ospedale Esperti si confrontano sul "caso Piancavallo" (sezione: Schola)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola

CONVEGNO. PER IL 50° DELL'AUXOLOGICO La scuola in ospedale Esperti si confrontano sul "caso Piancavallo" "La scuola in ospedale: risorse, valori, laboratorio per la didattica" è il titolo del convegno che si svolgerà a villa Caramora, sede dell'Auxologico, a Verbania martedì e mercoledì. L'iniziativa nasce dalla scuola statale in ospedale di Piancavallo nel 50° della sua fondazione e dall'Ufficio scolastico provinciale con la collaborazione dell'Istituto Auxologico italiano. Un'occasione di confronto per operatori nel mondo istituzionale, scolastico, scientifico e ospedaliero provenienti da tutta Italia. Si discuterà di tecnologie, esperienze anche di carattere clinico a supporto dei piccoli pazienti e delle modalità didattiche sperimentate nelle scuole ospedaliere. "Non trascureremo l'aspetto celebrativo - sottolinea la reggente dell'Ufficio scolastico provinciale Franca Giordano - che vede la scuola in ospedale di Piancavallo come la prima in Italia, con ben 50 anni di attività svolta in stretta collaborazione con l'Istituto Auxologico". Un momento particolare sarà dedicato alla storia della scuola di Piancavallo grazie a testimonianze, una mostra fotografica e a un annullo filatelico. Verrà anche presentata una pubblicazione in cui viene ripercorsa la storia dell'istituzione scolastica. "E' prevista una tavola rotonda conclusiva con medici, dirigenti scolastici e funzionari del Ministero - prosegue Giordano -. Abbiamo invitato anche il ministro Giuseppe Fioroni ". Ad aprire i lavori ci saranno il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Francesco de Sanctis, gli assessori regionali all'Istruzione Giovanna Pentenero e alla Montagna Bruna Sibille, il prefetto Domenico Cuttaia, il presidente della Provincia, il sindaco di Verbania e il presidente dell'Istituto Auxologico italiano. "Verbania - conclude Giordano- intende ribadire la sua attenzione per questo settore, in cui il bambino paziente viene posto al centro". E ieri è stato annunciato che il primo Circolo didattico di Verbania e la scuola media Ranzoni il 3 aprile riceveranno in Regione, per le loro meritorie attività, le insegne di "ambasciatrici Unicef" mentre l'Auxologico verrà nominato testimonial Unicef.

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Check-up ecologico agli edifici scolastici L'obiettivo è ridurre i consumi elettrici (sezione: Schola)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Di FABIO LUONGO ? MACHERIO ? UN CHECK-UP su edifici e impianti di scuole, biblioteca, palestra, per verificare e ridurre il consumo di energia. E poi uno sportello a disposizione dei macheriesi per chiedere informazioni su incentivi, fonti rinnovabili e interventi per il risparmio energetico, nonché contributi per stimolare i cittadini a realizzarli. Macherio sempre più paese attento allo spreco di energia, con il Comune che ha deciso di mettere in campo alcune misure per la diminuzione dei consumi. Una scelta dettata dall'attenzione all'ambiente, ma che porterà anche come conseguenza un risparmio in bolletta. La prima iniziativa è la realizzazione di "audit energetici" su 6 edifici pubblici: si tratta di sondaggi-diagnosi che valutano lo "stato energetico" degli edifici, analizzandone struttura, impianti e consumi, mettendo in luce eventuali inefficienze. Ad essere sottoposte a controllo saranno la scuola materna "Il Giardino Incantato", le scuole elementari "Manzoni" e "Rodari", la biblioteca civica, l'ex municipio che oggi ospita spazi sociali e culturali, la palestra comunale. Nel caso di scuole e biblioteca verranno suggeriti anche possibili interventi migliorativi. Intanto è già in funzione in municipio, e lo sarà fino al 31 maggio, lo "Sportello Energia - Punto E3", attivo tutti i sabato mattina, dalle 9.30 alle 12.30: qui i macheriesi possono avere informazioni e consulenze in tema di fonti rinnovabili, impianti e certificazioni energetiche. Ad occuparsene, una società specializzata, la "Sinergie Progetti", mentre a coprire i costi sarà un contributo di 39.800 euro erogato dalla Fondazione Cariplo. "Si tratta di una serie di interventi collegati in un piano complessivo - spiega il sindaco Mariarosa Redaelli -. Quest'anno, come amministrazione, abbiamo deciso infatti di puntare sul risparmio energetico. Abbiamo già dato, con un bando, un finanziamento del 30% ai macheriesi per la sostituzione delle caldaie, ed entro l'anno attiveremo un altro finanziamento parziale a disposizione di chi farà interventi di risparmio energetico e riduzione del consumo, come l'installazione di cappotti sulle case o di pannelli fotovoltaici". "Con gli audit verificheremo lo stato dei nostri edifici dal punto di vista del consumo di energia, e i tecnici ci diranno anche cosa si potrebbe eventualmente fare per migliorare - prosegue Redaelli -. E' un'iniziativa che mette insieme attenzione ambientale e risparmio economico, che abbiamo voluto perché il pubblico deve dare l'esempio". Una strada seguita già con la nuova scuola media, sul cui tetto sono stati installati pannelli fotovoltaici. - -->.

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Un bambino capirebbe il bluff del Cavaliere (sezione: Schola)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Stai consultando l'edizione del GIACOMO VACIAGO "In un paese normale la destra liberale avrebbe chiesto da tempo il fallimento. Invece in Italia si pensa alla colletta" "Un bambino capirebbe il bluff del Cavaliere" di Luigina Venturelli / Milano Esiste una cordata d'imprenditori italiani ricchi, bravi e volenterosi? Perfetto! Allora oltre ad Alitalia diamogli anche i rifiuti di Napoli che ci leviamo un altro problema". Parlando della compagnia aerea di bandiera, il tono ironico è di ordinanza: l'economista Giacomo Vaciago non lo abbandona mai e, così facendo, si risparmia la continua premessa del "se fossimo un paese normale". Evidentemente l'Italia non lo è, altrimenti non si spiegherebbe il paradosso di "una società andata in rosso per diciotto anni e per diciotto volte ricapitalizzata a spese del contribuente". Professor Vaciago, come finirà la vicenda? Qualcuno salverà Alitalia? "Alitalia non è una bella addormentata nel bosco in attesa di un principe azzurro che la salvi, ma una vecchia zitella piena di problemi: è una società monopolista che tratta male i propri clienti e che continua a perdere soldi. Peggio di così non si può fare". Si spieghi. "Si tratta di una società quotata in Borsa, il cui pacchetto di controllo era stato affidato al Tesoro affinchè la compagnia perseguisse meglio l'interesse pubblico. Ma da tempo Alitalia si pone in contrasto con gli interessi sia degli azionisti sia dei cittadini: sulla tratta Milano-Roma la compagnia di bandiera gode da sempre di un monopolio virtuale, ma agli italiani fornisce un servizio caro ed inefficiente, 400 euro per raggiungere la capitale quando altre compagnie ne vogliono 40 per andare e tornare da Londra". L'italianità non è un valore da tutelare? "Interesse degli italiani è poter volare in tutto il mondo nel miglior modo possibile al minor costo possibile. Non è necessario che lo facciano su aerei tricolori, così come guidano in gran parte automobili straniere senza peccare nei confronti degli interessi nazionali. Silvio Berlusconi mi pare vada in giro su una vettura Audi". Pare che sugli aerei la pensi in modo diverso. "In un paese normale, la destra liberale avrebbe chiesto da tempo il fallimento di Alitalia, con un bel commissario per smembrare la compagnia in tanti pezzi e vendere all'asta gli slot lasciati liberi e gli altri beni al miglior offerente. In un paese civile sarebbero nate dieci compagnie diverse - magari con bei nomi di donna come le barche, Elisabetta o Elena - per volare da Milano a Roma a 20 euro. Peraltro, questa è un'ipotesi ancora in gioco nel caso dovesse fallire l'acquisizione da parte di Air France". Ben venga, dunque, Air France? "È successo per le banche, l'energia, le telecomunicazioni. Perchè una fusione tra compagnie europee non dovrebbe avvenire anche per gli aerei? Lufthansa e British Airways hanno declinato, oggi una fusione con Air France sarebbe il massimo: i francesi non sono stranieri, hanno in tasca la nostra stessa moneta". Ma diverse abitudini di comando. "Cambierebbe la sede legale della compagnia, ma alla fine comanda chi ha le azioni e nessuno ci vieta di comprarne in gran quantità. Berlusconi poteva essere originale, proporre ai suoi figli di comprare ampie quote di Air France fino ad assumerne il controllo, magari di fare un'opa sull'Eliseo e riprenderci pure Carla Bruni. Ma proporre la solita colletta per buttare soldi in Alitalia...I cittadini italiani, almeno quelli che pagano regolarmente le tasse, hanno già buttato per anni i loro risparmi". Non crede alla cordata d'imprenditori tricolori? "Chi l'ha detto che gli imprenditori italiani sono bravi a fare tutto? Spinetta ha le spalle larghe, ma altri acquirenti dovrebbero tagliare il doppio dei costi e del personale, avendo a che fare con dieci sigle sindacali che si comportano come corporazioni a difesa degli sprechi. Siamo seri: fare volare aerei è faticoso e non si guadagna neppure molto, meglio fare scarpe o Ferrari, è meno complicato e garantisce più utili. Anche un bambino capirebbe che è un bluff".

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Scuola, la grande assente della campagna elettorale (sezione: Schola)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Stai consultando l'edizione del Scuola, la "grande assente" della campagna elettorale di Marina Boscaino Ogni campagna elettorale ha dedicato alla scuola uno spazio particolare, per lo più disattendendo le promesse ad elezioni avvenute. Lo strano tempo che stiamo vivendo vede la scuola relegata ai margini dell'impegno che partiti e coalizioni profondono per farsi preferire. La scuola non rappresenta più un tema allettante per l'elettorato? La prova ulteriore di una deriva che pare ormai inarrestabile. Il capitolo dedicato all'istruzione non figura ai primi posti in nessuno dei programmi elettorali, tranne in quello del Partito Socialista e della Lega, per motivi opposti. Che ne sarà della scuola? Il rischio è enorme: se si leggono le parti dedicate all'istruzione nei singoli programmi elettorali si riconoscono proiezioni di un'idea di società, alcune delle quali proprio non ci piacciono. E si rinnova - attraverso quelle dichiarazioni - l'immagine delle coalizioni che le hanno elaborate, le loro parole d'ordine, le loro vocazioni: la modernità, la tradizione, i localismi, la laicità, il merito. I punti programmatici, che in molti casi risultano approssimativi quando non velleitari, marcano spesso una distanza evidente tra i reali problemi della scuola e il panorama che da quei concetti si evince, più orientato al "mercato" elettorale che ad un'analisi e a una proposta concreta rispetto alle molte criticità. Il grande spartiacque sembra quello tra pubblico e privato, che però non vede un'omogenea riproduzione di posizioni parlamentari che fino a poco tempo fa sarebbero state, almeno considerando le culture di appartenenza, scontate. Sul tema pubblico/privato si gioca l'intersezione tra Partito Democratico, Partito delle Libertà, UDC e Lega, con la Sinistra L'Arcobaleno e lo Sdi che - soli - difendono l'idea di una scuola pubblica e laica, di un sistema in cui le scuole private siano libere, ma senza oneri a carico dello Stato. Come peraltro da dettato costituzionale. Il Pdl dedica 4 righe alla scuola, "quarta missione" del programma (e solo la denominazione fa presagire foschi scenari). La prima non lascia (ahimé) spazio all'immaginazione: "ripresa nella scuola, per gli alunni e per gli insegnanti, delle "3 i": inglese, impresa, informatica". Pochi giri di "cacciavite" al contrario, ed ecco la legge 53 (la cosiddetta Riforma Moratti) pronta per seppellire definitivamente la scuola italiana. Al secondo punto la concessione alla Lega, con una chiusa che rappresenta una vera e propria contraddizione in termini: "difesa del nostro patrimonio linguistico, delle nostre tradizioni e delle nostre culture anche per favorire l'integrazione degli stranieri". Segue una trionfalistica rivendicazione di costituzionalità inedita, inopportuna dal momento che la suddetta legge divaricava i destini dei singoli studenti attraverso la scelta precoce tra scuola e lavoro in terza media, concretizzando sin da quell'età una selezione su base socio-culturale: "attuazione per la prima volta in Italia del disposto dell'articolo 34 della Costituzione: "I capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi""; infine "commisurazione degli aumenti retributivi a criteri meritocratici con riconoscimenti agli insegnanti più preparati e più impegnati", lasciando nella più totale vaghezza il senso dell'aggettivo meritocratico, della preparazione e dell'impegno. Ricordiamo che il centro destra aveva in mente la chiamata diretta degli insegnanti da parte dei presidi. PD, alcuni punti significativi: "assicurare il successo educativo a tutti i ragazzi fino ai sedici anni; portare al diploma almeno l'85% dei nostri ragazzi, e comunque fare sì che nessuno lasci i percorsi di istruzione senza una qualificazione spendibile sul mercato del lavoro". Sarebbe stata auspicabile una definizione più precisa, considerando l'ambiguità che l'innalzamento dell'obbligo di istruzione (e non scolastico) ha generato. Proseguire poi "l'azione per ridare peso e valore, accanto ai licei, agli istituti tecnici e professionali di stato, in un sistema nazionale, articolato sul territorio, di istruzione tecnica, anche di livello superiore": la dimensione nazionale dell'istruzione tecnica e professionale e il suo potenziamento per restituirle la stessa dignità dei licei sono un obiettivo fondamentale nella riorganizzazione ordinamentale della scuola italiana; equivalgono a far uscire dal ghetto circa un milione e mezzo di studenti. Autonomia: pericolosi riferimenti alle "capacità manageriali" dei dirigenti scolastici e cenni ad un percorso di carattere "marketing oriented" (la scelta dei genitori), che ha caratterizzato la lettura deviata di questa importante opportunità della scuola. Maggiore rilievo alle discipline scientifiche, d'accordo: ma non per seguire le prescrizioni derivanti dai dati Ocse Pisa, che ogni anno ci mitragliano con numeri sempre più deprimenti, relativi alle presunte scarse competenze degli studenti italiani. Ma perché le nuove esigenze culturali del mondo lo impongono. "Scuole belle ed aperte (anche ai nonni)" è il titolo di un punto: in cui si incrocia la dimensione della scuola come spazio architettonico, come spazio della socialità e della cultura disponibile per tutto il giorno, di punto di riferimento tra le differenti generazioni e il territorio e l'accorpamento di cicli e indirizzi formativi diversi in "campus della scuola dell'obbligo". Una proposta suggestiva (a parte l'ovvio riferimento al modello americano), ma di difficile realizzazione e soprattutto non prioritaria (esclusa la fondamentale questione del piano del Programma nazionale per l'edilizia scolastica) rispetto alle effettive emergenze della scuola. Ultimo punto, che il PD condivide con l'Udc: l'importanza dell'educazione motoria. Troppe omissioni su nodi cruciali sui quali una compagine governativa dovrebbe riflettere in maniera concreta. E la dimenticanza di alcuni aggettivi - laica e pubblica, soprattutto - che sarebbe stato bello vedere affiancati al concetto di scuola. La Sinistra L'Arcobaleno articola il programma sulla scuola su punti precisi, concreti e fortemente aderenti alla condizione della scuola così com'è: probabilmente l'ascolto di associazioni, mondo della scuola, studenti, ha dato i suoi frutti. Si segnalano, tra gli altri, la revisione del biennio superiore nella realizzazione dell'obbligo a 16 anni nella scuola; un investimento per il sistema di istruzione pari ad almeno il 6% del PIL; la generalizzazione della scuola dell'infanzia; l'eliminazione del precariato esistente nella scuola, sia tra gli insegnati sia tra il personale non docente; il Piano nazionale dell'edilizia scolastica; la prima formazione e la formazione degli insegnanti legata al reclutamento. Articolatissimo il programma della Lega Nord, tutto puntato - oltre che sulla celebrazione della legge Moratti - su devolution, primato della famiglia e scuola padana, potenziamento della parità scolastica, centralità della cultura locale: "solo quando tutte le competenze in campo scolastico passeranno dallo Stato alle Regioni, finalmente la scuola diverrà espressione del proprio territorio con programmi didattici differenziati e con proprio personale insegnante". Inutile qualsiasi commento. Ciò che accomuna tutti i partiti e le coalizioni, compresa l'Italia dei Valori, è l'attenzione per l'inglese e le tecnologie (sempre "nuove", nonostante lo scorrere del tempo): l'augurio è che a tale centralità seguano una cultura e modalità differenti di introduzione delle tecnologie della comunicazione nella didattica. Il programma dell'Unione del 2006 dedicava alla scuola 17 pagine: molte delle proposte non sono state attuate, forse anche per il precoce scioglimento delle Camere. Nel febbraio del 2007, dopo la crisi di Governo, la scuola occupava la seconda posizione del nuovo programma. Speriamo che - qualora l'Italia non finisca nelle mani di Berlusconi - ci si renda conto che i problemi della scuola italiana sono enormi. E che un'operazione di puro re-styling - ispirata a suggestioni allettanti ma di difficile realizzazione e talvolta non aderenti al mandato costituzionale della scuola - è improponibile se non si mette mano a questioni scottanti.

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Un colpo di scure (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola , Schola

SINDACATI ALL'ATTACCO Un colpo di scure di FRANCO VEROLI ? MACERATA ? ISCRITTI IN AUMENTO, posti in calo e classi superaffollate, spesso con più di trenta alunni. "Chiederemo un incontro al prefetto affinché garantisca il rispetto delle leggi, sosterremo le famiglie che decideranno di rivolgersi alla Magistratura, non escludiamo una giornata di sciopero". I sindacati della scuola Cgil, Cisl e Uil e Snals, contestano su tutta la linea la logica dei tagli seguita dal direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Michele De Gregorio. Per la provincia di Macerata è prevista la cancellazione di 48 posti: 15 nella scuola primaria (Elementari), 11 alla secondaria di primo grado (Medie) e 22 alla secondaria di secondo grado (Superiori). Una scelta che si muove in direzione opposta all'andamento delle iscrizioni, considerate tutte le classe: 141 in più alla Materna, 195 in più alle Elementari, 128 in più alle Medie e 313 in più alle Superiori. "SIAMO ALLE SOLITE ? commenta Giampaolo Cingolani della Cgil ? Si decide di tagliare per fare cassa a prescindere dagli effetti che si producono sull'organizzazione della scuola e la qualità della didattica. Peraltro i criteri sono poco trasparenti, sia per quel che riguarda le diverse province delle Marche, sia gli ordini di scuola. Non solo: si va ben oltre quanto previsto dalla stessa legge Finanziaria, secondo la quale i tagli vanno effettuati per il 60% sull'organico di diritto e per il 40% sull'organico di fatto. L'Ufficio scolastico regionale vuole farli tutti sull'organico di diritto". "Il dottor De Gregorio è più realista del re ? ha sottolineato Enrico Paolucci della Uil Scuola ? Ma dovrebbe fare attenzione a quello che ha chiarito il ministro Fioroni, che ha richiamato i dirigenti al rispetto dei parametri della Finanziaria: 60% sull'organico di diritto e 40% sull'organico di fatto". ANNA MARIA CHIRCHIÙ, della Cisl scuola, è lapidaria: "Si vuole aumentare il numero degli alunni per classe riducendo, di conseguenza, il numero delle cattedre. E' il solo parametro in testa ai governi e all'Ufficio scolastico regionale. Le conseguenze? L'abbassamento, inevitabile della qualità, visto che, ormai, in molti casi si va verso classi con 30, 32 o 34 alunni. E ciò colpisce sia le scuole più periferiche, quelle tecniche e professionali dell'entroterra, come pure quelle del capoluogo e della fascia costiera". Le prove? Le ha fornite Giovanni Bonvecchi, segretario dello Snals: "All'Istituto tecnico agrario di Macerata, con 90 iscritti alle prime, con quattro alunni disabili, sono state autorizzate solo tre prime. Eppure la legge prevede che, nel caso in cui vi sia la presenza di un disabile, il numero degli alunni non possa essere superiore a venti. Allo Scientifico di Macerata, con 203 iscritti, a fronte di una richiesta di otto prime classi, ne sono state concesse solo sette, ognuna delle quali di 29 alunni. Ed è noto che le aule di cui l'Istituto dispone non possono accogliere, sulla base delle nrome legate alla sicurezza e all'igiene, classi così numerose". Analogo il discorso per il Classico di Tolentino, quello di Recanati e Camerino, ma anche per l'Itc di Macerata (sei classi prime per 189 allievi, una media di 31,5 alunni per classe) o l'Ipsar di Cingoli e tanti altri. - -->.

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Il lavoro e gli assenteisti, fuoco di domande per Ichino e Cazzola (sezione: Schola)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

CONFRONTO BIPARTISAN CON I DIRIGENTI INDUSTRIALI Il lavoro e gli assenteisti, fuoco di domande per Ichino e Cazzola ? MILANO ? POSTO IL TEMA "Le politiche sul lavoro e le relazioni industriali in Italia dopo le elezioni", posto il contesto (quello dell'Associazione direttori risorse umane) gli interlocutori non potevano che essere Pietro Ichino e Giuliano Cazzola. Che poi siano l'uno candidato nel Pd e l'altro nel Pdl, diventa quasi ininfluente. L'analisi dei problemi non si discosta. I due esperti - e tra i più qualificati, nel panorama nazionale (l'uno docente di diritto del lavoro, l'altro di diritto della previdenza sociale - prima ancora che politici sono stati sottoposti al fuoco di fila dei temi che appunto di dirigenti industriali si pongono di fronte ad una tornata elettorale che, si spera, possa portare ad una svolta verso un riformismo sostanziale e non di facciata. Così se tematiche quali la "defiscalizzazione del premio di risultato" o "la formazione di chi perde il posto di lavoro" erano strettamente attinenti agli interessi di categoria, non potevano mancare anche spunti di provocazione più generali, quali "l'assenteismo diligante nel settore pubblico, nonché l'impossibilità oggi di premiare i più meritevoli degli statali e parallelamente licenziare i fannulloni". Anche su quest'ultimo tema giocavano in casa entrambi i professori, da tempo ormai abituati appunto alla denuncia dei fenomeni di decadimento e delle inefficienze del sistema della pubblica amministrazione. Stesse analisi, in fin dei conti, viste - se si vuole - con un'ottica solo parzialmente diversa, ma sostazialmente convergente nelle soluzioni da proporre, non già per il bene di una parte, ma di tutto lo Stato. - -->.

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Colaninno atteso a Gubbio e a Ponte S. Giovanni (sezione: Schola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola , Schola

TACCUINO Pd ? Oggi alle 10 a Cascia Marina Sereni sarà al volantinaggio al mercato di Cascia. Alle 10,30 a Monte Castrilli e Amelia Leopoldo Di Girolamo partecipa a delle iniziative Pd. Alle 15,30 a Gubbio iniziativa per imprenditori e associazioni all'Hotel Beniamino Ubaldi con Matteo Colaninno e Walter Verini. Alle 16 a Preci Marina Sereni e Agnese Benedetti saranno all'iniziativa all'Hotel Agli Scacchi. Alle 16,30 a Terni Lepoldo Di Girolamo e Cesare Fioriti incontrano gli ex socialisti nel gazebo di piazza Europa. Alle 18 a Norcia Marina Sereni sarà al Complesso S.Francesco. Alle 18,30 a Marsciano iniziativa con Gianpiero Bocci. Alle 18,30 a Terni iniziativa politica "Comitato Terni Sud" al Centro Polis. Intervengono Leopoldo Di Girolamo e Donatella Massarelli. Alle 20,30 ad Arrone cena elettorale con Marina Sereni, Leopoldo Di Girolamo, Francesco Ferrante e Donatella Massarelli. Alle 21 al Cva Ponte S.Giovanni iniziativa su lavoro e sviluppo con Matteo Colaninno e Anna Rita Fioroni, Manlio Mariotti (segretario regionale Cgil), Paolo Baiardini. Introduce: Giacomo Leonelli. Alle 21 a Ferro di Cavallo al Centro socio culturale cena con Cesare Fioriti, Sauro Cristofani, Nicola Mariuccini. Alle 21 a Castel del Piano (Sala della Filarmonica) iniziativa con Sandro Gozi, Piero Mignini, Antonello Chianella. Alle 21 a Marsciano (ristorante Oasi) cena con Gianpiero Bocci e G.Franco Chiacchieroni. - -->.

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La Regione pronta al dietrofront sui poli formativi (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola , Schola

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-03-26 - pag: 15 autore: EMILIA-ROMAGNA. Riveduta la bozza La Regione pronta al dietrofront sui poli formativi Elena Salini BOLOGNA Si perfeziona lo schema dell'offerta di formazione alta specialistica e superiore in Emilia- Romagna. Non è infatti stato formalizzato dal Consiglio dei ministri il decreto Fioroni già approvato dalla conferenza StatoRegioni (dov'è prevista la costituzione di Istituti tecnici superiori, Its), sulla base del quale la Regione aveva diffuso una bozza in cui non si parlava più di poli formativi regionali. Ora, in attesa che si pronunci il nuovo Governo che si insedierà dopo il voto, la bozza è stata ripescata e rivista prevedendo di nuovo i poli formativi. Poli non intesi come soggetti giuridici (mentre in passato si era parlato di consorzi di gestione) ma come "sistema di rete". Gli Its (in capo agli istituti tecnici e gestiti da Fondazioni create ad hoc) restano il baricentro della rete formativa regionale, ma devono integrarsi in modo coordinato con gli Ifts (Istruzione e formazione tecnica superiore) e altri percorsi di formazione superiore tenendo conto di aree tematiche che avranno valenza regionale, a loro volta inserite nelle sei macro aree tecnologiche nazionali di riferimento. L'obiettivo della Regione è quello di dare in questo modo organicità e coerenza all'intera programmazione, regionale e nazionale. L'auspicata dimensione regionale risponde all'esigenza di una "risposta interprovinciale – si legge nella bozza regionale – ai fabbisogni di alta professionalità delle imprese, che partendo da letture ed esigenze locali sappia coinvolgere più versanti, anche differenti tra loro, facendo in modo che il prodotto di questo intreccio valga per ognuno di essi e al contempo sia oggettivamente diverso da ciò che singolarmente ognuno può produrre, impegnandosi a relazionarsi con i costituendi Its". è importante, spiega la Regione, il collegamento con i centri di ricerca e con i tecnopoli per assicurare la finalità formativa di innovazione e ricerca di tutta la rete in fase di costituzione, quella degli istituti tecnici superiori, degli Ifts, dei corsi di formazione superiore. Gli ambiti prescelti restano meccanica; logistica e trasporti; agroalimentare; abitare ed edilizia; energia e ambiente; Ict e innovazione organizzativa anche per il terziario; turismo. Il percorso attuativo avrà un andamento progressivo a cominciare dall'integrazione dell'accordo tra Regione e Province per il coordinamento della programmazione 2007-2009 per il sistema formativo e per il lavoro, seguito dalla chiamata dei progetti per i percorsi Ifts e per la realizzazione dei corsi di formazione superiore. Quindi la Regione farà partire l'avviso di chiamata per i soggetti che costituiranno gli Its regionali riferiti alle aree tecnologiche nazionali e correlate per il territorio agli ambiti settoriali che dovranno presentare un piano formativo triennale, indicare le figure di riferimento per l'attività formativa e i soci fondatori che affiancheranno l'Istituto tecnico proponente. A quel punto, valutate le candidature, saranno costituite le Fondazioni Its. LA RETROMARCIA Il no al decreto ministeriale ha indotto Viale Aldo Moro a rivisitare il progetto di un sistema a rete tematico per Its e Ifts.

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La crisi della democrazia - massimo l. salvadori (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Commenti LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA MASSIMO L. SALVADORI Quale è lo stato di salute della democrazia in Italia? e quale più in generale nel mondo? La prima risposta che viene sulla penna è che esso appare non essere mai stato così buono. Due i segni principali. Il primo è che mai come oggi tanti Stati si definiscono democratici (va da sé che per democrazia si intende la liberaldemocrazia o democrazia parlamentare, poiché l'altra democrazia, quella "proletaria" o comunistica che aveva preteso di far rinascere la democrazia diretta dell'antica Grecia e della Comune di Parigi del 1871 fondandola sui soviet, prima ha distrutto se stessa, poi si è trasformata in un ordine totalitario). Il secondo segno è che - quanto meno nei paesi che, al di fuori di ogni connotazione geografica, vengono comunemente chiamati, proprio in riferimento all'accettazione della democrazia liberale, "occidentali" - sono assenti al loro interno o ridotte a entità marginali le forze, che invece ebbero in passato un grande vigore, idealmente e praticamente orientate al sovvertimento delle sue istituzioni. Sennonché quella democrazia che non ha da temere l'assalto di virus esterni, deve temere, e molto, i virus interni che ne indeboliscono i tessuti, al punto da giustificare la domanda: i regimi e i governi che continuiamo a definire democratici non dovrebbero, in corrispondenza di ciò che ne costituisce oggi propriamente la natura, essere altrimenti definiti? Stabilito per un verso che la democrazia non ha mai costituito uno strumento atto a regolare i conflitti tra gli Stati o le unioni di Stati (e vi è da chiedersi se mai potrà esserlo) e per l'altro che i processi democratici hanno sempre avuto come ambito possibile gli spazi interni ai singoli Stati, guardando alla situazione attuale siamo indotti a constatare i seguenti fattori di grave deterioramento. L'ambizione fondante della democrazia è che il popolo sovrano sia posto in condizione di scegliere e selezionare i propri rappresentanti nei Parlamenti e di controllare efficacemente l'operato del governo; che le istituzioni e le leggi finalizzate a regolare la vita comune siano il frutto di decisioni di coloro che esercitano per delega popolare il potere sovrano; che non si diano poteri particolaristici sottratti a sanzione democratica atti a influire in maniera determinante sulla vita della collettività; che esista un'informazione sufficientemente libera da rispecchiare la pluralità delle culture e degli interessi e respingere soffocanti condizionamenti da parte di concentrazioni monopolistiche o oligopolitistiche. L'ambizione, il fine insomma, della democrazia è impedire che si determini uno stato di cose per cui vi sia chi decide per gli altri disponendo di preponderanti poteri sottratti al processo democratico. Orbene, l'insidia che sempre più palesemente mina i regimi democratici è il dato di fatto secondo cui troppi poteri ? oggi molto favoriti dalla globalizzazione - agiscono al di fuori di ogni possibilità di influenza e di controllo da parte del popolo che si continua a definire sovrano. Il che si osserva, naturalmente, più in alcuni Stati e meno in altri: ma dovunque soffia un vento prevalente. Sulla democrazia nel mondo si potrebbero fare molte considerazioni, ma qui mi limito a registrare il continuo accrescimento del potere di ristrette oligarchie economiche in grado di prendere decisioni su scala internazionale e nazionale relativamente all'allocazione, alla produzione e alla distribuzione di enormi risorse di valore strategico per le popolazioni dei vari Stati, le quali letteralmente non sono "raggiunte", neppure toccate dal processo democratico; una altrettanto generale tendenza all'interno degli Stati alla crescente riduzione del popolo detto sovrano a una massa di consumatori che, nel quadro della dilagante sartoriana "videocrazia", subisce passivamente l'iniziativa di oligarchie politiche e di partito, le quali (come si vede esemplarmente, ma non solo, anzitutto negli Stati Uniti) poggiano in molti casi su matrici addirittura familiari. Si tratta di processi certo non nuovi, che la scienza politica ha messo da tempo in luce. Ma quel che oggi si nota di nuovo è la loro estrema accelerazione. In Italia poi il processo democratico appare profondamente malato. E' malato uno Stato democratico in cui: cresce la sfiducia dei cittadini verso i politici; una parte consistente del territorio nazionale vede le organizzazioni criminali competere vittoriosamente con lo Stato, facendo prevalere la propria autorità su quella legittima e avendo la capacità di influenzare e inquinare molti e ampi settori dell'organizzazione sociale, economica e politica dell'intero paese; l'esercizio della giustizia è non solo quanto mai mal funzionante ed inefficiente ma anche oggetto di una perpetua contesa tra gli opposti schieramenti politici e l'operato della magistratura è in costante tensione con i partiti; il più importante mezzo di informazione e principale palestra del confronto politico, la televisione, è diviso tra un sistema pubblico privo di autonomia dai partiti e un sistema privato monopolistico nelle mani di un padrone-leader di partito-più volte capo del governo-proprietario di quotidiani, periodici, case editrici; lo Stato e il governo non riescono a contrastare le roccaforti di potenti corporazioni che avvolgono nella loro rete la società e impongono i loro interessi; esistono forze politiche come la Lega che minacciano secessione facendo leva sulla xenofobia e alimentando l'avversione di una parte del paese contro l'altra. Queste sono le malattie organiche, che possiamo definire permanenti. Ad esse si è aggiunta, grazie ad una legge elettorale sciagurata, quella che ha inferto un vulnus gravissimo a uno dei principi basilari della democrazia, il quale vuole che la rappresentanza parlamentare non sia il parto esclusivo di élites che cooptano se stesse e i loro peones offrendo unicamente al corpo elettorale la scelta tra mangiare la minestra che per esso è stata cucinata oppure saltare dalla finestra. Sentiamo affermare orgogliosamente da parte dei due maggiori partiti in competizione per la prossima tornata elettorale che essi stanno mettendo in atto la più importante e coraggiosa opera di rinnovamento della classe politica mai avvenuta nella storia della Repubblica. Ma essi tacciono o quanto meno mettono la sordina sul fatto che per la seconda volta nella storia della Repubblica la scelta dei candidati e dei futuri eletti è stata integralmente sottratta al popolo, il quale si trova quindi costretto da ristretti gruppi dirigenti, che hanno imposto ai loro stessi partiti e più in generale all'intero elettorato i propri "uomini", a votare "scatole chiuse". Tutto ciò porta a concludere che in Italia il regime che continuiamo a definire democratico costituisce forse una delle forme estreme di uno svuotamento della democrazia il quale ha preso corso, più o meno vistosamente, in tutti i paesi; e a poter o dover affermare che la funzione del popolo supposto sovrano è sostanzialmente ridotta a una mera legittimazione passiva del processo che porta alla formazione dei governi, la cui natura è di essere perciò "governi a legittimazione popolare". Sarà la democrazia in grado, in primo luogo nel nostro paese, di trovare le vie di una sostanziale rigenerazione? Speriamo che per la sentenza non si debbano attendere i posteri.

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Sprechi i servizi affidati in esterno (sezione: Schola)

( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Sprechi i servizi affidati in esterno Serve un appalto per avvitare le viti I dipendenti Alitalia non lo sanno fare La complicata pulizia delle foderine dei sedili La gestione del contenzioso e dei reclami commerciali. I pasti a bordo, per i passeggeri e gli equipaggi. Ma anche la pulizia delle foderine dei sedili e lo spostamento della paratia mobile che separa la classe business da quella economica. È lunga la lista dei servizi che l'Alitalia appalta a fornitori esterni. Ed è nella giungla dei contratti che regolano questi rapporti che si annidano spesso le inefficienze più clamorose di una gestione che ha portato la compagnia sull'orlo del fallimento. In alcuni casi si acquistano prestazioni inutili, in altri si scelgono costi triplicati rispetto a quelli di mercato, in altri ancora si fraziona lo stesso appalto per garantire provvigioni a più fornitori. Il risultato è lo spreco di risorse pubbliche, l'utilizzo irrazionale del personale dipendente e il proliferare di rapporti clientelari. Il quadro che emerge da una rapida indagine condotta dal Riformista nell'intricata rete delle società che beneficiano di appalti Alitalia è sufficiente per immaginare i risultati riscontrati durante la due diligence effettuata da Air France. Emerge, in particolare, un caso che sintetizza eloquentemente le cattive abitudini consolidate negli anni. Nel 2006 Alitalia firma un nuovo contratto con un fornitore esterno al Gruppo per la gestione dei reclami bagagli e di quelli commerciali. Il contratto precedente, che si sceglie di non rinnovare, è con la Team Trackers, un operatore di livello europeo che, ironia della sorte, è proprio del gruppo Air France. Il nuovo contratto è con Stb, un piccolo studio legale con sede a Roma. Il risultato è che i costi per il singolo reclamo triplicano rispetto al precedente accordo, tanto che il budget per il 2008 per il solo estero viene portato da meno di 1 milione a oltre 2,5 milioni. Ma il vero e proprio paradosso sta nel fatto che Stb è anche lo studio legale di Alitalia per i contenziosi. Così, evidentemente, non c'è alcun interesse a chiudere un reclamo senza contenzioso. Conseguenza immediata: lo studio legale passa all'incasso due volte e si registra un aumento mai verificato prima delle cause avanzate dai passeggeri. Il caso è noto a tutti all'interno del management, tanto che viene portato anche all'attenzione del cda. Ma il contratto è talmente "blindato" che tutto resta fermo. E a risentirne sono ovviamente le casse della compagnia. Così come avviene per le altre numerose sacche di inefficienza che si annidano ovunque, anche nei servizi più elementari. I pasti a bordo, quelli per i passeggeri e quelli per gli equipaggi, sono forniti da una società esterna, come avviene per tutte le altre compagnie aeree. Nel caso di Alitalia, però, c'è un intreccio di società che gestiscono ognuna una porzione dell'appalto: la confezione, il packaging e il trasporto a bordo. E allora, per garantire a tutti un margine di guadagno sufficiente, un pasto da mensa arriva a costare all'azienda anche 40-50 euro. Altro esempio eclatante è quello che riguarda la pulizia delle foderine poggiatesta. Il cabinista, dipendente di Az Servizi, è tenuto a smontare la foderina che viene poi consegnata alla società esterna incaricata. Seguono trasporto, lavaggio e nuovo trasporto, fino al ritorno nelle mani dell'addetto che le rimonta. In moltissime compagnie europee è bastato scegliere materiali plastici che sono gli stessi assistenti di volo a pulire con un colpo di spugna. Un'altra società esterna ha in appalto lo spostamento della paratia che separa la classe business da quella economica. Un'operazione che si ripete spesso, per adeguare le caratteristiche dell'aereo alla tipologia del viaggio e della clientela. Ci sono due viti da svitare e riavvitare ma nessun dipendente Alitalia ha evidentemente la professionalità necessaria per portare a termine l'operazione. Così, anche in questo caso, c'è un appaltatore lautamente retribuito. Non solo. Con alcuni di questi fornitori privilegiati non vengono rispettati i pagamenti e si finisce in tribunale. Nell'ultimo documento contabile disponibile Alitalia evidenzia che i decreti ingiuntivi notificati, già opposti e tuttora pendenti, riguardano anche un fornitore di filmati da trasmettere a bordo degli aeromobili, per 1,2 milioni; un fornitore di servizi informatici, per 812 mila euro; un fornitore di prestazioni manutentive, per 492 mila euro e tre fornitori, per un totale di 76 mila euro. Il quadro, nel complesso, è quello di un'azienda che se fosse privata sarebbe già fallita. Oggi invece, nonostante tutto, c'è ancora Air France che offre una chance. 26/03/2008.

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I tagli della Finanziaria 2008 spazzano via molte classi, ma gli iscritti aumentano. Sono pe (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola , Schola

Di LUCIA PACIARONI I tagli della Finanziaria 2008 spazzano via molte classi, ma gli iscritti aumentano. Sono pesanti le conseguenze che dovranno subire gli istituti scolastici ed i sindacati non ci stanno. "A livello regionale c'è un forte stato di agitazione, perché si è aperta una vertenza contro l'ufficio regionale scolastico che ha deciso di applicare i tagli al cento per cento in organico di diritto" spiega Giampaolo Cingolani, segretario generale Flc Cgil Macerata. Una situazione che si ripropone nel Maceratese. "Nonostante gli iscritti aumentino, alla nostra provincia è stato imposto di applicare tagli sui posti dei docenti" aggiunge Cingolani. I dati dell'ufficio scolastico evidenziano in effetti un buon numero di iscritti in più rispetto all'anno precedente: 141 nella scuola dell'infanzia, 195 nella primaria, 128 nella secondaria di primo grado e 313 nella secondaria di secondo grado. I tagli imposti in provincia riguardano quindici cattedre nelle primarie, undici nella secondaria di primo grado e ventidue nella secondaria di secondo grado. Ma non basta. "Ci sono norme ben precise che prevedono determinati metri quadrati di spazio per ogni alunno nelle aule, mentre abbiamo classi affollate che creano disagi e danni alla salute. Nelle scuole ci sono tutte le premesse per prendere malattie contagiose ed infettive" precisa Giovanni Bonvecchi, segretario provinciale dello Snals che indica anche alcune delle numerose scuole in cui non c'è la metratura adeguata e ci sono troppi alunni in una sola classe. Anche quando è presente un ragazzo diversamente abile. Per esempio, all'Istituto tecnico agrario di Macerata ci sono tre classi da 30 alunni, di cui quattro con diversamente abili, all'Ipia di Corridonia si chiede di accorpare una classe di 16 e una di 17, mentre al liceo scientifico di Macerata ci sono sette prime classi per 203 iscritti, con una media di 29 alunni per classe. Problema analogo all'Itc di Macerata che ha sei classi per 189 allievi. Al liceo classico di Tolentino ancora classi con 30 alunni, con la presenza di soggetti diversamente abili e la situazione si ripete al liceo classico e all'Itis di Recanati, all'Ipct di Recanati e Civitanova, all'alberghiero di Cingoli. "Alle famiglie non interessa questo? - dice Bonvecchi - Poi si parla tanto dei debiti formativi, ci sono tutte le premesse perché aumentino. In classi così numerose, c'è meno apprendimento. I genitori devono fare ricorso". E proprio loro, i genitori, hanno chiesto aiuto al sindacato, come spiega Cingolani: "Per la prima volta le famiglie hanno chiamato per chiederci di dare visibilità al disagio che si sta vivendo nelle scuola". E i sindacati di certo non rimarranno fermi: hanno intenzione di chiedere un incontro all prefetto, nei prossimi giorni, per richiamare l'attenzione sulle questione di sicurezza e legge. Enrico Paolucci, segretario provinciale Uil Scuola sottolinea riguardo ai tagli che "il ministro Fioroni ha dato direttive precise, prevedendo che il 60 per cento dovesse riguardare l'organico di diritto e il 40 l'organico di fatto". Ma i problemi non finiscono qui, infatti Cingolani aggiunge: "Esploderà preso il problema della presenza di bambini extracomunitari nelle scuole, questione che renderà difficile la gestione delle classi".

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Al Sud 100 miliardi senza idee (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-26 - pag: 18 autore: Al Sud 100 miliardi senza idee Fondi Ue, "babele" di 66 programmi operativi ma mancano i grandi progetti Carmine Fotina ROMA Trarre una lezione dagli errori del passato non è sempre una cosa semplice. Per rendersene conto basta guardare a come l'Italia ha impostato la gestione del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013: 122 miliardi di euro di cui oltre l'80% diretti al Mezzogiorno. Il fallimento della programmazione 2000-2006 e la necessità di cambiare passo fanno capolino nel dibattito tra appassionati del meridionalismo. Ma nell'agenda politica e, almeno per ora, nei programmi di Pd e Pdl i grandi progetti su cui concentrare il nuovo fiume di denaro a disposizione non hanno trovato spazio. Eppure in gioco ci sono 100 mi-liardi di euro, tra cofinanziamento nazionale, Fas e fondi europei destinati alle regioni dell'Obiettivo Convergenza – Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia –e fondi per Sardegna, Abruzzo e Molise. Quasi 10 Finanziarie messe insieme. Un'occasione storica. Ai due grandi schieramenti politici va il compito di dire come e dove orientare questa valanga di fondi pubblici, come coordinare 66 Programmi operativi approvati da Bruxelles ma già carichi di una grande dose di incoerenza tra obiettivi e finalità di spesa adottati delle singole regioni. Guardandosi alle spalle, non c'è un'unica grande opera – fatta eccezione forse per la Metropolitana di Napoli – degna di essere menzionata per aver usufruito dei fondi di Agenda 2000, anche perché spesso e volentieri si è attinto alle risorse europee non per sviluppare progetti strategici ma per sostituire la spesa ordinaria (nel frattempo diminuita). C'è da segnalare poi il capitolo frodi: un rapporto presentato allacommissione Bilancio del Parlamento Ue attribuisce a Sicilia e Calabria il primato di irregolarità legate ai fondi strutturali. I casi registrati nelle due Regioni sono 160 (74 in Sicilia, 86 in Calabria) per un ammontare di 80,4 milioni di euro (su un totale italiano di 300 milioni). I risultati mancati Il rischio che si sta riproponendo è quello di una governance scoordinata che non indichi progetti prioritari, sovraregionali quando serve, come nel caso delle infrastrutture. La partenza del resto non è stata esaltante. Dai 14 Programmi operativi che componevano il Quadro comunitario di sostegno 2000-2006 si è passati a 66 Programmi per il Quadro strategico nazionale. La novità è che ciascun Programma sarà cofinanziato da un solo Fondo strutturale e questo, se sulla carta dovrebbe facilitare i meccanismi di spesa, rende più urgente un'opera di razionalizzazione. Quasi un anno e mezzo dopo l'Italia non ha ancora speso un solo euro della Programmazione scattata all'inizio del 2007, costretta ancora – a tempo ormai scaduto – a completare la spesa relativa ad Agenda 2000. La società Vision and Value e la London School of economics, valutatori esterni incaricati dal ministero dello Sviluppo economico, hanno passato al setaccio l'utilizzo dei fondi strutturali per il periodo 2000-2006. Cinquantuno miliardi di euro – la metà di quelli a disposizione con il Qsn – che raramente hanno portato al raggiungimento degli obiettivi e, in più di un caso, hanno perfino prodotto un ulteriore arretramento del Sud rispetto al Centro- Nord. Effetto perverso di un'intermediazione politica eccessiva, opaca, inefficiente. Facciamo alcuni esempi. Nel 1999, prima dell'arrivo dei fondi europei, il tasso di occupazione nelle regioni Obiettivo 1 del Mezzogiorno era del 43%; sette anni dopo il miglioramento si è ". Non solo. La delibera Cipe che fissa il meccanismo di incentivazione include tra gli obiettivi di servizio la "tutela e il miglioramento della qualità dell'ambiente in relazione alla gestione dei rifiuti urbani". Tra i target da raggiungere per ottenere la premialità di 667 milioni di euro, la Campania è chiamata a far scendere la quantità procapite di rifiuti urbani smaltiti in discarica da 304 a 230 chilogrammi. E la quantità di rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata nella regione dovrà salire dal 10,6 al 40 per cento. Così, in piena crisi, per la Campania è scattata la sfida più difficile: tramutare in "oro" la spazzatura. (C.Fo.) fermato al 45,9%, mentre nello stesso intervallo il CentroNord è cresciuto dal 59,4 al 65 per cento. Si puntava a rilanciare il turismo: ebbene nelle strutture ricettive le giornate di presenze per abitante sono aumentate da 2,9 a 3,3. Mentre nelle regioni del Centro-Nord si passava da 6,8 a 7,5. Nel documento di presentazione del Qsn è lo stesso Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e coesione a prendere atto dell'insuccesso della precedente programmazione: "I numeri evidenziano un regresso sugli indicatori della legalità e non migliora l'indicatore di incidenza di lavoro non regolare, con peggioramenti in alcune regioni. Di poco – si legge ancora nel documento del Dipartimento – aumenta la presenza sui mercati internazionali, mentre peggiora il mix delle esportazioni di prodotti la cui domanda internazionale è in crescita". Dal 1999 al 2006, in sintesi, pochi progressi e diversi passi indietro con errori da non ripetere da qui al 2013. Gli obiettivi futuri Sessantasei Programmi operativi, alla media di 140 pagine ciascuno, fanno oltre 9.200 pagine di indicatori e obiettivi per ognuno degli assi prioritiari. In alcuni casi si punta a una maggiore concentrazione rispetto al passato (ad esempio la Campania indica progetti comunitari a partire da 50 milioni di euro) ma prevalgono indicazioni generiche e spunti che fanno pensare ancora a un eccesso di dispersione. La stagione del Quadro strategico nazionale si era aperta con l'annuncio del governo Prodi riunito a Caserta nel gennaio 2007. è ufficialmente partita in tutte le regioni ma senza che dal livello centrale siano state indicate grandi opere o singoli progetti sovraregionali su cui scommettere. "Per non disperdere in micro- interventi anche la programmazione 2007-2013 serve un rapido ripensamento: molte cose si possono correggere in corsa, se necessario chiedendo l'autorizzazione europea – dice Luca Bianchi, vicedirettore della Svimez –. Le grandi priorità siano fissate a livello centrale, poi le Regioni, alle quali nessuno vuol togliere competenze, si occupino di definirle e metterle in pratica". Qualcuno, come Bianchi, si spinge fino a immaginare una sorta di Commissione Attali per il Mezzogiorno, qualcun'altro – come il ministro dello Sviluppo Bersani – ha ipotizzato una "cabina di regia" nazionale. Sulla sponda opposta c'è chi come l'economista Nicola Rossi si è chiesto piuttosto se non sia il caso di attivare una commissione parlamentare di inchiesta che faccia luce sui guasti della "nuova programmazione " dalla metà degli anni 90 a oggi. Il dibattito è più che mai aperto. carmine.fotina@ilsole24ore.com ERRORI DA NON RIPETERE La programmazione del periodo 2000-2006 non ha centrato gli obiettivi A Sicilia e Calabria primato delle frodi con 160 casi.

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Dal nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e gi (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola , Schola

NINO BERTOLONI MELI dal nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e già a Trapanì (volo privato da Ciampino, niente Alitalia) lo usa come una corazza per andare lancia in resta contro il Pdl e la destra. Per la prima volta da quando è in campagna elettorale, il leader del Pd abbandona il guanto di velluto e lo schema del "confronto civile tra avversari" e veste i panni del grintoso attaccante di mischia. "Basta con il cuffarismo", è una delle frasi più gettonate e applaudite. Ai cantieri navali trapanesi, in una città che fa finta di non accorgersi del pullman, dopo una ragazza che apre il comizio dandogli del lei ("caro Walter, faccia qualcosa per non far più emigrare tanti giovani"), il leader del Pd lancia il primo affondo contro la destra: "Questa classe dirigente affarista e sperperatrice dovrà rendere conto del suo operato disastroso. Dobbiamo liberarci di questa cappa di piombo che incombe sulla Sicilia". Ma è a Palermo, in una piazza Verdi con cinquemila persone davanti al teatro Massimo, che Veltroni porta l'affondo più acuminato. "La destra ha fatto male alla Sicilia", urla tra gli applausi. E sciorina un carniere di malefatte, con dati e numeri, da brivido. La Sicilia, informa Veltroni, "è agli ultimi posti in tutte le classifiche sociali", sicché se l'occupazione in Italia è al 58,7 per cento, nell'isola è al 44,6; la disoccupazione a sua volta è al 13 mentre nel "Continente" è al 6,1; le donne disoccupate sono il 17,3 mentre in Italia sono il 7,9; le imprese in Sicilia ammontano a 270 mila su un totale di 4 milioni 371 mila (nel Mezzogiorno un milione 221 mila); pil per abitante, 16 mila euro nell'isola contro 25 mila nel Paese. Conclusione: "Chi ha governato tutti questi anni, chi mangia cannoli deve rendere conto di tutto questo sfascio". Sul palco, unica ad avere accesso, c'è Anna Finocchiaro l'anti-Lombardo, che Veltroni indica alla pubblica ammirazione. Anna la catanese riesce ad accendere l'animo dei corregionali e batte e ribatte sul tasto delle "classi dirigenti siciliane vera calamità da estirpare, e con l'arma del voto potete farlo". Giù dal palco confuso con tanti altri notabili, ex e aspiranti (si vedono Lumia, D'Antoni, Carra, Colajanni), c'è Beppe Fioroni da Viterbo ora proconsole in Sicilia dove è capolista. Dice il ministro uscente dell'Istruzione: "Qui puntiamo al 38 per cento. Troppo? No, sinistra alternativa e Di Pietro nell'isola non passano la soglia e molti loro voti verranno a noi. E poi non ci sono i radicali". Fioroni ha organizzato una cena elettorale ad Agrigento di ex Margheriti e centristi, Cardinale e Cusumano tra gli altri, ma Veltroni non c'è andato. L'attacco del leader Pd alla destra continua. Dal palco palermitano su Cosa nostra piomba l'anatema: "I mafiosi sono vigliacchi, mascalzoni, bande di assassini che arrivano a sciogliere bambini nell'acido, la mafia è la vera rovina di questa terra". E torna a martellare sul Pdl e su Lombardo, spiegando in sostanza che se un siciliano vota Mpa si ritrova Bossi in casa e degli stranieri al governo se quelli vincessero, visto che "l'ultima furbizia" del Cavaliere è stata di allearsi con la Lega al Nord e con l'Mpa al Sud, "ma chi vota Pdl si ritrova a votare i sostenitori di "forza Etna", ve li ricordate, quelli che tifavano per l'eruzione del vulcano". E Berlusconi? "Continua a rifiutare il confronto in tv, ma non rinuncia ad attaccarci sulle sue televisioni, tutto questo non è normale".

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Una sortita ad uso e consumo delle tv in "berlusca style" (sezione: Schola)

( da "Liberazione" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola , Schola

Pensioni, la campagna del piddì assomiglia tanto a quella della destra Una sortita ad uso e consumo delle tv in "berlusca style" Stefano Bocconetti Piazzale Flaminio, Roma. E' già quasi centro - il piazzale in realtà è solo un'enorma fermata di bus e metropolitana - separato da piazza del Popolo da un'antica porta. E' vicinissimo al centro ma ancora non lo è. Nè negozi, nè insegne, solo pizzerie take-away. A piazzale Flaminio ci si passa, non ci si ferma. Lo shopping è là, appena dopo il semaforo pedonale, ma nessuno qui sembra avere nulla a che fare con quelle insegne. Facce stanche, tutto di corsa. Lavoro, o bambini, o scuola. Alle due e mezza del pomeriggio nella stazione del metrò già distribuiscono un'edizione serale della free-press. Quei giornali gratuiti che ti accompagnano negli spostamenti urbani. Ieri, uno di questi giornali titolava: "Veltroni, aumenterò subito le pensioni". Un signore, nè malandato, nè benestante, probabilmente non ancora in pensione ma non lontanissimo, prende il giornale dalla bacheca. E dice, commentando il titolo: "Ci vorrebbe una campagna elettorale ogni sei mesi". Per lui non cambierà nulla, lo sa, si intuisce dal tono di voce che lo sa. E probabilmente per lui non è cambiato nulla neanche in questo anno e mezzo di governo Prodi. Per lui tutto resterà com'è però è bello crederci, far finta di crederci. Perché in appena tre settimane - da quando è partita l'ultima campagna elettorale - ha già "incassato" tutto quel che gli potrebbe servire: l'eliminazione dell'Ici dalla prima casa, la fine della precarietà per il figlio - o per il nipote, chissà? - l'aumento delle pensioni. L'Ici, le pensioni e magari pure i mille euro al mese per chi fa lavori saltuari. Tutti nella stessa categoria. La prima l'ha proposta Berlusconi, la terza Veltroni. La seconda - con sfumature diverse - sia l'uno che l'altro. E poi bonus casa, bonus per i libri di testo. Tutti nella stessa categoria. Perché la sortita di Veltroni - l'ultima, questa sulle pensioni - racconta di uno stile, di uno stile politico molto, molto più di tanti discorsi, di tante analisi. Rivela - come del resto fa esplicitamente uno dei tanti quotidiani compiacenti col piddì - che lo staff dei democratici si è accorto che dopo i fuochi d'arttificio d'inizio campagna, la risalita di Veltroni mostra il passo. Per la vicenda Alitalia, certo. Dove per l'ennesima volta il candidato premier ha provato a dimenticarsi di Prodi ma non ha potuto spingersi fino al punto di ignorare del tutto le posizioni dei ministri in carica, dei suoi colleghi di partito. Tutti capilista del piddì e tutti filo-francesi, nella vicenda che riguarda la compagnia di bandiera. C'è la querelle Alitalia, allora, ma non solo. Probabilmente c'è di più: s'è affievolita l'idea secondo cui Veltroni sarebbe riuscito laddove non c'era riuscito nessun altro. Superare Berlusconi sul suo stesso terreno. Con l'immagine di chi incarna il bisogno di un paese pacificato, con l'immagine di chi "pensa positivo" nonostante tutto. Con l'immagine di chi sostituisce la dicotomia destra-sinistra con quella, assai più vendibile, del "vecchio-nuovo". Con l'immagine. In un crescendo di slogan e foto che sarebbe dovuto culminare nel confronto tv. La sede per il confronto decisivo. Ma è bastato che la sua controparte - un po' rivale, un po' accondiscendente -, è bastato insomma che Berlusconi si sottraesse al confronto tv per mandare in aria tutto il castello costruito dallo staff del loft. Bisognava correre ai ripari, allora. Ma anche qui non si è riusciti a pensare a qualcosa di diverso. Ci si è fatti aiutare, insomma, di nuovo dal berlusconismo. Dal berlusconismo prima maniera. Quello di fine campagna elettorale del 2006, quando nell'unico faccia a faccia televisivo con Prodi tirò fuori dal cappello la proposta di abolizione dell'Ici. Proposta non nuovissima, che addirittura - ovviamente in modo più selettivo: riferita solo alla prima casa e con tante compensazioni ai Comuni - aveva addirittura fatto parte del bagaglio programmatico della sinistra. Ma quella volta, Berlusconi la vendette come una chicca. Tutti lo ricordano: sostenuto, ben sostenuto da Bruno Vespa, il leader della destra si fermò. Fece una pausa e aggiunse: "Sì, avete capito bene: abolizione dell'Ici". Nel suo programma non c'era nulla che lo anticipasse, non c'era nulla che spiegasse come lo avrebbe realizzato. Ma non contava. Così come oggi, per Veltroni, non conta quel che è accaduto fino a ieri. No conta che il suo piddì abbia fatto la voce grossa contro ogni tentativo di redistribuzione. Contro ogni misura a sostegno dei redditi e delle pensioni. Non conta che il suo partito - forse è arrivato il momento di dirlo - ha scelto la via della crisi quando si è trovata di fronte la resistenza della sinistra ad approvare l'accordo sul welfare e pensioni. Quell'intesa - quella brutta intesa - che ha sostituito lo "scalone" di Marroni con gli "scalini". Meno traumatici ma sempre peggiorativi rispetto alle attese dei pensionati. Dei tanti che avevano votato l'Unione. Tutto questo non conta. Vale la frase, l'indicazione. Vale la boutade. Che anche se corredata da schede e numeri resta una boutade. Improbabile, anche se c'è il plauso della Cgil. Improbabile come si intuisce leggendo proprio il commento del segretario della Cgil. Che dice sì all'idea di Veltroni ma poi è costretto ad aggiungere che la strada dovrebbe essere quella, per far crescere non solo le pensioni ma anche i redditi da lavoro. La strada dovrebbe essere quella e non la "detassazione degli straordinari", come hanno proposto fino ad ora Veltroni, Calearo, Berlusconi, Montezemolo, Casini. Comunque sia, Epifani è rimasto uno dei pochi ancora con la voglia di interloquire sul programma del piddì. Sul programma dei due partiti che stanno provando ad occupare tutta la scena. E' rimasto uno dei pochi a credere che si possa cambiare il segno di quelle due campagne elettorali. Gli altri, come quel signore del metrò, sa bene che in questi anni, in questi mesi s'è affermata una cultura neocorporativa. Che accuma i due partiti. Dove il programma - se c'è - è solo la somma delle richieste "tirate fuori" per soddisfare, per strizzare l'occhio ai propri elettori. Il "blocco sociale di riferimento", che è lo stesso per tutti e due i partiti, peserà. Ma solo dopo il voto. Oggi si mette insieme quel che serve, si mettono insieme le aspirazioni di chiunque voti. E' il trionfo del berlusconismo. Del berlusconismo prima maniera, quello del 95 e poi del 2001. Oggi il leader della destra sembra addirittura non averne più bisogno. E' forte, è in sintonia con quella miriade di micro-egosimi che nessuno è stato in grado di contrastare. Vincerà, lo sa, e può permettersi di non giocare più. Il suo programma l'hanno scritto in quarto d'ora, nessuno - nè lui, nè Fini nè le seconde fila - lo cita mai. Può permettersi il lusso di fare gaffe - quella con la precaria: "Sposa mio figlio" -, può permettersi il lusso di inventarsi cordate - che vedono sempre protagonisti i suoi figli -, può permettersi il lusso di giocare allo statista e al suo contrario. Può parlare di "tempi diffiili che ci aspettano", sulla scia delle recessione americana ma può paralizzare un'intrigata tratttativa fra colossi. Magari solo per far tornare sulla scena il buon, vecchio Prodi. Che messo alle strette sul caso Alitalia non trova nulla di meglio che prendersela coi sindacati. Svelando perché l'Unione era già finita tanto prima che Mastella compisse le sue scelte. Fa tutto questo Berlusconi ma non asseconda ogni richiesta. Semplicemente perché non ha bisogno di farlo. Non ha più bisogno di farlo. Chi invece è approdato a quell'idea della politica ora è Veltroni. Chi lo conosce dice che quella è stata sempre stata la sua filosofia. Ma un conto è proporla agli amministrati di un Comune, un conto ad un intero paese. E non è finita. Perché a giorni scatterà il divieto di diffondere i dati sui sondaggi. Anche ieri due "colonnelli" - Bondi per Berlusconi, Fioroni per Veltroni - hanno fatto finta di scontrarsi sulle pensioni, accusandosi reciprocamente di aver copiato le idee degli altri. Ma poi hanno discusso solo sulle previsioni di voto. "Vinco io", "no, vinco io". Fra poco, come prevede la legge, i sondaggi spariranno dalla scena. E resteranno solo le loro boutade. Quella di chi ha massacrato i pensionati con lo "scalone", quelle di chi si è opposto all'eliminazione di quello "scalone". Facendo finta che prima non ci sia stato nulla. Un po' come fece Schroeder all'ultima campagna elettorale in Germania. Sapendo di perdere, il leader socialdemocratico impostò una campagna come se fosse stato all'opposizione. Lui che aveva smantellato lo Stato sociale, si propose come difensore del welfare. Qualcosa racimolò ma tanto tutto era già scritto: socialdemocratici e destra avrebbero governato insieme. Lui qualcosa racimolò. Anche se c'è da dire che Schroeder non assomiglia per nulla a Berlusconi. Ma neanche a Veltroni. 26/03/2008.

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LE COOPERATIVE SOCIALI DEL FVG INCONTRANO RICCARDO ILLY L'APPUNTAMENTO È FISSATO PER OGGI PRESSO LA CASA DELLA PIETRA DI AURISINA (sezione: Schola)

( da "marketpress.info" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Duino Aurisina (Ts), 26 marzo 2008 - E' un vero e proprio "Manifesto" quello elaborato congiuntamente dalle tre centrali della Cooperazione Sociale del Friuli Venezia Giulia, ad evidenziare priorità, criticità e richieste per la prossima legislatura regionale. Le tre presidenze associative di A. G. C. I. ? Solidarietà regionale del Fvg, C. C. I. ? Federsolidarietà regionale del Fvg e Legacoopsociali regionale del Fvg hanno, infatti, elaborato e condiviso un documento sul quale i candidati Riccardo Illy e Renzo Tondo, con le rispettive liste, saranno chiamati a pronunciarsi. Il primo appuntamento è fissato per oggi mercoledì 26 marzo: alle 9, presso la Casa della Pietra di Duino Aurisina (Ts), una numerosa delegazione delle Cooperative sociali del Friuli Venezia Giulia, in rappresentanza degli oltre 8 mila 300 occupati, incontrerà il candidato a governatore, nonché presidente uscente, Riccardo Illy, e l'assessore regionale uscente alle politiche sociali, Ezio Beltrame. In fase di definizione l'incontro con il candidato governatore Renzo Tondo. A seguire il documento elaborato dalle tre centrali cooperative. La Cooperazione Sociale e la prossima legislatura regionale - Il settore è da sempre uno dei biglietti da visita della regione Regione Friuli Venezia Giulia, fattore di innovazione ed eccellenza europea. Gli oltre 8. 300 occupati, di cui oltre 900 persone con problematiche di svantaggio e di disabilità, testimoniano di un settore importante in termini quantitativi e qualitativi, per la creazione di salute e benessere e per le politiche di inclusione sociale. La Cooperazione Sociale è diventata ormai protagonista della ideazione e gestione delle politiche di Welfare regionali, partecipe in forma crescente in tutte le sedi di confronto ad esse dedicate. La Cooperazione Sociale regionale unisce al suo carattere innovativo e sperimentale un ruolo importante e consolidato sul territorio nell'attuazione delle politiche di coesione sociale e di promozione di nuovi percorsi lavorativi qualificati. Lasciatasi alle spalle e rifiutati programmaticamente ruoli subalterni di mera esecuzione ed intermediazione di manodopera, la Cooperazione Sociale ambisce ad un ruolo di protagonista di primo piano nei vari tavoli regionali e locali che contribuiscono alla definizione delle politiche in materia sanitaria, sociale, educativa e di inserimento lavorativo. La passata legislatura è stata ricca di provvedimenti legislativi che hanno dato nuove e migliori regole sia alle Cooperative Sociali che all'insieme del Welfare, avviando in maniera organica una nuova fase di strutturazione dell'integrazione sociale e sanitaria. La priorità della legislatura 2008-2013 non è una nuova elaborazione legislativa (con un'eccezione importante: il codice dei contratti, dove si attende la sanzione della prevalenza della legislazione speciale di settore, dalle l. R. 6/2006 e 20/2006 alla legge 381/1991, prevista dagli artt. 27 e 28 del Disegno di legge approvato dalla Giunta Regionale), quanto nell'emanazione dei provvedimenti regolamentari applicativi e nell'adozione di pratiche amministrative coerenti da parte della Pubblica Amministrazione locale. Vogliamo sottolineare come l'emanazione dei regolamenti regionali dovrà seguire un percorso concertato e condiviso con le associazioni del settore, superando quegli episodi ? purtroppo accaduti anche recentemente ? di iniziative autonome da parte degli uffici, che creano difficoltà e ritardi alle Cooperative sociali e costringono l'amministrazione regionale a laboriose pratiche di adattamento e correzione dei provvedimenti adottati. Gli obiettivi per il prossimo quinquennio sono lo sviluppo dell'integrazione sociale e sanitaria e la qualificazione delle Cooperative Sociali. Saranno centrali le norme attuative delle lr. 20/2005, 6/2006 e 20/2006, quali le procedure per l'accreditamento delle strutture e l'atto di indirizzo per gli affidamenti di servizi al Terzo Settore. In tali documenti, insieme alla diffusione delle "buone pratiche" nell'azione degli Enti Locali e delle varie strutture della Pubblica Amministrazione regionale, vediamo la possibilità concreta di "uscire dalla necessità dell'appalto", vero limite al dispiegamento delle possibilità del settore. Se i Piani di Zona appaiono come il luogo fisico ed istituzionale per l'attuazione di nuove procedure di affidamento e di co-progettazione fra pubblico e cooperazione sociale (e di individuazione di significative quote di affidamenti di lavori, forniture e servizi alla Cooperazione di inserimento lavorativo), vanno posti limiti alla crescita di fenomeni incongrui (a causa della sovrapposizione nel loro agire di caratteri pubblicistici e privatistici): come le Asp, che stanno ampliando le loro competenze anche al di là dei limiti di legge e producono fenomeni massicci di intermediazione di manodopera. Una proposta ? oltre a quella scontata del rispetto rigoroso della legislazione vigente, e della necessità di scegliere fra l'assunzione del personale "in house" o l'affidamento globale dei servizi ? potrebbe essere quella dell'ingresso istituzionale della Cooperazione Sociale negli organismi delle Asp, come forma di coprogettazione e garanzia del settore. Va però rilevato come sia inaccettabile che questi enti stiano ampliando la loro area operativa, spesso sostituendosi alle strutture di partecipazione democratica preposte alla programmazione e gestione dei servizi territoriali, vanificando il grande lavoro in corso di realizzazione: è quindi quanto mai necessario fissarne e ridimensionarne gli spazi operativi, per un interesse generale alla realizzazione di quella gestione partecipata che sta alla radice dei processi di riforma sanitaria e sociale. Altrettanto importante il sostanziale rifinanziamento della lr. 20/2006, senza il quale le importanti previsioni di ampliamento dell'area dell'inclusione lavorativa e della qualificazione dei servizi non potranno trovare risposta nella realtà. Le possibilità offerte dal raddoppio del tetto del "de minimis" e dalle nuove previsioni di sviluppo degli affidamenti di lavoro finalizzato alla Cooperazione sociale "B" (fra cui emergono le opportunità create dagli appositi incentivi regionali agli enti pubblici ed alle aziende partecipate) sono oggi inapplicabili di fronte ad un congelamento dei finanziamenti al livello "storico", quando la necessità sarebbe al minimo di un raddoppio. Il finanziamento al sociale non può essere messo in coda, dopo i rilevanti finanziamenti all'economia "tradizionalmente imprenditoriale" (e profit) della regione. Vanno risolti alcuni punti ancora controversi, per i quali la nostra Regione deve diventare protagonista, come per il passato, del dialogo con l'Unione Europea, in particolare riguardo al superamento dei limiti del "de minimis" per gli investimenti della Cooperazione Sociale, gli inserimenti lavorativi e la formazione del settore, ed al riconoscimento del settore, solo marginalmente rappresentato dalla nozione europea di "laboratorio protetto". Si pongono alcuni problemi consistenti relativi al mercato del lavoro delle operatrici e degli operatori sociali, per i quali sono necessari provvedimenti di creazione di ammortizzatori sociali specifici ed una modifica delle modalità di programmazione della formazione professionale e della definizione dei profili di ingresso degli operatori: a) servizi educativi, assistenza scolastica e domiciliare ai minori. Si manifestano sistematicamente situazioni di mancanza di lavoro legate alle assenze per malattia dei minori assistiti, che costringono senza programmazione i lavoratori ad astenersi dal lavoro senza retribuzione (solo un Ambito Sociale, in regione, prevede nel capitolato d'appalto l'impiego alternativo e la corrispondente retribuzione per il personale in questi casi). La situazione è aggravata dal fatto che il personale è generalmente impiegato a tempo parziale, ma con orari rigidamente vincolati dalle prestazioni ai diversi utenti, rendendo spesso difficile la mobilità interna; b) assistenza residenziale agli anziani ed ai portatori di handicap. Si manifestano altrettanto sistematicamente situazioni di dichiarazioni di non idoneità ai sensi del D. Lgs. 626, come effetto dei pesanti carichi fisici da mobilizzare. Alla dichiarazione di non idoneità non corrispondono forme di integrazione salariale o di indennità pensionistica. La mobilità interna è ostacolata dal fatto che si tratta di personale generalmente con scarsa scolarizzazione (a fronte della necessità di un titolo di Laurea in Scienza dell'Educazione o titoli equipollenti, generalizzata nel settore richiamato al punto precedente), e dal diffuso inquadramento a tempo pieno. Per questi motivi iniziano a manifestarsi situazioni in cui le Cooperative ? in mancanza di iniziative di riconoscimento di equipollenza dell'anzianità di servizio ai titoli, e di formazione e riqualificazione ? sono costrette a licenziare il personale non idoneo; c) cooperative sociali "B": si pone il problema della definizione della figura dell'operatore dell'inserimento lavorativo. E della presenza di lavori fisicamente pesanti (pulizie, facchinaggio, manutenzioni, ecc. ) per i quali si pongono gli stessi problemi indicati al punto precedente. In tutti questi casi, si tratta anche di andare alla definizione di provvedimenti di riconoscimento dell'anzianità maturata dalle operatrici e dagli operatori del settore, in mancanza di titoli di formazione professionali definiti successivamente od ancora non presenti. Uno strumento è anche la concertazione con le Università di percorsi di laurea che tengano conto dei crediti formativi acquisiti in servizio. Vanno individuate le soluzioni per porre rimedio allo stato generale di incertezza degli operatori del settore quanto alle loro qualifiche e mansioni. Ne sono clamorosi esempi la strutturale carenza di Oss nei servizi sociali territoriali ed istituzionali, ma anche l'indeterminatezza degli spazi operativi degli Oss e degli educatori quanto alla distribuzione dei farmaci, vero e proprio tormentone nei servizi sociali pubblici, destinati alla progressiva paralisi in presenza dell'attuale definizione delle competenze rigidamente attribuite agli Infermieri Professionali. Il rapporto fra Pubblica Amministrazione e Cooperazione Sociale non può non tener conto delle dinamiche di tipo sindacale del settore, cronicamente in ritardo nella definizione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ed in difficoltà nel reperire le risorse per attuarlo. A tal fine, va garantita e generalizzata la necessità di prevedere negli affidamenti di servizi risorse economiche tali da retribuire adeguatamente le operatrici e gli operatori e da parificare progressivamente le retribuzioni con quelle dei dipendenti pubblici, abbattendo così quel tasso di turn-over nel settore che costituisce uno dei principali ostacoli alla crescita della qualità delle prestazioni rivolte all'utenza. Nell'ambito di questo ragionamento è necessario sia garantita in ogni procedura di affidamento la revisione prezzi comprensiva del riconoscimento degli adeguamenti periodici derivanti dalla contrattazione nazionale e di Ii livello. Le retribuzioni della Cooperazione Sociale costituiscono una vera e propria emergenza salariale, e contraddicono alla grande professionalità ed anche spesso lo sforzo fisico dovuto a carichi di lavoro ed a turni gravosi. Le lavoratrici ed i lavoratori del settore hanno diritto a certezze! La stessa vicenda dell'ennesimo ritardo strutturale nel rinnovo del Ccnl di settore (le organizzazioni sindacali nazionali hanno proceduto a presentare la piattaforma con due anni di ritardo) pone la questione di implementare lo spazio della contrattazione integrativa regionale, per garantire e recuperare quanto perso a livello nazionale. In tale quadro appare opportuno anche prevedere forme di certificazione regionale del costo del lavoro, integrative di quelle previste dalla legislazione nazionale. Certificazione che deve costituire il riferimento non solo per la valutazione del costo del lavoro minimo in sede di affidamenti od appalti, ma anche nel caso di convenzioni su progetto e per gli interventi finanziati direttamente dagli enti all'utenza, come nel caso del Fondo per l'Autonomia Possibile e degli accreditamenti. Si pone anche la questione di ridiscutere dell'assetto istituzionale del settore. E' coerente con lo sviluppo e le finalità della Cooperazione Sociale l'inquadramento all'interno dell'Assessorato alle Attività Produttive? Non apparirebbe più coerente (fermo restando il mantenimento all'interno delle Attività Produttive dell'attività istituzionale di vigilanza) il trasferimento alla Salute e Promozione Sociale? Parimenti, il trasferimento alle Amministrazioni Provinciali (ente per il quale si continua a discutere di superamento) non appare nella maggior parte dei casi un fattore di spreco di risorse e di inefficienza? Più in generale, si pone il problema della dotazione degli organici degli uffici che seguono le pratiche in materia socio-sanitaria-educativa: l'esperienza di questi anni ha rilevato come il principale limite nella relazione fra Associazioni e Cooperative sociali, da un lato, ed Amministrazione regionale, dall'altro, è stato costituito proprio dal ridotto organico del personale preposto, con la conseguente poca disponibilità di tempo per seguire le molteplici pratiche e scadenze. Per A. G. C. I. ? Solidarietà regionale del Fvg - Via Daniele Moro, 22 33100 Udine C. C. I. ? Federsolidarietà regionale del Fvg - Via Marsala, 66 33100 Udine Legacoopsociali regionale del Fvg - Via Cernazai, 8 33100 Udine . <<BACK.

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Premio di poesia in ricordo di bolognesi (sezione: Schola)

( da "Tirreno, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola , Schola

Cecina Premio di poesia in ricordo di Bolognesi Come partecipare alla 2ª edizione dell'iniziativa per le scuole superiori LIVORNO. Per ricordare un prof che ha lasciato il segno in mezzo a tante generazioni di studenti livornesi non c'è niente di meglio che lasciar la parola ai ragazzi: liberi di scoprire dentro sé stessi quei giacimenti di poesia e espressività che lui aveva aiutato tanti di loro a riconoscere anche stando dentro un'aula di scuola. E' così che, per il secondo anno consecutivo, viene ricordato Giancarlo Bolognesi, tragicamente scomparso nell'estate di due anni fa: una vita da insegnante la sua, spesa fra i banchi degli istituti superiori (soprattutto le Magistrali) e poi davanti alla scrivania di preside di una scuola media (le Michelangelo). I protagonisti del "premio poesia Bolognesi" sono gli alunni delle scuole superiori della nostra provincia (ma c'è anche una sezione a parte per gli adulti-studenti iscritti a tali istituti superiori). A organizzare l'iniziativa è l'Isis Niccolini-Palli insieme al Comitato promotore Premio Bolognesi e alla Provincia con il contributo della famiglia del docente: a cominciare dalla sorella Marida, anch'essa insegnante, ex parlamentare Ds e ora nel gruppo di esperti che aiutano il ministro Fioroni all'istruzione. Il premio si avvale anche del patrocinio sia del Comune che dell'Ufficio scolastico provinciale (ex provveditorato). Dopo il successo al di là di ogni aspettativa riscontrato nella prima edizione, quest'anno gli organizzatori hanno deciso di fare il bis. Gli studenti possono presentare una poesia che non superi i 36 versi (o anche due, ma sempre complessivamente senza oltrepassare il limite dei 36 versi). Come fare in concreto pee farsi avanti? Bisogna scrivere la poesia in duplice copia su carta (una anonima e l'altra con cognome, nome, indirizzo e recapito telefonico, scuola e classe), poi bisogna mettere le due copie in una unica busta (chiusa) e consegnarla entro il 31 marzo alla segreteria della propria scuola (che si incaricherà di portare entro il 7 aprile tutte le buste all'Isis che ospita la sede del premio) o direttamente alla segreteria dell'Isis Niccolini-Palli (nfo: tel. 0586 898084). Attenzione, le poesie vanno spedite anche (in una sola copia) via e-mail a premioletterario@alice.it così da poterle inserire nella pubblicazione annunciata dalla Provincia. I premi? Al primo andranno 400 euro (più pergamena così come agli altri due posti del podio), al secondo 300, al terzo 200, al quarto e al quinto 150. Quanto alla sezione speciale riservata a adulti-studenti, valutati separatamente, sono previsti 300 euro per il primo classificato, più due buoni libro da 150 a testa per il secondo e il terzo.

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MATERA - OGGI "PER NON VOLTARE PAGINA" (sezione: Schola)

( da "Basilicanet.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola , Schola

10.09.09 [Basilicata] Artè¨ - Matera â?" Mercoledì¬ 26 marzo alle ore 18.30 presso il Palazzo Lanfranchi in Piazzetta Giovanni Pascoli 1, ci sarà  la presentazione del libro â??Per non voltare paginaâ?(Meltemi Editore, 2007, pp.190, euro 17) di Anna Dâ??Elia, vincitrice del Premio Letterario Alessandro Tassoni 2007. Intervengono Alfredo Giacomazzi, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Basilicata, Salvatore Abita Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico della Basilicata, Carlo Fioroni Critico letterario. Anna Dâ??Elia insegna Pedagogia Interculturale allâ??Università  degli Studi di Foggia e Pedagogia dellâ??Arte allâ??Accademia di Belle Arti di Bari. Scrive saggi in forma narrativa mettendo in relazione cronaca, esperienza, biografie, romanzi, film, video, fotografie e media. Pubblicista, ha collaborato con la Rai e numerose testate. Come critico dâ??arte, ha collaborato con il Centro Pompidou di Parigi, il Museo Rejna Sofia di Madrid e numerose istituzioni culturali. Tra le sue più¹ recenti pubblicazioni: Fotografia come terapia (1999), Diario del corpo (2002), Sguardo e raffigurazione (2002), Nello specchio dellâ??arte (2004). Descrizione. All'orrore e al dolore si può² e si deve rispondere, tenendo viva l'immaginazione e acquisendo un diverso sentire e nuove modalità  di relazione con il mondo e con gli altri, tali da opporsi al senso comune, alla banalizzazione e alla passività  crescenti. Alcuni eventi proposti dalla cronaca quotidiana vengono ripensati in queste pagine a partire dalle "risposte" di Francis Goya, Kate Kollwitz, Frida Kahlo, Vincent Van Gogh, Hanna Hö¶ch, Francis Bacon, Egon Schiele, Nan Goldin, Marina Abramovic, artisti che hanno trasformato in opere la sofferenza, aprendo a un diverso pensiero sui lati oscuri del mondo. L'arte come risposta all'orrore? Sì¬, ma a condizione che si ponga al servizio della vita come, dopo l'11 settembre, hanno dimostrato le testimonianze di registi, scrittori, artisti che ci hanno aiutato ad elaborare e affrontare la paura. L'obiettivo è¨ educare i sentimenti, combattere l'indifferenza, contrastare il senso di impotenza che spinge a voler dimenticare. E il metodo consiste nel rivedere stereotipi e strategie mediatiche che costruiscono le figure del diverso e del mostro o dell'eroe e del vincente; evidenziare nuove configurazioni che possano restituire un'immagine più¹ sfaccettata dell'umanità . Al centro delle vicende raccontate ci sono figli e genitori, allievi e insegnanti, che si muovono lungo una deriva per rivedere l'amore a partire dall'odio e il bene a partire dal male, in un intreccio continuo tra biografia e storia, fiction e realtà .

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"I tagli alla scuola sono inaccettabili" (sezione: Schola)

( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola , Schola

I sindacati di settore critici con le scelte dell'ufficio regionale. Un appello al prefetto "I tagli alla scuola sono inaccettabili" MACERATA "La scuola non deve essere un sistema per fare cassa"; "Non è possibile amministrare la scuola per obiettivi". Con questi slogan i sindacati si mettono sul piede di guerra contro i pesanti tagli al personale imposti agli istituti secondari superiori dal direttore generale dell'ufficio scolastico regionale Michele De Gregorio. "Tagli che arrivano al 100% e che mirano ad accorpare scuole e classi, aggravando situazioni già piuttosto critiche", puntualizza il segretario provinciale dello Snals Giovanni Bonvecchi, prima di passare in rassegna le scuole della provincia di Macerata che subiranno ridimensionamenti: "L'istituto tecnico agrario di Macerata, che ha tre classi da trenta elementi, l'istituto professionale di Corridonia, il liceo scientifico di Macerata, che ha 203 alunni in 9 classi, i licei classici di Tolentino e Recanati, l'istituto tecnico di Civitanova..." cita a braccio Bonvecchi, che parla di tagli "inaccettabili, a fronte di un aumento degli iscritti, registrato in particolare nella provincia di Macerata". "Con questo ridimensionamento saranno soprattutto le scuole professionali e tecniche periferiche ad andare in sofferenza" rincara Anna Maria Chiurchiù, responsabile provinciale scuola della Cisl. "Molte sono state chiuse, mentre altre subiranno accorpamenti che faranno lievitare il numero degli alunni fino a 29, 30 elementi per classe". In questo modo, oltre alla salute dei ragazzi, ai quali per legge deve essere garantito uno spazio vitale di 1,96 metri, si mette a rischio il diritto allo studio di quelli che non possono spostarsi con facilità. E anche qui, "saranno i più deboli a pagare il prezzo più alto" dichiara il segretario della Fnc-Cgil Giampaolo Cingolani: "Penso ai ragazzi handicappati, ma penso anche ai ragazzi extracomunitari, che in classi sovraffollate faticano a trovare il giusto spazio per l'apprendimento". "E' inutile poi pensare ai fondi necessari per i corsi di recupero estivi, quando non si fa nulla per realizzare scuole e classi a misura di studente" sottolinea il segretario provinciale Uil Scuola Enrico Paolucci, che definisce il direttore regionale "più realista del re", dal momento che non tiene conto del richiamo a non ridimensionare il personale, fatto nei giorni scorsi dal ministro della Pubblica istruzione Fioroni. I responsabili sindacali si mobilitano dunque, prima appellandosi al prefetto per la sicurezza delle scuole sovraffollate, poi cercando il sostegno delle famiglie. Senza escludere il ricorso allo sciopero a livello regionale. ALE.RU.,.

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VIGASIO. Delibera approvata a maggioranza (sezione: Schola)

( da "Arena.it, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Più parcheggi sui terreni delle lottizzazioni Lo ha deciso il Consiglio su indicazione della Regione     Fabio Tomelleri Il Comune adegua il piano regolatore alle modifiche imposte dalla Regione ed aumenta i parcheggi delle nuove lottizzazioni. Il consiglio comunale ha preso atto che nel territorio di Vigasio e, in particolare, nei piani urbanistici attuativi più recenti, gli standard delle aree destinate a parcheggio si sono rivelati alquanto insufficienti, creando disagio ai residenti e inefficienze nella dotazione minima di attrezzature di pubblico interesse. In base alle indicazioni arrivate dalla Regione le zone di espansione residenziale e quelle dove sono previsti interventi edilizi, prive di opere di urbanizzazione, dovranno avere una dotazione minima di parcheggi di 8,27 metri quadrati, più del doppio rispetto a quanto previsto in precedenza. "Nel 1997", ha spiegato il vicesindaco Pietro Robbi, "la Regione ha prescritto che la dotazione minima fosse di 3,5 metri quadrati a parcheggio e ci siamo adeguati. Ora dice che è meglio 8,27 metri quadrati ed abbiamo accettato anche il nuovo dimensionamento". Il parametro aggiornato sarà applicato nelle nuove convenzioni e non in quelle già sottoscritte negli anni precedenti. La delibera è stata votata dalla sola maggioranza. L'opposizione, durante il consiglio comunale, si è astenuta assieme all'ex assessore Giorgio De Togni. Cesare Nicolis, capogruppo di minoranza, ha ricordato. "Nelle nuove convenzioni vogliamo sia compresa anche quella della lottizzazione dell'area di Cavo della Sorte. Noi proponiamo di mitigare il sovraccarico attuale esistente in quella zona". "Una nuova convenzione su Cavo della Sorte", ha aggiunto Cristina Soardo, "permetterebbe di applicare i nuovi standard a parcheggio e di negoziare con il lottizzante il costo della strada di collegamento tra via Stazione e via Kessler". "Per le costruzioni già realizzate a Cavo della Sorte", ha risposto il sindaco, Daniela Contri, "attendiamo la decisione della Provincia, per le nuove convenzioni applicheremo i nuovi standard". "Per collegare via della Stazione con via Kessler", ha aggiunto il vicesindaco Robbi, è stato redatto un progetto definitivo. Dopo il decreto di esproprio si procederà con l'accordo bonario. Infine interverrà il lottizzante per la realizzazione delle opere a suo carico".

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Lo ha deciso il Consiglio su indicazione della Regione (sezione: Schola)

( da "Arena.it, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

VIGASIO. Delibera approvata a maggioranza Più parcheggi sui terreni delle lottizzazioni Lo ha deciso il Consiglio su indicazione della Regione     Fabio Tomelleri Il Comune adegua il piano regolatore alle modifiche imposte dalla Regione ed aumenta i parcheggi delle nuove lottizzazioni. Il consiglio comunale ha preso atto che nel territorio di Vigasio e, in particolare, nei piani urbanistici attuativi più recenti, gli standard delle aree destinate a parcheggio si sono rivelati alquanto insufficienti, creando disagio ai residenti e inefficienze nella dotazione minima di attrezzature di pubblico interesse. In base alle indicazioni arrivate dalla Regione le zone di espansione residenziale e quelle dove sono previsti interventi edilizi, prive di opere di urbanizzazione, dovranno avere una dotazione minima di parcheggi di 8,27 metri quadrati, più del doppio rispetto a quanto previsto in precedenza. "Nel 1997", ha spiegato il vicesindaco Pietro Robbi, "la Regione ha prescritto che la dotazione minima fosse di 3,5 metri quadrati a parcheggio e ci siamo adeguati. Ora dice che è meglio 8,27 metri quadrati ed abbiamo accettato anche il nuovo dimensionamento". Il parametro aggiornato sarà applicato nelle nuove convenzioni e non in quelle già sottoscritte negli anni precedenti. La delibera è stata votata dalla sola maggioranza. L'opposizione, durante il consiglio comunale, si è astenuta assieme all'ex assessore Giorgio De Togni. Cesare Nicolis, capogruppo di minoranza, ha ricordato. "Nelle nuove convenzioni vogliamo sia compresa anche quella della lottizzazione dell'area di Cavo della Sorte. Noi proponiamo di mitigare il sovraccarico attuale esistente in quella zona". "Una nuova convenzione su Cavo della Sorte", ha aggiunto Cristina Soardo, "permetterebbe di applicare i nuovi standard a parcheggio e di negoziare con il lottizzante il costo della strada di collegamento tra via Stazione e via Kessler". "Per le costruzioni già realizzate a Cavo della Sorte", ha risposto il sindaco, Daniela Contri, "attendiamo la decisione della Provincia, per le nuove convenzioni applicheremo i nuovi standard". "Per collegare via della Stazione con via Kessler", ha aggiunto il vicesindaco Robbi, è stato redatto un progetto definitivo. Dopo il decreto di esproprio si procederà con l'accordo bonario. Infine interverrà il lottizzante per la realizzazione delle opere a suo carico".

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L' IGNORANZA (sezione: Schola)

( da "Avvenire" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

AGORÀ 26-03-2008 E D I TO R I A L E L' IGNORANZA È LA VERA CRISI DELL'ITALIA GIORGIO DE SIMONE F in dove possono arrivare le ignoranze di un popolo? In Italia, se agli ottocentomila analfabeti (sette anni fa) aggiungiamo coloro che non hanno neanche la licenza elementare siamo a sei milioni di ignoranti. Poi ci sono gli illetterati con fior di laurea, quelli che non leggono mai (sette su cento), quelli che in casa hanno meno di cento libri (uno su tre), quelli che."leggere oggi non serve" e che "la lettura è un medium lento". E mentre i nostri studenti sono diventati i peggiori d'Europa, che fa la scuola? E la televisione? E Internet? Basta andare a leggere e parlo di argomenti seri, scientifici ciò che scrivono coloro che affollano lo spazio eterico per trovare (in una lingua dove "sta" e "fa", terza persona singolare dei verbi stare e fare hanno l'accento o l'apostrofo e per tutti i pronomi relativi basta il "che") una scontatezza di ragionamenti e pensieri che impressiona. Michele Smargiassi, che di analfabetismo e dintorni ha parlato di recente ("La Repubblica "del 6 febbraio), cita il linguista Tullio De Mauro quando ricorda che chi non legge smette, come minimo, di studiare. E, si deve aggiungere, di sapere e capire. Di riflettere e di pensare. Vogliamo dirlo? Di essere. Ciò premesso, nella campagna elettorale in corso i politici si rivolgono agli italiani come a un popolo saggio, consapevole, responsabile, maturo e che ha solo bisogno di migliorare sul piano della vita quotidiana. Dunque pagando meno tasse, R. Benigni vedendo i suoi giovani che trovano lavoro e i suoi quaranta/cinquantenni che, se l'hanno perso, lo ritrovano. Poi guadagandosi, meritandosi, soprattutto al Sud, una sanità migliore e non vedendo più buttar via denaro a sacchi per aziende disastrate che, con in testa l'Alitalia, ci tolgono dignità e ci svuotano il portafoglio. Giusto, ci mancherebbe. Ma il resto? C'è qualche politico che parla mai dell'inciviltà e incoscienza stradale che causano più morti di una guerra? Dicendo quanto siano lo specchio del rifiuto di ogni norma di comportamento responsabile e di rispetto della vita altrui? No, che non ne parla. Perché non sono questi gli argomenti che portano voti così come non li porta un qualunque rapporto sullo stato deplorevole della nostra cultura. Troppi ignoranti vuol dire anche troppi ignoranti alla guida, purtroppo. Troppi ignoranti vuol dire troppa protervia e imbecillità e maleducazione ovunque, che è esattamente ciò che vediamo e viviamo regolarmente. Con tutto, il Roberto Benigni che ci ha da poco letto e commentato Dante ha dimostrato che voglia ci sia in tanti di apprendere, capire, sapere anche chi siamo e da dove culturalmente, nazionalmente e civilmente veniamo. Ma poi tutto si ferma, la ricerca non viene finanziata, la scuola s'imballa e i politici, se mai lo hanno fatto, non si mettono certo a dire adesso che, con una simile deriva culturale, non si va da nessuna parte. Eppure quanti guai, a cominciare dalla spazzatura in Campania, non vengono se non dalle ignoranze profonde di una popolazione educata non più dalla scuola né dai libri, ma da mass media che evocano continuamente successo, divertimento, guadagno e sesso. Mass media dove non a caso, in questi giorni, sempre più si sente la voce di coloro i quali, direbbe Qoèlet, altro non fanno che "inseguire il vento".

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"Per la discarica il sindaco ricatta la Provincia" (sezione: Schola)

( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Pesanti accuse di "ingerenza politica" da parte dei Comuni di Monterado e di Senigallia "Per la discarica il sindaco ricatta la Provincia" Il portavoce del comitato "Aria Nuova" spara a zero contro l'atteggiamento di Lorenzetti CASTEL COLONNA Giorni di fibrillazione per la discarica. Ad una settimana dalla "serrata" per i rifiuti di Ancona e Falconara, il sindaco Massimo Lorenzetti sembra non recedere dalla sua posizione mentre il comitato Aria Nuova torna all'attacco e chiede alla Provincia di mantenere gli impegni assunti per la chiusura. "La lettera del sindaco di Castel Colonna al Prefetto di Ancona afferma Cosmo Pizzuto, portavoce del comitato - e i suoi sproloqui sulla stampa ci appaiono ridicoli e contraddittori. Il sindaco Lorenzetti vorrebbe farci credere che senza discarica il Comune andrebbe in rovina, ma nello stesso tempo assicura che comunque i servizi essenziali ai cittadini sarebbero assicurati. Certo verrebbe a mancare la fetta da spendere in mille rivoli per garantirsi quel minimo consenso che ancora gli resta, giacché in realtà le vere emergenze sono pochissime". Primo cittadino che sarebbe contraddittorio nel denunciare "l'emergenza occupazionale in caso di chiusura, poi ammette che il lavoro di ripristino ambientale in discarica continuerebbe per altri 30 anni. Si impegna a tenere aperta la discarica per i soli rifiuti di Castel Colonna e Monterado, ma non ci spiega come possa sopravvivere la discarica stessa con così pochi rifiuti e pochi introiti senza licenziamenti. Insomma il sindaco ricatta la Provincia per aver l'ampliamento senza reali motivi di allarme e da ciò si deduce che: o tra il sindaco Lorenzetti e la Provincia sia in atto un gioco delle parti del tipo "tu ricattami, io ti do l'ampliamento", oppure che Lorenzetti vada avanti per conto dei sindaci confinanti, Monterado e Senigallia, i quali, come leggiamo sui giornali, intervengono pesantemente nella sfera politica ed economica del nostro Comune. Chiedono a gran voce che la discarica resti aperta per sempre, che la si ampli, la si potenzi, diventi una discarica di rifiuti speciali e così via. La fanno insomma da padroni nel nostro territorio". Così il comitato Aria Nuova individua la vera emergenza di Castel Colonna nel "sindaco inetto e la sua giunta che non sanno distinguere tra cause e conseguenze. Il Comune, infatti, non ha bisogno della discarica perché privo di altre risorse, come sostengono, ma non ha altre risorse proprio a causa della discarica e dell'inefficienza dell'amministrazione. Ricordiamo che appena eletto il signor Lorenzetti strombazzò ai quattro venti il suo piano di rilancio del Comune, con la creazione di una zona artigianale per dare lavoro ai giovani. Sono passati quattro anni e non ha saputo creare un ben nulla, per questo insiste ancora con il pattume. D'altro canto, a causa della discarica e del voltafaccia dell' amministrazione locale, alcune iniziative volte al turismo e promettenti sul piano economico e occupazionale (merenderia, B&B, camere ed appartamenti da affittare) nate sull'onda delle imminente chiusura del sito (citiamo la delibera di fine 1997 che fissava la chiusura a fine 2003 e che porta anche la firma di Lorenzetti) oggi vivono una grave crisi". Tra le risorse del futuro viene indicata "l'agricoltura biologica che viene praticata poco e quasi di nascosto perché incompatibile con un ambiente degradato e inquinato. In conclusione ci pare che la vera urgenza per Castel Colonna sia quella di avere un'Amministrazione coraggiosa e lungimirante e una Provincia che mantenga gli impegni assunti". MARCELLO PAGLIARI,.

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LETTERE (sezione: Schola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Lettere Se un libro entrasse in ogni casa Fortunata M. - MONTEMILETTO (AV) Egregio dr. Lubrano, mi è capitato di assistere il 12 marzo alla sua conferenza nella sala della Biblioteca Comunale e ho apprezzato molto il concetto da lei espresso sul libro come veicolo di libertà. Mi domando però quanti nel nostro Sud e in genere in Italia leggano veramente. Su un giornale era riportata poco tempo fa una spaventosa proporzione: a Milano solo 12-13 persone su cento aprono un libro all'anno, a Napoli il 4-5%. Non c'è da stare allegri. E tuttavia proprio le manifestazioni come quella a cui lei ha assistito a Montemiletto, fanno ben sperare. In diversi centri della Campania (Casamarciano e Cimitile, per citarne due) si sta attuando un'iniziativa che può spezzare finalmente il muro di indifferenza per il libro. Da un lato vengono promossi incontri con gli autori, dall'altro gli assessorati alla cultura acquistano un certo numero di copie da distribuire gratuitamente alle famiglie che intervengono. Se un libro entra così in ogni casa, è possibile che susciti la curiosità di aprirlo e di leggerlo. La serata di Montemiletto (il primo fra l'altro di una serie di appuntamenti intitolati "Un libro per il mercoledì letterario", che si concluderà il 10 dicembre prossimo) è stata esemplare per la folta partecipazione e la vivacità delle domande di studenti delle terze medie e delle superiori. E ha dato la possibilità al giovane sindaco Eugenio Abate di annunciare la fusione tra la biblioteca comunale e la biblioteca della scuola. Vigile in borghese vale la multa? Sandra Cupo - NOLA (NA) Carissimo dr. Lubrano, le sottopongo una questione formale, magari cavillosa, ma noi viviamo nel Paese dei cavilli, quindi sono pienamente giustificata. Ho subito una multa per divieto di sosta e ho torto marcio, lo ammetto, ma mi è stata elevata da un agente della polizia municipale in borghese. È valida secondo lei? Un caso simile al suo si è verificato a Reggio Emilia. Un giudice di pace di quella città ha annullato la contravvenzione fatta da un vigile in borghese perché illegittima. Codice della strada alla mano, "gli agenti preposti alla regolazione del traffico e gli organi di polizia stradale devono essere visibili a distanza mediante l'uso di appositi capi di vestiario o di uniforme". E il Comune di Reggio ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che "gli agenti di polizia municipale sono sempre in servizio senza limiti di tempo, indipendentemente dal fatto che indossino o meno l'uniforme". Ma la Suprema Corte ha dato ragione al giudice di pace con la sentenza n.5771 di quest'anno. Quindi la multa che le hanno comminato non è valida in base a questa sentenza. Troppa pubblicità su tutti i canali tv Luigi Criscuolo Gaito - PORTICI (NA) Egregio dott.Lubrano, tempo fa le scrissi per lamentare lo scorretto comportamento dei conduttori del Tg5 di Mediaset, particolarmente quello delle ore 13 che, al termine delle notizie, annunzia una breve pausa per la pubblicità invitando a rimanere in ascolto e poi, puntualmente, annunzia la fine del Telegiornale. La sua risposta era in qualche modo giustificativa del comportamento della emittente, osservando che gli spot pubblicitari vanno in onda ogni 20 minuti di programmi. Facendo, inoltre, riferimento alla lettere della sig.ra Fiorella Spettici, pubblicata su "Il Mattino" del 5 marzo scorso, con la quale concordo pienamente, ho potuto rilevare che dalle ore 13,25 alle ore 14,45, cioè nel lasso di tempo di 90 minuti, su Canale 5, vanno in onda circa 40 minuti di programmi e 50 minuti di pubblicità e messaggi promozionali. Purtroppo i richiami del Garante delle Comunicazioni, che mi legge in copia, sono inutili e inascoltati. Tra tutte le TV, sia nazionali che private, noto l'inosservanza delle norme e l'assoluta mancanza di rispetto verso l'utenza, principalmente da parte di Canale 5. Gradirei un suo cortese parere in merito. Sì, io ho giustificato l'inserimento della pubblicità nel telegiornale di Mediaset per l'ovvia ragione che una televisione commerciale è libera di vendere come crede i suoi spazi. Ma non giustifico certo il bombardamento pubblicitario a cui siamo sottoposti da tutti i canali tv, pubblici e privati. L'Autorità Garante delle Comunicazioni ha multato sia la Rai che Mediaset per gli sforamenti pubblicitari; evidentemente il polo commerciale non se ne dà per inteso. Vuole sapere poi quale effetto ha su di me la valanga di spot? Mi provoca irritazione, tanta irritazione, al punto che finisco col non comprare i prodotti pubblicizzati con tanto accanimento. Si crea molta confusione nella mente del telespettatore: è possibile che gli inserzionisti non se ne rendano conto? Alla metà del 2006 l'associazione di consumatori Altroconsumo aveva monitorato gli inserimenti pubblicitari, attribuendo la maglia nera delle emittenti nazionali proprio a Canale 5 (con 45 ore di spot in eccesso negli 11 giorni esaminati). Dibattito sulla TV dopo Sanremo Concetta Rigore - NAPOLI Caro Lubrano, dopo le dichiarazioni poco edificanti di Pippo Baudo a proposito del crollo degli ascolti del festival della canzone e del presunto o reale imbarbarimento dei gusti del pubblico, vorrei dire la mia. Sono una telespettatrice che ha gusti semplici e non mi piace la televisione volgare o trash, come si dice oggi. Però io sono convinta che se al pubblico televisivo si desse la possibilità di scegliere, ma di scegliere veramente fra programmi di maggiore o minore impegno, culturali o meno culturali, di varietà o di puro intrattenimento, forse le cose andrebbero meglio. La Rai che è servizio pubblico, la Rai per la quale paghiamo obbligatoriamente un canone, dovrebbe avere più coraggio e dare l'esempio, arricchendo la sua offerta. Se la Rai avesse coraggio... Nel dicembre scorso sul mio blog (lubranorisponde.libero.it) ho avviato un dibattito che in qualche modo ha anticipato le polemiche attuali. Al mio sasso scagliato nello stagno hanno risposto in tanti. Cito qualche esempio. "Innanzitutto la RAI dovrebbe evitare di fare incultura, abolendo reality, trash, personaggi discutibili, etc. ed essere comunque capace di mantenere uno standard medio che non sia la totale negazione della cultura". Un altro visitatore pone un interrogativo intrigante: "Ma conviene fare cultura a una classe dirigente come la nostra? Non è più facile governare un popolo di ignoranti?". Luca, altro visitatore, si ribella: "Il nostro non è un popolo di ignoranti. Solo che si è scelta la strada più facile: la discesa. Così non hai più bisogno di autori bravi, bravi attori e sceneggiatori. Va bene chiunque. Purtroppo, conclude, non c'è un diabolico disegno, c'è solo faciloneria e molta ignoranza. E la politica ci ha messo il carico da novanta". Franco, invece, è dell'opinione che "il confronto Rai/Mediaset non può reggere per un semplice motivo: Mediaset non incassa canone e deve creare valore per i propri azionisti, la Rai proprio perché percepisce un canone non deve inseguire la concorrente sul suo terreno. Per giunta anche lei non scherza in quanto a carico pubblicitario". Bisogna ricordare per la chiarezza del confronto che l'abbonamento alla Rai non é un canone ma una tassa di proprietà, come il bollo per l'auto. Pertanto la legge stabilisce che chiunque possegga un televisore deve pagarla questa tassa.

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Enac: Piano anti-caos per l'estate (sezione: Schola)

( da "Agenzia di Viaggi, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

ATTUALITA' Enac: Piano anti-caos per l'estate Arriva la stagione estiva e gli aeroporti di Roma, insieme all'Enac, corrono ai ripari: nel corso di un incontro-stampa, i vertici Enac hanno illustrato il piano anti-caos a Fiumicino. Si tratta di misure di decongestionamento e 'smistamento' passeggeri e bagagli per fronteggiare un impatto operativo di grandi dimensioni: 36 milioni di passeggeri ed almeno 45 milioni di bagagli in partenza e arrivo. "Ci sono ancora criticità – dice esplicitamente il presidente dell'Enac, Vito Riggio - ma possiamo reggere.” La prima misura anti-caos è sicuramente l'attivazione del Terminal T5, operativo dal primo maggio, per i voli sensibili (Usa e Israele) che consentirà un alleggerimento per i voli intercontinentali oltre che nel sistema di smistamento dei bagagli. “Sul nuovo terminal – evidenziano Franco Giudice, direttore Operazioni di Adr, e Manuele Ludovisi, vice direttore generale – saranno di fatto 'dirottati' 800mila passeggeri per lo piÚ nei voli del mattino.” Nel Piano estivo dell'Enac c'è anche una parte relativa alle sanzioni per eventuali carenze ed inefficienze, con provvedimenti limite previsti come la sospensione della licenza degli handler. Previsti anche rincari per le tariffe aeroportuali: dagli attuali 7-8 euro a 9-10 euro a passeggero. "D'altra parte - conclude Riggio – se si vogliono aprire gli aeroporti ad altri investitori bisogna mettere i privati nella condizione di fare investimenti. Mantenere le tariffe bloccate dal 2002 per aiutare Alitalia è stato un errore perchè ha comportato ritardi negli investimenti. In Europa le tariffe sono tra il 50 e il 70% piÚ alte delle nostre". Andrea Lovelock NUMERO: giornale online DATA: 26-03-2008 CATEGORIA: ATTUALITA'.

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Scaffale degli scrittori: salta l'incontro di stasera sul tema delle canzoni (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola , Schola

AL TEATRO RUZANTE Scaffale degli scrittori: salta l'incontro di stasera sul tema delle canzoni L'assessorato comunale alla Cultura informa che l'incontro della rassegna "Scaffale degli scrittori - L'alfabeto della contemporaneità", in programma per stasera al teatro Ruzante suol tema "Canzoni", è stato sospeso per impegni inderogabili degli ospiti. Lo "Scaffale" tornerà con uno speciale estivo, protagonista Dacia Maraini, il 10 luglio a Palazzo Zuckermann, con e una serata dedicata ai "Sillabarii" di Goffredo Parise, con Raffaele La Capria, Giosetta Fioroni, l'attrice Carla Stella e Antonio Debenedetti, che con Paolo Di Paolo ha curato la rassegna.

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La sfida dell'interculturalità religiosa (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

"IL DIO DEI MIEI AMICI" La sfida dell'interculturalità religiosa (M.D.) Conoscere per conoscersi, per vincere la sfida dell'interculturalità religiosa, tema di scottante attualità. Possibile? "Sì certamente: perché non c'è altra alternativa se vogliamo convivere". Parola dell'assessore comunale alla Politiche scolastiche Claudio Piron, che ieri, insieme ad Andrea Nante direttore del Museo diocesano e a Massimo Maggio del Messaggero di Sant'Antonio, ha presentato "Il Dio dei miei amici". Scritto dalla giornalista francese Monique Gilbert, il testo tratta "dei ragazzi sulle religioni", e sarà messo a disposizione di tutti gli insegnanti che parteciperanno alla tavola rotonda in calendario per il 31 marzo, alle 15.30, al Museo Diocesano. Il volume scopre i tanti punti in comune che hanno i diversi modi di interpretare il bisogno di trascendenza degli esseri umani. E chi meglio degli occhi dei bambini poteva farlo? Per questo otto di loro, due per ognuna delle religioni ebrea, cattolica, musulmana e protestante, raccontano la loro giornata scandita da riti, momenti di preghiera, usi e modelli culturali. Cambiano i nomi dei luoghi di culto, cambiano i libri sacri, i ritmi della settimana, la concezione della vita nell'aldilà, le date delle feste. Per tutti però il Dio è uno, come pure sovrapponibili sono i sentimenti positivi che volgono lo sguardo all'altro, in ogni credo. "Tutte le istituzioni, e in particolare quelle scolastiche - afferma Piron - sono chiamate a gettare le fondamenta culturale per il dialogo interreligioso. Non possiamo dimenticarci che le persone che migrano qui, pur facendolo per fini di sopravvivenza, appartengono a una religione che è parte della loro identità. Non si può ipotizzare di ragionare solo in termini di Pil. Non se si vuole veramente arrivare a una convivenza pacifica".L'assessore ricorda poi i numeri resi noti dalla Caritas relativi al 2007. In Italia dei 3 milioni e 800mila immigrati regolari, metà si dichiara cristiano, ma con la variante ortodossa per 918mila di loro, e cattolica per 685mila. Del totale poi un terzo è musulmano, religione che si classifica per numero di fedeli seconda in Italia, con 735 luoghi di culto. Di questi immigrati, 500mila siedono oggi sui banchi di scuola, con i loro variegati credo. A Padova la comunità musulmana conta 5mila membri. E sulla necessità di riflettere su questo libro, emblematiche sono le parole dell'autrice nella prefazione: "Abbiamo la fortuna di vivere in un mondo laico, in un paese in cui religione e Stato sono separati. L'insegnamento della religione nella scuola pubblica non è più obbligatorio. La conoscenza reciproca, è invece indispensabile".

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Precari: ''Prodi e Fioroni facciano firmare 50 mila assunzioni'' (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola , Schola

SCUOLA 15.4326/03/2008 Precari: ''Prodi e Fioroni facciano firmare 50 mila assunzioni'' Roma - Il premier Prodi ed il ministro Fioroni "intervengano sul ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa e facciano firmare la seconda tranche di 50.000 assunzioni (la prima fu lo scorso anno, ndr), dimostrando di mantenere gli impegni presi". È la richiesta avanzata dai docenti di alcune associazioni di precari (Cipna-Comitato insegnanti precari non abilitati, Forum PrecariSalerno, Forum Precariscuola, Orgoglio Precario). "Tommaso Padoa Schioppa e' stato sicuramente il peggior ministro del governo Prodi- sostengono i precari- Se il compito della politica fosse solo quello di far quadrare i conti, sarebbe sufficiente nominare ministro dell'Economia un diplomato in Ragioneria: il compito della politica e' quello di far quadrare i conti tagliando gli sprechi, senza fare "macelleria" sociale e garantendo il buon funzionamento del servizio pubblico. Se si vuole davvero risparmiare sulle spese del comparto scuola- continuano i docenti- invece di tagliare le assunzioni, si riducano i finanziamenti destinati ai progetti, che spesso si risolvono in una clientelare distribuzione di denaro pubblico senza alcuna utilita'". Secondo i docenti "e' necessario che la politica si assuma le sue responsabilita' e rifiuti i giochini del ministro dell'Economia. Il premier Prodi ed il ministro Fioroni intervengano e facciano firmare la seconda tranche di 50.000 assunzioni, dimostrando di mantenere gli impegni presi. Le conseguenze elettorali- chiudono- di una delusione del popolo dei precari della scuola potrebbero essere molto pesanti: in gioco ci sono almeno un milione di voti".(DIRE).

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Benefit per attrarre nuovi manager (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-03-26 - pag: 21 autore: Strategia delle stock option nelle Pmi per favorire il ricambio gestionale Benefit per attrarre nuovi manager Le aziende di famiglia italiane sono quelle che, a livello mondiale, investono di più nelle risorse umane. Ma questo elemento positivo non è necessariamente un punto di forza. Nel senso che il nostro family business riconosce la necessità di essere aiutato dal mercato, e quindi si rivolge all'offerta di lavoro disponibile. Ma tale atteggiamento, ripetiamo positivo, spesso nasconde altre debolezze. In particolare il fatto che la struttura familiare non sempre diventa attraente per le migliori risorse professionalmente presenti sul mercato. E questo perché molti dirigenti temono che il family business non consenta di esprimere al meglio le loro capacità tecniche e manageriali. "Uno dei principali motivi che spiega come quasi la totalità delle imprese italiane siano ancora Pmi –dice Claudio Devecchi, 57 anni, docente all'università Cattolica di Milano e direttore scientifico dell'Asam, l'Associazione di studi aziendali e manageriali – è la mancanza di managerialità dovuta alle difficoltà che le imprese familiari trovano nella scelta di figure esterne. Esse diventano una risorsa necessaria quando l'impresa familiare decide di crescere". In molti Paesi la separazione tra management e proprietà ha condotto a inefficienze e a un impiego delle risorse poco corretto in quanto gli obiettivi tra i due soggetti sono diversi: "In effetti – spiega Devecchi – i manager "fanno i loro interessi" per migliorare lo status sociale e la posizione appesantendo così i costi. Inoltre essendo valutati su risultati di corto respiro tendono a realizzare strategie di breve ponendo in secondo piano gli interessi degli azionisti. Per ovviare a tale problema, una soluzione è coinvolgere il management nella vita aziendale vincolandolo al capitale di rischio. Per tenerlo vicino ancor di più possono esser riconosciuti benefit vari e stock option. La scelta dei manager, il processo di selezione, la loro crescita professionale e la retribuzione sono decisioni che non di rado rendono difficile il loro inserimento". Al di là degli ostacoli specifici, c'è però anche da sottolineare che lo scenario italiano ha i suoi limiti. In particolare, Devecchi ricorda come tra le paure della famiglie ci sia quella di perdere il possesso dell'azienda alla quale si è molto affezionati anche sotto l'aspetto emozionale. Tutto il contrario di quello che succede in Usa, dove spesso il fondatore vende senza problemi. "Anche in Italia – conclude Devecchi – qualcosa si sta muovendo. è però indubbio che prevalga un modello conservativo. In Francia e Gran Bretagna, invece, si tende a essere un po' più lungimiranti. Da noi vince ancora un modello statico. E così molte aziende perdono l'occasione di rinnovarsi e preferiscono magari rinunciare alla crescita pur di non correre il rischio di veder andare in fumo i sacrifici di una vita". L'ESPERTO Devecchi (Università Cattolica di Milano): indispensabile un apporto esterno se si vuole crescere.

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Famiglia Cristiana nel partito di Grillo: contro la Casta avida di privilegi (sezione: Schola)

( da "Panorama.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Famiglia Cristiana nel partito di Grillo: contro la Casta avida di privilegi Posted By filippomaria_battaglia On 26/3/2008 @ 10:38 In Apertura#4 | 1 Comment Basta con gli sprechi, stop ai privilegi. Altro che cerchiobottismo in stile vecchia Dc: da qualche settimana, [1] Famiglia Cristiana picchia duro contro "l'impotenza dei politici". Negli ultimi numeri e sempre con maggiore rilevanza, sulla rivista paolina sono apparse infatti una lunga serie di editoriali e commenti, spesso a firma della direzione, quasi sempre rivolti a denunciare abusi ed inefficienze della classe dirigente nostrana. Il settimanale aveva iniziato poco più di un mese fa con il Pd, accusato di "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana"[2] per aver ragginto l'accordo elettorale con i radicali di Emma Bonino. Aveva poi continuato, bacchettando il Pdl ("dove si ritiene che i valori eticamente sensibili siano una dote acquisita, una sorta di lascito ottenuto per sorteggio da parte degli italiani") e Silvio Berlusconi, che "ha definito il suo partito 'monarchico' (crediamo per via della potenza del leader) e insieme anarchico, nel senso che non ha una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli". [3] Ma non ha neppure risparmiato Pier Ferdinando Casini: "Perché i voti e le presenze di certi candidati, tipo Cuffaro?.Ci saremmo aspettati qualcosa di diverso e di più innovativo, per allontanare il dubbio di una buona occasione (forse l'ultima?) sciupata malamente". Adesso, [4] l'ultima bordata del settimanale paolino arriva col numero oggi in edicola e sembra fare rima con le denunce lanciate da Beppe Grillo e dai suoi grillini internettiani: "Cari politici (Veltroni, Berlusconi, Casini etc.), basta con le chiacchiere. È così impegnativo garantire più 'bene comune' e meno privilegi?" E giù, giù con un editoriale che al tratto doroteo di certa politica democristiana preferisce lo strale al fosforo tipico del "V-day" del comico genovese. E non è un caso infatti che la mira sia puntata anche sul solito Mastella: "per reinserirsi a Ceppaloni, prende un modico assegno di 300 mila euro: lo chiamano 'assegno di reinserimento nella vita sociale'. Non sarebbe meglio restituirli quei soldi o darli in beneficenza, come bel gesto?". Resta ora da capire se alle frecciate lanciate dalla rivista diretta da don Antonio Sciortino (foto sopra) seguirà una vera e propria indicazione di voto per uno dei partiti in corsa per le elezioni del prossimo 13 aprile. Possibilità questa, a dire il vero, molto sparuta: anche perché, tra bocciati e diffidati, la casella dei politici "graziati" dalla scure del settimanale paolino a tutt'oggi risulta ancora non pervenuta.

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Gli studenti protestano contro i finanziamenti alle scuole private (sezione: Schola)

( da "Varesenews" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola , Schola

Varese - La Rete degli studenti e l'Arci organizzano venerdì un presidio in piazza Repubblica per il diritto allo studio Gli studenti protestano contro i finanziamenti alle scuole private La Rete degli studenti, sostenuta dall'Arci Varese, organizza venerdi 28 alle ore 9 in piazza Repubblica un presidio con musica per sostenere il diritto allo studio. In particolare l'iniziativa è dedicata a contrastare il finanziamento alla scuola privata in favore di misure d'aiuto all'acquisto di libri e all'accesso ai mezzi pubblici. Uno dei punti principali è la richiesta di abolizione del buono scuola introdotto da Roberto Formigoni in Lombardia, che toglierebbe fondi  e finanziamenti alla scuola pubblica per un ammontare di circa 44 milioni. Il secondo punto è la richiesta di libri e trasporti gratuiti per gli studenti medi e universitari. Nella sola Varese sono 2500 gli studenti pendolari e le spese per i trasporti nonchè quelle dei libri,soprattutto quelli universitari, pesano sul bilancio familiare. Secondo gli organizzatori del presidio, gli studenti hanno il diritto di studiare sostenuti dallo Stato e dalla Regione con agevolazioni che vanno dai trasporti, ai libri, all'accesso alla cultura in una regione che investe poco sulla cultura,sui giovani, sugli spazi di associazione. Il presidente dell'Arci, Giuseppe Musolino (foto), appoggia gli studenti in questa iniziativa . "La scelta della scuola e dell'università statale dev'essere incentivata e non svuotata come una seconda opportunità per chi non può permettersi licei o atenei blasonati". Mercoledi 26 Marzo 2008 Valentina Pisciotta.

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Un voto indispensabile (sezione: Schola)

( da "Quotidiano.it, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

San Benedetto del Tronto | "Il voto ai socialisti non è utile ma indispensabile perché è un voto libero". Giovedì 27 marzo alle ore 21.00 presso il Ristorante Papillon di Porto d'Ascoli, Apertura della Campagna Elettorale dei Socialisti con il Capogruppo socialista alla Camera dei Deputatii e capolista nelle Marche on. Roberto Villetti. All'incontro saranno presenti i candidati socialisti di San Benedetto nelle liste elettorali di Camera e Senato: avv.ssa D'Augiello, avv. Sestri, dr. Vesperini e per il Senato prof. Laversa. Dopo 15 anni i socialisti si presentano uniti e autonomi al voto. I valori, a cui i socialisti si sono sempre ispirati non si cancellano attuando una censura mediatica che vuole oscurarli perché scomodi. La tutela del mondo del lavoro con la lotta senza quartiere al precariato e alle ingiustizie sociali, la difesa della scuola pubblica come scelta strategica per il sostegno alla ricerca scientifica la valorizzazione dei saperi nelle università italiane, la laicità dello Stato con l'allargamento dei diritti civili contro l'ingerenza sempre più pesante delle gerarchie ecclesiastiche, con la difesa della legge 194, con il riconoscimento delle coppie di fatto e con il divorzio breve, sono questioni che riguardano da vicino la vita e la qualità della vita dei cittadini. Nelle altre democrazie europee, come ad esempio la Spagna di Zapatero, questi diritti sono garantiti perché forte è il peso dei socialisti. Ora tocca all'Italia crescere, progredire laicamente ed avvicinarsi agli standards europei di crescita e questo possono garantirlo solo i socialisti: il vero voto utile perché libero. 26/03/2008.

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SCUOLA/ NASCE PARTITO PER LA SCUOLA DEL MERITO E... -2- (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 26-03-2008)

Argomenti: Scuola , Schola

26-03-2008 19:38 Difeso ministro Fioroni:da lui sterzata che non vedevamo da anni Roma, 26 mar. (Apcom) - Anche Sergio Givone, docente di Estetica all'università di Firenze, ritiene che "i partiti si adoperino per reintrodurre le sane regole della meritocrazia e della fermezza, perché - ha sottolineato l'accademico - sono aspetti indispensabili se si vuole avere una scuola più qualificata ed efficace". I promotori dell'iniziativa si chiedono quali provvedimenti, ispirati ai valori del merito e della responsabilità, prenderanno quindi i candidati alle prossime elezioni per garantire la serietà, il rigore e l'efficacia della scuola. Secondo i firmatari del documento, la polemica di questi giorni sui corsi di recupero estivi lascerebbe intravedere, al di là degli indubbi problemi che le nuove norme hanno creato, invece una forte resistenza ad un cambiamento in questo senso. "Confondendo l'autorevolezza con l'autoritarismo - ha detto Mario Pirani - si è finiti per perdere il senso del limite: oggi a scuola si può essere ignoranti o bulli oltre ogni limite semplicemente perché non vi sono più punizioni: il risultato è che in dieci anni si sono diplomati quasi 9 milioni di ragazzi con debiti e che all'ultimo concorso per magistrato più di 50 posti su 380, a fronte di 5.000 aspiranti, non sono stati assegnati per palese impreparazione dei candidati". Gli esperti di scuola non se la sentono però di prendersele con l'attuale responsabile della Pubblica Istruzione: "in meno di due anni il ministro Fioroni ha cercato di dare una sterzata - ha detto l'editorialista della stampa - introducendo atti verso il dovere scolastico che non si vedevano dai tempi della Falcucci: l'esame di Stato, l'obbligo formativo a 16 anni, l'obbligo di recupero dei debiti e il decreto di maggiore punibilità degli atti violenti, anche contro i docenti sono tutti provvedimenti che fanno bene alla scuola". Provvedimenti su cui il futuro governo dovrebbe quindi insistere: "non si può educare alla vita pensando che a scuola non si deve faticare e che il parametro di riferimento è ormai l'ultimo della classe", ha spiegato Israel. Per il matematico della 'Sapienza' è però anche fondamentale ridare ai docenti l'adeguata dignità professionale: "ormai gli insegnanti sono considerati dei semplici facilitatori, quasi degli operatori per le feste pomeridiane". "Questa semplificazione eccessiva - ha continuato Israel - ha portato alla scomparsa delle discipline e delle competenze classiche del docente favorendo un insegnamento di tipo olistico: una visione del docente totalitaria, quasi di ispirazione sovietica, che ha spianato la strada ad un processo di apprendimento ormai fortemente ritardato". I docenti auspicano che ora il documento - cui hanno aderito anche lo storico Ernesto Galli della Loggia e il politologo Giovanni Sartori - venga raccolto da tutte le forze politiche attraverso "risposte convincenti e annunci di impegni precisi".

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Italia, Amministratore delegato azienda wind indagato (sezione: Schola)

( da "Emmegipress" del 26-03-2008)

Argomenti: Schola

Sezione: n.d. Categoria: Cronaca Titolo: Italia, Amministratore delegato azienda wind indagato Data: 29/02/2008 15.36.49 Fonte: The Wall Street Journal, Stati Uniti News: Nell'ambito delle indagini sulla vendita della compagnia telefonica Wind, la giustizia italiana ha messo sotto inchiesta F. C., amministratore delegato di Enel Spa. Nel 2006 Enel aveva venduto Wind al gruppo Weather Investment dell'egiziano N. S. per 12 milioni di euro, rifiutando l'offerta della rivale statunitense Blackstone e destando l'attenzione degli inquirenti. Le indagini per corruzione sono frequenti in Italia, ma mentre gli investigatori possono facilmente accedere a intercettazioni e informazioni riservate, raramente riescono ad ottenere delle condanne a causa dell'inefficienza del sistema giudiziario.

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Il patto per il merito al centro degli appelli (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-27 - pag: 17 autore: Richieste ai partiti. Insegnanti e intellettuali in campo Il "patto per il merito" al centro degli appelli C'è sempre la rivalutazione del merito al centro di appelli e sollecitazioni che intellettuali e associazioni di docenti rivolgono in questi giorni ai partiti politici per realizzare un "patto per l'istruzione". Dopo quello pubblicato ieri sul Sole-24 Ore, con sette punti per una scuola più moderna, ieri è stata l'associazione di insegnanti del "gruppo di Firenze" a presentare al liceo Visconti di Roma una " lettera aperta ai partiti e ai candidati". "Sia le riforme, sia il governo e la vita della scuola a tutti i livelli dovranno ispirarsi ai criteri di merito e di responsabilità". è questo il preambolo della lettera firmata anche da una lunga schiera di intellettuali ( da Mario Pirani a Giovanni Sartori, da Remo Bodei a Piero Craveri, da Giulio Ferroni a Ernesto Galli Della Loggia, Giorgio Israel e Sebastiano Vassalli, solo per citarne alcuni). Al ministro uscente della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, i firmatari dell'appello danno atto di aver avviato, almeno in parte, un'inversione di tendenza, dopo decenni di lassismo. "Noi – aggiungono – pensiamo che esista un largo consenso trasversale sulla necessità di una scuola più rigorosa. Ma per questo partito del merito e della responsabilità è arrivato il momento di manifestarsi e assumere impegni precisi di fronte all'elettorato ". Occorre insomma aggiornare i programmi scolastici, riqualificando l'istruzione superiore con una scuola più efficace e più esigente, in grado di restituire anche ai docenti il prestigio e l'autorevolezza perduti. Come ha ricordato ieri il dirigente dell'Isfol, Giorgio Alulli, "nel sistema d'indagine Pisa dell'Ocse, quello che conferma l'attuale distastro pedagogico del nostro Paese, il porre attenzione ai valori della responsabilità e del merito nella scuola non contraddice affatto la cura per le pari opportunità d'accesso e per l'uguaglianza". Alulli ha citato il caso della Finlandia, Paese di eccellenza per il sistema scolastico, dove la distanza fra i primi e gli ultimi, in fatto di apprendimento, è molto ridotta. R. Boc.

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ROMA - Ministro Fioroni, il merito era stato bandito. Perché? E
 (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA - Ministro Fioroni, il merito era stato bandito. Perché? "E' stato un errore storico averlo eliminato. Il merito è l'unico vero "ascensore sociale", riportarlo tra i banchi non significa fare una scuola classista, anzi. Senza il merito togliamo le opportunità ai giovani, che per affermarsi, anziché contare sulla preparazione, sono costretti a dipendere dalle conoscenze di famiglia o dai soldi dei genitori. E' proprio con il merito che si realizza la scuola del "non uno di meno" di don Milani, spingendo all'impegno". Con il recupero dei debiti scolastici pensa di ridare credibilità alla scuola? "Troppi anni di lassismo con gli impreparati che venivano promossi nonostante le insufficienze. Ora abbiamo stabilito che le lacune debbano essere colmate. E' una garanzia di serietà. Non si può trattare allo stesso modo chi merita e chi non merita, altrimenti viene messo in discussione il principio di legalità e si sancisce che non contano le competenze ma la furbizia. I dati Ocse dicono che siamo peggiorati, tutti facevano finta di nulla, non è possibile. Alle selezioni della Ca' Foscari di Venezia il 50 per cento dei ragazzi non sapeva scrivere correttamente in italiano. I debiti vanno recuperati, la sfida si vince solo con il rispetto delle regole, non con i condoni". Lei ha parlato di incentivi all'eccellenza. Ha avuto risultati? "Sì, c'è stata una grande partecipazione alle Olimpiadi della matematica. Ma il risultato più importante è lo stimolo dato alle nuove generazioni. Premiare i migliori significa spingere anche tutti gli altri verso possibili traguardi di eccellenza". A. Ser.

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ROMA - La storia è diventata lo studio degli indicatori temporali, la geografia di quelli spazi (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

Di ANNA MARIA SERSALE ROMA - La storia è diventata lo studio degli indicatori temporali, la geografia di quelli spaziali. Accade alle elementari. La narrazione dei fatti e la descrizione dei luoghi (mappamondi compresi) sono scomparsi, mentre l'aritmetica, con nomi falsamente pomposi, si è trasformata nella storia dei palloncini e dei fiorellini. Un drammatico fallimento negli Usa che hanno fatto dietrofront, ma che ora noi stiamo coltivando con passione. "E' raccapricciante che non si parli mai di contenuti, di programmi, di materie. Secondo il ministero bastano le indicazioni nazionali. I programmi? Spariti, con l'accusa di essere troppo costrittivi e impositivi. C'è chi sostiene che tutto si "crea" in classe. Così, in questa ottica, anche l'insegnante sembra di troppo: non deve "trasmettere", ma "facilitare" per far "trovare le cose" perché si teorizza l'auto-apprendimento. Disastrosi anche i criteri "standard" di apprendimento, ritagliati verso il basso, mai verso l'alto. Tutto ciò è un delirio, figlio di ideologie pseudopedagogiche, che hanno portato all'attuale deriva. Un esempio? La metà degli studenti italiani non capisce il testo che si trova di fronte. Ci sono carenze di base che prima del decreto Fioroni nessuno faceva recuperare". Nell'aula magna del Visconti si sono dati appuntamento gli intellettuali che hanno inviato un appello ai partiti per restituire alla scuola "qualità e rigore". Hanno messo a nudo i mali della scuola. Ma soprattutto denunciato "l'ipocrisia della cultura egualitarista" che "chiede poco", "perdona tutto" e trattando allo stesso modo "chi merita e chi non merita" produce ingiustizia e ignoranza. Il Sessantotto aveva fatto credere che "meritare" poteva essere una "colpa" e un "sopruso degli uni sugli altri". L'accusa era di "meritocrazia". Nomi prestigiosi della cultura ora puntano il dito "contro il permissivismo" e chiedono che la "scuola si ispiri a criteri di merito e di responsabilità" per raggiungere livelli alti, "tornando al voto e allo studio dei contenuti". Abbandonando le "mode" e affermando con coraggio che "l'era del sei politico deve finire" altrimenti i danni saranno irreparabili. Giulio Ferroni, docente di letteratura italiana alla Sapienza, dice che c'è anche il problema degli insegnanti "avviliti": "Non hanno nemmeno più il potere di decidere l'interrogazione, che va concordata". I destinatari dell'appello, i partiti, non si sono fatti vedere. Qualunque governo vada al potere gli studiosi chiedono il ripristino di elementari principi di "etica pubblica e privata" perché la scuola ritrovi "prestigio e serietà". "Ma se parliamo di merito allora questo discorso deve riguardare anche i docenti, non possiamo continuare a sceglierli in base alla loro precarietà storica", ha detto Mario Rusconi, leader dei presidi romani, che ha chiesto di intervenire. I programmi sono sempre più striminziti e semplificati fino alla banalità, la socializzazione primeggia sulla cultura, sforniamo studenti somari e stupidamente gratificati. Con il sei rosso 9 milioni di impreparati hanno intascato il diploma portandosi dietro insufficienze dalle elementari all'università. Questa è la scuola di massa, dice qualcuno. "Ma bisogna cambiare rotta", esortano gli intellettuali che hanno aderito al Gruppo di Firenze. Sotto accusa anche le idee "sull'aziendalismo". Dice Giorgio Israel, professore di Storia della matematica alla Sapienza: "La scuola non fornisce prodotti, non vende scatole di pelati, e non si può introdurre l'idea che gli studenti siano clienti da accontentare". A Seul i ragazzi quando tornano a casa stanno cinque-sei ore, qui diciamo che sono stressati e li lasciamo ore davanti alla tv e ai videogiochi. Risultato: il sorpasso dei Paesi emergenti è solo questione di tempo.

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Incontro ufficiale con amministratori locali e dirigenti di partito alle 15,30 in Comune. Maurizio G (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il (Latina)" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

Di LAURA PESINO Incontro ufficiale con amministratori locali e dirigenti di partito alle 15,30 in Comune. Maurizio Gasparri, ex dirigente di An in corsa con il Pdl, arriva accompagnato dal sindaco Vincenzo Zaccheo, che fa gli onori di casa e apre il dibattito. Consiglieri comunali schierati per questo rush finale di campagna elettorale accanto ai big della politica nazionale che si danno il cambio per mietere consensi in territorio pontino. "Non disperdere voti" è l'imperativo del Pdl, più volte ripetuto da Gasparri con un chiaro riferimento "all'errore commesso dall'Udc". Sullo sfondo resta però anche il magro bottino della federazione provinciale di An, che in Parlamento non vedrà nessuna rappresentanza. "Lo so, lo so - dice subito Gasparri - siamo in debito nei confronti di Latina, e questo è una cosa che politicamente non dobbiamo dimenticare. Ma non ne farei un dramma, ci sono tanti aspetti della politica, da valutare nel lungo periodo e i bilanci di Latina saranno comunque importanti". L'ultima frecciata all'ex alleato dell'Udc: "Noi di An - dice - potevamo eccepire una questione di identità, non Casini. Invece abbiamo fatto una scelta coraggiosa, aumentando il rischio preferendo la chiarezza e la coesione. Quello all'Udc è un voto non utile". La campagna di Gasparri riprende poi al Makkeroni di via Piave, per un incontro con gli elettori, e fino a sera tra Cisterna, Cori e Aprilia. Martedì prossimo, 1° aprile, sarà la volta di Ignazio La Russa, per una cena al Ritrovo di Borgo Carso, con tanto di maxi schermo allestito nel locale per seguire la partita Roma-Manchester. L'attesa è poi per il ritorno di Gianfranco Fini nel capoluogo pontino, su invito del presidente provinciale di An Fabio Bianchi. Dettagli ancora da definire, ma è già certa la data: domenica 6 aprile. Sul fronte del Pd, il Palacultura ospiterà questo pomeriggio il presidente del Senato Franco Marini. Dibattito aperto, con tanto di intervento del ministro Giuseppe Fioroni. Sul palco allestito in Piazza del Popolo arriverà invece, sabato, Walter Veltroni, leader del Pd e candidato premier.

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Massimo Calearo: <Non voglio avere padroni sul collo> (sezione: Schola)

( da "Liberazione" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

Forum del Corriere.it con il capolista Pd in Veneto Massimo Calearo: "Non voglio avere padroni sul collo" Gemma Contin Dopo Antonio Di Pietro, Gianfranco Fini, Flavia D'Angeli ed Enrico Boselli, ecco apparire ieri, sul video degli "incontri digitali" del Corriere.it, Massimo Calearo - guest star del giorno - capolista del Pd nel Veneto, imprenditore vicentino, già presidente di Federmeccanica e "falco" di Confindustria, come ben sanno le "tute blu" d'Italia che se lo sono trovato di fronte come controparte fino a non molto tempo fa, nel corso della lotta per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Eccolo dunque, il sciur parun dale bele braghe bianche , il duro delle ferriere, spiegare al suo concittadino online di Pergine, provincia di Trento, che ingenuamente gli chiede - fatti quattro conti e visto che le promesse elettorali di Walter Veltroni in termini di pronto intervento per l'adeguamento al costo della vita dei salari minimi-pensioni minime-tasse sui redditi da lavoro, eccetera, "cuberanno" circa 20 euro in più al mese - se ritenga, lui, Calearo, che tali 20 euro mensili risolveranno il problema della quarta settimana che tanto avvilisce la vita di gran parte delle famiglie italiane. E lui, Calearo, che si sarebbe fatto svenare piuttosto che mollare sugli aumenti contrattuali, eccolo spiegare prontamente al buon concittadino di Pergine - vien da dire al buon soldato Schweick - ma solo dopo aver premesso che "il Pd è il futuro, rompe gli schemi, ci porta in Europa, come Blair", che, certo, perché quei 20 euro valgano davvero qualcosa, "bisogna intervenire sulla catena distributiva, sull'andamento dei prezzi che sono stati molto penalizzati nel cambio euro-lira, affinché le dinamiche dei salari e delle pensioni vengano riallineate al costo della vita". Ma il buon concittadino non si accontenta, e un minuto dopo un altro vicentino ripropone la questione - come a dire: la lingua batte dove il dente duole - e insiste imperterrito: "Ma lei, dottor Calearo, ritiene che una famiglia possa vivere con mille e cento euro al mese"? E quello, senza una grinza: "Pagare una persona meno di quella cifra significa creargli problemi. E se un imprenditore non è in grado di pagare quella cifra,significa che è lui ad avere problemi". Segue una domanda del solito bacchettone leghista sul federalismo. Ed ecco il nostro - incredibile ma vero - spiegare al lettore online, per il mezzo dell'attonita giornalista, che c'è federalismo e federalismo: c'è il federalismo sociale - non gli viene facile pronunciare la parola "solidale" - quello che ad esempio nel Veneto fa molto affidamento sul volontariato, e c'è il federalismo che si chiude sui cosiddetti localismi, "che è il contrario di quello che vuole il Pd, il quale vuole, appunto, portare l'Italia in Europa". Ora, a parte il fatto che l'Italia sta già in Europa da un pezzo, e a parte che è stata tra i capintesta dei dodici paesi che hanno adottato l'euro qualche annetto fa, questa insistenza sul Pd e su Veltroni che vogliono portare l'Italia in Europa come ha fatto Blair, suona non solo imbarazzante da un punto di vista storico, dato che la Gran Bretagna sta sì nell'Unione Europea, bontà sua, ma col cavolo che fa parte dell'Eurozona e col cavolo che Blair ha mosso un'unghia in questa direzione, ma è anche del tutto anacronistica da un punto di vista politico, dato che Tony Blair è stato sostituito da quasi un anno alla guida del governo inglese dall'attuale premier Gordon Brown, che tra l'altro finora non ha mosso un muscolo per spostare la scarsa propensione dei sudditi di Elisabetta II verso Bruxelles. Si va avanti con alcune battute esilaranti su come qualmente se appena si fosse votato un anno fa, il sciur parun mai e poi mai si sarebbe candidato con il Pd, che era un'altra cosa, mentre invece "adesso sto scoprendo il centrosinistra e un Pd moderno, europeo, diverso da un anno fa". Poi arriva la promessa di far fuori le province, enti inutili, che non contano niente sul territorio, soprattutto nelle aree metropolitane dove ci sono realtà amministrative che riguardano grandi comuni e grandi snodi urbani. E, naturalmente, assieme alle province, di far fuori i dipendenti pubblici "fannulloni", che tanto gravano sulla spesa nazionale, premiando il merito e concentrandosi sui pochi dipendenti della pubblica amministrazione che svolgono davvero e con competenza il loro compito. Nulla sa, il campione veneto di Veltroni, e forse è meglio, sulla riforma Fioroni ("sono un neofita") o sulle coppie di fatto ("meglio non parlarne"). Ma ha le idee chiare sul conflitto di interessi: "Darei la mia azienda in gestione a terzi perché se uno deve governare, deve governare e basta", e su Alitalia: "I suoi problemi sono legati alla sua gestione e a un certo tipo di politica sindacale dove le assunzioni sono state spesso considerate strumento di controllo elettorale". La perla, però, Calearo la infila - inconsapevolmente paradossale o paradossalmente inconsapevole -quando afferma che si è candidato nel Pd e che non avrebbe mai potuto candidarsi nel Pdl "perché non mi riconosco in una destra fatta di fusioni tra partiti in cui una persona comanda. Un imprenditore non può votare per un partito non democratico, gestito da un capo. E io non voglio avere padroni". A chi lo dice, caro Massimo Calearo, ex presidente dell'ala dura del padronato italiano! 27/03/2008.

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Necessario uno scatto di dignità (sezione: Schola)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

Stampa Il risvolto necessario uno scatto di dignità Domani alle 11.00 si riunisce la consulta sanitaria dei sindaci con all'ordine del giorno un argomento burocratico come la sostituzione, nel Comitato di rappresentanza, dei sindaci di Alatri e Frosinone. Con tutto il po' po' di roba che si è scaraventato sul territorio quando, venerdì scorso, la giunta regionale ha preso la decisione di premiare Latina e non il capoluogo per quanto riguarda il passaggio del Dipartimento emergenza ed accettazione dal 1 al 2 livello (comportando ciò l'istituzione di servizi di emergenza ad alta complessità come cardiochirurgia, neurochirurgia, terapia intensiva neonatale, chirurgie vascolare e toracica) e non riconoscendo il 1 livello a Sora, sarebbe necessario che l'assemblea dei 91 sindaci (sempre che ci sia il numero legale) si comportasse con fermezza al fine di far capire alla giunta regionale di centrosinistra che è ora di finirla con le penalizzazioni del territorio. Dopo la beffa dell'aeroporto (assegnato a Viterbo pur non avendone i requisiti: e sabato arriva il ministro Fioroni a chiedere voti qui quando ci ha rifilato il "bidone" anticipando come sarebbe andata a finire la faccenda), ecco che è arrivata un'altra mazzata. Il centrosinistra se ne impipa del Frusinate, considerato come una colonia da cui succhiare e nulla riconoscere. è ora perciò che i sindaci trovino un minimo di dignità politica per reagire a queste ingiustizie con la dovuta fermezza e senza distinzione di partiti. Non si può e non si deve più tacere e sopportare perché la misura è oltre che colma. OREDROB:#SERLUC@%@.

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Arriva Fioroni, scatta la contestazione (sezione: Schola)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

Stampa Alatri, la visita è in programma sabato per l'inaugurazione del nuovo Itc Arriva Fioroni, scatta la contestazione Pietro Antonucci ALATRI Sabato 29 il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni giungerà in città per l'inaugurazione della nuova sede dell'Itc, dedicata a Sandro Pertini, nei pressi dell'ospedale "San Benedetto". Una presenza che, oltre che dal taglio del nastro e dal brindisi d'auguri, sarà accompagnata da una pesante contestazione all'esterno dell'edificio. Ad organizzare la protesta saranno i ragazzi del movimento di Azione Giovani che ritengono "Assolutamente inadeguato l'arrivo di Fioroni ad Alatri". Le ragioni della contestazione hanno diverse nature. "Non possiamo non opporci a chi si è eretto a monumento per impedire un'assegnazione importante come quella dell'aeroporto alla provincia di Frosinone", spiega Francesco Boezi. responsabile di Ag, che torna su uno dei temi che ha tenuto banco nella vita politica provinciale dello scorso autunno. Inoltre, "Contesteremo un ministro fucina di idee purtroppo mai coerenti fra di loro. Siamo sempre stati favorevoli alla costruzione di una scuola più meritocratica, così come sbandierato a chiacchiere da Fioroni, ma assolutamente contrari nelle modalità attraverso le quali lo stesso Fioroni è intervenuto", aggiunge ancora Boezi parlando degli esami di maturità e dei debiti formativi. Da qui, la scelta di allestire per dopo domani un vero e proprio "sciopero studentesco cittadino" che, iniziando con l'adesione di Ag, intende coinvolgere tutte le scuole di Alatri: lo sciopero si articolerà attraverso un manifestazione in grado di riempire il piazzale vicino la nuova sede dell'Itc. Previste anche contestazioni nei confronti di tutto l'apparato del Pd provinciale: dal segretario Mauro Buschini al candidato al Senato Francesco De Angelis al candidato alla Camera Riccardo Mattei.

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E se la scuola premiasse il merito? - carlo alberto bucci (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

Cultura Una lettera aperta ai partiti discussa ieri al Visconti di Roma E SE LA SCUOLA PREMIASSE IL MERITO? CARLO ALBERTO BUCCI Hanno scelto un blasonato liceo romano, a due passi dalla città della politica, per lanciare nel mondo della scuola il provocatorio "Partito del merito e della responsabilità". E per dire ai politici che il ritorno per gli studenti a criteri che premino chi suda e chi brilla, non potrà rimanere circoscritto tra le pareti scrostate delle scuole italiane. Ma trovare riflessi soprattutto nelle aule di Montecitorio e di palazzo Madama. I sedici intellettuali che hanno firmato la "Lettera aperta ai partiti e ai candidati" non hanno battuto ciglio davanti all'assenza bipartisan dei destinatari della loro missiva, ieri pomeriggio nell'aula magna del liceo Visconti. Giovanni Belardelli, Giulio Ferroni, Ernesto Galli della Loggia, Giorgio Israel, Mario Pirani, Lucio Russo, Sergio Givone, Salvatore Veca, Sebastiano Vassalli, Giorgio De Rienzo, Aldo Schiavone, Gian Luigi Beccaria, Giovanni Sartori, Remo Bodei, Piero Craveri e Giorgio Allulli, sono scesi al fianco di un gruppo di professori fiorentini. E, di fronte al numero di 8 milioni e 800mila studenti che negli ultimi dieci anni hanno superato lo scoglio della maturità senza aver pagato i debiti formativi, hanno dettato le regole per il rilancio. "I partiti hanno il dovere di esporre con chiarezza ai cittadini-elettori i loro programmi in materia di istruzione". Programmi, per ora, latenti in materia. E ovviamente diversi. "Ma che dovrebbero aprirsi tutti - sottolineano i firmatari - con questo preambolo: sia le riforme, sia il governo e la vita della scuola a tutti i livelli dovranno ispirarsi ai criteri di merito e responsabilità". Valerio Vagnoli è preside di un istituto tecnico fiorentino e si dispera perché i professionali - il grande oceano dell'istruzione secondaria, rispetto al quale i licei sono l'isola abitata da una élite - "perdono per strada tra il 25 e il 30 per cento degli iscritti ai primi due anni". E il suo collega Mario Rusconi, che dirige uno scientifico a Roma, si lamenta "perché il reclutamento dei docenti avviene solo sulla base della precarietà storica". Sui banchi italiani siedono 7 milioni e 700mila alunni. In cattedra, circa 700mila professori: spesso precari, sempre mal pagati. Il 44 per cento dei ragazzi che nell'anno nuovo si portano sulle spalle un debito, devono recuperare in matematica. Mario Pirani ha ricordato i dati dell'indagine Pisa-Ocse secondo cui la percentuale di giovani che non capiscono il senso del testo che leggono, "negli ultimi anni è passata dal 44 al 50,9 per cento". E ha ripetuto lo strafalcione "l'addove" in un elaborato del concorso sostenuto da 5000 candidati per entrare in magistratura, "dove 53 posti sui 380 previsti non sono stati assegnati per l'ignoranza degli aspiranti". Lo spettro che si aggira tra i banchi scolastici, secondo i firmatari, è un mostro a tre facce: ha il sorriso del sei garantito "ereditato dal Sessantotto", l'espressione bonaria "del pedagogismo più efferato" e il ghigno che ha trasformato, "da destra, ma anche da sinistra, il servizio pubblico della scuola in un'azienda". E se Giorgio Israel, matematico della Sapienza, s'appella "perché nessuno si sogni di togliere i compiti a casa", il "Partito del merito" chiede a chi vincerà le elezioni di non demolire l'opera del ministro Fioroni: la reintroduzione dei membri esterni nella commissione della maturità e la riproposizione della prova di recupero del debito ai primi di settembre. Nel segno del ritorno all'ordine.

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Il TAR EMILIA ROMAGNA con una ordinanza del marzo 2008 ha dichiarato ril (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

Il TAR EMILIA ROMAGNA con una ordinanza del marzo 2008 ha dichiarato "rilevante e non manifestamente infondata la questione della legittimità costituzionale della L.R. n. 52/95" e ha ordinato "la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale". Avevamo quindi ragione noi: ogni finanziamento diretto alle scuole private è incostituzionale sotto diversi profili: 1)"violazione del principio della libertà di insegnamento e della libertà di istituzione di scuole ed istituti di educazione senza oneri per lo Stato"; 2)"la previsione di un sostegno finanziario direttamente a favore delle scuole dell'infanzia private per contributi di spesa corrente e di investimento ..appare in contrasto con il divieto costituzionale di oneri finanziari in materia a carico del bilancio pubblico"; 3)"ogni contribuzione pubblica - ove rivolta direttamente a favore della gestione di scuole ed istituti di educazione privati - contiene il rischio elevato di una ingerenza sull'organizzazione della scuola stessa". La legge n. 52 del 1995 di cui si parla può essere ben considerata la "madre" di tutte le leggi regionali e nazionali di parità, approvata nel 1995 sotto la Presidenza Bersani. A questa seguirono la legge "Rivola" del 1999 e quelle di altre regioni. L'insieme di questi provvedimenti ha creato una situazione per cui le scuole private, a partire da quelle dell'infanzia, ricevono finanziamenti da tre canali: nazionale, regionale e comunale. Per fare un esempio a Bologna una sezione di scuola materna privata paritaria riceve, in seguito a convenzione comunale, circa 14.000 euro. Inoltre riceve 3.000 euro come contributo di miglioramento previsto dalla Legge regionale 26/2001. Il contributo statale è di circa 16.000 euro. Il totale fa 33.000 euro per classe (sezione). Si può stimare che i contributi pubblici di Stato, regioni e comuni alle scuole private raggiungano un miliardo di euro l'anno. Molti, se si pensa che la finanziaria del 2007 ha tagliato 4 miliardi di euro alla scuola statale, ma ha incrementato di 150 milioni il finanziamento alle scuole private. L'art. 33 della Costituzione afferma infatti che "La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi." Pertanto il compito di assicurare a tutti i cittadini un'istruzione di qualità per formare i cittadini della Repubblica è assegnato alla scuola statale. Nessun altro Ente o Istituto può svolgere tale funzione di uguaglianza e libertà. Comitato bolognese Scuola e Costituzione - -->.

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Nasce il partito per la scuola del merito e della responsabilità (sezione: Schola)

( da "Stampaweb, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Aggiornare i programmi, riorganizzare l'istruzione superiore, rafforzare l'autonomia delle scuole: sono i tre passaggi fondamentali di una lettera aperta ai partiti e ai candidati alle prossime elezioni realizzata da un gruppo di docenti universitari ed intellettuali esperti di scuola che intendono raccogliere un largo consenso trasversale sulla necessità di una scuola più rigorosa. Il documento, chiamato "Scuola: un partito trasversale del merito e della responsabilità" e presentato al liceo Visconti di Roma alla presenza di alcuni firmatari, intende proporre una scuola italiana che esca dalla crisi ispirandosi "ai criteri di merito e di responsabilità" prendendo le distanze da decenni di falso egualitarismo e di buonismo. "Per questo “partito del merito e delle responsabilità” - si legge nella lettera - è arrivato il momento di manifestarsi ed assumere precisi impegni di fronte all'elettorato". Largo, quindi, ad una scuola più efficace ed esigente; al ritorno dell'autorevolezza del ruolo del docente; alla valutazione dei dirigenti scolastici, soprattutto sulla base delle loro capacità di far rispettare le regole. "Ma la scuola non è un'azienda - ha sottolineato Giorgio Israel, docente di Matematica alla Sapienza di Roma - perché non fornisce pomodori pelati o servizi postali: il giudizio di un insegnante non può essere commisurato a quello che si attua verso un utente. è ora di finirla di pensare che gli studenti siano utenti, perché in questo modo si favorisce l'egualitarismo e l'atteggiamento tollerante delle famiglie". Anche Sergio Givone, docente di Estetica all'università di Firenze, ritiene che "i partiti si adoperino per reintrodurre le sane regole della meritocrazia e della fermezza, perché - ha sottolineato l'accademico - sono aspetti indispensabili se si vuole avere una scuola più qualificata ed efficace". I promotori dell'iniziativa si chiedono quali provvedimenti, ispirati ai valori del merito e della responsabilità, prenderanno quindi i candidati alle prossime elezioni per garantire la serietà, il rigore e l'efficacia della scuola. Secondo i firmatari del documento, la polemica di questi giorni sui corsi di recupero estivi lascerebbe intravedere, al di là degli indubbi problemi che le nuove norme hanno creato, invece una forte resistenza ad un cambiamento in questo senso. "Confondendo l'autorevolezza con l'autoritarismo - ha detto Mario Pirani - si è finiti per perdere il senso del limite: oggi a scuola si può essere ignoranti o bulli oltre ogni limite semplicemente perché non vi sono più punizioni: il risultato è che in dieci anni si sono diplomati quasi 9 milioni di ragazzi con debiti e che all'ultimo concorso per magistrato più di 50 posti su 380, a fronte di 5.000 aspiranti, non sono stati assegnati per palese impreparazione dei candidati". Gli esperti di scuola non se la sentono però di prendersele con l'attuale responsabile della Pubblica Istruzione: "in meno di due anni il ministro Fioroni ha cercato di dare una sterzata - ha detto l'editorialista della stampa - introducendo atti verso il dovere scolastico che non si vedevano dai tempi della Falcucci: l'esame di Stato, l'obbligo formativo a 16 anni, l'obbligo di recupero dei debiti e il decreto di maggiore punibilità degli atti violenti, anche contro i docenti sono tutti provvedimenti che fanno bene alla scuola". Provvedimenti su cui il futuro governo dovrebbe quindi insistere: "non si può educare alla vita pensando che a scuola non si deve faticare e che il parametro di riferimento è ormai l'ultimo della classe", ha spiegato Israel. Per il matematico della Sapienza è però anche fondamentale ridare ai docenti l'adeguata dignità professionale: "ormai gli insegnanti sono considerati dei semplici facilitatori, quasi degli operatori per le feste pomeridiane". "Questa semplificazione eccessiva - ha continuato Israel - ha portato alla scomparsa delle discipline e delle competenze classiche del docente favorendo un insegnamento di tipo olistico: una visione del docente totalitaria, quasi di ispirazione sovietica, che ha spianato la strada ad un processo di apprendimento ormai fortemente ritardato". I docenti auspicano che ora il documento - cui hanno aderito anche lo storico Ernesto Galli della Loggia e il politologo Giovanni Sartori - venga raccolto da tutte le forze politiche attraverso "risposte convincenti e annunci di impegni precisi".

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Esami di terza, adesso si cambia (sezione: Schola)

( da "Arena.it, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA MEDIA. Novità per la prova finale che interessa 8.300 alunni Esami di terza, adesso si cambia Martedì 17 giugno si svolgerà una prova scritta uguale su tutto il territorio nazionale   Una grossa novità, anche per gli 8.300 alunni veronesi di terza media, così come per i 600 mila compagni di tutta Italia: martedì 17 giugno, alla conclusione dell'anno scolastico, si svolgerà su tutto il territorio nazionale una prova scritta che sarà uguale per tutti, come per l'esame di Stato, alla fine delle superiori. LA CIRCOLARE. Nei giorni scorsi sul sito del Ministero della pubblica istruzione è stata presentata la circolare numero 32, datata 14 marzo, che ne stabilisce le modalità. Nel gennaio, era già uscita una normativa del ministro che aveva annunciato la prova nazionale, ma senza precisare la data di svolgimento. La circolare del ministro Fioroni stabilisce che questa prova "ha la funzione di integrare gli elementi di valutazione di cui già dispongono gli esaminatori, verificando anche i livelli di apprendimento degli studenti in alcune discipline oggetto della prova". La grande novità è data dal fatto che, in passato, erano le commissioni stesse che predisponevano i testi da assegnare: quest'anno la prova nazionale si baserà, invece, su procedure standardizzate con impiego di prove strutturate e semistrutturate, predisposte a livello centrale. Queste prove sono affidate all'Invalsi, l'Istituto per il sistema nazionale di valutazione, che da anni prepara test per le superiori: sarà infine il ministro a scegliere il compito da svolgere. ITALIANO E MATEMATICA. Quest'anno riguarderà l'italiano e la matematica. Gli studenti veronesi coinvolti sono 7.600 negli istituti statali e circa 700 nelle parificate. Come è stata accolta la novità nelle scuole medie veronesi, al rientro dalla vacanze di Pasqua? La stragrande maggioranza dei dirigenti scolastici ci confessa che non può rispondere, perché deve leggere con attenzione la circolare del ministro: era nell'aria, comunque, che ci sarebbe stata una prova comune in tutta Italia, ma non si sapeva quando sarebbe stata effettuata e si pensava che sarebbe stata rinviata, date anche le elezioni politiche. Dunque, la data del 17 giugno prossimo è stata per tutti un fulmine a ciel sereno e, indubbiamente il mondo della scuola sembra essere stato preso in contropiede. Il dirigente dell'Istituto comprensivo di Santa Lucia, il professor Raffaele Piccinato, comunque, non ha dubbi: "E' questa una novità del tutto positiva: sono assolutamente d'accordo nel fatto che, con le dovute maniere e con i necessari tempi tecnici, si inserisca una prova oggettiva, su tutto il territorio nazionale per valutare i livelli di apprendimento degli studenti alla fine della terza media, alla conclusione del primo ciclo di istruzione. Ne deriverà una fotografia oggettiva della preparazione degli alunni". L'IGNORANZA. Aggiunge Piccinato: "Il ministro Fioroni, quando il 20 marzo, era venuto in fiera, ci aveva anticipato la novità di questo esame, spiegandolo nel fatto che, alle tre I di Berlusconi (impresa, inglese, internet), lui aggiungeva anche l' ignoranza. Questa, in fondo, era la reale motivazione alla base della nuova prova nazionale della terza media: il ministro ha insistito sul fatto che, per quest'anno, l'introduzione dell'esame vuole essere "soft": occorre incominciare". Aggiunge Piccinato: "Del resto, questa novità è arrivata a ridosso dell'esame: mancano solo due mesi e mezzo al 17 giugno: occorre avvisare tanta gente, dai docenti alle famiglie e preparare gli studenti".E.C.  .

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Bondi: ''Altre riforme? Inutili. Centrale il tema insegnanti'' (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 16.5227/03/2008 Bondi: ''Altre riforme? Inutili. Centrale il tema insegnanti'' Roma - "Inutile mettere a punto nuove riforme generali della scuola e dell'universita'". La pensa cosi' Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, che, in un'intervista pubblicata oggi su 'Famiglia cristiana', esclude la possibilita' che, in caso di vittoria, il Pdl metta mano ad una nuova riforma della scuole e dell'universita'. "La crisi della societa' e dell'economia- aggiunge Bondi- dipende in gran parte dalla crisi della scuola e del nostro modello educativo. La scuola, la formazione e l'educazione rappresentano il capitale umano piu' importante per il futuro di una nazione". Ma "per cambiare questa situazione- prosegue l'esponente azzurro- e' inutile mettere a punto nuove riforme generali della scuola e dell'universita'. È necessario piuttosto partire da una questione decisiva: quella degli insegnanti". Una scuola, incalza Bondi, "e' buona soprattutto perche' ha dei buoni insegnanti. Se non si affronta questo problema e' inutile perdere tempo con l'elaborazione di grandi riforme che ottengono l'effetto di distruggere cio' che resta di valido nella scuola italiana". Bondi affronta anche il nodo della riforma Moratti e della riforma Fioroni: "Non si puo' riformare la scuola a ogni cambiamento di maggioranza di governo- dichiara- Cosi' si distrugge la scuola e si disorientano gli insegnanti". Se "si deve fare una riforma generale della scuola la si faccia a partire da un piano organico elaborato da una commissione di esperti scelti al massimo livello e- conclude Bondi- si investa su questo modello per i prossimi decenni". (DIRE).

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SCUOLA/ BONDI: INUTILE METTERE A PUNTO NUOVE RIFORME GENERALI (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

27-03-2008 16:35 Partire da questione decisiva degli insegnanti Roma, 27 mar. (Apcom) - In un'intervista sulla Scuola pubblicata oggi da Famiglia Cristiana, il Coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, ha sottolineato che "la crisi della società e dell'economia dipende in gran parte dalla crisi della scuola e del nostro modello educativo. La scuola, la formazione e l'educazione rappresentano il capitale umano più importante per il futuro di una nazione". Secondo l'esponente azzurro, comunque, "per cambiare questa situazione è inutile mettere a punto nuove riforme generali della scuola e dell'università. È necessario piuttosto partire da una questione decisiva: quella degli insegnanti. Una scuola è buona soprattutto perché ha dei buoni insegnanti. Se non si affronta questo problema è inutile perdere tempo con l'elaborazione di grandi riforme che ottengono l'effetto di distruggere ciò che resta di valido nella scuola italiana". Bondi ha affrontato anche il nodo della riforma Moratti e della controriforma Fioroni: "Non si può riformare la scuola a ogni cambiamento di maggioranza di Governo. Così - ha osservato - si distrugge la scuola e si disorientano gli insegnanti. Se si deve fare una riforma generale della scuola la si faccia a partire da un piano organico elaborato da una commissione di esperti scelti al massimo livello e si investa su questo modello per i prossimi decenni".

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Il movimento studentesco di Forza Italia dice no allo sciopero (sezione: Schola)

( da "Varesenews" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

Varese - I giovani forzisti non parteciperanno al presidio in piazza Repubblica Il movimento studentesco di Forza Italia dice no allo sciopero Il movimento studentesco di Forza Italia, Scuole per la Libertà , non parteciperà allo sciopero indetto per domani, dalle 9 alle 12, in Piazza Repubblica a Varese organizzato dalla Rete degli Studenti e sostenuto dall'Arci. Il coordinatore provinciale Alberto Pisoni ritiene sbagliate le modalità con cui viene portata avanti l'iniziativa dal momento che la Rete degli Studenti sostiene di rappresentare tutto il mondo scolastico ma si fa sostenere dall'Arci senza consultare nessun esponente di Forza Italia. Inoltre, sempre secondo Pisoni, gli studenti non essendo lavoratori attivi non hanno riconosciuto il diritto di sciopero. Per quanto riguarda le motivazioni del presidio, il movimento studentesco si trova d'accordo nel cercare una soluzione al problema delle spese eccessive a carico delle famiglie, soprattutto per i trasporti. Soluzione che non va però cercata proponendo presidi e scioperi ma mettendosi davanti a un tavolo a discutere con le istituzioni. Sulla questione del finanziamento agli istituti privati sono invece in totale disaccordo e ribadiscono il degrado in cui è caduta la scuola statale acutizzato dalla cancellazione della riforma Moratti dopo l'entrata in vigore della riforma Fioroni auspicandosi una scuola a misura di studente  contro l'attuale modello che "indottrina gli studenti". Pisoni invita i rappresentati della Rete degli studenti a contattarlo all'indirizzo mail  scuoleperlalibertàvarese@gmail.com per risolvere i problemi della provincia tramite un confronto tra le associazioni studentesche.   Giovedi 27 Marzo 2008 Valentina Pisciotta.

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Cobas: il 9 maggio sciopero nazionale e manifestazione a Roma (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 18.3627/03/2008 Cobas: il 9 maggio sciopero nazionale e manifestazione a Roma Roma - Uno sciopero generale della scuola con manifestazione nazionale a Roma. Lo hanno indetto i Cobas della Scuola per il prossimo nove maggio. La notizia e' stata pubblicata sul sito del sindacato (www.cobas-scuola.it). Il ritiro dell'ordinanza del ministro Giuseppe Fioroni sui corso di recupero, l'eliminazione del taglio degli organici e il diritto di assemblea per tutti i sindacati nelle scuole: sono questi i temi al centro della protesta. Intanto, per quanto riguarda i corsi di recupero, i Cobas hanno gia' attuato due scioperi della prima ora il 18 marzo e il 29 febbraio con adesioni che, secondo il sindacato, hanno raggiunto "punte del 25-30%" in alcune citta'. (DIRE).

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Per una ricomposizione delle conoscenze (sezione: Schola)

( da "AprileOnline.info" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

Maurizio Tiriticco, 18 marzo 2008, 12:20 Approfondimento Il documento con cui si traccia il rilancio dell'istruzione tecnica e professionale intitolato Persona, tecnologie e professionalità, recentemente prodotto dalla Commissione ministeriale ad hoc, è indubbiamente interessante e, per certi versi, nuovo nel suo impianto e nelle sue argomentazioni I "nuovi" istituti tecnici e professionali: verso divergenze parallele? In effetti, la prospettiva di promuovere un'istruzione tecnica di tutto rispetto, assolutamente riscattata dal suo vizio di origine gentiliano, per cui tutto ciò che non è classico e letterario sarebbe sempre un qualcosa di secondo livello, è assolutamente necessaria. L'evoluzione dei saperi nelle società avanzate ci ha ormai confermato da tempo che sul piano della ricerca e dello sviluppo delle conoscenze non ci sono gerarchie di sorta. Le ricadute di tale assunto sui processi educativi sono altrettanto importanti e determinanti, per cui è assolutamente necessario che tutti i percorsi dell'istruzione postobbligatoria vengano riordinati e vengano cancellate per sempre gerarchie che non hanno più ragion d'essere. Nel nostro Paese il cammino in tale direzione ha preso l'avvio. Ne sono testimonianza recenti documenti. Nelle Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione, il capitolo intitolato Per un nuovo umanesimo sottolinea come sia decisiva ai fini di un rinnovamento complessivo dell'intero Sistema educativo "una nuova alleanza tra scienza, storia, discipline umanistiche, arti e tecnologia, in grado di delineare la prospettiva di un nuovo umanesimo". Il Ministro Fioroni ci ricorda nella sua nota del primo settembre 2007 che "la dimensione educativa del nuovo obbligo di istruzione intende fornire ai giovani gli strumenti per l'acquisizione dei saperi e delle competenze indispensabili per il pieno sviluppo della persona in tutte le sue dimensioni e per l'esercizio effettivo dei diritti di cittadinanza": saperi, competenze e diritti che - ricordiamolo - per la prima volta nella nostra storia di europei - sono comuni a tutti i giovani dell'Unione europea. Ed ancora, la questione di un'educazione diffusa e ad ampia valenza culturale costituisce una assoluta centralità sia nelle Linee guida per la riorganizzazione del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore e la costituzione degli Istituti tecnici superiori che nei recenti provvedimenti relativi alla istituzione dei Poli tecnici superiori e al riconoscimento della piena autonomia dei centri provinciali per l'istruzione degli adulti. E evidente che stiamo operando una importante trasformazione: stiamo lentamente ma decisamente passando da un Sistema scolastico, tipico di una società in cui la scuola è intesa ed esercitata come un servizio pressoché riservato ai bambini e agli adolescenti, ad un vero e proprio Sistema educativo nazionale di istruzione e formazione, ed in dimensione europea, aperto a tutti e per la loro intera vita, con una assoluta continuità tra istruzione di base, istruzione secondaria, istruzione superiore, formazione professionale, percorsi universitari. E a tutti sarà reso un servizio a tempo pieno e a spazio aperto non solo da parte delle istituzioni scolastiche in senso stretto, opportunamente riordinate, ma anche da parte delle istanze del territorio e dei settori produttivi. Il pasticcio dell'istruzione tecnica "e" professionale "e" liceale Le linee di tendenza che abbiamo riassunte costituiscono un'assoluta novità nel campo dell'educazione e stanno ad indicare percorsi di apprendimento che dovranno essere profondamente connotati da una forte valenza culturale. Qualunque sia il percorso postobbligatorio scelto dal cittadino/persona che deve diventare anche lavoratore, la dimensione cognitiva, ovviamente con tutte le differenziazioni che può assumere nelle sue specifiche e molteplici variabili, deve avere un alto spessore. In effetti, tutti i percorsi postobbligatori sono anche preprofessionalizzanti, di ampio spessore all'avvio, quindi sempre più orientati verso specifici settori lavorativi, dalle qualifiche professionali fino alle specializzazioni universitarie. Ed è nell'arco di questa specificità che il nuovo umanesimo si deve manifestare comunque e sempre, indipendentemente dalle mansioni che il soggetto poi svolgerà. Se tale assunto è vero - e sono le linee di tendenza che oggi si stanno sviluppando nella società della conoscenza - non si comprendono le ragioni che hanno condotto la Commissione che ha steso il documento Persona, tecnologie e professionalità ad operare una netta distinzione tra l'istruzione tecnica e l'istruzione professionale. Ovviamente la responsabilità della Commissione è stata, per così dire, limitata, stante il fatto che doveva rifarsi a un dettato di cui alla legge 40/07. Tuttavia, sembra con le concrete scelte di riordino adottate dalla Commissione, si corra il rischio di confermare, e di riprodurre - forse al di là delle intenzioni di cui al citato documento - i tre percorsi di sempre, quello classico-umanistico, quello tecnico, con tutta l'enfasi che nel documento lo connota, e quello professionale. Viene da pensare: non è anche un percorso tecnico quello in cui si apprende a tradurre dal greco all'italiano o a disquisire sul secondo canto del Paradiso o dell'Io fichtiano? E non è anche un percorso tecnico quello che conduce ad acquisire competenze nel campo della musica, della pittura, delle arti plastiche? E non è forse scienza (dallo scio -is dei latini) lo studio delle lingue, della letteratura, della filosofia? Oppure, nonostante le belle dichiarazioni sul nuovo umanesimo, sembra che per alcuni pesi ancora la riserva mentale per cui scienza, tecnica e tecnologia sono cosa altra rispetto ad altre attività di ricerca e produzione. E forse più attinenti alla spiritualità che alla materialità? Il fatto che si intenda rilanciare l'istruzione tecnica - specialmente dopo il panlicealismo della Moratti e dopo gli esiti dell'indagine Pisa - indubbiamente è più che corretto. Ma non emerge anche un "caso" relativo all'istruzione umanistico-letteraria? Si pensa forse che questo canale di studi sia immune dall'usura? Che sia l'unico perfetto ed irriformabile? L'unico percorso di studi "serio" e "severo" che non occorre riordinare? Assolutamente no! Il nuovo umanesimo passa trasversalmente attraverso tutta la nostra cultura, attraverso tutti i nostri percorsi di studio! Se non si accetta questa tesi, viene da pensare che ci sia una istruzione "altra" - quella su cui ancora non si è avanzata alcuna proposta - quella dei nostri licei, che nulla avrebbe a che fare con l'istruzione professionale, o meglio con un'istruzione che sia anche professionalizzante o - se piace di più - preprofessionalizzante! Il nodo gordiano del Titolo V Vi è, tuttavia, una ragione specifica per cui l'attenzione è oggi concentrata più sull'istruzione tecnica e professionale che su quella umanistico-letteraria: la difficile attuazione del novellato Titolo V della Costituzione repubblicana. Facciamo un passo indietro. Nella Costituzione del '47 si affermava all'articolo 115 che "le Regioni sono enti autonomi con propri poteri e funzioni" E all'articolo 117 si affermava che, tra le competenze regionali figura anche "l'istruzione artigiana e professionale". Tale scelta fu determinata dal fatto che la Regione è direttamente legata alle specificità del mondo del lavoro e può meglio organizzare i percorsi in materia, appunto, di formazione professionale. Va considerato, però, che le Regioni, fatta esclusione di quelle a Statuto speciale, videro la luce solo negli anni Settanta, per cui, nelle more di un avvio di una formazione regionale, lo Stato ritenne opportuno intervenire a mo' di supplenza e istituì quei corsi di istruzione professionale - per distinguerli dalla formazione regionale - che furono poi organizzati e affidati addirittura ad una Direzione generale ad hoc del Mpi. Ora, con il novellato Titolo V (legge Cost. 3/01), nel quadro del tanto atteso avvio della decentralizzazione dei poteri dallo Stato alle Regioni, si è scelto di tornare alle origini e restituire per intero alle Regioni tutti i percorsi direttamente professionalizzanti. Si è stabilito che tra le materie di legislazione concorrente figurasse "l'istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale". Stando alla lettera del nuovo dettato costituzionale, un percorso di studi che sia finalizzato all'esercizio di una professione di livello intermedio (le lauree sono rilasciate dalle università) è di competenza regionale. Ma una cosa è la norma, altra cosa sono i fatti. Ragionando con estrema approssimazione, da un lato l'Istruzione professionale statale temette di perdere ruolo e specificità; dall'altro le Regioni, già impegnante nella formazione professionale di loro competenza, temettero che lo Stato volesse caricarle di nuove responsabilità senza contropartite di sorta. Ne è nata una conflittualità - contrappuntata da numerose sentenze della Corta costituzionale - della quale a tutt'oggi non sono affatto chiari gli sbocchi. Con l'amministrazione Moratti si optò per una cancellazione di tutta l'istruzione tecnica e professionale statale e si dette vita ad otto percorsi liceali statali. Con l'attuale amministrazione, invece, si è operata un'altra scelta: ridare forza e prestigio all'intero asse dell'istruzione tecnica e professionale connotandone una piena competenza statale. Ma si tratta di una scelta convincente, sia sotto il profilo costituzionale che sotto quello educativo, istruttivo e formativo? Serie A e serie B per i tecnici e i professionali!? Sotto il profilo costituzionale, la norma è completamente saltata! Lo Stato riprende ciò che la Costituzione gli ha tolto! E questo perché? Perché si ritiene che le Regioni non siano all'altezza di effettuare loro stesse il rilancio di quell'istruzione tecnica di cui tutti avvertiamo una assoluta necessità? Perché lo Stato teme di svendere uno dei gioielli di famiglia di cui si è fatto sempre un gran vanto? Ma allora perché si è giunti a riscrivere il Titolo V? Così, mentre sotto il profilo del diritto costituzionale si ritiene che le Regioni debbano gestire in prima persona tutta la partita "della istruzione e della formazione professionale", nei fatti invece si agisce in senso contrario! E con la legge 40/07 lo Stato si è riappropriato in via definitiva (con gran dispetto delle Regioni, ovviamente) dell'istruzione tecnica e dell'istruzione professionale, con l'impegno di procedere ad un loro riassetto educativo, culturale ed ordinamentale. Fin da allora fummo in molti a nutrire forti dubbi sulla necessità di procedere ad un semplice riordino di percorsi, molti dei quali, nel giro degli ultimi decenni, erano diventati veri e propri doppioni. Infatti, nella misura in cui i corsi dell'istruzione professionale, in seguito alla riforma del '69, sono stati quinquennalizzati consentendo anche l'accesso all'università, e con l'adozione dei Progetti '92 e 2002 hanno assunto uno spessore culturale per nulla inferiore ai corsi dell'istruzione tecnica, si è reso sempre più difficile ritrovare nette differenze tra corsi tecnici e corsi professionali. Forse sarebbe stato più opportuno ripensare prioritariamente all'impianto complessivo dell'intera istruzione secondaria con particolare attenzione a tutti i curricoli postobbligatori. Il documento presentato lo scorso 3 marzo dalla Commissione ministeriale incaricata di tradurre in proposta operativa l'assunto della legge 40 non poteva fare più di quello che ha fatto, stando sia al mandato affidatole che allo stato in cui operano gli attuali istituti tecnici e professionali. Gli spazi concessi alla Commissione dalla legge erano molto stretti: restituire due specifiche differenziazioni a due tipologie di istituti che nel corso degli anni si sono venuti sempre più assimilando era impresa difficile, se non impossibile. Ma la Commissione aveva un mandato preciso ed è riuscita, comunque, a quadrare il cerchio. Due tocchi da maestro! Un high tech e un high touch e il gioco è fatto! Anche se all'insegna del più scoperto nominalismo! Così apprendiamo che le differenze tra le due tipologie sono le seguenti: a) l'istruzione tecnica è correlata alla innovazione e allo sviluppo delle tecnologie, mentre quella professionale è correlata alla loro applicazione e personalizzazione; b) le variabili discriminanti sono per la prima le tecnologie e le tecniche, per la seconda i settori e i contesti produttivi; c) i contenuti formativi prevalenti nella prima sono di carattere tecnico-scientifico, tecnico relazionale nella seconda; ed è qui la preziosa illuminazione dell'high-tech e dell'hig touch; d) nella prima tipologia la complessità dominante è la tecnologia, nella seconda l'applicazione. Ovviamente nel documento il discorso è molto più disteso e per certi versi anche suadente, ma... Ma non si corre il rischio di conferire all'istruzione tecnica una valenza tutta teorica ed alla professionale una valenza tutta pratica? E di riprodurre artificialmente - e per norma - proprio quella differenziazione che, invece, è stata superata nel corso degli ultimi anni? Da tempo la ricerca psicopedagogica insiste sulla circolarità che corre costantemente tra mano e mente, tra fare e sapere, tra tecnhe e theoria, e sulla necessità di superare la dicotomia tra studi letterari e studi scientifici, proprio in forza di questo riscoperto "nuovo umanesimo". Ma poi? Ci proponiamo di riordinare un'istruzione tecnica, tutta ricerca tecnologica, ed una istruzione professionale, tutta applicazione pratica? Mah! Se andiamo a leggere le conclusioni dell'Indagine conoscitiva sulle problematiche connesse alla riforma del secondo ciclo del Sistema educativo nazionale di istruzione e di quello di istruzione e formazione professionale, condotta recentemente dalla VII Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati, cogliamo passaggi interessanti. Vi si afferma testualmente che nel modello gentiliano "la separazione tra 'sapere' e 'fare' muoveva in larga parte dalla presa d'atto di una divisione in classi della società italiana che, inevitabilmente, si ripercuoteva anche sulla cultura generale ... Per il modello gentiliano, protrattosi anche successivamente alla nascita della Repubblica italiana, non era né realistica né utile una scuola che modificasse lo status quo in senso inclusivo". Da allora le cose sono profondamente cambiate e non è un caso che "il Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000 abbia conferito all'Unione europea un nuovo ambizioso obiettivo: diventare entro il 2010 l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo...Non ha più senso parlare di scuola 'teorica' e formazione 'pratica'; invece ha significato assumere il meglio dagli strumenti didattici legati all'apprendimento di quelle che si potrebbero definire 'conoscenze sperimentali' e 'nozioni materiali'. L'obiettivo di fondo è suscitare l'interesse dello studente - poco importa se in un liceo o in un istituto tecnico o professionale - alla conoscenza attraverso la dimostrazione della sua 'realtà' e non solo con l'apprendimento teorico". I possibili effetti del riordino annunciato Le ricadute dell'annunciata "riforma" non saranno di poco conto. Sul piano culturale ed educativo, sembra che non riusciamo liberarci dei tre canali di sempre, quello privilegiato dei licei, quello tecnico a tutto tondo, e quello professionale, essenzialmente finalizzato ad un inserimento rapido nel mondo del lavoro. In ordine a questa terza opzione, occorre tener conto del fatto che le Regioni non stanno con le mani in mano e - a prescindere dal contenzioso a cui daranno vita - attivano da tempo i loro percorsi di formazione professionale mirati ad un obiettivo che è e sarà concorrenziale con quello dell'istruzione professionale di Stato. La schizofrenia con cui ci misuriamo da anni non solo non sarà superata, ma si aggraverà. In altri termini, un giovane uscito dall'obbligo di istruzione, se intende continuare nell'istruzione ha, due scelte precise e diverse, i licei e i tecnici; se vuole misurasi presto con il mondo del lavoro, ha, invece, due scelte sovrapposte e concorrenziali, quella dello Stato e quella della Regione. Perché dovrebbe optare per lo Stato, quando la Regione offre percorsi più articolati, più flessibili, più incardinati nella sperimentalità, nell'immediato saper fare, maggiormente legati al mondo del lavoro? Ed ancora: perché dovrebbe optare per lo Stato dal momento che, se a 17 anni volesse conseguire una prima qualifica, l'istituto professionale non è in grado di rilasciargliela se non con il concorso attivo della formazione professionale regionale? Come se l'autonomia di cui gode l'istituzione scolastica statale fosse limitata dall'istituzione regionale. A questo punto va anche considerato il divario Nord-Sud. Nel Nord la concorrenzialità tra il sistema professionale statale e quello regionale sarà aspra. Nel Sud si può correre il rischio che una moneta cattiva cacci quella buona! E bisogna anche pensare ai fondi europei, che finanziano la formazione regionale e che per certi versi ed in alcune situazioni la potranno rendere più appetibile rispetto all'istruzione professionale. Comunque, nella citata indagine svolta dalla VII Commissione della Camera, è puntualmente descritta la variegata casistica delle tante formazioni professionali regionali. Si può anche considerare l'ipotesi di un'altra strada, quella di andare alla costruzione di percorsi fortemente integrati, tra istruzione, formazione e realtà produttive, con un alto tasso di continuità orizzontale. Ma viene sempre da chiedersi: tutte queste implicazioni a chi giovano? Risorse, danaro, energie saranno spese a sostenere percorsi intercambiabili, ora ostili, ora concorrenti, ora interagenti, ora integrati. Va anche considerato che le Regioni attendono che lo Stato entro il mese di settembre 2009 definisca le norme generali sull'istruzione e i principi fondamentali che sono di riferimento per la legislazione concorrente in materia di istruzione nonché i livelli essenziali delle prestazioni relativi all'istruzione e formazione professionale di competenza esclusiva regionale. Si tratta di una matassa di adempimenti resa ancora più intricata dalle iniziative assunte dallo Stato, o meglio dal Mpi - anche se a livello di proposta aperta - con il documento dello scorso 3 marzo sull'istruzione tecnica e professionale. In conclusione, il rischio è che l'istruzione professionale statale venga a trovarsi come il classico vaso di coccio, perennemente sballottato da un lato da un'istruzione tecnica effettivamente riordinata e rafforzata, dall'altro da una formazione professionale regionale ala ricerca di una sua identità, garantitale per altro dal dispositivo del Titolo V. Tale situazione di precarietà si aggraverebbe quando le Regioni avranno la piena legislazione concorrente in materia di istruzione. Vale la pena ricordare che nel Friuli Venezia Giulia è stato sottoscritto un protocollo "Illy-Prodi" in forza del quale dal 2009 tutta l'amministrazione scolastica passerebbe alla Regione e lo stesso Direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale sarebbe sostituito da un Dirigente regionale. Si tratta di situazioni e di segnali che non lasciano affatto bene sperare. E non si vuole affatto che il documento della Commissione ministeriale, pur pregevole per il suo spessore culturale e per le soluzioni che propone, non costituisca, a fronte delle prossime scadenze legislative, nazionali e regionali, un limite invece che un'opportunità. PS - Ho letto qualche giorno fa su Il sole-24ore e oggi su TuttoScuola focus che l'amico Giorgio Allulli, pur essendo primo nella graduatoria dalla quale il Mpi doveva scegliere i tre membri del nuovo Comitato direttivo dell'Invalsi, non è stato affatto considerato, nonostante i suoi meriti di esperto di problemi di valutazione, peraltro pubblicamente noti al mondo della scuola. Sarebbe interessante conoscere, ai fini della trasparenza, quali criteri siano stati adottati per nominare tre membri dei quali nessuno sembra avere particolari esperienze in un area disciplinare che per un istituto come l'Invalsi appare assolutamente prioritaria. Anche perché, in materia di valutazione di sistema, nei prossimi anni - con tutti i problemi aperti tra Stato e Regioni - avremo senz'altro un gran da fare!.

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SCUOLA/ COBAS: 9 MAGGIO SCIOPERO GENERALE E MANIFESTAZIONE A ROMA (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

27-03-2008 18:25 Contro nuovi debiti, tagli organici e per diritto assemblea Roma, 27 mar. (Apcom) - I Cobas hanno indetto per il 9 maggio una giornata di sciopero generale con manifestazione nazionale a Roma: a darne notizia è una nota sindacale nella quale si specifica che i motivi della mobilitazione riguardano il ritiro dell'ordinanza ministeriale n. 92 sui nuovi debiti formativi, il taglio degli organici e il diritto di assemblea per tutti. Contro la nuova strutturazione dei debiti formativi i Cobas hanno già scioperato due volte (il 29 febbraio e il 18 marzo) chiedendo al personale di astenersi però solo per la prima ora di servizio. "In quelle occasioni - ha detto Piero Bernocchi, leader dei Cobas della scuola - ha aderito il 25-30% dei lavoratori". "Un chiaro segnale di come il personale - sostiene Bernocchi - si stia rendendo conto del fallimento dell'ordinanza 92 che impone recuperi-farsa di pochissime ore che ridicolizzano la scuola e umiliano i docenti i quali, in cambio di mancette salariali, dovrebbero divenire complici di una scuola-burletta: una scuola che, in maniera cialtrona, finge in poche ore di 'recuperare' quello che lo studente non ha fatto in uno o più anni". Secondo i Cobas l'ordinanza sui nuovi debiti "è il disastroso punto d'arrivo della politica scolastica degli ultimi quindici anni, la lampante dimostrazione del fallimento della scuola-azienda e della sedicente 'autonomia'scolastica che hanno caratterizzato i ministeri di Berlinguer-Moratti-Fioroni. Tali politiche - conclude Bernocchi - stanno distruggendo l'istruzione pubblica, demolendone la serietà e l'impianto nazionale unitario, banalizzando la didattica e il lavoro di docenti e Ata, immiseriti con stipendi da fame, producendo ignoranza". Il 9 maggio i Cobas rivendicheranno anche gli 11 mila tagli agli organici (10 mila docenti e mille Ata) previsti dall'ultima Finanziaria per il prossimo anno scolastico e l'impossibilità per i sindacati minori di indire assemblee durante l'orario scolastico.

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SCUOLA/ FIORONI: RECUPERATI QUASI TUTTI 13 MLN SOTTRATTI ON LINE (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

27-03-2008 21:13 La truffa a Mpi non aveva comunque bloccato acquisto libri testo Roma, 27 mar. (Apcom) - I 13 milioni di euro inutilizzati e destinati alle famiglie per acquistare libri di testo che erano stati sottratti al ministero della Pubblica Istruzione attraverso una truffa telematica sono stati già quasi tutti recuperati: a comunicarlo è stato oggi il ministro Giuseppe Fioroni durante l'intervento conclusivo del convegno 'La professionalità docente e le sfide dell'innovazione' svolto a Roma all'università Pontificia. "I soldi - ha spiegato il ministro - sono stati in buona parte recuperati. Colgo l'occasione per specificare che la truffa non ha comunque bloccato alcun finanziamento per l'acquisto di testi da parte delle famiglie: i fondi riguardavano infatti i 'bonus' per i libri di testo che le stesse famiglie non avevano utilizzato negli ultimi tre anni e che quindi erano tornati in carico al ministero dell'Istruzione". Nelle scorse settimane la polizia postale aveva accertato che la somma, depositata su un conto corrente on line delle 'Poste italiane', stazionava in una banca del Cairo: il trasferimento degli oltre 13 milioni di euro era avvenuto alterando le procedure informatiche e spostando successivamente i soldi da un conto corrente all'altro attraverso la rete internet fino a giungere nella banca egiziana.

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SCUOLA/ REMBADO (ANP): CONFINDUSTRIA HA RAGIONE, LARGO AL MERITO (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

27-03-2008 21:18 D'accordo anche su maggiore autonomia istituti e stop a contese Roma, 27 mar. (Apcom) - "Registro con soddisfazione la presa di posizione di Confindustria sulla scuola": così dichiara Giorgio Rembado, presidente dell'Anp - Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità - nel commentare il documento reso noto oggi dagli industriali che si ritengono favorevoli ad un modello d'istruzione e di ricerca che premi l'autonomia, la responsabilità e la valutazione. "Soddisfazione - aggiunge il leader dell'Anp - tanto più viva in quanto molti sono i punti di coincidenza con la proposta Anp sulla scuola per la XVI legislatura, che abbiamo a nostra volta diffuso nelle scorse settimane". "Fra i temi comuni - continua Rembado - voglio citare almeno l'individuazione della scuola come uno spazio che deve essere sottratto alla contesa fra le parti; il richiamo forte all'esigenza di riconoscere ed incentivare il merito professionale; la richiesta di attribuire alle istituzioni scolastiche autonome la gestione diretta di quote crescenti delle risorse destinate al personale e, in prospettiva, quella degli organici". L'associazione che rappresenta il più alto numero di dirigenti scolastici italiani apprezza anche la sollecitazione sulla necessità di standardizzare le competenze per gli studenti, anche attraverso una sistematica verifica, da parte dell'Invalsi, l'istituto nazionale di valutazione da pochi mesi rifondato dal ministro della Pi Giuseppe Fioroni. "Mi sembra un segno positivo - ha concluso Rembado - che molti dei temi che noi abbiamo da tempo sollevato si avviino a divenire patrimonio comune di quanti hanno a cuore le sorti dell'istruzione nel nostro Paese. La voce autorevole di Confindustria, non nuova a questi richiami, costituisce oggi un'ulteriore spinta nella direzione che tutti auspichiamo".

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SCUOLA/ FIORONI: NECESSARIO INTRODURRE ESAME RIGOROSO ALLE MEDIE (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)

Argomenti: Scuola

27-03-2008 20:25 Immotivate polemiche su prove comuni: chi non merita va fermato Roma, 27 mar. (Apcom) - "L'introduzione dell'ammissione agli esami terminali di terza media e di regole per un esame più rigoroso con delle prove comuni nazionali era indispensabile: al primo anno delle superiori vengono fermati il 33% degli studenti, una cifra altissima che andava in qualche modo contenuta tornando a bocciare chi non è preparato già alle medie inferiori". Lo ha detto il ministro Giuseppe Fioroni nell'intervento conclusivo del convegno svoltosi oggi a Roma presso l'università Pontificia lateranense. Secondo Fioroni sarebbero quindi immotivate le polemiche di questi giorni derivanti dalle due nuove prove comuni, affidate all'Invalsi (l'Istituto nazionale di valutazione), che gli alunni di terza media dovranno sostenere in contemporanea a livello nazionale per verificare le competenze acquisite in italiano e matematica: una modalità che ricorda, per se semplificata, le due prove scritte della maturità. "Sono provvedimenti indispensabili - ha spiegato il ministro - per evitare che gli alunni privi di conoscenze possano andare avanti. Il caso dell'università Ca' Foscari ci deve far riflettere: così tanti diplomati non ritenuti idonei a frequentare una facoltà letteraria per incapacità di comprendere e scrivere testi è una sconfitta del sistema scolastico. Per questo è fondamentale introdurre adeguate punizioni a chi non merita". Fioroni ha anche ribadito l'importanza di premiare l'eccellenza ("così pure i meno meritevoli sono costretti ad alzare i livelli di apprendimento"), di introdurre un nuovo sistema di valutazione (organizzato dall'Invalsi) rivolto sia a docenti che studenti e di dare più spazio alle persone che operano positivamente nella scuola. "E' ora di finirla con gli incentivi a pioggia: i docenti che mettono a disposizione competenze e tempo vanno premiati attraverso risorse adeguate - ha spiegato il responsabile del dicastero dell'Istruzione - anche perché rappresentano dei maestri di vita per gli stessi studenti: e i giovani, con le famiglie in crisi, hanno bisogno di persone positive da emulare".

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