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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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di Paolo Massa Mi
auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivede...
( da "Leggo" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, per la quale è «nostro dovere amministrativo e
morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a
causa di gestioni universitarie poco efficaci». Ha poi aggiunto che «le
preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del
governo».
Il Quirinale in
campo contro i tagli indiscriminati all'Università. Intervenen...
( da "Leggo" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Quirinale in campo contro i «tagli indiscriminati» all'Università.
Intervenendo nell'ateneo di Perugia, Napolitano ha chiesto di rivedere le
scelte fatte. La risposta del ministro Gelmini: «Nostro dovere eliminare gli
sprechi».
Scuola, 400mila
votanti il 95% boccia il contratto
( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-02-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Invece - ha concluso Epifani - i provvedimenti della Gelmini stanno
determinando soltanto una situazione di caos nelle scuole». Polemico con
Epifani il segretario generale della Cisl, che non sembra credere all'esito del
voto: «Epifani - ha detto infatti Raffaele Bonanni - non è né arbitro né notaio
di tutti».
SE IL MEGLIO E' IL
PEGGIO ( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-02-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini s'è giustificata con intelligenza,
occorre dirlo, dichiarando che le preoccupazioni della presidenza della
Repubblica sono esattamente quelle del Governo: e che lo scopo precipuo
dell'azione ministeriale resta quello di tagliare gli sprechi e spendere
meglio, premiando le realtà più virtuose.
Napolitano:
rivedere i tagli indiscriminati
( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-02-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini: vogliamo eliminare gli sprechi L'allarme del
mondo accademico: è a rischio la stessa sopravvivenza dell'istituzione
scolastica GABRIELE RIZZARDI ROMA. «Mi auguro che siano maturi i tempi per
ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati».
Ora arriva la
stangata sugli Ata ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: a rischio nelle primarie di periferia e con più sedi Il rischio è paventato
sopratutto per le scuole elementari, ancora una volta loro le più colpite, dopo
il taglio già inferto ai maestri dalla riforma Gelmini. In particolare quelle
che sono dislocate in zone periferiche e hanno più plessi. Accadrà infatti che
per [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati:
Sugli organici,
solo palliativi ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cgil Punti di vista Gli incontri delle scorse settimane sugli effetti
dei regolamenti attuativi della legge 133/08 non hanno prodotto sul versante
degli organici nessun impegno concreto da parte del ministro Gelmini. Infatti,
le proposte che ci sono state fatte rappresentano dei palliativi che in realtà
non [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati:
napolitano
"fermare i tagli alle università"
( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina Gelmini replica: evitiamo gli sprechi
Napolitano "Fermare i tagli alle università" ROMA - «Mi auguro che
stiano maturando le condizioni per riesaminare decisioni di bilancio ancorate
alla logica di tagli indiscriminati», dice il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano sull´Università.
napolitano:
"basta tagli alla ricerca" - giorgio battistini
( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: abbiamo eliminato gli sprechi "Investire nella
formazione è una leva fondamentale per la crescita dell´economia" GIORGIO
BATTISTINI ROMA - Secondo rimprovero in pochi giorni del capo dello Stato al
governo. Dopo il no al decreto sul caso Englaro, il presidente della Repubblica
boccia, nei fatti,
università nel
mirino e per il 2010 è pronta la stangata - mario reggio
( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma i primi passi del ministro Gelmini, al di là delle affermazioni di
principio, non sembrano decisivi. Partiamo dai concorsi a cattedra. Aver
ridotto da dodici a quattro gli ordinari da estrarre a sorte tra i docenti
della stessa materia, più un docente interno alla facoltà, per formare la rosa
delle commissioni non risolve il problema.
altro che aziende
( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini s'è giustificata con intelligenza,
occorre dirlo, dichiarando che le preoccupazioni della presidenza della
repubblica sono esattamente quelle del governo e che lo scopo precipuo
dell'azione ministeriale resta quello di tagliare gli sprechi e spendere
meglio, premiando le realtà più virtuose.
tagli agli atenei
l'altolà di napolitano ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il sì dei rettori di Udine e Trieste: il governo ascolti La Gelmini:
abbiamo tolto solo gli sprechi Tagli agli atenei L'altolà di Napolitano ROMA.
«Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio
improntate a tagli indiscriminati» alle università. E' appello che Napolitano
ha lanciato ieri da Perugia.
i bisogni dei
giovani - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma del ministro Gelmini diventi realtà attraverso i decreti
attuativi. Ma dietro questo silenzio e questa apparente sospensione c´è un
bisogno fortissimo, vitale, dei giovani e ? con loro e per loro ? dell´intero
paese: un bisogno di speranza, di guardare al di là della crisi, di avere la
prova che si sta lavorando per accelerare la prospettiva di crescita civile che
attendiamo,
scuola, 400mila
votanti il 95% boccia il contratto - carlo rosso
( da "Mattino di Padova, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Invece - ha concluso Epifani - i provvedimenti della Gelmini stanno
determinando soltanto una situazione di caos nelle scuole». Polemico con
Epifani il segretario generale della Cisl, che non sembra credere all'esito del
voto: «Epifani - ha detto infatti Raffaele Bonanni - non è né arbitro né notaio
di tutti».
napolitano:
rivedere i tagli indiscriminati - gabriele rizzardi
( da "Mattino di Padova, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini: vogliamo eliminare gli sprechi L'allarme del
mondo accademico: è a rischio la stessa sopravvivenza dell'istituzione
scolastica GABRIELE RIZZARDI ROMA. «Mi auguro che siano maturi i tempi per
ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati».
scuole, incertezza
in vista delle iscrizioni ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le novità della riforma Gelmini, il piano dell'offerta formativa e
l'organizzazione scolastica sul territorio. Questi gli argomenti trattati nel
corso di un incontro pubblico che è stato ospitato nella sala consiliare del
municipio. Il dirigente della direzione didattica di Manzano Daniele
Castellani, coadiuvato dalle maestre Dolores Fadon e Mariaromana Quendolo,
corteo e dibattiti
contro la gelmini professori in piazza vestiti da fantasmi
( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: poi assemblea al municipio Corteo e dibattiti contro la Gelmini
professori in piazza vestiti da fantasmi salvo intravaia Insegnanti palermitani
in piazza contro la riforma Gelmini. Domani il coordinamento dei docenti delle
scuole di Palermo manifesterà contro la politica scolastica nazionale,
regionale e degli enti locali.
Napolitano e governo,gelo
sui tagli all'Università ( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini replica in punta di fioretto: «Le
preoccupazioni del Presidente sono le nostre, noi vogliamo solo eliminare gli
sprechi». Ma il suo collega, Renato Brunetta, va giù di spada: «Non ci sono
tagli». guidi e lugaro >> 2 Il Capo dello Stato: no a riduzioni
«indiscriminate» dei fondi.
università il gran
rifiuto di gibelli - michela bompani
( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: studenti dei Giovani democratici hanno deciso di organizzare
volantinaggi contro i tagli Gelmini-Tremonti-Brunetta, ma pure a sostegno del
senatore Marino, giovedì e venerdì, davanti a tutte le facoltà genovesi. E
sabato si uniranno all´Onda che sta organizzando una manifestazione in via
Balbi, con loro ci saranno i precari tecnici amministrativi e probabilmente i
precari della ricerca.
informatica,
scuole in allarme ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Gelmini specifica che il computer e Internet non sono più
considerate una priorità, ma in serata il ministro è intervenuta precisando che
l'informatica rimane una materia chiave e che non subità tagli. In effetti,
l'uscita dela Gelmini sul sito del ministero aveva stupito non poco perché
durante il passato governo Berlusconi,
l'orario
scolastico non si potrà più scegliere
( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: orario scolastico non si potrà più scegliere» Riforma Gelmini, ancora
proteste del centrosinistra di Carmignano CARMIGNANO. Il centro sinistra di
Carmignano - ovvero Pd, Rifondazione comunista e partito socialista - torna a
parlare della scuola. Lo fa con un documento che critica la Riforma Gelmini ed
esprime preoccupazione sui destini del tempo pieno.
università, i prof
over 70 in trincea - giuliano foschini
( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maristella Gelmini, e dell´Economia, Giulio Tremonti - ci sarebbe un
grande risparmio per i conti e la possibilità di accelerare il turn over».
Molti atenei italiani hanno subito preso la palla al balzo: alla Statale di
Milano, per esempio, il rettore Enrico Decleva ha annunciato che tutti i suoi prof
d´ora in avanti andranno in pensione al compimento dei 70 anni.
<Non tagliare
la ricerca> ( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini: «Vogliamo solo eliminare gli sprechi» Perugia.
«No a tagli indiscriminati all'Università» dice il presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano. «È un dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi»
gli risponde il ministro Mariastella Gelmini a cui arriva a dare man forte
anche il collega Renato Brunetta.
il miglior film è
"miki's ballad" alle longhena il premio de nigris - emanuela
giampaoli ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la stessa che ha sfidato il ministro Gelmini con il 10 politico e che
oltretutto ha vinto con il videoclip «Shampoo» ideato per lo storico pezzo di
Giorgio Gaber. Per le scuole secondarie di primo grado il podio è andato a «Un
ballo da sogno» della 3�B della scuola A. Oriani di Alfonsine in provincia di
Ravenna e ancora, tra le scuole superiori,
se il meglio e' il
peggio - massimo onofri ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini s'è giustificata con intelligenza,
occorre dirlo, dichiarando che le preoccupazioni della presidenza della
Repubblica sono esattamente quelle del Governo: e che lo scopo precipuo
dell'azione ministeriale resta quello di tagliare gli sprechi e spendere
meglio, premiando le realtà più virtuose.
la crisi
dell'universita' - gabriele rizzardi
( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: appello è rivolto al governo e le risposte arrivano da Maria Stella
Gelmini e da Renato Brunetta. I due ministri difendono le scelte del governo e
negano che siano stati decisi tagli a pioggia. Il ministro dell'Istruzione
definisce «sagge e condivisibili» le parole del capo dello Stato, ma sostiene
di aver tagliato solo gli sprechi.
napolitano:
rivedere i tagli indiscriminati
( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 5 - Attualità Napolitano: rivedere i tagli indiscriminati I
rettori d'accordo con il presidente. Il ministro Gelmini: vogliamo eliminare
gli sprechi L'allarme del mondo accademico: è a rischio la stessa sopravvivenza
dell'istituzione scolastica
Sugli organici,
solo palliativi ( da "Italia Oggi" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 08 non hanno prodotto sul versante degli organici nessun impegno
concreto da parte del ministro Gelmini. Infatti, le proposte che ci sono state
fatte rappresentano dei palliativi che in realtà non spostano di un millimetro
il problema di fondo: la decurtazione di risorse determinata dalla legge 133/08
e la tagliola della clausola di salvaguardia.
Ora arriva la
stangata sugli Ata ( da "Italia Oggi" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: inferto ai maestri dalla riforma Gelmini. In particolare quelle che
sono dislocate in zone periferiche e hanno più plessi. Accadrà infatti che per
una popolazione di 600 alunni una scuola potrà contare su 7 collaboratori in
organico. Il che vuol dire che se sono organizzate, come spesso succede appunto
alla primaria, in 4 sedi distaccate e magari ci sono anche corsi pomeridiani,
SCUOLE senza soldi,
supplenti senza stipendio. E...
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Se i presidi hanno l'obbligo di garantire la presenza degli
insegnanti, ma non hanno i soldi per pagarli, come possono andare avanti?».
NELLA SPERANZA di ottenere qualche risposta la Cgil ha redatto un documento,
con diverse richieste, inviato non solo al ministro Gelmini ma anche a tutti
gli enti locali della provincia. Alessia Pedrielli
Napolitano: no ai
tagli in ateneo Gelmini: ridotti solo gli sprechi
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Napolitano: no ai tagli in ateneo Gelmini: ridotti solo gli sprechi Da
Perugia il capo dello Stato Giorgio Napolitano chiede al Governo di rivedere le
scelte di bilancio improntate su «tagli indiscriminati» per l'università e la
ricerca. Ma il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini replica: tagliati
solo gli sprechi.
Napolitano:
rivedere i tagli ( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: REDAZIONALE Università Il presidente chiede che non siano
«indiscriminati» Napolitano: rivedere i tagli Gelmini: vogliamo solo eliminare
gli sprechi ROMA — Il presidente Giorgio Napolitano: no a tagli indiscriminati
a Università e ricerca. Il ministro Gelmini: d'accordo, ma noi eliminiamo gli
sprechi. ALLE PAGINE 8 E 9 Benedetti e Cutri
Appello di
Napolitano: rivedere i tagli alla ricerca
( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: risposta del ministro Gelmini: «Condividiamo le preoccupazioni del
presidente della Repubblica ma in questa fase di difficoltà economica
internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione
e oculatezza». La lotta agli sprechi, ha fatto capire Napolitano, da sola non
può bastare: servono scelte coraggiose e non «generalizzazioni negative e
liquidatorie»
I punti della
riforma ( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2009-02-24 num: - pag: 8 categoria: BREVI I punti della riforma La legge
Gelmini prevede, tra l'altro, più fondi agli atenei virtuosi, meno risorse a
quelli spreconi e l'aumento delle borse di studio
<Soldi ai più
bravi, stile inglese Così si può ridurre la spesa>
( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nel decreto Gelmini proprio questa spartizione 70/30 viene fissata
come obiettivo da raggiungere entro la fine della legislatura. «è chiaro — dice
ancora Perotti — che molti rettori si oppongono ad un sistema di questo tipo.
Perché la maggior parte di loro non fa ricerca e non ha mai fatto ricerca.
Napolitano
sull'università <No a tagli indiscriminati>
( da "Riformista, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con il ministro direttamente interessato, Mariastella Gelmini. «Le
preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del
governo» spiega la Gelmini, aggiungendo che «in questa fase di difficoltà
economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande
attenzione e oculatezza».
La sferzata di
Napolitano: Basta tagli all'Università
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: abbiamo tagliato gli sprechi Brunetta: premiati i migliori
atenei Barbara Fiammeri ROMA «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare
e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati all'università
». Più che un invito è un vero e proprio monito quello lanciato ieri da Giorgio
Napolitano al Governo.
FI respinge il
diktat di La Russa ( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La candidatura di Giuseppe Romele è stata indicata all'unanimità dal
direttivo provinciale di Forza Italia e appoggiata anche dal ministro Maria
Stella Gelmini, che ieri ha discusso della questione con Silvio Berlusconi.
Mentre il 6 giugno si avvicina, la Lega potrebbe sparigliare le carte e calare
il suo asso, correndo da sola e spiazzando gli alleati. Giuseppe Spatola
L'altolà di
Napolitano <Basta tagli alla ricerca>
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: «Parole sagge, il Governo elimina gli sprechi» PERUGIA
Napolitano ieri all'Università (Crocchioni) dall'inviato MARCO SASSANO PERUGIA
PER I TAGLI all'università e alla ricerca ogni anno tremila giovani che hanno
ottenuto il dottorato fuggono dall'Italia e vanno a lavorare nei centri di
ricerca all'estero: la loro formazione è costata allo Stato e alle famiglie 500
mila euro
Allarme di
Napolitano Contro gli interventi indiscriminati del governo che colpiscono la
ricerca Per Gelmini è solo lotta agli sprechi ALLE PAGINE 4-8
( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Allarme di Napolitano Contro gli interventi indiscriminati del governo
che colpiscono la ricerca Per Gelmini è solo lotta agli sprechi ALLE PAGINE 4-
1Tagli
insostenibili La legge Finanziaria taglia del 10 per cento le risorse ad ogni
singolo aten... ( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 4La Gelmini si impegni Il decreto della Gelmini ha corretto le
storture più grosse della Finanziaria. Ma il problema rimane perché non ha
affrontato il nodo delle risorse. E allora non serve a molto. 5Pronti a
collaborare In cambio noi siamo disponibili ad interventi normativi sulla
governance (dando più potere ai Cda degli atenei)
Contratto scuola
Referendum Cgil Il 95% dice no 18 marzo sciopero
( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Da una prima ricognizione, pare che le famiglie abbiano scelto il
tempo pieno invece che l'unico docente voluto dalla Gelmini. Le famiglie però
conosceranno l'esito dell'assegnazione in classe solo dopo la dotazione organica.
Le scuole stanno facendo salti mortali per accontentare tutti. Ma i tagli
restano pesanti.
Solo briciole per
la ricerca Gelmini, la verità delle cifre
( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Solo briciole per la ricerca Gelmini, la verità delle cifre MARISTELLA
IERVASI Gelmini maestra unica elenca gli sprechi. Il ministro Brunetta si vanta
di «aver salvato l'Italia» e precisa che al governo sta a cuore la ricerca:
«Del resto sono un professore universitario.
Non c'è futuro
Facciamo i docenti a 2.500 euro l'anno e trasferte a carico
( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma tagli e merito secondo la Gelmini dovrebbero andare a braccetto...
«Non è così. La mia storia è uguale a quella di migliaia e migliaia di
assegnisti, di ricercatori che in questi anni sono andati avanti con sacrifici.
Io ad esempio ho vinto il Dottorato di ricerca a Siena nel 2003, ma non ho mai
avuto la Borsa del dottorato.
Gelmini maestra
unica elenca gli sprechi. Il ministro Brunetta si vanta di aver salvato l’...
( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini maestra unica elenca gli sprechi. Il ministro Brunetta si
vanta di «aver salvato l'Italia» e precisa che al governo sta a cuore la
ricerca: «Del resto sono un professore universitario...» aggiunge. Resta il
fatto che il presidente Napolitano ha parlato a ragion veduta: occorrerebbe
proprio rimettere mano alle scelte di bilancio sugli Atenei e «
Alitalia, Ici,
Finanziaria Ecco dove sono finiti i soldi sottratti La crisi è mondiale. Ma
Francia, Svezia e Stati Uniti investono nell'istruzione, nella formazione e
nella scienza ( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha ribadito il ministro Mariastella Gelmini. Un po' avventatamente.
Perché i tagli ci sono e così sostanziosi da mettere pesantissimo piombo sulle
deboli ali dello sviluppo. I tagli riguardano la ricerca scientifica. Il
finanziamento dei Prin, i Progetti di ricerca di interesse nazionale, sono
stati ridotti da 150 milioni a 97,5 milioni per l'anno 2007 (finanziato nel
2008)
no alla mannaia
sull'università - giuseppe zaccaria
( da "Mattino di Padova, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nonostante il timidissimo passo nella giusta direzione effettuato dal
decreto Gelmini, i pesantissimi tagli finanziari per gli Atenei italiani decisi
con la cosiddetta «manovra d'estate» (legge 133 del 6 agosto 2008), pari a 1,5
miliardi di euro, sconquasseranno a partire dal
<Diamo voti
bassi ai primini soltanto per valutarli meglio>
( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini In riferimento all'articolo riguardante la valutazione delle
classi prime, è necessario fare alcune precisazioni rispetto alle informazioni
inesatte in esso riportate. A ciò vorrei aggiungere il rammarico per la
modalità di trattazione di argomenti di tale portata che, tralasciando la
consultazione di tutte le parti interessate,
Il ministro
Gelmini: Vogliamo solo eliminare gli sprechi
( da "Tempo, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: stampa La risposta Il ministro Gelmini: «Vogliamo solo eliminare gli
sprechi» Premiare le università migliori e tagliare gli sprechi: è questo
quello che vuole fare il Governo. Lo precisa il ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini, aggiungendo che «le preoccupazioni del Presidente
Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo».
Il rettore della
Sapienza: "Basta denaro a pioggia"
( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Rettore Frati, il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano critica i «tagli indiscriminati» del decreto
Gelmini. Cosa ne pensa? «Non sono d'accordo con lui. Il primo decreto, quello
di luglio, andava in quella direzione. Poi il tiro è stato corretto e ritengo
che il decreto dell'8 gennaio 2009 sia una buona legge»
LA SCHEDA - Il
libro nero dell'università da cancellare
( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: quando la Gelmini ha annunciato lo stop al turnover a partire da
gennaio 2009, le università che ora piangono miseria hanno reagito con una vera
corsa all'assunzione: 700 posti per personale non docente banditi in tre mesi,
mentre nello stesso periodo dell'anno precedente erano stati una quarantina.
Atenei, Napolitano
contro i tagli La... ( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Napolitano contro i tagli La Gelmini: «Eliminiamo soltanto gli sprechi
inutili» di Emanuela Fontana Resta teso il clima tra il Quirinale e il governo.
A Perugia, per la cerimonia dell'Ateneo, il Capo dello Stato ha criticato le
scelte in materia di istruzione RomaAgli studenti dell'Onda, quattro mesi fa,
aveva detto: «Siate responsabili».
napolitano:
rivedere i tagli alle università
( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini replica: eliminati solo gli sprechi ISTRUZIONE IN
ROSSO Il monito del capo dello Stato alle celebrazioni dell'ateneo di Perugia
«Stop a generalizzazioni liquidatorie. La ricerca è leva di sviluppo» ROMA. «Mi
auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio
improntate a tagli indiscriminati»
Oggi il vertice
Berlusconi-Sarkozy ( da "Stampaweb, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e Xavier Darcos; quelli della Cultura,
Sandro Bondi e Christine Albanel; e i titolari degli Affari comunitari, Andrea
Ronchi e Bruno Le Maire. Il principale accordo riguarderà «tutti gli aspetti
del nucleare, dalla collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza,
dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici,
Aule vuote e conti
in rosso ( da "Stampaweb, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nel gennaio scorso una contestata legge del ministro Gelmini ha
cercato di fare ordine: ha assegnato 500 milioni (pari al 7% del Ffo) alle
università «virtuose», 135 milioni per le borse di studio, 65 milioni per gli
alloggi e i servizi agli studenti, ma ha subordinato il tutto ad una
valutazione rigorosa dei risultati.
A Roma il vertice
Berlusconi-Sarkozy Primi passi dopo l'intesa sul nucleare
( da "Stampaweb, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e Xavier Darcos; quelli della Cultura,
Sandro Bondi e Christine Albanel; e i titolari degli Affari comunitari, Andrea
Ronchi e Bruno Le Maire. Presente anche il premier francese Francois Fillon. Il
principale accordo riguarderà «tutti gli aspetti del nucleare, dalla
collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza,
MI AUGURO CHE
SIANO MATURI I TEMPI PER RIPENSARE E RIVEDERE SCELTE DI BILANCIO IMPRONTATE A
TA... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Le preoccupazioni del presidente sono anche le preoccupazioni del
governo. In questa fase di difficoltà economica è necessario investire il
danaro pubblico con grande attenzione e oculatezza», ha poi commentato il
ministro dell'Istruzione, Gelmini. CAVALLO, CONTI E INDOLFI A PAGINA
Il Ministro
Gelmini ha incontrato il Presidente della Provincia di Bolzano
( da "Sestopotere.com" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Ministro Gelmini ha incontrato il Presidente della Provincia di
Bolzano (24/2/2009 12:20) | (Sesto Potere) - Bolzano - 24 febbraio 2009 - Il
Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca Mariastella Gelmini
ha incontrato nei giorni scorsi il Presidente della Provincia autonoma di
Bolzano Luis Durnwalder.
Internet a scuola?
Se ne può fare a men ( da "superEva notizie" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Secondo la Gelmini nella primaria e nella secondaria di 1 grado,
Internet non trattasi di priorità. Parola d'ordine della Gelmini? Tagliare
tagliare tagliare! L'informatica sarà una delle vittime nonostante che negli
scorsi anni si siano spesi milioni di euro per formare insegnanti, fornire di
laboratori e di attrezzature migliaia di scuole.
<Tutto in
silenzioma nientesembra a posto>
( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 9 del ministro Gelmini ogni bambino che compie 6 anni entro il 31.12
deve andare a scuola dell'obbligo (il nostro li fa a fine novembre). Tenuto
conto che la circolare ministeriale (direttiva e non legge) non specifica nulla
riguardo i "diversamente abili", abbiamo rappresentato alla dirigente
scolastica, con apposita documentazione sanitaria che il bambino per quest'
Il
"vizietto" di Dario
( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08
Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il
governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati
(non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati
dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete,
compreso quello del "siamo in.
A Roma il vertice
Berlusconi-Sarkozy "Ampia collaborazione sul nucleare"
( da "Stampaweb, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e Jean-Louis Borloo (che ha
avuto un incontro anche con il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli),
dell?Istruzione, Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro
Bondi e Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le
Maire.
A Palazzo madama
si parlerà anche della crisi globale
( da "KataWebFinanza" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro Bondi e
Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire.
Tremonti e Lagarde esamineranno le possibili risposte coordinate alla crisi sia
per gli aspetti di carattere finanziario sia per quelli legati alla situazione
dell'economia reale,
AL SUOR ORSOLA
STAFFETTA ANTIVIOLENZA ULTIMO APPUNTAMENTO SALERNITANO PER LA STAFFETTA UDI
CON... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Brunetta, Aprea e Gelmini». IN PROVINCIA L'opera di Basile Domani alle
12 nella Sala Marcello Torre (Sala Giunta) di Palazzo Sant'Agostino, avrà luogo
la cerimonia di consegna, con relativa acquisizione al patrimonio dell'opera
«Montagna» realizzata dall'architetto, pittore e scultore Giovanni Basile.
SALVATORE FERRARA
CAVA DE' TIRRENI. PER DIVERSI GIORNI SE NE è PARLATO SOTTOVOCE E RISE...
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: anche il dibattito sul complesso lavoro di chi opera nel settore delle
tossicodipendenze di fronte al pericolo di personalità traviate dall'abuso di
sostanze stupefacenti che falliscono il proprio percorso di riabilitazione e
che vede vittime illustri come il fondatore di San Patrignano, Vincenzo
Muccioli e don Pierino Gelmini della comunità «Incontro» che ha una sede anche
a Cava.
RAFFAELE INDOLFI
RIVEDERE I TAGLI INDISCRIMINATI ALLE UNIVERSITà PER SCONGIURARE LA FUGA DEI...
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: A Napolitano replica da Roma il ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini. Quelle del capo dello Stato, dice, sono «parole sagge e
condivisibili». «Il presidente Napolitano - aggiunge il ministro - è da sempre
attento al tema della formazione, dell'Università e della ricerca, e credo
quindi che siano parole da ascoltare con attenzione.
BISOGNA RIVEDERE
LE SCELTE DI BILANCIO . GELMINI: PAROLE SAGGE, VOGLIAMO SOLO EVITARE GLI
SPRECHI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Bisogna rivedere le scelte di bilancio». Gelmini: «Parole sagge,
vogliamo solo evitare gli sprechi»
IL PRESIDENTE
GIORGIO NAPOLITANO DURANTE IL SUO DISCORSO ALL'UNIVERSITà DI PERUGIA<B...
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il presidente Giorgio Napolitano durante il suo discorso
all'università di Perugia A destra, il ministro Gelmini
MARCO CONTI ROMA.
I RISPARMI VANNO BENE MA I TAGLI INDISCRIMINATI NON RENDONO UN SERVIZIO AL
PAES... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: difendendo le necessità del ministro Gelmini, aveva parlato di
«inevitabili tagli alla spesa». Ciò che però il capo dello Stato lamenta è
l'uso «indiscriminato» della scure che si sta abbattendo nuovamente sugli
atenei, con poca attenzione alle eccellenze da difendere e ai singoli sprechi
da tagliare.
Troppi tagli
all'Università ( da "Stampa, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Interviene Napolitano «Rivedere le misure indiscriminate» Il ministro
Gelmini replica: abbiamo deciso soltanto riduzioni di sprechi «Troppi tagli
all'Università» Giubilei, Masci e Passarini PAG. 8-
Napolitano:
Rivedere tagli indiscriminati a Università
( da "Sardegna oggi" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pronta la replica del Ministro Gelmini ?Premiare le Università
migliori e tagliare gli sprechi: è questo quello che vuole fare il Governo?.
-->PERUGIA - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo
a Perugia alla cerimonia di celebrazione dei settecento anni dell?
Napolitano:
"No ai tagli indiscriminati"
( da "Italia Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mi auguro che i tempi siano maturi per rivedere le scelte di
bilancio?. Gelmini: ?Premiare gli Atenei, tagliare gli sprechi Napolitano: ?No
ai tagli indiscriminati? Università, il Presidente della Repubblica: ?La
Ricerca è leva dello sviluppo?
Il
"vizietto" di Dario.
( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08
Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il
governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati
(non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati
dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete,
compreso quello del "siamo in.
Cisl: Le scuole
lombarde verso il dissesto economico
( da "Sestopotere.com" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: "La Cisl scuola Lombardia - ha concluso Capelli - è impegnata a
contrastare azioni di smantellamento della scuola pubblica statale, già esposta
a tagli dell'offerta formativa e di personale, conseguenti all'applicazione della
manovra finanziaria e dei regolamenti predisposti dal ministro Gelmini".
Mariastella
Gelmini : "Niente tagli ma più internet nelle scuole"
( da "Sestopotere.com" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini : "Niente tagli ma più internet nelle
scuole" (24/2/2009 19:00) | (Sesto Potere) - Roma - 24 febbraio 2009 -
"Lo studio dell?informatica e? parte integrante del percorso formativo
nella scuola primaria, come nelle altre scuole di ogni ordine e grado.
Venti milioni di
euro in gioco nell'ex caserma
( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nonostante gli annunci del ministro Gelmini. «La riforma
dell'ordinamento ci impone un numero minimo di docenti per ogni corso di laurea
- spiega il preside Sergio Bortolani - Con i 160 insegnanti di cui dispongo,
già adesso non posso far partire tutta l'offerta formativa di cui avrei bisogno
a Torino, figuriamoci le sedi decentrate».
"Non
trasferite la scuola di San Pietro del Gallo"
( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma Gelmini ha queste conseguenze. Servono classi di almeno 15
alunni, non 10 come è stato finora. Non ci sono i numeri per classi autonome».
«Non sono state consultate scuole e genitori. Domani sarà la volta di altri
accorpamenti nelle frazioni, decise sulla testa dei cuneesi»: ha detto Luca
Pellegrino (Parola per Cuneo).
Gli stupratori
sono italiani in sei casi su dieci: dati del Viminale, dai quali risulta che
gli epis... ( da "Leggo" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nella classifica al secondo posto ci sono i romeni, responsabili del
7,8% delle violenze. In terza posizione i marocchini con il 6,3%. Il ministro
Gelmini annuncia corsi anti-violenza nelle scuole. Ieri orrore a Napoli:
dodicenne violentato in centro. Caccia al pedofilo.
la gelmini
"copia" il corso di tavagnacco
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Regione La Gelmini "copia" il corso di Tavagnacco SPORT E
SCUOLA UDINE. Dall'anno scorso, da quando cioè la scuola media di Tavagnacco ha
varato l'indirizzo sportivo, unico esempio in Italia con sei ore di educazione
fisica la settimana, l'istituto friulano è meta di dirigenti scolastici da
tutto lo stivale che arrivano in Friuli proprio per copiare quel modello.
troppi dubbi solo
metà bimbi iscritti a scuola
( da "Tirreno, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Una situazione dovuta anche alla riforma Gelmini, che ha portato a un
ritardo di circa un mese sul normale iter per questa operazione, ma anche a una
prassi da parte dei residenti a Ponsacco. «Ogni anni succede questo - spiega la
preside Maura Biasci - perché i genitori aspettano l'ultima settimana prima di
iscrivere i loro figli a scuola.
assemblea sugli
edifici scolastici ( da "Tirreno, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: cui riversano i plessi scolastici del centro storico di competenza
dell'amministrazione comunale, dall'altro quello di illustrare ai cittadini
quelli che su tali scuole saranno gli effetti della riforma del ministro
Gelmini. Su quest'ultimo punto, però, non si è trovata l'intesa con la maggioranza
del consiglio di circoscrizione, che ha ritirato la propria adesione
all'assemblea.
il convegno
contestato si farà ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Gelmini, bensì «Contro l'ateneo, perché, anziché favorire
il dialogo, mette il bavaglio a scienza e cultura che invece devono essere
libere per definizione». A parlare è Omid Firouzi, portavoce nonché dottorando
in Scienze politiche, che incalza: «Fisichella rappresenta le gerarchie della
Chiesa, il suo pensiero autoritario,
Sfilano i carri,
maxifesta per 60 mila ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e la sua riforma della scuola. Maschere e duelli di
bombolette, dominano papi, suore e preti Sfilano i carri, maxifesta per 60 mila
Satira assente, vince Quarto d'Altino davanti a Selva, Maserada e Cendon
Graziati dal bel tempo bambini e famiglie hanno invaso la città Disagi per
l'assalto Gran lavoro per i vigili Grande successo ieri pomeriggio per la
tradizionale sfilata
il veneto ha
bisogno del tempo lungo ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: quello della riforma Gelmini per intenderci. Questa novità che entra
nelle scuole come uno tsunami che spazza via il lavoro di anni, penalizza in
modo particolare il nostro Veneto, che di eccellenza ha molto, compreso il
mondo della scuola, quella primaria in particolare, che figura ai primi posti
nella classifica europea per la qualità dell'
i rischi della
riforma gelmini arrivano in consiglio comunale seduta domani sera a villatora
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Provincia I rischi della riforma Gelmini arrivano in consiglio
comunale Seduta domani sera a Villatora SAONARA. La discussione sulla
salvaguardia del «tempo prolungato» nelle classi della scuola primaria e
secondaria inferiore aprirà la seduta del consiglio comunale, che è in
programma domani sera alle 21 nell'auditorium delle scuole di Villatora.
basta
contestazioni alla riforma maestri, rispettate chi è favorevole
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: potrebbe giocare anche sul tema caldo della scuola e della riforma
Gelmini (nella foto), con una strumentalizzazione della confusione che sta
regnando adesso tra i genitori, gli insegnanti e i dirigenti scolastici. Questo
denunciano alcuni genitori di alunni che frequentano la scuola elementare
Manzoni, che invitano a ridimensionare i toni e le iniziative in atto in questi
giorni.
quattro insegnanti
rischiano di perdere il posto a cadoneghe per la ridefinizione dell'organico
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, rendendo noto quello che docenti e genitori pensano e temono
in merito alla riforma scolastica. «Inizialmente la riforma doveva riguardare
unicamente le classi prime della scuola primaria - scrivono il dirigente
scolastico Giorgio di Marco e il presidente del consiglio di circolo Marco
Orlandi - Di fatto ora l'applicazione della legge va invece ad interessare
profondamente
quel decreto non
va affatto bene ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dal ministro Gelmini». «Credo che se non si fa questa operazione
verità anche tutto il resto ne viene sminuito - aggiunge - E' difficile
individuare una terapia efficace se prima non si fa una diagnosi corretta».
Troppo facile per Barison, secondo la Pittelli, smarcarsi dalle scelte fatte in
sede nazionale dal centro destra al quale appartiene.
biblioteca chiusa
a mestrino il sindaco dica perché
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: straordinario sui problemi della scuola derivanti dalla riforma
Gelmini. «Chiediamo al sindaco un consiglio straordinario affinché venga
esaminata una delibera, già all'esame di 18 amministrazioni della provincia, da
consegnare nelle mani dell'assessore regionale Elena Donazzan in merito alle
pesanti ricadute sociali che i nuovi orari scolastici avranno sulle famiglie -
spiega De Rosa -
su youtube
l'intervento della donazzan all'incontro di albignasego sui tagli
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: battistrada ad un movimento di primi cittadini veneti assolutamente
decisi a non far decadere il tempo lungo di 37,5 ore settimanali, messo ora in
discussione dal decreto Gelmini. I comitati genitori stanno cercando di far
arrivare a tutti i sindaci veneti 100.000 mail perchè facciano pressione
sull'assessore Donazzan che andrà a trattare il numero di insegnanti per il
Veneto. (g.r.)
allarme tagli
d'organico per la riforma mensa in forse a este, 22 comuni in ansia - nicola
cesaro ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: resta impassibile alle conseguenze che il decreto Gelmini avrà sull'organizzazione
delle scuole locali. Sabato scorso ventidue rappresentati comunali e dei plessi
scolastici della Bassa si sono incontrati a Este per fare il punto della
situazione, e i dati emersi sono certamente allarmanti. Il quadro previsto dal
decreto Gelmini (che di fatto prevede format di orari scolastici di 24-
iscrivete i bimbi
o l'elementare chiude ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che permetta di salvare la scuola dai tagli imposti dalla riforma
Gelmini. «Per garantire la sopravvivenza della primaria di Ronchi - spiega
Venturini - dovremo arrivare a 15 iscrizioni. Ancora non ci siamo, per questo
mi rivolgo ai genitori indecisi. Abbiamo già organizzato un incontro in paese
per spiegare che l'elementare di Ronchi non ha nulla da invidiare agli altri
istituti,
Il combat-rap
degli assaltifrontali ( da "Secolo XIX, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: No Gelmini day and night". Apre la serata il rap-core dell'
Carnevale, sui
carri sfila in centro una satira amara: licenziamenti e crack, la nota allegra
è la Gelmini ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 25-02-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Mercoledì 25 Febbraio 2009 Chiudi Carnevale, sui carri sfila in centro
una satira amara: licenziamenti e crack, la nota allegra è la Gelmini
A Carnevale si scatena
la fantasia dei senigalliesi. Per festeggiare degnamente il giorno pi...
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 25-02-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Quello da dove spuntava la caricatura gigante del ministro più contestato
del momento (la Gelmini per la sua riforma scolastica) e quello dedicato al
ministro Brunetta insieme ai suoi "fannulloni". Diversi i carri che
si sono ispirati alle tematiche ambientaliste. Come l'auto anti-crisi e super
ecologica, che va senza benzina...basta spingere!
L'UNIVERSITÀ VA A
ROTOLI NON PER CANALI Il titolo dell'ultimo numero di "Nuovi
argomenti" si riferisce al dossier dedicato ai cimiteri: <Dove andremo
a finire> ( da "Riformista, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: insofferenza verso la Gelmini, i tagli alle università, l'introduzione
maggiore, al limite dell'intrusione, di capitali privati. E fin qui, niente di
nuovo. Una difesa, più o meno autocritica, di casta o di ceto. Scontato, ma
senza sconti, il "divide" tra i vecchi e i giovani, che si
spartiscono - con allegre eccezioni, come il dadaista Pedullà che vuole pensare
positivo dopo decenni di "
SENIGALLIA IL
FREDDO non ha fermato il Carnevale cittadino, giu...
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Marina di Montemarciano e Montemarciano ai Puffi ed alla coppia
«Brunetta - Gelmini»; Montignano (Coyboi e salon), Pianello e Pro loco di Ostra
(Mamma mia); Ponte Rio (festa della birra, indiani metropolitani, le mille
miglia, la tigre ed il dragone); Roncitelli (Coyboi); Sant'Angelo (Jamborì);
Scapezzano (Asino chi legge);
Trastevere e metà
Centro ancora una volta nel caos per una manifestazione. Tutta la zon...
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 25-02-2009) + 2 altre
fonti
Argomenti: Scuola
Abstract: si sono dati appuntamento alle nove del mattino sotto le finestre del
ministro Gelmini e hanno tenuto duro fino alle sei del pomeriggio: sono stati
incendiati un paio di cassonetti e danneggiate alcune auto. Centinaia di
vetture dell'Atac sono state deviate e i passegggeri, mugugnando, hanno dovuto
continuare il viaggio a piedi.
A rischio Regnano
e San Giovanni ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini che prevede la chiusura delle scuole con meno di 50 iscritti e
che, se attuato potrebbe mettere a rischio le scuole di Regnano e S.Giovanni di
Querciola. La Grispino si è infine mostrata disponibile, per quanto di sua
competenza, a sostenere le richieste dei genitori, evidenziando però, la
difficoltà di presentare modelli organizzativi sicuri per il prossimo anno
scolastico
Non è mai troppo
tardi con il maestro Nori ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, siamo passati al maestro unico». Perché scuola
"elementare"? «Perché partiamo proprio dagli insegnamenti di base,
dalle aste. E ogni settimana assegno un compito che poi, il lunedì successivo,
correggo. Un esempio, una delle esercitazioni classiche, tra le più difficili,
è quella che ci davano i nostri maestri: racconta cosa vedi dalla finestra
della tua stanza alle tre
anci: sotto esame
la riforma della scuola ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dobbiamo capire come cambierà la nostra scuola a seguito della riforma
Gelmini e soprattutto chi dovrà sostenere i costi che ricadranno sicuramente
sui comuni per assicurare ai cittadini gli stessi standard di qualità che oggi conoscono»,
spiega Pezzetta. Per avere un quadro completo della situazione occorre però
raccogliere dati e informazioni precise nei comuni del Fvg.
abbiamo tagliato
il possibile, ora il governo ci aiuti
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: anno accademico fissata per il 9 marzo: non ci sarà il ministro
Gelmini Interverranno Tondo e l'ambasciatore Zanardi Landi di GIACOMINA
PELLIZZARI «Abbiamo tagliato tutto quello che potevamo tagliare, ora il Governo
deve aiutarci perché se la Finanziaria 2010 non correggerà il tiro il sistema
universitario rischia l'implosione».
Venerdì studenti
in piazza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cronaca di Cagliari Pagina 1019 manifestazione Corteo nelle strade
cittadine per protestare contro la riforma Gelmini Venerdì studenti in piazza
Manifestazione. Corteo nelle strade cittadine per protestare contro la riforma
Gelmini --> Si svolgerà domani la finale regionale della corsa campestre
studentesca, a partire dalle 10.30, nel parco San Lussorio di Selargius.
graduatorie
sospette, scatta il ricorso dei precari
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «No al contratto-bluff e no alla riforma Gelmini - hanno indicato il
doppio binario della protesta -. Il maestro unico e la scuola primaria a 27 ore
settimanali avrà effetti dirompenti in tutte le classi del quinquennio.
Chiediamo il mantenimento della seconda lingua straniera nelle medie.
Vorrei dire di
Eluana ( da "Giornale.it, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tifo Gelmini"Principessa sposa personal trainerA Discovery 3 si
può chiedere l?impossibile Blogroll WordPress.com WordPress.org February
"Io, ex
cervello in fuga, tifo Gelmini"
( da "Giornale.it, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tifo Gelmini" di Enza Cusmai Ricercatrice, sposata, tre figli,
per otto anni ha lavorato negli Usa. Ora è tornata in Italia: "Lì fare
ricerca è un piacere. Conta la meritocrazia. Per questo sono d?accordo con la
riforma del ministro" «Con i risultati scientifici raggiunti e le mie
pubblicazioni, negli Usa ora sarei professore universitario.
Teoria e pratica
nell'abisso scolastico ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le innovazioni promosse dal ministro Gelmini non fanno eccezione a
questa regola: il voto numerico, il maestro unico, la pluralità degli orari
affrontano in questo periodo problemi attuativi di vario genere. Del maestro
unico non è chiaro nemmeno il profilo, perché unico non è, e nemmeno
prevalente, ma unico e prevalente nello stesso tempo o nessuna delle due cose.
Il primo sondaggio
post-Veltroni: il Pd crolla sotto il 22%. Vola il Pdl
( da "Sestopotere.com" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Frattini e Tremonti sono in leggera flessione e si attestano con Maria
Stella Gelmini, il ministro donna più amato del governo, al 50%. Alfano e
Prestigiacomo sono al 49%, recuperano consensi Sacconi (+2) al 48% e Scajola al
47%. Carfagna e Meloni sono entrambe al 46%, ma con il Ministro delle Pari
Opportunità che da settembre ad oggi è stata capace di recuperare 15 punti.
Walter, un
perdente perfetto ( da "Giornale.it, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08
Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il
governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati
(non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati
dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete,
compreso quello del "siamo in.
Accordo Italia
Francia studenti bi-diplomati
( da "Stampaweb, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, nell?ambito del vertice
Italia-Francia hanno siglato un accordo per un corso di studi secondari negli
ulti tre anni delle superiori bi-nazionale con il rilascio simultaneo, al
termine del percorso, di un doppio diploma di Stato: Baccalaureat francese e
Maturità italiana.
Merate:
l'on.Centemero (Pdl) al Viganò Pelamatti, paralisi se non arrivano soldi
( da "Merateonline.it" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: "E` stata fatta un`interrogazione al Ministro Gelmini per quanto
riguarda i criteri per stabilire la condotta" ha affermato l`onorevole
"Non ci sono delle indicazioni e regolamenti precisi a riguardo ma di
interpretazione differente". La foto scattata dall`incontro ritrae un
quadro complessivo di sofferenza.
Alta Val Bormida
contro la Gelmini ( da "Stampa, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: STUDIATE A MILLESIMO LE CONTROMISURE AGLI EVENTUALI TAGLI DEGLI
ISTITUTI SCOLASTICI Alta Val Bormida contro la Gelmini Tenere conto delle
caratteristiche orografiche, climatiche, altimetriche e di quelle relative alle
distanze per fare in modo che i plessi scolastici che fanno capo all'Istituto
comprensivo «Lele Luzzati» di Millesimo non risentano dei tagli della legge
Gelmini.
i parlamentari
padovani domani ad albignasego
( da "Mattino di Padova, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: interrogazione al ministro Gelmini per tutelare i genitori di
Albignasego e non solo: chiedono che si tenga conto dei disagi. «Stiamo
procedendo molto bene - afferma Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego
(nella foto) - Insieme alle Istituzioni si stanno muovendo anche i genitori,
per cui contiamo di riuscire a dare un segnale positivo anzitutto alla Regione,
Ecco la scure
della Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ecco la scure della Gelmini» Quarello e il Pd lanciano la
mobilitazione: scuole a rischio Il Pd provinciale si mobilita in difesa delle
scuole elementari e invita i trevigiani a sottoscrivere l'appello del comitato
«No Gelmini». «E' il momento di unirsi per salvare la scuola», dice Enrico
Quarello, coordinatore provinciale del Partito democratico,
raccolta di firme
contro la gelmini ( da "Tirreno, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cecina Raccolta di firme contro la Gelmini Iniziativa del Comitato
genitori e insegnanti «Per firmare la petizione l'appuntamento è oggi in piazza
del Mercato» ROSIGNANO. Una raccolta di firme per dire no alla riforma-Gelmini.
Per sottoscrivere la petizione, organizzata dal Comitato genitori e insegnanti
nato a Rosignano sull'onda delle direttive del ministro dell'
docenti-fantasmi
per protestare contro la gelmini
( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: fantasmi per protestare contro la Gelmini Travestiti da fantasmi hanno
sfilato da piazza Politeama al Palazzo delle Aquile per protestare contro i
tagli della legge Gelmini. E per denunciare le condizioni drammatiche della
maggior parte degli istituti della città. Una cinquantina fra docenti precari,
di ruolo, genitori e studenti del coordinamento dei docenti delle scuole di
Palermo,
Si chiude la
telenovela dell'estate Sugli "ascolti" il Pdl è diviso E rischia la
fiducia ( da "Riformista, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini e la sottosegretaria
Michela Vittoria Brambilla. Tre giovani azzurre da sempre molto vicine al
premier. Ancora ieri, più di una fonte giudiziaria confermava l'esistenza di
trascrizioni agli atti. Tra giugno e luglio, allora, in Parlamento non si
parlava d'altro e un altro dipietrista, Massimo Donadi,
terzo, scuole a
rischio con la riforma gelmini
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 14 - Udine Terzo, scuole a rischio con la riforma Gelmini TERZO
DI AQUILEIA. Il sindaco di Terzo di Aquileia, Fulvio Tomasin, scende in campo
per sensibilizzare le forze politiche sui rischi che corre la scuola primaria
in generale, e quella a tempo pieno in particolare, in seguito alla nuova
riforma scolastica.
è ufficiale: addio
alla laurea triennale ( da "Tirreno, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che impone che ci siano un certo numero di docenti di ruolo, e il
decreto Gelmini. Gli studenti iscritti potranno quindi concludere i loro studi
ma chi sta per finire le superiori non potrà più avere la possibilità di
iscriversi al corso follonichese. Come avevano dichiarato in un comunicato gli
studenti universitari per loro è il problema più grave.
berlusconi toglie
a lucca il g8 di giugno ( da "Tirreno, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Così hanno voluto il ministro Gelmini e il presidente del Consiglio
Berlusconi e nulla ha potuto il sottosegretario Pizza, che pure ha tentato fino
all'ultimo di mantenere l'impegno preso con gli amministratori locali e le
categorie economiche. La conferma arriva dal sito ufficiale del G8, ma nessuno
si è nemmeno premurato di avvertire gli enti lucchesi,
Scuola, 39 comuni
nella morsa dei tagli ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi Devastanti i parametri imposti dal
regolamento Gelmini. Il presidente della Provincia, Melilli, si appella a tutte
le forze politiche Scuola, 39 comuni nella morsa dei tagli Cinque vedranno
azzerati tutti gli istituti, dall'asilo alle medie. Riduzioni anche a Fara
Ci si preparava ad
un purgatorio, in attesa di rimetter mano alla rete scolastica nel 2010. ...
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini spalanca le porte dell'inferno sulla provincia di
Rieti che rischia di scontare una pena insostenibile: dietro agli 83 plessi da
cancellare bisogna leggere oltre cinquecento bambini che da settembre non
troveranno più nel loro paese la scuola materna, i novecento costretti a
recarsi altrove per frequentare l'elementare ed altri 380 studenti senza più
scuola media.
Situazione sempre
più preocccupante per le scuole della provincia di Rieti. I tagli previsti
da... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi Situazione sempre più preocccupante
per le scuole della provincia di Rieti. I tagli previsti dai parametri imposti
dal regolamento redatto dal ministro Gelmini colpiscono bel 39 comuni su 73. Il
presidente della Provincia Melilli ha chiesto aiuto alle altre forze politiche
Personale non
docente. ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sentendosi replicare dal ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini, che la "scure" colpirà solo gli sprechi. Nei dati raccolti
da Valditara gli sprechi abbondano. Così come le sorprese. Si scopre, ad
esempio, che la seconda università di Napoli ha un rapporto di uno a uno tra
professori e altro personale quando la media nazionale è di 0,4.
Venti pagine a
colori, fumetti e foto, grafica moderna e accattivante: è uscito
"Okkupa... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: cominciata con la manifestazione contro la legge Gelmini, il 30
ottobre, con più di 2500 partecipanti, e seguita dal referendum, dove il 90%
dei ragazzi del "Masci" ha votato a favore dell'occupazione dall'8 al
12 novembre. Pochi giorni ma densi, come testimonia "Okkupagine",
nato come espressione del movimento.
Si rialza il
livello della protesta universitaria che, da qualche tempo, sembrava aver
perso... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Anche il ministro Mariastella Gelmini ha voluto partecipare
all'evento, inviando un saluto e un apprezzamento per l'iniziativa. «Credo che
uno dei mali dell'università italiana - si legge nella nota - sia la scarsa
condivisione di esperienze tra i diversi atenei. Occorre procedere su nuove
logiche basate su progettualità condivise e sinergie operative.
assalti frontali
intesa perfetta al circolo milk
( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: fatto cantare a squarciagola i giovanissimi durante le manifestazioni
contro la Gelmini ed è poi diventato un mini Cd per finanziare i coordinamenti
degli adulti nel progetto Non Rubateci il Futuro. Al circolo Arci presenteranno
il disco Un´intesa perfetta. Lo show sarà improntato sulle canzoni ispirate
alla realtà, con una trentina di brani tra cui i singoli come Peace, Unity,
Love,
Beni culturali,
Settis addio incomincia l'era Carandini
( da "Corriere della Sera" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I tagli hanno raggiunto anche la Gelmini... E purtroppo non siamo in
Francia, dove ricerca e tutela vengono adeguatamente valorizzati». Opposto il
giudizio sull'arrivo dell'ex manager Mc Donald's Mario Resca alla direzione
della Valorizzazione: «Proposta audace, ma da non rifiutare a priori.
L'irresistibile
professoressa che sa tutto sulla Gelmini
( da "Corriere della Sera" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: irresistibile professoressa che sa tutto sulla Gelmini Banchi di
formica verde, sedie di legno, lavagna e l'immancabile crocifisso alle pareti:
la professoressa Spinelli torna in cattedra al Teatro dell'Orologio. Per il
quarto anno consecutivo, il divertente personaggio inventato e impersonato da
Federica Festa interrogherà, spiegherà e metterà note sul registro agli allievi
della terza B,
Nuovo anno
accademico,inaugurazione con protesta
( da "Secolo XIX, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: penalizzata dai tagli che il ministro Gelmini ha portato a didattica e
ricerca. A protestare saranno presenti anche i precari dell'università
genovese, gli stessi che dopo essere stati lasciati a casa dal primo gennaio
hanno visto venire meno le promesse fatte dalle istituzioni su una possibile
soluzione del problema.
media dello sport,
modello per tutta italia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini atteso in visita L'ECCELLENZA TAVAGNACCO. Sei ore
di educazione fisica alla settimana, lo sport come base portante della
didattica e, anzi, aiuto alla didattica stessa. No, non siamo in una high
school o in un college americano, siamo a Tavagnacco dove dallo scorso anno
scolastico alle medie è attivo l'indirizzo sportivo.
Informatica a
scuola I <laboratori> non sono necessari
( da "Giornale.it, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è una questione da ridursi a bisticcio fra donne ministro, la Moratti
e la Gelmini, o c'è dell'altro che giustifica la marcia indietro? E come sarà
possibile tenere il passo con il turbinoso progresso, se non si insegna ai
nostri figli a maneggiare bene il computer? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano
Di Pietro:
referendum sulla legge che non c'è
( da "Giornale.it, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Forse aspetta le prossime manifestazioni della Cgil - a proposito, che
fine ha fatto il referendum contro la riforma Gelmini? - e delle formazioni
comuniste. Per cannibalizzare - politicamente, s?intende - anche loro, come sta
già facendo col Pd. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
GIULIO FINOTTI È
AFFOLLATO IL TEATRO DI CORTE DELLA REGGIA DICIANNOVE ANNI DOPO LA MORTE (IL...
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Presenti, tra gli altri, il segretario nazionale Uil Scuola Massimo di
Menna, il presidente nazionale Caaf Uil, Gilberto de Santis, il segretario
generale Uil scuola, Osvaldo Pagliuca, e Pasquale Capo, responsabile della
segreteria del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.
( da "Leggo"
del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
di Paolo Massa «Mi auguro che siano maturi i tempi per
ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». Lo
ha detto ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a proposito
della politica di tagli all'università del governo. Dopo un discorso all'ateneo
di Perugia, il Capo dello Stato ha anche ribadito che la ricerca e la
formazione sono la «leva dello sviluppo» di un paese. Subito è arrivata la
reazione del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, per la quale è «nostro dovere
amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie
accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci». Ha poi
aggiunto che «le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le
preoccupazioni del governo». Per il ministro della pubblica
amministrazione, Renato Brunetta, «non ci sono stati tagli indiscriminati».
D'accordo con il Capo dello Stato, invece, l'Unione degli Studenti, per la
quale «i tagli messi in atto dagli ultimi governi hanno messo a rischio la centralità
di scuola e università».
( da "Leggo"
del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il Quirinale in campo contro i
«tagli indiscriminati» all'Università. Intervenendo nell'ateneo di Perugia,
Napolitano ha chiesto di rivedere le scelte fatte. La risposta del ministro Gelmini: «Nostro dovere eliminare gli sprechi».
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 24-02-2009)
Pubblicato anche in: (Trentino)
Argomenti: Scuola
Referendum della Cgil. Sciopero il 18 marzo Scuola,
400mila votanti il 95% boccia il contratto CARLO ROSSO ROMA.Su un totale di più
di un milione di lavoratori della scuola, circa 400 mila hanno partecipato al
referendum sul nuovo contratto e il 95% lo ha bocciato. Per la Cgil è la
conferma che la scelta di non firmare il contratto della scuola è stata
condivisa dai suoi iscritti, così come la decisione di indire per il 18 marzo
lo sciopero generale dell'intero settore, dalla scuola all'università, alla ricerca
e alla formazione artistica e musicale. I risultati non lasciano spazio a dubbi
e danno soddisfazione al sindacato di Corso d'Italia anche grazie all'affluenza
al voto: una partecipazione andata ben oltre gli iscritti alla sola Flc-Cgil
(150 mila), ma addirittura di quanti nel 2007 parteciparono al referendum sul
protocollo per il welfare. «Soprattutto nella scuola si esprime la
contraddizione della politica del governo», ha detto ieri il segretario
generale della Cgil Guglielmo Epifani che ha presentato i risultati del
referendum insieme al segretario della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo. «Non si può
dire vogliamo efficienza, formazione, innovazione e poi pensare che 60 euro al
mese di aumento rappresentino il volano per farlo. Per non parlare del capitolo
precari: poiché sono previsti tanti prepensionamenti, si sarebbe potuta fare
una programmazione per le uscite, per rinnovare il corpo docente. Invece - ha concluso Epifani - i provvedimenti della Gelmini stanno determinando soltanto una
situazione di caos nelle scuole». Polemico con Epifani il segretario generale
della Cisl, che non sembra credere all'esito del voto: «Epifani - ha detto
infatti Raffaele Bonanni - non è né arbitro né notaio di tutti». Il
risultato ottenuto nel referendum sarà un utile trampolino per le iniziative
politiche della Cgil, soprattutto in vista dalle manifestazione nazionale
organizzata per il 4 aprile dal sindacato. Al centro dell'opposizione espressa
dai lavoratori è soprattutto la parte economica del contratto (hanno firmato
Cisl, Uil, Gilda Unams, Snals e Confsal) e che prevede un aumento medio di 70
euro nelle buste paga di docenti e personale Ata. Aumento che corrisponde
all'inflazione programmata dal governo, pari al 3,2%, e che dalla prossima
tornata sarà sostituita dal nuovo indice previsionale indicato con la riforma
del modello contrattuale. «Vanno rimesse radicalmente in discussione tutte le
politiche del governo in materia di istruzione», ha spiegato Mimmo Pantaleo.
«Vogliamo che si torni a parlare di investimenti e ribadiamo che i diritti del
mondo del lavoro non possono essere considerati merci». Pantaleo ha poi
denunciato presunti tentativi di ostacolare lo svolgimento del referendum.
«Abbiano notato con dispiacere e con rabbia - ha detto - che ci sono stati
tentativi di ostacolare lo svolgimento della consultazione: pressioni sui
dirigenti scolastici e sui direttori regionali, perché impedissero di
costituire i seggi, lettere e volantini delle altro organizzazioni sindacali».
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 24-02-2009)
Pubblicato anche in: (Trentino)
Argomenti: Scuola
L'OPINIONE SE IL MEGLIO E' IL PEGGIO MASSIMO ONOFRI Che il
presidente Napolitano non s'acconci a recitare un ruolo meramente pleonastico
ma, quando il caso, si disponga a dire la sua, con moderazione e
ragionevolezza, epperò con fermezza, resta - per i cittadini e la democrazia di
questa nazione disorientata - una garanzia importante. E che Napolitano
consideri questi richiami come un suo dovere, pare dato ancora più confortante.
Poche parole sull'Università, ma chiarissime: un augurio che i tempi siano
finalmente maturi per ripensare scelte di bilancio improntate a tagli
indiscriminati. Il ministro Mariastella Gelmini s'è giustificata con
intelligenza, occorre dirlo, dichiarando che le preoccupazioni della presidenza
della Repubblica sono esattamente quelle del Governo: e che lo scopo precipuo
dell'azione ministeriale resta quello di tagliare gli sprechi e spendere
meglio, premiando le realtà più virtuose. Tutto benissimo: se non fosse
che la questione è drammaticamente strutturale, mentre gli impegni del Governo
vanno in direzione d'una razionalizzazione che è solo apparente, rapportandosi
soltanto l'esistente. Un esistente - e in questo il ministro ha perfettamente
ragione - che, se si guarda all'Europa, versa in condizioni disastrose, di
penosa retroguardia, tanto per la ricerca, che per la didattica. Qual è, a
dirla tutta, il vero problema dell'Università italiana? La riduzione che è
stata fatta dell'istituzione scientifica e pedagogica a entità aziendale, con
quell'imbarazzante (e incredibile) sistema di crediti e debiti: la cui grave
responsabilità - bisogna ribadirlo con forza - va attribuita senza differenze
alla sinistra e alla destra, euforicamente convergenti, da Berlinguer alla
Moratti, entrambi soggiogati dall'unica ideologia viva in tempo di morte delle
ideologie: quella del mercato. Mi spiego meglio, con un esempio concreto: cosa vorrà
dire, infatti, premiare le realtà più virtuose e destinare loro più fondi? Il
punto è questo: secondo la concezione aziendalistica, l'ateneo migliore sarà
per forza quello in grado di produrre in quantità maggiore, diciamo così, la
sua merce, che è poi costituita dall'insieme dei laureati. Risultato finalmente
ottenuto? Che le Facoltà, per ottenere più fondi (o, perlomeno, perdere meno
risorse possibili) hanno abbassato drasticamente i livelli di selezione e, di
conseguenza, la qualità dell'insegnamento. Con un paradosso: che gli Atenei più
virtuosi, cioè quelli che riescono a produrre il maggior numero di laureati in
corso, e con più velocità, sono, spesso, proprio quelli più scadenti. Un altro
esempio? Il ministro ricorda la decisione di creare 4.000 nuovi posti da
ricercatore. Benissimo: se però i ricercatori, nei fatti, si occupassero, come
il loro contratto prescrive, effettivamente della ricerca e solo di quella,
mentre in realtà si trovano costretti a sopportare, con stipendi da fame,
carichi didattici enormi, surrogando il lavoro che dovrebbe essere di
professori associati e ordinari. Che è davvero un bel modo di risparmiare, di
far crescere l'Università, nonché i giovani. Siamo, insomma, alle nozze coi
fichi secchi: finché non si risponderà, con una riforma seria, alla domanda su
cosa sia l'Università e quali i suoi scopi, non andremo da nessuna parte.
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 24-02-2009)
Pubblicato anche in: (Trentino)
Argomenti: Scuola
Napolitano: rivedere i tagli indiscriminati I rettori
plaudono al presidente. Il ministro Gelmini: vogliamo eliminare gli sprechi
L'allarme del mondo accademico: è a rischio la stessa sopravvivenza
dell'istituzione scolastica GABRIELE RIZZARDI ROMA. «Mi auguro che siano maturi
i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli
indiscriminati». Intervenendo alla celebrazione per i 700 anni dell'Università
di Perugia, Giorgio Napolitano torna sui risparmi imposti con la finanziaria e
striglia il governo. Davanti al presidente della conferenza dei rettori, Enrico
Decleva, che vede a rischio la «sopravvivenza» della massima istituzione
formativa del paese, il Capo dello Stato lancia un pesante monito alla
maggioranza e rinnova l'appello a definire le riforme per l'Università «senza
abbandonarsi a generalizzazioni liquidatorie», ma guardando ai singoli atenei
in base ai risultati e ai problemi della ricerca «con coraggio» e considerando
ciò che accade in Europa e nel mondo in questo settore che «può suggerire»
delle soluzioni. Napolitano rivendica il diritto di fare dei richiami pubblici
rispetto alla «situazione difficile» e alla crisi, e ascolta con preoccupazione
l'intervento del rettore dell'Università di Perugia, Francesco Bistoni, secondo
il quale la cosiddetta «fuga dei cervelli all'estero» costa allo Stato un
miliardo e mezzo di euro l'anno. Il presidente della Repubblica coglie questa
osservazione per sottolineare che la ricerca e la formazione sono la «leva
fondamentale» per la crescita dell'economia e per rimarcare che questa è una
«verità difficilmente contestabile» e «apparentemente» non contestata nel
nostro paese. Fatta la precisazione, Napolitano ammette le difficoltà legate
all'«ingente» debito pubblico, ma chiede a «tutte le forze responsabili del
paese» di «salvaguardare» il nostro capitale umano, e di fare il possibile per
evitare la «dispersione di talenti» e dei risultati del nostro sistema
scolastico e universitario. La crisi economica, insomma, è un motivo in più per
considerare gli investimenti in ricerca e conoscenza come una «leva
fondamentale» per lo sviluppo. L'appello è rivolto al governo e le risposte
arrivano da Maria Stella Gelmini e da Renato Brunetta.
I due ministri difendono le scelte del governo e negano che siano stati decisi
tagli a pioggia. Il ministro dell'Istruzione definisce «sagge e condivisibili»
le parole del capo dello Stato, ma sostiene di aver tagliato solo gli sprechi.
«Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del
governo, che vuole premiare le università migliori e tagliare gli sprechi»,
spiega la Gelmini, per la quale è necessario investire
il denaro pubblico «con grande attenzione e oculatezza». «E' nostro dovere
amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie
accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci»,
puntualizza poi il ministro dell'Istruzione. A difendere in pieno l'operato del
governo è anche il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta:
«Non ci sono stati tagli indiscriminati e con la manovra finanziaria da 36
miliardi di euro per il triennio 2009-2011 abbiamo salvato l'Italia». A non
pensarla allo stesso modo sono i partiti dell'opposizione, i sindacati e il
mondo accademico. La critica più dura arriva dall'Italia dei Valori. Massimo
Donadi lancia l'allarme-tagli, denuncia un «gravissimo danno» per tutto il
paese e promette battaglia: «Ci auguriamo che il monito del presidente
Napolitano non rimanga inascoltato e che il governo faccia marcia indietro.
Siamo pronti, se necessario, alla mobilitazione in Parlamento e nelle piazze
per impedire che si faccia scempio della ricerca». Un plauso «convinto» a
Napolitano viene anche dal segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni,
mentre Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera,
chiede al governo di ascoltare il monito di Napolitano e di fare marcia
indietro sui tagli indiscriminati: «Le responsabilità di questo stato di cose
sono del governo che con la politica dei tagli al sapere ha compromesso la
didattica e la ricerca universitaria, fattori strategici che costituiscono il
volano per la crescita di ogni economia».
( da "Italia
Oggi (Azienda Scuola)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi Numero 046
pag. 13 del 24/2/2009 | Indietro Ora arriva la stangata
sugli Ata AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Nel regolamento sugli
organici, approvato dal consiglio dei ministri, tagliati 44 mila posti
Sorveglianza a rischio nelle primarie di periferia e con
più sedi Il rischio è paventato sopratutto per le scuole elementari, ancora una
volta loro le più colpite, dopo il taglio già inferto ai maestri dalla riforma Gelmini. In particolare quelle che sono
dislocate in zone periferiche e hanno più plessi. Accadrà infatti che per [...]
Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 4
( da "Italia
Oggi (Azienda Scuola)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi Numero 046
pag. 15 del 24/2/2009 | Indietro Sugli organici, solo
palliativi AZIENDA SCUOLA Di Mimmo Pantaleo segretario Flc-Cgil
Punti di vista Gli incontri delle scorse settimane sugli effetti dei
regolamenti attuativi della legge 133/08 non hanno prodotto sul versante degli
organici nessun impegno concreto da parte del ministro Gelmini. Infatti, le proposte che ci
sono state fatte rappresentano dei palliativi che in realtà non [...] Costo
Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 6
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Prima Pagina Gelmini replica: evitiamo gli sprechi Napolitano "Fermare i tagli alle
università" ROMA - «Mi auguro che stiano maturando le condizioni per
riesaminare decisioni di bilancio ancorate alla logica di tagli
indiscriminati», dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
sull´Università. La replica del ministro Gelmini: cerchiamo di evitare gli sprechi. SERVIZI A PAGINA
9
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Interni Napolitano: "Basta tagli alla
ricerca" Il capo dello Stato chiede più risorse. Gelmini: abbiamo eliminato gli sprechi "Investire nella formazione
è una leva fondamentale per la crescita dell´economia" GIORGIO BATTISTINI
ROMA - Secondo rimprovero in pochi giorni del capo dello Stato al governo. Dopo
il no al decreto sul caso Englaro, il presidente della Repubblica boccia, nei
fatti, la politica dei tagli indiscriminati del governo sulla scuola.
Soprattutto alla ricerca. Ponendosi così dalla parte degli studenti e del corpo
accademico. «Mi auguro» si limita a dire con estrema chiarezza (e tatto
diplomatico) il presidente della Repubblica all´università di Perugia,
celebrando i settecento anni di quell´ateneo, che «siano maturi i tempi per
ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati».
Ecco, tagli indiscriminati. Così Giorgio Napolitano giudica la sostanza della
riforma Gelmini all´istruzione italiana. E formalmente
chiede che si ponga rimedio a quella legge con un appello al mondo della
scuola. Nella sostanza il messaggio del presidente rinnova l´appello a
riformare l´università senza per questo lasciarsi andare a generalizzazioni
liquidatorie, guardando ai singoli atenei in base ai risultati e ai problemi
della ricerca "con coraggio". Secondo Napolitano le università
italiane hanno bisogno di «valutazioni e interventi pubblici puntuali». In ogni
caso servono più risorse pubbliche per gli atenei italiani, altro che tagli.
Nel suo discorso davanti al senato accademico dell´antico ateneo perugino
(sette secoli di storia) il capo dello Stato ha parlato anche di un tema
cruciale, la fuga dei cervelli, dei giovani cioè che si laureano a spese della
collettività nazionale (l´istruzione costa cara a chi paga le tasse) e poi
vanno a lavorare (e guadagnare bene) all´estero. Il presidente parla di «costo
terribile, anche in termini monetari». Analogo il giudizio del rettore, secondo
il quale la fuga dei cervelli, a parte ogni altra considerazione, ha «un costo
terribile» per l´erario: ogni anno un miliardo e mezzo di euro, spesi per
formare giovani ricercatori che poi se ne andranno oltre confine a guadagnare e
spendere. «La ricerca e la formazione sono la leva fondamentale per la crescita
dell´economia», dice il presidente, notando che questa è una verità
«apparentemente non contestata» del nostro Paese. Il capo dello Stato vorrebbe
che «non ci si ispiri solamente ai tagli quando si parla di università. Se così
fosse vorrebbe dire che ci è sbilanciati. Colpiti sul vivo reagiscono, il
ministro dell´Istruzione Maria Stella Gelmini e il
collega della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. «Non ci sono stati
tagli indiscriminati», dice quest´ultimo, ma solo 36 miliardi di spesa
corrente. Questo governo ha un´enorme attenzione per la ricerca». Le
preoccupazioni del presidente della Repubblica «sono anche le preoccupazioni
del governo», dice il ministro dell´Istruzione. «Per questo bisogna tutelare al
massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia è nostro
dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie
a causa di gestioni universitarie poco efficaci. Ci sono ancora ampi margini
per migliorare le modalità di spesa degli atenei».
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Interni Il nodo-stipendi dei docenti rischia di
portare al collasso gli atenei Università nel mirino e per il 2010 è pronta la
stangata MARIO REGGIO ROMA - Università e ricerca. Un buco nero del sistema
Italia ancora irrisolto. Passano i governi, cambiano i ministri, ma lo spartito
è sempre lo stesso. I soldi sono sempre pochi, ma gli atenei devono tagliare
gli sprechi. Per la ricerca, da sempre, tutti auspicano un aumento delle
risorse. Ma tutto resta come prima. Ora i nodi vengono davvero al pettine. Il
Fondo di finanziamento ordinario delle università italiane, 72 atenei pubblici
e 5 privati ma riconosciuti, quest´anno subirà un piccola sforbiciata: 65
milioni di euro in meno. Ma la mazzata arriverà nel 2010: un taglio di quasi
700 milioni di euro, quasi il 10 per cento del totale. Anche i governi del
centrosinistra non avevano brillato per attenzione alla ricerca e alla
formazione universitaria. Molti bei discorsi ma poca sostanza. Il problema
sempre lo stesso: la crisi economica, il debito pubblico. Ma il nuovo governo è
andato giù duro: gli atenei che spenderanno più del 90 per cento dei fondi
assegnati per gli stipendi subiranno tagli agli altri finanziamenti. In realtà
la norma è già prevista da una legge del governo Prodi, Berlinguer ministro,
emanata nel �97. Ma il problema reale è che gli stipendi dei 60 mila docenti
sono automaticamente legati al tasso di inflazione reale, si rivalutano ogni
due anni, e non hanno bisogno di contrattazione alcuna. Se nessuno cambia
meccanismo il problema non si risolve e molti atenei, nel 2010, saranno
obbligati a portare i libri contabili in Tribunale, anche quelli più virtuosi.
Che il sistema universitario italiano sia messo male non c´è alcun dubbio. Ma i primi passi del ministro Gelmini, al di là delle affermazioni di principio, non sembrano
decisivi. Partiamo dai concorsi a cattedra. Aver ridotto da dodici a quattro
gli ordinari da estrarre a sorte tra i docenti della stessa materia, più un
docente interno alla facoltà, per formare la rosa delle commissioni non risolve
il problema. Negli atenei sono già pronti gli algoritmi per adeguarsi ai
nuovi numeri. E i ricercatori? Oltre ai 21 mila di ruolo, età media oltre i 50
anni, tra assegnisti, dottorandi e borsisti il conto dei precari si è
trasformato in un rebus non risolvibile. C´è chi dice 50 mila, ma nessuno
conferma. Il ministro Gelmini ha aperto uno spiraglio:
la metà dei pensionamenti tra i docenti dovranno essere destinati ai giovani
ricercatori. Ma si tratta di un pannicello caldo: poco più di 4 mila aspiranti.
Ma dopo l´intervento del presidente della Repubblica a Perugia la Conferenza
dei rettori spera che il governo cambi rotta: «Il tema toccato dal presidente
Napolitano è centrale per il Paese - afferma il presidente della Crui Enrico Decleva
- troviamo soluzioni sulla governance, i concorsi, ma tutto questo non può
prescindere dagli aspetti finanziari».
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
L'UNIVERSITA' SENZA QUALITA' ALTRO CHE AZIENDE di MASSIMO
ONOFRI Che il presidente Napolitano non s'acconci a recitare un ruolo meramente
pleonastico ma, quando il caso, si disponga a dire la sua, con moderazione e
ragionevolezza epperò con fermezza, resta - per i cittadini e la democrazia di
questa nazione disorientata - una garanzia importante. E che Napolitano
consideri questi richiami come un suo dovere pare dato ancora più confortante.
Poche parole sull'università, ma chiarissime: un augurio che i tempi siano
finalmente maturi per ripensare scelte di bilancio improntate a tagli
indiscriminati. Il ministro Mariastella Gelmini s'è giustificata con
intelligenza, occorre dirlo, dichiarando che le preoccupazioni della presidenza
della repubblica sono esattamente quelle del governo e che lo scopo precipuo
dell'azione ministeriale resta quello di tagliare gli sprechi e spendere
meglio, premiando le realtà più virtuose. Tutto benissimo: se non fosse
che la questione è drammaticamente strutturale, mentre gli impegni del governo
vanno in direzione d'una razionalizzazione che è solo apparente, rapportandosi
soltanto all'esistente. Un esistente - e in questo il ministro ha perfettamente
ragione - che se si guarda all'Europa versa in condizioni disastrose, di penosa
retroguardia, tanto per la ricerca quanto per la didattica. Qual è, a dirla
tutta, il vero problema dell'università italiana? La riduzione che è stata
fatta dell'istituzione da scientifica e pedagogica a entità aziendale, con
quell'imbarazzante (e incredibile) sistema di crediti e debiti, la cui grave
responsabilità - bisogna ribadirlo con forza - va attribuita senza differenze
alla sinistra e alla destra, euforicamente convergenti, da Berlinguer alla
Moratti, entrambi soggiogati dall'unica ideologia viva in tempo di morte delle
ideologie: quella del mercato. Mi spiego meglio con un esempio concreto: cosa
vorrà dire, infatti, premiare le realtà più virtuose e destinare loro più
fondi? Il punto è questo: secondo la concezione aziendalistica, l'ateneo
migliore sarà per forza quello in grado di produrre in quantità maggiore,
diciamo così, la sua merce, che è poi costituita dall'insieme dei laureati.
Risultato finalmente ottenuto? Che le facoltà per ottenere più fondi (o, per lo
meno, perdere meno risorse possibili) hanno abbassato drasticamente i livelli
di selezione e, di conseguenza, la qualità dell'insegnamento. Con un paradosso:
che gli atenei più virtuosi, cioè quelli che riescono a produrre il maggior
numero di laureati in corso e con più velocità, sono spesso proprio quelli più
scadenti. Un altro esempio? Il ministro ricorda la decisione di creare 4.000
nuovi posti di ricercatore? Benissimo se però i ricercatori, nei fatti, si
occupassero, come il loro contratto prescrive, effettivamente della ricerca e
solo di quella, mentre in realtà si trovano costretti a sopportare, con
stipendi da fame, carichi didattici enormi, surrogando il lavoro che dovrebbe
essere di professori associati e ordinari. Che è davvero un bel modo di
risparmiare, di far crescere l'università, nonché i giovani. Siamo, insomma,
alle nozze coi fichi secchi: finché non si risponderà con una riforma seria
alla domanda su cosa sia l'università e quali i suoi scopi non andremo da
nessuna parte.
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
«Rivedere le scelte di bilancio Ricerca leva per lo
sviluppo» Il sì dei rettori di Udine e Trieste: il governo
ascolti La Gelmini: abbiamo
tolto solo gli sprechi Tagli agli atenei L'altolà di Napolitano ROMA. «Mi
auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio
improntate a tagli indiscriminati» alle università. E' appello che Napolitano
ha lanciato ieri da Perugia. La richiesta è condivisa dai rettori di
Udine e Trieste: il governo lo ascolti. I SERVIZI A PAGINA 2
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 26 - Commenti I BISOGNI DEI GIOVANI (SEGUE DALLA
PRIMA PAGINA) Si tratta di garantire ai giovani la prospettiva di una scuola
pubblica e di una università di alto livello e di impegnarsi a far sì che ciò
che vi impareranno possa tornare a beneficio del paese intero. La speranza ha
in Italia come altrove il volto delle nuove generazioni. Abbiamo lamentato così
tante volte i mali della nostra scuola e della nostra università che viene
voglia di tacere mentre assistiamo impotenti al declino preannunciato al paese
dall´emigrazione intellettuale, dall´immiserirsi dei mezzi di ricerca e di
studio, dall´incanaglimento a cui un sistema concorsuale gravemente inficiato
dal localismo e dalle formazioni di nuclei di potere familistico hanno portato
i luoghi pubblici della ricerca e della docenza universitaria. Ma oggi la voce
del capo dello Stato, interprete autorevole e attento dei bisogni reali del
paese, ha chiesto di uscire dall´emergenza e ha dimostrato ai giovani e a tutti
coloro che hanno a cuore la sorte della crescita civile del paese che questi
problemi sono ben presenti alla sua mente. E questo è un fatto importante per
più ragioni. L´appello e la promessa giungono in una fase delicata, quando
l´onda della protesta studentesca che pochi mesi va aveva dato voce al bisogno
di speranza del paese sembra cessata. E sembra anche meno desta l´attenzione
del mondo della ricerca e dell´insegnamento, alle prese coi problemi di tagli dei
posti e mentre si attende ancora che la riforma del ministro Gelmini
diventi realtà attraverso i decreti attuativi. Ma dietro questo silenzio e
questa apparente sospensione c´è un bisogno fortissimo, vitale, dei giovani e ?
con loro e per loro ? dell´intero paese: un bisogno di speranza, di guardare al
di là della crisi, di avere la prova che si sta lavorando per accelerare la
prospettiva di crescita civile che attendiamo, che deve esserci al di là del
buio. Non ci spaventano le classifiche internazionali degli standard attuali
delle università italiane. Ci preoccupano molto di più il silenzio e
l´apparente distrazione delle forze di governo. è ancora presente alla nostra
mente l´effetto straordinario, la vera e propria sferzata di energia che
l´allora candidato alla presidenza degli Usa, oggi presidente, Obama seppe
ottenere rivolgendo il suo appello al paese e ponendo in cima al suo programma
la promozione della scuola e dell´università come volani della crescita civile.
Questo è quello che manca nel panorama attuale di un´Italia condannata
all´emergenza da chi ha interesse a non affrontare i problemi reali. Viviamo
ormai da tempo una realtà a due binari dove da un lato si svolge l´amministrazione
reale del paese, quella che riguarda le condizioni effettive di vita della
popolazione, e dall´altro si recitano psicodrammi quotidiani all´insegna di
quella emergenza che il richiamo di Napolitano ci invita a metterci alle
spalle. Sul primo binario molti segnali mostrano che il governo concreto del
paese è in stato di abbandono. Sul secondo un investimento politico incessante
è dedicato ai fatti clamorosi della cronaca e alla gestione delle emozioni
trasformate in occasioni di lacerazione culturale, in spinte alla paura e al
conflitto. Credevamo che con la vicenda legata al nome di Eluana Englaro si
fosse toccato il punto di non ritorno, ma non è stato così. Il governo ha
deciso di sfruttare l´onda emotiva artificialmente scatenata portando avanti un
assurdo progetto di legge sul testamento biologico. E non è bastata a fermarlo
la reazione diffusa in larga parte del paese contro il tentativo di sottrarre a
ciascuno di noi il diritto più di tutti elementare, quello a considerare nostra
la nostra vita. L´assenza di un´opposizione degna di questo nome e l´appoggio
al sedicente "partito della vita" da parte di una Chiesa attirata dai
gorghi dell´astrazione teologica fino a dimenticarsi della vita e della morte
come realtà umane, fanno gravare ancora su di noi la minaccia di un attentato
gravissimo alle libertà garantite dalla Costituzione. Intanto si allunga
l´elenco dei colpi di teatro con cui il governo tiene in quotidiano allarme
l´opinione pubblica. Basta un reato di violenza sessuale (purché compiuto da
immigrati) perché i ministri in carica si mettano a discettare di castrazione
chimica. Per l´ordine pubblico, svuotata ormai di ogni serietà la trovata di
mandare dei soldati in divisa a passeggiare nei centri urbani, si è varata la
balordissima idea delle ronde civili di ex poliziotti e carabinieri in
pensione. Invenzione balorda ma anche pericolosa. Chi non si renderà conto per
tempo che si tratta solo di una recita teatrale a tutto beneficio delle
trasmissioni televisive si sentirà spinto a passare dall´immaginario alla
realtà. Bisognerà dunque opporsi con tutte le forze a misure di questo tipo. E
lo si farà tanto meglio quando ne sarà chiara a tutti la molla fondamentale:
quella dell´abolizione di ciò che è pubblico e della sua sostituzione col
ricorso a un privato informe, casuale, avventuristico. Da quando in nove minuti
e mezzo è stata varata la finanziaria Tremonti, nota anche come la finanziaria
dei tagli, il disegno è chiaro per chi vuole vederlo anche se la sua
realizzazione è andata avanti in modo disarticolato e strisciante. Oggi le
ferite sulla società italiana appaiono devastanti. Esiste un mondo delle
difficoltà quotidiane a vivere che dovrebbe essere in primo piano
nell´attenzione della politica come amministrazione del paese e che invece
resta sotterraneo. E intanto sull´emergenza artificiosa e sulle difficoltà
reali di chi è costretto a pagare di tasca propria servizi sempre più scadenti
o assenti cresce l´ambizione di un potere personale intollerante di ogni limite
legale e istituzionale. Dunque è per molte ragioni che bisogna uscire
dall´emergenza. E non c´è altra strada che quella di risvegliare nei giovani la
speranza: speranza di un paese diverso, di una scuola migliore, di una strada
aperta qui da noi a chi ha come unici capitali da investire la sua giovinezza e
la sua intelligenza.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Referendum della Cgil. Sciopero il 18 marzo Scuola,
400mila votanti il 95% boccia il contratto CARLO ROSSO ROMA.Su un totale di più
di un milione di lavoratori della scuola, circa 400 mila hanno partecipato al
referendum sul nuovo contratto e il 95% lo ha bocciato. Per la Cgil è la
conferma che la scelta di non firmare il contratto della scuola è stata
condivisa dai suoi iscritti, così come la decisione di indire per il 18 marzo
lo sciopero generale dell'intero settore, dalla scuola all'università, alla
ricerca e alla formazione artistica e musicale. I risultati non lasciano spazio
a dubbi e danno soddisfazione al sindacato di Corso d'Italia anche grazie
all'affluenza al voto: una partecipazione andata ben oltre gli iscritti alla sola
Flc-Cgil (150 mila), ma addirittura di quanti nel 2007 parteciparono al
referendum sul protocollo per il welfare. «Soprattutto nella scuola si esprime
la contraddizione della politica del governo», ha detto ieri il segretario
generale della Cgil Guglielmo Epifani che ha presentato i risultati del
referendum insieme al segretario della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo. «Non si può
dire vogliamo efficienza, formazione, innovazione e poi pensare che 60 euro al
mese di aumento rappresentino il volano per farlo. Per non parlare del capitolo
precari: poiché sono previsti tanti prepensionamenti, si sarebbe potuta fare
una programmazione per le uscite, per rinnovare il corpo docente. Invece - ha concluso Epifani - i provvedimenti della Gelmini stanno determinando soltanto una
situazione di caos nelle scuole». Polemico con Epifani il segretario generale
della Cisl, che non sembra credere all'esito del voto: «Epifani - ha detto
infatti Raffaele Bonanni - non è né arbitro né notaio di tutti». Il
risultato ottenuto nel referendum sarà un utile trampolino per le iniziative
politiche della Cgil, soprattutto in vista dalle manifestazione nazionale
organizzata per il 4 aprile dal sindacato. Al centro dell'opposizione espressa
dai lavoratori è soprattutto la parte economica del contratto (hanno firmato
Cisl, Uil, Gilda Unams, Snals e Confsal) e che prevede un aumento medio di 70
euro nelle buste paga di docenti e personale Ata. Aumento che corrisponde
all'inflazione programmata dal governo, pari al 3,2%, e che dalla prossima
tornata sarà sostituita dal nuovo indice previsionale indicato con la riforma
del modello contrattuale. «Vanno rimesse radicalmente in discussione tutte le
politiche del governo in materia di istruzione», ha spiegato Mimmo Pantaleo.
«Vogliamo che si torni a parlare di investimenti e ribadiamo che i diritti del
mondo del lavoro non possono essere considerati merci». Pantaleo ha poi
denunciato presunti tentativi di ostacolare lo svolgimento del referendum.
«Abbiano notato con dispiacere e con rabbia - ha detto - che ci sono stati
tentativi di ostacolare lo svolgimento della consultazione: pressioni sui
dirigenti scolastici e sui direttori regionali, perché impedissero di
costituire i seggi, lettere e volantini delle altro organizzazioni sindacali».
( da "Mattino
di Padova, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Attualità Napolitano: rivedere i tagli
indiscriminati I rettori plaudono al presidente. Il
ministro Gelmini: vogliamo
eliminare gli sprechi L'allarme del mondo accademico: è a rischio la stessa
sopravvivenza dell'istituzione scolastica GABRIELE RIZZARDI ROMA. «Mi auguro
che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate
a tagli indiscriminati». Intervenendo alla celebrazione per i 700 anni
dell'Università di Perugia, Giorgio Napolitano torna sui risparmi imposti con
la finanziaria e striglia il governo. Davanti al presidente della conferenza
dei rettori, Enrico Decleva, che vede a rischio la «sopravvivenza» della
massima istituzione formativa del paese, il Capo dello Stato lancia un pesante
monito alla maggioranza e rinnova l'appello a definire le riforme per
l'Università «senza abbandonarsi a generalizzazioni liquidatorie», ma guardando
ai singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca «con
coraggio» e considerando ciò che accade in Europa e nel mondo in questo settore
che «può suggerire» delle soluzioni. Napolitano rivendica il diritto di fare
dei richiami pubblici rispetto alla «situazione difficile» e alla crisi, e
ascolta con preoccupazione l'intervento del rettore dell'Università di Perugia,
Francesco Bistoni, secondo il quale la cosiddetta «fuga dei cervelli
all'estero» costa allo Stato un miliardo e mezzo di euro l'anno. Il presidente
della Repubblica coglie questa osservazione per sottolineare che la ricerca e
la formazione sono la «leva fondamentale» per la crescita dell'economia e per
rimarcare che questa è una «verità difficilmente contestabile» e
«apparentemente» non contestata nel nostro paese. Fatta la precisazione,
Napolitano ammette le difficoltà legate all'«ingente» debito pubblico, ma
chiede a «tutte le forze responsabili del paese» di «salvaguardare» il nostro
capitale umano, e di fare il possibile per evitare la «dispersione di talenti»
e dei risultati del nostro sistema scolastico e universitario. La crisi
economica, insomma, è un motivo in più per considerare gli investimenti in
ricerca e conoscenza come una «leva fondamentale» per lo sviluppo. L'appello è
rivolto al governo e le risposte arrivano da Maria Stella Gelmini
e da Renato Brunetta. I due ministri difendono le scelte del governo e negano
che siano stati decisi tagli a pioggia. Il ministro dell'Istruzione definisce
«sagge e condivisibili» le parole del capo dello Stato, ma sostiene di aver
tagliato solo gli sprechi. «Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono
anche le preoccupazioni del governo, che vuole premiare le università migliori
e tagliare gli sprechi», spiega la Gelmini, per la
quale è necessario investire il denaro pubblico «con grande attenzione e
oculatezza». «E' nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e
le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie
poco efficaci», puntualizza poi il ministro dell'Istruzione. A difendere in
pieno l'operato del governo è anche il ministro della Pubblica amministrazione,
Renato Brunetta: «Non ci sono stati tagli indiscriminati e con la manovra
finanziaria da 36 miliardi di euro per il triennio 2009-2011 abbiamo salvato
l'Italia». A non pensarla allo stesso modo sono i partiti dell'opposizione, i
sindacati e il mondo accademico. La critica più dura arriva dall'Italia dei
Valori. Massimo Donadi lancia l'allarme-tagli, denuncia un «gravissimo danno»
per tutto il paese e promette battaglia: «Ci auguriamo che il monito del
presidente Napolitano non rimanga inascoltato e che il governo faccia marcia
indietro. Siamo pronti, se necessario, alla mobilitazione in Parlamento e nelle
piazze per impedire che si faccia scempio della ricerca». Un plauso «convinto»
a Napolitano viene anche dal segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni,
mentre Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera,
chiede al governo di ascoltare il monito di Napolitano e di fare marcia
indietro sui tagli indiscriminati: «Le responsabilità di questo stato di cose
sono del governo che con la politica dei tagli al sapere ha compromesso la
didattica e la ricerca universitaria, fattori strategici che costituiscono il
volano per la crescita di ogni economia».
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corno di Rosazzo. Il termine ultimo è il 28 febbraio:
nessun insegnamento è al riparo dai tagli Scuole, incertezza in vista delle
iscrizioni CORNO DI ROSAZZO. Le novità della riforma Gelmini, il piano dell'offerta formativa
e l'organizzazione scolastica sul territorio. Questi gli argomenti trattati nel
corso di un incontro pubblico che è stato ospitato nella sala consiliare del
municipio. Il dirigente della direzione didattica di Manzano Daniele
Castellani, coadiuvato dalle maestre Dolores Fadon e Mariaromana Quendolo,
ha presentato le caratteristiche più rilevanti della riforma della scuola e gli
scenari possibili sull'organizzazione scolastica locale. Le scuole
dell'infanzia e primarie a tempo modulare e a tempo pieno di Corno di Rosazzo
fanno parte, infatti, della Direzione didattica manzanese che raccoglie 5
scuole dell'infanzia e 6 primarie nei comuni di Corno di Rosazzo, San Giovanni
e Manzano. La legge Gelmini riguarderà nello specifico
solo i bambini che si iscriveranno alle classi prime elementari nell'anno
scolastico 2009-2010. «La normativa - ha spiegato Castellani - prevede la
novità dell'insegnante prevalente e la possibilità di scegliere fra 4 modelli
di orario settimanale a 24, 27, 30 e 40 ore; mentre l'insegnamento della lingua
inglese non subirà alcuna variazione: un'ora in prima, due in seconda e tre ore
nelle terze, quarte e quinte». «All'approssimarsi della scadenza per le
iscrizioni, prevista per il 28 febbraio prossimo - ha aggiunto il dirigente -
il quadro normativo non completo non consente di garantire un tipo di scuola
piuttosto che un altro». Molte infatti rimangono le incognite: le preferenze
espresse dalle famiglie, l'organico assegnato, i criteri per la definizione
dell'organico del corpo insegnante. «In questo contesto tutt'altro che definito
- ha spiegato Castellani - gli organi collegiali della scuola, ossia il
collegio dei docenti e il consiglio di circolo della direzione didattica di
Manzano, hanno espresso, quale indirizzo, il mantenimento delle due opzioni
esistenti, a 30 ore per il tempo modulare e a 40 ore per il tempo pieno». Ciò
consentirebbe di riproporre un modello scolastico collaudato. L'assessore
all'istruzione Giuseppe Longato e il sindaco Loris Basso, entrambi presenti
all'incontro, hanno sottolineato, inoltre, come tali opzioni consentirebbero il
mantenimento di alcuni servizi gratuiti per la scuola che sono propri del
comune di Corno di Rosazzo, tra cui il trasporto scolastico e la pre
accoglienza nelle scuole primarie, servizi che dovrebbero essere rivalutati dal
punto di vista dei costi e dell'organizzazione in caso di scelte orarie diverse.
Per quanto riguarda invece la formazione delle classi a Corno di Rosazzo,
Castellani ha ricordato i numeri previsti, non superiori a 25 unità e non
inferiori a 15. Manuela Battistutta
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Palermo Domani sfilerà il coordinamento dei
docenti, poi assemblea al municipio Corteo e dibattiti
contro la Gelmini
professori in piazza vestiti da fantasmi salvo intravaia Insegnanti palermitani
in piazza contro la riforma Gelmini. Domani il coordinamento dei docenti delle scuole di Palermo
manifesterà contro la politica scolastica nazionale, regionale e degli enti
locali. Tre gli appuntamenti organizzati. Alle 16 un corteo partirà da
piazza Politeama e si snoderà per le vie del centro fino a Palazzo delle
Aquile, dove alle 18 nella sala Rostagno si terrà un´assemblea cittadina aperta
a docenti, studenti, genitori e «a tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti
della scuola pubblica». E ancora: alle 16, sempre in piazza Politeama, i
supplenti palermitani organizzeranno un happening vestiti da fantasmi. «La
manifestazione del 25 febbraio è a carattere nazionale e si svolgerà
contemporaneamente in altre città», spiega Venere Anzaldi, insegnante del liceo
scientifico Einstein, che aggiunge: «Col piano Gelmini
i precari verranno espulsi dalla scuola e a Palermo la situazione è
drammatica». Secondo un conteggio ufficioso solo nella scuola primaria e nella
secondaria di primo grado, salteranno in Sicilia almeno 3.500 posti.
L´assemblea cittadina è stata organizzata non soltanto per parlare di posti di
lavoro. «Le condizioni degli edifici scolastici della città», i «tagli
determinati dal piano di dimensionamento regionale» appena approvato, «una
possibile legge sul diritto allo studio», e «l´esercizio da parte della Regione
delle competenze esclusive in materia di istruzione»: ecco i temi della
discussione. «Il 90 per cento delle scuole cittadine non sono a norma»,
esordisce Mila Spicola, insegnante alla media Quasimodo. Barbara Evola,
supplente di Lettere allo scientifico Einstein, a settembre dopo anni di
precariato dovrà pensare ad un´altra sistemazione. «A Palermo una quantità
enorme di edifici scolastici è in affitto spesso da costruttori non proprio
puliti. Occorre denunciare le collusioni tra malaffare e politica», denuncia
Evola.
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Napolitano e governo,gelo sui tagli all'Università nuovo
fronte polemico Roma. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di
nuovo in "rotta di collisione" con il governo. O, se si preferisce,
viceversa. Al settimo centenario dell'ateneo di Perugia Napolitano lancia un
monito: «Mi auguro che stiano maturando le condizioni per riesaminare decisioni
di bilancio ancorate alla logica di tagli indiscriminati». Dopo le frizioni dei
giorni scorsi su testamento biologico e ronde, l'argomento aggiunge altro gelo.
Il ministro Mariastella Gelmini replica in punta di
fioretto: «Le preoccupazioni del Presidente sono le nostre, noi vogliamo solo
eliminare gli sprechi». Ma il suo collega, Renato Brunetta, va giù di spada:
«Non ci sono tagli». guidi e lugaro >> 2 Il Capo dello Stato: no a
riduzioni «indiscriminate» dei fondi. La Gelmini: «Eliminiamo
solo gli sprechi». Più duro Brunetta 24/02/2009
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Genova Il caso Università il gran rifiuto di
Gibelli MICHELA BOMPANI «Non indosserò la toga e non parteciperò
all´inaugurazione dell´anno accademico perché questo non è il tempo di
celebrare, ma di denunciare che l´Università e la scuola pubblica tutta, con i
tagli inflitti da questo governo, cadrà nel degrado»: Antonio Gibelli,
professore e direttore del Dipartimento di Storia dell´Università di Genova,
annuncia il suo forfait alla cerimonia ufficiale organizzata dal Rettore
Giacomo Deferrari, sabato prossimo. E Gibelli lo fa nel giorno in cui lo stesso
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lancia un appello contro i
"tagli indiscriminati" all´Università e alla ricerca. «Le motivazioni
che hanno portato in piazza centinaia di migliaia di ragazzi e hanno spinto
presidi, docenti, personale tecnico amministrativo a protestare contro i tagli
inflitti all´Università pubblica, sono oggi sempre più concrete», spiega
Gibelli, che però sarà presente in via Balbi, fuori dall´aula magna, in cui,
unico ospite extra-Ateneo, terrà una lectio magistralis il senatore Pd Ignazio
Marino. «Andrò a sostenere Marino e le sue posizione in materia di testamento
biologico, credo sia necessario», aggiunge. In via Balbi, sabato, saranno in
molti. Ieri i rappresentanti degli studenti dei Giovani
democratici hanno deciso di organizzare volantinaggi contro i tagli Gelmini-Tremonti-Brunetta, ma pure a
sostegno del senatore Marino, giovedì e venerdì, davanti a tutte le facoltà
genovesi. E sabato si uniranno all´Onda che sta organizzando una manifestazione
in via Balbi, con loro ci saranno i precari tecnici amministrativi e
probabilmente i precari della ricerca.
( da "Tirreno,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Pistoia Informatica, scuole in allarme
Preoccupazioni nelle elementari e medie per i tagli alle compresenze «Sarà un
problema dover fare lezione ai bambini di un'intera classe tutti insieme»
PISTOIA. Un nuovo e pesante colpo di mannaia si sta per abbattere sul mondo
della scuola. Scandagliando il testo della riforma "Gelmini",
si nota come, dal prossimo anno scolastico, l'informatica, sia per le
elementari che per le medie, non venga più considerata una priorità. E questa
scoperta si trova direttamente sul sito del Ministero della pubblica
istruzione, dove, rispondendo a precisa domanda, il
ministro Gelmini specifica
che il computer e Internet non sono più considerate una priorità, ma in serata
il ministro è intervenuta precisando che l'informatica rimane una materia
chiave e che non subità tagli. In effetti, l'uscita dela Gelmini sul sito del ministero aveva
stupito non poco perché durante il passato governo Berlusconi, con
Letizia Moratti erano state sventolate le famose tre "I": inglese,
impresa e informatica. Con le nuove idee, dunque, ne rimarranno soltanto due.
Ciò che fa cambiare lo scenario di insegnamento è l'annullamento degli orari di
compresenza per le scuole primarie e la riduzione da tre a due ore settimanali
di Tecnologia nella scuola secondaria di primo grado. Di comunicazioni
ufficiali ancora non ce ne sono, ma ogni scuola cerca di correre ai ripari,
anche se la strada è in salita. «Le difficoltà per le scuole primarie - afferma
Maurizio Monti, dirigente del Vº Circolo Didattico - riguardano soprattutto il
pesante taglio delle compresenze. Le nostre scuole sono dotate di aule
informatiche con 10-15 postazioni dove, grazie ad una accurata divisione delle
ore, riusciamo a portare i ragazzi di una stessa classe in maniera separata. Ma
fare lezione con un'intera classe di bambini diventa un grosso problema, ed è
questa la causa principale per la quale c'è il forte rischio di non poter
riuscire a coltivare più questa attività». Visto che settembre è ancora
lontano, c'è modo e tempo per studiare le controffensive, magari spostando
l'informatica su altre materie ed evitando, quindi, che i bambini siano
costretti ad imparare a navigare su Internet da casa. «E' impossibile dare una
valutazione definitiva adesso - commenta Cristiana Baldi, dirigente della
scuola primaria "Collodi" - perché soltanto a maggio arriveranno i
nuovi assetti di organico. Senza le ore di compresenza, però, salteranno i laboratori
di recupero e potenziamento, che riguardano prevalentemente gli stranieri. Il
danno c'è ed è evidente, però se una scuola ha a disposizione dieci computer e
la classe è composta da 25 ragazzi si capisce bene come sia impossibile
lavorare». C'è chi si è attivato per cambiare qualcosa già dall'anno scolastico
in corso, in vista dei tagli annunciati che sconvolgeranno il panorama dal
prossimo settembre per le scuole medie. «Abbiamo optato per due ore nelle
classi prime e tre per gli altri - dice la preside della "Leonardo Da
Vinci", Anna Maria Corretti - Di fatto, quindi, per chi entra nella nostra
scuola non cambierà niente, mentre i programmi saranno più ristretti per i
bambini più grandi. Visto che rimangono soltanto due ore, cerchiamo di
accorpare le conoscenze dei programmi con il disegno tecnico. Dispiace vivere
questa situazione, ma noi non cancelliamo l'informatica: le apparecchiature ci
sono e vorrà dire che i programmi saranno più ristretti». Se il taglio delle
compresenze è lo scoglio più duro per le primarie, la cancellazione di un'ora
di Tecnologia è lo spauracchio per le scuole medie. «è bene tener presente -
aggiunge Patrizia Tesi, preside della "Martin Luther King" di
Bottegone - che all'interno delle ore di tecnologia ci rientrano l'informatica,
il disegno, la costruzione e la falegnameria. La perdita dell'uso del computer
sarebbe molto grave, però fino a che non avremo disposizioni dal ministero su
cosa realmente dovremo tagliare (anche se il computer è l'indiziato numero uno,
ndr) non si possono fare previsioni, perché anche se abbiamo autonomia
decisionale dobbiamo rispettare le decisioni centrali». Saverio Melegari
( da "Tirreno,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Prato «L'orario scolastico
non si potrà più scegliere» Riforma Gelmini, ancora proteste del centrosinistra di Carmignano CARMIGNANO. Il
centro sinistra di Carmignano - ovvero Pd, Rifondazione comunista e partito
socialista - torna a parlare della scuola. Lo fa con un documento che critica
la Riforma Gelmini ed
esprime preoccupazione sui destini del tempo pieno. «Le iscrizioni alla
scuola dell'obbligo che si chiuderanno il 28 febbraio - scrivono i tre partiti
- ci pongono di fronte agli effetti della riforma. Il modulo di iscrizione non
consentirà quest'anno di scegliere ma di indicare solo una preferenza in ordine
all'orario scolastico: una priorità che in funzione delle disponibilità potrà
essere più o meno rispettata». Non più diritti, ma concessioni. In questo modo,
proseguono, appare realistico il timore di chi vede messo in discussione la
possibilità di garantire per i propri figli un percorso formativo di qualità
come il modello del tempo pieno può assicurare. Ci sono 180 famiglie
carmignanesi che vogliono assicurazioni e certezze. «Noi - ribadiscono - siamo
con loro, con tutti quei genitori che si battono per il mantenimento del tempo
pieno. E' inaccettabile questo alone di incertezza: servizio scolastico e
istituzioni devono rispondere con chiarezza". Nel documento si citano
alcuni dati. A Carmignano negli ultimi anni la popolazione è cresciuta del 23
per cento, con una preponderanza di nuovi nuclei familiari che trascorrono, per
lavoro o altre necessità, gran parte delle giornata fuori dal perimetro
comunale:"in un contesto dove sembra allentarsi sempre più la tradizionale
solidarietà tra generazioni, prospettando come unica alternativa quella di
rivolgersi al privato, alle scuole o alla rete delle baby-sitter». «Soluzioni
costose e talvolta carenti sotto il profilo pedagico - sottolineano - ma
soprattutto inique perché aprono e spaccano la comunità tra chi può e chi non
può». Il rischio è evidente. In discussione, per il centro sinistra di
Carmignano, è la stessa scuola pubblica e il ruolo educativo e sociale della
scuola. W.F.
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bari Università, i prof over
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
«Non tagliare la ricerca» Napolitano difende l'Università.
Il ministro Gelmini: «Vogliamo solo eliminare gli sprechi» Perugia. «No a tagli
indiscriminati all'Università» dice il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano. «È un dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi» gli
risponde il ministro Mariastella Gelmini a cui arriva a dare man forte anche il collega Renato Brunetta.
Visioni diverse, tra il Quirinale e il governo, anche sul sistema
dell'istruzione e sulle sue sofferenze messe a fuoco ieri dal capo dello Stato
nel corso della visita all'Università di Perugia. Napolitano, nel suo discorso
a studenti e professori, ha invitato l'esecutivo a rivedere scelte di bilancio
«improntate a tagli indiscriminati» e a non abbandonarsi a «generalizzazioni
negative e liquidatorie che mettono a rischio la ricerca e l'università»,
settori nei confronti dei quali più volte ha mostrato attenzione. Le parole hanno
raccolto il plauso dell'opposizione. Ma non solo. «Il tema toccato dal capo
dello Stato, quello del finanziamento dell'università, è un tema centrale. Ne
va della sopravvivenza - ha sottolineato il presidente della conferenza dei
rettori (Crui), Enrico Decleva - della massima istituzione formativa del nostro
Paese. D'altra parte, si sta lavorando proficuamente per definire le linee di
una revisione normativa della governance e del sistema di reclutamento. Ciò
nell'ottica di un impegno riformatore che si intende rilanciare dall'interno
del sistema, attraverso un dibattito costruttivo con il Ministero, il Governo e
il Parlamento, ma che non può prescindere dagli aspetti finanziari». Ancora più
espliciti i rettori aderenti all' Aquis (Associazione per la qualità delle
università italiane statali): «Se i tagli dovessero restare - ha ammonito
Vincenzo Milanesi, rettore a Padova - ci sarebbe un rischio Caporetto, uno
smantellamento del sistema università in Italia. La nostra linea come Aquis -
ha aggiunto - è quella di protestare contro i tagli generalizzati alle
università, che fanno cadere la mannaia del boia indistintamente su tutti gli
atenei senza alcuna considerazione del modo in cui questi hanno gestito le
risorse pubbliche ricevute». Sono fischiate le orecchie al ministro della
Pubblica istruzione che si è affrettata a precisare: «Quelle del capo dello
Stato sono parole sagge e condivisibili», ma «è nostro dovere amministrativo e
morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a
causa di gestioni universitarie poco efficaci. Ci sono ampi margini per
migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca
e alle università più virtuose». L'obiettivo della Gelmini
è chiaro: «La crisi economica internazionale deve trasformarsi in una grande
opportunità per rivedere il sistema di istruzione in Italia, un sistema in cui
il problema principale non è quanto si spende ma come vengono spese le risorse
pubbliche». I sindacati di categoria di Cgil e Cisl si associano a chi chiede
di recuperare risorse da investire nell'istruzione. «Gli altri Paesi - ha fatto
notare il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo - stanno
investendo nel settore della conoscenza e dell'istruzione come motore per
uscire dalla crisi, da noi si taglia: 8 miliardi nella scuola, 1 e mezzo
nell'università». «I tavoli di confronto, aperti con il ministro Gelmini, devono approdare - ha suggerito Francesco Scrima,
segretario generale della Cisl scuola - a concrete misure di ridimensionamento
dei tagli previsti, impegni che devono ora essere recepiti nei provvedimenti in
cantiere, a partire dal decreti interministeriali sugli organici e sulle
immissioni in ruolo a copertura dei posti vacanti». Ma il ministro della
Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha assicurato che da parte del
governo «non ci sono stati tagli indiscriminati». «Abbiamo tagliato 36 miliardi
di euro per il triennio 2009-2011 di spesa corrente - ha spiegato - con la
manovra finanziaria di luglio abbiamo salvato l'Italia». E rispetto alla
ricerca, «il governo ha un'enorme attenzione. Lo dico io che sono un professore
universitario e lo dimostrano i protocolli di intesa già firmati per la
digitalizzazione degli atenei romani» ha concluso. Il monito di Napolitano ha
incassato unanimi consensi dall'opposizione. Per la senatrice del Pd, Mariapia
Garavaglia, il richiamo del capo dello Stato «non può rimanere inascoltato».
«Di fronte ai tagli indiscriminati del governo Berlusconi che hanno colpito
nell'ultimo anno gli atenei italiani, il presidente Napolitano - ha detto
Garavaglia - ha sentito il bisogno di dare l'allarme sulla situazione in cui
versa uno dei settori più importanti per il futuro dell'Italia». Per la
senatrice del Pd la risposta ai problemi che affliggono l'università italiana
non può essere solo di ordine finanziario. «Far quadrare i conti - ha spiegato
infatti Garavaglia - è un dovere del governo, ma in modo sensato, tenendo conto
che l'avvenire dei giovani passa attraverso una formazione e un'educazione
seria che si ottengono solo con adeguate risorse». Anche Massimo Donadi,
capogruppo alla Camera dell'Italia dei valori, invita il governo a fare tesoro
delle parole di Napolitano. «Con la sua miope politica di tagli indiscriminati,
questo governo sta compromettendo non solo la nostra economia, ma anche le
prospettive di lavoro di tanti giovani» ha detto Donati. Ma per Daniele
Capezzone, portavoce di Forza Italia, il governo sta agendo «proprio nella
direzione auspicata dalla grande maggioranza degli italiani di porre un argine
agli sprechi». Bruno Lugaro lugaro@ilsecoloxix.it 24/02/2009
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XXVII - Bologna Il miglior film è "Miki´s
ballad" alle Longhena il Premio De Nigris EMANUELA GIAMPAOLI è Nina
Vukovic della Scuola di Berlino con il suo «Miki´s Ballad» a conquistare il
premio come miglior film al concorso Mostra delle Scuole Europee di Cinema a
Officinema Festival che si è concluso domenica. Una note di colore è invece
arrivata dal Premio Luca De Nigris, riservato alle scuole della regione, per la
vittoria della 3�A della scuola elementare Longhena di Bologna, la stessa che ha sfidato il ministro Gelmini con il 10 politico e che oltretutto ha vinto con il videoclip
«Shampoo» ideato per lo storico pezzo di Giorgio Gaber. Per le scuole
secondarie di primo grado il podio è andato a «Un ballo da sogno» della 3�B
della scuola A. Oriani di Alfonsine in provincia di Ravenna e ancora, tra le
scuole superiori, il massimo riconoscimento è stato per «Vendo rose»
della V classe dell´Istituto S. Umiltà di Faenza. Per la sezione Visioni Italiane,
la giuria composta, tra gli altri, da Chiara Caselli, "Pif la Iena" e
il regista Giorgio Diritti, ha assegnato il premio per il miglior film a
«Clandestinas» di Silvia Chiogna, mentre per Visioni DOC il primo premio è
andato a ZimmerFrei, collettivo che opera a Bologna, come riconoscimento per il
lavoro su Milano. Nella sezione Visioni ambientali infine è «Il naturalista» di
Barbera, Lo Presti, Parodi e Tozzia ad aver vinto, mentre il bolognese Giuliano
Bugani ha ottenuto la menzione speciale con «Anno 2018: verrà la morte».
( da "Tirreno,
Il" del 24-02-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino di Padova, Il)
Argomenti: Scuola
L'OPINIONE SE IL MEGLIO E' IL PEGGIO MASSIMO ONOFRI Che il
presidente Napolitano non s'acconci a recitare un ruolo meramente pleonastico
ma, quando il caso, si disponga a dire la sua, con moderazione e
ragionevolezza, epperò con fermezza, resta - per i cittadini e la democrazia di
questa nazione disorientata - una garanzia importante. E che Napolitano
consideri questi richiami come un suo dovere, pare dato ancora più confortante.
Poche parole sull'Università, ma chiarissime: un augurio che i tempi siano
finalmente maturi per ripensare scelte di bilancio improntate a tagli
indiscriminati. Il ministro Mariastella Gelmini s'è giustificata con
intelligenza, occorre dirlo, dichiarando che le preoccupazioni della presidenza
della Repubblica sono esattamente quelle del Governo: e che lo scopo precipuo
dell'azione ministeriale resta quello di tagliare gli sprechi e spendere
meglio, premiando le realtà più virtuose. Tutto benissimo: se non fosse
che la questione è drammaticamente strutturale, mentre gli impegni del Governo
vanno in direzione d'una razionalizzazione che è solo apparente, rapportandosi
soltanto l'esistente. Un esistente - e in questo il ministro ha perfettamente
ragione - che, se si guarda all'Europa, versa in condizioni disastrose, di
penosa retroguardia, tanto per la ricerca, che per la didattica. Qual è, a
dirla tutta, il vero problema dell'Università italiana? La riduzione che è
stata fatta dell'istituzione scientifica e pedagogica a entità aziendale, con
quell'imbarazzante (e incredibile) sistema di crediti e debiti: la cui grave
responsabilità - bisogna ribadirlo con forza - va attribuita senza differenze
alla sinistra e alla destra, euforicamente convergenti, da Berlinguer alla
Moratti, entrambi soggiogati dall'unica ideologia viva in tempo di morte delle
ideologie: quella del mercato. Mi spiego meglio, con un esempio concreto: cosa
vorrà dire, infatti, premiare le realtà più virtuose e destinare loro più
fondi? Il punto è questo: secondo la concezione aziendalistica, l'ateneo
migliore sarà per forza quello in grado di produrre in quantità maggiore,
diciamo così, la sua merce, che è poi costituita dall'insieme dei laureati.
Risultato finalmente ottenuto? Che le Facoltà, per ottenere più fondi (o,
perlomeno, perdere meno risorse possibili) hanno abbassato drasticamente i
livelli di selezione e, di conseguenza, la qualità dell'insegnamento. Con un
paradosso: che gli Atenei più virtuosi, cioè quelli che riescono a produrre il
maggior numero di laureati in corso, e con più velocità, sono, spesso, proprio
quelli più scadenti. Un altro esempio? Il ministro ricorda la decisione di
creare 4.000 nuovi posti da ricercatore. Benissimo: se però i ricercatori, nei
fatti, si occupassero, come il loro contratto prescrive, effettivamente della
ricerca e solo di quella, mentre in realtà si trovano costretti a sopportare,
con stipendi da fame, carichi didattici enormi, surrogando il lavoro che
dovrebbe essere di professori associati e ordinari. Che è davvero un bel modo
di risparmiare, di far crescere l'Università, nonché i giovani. Siamo, insomma,
alle nozze coi fichi secchi: finché non si risponderà, con una riforma seria,
alla domanda su cosa sia l'Università e quali i suoi scopi, non andremo da
nessuna parte.
( da "Tirreno,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Attualità LA CRISI DELL'UNIVERSITA' La fuga dei
cervelli costa 1,5 miliardi l'anno. Brunetta: non abbiamo ridotto le risorse a
pioggia GABRIELE RIZZARDI ROMA. «Mi auguro che siano maturi i tempi per
ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati».
Intervenendo alla celebrazione per i 700 anni dell'Università di Perugia,
Giorgio Napolitano torna sui risparmi imposti con la finanziaria e striglia il
governo. Davanti al presidente della conferenza dei rettori, Enrico Decleva,
che vede a rischio la «sopravvivenza» della massima istituzione formativa del
paese, il Capo dello Stato lancia un pesante monito alla maggioranza e rinnova
l'appello a definire le riforme per l'Università «senza abbandonarsi a
generalizzazioni liquidatorie», ma guardando ai singoli atenei in base ai
risultati e ai problemi della ricerca «con coraggio» e considerando ciò che
accade in Europa e nel mondo in questo settore che «può suggerire» delle
soluzioni. Napolitano rivendica il diritto di fare dei richiami pubblici
rispetto alla «situazione difficile» e alla crisi, e ascolta con preoccupazione
l'intervento del rettore dell'Università di Perugia, Francesco Bistoni, secondo
il quale la cosiddetta «fuga dei cervelli all'estero» costa allo Stato un
miliardo e mezzo di euro l'anno. Il presidente della Repubblica coglie questa
osservazione per sottolineare che la ricerca e la formazione sono la «leva
fondamentale» per la crescita dell'economia e per rimarcare che questa è una
«verità difficilmente contestabile» e «apparentemente» non contestata nel
nostro paese. Fatta la precisazione, Napolitano ammette le difficoltà legate
all'«ingente» debito pubblico, ma chiede a «tutte le forze responsabili del
paese» di «salvaguardare» il nostro capitale umano, e di fare il possibile per
evitare la «dispersione di talenti» e dei risultati del nostro sistema
scolastico e universitario. La crisi economica, insomma, è un motivo in più per
considerare gli investimenti in ricerca e conoscenza come una «leva
fondamentale» per lo sviluppo. L'appello è rivolto al
governo e le risposte arrivano da Maria Stella Gelmini e da Renato Brunetta. I due ministri difendono le scelte del
governo e negano che siano stati decisi tagli a pioggia. Il ministro
dell'Istruzione definisce «sagge e condivisibili» le parole del capo dello
Stato, ma sostiene di aver tagliato solo gli sprechi. «Le preoccupazioni
del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo, che vuole
premiare le università migliori e tagliare gli sprechi», spiega la Gelmini, per la quale è necessario investire il denaro
pubblico «con grande attenzione e oculatezza». «E' nostro dovere amministrativo
e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni
a causa di gestioni universitarie poco efficaci», puntualizza poi il ministro
dell'Istruzione. A difendere in pieno l'operato del governo è anche il ministro
della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: «Non ci sono stati tagli
indiscriminati e con la manovra finanziaria da 36 miliardi di euro per il
triennio 2009-2011 abbiamo salvato l'Italia». A non pensarla allo stesso modo
sono i partiti dell'opposizione, i sindacati e il mondo accademico. La critica
più dura arriva dall'Italia dei Valori. Massimo Donadi lancia l'allarme-tagli,
denuncia un «gravissimo danno» per tutto il paese e promette battaglia: «Ci
auguriamo che il monito del presidente Napolitano non rimanga inascoltato e che
il governo faccia marcia indietro. Siamo pronti, se necessario, alla
mobilitazione in Parlamento e nelle piazze per impedire che si faccia scempio
della ricerca». Un plauso «convinto» a Napolitano viene anche dal segretario
confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, mentre Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd
in commissione Cultura della Camera, chiede al governo di ascoltare il monito
di Napolitano e di fare marcia indietro sui tagli indiscriminati: «Le
responsabilità di questo stato di cose sono del governo che con la politica dei
tagli al sapere ha compromesso la didattica e la ricerca universitaria, fattori
strategici che costituiscono il volano per la crescita di ogni economia».
( da "Tirreno,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Attualità Napolitano:
rivedere i tagli indiscriminati I rettori d'accordo con il presidente. Il ministro
Gelmini: vogliamo eliminare gli sprechi L'allarme del mondo
accademico: è a rischio la stessa sopravvivenza dell'istituzione scolastica
( da "Italia
Oggi" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/02/2009 - pag:
15 autore: Mimmo Pantaleo segretario Flc-Cgil Punti di vista Sugli organici,
solo palliativi Gli incontri delle scorse settimane sugli effetti dei
regolamenti attuativi della legge 133/08 non hanno prodotto
sul versante degli organici nessun impegno concreto da parte del ministro Gelmini. Infatti, le proposte che ci
sono state fatte rappresentano dei palliativi che in realtà non spostano di un
millimetro il problema di fondo: la decurtazione di risorse determinata dalla
legge 133/08 e la tagliola della clausola di salvaguardia. L'operazione
fatta dal governo è devastante. Si è prima determinata la riduzione di risorse
e poi si sono definiti gli strumenti ( Regolamenti, legge 169/08) per attuarla.
Questo con la conseguenza che le modifiche ordinamentali sono divenute serventi
rispetto alla necessità di far cassa. Non c'è un progetto di scuola finalizzato
alla qualificazione e al miglioramento, c'è soltanto la necessità di produrre
l'obiettivo di risparmio definito da Ministro Tremonti. Per questa ragione
abbiamo chiesto ripetutamente nei mesi scorsi e, da ultimo, lo scorso 11
febbraio al Ministro, che si proceda ad una revisione di quelle determinazioni
per permettere alle scuole di funzionare. Infatti l'applicazione dei
Regolamenti risulta palesemente ingestibile se calata nell' organizzazione
della scuola reale. Da questo nasce la confusione di queste settimane,
l'allarme delle famiglie che in questo stato di incertezza si trovano a
scegliere la scuola dei loro figli senza avere la sicurezza che la loro scelta
sarà accolta. Allarme e incertezza che sono comuni al personale della scuola
tutto, che non sa quale e come sarà la scuola dove dovrà operare a partire dal
prossimo anno scolastico. I numeri che ci sono stati presentati sono
impressionanti. Il primo ciclo paga il conto maggiore con i due terzi dei tagli
previsti a partire da settembre prossimo. Viene disatteso l'impegno assunto
dallo stesso governo a non aumentare gli alunni per classe. Sul personale Ata
si opera un taglio orizzontale e percentuale particolarmente sul profilo dei
collaboratori scolastici (quasi il 70% sul taglio complessivo). I risvolti sono
drammatici sul versante del precariato: decine di migliaia di persone che da
settembre non lavoreranno più. Per questo abbiamo chiesto un'assunzione di
responsabilità al ministro e al governo tutto. Si tratta di persone in carne e
ossa, di famiglie che dipendono da questi stipendi. L'attivazione di un tavolo
interministeriale sul precariato, da noi richiesto, è un primo passo
significativo anche se non risolve il problema di fondo. Riteniamo, al
contrario, molto grave l'ipotesi del ministro di utilizzare i fondi della legge
440 per ridurre l'entità dei tagli, per due ragioni essenzialmente: anche utilizzando
questa risorse oltre il 90% dei tagli rimane intonso ma, soprattutto, si
azzererebbero in tal modo le risorse a disposizione delle scuole per
l'ampliamento e il sostegno all'offerta formativa ( non per ?progetti inutili?
come qualcuno ha affermato nel corso della riunione). Si avallerebbe così una
sorta di cannibalismo tra le poche risorse a disposizione delle istituzioni
scolastiche, senza comprendere che, già oggi, il problema dei finanziamenti
alle scuole è drammatico. La FLC non ci sta ad un progressivo impoverimento
delle scuole perché rappresenta il viatico per la distruzione della scuola
pubblica.
( da "Italia
Oggi" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/02/2009 - pag:
13 autore: di Alessandra Ricciardi Nel regolamento sugli organici, approvato
dal consiglio dei ministri, tagliati 44 mila posti Ora arriva la stangata sugli
Ata Sorveglianza a rischio nelle primarie di periferia e con più sedi Il
rischio è paventato sopratutto per le scuole elementari, ancora una volta loro
le più colpite, dopo il taglio già inferto ai maestri dalla
riforma Gelmini. In
particolare quelle che sono dislocate in zone periferiche e hanno più plessi.
Accadrà infatti che per una popolazione di 600 alunni una scuola potrà contare
su 7 collaboratori in organico. Il che vuol dire che se sono organizzate, come
spesso succede appunto alla primaria, in 4 sedi distaccate e magari ci sono
anche corsi pomeridiani, potrebbe fisicamente non essere garantita
l'apertura e la chiusura dei cancelli. È uno degli effetti del decreto sugli
organici degli Ata -il personale ausiliario, tecnico e amministrativo-
approvato in prima lettura venerdì scorso (si vedano le anticipazioni di IO di
martedì) dal consiglio dei ministri. Nel gran balletto della riduzione degli
organici della scuola voluto dalla manovra finanziaria estiva, bidelli,
segretari e tecnici dovranno scontare in tre anni 44 mila tagli rispetto
all'organico di 252 mila posti previsto nel 2007/2008. Il contenimento della
spesa riguarda in particolare il profilo dei collaboratori scolastici-ovvero i
bidelli- per i quali si prevede un taglio prossimo al 20% dei posti oggi
attivi: da soli dovranno rinunciare a circa 30 mila unità di organico. Seguono
poi gli assistenti amministrativi, con una riduzione di 10 mila posti, e, da
ultimi, i direttori e gli assistenti tecnici. Per cercare di stemperare gli
effetti negativi sul servizio, il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, ha proposto alcuni correttivi. Per esempio, la
creazione di segreterie on line, che assicurino in rete il servizio a più
scuole. Sopperendo così alla riduzione della presenza fisica dei segretari e
del personale amministrativo di alcune scuole. A prevederlo è l'articolo 3 del
regolamento: «Gli uffici di segreteria delle istituzioni scolastiche ed
educative possono collegarsi in rete per l'espletamento di attività e servizi
di interesse comune». E poi c'è il problema della copertura della scuole plurisedi,
garantita dai collaboratori. Per le primarie e secondarie si primo grado con
più plessi, il dpr prevede un correttivo (le tabelle allegate al decreto
riscrivono tutte le corrispondenze tra alunni e personale di organico
autorizzato): per esempio, per chi ha fino a 4 plessi, il direttore regionale
potrà violare i parametri generali e assegnare due unità in più di
collaboratori. Comunque troppo poco, hanno già fatto sapere i sindacati a viale
Trastevere, per assicurare il servizio in particolare alle elementari. Perché
qui, a differenza di quanto avviene alle secondarie, vi è un problema di
assistenza e sorveglianza specifico dettato anche dall'età degli alunni. Gli
effetti si faranno sentire già dal prossimo anno, visto che per il 2009/2010 i
posti degli Ata diminuiranno di circa 15mila unità. I tagli infatti dovranno
essere fatti al ritmo del 30% annuo della riduzione finale.
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
MODENA pag. 9 SCUOLE senza soldi, supplenti senza
stipendio. E... SCUOLE senza soldi, supplenti senza stipendio. E' questo
l'allarme ripetuto a gran voce dalla Cgil: «Le scuole della nostra provincia
ormai sono alla frutta' dichiarano i sindacalisti se le cose non cambiano
promettiamo picchetti e scioperi ad oltranza». SONO NUMEROSI gli istituti
modenesi, soprattutto primarie e scuole medie, a soffrire per l'esaurimento
completo del fondo cassa', di quel denaro, cioè, che ogni anno il Ministero
versa agli istituti scolastici per fare fronte alle spese di gestione della
scuola. Dalle bollette, al materiale didattico, dalle attività extrascolastiche
fino agli stipendi dei supplenti: tutto dovrebbe essere pagato con il fondo
cassa', ma è proprio quest'ultima voce, secondo i sindacati, a rendere
impossibile una buona gestione. «LA LEGGE prevede che le supplenze che vengono
richieste per motivi diversi dalla malattia spiega Cinzia Cornia della Cgil
vengano pagate dalla scuola con il fondo cassa', come fossero spese extra. Per
questo vengono chiamate supplenze brevi. Il problema è che all'interno di
questa categoria sono comprese supplenze che non possono essere brevi, come, ad
esempio, i congedi parentali o le assenze per gravi patologie. Ogni volta che
una scuola deve coprire una sola di queste situazioni, i soldi non bastano più
e il preside che non può lasciare le classi scoperte, deve assumere gli
insegnanti con la promessa di un pagamento posticipato, lasciandoli poi senza
stipendio per mesi». SE IL DEBITO del Ministero nei confronti delle scuole, di
fatto, si protraeva già da anni, (tanto che i fondi in arrivo in queste
settimane coprono le spese del 2006) pare che la situazione ora rischi di
peggiorare: «Il Ministero, fino ad oggi, anche se in ritardo, versava i fondi
calcolati su una media annua di spese per ogni scuola spiega ancora Cinzia
Cornia . Ora, invece, è stata introdotta una norma per cui i soldi erogati
verranno attribuiti a seconda delle caratteristiche della scuola e che, su
questi, si potrà sforare solo fino al 50% in più. Questa regola non considera
che le assenze dei docenti e le relative sostituzioni non sono determinate
dalle caratteristiche dell'istituto, ma possono vartiare anche in misura
notevole, di anno in anno. Se i presidi hanno l'obbligo di
garantire la presenza degli insegnanti, ma non hanno i soldi per pagarli, come
possono andare avanti?». NELLA SPERANZA di ottenere qualche risposta la Cgil ha
redatto un documento, con diverse richieste, inviato non solo al ministro Gelmini ma anche a tutti gli enti locali
della provincia. Alessia Pedrielli
( da "Sole
24 Ore, Il" del 24-02-2009)
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Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-02-24 - pag: 1
autore: ... PANORAMA ... Napolitano: no ai tagli in ateneo Gelmini: ridotti solo gli sprechi Da
Perugia il capo dello Stato Giorgio Napolitano chiede al Governo di rivedere le
scelte di bilancio improntate su «tagli indiscriminati» per l'università e la
ricerca. Ma il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini replica: tagliati solo gli sprechi. Il ministro della
Pubblica amministrazione Renato Brunetta ricorda che saranno premiati gli
atenei migliori. Con il Quirinale Pd, Udc e rettori. u pagina 14 Testamento
biologico, primo scoglio per Franceschini Subito uno scoglio per il
neosegretario del Pd Dario Franceschini: le divisioni sul testamento biologico.
La capogruppo in commissione Sanità Dorina Bianchi non firma l'emendamento su
nutrizione e alimentazione. E Rutelli cerca la terza via. u pagina 13
Intercettazioni, al via l'esame in Aula del Ddl Approda in Aula, alla Camera,
il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche con Pd e Idv che
annunciano battaglia: «è un regalo alla delinquenza». La presidente della
Commissione, Giulia Bongiorno (An),disponibile a ridiscutere le manette ai
giornalisti. u pagina 14 Istat, a gennaio l'inflazione cala all'1,6% L'Istat
conferma le stime sulla frenata dell'inflazione nel mese di gennaio:
l'indicatore è sceso all'1,6%dal 2,2%di dicembre.Su base mensile, i prezzi sono
calati dello 0,1%. Alla base c'è la flessione dei beni energetici e il
rallentamento dei prezzi degli alimentari u pagina 21 Algeria, attentato vicino
a un cantiere Astaldi Torna il terrorismo in Algeria: domenica notte un gruppo
di miliziani islamici ha compiuto un raid contro una società di sicurezza
privata a Ziama Mansouriah, in Cabilia, uccidendo nove agenti. A soli
500metrisi trovauncantieredelgruppoitalianoAstaldi. u pagina8 News Corp, si
dimette il braccio destro di Murdoch Peter Chernin, luogotenente più fidato di
Rupert Murdoch, ha deciso di lasciare il colosso del media News Corp. Alla base
della decisione di Chernin, che guidava la grande divisione di produzione per
piccolo e grande schermo, il nodo del rinnovo del contratto. u pagina 37
( da "Corriere
della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina -
data: 2009-02-24 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Università Il presidente
chiede che non siano «indiscriminati» Napolitano: rivedere i tagli Gelmini: vogliamo solo eliminare gli sprechi ROMA — Il
presidente Giorgio Napolitano: no a tagli indiscriminati a Università e
ricerca. Il ministro Gelmini: d'accordo, ma noi
eliminiamo gli sprechi. ALLE PAGINE 8 E 9 Benedetti e Cutri
( da "Corriere
della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano -
data: 2009-02-24 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Appello di Napolitano:
rivedere i tagli alla ricerca «No alla riduzione indiscriminata delle risorse».
Il ministro: «Condivido, ma noi colpiamo gli sprechi» La Conferenza dei rettori
delle università d'accordo con il capo dello Stato: in gioco la sopravvivenza
dell'istituzione formativa ROMA — Forte richiamo del presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, ai rischi connessi alla riduzione dei
finanziamenti al sistema universitario. «Mi auguro — ha detto nel suo
intervento alla cerimonia per i 700 anni dell'ateneo di Perugia — che stiano
maturando le condizioni anche per riesaminare decisioni di bilancio ancorate
alla logica di tagli indiscriminati ». Un appello, quello lanciato da
Napolitano, condiviso dalla Conferenza dei rettori delle università italiane.
Per il presidente, Enrico Decleva, è in gioco «la sopravvivenza della massima
istituzione formativa del nostro Paese». E che ha provocato l'immediata risposta del ministro Gelmini: «Condividiamo le preoccupazioni del presidente della Repubblica
ma in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire
il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza». La lotta agli sprechi,
ha fatto capire Napolitano, da sola non può bastare: servono scelte coraggiose
e non «generalizzazioni negative e liquidatorie» sull'università. «Che
la ricerca e la formazione siano una leva fondamentale per la crescita di
un'economia e di una società fondate sulla conoscenza e sull'innovazione, che
sole potranno reggere alle prove della competizione globale, è verità
difficilmente contestabile — ha dichiarato il presidente della Repubblica —, ma
da cui si tarda e si resiste a trarne tutte le necessarie conseguenze e
implicazioni ». «A maggior ragione nella fase critica che stiamo vivendo, con
l'Europa, in un mondo scosso da eventi traumatici e da gravi incertezze per il
futuro, tutte le forze responsabili del Paese — ha continuato il presidente
della Repubblica — devono proporsi di salvaguardare, potenziare, valorizzare le
risorse di capitale umano e di sapere, di cui disponiamo, evitando quella
dispersione di talenti e di risultati». Un miliardo e mezzo di euro l'anno
sprecati, secondo la stima del rettore di Perugia, Francesco Bistoni. Ovvero
tremila giovani «cervelli » che lasciano il Paese che li ha formati spendendo
per ciascuno 500 mila euro. Ma per il governo la priorità, motivata da numerosi
indicatori, resta la lotta agli sprechi. «è giusto tutelare al massimo le tante
realtà di eccellenza — ha replicato il ministro Gelmini
—. Tuttavia è nostro dovere amministrativo e morale eliminare le spese non
necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco
efficaci ». «Il principale problema del nostro sistema — ha spiegato il
ministro — non è quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche».
Su quest'ultimo aspetto, la qualità della spesa, il ministero ha fornito alcuni
dati: in percentuale in Italia si laureano meno studenti che in Cile. Sono
attivi 37 corsi di laurea con 1 solo studente e 327 facoltà con 15 iscritti.
Nel 2001 i corsi di laurea erano 2.444, oggi sono più che raddoppiati arrivando
a 5.500. Negli altri Paesi europei, la media dei corsi di laurea è la metà. Le
materie insegnate nelle università italiane sono circa 170.000, contro una
media europea di 90.000. Nessun ateneo italiano è entrato nella graduatoria
delle migliori 150 università del mondo stilata dal Times. Giulio Benedetti
( da "Corriere
della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Primo Piano - data: 2009-02-24 num: - pag: 8 categoria: BREVI I punti
della riforma La legge Gelmini prevede, tra l'altro, più fondi agli atenei
virtuosi, meno risorse a quelli spreconi e l'aumento delle borse di studio
( da "Corriere
della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano -
data: 2009-02-24 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Gli esperti Perotti: in
Inghilterra la valutazione degli atenei c'è da 20 anni. Andrea Ichino: i
criteri su ricerca e didattica «Soldi ai più bravi, stile inglese Così si può
ridurre la spesa» ROMA — Gira e rigira la parola magica è sempre quella,
valutazione. Controllare, cioè, la qualità del lavoro fatto dalle singole
università dal punto di vista della ricerca e dell'insegnamento. E poi, al
momento di spartire una torta che la crisi economica rischia di ridurre ad un
pasticcino, dare più soldi a chi ha fatto bene e meno soldi a chi ha fatto
male. Il risultato? Spendere meno e alla lunga, in rigida applicazione della
legge di Darwin, far sopravvivere i migliori. Sembra semplice la ricetta degli
esperti che conoscono il mondo dell'università ma ne criticano l'attuale
assetto. Semplice in teoria perché la pratica è tutta un'altra storia. Fu
proprio quella parolina, valutazione, a costare la poltrona a Luigi Berlinguer.
Ministro nel primo governo Prodi voleva anche lui «misurare» il lavoro fatto
dai professori. E per questo finì in castigo dietro la lavagna con l'accusa di
aver fatto perdere simpatie e voti tra gli insegnanti, da sempre cassaforte
elettorale della sinistra. Ecco, in teoria l'operazione dovrebbe essere più
facile per un governo di colore diverso. Questo, però, è un problema della
politica. «In Inghilterra la valutazione esiste da 20 anni e le loro facoltà
sono certo migliori delle nostre», dice Roberto Perotti, professore di
Macroeconomia alla Bocconi e autore del libro «L'università truccata ». Il
modello, per lui, è proprio quello british: «La valutazione viene fatta ogni
cinque anni. Poi, sulla base della graduatoria che ne esce, viene distribuito
il 30 per cento dei fondi assegnati dallo Stato». Una meritocrazia ben
temperata, visto che il restante 70 per cento viene diviso in fette
democraticamente uguali. Nel decreto Gelmini proprio
questa spartizione 70/30 viene fissata come obiettivo da raggiungere entro la
fine della legislatura. «è chiaro — dice ancora Perotti — che molti rettori si
oppongono ad un sistema di questo tipo. Perché la maggior parte di loro non fa
ricerca e non ha mai fatto ricerca. Ma bisogna avere la forza di vincere le
resistenze corporative». Più soldi a chi fa bene, meno soldi a chi fa male: in
linea di principio è difficile essere contrari. I problemi sono due: chi
giudica e come giudica. «Gli indicatori a disposizione sono infiniti» dice
Andrea Ichino, docente di economia all'Università di Bologna. «Per la ricerca
si può vedere quante volte gli studi di una singola facoltà italiana sono stati
citati in lavori di atenei stranieri. Per la didattica si può confrontare
quanto tempo impiegano i neolaureati a trovare un lavoro e che tipo di lavoro
trovano. Se ne possono provare altri di criteri e magari cominciare con una
sperimentazione per poi correggere il tiro». Chi giudica? «In Inghilterra la
valutazione viene fatta da un organismo indipendente con esperti anche
stranieri. Mi sembra un buon modello». Il problema vero, secondo Ichino, è far
passare il principio: «Visti i tempi che stiamo vivendo e gli sprechi del
passato i tagli sono ineluttabili. E allora bisogna decentralizzare le scelte.
Ogni ateneo ha un budget e decide di usarlo come crede. Solo che poi vengono
valutati i risultati dei singoli dipartimenti, premiando chi ha fatto bene».
Valutazione, sempre quella. Su questo punto è d'accordo anche Attilio Oliva, ex
amministratore delegato della Luiss e presidente di TreLLLe, associazione che
da anni studia i problemi dell'istruzione. Lui, però, rovescia il ragionamento:
«In realtà, rispetto ai Paesi europei avanzati le nostre università sono
sottofinanziate. Destiniamo loro lo 0,8 per cento del Pil contro una media
dell'1,2 per cento ». Questo non vuol dire che Oliva proponga adesso, in tempo
di crisi, di spendere di più: «Per carità. Così come sono organizzate le
università sono delle strepitose macchine mangiasoldi». E per fare un esempio
ricorda che dal 1998 al 2006 il numero dei professori è passato da 48 mila a 62
mila mentre quello degli studenti è rimasto fermo. «Oggi il sistema di governo
delle università è all'insegna della irresponsabilità collettiva. Per ogni
decisione c'è il rettore, il senato accademico, il consiglio di facoltà...
Vogliamo scimmiottare il Parlamento e alla fine non si sa chi decide cosa
mentre ognuno sistema le sue cose come vuole. No, serve un consiglio
d'amministrazione con pochi elementi, una decina in tutto con qualche rappresentante
esterno, che abbia la responsabilità diretta della gestione di tutte le
risorse, docenti inclusi. E naturalmente una seria valutazione esterna». Solo a
quel punto sarebbe utile investire di più. Oliva dice che bisogna pescare dal
settore più vicino che si possa immaginare: «Oggi la scuola costa 50 miliardi
di euro l'anno, l'università solo 10. Basterebbe risparmiare poco nella scuola,
dove abbiamo troppi insegnanti per alunno, il 30 per cento in più rispetto alla
media europea, per avere tanti soldi in più per le università». Meno prof nella
scuola Oliva (TreLLLe): «Riduciamo gli insegnanti nella scuola e destiniamo
agli atenei il denaro risparmiato» Lorenzo Salvia
( da "Riformista,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
le notizie Napolitano sull'università «No a tagli
indiscriminati» I mali dell'università italiana sono lo specchio di tante «insufficienze
e contraddizioni» del Paese: scarsissimi investimenti per la ricerca,
difficoltà nel valorizzare i talenti, con la conseguente fuga dei cervelli
all'estero, e anche «tagli indiscriminati». Ci va giù duro, da Perugia, il
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel chiedere, per l'ennesima
volta, che tutte le «forze responsabili» del paese tutelino e difendano il
patrimonio di saperi e conoscenze degli atenei italiani. Anche con adeguate
scelte di bilancio. La risposta del governo non tarda ad arrivare, con il ministro direttamente interessato, Mariastella Gelmini. «Le preoccupazioni del
presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo» spiega la Gelmini, aggiungendo che «in questa fase
di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro
pubblico con grande attenzione e oculatezza». Inflazione giù ma spesa
sempre cara. A gennaio cala l'inflazione, che ha registrato, secondo l'Istat il
-0,1 per cento mensile. Anche su base annuale, e cioè rispetto a gennaio 2008,
il trend è al ribasso visto che l'incremento è dell'1,6 contro il 2,2 di
dicembre. Ma il Codacons lancia l'allarme spesa: ogni famiglia spenderà 480
euro in più per mangiare, visto che la voce alimentari sale ancora del 3,8 per
cento su base annua, un dato - secondo l'associazione dei consumatori - che
«dovrebbe preoccupare anche il governo». Borse rosse con i bancari. Dopo il
brutto scivolone di venerdì, in molti si aspettavano almeno un rimbalzo nella
prima seduta della settimana delle Borse europee e invece è arrivata un'altra
giornata negativa. A trascinare in basso sono stati i titoli del settore auto e
quelli bancari: a parte gli abituali scossoni di alcuni gruppi britannici (Bank
of Ireland -10 per cento, Royal Bank of Scotland +9), il calo peggiore è stato
registrato dalla svizzera Ubs, che ha ceduto il 9,09. Credit Suisse ha chiuso
in ribasso del 5,24 e Deutsche Bank del 5,12. In controtendenza il titolo
Natixis, e quello di Unicredit e Barclays, che hanno guadagnato entrambe il
3,68 per cento. Cgil, sciopero generale a marzo. La bocciatura di massa del
nuovo contratto, espressa dal 95 per cento dei lavoratori attraverso un
referendum durato oltre un mese, ha convinto la Flc-Cgil che la misura è colma
e i tempi per indire un altro sciopero generale sono maturi: la mobilitazione
si svolgerà il prossimo 18 marzo e abbraccerà tutto il comparto della
conoscenza, università compresa. L'iniziativa si muoverà anche contro l'accordo
quadro del 22 gennaio sul modello contrattuale relativo a tutti i contratti
pubblici. Romeno investito da italiano ubriaco. Un cittadino romeno di 31 anni,
residente a Roma, operaio in una ditta di Capena, vicino alla Capitale, è morto
dopo essere stato investito da un'auto guidata da un giovane italiano, ubriaco,
poi denunciato dai carabinieri. E' successo lungo la strada provinciale che
dalla Tiberina conduce a Capena. Catanzaro, ucciso per uno scherzo.
Massimiliano Citriniti, studente universitario di 24 anni, è morto dopo essere
stato accoltellato da due ragazzi di etnia rom. Motivo dell'aggressione,
avvenuta a Catanzaro, è stato lo scherzo di carnevale fatto dalla vittima, che
ha spruzzato ai due ragazzi rom della schiuma contenuta in una bomboletta
spray. L'indagine è stata chiusa nel giro di poche ore, con il fermo dei due
presunti responsabili, di 23 e 17 anni. Pavia, è morta l'anziana violentata.
Non ce l'ha fatta l'anziana pavese di 83 anni, non vedente, che nella notte tra
il 14 e il 15 febbraio era stata aggredita e violentata nella sua abitazione da
un romeno ubricaco di 26 anni, ora in carcere. È morta domenica sera stroncata
da una crisi improvvisa, dopo che da giorni era ricoverata all'ospedale di
Belgioioso, dove era stata trasferita in seguito all'aggravarsi delle sue
condizioni. Undicenne molestata, un arresto. È stata la sorella maggiore della
ragazzina undicenne a mettere in allarme la polizia e a far scoprire gli abusi
subiti dalla piccola. Il fatto a Bari. A finire agli arresti domiciliari un
uomo di 55 anni, domestico che godeva della fiducia della famiglia della
ragazza, incastrato grazie a intercettazioni e pedinamenti. La ragazzina
sarebbe stata invitata a compiere giochi particolari che dovevano rimanere
segreti. la stampa contro ddl Alfano. «Intercettazioni, no al bavaglio
all'informazione». Questo il tema della manifestazione in programma, oggi,
dalle
( da "Sole
24 Ore, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data:
2009-02-24 - pag: 14 autore: Ricerca. Il Capo dello Stato: no a riduzioni
indiscriminate di risorse - Pd e Udc con il Colle La sferzata di Napolitano:
«Basta tagli all'Università» Gelmini: abbiamo tagliato gli sprechi Brunetta: premiati i migliori
atenei Barbara Fiammeri ROMA «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare
e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati all'università
». Più che un invito è un vero e proprio monito quello lanciato ieri da Giorgio
Napolitano al Governo. Il capo dello Stato, intervenendo a Perugia alla
cerimonia per il settimo centenario della fondazione dell'ateneo umbro, ha
palesemente voluto evidenziare i rischi determinati dalle riduzioni dei
finanziamenti decisi dall'Esecutivo. Su un «tema cruciale» e «fondamentale per
la crescita dell'economia »,qual è la ricerca e l'univer-sità, il presidente
della Repubblica rivendica la facoltà di intervenire «pubblicamente» perché –
spiega – «fa parte delle mie responsabilità quali sono dettate dalla
Costituzione e richieste dalla situazione di straordinaria difficoltà del Paese
per la crisi che ha investito la finanza e l'economia globale». Immediata la
replica che arriva dal Governo. «Le preoccupazioni del presidente Napolitano
sono anche le preoccupazioni del Governo», dice il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini, ma in questa fase di crisi
aggiunge – «il Governo vuole premiare le università migliori e tagliare gli
sprechi». Anche Renato Brunetta difende le scelte del Governo. Il ministro
della Pubblica amministrazione nega che siano stati fatti «tagli indiscriminati
». Brunetta ci tiene a sottolineare che la sua affermazione non vuole essere
polemica. Ma il contrasto tra le conclusioni del Capo dello Stato e quelle
dell'Esecutivo è lampante. Napolitano ne era consapevole. Del resto, l'aver
rivendicato quale sua «responsabilità» il monito lanciato da Perugia è stato un
modo per mettere le mani avanti rispetto a eventuali critiche di «ingerenza»
nelle scelte del Governo, che già gli erano state rivolte nel recente passato
sul decreto Englaro. Il presidente tira dritto. Sottolinea che le difficoltà
attuali e la crisi devono essere a maggior ragione l'occasione per «tutte le
forze responsabili del Paese» di porsi l'obiettivo di «salvaguardare,
potenziare e valorizzare le risorse di capitale umano e di sapere » evitando
«generalizzazioni liquidatorie». Parole che raccolgono il plauso dei rettori
italiani e di tutta l'opposzione. «Il tema del finanziamento dell'università
toccato dal capo dello Stato è un tema centrale – sottolinea il presidente
della Crui (la Conferenza dei rettori), Enrico Decleva – ne va della sopravvivenza
della massima istituzione formativa del nostro Paese». Analogo il commento che
arriva dal Pd che torna a criticare sia la manovra estiva di Tremonti che le
norme contenute nel decreto Gelmini. Anche l'Udc
condivide il monito del Capo dello Stato: «Sull'Università il Governo ha
realizzato tagli che ne rendono difficile l'ordinario funzionamento», sostiene
Rocco Buttiglione. La maggioranza difende invece le scelte assunte da Palazzo
Chigi, sottolineando che le riduzioni sono finalizzate esclusivamente a evitare
gli sprechi. Dietro ai toni pacati, però, si cela il ritorno della tensione con
il Quirinale. L'eco con cui Berlusconi ha rivendicato il suo «diritto a
governare» non si è ancora spenta. E non a caso nei giorni scorsi Italo
Bocchino, vicepresidente dei deputati del Pdl, sia pure dopo aver premesso che
i rapporti con il Colle sono «buoni», aveva puntualizzato che ormai in Italia
c'è un «presidenzialismo di fatto» in capo al premier.
( da "Corriere
della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data:
2009-02-24 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE Brescia FI respinge il diktat
di La Russa BRESCIA — Ad aprire il «casus belli» sulla Provincia è stato il
ministro Ignazio La Russa, indicando Viviana Beccalossi come «candidato del Pdl
alla presidenza del Broletto». Da Brescia, la risposta di Forza Italia, che ha
definito le dichiarazioni del ministro «sgradevoli nella forma e stantie nella
sostanza», è arrivata ieri mattina. Gli azzurri ribadiscono che a Brescia il
Pdl ha già un candidato, condiviso con la Lega (e nelle scorse settimane pure
da An), nella persona di Giuseppe Romele, parlamentare e segretario provinciale
di FI. «Non consentiamo a nessuno, neppure al ministro, di usarci come merce di
scambio con Milano — si legge in una nota —. Brescia non può essere considerata
da La Russa una lontana provincia dell'impero. Questo sa molto di vecchia
politica, della peggiore vecchia politica». La candidatura
di Giuseppe Romele è stata indicata all'unanimità dal direttivo provinciale di
Forza Italia e appoggiata anche dal ministro Maria Stella Gelmini, che ieri ha discusso della
questione con Silvio Berlusconi. Mentre il 6 giugno si avvicina, la Lega
potrebbe sparigliare le carte e calare il suo asso, correndo da sola e
spiazzando gli alleati. Giuseppe Spatola
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag.
( da "Unita,
L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Allarme di Napolitano Contro gli
interventi indiscriminati del governo che colpiscono la ricerca Per Gelmini è solo lotta agli sprechi ALLE PAGINE 4-8
( da "Unita,
L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
1Tagli insostenibili La legge Finanziaria taglia del 10 per
cento le risorse ad ogni singolo ateneo. Già quest'anno per chiudere i bilanci
in pareggio abbiamo dovuto fare miracoli, ma per l'anno prossimo i tagli sono
insostenibili. I rettori saranno costretti a dichiarare l'insolvenza. 2Niente
soldi per la ricerca Sono rettore alla Cattolica di Milano. Per il 2010 avrò un
buco di 35 milioni, il 10% del bilancio. Dovrei azzerare i soldi per la
ricerca, per le Borse, per le biblioteche: niente libri, ricercatori e servizi
agli studenti. L'alternativa? Tagliare gli stipendi del 20%. 3L'appello del
Presidente La situazione è a forte rischio e Napolitano l'ha ben presente
perché ha identificato in università e ricerca il nodo fondamentale per il
futuro del paese. Il suo appello è importante, speriamo che il governo lo
ascolti. 4La Gelmini si impegni Il decreto della Gelmini ha corretto le storture più grosse della Finanziaria. Ma il
problema rimane perché non ha affrontato il nodo delle risorse. E allora non
serve a molto. 5Pronti a collaborare In cambio noi siamo disponibili ad
interventi normativi sulla governance (dando più potere ai Cda degli atenei),
nel reclutamento (superare il meccanismo dei concorsi con una Abilitazione
scientifica nazionale) e sui dottorati di ricerca (riducendoli mettendo in rete
quelli delle università più piccole).
( da "Unita,
L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Contratto scuola Referendum Cgil Il 95% dice «no» 18 marzo
sciopero La Cgil non ha sottoscritto il rinnovo del contratto della scuola.
Aveva chiesto a Cisl, Uil, Snals e Gilda prima di indire un referendum tra i
lavoratori. E poi, semmai, firmare. Ma nessuno delle altre organizzazioni
sindacali ha voluto seguire il «consiglio» di Guglielmo Epifani, leader della
Confederazione dei lavoratori. E così ecco i risultati: il 94,65% dei votanti
ha «bocciato» il contratto. Quasi 400mila i partecipanti al referendum
(376.926), il 40% della categoria. E 250mila persone non erano iscritti alla
Cgil. L'84% si è espresso per il «no» anche attraverso un parallelo sondaggio
condotto on line. Numeri importanti. «I lavoratori della scuola - ha detto
Epifani - vogliono poter decidere su quello che li riguarda». E Mimmo Pantaleo,
segretario generale della Flc-Cgil, ha aggiunto: «Non abbiamo sottoscritto
l'intesa perché insufficiente a recuperare il potere di acquisto dei salari. Il
contratto non propone alcuna soluzione al problema del precariato e non
risponde alle attese del mondo della scuola sul versante professionale».
Immediata la replica di Raffaele Bonanni, Cisl: «Il segretario della Cgil non è
nè un arbitro nè un notaio. Dico a Epifani che i problemi sono altri e farebbe
bene a porseli». In occasione della conferenza stampa sull'esito del
referendum, la Cgil ha anche ufficializzato la decisione di andare ad uno
sciopero nazionale per il 18 marzo. A fermarsi insieme alla scuola saranno
anche l'università, la ricerca e l'Alta formazione artistica e musicale (Afam).
Nel giorno della mobilitazione si terranno anche 18 manifestazioni territoriali
in tutta Italia. E sempre sul fronte scuola si profila una sonora bocciatura
per il maestro unico. Le iscrizioni alle prime classi si chiudono questo
sabato. Da una prima ricognizione, pare che le famiglie
abbiano scelto il tempo pieno invece che l'unico docente voluto dalla Gelmini. Le famiglie però conosceranno
l'esito dell'assegnazione in classe solo dopo la dotazione organica. Le scuole
stanno facendo salti mortali per accontentare tutti. Ma i tagli restano
pesanti.
( da "Unita,
L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Solo briciole per la ricerca Gelmini, la verità delle cifre MARISTELLA IERVASI Gelmini maestra unica elenca gli sprechi. Il ministro Brunetta si vanta di
«aver salvato l'Italia» e precisa che al governo sta a cuore la ricerca: «Del
resto sono un professore universitario...» aggiunge. Resta il fatto che il presidente Napolitano ha parlato a
ragion veduta: occorrerebbe proprio rimettere mano alle scelte di bilancio
sugli Atenei e «salvare» dalle sofferenze la ricerca. Tagli indiscriminati Con
un decreto finanziario, ora legge 133, Tremonti ha imposto tagli durissimi ai
fondi di finanziamento ordinari (Ffo) degli atenei. Quasi 1500 milioni di euro
nei prossimi cinque anni (2009-2013), gravando su un bilancio già anoressico. Una
pesante cura dimagrante dalle conseguenze immediate: riduzione dei servizi agli
studenti e dei laboratori, manutenzione di aule e biblioteche, peggioramento
della qualità della didattica, forte riduzione delle attività di ricerca. Già
perché a tutto questo bisogna abbinare la drastica riduzione del turn over del
personale e l'incognita che pesa come un macigno di trasformare le Università
in fondazioni. Non solo. Poi è arrivato il decreto Gelmini,
meglio noto come legge 180. Con tutta una serie di norme e regole volte a
privilegiare quasi esclusivamente gli atenei virtuosi lasciando in cattive
acque le università con bilanci o quasi vicino al rosso. E per la ricerca solo
uno specchietto per l'allodole: l'annuncio dal 2009 di 150milioni di euro per
favorire l'assunzione di giovani e diminuire l'età media dei docenti. «Tremila
posti in più per i ricercatori», disse la Gelmini. Ma
molti atenei hanno i bilanci in perdita. Con questo scenario sarà proprio
difficile per un ricercatore resistere dal richiamo dell'estero, visti i
vincoli alle nuove assunzioni, le sospensioni di alcuni bandi di dottorati di
ricerca e il pericolo dell'aumento delle tasse d'iscrizione. Forse l'Onda non
aveva tutti i torti nel sostenere che oltre alla «fuga dei cervelli» si
arriverà alla fuga degli studenti universitari. La ricerca bistrattata.
L'Italia ha sottoscritto l'agenda di Lisbona dell'Unione Europea, in cui gli
Stati membri si impegnavano a investire in ricerca e sviluppo il 3% del
prodotto interno lordo. Ebbene, tra i paesi del G8 l'Italia ha una delle spese
per ricerca e sviluppo più basse: raggiunge a malapena l'1,1%, meno della metà
di quanto spendono Francia e Germania. Nature, la prestigiosa rivista
scientifica criticò il governo Berlusconi: «Attacchi insensati e miopi. Farebbe
meglio a considerare la ricerca un investimento nell'economia della conoscencza
del ventunesimo secolo». Gli spot Mentre da un lato si compromette
l'aspirazione di chi voglia intraprendere la strada della ricerca e
dell'insegnamento universitario, dall'altra si corre ai ripari con misure di
facciata. Dopo gli scandali sacrosanti della parentopoli universitaria ecco le
nuove regole per i concorsi: peccato però che la tanta auspicata trasparenza è
solo uno spot. Per ogni concorso ci saranno infatti sempre 2 vincitori: uno che
prenderà possesso della cattedra bandita e l'altro che potrà essere chiamato da
altri atenei. Dunque, la protezione del «cocco» del barone non viene eliminata.
Sprechi e numeri della Gelmini «In Italia si laureano
meno studenti che in Cile, questo anche se nel nostro Paese ci sono 95
università» tra sedi centrali e distaccate. Nel 2001 i corsi di laurea erano
2444, oggi 5500. Le materie insegnante sono circa 170mila, contro una media
europea di 90mila. «Nessun ateneo italiano è entrato nella graduatoria delle
migliori 150 università del mondo stilata dal Times: Bologna è al 192esimo
posto. Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto
delle reali esigenze degli studenti, aumentando la spesa in maniera
incontrollata. Molte università hanno i conti in rosso. Siena spende per il
personale il 104% del suo finanziamento; la Federico II di Napoli il 101% con
decine di milioni di euro di passivo». La Gelmini cerca
di replicare elencando la lotta agli sprechi. Ma non convince. I tagli alla
ricerca e alle università ci sono tutti. La cura dimagrante imposta da Tremonti
non è stata spostata di un millimetro.
( da "Unita,
L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
«Non c'è futuro Facciamo i docenti a 2.500 euro l'anno e
trasferte a carico» Io dall'Università sono fuori. Nonostante continui a fare
il tutor a cento studenti, a fare esami e ricevimento, nonostante un libro
pubblicato e gli studi in Francia e in Portogallo». Gianluca ha 32 anni e si è
laureato all'Alma Mater Studiorum, l'università più antica del mondo. Pur
lavorandoci fisicamente sa benissimo che il suo futuro sarà altrove. Perché
tanto pessimismo? «Perché con i tagli del governo, con il blocco del turn-over,
con la norma che ogni 5 docenti che se ne vanno solo uno viene rimpiazzato,
oramai di concorsi non ce ne sono più. E anche quei pochi sono blindatissimi». Ma tagli e merito secondo la Gelmini dovrebbero andare a braccetto... «Non è così. La mia storia è
uguale a quella di migliaia e migliaia di assegnisti, di ricercatori che in
questi anni sono andati avanti con sacrifici. Io ad esempio ho vinto il
Dottorato di ricerca a Siena nel 2003, ma non ho mai avuto la Borsa del
dottorato. Solo grazie ad un contatto col docente con cui mi sono
laureato ne ho avuto una a Bologna di mille euro al mese, ma solo per un anno.
Poi dal 2004 fino ad oggi prendo 2.500 all'anno per fare il tutor». In cosa
consiste il tuo lavoro? «Siamo quelli che di fatto reggono la didattica:
facciamo lezione, seguiamo i "tesisti", correggiamo i compiti degli
esami, abbiamo un centinaio di studenti a testa per un rimborso irrisorio. E
poi noi dovremmo fare riferimento ad un solo corso, ma siccome il personale è
carente spesso collaboriamo anche con altri docenti». E all'estero? Com'è la
situazione? «Quelli come me hanno la carriera tracciata: un ufficio e rimborsi
spese. Sono stato invitato al congresso della Associazione internazionale di
Scienza di Politica a Santiago. Ci andrò a spese mie». MASSIMO FRANCHI
( da "Unita,
L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Gelmini maestra unica elenca gli sprechi. Il ministro
Brunetta si vanta di «aver salvato l'Italia» e precisa che al governo sta a
cuore la ricerca: «Del resto sono un professore universitario...» aggiunge.
Resta il fatto che il presidente Napolitano ha parlato a ragion veduta:
occorrerebbe proprio rimettere mano alle scelte di bilancio sugli Atenei e «salvare» dalle sofferenze la ricerca. Tagli indiscriminati Con un
decreto finanziario, ora legge 133, Tremonti ha imposto tagli durissimi ai
fondi di finanziamento ordinari (Ffo) degli atenei. Quasi 1500 milioni di euro
nei prossimi cinque anni (2009-2013), gravando su un bilancio già anoressico.
Una pesante cura dimagrante dalle conseguenze immediate: riduzione dei servizi
agli studenti e dei laboratori, manutenzione di aule e biblioteche,
peggioramento della qualità della didattica, forte riduzione delle attività di
ricerca. Già perché a tutto questo bisogna abbinare la drastica riduzione del
turn over del personale e l'incognita che pesa come un macigno di trasformare
le Università in fondazioni. Non solo. Poi è arrivato il decreto Gelmini, meglio noto come legge 180. Con tutta una serie di
norme e regole volte a privilegiare quasi esclusivamente gli atenei virtuosi
lasciando in cattive acque le università con bilanci o quasi vicino al rosso. E
per la ricerca solo uno specchietto per l'allodole: l'annuncio dal 2009 di
150milioni di euro per favorire l'assunzione di giovani e diminuire l'età media
dei docenti. «Tremila posti in più per i ricercatori», disse la Gelmini. Ma molti atenei hanno i bilanci in perdita. Con
questo scenario sarà proprio difficile per un ricercatore resistere dal
richiamo dell'estero, visti i vincoli alle nuove assunzioni, le sospensioni di
alcuni bandi di dottorati di ricerca e il pericolo dell'aumento delle tasse
d'iscrizione. Forse l'Onda non aveva tutti i torti nel sostenere che oltre alla
«fuga dei cervelli» si arriverà alla fuga degli studenti universitari. La
ricerca bistrattata. L'Italia ha sottoscritto l'agenda di Lisbona dell'Unione
Europea, in cui gli Stati membri si impegnavano a investire in ricerca e
sviluppo il 3% del prodotto interno lordo. Ebbene, tra i paesi del G8 l'Italia
ha una delle spese per ricerca e sviluppo più basse: raggiunge a malapena
l'1,1%, meno della metà di quanto spendono Francia e Germania. Nature, la
prestigiosa rivista scientifica criticò il governo Berlusconi: «Attacchi
insensati e miopi. Farebbe meglio a considerare la ricerca un investimento
nell'economia della conoscencza del ventunesimo secolo». Gli spot Mentre da un
lato si compromette l'aspirazione di chi voglia intraprendere la strada della
ricerca e dell'insegnamento universitario, dall'altra si corre ai ripari con
misure di facciata. Dopo gli scandali sacrosanti della parentopoli
universitaria ecco le nuove regole per i concorsi: peccato però che la tanta auspicata
trasparenza è solo uno spot. Per ogni concorso ci saranno infatti sempre 2
vincitori: uno che prenderà possesso della cattedra bandita e l'altro che potrà
essere chiamato da altri atenei. Dunque, la protezione del «cocco» del barone
non viene eliminata. Sprechi e numeri della Gelmini
«In Italia si laureano meno studenti che in Cile, questo anche se nel nostro
Paese ci sono 95 università» tra sedi centrali e distaccate. Nel 2001 i corsi
di laurea erano 2444, oggi 5500. Le materie insegnante sono circa 170mila,
contro una media europea di 90mila. «Nessun ateneo italiano è entrato nella
graduatoria delle migliori 150 università del mondo stilata dal Times: Bologna
è al 192esimo posto. Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza
tener conto delle reali esigenze degli studenti, aumentando la spesa in maniera
incontrollata. Molte università hanno i conti in rosso. Siena spende per il
personale il 104% del suo finanziamento; la Federico II di Napoli il 101% con
decine di milioni di euro di passivo».
( da "Unita,
L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Alitalia, Ici, Finanziaria Ecco dove sono finiti i soldi
«sottratti» La crisi è mondiale. Ma Francia, Svezia e Stati Uniti investono
nell'istruzione, nella formazione e nella scienza Sbagliano? A sbagliare,
forse, siamo noi No ai tagli alla ricerca e all'università, ha detto ieri il
Presidente della Repubblica, perché ricerca e formazione sono la leva per lo
sviluppo. Il governo è d'accordo, ha ribadito il ministro
Mariastella Gelmini. Un po'
avventatamente. Perché i tagli ci sono e così sostanziosi da mettere
pesantissimo piombo sulle deboli ali dello sviluppo. I tagli riguardano la
ricerca scientifica. Il finanziamento dei Prin, i Progetti di ricerca di
interesse nazionale, sono stati ridotti da 150 milioni a 97,5 milioni per
l'anno 2007 (finanziato nel 2008) e portati, lo scorso 3 dicembre, a 94
milioni per il 2008 (più un altro milione per il referaggio). In più è stato
cassato anche il 10% per finanziare i progetti degli under quarantenni. A
questi tagli si aggiunge il parziale blocco del turn over dei ricercatori degli
Enti pubblici: ogni due che escono, solo uno può entrare. Andrebbe aggiunto il
taglio dell'inflazione. E quello della crescita dei costi del personale, che
riduce la possibilità di spesa nella ricerca. Il combinato disposto avvia la
ricerca pubblica verso una morte per inedia. Per fortuna i ricercatori italiani
riescono parzialmente a compensare attingeno ai fondi europei e a quelli delle
organizzazioni private senza fini di lucro (come Telethon o l'Airc). Molto più
gravi sono i tagli al Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) per l'università
operati dalla Finanziaria per il 2009. Secondo le tabelle dell'Ufficio Studi
della Camera i tagli alle spese per il funzionamento delle università
ammonteranno a 702 milioni di euro nel 2010, rispetto al 2008, e a 835,5
milioni di euro nel 2011. I tagli al programmma «istruzione universitaria»
saranno addirittura maggiori: di 838,5 milioni nel 2010 e di 1645,5 milioni nel
2011. Secondo il Sole24Ore, nel 2009 le università riceveranno 105,8 milioni in
meno rispetto al 2008; 1541,5 milioni in meno nel 2009; 2481,0 milioni in meno
nel 2011. Queste sforbiciate sono il frutto della Finanziaria, della riduzione
lineare del 6,85% dei fondi previssta dal decreto Ici e da un'ulteriore
riduzione di 30 milioni l'anno prevista dal decreto Alitalia. Questo, sostiene
il ministro Brunetta, avviene perché l'Italia deve affrontare la crisi
internazionale e ridurre il bilancio. Ma in Francia la destra di Sarkozy
riforma l'università non tagliando i fondi, ma aumentandoli (di 5 miliardi
secondo il governo, di soli 800 milioni secondo i critici). In Svezia i
conservatori aumentano i fondi per l'università di 1,5 miliardi in 5 anni. E in
America Obama aumenterà di 21 miliardi di dollari gli investimenti federali
nella ricerca e di 80 miliardi in due anni per la scuola. Chi sbaglia, noi o
loro?
( da "Mattino
di Padova, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Prima Pagina NO ALLA MANNAIA SULL'UNIVERSITà
GIUSEPPE ZACCARIA èdi grande conforto e di straordinaria rilevanza per tutti
coloro che in questi ultimi anni si sono battuti contro lo smantellamento
dell'Università pubblica e per una valutazione puntuale e differenziata delle
Università italiane, l'alto monito del presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano ha lanciato al governo e a tutte le forze politiche dall'Università
di Perugia. Il punto vero è che, nonostante il timidissimo
passo nella giusta direzione effettuato dal decreto Gelmini, i pesantissimi tagli finanziari per gli Atenei italiani decisi
con la cosiddetta «manovra d'estate» (legge 133 del 6 agosto 2008), pari a 1,5
miliardi di euro, sconquasseranno a partire dal
( da "Giornale.it,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
n. 47 del 2009-02-24 pagina 4 «Diamo voti bassi ai primini
soltanto per valutarli meglio» di Redazione La risposta delle maestre alle
accuse dei genitori di voler penalizzare i bambini per fare la crociata anti-Gelmini In riferimento all'articolo
riguardante la valutazione delle classi prime, è necessario fare alcune
precisazioni rispetto alle informazioni inesatte in esso riportate. A ciò
vorrei aggiungere il rammarico per la modalità di trattazione di argomenti di
tale portata che, tralasciando la consultazione di tutte le parti interessate,
evidenzia solo alcuni giudizi, che rischiano di inficiare, se non offendere, il
lavoro e l'immagine di una scuola e del suo corpo docente, attribuendo loro
intendimenti non corretti. Nessuna «crociata anti-Gelmini»,
nessuna «protesta» o «rivolta contro la riforma», nessuna volontà di
«penalizzare i bimbi delle prime» nella scelta collegiale effettuata dai
docenti della Scuola Barrili di piazza Palermo facente capo alla Direzione
Didattica S. Martino d'Albaro, bensì una decisione ponderata, fondata su
principi pedagogici e didattici correlati alla normativa vigente e assunta
successivamente ad uno studio approfondito, svolto dagli organi collegiali, sul
valore fondante della valutazione intesa come momento di crescita, che presta
attenzione soprattutto al percorso educativo-formativo del singolo alunno il
quale interagisce globalmente in un ambiente di apprendimento finalizzato non
solo ad obiettivi disciplinari specifici, ma che fornisce anche risposte
trasversali di crescita da condividere con l'intero gruppo classe. La
valutazione deve infatti riservare spazi di riflessione per tutte quelle
competenze trasversali, formative ed educative che non rientrano in nessun
ambito disciplinare in modo specifico, ma riguardano il singolo bambino in modo
diffuso. La valutazione, come ribadiscono anche le Indicazioni Nazionali per il
Curricolo, cui la normativa vigente fa riferimento, deve essere formativa,
educativa, finalizzata alla rimozione degli ostacoli, allo sviluppo e alla
promozione della personalità del bambino; essa precede, accompagna e segue i
percorsi curricolari. Da qui si evince la complessità e la serietà di questo
momento: «. valutare non è misurare e una buona valutazione non dipende solo
dal mezzo utilizzato (sistema numerico in decimi o analitico), quanto piuttosto
dai significati reali che sottendono un voto o un giudizio, dalla loro
condivisione nel Collegio dei Docenti e dalla chiarezza con cui tali
significati vengono trasmessi-comunicati agli alunni e alle famiglie.»
(Documento sulla valutazione del Collegio docenti di S. Martino d'Albaro).
Questo è stato esplicitamente spiegato ai genitori riuniti in assemblee delle
varie classi prima della consegna delle pagelle, ed in particolare a quelli
delle classi prime, i quali riceveranno insieme alle stesse una lettera di
accompagnamento nella quale viene loro chiarito il significato di tale scelta,
che non ha niente a che vedere con la politica, giacché la scuola non è un
luogo dove far politica, ma un ambiente in cui aiutare i bambini a crescere
serenamente e portarli per mano sulla strada della vita. A nient'altro se non a
questo sono chiamati i docenti. Non si tratta di stabilire se un bambino è un
genio o un incapace: neppure questo è il compito della scuola, tantomeno in una
classe prima nel primo quadrimestre nei confronti di bambini appena usciti dal
caldo abbraccio della scuola dell'Infanzia, se non addirittura da quello
materno. Si tratta invece di preparare per loro un percorso attento a non
disciplinarizzare con troppo anticipo, volto quindi ad una progressiva
formazione che passa anche attraverso una maturazione affettiva, che crea
motivazione allo studio e all'apprendimento e che perciò questo valuta.
Timbrare dei geni o degli incapaci solo dopo quattro mesi di una nuova
esperienza significherebbe creare prematuramente delle aspettative o delle
frustrazioni contrarie al diritto di ciascun bambino di ottenere il massimo
possibile nello sviluppo della persona e nella crescita della loro capacità
critica, oltre a venir meno ai principi generali della valutazione
sopraesposti, nonché al dovere degli insegnanti di accompagnare in modo
equilibrato il loro passaggio ad un nuovo ordine di scuola. Non temano dunque i
genitori che hanno espresso dissenso. Ai loro figli verrà riconosciuto il
giusto merito nel momento in cui questo sarà rilevabile in virtù di una
conoscenza, da parte dei loro insegnanti, che realmente consenta il
soddisfacimento anche del diritto al meritato premio. Non scolari di serie A o
di serie B, ma bimbi che cresceranno nella consapevolezza che lo studio è una
cosa seria e che si preparano a percorrere una strada, qualche volta un po'
faticosa, alla fine della quale troveranno la giusta collocazione ed il
meritato risultato. * dirigente scolastica di S. Martino d'Albaro © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Tempo,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
stampa La risposta Il ministro Gelmini: «Vogliamo solo eliminare gli sprechi» Premiare le università
migliori e tagliare gli sprechi: è questo quello che vuole fare il Governo. Lo
precisa il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, aggiungendo che «le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono
anche le preoccupazioni del Governo». Per il ministro la crisi economica internazionale «deve trasformarsi
in una grande opportunità per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un
sistema in cui il problema principale non è quanto si spende ma come vengono
spese le risorse pubbliche». «La ricerca e l'università sono alla base dello
sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però - ha osservato - che in
questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il
denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare
al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia è nostro
dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie
accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci».
( da "Giornale.it,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
n. 47 del 2009-02-24 pagina
( da "Giornale.it,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
n. 47 del 2009-02-24 pagina 4 Viaggi a scrocco e corsi
senza studenti Il libro nero dell'università da cancellare Adesso gli atenei
chiedono più fondi, ma come li hanno utilizzati finora? I prof trentini si sono
fatti gratis le vacanze all'estero, a Firenze s'insegna «trofeistica» di
Giuseppe Marino La batosta finale è stata la graduatoria pubblicata dal Times
di Londra: nemmeno un'università italiana in cima alla classifica mondiale
degli atenei. Attenzione, con «in cima» non si intende la top ten. E neanche le
prime cento. L'intero mondo accademico italiano, quello dell'autonomia e delle
autogestioni, dell'Onda studentesca e dei prof di lotta e di governo, quello
dei crediti omaggio per regalare una laurea breve a chi può pagare ma non
studiare, con uno scatto di reni è riuscito a malapena a rientrare nelle prime
200 piazze: l'Università di Bologna è 192ª. Un risultato che l'ambasciatore
americano uscente Ronald Spogli, accomiatandosi, ha definito «tragedia
nazionale». Una «tragedia» che i docenti, hanno costruito con le proprie mani,
essendo i signori assoluti dell'università nell'era dell'intoccabile autonomia.
Basta passare in rassegna alcune delle più clamorose miserie emerse in questi
mesi (e che continuano a emergere) per rendersene conto. E inorridire pensando
che gli stessi autori dello sfascio ora urlano contro i tagli agli sprechi e,
anzi, chiedono più fondi «per la ricerca». I viaggi dei prof L'ultimo capitolo
della sprecopoli in cattedra arriva dall'Università del Trentino, di certo non
una delle più disastrate. Eppure anche qui il faro della Guardia di finanza ha
illuminato cattive abitudini finite in un dossier della Corte dei conti.
Frugando tra le «spese di viaggio e di missione» dei prof di Trento, le Fiamme
gialle hanno trovato traccia di soggiorni di studio all'estero pagati dall'ateneo
trentino e giustificati in modo piuttosto traballante: niente lettera di invito
da parte di università straniere e programmi sugli studi da approfondire
scarsamente approfonditi, fino al picco di viaggi giustificati con un secco:
«Per studio». In altri casi, i docenti avrebbero prolungato la permanenza
all'estero oltre la durata dei convegni ai quali partecipavano. Per carità, se
ti trovi a Parigi o a Praga, una gita dopo il lavoro ci sta, se pagata di tasca
propria. Ma, secondo la Finanza, il conto dei «ponti» extra sarebbe finito a
carico dell'Università. E non si tratta di un caso isolato. Perché in tutte le
università i prof hanno a disposizione un budget per viaggi di studio. Chi
controlla? Naturalmente i docenti stessi, visto che c'è l'autonomia.
Dall'esamificio... Al di là dei singoli scandali, del resto, è la struttura
stessa della didattica a essere messa pesantemente in discussione. Dalla
riforma del 3+2, quella che ha creato le lauree brevi nel '99, il numero dei
corsi di laurea è esploso fino a toccare 5.412. Prima della riforma erano
3.000. Tutti indispensabili? E sono indispensabili i 180.000 insegnamenti che
hanno generato? Anche la fisiologia del fitness che si insegna a Camerino al
corso di laurea in Scienze e tecnologie del fitness? E la Trofeistica, materia
del corso di laurea in Scienze faunistiche a Firenze? E che mercato avranno i
dottori in aiuole del corso di Scienze del verde di Pavia? Per non parlare dei
corsi in Scienze della pace, da Pisa a Macerata. Corsi, in 37 casi, frequentati
da un solo studente. ... allo stipendificio Già, se c'è un corso c'è un
professore. Ovvero un posto di lavoro. E di potere, visto che a sua volta il
docente può investire i fondi a propria disposizione per impiegare altri
docenti a contratto per tenere seminari di ogni genere. Il tutto, ovviamente,
sempre col solo controllo di altri colleghi, a loro volta con protetti da
sistemare. È così che il numero dei professori ordinari è passato in dieci anni
da 13mila a quasi 20mila: +48 per cento. E dal
( da "Giornale.it,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
n. 47 del 2009-02-24 pagina 5 Atenei, Napolitano
contro i tagli La Gelmini:
«Eliminiamo soltanto gli sprechi inutili» di Emanuela Fontana Resta teso il
clima tra il Quirinale e il governo. A Perugia, per la cerimonia dell'Ateneo,
il Capo dello Stato ha criticato le scelte in materia di istruzione RomaAgli
studenti dell'Onda, quattro mesi fa, aveva detto: «Siate responsabili».
Erano i giorni della contestazione nelle scuole e nelle università. Ma adesso i
tempi sono un po' cambiati. Il capo dello Stato non è più così accondiscendente
con il governo. Il caso Englaro ha lasciato cicatrici. E così sulla scuola ora
Napolitano non appoggia l'Onda, ma comunque critica apertamente l'esecutivo:
«Mi auguro che siano maturi i tempi - le sue parole - per ripensare e rivedere
scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». Gli hanno risposto due
ministri (Gelmini e Brunetta), senza aprire polemiche.
Risposte di semplice precisazione. Ma il richiamo, anzi la critica, rimane agli
atti di questo difficile momento di disgelo tra il Quirinale e palazzo Chigi,
anche se Napolitano lo ritiene un obbligo: porre l'accento sulle risorse «fa
parte delle mie responsabilità», ha sottolineato. Il contesto era quello
dell'aula magna dell'Università di Perugia, cerimonia conclusiva del settimo
centenario di fondazione dell'ateneo. Prima ancora di iniziare il suo discorso,
Napolitano ha ricevuto una lettera di solidarietà della sinistra studentesca
universitaria contro «gli attacchi «pretestuosi del governo». Davanti a questa
platea, il capo dello Stato ha attaccato quindi i tagli e ha ricordato che «la
ricerca e la formazione sono la leva fondamentale per la crescita
dell'economia». Sono sbagliate le «generalizzazioni negative e liquidatorie che
mettono a rischio la ricerca e l'università». L'importanza della formazione per
l'economia è una «verità non contestata», ma «si tarda - ha ammonito il
presidente della Repubblica - a trarne tutte le conseguenze e le necessarie
implicazioni»: il Paese intero si deve quindi impegnare a evitare «la
dispersione di talenti». La formazione è «un tema cruciale ed è mio dovere
costituzionale - ha poi spiegato Napolitano - fare questo e altri richiami
pubblici». È anzi una «responsabilità» necessaria tanto più «in una situazione
di straordinaria difficoltà del Paese per una crisi che ha investito la finanza
e l'economia mondiale». Sono allarmi condivisibili, gli ha risposto il ministro
Mariastella Gelmini: «Le preoccupazioni del presidente
Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo, la ricerca e l'università
sono alla base dello sviluppo di un Paese». Ma a maggior ragione in un momento
di crisi gli investimenti possono essere più mirati, gestiti «con oculatezza»:
«bisogna tutelare le realtà di eccellenza in Italia» con il «dovere
amministrativo e morale» di «eliminare gli sprechi e le spese non necessarie»,
ha puntualizzato comunque il ministro. Tutto sta nel come si utilizzano i
fondi: «Ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e
per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose». La crisi deve
anzi trasformarsi in «grande opportunità» per cambiare un sistema in cui «il
problema principale non è quanto si spende, ma come vengono spese le risorse
pubbliche». E il collega Renato Brunetta, ministro della Pubblica
amministrazione, la difende: «Non ci sono stati tagli indiscriminati. Lo dico
senza alcuna polemica. Con la manovra finanziaria di luglio abbiamo salvato
l'Italia». Rispetto alla ricerca, «il governo ha un'enorme attenzione, lo dico
io che sono un professore universitario». I rettori ringraziano il capo dello
Stato «per la sua continua attenzione al sistema universitario», è stato il
commento del presidente della Conferenza dei rettori Enrico Decleva, che però
ha ricordato il «dibattito costruttivo in corso con il ministero e il governo»
sulle novità in questo settore. E il ministro Gelmini
anche in una dichiarazione successiva è riuscita a non prendere le distanze dal
Quirinale: quelle del presidente della Repubblica sono state «parole sagge». Ma
la sfida rispetto al passato verrà portata avanti: «Per la prima volta non si
distribuiscono risorse a pioggia, ma in base alla qualità». © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Brunetta conferma la riduzione di 36 miliardi: ma sono
serviti in Finanziaria per salvare il paese Napolitano: rivedere i tagli alle
università Solidarietà dagli studenti. Il ministro Gelmini replica: eliminati solo gli
sprechi ISTRUZIONE IN ROSSO Il monito del capo dello Stato alle celebrazioni
dell'ateneo di Perugia «Stop a generalizzazioni liquidatorie. La ricerca è leva
di sviluppo» ROMA. «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere
scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». Intervenendo alla
celebrazione per i 700 anni dell'Università di Perugia, Giorgio Napolitano,
torna sui risparmi imposti con la finanziaria e striglia il governo. Davanti al
presidente della conferenza dei rettori, Enrico Decleva, che vede a rischio la
«sopravvivenza» della massima istituzione formativa del paese, il capo dello
Stato lancia un pesante monito alla maggioranza e rinnova l'appello a definire
le riforme per l'Università «senza abbandonarsi a generalizzazioni
liquidatorie», ma guardando ai singoli atenei in base ai risultati e ai
problemi della ricerca «con coraggio» e considerando ciò che accade in Europa e
nel mondo in questo settore che «può suggerire» delle soluzioni. Napolitano
rivendica il diritto di fare dei richiami pubblici rispetto alla «situazione
difficile» e alla crisi, e ascolta con preoccupazione l'intervento del rettore
dell'Università di Perugia, Francesco Bistoni, secondo il quale la cosiddetta
«fuga dei cervelli all'estero» costa allo Stato un miliardo e mezzo di euro
l'anno. Il presidente della Repubblica coglie questa osservazione per
sottolineare che la ricerca e la formazione sono la «leva fondamentale» per la
crescita dell'economia e per rimarcare che questa è una «verità difficilmente
contestabile» e «apparentemente» non contestata nel nostro paese. Fatta la
precisazione, Napolitano ammette le difficoltà legate all'«ingente» debito
pubblico, ma chiede a «tutte le forze responsabili del paese» di
«salvaguardare» il nostro capitale umano, e di fare il possibile per evitare la
«dispersione di talenti» e dei risultati del nostro sistema scolastico e
universitario. La crisi economica, insomma, è un motivo in più per considerare
gli investimenti in ricerca e conoscenza come una «leva fondamentale» per lo
sviluppo. L'appello è rivolto al governo e le risposte arrivano da Mariastella Gelmini e da Renato Brunetta. I due ministri difendono le
scelte del governo e negano che siano stati decisi tagli a pioggia. Il ministro
dell'Istruzione definisce «sagge e condivisibili» le parole del capo dello
Stato, ma sostiene di aver tagliato solo gli sprechi. «Le preoccupazioni del
presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo, che vuole
premiare le università migliori e tagliare gli sprechi», spiega la Gelmini, per la quale è necessario investire il denaro
pubblico «con grande attenzione e oculatezza». «E' nostro dovere amministrativo
e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni
a causa di gestioni universitarie poco efficaci», puntualizza poi il ministro
dell'Istruzione. A difendere in pieno l'operato del governo è anche il ministro
della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: «Non ci sono stati tagli
indiscriminati e con la manovra finanziaria da 36 miliardi di euro per il
triennio 2009-2011 abbiamo salvato l'Italia». A non pensarla allo stesso modo
sono i partiti dell'opposizione, i sindacati e il mondo accademico. La critica
più dura arriva dall'Italia dei valori. Massimo Donadi lancia l'allarme-tagli,
denuncia un «gravissimo danno» per tutto il paese e promette battaglia: «Ci
auguriamo che il monito del presidente Napolitano non rimanga inascoltato e che
il governo faccia marcia indietro. Siamo pronti, se necessario, alla
mobilitazione in Parlamento e nelle piazze per impedire che si faccia scempio
della ricerca». Un plauso «convinto» a Napolitano viene anche dal segretario
confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, mentre Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd
in commissione Cultura della Camera, chiede al governo di ascoltare il monito
di Napolitano e di fare marcia indietro sui tagli indiscriminati: «Le
responsabilità di questo stato di cose sono del governo che con la politica dei
tagli al sapere ha compromesso la didattica e la ricerca universitaria, fattori
strategici che costituiscono il volano per la crescita di ogni economia».
Gabriele Rizzardi
( da "Stampaweb,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Sarà l?energia il piatto forte del vertice
italo-francese di oggi, quando il premier Silvio Berlusconi e l?inquilino
dell?Eliseo Nicolas Sarkozy firmeranno l?«importante accordo di cooperazione
sull?energia nucleare» preannunciato dal ministro dello Sviluppo economico
Claudio Scajola. In primo piano ci saranno però anche i trasporti e il comune
interesse di facilitare le comunicazioni transfrontaliere; la crisi finanziaria
e l?economia reale con il"?nodo" del settore auto; le principali
tematiche dell?attualità internazionale: dal Medio Oriente alla sicurezza
europea. Nutrite le delegazioni di entrambi i governi: oltre ai "padroni
di casa" Berlusconi e Sarkozy, a Villa Madama ci saranno i capi delle
diplomazie Franco Frattini e Bernard Kouchner; i titolari della Difesa Ignazio
La Russa ed Hervé Morin; quelli dell?Economia Giulio Tremonti e Christine
Lagarde; i ministri italiani dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e dei
Trasporti Altero Matteoli che si confronteranno con il francese Jean-Louis
Borloo, ministro di Stato responsabile dell?ecologia, dello sviluppo e della
programmazione durevole (con competenze estese a Energia e Trasporti). E
ancora: saranno presenti i due ministri dell?Istruzione
Mariastella Gelmini e
Xavier Darcos; quelli della Cultura, Sandro Bondi e Christine Albanel; e i
titolari degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. Il principale
accordo riguarderà «tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione in
sede europea ai temi della sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla
formazione dei tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla
collaborazione industriale in Paesi terzi» ha anticipato Scajola. Nel clima
della ?pax electricà sancita all?ultimo summit di Nizza nel
( da "Stampaweb,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Sono venti le università che spendono quasi per
intero il finanziamento statale (detto fondo di finanziamento ordinario, in
sigla Ffo) solo per pagare il personale, mentre la legge vuole che questa quota
non possa superare il 90%. Tra queste ci sono Firenze, Siena, Pisa, L?Aquila,
che sono quasi alla bancarotta, e lo sono ormai da anni, tant?è che gli attuali
rettori stanno facendo i salti mortali per evitare la catastrofe. Poi,
beninteso, ci sono anche 19 atenei particolarmente virtuosi, che non vogliono
finire nel calderone e per questo hanno fatto lobbing unendosi
nell?associazione Aquis. Tra questi ci sono Verona, Roma 3, il Politecnico di
Milano, l?università di Salerno, eccetera. In totale rappresentano il 40% della
popolazione studentesca. Tuttavia il ministero nel rifare i conti, ha dovuto
rilevare sprechi e leggerezze allarmanti, verificatesi soprattutto negli ultimi
7-8 anni. Le università sono diventate 94, cioè il 30% in più di quante fossero
negli anni Novanta. Ma ogni campanile di qualche peso ha voluto la sua sede, e
così si sono moltiplicate le «succursali». Totale: 327 sedi, spesso
piccolissime. Il tutto per dare cattedre e cadreghini ai professori: 13.232 i
posti messi a concorso negli ultimi sei anni ma, con il sistema della doppia
abilitazione, i vincitori si sono moltiplicati per due: 26.004. Costo
aggiuntivo di questo scherzetto, 300 milioni di euro. D?altronde alla domanda
«lei, professore, cosa insegna? » si può rispondere in 177 mila modi diversi.
Fenomeno, questo, solo italiano. Le materie pletoriche sono state distribuite
in 5.500 corsi di laurea diversi, il doppio della media europea. Qualcuno,
almeno, ci va a frequentarli? Non sempre: il corso di laurea in scienze
religiose dell?università di Firenze, per esempio, ha zero iscritti; 37 ne
hanno uno solo. E così 327 facoltà (ciascuna delle quali con più corsi, un
preside, un consiglio, eccetera, eccetera) ha meno di 15 iscritti. Alla parola
«sprechi», brandita come minaccia, i 94 rettori delle università italiane
sobbalzano. Una breve scheda, diffusa dalla Crui (la conferenza dei capi degli
atenei), ricorda che la finanziaria triennale ha decretato lacrime e sangue,
con un finanziamento ridotto di 63,5 milioni per il 2009, 190 per il 2010, 316
per l?anno successivo e via aumentando, fino a meno 455 per il 2013. Inoltre la
copertura dell?esenzione dell?Ici sulla prima casa è stata trovata con un
taglio di altri 460 milioni a pesare sempre sui bilanci delle università. A
conti fatti - lamentano i rettori - dal 2009 al 2011 i tagli ammontano a quasi
il 10% (da 6.8 miliardi a poco più di 6). Nel gennaio
scorso una contestata legge del ministro Gelmini ha cercato di fare ordine: ha assegnato 500 milioni (pari al 7%
del Ffo) alle università «virtuose», 135 milioni per le borse di studio, 65
milioni per gli alloggi e i servizi agli studenti, ma ha subordinato il tutto
ad una valutazione rigorosa dei risultati. Ora tutto questo è largamente
condiviso, ma solo sulla carta. Per vedere se si tradurrà nella realtà,
bisognerà attendere che alcune delle costose sedi periferiche vengano
effettivamente chiuse. E questo, con le amministrative e le europee alle porte,
non potrà essere neppure vagamente accennato, fino a giugno. Poi vai a capire.
+ Università, l'altolà di Napolitano
( da "Stampaweb,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA E' l?energia il piatto forte del vertice
italo-francese di oggi. Il premier Silvio Berlusconi ha accolto l?inquilino
dell?Eliseo Nicolas Sarkozy che insieme firmano «l'importante accordo di
cooperazione sull?energia nucleare» preannunciato dal ministro dello Sviluppo
economico Claudio Scajola. In primo piano ci sono però anche i trasporti e il
comune interesse di facilitare le comunicazioni transfrontaliere; la crisi
finanziaria e l?economia reale con il"?nodo" del settore auto; le
principali tematiche dell?attualità internazionale: dal Medio Oriente alla
sicurezza europea. Nutrite le delegazioni di entrambi i governi: oltre ai
"padroni di casa" Berlusconi e Sarkozy, a Villa Madama ci saranno i
capi delle diplomazie Franco Frattini e Bernard Kouchner; i titolari della
Difesa Ignazio La Russa ed Hervé Morin; quelli dell?Economia Giulio Tremonti e
Christine Lagarde; i ministri italiani dello Sviluppo Economico Claudio Scajola
e dei Trasporti Altero Matteoli che si confronteranno con il francese
Jean-Louis Borloo, ministro di Stato responsabile dell?ecologia, dello sviluppo
e della programmazione durevole (con competenze estese a Energia e Trasporti).
E ancora: saranno presenti i due ministri dell?Istruzione
Mariastella Gelmini e
Xavier Darcos; quelli della Cultura, Sandro Bondi e Christine Albanel; e i
titolari degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. Presente
anche il premier francese Francois Fillon. Il principale accordo riguarderà
«tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione in sede europea ai temi
della sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei
tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla collaborazione industriale in
Paesi terzi» ha anticipato Scajola. Nel clima della "pax electrica"
sancita all?ultimo summit di Nizza nel
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud2)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
«Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e
rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». Lo ha detto il
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all'università di Perugia, in
occasione del settimo centenario dell'ateneo. La formazione e la ricerca «sono
leva fondamentale per la crescita economica e sociale», ha aggiunto il presidente.
«Le preoccupazioni del presidente sono anche le
preoccupazioni del governo. In questa fase di difficoltà economica è necessario
investire il danaro pubblico con grande attenzione e oculatezza», ha poi
commentato il ministro dell'Istruzione, Gelmini. CAVALLO, CONTI E INDOLFI A PAGINA 7
( da "Sestopotere.com"
del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il Ministro Gelmini ha incontrato
il Presidente della Provincia di Bolzano (24/2/2009 12:20) | (Sesto Potere) -
Bolzano - 24 febbraio 2009 - Il Ministro dell?Istruzione, dell?Università e
della Ricerca Mariastella Gelmini ha incontrato nei
giorni scorsi il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis
Durnwalder. Nel corso del colloquio è stata esaminata anche la questione
relativa alla nomina del sovrintendente scolastico per la Provincia di Bolzano.
Sono stati discussi i criteri da adottare per giungere ad una scelta condivisa.
Il Ministro Mariastella Gelmini si è riservato di
decidere nelle prossime settimane. Saranno anche previsti incontri che
consentiranno al Ministro di conoscere personalmente i possibili candidati.
( da "superEva
notizie" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Internet a scuola? Se ne può fare a meno Il Ministero
dell'Istruzione si prepare a tagliare i sovvenzionamenti all'ora di
Informatica. Secondo la Gelmini nella primaria e nella secondaria di 1 grado, Internet non
trattasi di priorità. Parola d'ordine della Gelmini? Tagliare tagliare tagliare! L'informatica sarà una delle
vittime nonostante che negli scorsi anni si siano spesi milioni di euro per
formare insegnanti, fornire di laboratori e di attrezzature migliaia di scuole.
Intanto l'Europa ci chiede innovazione; se questa è politica a lungo termine.
Resta il fatto che più bambini di quel che si creda a casa non hanno un PC, non
hanno un collegamento Internet e. non hanno chi possa insegnarlo! Ma sì.
tagliamo le opportunità uguali per tutti e creiamo anche bambini indifesi verso
le insidie del Web!!! Vabbé dopo questo sfogo che spero mi scuserete vi segnalo
il sito Repubblica.it dove l'argomento è approfondito. Di seguito la parte
introduttiva: "Sparisce la "I" di Informatica di morattiana
memoria. I tagli del governo sulla scuola cancellano uno dei pilastri della
riforma Moratti: quella delle tre "I" (Inglese, Impresa, Internet o
Informatica). Dal prossimo anno scolastico, infatti, gli insegnanti della
scuola elementare (ora primaria) e della media (secondaria di primo grado)
dovranno fare i salti mortali per aprire il mondo delle conoscenze informatiche
ai propri alunni. Il taglio delle cosiddette compresenze nella scuola primaria
e la riduzione delle ore di Tecnologia nella scuola secondaria di primo grado
renderà quasi impossibile l'insegnamento dei primi fondamenti di Informatica e
Internet a bambini e ragazzini. La conferma arriva dallo stesso ministero
dell'Istruzione, che in questi giorni ha aperto una finestra di dialogo sulla
riforma con genitori e insegnanti." Per saperne di più, basterà cliccare
il link correlato. Ciao, Luigi PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL |
Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie
è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato
il 24 febbraio 2009 in: L'opinione Scuola hi-tech Normativa » Invia tramite
EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni
( da "Sicilia,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
cda della fondazione «Tutto in silenzio ma niente sembra a
posto» La scuola, l'obbligo e il rispetto Siamo i genitori di un bimbo
diversamente abile di 5 anni che frequenta il secondo anno di scuola materna di
Augusta. Con l'introduzione della circolare ministeriale 4/9
del ministro Gelmini ogni
bambino che compie 6 anni entro il 31.12 deve andare a scuola dell'obbligo (il
nostro li fa a fine novembre). Tenuto conto che la circolare ministeriale
(direttiva e non legge) non specifica nulla riguardo i "diversamente
abili", abbiamo rappresentato alla dirigente scolastica, con apposita
documentazione sanitaria che il bambino per quest'anno non è idoneo a
frequentare tale scuola poiché, per la sua patologia, si potrebbero manifestare
dei disagi psicologici, abbiamo segnalato di "continuare" l'ultimo
anno di scuola dell'infanzia che gli permetterebbe di diminuire il
"gap" cognitivo e psicomotorio in atto al fine di garantirgli il
prossimo anno una migliore integrazione scolastica. Nonostante abbiamo
rappresentato che l'art. 14, lett. c) della legge 104/92 è stato pedissequamente
richiamato all'art. 316 del D.Lgs. 297/94 quindi la possibilità di una
ripetenza con la continuazione del terzo anno di scuola dell'infanzia; visto
che lo stesso D.Lgs. prevede che il Collegio dei Docenti deve deliberare
l'iscrizione del "diversamente abile" sulla scorta della
documentazione sanitaria dell'Asl e di quella supportata dai genitori, la
dirigente scolastica di sua propria iniziativa non ha minimamente preso in
considerazione l'eventualità di convocare, in seduta straordinaria, la riunione
del collegio dei docenti per decidere, non ha tenuto conto del parere del
collegio di classe e interclasse e soprattutto quella sanitaria, con una
semplice missiva ha risposto alla nostra istanza rappresentando che: non è
prevista alcuna ripetenza nelle sezioni della scuola dell'infanzia... pertanto
l'istanza non è accolta. Con queste quattro parole e con molto distacco e
indifferenza ha sentenziato che per lei il nostro bambino "diversamente
abile" non ha diritto a posticipare l'iscrizione alla scuola dell'obbligo
fregandosene totalmente anche dei pareri sanitari resi da specialisti in
materia di neuropscichiatria infantile dell'Asl; delle maestre e dei genitori
ed appellandosi al solo fatto che una circolare (ribadiamo direttiva e non
legge) stabilisce in modo generico l'iscrizione. Inoltre, la dirigente
scolastica era stata invitata a contattare il Ministero della Pubblica
Istruzione nonché il responsabile dei diversamente abili dell'Ufficio
scolastico regionale i quali ci avevano riferito telefonicamente le modalità
per richiedere la permanenza prolungata presso la scuola dell'Infanzia.
Naturalmente i nostri diritti dobbiamo difenderli da soli e davanti ad un
giudice cosa che stiamo procedendo a fare davanti al Tar e successivamente se
sarà necessario richiedere la tutela dei diritti del minore disabile che fino
ad oggi è solo dei genitori e non dello Stato che pensa solo a legiferare ma
non fa mai applicare con dovere quanto scritto. Ci rivolgiamo affinché tale
problema, non solo nostro ma di diverse famiglie, venga portato a conoscenza
dell'opinione pubblica e delle istituzioni competenti affinché si possa
legiferare con maggiore interesse e responsabilità. Lettera firmata
( da "Giornale.it,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Anche Dario Franceschini ha fatto il suo giuramento, come
quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli
emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il
nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui.
"Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici
democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una
maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un
pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da
perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti
berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di
"giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso
che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande
all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del
"Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni
Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a
parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere
insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed
ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in
cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla
ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come
la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni
europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena
dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero
l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché
poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della
Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle
primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito
"vicedisastro". Riuscirà dunque il "vicedisastro" a
risollevare le sorti del "superdisastro" chiamato Pd? E basterà il
collante ormai vecchio ed elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di
maniera? I primi sondaggi dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex
dc a tracciare la rotta del Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto
a collaborare ("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente,
occupiamoci dei problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.")
e anche Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso
rosso anti veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando
al dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds
vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si
libererà del "vizietto" farà poca strada. Scritto in Varie Non
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17Feb 09 Walter, un perdente perfetto Come via crucis è proprio dolorosa:
elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni
politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una
dopo l'altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani).
Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la
sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che
resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle
intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la
carica di segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo sotto
processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento
peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni
europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro
insiste: l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima tragedia della
sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che ha lanciato
Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e
quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in
Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un avversario
indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore dell'Unità, Renato
Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il Veltroni-pensiero è
inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il centro-sinistra dovrebbe
esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione organica di pezzi di ex
rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi organicamente con il Pd dopo la
diaspora causata dallo tsunami delle politiche). D'Alema sapeva che Silvio
avrebbe tirato dritto, che l'azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe portato a
una diaspora sarda nella sinistra. E ha avvertito a lungo inascoltato che
l'Italia dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico
nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a
volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di
facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla
quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa
malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e Bertinotti, con
"baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.". Sardegna
ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del
Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco
dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il
"colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.",
"Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci
addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a Cagliari.
Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel Continente per
far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore fantoccio". I
sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel
voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto
democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo
progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo
in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli.
L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare alle
primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo
Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che
sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua
poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima
delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile
a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di
amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi
avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E
per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto
del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più
adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc:
sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite
la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie
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un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante
di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle
infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà:
( da "Stampaweb,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Al vertice italo-francese di Villa Madama, Silvio
Berlusconi e Nicolas Sarkozy hanno firmato l?accordo quadro sul nucleare, che
getta le basi per un?ampia collaborazione in tutti settori della filiera,
ricerca, produzione e stoccaggio. Il documento definisce le linee direttrici
per lo sviluppo in Italia della tecnologia Epr, ovvero quella del reattore di
terza generazione che ricalca il modello francese. Inoltre, Enel dovrebbe
entrare con una quota del 12,5% nel progetto per la costruzione di un secondo
reattore nucleare in Francia a tecnologia Epr. In conferenza stampa il titolare
dell?Eliseo ha definito «storico» l?accordo e ha affermato che se l?Italia
dovesse confermare l?intenzione di aprire al nucleare, la Francia «propone una
partnership illimitata». Per il presidente del Consiglio il summit ha
confermato che tra Roma e Parigi «c?è una visione comune su tanti problemi, su
come devono essere cambiate le regole e sul modo in cui deve cambiare l?Unione
europea», Al centro dei lavori la cooperazione nel settore energetico, la crisi
economica globale, l?impegno militare in Afghanistan e in Medio Oriente, la
lotta alla pirateria e la Torino-Lione. All?incontro erano presenti i ministri
degli Esteri, Franco Frattini e Bernard Kouchner, quella della Difesa, Ignazio
La Russa e Herve Morin, dell?Economia, Giulio Tremonti e Christine Lagarde,
dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e Jean-Louis Borloo (che ha avuto un
incontro anche con il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli),
dell?Istruzione, Mariastella Gelmini e Xavier Darcos,
della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea
Ronchi e Bruno Le Maire.
( da "KataWebFinanza"
del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
A Palazzo madama si parler anche della crisi globale
(Teleborsa) - Roma, 24 feb - Crisi economica globale, impegno militare in
Afghanistan e in Medio Oriente, lotta alla pirateria e collaborazione nel
settore energetico. Sono questi i principali temi che saranno sul tavolo del
ventiseiesimo vertice italo-francese che si terr oggi a Villa Madama. Lo si
legge in una nota di Confcommercio. Oltre a Silvio Berlusconi e Nicolas
Sarkozy, che firmeranno un protocollo di collaborazione sull'energia nucleare,
all'incontro parteciperanno anche i ministri degli Esteri, Franco Frattini e
Bernard Kouchner, quella della Difesa, Ignazio La Russa e Herve Morin,
dell'Economia, Giulio Tremonti e Christine Lagarde, dello Sviluppo economico,
Claudio Scajola e Jean-Louis Borloo (che avra' un incontro anche con il
ministro dei Trasporti, Altero Matteoli), dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini e Xavier Darcos,
della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea
Ronchi e Bruno Le Maire. Tremonti e Lagarde esamineranno le possibili risposte
coordinate alla crisi sia per gli aspetti di carattere finanziario sia per
quelli legati alla situazione dell'economia reale, con riferimento ai
comparti strategici come quello dell'industria automobilistica. La crisi globale
sar anche al centro dei colloqui tra il presidente del Consiglio e il capo
dell'Eliseo. Il documento che verr firmato definir le linee direttrici per lo
sviluppo in Italia della tecnologia Epr, ovvero quella del reattore di terza
generazione che ricalca il modello francese. Inoltre, Enel dovrebbe entrare con
una quota del 12,5% nel progetto che prevede la costruzione di un secondo
reattore nucleare in Francia a tecnologia Epr. Nel novembre 2007 Enel ed Edf,
il gruppo elettrico francese, avevano raggiunto un'intesa che da' la possibilit
al gruppo guidato da Fulvio Conti di partecipare alla realizzazione di impianti
nucleari di terza generazione. La societ elettrica italiana gi partecipa al
progetto di Flamanville che sar attivo nel 2012 mentre la seconda centrale
nucleare di terza generazione sar costruita a Penly, nel nord della Francia.
Nel corso della mattinata si riunir anche il Consiglio di sicurezza e difesa,
cui partecipano anche i ministri degli Esteri e della Difesa. Si parlera' della
situazione in Afghanistan, in Medio Oriente e nei Balcani occidentali e dei
rapporti con la Russia. Matteoli e Borloo discuteranno anche dello stato di
avanzamento della Torino-Lione. In agenda anche i dossier della cooperazione
bilaterale economica. Nel
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
AL SUOR ORSOLA Staffetta antiviolenza Ultimo appuntamento
salernitano per la Staffetta UDI contro la violenza sulle donne. Oggi dalle
9,30 alle 19,30, l'Anfora verrà accolta dal personale docente ed amministrativo
e dalle studentesse della sede salernitana dell'Università degli Studi
"Suor Orsola Benincasa" in via Matteo della Porta, 4. Nell'Aula delle
Lauree si terrà un incontro sul tema «Violenza sulle donne: riflessioni e
testimonianze». PRECARI SCUOLA Presidio in maschera Oggi alle 10,30 presso
l'USP di Salerno (ex Provveditorato) Presidio in maschera di precari/e della
scuola e di genitori. Iropnicamente gli organizzatori (Comitato Insegnanti
Precari Salerno, Comitato Genitori Alunni Disabili - Salerno, Associazione
Diversabili "Insieme" - Battipaglia, Cobas Scuola Salerno) annunciano
che «hanno assicurato la loro presenza all'evento: Berlusconi, Tremonti, Brunetta, Aprea e Gelmini». IN PROVINCIA L'opera di Basile Domani alle 12 nella Sala
Marcello Torre (Sala Giunta) di Palazzo Sant'Agostino, avrà luogo la cerimonia
di consegna, con relativa acquisizione al patrimonio dell'opera «Montagna»
realizzata dall'architetto, pittore e scultore Giovanni Basile.
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
SALVATORE FERRARA Cava de' Tirreni. Per diversi giorni se
ne è parlato sottovoce e riservatamente nei corridoi della politica, ieri
mattina, però, è arrivata la conferma dallo stesso interessato. Il presidente
della Metellia servizi, Enzo Bove, lo scorso 19 febbraio, è stato condannato,
in primo grado di giudizio, dalla sezione cavese del Tribunale di Salerno, ad
un anno e tre mesi per esercizio abusivo della professione di psicoterapeuta. A
denunciarlo un avvocato napoletano, rivoltosi all'associazione Adress, «per
cercare di uscire fuori dal tunnel della cocaina di cui era vittima da
vent'anni», spiega Bove, presidente della Onlus. «Sono i rischi di questa
professione - si difende Bove - chiarisco che sono laureato in pedagogia,
assistenza sociale e dal 1990 opero con l'associazione Adress, nel campo
dell'ascolto e orientamento sulle devianze giovanili, in particolare nel
settore delle tossicodipendenze. Questa vicenda è purtroppo un atto di vendetta
di chi non ha voluto riconoscere il proprio fallimento, quando ho deciso di
interrompere l'infruttuoso rapporto». Il professionista napoletano ha accusato
Enzo Bove di «aver praticato durante i colloqui delle vere e proprie sedute di
psicoterapia, attività che può essere praticate solo da chi esercita tale
professione»: una tesi accolta dal giudice penale ed alla quale i legali di
Bove, Federico Conte e Giovanni Giuliano, hanno già annunciato ricorso in
appello. «Il nostro metodo si basa sul colloquio e la condivisione di percorsi
socio rieducativi a partecipazione familiare - spiega Bove - evidentemente non
si tratta di un metodo infallibile, perché presuppone la volontà e la capacità
della persona ad affidarsi, fidarsi e collaborare fattivamente alla sua
riuscita. Nonostante le testimonianze di moltissimi ex tossicodipendenti, ormai
perfettamente reinseriti, che hanno rappresentato la piena legittimità del mio
operato di assistente sociale, il giudice di primo grado ha invece erroneamente
sposato l'acrimoniosa tesi dell'ex assistito, non cogliendo la sottile e pur
precisa linea di confine che esiste tra la psicoterapia e la mia attività di
assistente sociale, arrivando ad una sentenza palesemente ingiusta che sarà
sicuramente rivista in appello coinvolgendo anche l'ordine degli assistenti
sociali». Per l'Adress, la sentenza ripropone d'attualità anche
il dibattito sul complesso lavoro di chi opera nel settore delle
tossicodipendenze di fronte al pericolo di personalità traviate dall'abuso di
sostanze stupefacenti che falliscono il proprio percorso di riabilitazione e
che vede vittime illustri come il fondatore di San Patrignano, Vincenzo
Muccioli e don Pierino Gelmini della comunità «Incontro» che ha una sede anche a Cava.
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
RAFFAELE INDOLFI Rivedere i tagli indiscriminati alle
Università per scongiurare la fuga dei cervelli che impoverisce il Paese. Il
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano da Perugia, dove partecipa alle
celebrazioni del settimo centenario dell'Ateneo umbro, lancia l'appello a
riesaminare «decisioni di bilancio ancorate alla logica di tagli
indiscriminati». Le riforme per l'Università vanno definite, ammonisce il capo
dello Stato, senza abbandonarsi a «generalizzazioni liquidatorie», guardando i
singoli atenei in base ai risultati e i problemi della ricerca «con coraggio»,
e considerando ciò che accade in Europa e nel Mondo in questo settore perchè «può
suggerire» soluzioni. Napolitano prende la parola con un discorso fuori
programma dopo il saluto del rettore dell'Università di Perugia, Francesco
Bistoni che aveva sottolineato come l'Italia destina alla ricerca meno dell'1
per cento del Pil, mentre Spagna, Portogallo, Inghilterra, Germania, Stati
Uniti, di fronte alla crisi, stanziano ingenti fondi aggiuntivi per le loro
università. Bistoni aveva concluso, denunciando che «se non si corre ai ripari,
ci sarà un un rapido incremento di cervelli in fuga, un'emorragia che già costa
all'Italia 1,5 miliardi di euro l'anno». Napolitano parte dalle osservazioni
del rettore per una riflessione sull'Università, la crisi economica e i
problemi del bilancio statale, rivendicando il diritto di fare dei richiami pubblici
rispetto alla «situazione difficile». La conoscenza e la ricerca, sostiene il
capo dello Stato, sono «leva fondamentale per la crescita economica e sociale»
perché «solo il sapere e l'innovazione» rappresentano un argine e una carta
vincente nella sfida dei mercati globali. Ma in Italia, aggiunge Napolitano, si
tarda a trarre le dovute conseguenze di questa che sembra una verità
riconosciuta da tutti. «Questa è una verità difficile da contestare e
apparentemente non contestata anche nel nostro Paese. Ma si tarda a trarne le
conseguenze», rileva il capo dello Stato che fa appello a tutte le forze
responsabili del Paese» affinché si impegnino a difendere, potenziare,
valorizzare tutte le risorse di capitale umano «evitando la dispersione di
talenti e risultati troppo spesso sottovalutati». Il presidente della
Repubblica conclude auspicando «una accurata politica che sappia tenersi
saggiamente in equilibrio tra il rigore della spesa e la necessità
dell'investimento lungimirante». Napolitano a Perugia riceve il «grazie» della
Conferenza dei rettori «per la sua continua attenzione» ai problemi dell'
università e anche degli studenti «per non essersi piegato» davanti a chi
chiede di cambiare principi fondamentali della Costituzione. Poco prima
dell'inizio della cerimonia Tommaso Bori, coordinatore della Sinistra
universitaria-Unione degli universitari, aveva fatto avere a Napolitano una
«lettera di solidarietà» ed a sostegno della difesa della Costituzione,
definita «bellissima, moderna, profonda». A Napolitano replica
da Roma il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Quelle del capo dello Stato, dice, sono «parole sagge e
condivisibili». «Il presidente Napolitano - aggiunge il ministro - è da sempre
attento al tema della formazione, dell'Università e della ricerca, e credo
quindi che siano parole da ascoltare con attenzione. Le preoccupazioni
del capo dello Stato sono anche le preoccupazioni del governo», che ha però,
sostiene, anche il dovere «ammistrativo e morale» di «eliminare gli sprechi».
Replica anche il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta: «Senza
nessuna polemica, ma non ci sono stati tagli indiscriminati, anzi, abbiamo
salvato l'Italia con la manovra di luglio 2009-2011 pari a 36 miliardi di
euro». Pd e rettori invitano il governo a dare ascolto al capo dello Stato.
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
«Bisogna rivedere le scelte di
bilancio». Gelmini: «Parole sagge, vogliamo solo evitare gli sprechi»
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il presidente Giorgio Napolitano
durante il suo discorso all'università di Perugia A destra, il ministro Gelmini
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
MARCO CONTI Roma. I risparmi vanno bene ma i tagli
indiscriminati non rendono un servizio al Paese. Specie in un momento come
l'attuale dove ricerca e nuove tecnologie sono l'unica àncora individuata da
molti paesi per uscire dalla crisi. Non è la prima volta che il capo dello
Stato interviene in difesa dell'istruzione e della formazione delle nuove
generazioni. Lo aveva fatto anche a settembre in occasione dell'inaugurazione
dell'anno scolastico quando, difendendo le necessità del
ministro Gelmini, aveva
parlato di «inevitabili tagli alla spesa». Ciò che però il capo dello Stato
lamenta è l'uso «indiscriminato» della scure che si sta abbattendo nuovamente
sugli atenei, con poca attenzione alle eccellenze da difendere e ai singoli
sprechi da tagliare. Ieri pomeriggio il ministro Gelmini
ha immediatamente replicato alle parole del capo dello Stato anche se il
titolare del ministero di viale Trastevere a suo tempo condivise con moltissima
difficoltà i paletti posti dal ministro Tremonti nella legge Finanziaria al suo
dicastero, e non ne fece mistero anche con il presidente. Dopo i primi
provvedimenti presi per contenere rapidamente le spese, fu però la stessa Gelmini a promettere una più attenta analisi, con tanto di
possibile interventi necessari soprattutto per salvaguardare i fondi destinati
alla ricerca che molti altri paesi europei stanno invece aumentando. Dopo il
taglio alla scuola primaria con il ripristino del maestro unico, la Finanziaria
triennale di Tremonti prevede un miliardo in meno nei prossimi due anni. Un
taglio drastico e orizzontale che si somma a quello operato dai ministri
Moratti e Mussi. Sicché il capo dello Stato ha chiesto che si usi il bisturi e
non la scure e che si intervenga per difendere il comparto che più disegna il
futuro di un paese industrializzato come il nostro. Ieri a palazzo Chigi
nessuno aveva voglia di commentare l'invito del capo dello Stato, e si legava
la possibilità di nuove risorse ad una ripresa dell'economia ancora tutta da
immaginare. Resta però tra i più stretti collaboratori del premier più di una
perplessità per i ripetuti interventi del Quirinale su materie che giudicano
«di stretta pertinenza dell'azione di governo». Al braccio di ferro sull'uso
dei decreti legge rischia ora di aggiungersi quello sulle esternazioni
presidenziali che, sostenevano ieri a palazzo Grazioli, «sono in aumento
proprio ora che non c'è più il Pd». Comunque sia, se sui decreti il Cavaliere
ha già spiegato nell'ultimo consiglio dei ministri, che non intende mollare e
che li interpreta come primario strumento di indirizzo politico, altrettanto è
possibile che accada sulle risorse destinate alle università. Mollare ora ad un
singolo ministro, per Tremonti significherebbe aprire un vaso di Pandora che
considera chiuso per i prossimi due anni.
( da "Stampa,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Interviene Napolitano «Rivedere le
misure indiscriminate» Il ministro Gelmini replica: abbiamo deciso soltanto riduzioni di
sprechi «Troppi tagli all'Università» Giubilei, Masci e Passarini PAG. 8-9
( da "Sardegna
oggi" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
martedì, 24 febbraio 2009 Napolitano: Rivedere tagli
indiscriminati a Università ?Che la ricerca e la formazione siano una leva
fondamentale per la crescita di un'economia e di una società fondate sulla
conoscenza e sull'innovazione, che sole potranno reggere alle prove della
competizione globale, è verità difficilmente contestabile, ma da cui si tarda e
si resiste a trarne tutte le necessarie conseguenze e implicazioni.(?) Mi
auguro che stiano maturando le condizioni anche per riesaminare decisioni di
bilancio ancorate alla logica di tagli indiscriminati?. Così il Presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto lunedì alla cerimonia per
il 700° anniversario di fondazione dell?Università degli Studi di Perugia.
Pronta la replica del Ministro Gelmini ?Premiare le
Università migliori e tagliare gli sprechi: è questo quello che vuole fare il Governo?.
-->PERUGIA - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo
a Perugia alla cerimonia di celebrazione dei settecento anni dell?Ateneo, ha
rivolto un appello affinché vengano valorizzate ?da tutte le forze responsabili
del paese, le risorse di capitale umano e di sapere, di cui disponiamo,
evitando la dispersione di talenti e di risultati troppo spesso sottovalutati e
non tradotti in più alta qualità dell'occupazione e dello sviluppo?. Chiaro il
riferimento all?azione del Governo che, con la legge
( da "Italia
Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Politica Interna Perugia/Il Capo dello Stato: ?Mi auguro
che i tempi siano maturi per rivedere le scelte di bilancio?. Gelmini: ?Premiare gli Atenei, tagliare gli sprechi
Napolitano: ?No ai tagli indiscriminati? Università, il Presidente della
Repubblica: ?La Ricerca è leva dello sviluppo?
( da "Giornale.it,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Anche Dario Franceschini ha fatto il suo giuramento, come
quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli
emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il
nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui.
"Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici
democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una
maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un
pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da
perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti
berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di
"giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso
che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande
all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del
"Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni Settanta".
Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a parlare più alla
nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere insieme i cocci del Pd,
o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed ex Margherita, ulivisti
delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in cerca di rivincite,
dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla ricerca della
"terza via". Dialettica interna si dice, su temi come la bioetica o
la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni europee ed
amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena dellUdc da un
lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero l'elezione di
Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché poi?)
"l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della Provincia di
Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle primarie del Pd a
Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro". Riuscirà
dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del "superdisastro"
chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed elettoralmente perdente
dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi dicono di no. Staremo a
vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del Titanic piddino.
Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare ("organizziamo il partito,
torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei problemi reali del Paese,
lavoriamo alle riforme condivise.") e anche Cofferati si è fatto avanti.
"Se Dario mi chiama") soccorso rosso anti veltroniano in movimento e
sicuramente non disinteressato, pensando al dopo elezioni. Quando si faranno i
giochi veri. Difficile che gli ex ds vogliano davvero morire democristiani.
Facile pensare che se Dario non si libererà del "vizietto" farà poca
strada. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) » (11 votes, average: 3.36 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 17Feb 09 Walter, un perdente perfetto
Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e
Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche, regionali in Sardegna. A
mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l'altra da Walter Veltroni
vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne
così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente
perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un partito e di sogno
politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni (e dei meriti che
pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di segretario davanti
direttivo del partito che l'ha messo sotto processo e che era pronto a tenerlo
in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore: caduta di consenso,
scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e amministrative alle porte.
Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste: l'unica vera opposizione sono io.
Epilogo dell'ennesima tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni
senza fine. D'Alema (che ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha
intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto)
il capolavoro di Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma
nobilitata da un avversario indubbiamente di spessore come l'ex governatore e
editore dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che
il Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che
il centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con
l'inclusione organica di pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi
organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle
politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo
delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra. E
ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di
Pietro avrebbe pescato a strascico nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si
è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole,
scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier
toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna
elettorale persa malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e
Bertinotti, con "baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.".
Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma
anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato
marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il
"colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.",
"Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci
addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a
Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel
Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore
fantoccio". I sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha
ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto
un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un
suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a
metterlo in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri
figli. L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare
alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a
Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a
Veltroni che sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per
blindare la sua poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima
ridotta prima delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni
potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare il congresso anticipato
per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al
comando dai suoi avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il
cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a
dimettersi? Il progetto del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è
secondo voi l'uomo più adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad
esempio, dice sì all'Udc: sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione
ulivista rivista e corretta? Dite la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo
Guzzanti a Walter Scritto in Varie Commenti ( 210 ) » (51 votes, average: 3.59
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we
can. L'inaugurazione del Passante di Mestre, una grande opera inserita da Silvio
Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture necessarie a rilanciare
l'Italia è una realtà:
( da "Sestopotere.com"
del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Cisl: Le scuole lombarde verso il dissesto economico
(24/2/2009 18:41) | (Sesto Potere) - Milano - 24 febbraio 2009 - “A cinque mesi
dalla chiusura delle scuole mancano le risorse necessarie per pagare i
supplenti e sono a rischio i compensi dei commissari per gli esami di Stato.
Dall'inizio dell'anno scolastico gli Istituti sono stati costretti a onorare
gli impegni di spesa utilizzando le proprie risorse. Ora sono al tracollo e già
gli Istituti bancari fanno difficoltà a stipulare convenzioni di cassa con le
scuole. La denuncia è della Cisl Scuola della Lombardia che, insieme al
coordinamento dei Dirigenti scolastici, ha incontrato ieri il direttore
generale Anna Maria Dominici per sottolineare la situazione di grave criticità
economica delle Istituzioni scolastiche, a causa dei mancati finanziamenti
ministeriali. Difficoltà sono presenti in tutta la regione: le scuole lecchesi
reclamano un credito complessivo di 3 milioni di euro; nella provincia
bergamasca si raggiungono punte di 640.000 euro con una media per istituto di
180.000 euro; nel varesotto la media si aggira intorno agli 80.000 euro per ogni
istituzione, mentre nella provincia di Brescia si toccano punte di 500.000 euro
con una media che si aggira attorno ai 100.000 euro; un Istituto della
Valtellina vanta un credito da parte del ministero dell'Istruzione di 292.000
euro. Analoga la situazione nelle restanti province lombarde. In molte scuole,
in caso di assenza dei docenti, si ricorre alla distribuzione degli alunni in
altre classi e all'annullamento dei progetti qualitativamente rilevanti.
"Chiediamo una revisione dei parametri di calcolo utilizzati per il
finanziamento delle scuole, che sono inadeguati rispetto alle reali necessità
di ciascun istituto - ha sottolineato al termine dell'incontro il segretario
generale del sindacato Scuola della Cisl, Renato Capelli -. Il perdurare di
questa situazione, diffusa in tutti i territori, sta creando nei bilanci delle
scuole progressivi squilibri di natura contabile. Per evitare una 'deriva
dequalificante', abbiamo chiesto al direttore Dominici di sollecitare
l'intervento del ministero dell'Istruzione e di quello dell'Economia". "La Cisl scuola Lombardia - ha concluso Capelli - è
impegnata a contrastare azioni di smantellamento della scuola pubblica statale,
già esposta a tagli dell'offerta formativa e di personale, conseguenti
all'applicazione della manovra finanziaria e dei regolamenti predisposti dal
ministro Gelmini".
( da "Sestopotere.com"
del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola
Mariastella Gelmini :
"Niente tagli ma più internet nelle scuole" (24/2/2009 19:00) |
(Sesto Potere) - Roma - 24 febbraio 2009 - "Lo studio dell?informatica e?
parte integrante del percorso formativo nella scuola primaria, come nelle altre
scuole di ogni ordine e grado. Gia? alle elementari sono a disposizione dei
ragazzi gli spazi e gli strumenti necessari per utilizzare il computer e
navigare su internet con la guida di un maestro che dispone di un adeguato
monte ore per i diversi apprendimenti. Nella scuola elementare l?insegnamento
dell?informatica svolge un ruolo trasversale interagendo con tutte le altre
materie". Lo ha precisato una nota del Ministero dell?Istruzione, della
Ricerca e Università, Mariastella Gelmini ,
rispondendo alle voci secondo cui il Governo starebbe pensando a tagliare l?insegnamento
dell?informatica e internet a scuola."Le recenti innovazioni, come le
lavagne interattive multimediali o la possibilita? di scaricare i libri di
testo direttamente da internet sono esempi concreti di una progressiva
introduzione delle nuove tecnologie nella scuola elementare e media. Inoltre,
si stanno preparando le competizioni nazionali di informatica aperte a tutti
gli alunni della quinta elementare e della terza media. L?obiettivo e? quello
di valorizzare sempre di piu? le potenzialita? dell?informatica in tutti gli
ordini e gradi di scuola. Per questo motivo affermare, come hanno fatto alcuni
organi di stampa, che lo studio dell?informatica diventera? meno importante
rispetto al passato e? totalmente privo di fondamento".
( da "Stampa,
La" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Retroscena I risvolti del taglio di Economia sulla nuova
sede Venti milioni di euro in gioco nell'ex caserma CLAUDIA CANEGALLO ASTI Il
taglio del primo anno di Economia si tradurrà in una riduzione di un centinaio
di studenti, nella sede universitaria astigiana. Tanti erano, in media, le
nuove matricole del corso di laurea più vecchio di Astiss. In prospettiva,
però, la contrazione nel numero di iscritti sarà più pesante: Economia,
infatti, con i suoi 380 studenti, da sola rappresenta quasi il 50 per cento di
tutta la sede di via Testa, che complessivamente conta circa 800 ragazzi. Sempre
stando ai numeri, Economia costa 250 mila euro sul bilancio di 1,8 milioni
annui del Consorzio Astiss. «Si tratta dell'indirizzo più "caro", fra
tutti quelli attivati - spiega il direttore, Francesco Scalfari - Altri, come
Scienze motorie e Scienze infermieristiche, pesano per circa 120 mila euro
l'anno. Ma non si deve fare l'errore di pensare che Astiss finanzi interamente
questi corsi». Per un triennio come Economia di Asti, infatti, si arriva a
spendere circa quattro volte tanto, soldi che in questi anni, in gran parte,
sono stati spesi dalla facoltà di Torino. A imporre il taglio, però, non
sarebbero questioni strettamente economiche, nonostante gli
annunci del ministro Gelmini. «La riforma dell'ordinamento ci impone un numero minimo di
docenti per ogni corso di laurea - spiega il preside Sergio Bortolani - Con i
160 insegnanti di cui dispongo, già adesso non posso far partire tutta
l'offerta formativa di cui avrei bisogno a Torino, figuriamoci le sedi
decentrate». La legge impone anche che arrivati a 230 iscritti, il corso
sia replicato, da qui la carenza di docenti della sede torinese. «Il fatto che
non parta il primo anno nel 2009 - aggiunge il preside di Economia - non
significa che Asti per noi sia definitivamente persa. Abbiamo, anzi, un
progetto serio, per un corso unico, incentrato proprio sulle specificità
astigiane». In altre parole, un corso di Economia in chiave «vitivinicola»,
magari per la gestione di un'azienda o rivolto al marketing dei prodotti del
territorio. La proposta, però, è condizionata alla disponibilità degli
astigiani di investire nel progetto. «Se Asti è disposta a incardinare cinque o
sei ricercatori - chiarisce Bortolani - noi aggiungeremo i due o tre docenti
che mancano. Ma devono darci una risposta». Proprio su questi temi si interrogherà
il Consiglio di amministrazione del Consorzio, convocato per venerdì.
«Pensavamo di essere ancora in tempo per il 2009 - rivela il presidente di
Astiss e della Fondazione, Michele Maggiora - Scopro adesso che la decisione di
non attivare il primo anno è già stata presa. In ogni caso, dobbiamo capire
quanto ci costerà l'operazione. Impegnarsi ad assumere i ricercatori per una
decina di anni non è cosa da poco». Di impegni economici, per l'università,
Asti se ne è già assunta. La nuova sede, in fase di costruzione nella ex
caserma «Colli di Felizzano», è un esempio. I due lotti di lavori già partiti,
e che dovrebbero concludersi entro il 2009, con l'allestimento di aule e
laboratori, sono costati circa 6 milioni di euro. Ma il progetto complessivo
del «Campus», che comprendeva uffici, foresteria, palestre, parcheggio e aree
per il tempo libero, prevedeva una spesa di oltre 20 milioni di euro. Oggi, se
Economia non fosse sostituita da altri corsi, e soprattutto se i tagli agli
indirizzi astigiani continuassero (ad esempio con Scienze motorie o Scienze
infermieristiche), il numero di studenti sopravvissuti sarebbe di gran lunga
esiguo, rispetto ai numeri (1500-2000 studenti) per cui le aule sono state
progettate. A preoccupare, infatti, è anche l'intenzione, espressa più volte
dagli amministratori di Comune e Provincia, di tagliare i corsi «doppione»,
nonostante gli ottimi risultati raggiunti da alcuni delle «specializzazioni»
più «giovani», come Scienze Infermieristiche o Scienze Motorie. Basti pensare
che solo un paio di mesi fa sono stati proclamati una cinquantina di
infermieri, che saranno assunti tutti entro fine anno dall'Azienda sanitaria di
Asti.
( da "Stampa,
La" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
CUNEO. CONSIGLIO RINVIA LA DECISIONE "Non trasferite
la scuola di San Pietro del Gallo" Cinquanta genitori hanno protestato in
Comune [FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO Si sono presentati in 50 ieri al Consiglio
comunale per dire «no» al trasferimento delle Elementari di San Pietro del
Gallo. La sede nella frazione ospita 35 alunni (uno in più rispetto allo scorso
anno scolastico) in 3 classi. L'intenzione del Comune è creare una Materna
anche per Passatore trasferendo così le Elementari nella frazione ritenuta più
baricentrica. Tra gli abitanti di S. Pietro del Gallo ieri in Comune c'era
anche Cristiano Stoppa: «Una scuola rimessa a nuovo nel 2002 con 350 mila euro.
Serviranno altri lavori e altre spese: uno spreco. Manderò i miei figli a S.
Benigno o Roata Rossi, non certo a Passatore». «La nostra frazione un tempo
ospitava anche la Media - dice Ersilia Garelli, ex insegnante in pensione della
scuola -. La struttura ha palestra e ascensore: è perfetta». Un'altra mamma,
Antonella Giraudo: «La decisione è stata presa e noi siamo stati messi di
fronte al fatto compiuto il 22 gennaio». Poi la discussione in Consiglio
sull'ordine del giorno firmato da 16 consiglieri di minoranza per impedire la
chiusura. Giuseppe Tecco (Cuneo Attiva): «La minoranza non è stata informata.
Fate un passo indietro». Il sindaco Alberto Valmaggia: «La
riforma Gelmini ha queste
conseguenze. Servono classi di almeno 15 alunni, non 10 come è stato finora.
Non ci sono i numeri per classi autonome». «Non sono state consultate scuole e
genitori. Domani sarà la volta di altri accorpamenti nelle frazioni, decise
sulla testa dei cuneesi»: ha detto Luca Pellegrino (Parola per Cuneo).
L'assessore ai Servizi sociali Erio Ambrosino, che prima ha ripercorso tutti
gli incontri tra novembre e gennaio con le frazioni dell'Oltrestura: «Ci siamo
incontrarti con le famiglie, presenti consiglieri di tutti gli schieramenti e
la preside dell'istituto comprensivo Oltrestura, Maria Rosa Bellino: la
dirigente ha spiegato le difficoltà su Passatore e San Pietro. È stato dato un
questionario alle famiglie: all'unanimità hanno votato a Passatore per avere un
polo delle Elementari e la maggioranza di San Pietro del Gallo per la materna.
Il rischio era la chiusura. La decisione sarà presa solo la prossima settimana,
quando sapremo il dato sulle preiscrizioni». Mauro Mantelli (Pd) ha proposto
alcuni emendamenti per rinviare la discussione in commissione, convocata
domani.Fabio Panero («Molti dalle frazioni scelgono di andare sull'Altipiano
dove c'è il tempo pieno da 40 ore e non le 27 ore settimanali come nella
frazione»), Silvio Falco («Pluriclassi non utili per i ragazzi»), Emiliano
Rosso («Discussione ampia e democratica»), Giancarlo Arneodo («Sono
frazionista: ma già oggi un bimbo su quattro studia sull'Altipiano»). Per la
minoranza Ezio Delfino («La riforma Gelmini è solo uno
schema e non ha valenza giuridica: solo Cuneo in tutta la Granda sta già
procedendo a razionalizzazioni») e Carlo Alberto Parola («Ci state dicendo che
avete già scelto e non si tornerà indietro»). Dopo oltre due ore e mezza di
dibattito il voto: 39 sì a ridiscutere tutto domani in commissione.
( da "Leggo"
del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Gli stupratori sono italiani in sei casi su dieci: dati
del Viminale, dai quali risulta che gli episodi sono comunque in calo. Nella classifica al secondo posto ci sono i romeni, responsabili
del 7,8% delle violenze. In terza posizione i marocchini con il 6,3%. Il
ministro Gelmini annuncia
corsi anti-violenza nelle scuole. Ieri orrore a Napoli: dodicenne violentato in
centro. Caccia al pedofilo.
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 14 - Regione La Gelmini "copia" il corso di
Tavagnacco SPORT E SCUOLA UDINE. Dall'anno scorso, da quando cioè la scuola
media di Tavagnacco ha varato l'indirizzo sportivo, unico esempio in Italia con
sei ore di educazione fisica la settimana, l'istituto friulano è meta di
dirigenti scolastici da tutto lo stivale che arrivano in Friuli proprio per
copiare quel modello. Che ora sbarca direttamente al Ministero della pubblica
istruzione intenzionato più che mai a copiarlo. Una recente riunione tra il
presidente del Coni, Gianni Petrucci e il ministero Mariastella Gelmini, infatti, ha posto le basi per una stretta
collaborazione tra la scuola e l'ente che governa lo sport in Italia. Per anni
l'istituzione scolastica e quella sportiva si erano praticamente ignorati. «Ora
molto sta cambiando - , spiega l'onorevole Manuela Di Centa (Pdl) - vogliamo
far interagire scuola e sport, fare entrare i valori dello sport in classe come
valori educativi, facendo entrare a scuola i campioni, migliorando
l'integrazione grazie ai Giochi della Gioventù, collaborando sul territorio con
le associazioni e il volontariato». Proprio quello che da un anno si fa a
Tavagnacco. E così l'ideatore della scuola dello sport di Tavagnacco (dopo
l'esordio lo scorso anno della classe prima, ora si prosegue a gonfie vele con
una prima e una seconda), il professor Claudio Bardini, è stato chiamato a far
parte della commissione ristretta ministeriale che tratterà di temi di
educazione fisica nelle scuole (domani il debutto). L'obiettivo è quello di
incrementare le ore di educazione fisica partendo dalle scuole dell'infanzia
fino alle superiori proprio copiando il modello Tavagnacco. «Intanto - spiega
Patrizia Pavatti, della direzione scolastica regionale - già dal prossimo anno
scolastico, sulla scia del progetto Tavagnacco, le ore di educazione fisica
aumenteranno nelle scuole primarie di alcuni istituti comprensivi».
( da "Tirreno,
Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Un caso a Ponsacco Troppi dubbi solo metà bimbi iscritti a
scuola PONSACCO.A poche ore dalla chiusura delle iscrizioni alla prima
elementare, solo il 50% delle famiglie ha presentato le domande all'istituto
comprensivo Niccolini. Una situazione dovuta anche alla
riforma Gelmini, che ha
portato a un ritardo di circa un mese sul normale iter per questa operazione,
ma anche a una prassi da parte dei residenti a Ponsacco. «Ogni anni succede
questo - spiega la preside Maura Biasci - perché i genitori aspettano l'ultima
settimana prima di iscrivere i loro figli a scuola. Da parte nostra
abbiamo fatto le assemblee e diffuso il programma formativo attraverso
materiale cartaceo e il nostro sito internet. Siamo a lavoro per raccogliere i
moduli e prepararci alla comunicazione al provveditorato di Pisa. Certo è che
anche la riforma Gelmini ha creato qualche ritardo.
Negli anni passati la procedura cominciava dal rientro a scuola dopo le vacanze
di Natale. Questa volta, invece, abbiamo dovuto attendere alcune circolari in
cui venivano spiegati i cambiamenti in atto dopo la riforma. E così tutto è
slittato di circa un mese». Il termine per iscrivere i bambini alla scuola
elementare scadrà sabato prossimo. I potenziali iscritti alla prima elementare
per il comune di Ponsacco sono 165 giovani studenti, provenienti dalla scuola
materna. Secondo l'assessore alla pubblica istruzione Fabrizio Lupi non ci
saranno particolari inconvenienti. «Credo che tutto andrà per il meglio - dice
- anche perché con un tale bacino d'utenza non si rischiano tagli alle classi.
Anzi, semmai si tratterà di valutare il numero di domande presentate dalle
famiglie che desiderano il tempo pieno per i loro figli. Da parte nostra non ci
sarà alcun problema per accogliere le richieste dei genitori. Chiaramente, non
potremo dare risposte alle singole necessità, ma in caso di numeri adeguati
sapremo adeguare la nostra offerta». Alla scuola di Val di Cava, per esempio,
la proposta formativa formulata per l'anno prossimo prevede il modulo a 40 ore.
L'altro giorno, un gruppo di genitori ha incontrato proprio la preside Biasci e
l'assessore Lupi, i quali hanno dato la loro disponibilità a organizzare classi
con moduli a 30 ore, a fronte di un'adeguata richiesta. «Basterà segnalare
nella domanda d'iscrizione - spiegano i genitori - la richiesta del modulo a 30
ore invece di quello a 40 ore».
( da "Tirreno,
Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
CENTRO STORICO Assemblea sugli edifici scolastici LUCCA.
Stasera si terrà un'assemblea pubblica alla scuola Giovanni Pascoli sul tema
dell'edilizia scolastica nel centro storico. L'idea è nata da una richiesta
fatta dai consiglieri del Pd della circoscrizione Centro, appoggiata poi dal
consigliere di Rifondazione, ed aveva nell'intenzione dei proponenti un duplice
obiettivo: da un lato quello di parlare appunto delle condizioni in cui riversano i plessi scolastici del centro storico di
competenza dell'amministrazione comunale, dall'altro quello di illustrare ai
cittadini quelli che su tali scuole saranno gli effetti della riforma del
ministro Gelmini. Su
quest'ultimo punto, però, non si è trovata l'intesa con la maggioranza del
consiglio di circoscrizione, che ha ritirato la propria adesione all'assemblea.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Dopo la lettera di protesta di Allievi, Curi e Zatti,
l'arrivo di monsignor Fisichella al Bo diventa un caso Il convegno contestato
si farà Milanesi: l'università ospita l'evento, non lo promuove IL RETTORE «Il
nostro ateneo continuerà a essere aperto» Il giorno dopo la lettera aperta
inviata al mattino dai docenti universitari Stefano Allievi, Umberto Curi e
Paolo Zatti sul convegno di bioetica che sarà ospitato al Bo, esplode la
polemica. «L'incontro - assicura l'organizzatrice Patrizia Burra - si svolgerà
regolarmente». Ma di che si tratta? Venerdì 6 marzo, dalle 17 alle 19, nella
Sala dei Giganti del del Liviano, si parlerà di «Etica nella medicina dei
trapianti e delle cellule staminali»: vi parteciperanno, in veste di ospite
d'onore, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (esponente di Comunione e
liberazione) che interverrà con un discorso introduttivo, e monsignor Rino
Fisichella, presidente della Pontificia accademia Pro vita. La sua è l'unica
relazione prevista, senza alcun contraddittorio. I saluti d'uso, invece,
saranno numerosi: Vincenzo Milanesi, magnifico rettore; Giorgio Palù, preside
della facoltà di Medicina; Adriano Cestrone direttore generale dell'Azienda
ospedaliera; Riccardo De Gobbi, segretario dell'Ordine dei medici; Alessandro Nanni
Costa, direttore del Centro nazionale trapianti; Giampietro Rupolo,
coordinatore veneto dei trapianti nonché direttore di piani e programmi
socio-sanitari della Regione; Giampaolo Braga, vicedirettore di Corit
(Consorzio per la ricerca sul trapianto degli organi); e infine Jacopo Sartori
presidente dell'associazione culturale universitaria «Antonio Rosmini». A
condurre sarà Elisabetta Copetti e le conclusioni saranno affidate a Patrizia
Burra presidente della fondazione onlus Marina Minnaja. LE VOCI CRITICHE. La
polemica è stata sollevata da tre docenti dell'ateneo: Stefano Allievi, Umberto
Curi e Paolo Zatti, che insegnano - rispettivamente - sociologia, filosofia e
giurisprudenza. Sulle pagine del mattino, hanno contestato «Questa scelta
chiusa al dibattito e di parte, del tutto legittima in qualunque altro
contesto, in sede universitaria, luogo per eccellenza dell'educazione al
pensiero critico, dispiace e sconcerta». «Perché su temi così importanti»,
hanno affermato «che coinvolgono ragione ed emozione, fede e scienza, e
producono un immenso dibattito social, si preferisce la ricerca dell'egemonia
alla discussione critica». Dal rettorato, in serata, è giunta una nota
laconica. Praticamente, il Bo se ne lava le mani: «Il nostro Ateneo - precisa
Milanesi - continuerà ad essere aperto, così come è sempre stato sinora, a
tutte le idee diverse da quelle che chiunque altro vi può esprimere, purché sia
rispettato il principio che impone alla manifestazione di tutte le idee di
porsi sul piano della necessaria profondità dell'analisi scientifica e
culturale e non su quello della superficialità della mera propaganda». «Non è
tuttavia nei poteri del rettorato, che deve essere garante della libertà di
espressione del pensiero - aggiunge il Magnifico - impegnarsi direttamente
nella predisposizione di incontri in cui vengano presentate posizioni
alternative ad altre espresse in convegni autonomamente organizzati da docenti
dell'Ateneo». COSI' I PROMOTORI. «Questa non sarà la sede adatta per le
domande, per il confronto. L'evento prevede l'intervento di monsignor
Fisichella che abbiamo invitato perché vogliamo sapere cosa ne pensa la
Chiesa». Patrizia Burra, l'organizzatrice, è chiara in proposito, e aggiunge:
«Il confronto è obbligatorio ma aspettiamo l'intervento di Fisichella da sei
mesi; ci saranno altre occasioni per uno scambio di opinioni. E agli studenti
che promettono contestazioni dico di venire a trovarmi dove lavoro, in ospedale
e poi di riparlarne. Non ho alcun problema ad incontrarli». COLLETTIVO
STUDENTI. «Vogliamo che l'incontro venga cancellato. Se così non fosse,
assedieremo Palazzo del Bo con una contestazione studentesca mai vista. Faremo
come alla Sapienza di Roma, quando a gennaio del 2008 era attesa la visita di
Papa Ratzinger». Monsignor Fisichella, sempre che alla fine decida di
presentarsi al convegno (il Papa finì con l'annullare la visita), si dovrà
allora aspettare fischi e contestazioni: Il collettivo della facoltà di Scienze
politiche promette battaglia e annuncia di chiamare a rinforzi tutte le facoltà
che compongono, dallo scorso autunno, la cosiddetta Onda anomala studentesca.
Solo che questa volta l'onda non marcerà contro il ministro dell'istruzione Gelmini, bensì «Contro l'ateneo, perché, anziché favorire il dialogo,
mette il bavaglio a scienza e cultura che invece devono essere libere per
definizione». A parlare è Omid Firouzi, portavoce nonché dottorando in Scienze
politiche, che incalza: «Fisichella rappresenta le gerarchie della Chiesa, il
suo pensiero autoritario, a-scientifico e intollerante». «E'
inaccettabile, tutto questo», alza la voce, «anzi è impensabile. Invaderemo
l'università e la città». L'AIDO. «Siamo stati invitati e, anche se non potremo
intervenire, ci saremo. Questo convegno, però - spiega il segretario veneto
dell'Associazione donatori di organi, Bertilla Troietto - è poco opportuno, nei
tempi intendo. L'opinione pubblica soffre ancora i postumi emotivi del caso
Englaro, credo bisognerebbe riparlarne, a mente fredda, fra sei mesi». (Morena
Trolese)
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Solo un gruppo ha preso di mira il ministro Gelmini e la sua riforma della scuola.
Maschere e duelli di bombolette, dominano papi, suore e preti Sfilano i carri,
maxifesta per 60 mila Satira assente, vince Quarto d'Altino davanti a Selva,
Maserada e Cendon Graziati dal bel tempo bambini e famiglie hanno invaso la
città Disagi per l'assalto Gran lavoro per i vigili Grande successo ieri
pomeriggio per la tradizionale sfilata dei carri, che ormai da tanti
anni caratterizza il Carnevale trevigiano. Sono stati tra i 60 e i 70 mila,
infatti, i bambini e gli adulti che si sono dati appuntamento in centro storico
per festeggiare l'evento. Complice il bel tempo, che almeno nella prima parte
del pomeriggio ha regalato ai partecipanti un anticipo di primavera, il centro
non ha tardato ad affollarsi di maschere di ogni genere. «Stimiamo la presenza
di quasi 100.000 persone - ha affermato l'assessore comunale Andrea De Checchi
- meglio dello anno scorso. Allora Carnevale era caduto quindici giorni prima,
e il freddo si era fatto sentire». Ma più realisticamente si oscillava fra i 60
e i 70 mila, complice la temperatura decisamente più mite e «benefica». Fate
turchine, Zorri, Batman e Spiderman: non mancava proprio nessun personaggio
ieri tra le strade di Treviso per celebrare la festa dell'allegria. Ma se tra i
bambini i supereroi l'hanno fatta da padrone, tra gli adulti è exploit di
religiosi: suore, frati e monache, persino il Papa, ha tenuto banco un vistoso
pontefice intento a impartire benedizioni. Le celebrazioni per il Carnevale,
cominciate già domenica con lo spettacolo degli Alcuni, sono state affidate
alla regia di Carlo Balljana, noto scultore. Il clou della manifestazione,
gemellata quest'anno con il celebre Carnevale di Viareggio, si è tenuto in
piazza dove alla presenza del vicesindaco Gentilini, la giuria di esperti, ha
votato i 23 carri in concorso. Il primo premio è stato assegnato al Gruppo
amici di Quarto d'Altino, che ha sbaragliato i concorrenti con un coloratissimo
carro sul tema «Il tempo vola». Il secondo premio, invece, è andato a Selva del
Montello, mentre Maserada e Cendon di Silea si sono aggiudicati il terzo posto
a pari merito. A tutti i partecipanti è stato consegnato un riconoscimento e
una busta contenente il contributo offerto come ogni anno dal Comune. I
ventitrè carri che hanno sfilato quest'anno, scelti tra i 47 gruppi che hanno
partecipato alle selezioni, si sono contraddistinti per grande qualità tecnica,
ma hanno un po' deluso chi si aspettava di approfittare del Carnevale per dar
libero sfogo alla satira politica o a quella di costume. Uno solo il carro che
ha preso di mira i politici, quello del gruppo di Porcellengo intitolato
«Gelminator» e dedicato al maestro unico e alla riforma della scuola che
incombe. In tempi di crisi, anche la satira vera boccheggia. (Chiara Ferretto)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA/1 IL VENETO HA BISOGNO DEL TEMPO LUNGO Sono più di
1000, le classi a tempo lungo che in Veneto rischiano di sparire il prossimo
settembre con l'avvio del nuovo anno scolastico, quello
della riforma Gelmini per
intenderci. Questa novità che entra nelle scuole come uno tsunami che spazza
via il lavoro di anni, penalizza in modo particolare il nostro Veneto, che di
eccellenza ha molto, compreso il mondo della scuola, quella primaria in
particolare, che figura ai primi posti nella classifica europea per la qualità
dell'insegnamento e della preparazione dei nostri ragazzi. Di questo
migliaio di classi a tempo lungo, più della metà, 550 circa, sono presenti
nella provincia di Padova, e di queste, 149 si trovano nel capoluogo. Eccezioni
del genere non sono presenti in nessun altra provincia d'Italia ed è per questo
che la nostra Regione, il Veneto produttivo e d'eccellenza dovrà nuovamente
chinarsi ad un taglio di costi, mascherato da riforma, che penalizza il
virtuosismo di un area del paese che chiede maggiore riconoscimento per quello
che da alla nostra Nazione. Il federalismo del quale molti nostri parlamentari
veneti si sono fatti carico a Roma, dovrebbe passare anche dalla scuola, scuola
che da noi funziona, e che è attenta alle mutate necessità delle famiglie che
hanno i figli che le frequentano. Grazie all'impegno dei loro dirigenti
scolastici ed alla disponibilità degli insegnanti, da vent'anni ormai, il tempo
lungo è realtà e caratteristica della nostra Regione ed in particolare della
nostra Provincia. I veneti ed i padovani in particolare hanno bisogno del tempo
lungo, perché il tempo pieno non si può più avere dal 1990, legge 148, e
perché, se ti vuoi comprare una casa devi lavorare in due, se vuoi dare una
vita dignitosa ai tuoi figli devi lavorare in due, se sei separato devi
lavorare per due e la necessità per molte famiglie di avere il tempo lungo,
diventa un bisogno reale una necessità e non un'egoistica richiesta di
«parcheggio» per i propri figli, come qualche politico poco attento, o senza
figli, liquida troppo frettolosamente! Un consiglio ai nostri parlamentari
locali; ascoltate la gente, mescolatevi tra i genitori che aspettano i figli
all'uscita da scuola ed ascoltate di cosa parlano. Sicuramente non parlano di
chi sarà il nuovo sindaco di Padova o delle dimissioni di Veltroni, della
riforma della giustizia o del festival di Sanremo, ma parlano di scuola e dei
problemi che questa riforma darà, ancora una volta, alla gente veneta. E' con
grande sollievo che si apprende l'intenzione dell'assessore regionale alla
Formazione Elena Donazzan di perorare la causa del tempo lungo nelle scuole
venete presso il Ministro Gelmini: i parlamentari
dovrebbero sostenere all'unanimità tale iniziativa, così come stanno facendo i
sindaci, i nostri amministratori locali. Tutti si domandano perché si agisca in
ordine sparso senza coordinamento, perché andiamo sulle prime pagine dei
giornali solo quando un piccolo comune di un migliaio di anime chiede di essere
annesso al trentino e nessuno si muove quando si mettono in difficoltà migliaia
di famiglie padovane e venete in generale? Bene quindi il coraggio dei sindaci
e dell'assessore Donazzan, adesso parlamentari, se ci siete, battete un colpo,
di sicuro chi risolverà questo problema avrà un grosso riconoscimento...
elettorale. Fabrizio Zanardi presidente del Consiglio d'Istituto del 6º
Istituto Comprensivo di Padova
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 29 - Provincia I rischi della
riforma Gelmini arrivano in
consiglio comunale Seduta domani sera a Villatora SAONARA. La discussione sulla
salvaguardia del «tempo prolungato» nelle classi della scuola primaria e
secondaria inferiore aprirà la seduta del consiglio comunale, che è in
programma domani sera alle 21 nell'auditorium delle scuole di Villatora.
Obiettivo dell'assemblea, è quello di arrivare ad una mozione comune tra maggioranza
e opposizione che richieda l'equiparazione al tempo pieno del tempo prolungato,
non contemplato dalla riforma Gelmini. «Mi sono
attivato sin da settembre per difendere il tempo prolungato, una peculiarità
del Veneto - dichiara il sindaco Andrea Buso - Non si tratta di una lotta
politica ma di un indispensabile aiuto per le famiglie». Con l'abolizione del
tempo prolungato, infatti, quasi 250 ragazzi di Saonara uscirebbero da scuola
non più alle 15,30 ma alle 13,15: orario nel quale sovente entrambi i genitori
si trovano ancora al lavoro. La richiesta di affrontare il tema durante la
seduta del consiglio comunale era stata avanzata nei giorni scorsi anche dal
gruppo di minoranza. Il testo della mozione in discussione è stato presentato
giovedì della scorsa settimana al Consiglio d'Istituto; mentre il Comitato dei
genitori ha avviato una raccolta di firme per sostenere il tempo pieno o almeno
mantenere l'orario che oggi è in vigore. Al consiglio comunale di domani sera è
annunciata la presenza della dirigente scolastica Paola Passatempi, della
presidente di Consiglio di Istituto Lorenza Albertin e del presidente del
Comitato dei genitori, Luca Parrella. (p.r.)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
di Cristina Salvato «Basta contestazioni alla riforma
Maestri, rispettate chi è favorevole» Alcuni genitori «Il problema viene
strumentalizzato» LIMENA. La campagna elettorale per le prossime elezioni
amministrative di Limena si potrebbe giocare anche sul tema
caldo della scuola e della riforma Gelmini (nella foto), con una strumentalizzazione della confusione che
sta regnando adesso tra i genitori, gli insegnanti e i dirigenti scolastici.
Questo denunciano alcuni genitori di alunni che frequentano la scuola
elementare Manzoni, che invitano a ridimensionare i toni e le iniziative in
atto in questi giorni. «Siamo stanchi di tutti i volantini che ci
vengono distribuiti quando accompagniamo i nostri figli a scuola, dei
cartelloni "No Gelmini" appesi alla rete
della scuola per mesi, delle locandine che, tolti questi, hanno preso il loro
posto - commenta questo gruppo di genitori - Siamo soprattutto stanchi delle
raccolte firme». Già a novembre, quando si era iniziato parlare della riforma
scolastica, i genitori si erano premuniti di organizzare una petizione per
chiedere «il tempo pieno» a regime per ogni classe prima entrante; ma anche per
richiedere «il tempo lungo» per le classi attuali, dalle seconde alle quinte.
Adesso alla Manzoni i bambini frequentano la scuola dal lunedì al giovedì dalle
8.10 alle 15.35 ed il venerdì dalle 8.10 alle 12.30. Il pomeriggio di venerdì è
facoltativo e coperto grazie ad una cooperativa a pagamento. Con la raccolta
firme di novembre, secondo i genitori, tutto questo era già stato garantito.
«In questi giorni un comitato ha proposto una nuova raccolta di firme -
sostengono questi genitori - ma ci chiediamo che senso abbia, visto che ciò di
cui avevamo bisogno lo abbiamo già ottenuto. Crediamo che il vero problema sia
in realtà la campagna elettorale per le elezioni che si avvicinano. Noi
genitori non abbiamo mai visto questa confusione, creata prima nei genitori e
poi strumentalizzata. Proteste per la precedente riforma Moratti e per le
compresenze tolte dal ministro Fioroni non ci sono state. Quindi chiediamo che
venga rispettato anche chi la pensa in modo diverso, visto che non tutti sono
contrari o totalmente contrari alla riforma proposta dalla Gelmini.
E vengano rispettati soprattutto i genitori che sono persone dotate di cervello
proprio, in grado di capire e valutare». Un'opinione da rispettare, che gli
insegnanti devono valutare.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Direzione e consiglio scrivono al ministro Quattro
insegnanti rischiano di perdere il posto a Cadoneghe per la ridefinizione
dell'organico CADONEGHE. La direzione didattica e il consiglio di circolo hanno
scritto al ministro Gelmini,
rendendo noto quello che docenti e genitori pensano e temono in merito alla
riforma scolastica. «Inizialmente la riforma doveva riguardare unicamente le
classi prime della scuola primaria - scrivono il dirigente scolastico Giorgio
di Marco e il presidente del consiglio di circolo Marco Orlandi - Di fatto ora
l'applicazione della legge va invece ad interessare profondamente tutte
le classi». La direzione didattica sta attendendo l'assegnazione degli
insegnanti nel mese di marzo per sapere con quale organico rimarrà e come potrà
organizzare le diverse classi. Dovrebbero rimanere le trenta ore del tempo
normale e le 34 del tempo lungo in vigore da dieci anni, anche se è possibile
che, per mantenere questa seconda opzione, i costi per le ore della mensa se le
accolli il Comune. Temendo che questa soluzione potrebbe ridurre i contributi
che l'amministrazione devolve alla scuola per organizzare i progetti educativi che
hanno arricchito negli anni l'offerta formativa dedicata ai ragazzi di
Cadoneghe, la direzione didattica chiede al Ministro di garantire alla scuola
la mensa e l'attuale organico di insegnanti, per garantire le compresenze, che
allo stato attuale sembra possano saltare. Si teme però che in base ad un
calcolo di ridefinizione di organico si possano perdere dai due ai quattro
insegnanti nelle due scuole elementari sotto la direzione didattica. C'è già
chi trema. (cri.s.)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 23 - Provincia «Quel decreto non va affatto bene» Pittelli
del Pd attacca il sindaco di Albignasego sul tempo lungo ad Albignasego
ALBIGNASEGO. L'unanimità con la quale il consiglio comunale si è schierato a
difesa del tempo lungo nelle scuole cittadine non esclude che si alzino voci
critiche. Una di queste è di Chiara Pittelli, del Partito Democratico: «I
problemi che abbiamo individuato - osserva - e cioè il rischio che la ricca e
articolata offerta formativa del nostro comune possa essere consistentemente
ridotta con ricadute negative sulle famiglie di Albignasego, sono figli di
qualcuno o no? Chi li ha generati? Il sindaco Barison sostiene che il decreto
Gemini va bene, e che i problemi deriverebbero dalla penalizzazione che il
Veneto subirebbe in sede di Conferenza Stato Regioni. Noi non siamo d'accordo e
diciamo che il decreto non va affatto bene. La responsabilità di questa
situazione che allarma i cittadini è dei tagli voluti da Tremonti, molto
corposi nel settore scuola, e delle restrizioni imposte, sempre per far cassa, dal ministro Gelmini». «Credo che se non si fa questa operazione verità anche tutto
il resto ne viene sminuito - aggiunge - E' difficile individuare una terapia
efficace se prima non si fa una diagnosi corretta». Troppo facile per Barison,
secondo la Pittelli, smarcarsi dalle scelte fatte in sede nazionale dal centro
destra al quale appartiene. Il PD, in ogni modo, ha votato la mozione a
difesa del tempo lungo, «augurandosi che non si tratti di un'operazione di
facciata, ma che abbia conseguenze positive per il nostro territorio». Sulla
questione interviene anche il deputato del PD Alessandro Naccarato, assicurando
il suo sostegno per la soluzione della vicenda: «Con i provvedimenti del
ministro Gelmini - dice - le famiglie degli alunni
delle classi a "tempo lungo" verranno private di una modalità
organizzativa che pone i loro figli in una situazione sostanzialmente identica
a quella delle classi a tempo pieno. E' quindi insensato che proprio un governo
che parla tanto di federalismo ora voglia di fatto cancellare l'unica misura
realmente federalista nel settore dell'organizzazione scolastica del Veneto».
(Giorgio Ranzato)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 23 - Provincia Biblioteca chiusa a Mestrino «Il
sindaco dica perché» MESTRINO. I consiglieri di opposizione di An, Giovanni De
Rosa e Marco Putignano attaccano il sindaco chiedendo conto dell'ingiustificata
chiusura della biblioteca comunale. «La biblioteca è rimasta chiusa,
saltuariamente e per settimane, in passato non era mai successo chiediamo a
Pedron se si tratta di una scelta per rispettare il patto di stabilità o se
alla passata amministrazione piaceva leggere di più - afferma De Rosa - Ci dica
il sindaco se, in futuro, ci saranno ulteriori chiusure. Crediamo che
l'amministrazione abbia l'obbligo di informare i cittadini, sulle scelte
politiche che la giunta assume, anche per la cultura». A settembre 2008 cessava
l'incarico dato al Consorzio Bpa che ha comportando una notevole riduzione
dell'efficacia e dell'efficienza dei servizi erogati, incarico che non è stato
rinnovato fino al 31 dicembre scorso. «Vista la disponibilità economica vorremo
conoscere i motivi che stanno portando la biblioteca a morte lenta - chiude -
ci chiediamo quali altri servizi avrà in mente di chiudere il sindaco in nome
del patto di stabilità, se quando si poteva non ha nemmeno mantenuto i servizi
ai suoi cittadini». In tema di sociale i consiglieri rilevano come
«giustificandosi con le poche risorse economiche a disposizione,
l'amministrazione abbia cancellato riguardanti minori e giovani ignorando le
responsabilità che le istituzioni hanno nella prevenzione del disagio sociale».
I due consiglieri chiedono pure un consiglio comunale straordinario
sui problemi della scuola derivanti dalla riforma Gelmini. «Chiediamo al sindaco un consiglio straordinario affinché venga
esaminata una delibera, già all'esame di 18 amministrazioni della provincia, da
consegnare nelle mani dell'assessore regionale Elena Donazzan in merito alle
pesanti ricadute sociali che i nuovi orari scolastici avranno sulle famiglie -
spiega De Rosa - con il documento si chiede all'assessore Donazzan di
intervenire al Ministero facendosi portavoce del disagio che moltissime
famiglie devono affrontare in una diversa organizzazione degli orari
scolastici, rispetto agli attuali». In paese le famiglie interessate e che
usufruiscono del tempo lungo sono in tutto 248, 125 nel capoluogo e 123 alle
elementari della frazione di Lissaro. (l.m.)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Obiettivo: far arrivare 100.000 mail ai sindaci veneti Su
Youtube l'intervento della Donazzan all'incontro di Albignasego sui tagli
ALBIGNASEGO. Prima il nuovo sito, che con la sua veste grafica completamente
rivista ha fatto segnare moltissimi accessi in più, ora l'attivazione di un
canale su Youtube. L'amministrazione comunale punta molto sulle nuove
tecnologie per comunicare e raggiungere il maggior numero possibile di
cittadini, anche fuori dei confini di Albignasego. Il primo video caricato su
Youtube riporta l'intervento dell'assessore regionale alla Pubblica Istruzione,
Elena Donazzan, nel corso di un incontro con i sindaci tenutosi a villa Obizzi
qualche giorno fa relativamente al problema del mantenimento del tempo lungo
nelle scuole primarie. Su questo argomento Albignasego è in prima linea, e il
sindaco Barison sta facendo da battistrada ad un movimento
di primi cittadini veneti assolutamente decisi a non far decadere il tempo
lungo di 37,5 ore settimanali, messo ora in discussione dal decreto Gelmini. I comitati genitori stanno
cercando di far arrivare a tutti i sindaci veneti 100.000 mail perchè facciano
pressione sull'assessore Donazzan che andrà a trattare il numero di insegnanti
per il Veneto. (g.r.)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 32 - Provincia Allarme tagli d'organico per la
riforma Mensa in forse a Este, 22 Comuni in ansia I PROBLEMI DELLA SCUOLA
NICOLA CESARO ESTE. Sull'onda di quanto sta avvenendo per le scuole di
Albigansego, anche il mondo scolastico della Bassa Padovana non resta impassibile alle conseguenze che il decreto Gelmini avrà sull'organizzazione delle
scuole locali. Sabato scorso ventidue rappresentati comunali e dei plessi
scolastici della Bassa si sono incontrati a Este per fare il punto della
situazione, e i dati emersi sono certamente allarmanti. Il quadro previsto dal
decreto Gelmini (che di
fatto prevede format di orari scolastici di 24-30 ore o di 40 ore,
escludendo il cosiddetto «tempo lungo») mal si cala nella realtà della Bassa,
dove attualmente ci sono 45 plessi di scuola primaria. Di queste 5 prevedono il
tempo pieno (40 ore), 6 un rientro pomeridiano, 15 due rientri, 18 tre o
quattro rientri e 5 quattro o cinque rientri pomeridiani. Molte, dunque, le
scuole «fuori regola» che dovranno adeguarsi per il prossimo anno. «La
rivoluzione Gelmini e i tagli di organico - assicura
il sindaco di Este, Giancarlo Piva - ci pongono di fronte a due vie: o evitare
l'utilizzo della mensa o intervenire economicamente come amministrazioni per la
copertura economica parziale del servizio». A Este, per esempio, per garantire
la copertura del tempo mensa in virtù delle nuove disposizioni governative, il
Comune dovrebbe intervenire annualmente con 84.600 euro. Troppo. Nell'ipotesi,
invece, che saltino i rientri pomeridiani le conseguenze sarebbero comunque
gravi: 100 mila euro di spesa per l'acquisto di nuovi mezzi di trasporto,
perdita di lavoro per almeno quindici lavoratori addetti alla mensa, una
diminuzione drastica del giro d'affari legata all'indotto del servizio mensa
(pane, vivande, verdure, alimenti in genere), oltre che all'impoverimento
dell'offerta formativa delle scuole e al grave disagio per le famiglie. «In
questa che non vuole essere una battaglia politica ma istituzionale - aggiunge
l'assessore atestino Elisa Bussi - stiamo raccogliendo tutte le forze dei
Comuni della Bassa. Nei prossimi consigli comunali verrà proposto in ogni
municipalità un ordine del giorno, che servirà a raccogliere materiale utile a
far sentire la nostre voce alle autorità competenti». In primis all'assessore
regionale Elena Donazzan, che dovrà richiedere allo Stato le risorse per
l'attività scolastica veneta. E' partita una campagna per far arrivare a tutti
i sindaci veneti 100.000 mail da parte di insegnanti e genitori, ma non solo,
per riuscire a far pressione proprio all'assessore veneto. L'allerta è massima.
Anche se non manca chi vede di buon occhio la riforma
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
CASALSERUGO «Iscrivete i bimbi o l'elementare chiude» Il
grido del sindaco ai genitori indecisi a favore della struttura di Ronchi
CASALSERUGO. «Iscrivete i bambini alla elementare di Ronchi, altrimenti la
frazione rischia di perdere la propria scuola». A pochi giorni dal termine per
le prescrizioni il sindaco Elisa Venturini lancia un appello ai genitori di
bambini che a settembre inizieranno la scuola primaria. Alle famiglie di
Ronchi, ma anche a quelle di Casalserugo, il sindaco chiede una scelta di
responsabilità, che permetta di salvare la scuola dai tagli
imposti dalla riforma Gelmini. «Per garantire la sopravvivenza della primaria di Ronchi -
spiega Venturini - dovremo arrivare a 15 iscrizioni. Ancora non ci siamo, per
questo mi rivolgo ai genitori indecisi. Abbiamo già organizzato un incontro in
paese per spiegare che l'elementare di Ronchi non ha nulla da invidiare agli
altri istituti, è in grado di garantire una formazione eccellente e
tutti i servizi delle altre scuole. Ma negli ultimi anni c'è stato un calo
delle iscrizioni perché anche le famiglie residenti iscrivono i propri figli in
altri istituti. Se non dovessero esserci i numeri sufficienti per mettere in
piedi una prima classe Ronchi è destinata a rimanere senza scuola. E questo
sarebbe un peccato perché non stiamo certo parlando di una minuscola frazione.
Anche le famiglie di Casalserugo possono iscrivere senza problemi i figli a
Ronchi. La distanza è minima e poi c'è la possibilità di avvalersi del
trasporto scolastico». Attualmente la primaria della frazione conta 49 alunni,
concentrati per lo più negli ultimi tre anni visto che l'attuale prima conta 8
alunni e la seconda appena 6. Gli insegnanti sono quattro più uno a tempo
parziale, due invece i collaboratori scolastici. Stando alla riforma Gelmini gli istituti con meno di cinquanta alunni sono
destinati a chiudere i battenti. (Nicola Stievano)
( da "Secolo
XIX, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il combat-rap degli assaltifrontali al milk Sabato
prossimo al Milk concerto degli Assalti Frontali in tour nei circoli Arci con
l'ultimo album "Un'intesa perfetta" e la canzone inno sulla scuola
pubblica "Rap di Enea, No Gelmini day and night". Apre la serata il rap-core dell'mc genovese
Keta, che presenta il disco "Fattore_K_NegativO", mixato negli studi
dei Meganoidi. Colonne romane del rap antagonista italiano fin dal lontano 1990
quando il loro futuro leader, Luca Militant A autoprodusse con Onda Rossa Posse
il disco "Batti il tuo tempo", inno del movimento studentesco
La Pantera che vendette 10.000 copie, gli Assalti sono saliti sulla scena
musicale alternativa nel '93 con"Terra di nessuno", che,
autoprodotto, ha venduto 15.000 copie. Nello stesso anno l'incontro virtuale
con l'altra band simbolo dei centri sociali, i "99 Posse": entrambi
si ritrovano nella colona sonora del film "Sud" di Salvatores.Dopo la
"combattuta" firma per la major Bmg nel '96 e un periodo di silenzio,
il ritorno due anni fa con "Hic sunt leones" «Facciamo un live-rap
sui dischi - spiega ora Luca - di trenta nostre canzoni, incluse alcune di
"Un'intesa perfetta", e "Il rap di Enea", scritto contro la
Gelmini insieme ai bimbi di una scuola elementare
occupata a Roma. Suoniamo pure "Peace, unity, love, and..." dedicato
ad Africa Bambaata, e "Quando sei lì per lì", sulla lotta all'Aids».
"Fare fronte contro": questo sembra il filo conduttore degli Assalti
frontali. Ma i giovani di adesso hanno le idee chiare su "contro chi fare
fronte"? «Molti giovani - continua - sono un po' confusi, è vero, ma
apprezzano la radicalità del messaggio.Piace il nostro nome, tiene sveglia la
memoria, tutto viene dimenticato in fretta, c'è troppo rumore di fondo». Nei
giorni della Pantera, Militant A immaginava di ritrovarsi vent'anni dopo a
dover fronteggiare i soliti noti. «Già allora c'erano i segni di ciò che
sarebbe successo. Siamo andati molto in basso ma la storia insegna che c'è
sempre chi è pronto a resistere e a riprendersi quel che gli spetta». Su
Sanremo ironizza: «Rivisiterei Povia, "Luca era gay, adesso sta con lei,
intanto adocchia il dj, e pensa:"me lo farei". Ma Povia è troppo
deprimente». E su De André: «Ha scritto pezzi rivoluzionari, ora purtroppo
finiti in mano a gente che una sera li canta in tv e l'altra va a cena coi
fascisti». Il futuro: «Fare ancora qualche bel disco e siamo a sette. E andare
a Lampedusa a cantare un pezzo che si chiama: "Corri, uomo,
corri..."». Louis Lunari louislunari@virgilio.it 25/02/2009
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 25-02-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Ancona))
Argomenti: Scuola
Mercoledì 25 Febbraio 2009 Chiudi
Carnevale, sui carri sfila in centro una satira amara: licenziamenti e crack,
la nota allegra è la Gelmini
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 25-02-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Ancona))
Argomenti: Scuola
Mercoledì 25 Febbraio 2009 Chiudi di GIULIA MANCINELLI A
Carnevale si scatena la fantasia dei senigalliesi. Per festeggiare degnamente
il giorno più pazzo dell'anno, in migliaia si sono ritrovati ieri pomeriggio,
dalle 14,30, nelle vie del centro per assistere alla tradizionale sfilata dei
carri allegorici. E quest'anno le varie associazioni che hanno aderito alla
sfilata non hanno certo peccato di originalità. Particolarmente elaborati
(rispetto almeno agli ultimi anni) anche i carri, allestiti e dipinti di tutto
punto. In quanto poi ai temi scelti, a farla da padrona è stata senz'altro
l'attualità. Dal carro dell'Alitalia, con hostess e piloti che dispensavano
biglietti per incentivare i voli, alla "disperazione" delle banche
sull'orlo del fallimento fino all'immancabile satira politica. Due i carri che
hanno attirato l'attenzione. Quello da dove spuntava la
caricatura gigante del ministro più contestato del momento (la Gelmini per la sua riforma scolastica) e
quello dedicato al ministro Brunetta insieme ai suoi "fannulloni".
Diversi i carri che si sono ispirati alle tematiche ambientaliste. Come l'auto
anti-crisi e super ecologica, che va senza benzina...basta spingere!.
Non è passato inosservato neanche il camper di Stranamore (per l'occasione una
roulotte) che sulle note di All you need is love riproponeva la nota
trasmissione di Rete 4.
( da "Riformista,
Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
L'UNIVERSITÀ VA A ROTOLI NON PER CANALI Il titolo
dell'ultimo numero di "Nuovi argomenti" si riferisce al dossier
dedicato ai cimiteri: «Dove andremo a finire» L'UNIVERSITÀ VA A ROTOLI NON PER
CANALI Il titolo dell'ultimo numero di "Nuovi argomenti" si riferisce
al dossier dedicato ai cimiteri: «Dove andremo a finire». Non è una domanda, ma
un avvertimento barocco. Eppure, sinistramente, suona familiare con il tema del
"Questionario moraviano": l'università. Dove andremo a finire? È
interessante leggere le risposte di professori di lungo corso, come Walter
Pedullà, e giovani ricercatori, come lo scrittore Paolo Giordano. C'è una
diffusa insofferenza verso la Gelmini, i tagli alle università, l'introduzione maggiore, al limite
dell'intrusione, di capitali privati. E fin qui, niente di nuovo. Una difesa,
più o meno autocritica, di casta o di ceto. Scontato, ma senza sconti, il
"divide" tra i vecchi e i giovani, che si spartiscono - con allegre
eccezioni, come il dadaista Pedullà che vuole pensare positivo dopo decenni di
"Scuola del dubbio" - un ottimismo della volontà (i giovani) e
un pessimismo della ragione (i vecchi). Creando, va da sé, una frattura che non
lascia ben sperare. Perché la ragione del potere è tautologica e la volontà
senza futuro baratta qualsiasi cosa per sopravvivere. I giovani, tra cui Carlo
Carabba, Paolo Giordano e Paolo Di Paolo, hanno cautela nel condannare o
assolvere i difetti dell'università, cercano di mettere a fuoco, pensano a come
migliorare il sistema, tradiscono una vitalità potenziale connaturata alla loro
età. I vecchi, per lo più, eccepiscono sulle critiche, trovano sfumature,
difendono il proprio statuto. Spicca Luca Canali, capace di mettere in
discussione l'applicabilità della «meritocrazia» - dare più peso alle pubblicazioni,
no? - sostenendo, testuale, che i «più meritevoli» non sono sempre i
«migliori». Canali sostiene che i mali secondari dell'università, come il
nepotismo, derivano dalla politica. I mali primari, invece, dalla società: «Non
solo l'università, ma la scuola in generale è in crisi. Ne è sintomo il numero
sempre maggiore di cattedratici che vanno in pensione anticipata, oppressi
dalla crescente burocratizzazione dell'insegnamento e dal peggioramente
qualitativo (culturale) degli studenti, fuorviati dal cinismo mercantile e
dalla struttura alienante della società». Anche la burocrazia deriva
dall'alienazione della società? Okay, non diciamo che è la maschera kafkiana
del comando dei baroni, ma possiamo non invertire causa ed effetto tra
burocrazia e alienazione? E come si può sostenere che un cattedratico
pre-pensionato, magari dopo pochi anni dall'entrata in ruolo, possa essere un
sintomo e non una causa della crisi del sistema scuola? Come si fa a sostenere
che il peggioramento del livello degli studenti non abbia relazione con il
collasso della disciplina e l'eccesso di una presunta obbligatorietà
anti-vocazionale dell'istruzione? Si può. Basta dire, con Canali, che «ogni
cultura passa necessariamente attraverso l'Accademia». 25/02/2009
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
SENIGALLIA pag. 15 SENIGALLIA IL FREDDO non ha fermato il
Carnevale cittadino, giu... SENIGALLIA IL FREDDO non ha fermato il Carnevale
cittadino, giunto alla ventisettesima edizione. Dopo le sfilate di domenica
nelle varie frazioni, i carri ed i gruppi mascherati si sono ritrovati ieri in
centro, per la manifestazione promossa dall'assessorato alla partecipazione e
dal Centro sociale «Molinello 2». Preceduti dalla banda «Città di Senigallia»,
bambini ed adulti in maschera, si sono ritrovati al Foro Annonario, da dove è
partita la sfilata. Come detto, tanti i carri e gruppi mascherati ispirati
all'attualità, ai cartoni animati, ai film. Borgo Bicchia ha preso lo spunto
dalla «Banca Italia», Casine di Ostra si è ispirato agli esquimesi; Marina di Montemarciano e Montemarciano ai Puffi ed alla coppia
«Brunetta - Gelmini»;
Montignano (Coyboi e salon), Pianello e Pro loco di Ostra (Mamma mia); Ponte
Rio (festa della birra, indiani metropolitani, le mille miglia, la tigre ed il
dragone); Roncitelli (Coyboi); Sant'Angelo (Jamborì); Scapezzano (Asino chi
legge); presenti anche i carri della Casa della gioventù, dalla
parrocchia del Duomo (Il giardino fatato), dal "Germoglio" (Carnevale
degli animali); "Giusy" (Siamo al verde ma rifioriremo); "Noi
Insieme" (Abitanti del bosco). PRESENTE anche il Movimento lento ciclabile
con un risciò addobbato a tema e ciclisti mascherati. Al termine della sfilata,
i partecipanti si sono ritrovati al Foro Annonario dove si è tenuta la festa,
animata, oltre che dalla banda, anche dal gruppo Bicchio dj e dall'esibizione
del «Brasilian fashion show». A TUTTI i rappresentanti dei carri e gruppi
mascherati, è stata donata una stampa a tema, realizzata da Franco Fileri. E
sabato prossimo la sfilata si terrà a Montignano. SEMPRE in tema di Carnevale,
con "Il sarto di Versailles" Lorenzo Marconi ha vinto il secondo
premio del concorso "La maschera d'oro 2009" del Carnevale di
Venezia. Il palmares dell'artista senigalliese si arricchisce così di un
importante riconoscimento, dopo un altro secondo posto nel 2007 e il trionfo al
primo posto nel 2004. Moltissimi apprezzamenti sono arrivati anche ad Anna
Marconi.
( da "Messaggero,
Il (Metropolitana)" del 25-02-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il) (Messaggero, Il
(Civitavecchia))
Argomenti: Scuola
Mercoledì 25 Febbraio 2009 Chiudi di VALENTINA DI NINO
Trastevere e metà Centro ancora una volta nel caos per una manifestazione.
Tutta la zona intorno al Ministero della Pubblica Istruzione è rimasta bloccata
per nove ore, con ripercussioni fino a viale Marconi e via Ostiense, per un
sit-in del personale delle cooperative Ata che assicurano i servizi di pulizia
nelle scuole. Una protesta che si è protratta per quasi nove ore creando disagi
in tutta l'area centrale. I lavoratori, circa tremila, si
sono dati appuntamento alle nove del mattino sotto le finestre del ministro Gelmini e hanno tenuto duro fino alle
sei del pomeriggio: sono stati incendiati un paio di cassonetti e danneggiate
alcune auto. Centinaia di vetture dell'Atac sono state deviate e i passegggeri,
mugugnando, hanno dovuto continuare il viaggio a piedi. Il contratto dei
lavoratori scade il 31 marzo. Ma il ministero ha fatto sapere che i fondi per
rinnovarlo non ci sono. Così c'è stata la quinta manifestazione da ottobre.
Quattordicimila rischiano la mobilità. Durante il sit-in ci sono anche stati
momenti di tensione quando alcuni manifestanti si sono staccati dalla folla
radunata sulle gradinate del ministero e hanno dato fuoco, appunto, a un paio
di cassonetti, prendendosela poi con le auto in sosta su viale Induno sferrando
calci sulle carrozzerie. Mentre le forze dell'ordine, schierate in tenuta
antisommossa, facevano da cordone di sicurezza intorno al Ministero. C'era
rabbia e si sentiva. Soprattutto tra i residenti e gli automobilisti. Un gruppo
di manifestanti a un certo punto si è piazzato in mezzo alla strada bloccando
le rotaie del tram e le carreggiate. A quel punto le forze dell'ordine,
polizia, vigili e carabinieri, hanno deciso, per limitare i danni, di deviare i
mezzi pubblici che transitano su viale Trastevere. La strada alla fine è stata
chiusa anche alle auto dalla fermata della stazione ferroviaria, in fondo alla
circonvallazione Gianicolense, fino a piazza Belli. Utenti disorientati e
rassegnati: «Qui ogni giorno ce n'è una - dice una utente del tram - Quando ci
si è messa anche la pioggia, la situazione si è complicata ancora di più». Per
centinaia di automobilisti è stata una giornata ancora più infernale del
solito. Rallentamenti sono stati segnalati fino alla Portuense e a piazza San
Giovanni di Dio. Solo in serata la situazione è tornata alla normalità. Oggi il
prefetto Giuseppe Pecoraro incontrerà i commercianti per illustrare il nuovo
protocollo sui cortei.
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
SCANDIANO E ZONA DELLE CERAMICHE pag. 20 A rischio Regnano
e San Giovanni VIANO EMERGENZA SCUOLE SABATO scorso nella scuola primaria di
Regnano si è svolto un incontro con la Dirigente dell'Istituto Comprensivo
"Toschi" di Baiso-Viano, la professoressa Maria Teresa Grispino,
l'insegnante responsabile di sede, con i rappresentanti dell'Amministrazione
comunale di Viano e i genitori degli alunni. La Grispino ha illustrato i
cambiamenti riportati nell'opuscolo ministeriale che prevedono i seguenti orari
scolastici in vigore da settembre 2009: modello base 24 o 27 e modelli a
richiesta (secondo organico disponibile) 40 ore (tempo pieno) o 30 ore (con
attività opzionali facoltative). "Con questi cambiamenti - ha sottolineato
la dirigente difficilmente si potrà garantire l'attuale orario del tempo
integrato". "Purtroppo spiega un genitore - se qui a Regnano verrà
soppresso l'attuale tempo integrato, per motivi di lavoro, sarò costretta ad
iscrivere mio figlio in un altro comune che offre il servizio di tempo
pieno". Un altro genitore ribadisce: "Siamo molto preoccupati per
questo stato di incertezza che non ci permette di orientarci e programmare il
prossimo anno scolastico 2009/10". Dall'incontro è emersa la forte
esigenza delle famiglie che vivono nelle piccole borgate del crinale, di
salvaguardare l'attuale orario scolastico che comprende i pomeriggi.
"Poiché in quella sede scolastica sono presenti due gruppi pluriclasse
spiega la responsabile di sede - si è esaminata l'ipotesi di una richiesta di
un modello orario di 40 ore per almeno un gruppo classe, in modo da raggiungere
un monte ore che permetta di dare una risposta concreta ai bisogni delle
famiglie residenti". È stato chiesto ai rappresentanti del Comune se
l'Amministrazione fosse disponibile ad integrare con i fondi comunali, le
eventuali ore rimanenti per realizzare il tempo integrato. "Il Comune fa
fatica a sbilanciarsi in questo momento" ha detto il vicesindaco Bonazzi
che ha inoltre rappresentato lo schema programmatico del Ministero che prevede
un taglio di 87.341docenti entro il 2012, di cui 850 circa nella nostra
provincia. Si è discusso anche della momentanea sospensione dell'articolo della
riforma Gelmini che prevede la
chiusura delle scuole con meno di 50 iscritti e che, se attuato potrebbe
mettere a rischio le scuole di Regnano e S.Giovanni di Querciola. La Grispino
si è infine mostrata disponibile, per quanto di sua competenza, a sostenere le
richieste dei genitori, evidenziando però, la difficoltà di presentare modelli
organizzativi sicuri per il prossimo anno scolastico senza conoscere in
anteprima l'organico disponibile. Purtroppo questi dati verranno attribuiti a
marzo, una volta che le iscrizioni saranno chiuse.
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA SPETTACOLI pag. 30 Non è mai troppo tardi con il
maestro Nori Dalla "scuola elementare di scrittura" al nuovo libro
NON è richiesto il grembiule e il grande fiocco al collo, ma le intenzioni di
Paolo Nori che presenta il suo nuovo libro Pubblici discorsi alle 18 da
MelBookstore in via Rizzoli sono proprio quelle di insegnare a i suoi allievi
le "basi" della scrittura, per aiutare un gruppo di aspiranti
narratori a rivivere le stesse emozioni del primo giorno di scuola. La sua
"Scuola elementare di scrittura emiliana", arrivata alla seconda
edizione, si propone infatti di formare virtuosi della parola capaci di fare un
riassunto, come di farsi sedurre dal suono della poesia. La scuola è ospitata
ogni lunedì sera dalla libreria Modo dalle 21 alle 23.30 (via Mascarella, 24/b)
La sua è una scuola elementare con il maestro unico. «Sì, abbiamo iniziato con
l'Arci di Reggio Emilia tre anni fa, con me cerano Ugo Cornia e Daniele Benati.
Volevamo offrire una scuola che non si limitasse alla scrittura, come anno in
tutti i corsi, ma aiutasse gli alunni ad entrare nell'universo della parola e
del suo uso quotidiano nella nostra regione. Poi, anticipando il modello Gelmini, siamo passati al maestro
unico». Perché scuola "elementare"? «Perché partiamo proprio dagli
insegnamenti di base, dalle aste. E ogni settimana assegno un compito che poi,
il lunedì successivo, correggo. Un esempio, una delle esercitazioni classiche,
tra le più difficili, è quella che ci davano i nostri maestri: racconta cosa
vedi dalla finestra della tua stanza alle tre del pomeriggio di sabato.
Tutto scontato? Per niente. Gli alunni cercano di fare i furbi e sostituiscono
la descrizione con la fantasia, costruiscono storie fantastiche, come se non
avessero la forza per restituirci, semplicemente, il mondo che hanno di fronte
ogni giorno». Grande attenzione per l'osservazione, dunque. «E anche per la per
la lettura, che deve essere coltivata proprio come la scrittura e alla quale
dedico i miei sforzi di insegnante. La mia aspirazione è che ga alunni arrivino
a decodificare un racconto, una poesia, un romanzo, riescano infine a smontarlo
per conoscere i meccanismi profondi che lo governano. Solo così saranno poi in
grado di passare, loro, in prima persona, alla narrazione». Ha mai dovuto
affrontare il problema della dispersione scolastica? «E' un fenomeno che la mia
scuola elementare non conosce. Pensi che al corso precedente tutti gli alunni,
erano 15, sono arrivati alla fine del ciclo intero di lezioni. Ed erano così
felici di essere stati promossi da chiedermi di organizzare una "scuola
media inferiore di scrittura emiliana" che inaugurerà a Bologna entro la
fine dell'anno». Pierfrancesco Pacoda Image: 20090225/foto/1888.jpg
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Udine Anci: sotto esame la riforma della scuola
Il presidente raccoglierà dati negli istituti friulani e predisporrà un
documento Ha l'obiettivo di predisporre un documento da discutere poi con
l'assessore regionale all'istruzione e alla famiglia Roberto Molinaro e con il
direttore dell'Ufficio scolastico regionale il Gruppo di lavoro dell'Anci sulle
problematiche della scuola presieduto da Mario Pezzetta, sindaco di Tavagnacco.
«Dobbiamo capire come cambierà la nostra scuola a seguito
della riforma Gelmini e
soprattutto chi dovrà sostenere i costi che ricadranno sicuramente sui comuni
per assicurare ai cittadini gli stessi standard di qualità che oggi conoscono»,
spiega Pezzetta. Per avere un quadro completo della situazione occorre però
raccogliere dati e informazioni precise nei comuni del Fvg. Il lavoro è
stato già avviato in collaborazione con le amministrazioni locali che sono
state invitate a inviare la propria situazione scolastica entro il 9 marzo a un
indirizzo email (info@anci.fvg.it). In particolare saranno raccolti dati sugli
effetti del dimensionamento scolastico; sui modelli orari "normali"
(24 e 27 ore settimanali) o "prolungati" (30 o 40 ore). Nella seconda
ipotesi il tempo prolungato sarà infatti possibile soltanto in presenza di un
organico sufficiente. Saranno raccolte inoltre informazioni sulla situazione
dei servizi di pre e post accoglienza, doposcuola, mensa, trasporto, sulle
problematiche connesse all'attuazione delle nuove disposizioni sulla scuola
dell'infanzia; sull'ammontare dei crediti comunali Tarsu, in attesa di
pagamento da parte delle autorità scolastiche; sull'ammontare dei crediti
comunali sui "buoni mensa" per il personale insegnante Ata nelle
scuole d'infanzia, in attesa di pagamento da parte delle autorità scolastiche.
Infine sui problemi riguardanti l'organizzazione dei centri per adulti; sul
numero di plessi con meno di 50 alunni; sugli eventuali interventi urgenti per
la "sicurezza" di edifici scolastici e via dicendo. Insomma una fotografia
della situazione come mai era stata fatta prima, così da averne un quadro
preciso e dettagliato. Il Gruppo è composto, oltre che da Mario Pezzetta ,
anche dai sindaci di Campolongo-Tapogliano Giovanni Cumin e di Sacile Roberto
Cappuzzo, dall'assessore al Comune di Udine Kristian Franzil, dai consiglieri
di Gorizia Renata Donati e di Pontebba Isabella De Monte e da numerosi sindaci
e assessori all'istruzione che hanno dato la loro disponibilità.
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Appello del rettore dell'università: nel piano di
ristrutturazione previsti risparmi per nove milioni, la sopravvivenza
dell'ateneo dipende dalla Finanziaria 2010 «Abbiamo tagliato il possibile, ora
il governo ci aiuti» L'inaugurazione dell'anno accademico
fissata per il 9 marzo: non ci sarà il ministro Gelmini Interverranno Tondo e l'ambasciatore Zanardi Landi di GIACOMINA
PELLIZZARI «Abbiamo tagliato tutto quello che potevamo tagliare, ora il Governo
deve aiutarci perché se la Finanziaria 2010 non correggerà il tiro il sistema
universitario rischia l'implosione». È il nuovo appello lanciato dal
rettore dell'ateneo friulano, Cristiana Compagno, e sarà ripetuto il 9 marzo
data ormai fissata per l'inaugurazione dell'anno accademico. In
quell'occasione, infatti, il rettore ricorderà gli sforzi fatti per approvare
il Piano triennale di rientro del disavanzo pari a 12 milioni di euro: una
serie di sacrifici che alla fine dovrebbero permettere un risparmio di 9
milioni di euro. Si è trattato in questi ultimi mesi di ridurre all'osso le
spese. Il rettore, in effetti, ha tagliano le spese di riscaldamento spegnendo
gli impianti nelle vacanze di Natale, i telefonini di servizio e previsto la
vendita del terreno ai Rizzi all'Erdisu per la costruzione della Casa dello
studente che frutterà 900 mila euro. A tutto ciò va aggiunta la
razionalizzazione dell'offerta formativa che il 4 marzo sarà sottoposta
all'esame del Senato accademico. Ma anche l'accorpamento dei dipartimenti che è
a buon punto. Il Piano pluriennale di rientro del disavanzo e il bilancio preventivo
2009, però, prevedono anche il pensionamento anticipato dei decani
dell'università tant'è che, tra i tagli delle spese del personale e i
prepensionamenti, il risparmio potrebbe raggiungere 1,5 milioni di euro.
Operazioni, queste, ancora in corso o già realizzate. «Abbiamo fatto tutto e di
più» continua il rettore, nel ricordare che i criteri deliberati dall'ateneo
friulano «sono più severi di quelli che ci ha dato il ministero». A ridare
speranza al sistema universitario e soprattutto agli atenei "virtuosi"
è stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che l'altro giorno
ha invitato il Governo a rivedere le scelte di bilancio sui tagli
indiscriminati sull'università». Gli fa eco il rettore Compagno che per quanto
riguarda l'ateneo friulano aggiunge: «Sono in atto cambiamenti virtuosi
chiediamo con forza di essere valutati e finanziati in base ai risultati
raggiunti e che, ne sono certa, raggiungeremo». Un concetto, questo, che il
rettore ribadirà anche in occasione del 9 marzo quando sarà reso noto pure il
conteggio degli studenti che negli ultimi 8 anni sono aumentati superando
sfiorando le 17 mila unità. Al momento i dati non sono ancora definitivi perché
a fine febbraio si chiuderà la raccolta delle iscrizione che per quanto riguarda
le matricole evidenzia un calo del 9%. Alla cerimonia del 9 marzo non
parteciperà, come aveva annunciato il senatore del Carroccio, Mario Pittoni, il
ministro, Mariastella Gelmini. La sua presenza è stata
sostituita con quella dell'ambasciatore d'Italia alla Santa Sede, Antonio
Zanardi Landi. Nell'aula magna di piazzale Kolbe, però, ci sarà anche il
governatore del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, che, molto probabilmente,
chiarirà i progetti della Regione per quanto riguarda la costituzione delle
Fondazioni che dovrebbero gestire gli atenei del futuro. In quell'occasione,
sul sistema di finanziamento ministeriale si soffermeranno anche il presidente
del Consiglio degli studenti, Giovanni Benetti,e il rappresentante del
personale, Carla Bressani. Non va dimenticato, infatti, che sempre il Piano di
rientro del deficit ha autorizzato la stabilizzazione di solo 22 dei 54 tecnici
amministrativi che alla fine dello scorso anno attendevano la trasformazione
del contratto a tempo determinato. La prolusione, invece, è stata affidata al
preside della facoltà di Medicina, Massimo Bazzocchi, docente di Diagnostica
per immagini e radioterapia, che parlerà de "L'immagine del corpo umano
nel XXI secolo: da Roentgen all'imaging molecolare". La cerimonia si chiuderà
con gli interventi del governatore del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, e
invitati d'onore all'inaugurazione del XXXI anno accademico dell'atene
friulano.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Cronaca di Cagliari Pagina 1019 manifestazione Corteo
nelle strade cittadine per protestare contro la riforma Gelmini
Venerdì studenti in piazza Manifestazione. Corteo nelle strade cittadine per
protestare contro la riforma Gelmini --> Si
svolgerà domani la finale regionale della corsa campestre studentesca, a
partire dalle 10.30, nel parco San Lussorio di Selargius. Parteciperanno circa
300 studenti e studentesse delle scuole medie e superiori della Sardegna,
raggruppati in diverse squadre, una per istituto. Questi i numeri: per le
scuole medie concorreranno 8 squadre della provincia di Cagliari (4 maschili e
4 femminili), 6 di Nuoro, 6 di Oristano e 6 di Sassari (ognuna con 3 maschili e
3 femminili). Stessa composizione anche nella categoria delle superiori. I
primi classificati di ogni gruppo, oltre al titolo sardo, si aggiudicheranno
anche l'accesso alle finali nazionali, in programma il prossimo mese, dal 26 al
30 marzo, in provincia di Novara. MOBILITAZIONE STUDENTESCA Il sindacato
nazionale Unione degli studenti organizza il ?Surfing day? studenti sull'onda
della crisi?, manifestazione di protesta che si svolgerà venerdì mattina. Il
coordinamento cagliaritano promuove un corteo che partirà alle 9 da piazza
Repubblica e si concluderà in piazza del Carmine. Ancora da stabilire il
percorso. L'iniziativa è contro la riforma Gelmini.
Non solo: si propone anche di esprimere solidarietà alla popolazione
palestinese di Gaza. PACINOTTI Si parlerà di violazione della privacy, internet
e reati del web nell'assemblea d'istituto convocata venerdì dagli studenti del
liceo scientifico Pacinotti, durante la quale interverranno alcuni ufficiali
della polizia postale. Al termine dell'incontro spazio alla musica con un
concerto di band formate da alunni della scuola. ELEONORA D'ARBOREA È stata
convocata sabato l'assemblea dell'istituto magistrale Eleonora d'Arborea. Tra i
punti dell'ordine del giorno i problemi sui corsi di recupero e il carnevale. (
st. co. )
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Pordenone Graduatorie sospette, scatta il
ricorso dei precari Punteggi e autocertificazioni sotto la lente della Cgil.
Ausiliaria vince la prima conciliazione Scoppia la protesta dei bidelli a
Pordenone: punteggi e autocertificazioni sotto la lente del sindacato Flc-Cgil
nelle graduatorie di 4 mila ausiliari precari. Caccia aperta in bidelleria a
chi ha troppi punti negli elenchi di terza fascia. La prima conciliazione su
ricorso è stata vinta nelle scuole primarie: un'ausiliaria precaria trentenne
ha ottenuto ragione sul dirigente e lavoro in 2 plessi. Licenziamenti a catena,
come effetto e 5 casi sono finiti sotto osservazione (con amministrativi e
tecnici coinvolti). In città, sarà la punta dell'iceberg? «Chiediamo
all'Ufficio scolastico il controllo sulla legittimità dei punteggi nei primi
200 iscritti delle graduatorie di terza fascia di istituto - è il diritto alla
legalità difeso dai sindacalisti cigiellini Carla Franza e Gianfranco
Dall'Agnese -. Le valutazioni sbagliate di titoli e servizi sono concentrate
nel terzo circolo didattico di Pordenone: errori a catena». I casi: sorpassi in
graduatoria non giustificati dai titoli presentati, Far-West dei punteggi da
una scuola all'altra, dichiarazioni di servizio o titoli non confermate dai
documenti e vai con l'operazione "scuola pulita". I sindacalisti
chiedono trasparenza e legalità. «Capita che nel terzo circolo didattico i
punteggi attribuiti siano troppi alti, per alcuni aspiranti collaboratori -
hanno riassunto il caso scoppiato, i cigiellini -. È capitato anche per le
graduatorie docenti. I ricorsi portano al licenziamento del primo nominato, ma
a catena chi ha ottenuto altre supplenze in altre scuole con un punteggio inferiore
a quello del licenziato, rischia, a sua volta, di perdere l'incarico». Spade
incrociate tra i bidelli precari: l'effetto domino fa stare sulla graticola
anche quelli con le carte in regola. «La catena dei licenziamenti potrebbe
protrarsi fino a giungo - incrociano le dita, Franza e Dall'Agnese -. Il danno
per i precari incappati in questa situazione, è doppio: perdono la supplenza e
il periodo di servizio prestato non farà punteggio». Lo stipendio, però, è
salvo. Inoltre, si allarga sempre più lo strappo tra i sindacati confederali,
sull'esito del referendum sul contratto di lavoro 2008-2009 che i cigiellini
non hanno firmato. Il sindacato Flc-Cgil sarà in piazza il 18 marzo, per la
terza vola in meno di 5 mesi. «Il 95% di no a livello nazionale e l'88% nel
Pordenonese: lo sciopero lancia un segnale di coerenza - hanno riassunto Carla
Franza e Gianfranco Dall'Agnese -. Sul contratto-bidone firmato da Cisl, Uil
scuola, Snals e Gilda non metteremo mai la nostra firma». Braccia incrociate e
manifestazioni territoriali, per fare eco al malcontento di docenti, ausiliari,
tecnici, amministrativi e il popolo dei precari. I cigiellini rischiano di
andare allo sciopero soli, oppure con lo sciame delle sigle minori (Comitati di
base Cub, Unicobas e Cobas), precari, studenti dell'Unione e della rete web. «No al contratto-bluff e no alla riforma Gelmini - hanno indicato il doppio
binario della protesta -. Il maestro unico e la scuola primaria a 27 ore
settimanali avrà effetti dirompenti in tutte le classi del quinquennio.
Chiediamo il mantenimento della seconda lingua straniera nelle medie. La
riforma, non va».(c.b.)
( da "Giornale.it,
Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
L'ultima di Collina è il cartellino arancione. Magari
sponsorizzato dalla banca che di questo colore promuove il "conto".
Una soluzione cromaticoandreottiana, un compromesso tra il giallo e il rosso,
una non decisione, una palla in calcio d'angolo, tanto per non smentirsi.
L'uomo che sussurrava alla pioggia ha lanciato l'idea ma il football, anche con
il progresso, le riforme, il cambio delle norme, non è l'hockey su ghiaccio,
non è la pallacanestro, non è il rugby che, dal football non hanno assorbito
nessuna regola. O forse avremo i passi e il tempo d'area? O forse la pala
passata in avanti? O il cambio in corsa? Il football vive già una vita
difficile perchè il suo regolamento è letto a fisarmonica, si apre e si chiude
seguendo fazioni e inteessi, figuratevi poi l'introduzione di un terzo
cartellino, arancione appunto, per ch ha commesso un fallo a non proprio
cattivo ma nemmeno tanto morbido, insomma un'ave maria e un pater noster,
diceva il prete in confessionale. Tra qyualche tempo avremo la proposta del
cartellino nero, per attacco alla persona? Scritto in Nessuna categoria
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Feb 09 Le
pagelle del calcio, del cinema e del festival Mai fidarsi dei critici, di
football, di cinema e di canzoni. Prendete l'ultimo festival di Sanremo,
rileggete voti, opinioni, riguardatevi interventi in radio e tivvù degli
inviati al festival, controllate i voti riservati ai tre cantanti finalisti,
direi Povia su tutti e cercate di non ridere. O non ci hanno capito nulla o il
loro giudizio conta ancora di meno rispetto al parere del pubblico. Cosa che
accade anche in occasione dei festival del cinema, si tratti di Cannes o di
Venezia, roba da sofisticati, raffinati ma non per la gente comune che la pensa
in modo opposto a quello che i sacerdoti hanno espresso. Idem come sopra nel
calcio, con qualche eccezione, perchè spesso il calciatore bocciato in pagella
è anche quello fischiato dal pubblico dello stadio ma capita anche che alcuni
godano di protezione, di voto di casta, di sufficienza perchè appartengono a
una certa squadra e perchè teniamo famiglia ed è meglio conservare buoni
rapporti con il prossimo, il calciatore appunto. Totale: i voti in pagella sono
come le cravatte, di gusto personalissimo, a volte meglio andar via in
maglietta, a volte il regalo della fidanzata o della moglie viene riciclato,
dunque al prossimo festival non tenete conto di quello che scriveranno i
giornalisti, dico in materia di voto, passate oltre. Scritto in Nessuna
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Commenti Manda questo post a un amico 18Feb 09 Bonolis e Grillini Ormai al
festival di Sanremo sono saltate le marcature. Le canzoni sono un pretesto, si
può fare e dire di tutto, invitare amici, sodali, soci, affini e poi, arriva il
bello. Per esempio uno canta, dico Povia, e il suo brano "Luca era
gay" è argomento di discussione da settimane, di giorno e di notte.
Trattasi di canzone ma Povia è Povia non è mica Mina che, parola di Patty Pravo
è ectoplasma, o Paoli che condede la pietas al pedofilo violentatore, Povia no,
dunque si adatti. Si adatti a vedere la seguente scena: Bonolis, una volta
finita l'esecuzione del cantante, cede il microfono a uno spettatore che è poi
l'onorevole Grillini, esponente dell'arcigay, il quale conclude il proprio
intervento con uno schiaffetto a Povia che non conosce i problemi dei gay.
Seguono fischi e applausi. Grillini ha fatto il suo mestiere, anche da
propagandista annunciando la prossima manifestazione di protesta del suo
movimento. Ma Bonolis ha creato un buon precedente: ogni testo discusso o discutibile
avrà ora bisogno di un intervento dall'esterno, telefonata da casa, intervento
del pubblico in sala per contestarlo, approvarlo, criticarlo. Il festival non è
più di un ente pubblico come la Rai, ormai è di un presentatore, è di chi
prende un milione e decide a proprio piacimento di offrire il microfono a chi
gli garba, sempre per proteggere le cosidette minoranze. E poi in questo
benedetto Paese è ormai diventato impossibile pensarla in maniera diversa
altrimenti sei un razzista, un violento, un antidemocratico. Avere un'idea è
pericoloso, avere un'ideologia è più comodo. Si fa carriera, si prendono
denari. Anche più di trenta. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 19 ) » (5
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© 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 17Feb
09 Del Noce e i calciatori Il granata Del Noce Fabrizio, direttore di Rai 1, ha
fatto il furbo, in conferenza stampa, e i giornalisti dinanzi a lui hanno
ascoltato come somari:"Il compenso di Bonolis? Perchè non scrivete e non
vi scandalizzate per gli stipendi dei calciatori?". Il granata Del Noce
Fabrizio dimentica un dettaglio, un particlare, un asterisco: i salari dei
calciatori provengono da casse private, dai presidenti che continuano a
spendere e a spandere, con una contabilità agghiacciante ma sempre di soldi
loro trattasi. Nel caso del Bonolis e della sua orchestra, invece, va ricordato
al granata Del Noce Fabrizio che i denari provengono anche dagli abbonati che poi
saremmo noi tutti. Ma questo al granata direttore non gliene frega un fico
secco e ai giornalisti astanti pure. Alla prossima. Scritto in Nessuna
categoria Commenti ( 2 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Commenti Manda questo post a un amico 16Feb 09 Una domanda a Mediaset Fabrizio
Del Noce, direttore di Rai 1, ha spiegato così il contratto da un milione di
euro di Paolo Bonolis:"Se uno pensa che Bonolis è arrivato ieri mattina e
ripartirà sabato sera, sbaglia. La prima riunione con lui l'abbiamo fatta a
giugno". Benissimo, il notaio conferma. Dunque Bonolis Paolo ha giocato su
due tavoli, percependo regolare salario da Mediaset e intanto lavorando al
progetto Rai. Nessun conflitto di interessi. semmai l'interesse al conflitto.
Degli altri. Mediaset batta un colpo o è defunta. Scritto in Nessuna categoria
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post a un amico 15Feb 09 Bonolis e otto mesi di lavoro Ha ragione Paolo Bonolis
a spiegare il compenso di un milione di euro: otto mesi di lavoro, questo è l
festival per lui e per il suo staff, otto mesi a studiare, scrivere,
raggrumare, insieme con autori illustri, che cosa fare e che cosa dire in
cinque serate di musica e roba varia. Ma c'è un piccolo particolare, dico
piccolo così per scherzo. Dove si trovava in questi otto mesi Bonolis Paolo? A
Mediaset, là riceveva salario per il suo lavoro ma in contemporanea stava
pensando e facendo il resto per il festival di Rai 1. Come la mettiamo con il
senso della vita? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 7 ) » (6 voti, il
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2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 14Feb 09
I milioni di Bonolis Sostiene Bonolis Paolo che la Rai lo paghi un milione di
euro per il festival di Sanremo. Sostiene lo stesso personaggio che trattasi di
compenso per un anno di lavoro. Okk, il prezzo è ingiusto. Spiegazione: Bonolis
Paolo lavora da qualche tempo, più di un anno, per Mediaset e risulta che i
salari gli vengano versati puntualmente. Primo quesito: se il festival sanremese
comporta un anno di lavoro su quanti tavoli ha giocato il signor Bonolis negli
ultimi dodici mesi? Secondo quesito: il compenso di un milione di euro è
comunque relativo a serate cinque di canzoni e affini. Non male per il senso
della vita, sua. Nessun dorma apre il festival con la voce di Mina. Nessun
dorma in questo Paese che da una parte sa che in Rai se le danno per un posto
nel cda, al tiggì, in corridoio e al bar ma in contemporanea hanno soldi (anche
degli abbonati, no?) da spendere e spandere per questo e quello. Sergio Zavoli,
dopo faticose riunioni e beghe da cortile, è il capo della commissione di
vigilanza. Non so ancora bene che su chi e che cosa vigilino. Incominci a dare
un'occhiata anche a chi si occupa di casting, ai cosidetti agenti che portano i
propri pupilli e le proprie badanti. Non accadrà nulla di tutto questo, tra
qualche giorno incomincia la festa del festival, oppure il festival della
festa. Un bell'applauso e un milione di auguri. Scritto in Nessuna categoria
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questo post a un amico 10Feb 09 La morte e il cortile Alla fine Eluana ha
salutato tutti, spero mandandoci a quel paese con un leggero, decisivo battito
di ciglia. Purtroppo siamo rimasti noi, con le nostre volgarità, con il nostro
cortile. Ieri sera, tre ore dopo l'annuncio della morte della signorina
Englaro, mi piace scrivere così, i politici e politicanti nostrani hanno confermato
che la crisi non riguarda soltanto l'economia ma anche e soprattutto
l'intelletto, la cultura del nostro Paese. Qualcuno si è perso lo spettacolo
offerto dai personaggi e interpreti di Porta a Porta, le reduci, i
sopravvissuti, figure di margine che non avranno spazio nei libri di storia a
venire, nemmeno un asterisco a piè pagina ma oggi godono della massima
visibilità su qualunque emittente, a qualunque ora (deppoi parlano di bavaglio)
e urlano e strillano e fingono di difendere il popolo ma difendono l'ideologia
non l'idea, tutelano il proprio stipendio non quello dei cittadini, pasionarie
del tubo catodico, presenzialisti della terza camera della repubblica (il
salotto di Bruno Vespa; mentre in contemporanea si decidevano le sorti dei
ragazzi del Grande Fratello, la cosa più schifosa della tivvù, il vomito
dell'uomo erectus, ecco che giungeva notizia che Enrico Mentana annunciava le
proprie dimissioni da direttore editoriale di Canale 5 e di Mediaset perchè,
appunto, la rete, l'azienda preferiva il reality alla realtà, l'audience
all'informazione. Strano che se ne sia accorto soltanto ieri sera, strano che
sia tornato laddove, lo diceva lui medesimo, gli avevano messo il cerotto sulla
bocca. Strano fino a un certo punto perchè si fa informazione per raggiungere
l'audience e battere il concorrente rivale dell'altra rete. Scommetto che
stasera a Londra la nazionale italiana di calcio giocherà con il lutto al
braccio, tanto per lavarsi la coscienza davanti all'audience, scommetto che
pioveranno fischi e roba simile agli inni del Brasile e al signor Battisti
Cesare rifugiato politico ed ergastolano omicida. Questa è l'Italia, questo è
il mondo, tra una dimissione, un urlo, una adunata di piazza, uno share. Per
questo Eluana ha fatto la scelta migliore. Eluana non noi. Le sia lieve la
terra. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (6 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 06Feb 09 La vita è di
destra o di sinistra? C'è una ragazza che forse vivrà. Forse morirà. Forse.
Eluana e mille altre, in Italia, altrove. Ci sono partiti, stavolta in Italia e
basta, che stanno litigando, sfilano, marciano, si riuniscono per discutere sul
caso. La vita diventa un fatto di propaganda, di ideologia, si trasforma in una
esibizione di opinioni, di leggi, di convinzioni. La nascita e la morte messe
ai voti, come se fossero slogan elettorali, merce di scambio per un seggio in
più, manifesti di lotta. In contemporanea ecco il conto alla rovescia, ridotta
del 30, del 40, del 50 per cento l'alimentazione, domani si procede, i tempi
prevedono, entro due settimane, come se si trattasse di un latte a scadenza,
dell'estrazione di un numero del lotto, di qualcosa comunque che va a finire.
Parla il Capo dello Stato, replica il Capo dei Ministri, ribatte il Capo del
Governo Ombra, si unisce il coro della maggioranza e urla il loggione della
minoranza. Diciassette anni racchiusi in questi giorni miserabili. Questa è la vita
di Eluana e delle altre mille come lei. Scritto in Nessuna categoria Commenti (
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un amico 03Feb 09 Vorrei dire di Eluana Vorrei dire di Eluana. Vorrei. Poi mi
fermo, poi penso a Lei, a suo padre, a quelli che le stanno attorno, vicino.
Molti, troppi, forse nessuno per Lei medesima. Penso al viaggio dell'ambulanza,
stavolta non per salvare una vita. Penso al padre che soffre e ogni tanto
ricorda, lo dovrà fare, lo avrà fatto, al giorno della nascita della sua
creatura, alla festa, ai primi vagiti, alla speranza, alla vita insomma. Tutto
questo ha ricevuto il timbro di un tribunale. Si spacca la coscienza dell'uomo,
cattolico e non soltanto. Penso all'egoismo di chi rimane, di chi vuole
prolungare ipotesi di respiri, miraggi di esistenza. E a chi ritiene questo già
un atto di fede nell'uomo stesso. Verrà il momento, il dopo, il non più.
Verranno altre Eluane senza che nessuno possa spiegare perchè questa vita che
ci viene regalata c viene anche tolta. da vivi. Scritto in Nessuna categoria
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questo post a un amico Post precedenti Chi sono Barese e meteco tra Torino e
Milano. Amo la radio, le auto d'epoca, il vintage, il juke box, i Beatles,
Totò, Platini, il vino buono e la tavola giusta e così sto imparando a
conoscere la vita. Nei giornali ho scritto di tutto, tra errori ed omissioni.
Ringrazio i miei Nobel d'avventura, Tosatti, Arpino, Zanetti, Brera, Montanelli
e qualche contemporaneo illustre di cui non voglio svelare l'identità. Ad
maiora. Tutti gli articoli di Tony Damascelli su ilGiornale.it contatti
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ha potere non soltanto nell'Uefa ma anche nella Fifa,... Romano150: Salut, non
so se certe nuove proposte siano sempre nuove ed efficaci. Non so se è stata
abbandonata... mauro: Caro Damascelli, ho riletto la notizia, e probabilmente
ho equivocato sul doppio arbitro. Platini aveva detto... tony.damascelli:
Gentile Mauro, la proposta di Michel Platini non è quella di avere un arbitro
in più ma due... mauro: Caro Damascelli, la proposta del cartelino arancione
non è di Collina ma nordirlandese e verrà discussa... Ultime news Crisi, Obama
debutta al Congresso: "Ricostruiremo e torneremo più forti"D?Alema re
dell?intrigo vuole fare fuori anche FranceschiniTreviso, orrore in casa: madre
e figlia sgozzateIndagato anestesista, scattò foto a Eluana nella clinica
"La Quiete"Nucleare, firmato l'accordo Berlusconi-SarkozyInter, un
pareggio che è quasi un premio"Quest?Otello mi si addice sono gelosa e
ossessiva""Io, ex cervello in fuga, tifo Gelmini"Principessa
sposa personal trainerA Discovery 3 si può chiedere l?impossibile Blogroll
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( da "Giornale.it,
Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
n. 48 del 2009-02-25 pagina 13 "Io, ex cervello in
fuga, tifo Gelmini" di Enza Cusmai Ricercatrice,
sposata, tre figli, per otto anni ha lavorato negli Usa. Ora è tornata in
Italia: "Lì fare ricerca è un piacere. Conta la meritocrazia. Per questo
sono d?accordo con la riforma del ministro" «Con i risultati scientifici
raggiunti e le mie pubblicazioni, negli Usa ora sarei professore universitario.
In Italia, invece, non ho un posto fisso e continuo a fare la ricercatrice solo
perché ho uno studio e con i miei pazienti faccio quadrare i conti. Altrimenti
avrei mollato da tanto tempo. Qui, purtroppo, la meritocrazia è una parola
ancora sconosciuta». Silvia Migliaccio è un medico, sposata con tre figli. Si
occupa di osteoporosi e di malattie metaboliche dell?osso e su questa delicata
materia fa ricerca a La Sapienza di Roma. Che ha accolto il suo «figliol
prodigo» con un contratto di collaborazione di 900 euro netti al mese.
Dottoressa Migliaccio ma lei non rimpiange gli Usa? «Da un punto lavorativo sì.
In quel paese fare ricerca è un piacere. Si lavora benissimo, ci sono i fondi,
è organizzato tutto perché si produca il meglio. Ed è per questo che, dopo aver
vinto una borsa di studio, sono rimasta per altri otto anni». Perché è
rientrata? «Per mio marito. E anche per accettare una sfida e realizzare
un?aspirazione: fare ricerca in Italia, nonostante tutto». Con che cosa si è
scontrata? «Con un sistema diverso e patologico. Talvolta i concorsi non vanno
come dovrebbero andare. E alcuni ricercatori non producono quanto e come
dovrebbero». Perché scarseggia la produttività? «Non ci sono controlli sul
lavoro svolto. Quando uno diventa ricercatore e ha il posto fisso non viene più
messo in discussione. E qualche pubblicazione si rimedia sempre, ma bisogna
vedere da chi sono state scritte e come». E negli Stati Uniti non è così?
«Avviene esattamente il contrario. Le università controllano ogni 5 anni il lavoro
svolto da uno ricercatore e le sue pubblicazioni vengono analizzate
attentamente. Insomma si verificano i risultati. Se non ci sono, tagliano i
fondi, se invece un ricercatore produce, continua ad essere sostenuto». E in
Italia chi controlla i ricercatori? «A quanto ne so nessuno, invece andrebbe
introdotta la seguente formula: se un ricercatore produce, va premiato, se non
produce si deve ridimensionare. Insomma non ci si può adagiare, perché poter
essere messi in discussione è stimolante». Dunque lei concorda con quanto
sostiene il ministro Gelmini a proposito di
meritocrazia? «Praticamente sì, sia per quanto riguarda i rami secchi da
sfoltire, sia per l?introduzione della meritocrazia in stile americano. Qui,
una volta che uno ha il posto, ha il posto». E si siede, dimenticandosi pure di
fare pubblicazioni? «Intendiamoci, anche in Italia ci sono ricercatori che
fanno altissima ricerca ma questo sistema è di fondo malato, ci sono pochi
controlli, ci sono ricercatori poco produttivi. In compenso il sistema
disincentiva i giovani più bravi che spesso o mollano tutto o se ne vanno
all?estero». Si stufano perché non li pagano? «Niente soldi e niente
collocazione. Dopo che ha preso una borsa di studio non puoi più prenderne
un?altra e chi non ha il posto fisso resta fuori». Ma lei come mai non ha il
posto fisso? «Avevo un assegno di ricercatrice ma è terminato ed è tutto
finito. L?anno scorso ho lavorato gratuitamente in università perché non
c?erano fondi e quest?anno mi hanno offerto una collaborazione». Pagata? «Mille
euro su cui ci pago le tasse». E come vive? «Con il mio lavoro di studio.
Altrimenti la mia attività di ricercatrice l?avrei terminata o avrei dovuto
emigrare un?altra volta». Non si sente discriminata? «Mi ritengo fortunata. Mi
apprezzano al livello internazionale, sono nel consiglio direttivo della
Società italiana di osteoporosi e mi chiamano ad ogni congresso specialistico
per le mie relazioni. Sono considerata un?opinion leader, come si direbbe in
America. Questo mi basta». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Commenti Pagina 335 confusione e sovrapposizioni Teoria e
pratica nell'abisso scolastico Confusione e sovrapposizioni di Gabriele Uras
--> di Gabriele Uras La lettera dell'insegnante Paola Piu, pubblicata su
L'Unione Sarda del 13 febbraio scorso ("A fine quadrimestre pagelle, voti
e confusione), è un segnale di quanto avviene in questi giorni nelle scuole
italiane, in particolare in quelle del 1° ciclo (primaria e secondaria di primo
grado). Non c'è da meravigliarsi. Quando si passa dalla formulazione della
norma alla sua attuazione, emergono spesso difficoltà applicative inattese o
inizialmente sottovalutate. Le innovazioni promosse dal
ministro Gelmini non fanno
eccezione a questa regola: il voto numerico, il maestro unico, la pluralità
degli orari affrontano in questo periodo problemi attuativi di vario genere.
Del maestro unico non è chiaro nemmeno il profilo, perché unico non è, e
nemmeno prevalente, ma unico e prevalente nello stesso tempo o nessuna delle
due cose. Ed è errato chiedere che sia il ministro a risolvere la
disputa nominalistica, o a sanare la contraddizione tra l'essere, questa
figura, unica e contemporaneamente prevalente. È improprio chiedere alla
politica chiarimenti che attengono alla pedagogia e alla didattica, che possono
sempre contare sulle risorse dell'autonomia. Analogo discorso vale per il voto
espresso in forma numerica. C'è una legge, ci sono i decreti e le circolari con
le istruzioni ad essa relative. A livello politico e tra gli esperti si può
discutere la norma per sostenerla o criticarla, e può farlo anche il docente,
fuori dall'aula e come cittadino. Dentro la scuola, si dovrebbero invece
ricercare soluzioni operative idonee a realizzare il dettato normativo. Ma qui
c'è un problema. Il percorso che va dalla norma alla didattica è articolato e
complesso e si dipana attraverso provvedimenti di diverso tenore e forza
regolativa, regolamenti, decreti, ordinanze, circolari, emanati da autorità di
livello decrescente, dal ministro al dirigente scolastico. I principali
destinatari sono i docenti, ultimo anello della catena ordinamentale del
sistema scolastico, i protagonisti principali dell'erogazione del servizio
formativo. Nell'esercizio della loro funzione, essi mettono a frutto le proprie
competenze culturali e professionali, ma devono rispettare le norme e le
istruzioni che l'Amministrazione scolastica emana, sia pure nel rispetto
dell'autonomia riconosciuta dalla legge. Esiste, nel percorso anzidetto, una
fase critica, ed è quando la norma e l'amministrazione impattano sulla didattica,
e il docente intraprende il cambiamento, inserendo nel suo quotidiano operare
le innovazioni introdotte dalla legge. Ciò richiede un duplice impegno: quello
di abbandonare le vecchie pratiche consolidate e quello di elaborare le nuove,
dopo averne compreso le ragioni e pur non condividendole personalmente. Di
fronte a questi impegni, oggi il docente è solo. Mancano i soggetti in grado di
assicurare le necessarie mediazioni di natura tecnica tra la norma che
regolamenta la sua attività e la quotidiana pratica dell'insegnare. Il
dirigente è assorbito in compiti a dominanza organizzativa e burocratica che
non gli lasciano il tempo per occuparsi della didattica. Gli ispettori, oggi
denominati dirigenti tecnici, non ci sono più, o è come se non ci fossero,
perché il reclutamento per chiamata, in scriteriato uso da alcuni anni, li
rende più precari dei precari. Ma chi sono gl'ispettori? Essi fanno parte
dell'Amministrazione, ma sono a contatto con le scuole. Sanno di pedagogia e
didattica, ma conoscono anche le norme e sono a contatto con chi le applica. Su
invito delle scuole o del direttore regionale, possono prendere parte a
incontri di lavoro coi dirigenti e coi docenti, per illustrare le disposizioni
ministeriali, agevolarne l'interpretazione, suggerire modalità applicative,
spiegare il senso delle innovazioni, integrando il diritto con la pedagogia, i
problemi organizzativi e gestionali con la didattica, il punto di vista dei
docenti con quello del dirigente. Sono compiti che il dirigente amministrativo
non affronta, perché non possiede la preparazione necessaria, e altre sono le
sue competenze. Forse l'insegnante Piu si sentirebbe meno confusa e sola, e i
problemi da lei segnalati risulterebbero meno assillanti, se la scuola potesse
ancora contare sulla consulenza di dirigenti tecnici validamente selezionati e
pedagogicamente competenti. Conviene sperare che il ministro Gelmini
si faccia carico del problema e acceleri le procedure di espletamento del
concorso ispettivo già da tempo bandito.
( da "Sestopotere.com"
del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il primo sondaggio post-Veltroni: il Pd crolla sotto il
22%. Vola il Pdl (25/2/2009 10:24) | (Sesto Potere) - Roma - 25 febbraio 2009 -
Il sito Affaritaliani.it pubblica in esclusiva il primo sondaggio dopo le
dimissioni di Walter Veltroni da segretario del Partito Democratico. Nelle
intenzioni di voto - secondo la rilevazione Crespi Ricerche - il Pd perde il
4,5% in un mese e precipita al 21,8. Balzo al 42% (+2,5) del Popolo della
Libertà. Crescono anche l'Italia dei Valori (dal 6 all'8%) e l'Udc (dal 5,5 al
6,2%). La fiducia in Silvio Berlusconi vola al 61% (+5 rispetto a gennaio) e
scavalca Giorgio Napolitano, in calo di tre punti al 55%. Secondo l'analisi di
Luigi Crespi tra i Ministri, rilevante è la performance di Renato Brunetta che
guadagnando 3 punti e attestandosi al 58% diventa il secondo politico che
ispira maggiore fiducia agli italiani. Bene anche Maroni al 56% e Ignazio La
Russa al 52%, rispettivamente secondo e terzo nella classifica delle fiducia
nei Ministri. Frattini e Tremonti sono in leggera flessione
e si attestano con Maria Stella Gelmini, il ministro donna più amato del governo, al 50%. Alfano e
Prestigiacomo sono al 49%, recuperano consensi Sacconi (+2) al 48% e Scajola al
47%. Carfagna e Meloni sono entrambe al 46%, ma con il Ministro delle Pari
Opportunità che da settembre ad oggi è stata capace di recuperare 15 punti.
Complessivamente su 21 Ministri 8 hanno fatto registrare il segno positivo,
mentre solo 4 hanno fatto registrare il segno meno, gli altri 7 sono stabili.
Fonte Crespi Ricerche - Sondaggio telefonico con metodologia C.A.T.I.
realizzato su un campione di 1.000 casi rappresentativo della popolazione
italiana maggiorenne tra il 19 e 20 febbraio 2009. Articolo tratto da
Affaritaliani.it
( da "Giornale.it,
Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Anche Dario Franceschini ha fatto il suo giuramento, come
quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli
emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il
nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui.
"Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici
democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una
maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un
pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da
perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti
berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di
"giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso
che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande
all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del
"Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni
Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a
parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere
insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed
ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in
cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla
ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come
la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni
europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena
dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero
l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché
poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della
Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle
primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro".
Riuscirà dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del
"superdisastro" chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed
elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi
dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del
Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare
("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei
problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.") e anche
Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso rosso
anti veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando al
dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds
vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si
libererà del "vizietto" farà poca strada. Ma D'Alema cosa sta
tramando? di Peppino Caldarola Non basterà il "ragazzo alibi" a
fermare la scissione nel Pd/di Paolo Guzzanti Scritto in Varie Commenti ( 33 )
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2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Feb 09
Walter, un perdente perfetto Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni
regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche,
regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l'altra
da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era
riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di
un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un
partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni
(e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di
segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo sotto processo e che
era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore:
caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e
amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste:
l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima tragedia della sinistra
italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che ha lanciato Bersani
nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale
dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in
Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un avversario
indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore dell'Unità, Renato
Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il Veltroni-pensiero è
inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il centro-sinistra
dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione organica di
pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi organicamente con il
Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle politiche). D'Alema sapeva che
Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe
portato a una diaspora sarda nella sinistra. E ha avvertito a lungo inascoltato
che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico
nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a
volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di
facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla
quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa
malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e Bertinotti, con
"baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.". Sardegna
ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del
Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco
dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il
"colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.",
"Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci
addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a
Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel
Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore fantoccio".
I sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel
voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto
democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo
progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo
in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli.
L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare alle
primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo
Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che
sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua
poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima
delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile
a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di
amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi
avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E
per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto
del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più
adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc:
sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite
la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie
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un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante
di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle
infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà: 32 chilometri e
mezzo, costati meno di un miliardo di euro, realizzati in meno di quattro anni.
Era prima dell'ultimo ultimo governo Prodi, ricordate? Quante polemiche sulle
grandi opere berlusconiane, sulla legge-obbiettivo, quanti attacchi feroci dale
centrosinistra e dalla sinistra, dai verdi e dai comitati. L'Italietta del no
era insorta compatta contro i cantieri, contro il piano delle Grandi opere.
Inutile rivangare. Già, perché il Passante di Mestre è una realtà, serviva al
Veneto e tutto il Nord Est ed è stato fatto. Quel taglio del nastro di ieri con
il premier Berlusconi e il governatore del Veneto Galan sorridenti, le strette
di mano alle maestranze col caschetto giallo non sono uno slogan.
"L'Italia del fare" non dovrebbe essere considerato uno slogan (come
fa la sinistra) ma una realtà per un Paese che investe nel futuro e nella sua
modernizzazione. Per un paese che ha necessità di puntare sulle infrastrutture a
servizio delle imprese, del lavoro, della competitività, dei cittadini. E che
cerca di farlo fra mille ostacoli politici, burocratici, finanziari e dopo anni
di ritardi che sembrano incolmabili rispetto al resto d'Europa. Fa bene
Berlusconi a insistere. Stato, Regioni, enti locali in Veneto hanno dimostrato
che esiste un altro modo di declinare il veltroniano "yes we can".
Quattro anni fa ero a Roma e dopo la firma dell'intesa per il Passante fra
governo e regione, Galan mi prese a braccetto e mi disse: "Guarda Alberto
che il Passante è indispensabile e si farà. Non si ripeterà la storia dei
cantieri che aprono e non chiudono mai. I soldi ci sono e quella
"strada" la faremo". Certo, la strada da percorrere è ancora
lunga e difficile : c'è da completare la Tav, da finire la Salerno-Reggio
Calabria, il Mose, le metropolitane per Roma e Milano e quant'altro indicato
nel piano delle "Centro grandi opere". Ci sono 16,6 miliardi
stanziati dal Cipe e ne servono ancora più di 100 per raggiungere i 125
necessari a realizzare il piano, soldi che il premier si è impegnato a reperire
nei prossimi anni. Il Passante è un esempio che si può fare: indica un metodo,
un percorso. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo più eclatante del
piano e quello più osteggiato. Mi domando: ma perché quando ad esempio il
Giappone o la Danimarca costruiscono mega-ponti sono un esempio positivo, fanno
notizia in tutto il mondo e se lo fa l'Italia no? Resta un mistero o forse no,
se si legge questa storia in chiave squisitamente "politica". Scritto
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post a un amico 29Jan 09 Di Pietro tribuno senza popolo Antonio Di Pietro è
stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per offesa
all'onore e al prestigio del capo dello Stato. L'iscrizione è un atto dovuto
dopo la denuncia presentata dal presidente dell'Unione delle Camere Penali
Oreste Dominioni e del vicepresidente Renato Borzone e fa riferimento alla
manifestazione tenuta dal leader dell'Idv in piazza Farnese, a Roma, durante la
quale fu esposto uno striscione che faceva riferimento a una presunta non
terzietà di Napolitano. (Ansa, 3 febbraio). Aggiornamento *NAPOLITANO/ PM ROMA
CHIEDE ARCHIVIAZIONE INDAGINE SU DI PIETRO «Nessuna offesa all'onore e al
prestigio del Capo dello Stato» Roma, 13 feb. (Apcom) - La Procura di Roma ha
chiesto l'archiviazione dell'indagine a carico di Antonio Di Pietro, per offesa
all'onore e al prestigio del capo dello Stato, in relazione all'intervento del
leader dell'Italia dei valori del 28 gennaio scorso. Secondo il pm Giancarlo
Amato da una «lettura attenta» del complessivo discorso di Di Pietro, va
escluso che il riferimento al «silenzio mafioso» abbiano avuto quale
destinatario non il presidente della Repubblica ma lo stesso oratore. «Quanto
alle espressioni che certamente sono state rivolte al residente Napolitano,
dovendosi esse inquadrare nell'esercizio del diritto di critica che è consentito
anche neiconfronti delle più alte cariche dello Stato se espresso in forme
continenti (qui senz'altro ravvisabili), nessuna offesaall'onore ovverso al
prestigio del capo dello Stato potrebbe essere ipotizzata». Così si afferma il
pm Amato nellarichiesta di archiviazione dell'indagine a carico di Di Pietro.
Secondo l'autorità inquirente è imposssibile «configurare la fattispecie
prevista dall'articolo 278 del codice penale e la conseguente decisione di non
richiedere l'appositaautorizzazione prevista» al ministro della giustizia.
Tutta la questione è - secondo gli inquirenti - un «malinteso», che è
«verosimilmente insorto per il richiamo al rispettò ed al 'silenzio' che figura
in entrambe le autonome parti dell'intervento dell'onorevole Di Pietro, da
prima rivolto al presidente della Repubblica, l'oratore ha detto 'ci possiamo
permettere di non essere d'accordo con alcuni suoi silenzi. ma lo rispettiamo,
abbiamo il senso delle istituzioni. 'mentre in seguito - prosegue il magistrato
ormai non più riferendosi al capo dello Stato, si è usata l'espressione 'lo
possiamo dire o no? Rispettosamente,ma il rispetto è una cosa, il silenzio è
un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un
comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio». La
vicenda Di Pietro 1. È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una
scritta critica nei confronti del presidente della Repubblica («Napolitano
dorme, l'Italia insorge») a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese.
Vogliono farci lo scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c'è tutto
il diritto a manifestare?», si chiede protestando per il sequestro del
manifesto. In una piazza «può essere accolto chi non è d'accordo con alcuni
silenzi» del Capo dello Stato), prosegue. Poi aggiunge: «A lei che dovrebbe
essere arbitro possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da
terzo». Di Pietro afferma poi che questa critica è «fatta del tutto
rispettosamente». Quindi conclude: «Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento
mafioso per questo io voglio dire quello che penso». (Ansa) Di Pietro 2. «Mi
amareggia molto - dice in una nota il leader dell'Italia dei Valori - per
l'oggettiva disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non
ho detto, il comunicato del residente della Repubblica in merito al mio
intervento di questa mattina. Ho detto e ribadisco che, a mio avviso, è stato
ingiusto e ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti i tenere
esposto uno striscione non offensivo, ma di critica politica». «In democrazia -
prosegue Di Pietro - deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e
dissensi. Non ho mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la
Presidenza della Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo
dello Stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la
mafia, giacché non a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola
ai magistrati che indagano sui potenti di Stato». (Apcom) Il Tonino-pensiero è
arrivato (forse) alle estreme conseguenze dell'invettiva politica con la frase
e il giudizio sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (guarda il
video). Dal palco, l'autonominatosi tribuno del popolo lancia il suo atto
d'accusa più grave colpendo la più alta istituzione dell'Italia repubblicana.
quella parola, "mafioso", rimbalza e rotola in quella piazza che
oceanica non è perché Tonino sta perdendo per strada il suo popolo (dopotutto
una questione morale come si è visto esisste anche per lui, il Grande Moralizzatore).
Rimbalza fra lo stupore di chi l'ascolta, arriva fino al Colle ma poi
ridiscende (accusa rispedita seccamente e duramente al mittente da Napolitano)
verso la piazza, rimbalza ancora ed esplode come una bomba impazzita sul palco
da dove è partita. In mano a Di Pietro. Che poi fa una goffa, lunare
retromarcia, vorrebbe metterci una pezza "ma è peggio del buco" come
scrive Antonio Polito sul Riformista. Di Pietro-Grillo-Travaglio, le madonne
addolorate del giustizialismo italiano, del neo-qualunquismo politico in
versione aggiornata erano insieme, in quella piazza. giusto così. Gli italiani
li hanno visti all'opera, a ciascuno la sua parte nella sceneggiata sul palco
di piazza Farnese, Roma, Italia. Il pubblico giudichi. Inutile stavolta spendere
troppe parole su Di Pietro e i suoi amici. Una parola invece la vorrei spendere
sul Partito Democratico e sul Walter Veltroni: ha già detto per due volte di
aver rotto con Di Pietro, poi è andato avanti tutto come prima. Romperà allo
stesso modo per la terza volta? O il centrosinistra riformista (ma lo è
davvero?) dovrà aspettare che all'alba il gallo canti ancora? Walter avrà
finalmente capito, come hanno già capito molti esponenti democratici, che si è
avvinto in un abbraccio mortale? Già, perché Di Pietro e i neo-girotondini
aspettano le elezioni europee, continuando ad alzare il tiro per prendere i
voti proprio al Pd e ai cespugli della sinistra. I conti li faranno dopo. I
COSTITUZIONALISTI: "IPOTIZZABILE IL REATO DI VILIPENDIO" - Leggi Il
demagogo in trappola di Mario Giordano Tonino, messia al tramonto tra scandali
e parole a vuoto di Filippo Facci Il gioco di Tonino è durato poco.
L'antipolitica l'ha già scaricato di Paolo Granzotto E TONINO NON RISPONDE A
QUESTE DOMANDE SU NAPOLI Scritto in Varie Commenti ( 153 ) » (43 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Jan 09 Vendola:
"Rifondazione addio" Nichi Vendola lascia Rifondazione comunista.
L'ex partito di Bertinotti perde pezzi (importanti). In un'intervista al Tg3,
il governatore della Puglia annuncia: sabato a Chianciano, "chiuderemo una
stagione politica e faremo i conti con la crisi travolgente della
politica". La decisione di Vendola, per ora, resta individuale: "Io
parlo per me, non voglio una leve militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno
deve fare i conti con la propria coscienza". Poche parole che sanciscono
l'inizio della spaccatura già alle viste subito dopo la vittoria di Ferrero e
la conquista delle segreteria. Vendola era - o sembrava - il candidato su cui
scommettere, l'uomo che Bertinotti avrebbe voluto alla guida del partito e
invece. Dopo il ribaltone e la vicenda del quotidiano del partito,
"Liberazione", l'addio era inevitabile. Quanti vendoliani seguiranno
Nichi, e quale sarà il loro approdo? Forse la riedizione rivista, corretta e
allargata dell'Ulivo post veltroniano? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (10
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D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Tanto tuonò che Massimo D'Alema
(ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno: Walter Veltroni. Con
un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e quelle europee?). Il
partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è una notizia, ormai),
logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per bande intestine e
dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della
Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione morale e
della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio Berlusconi. A
Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il partito dei sindaci
è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di voti a livello locale
annusano l'aria pronti al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il
braccio di ferro (sperando che non restino solo macerie.). E incombe lo spettro
del tirono all'Ulivo prodiano, rivisto e corretto. Così Massimo D'Alema è
tornato all'attacco di Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd non
è governato". "Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva
occupare di governare il partito". Massimo, intervistato da Red tv, definisce
"amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd, sottolinea
che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in diversi", e a
proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter dice: "Io sono
unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il presidente di
Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di astio
riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È stato
sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna
per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema, non
capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il partito
che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il messaggio:
"Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per
vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il processo
fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza programmatica. Io
resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono disponibile". Già, nessuna
chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si sente davvero così forte da non
farla? E D'Alema è davvero l'uomo giyusto per rilanciare il Pd, magari di nuovo
aperto alla sinistra frammentata e distrutta (con i verdi) dalle ultime
elezioni che l'hanno messa fuori dal parlamento? E come riuscirà, Walter, a
tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che ormai pare solo un
simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma fra gli ex Ds, il
centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente. Rutelli, Letta, Parisi e
gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio senza rimpianti per un
fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di Prodi? Pierferdinando
Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta (lanciato da Cesa,
segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle "alleanze di
nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori in corso per
quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore della
Margherita, chiama già Centro Riformatore. Leggi l'articolo "Il big bang
della sinistra fa risorgere l'Unione di Prodi" di Roberto Scafuri Scritto
in Varie Commenti ( 50 ) » (20 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid. E nemmeno
Londra (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella
morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente
paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e
binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del
Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno
alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono rimasti
intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600 persone sono
state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un migliaio si è
riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni riscaldati messi a
disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi anche in altre
città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso l'aeroporto. (nella prima
foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta cari amici, piaccia o non
piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già, perché a leggere questa
agenzia di stampa che descrive una bella nevicata praticamente in contemporanea
con quella di Milano (e più o meno con la stessa quantità di neve caduta) mi
sono detto: "Chissà se fosse successo a Milano.". Già, perché poteva
succedere ma non è successo. Milano non è Marsiglia, per fortuna". Caos,
paralisi, proteste, la sinistra contro la Moratti e Palazzo Marino,
segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole aperte o chiuse (pessima
la figura dell'assessore all'Istruzione della Provincia che ha annunciato ben
due giorni di chiusra delle superiori, per poi essere smentito dal sindaco
almeno per quel che riguardava la città). E poi il sale che mancava con i
camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo, problemi e criticità,
disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra scambi di tram gelati e
spalatori che mancavano (si possono solo pescare da apposite liste interinali e
se sono meno quel che serve ciccia.) problemi insomma tipici delle emergenze. Ovvio
che in questi casi la sinistra insorga come da copione eccettera eccetera. Ma
parlare di disastro mi sembra troppo per una città orgogliosa come Milano che
però da un po' di tempo mostra un preoccupante propensione al lamento.).
Scusate, ma io ho vissuto la Grande Nevicata del 1985 e per andare a lavorare
al Giornale mi feci a piedi andata e ritorno il tragitto piazza Piola - piazza
Cordusio). E ricordo pochi anni fa (giunta Albertini, vicesindaco De Corato)
un'altra nevicata che provocò disagi (soprattutto per le interruzioni delle
linee aeree dei tram a causa dei rami di alberi spezzati che cadevano sui
fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi, disagi anche allora, proteste
per il traffico a rilento e i marciapiedi non puliti (in gran parte come oggi
perché troppi condomini non lo facevano in barba all'obbligo). Ricorso una
ricognizione notturna di De Corato lungo le linee dei tram. Eppure nevicò molto
meno. Qualcuno poi si è stupito per il fatto che sono arrivati 750 volontari
dal Friuli: meno male che sono venuti, ce n'era bisogno. Mi chiedo infatti
dov'erano i volontari milanesi. Meglio lamentarsi che spalare? Tanto che il
sindaco ha chiesto al ministro La Russa e ottenuto, soldati per spalare la
neve: sono già al lavoro (tutto il quattro ore) e dovrebbero essere circa 600,
all'opera, ha spiegato il vicesindaco De Corato. Poi la polemica sull'Ecopass:
meglio "auto libera". di intralciare e aumentare i disagi, chiedere a
chi senza gomme da neve si è messo di traverso magari bloccando spazzaneve o autobus.
Sbagliato allora l'appello a usare i mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli
aeroporti chiusi (e riaperti in anticipo rispetto a quanto era stato indicato?)
. A Parigi, alla vigilia di Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi
negli aeroporti: strano ci sono maxi-nevicate anche in Francia.Poi se si
risolve tutto è merito. della pioggia. L'importante è il "mugugno",
come lo chiamano a Genova. e se qualche problema viene risolto di chi è il
merito? Ma della pioggia, naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di
equivoci: disagi e disservizi ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per
fortuna). E faccio un piccolo aggiornamento, non è nemmeno Madrid. SPAGNA/
MADRID PARALIZZATA DALLA NEVE, AEROPORTO CHIUSO La circolazione bloccata anche
nell eautostrade Roma, 9 gen. (Apcom) - Una nevicata straordinaria ha colpito
Madrid e adesso la capitale spagnola è completamente paralizzata dalla neve.
Mentre l'aeroporto internazionale di Barajas è stato chiuso e nessun volo
arriva o parte anche le principali autostrade che portano in città sono
praticamente bloccate, con incolonamenti, code e decine di incidenti. Il
portavoce della direzione generale al traffico della regione ha sottolineato
che la «circolazione è molto difficile in utto il centro della Spagna» e ha
invitato la popolazione a «evitare di spostarsi in automobile». Il governo
della regione di Madrid, in considerazione dell'eccezionalità della
precipitazione (la più intensa che la storia ricordi, sottolinea El Mundo) ha
organizzato un «gabinetto di crisi» per coordinare gli interventi necessari.
Sul fronte previsioni, tutto lascia pensare che la situazione critica dovrebbe
protrarsi almeno sino a domani. AGGIORNAMENTO DEL 2 FEBBRAIO 2009 (SENZA
COMMENTO) *MALTEMPO/ LONDRA NEL CAOS PER TEMPESTA DI NEVE Bloccato Heathrow,
sospeso servizio bus Londra, 2 feb. (Ap) - Aeroporti bloccati e trasporto
pubblico nel caos a Londra dopo la tempesta che ha lasciato la capitale
britannica sotto 10 centimetri di neve. le due piste dell'aeroporto di Heathrow
sono state chiuse e oltre 250 voli cancellati, dopo che un apparecchio della
Cyprus Airlines è uscito dalla pista di rullaggio senza che vi fossero danni o
feriti; sospesi i voli anche al London City Airport mentre pesanti ritardi si
sono registrati negli scali di Gatwick e Stanstead. In città è stato sospeso il
servizio di autobus mentre ritardi e sospensioni interessano invece
metropolitana e treni regionali, dopo che in alcuni punti del sudest
dell'Inghilterra sono caduti 25 centimetri di neve. Scritto in Varie Commenti (
21 ) » (12 votes, average: 3.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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23Dec 08 Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger E' davvero un Natale
indimenticabile, questo. Dire che il 2008 chiude col botto, è poco. Non voglio
tediare gli amici del blog, che ringrazio tutti per la loro appassionata
partecipazione alle nostre discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una
pausa serve, un brindisi per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E
guardiamo avanti con un po' di ottimismo. "Ecco il
"berlusconiano" che instiste - direte. - anche a Natale". No,
tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che m'inducono
all'ottimismo sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato l'ultimo
"muro di Berlino": quello della "superiorità morale" della
sinistra mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato la politica
italiana da Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga tutta la classe
politica (di prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda delle poltrone
occupate) a fare finalmente una riflessione seria. Le inchieste napoletane, la
vicenda abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e quello che potrà
ancora saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare il cambiamento.
Non subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee e
amministrative, ma poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero. Soprattutto
nel centro sinistra, ancora alle prese con il "grande equivoco" della
leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e dalemiani, vedremo se il Pd
così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da quelle parti ci sarà un
leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con nettezza fra dialogo con
il governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in un caso o nell'altro, di
condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento della Cgil. E fare
chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di un'alleanza spuria
basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino il solista che la
impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi ci sono le riforme
istituzionali: presidenzialismo e federalismo si intrecciano, possono
rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce il cancellierato alla
tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione vera per ridurre
costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto,
anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel
gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe
analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan,
ripetuto all'infinito: governo insufficiente, poteva fare di più. Lasciamo gli
slogan all'opposizione (e io non sono fra quelli che ritengono importante
ascoltare l'opposizione perché non è che abbia sempre torto su tutto),
"con gli slogan non si mangia", diceva mio nonno operaio alla Fiat di
Marina di Pisa. Il governo sul fronte della crisi si è mosso con decisione, ha
messo in campo investimenti, molti provvedimenti importanti e altri ancora ne
prenderà, soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo è un Natale
indimenticabile e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che il Paese
può farcela, che non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del qualunquismo di
maniera sono davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per chiunque sia al
governo. Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma chi fa è più
santo". Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetto di santità.
Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) » (15
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Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora.
Tema impegnativo, ammetto, quello lanciato sabato scorso sul
"Giornale" dal nostro Stenio Solinas con un articolo dal titolo
provocatorio "Perché la Destra ha paura della cultura". Tema che ha
sollecitato una serie di interventi "alti" sulla questione del
rapporto fra intellettuali di "area" e Popolo della Libertà
pubblicati da "Giornale" e che ho deciso di raccogliere e riproporre
in un dossier sul "Giornale.it" per fornire spunti di riflessione e
di dibattitto anche ai lettori del blog che vogliono dire la loro, intervenire,
discutere. Utile base di partenza è il secondo articolo di Stenio Solinas
"Se questa Destra sceglie di fare la Dc", che riassume le posizione
dei diversi interventi". Poi ci metto qualcosa di mio e chiedo, ma è
davvero così? La Destra ha davvero scelto di fare la stessa strada della
vecchia Balena Bianca orami defunta (almeno come partito di massa moderato)? E'
proprio vero che la Destra non ha mai superato il complesso d'inferiorità nei confronti
dell'egemonia culturale della sinistra che era strettamenhte legata alla
"tattica del salame" (occupare posti di potere, nelle istituzioni e
nella società civile in modo da poter "governare" anche
dall'opposizione condizionando maggioranze speso deboli e divise?). E la Destra
in un'Italia che cambia e che sta contribuendo a cambiare, ha solamente un
ruolo di mera "gestione del potere" o è in grado di incidere nella
cultura, nel fare cultura allargando quindi la sua area di consenso con una
diversa forma di radicamento, più profonda e meno legata agli accadimenti, alle
fortune o alle sfortune del governare? E infine, la Destra ha saputo trarre
lezione dall'egemonia culturale della sinistra? A VOI LA PAROLA. Leggi gli
articoli: "Perché la Destra ha paura della Cultura" di Stenio Solinas
"Torniamo a dire qualcosa di destra" di Mario Cervi "A Destra
gli intellettuali hanno tradito" di Alessandro Campi "La Destra
moderna è intuizione, non riflessione" di Gianni Baget Bozzo "La
destra culturalmente povera? Capisce la società più della sinistra" di
Sandro Bondi "Non colmiamo il vuoto con le cianfrusaglie" di
Gianfranco de Turris "Appropriazioni? No, questo è fare vera
politica" di Luciano Lanna "Se questa Destra sceglie di fare la
Dc" di Stenio Solinas "Destra, le cose da buttare e quelle da
salvare" di Luigi Mascheroni Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (14 votes,
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Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la
Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di
"protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in..".
Anche se quanti sono non conta molto, in realtà. Bisognerebbe contare quanti
studenti e quanti insegnanti sono rimasti in aula. ma questo non si può, non è
politicamente corretto, soprattutto visto da sinistra. Non marciano in piazza?
Non contano niente, peggio per loro. Infatti il segretario della Cgil Gugliemo
Epifani grida tranquillamente dal palco "chi non è qui sbaglia". Ma è
davvero così? Non è che a sbagliare, qualche volta (non sempre per carità) si
proprio Epifani? Bisognerebbe chiederlo a chi non era in piazza a Roma, a chi
non condivide la protesta, la sua politicizzazione, la politica del
"no" ad ogni piè sospinto. Ma tant'è, ai rituali ci si abitua. L'Onda
deve fare il suo corso, magari trasformandosi come si augurano molti
manifestanti, in uno tsunami politico. Poco importa se si protesta contro la
riforma universitaria che non in realtà ancora non c'è. Poco importa se si è
posto mano alle regole dei concorsi. L'importante è dire no. E in piazza. Poi
si scopre che magari la Gelmini qualcosa di giusto lo
sta facendo e che non sarà travolta dall'Onda. "Onore al merito di chi
cerca di rivalutare il merito" ha scritto sul Corriere il professor
Giovanni Sartori. Che promuove il maestro unico, il ritorno al voto e al voto
in condotta e se la prende con i tantissimi "baroncini" in cattedra
troppo speso non all'altezza di ciò che dovrebbero insegnare. E che dire
dell'Economist? Torna ancora sull'argomento (ma come, si schiera dalla parte
del governo berlusconi?) e scrive sull'ultimo numero che la riforma della Gelmini, "merita di trovare udienza". Il
settimanale dà giudizi abbastanza pesanti sullo stato dell'università italiana,
prigioniera di "baroni" che hanno "potere di vita e morte
accademica" e contribuiscono a alimentare i fenomeni "diffusi"
del "nepotismo e del favoritismo". "Lo schema più comune è
quello di uniforme mediocrità", scrive l'Economist, il quale fa notare che
"nessuna istituzione italiana è nelle 100 migliori università del 20083.
Negli ultimi anni i baroni, si continua, hanno esercitato "un'influenza
notevole sui governi, in particolare quelli di centro-sinistra, e sono riusciti
a seppellire molti tentativi di riforma". Ma ora, con "cinque
università in bancarotta" il "bisogno di cambiamento è
pressante", il progetto della Gelmini punta alla
modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori,
a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi
agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia
per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste
in tutto il Paese". Ma no, anche il professor Sartori e l'Economist
sbagliano, naturalmente. Come va fatta la riforma dell'università dovrebbero
chiederlo a Epifani e ai sindacalisti in prima fila in piazza e negli istituti.
Loro, di scuola, sì che se ne intendono. E i risultati in questi anni si sono
visti. Senza ironia, per carità. A proposito: perché sul decreto 180 del
governo che tratta di diritto allo studio, premio al merito, lotta ai baronati
neanche una parola? COME FUNZIONA L'UNIVERSITA' IN GERMANIA, GRAN BRETAGNA E
FRANCIA Scritto in Varie Commenti ( 119 ) » (31 votes, average: 3.9 out of 5)
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Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it
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democristiano tutta casa e chiesa ,e' arrivato alla poltrona di segretario del
pd x... Umberto Cisotti: Ora nella segreteria ha nominato molti suoi rivali,
per ottemperare al nostro detto " keep... Diego Esposito: COSTITUZIONE
ITALIANA:Art. 93. Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima
di... elio2: Cosa volete, hanno cambiato tutto per non cambiare niente, da
quando è entrato in campo il PD hanno sempre... roberto: andate.avanti.&82
30;.mi vien da ridere...ahahhahahhaha.. Pericolo... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle
"okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Passante di
Mestre, yes we can... - 4 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Walter,
un perdente perfetto - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" -
2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il
bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Ultime News Amsterdam, aereo turco si schianta "E' un
miracolo. Salvi i 135 passeggeri"Crisi, disoccupazione alle stelle: 8,1%
Commercio in rossoTreviso, orrore in casa: madre e figlia sgozzate, trovati due
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( da "Stampaweb,
La" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA I ministri dell?Istruzione, Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, nell?ambito del vertice
Italia-Francia hanno siglato un accordo per un corso di studi secondari negli
ulti tre anni delle superiori bi-nazionale con il rilascio simultaneo, al
termine del percorso, di un doppio diploma di Stato: Baccalaureat francese e
Maturità italiana. Il progetto partirà in via sperimentale coinvolgendo nella
prima fase “Accademie” (omologhe dei nostri licei) delle regioni del sud est
francese e istituti secondari di Valle D?Aosta, Piemonte e Liguria, oltreché le
sedi dei licei francesi di Milano, Torino e Roma. «L?intesa siglata - che apre
appunto a Italia e Francia la possibilità di un riconoscimento reciproco e
simultaneo dei propri esami di stato - è rilevante - spiegano al dicastero di
viale Trastevere - perchè non solo consente il rafforzamento dell?insegnamento
delle rispettive lingue in un percorso bi-culturale, ma dà nuovo slancio agli
auspicati processi di mobilità degli studenti e all?inserimento oltralpe dei
futuri lavoratori. Tra l?altro, il conseguimento del Baccalaureat - fanno
notare il ministero - consentirà agli studenti italiani di accedere non
soltanto alle università francesi ma anche a quelle di altri Stati francofoni».
Sempre nell?ambito del rafforzamento dei rapporti bilaterali tra i due paesi è
stata messa sul tappeto (è un?idea francese) l?introduzione di una sorta di
Erasmus per gli insegnanti: un progetto che va ancora definito nel dettaglio.
( da "Merateonline.it"
del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola >> Scuola 25 / 2 / 2009 Merate:
l?on.Centemero (Pdl) al Viganò Pelamatti, paralisi se non arrivano soldi Ugo
Baglivo, l`onorevole Elena Centemero e Lorenzo Pelamatti Riunione tra i vertici
degli istituti superiori lecchesi ieri mattina presso l`aula biblioteca
dell`Istituto Viganò di Merate. Il dirigente Lorenzo Pelamatti ha organizzato
un incontro con l`onorevole Elena Centemero, parlamentare del Pdl e membro
della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione del Parlamento per parlare
della riforma scolastica e per affrontare i problema dei "residui attivi".
"Un dissanguamento" unanime la posizione dei dirigenti scolastici nei
confronti dei tagli ai finanziamenti pubblici. Le scuole sono in una situazione
di difficoltà finanziaria che potrebbe determinare la paralisi dell`attività
didattica. La mancanza di liquidità impedisce il pagamento dei supplenti, che
hanno prestato servizio o che sono attualmente impegnati e ostacola la nomina
dei sostituti dei docenti assenti. Ad aggravare la situazione di sofferenza
finanziaria incidono le spese che le scuole devono affrontare per le visite
fiscali obbligatorie anche per un solo giorno di assenza di un professore (40
euro circa a visita), per la predisposizione dei corsi di recupero dei debiti
formativi degli alunni che le scuole di istruzione secondaria di secondo grado
devono attivare durante l`anno (55 i milioni stanziati quest`anno contro i 192
dello scorso anno) e per le spese di funzionamento del plesso scolastico.
"I supplenti non offrono la loro disponibilità se non hanno garanzie di
pagamento" - tuonano i presidi - "e i budget per le supplenze sono
drasticamente diminuiti". Numerosi sono i debiti per quanto riguarda
l`Esame di stato e il pagamento delle commissioni che ne hanno fatto parte.
Altro argomento scottante è stato quello della "promozione": serve la
media del sei? Il sei in tutte le materie? Il voto
della condotta fa media? I vertici lecchesi sono
contrari al fatto che il voto della condotta
faccia parte della media ma che influisca solo nella valutazione complessiva. "E` stata fatta un`interrogazione al Ministro Gelmini per quanto riguarda i criteri
per stabilire la condotta"
ha affermato l`onorevole "Non ci sono delle indicazioni e regolamenti
precisi a riguardo ma di interpretazione differente". La foto scattata
dall`incontro ritrae un quadro complessivo di sofferenza. Si chiedono
delle certezze affinchè si possano preparare i programmi didattici per l`anno
successivo". L`onorevole Centemero ha rassicurato che "i fondi ci
sono e verranno stanziati". Ma quando e in che misura ancora non lo sa.
C.F. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale
della provincia di Lecco Scritto il 25/2/2009 alle 18.15
( da "Stampa,
La" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
STUDIATE A MILLESIMO LE
CONTROMISURE AGLI EVENTUALI TAGLI DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI Alta Val Bormida
contro la Gelmini Tenere conto delle caratteristiche orografiche,
climatiche, altimetriche e di quelle relative alle distanze per fare in modo
che i plessi scolastici che fanno capo all'Istituto comprensivo «Lele Luzzati»
di Millesimo non risentano dei tagli della legge Gelmini. Questa, in sintesi, la proposta
avanzata dal sindaco di Millesimo, Mauro Righello, in occasione dell'incontro
che si è svolto l'altra sera con il vicepresidente della Regione, Massimiliano
Costa, il provveditore Carla Barzaghi, la dirigente scolastica Maria Teresa
Gostoni, Comunità montana e i sindaci dei Comuni di Cengio, Calizzano, Osiglia,
Murialdo, Roccavignale, Bardineto e Massimino. La proposta, accolta dai
partecipanti alla riunione, verrà portata in Regione e sarà oggetto di
valutazione nel corso degli incontri con il governo. «Si tratta - dice Righello
- di plessi molto importanti, sia sotto il profilo strettamente scolastico, sia
sotto quello sociale e pertanto devono venire tutelati e mantenuti in attività
ad ogni costo». Attualmente sono 797 i bambini e i ragazzi, che frequentano le
scuole dell'Istituto Luzzati di Millesino, fra materne, elementari e medie. A
Millesimo 51 alle materne, 159 alle elementari e 125 alle medie, per un totale
di 335 allievi. A Cengio, 52 alle materne, 119 alle elementari e 57 alle medie
per complessivi 228 studenti. A Calizzano, 38 alle materne, 68 alle elementari
e 43 alle medie per un totale di 149. A Murialdo, 16 quelli delle materne e 29
alle elementari per complessivi i 45 alunni. A Roccavignale i bambini delle
materne sono 27; mentre ad Osiglia quelli delle elementari sono 13.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 30 - Provincia I parlamentari padovani domani ad
Albignasego ALBIGNASEGO. L'iniziativa del «Movimento dei sindaci», partita da
Albignasego a difesa del tempo lungo nelle scuole elementari, si allarga anche
fuori della provincia di Padova: negli ultimi giorni hanno preso contatti con
il sindaco di Albignasego anche Montecchio Maggiore e Schio (Vicenza) e
Portogruaro (Venezia). Attualmente il «Movimento» raccoglie l'adesione di oltre
50 Comuni padovani e le previsioni, in base alle richieste di informazioni,
portano ad ipotizzare che il gruppo è destinato ad allargarsi notevolmente. I
parlamentari Ascierto, Destro, Milanato e Zorzato hanno presentato ieri un'interrogazione al ministro Gelmini per tutelare i genitori di Albignasego e non solo: chiedono che
si tenga conto dei disagi. «Stiamo procedendo molto bene - afferma Massimiliano
Barison, sindaco di Albignasego (nella foto) - Insieme alle Istituzioni si
stanno muovendo anche i genitori, per cui contiamo di riuscire a dare un
segnale positivo anzitutto alla Regione, e poi direttamente anche al
Ministero». La prossima iniziativa è in programma domani alle 12: si svolgerà
una riunione in villa Obizzi alla presenza dei sindaci aderenti al Movimento e
dei parlamentari padovani. Intanto arriva anche dai banchi della Regione,
l'approvazione dell'operato del Movimento dei sindaci: ieri il consigliere
Leonardo Padrin ha presentato un ordine del giorno relativo al «Sostegno del
tempo lungo nelle scuole primarie del Veneto». «Sono molto preoccupato -
aggiunge Padrin - per le gravi ed ingiustificate ricadute che conseguirebbero
al mancato mantenimento dei livelli scolastici attualmente erogati nelle scuole
del nostro territorio e per le conseguenti tensioni sociali che ne potrebbero
derivare». (g.r.)
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
«Ecco la scure della Gelmini» Quarello e il Pd lanciano la
mobilitazione: scuole a rischio Il Pd provinciale si mobilita in difesa delle
scuole elementari e invita i trevigiani a sottoscrivere l'appello del comitato
«No Gelmini». «E' il
momento di unirsi per salvare la scuola», dice Enrico Quarello, coordinatore
provinciale del Partito democratico, in merito alle preoccupazioni di
molti genitori che lamentano la mancanza di informazioni riguardo orari e
proposte formative di ogni singolo istituto per il prossimo anno scolastico.
«Già questa prima fase di passaggio verso la scuola riformata da una destra
miope e che ha smesso di investire sul futuro nei nostri figli, getta nel caos
totale migliaia di famiglie e di amministratori trevigiani - continua Quarello
- che non sanno cosa ancora accadrà da settembre 2009 a scuole insegnanti e
alunni». Lunedì i comitati dei genitori di 24 scuole del trevigiano si sono riuniti
a Paese per denunciare le conseguenze sull'assetto della scuola elementare dopo
le riforme del ministro della Pubblica istruzione, Maristella Gelmini: presi di mira l'abolizione delle compresenze di
insegnanti, le incertezze riguardanti il tempo pieno, il servizio mensa e
l'insegnamento dell'inglese potenziato. Tutto questo a pochi giorni dal termine
dell'iscrizione dei figli a scuola. I genitori hanno deciso di avviare una
forma di protesta che consiste nell'inviare lettere di protesta a dirigenti e
ufficio scolastico provinciale. «I tagli della Finanziaria del governo -
prosegue Quarello - si ripercuotono nella scuola primaria della Marca, andando
a limitare diversi servizi scolastici come i laboratori e la mensa. Perché la Gelmini non ha tenuto conto della particolarità del Veneto,
in cui la spesa pubblica procapite per studente è la più bassa d'Italia e dove
il tempo pieno è un'esigenza sociale in particolare nelle nostre città dove
entrambi i genitori lavorano? Tutto questo a fronte di un generale aumento
degli studenti iscritti. Inoltre verrà drasticamente ridotto il numero di
insegnanti che garantivano l'operare dei piccoli gruppi e permettevano di
seguire i bambini disabili». Da qui l'invito del Pd trevigiano a sottoscrivere
l'appello del comitato «No Gelmini» alla pagina web
http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/estorm.
( da "Tirreno,
Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Cecina Raccolta di firme
contro la Gelmini
Iniziativa del Comitato genitori e insegnanti «Per firmare la petizione
l'appuntamento è oggi in piazza del Mercato» ROSIGNANO. Una raccolta di firme
per dire no alla riforma-Gelmini. Per sottoscrivere la petizione, organizzata dal Comitato
genitori e insegnanti nato a Rosignano sull'onda delle direttive del ministro
dell'Istruzione, è stato fissato un appuntamento: oggi alle 17 in piazza
del Mercato. La riunione, per l'esattezza, è fissata nella del Consiglio di
frazione. «Il Comitato - spiega Marzia Provinciali del comitato - ha deciso di
riunirsi per raccogliere i moduli in cui i genitori del comune chiedono la
conferma del modulo scolastico prescelto, la con-titolarità degli insegnanti e
la compresenza per una scuola dai tempi distesi e con un insegnamento di
qualità. Le firme verranno poi recapitate all'ufficio scolastico regionale e al
ministro dell'Istruzione». Questa petizione è uno dei passi concreti compiuti
dal comitato. «L'onda distruttiva creata dalla cosiddetta "riforma" Gelmini - spiega Provinciali - oltre a provocare confusione
e sconcerto negli insegnanti e nei genitori, ha avuto l'effetto di far in modo
che una serie di comitati spontanei composti da docenti e genitori, si siano
creati in vari luoghi della nostra provincia e non solo». Anche a Rosignano si
è costituito un comitato. «Che vede come parti attive i genitori e le
insegnanti delle scuole dell'infanzia e primaria del territorio. Durante questi
mesi "caldi" sul fronte dell'istruzione, si sono susseguite una serie
di incontri in cui si è discusso della situazione attuale della nostra scuola e
si sono realizzate alcune iniziative che hanno avuto l'intento principale di
informare in modo chiaro e senza forzature di sorta i contenuti della riforma».
Per il comitato «la scuola è un luogo in cui i bambini costruiscono le basi per
il loro futuro, in cui vengono rispettati gli stili di apprendimento di tutti,
in cui si possono costruire relazioni importanti: è il luogo assoluto della
condivisione. Per queste ragioni continueranno le riunioni informative e le
iniziative di sensibilizzazione. L'obiettivo è unico: la necessità di una buona
scuola pubblica per tutti e per tutte».
( da "Repubblica,
La" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Palermo Il corteo Docenti-fantasmi
per protestare contro la Gelmini Travestiti da fantasmi hanno sfilato da piazza Politeama al
Palazzo delle Aquile per protestare contro i tagli della legge Gelmini. E per denunciare le condizioni
drammatiche della maggior parte degli istituti della città. Una cinquantina fra
docenti precari, di ruolo, genitori e studenti del coordinamento dei docenti
delle scuole di Palermo, nato spontaneamente a novembre, si sono poi
ritrovati nella Sala Rostagno di Palazzo delle Aquile per discutere questi
temi. «Sono precaria da 19 anni - dice Maria Orlando - E non credo che lavorerò
il prossimo anno. Ho investito tanto sempre a mie spese in un lavoro che faccio
con passione, ma non sto raccogliendo nulla». Accanto a lei Caterina Altamore,
35 anni, precaria da 10: «Ho due figli - dice la docente della primaria Capuana
- e non so come farò in futuro. Chiedo il posto che mi spetta dopo anni di
sacrifici, chiedo almeno di poter continuare a essere precaria». Con loro anche
qualche futuro insegnante: «Mi sono abilitato alla Sissis - dice Fabrizio
Mazzocchi - ma per me non c´è lavoro. Penso di trasferirmi al nord». Il
coordinamento continuerà la battaglia: «Devono ascoltarci - dice Mila Spicola,
insegnante di ruolo alla Quasimodo - E l´amministrazione deve mostrare
attenzione verso il tema della sicurezza scolastica, a lungo trascurato». c. b.
( da "Riformista,
Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
legge fini a silvio: «ammorbidisci» Si chiude la
telenovela dell'estate Sugli "ascolti" il Pdl è diviso E rischia la
fiducia SE TELEFONANDO. La richiesta della Procura di Roma di distruggere le
intercettazioni è l'ultimo atto di una lunga storia. Dai pettegolezzi al
decreto col refuso. Ora Saccà è in pole position per la direzione generale Rai.
segue dalla prima pagina Ecco che cosa si chiede il vicecapogruppo dell'Italia
dei Valori a Montecitorio, Fabio Evangelisti: «C'è un qualche legame tra la
decisione del governo di allentare la stretta sulle intercettazioni con la
richiesta della Procura di Roma di archiviare l'indagine su Saccà-Berlusconi e
di distruggere le intercettazioni?». E ancora: «Passata la paura il presidente
del Consiglio viene a più miti e saggi consigli». Il sospetto dei dipietristi
poggia sulla tempesta di veleni e di voci che si abbattè sul Cavaliere del
Cialis, come lo chiama Dagospia, all'inizio della scorsa estate. Ossia, che
oltre alle conversazioni tra Berlusconi e Saccà su attrici e attricette
(Evelina Manna, Elena Russo, Antonella Troise, Camilla Ferranti, Eleonora
Gaggioli) esistessero delle intercettazioni a luci rosse su attuali esponenti
del governo. In particolare tre: le ministre Mara Carfagna
e Mariastella Gelmini e la
sottosegretaria Michela Vittoria Brambilla. Tre giovani azzurre da sempre molto
vicine al premier. Ancora ieri, più di una fonte giudiziaria confermava
l'esistenza di trascrizioni agli atti. Tra giugno e luglio, allora, in
Parlamento non si parlava d'altro e un altro dipietrista, Massimo Donadi,
fece un parallelo con la vicenda Lewinsky. Con una differenza però: «Clinton
non fece Monica ministro». Fu a quel punto che il governo diede una brusca
accelerata alla stretta sulle intercettazioni. Se ne incaricò Niccolò Ghedini,
avvocato del premier nonché guardasigilli-ombra del centrodestra, e ci fu un
duro scontro istituzionale col Quirinale. Di fronte alla prospettiva di un
decreto legge ad hoc varato dal consiglio dei ministri, Giorgio Napolitano impose
lo stop e Berlusconi fece un'inedita retromarcia "tipografica": «C'è
stato un refuso, un errore di stampa. Si tratta di un ddl non di un decreto
legge». E quando poi si scrisse che il premier era ossessionato dalle voci
provenienti da Napoli, dove ancora si trovava l'inchiesta, Ghedini precisò: «Ho
letto che Berlusconi avrebbe paura di dettagli scabrosi dall'inchiesta di
Napoli. Ma come si fa a sostenere un'assurdità del genere? Lo dico una volte
per tutte: a Napoli non c'è nulla di nuovo. Tutti gli atti sono stati
depositati. Le intercettazioni sono 8.542, di cui solo cinque con Berlusconi».
Come che sia, adesso le paure, presunte o vere, sono svanite del tutto. Per la
procura di Roma quelle intercettazioni sono «irrilevanti» e c'è «la necessità
di assicurare il massimo della tutela possibile alla riservatezza dei soggetti
coinvolti». Sull'archiviazione del reato di corruzione, queste le parole dei
pm: «Non vi è certezza sull'esistenza di un do ut des. Lo stretto legame tra
l'onorevole Berlusconi e Saccà, che emerge con l'evidenza dell'attività
investigativa, era tale da consentire al primo di effettuare segnalazioni al
secondo senza dover promettere o ottenere nulla in cambio». Nel dettaglio, i
magistrati citano una telefonata tra i due sull'attrice Elena Russo,
recentemente protagonista dello spot del governo sulla rinascita di Napoli dopo
l'emergenza rifiuti. Nella conversazione, Berlusconi chiese a Saccà di far
lavorare la Russo in una fiction: «Ho quel problema che ti avevo accennato di
Elena Russo. Siccome ha avuto una delusione per una cosa che doveva essere
fatta da un altro produttore che è andata a zero, è rimasta praticamente senza
lavoro e siccome è una persona molto orgogliosa non è che si possa aiutare in
altro modo che darle lavoro». L'altra faccia della medaglia di questa storia è
dunque la riabilitazione di Agostino Saccà. Per lui, in tutto, tre richieste di
archiviazione che si sommano a due procedimenti disciplinari finiti a suo
favore all'interno di viale Mazzini, dove tra l'altro esistono le trascrizioni
di 128 delle 8.542 intercettazioni dell'inchiesta. Alcune riguarderebbero anche
alcuni leader di sinistra ma, anche in questo caso, non sono mai uscite fuori.
L'ex direttore generale della Rai poi alla Fiction è da qualche giorno in pensione
ma il suo obiettivo è quello di rimanere a lavorare nell'azienda. Da Palazzo
Grazioli riferiscono che sia molto attivo in questi giorni in cui il Pdl e il
Pd del nuovo segretario Dario Franceschini devono preparare il maxi-accordo
sulla Rai, dalla scelta del presidente alle nomine dei vari direttori di
testata. Non a caso nel centrodestra c'è molta fibrillazione, visto che il
ritorno di Saccà potrebbe essere una mazzata per i falchi del Pdl schierati
contro di lui secondo quanto emerso da altre telefonate pubblicate: in primis,
il berlusconiano Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno e della fiction, e il
finiano Guido Paglia, a capo delle relazioni esterne. Ieri, Saccà, descritto
dagli amici come «felice ma svuotato, provato da questa storia», non ha voluto
rilasciare alcuna dichiarazione. Quello che è certo è che il totonomine dà in
forte rialzo le sue quotazioni. Si parla di un suo ritorno a Rai Fiction ma non
sono escluse clamorose sorprese. Il suo nome, infatti, potrebbe spuntare per la
poltrona di direttore generale, per cui corre anche Mauro Masi, segretario
generale di Palazzo Chigi. Saccà il dg già l'ha fatto e in merito gode la stima
di Berlusconi e dell'azionista Tremonti. Chissà. Fabrizio d'Esposito 26/02/2009
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 14 - Udine Terzo, scuole a
rischio con la riforma Gelmini TERZO DI AQUILEIA. Il sindaco di Terzo di Aquileia,
Fulvio Tomasin, scende in campo per sensibilizzare le forze politiche sui
rischi che corre la scuola primaria in generale, e quella a tempo pieno in
particolare, in seguito alla nuova riforma scolastica. Secondo il primo cittadino, le disposizioni contenute nella riforma Gelmini rischierebbero di sconvolgere un modello didattico
sul quale, fin dal 1971, i sindaci dei comuni di Terzo, Aquileia e Fiumicello,
hanno investito in termini di risorse e finanziamenti pubblici. Il nodo
principale della questione, consisterebbe nella previsione esplicitata,
contenuta nell'ultima circolare ministeriale, di eliminare le compresenze degli
insegnanti, ovvero tutte quelle attività svolte in modo congiunto da due
docenti. «E' vero che a parole il ministro Gelmini
intende confermare il modello del tempo pieno - spiega Tomasin - ma di fatto la
riforma elimina il doppio organico dalle singole classi. Ciò fino ad oggi
permetteva agli insegnanti di svolgere, in modo congiunto, tutta una serie di
attività, che rischiano di venire seriamente compromesse. A Terzo ci sono 250
bambini, tra scuola primaria e dell'infanzia e le classi contano dai 20 ai 25
alunni». Aggiunge il sindaco, che sottolinea come il doppio organico
rappresenti il perno essenziale del modello di scuola a tempo pieno. «La scuola
a tempo pieno è una valida offerta formativa e didattica, che non è stata
creata per intrattenere i più piccoli mentre i genitori sono al lavoro e che
nel corso degli anni, ha formato classi dirigenti, che oggi occupano posizioni
di responsabilità. Perché stravolgere un percorso che funziona? Ci viene detto
che bisogna risparmiare ma è sbagliato tagliare i fondi alla scuola, sulla
quale, anzi, si dovrebbe investire maggiormente». Tomasin ricorda anche come,
secondo i dati forniti dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo
Economico, in fatto di preparazione scolastica, gli studenti del Friuli Venezia
Giulia, a livello mondiale, risulterebbero al secondo posto dietro alla
Finlandia. «Tutto questo - argomenta ancora - a fronte di una spesa, che lo
Stato sostiene per la scuola pubblica, appena al di sopra della media.
Chiediamo che gli insegnanti vengano messi nella condizione di poter continuare
a garantire ai nostri bambini la qualità didattica di sempre. Mi appello alla
Regione, invece, perché affronti seriamente la questione e difenda la nostra
scuola cui vanno riconosciuti gli ottimi risultati raggiunti». (e.m.)
( da "Tirreno,
Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
La conferma è arrivata dal rettore Focardi nell'ultimo
cda. Sopravvive, per ora, la specialistica è ufficiale: addio alla laurea
triennale Chiude il corso a Follonica, da quest'anno stop alle iscrizioni
FOLLONICA. è ufficiale: a Follonica il corso di laurea triennale in Scienze
ambientali nel curriculum "Ecologia e gestione della fascia costiera"
chiude. Da quest'anno saranno bloccate le iscrizioni e quello che si paventava
nei mesi scorsi si avverato. Rimarrà il corso di laurea specialistica
"Tecnologie di monitoraggio e di recupero ambientale" e forse ci sarà
la possibilità che a Follonica siano creati alcuni master o dei corsi
particolari ma ancora nulla è stabilito. Di certo c'è che nel consiglio
d'amministrazione del 24 febbraio a Grosseto il rettore Focardi ha confermato
all'assessore al commercio di Follonica, Vinicio Donnini, ciò che già in
passato era stato ventilato. «Il Rettore ha confermato che la triennale andrà a
terminare all'incirca in tre anni e che rimane la specialistica», spiega
Donnini. «L'opzione era tra fare il corso qui a Follonica o accorparlo a Siena
e la scelta è caduta sulla seconda opzione. Non si poteva fare una battaglia, i
giochi ormai erano già stati fatti a Siena. Quindi rimarrà a Follonica solo la
specialistica, forse con la possibilità che si effettuino qui dei master o dei
corsi particolari. Non verranno più accettate iscrizioni, la situazione è
questa. Le conclusioni le lascio alla prossima amministrazione che dovrà
decidere sul da farsi, valutando costi e benefici di questa sede
universitaria». A chi a giugno verrà eletto spetterà quindi anche il compito di
decidere sulle sorti della sede follonichese, con valutazioni di costi e
ricavi. Due decreti hanno fatto sì che l'Università di Siena decidesse in
questo ambito particolare delle sedi distaccate, il decreto Mussi, che impone che ci siano un certo numero di docenti di ruolo, e il
decreto Gelmini. Gli
studenti iscritti potranno quindi concludere i loro studi ma chi sta per finire
le superiori non potrà più avere la possibilità di iscriversi al corso
follonichese. Come avevano dichiarato in un comunicato gli studenti
universitari per loro è il problema più grave. Come aveva spiegato
Giuseppe Trinchini, tutor degli studenti follonichesi «il problema è che questa
chiusura danneggia in primo luogo i ragazzi degli istituti superiori e poi il
Comune di Follonica che in questa sede aveva investito molto». Paola Villani
( da "Tirreno,
Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Lucca Berlusconi toglie a Lucca il G8 di giugno
Sempre più a rischio la Soprintendenza nessuna risposta sui fondi per la grande
viabilità LUCCA. Il temuto scippo è avvenuto. Il G8 della scienza programmato e
annunciato in pompa magna a Lucca dall'11 al 14 giugno finisce a Milano e in
Brianza. Così hanno voluto il ministro Gelmini e il presidente del Consiglio
Berlusconi e nulla ha potuto il sottosegretario Pizza, che pure ha tentato fino
all'ultimo di mantenere l'impegno preso con gli amministratori locali e le
categorie economiche. La conferma arriva dal sito ufficiale del G8, ma nessuno
si è nemmeno premurato di avvertire gli enti lucchesi, che peraltro
sospettavano lo scippo da giorni. Sconcerto viene espresso dal presidente della
Provincia, Stefano Baccelli: «Dopo le voci susseguitesi in questi giorni e gli
appelli lanciati da diversi rappresentanti delle istituzioni e del mondo
politico locale, affinché il G8 della Scienza e della Tecnologia prevista per i
prossimi 11 - 14 giugno fosse effettivamente organizzato a Lucca, come da
impegni presi dal governo, debbo, questo pomeriggio, constatare con stupore sul
sito ufficiale dedicato al Summit (www.g8italia.it) che il suddetto vertice è
oggi calendarizzato il 25 - 28 giugno a Lesmo, in provincia di Milano. Tutto
questo senza che finora sia giunta alcuna comunicazione ufficiale». Ma le
preoccupazioni per le scelte del governo che non sembrano più avere Lucca in
agenda non finiscono qui. Pare sempre più fondata l'ipotesi che proprio quella
di Lucca sia una delle Soprintendenze che il governo intende sopprimere. Si parla
di colloqui tra il sindaco e la soprintendente che proprio in questi giorni
starebbero valutando le prospettive di una decisione del genere. Certo è poi
che, mentre tira fuori dal cilindro il progetto obiettivo per il traforo della
Tambura, nessuna risposta ancora è arrivata dal ministro Matteoli per i
progetti della viabilità della Piana, priorità assoluta secondo tutti gli enti
e le categorie. Certezze infine non si hanno ancora per lo stanziamento per il
restauro del transetto del duomo e il recupero della chiesa di S. Maria Bianca.
A precisa domanda, il ministro Bondi aveva dato garanzie nel convegno in S.
Romano, ora si attendono atti concreti.
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi
Devastanti i parametri imposti dal regolamento Gelmini. Il presidente della Provincia, Melilli, si appella a tutte le forze
politiche Scuola, 39 comuni nella morsa dei tagli Cinque vedranno azzerati
tutti gli istituti, dall'asilo alle medie. Riduzioni anche a Fara
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI Ci si
preparava ad un purgatorio, in attesa di rimetter mano alla rete scolastica nel
2010. Invece, il regolamento appena approvato dal ministro Gelmini spalanca le porte dell'inferno
sulla provincia di Rieti che rischia di scontare una pena insostenibile: dietro
agli 83 plessi da cancellare bisogna leggere oltre cinquecento bambini che da
settembre non troveranno più nel loro paese la scuola materna, i novecento
costretti a recarsi altrove per frequentare l'elementare ed altri 380 studenti
senza più scuola media. «La situazione è allarmante», non si stanca di
ripetere l'assessore provinciale Gustavo Marcheggiani mentre snocciola le cifre
di un disastro annunciato. «Tutto questo comporterà una riduzione del personale
docente nell'ordine delle 150 unità, solo per quest'anno. A questo numero
dovremo aggiungere i tagli al personale Ata che non è cosa di poco conto, per
non dire delle conseguenze devastanti che la chiusura dei plessi avrà nei
piccoli comuni del Reatino». La proiezione delle scuole da cancellare in quanto
al di sotto dei parametri imposti dal regolamento ministeriale (30 alunni per
l'infanzia, 50 per la primaria, 45 per le medie, 20 per le superiori) è
disarmante. Non solo perché a finire stritolati nella morsa dei tagli saranno
ben 39 comuni su 73 (oltre la metà dell'intero territorio) ma per l'effetto
prodotto da quei parametri su paesi che, in un colpo solo, vedranno depennati
tutti i segmenti dell'istruzione, dall'asilo alle medie. Sono i casi estremi di
Petrella Salto, Pescorocchiano, Roccasinibalda, Posta e Monteleone dove non ci
sarà più neanche l'ombra di uno studente. Perfino Fara Sabina, comune con un
trend in continua crescita demografica, si trova a dover dire addio a tre
plessi di materna e ad uno di scuola primaria. E mentre le battaglie del
sindaco di Orvinio Rino Fusi stavolta potrebbero non bastare per salvare
l'istituto "Ulivi", ecco l'elenco delle medie destinate a scomparire:
Torricella, Poggio Bustone, Greccio, Cottanello, Rocca Sinibalda,
Pescorocchiano, Collevecchio, Monteleone, Santa Lucia di Fiamignano, Posta e
Petrella. Un insieme di realtà da anni caratterizzate da piccoli numeri ma che
finora si erano salvate con l'ausilio delle deroghe previste dal Dpr del '98
per i territori prevalentemente montani e segnati da profonde difficoltà nei
collegamenti viari. Ora, però, non ci sarà neanche la scappatoia delle deroghe
perché «il regolamento firmato dal ministro Gelmini -
spiega il presidente della Provincia, Melilli - comporta il superamento
dell'articolo del Dpr dove erano previste condizioni eccezionali per comuni
come i nostri». Adesso che si fa? «Sappiamo bene che il governo ha programmato
una serie di tagli a livello nazionale che colpiranno tutti, ma quel che
chiediamo è che si proceda a partire da realtà che non hanno problemi di
sopravvivenza. Se si deve stringere la cinghia, si inizi dall'area romana, dove
la cancellazione di un plesso non comporterebbe grandi difficoltà, in modo da
tutelare al massimo i territori montani». E se dev'essere battaglia, che
nessuno pensi a defilarsi: «Qui serve la solidarietà incondizionata da tutto il
mondo politico - scandisce Melilli - e in particolare faccio appello al
senatore Cicolani e agli esponenti del centrodestra affinché sostengano un'azione
decisa di difesa e salvaguardia del territorio».
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi
Situazione sempre più preocccupante per le scuole della provincia di Rieti. I
tagli previsti dai parametri imposti dal regolamento redatto dal ministro Gelmini colpiscono bel 39 comuni su 73. Il presidente della Provincia Melilli
ha chiesto aiuto alle altre forze politiche
( da "Sole
24 Ore, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-02-26 -
pag: 2 autore: Personale non docente. Tutte le inefficienze nell'indagine
conoscitiva della commissione Università del Senato «Atenei, possibili 250
milioni di tagli» Eugenio Bruno ROMA A Napoli II c'è un dipendente ogni
professore. A Catania gli organi istituzionali costano il 50% in più che alla
Sapienza di Roma o alla Statale di Milano. Reggio Calabria è capace di
intercettare appena il 2% dei fondi Ue che arrivano a Trento. Oltre alla
propensione ad avviare corsi di laurea in realtà così piccole da avere a stento
una scuola superiore. Sono solo alcune delle "diseconomie" degli
atenei italiani secondo un'indagine conoscitiva condotta dal senatore Giuseppe
Valditara (Pdl) per conto della commissione università di Palazzo Madama. E che
lo portano a dire: «Vi è uno spreco di risorse così evidente che già riportando
il rapporto tra personale non docente e docente alla media nazionale si
libererebbero circa 250 milioni, l'equivalentedi una buona manovra finanziaria
sull'università». Cioè ossigeno puro per un sistema che sta per subire quei
«tagli indiscriminati» di cui ha parlato lunedì scorso il capo dello Stato,
Giorgio Napolitano. Sentendosi replicare dal ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini, che la
"scure" colpirà solo gli sprechi. Nei dati raccolti da Valditara gli
sprechi abbondano. Così come le sorprese. Si scopre, ad esempio, che la seconda
università di Napoli ha un rapporto di uno a uno tra professori e altro
personale quando la media nazionale è di 0,4. O ancora che, con il
doppio dei docenti o degli studenti rispetto a Milano, la Sapienza ha quasi il
triplo dei dipendenti tecnico-amministrativi. Uno dei rischi è che, per far
quadrare i conti, si finisca per risparmiare sull'attività di ricerca,
continuando così a insistere sul modello della piramide rovesciata. Tant'è che
solo a Teramo la proporzione tra ordinari e associati, da un lato, e
ricercatori, dall'altro, è di uno a uno. Altrove diventa di due, se non tre, a
uno. Le curiosità non mancano anche sull'esborso per il funzionamento degli
organi istituzionali. La più "munifica" è Catania con 2,2 milioni
investiti per i loro rimborsi spese, missioni e gettoni (o indennità) di
presenza. Poco sotto si colloca Roma III con 1,8 milioni, vale a dire quasi
400mila euro in più di Sapienza e Statale di Milano. Per non parlare degli
indirizzi senza appeal o dall'ubicazione quanto meno originale. è il caso dei
19 corsi di laurea (di primo livello) con meno di 5 iscritti, che esistevano a
Bari fino allo scorso anno ovvero dei 36 senza studenti che risultavano ancora
attivi a Trieste. Quanto alle location atipiche spicca Celano (L'Aquila), dove
a fronte di una sola scuola superiore, c'è un corso di ingegneria agroindustriale
con due immatricolati, o Borgia (Catanzaro) dove si insegna Farmacia ma mancano
gli istituti secondari. Altro tasto dolente una capacità di intercettare i
finanziamenti europei troppo scarsa. Si pensi a Reggio Calabria o Parma dove
per ogni docente, in tutto il 2007, sono arrivati 189 e 275 euro. Quasi nulla
non rispetto ai 16mila euro dell'Orientale di Napoli, ai 9mila di Scienze
motorie a Roma o agli 8.759 di Trento. Ma gli studenti? Chissà se come concausa
o effetto di un sistema del genere, fatto sta che le loro performance lasciano
a desiderare. In generale gli universitari italiani sono ben lontani dal
raggiungere i 60 crediti annui necessari a completare in un triennio il ciclo
di studi di primo livello. In alcune realtà, poi, il target risulta ben più
distante: in Basilicata ci si ferma a 17,2 mentre a Cagliari a 17,9. Questi e
altri numeri saranno ora all'esame della commissione università. Che chiamerà i
rettori a spiegare le disfunzioni più evidenti. Dopodiché il dossier passerà
alla Gelmini. «E chiederò che il Governo ne tenga
conto perché prima di ragionare sul quanto destinare serve un serio progetto di
risanamento», assicura Valditara. eugenio.bruno@ilsole24ore.com RISORSE
DISSIPATE Valditara (Pdl): riportando alla media il rapporto tra docenti e non
docenti si recupera l'equivalente di una manovra finanziaria
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi di STEFANIA ORTOLANO Venti
pagine a colori, fumetti e foto, grafica moderna e accattivante: è uscito
"Okkupagine", numero unico del giornalino indipendente realizzato dal
"Masci" durante l'occupazione. L'hanno realizzato 48 studenti assieme
alla professoressa Marta Giuliani che così hanno raccontato l'esperienza di una
delle proteste più forti e mediatiche degli ultimi decenni, cominciata con la manifestazione contro la legge Gelmini, il 30 ottobre, con più di 2500
partecipanti, e seguita dal referendum, dove il 90% dei ragazzi del
"Masci" ha votato a favore dell'occupazione dall'8 al 12 novembre.
Pochi giorni ma densi, come testimonia "Okkupagine", nato come
espressione del movimento. C'è il resoconto dettagliato di quei cinque
giorni che "non hanno cambiato il corso della storia", ma hanno
contribuito a narrarla. «Nessuno potrà accusarci di aver perso tempo - scrive
Ergen Kamberi nella sezione "Commenti a caldo" - noi ragazzi siamo la
maggioranza...guardiamo al futuro ma non vogliamo essere sfruttati dai politici
che ci vogliono impedire di studiare e progredire». E così sfogliando la
rivista si scopre che durante l'occupazione ci sono stati corsi di teatro,
basso e chitarra, fotografia, cineforum, educazione sessuale. Il tutto col
benestare del Preside che ha espresso il suo apprezzamento per la convinzione e
la responsabilità mostrata in quel periodo dai suoi alunni.
( da "Messaggero,
Il (Marche)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi di NICOLA PACIARELLI Si
rialza il livello della protesta universitaria che, da qualche tempo, sembrava
aver perso il vigore. Durante l'inaugurazione delle attività formative della
scuola per l'alta formazione Nova universitas, che si è tenuta ieri nell'aula
magna dell'ateneo, l'Onda anomala maceratese è tornata come un fiume in piena,
con l'impeto che la contraddistingue, a riportare alla ribalta le proprie
convinzioni. Una cinquantina di studenti, universitari e medi, hanno fatto irruzione
durante la cerimonia alla quale era stata invitata l'onorevole Valentina Aprea,
presidente della commissione cultura, scienze e istruzione della Camera. «Su
ordine del rettore - si legge in una nota dell'Onda - blindati gli ingressi
alla facoltà di Giurisprudenza, presidiati dagli addetti alla sicurezza e dalle
forze dell'ordine: l'esatta rappresentazione della falsa democrazia della
politiche di questo Governo che impone le sue gravissime scelte dall'alto,
senza considerare la situazione di chi vive realmente i nostri territori».
Qualcuno degli studenti - agli altri è stato negato l'ingresso nell'aula magna
dai carabinieri e dalla Digos, senza nessun incidente - è entrato nel bel mezzo
dell'inaugurazione e ha esposto uno striscione con su scritto "On. Aprea:
alta distruzione, tutto il potere all'autoformazione", per poi leggere un
comunicato di dura protesta contro la proposta di legge della deputata del Pdl,
riguardante la riforma della scuola. «Come per l'università - è un passo del
comunicato - il completamento della privatizzazione dell'istruzione pubblica
coincide con l'istituzione delle fondazioni. La proposta Aprea parla di partner
esterni affiliati alle scuole, determinando definitivamente la vendita del
sistema formativo alle logiche di mercato e di business. Onorevole Aprea - è
stata la conclusione - lei non è benvenuta né qui, né in nessun altra scuola e
università». Pronta la replica della parlamentare che ha detto: «Se io non sono
benvenuta, voi siete dei maleducati». Con gli studenti c'erano anche insegnanti
e genitori dell'Associazione scuola di Ancona e rappresentanti dei Cobas che,
fuori dall'ateneo, hanno mostrato striscioni con slogan come "Scuola
tagliata, scuola annientata". Il consorzio Nova universitas è nato nel
2005, e il primo anno accademico è stato quello del 2006. Ne fanno parte
l'università di Macerata, la Federico II di Napoli, la Bicocca di Milano, le
università di Catania e di Udine, la Luiss di Roma e la seconda università di
Napoli. Le attività della Scuola per l'alta formazione, lezioni magistrali,
seminari, summer school e scuole di ricerca, sono rivolte a dottorandi,
specializzandi e giovani ricercatori con l'obiettivo di formare i nuovi
protagonisti dell'insegnamento universitario. Anche il
ministro Mariastella Gelmini ha voluto partecipare all'evento, inviando un saluto e un
apprezzamento per l'iniziativa. «Credo che uno dei mali dell'università
italiana - si legge nella nota - sia la scarsa condivisione di esperienze tra i
diversi atenei. Occorre procedere su nuove logiche basate su progettualità
condivise e sinergie operative. Bisogna lavorare sulla formazione
offrendo nuove opportunità di crescita. L'offerta formativa di qualità è non
solo un'opportunità per i nostri giovani ma soprattutto uan necessità per il
paese. Il consorzio per l'alta formazione Nova universitas è l'esempio che
l'università italiana ha ampi spazi per produrre esperienze di qualità».
( da "Repubblica,
La" del 26-02-2009)
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Pagina XXV - Genova L´evento Assalti frontali Intesa
perfetta al circolo Milk Ragazzi, bambini (e no), su la testa. Al Milk arrivano
sabato gli Assalti Frontali, quelli del "Rap di Enea", che ha fatto cantare a squarciagola i giovanissimi durante le
manifestazioni contro la Gelmini ed è poi diventato un mini Cd per finanziare i coordinamenti
degli adulti nel progetto Non Rubateci il Futuro. Al circolo Arci presenteranno
il disco Un´intesa perfetta. Lo show sarà improntato sulle canzoni ispirate
alla realtà, con una trentina di brani tra cui i singoli come Peace, Unity,
Love, and... che celebra la figura di Africa Bambaata o Quando sei lì
per lì... sul tema dell´Aids. Ma soprattutto Enea super rap scritta nel 2007
per una scuola elementare di Roma, adattamento in rap dell´Eneide di Virgilio.
Milk Club, Via Mura delle Grazie 25, tel. 010.745183, dalle 21 in poi, ingresso
con tessera Arci. (lucia marchiò)
( da "Corriere
della Sera" del 26-02-2009)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina -
data: 2009-02-26 num: - pag: 47 categoria: REDAZIONALE Beni culturali, Settis
addio incomincia l'era Carandini Il neopresidente avverte: vera autonomia o
faccio fagotto di PAOLO CONTI I mmediato cambio della guardia al vertice del
Consiglio nazionale dei Beni culturali. Un insolito avvicendamento tra
amici-nemici, tra due prestigiosi protagonisti dell'archeologia italiana che
per decenni hanno condiviso responsabilità accademiche, analisi scientifiche,
addirittura scavi, pubblicazioni. Ieri alle 14 Salvatore Settis, direttore
della Scuola Normale di Pisa, si è dimesso in aperta polemica col ministro
Sandro Bondi. Nemmeno due ore dopo era già noto il nome del successore,
ovviamente scelto da Bondi: Andrea Carandini, docente di Archeologia classica a
La Sapienza di Roma, da tempo polemico con i «talebani della conservazione»,
fautore di una politica di valorizzazione più aperta ma sempre «nello
scrupoloso rispetto della tutela». Carandini è figlio di Nicolò (ambasciatore,
partigiano, protagonista dell'antifascismo) e di Elena Albertini, figlia del
senatore Luigi Albertini, dal 1900 al 1925 direttore del «Corriere della Sera».
Ancora oggi Carandini vive nella splendida abitazione romana del nonno, accanto
alle Scuderie del Quirinale e a palazzo Colonna, e tra i tanti cimeli della sua
famiglia. Con Settis hanno lasciato l'incarico Andrea Emiliani, ex
soprintendente a Bologna, e Andreina Ricci, docente di Metodologia della
ricerca archeologica. Unico assente Antonio Paolucci. Settis ha letto il suo
commiato, poi la presidenza è passata a Tullio Gregory che ha aggiornato la
seduta alla prossima settimana. Erano nell'aria altre possibili dimissioni
(Cesare De Seta, lo stesso Gregory, il segretario della Uil Beni culturali
Gianfranco Cerasoli, Marisa Dalai Emiliani, Mariella Guarcio). Ma poi è
prevalsa la linea del documento unitario di solidarietà a Settis, votato
all'unanimità da tutti i presenti. Altrimenti, ha commentato qualcuno nei
corridoi, Bondi li avrebbe sostituiti subito annientando il dissenso nel
«parlamentino » del dicastero. La prossima settimana, nuova riunione. Stavolta
sotto la presidenza di Andrea Carandini, che sta già preparando il discorso di
investitura. Nell'addio Settis ha attaccato Bondi: il ministro «ha reagito con
passiva rassegnazione al taglio di un miliardo di euro di risorse nel triennio
e al continuo depauperamento di personale, nel 2010 ci saranno solo 7 dirigenti
titolari per 24 soprintendenze archeologiche ». Ha rivendicato il diritto-dovere
della propria autonomia di critica: «Antepongo a tutto la mia libertà di
espressione, esercitata senza ostacoli sotto i ministri Urbani, Buttiglione e
Rutelli». E ha ricordato che «con i continui commissariamenti e la futura
direzione generale della Valorizzazione assegnata a una persona senza
competenza nel ramo, le competenze specifiche vengono mortificate ogni giorno
». Ha promesso che ora continuerà «in qualità di cittadino» la sua battaglia.
Andrea Carandini ha una posizione molto diversa: «Mi dispiace che questo
avvicendamento sia all'insegna di un dissenso col ministro. La mia profonda
amicizia con Settis è antica, fu lui a chiamarmi a Pisa ed è la pietra di
paragone del mio ultimo libro Archeologia classica. E a lui, come all'ex
ministro Francesco Rutelli, si deve l'indispensabile strumento del Codice dei
beni culturali ». Qui parte l'elenco delle differenze: «Settis sente il potere
delle soprintendenze come un fatto monocratico, io lo leggo in un contesto di
cooperazione istituzionale tra Stato, regioni, enti locali, università». In
quanto ai tagli, Carandini? «Mi sembra difficile imputare a Bondi una
responsabilità che coinvolge l'intera politica economica italiana. I tagli hanno raggiunto anche la Gelmini... E purtroppo non siamo in Francia, dove ricerca e tutela
vengono adeguatamente valorizzati». Opposto il giudizio sull'arrivo dell'ex
manager Mc Donald's Mario Resca alla direzione della Valorizzazione: «Proposta
audace, ma da non rifiutare a priori. Un occhio esterno alla materia può
aiutare a risolvere i problemi economici». La politica dei prestiti? «Nulla di
male se centinaia di pezzi che giacciono nei nostri depositi fossero prestati
anche all'estero per essere studiati, pubblicati, restaurati e restituiti». La
valorizzazione? «Ancora troppo arretrata». Il commissariamento delle aree
archeologiche che ha provocato una sommossa dei tecnici? «Non umilia le
soprintendenze ma esalta il loro lavoro. Nessuno sottrae loro competenze ma si
snellisce l'iter burocratico che spesso paralizza l'uso dei fondi, poi si
garantisce sicurezza durante i lavori». Infine una promessa: «Assicuro tutti
gli sforzi. Non cederò un millimetro sul principio della tutela, il ruolo delle
soprintendenze. Altrimenti faccio fagotto e torno a casa». Settis e Carandini
sono amici da sempre. Trent'anni fa li chiamavano «i Dioscuri dell'archeologia
italiana». Alla fine degli anni Settanta furono, insieme, protagonisti del
famoso scavo di Settefinestre a Grosseto. La novità fu nella filosofia
scientifica, nell'approccio comunicativo: «L'archeologo che scava gente per la
gente», non come scienza lontana dalla vita ma come strumento di conoscenza
«contestualizzata» di una società passata che ci può dire molto. Reazioni
politiche. Ermete Realacci, Pd: «Le dimissioni di Settis sono un fatto grave e
rischiano di indebolire le politiche culturali del Paese». Ma anche dal Pdl
arriva a Bondi un invito a ripensarci. Fabro Granata, capogruppo Pdl in
commissione Cultura alla Camera: «Carandini è un personaggio di assoluto
prestigio, ma la scelta di Settis lascia l'amaro in bocca a chi ha a cuore le
sorti del patrimonio culturale italiano. Spero che il ministro trovi il modo di
risanare la frattura». Invece il sottosegretario Francesco Giro, Pdl: «Si
chiude una fase, con Carandini se ne apre un'altra sicuramente più costruttiva
e più serena». Andrea Carandini (1937) è titolare della cattedra di Archeologia
all'Università La Sapienza di Roma Salvatore Settis (1941) dal 1999 ricopre la
carica di direttore della Scuola Normale di Pisa Resa dei conti Il direttore
della Normale si dimette dal Consiglio nazionale. Escono anche Emiliani e la
Ricci
( da "Corriere
della Sera" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data:
2009-02-26 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Orologio Federica Festa in
«Ricreazione!» fra risate e spunti polemici L'irresistibile
professoressa che sa tutto sulla Gelmini Banchi di formica verde, sedie di legno, lavagna e l'immancabile
crocifisso alle pareti: la professoressa Spinelli torna in cattedra al Teatro
dell'Orologio. Per il quarto anno consecutivo, il divertente personaggio
inventato e impersonato da Federica Festa interrogherà, spiegherà e metterà
note sul registro agli allievi della terza B, alias il pubblico.
Repliche e proroghe non hanno tolto smalto, freschezza e attualità allo
spettacolo «Ricreazione!» che mantiene le sue note polemiche: sul precariato,
sull'impreparazione di alcuni docenti e sulle annunciate riforme nella scuola.
Quest'anno poi, la pièce si arricchirà di un divertente retroscena annunciato
nel sottotitolo: «In terza B con la prof.ssa di lettere di Maria Stella Gelmini». «Si scoprirà – spiega la Festa – che la Spinelli
ha avuto come allieva l'attuale ministro dell'Istruzione nel lontano ?88 a
Desenzano. Le ha insegnato l'uso degli avverbi, dei soggetti sottintesi e delle
figure retoriche. Quindi è orgogliosa quando sente la sua “Stellina” usare i
paradossi con frasi come “in sei mesi avremo scuole sicure”. è convinta di aver
fatto un buon lavoro ». Il divertimento è riservato a pochi spettatori per
sera, quelli che fino al 15 marzo riusciranno ad accaparrarsi un posto sui
banchi dell'aula ricostruita nella sala Artaud del Teatro dell'Orologio. «Per
il pubblico è una vera esperienza sensoriale – assicura la Festa - . Un salto
all'indietro nel tempo: si torna liceali. Li sento mentre sgomitano per sedere
nelle ultime file ed evitare l'interrogazione ». E ogni «lezione» è differente
dalla precedente. «La struttura dello spettacolo è ben definita, ma l'intreccio
varia. Dipende dagli allievi – spiega la Festa –. Ieri una donna ha alzato la
mano e mi ha chiesto di andare al bagno. Qualche giorno fa, invece, un ragazzo
ha letto una sua poesia ». Tra il pubblico anche loro, i professori che si
ritrovano nell'universo scolastico dipinto dalla Festa. «La Spinelli
rappresenta l'insegnante Ancien Régime – aggiunge l'attrice – pensa che gli
immigrati siano un problema e interroga i ragazzi sulle pubblicità. è l'emblema
di una scuola che tenta di rinnovarsi, ma che ha un personale docente
inadeguato culturalmente e incapace di rapportarsi con le nuove generazioni.
Per fortuna, bisogna riconoscere che i docenti di oggi sono sicuramente molto
diversi: infatti sono più dialettici e molto più aperti al confronto». Con il
personaggio della professoressa Spinelli, precaria da venticinque anni, la
Festa ha vinto il premio «Vittorio Mezzogiorno» come migliore attrice emergente
nel 2007. Un riconoscimento prestigioso e assolutamente meritato. «Federica ha
un grande talento – afferma Giovanna Mezzogiorno – e riesce a far ridere anche
affrontando un tema delicato e scottante. Il suo è uno spettacolo “piccolo”,
costruito e realizzato facendo ricorso a pochi mezzi, ma in scena lei dimostra
che si può emozionare e divertire il pubblico senza bisogno di molti orpelli,
semplicemente mettendo a frutto le doti dell'attore». Carlotta De Leo Teatro
dell'Orologio, «Ricreazione! In terza B con la prof.ssa di lettere di Maria
Stella Gelmini», fino a domenica 15 marzo Federica
Festa nei panni della professoressa Spinelli, protagonista dello spettacolo
«Ricreazione!», in scena fino al 15 marzo al Teatro dell'Orologio \\ Gli
spettatori s'improvvisano liceali di terza B e ogni sera la «lezione» cambia \\
L'insegnante Spinelli, precaria da 25 anni, è l'emblema di una scuola Ancien
Régime
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Nuovo anno accademico,inaugurazione con protesta
università Sabato manifestazione degli studenti con fischietti e pentole in
occasione della cerimonia di apertura 26/02/2009 SABATO alle 10, gli studenti
dell'assemblea delle facoltà in lotta si sono dati appuntamento a Balbi 5. Dopo
una settimana di organizzazione, che ha visto riunioni nelle facoltà di
Architettura, Lettere e Filosofia, Scienze della Formazione e Scienze
Politiche, gli universitari che da mesi protestano contro i tagli hanno scelto
di mostrare il loro dissenso durante la presentazione del nuovo anno
accademico. Ogni partecipante porterà con sé fischietti, pentole e ogni cosa
che faccia rumore per quella che nelle locandine è già stata ribattezzata
"l'inaugurazione del (d)anno accademico". Gli studenti, che dopo le
occupazioni nelle facoltà hanno trasformato un'ex libreria di via delle fontane
nel loro quartiere generale, intendono sottolineare come la cerimonia
d'inaugurazione del nuovo anno accademico giunga in un momento di crisi sempre
più profonda dell'università pubblica, penalizzata dai
tagli che il ministro Gelmini ha portato a didattica e ricerca. A protestare saranno presenti
anche i precari dell'università genovese, gli stessi che dopo essere stati
lasciati a casa dal primo gennaio hanno visto venire meno le promesse fatte
dalle istituzioni su una possibile soluzione del problema. «Le soluzioni
che ci sono state prospettate non si sono realizzate. Molti servizi sono
limitati o assenti e diversi di noi sono stati riassunti con contratti di tre
mesi tramite cooperative e agenzie interinali che aumentano i costi per
l'ateneo e diminuiscono i nostri stipendi - spiega Milad Amini, coordinatore
del Comitato lavoratori precari Università - Molti dei precari che sono stati
licenziati avevano ruoli fondamentali per i servizi tecnico amministrativi, ci
chiediamo il perchè di questi contratti di tre mesi che oltre a non dare
sicurezza ai precari non risolvono il problema». Dello stesso parere è
Francesco Bertazzo, rappresentante degli studenti di Lettere: «L'assorbimento
dei precari in cooperative e agenzie aggiunge un intermediario per le
assunzioni e questo fa ovviamente lievitare i costi a danno del neoassunto e
della facoltà. Uno dei disservizi più evidenti e disagevoli è stata la chiusura
per tutto gennaio dell'ufficio tirocini. Per questo motivo il Centro Servizi di
Facoltà ha dovuto porre rimedio spostando personale e riorganizzando gli
uffici. Ora tutto funziona, anche se per i primi tempi bisognerà aspettare una
sorta di rodaggio». La cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico,
prevista per sabato alle ore 11 nell'aula magna di Balbi 5, sarà presieduta dal
rettore Giacomo De Ferrari. Matteo Politanò 26/02/2009
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 10 - Udine Media dello sport, modello per tutta
Italia Dirigenti scolastici perfino dalla Sicilia. Il
ministro Gelmini atteso in
visita L'ECCELLENZA TAVAGNACCO. Sei ore di educazione fisica alla settimana, lo
sport come base portante della didattica e, anzi, aiuto alla didattica stessa.
No, non siamo in una high school o in un college americano, siamo a Tavagnacco
dove dallo scorso anno scolastico alle medie è attivo l'indirizzo sportivo.
Una cosa fino a qualche anno fa inimmaginabile per la scuola italiana.
Decisamente altra cosa rispetto al modello americano che, tra l'altro, oltre a
ottimi studenti sforna atleti di prim'ordine in decine di discipline, dal
nuoto, all'altletica fino agli strapagati assi del basket. Ora anche a livello
ministeriale le cose stanno cambiando. E proprio grazie a Tavagnacco. Un anno
fa il via della sperimentazione in una classe prima grazie al supporto della
dirigente scolastica Gloria Aita, alla collaborazione dei docenti di educazione
fisica Luciana Ronco e Ugo Cauz e alla regia di Claudio Bardini, l'ideatore
dell'iniziativa. Non a caso chiamato direttamente dal ministero dell'Istruzione
Mariastella Gelmini nella ristretta commissione di
esperti chiamata da oggi (prima riunione a Roma) a rivedere il rapporto dello
sport nella scuola. «Un anno fa - spiega Claudio Bardini, che oltre a insegnare
a Tavagnacco collabora con la facoltà di Scienze Motorie, guida la Federbasket
provinciale e alle spalle ha una lunga carriera di allenatore anche nella
massima serie - abbiamo dato il via al progetto grazie all'aiuto della Regione,
della Provincia, della Fondazione Crup e di altre aziende private. E il tutto
non si limita all'aumento da due a sei ore di educazione fisica durante la
settimana. L'obiettivo è quello di far vivere agli alunni nell'arco dei tre
anni il massimo numero di esperienze motorie, di conoscere da vicino i campioni
spesso ospiti dell'istituto. Non c'è una specializzazione, vogliamo solo dare
agli alunni un'educazione in cui lo sport abbia un ruolo importante. Le discipline
vengono proposte a moduli, ma poi lo sport diventa strumento educativo e
didattico». Un esempio? A Tavagnacco la geografia in prima media si studia con
le squadre del campionato di calcio, o la geometria aiutandosi con i perimetri
e le aree dei campi da basket, di volley, piuttosto che di tennis. «E poi
aiutiamo i giovani a nutrirsi meglio - continua Bardini - proponendo
periodicamente una merenda energetica e funzionale con pane fresco e marmellate
biologiche». E la scuola dello sport piace un sacco. A Tavagnacco, nei paesi
limitrofi, ma anche in tutta Italia. Sono arrivati in questi mesi da tutta
Italia (Sicilia compresa) dirigenti scolastici per copiare il modello. Ora lo
fa anche il ministero. Con la Gelmini che, grazie
all'intercessione dell'onorevole Manuela Di Centa (trade union ideale tra
politica, sport e scuola), potrebbe prima o poi anche venire di persona a
Tavagnacco per vedere da vicino la scuola dello sport. (a.s.)
( da "Giornale.it,
Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
n. 49 del 2009-02-26 pagina 42 Informatica a scuola I
«laboratori» non sono necessari di Redazione Caro Granzotto, leggo con grande
disappunto che lo studio dell'informatica nelle scuole è stato abolito,
nonostante facesse parte della riforma Moratti e ne rappresentasse uno dei 3
capisaldi: impresa, inglese e informatica. Mi dica, è una
questione da ridursi a bisticcio fra donne ministro, la Moratti e la Gelmini, o c'è dell'altro che giustifica
la marcia indietro? E come sarà possibile tenere il passo con il turbinoso
progresso, se non si insegna ai nostri figli a maneggiare bene il computer? ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it,
Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
n. 49 del 2009-02-26 pagina 0 Di Pietro: referendum sulla
legge che non c'è di Gianni Pennacchi Dalla scuola al fisco il leader
dell'Italia dei valori annuncia consultazioni a getto continuo. Persino sul
testamento biologico, ancora in discussione. In realtà le uniche firme raccolte
sono quelle depositate contro il Lodo Alfano Roma - è un riflesso condizionato
ormai, meglio dei cagnolini di Pavlov che scodinzolavano con l?acquolina in
bocca non più alla vista dell?osso, ma al solo trillo di un campanello. Così
Tonino Di Pietro, che ad ogni legge o leggina che il governo presenta o
soltanto annuncia, reagisce immediatamente con la minaccia di un referendum
abrogativo. S?è scoperto referendario, plebiscitario e antiparlamentare, il leader
di Idv: la logica democratica, infatti, vorrebbe che le leggi siano modificate
o anche stravolte in Parlamento, l?appello al popolo essendo evento
eccezionale. Ma Tonino è politico di fiuto e di istinto, non va tanto per il
sottile. Ruba lo spazio e la scena al Pd, figurarsi se si fa scrupolo di
scippar la storia e la gloria anche ai radicali. Qualunque cosa faccia o dica,
ormai, in piazza, in tv e in conferenza stampa, finisce sempre accusando
Berlusconi di mire dittatoriali, gli alleati democrat di pavidità, e
promettendo sempre nuovi referendum. A «grappoli». L?ultimo «grappolo» lo ha
annunciato mentre protestava contro il nuovo cda della Rai, referendum che
verteranno «soprattutto sui temi dell?economia e in particolare ci occuperemo
di federalismo fiscale, finanziamento pubblico ai partiti, testamento biologico
e sicurezza». Anche a voi resta incomprensibile quanto ci azzecchi l?economia
con la sicurezza e ancor più col testamento biologico? Provvedimento
quest?ultimo ancora ben lontano dal traguardo: in Parlamento stan discutendo,
nessuno ancora sa prevedere se e quale legge ne uscirà. Ma Di Pietro lancia il
referendum a prescindere. E passi per il finanziamento pubblico ai partiti, per
il quale la legge c?è già. Ma un referendum sul federalismo fiscale? Non lo sa
Tonino, che la Costituzione vieta esplicitamente i referendum abrogativi in
materia fiscale? Sì che lo sa, ma tutto fa brodo e infiamma le piazze: i luoghi
della politica che ormai Di Pietro predilige. Sfidando ogni principio di
coerenza e di logica, perché occorre una dose massiccia di abbronzatura per
accusare il governo di fascismo e peronismo, dire che «Berlusconi è come
Saddam» dunque «Idv sta al fronte, combatte per la democrazia», e poi andare
sotto la Rai additando al pubblico ludibrio le facce dei sette consiglieri
appena nominati. Volti per lo più sconosciuti anche agli addetti ai lavori: era
un bisogno «democratico» di Idv, esibirne le gigantografie come fossero
ballerine o malfattori? Già che c?erano, potevano aggiungerne l?indirizzo di
casa, a beneficio di più accesi giustizieri. E va bene che Alessio Gorla è
l?organizzatore della discesa in campo di Berlusconi, e che Giorgio Van Straten
è il compagno d?ombrellone di Veltroni, ma chi li aveva mai visti in faccia?
Pure Nino Rizzo Nervo, «veterano» confermato in quota postdemocristiana del Pd,
giornalista siciliano amico di Sergio Mattarella e per questo fiduciario del
Ppi in Rai, a chi interessa saperlo riconoscere? Forse era più civile proporre
anche un referendum per abrogare la legge che regola le nomine del vertice Rai.
Ma forse anche Di Pietro si rende conto che sta esagerando coi referendum.
Prima del «grappolo» di carnevale, infatti, s?era già sparato il «grappolo»
dell?estate, il 22 giugno scorso, dove già compariva quello per abolire il
finanziamento dei partiti, e in più l?abolizione del finanziamento ai giornali
di partito; oltre al preveggente referendum sulla legge - che ancora è in
gestazione - per la regolamentazione delle intercettazioni giudiziarie, quello
contro la sospensione dei processi a carico delle più alte cariche dello Stato
(il cosiddetto Lodo Alfano, o Schifani, o Maccanico), e quello per spedire
Rete4 sul satellite. Arduo fare referendum per cancellare una legge che non
c?è. Perché allora non promuovere almeno quello sui rimborsi elettorali, che
scorrono da lustri e che lui promette da otto mesi? Forse perché anche Idv non
vive di sola aria: tant?è che ha già precisato come il referendum riguarderà
soltanto la norma posteriore che consente il raddoppio dei rimborsi negli anni
successivi all?eventuale scioglimento anticipato. Chissà come saranno felici
Prc, Sinistra democratica, Verdi e Pdci, che Tonino corteggia e dei quali ha
bisogno anche per raccogliere le firme referendarie. Per farsi perdonare però,
ha già perso per strada il referendum che farebbe chiudere ai compagni giornali
e giornaletti. La realtà, e nonostante il gran parlare di referendum, è che
sinora Di Pietro ne ha presentato uno soltanto: quello sul Lodo Alfano,
consegnando «un milione di firme» dice, alla Cassazione il 7 gennaio scorso.
Per tutti gli altri non ha ancora nemmeno formulato il quesito. Forse aspetta
le prossime manifestazioni della Cgil - a proposito, che fine ha fatto il
referendum contro la riforma Gelmini? - e delle
formazioni comuniste. Per cannibalizzare - politicamente, s?intende - anche
loro, come sta già facendo col Pd. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola
GIULIO FINOTTI È affollato il teatro di Corte della Reggia
diciannove anni dopo la morte (il 24 febbraio 1990) di Sandro Pertini. È
affollato di studenti delle scuole intitolate allo stesso ex presidente della
Repubblica,