HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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toARTICOLI DEL 25-4-2008 #TOP
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Articoli
Schola (17)
Patentino, via libera alla rivoluzione
( da "Alto
Adige" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: equiparazione degli esami standard europei all'attestato rilasciato dalla Provincia nei 4 livelli previsti. Sono le conseguenze, a distanza di 8 anni, della sentenza Ue sul caso-Angonese. L'incrocio tra scuole superiori in italiano e laurea in tedesco, o viceversa, comporterà automaticamente l'ottenimento del patentino "B".
Dalla
classe degli asini ai baci vietati
( da "Secolo
XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni. Ispezione che, ad oggi, non è ancora terminata. Secondo quanto affermato dallo stesso direttore regionale dell'istruzione, sono emerse altre situazioni che hanno richiesto un prolungamento del lavoro dell'ispettore. Tra le contestazioni più o meno ordinarie, quella contro il preside dell'Istituto tecnico Giorgi ebbe sicuramente una durata piuttosto lunga e vide uniti nella
Niente
sconti, ergastolo a cappuzzo - cristina genesin
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Elena Fioroni, 31 anni appena, mascherando quel delitto come un suicidio. Ha ammazzato la compagna di vita, somministrando benzodiazepine anche ai due figlioletti per farli dormire ed evitare che assistessero a quel massacro in famiglia. "Gian Luca Cappuzzo non merita nemmeno un giorno di sconto" ha ammonito il pubblico ministero padovano Orietta Canova.
Chi
ha paura della meritocrazia? - umberto vincenti
( da "Nuova
Venezia, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuole provino ad impegnarsi nel diffondere la cultura del rispetto e del merito. Ma la nostra società è ammalata di strano egualitarismo e teme che la meritocrazia possa instaurare formalmente nuove aristocrazie: non si è disposti ad accettare la previsione giuridica del valore del merito obiettivamente accertato, ma si è, però, pronti a recepire le diseguaglianze senza merito,
GUBBIO
IL BRANCO è tornato inclasse, la vittima non si fa
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: circolare Fioroni", dal nome del ministro che ne ha vietato l'uso durante la presenza in aula, ma più semplicemente perché sono stati sequestrati dai carabinieri della compagnia di Gubbio, guidata dal capitano Giangabriele Affinito. L'Arma è impegnata nelle delicatissime indagini e ha messo i telefonini a disposizione del tribunale dei minori.
Ragazzi
a lezione di tifo corretto ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Giuseppe Fioroni ? spiega la rappresentante dell'istituto comprensivo di Terno, Lia Limonta ?. Vista, poi, la presenza sul territorio di squadre qualificate, come il Pontisola per il calcio, la Virtus Bergamo Terno per il basket e la Ponti sull'Isola per la pallavolo, che hanno dato la loro piena disponibilità a collaborare,
CHI
HA PAURA DELLA MERITOCRAZIA? ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuole provino ad impegnarsi nel diffondere la cultura del rispetto e del merito. Ma la nostra società è ammalata di strano egualitarismo e teme che la meritocrazia possa instaurare formalmente nuove aristocrazie: non si è disposti ad accettare la previsione giuridica del valore del merito obiettivamente accertato, ma si è, però, pronti a recepire le diseguaglianze senza merito,
Indiscreti
( da "Italia
Oggi" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che a dire il vero non state molto apprezzate da coloro che un tempo militavano nella Margherita, nel gruppo di Giuseppe Fioroni, che nella città dei Papi ha sempre contato qualcosa_ Mastella mette uno zampino nel governo del Cav Diserta Palermo, Raffaele Lombardo, anche nel giorno di quella che hanno definito “l'incoronazione” a governatore della regione Sicilia.
Appello
di 150 cattolici per il centrosinistra - orazio la rocca
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Giuseppe Fioroni, Raffaela Milano, assessore delle giunte Veltroni, Cristina De Luca, sottosegretario alla Solidarietà sociale. L'appello - pubblicato a pagamento oggi su alcuni giornali nazionali - traccia una rapida sintesi di "quel modello Roma ideato da Francesco Rutelli" basato sul sostegno "alla famiglia,
Primo,
la scuola ritorni centrale ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un serio progetto riformatore, che veda unito Governo e minoranze riformatrici della scuola, non potrà evitare un confronto e probabilmente uno scontro con il sindacato, che è uno dei fattori principali dell'arretratezza e della cultura retriva e demoralizzante che domina nella scuola italiana.
ESAMI
DI TERZA MEDIA ( da "Libero"
del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ESAMI DI TERZA MEDIA Ecco i test di comprensione Esami di terza media 2008: toccata e fuga di Fioroni sulla scuola, con la solita prosopopea ipocrita e becera del defunto governo. Novità: "quarta prova scritta" o "prova nazionale", che sottigliezza linguistica. Potrebbe essere, ma è una deduzione, un test di controllo generale delle due discipline cardine: italiano e matematica.
No
di D'Alema, la Finocchiaro non cede. Pd verso la conta?
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e anche Beppe Fioroni si è apertamente schierato con Veltroni. D'altronde se Soro dovesse cedere il posto, ai cattolici non resterebbe che la presidenza del Pd per Franco Marini. La proposta ufficiale per il posto lasciato vacante da Prodi non è ancora arrivata e il padre nobile degli ex Popolari mostra distacco: "Io sono vecchio,
Siamo
grati al ministro Fioroni perchè ha rispettato gli organizzatori, non si può n
( da "Messaggero,
Il (Metropolitana)" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Chiudi "Siamo grati al ministro Fioroni perchè ha rispettato gli organizzatori, non si può non esprimere che profondo dispiacere nei confronti del candidato sindaco Rutelli, che avrebbe avuto modo oggi (ieri, ndr) di ascoltare le espressioni più vive del mondo cattolico che lavora in frontiera a Roma".
<Il
dottore "merita" l'ergastolo>
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Elena Fioroni, nella notte tra l'8 ed il 9 febbraio del 2006. Secondo l'accusa, Cappuzzo avrebbe premeditato l'omicidio della moglie, madre di due bambini, nei minimi particolari, con una "vigliaccheria machiavellica", come l'ha descritta il pm. La donna era stata avvelenata con l'etilcarbammato, un veleno potentissimo,
IN
BREVE ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fiorone (presa 18) e l'Ossario di S.Lucia a Biadene.Gemellaggio cicloturisticoOggi, 25 aprile, alle 8, sul sagrato del Duomo partenza per Oberkochen del raid del Colle - Jolly Montebelluna. Alle 8 avrà luogo sul sagrato del Duomo la benedizione della squadra in partenza alla presenza di un mezzo della Protezione Civile.
L'accusa
chiede l'argastolo per il medico-killer reo confesso
( da "Gazzettino,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Elena Fioroni, nella notte tra l'8 ed il 9 febbraio del 2006.Secondo l'accusa, Cappuzzo avrebbe premeditato l'omicidio della moglie, madre di due bambini, nei minimi particolari, con una "vigliaccheria machiavellica", come l'ha descritta il Pm. La donna, secondo quanto stabilito dal consulente tecnico dell'accusa Santo Davide Ferrara,
Loft
divisioni nello staff. Realacci per il congelamento, Tonini per il ricambio.
allarme per rutelli ( da "Riformista, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni-Morando "Dobbiamo dare un segnale chiaro di cambiamento". Giorgio Tonini, membro dell'esecutivo del Pd, da sempre vicino a Walter Veltroni, non usa giri di parole. E, prendendo spunto dalla posizione espressa dal Riformista sul dossier-capigruppo (la trovate a pagina 2), fa anche i nomi: Beppe Fioroni per la guida del gruppo di Montecitorio ed Enrico Morando per quello di
( da "Alto Adige" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Approvata la norma d'attuazione
sull'equipollenza dei titoli secondo standard europei Patentino, via libera
alla rivoluzione Il "B" è automatico nell'incrocio tra scuola superiore e università in lingue diverse L'ATTESTATO
DI BILINGUISMO BOLZANO. Una rivoluzione. Il "patentino" perde il suo
potere esclusivo per l'accertamento linguistico. Ieri, la Commissione dei Sei
ha licenziato la norma d'attuazione: c'è il via libera all'equiparazione
degli esami standard europei all'attestato rilasciato dalla Provincia nei 4
livelli previsti. Sono le conseguenze, a distanza di 8 anni, della sentenza Ue
sul caso-Angonese. L'incrocio tra scuole superiori in italiano e laurea in
tedesco, o viceversa, comporterà automaticamente l'ottenimento del patentino
"B". A Palazzo Chigi il compito di emanare il relativo
decreto. La norma d'attuazione allo Statuto si tramuterà infatti in un decreto
che verrà approvato nella prossima seduta del Consiglio dei ministri. Sarà
questo l'ultimo atto di un percorso iniziato con la sentenza della Corte di
giustizia Ue sul caso Angonese: il patentino non può essere l'unico attestato
per la conoscenza delle due lingue valido per accedere ai concorsi negli enti
pubblici altoatesini. Ed ecco la norma. Si è scelto il cosìddetto Portfolio
linguistico europeo (Ple) che prevede sei diverse gradazioni di conoscenza
linguistica. Essendo quattro i livelli dell'attestato di bilinguismo, si è
associato l'"A" allo standard "A2", il "B" al
"B1", il "C" al "B2" e il "D" al
"C1". La conoscenza della lingua tedesca ed italiana potrà essere
così certificata da qualsiasi ente o scuola privata
che si attenga al metro di giudizio dello standard europeo. Facciamo degli
esempi concreti. L'attestato di conoscenza si potrà ottenere in una scuola privata di Bolzano, come di un altro posto - Monaco
di Baviera piuttosto che Londra - e sarà a tutti gli effetti equipollente al
patentino "classico". Quest'ultimo continuerà ad esserci, con l'esame
che si potrà proseguire a fare "all'antica". Appare comunque chiaro
che molti si rivolgeranno alle novità. Da tenere presente che dalla griglia del
Portfolio europeo è rimasto escluso il livello "A1", il più difficile
in assoluto, con il patentino "A" che è stato paragonato al livello
europeo "A2". Se fino a questo punto la norma d'attuazione - pur con
un iter travagliato e legato ai ritardi nei pareri dei diversi ministeri
coinvolti - recepisce la sentenza della Corte di giustizia Ue, nei commi 11 e
12 avviene un'ulteriore innovazione. Il diploma di istruzione secondario
(maturità) ed i titoli di studio universitario di primo e secondo livello, se
conseguiti in una scuola di lingua italiana ed in un
ateneo di lingua tedesca, oppure viceversa, danno diritto automatico
all'ottenimento dell'attestato di bilinguismo per la categoria "B",
ovvero l'europeo "B1". Per il patentino di livello "A" (A2
europeo) si deve comunque superare la prova equipollente presso le scuole
private oppure col sistema fin qui effettuato. Questo nel comma 11, perché nel
12 è previsto pure l'ottenimento dell'"A" per quanti passino da università
italiane a quelle tedesche oppure viceversa, nel percorso che porta dal diploma
di laurea alla laurea, alla laurea specialistica, magistrale, oppure a titoli
di studio superiore". Le novità in tema di patentino di bilinguismo sono
"null'altro che un atto dovuto", secondo il presidente provinciale di
An, Alessandro Urzì. "Il vero cambiamento, come da noi auspicato, non c'è
stato, ovvero il collegamento diretto tra diplomi scolastici e relativi
patentini. Il vero assente in questa norma d'attuazione è la scuola
altoatesina", sottolinea Urzì.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Scuole nella bufera Il
caso degli atti osceni del prof in aula ultimo di una serie di episodi che
hanno fatto discutere DALLO SCOTCH sulla bocca di un bambino troppo vivace al
bacio sulle labbra censurato. La vita nelle scuole genovesi è tutt'altro che
monotona, visti gli episodi che, negli ultimi anni, hanno interessato istituti
scolastici di ogni ordine e grado. Non sono passati neanche due mesi dal fatto
avvenuto in una scuola elementare della Valbisagno, dove una maestra chiuse la
bocca di un bimbo giudicato troppo vivace con una striscia di nastro adesivo.
Il bimbo raccontò l'accaduto al padre ("Non riuscivo a respirare - disse -
faticavo a mandare fuori l'aria dalla bocca") e il genitore lo riferì alla
polizia. L'insegnante, definita dai genitori degli altri bambini da sempre
"un'ottima maestra", si giustificò dicendo: "Era solo un gioco,
nel corso del quale ho solo tentato di stigmatizzare certi eccessi". La
maestra è indagata per violenza privata e abuso dei mezzi di correzione su
minore. Bisogna tornare indietro agli ultimi giorni di ottobre 2007 per
imbattersi in un altro caso: quello della "classe di tutti bocciati"
proposta all'istituto tecnico-industriale Gastaldi. L'idea di Elsa Cirlini,
preside dell'istituto, era quella di riunire in una prima classe venti ragazzi ripetenti.
Un'iniziativa che a scuola scatenò una vivace opposizione e che spinse il
direttore scolastico regionale, Attilio Massara, a predisporre un'ispezione
sollecitata dal ministro Fioroni. Ispezione che, ad oggi, non è ancora terminata. Secondo quanto
affermato dallo stesso direttore regionale dell'istruzione, sono emerse altre
situazioni che hanno richiesto un prolungamento del lavoro dell'ispettore. Tra
le contestazioni più o meno ordinarie, quella contro il preside dell'Istituto
tecnico Giorgi ebbe sicuramente una durata piuttosto lunga e vide uniti nella
primavera del 2007 studenti e personale, docenti e amministrativi. Le proteste
dei ragazzi nascevano da alcune difficoltà di relazione con il numero uno del
loro istituto, Carlo Maria Giorgio: nessuna richiesta particolare, al di là di
una maggiore interazione con il loro preside. Provocatoriamente i ragazzi
avevano lasciato bianca una pagina del loro giornalino: la pagina destinata a
un intervento sollecitato al loro preside. Nei numeri successivi i giovani
avevano esposto le loro critiche: il dirigente non aveva gradito e aveva
rimproverato anche gli insegnanti responsabili della pubblicazione. Pure al
Giorgi venne inviata un'ispezione da parte dell'ufficio scolastico regionale
per approfondire le cause del dissenso che, per la prima volta, esplodeva con
tale veemenza. I ragazzi e i loro insegnanti scelsero l'arma dello sciopero: il
16 marzo dello scorso anno i giovani organizzarono un corteo e andarono a
parlare col direttore scolastico, mentre gli insegnanti si astennero dal lavoro
nell'ultima ora della giornata. Fu un bacio tra Elisa ed Emanuele, studenti di
17 anni dell'istituto Rosselli, a provocare un caso che rimbalzò sui media
nazionali. In una fredda mattina del novembre 2006 i due ragazzi si salutarono
davanti alla succursale di Voltri dell'Istituto tecnico per il commercio Carlo
Rosselli con un bacio cosiddetto "a stampo": con le labbra, cioè,
appena appoggiate. La preside dell'Istituto, Elsa Cirlini, li vide e andò su
tutte le furie: i due giovani si trovavano a dieci metri dal portone, quindi
nel territorio di competenza dell'istituto. La Cirlini li convocò nel suo
ufficio e, dopo averli rimproverati, ipotizzò"provvedimenti
disciplinari". Immediata fu la solidarietà della classe dei due studenti
rimproverati, che si astenne subito dalle lezioni, ma il caso rimbalzò
velocemente sui media nazionali. I ragazzi organizzarono una manifestazione a
base di baci in piazza, che ebbe luogo davanti alle telecamere. Arrivò anche la
reazione del ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, in quei giorni a
Napoli per la giornata dell'infanzia, che ebbe parole dure per la minaccia di
provvedimenti disciplinari e tenne a specificare: "Quel bacio - disse
seccamente - segnala un affetto che è contrario al bullismo". ELENA NIEDDU
nieddu@ilsecoloxix.it 25/04/2008 punizioniUna maestra chiuse la bocca di un
bimbo giudicato vivace con nastro adesivo 25/04/2008.
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca "Niente
sconti, ergastolo a Cappuzzo" La requisitoria del pm: ha simulato, senza
dimostrare pentimento Oltre a uccidere la moglie ha intontito i figli. Martedì
la parola alla difesa e il verdetto CRISTINA GENESIN Ha ucciso la moglie, Elena Fioroni, 31 anni appena, mascherando quel delitto come un suicidio. Ha
ammazzato la compagna di vita, somministrando benzodiazepine anche ai due
figlioletti per farli dormire ed evitare che assistessero a quel massacro in
famiglia. "Gian Luca Cappuzzo non merita nemmeno un giorno di sconto"
ha ammonito il pubblico ministero padovano Orietta Canova. Pm che al
termine della sua lunga requisitoria, iniziata martedì e ultimata ieri, ha
concluso: "Il dottor Gian Luca Cappuzzo ha simulato e non ha mai
dimostrato pentimento. Ecco perché va condannato all'ergastolo". Gian Luca
Cappuzzo, chiuso nel suo vestito grigio piombo era seduto in prima fila: il capo
sempre chino, gli occhi rivolti a terra, accanto il difensore, il penalista
Giovanni Chiello. Ha ascoltato immobile quelle parole destinate a pesare sul
suo destino ormai nelle mani della Corte d'assise, due giudici togati (il
presidente Mario Fabiani e il giudice a latere Mariella Fino) e sei giurati
popolari che hanno seguito le udienze con attenzione e partecipazione. Del
resto non è un processo qualsiasi: è un delitto che ha devastato la vita di una
famiglia all'apparenza normale. Una famiglia borghese: lui, figlio di un
primario e a sua volta destinato ad una carriera ospedaliera di chirurgo, lei
giovane e bella, laureata, rampolla di una famiglia ancora più benestante.
Potevano avere tutto. Invece hanno perso tutto. Elena Fioroni
è stata ammazzata tra l'8 e il 9 febbraio 2006 nella villetta che, fino ad un
mese prima, condivideva con il marito a Voltabarozzo in via Pisani. Dopo la
separazione voluta dalla moglie, Gian Luca in quei giorni frequentava
assiduamente la casa con la scusa di vedere i piccoli: quella sera aveva
somministrato a Elena e ai bimbi degli antidepressivi. Poi aveva aggredito la
consorte, narcotizzandola con dell'etere. Trascinata in bagno, la donna era
stata stesa nella vasca con i polsi tagliati per inscenare un suicidio, ma ad
ucciderla - ha insistito l'accusa - erano state alcune iniezioni di un
consistente quantitativo di veleno, l'uretano o etilcarbammato ordinato
dall'imputato il 20 gennaio precedente in un negozio specializzato della zona
industriale, Vetrotecnica. "Quando la uccide - ha insistito il pm Canova -
Gian Luca Cappuzzo non ha avuto nemmeno il coraggio di guardare negli occhi sua
moglie. L'ha presa alle spalle, nel modo più vigliacco...". Lui, marito
sempre assente, nei giorni precedenti all'omicidio "era sempre a casa
perché doveva aspettare il momento propizio per agire". E per uccidere.
Martedì la parola alla difesa, l'avvocato Chiello. Nel tardo pomeriggio la
sentenza (salvo nuova udienza per repliche).
( da "Nuova Venezia, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
L'intervento CHI HA
PAURA DELLA MERITOCRAZIA? UMBERTO VINCENTI Si potrebbe anche rimanere
indifferenti rispetto agli esiti di questa tornata elettorale. Perché?
Semplicemente per la mancanza di fiducia nelle persone che, da una parte e
dall'altra, ci rappresentano. E' un'indifferenza che, anzi, potrebbe essere
irrobustita se la valutazione di sfiducia dovesse coinvolgere la generalità
delle istituzioni con cui abbiamo a che fare: dalla scuola alle università,
dalla polizia ai tribunali, dai medici e pediatri di base agli ospedali, dagli
ordini e organizzazioni professionali ai sindacati ecc. Vi è una comoda tendenza
a dimenticarsi che le istituzioni di qualunque genere costituiscono soltanto
dei complessi di regole: forme astrattamente concepite per la disciplina della
vita sociale al cui retto funzionamento esse sono state deputate. E si finisce
così per fingere che queste forme siano capaci autonomamente di azioni
produttive o improduttive, efficienti o inefficienti, virtuose o viziose. Si
tratta di un ottimo artificio per occultare le persone, qualche volta gli
"oscuri signori", che quelle istituzioni fanno operare in un certo
modo e che, dunque, ci mettono del proprio nell'orientarne l'azione
amministrativa. Calata la maschera, qualora non si sia soddisfatti
dell'andamento di tutte queste istituzioni, la conseguenza è che la sfiducia
deve inevitabilmente rivolgersi alle persone che si celano dietro la forma
istituzionale. E' una sfiducia che ha le sue ragioni: è ormai qualche decennio
che si assiste alla progressiva diminuzione della preparazione tecnica delle
persone a cui il sistema, per scelte politiche o concursuali, affida la
gestione delle istituzioni da cui dipende la nostra vita individuale o
associata. Certo non mancano, per fortuna, persone brave ed efficienti; ma si
tratta di un numero in flessione. Un problema gravissimo affligge così il
nostro paese (che i politici continuano, per retorica, a qualificare grande):
la caduta della competenza degli uomini e delle donne da cui ci si attende
giustamente competenza, talvolta eccellenza. Competere, in latino, significa
"essere capace"; e noi vediamo oggi collocati, ad espletare funzioni
importanti, troppi incapaci o non sufficientemente capaci. Persone, per giunta,
alquanto spesso irresponsabili o quasi. Sicchè la caduta della competenza si è
pericolosamente combinata con la caduta della responsabilità. Vi è allora il
rischio concreto che, allorquando chiediamo una prestazione a un centro di
sapere, questa prestazione ci venga resa, con tutte le intuibili conseguenze,
da incapaci e irresponsabili. Tutto ciò non è casuale. Pensiamo alle
università, cioè a quelle istituzioni che più ci dovrebbero garantire ai fini
della soddisfazione del bisogno di prestazioni competenti. Nella nostra
repubblica esse sono ormai tante; ma è un fatto noto che non siano tutte
egualmente affidabili. Ciò nonostante, ognuna è paritariamente abilitata a
immettere nel mercato del sapere laureati astrattamente equivalenti, senza che
l'utenza sia poi in grado di percepire, se non occasionalmente, l'effettivo
valore dell'esperto o professionista in cui si è trovata ad imbattersi. Da decenni
si disincentiva quel naturale processo di selezione che porta a distinguere i
bravi dai meno bravi e dagli inidonei. Lo Stato, d'altronde, finanzia
improvvidamente le sue università, perché tende a basarsi sul numero degli
studenti e a non considerare il livello della preparazione acquisita dai
laureati o il valore dei docenti (che, si capisce, non sono tutti egualmente
bravi). Un altro capitolo di riflessione sarebbe poi offerto dalla diffusione
di un certo malcostume di cui i fenomeni di compravendita di esami e tesi,
anche recentemente emersi, rappresentato solo l'evidenza più vistosa. Il
governo Prodi ha autorizzato, con il decreto milleproroghe, le università a
bandire nuovi concorsi di professore entro il 30 giugno 2008. Era una norma che
il ceto accademico attendeva con ansia per poter "sistemare" giovani
e meno giovani in lista da anni: ma ad aspirazioni giuste si mischia una vera e
propria sindrome concursuale dei nostri docenti che si illudono di contare
tanto quanti sono gli allievi messi in cattedra. Il decreto darà loro una mano
consentendo, eccezionalmente, il reclutamento secondo le vecchie procedure che
troppo spesso hanno premiato incompenti e protetti: concorsi decisi ed
espletati in sede locale, con un numero di concorrenti quasi sempre pari al
numero dei posti da coprire, con il professore della sede, quello che ha
chiesto e ottenuto il concorso per il suo protetto, membro di diritto della
commissione giudicatrice. Ecco perché il problema forse più grave del nostro
paese è la caduta della competenza. Si deve raccogliere l'appello lanciato da
queste colonne da Camon: occorre che le famiglie e le scuole
provino ad impegnarsi nel diffondere la cultura del rispetto e del merito. Ma
la nostra società è ammalata di strano egualitarismo e teme che la meritocrazia possa instaurare formalmente nuove aristocrazie: non si è
disposti ad accettare la previsione giuridica del valore del merito
obiettivamente accertato, ma si è, però, pronti a recepire le diseguaglianze
senza merito, frutto del caso o della disonestà diffusa. Già, preferiamo
essere tutti astrattamente eguali piuttosto che subire l'onta, ed acquisire i
grandi vantaggi collettivi, di una sana meritocrazia.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACHE pag. 17 ?
GUBBIO ? IL BRANCO è tornato inclasse, la vittima non si fa ... ? GUBBIO ? IL
BRANCO è tornato inclasse, la vittima non si fa vedere. La ragazzina che
avrebbe subìto la violenza sessuale da parte di alcuni compagni pare infatti
non sia ancora ritornata a scuola, mentre i tre quindicenni coinvolti nel raid
a sfondo erotico ai danni di una loro coetanea e compagna di studi (che sarebbe
stato compiuto nel tardo pomeriggio del 16 aprile al Parco di Coppo sul Monte
Ingino) si sono puntualmente seduti dietri ai banchi, a frequentare le lezioni.
Non hanno potuto però portarsi dietro quello che per loro era non soltanto un accessorio
da cui non si separavano, ma un 'complice' da chiamare a testimone-chiave delle
loro imprese: il telefonino. I cellulari non sono rimasti infatti nelle
rispettive abitazioni per il rispetto della "circolare
Fioroni", dal nome del ministro che ne ha vietato l'uso durante la
presenza in aula, ma più semplicemente perché sono stati sequestrati dai
carabinieri della compagnia di Gubbio, guidata dal capitano Giangabriele
Affinito. L'Arma è impegnata nelle delicatissime indagini e ha messo i
telefonini a disposizione del tribunale dei minori. Nei
"cellulari" infatti ci sarebbe la documentazione di quanto avvenuto
in quel pomeriggio negli scenari del Monte Ingino, quando un'escursione di
qualche ora ? concordata nel segno dell' amicizia ? ha finito per trasformarsi
in violenza verso una ragazzina. I contorni della vicenda restano ancora tutti
da chiarire nella loro effettiva dinamica, anche se il fatto ha già scosso un
intero territorio che mai e poi mai avrebbe pensato di essere costretto a
registrare un episodio del genere, convinto di essere immune da 'mali '
abbinati ? sembrava, fino a pochi giorni fa ? soltanto ai ritmi e alle tensioni
delle grandi città, delle situazioni di disagio sociale e di degrado morale.
Invece? Quando La Nazione ha pubblicato per prima la notizia, dopo averla
attentamente vagliata, c'è stato un immediato moto di incredulità, sovrastato
poi dalla crudezza dei fatti, peraltro già conosciuti da molti dei coetanei di
coloro che sarebbero i protagonisti. Lunedì scorso la ragazzina, insieme ai
familiari, si era presentata al pronto soccorso per denunciare quanto le era
accaduto cinque giorni prima. A convincerla a venire allo scoperto sarebbe
stato il comportamento dei presunti violentatori, sicuri di essersi cautelati
l'impunità filmando la violenza con i loro telefonini: immagini volgari che
documentavano un' impresa destinata, secondo loro, a migliorare l'autorevolezza
e dall'altro a determinare una situazione di sudditanza. Quelle scene, girando
di mano in mano sarebbero poi finite davanti agli occhi di qualche docente che
avrebbe convinto genitori e figlia a intraprendere la strada della giustizia.
Quel "sono stata violentata da tre coetanei" sussurrato, almeno
sembra, ai sanitari dell'ospedale di Branca ha dato il via a un percorso
sicuramente difficile e sofferto, certamente coraggioso. Che alla fine porterà
necessariamente ad attribuire responsabilità, e a tutelare la dignità di chi ha
subìto un'aggressione così brutale. Giampiero Bedini.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Incontri, slogan e
striscioni alle partite. Con loro genitori e insegnanti Il tifo corretto dei
cinquanta ragazzi di quinta elementare e di terza media di Terno e Chignolo ha
portato fortuna alla squadra locale del Pontisola, che ha vinto contro il Giana
Erminio di Gongorzola per due a zero. A parte il risultato della partita, la
presenza dei ragazzi sugli spalti per assistere all'incontro di Eccellenza
rientrava nel progetto scolastico denominato "Partiamo dal terzo
tempo". L'ultimo appuntamento prevede la presenza sulle tribune dei
ragazzi domenica, alle 10, per la partita Pontisola-Crescenzago. "Il
progetto ha recepito il suggerimento del ministro all'Istruzione
Giuseppe Fioroni ? spiega la rappresentante dell'istituto comprensivo di Terno,
Lia Limonta ?. Vista, poi, la presenza sul territorio di squadre qualificate,
come il Pontisola per il calcio, la Virtus Bergamo Terno per il basket e la
Ponti sull'Isola per la pallavolo, che hanno dato la loro piena disponibilità a
collaborare, abbiamo iniziato a gennaio con alcuni incontri tra i
ragazzi, i giocatori e i dirigenti sportivi. Questa fase è servita per
prepararli ad assistere alle partite di campionato come tifosi, tenendo conto
degli obiettivi del progetto: analisi delle regole del gioco con valutazione
dei principi, la relazione positiva con il gruppo, rispettando le diverse capacità,
le esperienze pregresse, le caratteristiche e le aspirazioni personali, il
controllo delle proprie emozioni, l'utilizzo consapevole dei linguaggi per
rappresentare idee e stati d'animo e la dimostrazione che che si può tifare
correttamente". Allo stadio di Terno i cinquanta ragazzi, con una ventina
di genitori come accompagnatori, e alcuni insegnanti, sono arrivati con
striscioni e slogan. Il tifo è stato animato e coreografico ma sempre corretto
nei confronti sia degli arbitri sia della squadra avversaria. La stessa
esperienza è stata fatta nei mesi scorsi alle partite di basket e pallavolo.
Domenica ci sarà l'ultimo incontro al quale parteciperanno i ragazzi con i
genitori; concluderà il progetto la Festa dello sport che si terrà il 31 maggio
per le elementari e il 4 giugno per le medie al centro sportivo di Terno.
Angelo Monzani.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
L'intervento CHI HA
PAURA DELLA MERITOCRAZIA? UMBERTO VINCENTI Si potrebbe anche rimanere
indifferenti rispetto agli esiti di questa tornata elettorale. Perché?
Semplicemente per la mancanza di fiducia nelle persone che, da una parte e dall'altra,
ci rappresentano. E' un'indifferenza che, anzi, potrebbe essere irrobustita se
la valutazione di sfiducia dovesse coinvolgere la generalità delle istituzioni
con cui abbiamo a che fare: dalla scuola alle università, dalla polizia ai
tribunali, dai medici e pediatri di base agli ospedali, dagli ordini e
organizzazioni professionali ai sindacati ecc. Vi è una comoda tendenza a
dimenticarsi che le istituzioni di qualunque genere costituiscono soltanto dei
complessi di regole: forme astrattamente concepite per la disciplina della vita
sociale al cui retto funzionamento esse sono state deputate. E si finisce così
per fingere che queste forme siano capaci autonomamente di azioni produttive o
improduttive, efficienti o inefficienti, virtuose o viziose. Si tratta di un
ottimo artificio per occultare le persone, qualche volta gli "oscuri
signori", che quelle istituzioni fanno operare in un certo modo e che,
dunque, ci mettono del proprio nell'orientarne l'azione amministrativa. Calata
la maschera, qualora non si sia soddisfatti dell'andamento di tutte queste
istituzioni, la conseguenza è che la sfiducia deve inevitabilmente rivolgersi
alle persone che si celano dietro la forma istituzionale. E' una sfiducia che
ha le sue ragioni: è ormai qualche decennio che si assiste alla progressiva
diminuzione della preparazione tecnica delle persone a cui il sistema, per
scelte politiche o concursuali, affida la gestione delle istituzioni da cui
dipende la nostra vita individuale o associata. Certo non mancano, per fortuna,
persone brave ed efficienti; ma si tratta di un numero in flessione. Un
problema gravissimo affligge così il nostro paese (che i politici continuano,
per retorica, a qualificare grande): la caduta della competenza degli uomini e
delle donne da cui ci si attende giustamente competenza, talvolta eccellenza.
Competere, in latino, significa "essere capace"; e noi vediamo oggi
collocati, ad espletare funzioni importanti, troppi incapaci o non
sufficientemente capaci. Persone, per giunta, alquanto spesso irresponsabili o
quasi. Sicchè la caduta della competenza si è pericolosamente combinata con la
caduta della responsabilità. Vi è allora il rischio concreto che, allorquando
chiediamo una prestazione a un centro di sapere, questa prestazione ci venga
resa, con tutte le intuibili conseguenze, da incapaci e irresponsabili. Tutto
ciò non è casuale. Pensiamo alle università, cioè a quelle istituzioni che più
ci dovrebbero garantire ai fini della soddisfazione del bisogno di prestazioni
competenti. Nella nostra repubblica esse sono ormai tante; ma è un fatto noto
che non siano tutte egualmente affidabili. Ciò nonostante, ognuna è
paritariamente abilitata a immettere nel mercato del sapere laureati
astrattamente equivalenti, senza che l'utenza sia poi in grado di percepire, se
non occasionalmente, l'effettivo valore dell'esperto o professionista in cui si
è trovata ad imbattersi. Da decenni si disincentiva quel naturale processo di
selezione che porta a distinguere i bravi dai meno bravi e dagli inidonei. Lo
Stato, d'altronde, finanzia improvvidamente le sue università, perché tende a
basarsi sul numero degli studenti e a non considerare il livello della
preparazione acquisita dai laureati o il valore dei docenti (che, si capisce,
non sono tutti egualmente bravi). Un altro capitolo di riflessione sarebbe poi
offerto dalla diffusione di un certo malcostume di cui i fenomeni di
compravendita di esami e tesi, anche recentemente emersi, rappresentato solo
l'evidenza più vistosa. Il governo Prodi ha autorizzato, con il decreto
milleproroghe, le università a bandire nuovi concorsi di professore entro il 30
giugno 2008. Era una norma che il ceto accademico attendeva con ansia per poter
"sistemare" giovani e meno giovani in lista da anni: ma ad
aspirazioni giuste si mischia una vera e propria sindrome concursuale dei
nostri docenti che si illudono di contare tanto quanti sono gli allievi messi
in cattedra. Il decreto darà loro una mano consentendo, eccezionalmente, il
reclutamento secondo le vecchie procedure che troppo spesso hanno premiato
incompenti e protetti: concorsi decisi ed espletati in sede locale, con un
numero di concorrenti quasi sempre pari al numero dei posti da coprire, con il
professore della sede, quello che ha chiesto e ottenuto il concorso per il suo
protetto, membro di diritto della commissione giudicatrice. Ecco perché il
problema forse più grave del nostro paese è la caduta della competenza. Si deve
raccogliere l'appello lanciato da queste colonne da Camon: occorre che le
famiglie e le scuole provino ad impegnarsi nel diffondere
la cultura del rispetto e del merito. Ma la nostra società è ammalata di strano
egualitarismo e teme che la meritocrazia possa instaurare
formalmente nuove aristocrazie: non si è disposti ad accettare la previsione giuridica
del valore del merito obiettivamente accertato, ma si è, però, pronti a
recepire le diseguaglianze senza merito, frutto del caso o della
disonestà diffusa. Già, preferiamo essere tutti astrattamente eguali piuttosto
che subire l'onta, ed acquisire i grandi vantaggi collettivi, di una sana meritocrazia.
( da "Italia Oggi" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 099, pag. 3 del 25/4/2008
Autore: di Pierre de Nolac Visualizza la pagina in PDF Indiscreti
Se vince Sposetti Bersani si fa viterbese C'è chi dice che Pierluigi Bersani
sarebbe capace di rinnegare le sue radici piacentine (per la precisione, di Bettola)
pur di vedere felice Ugo Sposetti, mitico tesoriere Ds. L'ancora ministro dello
Sviluppo economico ha addirittura promesso al vecchio amico di mantenere
l'impegno nel caso di una insperata vittoria, nel corso del suo tour elettorale
compiuto nell'alto Lazio per sostenere i candidati del Partito democratico
impegnati nel ballottaggio: "Se, come spero, Sposetti sarà eletto sindaco
di Viterbo, avvierò subito le pratiche per trasferire la residenza qui. Lo
farei perché so che cambierebbe il volto a questa città". Parole
impegnative, quelle di Bersani, pronunciate per tentare di convincere
l'elettorato viterbese a votare Sposetti, definendolo pubblicamente come
"un uomo di governo, che ha dimostrato con i fatti di possedere grandi
capacità amministrative". Parole, queste ultime, che a
dire il vero non state molto apprezzate da coloro che un tempo militavano nella
Margherita, nel gruppo di Giuseppe Fioroni, che nella
città dei Papi ha sempre contato qualcosa_ Mastella mette uno zampino nel
governo del Cav Diserta Palermo, Raffaele Lombardo, anche nel giorno di quella
che hanno definito “l'incoronazione” a governatore della regione Sicilia.
Di motivi per non restare nell'isola e preferire Roma ne ha tanti, Lombardo.
Curiosamente, una “traccia” delle trattative tra il Mpa e il Cavaliere, in
merito alla formazione del nuovo governo, viene indicata dai mastelliani. Già,
perché a Ceppaloni c'è chi ancora non dimentica i nomi di coloro che hanno
abbandonato Clemente Mastella e Sandra Lonardo al loro destino, per cambiare
casacca. Così raccontano che tra quelli che entreranno nell'esecutivo, con il
ruolo di sottosegretario, c'è un posto per Sandra Cioffi. Che nelle precedenti
elezioni era arrivata in parlamento grazie alla lista dell'Udeur. E fino a
pochi mesi fa, prima della bufera che ha investito l'ex ministro della
Giustizia, era un'assidua frequentatrice di casa Mastella. Poi ha scelto l'Mpa,
ed è stata candidata come capolista al Senato, in Basilicata. Ma non è stata
eletta. E così, giustificata come “quota rosa” e “lombardiana”, a Ceppaloni
vaticinano che sarà sottosegretaria_ Rutelli ko: i rom cantano Bellaciao Gli
zingari che suonano con i loro strumenti musicali nelle linee della
metropolitana stanno danneggiando la campagna elettorale di Francesco Rutelli. Lui,
il candidato alla carica di sindaco di Roma con il Partito democratico più la
sinistra massimalista e comunista, non frequenta quotidianamente la “subway”
capitolina, e non si accorge di quanti voti perde ogni volta che i rom
strimpellano nei vagoni cantando a squarciagola “Bella ciao”. I decibel poi
aumentano sempre di più, perché nessuno versa un obolo quando i nomadi si
avvicinano ai viaggiatori per chiedere denaro, così la canzone appare ancora
meno amata dal pubblico. Salendo in superficie, poi, la situazione non cambia:
chi prende un taxi incontra una categoria che non ama affatto Cicciobello.
L'inizio è sempre lo stesso, con il conducente che dice: "Dottò, me
raccomando, se vota a Roma lo dia a Alemanno. Quello, Rutelli, con l'amichetto
suo Bersani, er finto liberalizzatore, ce vogliono solo ammazzà. Ma lo sa che
c'è una sentenza della Cassazione che ha condannato l'ex sindaco? Aspetti che
per caso ho la copia_" Cani e gatti addobbati pro Cicciobello L'effetto
era da circo Barnum: a piazza del Popolo, nel centro storico di Roma, decine di
poveri cani erano stati addobbati con la scritta "io voterò per
Rutelli". Un'idea che è venuta in mente a Monica Cirinnà, compagna di
Esterino Montino: ma quella di trasformare i quadrupedi in "pubblicità
ambulanti" non è piaciuta ad alcune animaliste, che hanno stigmatizzato
l'utilizzo a fini politici delle bestiole, costrette a promuovere un candidato
solo perché obbligate dal padrone. Fatto sta che pochi passi dopo, a via del
Corso, si notavano alcuni fedelissimi del Pd, come Maurizio Venafro, storico
capo di gabinetto in Campidoglio per Francesco Rutelli, e ora presente nella
regione Lazio guidata da Piero Marrazzo, impegnati nella difficile opera di
volantinaggio. Compito davvero arduo, perché i militanti venivano schivati dai
passanti: e poi alcuni, rifiutando il foglietto, dicevano "no, non mi
serve a niente perché io non andrò a votare", fino a quelli che dicevano:
io scelgo Gianni Alemanno_.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
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In campo Scalfaro,
Elia, Rosati, Binetti e Bachelet Appello di 150 cattolici per il centrosinistra
"I governi degli ultimi 15 anni hanno reso più bella e vivibile la
Capitale" ORAZIO LA ROCCA ROMA - Il mondo cattolico si mobilita per
Rutelli. A 48 ore dal voto, escono allo scoperto il presidente emerito della
Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, l'ex segretario Cisl Pierre Carniti, il
presidente emerito della Corte Costituzionale Leopoldo Elia, gli ex presidenti
delle Acli Domenico Rosati e Franco Passuello, firmatari di un "appello al
voto per Rutelli e Zingaretti" sottoscritto da politici, docenti e intellettuali
legati all'associazionismo cattolico (Acli, Caritas, Azione cattolica...).
Oltre 150 i firmatari, tra i quali molti parlamentari del Pd, tra cui Paola
Binetti, membro dell'Opus Dei, Giovanni Bachelet, Marco Follini, il ministro Giuseppe Fioroni, Raffaela
Milano, assessore delle giunte Veltroni, Cristina De Luca, sottosegretario alla
Solidarietà sociale. L'appello - pubblicato a pagamento oggi su alcuni giornali
nazionali - traccia una rapida sintesi di "quel modello Roma ideato da
Francesco Rutelli" basato sul sostegno "alla famiglia, alle
donne, ai giovani, agli anziani ed alle persone sole e bisognose, e alla
sicurezza", che come cattolici - puntualizzano i firmatari - condividiamo
in pieno". "Con questa iniziativa - spiega il neo deputato Giovanni Bachelet
- come cittadini e come cattolici vogliamo semplicemente rendere omaggio a chi
negli ultimi anni ha lavorato per rendere più vivibile ed accogliente questa
nostra città, sicuri che Rutelli, forte della sua esperienza, possa continuare
a renderla ancora più bella e più europea". "E' un appello nato anche
dall'incontro di una pluralità di intenti maturati da una serie di incontri
alla università La Sapienza, al Campus Biomedico e all'università
Cattolica", aggiunge Paola Binetti, secondo la quale "Rutelli è in
grado di rappresentare, per esperienza e predisposizione, quella sintesi tanto
necessaria per far incontrare valori cattolici e riformismo, con un punto di
equilibrio che farà bene sia al Campidoglio che al Pd". "Non solo
aderisco a questo appello per Rutelli, ma lo raccomando - spiega Leopoldo Elia
- perché in Rutelli c'è più affidamento democratico, che non vedo nell'altro
candidato".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-04-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-25 - pag: 14 autore: Primo, la scuola ritorni centrale di Marco Vitale * U n grande assente
del dibattito elettorale è stato il tema della scuola.
Forse è stato meglio così, perché è un tema troppo complesso e importante per
essere trattato con l'inevitabile superficialità di una campagna elettorale. Ma
ora è necessario incominciare a parlare dei temi di grande importanza quali la scuola, la politica energetica, il sindacato come casta
conservatrice. Non sono pochi i libri recenti che parlano della scuola. Ricordo ad esempio Prima di tutto la scuola di Acciarini e Sasso (Melampo 2006) nella cui
prefazione Tullio De Mauro scriveva: "Imprenditori e finanzieri
svegliatevi. Svegliamoci tutti. Se non vogliamo precipitare a rotoloni lungo la
china di un Paese a civiltà sempre più limitata, come diceva Paolo Sylos
Labini, dobbiamo inve-stire risorse intellettuali e morali, politiche ed economiche
nello sviluppo del nostro sistema d'istruzione e ricerca". Ma mi aiuterò
per trattare il tema con un libro appena uscito che, per certi versi, mi ha
entusiasmato. Si intitola Lettera dalla scuola tradita
( Armando Editore 2008, pag. 222, euro 18). è di Giancarlo Maculotti,
insegnante elementare dal 1969, laureato in pedagogia a Venezia, direttore
didattico dal '91, dal '96 al '
( da "Libero" del 25-04-2008)
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Attualità 25-04-2008
ESAMI DI TERZA MEDIA Ecco i test di comprensione Esami di
terza media 2008: toccata e fuga di Fioroni sulla
scuola, con la solita prosopopea ipocrita e becera del defunto governo. Novità:
"quarta prova scritta" o "prova nazionale", che
sottigliezza linguistica. Potrebbe essere, ma è una deduzione, un test di
controllo generale delle due discipline cardine: italiano e matematica.
Si legge di test di comprensione del brano, di conoscenze grammaticali per
l'italiano e di quesiti a scelta multipla, a risposta aperta, ecc. per la
matematica. Ma comprensione "de che"? Molti allievi mancano di basi,
non sanno leggere, scrivere e far di conto. Le promozioni regalate con il
minimo dei voti, le conclusioni disastrose degli Istituti di Ricerca la dicono
lunga e sono la conseguenza di un accanimento terapeutico scolastico che ha
portato ai risultati che tutti conoscono. Da anni gli allievi sono tutti
ammessi agli esami, e solo un 2,1% viene bocciato alla fine del triennio. I
quiz lasciamoli alla tv, si sta parlando di scuola che dovrebbe preparare al
lavoro, alla vita e al futuro cittadino di domani. Annamaria De Matthias e.mail
Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie
senza autorizzazione.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-04-25 num: - pag: 14 categoria:
REDAZIONALE Il Loft La senatrice vuole la conferma al Senato, il ministro
uscente preferisce battersi per Bersani alla Camera. Veltroni: se si perde a
Roma, non mi dimetto No di D'Alema, la Finocchiaro non cede. Pd verso la conta?
ROMA - Il malessere dei dalemiani ribolle dietro le quinte del Loft, mina
rapporti antichi e un tempo solidi e disvela quanto profonda sia la ferita
aperta nel Pd dalla sconfitta del 14 aprile. è una sfida apparentemente minore
quella che vede protagonisti Massimo D'Alema, Pierluigi Bersani e Anna
Finocchiaro per la presidenza dei gruppi parlamentari, una sfida che però, se
il baluardo "democrat" di Roma dovesse crollare, potrebbe bruscamente
rivelarsi il primo atto dell'assalto a Walter Veltroni. Il quale, con i suoi,
ha già affrontato il tema dimissioni in caso di sconfitta nella capitale:
"Non ci penso proprio". Eppure al quartier generale dei veltroniani
lo scenario della guerra totale fa paura e infatti Ermete Realacci si è incaricato
di proporre la linea della pacificazione preventiva: il "congelamento
" dei capigruppo uscenti, Antonello Soro al Senato e Anna Finocchiaro alla
Camera. I quali, con concordato tempismo, hanno fatto trapelare l'intenzione di
restare ai rispettivi posti in nome della "coesione interna". Ma la
prospettiva non è gradita a D'Alema, che continua a lavorare con forza per la
candidatura di Bersani a Montecitorio. E oggi il quotidiano Il Riformista
stoppa con un editoriale i due favoriti: Soro perché "non è una
personalità di primo piano del Pd" e Finocchiaro per la "pessima
performance " in Sicilia. Soltanto l'esito della contesa tra Rutelli e
Alemanno dirà se la battaglia delle presidenze sia o meno il preludio a una
disfida destinata ad accelerare la convocazione del congresso e a terremotare
la segreteria di Veltroni. Certo è che le ambizioni inconciliabili di Bersani e
Finocchiaro rischiano di spaccare la corrente dalemiana. Il perché si spiega
con uno di quei teoremi, all'apparenza incomprensibili, generati dal matrimonio
tra Quercia e Margherita. Poiché la spartizione del 2006 prevedeva un ds a
Palazzo Madama e un dl a Montecitorio, se Bersani la spunta e conquista la
Camera impedisce alla Finocchiaro di presiedere i senatori, perché l'incarico a
quel punto spetta alla ex Margherita. Ed ecco svelata la fortissima tensione
tra "Anna dei miracoli" e D'Alema, grande elettore di Bersani. Un
gelo che, dicono, ha raffreddato i rapporti tra la presidente uscente e il suo
vice Nicola Latorre, braccio destro del ministro degli Esteri. E così, se
nessuno dei contendenti farà un passo indietro, l'unica via d'uscita sembra
quella di mettere ai voti le candidature. "L'idea di andare a una conta in
queste condizioni non mi sembra utilissima", avverte Realacci. E la
vicecapogruppo ds a Montecitorio, Marina Sereni, spera che il braccio di ferro
si risolva con la discussione: "I deputati del Pd non hanno voglia di
scontro". Ma i pallottolieri hanno iniziato a girare e i veltroniani si
dicono certi che "D'Alema non ha i numeri". Piero Fassino, che pure
aspira a guidare il gruppo alla Camera, ritiene che "l'indicazione dei
presidenti spetti al segretario" e anche Beppe Fioroni si è apertamente schierato con Veltroni. D'altronde se Soro
dovesse cedere il posto, ai cattolici non resterebbe che la presidenza del Pd
per Franco Marini. La proposta ufficiale per il posto lasciato vacante da Prodi
non è ancora arrivata e il padre nobile degli ex Popolari mostra distacco:
"Io sono vecchio, posso fare poche cose...". Monica Guerzoni
Marini rifiuta l'incarico di presidente Fassino e Fioroni
con il segretario: sceglie lui E Marini si tira fuori dalla successione a Prodi
per la presidenza del partito: "Io sono vecchio..." Sfida La
senatrice Anna Finocchiaro vorrebbe mantenere l'incarico di capogruppo a
Palazzo Madama.
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del
25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Chiudi
"Siamo grati al ministro Fioroni perchè ha
rispettato gli organizzatori, non si può non esprimere che profondo dispiacere
nei confronti del candidato sindaco Rutelli, che avrebbe avuto modo oggi (ieri,
ndr) di ascoltare le espressioni più vive del mondo cattolico che lavora in
frontiera a Roma". È quanto affermato dalle associazioni cattoliche e di volontariato a
margine dell'incontro al quale hanno preso parte ieri il candidato a sindaco
del Pdl Gianni Alemanno e il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni in rappresentanza del candidato del centrosinistra
Francesco Rutelli. "L'incontro - proseguono - come possono testimoniare
tutti coloro che vi hanno preso parte non aveva e non ha avuto i toni polemici
di un faccia a faccia tra candidati, ma solo l'ascolto di chi sul campo giorno
per giorno vive le problematiche giovanili. Questa iniziativa rappresenta
l'occasione per sancire la nascita di un tavolo permanente sulle politiche
giovanili al quale aderiscono da subito alcune delle maggiori realtà di
ispirazione cattolica. Chiunque verrà eletto sindaco della Capitale ci
auspichiamo che tenga conto delle nostre proposte e idee".
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Il pm ha terminato
la requisitoria con la richiesta di pena più alta per GianLuca Cappuzzo, che
uccise la moglie con iniezioni letali "Il dottore "merita"
l'ergastolo" Un omicidio premeditato nei particolari: il veleno in poche
ore non avrebbe lasciato tracce Ergastolo per Gian Luca Cappuzzo: lo ha chiesto
il pm di Padova Orietta Canova a conclusione della requisitoria nel processo a
carico del medico di 37 anni accusato di aver ucciso la moglie, Elena Fioroni, nella notte tra l'8 ed il 9 febbraio del 2006. Secondo
l'accusa, Cappuzzo avrebbe premeditato l'omicidio della moglie, madre di due
bambini, nei minimi particolari, con una "vigliaccheria
machiavellica", come l'ha descritta il pm. La donna era stata avvelenata
con l'etilcarbammato, un veleno potentissimo, che sarebbe scomparso dal
cadavere nell'arco di poche ore. Cappuzzo immediatamente dopo la morte della
moglie, attraverso due sms spediti dal cellulare della donna da cui era
separato da alcuni mesi, aveva cercato di inscenarne il suicidio.A pagina III.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
MONTEBELLUNACerimonia
per il 25 aprileOggi, 25 aprile, il Comune di Montebelluna organizza una
cerimonia per ricordare il 63° anniversario della Liberazione. Alle 9.15 ci
sarà il raduno dei partecipanti presso il Duomo di Montebelluna e, alle 9.30,
verrà celebrata la Ss. Messa a suffragio dei caduti. Conclusa la funzione alle
10.30 verrà deposta una corona di alloro al cippo delle scuole Marconi a cui
seguirà l'inizio del corteo lungo Corso XXX Aprile. Alle ore 11.10 ci sarà il
ritrovo presso il palazzo del Municipio e la deposizione di una corona d'alloro
sulla lapide dei Caduti per la Libertà e presso il monumento dei caduti in
Piazza Garibaldi. Seguirà il discorso del Sindaco di Montebelluna Laura Puppato
e di un rappresentante della Resistenza. Al termine autorità e rappresentanti
delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma andranno a deporre corone di
alloro presso: il Cimitero del Capoluogo (tomba dei Partigiani e Lapidi dei
Caduti 1940-1943), lapidi dei X Martiri, il monumento ai Mutilati ed Invalidi,
il monumento Internati, il Monumento di Caonada, la lapide al Cippo Caduti
Partigiani in Via Gen. Fiorone (presa 18) e l'Ossario di
S.Lucia a Biadene.Gemellaggio cicloturisticoOggi, 25 aprile, alle 8, sul
sagrato del Duomo partenza per Oberkochen del raid del Colle - Jolly
Montebelluna. Alle 8 avrà luogo sul sagrato del Duomo la benedizione della
squadra in partenza alla presenza di un mezzo della Protezione Civile.
La partenza è prevista per le 9 al suono della banda musicale.Chiusura IncontraComuneDomani,
sabato 26 aprile, lo sportello IncontraComune, di cui fanno parte l'Ufficio
Anagrafe, Pubblica Sicurezza, Urp e QuiEnel rimarrà chiuso. Le denunce di
infortunio sul lavoro, le comunicazioni di cessione fabbricato o di ospitalità
potranno essere inviate tramite raccomandata A.R e farà fede la data impressa
sul timbro postale. L'Ufficio di Stato Civile resterà regolarmente
aperto.Gemellaggio cicloturisticoOggi alle 8 sul sagrato del Duomo partenza per
Oberkochen città gemellata con Montebelluna del raid del Colle - Jolly
presieduto da Angelo Pasqualin. Dopo la benedizione alla presenza delle
autorità locali e della banda partenza alle 9 con al seguito numerosi
sostenitori.PEDEROBBAAnniversario della ResistenzaSolenne celebrazione a Pederobba
del 25 aprile. Dopo la S. Messa presso la chiesa di Pederobba alla presenza del
consigliere provinciale dell'associazione ex internati, il commendator Zeno
Buratto, del presidente della sezione di Pederobba Rino Sartori ed i superstiti
e reduci, l'associazione ex internati consegnerà il labaro all'amministrazione
comunale perchè se ne renda fedele custode e prodiga testimone verso le
generazioni future. A tutti verranno distribuiti degli opuscoli di rievocazione
storica. La cerimonia sarà tinta di tricolore che scenderà dal cielo grazie al
sorvolo di un appassionato aviatore pederobbese.
( da "Gazzettino, Il" del 25-04-2008)
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PADOVA - Ergastolo
per Gian Luca Cappuzzo: lo ha chiesto il Pm di Padova, Orietta Canova, a
conclusione della requisitoria nel processo a carico del medico di 37 anni
accusato di aver ucciso la moglie, Elena Fioroni, nella notte tra l'8 ed il 9 febbraio del 2006.Secondo l'accusa,
Cappuzzo avrebbe premeditato l'omicidio della moglie, madre di due bambini, nei
minimi particolari, con una "vigliaccheria machiavellica", come l'ha
descritta il Pm. La donna, secondo quanto stabilito dal consulente tecnico
dell'accusa Santo Davide Ferrara, tossicologo, era stata avvelenata con
l'etilcarbammato, un veleno potentissimo, che sarebbe scomparso dal cadavere
nell'arco di poche ore.Cappuzzo immediatamente dopo la morte della moglie,
attraverso due sms spediti dal cellulare della donna da cui era separato da
alcuni mesi, aveva cercato di inscenarne il suicidio. L'autopsia, eseguita
tempestivamente, e le indagini condotte dagli uomini della squadra mobile,
diretta dal vice questore aggiunto Marco Calì, però avevano permesso di
individuare il marito come responsabile della morte.L'uomo aveva confessato il
delitto solo alcuni mesi più tardi. Ora tocca ai legali di parte civile, gli
avvocati Paola Bordin Boev e Roberto Boev. Seguirà, matedì prossimo, l'arringa
del difensore di Cappuzzo, l'avvocato Giovanni Chiello. La sentenza è attesa lo
stesso giorno.
( da "Riformista, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola
Loft divisioni nello
staff. Realacci per il congelamento, Tonini per il ricambio. allarme per
rutelli La corsa dei capigruppo, spunta il Fioroni-Morando
"Dobbiamo dare un segnale chiaro di cambiamento". Giorgio Tonini,
membro dell'esecutivo del Pd, da sempre vicino a Walter Veltroni, non usa giri
di parole. E, prendendo spunto dalla posizione espressa dal Riformista sul
dossier-capigruppo (la trovate a pagina 2), fa anche i nomi: Beppe Fioroni per la guida del gruppo di Montecitorio ed Enrico Morando per
quello di palazzo Madama. "La presidenza del gruppo alla Camera - è
il ragionamento di Tonini - non dovrebbe andare a un ex Ds. Immaginate Veltroni,
D'Alema, Fassino... Tutto lo stato maggiore della vecchia Quercia a
Montecitorio con un capogruppo che viene dai Ds? Troppo. Dobbiamo dare un
segnale al mondo cattolico. Abbiamo aperto all'Udc ma non possiamo sminuire
quelli che vengono dalla Margherita". Morale? "L'uomo giusto per la
presidenza del gruppo alla Camera - è la conclusione di Tonini - è Beppe Fioroni". Per un ex diellino che occupa la casella di
Montecitorio, c'è un ex diessino a cui tocca la guida del gruppo di palazzo
Madama. "Il candidato migliore - aggiunge il responsabile Economia del
Loft - è Enrico Morando", presidente uscente della commissione Bilancio e
soprattutto - sottolinea Tonini - "estensore del programma del Pd". A
quarantott'ore dai ballottaggi di Roma, l'uscita di Tonini sembra spezzare il
coro veltroniano. Infatti tanto il segretario quanto Goffredo Bettini, nelle
loro conversazioni riservate, non hanno mai fatto mistero di privilegiare le
riconferme di Anna Finocchiaro e Antonello Soro. "Per quanto riguarda la
vicenda dei capigruppo - ha detto Ermete Realacci a Radio radicale - visto che
siamo in una fase abbastanza convulsa, penso sia ragionevole avere almeno un
periodo di riconferma dei capigruppo uscenti. Peraltro, Soro era stato nominato
solo da pochi mesi". In un'intervista che uscirà domani su Europa , lo
stesso Soro ha fatto un passo in avanti: "Io e Anna Finocchiaro diamo la
nostra disponibilità". I pochi che gli hanno parlato giurano che questa,
almeno a ieri pomeriggio, era l'opzione di Franco Marini. Che ieri si è schermito
di fronte all'ennesima domanda dei cronisti sulla presidenza del partito
("No, io sono vecchio. Quindi voglio fare poche cose") ma continua a
"subire" il pressing dei tanti - Veltroni in testa - che gli chiedono
di accettare l'alta carica. Lo schema delineato al Riformista da un popolare di
rango parte da un presupposto: "Alla Camera gli ex ds hanno
l'autocandidatura di Bersani ma anche le manovre di Piero Fassino, che gioca
per sé stesso. Di conseguenza, a noi tutti conviene tenere calme le acque e
congelare la pratica fino alle Europee". Fino a quando, cioè,
"moltiplicheremo i posti a nostra disposizione e avremo qualcuno da
spedire a Bruxelles". "Tutte le soluzioni devono passare dalla libera
scelta dei parlamentari", si insiste nella cerchia di collaboratori di
Bersani. Ma la sensazione è che i dalemiani, un eventuale ticket Fioroni-Morando, non lo accetterebbero di buon grado. Anzi.
La riassunzione di Finocchiaro e Soro "a tempo determinato" (fino al
2009) viaggia di pari passo con le speranze del Pd di vincere il ballottaggio
di Roma. Se Rutelli non dovesse farcela, per usare una metafora cara a Goffredo
Bettini, "dentro il partito ci saranno delle braci che potrebbero
ri-alimentarsi". Con conseguenze tutte da valutare, che inizierebbero a
maturare già in sede di ufficio politico (convocato per inizio settimana). Chi
gli ha parlato ieri giura di essersi trovato davanti un Veltroni ancora
scottato dalle aspettative deluse del 14 aprile. "Secondo me Rutelli
dovrebbe farcela", ha detto il segretario a un fedelissimo. "Anche se
è meglio non gettare il cuore oltre l'ostacolo, visti i recenti errori di
calcolo...", ha aggiunto a margine. Se Alemanno dovesse aggiudicarsi la
disfida del Campidoglio, nel mirino dei tanti malpancisti del Pd finirebbe
senz'altro Goffredo Bettini. Al coordinatore non piace "la perenne
atmosfera da 8 settembre" che si respira in un partito in cui "molti
non riescono a tenere botta". In più, a due giorni dalla riapertura dei
seggi romani, dentro il Loft si torna a discutere della scelta del candidato
per il Campidoglio. Rutelli viene considerato un ottimo sindaco; ma - è la
percezione che si ha ai piani alti del Pd - rischia di pagare oltremodo per
l'etichetta di vicepremier del governo Prodi. Tommaso Labate 25/04/2008.