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DOSSIER “SCUOLA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


toARTICOLI DEL   24-4-2008       #TOP


IN EVIDENZA

Anche la procura indaga sulle accuse a un docente di matematica e fisica. «Quel prof fa atti osceni», caos al liceo. Genova, denuncia di un'allieva. Il preside: non riusciamo a mandarlo via. Il docente si difende: è una vendetta Grazia Maria Mottola (Il Corriere della Sera 24-4-2008)

 

DAL NOSTRO INVIATO

GENOVA — Cestini in testa, saluto romano, rientrare in classe gattoni. E ora anche una masturbazione in un'aula vuota. Queste le accuse contro un professore di fisica e matematica di un liceo classico-scientifico di Genova. Nonostante siano state aperte due inchieste, una della Procura, l'altra del Provveditorato, Massimo Costantini, 62 anni, da circa venti all'istituto Martin Luther King, continua a insegnare, non colpito da alcun provvedimento. Situazione sconcertante per il preside dell'istituto, Renato Delle Piane: «Vogliamo mandarlo via, ma non ci riusciamo. Lo avevamo già segnalato per problemi didattici, ma il Provveditorato non ha mai mandato ispettori». Nega tutto e si difende, il prof Costantini: «Ero in un'aula deserta per mangiare un panino in pace, altro che atti osceni». L'incubo inizia tre settimane fa: una studentessa lo avrebbe colto mentre si masturbava. Aveva dimenticato la sciarpa e, tornata indietro, si sarebbe trovata di fronte «agli atti osceni». Corsa via scanda-lizzata, si è sfogata con un bidello, poi con il preside, infine le sue parole sono state verbalizzate da un funzionario di polizia.

«Una calunnia pazzesca. Una vendetta perché lo scorso anno le ho dato il debito in fisica », ha spiegato Costantini all'ispettore che sta indagando sul caso. Un'indagine appena cominciata: «L'ispettore sta raccogliendo testimonianze tra gli studenti per accertare quanto è stato segnalato — spiega il provveditore Rosaria Pagano —. Sappiamo che la vicenda denunciata dalla studentessa non ha testimoni, quindi prevediamo che sarà la magistratura ad andare avanti. Ma ci sono altri aspetti da appurare ». Sotto la lente alcuni comportamenti «anomali» del professore, «stravaganze» didattiche messe nero su bianco, non più leggenda sulla bocca degli allievi: cestini presi a calci, studenti obbligati a metterci la testa dentro, saluti romani, qualcuno parla anche di parolacce. «È un bel personaggio il Costa — raccontano i più calmi, fuori dalla scuola —, fa il duro, con lui è impossibile parlare». Altri, invece, non hanno mezzi termini: «Due compagni sono stati costretti a entrare in classe carponi, mentre lui faceva il verso del maiale».

E poi ci sono i «voti bassi senza ragione», «le urla», «il non capire niente quando spiega»: nulla in confronto alla storia denunciata, ma quanto basta per allertare il Provveditorato. Che però nega di essere intervenuto in ritardo: «Le ispezioni non sono partite perché non avevamo ispettori disponibili subito». Ora le segnalazioni sono andate oltre. E le famiglie sono sul piede di guerra. Prima fra tutte quella della studentessa che «denunciante», che, però, non si sbilancia: «Abbiamo fiducia nelle istituzioni». Intanto al liceo non si parla d'altro, nonostante il timore di ripercussioni: «Ci hanno detto di non commentare, ma non è giusto — si sfoga una ragazza —. Questa storia è solo la punta dell'iceberg: la verità è che Costantini pretende rispetto ma non sa darlo». E mentre nei blog «il Costa» è diventato «il maniaco», in Provveditorato si attende la relazione definitiva dell'ispettore che potrebbe preludere a un provvedimento di sospensione. Per il momento il prof mantiene le sue classi. Ma c'è anche chi non si lamenta: «Adesso è un agnellino, solo voti alti e parole dolci».

Grazia Maria Mottola


Report "Schola"

L'Istruzione alla vedetta lombarda ( da "Italia Oggi" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sarà al posto di Fioroni e Mussi Bella è bella. Di quella bellezza un po' algida che spesso accompagna le donne la cui vita è un misto di talento e determinazione. Militante di Forza Italia della prima ora, è via via cresciuta nella stima del Cavaliere, che tre anni fa le ha assegnato le sorti delicate del partito in Lombardia.

Scuola, confermato lo sciopero ( da "Corriere Alto Adige" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: impone alle scuole di continuare a sperimentare le disposizioni della nuova legge sulla base delle vecchie deliberazioni della giunta provinciale. Secondo i docenti, non può essere la giunta a fissare le modalità dei corsi esterni opzionali, individuano istituti musicali e associazioni sportive che li dovranno svolgere.

Il triangolo assente dell'apprendimento ( da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola e università riformate (si pensi al volume curato da Beccaria "Tre più due uguale a zero", edito da Garzanti nel 2004). La critica delle retoriche "semplificatrici" è il punto di avvio del testo di Vittorio Campione e Silvano Tagliagambe "Saper fare la scuola: il triangolo che non c'è" (Einaudi): insieme a Roberto Maragliano hanno a vario titolo collaborato con Berlinguer

PERUGIA - I costi di gestione delle scuole paritarie aumentano mentre i contributi del ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: delle Regioni e degli Enti Locali restano invariati da anni, sebbene il ministro Fioroni abbia recuperato il taglio lasciato in eredità dal precedente governo", spiega Luigi Morgano della FISM, la Federazione italiana scuole materne. "E con i contributi che restano ancora invariati, il costo dell'aumento è ovviamente ed unicamente a carico delle famiglie.

Tasse a misura di famiglia: la deduzione in rampa di lancio ( da "Vita non profit magazine" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma in compenso arriva la Carta dello studente Il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ha trovato i soldi per un regalo d'addio ai 2,5 milioni di studenti delle superiori: a settembre arriverà la carta "IoStudio": musei gratis, sconti al cinema, nelle oasi del WWF e negli agriturismi confiscati alla mafia.

Caos calmo e democratico ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: si ribella Giuseppe Fioroni, in corsa per fare il capogruppo del Pd alla Camera, deciso a difendere l'anima cattolica del partito: "Se diventiamo il Pci del Terzo millennio è finita". Il ministro guarda con affetto in direzione dell'Udc di Pier Ferdinando Casini: "Hanno fatto una bella partita, sono stati bravi".

Riservato ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Attualità UNIVERSITà Fioroni non prende i voti Le nuove regole sull'accesso alle facoltà a numero chiuso obbligatorio stanno mandando in tilt le macchine ministeriali. Dal 2008, aveva annunciato l'uscente ministro Giuseppe Fioroni, "conteranno bravura e curriculum scolastico".

La mia vita e la scelta del ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Fioroni" ha fissato corsi di recupero per superare i debiti formativi degli allievi. Molti corsi sono stati ridotti per mancanza di fondi. Alcuni docenti saranno "precettati" per completarli nella seconda metà di agosto.L'ambiente. Mi trovo per errore a conferire nella discarica di inerti del paese una tavoletta di eternit,

I precari della scuola: "Governo ha soldi per Alitalia, non per assumerci" ( da "Dire" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sia dal ministro Fioroni, sul fatto che l'esecutivo avrebbe firmato la seconda tranche di immissioni in ruolo previste dalla finanziaria del 2006 prima dell'insediamento delle nuove Camere che avverrà il 29 aprile. Ma, per i docenti, "la politica ha figli e figliastri: i lavoratori dell'Alitalia sono di serie A ed i precari della scuola sono di serie B,

CAMPIDOGLIO/ ASS.NI CATTOLICHE: DISPIACIUTI PER ASSENZA ( da "Virgilio Notizie" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: (Apcom) - "Siamo grati al ministro Fioroni perchè ha rispettato gli organizzatori, non si può non esprimere che profondo dispiacere nei confronti del candidato sinsaco Rutelli, che avrebbe avuto modo in questa occasione di ascoltare le espressioni più vive del mondo cattolico che lavora in frontiera a Roma".

SCUOLA/ I PRECARI CONTRO PRESTITO ALITALIA: FIGLI E... -2- ( da "Virgilio Notizie" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: incalzano i precari: "Fioroni e la Bastico sono stati nuovamente eletti in Parlamento, ma sia chiaro che con la loro politica giocata sulla menzogna e sulla presa per i fondelli dei lavoratori non faranno molta strada: la presa in giro di queste ore resterà una macchia indelebile nel loro curriculum politico".


Articoli

L'Istruzione alla vedetta lombarda (sezione: Schola)

( da "Italia Oggi" del 24-04-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 098, pag. 5 del 24/4/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF       Al dicastero di viale Trastevere la Maria S. Gelmini, coordinatrice di Fi per la Lombardia L'Istruzione alla vedetta lombarda Avvocato, 34 anni, bresciana, sarà al posto di Fioroni e Mussi Bella è bella. Di quella bellezza un po' algida che spesso accompagna le donne la cui vita è un misto di talento e determinazione. Militante di Forza Italia della prima ora, è via via cresciuta nella stima del Cavaliere, che tre anni fa le ha assegnato le sorti delicate del partito in Lombardia. è Maria Stella Gelmini, avvocato, 34 anni, originaria di Brescia, nubile. Dopo i successi del Pdl in terra lombarda, la Gelmini si accinge a fare il grande salto sul palcoscenico nazionale della politica con un incarico nel prossimo governo Berlusconi. Sarà probabilmente- un po' di accortezza è ancora d'obbligo-ministro della pubblica istruzione. Un dicastero che tornerà ad accorpare a sé anche quello dell'università e ricerca. Insomma, la Gelmini -scalzando il coordinatore nazionale di FI, Sandro Bondi che andrà ai Beni culturali- prenderà il posto che fino ad oggi hanno occupato Beppe Fioroni -Istruzione- e Fabio Mussi -Università e ricerca- e che prima di lei-nel precedente governo Berlusconi- ha avuto un'altra donna di ferro lombarda, l'attuale sindaco di Milano, Letizia Moratti. Lo aveva detto, il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, "nel mio esecutivo ci saranno donne in gamba". E lei, che con il Cavaliere ha un rapporto diretto ("ci sentiamo al telefono anche tutti i giorni", ha ammesso la Gelmini), non poteva mancare all'appello. Non ha esperienze nel settore specifico della scuola. Ma questo non è mai stato un problema. Per fermarsi ai casi più recenti, Fioroni è un medico, la Moratti un'industriale. Della Gelmini si dice-e lo dice lo stesso Cavaliere- che sia una "perfettina", una "rompiscatole", dotata però di un sano senso della diplomazia e di molta oculatezza nel soppesare le forze in campo. Giovanissima, è entrata in politica come volontaria in coincidenza con la nascita di Forza Italia nel 1994, a soli 21 anni. Da allora una lenta ma costante ascesa, tipico di chi non brucia le tappe ma le percorre tutte: consigliere comunale e poi presidente del consiglio comunale a Desenzano, delegata del collegio parlamentare di Forza Italia, assessore provinciale di Brescia prima al Territorio e poi all'Agricoltura. Nell'aprile 2005 è eletta consigliere regionale e, qualche mese dopo, diventa coordinatrice regionale di FI. Nel 2006 è eletta alla camera dei deputati, dove è componente della Giunta per la autorizzazioni a procedere, del comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e della commissione giustizia. è stata autrice di un progetto di legge "per la promozione e l'attuazione del merito nella società, nell'economia e nella pubblica amministrazione". Il 18 novembre scorso, in Piazza San Babila a Milano, è stata al fianco di Berlusconi durante il cosiddetto “discorso del predellino”, che ha segnato la nascita del Popolo della libertà. Per la Gelmini, la definitiva consacrazione.

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Scuola, confermato lo sciopero (sezione: Schola)

( da "Corriere Alto Adige" del 24-04-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-04-24 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Lo scontro Docenti fermi la prima ora del 9 maggio e l'intera giornata del 27 Scuola, confermato lo sciopero I sindacati: "La legge provinciale invade l'autonomia" BOLZANO - I docenti delle scuole altoatesina proclamano lo sciopero contro il ddl provinciale sull'ordinamento scolastico. I segretari generali de Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Ssg Asgb avevano già proclamato, lo scorso 14 aprile, lo stato di agitazione del personale docente delle scuole primarie e secondarie di primo grado della provincia di Bolzano. Martedì c'è stato il tentativo di conciliazione al Commissario del Governo. "Visti gli esiti negativi del tentativo di conciliazione - spiegano i sindacati - proclamiamo per il 9 maggio lo sciopero della prima ora di servizio del personale docente e dirigente delle scuole primarie e secondarie di primo grado; per il 27 maggio lo sciopero dell'intera giornata". Gli scioperi sono indetti per chiedere la modifica del disegno di legge provinciale n. 147/07 "Obiettivi formativi generali ed ordinamento della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione" nelle parti ritenute lesive dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e della professionalità docente. In particolare i sindacati si focalizzano sull'articolo 15, che attribuisce alle indicazioni provinciali, e quindi alla giunta distintamente per le scuole dei tre gruppi linguistici, la possibilità di imporre alle scuole autonome l'attivazione di una quota facoltativa opzionale. Nel mirino anche l'articolo 17 bis che impone forme predefinite di opzionalità nell'ambito della quota curricolare che dovrebbe essere riservata alle istituzioni scolastiche e stabilisce il principio del riconoscimento di attività extrascolastiche come orario di insegnamento. Infine l'articolo 23 che, per l'anno scolastico 2008/2009, impone alle scuole di continuare a sperimentare le disposizioni della nuova legge sulla base delle vecchie deliberazioni della giunta provinciale. Secondo i docenti, non può essere la giunta a fissare le modalità dei corsi esterni opzionali, individuano istituti musicali e associazioni sportive che li dovranno svolgere. Riforma Scuola elementare.

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Il triangolo assente dell'apprendimento (sezione: Schola)

( da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: Scuola

Formazione Il triangolo assente dell'apprendimento Nel 1999, difendendo la riforma del governo di centro-sinistra, Umberto Eco sosteneva la necessità di avere più laureati, anche se meno preparati. Il protagonista di quella riforma, Luigi Berlinguer, lo scorso anno confermava quella linea interpretativa sulle pagine de "il manifesto": "Non c'è altra via: o si abbassa la qualità per la massa, o si abbassa la massa (escludendo) per la qualità". Tutto sommato, lo stesso punto di vista dicotomico è stato assunto - in termini specularmente rovesciati - dalla letteratura che ha ironizzato sulla dequalificazione di scuola e università riformate (si pensi al volume curato da Beccaria "Tre più due uguale a zero", edito da Garzanti nel 2004). La critica delle retoriche "semplificatrici" è il punto di avvio del testo di Vittorio Campione e Silvano Tagliagambe "Saper fare la scuola: il triangolo che non c'è" (Einaudi): insieme a Roberto Maragliano hanno a vario titolo collaborato con Berlinguer e Zecchino. Affrontando le nuove sfide per il sistema educativo nella "società della conoscenza", della "net generation" e della "crisi del cogntivismo", il libro lascia tuttavia insoluto il nodo delle nuove forme di cooperazione sociale, analizzate dagli autori ad esempio nel caso della rete: come coniugare appunto eccellenza e uguaglianza, differenziazione e comune. Questo è il nesso in cui i processi di gerarchizzazione sono costruiti e contestati. Chi vuole indagare la crisi del processo di riforma di scuola e università, contro qualsiasi nostalgia per il passato, dovrebbe ripartire da qui. Gi. Ro.

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PERUGIA - I costi di gestione delle scuole paritarie aumentano mentre i contributi del (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-04-2008)

Argomenti: Scuola

Di REMO GASPERINI PERUGIA - "I costi di gestione delle scuole paritarie aumentano mentre i contributi dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali restano invariati da anni, sebbene il ministro Fioroni abbia recuperato il taglio lasciato in eredità dal precedente governo", spiega Luigi Morgano della FISM, la Federazione italiana scuole materne. "E con i contributi che restano ancora invariati, il costo dell'aumento è ovviamente ed unicamente a carico delle famiglie. Nel prossimo anno l'aumento medio della retta mensile non potrà essere, infatti, inferiore a 15 euro". E monta la polemica perchè, dati ministeriali alla mano, l'Agesc, l'associazione dei genitori delle scuole cattoliche, fa notare che "il servizio reso dalle scuole paritarie sgrava lo Stato, nel suo complesso, di enormi oneri di spesa. I conti si fanno presto per ogni bambino che va ad una scuola d'infanzia privata lo Satto risparmia 5.532 euro, per ciascuno della primaria 6.500 euro e via di questo passo con i 7.582 per le medie inferiori e 8.057 per le superiori. Questo per dire - sottolinea Marco Fabbri - che quando le scuole chiedono un adeguamento dei contributi lo fanno a ragion veduta. Le briciole non bastano a far quadrare i bilanci". E' il chiaro segnale che il dibattito, per quanto datato, è sul punto di scoppiare nuovamente. Anzi, è scoppiato. Vediamo intanto nel dettaglio il piano di riparto dell'Umbria ed i criteri che lo hanno informato. Il piano di riparto dei fondi destinati agli Uffici Scolastici Regionali assegna alla Direzione Generale Umbria la somma di euro 3.101.979 da destinarsi alle scuole dell'infanzia paritarie umbre per l'anno scolastico 2007/08, ed euro 28.794 per le scuole dell'infanzia paritarie che accolgono alunni certificati in base alla Legge 104/92, per un totale di euro 3.130.773. Per l'anno in corso, a ciascuna delle 99 scuole dell'infanzia paritarie regolarmente censite nell'anagrafe nazionale per la regione Umbria viene assegnato il contributo di euro 7.820 uguale su tutto il territorio nazionale. A ciascuna delle 215 sezioni di scuole dell'infanzia paritarie gestite da Enti senza fini di lucro, regolarmente censite nell'anagrafe nazionale per la regione Umbria viene assegnato un contributo di euro 11.420 uguale su tutto il territorio nazionale. Il contributo fissato dall'Anagrafe nazionale per le scuole dell'infanzia paritarie che accolgono allievi certificati per handicap, uguale su tutto il territorio nazionale, assomma ad euro 938 per ciascun allievo. Gli allievi censiti nella medesima anagrafe frequentanti le scuole dell'infanzia paritarie della regione Umbria sono 27 per un totale regionale dei contributi assegnati pari ad euro 25.326 euro. Il piano assegna alla Direzione Generale Umbria la somma di euro 939.306 da destinarsi alle scuole primarie parificate dell'Umbria. A ciascuna delle 8 scuole primarie parificate viene assegnato il contributo di euro 19.367 uguale su tutto il territorio nazionale per le classi in convenzione ad eccezione di una classe della scuola parificata "S.Lucia" di Gubbio il cui rapporto alunni/classi è risultato inferiore alla media provinciale e, pertanto, il contributo è stato ridotto in base alla media provinciale. Il contributo fissato dall'Anagrafe nazionale per le scuole primarie parificate che accolgono allievi certificati per handicap, uguale su tutto il territorio nazionale, assomma ad euro 806,96 per ogni ora in convenzione, per ciascun allievo. Gli allievi censiti nella medesima anagrafe frequentanti le scuole primarie parificate della regione Umbria sono 12, pari a 144 ore, per un totale regionale dei contributi assegnati di euro 116.202,24. La novità rispetto allo scorso anno, ricorda Eleonora Bodo, dirigente dell'ufficio scolastico provinciale di Perugia, riguarda le scuole medie inferiori e superiori paritarie che per la prima ricevono contributi. Per quanto riguarda l'assegnazione di contributi alle scuole paritarie secondarie di I grado, il piano di riparto assegna alla Direzione Generale Umbria 28.034 euro da destinarsi a ciascuna delle scuole paritarie secondarie di I grado e di 28.794 euro da destinarsi all'integrazione degli studenti certificati con handicap nelle scuole paritarie primarie non parificate, secondarie di I e II grado della regione Umbria. Constatato che nell'anagrafe delle scuole paritarie sono rilevati 6 allievi con handicap frequentanti le scuole paritarie secondarie di I grado nell'anno scolastico in corso e che per l'integrazione di ciascuno di essi spetta alla scuola un contributo di 2.515 euro uguale su tutto il territorio nazionale, il totale è di 15.090 euro. Spiega ancora Nicola Rossi, il Direttore Generale dell'Umbria che il contributo unitario fisso di 2.500 euro ed il contributo di 1.000 euro per ciascuna classe prima e seconda viene assegnato alle scuole paritarie secondarie di I grado presenti nella graduatoria di cui trattasi, fino ad esaurimento degli aventi diritto, per un totale regionale di 21.500 euro. In tale graduatoria sono riportati anche i contributi assegnati per l'integrazione degli allievi con handicap, per un totale regionale di 15.090 euro. La somma restante di 6.534 euro non assegnabile per esaurimento delle scuole secondarie di I grado aventi diritto, unitamente al residuo complessivo di 6.159 euro per gli alunni disabili delle scuole secondarie di I e II grado, viene trattenuta in attesa di disposizioni del Ministero della Pubblica Istruzione.

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Tasse a misura di famiglia: la deduzione in rampa di lancio (sezione: Schola)

( da "Vita non profit magazine" del 24-04-2008)

Argomenti: Scuola

Di Benedetta Verrini (b.verrini@vita.it) 20/04/2008 --> Il neodeputato Alfredo Mantovano assicura: "Il primo segnale lo daremo già nel Dpef". Potrebbe quindi diventare presto realtà Il Basic Income Family. "Ogni nucleo arriverà a dedurre fino a 8mila euro Un mosaico da costruire Il bonus bebè annunciato da Berlusconi? Poco più di un contentino, avvertono le famiglie, se non si darà corso a quel cambiamento radicale della fiscalità "che finalmente riporti giustizia, facendo pagare ognuno secondo la sua capacità contributiva", commenta Antonio Affinita, direttore relazioni esterne del Movimento italiano genitori. La rivoluzione, proposta in una petizione dal Forum famiglie e sostenuta da tutte le associazioni, si chiama Bif - Basic Income Family. Il che significa "prevedere la tassazione del reddito realmente a disposizione delle famiglie, deducendo a monte una quota fissa per le spese di mantenimento di ogni membro, i figli, ma anche gli anziani o il coniuge", spiega Affinita. Che aggiunge: "Oggi il sistema fiscale considera il soggetto contribuente nella sua individualità e non nella forma di "famiglia", il genitore quindi paga le tasse sulla base del reddito che genera senza tener conto che con tale reddito deve provvedere alle spese delle persone che ha a carico. Solo successivamente lo Stato prevede la detrazione, in parte, di tali spese, ma l'imponibile rimane comunque il medesimo". Conclusione: "Questo è un sistema di fiscalità ingiusta per la famiglia: la Corte Costituzionale lo ha ribadito con tre diverse e storiche sentenze fin dal 1975". La detrazione, attualmente, infatti è pari a 800 euro annui per ogni figlio per i redditi bassi e la pressione fiscale è applicata considerando il reddito della famiglia nella sua interezza. L'introduzione del Bif porterebbe invece all'utilizzo di un sistema fiscale basato sulle deduzioni: per ogni figlio si deduce dall'imponibile reddituale una somma di circa 6-8mila euro, che secondo i calcoli delle associazioni sono i fondi necessari al mantenimento annuale. Ciò che resta nell'imponibile dopo questa deduzione, poi, rappresenta la vera voce reddituale che sarebbe giusto tassare. Ma il governo imboccherà questa strada? Assicura di sì Alfredo Mantovano, magistrato di An, appena rieletto alla Camera, che ha a suo tempo firmato la petizione del Forum famiglie e condivide la necessità, oltre che l'urgenza, di una riforma strutturale del sistema fiscale per le famiglie. "Il bonus bebè rappresenta solo un primo passo a carattere contingente, per dare una boccata d'ossigeno a chi ne ha bisogno", spiega. Nel programma del Pdl c'è di più, c'è l'obiettivo di arrivare all'istituzione del quoziente familiare entro la fine della legislatura. "è un impegno di riforma considerato prioritario, su cui si è speso più volte lo stesso Berlusconi. E questo cambiamento inizierà proprio introducendo il sistema delle deduzioni come viene richiesto dalle associazioni familiari", aggiunge Mantovano. Sul quantum, cioè quante migliaia di euro sarà possibile sottrarre dall'imponibile per ogni figlio, per ora Mantovano non è in grado di fare previsioni ("Occorre una ricognizione delle risorse disponibili"), ma sul quando, invece, una prospettiva c'è: "Senz'altro nella Finanziaria per il 2009, con qualche anticipazione nel Documento di programmazione economica di giugno". COUNTDOWN Nuovi Lea a data da destinarsi... Sul dpcm relativo ai Livelli essenziali di assistenza, il ministro della Salute e quello dell'Economia stanno girando due film. Definiti nel 2001, da rivedere entro il 2006, approvati in Conferenza Stato-Regioni il 20 marzo 2008, ai nuovi Lea (che includono, fra l'altro, ausili più moderni per i disabili) manca solo l'ok di Tommaso Padoa Schioppa. Livia Turco continua a dire che "il ministero dell'Economia ha ultimato le verifiche. Prodi firmerà il dpcm nei prossimi giorni". Ma in via XX settembre dicono che la firma ancora non c'è: "Il provvedimento è fermo all'esame del Capo di Gabinetto". Tant'è che Pietro Barbieri, presidente della Fish, il dpcm lo dà per morto: "Tutto rinviato al prossimo governo". ...ma in compenso arriva la Carta dello studente Il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ha trovato i soldi per un regalo d'addio ai 2,5 milioni di studenti delle superiori: a settembre arriverà la carta "IoStudio": musei gratis, sconti al cinema, nelle oasi del WWF e negli agriturismi confiscati alla mafia.

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Caos calmo e democratico (sezione: Schola)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 24-04-2008)

Argomenti: Scuola

Attualità DOPO ELEZIONI / IL NUOVO PARTITO ALLA PROVA caos calmo e democratico DI marco damilano Il duro bilancio delle urne. I malumori degli ex popolari. Le critiche dei dalemiani. Per Veltroni sono i giorni più difficili. Ma la resa dei conti nel Pd è rinviata. Si giocherà sul risultato del duello per il Campidoglio Alla loro prima apparizione pubblica in tandem dopo due mesi di campagna elettorale, nei caseggiati di via Orvieto, nel quartiere romano di San Giovanni, il presidente del comitato inquilini li ha uniti in una sola persona: "Diamo il nostro benvenuto a Walter Rutelli". I due interessati, Walter Veltroni e Francesco Rutelli, ci hanno riso su. Era un lapsus, naturalmente. Ma molto significativo: mai come questa volta le sorti del leader del Partito democratico, reduce dalla sconfitta elettorale del 14 aprile, e del vice-premier, candidato sindaco di Roma che domenica 27 affronta un ballottaggio da brivido contro l'uomo della destra Gianni Alemanno, appaiono strettamente intrecciate. Se Rutelli regge all'assalto del Popolo della libertà, il lavoro di Veltroni può continuare o addirittura cominciare. Ma se le cose dovessero andare male sarebbe travolto il modello Roma, la lunga stagione del centrosinistra alla guida del Campidoglio, su cui Veltroni ha costruito la sua ascesa alla leadership nazionale. Nel loft del Pd, dove fino a ieri Walter veniva considerato intoccabile, sono i giorni della grande paura. Perdere Roma e invischiarsi nella resa dei conti. Per ora, i nemici del leader rimangono nascosti. Neppure uno sgarro alla linea concordata: la campagna elettorale non è finita, c'è il Campidoglio da difendere. Tutti per le strade della capitale a cercare voti per Rutelli, con la squadra di sempre, quella dei fedelissimi di Goffredo Bettini, l'inventore del laboratorio romano, in cabina di regia per tenere saldo il fronte. Solo il critico più leale, Arturo Parisi, è uscito allo scoperto, per dire che il segretario del Pd non si tocca e che va proseguito il rinnovamento di tutta la classe dirigente. Gli altri big si mantengono silenziosi, in attesa del voto di Roma. Muto Franco Marini, il nume tutelare dei popolari spaventati dal risultato elettorale. Zitto Pierluigi Bersani, che pure ha più volte reclamato un partito più presente sul territorio. E silente, manco a dirlo, Massimo D'Alema, che sarebbe individuato come l'ispiratore di un eventuale golpe contro la segreteria, ma che non ha nessuna voglia di partecipare a una congiura anti-veltroniana. Nonostante gli umori bellicosi che manifestano i commentatori più vicini al ministro degli Esteri. "Dalle urne è uscito un bipolarismo che somiglia di più a quello che negli anni Ottanta opponeva il pentapartito a un Pci isolato e identitario che a un comodo trampolino per una pronta riscossa", attacca lo storico Roberto Gualtieri, vice-presidente dell'Istituto Gramsci, uno dei tre relatori scelti da D'Alema per intervenire alla kermesse per il decennale della fondazione Italianieuropei. Il Pd di Veltroni come il Pci di Alessandro Natta, triste, solitario e perdente? Macché, corregge perfidamente sul suo blog il ds romano Fabio Nicolucci, membro dell'assemblea costituente del Pd, "l'esito delle elezioni è simile a quello del 1994", quelle che costarono il posto di segretario del Pds ad Achille Occhetto per lasciare il campo, guarda caso, all'odiato D'Alema. Ancora più feroce la rivista on line 'Leftwing', punto di incontro dei dalemiani duri e puri. "La candidatura di Veltroni è stata persino più infelice di quella di Rutelli nel 2001", si legge nell'editoriale post-elettorale. Conclusione lapidaria: "Le elezioni hanno certificato che contro Berlusconi Veltroni non vincerà mai". Anche in periferia crescono i malumori. "Chiamiamo le cose con il loro nome: il Pd ha perso le elezioni. Ma io questa analisi non l'ho ancora sentita fare da nessuno", sbotta il veneziano Cesare De Piccoli, vice-ministro dei Trasporti uscente, diessino di rito dalemiano. Alle elezioni non è stato ricandidato, a vantaggio degli homines novi tipo Massimo Calearo, non l'ha presa bene e non si tira indietro: "In Veneto il Pd alla Camera ha preso il 26,5, meno dell'Ulivo nel 2006. Abbiamo un centrosinistra più piccolo, con la sinistra al 5 per cento e un Pd al palo. Avevamo l'obiettivo di sfondare al centro e lo abbiamo clamorosamente mancato. Ora dobbiamo ridiscutere le alleanze: continuare a ripetere che andremo da soli è solo uno slogan, con l'autosufficienza torneremo al governo tra vent'anni". Poi l'affondo diretto contro Veltroni: "Con il modello Roma nelle regioni del Nord non andiamo da nessuna parte". Un'analisi condivisa, molti chilometri più a Sud, dal governatore della Campania Antonio Bassolino. All'indomani del voto, l'uomo dei rifiuti, il protagonista in negativo della campagna elettorale, ha dettato il suo pensiero: "Il voto è stato un terremoto, un dato è certo: da soli non potremo mai farcela. Dobbiamo cercare nuovi alleati". Strada obbligata in una regione dove alla sconfitta delle elezioni nazionali si aggiunge il disastro del voto amministrativo nell'hinterland napoletano: a Giugliano, il terzo centro più popoloso della Campania, il sindaco uscente del Pd Francesco Taglialatela ha raccolto un misero 12 per cento contro il 60 per cento del candidato del Pdl. Stesso distacco per Pozzuoli. A conferma che, oltre alla questione settentrionale, nel Pd si sta per aprire lo scontro anche sul cattivo risultato nelle regioni del Sud finora governate dal centrosinistra come Campania, Puglia e Calabria. Polemiche che vanno ad aggiungersi a un lungo elenco di recriminazioni. Sotto accusa ci sono, oltre al mancato riconoscimento della sconfitta e alla decisione di correre da soli alle elezioni, le candidature targate Veltroni che non si sono rivelate all'altezza. Gaffes a raffica, uscite improvvisate, vanità personali. "Il rinnovamento è uscito indebolito, in effetti", ammettono perfino alcuni veltroniani di stretta osservanza. C'è il solito Calearo che all'indomani del voto si è detto disponibile a fare il ministro nel governo Berlusconi. E ci sono uomini degli apparati dello Stato, come l'ex prefetto di Roma Achille Serra e il generale Mauro Del Vecchio, gente abituata a comandare, che si aggirano un po' smarriti nel loft del Pd. E quando hanno chiesto di poter assistere a un vertice del partito si sono sentiti rispondere che non era possibile, la riunione è riservata ai capi. Porta sbarrata. Un contraccolpo psicologico forse messo nel conto da Veltroni: la sconfitta del partito era nelle cose, la valanga azzurra e leghista in tutte le regioni, da Nord a Sud no, la scomparsa della sinistra radicale dal Parlamento nemmeno. Il crollo dell'Arcobaleno spinge il Pd a sinistra, anche dal punto di vista della geografia parlamentare: deputati moderati o ex democristiani si ritroveranno seduti sui seggi occupati nell'ultima legislatura da Vladimir Luxuria e dal no global Francesco Caruso. E la cosa non fa piacere a tutti: "Chi sarà il deputato più a sinistra a Montecitorio? Non certo io", si ribella Giuseppe Fioroni, in corsa per fare il capogruppo del Pd alla Camera, deciso a difendere l'anima cattolica del partito: "Se diventiamo il Pci del Terzo millennio è finita". Il ministro guarda con affetto in direzione dell'Udc di Pier Ferdinando Casini: "Hanno fatto una bella partita, sono stati bravi". I popolari, insieme ai dalemiani, sono l'ala più inquieta del Pd. Per tranquillizzarli, e per evitare che i malumori vengano a formare un fronte comune, Veltroni è deciso a consegnare a Marini la presidenza del partito. Una carica onorifica, che Romano Prodi ha abbandonato senza tanti rimpianti. Eppure consentirebbe di rafforzare il vero asse su cui finora si è retta la gestione del partito: il patto di ferro tra l'ex sindaco di Roma e il presidente del Senato, il garante del gruppone cattolico all'interno di un partito che vede gli ex ds nelle posizioni di comando. Tutto vogliono i popolari, tranne che finire in mezzo all'ennesima faida tra gli eterni ragazzi di Botteghe Oscure, D'Alema contro Veltroni, Fassino contro Bersani, e tutti contro Bettini. Da buoni democristiani sanno che la vera resa dei conti si deve consumare in modo felpato e graduale. Meglio tenere i nervi a posto e condizionare il leader del Pd nelle scelte future. "Il ritorno alle vecchie correnti è il rischio più grande da scongiurare", reagisce il senatore Giorgio Tonini, uno degli uomini più vicini al segretario. La sua è molto di più di una difesa d'ufficio: "La strada è obbligata: ripartiamo da un partito che quando perde raggiunge comunque un terzo degli elettori. Naturalmente, per vincere, devi raggiungere gli altri e sfondare al centro: nel mondo del lavoro autonomo, nell'elettorato cattolico, in quei territori del Nord che hanno paura della globalizzazione e chiedono alla politica di essere protetti dalla competizione internazionale". Tre fronti su cui il Pd ha ancora molto da lavorare. Come spiega un sicuro leader di domani, il trentenne segretario del Pd lombardo Maurizio Martina: "Nella mia regione siamo andati bene, il partito ha fatto un miracolo. Ora serve un cambio di passo, organizzativo e culturale. Dobbiamo aprire i circoli in ogni paese, in ogni comunità. E più ancora è importante avere le orecchie, le antenne sensibili per captare cosa succede nella società". Una richiesta ripetuta dal giovane Martina durante la riunione dei segretari regionali che Veltroni ha voluto riunire a Milano il 21 aprile. Un vertice in cui sono uscite allo scoperto le due anime del Pd sul modello organizzativo: i sostenitori del partito del Nord che vorrebbero pieni poteri nelle loro regioni e i fan del vecchio modello centralista. Alla fine Veltroni è riuscito a mettere d'accordo tutti, con la nascita di un coordinamento del Nord e uno del Sud, ma la questione rimane. Massimo Cacciari, per esempio, ormai nel Pd si sente stretto e parla apertamente di far nascere un partito autonomo da Roma che si allea con il Pd nazionale in caso di elezioni: modello Csu bavarese o meglio modello Mpa del neo-governatore siciliano Raffaele Lombardo. Una scissione dentro il partito che non piace per niente ai 'romani' e neppure ai capi locali del Pd meridionale, dal pugliese Michele Emiliano al calabrese Marco Minniti. "Meglio un lavoro di coordinamento tra le regioni del Nord per avere più poteri e rappresentanza", dice Martina. è l'effetto Lega sul Pd. In attesa di capire se si svilupperà un effetto Roma, questo sì imprevisto. Le sorti del nuovo partito si giocano per un pugno di voti nella città delle notti bianche e del tappeto rosso, dei funerali scenografici e dei viaggi in Africa e ad Auschwitz: la capitale del centrosinistra vincente costruito negli anni Novanta da Rutelli e poi da Veltroni. Per impedire che anche il Campidoglio finisca in mano alla destra Rutelli ha fatto un bagno di umiltà, arrivando a sottoporsi alle domande dei cittadini su Teleroma 56, l'emittente privata da cui parlava venticinque anni fa, quando era un deputato radicale agli esordi. E Veltroni ha ricominciato il suo tour nelle periferie, battute in sette anni da sindaco. Se Roma non tradisce, si può ripartire con il progetto del Pd. In caso contrario, per 'Walter Rutelli' sarà un brutto risveglio. Per Rutelli, certo, ma anche per Walter. n.

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Riservato (sezione: Schola)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 24-04-2008)

Argomenti: Scuola

Attualità UNIVERSITà Fioroni non prende i voti Le nuove regole sull'accesso alle facoltà a numero chiuso obbligatorio stanno mandando in tilt le macchine ministeriali. Dal 2008, aveva annunciato l'uscente ministro Giuseppe Fioroni, "conteranno bravura e curriculum scolastico". Misurati così: il voto di maturità se superiore agli 80/100, la lode se c'è, l'essersi piazzati nel gruppo di testa, e le medie del 7 e dell'8 dei tre anni prima del diploma. Ma la grande riforma si è scontrata con la realtà. I test di accesso si fanno a settembre, gli esami di maturità a luglio: poche settimane, per giunta in agosto, per avere i documenti dalle scuole. E poi, c'è il rischio-ricorsi da particolari categorie di studenti. Quelli più anziani per esempio, che si sono diplomati 10-15 anni fa e si iscrivono quest'anno all'università: dovrebbero ritrovare vecchi documenti negli scantinati delle loro scuole. E quelli stranieri: come valutare le 'a' e le 'b' di uno studente inglese? E poi: dare punti alla lode significa discriminare chi si è diplomato quando non era prevista, cioè fino all'anno scorso. Dettagli, che però contano quando si tratta di entrare in club chiusi per carriere sicure (come Odontoiatria: 12-13 mila domande per 600 posti). Potrebbero fioccare i ricorsi, e far saltare l'inizio d'anno per aspiranti medici, farmacisti, veterinari, dentisti e architetti edili. Non resta che rinviare tutto. Per quest'anno niente voti, poi si vedrà. R. C. Attualità TRANSAZIONI Profumo biancoceleste Corposa transazione finanziaria tra Lazio calcio, presieduta da Claudio Lotito, e Unicredit Banca d'Impresa di cui è ad Alessandro Profumo. Le due società hanno firmato un accordo che farà felici gli azionisti del club. Unicredit-Banca di Roma vantava un credito di oltre 11 milioni verso la Lazio, ma ha preferito chiudere la posizione rinunciando a 5,18 milioni, mentre il club biancoceleste pagherà 6,68 milioni, in comode rate trimestrali, senza interessi. La banca, in qualità di ex azionista, aveva versato 14,5 milioni nel 2003 per consentire un aumento di capitale sociale, ma erano stati utilizzati solo 6,5 milioni e 8 milioni venivano chiesti in restituzione, con relativi interessi. Per i rappresentanti della Lazio quei soldi erano entrati nelle casse e dovevano intendersi patrimonio della società, non rimborsabile. Alla fine, tra Lotito e Profumo, è prevalsa la linea del compromesso. G. Mas. Attualità Prodi risale in cattedra Il Professore torna a fare il professore. Romano Prodi, che negli atteggiamenti non ha mai dimesso gli abiti del docente, si starebbe preparando a tornare nei ranghi dell'università, che aveva abbandonato alla metà degli anni Novanta, salvo una breve ripresa, per gettarsi in politica. A Bologna, l'ateneo dove ha più a lungo operato, sarebbero felici di rivederlo alla sua cattedra di ordinario di Economia e politica industriale. Prodi, che compirà 69 anni ad agosto, secondo l'ordinamento sullo status dei professori universitari ha a disposizione ancora quattro anni prima di chiudere la sua carriera. Avrebbe potuto restare ancora sei anni, fino ai 75, ma sarà penalizzato dal cosiddetto comma 437 della Finanziaria del suo ministro Tommaso Padoa-Schioppa che riduce di due anni il periodo fuori ruolo dei professori di prima fascia. Il prestigio è fuori discussione e qualsiasi università sarebbe pronta a chiamarlo per affidargli una docenza, tuttavia l'ex premier da tempo ha affermato di vivere bene nella sua città. Intanto, a parte l'ateneo felsineo, ha ricevuto inviti da varie università straniere, soprattutto americane e britanniche, per tenere corsi e seminari. Tra i progetti accademici anche quello di riprendere la direzione della rivista 'Industria', edita dal Mulino e selezionata dall'American Economic Association come una delle migliori del settore. G. S. Attualità Banchieri e bancari Battuta pungente. Aldo Bonomi, sociologo della questione settentrionale, alla Fondazione Feltrinelli a Milano: "Eravamo tanto contenti che i banchieri firmassero alle primarie del Pd. Peccato che siano mancati i bancari". Attualità RAI La MARCIA su viale MAzzini La battuta circola a viale Mazzini: "Siamo gli antemarcia, gli altri al massimo sciarpa littorio". Il riferimento è allo status che il fascismo riconobbe a chi vi aveva aderito prima della marcia su Roma, gli 'antemarcia' appunto, ai quali fu affiancata un'altra categoria, 'sciarpa littorio', quelli giunti poco dopo. Nella settimana dopo le elezioni i promotori di lettera22, associazione di giornalisti di centrodestra, sono stati sommersi dalla richiesta di nuove adesioni, soprattutto fra i giornalisti Rai. L'ispirazione, nelle intenzioni, vuole essere montanelliana, per questo la decisione di chiamarsi lettera22 come la Olivetti inseparabile strumento di lavoro di Indro Montanelli. La volontà è di contrapporsi ad articolo21, associazione di cui è portavoce Giuseppe Giulietti. L'atto di fondazione è stato il 4 aprile: oltre agli organizzatori Corsini, Monfredi, Maurizio, Sangiuliano, a tenere a battesimo l'iniziativa anche Gasparri, Guzzanti, Landolfi, Mimun, Paglia. Allora le adesioni furono 150, gli antemarcia; ora in pochi giorni le richieste di iscrizione sono diventate oltre 400, saranno 'sciarpe littorio'. T. M. Attualità GRANDI OPERE A MORATTI piace la cascina Primi riservatissimi contatti tra Massimo Moratti e la società EuroMilano: il presidente dell'Inter sarebbe interessato a esaminare la grande area (53 ettari) di Cascina Merlata, adiacente all'Expo 2015, per realizzarvi il futuro stadio dell'Inter. Il gruppo di lavoro sul tema stadio è operativo da tempo (in precedenza si era accennato a un interesse per l'asse Bicocca-Sesto). Sul masterplan di Cascina Merlata, nei mesi scorsi, si sono confrontati in un concorso di idee 11 studi di architettura, tutti italiani; il vincitore sarà reso noto prossimamente. EuroMilano è una società di sviluppo immobiliare che vede soci Intesa Sanpaolo, la Finco di Bernardo Caprotti e Prospettive Urbane che comprende coop rosse e bianche. E. A. Attualità Rasy express Un weekend di giugno ricco di soddisfazioni, ma anche con qualche complicazione, si prospetta per Elisabetta Rasy. Il suo ultimo libro, 'L'estranea' (Rizzoli), è stato scelto dalle rispettive giurie di critici tra i finalisti di due ambiti premi letterari: il Grinzane Cavour e il Rapallo Carige. In ballo, oltre agli allori, sostanziosi assegni che lievitano se il finalista è proclamato vincitore assoluto dalle giurie popolari. Il problema è che le cerimonie di premiazione sono fissate entrambe il 14 giugno, una al castello di Grinzane, l'altra a Rapallo dove è tradizione che le finaliste (oltre a Rasy le prescelte sono Caterina Bonvicini e Simona Vinci) presentino di persona i propri romanzi. Che fare per Elisabetta che non è ubiqua come Sant'Antonio? Rinunciare a salire su un palco o gettarsi in una folle corsa lungo i 177 chilometri tra Grinzane (cerimonia prevista ore 16) e Rapallo (ore 18)? Sembra certo che sceglierà la guida spericolata. L. Q. Attualità AEROPORTI Sab in picchiata Un buco da 3 milioni nella società di handling controllata. E una durissima guerra in corso con lo scalo di Forlì, partecipato al 16 per cento, per il mercato low cost. è la difficile situazione cui deve far fronte Giuseppina Gualtieri, presidente di Sab, la società di gestione dell'aeroporto di Bologna, sotto il fuoco incrociato anche di Pdl e sinistra radicale per gli scoperti accumulati dalle compagnie aeree. Blindata dal Pd, lei prosegue, con l'appoggio dei soci pubblici e privati della Sab, nella competizione con Forlì. Ma non cela il sospetto che dietro agli attacchi allo scalo bolognese si "nascondano interessi a indebolire il valore di mercato della società". Soprattutto in vista della ricerca di un nuovo partner industriale per il risanamento della società di handling, con una gara pubblica prevista in settembre. N. R. Attualità RESTAURI La Madonna contesa Alla fine è toccato a Giorgio Napolitano evitare che a Firenze scoppiasse una nuova guerra tra guelfi e ghibellini. Pomo della discordia? Il celebre dipinto di Raffaello la 'Madonna del cardellino' che dal 1999 è stato sottoposto ad accurato lifting nell'Opificio delle Pietre Dure. Finito il restauro il dipinto a settembre avrebbe dovuto essere esposto al Quirinale, per poi tornare agli Uffizi di Firenze. Ma qui l'idea di un'anteprima romana ha suscitato mugugni. Se favorevoli alla trasferta romana erano il soprintendente Cristina Acidini e il direttore degli Uffizi Antonio Natali, i contrari si sono rivelati più numerosi, dall'assessore alla Cultura Giovanni Gozzini al senatore di Fi Paolo Amato. Per evitare una guerra, Giorgio Napolitano ha detto al sindaco di Firenze Leonardo Domenici che spettava ai fiorentini godersi in anteprima il restauro dell'opera. A settembre la Madonna verrà esposta a Firenze e a inaugurare la mostra sarà il Capo dello Stato. M. La. Attualità CARABINIERI C'è posta per l'Arma Le Poste faticano a consegnare le missive? In Lombardia la Benemerita s'ingegna. Il Comando regionale, anche per ridurre le spese della corrispondenza interna, ha disposto che i carabinieri svolgano alcune attività tipiche degli impiegati postali. I carabinieri-postini dovranno suddividere la corrispondenza in ordinaria, raccomandata e assicurata, pesarla e timbrarla, elencarla in appositi stampati e inserirla in bolgette (borse). Il Cobar, sindacato dei carabinieri, è perplesso sulla trasformazione dei militari in operatori di sportello. M. R. Attualità AUTOCANDIDATURE Achille il fiorentino "Io sindaco? Se Veltroni me lo chiede...". Questa battuta di Achille Serra ha messo a soqquadro il Pd fiorentino, dove è già iniziata la corsa alla successione, nel 2009, del sindaco Leonardo Domenici. In pole position l'ex ds Daniela Lastri, il presidente della Provincia Matteo Renzi, il ministro Vannino Chiti (che ha finora sempre detto di no) e Lapo Pistelli, stretto collaboratore di Veltroni. Troppi galli in un pollaio. Così la scesa in campo di Serra è parsa sparigliare le carte. Ma l'ex prefetto, nel frattempo eletto senatore del Pd, si è subito ritratto. "Era una battuta...". Nel capoluogo toscano in molti pensano che proprio Serra, che da prefetto fiorentino fu apprezzato per la gestione del Social forum, potrebbe essere la carta a sorpresa di Veltroni, nel caso che il Pd fiorentino si dilani tra opposte candidature. Anche perché il Pdl punta alla conquista di palazzo Vecchio, magari candidando un calibro da novanta come il portavoce di Berlusconi Paolo Bonaiuti. M. La. Attualità SIGNORNò E Lazzaro risorge DI MARCO TRAVAGLIO Walter Veltroni ce l'ha messa tutta per recuperare l'enorme dislivello che separava il Pd dal Pdl a causa del discredito accumulato dall'Armata Brancaleone dell'Unione. Forse la vittoria era una mission impossible, anche se, come osserva Giovanni Sartori, non s'è mai vista una campagna elettorale senz'attacchi all'avversario (e a quell'avversario, poi.) e con 'nuove' candidature così infelici. Ma siamo sicuri che la sconfitta fosse così ineluttabile e Berlusconi così invincibile, visto che fra l'altro il Pdl ha perso 100 mila voti rispetto a quelli raccolti da Forza Italia e An nel 2006 e solo la Lega è cresciuta? Flash back a cinque mesi fa. Novembre scorso: il Cavaliere ha appena fallito l'ennesima 'spallata' a Prodi sulla finanziaria. Gli alleati lo scaricano e danno per scontato che il governo reggerà fino alle europee del 2009. Dini rinfodera i propositi di ribaltone. Mastella dice che Prodi durerà cinque anni. Il Cavaliere convoca vertici a Palazzo Grazioli a cui partecipa da solo. Fini, Casini e Bossi celebrano i funerali della Casa delle libertà. Bossi cerca il dialogo con Prodi sul federalismo. Casini parla addirittura di conflitto d'interessi. Fini di riforma della tv. Isolato, disperato, politicamente morente, Silvio fonda il nuovo partito sul predellino della Mercedes. Casini se ne sta alla larga. Bossi si fa una risata. Il più duro è Fini: "Altro che teatrino della politica: siamo alle comiche finali. Nessuna possibilità che An si sciolga nel nuovo partito. Silvio con me ha chiuso. Se vuol fare il premier deve fare i conti con me, che ho pure 20 anni di meno: mica crederà di essere eterno! Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più. Si faccia appoggiare da Veltroni." (18 novembre). Giornali e tv berlusconiani lo attaccano alzo zero. "Berlusconi", sbotta Fini, "ha distrutto la Cdl. E noi dovremmo bussare alla sua porta col cappello in mano e la cenere sulla testa? Non siamo postulanti. Tornare all'ovile? Sono il presidente di An, non una pecora" (16 dicembre). A quel punto solo la sinistra può salvare il Cavaliere. E infatti lo salva. è lì apposta. Replay della Bicamerale di D'Alema. Uòlter usa i 3 milioni di voti delle primarie non per rafforzare il governo Prodi e gli oppositori interni a Berlusconi, ma per aprire un 'tavolo delle riforme'. Con chi? Con Silvio. Che lo elogia estasiato: "è un vero riformista, spero non si faccia condizionare dai suoi". E Walter: "L'intesa con Berlusconi è indispensabile". Mastella, minacciato dalla riforma elettorale e dal referendum che taglieranno i partitini, rovescia il governo con la scusa dell'arresto della moglie. Berlusconi s'infischia delle riforme e punta dritto al voto. La pecora Fini torna all'ovile, con Bossi e l'Mpa. Così il 13 aprile Lazzaro risorge per la seconda volta. E si riprende l'Italia, mentre la sinistra si suicida. Viene in mente Nanni Moretti: "Con questi dirigenti non vinceremo mai". O Corrado Guzzanti-Rutelli-Alberto Sordi: "A Berlusco', ricordate de l'amici, ricordate de chi t'ha voluto bbene!". Attualità STRONCATURE Mal di Agus Milena Agus, celebrata autrice di 'Mal di pietre', considerata da pubblico e critica come la rivelazione dell'anno passato? Kaputt. Stroncata per "falso sardinismo" dal critico Massimo Onofri. Mariolina Venezia, vincitrice del Campiello? Accusata da Renato Nisticò di aver cancellato con il suo 'Mille anni che sto qui' addirittura la questione meridionale. Sono solo due dei miti letterari dell'anno smontati in 'Dieci libri', almanacco della critica in uscita da Scheiwiller, a cura di Alfonso Berardinelli, che da quest'anno segnalerà attraverso i pareri di dieci critici, le dieci novità, in bene e in male, più significative dell'annata. Il volume, che sarà presentato al Salone del Libro di Torino, promuove Ermanno Cavazzoni e Andrea Carraro, elogiato da Filippo La Porta per il romanzo 'Il Sorcio', mentre boccia, con toni aggressivi, due intoccabili: Domenico Starnone e Aldo Nove. Al primo Mario Barenghi dà un colpo basso parlando del suo romanzo uscito nel 2007 come di un libro dove "non c'è il coraggio di raccontare una storia". Angela Borghesi invece demolisce i versi dell'ex capostipite del pulp, usciti da Einaudi, su Maria Vergine. E le sue velleità di poeta. A. Fi. Attualità Orgoglio Cesaroni L'ex borgata Garbatella è sempre più visitata come gioiellino urbanistico di Roma. è partito anche un progetto di valorizzazione turistica con tanto di pannelli informativi, ma ora c'è il rischio che la gente ci vada, come fu per il Mulino Bianco, perché la zona è la principale location de 'I Cesaroni', la serie di Canale 5 con indici di ascolto altissimi: al punto che se ne farà anche un film. Ma la fiction è diventata anche l'ultima trincea dalla quale Rutelli combatte contro Alemanno per diventare sindaco. Durante la sua street parade elettorale, Rutelli se l'è presa con i leghisti e i loro alleati, "infastiditi da successi tv come questi, che traducono al meglio la società romana". V. P. Attualità Papillon padano è una delle colonne più antiche della Lega, di cui firmò l'atto di nascita dal notaio, una vita fa: eppure del suo papillon s'erano perse le tracce. Giuseppe Leoni, detto Senatur prima ancora che lo diventasse Bossi, è tornato in Parlamento. La sua prima elezione risale a ben 21 anni fa: era il 1987 e l'allora Lega Lombarda non andava oltre lo 0,5 per cento. Intanto l'architetto di Mornago in nome della fedeltà al capo diventava pure direttore de 'La Padania', lui che di esperienza giornalistica ne aveva poco o niente. Più in linea il suo ultimo incarico, quello di presidente dell'Aero Club d'Italia: Leoni vola sui piccoli aerei da più di trent'anni. Ora riporta i suoi baffi in Senato, con la stessa fedeltà e mussando i tratti celoduristi: sarà forse, come ha confessato in un video, che il suo primo voto da giovanotto fu per Ugo La Malfa. S. Rad. Attualità Top 3 in tv: fiction, informazione e sport I programmi più visti tra il 15 marzo e il 15 aprile 2008 Rete Uscite Audience Share Media Medio % Fiction 1 Rebecca la prima moglie Rai Uno 2 7.697.034 29,2 2 Cesaroni Canale 5 3 7.323.426 30,5 3 Il coraggio di Angela Rai Uno 2 6.403.675 25,1 Informazione 1 Tg1 Sera Rai Uno 32 7.015.810 30,9 2 Tg5 Sera Canale 5 32 6.057.885 26,6 3 Tg1 Giorno Rai Uno 32 5.023.206 30,6 Sport 1 Formula 1 - GP Bahrain Rai Uno 1 9.531.458 47,9 2 MotoGP - GP Portogallo Italia 1 1 7.221.607 37,5 3 Champions League Rai Uno 1 6.654.923 24,2 Manchester Utd-Roma Tra il 15 marzo e il 15 aprile il programma più visto in assoluto è stato il Gran Premio del Bahrain, con un ascolto medio di 9,5 milioni. Tra le trasmissioni sportive, la MotoGP ha riscosso maggior seguito dei quarti di finale di Champions League. Sul fronte delle fiction, grande successo per 'Rebecca la prima moglie', con un'audience di 7,7 milioni Elaborazioni Studio Frasi su dati Auditel, AGB Nielsen Attualità V-DAY GRILLO fatti più in là Ha scelto la data simbolica del 25 aprile per il V-Day dedicato all'informazione. E la piazza più importante di Torino per dispiegare le truppe del Web. Ma dopo il primo sì del sindaco Sergio Chiamparino, Beppe Grillo deve farsi più in là. Per lui non più piazza Castello, il cuore simbolico della città, ma piazza San Carlo, il salotto buono. Il tiro alla fune che ha visto Comune e grillini contro Regione e contestatori del comico è durato mesi; ha vinto Roberto Placido, vicepresidente del Consiglio regionale e presidente del comitato Resistenza e Costituzione. Al suo fianco, in piazza Castello, artisti molto alternativi quali Yo Yo Mundi, Bebo Storti, Marlene Kuntz: vinceranno anche la sfida del pubblico? O. P. Attualità Olivero bis Si svolgerà dall'1 al 4 maggio, a Roma, il 23 Congresso delle Acli che rinnova i vertici nazionali quattro anni dopo Torino. Avviato verso la riconferma il presidente in carica, Andrea Olivero, che due anni fa, nel 2006, prese il posto di Luigi Bobba, prima senatore della Margherita e ora deputato del Pd. Olivero, cuneese, mosca bianca con i suoi 38 anni nel panorama anagrafico della classe dirigente italiana, non ama troppo essere chiamato 'giovane presidente': "La cosa un po' mi preoccupa. Che basti non avere i capelli bianchi per essere chiamato giovane, mi pare uno dei segni dello sfasamento del nostro Paese". Sul futuro delle Acli Olivero rilancia il tema dell'autonomia dai partiti e del protagonismo sociale. "Uscire dagli steccati e avventurarsi in strade nuove", sono le parole d'ordine del Congresso, dedicato a un tema decisamente ambizioso: 'Migrare dal Novecento, abitare il presente, servire il futuro. Le Acli nel XXI secolo'. T. M.

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La mia vita e la scelta del (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 24-04-2008)

Argomenti: Scuola

La mia vitae la sceltadel votoSono un docente delle scuole superiori di Udine. Ho seguito con attenzione l'andamento della campagna elettorale. Per orientarmi al voto ho privilegiato il confronto di opinioni della stampa, piuttosto che quello delle reti televisive. Per l'ovvio motivo che la prima garantiva un confronto più pacato e meno condizionato dalla parzialità della tv, manipolata dalle simpatie politiche dei vari conduttori, nonchè dal sensazionalismo finalizzato all'audience.Nel decidere il mio voto ha giocato comunque la costante passione per l'informazione politica, che sin dall'adolescenza mi ha tenuto legato alle vicende del nostro Paese. Ma il fattore determinante per la mia scelta dentro le urne è stata l'esperienza vissuta nel quotidiano. In breve: in che modo ho potuto indirizzare il mio voto in base alla qualità della mia vita negli ultimi anni?.La famiglia d'origine: sono figlio unico di due genitori ottuagenari, entrambi invalidi, che mi trovo ad assistere da solo, con entusiasmo, ma anche con fatica, visto che i servizi sociali del mio Comune sono in grado di intervenire solo nelle emergenze, e lasciano dunque ai familiari questo compito.La mia nuova famiglia: nel 2004 sono diventato padre di un bimbo che dal 2005 si è inserito nell'asilo nido di Cividale, con una retta pari a 300 euro mensili. Dal luglio di quell'anno la retta è passata a 700 euro. In mancanza di sussidi dal Comune, sono stato costretto a emigrare nel Comune di Buttrio, che garantiva i sussidi per abbattere le spese dell'asilo nido, pari a 700 euro mensili. Si trattava in entrambi i casi di nidi privati, non essendo disponibili quelli pubblici. Nel contempo, per metter su famiglia, mi è toccato contrarre mutui per un'auto adeguata alla sicurezza del bimbo e per i mobili dell'abitazione, con un contratto di locazione pari a 500 euro mensili escluse le spese. Poi, spese non ordinarie (abbigliamento per l'infanzia, sanità) mi hanno obbligato a contrarre un mutuo sul mutuo, il famoso credito al consumo capestro.La mia professione: come insegnante di ruolo percepisco 1340 euro mensili (contro i 3200 di un docente della vicina Austria). Non esistono rimborsi per mensa, per i trasporti (60 km il giorno), per l'aggiornamento (corsi, libri). So che qualche collega la sera aiuta i parenti a spinar birre al pub per far quadrare i conti. Dall'introduzione dell'euro il potere d'acquisto del mio stipendio è diminuito del 30-40 per cento.Gli amici: gli amici seguono il mio tenore di vita. Molti se la passano peggio e con loro molti altri. Per esempio uno è autista in una cooperativa per disabili: 800 euro mensili per 10-12 ore fra guida e disposizioni. Un'altra è stata assunta da un nuovo centro commerciale a Pradamano. Ha visto sfilare accanto a se' colleghi licenziati dopo una entusiastica campagna di assunzioni della ditta. Morale: 900 euro al mese, copertura di turni feriali e festivi e numerose ore di straordinario per compensare gli ex colleghi tornati a casa. Ho molti amici che se la passano meglio ma non ne parlo perchè il mio tenore di vita non mi consente di frequentarli.La sanità:a. ho accompagnato mio padre, 88 anni, malato, a otto (!) visite preliminari prima dell'intervento. diagnosi dicembre 2007; intervento aprile 2008.b. ho prenotato una colonscopia a febbraio. L'esame è previsto per i primi di luglio.c. la "manutenzione" minima di un odontoiatra (2 sedute, igiene, piccola carie) mi è costata 600 euro (di cui 300 in anticipo). Nel 1981 sono emigrato per un anno in Germania. Gli interventi degli odontotecnici là erano immediati, mutuabili, condotti da chirurghi di fama, anche per magazzinieri come me, all'epoca.La magistratura. La prima udienza al tribunale dei minori di Trieste per l'affido di mio figlio è avvenuta 7 mesi dopo il ricorso. La seconda, rinviata per un cavillo burocratico, è stata fissata 5 mesi più tardi.La scuola. La "riforma Fioroni" ha fissato corsi di recupero per superare i debiti formativi degli allievi. Molti corsi sono stati ridotti per mancanza di fondi. Alcuni docenti saranno "precettati" per completarli nella seconda metà di agosto.L'ambiente. Mi trovo per errore a conferire nella discarica di inerti del paese una tavoletta di eternit, trovata in cortile, non so come. Lì vicino c'è una fabbrica dismessa, come molte altre nei dintorni. "La metta dove vuole, anche sotto il letto, ma non qui!", grida zelante, il funzionario.La politica locale: ho partecipato a un comizio. Un ex assessore della giunta Illy ha parlato 45' nella sala di un grande albergo. Cortine fumogene. Non ho capito nulla delle novità della gestione Illy. Tanto meno dei meriti di cui tale candidato si vantava. Di Illy, che pure ho votato, ho capito dai giornali che inaugurava seggiovie, centri commerciali e andava a lavoro in moto. Di Strassoldo, l'ex rettore, ho capito che mercanteggiava voti.La politica nazionale. Ovviamente ho capito che non potevo scegliere i miei candidati. Volevo votare Ferruccio Saro, ma non so bene da quale circoscrizione sia poi sbucato: da un tartufo d'alba, da una bresaola a Sondrio, o forse da un pecorino sardo, a Oristano. Non so bene. Ho partecipato al comizio di Veltroni al Teatro Giovanni da Udine. Cortine fumogene. Ero emozionato, l'ho anche votato ma il discorso buonista, per catturare i moderati del Nord Est, mi ha steso come il Tavor. ha fatto però una cosa meritevole: spazzato dal salotto di Bruno Vespa (e dai negozi di lusso di via Condotti) Fausto Bertinotti.Livio BraidaSan Giovanni al NatisoneEsterofiliain campagnaelettoraleHo visto su vari organi d'informazione l'immagine del neoeletto presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Renzo Tondo, mostrare una maglietta a mezze maniche, con su la scritta: "Renzo Tondo For President". Che forse anch'egli soffra di quella grave sindrome denominata: "Esterofilia", essendo stato contagiato ascoltando i vari radio giornali, telegiornali e leggendo la carta stampata?Carmine FiorenzaUdine.

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I precari della scuola: "Governo ha soldi per Alitalia, non per assumerci" (sezione: Schola)

( da "Dire" del 24-04-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA - Dopo il prestito-ponte all'Alitalia monta la rabbia dei precari della scuola che denunciano "il governo Prodi, dopo aver dato 300 milioni di euro in prestito all'Alitalia, prestito che non verrà mai restituito, si rifiuta di firmare l'immissione in ruolo dei docenti precari". Lo scrivono in una nota il Cipna (Comitato insegnanti precari non abilitati) il forum PrecariSalerno, il forum Precariscuola. Eppure, raccontano gli insegnanti, più volte sono arrivate rassicurazioni sia dal viceministro Bastico, sia dal ministro Fioroni, sul fatto che l'esecutivo avrebbe firmato la seconda tranche di immissioni in ruolo previste dalla finanziaria del 2006 prima dell'insediamento delle nuove Camere che avverrà il 29 aprile. Ma, per i docenti, "la politica ha figli e figliastri: i lavoratori dell'Alitalia sono di serie A ed i precari della scuola sono di serie B, visto che assumere i 50.000 docenti ed i 10.000 Ata previsti dalla Finanziaria 2006 costerebbe una cifra di gran lunga inferiore rispetto ai 300 milioni di euro stanziati per tutelare per pochi mesi i 18.000 lavoratori dell' Alitalia". La questione passerà dal 29 aprile al nuovo governo. I docenti, ora, sperano "che anche queste non siano parole al vento" e chiedono "che qualcuno, tra vecchio e nuovo governo, si decida a far rispettare la legge Finanziaria del 2006 e firmi la seconda tranche di immissioni in ruolo previste". 24 aprile 2008.

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CAMPIDOGLIO/ ASS.NI CATTOLICHE: DISPIACIUTI PER ASSENZA (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 24-04-2008)

Argomenti: Scuola

RUTELLI "L'incontro non era un faccia a faccia ma ascolto dei giovani" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 24 apr. (Apcom) - "Siamo grati al ministro Fioroni perchè ha rispettato gli organizzatori, non si può non esprimere che profondo dispiacere nei confronti del candidato sinsaco Rutelli, che avrebbe avuto modo in questa occasione di ascoltare le espressioni più vive del mondo cattolico che lavora in frontiera a Roma". E' il comunicato congiunto delle associazioni cattoliche che hanno partecipato all'incontro che si è svolto al centro Don Orione - Appio di Roma al quale hanno preso parte Gianni Alemanno e il Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni in rappresentanza di Francesco Rutelli. "L'incontro - prosegue la nota - come possono testimoniare tutti coloro che vi hanno preso parte non aveva e non ha avuto i toni polemici di un faccia a faccia tra candidati, ma solo l'ascolto di chi sul campo giorno per giorno vive le problematiche giovanili". Questa iniziativa di oggi, precisano le associazioni "rappresenta l'occasione per sancire la nascita di un tavolo permanente sulle politiche giovanili al quale aderiscono da subito alcune delle maggiori realtà di ispirazione cattolica di Roma. Chiunque verrà eletto sindaco della Capitale ci auspichiamo che tenga conto delle nostre proposte e idee". Hanno preso parte all'incontro l'Opera Don Orione-provincia religiosa SS. Apostoli, Movimento giovanile Salesiano - Lazio, Opera Don Guanella, Movimento Cristiano Lavoratori, Fondazione sussidiaretà, Movimento Tra noi, associazione di volontariato Nuovi Orizzonti onlus, Comunità Incontro, Compagnia delle Opere.

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SCUOLA/ I PRECARI CONTRO PRESTITO ALITALIA: FIGLI E... -2- (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 24-04-2008)

Argomenti: Scuola

350.000 supplenti sperano nel nuovo governo: mantenga promesse postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 24 apr. (Apcom) - Da anni la scuola detiene il record dei comparti lavorativi dei lavoratori precari. Un numero che negli ultimi anni è sempre più cresciuto: oggi nelle graduatorie del ministero della Pubblica Istruzione figurano 300 mila docenti abilitati ed altri circa 70.000 non docenti che ogni anno vengono chiamati per una supplenza lunga. Più altri innumerevoli lavoratori che si accontentano di supplenze brevi e che risultano solo nelle liste degli istituti o addirittura fuori graduatoria. "La politica come al solito ha figli e figliastri", incalzano i precari: "Fioroni e la Bastico sono stati nuovamente eletti in Parlamento, ma sia chiaro che con la loro politica giocata sulla menzogna e sulla presa per i fondelli dei lavoratori non faranno molta strada: la presa in giro di queste ore resterà una macchia indelebile nel loro curriculum politico". Le speranze dei lavoratori della scuola in attesa di posto fisso non sono però finite. La questione precari passerà infatti al nuovo governo: soprattutto per le parole pronunciate in campagna elettorale. "La responsabile scuola del Pdl Valentina Aprea - ha dichiarato il 26 Febbraio alla rivista Tuttoscuola che i precari non hanno nulla da temere rispetto alle assunzioni già programmate e per quelle future che hanno a che fare con il 50 % dei posti bloccati dai diritti acquisti. Speriamo - concludono le associazioni - che anche queste non siano parole al vento pronunciate per illudere le legittime aspirazioni dei lavoratori".

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