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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL 24 settembre 2008       #TOP



Report "Scuola"

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Indice delle sezioni

Scuola (62)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Mostre e incontri ( da "Eco del Chisone" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: incontro a cura della Commissione scuola del Pd vinovese dal titolo "Scuola day" sul tema della riforma del ministro Gelmini. SABATO 27 Pinerolo: chiesa della B.V. Maria del monte Carmelo al Colletto, ore 9, apertura del convegno di studi per i 500 anni di fondazione "Il Colletto di Pinerolo: mezzo millennio di storia, arte e devozione". Presiede il prof. Giovanni Grado Merlo.

Terza media, cancellato il '68 ( da "Italia Oggi" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per la Gelmini, un confronto, quello parlamentare, "sereno", di collaborazione tra maggioranza e opposizione. Non la pensa così il centrosinistra. "Abbiamo detto alla Gelmini", spiega Manuela Ghizzoni, capogruppo in commissione del Pd, "che non c'è nessun dialogo e lei ci ha risposto che non possiamo invocare il dialogo mentre organizziamo le piazze"

Rivolta nelle scuole: <Diserteremo il Festival della scienza> ( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini. Ad applicarla - dopo aver trovato piena solidarietà, dicono, dei genitori alcuni dei quali si sarebbero dichiarati disponibili a sostituirsi ai maestri, accompagnando le scolaresche perché non vengano private di una esperienza che le attrae molto - sono gli insegnanti che lavorano nei Circoli Didattici Maddalena e Montaldo e nella scuola primaria Ariosto di Rivarolo.

Questi soldi andavano spesi in altro modo ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: con i tagli e le riforme messi in atto dal ministro Gelmini la scuola italiana è destinata a trasformarsi sempre di più nel fanalino di coda della cultura europea. E, d'altra parte, nonostante la grave crisi occupazionale in atto nel Paese, il documento di programmazione economico-finanziaria dell'Esecutivo, non contiene alcuna indicazione di politiche per lo sviluppo,

Sparirà il Latino dai licei scientifici ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Di fatto, la Gelmini fa una chiamata in correo su una responsabilità che è invece di governo. Stop alla co-docenza e al "contenimento dell'attività in compresenza nelle scuole superiori tra docenti di teoria e insegnanti tecnico-pratici di laboratorio". Cioè, meno qualità e ore laboratorio.

Maestro unico la nuova protesta è una "fioccolata" ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: obiettivo resta sempre lo stesso: la riforma Gelmini. Il corteo, che vede già l'adesione degli istituti del 6° e 7° municipio, partirà venerdì dalla Iqbal Masih, istituto capofila della protesta, e arriverà a viale Agosta dove ci sarà un dibattito e uno spettacolo. Intanto continuano le riunioni nelle scuole romane contro il maestro unico.

Scuola, la scure su bidelli e segretari - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. Il dato è contenuto nel "Piano programmatico" che dà attuazione all'articolo 64 (quello riguardante la scuola) della manovra economica estiva. I presidi parlano di "disastro". Il corposo documento traccia le linee generali che consentiranno al governo Berlusconi di risparmiare sulla scuola otto miliardi di euro in tre anni.

Scuola, dalle parole ai fatti - franco buccino ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini, dopo la lunga estate di esternazioni, deve presentare al Paese tabelle, provvedimenti attuativi di leggi e decreti. Ancora più arduo a me sembra il compito dei sindacati, chiamati a gestire e coordinare la protesta dei lavoratori e dei cittadini.

REGGIO pag. 5 Senza titolo Al teatro Piccolo Orologio si discute della riforma DOMANI alle 21 al tea... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la riforma del ministro Gelmini con il maestro unico, il voto in condotta, la riduzione del tempo scuola. All'incontro interverranno Beniamino Lami, della segreteria nazionale Flc-Cgil; Piergiorgio Bergonzi, responsabile nazionale scuola Pdci; Gennaro Loffredo, responsabile nazionale scuola Prc e Paola Tramezzani, della segreteria nazionale del Coordinamento genitori democratici.

<Studenti di sinistra> contro i tagli ( da "Nazione, La (Siena)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. "Invece di pensare ? afferma Davide Cipullo, membro senese della direzione nazionale di Studenti di Sinistra ? a come risolvere i problemi strutturali delle scuole italiane, la Gelmini trascorre il suo tempo a far tornare indietro il mondo della scuola, reintroducendo norme obsolete e ormai fuori corso".

<I voti? Nessuno si è chiesto se c'era il bisogno> ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Insegnanti di Reggio scende in cmapo contro le nuove disposizioni del ministro dell'Istruzione Gelmini. Domani sono previste due assemblee provinciali presso la palestra dell'Istituto commerciale "Kennedy", e il 28 settembre, dalle 18 si terrà uno spettacolo in piazza Fontanesi, in collaborazione con la Confconsumatori di Reggio. "Si ritorna anche ai voti ed al voto in condotta ?

<Bocciato per cattiva condotta? Se accade vado a Lourdes a piedi> ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Di Gelmini non una, ma cento ce ne vorrebbero! Ma signota professoressa dove troverà quel professore kamikaze disposto a suicidarsi per un 5 in condotta? Il "Consiglio Scolastico" le dirà che esiste un "Diritto dello Studente ad essere valutato per "quello che sa", e non, per quello che fa".

I maestri cattolici contro la Gelmini <Educare non è un capitolo di bilancio> ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 5 I maestri cattolici contro la Gelmini "Educare non è un capitolo di bilancio" LA PROTESTA "IL RITORNO del maestro unico nella primaria pare non tener conto dei risultati positivi della scuola elementare, unica a non essere relegata agli ultimi posti nelle valutazioni internazionali sui sistemi di istruzione".

E sabato tutti in piazza: studenti, operai e centri sociali ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: le proteste sulle riforme della scuola attuate dalla Gelmini sono tutt'altro che accantonate: i sindacalisti vogliono evitare che, in un triennio, rimangano a spasso circa 800 insegnanti precari in provincia. E già il 15 settembre scorso avevano organizzato un sit-in alla "Pirandello" di via Nanterre, assieme a Cisl, Uil e Snals.

CI sono settori in cui è necessario ridurre le spese e, soprattutto, gli spr ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini, che per la sola provincia di Pesaro e Urbino significano la riduzione di 354 insegnanti (dati del "Sole24Ore" del 30 giugno) e con la previsione dell'aumento del numero di studenti per ogni insegnante, i piccoli Comuni saranno i luoghi in cui le ripercussioni di queste scelte improvvide si faranno sentire più pesantemente e si tradurranno in multiclassi diffuse se non,

La Cgil in corteo contro il caro vita ( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: siam piccini e non ci piace la scuola della Gelmini" mentre il pubblico impiego avrà cartelli con battute polemiche sui "fannulloni". Ma forte è anche la polemica contro la posizione sui contratti della Confindustria che, sostiene la Cgil, "vuole cancellare la contrattazione e il sindacato dai luoghi di lavoro".

Mamme e papà in assemblea per dire no al maestro unico ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Insomma, niente riforma Gelmini. Ieri erano più di venti, tutti genitori di alunni delle scuole elementari di Sassari, che si sono riuniti in un comitato, pronti a scendere in piazza insieme ai maestri per dire no alle novità che dovrebbero entrare in vigore dal prossimo anno scolastico.

Appuntamenti ( da "Giornale di Brescia" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: confermato il Presidente Alberto Gelmini, che curerà anche i rapporti con i Circoli affiliati, i loro Presidenti e Maestri; Vice-Presidente è Marco Foriani con l'incarico di responsabile dei Campionati del Settore Under. I consiglieri: Gianni Capacchietti, responsabile e referente del Circuito "Orsa Maggiore" e dei rapporti con le Istituzioni e sponsors;

Pronto un ciak per la Gelmini ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini attraverso l'etere. Il regista Pappi Corsicato era infatti ospite all'Alfonso Signorini show, in onda su Radio Monte Carlo. "Vorrei che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - spiega Corsicato a Signorini - interpretasse il ruolo di protagonista nel mio prossimo film, a fianco di Caterina Murino.

La più bella del Parlamento? Prestigiacomo batte Carfagna ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: risultano le new entry della politica Mariastella Gelmini (11,9%) e Michela Vittoria Brambilla (3,2%), ma anche le parlamentari di lungo corso Gabriella Carlucci (7,3%) e Alessandra Mussolini (7%). Diva e Donna chiede anche "in che ruolo immaginano la parlamentare più bella?". Il 3,8% indica quello di moglie, più di un terzo del campione (37,2%) la vorrebbe come amante.

Scuola di sicurezza: due ministri e i vertici della Protezione civile al Fermi di Salò ( da "Giornale di Brescia" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini; ai giovanissimi, in quanto "motore della sicurezza collettiva", dedicherà il suo intervento l'on. Giuseppe Zamberletti, presidente della commissione "Grandi rischi" e a Guido Bertolaso, capo dipartimento nazionale della Protezione Civile, è affidata la relazione su "La cultura della percezione del rischio e dell'

La rivolta delle Comunità montane snobbate dai ministri ( da "Giornale di Brescia" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: erano attesi fra gli altri i ministri Mariastella Gelmini, Raffaele Fitto e Giulio Tremonti. Nessuno di loro si è presentato, nemmeno con un fax: unico ad esserci per il Governo quel Daniele Molgora che sulle vicende della Valle Sabbia, bisogna dirlo, non si è mai tirato indietro. Il sottosegretario non solo si è assunto il compito ingrato di chiarire ciò che si sospettava da tempo,

Un grave errore tagliare sulla scuola ( da "Corriere del Veneto" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: PRIMAPAGINA - data: 2008-09-24 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il commento Un grave errore tagliare sulla scuola di UMBERTO CURI In visita sabato scorso a Venezia, il ministro Mariastella Gelmini si è detta scandalizzata per essere stata accolta da una manifestazione ostile di insegnanti, allievi e genitori. A PAGINA 21.

Petrucci replica a Crimi: <Non sono il Castro dello sport> ( da "Corriere della Sera" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: puntualizza Petrucci - che ho un appuntamento con l'onorevole Gelmini per i prossimi giorni". Crimi e Petrucci si trovano d'accordo solo su una cosa, su un'eventuale uscita a cena. "Ha ragione Crimi - l'ultima goccia di veleno di Petrucci - anch'io se dovessi scegliere tra lui e la Granbassi, andrei a cena con Margherita".

Sit-in davanti alla Prefettura in difesa della scuola pubblica. Aderiscono i genitori di alunni disabili ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e il ministro Gelmini cosa vuol cambiare per prima cosa e con decreto legge? La scuola elementare. Il minimo che si possa chiedere sono le sue immediate dimissioni. Il decreto riduce l'orario di lezione, abbassandolo a 24 ore settimanali; il tempo pieno verrà sostituito, se ci saranno le condizioni, da un po' di doposcuola,

Tagli alla scuola, l'isola si divide ( da "Nuova Sardegna, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: accordo unitario contro il piano del ministro Gelmini Tagli alla scuola, l'isola si divide La Giunta presto a Roma. Mongiu: battaglia caso per caso CAGLIARI. Il consiglio regionale della Sardegna ha approvato con 42 voti della maggioranza una mozione sui tagli alla scuola e dato mandato alla giunta Soru di contrastare il piano del ministro della Pubblica istruzione Gelmini.

Cgil, Cisl e Uil contro la Gelmini: assemblee e sciopero ( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cisl e Uil contro la Gelmini: assemblee e sciopero I tre sindacati confederali della scuola hanno varato la campagna contro la Gelmini e la sua riforma. I direttivi unitari di Flc/Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola di Treviso, riuniti in seduta comune al "Palladio", hanno proclamato le iniziative di lotta, con un durissimo docomento chre definisce "

IL TRAMONTO DI YUPPI DU ( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: annuncio di riforma delle elementari da parte del Ministro Gelmini, che prevede la reintroduzione del maestro unico, autorevoli rappresentanti della maggioranza hanno stigmatizzato il provvedimento come didatticamente inopportuno; poi come praticamente disutile, dal momento che, se è vero che il numero di insegnanti per ciascuna classe è oggi eccessivo, è altrettanto vero che,

Scuola/ Friuli,indagini forze ordine su proteste contro ( da "Virgilio Notizie" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini. La denuncia, in una interrogazione alla Giunta regionale friulana, è del consigliere regionale Mauro Travanut. L'esponente del Partito Democratico ricorda come "in molte scuole primarie del Friuli Venezia Giulia la protesta civile da parte degli insegnanti ha avuto le stesse modalità, così come è avvenuto,

Curtatone, pacinotti e gandi unite in un consiglio di istituto aperto ( da "Tirreno, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si condannano le disposizioni volute dai ministri Gelmini e Tremonti, che prevederebbero una riduzione di insegnanti e di ore di offerta formativa e l'annullamento delle esperienze del tempo pieno. "Si discute di voti e grembiuli mentre in realtà si tagliano risorse. Si tagliano soldi e tempi alla scuola pubblica per favore quella privata.

GELMINI: "BONUS AI DOCENTI FINO A 7MILA EURO" ( da "TGCom" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bonus ai prof fino a 7mila euro" Ministro Gelmini su riforma scuola I primi premi di produttività per i docenti arriveranno dal 2010-2011. Nel 2012, invece, saranno oltre 250 mila gli insegnanti che riceveranno un bonus annuo fino 7mila euro lordi. Lo dice il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini a Bruno Vespa nel libro "Un'Italia diversa.

La <sinistra tolleranza> di Forza Italia Sul sito azzurro gli insulti a Silvio ( da "Corriere.it" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini "al rogo!" ; Brunetta "c'è Biancaneve che ti aspetta!" ; e ovviamente la Carfagna, su cui si preferisce non infierire. Ma il protagonista è lui: il nano, nanetto, nanottolo, nanerottolo, nano di Stato, nano trapiantato, nano pappone, solo per restare alla statura.

Brilla la "stella" di Rai Uno ( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: nella prima parte della trasmissione e del sistema scuola nella seconda: in studio anche Fabio Berti (Presidente Anpac) e il ministro Gelmini che dibattono davanti a una platea di 1.478.000 telespettatori, pari al 15,73% di share. Non decolla su Italia 1 la serata Doc. In prime time appuntamento con la quarta season di "Grey's anatomy" che al primo episodio segna una media di 2.

Vespa sempre uguale a se stesso ( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: nel contesto proviene proprio dal ministro Mariastella Gelmini ivi presente, che è talmente fuori contesto che cerca di sovrapporsi al buon Panini anche se lui è lungi, per il momento, dall'andarle contro. Viene fuori che qualcosa non sta andando per il verso giusto, e Vespa indice piccoli, istantanei sondaggi sull'umore del governo a riguardo, affidandone l'esecuzione materiale e,

Manifestazione per la scuola stamattina la protesta del pd ( da "Nuova Venezia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: appuntamento è per oggi alle 12 alla scuola Goldoni di via Trento per dire no al decreto Gelmini che impone il ritorno del maestro unico. Il Pd, infatti, ha deciso di organizzare una protesta con distribuzione di volantini ai genitori. Alla manifestazione saranno presenti anche il sindaco di Martellago Giovanni Brunello e l'assessore comunale all'Istruzione Marco Garbin.

Conservatorio, sindacati e professori in scontro aperto con il direttore battel ( da "Nuova Venezia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, chiedendo un'ispezione urgente all'istituto, "considerando anche l'ipotesi di un commissariamento del Conservatorio, al fine di assicurare un sereno e corretto inizio dell'anno accademico". Ieri il direttore ha convocato il Collegio dei Docenti per formare la commissione elettorale in vista delle elezioni che - da oggi e per tre giorni -

È presto per promuovere il governo ( da "Avanti!" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione del ministro Gelmini - molto discusso e l'approvazione del federalismo fiscale, potranno segnalarci la vera ed effettiva sintonia tra l'azione del governo Berlusconi e il paese. In particolare, il provvedimento fiscale, una volta approvato definitivamente, dovrà convincere in profondità e fare i conti con un elettorato meridionale,

Assemblea contro i tagli nella scuola ( da "Tirreno, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: della scuola contro i tagli previsti dal governo Berlusconi e dal ministro Gelmini (8 miliardi di euro nel triennio 2009/2011), la reintroduzione del maestro unico e la riduzione dell'orario nella scuola primaria e contro la politica di privatizzazione e di "smantellamento" della scuola pubblica. "La protesta - dicono i Cobas - non riguarda soltanto la categoria degli insegnanti,

Contestazione strumentale ( da "Tirreno, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Questo contro il ministro della Pubblica Istruzione Gelmini. I consiglieri comunali di Forza Italia di San Giuliano Riccardo Maini e Giuseppe Tizzanini ritengono giusto difendere e sostenere il decreto contro quella che definiscono "una campagna di disinformazione che il Partito Democratico e la sinistra estrema stanno conducendo".

Decreto istruzione e Università: chieste sostanziali modifiche ( da "Sestopotere.com" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: A Maria Stella Gelmini si chiede, inoltre, di non dequalificare il segmento formativo – la scuola elementare – che più ha dimostrato di funzionare, e di investire maggiori risorse, premiando merito e impegno, nella scuola secondaria, dove sono maggiori le criticità, rilevate anche dall'Ocse, che evidenzia come l'Italia sia sotto la media europea per spesa pubblica,

MARTELLAGO Pd mobilitato contro il decreto Gelmini A mezzogiorno sit-in alla scuola "Goldoni" ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in campo anche a Martellago contro il Decreto Gelmini che reintroduce il maestro unico e organizza una manifestazione di protesta per oggi, alle 12, all'istituto comprensivo Goldoni in via Trento."Si tratta di uno degli appuntamenti che stiamo promuovendo in tutto il Veneto per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle conseguenze che il decreto avrà sul livello qualitativo dell'

(i.t.) Dove va la scuola italiana? È questo il tema ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a firma del presidente del circolo Acli, Lino Dall'Agnol, ha l'obiettivo di esaminare la situazione del mondo scolastico italiano dopo la riforma del ministro Gelmini: dal ripristino di grembiule, voti e voto in condotta, alla reintroduzione del maestro unico, dall'aumento degli alunni per classe all'accorpamento di scuole.

(r. br.) Il muro contro muro tra il direttore del ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Uil e Unams che avevano chiesto al ministro Mariastella Gelmini di inviare un'ispezione, valutando anche la possibilità di commissariare l'istituzione. Battel, da parte sua, aveva ribattuto con un'altra lettera al ministro in cui accusava i sindacati di istigare i professori a non fare il loro dovere e chiedeva a Roma di intervenire sul collegio dei professori.

LA RIFORMA DELLA SCUOLA HA UNITO PROFESSORI E ALUNNI NEL FRONTE DELLA PROTESTA, MA IL SUO SEX APPEA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 24-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo conferma Pappi Corsicato ai microfoni dell'"Alfonso Signorini show" su Radio Montecarlo: "Vorrei che il ministro dell'Istruzione Gelmini interpretasse il ruolo di protagonista nel mio prossimo film, a fianco di Caterina Murino. È una donna di grande sex appeal".

All'U'Brecche tornano gli Anni '80 ( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sanremo Al casinò si esibisce il duo di piano-bar Reddy Bobbio-Carla Gelmini. A "El Patio", alla Foce, serata con il Dj Style. Info 3382291766. Videomusic al Sax Pub. Musica allo Zelig, Big Ben, Kermesses e Victory. Karaoke al New Malatesta e al Cool Banana. Lap-dance all'En Plein. Sexy-spettacoli allo Whisky, Gohà e Piper.

Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,

Veltroni "grande elettore" degli immigrati e Fini apre ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,

Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,

Walter fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,

La guerra (in)civile degli psico-comici della politica ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,

Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,

CINEMA Pappi Corsicato: <Vorrei il ministro Gelmini ( da "Gazzettino, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Vorrei il ministro Gelmini ... CINEMAPappi Corsicato: "Vorrei il ministro Gelmininel mio prossimo film, possiede sex appeal""Vorrei Mariastella Gelmini nel mio prossimo film". Questa è l'inattesa rivelazione che il regista Pappi Corsicato (foto), di ritorno dalla 65esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia dov'era in concorso con il film "

Negli ultimi anni solo l'immobiliare ha fatto ( da "Gazzettino, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: tra cui i sindacati degli studenti) e da molteplici forze politiche, alla ministra Gelmini nell'esercizio delle sue funzioni e ai provvedimenti presi dalla stessa negli ultimi mesi, sono un'espressione di democrazia che mettono la ministra sullo stesso piano di politici e ministri uomini e nulla hanno a che vedere con la persona.

La riforma "taglia" quasi trecento posti nelle scuole ( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini, perché quando dice che coi soldi risparmiati si potranno egualmente mettere a disposizione risorse per il tempo pieno, non ci tornano i conti; non sono state investite risorse per questo obiettivo. C'è poi un altro argomento, ed è quello delle decisioni prese per decreto legge, senza una consultazione preventiva dei docenti e senza nessuna discussione parlamentare.

Scuola/ Pd a Maroni: Indagini su maestre? Gesto ( da "Virgilio Notizie" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: insegnanti che hanno manifestato con il lutto al braccio contro la riforma della scuola del ministro Gelmini". "Se fosse confermato l'inizio di tale attività investigativa - commenta Coscia - saremmo di fronte ad una reazione inaccettabile, intimidatoria ed anti-democratica nei confronti di cittadini che hanno manifestato pacificamente la loro contrarietà ad alcune politiche del governo".

Sì all'ordine del giorno contro i tagli sulla scuola ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: schierarsi decisamente contro i provvedimenti del ministro Gelmini. Riforma che invece viene apprezzata da Raffaele Farigu (Sardegna socialista), perché "costituisce una proposta di vero cambiamento del Paese". Nel suo intervento, l'assessore Maria Antonietta Mongiu ha ribadito la necessità di "una battaglia comune sulle "rivendicazioni per la scuola sarda", chiedendo a tutti di "

Riforma scolastica in Barbagia vuol dire pluriclassi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: innescate dalle disposizioni in materia di riorganizzazione scolastica prevista dalla riforma Gelmini e dai tagli della Finanziaria, che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di molti istituti. In particolare, nei paesi delle zone interne, dove sempre più di frequente si sta facendo ricorso al sistema delle pluriclassi pur di scongiurare la chiusura delle scuole con pochi alunni.

Brunetta, a quando la smentita? ( da "AprileOnline.info" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dopo il ministro Gelmini (che è nata a Bergamo e risiede a Milano) che ha accusato i docenti meridionali di ignoranza mentre lei è andata a Reggio Calabria per sostenere gli esami di abilitazione alla professione forense perché quella sede vanta la più alta percentuale di promossi, un altro ministro di Berlusconi faccia applicare ad altri le regole che lui stesso non rispetta.

Scuola/ Pd: Commissione boccia maestro unico: manca ( da "Virgilio Notizie" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pd tornando a definire il decreto Gelmini sulla scuola "una norma frettolosa che umilia la scuola pubblica. "La commissione Bilancio della Camera - riferisce la parlamentare Pd Manuela Ghizzoni - nell'esprimere il proprio parere al decreto Gelmini ha evidenziato l'assenza di coperture finanziarie per la norma che introduce il maestro unico e riduce il tempo scuola a sole 24 ore"

No al presidio di Cisl, Uil e Snals L' 11 ottobre un corteo a Roma ( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anche noi comunque siamo assolutamente contrari ad alcuni provvedimenti decisi dal ministro Gelmini, a cominciare dal ritorno al maestro unico. Le ragioni sono di vario genere, didattiche, culturali ed anche di organico, perché questo comporterà una riduzione consistente degli operatori della scuola. Ma la ragione più importante resta quella della qualità dell'offerta scolastica".


Articoli

Mostre e incontri (sezione: Scuola)

( da "Eco del Chisone" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

MOSTRE DOMENICA 28 Piobesi: biblioteca comunale, ore 10,30, inaugurazione della mostra "Torri, finestre e altre storie" di Paola Adornato, nell'ambito della Sagra del pane. PROSEGUONO Bardonecchia: Palazzo delle feste, "Alpi da scoprire. Arte, paesaggio, architettura". Fino al 26/10. Orari: mar.-dom. ore 10-19. Info: www.alpidascoprire.com. Exilles: tra le mura del Forte, "Alpi da scoprire. Arte, paesaggio, architettura". Fino al 26 ottobre. Orari: mar.-dom. ore 10-19. Info: www.alpidascoprire.com. Pinerolo: Grand hotel Relais Barrage (stradale S. Secondo 100), "Identidades", i colori dell'Uruguay, personale di Coco Cano. Fino al 6 ottobre. Orario: apertura del Grand hotel. Info: www.relaisbarrage.com. Susa: Museo diocesano, "Alpi da scoprire. Arte, paesaggio, architettura", mostra itinerante sullo spazio alpino: 650º anniversario del Trittico del Rocciamelone, la spiritualità legata alle vette. Fino al 26 ottobre. Orari: mar.-dom. 10-19. Info: www.alpidascoprire.com. Villar Pellice: ecomuseo Feltrificio Crumière, mostra fotografica "L'arcobaleno dei Maya" di Gianni Vecchiato. Orari: sab.-dom. e fest. 15-18. Fino al 3 ottobre. Info: 0121 930.259. INCONTRI MERCOLEDI 24 Cantalupa: ristorante tre Denti (via Roma 18), ore 20,30, cena letteraria. Incontro con gli autori Piera Egidi e Giorgio Bouchard per la presentazione dei libri: "Nuovi incontri" e "Un evangelico nel lagher". VENERDI 26 None: palazzo comunale, ore 21, presentazione del libro "I caterinesi" di Giuseppe Lo Vetere con Lillo La Placa e Giuseppe Gangi. Pinerolo: biblioteca Alliaudi, ore 20, per la Festa nazionale dei lettori presentazione del libro: "Le ragazze di Benin City. La tratta delle nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d'Italia" di Laura Maragnani. Piobesi: locali Ifse, ore 18, nell'ambito della Sagra del pane, "Dalla mitologia del dio Vulcano a oggi, pizza e focaccia cibo povero amato da tutti". Info: 011 965.0447. Vinovo: sala Consiglio comunale, ore 18, incontro a cura della Commissione scuola del Pd vinovese dal titolo "Scuola day" sul tema della riforma del ministro Gelmini. SABATO 27 Pinerolo: chiesa della B.V. Maria del monte Carmelo al Colletto, ore 9, apertura del convegno di studi per i 500 anni di fondazione "Il Colletto di Pinerolo: mezzo millennio di storia, arte e devozione". Presiede il prof. Giovanni Grado Merlo. Pinerolo: teatro Sociale, ore 20,45, presentazione del volume "La Costituzione della Repubblica italiana", pubblicato dal Comune di Pinerolo. Interverrà il sen. Elvio Fassone. Ingresso libero. Torre Pellice: biblioteca Levi (via R. D'Azeglio 10), ore 16, per la Festa nazionale dei lettori presentazione del libro "Le ragazze di Benin City. La tratta delle nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d'Italia" di Laura Maragnani. MARTEDI 30 Pinerolo: Società del mutuo soccorso, ore 20,30, incontro con Cristiana Gariglio Vivalda sul tema "Ascoltare e vivere il linguaggio dei suoni". Ingresso libero.

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Terza media, cancellato il '68 (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 24-09-2008)

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ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 227, pag. 7 del 24/9/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF       Alla camera, la commissione cultura rafforza in via emendativa il rigore della riforma Gelmini Terza media, cancellato il '68 Giudizio addio, torna il voto per la promozione alle superiori è stato uno dei frutti della rivoluzione del '68, cancellare il voto finale all'esame di terza media, ritenuto troppo duro e poco educativo nel rapporto adulti-studenti, per sostituirlo con un giudizio sintetico: l'ottimo, il buono, il discreto e il sufficiente contraddistinguevano e valutavano chi passava alle superiori; non licenziato, invece, indicava chi la terza media doveva ripeterla. Ora, dopo quasi 40 anni dalla riforma, non sarà più così. Perché, in sede di emendamenti al decreto legge su scuola e università, ieri sera la commissione cultura della camera ha modificato la riforma Gelmini. Rafforzandone l'intento rigorista. E così il testo (Ac 1634), che lunedì andrà in aula per il via libera, elimina, a partire dal prossimo, anno il giudizio complessivo e introduce il voto finale espresso in decimi. Si sarà promossi dal 6 in su, insomma, bocciati dal 6 in giù. Come avveniva prima della legge n. 119/1969, che convertì un decreto emanato d'urgenza quando ministro dell'istruzione era il democristiano Mario Ferrari Aggradi. A spiegare l'intervento, la sua stessa autrice, nonché relatrice del provvedimento e presidente della VII commissione, Valentina Aprea: "Il voto in decimi anche in sede di esame finale renderà omogenea la valutazione degli studenti per tutto il corso del primo ciclo, visto che i voti sono stati ripristinati dal ministro dell'istruzione sia alle elementari che alle medie. Nessun intento punitivo nei confronti dei ragazzi", chiarisce l'Aprea, ex sottosegretario all'istruzione e tra gli esperti del settore di Forza Italia, "ma solo l'esigenza di fare ulteriormente chiarezza e ripristinare il rigore e la qualità nella scuola italiana". Dopo quasi sei ore di dibattito, presente lo stesso ministro, MariaStella Gelmini, la commissione ha licenziato il provvedimento che riforma la scuola accogliendo anche alcune modifiche proposte dal Pd. Come quella, a firma Luigi Nicolais, che aggiunge al voto finale comunque una nota esplicativa. Oltre a una certificazione delle competenze acquisite dallo studente. Per la Gelmini, un confronto, quello parlamentare, "sereno", di collaborazione tra maggioranza e opposizione. Non la pensa così il centrosinistra. "Abbiamo detto alla Gelmini", spiega Manuela Ghizzoni, capogruppo in commissione del Pd, "che non c'è nessun dialogo e lei ci ha risposto che non possiamo invocare il dialogo mentre organizziamo le piazze". Il riferimento dovrebbe essere alle intenzioni di andare allo sciopero fatte trapelare, al momento del suo insediamento, dal neo segretario della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo. Che potrebbe raccogliere il consenso di altre sigle sindacali, anche confederali. Intanto, la prossima settimana la camera dovrebbe licenziare la riforma Gelmini, che passerà per il via libera definitivo al senato. Rispetto al dl approvato dal consiglio dei ministri, la commissione cultura ha sancito la possibilità per i docenti iscritti al nono corso di specializzazione delle Ssis di accedere alle graduatorie permanenti, ad oggi bloccate, e ha rivisto la rigidità della valutazione alle elementari dei bambini che hanno difficoltà di apprendimento o handicap. Ma altre novità sono attese per l'aula, dove, per esempio, il blocco delle edizioni dei testi scolastici per 5 anni (previsto dalla Gelmini per combattere il caro-libri) potrebbe salire a 6 anni e coprire così un intero ciclo scolastico.

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Rivolta nelle scuole: <Diserteremo il Festival della scienza> (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)

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Rivolta nelle scuole: "Diserteremo il Festival della scienza" proteste contro i tagli del governo Boicotteranno la manifestazione per protesta i circoli didattici Maddalena e Montaldo insieme alla media Ariosto 24/09/2008 BOICOTTANO il Festival della Scienza dove per anni hanno portato i loro alunni dimostrando particolare fedeltà e passione alla manifestazione. "L'intenzione è quella di far capire cosa succederà quando il maestro sarà unico e solo e le cosidette uscite saranno sempre più difficoltose", commentano i docenti che hanno varato questa forma di contestazione al Decreto 137 del ministro Gelmini. Ad applicarla - dopo aver trovato piena solidarietà, dicono, dei genitori alcuni dei quali si sarebbero dichiarati disponibili a sostituirsi ai maestri, accompagnando le scolaresche perché non vengano private di una esperienza che le attrae molto - sono gli insegnanti che lavorano nei Circoli Didattici Maddalena e Montaldo e nella scuola primaria Ariosto di Rivarolo. In tutto poco meno di tremila bambini. "Non intendiamo certo esprimere un giudizio negativo nei confronti di attività che da anni sosteniamo e alle quali abbiamo partecipato - scrivono - ma si vuole delineare lo scenario che si verrebbe a creare nel caso in cui l'introduzione della figura del maestro unico diventasse realtà". Questa è finora l'iniziativa di protesta più clamorosa, ma in città la fantasia protestataria ricomincia a salire in cattedra come era successo quattro anni fa allorquando la riforma Moratti insidiava il tempo pieno. Per ora non si parla di occupazione delle scuole, ma di primi incontri a sera inoltrata con cori e canti a inframezzare le spiegazioni alla platea di come potrebbe modificare la scuola. Succede alla elementare Borsi, venerdi alle 20.30, con i gospel che si alternano agli interventi dell'assessore Paolo Veardo, Matteo Viviano del Cogede, Lorenzo Basso, consigliere regionale del Pd. "È stato richiesto anche un contraddittorio quindi una presenza di un politico del Pdl ma finora non abbiamo avuto adesioni", dice una esponente del comitato genitori. Il Pd, per inciso, il 26-27-29 settembre organizza tre giorni di mobilitazione in difesa della scuola. Mai i focolai, che già nei primi giorni di scuola hanno preso vigore, cominciano a diventare incendio. Domani, alle 17, per esempio è stata convocata una assemblea cittadina dal titolo Sos Scuola al Museo di Sant'Agostino in piazza Sarzano dove tutte le componenti delle scuole divulgano e si scambiano idee sulle forme di mobilitazione. Sempre domani, ma in serata alle 21, alla elementare Spinola di via Napoli il collegio dei docenti ha convocato le famiglie delle scuole del circolo didattico Lagaccio e dell'istituto comprensivo Oregina per cominciare ad illustrare gli effetti sulla organizzazione della scuola del decreto Gelmini. Qui c'è un'associazione di genitori particolarmente presente che per la prossima settimana ipotizza una tavola rotonda con esperti della scuola. "Ma anche qualcuno che illustri il problema non ancora risolto della ristorazione scolastica" aggiungono. Alla elementare Anna Frank, che si distingue sempre per vivacità di partecipazione, ecco fresco di formazione un comitato genitori pronto per aderire a tutte le iniziative che fioriscono in città. Pare che non si escluda una sorta di manifestazione all'inaugurazione del Nautico, "ma dobbiamo ancora raccogliere le forze" precisano. E c'è un Coordinamento scuole del Ponente che già scalpita. Oggi alle 17,15 alla media Dante Alighieri un primo incontro per preparare il successivo, fissato per il pomeriggio del 1 ottobre all'auditorium della media Gramsci di Sestri. Dicono gli organizzatori: "Invitiamo tutti coloro che riconoscono l'importanza della scuola. Che lavogliono democratica, di ottima qualità e statale". Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 24/09/2008.

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Questi soldi andavano spesi in altro modo (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

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Achille Serra Segue dalla Prima L'opinione Il governo si è mostrato nuovamente unito nella volontà di rispondere all'emergenza con la voce grossa. Una voce che impressiona l'opinione pubblica e poco risolve. Di certo, non spaventa la Camorra, organizzazione criminale tra le più feroci al mondo. Così, ci risiamo. Due anni fa, l'Esecutivo di Prodi mandò contro "i santuari della criminalità" partenopea 400 tra poliziotti e carabinieri. Era "il Patto per Napoli sicura", che intendeva - per usare le parole pronunciate ieri dal ministro Matteoli - "far capire che lo Stato c'è ed è forte". Fu un grave errore di valutazione: potenziare la presenza sul territorio delle forze di Polizia, misura che ho sempre auspicato sul fronte della lotta alla criminalità di strada, non è sufficiente quando i nemici da affrontare diventano la Mafia e la Camorra. Ora, però, davanti all'ultimo fatto di sangue nel Casertano, il Consiglio dei ministri replica quell'esperienza: dall'inizio della settimana 400 uomini delle forze di Polizia passano al setaccio il regno dei Casalesi e, presto, giungerà ad affiancarli l'Esercito. Si tratterà di un contingente di 500 militari che, al pari dei tremila già operativi nelle aree metropolitane, si riducono di almeno un terzo nella rotazione dei turni. Non credo che questa sia l'"unica soluzione" possibile, come sostiene il ministro Matteoli, soprattutto se si considera che i militari resteranno nella zona, secondo quanto annunciato da La Russa, appena tre mesi e avranno solo funzioni di check-point. Anche se il governo evita accuratamente di ricordarlo, infatti, per intervenire in un territorio dominato dalla criminalità, servono competenze e professionalità che non si improvvisano. Contestabile, inoltre, la soluzione individuata dal Consiglio dei ministri per risolvere il problema della "coperta troppo corta" (la definizione di appena tre giorni fa è del ministro La Russa): alle spese per l'impiego del nuovo contingente delle forze armate, ha spiegato il titolare della Difesa, "faremo fronte con i fondi stanziati per i 3.000 militari già operativi". E, se si andrà oltre i tre mesi, bisognerà finanziare nuovamente il provvedimento. Certo, se questi soldi consentissero un intervento efficace contro la Camorra, nessuna obiezione. Dal momento, però, che più agenti nella zona significherà quasi esclusivamente più multe ai motociclisti senza casco, mi domando: quei fondi non dovrebbero essere stanziati altrove? Penso qui a un rafforzamento delle operazioni di intelligence, l'unico ambito in grado di contrastare seriamente la criminalità organizzata. E penso, soprattutto, all'urgenza di promuovere un cambiamento strutturale della società, azione spesso invocata e mai realizzata. In alcune zone della Campania la diserzione scolastica raggiunge il 50 per cento e lo stesso dato si riscontra sul fronte della disoccupazione. "Mille maestri, mille scuole, mille iniziative e migliaia di posti di lavoro": questa la via indicata e mai potuta realizzare dall'allora ministro degli Interni Amato. Questa, ne sono convinto, l'unica arma efficace contro la cultura camorrista. Un ragazzo che trascorre le sue giornate in strada piuttosto che a scuola, al pari di un giovane che non riesce a trovare un impiego onesto, diventa facile preda della Camorra. Al contrario, allevare oggi una generazione istruita ed economicamente autonoma, consentirà domani di promuovere quella rivolta civile che, come insegna l'esperienza dei commercianti anti-pizzo a Palermo, è la vera soluzione. Il governo, però, sta andando nella direzione opposta: con i tagli e le riforme messi in atto dal ministro Gelmini la scuola italiana è destinata a trasformarsi sempre di più nel fanalino di coda della cultura europea. E, d'altra parte, nonostante la grave crisi occupazionale in atto nel Paese, il documento di programmazione economico-finanziaria dell'Esecutivo, non contiene alcuna indicazione di politiche per lo sviluppo, ma, al contrario, aggrava il quadro economico generale con misure di carattere manifestamente recessivo. Una profonda riforma culturale, d'altronde, richiede, tempi di realizzazione molto lunghi e dubito che il governo vorrà impegnarsi in tal senso rinunciando al facile consenso della voce grossa e della soluzione apparentemente immediata.

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Sparirà il Latino dai licei scientifici (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Di Maristella Iervasi/ Roma Il maestro sarà unico ma avrà le lavagne interattive. Nei licei scientifici "salta" invece una delle materie letterarie: il latino. La lingua di Ovidio e Cicerone cederà via via il passo allo studio di una seconda lingua straniera. La sperimentazione partirà in alcune sezioni. Non solo. Tutti gli orari della scuola verranno rivisti (infanzia, primaria, medie, sistema dei licei e istituti tecnici e professionali). E per il personale docente ecco i criteri per la determinazione degli organici: le classi iniziali di ciclo "verranno costituite sulla base del numero degli iscritti" e i dirigenti scolastici saranno "personalmente responsabili". Di fatto, la Gelmini fa una chiamata in correo su una responsabilità che è invece di governo. Stop alla co-docenza e al "contenimento dell'attività in compresenza nelle scuole superiori tra docenti di teoria e insegnanti tecnico-pratici di laboratorio". Cioè, meno qualità e ore laboratorio. Riconduzione a 18 ore "di tutte le cattedre di scuole di I° e II° grado". Un modo per saturare l'impegno didattico senza più spazi per la flessibilità. E ancora: le classi di concorso verranno accorpate con una "comune matrice culturale e professionale". Del tipo, matematica e scienze naturale "unitamente" all'insegnamento di tecnologia. Un modo per "cancellare" l'insegnamento dell'educazione tecnica alle medie. Infine i docenti in esubero: per loro si prevedono "compiti diversi dall'insegnamento". Con collocamenti fuori ruolo. Della serie, non ti posso licenziare ma ti metto in un cantuccio. Il piano della Gelmini è pronto. Lo schema programmatico del ministero dell'Istruzione sui tagli alla scuola pubblica studiato in concerto con Tremonti, è stato "spedito" ieri sera ai sindacati Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals e all'Associazione presidi. La prima versione che circolava nelle redazioni, è stata rimanegiata. Con correttivi e ripensamenti sull'onda dello spauracchio della mobilitzione popolare e confederale dei settori della conoscenza, che è sempre dietro l'angolo come ha annunciato il neo segretario generale della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo. E per via delle critiche unanime delle organizzazioni sindacali e professionali. Modifiche dell'ultima ora per rendere più delicato e digeribile la "cura dimagrante", con sempre lo stesso metro di misura: la scuola come capitolo di bilancio. Che resta immutato nei numeri da cannibalizzare: 87.400 docenti in meno nei prossimi 3 anni e anche 44.500 posti Ata (collaboratori scolastici, tecnici e segretari). RETROMARCIA SULLA MATERNA Non ci sarà soltanto la maestra unica. La Gelmini alla fine è stata costretta a riconfermare le due tipologie di scuola esistenti: 40 ore e 25 ore. SPEZZATINO ALL'ELEMENTARE L'indicazione per la primaria è quella di "privilegiare classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di 24 ore settimanali". Poi l'attacco della signora dell'Istruzione alla disinformazione: "Il tempo pieno è un obiettivo prioritario di politica scolastica del ministero - di legge nello schema programmatico -. Per la sua particolare rilevanza sociale verrà non solo riconfermato nella sua attuale entità ma addirittura potenziato". Le opzioni alternative possibili al maestro unico, ma solo se gli organici lo consentono, sono le 27 ore e le 30 ore, con una possibile estensione di 10 ore comprensive della mensa. Di fatto, la scelta del tempo pieno è affidata alla bontà dei direttori scolastici.

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Maestro unico la nuova protesta è una "fioccolata" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Roma L'iniziativa Maestro unico la nuova protesta è una "fioccolata" Si chiamerà la "fioccolata" perché insegnanti e genitori manifesteranno con un fiocco intorno al collo, proprio come si portava una volta sui grembiulini. E' la nuova protesta del comitato "Non rubateci il futuro" che riunisce circa 90 scuole della Capitale contro il maestro unico alle elementari. Dopo la fascia nera portata in segno di lutto al braccio il primo giorno di scuola, maestre, mamme e papà cambiano quindi modo di manifestare scegliendo fiocchi colorati, ma l'obiettivo resta sempre lo stesso: la riforma Gelmini. Il corteo, che vede già l'adesione degli istituti del 6° e 7° municipio, partirà venerdì dalla Iqbal Masih, istituto capofila della protesta, e arriverà a viale Agosta dove ci sarà un dibattito e uno spettacolo. Intanto continuano le riunioni nelle scuole romane contro il maestro unico. Come all'Ada Negri di San Giovanni dove i genitori stanno raccogliendo firme contro la riforma e sempre per venerdì è prevista un'assemblea aperta al quartiere. Inoltre "il nostro coordinamento ha inviato a tutte le famiglie una lettera per spiegare la riforma", spiega la direttrice Lia Zene. E sul sito del comitato, giorno dopo giorno, aumentano gli appuntamenti: in programma oggi alla Picasso nell'VIII municipio una riunione per discutere della costituzione di un coordinamento municipale delle scuole, il giorno dopo riunione straordinaria del consiglio del X municipio. (tea maisto).

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Scuola, la scure su bidelli e segretari - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Palermo Scuola, la scure su bidelli e segretari In tre anni quasi cinquemila posti in meno. I presidi: "Un disastro" Il taglio deciso dal governo colpirà anzitutto i precari Sos dal liceo Meli "Sarà impossibile usare i laboratori" Allarme pulizia SALVO INTRAVAIA Quasi cinquemila posti in meno nell'arco di un triennio. Ecco la cura da cavallo per il personale Ata delle scuole siciliane messa a punto dai ministri dell'Economia, Giulio Tremonti, e dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il dato è contenuto nel "Piano programmatico" che dà attuazione all'articolo 64 (quello riguardante la scuola) della manovra economica estiva. I presidi parlano di "disastro". Il corposo documento traccia le linee generali che consentiranno al governo Berlusconi di risparmiare sulla scuola otto miliardi di euro in tre anni. Ogni Regione dovrà fare la propria parte: per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario degli istituti siciliani è prevista una cura dimagrante di 4.668 unità. Angelo Prizzi, segretario generale della Cisl Scuola siciliana, la definisce "un'autentica mazzata occupazionale. Specialmente - dice il sindacalista - in una terra dove mancano alternative lavorative: un conto è tagliare gli organici in Veneto, un'altra cosa è farlo in Sicilia". A farne le spese saranno i precari. Nel 2007-2008, i supplenti Ata che in Sicilia sono riusciti ad acciuffare un incarico, e uno stipendio, sono stati 6.645: nel breve volgere di tre anni sette posti su dieci spariranno. "Il personale Ata - aggiunge Prizzi - è il settore con il più alto tasso di precariato della scuola: per anni non si faranno assunzioni e si bloccherà il turnover. Precari storici che hanno lavorato anche dieci anni si ritroveranno senza un posto. Insomma, quello che è accaduto quest'anno con i tagli al sostegno è niente rispetto a ciò che accadrà nei prossimi tre anni". Ma che cosa significa per le scuole rinunciare a 4.668 Ata? "Il liceo Meli - risponde il preside, Salvo Chiaramonte - è una scuola con spazi enormi. Un taglio al numero dei collaboratori scolastici si ripercuote subito sulla pulizia dei locali e sulla sorveglianza degli alunni. E quando viene meno un assistente tecnico, i ragazzi non possono utilizzare i laboratori". Ma in una scuola non ci sono soltanto aule e bagni da tenere puliti. "Oltre alle lezioni, - spiega Maria Di Naro, preside della scuola media Cesareo - si svolgono lezioni pomeridiane, attività extrascolastiche, progetti e sperimentazioni. La Cesareo ha 34 classi distribuite su due piani e dodici bidelli che devono darsi il turno (mattina e pomeriggio), pulire i locali e vigilare. Se ci tolgono altre risorse, chi aprirà la porta? E chi farà le pulizie?". Per la preside della media nei pressi di via Oreto si rischia "di mandare la scuola pubblica allo sbaraglio". Una situazione che può diventare ingovernabile nei quartieri a rischio. "Il personale è già insufficiente - lamenta Mimma Airò, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Basile, a Tommaso Natale - se un bidello si ammala diventa difficile garantire la vigilanza degli alunni e le pulizie". è allarme anche per il personale di segreteria, cui il ministero negli ultimi anni ha delegato una serie di mansioni che venivano svolte dai provveditorati agli studi. "In questi giorni - aggiunge la Airò - il personale di segreteria è oberato di lavoro: si stanno caricando al computer 150 domande di supplenza proprio del personale Ata. Bisogna poi caricare i contratti dei supplenti, fare le ricostruzioni di carriera e tutta una serie di altre operazioni che servono all'organizzazione del lavoro scolastico". Insomma, la scuola non è fatta dai soli docenti: richiede pure un supporto logistico che rischia di venir meno. "Un taglio al personale Ata di queste proporzioni metterà a rischio il regolare funzionamento della scuola", taglia corto la preside del Basile.

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Scuola, dalle parole ai fatti - franco buccino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XII - Napoli SCUOLA, DALLE PAROLE AI FATTI FRANCO BUCCINO er la scuola pubblica è giunto il momento di passare dalle parole ai fatti. A cominciare da me, che dopo molti anni sono tornato al mio vecchio mestiere, quello di dirigere una scuola. Dove ho trovato ragazze e ragazzi in carne e ossa con i loro diritti, i loro problemi e le loro esigenze. Nella mia scuola e in quelle vicine. Dove ci sono carenze edilizie, assenze di strutture, laboratori e palestre, che segnano il percorso degli alunni, "bravi" e no. Dove abbondano i ripetenti e gli abbandoni, nonostante corsi di recupero estivi di quindici ore o i progetti di scuole aperte. Dove c'è Antonella, liceale di quarto anno che ha chiesto il nullaosta per un corso di estetista. Dove c'è Ciro, diversamente abile: lui non si rende conto che gli hanno ridotto le ore di sostegno e deve comprimere la sua vitalità esuberante; e la nonna piange dentro quando l'accompagna la mattina e vede più di un volto seccato o accigliato. Ma dalle parole ai fatti devono passare soprattutto il ministro e i sindacati. Il ministro Gelmini, dopo la lunga estate di esternazioni, deve presentare al Paese tabelle, provvedimenti attuativi di leggi e decreti. Ancora più arduo a me sembra il compito dei sindacati, chiamati a gestire e coordinare la protesta dei lavoratori e dei cittadini. Il sistema dell'istruzione pubblica nelle regioni meridionali ha raggiunto un punto di criticità che non ammette ulteriori sofferenze, altrimenti implode. Sono istintivamente ostile all'idea, lanciata di recente, di stati generali delle scuole meridionali. Perché non ci dobbiamo isolare, non ci dobbiamo difendere, e non ci dobbiamo neppure distinguere. Va bene in una battaglia generale e comune, pretendere standard accettabili, risorse adeguate alle situazioni socioambientali oltre che alla domanda e al numero degli alunni. E per i nostri precari ci sta bene, oltre alla ricostituzione di posti tagliati con l'accetta, anche la riapertura delle graduatorie ad esaurimento delle regioni da cui sono stati indotti a fuggire. Ancora più discutibile mi sembra che un movimento di scuole meridionali possa essere guidato dagli assessori delle nostre regioni. Forse, anziché creare ibride cattedre con gli effimeri fondi europei, sarebbe meglio che si confrontassero con le scuole autonome e con i sindacati dei lavoratori della scuola sui loro delicati compiti e funzioni, che non sempre assolvono nel migliore dei modi, dal diritto allo studio, all'obbligo formativo, all'edilizia scolastica, al piano di dimensionamento della rete scolastica. In attesa della piena attuazione del titolo quinto della Costituzione.

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REGGIO pag. 5 Senza titolo Al teatro Piccolo Orologio si discute della riforma DOMANI alle 21 al tea... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

REGGIO pag. 5 Senza titolo Al teatro Piccolo Orologio si discute della riforma DOMANI alle 21 al teatro Piccolo Orologio (Via Massenet, 23, zona acquedotto) si svolge un incontro pubblico sul tema della scuola organizzato dai gruppi consiliari dei Comunisti Italiani e di Rifondazione Comunista. Al centro della serata la riforma del ministro Gelmini con il maestro unico, il voto in condotta, la riduzione del tempo scuola. All'incontro interverranno Beniamino Lami, della segreteria nazionale Flc-Cgil; Piergiorgio Bergonzi, responsabile nazionale scuola Pdci; Gennaro Loffredo, responsabile nazionale scuola Prc e Paola Tramezzani, della segreteria nazionale del Coordinamento genitori democratici.

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<Studenti di sinistra> contro i tagli (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Siena)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA SIENA pag. 8 "Studenti di sinistra" contro i tagli OGGI VOLANTINAGGIO DAVANTI AGLI ISTITUTI Gli "Studenti di Sinistra" contro le politiche del governo di centrodestra sulla scuola. Oggi i giovani dell'associazione organizzeranno infatti un volantinaggio davanti alle scuole di tutta la provincia , per protestare contro i provvedimenti adottati dal Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "Invece di pensare ? afferma Davide Cipullo, membro senese della direzione nazionale di Studenti di Sinistra ? a come risolvere i problemi strutturali delle scuole italiane, la Gelmini trascorre il suo tempo a far tornare indietro il mondo della scuola, reintroducendo norme obsolete e ormai fuori corso".

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<I voti? Nessuno si è chiesto se c'era il bisogno> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

REGGIO pag. 5 "I voti? Nessuno si è chiesto se c'era il bisogno" IL GILDA ANCHE la Gilda degli Insegnanti di Reggio scende in cmapo contro le nuove disposizioni del ministro dell'Istruzione Gelmini. Domani sono previste due assemblee provinciali presso la palestra dell'Istituto commerciale "Kennedy", e il 28 settembre, dalle 18 si terrà uno spettacolo in piazza Fontanesi, in collaborazione con la Confconsumatori di Reggio. "Si ritorna anche ai voti ed al voto in condotta ? dice il professor Claudio Lacava (Coordinatore provinciale del Gilda) ? ma abbiamo davvero bisogno di questo? Nessuno si è posto il problema. Si demanda quindi totalmente agli insegnanti di educare e di punire, di far crescere un albero senza che sia stato piantato il seme".

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<Bocciato per cattiva condotta? Se accade vado a Lourdes a piedi> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

REGGIO pag. 4 "Bocciato per cattiva condotta? Se accade vado a Lourdes a piedi" LA LETTERA "IMPERVERSAVA il "bullismo" ed il Ministro Fioroni ci disse: "Smonterò il bullismo pezzo per pezzo" e il bullismo è ancor li, tutto intero e allegro più che mai. Ci voleva una donna ad accendergli una miccia sotto al sedere: la bocciatura. Facevo la "punta alla mia matita, allora Faber, con un temperino scolastico, quando il compagno di banco allungò un braccio e lo ferii. Neanche mezza stilla di sangue, insufficiente per diagnosticare il gruppo sanguigno. TRE GIORNI di sospensione e 7 in condotta conseguente bocciatura. Fui graziato per buona condotta di poi". Allora per fortuna usava così. Oggi si accarezza il sedere delle professoressa ed è solo un atto di "serenità sessuale" forse scritta nel "sexy box", manuale di educazione sessuale distribuito tempo fa nelle scuole. Di Gelmini non una, ma cento ce ne vorrebbero! Ma signota professoressa dove troverà quel professore kamikaze disposto a suicidarsi per un 5 in condotta? Il "Consiglio Scolastico" le dirà che esiste un "Diritto dello Studente ad essere valutato per "quello che sa", e non, per quello che fa". Il Preside le farà presente che la "scuola deve educare e non punire" e di conseguenza lei "non sa fare il suo mestiere". LE VERRÀ SPIEGATO che il "problema è un altro". Vincerà quel "buonismo" che tutto giustifica, tutto assolve e che ha rovinato la scuola e che ritornerà il 17 ottobre con il primo sciopero generale della scuola. Signora professoressa Gelmini a chi la denigra per avere conseguito la laurea in Calabria, risponda che a Firenze ci fu chi ha conseguito la laurea in architettura non sul "Comportamento del cemento armato" ma sul "Comportamento sessuale dell'architettura". SONO VECCHIO ma disposto ad andare in pellegrinaggio a Lourdes a piedi se un solo ragazzo in questo anno scolastico sarà bocciato per cattiva condotta a meno che non abbia sparato all'insegnante". Don Gaetano Incerti.

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I maestri cattolici contro la Gelmini <Educare non è un capitolo di bilancio> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

REGGIO pag. 5 I maestri cattolici contro la Gelmini "Educare non è un capitolo di bilancio" LA PROTESTA "IL RITORNO del maestro unico nella primaria pare non tener conto dei risultati positivi della scuola elementare, unica a non essere relegata agli ultimi posti nelle valutazioni internazionali sui sistemi di istruzione". Lo dice Romano Battini, presidente dell'Associazione italiana maestri cattolici. "La riduzione dell'orario a 24 ore settimanali ? spiega Battini ? comporta di fatto una compressione nella realizzazione del curricolo (oggi a 27-30 ore)". Per i maestri cattolici l'idea di una rivisitazione del sistema scuola non può essere dettata dall'economia, improntata alla logica del risparmio spazzando via così ogni motivazione pedagogica: "Il ministro ? dice Battini ? aveva dichiarato che "la scuola non è assimilabile a un qualunque capitolo di bilancio". Allora la via della razionalizzazione poteva essere preferita a quella dei tagli e la scelta di soluzioni mirate per situazioni differenziate presenti sul territorio nazionale sarebbe stata più efficace rispetto a un intervento dall'alto, che è equo solo apparentemente perché dà (o toglie) a tutti in ugual misura". I MAESTRI CATTOLICI sono del parere che le scelte annunciate nel decreto minino nella sostanza l'organizzazione didattica della scuola. "Invece di procedere 'a colpi' di decreto, strumento che la nostra Costituzione prevede solo per materie di necessità e urgenza, sarebbe più produttivo avviare un dibattito parlamentare, in cui ascrivere questioni che interessano non solo una sola parte politica, ma tutto il Paese e i suoi futuri cittadini". L'Aimc è convinta che la scuola non sia patrimonio né della destra né della sinistra, ma una risorsa del Paese. "Dove è finito il ministro Gelmini del giugno scorso? Che dichiarava autorevolmente che la scuola ha bisogno di una politica della continuità, che lo scontro politico deve restare fuori dalla scuola, che bisogna attivare la politica del buon senso e delle soluzioni condivise e che il Parlamento ha il diritto-dovere di esprimere la propria potestà legislativa?".

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E sabato tutti in piazza: studenti, operai e centri sociali (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

PESARO pag. 6 E sabato tutti in piazza: studenti, operai e centri sociali LA MANIFESTAZIONE LA CGIL MOBILITA CHI SI OPPONE ALLA MANOVRA DEL GOVERNO: BEN 10 PULLMAN DALL'ENTROTERRA SPERANO che "Diritti in piazza" la manifestazione in programma per sabato in piazzale Lazzarini (dalle 10 a mezzogiorno), sensibilizzi i pesaresi "sulla manovra finanziaria del Governo, che per noi è sbagliata e inadeguata". Questo il pensiero della segreteria locale della Cgil (Roberto Ghiselli e i responsabili confederali Ovani, Longhin e Cerri). Per garantirsi una presenza massiccia all'evento, hanno organizzato una decina di pullman dall'entroterra e, soprattutto, hanno lanciato l'amo al mondo giovanile, contattando la Consulta studentesca, i partiti e i centri sociali. Quindi, sabato sciopereranno i ragazzi delle superiori, che si uniranno in corteo partendo dal Campus e arrivando alle 10 in piazzale Lazzarini. Nelle scarpe di sindacalisti, teenager e cittadini ci saranno sei "sassolini", uno per ogni punto toccato dalla manovra del Governo. VOGLIONO riforme per tutelare il potere d'acquisto : quindi incentivi a salari e pensioni, chiedendo lumi sulla piattaforma fiscale, "in altre parole l'aumento di mille euro in tre anni delle detrazioni per i redditi da lavoro e da pensione", spiega Ghiselli. Non solo: le proteste sulle riforme della scuola attuate dalla Gelmini sono tutt'altro che accantonate: i sindacalisti vogliono evitare che, in un triennio, rimangano a spasso circa 800 insegnanti precari in provincia. E già il 15 settembre scorso avevano organizzato un sit-in alla "Pirandello" di via Nanterre, assieme a Cisl, Uil e Snals. Ancora: "Il Governo taglierà 9 miliardi alla sanità, "con ricadute sugli investimenti negli ospedali locali". Della sicurezza sul lavoro ha parlato Stefano Ovani, delegato anche ad infrastrutture e servizi a rete: "Puntiamo a fissare la data di assunzione il giorno prima dell'inizio del lavoro ? spiega ? in modo da evitare certificati di infortunio coincidenti con il giorno di regolarizzazione". A questo si aggiungono i tagli ad investimenti e infrastrutture, "anche se penalizzano soprattutto il Mezzogiorno". INFINE il colpo di forbice agli enti locali: "I Comuni perderanno nel 2009 1,34 miliardi di euro di finanziamenti ? continua Ghiselli ?. Per capire quanto mancherà nei forzieri locali, basta dividere i 350.000 abitanti della provincia per 57 milioni. Elio Cerri, responsabile organizzativo Cgil, elenca le tappe dei "15 giorni di fuoco": "Settembre è cruciale: abbiamo cominciato il 15 con la protesta dei docenti, il 22 eravamo in piazza del Popolo con i dipendenti pubblici, e ci torneremo lunedì 29. E sabato saremo in piazzale Lazzarini". I numeri del sindacato di via Gagarin parlano di circa 54.000 iscritti in provincia (in totale Cgil, Cisl e Uil contano 100.000 aderenti). Il comparto più cospicuo della Cgil a livello locale è Fillea, legno ed edilizia: a proposito, sabato terrà un comizio Walter Schiavella, neo segretario nazionale di Fillea-Cgil. pi.be. Image: 20080924/foto/6466.jpg.

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CI sono settori in cui è necessario ridurre le spese e, soprattutto, gli spr (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

PESARO AGENDA pag. 9 CI sono settori in cui è necessario ridurre le spese e, soprattutto, gli spr... CI sono settori in cui è necessario ridurre le spese e, soprattutto, gli sprechi, ma non è di certo quello della scuola. Come assessore alla cultura di un piccolo Comune sono molto preoccupata per la ricaduta che i tagli alla scuola avranno, in particolare, sui nostri piccoli centri. Insieme ad alcune mamme di Macerata Feltria da un po' di tempo mi occupo dei problemi di carenze di organico della nostra scuola, a causa dei quali già oggi le maestre che vi lavorano sono costrette a ritmi spesso massacranti. Coi tagli previsti dal ministro Gelmini, che per la sola provincia di Pesaro e Urbino significano la riduzione di 354 insegnanti (dati del "Sole24Ore" del 30 giugno) e con la previsione dell'aumento del numero di studenti per ogni insegnante, i piccoli Comuni saranno i luoghi in cui le ripercussioni di queste scelte improvvide si faranno sentire più pesantemente e si tradurranno in multiclassi diffuse se non, in alcuni casi, nella soppressione di istituti scolastici. A questo vanno aggiunti la riduzione dell'orario scolastico, la limitazione del tempo pieno, perché a meno insegnanti corrispondono necessariamente meno ore di lezione, e, ancora più grave, la diminuzione degli insegnanti di sostegno per i portatori di handicap. La mia preoccupazione maggiore, però, riguarda la scuola elementare che rappresenta una delle strutture sociali più diffuse sul territorio nazionale. Le scelte del governo non considerano questa complessa realtà che si lega alla storia del nostro paese. la scuola elementare è fondamentale per acquisire i primi alfabeti, per esprimersi e comunicare, per apprendere le prime forme di conoscenza sul mondo e rappresenta uno straordinario luogo di accoglienza e integrazione culturale e sociale. Se nei piccoli Comuni ci troveremo nella condizione di dovere scegliere per i nostri bambini tra una multiclasse o il percorrere quotidianamente molti chilometri per dare loro una formazione quantomeno dignitosa, chi continuerà a volere pianificare la propria vita lontano dai grandi centri urbani? Quale futuro garantiremo ai nostri bambini? Questi sono i problemi reali (e non il finto problema del grembiulino!) che saremo costretti ad affrontare nelle nostre piccole realtà e certo dovremo pensare di intraprendere un'azione comune tra amministrazioni, scuola e genitori per evitare questo disastro. Infine, ma non meno importante, credo sia giusto portare all'attenzione pubblica il problema della perdita di posti di lavoro che conseguirà a questa riforma nel prossimo triennio: ben 130.000 tra docenti, tecnici, bidelli e amministrativi. e, cosa ancora più allarmante, è che per l'80% si tratta di donne. l'Alitalia è importante ma la scuola, forse, lo è anche di più. Alessia Morani, assessore alla cultura del Comune di Macerata Feltria.

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La Cgil in corteo contro il caro vita (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

SABATO POMERIGGIO La Cgil in corteo contro il caro vita Un drago gigantesco verde e rosso che si mangia i 326 euro che quest'anno non saranno restituiti con il fiscal drag a ogni cittadino. E poi una bottiglia di latte alta due metri con scritto il rincaro del 12% che c'è stato nel giro di un anno con accanto uno sfilatino aumentato del 16, un rigatone salito del 26, una fettina cresciuta del 5. Così sarà - colorata e piena di simboli di facile lettura -la manifestazione organizzata per sabato pomeriggio dalla Cgil che a Torino ha scelto di fare un corteo - da piazza Vittorio a piazza Castello - mentre nel resto del paese ci saranno per lo più presidi. L'obiettivo è coinvolgere i cittadini nella protesta contro le politiche del governo in materia di prezzi, fisco, diritti, scuola. Il pezzo di corteo della scuola sarà aperto da uno striscione con scritto "Siam bambini, siam piccini e non ci piace la scuola della Gelmini" mentre il pubblico impiego avrà cartelli con battute polemiche sui "fannulloni". Ma forte è anche la polemica contro la posizione sui contratti della Confindustria che, sostiene la Cgil, "vuole cancellare la contrattazione e il sindacato dai luoghi di lavoro". \.

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Mamme e papà in assemblea per dire no al maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia di Sassari Pagina 7035 Sassari Mamme e papà in assemblea per dire no al maestro unico Sassari --> Mamme e papà in assemblea. Non vogliono sentir parlare del maestro unico, dell'abolizione del tempo pieno, né della divisa per i loro bambini. Insomma, niente riforma Gelmini. Ieri erano più di venti, tutti genitori di alunni delle scuole elementari di Sassari, che si sono riuniti in un comitato, pronti a scendere in piazza insieme ai maestri per dire no alle novità che dovrebbero entrare in vigore dal prossimo anno scolastico. Le prime lamentele erano arrivate proprio il primo giorno di scuola, accanto ai loro bimbi vestiti con i grembiulini colorati e la cartella sulle spalle, la scena era sempre la stessa. Riuniti in piccoli gruppi davanti al portone degli istituti, organizzavano la protesta. Un giro di telefonate, passaparola tra amici e conoscenti di circoli didattici diversi e poi, ieri sera, si sono riuniti. Il primo appuntamento è per venerdì nella scuola elementare di via Gorizia, per una riunione organizzata dal Mce, Movimento cooperazione educativa. Il tema dell'incontro è "Scuola, ritorno al futuro", poche parole che riassumono bene il pensiero dei genitori in protesta. "Il tempo pieno è importante per i bambini, ma anche per i genitori che lavorano. Si tornerebbe indietro di trent'anni. Come è possibile immaginare che una mamma possa andare a prendere i figli a scuola a mezzogiorno e mezza? E poi, la questione del maestro unico andrebbe chiarita. Non credo sia possibile che una sola persona possa avere le competenze necessarie per insegnare tutte le materie a mio figlio che ora è in terza elementare. Ma questo è solo uno degli aspetti più preoccupanti, pensiamo ai bambini che hanno bisogno di un insegnante di sostegno. Con le classi più numerose sarà sempre più difficile seguirli. Noi ci vogliamo muovere insieme ai maestri, ora stiamo discutendo sulle forme di protesta da metter in atto per far sentire la nostra voce", racconta Isabella Meloni, una delle mamme pronte a scendere in piazza. (m.c.).

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Appuntamenti (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 24/09/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SPORT AMATORIALE CALCIO CON LO SRI LANKA Per il "Progetto-Immigrati" dell'Uisp di Brescia, sostenuto dalla Fondazione Asm di Brescia, dopo il quinto appuntamento interregionale delle comunità srilankesi, denominato "Cricket Tournament Brescia", svoltosi domenica scorsa, domenica 28 settembre al Centro Sportivo Badia in città dalle ore 10.00 alle ore 18.00 si svolgerà un'altra manifestazione regionale: il 1° torneo di calcio a 7 giocator dello Sri Lanka. LEGA TENNIS Si è svolta nei giorni scorsi l'assemblea delle società della Lega Tennis Uisp Brescia per la stesura delle attività 2009 e per rinnovare il gruppo dirigente. Il nuovo Consiglio Provinciale risulta così composto: confermato il Presidente Alberto Gelmini, che curerà anche i rapporti con i Circoli affiliati, i loro Presidenti e Maestri; Vice-Presidente è Marco Foriani con l'incarico di responsabile dei Campionati del Settore Under. I consiglieri: Gianni Capacchietti, responsabile e referente del Circuito "Orsa Maggiore" e dei rapporti con le Istituzioni e sponsors; Monica Frizzarin, coordinatrice Circuito "Orsa Maggiore"; Roberto Rosato, responsabile del settore diversamente abili e carcere; Stefano Salami e Giuseppe Scarpetta, responsabili Campionati e Tornei Mai Classificati. VOLLEY MISTO Sono aperte le iscrizioni al Campionati di volley Misto. Per informazioni telefonare il lunedì in sede 03047191 a Zappa Giovanni, cellulare 3292221659. Sito www.uisp.it/brescia. Appuntamenti.

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Pronto un ciak per la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 229 del 2008-09-24 pagina 14 Pronto un ciak per la Gelmini di Redazione Il ruolo di protagonista in un film non è certo una proposta da poco ma difficilmente gli impegni istituzionali le consentiranno di accettare, per ora. Magari potrebbe mandare una "supplente". La proposta è arrivata al ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini attraverso l'etere. Il regista Pappi Corsicato era infatti ospite all'Alfonso Signorini show, in onda su Radio Monte Carlo. "Vorrei che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - spiega Corsicato a Signorini - interpretasse il ruolo di protagonista nel mio prossimo film, a fianco di Caterina Murino. La Gelmini è una donna dal grande sex appeal". Mai dire mai, Irene Pivetti docet. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La più bella del Parlamento? Prestigiacomo batte Carfagna (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 229 del 2008-09-24 pagina 14 La più bella del Parlamento? Prestigiacomo batte Carfagna di Redazione Specchio specchio delle mie brame chi è la più bella del reame? Del reame non lo sappiamo ma del Parlamento secondo un sondaggio realizzato dal settimanale Diva e donna con Euromedia Research è Stefania Prestigiacomo (nella foto). Ha battuto con il 23,4% l'ex miss Mara Carfagna (18,2%). Il dato più curioso emerso dal sondaggio è che il ministro Prestigiacomo piace più alle donne (26%), mentre Mara Carfagna è preferita dagli uomini (29,2%). Più staccate dalle capofila, risultano le new entry della politica Mariastella Gelmini (11,9%) e Michela Vittoria Brambilla (3,2%), ma anche le parlamentari di lungo corso Gabriella Carlucci (7,3%) e Alessandra Mussolini (7%). Diva e Donna chiede anche "in che ruolo immaginano la parlamentare più bella?". Il 3,8% indica quello di moglie, più di un terzo del campione (37,2%) la vorrebbe come amante. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Scuola di sicurezza: due ministri e i vertici della Protezione civile al Fermi di Salò (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 24/09/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' SABATO CONVEGNO SULL'EDUCAZIONE ALL'EMERGENZA E CELEBRAZIONE DEI 25 ANNI DEI VOLONTARI DEL GARDA Scuola di sicurezza: due ministri e i vertici della Protezione civile al "Fermi" di Salò Esercitazione di Protezione civile Nella scuola di sicurezza, il primo capitolo è dedicato alla percezione del rischio e su questo aspetto Brescia ha elaborato un modello didattico destinato a "fare scuola" in ambito nazionale. Se ne parlerà sabato al liceo Fermi di Salò, nel convegno su "La protezione civile fra i banchi" che, mettendo a confronto le esperienze compiute in Italia, coinvolgerà sul tema della sicurezza i due mondi dell'istruzione e della Protezione Civile, rappresentati ai massimi livelli. L'occasione dà modo di celebrare con rilievo i venticinque anni di attività dei Volontari del Garda. Su progetti e sperimentazioni in atto interverrà il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini; ai giovanissimi, in quanto "motore della sicurezza collettiva", dedicherà il suo intervento l'on. Giuseppe Zamberletti, presidente della commissione "Grandi rischi" e a Guido Bertolaso, capo dipartimento nazionale della Protezione Civile, è affidata la relazione su "La cultura della percezione del rischio e dell'autoprotezione". La tavola rotonda moderata dal direttore della rivista "La protezione civile in Italia", Luigi Rigo, costituisce la parte centrale del convegno promosso dalla Provincia e dai Volontari del Garda. L'avvio dei lavori, inseriti nel programma di aggiornamento dei docenti dell'Ufficio scolastico provinciale, è previsto alle 8,30 nella nuova sede del liceo, a Campoverde: per i saluti istituzionali sono attesi il presidente dell'associazione promotrice Gianfranco Rodella, il sindaco di Salò, Giampiero Cipani, il presidente della Provincia, Alberto Cavalli, il dirigente scolastico provinciale, Giuseppe Colosio, la preside del liceo Fermi, Gabriella Podestà, l'onorevole Sandro Bondi ministro dei Beni culturali e la delegazione dei Vigili del fuoco olandesi, gemellati per l'occasione ai volontari bresciani. L'intervento del neoassessore regionale alla Protezione Civile, Stefano Maullu, precederà l'illustrazione delle due esperienze didattiche che vengono portate a modello per un continuativo ed efficace percorso di sensibilizzazione da estendere a tutta la scuola italiana. Nella provincia di Alessandria si è lavorato sulla trasversalità della Protezione civile nelle materie di studio delle scuole superiori. Il progetto pilota "Simmetria - A scuola di emergenza", costruito e perfezionato in sei anni di lavoro per la scuola primaria bresciana, sarà illustrato dall'assessore provinciale alla Protezione Civile, Corrado Scolari. All'eventualità di un terremoto o di un incendio, di uno scoppio, di una nube tossica, per apprendere gli opportuni comportamenti, i ragazzi si avvicinano attraverso materiale multimediale e con un percorso sensoriale ad hoc. Investire sulla formazione dei giovanissimi è il modo più efficace per avere in futuro adulti responsabili: lo si è sottolineato nell'incontro di presentazione a Palazzo Broletto, ieri festività di San Pio da Pietrelcina che è il patrono della Protezione Civile. Il convegno di sabato avrà come momento conclusivo, alle 13.30, la visita alla sede dei Volontari del Garda. L'associazione, che oggi conta su circa duecento presenze e su una cinquantina di mezzi, avrà alle 17.30 sul lungolago la cerimonia d'avvio delle celebrazioni per il venticinquennale, con accompagnamento musicale del coro "La Faita". Elisabetta Nicoli.

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La rivolta delle Comunità montane snobbate dai ministri (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 24/09/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA PROVINCIA La "rivolta" delle Comunità montane snobbate dai ministri VALSABBIA - Ministri che non sentono più la necessità di confrontarsi con il territorio, il Gian Antonio Stella de "La Casta" che prende la difesa delle Comunità montane, il sottosegretario all'Economia Daniele Molgora che senza giri di parole annuncia come ineluttabile il tramonto degli enti sovraccomuali della montagna. Al convegno che ha avuto luogo lunedì scorso a Idro sul passato ed il futuro delle Comunità montane, c'è stato cibo abbondante per causare forti mal di pancia. "Doveva essere l'occasione per discutere ad alto livello del ruolo degli enti sovraccomunali e del futuro della montagna, del modo di dare risposte magari sotto forme diverse da quelle attuali. Invece è diventato un palcoscenico per lo show di uno fra i giornalisti più conosciuti d'Italia che ci è venuto a parlare degli sprechi della Tirrena. Alla fine è stato anche un pretesto per attaccare gratuitamente e senza possibilità di replica l'attuale Governo, quando non c'era nessuno a difenderlo". Giorgio Bontempi, sindaco leghista di Agnosine e vicepresidente della Comunità montana di Valle Sabbia, i crampi ce li ha forti: "Per fortuna che l'abbiamo organizzato noi del Centrodestra quel convegno - dice -. Sennò chissà come sarebbe andata". È successo che per un confronto che si preannunciava delicato, erano attesi fra gli altri i ministri Mariastella Gelmini, Raffaele Fitto e Giulio Tremonti. Nessuno di loro si è presentato, nemmeno con un fax: unico ad esserci per il Governo quel Daniele Molgora che sulle vicende della Valle Sabbia, bisogna dirlo, non si è mai tirato indietro. Il sottosegretario non solo si è assunto il compito ingrato di chiarire ciò che si sospettava da tempo, ma ha dovuto andarsene subito dopo. Apriti cielo. "Gli hanno sparato addosso in modo ignobile tutti quanti: soprattutto il presidente dell'Acb Panzera, poi Stella - continua Bontempi -. Hanno finto di non capire che nelle sue parole c'erano anche precise indicazioni su come venirne fuori: col federalismo fiscale, che permetterà di spendere maggiori risorse sul territorio. Che importanza ha, infatti, come si chiama l'ente che se ne occupa, se riusciamo lo stesso e magari meglio a dare risposta ai bisogni della montagna e della sua gente?". La vede in modo diverso il consigliere provinciale per la Valle Sabbia Gian Antonio Girelli: "Se vogliamo per davvero eliminare alcuni sprechi direi che è il caso di rivolgerci altrove, a cominciare dalla cloaca rappresentata da certe grandi città metropolitane: la sola Catania lamenta un miliardo di euro in debiti. Il dubbio è invece che si voglia tagliare la possibilità al territorio di dire la sua sulla gestione dei servizi - aggiunge Girelli -. Risolverla con un aumento dei contributi ai Comuni mi pare più una soluzione di tipo pietistico, del tipo: poveretti, hanno bisogno di soldi, ve li diamo noi. Mi chiedo quale federalismo potremo avere con questi presupposti. Per la montagna è ancora peggio: per evitare che diventi terreno di conquista lì più che altrove servono risorse certe e la possibilità di decidere come spenderle. Teniamo conto anche del fatto che gli sprechi di una Comunità montana sono controllabili facilmente dalla stessa opinione pubblica. A livelli più alti certo non è così". Ce n'è abbastanza per discutere a lungo, insomma, vedremo come andrà a finire. A chiudere c'è la dichiarazione del consigliere regionale del Pd Dionigi Guindani: "Abolire le Comunità Montane è un'assurdità - afferma - sono fortemente preoccupato perché vedo nella volontà di prendersela con questi enti un atto contrario al federalismo e un'occasione persa per operare una vera riforma selettiva. (ubo) DOPO IL CONVEGNO DI IDRO.

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Un grave errore tagliare sulla scuola (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-09-24 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il commento Un grave errore tagliare sulla scuola di UMBERTO CURI In visita sabato scorso a Venezia, il ministro Mariastella Gelmini si è detta scandalizzata per essere stata accolta da una manifestazione ostile di insegnanti, allievi e genitori. A PAGINA 21.

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Petrucci replica a Crimi: <Non sono il Castro dello sport> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-09-24 num: - pag: 58 categoria: REDAZIONALE La polemica Petrucci replica a Crimi: "Non sono il Castro dello sport" ROMA - Rocco Crimi attacca (e che attacco). Gianni Petrucci risponde (e che risposta). La faccenda è seria, perché il botta e risposta coinvolge il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo sport (Crimi) e il presidente del Coni (Petrucci). Il primo in un'intervista alla Gazzetta dello sport va giù spiccio. Giudica "anestetizzato" quel sistema che contempla un candidato unico alla presidenza del Coni (si voterà a maggio 2009). Petrucci, uno piuttosto vivace e lontano da farmaci che aiutano il sonno, replica: "Il sistema va bene, tanto che pochi giorni fa abbiamo ricevuto complimenti pubblici dal Presidente della Repubblica Napolitano e da quello del Consiglio Berlusconi ". Petrucci non si ferma ai complimenti prestigiosi: "Non sono il Fidel Castro dello sport, non mi riconosco nella figura del candidato unico. E se così fosse, non vedo proprio come mi si potrebbe attribuire la colpa". Si fanno i nomi di probabili avversari (Malagò, Pigozzi e Chimenti). Petrucci, per ora, non si dimostra preoccupato: "Ben vengano. Auguri.". Crimi poi ipotizza la ridiscussione dei contributi allo sport: si tratta di 450 milioni di euro. Accenna al rapporto con la scuola per la formazione sportiva degli studenti. "Crimi forse non sa - puntualizza Petrucci - che ho un appuntamento con l'onorevole Gelmini per i prossimi giorni". Crimi e Petrucci si trovano d'accordo solo su una cosa, su un'eventuale uscita a cena. "Ha ragione Crimi - l'ultima goccia di veleno di Petrucci - anch'io se dovessi scegliere tra lui e la Granbassi, andrei a cena con Margherita".

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Sit-in davanti alla Prefettura in difesa della scuola pubblica. Aderiscono i genitori di alunni disabili (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA MASSA pag. 2 Sit-in davanti alla Prefettura in difesa della scuola pubblica. Aderiscono i genitori di alunni disabili ? MASSA ? SIT-IN oggi pomeriggio, dalle 15,30 alle 18,30, davanti alla Prefettura in piazza Aranci, indetto dai sindacati in difesa della scuola italiana e in segno di protesta contro il Decreto Legge 137/08. Alla manifestazione, proclamata da Cgil, Cisl e Uil, ha aderito anche l'Afaph (Associazione Famiglie Portatori di Handicap), il cui coordinatore Daniele Carmassi riassume così le motivazioni della protesta: "La scuola elementare italiana è stata giudicata dall'Ocse tra le prime cinque nel mondo, e il ministro Gelmini cosa vuol cambiare per prima cosa e con decreto legge? La scuola elementare. Il minimo che si possa chiedere sono le sue immediate dimissioni. Il decreto riduce l'orario di lezione, abbassandolo a 24 ore settimanali; il tempo pieno verrà sostituito, se ci saranno le condizioni, da un po' di doposcuola, fatto da chi non si sa, ma sicuramente pagato dai genitori; gli insegnanti specializzati saranno tolti a favore del ritorno del maestro unico; coloro che vorranno far fare inglese, musica, etc. ai propri figli con docenti di qualità, specializzati, pagheranno! Classi sempre più numerose, docenti in minor numero. Docenti di sostegno? Neanche a parlarne. Coloro che hanno dei problemi, i più deboli, non certo per colpa loro, saranno ancora ultimi tra gli ultimi, senza possibilità di recupero. Diritto allo studio? Finito. Contro questa logica da giungla, dove ogni diritto è negato, soprattutto se scritto nella Costituzione si schierano i genitori degli alunni disabili e le loro associazioni partecipando al sit-in di protesta davanti alla prefettura certi dell'appoggio di tutti gli altri genitori, dei docenti, di tutti gli operatori della scuola, con la speranza che anche i dirigenti scolastici intervengano numerosi a difesa della loro scuola. Lo stesso appello vale per tutti i politici che credono nell'istruzione pubblica".

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Tagli alla scuola, l'isola si divide (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Salta in consiglio regionale l'accordo unitario contro il piano del ministro Gelmini Tagli alla scuola, l'isola si divide La Giunta presto a Roma. Mongiu: battaglia caso per caso CAGLIARI. Il consiglio regionale della Sardegna ha approvato con 42 voti della maggioranza una mozione sui tagli alla scuola e dato mandato alla giunta Soru di contrastare il piano del ministro della Pubblica istruzione Gelmini. L'assessore Mongiu: difenderemo tutte le scuole. La mozione della minoranza ha invece ottenuto soltanto 28 voti. L'ipotesi di accordo unitario è sfumata, destra e sinistra si sono divise sulle strategie della vertenza. PERETTI a pagina 5.

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Cgil, Cisl e Uil contro la Gelmini: assemblee e sciopero (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

LO SCONTRO SULLA SCUOLA Cgil, Cisl e Uil contro la Gelmini: assemblee e sciopero I tre sindacati confederali della scuola hanno varato la campagna contro la Gelmini e la sua riforma. I direttivi unitari di Flc/Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola di Treviso, riuniti in seduta comune al "Palladio", hanno proclamato le iniziative di lotta, con un durissimo docomento chre definisce "gravi e inaccettabili" i provvedimenti del Governo ha adottato sul versante della scuola, in particolare la finanziaria e il decreto Gelmini. "Sono misure finalizzati allo scardinamento ed alla dismissione della scuola pubblica - denunciano i tre sindacati, prima di annunciare le loro iniziative di lotta. Già il primo giorno di scuola nella nostra provincia si erano registatre diverse manifestazioni: un ta-ze-bao contro la Gelmini alle Masaccio, alcuni maestri in classe con il lutto al braccio, e un'assemblea di docenti. "Chiediamo il ritiro del decreto Gelmini, le risorse per la chiusura dei biennio contrattuale 2008/09, una soluzione definitiva del problema del precariato, che non c'è nel disegno di legge Aprea, la possibilità di poter discutere un piano per la scuola che sia finalizzato a risolvere i tanti problemi e non esclusivamente a fare cassa". Ora cominceranno le assemblee sul territorio con il personale della scuola, ma anche forum aperti ai genitori e ai cittadini tutti, per allargare e un'informazione precisa e corretta che faccia anche emergere - così dice la nota - "le buone pratiche che la scuola ha in questi anni saputo costruire, anche nella Marca". Poi si passerà alla protesta vera e propria. E' in cantiere una grande manifestazione pubblica, questa aperta alla cittadinanza e alle forze politiche. "Riteniamo che sia quanto mai opportuno che in questo momento delicato le iniziative vengano portate avanti in modo unitario a livello confederale - scrivono i direttivi delle tre organizzazioni ai vertici nazionali - di fronte all'eventuale fallimento delle trattative nazionali in corso, la risposta dev'essere forte e concretizzarsi in una manifestazione nazionale, meglio se in uno sciopero, che ricordi come il diritto allo studio sia un diritto sociale fondamentale, precondizione della democrazia".

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IL TRAMONTO DI YUPPI DU (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

DALLA PRIMA/GIRARDELLO IL TRAMONTO DI YUPPI DU SEGUE DALLA PRIMA tematiche (le morti sul lavoro, la disoccupazione, la miseria, l'inquinamento, il disagio dell'industrializzazione, la disuguaglianza sociale) che per la particolare narrazione, fatta di musical e fiaba, satira e malizia un po' naif. C'è la stessa freschezza che si respira nelle ballate del Molleggiato: ne "Il ragazzo della via Gluck", che suscitò l'interesse di Pier Paolo Pasolini, il quale pensò addirittura di farne un film; o in "Un albero di trenta piani", dove la denuncia ecologista si sposa con l'erotismo campestre (Nuda sulla pianta prendevi il sole con me e cantavano per noi sui rami le allodole). Nel tempo, Celentano si è reinventato come telepredicatore, posizionandosi fra i personaggi "scomodi", capace di entusiasmare e spazientire come quando cantava "Chi non lavora non fa l'amore", che fu chiamato "inno dei crumiri" e gli valse l'epiteto di qualunquista. Lui non ha certo buttato acqua sul fuoco: si è autodefinito ignorante e apolitico; i media lo hanno dipinto come religioso osservante, antidivorzista, "estremista di centro". Qualche anno fa, la sua boutade sul "pensiero lento" e "pensiero rock" si è trasformata in un tormentone a cui non si è sottratto neppure Enzo Biagi. Una cosa è certa: Adriano Celentano è un genio della comunicazione. Ha inventato, quasi quarant'anni fa, messaggi forti e anticonformisti, ma comprensibili dalla gente che frequentava le sagre paesane. Con ogni probabilità, il suo linguaggio accelerato ha fatto bene all'Italia dei tempi di Yuppi Du, impantanata fra i quietismi notarili delle convergenze parallele e gli arzigogoli intellettuali di certa sinistra snob, intenta a organizzare gruppi di studio sulla rivoluzione permanente. Purtroppo, il Molleggiato nazionale è finito per diventare l'involontario precursore dell'attuale pensiero rock, diffuso in tutto l'Occidente ma di qualità modestissima. Qualche giorno fa la rockstar Madonna ha avuto l'ispirazione di dedicare al Papa il suo vecchio successo "Like a virgin". "L'ho fatto - dice - perché anch'io sono figlia di Dio". Nessuno lo mette in dubbio. Ma non era lei quella che cantava: Stiamo vivendo in un mondo materiale e io sono una ragazza materiale? Anche l'arte visiva esercita la sua furia rock bersagliando le icone religiose: nella nuova sede del Museo di Arte moderna di Bolzano si può ammirare l'opera dell'artista tedesco Martin Kippenberger che raffigura un croce alla quale è appesa una rana con un bicchiere di birra in mano. Il milanese Paolo Schmidlin è autore di una Miss Kitty dai capelli platinati, tanga decorato con simboli pontifici e calze autoreggenti di pizzo bianco, le cui fattezze ricordano quelle di Papa Ratzinger, assunta agli onori della cronaca in occasione della mostra "Arte e omosessualità". Ma il frainteso pensiero rock di Celentano pare aver contagiato anche la politica. Dopo l'annuncio di riforma delle elementari da parte del Ministro Gelmini, che prevede la reintroduzione del maestro unico, autorevoli rappresentanti della maggioranza hanno stigmatizzato il provvedimento come didatticamente inopportuno; poi come praticamente disutile, dal momento che, se è vero che il numero di insegnanti per ciascuna classe è oggi eccessivo, è altrettanto vero che, dato la scarsa qualità del corpo insegnante, è possibile che, fra i molti, si possa contare almeno su qualcuno di valido. Alla fine gli stessi scettici hanno concordato con il Ministro, affermando che il maestro unico permette un taglio delle spese del personale scolastico. All'epoca di Yuppi Du le classi dirigenti erano lente, l'intellighenzia viveva di spocchia e erudizione. La politica e la cultura di oggi vivono di trovate a getto continuo, di battute contraddittorie, di urticanti bolle di sapone. Ha vinto il pensiero ultra-leggero. L'ultra-rock. Il "gratta-e-vinci-pensiero". Mi dispiace per il Molleggiato. Fabio Girardello.

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Scuola/ Friuli,indagini forze ordine su proteste contro (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Riforma La denuncia di un assessore: si investiga su alcune insegnanti postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 24 set. (Apcom) - Le forze dell'ordine avrebbero investigato su alcune insegnanti della provincia di Udine che avevano manifestato con il lutto al braccio il proprio dissenso alla riforma della scuola portata avanti dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. La denuncia, in una interrogazione alla Giunta regionale friulana, è del consigliere regionale Mauro Travanut. L'esponente del Partito Democratico ricorda come "in molte scuole primarie del Friuli Venezia Giulia la protesta civile da parte degli insegnanti ha avuto le stesse modalità, così come è avvenuto, peraltro, in migliaia di scuole in tutto il Paese da parte sia del personale docente che dei genitori. A parte, poi, che tali procedure investigative devono essere autorizzate dal Governo, ma se ciò dovesse essersi verificato realmente saremmo di fronte a un inaccettabile e intimidatorio comportamento da parte degli organi di governo nei confronti di cittadini che manifestano pacificamente la loro contrarietà". Nella sua interrogazione, Travanut vuole quindi sapere se l'esecutivo regionale sia al corrente di queste procedure investigative e se casi analoghi si siano eventualmente verificati in altri istituti scolastici. Infine, chiede alla Giunta di "comunicare al Consiglio quali siano gli organi responsabili di un simile provvedimento e di esprimere la propria contrarietà nei confronti di un fatto così grave".

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Curtatone, pacinotti e gandi unite in un consiglio di istituto aperto (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pontedera Curtatone, Pacinotti e Gandi unite in un consiglio di istituto aperto Al museo Piaggio Per difendere la scuola pubblica PONTEDERA. Curtatone, Pacinotti, Gandi: tre scuole che decidono di riunirsi e indire, insieme, un maxi consiglio di istituto aperto alla cittadinanza in difesa dell'istruzione pubblica. E' una "prima volta" per il mondo scolastico pontederese. Genitori e insegnanti, con l'appoggio dell'amministrazione comunale, urlano a gran voce la loro protesta lunedì 29, alle 21, al Museo Piaggio. Unito, compatto e sempre più numeroso il comitato nato per difendere la qualità dell'offerta formativa pontederese ha contato la partecipazione di oltre 100 tra prof e famiglie nell'incontro tenutosi l'altro ieri nella sede dell'Ute. E si propone come punto di riferimento della protesta di tutto il territorio della provincia. "Noi come consiglio di istituto della Curtatone abbiamo proposto agli altri di unirci in questa manifestazione in favore della scuola pubblica. Abbiamo invitato a partecipare al confronto di lunedì anche le altre scuole della Valdera e l'assessore alla pubblica istruzione regionale Gianfranco Simoncini", racconta Eugenio Leone, uno dei babbi promotori del comitato. "L'intenzione è quella di produrre un documento e farlo firmare a quanti, come noi, si oppongono ai tanti cambiamenti ventilati dal decreto che verrà presentato alla Camera nei primi giorni di ottobre", continuo il "collega genitore" Simone Cappelli. Genitori e prof hanno le idee chiare su come procedere. Così, da parte del Comune, è l'assessore alla scuola Daniela Pampaloni a guidare il movimento in difesa della scuola pubblica. Si condannano le disposizioni volute dai ministri Gelmini e Tremonti, che prevederebbero una riduzione di insegnanti e di ore di offerta formativa e l'annullamento delle esperienze del tempo pieno. "Si discute di voti e grembiuli mentre in realtà si tagliano risorse. Si tagliano soldi e tempi alla scuola pubblica per favore quella privata. Tutto questo senza che nel Paese ci sia una discussione collettiva, discussione che forse verrà negata anche in Parlamento se il decreto verrà presentato ponendo la fiducia. Questa non è una riforma, è solo un'idea, sbagliata e pericolosa, di risparmio. Il decreto verrà presentato alla Camera nei primi giorni di ottobre, facciamoci sentire! La scuola pubblica è un bene di tutti, difendiamola e miglioriamola, insieme. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare alla prossima assemblea del 29 settembre", si legge nel documento prodotto dal comitato. Francesca Suggi.

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GELMINI: "BONUS AI DOCENTI FINO A 7MILA EURO" (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

"Bonus ai prof fino a 7mila euro" Ministro Gelmini su riforma scuola I primi premi di produttività per i docenti arriveranno dal 2010-2011. Nel 2012, invece, saranno oltre 250 mila gli insegnanti che riceveranno un bonus annuo fino 7mila euro lordi. Lo dice il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini a Bruno Vespa nel libro "Un'Italia diversa. Viaggio nella rivoluzione silenziosa" in uscita ad ottobre. La legge 133 destina, dal 2010, il 30% delle economie di spesa all'incremento delle risorse contrattuali. Invia ad un amico.

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La <sinistra tolleranza> di Forza Italia Sul sito azzurro gli insulti a Silvio (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

"Maledizioni" e messaggi di odio su Forzaitalia.it. Furio Colombo: si fa un piacere al premier Sul sito azzurro gli insulti a Silvio Palmieri, responsabile della comunicazione elettorale: Berlusconi conosca violenza verbale che lo circonda ROMA - Messaggi apocalittici: "Il vostro padrone sarà concime per i vermi e voi sparirete dalla faccia della terra". Previsivi: "Tra breve si aprirà un nuovo fronte giudiziario, e allora...". Recriminatori: "La colpa è di Togliatti, vi doveva uccidere tutti quando ne aveva l'opportunità" (firmato: Volante Rossa). Minacciosi: "Fatti processare o ti veniamo a prendere". Soprattutto: molti, moltissimi. Pubblicati non da oppositori, ma dal sito ufficiale di Forza Italia, nell'apposito spazio "Sinistra tolleranza". Unica avvertenza, i messaggi "banalmente offensivi" vengono censurati. Ciò non toglie che il campionario di insulti e minacce sia vasto. Ma la gran parte sono auspici sulla fine del Cavaliere. I mittenti non si fanno illusioni sulla possibilità di sconfiggerlo politicamente. Però, scrive Nicola, "per fortuna il duce che ci opprime è vecchio". Nando specifica: "Ha i giorni contati". Un anonimo che si firma "Mi fate schifo" chiosa: "Me lo sento, morirà presto". Un omonimo che si firma "Silvio Berlusconi": "Finirà come Mussolini". Bruno: "In effetti impiccarlo per i piedi sarebbe il massimo". "Democratica": "Un impegno concreto/ Silvio a Piazzale Loreto!". Ivo: "Non auguro al vostro capo di morire subito, ma di prendere un ictus e restare paralizzato senza potersi muovere né parlare". Segue una serie di interventi sul tema dell'ictus e varie malattie. Alcuni, più esigenti: "Bruciarlo vivo". Altri, più specifici: "Bruciarlo vivo lentamente ". Ennio: "Prego Bin Laden e Al Qaeda che ce ne liberi". Max corregge: "Voglio vederlo in catene supplicare pietà". "Contribuente ": "Silvio fai un gesto di patriottismo, sparati!". Gino: "Preparatevi ad andare al suo funerale. Noi stiamo mettendo le bottiglie in fresco". Renato: "E voi dopo cosa farete? Chi vi manterrà? Ahaha!". Giovanni Benedetto, ieratico: "Pregherò tutti i giorni affinché gli arrivi la morte". L'architetto Lorenzo D'Albo: "Desiderare la morte di Berlusconi è un dovere civile". Ancora Ennio: "Bin, ti prego!". La scelta di pubblicare (quasi) tutto è rivendicata da un uomo chiave del berlusconismo, sia pure dietro le quinte. Antonio Palmieri cura il sito di Forza Italia sin dalla fondazione, nel '95. Parlamentare alla terza legislatura, come responsabile della comunicazione elettorale si è occupato di tutte le campagne azzurre dal '98 a oggi. Alcuni messaggi si rivolgono direttamente a lui, indicato come "servizievolissimo paggio", "nato per servire", "essere larvato senza spina dorsale", "servo senza dignità"... "Mi assumo la responsabilità di rendere pubblici questi interventi - dice Palmieri -. Ignoro se Berlusconi vada a leggerseli. Di certo, lui sa. Troviamo giusto che si conosca non solo l'amore, ma anche l'odio che lo circonda. È vero che Internet allenta i freni inibitori; però la violenza verbale dell'antiberlusconismo è impressionante". Non che il Cavaliere la dissimuli. Anzi, la esibisce. Berlusconi ti odio si intitola la raccolta di critiche e offese pubblicata tre anni fa da Mondadori, a cura di Luca D'Alessandro, capufficio stampa di Forza Italia. Per mesi il Cavaliere è andato in giro con una collezione di articoli dell'Unità sottobraccio, in cui per sbaglio erano finiti anche articoli del Giornale ("Mi chiamano mascalzone bavoso!"; ma era Paolo Guzzanti che scriveva di Prodi). Direttore dell'Unità era allora Furio Colombo. "Ma non abbiamo mai pubblicato un solo insulto personale - dice -. Il vittimismo è una delle corde preferite del premier. Non dubito che quel materiale sia autentico: anch'io, che non sono un leader, ricevo "hate mail", cattive, minacciose, volgarissime. Mandare quei messaggi al sito berlusconiano è palesemente un errore: gli si fa un piacere. Così come è un grave errore che loro, anziché lasciarli cadere provocandone la scomparsa, li pubblichino". I ministri compaiono di sfuggita: Scajola, ribattezzato "il Boia di Genova"; la Gelmini "al rogo!" ; Brunetta "c'è Biancaneve che ti aspetta!" ; e ovviamente la Carfagna, su cui si preferisce non infierire. Ma il protagonista è lui: il nano, nanetto, nanottolo, nanerottolo, nano di Stato, nano trapiantato, nano pappone, solo per restare alla statura. Alcuni si firmano con nome e cognome; ricorrente un certo Walter. Un anonimo "Genetista" vorrebbe "sterilizzare i maschi forzidioti" ma anche "innestare su di loro i geni Rom, molto più onesti e utili al paese". Dario: "Neppure il presidente romeno gli crede!". Altro anonimo che si firma "Tutta Italia": "Guai a voi se toccate Travaglio; sarebbe l'inizio di una fase pericolosa per la democrazia". Dalla Sicilia "Pagamento in ritardo" fa sapere di attendere da anni cento euro promessi da Cuffaro. "Vergogna": "Vi ricordate quando ha comperato tutte le copie del film con Montesano in cui Veronica diventava lesbica?". Attilio Greco, dolente: "Avete rubato il nostro futuro e quello dei nostri figli". Ancora "Genetista": "Il Dna forzaitaliota evidenzia una dominanza del gene 51, che deprime i processi cognitivi e attiva il comportamento innato da servo della gleba...". Aldo Cazzullo stampa |.

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Brilla la "stella" di Rai Uno (sezione: Scuola)

( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Oggi è Mer, 24 Set 2008 Edizione 201 del 24-09-2008 "L'isola dei Famosi" rischia di affondare: cala al 18,66% di share. Canale 5 col filmissimo "Il codice Da Vinci" si ferma al 21,72% Brilla la "stella" di Rai Uno di Alessandra Palma Ancora una serata vincente per Rai Uno che si affida alla fiction per portare a casa il risultato in prima serata: la seconda puntata della miniserie "La stella della porta accanto" sbaraglia la concorrenza e si impone con un ascolto medio di 6.408.000 telespettatori, pari al 24,21% di share. La fiction, prodotta dalla Titanus, rilancia come protagonista Bianca Guaccero, nei panni di un addestratrice di cani che si innamora di un giovane console (Giorgio Lupano) rimasto vedovo: la storia è di quelle tagliate su misura sul pubblico di Rai Uno, e difatti a seguire la fiction sono soprattutto le donne (27,98% di share) e i telespettatori di età superiore ai 55 anni, con gli over 65 che viaggiano su una media del 36,20%; buoni risultati, però, anche nel pubblico dei più piccoli con i ragazzi tra gli 8 e i 14 anni che toccano il 24,37% di share. Secondo appuntamento con "L'isola dei famosi" su Rai Due, che conferma le difficoltà già emerse al debutto: il reality della Ventura scende ancora e arriva a una media ascolti di 3.863.000 telespettatori, pari a un impietoso 18,66% di share, che rimane costantemente sotto i 5 milioni, ad eccezione dei minuti in cui verso le ore 23 e 05 Giuseppe Lago (l'ex tronista di "Uomini e donne") annuncia di volersi ritirare e, zaino in spalla, si allontana dalla "selva oscura". Tiepidi gli ascolti di Ventura & Co. anche sul target commerciale dei 25-54enni che arrivano al 20,63% di share, mentre i 45-54enni si portano al 21,83%. Serata di supercinema per Canale 5 che lascia passare un po' troppo tempo dall'uscita nelle sale per trasmettere "Il codice Da Vinci", ma riesce comunque a incassare un ascolto medio di 4.686.000 telespettatori, pari al 21,72% di share, raccolto principalmente tra i telespettatori giovani interessati al mistero del Santo Graal: a seguire il film tratto dal best seller omonimo e interpretato da Tom Hanks è soprattutto il pubblico dei 15-24enni che raggiunge il 33,04% di share, seguito a ruota dagli adulti 25-34enni che si attestano sul 27,98%. In seconda serata, Chicco Mentana tenta di sfruttare la coda di interesse suscitata dal film e confeziona una puntata di "Matrix", tutta incentrata sull'Opus Dei e i presunti misteri legati a "L'ultima cena" di Leonardo: il colpo però non riesce e Mentana deve accontentarsi di un ascolto medio di 1.012.000 telespettatori, pari al 18,41% di share. Non va bene neanche a Bruno Vespa che decide di rimanere sull'attualità e si occupa del caso Alitalia nella prima parte della trasmissione e del sistema scuola nella seconda: in studio anche Fabio Berti (Presidente Anpac) e il ministro Gelmini che dibattono davanti a una platea di 1.478.000 telespettatori, pari al 15,73% di share. Non decolla su Italia 1 la serata Doc. In prime time appuntamento con la quarta season di "Grey's anatomy" che al primo episodio segna una media di 2.589.000 telespettatori, pari al 9,23% di share, mentre al secondo sale al 10,29%.

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Vespa sempre uguale a se stesso (sezione: Scuola)

( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Oggi è Mer, 24 Set 2008 Edizione 201 del 24-09-2008 Vespa sempre uguale a se stesso di Giovanni De Stefano Dopo la lunga pausa estiva, la ripresa della programmazione di Porta a porta non sembra aver apportato alcuna particolare bonifica al format di Bruno Vespa, che continua a navigare placidamente nell'acqua sua stessa, quella che i proverbi salentini identificano come miglior sistema in cui cuocere al meglio un polpo. I ministri mutano ma il succo di ogni puntata rimane lo stesso, da anni ed anni o, dacché Renato Mannheimer è una presenza fissa nella fase terminale e solo apparentemente meno dolorosa delle nostre giornate. Porta a porta è la versione televisiva del concetto di incomunicabilità novecentesca, vari anni dopo che le prove letterarie, teatrali, figurative sullo stesso tema hanno dimostrato il loro fulgore e poi il loro fallimento, una dopo l'altra. Vespa no, non fallisce nel suo intento poetico, forte e limpido come un richiamo della foresta, avvertito chiaramente ogni volta che un ospite viene ascoltato dal suo rivale dirimpettaio di divano; ogni volta che un concetto chiave non viene espresso da un sommario fuorviante del conduttore, a cose fatte; ogni volta che qualcosa sembra andare per il verso giusto. E' sempre lì, a tendere la mano al perfezionismo nell'imperfezione, col suo telecomando mitologico, lo stesso che ha il potere di affidare alla sincope concettuale ed estetica l'incomprensione di quello che deve restare incompreso, e la comprensione totale di quello che deve essere gentilmente adulterato. Anche il sociologo Renato sbatte gli occhi da topolino quando si esagera davvero. Ma non è il caso della puntata di lunedì, decisiva dal punto di vista della grande questione della scuola elementare e del numero esatto dei suoi insegnanti. Perfino il sindacalista, Enrico Panini il segretario confederale FLC-CGIL, pare filogovernativo, e usa numerose metafore tratte dal mondo dei bicchieri mezzi vuoti e mezzi pieni per descrivere l'eccesso di clamore che generano questioni come il fatto che la scuola italiana non sia considerata una delle migliori del mondo, come per lui, di fatto, è. Anzi, la nota stonata nel contesto proviene proprio dal ministro Mariastella Gelmini ivi presente, che è talmente fuori contesto che cerca di sovrapporsi al buon Panini anche se lui è lungi, per il momento, dall'andarle contro. Viene fuori che qualcosa non sta andando per il verso giusto, e Vespa indice piccoli, istantanei sondaggi sull'umore del governo a riguardo, affidandone l'esecuzione materiale e, in qualche modo, testamentaria all'umore di don Mazzi. Bisogna attendere qualche minuto ancora per il momento indimenticabile della puntata: l'occasione in cui Mariastella in persona lascia la sua poltrona (metafora del suo dicastero) e, raccolta un'autentica bacchetta più fennechiana che alla De Amicis (metafora dell'area di interesse del suo dicastero), ci illustra dei grafici sulle condizioni della nostra pubblica istruzione. Siamo chiaramente davanti a un piccolo momento vespiano epocale, di quelli che la gente ricorda a lungo, e che vorrebbe tanto dimenticare.

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Manifestazione per la scuola stamattina la protesta del pd (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

MARTELLAGO Manifestazione per la scuola stamattina la protesta del Pd MARTELLAGO. L'appuntamento è per oggi alle 12 alla scuola Goldoni di via Trento per dire no al decreto Gelmini che impone il ritorno del maestro unico. Il Pd, infatti, ha deciso di organizzare una protesta con distribuzione di volantini ai genitori. Alla manifestazione saranno presenti anche il sindaco di Martellago Giovanni Brunello e l'assessore comunale all'Istruzione Marco Garbin. "Se il decreto Gelmini sarà confermato - dice il consigliere regionale del Pd Andrea Causin - nel solo Veneto saranno 1320 gli insegnanti che si troveranno senza lavoro nei prossimi cinque anni. Con un solo maestro in classe, gli alunni saranno meno seguiti, soprattutto quelli con maggiori difficoltà. Senza contare che i genitori degli alunni che fino a ieri frequentavano il tempo pieno, rischiano di trovarsi in gravi difficoltà tra soluzioni alternative e doposcuola improbabili e costosi". Causin spiega l'iniziativa di oggi: "E' uno degli appuntamenti che stiamo organizzando in tutta la Regione per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle conseguenze che il decreto avrà sul livello qualitativo della scuola elementare". (a.rag.).

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Conservatorio, sindacati e professori in scontro aperto con il direttore battel (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Conservatorio, sindacati e professori in scontro aperto con il direttore Battel SCUOLA Lettere di diffida ai docenti E' ormai un braccio di ferro continuo quello tra il direttore del Conservatorio Umberto Battel e i suoi docenti, che lo contestano ormai apertamente da mesi, dopo che di recente i sindacati Cgil, Uil e Unams, raccogliendo la loro protesta, hanno scritto al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, chiedendo un'ispezione urgente all'istituto, "considerando anche l'ipotesi di un commissariamento del Conservatorio, al fine di assicurare un sereno e corretto inizio dell'anno accademico". Ieri il direttore ha convocato il Collegio dei Docenti per formare la commissione elettorale in vista delle elezioni che - da oggi e per tre giorni - dovrebbero servire a integrare i quattro professori che si erano dimessi dal Consiglio Accademico alcuni mesi fa proprio per protestare contro la gestione di Battel. Per tre volte si è votato e per tre volte ieri la larga maggioranza dei docenti ha rifiutato di formare la commissione elettorale per reintegrare il Consiglio Accademico. In una seduta precedente, aveva già votato chiedendo che prima di procedere alle elezioni si aspettasse la risposta del Ministero alla richiesta dei sindacati. In entrambi i casi, però, il direttore del Conservatorio ha deciso di andare avanti, appellandosi ai regolamenti e alla necessità di assicurare la continuità di funzionamento agli organi. Erano partite anche lettere di diffida nei confronti dei docenti che avevano abbandonato polemicamente la seduta, per far cadere il numero legale. E ieri, di fronte al rifiuto dei colleghi ha nominato d'ufficio la Commissione elettorale, scegliendo in ordine alfabetico i docenti chiamati a comporla, al di là della loro disponibilità. Da oggi, quindi si vota per nominare i docenti dimissionari e l'attenzione si sposta sul livello di partecipazione. E' chiaro infatti, che se solo un terzo o meno dei docenti del Conservatorio dovesse presentarsi alle urne, la "diserzione" dal voto suonerebbe come un'ulteriore sconfessione dell'operato del direttore, in attesa di un pronunciamento ministeriale - quale che esso sia - rispetto a una vicenda che da mesi ha reso molto pesante l'atmosfera che si vive all'interno del Conservatorio Benedetto Marcello. (e.t.).

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È presto per promuovere il governo (sezione: Scuola)

( da "Avanti!" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

“È presto per promuovere il governo” L'OPINIONE Mercoledì 24 Settembre 08 Se l'esito delle elezioni politiche era scontato per la buona parte degli addetti ai lavori del mondo politico, era assolutamente imprevedibile il boom di consensi ottenuti dal governo nei primi mesi di lavoro.La domanda che riecheggiava - e riecheggia, visti i trascorsi non certo idilliaci dei precedenti Esecutivi - è quanto duratura potrà essere "la luna di miele" tra Berlusconi e l'elettorato. Ma, soprattutto, che tipo di reazioni avrebbe avuto il Paese dinanzi ai primi provvedimenti di una stagione difficile che lo stesso premier, accortamente, annunciò essere contrassegnata da sacrifici. L'esito elettorale univoco, conquistato dall'accoppiata Pdl-Lega (e marginalmente Mpa) è maturato più in un clima di esasperazione e delusione collettiva generato dal governo Prodi, con il complice incremento di fobie alimentate e gestite saggiamente dall'allora opposizione -, ma decisamente meno sulla reale conoscenza e consapevolezza da parte degli elettori sulla natura delle riforme che quella maggioranza avrebbe portato avanti in caso di vittoria.Tale situazione rappresentava e rappresenta a tutt'oggi una grande incognita per il futuro. I dati dei sondaggi, quelli governativi e finanche quelli di opposizione, segnalano un forte e consistente gradimento dell'azione governativa. Ma quanto questo sia stabile e duraturo non è dato saperlo. L'incognita sopraccitata ne rappresenta una discriminante importante. L'azione riformatrice del governo è pressoché in stand by, bloccata ieri dalla questione rifiuti e oggi dalla vicenda Alitalia. Non è certo ipotizzabile, né auspicabile, che questa situazione di stallo si protragga oltremodo.Delle riforme strutturali annunciate - che costituiranno il vero banco di prova per il gradimento dell'azione di governo nessuna, ovviamente anche in virtù dei tempi necessari, è ancora andata in porto o ha spiegato in pieno i suoi effetti. La grande riforma istituzionale ancora è in fase di concepimento, pur potendo contare su accordi di massima con le opposizioni, riscontrati anche nella scorsa legislatura. I provvedimenti in materia di riordino del sistema giudiziario (cosa diversa dal lodo Alfano) sono pressoché dei pour parler. L'innovativa manovra finanziaria su base triennale, non può essere ancora correttamente giudicata nel suo complesso e per i suoi effetti, impercettibili dai cittadini.Il giudizio positivo sull'operato del governo, sembra essere quindi dovuto più ad una importante e non banale capacità comunicativa dello stesso premier, e alle numerose circolari ministeriali ad effetto, piuttosto che ad una incisiva azione riformatrice. Solo l'entrata a pieno regime dei primi reali provvedimenti, quali quello in materia d'istruzione del ministro Gelmini - molto discusso e l'approvazione del federalismo fiscale, potranno segnalarci la vera ed effettiva sintonia tra l'azione del governo Berlusconi e il paese. In particolare, il provvedimento fiscale, una volta approvato definitivamente, dovrà convincere in profondità e fare i conti con un elettorato meridionale, che sebbene si sia pronunciato - e sembra ancora orientato - in favore del centrodestra, non potrà certo accogliere benevolmente un provvedimento fortemente penalizzante nei suoi confronti. La mobilità elettorale presente nel Mezzogiorno non è cosa da poco, se si pensa che è l'unica area geografica del paese che ha dimostrato, nel corso dell'ultimo ventennio, di avere comportamenti marcatamente opposti di volta in volta. La durata della cosiddetta "luna di miele" dipende anche, e soprattutto, da questo. Ma se sarà realmente un matrimonio duraturo, solo l'arduo e necessario banco di prova delle riforme potrà darci risposte concrete. Nicola Carnovale.

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Assemblea contro i tagli nella scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Confronto all'Itc per decidere le forme di mobilitazione Assemblea contro i tagli nella scuola LUCCA. Continua la protesta della scuola contro i tagli previsti dal governo Berlusconi e dal ministro Gelmini (8 miliardi di euro nel triennio 2009/2011), la reintroduzione del maestro unico e la riduzione dell'orario nella scuola primaria e contro la politica di privatizzazione e di "smantellamento" della scuola pubblica. "La protesta - dicono i Cobas - non riguarda soltanto la categoria degli insegnanti, ma coinvolge gli studenti e le loro famiglie a cui il Governo vorrebbe togliere le risorse necessarie al funzionamento di un servizio pubblico essenziale come quello dell'istruzione". I Cobas ed il comitato lucchese per la difesa della scuola pubblica invitano docenti, studenti e genitori a partecipare all'assemblea che si terrà venerdì alle 16,30 all'Itc "Carrara". "La partecipazione numerosa è necessaria per poter discutere e decidere insieme nuove forme di mobilitazione che inducano il Governo a ritornare sui propri passi" concludono i Cobas.

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Contestazione strumentale (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pisa "Contestazione strumentale" Scuola, il Pdl critica la protesta del "lutto al braccio" SAN GIULIANO. Lutto al braccio portato dalle insegnanti della scuola anche sul lungomonte. Questo contro il ministro della Pubblica Istruzione Gelmini. I consiglieri comunali di Forza Italia di San Giuliano Riccardo Maini e Giuseppe Tizzanini ritengono giusto difendere e sostenere il decreto contro quella che definiscono "una campagna di disinformazione che il Partito Democratico e la sinistra estrema stanno conducendo". Dicono i rappresentanti di Forza Italia: "Quando la spesa per il personale per la pubblica istruzione assolve quasi il 97% degli investimenti complessivi, significa che c'è qualcosa che non va. Quindi la prima domanda è: è normale che il personale pesi così fortemente nel bilancio complessivo? Noi diciamo no perché riteniamo che sia il risultato di scelte sbagliate secondo le quali la scuola è stata considerata, per anni, un'ammortizzatore sociale e un luogo dove le assunzioni si sono moltiplicate a dismisura. La seconda domanda è: si deve intervenire? Noi diciamo di sì". Si chiedono e chiedono Maini e Tizzanini: "Quali sono le novità introdotte? Il maestro unico, il voto in condotta, il ripristino dei voti, la soppressione delle incomprensibili valutazioni e la reintroduzione dell'educazione civica mentre il tempo pieno non verrà soppresso anzi, con l'introduzione del maestro unico e l'eliminazione delle compresenze, ci sarà più personale a disposizione per il suo incremento visto che nessuno verrà licenziato". I rappresentanti di Forza Italia sottolineano: "Rigore, valutazione e merito sono le tre parole chiave. Per questo è stato introdotto il voto di condotta (il bullismo si combatte non solo comprendendone le motivazioni generatrici ma anche punendolo). Siamo inoltre daccordo al buono scuola per la ragione che oggi vi è una discriminante: c'è chi può permettersi e scegliere l'alternativa alla scuola pubblica e chi non lo può. Questo non va bene".

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Decreto istruzione e Università: chieste sostanziali modifiche (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

(24/9/2008 14:45) | (Sesto Potere) - Bologna - 24 settembre 2008 - L'Assemblea ha approvato all'unanimità dei presenti una risoluzione sottoscritta da ventisette consiglieri di maggioranza (primo firmatario Marco Monari (pd), seguito dai rappresentanti dei gruppi prc, verdi, sd, sdi, pdci e idv) che prende spunto dal decreto legge presentato dal Ministro Mariastella Gemini: “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”. Questa risoluzione, illustrata in aula da Laura Salsi (pd), impegna la Giunta a mettere in campo ogni intervento per dissuadere il Governo dal procedere lungo una strada che avrebbe pesanti conseguenze sulla qualità del sistema scolastico e sulla vita delle famiglie; nell'immediato, la Giunta dovrebbe chiedere al Governo, anche attraverso la Conferenza delle Regioni, che nel percorso di approvazione del Decreto siano previste ampie e approfondite audizioni degli Enti Locali, del mondo della scuola, delle associazioni dei genitori. Il testo si rivolge anche ai parlamentari e alle forze politiche dell'Emilia-Romagna affinché si attivino per apportare sostanziali modifiche al decreto nell'iter di conversione in legge. Al Ministro, i firmatari chiedono di aprire il confronto in particolare sulla reintroduzione del maestro unico e, in ogni caso, qualora si proceda all'immediata applicazione del provvedimento, di assicurare alle scuole organici e risorse sufficienti a coprire la crescente domanda di tempo pieno e tempo prolungato, consentendo di sviluppare modalità di organizzazione didattico-pedagogica di riconosciuta validità, anche in termini di risultati di apprendimento. A Maria Stella Gelmini si chiede, inoltre, di non dequalificare il segmento formativo – la scuola elementare – che più ha dimostrato di funzionare, e di investire maggiori risorse, premiando merito e impegno, nella scuola secondaria, dove sono maggiori le criticità, rilevate anche dall'Ocse, che evidenzia come l'Italia sia sotto la media europea per spesa pubblica, stipendi degli insegnanti, competenze acquisite dagli studenti nelle materie fondamentali, esiti occupazionali post-laurea. Nel documento, infine, si condivide l'allarme suscitato dalla prevedibile chiusura e accorpamento degli istituti scolastici nei piccoli centri e nei comuni di montagna, causato dai tagli del Governo conseguenti alla manovra economica d'estate, con conseguenti difficoltà per le famiglie e gli enti locali, chiamati a sostenere le spese dei servizi di scuola-bus, con prevedibili disagi dei bambini (pendolari già a sei anni) e un forte rischio di aumento dell'abbandono scolastico. Con questa risoluzione, ha sottolineato Salsi, che avrà ricadute anche sul sistema scolastico emiliano-romagnolo sano e forte come la società di cui è espressione, vogliamo un impegno della Giunta a difesa della scuola per salvaguardarla e non disperdere i valori che esprime. Carlo Monaco (per l'e-r) ha sottolineato il carattere strumentale delle richieste contenute nel documento e la posizione totalmente conservatrice della sinistra sul tema scuola. Mi sarei aspettato, ha detto, contestazioni nel segno del rinnovamento del sistema scolastico, di riforme radicali ed incisive, invece si fa solo della retroguardia, e tutte le critiche che si avanzano ai provvedimenti della Gelmini sono basate sulla necessità di mantenere l'esistente senza modificare nulla. E' evidente che ritiene di avere in mano, nella scuola, uno strumento con cui scardinare questo governo, ma, ha aggiunto, la maggioranza dell'opinione pubblica dimostra di essere d'accordo con gli orientamenti del governo. Monaco ha poi distinto fra gli aspetti con valore prevalentemente simbolico, come l'introduzione dell'educazione civica e il voto in condotta, ed aspetti più sostanziali. In questi ultimi, ha detto, c'è la sfida sulla possibilità di modificare, migliorandolo, il sistema scolastico riducendo la spesa. Il governo sta procedendo con grande sollecitudine nel realizzare il suo programma e la risoluzione sconta il fatto di essere stata presentata nel momento in cui gli eventi danno le spiegazioni alle richieste in essa contenute, ha esordito Marco Lombardi (fi-pdl), rilevando che il documento avanza critiche astratte, mentre poi ci si deve scontrare con la realtà dei fatti. E questi, come si evince dai sondaggi realizzati, dicono che la maggioranza degli italiani condivide i provvedimenti. Lombardi ha poi sottolineato che va sgombrato il campo da timori e paure circa la riduzione degli organici dei professori (che sarà prevista solo nella programmazione futuri), il tempo pieno, che non solo sarà salvaguardato ma incrementato, ed il tempo prolungato. Aspettiamo la prova dei fatti, ha concluso il consigliere, ma le assicurazioni per una scuola di qualità sono le più ampie possibili. Non basta richiamare i sondaggi per affermare che la riforma è buona, ha rilevato Paolo Nanni (idv), sostenendo che la politica deve anche sapere educare i cittadini, costi quel che costi sul fronte elettorale. Il consigliere ha poi affermato che la proposta Gelmini guarda al passato e ripropone un modello di scuola autoritario, che mette a rischio la pluralità dei docenti (che da 20 anni rende la scuola elementare una comunità di conoscenza), il tempo pieno, la dotazione di insegnati di appoggio, penalizzando come al solito le famiglie più svantaggiate. Nanni ha quindi ribadito l'auspico che attraverso l'intervento della Giunta e dei parlamentari regionali il testo del decreto venga modificato. Per Massimo Pironi (pd) la carenza più grande emersa dall'intervento del Ministro Gelmini è quella di non avere proposto una riforma complessiva (condivisibile o no) del sistema scolastico, ma di procedere su singoli elementi eclatanti (grembiule, voto, giudizi offensivi nei confronti degli insegnanti del sud) per cercare facile consenso e distrarre l'attenzione dal vero problema: i tagli all'istruzione per trasferire risorse su altre scelte del Governo. Anziché investire su saperi e conoscenza, che sono la prima industria di un Paese, ci si limita a tagliare. Il sistema scolastico regionale – ha aggiunto – tiene anche perché è stato strutturato per dialogare con i territori, al contrario di quanto prevede la Gelmini. Pironi ha quindi espresso il suo pieno sostegno all'odg e alla mobilitazione che si terrà prossimamente a difesa della scuola, del suo ruolo e della sua qualità.

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MARTELLAGO Pd mobilitato contro il decreto Gelmini A mezzogiorno sit-in alla scuola "Goldoni" (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Martellago(ndr) Il Partito Democratico scende in campo anche a Martellago contro il Decreto Gelmini che reintroduce il maestro unico e organizza una manifestazione di protesta per oggi, alle 12, all'istituto comprensivo Goldoni in via Trento."Si tratta di uno degli appuntamenti che stiamo promuovendo in tutto il Veneto per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle conseguenze che il decreto avrà sul livello qualitativo dell'insegnamento nella scuola primaria e i disagi che provocherà alle famiglie", spiega il consigliere regionale del Pd (e di Martellago) Andrea Causin, che interverrà all'iniziativa, farà volantinaggio e parlerà con i genitori degli alunni delle elementari assieme ad altri amministratori locali del Pd, tra cui il sindaco Brunello e l'assessore alla Istruzione Marco Garbin."Se il Decreto sarà confermato saranno oltre 1300, nel solo Veneto, gli insegnanti che si troveranno senza lavoro nei prossimi cinque anni conclude Causin Con un solo maestro per classe, gli alunni saranno meno seguiti, specie quelli con più difficoltà. E i genitori dei bambini, che fino a ieri frequentavano il tempo pieno rischiano di trovarsi in gravi difficoltà tra soluzioni alternative e doposcuola improbabili e costosi".

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(i.t.) Dove va la scuola italiana? È questo il tema (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

(i.t.) Dove va la scuola italiana? È questo il tema dell'incontro che il circolo Acli di Belluno propone per la serata di venerdì. L'iniziativa, che si terrà con inizio alle 20.30 nel salone della Casa delle Opere parrocchiali di Cavarzano, vedrà gli interventi di Fulvio De Bon, direttore didattico del primo circolo di Belluno, Emilio Guerra, preside della scuola media Nievo, Riccardo Dell'Eva, preside dell'istituto magistrale Renier. La serata, voluta "per evitare una cattiva informazione e per valutare insieme la situazione" come si legge nella lettera d'invito, a firma del presidente del circolo Acli, Lino Dall'Agnol, ha l'obiettivo di esaminare la situazione del mondo scolastico italiano dopo la riforma del ministro Gelmini: dal ripristino di grembiule, voti e voto in condotta, alla reintroduzione del maestro unico, dall'aumento degli alunni per classe all'accorpamento di scuole.

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(r. br.) Il muro contro muro tra il direttore del (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

(r. br.) Il muro contro muro tra il direttore del Conservatorio "Benedetto Marcello", Giovanni Umberto Battel, e la maggioranza dei suoi professori continua. Ieri era fissato il collegio dei professori che doveva nominare la commissione elettorale, in vista delle elezioni di oggi, domani e dopodomani per sostituire i 4 professori, su 6, dimessisi a giugno in dissenso proprio con Battel. Per ben tre volte, a grande maggioranza, i professori non hanno votato i candidati che venivano, di volta in volta, proposti dal direttore per sedere nella commissione elettorale. Un modo, anche questo, per manifestare il loro dissenso verso un direttore di cui avevano chiesto le dimissioni. A quel punto, però, Battel, dopo una sospensione di oltre mezz'ora del collegio, ha tirato fuori una norma (un decreto legge del '99) in base al quale si è avocato il diritto di procedere d'ufficio alla nomina della commissione elettorale. Una soluzione che consentirà il regolare svolgimento delle elezioni in programma in questi tre giorni, ma che non rasserena certo il clima di un conservatorio dove ormai da mesi c'è una tensione crescente.Nei giorni scorsi, come noto, si erano mosse anche le segreterie nazionali di Cgil, Uil e Unams che avevano chiesto al ministro Mariastella Gelmini di inviare un'ispezione, valutando anche la possibilità di commissariare l'istituzione. Battel, da parte sua, aveva ribattuto con un'altra lettera al ministro in cui accusava i sindacati di istigare i professori a non fare il loro dovere e chiedeva a Roma di intervenire sul collegio dei professori. Nell'ultimo collegio, infatti, sempre per manifestare il loro dissenso, la maggioranza dei docenti non aveva partecipato al voto per l'elezione della commissione elettorale. E Battel aveva aperto dei procedimenti disciplinari contro tutti gli astenuti. In realtà, dal ministero non sono arrivati interventi, né in un senso, né nell'altro. La riunione di ieri è iniziata con questa presa d'atto, quindi si è cominciato a votare. I professori hanno votato contro, per bloccare il tutto. E il direttore, alla fine, ha trovato la soluzione del decreto legge. A questo punto, per eleggere i 4 professori, basterà che un terzo dei professori del Conservatorio partecipi al voto. Una minoranza su cui Battel dovrebbe poter contare, salvo sorprese.

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LA RIFORMA DELLA SCUOLA HA UNITO PROFESSORI E ALUNNI NEL FRONTE DELLA PROTESTA, MA IL SUO SEX APPEA (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 24-09-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Nord))

Argomenti: Scuola

La riforma della scuola ha unito professori e alunni nel fronte della protesta, ma il suo sex appeal coniugato con un look da maestrina di provincia è vincente. Lo conferma Pappi Corsicato ai microfoni dell'"Alfonso Signorini show" su Radio Montecarlo: "Vorrei che il ministro dell'Istruzione Gelmini interpretasse il ruolo di protagonista nel mio prossimo film, a fianco di Caterina Murino. È una donna di grande sex appeal".

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All'U'Brecche tornano gli Anni '80 (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Genova Al Cezanne di via Cecchi serata disco liscio con Dj Carlo Scaramuzzino. Cocktail buffet e musica con Dj Malik alla Piazzetta di Bogliasco. Musica con Dj Erasmus all'Utri Beach di Voltri. Varazze Ritrovi al Perbacco, al Cupido 2, allo Spot, al Magia, all'Invidia, al Miramare, al Fiore ed al QQ7. Albisola S. Ritrovi al Pilar e alla Taverna di Hook. Albissola M. Ritrovi in settimana al Testa, al Prana, all'Happy Bar al Dolphin's Britain, all'Angelo's, al Varadrillo, al The Friend's ed alla Madonna. Cairo M. Musica d'ascolto al Be Pub. Carcare Ritrovi al Moulin Rounge e da Crespi. Savona Appuntamenti nei locali della Vecchia Darsena. Spotorno Serata latina con l'animazione dell'Oasi Latina al dancing Castello Playa dell'est (spuntino a base di pasta). Ritrovi al Sirio, al Sunshine Cafè, al Lord Nelson e alla Cambusa. Finale L. Musica d'ascolto e ritrovi al Vittoria, al Vanilla, New Clipper, al Baribal, da Pilade, al Trocadero, al Baquito, all'Agorà di Gorra. Lap dance con pasta a mezzanotte all'Effimero. Borgio V. Ritrovi in settimana all'Antica Società, al Cappero, alla Torre Antica, al Roses's Pub, al Poggio, al Mulino Club e alla Torre dei Sassetti. Pietra L. Serata dedicata al singles al dancing Malibù sul lungomare: balli di coppia e non solo, animazione latina a sorpresa durante la serata. Ritrovi da Poldo's, allo Wave Club, all'Airone ed all'Iguana (festa della birra), al Barone Rosso. Loano Liscio e revival al dancing Saitta ed al Manhattan Inn. Ritrovi all'Atravirago, al Gavioli Caffè, da Vittorino, al Fusion, alla Dolce Vita. Ceriale Sexy show all'M3 in via Aurelia. Albenga Ritrovi al Santeodoro, al Tribe, al Raggio di luna, al Caffè Noire, al Caprice. Alassio Dalle 22 all'U'Brecche "Ottanta voglia disco party", dj set in compagnia della Happy Gang che seleziona i migliori ed i più grandi successi della revival music Anni '70, '80, 90. Sexy show al Deghere Vip. Ritrovi in settimana al Fino all'Orlo, al Maximilian Pub, all'Alchemy, al The Victorian Pub. Andora Ritrovi alla Casa del Priore, al Birò, al Mata Mua e al Samarcanda. San Bartolomeo Ritrovo all'irish pub La Pinta, in via Elba Diano Marina Musica e animazione allo Skipper, al birrificio Chevalier, al Capriccio, al pub Excalibur. Imperia Riitrovi al Serendipity, al Vivamè, alla Bacicadda. Arma di Taggia Ritrovi al Gatto Nero e al Nadir. Dalle 23 animazione con belle ragazze al Mangiafuoco. Sanremo Al casinò si esibisce il duo di piano-bar Reddy Bobbio-Carla Gelmini. A "El Patio", alla Foce, serata con il Dj Style. Info 3382291766. Videomusic al Sax Pub. Musica allo Zelig, Big Ben, Kermesses e Victory. Karaoke al New Malatesta e al Cool Banana. Lap-dance all'En Plein. Sexy-spettacoli allo Whisky, Gohà e Piper. Ospedaletti Ritrovo al Caffrey's Pub. Bordighera Punto d'incontro al Blanco. Camporosso Serata con sottofondo in musica al Billabong, sul lungomare. Dolceacqua Ritrovo al pub Aquila Nera dalle 19. Pigna Serata musicale con giochi di società a disposizione nell'ultimo locale della Val Nervia, al pub La Villa, da Carla. Ventimiglia Ritrovi musicali al Mako Bomboclan e al Tondo Cafè. Monaco House al Jimmy'z con C. Sorrentino e Papa Dj. Pianobar e dj al Living Room. Musica dal vivo con Gadjo al Moods. R'n'b e house allo Zebra Square. Live music con Cabine 13 a La Rascasse. Nizza Musica dal vivo O.C.Blues + Jam Session con blues, soul e r'n'b a Le Sezamo. Successi disco e funk anni 80's-90 a Les 3 Diables in corso Saleya. Jam Session speciale Blues a Le Volume. Juans Les Pins House Music all'M Club. Cannes R'n'B al Tantra e house al Loft.

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Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Veltroni "grande elettore" degli immigrati e Fini apre (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Scuola, chi ha paura della Gelmini Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Walter fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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La guerra (in)civile degli psico-comici della politica (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Girotondo attorno a Walter (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Scuola, chi ha paura della Gelmini Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (48) Ultime discussioni Alberto Taliani: Un pilota Alitalia scrive via mail: Ecco un estratto della normativa europea dove viene trattato... Alberto Taliani: per Mulas: lei può citare tutti gli articoli di Repubblica che vuole, se per lei è la... mulas: A mente fresca, voglio far capire al signor Mario D'Alfonso, quale è il mio pensiero... Salvatore: Voto solo dietro cittadinaza acquisita dopo 10 anni di permanenza, lavoro dimostrato e continuo,... davide: onestamente sappiamo che alitalia dovrebbe portare i libri in tribunale. Il 4 mercato aereo d'europa... 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CINEMA Pappi Corsicato: <Vorrei il ministro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

CINEMA Pappi Corsicato: "Vorrei il ministro Gelmini ... CINEMAPappi Corsicato: "Vorrei il ministro Gelmininel mio prossimo film, possiede sex appeal""Vorrei Mariastella Gelmini nel mio prossimo film". Questa è l'inattesa rivelazione che il regista Pappi Corsicato (foto), di ritorno dalla 65esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia dov'era in concorso con il film "Il seme della discordia", ha fatto ai microfoni di "L'Alfonso Signorini Show" su Radio Monte Carlo. Ospite inaspettato della puntata Corsicato ha detto che vorrebbe il ministro nel suo prossimo lavoro "a fianco di Caterina Murino. La Gelmini - ha concluso il regista - è una donna dal grande sex appeal.".

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Negli ultimi anni solo l'immobiliare ha fatto (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Negli ultimi annisolo l'immobiliareha fatto affariLa grave crisi economica degli ultimi anni parte dal grandissimo problema della casa. Se affitti o mutui portano via metà o anche più degli stipendi, le persone non hanno altre risorse da spendere nelle altre voci che fanno girare l'economia: abbigliamento, ristorazione, spettacoli, auto... Come è possibile che negli ultimi anni abbia guadagnato solo l'immobiliare, magari in nero? Chi è responsabile della frenesia che ha fatto lievitare i prezzi degli immobili, in una delle bolle speculative più spettacolari della storia? In un economia virtuosa guadagnano tutti i settori economici, e non uno solo. Rimpiangiamo Amintore Fanfani, che nel passato aveva riposto attenzione, con i piani di edilizia popolare, a questo bisogno primario. Perché adesso si costruiscono pochi alloggi di edilizia popolare a prezzi calmierati? Chi ci ha rimesso è il popolo, chi ci ha guadagnato sono i re mida del mattone.Giuseppe CarosellaDolo (Venezia)Un patentinoper gli alpinistidella domenicaLe notizie di questo agosto, olimpiadi a parte, sono state monopolizzate dalla spedizione sul Nanga Parbat e da tutti gli sforzi per salvare gli alpinisti italiani che lassù erano rimasti intrappolati. Pareva essere tornati all'agosto del 2000 quando un sottomarino nucleare sovietico, il Kursk, si inabissò con un epilogo ben peggiore.Come se non bastasse anche sulle montagne italiane c'è stato un susseguirsi di incidenti anche mortali senza precedenti. C'è chi sostiene che sia colpa dell'affollamento e chi invece punta il dito contro gli alpinisti agostani che abbandonano la scrivania sulla quale hanno riposto le proprie terga per 11 mesi e danno l'assalto alle pareti armati di tutto punto. Possibile che tutte le associazioni sportive prima di ammettere nuovi iscritti richiedano l'opportuno certificato medico di sana e robusta costituzione, mentre nell'alpinismo, ma anche nello sci, a chiunque viene permesso di cacciarsi nei peggiori guai senza alcuna preparazione?Quel che ci vuole è un bel patentino, come quello per i subacquei, per andare in montagna che certifichi preparazione atletica e conoscenza delle tecniche. Senza di quello in caso di incidente le spese per i soccorsi sono a carico di colui che a questo punto non è più un alpinista ma un incosciente.Elettra CosfìPotenzaEpifani, i pilotie le concessioniagli "stranieri"Continua, aspro, il confronto sugli organi di informazione tra i soggetti interessati alla vicenda Alitalia. In particolare, il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha invitato il governo a cedere la nostra compagnia di bandiera agli stranieri.Appare, al riguardo, indubitabile che i potenziali acquirenti stranieri, peraltro ancora da individuarsi, condizioneranno l'acquisto ad un accordo preventivo con tutti i sindacati (così come, giustamente, lo pretendeva Air France). Ma nella ipotetica trattativa è del tutto evidente che il compratore non potrà che pretendere una rivisitazione, in diminuzione, del trattamento economico e normativo ora riservato ai piloti dell'Alitalia non essendo ipotizzabile che esso si porti in casa normative contrattuali più favorevoli di quelle applicate ai loro piloti con l'inevitabile successiva pretesa, da parte di questi ultimi, di avere lo stesso trattamento.Che l'esito di un eventuale negoziato non possa che essere in riduzione scaturisce dal fatto che i nostri piloti sono, in ambito europeo, quelli meglio trattati. Epifani ed i sindacati dei piloti sono disposti a concedere agli stranieri ciò che non hanno dato all'acquirente italiano?Luigi FistarolloMiraDonne di sinistra,da Galan offeseinaccettabiliIn risposta alle affermazioni del governatore del Veneto, Giancarlo Galan, sulle donne che fanno politica a sinistra, Rete degli Studenti Veneto e Studenti Per esprimono il proprio risentimento e disappunto, leggendo in tali parole un'offesa a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno si impegnano per le pari opportunità.L'attacco che il governatore fa alla sinistra (sindacati e partiti) e in particolare alle donne della sinistra è misogino quanto nei fatti insostenibile.Le contestazioni portate avanti in questi giorni da associazioni sindacali (tra cui i sindacati degli studenti) e da molteplici forze politiche, alla ministra Gelmini nell'esercizio delle sue funzioni e ai provvedimenti presi dalla stessa negli ultimi mesi, sono un'espressione di democrazia che mettono la ministra sullo stesso piano di politici e ministri uomini e nulla hanno a che vedere con la persona.Le azzardate quanto infondate esternazioni del governatore sono generiche e generaliste e non tengono minimamente conto delle infinite battaglie trasversali a tutte le forze politiche, di rappresentanza e sociali che le donne del nostro Paese hanno portato avanti con forza e determinazione, spesso imbattendosi in porte chiuse e muri insormontabili.Le offese che nelle dichiarazioni di Galan vengono rivolte alla sinistra e alle donne della sinistra che tanto hanno fatto per i diritti del genere femminile circa maternità, pari opportunità lavorative e sensibilizzazione dell'opinione pubblica riteniamo siano trasversalmente inaccettabili.Serena Capodicasacordinatrice ReDS VenetoGrazie per l'analisisulla politicaamericanaCome lettrice occasionale, da lontano, ma padovana felice di leggere in rete il mio primo quotidiano, vorrei esprimere il mio più entusiastico apprezzamento per l'articolo di Alessandra Graziottin sulle scelte repubblicane, la candidata per la vice presidenza e il corrente stato delle cose Usa. Eccellente. Una sintesi brillante, e una prospettiva acuta. Suggerirei venisse tradotto e inviato alla stampa internazionale. Analisi così accurate se ne vedono gran poche in giro, ma ne abbiamo tutti immenso bisogno. Grazie!Roberta BruniConnecticut.

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La riforma "taglia" quasi trecento posti nelle scuole (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

NOVARA.IL CALCOLO DELLA CGIL La riforma "taglia" quasi trecento posti nelle scuole [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Quasi trecento posti in meno nelle scuole novaresi con l'applicazione della riforma, e in modo particolare con il ritorno al maestro unico alle elementari. Il calcolo è stato effettuato dalla Cgil scuola di Novara, che per sabato ha indetto un presidio di protesta, dalle 10 alle 12, in piazza Matteotti. Secondo la Cgil, l'attuazione del decreto legge 137 già approvato dal Consiglio dei Ministri avrà ripercussioni sull'organico anche in provincia di Novara. Nella scuola elementare la Cgil prevede che l'organico verrà ridotto di 85 posti, soprattutto in seguito all'introduzione del maestro unico; per i maestri di ruolo vi sarebbe un soprannumero di sedici unità, e si perderebbero 52 supplenze. Situazione analoga nella scuola media inferiore, con un taglio previsto di 90 unità, con undici soprannumerari per quanto riguarda i docenti di ruolo e la perdita di sessanta posti da supplente. Nella scuola superiore i tagli presunti sono più ridotti, di sessanta unità, non vi sarebbero soprannumero per quanto riguarda il ruolo, mentre le supplenze sarebbero 29 in meno. A questi numeri vanno aggiunte le diminuzioni per il personale Ata, collaboratori e bidelli: qui i posti in meno, secondo la Cgil, sarebbero 84. Luigi Nunziata, segretario provinciale della Cgil scuola, aggiunge che "c'è anche il rischio fondato che qualche piccola realtà scolastica possa poi trovasi priva di docenti. Abbiamo condannato la scelta del maestro unico - dice Nunziata - perché è legata ad una politica che mira esclusivamente al contenimento della spesa, in un settore, quello educativo, che invece dovrebbe rispondere ad un'altra logica. Anche per quanto riguarda il tempo pieno non siamo d'accordo con il ministro Gelmini, perché quando dice che coi soldi risparmiati si potranno egualmente mettere a disposizione risorse per il tempo pieno, non ci tornano i conti; non sono state investite risorse per questo obiettivo. C'è poi un altro argomento, ed è quello delle decisioni prese per decreto legge, senza una consultazione preventiva dei docenti e senza nessuna discussione parlamentare. In un campo cos delicato come quello della scuola, a nostro avviso questo non è il metodo corretto per affrontare i problemi. Per tutte queste ragioni sabato organizzeremo questo presidio a Novara, per portare all'attenzione dell'opinione pubblica i problemi della scuola".

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Scuola/ Pd a Maroni: Indagini su maestre? Gesto (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Antidemocratico Interrogazione parlamentare, inaccettabile attività investigativa postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 24 set. (Apcom) - Con una interrogazione parlamentare presentata alla Camera dalla responsabile nazionale scuola, Maria Coscia, il Partito democratico chiede al ministro dell'Interno Maroni di "riferire sulle indagini delle forze dell'ordine che sarebbero in corso nei confronti di alcune insegnanti che hanno manifestato con il lutto al braccio contro la riforma della scuola del ministro Gelmini". "Se fosse confermato l'inizio di tale attività investigativa - commenta Coscia - saremmo di fronte ad una reazione inaccettabile, intimidatoria ed anti-democratica nei confronti di cittadini che hanno manifestato pacificamente la loro contrarietà ad alcune politiche del governo".

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Sì all'ordine del giorno contro i tagli sulla scuola (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Regionale Pagina 105 consiglio Ma i due schieramenti si dividono Sì all'ordine del giorno contro i tagli sulla scuola Consiglio. Ma i due schieramenti si dividono --> La Giunta regionale, in particolare l'assessore della Pubblica istruzione, dovrà avviare al più presto un confronto col Governo "perché possa essere sostanzialmente riconsiderato il ridimensionamento delle cattedre previsto dal decreto legge 112 del 2008". È l'impegno contenuto in una mozione (presentata dal socialista Peppino Balia) approvata ieri dal Consiglio regionale con 42 voti sì, 19 no e 13 astenuti. Il documento, che si riferiva "all'allarmante situazione della scuola sarda a seguito dei nuovi tagli agli organici", è stato esaminato insieme a una mozione presentata dal centrodestra (primo firmatario Tore Amadu di Forza Italia) sullo stesso argomento. È però fallito il tentativo di arrivare a un ordine del giorno unitario, essenzialmente per la differenza di giudizio dei due schieramenti rispetto all'operato del Governo. "Con la riforma della scuola la Sardegna viene colpita due volte", ha protestato il capogruppo di rifondazione comunista Luciano Uras, invitando la Giunta a schierarsi decisamente contro i provvedimenti del ministro Gelmini. Riforma che invece viene apprezzata da Raffaele Farigu (Sardegna socialista), perché "costituisce una proposta di vero cambiamento del Paese". Nel suo intervento, l'assessore Maria Antonietta Mongiu ha ribadito la necessità di "una battaglia comune sulle "rivendicazioni per la scuola sarda", chiedendo a tutti di "andare compatti dal ministro, a cui verrà chiesto di essere ricevuti urgentemente". È stata messa ai voti anche la mozione del centrodestra, bocciata con 36 no contro 28 sì. A margine del dibattito, il consigliere di Forza Italia Carlo Sanjust si è dichiarato "assolutamente contrario ai tagli alle ore e agli insegnanti di sostegno nella scuola di ogni ordine e grado". In alcuni casi, osserva l'esponente forzista, si registrano tagli alle ore di sostegno che superano anche il 50 per cento. In pratica - prosegue Sanjust - quanto sta accadendo, non fa altro che limitare notevolmente il diritto allo studio di tanti ragazzi e bambini che, più di altri, meriterebbero attenzione".

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Riforma scolastica in Barbagia vuol dire pluriclassi (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia di Nuoro Pagina 5019 Dibattito aperto Riuniti sindaci e presidi Riforma scolastica in Barbagia vuol dire pluriclassi Dibattito aperto. Riuniti sindaci e presidi --> Mentre rimane confermata l'adesione allo sciopero del territorio del prossimo 17 ottobre, si contavano sulle dita di una mano gli amministratori locali che ieri hanno partecipato all'incontro promosso dall'amministrazione provinciale per discutere sui problemi della scuola. Un invito raccolto da pochissimi sindaci, ma neanche da tanti operatori scolastici, come era invece lecito attendersi dopo le forti proteste innescate dalle disposizioni in materia di riorganizzazione scolastica prevista dalla riforma Gelmini e dai tagli della Finanziaria, che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di molti istituti. In particolare, nei paesi delle zone interne, dove sempre più di frequente si sta facendo ricorso al sistema delle pluriclassi pur di scongiurare la chiusura delle scuole con pochi alunni. Come nel caso delle elementari di Teti che contano in tutto 23 alunni suddivisi in due classi: una che comprende i corsi di studio dalla prima alla terza e l'altra che ospita negli stessi banchi i bambini di quarta e di quinta. L'alternativa per loro sarebbe stata quella di frequentare la scuola a Sorgono. "Abbiamo accettato le pluriclassi - spiega il sindaco di Teti Pietro Galisai, presente ieri - dopo aver ricevuto l'assicurazione dai docenti che questo non avrebbe influito sulla qualità dell'insegnamento. Che è il nostro interesse primario e non quello di avere una scuola aperta a tutti i costi". Situazione questa in comune con molti paesi, come Olzai e Ollolai, rappresentati ieri rispettivamente dall'assessore Maria Grazia Mureddu e dal vice sindaco Gabriella Bussu. Ma ci sono anche i casi come quello portato all'attenzione dall'assessore comunale di Gavoi Salvatore Buttu, che ha denunciato la soppressione per quest'anno di una quinta classe del corso serale nell'Istituto superiore e allo stesso tempo la mancata concessione ad avviare una prima, mentre in un'altra 32 alunni si trovano costretti a far lezione in una sola aula. Durante l'assemblea, presieduta dall'assessore provinciale alla Pubblica istruzione Antonio Ladu e dalla presidente della commissione competente Caterina Loi, non sono mancati gli spunti di discussione. A cominciare proprio dall'opportunità di tenere in vita classi con pochi alunni, a discapito molte volte della qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento dei bambini. Aspetto ribadito nel suo intervento dal preside del liceo scientifico di Nuoro Bachisio Porru, che pur sottolineando quelli che a suo parere sono i pericoli della riforma scolastica, ha invitato tutti a non protestare partendo da presupposti ideologici, ma dallo studio dei casi specifici per poi proporre le soluzioni più adatte, attraverso, per esempio, l'apertura di una conferenza di servizi sul dimensionamento scolastico. FRANCESCO CABRAS.

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Brunetta, a quando la smentita? (sezione: Scuola)

( da "AprileOnline.info" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pier Paolo Coluccia, 24 settembre 2008, 13:20 C'è gente che ci scrive... Il presidente della provincia di Genova ha chiesto ufficialmente conto al rettore dell'Università di Tor Vergata dell'operato del ministro della Pubblica amministrazione in quanto professore di I fascia presso l'ateneo romano in concomitanza con i suoi vari incarichi Dal Secolo XIX del 29 maggio 2008: "Con una lettera al Prof. Alessandro Finazzi Agrò, Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Roma 'Tor Vergata', il Presidente della Provincia di Genova Repetto, ha chiesto ufficialmente, nello spirito del principio di leale cooperazione istituzionale sancito dall'art. 22 della Legge 241/90 e successive modifiche, se tra il 1999 e il 2008 il Prof. Brunetta, Professore Ordinario di Economia del Lavoro presso l'Università romana, abbia preso aspettativa o, in caso contrario, come abbia conciliato tutti i propri incarichi, compresi quelli nel Parlamento Europeo, e dunque, qualora abbia mantenuto attivo il proprio incarico di professore ordinario, quante ore di presenza abbia garantito e mantenuto a 'Tor Vergata', con quali retribuzioni relative ed eventuali ulteriori consulenze." Ad oggi non sembra che il Magnifico Rettore dell' Università di Roma 'Tor Vergata' abbia risposto alla lettera indirizzatagli. D'altra parte non aveva alcun obbligo a farlo anche se la richiesta di Repetto era fatta nello spirito del principio di leale cooperazione istituzionale sancito dall'art 22 della Legge 241/90 (quella sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione). Invece "rumors" provenienti dagli ambienti universitari accennano ad una censura del Senato Accademico di 'Tor Vergata' nei confronti del Professor Brunetta che in quell'Università è Professore di I fascia. I motivi della censura attengono proprio le questioni sollevate dalla lettera di Repetto, ovvero si basano sul presunto assenteismo del Prof Brunetta nel periodo 1999-2008 e sul cumulo di emolumenti per attività varie con quelli erogati dall'Università. Certo si tratta di voci e sospetti, ma, come è noto, la moglie (il Ministro Brunetta) di Cesare (il Presidente del Consiglio Berlusconi) deve essere al di sopra di ogni sospetto, soprattutto quando contesta ad altri presunti comportamenti censurabili per i quali sembrerebbe essere stato censurato lui stesso. Sarebbe davvero clamoroso che, dopo il ministro Gelmini (che è nata a Bergamo e risiede a Milano) che ha accusato i docenti meridionali di ignoranza mentre lei è andata a Reggio Calabria per sostenere gli esami di abilitazione alla professione forense perché quella sede vanta la più alta percentuale di promossi, un altro ministro di Berlusconi faccia applicare ad altri le regole che lui stesso non rispetta. Signor Ministro, a quando una smentita?.

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Scuola/ Pd: Commissione boccia maestro unico: manca (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Copertura "Parere Bilancio conferma norma frettolosa e umiliante" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 24 set. (Apcom) - Critiche per mancanza di copertura al maestro unico nel parere della commissione Bilancio della Camera.- Ne dà notizia il Pd tornando a definire il decreto Gelmini sulla scuola "una norma frettolosa che umilia la scuola pubblica. "La commissione Bilancio della Camera - riferisce la parlamentare Pd Manuela Ghizzoni - nell'esprimere il proprio parere al decreto Gelmini ha evidenziato l'assenza di coperture finanziarie per la norma che introduce il maestro unico e riduce il tempo scuola a sole 24 ore". "E' l'ulteriore conferma - aggiunge l'esponente democratica - di quanto il decreto Gelmini sia stato scritto frettolosamente, senza tutte le opportune verifiche e di quanto sia sempre più evidente la necessità di stralciare l'articolo sul maestro unico dal provvedimento. Ridurre il tempo scuola a sole 24 ore (con entrata alle 8.30 e uscita alle 12.30) incluse la religione e l'inglese - conclude Ghizzoni - è una umiliazione della scuola pubblica che avrebbe troppo poco tempo per poter trasmettere ai giovani saperi e conoscenze".

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No al presidio di Cisl, Uil e Snals L' 11 ottobre un corteo a Roma (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Scuola

Ma il sindacato si divide No al presidio di Cisl, Uil e Snals L' 11 ottobre un corteo a Roma Cisl, Uil e Snals non parteciperanno sabato al presidio per la manifestazione sulla scuola. La Cisl ha preso una decisione diversa, che la porterà l'11 di ottobre ad organizzare una manifestazione nazionale a Roma, dove si recherà anche una delegazione della provincia di Novara. "In questo momento abbiamo preferito organizzare non delle iniziative locali - dice il segretario provinciale Giambattista Cattaneo - ma una grande manifestazione nazionale. Anche noi comunque siamo assolutamente contrari ad alcuni provvedimenti decisi dal ministro Gelmini, a cominciare dal ritorno al maestro unico. Le ragioni sono di vario genere, didattiche, culturali ed anche di organico, perché questo comporterà una riduzione consistente degli operatori della scuola. Ma la ragione più importante resta quella della qualità dell'offerta scolastica".

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