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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL    25-4-2008       #TOP



Report "Schola"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Schola (17)


Indice degli articoli

Sezione principale: Schola

Patentino, via libera alla rivoluzione ( da "Alto Adige" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: equiparazione degli esami standard europei all'attestato rilasciato dalla Provincia nei 4 livelli previsti. Sono le conseguenze, a distanza di 8 anni, della sentenza Ue sul caso-Angonese. L'incrocio tra scuole superiori in italiano e laurea in tedesco, o viceversa, comporterà automaticamente l'ottenimento del patentino "B".

Dalla classe degli asini ai baci vietati ( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni. Ispezione che, ad oggi, non è ancora terminata. Secondo quanto affermato dallo stesso direttore regionale dell'istruzione, sono emerse altre situazioni che hanno richiesto un prolungamento del lavoro dell'ispettore. Tra le contestazioni più o meno ordinarie, quella contro il preside dell'Istituto tecnico Giorgi ebbe sicuramente una durata piuttosto lunga e vide uniti nella

Niente sconti, ergastolo a cappuzzo - cristina genesin ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Elena Fioroni, 31 anni appena, mascherando quel delitto come un suicidio. Ha ammazzato la compagna di vita, somministrando benzodiazepine anche ai due figlioletti per farli dormire ed evitare che assistessero a quel massacro in famiglia. "Gian Luca Cappuzzo non merita nemmeno un giorno di sconto" ha ammonito il pubblico ministero padovano Orietta Canova.

Chi ha paura della meritocrazia? - umberto vincenti ( da "Nuova Venezia, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuole provino ad impegnarsi nel diffondere la cultura del rispetto e del merito. Ma la nostra società è ammalata di strano egualitarismo e teme che la meritocrazia possa instaurare formalmente nuove aristocrazie: non si è disposti ad accettare la previsione giuridica del valore del merito obiettivamente accertato, ma si è, però, pronti a recepire le diseguaglianze senza merito,

GUBBIO IL BRANCO è tornato inclasse, la vittima non si fa ( da "Nazione, La (Umbria)" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: circolare Fioroni", dal nome del ministro che ne ha vietato l'uso durante la presenza in aula, ma più semplicemente perché sono stati sequestrati dai carabinieri della compagnia di Gubbio, guidata dal capitano Giangabriele Affinito. L'Arma è impegnata nelle delicatissime indagini e ha messo i telefonini a disposizione del tribunale dei minori.

Ragazzi a lezione di tifo corretto ( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Giuseppe Fioroni ? spiega la rappresentante dell'istituto comprensivo di Terno, Lia Limonta ?. Vista, poi, la presenza sul territorio di squadre qualificate, come il Pontisola per il calcio, la Virtus Bergamo Terno per il basket e la Ponti sull'Isola per la pallavolo, che hanno dato la loro piena disponibilità a collaborare,

CHI HA PAURA DELLA MERITOCRAZIA? ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuole provino ad impegnarsi nel diffondere la cultura del rispetto e del merito. Ma la nostra società è ammalata di strano egualitarismo e teme che la meritocrazia possa instaurare formalmente nuove aristocrazie: non si è disposti ad accettare la previsione giuridica del valore del merito obiettivamente accertato, ma si è, però, pronti a recepire le diseguaglianze senza merito,

Indiscreti ( da "Italia Oggi" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che a dire il vero non state molto apprezzate da coloro che un tempo militavano nella Margherita, nel gruppo di Giuseppe Fioroni, che nella città dei Papi ha sempre contato qualcosa_ Mastella mette uno zampino nel governo del Cav Diserta Palermo, Raffaele Lombardo, anche nel giorno di quella che hanno definito “l'incoronazione” a governatore della regione Sicilia.

Appello di 150 cattolici per il centrosinistra - orazio la rocca ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Giuseppe Fioroni, Raffaela Milano, assessore delle giunte Veltroni, Cristina De Luca, sottosegretario alla Solidarietà sociale. L'appello - pubblicato a pagamento oggi su alcuni giornali nazionali - traccia una rapida sintesi di "quel modello Roma ideato da Francesco Rutelli" basato sul sostegno "alla famiglia,

Primo, la scuola ritorni centrale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un serio progetto riformatore, che veda unito Governo e minoranze riformatrici della scuola, non potrà evitare un confronto e probabilmente uno scontro con il sindacato, che è uno dei fattori principali dell'arretratezza e della cultura retriva e demoralizzante che domina nella scuola italiana.

ESAMI DI TERZA MEDIA ( da "Libero" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ESAMI DI TERZA MEDIA Ecco i test di comprensione Esami di terza media 2008: toccata e fuga di Fioroni sulla scuola, con la solita prosopopea ipocrita e becera del defunto governo. Novità: "quarta prova scritta" o "prova nazionale", che sottigliezza linguistica. Potrebbe essere, ma è una deduzione, un test di controllo generale delle due discipline cardine: italiano e matematica.

No di D'Alema, la Finocchiaro non cede. Pd verso la conta? ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e anche Beppe Fioroni si è apertamente schierato con Veltroni. D'altronde se Soro dovesse cedere il posto, ai cattolici non resterebbe che la presidenza del Pd per Franco Marini. La proposta ufficiale per il posto lasciato vacante da Prodi non è ancora arrivata e il padre nobile degli ex Popolari mostra distacco: "Io sono vecchio,

Siamo grati al ministro Fioroni perchè ha rispettato gli organizzatori, non si può n ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Chiudi "Siamo grati al ministro Fioroni perchè ha rispettato gli organizzatori, non si può non esprimere che profondo dispiacere nei confronti del candidato sindaco Rutelli, che avrebbe avuto modo oggi (ieri, ndr) di ascoltare le espressioni più vive del mondo cattolico che lavora in frontiera a Roma".

<Il dottore "merita" l'ergastolo> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Elena Fioroni, nella notte tra l'8 ed il 9 febbraio del 2006. Secondo l'accusa, Cappuzzo avrebbe premeditato l'omicidio della moglie, madre di due bambini, nei minimi particolari, con una "vigliaccheria machiavellica", come l'ha descritta il pm. La donna era stata avvelenata con l'etilcarbammato, un veleno potentissimo,

IN BREVE ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fiorone (presa 18) e l'Ossario di S.Lucia a Biadene.Gemellaggio cicloturisticoOggi, 25 aprile, alle 8, sul sagrato del Duomo partenza per Oberkochen del raid del Colle - Jolly Montebelluna. Alle 8 avrà luogo sul sagrato del Duomo la benedizione della squadra in partenza alla presenza di un mezzo della Protezione Civile.

L'accusa chiede l'argastolo per il medico-killer reo confesso ( da "Gazzettino, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Elena Fioroni, nella notte tra l'8 ed il 9 febbraio del 2006.Secondo l'accusa, Cappuzzo avrebbe premeditato l'omicidio della moglie, madre di due bambini, nei minimi particolari, con una "vigliaccheria machiavellica", come l'ha descritta il Pm. La donna, secondo quanto stabilito dal consulente tecnico dell'accusa Santo Davide Ferrara,

Loft divisioni nello staff. Realacci per il congelamento, Tonini per il ricambio. allarme per rutelli ( da "Riformista, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni-Morando "Dobbiamo dare un segnale chiaro di cambiamento". Giorgio Tonini, membro dell'esecutivo del Pd, da sempre vicino a Walter Veltroni, non usa giri di parole. E, prendendo spunto dalla posizione espressa dal Riformista sul dossier-capigruppo (la trovate a pagina 2), fa anche i nomi: Beppe Fioroni per la guida del gruppo di Montecitorio ed Enrico Morando per quello di


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Patentino, via libera alla rivoluzione (sezione: Schola)

( da "Alto Adige" del 25-04-2008)

Argomenti: Scuola

Approvata la norma d'attuazione sull'equipollenza dei titoli secondo standard europei Patentino, via libera alla rivoluzione Il "B" è automatico nell'incrocio tra scuola superiore e università in lingue diverse L'ATTESTATO DI BILINGUISMO BOLZANO. Una rivoluzione. Il "patentino" perde il suo potere esclusivo per l'accertamento linguistico. Ieri, la Commissione dei Sei ha licenziato la norma d'attuazione: c'è il via libera all'equiparazione degli esami standard europei all'attestato rilasciato dalla Provincia nei 4 livelli previsti. Sono le conseguenze, a distanza di 8 anni, della sentenza Ue sul caso-Angonese. L'incrocio tra scuole superiori in italiano e laurea in tedesco, o viceversa, comporterà automaticamente l'ottenimento del patentino "B". A Palazzo Chigi il compito di emanare il relativo decreto. La norma d'attuazione allo Statuto si tramuterà infatti in un decreto che verrà approvato nella prossima seduta del Consiglio dei ministri. Sarà questo l'ultimo atto di un percorso iniziato con la sentenza della Corte di giustizia Ue sul caso Angonese: il patentino non può essere l'unico attestato per la conoscenza delle due lingue valido per accedere ai concorsi negli enti pubblici altoatesini. Ed ecco la norma. Si è scelto il cosìddetto Portfolio linguistico europeo (Ple) che prevede sei diverse gradazioni di conoscenza linguistica. Essendo quattro i livelli dell'attestato di bilinguismo, si è associato l'"A" allo standard "A2", il "B" al "B1", il "C" al "B2" e il "D" al "C1". La conoscenza della lingua tedesca ed italiana potrà essere così certificata da qualsiasi ente o scuola privata che si attenga al metro di giudizio dello standard europeo. Facciamo degli esempi concreti. L'attestato di conoscenza si potrà ottenere in una scuola privata di Bolzano, come di un altro posto - Monaco di Baviera piuttosto che Londra - e sarà a tutti gli effetti equipollente al patentino "classico". Quest'ultimo continuerà ad esserci, con l'esame che si potrà proseguire a fare "all'antica". Appare comunque chiaro che molti si rivolgeranno alle novità. Da tenere presente che dalla griglia del Portfolio europeo è rimasto escluso il livello "A1", il più difficile in assoluto, con il patentino "A" che è stato paragonato al livello europeo "A2". Se fino a questo punto la norma d'attuazione - pur con un iter travagliato e legato ai ritardi nei pareri dei diversi ministeri coinvolti - recepisce la sentenza della Corte di giustizia Ue, nei commi 11 e 12 avviene un'ulteriore innovazione. Il diploma di istruzione secondario (maturità) ed i titoli di studio universitario di primo e secondo livello, se conseguiti in una scuola di lingua italiana ed in un ateneo di lingua tedesca, oppure viceversa, danno diritto automatico all'ottenimento dell'attestato di bilinguismo per la categoria "B", ovvero l'europeo "B1". Per il patentino di livello "A" (A2 europeo) si deve comunque superare la prova equipollente presso le scuole private oppure col sistema fin qui effettuato. Questo nel comma 11, perché nel 12 è previsto pure l'ottenimento dell'"A" per quanti passino da università italiane a quelle tedesche oppure viceversa, nel percorso che porta dal diploma di laurea alla laurea, alla laurea specialistica, magistrale, oppure a titoli di studio superiore". Le novità in tema di patentino di bilinguismo sono "null'altro che un atto dovuto", secondo il presidente provinciale di An, Alessandro Urzì. "Il vero cambiamento, come da noi auspicato, non c'è stato, ovvero il collegamento diretto tra diplomi scolastici e relativi patentini. Il vero assente in questa norma d'attuazione è la scuola altoatesina", sottolinea Urzì.

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Dalla classe degli asini ai baci vietati (sezione: Schola)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Scuola

Scuole nella bufera Il caso degli atti osceni del prof in aula ultimo di una serie di episodi che hanno fatto discutere DALLO SCOTCH sulla bocca di un bambino troppo vivace al bacio sulle labbra censurato. La vita nelle scuole genovesi è tutt'altro che monotona, visti gli episodi che, negli ultimi anni, hanno interessato istituti scolastici di ogni ordine e grado. Non sono passati neanche due mesi dal fatto avvenuto in una scuola elementare della Valbisagno, dove una maestra chiuse la bocca di un bimbo giudicato troppo vivace con una striscia di nastro adesivo. Il bimbo raccontò l'accaduto al padre ("Non riuscivo a respirare - disse - faticavo a mandare fuori l'aria dalla bocca") e il genitore lo riferì alla polizia. L'insegnante, definita dai genitori degli altri bambini da sempre "un'ottima maestra", si giustificò dicendo: "Era solo un gioco, nel corso del quale ho solo tentato di stigmatizzare certi eccessi". La maestra è indagata per violenza privata e abuso dei mezzi di correzione su minore. Bisogna tornare indietro agli ultimi giorni di ottobre 2007 per imbattersi in un altro caso: quello della "classe di tutti bocciati" proposta all'istituto tecnico-industriale Gastaldi. L'idea di Elsa Cirlini, preside dell'istituto, era quella di riunire in una prima classe venti ragazzi ripetenti. Un'iniziativa che a scuola scatenò una vivace opposizione e che spinse il direttore scolastico regionale, Attilio Massara, a predisporre un'ispezione sollecitata dal ministro Fioroni. Ispezione che, ad oggi, non è ancora terminata. Secondo quanto affermato dallo stesso direttore regionale dell'istruzione, sono emerse altre situazioni che hanno richiesto un prolungamento del lavoro dell'ispettore. Tra le contestazioni più o meno ordinarie, quella contro il preside dell'Istituto tecnico Giorgi ebbe sicuramente una durata piuttosto lunga e vide uniti nella primavera del 2007 studenti e personale, docenti e amministrativi. Le proteste dei ragazzi nascevano da alcune difficoltà di relazione con il numero uno del loro istituto, Carlo Maria Giorgio: nessuna richiesta particolare, al di là di una maggiore interazione con il loro preside. Provocatoriamente i ragazzi avevano lasciato bianca una pagina del loro giornalino: la pagina destinata a un intervento sollecitato al loro preside. Nei numeri successivi i giovani avevano esposto le loro critiche: il dirigente non aveva gradito e aveva rimproverato anche gli insegnanti responsabili della pubblicazione. Pure al Giorgi venne inviata un'ispezione da parte dell'ufficio scolastico regionale per approfondire le cause del dissenso che, per la prima volta, esplodeva con tale veemenza. I ragazzi e i loro insegnanti scelsero l'arma dello sciopero: il 16 marzo dello scorso anno i giovani organizzarono un corteo e andarono a parlare col direttore scolastico, mentre gli insegnanti si astennero dal lavoro nell'ultima ora della giornata. Fu un bacio tra Elisa ed Emanuele, studenti di 17 anni dell'istituto Rosselli, a provocare un caso che rimbalzò sui media nazionali. In una fredda mattina del novembre 2006 i due ragazzi si salutarono davanti alla succursale di Voltri dell'Istituto tecnico per il commercio Carlo Rosselli con un bacio cosiddetto "a stampo": con le labbra, cioè, appena appoggiate. La preside dell'Istituto, Elsa Cirlini, li vide e andò su tutte le furie: i due giovani si trovavano a dieci metri dal portone, quindi nel territorio di competenza dell'istituto. La Cirlini li convocò nel suo ufficio e, dopo averli rimproverati, ipotizzò"provvedimenti disciplinari". Immediata fu la solidarietà della classe dei due studenti rimproverati, che si astenne subito dalle lezioni, ma il caso rimbalzò velocemente sui media nazionali. I ragazzi organizzarono una manifestazione a base di baci in piazza, che ebbe luogo davanti alle telecamere. Arrivò anche la reazione del ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, in quei giorni a Napoli per la giornata dell'infanzia, che ebbe parole dure per la minaccia di provvedimenti disciplinari e tenne a specificare: "Quel bacio - disse seccamente - segnala un affetto che è contrario al bullismo". ELENA NIEDDU nieddu@ilsecoloxix.it 25/04/2008 punizioniUna maestra chiuse la bocca di un bimbo giudicato vivace con nastro adesivo 25/04/2008.

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Niente sconti, ergastolo a cappuzzo - cristina genesin (sezione: Schola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca "Niente sconti, ergastolo a Cappuzzo" La requisitoria del pm: ha simulato, senza dimostrare pentimento Oltre a uccidere la moglie ha intontito i figli. Martedì la parola alla difesa e il verdetto CRISTINA GENESIN Ha ucciso la moglie, Elena Fioroni, 31 anni appena, mascherando quel delitto come un suicidio. Ha ammazzato la compagna di vita, somministrando benzodiazepine anche ai due figlioletti per farli dormire ed evitare che assistessero a quel massacro in famiglia. "Gian Luca Cappuzzo non merita nemmeno un giorno di sconto" ha ammonito il pubblico ministero padovano Orietta Canova. Pm che al termine della sua lunga requisitoria, iniziata martedì e ultimata ieri, ha concluso: "Il dottor Gian Luca Cappuzzo ha simulato e non ha mai dimostrato pentimento. Ecco perché va condannato all'ergastolo". Gian Luca Cappuzzo, chiuso nel suo vestito grigio piombo era seduto in prima fila: il capo sempre chino, gli occhi rivolti a terra, accanto il difensore, il penalista Giovanni Chiello. Ha ascoltato immobile quelle parole destinate a pesare sul suo destino ormai nelle mani della Corte d'assise, due giudici togati (il presidente Mario Fabiani e il giudice a latere Mariella Fino) e sei giurati popolari che hanno seguito le udienze con attenzione e partecipazione. Del resto non è un processo qualsiasi: è un delitto che ha devastato la vita di una famiglia all'apparenza normale. Una famiglia borghese: lui, figlio di un primario e a sua volta destinato ad una carriera ospedaliera di chirurgo, lei giovane e bella, laureata, rampolla di una famiglia ancora più benestante. Potevano avere tutto. Invece hanno perso tutto. Elena Fioroni è stata ammazzata tra l'8 e il 9 febbraio 2006 nella villetta che, fino ad un mese prima, condivideva con il marito a Voltabarozzo in via Pisani. Dopo la separazione voluta dalla moglie, Gian Luca in quei giorni frequentava assiduamente la casa con la scusa di vedere i piccoli: quella sera aveva somministrato a Elena e ai bimbi degli antidepressivi. Poi aveva aggredito la consorte, narcotizzandola con dell'etere. Trascinata in bagno, la donna era stata stesa nella vasca con i polsi tagliati per inscenare un suicidio, ma ad ucciderla - ha insistito l'accusa - erano state alcune iniezioni di un consistente quantitativo di veleno, l'uretano o etilcarbammato ordinato dall'imputato il 20 gennaio precedente in un negozio specializzato della zona industriale, Vetrotecnica. "Quando la uccide - ha insistito il pm Canova - Gian Luca Cappuzzo non ha avuto nemmeno il coraggio di guardare negli occhi sua moglie. L'ha presa alle spalle, nel modo più vigliacco...". Lui, marito sempre assente, nei giorni precedenti all'omicidio "era sempre a casa perché doveva aspettare il momento propizio per agire". E per uccidere. Martedì la parola alla difesa, l'avvocato Chiello. Nel tardo pomeriggio la sentenza (salvo nuova udienza per repliche).

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Chi ha paura della meritocrazia? - umberto vincenti (sezione: Schola)

( da "Nuova Venezia, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Scuola

L'intervento CHI HA PAURA DELLA MERITOCRAZIA? UMBERTO VINCENTI Si potrebbe anche rimanere indifferenti rispetto agli esiti di questa tornata elettorale. Perché? Semplicemente per la mancanza di fiducia nelle persone che, da una parte e dall'altra, ci rappresentano. E' un'indifferenza che, anzi, potrebbe essere irrobustita se la valutazione di sfiducia dovesse coinvolgere la generalità delle istituzioni con cui abbiamo a che fare: dalla scuola alle università, dalla polizia ai tribunali, dai medici e pediatri di base agli ospedali, dagli ordini e organizzazioni professionali ai sindacati ecc. Vi è una comoda tendenza a dimenticarsi che le istituzioni di qualunque genere costituiscono soltanto dei complessi di regole: forme astrattamente concepite per la disciplina della vita sociale al cui retto funzionamento esse sono state deputate. E si finisce così per fingere che queste forme siano capaci autonomamente di azioni produttive o improduttive, efficienti o inefficienti, virtuose o viziose. Si tratta di un ottimo artificio per occultare le persone, qualche volta gli "oscuri signori", che quelle istituzioni fanno operare in un certo modo e che, dunque, ci mettono del proprio nell'orientarne l'azione amministrativa. Calata la maschera, qualora non si sia soddisfatti dell'andamento di tutte queste istituzioni, la conseguenza è che la sfiducia deve inevitabilmente rivolgersi alle persone che si celano dietro la forma istituzionale. E' una sfiducia che ha le sue ragioni: è ormai qualche decennio che si assiste alla progressiva diminuzione della preparazione tecnica delle persone a cui il sistema, per scelte politiche o concursuali, affida la gestione delle istituzioni da cui dipende la nostra vita individuale o associata. Certo non mancano, per fortuna, persone brave ed efficienti; ma si tratta di un numero in flessione. Un problema gravissimo affligge così il nostro paese (che i politici continuano, per retorica, a qualificare grande): la caduta della competenza degli uomini e delle donne da cui ci si attende giustamente competenza, talvolta eccellenza. Competere, in latino, significa "essere capace"; e noi vediamo oggi collocati, ad espletare funzioni importanti, troppi incapaci o non sufficientemente capaci. Persone, per giunta, alquanto spesso irresponsabili o quasi. Sicchè la caduta della competenza si è pericolosamente combinata con la caduta della responsabilità. Vi è allora il rischio concreto che, allorquando chiediamo una prestazione a un centro di sapere, questa prestazione ci venga resa, con tutte le intuibili conseguenze, da incapaci e irresponsabili. Tutto ciò non è casuale. Pensiamo alle università, cioè a quelle istituzioni che più ci dovrebbero garantire ai fini della soddisfazione del bisogno di prestazioni competenti. Nella nostra repubblica esse sono ormai tante; ma è un fatto noto che non siano tutte egualmente affidabili. Ciò nonostante, ognuna è paritariamente abilitata a immettere nel mercato del sapere laureati astrattamente equivalenti, senza che l'utenza sia poi in grado di percepire, se non occasionalmente, l'effettivo valore dell'esperto o professionista in cui si è trovata ad imbattersi. Da decenni si disincentiva quel naturale processo di selezione che porta a distinguere i bravi dai meno bravi e dagli inidonei. Lo Stato, d'altronde, finanzia improvvidamente le sue università, perché tende a basarsi sul numero degli studenti e a non considerare il livello della preparazione acquisita dai laureati o il valore dei docenti (che, si capisce, non sono tutti egualmente bravi). Un altro capitolo di riflessione sarebbe poi offerto dalla diffusione di un certo malcostume di cui i fenomeni di compravendita di esami e tesi, anche recentemente emersi, rappresentato solo l'evidenza più vistosa. Il governo Prodi ha autorizzato, con il decreto milleproroghe, le università a bandire nuovi concorsi di professore entro il 30 giugno 2008. Era una norma che il ceto accademico attendeva con ansia per poter "sistemare" giovani e meno giovani in lista da anni: ma ad aspirazioni giuste si mischia una vera e propria sindrome concursuale dei nostri docenti che si illudono di contare tanto quanti sono gli allievi messi in cattedra. Il decreto darà loro una mano consentendo, eccezionalmente, il reclutamento secondo le vecchie procedure che troppo spesso hanno premiato incompenti e protetti: concorsi decisi ed espletati in sede locale, con un numero di concorrenti quasi sempre pari al numero dei posti da coprire, con il professore della sede, quello che ha chiesto e ottenuto il concorso per il suo protetto, membro di diritto della commissione giudicatrice. Ecco perché il problema forse più grave del nostro paese è la caduta della competenza. Si deve raccogliere l'appello lanciato da queste colonne da Camon: occorre che le famiglie e le scuole provino ad impegnarsi nel diffondere la cultura del rispetto e del merito. Ma la nostra società è ammalata di strano egualitarismo e teme che la meritocrazia possa instaurare formalmente nuove aristocrazie: non si è disposti ad accettare la previsione giuridica del valore del merito obiettivamente accertato, ma si è, però, pronti a recepire le diseguaglianze senza merito, frutto del caso o della disonestà diffusa. Già, preferiamo essere tutti astrattamente eguali piuttosto che subire l'onta, ed acquisire i grandi vantaggi collettivi, di una sana meritocrazia.

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GUBBIO IL BRANCO è tornato inclasse, la vittima non si fa (sezione: Schola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 25-04-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACHE pag. 17 ? GUBBIO ? IL BRANCO è tornato inclasse, la vittima non si fa ... ? GUBBIO ? IL BRANCO è tornato inclasse, la vittima non si fa vedere. La ragazzina che avrebbe subìto la violenza sessuale da parte di alcuni compagni pare infatti non sia ancora ritornata a scuola, mentre i tre quindicenni coinvolti nel raid a sfondo erotico ai danni di una loro coetanea e compagna di studi (che sarebbe stato compiuto nel tardo pomeriggio del 16 aprile al Parco di Coppo sul Monte Ingino) si sono puntualmente seduti dietri ai banchi, a frequentare le lezioni. Non hanno potuto però portarsi dietro quello che per loro era non soltanto un accessorio da cui non si separavano, ma un 'complice' da chiamare a testimone-chiave delle loro imprese: il telefonino. I cellulari non sono rimasti infatti nelle rispettive abitazioni per il rispetto della "circolare Fioroni", dal nome del ministro che ne ha vietato l'uso durante la presenza in aula, ma più semplicemente perché sono stati sequestrati dai carabinieri della compagnia di Gubbio, guidata dal capitano Giangabriele Affinito. L'Arma è impegnata nelle delicatissime indagini e ha messo i telefonini a disposizione del tribunale dei minori. Nei "cellulari" infatti ci sarebbe la documentazione di quanto avvenuto in quel pomeriggio negli scenari del Monte Ingino, quando un'escursione di qualche ora ? concordata nel segno dell' amicizia ? ha finito per trasformarsi in violenza verso una ragazzina. I contorni della vicenda restano ancora tutti da chiarire nella loro effettiva dinamica, anche se il fatto ha già scosso un intero territorio che mai e poi mai avrebbe pensato di essere costretto a registrare un episodio del genere, convinto di essere immune da 'mali ' abbinati ? sembrava, fino a pochi giorni fa ? soltanto ai ritmi e alle tensioni delle grandi città, delle situazioni di disagio sociale e di degrado morale. Invece? Quando La Nazione ha pubblicato per prima la notizia, dopo averla attentamente vagliata, c'è stato un immediato moto di incredulità, sovrastato poi dalla crudezza dei fatti, peraltro già conosciuti da molti dei coetanei di coloro che sarebbero i protagonisti. Lunedì scorso la ragazzina, insieme ai familiari, si era presentata al pronto soccorso per denunciare quanto le era accaduto cinque giorni prima. A convincerla a venire allo scoperto sarebbe stato il comportamento dei presunti violentatori, sicuri di essersi cautelati l'impunità filmando la violenza con i loro telefonini: immagini volgari che documentavano un' impresa destinata, secondo loro, a migliorare l'autorevolezza e dall'altro a determinare una situazione di sudditanza. Quelle scene, girando di mano in mano sarebbero poi finite davanti agli occhi di qualche docente che avrebbe convinto genitori e figlia a intraprendere la strada della giustizia. Quel "sono stata violentata da tre coetanei" sussurrato, almeno sembra, ai sanitari dell'ospedale di Branca ha dato il via a un percorso sicuramente difficile e sofferto, certamente coraggioso. Che alla fine porterà necessariamente ad attribuire responsabilità, e a tutelare la dignità di chi ha subìto un'aggressione così brutale. Giampiero Bedini.

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Ragazzi a lezione di tifo corretto (sezione: Schola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-04-2008)

Argomenti: Scuola

Incontri, slogan e striscioni alle partite. Con loro genitori e insegnanti Il tifo corretto dei cinquanta ragazzi di quinta elementare e di terza media di Terno e Chignolo ha portato fortuna alla squadra locale del Pontisola, che ha vinto contro il Giana Erminio di Gongorzola per due a zero. A parte il risultato della partita, la presenza dei ragazzi sugli spalti per assistere all'incontro di Eccellenza rientrava nel progetto scolastico denominato "Partiamo dal terzo tempo". L'ultimo appuntamento prevede la presenza sulle tribune dei ragazzi domenica, alle 10, per la partita Pontisola-Crescenzago. "Il progetto ha recepito il suggerimento del ministro all'Istruzione Giuseppe Fioroni ? spiega la rappresentante dell'istituto comprensivo di Terno, Lia Limonta ?. Vista, poi, la presenza sul territorio di squadre qualificate, come il Pontisola per il calcio, la Virtus Bergamo Terno per il basket e la Ponti sull'Isola per la pallavolo, che hanno dato la loro piena disponibilità a collaborare, abbiamo iniziato a gennaio con alcuni incontri tra i ragazzi, i giocatori e i dirigenti sportivi. Questa fase è servita per prepararli ad assistere alle partite di campionato come tifosi, tenendo conto degli obiettivi del progetto: analisi delle regole del gioco con valutazione dei principi, la relazione positiva con il gruppo, rispettando le diverse capacità, le esperienze pregresse, le caratteristiche e le aspirazioni personali, il controllo delle proprie emozioni, l'utilizzo consapevole dei linguaggi per rappresentare idee e stati d'animo e la dimostrazione che che si può tifare correttamente". Allo stadio di Terno i cinquanta ragazzi, con una ventina di genitori come accompagnatori, e alcuni insegnanti, sono arrivati con striscioni e slogan. Il tifo è stato animato e coreografico ma sempre corretto nei confronti sia degli arbitri sia della squadra avversaria. La stessa esperienza è stata fatta nei mesi scorsi alle partite di basket e pallavolo. Domenica ci sarà l'ultimo incontro al quale parteciperanno i ragazzi con i genitori; concluderà il progetto la Festa dello sport che si terrà il 31 maggio per le elementari e il 4 giugno per le medie al centro sportivo di Terno. Angelo Monzani.

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CHI HA PAURA DELLA MERITOCRAZIA? (sezione: Schola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Scuola

L'intervento CHI HA PAURA DELLA MERITOCRAZIA? UMBERTO VINCENTI Si potrebbe anche rimanere indifferenti rispetto agli esiti di questa tornata elettorale. Perché? Semplicemente per la mancanza di fiducia nelle persone che, da una parte e dall'altra, ci rappresentano. E' un'indifferenza che, anzi, potrebbe essere irrobustita se la valutazione di sfiducia dovesse coinvolgere la generalità delle istituzioni con cui abbiamo a che fare: dalla scuola alle università, dalla polizia ai tribunali, dai medici e pediatri di base agli ospedali, dagli ordini e organizzazioni professionali ai sindacati ecc. Vi è una comoda tendenza a dimenticarsi che le istituzioni di qualunque genere costituiscono soltanto dei complessi di regole: forme astrattamente concepite per la disciplina della vita sociale al cui retto funzionamento esse sono state deputate. E si finisce così per fingere che queste forme siano capaci autonomamente di azioni produttive o improduttive, efficienti o inefficienti, virtuose o viziose. Si tratta di un ottimo artificio per occultare le persone, qualche volta gli "oscuri signori", che quelle istituzioni fanno operare in un certo modo e che, dunque, ci mettono del proprio nell'orientarne l'azione amministrativa. Calata la maschera, qualora non si sia soddisfatti dell'andamento di tutte queste istituzioni, la conseguenza è che la sfiducia deve inevitabilmente rivolgersi alle persone che si celano dietro la forma istituzionale. E' una sfiducia che ha le sue ragioni: è ormai qualche decennio che si assiste alla progressiva diminuzione della preparazione tecnica delle persone a cui il sistema, per scelte politiche o concursuali, affida la gestione delle istituzioni da cui dipende la nostra vita individuale o associata. Certo non mancano, per fortuna, persone brave ed efficienti; ma si tratta di un numero in flessione. Un problema gravissimo affligge così il nostro paese (che i politici continuano, per retorica, a qualificare grande): la caduta della competenza degli uomini e delle donne da cui ci si attende giustamente competenza, talvolta eccellenza. Competere, in latino, significa "essere capace"; e noi vediamo oggi collocati, ad espletare funzioni importanti, troppi incapaci o non sufficientemente capaci. Persone, per giunta, alquanto spesso irresponsabili o quasi. Sicchè la caduta della competenza si è pericolosamente combinata con la caduta della responsabilità. Vi è allora il rischio concreto che, allorquando chiediamo una prestazione a un centro di sapere, questa prestazione ci venga resa, con tutte le intuibili conseguenze, da incapaci e irresponsabili. Tutto ciò non è casuale. Pensiamo alle università, cioè a quelle istituzioni che più ci dovrebbero garantire ai fini della soddisfazione del bisogno di prestazioni competenti. Nella nostra repubblica esse sono ormai tante; ma è un fatto noto che non siano tutte egualmente affidabili. Ciò nonostante, ognuna è paritariamente abilitata a immettere nel mercato del sapere laureati astrattamente equivalenti, senza che l'utenza sia poi in grado di percepire, se non occasionalmente, l'effettivo valore dell'esperto o professionista in cui si è trovata ad imbattersi. Da decenni si disincentiva quel naturale processo di selezione che porta a distinguere i bravi dai meno bravi e dagli inidonei. Lo Stato, d'altronde, finanzia improvvidamente le sue università, perché tende a basarsi sul numero degli studenti e a non considerare il livello della preparazione acquisita dai laureati o il valore dei docenti (che, si capisce, non sono tutti egualmente bravi). Un altro capitolo di riflessione sarebbe poi offerto dalla diffusione di un certo malcostume di cui i fenomeni di compravendita di esami e tesi, anche recentemente emersi, rappresentato solo l'evidenza più vistosa. Il governo Prodi ha autorizzato, con il decreto milleproroghe, le università a bandire nuovi concorsi di professore entro il 30 giugno 2008. Era una norma che il ceto accademico attendeva con ansia per poter "sistemare" giovani e meno giovani in lista da anni: ma ad aspirazioni giuste si mischia una vera e propria sindrome concursuale dei nostri docenti che si illudono di contare tanto quanti sono gli allievi messi in cattedra. Il decreto darà loro una mano consentendo, eccezionalmente, il reclutamento secondo le vecchie procedure che troppo spesso hanno premiato incompenti e protetti: concorsi decisi ed espletati in sede locale, con un numero di concorrenti quasi sempre pari al numero dei posti da coprire, con il professore della sede, quello che ha chiesto e ottenuto il concorso per il suo protetto, membro di diritto della commissione giudicatrice. Ecco perché il problema forse più grave del nostro paese è la caduta della competenza. Si deve raccogliere l'appello lanciato da queste colonne da Camon: occorre che le famiglie e le scuole provino ad impegnarsi nel diffondere la cultura del rispetto e del merito. Ma la nostra società è ammalata di strano egualitarismo e teme che la meritocrazia possa instaurare formalmente nuove aristocrazie: non si è disposti ad accettare la previsione giuridica del valore del merito obiettivamente accertato, ma si è, però, pronti a recepire le diseguaglianze senza merito, frutto del caso o della disonestà diffusa. Già, preferiamo essere tutti astrattamente eguali piuttosto che subire l'onta, ed acquisire i grandi vantaggi collettivi, di una sana meritocrazia.

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Indiscreti (sezione: Schola)

( da "Italia Oggi" del 25-04-2008)

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ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 099, pag. 3 del 25/4/2008 Autore: di Pierre de Nolac Visualizza la pagina in PDF     Indiscreti Se vince Sposetti Bersani si fa viterbese C'è chi dice che Pierluigi Bersani sarebbe capace di rinnegare le sue radici piacentine (per la precisione, di Bettola) pur di vedere felice Ugo Sposetti, mitico tesoriere Ds. L'ancora ministro dello Sviluppo economico ha addirittura promesso al vecchio amico di mantenere l'impegno nel caso di una insperata vittoria, nel corso del suo tour elettorale compiuto nell'alto Lazio per sostenere i candidati del Partito democratico impegnati nel ballottaggio: "Se, come spero, Sposetti sarà eletto sindaco di Viterbo, avvierò subito le pratiche per trasferire la residenza qui. Lo farei perché so che cambierebbe il volto a questa città". Parole impegnative, quelle di Bersani, pronunciate per tentare di convincere l'elettorato viterbese a votare Sposetti, definendolo pubblicamente come "un uomo di governo, che ha dimostrato con i fatti di possedere grandi capacità amministrative". Parole, queste ultime, che a dire il vero non state molto apprezzate da coloro che un tempo militavano nella Margherita, nel gruppo di Giuseppe Fioroni, che nella città dei Papi ha sempre contato qualcosa_ Mastella mette uno zampino nel governo del Cav Diserta Palermo, Raffaele Lombardo, anche nel giorno di quella che hanno definito “l'incoronazione” a governatore della regione Sicilia. Di motivi per non restare nell'isola e preferire Roma ne ha tanti, Lombardo. Curiosamente, una “traccia” delle trattative tra il Mpa e il Cavaliere, in merito alla formazione del nuovo governo, viene indicata dai mastelliani. Già, perché a Ceppaloni c'è chi ancora non dimentica i nomi di coloro che hanno abbandonato Clemente Mastella e Sandra Lonardo al loro destino, per cambiare casacca. Così raccontano che tra quelli che entreranno nell'esecutivo, con il ruolo di sottosegretario, c'è un posto per Sandra Cioffi. Che nelle precedenti elezioni era arrivata in parlamento grazie alla lista dell'Udeur. E fino a pochi mesi fa, prima della bufera che ha investito l'ex ministro della Giustizia, era un'assidua frequentatrice di casa Mastella. Poi ha scelto l'Mpa, ed è stata candidata come capolista al Senato, in Basilicata. Ma non è stata eletta. E così, giustificata come “quota rosa” e “lombardiana”, a Ceppaloni vaticinano che sarà sottosegretaria_ Rutelli ko: i rom cantano Bellaciao Gli zingari che suonano con i loro strumenti musicali nelle linee della metropolitana stanno danneggiando la campagna elettorale di Francesco Rutelli. Lui, il candidato alla carica di sindaco di Roma con il Partito democratico più la sinistra massimalista e comunista, non frequenta quotidianamente la “subway” capitolina, e non si accorge di quanti voti perde ogni volta che i rom strimpellano nei vagoni cantando a squarciagola “Bella ciao”. I decibel poi aumentano sempre di più, perché nessuno versa un obolo quando i nomadi si avvicinano ai viaggiatori per chiedere denaro, così la canzone appare ancora meno amata dal pubblico. Salendo in superficie, poi, la situazione non cambia: chi prende un taxi incontra una categoria che non ama affatto Cicciobello. L'inizio è sempre lo stesso, con il conducente che dice: "Dottò, me raccomando, se vota a Roma lo dia a Alemanno. Quello, Rutelli, con l'amichetto suo Bersani, er finto liberalizzatore, ce vogliono solo ammazzà. Ma lo sa che c'è una sentenza della Cassazione che ha condannato l'ex sindaco? Aspetti che per caso ho la copia_" Cani e gatti addobbati pro Cicciobello L'effetto era da circo Barnum: a piazza del Popolo, nel centro storico di Roma, decine di poveri cani erano stati addobbati con la scritta "io voterò per Rutelli". Un'idea che è venuta in mente a Monica Cirinnà, compagna di Esterino Montino: ma quella di trasformare i quadrupedi in "pubblicità ambulanti" non è piaciuta ad alcune animaliste, che hanno stigmatizzato l'utilizzo a fini politici delle bestiole, costrette a promuovere un candidato solo perché obbligate dal padrone. Fatto sta che pochi passi dopo, a via del Corso, si notavano alcuni fedelissimi del Pd, come Maurizio Venafro, storico capo di gabinetto in Campidoglio per Francesco Rutelli, e ora presente nella regione Lazio guidata da Piero Marrazzo, impegnati nella difficile opera di volantinaggio. Compito davvero arduo, perché i militanti venivano schivati dai passanti: e poi alcuni, rifiutando il foglietto, dicevano "no, non mi serve a niente perché io non andrò a votare", fino a quelli che dicevano: io scelgo Gianni Alemanno_.

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Appello di 150 cattolici per il centrosinistra - orazio la rocca (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

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In campo Scalfaro, Elia, Rosati, Binetti e Bachelet Appello di 150 cattolici per il centrosinistra "I governi degli ultimi 15 anni hanno reso più bella e vivibile la Capitale" ORAZIO LA ROCCA ROMA - Il mondo cattolico si mobilita per Rutelli. A 48 ore dal voto, escono allo scoperto il presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, l'ex segretario Cisl Pierre Carniti, il presidente emerito della Corte Costituzionale Leopoldo Elia, gli ex presidenti delle Acli Domenico Rosati e Franco Passuello, firmatari di un "appello al voto per Rutelli e Zingaretti" sottoscritto da politici, docenti e intellettuali legati all'associazionismo cattolico (Acli, Caritas, Azione cattolica...). Oltre 150 i firmatari, tra i quali molti parlamentari del Pd, tra cui Paola Binetti, membro dell'Opus Dei, Giovanni Bachelet, Marco Follini, il ministro Giuseppe Fioroni, Raffaela Milano, assessore delle giunte Veltroni, Cristina De Luca, sottosegretario alla Solidarietà sociale. L'appello - pubblicato a pagamento oggi su alcuni giornali nazionali - traccia una rapida sintesi di "quel modello Roma ideato da Francesco Rutelli" basato sul sostegno "alla famiglia, alle donne, ai giovani, agli anziani ed alle persone sole e bisognose, e alla sicurezza", che come cattolici - puntualizzano i firmatari - condividiamo in pieno". "Con questa iniziativa - spiega il neo deputato Giovanni Bachelet - come cittadini e come cattolici vogliamo semplicemente rendere omaggio a chi negli ultimi anni ha lavorato per rendere più vivibile ed accogliente questa nostra città, sicuri che Rutelli, forte della sua esperienza, possa continuare a renderla ancora più bella e più europea". "E' un appello nato anche dall'incontro di una pluralità di intenti maturati da una serie di incontri alla università La Sapienza, al Campus Biomedico e all'università Cattolica", aggiunge Paola Binetti, secondo la quale "Rutelli è in grado di rappresentare, per esperienza e predisposizione, quella sintesi tanto necessaria per far incontrare valori cattolici e riformismo, con un punto di equilibrio che farà bene sia al Campidoglio che al Pd". "Non solo aderisco a questo appello per Rutelli, ma lo raccomando - spiega Leopoldo Elia - perché in Rutelli c'è più affidamento democratico, che non vedo nell'altro candidato".

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Primo, la scuola ritorni centrale (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-04-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-25 - pag: 14 autore: Primo, la scuola ritorni centrale di Marco Vitale * U n grande assente del dibattito elettorale è stato il tema della scuola. Forse è stato meglio così, perché è un tema troppo complesso e importante per essere trattato con l'inevitabile superficialità di una campagna elettorale. Ma ora è necessario incominciare a parlare dei temi di grande importanza quali la scuola, la politica energetica, il sindacato come casta conservatrice. Non sono pochi i libri recenti che parlano della scuola. Ricordo ad esempio Prima di tutto la scuola di Acciarini e Sasso (Melampo 2006) nella cui prefazione Tullio De Mauro scriveva: "Imprenditori e finanzieri svegliatevi. Svegliamoci tutti. Se non vogliamo precipitare a rotoloni lungo la china di un Paese a civiltà sempre più limitata, come diceva Paolo Sylos Labini, dobbiamo inve-stire risorse intellettuali e morali, politiche ed economiche nello sviluppo del nostro sistema d'istruzione e ricerca". Ma mi aiuterò per trattare il tema con un libro appena uscito che, per certi versi, mi ha entusiasmato. Si intitola Lettera dalla scuola tradita ( Armando Editore 2008, pag. 222, euro 18). è di Giancarlo Maculotti, insegnante elementare dal 1969, laureato in pedagogia a Venezia, direttore didattico dal '91, dal '96 al '99 ha diretto la scuola italiana di Louvière e Charleroi in Belgio. Dal '94 è assessore alla Cultura e all'istruzione della Comunità montana di Valle Camonica, dove svolge un'azione molto efficace. Perché questo libro mi ha entusiasmato? In primo luogo perché è scritto da una persona che conosce profondamente le cose di cui parla. In secondo luogo perché è animato da un amore profondo e sofferto per la scuola. In terzo luogo perché è insieme un libro di critica e di speranza. In quarto luogo perché è un libro pragmatico e non ideologico. E queste caratteristiche: conoscenza, amore, consapevolezza critica, speranza, pragmatismo sono le caratteristiche fondamentali necessarie per affrontare, con successo, qualsiasi riforma importante e non solo quella della scuola. Il nuovo Governo, se vuole realizzare uno sforzo serio di modernizzazione (forse sarebbe più appropriato dire di risurrezione) della scuola italiana ha, grazie alla forte maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, la possibilità di percorrere vie nuove, pragmatiche e non appesantite dagli alibi ideologici sindacali e della sinistra. Come dice Ma-culotti: "Ciò che è sempre mancato alla scuola italiana è un approccio pragmatico e non ideologico. Misurare gli effetti di ogni intervento e poi provare a raggiungere gli obiettivi con altri metodi, se quelli utilizzati in precedenza non sono andati a buon fine, dovrebbe essere lo stile di ogni riforma. E invece no. Si propongono ogni volta panacee di tutti i mali che si rivelano rapidamente pannicelli caldi, e si continua per decenni sulla stessa onda, mentre la delusione cresce sempre di più. Una svolta è necessaria e improcrastinabile". Oltre ai dati allarmanti forniti dalle statistiche dell'Ocse,si può con ragionevole sicurezza affermare che la scuola italiana: non fornisce adeguata preparazione scientifica e, peggio, non fa amare le scienze e la matematica a tal punto che induce a non iscriversi a questi indirizzi universitari; non insegna a parlare le lingue straniere, confermando il seguente paradosso: "non so l'inglese perché l'ho studiato a scuola"; non riesce a creare passione per la lettura; non riesce ad attenuare le grandi distanze esistenti tra alunni di diversa provenienza sociale, pur avendo il rapporto più basso insegnanti-studenti, 1 a 10 contro 1 a 16 della media europea; una spesa per l'istruzione in rapporto al Pil molto elevata e comunque non lontana da quella degli altri Paesi più avanzati; un numero di ore di lezione più elevato degli altri Paesi europei esclusa l'Austria. Dall'analisi e dal racconto di Maculotti emergono alcuni punti fondamentali. Lo stato della scuola dell'obbligo è veramente molto cattivo. Se nel giro di pochi anni non si riesce a dare una sterzata forte in questo campo, come anche nell'economia, non si riuscirà a combinare niente di buono. Come ha detto il Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi: "Il deficit di istruzione è alla base della nostra mancanza di competitività " e il limite degli imprenditori italiani è dovuto al fatto di essere "molto creativi e poco istruiti". "Nessuno dovrebbe ormai avere più dubbi in Italia sull'urgenza di rimettere in moto la crescita economica... e l'istruzione è uno dei più importanti capitoli di un'azione di riforma volta a modificare il contesto in cui è inserito il sistema". La scuola non è un'isola e molte delle sue disfunzioni null'altro sono che effetti terminali di processi che hanno le loro radici in disfunzioni e mali della società. Ma la scuola, tema per tema, problema per problema, atteggiamento per atteggiamento, può contribuire, correggendo se stessa, anche a correggere la società. Ampia parte del corpo docente è veramente molto demotivato e demoralizzato. Sono numerose le testimonianze del libro che illustrano questo punto decisivo. Il più impressionante è il risultato di un'indagine condotta dallo stesso Maculotti dalla quale risulta il rifiuto del campione di docenti consultato della condivisione di progetti elaborati dal ministero della Pubblica istruzione; partecipazione affettiva al proprio compito; necessità di alimentare la docenza con vasti interessi culturali; condivisione di un senso di appartenenza all'istituzione; conoscenza dei diversi aspetti del territorio nel quale si opera. Si tratta di un quadro agghiacciante. Nonostante tale demotivazione e demoralizzazione di larga parte del corpo docente, nessuna riforma importante può essere fatta senza il coinvolgimento forte di quella parte degli insegnanti che sono disponibili a partecipare, da protagonisti, alla sfida. Un serio progetto riformatore, che veda unito Governo e minoranze riformatrici della scuola, non potrà evitare un confronto e probabilmente uno scontro con il sindacato, che è uno dei fattori principali dell'arretratezza e della cultura retriva e demoralizzante che domina nella scuola italiana. Il quadro è dunque tutt'altro che incoraggiante. * Presidente Fondazione Istud CORPO DOCENTE La demotivazione e la demoralizzazione degli insegnanti hanno raggiunto livelli impensabili.

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ESAMI DI TERZA MEDIA (sezione: Schola)

( da "Libero" del 25-04-2008)

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Attualità 25-04-2008 ESAMI DI TERZA MEDIA Ecco i test di comprensione Esami di terza media 2008: toccata e fuga di Fioroni sulla scuola, con la solita prosopopea ipocrita e becera del defunto governo. Novità: "quarta prova scritta" o "prova nazionale", che sottigliezza linguistica. Potrebbe essere, ma è una deduzione, un test di controllo generale delle due discipline cardine: italiano e matematica. Si legge di test di comprensione del brano, di conoscenze grammaticali per l'italiano e di quesiti a scelta multipla, a risposta aperta, ecc. per la matematica. Ma comprensione "de che"? Molti allievi mancano di basi, non sanno leggere, scrivere e far di conto. Le promozioni regalate con il minimo dei voti, le conclusioni disastrose degli Istituti di Ricerca la dicono lunga e sono la conseguenza di un accanimento terapeutico scolastico che ha portato ai risultati che tutti conoscono. Da anni gli allievi sono tutti ammessi agli esami, e solo un 2,1% viene bocciato alla fine del triennio. I quiz lasciamoli alla tv, si sta parlando di scuola che dovrebbe preparare al lavoro, alla vita e al futuro cittadino di domani. Annamaria De Matthias e.mail Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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No di D'Alema, la Finocchiaro non cede. Pd verso la conta? (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-04-25 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Il Loft La senatrice vuole la conferma al Senato, il ministro uscente preferisce battersi per Bersani alla Camera. Veltroni: se si perde a Roma, non mi dimetto No di D'Alema, la Finocchiaro non cede. Pd verso la conta? ROMA - Il malessere dei dalemiani ribolle dietro le quinte del Loft, mina rapporti antichi e un tempo solidi e disvela quanto profonda sia la ferita aperta nel Pd dalla sconfitta del 14 aprile. è una sfida apparentemente minore quella che vede protagonisti Massimo D'Alema, Pierluigi Bersani e Anna Finocchiaro per la presidenza dei gruppi parlamentari, una sfida che però, se il baluardo "democrat" di Roma dovesse crollare, potrebbe bruscamente rivelarsi il primo atto dell'assalto a Walter Veltroni. Il quale, con i suoi, ha già affrontato il tema dimissioni in caso di sconfitta nella capitale: "Non ci penso proprio". Eppure al quartier generale dei veltroniani lo scenario della guerra totale fa paura e infatti Ermete Realacci si è incaricato di proporre la linea della pacificazione preventiva: il "congelamento " dei capigruppo uscenti, Antonello Soro al Senato e Anna Finocchiaro alla Camera. I quali, con concordato tempismo, hanno fatto trapelare l'intenzione di restare ai rispettivi posti in nome della "coesione interna". Ma la prospettiva non è gradita a D'Alema, che continua a lavorare con forza per la candidatura di Bersani a Montecitorio. E oggi il quotidiano Il Riformista stoppa con un editoriale i due favoriti: Soro perché "non è una personalità di primo piano del Pd" e Finocchiaro per la "pessima performance " in Sicilia. Soltanto l'esito della contesa tra Rutelli e Alemanno dirà se la battaglia delle presidenze sia o meno il preludio a una disfida destinata ad accelerare la convocazione del congresso e a terremotare la segreteria di Veltroni. Certo è che le ambizioni inconciliabili di Bersani e Finocchiaro rischiano di spaccare la corrente dalemiana. Il perché si spiega con uno di quei teoremi, all'apparenza incomprensibili, generati dal matrimonio tra Quercia e Margherita. Poiché la spartizione del 2006 prevedeva un ds a Palazzo Madama e un dl a Montecitorio, se Bersani la spunta e conquista la Camera impedisce alla Finocchiaro di presiedere i senatori, perché l'incarico a quel punto spetta alla ex Margherita. Ed ecco svelata la fortissima tensione tra "Anna dei miracoli" e D'Alema, grande elettore di Bersani. Un gelo che, dicono, ha raffreddato i rapporti tra la presidente uscente e il suo vice Nicola Latorre, braccio destro del ministro degli Esteri. E così, se nessuno dei contendenti farà un passo indietro, l'unica via d'uscita sembra quella di mettere ai voti le candidature. "L'idea di andare a una conta in queste condizioni non mi sembra utilissima", avverte Realacci. E la vicecapogruppo ds a Montecitorio, Marina Sereni, spera che il braccio di ferro si risolva con la discussione: "I deputati del Pd non hanno voglia di scontro". Ma i pallottolieri hanno iniziato a girare e i veltroniani si dicono certi che "D'Alema non ha i numeri". Piero Fassino, che pure aspira a guidare il gruppo alla Camera, ritiene che "l'indicazione dei presidenti spetti al segretario" e anche Beppe Fioroni si è apertamente schierato con Veltroni. D'altronde se Soro dovesse cedere il posto, ai cattolici non resterebbe che la presidenza del Pd per Franco Marini. La proposta ufficiale per il posto lasciato vacante da Prodi non è ancora arrivata e il padre nobile degli ex Popolari mostra distacco: "Io sono vecchio, posso fare poche cose...". Monica Guerzoni Marini rifiuta l'incarico di presidente Fassino e Fioroni con il segretario: sceglie lui E Marini si tira fuori dalla successione a Prodi per la presidenza del partito: "Io sono vecchio..." Sfida La senatrice Anna Finocchiaro vorrebbe mantenere l'incarico di capogruppo a Palazzo Madama.

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Siamo grati al ministro Fioroni perchè ha rispettato gli organizzatori, non si può n (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 25-04-2008)

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Chiudi "Siamo grati al ministro Fioroni perchè ha rispettato gli organizzatori, non si può non esprimere che profondo dispiacere nei confronti del candidato sindaco Rutelli, che avrebbe avuto modo oggi (ieri, ndr) di ascoltare le espressioni più vive del mondo cattolico che lavora in frontiera a Roma". È quanto affermato dalle associazioni cattoliche e di volontariato a margine dell'incontro al quale hanno preso parte ieri il candidato a sindaco del Pdl Gianni Alemanno e il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni in rappresentanza del candidato del centrosinistra Francesco Rutelli. "L'incontro - proseguono - come possono testimoniare tutti coloro che vi hanno preso parte non aveva e non ha avuto i toni polemici di un faccia a faccia tra candidati, ma solo l'ascolto di chi sul campo giorno per giorno vive le problematiche giovanili. Questa iniziativa rappresenta l'occasione per sancire la nascita di un tavolo permanente sulle politiche giovanili al quale aderiscono da subito alcune delle maggiori realtà di ispirazione cattolica. Chiunque verrà eletto sindaco della Capitale ci auspichiamo che tenga conto delle nostre proposte e idee".

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<Il dottore "merita" l'ergastolo> (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 25-04-2008)

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Il pm ha terminato la requisitoria con la richiesta di pena più alta per GianLuca Cappuzzo, che uccise la moglie con iniezioni letali "Il dottore "merita" l'ergastolo" Un omicidio premeditato nei particolari: il veleno in poche ore non avrebbe lasciato tracce Ergastolo per Gian Luca Cappuzzo: lo ha chiesto il pm di Padova Orietta Canova a conclusione della requisitoria nel processo a carico del medico di 37 anni accusato di aver ucciso la moglie, Elena Fioroni, nella notte tra l'8 ed il 9 febbraio del 2006. Secondo l'accusa, Cappuzzo avrebbe premeditato l'omicidio della moglie, madre di due bambini, nei minimi particolari, con una "vigliaccheria machiavellica", come l'ha descritta il pm. La donna era stata avvelenata con l'etilcarbammato, un veleno potentissimo, che sarebbe scomparso dal cadavere nell'arco di poche ore. Cappuzzo immediatamente dopo la morte della moglie, attraverso due sms spediti dal cellulare della donna da cui era separato da alcuni mesi, aveva cercato di inscenarne il suicidio.A pagina III.

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IN BREVE (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 25-04-2008)

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MONTEBELLUNACerimonia per il 25 aprileOggi, 25 aprile, il Comune di Montebelluna organizza una cerimonia per ricordare il 63° anniversario della Liberazione. Alle 9.15 ci sarà il raduno dei partecipanti presso il Duomo di Montebelluna e, alle 9.30, verrà celebrata la Ss. Messa a suffragio dei caduti. Conclusa la funzione alle 10.30 verrà deposta una corona di alloro al cippo delle scuole Marconi a cui seguirà l'inizio del corteo lungo Corso XXX Aprile. Alle ore 11.10 ci sarà il ritrovo presso il palazzo del Municipio e la deposizione di una corona d'alloro sulla lapide dei Caduti per la Libertà e presso il monumento dei caduti in Piazza Garibaldi. Seguirà il discorso del Sindaco di Montebelluna Laura Puppato e di un rappresentante della Resistenza. Al termine autorità e rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma andranno a deporre corone di alloro presso: il Cimitero del Capoluogo (tomba dei Partigiani e Lapidi dei Caduti 1940-1943), lapidi dei X Martiri, il monumento ai Mutilati ed Invalidi, il monumento Internati, il Monumento di Caonada, la lapide al Cippo Caduti Partigiani in Via Gen. Fiorone (presa 18) e l'Ossario di S.Lucia a Biadene.Gemellaggio cicloturisticoOggi, 25 aprile, alle 8, sul sagrato del Duomo partenza per Oberkochen del raid del Colle - Jolly Montebelluna. Alle 8 avrà luogo sul sagrato del Duomo la benedizione della squadra in partenza alla presenza di un mezzo della Protezione Civile. La partenza è prevista per le 9 al suono della banda musicale.Chiusura IncontraComuneDomani, sabato 26 aprile, lo sportello IncontraComune, di cui fanno parte l'Ufficio Anagrafe, Pubblica Sicurezza, Urp e QuiEnel rimarrà chiuso. Le denunce di infortunio sul lavoro, le comunicazioni di cessione fabbricato o di ospitalità potranno essere inviate tramite raccomandata A.R e farà fede la data impressa sul timbro postale. L'Ufficio di Stato Civile resterà regolarmente aperto.Gemellaggio cicloturisticoOggi alle 8 sul sagrato del Duomo partenza per Oberkochen città gemellata con Montebelluna del raid del Colle - Jolly presieduto da Angelo Pasqualin. Dopo la benedizione alla presenza delle autorità locali e della banda partenza alle 9 con al seguito numerosi sostenitori.PEDEROBBAAnniversario della ResistenzaSolenne celebrazione a Pederobba del 25 aprile. Dopo la S. Messa presso la chiesa di Pederobba alla presenza del consigliere provinciale dell'associazione ex internati, il commendator Zeno Buratto, del presidente della sezione di Pederobba Rino Sartori ed i superstiti e reduci, l'associazione ex internati consegnerà il labaro all'amministrazione comunale perchè se ne renda fedele custode e prodiga testimone verso le generazioni future. A tutti verranno distribuiti degli opuscoli di rievocazione storica. La cerimonia sarà tinta di tricolore che scenderà dal cielo grazie al sorvolo di un appassionato aviatore pederobbese.

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L'accusa chiede l'argastolo per il medico-killer reo confesso (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il" del 25-04-2008)

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PADOVA - Ergastolo per Gian Luca Cappuzzo: lo ha chiesto il Pm di Padova, Orietta Canova, a conclusione della requisitoria nel processo a carico del medico di 37 anni accusato di aver ucciso la moglie, Elena Fioroni, nella notte tra l'8 ed il 9 febbraio del 2006.Secondo l'accusa, Cappuzzo avrebbe premeditato l'omicidio della moglie, madre di due bambini, nei minimi particolari, con una "vigliaccheria machiavellica", come l'ha descritta il Pm. La donna, secondo quanto stabilito dal consulente tecnico dell'accusa Santo Davide Ferrara, tossicologo, era stata avvelenata con l'etilcarbammato, un veleno potentissimo, che sarebbe scomparso dal cadavere nell'arco di poche ore.Cappuzzo immediatamente dopo la morte della moglie, attraverso due sms spediti dal cellulare della donna da cui era separato da alcuni mesi, aveva cercato di inscenarne il suicidio. L'autopsia, eseguita tempestivamente, e le indagini condotte dagli uomini della squadra mobile, diretta dal vice questore aggiunto Marco Calì, però avevano permesso di individuare il marito come responsabile della morte.L'uomo aveva confessato il delitto solo alcuni mesi più tardi. Ora tocca ai legali di parte civile, gli avvocati Paola Bordin Boev e Roberto Boev. Seguirà, matedì prossimo, l'arringa del difensore di Cappuzzo, l'avvocato Giovanni Chiello. La sentenza è attesa lo stesso giorno.

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Loft divisioni nello staff. Realacci per il congelamento, Tonini per il ricambio. allarme per rutelli (sezione: Schola)

( da "Riformista, Il" del 25-04-2008)

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Loft divisioni nello staff. Realacci per il congelamento, Tonini per il ricambio. allarme per rutelli La corsa dei capigruppo, spunta il Fioroni-Morando "Dobbiamo dare un segnale chiaro di cambiamento". Giorgio Tonini, membro dell'esecutivo del Pd, da sempre vicino a Walter Veltroni, non usa giri di parole. E, prendendo spunto dalla posizione espressa dal Riformista sul dossier-capigruppo (la trovate a pagina 2), fa anche i nomi: Beppe Fioroni per la guida del gruppo di Montecitorio ed Enrico Morando per quello di palazzo Madama. "La presidenza del gruppo alla Camera - è il ragionamento di Tonini - non dovrebbe andare a un ex Ds. Immaginate Veltroni, D'Alema, Fassino... Tutto lo stato maggiore della vecchia Quercia a Montecitorio con un capogruppo che viene dai Ds? Troppo. Dobbiamo dare un segnale al mondo cattolico. Abbiamo aperto all'Udc ma non possiamo sminuire quelli che vengono dalla Margherita". Morale? "L'uomo giusto per la presidenza del gruppo alla Camera - è la conclusione di Tonini - è Beppe Fioroni". Per un ex diellino che occupa la casella di Montecitorio, c'è un ex diessino a cui tocca la guida del gruppo di palazzo Madama. "Il candidato migliore - aggiunge il responsabile Economia del Loft - è Enrico Morando", presidente uscente della commissione Bilancio e soprattutto - sottolinea Tonini - "estensore del programma del Pd". A quarantott'ore dai ballottaggi di Roma, l'uscita di Tonini sembra spezzare il coro veltroniano. Infatti tanto il segretario quanto Goffredo Bettini, nelle loro conversazioni riservate, non hanno mai fatto mistero di privilegiare le riconferme di Anna Finocchiaro e Antonello Soro. "Per quanto riguarda la vicenda dei capigruppo - ha detto Ermete Realacci a Radio radicale - visto che siamo in una fase abbastanza convulsa, penso sia ragionevole avere almeno un periodo di riconferma dei capigruppo uscenti. Peraltro, Soro era stato nominato solo da pochi mesi". In un'intervista che uscirà domani su Europa , lo stesso Soro ha fatto un passo in avanti: "Io e Anna Finocchiaro diamo la nostra disponibilità". I pochi che gli hanno parlato giurano che questa, almeno a ieri pomeriggio, era l'opzione di Franco Marini. Che ieri si è schermito di fronte all'ennesima domanda dei cronisti sulla presidenza del partito ("No, io sono vecchio. Quindi voglio fare poche cose") ma continua a "subire" il pressing dei tanti - Veltroni in testa - che gli chiedono di accettare l'alta carica. Lo schema delineato al Riformista da un popolare di rango parte da un presupposto: "Alla Camera gli ex ds hanno l'autocandidatura di Bersani ma anche le manovre di Piero Fassino, che gioca per sé stesso. Di conseguenza, a noi tutti conviene tenere calme le acque e congelare la pratica fino alle Europee". Fino a quando, cioè, "moltiplicheremo i posti a nostra disposizione e avremo qualcuno da spedire a Bruxelles". "Tutte le soluzioni devono passare dalla libera scelta dei parlamentari", si insiste nella cerchia di collaboratori di Bersani. Ma la sensazione è che i dalemiani, un eventuale ticket Fioroni-Morando, non lo accetterebbero di buon grado. Anzi. La riassunzione di Finocchiaro e Soro "a tempo determinato" (fino al 2009) viaggia di pari passo con le speranze del Pd di vincere il ballottaggio di Roma. Se Rutelli non dovesse farcela, per usare una metafora cara a Goffredo Bettini, "dentro il partito ci saranno delle braci che potrebbero ri-alimentarsi". Con conseguenze tutte da valutare, che inizierebbero a maturare già in sede di ufficio politico (convocato per inizio settimana). Chi gli ha parlato ieri giura di essersi trovato davanti un Veltroni ancora scottato dalle aspettative deluse del 14 aprile. "Secondo me Rutelli dovrebbe farcela", ha detto il segretario a un fedelissimo. "Anche se è meglio non gettare il cuore oltre l'ostacolo, visti i recenti errori di calcolo...", ha aggiunto a margine. Se Alemanno dovesse aggiudicarsi la disfida del Campidoglio, nel mirino dei tanti malpancisti del Pd finirebbe senz'altro Goffredo Bettini. Al coordinatore non piace "la perenne atmosfera da 8 settembre" che si respira in un partito in cui "molti non riescono a tenere botta". In più, a due giorni dalla riapertura dei seggi romani, dentro il Loft si torna a discutere della scelta del candidato per il Campidoglio. Rutelli viene considerato un ottimo sindaco; ma - è la percezione che si ha ai piani alti del Pd - rischia di pagare oltremodo per l'etichetta di vicepremier del governo Prodi. Tommaso Labate 25/04/2008.

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