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IN EVIDENZA
DAL NOSTRO INVIATO
GENOVA — Cestini in testa, saluto romano, rientrare in classe
gattoni. E ora anche una masturbazione in un'aula vuota. Queste le accuse
contro un professore di fisica e matematica di un liceo classico-scientifico di
Genova. Nonostante siano state aperte due inchieste, una della Procura, l'altra
del Provveditorato, Massimo Costantini, 62 anni, da circa venti all'istituto
Martin Luther King, continua a insegnare, non colpito da alcun provvedimento.
Situazione sconcertante per il preside dell'istituto, Renato Delle Piane:
«Vogliamo mandarlo via, ma non ci riusciamo. Lo avevamo già segnalato per
problemi didattici, ma il Provveditorato non ha mai mandato ispettori». Nega
tutto e si difende, il prof Costantini: «Ero in un'aula deserta per mangiare un
panino in pace, altro che atti osceni». L'incubo inizia tre settimane fa: una
studentessa lo avrebbe colto mentre si masturbava. Aveva dimenticato la sciarpa
e, tornata indietro, si sarebbe trovata di fronte «agli atti osceni». Corsa via
scanda-lizzata, si è sfogata con un bidello, poi con il preside, infine le sue
parole sono state verbalizzate da un funzionario di polizia.
«Una calunnia pazzesca. Una vendetta perché lo scorso anno le ho
dato il debito in fisica », ha spiegato Costantini all'ispettore che sta
indagando sul caso. Un'indagine appena cominciata: «L'ispettore sta
raccogliendo testimonianze tra gli studenti per accertare quanto è stato
segnalato — spiega il provveditore Rosaria Pagano —. Sappiamo che la vicenda
denunciata dalla studentessa non ha testimoni, quindi prevediamo che sarà la
magistratura ad andare avanti. Ma ci sono altri aspetti da appurare ». Sotto la
lente alcuni comportamenti «anomali» del professore, «stravaganze» didattiche
messe nero su bianco, non più leggenda sulla bocca degli allievi: cestini presi
a calci, studenti obbligati a metterci la testa dentro, saluti romani, qualcuno
parla anche di parolacce. «È un bel personaggio il Costa — raccontano i più
calmi, fuori dalla scuola —, fa il duro, con lui è impossibile parlare». Altri,
invece, non hanno mezzi termini: «Due compagni sono stati costretti a entrare
in classe carponi, mentre lui faceva il verso del maiale».
E poi ci sono i «voti bassi senza ragione», «le urla», «il non capire
niente quando spiega»: nulla in confronto alla storia denunciata, ma quanto
basta per allertare il Provveditorato. Che però nega di essere intervenuto in
ritardo: «Le ispezioni non sono partite perché non avevamo ispettori
disponibili subito». Ora le segnalazioni sono andate oltre. E le famiglie sono
sul piede di guerra. Prima fra tutte quella della studentessa che
«denunciante», che, però, non si sbilancia: «Abbiamo fiducia nelle
istituzioni». Intanto al liceo non si parla d'altro, nonostante il timore di
ripercussioni: «Ci hanno detto di non commentare, ma non è giusto — si sfoga
una ragazza —. Questa storia è solo la punta dell'iceberg: la verità è che
Costantini pretende rispetto ma non sa darlo». E mentre nei blog «il Costa» è
diventato «il maniaco», in Provveditorato si attende la relazione definitiva
dell'ispettore che potrebbe preludere a un provvedimento di sospensione. Per il
momento il prof mantiene le sue classi. Ma c'è anche chi non si lamenta:
«Adesso è un agnellino, solo voti alti e parole dolci».
Grazia Maria Mottola
L'Istruzione alla vedetta lombarda (
da "Italia Oggi" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sarà al posto di Fioroni e Mussi Bella è bella. Di quella bellezza un po' algida che spesso accompagna le donne la cui vita è un misto di talento e determinazione. Militante di Forza Italia della prima ora, è via via cresciuta nella stima del Cavaliere, che tre anni fa le ha assegnato le sorti delicate del partito in Lombardia.
Scuola, confermato lo sciopero (
da "Corriere Alto Adige" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: impone alle scuole di continuare a sperimentare le disposizioni della nuova legge sulla base delle vecchie deliberazioni della giunta provinciale. Secondo i docenti, non può essere la giunta a fissare le modalità dei corsi esterni opzionali, individuano istituti musicali e associazioni sportive che li dovranno svolgere.
Il triangolo assente dell'apprendimento (
da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuola e università riformate (si pensi al volume curato da Beccaria "Tre più due uguale a zero", edito da Garzanti nel 2004). La critica delle retoriche "semplificatrici" è il punto di avvio del testo di Vittorio Campione e Silvano Tagliagambe "Saper fare la scuola: il triangolo che non c'è" (Einaudi): insieme a Roberto Maragliano hanno a vario titolo collaborato con Berlinguer
PERUGIA - I costi di gestione delle scuole paritarie
aumentano mentre i contributi del (
da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: delle Regioni e degli Enti Locali restano invariati da anni, sebbene il ministro Fioroni abbia recuperato il taglio lasciato in eredità dal precedente governo", spiega Luigi Morgano della FISM, la Federazione italiana scuole materne. "E con i contributi che restano ancora invariati, il costo dell'aumento è ovviamente ed unicamente a carico delle famiglie.
Tasse a misura di famiglia: la deduzione in rampa di lancio (
da "Vita non profit magazine" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma in compenso arriva la Carta dello studente Il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ha trovato i soldi per un regalo d'addio ai 2,5 milioni di studenti delle superiori: a settembre arriverà la carta "IoStudio": musei gratis, sconti al cinema, nelle oasi del WWF e negli agriturismi confiscati alla mafia.
Caos calmo e democratico (
da "Espresso, L' (abbonati)" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: si ribella Giuseppe Fioroni, in corsa per fare il capogruppo del Pd alla Camera, deciso a difendere l'anima cattolica del partito: "Se diventiamo il Pci del Terzo millennio è finita". Il ministro guarda con affetto in direzione dell'Udc di Pier Ferdinando Casini: "Hanno fatto una bella partita, sono stati bravi".
Riservato ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Attualità UNIVERSITà Fioroni non prende i voti Le nuove regole sull'accesso alle facoltà a numero chiuso obbligatorio stanno mandando in tilt le macchine ministeriali. Dal 2008, aveva annunciato l'uscente ministro Giuseppe Fioroni, "conteranno bravura e curriculum scolastico".
La mia vita e la scelta del (
da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma Fioroni" ha fissato corsi di recupero per superare i debiti formativi degli allievi. Molti corsi sono stati ridotti per mancanza di fondi. Alcuni docenti saranno "precettati" per completarli nella seconda metà di agosto.L'ambiente. Mi trovo per errore a conferire nella discarica di inerti del paese una tavoletta di eternit,
I precari della scuola: "Governo ha soldi per
Alitalia, non per assumerci" (
da "Dire" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sia dal ministro Fioroni, sul fatto che l'esecutivo avrebbe firmato la seconda tranche di immissioni in ruolo previste dalla finanziaria del 2006 prima dell'insediamento delle nuove Camere che avverrà il 29 aprile. Ma, per i docenti, "la politica ha figli e figliastri: i lavoratori dell'Alitalia sono di serie A ed i precari della scuola sono di serie B,
CAMPIDOGLIO/ ASS.NI CATTOLICHE: DISPIACIUTI PER ASSENZA (
da "Virgilio Notizie" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: (Apcom) - "Siamo grati al ministro Fioroni perchè ha rispettato gli organizzatori, non si può non esprimere che profondo dispiacere nei confronti del candidato sinsaco Rutelli, che avrebbe avuto modo in questa occasione di ascoltare le espressioni più vive del mondo cattolico che lavora in frontiera a Roma".
SCUOLA/ I PRECARI CONTRO PRESTITO ALITALIA: FIGLI E... -2- (
da "Virgilio Notizie" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incalzano i precari: "Fioroni e la Bastico sono stati nuovamente eletti in Parlamento, ma sia chiaro che con la loro politica giocata sulla menzogna e sulla presa per i fondelli dei lavoratori non faranno molta strada: la presa in giro di queste ore resterà una macchia indelebile nel loro curriculum politico".
( da "Italia Oggi" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 098, pag. 5 del
24/4/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF
Al dicastero di viale Trastevere la Maria S. Gelmini,
coordinatrice di Fi per la Lombardia L'Istruzione alla vedetta lombarda
Avvocato, 34 anni, bresciana, sarà al posto di Fioroni e Mussi Bella è bella. Di quella bellezza un po' algida che
spesso accompagna le donne la cui vita è un misto di talento e determinazione.
Militante di Forza Italia della prima ora, è via via cresciuta nella stima del
Cavaliere, che tre anni fa le ha assegnato le sorti delicate del partito in
Lombardia. è Maria Stella Gelmini, avvocato, 34 anni, originaria di
Brescia, nubile. Dopo i successi del Pdl in terra lombarda, la Gelmini si
accinge a fare il grande salto sul palcoscenico nazionale della politica con un
incarico nel prossimo governo Berlusconi. Sarà probabilmente- un po' di
accortezza è ancora d'obbligo-ministro della pubblica istruzione. Un dicastero
che tornerà ad accorpare a sé anche quello dell'università e ricerca. Insomma,
la Gelmini -scalzando il coordinatore nazionale di FI, Sandro Bondi che andrà
ai Beni culturali- prenderà il posto che fino ad oggi hanno occupato Beppe Fioroni -Istruzione- e Fabio Mussi -Università e ricerca- e
che prima di lei-nel precedente governo Berlusconi- ha avuto un'altra donna di
ferro lombarda, l'attuale sindaco di Milano, Letizia Moratti. Lo aveva detto,
il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, "nel mio esecutivo ci saranno donne
in gamba". E lei, che con il Cavaliere ha un rapporto diretto ("ci
sentiamo al telefono anche tutti i giorni", ha ammesso la Gelmini), non
poteva mancare all'appello. Non ha esperienze nel settore specifico della
scuola. Ma questo non è mai stato un problema. Per fermarsi ai casi più
recenti, Fioroni è un medico, la Moratti
un'industriale. Della Gelmini si dice-e lo dice lo stesso Cavaliere- che sia
una "perfettina", una "rompiscatole", dotata però di un
sano senso della diplomazia e di molta oculatezza nel soppesare le forze in
campo. Giovanissima, è entrata in politica come volontaria in coincidenza con
la nascita di Forza Italia nel
( da "Corriere Alto Adige" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-04-24 num: -
pag: 6 categoria: REDAZIONALE Lo scontro Docenti fermi la prima ora del 9
maggio e l'intera giornata del 27 Scuola, confermato lo sciopero I sindacati:
"La legge provinciale invade l'autonomia" BOLZANO - I docenti delle
scuole altoatesina proclamano lo sciopero contro il ddl provinciale sull'ordinamento
scolastico. I segretari generali de Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Ssg
Asgb avevano già proclamato, lo scorso 14 aprile, lo stato di agitazione del
personale docente delle scuole primarie e secondarie di primo grado della
provincia di Bolzano. Martedì c'è stato il tentativo di conciliazione al
Commissario del Governo. "Visti gli esiti negativi del tentativo di
conciliazione - spiegano i sindacati - proclamiamo per il 9 maggio lo sciopero
della prima ora di servizio del personale docente e dirigente delle scuole
primarie e secondarie di primo grado; per il 27 maggio lo sciopero dell'intera
giornata". Gli scioperi sono indetti per chiedere la modifica del disegno
di legge provinciale n. 147/07 "Obiettivi formativi generali ed ordinamento
della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di
istruzione" nelle parti ritenute lesive dell'autonomia delle istituzioni
scolastiche e della professionalità docente. In particolare i sindacati si
focalizzano sull'articolo 15, che attribuisce alle indicazioni provinciali, e
quindi alla giunta distintamente per le scuole dei tre gruppi linguistici, la
possibilità di imporre alle scuole autonome l'attivazione di una quota
facoltativa opzionale. Nel mirino anche l'articolo 17 bis che impone forme
predefinite di opzionalità nell'ambito della quota curricolare che dovrebbe
essere riservata alle istituzioni scolastiche e stabilisce il principio del
riconoscimento di attività extrascolastiche come orario di insegnamento. Infine
l'articolo 23 che, per l'anno scolastico 2008/2009, impone
alle scuole di continuare a sperimentare le disposizioni della nuova legge
sulla base delle vecchie deliberazioni della giunta provinciale. Secondo i
docenti, non può essere la giunta a fissare le modalità dei corsi esterni
opzionali, individuano istituti musicali e associazioni sportive che li
dovranno svolgere. Riforma Scuola elementare.
( da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Formazione
Il triangolo assente dell'apprendimento Nel 1999, difendendo la riforma del governo di centro-sinistra, Umberto Eco
sosteneva la necessità di avere più laureati, anche se meno preparati. Il
protagonista di quella riforma, Luigi Berlinguer, lo
scorso anno confermava quella linea interpretativa sulle pagine de "il
manifesto": "Non c'è altra via: o si abbassa la qualità per la massa,
o si abbassa la massa (escludendo) per la qualità". Tutto sommato, lo
stesso punto di vista dicotomico è stato assunto - in termini specularmente
rovesciati - dalla letteratura che ha ironizzato sulla dequalificazione di scuola e università riformate (si pensi al volume curato
da Beccaria "Tre più due uguale a zero", edito da Garzanti nel 2004).
La critica delle retoriche "semplificatrici" è il punto di avvio del
testo di Vittorio Campione e Silvano Tagliagambe "Saper fare la scuola: il triangolo che non c'è" (Einaudi): insieme a Roberto
Maragliano hanno a vario titolo collaborato con Berlinguer e Zecchino.
Affrontando le nuove sfide per il sistema educativo nella "società della
conoscenza", della "net generation" e della "crisi del
cogntivismo", il libro lascia tuttavia insoluto il nodo delle nuove forme
di cooperazione sociale, analizzate dagli autori ad esempio nel caso della
rete: come coniugare appunto eccellenza e uguaglianza, differenziazione e
comune. Questo è il nesso in cui i processi di gerarchizzazione sono costruiti
e contestati. Chi vuole indagare la crisi del processo di riforma
di scuola e università, contro qualsiasi nostalgia per
il passato, dovrebbe ripartire da qui. Gi. Ro.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Di REMO
GASPERINI PERUGIA - "I costi di gestione delle scuole paritarie aumentano
mentre i contributi dello Stato, delle Regioni e degli Enti
Locali restano invariati da anni, sebbene il ministro Fioroni abbia
recuperato il taglio lasciato in eredità dal precedente governo", spiega
Luigi Morgano della FISM, la Federazione italiana scuole materne. "E con i
contributi che restano ancora invariati, il costo dell'aumento è ovviamente ed
unicamente a carico delle famiglie. Nel prossimo anno l'aumento medio
della retta mensile non potrà essere, infatti, inferiore a 15 euro". E
monta la polemica perchè, dati ministeriali alla mano, l'Agesc, l'associazione
dei genitori delle scuole cattoliche, fa notare che "il servizio reso
dalle scuole paritarie sgrava lo Stato, nel suo complesso, di enormi oneri di
spesa. I conti si fanno presto per ogni bambino che va ad una scuola d'infanzia
privata lo Satto risparmia 5.532 euro, per ciascuno della primaria 6.500 euro e
via di questo passo con i 7.582 per le medie inferiori e 8.057 per le
superiori. Questo per dire - sottolinea Marco Fabbri - che quando le scuole
chiedono un adeguamento dei contributi lo fanno a ragion veduta. Le briciole
non bastano a far quadrare i bilanci". E' il chiaro segnale che il
dibattito, per quanto datato, è sul punto di scoppiare nuovamente. Anzi, è
scoppiato. Vediamo intanto nel dettaglio il piano di riparto dell'Umbria ed i
criteri che lo hanno informato. Il piano di riparto dei fondi destinati agli
Uffici Scolastici Regionali assegna alla Direzione Generale Umbria la somma di
euro 3.101.979 da destinarsi alle scuole dell'infanzia paritarie umbre per
l'anno scolastico 2007/08, ed euro 28.794 per le scuole dell'infanzia paritarie
che accolgono alunni certificati in base alla Legge 104/92, per un totale di
euro 3.130.773. Per l'anno in corso, a ciascuna delle 99 scuole dell'infanzia
paritarie regolarmente censite nell'anagrafe nazionale per la regione Umbria
viene assegnato il contributo di euro 7.820 uguale su tutto il territorio
nazionale. A ciascuna delle 215 sezioni di scuole dell'infanzia paritarie
gestite da Enti senza fini di lucro, regolarmente censite nell'anagrafe
nazionale per la regione Umbria viene assegnato un contributo di euro 11.420
uguale su tutto il territorio nazionale. Il contributo fissato dall'Anagrafe
nazionale per le scuole dell'infanzia paritarie che accolgono allievi
certificati per handicap, uguale su tutto il territorio nazionale, assomma ad
euro 938 per ciascun allievo. Gli allievi censiti nella medesima anagrafe
frequentanti le scuole dell'infanzia paritarie della regione Umbria sono 27 per
un totale regionale dei contributi assegnati pari ad euro 25.326 euro. Il piano
assegna alla Direzione Generale Umbria la somma di euro 939.306 da destinarsi
alle scuole primarie parificate dell'Umbria. A ciascuna delle 8 scuole primarie
parificate viene assegnato il contributo di euro 19.367 uguale su tutto il
territorio nazionale per le classi in convenzione ad eccezione di una classe
della scuola parificata "S.Lucia" di Gubbio il cui rapporto
alunni/classi è risultato inferiore alla media provinciale e, pertanto, il
contributo è stato ridotto in base alla media provinciale. Il contributo
fissato dall'Anagrafe nazionale per le scuole primarie parificate che accolgono
allievi certificati per handicap, uguale su tutto il territorio nazionale,
assomma ad euro 806,96 per ogni ora in convenzione, per ciascun allievo. Gli
allievi censiti nella medesima anagrafe frequentanti le scuole primarie
parificate della regione Umbria sono 12, pari a 144 ore, per un totale
regionale dei contributi assegnati di euro 116.202,24. La novità rispetto allo
scorso anno, ricorda Eleonora Bodo, dirigente dell'ufficio scolastico
provinciale di Perugia, riguarda le scuole medie inferiori e superiori
paritarie che per la prima ricevono contributi. Per quanto riguarda
l'assegnazione di contributi alle scuole paritarie secondarie di I grado, il
piano di riparto assegna alla Direzione Generale Umbria 28.034 euro da
destinarsi a ciascuna delle scuole paritarie secondarie di I grado e di 28.794
euro da destinarsi all'integrazione degli studenti certificati con handicap
nelle scuole paritarie primarie non parificate, secondarie di I e II grado
della regione Umbria. Constatato che nell'anagrafe delle scuole paritarie sono
rilevati 6 allievi con handicap frequentanti le scuole paritarie secondarie di
I grado nell'anno scolastico in corso e che per l'integrazione di ciascuno di
essi spetta alla scuola un contributo di 2.515 euro uguale su tutto il
territorio nazionale, il totale è di 15.090 euro. Spiega ancora Nicola Rossi,
il Direttore Generale dell'Umbria che il contributo unitario fisso di 2.500
euro ed il contributo di 1.000 euro per ciascuna classe prima e seconda viene
assegnato alle scuole paritarie secondarie di I grado presenti nella
graduatoria di cui trattasi, fino ad esaurimento degli aventi diritto, per un
totale regionale di 21.500 euro. In tale graduatoria sono riportati anche i
contributi assegnati per l'integrazione degli allievi con handicap, per un
totale regionale di 15.090 euro. La somma restante di 6.534 euro non
assegnabile per esaurimento delle scuole secondarie di I grado aventi diritto,
unitamente al residuo complessivo di 6.159 euro per gli alunni disabili delle
scuole secondarie di I e II grado, viene trattenuta in attesa di disposizioni
del Ministero della Pubblica Istruzione.
( da "Vita non profit magazine" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Di
Benedetta Verrini (b.verrini@vita.it) 20/04/2008 --> Il neodeputato Alfredo
Mantovano assicura: "Il primo segnale lo daremo già nel Dpef".
Potrebbe quindi diventare presto realtà Il Basic Income Family. "Ogni
nucleo arriverà a dedurre fino a 8mila euro Un mosaico da costruire Il bonus
bebè annunciato da Berlusconi? Poco più di un contentino, avvertono le
famiglie, se non si darà corso a quel cambiamento radicale della fiscalità
"che finalmente riporti giustizia, facendo pagare ognuno secondo la sua
capacità contributiva", commenta Antonio Affinita, direttore relazioni
esterne del Movimento italiano genitori. La rivoluzione, proposta in una
petizione dal Forum famiglie e sostenuta da tutte le associazioni, si chiama
Bif - Basic Income Family. Il che significa "prevedere la tassazione del
reddito realmente a disposizione delle famiglie, deducendo a monte una quota
fissa per le spese di mantenimento di ogni membro, i figli, ma anche gli
anziani o il coniuge", spiega Affinita. Che aggiunge: "Oggi il
sistema fiscale considera il soggetto contribuente nella sua individualità e
non nella forma di "famiglia", il genitore quindi paga le tasse sulla
base del reddito che genera senza tener conto che con tale reddito deve
provvedere alle spese delle persone che ha a carico. Solo successivamente lo
Stato prevede la detrazione, in parte, di tali spese, ma l'imponibile rimane
comunque il medesimo". Conclusione: "Questo è un sistema di fiscalità
ingiusta per la famiglia: la Corte Costituzionale lo ha ribadito con tre
diverse e storiche sentenze fin dal 1975". La detrazione, attualmente,
infatti è pari a 800 euro annui per ogni figlio per i redditi bassi e la
pressione fiscale è applicata considerando il reddito della famiglia nella sua
interezza. L'introduzione del Bif porterebbe invece all'utilizzo di un sistema
fiscale basato sulle deduzioni: per ogni figlio si deduce dall'imponibile
reddituale una somma di circa 6-8mila euro, che secondo i calcoli delle
associazioni sono i fondi necessari al mantenimento annuale. Ciò che resta
nell'imponibile dopo questa deduzione, poi, rappresenta la vera voce reddituale
che sarebbe giusto tassare. Ma il governo imboccherà questa strada? Assicura di
sì Alfredo Mantovano, magistrato di An, appena rieletto alla Camera, che ha a
suo tempo firmato la petizione del Forum famiglie e condivide la necessità,
oltre che l'urgenza, di una riforma strutturale del sistema fiscale per le
famiglie. "Il bonus bebè rappresenta solo un primo passo a carattere
contingente, per dare una boccata d'ossigeno a chi ne ha bisogno", spiega.
Nel programma del Pdl c'è di più, c'è l'obiettivo di arrivare all'istituzione
del quoziente familiare entro la fine della legislatura. "è un impegno di
riforma considerato prioritario, su cui si è speso più volte lo stesso
Berlusconi. E questo cambiamento inizierà proprio introducendo il sistema delle
deduzioni come viene richiesto dalle associazioni familiari", aggiunge
Mantovano. Sul quantum, cioè quante migliaia di euro sarà possibile sottrarre
dall'imponibile per ogni figlio, per ora Mantovano non è in grado di fare
previsioni ("Occorre una ricognizione delle risorse disponibili"), ma
sul quando, invece, una prospettiva c'è: "Senz'altro nella Finanziaria per
il 2009, con qualche anticipazione nel Documento di programmazione economica di
giugno". COUNTDOWN Nuovi Lea a data da destinarsi... Sul dpcm relativo ai
Livelli essenziali di assistenza, il ministro della Salute e quello
dell'Economia stanno girando due film. Definiti nel 2001, da rivedere entro il
2006, approvati in Conferenza Stato-Regioni il 20 marzo 2008, ai nuovi Lea (che
includono, fra l'altro, ausili più moderni per i disabili) manca solo l'ok di
Tommaso Padoa Schioppa. Livia Turco continua a dire che "il ministero
dell'Economia ha ultimato le verifiche. Prodi firmerà il dpcm nei prossimi
giorni". Ma in via XX settembre dicono che la firma ancora non c'è:
"Il provvedimento è fermo all'esame del Capo di Gabinetto". Tant'è
che Pietro Barbieri, presidente della Fish, il dpcm lo dà per morto:
"Tutto rinviato al prossimo governo". ...ma in
compenso arriva la Carta dello studente Il ministro della Pubblica istruzione,
Giuseppe Fioroni, ha trovato i soldi per un regalo d'addio ai 2,5 milioni di
studenti delle superiori: a settembre arriverà la carta "IoStudio":
musei gratis, sconti al cinema, nelle oasi del WWF e negli agriturismi
confiscati alla mafia.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità
DOPO ELEZIONI / IL NUOVO PARTITO ALLA PROVA caos calmo e democratico DI marco
damilano Il duro bilancio delle urne. I malumori degli ex popolari. Le critiche
dei dalemiani. Per Veltroni sono i giorni più difficili. Ma la resa dei conti
nel Pd è rinviata. Si giocherà sul risultato del duello per il Campidoglio Alla
loro prima apparizione pubblica in tandem dopo due mesi di campagna elettorale,
nei caseggiati di via Orvieto, nel quartiere romano di San Giovanni, il
presidente del comitato inquilini li ha uniti in una sola persona: "Diamo
il nostro benvenuto a Walter Rutelli". I due interessati, Walter Veltroni
e Francesco Rutelli, ci hanno riso su. Era un lapsus, naturalmente. Ma molto
significativo: mai come questa volta le sorti del leader del Partito democratico,
reduce dalla sconfitta elettorale del 14 aprile, e del vice-premier, candidato
sindaco di Roma che domenica 27 affronta un ballottaggio da brivido contro
l'uomo della destra Gianni Alemanno, appaiono strettamente intrecciate. Se
Rutelli regge all'assalto del Popolo della libertà, il lavoro di Veltroni può
continuare o addirittura cominciare. Ma se le cose dovessero andare male
sarebbe travolto il modello Roma, la lunga stagione del centrosinistra alla
guida del Campidoglio, su cui Veltroni ha costruito la sua ascesa alla
leadership nazionale. Nel loft del Pd, dove fino a ieri Walter veniva
considerato intoccabile, sono i giorni della grande paura. Perdere Roma e
invischiarsi nella resa dei conti. Per ora, i nemici del leader rimangono
nascosti. Neppure uno sgarro alla linea concordata: la campagna elettorale non
è finita, c'è il Campidoglio da difendere. Tutti per le strade della capitale a
cercare voti per Rutelli, con la squadra di sempre, quella dei fedelissimi di
Goffredo Bettini, l'inventore del laboratorio romano, in cabina di regia per
tenere saldo il fronte. Solo il critico più leale, Arturo Parisi, è uscito allo
scoperto, per dire che il segretario del Pd non si tocca e che va proseguito il
rinnovamento di tutta la classe dirigente. Gli altri big si mantengono
silenziosi, in attesa del voto di Roma. Muto Franco Marini, il nume tutelare
dei popolari spaventati dal risultato elettorale. Zitto Pierluigi Bersani, che
pure ha più volte reclamato un partito più presente sul territorio. E silente,
manco a dirlo, Massimo D'Alema, che sarebbe individuato come l'ispiratore di un
eventuale golpe contro la segreteria, ma che non ha nessuna voglia di
partecipare a una congiura anti-veltroniana. Nonostante gli umori bellicosi che
manifestano i commentatori più vicini al ministro degli Esteri. "Dalle
urne è uscito un bipolarismo che somiglia di più a quello che negli anni
Ottanta opponeva il pentapartito a un Pci isolato e identitario che a un comodo
trampolino per una pronta riscossa", attacca lo storico Roberto Gualtieri,
vice-presidente dell'Istituto Gramsci, uno dei tre relatori scelti da D'Alema
per intervenire alla kermesse per il decennale della fondazione
Italianieuropei. Il Pd di Veltroni come il Pci di Alessandro Natta, triste,
solitario e perdente? Macché, corregge perfidamente sul suo blog il ds romano
Fabio Nicolucci, membro dell'assemblea costituente del Pd, "l'esito delle
elezioni è simile a quello del 1994", quelle che costarono il posto di
segretario del Pds ad Achille Occhetto per lasciare il campo, guarda caso,
all'odiato D'Alema. Ancora più feroce la rivista on line 'Leftwing', punto di
incontro dei dalemiani duri e puri. "La candidatura di Veltroni è stata
persino più infelice di quella di Rutelli nel 2001", si legge
nell'editoriale post-elettorale. Conclusione lapidaria: "Le elezioni hanno
certificato che contro Berlusconi Veltroni non vincerà mai". Anche in
periferia crescono i malumori. "Chiamiamo le cose con il loro nome: il Pd
ha perso le elezioni. Ma io questa analisi non l'ho ancora sentita fare da
nessuno", sbotta il veneziano Cesare De Piccoli, vice-ministro dei
Trasporti uscente, diessino di rito dalemiano. Alle elezioni non è stato
ricandidato, a vantaggio degli homines novi tipo Massimo Calearo, non l'ha
presa bene e non si tira indietro: "In Veneto il Pd alla Camera ha preso
il 26,5, meno dell'Ulivo nel 2006. Abbiamo un centrosinistra più piccolo, con
la sinistra al 5 per cento e un Pd al palo. Avevamo l'obiettivo di sfondare al
centro e lo abbiamo clamorosamente mancato. Ora dobbiamo ridiscutere le
alleanze: continuare a ripetere che andremo da soli è solo uno slogan, con
l'autosufficienza torneremo al governo tra vent'anni". Poi l'affondo
diretto contro Veltroni: "Con il modello Roma nelle regioni del Nord non
andiamo da nessuna parte". Un'analisi condivisa, molti chilometri più a
Sud, dal governatore della Campania Antonio Bassolino. All'indomani del voto,
l'uomo dei rifiuti, il protagonista in negativo della campagna elettorale, ha
dettato il suo pensiero: "Il voto è stato un terremoto, un dato è certo:
da soli non potremo mai farcela. Dobbiamo cercare nuovi alleati". Strada
obbligata in una regione dove alla sconfitta delle elezioni nazionali si
aggiunge il disastro del voto amministrativo nell'hinterland napoletano: a
Giugliano, il terzo centro più popoloso della Campania, il sindaco uscente del
Pd Francesco Taglialatela ha raccolto un misero 12 per cento contro il 60 per
cento del candidato del Pdl. Stesso distacco per Pozzuoli. A conferma che,
oltre alla questione settentrionale, nel Pd si sta per aprire lo scontro anche
sul cattivo risultato nelle regioni del Sud finora governate dal centrosinistra
come Campania, Puglia e Calabria. Polemiche che vanno ad aggiungersi a un lungo
elenco di recriminazioni. Sotto accusa ci sono, oltre al mancato riconoscimento
della sconfitta e alla decisione di correre da soli alle elezioni, le
candidature targate Veltroni che non si sono rivelate all'altezza. Gaffes a
raffica, uscite improvvisate, vanità personali. "Il rinnovamento è uscito
indebolito, in effetti", ammettono perfino alcuni veltroniani di stretta
osservanza. C'è il solito Calearo che all'indomani del voto si è detto
disponibile a fare il ministro nel governo Berlusconi. E ci sono uomini degli
apparati dello Stato, come l'ex prefetto di Roma Achille Serra e il generale
Mauro Del Vecchio, gente abituata a comandare, che si aggirano un po' smarriti
nel loft del Pd. E quando hanno chiesto di poter assistere a un vertice del
partito si sono sentiti rispondere che non era possibile, la riunione è
riservata ai capi. Porta sbarrata. Un contraccolpo psicologico forse messo nel
conto da Veltroni: la sconfitta del partito era nelle cose, la valanga azzurra
e leghista in tutte le regioni, da Nord a Sud no, la scomparsa della sinistra
radicale dal Parlamento nemmeno. Il crollo dell'Arcobaleno spinge il Pd a
sinistra, anche dal punto di vista della geografia parlamentare: deputati
moderati o ex democristiani si ritroveranno seduti sui seggi occupati
nell'ultima legislatura da Vladimir Luxuria e dal no global Francesco Caruso. E
la cosa non fa piacere a tutti: "Chi sarà il deputato più a sinistra a
Montecitorio? Non certo io", si ribella Giuseppe Fioroni, in corsa per fare il capogruppo del Pd alla Camera, deciso a
difendere l'anima cattolica del partito: "Se diventiamo il Pci del Terzo
millennio è finita". Il ministro guarda con affetto in direzione dell'Udc
di Pier Ferdinando Casini: "Hanno fatto una bella partita, sono stati
bravi". I popolari, insieme ai dalemiani, sono l'ala più inquieta
del Pd. Per tranquillizzarli, e per evitare che i malumori vengano a formare un
fronte comune, Veltroni è deciso a consegnare a Marini la presidenza del
partito. Una carica onorifica, che Romano Prodi ha abbandonato senza tanti
rimpianti. Eppure consentirebbe di rafforzare il vero asse su cui finora si è
retta la gestione del partito: il patto di ferro tra l'ex sindaco di Roma e il
presidente del Senato, il garante del gruppone cattolico all'interno di un
partito che vede gli ex ds nelle posizioni di comando. Tutto vogliono i
popolari, tranne che finire in mezzo all'ennesima faida tra gli eterni ragazzi
di Botteghe Oscure, D'Alema contro Veltroni, Fassino contro Bersani, e tutti
contro Bettini. Da buoni democristiani sanno che la vera resa dei conti si deve
consumare in modo felpato e graduale. Meglio tenere i nervi a posto e
condizionare il leader del Pd nelle scelte future. "Il ritorno alle
vecchie correnti è il rischio più grande da scongiurare", reagisce il
senatore Giorgio Tonini, uno degli uomini più vicini al segretario. La sua è
molto di più di una difesa d'ufficio: "La strada è obbligata: ripartiamo
da un partito che quando perde raggiunge comunque un terzo degli elettori.
Naturalmente, per vincere, devi raggiungere gli altri e sfondare al centro: nel
mondo del lavoro autonomo, nell'elettorato cattolico, in quei territori del
Nord che hanno paura della globalizzazione e chiedono alla politica di essere
protetti dalla competizione internazionale". Tre fronti su cui il Pd ha
ancora molto da lavorare. Come spiega un sicuro leader di domani, il trentenne
segretario del Pd lombardo Maurizio Martina: "Nella mia regione siamo
andati bene, il partito ha fatto un miracolo. Ora serve un cambio di passo,
organizzativo e culturale. Dobbiamo aprire i circoli in ogni paese, in ogni
comunità. E più ancora è importante avere le orecchie, le antenne sensibili per
captare cosa succede nella società". Una richiesta ripetuta dal giovane
Martina durante la riunione dei segretari regionali che Veltroni ha voluto
riunire a Milano il 21 aprile. Un vertice in cui sono uscite allo scoperto le
due anime del Pd sul modello organizzativo: i sostenitori del partito del Nord
che vorrebbero pieni poteri nelle loro regioni e i fan del vecchio modello
centralista. Alla fine Veltroni è riuscito a mettere d'accordo tutti, con la
nascita di un coordinamento del Nord e uno del Sud, ma la questione rimane.
Massimo Cacciari, per esempio, ormai nel Pd si sente stretto e parla
apertamente di far nascere un partito autonomo da Roma che si allea con il Pd
nazionale in caso di elezioni: modello Csu bavarese o meglio modello Mpa del
neo-governatore siciliano Raffaele Lombardo. Una scissione dentro il partito
che non piace per niente ai 'romani' e neppure ai capi locali del Pd
meridionale, dal pugliese Michele Emiliano al calabrese Marco Minniti.
"Meglio un lavoro di coordinamento tra le regioni del Nord per avere più
poteri e rappresentanza", dice Martina. è l'effetto Lega sul Pd. In attesa
di capire se si svilupperà un effetto Roma, questo sì imprevisto. Le sorti del
nuovo partito si giocano per un pugno di voti nella città delle notti bianche e
del tappeto rosso, dei funerali scenografici e dei viaggi in Africa e ad
Auschwitz: la capitale del centrosinistra vincente costruito negli anni Novanta
da Rutelli e poi da Veltroni. Per impedire che anche il Campidoglio finisca in
mano alla destra Rutelli ha fatto un bagno di umiltà, arrivando a sottoporsi
alle domande dei cittadini su Teleroma
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità UNIVERSITà Fioroni non
prende i voti Le nuove regole sull'accesso alle facoltà a numero chiuso
obbligatorio stanno mandando in tilt le macchine ministeriali. Dal 2008, aveva
annunciato l'uscente ministro Giuseppe Fioroni,
"conteranno bravura e curriculum scolastico". Misurati così: il voto
di maturità se superiore agli 80/100, la lode se c'è, l'essersi piazzati nel
gruppo di testa, e le medie del 7 e dell'8 dei tre anni prima del diploma. Ma
la grande riforma si è scontrata con la realtà. I test di accesso si fanno a
settembre, gli esami di maturità a luglio: poche settimane, per giunta in
agosto, per avere i documenti dalle scuole. E poi, c'è il rischio-ricorsi da
particolari categorie di studenti. Quelli più anziani per esempio, che si sono
diplomati 10-15 anni fa e si iscrivono quest'anno all'università: dovrebbero
ritrovare vecchi documenti negli scantinati delle loro scuole. E quelli
stranieri: come valutare le 'a' e le 'b' di uno studente inglese? E poi: dare
punti alla lode significa discriminare chi si è diplomato quando non era
prevista, cioè fino all'anno scorso. Dettagli, che però contano quando si
tratta di entrare in club chiusi per carriere sicure (come Odontoiatria: 12-13
mila domande per 600 posti). Potrebbero fioccare i ricorsi, e far saltare
l'inizio d'anno per aspiranti medici, farmacisti, veterinari, dentisti e
architetti edili. Non resta che rinviare tutto. Per quest'anno niente voti, poi
si vedrà. R. C. Attualità TRANSAZIONI Profumo biancoceleste Corposa transazione
finanziaria tra Lazio calcio, presieduta da Claudio Lotito, e Unicredit Banca
d'Impresa di cui è ad Alessandro Profumo. Le due società hanno firmato un
accordo che farà felici gli azionisti del club. Unicredit-Banca di Roma vantava
un credito di oltre 11 milioni verso la Lazio, ma ha preferito chiudere la
posizione rinunciando a 5,18 milioni, mentre il club biancoceleste pagherà 6,68
milioni, in comode rate trimestrali, senza interessi. La banca, in qualità di
ex azionista, aveva versato 14,5 milioni nel 2003 per consentire un aumento di
capitale sociale, ma erano stati utilizzati solo 6,5 milioni e 8 milioni
venivano chiesti in restituzione, con relativi interessi. Per i rappresentanti
della Lazio quei soldi erano entrati nelle casse e dovevano intendersi
patrimonio della società, non rimborsabile. Alla fine, tra Lotito e Profumo, è
prevalsa la linea del compromesso. G. Mas. Attualità Prodi risale in cattedra
Il Professore torna a fare il professore. Romano Prodi, che negli atteggiamenti
non ha mai dimesso gli abiti del docente, si starebbe preparando a tornare nei
ranghi dell'università, che aveva abbandonato alla metà degli anni Novanta,
salvo una breve ripresa, per gettarsi in politica. A Bologna, l'ateneo dove ha
più a lungo operato, sarebbero felici di rivederlo alla sua cattedra di
ordinario di Economia e politica industriale. Prodi, che compirà 69 anni ad
agosto, secondo l'ordinamento sullo status dei professori universitari ha a
disposizione ancora quattro anni prima di chiudere la sua carriera. Avrebbe
potuto restare ancora sei anni, fino ai 75, ma sarà penalizzato dal cosiddetto
comma 437 della Finanziaria del suo ministro Tommaso Padoa-Schioppa che riduce
di due anni il periodo fuori ruolo dei professori di prima fascia. Il prestigio
è fuori discussione e qualsiasi università sarebbe pronta a chiamarlo per
affidargli una docenza, tuttavia l'ex premier da tempo ha affermato di vivere
bene nella sua città. Intanto, a parte l'ateneo felsineo, ha ricevuto inviti da
varie università straniere, soprattutto americane e britanniche, per tenere
corsi e seminari. Tra i progetti accademici anche quello di riprendere la
direzione della rivista 'Industria', edita dal Mulino e selezionata
dall'American Economic Association come una delle migliori del settore. G. S.
Attualità Banchieri e bancari Battuta pungente. Aldo Bonomi, sociologo della
questione settentrionale, alla Fondazione Feltrinelli a Milano: "Eravamo
tanto contenti che i banchieri firmassero alle primarie del Pd. Peccato che
siano mancati i bancari". Attualità RAI La MARCIA su viale MAzzini La battuta
circola a viale Mazzini: "Siamo gli antemarcia, gli altri al massimo
sciarpa littorio". Il riferimento è allo status che il fascismo riconobbe
a chi vi aveva aderito prima della marcia su Roma, gli 'antemarcia' appunto, ai
quali fu affiancata un'altra categoria, 'sciarpa littorio', quelli giunti poco
dopo. Nella settimana dopo le elezioni i promotori di lettera22, associazione
di giornalisti di centrodestra, sono stati sommersi dalla richiesta di nuove
adesioni, soprattutto fra i giornalisti Rai. L'ispirazione, nelle intenzioni,
vuole essere montanelliana, per questo la decisione di chiamarsi lettera22 come
la Olivetti inseparabile strumento di lavoro di Indro Montanelli. La volontà è
di contrapporsi ad articolo21, associazione di cui è portavoce Giuseppe
Giulietti. L'atto di fondazione è stato il 4 aprile: oltre agli organizzatori
Corsini, Monfredi, Maurizio, Sangiuliano, a tenere a battesimo l'iniziativa
anche Gasparri, Guzzanti, Landolfi, Mimun, Paglia. Allora le adesioni furono
150, gli antemarcia; ora in pochi giorni le richieste di iscrizione sono
diventate oltre 400, saranno 'sciarpe littorio'. T. M. Attualità GRANDI OPERE A
MORATTI piace la cascina Primi riservatissimi contatti tra Massimo Moratti e la
società EuroMilano: il presidente dell'Inter sarebbe interessato a esaminare la
grande area (
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
La mia vitae
la sceltadel votoSono un docente delle scuole superiori di Udine. Ho seguito
con attenzione l'andamento della campagna elettorale. Per orientarmi al voto ho
privilegiato il confronto di opinioni della stampa, piuttosto che quello delle
reti televisive. Per l'ovvio motivo che la prima garantiva un confronto più
pacato e meno condizionato dalla parzialità della tv, manipolata dalle simpatie
politiche dei vari conduttori, nonchè dal sensazionalismo finalizzato
all'audience.Nel decidere il mio voto ha giocato comunque la costante passione
per l'informazione politica, che sin dall'adolescenza mi ha tenuto legato alle
vicende del nostro Paese. Ma il fattore determinante per la mia scelta dentro
le urne è stata l'esperienza vissuta nel quotidiano. In breve: in che modo ho
potuto indirizzare il mio voto in base alla qualità della mia vita negli ultimi
anni?.La famiglia d'origine: sono figlio unico di due genitori ottuagenari,
entrambi invalidi, che mi trovo ad assistere da solo, con entusiasmo, ma anche
con fatica, visto che i servizi sociali del mio Comune sono in grado di
intervenire solo nelle emergenze, e lasciano dunque ai familiari questo
compito.La mia nuova famiglia: nel 2004 sono diventato padre di un bimbo che
dal 2005 si è inserito nell'asilo nido di Cividale, con una retta pari a 300
euro mensili. Dal luglio di quell'anno la retta è passata a 700 euro. In
mancanza di sussidi dal Comune, sono stato costretto a emigrare nel Comune di
Buttrio, che garantiva i sussidi per abbattere le spese dell'asilo nido, pari a
700 euro mensili. Si trattava in entrambi i casi di nidi privati, non essendo
disponibili quelli pubblici. Nel contempo, per metter su famiglia, mi è toccato
contrarre mutui per un'auto adeguata alla sicurezza del bimbo e per i mobili
dell'abitazione, con un contratto di locazione pari a 500 euro mensili escluse
le spese. Poi, spese non ordinarie (abbigliamento per l'infanzia, sanità) mi
hanno obbligato a contrarre un mutuo sul mutuo, il famoso credito al consumo
capestro.La mia professione: come insegnante di ruolo percepisco 1340 euro
mensili (contro i 3200 di un docente della vicina Austria). Non esistono
rimborsi per mensa, per i trasporti (
( da "Dire" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA -
Dopo il prestito-ponte all'Alitalia monta la rabbia dei precari della scuola
che denunciano "il governo Prodi, dopo aver dato 300 milioni di euro in
prestito all'Alitalia, prestito che non verrà mai restituito, si rifiuta di
firmare l'immissione in ruolo dei docenti precari". Lo scrivono in una
nota il Cipna (Comitato insegnanti precari non abilitati) il forum
PrecariSalerno, il forum Precariscuola. Eppure, raccontano gli insegnanti, più
volte sono arrivate rassicurazioni sia dal viceministro Bastico, sia dal ministro Fioroni, sul fatto che l'esecutivo
avrebbe firmato la seconda tranche di immissioni in ruolo previste dalla
finanziaria del 2006 prima dell'insediamento delle nuove Camere che avverrà il
29 aprile. Ma, per i docenti, "la politica ha figli e figliastri: i
lavoratori dell'Alitalia sono di serie A ed i precari della scuola sono di
serie B, visto che assumere i 50.000 docenti ed i 10.000 Ata previsti
dalla Finanziaria 2006 costerebbe una cifra di gran lunga inferiore rispetto ai
300 milioni di euro stanziati per tutelare per pochi mesi i 18.000 lavoratori
dell' Alitalia". La questione passerà dal 29 aprile al nuovo governo. I
docenti, ora, sperano "che anche queste non siano parole al vento" e
chiedono "che qualcuno, tra vecchio e nuovo governo, si decida a far
rispettare la legge Finanziaria del 2006 e firmi la seconda tranche di
immissioni in ruolo previste". 24 aprile 2008.
( da "Virgilio Notizie" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
RUTELLI
"L'incontro non era un faccia a faccia ma ascolto dei giovani"
postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 24 apr. (Apcom)
- "Siamo grati al ministro Fioroni perchè ha
rispettato gli organizzatori, non si può non esprimere che profondo dispiacere
nei confronti del candidato sinsaco Rutelli, che avrebbe avuto modo in questa
occasione di ascoltare le espressioni più vive del mondo cattolico che lavora
in frontiera a Roma". E' il comunicato congiunto delle associazioni
cattoliche che hanno partecipato all'incontro che si è svolto al centro Don
Orione - Appio di Roma al quale hanno preso parte Gianni Alemanno e il Ministro
della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni in
rappresentanza di Francesco Rutelli. "L'incontro - prosegue la nota - come
possono testimoniare tutti coloro che vi hanno preso parte non aveva e non ha
avuto i toni polemici di un faccia a faccia tra candidati, ma solo l'ascolto di
chi sul campo giorno per giorno vive le problematiche giovanili". Questa
iniziativa di oggi, precisano le associazioni "rappresenta l'occasione per
sancire la nascita di un tavolo permanente sulle politiche giovanili al quale
aderiscono da subito alcune delle maggiori realtà di ispirazione cattolica di
Roma. Chiunque verrà eletto sindaco della Capitale ci auspichiamo che tenga
conto delle nostre proposte e idee". Hanno preso parte all'incontro l'Opera
Don Orione-provincia religiosa SS. Apostoli, Movimento giovanile Salesiano -
Lazio, Opera Don Guanella, Movimento Cristiano Lavoratori, Fondazione
sussidiaretà, Movimento Tra noi, associazione di volontariato Nuovi Orizzonti
onlus, Comunità Incontro, Compagnia delle Opere.
( da "Virgilio Notizie" del 24-04-2008)
Argomenti: Scuola
350.000 supplenti
sperano nel nuovo governo: mantenga promesse postato fa da APCOM ARTICOLI A
TEMA Altri Roma, 24 apr. (Apcom) - Da anni la scuola detiene il record dei
comparti lavorativi dei lavoratori precari. Un numero che negli ultimi anni è
sempre più cresciuto: oggi nelle graduatorie del ministero della Pubblica
Istruzione figurano 300 mila docenti abilitati ed altri circa 70.000 non
docenti che ogni anno vengono chiamati per una supplenza lunga. Più altri
innumerevoli lavoratori che si accontentano di supplenze brevi e che risultano
solo nelle liste degli istituti o addirittura fuori graduatoria. "La
politica come al solito ha figli e figliastri", incalzano
i precari: "Fioroni e la Bastico sono stati nuovamente eletti in Parlamento, ma sia chiaro
che con la loro politica giocata sulla menzogna e sulla presa per i fondelli
dei lavoratori non faranno molta strada: la presa in giro di queste ore resterà
una macchia indelebile nel loro curriculum politico". Le speranze
dei lavoratori della scuola in attesa di posto fisso non sono però finite. La
questione precari passerà infatti al nuovo governo: soprattutto per le parole
pronunciate in campagna elettorale. "La responsabile scuola del Pdl
Valentina Aprea - ha dichiarato il 26 Febbraio alla rivista Tuttoscuola che i
precari non hanno nulla da temere rispetto alle assunzioni già programmate e
per quelle future che hanno a che fare con il 50 % dei posti bloccati dai
diritti acquisti. Speriamo - concludono le associazioni - che anche queste non
siano parole al vento pronunciate per illudere le legittime aspirazioni dei
lavoratori".