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toARTICOLI DEL 24 settembre 2008
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Articoli
Scuola (62)
Mostre e incontri
( da "Eco
del Chisone" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro a cura della Commissione scuola del Pd vinovese dal titolo "Scuola day" sul tema della riforma del ministro Gelmini. SABATO 27 Pinerolo: chiesa della B.V. Maria del monte Carmelo al Colletto, ore 9, apertura del convegno di studi per i 500 anni di fondazione "Il Colletto di Pinerolo: mezzo millennio di storia, arte e devozione". Presiede il prof. Giovanni Grado Merlo.
Terza
media, cancellato il '68 ( da "Italia Oggi"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per la Gelmini, un confronto, quello parlamentare, "sereno", di collaborazione tra maggioranza e opposizione. Non la pensa così il centrosinistra. "Abbiamo detto alla Gelmini", spiega Manuela Ghizzoni, capogruppo in commissione del Pd, "che non c'è nessun dialogo e lei ci ha risposto che non possiamo invocare il dialogo mentre organizziamo le piazze"
Rivolta
nelle scuole: <Diserteremo il Festival della scienza>
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini. Ad applicarla - dopo aver trovato piena solidarietà, dicono, dei genitori alcuni dei quali si sarebbero dichiarati disponibili a sostituirsi ai maestri, accompagnando le scolaresche perché non vengano private di una esperienza che le attrae molto - sono gli insegnanti che lavorano nei Circoli Didattici Maddalena e Montaldo e nella scuola primaria Ariosto di Rivarolo.
Questi
soldi andavano spesi in altro modo
( da "Unita,
L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: con i tagli e le riforme messi in atto dal ministro Gelmini la scuola italiana è destinata a trasformarsi sempre di più nel fanalino di coda della cultura europea. E, d'altra parte, nonostante la grave crisi occupazionale in atto nel Paese, il documento di programmazione economico-finanziaria dell'Esecutivo, non contiene alcuna indicazione di politiche per lo sviluppo,
Sparirà
il Latino dai licei scientifici ( da "Unita, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Di fatto, la Gelmini fa una chiamata in correo su una responsabilità che è invece di governo. Stop alla co-docenza e al "contenimento dell'attività in compresenza nelle scuole superiori tra docenti di teoria e insegnanti tecnico-pratici di laboratorio". Cioè, meno qualità e ore laboratorio.
Maestro
unico la nuova protesta è una "fioccolata"
( da "Repubblica,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: obiettivo resta sempre lo stesso: la riforma Gelmini. Il corteo, che vede già l'adesione degli istituti del 6° e 7° municipio, partirà venerdì dalla Iqbal Masih, istituto capofila della protesta, e arriverà a viale Agosta dove ci sarà un dibattito e uno spettacolo. Intanto continuano le riunioni nelle scuole romane contro il maestro unico.
Scuola,
la scure su bidelli e segretari - salvo intravaia
( da "Repubblica,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Il dato è contenuto nel "Piano programmatico" che dà attuazione all'articolo 64 (quello riguardante la scuola) della manovra economica estiva. I presidi parlano di "disastro". Il corposo documento traccia le linee generali che consentiranno al governo Berlusconi di risparmiare sulla scuola otto miliardi di euro in tre anni.
Scuola,
dalle parole ai fatti - franco buccino
( da "Repubblica,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini, dopo la lunga estate di esternazioni, deve presentare al Paese tabelle, provvedimenti attuativi di leggi e decreti. Ancora più arduo a me sembra il compito dei sindacati, chiamati a gestire e coordinare la protesta dei lavoratori e dei cittadini.
REGGIO
pag. 5 Senza titolo Al teatro Piccolo Orologio si discute della riforma DOMANI
alle 21 al tea... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la riforma del ministro Gelmini con il maestro unico, il voto in condotta, la riduzione del tempo scuola. All'incontro interverranno Beniamino Lami, della segreteria nazionale Flc-Cgil; Piergiorgio Bergonzi, responsabile nazionale scuola Pdci; Gennaro Loffredo, responsabile nazionale scuola Prc e Paola Tramezzani, della segreteria nazionale del Coordinamento genitori democratici.
<Studenti
di sinistra> contro i tagli ( da "Nazione, La (Siena)"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. "Invece di pensare ? afferma Davide Cipullo, membro senese della direzione nazionale di Studenti di Sinistra ? a come risolvere i problemi strutturali delle scuole italiane, la Gelmini trascorre il suo tempo a far tornare indietro il mondo della scuola, reintroducendo norme obsolete e ormai fuori corso".
<I
voti? Nessuno si è chiesto se c'era il bisogno>
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Insegnanti di Reggio scende in cmapo contro le nuove disposizioni del ministro dell'Istruzione Gelmini. Domani sono previste due assemblee provinciali presso la palestra dell'Istituto commerciale "Kennedy", e il 28 settembre, dalle 18 si terrà uno spettacolo in piazza Fontanesi, in collaborazione con la Confconsumatori di Reggio. "Si ritorna anche ai voti ed al voto in condotta ?
<Bocciato
per cattiva condotta? Se accade vado a Lourdes a piedi>
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Di Gelmini
non una, ma cento ce ne vorrebbero! Ma signota professoressa dove troverà quel
professore kamikaze disposto a suicidarsi per un
I
maestri cattolici contro la Gelmini <Educare non è un capitolo di
bilancio> ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 5 I maestri cattolici contro la Gelmini "Educare non è un capitolo di bilancio" LA PROTESTA "IL RITORNO del maestro unico nella primaria pare non tener conto dei risultati positivi della scuola elementare, unica a non essere relegata agli ultimi posti nelle valutazioni internazionali sui sistemi di istruzione".
E
sabato tutti in piazza: studenti, operai e centri sociali
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: le proteste sulle riforme della scuola attuate dalla Gelmini sono tutt'altro che accantonate: i sindacalisti vogliono evitare che, in un triennio, rimangano a spasso circa 800 insegnanti precari in provincia. E già il 15 settembre scorso avevano organizzato un sit-in alla "Pirandello" di via Nanterre, assieme a Cisl, Uil e Snals.
CI
sono settori in cui è necessario ridurre le spese e, soprattutto, gli spr
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini, che per la sola provincia di Pesaro e Urbino significano la riduzione di 354 insegnanti (dati del "Sole24Ore" del 30 giugno) e con la previsione dell'aumento del numero di studenti per ogni insegnante, i piccoli Comuni saranno i luoghi in cui le ripercussioni di queste scelte improvvide si faranno sentire più pesantemente e si tradurranno in multiclassi diffuse se non,
La
Cgil in corteo contro il caro vita
( da "Stampa,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: siam piccini e non ci piace la scuola della Gelmini" mentre il pubblico impiego avrà cartelli con battute polemiche sui "fannulloni". Ma forte è anche la polemica contro la posizione sui contratti della Confindustria che, sostiene la Cgil, "vuole cancellare la contrattazione e il sindacato dai luoghi di lavoro".
Mamme
e papà in assemblea per dire no al maestro unico
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Insomma, niente riforma Gelmini. Ieri erano più di venti, tutti genitori di alunni delle scuole elementari di Sassari, che si sono riuniti in un comitato, pronti a scendere in piazza insieme ai maestri per dire no alle novità che dovrebbero entrare in vigore dal prossimo anno scolastico.
Appuntamenti
( da "Giornale
di Brescia" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: confermato il Presidente Alberto Gelmini, che curerà anche i rapporti con i Circoli affiliati, i loro Presidenti e Maestri; Vice-Presidente è Marco Foriani con l'incarico di responsabile dei Campionati del Settore Under. I consiglieri: Gianni Capacchietti, responsabile e referente del Circuito "Orsa Maggiore" e dei rapporti con le Istituzioni e sponsors;
Pronto
un ciak per la Gelmini ( da "Giornale.it, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Mariastella Gelmini attraverso l'etere. Il regista Pappi Corsicato era infatti ospite all'Alfonso Signorini show, in onda su Radio Monte Carlo. "Vorrei che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - spiega Corsicato a Signorini - interpretasse il ruolo di protagonista nel mio prossimo film, a fianco di Caterina Murino.
La
più bella del Parlamento? Prestigiacomo batte Carfagna
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: risultano le new entry della politica Mariastella Gelmini (11,9%) e Michela Vittoria Brambilla (3,2%), ma anche le parlamentari di lungo corso Gabriella Carlucci (7,3%) e Alessandra Mussolini (7%). Diva e Donna chiede anche "in che ruolo immaginano la parlamentare più bella?". Il 3,8% indica quello di moglie, più di un terzo del campione (37,2%) la vorrebbe come amante.
Scuola
di sicurezza: due ministri e i vertici della Protezione civile al Fermi di Salò
( da "Giornale
di Brescia" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini; ai giovanissimi, in quanto "motore della sicurezza collettiva", dedicherà il suo intervento l'on. Giuseppe Zamberletti, presidente della commissione "Grandi rischi" e a Guido Bertolaso, capo dipartimento nazionale della Protezione Civile, è affidata la relazione su "La cultura della percezione del rischio e dell'
La
rivolta delle Comunità montane snobbate dai ministri
( da "Giornale
di Brescia" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: erano attesi fra gli altri i ministri Mariastella Gelmini, Raffaele Fitto e Giulio Tremonti. Nessuno di loro si è presentato, nemmeno con un fax: unico ad esserci per il Governo quel Daniele Molgora che sulle vicende della Valle Sabbia, bisogna dirlo, non si è mai tirato indietro. Il sottosegretario non solo si è assunto il compito ingrato di chiarire ciò che si sospettava da tempo,
Un
grave errore tagliare sulla scuola
( da "Corriere
del Veneto" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: PRIMAPAGINA - data: 2008-09-24 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il commento Un grave errore tagliare sulla scuola di UMBERTO CURI In visita sabato scorso a Venezia, il ministro Mariastella Gelmini si è detta scandalizzata per essere stata accolta da una manifestazione ostile di insegnanti, allievi e genitori. A PAGINA 21.
Petrucci
replica a Crimi: <Non sono il Castro dello sport>
( da "Corriere
della Sera" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: puntualizza Petrucci - che ho un appuntamento con l'onorevole Gelmini per i prossimi giorni". Crimi e Petrucci si trovano d'accordo solo su una cosa, su un'eventuale uscita a cena. "Ha ragione Crimi - l'ultima goccia di veleno di Petrucci - anch'io se dovessi scegliere tra lui e la Granbassi, andrei a cena con Margherita".
Sit-in
davanti alla Prefettura in difesa della scuola pubblica. Aderiscono i genitori
di alunni disabili ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e il ministro Gelmini cosa vuol cambiare per prima cosa e con decreto legge? La scuola elementare. Il minimo che si possa chiedere sono le sue immediate dimissioni. Il decreto riduce l'orario di lezione, abbassandolo a 24 ore settimanali; il tempo pieno verrà sostituito, se ci saranno le condizioni, da un po' di doposcuola,
Tagli
alla scuola, l'isola si divide ( da "Nuova Sardegna, La"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: accordo unitario contro il piano del ministro Gelmini Tagli alla scuola, l'isola si divide La Giunta presto a Roma. Mongiu: battaglia caso per caso CAGLIARI. Il consiglio regionale della Sardegna ha approvato con 42 voti della maggioranza una mozione sui tagli alla scuola e dato mandato alla giunta Soru di contrastare il piano del ministro della Pubblica istruzione Gelmini.
Cgil,
Cisl e Uil contro la Gelmini: assemblee e sciopero
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cisl e Uil contro la Gelmini: assemblee e sciopero I tre sindacati confederali della scuola hanno varato la campagna contro la Gelmini e la sua riforma. I direttivi unitari di Flc/Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola di Treviso, riuniti in seduta comune al "Palladio", hanno proclamato le iniziative di lotta, con un durissimo docomento chre definisce "
IL
TRAMONTO DI YUPPI DU ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: annuncio di riforma delle elementari da parte del Ministro Gelmini, che prevede la reintroduzione del maestro unico, autorevoli rappresentanti della maggioranza hanno stigmatizzato il provvedimento come didatticamente inopportuno; poi come praticamente disutile, dal momento che, se è vero che il numero di insegnanti per ciascuna classe è oggi eccessivo, è altrettanto vero che,
Scuola/
Friuli,indagini forze ordine su proteste contro
( da "Virgilio
Notizie" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini. La denuncia, in una interrogazione alla Giunta regionale friulana, è del consigliere regionale Mauro Travanut. L'esponente del Partito Democratico ricorda come "in molte scuole primarie del Friuli Venezia Giulia la protesta civile da parte degli insegnanti ha avuto le stesse modalità, così come è avvenuto,
Curtatone,
pacinotti e gandi unite in un consiglio di istituto aperto
( da "Tirreno,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Si condannano le disposizioni volute dai ministri Gelmini e Tremonti, che prevederebbero una riduzione di insegnanti e di ore di offerta formativa e l'annullamento delle esperienze del tempo pieno. "Si discute di voti e grembiuli mentre in realtà si tagliano risorse. Si tagliano soldi e tempi alla scuola pubblica per favore quella privata.
GELMINI:
"BONUS AI DOCENTI FINO A 7MILA EURO"
( da "TGCom"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bonus ai prof fino a 7mila euro" Ministro Gelmini su riforma scuola I primi premi di produttività per i docenti arriveranno dal 2010-2011. Nel 2012, invece, saranno oltre 250 mila gli insegnanti che riceveranno un bonus annuo fino 7mila euro lordi. Lo dice il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini a Bruno Vespa nel libro "Un'Italia diversa.
La
<sinistra tolleranza> di Forza Italia Sul sito azzurro gli insulti a
Silvio ( da "Corriere.it"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini "al rogo!" ; Brunetta "c'è Biancaneve che ti aspetta!" ; e ovviamente la Carfagna, su cui si preferisce non infierire. Ma il protagonista è lui: il nano, nanetto, nanottolo, nanerottolo, nano di Stato, nano trapiantato, nano pappone, solo per restare alla statura.
Brilla
la "stella" di Rai Uno ( da "Opinione, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: nella prima parte della trasmissione e del sistema scuola nella seconda: in studio anche Fabio Berti (Presidente Anpac) e il ministro Gelmini che dibattono davanti a una platea di 1.478.000 telespettatori, pari al 15,73% di share. Non decolla su Italia 1 la serata Doc. In prime time appuntamento con la quarta season di "Grey's anatomy" che al primo episodio segna una media di 2.
Vespa
sempre uguale a se stesso ( da "Opinione, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: nel contesto proviene proprio dal ministro Mariastella Gelmini ivi presente, che è talmente fuori contesto che cerca di sovrapporsi al buon Panini anche se lui è lungi, per il momento, dall'andarle contro. Viene fuori che qualcosa non sta andando per il verso giusto, e Vespa indice piccoli, istantanei sondaggi sull'umore del governo a riguardo, affidandone l'esecuzione materiale e,
Manifestazione
per la scuola stamattina la protesta del pd
( da "Nuova
Venezia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: appuntamento è per oggi alle 12 alla scuola Goldoni di via Trento per dire no al decreto Gelmini che impone il ritorno del maestro unico. Il Pd, infatti, ha deciso di organizzare una protesta con distribuzione di volantini ai genitori. Alla manifestazione saranno presenti anche il sindaco di Martellago Giovanni Brunello e l'assessore comunale all'Istruzione Marco Garbin.
Conservatorio,
sindacati e professori in scontro aperto con il direttore battel
( da "Nuova
Venezia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, chiedendo un'ispezione urgente all'istituto, "considerando anche l'ipotesi di un commissariamento del Conservatorio, al fine di assicurare un sereno e corretto inizio dell'anno accademico". Ieri il direttore ha convocato il Collegio dei Docenti per formare la commissione elettorale in vista delle elezioni che - da oggi e per tre giorni -
È
presto per promuovere il governo ( da "Avanti!"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione del ministro Gelmini - molto discusso e l'approvazione del federalismo fiscale, potranno segnalarci la vera ed effettiva sintonia tra l'azione del governo Berlusconi e il paese. In particolare, il provvedimento fiscale, una volta approvato definitivamente, dovrà convincere in profondità e fare i conti con un elettorato meridionale,
Assemblea
contro i tagli nella scuola ( da "Tirreno, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: della scuola contro i tagli previsti dal governo Berlusconi e dal ministro Gelmini (8 miliardi di euro nel triennio 2009/2011), la reintroduzione del maestro unico e la riduzione dell'orario nella scuola primaria e contro la politica di privatizzazione e di "smantellamento" della scuola pubblica. "La protesta - dicono i Cobas - non riguarda soltanto la categoria degli insegnanti,
Contestazione
strumentale ( da "Tirreno, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Questo contro il ministro della Pubblica Istruzione Gelmini. I consiglieri comunali di Forza Italia di San Giuliano Riccardo Maini e Giuseppe Tizzanini ritengono giusto difendere e sostenere il decreto contro quella che definiscono "una campagna di disinformazione che il Partito Democratico e la sinistra estrema stanno conducendo".
Decreto
istruzione e Università: chieste sostanziali modifiche
( da "Sestopotere.com"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: A Maria Stella Gelmini si chiede, inoltre, di non dequalificare il segmento formativo – la scuola elementare – che più ha dimostrato di funzionare, e di investire maggiori risorse, premiando merito e impegno, nella scuola secondaria, dove sono maggiori le criticità, rilevate anche dall'Ocse, che evidenzia come l'Italia sia sotto la media europea per spesa pubblica,
MARTELLAGO
Pd mobilitato contro il decreto Gelmini A mezzogiorno sit-in alla scuola
"Goldoni" ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in campo anche a Martellago contro il Decreto Gelmini che reintroduce il maestro unico e organizza una manifestazione di protesta per oggi, alle 12, all'istituto comprensivo Goldoni in via Trento."Si tratta di uno degli appuntamenti che stiamo promuovendo in tutto il Veneto per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle conseguenze che il decreto avrà sul livello qualitativo dell'
(i.t.)
Dove va la scuola italiana? È questo il tema
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a firma del presidente del circolo Acli, Lino Dall'Agnol, ha l'obiettivo di esaminare la situazione del mondo scolastico italiano dopo la riforma del ministro Gelmini: dal ripristino di grembiule, voti e voto in condotta, alla reintroduzione del maestro unico, dall'aumento degli alunni per classe all'accorpamento di scuole.
(r.
br.) Il muro contro muro tra il direttore del
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Uil e Unams che avevano chiesto al ministro Mariastella Gelmini di inviare un'ispezione, valutando anche la possibilità di commissariare l'istituzione. Battel, da parte sua, aveva ribattuto con un'altra lettera al ministro in cui accusava i sindacati di istigare i professori a non fare il loro dovere e chiedeva a Roma di intervenire sul collegio dei professori.
LA
RIFORMA DELLA SCUOLA HA UNITO PROFESSORI E ALUNNI NEL FRONTE DELLA PROTESTA, MA
IL SUO SEX APPEA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 24-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo conferma Pappi Corsicato ai microfoni dell'"Alfonso Signorini show" su Radio Montecarlo: "Vorrei che il ministro dell'Istruzione Gelmini interpretasse il ruolo di protagonista nel mio prossimo film, a fianco di Caterina Murino. È una donna di grande sex appeal".
All'U'Brecche
tornano gli Anni '80 ( da "Stampa, La"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sanremo Al casinò si esibisce il duo di piano-bar Reddy Bobbio-Carla Gelmini. A "El Patio", alla Foce, serata con il Dj Style. Info 3382291766. Videomusic al Sax Pub. Musica allo Zelig, Big Ben, Kermesses e Victory. Karaoke al New Malatesta e al Cool Banana. Lap-dance all'En Plein. Sexy-spettacoli allo Whisky, Gohà e Piper.
Alitalia,
abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
Veltroni
"grande elettore" degli immigrati e Fini apre
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
Avviso
ai bloggers, finalmente in vacanza
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
Walter
fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
Girotondo
attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
CINEMA
Pappi Corsicato: <Vorrei il ministro Gelmini
( da "Gazzettino,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Vorrei il ministro Gelmini ... CINEMAPappi Corsicato: "Vorrei il ministro Gelmininel mio prossimo film, possiede sex appeal""Vorrei Mariastella Gelmini nel mio prossimo film". Questa è l'inattesa rivelazione che il regista Pappi Corsicato (foto), di ritorno dalla 65esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia dov'era in concorso con il film "
Negli
ultimi anni solo l'immobiliare ha fatto
( da "Gazzettino,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: tra cui i sindacati degli studenti) e da molteplici forze politiche, alla ministra Gelmini nell'esercizio delle sue funzioni e ai provvedimenti presi dalla stessa negli ultimi mesi, sono un'espressione di democrazia che mettono la ministra sullo stesso piano di politici e ministri uomini e nulla hanno a che vedere con la persona.
La
riforma "taglia" quasi trecento posti nelle scuole
( da "Stampa,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini, perché quando dice che coi soldi risparmiati si potranno egualmente mettere a disposizione risorse per il tempo pieno, non ci tornano i conti; non sono state investite risorse per questo obiettivo. C'è poi un altro argomento, ed è quello delle decisioni prese per decreto legge, senza una consultazione preventiva dei docenti e senza nessuna discussione parlamentare.
Scuola/
Pd a Maroni: Indagini su maestre? Gesto
( da "Virgilio
Notizie" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: insegnanti che hanno manifestato con il lutto al braccio contro la riforma della scuola del ministro Gelmini". "Se fosse confermato l'inizio di tale attività investigativa - commenta Coscia - saremmo di fronte ad una reazione inaccettabile, intimidatoria ed anti-democratica nei confronti di cittadini che hanno manifestato pacificamente la loro contrarietà ad alcune politiche del governo".
Sì
all'ordine del giorno contro i tagli sulla scuola
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: schierarsi decisamente contro i provvedimenti del ministro Gelmini. Riforma che invece viene apprezzata da Raffaele Farigu (Sardegna socialista), perché "costituisce una proposta di vero cambiamento del Paese". Nel suo intervento, l'assessore Maria Antonietta Mongiu ha ribadito la necessità di "una battaglia comune sulle "rivendicazioni per la scuola sarda", chiedendo a tutti di "
Riforma
scolastica in Barbagia vuol dire pluriclassi
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: innescate dalle disposizioni in materia di riorganizzazione scolastica prevista dalla riforma Gelmini e dai tagli della Finanziaria, che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di molti istituti. In particolare, nei paesi delle zone interne, dove sempre più di frequente si sta facendo ricorso al sistema delle pluriclassi pur di scongiurare la chiusura delle scuole con pochi alunni.
Brunetta,
a quando la smentita? ( da "AprileOnline.info"
del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dopo il ministro Gelmini (che è nata a Bergamo e risiede a Milano) che ha accusato i docenti meridionali di ignoranza mentre lei è andata a Reggio Calabria per sostenere gli esami di abilitazione alla professione forense perché quella sede vanta la più alta percentuale di promossi, un altro ministro di Berlusconi faccia applicare ad altri le regole che lui stesso non rispetta.
Scuola/
Pd: Commissione boccia maestro unico: manca
( da "Virgilio
Notizie" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pd tornando a definire il decreto Gelmini sulla scuola "una norma frettolosa che umilia la scuola pubblica. "La commissione Bilancio della Camera - riferisce la parlamentare Pd Manuela Ghizzoni - nell'esprimere il proprio parere al decreto Gelmini ha evidenziato l'assenza di coperture finanziarie per la norma che introduce il maestro unico e riduce il tempo scuola a sole 24 ore"
No
al presidio di Cisl, Uil e Snals L' 11 ottobre un corteo a Roma
( da "Stampa,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Anche noi comunque siamo assolutamente contrari ad alcuni provvedimenti decisi dal ministro Gelmini, a cominciare dal ritorno al maestro unico. Le ragioni sono di vario genere, didattiche, culturali ed anche di organico, perché questo comporterà una riduzione consistente degli operatori della scuola. Ma la ragione più importante resta quella della qualità dell'offerta scolastica".
( da "Eco del Chisone" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
MOSTRE DOMENICA 28
Piobesi: biblioteca comunale, ore 10,30, inaugurazione della mostra
"Torri, finestre e altre storie" di Paola Adornato, nell'ambito della
Sagra del pane. PROSEGUONO Bardonecchia: Palazzo delle feste, "Alpi da
scoprire. Arte, paesaggio, architettura". Fino al 26/10. Orari: mar.-dom.
ore 10-19. Info: www.alpidascoprire.com. Exilles: tra le mura del Forte,
"Alpi da scoprire. Arte, paesaggio, architettura". Fino al 26
ottobre. Orari: mar.-dom. ore 10-19. Info: www.alpidascoprire.com. Pinerolo:
Grand hotel Relais Barrage (stradale S. Secondo 100), "Identidades",
i colori dell'Uruguay, personale di Coco Cano. Fino al 6 ottobre. Orario:
apertura del Grand hotel. Info: www.relaisbarrage.com. Susa: Museo diocesano,
"Alpi da scoprire. Arte, paesaggio, architettura", mostra itinerante
sullo spazio alpino: 650º anniversario del Trittico del Rocciamelone, la
spiritualità legata alle vette. Fino al 26 ottobre. Orari: mar.-dom. 10-19.
Info: www.alpidascoprire.com. Villar Pellice: ecomuseo Feltrificio Crumière,
mostra fotografica "L'arcobaleno dei Maya" di Gianni Vecchiato.
Orari: sab.-dom. e fest. 15-18. Fino al 3 ottobre. Info: 0121 930.259. INCONTRI
MERCOLEDI 24 Cantalupa: ristorante tre Denti (via Roma 18), ore 20,30, cena
letteraria. Incontro con gli autori Piera Egidi e Giorgio Bouchard per la
presentazione dei libri: "Nuovi incontri" e "Un evangelico nel
lagher". VENERDI 26 None: palazzo comunale, ore 21, presentazione del
libro "I caterinesi" di Giuseppe Lo Vetere con Lillo La Placa e
Giuseppe Gangi. Pinerolo: biblioteca Alliaudi, ore 20, per la Festa nazionale
dei lettori presentazione del libro: "Le ragazze di Benin City. La tratta
delle nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d'Italia" di Laura
Maragnani. Piobesi: locali Ifse, ore 18, nell'ambito della Sagra del pane,
"Dalla mitologia del dio Vulcano a oggi, pizza e focaccia cibo povero
amato da tutti". Info: 011 965.0447. Vinovo: sala Consiglio comunale, ore
18, incontro a cura della Commissione scuola del Pd
vinovese dal titolo "Scuola day" sul tema della riforma del ministro Gelmini. SABATO 27 Pinerolo: chiesa
della B.V. Maria del monte Carmelo al Colletto, ore 9, apertura del convegno di
studi per i 500 anni di fondazione "Il Colletto di Pinerolo: mezzo
millennio di storia, arte e devozione". Presiede il prof. Giovanni Grado
Merlo. Pinerolo: teatro Sociale, ore 20,45, presentazione del volume
"La Costituzione della Repubblica italiana", pubblicato dal Comune di
Pinerolo. Interverrà il sen. Elvio Fassone. Ingresso libero. Torre Pellice:
biblioteca Levi (via R. D'Azeglio 10), ore 16, per la Festa nazionale dei
lettori presentazione del libro "Le ragazze di Benin City. La tratta delle
nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d'Italia" di Laura Maragnani.
MARTEDI 30 Pinerolo: Società del mutuo soccorso, ore 20,30, incontro con
Cristiana Gariglio Vivalda sul tema "Ascoltare e vivere il linguaggio dei
suoni". Ingresso libero.
( da "Italia Oggi" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 227, pag. 7 del 24/9/2008
Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF
Alla camera, la commissione cultura rafforza in via emendativa il rigore
della riforma Gelmini Terza media, cancellato il '68
Giudizio addio, torna il voto per la promozione alle superiori è stato uno dei
frutti della rivoluzione del '68, cancellare il voto finale all'esame di terza
media, ritenuto troppo duro e poco educativo nel rapporto adulti-studenti, per
sostituirlo con un giudizio sintetico: l'ottimo, il buono, il discreto e il
sufficiente contraddistinguevano e valutavano chi passava alle superiori; non
licenziato, invece, indicava chi la terza media doveva ripeterla. Ora, dopo
quasi 40 anni dalla riforma, non sarà più così. Perché, in sede di emendamenti
al decreto legge su scuola e università, ieri sera la commissione cultura della
camera ha modificato la riforma Gelmini. Rafforzandone
l'intento rigorista. E così il testo (Ac 1634), che lunedì andrà in aula per il
via libera, elimina, a partire dal prossimo, anno il giudizio complessivo e
introduce il voto finale espresso in decimi. Si sarà promossi dal
( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Rivolta nelle
scuole: "Diserteremo il Festival della scienza" proteste contro i
tagli del governo Boicotteranno la manifestazione per protesta i circoli
didattici Maddalena e Montaldo insieme alla media Ariosto 24/09/2008 BOICOTTANO
il Festival della Scienza dove per anni hanno portato i loro alunni dimostrando
particolare fedeltà e passione alla manifestazione. "L'intenzione è quella
di far capire cosa succederà quando il maestro sarà unico e solo e le cosidette
uscite saranno sempre più difficoltose", commentano i docenti che hanno
varato questa forma di contestazione al Decreto 137 del ministro
Gelmini. Ad applicarla -
dopo aver trovato piena solidarietà, dicono, dei genitori alcuni dei quali si
sarebbero dichiarati disponibili a sostituirsi ai maestri, accompagnando le
scolaresche perché non vengano private di una esperienza che le attrae molto -
sono gli insegnanti che lavorano nei Circoli Didattici Maddalena e Montaldo e
nella scuola primaria Ariosto di Rivarolo. In tutto poco meno di tremila
bambini. "Non intendiamo certo esprimere un giudizio negativo nei
confronti di attività che da anni sosteniamo e alle quali abbiamo partecipato -
scrivono - ma si vuole delineare lo scenario che si verrebbe a creare nel caso
in cui l'introduzione della figura del maestro unico diventasse realtà".
Questa è finora l'iniziativa di protesta più clamorosa, ma in città la fantasia
protestataria ricomincia a salire in cattedra come era successo quattro anni fa
allorquando la riforma Moratti insidiava il tempo pieno. Per ora non si parla
di occupazione delle scuole, ma di primi incontri a sera inoltrata con cori e
canti a inframezzare le spiegazioni alla platea di come potrebbe modificare la
scuola. Succede alla elementare Borsi, venerdi alle 20.30, con i gospel che si
alternano agli interventi dell'assessore Paolo Veardo, Matteo Viviano del
Cogede, Lorenzo Basso, consigliere regionale del Pd. "È stato richiesto
anche un contraddittorio quindi una presenza di un politico del Pdl ma finora
non abbiamo avuto adesioni", dice una esponente del comitato genitori. Il
Pd, per inciso, il 26-27-29 settembre organizza tre giorni di mobilitazione in
difesa della scuola. Mai i focolai, che già nei primi giorni di scuola hanno
preso vigore, cominciano a diventare incendio. Domani, alle 17, per esempio è
stata convocata una assemblea cittadina dal titolo Sos Scuola al Museo di
Sant'Agostino in piazza Sarzano dove tutte le componenti delle scuole divulgano
e si scambiano idee sulle forme di mobilitazione. Sempre domani, ma in serata
alle 21, alla elementare Spinola di via Napoli il collegio dei docenti ha
convocato le famiglie delle scuole del circolo didattico Lagaccio e
dell'istituto comprensivo Oregina per cominciare ad illustrare gli effetti
sulla organizzazione della scuola del decreto Gelmini.
Qui c'è un'associazione di genitori particolarmente presente che per la
prossima settimana ipotizza una tavola rotonda con esperti della scuola.
"Ma anche qualcuno che illustri il problema non ancora risolto della
ristorazione scolastica" aggiungono. Alla elementare Anna Frank, che si
distingue sempre per vivacità di partecipazione, ecco fresco di formazione un
comitato genitori pronto per aderire a tutte le iniziative che fioriscono in
città. Pare che non si escluda una sorta di manifestazione all'inaugurazione
del Nautico, "ma dobbiamo ancora raccogliere le forze" precisano. E
c'è un Coordinamento scuole del Ponente che già scalpita. Oggi alle 17,15 alla
media Dante Alighieri un primo incontro per preparare il successivo, fissato
per il pomeriggio del 1 ottobre all'auditorium della media Gramsci di Sestri.
Dicono gli organizzatori: "Invitiamo tutti coloro che riconoscono
l'importanza della scuola. Che lavogliono democratica, di ottima qualità e
statale". Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 24/09/2008.
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Achille Serra Segue
dalla Prima L'opinione Il governo si è mostrato nuovamente unito nella volontà
di rispondere all'emergenza con la voce grossa. Una voce che impressiona
l'opinione pubblica e poco risolve. Di certo, non spaventa la Camorra,
organizzazione criminale tra le più feroci al mondo. Così, ci risiamo. Due anni
fa, l'Esecutivo di Prodi mandò contro "i santuari della criminalità"
partenopea 400 tra poliziotti e carabinieri. Era "il Patto per Napoli
sicura", che intendeva - per usare le parole pronunciate ieri dal ministro
Matteoli - "far capire che lo Stato c'è ed è forte". Fu un grave
errore di valutazione: potenziare la presenza sul territorio delle forze di
Polizia, misura che ho sempre auspicato sul fronte della lotta alla criminalità
di strada, non è sufficiente quando i nemici da affrontare diventano la Mafia e
la Camorra. Ora, però, davanti all'ultimo fatto di sangue nel Casertano, il
Consiglio dei ministri replica quell'esperienza: dall'inizio della settimana
400 uomini delle forze di Polizia passano al setaccio il regno dei Casalesi e,
presto, giungerà ad affiancarli l'Esercito. Si tratterà di un contingente di
500 militari che, al pari dei tremila già operativi nelle aree metropolitane,
si riducono di almeno un terzo nella rotazione dei turni. Non credo che questa
sia l'"unica soluzione" possibile, come sostiene il ministro
Matteoli, soprattutto se si considera che i militari resteranno nella zona,
secondo quanto annunciato da La Russa, appena tre mesi e avranno solo funzioni
di check-point. Anche se il governo evita accuratamente di ricordarlo, infatti,
per intervenire in un territorio dominato dalla criminalità, servono competenze
e professionalità che non si improvvisano. Contestabile, inoltre, la soluzione
individuata dal Consiglio dei ministri per risolvere il problema della
"coperta troppo corta" (la definizione di appena tre giorni fa è del
ministro La Russa): alle spese per l'impiego del nuovo contingente delle forze
armate, ha spiegato il titolare della Difesa, "faremo fronte con i fondi
stanziati per i 3.000 militari già operativi". E, se si andrà oltre i tre
mesi, bisognerà finanziare nuovamente il provvedimento. Certo, se questi soldi
consentissero un intervento efficace contro la Camorra, nessuna obiezione. Dal
momento, però, che più agenti nella zona significherà quasi esclusivamente più
multe ai motociclisti senza casco, mi domando: quei fondi non dovrebbero essere
stanziati altrove? Penso qui a un rafforzamento delle operazioni di
intelligence, l'unico ambito in grado di contrastare seriamente la criminalità
organizzata. E penso, soprattutto, all'urgenza di promuovere un cambiamento
strutturale della società, azione spesso invocata e mai realizzata. In alcune
zone della Campania la diserzione scolastica raggiunge il 50 per cento e lo
stesso dato si riscontra sul fronte della disoccupazione. "Mille maestri,
mille scuole, mille iniziative e migliaia di posti di lavoro": questa la
via indicata e mai potuta realizzare dall'allora ministro degli Interni Amato.
Questa, ne sono convinto, l'unica arma efficace contro la cultura camorrista.
Un ragazzo che trascorre le sue giornate in strada piuttosto che a scuola, al
pari di un giovane che non riesce a trovare un impiego onesto, diventa facile
preda della Camorra. Al contrario, allevare oggi una generazione istruita ed
economicamente autonoma, consentirà domani di promuovere quella rivolta civile
che, come insegna l'esperienza dei commercianti anti-pizzo a Palermo, è la vera
soluzione. Il governo, però, sta andando nella direzione opposta: con i tagli e le riforme messi in atto dal ministro Gelmini la scuola italiana è destinata a
trasformarsi sempre di più nel fanalino di coda della cultura europea. E,
d'altra parte, nonostante la grave crisi occupazionale in atto nel Paese, il
documento di programmazione economico-finanziaria dell'Esecutivo, non contiene
alcuna indicazione di politiche per lo sviluppo, ma, al contrario,
aggrava il quadro economico generale con misure di carattere manifestamente
recessivo. Una profonda riforma culturale, d'altronde, richiede, tempi di
realizzazione molto lunghi e dubito che il governo vorrà impegnarsi in tal
senso rinunciando al facile consenso della voce grossa e della soluzione
apparentemente immediata.
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Di Maristella
Iervasi/ Roma Il maestro sarà unico ma avrà le lavagne interattive. Nei licei
scientifici "salta" invece una delle materie letterarie: il latino.
La lingua di Ovidio e Cicerone cederà via via il passo allo studio di una
seconda lingua straniera. La sperimentazione partirà in alcune sezioni. Non
solo. Tutti gli orari della scuola verranno rivisti (infanzia, primaria, medie,
sistema dei licei e istituti tecnici e professionali). E per il personale
docente ecco i criteri per la determinazione degli organici: le classi iniziali
di ciclo "verranno costituite sulla base del numero degli iscritti" e
i dirigenti scolastici saranno "personalmente responsabili". Di fatto, la Gelmini fa una chiamata in correo su una responsabilità che è invece di
governo. Stop alla co-docenza e al "contenimento dell'attività in
compresenza nelle scuole superiori tra docenti di teoria e insegnanti
tecnico-pratici di laboratorio". Cioè, meno qualità e ore laboratorio.
Riconduzione a 18 ore "di tutte le cattedre di scuole di I° e II°
grado". Un modo per saturare l'impegno didattico senza più spazi per la
flessibilità. E ancora: le classi di concorso verranno accorpate con una
"comune matrice culturale e professionale". Del tipo, matematica e
scienze naturale "unitamente" all'insegnamento di tecnologia. Un modo
per "cancellare" l'insegnamento dell'educazione tecnica alle medie.
Infine i docenti in esubero: per loro si prevedono "compiti diversi
dall'insegnamento". Con collocamenti fuori ruolo. Della serie, non ti
posso licenziare ma ti metto in un cantuccio. Il piano della Gelmini
è pronto. Lo schema programmatico del ministero dell'Istruzione sui tagli alla
scuola pubblica studiato in concerto con Tremonti, è stato "spedito"
ieri sera ai sindacati Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals e all'Associazione
presidi. La prima versione che circolava nelle redazioni, è stata rimanegiata.
Con correttivi e ripensamenti sull'onda dello spauracchio della mobilitzione
popolare e confederale dei settori della conoscenza, che è sempre dietro
l'angolo come ha annunciato il neo segretario generale della Flc-Cgil Mimmo
Pantaleo. E per via delle critiche unanime delle organizzazioni sindacali e
professionali. Modifiche dell'ultima ora per rendere più delicato e digeribile
la "cura dimagrante", con sempre lo stesso metro di misura: la scuola
come capitolo di bilancio. Che resta immutato nei numeri da cannibalizzare:
87.400 docenti in meno nei prossimi 3 anni e anche 44.500 posti Ata (collaboratori
scolastici, tecnici e segretari). RETROMARCIA SULLA MATERNA Non ci sarà
soltanto la maestra unica. La Gelmini alla fine è
stata costretta a riconfermare le due tipologie di scuola esistenti: 40 ore e
25 ore. SPEZZATINO ALL'ELEMENTARE L'indicazione per la primaria è quella di
"privilegiare classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con
orario di 24 ore settimanali". Poi l'attacco della signora dell'Istruzione
alla disinformazione: "Il tempo pieno è un obiettivo prioritario di
politica scolastica del ministero - di legge nello schema programmatico -. Per
la sua particolare rilevanza sociale verrà non solo riconfermato nella sua
attuale entità ma addirittura potenziato". Le opzioni alternative
possibili al maestro unico, ma solo se gli organici lo consentono, sono le 27
ore e le 30 ore, con una possibile estensione di 10 ore comprensive della
mensa. Di fatto, la scelta del tempo pieno è affidata alla bontà dei direttori
scolastici.
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Roma
L'iniziativa Maestro unico la nuova protesta è una "fioccolata" Si
chiamerà la "fioccolata" perché insegnanti e genitori manifesteranno
con un fiocco intorno al collo, proprio come si portava una volta sui
grembiulini. E' la nuova protesta del comitato "Non rubateci il
futuro" che riunisce circa 90 scuole della Capitale contro il maestro unico
alle elementari. Dopo la fascia nera portata in segno di lutto al braccio il
primo giorno di scuola, maestre, mamme e papà cambiano quindi modo di
manifestare scegliendo fiocchi colorati, ma l'obiettivo
resta sempre lo stesso: la riforma Gelmini. Il corteo, che vede già l'adesione degli istituti del 6° e 7°
municipio, partirà venerdì dalla Iqbal Masih, istituto capofila della protesta,
e arriverà a viale Agosta dove ci sarà un dibattito e uno spettacolo. Intanto
continuano le riunioni nelle scuole romane contro il maestro unico. Come
all'Ada Negri di San Giovanni dove i genitori stanno raccogliendo firme contro
la riforma e sempre per venerdì è prevista un'assemblea aperta al quartiere.
Inoltre "il nostro coordinamento ha inviato a tutte le famiglie una
lettera per spiegare la riforma", spiega la direttrice Lia Zene. E sul
sito del comitato, giorno dopo giorno, aumentano gli appuntamenti: in programma
oggi alla Picasso nell'VIII municipio una riunione per discutere della
costituzione di un coordinamento municipale delle scuole, il giorno dopo
riunione straordinaria del consiglio del X municipio. (tea maisto).
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Palermo
Scuola, la scure su bidelli e segretari In tre anni quasi cinquemila posti in
meno. I presidi: "Un disastro" Il taglio deciso dal governo colpirà
anzitutto i precari Sos dal liceo Meli "Sarà impossibile usare i
laboratori" Allarme pulizia SALVO INTRAVAIA Quasi cinquemila posti in meno
nell'arco di un triennio. Ecco la cura da cavallo per il personale Ata delle
scuole siciliane messa a punto dai ministri dell'Economia, Giulio Tremonti, e
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il dato è contenuto nel "Piano programmatico" che dà
attuazione all'articolo 64 (quello riguardante la scuola) della manovra
economica estiva. I presidi parlano di "disastro". Il corposo
documento traccia le linee generali che consentiranno al governo Berlusconi di
risparmiare sulla scuola otto miliardi di euro in tre anni. Ogni Regione
dovrà fare la propria parte: per il personale amministrativo, tecnico e
ausiliario degli istituti siciliani è prevista una cura dimagrante di 4.668
unità. Angelo Prizzi, segretario generale della Cisl Scuola siciliana, la
definisce "un'autentica mazzata occupazionale. Specialmente - dice il
sindacalista - in una terra dove mancano alternative lavorative: un conto è
tagliare gli organici in Veneto, un'altra cosa è farlo in Sicilia". A
farne le spese saranno i precari. Nel 2007-2008, i supplenti Ata che in Sicilia
sono riusciti ad acciuffare un incarico, e uno stipendio, sono stati 6.645: nel
breve volgere di tre anni sette posti su dieci spariranno. "Il personale
Ata - aggiunge Prizzi - è il settore con il più alto tasso di precariato della
scuola: per anni non si faranno assunzioni e si bloccherà il turnover. Precari
storici che hanno lavorato anche dieci anni si ritroveranno senza un posto.
Insomma, quello che è accaduto quest'anno con i tagli al sostegno è niente
rispetto a ciò che accadrà nei prossimi tre anni". Ma che cosa significa
per le scuole rinunciare a 4.668 Ata? "Il liceo Meli - risponde il
preside, Salvo Chiaramonte - è una scuola con spazi enormi. Un taglio al numero
dei collaboratori scolastici si ripercuote subito sulla pulizia dei locali e
sulla sorveglianza degli alunni. E quando viene meno un assistente tecnico, i
ragazzi non possono utilizzare i laboratori". Ma in una scuola non ci sono
soltanto aule e bagni da tenere puliti. "Oltre alle lezioni, - spiega
Maria Di Naro, preside della scuola media Cesareo - si svolgono lezioni
pomeridiane, attività extrascolastiche, progetti e sperimentazioni. La Cesareo
ha 34 classi distribuite su due piani e dodici bidelli che devono darsi il
turno (mattina e pomeriggio), pulire i locali e vigilare. Se ci tolgono altre
risorse, chi aprirà la porta? E chi farà le pulizie?". Per la preside
della media nei pressi di via Oreto si rischia "di mandare la scuola
pubblica allo sbaraglio". Una situazione che può diventare ingovernabile
nei quartieri a rischio. "Il personale è già insufficiente - lamenta Mimma
Airò, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Basile, a Tommaso Natale -
se un bidello si ammala diventa difficile garantire la vigilanza degli alunni e
le pulizie". è allarme anche per il personale di segreteria, cui il
ministero negli ultimi anni ha delegato una serie di mansioni che venivano
svolte dai provveditorati agli studi. "In questi giorni - aggiunge la Airò
- il personale di segreteria è oberato di lavoro: si stanno caricando al
computer 150 domande di supplenza proprio del personale Ata. Bisogna poi
caricare i contratti dei supplenti, fare le ricostruzioni di carriera e tutta
una serie di altre operazioni che servono all'organizzazione del lavoro
scolastico". Insomma, la scuola non è fatta dai soli docenti: richiede
pure un supporto logistico che rischia di venir meno. "Un taglio al
personale Ata di queste proporzioni metterà a rischio il regolare funzionamento
della scuola", taglia corto la preside del Basile.
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XII - Napoli
SCUOLA, DALLE PAROLE AI FATTI FRANCO BUCCINO er la scuola pubblica è giunto il
momento di passare dalle parole ai fatti. A cominciare da me, che dopo molti
anni sono tornato al mio vecchio mestiere, quello di dirigere una scuola. Dove
ho trovato ragazze e ragazzi in carne e ossa con i loro diritti, i loro
problemi e le loro esigenze. Nella mia scuola e in quelle vicine. Dove ci sono
carenze edilizie, assenze di strutture, laboratori e palestre, che segnano il
percorso degli alunni, "bravi" e no. Dove abbondano i ripetenti e gli
abbandoni, nonostante corsi di recupero estivi di quindici ore o i progetti di
scuole aperte. Dove c'è Antonella, liceale di quarto anno che ha chiesto il
nullaosta per un corso di estetista. Dove c'è Ciro, diversamente abile: lui non
si rende conto che gli hanno ridotto le ore di sostegno e deve comprimere la
sua vitalità esuberante; e la nonna piange dentro quando l'accompagna la
mattina e vede più di un volto seccato o accigliato. Ma dalle parole ai fatti
devono passare soprattutto il ministro e i sindacati. Il
ministro Gelmini, dopo la
lunga estate di esternazioni, deve presentare al Paese tabelle, provvedimenti attuativi
di leggi e decreti. Ancora più arduo a me sembra il compito dei sindacati,
chiamati a gestire e coordinare la protesta dei lavoratori e dei cittadini.
Il sistema dell'istruzione pubblica nelle regioni meridionali ha raggiunto un
punto di criticità che non ammette ulteriori sofferenze, altrimenti implode.
Sono istintivamente ostile all'idea, lanciata di recente, di stati generali
delle scuole meridionali. Perché non ci dobbiamo isolare, non ci dobbiamo
difendere, e non ci dobbiamo neppure distinguere. Va bene in una battaglia
generale e comune, pretendere standard accettabili, risorse adeguate alle
situazioni socioambientali oltre che alla domanda e al numero degli alunni. E
per i nostri precari ci sta bene, oltre alla ricostituzione di posti tagliati
con l'accetta, anche la riapertura delle graduatorie ad esaurimento delle
regioni da cui sono stati indotti a fuggire. Ancora più discutibile mi sembra
che un movimento di scuole meridionali possa essere guidato dagli assessori
delle nostre regioni. Forse, anziché creare ibride cattedre con gli effimeri
fondi europei, sarebbe meglio che si confrontassero con le scuole autonome e
con i sindacati dei lavoratori della scuola sui loro delicati compiti e
funzioni, che non sempre assolvono nel migliore dei modi, dal diritto allo
studio, all'obbligo formativo, all'edilizia scolastica, al piano di
dimensionamento della rete scolastica. In attesa della piena attuazione del
titolo quinto della Costituzione.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
REGGIO pag. 5 Senza
titolo Al teatro Piccolo Orologio si discute della riforma DOMANI alle 21 al
teatro Piccolo Orologio (Via Massenet, 23, zona acquedotto) si svolge un
incontro pubblico sul tema della scuola organizzato dai gruppi consiliari dei
Comunisti Italiani e di Rifondazione Comunista. Al centro della serata la riforma del ministro Gelmini con il maestro unico, il voto in condotta, la riduzione del
tempo scuola. All'incontro interverranno Beniamino Lami, della segreteria
nazionale Flc-Cgil; Piergiorgio Bergonzi, responsabile nazionale scuola Pdci;
Gennaro Loffredo, responsabile nazionale scuola Prc e Paola Tramezzani, della
segreteria nazionale del Coordinamento genitori democratici.
( da "Nazione, La (Siena)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA SIENA pag. 8
"Studenti di sinistra" contro i tagli OGGI VOLANTINAGGIO DAVANTI AGLI
ISTITUTI Gli "Studenti di Sinistra" contro le politiche del governo
di centrodestra sulla scuola. Oggi i giovani dell'associazione organizzeranno
infatti un volantinaggio davanti alle scuole di tutta la provincia , per
protestare contro i provvedimenti adottati dal Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "Invece di pensare ? afferma Davide Cipullo, membro senese
della direzione nazionale di Studenti di Sinistra ? a come risolvere i problemi
strutturali delle scuole italiane, la Gelmini trascorre il suo tempo a far tornare indietro il mondo della scuola,
reintroducendo norme obsolete e ormai fuori corso".
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
REGGIO pag. 5
"I voti? Nessuno si è chiesto se c'era il bisogno" IL GILDA ANCHE la
Gilda degli Insegnanti di Reggio scende in cmapo contro le
nuove disposizioni del ministro dell'Istruzione Gelmini. Domani sono previste due assemblee provinciali presso la
palestra dell'Istituto commerciale "Kennedy", e il 28 settembre,
dalle 18 si terrà uno spettacolo in piazza Fontanesi, in collaborazione con la
Confconsumatori di Reggio. "Si ritorna anche ai voti ed al voto in condotta
? dice il professor Claudio Lacava (Coordinatore provinciale del Gilda)
? ma abbiamo davvero bisogno di questo? Nessuno si è posto il problema. Si
demanda quindi totalmente agli insegnanti di educare e di punire, di far
crescere un albero senza che sia stato piantato il seme".
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
REGGIO pag. 4
"Bocciato per cattiva condotta? Se accade vado a Lourdes a piedi" LA
LETTERA "IMPERVERSAVA il "bullismo" ed il Ministro Fioroni ci
disse: "Smonterò il bullismo pezzo per pezzo" e il bullismo è ancor
li, tutto intero e allegro più che mai. Ci voleva una donna ad accendergli una
miccia sotto al sedere: la bocciatura. Facevo la "punta alla mia matita,
allora Faber, con un temperino scolastico, quando il compagno di banco allungò
un braccio e lo ferii. Neanche mezza stilla di sangue, insufficiente per diagnosticare
il gruppo sanguigno. TRE GIORNI di sospensione e
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
REGGIO pag. 5 I maestri cattolici contro la Gelmini "Educare non è un capitolo di bilancio" LA PROTESTA
"IL RITORNO del maestro unico nella primaria pare non tener conto dei
risultati positivi della scuola elementare, unica a non essere relegata agli
ultimi posti nelle valutazioni internazionali sui sistemi di istruzione".
Lo dice Romano Battini, presidente dell'Associazione italiana maestri
cattolici. "La riduzione dell'orario a 24 ore settimanali ? spiega Battini
? comporta di fatto una compressione nella realizzazione del curricolo (oggi a
27-30 ore)". Per i maestri cattolici l'idea di una rivisitazione del
sistema scuola non può essere dettata dall'economia, improntata alla logica del
risparmio spazzando via così ogni motivazione pedagogica: "Il ministro ?
dice Battini ? aveva dichiarato che "la scuola non è assimilabile a un qualunque
capitolo di bilancio". Allora la via della razionalizzazione poteva essere
preferita a quella dei tagli e la scelta di soluzioni mirate per situazioni
differenziate presenti sul territorio nazionale sarebbe stata più efficace
rispetto a un intervento dall'alto, che è equo solo apparentemente perché dà (o
toglie) a tutti in ugual misura". I MAESTRI CATTOLICI sono del parere che
le scelte annunciate nel decreto minino nella sostanza l'organizzazione
didattica della scuola. "Invece di procedere 'a colpi' di decreto,
strumento che la nostra Costituzione prevede solo per materie di necessità e
urgenza, sarebbe più produttivo avviare un dibattito parlamentare, in cui
ascrivere questioni che interessano non solo una sola parte politica, ma tutto
il Paese e i suoi futuri cittadini". L'Ai
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
PESARO pag. 6 E sabato
tutti in piazza: studenti, operai e centri sociali LA MANIFESTAZIONE LA CGIL
MOBILITA CHI SI OPPONE ALLA MANOVRA DEL GOVERNO: BEN 10 PULLMAN DALL'ENTROTERRA
SPERANO che "Diritti in piazza" la manifestazione in programma per
sabato in piazzale Lazzarini (dalle
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
PESARO AGENDA pag. 9
CI sono settori in cui è necessario ridurre le spese e, soprattutto, gli spr...
CI sono settori in cui è necessario ridurre le spese e, soprattutto, gli
sprechi, ma non è di certo quello della scuola. Come assessore alla cultura di
un piccolo Comune sono molto preoccupata per la ricaduta che i tagli alla
scuola avranno, in particolare, sui nostri piccoli centri. Insieme ad alcune
mamme di Macerata Feltria da un po' di tempo mi occupo dei problemi di carenze
di organico della nostra scuola, a causa dei quali già oggi le maestre che vi
lavorano sono costrette a ritmi spesso massacranti. Coi tagli previsti dal ministro Gelmini, che per la sola provincia di Pesaro e Urbino significano la
riduzione di 354 insegnanti (dati del "Sole24Ore" del 30 giugno) e
con la previsione dell'aumento del numero di studenti per ogni insegnante, i
piccoli Comuni saranno i luoghi in cui le ripercussioni di queste scelte
improvvide si faranno sentire più pesantemente e si tradurranno in multiclassi
diffuse se non, in alcuni casi, nella soppressione di istituti
scolastici. A questo vanno aggiunti la riduzione dell'orario scolastico, la
limitazione del tempo pieno, perché a meno insegnanti corrispondono
necessariamente meno ore di lezione, e, ancora più grave, la diminuzione degli
insegnanti di sostegno per i portatori di handicap. La mia preoccupazione
maggiore, però, riguarda la scuola elementare che rappresenta una delle
strutture sociali più diffuse sul territorio nazionale. Le scelte del governo
non considerano questa complessa realtà che si lega alla storia del nostro
paese. la scuola elementare è fondamentale per acquisire i primi alfabeti, per
esprimersi e comunicare, per apprendere le prime forme di conoscenza sul mondo
e rappresenta uno straordinario luogo di accoglienza e integrazione culturale e
sociale. Se nei piccoli Comuni ci troveremo nella condizione di dovere
scegliere per i nostri bambini tra una multiclasse o il percorrere
quotidianamente molti chilometri per dare loro una formazione quantomeno dignitosa,
chi continuerà a volere pianificare la propria vita lontano dai grandi centri
urbani? Quale futuro garantiremo ai nostri bambini? Questi sono i problemi
reali (e non il finto problema del grembiulino!) che saremo costretti ad
affrontare nelle nostre piccole realtà e certo dovremo pensare di intraprendere
un'azione comune tra amministrazioni, scuola e genitori per evitare questo
disastro. Infine, ma non meno importante, credo sia giusto portare
all'attenzione pubblica il problema della perdita di posti di lavoro che
conseguirà a questa riforma nel prossimo triennio: ben 130.000 tra docenti,
tecnici, bidelli e amministrativi. e, cosa ancora più allarmante, è che per
l'80% si tratta di donne. l'Alitalia è importante ma la scuola, forse, lo è
anche di più. Alessia Morani, assessore alla cultura del Comune di Macerata
Feltria.
( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
SABATO POMERIGGIO La
Cgil in corteo contro il caro vita Un drago gigantesco verde e rosso che si
mangia i 326 euro che quest'anno non saranno restituiti con il fiscal drag a
ogni cittadino. E poi una bottiglia di latte alta due metri con scritto il
rincaro del 12% che c'è stato nel giro di un anno con accanto uno sfilatino
aumentato del 16, un rigatone salito del 26, una fettina cresciuta del 5. Così
sarà - colorata e piena di simboli di facile lettura -la manifestazione
organizzata per sabato pomeriggio dalla Cgil che a Torino ha scelto di fare un
corteo - da piazza Vittorio a piazza Castello - mentre nel resto del paese ci
saranno per lo più presidi. L'obiettivo è coinvolgere i cittadini nella
protesta contro le politiche del governo in materia di prezzi, fisco, diritti,
scuola. Il pezzo di corteo della scuola sarà aperto da uno striscione con
scritto "Siam bambini, siam piccini e non ci piace la
scuola della Gelmini"
mentre il pubblico impiego avrà cartelli con battute polemiche sui
"fannulloni". Ma forte è anche la polemica contro la posizione sui
contratti della Confindustria che, sostiene la Cgil, "vuole cancellare la
contrattazione e il sindacato dai luoghi di lavoro". \.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Provincia di Sassari
Pagina 7035 Sassari Mamme e papà in assemblea per dire no al maestro unico
Sassari --> Mamme e papà in assemblea. Non vogliono sentir parlare del
maestro unico, dell'abolizione del tempo pieno, né della divisa per i loro
bambini. Insomma, niente riforma Gelmini. Ieri erano più di venti, tutti genitori di alunni delle scuole
elementari di Sassari, che si sono riuniti in un comitato, pronti a scendere in
piazza insieme ai maestri per dire no alle novità che dovrebbero entrare in
vigore dal prossimo anno scolastico. Le prime lamentele erano arrivate
proprio il primo giorno di scuola, accanto ai loro bimbi vestiti con i
grembiulini colorati e la cartella sulle spalle, la scena era sempre la stessa.
Riuniti in piccoli gruppi davanti al portone degli istituti, organizzavano la
protesta. Un giro di telefonate, passaparola tra amici e conoscenti di circoli
didattici diversi e poi, ieri sera, si sono riuniti. Il primo appuntamento è
per venerdì nella scuola elementare di via Gorizia, per una riunione
organizzata dal Mce, Movimento cooperazione educativa. Il tema dell'incontro è
"Scuola, ritorno al futuro", poche parole che riassumono bene il
pensiero dei genitori in protesta. "Il tempo pieno è importante per i
bambini, ma anche per i genitori che lavorano. Si tornerebbe indietro di
trent'anni. Come è possibile immaginare che una mamma possa andare a prendere i
figli a scuola a mezzogiorno e mezza? E poi, la questione del maestro unico
andrebbe chiarita. Non credo sia possibile che una sola persona possa avere le
competenze necessarie per insegnare tutte le materie a mio figlio che ora è in
terza elementare. Ma questo è solo uno degli aspetti più preoccupanti, pensiamo
ai bambini che hanno bisogno di un insegnante di sostegno. Con le classi più
numerose sarà sempre più difficile seguirli. Noi ci vogliamo muovere insieme ai
maestri, ora stiamo discutendo sulle forme di protesta da metter in atto per
far sentire la nostra voce", racconta Isabella Meloni, una delle mamme
pronte a scendere in piazza. (m.c.).
( da "Giornale di Brescia" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 24/09/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:SPORT AMATORIALE CALCIO CON LO SRI LANKA
Per il "Progetto-Immigrati" dell'Uisp di Brescia, sostenuto dalla Fondazione
Asm di Brescia, dopo il quinto appuntamento interregionale delle comunità
srilankesi, denominato "Cricket Tournament Brescia", svoltosi
domenica scorsa, domenica 28 settembre al Centro Sportivo Badia in città dalle
ore 10.00 alle ore 18.00 si svolgerà un'altra manifestazione regionale: il 1°
torneo di calcio a 7 giocator dello Sri Lanka. LEGA TENNIS Si è svolta nei
giorni scorsi l'assemblea delle società della Lega Tennis Uisp Brescia per la
stesura delle attività 2009 e per rinnovare il gruppo dirigente. Il nuovo
Consiglio Provinciale risulta così composto: confermato il
Presidente Alberto Gelmini,
che curerà anche i rapporti con i Circoli affiliati, i loro Presidenti e
Maestri; Vice-Presidente è Marco Foriani con l'incarico di responsabile dei Campionati
del Settore Under. I consiglieri: Gianni Capacchietti, responsabile e referente
del Circuito "Orsa Maggiore" e dei rapporti con le Istituzioni e
sponsors; Monica Frizzarin, coordinatrice Circuito "Orsa
Maggiore"; Roberto Rosato, responsabile del settore diversamente abili e
carcere; Stefano Salami e Giuseppe Scarpetta, responsabili Campionati e Tornei
Mai Classificati. VOLLEY MISTO Sono aperte le iscrizioni al Campionati di
volley Misto. Per informazioni telefonare il lunedì in sede
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 229 del
2008-09-24 pagina 14 Pronto un ciak per la Gelmini di
Redazione Il ruolo di protagonista in un film non è certo una proposta da poco
ma difficilmente gli impegni istituzionali le consentiranno di accettare, per
ora. Magari potrebbe mandare una "supplente". La proposta è arrivata
al ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini attraverso l'etere. Il regista
Pappi Corsicato era infatti ospite all'Alfonso Signorini show, in onda su Radio
Monte Carlo. "Vorrei che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - spiega Corsicato a Signorini -
interpretasse il ruolo di protagonista nel mio prossimo film, a fianco di
Caterina Murino. La Gelmini è una donna dal
grande sex appeal". Mai dire mai, Irene Pivetti docet. © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 229 del
2008-09-24 pagina 14 La più bella del Parlamento? Prestigiacomo batte Carfagna
di Redazione Specchio specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?
Del reame non lo sappiamo ma del Parlamento secondo un sondaggio realizzato dal
settimanale Diva e donna con Euromedia Research è Stefania Prestigiacomo (nella
foto). Ha battuto con il 23,4% l'ex miss Mara Carfagna (18,2%). Il dato più
curioso emerso dal sondaggio è che il ministro Prestigiacomo piace più alle
donne (26%), mentre Mara Carfagna è preferita dagli uomini (29,2%). Più
staccate dalle capofila, risultano le new entry della
politica Mariastella Gelmini (11,9%) e Michela Vittoria Brambilla (3,2%), ma anche le
parlamentari di lungo corso Gabriella Carlucci (7,3%) e Alessandra Mussolini
(7%). Diva e Donna chiede anche "in che ruolo immaginano la parlamentare
più bella?". Il 3,8% indica quello di moglie, più di un terzo del campione
(37,2%) la vorrebbe come amante. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale di Brescia" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 24/09/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' SABATO CONVEGNO SULL'EDUCAZIONE
ALL'EMERGENZA E CELEBRAZIONE DEI 25 ANNI DEI VOLONTARI DEL GARDA Scuola di
sicurezza: due ministri e i vertici della Protezione civile al
"Fermi" di Salò Esercitazione di Protezione civile Nella scuola di
sicurezza, il primo capitolo è dedicato alla percezione del rischio e su questo
aspetto Brescia ha elaborato un modello didattico destinato a "fare
scuola" in ambito nazionale. Se ne parlerà sabato al liceo Fermi di Salò,
nel convegno su "La protezione civile fra i banchi" che, mettendo a
confronto le esperienze compiute in Italia, coinvolgerà sul tema della
sicurezza i due mondi dell'istruzione e della Protezione Civile, rappresentati
ai massimi livelli. L'occasione dà modo di celebrare con rilievo i venticinque
anni di attività dei Volontari del Garda. Su progetti e sperimentazioni in atto
interverrà il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini; ai giovanissimi, in quanto
"motore della sicurezza collettiva", dedicherà il suo intervento
l'on. Giuseppe Zamberletti, presidente della commissione "Grandi
rischi" e a Guido Bertolaso, capo dipartimento nazionale della Protezione
Civile, è affidata la relazione su "La cultura della percezione del
rischio e dell'autoprotezione". La tavola rotonda moderata dal
direttore della rivista "La protezione civile in Italia", Luigi Rigo,
costituisce la parte centrale del convegno promosso dalla Provincia e dai
Volontari del Garda. L'avvio dei lavori, inseriti nel programma di
aggiornamento dei docenti dell'Ufficio scolastico provinciale, è previsto alle
8,30 nella nuova sede del liceo, a Campoverde: per i saluti istituzionali sono
attesi il presidente dell'associazione promotrice Gianfranco Rodella, il sindaco
di Salò, Giampiero Cipani, il presidente della Provincia, Alberto Cavalli, il
dirigente scolastico provinciale, Giuseppe Colosio, la preside del liceo Fermi,
Gabriella Podestà, l'onorevole Sandro Bondi ministro dei Beni culturali e la
delegazione dei Vigili del fuoco olandesi, gemellati per l'occasione ai
volontari bresciani. L'intervento del neoassessore regionale alla Protezione
Civile, Stefano Maullu, precederà l'illustrazione delle due esperienze
didattiche che vengono portate a modello per un continuativo ed efficace
percorso di sensibilizzazione da estendere a tutta la scuola italiana. Nella
provincia di Alessandria si è lavorato sulla trasversalità della Protezione
civile nelle materie di studio delle scuole superiori. Il progetto pilota "Simmetria
- A scuola di emergenza", costruito e perfezionato in sei anni di lavoro
per la scuola primaria bresciana, sarà illustrato dall'assessore provinciale
alla Protezione Civile, Corrado Scolari. All'eventualità di un terremoto o di
un incendio, di uno scoppio, di una nube tossica, per apprendere gli opportuni
comportamenti, i ragazzi si avvicinano attraverso materiale multimediale e con
un percorso sensoriale ad hoc. Investire sulla formazione dei giovanissimi è il
modo più efficace per avere in futuro adulti responsabili: lo si è sottolineato
nell'incontro di presentazione a Palazzo Broletto, ieri festività di San Pio da
Pietrelcina che è il patrono della Protezione Civile. Il convegno di sabato
avrà come momento conclusivo, alle 13.30, la visita alla sede dei Volontari del
Garda. L'associazione, che oggi conta su circa duecento presenze e su una
cinquantina di mezzi, avrà alle 17.30 sul lungolago la cerimonia d'avvio delle
celebrazioni per il venticinquennale, con accompagnamento musicale del coro "La
Faita". Elisabetta Nicoli.
( da "Giornale di Brescia" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 24/09/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LA PROVINCIA La "rivolta" delle
Comunità montane snobbate dai ministri VALSABBIA - Ministri che non sentono più
la necessità di confrontarsi con il territorio, il Gian Antonio Stella de
"La Casta" che prende la difesa delle Comunità montane, il
sottosegretario all'Economia Daniele Molgora che senza giri di parole annuncia
come ineluttabile il tramonto degli enti sovraccomuali della montagna. Al
convegno che ha avuto luogo lunedì scorso a Idro sul passato ed il futuro delle
Comunità montane, c'è stato cibo abbondante per causare forti mal di pancia.
"Doveva essere l'occasione per discutere ad alto livello del ruolo degli
enti sovraccomunali e del futuro della montagna, del modo di dare risposte
magari sotto forme diverse da quelle attuali. Invece è diventato un
palcoscenico per lo show di uno fra i giornalisti più conosciuti d'Italia che
ci è venuto a parlare degli sprechi della Tirrena. Alla fine è stato anche un
pretesto per attaccare gratuitamente e senza possibilità di replica l'attuale
Governo, quando non c'era nessuno a difenderlo". Giorgio Bontempi, sindaco
leghista di Agnosine e vicepresidente della Comunità montana di Valle Sabbia, i
crampi ce li ha forti: "Per fortuna che l'abbiamo organizzato noi del Centrodestra
quel convegno - dice -. Sennò chissà come sarebbe andata". È successo che
per un confronto che si preannunciava delicato, erano
attesi fra gli altri i ministri Mariastella Gelmini, Raffaele Fitto e Giulio Tremonti. Nessuno di loro si è
presentato, nemmeno con un fax: unico ad esserci per il Governo quel Daniele
Molgora che sulle vicende della Valle Sabbia, bisogna dirlo, non si è mai
tirato indietro. Il sottosegretario non solo si è assunto il compito ingrato di
chiarire ciò che si sospettava da tempo, ma ha dovuto andarsene subito
dopo. Apriti cielo. "Gli hanno sparato addosso in modo ignobile tutti
quanti: soprattutto il presidente dell'Acb Panzera, poi Stella - continua
Bontempi -. Hanno finto di non capire che nelle sue parole c'erano anche precise
indicazioni su come venirne fuori: col federalismo fiscale, che permetterà di
spendere maggiori risorse sul territorio. Che importanza ha, infatti, come si
chiama l'ente che se ne occupa, se riusciamo lo stesso e magari meglio a dare
risposta ai bisogni della montagna e della sua gente?". La vede in modo
diverso il consigliere provinciale per la Valle Sabbia Gian Antonio Girelli:
"Se vogliamo per davvero eliminare alcuni sprechi direi che è il caso di
rivolgerci altrove, a cominciare dalla cloaca rappresentata da certe grandi
città metropolitane: la sola Catania lamenta un miliardo di euro in debiti. Il
dubbio è invece che si voglia tagliare la possibilità al territorio di dire la
sua sulla gestione dei servizi - aggiunge Girelli -. Risolverla con un aumento
dei contributi ai Comuni mi pare più una soluzione di tipo pietistico, del
tipo: poveretti, hanno bisogno di soldi, ve li diamo noi. Mi chiedo quale
federalismo potremo avere con questi presupposti. Per la montagna è ancora
peggio: per evitare che diventi terreno di conquista lì più che altrove servono
risorse certe e la possibilità di decidere come spenderle. Teniamo conto anche
del fatto che gli sprechi di una Comunità montana sono controllabili facilmente
dalla stessa opinione pubblica. A livelli più alti certo non è così". Ce
n'è abbastanza per discutere a lungo, insomma, vedremo come andrà a finire. A
chiudere c'è la dichiarazione del consigliere regionale del Pd Dionigi
Guindani: "Abolire le Comunità Montane è un'assurdità - afferma - sono
fortemente preoccupato perché vedo nella volontà di prendersela con questi enti
un atto contrario al federalismo e un'occasione persa per operare una vera
riforma selettiva. (ubo) DOPO IL CONVEGNO DI IDRO.
( da "Corriere del Veneto" del 24-09-2008)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-09-24 num: -
pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il commento Un grave errore tagliare sulla scuola
di UMBERTO CURI In visita sabato scorso a Venezia, il ministro Mariastella Gelmini si è detta scandalizzata per
essere stata accolta da una manifestazione ostile di insegnanti, allievi e
genitori. A PAGINA 21.
( da "Corriere della Sera" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-09-24 num: - pag: 58 categoria:
REDAZIONALE La polemica Petrucci replica a Crimi: "Non sono il Castro
dello sport" ROMA - Rocco Crimi attacca (e che attacco). Gianni Petrucci
risponde (e che risposta). La faccenda è seria, perché il botta e risposta
coinvolge il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo
sport (Crimi) e il presidente del Coni (Petrucci). Il primo in un'intervista
alla Gazzetta dello sport va giù spiccio. Giudica "anestetizzato"
quel sistema che contempla un candidato unico alla presidenza del Coni (si
voterà a maggio 2009). Petrucci, uno piuttosto vivace e lontano da farmaci che
aiutano il sonno, replica: "Il sistema va bene, tanto che pochi giorni fa
abbiamo ricevuto complimenti pubblici dal Presidente della Repubblica
Napolitano e da quello del Consiglio Berlusconi ". Petrucci non si ferma
ai complimenti prestigiosi: "Non sono il Fidel Castro dello sport, non mi
riconosco nella figura del candidato unico. E se così fosse, non vedo proprio
come mi si potrebbe attribuire la colpa". Si fanno i nomi di probabili
avversari (Malagò, Pigozzi e Chimenti). Petrucci, per ora, non si dimostra
preoccupato: "Ben vengano. Auguri.". Crimi poi ipotizza la
ridiscussione dei contributi allo sport: si tratta di 450 milioni di euro.
Accenna al rapporto con la scuola per la formazione sportiva degli studenti.
"Crimi forse non sa - puntualizza Petrucci - che ho un
appuntamento con l'onorevole Gelmini per i prossimi giorni". Crimi e Petrucci si trovano
d'accordo solo su una cosa, su un'eventuale uscita a cena. "Ha ragione
Crimi - l'ultima goccia di veleno di Petrucci - anch'io se dovessi scegliere
tra lui e la Granbassi, andrei a cena con Margherita".
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA MASSA pag. 2
Sit-in davanti alla Prefettura in difesa della scuola pubblica. Aderiscono i
genitori di alunni disabili ? MASSA ? SIT-IN oggi pomeriggio, dalle 15,30 alle
18,30, davanti alla Prefettura in piazza Aranci, indetto dai sindacati in
difesa della scuola italiana e in segno di protesta contro il Decreto Legge
137/08. Alla manifestazione, proclamata da Cgil, Cisl e Uil, ha aderito anche
l'Afaph (Associazione Famiglie Portatori di Handicap), il cui coordinatore
Daniele Carmassi riassume così le motivazioni della protesta: "La scuola
elementare italiana è stata giudicata dall'Ocse tra le prime cinque nel mondo, e il ministro Gelmini cosa vuol cambiare per prima cosa e con decreto legge? La scuola
elementare. Il minimo che si possa chiedere sono le sue immediate dimissioni.
Il decreto riduce l'orario di lezione, abbassandolo a 24 ore settimanali; il
tempo pieno verrà sostituito, se ci saranno le condizioni, da un po' di
doposcuola, fatto da chi non si sa, ma sicuramente pagato dai genitori;
gli insegnanti specializzati saranno tolti a favore del ritorno del maestro
unico; coloro che vorranno far fare inglese, musica, etc. ai propri figli con
docenti di qualità, specializzati, pagheranno! Classi sempre più numerose,
docenti in minor numero. Docenti di sostegno? Neanche a parlarne. Coloro che
hanno dei problemi, i più deboli, non certo per colpa loro, saranno ancora
ultimi tra gli ultimi, senza possibilità di recupero. Diritto allo studio?
Finito. Contro questa logica da giungla, dove ogni diritto è negato,
soprattutto se scritto nella Costituzione si schierano i genitori degli alunni
disabili e le loro associazioni partecipando al sit-in di protesta davanti alla
prefettura certi dell'appoggio di tutti gli altri genitori, dei docenti, di
tutti gli operatori della scuola, con la speranza che anche i dirigenti
scolastici intervengano numerosi a difesa della loro scuola. Lo stesso appello
vale per tutti i politici che credono nell'istruzione pubblica".
( da "Nuova Sardegna, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Salta in consiglio
regionale l'accordo unitario contro il piano del ministro Gelmini Tagli alla scuola, l'isola si divide
La Giunta presto a Roma. Mongiu: battaglia caso per caso CAGLIARI. Il consiglio
regionale della Sardegna ha approvato con 42 voti della maggioranza una mozione
sui tagli alla scuola e dato mandato alla giunta Soru di contrastare il piano
del ministro della Pubblica istruzione Gelmini. L'assessore Mongiu: difenderemo tutte le scuole. La
mozione della minoranza ha invece ottenuto soltanto 28 voti. L'ipotesi di
accordo unitario è sfumata, destra e sinistra si sono divise sulle strategie
della vertenza. PERETTI a pagina 5.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
LO SCONTRO SULLA SCUOLA
Cgil, Cisl e Uil contro la Gelmini: assemblee e sciopero I tre sindacati confederali della scuola
hanno varato la campagna contro la Gelmini e la sua riforma. I direttivi unitari di Flc/Cgil, Cisl Scuola e
Uil Scuola di Treviso, riuniti in seduta comune al "Palladio", hanno
proclamato le iniziative di lotta, con un durissimo docomento chre definisce
"gravi e inaccettabili" i provvedimenti del Governo ha
adottato sul versante della scuola, in particolare la finanziaria e il decreto Gelmini. "Sono misure finalizzati allo scardinamento ed
alla dismissione della scuola pubblica - denunciano i tre sindacati, prima di
annunciare le loro iniziative di lotta. Già il primo giorno di scuola nella
nostra provincia si erano registatre diverse manifestazioni: un ta-ze-bao
contro la Gelmini alle Masaccio, alcuni maestri in
classe con il lutto al braccio, e un'assemblea di docenti. "Chiediamo il
ritiro del decreto Gelmini, le risorse per la chiusura
dei biennio contrattuale 2008/09, una soluzione definitiva del problema del
precariato, che non c'è nel disegno di legge Aprea, la possibilità di poter
discutere un piano per la scuola che sia finalizzato a risolvere i tanti
problemi e non esclusivamente a fare cassa". Ora cominceranno le assemblee
sul territorio con il personale della scuola, ma anche forum aperti ai genitori
e ai cittadini tutti, per allargare e un'informazione precisa e corretta che
faccia anche emergere - così dice la nota - "le buone pratiche che la
scuola ha in questi anni saputo costruire, anche nella Marca". Poi si
passerà alla protesta vera e propria. E' in cantiere una grande manifestazione
pubblica, questa aperta alla cittadinanza e alle forze politiche.
"Riteniamo che sia quanto mai opportuno che in questo momento delicato le
iniziative vengano portate avanti in modo unitario a livello confederale -
scrivono i direttivi delle tre organizzazioni ai vertici nazionali - di fronte
all'eventuale fallimento delle trattative nazionali in corso, la risposta
dev'essere forte e concretizzarsi in una manifestazione nazionale, meglio se in
uno sciopero, che ricordi come il diritto allo studio sia un diritto sociale
fondamentale, precondizione della democrazia".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
DALLA
PRIMA/GIRARDELLO IL TRAMONTO DI YUPPI DU SEGUE DALLA PRIMA tematiche (le morti
sul lavoro, la disoccupazione, la miseria, l'inquinamento, il disagio
dell'industrializzazione, la disuguaglianza sociale) che per la particolare
narrazione, fatta di musical e fiaba, satira e malizia un po' naif. C'è la
stessa freschezza che si respira nelle ballate del Molleggiato: ne "Il
ragazzo della via Gluck", che suscitò l'interesse di Pier Paolo Pasolini,
il quale pensò addirittura di farne un film; o in "Un albero di trenta
piani", dove la denuncia ecologista si sposa con l'erotismo campestre
(Nuda sulla pianta prendevi il sole con me e cantavano per noi sui rami le
allodole). Nel tempo, Celentano si è reinventato come telepredicatore,
posizionandosi fra i personaggi "scomodi", capace di entusiasmare e
spazientire come quando cantava "Chi non lavora non fa l'amore", che
fu chiamato "inno dei crumiri" e gli valse l'epiteto di qualunquista.
Lui non ha certo buttato acqua sul fuoco: si è autodefinito ignorante e
apolitico; i media lo hanno dipinto come religioso osservante, antidivorzista,
"estremista di centro". Qualche anno fa, la sua boutade sul
"pensiero lento" e "pensiero rock" si è trasformata in un
tormentone a cui non si è sottratto neppure Enzo Biagi. Una cosa è certa:
Adriano Celentano è un genio della comunicazione. Ha inventato, quasi
quarant'anni fa, messaggi forti e anticonformisti, ma comprensibili dalla gente
che frequentava le sagre paesane. Con ogni probabilità, il suo linguaggio
accelerato ha fatto bene all'Italia dei tempi di Yuppi Du, impantanata fra i
quietismi notarili delle convergenze parallele e gli arzigogoli intellettuali
di certa sinistra snob, intenta a organizzare gruppi di studio sulla
rivoluzione permanente. Purtroppo, il Molleggiato nazionale è finito per
diventare l'involontario precursore dell'attuale pensiero rock, diffuso in
tutto l'Occidente ma di qualità modestissima. Qualche giorno fa la rockstar
Madonna ha avuto l'ispirazione di dedicare al Papa il suo vecchio successo
"Like a virgin". "L'ho fatto - dice - perché anch'io sono figlia
di Dio". Nessuno lo mette in dubbio. Ma non era lei quella che cantava:
Stiamo vivendo in un mondo materiale e io sono una ragazza materiale? Anche
l'arte visiva esercita la sua furia rock bersagliando le icone religiose: nella
nuova sede del Museo di Arte moderna di Bolzano si può ammirare l'opera
dell'artista tedesco Martin Kippenberger che raffigura un croce alla quale è appesa
una rana con un bicchiere di birra in mano. Il milanese Paolo Schmidlin è
autore di una Miss Kitty dai capelli platinati, tanga decorato con simboli
pontifici e calze autoreggenti di pizzo bianco, le cui fattezze ricordano
quelle di Papa Ratzinger, assunta agli onori della cronaca in occasione della
mostra "Arte e omosessualità". Ma il frainteso pensiero rock di
Celentano pare aver contagiato anche la politica. Dopo l'annuncio
di riforma delle elementari da parte del Ministro Gelmini, che prevede la reintroduzione del maestro unico, autorevoli
rappresentanti della maggioranza hanno stigmatizzato il provvedimento come
didatticamente inopportuno; poi come praticamente disutile, dal momento che, se
è vero che il numero di insegnanti per ciascuna classe è oggi eccessivo, è
altrettanto vero che, dato la scarsa qualità del corpo insegnante, è
possibile che, fra i molti, si possa contare almeno su qualcuno di valido. Alla
fine gli stessi scettici hanno concordato con il Ministro, affermando che il
maestro unico permette un taglio delle spese del personale scolastico.
All'epoca di Yuppi Du le classi dirigenti erano lente, l'intellighenzia viveva
di spocchia e erudizione. La politica e la cultura di oggi vivono di trovate a
getto continuo, di battute contraddittorie, di urticanti bolle di sapone. Ha
vinto il pensiero ultra-leggero. L'ultra-rock. Il
"gratta-e-vinci-pensiero". Mi dispiace per il Molleggiato. Fabio
Girardello.
( da "Virgilio Notizie" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Riforma La denuncia
di un assessore: si investiga su alcune insegnanti postato fa da APCOM ARTICOLI
A TEMA Altri Roma, 24 set. (Apcom) - Le forze dell'ordine avrebbero investigato
su alcune insegnanti della provincia di Udine che avevano manifestato con il
lutto al braccio il proprio dissenso alla riforma della scuola portata avanti
dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. La denuncia, in una
interrogazione alla Giunta regionale friulana, è del consigliere regionale
Mauro Travanut. L'esponente del Partito Democratico ricorda come "in molte
scuole primarie del Friuli Venezia Giulia la protesta civile da parte degli insegnanti
ha avuto le stesse modalità, così come è avvenuto, peraltro, in migliaia
di scuole in tutto il Paese da parte sia del personale docente che dei
genitori. A parte, poi, che tali procedure investigative devono essere
autorizzate dal Governo, ma se ciò dovesse essersi verificato realmente saremmo
di fronte a un inaccettabile e intimidatorio comportamento da parte degli
organi di governo nei confronti di cittadini che manifestano pacificamente la
loro contrarietà". Nella sua interrogazione, Travanut vuole quindi sapere
se l'esecutivo regionale sia al corrente di queste procedure investigative e se
casi analoghi si siano eventualmente verificati in altri istituti scolastici.
Infine, chiede alla Giunta di "comunicare al Consiglio quali siano gli
organi responsabili di un simile provvedimento e di esprimere la propria
contrarietà nei confronti di un fatto così grave".
( da "Tirreno, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pontedera Curtatone,
Pacinotti e Gandi unite in un consiglio di istituto aperto Al museo Piaggio Per
difendere la scuola pubblica PONTEDERA. Curtatone, Pacinotti, Gandi: tre scuole
che decidono di riunirsi e indire, insieme, un maxi consiglio di istituto
aperto alla cittadinanza in difesa dell'istruzione pubblica. E' una "prima
volta" per il mondo scolastico pontederese. Genitori e insegnanti, con
l'appoggio dell'amministrazione comunale, urlano a gran voce la loro protesta
lunedì 29, alle 21, al Museo Piaggio. Unito, compatto e sempre più numeroso il
comitato nato per difendere la qualità dell'offerta formativa pontederese ha
contato la partecipazione di oltre 100 tra prof e famiglie nell'incontro
tenutosi l'altro ieri nella sede dell'Ute. E si propone come punto di
riferimento della protesta di tutto il territorio della provincia. "Noi
come consiglio di istituto della Curtatone abbiamo proposto agli altri di
unirci in questa manifestazione in favore della scuola pubblica. Abbiamo
invitato a partecipare al confronto di lunedì anche le altre scuole della
Valdera e l'assessore alla pubblica istruzione regionale Gianfranco
Simoncini", racconta Eugenio Leone, uno dei babbi promotori del comitato.
"L'intenzione è quella di produrre un documento e farlo firmare a quanti,
come noi, si oppongono ai tanti cambiamenti ventilati dal decreto che verrà
presentato alla Camera nei primi giorni di ottobre", continuo il
"collega genitore" Simone Cappelli. Genitori e prof hanno le idee
chiare su come procedere. Così, da parte del Comune, è l'assessore alla scuola
Daniela Pampaloni a guidare il movimento in difesa della scuola pubblica. Si condannano le disposizioni volute dai ministri Gelmini e Tremonti, che prevederebbero
una riduzione di insegnanti e di ore di offerta formativa e l'annullamento
delle esperienze del tempo pieno. "Si discute di voti e grembiuli mentre
in realtà si tagliano risorse. Si tagliano soldi e tempi alla scuola pubblica
per favore quella privata. Tutto questo senza che nel Paese ci sia una
discussione collettiva, discussione che forse verrà negata anche in Parlamento
se il decreto verrà presentato ponendo la fiducia. Questa non è una riforma, è
solo un'idea, sbagliata e pericolosa, di risparmio. Il decreto verrà presentato
alla Camera nei primi giorni di ottobre, facciamoci sentire! La scuola pubblica
è un bene di tutti, difendiamola e miglioriamola, insieme. Invitiamo tutta la
cittadinanza a partecipare alla prossima assemblea del 29 settembre", si
legge nel documento prodotto dal comitato. Francesca Suggi.
( da "TGCom" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
"Bonus ai prof fino a 7mila euro" Ministro Gelmini su riforma scuola I primi premi
di produttività per i docenti arriveranno dal 2010-2011. Nel 2012, invece,
saranno oltre 250 mila gli insegnanti che riceveranno un bonus annuo fino 7mila
euro lordi. Lo dice il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini a Bruno Vespa nel libro
"Un'Italia diversa. Viaggio nella rivoluzione silenziosa" in
uscita ad ottobre. La legge 133 destina, dal 2010, il 30% delle economie di
spesa all'incremento delle risorse contrattuali. Invia ad un amico.
( da "Corriere.it" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
"Maledizioni"
e messaggi di odio su Forzaitalia.it. Furio Colombo: si fa un piacere al
premier Sul sito azzurro gli insulti a Silvio Palmieri, responsabile della
comunicazione elettorale: Berlusconi conosca violenza verbale che lo circonda
ROMA - Messaggi apocalittici: "Il vostro padrone sarà concime per i vermi
e voi sparirete dalla faccia della terra". Previsivi: "Tra breve si
aprirà un nuovo fronte giudiziario, e allora...". Recriminatori: "La
colpa è di Togliatti, vi doveva uccidere tutti quando ne aveva
l'opportunità" (firmato: Volante Rossa). Minacciosi: "Fatti
processare o ti veniamo a prendere". Soprattutto: molti, moltissimi.
Pubblicati non da oppositori, ma dal sito ufficiale di Forza Italia,
nell'apposito spazio "Sinistra tolleranza". Unica avvertenza, i
messaggi "banalmente offensivi" vengono censurati. Ciò non toglie che
il campionario di insulti e minacce sia vasto. Ma la gran parte sono auspici
sulla fine del Cavaliere. I mittenti non si fanno illusioni sulla possibilità
di sconfiggerlo politicamente. Però, scrive Nicola, "per fortuna il duce
che ci opprime è vecchio". Nando specifica: "Ha i giorni
contati". Un anonimo che si firma "Mi fate schifo" chiosa:
"Me lo sento, morirà presto". Un omonimo che si firma "Silvio
Berlusconi": "Finirà come Mussolini". Bruno: "In effetti
impiccarlo per i piedi sarebbe il massimo". "Democratica":
"Un impegno concreto/ Silvio a Piazzale Loreto!". Ivo: "Non
auguro al vostro capo di morire subito, ma di prendere un ictus e restare
paralizzato senza potersi muovere né parlare". Segue una serie di
interventi sul tema dell'ictus e varie malattie. Alcuni, più esigenti:
"Bruciarlo vivo". Altri, più specifici: "Bruciarlo vivo
lentamente ". Ennio: "Prego Bin Laden e Al Qaeda che ce ne
liberi". Max corregge: "Voglio vederlo in catene supplicare
pietà". "Contribuente ": "Silvio fai un gesto di
patriottismo, sparati!". Gino: "Preparatevi ad andare al suo
funerale. Noi stiamo mettendo le bottiglie in fresco". Renato: "E voi
dopo cosa farete? Chi vi manterrà? Ahaha!". Giovanni Benedetto, ieratico:
"Pregherò tutti i giorni affinché gli arrivi la morte". L'architetto
Lorenzo D'Albo: "Desiderare la morte di Berlusconi è un dovere
civile". Ancora Ennio: "Bin, ti prego!". La scelta di pubblicare
(quasi) tutto è rivendicata da un uomo chiave del berlusconismo, sia pure
dietro le quinte. Antonio Palmieri cura il sito di Forza Italia sin dalla
fondazione, nel '95. Parlamentare alla terza legislatura, come responsabile
della comunicazione elettorale si è occupato di tutte le campagne azzurre dal '
( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Oggi è Mer, 24 Set
2008 Edizione 201 del 24-09-2008 "L'isola dei Famosi" rischia di
affondare: cala al 18,66% di share. Canale 5 col filmissimo "Il codice Da
Vinci" si ferma al 21,72% Brilla la "stella" di Rai Uno di
Alessandra Palma Ancora una serata vincente per Rai Uno che si affida alla
fiction per portare a casa il risultato in prima serata: la seconda puntata
della miniserie "La stella della porta accanto" sbaraglia la
concorrenza e si impone con un ascolto medio di 6.408.000 telespettatori, pari
al 24,21% di share. La fiction, prodotta dalla Titanus, rilancia come
protagonista Bianca Guaccero, nei panni di un addestratrice di cani che si innamora
di un giovane console (Giorgio Lupano) rimasto vedovo: la storia è di quelle
tagliate su misura sul pubblico di Rai Uno, e difatti a seguire la fiction sono
soprattutto le donne (27,98% di share) e i telespettatori di età superiore ai
55 anni, con gli over 65 che viaggiano su una media del 36,20%; buoni
risultati, però, anche nel pubblico dei più piccoli con i ragazzi tra gli 8 e i
14 anni che toccano il 24,37% di share. Secondo appuntamento con "L'isola
dei famosi" su Rai Due, che conferma le difficoltà già emerse al debutto:
il reality della Ventura scende ancora e arriva a una media ascolti di
3.863.000 telespettatori, pari a un impietoso 18,66% di share, che rimane
costantemente sotto i 5 milioni, ad eccezione dei minuti in cui verso le ore 23
e 05 Giuseppe Lago (l'ex tronista di "Uomini e donne") annuncia di
volersi ritirare e, zaino in spalla, si allontana dalla "selva
oscura". Tiepidi gli ascolti di Ventura & Co. anche sul target
commerciale dei 25-54enni che arrivano al 20,63% di share, mentre i 45-54enni
si portano al 21,83%. Serata di supercinema per Canale 5 che lascia passare un
po' troppo tempo dall'uscita nelle sale per trasmettere "Il codice Da
Vinci", ma riesce comunque a incassare un ascolto medio di 4.686.000
telespettatori, pari al 21,72% di share, raccolto principalmente tra i
telespettatori giovani interessati al mistero del Santo Graal: a seguire il
film tratto dal best seller omonimo e interpretato da Tom Hanks è soprattutto
il pubblico dei 15-24enni che raggiunge il 33,04% di share, seguito a ruota
dagli adulti 25-34enni che si attestano sul 27,98%. In seconda serata, Chicco
Mentana tenta di sfruttare la coda di interesse suscitata dal film e confeziona
una puntata di "Matrix", tutta incentrata sull'Opus Dei e i presunti
misteri legati a "L'ultima cena" di Leonardo: il colpo però non
riesce e Mentana deve accontentarsi di un ascolto medio di 1.012.000
telespettatori, pari al 18,41% di share. Non va bene neanche a Bruno Vespa che
decide di rimanere sull'attualità e si occupa del caso Alitalia nella prima parte della trasmissione e del sistema scuola nella
seconda: in studio anche Fabio Berti (Presidente Anpac) e il ministro Gelmini che dibattono davanti a una
platea di 1.478.000 telespettatori, pari al 15,73% di share. Non decolla su
Italia 1 la serata Doc. In prime time appuntamento con la quarta season di
"Grey's anatomy" che al primo episodio segna una media di 2.589.000
telespettatori, pari al 9,23% di share, mentre al secondo sale al 10,29%.
( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Oggi è Mer, 24 Set
2008 Edizione 201 del 24-09-2008 Vespa sempre uguale a se stesso di Giovanni De
Stefano Dopo la lunga pausa estiva, la ripresa della programmazione di Porta a
porta non sembra aver apportato alcuna particolare bonifica al format di Bruno
Vespa, che continua a navigare placidamente nell'acqua sua stessa, quella che i
proverbi salentini identificano come miglior sistema in cui cuocere al meglio
un polpo. I ministri mutano ma il succo di ogni puntata rimane lo stesso, da
anni ed anni o, dacché Renato Mannheimer è una presenza fissa nella fase
terminale e solo apparentemente meno dolorosa delle nostre giornate. Porta a
porta è la versione televisiva del concetto di incomunicabilità novecentesca,
vari anni dopo che le prove letterarie, teatrali, figurative sullo stesso tema
hanno dimostrato il loro fulgore e poi il loro fallimento, una dopo l'altra.
Vespa no, non fallisce nel suo intento poetico, forte e limpido come un
richiamo della foresta, avvertito chiaramente ogni volta che un ospite viene
ascoltato dal suo rivale dirimpettaio di divano; ogni volta che un concetto
chiave non viene espresso da un sommario fuorviante del conduttore, a cose
fatte; ogni volta che qualcosa sembra andare per il verso giusto. E' sempre lì,
a tendere la mano al perfezionismo nell'imperfezione, col suo telecomando
mitologico, lo stesso che ha il potere di affidare alla sincope concettuale ed
estetica l'incomprensione di quello che deve restare incompreso, e la
comprensione totale di quello che deve essere gentilmente adulterato. Anche il
sociologo Renato sbatte gli occhi da topolino quando si esagera davvero. Ma non
è il caso della puntata di lunedì, decisiva dal punto di vista della grande
questione della scuola elementare e del numero esatto dei suoi insegnanti.
Perfino il sindacalista, Enrico Panini il segretario confederale FLC-CGIL, pare
filogovernativo, e usa numerose metafore tratte dal mondo dei bicchieri mezzi
vuoti e mezzi pieni per descrivere l'eccesso di clamore che generano questioni
come il fatto che la scuola italiana non sia considerata una delle migliori del
mondo, come per lui, di fatto, è. Anzi, la nota stonata nel
contesto proviene proprio dal ministro Mariastella Gelmini ivi presente, che è talmente fuori contesto che cerca di
sovrapporsi al buon Panini anche se lui è lungi, per il momento, dall'andarle
contro. Viene fuori che qualcosa non sta andando per il verso giusto, e Vespa
indice piccoli, istantanei sondaggi sull'umore del governo a riguardo,
affidandone l'esecuzione materiale e, in qualche modo, testamentaria
all'umore di don Mazzi. Bisogna attendere qualche minuto ancora per il momento
indimenticabile della puntata: l'occasione in cui Mariastella in persona lascia
la sua poltrona (metafora del suo dicastero) e, raccolta un'autentica bacchetta
più fennechiana che alla De Amicis (metafora dell'area di interesse del suo
dicastero), ci illustra dei grafici sulle condizioni della nostra pubblica
istruzione. Siamo chiaramente davanti a un piccolo momento vespiano epocale, di
quelli che la gente ricorda a lungo, e che vorrebbe tanto dimenticare.
( da "Nuova Venezia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
MARTELLAGO
Manifestazione per la scuola stamattina la protesta del Pd MARTELLAGO. L'appuntamento è per oggi alle 12 alla scuola Goldoni di via Trento
per dire no al decreto Gelmini che impone il ritorno del maestro unico. Il Pd, infatti, ha
deciso di organizzare una protesta con distribuzione di volantini ai genitori.
Alla manifestazione saranno presenti anche il sindaco di Martellago Giovanni
Brunello e l'assessore comunale all'Istruzione Marco Garbin. "Se il
decreto Gelmini sarà confermato - dice il consigliere
regionale del Pd Andrea Causin - nel solo Veneto saranno 1320 gli insegnanti
che si troveranno senza lavoro nei prossimi cinque anni. Con un solo maestro in
classe, gli alunni saranno meno seguiti, soprattutto quelli con maggiori
difficoltà. Senza contare che i genitori degli alunni che fino a ieri
frequentavano il tempo pieno, rischiano di trovarsi in gravi difficoltà tra
soluzioni alternative e doposcuola improbabili e costosi". Causin spiega
l'iniziativa di oggi: "E' uno degli appuntamenti che stiamo organizzando
in tutta la Regione per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle conseguenze
che il decreto avrà sul livello qualitativo della scuola elementare".
(a.rag.).
( da "Nuova Venezia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca
Conservatorio, sindacati e professori in scontro aperto con il direttore Battel
SCUOLA Lettere di diffida ai docenti E' ormai un braccio di ferro continuo
quello tra il direttore del Conservatorio Umberto Battel e i suoi docenti, che
lo contestano ormai apertamente da mesi, dopo che di recente i sindacati Cgil,
Uil e Unams, raccogliendo la loro protesta, hanno scritto al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, chiedendo un'ispezione urgente all'istituto, "considerando
anche l'ipotesi di un commissariamento del Conservatorio, al fine di assicurare
un sereno e corretto inizio dell'anno accademico". Ieri il direttore ha
convocato il Collegio dei Docenti per formare la commissione elettorale in
vista delle elezioni che - da oggi e per tre giorni - dovrebbero servire
a integrare i quattro professori che si erano dimessi dal Consiglio Accademico
alcuni mesi fa proprio per protestare contro la gestione di Battel. Per tre
volte si è votato e per tre volte ieri la larga maggioranza dei docenti ha
rifiutato di formare la commissione elettorale per reintegrare il Consiglio
Accademico. In una seduta precedente, aveva già votato chiedendo che prima di
procedere alle elezioni si aspettasse la risposta del Ministero alla richiesta
dei sindacati. In entrambi i casi, però, il direttore del Conservatorio ha
deciso di andare avanti, appellandosi ai regolamenti e alla necessità di
assicurare la continuità di funzionamento agli organi. Erano partite anche lettere
di diffida nei confronti dei docenti che avevano abbandonato polemicamente la
seduta, per far cadere il numero legale. E ieri, di fronte al rifiuto dei
colleghi ha nominato d'ufficio la Commissione elettorale, scegliendo in ordine
alfabetico i docenti chiamati a comporla, al di là della loro disponibilità. Da
oggi, quindi si vota per nominare i docenti dimissionari e l'attenzione si
sposta sul livello di partecipazione. E' chiaro infatti, che se solo un terzo o
meno dei docenti del Conservatorio dovesse presentarsi alle urne, la
"diserzione" dal voto suonerebbe come un'ulteriore sconfessione
dell'operato del direttore, in attesa di un pronunciamento ministeriale - quale
che esso sia - rispetto a una vicenda che da mesi ha reso molto pesante l'atmosfera
che si vive all'interno del Conservatorio Benedetto Marcello. (e.t.).
( da "Avanti!" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
“È presto per promuovere
il governo” L'OPINIONE Mercoledì 24 Settembre 08 Se l'esito delle elezioni
politiche era scontato per la buona parte degli addetti ai lavori del mondo
politico, era assolutamente imprevedibile il boom di consensi ottenuti dal
governo nei primi mesi di lavoro.La domanda che riecheggiava - e riecheggia,
visti i trascorsi non certo idilliaci dei precedenti Esecutivi - è quanto
duratura potrà essere "la luna di miele" tra Berlusconi e
l'elettorato. Ma, soprattutto, che tipo di reazioni avrebbe avuto il Paese
dinanzi ai primi provvedimenti di una stagione difficile che lo stesso premier,
accortamente, annunciò essere contrassegnata da sacrifici. L'esito elettorale
univoco, conquistato dall'accoppiata Pdl-Lega (e marginalmente Mpa) è maturato
più in un clima di esasperazione e delusione collettiva generato dal governo
Prodi, con il complice incremento di fobie alimentate e gestite saggiamente
dall'allora opposizione -, ma decisamente meno sulla reale conoscenza e
consapevolezza da parte degli elettori sulla natura delle riforme che quella
maggioranza avrebbe portato avanti in caso di vittoria.Tale situazione
rappresentava e rappresenta a tutt'oggi una grande incognita per il futuro. I
dati dei sondaggi, quelli governativi e finanche quelli di opposizione,
segnalano un forte e consistente gradimento dell'azione governativa. Ma quanto
questo sia stabile e duraturo non è dato saperlo. L'incognita sopraccitata ne
rappresenta una discriminante importante. L'azione riformatrice del governo è
pressoché in stand by, bloccata ieri dalla questione rifiuti e oggi dalla
vicenda Alitalia. Non è certo ipotizzabile, né auspicabile, che questa
situazione di stallo si protragga oltremodo.Delle riforme strutturali
annunciate - che costituiranno il vero banco di prova per il gradimento
dell'azione di governo nessuna, ovviamente anche in virtù dei tempi necessari,
è ancora andata in porto o ha spiegato in pieno i suoi effetti. La grande
riforma istituzionale ancora è in fase di concepimento, pur potendo contare su
accordi di massima con le opposizioni, riscontrati anche nella scorsa
legislatura. I provvedimenti in materia di riordino del sistema giudiziario
(cosa diversa dal lodo Alfano) sono pressoché dei pour parler. L'innovativa
manovra finanziaria su base triennale, non può essere ancora correttamente
giudicata nel suo complesso e per i suoi effetti, impercettibili dai
cittadini.Il giudizio positivo sull'operato del governo, sembra essere quindi
dovuto più ad una importante e non banale capacità comunicativa dello stesso premier,
e alle numerose circolari ministeriali ad effetto, piuttosto che ad una
incisiva azione riformatrice. Solo l'entrata a pieno regime dei primi reali
provvedimenti, quali quello in materia d'istruzione del
ministro Gelmini - molto
discusso e l'approvazione del federalismo fiscale, potranno segnalarci la vera
ed effettiva sintonia tra l'azione del governo Berlusconi e il paese. In
particolare, il provvedimento fiscale, una volta approvato definitivamente,
dovrà convincere in profondità e fare i conti con un elettorato meridionale,
che sebbene si sia pronunciato - e sembra ancora orientato - in favore del
centrodestra, non potrà certo accogliere benevolmente un provvedimento
fortemente penalizzante nei suoi confronti. La mobilità elettorale presente nel
Mezzogiorno non è cosa da poco, se si pensa che è l'unica area geografica del
paese che ha dimostrato, nel corso dell'ultimo ventennio, di avere
comportamenti marcatamente opposti di volta in volta. La durata della
cosiddetta "luna di miele" dipende anche, e soprattutto, da questo.
Ma se sarà realmente un matrimonio duraturo, solo l'arduo e necessario banco di
prova delle riforme potrà darci risposte concrete. Nicola Carnovale.
( da "Tirreno, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Confronto all'Itc
per decidere le forme di mobilitazione Assemblea contro i tagli nella scuola
LUCCA. Continua la protesta della scuola contro i tagli
previsti dal governo Berlusconi e dal ministro Gelmini (8 miliardi di euro nel triennio 2009/2011), la reintroduzione
del maestro unico e la riduzione dell'orario nella scuola primaria e contro la
politica di privatizzazione e di "smantellamento" della scuola pubblica.
"La protesta - dicono i Cobas - non riguarda soltanto la categoria degli
insegnanti, ma coinvolge gli studenti e le loro famiglie a cui il
Governo vorrebbe togliere le risorse necessarie al funzionamento di un servizio
pubblico essenziale come quello dell'istruzione". I Cobas ed il comitato
lucchese per la difesa della scuola pubblica invitano docenti, studenti e
genitori a partecipare all'assemblea che si terrà venerdì alle 16,30 all'Itc
"Carrara". "La partecipazione numerosa è necessaria per poter
discutere e decidere insieme nuove forme di mobilitazione che inducano il
Governo a ritornare sui propri passi" concludono i Cobas.
( da "Tirreno, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pisa
"Contestazione strumentale" Scuola, il Pdl critica la protesta del
"lutto al braccio" SAN GIULIANO. Lutto al braccio portato dalle
insegnanti della scuola anche sul lungomonte. Questo contro
il ministro della Pubblica Istruzione Gelmini. I consiglieri comunali di Forza Italia di San Giuliano Riccardo
Maini e Giuseppe Tizzanini ritengono giusto difendere e sostenere il decreto
contro quella che definiscono "una campagna di disinformazione che il
Partito Democratico e la sinistra estrema stanno conducendo".
Dicono i rappresentanti di Forza Italia: "Quando la spesa per il personale
per la pubblica istruzione assolve quasi il 97% degli investimenti complessivi,
significa che c'è qualcosa che non va. Quindi la prima domanda è: è normale che
il personale pesi così fortemente nel bilancio complessivo? Noi diciamo no
perché riteniamo che sia il risultato di scelte sbagliate secondo le quali la
scuola è stata considerata, per anni, un'ammortizzatore sociale e un luogo dove
le assunzioni si sono moltiplicate a dismisura. La seconda domanda è: si deve
intervenire? Noi diciamo di sì". Si chiedono e chiedono Maini e Tizzanini:
"Quali sono le novità introdotte? Il maestro unico, il voto
in condotta, il ripristino dei voti, la soppressione delle
incomprensibili valutazioni e la reintroduzione dell'educazione civica mentre
il tempo pieno non verrà soppresso anzi, con l'introduzione del maestro unico e
l'eliminazione delle compresenze, ci sarà più personale a disposizione per il
suo incremento visto che nessuno verrà licenziato". I rappresentanti di
Forza Italia sottolineano: "Rigore, valutazione e merito sono le tre
parole chiave. Per questo è stato introdotto il voto
di condotta (il bullismo si combatte non solo
comprendendone le motivazioni generatrici ma anche punendolo). Siamo inoltre
daccordo al buono scuola per la ragione che oggi vi è una discriminante: c'è
chi può permettersi e scegliere l'alternativa alla scuola pubblica e chi non lo
può. Questo non va bene".
( da "Sestopotere.com" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
(24/9/2008 14:45) |
(Sesto Potere) - Bologna - 24 settembre 2008 - L'Assemblea ha approvato
all'unanimità dei presenti una risoluzione sottoscritta da ventisette
consiglieri di maggioranza (primo firmatario Marco Monari (pd), seguito dai
rappresentanti dei gruppi prc, verdi, sd, sdi, pdci e idv) che prende spunto
dal decreto legge presentato dal Ministro Mariastella Gemini: “Disposizioni
urgenti in materia di istruzione e università”. Questa risoluzione, illustrata
in aula da Laura Salsi (pd), impegna la Giunta a mettere in campo ogni
intervento per dissuadere il Governo dal procedere lungo una strada che avrebbe
pesanti conseguenze sulla qualità del sistema scolastico e sulla vita delle
famiglie; nell'immediato, la Giunta dovrebbe chiedere al Governo, anche
attraverso la Conferenza delle Regioni, che nel percorso di approvazione del
Decreto siano previste ampie e approfondite audizioni degli Enti Locali, del
mondo della scuola, delle associazioni dei genitori. Il testo si rivolge anche
ai parlamentari e alle forze politiche dell'Emilia-Romagna affinché si attivino
per apportare sostanziali modifiche al decreto nell'iter di conversione in
legge. Al Ministro, i firmatari chiedono di aprire il confronto in particolare
sulla reintroduzione del maestro unico e, in ogni caso, qualora si proceda
all'immediata applicazione del provvedimento, di assicurare alle scuole
organici e risorse sufficienti a coprire la crescente domanda di tempo pieno e
tempo prolungato, consentendo di sviluppare modalità di organizzazione
didattico-pedagogica di riconosciuta validità, anche in termini di risultati di
apprendimento. A Maria Stella Gelmini si chiede, inoltre, di non dequalificare il segmento formativo –
la scuola elementare – che più ha dimostrato di funzionare, e di investire maggiori
risorse, premiando merito e impegno, nella scuola secondaria, dove sono
maggiori le criticità, rilevate anche dall'Ocse, che evidenzia come l'Italia
sia sotto la media europea per spesa pubblica, stipendi degli
insegnanti, competenze acquisite dagli studenti nelle materie fondamentali,
esiti occupazionali post-laurea. Nel documento, infine, si condivide l'allarme
suscitato dalla prevedibile chiusura e accorpamento degli istituti scolastici
nei piccoli centri e nei comuni di montagna, causato dai tagli del Governo
conseguenti alla manovra economica d'estate, con conseguenti difficoltà per le
famiglie e gli enti locali, chiamati a sostenere le spese dei servizi di
scuola-bus, con prevedibili disagi dei bambini (pendolari già a sei anni) e un
forte rischio di aumento dell'abbandono scolastico. Con questa risoluzione, ha
sottolineato Salsi, che avrà ricadute anche sul sistema scolastico
emiliano-romagnolo sano e forte come la società di cui è espressione, vogliamo
un impegno della Giunta a difesa della scuola per salvaguardarla e non
disperdere i valori che esprime. Carlo Monaco (per l'e-r) ha sottolineato il
carattere strumentale delle richieste contenute nel documento e la posizione
totalmente conservatrice della sinistra sul tema scuola. Mi sarei aspettato, ha
detto, contestazioni nel segno del rinnovamento del sistema scolastico, di
riforme radicali ed incisive, invece si fa solo della retroguardia, e tutte le
critiche che si avanzano ai provvedimenti della Gelmini
sono basate sulla necessità di mantenere l'esistente senza modificare nulla. E'
evidente che ritiene di avere in mano, nella scuola, uno strumento con cui
scardinare questo governo, ma, ha aggiunto, la maggioranza dell'opinione
pubblica dimostra di essere d'accordo con gli orientamenti del governo. Monaco
ha poi distinto fra gli aspetti con valore prevalentemente simbolico, come
l'introduzione dell'educazione civica e il voto in condotta, ed aspetti più
sostanziali. In questi ultimi, ha detto, c'è la sfida sulla possibilità di
modificare, migliorandolo, il sistema scolastico riducendo la spesa. Il governo
sta procedendo con grande sollecitudine nel realizzare il suo programma e la
risoluzione sconta il fatto di essere stata presentata nel momento in cui gli
eventi danno le spiegazioni alle richieste in essa contenute, ha esordito Marco
Lombardi (fi-pdl), rilevando che il documento avanza critiche astratte, mentre
poi ci si deve scontrare con la realtà dei fatti. E questi, come si evince dai
sondaggi realizzati, dicono che la maggioranza degli italiani condivide i
provvedimenti. Lombardi ha poi sottolineato che va sgombrato il campo da timori
e paure circa la riduzione degli organici dei professori (che sarà prevista
solo nella programmazione futuri), il tempo pieno, che non solo sarà salvaguardato
ma incrementato, ed il tempo prolungato. Aspettiamo la prova dei fatti, ha
concluso il consigliere, ma le assicurazioni per una scuola di qualità sono le
più ampie possibili. Non basta richiamare i sondaggi per affermare che la
riforma è buona, ha rilevato Paolo Nanni (idv), sostenendo che la politica deve
anche sapere educare i cittadini, costi quel che costi sul fronte elettorale.
Il consigliere ha poi affermato che la proposta Gelmini
guarda al passato e ripropone un modello di scuola autoritario, che mette a
rischio la pluralità dei docenti (che da 20 anni rende la scuola elementare una
comunità di conoscenza), il tempo pieno, la dotazione di insegnati di appoggio,
penalizzando come al solito le famiglie più svantaggiate. Nanni ha quindi
ribadito l'auspico che attraverso l'intervento della Giunta e dei parlamentari
regionali il testo del decreto venga modificato. Per Massimo Pironi (pd) la
carenza più grande emersa dall'intervento del Ministro Gelmini
è quella di non avere proposto una riforma complessiva (condivisibile o no) del
sistema scolastico, ma di procedere su singoli elementi eclatanti (grembiule,
voto, giudizi offensivi nei confronti degli insegnanti del sud) per cercare
facile consenso e distrarre l'attenzione dal vero problema: i tagli all'istruzione
per trasferire risorse su altre scelte del Governo. Anziché investire su saperi
e conoscenza, che sono la prima industria di un Paese, ci si limita a tagliare.
Il sistema scolastico regionale – ha aggiunto – tiene anche perché è stato
strutturato per dialogare con i territori, al contrario di quanto prevede la Gelmini. Pironi ha quindi espresso il suo pieno sostegno
all'odg e alla mobilitazione che si terrà prossimamente a difesa della scuola,
del suo ruolo e della sua qualità.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Martellago(ndr) Il
Partito Democratico scende in campo anche a Martellago
contro il Decreto Gelmini
che reintroduce il maestro unico e organizza una manifestazione di protesta per
oggi, alle 12, all'istituto comprensivo Goldoni in via Trento."Si tratta
di uno degli appuntamenti che stiamo promuovendo in tutto il Veneto per
sensibilizzare l'opinione pubblica sulle conseguenze che il decreto avrà sul
livello qualitativo dell'insegnamento nella scuola primaria e i disagi
che provocherà alle famiglie", spiega il consigliere regionale del Pd (e
di Martellago) Andrea Causin, che interverrà all'iniziativa, farà volantinaggio
e parlerà con i genitori degli alunni delle elementari assieme ad altri
amministratori locali del Pd, tra cui il sindaco Brunello e l'assessore alla
Istruzione Marco Garbin."Se il Decreto sarà confermato saranno oltre 1300,
nel solo Veneto, gli insegnanti che si troveranno senza lavoro nei prossimi
cinque anni conclude Causin Con un solo maestro per classe, gli alunni saranno
meno seguiti, specie quelli con più difficoltà. E i genitori dei bambini, che
fino a ieri frequentavano il tempo pieno rischiano di trovarsi in gravi
difficoltà tra soluzioni alternative e doposcuola improbabili e costosi".
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
(i.t.) Dove va la
scuola italiana? È questo il tema dell'incontro che il circolo Acli di Belluno propone
per la serata di venerdì. L'iniziativa, che si terrà con inizio alle 20.30 nel
salone della Casa delle Opere parrocchiali di Cavarzano, vedrà gli interventi
di Fulvio De Bon, direttore didattico del primo circolo di Belluno, Emilio
Guerra, preside della scuola media Nievo, Riccardo Dell'Eva, preside
dell'istituto magistrale Renier. La serata, voluta "per evitare una
cattiva informazione e per valutare insieme la situazione" come si legge
nella lettera d'invito, a firma del presidente del circolo
Acli, Lino Dall'Agnol, ha l'obiettivo di esaminare la situazione del mondo
scolastico italiano dopo la riforma del ministro Gelmini: dal ripristino di grembiule, voti e voto in condotta, alla
reintroduzione del maestro unico, dall'aumento degli alunni per classe
all'accorpamento di scuole.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
(r. br.) Il muro contro
muro tra il direttore del Conservatorio "Benedetto Marcello",
Giovanni Umberto Battel, e la maggioranza dei suoi professori continua. Ieri
era fissato il collegio dei professori che doveva nominare la commissione
elettorale, in vista delle elezioni di oggi, domani e dopodomani per sostituire
i 4 professori, su 6, dimessisi a giugno in dissenso proprio con Battel. Per
ben tre volte, a grande maggioranza, i professori non hanno votato i candidati
che venivano, di volta in volta, proposti dal direttore per sedere nella
commissione elettorale. Un modo, anche questo, per manifestare il loro dissenso
verso un direttore di cui avevano chiesto le dimissioni. A quel punto, però,
Battel, dopo una sospensione di oltre mezz'ora del collegio, ha tirato fuori
una norma (un decreto legge del '99) in base al quale si è avocato il diritto
di procedere d'ufficio alla nomina della commissione elettorale. Una soluzione
che consentirà il regolare svolgimento delle elezioni in programma in questi
tre giorni, ma che non rasserena certo il clima di un conservatorio dove ormai
da mesi c'è una tensione crescente.Nei giorni scorsi, come noto, si erano mosse
anche le segreterie nazionali di Cgil, Uil e Unams che
avevano chiesto al ministro Mariastella Gelmini di inviare un'ispezione, valutando anche la possibilità di
commissariare l'istituzione. Battel, da parte sua, aveva ribattuto con un'altra
lettera al ministro in cui accusava i sindacati di istigare i professori a non
fare il loro dovere e chiedeva a Roma di intervenire sul collegio dei
professori. Nell'ultimo collegio, infatti, sempre per manifestare il
loro dissenso, la maggioranza dei docenti non aveva partecipato al voto per
l'elezione della commissione elettorale. E Battel aveva aperto dei procedimenti
disciplinari contro tutti gli astenuti. In realtà, dal ministero non sono
arrivati interventi, né in un senso, né nell'altro. La riunione di ieri è
iniziata con questa presa d'atto, quindi si è cominciato a votare. I professori
hanno votato contro, per bloccare il tutto. E il direttore, alla fine, ha
trovato la soluzione del decreto legge. A questo punto, per eleggere i 4
professori, basterà che un terzo dei professori del Conservatorio partecipi al
voto. Una minoranza su cui Battel dovrebbe poter contare, salvo sorprese.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
24-09-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Nord))
Argomenti: Scuola
La riforma della
scuola ha unito professori e alunni nel fronte della protesta, ma il suo sex
appeal coniugato con un look da maestrina di provincia è vincente. Lo conferma Pappi Corsicato ai microfoni dell'"Alfonso
Signorini show" su Radio Montecarlo: "Vorrei che il ministro
dell'Istruzione Gelmini
interpretasse il ruolo di protagonista nel mio prossimo film, a fianco di
Caterina Murino. È una donna di grande sex appeal".
( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Genova Al Cezanne di
via Cecchi serata disco liscio con Dj Carlo Scaramuzzino. Cocktail buffet e
musica con Dj Malik alla Piazzetta di Bogliasco. Musica con Dj Erasmus all'Utri
Beach di Voltri. Varazze Ritrovi al Perbacco, al Cupido 2, allo Spot, al Magia,
all'Invidia, al Miramare, al Fiore ed al QQ7. Albisola S. Ritrovi al Pilar e
alla Taverna di Hook. Albissola M. Ritrovi in settimana al Testa, al Prana,
all'Happy Bar al Dolphin's Britain, all'Angelo's, al Varadrillo, al The
Friend's ed alla Madonna. Cairo M. Musica d'ascolto al Be Pub. Carcare Ritrovi
al Moulin Rounge e da Crespi. Savona Appuntamenti nei locali della Vecchia
Darsena. Spotorno Serata latina con l'animazione dell'Oasi Latina al dancing
Castello Playa dell'est (spuntino a base di pasta). Ritrovi al Sirio, al
Sunshine Cafè, al Lord Nelson e alla Cambusa. Finale L. Musica d'ascolto e
ritrovi al Vittoria, al Vanilla, New Clipper, al Baribal, da Pilade, al
Trocadero, al Baquito, all'Agorà di Gorra. Lap dance con pasta a mezzanotte
all'Effimero. Borgio V. Ritrovi in settimana all'Antica Società, al Cappero,
alla Torre Antica, al Roses's Pub, al Poggio, al Mulino Club e alla Torre dei
Sassetti. Pietra L. Serata dedicata al singles al dancing Malibù sul lungomare:
balli di coppia e non solo, animazione latina a sorpresa durante la serata.
Ritrovi da Poldo's, allo Wave Club, all'Airone ed all'Iguana (festa della
birra), al Barone Rosso. Loano Liscio e revival al dancing Saitta ed al
Manhattan Inn. Ritrovi all'Atravirago, al Gavioli Caffè, da Vittorino, al
Fusion, alla Dolce Vita. Ceriale Sexy show all'M3 in via Aurelia. Albenga
Ritrovi al Santeodoro, al Tribe, al Raggio di luna, al Caffè Noire, al Caprice.
Alassio Dalle 22 all'U'Brecche "Ottanta voglia disco party", dj set
in compagnia della Happy Gang che seleziona i migliori ed i più grandi successi
della revival music Anni '70, '80, 90. Sexy show al Deghere Vip. Ritrovi in
settimana al Fino all'Orlo, al Maximilian Pub, all'Alchemy, al The Victorian
Pub. Andora Ritrovi alla Casa del Priore, al Birò, al Mata Mua e al Samarcanda.
San Bartolomeo Ritrovo all'irish pub La Pinta, in via Elba Diano Marina Musica
e animazione allo Skipper, al birrificio Chevalier, al Capriccio, al pub
Excalibur. Imperia Riitrovi al Serendipity, al Vivamè, alla Bacicadda. Arma di
Taggia Ritrovi al Gatto Nero e al Nadir. Dalle 23 animazione con belle ragazze
al Mangiafuoco. Sanremo Al casinò si esibisce il duo di
piano-bar Reddy Bobbio-Carla Gelmini. A "El Patio", alla Foce, serata con il Dj Style. Info
3382291766. Videomusic al Sax Pub. Musica allo Zelig, Big Ben, Kermesses e
Victory. Karaoke al New Malatesta e al Cool Banana. Lap-dance all'En Plein.
Sexy-spettacoli allo Whisky, Gohà e Piper. Ospedaletti Ritrovo al
Caffrey's Pub. Bordighera Punto d'incontro al Blanco. Camporosso Serata con
sottofondo in musica al Billabong, sul lungomare. Dolceacqua Ritrovo al pub
Aquila Nera dalle 19. Pigna Serata musicale con giochi di società a
disposizione nell'ultimo locale della Val Nervia, al pub La Villa, da Carla.
Ventimiglia Ritrovi musicali al Mako Bomboclan e al Tondo Cafè. Monaco House al
Jimmy'z con C. Sorrentino e Papa Dj. Pianobar e dj al Living Room. Musica dal
vivo con Gadjo al Moods. R'n'b e house allo Zebra Square. Live music con Cabine
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti
da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma
soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il
dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova
Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani
della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie
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un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in
senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio,
proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi
appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati
(imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso.
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano,
il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici
hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica,
combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti
che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera
è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà
l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella
della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta
la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le
porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La
deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di
diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo
Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente
invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha
avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la
sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte.
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Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così
Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd
(almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di
Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che
mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene.
Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv,
hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare
trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato.
Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e
movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire
che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita
Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la
piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni
Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo
d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto
per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi
vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore
della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo
invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere
la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of
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( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro.
Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il
dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova
Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani
della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano
VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti (
61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in
senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio,
proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi
appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati
(imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento
di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è
in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione
sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie
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a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche
per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche
aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono
problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone
vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà
una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con
voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto
in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia
Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che
cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo
Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia",
qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio
per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile
finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta
c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum
("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di
varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei
valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella
piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi
dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a
sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si
ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra
riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale,
i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi"
dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a
primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che
gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un
elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di
raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i
toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di
destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne
leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra
correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche
lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa.
La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter
ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza,
così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta
che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando
Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere
che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e
Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le
ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di
protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus
per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare
dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e
contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha
rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella
Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori
italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie
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un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in
senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio,
proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi
appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati
(imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro
ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio
e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei
clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata
alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le
elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché
ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle
tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e
spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a
prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti
anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni,
a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è
diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi
- anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa.
La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter
ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella
convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol,
banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con
Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo.
io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter
è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere
il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia
memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo
avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è
questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche
D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia
il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti
da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma
soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il
dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova
Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani
della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
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un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in
senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio,
proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi
appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati
(imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes,
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"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso.
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano,
il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici
hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica,
combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti
che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera
è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà
l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella
della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta
la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le
porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La
deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di
diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo
Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente
invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha
avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la
sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte.
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Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così
Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd
(almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di
Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che
mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene.
Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv,
hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare
trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato.
Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e
movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire
che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita
Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la
piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni
Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo
d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto
per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi
vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore
della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo
invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere
la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e
contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha
rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella
Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori
italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet"
è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela
davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France
i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento
della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto
l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe
del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E
i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è
aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per
farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di
Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati,
sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa
il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato"
e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due
siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia,
nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro,
visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per
non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è
quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di
Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI
DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA
SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare
il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro
della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In
fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di
funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per
smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei
punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è
che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente,
iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il
rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione
del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la
qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche
dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non
piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione,
il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per
l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila
dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola,
piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e
la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che
la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare
la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un
salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva
del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti
incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise,
all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il
concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono
quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo
pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda
sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra
più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e
vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di
tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E
anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i
sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio
per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro
l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale
di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie
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a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e
Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E
si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può
anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta
anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la
Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza
italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la
proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio
piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più
ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra,
dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale
continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante
casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce
impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista
applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera
che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina
e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che
riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per
fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni
verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che
legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice
Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse
quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la
cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente
della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto
di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo
regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi
sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha
ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti
in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da
Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di
integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune
categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere
estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il
diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i
minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati
non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di
Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al
rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli
immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per
garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la
sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 )
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tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per
mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
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post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti
e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia",
qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio
per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile
finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo
attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di
Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare
contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino
della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli
italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente
dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino:
Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le
mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla
sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo)
si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci
vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che
si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e
pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo
del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare
dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza:
lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine
compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista
al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se
l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma
lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante
divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) "
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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi
vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario
ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
La drammatica vicenda
di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti
da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma
soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il
dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova
Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani
della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie
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un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in
senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio,
proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi
appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati
(imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò
di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi
trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a
tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore
frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average:
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riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto
già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
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08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio
mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza
Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì,
compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a
soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato
improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio
grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo
per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina
da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e
Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro
Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso:
Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa
qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano"
e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve?
Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero
ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di
Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la
sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no
alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su
Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate
contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni
sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.)
e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura
Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la
Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato
il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano
il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai
servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano,
almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della
giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma
con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si
allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo
dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a
prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con
Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che
mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a
caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia.
Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come
annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega
Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad
attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare,
a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli
italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e
uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale
(che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli
italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è
sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei
suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente"
(troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo
diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader",
dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del
politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale"
Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi
l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo
forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma
, in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si
vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo
tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese,
le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del
leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A
conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e
realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra
moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo
che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere
uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far
uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema,
che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of
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( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti
da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma
soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il
dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova
Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani
della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie
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un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in
senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio,
proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi
appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati
(imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso.
Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano,
il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici
hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica,
combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti
che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera
è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà
l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella
della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta
la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le
porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La
deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di
diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo
Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente
invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha
avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la
sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte.
Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così
Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd
(almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di
Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che
mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene.
Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv,
hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare
trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato.
Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e
movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire
che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita
Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la
piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni
Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo
d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto
per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi
vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore
della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo
invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere
la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of
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( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e
contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha
rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella
Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori
italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie
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un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in
senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio,
proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi
appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati
(imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio
e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei
clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto
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questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari
amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare
qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci
sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone
vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà
una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con
voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto
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post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia
Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che
cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo
Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia",
qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio
per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca
una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca,
visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se
sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone
e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha
mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza".
Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi
dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a
sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si
ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra
riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale,
i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi"
dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a
primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che
gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un
elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di
raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i
toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di
destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne
leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra
correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche
lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa.
La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter
ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello
stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo
Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio
opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro
parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre
dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la
linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo"
con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per
cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia
"Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd
che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella
convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol,
banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con
Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo.
io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter
è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a
riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere
il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità .
"Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da
settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare
in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra,
sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano
si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà
Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership
vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca
a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da
quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel
sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se
e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli
avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche
se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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un amico 20Jun
( da "Gazzettino, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
CINEMA Pappi
Corsicato: "Vorrei il ministro Gelmini ... CINEMAPappi Corsicato:
"Vorrei il ministro Gelmininel mio prossimo film, possiede sex appeal""Vorrei
Mariastella Gelmini nel mio
prossimo film". Questa è l'inattesa rivelazione che il regista Pappi
Corsicato (foto), di ritorno dalla 65esima edizione della Mostra del Cinema di
Venezia dov'era in concorso con il film "Il seme della
discordia", ha fatto ai microfoni di "L'Alfonso Signorini Show"
su Radio Monte Carlo. Ospite inaspettato della puntata Corsicato ha detto che
vorrebbe il ministro nel suo prossimo lavoro "a fianco di Caterina Murino.
La Gelmini - ha concluso il regista - è una donna dal
grande sex appeal.".
( da "Gazzettino, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Negli ultimi
annisolo l'immobiliareha fatto affariLa grave crisi economica degli ultimi anni
parte dal grandissimo problema della casa. Se affitti o mutui portano via metà
o anche più degli stipendi, le persone non hanno altre risorse da spendere
nelle altre voci che fanno girare l'economia: abbigliamento, ristorazione,
spettacoli, auto... Come è possibile che negli ultimi anni abbia guadagnato
solo l'immobiliare, magari in nero? Chi è responsabile della frenesia che ha
fatto lievitare i prezzi degli immobili, in una delle bolle speculative più
spettacolari della storia? In un economia virtuosa guadagnano tutti i settori
economici, e non uno solo. Rimpiangiamo Amintore Fanfani, che nel passato aveva
riposto attenzione, con i piani di edilizia popolare, a questo bisogno primario.
Perché adesso si costruiscono pochi alloggi di edilizia popolare a prezzi
calmierati? Chi ci ha rimesso è il popolo, chi ci ha guadagnato sono i re mida
del mattone.Giuseppe CarosellaDolo (Venezia)Un patentinoper gli alpinistidella
domenicaLe notizie di questo agosto, olimpiadi a parte, sono state
monopolizzate dalla spedizione sul Nanga Parbat e da tutti gli sforzi per
salvare gli alpinisti italiani che lassù erano rimasti intrappolati. Pareva
essere tornati all'agosto del 2000 quando un sottomarino nucleare sovietico, il
Kursk, si inabissò con un epilogo ben peggiore.Come se non bastasse anche sulle
montagne italiane c'è stato un susseguirsi di incidenti anche mortali senza
precedenti. C'è chi sostiene che sia colpa dell'affollamento e chi invece punta
il dito contro gli alpinisti agostani che abbandonano la scrivania sulla quale
hanno riposto le proprie terga per 11 mesi e danno l'assalto alle pareti armati
di tutto punto. Possibile che tutte le associazioni sportive prima di ammettere
nuovi iscritti richiedano l'opportuno certificato medico di sana e robusta
costituzione, mentre nell'alpinismo, ma anche nello sci, a chiunque viene
permesso di cacciarsi nei peggiori guai senza alcuna preparazione?Quel che ci
vuole è un bel patentino, come quello per i subacquei, per andare in montagna
che certifichi preparazione atletica e conoscenza delle tecniche. Senza di
quello in caso di incidente le spese per i soccorsi sono a carico di colui che
a questo punto non è più un alpinista ma un incosciente.Elettra
CosfìPotenzaEpifani, i pilotie le concessioniagli
"stranieri"Continua, aspro, il confronto sugli organi di informazione
tra i soggetti interessati alla vicenda Alitalia. In particolare, il segretario
generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha invitato il governo a cedere la
nostra compagnia di bandiera agli stranieri.Appare, al riguardo, indubitabile
che i potenziali acquirenti stranieri, peraltro ancora da individuarsi,
condizioneranno l'acquisto ad un accordo preventivo con tutti i sindacati (così
come, giustamente, lo pretendeva Air France). Ma nella ipotetica trattativa è
del tutto evidente che il compratore non potrà che pretendere una
rivisitazione, in diminuzione, del trattamento economico e normativo ora
riservato ai piloti dell'Alitalia non essendo ipotizzabile che esso si porti in
casa normative contrattuali più favorevoli di quelle applicate ai loro piloti
con l'inevitabile successiva pretesa, da parte di questi ultimi, di avere lo
stesso trattamento.Che l'esito di un eventuale negoziato non possa che essere
in riduzione scaturisce dal fatto che i nostri piloti sono, in ambito europeo,
quelli meglio trattati. Epifani ed i sindacati dei piloti sono disposti a
concedere agli stranieri ciò che non hanno dato all'acquirente italiano?Luigi
FistarolloMiraDonne di sinistra,da Galan offeseinaccettabiliIn risposta alle
affermazioni del governatore del Veneto, Giancarlo Galan, sulle donne che fanno
politica a sinistra, Rete degli Studenti Veneto e Studenti Per esprimono il
proprio risentimento e disappunto, leggendo in tali parole un'offesa a tutte le
donne e gli uomini che ogni giorno si impegnano per le pari
opportunità.L'attacco che il governatore fa alla sinistra (sindacati e partiti)
e in particolare alle donne della sinistra è misogino quanto nei fatti insostenibile.Le
contestazioni portate avanti in questi giorni da associazioni sindacali (tra cui i sindacati degli studenti) e da molteplici forze
politiche, alla ministra Gelmini nell'esercizio delle sue funzioni e ai provvedimenti presi dalla
stessa negli ultimi mesi, sono un'espressione di democrazia che mettono la
ministra sullo stesso piano di politici e ministri uomini e nulla hanno a che
vedere con la persona.Le azzardate quanto infondate esternazioni del
governatore sono generiche e generaliste e non tengono minimamente conto delle
infinite battaglie trasversali a tutte le forze politiche, di rappresentanza e
sociali che le donne del nostro Paese hanno portato avanti con forza e
determinazione, spesso imbattendosi in porte chiuse e muri insormontabili.Le
offese che nelle dichiarazioni di Galan vengono rivolte alla sinistra e alle
donne della sinistra che tanto hanno fatto per i diritti del genere femminile
circa maternità, pari opportunità lavorative e sensibilizzazione dell'opinione
pubblica riteniamo siano trasversalmente inaccettabili.Serena
Capodicasacordinatrice ReDS VenetoGrazie per l'analisisulla
politicaamericanaCome lettrice occasionale, da lontano, ma padovana felice di
leggere in rete il mio primo quotidiano, vorrei esprimere il mio più entusiastico
apprezzamento per l'articolo di Alessandra Graziottin sulle scelte
repubblicane, la candidata per la vice presidenza e il corrente stato delle
cose Usa. Eccellente. Una sintesi brillante, e una prospettiva acuta.
Suggerirei venisse tradotto e inviato alla stampa internazionale. Analisi così
accurate se ne vedono gran poche in giro, ma ne abbiamo tutti immenso bisogno.
Grazie!Roberta BruniConnecticut.
( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
NOVARA.IL CALCOLO
DELLA CGIL La riforma "taglia" quasi trecento posti nelle scuole
[FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Quasi trecento posti in meno nelle scuole novaresi
con l'applicazione della riforma, e in modo particolare con il ritorno al
maestro unico alle elementari. Il calcolo è stato effettuato dalla Cgil scuola
di Novara, che per sabato ha indetto un presidio di protesta, dalle 10 alle
( da "Virgilio Notizie" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Antidemocratico Interrogazione
parlamentare, inaccettabile attività investigativa postato fa da APCOM ARTICOLI
A TEMA Altri Roma, 24 set. (Apcom) - Con una interrogazione parlamentare
presentata alla Camera dalla responsabile nazionale scuola, Maria Coscia, il
Partito democratico chiede al ministro dell'Interno Maroni di "riferire
sulle indagini delle forze dell'ordine che sarebbero in corso nei confronti di
alcune insegnanti che hanno manifestato con il lutto al
braccio contro la riforma della scuola del ministro Gelmini". "Se fosse confermato l'inizio di tale attività
investigativa - commenta Coscia - saremmo di fronte ad una reazione
inaccettabile, intimidatoria ed anti-democratica nei confronti di cittadini che
hanno manifestato pacificamente la loro contrarietà ad alcune politiche del
governo".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca Regionale
Pagina 105 consiglio Ma i due schieramenti si dividono Sì all'ordine del giorno
contro i tagli sulla scuola Consiglio. Ma i due schieramenti si dividono -->
La Giunta regionale, in particolare l'assessore della Pubblica istruzione,
dovrà avviare al più presto un confronto col Governo "perché possa essere
sostanzialmente riconsiderato il ridimensionamento delle cattedre previsto dal
decreto legge 112 del 2008". È l'impegno contenuto in una mozione
(presentata dal socialista Peppino Balia) approvata ieri dal Consiglio
regionale con 42 voti sì, 19 no e 13 astenuti. Il documento, che si riferiva
"all'allarmante situazione della scuola sarda a seguito dei nuovi tagli
agli organici", è stato esaminato insieme a una mozione presentata dal
centrodestra (primo firmatario Tore Amadu di Forza Italia) sullo stesso
argomento. È però fallito il tentativo di arrivare a un ordine del giorno
unitario, essenzialmente per la differenza di giudizio dei due schieramenti
rispetto all'operato del Governo. "Con la riforma della scuola la Sardegna
viene colpita due volte", ha protestato il capogruppo di rifondazione
comunista Luciano Uras, invitando la Giunta a schierarsi
decisamente contro i provvedimenti del ministro Gelmini. Riforma che invece viene apprezzata da Raffaele Farigu
(Sardegna socialista), perché "costituisce una proposta di vero
cambiamento del Paese". Nel suo intervento, l'assessore Maria Antonietta
Mongiu ha ribadito la necessità di "una battaglia comune sulle
"rivendicazioni per la scuola sarda", chiedendo a tutti di "andare
compatti dal ministro, a cui verrà chiesto di essere ricevuti
urgentemente". È stata messa ai voti anche la mozione del centrodestra,
bocciata con 36 no contro 28 sì. A margine del dibattito, il consigliere di
Forza Italia Carlo Sanjust si è dichiarato "assolutamente contrario ai
tagli alle ore e agli insegnanti di sostegno nella scuola di ogni ordine e
grado". In alcuni casi, osserva l'esponente forzista, si registrano tagli
alle ore di sostegno che superano anche il 50 per cento. In pratica - prosegue
Sanjust - quanto sta accadendo, non fa altro che limitare notevolmente il
diritto allo studio di tanti ragazzi e bambini che, più di altri, meriterebbero
attenzione".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Provincia di Nuoro
Pagina 5019 Dibattito aperto Riuniti sindaci e presidi Riforma scolastica in Barbagia
vuol dire pluriclassi Dibattito aperto. Riuniti sindaci e presidi --> Mentre
rimane confermata l'adesione allo sciopero del territorio del prossimo 17
ottobre, si contavano sulle dita di una mano gli amministratori locali che ieri
hanno partecipato all'incontro promosso dall'amministrazione provinciale per
discutere sui problemi della scuola. Un invito raccolto da pochissimi sindaci,
ma neanche da tanti operatori scolastici, come era invece lecito attendersi
dopo le forti proteste innescate dalle disposizioni in
materia di riorganizzazione scolastica prevista dalla riforma Gelmini e dai tagli della Finanziaria,
che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di molti istituti. In
particolare, nei paesi delle zone interne, dove sempre più di frequente si sta
facendo ricorso al sistema delle pluriclassi pur di scongiurare la chiusura
delle scuole con pochi alunni. Come nel caso delle elementari di Teti
che contano in tutto 23 alunni suddivisi in due classi: una che comprende i
corsi di studio dalla prima alla terza e l'altra che ospita negli stessi banchi
i bambini di quarta e di quinta. L'alternativa per loro sarebbe stata quella di
frequentare la scuola a Sorgono. "Abbiamo accettato le pluriclassi -
spiega il sindaco di Teti Pietro Galisai, presente ieri - dopo aver ricevuto
l'assicurazione dai docenti che questo non avrebbe influito sulla qualità
dell'insegnamento. Che è il nostro interesse primario e non quello di avere una
scuola aperta a tutti i costi". Situazione questa in comune con molti paesi,
come Olzai e Ollolai, rappresentati ieri rispettivamente dall'assessore Maria
Grazia Mureddu e dal vice sindaco Gabriella Bussu. Ma ci sono anche i casi come
quello portato all'attenzione dall'assessore comunale di Gavoi Salvatore Buttu,
che ha denunciato la soppressione per quest'anno di una quinta classe del corso
serale nell'Istituto superiore e allo stesso tempo la mancata concessione ad
avviare una prima, mentre in un'altra 32 alunni si trovano costretti a far
lezione in una sola aula. Durante l'assemblea, presieduta dall'assessore
provinciale alla Pubblica istruzione Antonio Ladu e dalla presidente della
commissione competente Caterina Loi, non sono mancati gli spunti di
discussione. A cominciare proprio dall'opportunità di tenere in vita classi con
pochi alunni, a discapito molte volte della qualità dell'insegnamento e
dell'apprendimento dei bambini. Aspetto ribadito nel suo intervento dal preside
del liceo scientifico di Nuoro Bachisio Porru, che pur sottolineando quelli che
a suo parere sono i pericoli della riforma scolastica, ha invitato tutti a non
protestare partendo da presupposti ideologici, ma dallo studio dei casi
specifici per poi proporre le soluzioni più adatte, attraverso, per esempio,
l'apertura di una conferenza di servizi sul dimensionamento scolastico.
FRANCESCO CABRAS.
( da "AprileOnline.info" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pier Paolo Coluccia,
24 settembre 2008, 13:20 C'è gente che ci scrive... Il presidente della
provincia di Genova ha chiesto ufficialmente conto al rettore dell'Università
di Tor Vergata dell'operato del ministro della Pubblica amministrazione in
quanto professore di I fascia presso l'ateneo romano in concomitanza con i suoi
vari incarichi Dal Secolo XIX del 29 maggio 2008: "Con una lettera al
Prof. Alessandro Finazzi Agrò, Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di
Roma 'Tor Vergata', il Presidente della Provincia di Genova Repetto, ha chiesto
ufficialmente, nello spirito del principio di leale cooperazione istituzionale
sancito dall'art. 22 della Legge 241/90 e successive modifiche, se tra il 1999
e il 2008 il Prof. Brunetta, Professore Ordinario di Economia del Lavoro presso
l'Università romana, abbia preso aspettativa o, in caso contrario, come abbia
conciliato tutti i propri incarichi, compresi quelli nel Parlamento Europeo, e
dunque, qualora abbia mantenuto attivo il proprio incarico di professore
ordinario, quante ore di presenza abbia garantito e mantenuto a 'Tor Vergata',
con quali retribuzioni relative ed eventuali ulteriori consulenze." Ad
oggi non sembra che il Magnifico Rettore dell' Università di Roma 'Tor Vergata'
abbia risposto alla lettera indirizzatagli. D'altra parte non aveva alcun
obbligo a farlo anche se la richiesta di Repetto era fatta nello spirito del
principio di leale cooperazione istituzionale sancito dall'art 22 della Legge
241/90 (quella sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione). Invece "rumors"
provenienti dagli ambienti universitari accennano ad una censura del Senato
Accademico di 'Tor Vergata' nei confronti del Professor Brunetta che in
quell'Università è Professore di I fascia. I motivi della censura attengono
proprio le questioni sollevate dalla lettera di Repetto, ovvero si basano sul
presunto assenteismo del Prof Brunetta nel periodo 1999-2008 e sul cumulo di
emolumenti per attività varie con quelli erogati dall'Università. Certo si
tratta di voci e sospetti, ma, come è noto, la moglie (il Ministro Brunetta) di
Cesare (il Presidente del Consiglio Berlusconi) deve essere al di sopra di ogni
sospetto, soprattutto quando contesta ad altri presunti comportamenti
censurabili per i quali sembrerebbe essere stato censurato lui stesso. Sarebbe
davvero clamoroso che, dopo il ministro Gelmini (che è nata a Bergamo e risiede
a Milano) che ha accusato i docenti meridionali di ignoranza mentre lei è
andata a Reggio Calabria per sostenere gli esami di abilitazione alla
professione forense perché quella sede vanta la più alta percentuale di
promossi, un altro ministro di Berlusconi faccia applicare ad altri le regole
che lui stesso non rispetta. Signor Ministro, a quando una smentita?.
( da "Virgilio Notizie" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Copertura
"Parere Bilancio conferma norma frettolosa e umiliante" postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 24 set. (Apcom) - Critiche per mancanza di
copertura al maestro unico nel parere della commissione Bilancio della Camera.-
Ne dà notizia il Pd tornando a definire il decreto Gelmini sulla scuola "una norma
frettolosa che umilia la scuola pubblica. "La commissione Bilancio della
Camera - riferisce la parlamentare Pd Manuela Ghizzoni - nell'esprimere il
proprio parere al decreto Gelmini ha evidenziato l'assenza di coperture finanziarie per la norma
che introduce il maestro unico e riduce il tempo scuola a sole 24 ore".
"E' l'ulteriore conferma - aggiunge l'esponente democratica - di quanto il
decreto Gelmini sia stato scritto frettolosamente,
senza tutte le opportune verifiche e di quanto sia sempre più evidente la
necessità di stralciare l'articolo sul maestro unico dal provvedimento. Ridurre
il tempo scuola a sole 24 ore (con entrata alle 8.30 e uscita alle 12.30)
incluse la religione e l'inglese - conclude Ghizzoni - è una umiliazione della
scuola pubblica che avrebbe troppo poco tempo per poter trasmettere ai giovani
saperi e conoscenze".
( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola
Ma il sindacato si
divide No al presidio di Cisl, Uil e Snals L' 11 ottobre un corteo a Roma Cisl,
Uil e Snals non parteciperanno sabato al presidio per la manifestazione sulla
scuola. La Cisl ha preso una decisione diversa, che la porterà l'11 di ottobre
ad organizzare una manifestazione nazionale a Roma, dove si recherà anche una
delegazione della provincia di Novara. "In questo momento abbiamo
preferito organizzare non delle iniziative locali - dice il segretario
provinciale Giambattista Cattaneo - ma una grande manifestazione nazionale. Anche noi comunque siamo assolutamente contrari ad alcuni
provvedimenti decisi dal ministro Gelmini, a cominciare dal ritorno al maestro unico. Le ragioni sono di
vario genere, didattiche, culturali ed anche di organico, perché questo
comporterà una riduzione consistente degli operatori della scuola. Ma la
ragione più importante resta quella della qualità dell'offerta
scolastica".