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top ARTICOLI DEL 26 e 27 marzo 2008 #TOP
Ambiente,
Xerox dice cosa fare ( da "Punto Informatico"
del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
La
scuola in ospedale Esperti si confrontano sul "caso Piancavallo"
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Abbiamo
invitato anche il ministro Giuseppe Fioroni ". Ad aprire i lavori ci
saranno il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Francesco de Sanctis,
gli assessori regionali all'Istruzione Giovanna Pentenero e alla Montagna Bruna
Sibille, il prefetto Domenico Cuttaia, il presidente della Provincia, il
sindaco di Verbania e il presidente dell'Istituto Auxologico italiano.
Check-up
ecologico agli edifici scolastici L'obiettivo è ridurre i consumi elettrici
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
Ad essere
sottoposte a controllo saranno la scuola materna "Il Giardino
Incantato", le scuole elementari "Manzoni" e "Rodari",
la biblioteca civica, l'ex municipio che oggi ospita spazi sociali e culturali,
la palestra comunale. Nel caso di scuole e biblioteca verranno suggeriti anche
possibili interventi migliorativi.
Un
bambino capirebbe il bluff del Cavaliere
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
ma agli
italiani fornisce un servizio caro ed inefficiente, 400 euro per raggiungere la
capitale quando altre compagnie ne vogliono 40 per andare e tornare da
Londra". L'italianità non è un valore da tutelare? "Interesse degli
italiani è poter volare in tutto il mondo nel miglior modo possibile al minor
costo possibile.
Scuola,
la grande assente della campagna elettorale
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
Sul tema
pubblico/privato si gioca l'intersezione tra Partito Democratico, Partito delle
Libertà, UDC e Lega, con la Sinistra L'Arcobaleno e lo Sdi che - soli -
difendono l'idea di una scuola pubblica e laica, di un sistema in cui le scuole
private siano libere, ma senza oneri a carico dello Stato.
Un
colpo di scure ( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Abstract:
Ma dovrebbe
fare attenzione a quello che ha chiarito il ministro Fioroni, che ha richiamato
i dirigenti al rispetto dei parametri della Finanziaria: 60% sull'organico di
diritto e 40% sull'organico di fatto". ANNA MARIA CHIRCHIÙ, della Cisl
scuola, è lapidaria: "Si vuole aumentare il numero degli alunni per classe
riducendo, di conseguenza, il numero delle cattedre.
Il
lavoro e gli assenteisti, fuoco di domande per Ichino e Cazzola
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
Colaninno
atteso a Gubbio e a Ponte S. Giovanni
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Abstract:
Giovanni
iniziativa su lavoro e sviluppo con Matteo Colaninno e Anna Rita Fioroni,
Manlio Mariotti (segretario regionale Cgil), Paolo Baiardini. Introduce:
Giacomo Leonelli. Alle
La
Regione pronta al dietrofront sui poli formativi
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Abstract:
Non è infatti
stato formalizzato dal Consiglio dei ministri il decreto Fioroni già approvato
dalla conferenza StatoRegioni (dov'è prevista la costituzione di Istituti
tecnici superiori, Its), sulla base del quale la Regione aveva diffuso una
bozza in cui non si parlava più di poli formativi regionali. Ora, in attesa che
si pronunci il nuovo Governo che si insedierà dopo il voto,
La
crisi della democrazia - massimo l. salvadori
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
inefficiente
ma anche oggetto di una perpetua contesa tra gli opposti schieramenti politici
e l'operato della magistratura è in costante tensione con i partiti; il più
importante mezzo di informazione e principale palestra del confronto politico,
la televisione, è diviso tra un sistema pubblico privo di autonomia dai partiti
e un sistema privato monopolistico nelle mani di un padrone-
Sprechi
i servizi affidati in esterno ( da "Riformista, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
I
tagli della Finanziaria 2008 spazzano via molte classi, ma gli iscritti
aumentano. Sono pe ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Abstract:
il ministro
Fioroni ha dato direttive precise, prevedendo che il 60 per cento dovesse
riguardare l'organico di diritto e il
Al
Sud 100 miliardi senza idee ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
inefficiente.
Facciamo alcuni esempi. Nel 1999, prima dell'arrivo dei fondi europei, il tasso
di occupazione nelle regioni Obiettivo 1 del Mezzogiorno era del 43%; sette
anni dopo il miglioramento si è ". Non solo. La delibera Cipe che fissa il
meccanismo di incentivazione include tra gli obiettivi di servizio la
"tutela e il miglioramento della qualità dell'
Dal
nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e gi
( da "Messaggero,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Abstract:
ex e
aspiranti (si vedono Lumia, D'Antoni, Carra, Colajanni), c'è Beppe Fioroni da
Viterbo ora proconsole in Sicilia dove è capolista. Dice il ministro uscente
dell'Istruzione: "Qui puntiamo al 38 per cento. Troppo? No, sinistra
alternativa e Di Pietro nell'isola non passano la soglia e molti loro voti
verranno a noi.
Una
sortita ad uso e consumo delle tv in "berlusca style"
( da "Liberazione"
del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Abstract:
Anche ieri
due "colonnelli" - Bondi per Berlusconi, Fioroni per Veltroni - hanno
fatto finta di scontrarsi sulle pensioni, accusandosi reciprocamente di aver
copiato le idee degli altri. Ma poi hanno discusso solo sulle previsioni di voto.
"Vinco io", "no, vinco io". Fra poco, come prevede la
legge, i sondaggi spariranno dalla scena.
LE
COOPERATIVE SOCIALI DEL FVG INCONTRANO RICCARDO ILLY L'APPUNTAMENTO È FISSATO
PER OGGI PRESSO LA CASA DELLA PIETRA DI AURISINA
( da "marketpress.info"
del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
Premio
di poesia in ricordo di bolognesi
( da "Tirreno,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Abstract:
ex
parlamentare Ds e ora nel gruppo di esperti che aiutano il ministro Fioroni
all'istruzione. Il premio si avvale anche del patrocinio sia del Comune che
dell'Ufficio scolastico provinciale (ex provveditorato). Dopo il successo al di
là di ogni aspettativa riscontrato nella prima edizione, quest'anno gli
organizzatori hanno deciso di fare il bis.
MATERA
- OGGI "PER NON VOLTARE PAGINA"
( da "Basilicanet.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Abstract:
Carlo Fioroni
Critico letterario. Anna Dâ??Elia insegna Pedagogia Interculturale
allâ??Università degli Studi di Foggia e Pedagogia dellâ??Arte allâ??Accademia
di Belle Arti di Bari. Scrive saggi in forma narrativa mettendo in relazione
cronaca, esperienza, biografie, romanzi, film, video, fotografie e media.
"I
tagli alla scuola sono inaccettabili"
( da "Corriere
Adriatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Abstract:
fatto nei
giorni scorsi dal ministro della Pubblica istruzione Fioroni. I responsabili
sindacali si mobilitano dunque, prima appellandosi al prefetto per la sicurezza
delle scuole sovraffollate, poi cercando il sostegno delle famiglie. Senza
escludere il ricorso allo sciopero a livello regionale. ALE.RU.
VIGASIO.
Delibera approvata a maggioranza ( da "Arena.it, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
Lo
ha deciso il Consiglio su indicazione della Regione
( da "Arena.it,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
L'
IGNORANZA ( da "Avvenire"
del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
Troppi
ignoranti vuol dire anche troppi ignoranti alla guida, purtroppo. Troppi
ignoranti vuol dire troppa protervia e imbecillità e maleducazione ovunque, che
è esattamente ciò che vediamo e viviamo regolarmente. Con tutto, il Roberto
Benigni che ci ha da poco letto e commentato Dante ha dimostrato che voglia ci
sia in tanti di apprendere,
"Per
la discarica il sindaco ricatta la Provincia"
( da "Corriere
Adriatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
Non è più
facile governare un popolo di ignoranti?". Luca, altro visitatore, si
ribella: "Il nostro non è un popolo di ignoranti. Solo che si è scelta la
strada più facile: la discesa. Così non hai più bisogno di autori bravi, bravi
attori e sceneggiatori. Va bene chiunque. Purtroppo, conclude, non c'è un
diabolico disegno, c'è solo faciloneria e molta ignoranza.
Enac:
Piano anti-caos per l'estate ( da "Agenzia di Viaggi, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
Scaffale
degli scrittori: salta l'incontro di stasera sul tema delle canzoni
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Abstract:
Lo
"Scaffale" tornerà con uno speciale estivo, protagonista Dacia
Maraini, il 10 luglio a Palazzo Zuckermann, con e una serata dedicata ai
"Sillabarii" di Goffredo Parise, con Raffaele La Capria, Giosetta
Fioroni, l'attrice Carla Stella e Antonio Debenedetti, che con Paolo Di Paolo
ha curato la rassegna.
La
sfida dell'interculturalità religiosa
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
E sulla
necessità di riflettere su questo libro, emblematiche sono le parole
dell'autrice nella prefazione: "Abbiamo la fortuna di vivere in un mondo
laico, in un paese in cui religione e Stato sono separati. L'insegnamento della
religione nella scuola pubblica non è più obbligatorio. La conoscenza
reciproca, è invece indispensabile".
Precari:
''Prodi e Fioroni facciano firmare 50 mila assunzioni''
( da "Redattore
sociale" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Abstract:
03/2008
Precari: ''Prodi e Fioroni facciano firmare 50 mila assunzioni'' Roma - Il
premier Prodi ed il ministro Fioroni "intervengano sul ministro
dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa e facciano firmare la seconda tranche di
50.000 assunzioni (la prima fu lo scorso anno, ndr), dimostrando di mantenere
gli impegni presi".
Benefit
per attrarre nuovi manager ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
Famiglia
Cristiana nel partito di Grillo: contro la Casta avida di privilegi
( da "Panorama.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
Gli
studenti protestano contro i finanziamenti alle scuole private
( da "Varesenews"
del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Abstract:
iniziativa è
dedicata a contrastare il finanziamento alla scuola privata in favore di misure
d'aiuto all'acquisto di libri e all'accesso ai mezzi pubblici. Uno dei punti
principali è la richiesta di abolizione del buono scuola introdotto da Roberto
Formigoni in Lombardia, che toglierebbe fondi e finanziamenti alla scuola
pubblica per un ammontare di circa 44 milioni.
Un
voto indispensabile ( da "Quotidiano.it, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
la difesa
della scuola pubblica come scelta strategica per il sostegno alla ricerca
scientifica la valorizzazione dei saperi nelle università italiane, la laicità
dello Stato con l'allargamento dei diritti civili contro l'ingerenza sempre più
pesante delle gerarchie ecclesiastiche, con la difesa della legge 194, con il
riconoscimento delle coppie di fatto e con il divorzio breve,
SCUOLA/
NASCE PARTITO PER LA SCUOLA DEL MERITO E... -2-
( da "Virgilio
Notizie" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Abstract:
Difeso
ministro Fioroni:da lui sterzata che non vedevamo da anni Roma, 26 mar. (Apcom)
- Anche Sergio Givone, docente di Estetica all'università di Firenze, ritiene
che "i partiti si adoperino per reintrodurre le sane regole della
meritocrazia e della fermezza, perché - ha sottolineato l'accademico - sono
aspetti indispensabili se si vuole avere una scuola più qualificata ed
efficace"
Italia,
Amministratore delegato azienda wind indagato
( da "Emmegipress"
del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Abstract:
Il
patto per il merito al centro degli appelli
( da "Sole
24 Ore, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Al ministro
uscente della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, i firmatari dell'appello
danno atto di aver avviato, almeno in parte, un'inversione di tendenza, dopo
decenni di lassismo. "Noi – aggiungono – pensiamo che esista un largo
consenso trasversale sulla necessità di una scuola più rigorosa.
ROMA
- Ministro Fioroni, il merito era stato bandito. Perché? E
(
da "Messaggero,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ministro
Fioroni, il merito era stato bandito. Perché? "E' stato un errore storico
averlo eliminato. Il merito è l'unico vero "ascensore sociale",
riportarlo tra i banchi non significa fare una scuola classista, anzi. Senza il
merito togliamo le opportunità ai giovani, che per affermarsi, anziché contare
sulla preparazione,
ROMA
- La storia è diventata lo studio degli indicatori temporali, la geografia di
quelli spazi ( da "Messaggero, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ci sono
carenze di base che prima del decreto Fioroni nessuno faceva recuperare".
Nell'aula magna del Visconti si sono dati appuntamento gli intellettuali che
hanno inviato un appello ai partiti per restituire alla scuola "qualità e
rigore". Hanno messo a nudo i mali della scuola. Ma soprattutto denunciato
"l'ipocrisia della cultura egualitarista" che "chiede
poco",
Incontro
ufficiale con amministratori locali e dirigenti di partito alle 15,30 in
Comune. Maurizio G ( da "Messaggero, Il (Latina)"
del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Sul fronte
del Pd, il Palacultura ospiterà questo pomeriggio il presidente del Senato
Franco Marini. Dibattito aperto, con tanto di intervento del ministro Giuseppe
Fioroni. Sul palco allestito in Piazza del Popolo arriverà invece, sabato,
Walter Veltroni, leader del Pd e candidato premier.
Massimo
Calearo: <Non voglio avere padroni sul collo>
( da "Liberazione"
del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Fioroni
("sono un neofita") o sulle coppie di fatto ("meglio non
parlarne"). Ma ha le idee chiare sul conflitto di interessi: "Darei
la mia azienda in gestione a terzi perché se uno deve governare, deve governare
e basta", e su Alitalia: "I suoi problemi sono legati alla sua
gestione e a un certo tipo di politica sindacale dove le assunzioni sono state
spesso considerate strumento
Necessario
uno scatto di dignità ( da "Tempo, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
assegnato a
Viterbo pur non avendone i requisiti: e sabato arriva il ministro Fioroni a
chiedere voti qui quando ci ha rifilato il "bidone" anticipando come
sarebbe andata a finire la faccenda), ecco che è arrivata un'altra mazzata. Il
centrosinistra se ne impipa del Frusinate, considerato come una colonia da cui
succhiare e nulla riconoscere.
Arriva
Fioroni, scatta la contestazione ( da "Tempo, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la visita è
in programma sabato per l'inaugurazione del nuovo Itc Arriva Fioroni, scatta la
contestazione Pietro Antonucci ALATRI Sabato 29 il ministro della Pubblica
Istruzione Giuseppe Fioroni giungerà in città per l'inaugurazione della nuova
sede dell'Itc, dedicata a Sandro Pertini, nei pressi dell'ospedale "San
Benedetto".
E
se la scuola premiasse il merito? - carlo alberto bucci
( da "Repubblica,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
perché
nessuno si sogni di togliere i compiti a casa", il "Partito del
merito" chiede a chi vincerà le elezioni di non demolire l'opera del
ministro Fioroni: la reintroduzione dei membri esterni nella commissione della
maturità e la riproposizione della prova di recupero del debito ai primi di
settembre. Nel segno del ritorno all'ordine.
Il
TAR EMILIA ROMAGNA con una ordinanza del marzo 2008 ha dichiarato ril
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
scuole
private raggiungano un miliardo di euro l'anno. Molti, se si pensa che la
finanziaria del
Nasce
il partito per la scuola del merito e della responsabilità
( da "Stampaweb,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
in meno di
due anni il ministro Fioroni ha cercato di dare una sterzata - ha detto
l'editorialista della stampa - introducendo atti verso il dovere scolastico che
non si vedevano dai tempi della Falcucci: l'esame di Stato, l'obbligo formativo
a 16 anni, l'obbligo di recupero dei debiti e il decreto di maggiore punibilità
degli atti violenti,
Esami
di terza, adesso si cambia ( da "Arena.it, L'"
del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La circolare
del ministro Fioroni stabilisce che questa prova "ha la funzione di
integrare gli elementi di valutazione di cui già dispongono gli esaminatori,
verificando anche i livelli di apprendimento degli studenti in alcune
discipline oggetto della prova". La grande novità è data dal fatto che, in
passato, erano le commissioni stesse che predisponevano i testi da assegnare:
Bondi:
''Altre riforme? Inutili. Centrale il tema insegnanti''
( da "Redattore
sociale" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
inutile
mettere a punto nuove riforme generali della scuola e dell'universita'. È
necessario piuttosto partire da una questione decisiva: quella degli
insegnanti". Una scuola, incalza Bondi, "e' buona soprattutto perche'
ha dei buoni insegnanti. Se non si affronta questo problema e' inutile perdere
tempo con l'elaborazione di grandi riforme che ottengono l'
SCUOLA/
BONDI: INUTILE METTERE A PUNTO NUOVE RIFORME GENERALI
( da "Virgilio
Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
controriforma
Fioroni: "Non si può riformare la scuola a ogni cambiamento di maggioranza
di Governo. Così - ha osservato - si distrugge la scuola e si disorientano gli
insegnanti. Se si deve fare una riforma generale della scuola la si faccia a
partire da un piano organico elaborato da una commissione di esperti scelti al
massimo livello e si investa su questo modello per i prossimi decenni"
Il
movimento studentesco di Forza Italia dice no allo sciopero
( da "Varesenews"
del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
entrata in
vigore della riforma Fioroni auspicandosi una scuola a misura di studente
contro l'attuale modello che "indottrina gli studenti". Pisoni invita
i rappresentati della Rete degli studenti a contattarlo all'indirizzo mail
scuoleperlalibertàvarese@gmail.com per risolvere i problemi della provincia
tramite un confronto tra le associazioni studentesche.
Cobas:
il 9 maggio sciopero nazionale e manifestazione a Roma
( da "Redattore
sociale" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ordinanza del
ministro Giuseppe Fioroni sui corso di recupero, l'eliminazione del taglio
degli organici e il diritto di assemblea per tutti i sindacati nelle scuole: sono
questi i temi al centro della protesta. Intanto, per quanto riguarda i corsi di
recupero, i Cobas hanno gia' attuato due scioperi della prima ora il 18 marzo e
il 29 febbraio con adesioni che,
Per
una ricomposizione delle conoscenze
( da "AprileOnline.info"
del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il Ministro
Fioroni ci ricorda nella sua nota del primo settembre 2007 che "la
dimensione educativa del nuovo obbligo di istruzione intende fornire ai giovani
gli strumenti per l'acquisizione dei saperi e delle competenze indispensabili
per il pieno sviluppo della persona in tutte le sue dimensioni e per
l'esercizio effettivo dei diritti di cittadinanza"
SCUOLA/
COBAS: 9 MAGGIO SCIOPERO GENERALE E MANIFESTAZIONE A ROMA
( da "Virgilio
Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
scolastica
che hanno caratterizzato i ministeri di Berlinguer-Moratti-Fioroni. Tali
politiche - conclude Bernocchi - stanno distruggendo l'istruzione pubblica,
demolendone la serietà e l'impianto nazionale unitario, banalizzando la
didattica e il lavoro di docenti e Ata, immiseriti con stipendi da fame,
producendo ignoranza".
SCUOLA/
FIORONI: RECUPERATI QUASI TUTTI 13 MLN SOTTRATTI ON LINE
( da "Virgilio
Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
a comunicarlo
è stato oggi il ministro Giuseppe Fioroni durante l'intervento conclusivo del
convegno 'La professionalità docente e le sfide dell'innovazione' svolto a Roma
all'università Pontificia. "I soldi - ha spiegato il ministro - sono stati
in buona parte recuperati. Colgo l'occasione per specificare che la truffa non
ha comunque bloccato alcun finanziamento per l'
SCUOLA/
REMBADO (ANP): CONFINDUSTRIA HA RAGIONE, LARGO AL MERITO
( da "Virgilio
Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
della Pi
Giuseppe Fioroni. "Mi sembra un segno positivo - ha concluso Rembado - che
molti dei temi che noi abbiamo da tempo sollevato si avviino a divenire
patrimonio comune di quanti hanno a cuore le sorti dell'istruzione nel nostro
Paese. La voce autorevole di Confindustria, non nuova a questi richiami,
costituisce oggi un'ulteriore spinta nella direzione che tutti
auspichiamo"
SCUOLA/
FIORONI: NECESSARIO INTRODURRE ESAME RIGOROSO ALLE MEDIE
( da "Virgilio
Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Fioroni
nell'intervento conclusivo del convegno svoltosi oggi a Roma presso
l'università Pontificia lateranense. Secondo Fioroni sarebbero quindi
immotivate le polemiche di questi giorni derivanti dalle due nuove prove
comuni, affidate all'Invalsi (l'Istituto nazionale di valutazione), che gli
alunni di terza media dovranno sostenere in contemporanea a livello nazionale
per verificare
( da "Punto Informatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Roma - Intervenire
sulle stampanti per aiutare l'ambiente? È l'idea di Xerox, che ha realizzato un
particolare applicativo dal quale non solo si apprende quante stampanti e
fotocopiatrici di troppo sono in circolazione, ma anche quanto migliora
l'ambiente per ogni modifica apportata al proprio parco macchine seguendo i
suggerimenti del programma. Dalle ricerche condotte da Xerox emerge che
stampanti e simili sono realmente al lavoro per tempi compresi tra l'1 e il 2
per cento del proprio lifecycle. Ne deriva che le aziende potrebbero
risparmiare tra il 20 e il 30 per cento delle spese ridimensionando il parco
stampanti ad un numero ottimale. Ecco dunque nascere il Sustainability
Calculator, che calcola e visualizza - tra l'altro - i cambiamenti ambientali derivanti
da una variazione imposta al ciclo di vita di questi irrinunciabili strumenti
di lavoro, comprese emissioni di gas, consumi energetici, rifiuti solidi e
impiego di acqua e aria. Per le grandi organizzazioni, Xerox ha creato una
versione dell'applicativo analoga a quella a disposizione del pubblico, ma più
evoluta e particolarmente flessibile. Con il contributo di organizzazioni che
recuperano l'elettronica di consumo - sempre che la clientela sia consapevole
dell'opportunità e la colga - il vantaggio per l'ambiente è assicurato:
"Il servizio che offriamo è pensato per garantire efficienza. Inefficienza
equivale a perdite, il che, tipicamente, ha un impatto sull'ambiente",
dice Patty Calkins, vice president della divisione Ambiente, Salute e Sicurezza
di Xerox. L'azienda ha in passato già dimostrato interesse per l'ambiente: può
vantare riconoscimenti conferiti dall'Environmental Protection Agency (EPA).
Marco Valerio Principato (fonte immagine).
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola
CONVEGNO. PER IL 50°
DELL'AUXOLOGICO La scuola in ospedale Esperti si confrontano sul "caso
Piancavallo" "La scuola in ospedale: risorse, valori, laboratorio per
la didattica" è il titolo del convegno che si svolgerà a villa Caramora,
sede dell'Auxologico, a Verbania martedì e mercoledì. L'iniziativa nasce dalla
scuola statale in ospedale di Piancavallo nel 50° della sua fondazione e
dall'Ufficio scolastico provinciale con la collaborazione dell'Istituto
Auxologico italiano. Un'occasione di confronto per operatori nel mondo
istituzionale, scolastico, scientifico e ospedaliero provenienti da tutta
Italia. Si discuterà di tecnologie, esperienze anche di carattere clinico a
supporto dei piccoli pazienti e delle modalità didattiche sperimentate nelle
scuole ospedaliere. "Non trascureremo l'aspetto celebrativo - sottolinea
la reggente dell'Ufficio scolastico provinciale Franca Giordano - che vede la
scuola in ospedale di Piancavallo come la prima in Italia, con ben 50 anni di
attività svolta in stretta collaborazione con l'Istituto Auxologico". Un
momento particolare sarà dedicato alla storia della scuola di Piancavallo
grazie a testimonianze, una mostra fotografica e a un annullo filatelico. Verrà
anche presentata una pubblicazione in cui viene ripercorsa la storia
dell'istituzione scolastica. "E' prevista una tavola rotonda conclusiva
con medici, dirigenti scolastici e funzionari del Ministero - prosegue Giordano
-. Abbiamo invitato anche il ministro Giuseppe Fioroni ". Ad aprire i lavori ci
saranno il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Francesco de Sanctis,
gli assessori regionali all'Istruzione Giovanna Pentenero e alla Montagna Bruna
Sibille, il prefetto Domenico Cuttaia, il presidente della Provincia, il
sindaco di Verbania e il presidente dell'Istituto Auxologico italiano.
"Verbania - conclude Giordano- intende ribadire la sua attenzione per
questo settore, in cui il bambino paziente viene posto al centro". E ieri
è stato annunciato che il primo Circolo didattico di Verbania e la scuola media
Ranzoni il 3 aprile riceveranno in Regione, per le loro meritorie attività, le
insegne di "ambasciatrici Unicef" mentre l'Auxologico verrà nominato
testimonial Unicef.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Di FABIO LUONGO ?
MACHERIO ? UN CHECK-UP su edifici e impianti di scuole, biblioteca, palestra,
per verificare e ridurre il consumo di energia. E poi uno sportello a
disposizione dei macheriesi per chiedere informazioni su incentivi, fonti
rinnovabili e interventi per il risparmio energetico, nonché contributi per
stimolare i cittadini a realizzarli. Macherio sempre più paese attento allo
spreco di energia, con il Comune che ha deciso di mettere in campo alcune
misure per la diminuzione dei consumi. Una scelta dettata dall'attenzione
all'ambiente, ma che porterà anche come conseguenza un risparmio in bolletta.
La prima iniziativa è la realizzazione di "audit energetici" su 6
edifici pubblici: si tratta di sondaggi-diagnosi che valutano lo "stato
energetico" degli edifici, analizzandone struttura, impianti e consumi,
mettendo in luce eventuali inefficienze. Ad essere
sottoposte a controllo saranno la scuola materna "Il Giardino Incantato", le scuole elementari
"Manzoni" e "Rodari", la biblioteca civica, l'ex municipio
che oggi ospita spazi sociali e culturali, la palestra comunale. Nel caso di
scuole e biblioteca verranno suggeriti anche possibili interventi migliorativi.
Intanto è già in funzione in municipio, e lo sarà fino al 31 maggio, lo
"Sportello Energia - Punto E3", attivo tutti i sabato mattina, dalle
9.30 alle 12.30: qui i macheriesi possono avere informazioni e consulenze in
tema di fonti rinnovabili, impianti e certificazioni energetiche. Ad occuparsene,
una società specializzata, la "Sinergie Progetti", mentre a coprire i
costi sarà un contributo di 39.800 euro erogato dalla Fondazione Cariplo.
"Si tratta di una serie di interventi collegati in un piano complessivo -
spiega il sindaco Mariarosa Redaelli -. Quest'anno, come amministrazione,
abbiamo deciso infatti di puntare sul risparmio energetico. Abbiamo già dato,
con un bando, un finanziamento del 30% ai macheriesi per la sostituzione delle
caldaie, ed entro l'anno attiveremo un altro finanziamento parziale a
disposizione di chi farà interventi di risparmio energetico e riduzione del
consumo, come l'installazione di cappotti sulle case o di pannelli
fotovoltaici". "Con gli audit verificheremo lo stato dei nostri
edifici dal punto di vista del consumo di energia, e i tecnici ci diranno anche
cosa si potrebbe eventualmente fare per migliorare - prosegue Redaelli -. E'
un'iniziativa che mette insieme attenzione ambientale e risparmio economico,
che abbiamo voluto perché il pubblico deve dare l'esempio". Una strada
seguita già con la nuova scuola media, sul cui tetto
sono stati installati pannelli fotovoltaici. - -->.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
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l'edizione del GIACOMO VACIAGO "In un paese normale la destra liberale
avrebbe chiesto da tempo il fallimento. Invece in Italia si pensa alla
colletta" "Un bambino capirebbe il bluff del Cavaliere" di
Luigina Venturelli / Milano Esiste una cordata d'imprenditori italiani ricchi,
bravi e volenterosi? Perfetto! Allora oltre ad Alitalia diamogli anche i
rifiuti di Napoli che ci leviamo un altro problema". Parlando della
compagnia aerea di bandiera, il tono ironico è di ordinanza: l'economista
Giacomo Vaciago non lo abbandona mai e, così facendo, si risparmia la continua
premessa del "se fossimo un paese normale". Evidentemente l'Italia
non lo è, altrimenti non si spiegherebbe il paradosso di "una società
andata in rosso per diciotto anni e per diciotto volte ricapitalizzata a spese
del contribuente". Professor Vaciago, come finirà la vicenda? Qualcuno
salverà Alitalia? "Alitalia non è una bella addormentata nel bosco in attesa
di un principe azzurro che la salvi, ma una vecchia zitella piena di problemi:
è una società monopolista che tratta male i propri clienti e che continua a
perdere soldi. Peggio di così non si può fare". Si spieghi. "Si
tratta di una società quotata in Borsa, il cui pacchetto di controllo era stato
affidato al Tesoro affinchè la compagnia perseguisse meglio l'interesse
pubblico. Ma da tempo Alitalia si pone in contrasto con gli interessi sia degli
azionisti sia dei cittadini: sulla tratta Milano-Roma la compagnia di bandiera
gode da sempre di un monopolio virtuale, ma agli italiani
fornisce un servizio caro ed inefficiente, 400 euro per raggiungere la capitale quando altre compagnie ne
vogliono 40 per andare e tornare da Londra". L'italianità non è un valore
da tutelare? "Interesse degli italiani è poter volare in tutto il mondo
nel miglior modo possibile al minor costo possibile. Non è necessario
che lo facciano su aerei tricolori, così come guidano in gran parte automobili
straniere senza peccare nei confronti degli interessi nazionali. Silvio
Berlusconi mi pare vada in giro su una vettura Audi". Pare che sugli aerei
la pensi in modo diverso. "In un paese normale, la destra liberale avrebbe
chiesto da tempo il fallimento di Alitalia, con un bel commissario per smembrare
la compagnia in tanti pezzi e vendere all'asta gli slot lasciati liberi e gli
altri beni al miglior offerente. In un paese civile sarebbero nate dieci
compagnie diverse - magari con bei nomi di donna come le barche, Elisabetta o
Elena - per volare da Milano a Roma a 20 euro. Peraltro, questa è un'ipotesi
ancora in gioco nel caso dovesse fallire l'acquisizione da parte di Air
France". Ben venga, dunque, Air France? "È successo per le banche,
l'energia, le telecomunicazioni. Perchè una fusione tra compagnie europee non
dovrebbe avvenire anche per gli aerei? Lufthansa e British Airways hanno
declinato, oggi una fusione con Air France sarebbe il massimo: i francesi non
sono stranieri, hanno in tasca la nostra stessa moneta". Ma diverse
abitudini di comando. "Cambierebbe la sede legale della compagnia, ma alla
fine comanda chi ha le azioni e nessuno ci vieta di comprarne in gran quantità.
Berlusconi poteva essere originale, proporre ai suoi figli di comprare ampie
quote di Air France fino ad assumerne il controllo, magari di fare un'opa
sull'Eliseo e riprenderci pure Carla Bruni. Ma proporre la solita colletta per
buttare soldi in Alitalia...I cittadini italiani, almeno quelli che pagano
regolarmente le tasse, hanno già buttato per anni i loro risparmi". Non crede
alla cordata d'imprenditori tricolori? "Chi l'ha detto che gli
imprenditori italiani sono bravi a fare tutto? Spinetta ha le spalle larghe, ma
altri acquirenti dovrebbero tagliare il doppio dei costi e del personale,
avendo a che fare con dieci sigle sindacali che si comportano come corporazioni
a difesa degli sprechi. Siamo seri: fare volare aerei è faticoso e non si
guadagna neppure molto, meglio fare scarpe o Ferrari, è meno complicato e
garantisce più utili. Anche un bambino capirebbe che è un bluff".
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
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l'edizione del Scuola, la "grande assente" della campagna elettorale
di Marina Boscaino Ogni campagna elettorale ha dedicato alla scuola
uno spazio particolare, per lo più disattendendo le promesse ad elezioni
avvenute. Lo strano tempo che stiamo vivendo vede la scuola
relegata ai margini dell'impegno che partiti e coalizioni profondono per farsi
preferire. La scuola non rappresenta più un tema
allettante per l'elettorato? La prova ulteriore di una deriva che pare ormai
inarrestabile. Il capitolo dedicato all'istruzione non figura ai primi posti in
nessuno dei programmi elettorali, tranne in quello del Partito Socialista e
della Lega, per motivi opposti. Che ne sarà della scuola?
Il rischio è enorme: se si leggono le parti dedicate all'istruzione nei singoli
programmi elettorali si riconoscono proiezioni di un'idea di società, alcune
delle quali proprio non ci piacciono. E si rinnova - attraverso quelle
dichiarazioni - l'immagine delle coalizioni che le hanno elaborate, le loro
parole d'ordine, le loro vocazioni: la modernità, la tradizione, i localismi,
la laicità, il merito. I punti programmatici, che in molti casi risultano
approssimativi quando non velleitari, marcano spesso una distanza evidente tra
i reali problemi della scuola e il panorama che da
quei concetti si evince, più orientato al "mercato" elettorale che ad
un'analisi e a una proposta concreta rispetto alle molte criticità. Il grande
spartiacque sembra quello tra pubblico e privato, che però non vede un'omogenea
riproduzione di posizioni parlamentari che fino a poco tempo fa sarebbero
state, almeno considerando le culture di appartenenza, scontate. Sul tema pubblico/privato si gioca l'intersezione tra Partito
Democratico, Partito delle Libertà, UDC e Lega, con la Sinistra L'Arcobaleno e
lo Sdi che - soli - difendono l'idea di una scuola
pubblica e laica, di un sistema in cui le scuole
private siano libere, ma senza oneri a carico dello Stato. Come peraltro
da dettato costituzionale. Il Pdl dedica 4 righe alla scuola,
"quarta missione" del programma (e solo la denominazione fa presagire
foschi scenari). La prima non lascia (ahimé) spazio all'immaginazione:
"ripresa nella scuola, per gli alunni e per gli
insegnanti, delle "3 i": inglese, impresa, informatica". Pochi
giri di "cacciavite" al contrario, ed ecco la legge 53 (la cosiddetta
Riforma Moratti) pronta per seppellire definitivamente la scuola
italiana. Al secondo punto la concessione alla Lega, con una chiusa che
rappresenta una vera e propria contraddizione in termini: "difesa del
nostro patrimonio linguistico, delle nostre tradizioni e delle nostre culture
anche per favorire l'integrazione degli stranieri". Segue una
trionfalistica rivendicazione di costituzionalità inedita, inopportuna dal
momento che la suddetta legge divaricava i destini dei singoli studenti
attraverso la scelta precoce tra scuola e lavoro in
terza media, concretizzando sin da quell'età una selezione su base
socio-culturale: "attuazione per la prima volta in Italia del disposto
dell'articolo 34 della Costituzione: "I capaci e meritevoli anche se privi
di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli
studi""; infine "commisurazione degli aumenti retributivi a
criteri meritocratici con riconoscimenti agli insegnanti più preparati e più
impegnati", lasciando nella più totale vaghezza il senso dell'aggettivo
meritocratico, della preparazione e dell'impegno. Ricordiamo che il centro
destra aveva in mente la chiamata diretta degli insegnanti da parte dei
presidi. PD, alcuni punti significativi: "assicurare il successo educativo
a tutti i ragazzi fino ai sedici anni; portare al diploma almeno l'85% dei
nostri ragazzi, e comunque fare sì che nessuno lasci i percorsi di istruzione
senza una qualificazione spendibile sul mercato del lavoro". Sarebbe stata
auspicabile una definizione più precisa, considerando l'ambiguità che
l'innalzamento dell'obbligo di istruzione (e non scolastico) ha generato.
Proseguire poi "l'azione per ridare peso e valore, accanto ai licei, agli
istituti tecnici e professionali di stato, in un sistema nazionale, articolato
sul territorio, di istruzione tecnica, anche di livello superiore": la
dimensione nazionale dell'istruzione tecnica e professionale e il suo
potenziamento per restituirle la stessa dignità dei licei sono un obiettivo
fondamentale nella riorganizzazione ordinamentale della scuola
italiana; equivalgono a far uscire dal ghetto circa un milione e mezzo di
studenti. Autonomia: pericolosi riferimenti alle "capacità
manageriali" dei dirigenti scolastici e cenni ad un percorso di carattere
"marketing oriented" (la scelta dei genitori), che ha caratterizzato
la lettura deviata di questa importante opportunità della scuola.
Maggiore rilievo alle discipline scientifiche, d'accordo: ma non per seguire le
prescrizioni derivanti dai dati Ocse Pisa, che ogni anno ci mitragliano con
numeri sempre più deprimenti, relativi alle presunte scarse competenze degli
studenti italiani. Ma perché le nuove esigenze culturali del mondo lo
impongono. "Scuole belle ed aperte (anche ai nonni)" è il titolo di
un punto: in cui si incrocia la dimensione della scuola
come spazio architettonico, come spazio della socialità e della cultura
disponibile per tutto il giorno, di punto di riferimento tra le differenti
generazioni e il territorio e l'accorpamento di cicli e indirizzi formativi diversi
in "campus della scuola dell'obbligo". Una
proposta suggestiva (a parte l'ovvio riferimento al modello americano), ma di
difficile realizzazione e soprattutto non prioritaria (esclusa la fondamentale
questione del piano del Programma nazionale per l'edilizia scolastica) rispetto
alle effettive emergenze della scuola. Ultimo punto,
che il PD condivide con l'Udc: l'importanza dell'educazione motoria. Troppe
omissioni su nodi cruciali sui quali una compagine governativa dovrebbe
riflettere in maniera concreta. E la dimenticanza di alcuni aggettivi - laica e
pubblica, soprattutto - che sarebbe stato bello vedere
affiancati al concetto di scuola. La Sinistra
L'Arcobaleno articola il programma sulla scuola su
punti precisi, concreti e fortemente aderenti alla condizione della scuola così com'è: probabilmente l'ascolto di associazioni,
mondo della scuola, studenti, ha dato i suoi frutti.
Si segnalano, tra gli altri, la revisione del biennio superiore nella
realizzazione dell'obbligo a 16 anni nella scuola; un
investimento per il sistema di istruzione pari ad almeno il 6% del PIL; la
generalizzazione della scuola dell'infanzia;
l'eliminazione del precariato esistente nella scuola,
sia tra gli insegnati sia tra il personale non docente; il Piano nazionale
dell'edilizia scolastica; la prima formazione e la formazione degli insegnanti
legata al reclutamento. Articolatissimo il programma della Lega Nord, tutto
puntato - oltre che sulla celebrazione della legge Moratti - su devolution,
primato della famiglia e scuola padana, potenziamento
della parità scolastica, centralità della cultura locale: "solo quando
tutte le competenze in campo scolastico passeranno dallo Stato alle Regioni,
finalmente la scuola diverrà espressione del proprio
territorio con programmi didattici differenziati e con proprio personale
insegnante". Inutile qualsiasi commento. Ciò che accomuna tutti i partiti
e le coalizioni, compresa l'Italia dei Valori, è l'attenzione per l'inglese e
le tecnologie (sempre "nuove", nonostante lo scorrere del tempo):
l'augurio è che a tale centralità seguano una cultura e modalità differenti di
introduzione delle tecnologie della comunicazione nella didattica. Il programma
dell'Unione del 2006 dedicava alla scuola 17 pagine:
molte delle proposte non sono state attuate, forse anche per il precoce
scioglimento delle Camere. Nel febbraio del 2007, dopo la crisi di Governo, la scuola occupava la seconda posizione del nuovo programma.
Speriamo che - qualora l'Italia non finisca nelle mani di Berlusconi - ci si
renda conto che i problemi della scuola italiana sono
enormi. E che un'operazione di puro re-styling - ispirata a suggestioni
allettanti ma di difficile realizzazione e talvolta non aderenti al mandato
costituzionale della scuola - è improponibile se non
si mette mano a questioni scottanti.
( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del
26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
SINDACATI
ALL'ATTACCO Un colpo di scure di FRANCO VEROLI ? MACERATA ? ISCRITTI IN
AUMENTO, posti in calo e classi superaffollate, spesso con più di trenta
alunni. "Chiederemo un incontro al prefetto affinché garantisca il
rispetto delle leggi, sosterremo le famiglie che decideranno di rivolgersi alla
Magistratura, non escludiamo una giornata di sciopero". I sindacati della
scuola Cgil, Cisl e Uil e Snals, contestano su tutta la linea la logica dei
tagli seguita dal direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Michele De
Gregorio. Per la provincia di Macerata è prevista la cancellazione di 48 posti:
15 nella scuola primaria (Elementari), 11 alla secondaria di primo grado
(Medie) e 22 alla secondaria di secondo grado (Superiori). Una scelta che si
muove in direzione opposta all'andamento delle iscrizioni, considerate tutte le
classe:
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
CONFRONTO BIPARTISAN
CON I DIRIGENTI INDUSTRIALI Il lavoro e gli assenteisti, fuoco di domande per
Ichino e Cazzola ? MILANO ? POSTO IL TEMA "Le politiche sul lavoro e le
relazioni industriali in Italia dopo le elezioni", posto il contesto (quello
dell'Associazione direttori risorse umane) gli interlocutori non potevano che
essere Pietro Ichino e Giuliano Cazzola. Che poi siano l'uno candidato nel Pd e
l'altro nel Pdl, diventa quasi ininfluente. L'analisi dei problemi non si
discosta. I due esperti - e tra i più qualificati, nel panorama nazionale
(l'uno docente di diritto del lavoro, l'altro di diritto della previdenza
sociale - prima ancora che politici sono stati sottoposti al fuoco di fila dei
temi che appunto di dirigenti industriali si pongono di fronte ad una tornata
elettorale che, si spera, possa portare ad una svolta verso un riformismo
sostanziale e non di facciata. Così se tematiche quali la
"defiscalizzazione del premio di risultato" o "la formazione di
chi perde il posto di lavoro" erano strettamente attinenti agli interessi
di categoria, non potevano mancare anche spunti di provocazione più generali,
quali "l'assenteismo diligante nel settore pubblico, nonché
l'impossibilità oggi di premiare i più meritevoli degli statali e
parallelamente licenziare i fannulloni". Anche su quest'ultimo tema
giocavano in casa entrambi i professori, da tempo ormai abituati appunto alla
denuncia dei fenomeni di decadimento e delle inefficienze del sistema della
pubblica amministrazione. Stesse analisi, in fin dei conti, viste - se si vuole
- con un'ottica solo parzialmente diversa, ma sostazialmente convergente nelle
soluzioni da proporre, non già per il bene di una parte, ma di tutto lo Stato.
- -->.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
TACCUINO Pd ? Oggi
alle
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-03-26 - pag: 15 autore: EMILIA-ROMAGNA. Riveduta la
bozza La Regione pronta al dietrofront sui poli formativi Elena Salini BOLOGNA
Si perfeziona lo schema dell'offerta di formazione alta specialistica e superiore
in Emilia- Romagna. Non è infatti stato formalizzato dal
Consiglio dei ministri il decreto Fioroni già approvato dalla conferenza StatoRegioni (dov'è prevista la
costituzione di Istituti tecnici superiori, Its), sulla base del quale la
Regione aveva diffuso una bozza in cui non si parlava più di poli formativi
regionali. Ora, in attesa che si pronunci il nuovo Governo che si insedierà
dopo il voto, la bozza è stata ripescata e rivista prevedendo di nuovo i
poli formativi. Poli non intesi come soggetti giuridici (mentre in passato si
era parlato di consorzi di gestione) ma come "sistema di rete". Gli
Its (in capo agli istituti tecnici e gestiti da Fondazioni create ad hoc)
restano il baricentro della rete formativa regionale, ma devono integrarsi in
modo coordinato con gli Ifts (Istruzione e formazione tecnica superiore) e
altri percorsi di formazione superiore tenendo conto di aree tematiche che
avranno valenza regionale, a loro volta inserite nelle sei macro aree
tecnologiche nazionali di riferimento. L'obiettivo della Regione è quello di
dare in questo modo organicità e coerenza all'intera programmazione, regionale
e nazionale. L'auspicata dimensione regionale risponde all'esigenza di una
"risposta interprovinciale – si legge nella bozza regionale – ai fabbisogni
di alta professionalità delle imprese, che partendo da letture ed esigenze
locali sappia coinvolgere più versanti, anche differenti tra loro, facendo in
modo che il prodotto di questo intreccio valga per ognuno di essi e al contempo
sia oggettivamente diverso da ciò che singolarmente ognuno può produrre,
impegnandosi a relazionarsi con i costituendi Its". è importante, spiega
la Regione, il collegamento con i centri di ricerca e con i tecnopoli per
assicurare la finalità formativa di innovazione e ricerca di tutta la rete in
fase di costituzione, quella degli istituti tecnici superiori, degli Ifts, dei
corsi di formazione superiore. Gli ambiti prescelti restano meccanica;
logistica e trasporti; agroalimentare; abitare ed edilizia; energia e ambiente;
Ict e innovazione organizzativa anche per il terziario; turismo. Il percorso
attuativo avrà un andamento progressivo a cominciare dall'integrazione
dell'accordo tra Regione e Province per il coordinamento della programmazione
2007-2009 per il sistema formativo e per il lavoro, seguito dalla chiamata dei
progetti per i percorsi Ifts e per la realizzazione dei corsi di formazione
superiore. Quindi la Regione farà partire l'avviso di chiamata per i soggetti
che costituiranno gli Its regionali riferiti alle aree tecnologiche nazionali e
correlate per il territorio agli ambiti settoriali che dovranno presentare un
piano formativo triennale, indicare le figure di riferimento per l'attività
formativa e i soci fondatori che affiancheranno l'Istituto tecnico proponente.
A quel punto, valutate le candidature, saranno costituite le Fondazioni Its. LA
RETROMARCIA Il no al decreto ministeriale ha indotto Viale Aldo Moro a
rivisitare il progetto di un sistema a rete tematico per Its e Ifts.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Commenti LA CRISI
DELLA DEMOCRAZIA MASSIMO L. SALVADORI Quale è lo stato di salute della
democrazia in Italia? e quale più in generale nel mondo? La prima risposta che
viene sulla penna è che esso appare non essere mai stato così buono. Due i
segni principali. Il primo è che mai come oggi tanti Stati si definiscono democratici
(va da sé che per democrazia si intende la liberaldemocrazia o democrazia
parlamentare, poiché l'altra democrazia, quella "proletaria" o
comunistica che aveva preteso di far rinascere la democrazia diretta
dell'antica Grecia e della Comune di Parigi del 1871 fondandola sui soviet,
prima ha distrutto se stessa, poi si è trasformata in un ordine totalitario).
Il secondo segno è che - quanto meno nei paesi che, al di fuori di ogni
connotazione geografica, vengono comunemente chiamati, proprio in riferimento
all'accettazione della democrazia liberale, "occidentali" - sono
assenti al loro interno o ridotte a entità marginali le forze, che invece
ebbero in passato un grande vigore, idealmente e praticamente orientate al
sovvertimento delle sue istituzioni. Sennonché quella democrazia che non ha da
temere l'assalto di virus esterni, deve temere, e molto, i virus interni che ne
indeboliscono i tessuti, al punto da giustificare la domanda: i regimi e i
governi che continuiamo a definire democratici non dovrebbero, in
corrispondenza di ciò che ne costituisce oggi propriamente la natura, essere
altrimenti definiti? Stabilito per un verso che la democrazia non ha mai
costituito uno strumento atto a regolare i conflitti tra gli Stati o le unioni
di Stati (e vi è da chiedersi se mai potrà esserlo) e per l'altro che i
processi democratici hanno sempre avuto come ambito possibile gli spazi interni
ai singoli Stati, guardando alla situazione attuale siamo indotti a constatare
i seguenti fattori di grave deterioramento. L'ambizione fondante della
democrazia è che il popolo sovrano sia posto in condizione di scegliere e
selezionare i propri rappresentanti nei Parlamenti e di controllare
efficacemente l'operato del governo; che le istituzioni e le leggi finalizzate
a regolare la vita comune siano il frutto di decisioni di coloro che esercitano
per delega popolare il potere sovrano; che non si diano poteri particolaristici
sottratti a sanzione democratica atti a influire in maniera determinante sulla
vita della collettività; che esista un'informazione sufficientemente libera da
rispecchiare la pluralità delle culture e degli interessi e respingere
soffocanti condizionamenti da parte di concentrazioni monopolistiche o
oligopolitistiche. L'ambizione, il fine insomma, della democrazia è impedire
che si determini uno stato di cose per cui vi sia chi decide per gli altri
disponendo di preponderanti poteri sottratti al processo democratico. Orbene,
l'insidia che sempre più palesemente mina i regimi democratici è il dato di
fatto secondo cui troppi poteri ? oggi molto favoriti dalla globalizzazione -
agiscono al di fuori di ogni possibilità di influenza e di controllo da parte
del popolo che si continua a definire sovrano. Il che si osserva, naturalmente,
più in alcuni Stati e meno in altri: ma dovunque soffia un vento prevalente.
Sulla democrazia nel mondo si potrebbero fare molte considerazioni, ma qui mi
limito a registrare il continuo accrescimento del potere di ristrette
oligarchie economiche in grado di prendere decisioni su scala internazionale e
nazionale relativamente all'allocazione, alla produzione e alla distribuzione
di enormi risorse di valore strategico per le popolazioni dei vari Stati, le
quali letteralmente non sono "raggiunte", neppure toccate dal
processo democratico; una altrettanto generale tendenza all'interno degli Stati
alla crescente riduzione del popolo detto sovrano a una massa di consumatori
che, nel quadro della dilagante sartoriana "videocrazia", subisce
passivamente l'iniziativa di oligarchie politiche e di partito, le quali (come
si vede esemplarmente, ma non solo, anzitutto negli Stati Uniti) poggiano in
molti casi su matrici addirittura familiari. Si tratta di processi certo non
nuovi, che la scienza politica ha messo da tempo in luce. Ma quel che oggi si
nota di nuovo è la loro estrema accelerazione. In Italia poi il processo
democratico appare profondamente malato. E' malato uno Stato democratico in
cui: cresce la sfiducia dei cittadini verso i politici; una parte consistente
del territorio nazionale vede le organizzazioni criminali competere
vittoriosamente con lo Stato, facendo prevalere la propria autorità su quella
legittima e avendo la capacità di influenzare e inquinare molti e ampi settori
dell'organizzazione sociale, economica e politica dell'intero paese;
l'esercizio della giustizia è non solo quanto mai mal funzionante ed inefficiente ma anche oggetto di una
perpetua contesa tra gli opposti schieramenti politici e l'operato della
magistratura è in costante tensione con i partiti; il più importante mezzo di
informazione e principale palestra del confronto politico, la televisione, è
diviso tra un sistema pubblico privo di autonomia dai partiti e un sistema
privato monopolistico nelle mani di un padrone-leader di partito-più
volte capo del governo-proprietario di quotidiani, periodici, case editrici; lo
Stato e il governo non riescono a contrastare le roccaforti di potenti
corporazioni che avvolgono nella loro rete la società e impongono i loro
interessi; esistono forze politiche come la Lega che minacciano secessione
facendo leva sulla xenofobia e alimentando l'avversione di una parte del paese
contro l'altra. Queste sono le malattie organiche, che possiamo definire
permanenti. Ad esse si è aggiunta, grazie ad una legge elettorale sciagurata,
quella che ha inferto un vulnus gravissimo a uno dei principi basilari della
democrazia, il quale vuole che la rappresentanza parlamentare non sia il parto
esclusivo di élites che cooptano se stesse e i loro peones offrendo unicamente
al corpo elettorale la scelta tra mangiare la minestra che per esso è stata
cucinata oppure saltare dalla finestra. Sentiamo affermare orgogliosamente da
parte dei due maggiori partiti in competizione per la prossima tornata
elettorale che essi stanno mettendo in atto la più importante e coraggiosa
opera di rinnovamento della classe politica mai avvenuta nella storia della
Repubblica. Ma essi tacciono o quanto meno mettono la sordina sul fatto che per
la seconda volta nella storia della Repubblica la scelta dei candidati e dei
futuri eletti è stata integralmente sottratta al popolo, il quale si trova
quindi costretto da ristretti gruppi dirigenti, che hanno imposto ai loro
stessi partiti e più in generale all'intero elettorato i propri
"uomini", a votare "scatole chiuse". Tutto ciò porta a
concludere che in Italia il regime che continuiamo a definire democratico
costituisce forse una delle forme estreme di uno svuotamento della democrazia
il quale ha preso corso, più o meno vistosamente, in tutti i paesi; e a poter o
dover affermare che la funzione del popolo supposto sovrano è sostanzialmente
ridotta a una mera legittimazione passiva del processo che porta alla
formazione dei governi, la cui natura è di essere perciò "governi a
legittimazione popolare". Sarà la democrazia in grado, in primo luogo nel
nostro paese, di trovare le vie di una sostanziale rigenerazione? Speriamo che
per la sentenza non si debbano attendere i posteri.
( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Sprechi i servizi
affidati in esterno Serve un appalto per avvitare le viti I dipendenti Alitalia
non lo sanno fare La complicata pulizia delle foderine dei sedili La gestione
del contenzioso e dei reclami commerciali. I pasti a bordo, per i passeggeri e
gli equipaggi. Ma anche la pulizia delle foderine dei sedili e lo spostamento
della paratia mobile che separa la classe business da quella economica. È lunga
la lista dei servizi che l'Alitalia appalta a fornitori esterni. Ed è nella
giungla dei contratti che regolano questi rapporti che si annidano spesso le
inefficienze più clamorose di una gestione che ha portato la compagnia
sull'orlo del fallimento. In alcuni casi si acquistano prestazioni inutili, in
altri si scelgono costi triplicati rispetto a quelli di mercato, in altri
ancora si fraziona lo stesso appalto per garantire provvigioni a più fornitori.
Il risultato è lo spreco di risorse pubbliche, l'utilizzo irrazionale del
personale dipendente e il proliferare di rapporti clientelari. Il quadro che
emerge da una rapida indagine condotta dal Riformista nell'intricata rete delle
società che beneficiano di appalti Alitalia è sufficiente per immaginare i
risultati riscontrati durante la due diligence effettuata da Air France.
Emerge, in particolare, un caso che sintetizza eloquentemente le cattive
abitudini consolidate negli anni. Nel 2006 Alitalia firma un nuovo contratto
con un fornitore esterno al Gruppo per la gestione dei reclami bagagli e di
quelli commerciali. Il contratto precedente, che si sceglie di non rinnovare, è
con la Team Trackers, un operatore di livello europeo che, ironia della sorte,
è proprio del gruppo Air France. Il nuovo contratto è con Stb, un piccolo
studio legale con sede a Roma. Il risultato è che i costi per il singolo
reclamo triplicano rispetto al precedente accordo, tanto che il budget per il
2008 per il solo estero viene portato da meno di 1 milione a oltre 2,5 milioni.
Ma il vero e proprio paradosso sta nel fatto che Stb è anche lo studio legale
di Alitalia per i contenziosi. Così, evidentemente, non c'è alcun interesse a
chiudere un reclamo senza contenzioso. Conseguenza immediata: lo studio legale
passa all'incasso due volte e si registra un aumento mai verificato prima delle
cause avanzate dai passeggeri. Il caso è noto a tutti all'interno del
management, tanto che viene portato anche all'attenzione del cda. Ma il
contratto è talmente "blindato" che tutto resta fermo. E a risentirne
sono ovviamente le casse della compagnia. Così come avviene per le altre
numerose sacche di inefficienza che si annidano ovunque, anche nei servizi più
elementari. I pasti a bordo, quelli per i passeggeri e quelli per gli
equipaggi, sono forniti da una società esterna, come avviene per tutte le altre
compagnie aeree. Nel caso di Alitalia, però, c'è un intreccio di società che
gestiscono ognuna una porzione dell'appalto: la confezione, il packaging e il
trasporto a bordo. E allora, per garantire a tutti un margine di guadagno
sufficiente, un pasto da mensa arriva a costare all'azienda anche 40-50 euro.
Altro esempio eclatante è quello che riguarda la pulizia delle foderine
poggiatesta. Il cabinista, dipendente di Az Servizi, è tenuto a smontare la
foderina che viene poi consegnata alla società esterna incaricata. Seguono
trasporto, lavaggio e nuovo trasporto, fino al ritorno nelle mani dell'addetto
che le rimonta. In moltissime compagnie europee è bastato scegliere materiali
plastici che sono gli stessi assistenti di volo a pulire con un colpo di
spugna. Un'altra società esterna ha in appalto lo spostamento della paratia che
separa la classe business da quella economica. Un'operazione che si ripete
spesso, per adeguare le caratteristiche dell'aereo alla tipologia del viaggio e
della clientela. Ci sono due viti da svitare e riavvitare ma nessun dipendente
Alitalia ha evidentemente la professionalità necessaria per portare a termine
l'operazione. Così, anche in questo caso, c'è un appaltatore lautamente
retribuito. Non solo. Con alcuni di questi fornitori privilegiati non vengono
rispettati i pagamenti e si finisce in tribunale. Nell'ultimo documento
contabile disponibile Alitalia evidenzia che i decreti ingiuntivi notificati,
già opposti e tuttora pendenti, riguardano anche un fornitore di filmati da
trasmettere a bordo degli aeromobili, per 1,2 milioni; un fornitore di servizi
informatici, per 812 mila euro; un fornitore di prestazioni manutentive, per
492 mila euro e tre fornitori, per un totale di 76 mila euro. Il quadro, nel
complesso, è quello di un'azienda che se fosse privata sarebbe già fallita.
Oggi invece, nonostante tutto, c'è ancora Air France che offre una chance.
26/03/2008.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Di LUCIA PACIARONI I
tagli della Finanziaria 2008 spazzano via molte classi, ma gli iscritti
aumentano. Sono pesanti le conseguenze che dovranno subire gli istituti
scolastici ed i sindacati non ci stanno. "A livello regionale c'è un forte
stato di agitazione, perché si è aperta una vertenza contro l'ufficio regionale
scolastico che ha deciso di applicare i tagli al cento per cento in organico di
diritto" spiega Giampaolo Cingolani, segretario generale Flc Cgil
Macerata. Una situazione che si ripropone nel Maceratese. "Nonostante gli
iscritti aumentino, alla nostra provincia è stato imposto di applicare tagli
sui posti dei docenti" aggiunge Cingolani. I dati dell'ufficio scolastico
evidenziano in effetti un buon numero di iscritti in più rispetto all'anno
precedente: 141 nella scuola dell'infanzia, 195 nella primaria, 128 nella secondaria
di primo grado e 313 nella secondaria di secondo grado. I tagli imposti in
provincia riguardano quindici cattedre nelle primarie, undici nella secondaria
di primo grado e ventidue nella secondaria di secondo grado. Ma non basta.
"Ci sono norme ben precise che prevedono determinati metri quadrati di
spazio per ogni alunno nelle aule, mentre abbiamo classi affollate che creano
disagi e danni alla salute. Nelle scuole ci sono tutte le premesse per prendere
malattie contagiose ed infettive" precisa Giovanni Bonvecchi, segretario
provinciale dello Snals che indica anche alcune delle numerose scuole in cui
non c'è la metratura adeguata e ci sono troppi alunni in una sola classe. Anche
quando è presente un ragazzo diversamente abile. Per esempio, all'Istituto
tecnico agrario di Macerata ci sono tre classi da 30 alunni, di cui quattro con
diversamente abili, all'Ipia di Corridonia si chiede di accorpare una classe di
16 e una di 17, mentre al liceo scientifico di Macerata ci sono sette prime
classi per 203 iscritti, con una media di 29 alunni per classe. Problema
analogo all'Itc di Macerata che ha sei classi per 189 allievi. Al liceo
classico di Tolentino ancora classi con 30 alunni, con la presenza di soggetti
diversamente abili e la situazione si ripete al liceo classico e all'Itis di
Recanati, all'Ipct di Recanati e Civitanova, all'alberghiero di Cingoli.
"Alle famiglie non interessa questo? - dice Bonvecchi - Poi si parla tanto
dei debiti formativi, ci sono tutte le premesse perché aumentino. In classi
così numerose, c'è meno apprendimento. I genitori devono fare ricorso". E
proprio loro, i genitori, hanno chiesto aiuto al sindacato, come spiega
Cingolani: "Per la prima volta le famiglie hanno chiamato per chiederci di
dare visibilità al disagio che si sta vivendo nelle scuola". E i sindacati
di certo non rimarranno fermi: hanno intenzione di chiedere un incontro all
prefetto, nei prossimi giorni, per richiamare l'attenzione sulle questione di
sicurezza e legge. Enrico Paolucci, segretario provinciale Uil Scuola
sottolinea riguardo ai tagli che "il ministro Fioroni ha dato direttive precise,
prevedendo che il 60 per cento dovesse riguardare l'organico di diritto e il
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-26 - pag: 18 autore: Al Sud 100
miliardi senza idee Fondi Ue, "babele" di 66 programmi operativi ma
mancano i grandi progetti Carmine Fotina ROMA Trarre una lezione dagli errori
del passato non è sempre una cosa semplice. Per rendersene conto basta guardare
a come l'Italia ha impostato la gestione del Quadro Strategico Nazionale
2007-2013: 122 miliardi di euro di cui oltre l'80% diretti al Mezzogiorno. Il
fallimento della programmazione 2000-2006 e la necessità di cambiare passo
fanno capolino nel dibattito tra appassionati del meridionalismo. Ma
nell'agenda politica e, almeno per ora, nei programmi di Pd e Pdl i grandi
progetti su cui concentrare il nuovo fiume di denaro a disposizione non hanno
trovato spazio. Eppure in gioco ci sono 100 mi-liardi di euro, tra
cofinanziamento nazionale, Fas e fondi europei destinati alle regioni
dell'Obiettivo Convergenza – Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia –e fondi
per Sardegna, Abruzzo e Molise. Quasi 10 Finanziarie messe insieme.
Un'occasione storica. Ai due grandi schieramenti politici va il compito di dire
come e dove orientare questa valanga di fondi pubblici, come coordinare 66
Programmi operativi approvati da Bruxelles ma già carichi di una grande dose di
incoerenza tra obiettivi e finalità di spesa adottati delle singole regioni.
Guardandosi alle spalle, non c'è un'unica grande opera – fatta eccezione forse
per la Metropolitana di Napoli – degna di essere menzionata per aver usufruito
dei fondi di Agenda 2000, anche perché spesso e volentieri si è attinto alle
risorse europee non per sviluppare progetti strategici ma per sostituire la
spesa ordinaria (nel frattempo diminuita). C'è da segnalare poi il capitolo
frodi: un rapporto presentato allacommissione Bilancio del Parlamento Ue
attribuisce a Sicilia e Calabria il primato di irregolarità legate ai fondi
strutturali. I casi registrati nelle due Regioni sono 160 (
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
NINO BERTOLONI MELI
dal nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e
già a Trapanì (volo privato da Ciampino, niente Alitalia) lo usa come una
corazza per andare lancia in resta contro il Pdl e la destra. Per la prima
volta da quando è in campagna elettorale, il leader del Pd abbandona il guanto
di velluto e lo schema del "confronto civile tra avversari" e veste i
panni del grintoso attaccante di mischia. "Basta con il cuffarismo",
è una delle frasi più gettonate e applaudite. Ai cantieri navali trapanesi, in
una città che fa finta di non accorgersi del pullman, dopo una ragazza che apre
il comizio dandogli del lei ("caro Walter, faccia qualcosa per non far più
emigrare tanti giovani"), il leader del Pd lancia il primo affondo contro
la destra: "Questa classe dirigente affarista e sperperatrice dovrà
rendere conto del suo operato disastroso. Dobbiamo liberarci di questa cappa di
piombo che incombe sulla Sicilia". Ma è a Palermo, in una piazza Verdi con
cinquemila persone davanti al teatro Massimo, che Veltroni porta l'affondo più
acuminato. "La destra ha fatto male alla Sicilia", urla tra gli
applausi. E sciorina un carniere di malefatte, con dati e numeri, da brivido.
La Sicilia, informa Veltroni, "è agli ultimi posti in tutte le classifiche
sociali", sicché se l'occupazione in Italia è al 58,7 per cento,
nell'isola è al 44,6; la disoccupazione a sua volta è al 13 mentre nel
"Continente" è al 6,1; le donne disoccupate sono il 17,3 mentre in
Italia sono il 7,9; le imprese in Sicilia ammontano a 270 mila su un totale di
4 milioni 371 mila (nel Mezzogiorno un milione 221 mila); pil per abitante, 16
mila euro nell'isola contro 25 mila nel Paese. Conclusione: "Chi ha
governato tutti questi anni, chi mangia cannoli deve rendere conto di tutto
questo sfascio". Sul palco, unica ad avere accesso, c'è Anna Finocchiaro
l'anti-Lombardo, che Veltroni indica alla pubblica ammirazione. Anna la
catanese riesce ad accendere l'animo dei corregionali e batte e ribatte sul
tasto delle "classi dirigenti siciliane vera calamità da estirpare, e con
l'arma del voto potete farlo". Giù dal palco confuso con tanti altri
notabili, ex e aspiranti (si vedono Lumia, D'Antoni, Carra,
Colajanni), c'è Beppe Fioroni da Viterbo ora proconsole in Sicilia dove è capolista. Dice il
ministro uscente dell'Istruzione: "Qui puntiamo al 38 per cento. Troppo?
No, sinistra alternativa e Di Pietro nell'isola non passano la soglia e molti
loro voti verranno a noi. E poi non ci sono i radicali". Fioroni ha organizzato una cena elettorale ad Agrigento di
ex Margheriti e centristi, Cardinale e Cusumano tra gli altri, ma Veltroni non
c'è andato. L'attacco del leader Pd alla destra continua. Dal palco palermitano
su Cosa nostra piomba l'anatema: "I mafiosi sono vigliacchi, mascalzoni,
bande di assassini che arrivano a sciogliere bambini nell'acido, la mafia è la
vera rovina di questa terra". E torna a martellare sul Pdl e su Lombardo,
spiegando in sostanza che se un siciliano vota Mpa si ritrova Bossi in casa e
degli stranieri al governo se quelli vincessero, visto che "l'ultima
furbizia" del Cavaliere è stata di allearsi con la Lega al Nord e con l'Mpa
al Sud, "ma chi vota Pdl si ritrova a votare i sostenitori di "forza
Etna", ve li ricordate, quelli che tifavano per l'eruzione del
vulcano". E Berlusconi? "Continua a rifiutare il confronto in tv, ma
non rinuncia ad attaccarci sulle sue televisioni, tutto questo non è
normale".
( da "Liberazione" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Pensioni, la campagna
del piddì assomiglia tanto a quella della destra Una sortita ad uso e consumo
delle tv in "berlusca style" Stefano Bocconetti Piazzale Flaminio,
Roma. E' già quasi centro - il piazzale in realtà è solo un'enorma fermata di
bus e metropolitana - separato da piazza del Popolo da un'antica porta. E'
vicinissimo al centro ma ancora non lo è. Nè negozi, nè insegne, solo pizzerie
take-away. A piazzale Flaminio ci si passa, non ci si ferma. Lo shopping è là,
appena dopo il semaforo pedonale, ma nessuno qui sembra avere nulla a che fare
con quelle insegne. Facce stanche, tutto di corsa. Lavoro, o bambini, o scuola.
Alle due e mezza del pomeriggio nella stazione del metrò già distribuiscono
un'edizione serale della free-press. Quei giornali gratuiti che ti accompagnano
negli spostamenti urbani. Ieri, uno di questi giornali titolava:
"Veltroni, aumenterò subito le pensioni". Un signore, nè malandato,
nè benestante, probabilmente non ancora in pensione ma non lontanissimo, prende
il giornale dalla bacheca. E dice, commentando il titolo: "Ci vorrebbe una
campagna elettorale ogni sei mesi". Per lui non cambierà nulla, lo sa, si
intuisce dal tono di voce che lo sa. E probabilmente per lui non è cambiato
nulla neanche in questo anno e mezzo di governo Prodi. Per lui tutto resterà
com'è però è bello crederci, far finta di crederci. Perché in appena tre
settimane - da quando è partita l'ultima campagna elettorale - ha già
"incassato" tutto quel che gli potrebbe servire: l'eliminazione
dell'Ici dalla prima casa, la fine della precarietà per il figlio - o per il
nipote, chissà? - l'aumento delle pensioni. L'Ici, le pensioni e magari pure i
mille euro al mese per chi fa lavori saltuari. Tutti nella stessa categoria. La
prima l'ha proposta Berlusconi, la terza Veltroni. La seconda - con sfumature
diverse - sia l'uno che l'altro. E poi bonus casa, bonus per i libri di testo.
Tutti nella stessa categoria. Perché la sortita di Veltroni - l'ultima, questa
sulle pensioni - racconta di uno stile, di uno stile politico molto, molto più
di tanti discorsi, di tante analisi. Rivela - come del resto fa esplicitamente
uno dei tanti quotidiani compiacenti col piddì - che lo staff dei democratici
si è accorto che dopo i fuochi d'arttificio d'inizio campagna, la risalita di
Veltroni mostra il passo. Per la vicenda Alitalia, certo. Dove per l'ennesima
volta il candidato premier ha provato a dimenticarsi di Prodi ma non ha potuto
spingersi fino al punto di ignorare del tutto le posizioni dei ministri in
carica, dei suoi colleghi di partito. Tutti capilista del piddì e tutti
filo-francesi, nella vicenda che riguarda la compagnia di bandiera. C'è la
querelle Alitalia, allora, ma non solo. Probabilmente c'è di più: s'è
affievolita l'idea secondo cui Veltroni sarebbe riuscito laddove non c'era riuscito
nessun altro. Superare Berlusconi sul suo stesso terreno. Con l'immagine di chi
incarna il bisogno di un paese pacificato, con l'immagine di chi "pensa
positivo" nonostante tutto. Con l'immagine di chi sostituisce la dicotomia
destra-sinistra con quella, assai più vendibile, del "vecchio-nuovo".
Con l'immagine. In un crescendo di slogan e foto che sarebbe dovuto culminare
nel confronto tv. La sede per il confronto decisivo. Ma è bastato che la sua
controparte - un po' rivale, un po' accondiscendente -, è bastato insomma che
Berlusconi si sottraesse al confronto tv per mandare in aria tutto il castello
costruito dallo staff del loft. Bisognava correre ai ripari, allora. Ma anche
qui non si è riusciti a pensare a qualcosa di diverso. Ci si è fatti aiutare, insomma,
di nuovo dal berlusconismo. Dal berlusconismo prima maniera. Quello di fine
campagna elettorale del 2006, quando nell'unico faccia a faccia televisivo con
Prodi tirò fuori dal cappello la proposta di abolizione dell'Ici. Proposta non
nuovissima, che addirittura - ovviamente in modo più selettivo: riferita solo
alla prima casa e con tante compensazioni ai Comuni - aveva addirittura fatto
parte del bagaglio programmatico della sinistra. Ma quella volta, Berlusconi la
vendette come una chicca. Tutti lo ricordano: sostenuto, ben sostenuto da Bruno
Vespa, il leader della destra si fermò. Fece una pausa e aggiunse: "Sì,
avete capito bene: abolizione dell'Ici". Nel suo programma non c'era nulla
che lo anticipasse, non c'era nulla che spiegasse come lo avrebbe realizzato.
Ma non contava. Così come oggi, per Veltroni, non conta quel che è accaduto
fino a ieri. No conta che il suo piddì abbia fatto la voce grossa contro ogni
tentativo di redistribuzione. Contro ogni misura a sostegno dei redditi e delle
pensioni. Non conta che il suo partito - forse è arrivato il momento di dirlo -
ha scelto la via della crisi quando si è trovata di fronte la resistenza della
sinistra ad approvare l'accordo sul welfare e pensioni. Quell'intesa - quella
brutta intesa - che ha sostituito lo "scalone" di Marroni con gli
"scalini". Meno traumatici ma sempre peggiorativi rispetto alle
attese dei pensionati. Dei tanti che avevano votato l'Unione. Tutto questo non
conta. Vale la frase, l'indicazione. Vale la boutade. Che anche se corredata da
schede e numeri resta una boutade. Improbabile, anche se c'è il plauso della
Cgil. Improbabile come si intuisce leggendo proprio il commento del segretario
della Cgil. Che dice sì all'idea di Veltroni ma poi è costretto ad aggiungere
che la strada dovrebbe essere quella, per far crescere non solo le pensioni ma
anche i redditi da lavoro. La strada dovrebbe essere quella e non la
"detassazione degli straordinari", come hanno proposto fino ad ora
Veltroni, Calearo, Berlusconi, Montezemolo, Casini. Comunque sia, Epifani è
rimasto uno dei pochi ancora con la voglia di interloquire sul programma del
piddì. Sul programma dei due partiti che stanno provando ad occupare tutta la
scena. E' rimasto uno dei pochi a credere che si possa cambiare il segno di quelle
due campagne elettorali. Gli altri, come quel signore del metrò, sa bene che in
questi anni, in questi mesi s'è affermata una cultura neocorporativa. Che
accuma i due partiti. Dove il programma - se c'è - è solo la somma delle
richieste "tirate fuori" per soddisfare, per strizzare l'occhio ai
propri elettori. Il "blocco sociale di riferimento", che è lo stesso
per tutti e due i partiti, peserà. Ma solo dopo il voto. Oggi si mette insieme
quel che serve, si mettono insieme le aspirazioni di chiunque voti. E' il
trionfo del berlusconismo. Del berlusconismo prima maniera, quello del 95 e poi
del 2001. Oggi il leader della destra sembra addirittura non averne più
bisogno. E' forte, è in sintonia con quella miriade di micro-egosimi che
nessuno è stato in grado di contrastare. Vincerà, lo sa, e può permettersi di
non giocare più. Il suo programma l'hanno scritto in quarto d'ora, nessuno - nè
lui, nè Fini nè le seconde fila - lo cita mai. Può permettersi il lusso di fare
gaffe - quella con la precaria: "Sposa mio figlio" -, può permettersi
il lusso di inventarsi cordate - che vedono sempre protagonisti i suoi figli -,
può permettersi il lusso di giocare allo statista e al suo contrario. Può
parlare di "tempi diffiili che ci aspettano", sulla scia delle
recessione americana ma può paralizzare un'intrigata tratttativa fra colossi.
Magari solo per far tornare sulla scena il buon, vecchio Prodi. Che messo alle
strette sul caso Alitalia non trova nulla di meglio che prendersela coi
sindacati. Svelando perché l'Unione era già finita tanto prima che Mastella
compisse le sue scelte. Fa tutto questo Berlusconi ma non asseconda ogni
richiesta. Semplicemente perché non ha bisogno di farlo. Non ha più bisogno di
farlo. Chi invece è approdato a quell'idea della politica ora è Veltroni. Chi
lo conosce dice che quella è stata sempre stata la sua filosofia. Ma un conto è
proporla agli amministrati di un Comune, un conto ad un intero paese. E non è
finita. Perché a giorni scatterà il divieto di diffondere i dati sui sondaggi. Anche ieri due "colonnelli" - Bondi per Berlusconi, Fioroni per Veltroni - hanno fatto finta
di scontrarsi sulle pensioni, accusandosi reciprocamente di aver copiato le
idee degli altri. Ma poi hanno discusso solo sulle previsioni di voto.
"Vinco io", "no, vinco io". Fra poco, come prevede la
legge, i sondaggi spariranno dalla scena. E resteranno solo le loro
boutade. Quella di chi ha massacrato i pensionati con lo "scalone",
quelle di chi si è opposto all'eliminazione di quello "scalone".
Facendo finta che prima non ci sia stato nulla. Un po' come fece Schroeder
all'ultima campagna elettorale in Germania. Sapendo di perdere, il leader
socialdemocratico impostò una campagna come se fosse stato all'opposizione. Lui
che aveva smantellato lo Stato sociale, si propose come difensore del welfare.
Qualcosa racimolò ma tanto tutto era già scritto: socialdemocratici e destra
avrebbero governato insieme. Lui qualcosa racimolò. Anche se c'è da dire che
Schroeder non assomiglia per nulla a Berlusconi. Ma neanche a Veltroni. 26/03/2008.
( da "marketpress.info" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Duino Aurisina (Ts),
26 marzo 2008 - E' un vero e proprio "Manifesto" quello elaborato
congiuntamente dalle tre centrali della Cooperazione Sociale del Friuli Venezia
Giulia, ad evidenziare priorità, criticità e richieste per la prossima
legislatura regionale. Le tre presidenze associative di A. G. C. I. ?
Solidarietà regionale del Fvg, C. C. I. ? Federsolidarietà regionale del Fvg e
Legacoopsociali regionale del Fvg hanno, infatti, elaborato e condiviso un
documento sul quale i candidati Riccardo Illy e Renzo Tondo, con le rispettive
liste, saranno chiamati a pronunciarsi. Il primo appuntamento è fissato per
oggi mercoledì 26 marzo: alle 9, presso la Casa della Pietra di Duino Aurisina
(Ts), una numerosa delegazione delle Cooperative sociali del Friuli Venezia
Giulia, in rappresentanza degli oltre 8 mila 300 occupati, incontrerà il
candidato a governatore, nonché presidente uscente, Riccardo Illy, e
l'assessore regionale uscente alle politiche sociali, Ezio Beltrame. In fase di
definizione l'incontro con il candidato governatore Renzo Tondo. A seguire il
documento elaborato dalle tre centrali cooperative. La Cooperazione Sociale e
la prossima legislatura regionale - Il settore è da sempre uno dei biglietti da
visita della regione Regione Friuli Venezia Giulia, fattore di innovazione ed
eccellenza europea. Gli oltre 8. 300 occupati, di cui oltre 900 persone con
problematiche di svantaggio e di disabilità, testimoniano di un settore
importante in termini quantitativi e qualitativi, per la creazione di salute e
benessere e per le politiche di inclusione sociale. La Cooperazione Sociale è
diventata ormai protagonista della ideazione e gestione delle politiche di
Welfare regionali, partecipe in forma crescente in tutte le sedi di confronto
ad esse dedicate. La Cooperazione Sociale regionale unisce al suo carattere
innovativo e sperimentale un ruolo importante e consolidato sul territorio
nell'attuazione delle politiche di coesione sociale e di promozione di nuovi
percorsi lavorativi qualificati. Lasciatasi alle spalle e rifiutati
programmaticamente ruoli subalterni di mera esecuzione ed intermediazione di
manodopera, la Cooperazione Sociale ambisce ad un ruolo di protagonista di
primo piano nei vari tavoli regionali e locali che contribuiscono alla
definizione delle politiche in materia sanitaria, sociale, educativa e di
inserimento lavorativo. La passata legislatura è stata ricca di provvedimenti
legislativi che hanno dato nuove e migliori regole sia alle Cooperative Sociali
che all'insieme del Welfare, avviando in maniera organica una nuova fase di
strutturazione dell'integrazione sociale e sanitaria. La priorità della
legislatura 2008-2013 non è una nuova elaborazione legislativa (con
un'eccezione importante: il codice dei contratti, dove si attende la sanzione
della prevalenza della legislazione speciale di settore, dalle l. R. 6/2006 e
20/2006 alla legge 381/1991, prevista dagli artt. 27 e 28 del Disegno di legge
approvato dalla Giunta Regionale), quanto nell'emanazione dei provvedimenti
regolamentari applicativi e nell'adozione di pratiche amministrative coerenti
da parte della Pubblica Amministrazione locale. Vogliamo sottolineare come
l'emanazione dei regolamenti regionali dovrà seguire un percorso concertato e
condiviso con le associazioni del settore, superando quegli episodi ? purtroppo
accaduti anche recentemente ? di iniziative autonome da parte degli uffici, che
creano difficoltà e ritardi alle Cooperative sociali e costringono
l'amministrazione regionale a laboriose pratiche di adattamento e correzione
dei provvedimenti adottati. Gli obiettivi per il prossimo quinquennio sono lo
sviluppo dell'integrazione sociale e sanitaria e la qualificazione delle
Cooperative Sociali. Saranno centrali le norme attuative delle lr. 20/2005,
6/2006 e 20/2006, quali le procedure per l'accreditamento delle strutture e
l'atto di indirizzo per gli affidamenti di servizi al Terzo Settore. In tali
documenti, insieme alla diffusione delle "buone pratiche" nell'azione
degli Enti Locali e delle varie strutture della Pubblica Amministrazione
regionale, vediamo la possibilità concreta di "uscire dalla necessità
dell'appalto", vero limite al dispiegamento delle possibilità del settore.
Se i Piani di Zona appaiono come il luogo fisico ed istituzionale per
l'attuazione di nuove procedure di affidamento e di co-progettazione fra
pubblico e cooperazione sociale (e di individuazione di significative quote di
affidamenti di lavori, forniture e servizi alla Cooperazione di inserimento
lavorativo), vanno posti limiti alla crescita di fenomeni incongrui (a causa
della sovrapposizione nel loro agire di caratteri pubblicistici e
privatistici): come le Asp, che stanno ampliando le loro competenze anche al di
là dei limiti di legge e producono fenomeni massicci di intermediazione di
manodopera. Una proposta ? oltre a quella scontata del rispetto rigoroso della
legislazione vigente, e della necessità di scegliere fra l'assunzione del
personale "in house" o l'affidamento globale dei servizi ? potrebbe
essere quella dell'ingresso istituzionale della Cooperazione Sociale negli
organismi delle Asp, come forma di coprogettazione e garanzia del settore. Va
però rilevato come sia inaccettabile che questi enti stiano ampliando la loro
area operativa, spesso sostituendosi alle strutture di partecipazione
democratica preposte alla programmazione e gestione dei servizi territoriali,
vanificando il grande lavoro in corso di realizzazione: è quindi quanto mai
necessario fissarne e ridimensionarne gli spazi operativi, per un interesse generale
alla realizzazione di quella gestione partecipata che sta alla radice dei
processi di riforma sanitaria e sociale. Altrettanto importante il sostanziale
rifinanziamento della lr. 20/2006, senza il quale le importanti previsioni di
ampliamento dell'area dell'inclusione lavorativa e della qualificazione dei
servizi non potranno trovare risposta nella realtà. Le possibilità offerte dal
raddoppio del tetto del "de minimis" e dalle nuove previsioni di
sviluppo degli affidamenti di lavoro finalizzato alla Cooperazione sociale
"B" (fra cui emergono le opportunità create dagli appositi incentivi
regionali agli enti pubblici ed alle aziende partecipate) sono oggi
inapplicabili di fronte ad un congelamento dei finanziamenti al livello
"storico", quando la necessità sarebbe al minimo di un raddoppio. Il
finanziamento al sociale non può essere messo in coda, dopo i rilevanti
finanziamenti all'economia "tradizionalmente imprenditoriale" (e
profit) della regione. Vanno risolti alcuni punti ancora controversi, per i
quali la nostra Regione deve diventare protagonista, come per il passato, del
dialogo con l'Unione Europea, in particolare riguardo al superamento dei limiti
del "de minimis" per gli investimenti della Cooperazione Sociale, gli
inserimenti lavorativi e la formazione del settore, ed al riconoscimento del
settore, solo marginalmente rappresentato dalla nozione europea di
"laboratorio protetto". Si pongono alcuni problemi consistenti
relativi al mercato del lavoro delle operatrici e degli operatori sociali, per
i quali sono necessari provvedimenti di creazione di ammortizzatori sociali
specifici ed una modifica delle modalità di programmazione della formazione
professionale e della definizione dei profili di ingresso degli operatori: a)
servizi educativi, assistenza scolastica e domiciliare ai minori. Si
manifestano sistematicamente situazioni di mancanza di lavoro legate alle
assenze per malattia dei minori assistiti, che costringono senza programmazione
i lavoratori ad astenersi dal lavoro senza retribuzione (solo un Ambito
Sociale, in regione, prevede nel capitolato d'appalto l'impiego alternativo e
la corrispondente retribuzione per il personale in questi casi). La situazione
è aggravata dal fatto che il personale è generalmente impiegato a tempo
parziale, ma con orari rigidamente vincolati dalle prestazioni ai diversi
utenti, rendendo spesso difficile la mobilità interna; b) assistenza
residenziale agli anziani ed ai portatori di handicap. Si manifestano
altrettanto sistematicamente situazioni di dichiarazioni di non idoneità ai
sensi del D. Lgs. 626, come effetto dei pesanti carichi fisici da mobilizzare.
Alla dichiarazione di non idoneità non corrispondono forme di integrazione
salariale o di indennità pensionistica. La mobilità interna è ostacolata dal fatto
che si tratta di personale generalmente con scarsa scolarizzazione (a fronte
della necessità di un titolo di Laurea in Scienza dell'Educazione o titoli
equipollenti, generalizzata nel settore richiamato al punto precedente), e dal
diffuso inquadramento a tempo pieno. Per questi motivi iniziano a manifestarsi
situazioni in cui le Cooperative ? in mancanza di iniziative di riconoscimento
di equipollenza dell'anzianità di servizio ai titoli, e di formazione e
riqualificazione ? sono costrette a licenziare il personale non idoneo; c)
cooperative sociali "B": si pone il problema della definizione della
figura dell'operatore dell'inserimento lavorativo. E della presenza di lavori
fisicamente pesanti (pulizie, facchinaggio, manutenzioni, ecc. ) per i quali si
pongono gli stessi problemi indicati al punto precedente. In tutti questi casi,
si tratta anche di andare alla definizione di provvedimenti di riconoscimento
dell'anzianità maturata dalle operatrici e dagli operatori del settore, in
mancanza di titoli di formazione professionali definiti successivamente od
ancora non presenti. Uno strumento è anche la concertazione con le Università
di percorsi di laurea che tengano conto dei crediti formativi acquisiti in
servizio. Vanno individuate le soluzioni per porre rimedio allo stato generale
di incertezza degli operatori del settore quanto alle loro qualifiche e
mansioni. Ne sono clamorosi esempi la strutturale carenza di Oss nei servizi
sociali territoriali ed istituzionali, ma anche l'indeterminatezza degli spazi operativi
degli Oss e degli educatori quanto alla distribuzione dei farmaci, vero e
proprio tormentone nei servizi sociali pubblici, destinati alla progressiva
paralisi in presenza dell'attuale definizione delle competenze rigidamente
attribuite agli Infermieri Professionali. Il rapporto fra Pubblica
Amministrazione e Cooperazione Sociale non può non tener conto delle dinamiche
di tipo sindacale del settore, cronicamente in ritardo nella definizione del
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ed in difficoltà nel reperire le
risorse per attuarlo. A tal fine, va garantita e generalizzata la necessità di
prevedere negli affidamenti di servizi risorse economiche tali da retribuire
adeguatamente le operatrici e gli operatori e da parificare progressivamente le
retribuzioni con quelle dei dipendenti pubblici, abbattendo così quel tasso di
turn-over nel settore che costituisce uno dei principali ostacoli alla crescita
della qualità delle prestazioni rivolte all'utenza. Nell'ambito di questo
ragionamento è necessario sia garantita in ogni procedura di affidamento la
revisione prezzi comprensiva del riconoscimento degli adeguamenti periodici
derivanti dalla contrattazione nazionale e di Ii livello. Le retribuzioni della
Cooperazione Sociale costituiscono una vera e propria emergenza salariale, e
contraddicono alla grande professionalità ed anche spesso lo sforzo fisico
dovuto a carichi di lavoro ed a turni gravosi. Le lavoratrici ed i lavoratori
del settore hanno diritto a certezze! La stessa vicenda dell'ennesimo ritardo
strutturale nel rinnovo del Ccnl di settore (le organizzazioni sindacali
nazionali hanno proceduto a presentare la piattaforma con due anni di ritardo)
pone la questione di implementare lo spazio della contrattazione integrativa
regionale, per garantire e recuperare quanto perso a livello nazionale. In tale
quadro appare opportuno anche prevedere forme di certificazione regionale del
costo del lavoro, integrative di quelle previste dalla legislazione nazionale.
Certificazione che deve costituire il riferimento non solo per la valutazione
del costo del lavoro minimo in sede di affidamenti od appalti, ma anche nel
caso di convenzioni su progetto e per gli interventi finanziati direttamente
dagli enti all'utenza, come nel caso del Fondo per l'Autonomia Possibile e
degli accreditamenti. Si pone anche la questione di ridiscutere dell'assetto
istituzionale del settore. E' coerente con lo sviluppo e le finalità della
Cooperazione Sociale l'inquadramento all'interno dell'Assessorato alle Attività
Produttive? Non apparirebbe più coerente (fermo restando il mantenimento
all'interno delle Attività Produttive dell'attività istituzionale di vigilanza)
il trasferimento alla Salute e Promozione Sociale? Parimenti, il trasferimento
alle Amministrazioni Provinciali (ente per il quale si continua a discutere di
superamento) non appare nella maggior parte dei casi un fattore di spreco di
risorse e di inefficienza? Più in generale, si pone il problema della dotazione
degli organici degli uffici che seguono le pratiche in materia
socio-sanitaria-educativa: l'esperienza di questi anni ha rilevato come il
principale limite nella relazione fra Associazioni e Cooperative sociali, da un
lato, ed Amministrazione regionale, dall'altro, è stato costituito proprio dal
ridotto organico del personale preposto, con la conseguente poca disponibilità
di tempo per seguire le molteplici pratiche e scadenze. Per A. G. C. I. ?
Solidarietà regionale del Fvg - Via Daniele Moro, 22 33100 Udine C. C. I. ?
Federsolidarietà regionale del Fvg - Via Marsala, 66 33100 Udine
Legacoopsociali regionale del Fvg - Via Cernazai, 8 33100 Udine . <<BACK.
( da "Tirreno, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Cecina Premio di
poesia in ricordo di Bolognesi Come partecipare alla 2ª edizione
dell'iniziativa per le scuole superiori LIVORNO. Per ricordare un prof che ha
lasciato il segno in mezzo a tante generazioni di studenti livornesi non c'è
niente di meglio che lasciar la parola ai ragazzi: liberi di scoprire dentro sé
stessi quei giacimenti di poesia e espressività che lui aveva aiutato tanti di
loro a riconoscere anche stando dentro un'aula di scuola. E' così che, per il
secondo anno consecutivo, viene ricordato Giancarlo Bolognesi, tragicamente
scomparso nell'estate di due anni fa: una vita da insegnante la sua, spesa fra
i banchi degli istituti superiori (soprattutto le Magistrali) e poi davanti
alla scrivania di preside di una scuola media (le Michelangelo). I protagonisti
del "premio poesia Bolognesi" sono gli alunni delle scuole superiori
della nostra provincia (ma c'è anche una sezione a parte per gli
adulti-studenti iscritti a tali istituti superiori). A organizzare l'iniziativa
è l'Isis Niccolini-Palli insieme al Comitato promotore Premio Bolognesi e alla
Provincia con il contributo della famiglia del docente: a cominciare dalla
sorella Marida, anch'essa insegnante, ex parlamentare Ds e
ora nel gruppo di esperti che aiutano il ministro Fioroni all'istruzione. Il premio si avvale anche del patrocinio sia del
Comune che dell'Ufficio scolastico provinciale (ex provveditorato). Dopo il
successo al di là di ogni aspettativa riscontrato nella prima edizione,
quest'anno gli organizzatori hanno deciso di fare il bis. Gli studenti
possono presentare una poesia che non superi i 36 versi (o anche due, ma sempre
complessivamente senza oltrepassare il limite dei 36 versi). Come fare in
concreto pee farsi avanti? Bisogna scrivere la poesia in duplice copia su carta
(una anonima e l'altra con cognome, nome, indirizzo e recapito telefonico,
scuola e classe), poi bisogna mettere le due copie in una unica busta (chiusa)
e consegnarla entro il 31 marzo alla segreteria della propria scuola (che si
incaricherà di portare entro il 7 aprile tutte le buste all'Isis che ospita la
sede del premio) o direttamente alla segreteria dell'Isis Niccolini-Palli (nfo:
tel. 0586 898084). Attenzione, le poesie vanno spedite anche (in una sola
copia) via e-mail a premioletterario@alice.it così da poterle inserire nella
pubblicazione annunciata dalla Provincia. I premi? Al primo andranno 400 euro
(più pergamena così come agli altri due posti del podio), al secondo 300, al
terzo 200, al quarto e al quinto 150. Quanto alla sezione speciale riservata a
adulti-studenti, valutati separatamente, sono previsti 300 euro per il primo
classificato, più due buoni libro da
( da "Basilicanet.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
10.09.09
[Basilicata] Artè¨ - Matera â?" Mercoledì¬ 26 marzo alle ore 18.30 presso
il Palazzo Lanfranchi in Piazzetta Giovanni Pascoli 1, ci sarà la
presentazione del libro â??Per non voltare paginaâ?(Meltemi
Editore, 2007, pp.190, euro 17) di Anna Dâ??Elia, vincitrice del Premio
Letterario Alessandro Tassoni
2007. Intervengono Alfredo Giacomazzi, Direttore Regionale per i Beni Culturali
e Paesaggistici della Basilicata, Salvatore Abita Soprintendente per il
Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico della Basilicata, Carlo Fioroni Critico letterario. Anna Dâ??Elia insegna Pedagogia
Interculturale allâ??Università degli Studi di Foggia e Pedagogia
dellâ??Arte allâ??Accademia di Belle Arti di Bari. Scrive saggi in forma
narrativa mettendo in relazione cronaca, esperienza, biografie, romanzi, film, video,
fotografie e media. Pubblicista, ha collaborato con la Rai e numerose testate.
Come critico dâ??arte, ha collaborato con il Centro Pompidou di Parigi, il
Museo Rejna Sofia di Madrid e numerose istituzioni culturali. Tra le sue più¹
recenti pubblicazioni: Fotografia come terapia (1999), Diario del corpo (2002),
Sguardo e raffigurazione (2002), Nello specchio dellâ??arte (2004).
Descrizione. All'orrore e al dolore si può² e si deve rispondere, tenendo viva
l'immaginazione e acquisendo un diverso sentire e nuove modalità di
relazione con il mondo e con gli altri, tali da opporsi al senso comune, alla
banalizzazione e alla passività crescenti. Alcuni eventi proposti dalla
cronaca quotidiana vengono ripensati in queste pagine a partire dalle "risposte"
di Francis Goya, Kate Kollwitz, Frida Kahlo, Vincent Van Gogh, Hanna Hö¶ch,
Francis Bacon, Egon Schiele, Nan Goldin, Marina Abramovic, artisti che hanno
trasformato in opere la sofferenza, aprendo a un diverso pensiero sui lati
oscuri del mondo. L'arte come risposta all'orrore? Sì¬, ma a condizione che si
ponga al servizio della vita come, dopo l'11 settembre, hanno dimostrato le
testimonianze di registi, scrittori, artisti che ci hanno aiutato ad elaborare
e affrontare la paura. L'obiettivo è¨ educare i sentimenti, combattere
l'indifferenza, contrastare il senso di impotenza che spinge a voler
dimenticare. E il metodo consiste nel rivedere stereotipi e strategie
mediatiche che costruiscono le figure del diverso e del mostro o dell'eroe e
del vincente; evidenziare nuove configurazioni che possano restituire
un'immagine più¹ sfaccettata dell'umanità . Al centro delle vicende
raccontate ci sono figli e genitori, allievi e insegnanti, che si muovono lungo
una deriva per rivedere l'amore a partire dall'odio e il bene a partire dal
male, in un intreccio continuo tra biografia e storia, fiction e realtà .
( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
I sindacati di
settore critici con le scelte dell'ufficio regionale. Un appello al prefetto
"I tagli alla scuola sono inaccettabili" MACERATA "La scuola non
deve essere un sistema per fare cassa"; "Non è possibile amministrare
la scuola per obiettivi". Con questi slogan i sindacati si mettono sul
piede di guerra contro i pesanti tagli al personale imposti agli istituti
secondari superiori dal direttore generale dell'ufficio scolastico regionale
Michele De Gregorio. "Tagli che arrivano al 100% e che mirano ad accorpare
scuole e classi, aggravando situazioni già piuttosto critiche",
puntualizza il segretario provinciale dello Snals Giovanni Bonvecchi, prima di
passare in rassegna le scuole della provincia di Macerata che subiranno
ridimensionamenti: "L'istituto tecnico agrario di Macerata, che ha tre
classi da trenta elementi, l'istituto professionale di Corridonia, il liceo
scientifico di Macerata, che ha 203 alunni in 9 classi, i licei classici di
Tolentino e Recanati, l'istituto tecnico di Civitanova..." cita a braccio
Bonvecchi, che parla di tagli "inaccettabili, a fronte di un aumento degli
iscritti, registrato in particolare nella provincia di Macerata".
"Con questo ridimensionamento saranno soprattutto le scuole professionali
e tecniche periferiche ad andare in sofferenza" rincara Anna Maria
Chiurchiù, responsabile provinciale scuola della Cisl. "Molte sono state
chiuse, mentre altre subiranno accorpamenti che faranno lievitare il numero
degli alunni fino a 29, 30 elementi per classe". In questo modo, oltre
alla salute dei ragazzi, ai quali per legge deve essere garantito uno spazio
vitale di
( da "Arena.it, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Più parcheggi sui
terreni delle lottizzazioni Lo ha deciso il Consiglio su indicazione della
Regione Fabio Tomelleri Il Comune adegua il piano regolatore alle
modifiche imposte dalla Regione ed aumenta i parcheggi delle nuove
lottizzazioni. Il consiglio comunale ha preso atto che nel territorio di
Vigasio e, in particolare, nei piani urbanistici attuativi più recenti, gli
standard delle aree destinate a parcheggio si sono rivelati alquanto
insufficienti, creando disagio ai residenti e inefficienze nella dotazione
minima di attrezzature di pubblico interesse. In base alle indicazioni arrivate
dalla Regione le zone di espansione residenziale e quelle dove sono previsti
interventi edilizi, prive di opere di urbanizzazione, dovranno avere una
dotazione minima di parcheggi di
( da "Arena.it, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
VIGASIO. Delibera
approvata a maggioranza Più parcheggi sui terreni delle lottizzazioni Lo ha
deciso il Consiglio su indicazione della Regione Fabio Tomelleri
Il Comune adegua il piano regolatore alle modifiche imposte dalla Regione ed
aumenta i parcheggi delle nuove lottizzazioni. Il consiglio comunale ha preso
atto che nel territorio di Vigasio e, in particolare, nei piani urbanistici
attuativi più recenti, gli standard delle aree destinate a parcheggio si sono
rivelati alquanto insufficienti, creando disagio ai residenti e inefficienze
nella dotazione minima di attrezzature di pubblico interesse. In base alle
indicazioni arrivate dalla Regione le zone di espansione residenziale e quelle
dove sono previsti interventi edilizi, prive di opere di urbanizzazione,
dovranno avere una dotazione minima di parcheggi di
( da "Avvenire" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
AGORÀ 26-03-2008 E D
I TO R I A L E L' IGNORANZA È LA VERA CRISI DELL'ITALIA GIORGIO DE SIMONE F in
dove possono arrivare le ignoranze di un popolo? In Italia, se agli
ottocentomila analfabeti (sette anni fa) aggiungiamo coloro che non hanno
neanche la licenza elementare siamo a sei milioni di ignoranti.
Poi ci sono gli illetterati con fior di laurea, quelli che non leggono mai
(sette su cento), quelli che in casa hanno meno di cento libri (uno su tre),
quelli che."leggere oggi non serve" e che "la lettura è un
medium lento". E mentre i nostri studenti sono
diventati i peggiori d'Europa, che fa la scuola? E la televisione? E Internet?
Basta andare a leggere e parlo di argomenti seri, scientifici ciò che scrivono
coloro che affollano lo spazio eterico per trovare (in una lingua dove
"sta" e "fa", terza persona singolare dei verbi stare e
fare hanno l'accento o l'apostrofo e per tutti i pronomi relativi basta il "che")
una scontatezza di ragionamenti e pensieri che impressiona. Michele Smargiassi,
che di analfabetismo e dintorni ha parlato di recente ("La Repubblica
"del 6 febbraio), cita il linguista Tullio De Mauro quando ricorda che chi
non legge smette, come minimo, di studiare. E, si deve aggiungere, di sapere e
capire. Di riflettere e di pensare. Vogliamo dirlo? Di essere. Ciò premesso,
nella campagna elettorale in corso i politici si rivolgono agli italiani come a
un popolo saggio, consapevole, responsabile, maturo e che ha solo bisogno di
migliorare sul piano della vita quotidiana. Dunque pagando meno tasse, R.
Benigni vedendo i suoi giovani che trovano lavoro e i suoi
quaranta/cinquantenni che, se l'hanno perso, lo ritrovano. Poi guadagandosi,
meritandosi, soprattutto al Sud, una sanità migliore e non vedendo più buttar
via denaro a sacchi per aziende disastrate che, con in testa l'Alitalia, ci
tolgono dignità e ci svuotano il portafoglio. Giusto, ci mancherebbe. Ma il
resto? C'è qualche politico che parla mai dell'inciviltà e incoscienza stradale
che causano più morti di una guerra? Dicendo quanto siano lo specchio del
rifiuto di ogni norma di comportamento responsabile e di rispetto della vita
altrui? No, che non ne parla. Perché non sono questi gli argomenti che portano
voti così come non li porta un qualunque rapporto sullo stato deplorevole della
nostra cultura. Troppi ignoranti vuol dire anche troppi ignoranti alla guida, purtroppo. Troppi ignoranti vuol dire troppa protervia e imbecillità e maleducazione
ovunque, che è esattamente ciò che vediamo e viviamo regolarmente. Con tutto,
il Roberto Benigni che ci ha da poco letto e commentato Dante ha dimostrato che
voglia ci sia in tanti di apprendere, capire, sapere anche chi siamo e
da dove culturalmente, nazionalmente e civilmente veniamo. Ma poi tutto si
ferma, la ricerca non viene finanziata, la scuola s'imballa e i politici, se
mai lo hanno fatto, non si mettono certo a dire adesso che, con una simile
deriva culturale, non si va da nessuna parte. Eppure quanti guai, a cominciare
dalla spazzatura in Campania, non vengono se non dalle ignoranze profonde di
una popolazione educata non più dalla scuola né dai libri, ma da mass media che
evocano continuamente successo, divertimento, guadagno e sesso. Mass media dove
non a caso, in questi giorni, sempre più si sente la voce di coloro i quali,
direbbe Qoèlet, altro non fanno che "inseguire il vento".
( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Pesanti accuse di
"ingerenza politica" da parte dei Comuni di Monterado e di Senigallia
"Per la discarica il sindaco ricatta la Provincia" Il portavoce del
comitato "Aria Nuova" spara a zero contro l'atteggiamento di
Lorenzetti CASTEL COLONNA Giorni di fibrillazione per la discarica. Ad una
settimana dalla "serrata" per i rifiuti di Ancona e Falconara, il
sindaco Massimo Lorenzetti sembra non recedere dalla sua posizione mentre il
comitato Aria Nuova torna all'attacco e chiede alla Provincia di mantenere gli
impegni assunti per la chiusura. "La lettera del sindaco di Castel Colonna
al Prefetto di Ancona afferma Cosmo Pizzuto, portavoce del comitato - e i suoi
sproloqui sulla stampa ci appaiono ridicoli e contraddittori. Il sindaco
Lorenzetti vorrebbe farci credere che senza discarica il Comune andrebbe in
rovina, ma nello stesso tempo assicura che comunque i servizi essenziali ai
cittadini sarebbero assicurati. Certo verrebbe a mancare la fetta da spendere
in mille rivoli per garantirsi quel minimo consenso che ancora gli resta,
giacché in realtà le vere emergenze sono pochissime". Primo cittadino che
sarebbe contraddittorio nel denunciare "l'emergenza occupazionale in caso
di chiusura, poi ammette che il lavoro di ripristino ambientale in discarica
continuerebbe per altri 30 anni. Si impegna a tenere aperta la discarica per i
soli rifiuti di Castel Colonna e Monterado, ma non ci spiega come possa
sopravvivere la discarica stessa con così pochi rifiuti e pochi introiti senza
licenziamenti. Insomma il sindaco ricatta la Provincia per aver l'ampliamento
senza reali motivi di allarme e da ciò si deduce che: o tra il sindaco
Lorenzetti e la Provincia sia in atto un gioco delle parti del tipo "tu ricattami,
io ti do l'ampliamento", oppure che Lorenzetti vada avanti per conto dei
sindaci confinanti, Monterado e Senigallia, i quali, come leggiamo sui
giornali, intervengono pesantemente nella sfera politica ed economica del
nostro Comune. Chiedono a gran voce che la discarica resti aperta per sempre,
che la si ampli, la si potenzi, diventi una discarica di rifiuti speciali e
così via. La fanno insomma da padroni nel nostro territorio". Così il
comitato Aria Nuova individua la vera emergenza di Castel Colonna nel
"sindaco inetto e la sua giunta che non sanno distinguere tra cause e
conseguenze. Il Comune, infatti, non ha bisogno della discarica perché privo di
altre risorse, come sostengono, ma non ha altre risorse proprio a causa della
discarica e dell'inefficienza dell'amministrazione. Ricordiamo che appena
eletto il signor Lorenzetti strombazzò ai quattro venti il suo piano di
rilancio del Comune, con la creazione di una zona artigianale per dare lavoro
ai giovani. Sono passati quattro anni e non ha saputo creare un ben nulla, per
questo insiste ancora con il pattume. D'altro canto, a causa della discarica e
del voltafaccia dell' amministrazione locale, alcune iniziative volte al
turismo e promettenti sul piano economico e occupazionale (merenderia, B&B,
camere ed appartamenti da affittare) nate sull'onda delle imminente chiusura
del sito (citiamo la delibera di fine 1997 che fissava la chiusura a fine 2003
e che porta anche la firma di Lorenzetti) oggi vivono una grave crisi".
Tra le risorse del futuro viene indicata "l'agricoltura biologica che
viene praticata poco e quasi di nascosto perché incompatibile con un ambiente
degradato e inquinato. In conclusione ci pare che la vera urgenza per Castel
Colonna sia quella di avere un'Amministrazione coraggiosa e lungimirante e una
Provincia che mantenga gli impegni assunti". MARCELLO PAGLIARI,.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Lettere Se un libro
entrasse in ogni casa Fortunata M. - MONTEMILETTO (AV) Egregio dr. Lubrano, mi
è capitato di assistere il 12 marzo alla sua conferenza nella sala della
Biblioteca Comunale e ho apprezzato molto il concetto da lei espresso sul libro
come veicolo di libertà. Mi domando però quanti nel nostro Sud e in genere in
Italia leggano veramente. Su un giornale era riportata poco tempo fa una
spaventosa proporzione: a Milano solo 12-13 persone su cento aprono un libro
all'anno, a Napoli il 4-5%. Non c'è da stare allegri. E tuttavia proprio le
manifestazioni come quella a cui lei ha assistito a Montemiletto, fanno ben
sperare. In diversi centri della Campania (Casamarciano e Cimitile, per citarne
due) si sta attuando un'iniziativa che può spezzare finalmente il muro di
indifferenza per il libro. Da un lato vengono promossi incontri con gli autori,
dall'altro gli assessorati alla cultura acquistano un certo numero di copie da
distribuire gratuitamente alle famiglie che intervengono. Se un libro entra così
in ogni casa, è possibile che susciti la curiosità di aprirlo e di leggerlo. La
serata di Montemiletto (il primo fra l'altro di una serie di appuntamenti
intitolati "Un libro per il mercoledì letterario", che si concluderà
il 10 dicembre prossimo) è stata esemplare per la folta partecipazione e la
vivacità delle domande di studenti delle terze medie e
delle superiori. E ha dato la possibilità al giovane sindaco Eugenio Abate di
annunciare la fusione tra la biblioteca comunale e la biblioteca della scuola.
Vigile in borghese vale la multa? Sandra Cupo - NOLA (NA) Carissimo dr.
Lubrano, le sottopongo una questione formale, magari cavillosa, ma noi viviamo
nel Paese dei cavilli, quindi sono pienamente giustificata. Ho subito una multa
per divieto di sosta e ho torto marcio, lo ammetto, ma mi è stata elevata da un
agente della polizia municipale in borghese. È valida secondo lei? Un caso
simile al suo si è verificato a Reggio Emilia. Un giudice di pace di quella
città ha annullato la contravvenzione fatta da un vigile in borghese perché
illegittima. Codice della strada alla mano, "gli agenti preposti alla
regolazione del traffico e gli organi di polizia stradale devono essere
visibili a distanza mediante l'uso di appositi capi di vestiario o di uniforme".
E il Comune di Reggio ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che
"gli agenti di polizia municipale sono sempre in servizio senza limiti di
tempo, indipendentemente dal fatto che indossino o meno l'uniforme". Ma la
Suprema Corte ha dato ragione al giudice di pace con la sentenza n.5771 di
quest'anno. Quindi la multa che le hanno comminato non è valida in base a
questa sentenza. Troppa pubblicità su tutti i canali tv Luigi Criscuolo Gaito -
PORTICI (NA) Egregio dott.Lubrano, tempo fa le scrissi per lamentare lo
scorretto comportamento dei conduttori del Tg5 di Mediaset, particolarmente
quello delle ore 13 che, al termine delle notizie, annunzia una breve pausa per
la pubblicità invitando a rimanere in ascolto e poi, puntualmente, annunzia la
fine del Telegiornale. La sua risposta era in qualche modo giustificativa del
comportamento della emittente, osservando che gli spot pubblicitari vanno in
onda ogni 20 minuti di programmi. Facendo, inoltre, riferimento alla lettere
della sig.ra Fiorella Spettici, pubblicata su "Il Mattino" del 5
marzo scorso, con la quale concordo pienamente, ho potuto rilevare che dalle
ore 13,25 alle ore 14,45, cioè nel lasso di tempo di 90 minuti, su Canale 5,
vanno in onda circa 40 minuti di programmi e 50 minuti di pubblicità e messaggi
promozionali. Purtroppo i richiami del Garante delle Comunicazioni, che mi
legge in copia, sono inutili e inascoltati. Tra tutte le TV, sia nazionali che
private, noto l'inosservanza delle norme e l'assoluta mancanza di rispetto
verso l'utenza, principalmente da parte di Canale 5. Gradirei un suo cortese
parere in merito. Sì, io ho giustificato l'inserimento della pubblicità nel
telegiornale di Mediaset per l'ovvia ragione che una televisione commerciale è
libera di vendere come crede i suoi spazi. Ma non giustifico certo il
bombardamento pubblicitario a cui siamo sottoposti da tutti i canali tv,
pubblici e privati. L'Autorità Garante delle Comunicazioni ha multato sia la
Rai che Mediaset per gli sforamenti pubblicitari; evidentemente il polo
commerciale non se ne dà per inteso. Vuole sapere poi quale effetto ha su di me
la valanga di spot? Mi provoca irritazione, tanta irritazione, al punto che
finisco col non comprare i prodotti pubblicizzati con tanto accanimento. Si
crea molta confusione nella mente del telespettatore: è possibile che gli
inserzionisti non se ne rendano conto? Alla metà del
( da "Agenzia di Viaggi, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
ATTUALITA' Enac:
Piano anti-caos per l'estate Arriva la stagione estiva e gli aeroporti di Roma,
insieme all'Enac, corrono ai ripari: nel corso di un incontro-stampa, i vertici
Enac hanno illustrato il piano anti-caos a Fiumicino. Si tratta di misure di decongestionamento
e 'smistamento' passeggeri e bagagli per fronteggiare un impatto operativo di
grandi dimensioni: 36 milioni di passeggeri ed almeno 45 milioni di bagagli in
partenza e arrivo. "Ci sono ancora criticità – dice esplicitamente il
presidente dell'Enac, Vito Riggio - ma possiamo reggere.” La prima misura
anti-caos è sicuramente l'attivazione del Terminal T5, operativo dal primo
maggio, per i voli sensibili (Usa e Israele) che consentirà un alleggerimento
per i voli intercontinentali oltre che nel sistema di smistamento dei bagagli.
“Sul nuovo terminal – evidenziano Franco Giudice, direttore Operazioni di Adr,
e Manuele Ludovisi, vice direttore generale – saranno di fatto 'dirottati'
800mila passeggeri per lo piÚ nei voli del mattino.” Nel Piano estivo dell'Enac
c'è anche una parte relativa alle sanzioni per eventuali carenze ed
inefficienze, con provvedimenti limite previsti come la sospensione della
licenza degli handler. Previsti anche rincari per le tariffe aeroportuali:
dagli attuali 7-8 euro a 9-10 euro a passeggero. "D'altra parte - conclude
Riggio – se si vogliono aprire gli aeroporti ad altri investitori bisogna
mettere i privati nella condizione di fare investimenti. Mantenere le tariffe
bloccate dal 2002 per aiutare Alitalia è stato un errore perchè ha comportato
ritardi negli investimenti. In Europa le tariffe sono tra il 50 e il 70% piÚ
alte delle nostre". Andrea Lovelock NUMERO: giornale online DATA:
26-03-2008 CATEGORIA: ATTUALITA'.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
AL TEATRO RUZANTE
Scaffale degli scrittori: salta l'incontro di stasera sul tema delle canzoni
L'assessorato comunale alla Cultura informa che l'incontro della rassegna
"Scaffale degli scrittori - L'alfabeto della contemporaneità", in
programma per stasera al teatro Ruzante suol tema "Canzoni", è stato
sospeso per impegni inderogabili degli ospiti. Lo
"Scaffale" tornerà con uno speciale estivo, protagonista Dacia
Maraini, il 10 luglio a Palazzo Zuckermann, con e una serata dedicata ai
"Sillabarii" di Goffredo Parise, con Raffaele La Capria, Giosetta Fioroni, l'attrice Carla Stella e
Antonio Debenedetti, che con Paolo Di Paolo ha curato la rassegna.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
"IL DIO DEI
MIEI AMICI" La sfida dell'interculturalità religiosa (M.D.) Conoscere per
conoscersi, per vincere la sfida dell'interculturalità religiosa, tema di
scottante attualità. Possibile? "Sì certamente: perché non c'è altra
alternativa se vogliamo convivere". Parola dell'assessore comunale alla
Politiche scolastiche Claudio Piron, che ieri, insieme ad Andrea Nante
direttore del Museo diocesano e a Massimo Maggio del Messaggero di
Sant'Antonio, ha presentato "Il Dio dei miei amici". Scritto dalla
giornalista francese Monique Gilbert, il testo tratta "dei ragazzi sulle
religioni", e sarà messo a disposizione di tutti gli insegnanti che
parteciperanno alla tavola rotonda in calendario per il 31 marzo, alle 15.30,
al Museo Diocesano. Il volume scopre i tanti punti in comune che hanno i
diversi modi di interpretare il bisogno di trascendenza degli esseri umani. E
chi meglio degli occhi dei bambini poteva farlo? Per questo otto di loro, due
per ognuna delle religioni ebrea, cattolica, musulmana e protestante,
raccontano la loro giornata scandita da riti, momenti di preghiera, usi e
modelli culturali. Cambiano i nomi dei luoghi di culto, cambiano i libri sacri,
i ritmi della settimana, la concezione della vita nell'aldilà, le date delle feste.
Per tutti però il Dio è uno, come pure sovrapponibili sono i sentimenti
positivi che volgono lo sguardo all'altro, in ogni credo. "Tutte le
istituzioni, e in particolare quelle scolastiche - afferma Piron - sono
chiamate a gettare le fondamenta culturale per il dialogo interreligioso. Non
possiamo dimenticarci che le persone che migrano qui, pur facendolo per fini di
sopravvivenza, appartengono a una religione che è parte della loro identità.
Non si può ipotizzare di ragionare solo in termini di Pil. Non se si vuole
veramente arrivare a una convivenza pacifica".L'assessore ricorda poi i
numeri resi noti dalla Caritas relativi al
( da "Redattore sociale" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
SCUOLA 15.4326/03/2008 Precari: ''Prodi e Fioroni facciano firmare 50 mila assunzioni'' Roma - Il premier Prodi ed
il ministro Fioroni "intervengano
sul ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa e facciano firmare la seconda
tranche di 50.000 assunzioni (la prima fu lo scorso anno, ndr), dimostrando di
mantenere gli impegni presi". È la richiesta avanzata dai docenti
di alcune associazioni di precari (Cipna-Comitato insegnanti precari non
abilitati, Forum PrecariSalerno, Forum Precariscuola, Orgoglio Precario).
"Tommaso Padoa Schioppa e' stato sicuramente il peggior ministro del
governo Prodi- sostengono i precari- Se il compito della politica fosse solo
quello di far quadrare i conti, sarebbe sufficiente nominare ministro
dell'Economia un diplomato in Ragioneria: il compito della politica e' quello
di far quadrare i conti tagliando gli sprechi, senza fare
"macelleria" sociale e garantendo il buon funzionamento del servizio
pubblico. Se si vuole davvero risparmiare sulle spese del comparto scuola-
continuano i docenti- invece di tagliare le assunzioni, si riducano i
finanziamenti destinati ai progetti, che spesso si risolvono in una clientelare
distribuzione di denaro pubblico senza alcuna utilita'". Secondo i docenti
"e' necessario che la politica si assuma le sue responsabilita' e rifiuti
i giochini del ministro dell'Economia. Il premier Prodi ed il ministro Fioroni intervengano e facciano firmare la seconda tranche
di 50.000 assunzioni, dimostrando di mantenere gli impegni presi. Le
conseguenze elettorali- chiudono- di una delusione del popolo dei precari della
scuola potrebbero essere molto pesanti: in gioco ci sono almeno un milione di
voti".(DIRE).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-03-26 - pag: 21 autore: Strategia delle
stock option nelle Pmi per favorire il ricambio gestionale Benefit per attrarre
nuovi manager Le aziende di famiglia italiane sono quelle che, a livello
mondiale, investono di più nelle risorse umane. Ma questo elemento positivo non
è necessariamente un punto di forza. Nel senso che il nostro family business
riconosce la necessità di essere aiutato dal mercato, e quindi si rivolge
all'offerta di lavoro disponibile. Ma tale atteggiamento, ripetiamo positivo,
spesso nasconde altre debolezze. In particolare il fatto che la struttura
familiare non sempre diventa attraente per le migliori risorse
professionalmente presenti sul mercato. E questo perché molti dirigenti temono
che il family business non consenta di esprimere al meglio le loro capacità
tecniche e manageriali. "Uno dei principali motivi che spiega come quasi
la totalità delle imprese italiane siano ancora Pmi –dice Claudio Devecchi, 57
anni, docente all'università Cattolica di Milano e direttore scientifico dell'Asam,
l'Associazione di studi aziendali e manageriali – è la mancanza di
managerialità dovuta alle difficoltà che le imprese familiari trovano nella
scelta di figure esterne. Esse diventano una risorsa necessaria quando
l'impresa familiare decide di crescere". In molti Paesi la separazione tra
management e proprietà ha condotto a inefficienze e a un impiego delle risorse
poco corretto in quanto gli obiettivi tra i due soggetti sono diversi: "In
effetti – spiega Devecchi – i manager "fanno i loro interessi" per
migliorare lo status sociale e la posizione appesantendo così i costi. Inoltre
essendo valutati su risultati di corto respiro tendono a realizzare strategie
di breve ponendo in secondo piano gli interessi degli azionisti. Per ovviare a
tale problema, una soluzione è coinvolgere il management nella vita aziendale
vincolandolo al capitale di rischio. Per tenerlo vicino ancor di più possono
esser riconosciuti benefit vari e stock option. La scelta dei manager, il
processo di selezione, la loro crescita professionale e la retribuzione sono
decisioni che non di rado rendono difficile il loro inserimento". Al di là
degli ostacoli specifici, c'è però anche da sottolineare che lo scenario
italiano ha i suoi limiti. In particolare, Devecchi ricorda come tra le paure
della famiglie ci sia quella di perdere il possesso dell'azienda alla quale si
è molto affezionati anche sotto l'aspetto emozionale. Tutto il contrario di
quello che succede in Usa, dove spesso il fondatore vende senza problemi.
"Anche in Italia – conclude Devecchi – qualcosa si sta muovendo. è però
indubbio che prevalga un modello conservativo. In Francia e Gran Bretagna,
invece, si tende a essere un po' più lungimiranti. Da noi vince ancora un
modello statico. E così molte aziende perdono l'occasione di rinnovarsi e
preferiscono magari rinunciare alla crescita pur di non correre il rischio di
veder andare in fumo i sacrifici di una vita". L'ESPERTO Devecchi
(Università Cattolica di Milano): indispensabile un apporto esterno se si vuole
crescere.
( da "Panorama.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Famiglia Cristiana nel partito di Grillo:
contro la Casta avida di privilegi Posted By filippomaria_battaglia On
26/3/2008 @ 10:38 In Apertura#4 | 1 Comment Basta con gli sprechi, stop ai
privilegi. Altro che cerchiobottismo in stile vecchia Dc: da qualche settimana,
[1] Famiglia Cristiana picchia duro contro "l'impotenza dei
politici". Negli ultimi numeri e sempre con maggiore rilevanza, sulla
rivista paolina sono apparse infatti una lunga serie di editoriali e commenti,
spesso a firma della direzione, quasi sempre rivolti a denunciare abusi ed
inefficienze della classe dirigente nostrana. Il settimanale aveva iniziato
poco più di un mese fa con il Pd, accusato di "pasticcio veltroniano in
salsa pannelliana"[2] per aver ragginto l'accordo elettorale con i
radicali di Emma Bonino. Aveva poi continuato, bacchettando il Pdl ("dove
si ritiene che i valori eticamente sensibili siano una dote acquisita, una
sorta di lascito ottenuto per sorteggio da parte degli italiani") e Silvio
Berlusconi, che "ha definito il suo partito 'monarchico' (crediamo per via
della potenza del leader) e insieme anarchico, nel senso che non ha una
posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e lascia tutto alla
libertà di coscienza dei singoli". [3] Ma non ha neppure risparmiato Pier
Ferdinando Casini: "Perché i voti e le presenze di certi candidati, tipo
Cuffaro?.Ci saremmo aspettati qualcosa di diverso e di più innovativo, per
allontanare il dubbio di una buona occasione (forse l'ultima?) sciupata
malamente". Adesso, [4] l'ultima bordata del settimanale paolino arriva
col numero oggi in edicola e sembra fare rima con le denunce lanciate da Beppe
Grillo e dai suoi grillini internettiani: "Cari politici (Veltroni,
Berlusconi, Casini etc.), basta con le chiacchiere. È così impegnativo
garantire più 'bene comune' e meno privilegi?" E giù, giù con un
editoriale che al tratto doroteo di certa politica democristiana preferisce lo
strale al fosforo tipico del "V-day" del comico genovese. E non è un
caso infatti che la mira sia puntata anche sul solito Mastella: "per
reinserirsi a Ceppaloni, prende un modico assegno di 300 mila euro: lo chiamano
'assegno di reinserimento nella vita sociale'. Non sarebbe meglio restituirli
quei soldi o darli in beneficenza, come bel gesto?". Resta ora da capire
se alle frecciate lanciate dalla rivista diretta da don Antonio Sciortino (foto
sopra) seguirà una vera e propria indicazione di voto per uno dei partiti in
corsa per le elezioni del prossimo 13 aprile. Possibilità questa, a dire il
vero, molto sparuta: anche perché, tra bocciati e diffidati, la casella dei
politici "graziati" dalla scure del settimanale paolino a tutt'oggi
risulta ancora non pervenuta.
( da "Varesenews" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
Varese - La Rete
degli studenti e l'Arci organizzano venerdì un presidio in piazza Repubblica per il diritto allo studio Gli studenti protestano
contro i finanziamenti alle scuole private La Rete
degli studenti, sostenuta dall'Arci Varese, organizza venerdi 28 alle ore
( da "Quotidiano.it, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
San Benedetto del
Tronto | "Il voto ai socialisti non è utile ma indispensabile perché è un
voto libero". Giovedì 27 marzo alle ore 21.00 presso il Ristorante
Papillon di Porto d'Ascoli, Apertura della Campagna Elettorale dei Socialisti
con il Capogruppo socialista alla Camera dei Deputatii e capolista nelle Marche
on. Roberto Villetti. All'incontro saranno presenti i candidati socialisti di
San Benedetto nelle liste elettorali di Camera e Senato: avv.ssa D'Augiello,
avv. Sestri, dr. Vesperini e per il Senato prof. Laversa. Dopo 15 anni i
socialisti si presentano uniti e autonomi al voto. I valori, a cui i socialisti
si sono sempre ispirati non si cancellano attuando una censura mediatica che
vuole oscurarli perché scomodi. La tutela del mondo del lavoro con la lotta
senza quartiere al precariato e alle ingiustizie sociali, la
difesa della scuola pubblica come scelta strategica per il sostegno alla ricerca scientifica
la valorizzazione dei saperi nelle università italiane, la laicità dello Stato
con l'allargamento dei diritti civili contro l'ingerenza sempre più pesante
delle gerarchie ecclesiastiche, con la difesa della legge 194, con il
riconoscimento delle coppie di fatto e con il divorzio breve, sono
questioni che riguardano da vicino la vita e la qualità della vita dei
cittadini. Nelle altre democrazie europee, come ad esempio la Spagna di
Zapatero, questi diritti sono garantiti perché forte è il peso dei socialisti.
Ora tocca all'Italia crescere, progredire laicamente ed avvicinarsi agli
standards europei di crescita e questo possono garantirlo solo i socialisti: il
vero voto utile perché libero. 26/03/2008.
( da "Virgilio Notizie" del 26-03-2008)
Argomenti: Scuola , Schola
26-03-2008 19:38 Difeso ministro Fioroni:da lui sterzata che non vedevamo da anni Roma, 26 mar. (Apcom) -
Anche Sergio Givone, docente di Estetica all'università di Firenze, ritiene che
"i partiti si adoperino per reintrodurre le sane regole della meritocrazia
e della fermezza, perché - ha sottolineato l'accademico - sono aspetti
indispensabili se si vuole avere una scuola più qualificata ed efficace".
I promotori dell'iniziativa si chiedono quali provvedimenti, ispirati ai valori
del merito e della responsabilità, prenderanno quindi i candidati alle prossime
elezioni per garantire la serietà, il rigore e l'efficacia della scuola.
Secondo i firmatari del documento, la polemica di questi giorni sui corsi di
recupero estivi lascerebbe intravedere, al di là degli indubbi problemi che le
nuove norme hanno creato, invece una forte resistenza ad un cambiamento in
questo senso. "Confondendo l'autorevolezza con l'autoritarismo - ha detto
Mario Pirani - si è finiti per perdere il senso del limite: oggi a scuola si
può essere ignoranti o bulli oltre ogni limite semplicemente perché non vi sono
più punizioni: il risultato è che in dieci anni si sono diplomati quasi 9
milioni di ragazzi con debiti e che all'ultimo concorso per magistrato più di
50 posti su
( da "Emmegipress" del 26-03-2008)
Argomenti: Schola
Sezione: n.d.
Categoria: Cronaca Titolo: Italia, Amministratore delegato azienda wind
indagato Data: 29/02/2008 15.36.49 Fonte: The Wall Street Journal, Stati Uniti
News: Nell'ambito delle indagini sulla vendita della compagnia telefonica Wind,
la giustizia italiana ha messo sotto inchiesta F. C., amministratore delegato
di Enel Spa. Nel 2006 Enel aveva venduto Wind al gruppo Weather Investment
dell'egiziano N. S. per 12 milioni di euro, rifiutando l'offerta della rivale
statunitense Blackstone e destando l'attenzione degli inquirenti. Le indagini
per corruzione sono frequenti in Italia, ma mentre gli investigatori possono
facilmente accedere a intercettazioni e informazioni riservate, raramente
riescono ad ottenere delle condanne a causa dell'inefficienza del sistema
giudiziario.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-27 - pag: 17 autore: Richieste ai
partiti. Insegnanti e intellettuali in campo Il "patto per il merito"
al centro degli appelli C'è sempre la rivalutazione del merito al centro di
appelli e sollecitazioni che intellettuali e associazioni di docenti rivolgono
in questi giorni ai partiti politici per realizzare un "patto per
l'istruzione". Dopo quello pubblicato ieri sul Sole-24 Ore, con sette
punti per una scuola più moderna, ieri è stata l'associazione di insegnanti del
"gruppo di Firenze" a presentare al liceo Visconti di Roma una "
lettera aperta ai partiti e ai candidati". "Sia le riforme, sia il
governo e la vita della scuola a tutti i livelli dovranno ispirarsi ai criteri
di merito e di responsabilità". è questo il preambolo della lettera
firmata anche da una lunga schiera di intellettuali ( da Mario Pirani a
Giovanni Sartori, da Remo Bodei a Piero Craveri, da Giulio Ferroni a Ernesto
Galli Della Loggia, Giorgio Israel e Sebastiano Vassalli, solo per citarne
alcuni). Al ministro uscente della Pubblica istruzione,
Giuseppe Fioroni, i
firmatari dell'appello danno atto di aver avviato, almeno in parte,
un'inversione di tendenza, dopo decenni di lassismo. "Noi – aggiungono –
pensiamo che esista un largo consenso trasversale sulla necessità di una scuola
più rigorosa. Ma per questo partito del merito e della responsabilità è
arrivato il momento di manifestarsi e assumere impegni precisi di fronte
all'elettorato ". Occorre insomma aggiornare i programmi scolastici,
riqualificando l'istruzione superiore con una scuola più efficace e più
esigente, in grado di restituire anche ai docenti il prestigio e
l'autorevolezza perduti. Come ha ricordato ieri il dirigente dell'Isfol,
Giorgio Alulli, "nel sistema d'indagine Pisa dell'Ocse, quello che
conferma l'attuale distastro pedagogico del nostro Paese, il porre attenzione
ai valori della responsabilità e del merito nella scuola non contraddice
affatto la cura per le pari opportunità d'accesso e per l'uguaglianza". Alulli
ha citato il caso della Finlandia, Paese di eccellenza per il sistema
scolastico, dove la distanza fra i primi e gli ultimi, in fatto di
apprendimento, è molto ridotta. R. Boc.
( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA - Ministro Fioroni, il merito era stato bandito. Perché? "E' stato un errore
storico averlo eliminato. Il merito è l'unico vero "ascensore
sociale", riportarlo tra i banchi non significa fare una scuola classista,
anzi. Senza il merito togliamo le opportunità ai giovani, che per affermarsi,
anziché contare sulla preparazione, sono costretti a dipendere dalle
conoscenze di famiglia o dai soldi dei genitori. E' proprio con il merito che
si realizza la scuola del "non uno di meno" di don Milani, spingendo
all'impegno". Con il recupero dei debiti scolastici pensa di ridare credibilità
alla scuola? "Troppi anni di lassismo con gli impreparati che venivano
promossi nonostante le insufficienze. Ora abbiamo stabilito che le lacune
debbano essere colmate. E' una garanzia di serietà. Non si può trattare allo
stesso modo chi merita e chi non merita, altrimenti viene messo in discussione
il principio di legalità e si sancisce che non contano le competenze ma la
furbizia. I dati Ocse dicono che siamo peggiorati, tutti facevano finta di
nulla, non è possibile. Alle selezioni della Ca' Foscari di Venezia il 50 per
cento dei ragazzi non sapeva scrivere correttamente in italiano. I debiti vanno
recuperati, la sfida si vince solo con il rispetto delle regole, non con i
condoni". Lei ha parlato di incentivi all'eccellenza. Ha avuto risultati?
"Sì, c'è stata una grande partecipazione alle Olimpiadi della matematica.
Ma il risultato più importante è lo stimolo dato alle nuove generazioni.
Premiare i migliori significa spingere anche tutti gli altri verso possibili
traguardi di eccellenza". A. Ser.
( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Di ANNA MARIA
SERSALE ROMA - La storia è diventata lo studio degli indicatori temporali, la
geografia di quelli spaziali. Accade alle elementari. La narrazione dei fatti e
la descrizione dei luoghi (mappamondi compresi) sono scomparsi, mentre
l'aritmetica, con nomi falsamente pomposi, si è trasformata nella storia dei
palloncini e dei fiorellini. Un drammatico fallimento negli Usa che hanno fatto
dietrofront, ma che ora noi stiamo coltivando con passione. "E'
raccapricciante che non si parli mai di contenuti, di programmi, di materie.
Secondo il ministero bastano le indicazioni nazionali. I programmi? Spariti,
con l'accusa di essere troppo costrittivi e impositivi. C'è chi sostiene che
tutto si "crea" in classe. Così, in questa ottica, anche l'insegnante
sembra di troppo: non deve "trasmettere", ma "facilitare"
per far "trovare le cose" perché si teorizza l'auto-apprendimento.
Disastrosi anche i criteri "standard" di apprendimento, ritagliati
verso il basso, mai verso l'alto. Tutto ciò è un delirio, figlio di ideologie
pseudopedagogiche, che hanno portato all'attuale deriva. Un esempio? La metà
degli studenti italiani non capisce il testo che si trova di fronte. Ci sono carenze di base che prima del decreto Fioroni nessuno faceva recuperare".
Nell'aula magna del Visconti si sono dati appuntamento gli intellettuali che
hanno inviato un appello ai partiti per restituire alla scuola "qualità e
rigore". Hanno messo a nudo i mali della scuola. Ma soprattutto denunciato
"l'ipocrisia della cultura egualitarista" che "chiede
poco", "perdona tutto" e trattando allo stesso modo
"chi merita e chi non merita" produce ingiustizia e ignoranza. Il
Sessantotto aveva fatto credere che "meritare" poteva essere una
"colpa" e un "sopruso degli uni sugli altri". L'accusa era
di "meritocrazia". Nomi prestigiosi della cultura ora puntano il dito
"contro il permissivismo" e chiedono che la "scuola si ispiri a
criteri di merito e di responsabilità" per raggiungere livelli alti,
"tornando al voto e allo studio dei contenuti". Abbandonando le
"mode" e affermando con coraggio che "l'era del sei politico
deve finire" altrimenti i danni saranno irreparabili. Giulio Ferroni,
docente di letteratura italiana alla Sapienza, dice che c'è anche il problema
degli insegnanti "avviliti": "Non hanno nemmeno più il potere di
decidere l'interrogazione, che va concordata". I destinatari dell'appello,
i partiti, non si sono fatti vedere. Qualunque governo vada al potere gli
studiosi chiedono il ripristino di elementari principi di "etica pubblica
e privata" perché la scuola ritrovi "prestigio e serietà".
"Ma se parliamo di merito allora questo discorso deve riguardare anche i
docenti, non possiamo continuare a sceglierli in base alla loro precarietà
storica", ha detto Mario Rusconi, leader dei presidi romani, che ha
chiesto di intervenire. I programmi sono sempre più striminziti e semplificati
fino alla banalità, la socializzazione primeggia sulla cultura, sforniamo
studenti somari e stupidamente gratificati. Con il sei rosso 9 milioni di
impreparati hanno intascato il diploma portandosi dietro insufficienze dalle
elementari all'università. Questa è la scuola di massa, dice qualcuno. "Ma
bisogna cambiare rotta", esortano gli intellettuali che hanno aderito al
Gruppo di Firenze. Sotto accusa anche le idee "sull'aziendalismo".
Dice Giorgio Israel, professore di Storia della matematica alla Sapienza:
"La scuola non fornisce prodotti, non vende scatole di pelati, e non si
può introdurre l'idea che gli studenti siano clienti da accontentare". A
Seul i ragazzi quando tornano a casa stanno cinque-sei ore, qui diciamo che
sono stressati e li lasciamo ore davanti alla tv e ai videogiochi. Risultato:
il sorpasso dei Paesi emergenti è solo questione di tempo.
( da "Messaggero, Il (Latina)" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Di LAURA PESINO
Incontro ufficiale con amministratori locali e dirigenti di partito alle
( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Forum del
Corriere.it con il capolista Pd in Veneto Massimo Calearo: "Non voglio
avere padroni sul collo" Gemma Contin Dopo Antonio Di Pietro, Gianfranco
Fini, Flavia D'Angeli ed Enrico Boselli, ecco apparire ieri, sul video degli
"incontri digitali" del Corriere.it, Massimo Calearo - guest star del
giorno - capolista del Pd nel Veneto, imprenditore vicentino, già presidente di
Federmeccanica e "falco" di Confindustria, come ben sanno le
"tute blu" d'Italia che se lo sono trovato di fronte come controparte
fino a non molto tempo fa, nel corso della lotta per il rinnovo del contratto
nazionale dei metalmeccanici. Eccolo dunque, il sciur parun dale bele braghe
bianche , il duro delle ferriere, spiegare al suo concittadino online di
Pergine, provincia di Trento, che ingenuamente gli chiede - fatti quattro conti
e visto che le promesse elettorali di Walter Veltroni in termini di pronto
intervento per l'adeguamento al costo della vita dei salari minimi-pensioni
minime-tasse sui redditi da lavoro, eccetera, "cuberanno" circa 20
euro in più al mese - se ritenga, lui, Calearo, che tali 20 euro mensili
risolveranno il problema della quarta settimana che tanto avvilisce la vita di
gran parte delle famiglie italiane. E lui, Calearo, che si sarebbe fatto
svenare piuttosto che mollare sugli aumenti contrattuali, eccolo spiegare
prontamente al buon concittadino di Pergine - vien da dire al buon soldato
Schweick - ma solo dopo aver premesso che "il Pd è il futuro, rompe gli
schemi, ci porta in Europa, come Blair", che, certo, perché quei 20 euro
valgano davvero qualcosa, "bisogna intervenire sulla catena distributiva,
sull'andamento dei prezzi che sono stati molto penalizzati nel cambio
euro-lira, affinché le dinamiche dei salari e delle pensioni vengano
riallineate al costo della vita". Ma il buon concittadino non si
accontenta, e un minuto dopo un altro vicentino ripropone la questione - come a
dire: la lingua batte dove il dente duole - e insiste imperterrito: "Ma
lei, dottor Calearo, ritiene che una famiglia possa vivere con mille e cento
euro al mese"? E quello, senza una grinza: "Pagare una persona meno
di quella cifra significa creargli problemi. E se un imprenditore non è in
grado di pagare quella cifra,significa che è lui ad avere problemi". Segue
una domanda del solito bacchettone leghista sul federalismo. Ed ecco il nostro
- incredibile ma vero - spiegare al lettore online, per il mezzo dell'attonita
giornalista, che c'è federalismo e federalismo: c'è il federalismo sociale -
non gli viene facile pronunciare la parola "solidale" - quello che ad
esempio nel Veneto fa molto affidamento sul volontariato, e c'è il federalismo
che si chiude sui cosiddetti localismi, "che è il contrario di quello che
vuole il Pd, il quale vuole, appunto, portare l'Italia in Europa". Ora, a
parte il fatto che l'Italia sta già in Europa da un pezzo, e a parte che è
stata tra i capintesta dei dodici paesi che hanno adottato l'euro qualche
annetto fa, questa insistenza sul Pd e su Veltroni che vogliono portare
l'Italia in Europa come ha fatto Blair, suona non solo imbarazzante da un punto
di vista storico, dato che la Gran Bretagna sta sì nell'Unione Europea, bontà
sua, ma col cavolo che fa parte dell'Eurozona e col cavolo che Blair ha mosso
un'unghia in questa direzione, ma è anche del tutto anacronistica da un punto
di vista politico, dato che Tony Blair è stato sostituito da quasi un anno alla
guida del governo inglese dall'attuale premier Gordon Brown, che tra l'altro
finora non ha mosso un muscolo per spostare la scarsa propensione dei sudditi di
Elisabetta II verso Bruxelles. Si va avanti con alcune battute esilaranti su
come qualmente se appena si fosse votato un anno fa, il sciur parun mai e poi
mai si sarebbe candidato con il Pd, che era un'altra cosa, mentre invece
"adesso sto scoprendo il centrosinistra e un Pd moderno, europeo, diverso
da un anno fa". Poi arriva la promessa di far fuori le province, enti
inutili, che non contano niente sul territorio, soprattutto nelle aree
metropolitane dove ci sono realtà amministrative che riguardano grandi comuni e
grandi snodi urbani. E, naturalmente, assieme alle province, di far fuori i
dipendenti pubblici "fannulloni", che tanto gravano sulla spesa
nazionale, premiando il merito e concentrandosi sui pochi dipendenti della
pubblica amministrazione che svolgono davvero e con competenza il loro compito.
Nulla sa, il campione veneto di Veltroni, e forse è meglio, sulla riforma Fioroni ("sono un neofita") o
sulle coppie di fatto ("meglio non parlarne"). Ma ha le idee chiare
sul conflitto di interessi: "Darei la mia azienda in gestione a terzi
perché se uno deve governare, deve governare e basta", e su Alitalia:
"I suoi problemi sono legati alla sua gestione e a un certo tipo di
politica sindacale dove le assunzioni sono state spesso considerate strumento
di controllo elettorale". La perla, però, Calearo la infila -
inconsapevolmente paradossale o paradossalmente inconsapevole -quando afferma
che si è candidato nel Pd e che non avrebbe mai potuto candidarsi nel Pdl
"perché non mi riconosco in una destra fatta di fusioni tra partiti in cui
una persona comanda. Un imprenditore non può votare per un partito non
democratico, gestito da un capo. E io non voglio avere padroni". A chi lo
dice, caro Massimo Calearo, ex presidente dell'ala dura del padronato italiano!
27/03/2008.
( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Stampa Il risvolto
necessario uno scatto di dignità Domani alle 11.00 si riunisce la consulta
sanitaria dei sindaci con all'ordine del giorno un argomento burocratico come
la sostituzione, nel Comitato di rappresentanza, dei sindaci di Alatri e
Frosinone. Con tutto il po' po' di roba che si è scaraventato sul territorio quando,
venerdì scorso, la giunta regionale ha preso la decisione di premiare Latina e
non il capoluogo per quanto riguarda il passaggio del Dipartimento emergenza ed
accettazione dal 1 al 2 livello (comportando ciò l'istituzione di servizi di
emergenza ad alta complessità come cardiochirurgia, neurochirurgia, terapia
intensiva neonatale, chirurgie vascolare e toracica) e non riconoscendo il 1
livello a Sora, sarebbe necessario che l'assemblea dei 91 sindaci (sempre che
ci sia il numero legale) si comportasse con fermezza al fine di far capire alla
giunta regionale di centrosinistra che è ora di finirla con le penalizzazioni
del territorio. Dopo la beffa dell'aeroporto (assegnato a
Viterbo pur non avendone i requisiti: e sabato arriva il ministro Fioroni a chiedere voti qui quando ci ha
rifilato il "bidone" anticipando come sarebbe andata a finire la
faccenda), ecco che è arrivata un'altra mazzata. Il centrosinistra se ne impipa
del Frusinate, considerato come una colonia da cui succhiare e nulla riconoscere.
è ora perciò che i sindaci trovino un minimo di dignità politica per reagire a
queste ingiustizie con la dovuta fermezza e senza distinzione di partiti. Non
si può e non si deve più tacere e sopportare perché la misura è oltre che
colma. OREDROB:#SERLUC@%@.
( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Stampa Alatri, la visita è in programma sabato per l'inaugurazione del nuovo Itc
Arriva Fioroni, scatta la
contestazione Pietro Antonucci ALATRI Sabato 29 il ministro della Pubblica
Istruzione Giuseppe Fioroni
giungerà in città per l'inaugurazione della nuova sede dell'Itc, dedicata a
Sandro Pertini, nei pressi dell'ospedale "San Benedetto". Una
presenza che, oltre che dal taglio del nastro e dal brindisi d'auguri, sarà
accompagnata da una pesante contestazione all'esterno dell'edificio. Ad
organizzare la protesta saranno i ragazzi del movimento di Azione Giovani che
ritengono "Assolutamente inadeguato l'arrivo di Fioroni
ad Alatri". Le ragioni della contestazione hanno diverse nature. "Non
possiamo non opporci a chi si è eretto a monumento per impedire un'assegnazione
importante come quella dell'aeroporto alla provincia di Frosinone", spiega
Francesco Boezi. responsabile di Ag, che torna su uno dei temi che ha tenuto
banco nella vita politica provinciale dello scorso autunno. Inoltre,
"Contesteremo un ministro fucina di idee purtroppo mai coerenti fra di
loro. Siamo sempre stati favorevoli alla costruzione di una scuola più
meritocratica, così come sbandierato a chiacchiere da Fioroni,
ma assolutamente contrari nelle modalità attraverso le quali lo stesso Fioroni è intervenuto", aggiunge ancora Boezi parlando
degli esami di maturità e dei debiti formativi. Da qui, la scelta di allestire
per dopo domani un vero e proprio "sciopero studentesco cittadino"
che, iniziando con l'adesione di Ag, intende coinvolgere tutte le scuole di
Alatri: lo sciopero si articolerà attraverso un manifestazione in grado di
riempire il piazzale vicino la nuova sede dell'Itc. Previste anche
contestazioni nei confronti di tutto l'apparato del Pd provinciale: dal
segretario Mauro Buschini al candidato al Senato Francesco De Angelis al
candidato alla Camera Riccardo Mattei.
( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Cultura Una lettera
aperta ai partiti discussa ieri al Visconti di Roma E SE LA SCUOLA PREMIASSE IL
MERITO? CARLO ALBERTO BUCCI Hanno scelto un blasonato liceo romano, a due passi
dalla città della politica, per lanciare nel mondo della scuola il provocatorio
"Partito del merito e della responsabilità". E per dire ai politici
che il ritorno per gli studenti a criteri che premino chi suda e chi brilla,
non potrà rimanere circoscritto tra le pareti scrostate delle scuole italiane.
Ma trovare riflessi soprattutto nelle aule di Montecitorio e di palazzo Madama.
I sedici intellettuali che hanno firmato la "Lettera aperta ai partiti e
ai candidati" non hanno battuto ciglio davanti all'assenza bipartisan dei
destinatari della loro missiva, ieri pomeriggio nell'aula magna del liceo
Visconti. Giovanni Belardelli, Giulio Ferroni, Ernesto Galli della Loggia,
Giorgio Israel, Mario Pirani, Lucio Russo, Sergio Givone, Salvatore Veca,
Sebastiano Vassalli, Giorgio De Rienzo, Aldo Schiavone, Gian Luigi Beccaria,
Giovanni Sartori, Remo Bodei, Piero Craveri e Giorgio Allulli, sono scesi al
fianco di un gruppo di professori fiorentini. E, di fronte al numero di 8
milioni e 800mila studenti che negli ultimi dieci anni hanno superato lo
scoglio della maturità senza aver pagato i debiti formativi, hanno dettato le
regole per il rilancio. "I partiti hanno il dovere di esporre con
chiarezza ai cittadini-elettori i loro programmi in materia di
istruzione". Programmi, per ora, latenti in materia. E ovviamente diversi.
"Ma che dovrebbero aprirsi tutti - sottolineano i firmatari - con questo
preambolo: sia le riforme, sia il governo e la vita della scuola a tutti i
livelli dovranno ispirarsi ai criteri di merito e responsabilità". Valerio
Vagnoli è preside di un istituto tecnico fiorentino e si dispera perché i
professionali - il grande oceano dell'istruzione secondaria, rispetto al quale
i licei sono l'isola abitata da una élite - "perdono per strada tra il 25
e il 30 per cento degli iscritti ai primi due anni". E il suo collega
Mario Rusconi, che dirige uno scientifico a Roma, si lamenta "perché il
reclutamento dei docenti avviene solo sulla base della precarietà
storica". Sui banchi italiani siedono 7 milioni e 700mila alunni. In
cattedra, circa 700mila professori: spesso precari, sempre mal pagati. Il 44
per cento dei ragazzi che nell'anno nuovo si portano sulle spalle un debito,
devono recuperare in matematica. Mario Pirani ha ricordato i dati dell'indagine
Pisa-Ocse secondo cui la percentuale di giovani che non capiscono il senso del
testo che leggono, "negli ultimi anni è passata dal 44 al 50,9 per
cento". E ha ripetuto lo strafalcione "l'addove" in un elaborato
del concorso sostenuto da 5000 candidati per entrare in magistratura, "dove
53 posti sui 380 previsti non sono stati assegnati per l'ignoranza degli
aspiranti". Lo spettro che si aggira tra i banchi scolastici, secondo i
firmatari, è un mostro a tre facce: ha il sorriso del sei garantito
"ereditato dal Sessantotto", l'espressione bonaria "del pedagogismo
più efferato" e il ghigno che ha trasformato, "da destra, ma anche da
sinistra, il servizio pubblico della scuola in un'azienda". E se Giorgio
Israel, matematico della Sapienza, s'appella "perché
nessuno si sogni di togliere i compiti a casa", il "Partito del
merito" chiede a chi vincerà le elezioni di non demolire l'opera del
ministro Fioroni: la
reintroduzione dei membri esterni nella commissione della maturità e la
riproposizione della prova di recupero del debito ai primi di settembre. Nel
segno del ritorno all'ordine.
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Il TAR EMILIA
ROMAGNA con una ordinanza del marzo
( da "Stampaweb, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Aggiornare i
programmi, riorganizzare l'istruzione superiore, rafforzare l'autonomia delle
scuole: sono i tre passaggi fondamentali di una lettera aperta ai partiti e ai
candidati alle prossime elezioni realizzata da un gruppo di docenti
universitari ed intellettuali esperti di scuola che intendono raccogliere un
largo consenso trasversale sulla necessità di una scuola più rigorosa. Il
documento, chiamato "Scuola: un partito trasversale del merito e della
responsabilità" e presentato al liceo Visconti di Roma alla presenza di
alcuni firmatari, intende proporre una scuola italiana che esca dalla crisi
ispirandosi "ai criteri di merito e di responsabilità" prendendo le
distanze da decenni di falso egualitarismo e di buonismo. "Per questo
“partito del merito e delle responsabilità” - si legge nella lettera - è
arrivato il momento di manifestarsi ed assumere precisi impegni di fronte
all'elettorato". Largo, quindi, ad una scuola più efficace ed esigente; al
ritorno dell'autorevolezza del ruolo del docente; alla valutazione dei
dirigenti scolastici, soprattutto sulla base delle loro capacità di far
rispettare le regole. "Ma la scuola non è un'azienda - ha sottolineato
Giorgio Israel, docente di Matematica alla Sapienza di Roma - perché non
fornisce pomodori pelati o servizi postali: il giudizio di un insegnante non
può essere commisurato a quello che si attua verso un utente. è ora di finirla
di pensare che gli studenti siano utenti, perché in questo modo si favorisce
l'egualitarismo e l'atteggiamento tollerante delle famiglie". Anche Sergio
Givone, docente di Estetica all'università di Firenze, ritiene che "i
partiti si adoperino per reintrodurre le sane regole della meritocrazia e della
fermezza, perché - ha sottolineato l'accademico - sono aspetti indispensabili
se si vuole avere una scuola più qualificata ed efficace". I promotori
dell'iniziativa si chiedono quali provvedimenti, ispirati ai valori del merito
e della responsabilità, prenderanno quindi i candidati alle prossime elezioni
per garantire la serietà, il rigore e l'efficacia della scuola. Secondo i
firmatari del documento, la polemica di questi giorni sui corsi di recupero
estivi lascerebbe intravedere, al di là degli indubbi problemi che le nuove
norme hanno creato, invece una forte resistenza ad un cambiamento in questo
senso. "Confondendo l'autorevolezza con l'autoritarismo - ha detto Mario
Pirani - si è finiti per perdere il senso del limite: oggi a scuola si può
essere ignoranti o bulli oltre ogni limite semplicemente perché non vi sono più
punizioni: il risultato è che in dieci anni si sono diplomati quasi 9 milioni
di ragazzi con debiti e che all'ultimo concorso per magistrato più di 50 posti
su
( da "Arena.it, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA MEDIA. Novità
per la prova finale che interessa 8.300 alunni Esami di terza, adesso si cambia
Martedì 17 giugno si svolgerà una prova scritta uguale su tutto il territorio
nazionale Una grossa novità, anche per gli 8.300 alunni veronesi di terza
media, così come per i 600 mila compagni di tutta Italia: martedì 17 giugno,
alla conclusione dell'anno scolastico, si svolgerà su tutto il territorio
nazionale una prova scritta che sarà uguale per tutti, come per l'esame di
Stato, alla fine delle superiori. LA CIRCOLARE. Nei giorni scorsi sul sito del
Ministero della pubblica istruzione è stata presentata la circolare numero 32,
datata 14 marzo, che ne stabilisce le modalità. Nel gennaio, era già uscita una
normativa del ministro che aveva annunciato la prova nazionale, ma senza
precisare la data di svolgimento. La circolare del ministro
Fioroni stabilisce che
questa prova "ha la funzione di integrare gli elementi di valutazione di
cui già dispongono gli esaminatori, verificando anche i livelli di
apprendimento degli studenti in alcune discipline oggetto della prova". La
grande novità è data dal fatto che, in passato, erano le commissioni stesse che
predisponevano i testi da assegnare: quest'anno la prova nazionale si
baserà, invece, su procedure standardizzate con impiego di prove strutturate e
semistrutturate, predisposte a livello centrale. Queste prove sono affidate
all'Invalsi, l'Istituto per il sistema nazionale di valutazione, che da anni
prepara test per le superiori: sarà infine il ministro a scegliere il compito
da svolgere. ITALIANO E MATEMATICA. Quest'anno riguarderà l'italiano e la
matematica. Gli studenti veronesi coinvolti sono 7.600 negli istituti statali e
circa 700 nelle parificate. Come è stata accolta la novità nelle scuole medie
veronesi, al rientro dalla vacanze di Pasqua? La stragrande maggioranza dei
dirigenti scolastici ci confessa che non può rispondere, perché deve leggere
con attenzione la circolare del ministro: era nell'aria, comunque, che ci
sarebbe stata una prova comune in tutta Italia, ma non si sapeva quando sarebbe
stata effettuata e si pensava che sarebbe stata rinviata, date anche le
elezioni politiche. Dunque, la data del 17 giugno prossimo è stata per tutti un
fulmine a ciel sereno e, indubbiamente il mondo della scuola sembra essere
stato preso in contropiede. Il dirigente dell'Istituto comprensivo di Santa
Lucia, il professor Raffaele Piccinato, comunque, non ha dubbi: "E' questa
una novità del tutto positiva: sono assolutamente d'accordo nel fatto che, con
le dovute maniere e con i necessari tempi tecnici, si inserisca una prova
oggettiva, su tutto il territorio nazionale per valutare i livelli di
apprendimento degli studenti alla fine della terza media, alla conclusione del
primo ciclo di istruzione. Ne deriverà una fotografia oggettiva della
preparazione degli alunni". L'IGNORANZA. Aggiunge Piccinato: "Il
ministro Fioroni, quando il 20 marzo, era venuto in
fiera, ci aveva anticipato la novità di questo esame, spiegandolo nel fatto
che, alle tre I di Berlusconi (impresa, inglese, internet), lui aggiungeva
anche l' ignoranza. Questa, in fondo, era la reale motivazione alla base della
nuova prova nazionale della terza media: il ministro ha insistito sul fatto
che, per quest'anno, l'introduzione dell'esame vuole essere "soft":
occorre incominciare". Aggiunge Piccinato: "Del resto, questa novità
è arrivata a ridosso dell'esame: mancano solo due mesi e mezzo al 17 giugno:
occorre avvisare tanta gente, dai docenti alle famiglie e preparare gli
studenti".E.C. .
( da "Redattore sociale" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
16.5227/03/2008 Bondi: ''Altre riforme? Inutili. Centrale il tema insegnanti''
Roma - "Inutile mettere a punto nuove riforme generali della scuola e dell'universita'". La pensa cosi' Sandro
Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, che, in un'intervista pubblicata
oggi su 'Famiglia cristiana', esclude la possibilita' che, in caso di vittoria,
il Pdl metta mano ad una nuova riforma della scuole e
dell'universita'. "La crisi della societa' e dell'economia- aggiunge
Bondi- dipende in gran parte dalla crisi della scuola
e del nostro modello educativo. La scuola, la
formazione e l'educazione rappresentano il capitale umano piu' importante per
il futuro di una nazione". Ma "per cambiare questa situazione-
prosegue l'esponente azzurro- e' inutile mettere a punto
nuove riforme generali della scuola e dell'universita'. È necessario piuttosto partire da una
questione decisiva: quella degli insegnanti". Una scuola, incalza Bondi, "e' buona
soprattutto perche' ha dei buoni insegnanti. Se non si affronta questo problema
e' inutile perdere tempo con l'elaborazione di grandi riforme che ottengono l'effetto
di distruggere cio' che resta di valido nella scuola
italiana". Bondi affronta anche il nodo della riforma
Moratti e della riforma Fioroni:
"Non si puo' riformare la scuola
a ogni cambiamento di maggioranza di governo- dichiara- Cosi' si distrugge la scuola e si disorientano gli insegnanti". Se "si
deve fare una riforma generale della scuola la si faccia a partire da un piano organico elaborato
da una commissione di esperti scelti al massimo livello e- conclude Bondi- si
investa su questo modello per i prossimi decenni". (DIRE).
( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
27-03-2008 16:35
Partire da questione decisiva degli insegnanti Roma, 27 mar. (Apcom) - In
un'intervista sulla Scuola pubblicata oggi da Famiglia Cristiana, il
Coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, ha sottolineato che
"la crisi della società e dell'economia dipende in gran parte dalla crisi
della scuola e del nostro modello educativo. La scuola, la formazione e
l'educazione rappresentano il capitale umano più importante per il futuro di
una nazione". Secondo l'esponente azzurro, comunque, "per cambiare
questa situazione è inutile mettere a punto nuove riforme generali della scuola
e dell'università. È necessario piuttosto partire da una questione decisiva:
quella degli insegnanti. Una scuola è buona soprattutto perché ha dei buoni
insegnanti. Se non si affronta questo problema è inutile perdere tempo con
l'elaborazione di grandi riforme che ottengono l'effetto di distruggere ciò che
resta di valido nella scuola italiana". Bondi ha affrontato anche il nodo
della riforma Moratti e della controriforma Fioroni: "Non si può riformare la
scuola a ogni cambiamento di maggioranza di Governo. Così - ha osservato - si
distrugge la scuola e si disorientano gli insegnanti. Se si deve fare una
riforma generale della scuola la si faccia a partire da un piano organico
elaborato da una commissione di esperti scelti al massimo livello e si investa
su questo modello per i prossimi decenni".
( da "Varesenews" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Varese - I giovani
forzisti non parteciperanno al presidio in piazza Repubblica Il movimento
studentesco di Forza Italia dice no allo sciopero Il movimento studentesco di
Forza Italia, Scuole per la Libertà , non parteciperà allo sciopero indetto per
domani, dalle 9 alle
( da "Redattore sociale" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
18.3627/03/2008 Cobas: il 9 maggio sciopero nazionale e manifestazione a Roma
Roma - Uno sciopero generale della scuola con manifestazione nazionale a Roma.
Lo hanno indetto i Cobas della Scuola per il prossimo nove maggio. La notizia
e' stata pubblicata sul sito del sindacato (www.cobas-scuola.it). Il ritiro
dell'ordinanza del ministro Giuseppe Fioroni sui corso di recupero,
l'eliminazione del taglio degli organici e il diritto di assemblea per tutti i
sindacati nelle scuole: sono questi i temi al centro della protesta. Intanto,
per quanto riguarda i corsi di recupero, i Cobas hanno gia' attuato due
scioperi della prima ora il 18 marzo e il 29 febbraio con adesioni che,
secondo il sindacato, hanno raggiunto "punte del 25-30%" in alcune
citta'. (DIRE).
( da "AprileOnline.info" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
Maurizio Tiriticco,
18 marzo 2008, 12:20 Approfondimento Il documento con cui si traccia il
rilancio dell'istruzione tecnica e professionale intitolato Persona, tecnologie
e professionalità, recentemente prodotto dalla Commissione ministeriale ad hoc,
è indubbiamente interessante e, per certi versi, nuovo nel suo impianto e nelle
sue argomentazioni I "nuovi" istituti tecnici e professionali: verso
divergenze parallele? In effetti, la prospettiva di promuovere un'istruzione
tecnica di tutto rispetto, assolutamente riscattata dal suo vizio di origine
gentiliano, per cui tutto ciò che non è classico e letterario sarebbe sempre un
qualcosa di secondo livello, è assolutamente necessaria. L'evoluzione dei
saperi nelle società avanzate ci ha ormai confermato da tempo che sul piano
della ricerca e dello sviluppo delle conoscenze non ci sono gerarchie di sorta.
Le ricadute di tale assunto sui processi educativi sono altrettanto importanti
e determinanti, per cui è assolutamente necessario che tutti i percorsi dell'istruzione
postobbligatoria vengano riordinati e vengano cancellate per sempre gerarchie
che non hanno più ragion d'essere. Nel nostro Paese il cammino in tale
direzione ha preso l'avvio. Ne sono testimonianza recenti documenti. Nelle
Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo
di istruzione, il capitolo intitolato Per un nuovo umanesimo sottolinea come
sia decisiva ai fini di un rinnovamento complessivo dell'intero Sistema
educativo "una nuova alleanza tra scienza, storia, discipline umanistiche,
arti e tecnologia, in grado di delineare la prospettiva di un nuovo
umanesimo". Il Ministro Fioroni ci ricorda nella sua nota del primo settembre 2007 che "la
dimensione educativa del nuovo obbligo di istruzione intende fornire ai giovani
gli strumenti per l'acquisizione dei saperi e delle competenze indispensabili
per il pieno sviluppo della persona in tutte le sue dimensioni e per
l'esercizio effettivo dei diritti di cittadinanza": saperi,
competenze e diritti che - ricordiamolo - per la prima volta nella nostra
storia di europei - sono comuni a tutti i giovani dell'Unione europea. Ed
ancora, la questione di un'educazione diffusa e ad ampia valenza culturale
costituisce una assoluta centralità sia nelle Linee guida per la riorganizzazione
del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore e la costituzione
degli Istituti tecnici superiori che nei recenti provvedimenti relativi alla
istituzione dei Poli tecnici superiori e al riconoscimento della piena
autonomia dei centri provinciali per l'istruzione degli adulti. E evidente che
stiamo operando una importante trasformazione: stiamo lentamente ma decisamente
passando da un Sistema scolastico, tipico di una società in cui la scuola è
intesa ed esercitata come un servizio pressoché riservato ai bambini e agli
adolescenti, ad un vero e proprio Sistema educativo nazionale di istruzione e
formazione, ed in dimensione europea, aperto a tutti e per la loro intera vita,
con una assoluta continuità tra istruzione di base, istruzione secondaria,
istruzione superiore, formazione professionale, percorsi universitari. E a
tutti sarà reso un servizio a tempo pieno e a spazio aperto non solo da parte
delle istituzioni scolastiche in senso stretto, opportunamente riordinate, ma
anche da parte delle istanze del territorio e dei settori produttivi. Il
pasticcio dell'istruzione tecnica "e" professionale "e"
liceale Le linee di tendenza che abbiamo riassunte costituiscono un'assoluta
novità nel campo dell'educazione e stanno ad indicare percorsi di apprendimento
che dovranno essere profondamente connotati da una forte valenza culturale.
Qualunque sia il percorso postobbligatorio scelto dal cittadino/persona che
deve diventare anche lavoratore, la dimensione cognitiva, ovviamente con tutte
le differenziazioni che può assumere nelle sue specifiche e molteplici
variabili, deve avere un alto spessore. In effetti, tutti i percorsi
postobbligatori sono anche preprofessionalizzanti, di ampio spessore all'avvio,
quindi sempre più orientati verso specifici settori lavorativi, dalle
qualifiche professionali fino alle specializzazioni universitarie. Ed è
nell'arco di questa specificità che il nuovo umanesimo si deve manifestare
comunque e sempre, indipendentemente dalle mansioni che il soggetto poi
svolgerà. Se tale assunto è vero - e sono le linee di tendenza che oggi si
stanno sviluppando nella società della conoscenza - non si comprendono le
ragioni che hanno condotto la Commissione che ha steso il documento Persona,
tecnologie e professionalità ad operare una netta distinzione tra l'istruzione
tecnica e l'istruzione professionale. Ovviamente la responsabilità della
Commissione è stata, per così dire, limitata, stante il fatto che doveva
rifarsi a un dettato di cui alla legge 40/07. Tuttavia, sembra con le concrete
scelte di riordino adottate dalla Commissione, si corra il rischio di
confermare, e di riprodurre - forse al di là delle intenzioni di cui al citato
documento - i tre percorsi di sempre, quello classico-umanistico, quello
tecnico, con tutta l'enfasi che nel documento lo connota, e quello
professionale. Viene da pensare: non è anche un percorso tecnico quello in cui
si apprende a tradurre dal greco all'italiano o a disquisire sul secondo canto
del Paradiso o dell'Io fichtiano? E non è anche un percorso tecnico quello che
conduce ad acquisire competenze nel campo della musica, della pittura, delle
arti plastiche? E non è forse scienza (dallo scio -is dei latini) lo studio
delle lingue, della letteratura, della filosofia? Oppure, nonostante le belle
dichiarazioni sul nuovo umanesimo, sembra che per alcuni pesi ancora la riserva
mentale per cui scienza, tecnica e tecnologia sono cosa altra rispetto ad altre
attività di ricerca e produzione. E forse più attinenti alla spiritualità che
alla materialità? Il fatto che si intenda rilanciare l'istruzione tecnica -
specialmente dopo il panlicealismo della Moratti e dopo gli esiti dell'indagine
Pisa - indubbiamente è più che corretto. Ma non emerge anche un
"caso" relativo all'istruzione umanistico-letteraria? Si pensa forse
che questo canale di studi sia immune dall'usura? Che sia l'unico perfetto ed
irriformabile? L'unico percorso di studi "serio" e "severo"
che non occorre riordinare? Assolutamente no! Il nuovo umanesimo passa
trasversalmente attraverso tutta la nostra cultura, attraverso tutti i nostri
percorsi di studio! Se non si accetta questa tesi, viene da pensare che ci sia
una istruzione "altra" - quella su cui ancora non si è avanzata
alcuna proposta - quella dei nostri licei, che nulla avrebbe a che fare con l'istruzione
professionale, o meglio con un'istruzione che sia anche professionalizzante o -
se piace di più - preprofessionalizzante! Il nodo gordiano del Titolo V Vi è,
tuttavia, una ragione specifica per cui l'attenzione è oggi concentrata più
sull'istruzione tecnica e professionale che su quella umanistico-letteraria: la
difficile attuazione del novellato Titolo V della Costituzione repubblicana.
Facciamo un passo indietro. Nella Costituzione del '47 si affermava
all'articolo 115 che "le Regioni sono enti autonomi con propri poteri e
funzioni" E all'articolo 117 si affermava che, tra le competenze regionali
figura anche "l'istruzione artigiana e professionale". Tale scelta fu
determinata dal fatto che la Regione è direttamente legata alle specificità del
mondo del lavoro e può meglio organizzare i percorsi in materia, appunto, di
formazione professionale. Va considerato, però, che le Regioni, fatta
esclusione di quelle a Statuto speciale, videro la luce solo negli anni
Settanta, per cui, nelle more di un avvio di una formazione regionale, lo Stato
ritenne opportuno intervenire a mo' di supplenza e istituì quei corsi di
istruzione professionale - per distinguerli dalla formazione regionale - che
furono poi organizzati e affidati addirittura ad una Direzione generale ad hoc
del Mpi. Ora, con il novellato Titolo V (legge Cost. 3/01), nel quadro del
tanto atteso avvio della decentralizzazione dei poteri dallo Stato alle
Regioni, si è scelto di tornare alle origini e restituire per intero alle
Regioni tutti i percorsi direttamente professionalizzanti. Si è stabilito che
tra le materie di legislazione concorrente figurasse "l'istruzione, salva
l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e
della formazione professionale". Stando alla lettera del nuovo dettato
costituzionale, un percorso di studi che sia finalizzato all'esercizio di una
professione di livello intermedio (le lauree sono rilasciate dalle università)
è di competenza regionale. Ma una cosa è la norma, altra cosa sono i fatti.
Ragionando con estrema approssimazione, da un lato l'Istruzione professionale
statale temette di perdere ruolo e specificità; dall'altro le Regioni, già
impegnante nella formazione professionale di loro competenza, temettero che lo
Stato volesse caricarle di nuove responsabilità senza contropartite di sorta.
Ne è nata una conflittualità - contrappuntata da numerose sentenze della Corta
costituzionale - della quale a tutt'oggi non sono affatto chiari gli sbocchi.
Con l'amministrazione Moratti si optò per una cancellazione di tutta
l'istruzione tecnica e professionale statale e si dette vita ad otto percorsi
liceali statali. Con l'attuale amministrazione, invece, si è operata un'altra
scelta: ridare forza e prestigio all'intero asse dell'istruzione tecnica e professionale
connotandone una piena competenza statale. Ma si tratta di una scelta
convincente, sia sotto il profilo costituzionale che sotto quello educativo,
istruttivo e formativo? Serie A e serie B per i tecnici e i professionali!?
Sotto il profilo costituzionale, la norma è completamente saltata! Lo Stato
riprende ciò che la Costituzione gli ha tolto! E questo perché? Perché si
ritiene che le Regioni non siano all'altezza di effettuare loro stesse il
rilancio di quell'istruzione tecnica di cui tutti avvertiamo una assoluta
necessità? Perché lo Stato teme di svendere uno dei gioielli di famiglia di cui
si è fatto sempre un gran vanto? Ma allora perché si è giunti a riscrivere il
Titolo V? Così, mentre sotto il profilo del diritto costituzionale si ritiene
che le Regioni debbano gestire in prima persona tutta la partita "della
istruzione e della formazione professionale", nei fatti invece si agisce
in senso contrario! E con la legge 40/07 lo Stato si è riappropriato in via
definitiva (con gran dispetto delle Regioni, ovviamente) dell'istruzione
tecnica e dell'istruzione professionale, con l'impegno di procedere ad un loro
riassetto educativo, culturale ed ordinamentale. Fin da allora fummo in molti a
nutrire forti dubbi sulla necessità di procedere ad un semplice riordino di
percorsi, molti dei quali, nel giro degli ultimi decenni, erano diventati veri
e propri doppioni. Infatti, nella misura in cui i corsi dell'istruzione
professionale, in seguito alla riforma del '69, sono stati quinquennalizzati
consentendo anche l'accesso all'università, e con l'adozione dei Progetti '92 e
2002 hanno assunto uno spessore culturale per nulla inferiore ai corsi
dell'istruzione tecnica, si è reso sempre più difficile ritrovare nette
differenze tra corsi tecnici e corsi professionali. Forse sarebbe stato più
opportuno ripensare prioritariamente all'impianto complessivo dell'intera
istruzione secondaria con particolare attenzione a tutti i curricoli
postobbligatori. Il documento presentato lo scorso 3 marzo dalla Commissione ministeriale
incaricata di tradurre in proposta operativa l'assunto della legge 40 non
poteva fare più di quello che ha fatto, stando sia al mandato affidatole che
allo stato in cui operano gli attuali istituti tecnici e professionali. Gli
spazi concessi alla Commissione dalla legge erano molto stretti: restituire due
specifiche differenziazioni a due tipologie di istituti che nel corso degli
anni si sono venuti sempre più assimilando era impresa difficile, se non
impossibile. Ma la Commissione aveva un mandato preciso ed è riuscita,
comunque, a quadrare il cerchio. Due tocchi da maestro! Un high tech e un high
touch e il gioco è fatto! Anche se all'insegna del più scoperto nominalismo!
Così apprendiamo che le differenze tra le due tipologie sono le seguenti: a)
l'istruzione tecnica è correlata alla innovazione e allo sviluppo delle
tecnologie, mentre quella professionale è correlata alla loro applicazione e
personalizzazione; b) le variabili discriminanti sono per la prima le
tecnologie e le tecniche, per la seconda i settori e i contesti produttivi; c)
i contenuti formativi prevalenti nella prima sono di carattere
tecnico-scientifico, tecnico relazionale nella seconda; ed è qui la preziosa
illuminazione dell'high-tech e dell'hig touch; d) nella prima tipologia la
complessità dominante è la tecnologia, nella seconda l'applicazione. Ovviamente
nel documento il discorso è molto più disteso e per certi versi anche suadente,
ma... Ma non si corre il rischio di conferire all'istruzione tecnica una
valenza tutta teorica ed alla professionale una valenza tutta pratica? E di
riprodurre artificialmente - e per norma - proprio quella differenziazione che,
invece, è stata superata nel corso degli ultimi anni? Da tempo la ricerca
psicopedagogica insiste sulla circolarità che corre costantemente tra mano e
mente, tra fare e sapere, tra tecnhe e theoria, e sulla necessità di superare
la dicotomia tra studi letterari e studi scientifici, proprio in forza di
questo riscoperto "nuovo umanesimo". Ma poi? Ci proponiamo di
riordinare un'istruzione tecnica, tutta ricerca tecnologica, ed una istruzione
professionale, tutta applicazione pratica? Mah! Se andiamo a leggere le
conclusioni dell'Indagine conoscitiva sulle problematiche connesse alla riforma
del secondo ciclo del Sistema educativo nazionale di istruzione e di quello di
istruzione e formazione professionale, condotta recentemente dalla VII
Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati, cogliamo
passaggi interessanti. Vi si afferma testualmente che nel modello gentiliano
"la separazione tra 'sapere' e 'fare' muoveva in larga parte dalla presa
d'atto di una divisione in classi della società italiana che, inevitabilmente,
si ripercuoteva anche sulla cultura generale ... Per il modello gentiliano,
protrattosi anche successivamente alla nascita della Repubblica italiana, non
era né realistica né utile una scuola che modificasse lo status quo in senso
inclusivo". Da allora le cose sono profondamente cambiate e non è un caso
che "il Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000 abbia conferito
all'Unione europea un nuovo ambizioso obiettivo: diventare entro il
( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
27-03-2008 18:25
Contro nuovi debiti, tagli organici e per diritto assemblea Roma, 27 mar.
(Apcom) - I Cobas hanno indetto per il 9 maggio una giornata di sciopero
generale con manifestazione nazionale a Roma: a darne notizia è una nota
sindacale nella quale si specifica che i motivi della mobilitazione riguardano
il ritiro dell'ordinanza ministeriale n. 92 sui nuovi debiti formativi, il
taglio degli organici e il diritto di assemblea per tutti. Contro la nuova
strutturazione dei debiti formativi i Cobas hanno già scioperato due volte (il
29 febbraio e il 18 marzo) chiedendo al personale di astenersi però solo per la
prima ora di servizio. "In quelle occasioni - ha detto Piero Bernocchi,
leader dei Cobas della scuola - ha aderito il 25-30% dei lavoratori".
"Un chiaro segnale di come il personale - sostiene Bernocchi - si stia
rendendo conto del fallimento dell'ordinanza 92 che impone recuperi-farsa di
pochissime ore che ridicolizzano la scuola e umiliano i docenti i quali, in
cambio di mancette salariali, dovrebbero divenire complici di una scuola-burletta:
una scuola che, in maniera cialtrona, finge in poche ore di 'recuperare' quello
che lo studente non ha fatto in uno o più anni". Secondo i Cobas
l'ordinanza sui nuovi debiti "è il disastroso punto d'arrivo della
politica scolastica degli ultimi quindici anni, la lampante dimostrazione del
fallimento della scuola-azienda e della sedicente 'autonomia'scolastica che hanno caratterizzato i ministeri di
Berlinguer-Moratti-Fioroni.
Tali politiche - conclude Bernocchi - stanno distruggendo l'istruzione
pubblica, demolendone la serietà e l'impianto nazionale unitario, banalizzando
la didattica e il lavoro di docenti e Ata, immiseriti con stipendi da fame,
producendo ignoranza". Il 9 maggio i Cobas rivendicheranno anche
gli 11 mila tagli agli organici (10 mila docenti e mille Ata) previsti
dall'ultima Finanziaria per il prossimo anno scolastico e l'impossibilità per i
sindacati minori di indire assemblee durante l'orario scolastico.
( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
27-03-2008 21:13 La
truffa a Mpi non aveva comunque bloccato acquisto libri testo Roma, 27 mar.
(Apcom) - I 13 milioni di euro inutilizzati e destinati alle famiglie per
acquistare libri di testo che erano stati sottratti al ministero della Pubblica
Istruzione attraverso una truffa telematica sono stati già quasi tutti
recuperati: a comunicarlo è stato oggi il ministro Giuseppe
Fioroni durante
l'intervento conclusivo del convegno 'La professionalità docente e le sfide
dell'innovazione' svolto a Roma all'università Pontificia. "I soldi - ha
spiegato il ministro - sono stati in buona parte recuperati. Colgo l'occasione
per specificare che la truffa non ha comunque bloccato alcun finanziamento per
l'acquisto di testi da parte delle famiglie: i fondi riguardavano
infatti i 'bonus' per i libri di testo che le stesse famiglie non avevano
utilizzato negli ultimi tre anni e che quindi erano tornati in carico al
ministero dell'Istruzione". Nelle scorse settimane la polizia postale
aveva accertato che la somma, depositata su un conto corrente on line delle
'Poste italiane', stazionava in una banca del Cairo: il trasferimento degli
oltre 13 milioni di euro era avvenuto alterando le procedure informatiche e
spostando successivamente i soldi da un conto corrente all'altro attraverso la
rete internet fino a giungere nella banca egiziana.
( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
27-03-2008 21:18
D'accordo anche su maggiore autonomia istituti e stop a contese Roma, 27 mar.
(Apcom) - "Registro con soddisfazione la presa di posizione di
Confindustria sulla scuola": così dichiara Giorgio Rembado, presidente dell'Anp
- Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità - nel commentare il
documento reso noto oggi dagli industriali che si ritengono favorevoli ad un
modello d'istruzione e di ricerca che premi l'autonomia, la responsabilità e la
valutazione. "Soddisfazione - aggiunge il leader dell'Anp - tanto più viva
in quanto molti sono i punti di coincidenza con la proposta Anp sulla scuola
per la XVI legislatura, che abbiamo a nostra volta diffuso nelle scorse
settimane". "Fra i temi comuni - continua Rembado - voglio citare
almeno l'individuazione della scuola come uno spazio che deve essere sottratto
alla contesa fra le parti; il richiamo forte all'esigenza di riconoscere ed
incentivare il merito professionale; la richiesta di attribuire alle istituzioni
scolastiche autonome la gestione diretta di quote crescenti delle risorse
destinate al personale e, in prospettiva, quella degli organici".
L'associazione che rappresenta il più alto numero di dirigenti scolastici
italiani apprezza anche la sollecitazione sulla necessità di standardizzare le
competenze per gli studenti, anche attraverso una sistematica verifica, da
parte dell'Invalsi, l'istituto nazionale di valutazione da pochi mesi rifondato
dal ministro della Pi Giuseppe Fioroni. "Mi sembra un segno positivo - ha concluso Rembado - che
molti dei temi che noi abbiamo da tempo sollevato si avviino a divenire
patrimonio comune di quanti hanno a cuore le sorti dell'istruzione nel nostro
Paese. La voce autorevole di Confindustria, non nuova a questi richiami, costituisce
oggi un'ulteriore spinta nella direzione che tutti auspichiamo".
( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Scuola
27-03-2008 20:25
Immotivate polemiche su prove comuni: chi non merita va fermato Roma, 27 mar.
(Apcom) - "L'introduzione dell'ammissione agli esami terminali di terza
media e di regole per un esame più rigoroso con delle prove comuni nazionali
era indispensabile: al primo anno delle superiori vengono fermati il 33% degli
studenti, una cifra altissima che andava in qualche modo contenuta tornando a
bocciare chi non è preparato già alle medie inferiori". Lo ha detto il
ministro Giuseppe Fioroni
nell'intervento conclusivo del convegno svoltosi oggi a Roma presso
l'università Pontificia lateranense. Secondo Fioroni sarebbero quindi immotivate le polemiche di questi giorni
derivanti dalle due nuove prove comuni, affidate all'Invalsi (l'Istituto
nazionale di valutazione), che gli alunni di terza media dovranno sostenere in
contemporanea a livello nazionale per verificare le competenze acquisite
in italiano e matematica: una modalità che ricorda, per se semplificata, le due
prove scritte della maturità. "Sono provvedimenti indispensabili - ha
spiegato il ministro - per evitare che gli alunni privi di conoscenze possano
andare avanti. Il caso dell'università Ca' Foscari ci deve far riflettere: così
tanti diplomati non ritenuti idonei a frequentare una facoltà letteraria per
incapacità di comprendere e scrivere testi è una sconfitta del sistema
scolastico. Per questo è fondamentale introdurre adeguate punizioni a chi non
merita". Fioroni ha anche ribadito l'importanza
di premiare l'eccellenza ("così pure i meno meritevoli sono costretti ad
alzare i livelli di apprendimento"), di introdurre un nuovo sistema di
valutazione (organizzato dall'Invalsi) rivolto sia a docenti che studenti e di
dare più spazio alle persone che operano positivamente nella scuola. "E'
ora di finirla con gli incentivi a pioggia: i docenti che mettono a
disposizione competenze e tempo vanno premiati attraverso risorse adeguate - ha
spiegato il responsabile del dicastero dell'Istruzione - anche perché rappresentano
dei maestri di vita per gli stessi studenti: e i giovani, con le famiglie in
crisi, hanno bisogno di persone positive da emulare".