HOME

PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

www.mauronovelli.it

[Vai al sito del CENACOLO DEI COGITANTI]

 

 

DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

TORNA ALL’INDICE MENSILE DEL DOSSIER    

ARCHIVIO GEN. DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER



Report "Scuola"   24-26 febbraio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

di Paolo Massa Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivede... ( da "Leggo" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, per la quale è «nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci». Ha poi aggiunto che «le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo».

Il Quirinale in campo contro i tagli indiscriminati all'Università. Intervenen... ( da "Leggo" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Quirinale in campo contro i «tagli indiscriminati» all'Università. Intervenendo nell'ateneo di Perugia, Napolitano ha chiesto di rivedere le scelte fatte. La risposta del ministro Gelmini: «Nostro dovere eliminare gli sprechi».

Scuola, 400mila votanti il 95% boccia il contratto ( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-02-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Invece - ha concluso Epifani - i provvedimenti della Gelmini stanno determinando soltanto una situazione di caos nelle scuole». Polemico con Epifani il segretario generale della Cisl, che non sembra credere all'esito del voto: «Epifani - ha detto infatti Raffaele Bonanni - non è né arbitro né notaio di tutti».

SE IL MEGLIO E' IL PEGGIO ( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-02-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini s'è giustificata con intelligenza, occorre dirlo, dichiarando che le preoccupazioni della presidenza della Repubblica sono esattamente quelle del Governo: e che lo scopo precipuo dell'azione ministeriale resta quello di tagliare gli sprechi e spendere meglio, premiando le realtà più virtuose.

Napolitano: rivedere i tagli indiscriminati ( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-02-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini: vogliamo eliminare gli sprechi L'allarme del mondo accademico: è a rischio la stessa sopravvivenza dell'istituzione scolastica GABRIELE RIZZARDI ROMA. «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati».

Ora arriva la stangata sugli Ata ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: a rischio nelle primarie di periferia e con più sedi Il rischio è paventato sopratutto per le scuole elementari, ancora una volta loro le più colpite, dopo il taglio già inferto ai maestri dalla riforma Gelmini. In particolare quelle che sono dislocate in zone periferiche e hanno più plessi. Accadrà infatti che per [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati:

Sugli organici, solo palliativi ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cgil Punti di vista Gli incontri delle scorse settimane sugli effetti dei regolamenti attuativi della legge 133/08 non hanno prodotto sul versante degli organici nessun impegno concreto da parte del ministro Gelmini. Infatti, le proposte che ci sono state fatte rappresentano dei palliativi che in realtà non [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati:

napolitano "fermare i tagli alle università" ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina Gelmini replica: evitiamo gli sprechi Napolitano "Fermare i tagli alle università" ROMA - «Mi auguro che stiano maturando le condizioni per riesaminare decisioni di bilancio ancorate alla logica di tagli indiscriminati», dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sull´Università.

napolitano: "basta tagli alla ricerca" - giorgio battistini ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: abbiamo eliminato gli sprechi "Investire nella formazione è una leva fondamentale per la crescita dell´economia" GIORGIO BATTISTINI ROMA - Secondo rimprovero in pochi giorni del capo dello Stato al governo. Dopo il no al decreto sul caso Englaro, il presidente della Repubblica boccia, nei fatti,

università nel mirino e per il 2010 è pronta la stangata - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma i primi passi del ministro Gelmini, al di là delle affermazioni di principio, non sembrano decisivi. Partiamo dai concorsi a cattedra. Aver ridotto da dodici a quattro gli ordinari da estrarre a sorte tra i docenti della stessa materia, più un docente interno alla facoltà, per formare la rosa delle commissioni non risolve il problema.

altro che aziende ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini s'è giustificata con intelligenza, occorre dirlo, dichiarando che le preoccupazioni della presidenza della repubblica sono esattamente quelle del governo e che lo scopo precipuo dell'azione ministeriale resta quello di tagliare gli sprechi e spendere meglio, premiando le realtà più virtuose.

tagli agli atenei l'altolà di napolitano ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il sì dei rettori di Udine e Trieste: il governo ascolti La Gelmini: abbiamo tolto solo gli sprechi Tagli agli atenei L'altolà di Napolitano ROMA. «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati» alle università. E' appello che Napolitano ha lanciato ieri da Perugia.

i bisogni dei giovani - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma del ministro Gelmini diventi realtà attraverso i decreti attuativi. Ma dietro questo silenzio e questa apparente sospensione c´è un bisogno fortissimo, vitale, dei giovani e ? con loro e per loro ? dell´intero paese: un bisogno di speranza, di guardare al di là della crisi, di avere la prova che si sta lavorando per accelerare la prospettiva di crescita civile che attendiamo,

scuola, 400mila votanti il 95% boccia il contratto - carlo rosso ( da "Mattino di Padova, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Invece - ha concluso Epifani - i provvedimenti della Gelmini stanno determinando soltanto una situazione di caos nelle scuole». Polemico con Epifani il segretario generale della Cisl, che non sembra credere all'esito del voto: «Epifani - ha detto infatti Raffaele Bonanni - non è né arbitro né notaio di tutti».

napolitano: rivedere i tagli indiscriminati - gabriele rizzardi ( da "Mattino di Padova, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini: vogliamo eliminare gli sprechi L'allarme del mondo accademico: è a rischio la stessa sopravvivenza dell'istituzione scolastica GABRIELE RIZZARDI ROMA. «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati».

scuole, incertezza in vista delle iscrizioni ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le novità della riforma Gelmini, il piano dell'offerta formativa e l'organizzazione scolastica sul territorio. Questi gli argomenti trattati nel corso di un incontro pubblico che è stato ospitato nella sala consiliare del municipio. Il dirigente della direzione didattica di Manzano Daniele Castellani, coadiuvato dalle maestre Dolores Fadon e Mariaromana Quendolo,

corteo e dibattiti contro la gelmini professori in piazza vestiti da fantasmi ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: poi assemblea al municipio Corteo e dibattiti contro la Gelmini professori in piazza vestiti da fantasmi salvo intravaia Insegnanti palermitani in piazza contro la riforma Gelmini. Domani il coordinamento dei docenti delle scuole di Palermo manifesterà contro la politica scolastica nazionale, regionale e degli enti locali.

Napolitano e governo,gelo sui tagli all'Università ( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini replica in punta di fioretto: «Le preoccupazioni del Presidente sono le nostre, noi vogliamo solo eliminare gli sprechi». Ma il suo collega, Renato Brunetta, va giù di spada: «Non ci sono tagli». guidi e lugaro >> 2 Il Capo dello Stato: no a riduzioni «indiscriminate» dei fondi.

università il gran rifiuto di gibelli - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: studenti dei Giovani democratici hanno deciso di organizzare volantinaggi contro i tagli Gelmini-Tremonti-Brunetta, ma pure a sostegno del senatore Marino, giovedì e venerdì, davanti a tutte le facoltà genovesi. E sabato si uniranno all´Onda che sta organizzando una manifestazione in via Balbi, con loro ci saranno i precari tecnici amministrativi e probabilmente i precari della ricerca.

informatica, scuole in allarme ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini specifica che il computer e Internet non sono più considerate una priorità, ma in serata il ministro è intervenuta precisando che l'informatica rimane una materia chiave e che non subità tagli. In effetti, l'uscita dela Gelmini sul sito del ministero aveva stupito non poco perché durante il passato governo Berlusconi,

l'orario scolastico non si potrà più scegliere ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: orario scolastico non si potrà più scegliere» Riforma Gelmini, ancora proteste del centrosinistra di Carmignano CARMIGNANO. Il centro sinistra di Carmignano - ovvero Pd, Rifondazione comunista e partito socialista - torna a parlare della scuola. Lo fa con un documento che critica la Riforma Gelmini ed esprime preoccupazione sui destini del tempo pieno.

università, i prof over 70 in trincea - giuliano foschini ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maristella Gelmini, e dell´Economia, Giulio Tremonti - ci sarebbe un grande risparmio per i conti e la possibilità di accelerare il turn over». Molti atenei italiani hanno subito preso la palla al balzo: alla Statale di Milano, per esempio, il rettore Enrico Decleva ha annunciato che tutti i suoi prof d´ora in avanti andranno in pensione al compimento dei 70 anni.

<Non tagliare la ricerca> ( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini: «Vogliamo solo eliminare gli sprechi» Perugia. «No a tagli indiscriminati all'Università» dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «È un dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi» gli risponde il ministro Mariastella Gelmini a cui arriva a dare man forte anche il collega Renato Brunetta.

il miglior film è "miki's ballad" alle longhena il premio de nigris - emanuela giampaoli ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la stessa che ha sfidato il ministro Gelmini con il 10 politico e che oltretutto ha vinto con il videoclip «Shampoo» ideato per lo storico pezzo di Giorgio Gaber. Per le scuole secondarie di primo grado il podio è andato a «Un ballo da sogno» della 3�B della scuola A. Oriani di Alfonsine in provincia di Ravenna e ancora, tra le scuole superiori,

se il meglio e' il peggio - massimo onofri ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini s'è giustificata con intelligenza, occorre dirlo, dichiarando che le preoccupazioni della presidenza della Repubblica sono esattamente quelle del Governo: e che lo scopo precipuo dell'azione ministeriale resta quello di tagliare gli sprechi e spendere meglio, premiando le realtà più virtuose.

la crisi dell'universita' - gabriele rizzardi ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: appello è rivolto al governo e le risposte arrivano da Maria Stella Gelmini e da Renato Brunetta. I due ministri difendono le scelte del governo e negano che siano stati decisi tagli a pioggia. Il ministro dell'Istruzione definisce «sagge e condivisibili» le parole del capo dello Stato, ma sostiene di aver tagliato solo gli sprechi.

napolitano: rivedere i tagli indiscriminati ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 5 - Attualità Napolitano: rivedere i tagli indiscriminati I rettori d'accordo con il presidente. Il ministro Gelmini: vogliamo eliminare gli sprechi L'allarme del mondo accademico: è a rischio la stessa sopravvivenza dell'istituzione scolastica

Sugli organici, solo palliativi ( da "Italia Oggi" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 08 non hanno prodotto sul versante degli organici nessun impegno concreto da parte del ministro Gelmini. Infatti, le proposte che ci sono state fatte rappresentano dei palliativi che in realtà non spostano di un millimetro il problema di fondo: la decurtazione di risorse determinata dalla legge 133/08 e la tagliola della clausola di salvaguardia.

Ora arriva la stangata sugli Ata ( da "Italia Oggi" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: inferto ai maestri dalla riforma Gelmini. In particolare quelle che sono dislocate in zone periferiche e hanno più plessi. Accadrà infatti che per una popolazione di 600 alunni una scuola potrà contare su 7 collaboratori in organico. Il che vuol dire che se sono organizzate, come spesso succede appunto alla primaria, in 4 sedi distaccate e magari ci sono anche corsi pomeridiani,

SCUOLE senza soldi, supplenti senza stipendio. E... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se i presidi hanno l'obbligo di garantire la presenza degli insegnanti, ma non hanno i soldi per pagarli, come possono andare avanti?». NELLA SPERANZA di ottenere qualche risposta la Cgil ha redatto un documento, con diverse richieste, inviato non solo al ministro Gelmini ma anche a tutti gli enti locali della provincia. Alessia Pedrielli

Napolitano: no ai tagli in ateneo Gelmini: ridotti solo gli sprechi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Napolitano: no ai tagli in ateneo Gelmini: ridotti solo gli sprechi Da Perugia il capo dello Stato Giorgio Napolitano chiede al Governo di rivedere le scelte di bilancio improntate su «tagli indiscriminati» per l'università e la ricerca. Ma il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini replica: tagliati solo gli sprechi.

Napolitano: rivedere i tagli ( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE Università Il presidente chiede che non siano «indiscriminati» Napolitano: rivedere i tagli Gelmini: vogliamo solo eliminare gli sprechi ROMA — Il presidente Giorgio Napolitano: no a tagli indiscriminati a Università e ricerca. Il ministro Gelmini: d'accordo, ma noi eliminiamo gli sprechi. ALLE PAGINE 8 E 9 Benedetti e Cutri

Appello di Napolitano: rivedere i tagli alla ricerca ( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: risposta del ministro Gelmini: «Condividiamo le preoccupazioni del presidente della Repubblica ma in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza». La lotta agli sprechi, ha fatto capire Napolitano, da sola non può bastare: servono scelte coraggiose e non «generalizzazioni negative e liquidatorie»

I punti della riforma ( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-02-24 num: - pag: 8 categoria: BREVI I punti della riforma La legge Gelmini prevede, tra l'altro, più fondi agli atenei virtuosi, meno risorse a quelli spreconi e l'aumento delle borse di studio

<Soldi ai più bravi, stile inglese Così si può ridurre la spesa> ( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nel decreto Gelmini proprio questa spartizione 70/30 viene fissata come obiettivo da raggiungere entro la fine della legislatura. «è chiaro — dice ancora Perotti — che molti rettori si oppongono ad un sistema di questo tipo. Perché la maggior parte di loro non fa ricerca e non ha mai fatto ricerca.

Napolitano sull'università <No a tagli indiscriminati> ( da "Riformista, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con il ministro direttamente interessato, Mariastella Gelmini. «Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo» spiega la Gelmini, aggiungendo che «in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza».

La sferzata di Napolitano: Basta tagli all'Università ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: abbiamo tagliato gli sprechi Brunetta: premiati i migliori atenei Barbara Fiammeri ROMA «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati all'università ». Più che un invito è un vero e proprio monito quello lanciato ieri da Giorgio Napolitano al Governo.

FI respinge il diktat di La Russa ( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La candidatura di Giuseppe Romele è stata indicata all'unanimità dal direttivo provinciale di Forza Italia e appoggiata anche dal ministro Maria Stella Gelmini, che ieri ha discusso della questione con Silvio Berlusconi. Mentre il 6 giugno si avvicina, la Lega potrebbe sparigliare le carte e calare il suo asso, correndo da sola e spiazzando gli alleati. Giuseppe Spatola

L'altolà di Napolitano <Basta tagli alla ricerca> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: «Parole sagge, il Governo elimina gli sprechi» PERUGIA Napolitano ieri all'Università (Crocchioni) dall'inviato MARCO SASSANO PERUGIA PER I TAGLI all'università e alla ricerca ogni anno tremila giovani che hanno ottenuto il dottorato fuggono dall'Italia e vanno a lavorare nei centri di ricerca all'estero: la loro formazione è costata allo Stato e alle famiglie 500 mila euro

Allarme di Napolitano Contro gli interventi indiscriminati del governo che colpiscono la ricerca Per Gelmini è solo lotta agli sprechi ALLE PAGINE 4-8 ( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Allarme di Napolitano Contro gli interventi indiscriminati del governo che colpiscono la ricerca Per Gelmini è solo lotta agli sprechi ALLE PAGINE 4-

1Tagli insostenibili La legge Finanziaria taglia del 10 per cento le risorse ad ogni singolo aten... ( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 4La Gelmini si impegni Il decreto della Gelmini ha corretto le storture più grosse della Finanziaria. Ma il problema rimane perché non ha affrontato il nodo delle risorse. E allora non serve a molto. 5Pronti a collaborare In cambio noi siamo disponibili ad interventi normativi sulla governance (dando più potere ai Cda degli atenei)

Contratto scuola Referendum Cgil Il 95% dice no 18 marzo sciopero ( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Da una prima ricognizione, pare che le famiglie abbiano scelto il tempo pieno invece che l'unico docente voluto dalla Gelmini. Le famiglie però conosceranno l'esito dell'assegnazione in classe solo dopo la dotazione organica. Le scuole stanno facendo salti mortali per accontentare tutti. Ma i tagli restano pesanti.

Solo briciole per la ricerca Gelmini, la verità delle cifre ( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Solo briciole per la ricerca Gelmini, la verità delle cifre MARISTELLA IERVASI Gelmini maestra unica elenca gli sprechi. Il ministro Brunetta si vanta di «aver salvato l'Italia» e precisa che al governo sta a cuore la ricerca: «Del resto sono un professore universitario.

Non c'è futuro Facciamo i docenti a 2.500 euro l'anno e trasferte a carico ( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma tagli e merito secondo la Gelmini dovrebbero andare a braccetto... «Non è così. La mia storia è uguale a quella di migliaia e migliaia di assegnisti, di ricercatori che in questi anni sono andati avanti con sacrifici. Io ad esempio ho vinto il Dottorato di ricerca a Siena nel 2003, ma non ho mai avuto la Borsa del dottorato.

Gelmini maestra unica elenca gli sprechi. Il ministro Brunetta si vanta di aver salvato l’... ( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini maestra unica elenca gli sprechi. Il ministro Brunetta si vanta di «aver salvato l'Italia» e precisa che al governo sta a cuore la ricerca: «Del resto sono un professore universitario...» aggiunge. Resta il fatto che il presidente Napolitano ha parlato a ragion veduta: occorrerebbe proprio rimettere mano alle scelte di bilancio sugli Atenei e «

Alitalia, Ici, Finanziaria Ecco dove sono finiti i soldi sottratti La crisi è mondiale. Ma Francia, Svezia e Stati Uniti investono nell'istruzione, nella formazione e nella scienza ( da "Unita, L'" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha ribadito il ministro Mariastella Gelmini. Un po' avventatamente. Perché i tagli ci sono e così sostanziosi da mettere pesantissimo piombo sulle deboli ali dello sviluppo. I tagli riguardano la ricerca scientifica. Il finanziamento dei Prin, i Progetti di ricerca di interesse nazionale, sono stati ridotti da 150 milioni a 97,5 milioni per l'anno 2007 (finanziato nel 2008)

no alla mannaia sull'università - giuseppe zaccaria ( da "Mattino di Padova, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nonostante il timidissimo passo nella giusta direzione effettuato dal decreto Gelmini, i pesantissimi tagli finanziari per gli Atenei italiani decisi con la cosiddetta «manovra d'estate» (legge 133 del 6 agosto 2008), pari a 1,5 miliardi di euro, sconquasseranno a partire dal 2010 in modo irreversibile i bilanci delle Università pubbliche italiane.

<Diamo voti bassi ai primini soltanto per valutarli meglio> ( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini In riferimento all'articolo riguardante la valutazione delle classi prime, è necessario fare alcune precisazioni rispetto alle informazioni inesatte in esso riportate. A ciò vorrei aggiungere il rammarico per la modalità di trattazione di argomenti di tale portata che, tralasciando la consultazione di tutte le parti interessate,

Il ministro Gelmini: Vogliamo solo eliminare gli sprechi ( da "Tempo, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa La risposta Il ministro Gelmini: «Vogliamo solo eliminare gli sprechi» Premiare le università migliori e tagliare gli sprechi: è questo quello che vuole fare il Governo. Lo precisa il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, aggiungendo che «le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo».

Il rettore della Sapienza: "Basta denaro a pioggia" ( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Rettore Frati, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano critica i «tagli indiscriminati» del decreto Gelmini. Cosa ne pensa? «Non sono d'accordo con lui. Il primo decreto, quello di luglio, andava in quella direzione. Poi il tiro è stato corretto e ritengo che il decreto dell'8 gennaio 2009 sia una buona legge»

LA SCHEDA - Il libro nero dell'università da cancellare ( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quando la Gelmini ha annunciato lo stop al turnover a partire da gennaio 2009, le università che ora piangono miseria hanno reagito con una vera corsa all'assunzione: 700 posti per personale non docente banditi in tre mesi, mentre nello stesso periodo dell'anno precedente erano stati una quarantina.

Atenei, Napolitano contro i tagli La... ( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Napolitano contro i tagli La Gelmini: «Eliminiamo soltanto gli sprechi inutili» di Emanuela Fontana Resta teso il clima tra il Quirinale e il governo. A Perugia, per la cerimonia dell'Ateneo, il Capo dello Stato ha criticato le scelte in materia di istruzione RomaAgli studenti dell'Onda, quattro mesi fa, aveva detto: «Siate responsabili».

napolitano: rivedere i tagli alle università ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini replica: eliminati solo gli sprechi ISTRUZIONE IN ROSSO Il monito del capo dello Stato alle celebrazioni dell'ateneo di Perugia «Stop a generalizzazioni liquidatorie. La ricerca è leva di sviluppo» ROMA. «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati»

Oggi il vertice Berlusconi-Sarkozy ( da "Stampaweb, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e Xavier Darcos; quelli della Cultura, Sandro Bondi e Christine Albanel; e i titolari degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. Il principale accordo riguarderà «tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici,

Aule vuote e conti in rosso ( da "Stampaweb, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nel gennaio scorso una contestata legge del ministro Gelmini ha cercato di fare ordine: ha assegnato 500 milioni (pari al 7% del Ffo) alle università «virtuose», 135 milioni per le borse di studio, 65 milioni per gli alloggi e i servizi agli studenti, ma ha subordinato il tutto ad una valutazione rigorosa dei risultati.

A Roma il vertice Berlusconi-Sarkozy Primi passi dopo l'intesa sul nucleare ( da "Stampaweb, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e Xavier Darcos; quelli della Cultura, Sandro Bondi e Christine Albanel; e i titolari degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. Presente anche il premier francese Francois Fillon. Il principale accordo riguarderà «tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza,

MI AUGURO CHE SIANO MATURI I TEMPI PER RIPENSARE E RIVEDERE SCELTE DI BILANCIO IMPRONTATE A TA... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Le preoccupazioni del presidente sono anche le preoccupazioni del governo. In questa fase di difficoltà economica è necessario investire il danaro pubblico con grande attenzione e oculatezza», ha poi commentato il ministro dell'Istruzione, Gelmini. CAVALLO, CONTI E INDOLFI A PAGINA

Il Ministro Gelmini ha incontrato il Presidente della Provincia di Bolzano ( da "Sestopotere.com" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Ministro Gelmini ha incontrato il Presidente della Provincia di Bolzano (24/2/2009 12:20) | (Sesto Potere) - Bolzano - 24 febbraio 2009 - Il Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca Mariastella Gelmini ha incontrato nei giorni scorsi il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder.

Internet a scuola? Se ne può fare a men ( da "superEva notizie" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Secondo la Gelmini nella primaria e nella secondaria di 1 grado, Internet non trattasi di priorità. Parola d'ordine della Gelmini? Tagliare tagliare tagliare! L'informatica sarà una delle vittime nonostante che negli scorsi anni si siano spesi milioni di euro per formare insegnanti, fornire di laboratori e di attrezzature migliaia di scuole.

<Tutto in silenzioma nientesembra a posto> ( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 9 del ministro Gelmini ogni bambino che compie 6 anni entro il 31.12 deve andare a scuola dell'obbligo (il nostro li fa a fine novembre). Tenuto conto che la circolare ministeriale (direttiva e non legge) non specifica nulla riguardo i "diversamente abili", abbiamo rappresentato alla dirigente scolastica, con apposita documentazione sanitaria che il bambino per quest'

Il "vizietto" di Dario ( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in.

A Roma il vertice Berlusconi-Sarkozy "Ampia collaborazione sul nucleare" ( da "Stampaweb, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e Jean-Louis Borloo (che ha avuto un incontro anche con il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli), dell?Istruzione, Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire.

A Palazzo madama si parlerà anche della crisi globale ( da "KataWebFinanza" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. Tremonti e Lagarde esamineranno le possibili risposte coordinate alla crisi sia per gli aspetti di carattere finanziario sia per quelli legati alla situazione dell'economia reale,

AL SUOR ORSOLA STAFFETTA ANTIVIOLENZA ULTIMO APPUNTAMENTO SALERNITANO PER LA STAFFETTA UDI CON... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Brunetta, Aprea e Gelmini». IN PROVINCIA L'opera di Basile Domani alle 12 nella Sala Marcello Torre (Sala Giunta) di Palazzo Sant'Agostino, avrà luogo la cerimonia di consegna, con relativa acquisizione al patrimonio dell'opera «Montagna» realizzata dall'architetto, pittore e scultore Giovanni Basile.

SALVATORE FERRARA CAVA DE' TIRRENI. PER DIVERSI GIORNI SE NE è PARLATO SOTTOVOCE E RISE... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche il dibattito sul complesso lavoro di chi opera nel settore delle tossicodipendenze di fronte al pericolo di personalità traviate dall'abuso di sostanze stupefacenti che falliscono il proprio percorso di riabilitazione e che vede vittime illustri come il fondatore di San Patrignano, Vincenzo Muccioli e don Pierino Gelmini della comunità «Incontro» che ha una sede anche a Cava.

RAFFAELE INDOLFI RIVEDERE I TAGLI INDISCRIMINATI ALLE UNIVERSITà PER SCONGIURARE LA FUGA DEI... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A Napolitano replica da Roma il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Quelle del capo dello Stato, dice, sono «parole sagge e condivisibili». «Il presidente Napolitano - aggiunge il ministro - è da sempre attento al tema della formazione, dell'Università e della ricerca, e credo quindi che siano parole da ascoltare con attenzione.

BISOGNA RIVEDERE LE SCELTE DI BILANCIO . GELMINI: PAROLE SAGGE, VOGLIAMO SOLO EVITARE GLI SPRECHI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Bisogna rivedere le scelte di bilancio». Gelmini: «Parole sagge, vogliamo solo evitare gli sprechi»

IL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO DURANTE IL SUO DISCORSO ALL'UNIVERSITà DI PERUGIA<B... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il presidente Giorgio Napolitano durante il suo discorso all'università di Perugia A destra, il ministro Gelmini

MARCO CONTI ROMA. I RISPARMI VANNO BENE MA I TAGLI INDISCRIMINATI NON RENDONO UN SERVIZIO AL PAES... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: difendendo le necessità del ministro Gelmini, aveva parlato di «inevitabili tagli alla spesa». Ciò che però il capo dello Stato lamenta è l'uso «indiscriminato» della scure che si sta abbattendo nuovamente sugli atenei, con poca attenzione alle eccellenze da difendere e ai singoli sprechi da tagliare.

Troppi tagli all'Università ( da "Stampa, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Interviene Napolitano «Rivedere le misure indiscriminate» Il ministro Gelmini replica: abbiamo deciso soltanto riduzioni di sprechi «Troppi tagli all'Università» Giubilei, Masci e Passarini PAG. 8-

Napolitano: Rivedere tagli indiscriminati a Università ( da "Sardegna oggi" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pronta la replica del Ministro Gelmini ?Premiare le Università migliori e tagliare gli sprechi: è questo quello che vuole fare il Governo?. -->PERUGIA - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo a Perugia alla cerimonia di celebrazione dei settecento anni dell?

Napolitano: "No ai tagli indiscriminati" ( da "Italia Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mi auguro che i tempi siano maturi per rivedere le scelte di bilancio?. Gelmini: ?Premiare gli Atenei, tagliare gli sprechi Napolitano: ?No ai tagli indiscriminati? Università, il Presidente della Repubblica: ?La Ricerca è leva dello sviluppo?

Il "vizietto" di Dario. ( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in.

Cisl: Le scuole lombarde verso il dissesto economico ( da "Sestopotere.com" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: "La Cisl scuola Lombardia - ha concluso Capelli - è impegnata a contrastare azioni di smantellamento della scuola pubblica statale, già esposta a tagli dell'offerta formativa e di personale, conseguenti all'applicazione della manovra finanziaria e dei regolamenti predisposti dal ministro Gelmini".

Mariastella Gelmini : "Niente tagli ma più internet nelle scuole" ( da "Sestopotere.com" del 24-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini : "Niente tagli ma più internet nelle scuole" (24/2/2009 19:00) | (Sesto Potere) - Roma - 24 febbraio 2009 - "Lo studio dell?informatica e? parte integrante del percorso formativo nella scuola primaria, come nelle altre scuole di ogni ordine e grado.

Venti milioni di euro in gioco nell'ex caserma ( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nonostante gli annunci del ministro Gelmini. «La riforma dell'ordinamento ci impone un numero minimo di docenti per ogni corso di laurea - spiega il preside Sergio Bortolani - Con i 160 insegnanti di cui dispongo, già adesso non posso far partire tutta l'offerta formativa di cui avrei bisogno a Torino, figuriamoci le sedi decentrate».

"Non trasferite la scuola di San Pietro del Gallo" ( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini ha queste conseguenze. Servono classi di almeno 15 alunni, non 10 come è stato finora. Non ci sono i numeri per classi autonome». «Non sono state consultate scuole e genitori. Domani sarà la volta di altri accorpamenti nelle frazioni, decise sulla testa dei cuneesi»: ha detto Luca Pellegrino (Parola per Cuneo).

Gli stupratori sono italiani in sei casi su dieci: dati del Viminale, dai quali risulta che gli epis... ( da "Leggo" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nella classifica al secondo posto ci sono i romeni, responsabili del 7,8% delle violenze. In terza posizione i marocchini con il 6,3%. Il ministro Gelmini annuncia corsi anti-violenza nelle scuole. Ieri orrore a Napoli: dodicenne violentato in centro. Caccia al pedofilo.

la gelmini "copia" il corso di tavagnacco ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Regione La Gelmini "copia" il corso di Tavagnacco SPORT E SCUOLA UDINE. Dall'anno scorso, da quando cioè la scuola media di Tavagnacco ha varato l'indirizzo sportivo, unico esempio in Italia con sei ore di educazione fisica la settimana, l'istituto friulano è meta di dirigenti scolastici da tutto lo stivale che arrivano in Friuli proprio per copiare quel modello.

troppi dubbi solo metà bimbi iscritti a scuola ( da "Tirreno, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Una situazione dovuta anche alla riforma Gelmini, che ha portato a un ritardo di circa un mese sul normale iter per questa operazione, ma anche a una prassi da parte dei residenti a Ponsacco. «Ogni anni succede questo - spiega la preside Maura Biasci - perché i genitori aspettano l'ultima settimana prima di iscrivere i loro figli a scuola.

assemblea sugli edifici scolastici ( da "Tirreno, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: cui riversano i plessi scolastici del centro storico di competenza dell'amministrazione comunale, dall'altro quello di illustrare ai cittadini quelli che su tali scuole saranno gli effetti della riforma del ministro Gelmini. Su quest'ultimo punto, però, non si è trovata l'intesa con la maggioranza del consiglio di circoscrizione, che ha ritirato la propria adesione all'assemblea.

il convegno contestato si farà ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Gelmini, bensì «Contro l'ateneo, perché, anziché favorire il dialogo, mette il bavaglio a scienza e cultura che invece devono essere libere per definizione». A parlare è Omid Firouzi, portavoce nonché dottorando in Scienze politiche, che incalza: «Fisichella rappresenta le gerarchie della Chiesa, il suo pensiero autoritario,

Sfilano i carri, maxifesta per 60 mila ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e la sua riforma della scuola. Maschere e duelli di bombolette, dominano papi, suore e preti Sfilano i carri, maxifesta per 60 mila Satira assente, vince Quarto d'Altino davanti a Selva, Maserada e Cendon Graziati dal bel tempo bambini e famiglie hanno invaso la città Disagi per l'assalto Gran lavoro per i vigili Grande successo ieri pomeriggio per la tradizionale sfilata

il veneto ha bisogno del tempo lungo ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quello della riforma Gelmini per intenderci. Questa novità che entra nelle scuole come uno tsunami che spazza via il lavoro di anni, penalizza in modo particolare il nostro Veneto, che di eccellenza ha molto, compreso il mondo della scuola, quella primaria in particolare, che figura ai primi posti nella classifica europea per la qualità dell'

i rischi della riforma gelmini arrivano in consiglio comunale seduta domani sera a villatora ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Provincia I rischi della riforma Gelmini arrivano in consiglio comunale Seduta domani sera a Villatora SAONARA. La discussione sulla salvaguardia del «tempo prolungato» nelle classi della scuola primaria e secondaria inferiore aprirà la seduta del consiglio comunale, che è in programma domani sera alle 21 nell'auditorium delle scuole di Villatora.

basta contestazioni alla riforma maestri, rispettate chi è favorevole ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: potrebbe giocare anche sul tema caldo della scuola e della riforma Gelmini (nella foto), con una strumentalizzazione della confusione che sta regnando adesso tra i genitori, gli insegnanti e i dirigenti scolastici. Questo denunciano alcuni genitori di alunni che frequentano la scuola elementare Manzoni, che invitano a ridimensionare i toni e le iniziative in atto in questi giorni.

quattro insegnanti rischiano di perdere il posto a cadoneghe per la ridefinizione dell'organico ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, rendendo noto quello che docenti e genitori pensano e temono in merito alla riforma scolastica. «Inizialmente la riforma doveva riguardare unicamente le classi prime della scuola primaria - scrivono il dirigente scolastico Giorgio di Marco e il presidente del consiglio di circolo Marco Orlandi - Di fatto ora l'applicazione della legge va invece ad interessare profondamente

quel decreto non va affatto bene ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dal ministro Gelmini». «Credo che se non si fa questa operazione verità anche tutto il resto ne viene sminuito - aggiunge - E' difficile individuare una terapia efficace se prima non si fa una diagnosi corretta». Troppo facile per Barison, secondo la Pittelli, smarcarsi dalle scelte fatte in sede nazionale dal centro destra al quale appartiene.

biblioteca chiusa a mestrino il sindaco dica perché ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: straordinario sui problemi della scuola derivanti dalla riforma Gelmini. «Chiediamo al sindaco un consiglio straordinario affinché venga esaminata una delibera, già all'esame di 18 amministrazioni della provincia, da consegnare nelle mani dell'assessore regionale Elena Donazzan in merito alle pesanti ricadute sociali che i nuovi orari scolastici avranno sulle famiglie - spiega De Rosa -

su youtube l'intervento della donazzan all'incontro di albignasego sui tagli ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: battistrada ad un movimento di primi cittadini veneti assolutamente decisi a non far decadere il tempo lungo di 37,5 ore settimanali, messo ora in discussione dal decreto Gelmini. I comitati genitori stanno cercando di far arrivare a tutti i sindaci veneti 100.000 mail perchè facciano pressione sull'assessore Donazzan che andrà a trattare il numero di insegnanti per il Veneto. (g.r.)

allarme tagli d'organico per la riforma mensa in forse a este, 22 comuni in ansia - nicola cesaro ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: resta impassibile alle conseguenze che il decreto Gelmini avrà sull'organizzazione delle scuole locali. Sabato scorso ventidue rappresentati comunali e dei plessi scolastici della Bassa si sono incontrati a Este per fare il punto della situazione, e i dati emersi sono certamente allarmanti. Il quadro previsto dal decreto Gelmini (che di fatto prevede format di orari scolastici di 24-

iscrivete i bimbi o l'elementare chiude ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che permetta di salvare la scuola dai tagli imposti dalla riforma Gelmini. «Per garantire la sopravvivenza della primaria di Ronchi - spiega Venturini - dovremo arrivare a 15 iscrizioni. Ancora non ci siamo, per questo mi rivolgo ai genitori indecisi. Abbiamo già organizzato un incontro in paese per spiegare che l'elementare di Ronchi non ha nulla da invidiare agli altri istituti,

Il combat-rap degli assaltifrontali ( da "Secolo XIX, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: No Gelmini day and night". Apre la serata il rap-core dell'mc genovese Keta, che presenta il disco "Fattore_K_NegativO", mixato negli studi dei Meganoidi. Colonne romane del rap antagonista italiano fin dal lontano 1990 quando il loro futuro leader, Luca Militant A autoprodusse con Onda Rossa Posse il disco "Batti il tuo tempo"

Carnevale, sui carri sfila in centro una satira amara: licenziamenti e crack, la nota allegra è la Gelmini ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 25-02-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Mercoledì 25 Febbraio 2009 Chiudi Carnevale, sui carri sfila in centro una satira amara: licenziamenti e crack, la nota allegra è la Gelmini

A Carnevale si scatena la fantasia dei senigalliesi. Per festeggiare degnamente il giorno pi... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 25-02-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Quello da dove spuntava la caricatura gigante del ministro più contestato del momento (la Gelmini per la sua riforma scolastica) e quello dedicato al ministro Brunetta insieme ai suoi "fannulloni". Diversi i carri che si sono ispirati alle tematiche ambientaliste. Come l'auto anti-crisi e super ecologica, che va senza benzina...basta spingere!

L'UNIVERSITÀ VA A ROTOLI NON PER CANALI Il titolo dell'ultimo numero di "Nuovi argomenti" si riferisce al dossier dedicato ai cimiteri: <Dove andremo a finire> ( da "Riformista, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insofferenza verso la Gelmini, i tagli alle università, l'introduzione maggiore, al limite dell'intrusione, di capitali privati. E fin qui, niente di nuovo. Una difesa, più o meno autocritica, di casta o di ceto. Scontato, ma senza sconti, il "divide" tra i vecchi e i giovani, che si spartiscono - con allegre eccezioni, come il dadaista Pedullà che vuole pensare positivo dopo decenni di "

SENIGALLIA IL FREDDO non ha fermato il Carnevale cittadino, giu... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Marina di Montemarciano e Montemarciano ai Puffi ed alla coppia «Brunetta - Gelmini»; Montignano (Coyboi e salon), Pianello e Pro loco di Ostra (Mamma mia); Ponte Rio (festa della birra, indiani metropolitani, le mille miglia, la tigre ed il dragone); Roncitelli (Coyboi); Sant'Angelo (Jamborì); Scapezzano (Asino chi legge);

Trastevere e metà Centro ancora una volta nel caos per una manifestazione. Tutta la zon... ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 25-02-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: si sono dati appuntamento alle nove del mattino sotto le finestre del ministro Gelmini e hanno tenuto duro fino alle sei del pomeriggio: sono stati incendiati un paio di cassonetti e danneggiate alcune auto. Centinaia di vetture dell'Atac sono state deviate e i passegggeri, mugugnando, hanno dovuto continuare il viaggio a piedi.

A rischio Regnano e San Giovanni ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini che prevede la chiusura delle scuole con meno di 50 iscritti e che, se attuato potrebbe mettere a rischio le scuole di Regnano e S.Giovanni di Querciola. La Grispino si è infine mostrata disponibile, per quanto di sua competenza, a sostenere le richieste dei genitori, evidenziando però, la difficoltà di presentare modelli organizzativi sicuri per il prossimo anno scolastico

Non è mai troppo tardi con il maestro Nori ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, siamo passati al maestro unico». Perché scuola "elementare"? «Perché partiamo proprio dagli insegnamenti di base, dalle aste. E ogni settimana assegno un compito che poi, il lunedì successivo, correggo. Un esempio, una delle esercitazioni classiche, tra le più difficili, è quella che ci davano i nostri maestri: racconta cosa vedi dalla finestra della tua stanza alle tre

anci: sotto esame la riforma della scuola ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dobbiamo capire come cambierà la nostra scuola a seguito della riforma Gelmini e soprattutto chi dovrà sostenere i costi che ricadranno sicuramente sui comuni per assicurare ai cittadini gli stessi standard di qualità che oggi conoscono», spiega Pezzetta. Per avere un quadro completo della situazione occorre però raccogliere dati e informazioni precise nei comuni del Fvg.

abbiamo tagliato il possibile, ora il governo ci aiuti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anno accademico fissata per il 9 marzo: non ci sarà il ministro Gelmini Interverranno Tondo e l'ambasciatore Zanardi Landi di GIACOMINA PELLIZZARI «Abbiamo tagliato tutto quello che potevamo tagliare, ora il Governo deve aiutarci perché se la Finanziaria 2010 non correggerà il tiro il sistema universitario rischia l'implosione».

Venerdì studenti in piazza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca di Cagliari Pagina 1019 manifestazione Corteo nelle strade cittadine per protestare contro la riforma Gelmini Venerdì studenti in piazza Manifestazione. Corteo nelle strade cittadine per protestare contro la riforma Gelmini --> Si svolgerà domani la finale regionale della corsa campestre studentesca, a partire dalle 10.30, nel parco San Lussorio di Selargius.

graduatorie sospette, scatta il ricorso dei precari ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «No al contratto-bluff e no alla riforma Gelmini - hanno indicato il doppio binario della protesta -. Il maestro unico e la scuola primaria a 27 ore settimanali avrà effetti dirompenti in tutte le classi del quinquennio. Chiediamo il mantenimento della seconda lingua straniera nelle medie.

Vorrei dire di Eluana ( da "Giornale.it, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tifo Gelmini"Principessa sposa personal trainerA Discovery 3 si può chiedere l?impossibile Blogroll WordPress.com WordPress.org February 2009 M T W T F S S « Jan 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 Archivio dei post February 2009 January 2009 December 2008 November 2008 October 2008 Trackback recenti I più votati USA e getta -

"Io, ex cervello in fuga, tifo Gelmini" ( da "Giornale.it, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tifo Gelmini" di Enza Cusmai Ricercatrice, sposata, tre figli, per otto anni ha lavorato negli Usa. Ora è tornata in Italia: "Lì fare ricerca è un piacere. Conta la meritocrazia. Per questo sono d?accordo con la riforma del ministro" «Con i risultati scientifici raggiunti e le mie pubblicazioni, negli Usa ora sarei professore universitario.

Teoria e pratica nell'abisso scolastico ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le innovazioni promosse dal ministro Gelmini non fanno eccezione a questa regola: il voto numerico, il maestro unico, la pluralità degli orari affrontano in questo periodo problemi attuativi di vario genere. Del maestro unico non è chiaro nemmeno il profilo, perché unico non è, e nemmeno prevalente, ma unico e prevalente nello stesso tempo o nessuna delle due cose.

Il primo sondaggio post-Veltroni: il Pd crolla sotto il 22%. Vola il Pdl ( da "Sestopotere.com" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Frattini e Tremonti sono in leggera flessione e si attestano con Maria Stella Gelmini, il ministro donna più amato del governo, al 50%. Alfano e Prestigiacomo sono al 49%, recuperano consensi Sacconi (+2) al 48% e Scajola al 47%. Carfagna e Meloni sono entrambe al 46%, ma con il Ministro delle Pari Opportunità che da settembre ad oggi è stata capace di recuperare 15 punti.

Walter, un perdente perfetto ( da "Giornale.it, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in.

Accordo Italia Francia studenti bi-diplomati ( da "Stampaweb, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, nell?ambito del vertice Italia-Francia hanno siglato un accordo per un corso di studi secondari negli ulti tre anni delle superiori bi-nazionale con il rilascio simultaneo, al termine del percorso, di un doppio diploma di Stato: Baccalaureat francese e Maturità italiana.

Merate: l'on.Centemero (Pdl) al Viganò Pelamatti, paralisi se non arrivano soldi ( da "Merateonline.it" del 25-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: "E` stata fatta un`interrogazione al Ministro Gelmini per quanto riguarda i criteri per stabilire la condotta" ha affermato l`onorevole "Non ci sono delle indicazioni e regolamenti precisi a riguardo ma di interpretazione differente". La foto scattata dall`incontro ritrae un quadro complessivo di sofferenza.

Alta Val Bormida contro la Gelmini ( da "Stampa, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: STUDIATE A MILLESIMO LE CONTROMISURE AGLI EVENTUALI TAGLI DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI Alta Val Bormida contro la Gelmini Tenere conto delle caratteristiche orografiche, climatiche, altimetriche e di quelle relative alle distanze per fare in modo che i plessi scolastici che fanno capo all'Istituto comprensivo «Lele Luzzati» di Millesimo non risentano dei tagli della legge Gelmini.

i parlamentari padovani domani ad albignasego ( da "Mattino di Padova, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: interrogazione al ministro Gelmini per tutelare i genitori di Albignasego e non solo: chiedono che si tenga conto dei disagi. «Stiamo procedendo molto bene - afferma Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego (nella foto) - Insieme alle Istituzioni si stanno muovendo anche i genitori, per cui contiamo di riuscire a dare un segnale positivo anzitutto alla Regione,

Ecco la scure della Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ecco la scure della Gelmini» Quarello e il Pd lanciano la mobilitazione: scuole a rischio Il Pd provinciale si mobilita in difesa delle scuole elementari e invita i trevigiani a sottoscrivere l'appello del comitato «No Gelmini». «E' il momento di unirsi per salvare la scuola», dice Enrico Quarello, coordinatore provinciale del Partito democratico,

raccolta di firme contro la gelmini ( da "Tirreno, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cecina Raccolta di firme contro la Gelmini Iniziativa del Comitato genitori e insegnanti «Per firmare la petizione l'appuntamento è oggi in piazza del Mercato» ROSIGNANO. Una raccolta di firme per dire no alla riforma-Gelmini. Per sottoscrivere la petizione, organizzata dal Comitato genitori e insegnanti nato a Rosignano sull'onda delle direttive del ministro dell'

docenti-fantasmi per protestare contro la gelmini ( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: fantasmi per protestare contro la Gelmini Travestiti da fantasmi hanno sfilato da piazza Politeama al Palazzo delle Aquile per protestare contro i tagli della legge Gelmini. E per denunciare le condizioni drammatiche della maggior parte degli istituti della città. Una cinquantina fra docenti precari, di ruolo, genitori e studenti del coordinamento dei docenti delle scuole di Palermo,

Si chiude la telenovela dell'estate Sugli "ascolti" il Pdl è diviso E rischia la fiducia ( da "Riformista, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini e la sottosegretaria Michela Vittoria Brambilla. Tre giovani azzurre da sempre molto vicine al premier. Ancora ieri, più di una fonte giudiziaria confermava l'esistenza di trascrizioni agli atti. Tra giugno e luglio, allora, in Parlamento non si parlava d'altro e un altro dipietrista, Massimo Donadi,

terzo, scuole a rischio con la riforma gelmini ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 14 - Udine Terzo, scuole a rischio con la riforma Gelmini TERZO DI AQUILEIA. Il sindaco di Terzo di Aquileia, Fulvio Tomasin, scende in campo per sensibilizzare le forze politiche sui rischi che corre la scuola primaria in generale, e quella a tempo pieno in particolare, in seguito alla nuova riforma scolastica.

è ufficiale: addio alla laurea triennale ( da "Tirreno, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che impone che ci siano un certo numero di docenti di ruolo, e il decreto Gelmini. Gli studenti iscritti potranno quindi concludere i loro studi ma chi sta per finire le superiori non potrà più avere la possibilità di iscriversi al corso follonichese. Come avevano dichiarato in un comunicato gli studenti universitari per loro è il problema più grave.

berlusconi toglie a lucca il g8 di giugno ( da "Tirreno, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Così hanno voluto il ministro Gelmini e il presidente del Consiglio Berlusconi e nulla ha potuto il sottosegretario Pizza, che pure ha tentato fino all'ultimo di mantenere l'impegno preso con gli amministratori locali e le categorie economiche. La conferma arriva dal sito ufficiale del G8, ma nessuno si è nemmeno premurato di avvertire gli enti lucchesi,

Scuola, 39 comuni nella morsa dei tagli ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi Devastanti i parametri imposti dal regolamento Gelmini. Il presidente della Provincia, Melilli, si appella a tutte le forze politiche Scuola, 39 comuni nella morsa dei tagli Cinque vedranno azzerati tutti gli istituti, dall'asilo alle medie. Riduzioni anche a Fara

Ci si preparava ad un purgatorio, in attesa di rimetter mano alla rete scolastica nel 2010. ... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini spalanca le porte dell'inferno sulla provincia di Rieti che rischia di scontare una pena insostenibile: dietro agli 83 plessi da cancellare bisogna leggere oltre cinquecento bambini che da settembre non troveranno più nel loro paese la scuola materna, i novecento costretti a recarsi altrove per frequentare l'elementare ed altri 380 studenti senza più scuola media.

Situazione sempre più preocccupante per le scuole della provincia di Rieti. I tagli previsti da... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi Situazione sempre più preocccupante per le scuole della provincia di Rieti. I tagli previsti dai parametri imposti dal regolamento redatto dal ministro Gelmini colpiscono bel 39 comuni su 73. Il presidente della Provincia Melilli ha chiesto aiuto alle altre forze politiche

Personale non docente. ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sentendosi replicare dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che la "scure" colpirà solo gli sprechi. Nei dati raccolti da Valditara gli sprechi abbondano. Così come le sorprese. Si scopre, ad esempio, che la seconda università di Napoli ha un rapporto di uno a uno tra professori e altro personale quando la media nazionale è di 0,4.

Venti pagine a colori, fumetti e foto, grafica moderna e accattivante: è uscito "Okkupa... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: cominciata con la manifestazione contro la legge Gelmini, il 30 ottobre, con più di 2500 partecipanti, e seguita dal referendum, dove il 90% dei ragazzi del "Masci" ha votato a favore dell'occupazione dall'8 al 12 novembre. Pochi giorni ma densi, come testimonia "Okkupagine", nato come espressione del movimento.

Si rialza il livello della protesta universitaria che, da qualche tempo, sembrava aver perso... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anche il ministro Mariastella Gelmini ha voluto partecipare all'evento, inviando un saluto e un apprezzamento per l'iniziativa. «Credo che uno dei mali dell'università italiana - si legge nella nota - sia la scarsa condivisione di esperienze tra i diversi atenei. Occorre procedere su nuove logiche basate su progettualità condivise e sinergie operative.

assalti frontali intesa perfetta al circolo milk ( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: fatto cantare a squarciagola i giovanissimi durante le manifestazioni contro la Gelmini ed è poi diventato un mini Cd per finanziare i coordinamenti degli adulti nel progetto Non Rubateci il Futuro. Al circolo Arci presenteranno il disco Un´intesa perfetta. Lo show sarà improntato sulle canzoni ispirate alla realtà, con una trentina di brani tra cui i singoli come Peace, Unity, Love,

Beni culturali, Settis addio incomincia l'era Carandini ( da "Corriere della Sera" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I tagli hanno raggiunto anche la Gelmini... E purtroppo non siamo in Francia, dove ricerca e tutela vengono adeguatamente valorizzati». Opposto il giudizio sull'arrivo dell'ex manager Mc Donald's Mario Resca alla direzione della Valorizzazione: «Proposta audace, ma da non rifiutare a priori.

L'irresistibile professoressa che sa tutto sulla Gelmini ( da "Corriere della Sera" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: irresistibile professoressa che sa tutto sulla Gelmini Banchi di formica verde, sedie di legno, lavagna e l'immancabile crocifisso alle pareti: la professoressa Spinelli torna in cattedra al Teatro dell'Orologio. Per il quarto anno consecutivo, il divertente personaggio inventato e impersonato da Federica Festa interrogherà, spiegherà e metterà note sul registro agli allievi della terza B,

Nuovo anno accademico,inaugurazione con protesta ( da "Secolo XIX, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: penalizzata dai tagli che il ministro Gelmini ha portato a didattica e ricerca. A protestare saranno presenti anche i precari dell'università genovese, gli stessi che dopo essere stati lasciati a casa dal primo gennaio hanno visto venire meno le promesse fatte dalle istituzioni su una possibile soluzione del problema.

media dello sport, modello per tutta italia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini atteso in visita L'ECCELLENZA TAVAGNACCO. Sei ore di educazione fisica alla settimana, lo sport come base portante della didattica e, anzi, aiuto alla didattica stessa. No, non siamo in una high school o in un college americano, siamo a Tavagnacco dove dallo scorso anno scolastico alle medie è attivo l'indirizzo sportivo.

Informatica a scuola I <laboratori> non sono necessari ( da "Giornale.it, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è una questione da ridursi a bisticcio fra donne ministro, la Moratti e la Gelmini, o c'è dell'altro che giustifica la marcia indietro? E come sarà possibile tenere il passo con il turbinoso progresso, se non si insegna ai nostri figli a maneggiare bene il computer? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Di Pietro: referendum sulla legge che non c'è ( da "Giornale.it, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Forse aspetta le prossime manifestazioni della Cgil - a proposito, che fine ha fatto il referendum contro la riforma Gelmini? - e delle formazioni comuniste. Per cannibalizzare - politicamente, s?intende - anche loro, come sta già facendo col Pd. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

GIULIO FINOTTI È AFFOLLATO IL TEATRO DI CORTE DELLA REGGIA DICIANNOVE ANNI DOPO LA MORTE (IL... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 26-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Presenti, tra gli altri, il segretario nazionale Uil Scuola Massimo di Menna, il presidente nazionale Caaf Uil, Gilberto de Santis, il segretario generale Uil scuola, Osvaldo Pagliuca, e Pasquale Capo, responsabile della segreteria del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.


Articoli

di Paolo Massa Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivede... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

di Paolo Massa «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». Lo ha detto ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a proposito della politica di tagli all'università del governo. Dopo un discorso all'ateneo di Perugia, il Capo dello Stato ha anche ribadito che la ricerca e la formazione sono la «leva dello sviluppo» di un paese. Subito è arrivata la reazione del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, per la quale è «nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci». Ha poi aggiunto che «le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo». Per il ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, «non ci sono stati tagli indiscriminati». D'accordo con il Capo dello Stato, invece, l'Unione degli Studenti, per la quale «i tagli messi in atto dagli ultimi governi hanno messo a rischio la centralità di scuola e università».

Torna all'inizio


Il Quirinale in campo contro i tagli indiscriminati all'Università. Intervenen... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il Quirinale in campo contro i «tagli indiscriminati» all'Università. Intervenendo nell'ateneo di Perugia, Napolitano ha chiesto di rivedere le scelte fatte. La risposta del ministro Gelmini: «Nostro dovere eliminare gli sprechi».

Torna all'inizio


Scuola, 400mila votanti il 95% boccia il contratto (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-02-2009)
Pubblicato anche in: (Trentino)

Argomenti: Scuola

Referendum della Cgil. Sciopero il 18 marzo Scuola, 400mila votanti il 95% boccia il contratto CARLO ROSSO ROMA.Su un totale di più di un milione di lavoratori della scuola, circa 400 mila hanno partecipato al referendum sul nuovo contratto e il 95% lo ha bocciato. Per la Cgil è la conferma che la scelta di non firmare il contratto della scuola è stata condivisa dai suoi iscritti, così come la decisione di indire per il 18 marzo lo sciopero generale dell'intero settore, dalla scuola all'università, alla ricerca e alla formazione artistica e musicale. I risultati non lasciano spazio a dubbi e danno soddisfazione al sindacato di Corso d'Italia anche grazie all'affluenza al voto: una partecipazione andata ben oltre gli iscritti alla sola Flc-Cgil (150 mila), ma addirittura di quanti nel 2007 parteciparono al referendum sul protocollo per il welfare. «Soprattutto nella scuola si esprime la contraddizione della politica del governo», ha detto ieri il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani che ha presentato i risultati del referendum insieme al segretario della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo. «Non si può dire vogliamo efficienza, formazione, innovazione e poi pensare che 60 euro al mese di aumento rappresentino il volano per farlo. Per non parlare del capitolo precari: poiché sono previsti tanti prepensionamenti, si sarebbe potuta fare una programmazione per le uscite, per rinnovare il corpo docente. Invece - ha concluso Epifani - i provvedimenti della Gelmini stanno determinando soltanto una situazione di caos nelle scuole». Polemico con Epifani il segretario generale della Cisl, che non sembra credere all'esito del voto: «Epifani - ha detto infatti Raffaele Bonanni - non è né arbitro né notaio di tutti». Il risultato ottenuto nel referendum sarà un utile trampolino per le iniziative politiche della Cgil, soprattutto in vista dalle manifestazione nazionale organizzata per il 4 aprile dal sindacato. Al centro dell'opposizione espressa dai lavoratori è soprattutto la parte economica del contratto (hanno firmato Cisl, Uil, Gilda Unams, Snals e Confsal) e che prevede un aumento medio di 70 euro nelle buste paga di docenti e personale Ata. Aumento che corrisponde all'inflazione programmata dal governo, pari al 3,2%, e che dalla prossima tornata sarà sostituita dal nuovo indice previsionale indicato con la riforma del modello contrattuale. «Vanno rimesse radicalmente in discussione tutte le politiche del governo in materia di istruzione», ha spiegato Mimmo Pantaleo. «Vogliamo che si torni a parlare di investimenti e ribadiamo che i diritti del mondo del lavoro non possono essere considerati merci». Pantaleo ha poi denunciato presunti tentativi di ostacolare lo svolgimento del referendum. «Abbiano notato con dispiacere e con rabbia - ha detto - che ci sono stati tentativi di ostacolare lo svolgimento della consultazione: pressioni sui dirigenti scolastici e sui direttori regionali, perché impedissero di costituire i seggi, lettere e volantini delle altro organizzazioni sindacali».

Torna all'inizio


SE IL MEGLIO E' IL PEGGIO (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-02-2009)
Pubblicato anche in: (Trentino)

Argomenti: Scuola

L'OPINIONE SE IL MEGLIO E' IL PEGGIO MASSIMO ONOFRI Che il presidente Napolitano non s'acconci a recitare un ruolo meramente pleonastico ma, quando il caso, si disponga a dire la sua, con moderazione e ragionevolezza, epperò con fermezza, resta - per i cittadini e la democrazia di questa nazione disorientata - una garanzia importante. E che Napolitano consideri questi richiami come un suo dovere, pare dato ancora più confortante. Poche parole sull'Università, ma chiarissime: un augurio che i tempi siano finalmente maturi per ripensare scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati. Il ministro Mariastella Gelmini s'è giustificata con intelligenza, occorre dirlo, dichiarando che le preoccupazioni della presidenza della Repubblica sono esattamente quelle del Governo: e che lo scopo precipuo dell'azione ministeriale resta quello di tagliare gli sprechi e spendere meglio, premiando le realtà più virtuose. Tutto benissimo: se non fosse che la questione è drammaticamente strutturale, mentre gli impegni del Governo vanno in direzione d'una razionalizzazione che è solo apparente, rapportandosi soltanto l'esistente. Un esistente - e in questo il ministro ha perfettamente ragione - che, se si guarda all'Europa, versa in condizioni disastrose, di penosa retroguardia, tanto per la ricerca, che per la didattica. Qual è, a dirla tutta, il vero problema dell'Università italiana? La riduzione che è stata fatta dell'istituzione scientifica e pedagogica a entità aziendale, con quell'imbarazzante (e incredibile) sistema di crediti e debiti: la cui grave responsabilità - bisogna ribadirlo con forza - va attribuita senza differenze alla sinistra e alla destra, euforicamente convergenti, da Berlinguer alla Moratti, entrambi soggiogati dall'unica ideologia viva in tempo di morte delle ideologie: quella del mercato. Mi spiego meglio, con un esempio concreto: cosa vorrà dire, infatti, premiare le realtà più virtuose e destinare loro più fondi? Il punto è questo: secondo la concezione aziendalistica, l'ateneo migliore sarà per forza quello in grado di produrre in quantità maggiore, diciamo così, la sua merce, che è poi costituita dall'insieme dei laureati. Risultato finalmente ottenuto? Che le Facoltà, per ottenere più fondi (o, perlomeno, perdere meno risorse possibili) hanno abbassato drasticamente i livelli di selezione e, di conseguenza, la qualità dell'insegnamento. Con un paradosso: che gli Atenei più virtuosi, cioè quelli che riescono a produrre il maggior numero di laureati in corso, e con più velocità, sono, spesso, proprio quelli più scadenti. Un altro esempio? Il ministro ricorda la decisione di creare 4.000 nuovi posti da ricercatore. Benissimo: se però i ricercatori, nei fatti, si occupassero, come il loro contratto prescrive, effettivamente della ricerca e solo di quella, mentre in realtà si trovano costretti a sopportare, con stipendi da fame, carichi didattici enormi, surrogando il lavoro che dovrebbe essere di professori associati e ordinari. Che è davvero un bel modo di risparmiare, di far crescere l'Università, nonché i giovani. Siamo, insomma, alle nozze coi fichi secchi: finché non si risponderà, con una riforma seria, alla domanda su cosa sia l'Università e quali i suoi scopi, non andremo da nessuna parte.

Torna all'inizio


Napolitano: rivedere i tagli indiscriminati (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-02-2009)
Pubblicato anche in: (Trentino)

Argomenti: Scuola

Napolitano: rivedere i tagli indiscriminati I rettori plaudono al presidente. Il ministro Gelmini: vogliamo eliminare gli sprechi L'allarme del mondo accademico: è a rischio la stessa sopravvivenza dell'istituzione scolastica GABRIELE RIZZARDI ROMA. «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». Intervenendo alla celebrazione per i 700 anni dell'Università di Perugia, Giorgio Napolitano torna sui risparmi imposti con la finanziaria e striglia il governo. Davanti al presidente della conferenza dei rettori, Enrico Decleva, che vede a rischio la «sopravvivenza» della massima istituzione formativa del paese, il Capo dello Stato lancia un pesante monito alla maggioranza e rinnova l'appello a definire le riforme per l'Università «senza abbandonarsi a generalizzazioni liquidatorie», ma guardando ai singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca «con coraggio» e considerando ciò che accade in Europa e nel mondo in questo settore che «può suggerire» delle soluzioni. Napolitano rivendica il diritto di fare dei richiami pubblici rispetto alla «situazione difficile» e alla crisi, e ascolta con preoccupazione l'intervento del rettore dell'Università di Perugia, Francesco Bistoni, secondo il quale la cosiddetta «fuga dei cervelli all'estero» costa allo Stato un miliardo e mezzo di euro l'anno. Il presidente della Repubblica coglie questa osservazione per sottolineare che la ricerca e la formazione sono la «leva fondamentale» per la crescita dell'economia e per rimarcare che questa è una «verità difficilmente contestabile» e «apparentemente» non contestata nel nostro paese. Fatta la precisazione, Napolitano ammette le difficoltà legate all'«ingente» debito pubblico, ma chiede a «tutte le forze responsabili del paese» di «salvaguardare» il nostro capitale umano, e di fare il possibile per evitare la «dispersione di talenti» e dei risultati del nostro sistema scolastico e universitario. La crisi economica, insomma, è un motivo in più per considerare gli investimenti in ricerca e conoscenza come una «leva fondamentale» per lo sviluppo. L'appello è rivolto al governo e le risposte arrivano da Maria Stella Gelmini e da Renato Brunetta. I due ministri difendono le scelte del governo e negano che siano stati decisi tagli a pioggia. Il ministro dell'Istruzione definisce «sagge e condivisibili» le parole del capo dello Stato, ma sostiene di aver tagliato solo gli sprechi. «Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo, che vuole premiare le università migliori e tagliare gli sprechi», spiega la Gelmini, per la quale è necessario investire il denaro pubblico «con grande attenzione e oculatezza». «E' nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci», puntualizza poi il ministro dell'Istruzione. A difendere in pieno l'operato del governo è anche il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: «Non ci sono stati tagli indiscriminati e con la manovra finanziaria da 36 miliardi di euro per il triennio 2009-2011 abbiamo salvato l'Italia». A non pensarla allo stesso modo sono i partiti dell'opposizione, i sindacati e il mondo accademico. La critica più dura arriva dall'Italia dei Valori. Massimo Donadi lancia l'allarme-tagli, denuncia un «gravissimo danno» per tutto il paese e promette battaglia: «Ci auguriamo che il monito del presidente Napolitano non rimanga inascoltato e che il governo faccia marcia indietro. Siamo pronti, se necessario, alla mobilitazione in Parlamento e nelle piazze per impedire che si faccia scempio della ricerca». Un plauso «convinto» a Napolitano viene anche dal segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, mentre Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, chiede al governo di ascoltare il monito di Napolitano e di fare marcia indietro sui tagli indiscriminati: «Le responsabilità di questo stato di cose sono del governo che con la politica dei tagli al sapere ha compromesso la didattica e la ricerca universitaria, fattori strategici che costituiscono il volano per la crescita di ogni economia».

Torna all'inizio


Ora arriva la stangata sugli Ata (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 046  pag. 13 del 24/2/2009 | Indietro Ora arriva la stangata sugli Ata AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Nel regolamento sugli organici, approvato dal consiglio dei ministri, tagliati 44 mila posti Sorveglianza a rischio nelle primarie di periferia e con più sedi Il rischio è paventato sopratutto per le scuole elementari, ancora una volta loro le più colpite, dopo il taglio già inferto ai maestri dalla riforma Gelmini. In particolare quelle che sono dislocate in zone periferiche e hanno più plessi. Accadrà infatti che per [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 4      

Torna all'inizio


Sugli organici, solo palliativi (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 046  pag. 15 del 24/2/2009 | Indietro Sugli organici, solo palliativi AZIENDA SCUOLA Di Mimmo Pantaleo segretario Flc-Cgil Punti di vista Gli incontri delle scorse settimane sugli effetti dei regolamenti attuativi della legge 133/08 non hanno prodotto sul versante degli organici nessun impegno concreto da parte del ministro Gelmini. Infatti, le proposte che ci sono state fatte rappresentano dei palliativi che in realtà non [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 6      

Torna all'inizio


napolitano "fermare i tagli alle università" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Gelmini replica: evitiamo gli sprechi Napolitano "Fermare i tagli alle università" ROMA - «Mi auguro che stiano maturando le condizioni per riesaminare decisioni di bilancio ancorate alla logica di tagli indiscriminati», dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sull´Università. La replica del ministro Gelmini: cerchiamo di evitare gli sprechi. SERVIZI A PAGINA 9

Torna all'inizio


napolitano: "basta tagli alla ricerca" - giorgio battistini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Interni Napolitano: "Basta tagli alla ricerca" Il capo dello Stato chiede più risorse. Gelmini: abbiamo eliminato gli sprechi "Investire nella formazione è una leva fondamentale per la crescita dell´economia" GIORGIO BATTISTINI ROMA - Secondo rimprovero in pochi giorni del capo dello Stato al governo. Dopo il no al decreto sul caso Englaro, il presidente della Repubblica boccia, nei fatti, la politica dei tagli indiscriminati del governo sulla scuola. Soprattutto alla ricerca. Ponendosi così dalla parte degli studenti e del corpo accademico. «Mi auguro» si limita a dire con estrema chiarezza (e tatto diplomatico) il presidente della Repubblica all´università di Perugia, celebrando i settecento anni di quell´ateneo, che «siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». Ecco, tagli indiscriminati. Così Giorgio Napolitano giudica la sostanza della riforma Gelmini all´istruzione italiana. E formalmente chiede che si ponga rimedio a quella legge con un appello al mondo della scuola. Nella sostanza il messaggio del presidente rinnova l´appello a riformare l´università senza per questo lasciarsi andare a generalizzazioni liquidatorie, guardando ai singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca "con coraggio". Secondo Napolitano le università italiane hanno bisogno di «valutazioni e interventi pubblici puntuali». In ogni caso servono più risorse pubbliche per gli atenei italiani, altro che tagli. Nel suo discorso davanti al senato accademico dell´antico ateneo perugino (sette secoli di storia) il capo dello Stato ha parlato anche di un tema cruciale, la fuga dei cervelli, dei giovani cioè che si laureano a spese della collettività nazionale (l´istruzione costa cara a chi paga le tasse) e poi vanno a lavorare (e guadagnare bene) all´estero. Il presidente parla di «costo terribile, anche in termini monetari». Analogo il giudizio del rettore, secondo il quale la fuga dei cervelli, a parte ogni altra considerazione, ha «un costo terribile» per l´erario: ogni anno un miliardo e mezzo di euro, spesi per formare giovani ricercatori che poi se ne andranno oltre confine a guadagnare e spendere. «La ricerca e la formazione sono la leva fondamentale per la crescita dell´economia», dice il presidente, notando che questa è una verità «apparentemente non contestata» del nostro Paese. Il capo dello Stato vorrebbe che «non ci si ispiri solamente ai tagli quando si parla di università. Se così fosse vorrebbe dire che ci è sbilanciati. Colpiti sul vivo reagiscono, il ministro dell´Istruzione Maria Stella Gelmini e il collega della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. «Non ci sono stati tagli indiscriminati», dice quest´ultimo, ma solo 36 miliardi di spesa corrente. Questo governo ha un´enorme attenzione per la ricerca». Le preoccupazioni del presidente della Repubblica «sono anche le preoccupazioni del governo», dice il ministro dell´Istruzione. «Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie a causa di gestioni universitarie poco efficaci. Ci sono ancora ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei».

Torna all'inizio


università nel mirino e per il 2010 è pronta la stangata - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Interni Il nodo-stipendi dei docenti rischia di portare al collasso gli atenei Università nel mirino e per il 2010 è pronta la stangata MARIO REGGIO ROMA - Università e ricerca. Un buco nero del sistema Italia ancora irrisolto. Passano i governi, cambiano i ministri, ma lo spartito è sempre lo stesso. I soldi sono sempre pochi, ma gli atenei devono tagliare gli sprechi. Per la ricerca, da sempre, tutti auspicano un aumento delle risorse. Ma tutto resta come prima. Ora i nodi vengono davvero al pettine. Il Fondo di finanziamento ordinario delle università italiane, 72 atenei pubblici e 5 privati ma riconosciuti, quest´anno subirà un piccola sforbiciata: 65 milioni di euro in meno. Ma la mazzata arriverà nel 2010: un taglio di quasi 700 milioni di euro, quasi il 10 per cento del totale. Anche i governi del centrosinistra non avevano brillato per attenzione alla ricerca e alla formazione universitaria. Molti bei discorsi ma poca sostanza. Il problema sempre lo stesso: la crisi economica, il debito pubblico. Ma il nuovo governo è andato giù duro: gli atenei che spenderanno più del 90 per cento dei fondi assegnati per gli stipendi subiranno tagli agli altri finanziamenti. In realtà la norma è già prevista da una legge del governo Prodi, Berlinguer ministro, emanata nel �97. Ma il problema reale è che gli stipendi dei 60 mila docenti sono automaticamente legati al tasso di inflazione reale, si rivalutano ogni due anni, e non hanno bisogno di contrattazione alcuna. Se nessuno cambia meccanismo il problema non si risolve e molti atenei, nel 2010, saranno obbligati a portare i libri contabili in Tribunale, anche quelli più virtuosi. Che il sistema universitario italiano sia messo male non c´è alcun dubbio. Ma i primi passi del ministro Gelmini, al di là delle affermazioni di principio, non sembrano decisivi. Partiamo dai concorsi a cattedra. Aver ridotto da dodici a quattro gli ordinari da estrarre a sorte tra i docenti della stessa materia, più un docente interno alla facoltà, per formare la rosa delle commissioni non risolve il problema. Negli atenei sono già pronti gli algoritmi per adeguarsi ai nuovi numeri. E i ricercatori? Oltre ai 21 mila di ruolo, età media oltre i 50 anni, tra assegnisti, dottorandi e borsisti il conto dei precari si è trasformato in un rebus non risolvibile. C´è chi dice 50 mila, ma nessuno conferma. Il ministro Gelmini ha aperto uno spiraglio: la metà dei pensionamenti tra i docenti dovranno essere destinati ai giovani ricercatori. Ma si tratta di un pannicello caldo: poco più di 4 mila aspiranti. Ma dopo l´intervento del presidente della Repubblica a Perugia la Conferenza dei rettori spera che il governo cambi rotta: «Il tema toccato dal presidente Napolitano è centrale per il Paese - afferma il presidente della Crui Enrico Decleva - troviamo soluzioni sulla governance, i concorsi, ma tutto questo non può prescindere dagli aspetti finanziari».

Torna all'inizio


altro che aziende (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

L'UNIVERSITA' SENZA QUALITA' ALTRO CHE AZIENDE di MASSIMO ONOFRI Che il presidente Napolitano non s'acconci a recitare un ruolo meramente pleonastico ma, quando il caso, si disponga a dire la sua, con moderazione e ragionevolezza epperò con fermezza, resta - per i cittadini e la democrazia di questa nazione disorientata - una garanzia importante. E che Napolitano consideri questi richiami come un suo dovere pare dato ancora più confortante. Poche parole sull'università, ma chiarissime: un augurio che i tempi siano finalmente maturi per ripensare scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati. Il ministro Mariastella Gelmini s'è giustificata con intelligenza, occorre dirlo, dichiarando che le preoccupazioni della presidenza della repubblica sono esattamente quelle del governo e che lo scopo precipuo dell'azione ministeriale resta quello di tagliare gli sprechi e spendere meglio, premiando le realtà più virtuose. Tutto benissimo: se non fosse che la questione è drammaticamente strutturale, mentre gli impegni del governo vanno in direzione d'una razionalizzazione che è solo apparente, rapportandosi soltanto all'esistente. Un esistente - e in questo il ministro ha perfettamente ragione - che se si guarda all'Europa versa in condizioni disastrose, di penosa retroguardia, tanto per la ricerca quanto per la didattica. Qual è, a dirla tutta, il vero problema dell'università italiana? La riduzione che è stata fatta dell'istituzione da scientifica e pedagogica a entità aziendale, con quell'imbarazzante (e incredibile) sistema di crediti e debiti, la cui grave responsabilità - bisogna ribadirlo con forza - va attribuita senza differenze alla sinistra e alla destra, euforicamente convergenti, da Berlinguer alla Moratti, entrambi soggiogati dall'unica ideologia viva in tempo di morte delle ideologie: quella del mercato. Mi spiego meglio con un esempio concreto: cosa vorrà dire, infatti, premiare le realtà più virtuose e destinare loro più fondi? Il punto è questo: secondo la concezione aziendalistica, l'ateneo migliore sarà per forza quello in grado di produrre in quantità maggiore, diciamo così, la sua merce, che è poi costituita dall'insieme dei laureati. Risultato finalmente ottenuto? Che le facoltà per ottenere più fondi (o, per lo meno, perdere meno risorse possibili) hanno abbassato drasticamente i livelli di selezione e, di conseguenza, la qualità dell'insegnamento. Con un paradosso: che gli atenei più virtuosi, cioè quelli che riescono a produrre il maggior numero di laureati in corso e con più velocità, sono spesso proprio quelli più scadenti. Un altro esempio? Il ministro ricorda la decisione di creare 4.000 nuovi posti di ricercatore? Benissimo se però i ricercatori, nei fatti, si occupassero, come il loro contratto prescrive, effettivamente della ricerca e solo di quella, mentre in realtà si trovano costretti a sopportare, con stipendi da fame, carichi didattici enormi, surrogando il lavoro che dovrebbe essere di professori associati e ordinari. Che è davvero un bel modo di risparmiare, di far crescere l'università, nonché i giovani. Siamo, insomma, alle nozze coi fichi secchi: finché non si risponderà con una riforma seria alla domanda su cosa sia l'università e quali i suoi scopi non andremo da nessuna parte.

Torna all'inizio


tagli agli atenei l'altolà di napolitano (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

«Rivedere le scelte di bilancio Ricerca leva per lo sviluppo» Il sì dei rettori di Udine e Trieste: il governo ascolti La Gelmini: abbiamo tolto solo gli sprechi Tagli agli atenei L'altolà di Napolitano ROMA. «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati» alle università. E' appello che Napolitano ha lanciato ieri da Perugia. La richiesta è condivisa dai rettori di Udine e Trieste: il governo lo ascolti. I SERVIZI A PAGINA 2

Torna all'inizio


i bisogni dei giovani - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 26 - Commenti I BISOGNI DEI GIOVANI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Si tratta di garantire ai giovani la prospettiva di una scuola pubblica e di una università di alto livello e di impegnarsi a far sì che ciò che vi impareranno possa tornare a beneficio del paese intero. La speranza ha in Italia come altrove il volto delle nuove generazioni. Abbiamo lamentato così tante volte i mali della nostra scuola e della nostra università che viene voglia di tacere mentre assistiamo impotenti al declino preannunciato al paese dall´emigrazione intellettuale, dall´immiserirsi dei mezzi di ricerca e di studio, dall´incanaglimento a cui un sistema concorsuale gravemente inficiato dal localismo e dalle formazioni di nuclei di potere familistico hanno portato i luoghi pubblici della ricerca e della docenza universitaria. Ma oggi la voce del capo dello Stato, interprete autorevole e attento dei bisogni reali del paese, ha chiesto di uscire dall´emergenza e ha dimostrato ai giovani e a tutti coloro che hanno a cuore la sorte della crescita civile del paese che questi problemi sono ben presenti alla sua mente. E questo è un fatto importante per più ragioni. L´appello e la promessa giungono in una fase delicata, quando l´onda della protesta studentesca che pochi mesi va aveva dato voce al bisogno di speranza del paese sembra cessata. E sembra anche meno desta l´attenzione del mondo della ricerca e dell´insegnamento, alle prese coi problemi di tagli dei posti e mentre si attende ancora che la riforma del ministro Gelmini diventi realtà attraverso i decreti attuativi. Ma dietro questo silenzio e questa apparente sospensione c´è un bisogno fortissimo, vitale, dei giovani e ? con loro e per loro ? dell´intero paese: un bisogno di speranza, di guardare al di là della crisi, di avere la prova che si sta lavorando per accelerare la prospettiva di crescita civile che attendiamo, che deve esserci al di là del buio. Non ci spaventano le classifiche internazionali degli standard attuali delle università italiane. Ci preoccupano molto di più il silenzio e l´apparente distrazione delle forze di governo. è ancora presente alla nostra mente l´effetto straordinario, la vera e propria sferzata di energia che l´allora candidato alla presidenza degli Usa, oggi presidente, Obama seppe ottenere rivolgendo il suo appello al paese e ponendo in cima al suo programma la promozione della scuola e dell´università come volani della crescita civile. Questo è quello che manca nel panorama attuale di un´Italia condannata all´emergenza da chi ha interesse a non affrontare i problemi reali. Viviamo ormai da tempo una realtà a due binari dove da un lato si svolge l´amministrazione reale del paese, quella che riguarda le condizioni effettive di vita della popolazione, e dall´altro si recitano psicodrammi quotidiani all´insegna di quella emergenza che il richiamo di Napolitano ci invita a metterci alle spalle. Sul primo binario molti segnali mostrano che il governo concreto del paese è in stato di abbandono. Sul secondo un investimento politico incessante è dedicato ai fatti clamorosi della cronaca e alla gestione delle emozioni trasformate in occasioni di lacerazione culturale, in spinte alla paura e al conflitto. Credevamo che con la vicenda legata al nome di Eluana Englaro si fosse toccato il punto di non ritorno, ma non è stato così. Il governo ha deciso di sfruttare l´onda emotiva artificialmente scatenata portando avanti un assurdo progetto di legge sul testamento biologico. E non è bastata a fermarlo la reazione diffusa in larga parte del paese contro il tentativo di sottrarre a ciascuno di noi il diritto più di tutti elementare, quello a considerare nostra la nostra vita. L´assenza di un´opposizione degna di questo nome e l´appoggio al sedicente "partito della vita" da parte di una Chiesa attirata dai gorghi dell´astrazione teologica fino a dimenticarsi della vita e della morte come realtà umane, fanno gravare ancora su di noi la minaccia di un attentato gravissimo alle libertà garantite dalla Costituzione. Intanto si allunga l´elenco dei colpi di teatro con cui il governo tiene in quotidiano allarme l´opinione pubblica. Basta un reato di violenza sessuale (purché compiuto da immigrati) perché i ministri in carica si mettano a discettare di castrazione chimica. Per l´ordine pubblico, svuotata ormai di ogni serietà la trovata di mandare dei soldati in divisa a passeggiare nei centri urbani, si è varata la balordissima idea delle ronde civili di ex poliziotti e carabinieri in pensione. Invenzione balorda ma anche pericolosa. Chi non si renderà conto per tempo che si tratta solo di una recita teatrale a tutto beneficio delle trasmissioni televisive si sentirà spinto a passare dall´immaginario alla realtà. Bisognerà dunque opporsi con tutte le forze a misure di questo tipo. E lo si farà tanto meglio quando ne sarà chiara a tutti la molla fondamentale: quella dell´abolizione di ciò che è pubblico e della sua sostituzione col ricorso a un privato informe, casuale, avventuristico. Da quando in nove minuti e mezzo è stata varata la finanziaria Tremonti, nota anche come la finanziaria dei tagli, il disegno è chiaro per chi vuole vederlo anche se la sua realizzazione è andata avanti in modo disarticolato e strisciante. Oggi le ferite sulla società italiana appaiono devastanti. Esiste un mondo delle difficoltà quotidiane a vivere che dovrebbe essere in primo piano nell´attenzione della politica come amministrazione del paese e che invece resta sotterraneo. E intanto sull´emergenza artificiosa e sulle difficoltà reali di chi è costretto a pagare di tasca propria servizi sempre più scadenti o assenti cresce l´ambizione di un potere personale intollerante di ogni limite legale e istituzionale. Dunque è per molte ragioni che bisogna uscire dall´emergenza. E non c´è altra strada che quella di risvegliare nei giovani la speranza: speranza di un paese diverso, di una scuola migliore, di una strada aperta qui da noi a chi ha come unici capitali da investire la sua giovinezza e la sua intelligenza.

Torna all'inizio


scuola, 400mila votanti il 95% boccia il contratto - carlo rosso (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Referendum della Cgil. Sciopero il 18 marzo Scuola, 400mila votanti il 95% boccia il contratto CARLO ROSSO ROMA.Su un totale di più di un milione di lavoratori della scuola, circa 400 mila hanno partecipato al referendum sul nuovo contratto e il 95% lo ha bocciato. Per la Cgil è la conferma che la scelta di non firmare il contratto della scuola è stata condivisa dai suoi iscritti, così come la decisione di indire per il 18 marzo lo sciopero generale dell'intero settore, dalla scuola all'università, alla ricerca e alla formazione artistica e musicale. I risultati non lasciano spazio a dubbi e danno soddisfazione al sindacato di Corso d'Italia anche grazie all'affluenza al voto: una partecipazione andata ben oltre gli iscritti alla sola Flc-Cgil (150 mila), ma addirittura di quanti nel 2007 parteciparono al referendum sul protocollo per il welfare. «Soprattutto nella scuola si esprime la contraddizione della politica del governo», ha detto ieri il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani che ha presentato i risultati del referendum insieme al segretario della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo. «Non si può dire vogliamo efficienza, formazione, innovazione e poi pensare che 60 euro al mese di aumento rappresentino il volano per farlo. Per non parlare del capitolo precari: poiché sono previsti tanti prepensionamenti, si sarebbe potuta fare una programmazione per le uscite, per rinnovare il corpo docente. Invece - ha concluso Epifani - i provvedimenti della Gelmini stanno determinando soltanto una situazione di caos nelle scuole». Polemico con Epifani il segretario generale della Cisl, che non sembra credere all'esito del voto: «Epifani - ha detto infatti Raffaele Bonanni - non è né arbitro né notaio di tutti». Il risultato ottenuto nel referendum sarà un utile trampolino per le iniziative politiche della Cgil, soprattutto in vista dalle manifestazione nazionale organizzata per il 4 aprile dal sindacato. Al centro dell'opposizione espressa dai lavoratori è soprattutto la parte economica del contratto (hanno firmato Cisl, Uil, Gilda Unams, Snals e Confsal) e che prevede un aumento medio di 70 euro nelle buste paga di docenti e personale Ata. Aumento che corrisponde all'inflazione programmata dal governo, pari al 3,2%, e che dalla prossima tornata sarà sostituita dal nuovo indice previsionale indicato con la riforma del modello contrattuale. «Vanno rimesse radicalmente in discussione tutte le politiche del governo in materia di istruzione», ha spiegato Mimmo Pantaleo. «Vogliamo che si torni a parlare di investimenti e ribadiamo che i diritti del mondo del lavoro non possono essere considerati merci». Pantaleo ha poi denunciato presunti tentativi di ostacolare lo svolgimento del referendum. «Abbiano notato con dispiacere e con rabbia - ha detto - che ci sono stati tentativi di ostacolare lo svolgimento della consultazione: pressioni sui dirigenti scolastici e sui direttori regionali, perché impedissero di costituire i seggi, lettere e volantini delle altro organizzazioni sindacali».

Torna all'inizio


napolitano: rivedere i tagli indiscriminati - gabriele rizzardi (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Attualità Napolitano: rivedere i tagli indiscriminati I rettori plaudono al presidente. Il ministro Gelmini: vogliamo eliminare gli sprechi L'allarme del mondo accademico: è a rischio la stessa sopravvivenza dell'istituzione scolastica GABRIELE RIZZARDI ROMA. «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». Intervenendo alla celebrazione per i 700 anni dell'Università di Perugia, Giorgio Napolitano torna sui risparmi imposti con la finanziaria e striglia il governo. Davanti al presidente della conferenza dei rettori, Enrico Decleva, che vede a rischio la «sopravvivenza» della massima istituzione formativa del paese, il Capo dello Stato lancia un pesante monito alla maggioranza e rinnova l'appello a definire le riforme per l'Università «senza abbandonarsi a generalizzazioni liquidatorie», ma guardando ai singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca «con coraggio» e considerando ciò che accade in Europa e nel mondo in questo settore che «può suggerire» delle soluzioni. Napolitano rivendica il diritto di fare dei richiami pubblici rispetto alla «situazione difficile» e alla crisi, e ascolta con preoccupazione l'intervento del rettore dell'Università di Perugia, Francesco Bistoni, secondo il quale la cosiddetta «fuga dei cervelli all'estero» costa allo Stato un miliardo e mezzo di euro l'anno. Il presidente della Repubblica coglie questa osservazione per sottolineare che la ricerca e la formazione sono la «leva fondamentale» per la crescita dell'economia e per rimarcare che questa è una «verità difficilmente contestabile» e «apparentemente» non contestata nel nostro paese. Fatta la precisazione, Napolitano ammette le difficoltà legate all'«ingente» debito pubblico, ma chiede a «tutte le forze responsabili del paese» di «salvaguardare» il nostro capitale umano, e di fare il possibile per evitare la «dispersione di talenti» e dei risultati del nostro sistema scolastico e universitario. La crisi economica, insomma, è un motivo in più per considerare gli investimenti in ricerca e conoscenza come una «leva fondamentale» per lo sviluppo. L'appello è rivolto al governo e le risposte arrivano da Maria Stella Gelmini e da Renato Brunetta. I due ministri difendono le scelte del governo e negano che siano stati decisi tagli a pioggia. Il ministro dell'Istruzione definisce «sagge e condivisibili» le parole del capo dello Stato, ma sostiene di aver tagliato solo gli sprechi. «Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo, che vuole premiare le università migliori e tagliare gli sprechi», spiega la Gelmini, per la quale è necessario investire il denaro pubblico «con grande attenzione e oculatezza». «E' nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci», puntualizza poi il ministro dell'Istruzione. A difendere in pieno l'operato del governo è anche il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: «Non ci sono stati tagli indiscriminati e con la manovra finanziaria da 36 miliardi di euro per il triennio 2009-2011 abbiamo salvato l'Italia». A non pensarla allo stesso modo sono i partiti dell'opposizione, i sindacati e il mondo accademico. La critica più dura arriva dall'Italia dei Valori. Massimo Donadi lancia l'allarme-tagli, denuncia un «gravissimo danno» per tutto il paese e promette battaglia: «Ci auguriamo che il monito del presidente Napolitano non rimanga inascoltato e che il governo faccia marcia indietro. Siamo pronti, se necessario, alla mobilitazione in Parlamento e nelle piazze per impedire che si faccia scempio della ricerca». Un plauso «convinto» a Napolitano viene anche dal segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, mentre Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, chiede al governo di ascoltare il monito di Napolitano e di fare marcia indietro sui tagli indiscriminati: «Le responsabilità di questo stato di cose sono del governo che con la politica dei tagli al sapere ha compromesso la didattica e la ricerca universitaria, fattori strategici che costituiscono il volano per la crescita di ogni economia».

Torna all'inizio


scuole, incertezza in vista delle iscrizioni (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corno di Rosazzo. Il termine ultimo è il 28 febbraio: nessun insegnamento è al riparo dai tagli Scuole, incertezza in vista delle iscrizioni CORNO DI ROSAZZO. Le novità della riforma Gelmini, il piano dell'offerta formativa e l'organizzazione scolastica sul territorio. Questi gli argomenti trattati nel corso di un incontro pubblico che è stato ospitato nella sala consiliare del municipio. Il dirigente della direzione didattica di Manzano Daniele Castellani, coadiuvato dalle maestre Dolores Fadon e Mariaromana Quendolo, ha presentato le caratteristiche più rilevanti della riforma della scuola e gli scenari possibili sull'organizzazione scolastica locale. Le scuole dell'infanzia e primarie a tempo modulare e a tempo pieno di Corno di Rosazzo fanno parte, infatti, della Direzione didattica manzanese che raccoglie 5 scuole dell'infanzia e 6 primarie nei comuni di Corno di Rosazzo, San Giovanni e Manzano. La legge Gelmini riguarderà nello specifico solo i bambini che si iscriveranno alle classi prime elementari nell'anno scolastico 2009-2010. «La normativa - ha spiegato Castellani - prevede la novità dell'insegnante prevalente e la possibilità di scegliere fra 4 modelli di orario settimanale a 24, 27, 30 e 40 ore; mentre l'insegnamento della lingua inglese non subirà alcuna variazione: un'ora in prima, due in seconda e tre ore nelle terze, quarte e quinte». «All'approssimarsi della scadenza per le iscrizioni, prevista per il 28 febbraio prossimo - ha aggiunto il dirigente - il quadro normativo non completo non consente di garantire un tipo di scuola piuttosto che un altro». Molte infatti rimangono le incognite: le preferenze espresse dalle famiglie, l'organico assegnato, i criteri per la definizione dell'organico del corpo insegnante. «In questo contesto tutt'altro che definito - ha spiegato Castellani - gli organi collegiali della scuola, ossia il collegio dei docenti e il consiglio di circolo della direzione didattica di Manzano, hanno espresso, quale indirizzo, il mantenimento delle due opzioni esistenti, a 30 ore per il tempo modulare e a 40 ore per il tempo pieno». Ciò consentirebbe di riproporre un modello scolastico collaudato. L'assessore all'istruzione Giuseppe Longato e il sindaco Loris Basso, entrambi presenti all'incontro, hanno sottolineato, inoltre, come tali opzioni consentirebbero il mantenimento di alcuni servizi gratuiti per la scuola che sono propri del comune di Corno di Rosazzo, tra cui il trasporto scolastico e la pre accoglienza nelle scuole primarie, servizi che dovrebbero essere rivalutati dal punto di vista dei costi e dell'organizzazione in caso di scelte orarie diverse. Per quanto riguarda invece la formazione delle classi a Corno di Rosazzo, Castellani ha ricordato i numeri previsti, non superiori a 25 unità e non inferiori a 15. Manuela Battistutta

Torna all'inizio


corteo e dibattiti contro la gelmini professori in piazza vestiti da fantasmi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Palermo Domani sfilerà il coordinamento dei docenti, poi assemblea al municipio Corteo e dibattiti contro la Gelmini professori in piazza vestiti da fantasmi salvo intravaia Insegnanti palermitani in piazza contro la riforma Gelmini. Domani il coordinamento dei docenti delle scuole di Palermo manifesterà contro la politica scolastica nazionale, regionale e degli enti locali. Tre gli appuntamenti organizzati. Alle 16 un corteo partirà da piazza Politeama e si snoderà per le vie del centro fino a Palazzo delle Aquile, dove alle 18 nella sala Rostagno si terrà un´assemblea cittadina aperta a docenti, studenti, genitori e «a tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti della scuola pubblica». E ancora: alle 16, sempre in piazza Politeama, i supplenti palermitani organizzeranno un happening vestiti da fantasmi. «La manifestazione del 25 febbraio è a carattere nazionale e si svolgerà contemporaneamente in altre città», spiega Venere Anzaldi, insegnante del liceo scientifico Einstein, che aggiunge: «Col piano Gelmini i precari verranno espulsi dalla scuola e a Palermo la situazione è drammatica». Secondo un conteggio ufficioso solo nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado, salteranno in Sicilia almeno 3.500 posti. L´assemblea cittadina è stata organizzata non soltanto per parlare di posti di lavoro. «Le condizioni degli edifici scolastici della città», i «tagli determinati dal piano di dimensionamento regionale» appena approvato, «una possibile legge sul diritto allo studio», e «l´esercizio da parte della Regione delle competenze esclusive in materia di istruzione»: ecco i temi della discussione. «Il 90 per cento delle scuole cittadine non sono a norma», esordisce Mila Spicola, insegnante alla media Quasimodo. Barbara Evola, supplente di Lettere allo scientifico Einstein, a settembre dopo anni di precariato dovrà pensare ad un´altra sistemazione. «A Palermo una quantità enorme di edifici scolastici è in affitto spesso da costruttori non proprio puliti. Occorre denunciare le collusioni tra malaffare e politica», denuncia Evola.

Torna all'inizio


Napolitano e governo,gelo sui tagli all'Università (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Napolitano e governo,gelo sui tagli all'Università nuovo fronte polemico Roma. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di nuovo in "rotta di collisione" con il governo. O, se si preferisce, viceversa. Al settimo centenario dell'ateneo di Perugia Napolitano lancia un monito: «Mi auguro che stiano maturando le condizioni per riesaminare decisioni di bilancio ancorate alla logica di tagli indiscriminati». Dopo le frizioni dei giorni scorsi su testamento biologico e ronde, l'argomento aggiunge altro gelo. Il ministro Mariastella Gelmini replica in punta di fioretto: «Le preoccupazioni del Presidente sono le nostre, noi vogliamo solo eliminare gli sprechi». Ma il suo collega, Renato Brunetta, va giù di spada: «Non ci sono tagli». guidi e lugaro >> 2 Il Capo dello Stato: no a riduzioni «indiscriminate» dei fondi. La Gelmini: «Eliminiamo solo gli sprechi». Più duro Brunetta 24/02/2009

Torna all'inizio


università il gran rifiuto di gibelli - michela bompani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Genova Il caso Università il gran rifiuto di Gibelli MICHELA BOMPANI «Non indosserò la toga e non parteciperò all´inaugurazione dell´anno accademico perché questo non è il tempo di celebrare, ma di denunciare che l´Università e la scuola pubblica tutta, con i tagli inflitti da questo governo, cadrà nel degrado»: Antonio Gibelli, professore e direttore del Dipartimento di Storia dell´Università di Genova, annuncia il suo forfait alla cerimonia ufficiale organizzata dal Rettore Giacomo Deferrari, sabato prossimo. E Gibelli lo fa nel giorno in cui lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lancia un appello contro i "tagli indiscriminati" all´Università e alla ricerca. «Le motivazioni che hanno portato in piazza centinaia di migliaia di ragazzi e hanno spinto presidi, docenti, personale tecnico amministrativo a protestare contro i tagli inflitti all´Università pubblica, sono oggi sempre più concrete», spiega Gibelli, che però sarà presente in via Balbi, fuori dall´aula magna, in cui, unico ospite extra-Ateneo, terrà una lectio magistralis il senatore Pd Ignazio Marino. «Andrò a sostenere Marino e le sue posizione in materia di testamento biologico, credo sia necessario», aggiunge. In via Balbi, sabato, saranno in molti. Ieri i rappresentanti degli studenti dei Giovani democratici hanno deciso di organizzare volantinaggi contro i tagli Gelmini-Tremonti-Brunetta, ma pure a sostegno del senatore Marino, giovedì e venerdì, davanti a tutte le facoltà genovesi. E sabato si uniranno all´Onda che sta organizzando una manifestazione in via Balbi, con loro ci saranno i precari tecnici amministrativi e probabilmente i precari della ricerca.

Torna all'inizio


informatica, scuole in allarme (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Pistoia Informatica, scuole in allarme Preoccupazioni nelle elementari e medie per i tagli alle compresenze «Sarà un problema dover fare lezione ai bambini di un'intera classe tutti insieme» PISTOIA. Un nuovo e pesante colpo di mannaia si sta per abbattere sul mondo della scuola. Scandagliando il testo della riforma "Gelmini", si nota come, dal prossimo anno scolastico, l'informatica, sia per le elementari che per le medie, non venga più considerata una priorità. E questa scoperta si trova direttamente sul sito del Ministero della pubblica istruzione, dove, rispondendo a precisa domanda, il ministro Gelmini specifica che il computer e Internet non sono più considerate una priorità, ma in serata il ministro è intervenuta precisando che l'informatica rimane una materia chiave e che non subità tagli. In effetti, l'uscita dela Gelmini sul sito del ministero aveva stupito non poco perché durante il passato governo Berlusconi, con Letizia Moratti erano state sventolate le famose tre "I": inglese, impresa e informatica. Con le nuove idee, dunque, ne rimarranno soltanto due. Ciò che fa cambiare lo scenario di insegnamento è l'annullamento degli orari di compresenza per le scuole primarie e la riduzione da tre a due ore settimanali di Tecnologia nella scuola secondaria di primo grado. Di comunicazioni ufficiali ancora non ce ne sono, ma ogni scuola cerca di correre ai ripari, anche se la strada è in salita. «Le difficoltà per le scuole primarie - afferma Maurizio Monti, dirigente del Vº Circolo Didattico - riguardano soprattutto il pesante taglio delle compresenze. Le nostre scuole sono dotate di aule informatiche con 10-15 postazioni dove, grazie ad una accurata divisione delle ore, riusciamo a portare i ragazzi di una stessa classe in maniera separata. Ma fare lezione con un'intera classe di bambini diventa un grosso problema, ed è questa la causa principale per la quale c'è il forte rischio di non poter riuscire a coltivare più questa attività». Visto che settembre è ancora lontano, c'è modo e tempo per studiare le controffensive, magari spostando l'informatica su altre materie ed evitando, quindi, che i bambini siano costretti ad imparare a navigare su Internet da casa. «E' impossibile dare una valutazione definitiva adesso - commenta Cristiana Baldi, dirigente della scuola primaria "Collodi" - perché soltanto a maggio arriveranno i nuovi assetti di organico. Senza le ore di compresenza, però, salteranno i laboratori di recupero e potenziamento, che riguardano prevalentemente gli stranieri. Il danno c'è ed è evidente, però se una scuola ha a disposizione dieci computer e la classe è composta da 25 ragazzi si capisce bene come sia impossibile lavorare». C'è chi si è attivato per cambiare qualcosa già dall'anno scolastico in corso, in vista dei tagli annunciati che sconvolgeranno il panorama dal prossimo settembre per le scuole medie. «Abbiamo optato per due ore nelle classi prime e tre per gli altri - dice la preside della "Leonardo Da Vinci", Anna Maria Corretti - Di fatto, quindi, per chi entra nella nostra scuola non cambierà niente, mentre i programmi saranno più ristretti per i bambini più grandi. Visto che rimangono soltanto due ore, cerchiamo di accorpare le conoscenze dei programmi con il disegno tecnico. Dispiace vivere questa situazione, ma noi non cancelliamo l'informatica: le apparecchiature ci sono e vorrà dire che i programmi saranno più ristretti». Se il taglio delle compresenze è lo scoglio più duro per le primarie, la cancellazione di un'ora di Tecnologia è lo spauracchio per le scuole medie. «è bene tener presente - aggiunge Patrizia Tesi, preside della "Martin Luther King" di Bottegone - che all'interno delle ore di tecnologia ci rientrano l'informatica, il disegno, la costruzione e la falegnameria. La perdita dell'uso del computer sarebbe molto grave, però fino a che non avremo disposizioni dal ministero su cosa realmente dovremo tagliare (anche se il computer è l'indiziato numero uno, ndr) non si possono fare previsioni, perché anche se abbiamo autonomia decisionale dobbiamo rispettare le decisioni centrali». Saverio Melegari

Torna all'inizio


l'orario scolastico non si potrà più scegliere (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Prato «L'orario scolastico non si potrà più scegliere» Riforma Gelmini, ancora proteste del centrosinistra di Carmignano CARMIGNANO. Il centro sinistra di Carmignano - ovvero Pd, Rifondazione comunista e partito socialista - torna a parlare della scuola. Lo fa con un documento che critica la Riforma Gelmini ed esprime preoccupazione sui destini del tempo pieno. «Le iscrizioni alla scuola dell'obbligo che si chiuderanno il 28 febbraio - scrivono i tre partiti - ci pongono di fronte agli effetti della riforma. Il modulo di iscrizione non consentirà quest'anno di scegliere ma di indicare solo una preferenza in ordine all'orario scolastico: una priorità che in funzione delle disponibilità potrà essere più o meno rispettata». Non più diritti, ma concessioni. In questo modo, proseguono, appare realistico il timore di chi vede messo in discussione la possibilità di garantire per i propri figli un percorso formativo di qualità come il modello del tempo pieno può assicurare. Ci sono 180 famiglie carmignanesi che vogliono assicurazioni e certezze. «Noi - ribadiscono - siamo con loro, con tutti quei genitori che si battono per il mantenimento del tempo pieno. E' inaccettabile questo alone di incertezza: servizio scolastico e istituzioni devono rispondere con chiarezza". Nel documento si citano alcuni dati. A Carmignano negli ultimi anni la popolazione è cresciuta del 23 per cento, con una preponderanza di nuovi nuclei familiari che trascorrono, per lavoro o altre necessità, gran parte delle giornata fuori dal perimetro comunale:"in un contesto dove sembra allentarsi sempre più la tradizionale solidarietà tra generazioni, prospettando come unica alternativa quella di rivolgersi al privato, alle scuole o alla rete delle baby-sitter». «Soluzioni costose e talvolta carenti sotto il profilo pedagico - sottolineano - ma soprattutto inique perché aprono e spaccano la comunità tra chi può e chi non può». Il rischio è evidente. In discussione, per il centro sinistra di Carmignano, è la stessa scuola pubblica e il ruolo educativo e sociale della scuola. W.F.

Torna all'inizio


università, i prof over 70 in trincea - giuliano foschini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bari Università, i prof over 70 in trincea Sono 93 e dovrebbero andare in pensione. Ma deciderà una commissione In tutta Italia cesseranno dal servizio Invece a Bari non se vanno GIULIANO FOSCHINI Nell´Università di Bari sta per accadere una piccola, grande rivoluzione. Entro la fine dell´anno potrebbero andare in pensione 93 tra i professori più rappresentativi e più influenti dell´ateneo barese: si tratta infatti dei docenti che hanno dai 70 ai 72 anni e che secondo la nuova legge sono "pensionabili". Nell´ultima finanziaria, infatti, il governo Berlusconi ha inserito un comma (l´articolo 72 della legge 133 del 2008) con il quale si dà la possibilità agli atenei di pensionare gli ordinari e gli associati a 70 anni (invece che a 72) e i ricercatori a 65. «In questa maniera - hanno spiegato i ministri dell´Università, Maristella Gelmini, e dell´Economia, Giulio Tremonti - ci sarebbe un grande risparmio per i conti e la possibilità di accelerare il turn over». Molti atenei italiani hanno subito preso la palla al balzo: alla Statale di Milano, per esempio, il rettore Enrico Decleva ha annunciato che tutti i suoi prof d´ora in avanti andranno in pensione al compimento dei 70 anni. Lo stesso accadrà a Bologna e il primo a lasciare a ottobre (quando la norma sarà pienamente esecutiva) sarà proprio il rettore Ugo Calzolari. «In questo momento - ha detto - è il minimo che si possa fare: non a caso il Senato accademico ha votato all´unanimità in questo senso». A Bari invece hanno deciso di fare in maniera diversa. Il meccanismo non sarà automatico, «perché - spiega il prorettore, Augusto Garuccio - ogni caso è diverso: ci sono dei settori nei quali non possiamo assolutamente fare a meno di certi docenti e quindi è impossibile privarci di questi due anni». Il criterio per cui il Senato dovrà dire sì o no alle richieste di proroga verrà stabilito da una commissione ad hoc (composta da membri del Senato e del consiglio di amministrazione) che avrà appunto il compito di stabilire le linee guida per decidere sull´argomento. Secondo le rilevazioni statistiche del ministero dell´Università, nell´università di Bari erano in servizio allo scorso anno accademico 36 prof nati nel 1939, 29 classe ´38, 22 del ´37 e 16 del ´36. Una volta terminato il lavoro del Senato, ciascuno di loro dovrà chiedere al Senato l´eventuale proroga. Al momento nessun docente - come invece ha fatto, per esempio, Umberto Eco a Bologna - ha fatto sapere all´università che rinuncerà da subito alla cattedra. All´università di Bari è aperta però anche un´altra partita sui prof ultra settantenni. E´ quella dei "fuori ruolo". L´ex ministro Fabio Mussi aveva infatti eliminato la possibilità per i docenti (a 72 anni per gli ordinari, 67 per gli associati) di chiedere una proroga per la propria attività scientifica, ma non didattica, di tre anni. Contro la norma, una serie di professori a Bari come nel resto d´Italia hanno presentato ricorso al Tar. Prima del giudizio, si attende però il parere della Corte costituzionale che è stata interessata della vicenda.

Torna all'inizio


<Non tagliare la ricerca> (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

«Non tagliare la ricerca» Napolitano difende l'Università. Il ministro Gelmini: «Vogliamo solo eliminare gli sprechi» Perugia. «No a tagli indiscriminati all'Università» dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «È un dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi» gli risponde il ministro Mariastella Gelmini a cui arriva a dare man forte anche il collega Renato Brunetta. Visioni diverse, tra il Quirinale e il governo, anche sul sistema dell'istruzione e sulle sue sofferenze messe a fuoco ieri dal capo dello Stato nel corso della visita all'Università di Perugia. Napolitano, nel suo discorso a studenti e professori, ha invitato l'esecutivo a rivedere scelte di bilancio «improntate a tagli indiscriminati» e a non abbandonarsi a «generalizzazioni negative e liquidatorie che mettono a rischio la ricerca e l'università», settori nei confronti dei quali più volte ha mostrato attenzione. Le parole hanno raccolto il plauso dell'opposizione. Ma non solo. «Il tema toccato dal capo dello Stato, quello del finanziamento dell'università, è un tema centrale. Ne va della sopravvivenza - ha sottolineato il presidente della conferenza dei rettori (Crui), Enrico Decleva - della massima istituzione formativa del nostro Paese. D'altra parte, si sta lavorando proficuamente per definire le linee di una revisione normativa della governance e del sistema di reclutamento. Ciò nell'ottica di un impegno riformatore che si intende rilanciare dall'interno del sistema, attraverso un dibattito costruttivo con il Ministero, il Governo e il Parlamento, ma che non può prescindere dagli aspetti finanziari». Ancora più espliciti i rettori aderenti all' Aquis (Associazione per la qualità delle università italiane statali): «Se i tagli dovessero restare - ha ammonito Vincenzo Milanesi, rettore a Padova - ci sarebbe un rischio Caporetto, uno smantellamento del sistema università in Italia. La nostra linea come Aquis - ha aggiunto - è quella di protestare contro i tagli generalizzati alle università, che fanno cadere la mannaia del boia indistintamente su tutti gli atenei senza alcuna considerazione del modo in cui questi hanno gestito le risorse pubbliche ricevute». Sono fischiate le orecchie al ministro della Pubblica istruzione che si è affrettata a precisare: «Quelle del capo dello Stato sono parole sagge e condivisibili», ma «è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci. Ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose». L'obiettivo della Gelmini è chiaro: «La crisi economica internazionale deve trasformarsi in una grande opportunità per rivedere il sistema di istruzione in Italia, un sistema in cui il problema principale non è quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche». I sindacati di categoria di Cgil e Cisl si associano a chi chiede di recuperare risorse da investire nell'istruzione. «Gli altri Paesi - ha fatto notare il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo - stanno investendo nel settore della conoscenza e dell'istruzione come motore per uscire dalla crisi, da noi si taglia: 8 miliardi nella scuola, 1 e mezzo nell'università». «I tavoli di confronto, aperti con il ministro Gelmini, devono approdare - ha suggerito Francesco Scrima, segretario generale della Cisl scuola - a concrete misure di ridimensionamento dei tagli previsti, impegni che devono ora essere recepiti nei provvedimenti in cantiere, a partire dal decreti interministeriali sugli organici e sulle immissioni in ruolo a copertura dei posti vacanti». Ma il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha assicurato che da parte del governo «non ci sono stati tagli indiscriminati». «Abbiamo tagliato 36 miliardi di euro per il triennio 2009-2011 di spesa corrente - ha spiegato - con la manovra finanziaria di luglio abbiamo salvato l'Italia». E rispetto alla ricerca, «il governo ha un'enorme attenzione. Lo dico io che sono un professore universitario e lo dimostrano i protocolli di intesa già firmati per la digitalizzazione degli atenei romani» ha concluso. Il monito di Napolitano ha incassato unanimi consensi dall'opposizione. Per la senatrice del Pd, Mariapia Garavaglia, il richiamo del capo dello Stato «non può rimanere inascoltato». «Di fronte ai tagli indiscriminati del governo Berlusconi che hanno colpito nell'ultimo anno gli atenei italiani, il presidente Napolitano - ha detto Garavaglia - ha sentito il bisogno di dare l'allarme sulla situazione in cui versa uno dei settori più importanti per il futuro dell'Italia». Per la senatrice del Pd la risposta ai problemi che affliggono l'università italiana non può essere solo di ordine finanziario. «Far quadrare i conti - ha spiegato infatti Garavaglia - è un dovere del governo, ma in modo sensato, tenendo conto che l'avvenire dei giovani passa attraverso una formazione e un'educazione seria che si ottengono solo con adeguate risorse». Anche Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell'Italia dei valori, invita il governo a fare tesoro delle parole di Napolitano. «Con la sua miope politica di tagli indiscriminati, questo governo sta compromettendo non solo la nostra economia, ma anche le prospettive di lavoro di tanti giovani» ha detto Donati. Ma per Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia, il governo sta agendo «proprio nella direzione auspicata dalla grande maggioranza degli italiani di porre un argine agli sprechi». Bruno Lugaro lugaro@ilsecoloxix.it 24/02/2009

Torna all'inizio


il miglior film è "miki's ballad" alle longhena il premio de nigris - emanuela giampaoli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XXVII - Bologna Il miglior film è "Miki´s ballad" alle Longhena il Premio De Nigris EMANUELA GIAMPAOLI è Nina Vukovic della Scuola di Berlino con il suo «Miki´s Ballad» a conquistare il premio come miglior film al concorso Mostra delle Scuole Europee di Cinema a Officinema Festival che si è concluso domenica. Una note di colore è invece arrivata dal Premio Luca De Nigris, riservato alle scuole della regione, per la vittoria della 3�A della scuola elementare Longhena di Bologna, la stessa che ha sfidato il ministro Gelmini con il 10 politico e che oltretutto ha vinto con il videoclip «Shampoo» ideato per lo storico pezzo di Giorgio Gaber. Per le scuole secondarie di primo grado il podio è andato a «Un ballo da sogno» della 3�B della scuola A. Oriani di Alfonsine in provincia di Ravenna e ancora, tra le scuole superiori, il massimo riconoscimento è stato per «Vendo rose» della V classe dell´Istituto S. Umiltà di Faenza. Per la sezione Visioni Italiane, la giuria composta, tra gli altri, da Chiara Caselli, "Pif la Iena" e il regista Giorgio Diritti, ha assegnato il premio per il miglior film a «Clandestinas» di Silvia Chiogna, mentre per Visioni DOC il primo premio è andato a ZimmerFrei, collettivo che opera a Bologna, come riconoscimento per il lavoro su Milano. Nella sezione Visioni ambientali infine è «Il naturalista» di Barbera, Lo Presti, Parodi e Tozzia ad aver vinto, mentre il bolognese Giuliano Bugani ha ottenuto la menzione speciale con «Anno 2018: verrà la morte».

Torna all'inizio


se il meglio e' il peggio - massimo onofri (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino di Padova, Il)

Argomenti: Scuola

L'OPINIONE SE IL MEGLIO E' IL PEGGIO MASSIMO ONOFRI Che il presidente Napolitano non s'acconci a recitare un ruolo meramente pleonastico ma, quando il caso, si disponga a dire la sua, con moderazione e ragionevolezza, epperò con fermezza, resta - per i cittadini e la democrazia di questa nazione disorientata - una garanzia importante. E che Napolitano consideri questi richiami come un suo dovere, pare dato ancora più confortante. Poche parole sull'Università, ma chiarissime: un augurio che i tempi siano finalmente maturi per ripensare scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati. Il ministro Mariastella Gelmini s'è giustificata con intelligenza, occorre dirlo, dichiarando che le preoccupazioni della presidenza della Repubblica sono esattamente quelle del Governo: e che lo scopo precipuo dell'azione ministeriale resta quello di tagliare gli sprechi e spendere meglio, premiando le realtà più virtuose. Tutto benissimo: se non fosse che la questione è drammaticamente strutturale, mentre gli impegni del Governo vanno in direzione d'una razionalizzazione che è solo apparente, rapportandosi soltanto l'esistente. Un esistente - e in questo il ministro ha perfettamente ragione - che, se si guarda all'Europa, versa in condizioni disastrose, di penosa retroguardia, tanto per la ricerca, che per la didattica. Qual è, a dirla tutta, il vero problema dell'Università italiana? La riduzione che è stata fatta dell'istituzione scientifica e pedagogica a entità aziendale, con quell'imbarazzante (e incredibile) sistema di crediti e debiti: la cui grave responsabilità - bisogna ribadirlo con forza - va attribuita senza differenze alla sinistra e alla destra, euforicamente convergenti, da Berlinguer alla Moratti, entrambi soggiogati dall'unica ideologia viva in tempo di morte delle ideologie: quella del mercato. Mi spiego meglio, con un esempio concreto: cosa vorrà dire, infatti, premiare le realtà più virtuose e destinare loro più fondi? Il punto è questo: secondo la concezione aziendalistica, l'ateneo migliore sarà per forza quello in grado di produrre in quantità maggiore, diciamo così, la sua merce, che è poi costituita dall'insieme dei laureati. Risultato finalmente ottenuto? Che le Facoltà, per ottenere più fondi (o, perlomeno, perdere meno risorse possibili) hanno abbassato drasticamente i livelli di selezione e, di conseguenza, la qualità dell'insegnamento. Con un paradosso: che gli Atenei più virtuosi, cioè quelli che riescono a produrre il maggior numero di laureati in corso, e con più velocità, sono, spesso, proprio quelli più scadenti. Un altro esempio? Il ministro ricorda la decisione di creare 4.000 nuovi posti da ricercatore. Benissimo: se però i ricercatori, nei fatti, si occupassero, come il loro contratto prescrive, effettivamente della ricerca e solo di quella, mentre in realtà si trovano costretti a sopportare, con stipendi da fame, carichi didattici enormi, surrogando il lavoro che dovrebbe essere di professori associati e ordinari. Che è davvero un bel modo di risparmiare, di far crescere l'Università, nonché i giovani. Siamo, insomma, alle nozze coi fichi secchi: finché non si risponderà, con una riforma seria, alla domanda su cosa sia l'Università e quali i suoi scopi, non andremo da nessuna parte.

Torna all'inizio


la crisi dell'universita' - gabriele rizzardi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Attualità LA CRISI DELL'UNIVERSITA' La fuga dei cervelli costa 1,5 miliardi l'anno. Brunetta: non abbiamo ridotto le risorse a pioggia GABRIELE RIZZARDI ROMA. «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». Intervenendo alla celebrazione per i 700 anni dell'Università di Perugia, Giorgio Napolitano torna sui risparmi imposti con la finanziaria e striglia il governo. Davanti al presidente della conferenza dei rettori, Enrico Decleva, che vede a rischio la «sopravvivenza» della massima istituzione formativa del paese, il Capo dello Stato lancia un pesante monito alla maggioranza e rinnova l'appello a definire le riforme per l'Università «senza abbandonarsi a generalizzazioni liquidatorie», ma guardando ai singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca «con coraggio» e considerando ciò che accade in Europa e nel mondo in questo settore che «può suggerire» delle soluzioni. Napolitano rivendica il diritto di fare dei richiami pubblici rispetto alla «situazione difficile» e alla crisi, e ascolta con preoccupazione l'intervento del rettore dell'Università di Perugia, Francesco Bistoni, secondo il quale la cosiddetta «fuga dei cervelli all'estero» costa allo Stato un miliardo e mezzo di euro l'anno. Il presidente della Repubblica coglie questa osservazione per sottolineare che la ricerca e la formazione sono la «leva fondamentale» per la crescita dell'economia e per rimarcare che questa è una «verità difficilmente contestabile» e «apparentemente» non contestata nel nostro paese. Fatta la precisazione, Napolitano ammette le difficoltà legate all'«ingente» debito pubblico, ma chiede a «tutte le forze responsabili del paese» di «salvaguardare» il nostro capitale umano, e di fare il possibile per evitare la «dispersione di talenti» e dei risultati del nostro sistema scolastico e universitario. La crisi economica, insomma, è un motivo in più per considerare gli investimenti in ricerca e conoscenza come una «leva fondamentale» per lo sviluppo. L'appello è rivolto al governo e le risposte arrivano da Maria Stella Gelmini e da Renato Brunetta. I due ministri difendono le scelte del governo e negano che siano stati decisi tagli a pioggia. Il ministro dell'Istruzione definisce «sagge e condivisibili» le parole del capo dello Stato, ma sostiene di aver tagliato solo gli sprechi. «Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo, che vuole premiare le università migliori e tagliare gli sprechi», spiega la Gelmini, per la quale è necessario investire il denaro pubblico «con grande attenzione e oculatezza». «E' nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci», puntualizza poi il ministro dell'Istruzione. A difendere in pieno l'operato del governo è anche il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: «Non ci sono stati tagli indiscriminati e con la manovra finanziaria da 36 miliardi di euro per il triennio 2009-2011 abbiamo salvato l'Italia». A non pensarla allo stesso modo sono i partiti dell'opposizione, i sindacati e il mondo accademico. La critica più dura arriva dall'Italia dei Valori. Massimo Donadi lancia l'allarme-tagli, denuncia un «gravissimo danno» per tutto il paese e promette battaglia: «Ci auguriamo che il monito del presidente Napolitano non rimanga inascoltato e che il governo faccia marcia indietro. Siamo pronti, se necessario, alla mobilitazione in Parlamento e nelle piazze per impedire che si faccia scempio della ricerca». Un plauso «convinto» a Napolitano viene anche dal segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, mentre Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, chiede al governo di ascoltare il monito di Napolitano e di fare marcia indietro sui tagli indiscriminati: «Le responsabilità di questo stato di cose sono del governo che con la politica dei tagli al sapere ha compromesso la didattica e la ricerca universitaria, fattori strategici che costituiscono il volano per la crescita di ogni economia».

Torna all'inizio


napolitano: rivedere i tagli indiscriminati (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Attualità Napolitano: rivedere i tagli indiscriminati I rettori d'accordo con il presidente. Il ministro Gelmini: vogliamo eliminare gli sprechi L'allarme del mondo accademico: è a rischio la stessa sopravvivenza dell'istituzione scolastica

Torna all'inizio


Sugli organici, solo palliativi (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/02/2009 - pag: 15 autore: Mimmo Pantaleo segretario Flc-Cgil Punti di vista Sugli organici, solo palliativi Gli incontri delle scorse settimane sugli effetti dei regolamenti attuativi della legge 133/08 non hanno prodotto sul versante degli organici nessun impegno concreto da parte del ministro Gelmini. Infatti, le proposte che ci sono state fatte rappresentano dei palliativi che in realtà non spostano di un millimetro il problema di fondo: la decurtazione di risorse determinata dalla legge 133/08 e la tagliola della clausola di salvaguardia. L'operazione fatta dal governo è devastante. Si è prima determinata la riduzione di risorse e poi si sono definiti gli strumenti ( Regolamenti, legge 169/08) per attuarla. Questo con la conseguenza che le modifiche ordinamentali sono divenute serventi rispetto alla necessità di far cassa. Non c'è un progetto di scuola finalizzato alla qualificazione e al miglioramento, c'è soltanto la necessità di produrre l'obiettivo di risparmio definito da Ministro Tremonti. Per questa ragione abbiamo chiesto ripetutamente nei mesi scorsi e, da ultimo, lo scorso 11 febbraio al Ministro, che si proceda ad una revisione di quelle determinazioni per permettere alle scuole di funzionare. Infatti l'applicazione dei Regolamenti risulta palesemente ingestibile se calata nell' organizzazione della scuola reale. Da questo nasce la confusione di queste settimane, l'allarme delle famiglie che in questo stato di incertezza si trovano a scegliere la scuola dei loro figli senza avere la sicurezza che la loro scelta sarà accolta. Allarme e incertezza che sono comuni al personale della scuola tutto, che non sa quale e come sarà la scuola dove dovrà operare a partire dal prossimo anno scolastico. I numeri che ci sono stati presentati sono impressionanti. Il primo ciclo paga il conto maggiore con i due terzi dei tagli previsti a partire da settembre prossimo. Viene disatteso l'impegno assunto dallo stesso governo a non aumentare gli alunni per classe. Sul personale Ata si opera un taglio orizzontale e percentuale particolarmente sul profilo dei collaboratori scolastici (quasi il 70% sul taglio complessivo). I risvolti sono drammatici sul versante del precariato: decine di migliaia di persone che da settembre non lavoreranno più. Per questo abbiamo chiesto un'assunzione di responsabilità al ministro e al governo tutto. Si tratta di persone in carne e ossa, di famiglie che dipendono da questi stipendi. L'attivazione di un tavolo interministeriale sul precariato, da noi richiesto, è un primo passo significativo anche se non risolve il problema di fondo. Riteniamo, al contrario, molto grave l'ipotesi del ministro di utilizzare i fondi della legge 440 per ridurre l'entità dei tagli, per due ragioni essenzialmente: anche utilizzando questa risorse oltre il 90% dei tagli rimane intonso ma, soprattutto, si azzererebbero in tal modo le risorse a disposizione delle scuole per l'ampliamento e il sostegno all'offerta formativa ( non per ?progetti inutili? come qualcuno ha affermato nel corso della riunione). Si avallerebbe così una sorta di cannibalismo tra le poche risorse a disposizione delle istituzioni scolastiche, senza comprendere che, già oggi, il problema dei finanziamenti alle scuole è drammatico. La FLC non ci sta ad un progressivo impoverimento delle scuole perché rappresenta il viatico per la distruzione della scuola pubblica.

Torna all'inizio


Ora arriva la stangata sugli Ata (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 24/02/2009 - pag: 13 autore: di Alessandra Ricciardi Nel regolamento sugli organici, approvato dal consiglio dei ministri, tagliati 44 mila posti Ora arriva la stangata sugli Ata Sorveglianza a rischio nelle primarie di periferia e con più sedi Il rischio è paventato sopratutto per le scuole elementari, ancora una volta loro le più colpite, dopo il taglio già inferto ai maestri dalla riforma Gelmini. In particolare quelle che sono dislocate in zone periferiche e hanno più plessi. Accadrà infatti che per una popolazione di 600 alunni una scuola potrà contare su 7 collaboratori in organico. Il che vuol dire che se sono organizzate, come spesso succede appunto alla primaria, in 4 sedi distaccate e magari ci sono anche corsi pomeridiani, potrebbe fisicamente non essere garantita l'apertura e la chiusura dei cancelli. È uno degli effetti del decreto sugli organici degli Ata -il personale ausiliario, tecnico e amministrativo- approvato in prima lettura venerdì scorso (si vedano le anticipazioni di IO di martedì) dal consiglio dei ministri. Nel gran balletto della riduzione degli organici della scuola voluto dalla manovra finanziaria estiva, bidelli, segretari e tecnici dovranno scontare in tre anni 44 mila tagli rispetto all'organico di 252 mila posti previsto nel 2007/2008. Il contenimento della spesa riguarda in particolare il profilo dei collaboratori scolastici-ovvero i bidelli- per i quali si prevede un taglio prossimo al 20% dei posti oggi attivi: da soli dovranno rinunciare a circa 30 mila unità di organico. Seguono poi gli assistenti amministrativi, con una riduzione di 10 mila posti, e, da ultimi, i direttori e gli assistenti tecnici. Per cercare di stemperare gli effetti negativi sul servizio, il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, ha proposto alcuni correttivi. Per esempio, la creazione di segreterie on line, che assicurino in rete il servizio a più scuole. Sopperendo così alla riduzione della presenza fisica dei segretari e del personale amministrativo di alcune scuole. A prevederlo è l'articolo 3 del regolamento: «Gli uffici di segreteria delle istituzioni scolastiche ed educative possono collegarsi in rete per l'espletamento di attività e servizi di interesse comune». E poi c'è il problema della copertura della scuole plurisedi, garantita dai collaboratori. Per le primarie e secondarie si primo grado con più plessi, il dpr prevede un correttivo (le tabelle allegate al decreto riscrivono tutte le corrispondenze tra alunni e personale di organico autorizzato): per esempio, per chi ha fino a 4 plessi, il direttore regionale potrà violare i parametri generali e assegnare due unità in più di collaboratori. Comunque troppo poco, hanno già fatto sapere i sindacati a viale Trastevere, per assicurare il servizio in particolare alle elementari. Perché qui, a differenza di quanto avviene alle secondarie, vi è un problema di assistenza e sorveglianza specifico dettato anche dall'età degli alunni. Gli effetti si faranno sentire già dal prossimo anno, visto che per il 2009/2010 i posti degli Ata diminuiranno di circa 15mila unità. I tagli infatti dovranno essere fatti al ritmo del 30% annuo della riduzione finale.

Torna all'inizio


SCUOLE senza soldi, supplenti senza stipendio. E... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

MODENA pag. 9 SCUOLE senza soldi, supplenti senza stipendio. E... SCUOLE senza soldi, supplenti senza stipendio. E' questo l'allarme ripetuto a gran voce dalla Cgil: «Le scuole della nostra provincia ormai sono alla frutta' dichiarano i sindacalisti se le cose non cambiano promettiamo picchetti e scioperi ad oltranza». SONO NUMEROSI gli istituti modenesi, soprattutto primarie e scuole medie, a soffrire per l'esaurimento completo del fondo cassa', di quel denaro, cioè, che ogni anno il Ministero versa agli istituti scolastici per fare fronte alle spese di gestione della scuola. Dalle bollette, al materiale didattico, dalle attività extrascolastiche fino agli stipendi dei supplenti: tutto dovrebbe essere pagato con il fondo cassa', ma è proprio quest'ultima voce, secondo i sindacati, a rendere impossibile una buona gestione. «LA LEGGE prevede che le supplenze che vengono richieste per motivi diversi dalla malattia spiega Cinzia Cornia della Cgil vengano pagate dalla scuola con il fondo cassa', come fossero spese extra. Per questo vengono chiamate supplenze brevi. Il problema è che all'interno di questa categoria sono comprese supplenze che non possono essere brevi, come, ad esempio, i congedi parentali o le assenze per gravi patologie. Ogni volta che una scuola deve coprire una sola di queste situazioni, i soldi non bastano più e il preside che non può lasciare le classi scoperte, deve assumere gli insegnanti con la promessa di un pagamento posticipato, lasciandoli poi senza stipendio per mesi». SE IL DEBITO del Ministero nei confronti delle scuole, di fatto, si protraeva già da anni, (tanto che i fondi in arrivo in queste settimane coprono le spese del 2006) pare che la situazione ora rischi di peggiorare: «Il Ministero, fino ad oggi, anche se in ritardo, versava i fondi calcolati su una media annua di spese per ogni scuola spiega ancora Cinzia Cornia . Ora, invece, è stata introdotta una norma per cui i soldi erogati verranno attribuiti a seconda delle caratteristiche della scuola e che, su questi, si potrà sforare solo fino al 50% in più. Questa regola non considera che le assenze dei docenti e le relative sostituzioni non sono determinate dalle caratteristiche dell'istituto, ma possono vartiare anche in misura notevole, di anno in anno. Se i presidi hanno l'obbligo di garantire la presenza degli insegnanti, ma non hanno i soldi per pagarli, come possono andare avanti?». NELLA SPERANZA di ottenere qualche risposta la Cgil ha redatto un documento, con diverse richieste, inviato non solo al ministro Gelmini ma anche a tutti gli enti locali della provincia. Alessia Pedrielli

Torna all'inizio


Napolitano: no ai tagli in ateneo Gelmini: ridotti solo gli sprechi (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-02-24 - pag: 1 autore: ... PANORAMA ... Napolitano: no ai tagli in ateneo Gelmini: ridotti solo gli sprechi Da Perugia il capo dello Stato Giorgio Napolitano chiede al Governo di rivedere le scelte di bilancio improntate su «tagli indiscriminati» per l'università e la ricerca. Ma il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini replica: tagliati solo gli sprechi. Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ricorda che saranno premiati gli atenei migliori. Con il Quirinale Pd, Udc e rettori. u pagina 14 Testamento biologico, primo scoglio per Franceschini Subito uno scoglio per il neosegretario del Pd Dario Franceschini: le divisioni sul testamento biologico. La capogruppo in commissione Sanità Dorina Bianchi non firma l'emendamento su nutrizione e alimentazione. E Rutelli cerca la terza via. u pagina 13 Intercettazioni, al via l'esame in Aula del Ddl Approda in Aula, alla Camera, il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche con Pd e Idv che annunciano battaglia: «è un regalo alla delinquenza». La presidente della Commissione, Giulia Bongiorno (An),disponibile a ridiscutere le manette ai giornalisti. u pagina 14 Istat, a gennaio l'inflazione cala all'1,6% L'Istat conferma le stime sulla frenata dell'inflazione nel mese di gennaio: l'indicatore è sceso all'1,6%dal 2,2%di dicembre.Su base mensile, i prezzi sono calati dello 0,1%. Alla base c'è la flessione dei beni energetici e il rallentamento dei prezzi degli alimentari u pagina 21 Algeria, attentato vicino a un cantiere Astaldi Torna il terrorismo in Algeria: domenica notte un gruppo di miliziani islamici ha compiuto un raid contro una società di sicurezza privata a Ziama Mansouriah, in Cabilia, uccidendo nove agenti. A soli 500metrisi trovauncantieredelgruppoitalianoAstaldi. u pagina8 News Corp, si dimette il braccio destro di Murdoch Peter Chernin, luogotenente più fidato di Rupert Murdoch, ha deciso di lasciare il colosso del media News Corp. Alla base della decisione di Chernin, che guidava la grande divisione di produzione per piccolo e grande schermo, il nodo del rinnovo del contratto. u pagina 37

Torna all'inizio


Napolitano: rivedere i tagli (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2009-02-24 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Università Il presidente chiede che non siano «indiscriminati» Napolitano: rivedere i tagli Gelmini: vogliamo solo eliminare gli sprechi ROMA — Il presidente Giorgio Napolitano: no a tagli indiscriminati a Università e ricerca. Il ministro Gelmini: d'accordo, ma noi eliminiamo gli sprechi. ALLE PAGINE 8 E 9 Benedetti e Cutri

Torna all'inizio


Appello di Napolitano: rivedere i tagli alla ricerca (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-02-24 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Appello di Napolitano: rivedere i tagli alla ricerca «No alla riduzione indiscriminata delle risorse». Il ministro: «Condivido, ma noi colpiamo gli sprechi» La Conferenza dei rettori delle università d'accordo con il capo dello Stato: in gioco la sopravvivenza dell'istituzione formativa ROMA — Forte richiamo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai rischi connessi alla riduzione dei finanziamenti al sistema universitario. «Mi auguro — ha detto nel suo intervento alla cerimonia per i 700 anni dell'ateneo di Perugia — che stiano maturando le condizioni anche per riesaminare decisioni di bilancio ancorate alla logica di tagli indiscriminati ». Un appello, quello lanciato da Napolitano, condiviso dalla Conferenza dei rettori delle università italiane. Per il presidente, Enrico Decleva, è in gioco «la sopravvivenza della massima istituzione formativa del nostro Paese». E che ha provocato l'immediata risposta del ministro Gelmini: «Condividiamo le preoccupazioni del presidente della Repubblica ma in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza». La lotta agli sprechi, ha fatto capire Napolitano, da sola non può bastare: servono scelte coraggiose e non «generalizzazioni negative e liquidatorie» sull'università. «Che la ricerca e la formazione siano una leva fondamentale per la crescita di un'economia e di una società fondate sulla conoscenza e sull'innovazione, che sole potranno reggere alle prove della competizione globale, è verità difficilmente contestabile — ha dichiarato il presidente della Repubblica —, ma da cui si tarda e si resiste a trarne tutte le necessarie conseguenze e implicazioni ». «A maggior ragione nella fase critica che stiamo vivendo, con l'Europa, in un mondo scosso da eventi traumatici e da gravi incertezze per il futuro, tutte le forze responsabili del Paese — ha continuato il presidente della Repubblica — devono proporsi di salvaguardare, potenziare, valorizzare le risorse di capitale umano e di sapere, di cui disponiamo, evitando quella dispersione di talenti e di risultati». Un miliardo e mezzo di euro l'anno sprecati, secondo la stima del rettore di Perugia, Francesco Bistoni. Ovvero tremila giovani «cervelli » che lasciano il Paese che li ha formati spendendo per ciascuno 500 mila euro. Ma per il governo la priorità, motivata da numerosi indicatori, resta la lotta agli sprechi. «è giusto tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza — ha replicato il ministro Gelmini —. Tuttavia è nostro dovere amministrativo e morale eliminare le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci ». «Il principale problema del nostro sistema — ha spiegato il ministro — non è quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche». Su quest'ultimo aspetto, la qualità della spesa, il ministero ha fornito alcuni dati: in percentuale in Italia si laureano meno studenti che in Cile. Sono attivi 37 corsi di laurea con 1 solo studente e 327 facoltà con 15 iscritti. Nel 2001 i corsi di laurea erano 2.444, oggi sono più che raddoppiati arrivando a 5.500. Negli altri Paesi europei, la media dei corsi di laurea è la metà. Le materie insegnate nelle università italiane sono circa 170.000, contro una media europea di 90.000. Nessun ateneo italiano è entrato nella graduatoria delle migliori 150 università del mondo stilata dal Times. Giulio Benedetti

Torna all'inizio


I punti della riforma (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-02-24 num: - pag: 8 categoria: BREVI I punti della riforma La legge Gelmini prevede, tra l'altro, più fondi agli atenei virtuosi, meno risorse a quelli spreconi e l'aumento delle borse di studio

Torna all'inizio


<Soldi ai più bravi, stile inglese Così si può ridurre la spesa> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-02-24 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Gli esperti Perotti: in Inghilterra la valutazione degli atenei c'è da 20 anni. Andrea Ichino: i criteri su ricerca e didattica «Soldi ai più bravi, stile inglese Così si può ridurre la spesa» ROMA — Gira e rigira la parola magica è sempre quella, valutazione. Controllare, cioè, la qualità del lavoro fatto dalle singole università dal punto di vista della ricerca e dell'insegnamento. E poi, al momento di spartire una torta che la crisi economica rischia di ridurre ad un pasticcino, dare più soldi a chi ha fatto bene e meno soldi a chi ha fatto male. Il risultato? Spendere meno e alla lunga, in rigida applicazione della legge di Darwin, far sopravvivere i migliori. Sembra semplice la ricetta degli esperti che conoscono il mondo dell'università ma ne criticano l'attuale assetto. Semplice in teoria perché la pratica è tutta un'altra storia. Fu proprio quella parolina, valutazione, a costare la poltrona a Luigi Berlinguer. Ministro nel primo governo Prodi voleva anche lui «misurare» il lavoro fatto dai professori. E per questo finì in castigo dietro la lavagna con l'accusa di aver fatto perdere simpatie e voti tra gli insegnanti, da sempre cassaforte elettorale della sinistra. Ecco, in teoria l'operazione dovrebbe essere più facile per un governo di colore diverso. Questo, però, è un problema della politica. «In Inghilterra la valutazione esiste da 20 anni e le loro facoltà sono certo migliori delle nostre», dice Roberto Perotti, professore di Macroeconomia alla Bocconi e autore del libro «L'università truccata ». Il modello, per lui, è proprio quello british: «La valutazione viene fatta ogni cinque anni. Poi, sulla base della graduatoria che ne esce, viene distribuito il 30 per cento dei fondi assegnati dallo Stato». Una meritocrazia ben temperata, visto che il restante 70 per cento viene diviso in fette democraticamente uguali. Nel decreto Gelmini proprio questa spartizione 70/30 viene fissata come obiettivo da raggiungere entro la fine della legislatura. «è chiaro — dice ancora Perotti — che molti rettori si oppongono ad un sistema di questo tipo. Perché la maggior parte di loro non fa ricerca e non ha mai fatto ricerca. Ma bisogna avere la forza di vincere le resistenze corporative». Più soldi a chi fa bene, meno soldi a chi fa male: in linea di principio è difficile essere contrari. I problemi sono due: chi giudica e come giudica. «Gli indicatori a disposizione sono infiniti» dice Andrea Ichino, docente di economia all'Università di Bologna. «Per la ricerca si può vedere quante volte gli studi di una singola facoltà italiana sono stati citati in lavori di atenei stranieri. Per la didattica si può confrontare quanto tempo impiegano i neolaureati a trovare un lavoro e che tipo di lavoro trovano. Se ne possono provare altri di criteri e magari cominciare con una sperimentazione per poi correggere il tiro». Chi giudica? «In Inghilterra la valutazione viene fatta da un organismo indipendente con esperti anche stranieri. Mi sembra un buon modello». Il problema vero, secondo Ichino, è far passare il principio: «Visti i tempi che stiamo vivendo e gli sprechi del passato i tagli sono ineluttabili. E allora bisogna decentralizzare le scelte. Ogni ateneo ha un budget e decide di usarlo come crede. Solo che poi vengono valutati i risultati dei singoli dipartimenti, premiando chi ha fatto bene». Valutazione, sempre quella. Su questo punto è d'accordo anche Attilio Oliva, ex amministratore delegato della Luiss e presidente di TreLLLe, associazione che da anni studia i problemi dell'istruzione. Lui, però, rovescia il ragionamento: «In realtà, rispetto ai Paesi europei avanzati le nostre università sono sottofinanziate. Destiniamo loro lo 0,8 per cento del Pil contro una media dell'1,2 per cento ». Questo non vuol dire che Oliva proponga adesso, in tempo di crisi, di spendere di più: «Per carità. Così come sono organizzate le università sono delle strepitose macchine mangiasoldi». E per fare un esempio ricorda che dal 1998 al 2006 il numero dei professori è passato da 48 mila a 62 mila mentre quello degli studenti è rimasto fermo. «Oggi il sistema di governo delle università è all'insegna della irresponsabilità collettiva. Per ogni decisione c'è il rettore, il senato accademico, il consiglio di facoltà... Vogliamo scimmiottare il Parlamento e alla fine non si sa chi decide cosa mentre ognuno sistema le sue cose come vuole. No, serve un consiglio d'amministrazione con pochi elementi, una decina in tutto con qualche rappresentante esterno, che abbia la responsabilità diretta della gestione di tutte le risorse, docenti inclusi. E naturalmente una seria valutazione esterna». Solo a quel punto sarebbe utile investire di più. Oliva dice che bisogna pescare dal settore più vicino che si possa immaginare: «Oggi la scuola costa 50 miliardi di euro l'anno, l'università solo 10. Basterebbe risparmiare poco nella scuola, dove abbiamo troppi insegnanti per alunno, il 30 per cento in più rispetto alla media europea, per avere tanti soldi in più per le università». Meno prof nella scuola Oliva (TreLLLe): «Riduciamo gli insegnanti nella scuola e destiniamo agli atenei il denaro risparmiato» Lorenzo Salvia

Torna all'inizio


Napolitano sull'università <No a tagli indiscriminati> (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

le notizie Napolitano sull'università «No a tagli indiscriminati» I mali dell'università italiana sono lo specchio di tante «insufficienze e contraddizioni» del Paese: scarsissimi investimenti per la ricerca, difficoltà nel valorizzare i talenti, con la conseguente fuga dei cervelli all'estero, e anche «tagli indiscriminati». Ci va giù duro, da Perugia, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel chiedere, per l'ennesima volta, che tutte le «forze responsabili» del paese tutelino e difendano il patrimonio di saperi e conoscenze degli atenei italiani. Anche con adeguate scelte di bilancio. La risposta del governo non tarda ad arrivare, con il ministro direttamente interessato, Mariastella Gelmini. «Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo» spiega la Gelmini, aggiungendo che «in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza». Inflazione giù ma spesa sempre cara. A gennaio cala l'inflazione, che ha registrato, secondo l'Istat il -0,1 per cento mensile. Anche su base annuale, e cioè rispetto a gennaio 2008, il trend è al ribasso visto che l'incremento è dell'1,6 contro il 2,2 di dicembre. Ma il Codacons lancia l'allarme spesa: ogni famiglia spenderà 480 euro in più per mangiare, visto che la voce alimentari sale ancora del 3,8 per cento su base annua, un dato - secondo l'associazione dei consumatori - che «dovrebbe preoccupare anche il governo». Borse rosse con i bancari. Dopo il brutto scivolone di venerdì, in molti si aspettavano almeno un rimbalzo nella prima seduta della settimana delle Borse europee e invece è arrivata un'altra giornata negativa. A trascinare in basso sono stati i titoli del settore auto e quelli bancari: a parte gli abituali scossoni di alcuni gruppi britannici (Bank of Ireland -10 per cento, Royal Bank of Scotland +9), il calo peggiore è stato registrato dalla svizzera Ubs, che ha ceduto il 9,09. Credit Suisse ha chiuso in ribasso del 5,24 e Deutsche Bank del 5,12. In controtendenza il titolo Natixis, e quello di Unicredit e Barclays, che hanno guadagnato entrambe il 3,68 per cento. Cgil, sciopero generale a marzo. La bocciatura di massa del nuovo contratto, espressa dal 95 per cento dei lavoratori attraverso un referendum durato oltre un mese, ha convinto la Flc-Cgil che la misura è colma e i tempi per indire un altro sciopero generale sono maturi: la mobilitazione si svolgerà il prossimo 18 marzo e abbraccerà tutto il comparto della conoscenza, università compresa. L'iniziativa si muoverà anche contro l'accordo quadro del 22 gennaio sul modello contrattuale relativo a tutti i contratti pubblici. Romeno investito da italiano ubriaco. Un cittadino romeno di 31 anni, residente a Roma, operaio in una ditta di Capena, vicino alla Capitale, è morto dopo essere stato investito da un'auto guidata da un giovane italiano, ubriaco, poi denunciato dai carabinieri. E' successo lungo la strada provinciale che dalla Tiberina conduce a Capena. Catanzaro, ucciso per uno scherzo. Massimiliano Citriniti, studente universitario di 24 anni, è morto dopo essere stato accoltellato da due ragazzi di etnia rom. Motivo dell'aggressione, avvenuta a Catanzaro, è stato lo scherzo di carnevale fatto dalla vittima, che ha spruzzato ai due ragazzi rom della schiuma contenuta in una bomboletta spray. L'indagine è stata chiusa nel giro di poche ore, con il fermo dei due presunti responsabili, di 23 e 17 anni. Pavia, è morta l'anziana violentata. Non ce l'ha fatta l'anziana pavese di 83 anni, non vedente, che nella notte tra il 14 e il 15 febbraio era stata aggredita e violentata nella sua abitazione da un romeno ubricaco di 26 anni, ora in carcere. È morta domenica sera stroncata da una crisi improvvisa, dopo che da giorni era ricoverata all'ospedale di Belgioioso, dove era stata trasferita in seguito all'aggravarsi delle sue condizioni. Undicenne molestata, un arresto. È stata la sorella maggiore della ragazzina undicenne a mettere in allarme la polizia e a far scoprire gli abusi subiti dalla piccola. Il fatto a Bari. A finire agli arresti domiciliari un uomo di 55 anni, domestico che godeva della fiducia della famiglia della ragazza, incastrato grazie a intercettazioni e pedinamenti. La ragazzina sarebbe stata invitata a compiere giochi particolari che dovevano rimanere segreti. la stampa contro ddl Alfano. «Intercettazioni, no al bavaglio all'informazione». Questo il tema della manifestazione in programma, oggi, dalle 10.30 a Roma, alla quale prenderanno parte, oltre alla Federazione della Stampa, anche l'Ordine dei giornalisti, l'Unci (Unione Cronisti) e la Fieg (Federazione degli editori). «Il ddl Alfano - si legge in un comunicato della Fnsi-Fieg - avrebbe l'effetto di espropriare i cittadini del diritto costituzionale a essere informati in modo corretto». 24/02/2009

Torna all'inizio


La sferzata di Napolitano: Basta tagli all'Università (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-02-24 - pag: 14 autore: Ricerca. Il Capo dello Stato: no a riduzioni indiscriminate di risorse - Pd e Udc con il Colle La sferzata di Napolitano: «Basta tagli all'Università» Gelmini: abbiamo tagliato gli sprechi Brunetta: premiati i migliori atenei Barbara Fiammeri ROMA «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati all'università ». Più che un invito è un vero e proprio monito quello lanciato ieri da Giorgio Napolitano al Governo. Il capo dello Stato, intervenendo a Perugia alla cerimonia per il settimo centenario della fondazione dell'ateneo umbro, ha palesemente voluto evidenziare i rischi determinati dalle riduzioni dei finanziamenti decisi dall'Esecutivo. Su un «tema cruciale» e «fondamentale per la crescita dell'economia »,qual è la ricerca e l'univer-sità, il presidente della Repubblica rivendica la facoltà di intervenire «pubblicamente» perché – spiega – «fa parte delle mie responsabilità quali sono dettate dalla Costituzione e richieste dalla situazione di straordinaria difficoltà del Paese per la crisi che ha investito la finanza e l'economia globale». Immediata la replica che arriva dal Governo. «Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo», dice il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, ma in questa fase di crisi aggiunge – «il Governo vuole premiare le università migliori e tagliare gli sprechi». Anche Renato Brunetta difende le scelte del Governo. Il ministro della Pubblica amministrazione nega che siano stati fatti «tagli indiscriminati ». Brunetta ci tiene a sottolineare che la sua affermazione non vuole essere polemica. Ma il contrasto tra le conclusioni del Capo dello Stato e quelle dell'Esecutivo è lampante. Napolitano ne era consapevole. Del resto, l'aver rivendicato quale sua «responsabilità» il monito lanciato da Perugia è stato un modo per mettere le mani avanti rispetto a eventuali critiche di «ingerenza» nelle scelte del Governo, che già gli erano state rivolte nel recente passato sul decreto Englaro. Il presidente tira dritto. Sottolinea che le difficoltà attuali e la crisi devono essere a maggior ragione l'occasione per «tutte le forze responsabili del Paese» di porsi l'obiettivo di «salvaguardare, potenziare e valorizzare le risorse di capitale umano e di sapere » evitando «generalizzazioni liquidatorie». Parole che raccolgono il plauso dei rettori italiani e di tutta l'opposzione. «Il tema del finanziamento dell'università toccato dal capo dello Stato è un tema centrale – sottolinea il presidente della Crui (la Conferenza dei rettori), Enrico Decleva – ne va della sopravvivenza della massima istituzione formativa del nostro Paese». Analogo il commento che arriva dal Pd che torna a criticare sia la manovra estiva di Tremonti che le norme contenute nel decreto Gelmini. Anche l'Udc condivide il monito del Capo dello Stato: «Sull'Università il Governo ha realizzato tagli che ne rendono difficile l'ordinario funzionamento», sostiene Rocco Buttiglione. La maggioranza difende invece le scelte assunte da Palazzo Chigi, sottolineando che le riduzioni sono finalizzate esclusivamente a evitare gli sprechi. Dietro ai toni pacati, però, si cela il ritorno della tensione con il Quirinale. L'eco con cui Berlusconi ha rivendicato il suo «diritto a governare» non si è ancora spenta. E non a caso nei giorni scorsi Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati del Pdl, sia pure dopo aver premesso che i rapporti con il Colle sono «buoni», aveva puntualizzato che ormai in Italia c'è un «presidenzialismo di fatto» in capo al premier.

Torna all'inizio


FI respinge il diktat di La Russa (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2009-02-24 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE Brescia FI respinge il diktat di La Russa BRESCIA — Ad aprire il «casus belli» sulla Provincia è stato il ministro Ignazio La Russa, indicando Viviana Beccalossi come «candidato del Pdl alla presidenza del Broletto». Da Brescia, la risposta di Forza Italia, che ha definito le dichiarazioni del ministro «sgradevoli nella forma e stantie nella sostanza», è arrivata ieri mattina. Gli azzurri ribadiscono che a Brescia il Pdl ha già un candidato, condiviso con la Lega (e nelle scorse settimane pure da An), nella persona di Giuseppe Romele, parlamentare e segretario provinciale di FI. «Non consentiamo a nessuno, neppure al ministro, di usarci come merce di scambio con Milano — si legge in una nota —. Brescia non può essere considerata da La Russa una lontana provincia dell'impero. Questo sa molto di vecchia politica, della peggiore vecchia politica». La candidatura di Giuseppe Romele è stata indicata all'unanimità dal direttivo provinciale di Forza Italia e appoggiata anche dal ministro Maria Stella Gelmini, che ieri ha discusso della questione con Silvio Berlusconi. Mentre il 6 giugno si avvicina, la Lega potrebbe sparigliare le carte e calare il suo asso, correndo da sola e spiazzando gli alleati. Giuseppe Spatola

Torna all'inizio


L'altolà di Napolitano <Basta tagli alla ricerca> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 10 L'altolà di Napolitano «Basta tagli alla ricerca» Il ministro Gelmini: «Parole sagge, il Governo elimina gli sprechi» PERUGIA Napolitano ieri all'Università (Crocchioni) dall'inviato MARCO SASSANO PERUGIA PER I TAGLI all'università e alla ricerca ogni anno tremila giovani che hanno ottenuto il dottorato fuggono dall'Italia e vanno a lavorare nei centri di ricerca all'estero: la loro formazione è costata allo Stato e alle famiglie 500 mila euro a testa. E' un miliardo e mezzo di euro all'anno che il Paese perde, senza contare il costo del mancato apporto delle capacità dei giovani allo sviluppo complessivo dell'Italia. Nel settecentesimo anniversario della costituzione dell'Università di Perugia, il rettore, il microbiologo Francesco Bistoni, lancia l'allarme. Subito il presidente Giorgio Napolitano lo raccoglie: «Mi auguro che maturino le condizioni per un ripensamento delle decisioni di bilancio sulla pubblica istruzione ispirate ad una logica dei tagli indiscriminati», sapendo che «la ricerca e la formazione sono la leva fondamentale per la crescita dell'economia». PAUSA. Poi aggiunge: «E' questa una verità difficilmente contestabile e apparentemente non contestata nel nostro Paese». Parola chiave è quell'«apparentemente», che Napolitano sottolinea ironicamente con il tono della voce. «Questo insiste è un tema cruciale vista la situazione del Paese che è di straordinaria difficoltà per via della crisi economica e finanziaria e l'ingente debito pubblico. Ma proprio per questo tutte le forze responsabili del Paese devono salvaguardare il nostro capitale umano, evitando la dispersione dei talenti e dei risultati». Questi ultimi «troppo spesso non sono tradotti in occasioni di lavoro e di sviluppo, mentre bisogna guardare con coraggio a ciò che è oggi in Italia il mondo della ricerca». Al tempo stesso il Presidente rivendica il suo diritto a fare richiami pubblici: «Fa parte delle mie responsabilità dettate dalla Costituzione e richieste da una situazione di straordinaria difficoltà del Paese». Poco prima, il rappresentante degli studenti perugini, Amabile Fazio, gli aveva detto: «La Costituzione più volte in questi giorni è stata messa in discussione: la ringrazio per non essersi piegato alla volontà di pochi». E nell'aula magna vi è stato un lungo applauso. ALCUNI dati sono al centro del dibattito: i 63 milioni e mezzo di euro nel 2009 e i 190 milioni nel 2010 tagliati all'Università come è previsto dalla manovra del governo. In aggiunta, la legge 126 del 2008 per finanziare l'esenzione dell'Ici per la prima casa stabilisce un'altra «riduzione lineare» che si traduce in un ulteriore taglio di 460 milioni. «Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo risponde il ministro per l'Istruzione Mariastella Gelmini . Noi infatti vogliamo tagliare gli sprechi e premiare gli atenei migliori». E Renato Brunetta, ministro della Funzione pubblica, aggiunge: «Non ci sono stati tagli indiscriminati. Lo dico senza polemica. Nella manovra finanziaria sono stati tagliati 36 miliardi di euro di spesa corrente per il triennio 2009-2011 e con questi tagli abbiamo salvato l'Italia».

Torna all'inizio


Allarme di Napolitano Contro gli interventi indiscriminati del governo che colpiscono la ricerca Per Gelmini è solo lotta agli sprechi ALLE PAGINE 4-8 (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Allarme di Napolitano Contro gli interventi indiscriminati del governo che colpiscono la ricerca Per Gelmini è solo lotta agli sprechi ALLE PAGINE 4-8

Torna all'inizio


1Tagli insostenibili La legge Finanziaria taglia del 10 per cento le risorse ad ogni singolo aten... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

1Tagli insostenibili La legge Finanziaria taglia del 10 per cento le risorse ad ogni singolo ateneo. Già quest'anno per chiudere i bilanci in pareggio abbiamo dovuto fare miracoli, ma per l'anno prossimo i tagli sono insostenibili. I rettori saranno costretti a dichiarare l'insolvenza. 2Niente soldi per la ricerca Sono rettore alla Cattolica di Milano. Per il 2010 avrò un buco di 35 milioni, il 10% del bilancio. Dovrei azzerare i soldi per la ricerca, per le Borse, per le biblioteche: niente libri, ricercatori e servizi agli studenti. L'alternativa? Tagliare gli stipendi del 20%. 3L'appello del Presidente La situazione è a forte rischio e Napolitano l'ha ben presente perché ha identificato in università e ricerca il nodo fondamentale per il futuro del paese. Il suo appello è importante, speriamo che il governo lo ascolti. 4La Gelmini si impegni Il decreto della Gelmini ha corretto le storture più grosse della Finanziaria. Ma il problema rimane perché non ha affrontato il nodo delle risorse. E allora non serve a molto. 5Pronti a collaborare In cambio noi siamo disponibili ad interventi normativi sulla governance (dando più potere ai Cda degli atenei), nel reclutamento (superare il meccanismo dei concorsi con una Abilitazione scientifica nazionale) e sui dottorati di ricerca (riducendoli mettendo in rete quelli delle università più piccole).

Torna all'inizio


Contratto scuola Referendum Cgil Il 95% dice no 18 marzo sciopero (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Contratto scuola Referendum Cgil Il 95% dice «no» 18 marzo sciopero La Cgil non ha sottoscritto il rinnovo del contratto della scuola. Aveva chiesto a Cisl, Uil, Snals e Gilda prima di indire un referendum tra i lavoratori. E poi, semmai, firmare. Ma nessuno delle altre organizzazioni sindacali ha voluto seguire il «consiglio» di Guglielmo Epifani, leader della Confederazione dei lavoratori. E così ecco i risultati: il 94,65% dei votanti ha «bocciato» il contratto. Quasi 400mila i partecipanti al referendum (376.926), il 40% della categoria. E 250mila persone non erano iscritti alla Cgil. L'84% si è espresso per il «no» anche attraverso un parallelo sondaggio condotto on line. Numeri importanti. «I lavoratori della scuola - ha detto Epifani - vogliono poter decidere su quello che li riguarda». E Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, ha aggiunto: «Non abbiamo sottoscritto l'intesa perché insufficiente a recuperare il potere di acquisto dei salari. Il contratto non propone alcuna soluzione al problema del precariato e non risponde alle attese del mondo della scuola sul versante professionale». Immediata la replica di Raffaele Bonanni, Cisl: «Il segretario della Cgil non è nè un arbitro nè un notaio. Dico a Epifani che i problemi sono altri e farebbe bene a porseli». In occasione della conferenza stampa sull'esito del referendum, la Cgil ha anche ufficializzato la decisione di andare ad uno sciopero nazionale per il 18 marzo. A fermarsi insieme alla scuola saranno anche l'università, la ricerca e l'Alta formazione artistica e musicale (Afam). Nel giorno della mobilitazione si terranno anche 18 manifestazioni territoriali in tutta Italia. E sempre sul fronte scuola si profila una sonora bocciatura per il maestro unico. Le iscrizioni alle prime classi si chiudono questo sabato. Da una prima ricognizione, pare che le famiglie abbiano scelto il tempo pieno invece che l'unico docente voluto dalla Gelmini. Le famiglie però conosceranno l'esito dell'assegnazione in classe solo dopo la dotazione organica. Le scuole stanno facendo salti mortali per accontentare tutti. Ma i tagli restano pesanti.

Torna all'inizio


Solo briciole per la ricerca Gelmini, la verità delle cifre (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Solo briciole per la ricerca Gelmini, la verità delle cifre MARISTELLA IERVASI Gelmini maestra unica elenca gli sprechi. Il ministro Brunetta si vanta di «aver salvato l'Italia» e precisa che al governo sta a cuore la ricerca: «Del resto sono un professore universitario...» aggiunge. Resta il fatto che il presidente Napolitano ha parlato a ragion veduta: occorrerebbe proprio rimettere mano alle scelte di bilancio sugli Atenei e «salvare» dalle sofferenze la ricerca. Tagli indiscriminati Con un decreto finanziario, ora legge 133, Tremonti ha imposto tagli durissimi ai fondi di finanziamento ordinari (Ffo) degli atenei. Quasi 1500 milioni di euro nei prossimi cinque anni (2009-2013), gravando su un bilancio già anoressico. Una pesante cura dimagrante dalle conseguenze immediate: riduzione dei servizi agli studenti e dei laboratori, manutenzione di aule e biblioteche, peggioramento della qualità della didattica, forte riduzione delle attività di ricerca. Già perché a tutto questo bisogna abbinare la drastica riduzione del turn over del personale e l'incognita che pesa come un macigno di trasformare le Università in fondazioni. Non solo. Poi è arrivato il decreto Gelmini, meglio noto come legge 180. Con tutta una serie di norme e regole volte a privilegiare quasi esclusivamente gli atenei virtuosi lasciando in cattive acque le università con bilanci o quasi vicino al rosso. E per la ricerca solo uno specchietto per l'allodole: l'annuncio dal 2009 di 150milioni di euro per favorire l'assunzione di giovani e diminuire l'età media dei docenti. «Tremila posti in più per i ricercatori», disse la Gelmini. Ma molti atenei hanno i bilanci in perdita. Con questo scenario sarà proprio difficile per un ricercatore resistere dal richiamo dell'estero, visti i vincoli alle nuove assunzioni, le sospensioni di alcuni bandi di dottorati di ricerca e il pericolo dell'aumento delle tasse d'iscrizione. Forse l'Onda non aveva tutti i torti nel sostenere che oltre alla «fuga dei cervelli» si arriverà alla fuga degli studenti universitari. La ricerca bistrattata. L'Italia ha sottoscritto l'agenda di Lisbona dell'Unione Europea, in cui gli Stati membri si impegnavano a investire in ricerca e sviluppo il 3% del prodotto interno lordo. Ebbene, tra i paesi del G8 l'Italia ha una delle spese per ricerca e sviluppo più basse: raggiunge a malapena l'1,1%, meno della metà di quanto spendono Francia e Germania. Nature, la prestigiosa rivista scientifica criticò il governo Berlusconi: «Attacchi insensati e miopi. Farebbe meglio a considerare la ricerca un investimento nell'economia della conoscencza del ventunesimo secolo». Gli spot Mentre da un lato si compromette l'aspirazione di chi voglia intraprendere la strada della ricerca e dell'insegnamento universitario, dall'altra si corre ai ripari con misure di facciata. Dopo gli scandali sacrosanti della parentopoli universitaria ecco le nuove regole per i concorsi: peccato però che la tanta auspicata trasparenza è solo uno spot. Per ogni concorso ci saranno infatti sempre 2 vincitori: uno che prenderà possesso della cattedra bandita e l'altro che potrà essere chiamato da altri atenei. Dunque, la protezione del «cocco» del barone non viene eliminata. Sprechi e numeri della Gelmini «In Italia si laureano meno studenti che in Cile, questo anche se nel nostro Paese ci sono 95 università» tra sedi centrali e distaccate. Nel 2001 i corsi di laurea erano 2444, oggi 5500. Le materie insegnante sono circa 170mila, contro una media europea di 90mila. «Nessun ateneo italiano è entrato nella graduatoria delle migliori 150 università del mondo stilata dal Times: Bologna è al 192esimo posto. Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze degli studenti, aumentando la spesa in maniera incontrollata. Molte università hanno i conti in rosso. Siena spende per il personale il 104% del suo finanziamento; la Federico II di Napoli il 101% con decine di milioni di euro di passivo». La Gelmini cerca di replicare elencando la lotta agli sprechi. Ma non convince. I tagli alla ricerca e alle università ci sono tutti. La cura dimagrante imposta da Tremonti non è stata spostata di un millimetro.

Torna all'inizio


Non c'è futuro Facciamo i docenti a 2.500 euro l'anno e trasferte a carico (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

«Non c'è futuro Facciamo i docenti a 2.500 euro l'anno e trasferte a carico» Io dall'Università sono fuori. Nonostante continui a fare il tutor a cento studenti, a fare esami e ricevimento, nonostante un libro pubblicato e gli studi in Francia e in Portogallo». Gianluca ha 32 anni e si è laureato all'Alma Mater Studiorum, l'università più antica del mondo. Pur lavorandoci fisicamente sa benissimo che il suo futuro sarà altrove. Perché tanto pessimismo? «Perché con i tagli del governo, con il blocco del turn-over, con la norma che ogni 5 docenti che se ne vanno solo uno viene rimpiazzato, oramai di concorsi non ce ne sono più. E anche quei pochi sono blindatissimi». Ma tagli e merito secondo la Gelmini dovrebbero andare a braccetto... «Non è così. La mia storia è uguale a quella di migliaia e migliaia di assegnisti, di ricercatori che in questi anni sono andati avanti con sacrifici. Io ad esempio ho vinto il Dottorato di ricerca a Siena nel 2003, ma non ho mai avuto la Borsa del dottorato. Solo grazie ad un contatto col docente con cui mi sono laureato ne ho avuto una a Bologna di mille euro al mese, ma solo per un anno. Poi dal 2004 fino ad oggi prendo 2.500 all'anno per fare il tutor». In cosa consiste il tuo lavoro? «Siamo quelli che di fatto reggono la didattica: facciamo lezione, seguiamo i "tesisti", correggiamo i compiti degli esami, abbiamo un centinaio di studenti a testa per un rimborso irrisorio. E poi noi dovremmo fare riferimento ad un solo corso, ma siccome il personale è carente spesso collaboriamo anche con altri docenti». E all'estero? Com'è la situazione? «Quelli come me hanno la carriera tracciata: un ufficio e rimborsi spese. Sono stato invitato al congresso della Associazione internazionale di Scienza di Politica a Santiago. Ci andrò a spese mie». MASSIMO FRANCHI

Torna all'inizio


Gelmini maestra unica elenca gli sprechi. Il ministro Brunetta si vanta di aver salvato l’... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Gelmini maestra unica elenca gli sprechi. Il ministro Brunetta si vanta di «aver salvato l'Italia» e precisa che al governo sta a cuore la ricerca: «Del resto sono un professore universitario...» aggiunge. Resta il fatto che il presidente Napolitano ha parlato a ragion veduta: occorrerebbe proprio rimettere mano alle scelte di bilancio sugli Atenei e «salvare» dalle sofferenze la ricerca. Tagli indiscriminati Con un decreto finanziario, ora legge 133, Tremonti ha imposto tagli durissimi ai fondi di finanziamento ordinari (Ffo) degli atenei. Quasi 1500 milioni di euro nei prossimi cinque anni (2009-2013), gravando su un bilancio già anoressico. Una pesante cura dimagrante dalle conseguenze immediate: riduzione dei servizi agli studenti e dei laboratori, manutenzione di aule e biblioteche, peggioramento della qualità della didattica, forte riduzione delle attività di ricerca. Già perché a tutto questo bisogna abbinare la drastica riduzione del turn over del personale e l'incognita che pesa come un macigno di trasformare le Università in fondazioni. Non solo. Poi è arrivato il decreto Gelmini, meglio noto come legge 180. Con tutta una serie di norme e regole volte a privilegiare quasi esclusivamente gli atenei virtuosi lasciando in cattive acque le università con bilanci o quasi vicino al rosso. E per la ricerca solo uno specchietto per l'allodole: l'annuncio dal 2009 di 150milioni di euro per favorire l'assunzione di giovani e diminuire l'età media dei docenti. «Tremila posti in più per i ricercatori», disse la Gelmini. Ma molti atenei hanno i bilanci in perdita. Con questo scenario sarà proprio difficile per un ricercatore resistere dal richiamo dell'estero, visti i vincoli alle nuove assunzioni, le sospensioni di alcuni bandi di dottorati di ricerca e il pericolo dell'aumento delle tasse d'iscrizione. Forse l'Onda non aveva tutti i torti nel sostenere che oltre alla «fuga dei cervelli» si arriverà alla fuga degli studenti universitari. La ricerca bistrattata. L'Italia ha sottoscritto l'agenda di Lisbona dell'Unione Europea, in cui gli Stati membri si impegnavano a investire in ricerca e sviluppo il 3% del prodotto interno lordo. Ebbene, tra i paesi del G8 l'Italia ha una delle spese per ricerca e sviluppo più basse: raggiunge a malapena l'1,1%, meno della metà di quanto spendono Francia e Germania. Nature, la prestigiosa rivista scientifica criticò il governo Berlusconi: «Attacchi insensati e miopi. Farebbe meglio a considerare la ricerca un investimento nell'economia della conoscencza del ventunesimo secolo». Gli spot Mentre da un lato si compromette l'aspirazione di chi voglia intraprendere la strada della ricerca e dell'insegnamento universitario, dall'altra si corre ai ripari con misure di facciata. Dopo gli scandali sacrosanti della parentopoli universitaria ecco le nuove regole per i concorsi: peccato però che la tanta auspicata trasparenza è solo uno spot. Per ogni concorso ci saranno infatti sempre 2 vincitori: uno che prenderà possesso della cattedra bandita e l'altro che potrà essere chiamato da altri atenei. Dunque, la protezione del «cocco» del barone non viene eliminata. Sprechi e numeri della Gelmini «In Italia si laureano meno studenti che in Cile, questo anche se nel nostro Paese ci sono 95 università» tra sedi centrali e distaccate. Nel 2001 i corsi di laurea erano 2444, oggi 5500. Le materie insegnante sono circa 170mila, contro una media europea di 90mila. «Nessun ateneo italiano è entrato nella graduatoria delle migliori 150 università del mondo stilata dal Times: Bologna è al 192esimo posto. Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze degli studenti, aumentando la spesa in maniera incontrollata. Molte università hanno i conti in rosso. Siena spende per il personale il 104% del suo finanziamento; la Federico II di Napoli il 101% con decine di milioni di euro di passivo».

Torna all'inizio


Alitalia, Ici, Finanziaria Ecco dove sono finiti i soldi sottratti La crisi è mondiale. Ma Francia, Svezia e Stati Uniti investono nell'istruzione, nella formazione e nella scienza (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Alitalia, Ici, Finanziaria Ecco dove sono finiti i soldi «sottratti» La crisi è mondiale. Ma Francia, Svezia e Stati Uniti investono nell'istruzione, nella formazione e nella scienza Sbagliano? A sbagliare, forse, siamo noi No ai tagli alla ricerca e all'università, ha detto ieri il Presidente della Repubblica, perché ricerca e formazione sono la leva per lo sviluppo. Il governo è d'accordo, ha ribadito il ministro Mariastella Gelmini. Un po' avventatamente. Perché i tagli ci sono e così sostanziosi da mettere pesantissimo piombo sulle deboli ali dello sviluppo. I tagli riguardano la ricerca scientifica. Il finanziamento dei Prin, i Progetti di ricerca di interesse nazionale, sono stati ridotti da 150 milioni a 97,5 milioni per l'anno 2007 (finanziato nel 2008) e portati, lo scorso 3 dicembre, a 94 milioni per il 2008 (più un altro milione per il referaggio). In più è stato cassato anche il 10% per finanziare i progetti degli under quarantenni. A questi tagli si aggiunge il parziale blocco del turn over dei ricercatori degli Enti pubblici: ogni due che escono, solo uno può entrare. Andrebbe aggiunto il taglio dell'inflazione. E quello della crescita dei costi del personale, che riduce la possibilità di spesa nella ricerca. Il combinato disposto avvia la ricerca pubblica verso una morte per inedia. Per fortuna i ricercatori italiani riescono parzialmente a compensare attingeno ai fondi europei e a quelli delle organizzazioni private senza fini di lucro (come Telethon o l'Airc). Molto più gravi sono i tagli al Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) per l'università operati dalla Finanziaria per il 2009. Secondo le tabelle dell'Ufficio Studi della Camera i tagli alle spese per il funzionamento delle università ammonteranno a 702 milioni di euro nel 2010, rispetto al 2008, e a 835,5 milioni di euro nel 2011. I tagli al programmma «istruzione universitaria» saranno addirittura maggiori: di 838,5 milioni nel 2010 e di 1645,5 milioni nel 2011. Secondo il Sole24Ore, nel 2009 le università riceveranno 105,8 milioni in meno rispetto al 2008; 1541,5 milioni in meno nel 2009; 2481,0 milioni in meno nel 2011. Queste sforbiciate sono il frutto della Finanziaria, della riduzione lineare del 6,85% dei fondi previssta dal decreto Ici e da un'ulteriore riduzione di 30 milioni l'anno prevista dal decreto Alitalia. Questo, sostiene il ministro Brunetta, avviene perché l'Italia deve affrontare la crisi internazionale e ridurre il bilancio. Ma in Francia la destra di Sarkozy riforma l'università non tagliando i fondi, ma aumentandoli (di 5 miliardi secondo il governo, di soli 800 milioni secondo i critici). In Svezia i conservatori aumentano i fondi per l'università di 1,5 miliardi in 5 anni. E in America Obama aumenterà di 21 miliardi di dollari gli investimenti federali nella ricerca e di 80 miliardi in due anni per la scuola. Chi sbaglia, noi o loro?

Torna all'inizio


no alla mannaia sull'università - giuseppe zaccaria (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina NO ALLA MANNAIA SULL'UNIVERSITà GIUSEPPE ZACCARIA èdi grande conforto e di straordinaria rilevanza per tutti coloro che in questi ultimi anni si sono battuti contro lo smantellamento dell'Università pubblica e per una valutazione puntuale e differenziata delle Università italiane, l'alto monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha lanciato al governo e a tutte le forze politiche dall'Università di Perugia. Il punto vero è che, nonostante il timidissimo passo nella giusta direzione effettuato dal decreto Gelmini, i pesantissimi tagli finanziari per gli Atenei italiani decisi con la cosiddetta «manovra d'estate» (legge 133 del 6 agosto 2008), pari a 1,5 miliardi di euro, sconquasseranno a partire dal 2010 in modo irreversibile i bilanci delle Università pubbliche italiane. Napolitano coglie perfettamente il nocciolo del problema quando afferma che le Università italiane necessitano di «valutazioni e interventi pubblici puntuali» e si augura «che siano maturi i tempi per ripensare a rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». SEGUE A PAGINA 9 I SERVIZI A PAGINA 4

Torna all'inizio


<Diamo voti bassi ai primini soltanto per valutarli meglio> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

n. 47 del 2009-02-24 pagina 4 «Diamo voti bassi ai primini soltanto per valutarli meglio» di Redazione La risposta delle maestre alle accuse dei genitori di voler penalizzare i bambini per fare la crociata anti-Gelmini In riferimento all'articolo riguardante la valutazione delle classi prime, è necessario fare alcune precisazioni rispetto alle informazioni inesatte in esso riportate. A ciò vorrei aggiungere il rammarico per la modalità di trattazione di argomenti di tale portata che, tralasciando la consultazione di tutte le parti interessate, evidenzia solo alcuni giudizi, che rischiano di inficiare, se non offendere, il lavoro e l'immagine di una scuola e del suo corpo docente, attribuendo loro intendimenti non corretti. Nessuna «crociata anti-Gelmini», nessuna «protesta» o «rivolta contro la riforma», nessuna volontà di «penalizzare i bimbi delle prime» nella scelta collegiale effettuata dai docenti della Scuola Barrili di piazza Palermo facente capo alla Direzione Didattica S. Martino d'Albaro, bensì una decisione ponderata, fondata su principi pedagogici e didattici correlati alla normativa vigente e assunta successivamente ad uno studio approfondito, svolto dagli organi collegiali, sul valore fondante della valutazione intesa come momento di crescita, che presta attenzione soprattutto al percorso educativo-formativo del singolo alunno il quale interagisce globalmente in un ambiente di apprendimento finalizzato non solo ad obiettivi disciplinari specifici, ma che fornisce anche risposte trasversali di crescita da condividere con l'intero gruppo classe. La valutazione deve infatti riservare spazi di riflessione per tutte quelle competenze trasversali, formative ed educative che non rientrano in nessun ambito disciplinare in modo specifico, ma riguardano il singolo bambino in modo diffuso. La valutazione, come ribadiscono anche le Indicazioni Nazionali per il Curricolo, cui la normativa vigente fa riferimento, deve essere formativa, educativa, finalizzata alla rimozione degli ostacoli, allo sviluppo e alla promozione della personalità del bambino; essa precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Da qui si evince la complessità e la serietà di questo momento: «. valutare non è misurare e una buona valutazione non dipende solo dal mezzo utilizzato (sistema numerico in decimi o analitico), quanto piuttosto dai significati reali che sottendono un voto o un giudizio, dalla loro condivisione nel Collegio dei Docenti e dalla chiarezza con cui tali significati vengono trasmessi-comunicati agli alunni e alle famiglie.» (Documento sulla valutazione del Collegio docenti di S. Martino d'Albaro). Questo è stato esplicitamente spiegato ai genitori riuniti in assemblee delle varie classi prima della consegna delle pagelle, ed in particolare a quelli delle classi prime, i quali riceveranno insieme alle stesse una lettera di accompagnamento nella quale viene loro chiarito il significato di tale scelta, che non ha niente a che vedere con la politica, giacché la scuola non è un luogo dove far politica, ma un ambiente in cui aiutare i bambini a crescere serenamente e portarli per mano sulla strada della vita. A nient'altro se non a questo sono chiamati i docenti. Non si tratta di stabilire se un bambino è un genio o un incapace: neppure questo è il compito della scuola, tantomeno in una classe prima nel primo quadrimestre nei confronti di bambini appena usciti dal caldo abbraccio della scuola dell'Infanzia, se non addirittura da quello materno. Si tratta invece di preparare per loro un percorso attento a non disciplinarizzare con troppo anticipo, volto quindi ad una progressiva formazione che passa anche attraverso una maturazione affettiva, che crea motivazione allo studio e all'apprendimento e che perciò questo valuta. Timbrare dei geni o degli incapaci solo dopo quattro mesi di una nuova esperienza significherebbe creare prematuramente delle aspettative o delle frustrazioni contrarie al diritto di ciascun bambino di ottenere il massimo possibile nello sviluppo della persona e nella crescita della loro capacità critica, oltre a venir meno ai principi generali della valutazione sopraesposti, nonché al dovere degli insegnanti di accompagnare in modo equilibrato il loro passaggio ad un nuovo ordine di scuola. Non temano dunque i genitori che hanno espresso dissenso. Ai loro figli verrà riconosciuto il giusto merito nel momento in cui questo sarà rilevabile in virtù di una conoscenza, da parte dei loro insegnanti, che realmente consenta il soddisfacimento anche del diritto al meritato premio. Non scolari di serie A o di serie B, ma bimbi che cresceranno nella consapevolezza che lo studio è una cosa seria e che si preparano a percorrere una strada, qualche volta un po' faticosa, alla fine della quale troveranno la giusta collocazione ed il meritato risultato. * dirigente scolastica di S. Martino d'Albaro © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Il ministro Gelmini: Vogliamo solo eliminare gli sprechi (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

stampa La risposta Il ministro Gelmini: «Vogliamo solo eliminare gli sprechi» Premiare le università migliori e tagliare gli sprechi: è questo quello che vuole fare il Governo. Lo precisa il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, aggiungendo che «le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo». Per il ministro la crisi economica internazionale «deve trasformarsi in una grande opportunità per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema principale non è quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche». «La ricerca e l'università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però - ha osservato - che in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci».

Torna all'inizio


Il rettore della Sapienza: "Basta denaro a pioggia" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

n. 47 del 2009-02-24 pagina 4 L'INTERVISTA IL RETTORE DELLA SAPIENZA di Tiziana Paolocci RomaArchiviare la vecchia politica dei «baroni», puntando su ricercatori giovani. Destinare fondi e risorse solo a favore di chi si impegna. Questa è la ricetta del Magnifico rettore della Sapienza, Luigi Frati, toscano di Siena classe 1943 (eletto pochi mesi fa nel pieno della contestazione degli studenti contro la riforma del governo), per far marciare gli atenei italiani in questo periodo di crisi economica. Frati, per diciotto anni preside della facoltà di Medicina, da quattro mesi alla guida della più grande università d'Europa almeno fino al 2012, si schiera dalla parte del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Rettore Frati, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano critica i «tagli indiscriminati» del decreto Gelmini. Cosa ne pensa? «Non sono d'accordo con lui. Il primo decreto, quello di luglio, andava in quella direzione. Poi il tiro è stato corretto e ritengo che il decreto dell'8 gennaio 2009 sia una buona legge». Il ministro sostiene che la politica del governo premia i migliori tagliando gli sprechi. È della stessa opinione? «Sì. Visto il quadro economico internazionale, non si può dare denaro a pioggia, com'è accaduto in passato. Le facoltà con basso numero di iscritti non devono continuare a vivere a spese della "comunità" e corsi di laurea con pochi studenti, specie se non sono strategici come ad esempio fisica o matematica, devono essere penalizzati più di altri dal punto di vista economico». Alla Sapienza avete raggiunto gli obiettivi fissati dal decreto? «Certamente. Abbiamo ridotto i corsi con bassa frequenza del 18 per cento e ora puntiamo a salire fino al 20 per cento. Il ministro chiedeva il 10 per cento. Sto pilotando la mia università per farla diventare più virtuosa e meritare le risorse, perché credo che i finanziamenti vadano dati solo a chi produce davvero. Il ministero, però, a mio parere deve rivedere gli indicatori usati in passato, che penalizzano le facoltà umanistiche e la medicina a favore di quelle tecnologiche. Questo non è giusto». Come si possono tutelare le realtà di eccellenza presenti in Italia? «Destinando fondi alla ricerca e alle università migliori e soprattutto facendo largo ai giovani. Noi siamo riusciti a recuperare i fondi dei pensionamenti riutilizzandone il 90 per cento per fare concorsi per i ricercatori. La classe docente andava "svecchiata" andando incontro al decreto e alle necessità della ricerca». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


LA SCHEDA - Il libro nero dell'università da cancellare (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

n. 47 del 2009-02-24 pagina 4 Viaggi a scrocco e corsi senza studenti Il libro nero dell'università da cancellare Adesso gli atenei chiedono più fondi, ma come li hanno utilizzati finora? I prof trentini si sono fatti gratis le vacanze all'estero, a Firenze s'insegna «trofeistica» di Giuseppe Marino La batosta finale è stata la graduatoria pubblicata dal Times di Londra: nemmeno un'università italiana in cima alla classifica mondiale degli atenei. Attenzione, con «in cima» non si intende la top ten. E neanche le prime cento. L'intero mondo accademico italiano, quello dell'autonomia e delle autogestioni, dell'Onda studentesca e dei prof di lotta e di governo, quello dei crediti omaggio per regalare una laurea breve a chi può pagare ma non studiare, con uno scatto di reni è riuscito a malapena a rientrare nelle prime 200 piazze: l'Università di Bologna è 192ª. Un risultato che l'ambasciatore americano uscente Ronald Spogli, accomiatandosi, ha definito «tragedia nazionale». Una «tragedia» che i docenti, hanno costruito con le proprie mani, essendo i signori assoluti dell'università nell'era dell'intoccabile autonomia. Basta passare in rassegna alcune delle più clamorose miserie emerse in questi mesi (e che continuano a emergere) per rendersene conto. E inorridire pensando che gli stessi autori dello sfascio ora urlano contro i tagli agli sprechi e, anzi, chiedono più fondi «per la ricerca». I viaggi dei prof L'ultimo capitolo della sprecopoli in cattedra arriva dall'Università del Trentino, di certo non una delle più disastrate. Eppure anche qui il faro della Guardia di finanza ha illuminato cattive abitudini finite in un dossier della Corte dei conti. Frugando tra le «spese di viaggio e di missione» dei prof di Trento, le Fiamme gialle hanno trovato traccia di soggiorni di studio all'estero pagati dall'ateneo trentino e giustificati in modo piuttosto traballante: niente lettera di invito da parte di università straniere e programmi sugli studi da approfondire scarsamente approfonditi, fino al picco di viaggi giustificati con un secco: «Per studio». In altri casi, i docenti avrebbero prolungato la permanenza all'estero oltre la durata dei convegni ai quali partecipavano. Per carità, se ti trovi a Parigi o a Praga, una gita dopo il lavoro ci sta, se pagata di tasca propria. Ma, secondo la Finanza, il conto dei «ponti» extra sarebbe finito a carico dell'Università. E non si tratta di un caso isolato. Perché in tutte le università i prof hanno a disposizione un budget per viaggi di studio. Chi controlla? Naturalmente i docenti stessi, visto che c'è l'autonomia. Dall'esamificio... Al di là dei singoli scandali, del resto, è la struttura stessa della didattica a essere messa pesantemente in discussione. Dalla riforma del 3+2, quella che ha creato le lauree brevi nel '99, il numero dei corsi di laurea è esploso fino a toccare 5.412. Prima della riforma erano 3.000. Tutti indispensabili? E sono indispensabili i 180.000 insegnamenti che hanno generato? Anche la fisiologia del fitness che si insegna a Camerino al corso di laurea in Scienze e tecnologie del fitness? E la Trofeistica, materia del corso di laurea in Scienze faunistiche a Firenze? E che mercato avranno i dottori in aiuole del corso di Scienze del verde di Pavia? Per non parlare dei corsi in Scienze della pace, da Pisa a Macerata. Corsi, in 37 casi, frequentati da un solo studente. ... allo stipendificio Già, se c'è un corso c'è un professore. Ovvero un posto di lavoro. E di potere, visto che a sua volta il docente può investire i fondi a propria disposizione per impiegare altri docenti a contratto per tenere seminari di ogni genere. Il tutto, ovviamente, sempre col solo controllo di altri colleghi, a loro volta con protetti da sistemare. È così che il numero dei professori ordinari è passato in dieci anni da 13mila a quasi 20mila: +48 per cento. E dal 2000 a oggi il peso delle buste paga degli ordinari è aumentato del 63%. Numeri ancor più scandalosi se si pensa che nello stesso periodo l'università ha subito una lenta ma continua emorragia di studenti: i docenti sono cresciuti il triplo degli studenti. E per il 2009 si parla addirittura di un calo delle matricole del 4,4%. Le assunzioni oltretutto non sono servite a fare spazio ai giovani. Il numero dei ricercatori, primo gradino d'ingresso negli atenei, è infatti cresciuto molto meno di quello degli ordinari. In sostanza nella maggior parte dei casi si è trattato di promozioni di docenti che già erano dentro all'università al rango di ordinari. Tutte decise, naturalmente, con un sistema di concorsi che ha dimostrato di essere una fabbrica di clientele e nepotismo. Assunzioni «à gogo» I prof però non sono poi così egoisti. Tra quelli che oggi gridano contro i tagli che penalizzerebbero la ricerca, ci sono senz'altro anche i fautori dell'ondata di assunzioni di personale non docente. A Palermo, ad esempio, i tecnici sono arrivati a quota 2.530 contro i 2.103 prof. E a Siena, con il bilancio in coma, si erano concessi un Centro comunicazione e marketing con 14 uffici e 48 persone a lavorarci dentro. Il bello è che nell'estate 2008, quando la Gelmini ha annunciato lo stop al turnover a partire da gennaio 2009, le università che ora piangono miseria hanno reagito con una vera corsa all'assunzione: 700 posti per personale non docente banditi in tre mesi, mentre nello stesso periodo dell'anno precedente erano stati una quarantina. Ma non erano alla canna del gas? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Atenei, Napolitano contro i tagli La... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

n. 47 del 2009-02-24 pagina 5 Atenei, Napolitano contro i tagli La Gelmini: «Eliminiamo soltanto gli sprechi inutili» di Emanuela Fontana Resta teso il clima tra il Quirinale e il governo. A Perugia, per la cerimonia dell'Ateneo, il Capo dello Stato ha criticato le scelte in materia di istruzione RomaAgli studenti dell'Onda, quattro mesi fa, aveva detto: «Siate responsabili». Erano i giorni della contestazione nelle scuole e nelle università. Ma adesso i tempi sono un po' cambiati. Il capo dello Stato non è più così accondiscendente con il governo. Il caso Englaro ha lasciato cicatrici. E così sulla scuola ora Napolitano non appoggia l'Onda, ma comunque critica apertamente l'esecutivo: «Mi auguro che siano maturi i tempi - le sue parole - per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». Gli hanno risposto due ministri (Gelmini e Brunetta), senza aprire polemiche. Risposte di semplice precisazione. Ma il richiamo, anzi la critica, rimane agli atti di questo difficile momento di disgelo tra il Quirinale e palazzo Chigi, anche se Napolitano lo ritiene un obbligo: porre l'accento sulle risorse «fa parte delle mie responsabilità», ha sottolineato. Il contesto era quello dell'aula magna dell'Università di Perugia, cerimonia conclusiva del settimo centenario di fondazione dell'ateneo. Prima ancora di iniziare il suo discorso, Napolitano ha ricevuto una lettera di solidarietà della sinistra studentesca universitaria contro «gli attacchi «pretestuosi del governo». Davanti a questa platea, il capo dello Stato ha attaccato quindi i tagli e ha ricordato che «la ricerca e la formazione sono la leva fondamentale per la crescita dell'economia». Sono sbagliate le «generalizzazioni negative e liquidatorie che mettono a rischio la ricerca e l'università». L'importanza della formazione per l'economia è una «verità non contestata», ma «si tarda - ha ammonito il presidente della Repubblica - a trarne tutte le conseguenze e le necessarie implicazioni»: il Paese intero si deve quindi impegnare a evitare «la dispersione di talenti». La formazione è «un tema cruciale ed è mio dovere costituzionale - ha poi spiegato Napolitano - fare questo e altri richiami pubblici». È anzi una «responsabilità» necessaria tanto più «in una situazione di straordinaria difficoltà del Paese per una crisi che ha investito la finanza e l'economia mondiale». Sono allarmi condivisibili, gli ha risposto il ministro Mariastella Gelmini: «Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo, la ricerca e l'università sono alla base dello sviluppo di un Paese». Ma a maggior ragione in un momento di crisi gli investimenti possono essere più mirati, gestiti «con oculatezza»: «bisogna tutelare le realtà di eccellenza in Italia» con il «dovere amministrativo e morale» di «eliminare gli sprechi e le spese non necessarie», ha puntualizzato comunque il ministro. Tutto sta nel come si utilizzano i fondi: «Ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose». La crisi deve anzi trasformarsi in «grande opportunità» per cambiare un sistema in cui «il problema principale non è quanto si spende, ma come vengono spese le risorse pubbliche». E il collega Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, la difende: «Non ci sono stati tagli indiscriminati. Lo dico senza alcuna polemica. Con la manovra finanziaria di luglio abbiamo salvato l'Italia». Rispetto alla ricerca, «il governo ha un'enorme attenzione, lo dico io che sono un professore universitario». I rettori ringraziano il capo dello Stato «per la sua continua attenzione al sistema universitario», è stato il commento del presidente della Conferenza dei rettori Enrico Decleva, che però ha ricordato il «dibattito costruttivo in corso con il ministero e il governo» sulle novità in questo settore. E il ministro Gelmini anche in una dichiarazione successiva è riuscita a non prendere le distanze dal Quirinale: quelle del presidente della Repubblica sono state «parole sagge». Ma la sfida rispetto al passato verrà portata avanti: «Per la prima volta non si distribuiscono risorse a pioggia, ma in base alla qualità». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


napolitano: rivedere i tagli alle università (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Brunetta conferma la riduzione di 36 miliardi: ma sono serviti in Finanziaria per salvare il paese Napolitano: rivedere i tagli alle università Solidarietà dagli studenti. Il ministro Gelmini replica: eliminati solo gli sprechi ISTRUZIONE IN ROSSO Il monito del capo dello Stato alle celebrazioni dell'ateneo di Perugia «Stop a generalizzazioni liquidatorie. La ricerca è leva di sviluppo» ROMA. «Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». Intervenendo alla celebrazione per i 700 anni dell'Università di Perugia, Giorgio Napolitano, torna sui risparmi imposti con la finanziaria e striglia il governo. Davanti al presidente della conferenza dei rettori, Enrico Decleva, che vede a rischio la «sopravvivenza» della massima istituzione formativa del paese, il capo dello Stato lancia un pesante monito alla maggioranza e rinnova l'appello a definire le riforme per l'Università «senza abbandonarsi a generalizzazioni liquidatorie», ma guardando ai singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca «con coraggio» e considerando ciò che accade in Europa e nel mondo in questo settore che «può suggerire» delle soluzioni. Napolitano rivendica il diritto di fare dei richiami pubblici rispetto alla «situazione difficile» e alla crisi, e ascolta con preoccupazione l'intervento del rettore dell'Università di Perugia, Francesco Bistoni, secondo il quale la cosiddetta «fuga dei cervelli all'estero» costa allo Stato un miliardo e mezzo di euro l'anno. Il presidente della Repubblica coglie questa osservazione per sottolineare che la ricerca e la formazione sono la «leva fondamentale» per la crescita dell'economia e per rimarcare che questa è una «verità difficilmente contestabile» e «apparentemente» non contestata nel nostro paese. Fatta la precisazione, Napolitano ammette le difficoltà legate all'«ingente» debito pubblico, ma chiede a «tutte le forze responsabili del paese» di «salvaguardare» il nostro capitale umano, e di fare il possibile per evitare la «dispersione di talenti» e dei risultati del nostro sistema scolastico e universitario. La crisi economica, insomma, è un motivo in più per considerare gli investimenti in ricerca e conoscenza come una «leva fondamentale» per lo sviluppo. L'appello è rivolto al governo e le risposte arrivano da Mariastella Gelmini e da Renato Brunetta. I due ministri difendono le scelte del governo e negano che siano stati decisi tagli a pioggia. Il ministro dell'Istruzione definisce «sagge e condivisibili» le parole del capo dello Stato, ma sostiene di aver tagliato solo gli sprechi. «Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo, che vuole premiare le università migliori e tagliare gli sprechi», spiega la Gelmini, per la quale è necessario investire il denaro pubblico «con grande attenzione e oculatezza». «E' nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci», puntualizza poi il ministro dell'Istruzione. A difendere in pieno l'operato del governo è anche il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: «Non ci sono stati tagli indiscriminati e con la manovra finanziaria da 36 miliardi di euro per il triennio 2009-2011 abbiamo salvato l'Italia». A non pensarla allo stesso modo sono i partiti dell'opposizione, i sindacati e il mondo accademico. La critica più dura arriva dall'Italia dei valori. Massimo Donadi lancia l'allarme-tagli, denuncia un «gravissimo danno» per tutto il paese e promette battaglia: «Ci auguriamo che il monito del presidente Napolitano non rimanga inascoltato e che il governo faccia marcia indietro. Siamo pronti, se necessario, alla mobilitazione in Parlamento e nelle piazze per impedire che si faccia scempio della ricerca». Un plauso «convinto» a Napolitano viene anche dal segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, mentre Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, chiede al governo di ascoltare il monito di Napolitano e di fare marcia indietro sui tagli indiscriminati: «Le responsabilità di questo stato di cose sono del governo che con la politica dei tagli al sapere ha compromesso la didattica e la ricerca universitaria, fattori strategici che costituiscono il volano per la crescita di ogni economia». Gabriele Rizzardi

Torna all'inizio


Oggi il vertice Berlusconi-Sarkozy (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Sarà l?energia il piatto forte del vertice italo-francese di oggi, quando il premier Silvio Berlusconi e l?inquilino dell?Eliseo Nicolas Sarkozy firmeranno l?«importante accordo di cooperazione sull?energia nucleare» preannunciato dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. In primo piano ci saranno però anche i trasporti e il comune interesse di facilitare le comunicazioni transfrontaliere; la crisi finanziaria e l?economia reale con il"?nodo" del settore auto; le principali tematiche dell?attualità internazionale: dal Medio Oriente alla sicurezza europea. Nutrite le delegazioni di entrambi i governi: oltre ai "padroni di casa" Berlusconi e Sarkozy, a Villa Madama ci saranno i capi delle diplomazie Franco Frattini e Bernard Kouchner; i titolari della Difesa Ignazio La Russa ed Hervé Morin; quelli dell?Economia Giulio Tremonti e Christine Lagarde; i ministri italiani dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e dei Trasporti Altero Matteoli che si confronteranno con il francese Jean-Louis Borloo, ministro di Stato responsabile dell?ecologia, dello sviluppo e della programmazione durevole (con competenze estese a Energia e Trasporti). E ancora: saranno presenti i due ministri dell?Istruzione Mariastella Gelmini e Xavier Darcos; quelli della Cultura, Sandro Bondi e Christine Albanel; e i titolari degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. Il principale accordo riguarderà «tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla collaborazione industriale in Paesi terzi» ha anticipato Scajola. Nel clima della ?pax electricà sancita all?ultimo summit di Nizza nel 2007, l?intesa prevede - secondo indiscrezioni di stampa - che Edf partecipi alla costruzione di una centrale nucleare di nuova generazione in Italia, mentre per Enel si profila una quota (12,5%) della futura centrale Epr di Penly che sarà costruita da Edf. Di questo Scajola e Borloo parleranno già dalle 9.30 del mattino mentre alle 10.50, come è prassi inizieranno i colloqui bilaterali tra Berlusconi e Sarkozy, e anche tra i vari ministri. Sui trasporti, in particolare, sono in agenda lo stato di avanzamento della Torino-Lione, le problematiche relative al supporto alle attività intermodali nei transiti di merci nella relazione Italia-Francia attraverso il ricorso al progetto AFA (Autostrade Ferroviarie Alpine), e il sistema dei valichi stradali e ferroviari (Tenda, Bianco e Frejus - Cuneo-Breil-Ventimiglia), tema che i francesi intendono affrontare soprattutto dal punto di vista della sicurezza. Da protagonisti del G7 finanziario e membri europei del G20, Tremonti e Lagarde esamineranno le possibili risposte coordinate alla crisi, sia per gli aspetti finanziari sia per quelli legati alla situazione dell?economia reale in comparti strategici come quello dell?auto, dopo le recenti osservazioni di Berlusconi sugli aiuti francesi alla componentistica che, secondo il Cavaliere, «sanno un pò di protezionismo». Dalle 11.30 alle 11.45 si riunirà invece il Consiglio bilaterale di Sicurezza e di Difesa, con la partecipazione dei ministri degli Esteri e della Difesa. Nei precedenti incontri bilaterali, Frattini e Kouchner affronteranno un?analisi dei più importanti dossier di politica internazionale: Iran, Balcani occidentali, rapporti con la Russia e Medio Oriente, anche in vista della conferenza dei donatori per Gaza che si terrà in Egitto il 2 marzo prossimo, sponsorizzata da Roma e Parigi. La Russa e Morin firmeranno, dal canto loro, due protocolli d?intesa per una maggiore cooperazione nel settore Difesa tra i due Paesi, uno sulla sicurezza marittima e l?altro sull?addestramento aeronautico. Altre intese bilaterali riguarderanno il rafforzamento della collaborazione nel settore educativo, la cooperazione culturale e le politiche comuni europee. Di tutto ciò, i ministri riferiranno in plenaria intorno a mezzogiorno. Prenderanno parte alla fase finale della riunione anche i due co-presidenti del Foro di Dialogo fra società civili che si svolgerà a margine del summit, per l?Italia John Elkann e per la Francia Antoine Bernheim. In un?intervista a Le Figaro in edicola Berlusconi ha usato parole di apprezzamento per il contributo di Sarkozy sulla crisi mediorientale; per l?«ottima collaborazione» fra i due paesi in Libano e in Afghanistan; per l?«efficace collaborazione» garantita da Roma a Parigi sulle crisi georgiana e del gas; per la «forza e autorevolezza» con cui l«hyper-president? ha gestito il trascorso semestre di presidenza Ue. »Intendiamo accelerare il lavoro per completare il Corridoio 5. L?Alta Velocità era nel nostro programma elettorale, c?è pieno accordo nel governo quindi la Torino-Lione si farà« ha assicurato il premier. Quanto a Sarkozy, fonti francesi assicurano che non sarà accompagnato dalla premiere dame Carla Bruni, a differenza di quanto scritto da alcuni organi di stampa. Il capo di Stato francese si tratterrà a Roma solo per un giorno: dopo il vertice di Villa Madama, salirà al Colle da Napolitano e farà una visita a Villa Medici prima del rientro a Parigi. Oltre l?agenda ufficiale all?insegna della massima concertazione e della comunione di vedute, resta un dubbio: Berlusconi e Sarkozy affronteranno lo scivoloso argomento della ?dottrina Mitterrand? dopo la decisione di Parigi di negare l?estradizione in Italia dell?ex br Marina Petrella e le voci di un presunto coinvolgimento francese nella fuga in Brasile dell?ex leader dei Pac Cesare Battisti?

Torna all'inizio


Aule vuote e conti in rosso (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Sono venti le università che spendono quasi per intero il finanziamento statale (detto fondo di finanziamento ordinario, in sigla Ffo) solo per pagare il personale, mentre la legge vuole che questa quota non possa superare il 90%. Tra queste ci sono Firenze, Siena, Pisa, L?Aquila, che sono quasi alla bancarotta, e lo sono ormai da anni, tant?è che gli attuali rettori stanno facendo i salti mortali per evitare la catastrofe. Poi, beninteso, ci sono anche 19 atenei particolarmente virtuosi, che non vogliono finire nel calderone e per questo hanno fatto lobbing unendosi nell?associazione Aquis. Tra questi ci sono Verona, Roma 3, il Politecnico di Milano, l?università di Salerno, eccetera. In totale rappresentano il 40% della popolazione studentesca. Tuttavia il ministero nel rifare i conti, ha dovuto rilevare sprechi e leggerezze allarmanti, verificatesi soprattutto negli ultimi 7-8 anni. Le università sono diventate 94, cioè il 30% in più di quante fossero negli anni Novanta. Ma ogni campanile di qualche peso ha voluto la sua sede, e così si sono moltiplicate le «succursali». Totale: 327 sedi, spesso piccolissime. Il tutto per dare cattedre e cadreghini ai professori: 13.232 i posti messi a concorso negli ultimi sei anni ma, con il sistema della doppia abilitazione, i vincitori si sono moltiplicati per due: 26.004. Costo aggiuntivo di questo scherzetto, 300 milioni di euro. D?altronde alla domanda «lei, professore, cosa insegna? » si può rispondere in 177 mila modi diversi. Fenomeno, questo, solo italiano. Le materie pletoriche sono state distribuite in 5.500 corsi di laurea diversi, il doppio della media europea. Qualcuno, almeno, ci va a frequentarli? Non sempre: il corso di laurea in scienze religiose dell?università di Firenze, per esempio, ha zero iscritti; 37 ne hanno uno solo. E così 327 facoltà (ciascuna delle quali con più corsi, un preside, un consiglio, eccetera, eccetera) ha meno di 15 iscritti. Alla parola «sprechi», brandita come minaccia, i 94 rettori delle università italiane sobbalzano. Una breve scheda, diffusa dalla Crui (la conferenza dei capi degli atenei), ricorda che la finanziaria triennale ha decretato lacrime e sangue, con un finanziamento ridotto di 63,5 milioni per il 2009, 190 per il 2010, 316 per l?anno successivo e via aumentando, fino a meno 455 per il 2013. Inoltre la copertura dell?esenzione dell?Ici sulla prima casa è stata trovata con un taglio di altri 460 milioni a pesare sempre sui bilanci delle università. A conti fatti - lamentano i rettori - dal 2009 al 2011 i tagli ammontano a quasi il 10% (da 6.8 miliardi a poco più di 6). Nel gennaio scorso una contestata legge del ministro Gelmini ha cercato di fare ordine: ha assegnato 500 milioni (pari al 7% del Ffo) alle università «virtuose», 135 milioni per le borse di studio, 65 milioni per gli alloggi e i servizi agli studenti, ma ha subordinato il tutto ad una valutazione rigorosa dei risultati. Ora tutto questo è largamente condiviso, ma solo sulla carta. Per vedere se si tradurrà nella realtà, bisognerà attendere che alcune delle costose sedi periferiche vengano effettivamente chiuse. E questo, con le amministrative e le europee alle porte, non potrà essere neppure vagamente accennato, fino a giugno. Poi vai a capire. + Università, l'altolà di Napolitano

Torna all'inizio


A Roma il vertice Berlusconi-Sarkozy Primi passi dopo l'intesa sul nucleare (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA E' l?energia il piatto forte del vertice italo-francese di oggi. Il premier Silvio Berlusconi ha accolto l?inquilino dell?Eliseo Nicolas Sarkozy che insieme firmano «l'importante accordo di cooperazione sull?energia nucleare» preannunciato dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. In primo piano ci sono però anche i trasporti e il comune interesse di facilitare le comunicazioni transfrontaliere; la crisi finanziaria e l?economia reale con il"?nodo" del settore auto; le principali tematiche dell?attualità internazionale: dal Medio Oriente alla sicurezza europea. Nutrite le delegazioni di entrambi i governi: oltre ai "padroni di casa" Berlusconi e Sarkozy, a Villa Madama ci saranno i capi delle diplomazie Franco Frattini e Bernard Kouchner; i titolari della Difesa Ignazio La Russa ed Hervé Morin; quelli dell?Economia Giulio Tremonti e Christine Lagarde; i ministri italiani dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e dei Trasporti Altero Matteoli che si confronteranno con il francese Jean-Louis Borloo, ministro di Stato responsabile dell?ecologia, dello sviluppo e della programmazione durevole (con competenze estese a Energia e Trasporti). E ancora: saranno presenti i due ministri dell?Istruzione Mariastella Gelmini e Xavier Darcos; quelli della Cultura, Sandro Bondi e Christine Albanel; e i titolari degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. Presente anche il premier francese Francois Fillon. Il principale accordo riguarderà «tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla collaborazione industriale in Paesi terzi» ha anticipato Scajola. Nel clima della "pax electrica" sancita all?ultimo summit di Nizza nel 2007, l?intesa prevede - secondo indiscrezioni di stampa - che Edf partecipi alla costruzione di una centrale nucleare di nuova generazione in Italia, mentre per Enel si profila una quota (12,5%) della futura centrale Epr di Penly che sarà costruita da Edf. Di questo Scajola e Borloo parleranno già dalle 9.30 del mattino mentre alle 10.50, come è prassi inizieranno i colloqui bilaterali tra Berlusconi e Sarkozy, e anche tra i vari ministri. Sui trasporti, in particolare, sono in agenda lo stato di avanzamento della Torino-Lione, le problematiche relative al supporto alle attività intermodali nei transiti di merci nella relazione Italia-Francia attraverso il ricorso al progetto AFA (Autostrade Ferroviarie Alpine), e il sistema dei valichi stradali e ferroviari (Tenda, Bianco e Frejus - Cuneo-Breil-Ventimiglia), tema che i francesi intendono affrontare soprattutto dal punto di vista della sicurezza. Da protagonisti del G7 finanziario e membri europei del G20, Tremonti e Lagarde esamineranno le possibili risposte coordinate alla crisi, sia per gli aspetti finanziari sia per quelli legati alla situazione dell?economia reale in comparti strategici come quello dell?auto, dopo le recenti osservazioni di Berlusconi sugli aiuti francesi alla componentistica che, secondo il Cavaliere, «sanno un pò di protezionismo». Dalle 11.30 alle 11.45 si riunirà invece il Consiglio bilaterale di Sicurezza e di Difesa, con la partecipazione dei ministri degli Esteri e della Difesa. Nei precedenti incontri bilaterali, Frattini e Kouchner affronteranno un?analisi dei più importanti dossier di politica internazionale: Iran, Balcani occidentali, rapporti con la Russia e Medio Oriente, anche in vista della conferenza dei donatori per Gaza che si terrà in Egitto il 2 marzo prossimo, sponsorizzata da Roma e Parigi. La Russa e Morin firmeranno, dal canto loro, due protocolli d?intesa per una maggiore cooperazione nel settore Difesa tra i due Paesi, uno sulla sicurezza marittima e l?altro sull?addestramento aeronautico. Altre intese bilaterali riguarderanno il rafforzamento della collaborazione nel settore educativo, la cooperazione culturale e le politiche comuni europee. Di tutto ciò, i ministri riferiranno in plenaria intorno a mezzogiorno. Prenderanno parte alla fase finale della riunione anche i due co-presidenti del Foro di Dialogo fra società civili che si svolgerà a margine del summit, per l?Italia John Elkann e per la Francia Antoine Bernheim. In un?intervista a Le Figaro in edicola Berlusconi ha usato parole di apprezzamento per il contributo di Sarkozy sulla crisi mediorientale; per l?«ottima collaborazione» fra i due paesi in Libano e in Afghanistan; per l?«efficace collaborazione» garantita da Roma a Parigi sulle crisi georgiana e del gas; per la «forza e autorevolezza» con cui l«hyper-president? ha gestito il trascorso semestre di presidenza Ue. »Intendiamo accelerare il lavoro per completare il Corridoio 5. L?Alta Velocità era nel nostro programma elettorale, c?è pieno accordo nel governo quindi la Torino-Lione si farà« ha assicurato il premier. Quanto a Sarkozy, fonti francesi assicurano che non sarà accompagnato dalla premiere dame Carla Bruni, a differenza di quanto scritto da alcuni organi di stampa. Il capo di Stato francese si tratterrà a Roma solo per un giorno: dopo il vertice di Villa Madama, salirà al Colle da Napolitano e farà una visita a Villa Medici prima del rientro a Parigi. Oltre l?agenda ufficiale all?insegna della massima concertazione e della comunione di vedute, resta un dubbio: Berlusconi e Sarkozy affronteranno lo scivoloso argomento della ?dottrina Mitterrand? dopo la decisione di Parigi di negare l?estradizione in Italia dell?ex br Marina Petrella e le voci di un presunto coinvolgimento francese nella fuga in Brasile dell?ex leader dei Pac Cesare Battisti?

Torna all'inizio


MI AUGURO CHE SIANO MATURI I TEMPI PER RIPENSARE E RIVEDERE SCELTE DI BILANCIO IMPRONTATE A TA... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

«Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all'università di Perugia, in occasione del settimo centenario dell'ateneo. La formazione e la ricerca «sono leva fondamentale per la crescita economica e sociale», ha aggiunto il presidente. «Le preoccupazioni del presidente sono anche le preoccupazioni del governo. In questa fase di difficoltà economica è necessario investire il danaro pubblico con grande attenzione e oculatezza», ha poi commentato il ministro dell'Istruzione, Gelmini. CAVALLO, CONTI E INDOLFI A PAGINA 7

Torna all'inizio


Il Ministro Gelmini ha incontrato il Presidente della Provincia di Bolzano (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il Ministro Gelmini ha incontrato il Presidente della Provincia di Bolzano (24/2/2009 12:20) | (Sesto Potere) - Bolzano - 24 febbraio 2009 - Il Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca Mariastella Gelmini ha incontrato nei giorni scorsi il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder. Nel corso del colloquio è stata esaminata anche la questione relativa alla nomina del sovrintendente scolastico per la Provincia di Bolzano. Sono stati discussi i criteri da adottare per giungere ad una scelta condivisa. Il Ministro Mariastella Gelmini si è riservato di decidere nelle prossime settimane. Saranno anche previsti incontri che consentiranno al Ministro di conoscere personalmente i possibili candidati.

Torna all'inizio


Internet a scuola? Se ne può fare a men (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Internet a scuola? Se ne può fare a meno Il Ministero dell'Istruzione si prepare a tagliare i sovvenzionamenti all'ora di Informatica. Secondo la Gelmini nella primaria e nella secondaria di 1 grado, Internet non trattasi di priorità. Parola d'ordine della Gelmini? Tagliare tagliare tagliare! L'informatica sarà una delle vittime nonostante che negli scorsi anni si siano spesi milioni di euro per formare insegnanti, fornire di laboratori e di attrezzature migliaia di scuole. Intanto l'Europa ci chiede innovazione; se questa è politica a lungo termine. Resta il fatto che più bambini di quel che si creda a casa non hanno un PC, non hanno un collegamento Internet e. non hanno chi possa insegnarlo! Ma sì. tagliamo le opportunità uguali per tutti e creiamo anche bambini indifesi verso le insidie del Web!!! Vabbé dopo questo sfogo che spero mi scuserete vi segnalo il sito Repubblica.it dove l'argomento è approfondito. Di seguito la parte introduttiva: "Sparisce la "I" di Informatica di morattiana memoria. I tagli del governo sulla scuola cancellano uno dei pilastri della riforma Moratti: quella delle tre "I" (Inglese, Impresa, Internet o Informatica). Dal prossimo anno scolastico, infatti, gli insegnanti della scuola elementare (ora primaria) e della media (secondaria di primo grado) dovranno fare i salti mortali per aprire il mondo delle conoscenze informatiche ai propri alunni. Il taglio delle cosiddette compresenze nella scuola primaria e la riduzione delle ore di Tecnologia nella scuola secondaria di primo grado renderà quasi impossibile l'insegnamento dei primi fondamenti di Informatica e Internet a bambini e ragazzini. La conferma arriva dallo stesso ministero dell'Istruzione, che in questi giorni ha aperto una finestra di dialogo sulla riforma con genitori e insegnanti." Per saperne di più, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 24 febbraio 2009 in: L'opinione Scuola hi-tech Normativa » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

Torna all'inizio


<Tutto in silenzioma nientesembra a posto> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

cda della fondazione «Tutto in silenzio ma niente sembra a posto» La scuola, l'obbligo e il rispetto Siamo i genitori di un bimbo diversamente abile di 5 anni che frequenta il secondo anno di scuola materna di Augusta. Con l'introduzione della circolare ministeriale 4/9 del ministro Gelmini ogni bambino che compie 6 anni entro il 31.12 deve andare a scuola dell'obbligo (il nostro li fa a fine novembre). Tenuto conto che la circolare ministeriale (direttiva e non legge) non specifica nulla riguardo i "diversamente abili", abbiamo rappresentato alla dirigente scolastica, con apposita documentazione sanitaria che il bambino per quest'anno non è idoneo a frequentare tale scuola poiché, per la sua patologia, si potrebbero manifestare dei disagi psicologici, abbiamo segnalato di "continuare" l'ultimo anno di scuola dell'infanzia che gli permetterebbe di diminuire il "gap" cognitivo e psicomotorio in atto al fine di garantirgli il prossimo anno una migliore integrazione scolastica. Nonostante abbiamo rappresentato che l'art. 14, lett. c) della legge 104/92 è stato pedissequamente richiamato all'art. 316 del D.Lgs. 297/94 quindi la possibilità di una ripetenza con la continuazione del terzo anno di scuola dell'infanzia; visto che lo stesso D.Lgs. prevede che il Collegio dei Docenti deve deliberare l'iscrizione del "diversamente abile" sulla scorta della documentazione sanitaria dell'Asl e di quella supportata dai genitori, la dirigente scolastica di sua propria iniziativa non ha minimamente preso in considerazione l'eventualità di convocare, in seduta straordinaria, la riunione del collegio dei docenti per decidere, non ha tenuto conto del parere del collegio di classe e interclasse e soprattutto quella sanitaria, con una semplice missiva ha risposto alla nostra istanza rappresentando che: non è prevista alcuna ripetenza nelle sezioni della scuola dell'infanzia... pertanto l'istanza non è accolta. Con queste quattro parole e con molto distacco e indifferenza ha sentenziato che per lei il nostro bambino "diversamente abile" non ha diritto a posticipare l'iscrizione alla scuola dell'obbligo fregandosene totalmente anche dei pareri sanitari resi da specialisti in materia di neuropscichiatria infantile dell'Asl; delle maestre e dei genitori ed appellandosi al solo fatto che una circolare (ribadiamo direttiva e non legge) stabilisce in modo generico l'iscrizione. Inoltre, la dirigente scolastica era stata invitata a contattare il Ministero della Pubblica Istruzione nonché il responsabile dei diversamente abili dell'Ufficio scolastico regionale i quali ci avevano riferito telefonicamente le modalità per richiedere la permanenza prolungata presso la scuola dell'Infanzia. Naturalmente i nostri diritti dobbiamo difenderli da soli e davanti ad un giudice cosa che stiamo procedendo a fare davanti al Tar e successivamente se sarà necessario richiedere la tutela dei diritti del minore disabile che fino ad oggi è solo dei genitori e non dello Stato che pensa solo a legiferare ma non fa mai applicare con dovere quanto scritto. Ci rivolgiamo affinché tale problema, non solo nostro ma di diverse famiglie, venga portato a conoscenza dell'opinione pubblica e delle istituzioni competenti affinché si possa legiferare con maggiore interesse e responsabilità. Lettera firmata

Torna all'inizio


Il "vizietto" di Dario (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Anche Dario Franceschini ha fatto il suo giuramento, come quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui. "Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di "giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del "Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro". Riuscirà dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del "superdisastro" chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare ("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.") e anche Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso rosso anti veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando al dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si libererà del "vizietto" farà poca strada. Scritto in Varie Non commentato » (6 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Feb 09 Walter, un perdente perfetto Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l'altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo sotto processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste: l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un avversario indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione organica di pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra. E ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e Bertinotti, con "baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.". Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il "colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.", "Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore fantoccio". I sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli. L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc: sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie Commenti ( 207 ) » (51 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà: 32 chilometri e mezzo, costati meno di un miliardo di euro, realizzati in meno di quattro anni. Era prima dell'ultimo ultimo governo Prodi, ricordate? Quante polemiche sulle grandi opere berlusconiane, sulla legge-obbiettivo, quanti attacchi feroci dale centrosinistra e dalla sinistra, dai verdi e dai comitati. L'Italietta del no era insorta compatta contro i cantieri, contro il piano delle Grandi opere. Inutile rivangare. Già, perché il Passante di Mestre è una realtà, serviva al Veneto e tutto il Nord Est ed è stato fatto. Quel taglio del nastro di ieri con il premier Berlusconi e il governatore del Veneto Galan sorridenti, le strette di mano alle maestranze col caschetto giallo non sono uno slogan. "L'Italia del fare" non dovrebbe essere considerato uno slogan (come fa la sinistra) ma una realtà per un Paese che investe nel futuro e nella sua modernizzazione. Per un paese che ha necessità di puntare sulle infrastrutture a servizio delle imprese, del lavoro, della competitività, dei cittadini. E che cerca di farlo fra mille ostacoli politici, burocratici, finanziari e dopo anni di ritardi che sembrano incolmabili rispetto al resto d'Europa. Fa bene Berlusconi a insistere. Stato, Regioni, enti locali in Veneto hanno dimostrato che esiste un altro modo di declinare il veltroniano "yes we can". Quattro anni fa ero a Roma e dopo la firma dell'intesa per il Passante fra governo e regione, Galan mi prese a braccetto e mi disse: "Guarda Alberto che il Passante è indispensabile e si farà. Non si ripeterà la storia dei cantieri che aprono e non chiudono mai. I soldi ci sono e quella "strada" la faremo". Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e difficile : c'è da completare la Tav, da finire la Salerno-Reggio Calabria, il Mose, le metropolitane per Roma e Milano e quant'altro indicato nel piano delle "Centro grandi opere". Ci sono 16,6 miliardi stanziati dal Cipe e ne servono ancora più di 100 per raggiungere i 125 necessari a realizzare il piano, soldi che il premier si è impegnato a reperire nei prossimi anni. Il Passante è un esempio che si può fare: indica un metodo, un percorso. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo più eclatante del piano e quello più osteggiato. Mi domando: ma perché quando ad esempio il Giappone o la Danimarca costruiscono mega-ponti sono un esempio positivo, fanno notizia in tutto il mondo e se lo fa l'Italia no? Resta un mistero o forse no, se si legge questa storia in chiave squisitamente "politica". Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (28 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Jan 09 Di Pietro tribuno senza popolo Antonio Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato. L'iscrizione è un atto dovuto dopo la denuncia presentata dal presidente dell'Unione delle Camere Penali Oreste Dominioni e del vicepresidente Renato Borzone e fa riferimento alla manifestazione tenuta dal leader dell'Idv in piazza Farnese, a Roma, durante la quale fu esposto uno striscione che faceva riferimento a una presunta non terzietà di Napolitano. (Ansa, 3 febbraio). Aggiornamento *NAPOLITANO/ PM ROMA CHIEDE ARCHIVIAZIONE INDAGINE SU DI PIETRO «Nessuna offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato» Roma, 13 feb. (Apcom) - La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'indagine a carico di Antonio Di Pietro, per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato, in relazione all'intervento del leader dell'Italia dei valori del 28 gennaio scorso. Secondo il pm Giancarlo Amato da una «lettura attenta» del complessivo discorso di Di Pietro, va escluso che il riferimento al «silenzio mafioso» abbiano avuto quale destinatario non il presidente della Repubblica ma lo stesso oratore. «Quanto alle espressioni che certamente sono state rivolte al residente Napolitano, dovendosi esse inquadrare nell'esercizio del diritto di critica che è consentito anche neiconfronti delle più alte cariche dello Stato se espresso in forme continenti (qui senz'altro ravvisabili), nessuna offesaall'onore ovverso al prestigio del capo dello Stato potrebbe essere ipotizzata». Così si afferma il pm Amato nellarichiesta di archiviazione dell'indagine a carico di Di Pietro. Secondo l'autorità inquirente è imposssibile «configurare la fattispecie prevista dall'articolo 278 del codice penale e la conseguente decisione di non richiedere l'appositaautorizzazione prevista» al ministro della giustizia. Tutta la questione è - secondo gli inquirenti - un «malinteso», che è «verosimilmente insorto per il richiamo al rispettò ed al 'silenzio' che figura in entrambe le autonome parti dell'intervento dell'onorevole Di Pietro, da prima rivolto al presidente della Repubblica, l'oratore ha detto 'ci possiamo permettere di non essere d'accordo con alcuni suoi silenzi. ma lo rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni. 'mentre in seguito - prosegue il magistrato ormai non più riferendosi al capo dello Stato, si è usata l'espressione 'lo possiamo dire o no? Rispettosamente,ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio». La vicenda Di Pietro 1. È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta critica nei confronti del presidente della Repubblica («Napolitano dorme, l'Italia insorge») a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese. Vogliono farci lo scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c'è tutto il diritto a manifestare?», si chiede protestando per il sequestro del manifesto. In una piazza «può essere accolto chi non è d'accordo con alcuni silenzi» del Capo dello Stato), prosegue. Poi aggiunge: «A lei che dovrebbe essere arbitro possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo». Di Pietro afferma poi che questa critica è «fatta del tutto rispettosamente». Quindi conclude: «Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso per questo io voglio dire quello che penso». (Ansa) Di Pietro 2. «Mi amareggia molto - dice in una nota il leader dell'Italia dei Valori - per l'oggettiva disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non ho detto, il comunicato del residente della Repubblica in merito al mio intervento di questa mattina. Ho detto e ribadisco che, a mio avviso, è stato ingiusto e ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti i tenere esposto uno striscione non offensivo, ma di critica politica». «In democrazia - prosegue Di Pietro - deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la Presidenza della Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo dello Stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché non a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati che indagano sui potenti di Stato». (Apcom) Il Tonino-pensiero è arrivato (forse) alle estreme conseguenze dell'invettiva politica con la frase e il giudizio sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (guarda il video). Dal palco, l'autonominatosi tribuno del popolo lancia il suo atto d'accusa più grave colpendo la più alta istituzione dell'Italia repubblicana. quella parola, "mafioso", rimbalza e rotola in quella piazza che oceanica non è perché Tonino sta perdendo per strada il suo popolo (dopotutto una questione morale come si è visto esisste anche per lui, il Grande Moralizzatore). Rimbalza fra lo stupore di chi l'ascolta, arriva fino al Colle ma poi ridiscende (accusa rispedita seccamente e duramente al mittente da Napolitano) verso la piazza, rimbalza ancora ed esplode come una bomba impazzita sul palco da dove è partita. In mano a Di Pietro. Che poi fa una goffa, lunare retromarcia, vorrebbe metterci una pezza "ma è peggio del buco" come scrive Antonio Polito sul Riformista. Di Pietro-Grillo-Travaglio, le madonne addolorate del giustizialismo italiano, del neo-qualunquismo politico in versione aggiornata erano insieme, in quella piazza. giusto così. Gli italiani li hanno visti all'opera, a ciascuno la sua parte nella sceneggiata sul palco di piazza Farnese, Roma, Italia. Il pubblico giudichi. Inutile stavolta spendere troppe parole su Di Pietro e i suoi amici. Una parola invece la vorrei spendere sul Partito Democratico e sul Walter Veltroni: ha già detto per due volte di aver rotto con Di Pietro, poi è andato avanti tutto come prima. Romperà allo stesso modo per la terza volta? O il centrosinistra riformista (ma lo è davvero?) dovrà aspettare che all'alba il gallo canti ancora? Walter avrà finalmente capito, come hanno già capito molti esponenti democratici, che si è avvinto in un abbraccio mortale? Già, perché Di Pietro e i neo-girotondini aspettano le elezioni europee, continuando ad alzare il tiro per prendere i voti proprio al Pd e ai cespugli della sinistra. I conti li faranno dopo. I COSTITUZIONALISTI: "IPOTIZZABILE IL REATO DI VILIPENDIO" - Leggi Il demagogo in trappola di Mario Giordano Tonino, messia al tramonto tra scandali e parole a vuoto di Filippo Facci Il gioco di Tonino è durato poco. L'antipolitica l'ha già scaricato di Paolo Granzotto E TONINO NON RISPONDE A QUESTE DOMANDE SU NAPOLI Scritto in Varie Commenti ( 153 ) » (42 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Jan 09 Vendola: "Rifondazione addio" Nichi Vendola lascia Rifondazione comunista. L'ex partito di Bertinotti perde pezzi (importanti). In un'intervista al Tg3, il governatore della Puglia annuncia: sabato a Chianciano, "chiuderemo una stagione politica e faremo i conti con la crisi travolgente della politica". La decisione di Vendola, per ora, resta individuale: "Io parlo per me, non voglio una leve militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno deve fare i conti con la propria coscienza". Poche parole che sanciscono l'inizio della spaccatura già alle viste subito dopo la vittoria di Ferrero e la conquista delle segreteria. Vendola era - o sembrava - il candidato su cui scommettere, l'uomo che Bertinotti avrebbe voluto alla guida del partito e invece. Dopo il ribaltone e la vicenda del quotidiano del partito, "Liberazione", l'addio era inevitabile. Quanti vendoliani seguiranno Nichi, e quale sarà il loro approdo? Forse la riedizione rivista, corretta e allargata dell'Ulivo post veltroniano? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (9 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jan 09 D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Tanto tuonò che Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno: Walter Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e quelle europee?). Il partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è una notizia, ormai), logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per bande intestine e dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione morale e della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il partito dei sindaci è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di voti a livello locale annusano l'aria pronti al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando che non restino solo macerie.). E incombe lo spettro del tirono all'Ulivo prodiano, rivisto e corretto. Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd non è governato". "Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva occupare di governare il partito". Massimo, intervistato da Red tv, definisce "amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd, sottolinea che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in diversi", e a proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter dice: "Io sono unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il presidente di Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di astio riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È stato sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema, non capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il partito che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il messaggio: "Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il processo fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza programmatica. Io resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono disponibile". Già, nessuna chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si sente davvero così forte da non farla? E D'Alema è davvero l'uomo giyusto per rilanciare il Pd, magari di nuovo aperto alla sinistra frammentata e distrutta (con i verdi) dalle ultime elezioni che l'hanno messa fuori dal parlamento? E come riuscirà, Walter, a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che ormai pare solo un simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma fra gli ex Ds, il centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente. Rutelli, Letta, Parisi e gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio senza rimpianti per un fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di Prodi? Pierferdinando Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta (lanciato da Cesa, segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle "alleanze di nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori in corso per quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore della Margherita, chiama già Centro Riformatore. Leggi l'articolo "Il big bang della sinistra fa risorgere l'Unione di Prodi" di Roberto Scafuri Scritto in Varie Commenti ( 50 ) » (20 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid. E nemmeno Londra (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono rimasti intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600 persone sono state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un migliaio si è riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni riscaldati messi a disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi anche in altre città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso l'aeroporto. (nella prima foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta cari amici, piaccia o non piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già, perché a leggere questa agenzia di stampa che descrive una bella nevicata praticamente in contemporanea con quella di Milano (e più o meno con la stessa quantità di neve caduta) mi sono detto: "Chissà se fosse successo a Milano.". Già, perché poteva succedere ma non è successo. Milano non è Marsiglia, per fortuna". Caos, paralisi, proteste, la sinistra contro la Moratti e Palazzo Marino, segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole aperte o chiuse (pessima la figura dell'assessore all'Istruzione della Provincia che ha annunciato ben due giorni di chiusra delle superiori, per poi essere smentito dal sindaco almeno per quel che riguardava la città). E poi il sale che mancava con i camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo, problemi e criticità, disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra scambi di tram gelati e spalatori che mancavano (si possono solo pescare da apposite liste interinali e se sono meno quel che serve ciccia.) problemi insomma tipici delle emergenze. Ovvio che in questi casi la sinistra insorga come da copione eccettera eccetera. Ma parlare di disastro mi sembra troppo per una città orgogliosa come Milano che però da un po' di tempo mostra un preoccupante propensione al lamento.). Scusate, ma io ho vissuto la Grande Nevicata del 1985 e per andare a lavorare al Giornale mi feci a piedi andata e ritorno il tragitto piazza Piola - piazza Cordusio). E ricordo pochi anni fa (giunta Albertini, vicesindaco De Corato) un'altra nevicata che provocò disagi (soprattutto per le interruzioni delle linee aeree dei tram a causa dei rami di alberi spezzati che cadevano sui fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi, disagi anche allora, proteste per il traffico a rilento e i marciapiedi non puliti (in gran parte come oggi perché troppi condomini non lo facevano in barba all'obbligo). Ricorso una ricognizione notturna di De Corato lungo le linee dei tram. Eppure nevicò molto meno. Qualcuno poi si è stupito per il fatto che sono arrivati 750 volontari dal Friuli: meno male che sono venuti, ce n'era bisogno. Mi chiedo infatti dov'erano i volontari milanesi. Meglio lamentarsi che spalare? Tanto che il sindaco ha chiesto al ministro La Russa e ottenuto, soldati per spalare la neve: sono già al lavoro (tutto il quattro ore) e dovrebbero essere circa 600, all'opera, ha spiegato il vicesindaco De Corato. Poi la polemica sull'Ecopass: meglio "auto libera". di intralciare e aumentare i disagi, chiedere a chi senza gomme da neve si è messo di traverso magari bloccando spazzaneve o autobus. Sbagliato allora l'appello a usare i mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli aeroporti chiusi (e riaperti in anticipo rispetto a quanto era stato indicato?) . A Parigi, alla vigilia di Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi negli aeroporti: strano ci sono maxi-nevicate anche in Francia.Poi se si risolve tutto è merito. della pioggia. L'importante è il "mugugno", come lo chiamano a Genova. e se qualche problema viene risolto di chi è il merito? Ma della pioggia, naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di equivoci: disagi e disservizi ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per fortuna). E faccio un piccolo aggiornamento, non è nemmeno Madrid. SPAGNA/ MADRID PARALIZZATA DALLA NEVE, AEROPORTO CHIUSO La circolazione bloccata anche nell eautostrade Roma, 9 gen. (Apcom) - Una nevicata straordinaria ha colpito Madrid e adesso la capitale spagnola è completamente paralizzata dalla neve. Mentre l'aeroporto internazionale di Barajas è stato chiuso e nessun volo arriva o parte anche le principali autostrade che portano in città sono praticamente bloccate, con incolonamenti, code e decine di incidenti. Il portavoce della direzione generale al traffico della regione ha sottolineato che la «circolazione è molto difficile in utto il centro della Spagna» e ha invitato la popolazione a «evitare di spostarsi in automobile». Il governo della regione di Madrid, in considerazione dell'eccezionalità della precipitazione (la più intensa che la storia ricordi, sottolinea El Mundo) ha organizzato un «gabinetto di crisi» per coordinare gli interventi necessari. Sul fronte previsioni, tutto lascia pensare che la situazione critica dovrebbe protrarsi almeno sino a domani. AGGIORNAMENTO DEL 2 FEBBRAIO 2009 (SENZA COMMENTO) *MALTEMPO/ LONDRA NEL CAOS PER TEMPESTA DI NEVE Bloccato Heathrow, sospeso servizio bus Londra, 2 feb. (Ap) - Aeroporti bloccati e trasporto pubblico nel caos a Londra dopo la tempesta che ha lasciato la capitale britannica sotto 10 centimetri di neve. le due piste dell'aeroporto di Heathrow sono state chiuse e oltre 250 voli cancellati, dopo che un apparecchio della Cyprus Airlines è uscito dalla pista di rullaggio senza che vi fossero danni o feriti; sospesi i voli anche al London City Airport mentre pesanti ritardi si sono registrati negli scali di Gatwick e Stanstead. In città è stato sospeso il servizio di autobus mentre ritardi e sospensioni interessano invece metropolitana e treni regionali, dopo che in alcuni punti del sudest dell'Inghilterra sono caduti 25 centimetri di neve. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) » (12 votes, average: 3.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Dec 08 Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger E' davvero un Natale indimenticabile, questo. Dire che il 2008 chiude col botto, è poco. Non voglio tediare gli amici del blog, che ringrazio tutti per la loro appassionata partecipazione alle nostre discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una pausa serve, un brindisi per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E guardiamo avanti con un po' di ottimismo. "Ecco il "berlusconiano" che instiste - direte. - anche a Natale". No, tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che m'inducono all'ottimismo sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato l'ultimo "muro di Berlino": quello della "superiorità morale" della sinistra mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato la politica italiana da Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga tutta la classe politica (di prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda delle poltrone occupate) a fare finalmente una riflessione seria. Le inchieste napoletane, la vicenda abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e quello che potrà ancora saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare il cambiamento. Non subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee e amministrative, ma poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero. Soprattutto nel centro sinistra, ancora alle prese con il "grande equivoco" della leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e dalemiani, vedremo se il Pd così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da quelle parti ci sarà un leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con nettezza fra dialogo con il governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in un caso o nell'altro, di condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento della Cgil. E fare chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di un'alleanza spuria basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino il solista che la impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi ci sono le riforme istituzionali: presidenzialismo e federalismo si intrecciano, possono rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce il cancellierato alla tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente, poteva fare di più. Lasciamo gli slogan all'opposizione (e io non sono fra quelli che ritengono importante ascoltare l'opposizione perché non è che abbia sempre torto su tutto), "con gli slogan non si mangia", diceva mio nonno operaio alla Fiat di Marina di Pisa. Il governo sul fronte della crisi si è mosso con decisione, ha messo in campo investimenti, molti provvedimenti importanti e altri ancora ne prenderà, soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo è un Natale indimenticabile e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che il Paese può farcela, che non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del qualunquismo di maniera sono davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per chiunque sia al governo. Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma chi fa è più santo". Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetto di santità. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) » (15 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Dec 08 Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Tema impegnativo, ammetto, quello lanciato sabato scorso sul "Giornale" dal nostro Stenio Solinas con un articolo dal titolo provocatorio "Perché la Destra ha paura della cultura". Tema che ha sollecitato una serie di interventi "alti" sulla questione del rapporto fra intellettuali di "area" e Popolo della Libertà pubblicati da "Giornale" e che ho deciso di raccogliere e riproporre in un dossier sul "Giornale.it" per fornire spunti di riflessione e di dibattitto anche ai lettori del blog che vogliono dire la loro, intervenire, discutere. Utile base di partenza è il secondo articolo di Stenio Solinas "Se questa Destra sceglie di fare la Dc", che riassume le posizione dei diversi interventi". Poi ci metto qualcosa di mio e chiedo, ma è davvero così? La Destra ha davvero scelto di fare la stessa strada della vecchia Balena Bianca orami defunta (almeno come partito di massa moderato)? E' proprio vero che la Destra non ha mai superato il complesso d'inferiorità nei confronti dell'egemonia culturale della sinistra che era strettamenhte legata alla "tattica del salame" (occupare posti di potere, nelle istituzioni e nella società civile in modo da poter "governare" anche dall'opposizione condizionando maggioranze speso deboli e divise?). E la Destra in un'Italia che cambia e che sta contribuendo a cambiare, ha solamente un ruolo di mera "gestione del potere" o è in grado di incidere nella cultura, nel fare cultura allargando quindi la sua area di consenso con una diversa forma di radicamento, più profonda e meno legata agli accadimenti, alle fortune o alle sfortune del governare? E infine, la Destra ha saputo trarre lezione dall'egemonia culturale della sinistra? A VOI LA PAROLA. Leggi gli articoli: "Perché la Destra ha paura della Cultura" di Stenio Solinas "Torniamo a dire qualcosa di destra" di Mario Cervi "A Destra gli intellettuali hanno tradito" di Alessandro Campi "La Destra moderna è intuizione, non riflessione" di Gianni Baget Bozzo "La destra culturalmente povera? Capisce la società più della sinistra" di Sandro Bondi "Non colmiamo il vuoto con le cianfrusaglie" di Gianfranco de Turris "Appropriazioni? No, questo è fare vera politica" di Luciano Lanna "Se questa Destra sceglie di fare la Dc" di Stenio Solinas "Destra, le cose da buttare e quelle da salvare" di Luigi Mascheroni Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (14 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in..". Anche se quanti sono non conta molto, in realtà. Bisognerebbe contare quanti studenti e quanti insegnanti sono rimasti in aula. ma questo non si può, non è politicamente corretto, soprattutto visto da sinistra. Non marciano in piazza? Non contano niente, peggio per loro. Infatti il segretario della Cgil Gugliemo Epifani grida tranquillamente dal palco "chi non è qui sbaglia". Ma è davvero così? Non è che a sbagliare, qualche volta (non sempre per carità) si proprio Epifani? Bisognerebbe chiederlo a chi non era in piazza a Roma, a chi non condivide la protesta, la sua politicizzazione, la politica del "no" ad ogni piè sospinto. Ma tant'è, ai rituali ci si abitua. L'Onda deve fare il suo corso, magari trasformandosi come si augurano molti manifestanti, in uno tsunami politico. Poco importa se si protesta contro la riforma universitaria che non in realtà ancora non c'è. Poco importa se si è posto mano alle regole dei concorsi. L'importante è dire no. E in piazza. Poi si scopre che magari la Gelmini qualcosa di giusto lo sta facendo e che non sarà travolta dall'Onda. "Onore al merito di chi cerca di rivalutare il merito" ha scritto sul Corriere il professor Giovanni Sartori. Che promuove il maestro unico, il ritorno al voto e al voto in condotta e se la prende con i tantissimi "baroncini" in cattedra troppo speso non all'altezza di ciò che dovrebbero insegnare. E che dire dell'Economist? Torna ancora sull'argomento (ma come, si schiera dalla parte del governo berlusconi?) e scrive sull'ultimo numero che la riforma della Gelmini, "merita di trovare udienza". Il settimanale dà giudizi abbastanza pesanti sullo stato dell'università italiana, prigioniera di "baroni" che hanno "potere di vita e morte accademica" e contribuiscono a alimentare i fenomeni "diffusi" del "nepotismo e del favoritismo". "Lo schema più comune è quello di uniforme mediocrità", scrive l'Economist, il quale fa notare che "nessuna istituzione italiana è nelle 100 migliori università del 20083. Negli ultimi anni i baroni, si continua, hanno esercitato "un'influenza notevole sui governi, in particolare quelli di centro-sinistra, e sono riusciti a seppellire molti tentativi di riforma". Ma ora, con "cinque università in bancarotta" il "bisogno di cambiamento è pressante", il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese". Ma no, anche il professor Sartori e l'Economist sbagliano, naturalmente. Come va fatta la riforma dell'università dovrebbero chiederlo a Epifani e ai sindacalisti in prima fila in piazza e negli istituti. Loro, di scuola, sì che se ne intendono. E i risultati in questi anni si sono visti. Senza ironia, per carità. A proposito: perché sul decreto 180 del governo che tratta di diritto allo studio, premio al merito, lotta ai baronati neanche una parola? COME FUNZIONA L'UNIVERSITA' IN GERMANIA, GRAN BRETAGNA E FRANCIA Scritto in Varie Commenti ( 119 ) » (31 votes, average: 3.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (62) Ultime discussioni italiano: MA LA PDL NON E' UN CARTELLO? FI+AN+LEGA? COME PUO' DIRE IL CONTRARIO? E POI DITE CHE NELò PD... stefano: Complimenti per la battuta su Franceschini Talita, che poi era suo padre non suo nonno, comunque è uguale,... Quixote: Ely anche io vivo in una città rossa che più rossa non si può. Le elezioni hanno sempre risultati... roberto: TALITA: Hai perfettamente ragione sull'uscita di Franceschini antiberlusconiana, finchè i... Talita: Roberto, io sono "nessuno", per cui mi guardo bene dal correggere te o chiunque altro. Semmai... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Passante di Mestre, yes we can... - 4 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Walter, un perdente perfetto - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Nucleare, firmato patto Italia-Francia Sarkozy: "Nessuno potrà porre veti"Bioetica, Rutelli avvisa: "Non voglio scissioni, ma ci sia pari dignità"Garlasco, già un rinvio nell'udienza per StasiTlc: 2,8 milioni di multa a 5 compagnie telefonicheBerlusconi: "Nazionalizzazioni? Non da noi" Rosso da record per Aig: chiesti 60 miliardiLite tra cinesi in discoteca, aggrediti con il machete: un morto e cinque feritiEsce la farmacista AnnachiaraPremio Grinzane Cavour e regali: pagati 5mila euro solo alla madrinaI puristi dello yoga contro i piratiEcco il cartellino arancio Rivoluzione degli indecisi Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille February 2009 M T W T F S S « Jan 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 Archivio dei post February 2009 (3) January 2009 (4) December 2008 (2) November 2008 (2) October 2008 (2) September 2008 (4) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Fattoriadellacomunicazione's Weblog: Lessico provvisorio (università 2008) Recent Posts Il "vizietto" di Dario Walter, un perdente perfetto Passante di Mestre, yes we can. Di Pietro tribuno senza popolo Vendola: "Rifondazione addio" D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid. E nemmeno Londra (per fortuna) Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Quell'Onda che non travolge le Gelmini Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2009 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti

Torna all'inizio


A Roma il vertice Berlusconi-Sarkozy "Ampia collaborazione sul nucleare" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Al vertice italo-francese di Villa Madama, Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy hanno firmato l?accordo quadro sul nucleare, che getta le basi per un?ampia collaborazione in tutti settori della filiera, ricerca, produzione e stoccaggio. Il documento definisce le linee direttrici per lo sviluppo in Italia della tecnologia Epr, ovvero quella del reattore di terza generazione che ricalca il modello francese. Inoltre, Enel dovrebbe entrare con una quota del 12,5% nel progetto per la costruzione di un secondo reattore nucleare in Francia a tecnologia Epr. In conferenza stampa il titolare dell?Eliseo ha definito «storico» l?accordo e ha affermato che se l?Italia dovesse confermare l?intenzione di aprire al nucleare, la Francia «propone una partnership illimitata». Per il presidente del Consiglio il summit ha confermato che tra Roma e Parigi «c?è una visione comune su tanti problemi, su come devono essere cambiate le regole e sul modo in cui deve cambiare l?Unione europea», Al centro dei lavori la cooperazione nel settore energetico, la crisi economica globale, l?impegno militare in Afghanistan e in Medio Oriente, la lotta alla pirateria e la Torino-Lione. All?incontro erano presenti i ministri degli Esteri, Franco Frattini e Bernard Kouchner, quella della Difesa, Ignazio La Russa e Herve Morin, dell?Economia, Giulio Tremonti e Christine Lagarde, dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e Jean-Louis Borloo (che ha avuto un incontro anche con il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli), dell?Istruzione, Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire.

Torna all'inizio


A Palazzo madama si parlerà anche della crisi globale (sezione: Scuola)

( da "KataWebFinanza" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

A Palazzo madama si parler anche della crisi globale (Teleborsa) - Roma, 24 feb - Crisi economica globale, impegno militare in Afghanistan e in Medio Oriente, lotta alla pirateria e collaborazione nel settore energetico. Sono questi i principali temi che saranno sul tavolo del ventiseiesimo vertice italo-francese che si terr oggi a Villa Madama. Lo si legge in una nota di Confcommercio. Oltre a Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, che firmeranno un protocollo di collaborazione sull'energia nucleare, all'incontro parteciperanno anche i ministri degli Esteri, Franco Frattini e Bernard Kouchner, quella della Difesa, Ignazio La Russa e Herve Morin, dell'Economia, Giulio Tremonti e Christine Lagarde, dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e Jean-Louis Borloo (che avra' un incontro anche con il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli), dell'Istruzione, Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. Tremonti e Lagarde esamineranno le possibili risposte coordinate alla crisi sia per gli aspetti di carattere finanziario sia per quelli legati alla situazione dell'economia reale, con riferimento ai comparti strategici come quello dell'industria automobilistica. La crisi globale sar anche al centro dei colloqui tra il presidente del Consiglio e il capo dell'Eliseo. Il documento che verr firmato definir le linee direttrici per lo sviluppo in Italia della tecnologia Epr, ovvero quella del reattore di terza generazione che ricalca il modello francese. Inoltre, Enel dovrebbe entrare con una quota del 12,5% nel progetto che prevede la costruzione di un secondo reattore nucleare in Francia a tecnologia Epr. Nel novembre 2007 Enel ed Edf, il gruppo elettrico francese, avevano raggiunto un'intesa che da' la possibilit al gruppo guidato da Fulvio Conti di partecipare alla realizzazione di impianti nucleari di terza generazione. La societ elettrica italiana gi partecipa al progetto di Flamanville che sar attivo nel 2012 mentre la seconda centrale nucleare di terza generazione sar costruita a Penly, nel nord della Francia. Nel corso della mattinata si riunir anche il Consiglio di sicurezza e difesa, cui partecipano anche i ministri degli Esteri e della Difesa. Si parlera' della situazione in Afghanistan, in Medio Oriente e nei Balcani occidentali e dei rapporti con la Russia. Matteoli e Borloo discuteranno anche dello stato di avanzamento della Torino-Lione. In agenda anche i dossier della cooperazione bilaterale economica. Nel 2008 l'Italia si e' confermata secondo partner commerciale della Francia, con un export di 39.166 milioni di euro e un import di 34.614 milioni. In particolare, in Francia operano 630 imprese italiane con oltre 100mila occupati. 24/02/2009 - 14:58

Torna all'inizio


AL SUOR ORSOLA STAFFETTA ANTIVIOLENZA ULTIMO APPUNTAMENTO SALERNITANO PER LA STAFFETTA UDI CON... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

AL SUOR ORSOLA Staffetta antiviolenza Ultimo appuntamento salernitano per la Staffetta UDI contro la violenza sulle donne. Oggi dalle 9,30 alle 19,30, l'Anfora verrà accolta dal personale docente ed amministrativo e dalle studentesse della sede salernitana dell'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" in via Matteo della Porta, 4. Nell'Aula delle Lauree si terrà un incontro sul tema «Violenza sulle donne: riflessioni e testimonianze». PRECARI SCUOLA Presidio in maschera Oggi alle 10,30 presso l'USP di Salerno (ex Provveditorato) Presidio in maschera di precari/e della scuola e di genitori. Iropnicamente gli organizzatori (Comitato Insegnanti Precari Salerno, Comitato Genitori Alunni Disabili - Salerno, Associazione Diversabili "Insieme" - Battipaglia, Cobas Scuola Salerno) annunciano che «hanno assicurato la loro presenza all'evento: Berlusconi, Tremonti, Brunetta, Aprea e Gelmini». IN PROVINCIA L'opera di Basile Domani alle 12 nella Sala Marcello Torre (Sala Giunta) di Palazzo Sant'Agostino, avrà luogo la cerimonia di consegna, con relativa acquisizione al patrimonio dell'opera «Montagna» realizzata dall'architetto, pittore e scultore Giovanni Basile.

Torna all'inizio


SALVATORE FERRARA CAVA DE' TIRRENI. PER DIVERSI GIORNI SE NE è PARLATO SOTTOVOCE E RISE... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

SALVATORE FERRARA Cava de' Tirreni. Per diversi giorni se ne è parlato sottovoce e riservatamente nei corridoi della politica, ieri mattina, però, è arrivata la conferma dallo stesso interessato. Il presidente della Metellia servizi, Enzo Bove, lo scorso 19 febbraio, è stato condannato, in primo grado di giudizio, dalla sezione cavese del Tribunale di Salerno, ad un anno e tre mesi per esercizio abusivo della professione di psicoterapeuta. A denunciarlo un avvocato napoletano, rivoltosi all'associazione Adress, «per cercare di uscire fuori dal tunnel della cocaina di cui era vittima da vent'anni», spiega Bove, presidente della Onlus. «Sono i rischi di questa professione - si difende Bove - chiarisco che sono laureato in pedagogia, assistenza sociale e dal 1990 opero con l'associazione Adress, nel campo dell'ascolto e orientamento sulle devianze giovanili, in particolare nel settore delle tossicodipendenze. Questa vicenda è purtroppo un atto di vendetta di chi non ha voluto riconoscere il proprio fallimento, quando ho deciso di interrompere l'infruttuoso rapporto». Il professionista napoletano ha accusato Enzo Bove di «aver praticato durante i colloqui delle vere e proprie sedute di psicoterapia, attività che può essere praticate solo da chi esercita tale professione»: una tesi accolta dal giudice penale ed alla quale i legali di Bove, Federico Conte e Giovanni Giuliano, hanno già annunciato ricorso in appello. «Il nostro metodo si basa sul colloquio e la condivisione di percorsi socio rieducativi a partecipazione familiare - spiega Bove - evidentemente non si tratta di un metodo infallibile, perché presuppone la volontà e la capacità della persona ad affidarsi, fidarsi e collaborare fattivamente alla sua riuscita. Nonostante le testimonianze di moltissimi ex tossicodipendenti, ormai perfettamente reinseriti, che hanno rappresentato la piena legittimità del mio operato di assistente sociale, il giudice di primo grado ha invece erroneamente sposato l'acrimoniosa tesi dell'ex assistito, non cogliendo la sottile e pur precisa linea di confine che esiste tra la psicoterapia e la mia attività di assistente sociale, arrivando ad una sentenza palesemente ingiusta che sarà sicuramente rivista in appello coinvolgendo anche l'ordine degli assistenti sociali». Per l'Adress, la sentenza ripropone d'attualità anche il dibattito sul complesso lavoro di chi opera nel settore delle tossicodipendenze di fronte al pericolo di personalità traviate dall'abuso di sostanze stupefacenti che falliscono il proprio percorso di riabilitazione e che vede vittime illustri come il fondatore di San Patrignano, Vincenzo Muccioli e don Pierino Gelmini della comunità «Incontro» che ha una sede anche a Cava.

Torna all'inizio


RAFFAELE INDOLFI RIVEDERE I TAGLI INDISCRIMINATI ALLE UNIVERSITà PER SCONGIURARE LA FUGA DEI... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

RAFFAELE INDOLFI Rivedere i tagli indiscriminati alle Università per scongiurare la fuga dei cervelli che impoverisce il Paese. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano da Perugia, dove partecipa alle celebrazioni del settimo centenario dell'Ateneo umbro, lancia l'appello a riesaminare «decisioni di bilancio ancorate alla logica di tagli indiscriminati». Le riforme per l'Università vanno definite, ammonisce il capo dello Stato, senza abbandonarsi a «generalizzazioni liquidatorie», guardando i singoli atenei in base ai risultati e i problemi della ricerca «con coraggio», e considerando ciò che accade in Europa e nel Mondo in questo settore perchè «può suggerire» soluzioni. Napolitano prende la parola con un discorso fuori programma dopo il saluto del rettore dell'Università di Perugia, Francesco Bistoni che aveva sottolineato come l'Italia destina alla ricerca meno dell'1 per cento del Pil, mentre Spagna, Portogallo, Inghilterra, Germania, Stati Uniti, di fronte alla crisi, stanziano ingenti fondi aggiuntivi per le loro università. Bistoni aveva concluso, denunciando che «se non si corre ai ripari, ci sarà un un rapido incremento di cervelli in fuga, un'emorragia che già costa all'Italia 1,5 miliardi di euro l'anno». Napolitano parte dalle osservazioni del rettore per una riflessione sull'Università, la crisi economica e i problemi del bilancio statale, rivendicando il diritto di fare dei richiami pubblici rispetto alla «situazione difficile». La conoscenza e la ricerca, sostiene il capo dello Stato, sono «leva fondamentale per la crescita economica e sociale» perché «solo il sapere e l'innovazione» rappresentano un argine e una carta vincente nella sfida dei mercati globali. Ma in Italia, aggiunge Napolitano, si tarda a trarre le dovute conseguenze di questa che sembra una verità riconosciuta da tutti. «Questa è una verità difficile da contestare e apparentemente non contestata anche nel nostro Paese. Ma si tarda a trarne le conseguenze», rileva il capo dello Stato che fa appello a tutte le forze responsabili del Paese» affinché si impegnino a difendere, potenziare, valorizzare tutte le risorse di capitale umano «evitando la dispersione di talenti e risultati troppo spesso sottovalutati». Il presidente della Repubblica conclude auspicando «una accurata politica che sappia tenersi saggiamente in equilibrio tra il rigore della spesa e la necessità dell'investimento lungimirante». Napolitano a Perugia riceve il «grazie» della Conferenza dei rettori «per la sua continua attenzione» ai problemi dell' università e anche degli studenti «per non essersi piegato» davanti a chi chiede di cambiare principi fondamentali della Costituzione. Poco prima dell'inizio della cerimonia Tommaso Bori, coordinatore della Sinistra universitaria-Unione degli universitari, aveva fatto avere a Napolitano una «lettera di solidarietà» ed a sostegno della difesa della Costituzione, definita «bellissima, moderna, profonda». A Napolitano replica da Roma il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Quelle del capo dello Stato, dice, sono «parole sagge e condivisibili». «Il presidente Napolitano - aggiunge il ministro - è da sempre attento al tema della formazione, dell'Università e della ricerca, e credo quindi che siano parole da ascoltare con attenzione. Le preoccupazioni del capo dello Stato sono anche le preoccupazioni del governo», che ha però, sostiene, anche il dovere «ammistrativo e morale» di «eliminare gli sprechi». Replica anche il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta: «Senza nessuna polemica, ma non ci sono stati tagli indiscriminati, anzi, abbiamo salvato l'Italia con la manovra di luglio 2009-2011 pari a 36 miliardi di euro». Pd e rettori invitano il governo a dare ascolto al capo dello Stato.

Torna all'inizio


BISOGNA RIVEDERE LE SCELTE DI BILANCIO . GELMINI: PAROLE SAGGE, VOGLIAMO SOLO EVITARE GLI SPRECHI (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

«Bisogna rivedere le scelte di bilancio». Gelmini: «Parole sagge, vogliamo solo evitare gli sprechi»

Torna all'inizio


IL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO DURANTE IL SUO DISCORSO ALL'UNIVERSITà DI PERUGIA<B... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il presidente Giorgio Napolitano durante il suo discorso all'università di Perugia A destra, il ministro Gelmini

Torna all'inizio


MARCO CONTI ROMA. I RISPARMI VANNO BENE MA I TAGLI INDISCRIMINATI NON RENDONO UN SERVIZIO AL PAES... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

MARCO CONTI Roma. I risparmi vanno bene ma i tagli indiscriminati non rendono un servizio al Paese. Specie in un momento come l'attuale dove ricerca e nuove tecnologie sono l'unica àncora individuata da molti paesi per uscire dalla crisi. Non è la prima volta che il capo dello Stato interviene in difesa dell'istruzione e della formazione delle nuove generazioni. Lo aveva fatto anche a settembre in occasione dell'inaugurazione dell'anno scolastico quando, difendendo le necessità del ministro Gelmini, aveva parlato di «inevitabili tagli alla spesa». Ciò che però il capo dello Stato lamenta è l'uso «indiscriminato» della scure che si sta abbattendo nuovamente sugli atenei, con poca attenzione alle eccellenze da difendere e ai singoli sprechi da tagliare. Ieri pomeriggio il ministro Gelmini ha immediatamente replicato alle parole del capo dello Stato anche se il titolare del ministero di viale Trastevere a suo tempo condivise con moltissima difficoltà i paletti posti dal ministro Tremonti nella legge Finanziaria al suo dicastero, e non ne fece mistero anche con il presidente. Dopo i primi provvedimenti presi per contenere rapidamente le spese, fu però la stessa Gelmini a promettere una più attenta analisi, con tanto di possibile interventi necessari soprattutto per salvaguardare i fondi destinati alla ricerca che molti altri paesi europei stanno invece aumentando. Dopo il taglio alla scuola primaria con il ripristino del maestro unico, la Finanziaria triennale di Tremonti prevede un miliardo in meno nei prossimi due anni. Un taglio drastico e orizzontale che si somma a quello operato dai ministri Moratti e Mussi. Sicché il capo dello Stato ha chiesto che si usi il bisturi e non la scure e che si intervenga per difendere il comparto che più disegna il futuro di un paese industrializzato come il nostro. Ieri a palazzo Chigi nessuno aveva voglia di commentare l'invito del capo dello Stato, e si legava la possibilità di nuove risorse ad una ripresa dell'economia ancora tutta da immaginare. Resta però tra i più stretti collaboratori del premier più di una perplessità per i ripetuti interventi del Quirinale su materie che giudicano «di stretta pertinenza dell'azione di governo». Al braccio di ferro sull'uso dei decreti legge rischia ora di aggiungersi quello sulle esternazioni presidenziali che, sostenevano ieri a palazzo Grazioli, «sono in aumento proprio ora che non c'è più il Pd». Comunque sia, se sui decreti il Cavaliere ha già spiegato nell'ultimo consiglio dei ministri, che non intende mollare e che li interpreta come primario strumento di indirizzo politico, altrettanto è possibile che accada sulle risorse destinate alle università. Mollare ora ad un singolo ministro, per Tremonti significherebbe aprire un vaso di Pandora che considera chiuso per i prossimi due anni.

Torna all'inizio


Troppi tagli all'Università (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Interviene Napolitano «Rivedere le misure indiscriminate» Il ministro Gelmini replica: abbiamo deciso soltanto riduzioni di sprechi «Troppi tagli all'Università» Giubilei, Masci e Passarini PAG. 8-9

Torna all'inizio


Napolitano: Rivedere tagli indiscriminati a Università (sezione: Scuola)

( da "Sardegna oggi" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

martedì, 24 febbraio 2009 Napolitano: Rivedere tagli indiscriminati a Università ?Che la ricerca e la formazione siano una leva fondamentale per la crescita di un'economia e di una società fondate sulla conoscenza e sull'innovazione, che sole potranno reggere alle prove della competizione globale, è verità difficilmente contestabile, ma da cui si tarda e si resiste a trarne tutte le necessarie conseguenze e implicazioni.(?) Mi auguro che stiano maturando le condizioni anche per riesaminare decisioni di bilancio ancorate alla logica di tagli indiscriminati?. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto lunedì alla cerimonia per il 700° anniversario di fondazione dell?Università degli Studi di Perugia. Pronta la replica del Ministro Gelmini ?Premiare le Università migliori e tagliare gli sprechi: è questo quello che vuole fare il Governo?. -->PERUGIA - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo a Perugia alla cerimonia di celebrazione dei settecento anni dell?Ateneo, ha rivolto un appello affinché vengano valorizzate ?da tutte le forze responsabili del paese, le risorse di capitale umano e di sapere, di cui disponiamo, evitando la dispersione di talenti e di risultati troppo spesso sottovalutati e non tradotti in più alta qualità dell'occupazione e dello sviluppo?. Chiaro il riferimento all?azione del Governo che, con la legge 133, ha previsto tagli nei fondi destinati a università, scuola e ricerca. ?Mi auguro che stiano maturando le condizioni anche per riesaminare decisioni di bilancio ancorate alla logica di tagli indiscriminati?. Non si è fatta attendere la risposta da parte del ministro dell?istruzione Maria Stella Gelmini alle parole del Capo dello Stato ?Le preoccupazioni del presidente sono anche quelle del governo. La ricerca e l'università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero che in questa fase di difficoltà economica è necessario investire il denaro pubblico con attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci?. Intanto lo stesso Ministero, a supporto dell?affermazione, con una nota ha reso noti alcuni dati ?In percentuale in Italia si laureano meno studenti che in Cile, anche se nel nostro paese ci sono 95 università. Esistono più di 320 sedi distaccate a quelle centrali. Sono attivi 37 corsi di laurea con 1 solo studente e 327 facoltà con 15 iscritti. Nel 2001 i corsi di laurea erano 2444, oggi sono più che raddoppiati arrivando a 5500. Negli altri Paesi Europei, la media dei corsi dei laurea è la metà. Le materie insegnate nelle università italiane sono circa 170.000, contro una media europea di 90.000. Nessun ateneo italiano è entrato nella graduatoria delle migliori 150 università del mondo stilata dal Times. Nella classifica la prima università italiana che compare è Bologna al 192esimo posto. Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000. Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze degli studenti, aumentando la spesa in maniera incontrollata. Molte università italiane hanno i conti in rosso. L'Università di Siena, ad esempio, spende per il personale il 104% del suo finanziamento e la Federico II di Napoli il 101% con decine di milioni di euro di passivo?. --> Andrea Deidda

Torna all'inizio


Napolitano: "No ai tagli indiscriminati" (sezione: Scuola)

( da "Italia Sera" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Politica Interna Perugia/Il Capo dello Stato: ?Mi auguro che i tempi siano maturi per rivedere le scelte di bilancio?. Gelmini: ?Premiare gli Atenei, tagliare gli sprechi Napolitano: ?No ai tagli indiscriminati? Università, il Presidente della Repubblica: ?La Ricerca è leva dello sviluppo?

Torna all'inizio


Il "vizietto" di Dario. (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Anche Dario Franceschini ha fatto il suo giuramento, come quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui. "Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di "giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del "Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro". Riuscirà dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del "superdisastro" chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare ("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.") e anche Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso rosso anti veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando al dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si libererà del "vizietto" farà poca strada. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) » (11 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Feb 09 Walter, un perdente perfetto Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l'altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo sotto processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste: l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un avversario indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione organica di pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra. E ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e Bertinotti, con "baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.". Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il "colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.", "Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore fantoccio". I sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli. L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc: sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie Commenti ( 210 ) » (51 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà: 32 chilometri e mezzo, costati meno di un miliardo di euro, realizzati in meno di quattro anni. Era prima dell'ultimo ultimo governo Prodi, ricordate? Quante polemiche sulle grandi opere berlusconiane, sulla legge-obbiettivo, quanti attacchi feroci dale centrosinistra e dalla sinistra, dai verdi e dai comitati. L'Italietta del no era insorta compatta contro i cantieri, contro il piano delle Grandi opere. Inutile rivangare. Già, perché il Passante di Mestre è una realtà, serviva al Veneto e tutto il Nord Est ed è stato fatto. Quel taglio del nastro di ieri con il premier Berlusconi e il governatore del Veneto Galan sorridenti, le strette di mano alle maestranze col caschetto giallo non sono uno slogan. "L'Italia del fare" non dovrebbe essere considerato uno slogan (come fa la sinistra) ma una realtà per un Paese che investe nel futuro e nella sua modernizzazione. Per un paese che ha necessità di puntare sulle infrastrutture a servizio delle imprese, del lavoro, della competitività, dei cittadini. E che cerca di farlo fra mille ostacoli politici, burocratici, finanziari e dopo anni di ritardi che sembrano incolmabili rispetto al resto d'Europa. Fa bene Berlusconi a insistere. Stato, Regioni, enti locali in Veneto hanno dimostrato che esiste un altro modo di declinare il veltroniano "yes we can". Quattro anni fa ero a Roma e dopo la firma dell'intesa per il Passante fra governo e regione, Galan mi prese a braccetto e mi disse: "Guarda Alberto che il Passante è indispensabile e si farà. Non si ripeterà la storia dei cantieri che aprono e non chiudono mai. I soldi ci sono e quella "strada" la faremo". Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e difficile : c'è da completare la Tav, da finire la Salerno-Reggio Calabria, il Mose, le metropolitane per Roma e Milano e quant'altro indicato nel piano delle "Centro grandi opere". Ci sono 16,6 miliardi stanziati dal Cipe e ne servono ancora più di 100 per raggiungere i 125 necessari a realizzare il piano, soldi che il premier si è impegnato a reperire nei prossimi anni. Il Passante è un esempio che si può fare: indica un metodo, un percorso. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo più eclatante del piano e quello più osteggiato. Mi domando: ma perché quando ad esempio il Giappone o la Danimarca costruiscono mega-ponti sono un esempio positivo, fanno notizia in tutto il mondo e se lo fa l'Italia no? Resta un mistero o forse no, se si legge questa storia in chiave squisitamente "politica". Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (28 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Jan 09 Di Pietro tribuno senza popolo Antonio Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato. L'iscrizione è un atto dovuto dopo la denuncia presentata dal presidente dell'Unione delle Camere Penali Oreste Dominioni e del vicepresidente Renato Borzone e fa riferimento alla manifestazione tenuta dal leader dell'Idv in piazza Farnese, a Roma, durante la quale fu esposto uno striscione che faceva riferimento a una presunta non terzietà di Napolitano. (Ansa, 3 febbraio). Aggiornamento *NAPOLITANO/ PM ROMA CHIEDE ARCHIVIAZIONE INDAGINE SU DI PIETRO «Nessuna offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato» Roma, 13 feb. (Apcom) - La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'indagine a carico di Antonio Di Pietro, per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato, in relazione all'intervento del leader dell'Italia dei valori del 28 gennaio scorso. Secondo il pm Giancarlo Amato da una «lettura attenta» del complessivo discorso di Di Pietro, va escluso che il riferimento al «silenzio mafioso» abbiano avuto quale destinatario non il presidente della Repubblica ma lo stesso oratore. «Quanto alle espressioni che certamente sono state rivolte al residente Napolitano, dovendosi esse inquadrare nell'esercizio del diritto di critica che è consentito anche neiconfronti delle più alte cariche dello Stato se espresso in forme continenti (qui senz'altro ravvisabili), nessuna offesaall'onore ovverso al prestigio del capo dello Stato potrebbe essere ipotizzata». Così si afferma il pm Amato nellarichiesta di archiviazione dell'indagine a carico di Di Pietro. Secondo l'autorità inquirente è imposssibile «configurare la fattispecie prevista dall'articolo 278 del codice penale e la conseguente decisione di non richiedere l'appositaautorizzazione prevista» al ministro della giustizia. Tutta la questione è - secondo gli inquirenti - un «malinteso», che è «verosimilmente insorto per il richiamo al rispettò ed al 'silenzio' che figura in entrambe le autonome parti dell'intervento dell'onorevole Di Pietro, da prima rivolto al presidente della Repubblica, l'oratore ha detto 'ci possiamo permettere di non essere d'accordo con alcuni suoi silenzi. ma lo rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni. 'mentre in seguito - prosegue il magistrato ormai non più riferendosi al capo dello Stato, si è usata l'espressione 'lo possiamo dire o no? Rispettosamente,ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio». La vicenda Di Pietro 1. È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta critica nei confronti del presidente della Repubblica («Napolitano dorme, l'Italia insorge») a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese. Vogliono farci lo scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c'è tutto il diritto a manifestare?», si chiede protestando per il sequestro del manifesto. In una piazza «può essere accolto chi non è d'accordo con alcuni silenzi» del Capo dello Stato), prosegue. Poi aggiunge: «A lei che dovrebbe essere arbitro possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo». Di Pietro afferma poi che questa critica è «fatta del tutto rispettosamente». Quindi conclude: «Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso per questo io voglio dire quello che penso». (Ansa) Di Pietro 2. «Mi amareggia molto - dice in una nota il leader dell'Italia dei Valori - per l'oggettiva disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non ho detto, il comunicato del residente della Repubblica in merito al mio intervento di questa mattina. Ho detto e ribadisco che, a mio avviso, è stato ingiusto e ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti i tenere esposto uno striscione non offensivo, ma di critica politica». «In democrazia - prosegue Di Pietro - deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la Presidenza della Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo dello Stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché non a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati che indagano sui potenti di Stato». (Apcom) Il Tonino-pensiero è arrivato (forse) alle estreme conseguenze dell'invettiva politica con la frase e il giudizio sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (guarda il video). Dal palco, l'autonominatosi tribuno del popolo lancia il suo atto d'accusa più grave colpendo la più alta istituzione dell'Italia repubblicana. quella parola, "mafioso", rimbalza e rotola in quella piazza che oceanica non è perché Tonino sta perdendo per strada il suo popolo (dopotutto una questione morale come si è visto esisste anche per lui, il Grande Moralizzatore). Rimbalza fra lo stupore di chi l'ascolta, arriva fino al Colle ma poi ridiscende (accusa rispedita seccamente e duramente al mittente da Napolitano) verso la piazza, rimbalza ancora ed esplode come una bomba impazzita sul palco da dove è partita. In mano a Di Pietro. Che poi fa una goffa, lunare retromarcia, vorrebbe metterci una pezza "ma è peggio del buco" come scrive Antonio Polito sul Riformista. Di Pietro-Grillo-Travaglio, le madonne addolorate del giustizialismo italiano, del neo-qualunquismo politico in versione aggiornata erano insieme, in quella piazza. giusto così. Gli italiani li hanno visti all'opera, a ciascuno la sua parte nella sceneggiata sul palco di piazza Farnese, Roma, Italia. Il pubblico giudichi. Inutile stavolta spendere troppe parole su Di Pietro e i suoi amici. Una parola invece la vorrei spendere sul Partito Democratico e sul Walter Veltroni: ha già detto per due volte di aver rotto con Di Pietro, poi è andato avanti tutto come prima. Romperà allo stesso modo per la terza volta? O il centrosinistra riformista (ma lo è davvero?) dovrà aspettare che all'alba il gallo canti ancora? Walter avrà finalmente capito, come hanno già capito molti esponenti democratici, che si è avvinto in un abbraccio mortale? Già, perché Di Pietro e i neo-girotondini aspettano le elezioni europee, continuando ad alzare il tiro per prendere i voti proprio al Pd e ai cespugli della sinistra. I conti li faranno dopo. I COSTITUZIONALISTI: "IPOTIZZABILE IL REATO DI VILIPENDIO" - Leggi Il demagogo in trappola di Mario Giordano Tonino, messia al tramonto tra scandali e parole a vuoto di Filippo Facci Il gioco di Tonino è durato poco. L'antipolitica l'ha già scaricato di Paolo Granzotto E TONINO NON RISPONDE A QUESTE DOMANDE SU NAPOLI Scritto in Varie Commenti ( 153 ) » (42 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Jan 09 Vendola: "Rifondazione addio" Nichi Vendola lascia Rifondazione comunista. L'ex partito di Bertinotti perde pezzi (importanti). In un'intervista al Tg3, il governatore della Puglia annuncia: sabato a Chianciano, "chiuderemo una stagione politica e faremo i conti con la crisi travolgente della politica". La decisione di Vendola, per ora, resta individuale: "Io parlo per me, non voglio una leve militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno deve fare i conti con la propria coscienza". Poche parole che sanciscono l'inizio della spaccatura già alle viste subito dopo la vittoria di Ferrero e la conquista delle segreteria. Vendola era - o sembrava - il candidato su cui scommettere, l'uomo che Bertinotti avrebbe voluto alla guida del partito e invece. Dopo il ribaltone e la vicenda del quotidiano del partito, "Liberazione", l'addio era inevitabile. Quanti vendoliani seguiranno Nichi, e quale sarà il loro approdo? Forse la riedizione rivista, corretta e allargata dell'Ulivo post veltroniano? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (9 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jan 09 D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Tanto tuonò che Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno: Walter Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e quelle europee?). Il partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è una notizia, ormai), logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per bande intestine e dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione morale e della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il partito dei sindaci è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di voti a livello locale annusano l'aria pronti al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando che non restino solo macerie.). E incombe lo spettro del tirono all'Ulivo prodiano, rivisto e corretto. Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd non è governato". "Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva occupare di governare il partito". Massimo, intervistato da Red tv, definisce "amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd, sottolinea che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in diversi", e a proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter dice: "Io sono unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il presidente di Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di astio riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È stato sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema, non capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il partito che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il messaggio: "Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il processo fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza programmatica. Io resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono disponibile". Già, nessuna chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si sente davvero così forte da non farla? E D'Alema è davvero l'uomo giyusto per rilanciare il Pd, magari di nuovo aperto alla sinistra frammentata e distrutta (con i verdi) dalle ultime elezioni che l'hanno messa fuori dal parlamento? E come riuscirà, Walter, a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che ormai pare solo un simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma fra gli ex Ds, il centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente. Rutelli, Letta, Parisi e gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio senza rimpianti per un fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di Prodi? Pierferdinando Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta (lanciato da Cesa, segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle "alleanze di nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori in corso per quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore della Margherita, chiama già Centro Riformatore. Leggi l'articolo "Il big bang della sinistra fa risorgere l'Unione di Prodi" di Roberto Scafuri Scritto in Varie Commenti ( 50 ) » (20 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid. E nemmeno Londra (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono rimasti intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600 persone sono state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un migliaio si è riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni riscaldati messi a disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi anche in altre città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso l'aeroporto. (nella prima foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta cari amici, piaccia o non piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già, perché a leggere questa agenzia di stampa che descrive una bella nevicata praticamente in contemporanea con quella di Milano (e più o meno con la stessa quantità di neve caduta) mi sono detto: "Chissà se fosse successo a Milano.". Già, perché poteva succedere ma non è successo. Milano non è Marsiglia, per fortuna". Caos, paralisi, proteste, la sinistra contro la Moratti e Palazzo Marino, segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole aperte o chiuse (pessima la figura dell'assessore all'Istruzione della Provincia che ha annunciato ben due giorni di chiusra delle superiori, per poi essere smentito dal sindaco almeno per quel che riguardava la città). E poi il sale che mancava con i camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo, problemi e criticità, disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra scambi di tram gelati e spalatori che mancavano (si possono solo pescare da apposite liste interinali e se sono meno quel che serve ciccia.) problemi insomma tipici delle emergenze. Ovvio che in questi casi la sinistra insorga come da copione eccettera eccetera. Ma parlare di disastro mi sembra troppo per una città orgogliosa come Milano che però da un po' di tempo mostra un preoccupante propensione al lamento.). Scusate, ma io ho vissuto la Grande Nevicata del 1985 e per andare a lavorare al Giornale mi feci a piedi andata e ritorno il tragitto piazza Piola - piazza Cordusio). E ricordo pochi anni fa (giunta Albertini, vicesindaco De Corato) un'altra nevicata che provocò disagi (soprattutto per le interruzioni delle linee aeree dei tram a causa dei rami di alberi spezzati che cadevano sui fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi, disagi anche allora, proteste per il traffico a rilento e i marciapiedi non puliti (in gran parte come oggi perché troppi condomini non lo facevano in barba all'obbligo). Ricorso una ricognizione notturna di De Corato lungo le linee dei tram. Eppure nevicò molto meno. Qualcuno poi si è stupito per il fatto che sono arrivati 750 volontari dal Friuli: meno male che sono venuti, ce n'era bisogno. Mi chiedo infatti dov'erano i volontari milanesi. Meglio lamentarsi che spalare? Tanto che il sindaco ha chiesto al ministro La Russa e ottenuto, soldati per spalare la neve: sono già al lavoro (tutto il quattro ore) e dovrebbero essere circa 600, all'opera, ha spiegato il vicesindaco De Corato. Poi la polemica sull'Ecopass: meglio "auto libera". di intralciare e aumentare i disagi, chiedere a chi senza gomme da neve si è messo di traverso magari bloccando spazzaneve o autobus. Sbagliato allora l'appello a usare i mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli aeroporti chiusi (e riaperti in anticipo rispetto a quanto era stato indicato?) . A Parigi, alla vigilia di Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi negli aeroporti: strano ci sono maxi-nevicate anche in Francia.Poi se si risolve tutto è merito. della pioggia. L'importante è il "mugugno", come lo chiamano a Genova. e se qualche problema viene risolto di chi è il merito? Ma della pioggia, naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di equivoci: disagi e disservizi ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per fortuna). E faccio un piccolo aggiornamento, non è nemmeno Madrid. SPAGNA/ MADRID PARALIZZATA DALLA NEVE, AEROPORTO CHIUSO La circolazione bloccata anche nell eautostrade Roma, 9 gen. (Apcom) - Una nevicata straordinaria ha colpito Madrid e adesso la capitale spagnola è completamente paralizzata dalla neve. Mentre l'aeroporto internazionale di Barajas è stato chiuso e nessun volo arriva o parte anche le principali autostrade che portano in città sono praticamente bloccate, con incolonamenti, code e decine di incidenti. Il portavoce della direzione generale al traffico della regione ha sottolineato che la «circolazione è molto difficile in utto il centro della Spagna» e ha invitato la popolazione a «evitare di spostarsi in automobile». Il governo della regione di Madrid, in considerazione dell'eccezionalità della precipitazione (la più intensa che la storia ricordi, sottolinea El Mundo) ha organizzato un «gabinetto di crisi» per coordinare gli interventi necessari. Sul fronte previsioni, tutto lascia pensare che la situazione critica dovrebbe protrarsi almeno sino a domani. AGGIORNAMENTO DEL 2 FEBBRAIO 2009 (SENZA COMMENTO) *MALTEMPO/ LONDRA NEL CAOS PER TEMPESTA DI NEVE Bloccato Heathrow, sospeso servizio bus Londra, 2 feb. (Ap) - Aeroporti bloccati e trasporto pubblico nel caos a Londra dopo la tempesta che ha lasciato la capitale britannica sotto 10 centimetri di neve. le due piste dell'aeroporto di Heathrow sono state chiuse e oltre 250 voli cancellati, dopo che un apparecchio della Cyprus Airlines è uscito dalla pista di rullaggio senza che vi fossero danni o feriti; sospesi i voli anche al London City Airport mentre pesanti ritardi si sono registrati negli scali di Gatwick e Stanstead. In città è stato sospeso il servizio di autobus mentre ritardi e sospensioni interessano invece metropolitana e treni regionali, dopo che in alcuni punti del sudest dell'Inghilterra sono caduti 25 centimetri di neve. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) » (12 votes, average: 3.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Dec 08 Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger E' davvero un Natale indimenticabile, questo. Dire che il 2008 chiude col botto, è poco. Non voglio tediare gli amici del blog, che ringrazio tutti per la loro appassionata partecipazione alle nostre discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una pausa serve, un brindisi per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E guardiamo avanti con un po' di ottimismo. "Ecco il "berlusconiano" che instiste - direte. - anche a Natale". No, tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che m'inducono all'ottimismo sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato l'ultimo "muro di Berlino": quello della "superiorità morale" della sinistra mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato la politica italiana da Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga tutta la classe politica (di prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda delle poltrone occupate) a fare finalmente una riflessione seria. Le inchieste napoletane, la vicenda abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e quello che potrà ancora saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare il cambiamento. Non subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee e amministrative, ma poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero. Soprattutto nel centro sinistra, ancora alle prese con il "grande equivoco" della leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e dalemiani, vedremo se il Pd così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da quelle parti ci sarà un leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con nettezza fra dialogo con il governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in un caso o nell'altro, di condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento della Cgil. E fare chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di un'alleanza spuria basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino il solista che la impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi ci sono le riforme istituzionali: presidenzialismo e federalismo si intrecciano, possono rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce il cancellierato alla tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente, poteva fare di più. Lasciamo gli slogan all'opposizione (e io non sono fra quelli che ritengono importante ascoltare l'opposizione perché non è che abbia sempre torto su tutto), "con gli slogan non si mangia", diceva mio nonno operaio alla Fiat di Marina di Pisa. Il governo sul fronte della crisi si è mosso con decisione, ha messo in campo investimenti, molti provvedimenti importanti e altri ancora ne prenderà, soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo è un Natale indimenticabile e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che il Paese può farcela, che non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del qualunquismo di maniera sono davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per chiunque sia al governo. Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma chi fa è più santo". Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetto di santità. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) » (15 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Dec 08 Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Tema impegnativo, ammetto, quello lanciato sabato scorso sul "Giornale" dal nostro Stenio Solinas con un articolo dal titolo provocatorio "Perché la Destra ha paura della cultura". Tema che ha sollecitato una serie di interventi "alti" sulla questione del rapporto fra intellettuali di "area" e Popolo della Libertà pubblicati da "Giornale" e che ho deciso di raccogliere e riproporre in un dossier sul "Giornale.it" per fornire spunti di riflessione e di dibattitto anche ai lettori del blog che vogliono dire la loro, intervenire, discutere. Utile base di partenza è il secondo articolo di Stenio Solinas "Se questa Destra sceglie di fare la Dc", che riassume le posizione dei diversi interventi". Poi ci metto qualcosa di mio e chiedo, ma è davvero così? La Destra ha davvero scelto di fare la stessa strada della vecchia Balena Bianca orami defunta (almeno come partito di massa moderato)? E' proprio vero che la Destra non ha mai superato il complesso d'inferiorità nei confronti dell'egemonia culturale della sinistra che era strettamenhte legata alla "tattica del salame" (occupare posti di potere, nelle istituzioni e nella società civile in modo da poter "governare" anche dall'opposizione condizionando maggioranze speso deboli e divise?). E la Destra in un'Italia che cambia e che sta contribuendo a cambiare, ha solamente un ruolo di mera "gestione del potere" o è in grado di incidere nella cultura, nel fare cultura allargando quindi la sua area di consenso con una diversa forma di radicamento, più profonda e meno legata agli accadimenti, alle fortune o alle sfortune del governare? E infine, la Destra ha saputo trarre lezione dall'egemonia culturale della sinistra? A VOI LA PAROLA. Leggi gli articoli: "Perché la Destra ha paura della Cultura" di Stenio Solinas "Torniamo a dire qualcosa di destra" di Mario Cervi "A Destra gli intellettuali hanno tradito" di Alessandro Campi "La Destra moderna è intuizione, non riflessione" di Gianni Baget Bozzo "La destra culturalmente povera? Capisce la società più della sinistra" di Sandro Bondi "Non colmiamo il vuoto con le cianfrusaglie" di Gianfranco de Turris "Appropriazioni? No, questo è fare vera politica" di Luciano Lanna "Se questa Destra sceglie di fare la Dc" di Stenio Solinas "Destra, le cose da buttare e quelle da salvare" di Luigi Mascheroni Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (14 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in..". Anche se quanti sono non conta molto, in realtà. Bisognerebbe contare quanti studenti e quanti insegnanti sono rimasti in aula. ma questo non si può, non è politicamente corretto, soprattutto visto da sinistra. Non marciano in piazza? Non contano niente, peggio per loro. Infatti il segretario della Cgil Gugliemo Epifani grida tranquillamente dal palco "chi non è qui sbaglia". Ma è davvero così? Non è che a sbagliare, qualche volta (non sempre per carità) si proprio Epifani? Bisognerebbe chiederlo a chi non era in piazza a Roma, a chi non condivide la protesta, la sua politicizzazione, la politica del "no" ad ogni piè sospinto. Ma tant'è, ai rituali ci si abitua. L'Onda deve fare il suo corso, magari trasformandosi come si augurano molti manifestanti, in uno tsunami politico. Poco importa se si protesta contro la riforma universitaria che non in realtà ancora non c'è. Poco importa se si è posto mano alle regole dei concorsi. L'importante è dire no. E in piazza. Poi si scopre che magari la Gelmini qualcosa di giusto lo sta facendo e che non sarà travolta dall'Onda. "Onore al merito di chi cerca di rivalutare il merito" ha scritto sul Corriere il professor Giovanni Sartori. Che promuove il maestro unico, il ritorno al voto e al voto in condotta e se la prende con i tantissimi "baroncini" in cattedra troppo speso non all'altezza di ciò che dovrebbero insegnare. E che dire dell'Economist? Torna ancora sull'argomento (ma come, si schiera dalla parte del governo berlusconi?) e scrive sull'ultimo numero che la riforma della Gelmini, "merita di trovare udienza". Il settimanale dà giudizi abbastanza pesanti sullo stato dell'università italiana, prigioniera di "baroni" che hanno "potere di vita e morte accademica" e contribuiscono a alimentare i fenomeni "diffusi" del "nepotismo e del favoritismo". "Lo schema più comune è quello di uniforme mediocrità", scrive l'Economist, il quale fa notare che "nessuna istituzione italiana è nelle 100 migliori università del 20083. Negli ultimi anni i baroni, si continua, hanno esercitato "un'influenza notevole sui governi, in particolare quelli di centro-sinistra, e sono riusciti a seppellire molti tentativi di riforma". Ma ora, con "cinque università in bancarotta" il "bisogno di cambiamento è pressante", il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese". Ma no, anche il professor Sartori e l'Economist sbagliano, naturalmente. Come va fatta la riforma dell'università dovrebbero chiederlo a Epifani e ai sindacalisti in prima fila in piazza e negli istituti. Loro, di scuola, sì che se ne intendono. E i risultati in questi anni si sono visti. Senza ironia, per carità. A proposito: perché sul decreto 180 del governo che tratta di diritto allo studio, premio al merito, lotta ai baronati neanche una parola? COME FUNZIONA L'UNIVERSITA' IN GERMANIA, GRAN BRETAGNA E FRANCIA Scritto in Varie Commenti ( 119 ) » (31 votes, average: 3.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (62) Ultime discussioni Nico: Aggiungo alle parole sante di Umberto Cisotti, che sarebbe ora di ridare ai cittadini il diritto di poter... Mr Drugo: Franceschini. già stò poretto s'è preso una croce che non finisce più e noi gli stiamo pure... pino d.: Di Franceschini, mi ha colpito soprattutto l'ingratitudine. Ma come, grazie all'avversario... bill: Chiedo scusa, ma secondo voi vale la pena stare a perder del tempo parlando di..Franceschini????? Sì,... Roberto: TALITA: è perfettamente logico e lecito che Lei dissenta sulla mia interpretazione della politica... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Passante di Mestre, yes we can... - 4 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Walter, un perdente perfetto - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Usa, fiducia dei consumatori ai minimi Bernanke: "Fuori dalla crisi fra 3 anni"Bioetica, Franceschini: "Posizione condivisa" Ma Rutelli non ci staNapoli, violenza sessuale su un 12enne in centroGarlasco, già un rinvio nell'udienza per StasiNucleare, firmato l'accordo Berlusconi-SarkozyTlc, multate 5 compagnie: sanzioni da 2,8 milioniEsce la farmacista AnnachiaraAggressione con i machete in disco: un morto e cinque feriti tra i cinesiI puristi dello yoga contro i piratiA Discovery 3 si può chiedere l?impossibile Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille February 2009 M T W T F S S « Jan 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 Archivio dei post February 2009 (3) January 2009 (4) December 2008 (2) November 2008 (2) October 2008 (2) September 2008 (4) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Fattoriadellacomunicazione's Weblog: Lessico provvisorio (università 2008) Recent Posts Il "vizietto" di Dario Walter, un perdente perfetto Passante di Mestre, yes we can. Di Pietro tribuno senza popolo Vendola: "Rifondazione addio" D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid. E nemmeno Londra (per fortuna) Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Quell'Onda che non travolge le Gelmini Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2009 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti

Torna all'inizio


Cisl: Le scuole lombarde verso il dissesto economico (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Cisl: Le scuole lombarde verso il dissesto economico (24/2/2009 18:41) | (Sesto Potere) - Milano - 24 febbraio 2009 - “A cinque mesi dalla chiusura delle scuole mancano le risorse necessarie per pagare i supplenti e sono a rischio i compensi dei commissari per gli esami di Stato. Dall'inizio dell'anno scolastico gli Istituti sono stati costretti a onorare gli impegni di spesa utilizzando le proprie risorse. Ora sono al tracollo e già gli Istituti bancari fanno difficoltà a stipulare convenzioni di cassa con le scuole. La denuncia è della Cisl Scuola della Lombardia che, insieme al coordinamento dei Dirigenti scolastici, ha incontrato ieri il direttore generale Anna Maria Dominici per sottolineare la situazione di grave criticità economica delle Istituzioni scolastiche, a causa dei mancati finanziamenti ministeriali. Difficoltà sono presenti in tutta la regione: le scuole lecchesi reclamano un credito complessivo di 3 milioni di euro; nella provincia bergamasca si raggiungono punte di 640.000 euro con una media per istituto di 180.000 euro; nel varesotto la media si aggira intorno agli 80.000 euro per ogni istituzione, mentre nella provincia di Brescia si toccano punte di 500.000 euro con una media che si aggira attorno ai 100.000 euro; un Istituto della Valtellina vanta un credito da parte del ministero dell'Istruzione di 292.000 euro. Analoga la situazione nelle restanti province lombarde. In molte scuole, in caso di assenza dei docenti, si ricorre alla distribuzione degli alunni in altre classi e all'annullamento dei progetti qualitativamente rilevanti. "Chiediamo una revisione dei parametri di calcolo utilizzati per il finanziamento delle scuole, che sono inadeguati rispetto alle reali necessità di ciascun istituto - ha sottolineato al termine dell'incontro il segretario generale del sindacato Scuola della Cisl, Renato Capelli -. Il perdurare di questa situazione, diffusa in tutti i territori, sta creando nei bilanci delle scuole progressivi squilibri di natura contabile. Per evitare una 'deriva dequalificante', abbiamo chiesto al direttore Dominici di sollecitare l'intervento del ministero dell'Istruzione e di quello dell'Economia". "La Cisl scuola Lombardia - ha concluso Capelli - è impegnata a contrastare azioni di smantellamento della scuola pubblica statale, già esposta a tagli dell'offerta formativa e di personale, conseguenti all'applicazione della manovra finanziaria e dei regolamenti predisposti dal ministro Gelmini".

Torna all'inizio


Mariastella Gelmini : "Niente tagli ma più internet nelle scuole" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 24-02-2009)

Argomenti: Scuola

Mariastella Gelmini : "Niente tagli ma più internet nelle scuole" (24/2/2009 19:00) | (Sesto Potere) - Roma - 24 febbraio 2009 - "Lo studio dell?informatica e? parte integrante del percorso formativo nella scuola primaria, come nelle altre scuole di ogni ordine e grado. Gia? alle elementari sono a disposizione dei ragazzi gli spazi e gli strumenti necessari per utilizzare il computer e navigare su internet con la guida di un maestro che dispone di un adeguato monte ore per i diversi apprendimenti. Nella scuola elementare l?insegnamento dell?informatica svolge un ruolo trasversale interagendo con tutte le altre materie". Lo ha precisato una nota del Ministero dell?Istruzione, della Ricerca e Università, Mariastella Gelmini , rispondendo alle voci secondo cui il Governo starebbe pensando a tagliare l?insegnamento dell?informatica e internet a scuola."Le recenti innovazioni, come le lavagne interattive multimediali o la possibilita? di scaricare i libri di testo direttamente da internet sono esempi concreti di una progressiva introduzione delle nuove tecnologie nella scuola elementare e media. Inoltre, si stanno preparando le competizioni nazionali di informatica aperte a tutti gli alunni della quinta elementare e della terza media. L?obiettivo e? quello di valorizzare sempre di piu? le potenzialita? dell?informatica in tutti gli ordini e gradi di scuola. Per questo motivo affermare, come hanno fatto alcuni organi di stampa, che lo studio dell?informatica diventera? meno importante rispetto al passato e? totalmente privo di fondamento".

Torna all'inizio


Venti milioni di euro in gioco nell'ex caserma (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Retroscena I risvolti del taglio di Economia sulla nuova sede Venti milioni di euro in gioco nell'ex caserma CLAUDIA CANEGALLO ASTI Il taglio del primo anno di Economia si tradurrà in una riduzione di un centinaio di studenti, nella sede universitaria astigiana. Tanti erano, in media, le nuove matricole del corso di laurea più vecchio di Astiss. In prospettiva, però, la contrazione nel numero di iscritti sarà più pesante: Economia, infatti, con i suoi 380 studenti, da sola rappresenta quasi il 50 per cento di tutta la sede di via Testa, che complessivamente conta circa 800 ragazzi. Sempre stando ai numeri, Economia costa 250 mila euro sul bilancio di 1,8 milioni annui del Consorzio Astiss. «Si tratta dell'indirizzo più "caro", fra tutti quelli attivati - spiega il direttore, Francesco Scalfari - Altri, come Scienze motorie e Scienze infermieristiche, pesano per circa 120 mila euro l'anno. Ma non si deve fare l'errore di pensare che Astiss finanzi interamente questi corsi». Per un triennio come Economia di Asti, infatti, si arriva a spendere circa quattro volte tanto, soldi che in questi anni, in gran parte, sono stati spesi dalla facoltà di Torino. A imporre il taglio, però, non sarebbero questioni strettamente economiche, nonostante gli annunci del ministro Gelmini. «La riforma dell'ordinamento ci impone un numero minimo di docenti per ogni corso di laurea - spiega il preside Sergio Bortolani - Con i 160 insegnanti di cui dispongo, già adesso non posso far partire tutta l'offerta formativa di cui avrei bisogno a Torino, figuriamoci le sedi decentrate». La legge impone anche che arrivati a 230 iscritti, il corso sia replicato, da qui la carenza di docenti della sede torinese. «Il fatto che non parta il primo anno nel 2009 - aggiunge il preside di Economia - non significa che Asti per noi sia definitivamente persa. Abbiamo, anzi, un progetto serio, per un corso unico, incentrato proprio sulle specificità astigiane». In altre parole, un corso di Economia in chiave «vitivinicola», magari per la gestione di un'azienda o rivolto al marketing dei prodotti del territorio. La proposta, però, è condizionata alla disponibilità degli astigiani di investire nel progetto. «Se Asti è disposta a incardinare cinque o sei ricercatori - chiarisce Bortolani - noi aggiungeremo i due o tre docenti che mancano. Ma devono darci una risposta». Proprio su questi temi si interrogherà il Consiglio di amministrazione del Consorzio, convocato per venerdì. «Pensavamo di essere ancora in tempo per il 2009 - rivela il presidente di Astiss e della Fondazione, Michele Maggiora - Scopro adesso che la decisione di non attivare il primo anno è già stata presa. In ogni caso, dobbiamo capire quanto ci costerà l'operazione. Impegnarsi ad assumere i ricercatori per una decina di anni non è cosa da poco». Di impegni economici, per l'università, Asti se ne è già assunta. La nuova sede, in fase di costruzione nella ex caserma «Colli di Felizzano», è un esempio. I due lotti di lavori già partiti, e che dovrebbero concludersi entro il 2009, con l'allestimento di aule e laboratori, sono costati circa 6 milioni di euro. Ma il progetto complessivo del «Campus», che comprendeva uffici, foresteria, palestre, parcheggio e aree per il tempo libero, prevedeva una spesa di oltre 20 milioni di euro. Oggi, se Economia non fosse sostituita da altri corsi, e soprattutto se i tagli agli indirizzi astigiani continuassero (ad esempio con Scienze motorie o Scienze infermieristiche), il numero di studenti sopravvissuti sarebbe di gran lunga esiguo, rispetto ai numeri (1500-2000 studenti) per cui le aule sono state progettate. A preoccupare, infatti, è anche l'intenzione, espressa più volte dagli amministratori di Comune e Provincia, di tagliare i corsi «doppione», nonostante gli ottimi risultati raggiunti da alcuni delle «specializzazioni» più «giovani», come Scienze Infermieristiche o Scienze Motorie. Basti pensare che solo un paio di mesi fa sono stati proclamati una cinquantina di infermieri, che saranno assunti tutti entro fine anno dall'Azienda sanitaria di Asti.

Torna all'inizio


"Non trasferite la scuola di San Pietro del Gallo" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

CUNEO. CONSIGLIO RINVIA LA DECISIONE "Non trasferite la scuola di San Pietro del Gallo" Cinquanta genitori hanno protestato in Comune [FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO Si sono presentati in 50 ieri al Consiglio comunale per dire «no» al trasferimento delle Elementari di San Pietro del Gallo. La sede nella frazione ospita 35 alunni (uno in più rispetto allo scorso anno scolastico) in 3 classi. L'intenzione del Comune è creare una Materna anche per Passatore trasferendo così le Elementari nella frazione ritenuta più baricentrica. Tra gli abitanti di S. Pietro del Gallo ieri in Comune c'era anche Cristiano Stoppa: «Una scuola rimessa a nuovo nel 2002 con 350 mila euro. Serviranno altri lavori e altre spese: uno spreco. Manderò i miei figli a S. Benigno o Roata Rossi, non certo a Passatore». «La nostra frazione un tempo ospitava anche la Media - dice Ersilia Garelli, ex insegnante in pensione della scuola -. La struttura ha palestra e ascensore: è perfetta». Un'altra mamma, Antonella Giraudo: «La decisione è stata presa e noi siamo stati messi di fronte al fatto compiuto il 22 gennaio». Poi la discussione in Consiglio sull'ordine del giorno firmato da 16 consiglieri di minoranza per impedire la chiusura. Giuseppe Tecco (Cuneo Attiva): «La minoranza non è stata informata. Fate un passo indietro». Il sindaco Alberto Valmaggia: «La riforma Gelmini ha queste conseguenze. Servono classi di almeno 15 alunni, non 10 come è stato finora. Non ci sono i numeri per classi autonome». «Non sono state consultate scuole e genitori. Domani sarà la volta di altri accorpamenti nelle frazioni, decise sulla testa dei cuneesi»: ha detto Luca Pellegrino (Parola per Cuneo). L'assessore ai Servizi sociali Erio Ambrosino, che prima ha ripercorso tutti gli incontri tra novembre e gennaio con le frazioni dell'Oltrestura: «Ci siamo incontrarti con le famiglie, presenti consiglieri di tutti gli schieramenti e la preside dell'istituto comprensivo Oltrestura, Maria Rosa Bellino: la dirigente ha spiegato le difficoltà su Passatore e San Pietro. È stato dato un questionario alle famiglie: all'unanimità hanno votato a Passatore per avere un polo delle Elementari e la maggioranza di San Pietro del Gallo per la materna. Il rischio era la chiusura. La decisione sarà presa solo la prossima settimana, quando sapremo il dato sulle preiscrizioni». Mauro Mantelli (Pd) ha proposto alcuni emendamenti per rinviare la discussione in commissione, convocata domani.Fabio Panero («Molti dalle frazioni scelgono di andare sull'Altipiano dove c'è il tempo pieno da 40 ore e non le 27 ore settimanali come nella frazione»), Silvio Falco («Pluriclassi non utili per i ragazzi»), Emiliano Rosso («Discussione ampia e democratica»), Giancarlo Arneodo («Sono frazionista: ma già oggi un bimbo su quattro studia sull'Altipiano»). Per la minoranza Ezio Delfino («La riforma Gelmini è solo uno schema e non ha valenza giuridica: solo Cuneo in tutta la Granda sta già procedendo a razionalizzazioni») e Carlo Alberto Parola («Ci state dicendo che avete già scelto e non si tornerà indietro»). Dopo oltre due ore e mezza di dibattito il voto: 39 sì a ridiscutere tutto domani in commissione.

Torna all'inizio


Gli stupratori sono italiani in sei casi su dieci: dati del Viminale, dai quali risulta che gli epis... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Gli stupratori sono italiani in sei casi su dieci: dati del Viminale, dai quali risulta che gli episodi sono comunque in calo. Nella classifica al secondo posto ci sono i romeni, responsabili del 7,8% delle violenze. In terza posizione i marocchini con il 6,3%. Il ministro Gelmini annuncia corsi anti-violenza nelle scuole. Ieri orrore a Napoli: dodicenne violentato in centro. Caccia al pedofilo.

Torna all'inizio


la gelmini "copia" il corso di tavagnacco (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 14 - Regione La Gelmini "copia" il corso di Tavagnacco SPORT E SCUOLA UDINE. Dall'anno scorso, da quando cioè la scuola media di Tavagnacco ha varato l'indirizzo sportivo, unico esempio in Italia con sei ore di educazione fisica la settimana, l'istituto friulano è meta di dirigenti scolastici da tutto lo stivale che arrivano in Friuli proprio per copiare quel modello. Che ora sbarca direttamente al Ministero della pubblica istruzione intenzionato più che mai a copiarlo. Una recente riunione tra il presidente del Coni, Gianni Petrucci e il ministero Mariastella Gelmini, infatti, ha posto le basi per una stretta collaborazione tra la scuola e l'ente che governa lo sport in Italia. Per anni l'istituzione scolastica e quella sportiva si erano praticamente ignorati. «Ora molto sta cambiando - , spiega l'onorevole Manuela Di Centa (Pdl) - vogliamo far interagire scuola e sport, fare entrare i valori dello sport in classe come valori educativi, facendo entrare a scuola i campioni, migliorando l'integrazione grazie ai Giochi della Gioventù, collaborando sul territorio con le associazioni e il volontariato». Proprio quello che da un anno si fa a Tavagnacco. E così l'ideatore della scuola dello sport di Tavagnacco (dopo l'esordio lo scorso anno della classe prima, ora si prosegue a gonfie vele con una prima e una seconda), il professor Claudio Bardini, è stato chiamato a far parte della commissione ristretta ministeriale che tratterà di temi di educazione fisica nelle scuole (domani il debutto). L'obiettivo è quello di incrementare le ore di educazione fisica partendo dalle scuole dell'infanzia fino alle superiori proprio copiando il modello Tavagnacco. «Intanto - spiega Patrizia Pavatti, della direzione scolastica regionale - già dal prossimo anno scolastico, sulla scia del progetto Tavagnacco, le ore di educazione fisica aumenteranno nelle scuole primarie di alcuni istituti comprensivi».

Torna all'inizio


troppi dubbi solo metà bimbi iscritti a scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Un caso a Ponsacco Troppi dubbi solo metà bimbi iscritti a scuola PONSACCO.A poche ore dalla chiusura delle iscrizioni alla prima elementare, solo il 50% delle famiglie ha presentato le domande all'istituto comprensivo Niccolini. Una situazione dovuta anche alla riforma Gelmini, che ha portato a un ritardo di circa un mese sul normale iter per questa operazione, ma anche a una prassi da parte dei residenti a Ponsacco. «Ogni anni succede questo - spiega la preside Maura Biasci - perché i genitori aspettano l'ultima settimana prima di iscrivere i loro figli a scuola. Da parte nostra abbiamo fatto le assemblee e diffuso il programma formativo attraverso materiale cartaceo e il nostro sito internet. Siamo a lavoro per raccogliere i moduli e prepararci alla comunicazione al provveditorato di Pisa. Certo è che anche la riforma Gelmini ha creato qualche ritardo. Negli anni passati la procedura cominciava dal rientro a scuola dopo le vacanze di Natale. Questa volta, invece, abbiamo dovuto attendere alcune circolari in cui venivano spiegati i cambiamenti in atto dopo la riforma. E così tutto è slittato di circa un mese». Il termine per iscrivere i bambini alla scuola elementare scadrà sabato prossimo. I potenziali iscritti alla prima elementare per il comune di Ponsacco sono 165 giovani studenti, provenienti dalla scuola materna. Secondo l'assessore alla pubblica istruzione Fabrizio Lupi non ci saranno particolari inconvenienti. «Credo che tutto andrà per il meglio - dice - anche perché con un tale bacino d'utenza non si rischiano tagli alle classi. Anzi, semmai si tratterà di valutare il numero di domande presentate dalle famiglie che desiderano il tempo pieno per i loro figli. Da parte nostra non ci sarà alcun problema per accogliere le richieste dei genitori. Chiaramente, non potremo dare risposte alle singole necessità, ma in caso di numeri adeguati sapremo adeguare la nostra offerta». Alla scuola di Val di Cava, per esempio, la proposta formativa formulata per l'anno prossimo prevede il modulo a 40 ore. L'altro giorno, un gruppo di genitori ha incontrato proprio la preside Biasci e l'assessore Lupi, i quali hanno dato la loro disponibilità a organizzare classi con moduli a 30 ore, a fronte di un'adeguata richiesta. «Basterà segnalare nella domanda d'iscrizione - spiegano i genitori - la richiesta del modulo a 30 ore invece di quello a 40 ore».

Torna all'inizio


assemblea sugli edifici scolastici (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

CENTRO STORICO Assemblea sugli edifici scolastici LUCCA. Stasera si terrà un'assemblea pubblica alla scuola Giovanni Pascoli sul tema dell'edilizia scolastica nel centro storico. L'idea è nata da una richiesta fatta dai consiglieri del Pd della circoscrizione Centro, appoggiata poi dal consigliere di Rifondazione, ed aveva nell'intenzione dei proponenti un duplice obiettivo: da un lato quello di parlare appunto delle condizioni in cui riversano i plessi scolastici del centro storico di competenza dell'amministrazione comunale, dall'altro quello di illustrare ai cittadini quelli che su tali scuole saranno gli effetti della riforma del ministro Gelmini. Su quest'ultimo punto, però, non si è trovata l'intesa con la maggioranza del consiglio di circoscrizione, che ha ritirato la propria adesione all'assemblea.

Torna all'inizio


il convegno contestato si farà (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Dopo la lettera di protesta di Allievi, Curi e Zatti, l'arrivo di monsignor Fisichella al Bo diventa un caso Il convegno contestato si farà Milanesi: l'università ospita l'evento, non lo promuove IL RETTORE «Il nostro ateneo continuerà a essere aperto» Il giorno dopo la lettera aperta inviata al mattino dai docenti universitari Stefano Allievi, Umberto Curi e Paolo Zatti sul convegno di bioetica che sarà ospitato al Bo, esplode la polemica. «L'incontro - assicura l'organizzatrice Patrizia Burra - si svolgerà regolarmente». Ma di che si tratta? Venerdì 6 marzo, dalle 17 alle 19, nella Sala dei Giganti del del Liviano, si parlerà di «Etica nella medicina dei trapianti e delle cellule staminali»: vi parteciperanno, in veste di ospite d'onore, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (esponente di Comunione e liberazione) che interverrà con un discorso introduttivo, e monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia Pro vita. La sua è l'unica relazione prevista, senza alcun contraddittorio. I saluti d'uso, invece, saranno numerosi: Vincenzo Milanesi, magnifico rettore; Giorgio Palù, preside della facoltà di Medicina; Adriano Cestrone direttore generale dell'Azienda ospedaliera; Riccardo De Gobbi, segretario dell'Ordine dei medici; Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti; Giampietro Rupolo, coordinatore veneto dei trapianti nonché direttore di piani e programmi socio-sanitari della Regione; Giampaolo Braga, vicedirettore di Corit (Consorzio per la ricerca sul trapianto degli organi); e infine Jacopo Sartori presidente dell'associazione culturale universitaria «Antonio Rosmini». A condurre sarà Elisabetta Copetti e le conclusioni saranno affidate a Patrizia Burra presidente della fondazione onlus Marina Minnaja. LE VOCI CRITICHE. La polemica è stata sollevata da tre docenti dell'ateneo: Stefano Allievi, Umberto Curi e Paolo Zatti, che insegnano - rispettivamente - sociologia, filosofia e giurisprudenza. Sulle pagine del mattino, hanno contestato «Questa scelta chiusa al dibattito e di parte, del tutto legittima in qualunque altro contesto, in sede universitaria, luogo per eccellenza dell'educazione al pensiero critico, dispiace e sconcerta». «Perché su temi così importanti», hanno affermato «che coinvolgono ragione ed emozione, fede e scienza, e producono un immenso dibattito social, si preferisce la ricerca dell'egemonia alla discussione critica». Dal rettorato, in serata, è giunta una nota laconica. Praticamente, il Bo se ne lava le mani: «Il nostro Ateneo - precisa Milanesi - continuerà ad essere aperto, così come è sempre stato sinora, a tutte le idee diverse da quelle che chiunque altro vi può esprimere, purché sia rispettato il principio che impone alla manifestazione di tutte le idee di porsi sul piano della necessaria profondità dell'analisi scientifica e culturale e non su quello della superficialità della mera propaganda». «Non è tuttavia nei poteri del rettorato, che deve essere garante della libertà di espressione del pensiero - aggiunge il Magnifico - impegnarsi direttamente nella predisposizione di incontri in cui vengano presentate posizioni alternative ad altre espresse in convegni autonomamente organizzati da docenti dell'Ateneo». COSI' I PROMOTORI. «Questa non sarà la sede adatta per le domande, per il confronto. L'evento prevede l'intervento di monsignor Fisichella che abbiamo invitato perché vogliamo sapere cosa ne pensa la Chiesa». Patrizia Burra, l'organizzatrice, è chiara in proposito, e aggiunge: «Il confronto è obbligatorio ma aspettiamo l'intervento di Fisichella da sei mesi; ci saranno altre occasioni per uno scambio di opinioni. E agli studenti che promettono contestazioni dico di venire a trovarmi dove lavoro, in ospedale e poi di riparlarne. Non ho alcun problema ad incontrarli». COLLETTIVO STUDENTI. «Vogliamo che l'incontro venga cancellato. Se così non fosse, assedieremo Palazzo del Bo con una contestazione studentesca mai vista. Faremo come alla Sapienza di Roma, quando a gennaio del 2008 era attesa la visita di Papa Ratzinger». Monsignor Fisichella, sempre che alla fine decida di presentarsi al convegno (il Papa finì con l'annullare la visita), si dovrà allora aspettare fischi e contestazioni: Il collettivo della facoltà di Scienze politiche promette battaglia e annuncia di chiamare a rinforzi tutte le facoltà che compongono, dallo scorso autunno, la cosiddetta Onda anomala studentesca. Solo che questa volta l'onda non marcerà contro il ministro dell'istruzione Gelmini, bensì «Contro l'ateneo, perché, anziché favorire il dialogo, mette il bavaglio a scienza e cultura che invece devono essere libere per definizione». A parlare è Omid Firouzi, portavoce nonché dottorando in Scienze politiche, che incalza: «Fisichella rappresenta le gerarchie della Chiesa, il suo pensiero autoritario, a-scientifico e intollerante». «E' inaccettabile, tutto questo», alza la voce, «anzi è impensabile. Invaderemo l'università e la città». L'AIDO. «Siamo stati invitati e, anche se non potremo intervenire, ci saremo. Questo convegno, però - spiega il segretario veneto dell'Associazione donatori di organi, Bertilla Troietto - è poco opportuno, nei tempi intendo. L'opinione pubblica soffre ancora i postumi emotivi del caso Englaro, credo bisognerebbe riparlarne, a mente fredda, fra sei mesi». (Morena Trolese)

Torna all'inizio


Sfilano i carri, maxifesta per 60 mila (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Solo un gruppo ha preso di mira il ministro Gelmini e la sua riforma della scuola. Maschere e duelli di bombolette, dominano papi, suore e preti Sfilano i carri, maxifesta per 60 mila Satira assente, vince Quarto d'Altino davanti a Selva, Maserada e Cendon Graziati dal bel tempo bambini e famiglie hanno invaso la città Disagi per l'assalto Gran lavoro per i vigili Grande successo ieri pomeriggio per la tradizionale sfilata dei carri, che ormai da tanti anni caratterizza il Carnevale trevigiano. Sono stati tra i 60 e i 70 mila, infatti, i bambini e gli adulti che si sono dati appuntamento in centro storico per festeggiare l'evento. Complice il bel tempo, che almeno nella prima parte del pomeriggio ha regalato ai partecipanti un anticipo di primavera, il centro non ha tardato ad affollarsi di maschere di ogni genere. «Stimiamo la presenza di quasi 100.000 persone - ha affermato l'assessore comunale Andrea De Checchi - meglio dello anno scorso. Allora Carnevale era caduto quindici giorni prima, e il freddo si era fatto sentire». Ma più realisticamente si oscillava fra i 60 e i 70 mila, complice la temperatura decisamente più mite e «benefica». Fate turchine, Zorri, Batman e Spiderman: non mancava proprio nessun personaggio ieri tra le strade di Treviso per celebrare la festa dell'allegria. Ma se tra i bambini i supereroi l'hanno fatta da padrone, tra gli adulti è exploit di religiosi: suore, frati e monache, persino il Papa, ha tenuto banco un vistoso pontefice intento a impartire benedizioni. Le celebrazioni per il Carnevale, cominciate già domenica con lo spettacolo degli Alcuni, sono state affidate alla regia di Carlo Balljana, noto scultore. Il clou della manifestazione, gemellata quest'anno con il celebre Carnevale di Viareggio, si è tenuto in piazza dove alla presenza del vicesindaco Gentilini, la giuria di esperti, ha votato i 23 carri in concorso. Il primo premio è stato assegnato al Gruppo amici di Quarto d'Altino, che ha sbaragliato i concorrenti con un coloratissimo carro sul tema «Il tempo vola». Il secondo premio, invece, è andato a Selva del Montello, mentre Maserada e Cendon di Silea si sono aggiudicati il terzo posto a pari merito. A tutti i partecipanti è stato consegnato un riconoscimento e una busta contenente il contributo offerto come ogni anno dal Comune. I ventitrè carri che hanno sfilato quest'anno, scelti tra i 47 gruppi che hanno partecipato alle selezioni, si sono contraddistinti per grande qualità tecnica, ma hanno un po' deluso chi si aspettava di approfittare del Carnevale per dar libero sfogo alla satira politica o a quella di costume. Uno solo il carro che ha preso di mira i politici, quello del gruppo di Porcellengo intitolato «Gelminator» e dedicato al maestro unico e alla riforma della scuola che incombe. In tempi di crisi, anche la satira vera boccheggia. (Chiara Ferretto)

Torna all'inizio


il veneto ha bisogno del tempo lungo (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA/1 IL VENETO HA BISOGNO DEL TEMPO LUNGO Sono più di 1000, le classi a tempo lungo che in Veneto rischiano di sparire il prossimo settembre con l'avvio del nuovo anno scolastico, quello della riforma Gelmini per intenderci. Questa novità che entra nelle scuole come uno tsunami che spazza via il lavoro di anni, penalizza in modo particolare il nostro Veneto, che di eccellenza ha molto, compreso il mondo della scuola, quella primaria in particolare, che figura ai primi posti nella classifica europea per la qualità dell'insegnamento e della preparazione dei nostri ragazzi. Di questo migliaio di classi a tempo lungo, più della metà, 550 circa, sono presenti nella provincia di Padova, e di queste, 149 si trovano nel capoluogo. Eccezioni del genere non sono presenti in nessun altra provincia d'Italia ed è per questo che la nostra Regione, il Veneto produttivo e d'eccellenza dovrà nuovamente chinarsi ad un taglio di costi, mascherato da riforma, che penalizza il virtuosismo di un area del paese che chiede maggiore riconoscimento per quello che da alla nostra Nazione. Il federalismo del quale molti nostri parlamentari veneti si sono fatti carico a Roma, dovrebbe passare anche dalla scuola, scuola che da noi funziona, e che è attenta alle mutate necessità delle famiglie che hanno i figli che le frequentano. Grazie all'impegno dei loro dirigenti scolastici ed alla disponibilità degli insegnanti, da vent'anni ormai, il tempo lungo è realtà e caratteristica della nostra Regione ed in particolare della nostra Provincia. I veneti ed i padovani in particolare hanno bisogno del tempo lungo, perché il tempo pieno non si può più avere dal 1990, legge 148, e perché, se ti vuoi comprare una casa devi lavorare in due, se vuoi dare una vita dignitosa ai tuoi figli devi lavorare in due, se sei separato devi lavorare per due e la necessità per molte famiglie di avere il tempo lungo, diventa un bisogno reale una necessità e non un'egoistica richiesta di «parcheggio» per i propri figli, come qualche politico poco attento, o senza figli, liquida troppo frettolosamente! Un consiglio ai nostri parlamentari locali; ascoltate la gente, mescolatevi tra i genitori che aspettano i figli all'uscita da scuola ed ascoltate di cosa parlano. Sicuramente non parlano di chi sarà il nuovo sindaco di Padova o delle dimissioni di Veltroni, della riforma della giustizia o del festival di Sanremo, ma parlano di scuola e dei problemi che questa riforma darà, ancora una volta, alla gente veneta. E' con grande sollievo che si apprende l'intenzione dell'assessore regionale alla Formazione Elena Donazzan di perorare la causa del tempo lungo nelle scuole venete presso il Ministro Gelmini: i parlamentari dovrebbero sostenere all'unanimità tale iniziativa, così come stanno facendo i sindaci, i nostri amministratori locali. Tutti si domandano perché si agisca in ordine sparso senza coordinamento, perché andiamo sulle prime pagine dei giornali solo quando un piccolo comune di un migliaio di anime chiede di essere annesso al trentino e nessuno si muove quando si mettono in difficoltà migliaia di famiglie padovane e venete in generale? Bene quindi il coraggio dei sindaci e dell'assessore Donazzan, adesso parlamentari, se ci siete, battete un colpo, di sicuro chi risolverà questo problema avrà un grosso riconoscimento... elettorale. Fabrizio Zanardi presidente del Consiglio d'Istituto del 6º Istituto Comprensivo di Padova

Torna all'inizio


i rischi della riforma gelmini arrivano in consiglio comunale seduta domani sera a villatora (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 29 - Provincia I rischi della riforma Gelmini arrivano in consiglio comunale Seduta domani sera a Villatora SAONARA. La discussione sulla salvaguardia del «tempo prolungato» nelle classi della scuola primaria e secondaria inferiore aprirà la seduta del consiglio comunale, che è in programma domani sera alle 21 nell'auditorium delle scuole di Villatora. Obiettivo dell'assemblea, è quello di arrivare ad una mozione comune tra maggioranza e opposizione che richieda l'equiparazione al tempo pieno del tempo prolungato, non contemplato dalla riforma Gelmini. «Mi sono attivato sin da settembre per difendere il tempo prolungato, una peculiarità del Veneto - dichiara il sindaco Andrea Buso - Non si tratta di una lotta politica ma di un indispensabile aiuto per le famiglie». Con l'abolizione del tempo prolungato, infatti, quasi 250 ragazzi di Saonara uscirebbero da scuola non più alle 15,30 ma alle 13,15: orario nel quale sovente entrambi i genitori si trovano ancora al lavoro. La richiesta di affrontare il tema durante la seduta del consiglio comunale era stata avanzata nei giorni scorsi anche dal gruppo di minoranza. Il testo della mozione in discussione è stato presentato giovedì della scorsa settimana al Consiglio d'Istituto; mentre il Comitato dei genitori ha avviato una raccolta di firme per sostenere il tempo pieno o almeno mantenere l'orario che oggi è in vigore. Al consiglio comunale di domani sera è annunciata la presenza della dirigente scolastica Paola Passatempi, della presidente di Consiglio di Istituto Lorenza Albertin e del presidente del Comitato dei genitori, Luca Parrella. (p.r.)

Torna all'inizio


basta contestazioni alla riforma maestri, rispettate chi è favorevole (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

di Cristina Salvato «Basta contestazioni alla riforma Maestri, rispettate chi è favorevole» Alcuni genitori «Il problema viene strumentalizzato» LIMENA. La campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative di Limena si potrebbe giocare anche sul tema caldo della scuola e della riforma Gelmini (nella foto), con una strumentalizzazione della confusione che sta regnando adesso tra i genitori, gli insegnanti e i dirigenti scolastici. Questo denunciano alcuni genitori di alunni che frequentano la scuola elementare Manzoni, che invitano a ridimensionare i toni e le iniziative in atto in questi giorni. «Siamo stanchi di tutti i volantini che ci vengono distribuiti quando accompagniamo i nostri figli a scuola, dei cartelloni "No Gelmini" appesi alla rete della scuola per mesi, delle locandine che, tolti questi, hanno preso il loro posto - commenta questo gruppo di genitori - Siamo soprattutto stanchi delle raccolte firme». Già a novembre, quando si era iniziato parlare della riforma scolastica, i genitori si erano premuniti di organizzare una petizione per chiedere «il tempo pieno» a regime per ogni classe prima entrante; ma anche per richiedere «il tempo lungo» per le classi attuali, dalle seconde alle quinte. Adesso alla Manzoni i bambini frequentano la scuola dal lunedì al giovedì dalle 8.10 alle 15.35 ed il venerdì dalle 8.10 alle 12.30. Il pomeriggio di venerdì è facoltativo e coperto grazie ad una cooperativa a pagamento. Con la raccolta firme di novembre, secondo i genitori, tutto questo era già stato garantito. «In questi giorni un comitato ha proposto una nuova raccolta di firme - sostengono questi genitori - ma ci chiediamo che senso abbia, visto che ciò di cui avevamo bisogno lo abbiamo già ottenuto. Crediamo che il vero problema sia in realtà la campagna elettorale per le elezioni che si avvicinano. Noi genitori non abbiamo mai visto questa confusione, creata prima nei genitori e poi strumentalizzata. Proteste per la precedente riforma Moratti e per le compresenze tolte dal ministro Fioroni non ci sono state. Quindi chiediamo che venga rispettato anche chi la pensa in modo diverso, visto che non tutti sono contrari o totalmente contrari alla riforma proposta dalla Gelmini. E vengano rispettati soprattutto i genitori che sono persone dotate di cervello proprio, in grado di capire e valutare». Un'opinione da rispettare, che gli insegnanti devono valutare.

Torna all'inizio


quattro insegnanti rischiano di perdere il posto a cadoneghe per la ridefinizione dell'organico (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Direzione e consiglio scrivono al ministro Quattro insegnanti rischiano di perdere il posto a Cadoneghe per la ridefinizione dell'organico CADONEGHE. La direzione didattica e il consiglio di circolo hanno scritto al ministro Gelmini, rendendo noto quello che docenti e genitori pensano e temono in merito alla riforma scolastica. «Inizialmente la riforma doveva riguardare unicamente le classi prime della scuola primaria - scrivono il dirigente scolastico Giorgio di Marco e il presidente del consiglio di circolo Marco Orlandi - Di fatto ora l'applicazione della legge va invece ad interessare profondamente tutte le classi». La direzione didattica sta attendendo l'assegnazione degli insegnanti nel mese di marzo per sapere con quale organico rimarrà e come potrà organizzare le diverse classi. Dovrebbero rimanere le trenta ore del tempo normale e le 34 del tempo lungo in vigore da dieci anni, anche se è possibile che, per mantenere questa seconda opzione, i costi per le ore della mensa se le accolli il Comune. Temendo che questa soluzione potrebbe ridurre i contributi che l'amministrazione devolve alla scuola per organizzare i progetti educativi che hanno arricchito negli anni l'offerta formativa dedicata ai ragazzi di Cadoneghe, la direzione didattica chiede al Ministro di garantire alla scuola la mensa e l'attuale organico di insegnanti, per garantire le compresenze, che allo stato attuale sembra possano saltare. Si teme però che in base ad un calcolo di ridefinizione di organico si possano perdere dai due ai quattro insegnanti nelle due scuole elementari sotto la direzione didattica. C'è già chi trema. (cri.s.)

Torna all'inizio


quel decreto non va affatto bene (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 23 - Provincia «Quel decreto non va affatto bene» Pittelli del Pd attacca il sindaco di Albignasego sul tempo lungo ad Albignasego ALBIGNASEGO. L'unanimità con la quale il consiglio comunale si è schierato a difesa del tempo lungo nelle scuole cittadine non esclude che si alzino voci critiche. Una di queste è di Chiara Pittelli, del Partito Democratico: «I problemi che abbiamo individuato - osserva - e cioè il rischio che la ricca e articolata offerta formativa del nostro comune possa essere consistentemente ridotta con ricadute negative sulle famiglie di Albignasego, sono figli di qualcuno o no? Chi li ha generati? Il sindaco Barison sostiene che il decreto Gemini va bene, e che i problemi deriverebbero dalla penalizzazione che il Veneto subirebbe in sede di Conferenza Stato Regioni. Noi non siamo d'accordo e diciamo che il decreto non va affatto bene. La responsabilità di questa situazione che allarma i cittadini è dei tagli voluti da Tremonti, molto corposi nel settore scuola, e delle restrizioni imposte, sempre per far cassa, dal ministro Gelmini». «Credo che se non si fa questa operazione verità anche tutto il resto ne viene sminuito - aggiunge - E' difficile individuare una terapia efficace se prima non si fa una diagnosi corretta». Troppo facile per Barison, secondo la Pittelli, smarcarsi dalle scelte fatte in sede nazionale dal centro destra al quale appartiene. Il PD, in ogni modo, ha votato la mozione a difesa del tempo lungo, «augurandosi che non si tratti di un'operazione di facciata, ma che abbia conseguenze positive per il nostro territorio». Sulla questione interviene anche il deputato del PD Alessandro Naccarato, assicurando il suo sostegno per la soluzione della vicenda: «Con i provvedimenti del ministro Gelmini - dice - le famiglie degli alunni delle classi a "tempo lungo" verranno private di una modalità organizzativa che pone i loro figli in una situazione sostanzialmente identica a quella delle classi a tempo pieno. E' quindi insensato che proprio un governo che parla tanto di federalismo ora voglia di fatto cancellare l'unica misura realmente federalista nel settore dell'organizzazione scolastica del Veneto». (Giorgio Ranzato)

Torna all'inizio


biblioteca chiusa a mestrino il sindaco dica perché (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 23 - Provincia Biblioteca chiusa a Mestrino «Il sindaco dica perché» MESTRINO. I consiglieri di opposizione di An, Giovanni De Rosa e Marco Putignano attaccano il sindaco chiedendo conto dell'ingiustificata chiusura della biblioteca comunale. «La biblioteca è rimasta chiusa, saltuariamente e per settimane, in passato non era mai successo chiediamo a Pedron se si tratta di una scelta per rispettare il patto di stabilità o se alla passata amministrazione piaceva leggere di più - afferma De Rosa - Ci dica il sindaco se, in futuro, ci saranno ulteriori chiusure. Crediamo che l'amministrazione abbia l'obbligo di informare i cittadini, sulle scelte politiche che la giunta assume, anche per la cultura». A settembre 2008 cessava l'incarico dato al Consorzio Bpa che ha comportando una notevole riduzione dell'efficacia e dell'efficienza dei servizi erogati, incarico che non è stato rinnovato fino al 31 dicembre scorso. «Vista la disponibilità economica vorremo conoscere i motivi che stanno portando la biblioteca a morte lenta - chiude - ci chiediamo quali altri servizi avrà in mente di chiudere il sindaco in nome del patto di stabilità, se quando si poteva non ha nemmeno mantenuto i servizi ai suoi cittadini». In tema di sociale i consiglieri rilevano come «giustificandosi con le poche risorse economiche a disposizione, l'amministrazione abbia cancellato riguardanti minori e giovani ignorando le responsabilità che le istituzioni hanno nella prevenzione del disagio sociale». I due consiglieri chiedono pure un consiglio comunale straordinario sui problemi della scuola derivanti dalla riforma Gelmini. «Chiediamo al sindaco un consiglio straordinario affinché venga esaminata una delibera, già all'esame di 18 amministrazioni della provincia, da consegnare nelle mani dell'assessore regionale Elena Donazzan in merito alle pesanti ricadute sociali che i nuovi orari scolastici avranno sulle famiglie - spiega De Rosa - con il documento si chiede all'assessore Donazzan di intervenire al Ministero facendosi portavoce del disagio che moltissime famiglie devono affrontare in una diversa organizzazione degli orari scolastici, rispetto agli attuali». In paese le famiglie interessate e che usufruiscono del tempo lungo sono in tutto 248, 125 nel capoluogo e 123 alle elementari della frazione di Lissaro. (l.m.)

Torna all'inizio


su youtube l'intervento della donazzan all'incontro di albignasego sui tagli (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Obiettivo: far arrivare 100.000 mail ai sindaci veneti Su Youtube l'intervento della Donazzan all'incontro di Albignasego sui tagli ALBIGNASEGO. Prima il nuovo sito, che con la sua veste grafica completamente rivista ha fatto segnare moltissimi accessi in più, ora l'attivazione di un canale su Youtube. L'amministrazione comunale punta molto sulle nuove tecnologie per comunicare e raggiungere il maggior numero possibile di cittadini, anche fuori dei confini di Albignasego. Il primo video caricato su Youtube riporta l'intervento dell'assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Elena Donazzan, nel corso di un incontro con i sindaci tenutosi a villa Obizzi qualche giorno fa relativamente al problema del mantenimento del tempo lungo nelle scuole primarie. Su questo argomento Albignasego è in prima linea, e il sindaco Barison sta facendo da battistrada ad un movimento di primi cittadini veneti assolutamente decisi a non far decadere il tempo lungo di 37,5 ore settimanali, messo ora in discussione dal decreto Gelmini. I comitati genitori stanno cercando di far arrivare a tutti i sindaci veneti 100.000 mail perchè facciano pressione sull'assessore Donazzan che andrà a trattare il numero di insegnanti per il Veneto. (g.r.)

Torna all'inizio


allarme tagli d'organico per la riforma mensa in forse a este, 22 comuni in ansia - nicola cesaro (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 32 - Provincia Allarme tagli d'organico per la riforma Mensa in forse a Este, 22 Comuni in ansia I PROBLEMI DELLA SCUOLA NICOLA CESARO ESTE. Sull'onda di quanto sta avvenendo per le scuole di Albigansego, anche il mondo scolastico della Bassa Padovana non resta impassibile alle conseguenze che il decreto Gelmini avrà sull'organizzazione delle scuole locali. Sabato scorso ventidue rappresentati comunali e dei plessi scolastici della Bassa si sono incontrati a Este per fare il punto della situazione, e i dati emersi sono certamente allarmanti. Il quadro previsto dal decreto Gelmini (che di fatto prevede format di orari scolastici di 24-30 ore o di 40 ore, escludendo il cosiddetto «tempo lungo») mal si cala nella realtà della Bassa, dove attualmente ci sono 45 plessi di scuola primaria. Di queste 5 prevedono il tempo pieno (40 ore), 6 un rientro pomeridiano, 15 due rientri, 18 tre o quattro rientri e 5 quattro o cinque rientri pomeridiani. Molte, dunque, le scuole «fuori regola» che dovranno adeguarsi per il prossimo anno. «La rivoluzione Gelmini e i tagli di organico - assicura il sindaco di Este, Giancarlo Piva - ci pongono di fronte a due vie: o evitare l'utilizzo della mensa o intervenire economicamente come amministrazioni per la copertura economica parziale del servizio». A Este, per esempio, per garantire la copertura del tempo mensa in virtù delle nuove disposizioni governative, il Comune dovrebbe intervenire annualmente con 84.600 euro. Troppo. Nell'ipotesi, invece, che saltino i rientri pomeridiani le conseguenze sarebbero comunque gravi: 100 mila euro di spesa per l'acquisto di nuovi mezzi di trasporto, perdita di lavoro per almeno quindici lavoratori addetti alla mensa, una diminuzione drastica del giro d'affari legata all'indotto del servizio mensa (pane, vivande, verdure, alimenti in genere), oltre che all'impoverimento dell'offerta formativa delle scuole e al grave disagio per le famiglie. «In questa che non vuole essere una battaglia politica ma istituzionale - aggiunge l'assessore atestino Elisa Bussi - stiamo raccogliendo tutte le forze dei Comuni della Bassa. Nei prossimi consigli comunali verrà proposto in ogni municipalità un ordine del giorno, che servirà a raccogliere materiale utile a far sentire la nostre voce alle autorità competenti». In primis all'assessore regionale Elena Donazzan, che dovrà richiedere allo Stato le risorse per l'attività scolastica veneta. E' partita una campagna per far arrivare a tutti i sindaci veneti 100.000 mail da parte di insegnanti e genitori, ma non solo, per riuscire a far pressione proprio all'assessore veneto. L'allerta è massima. Anche se non manca chi vede di buon occhio la riforma

Torna all'inizio


iscrivete i bimbi o l'elementare chiude (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

CASALSERUGO «Iscrivete i bimbi o l'elementare chiude» Il grido del sindaco ai genitori indecisi a favore della struttura di Ronchi CASALSERUGO. «Iscrivete i bambini alla elementare di Ronchi, altrimenti la frazione rischia di perdere la propria scuola». A pochi giorni dal termine per le prescrizioni il sindaco Elisa Venturini lancia un appello ai genitori di bambini che a settembre inizieranno la scuola primaria. Alle famiglie di Ronchi, ma anche a quelle di Casalserugo, il sindaco chiede una scelta di responsabilità, che permetta di salvare la scuola dai tagli imposti dalla riforma Gelmini. «Per garantire la sopravvivenza della primaria di Ronchi - spiega Venturini - dovremo arrivare a 15 iscrizioni. Ancora non ci siamo, per questo mi rivolgo ai genitori indecisi. Abbiamo già organizzato un incontro in paese per spiegare che l'elementare di Ronchi non ha nulla da invidiare agli altri istituti, è in grado di garantire una formazione eccellente e tutti i servizi delle altre scuole. Ma negli ultimi anni c'è stato un calo delle iscrizioni perché anche le famiglie residenti iscrivono i propri figli in altri istituti. Se non dovessero esserci i numeri sufficienti per mettere in piedi una prima classe Ronchi è destinata a rimanere senza scuola. E questo sarebbe un peccato perché non stiamo certo parlando di una minuscola frazione. Anche le famiglie di Casalserugo possono iscrivere senza problemi i figli a Ronchi. La distanza è minima e poi c'è la possibilità di avvalersi del trasporto scolastico». Attualmente la primaria della frazione conta 49 alunni, concentrati per lo più negli ultimi tre anni visto che l'attuale prima conta 8 alunni e la seconda appena 6. Gli insegnanti sono quattro più uno a tempo parziale, due invece i collaboratori scolastici. Stando alla riforma Gelmini gli istituti con meno di cinquanta alunni sono destinati a chiudere i battenti. (Nicola Stievano)

Torna all'inizio


Il combat-rap degli assaltifrontali (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il combat-rap degli assaltifrontali al milk Sabato prossimo al Milk concerto degli Assalti Frontali in tour nei circoli Arci con l'ultimo album "Un'intesa perfetta" e la canzone inno sulla scuola pubblica "Rap di Enea, No Gelmini day and night". Apre la serata il rap-core dell'mc genovese Keta, che presenta il disco "Fattore_K_NegativO", mixato negli studi dei Meganoidi. Colonne romane del rap antagonista italiano fin dal lontano 1990 quando il loro futuro leader, Luca Militant A autoprodusse con Onda Rossa Posse il disco "Batti il tuo tempo", inno del movimento studentesco La Pantera che vendette 10.000 copie, gli Assalti sono saliti sulla scena musicale alternativa nel '93 con"Terra di nessuno", che, autoprodotto, ha venduto 15.000 copie. Nello stesso anno l'incontro virtuale con l'altra band simbolo dei centri sociali, i "99 Posse": entrambi si ritrovano nella colona sonora del film "Sud" di Salvatores.Dopo la "combattuta" firma per la major Bmg nel '96 e un periodo di silenzio, il ritorno due anni fa con "Hic sunt leones" «Facciamo un live-rap sui dischi - spiega ora Luca - di trenta nostre canzoni, incluse alcune di "Un'intesa perfetta", e "Il rap di Enea", scritto contro la Gelmini insieme ai bimbi di una scuola elementare occupata a Roma. Suoniamo pure "Peace, unity, love, and..." dedicato ad Africa Bambaata, e "Quando sei lì per lì", sulla lotta all'Aids». "Fare fronte contro": questo sembra il filo conduttore degli Assalti frontali. Ma i giovani di adesso hanno le idee chiare su "contro chi fare fronte"? «Molti giovani - continua - sono un po' confusi, è vero, ma apprezzano la radicalità del messaggio.Piace il nostro nome, tiene sveglia la memoria, tutto viene dimenticato in fretta, c'è troppo rumore di fondo». Nei giorni della Pantera, Militant A immaginava di ritrovarsi vent'anni dopo a dover fronteggiare i soliti noti. «Già allora c'erano i segni di ciò che sarebbe successo. Siamo andati molto in basso ma la storia insegna che c'è sempre chi è pronto a resistere e a riprendersi quel che gli spetta». Su Sanremo ironizza: «Rivisiterei Povia, "Luca era gay, adesso sta con lei, intanto adocchia il dj, e pensa:"me lo farei". Ma Povia è troppo deprimente». E su De André: «Ha scritto pezzi rivoluzionari, ora purtroppo finiti in mano a gente che una sera li canta in tv e l'altra va a cena coi fascisti». Il futuro: «Fare ancora qualche bel disco e siamo a sette. E andare a Lampedusa a cantare un pezzo che si chiama: "Corri, uomo, corri..."». Louis Lunari louislunari@virgilio.it 25/02/2009

Torna all'inizio


Carnevale, sui carri sfila in centro una satira amara: licenziamenti e crack, la nota allegra è la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 25-02-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Ancona))

Argomenti: Scuola

Mercoledì 25 Febbraio 2009 Chiudi Carnevale, sui carri sfila in centro una satira amara: licenziamenti e crack, la nota allegra è la Gelmini

Torna all'inizio


A Carnevale si scatena la fantasia dei senigalliesi. Per festeggiare degnamente il giorno pi... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 25-02-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Ancona))

Argomenti: Scuola

Mercoledì 25 Febbraio 2009 Chiudi di GIULIA MANCINELLI A Carnevale si scatena la fantasia dei senigalliesi. Per festeggiare degnamente il giorno più pazzo dell'anno, in migliaia si sono ritrovati ieri pomeriggio, dalle 14,30, nelle vie del centro per assistere alla tradizionale sfilata dei carri allegorici. E quest'anno le varie associazioni che hanno aderito alla sfilata non hanno certo peccato di originalità. Particolarmente elaborati (rispetto almeno agli ultimi anni) anche i carri, allestiti e dipinti di tutto punto. In quanto poi ai temi scelti, a farla da padrona è stata senz'altro l'attualità. Dal carro dell'Alitalia, con hostess e piloti che dispensavano biglietti per incentivare i voli, alla "disperazione" delle banche sull'orlo del fallimento fino all'immancabile satira politica. Due i carri che hanno attirato l'attenzione. Quello da dove spuntava la caricatura gigante del ministro più contestato del momento (la Gelmini per la sua riforma scolastica) e quello dedicato al ministro Brunetta insieme ai suoi "fannulloni". Diversi i carri che si sono ispirati alle tematiche ambientaliste. Come l'auto anti-crisi e super ecologica, che va senza benzina...basta spingere!. Non è passato inosservato neanche il camper di Stranamore (per l'occasione una roulotte) che sulle note di All you need is love riproponeva la nota trasmissione di Rete 4.

Torna all'inizio


L'UNIVERSITÀ VA A ROTOLI NON PER CANALI Il titolo dell'ultimo numero di "Nuovi argomenti" si riferisce al dossier dedicato ai cimiteri: <Dove andremo a finire> (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

L'UNIVERSITÀ VA A ROTOLI NON PER CANALI Il titolo dell'ultimo numero di "Nuovi argomenti" si riferisce al dossier dedicato ai cimiteri: «Dove andremo a finire» L'UNIVERSITÀ VA A ROTOLI NON PER CANALI Il titolo dell'ultimo numero di "Nuovi argomenti" si riferisce al dossier dedicato ai cimiteri: «Dove andremo a finire». Non è una domanda, ma un avvertimento barocco. Eppure, sinistramente, suona familiare con il tema del "Questionario moraviano": l'università. Dove andremo a finire? È interessante leggere le risposte di professori di lungo corso, come Walter Pedullà, e giovani ricercatori, come lo scrittore Paolo Giordano. C'è una diffusa insofferenza verso la Gelmini, i tagli alle università, l'introduzione maggiore, al limite dell'intrusione, di capitali privati. E fin qui, niente di nuovo. Una difesa, più o meno autocritica, di casta o di ceto. Scontato, ma senza sconti, il "divide" tra i vecchi e i giovani, che si spartiscono - con allegre eccezioni, come il dadaista Pedullà che vuole pensare positivo dopo decenni di "Scuola del dubbio" - un ottimismo della volontà (i giovani) e un pessimismo della ragione (i vecchi). Creando, va da sé, una frattura che non lascia ben sperare. Perché la ragione del potere è tautologica e la volontà senza futuro baratta qualsiasi cosa per sopravvivere. I giovani, tra cui Carlo Carabba, Paolo Giordano e Paolo Di Paolo, hanno cautela nel condannare o assolvere i difetti dell'università, cercano di mettere a fuoco, pensano a come migliorare il sistema, tradiscono una vitalità potenziale connaturata alla loro età. I vecchi, per lo più, eccepiscono sulle critiche, trovano sfumature, difendono il proprio statuto. Spicca Luca Canali, capace di mettere in discussione l'applicabilità della «meritocrazia» - dare più peso alle pubblicazioni, no? - sostenendo, testuale, che i «più meritevoli» non sono sempre i «migliori». Canali sostiene che i mali secondari dell'università, come il nepotismo, derivano dalla politica. I mali primari, invece, dalla società: «Non solo l'università, ma la scuola in generale è in crisi. Ne è sintomo il numero sempre maggiore di cattedratici che vanno in pensione anticipata, oppressi dalla crescente burocratizzazione dell'insegnamento e dal peggioramente qualitativo (culturale) degli studenti, fuorviati dal cinismo mercantile e dalla struttura alienante della società». Anche la burocrazia deriva dall'alienazione della società? Okay, non diciamo che è la maschera kafkiana del comando dei baroni, ma possiamo non invertire causa ed effetto tra burocrazia e alienazione? E come si può sostenere che un cattedratico pre-pensionato, magari dopo pochi anni dall'entrata in ruolo, possa essere un sintomo e non una causa della crisi del sistema scuola? Come si fa a sostenere che il peggioramento del livello degli studenti non abbia relazione con il collasso della disciplina e l'eccesso di una presunta obbligatorietà anti-vocazionale dell'istruzione? Si può. Basta dire, con Canali, che «ogni cultura passa necessariamente attraverso l'Accademia». 25/02/2009

Torna all'inizio


SENIGALLIA IL FREDDO non ha fermato il Carnevale cittadino, giu... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

SENIGALLIA pag. 15 SENIGALLIA IL FREDDO non ha fermato il Carnevale cittadino, giu... SENIGALLIA IL FREDDO non ha fermato il Carnevale cittadino, giunto alla ventisettesima edizione. Dopo le sfilate di domenica nelle varie frazioni, i carri ed i gruppi mascherati si sono ritrovati ieri in centro, per la manifestazione promossa dall'assessorato alla partecipazione e dal Centro sociale «Molinello 2». Preceduti dalla banda «Città di Senigallia», bambini ed adulti in maschera, si sono ritrovati al Foro Annonario, da dove è partita la sfilata. Come detto, tanti i carri e gruppi mascherati ispirati all'attualità, ai cartoni animati, ai film. Borgo Bicchia ha preso lo spunto dalla «Banca Italia», Casine di Ostra si è ispirato agli esquimesi; Marina di Montemarciano e Montemarciano ai Puffi ed alla coppia «Brunetta - Gelmini»; Montignano (Coyboi e salon), Pianello e Pro loco di Ostra (Mamma mia); Ponte Rio (festa della birra, indiani metropolitani, le mille miglia, la tigre ed il dragone); Roncitelli (Coyboi); Sant'Angelo (Jamborì); Scapezzano (Asino chi legge); presenti anche i carri della Casa della gioventù, dalla parrocchia del Duomo (Il giardino fatato), dal "Germoglio" (Carnevale degli animali); "Giusy" (Siamo al verde ma rifioriremo); "Noi Insieme" (Abitanti del bosco). PRESENTE anche il Movimento lento ciclabile con un risciò addobbato a tema e ciclisti mascherati. Al termine della sfilata, i partecipanti si sono ritrovati al Foro Annonario dove si è tenuta la festa, animata, oltre che dalla banda, anche dal gruppo Bicchio dj e dall'esibizione del «Brasilian fashion show». A TUTTI i rappresentanti dei carri e gruppi mascherati, è stata donata una stampa a tema, realizzata da Franco Fileri. E sabato prossimo la sfilata si terrà a Montignano. SEMPRE in tema di Carnevale, con "Il sarto di Versailles" Lorenzo Marconi ha vinto il secondo premio del concorso "La maschera d'oro 2009" del Carnevale di Venezia. Il palmares dell'artista senigalliese si arricchisce così di un importante riconoscimento, dopo un altro secondo posto nel 2007 e il trionfo al primo posto nel 2004. Moltissimi apprezzamenti sono arrivati anche ad Anna Marconi.

Torna all'inizio


Trastevere e metà Centro ancora una volta nel caos per una manifestazione. Tutta la zon... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 25-02-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il) (Messaggero, Il (Civitavecchia))

Argomenti: Scuola

Mercoledì 25 Febbraio 2009 Chiudi di VALENTINA DI NINO Trastevere e metà Centro ancora una volta nel caos per una manifestazione. Tutta la zona intorno al Ministero della Pubblica Istruzione è rimasta bloccata per nove ore, con ripercussioni fino a viale Marconi e via Ostiense, per un sit-in del personale delle cooperative Ata che assicurano i servizi di pulizia nelle scuole. Una protesta che si è protratta per quasi nove ore creando disagi in tutta l'area centrale. I lavoratori, circa tremila, si sono dati appuntamento alle nove del mattino sotto le finestre del ministro Gelmini e hanno tenuto duro fino alle sei del pomeriggio: sono stati incendiati un paio di cassonetti e danneggiate alcune auto. Centinaia di vetture dell'Atac sono state deviate e i passegggeri, mugugnando, hanno dovuto continuare il viaggio a piedi. Il contratto dei lavoratori scade il 31 marzo. Ma il ministero ha fatto sapere che i fondi per rinnovarlo non ci sono. Così c'è stata la quinta manifestazione da ottobre. Quattordicimila rischiano la mobilità. Durante il sit-in ci sono anche stati momenti di tensione quando alcuni manifestanti si sono staccati dalla folla radunata sulle gradinate del ministero e hanno dato fuoco, appunto, a un paio di cassonetti, prendendosela poi con le auto in sosta su viale Induno sferrando calci sulle carrozzerie. Mentre le forze dell'ordine, schierate in tenuta antisommossa, facevano da cordone di sicurezza intorno al Ministero. C'era rabbia e si sentiva. Soprattutto tra i residenti e gli automobilisti. Un gruppo di manifestanti a un certo punto si è piazzato in mezzo alla strada bloccando le rotaie del tram e le carreggiate. A quel punto le forze dell'ordine, polizia, vigili e carabinieri, hanno deciso, per limitare i danni, di deviare i mezzi pubblici che transitano su viale Trastevere. La strada alla fine è stata chiusa anche alle auto dalla fermata della stazione ferroviaria, in fondo alla circonvallazione Gianicolense, fino a piazza Belli. Utenti disorientati e rassegnati: «Qui ogni giorno ce n'è una - dice una utente del tram - Quando ci si è messa anche la pioggia, la situazione si è complicata ancora di più». Per centinaia di automobilisti è stata una giornata ancora più infernale del solito. Rallentamenti sono stati segnalati fino alla Portuense e a piazza San Giovanni di Dio. Solo in serata la situazione è tornata alla normalità. Oggi il prefetto Giuseppe Pecoraro incontrerà i commercianti per illustrare il nuovo protocollo sui cortei.

Torna all'inizio


A rischio Regnano e San Giovanni (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

SCANDIANO E ZONA DELLE CERAMICHE pag. 20 A rischio Regnano e San Giovanni VIANO EMERGENZA SCUOLE SABATO scorso nella scuola primaria di Regnano si è svolto un incontro con la Dirigente dell'Istituto Comprensivo "Toschi" di Baiso-Viano, la professoressa Maria Teresa Grispino, l'insegnante responsabile di sede, con i rappresentanti dell'Amministrazione comunale di Viano e i genitori degli alunni. La Grispino ha illustrato i cambiamenti riportati nell'opuscolo ministeriale che prevedono i seguenti orari scolastici in vigore da settembre 2009: modello base 24 o 27 e modelli a richiesta (secondo organico disponibile) 40 ore (tempo pieno) o 30 ore (con attività opzionali facoltative). "Con questi cambiamenti - ha sottolineato la dirigente difficilmente si potrà garantire l'attuale orario del tempo integrato". "Purtroppo spiega un genitore - se qui a Regnano verrà soppresso l'attuale tempo integrato, per motivi di lavoro, sarò costretta ad iscrivere mio figlio in un altro comune che offre il servizio di tempo pieno". Un altro genitore ribadisce: "Siamo molto preoccupati per questo stato di incertezza che non ci permette di orientarci e programmare il prossimo anno scolastico 2009/10". Dall'incontro è emersa la forte esigenza delle famiglie che vivono nelle piccole borgate del crinale, di salvaguardare l'attuale orario scolastico che comprende i pomeriggi. "Poiché in quella sede scolastica sono presenti due gruppi pluriclasse spiega la responsabile di sede - si è esaminata l'ipotesi di una richiesta di un modello orario di 40 ore per almeno un gruppo classe, in modo da raggiungere un monte ore che permetta di dare una risposta concreta ai bisogni delle famiglie residenti". È stato chiesto ai rappresentanti del Comune se l'Amministrazione fosse disponibile ad integrare con i fondi comunali, le eventuali ore rimanenti per realizzare il tempo integrato. "Il Comune fa fatica a sbilanciarsi in questo momento" ha detto il vicesindaco Bonazzi che ha inoltre rappresentato lo schema programmatico del Ministero che prevede un taglio di 87.341docenti entro il 2012, di cui 850 circa nella nostra provincia. Si è discusso anche della momentanea sospensione dell'articolo della riforma Gelmini che prevede la chiusura delle scuole con meno di 50 iscritti e che, se attuato potrebbe mettere a rischio le scuole di Regnano e S.Giovanni di Querciola. La Grispino si è infine mostrata disponibile, per quanto di sua competenza, a sostenere le richieste dei genitori, evidenziando però, la difficoltà di presentare modelli organizzativi sicuri per il prossimo anno scolastico senza conoscere in anteprima l'organico disponibile. Purtroppo questi dati verranno attribuiti a marzo, una volta che le iscrizioni saranno chiuse.

Torna all'inizio


Non è mai troppo tardi con il maestro Nori (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA SPETTACOLI pag. 30 Non è mai troppo tardi con il maestro Nori Dalla "scuola elementare di scrittura" al nuovo libro NON è richiesto il grembiule e il grande fiocco al collo, ma le intenzioni di Paolo Nori che presenta il suo nuovo libro Pubblici discorsi alle 18 da MelBookstore in via Rizzoli sono proprio quelle di insegnare a i suoi allievi le "basi" della scrittura, per aiutare un gruppo di aspiranti narratori a rivivere le stesse emozioni del primo giorno di scuola. La sua "Scuola elementare di scrittura emiliana", arrivata alla seconda edizione, si propone infatti di formare virtuosi della parola capaci di fare un riassunto, come di farsi sedurre dal suono della poesia. La scuola è ospitata ogni lunedì sera dalla libreria Modo dalle 21 alle 23.30 (via Mascarella, 24/b) La sua è una scuola elementare con il maestro unico. «Sì, abbiamo iniziato con l'Arci di Reggio Emilia tre anni fa, con me cerano Ugo Cornia e Daniele Benati. Volevamo offrire una scuola che non si limitasse alla scrittura, come anno in tutti i corsi, ma aiutasse gli alunni ad entrare nell'universo della parola e del suo uso quotidiano nella nostra regione. Poi, anticipando il modello Gelmini, siamo passati al maestro unico». Perché scuola "elementare"? «Perché partiamo proprio dagli insegnamenti di base, dalle aste. E ogni settimana assegno un compito che poi, il lunedì successivo, correggo. Un esempio, una delle esercitazioni classiche, tra le più difficili, è quella che ci davano i nostri maestri: racconta cosa vedi dalla finestra della tua stanza alle tre del pomeriggio di sabato. Tutto scontato? Per niente. Gli alunni cercano di fare i furbi e sostituiscono la descrizione con la fantasia, costruiscono storie fantastiche, come se non avessero la forza per restituirci, semplicemente, il mondo che hanno di fronte ogni giorno». Grande attenzione per l'osservazione, dunque. «E anche per la per la lettura, che deve essere coltivata proprio come la scrittura e alla quale dedico i miei sforzi di insegnante. La mia aspirazione è che ga alunni arrivino a decodificare un racconto, una poesia, un romanzo, riescano infine a smontarlo per conoscere i meccanismi profondi che lo governano. Solo così saranno poi in grado di passare, loro, in prima persona, alla narrazione». Ha mai dovuto affrontare il problema della dispersione scolastica? «E' un fenomeno che la mia scuola elementare non conosce. Pensi che al corso precedente tutti gli alunni, erano 15, sono arrivati alla fine del ciclo intero di lezioni. Ed erano così felici di essere stati promossi da chiedermi di organizzare una "scuola media inferiore di scrittura emiliana" che inaugurerà a Bologna entro la fine dell'anno». Pierfrancesco Pacoda Image: 20090225/foto/1888.jpg

Torna all'inizio


anci: sotto esame la riforma della scuola (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Udine Anci: sotto esame la riforma della scuola Il presidente raccoglierà dati negli istituti friulani e predisporrà un documento Ha l'obiettivo di predisporre un documento da discutere poi con l'assessore regionale all'istruzione e alla famiglia Roberto Molinaro e con il direttore dell'Ufficio scolastico regionale il Gruppo di lavoro dell'Anci sulle problematiche della scuola presieduto da Mario Pezzetta, sindaco di Tavagnacco. «Dobbiamo capire come cambierà la nostra scuola a seguito della riforma Gelmini e soprattutto chi dovrà sostenere i costi che ricadranno sicuramente sui comuni per assicurare ai cittadini gli stessi standard di qualità che oggi conoscono», spiega Pezzetta. Per avere un quadro completo della situazione occorre però raccogliere dati e informazioni precise nei comuni del Fvg. Il lavoro è stato già avviato in collaborazione con le amministrazioni locali che sono state invitate a inviare la propria situazione scolastica entro il 9 marzo a un indirizzo email (info@anci.fvg.it). In particolare saranno raccolti dati sugli effetti del dimensionamento scolastico; sui modelli orari "normali" (24 e 27 ore settimanali) o "prolungati" (30 o 40 ore). Nella seconda ipotesi il tempo prolungato sarà infatti possibile soltanto in presenza di un organico sufficiente. Saranno raccolte inoltre informazioni sulla situazione dei servizi di pre e post accoglienza, doposcuola, mensa, trasporto, sulle problematiche connesse all'attuazione delle nuove disposizioni sulla scuola dell'infanzia; sull'ammontare dei crediti comunali Tarsu, in attesa di pagamento da parte delle autorità scolastiche; sull'ammontare dei crediti comunali sui "buoni mensa" per il personale insegnante Ata nelle scuole d'infanzia, in attesa di pagamento da parte delle autorità scolastiche. Infine sui problemi riguardanti l'organizzazione dei centri per adulti; sul numero di plessi con meno di 50 alunni; sugli eventuali interventi urgenti per la "sicurezza" di edifici scolastici e via dicendo. Insomma una fotografia della situazione come mai era stata fatta prima, così da averne un quadro preciso e dettagliato. Il Gruppo è composto, oltre che da Mario Pezzetta , anche dai sindaci di Campolongo-Tapogliano Giovanni Cumin e di Sacile Roberto Cappuzzo, dall'assessore al Comune di Udine Kristian Franzil, dai consiglieri di Gorizia Renata Donati e di Pontebba Isabella De Monte e da numerosi sindaci e assessori all'istruzione che hanno dato la loro disponibilità.

Torna all'inizio


abbiamo tagliato il possibile, ora il governo ci aiuti (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Appello del rettore dell'università: nel piano di ristrutturazione previsti risparmi per nove milioni, la sopravvivenza dell'ateneo dipende dalla Finanziaria 2010 «Abbiamo tagliato il possibile, ora il governo ci aiuti» L'inaugurazione dell'anno accademico fissata per il 9 marzo: non ci sarà il ministro Gelmini Interverranno Tondo e l'ambasciatore Zanardi Landi di GIACOMINA PELLIZZARI «Abbiamo tagliato tutto quello che potevamo tagliare, ora il Governo deve aiutarci perché se la Finanziaria 2010 non correggerà il tiro il sistema universitario rischia l'implosione». È il nuovo appello lanciato dal rettore dell'ateneo friulano, Cristiana Compagno, e sarà ripetuto il 9 marzo data ormai fissata per l'inaugurazione dell'anno accademico. In quell'occasione, infatti, il rettore ricorderà gli sforzi fatti per approvare il Piano triennale di rientro del disavanzo pari a 12 milioni di euro: una serie di sacrifici che alla fine dovrebbero permettere un risparmio di 9 milioni di euro. Si è trattato in questi ultimi mesi di ridurre all'osso le spese. Il rettore, in effetti, ha tagliano le spese di riscaldamento spegnendo gli impianti nelle vacanze di Natale, i telefonini di servizio e previsto la vendita del terreno ai Rizzi all'Erdisu per la costruzione della Casa dello studente che frutterà 900 mila euro. A tutto ciò va aggiunta la razionalizzazione dell'offerta formativa che il 4 marzo sarà sottoposta all'esame del Senato accademico. Ma anche l'accorpamento dei dipartimenti che è a buon punto. Il Piano pluriennale di rientro del disavanzo e il bilancio preventivo 2009, però, prevedono anche il pensionamento anticipato dei decani dell'università tant'è che, tra i tagli delle spese del personale e i prepensionamenti, il risparmio potrebbe raggiungere 1,5 milioni di euro. Operazioni, queste, ancora in corso o già realizzate. «Abbiamo fatto tutto e di più» continua il rettore, nel ricordare che i criteri deliberati dall'ateneo friulano «sono più severi di quelli che ci ha dato il ministero». A ridare speranza al sistema universitario e soprattutto agli atenei "virtuosi" è stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che l'altro giorno ha invitato il Governo a rivedere le scelte di bilancio sui tagli indiscriminati sull'università». Gli fa eco il rettore Compagno che per quanto riguarda l'ateneo friulano aggiunge: «Sono in atto cambiamenti virtuosi chiediamo con forza di essere valutati e finanziati in base ai risultati raggiunti e che, ne sono certa, raggiungeremo». Un concetto, questo, che il rettore ribadirà anche in occasione del 9 marzo quando sarà reso noto pure il conteggio degli studenti che negli ultimi 8 anni sono aumentati superando sfiorando le 17 mila unità. Al momento i dati non sono ancora definitivi perché a fine febbraio si chiuderà la raccolta delle iscrizione che per quanto riguarda le matricole evidenzia un calo del 9%. Alla cerimonia del 9 marzo non parteciperà, come aveva annunciato il senatore del Carroccio, Mario Pittoni, il ministro, Mariastella Gelmini. La sua presenza è stata sostituita con quella dell'ambasciatore d'Italia alla Santa Sede, Antonio Zanardi Landi. Nell'aula magna di piazzale Kolbe, però, ci sarà anche il governatore del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, che, molto probabilmente, chiarirà i progetti della Regione per quanto riguarda la costituzione delle Fondazioni che dovrebbero gestire gli atenei del futuro. In quell'occasione, sul sistema di finanziamento ministeriale si soffermeranno anche il presidente del Consiglio degli studenti, Giovanni Benetti,e il rappresentante del personale, Carla Bressani. Non va dimenticato, infatti, che sempre il Piano di rientro del deficit ha autorizzato la stabilizzazione di solo 22 dei 54 tecnici amministrativi che alla fine dello scorso anno attendevano la trasformazione del contratto a tempo determinato. La prolusione, invece, è stata affidata al preside della facoltà di Medicina, Massimo Bazzocchi, docente di Diagnostica per immagini e radioterapia, che parlerà de "L'immagine del corpo umano nel XXI secolo: da Roentgen all'imaging molecolare". La cerimonia si chiuderà con gli interventi del governatore del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, e invitati d'onore all'inaugurazione del XXXI anno accademico dell'atene friulano.

Torna all'inizio


Venerdì studenti in piazza (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca di Cagliari Pagina 1019 manifestazione Corteo nelle strade cittadine per protestare contro la riforma Gelmini Venerdì studenti in piazza Manifestazione. Corteo nelle strade cittadine per protestare contro la riforma Gelmini --> Si svolgerà domani la finale regionale della corsa campestre studentesca, a partire dalle 10.30, nel parco San Lussorio di Selargius. Parteciperanno circa 300 studenti e studentesse delle scuole medie e superiori della Sardegna, raggruppati in diverse squadre, una per istituto. Questi i numeri: per le scuole medie concorreranno 8 squadre della provincia di Cagliari (4 maschili e 4 femminili), 6 di Nuoro, 6 di Oristano e 6 di Sassari (ognuna con 3 maschili e 3 femminili). Stessa composizione anche nella categoria delle superiori. I primi classificati di ogni gruppo, oltre al titolo sardo, si aggiudicheranno anche l'accesso alle finali nazionali, in programma il prossimo mese, dal 26 al 30 marzo, in provincia di Novara. MOBILITAZIONE STUDENTESCA Il sindacato nazionale Unione degli studenti organizza il ?Surfing day? studenti sull'onda della crisi?, manifestazione di protesta che si svolgerà venerdì mattina. Il coordinamento cagliaritano promuove un corteo che partirà alle 9 da piazza Repubblica e si concluderà in piazza del Carmine. Ancora da stabilire il percorso. L'iniziativa è contro la riforma Gelmini. Non solo: si propone anche di esprimere solidarietà alla popolazione palestinese di Gaza. PACINOTTI Si parlerà di violazione della privacy, internet e reati del web nell'assemblea d'istituto convocata venerdì dagli studenti del liceo scientifico Pacinotti, durante la quale interverranno alcuni ufficiali della polizia postale. Al termine dell'incontro spazio alla musica con un concerto di band formate da alunni della scuola. ELEONORA D'ARBOREA È stata convocata sabato l'assemblea dell'istituto magistrale Eleonora d'Arborea. Tra i punti dell'ordine del giorno i problemi sui corsi di recupero e il carnevale. ( st. co. )

Torna all'inizio


graduatorie sospette, scatta il ricorso dei precari (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Pordenone Graduatorie sospette, scatta il ricorso dei precari Punteggi e autocertificazioni sotto la lente della Cgil. Ausiliaria vince la prima conciliazione Scoppia la protesta dei bidelli a Pordenone: punteggi e autocertificazioni sotto la lente del sindacato Flc-Cgil nelle graduatorie di 4 mila ausiliari precari. Caccia aperta in bidelleria a chi ha troppi punti negli elenchi di terza fascia. La prima conciliazione su ricorso è stata vinta nelle scuole primarie: un'ausiliaria precaria trentenne ha ottenuto ragione sul dirigente e lavoro in 2 plessi. Licenziamenti a catena, come effetto e 5 casi sono finiti sotto osservazione (con amministrativi e tecnici coinvolti). In città, sarà la punta dell'iceberg? «Chiediamo all'Ufficio scolastico il controllo sulla legittimità dei punteggi nei primi 200 iscritti delle graduatorie di terza fascia di istituto - è il diritto alla legalità difeso dai sindacalisti cigiellini Carla Franza e Gianfranco Dall'Agnese -. Le valutazioni sbagliate di titoli e servizi sono concentrate nel terzo circolo didattico di Pordenone: errori a catena». I casi: sorpassi in graduatoria non giustificati dai titoli presentati, Far-West dei punteggi da una scuola all'altra, dichiarazioni di servizio o titoli non confermate dai documenti e vai con l'operazione "scuola pulita". I sindacalisti chiedono trasparenza e legalità. «Capita che nel terzo circolo didattico i punteggi attribuiti siano troppi alti, per alcuni aspiranti collaboratori - hanno riassunto il caso scoppiato, i cigiellini -. È capitato anche per le graduatorie docenti. I ricorsi portano al licenziamento del primo nominato, ma a catena chi ha ottenuto altre supplenze in altre scuole con un punteggio inferiore a quello del licenziato, rischia, a sua volta, di perdere l'incarico». Spade incrociate tra i bidelli precari: l'effetto domino fa stare sulla graticola anche quelli con le carte in regola. «La catena dei licenziamenti potrebbe protrarsi fino a giungo - incrociano le dita, Franza e Dall'Agnese -. Il danno per i precari incappati in questa situazione, è doppio: perdono la supplenza e il periodo di servizio prestato non farà punteggio». Lo stipendio, però, è salvo. Inoltre, si allarga sempre più lo strappo tra i sindacati confederali, sull'esito del referendum sul contratto di lavoro 2008-2009 che i cigiellini non hanno firmato. Il sindacato Flc-Cgil sarà in piazza il 18 marzo, per la terza vola in meno di 5 mesi. «Il 95% di no a livello nazionale e l'88% nel Pordenonese: lo sciopero lancia un segnale di coerenza - hanno riassunto Carla Franza e Gianfranco Dall'Agnese -. Sul contratto-bidone firmato da Cisl, Uil scuola, Snals e Gilda non metteremo mai la nostra firma». Braccia incrociate e manifestazioni territoriali, per fare eco al malcontento di docenti, ausiliari, tecnici, amministrativi e il popolo dei precari. I cigiellini rischiano di andare allo sciopero soli, oppure con lo sciame delle sigle minori (Comitati di base Cub, Unicobas e Cobas), precari, studenti dell'Unione e della rete web. «No al contratto-bluff e no alla riforma Gelmini - hanno indicato il doppio binario della protesta -. Il maestro unico e la scuola primaria a 27 ore settimanali avrà effetti dirompenti in tutte le classi del quinquennio. Chiediamo il mantenimento della seconda lingua straniera nelle medie. La riforma, non va».(c.b.)

Torna all'inizio


Vorrei dire di Eluana (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

L'ultima di Collina è il cartellino arancione. Magari sponsorizzato dalla banca che di questo colore promuove il "conto". Una soluzione cromaticoandreottiana, un compromesso tra il giallo e il rosso, una non decisione, una palla in calcio d'angolo, tanto per non smentirsi. L'uomo che sussurrava alla pioggia ha lanciato l'idea ma il football, anche con il progresso, le riforme, il cambio delle norme, non è l'hockey su ghiaccio, non è la pallacanestro, non è il rugby che, dal football non hanno assorbito nessuna regola. O forse avremo i passi e il tempo d'area? O forse la pala passata in avanti? O il cambio in corsa? Il football vive già una vita difficile perchè il suo regolamento è letto a fisarmonica, si apre e si chiude seguendo fazioni e inteessi, figuratevi poi l'introduzione di un terzo cartellino, arancione appunto, per ch ha commesso un fallo a non proprio cattivo ma nemmeno tanto morbido, insomma un'ave maria e un pater noster, diceva il prete in confessionale. Tra qyualche tempo avremo la proposta del cartellino nero, per attacco alla persona? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Feb 09 Le pagelle del calcio, del cinema e del festival Mai fidarsi dei critici, di football, di cinema e di canzoni. Prendete l'ultimo festival di Sanremo, rileggete voti, opinioni, riguardatevi interventi in radio e tivvù degli inviati al festival, controllate i voti riservati ai tre cantanti finalisti, direi Povia su tutti e cercate di non ridere. O non ci hanno capito nulla o il loro giudizio conta ancora di meno rispetto al parere del pubblico. Cosa che accade anche in occasione dei festival del cinema, si tratti di Cannes o di Venezia, roba da sofisticati, raffinati ma non per la gente comune che la pensa in modo opposto a quello che i sacerdoti hanno espresso. Idem come sopra nel calcio, con qualche eccezione, perchè spesso il calciatore bocciato in pagella è anche quello fischiato dal pubblico dello stadio ma capita anche che alcuni godano di protezione, di voto di casta, di sufficienza perchè appartengono a una certa squadra e perchè teniamo famiglia ed è meglio conservare buoni rapporti con il prossimo, il calciatore appunto. Totale: i voti in pagella sono come le cravatte, di gusto personalissimo, a volte meglio andar via in maglietta, a volte il regalo della fidanzata o della moglie viene riciclato, dunque al prossimo festival non tenete conto di quello che scriveranno i giornalisti, dico in materia di voto, passate oltre. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 18Feb 09 Bonolis e Grillini Ormai al festival di Sanremo sono saltate le marcature. Le canzoni sono un pretesto, si può fare e dire di tutto, invitare amici, sodali, soci, affini e poi, arriva il bello. Per esempio uno canta, dico Povia, e il suo brano "Luca era gay" è argomento di discussione da settimane, di giorno e di notte. Trattasi di canzone ma Povia è Povia non è mica Mina che, parola di Patty Pravo è ectoplasma, o Paoli che condede la pietas al pedofilo violentatore, Povia no, dunque si adatti. Si adatti a vedere la seguente scena: Bonolis, una volta finita l'esecuzione del cantante, cede il microfono a uno spettatore che è poi l'onorevole Grillini, esponente dell'arcigay, il quale conclude il proprio intervento con uno schiaffetto a Povia che non conosce i problemi dei gay. Seguono fischi e applausi. Grillini ha fatto il suo mestiere, anche da propagandista annunciando la prossima manifestazione di protesta del suo movimento. Ma Bonolis ha creato un buon precedente: ogni testo discusso o discutibile avrà ora bisogno di un intervento dall'esterno, telefonata da casa, intervento del pubblico in sala per contestarlo, approvarlo, criticarlo. Il festival non è più di un ente pubblico come la Rai, ormai è di un presentatore, è di chi prende un milione e decide a proprio piacimento di offrire il microfono a chi gli garba, sempre per proteggere le cosidette minoranze. E poi in questo benedetto Paese è ormai diventato impossibile pensarla in maniera diversa altrimenti sei un razzista, un violento, un antidemocratico. Avere un'idea è pericoloso, avere un'ideologia è più comodo. Si fa carriera, si prendono denari. Anche più di trenta. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 19 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 17Feb 09 Del Noce e i calciatori Il granata Del Noce Fabrizio, direttore di Rai 1, ha fatto il furbo, in conferenza stampa, e i giornalisti dinanzi a lui hanno ascoltato come somari:"Il compenso di Bonolis? Perchè non scrivete e non vi scandalizzate per gli stipendi dei calciatori?". Il granata Del Noce Fabrizio dimentica un dettaglio, un particlare, un asterisco: i salari dei calciatori provengono da casse private, dai presidenti che continuano a spendere e a spandere, con una contabilità agghiacciante ma sempre di soldi loro trattasi. Nel caso del Bonolis e della sua orchestra, invece, va ricordato al granata Del Noce Fabrizio che i denari provengono anche dagli abbonati che poi saremmo noi tutti. Ma questo al granata direttore non gliene frega un fico secco e ai giornalisti astanti pure. Alla prossima. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 16Feb 09 Una domanda a Mediaset Fabrizio Del Noce, direttore di Rai 1, ha spiegato così il contratto da un milione di euro di Paolo Bonolis:"Se uno pensa che Bonolis è arrivato ieri mattina e ripartirà sabato sera, sbaglia. La prima riunione con lui l'abbiamo fatta a giugno". Benissimo, il notaio conferma. Dunque Bonolis Paolo ha giocato su due tavoli, percependo regolare salario da Mediaset e intanto lavorando al progetto Rai. Nessun conflitto di interessi. semmai l'interesse al conflitto. Degli altri. Mediaset batta un colpo o è defunta. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 4 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 15Feb 09 Bonolis e otto mesi di lavoro Ha ragione Paolo Bonolis a spiegare il compenso di un milione di euro: otto mesi di lavoro, questo è l festival per lui e per il suo staff, otto mesi a studiare, scrivere, raggrumare, insieme con autori illustri, che cosa fare e che cosa dire in cinque serate di musica e roba varia. Ma c'è un piccolo particolare, dico piccolo così per scherzo. Dove si trovava in questi otto mesi Bonolis Paolo? A Mediaset, là riceveva salario per il suo lavoro ma in contemporanea stava pensando e facendo il resto per il festival di Rai 1. Come la mettiamo con il senso della vita? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 7 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 14Feb 09 I milioni di Bonolis Sostiene Bonolis Paolo che la Rai lo paghi un milione di euro per il festival di Sanremo. Sostiene lo stesso personaggio che trattasi di compenso per un anno di lavoro. Okk, il prezzo è ingiusto. Spiegazione: Bonolis Paolo lavora da qualche tempo, più di un anno, per Mediaset e risulta che i salari gli vengano versati puntualmente. Primo quesito: se il festival sanremese comporta un anno di lavoro su quanti tavoli ha giocato il signor Bonolis negli ultimi dodici mesi? Secondo quesito: il compenso di un milione di euro è comunque relativo a serate cinque di canzoni e affini. Non male per il senso della vita, sua. Nessun dorma apre il festival con la voce di Mina. Nessun dorma in questo Paese che da una parte sa che in Rai se le danno per un posto nel cda, al tiggì, in corridoio e al bar ma in contemporanea hanno soldi (anche degli abbonati, no?) da spendere e spandere per questo e quello. Sergio Zavoli, dopo faticose riunioni e beghe da cortile, è il capo della commissione di vigilanza. Non so ancora bene che su chi e che cosa vigilino. Incominci a dare un'occhiata anche a chi si occupa di casting, ai cosidetti agenti che portano i propri pupilli e le proprie badanti. Non accadrà nulla di tutto questo, tra qualche giorno incomincia la festa del festival, oppure il festival della festa. Un bell'applauso e un milione di auguri. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 11 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 10Feb 09 La morte e il cortile Alla fine Eluana ha salutato tutti, spero mandandoci a quel paese con un leggero, decisivo battito di ciglia. Purtroppo siamo rimasti noi, con le nostre volgarità, con il nostro cortile. Ieri sera, tre ore dopo l'annuncio della morte della signorina Englaro, mi piace scrivere così, i politici e politicanti nostrani hanno confermato che la crisi non riguarda soltanto l'economia ma anche e soprattutto l'intelletto, la cultura del nostro Paese. Qualcuno si è perso lo spettacolo offerto dai personaggi e interpreti di Porta a Porta, le reduci, i sopravvissuti, figure di margine che non avranno spazio nei libri di storia a venire, nemmeno un asterisco a piè pagina ma oggi godono della massima visibilità su qualunque emittente, a qualunque ora (deppoi parlano di bavaglio) e urlano e strillano e fingono di difendere il popolo ma difendono l'ideologia non l'idea, tutelano il proprio stipendio non quello dei cittadini, pasionarie del tubo catodico, presenzialisti della terza camera della repubblica (il salotto di Bruno Vespa; mentre in contemporanea si decidevano le sorti dei ragazzi del Grande Fratello, la cosa più schifosa della tivvù, il vomito dell'uomo erectus, ecco che giungeva notizia che Enrico Mentana annunciava le proprie dimissioni da direttore editoriale di Canale 5 e di Mediaset perchè, appunto, la rete, l'azienda preferiva il reality alla realtà, l'audience all'informazione. Strano che se ne sia accorto soltanto ieri sera, strano che sia tornato laddove, lo diceva lui medesimo, gli avevano messo il cerotto sulla bocca. Strano fino a un certo punto perchè si fa informazione per raggiungere l'audience e battere il concorrente rivale dell'altra rete. Scommetto che stasera a Londra la nazionale italiana di calcio giocherà con il lutto al braccio, tanto per lavarsi la coscienza davanti all'audience, scommetto che pioveranno fischi e roba simile agli inni del Brasile e al signor Battisti Cesare rifugiato politico ed ergastolano omicida. Questa è l'Italia, questo è il mondo, tra una dimissione, un urlo, una adunata di piazza, uno share. Per questo Eluana ha fatto la scelta migliore. Eluana non noi. Le sia lieve la terra. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 06Feb 09 La vita è di destra o di sinistra? C'è una ragazza che forse vivrà. Forse morirà. Forse. Eluana e mille altre, in Italia, altrove. Ci sono partiti, stavolta in Italia e basta, che stanno litigando, sfilano, marciano, si riuniscono per discutere sul caso. La vita diventa un fatto di propaganda, di ideologia, si trasforma in una esibizione di opinioni, di leggi, di convinzioni. La nascita e la morte messe ai voti, come se fossero slogan elettorali, merce di scambio per un seggio in più, manifesti di lotta. In contemporanea ecco il conto alla rovescia, ridotta del 30, del 40, del 50 per cento l'alimentazione, domani si procede, i tempi prevedono, entro due settimane, come se si trattasse di un latte a scadenza, dell'estrazione di un numero del lotto, di qualcosa comunque che va a finire. Parla il Capo dello Stato, replica il Capo dei Ministri, ribatte il Capo del Governo Ombra, si unisce il coro della maggioranza e urla il loggione della minoranza. Diciassette anni racchiusi in questi giorni miserabili. Questa è la vita di Eluana e delle altre mille come lei. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 9 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 03Feb 09 Vorrei dire di Eluana Vorrei dire di Eluana. Vorrei. Poi mi fermo, poi penso a Lei, a suo padre, a quelli che le stanno attorno, vicino. Molti, troppi, forse nessuno per Lei medesima. Penso al viaggio dell'ambulanza, stavolta non per salvare una vita. Penso al padre che soffre e ogni tanto ricorda, lo dovrà fare, lo avrà fatto, al giorno della nascita della sua creatura, alla festa, ai primi vagiti, alla speranza, alla vita insomma. Tutto questo ha ricevuto il timbro di un tribunale. Si spacca la coscienza dell'uomo, cattolico e non soltanto. Penso all'egoismo di chi rimane, di chi vuole prolungare ipotesi di respiri, miraggi di esistenza. E a chi ritiene questo già un atto di fede nell'uomo stesso. Verrà il momento, il dopo, il non più. Verranno altre Eluane senza che nessuno possa spiegare perchè questa vita che ci viene regalata c viene anche tolta. da vivi. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 16 ) » (10 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico Post precedenti Chi sono Barese e meteco tra Torino e Milano. Amo la radio, le auto d'epoca, il vintage, il juke box, i Beatles, Totò, Platini, il vino buono e la tavola giusta e così sto imparando a conoscere la vita. Nei giornali ho scritto di tutto, tra errori ed omissioni. Ringrazio i miei Nobel d'avventura, Tosatti, Arpino, Zanetti, Brera, Montanelli e qualche contemporaneo illustre di cui non voglio svelare l'identità. Ad maiora. Tutti gli articoli di Tony Damascelli su ilGiornale.it contatti Categorie costume Nessuna categoria I più inviati fischi - 4 Emails Piove, governo ladro - 2 Emails La piuma e Omar - 1 Emails La crisi, da repertorio - 1 Emails Ganci e Battisti, Italia-Brasile 1 a 1 - 1 Emails Bonolis e Grillini - 1 Emails Ultime discussioni tony.damascelli: Gentile Romano, apprendo che Platini ha potere non soltanto nell'Uefa ma anche nella Fifa,... Romano150: Salut, non so se certe nuove proposte siano sempre nuove ed efficaci. Non so se è stata abbandonata... mauro: Caro Damascelli, ho riletto la notizia, e probabilmente ho equivocato sul doppio arbitro. Platini aveva detto... tony.damascelli: Gentile Mauro, la proposta di Michel Platini non è quella di avere un arbitro in più ma due... mauro: Caro Damascelli, la proposta del cartelino arancione non è di Collina ma nordirlandese e verrà discussa... Ultime news Crisi, Obama debutta al Congresso: "Ricostruiremo e torneremo più forti"D?Alema re dell?intrigo vuole fare fuori anche FranceschiniTreviso, orrore in casa: madre e figlia sgozzateIndagato anestesista, scattò foto a Eluana nella clinica "La Quiete"Nucleare, firmato l'accordo Berlusconi-SarkozyInter, un pareggio che è quasi un premio"Quest?Otello mi si addice sono gelosa e ossessiva""Io, ex cervello in fuga, tifo Gelmini"Principessa sposa personal trainerA Discovery 3 si può chiedere l?impossibile Blogroll WordPress.com WordPress.org February 2009 M T W T F S S « Jan 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 Archivio dei post February 2009 January 2009 December 2008 November 2008 October 2008 Trackback recenti I più votati USA e getta - 21 Votes IL TRIO DI PERUGIA - 15 Votes il silenzio degli agnelli - 15 Votes fischi - 13 Votes La piuma e Omar - 12 Votes Vorrei dire di Eluana - 10 Votes Quattro miserabili e un povero - 9 Votes Gaber e Indro - 9 Votes Ganci e Battisti, Italia-Brasile 1 a 1 - 9 Votes Ambrogio e Ambrogino - 8 Votes Recent Posts Collina arancione Le pagelle del calcio, del cinema e del festival Bonolis e Grillini Del Noce e i calciatori Una domanda a Mediaset Bonolis e otto mesi di lavoro I milioni di Bonolis La morte e il cortile La vita è di destra o di sinistra? Vorrei dire di Eluana Pagine Istruzioni per l'uso Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il blog di Tony Damascelli © 2009 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti

Torna all'inizio


"Io, ex cervello in fuga, tifo Gelmini" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

n. 48 del 2009-02-25 pagina 13 "Io, ex cervello in fuga, tifo Gelmini" di Enza Cusmai Ricercatrice, sposata, tre figli, per otto anni ha lavorato negli Usa. Ora è tornata in Italia: "Lì fare ricerca è un piacere. Conta la meritocrazia. Per questo sono d?accordo con la riforma del ministro" «Con i risultati scientifici raggiunti e le mie pubblicazioni, negli Usa ora sarei professore universitario. In Italia, invece, non ho un posto fisso e continuo a fare la ricercatrice solo perché ho uno studio e con i miei pazienti faccio quadrare i conti. Altrimenti avrei mollato da tanto tempo. Qui, purtroppo, la meritocrazia è una parola ancora sconosciuta». Silvia Migliaccio è un medico, sposata con tre figli. Si occupa di osteoporosi e di malattie metaboliche dell?osso e su questa delicata materia fa ricerca a La Sapienza di Roma. Che ha accolto il suo «figliol prodigo» con un contratto di collaborazione di 900 euro netti al mese. Dottoressa Migliaccio ma lei non rimpiange gli Usa? «Da un punto lavorativo sì. In quel paese fare ricerca è un piacere. Si lavora benissimo, ci sono i fondi, è organizzato tutto perché si produca il meglio. Ed è per questo che, dopo aver vinto una borsa di studio, sono rimasta per altri otto anni». Perché è rientrata? «Per mio marito. E anche per accettare una sfida e realizzare un?aspirazione: fare ricerca in Italia, nonostante tutto». Con che cosa si è scontrata? «Con un sistema diverso e patologico. Talvolta i concorsi non vanno come dovrebbero andare. E alcuni ricercatori non producono quanto e come dovrebbero». Perché scarseggia la produttività? «Non ci sono controlli sul lavoro svolto. Quando uno diventa ricercatore e ha il posto fisso non viene più messo in discussione. E qualche pubblicazione si rimedia sempre, ma bisogna vedere da chi sono state scritte e come». E negli Stati Uniti non è così? «Avviene esattamente il contrario. Le università controllano ogni 5 anni il lavoro svolto da uno ricercatore e le sue pubblicazioni vengono analizzate attentamente. Insomma si verificano i risultati. Se non ci sono, tagliano i fondi, se invece un ricercatore produce, continua ad essere sostenuto». E in Italia chi controlla i ricercatori? «A quanto ne so nessuno, invece andrebbe introdotta la seguente formula: se un ricercatore produce, va premiato, se non produce si deve ridimensionare. Insomma non ci si può adagiare, perché poter essere messi in discussione è stimolante». Dunque lei concorda con quanto sostiene il ministro Gelmini a proposito di meritocrazia? «Praticamente sì, sia per quanto riguarda i rami secchi da sfoltire, sia per l?introduzione della meritocrazia in stile americano. Qui, una volta che uno ha il posto, ha il posto». E si siede, dimenticandosi pure di fare pubblicazioni? «Intendiamoci, anche in Italia ci sono ricercatori che fanno altissima ricerca ma questo sistema è di fondo malato, ci sono pochi controlli, ci sono ricercatori poco produttivi. In compenso il sistema disincentiva i giovani più bravi che spesso o mollano tutto o se ne vanno all?estero». Si stufano perché non li pagano? «Niente soldi e niente collocazione. Dopo che ha preso una borsa di studio non puoi più prenderne un?altra e chi non ha il posto fisso resta fuori». Ma lei come mai non ha il posto fisso? «Avevo un assegno di ricercatrice ma è terminato ed è tutto finito. L?anno scorso ho lavorato gratuitamente in università perché non c?erano fondi e quest?anno mi hanno offerto una collaborazione». Pagata? «Mille euro su cui ci pago le tasse». E come vive? «Con il mio lavoro di studio. Altrimenti la mia attività di ricercatrice l?avrei terminata o avrei dovuto emigrare un?altra volta». Non si sente discriminata? «Mi ritengo fortunata. Mi apprezzano al livello internazionale, sono nel consiglio direttivo della Società italiana di osteoporosi e mi chiamano ad ogni congresso specialistico per le mie relazioni. Sono considerata un?opinion leader, come si direbbe in America. Questo mi basta». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Teoria e pratica nell'abisso scolastico (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Commenti Pagina 335 confusione e sovrapposizioni Teoria e pratica nell'abisso scolastico Confusione e sovrapposizioni di Gabriele Uras --> di Gabriele Uras La lettera dell'insegnante Paola Piu, pubblicata su L'Unione Sarda del 13 febbraio scorso ("A fine quadrimestre pagelle, voti e confusione), è un segnale di quanto avviene in questi giorni nelle scuole italiane, in particolare in quelle del 1° ciclo (primaria e secondaria di primo grado). Non c'è da meravigliarsi. Quando si passa dalla formulazione della norma alla sua attuazione, emergono spesso difficoltà applicative inattese o inizialmente sottovalutate. Le innovazioni promosse dal ministro Gelmini non fanno eccezione a questa regola: il voto numerico, il maestro unico, la pluralità degli orari affrontano in questo periodo problemi attuativi di vario genere. Del maestro unico non è chiaro nemmeno il profilo, perché unico non è, e nemmeno prevalente, ma unico e prevalente nello stesso tempo o nessuna delle due cose. Ed è errato chiedere che sia il ministro a risolvere la disputa nominalistica, o a sanare la contraddizione tra l'essere, questa figura, unica e contemporaneamente prevalente. È improprio chiedere alla politica chiarimenti che attengono alla pedagogia e alla didattica, che possono sempre contare sulle risorse dell'autonomia. Analogo discorso vale per il voto espresso in forma numerica. C'è una legge, ci sono i decreti e le circolari con le istruzioni ad essa relative. A livello politico e tra gli esperti si può discutere la norma per sostenerla o criticarla, e può farlo anche il docente, fuori dall'aula e come cittadino. Dentro la scuola, si dovrebbero invece ricercare soluzioni operative idonee a realizzare il dettato normativo. Ma qui c'è un problema. Il percorso che va dalla norma alla didattica è articolato e complesso e si dipana attraverso provvedimenti di diverso tenore e forza regolativa, regolamenti, decreti, ordinanze, circolari, emanati da autorità di livello decrescente, dal ministro al dirigente scolastico. I principali destinatari sono i docenti, ultimo anello della catena ordinamentale del sistema scolastico, i protagonisti principali dell'erogazione del servizio formativo. Nell'esercizio della loro funzione, essi mettono a frutto le proprie competenze culturali e professionali, ma devono rispettare le norme e le istruzioni che l'Amministrazione scolastica emana, sia pure nel rispetto dell'autonomia riconosciuta dalla legge. Esiste, nel percorso anzidetto, una fase critica, ed è quando la norma e l'amministrazione impattano sulla didattica, e il docente intraprende il cambiamento, inserendo nel suo quotidiano operare le innovazioni introdotte dalla legge. Ciò richiede un duplice impegno: quello di abbandonare le vecchie pratiche consolidate e quello di elaborare le nuove, dopo averne compreso le ragioni e pur non condividendole personalmente. Di fronte a questi impegni, oggi il docente è solo. Mancano i soggetti in grado di assicurare le necessarie mediazioni di natura tecnica tra la norma che regolamenta la sua attività e la quotidiana pratica dell'insegnare. Il dirigente è assorbito in compiti a dominanza organizzativa e burocratica che non gli lasciano il tempo per occuparsi della didattica. Gli ispettori, oggi denominati dirigenti tecnici, non ci sono più, o è come se non ci fossero, perché il reclutamento per chiamata, in scriteriato uso da alcuni anni, li rende più precari dei precari. Ma chi sono gl'ispettori? Essi fanno parte dell'Amministrazione, ma sono a contatto con le scuole. Sanno di pedagogia e didattica, ma conoscono anche le norme e sono a contatto con chi le applica. Su invito delle scuole o del direttore regionale, possono prendere parte a incontri di lavoro coi dirigenti e coi docenti, per illustrare le disposizioni ministeriali, agevolarne l'interpretazione, suggerire modalità applicative, spiegare il senso delle innovazioni, integrando il diritto con la pedagogia, i problemi organizzativi e gestionali con la didattica, il punto di vista dei docenti con quello del dirigente. Sono compiti che il dirigente amministrativo non affronta, perché non possiede la preparazione necessaria, e altre sono le sue competenze. Forse l'insegnante Piu si sentirebbe meno confusa e sola, e i problemi da lei segnalati risulterebbero meno assillanti, se la scuola potesse ancora contare sulla consulenza di dirigenti tecnici validamente selezionati e pedagogicamente competenti. Conviene sperare che il ministro Gelmini si faccia carico del problema e acceleri le procedure di espletamento del concorso ispettivo già da tempo bandito.

Torna all'inizio


Il primo sondaggio post-Veltroni: il Pd crolla sotto il 22%. Vola il Pdl (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il primo sondaggio post-Veltroni: il Pd crolla sotto il 22%. Vola il Pdl (25/2/2009 10:24) | (Sesto Potere) - Roma - 25 febbraio 2009 - Il sito Affaritaliani.it pubblica in esclusiva il primo sondaggio dopo le dimissioni di Walter Veltroni da segretario del Partito Democratico. Nelle intenzioni di voto - secondo la rilevazione Crespi Ricerche - il Pd perde il 4,5% in un mese e precipita al 21,8. Balzo al 42% (+2,5) del Popolo della Libertà. Crescono anche l'Italia dei Valori (dal 6 all'8%) e l'Udc (dal 5,5 al 6,2%). La fiducia in Silvio Berlusconi vola al 61% (+5 rispetto a gennaio) e scavalca Giorgio Napolitano, in calo di tre punti al 55%. Secondo l'analisi di Luigi Crespi tra i Ministri, rilevante è la performance di Renato Brunetta che guadagnando 3 punti e attestandosi al 58% diventa il secondo politico che ispira maggiore fiducia agli italiani. Bene anche Maroni al 56% e Ignazio La Russa al 52%, rispettivamente secondo e terzo nella classifica delle fiducia nei Ministri. Frattini e Tremonti sono in leggera flessione e si attestano con Maria Stella Gelmini, il ministro donna più amato del governo, al 50%. Alfano e Prestigiacomo sono al 49%, recuperano consensi Sacconi (+2) al 48% e Scajola al 47%. Carfagna e Meloni sono entrambe al 46%, ma con il Ministro delle Pari Opportunità che da settembre ad oggi è stata capace di recuperare 15 punti. Complessivamente su 21 Ministri 8 hanno fatto registrare il segno positivo, mentre solo 4 hanno fatto registrare il segno meno, gli altri 7 sono stabili. Fonte Crespi Ricerche - Sondaggio telefonico con metodologia C.A.T.I. realizzato su un campione di 1.000 casi rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne tra il 19 e 20 febbraio 2009. Articolo tratto da Affaritaliani.it

Torna all'inizio


Walter, un perdente perfetto (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Anche Dario Franceschini ha fatto il suo giuramento, come quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui. "Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di "giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del "Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro". Riuscirà dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del "superdisastro" chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare ("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.") e anche Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso rosso anti veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando al dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si libererà del "vizietto" farà poca strada. Ma D'Alema cosa sta tramando? di Peppino Caldarola Non basterà il "ragazzo alibi" a fermare la scissione nel Pd/di Paolo Guzzanti Scritto in Varie Commenti ( 33 ) » (15 votes, average: 3.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Feb 09 Walter, un perdente perfetto Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l'altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo sotto processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste: l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un avversario indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione organica di pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra. E ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e Bertinotti, con "baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.". Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il "colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.", "Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore fantoccio". I sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli. L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc: sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie Commenti ( 210 ) » (52 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà: 32 chilometri e mezzo, costati meno di un miliardo di euro, realizzati in meno di quattro anni. Era prima dell'ultimo ultimo governo Prodi, ricordate? Quante polemiche sulle grandi opere berlusconiane, sulla legge-obbiettivo, quanti attacchi feroci dale centrosinistra e dalla sinistra, dai verdi e dai comitati. L'Italietta del no era insorta compatta contro i cantieri, contro il piano delle Grandi opere. Inutile rivangare. Già, perché il Passante di Mestre è una realtà, serviva al Veneto e tutto il Nord Est ed è stato fatto. Quel taglio del nastro di ieri con il premier Berlusconi e il governatore del Veneto Galan sorridenti, le strette di mano alle maestranze col caschetto giallo non sono uno slogan. "L'Italia del fare" non dovrebbe essere considerato uno slogan (come fa la sinistra) ma una realtà per un Paese che investe nel futuro e nella sua modernizzazione. Per un paese che ha necessità di puntare sulle infrastrutture a servizio delle imprese, del lavoro, della competitività, dei cittadini. E che cerca di farlo fra mille ostacoli politici, burocratici, finanziari e dopo anni di ritardi che sembrano incolmabili rispetto al resto d'Europa. Fa bene Berlusconi a insistere. Stato, Regioni, enti locali in Veneto hanno dimostrato che esiste un altro modo di declinare il veltroniano "yes we can". Quattro anni fa ero a Roma e dopo la firma dell'intesa per il Passante fra governo e regione, Galan mi prese a braccetto e mi disse: "Guarda Alberto che il Passante è indispensabile e si farà. Non si ripeterà la storia dei cantieri che aprono e non chiudono mai. I soldi ci sono e quella "strada" la faremo". Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e difficile : c'è da completare la Tav, da finire la Salerno-Reggio Calabria, il Mose, le metropolitane per Roma e Milano e quant'altro indicato nel piano delle "Centro grandi opere". Ci sono 16,6 miliardi stanziati dal Cipe e ne servono ancora più di 100 per raggiungere i 125 necessari a realizzare il piano, soldi che il premier si è impegnato a reperire nei prossimi anni. Il Passante è un esempio che si può fare: indica un metodo, un percorso. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo più eclatante del piano e quello più osteggiato. Mi domando: ma perché quando ad esempio il Giappone o la Danimarca costruiscono mega-ponti sono un esempio positivo, fanno notizia in tutto il mondo e se lo fa l'Italia no? Resta un mistero o forse no, se si legge questa storia in chiave squisitamente "politica". Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (29 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Jan 09 Di Pietro tribuno senza popolo Antonio Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato. L'iscrizione è un atto dovuto dopo la denuncia presentata dal presidente dell'Unione delle Camere Penali Oreste Dominioni e del vicepresidente Renato Borzone e fa riferimento alla manifestazione tenuta dal leader dell'Idv in piazza Farnese, a Roma, durante la quale fu esposto uno striscione che faceva riferimento a una presunta non terzietà di Napolitano. (Ansa, 3 febbraio). Aggiornamento *NAPOLITANO/ PM ROMA CHIEDE ARCHIVIAZIONE INDAGINE SU DI PIETRO «Nessuna offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato» Roma, 13 feb. (Apcom) - La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'indagine a carico di Antonio Di Pietro, per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato, in relazione all'intervento del leader dell'Italia dei valori del 28 gennaio scorso. Secondo il pm Giancarlo Amato da una «lettura attenta» del complessivo discorso di Di Pietro, va escluso che il riferimento al «silenzio mafioso» abbiano avuto quale destinatario non il presidente della Repubblica ma lo stesso oratore. «Quanto alle espressioni che certamente sono state rivolte al residente Napolitano, dovendosi esse inquadrare nell'esercizio del diritto di critica che è consentito anche neiconfronti delle più alte cariche dello Stato se espresso in forme continenti (qui senz'altro ravvisabili), nessuna offesaall'onore ovverso al prestigio del capo dello Stato potrebbe essere ipotizzata». Così si afferma il pm Amato nellarichiesta di archiviazione dell'indagine a carico di Di Pietro. Secondo l'autorità inquirente è imposssibile «configurare la fattispecie prevista dall'articolo 278 del codice penale e la conseguente decisione di non richiedere l'appositaautorizzazione prevista» al ministro della giustizia. Tutta la questione è - secondo gli inquirenti - un «malinteso», che è «verosimilmente insorto per il richiamo al rispettò ed al 'silenzio' che figura in entrambe le autonome parti dell'intervento dell'onorevole Di Pietro, da prima rivolto al presidente della Repubblica, l'oratore ha detto 'ci possiamo permettere di non essere d'accordo con alcuni suoi silenzi. ma lo rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni. 'mentre in seguito - prosegue il magistrato ormai non più riferendosi al capo dello Stato, si è usata l'espressione 'lo possiamo dire o no? Rispettosamente,ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio». La vicenda Di Pietro 1. È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta critica nei confronti del presidente della Repubblica («Napolitano dorme, l'Italia insorge») a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese. Vogliono farci lo scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c'è tutto il diritto a manifestare?», si chiede protestando per il sequestro del manifesto. In una piazza «può essere accolto chi non è d'accordo con alcuni silenzi» del Capo dello Stato), prosegue. Poi aggiunge: «A lei che dovrebbe essere arbitro possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo». Di Pietro afferma poi che questa critica è «fatta del tutto rispettosamente». Quindi conclude: «Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso per questo io voglio dire quello che penso». (Ansa) Di Pietro 2. «Mi amareggia molto - dice in una nota il leader dell'Italia dei Valori - per l'oggettiva disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non ho detto, il comunicato del residente della Repubblica in merito al mio intervento di questa mattina. Ho detto e ribadisco che, a mio avviso, è stato ingiusto e ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti i tenere esposto uno striscione non offensivo, ma di critica politica». «In democrazia - prosegue Di Pietro - deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la Presidenza della Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo dello Stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché non a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati che indagano sui potenti di Stato». (Apcom) Il Tonino-pensiero è arrivato (forse) alle estreme conseguenze dell'invettiva politica con la frase e il giudizio sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (guarda il video). Dal palco, l'autonominatosi tribuno del popolo lancia il suo atto d'accusa più grave colpendo la più alta istituzione dell'Italia repubblicana. quella parola, "mafioso", rimbalza e rotola in quella piazza che oceanica non è perché Tonino sta perdendo per strada il suo popolo (dopotutto una questione morale come si è visto esisste anche per lui, il Grande Moralizzatore). Rimbalza fra lo stupore di chi l'ascolta, arriva fino al Colle ma poi ridiscende (accusa rispedita seccamente e duramente al mittente da Napolitano) verso la piazza, rimbalza ancora ed esplode come una bomba impazzita sul palco da dove è partita. In mano a Di Pietro. Che poi fa una goffa, lunare retromarcia, vorrebbe metterci una pezza "ma è peggio del buco" come scrive Antonio Polito sul Riformista. Di Pietro-Grillo-Travaglio, le madonne addolorate del giustizialismo italiano, del neo-qualunquismo politico in versione aggiornata erano insieme, in quella piazza. giusto così. Gli italiani li hanno visti all'opera, a ciascuno la sua parte nella sceneggiata sul palco di piazza Farnese, Roma, Italia. Il pubblico giudichi. Inutile stavolta spendere troppe parole su Di Pietro e i suoi amici. Una parola invece la vorrei spendere sul Partito Democratico e sul Walter Veltroni: ha già detto per due volte di aver rotto con Di Pietro, poi è andato avanti tutto come prima. Romperà allo stesso modo per la terza volta? O il centrosinistra riformista (ma lo è davvero?) dovrà aspettare che all'alba il gallo canti ancora? Walter avrà finalmente capito, come hanno già capito molti esponenti democratici, che si è avvinto in un abbraccio mortale? Già, perché Di Pietro e i neo-girotondini aspettano le elezioni europee, continuando ad alzare il tiro per prendere i voti proprio al Pd e ai cespugli della sinistra. I conti li faranno dopo. I COSTITUZIONALISTI: "IPOTIZZABILE IL REATO DI VILIPENDIO" - Leggi Il demagogo in trappola di Mario Giordano Tonino, messia al tramonto tra scandali e parole a vuoto di Filippo Facci Il gioco di Tonino è durato poco. L'antipolitica l'ha già scaricato di Paolo Granzotto E TONINO NON RISPONDE A QUESTE DOMANDE SU NAPOLI Scritto in Varie Commenti ( 153 ) » (43 votes, average: 3.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Jan 09 Vendola: "Rifondazione addio" Nichi Vendola lascia Rifondazione comunista. L'ex partito di Bertinotti perde pezzi (importanti). In un'intervista al Tg3, il governatore della Puglia annuncia: sabato a Chianciano, "chiuderemo una stagione politica e faremo i conti con la crisi travolgente della politica". La decisione di Vendola, per ora, resta individuale: "Io parlo per me, non voglio una leve militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno deve fare i conti con la propria coscienza". Poche parole che sanciscono l'inizio della spaccatura già alle viste subito dopo la vittoria di Ferrero e la conquista delle segreteria. Vendola era - o sembrava - il candidato su cui scommettere, l'uomo che Bertinotti avrebbe voluto alla guida del partito e invece. Dopo il ribaltone e la vicenda del quotidiano del partito, "Liberazione", l'addio era inevitabile. Quanti vendoliani seguiranno Nichi, e quale sarà il loro approdo? Forse la riedizione rivista, corretta e allargata dell'Ulivo post veltroniano? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (10 votes, average: 3.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jan 09 D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Tanto tuonò che Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno: Walter Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e quelle europee?). Il partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è una notizia, ormai), logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per bande intestine e dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione morale e della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il partito dei sindaci è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di voti a livello locale annusano l'aria pronti al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando che non restino solo macerie.). E incombe lo spettro del tirono all'Ulivo prodiano, rivisto e corretto. Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd non è governato". "Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva occupare di governare il partito". Massimo, intervistato da Red tv, definisce "amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd, sottolinea che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in diversi", e a proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter dice: "Io sono unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il presidente di Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di astio riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È stato sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema, non capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il partito che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il messaggio: "Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il processo fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza programmatica. Io resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono disponibile". Già, nessuna chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si sente davvero così forte da non farla? E D'Alema è davvero l'uomo giyusto per rilanciare il Pd, magari di nuovo aperto alla sinistra frammentata e distrutta (con i verdi) dalle ultime elezioni che l'hanno messa fuori dal parlamento? E come riuscirà, Walter, a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che ormai pare solo un simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma fra gli ex Ds, il centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente. Rutelli, Letta, Parisi e gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio senza rimpianti per un fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di Prodi? Pierferdinando Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta (lanciato da Cesa, segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle "alleanze di nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori in corso per quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore della Margherita, chiama già Centro Riformatore. Leggi l'articolo "Il big bang della sinistra fa risorgere l'Unione di Prodi" di Roberto Scafuri Scritto in Varie Commenti ( 50 ) » (20 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid. E nemmeno Londra (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono rimasti intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600 persone sono state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un migliaio si è riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni riscaldati messi a disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi anche in altre città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso l'aeroporto. (nella prima foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta cari amici, piaccia o non piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già, perché a leggere questa agenzia di stampa che descrive una bella nevicata praticamente in contemporanea con quella di Milano (e più o meno con la stessa quantità di neve caduta) mi sono detto: "Chissà se fosse successo a Milano.". Già, perché poteva succedere ma non è successo. Milano non è Marsiglia, per fortuna". Caos, paralisi, proteste, la sinistra contro la Moratti e Palazzo Marino, segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole aperte o chiuse (pessima la figura dell'assessore all'Istruzione della Provincia che ha annunciato ben due giorni di chiusra delle superiori, per poi essere smentito dal sindaco almeno per quel che riguardava la città). E poi il sale che mancava con i camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo, problemi e criticità, disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra scambi di tram gelati e spalatori che mancavano (si possono solo pescare da apposite liste interinali e se sono meno quel che serve ciccia.) problemi insomma tipici delle emergenze. Ovvio che in questi casi la sinistra insorga come da copione eccettera eccetera. Ma parlare di disastro mi sembra troppo per una città orgogliosa come Milano che però da un po' di tempo mostra un preoccupante propensione al lamento.). Scusate, ma io ho vissuto la Grande Nevicata del 1985 e per andare a lavorare al Giornale mi feci a piedi andata e ritorno il tragitto piazza Piola - piazza Cordusio). E ricordo pochi anni fa (giunta Albertini, vicesindaco De Corato) un'altra nevicata che provocò disagi (soprattutto per le interruzioni delle linee aeree dei tram a causa dei rami di alberi spezzati che cadevano sui fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi, disagi anche allora, proteste per il traffico a rilento e i marciapiedi non puliti (in gran parte come oggi perché troppi condomini non lo facevano in barba all'obbligo). Ricorso una ricognizione notturna di De Corato lungo le linee dei tram. Eppure nevicò molto meno. Qualcuno poi si è stupito per il fatto che sono arrivati 750 volontari dal Friuli: meno male che sono venuti, ce n'era bisogno. Mi chiedo infatti dov'erano i volontari milanesi. Meglio lamentarsi che spalare? Tanto che il sindaco ha chiesto al ministro La Russa e ottenuto, soldati per spalare la neve: sono già al lavoro (tutto il quattro ore) e dovrebbero essere circa 600, all'opera, ha spiegato il vicesindaco De Corato. Poi la polemica sull'Ecopass: meglio "auto libera". di intralciare e aumentare i disagi, chiedere a chi senza gomme da neve si è messo di traverso magari bloccando spazzaneve o autobus. Sbagliato allora l'appello a usare i mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli aeroporti chiusi (e riaperti in anticipo rispetto a quanto era stato indicato?) . A Parigi, alla vigilia di Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi negli aeroporti: strano ci sono maxi-nevicate anche in Francia.Poi se si risolve tutto è merito. della pioggia. L'importante è il "mugugno", come lo chiamano a Genova. e se qualche problema viene risolto di chi è il merito? Ma della pioggia, naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di equivoci: disagi e disservizi ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per fortuna). E faccio un piccolo aggiornamento, non è nemmeno Madrid. SPAGNA/ MADRID PARALIZZATA DALLA NEVE, AEROPORTO CHIUSO La circolazione bloccata anche nell eautostrade Roma, 9 gen. (Apcom) - Una nevicata straordinaria ha colpito Madrid e adesso la capitale spagnola è completamente paralizzata dalla neve. Mentre l'aeroporto internazionale di Barajas è stato chiuso e nessun volo arriva o parte anche le principali autostrade che portano in città sono praticamente bloccate, con incolonamenti, code e decine di incidenti. Il portavoce della direzione generale al traffico della regione ha sottolineato che la «circolazione è molto difficile in utto il centro della Spagna» e ha invitato la popolazione a «evitare di spostarsi in automobile». Il governo della regione di Madrid, in considerazione dell'eccezionalità della precipitazione (la più intensa che la storia ricordi, sottolinea El Mundo) ha organizzato un «gabinetto di crisi» per coordinare gli interventi necessari. Sul fronte previsioni, tutto lascia pensare che la situazione critica dovrebbe protrarsi almeno sino a domani. AGGIORNAMENTO DEL 2 FEBBRAIO 2009 (SENZA COMMENTO) *MALTEMPO/ LONDRA NEL CAOS PER TEMPESTA DI NEVE Bloccato Heathrow, sospeso servizio bus Londra, 2 feb. (Ap) - Aeroporti bloccati e trasporto pubblico nel caos a Londra dopo la tempesta che ha lasciato la capitale britannica sotto 10 centimetri di neve. le due piste dell'aeroporto di Heathrow sono state chiuse e oltre 250 voli cancellati, dopo che un apparecchio della Cyprus Airlines è uscito dalla pista di rullaggio senza che vi fossero danni o feriti; sospesi i voli anche al London City Airport mentre pesanti ritardi si sono registrati negli scali di Gatwick e Stanstead. In città è stato sospeso il servizio di autobus mentre ritardi e sospensioni interessano invece metropolitana e treni regionali, dopo che in alcuni punti del sudest dell'Inghilterra sono caduti 25 centimetri di neve. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) » (12 votes, average: 3.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Dec 08 Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger E' davvero un Natale indimenticabile, questo. Dire che il 2008 chiude col botto, è poco. Non voglio tediare gli amici del blog, che ringrazio tutti per la loro appassionata partecipazione alle nostre discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una pausa serve, un brindisi per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E guardiamo avanti con un po' di ottimismo. "Ecco il "berlusconiano" che instiste - direte. - anche a Natale". No, tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che m'inducono all'ottimismo sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato l'ultimo "muro di Berlino": quello della "superiorità morale" della sinistra mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato la politica italiana da Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga tutta la classe politica (di prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda delle poltrone occupate) a fare finalmente una riflessione seria. Le inchieste napoletane, la vicenda abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e quello che potrà ancora saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare il cambiamento. Non subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee e amministrative, ma poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero. Soprattutto nel centro sinistra, ancora alle prese con il "grande equivoco" della leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e dalemiani, vedremo se il Pd così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da quelle parti ci sarà un leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con nettezza fra dialogo con il governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in un caso o nell'altro, di condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento della Cgil. E fare chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di un'alleanza spuria basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino il solista che la impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi ci sono le riforme istituzionali: presidenzialismo e federalismo si intrecciano, possono rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce il cancellierato alla tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente, poteva fare di più. Lasciamo gli slogan all'opposizione (e io non sono fra quelli che ritengono importante ascoltare l'opposizione perché non è che abbia sempre torto su tutto), "con gli slogan non si mangia", diceva mio nonno operaio alla Fiat di Marina di Pisa. Il governo sul fronte della crisi si è mosso con decisione, ha messo in campo investimenti, molti provvedimenti importanti e altri ancora ne prenderà, soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo è un Natale indimenticabile e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che il Paese può farcela, che non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del qualunquismo di maniera sono davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per chiunque sia al governo. Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma chi fa è più santo". Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetto di santità. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) » (15 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Dec 08 Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Tema impegnativo, ammetto, quello lanciato sabato scorso sul "Giornale" dal nostro Stenio Solinas con un articolo dal titolo provocatorio "Perché la Destra ha paura della cultura". Tema che ha sollecitato una serie di interventi "alti" sulla questione del rapporto fra intellettuali di "area" e Popolo della Libertà pubblicati da "Giornale" e che ho deciso di raccogliere e riproporre in un dossier sul "Giornale.it" per fornire spunti di riflessione e di dibattitto anche ai lettori del blog che vogliono dire la loro, intervenire, discutere. Utile base di partenza è il secondo articolo di Stenio Solinas "Se questa Destra sceglie di fare la Dc", che riassume le posizione dei diversi interventi". Poi ci metto qualcosa di mio e chiedo, ma è davvero così? La Destra ha davvero scelto di fare la stessa strada della vecchia Balena Bianca orami defunta (almeno come partito di massa moderato)? E' proprio vero che la Destra non ha mai superato il complesso d'inferiorità nei confronti dell'egemonia culturale della sinistra che era strettamenhte legata alla "tattica del salame" (occupare posti di potere, nelle istituzioni e nella società civile in modo da poter "governare" anche dall'opposizione condizionando maggioranze speso deboli e divise?). E la Destra in un'Italia che cambia e che sta contribuendo a cambiare, ha solamente un ruolo di mera "gestione del potere" o è in grado di incidere nella cultura, nel fare cultura allargando quindi la sua area di consenso con una diversa forma di radicamento, più profonda e meno legata agli accadimenti, alle fortune o alle sfortune del governare? E infine, la Destra ha saputo trarre lezione dall'egemonia culturale della sinistra? A VOI LA PAROLA. Leggi gli articoli: "Perché la Destra ha paura della Cultura" di Stenio Solinas "Torniamo a dire qualcosa di destra" di Mario Cervi "A Destra gli intellettuali hanno tradito" di Alessandro Campi "La Destra moderna è intuizione, non riflessione" di Gianni Baget Bozzo "La destra culturalmente povera? Capisce la società più della sinistra" di Sandro Bondi "Non colmiamo il vuoto con le cianfrusaglie" di Gianfranco de Turris "Appropriazioni? No, questo è fare vera politica" di Luciano Lanna "Se questa Destra sceglie di fare la Dc" di Stenio Solinas "Destra, le cose da buttare e quelle da salvare" di Luigi Mascheroni Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (14 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in..". Anche se quanti sono non conta molto, in realtà. Bisognerebbe contare quanti studenti e quanti insegnanti sono rimasti in aula. ma questo non si può, non è politicamente corretto, soprattutto visto da sinistra. Non marciano in piazza? Non contano niente, peggio per loro. Infatti il segretario della Cgil Gugliemo Epifani grida tranquillamente dal palco "chi non è qui sbaglia". Ma è davvero così? Non è che a sbagliare, qualche volta (non sempre per carità) si proprio Epifani? Bisognerebbe chiederlo a chi non era in piazza a Roma, a chi non condivide la protesta, la sua politicizzazione, la politica del "no" ad ogni piè sospinto. Ma tant'è, ai rituali ci si abitua. L'Onda deve fare il suo corso, magari trasformandosi come si augurano molti manifestanti, in uno tsunami politico. Poco importa se si protesta contro la riforma universitaria che non in realtà ancora non c'è. Poco importa se si è posto mano alle regole dei concorsi. L'importante è dire no. E in piazza. Poi si scopre che magari la Gelmini qualcosa di giusto lo sta facendo e che non sarà travolta dall'Onda. "Onore al merito di chi cerca di rivalutare il merito" ha scritto sul Corriere il professor Giovanni Sartori. Che promuove il maestro unico, il ritorno al voto e al voto in condotta e se la prende con i tantissimi "baroncini" in cattedra troppo speso non all'altezza di ciò che dovrebbero insegnare. E che dire dell'Economist? Torna ancora sull'argomento (ma come, si schiera dalla parte del governo berlusconi?) e scrive sull'ultimo numero che la riforma della Gelmini, "merita di trovare udienza". Il settimanale dà giudizi abbastanza pesanti sullo stato dell'università italiana, prigioniera di "baroni" che hanno "potere di vita e morte accademica" e contribuiscono a alimentare i fenomeni "diffusi" del "nepotismo e del favoritismo". "Lo schema più comune è quello di uniforme mediocrità", scrive l'Economist, il quale fa notare che "nessuna istituzione italiana è nelle 100 migliori università del 20083. Negli ultimi anni i baroni, si continua, hanno esercitato "un'influenza notevole sui governi, in particolare quelli di centro-sinistra, e sono riusciti a seppellire molti tentativi di riforma". Ma ora, con "cinque università in bancarotta" il "bisogno di cambiamento è pressante", il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese". Ma no, anche il professor Sartori e l'Economist sbagliano, naturalmente. Come va fatta la riforma dell'università dovrebbero chiederlo a Epifani e ai sindacalisti in prima fila in piazza e negli istituti. Loro, di scuola, sì che se ne intendono. E i risultati in questi anni si sono visti. Senza ironia, per carità. A proposito: perché sul decreto 180 del governo che tratta di diritto allo studio, premio al merito, lotta ai baronati neanche una parola? COME FUNZIONA L'UNIVERSITA' IN GERMANIA, GRAN BRETAGNA E FRANCIA Scritto in Varie Commenti ( 119 ) » (31 votes, average: 3.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (62) Ultime discussioni luciano: Solita faccia da democristiano tutta casa e chiesa ,e' arrivato alla poltrona di segretario del pd x... Umberto Cisotti: Ora nella segreteria ha nominato molti suoi rivali, per ottemperare al nostro detto " keep... Diego Esposito: COSTITUZIONE ITALIANA:Art. 93. Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di... elio2: Cosa volete, hanno cambiato tutto per non cambiare niente, da quando è entrato in campo il PD hanno sempre... roberto: andate.avanti.&82 30;.mi vien da ridere...ahahhahahhaha.. Pericolo... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Passante di Mestre, yes we can... - 4 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Walter, un perdente perfetto - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Amsterdam, aereo turco si schianta "E' un miracolo. Salvi i 135 passeggeri"Crisi, disoccupazione alle stelle: 8,1% Commercio in rossoTreviso, orrore in casa: madre e figlia sgozzate, trovati due coltelliIndagato anestesista: ha scattato foto a EluanaIn tre si danno fuoco vicino a piazza TienanmenGb, è scomparso Ivan: figlio disabile di Cameron"Quest?Otello mi si addice sono gelosa e ossessiva"La beffa: "Il trans P.D. vuole diventare suora"Principessa sposa personal trainerA Discovery 3 si può chiedere l?impossibile Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille February 2009 M T W T F S S « Jan 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 Archivio dei post February 2009 (3) January 2009 (4) December 2008 (2) November 2008 (2) October 2008 (2) September 2008 (4) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Fattoriadellacomunicazione's Weblog: Lessico provvisorio (università 2008) Recent Posts Il "vizietto" di Dario Walter, un perdente perfetto Passante di Mestre, yes we can. Di Pietro tribuno senza popolo Vendola: "Rifondazione addio" D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid. E nemmeno Londra (per fortuna) Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Quell'Onda che non travolge le Gelmini Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2009 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti

Torna all'inizio


Accordo Italia Francia studenti bi-diplomati (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA I ministri dell?Istruzione, Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, nell?ambito del vertice Italia-Francia hanno siglato un accordo per un corso di studi secondari negli ulti tre anni delle superiori bi-nazionale con il rilascio simultaneo, al termine del percorso, di un doppio diploma di Stato: Baccalaureat francese e Maturità italiana. Il progetto partirà in via sperimentale coinvolgendo nella prima fase “Accademie” (omologhe dei nostri licei) delle regioni del sud est francese e istituti secondari di Valle D?Aosta, Piemonte e Liguria, oltreché le sedi dei licei francesi di Milano, Torino e Roma. «L?intesa siglata - che apre appunto a Italia e Francia la possibilità di un riconoscimento reciproco e simultaneo dei propri esami di stato - è rilevante - spiegano al dicastero di viale Trastevere - perchè non solo consente il rafforzamento dell?insegnamento delle rispettive lingue in un percorso bi-culturale, ma dà nuovo slancio agli auspicati processi di mobilità degli studenti e all?inserimento oltralpe dei futuri lavoratori. Tra l?altro, il conseguimento del Baccalaureat - fanno notare il ministero - consentirà agli studenti italiani di accedere non soltanto alle università francesi ma anche a quelle di altri Stati francofoni». Sempre nell?ambito del rafforzamento dei rapporti bilaterali tra i due paesi è stata messa sul tappeto (è un?idea francese) l?introduzione di una sorta di Erasmus per gli insegnanti: un progetto che va ancora definito nel dettaglio.

Torna all'inizio


Merate: l'on.Centemero (Pdl) al Viganò Pelamatti, paralisi se non arrivano soldi (sezione: Scuola)

( da "Merateonline.it" del 25-02-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola >> Scuola 25 / 2 / 2009 Merate: l?on.Centemero (Pdl) al Viganò Pelamatti, paralisi se non arrivano soldi Ugo Baglivo, l`onorevole Elena Centemero e Lorenzo Pelamatti Riunione tra i vertici degli istituti superiori lecchesi ieri mattina presso l`aula biblioteca dell`Istituto Viganò di Merate. Il dirigente Lorenzo Pelamatti ha organizzato un incontro con l`onorevole Elena Centemero, parlamentare del Pdl e membro della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione del Parlamento per parlare della riforma scolastica e per affrontare i problema dei "residui attivi". "Un dissanguamento" unanime la posizione dei dirigenti scolastici nei confronti dei tagli ai finanziamenti pubblici. Le scuole sono in una situazione di difficoltà finanziaria che potrebbe determinare la paralisi dell`attività didattica. La mancanza di liquidità impedisce il pagamento dei supplenti, che hanno prestato servizio o che sono attualmente impegnati e ostacola la nomina dei sostituti dei docenti assenti. Ad aggravare la situazione di sofferenza finanziaria incidono le spese che le scuole devono affrontare per le visite fiscali obbligatorie anche per un solo giorno di assenza di un professore (40 euro circa a visita), per la predisposizione dei corsi di recupero dei debiti formativi degli alunni che le scuole di istruzione secondaria di secondo grado devono attivare durante l`anno (55 i milioni stanziati quest`anno contro i 192 dello scorso anno) e per le spese di funzionamento del plesso scolastico. "I supplenti non offrono la loro disponibilità se non hanno garanzie di pagamento" - tuonano i presidi - "e i budget per le supplenze sono drasticamente diminuiti". Numerosi sono i debiti per quanto riguarda l`Esame di stato e il pagamento delle commissioni che ne hanno fatto parte. Altro argomento scottante è stato quello della "promozione": serve la media del sei? Il sei in tutte le materie? Il voto della condotta fa media? I vertici lecchesi sono contrari al fatto che il voto della condotta faccia parte della media ma che influisca solo nella valutazione complessiva. "E` stata fatta un`interrogazione al Ministro Gelmini per quanto riguarda i criteri per stabilire la condotta" ha affermato l`onorevole "Non ci sono delle indicazioni e regolamenti precisi a riguardo ma di interpretazione differente". La foto scattata dall`incontro ritrae un quadro complessivo di sofferenza. Si chiedono delle certezze affinchè si possano preparare i programmi didattici per l`anno successivo". L`onorevole Centemero ha rassicurato che "i fondi ci sono e verranno stanziati". Ma quando e in che misura ancora non lo sa. C.F. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 25/2/2009 alle 18.15

Torna all'inizio


Alta Val Bormida contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

STUDIATE A MILLESIMO LE CONTROMISURE AGLI EVENTUALI TAGLI DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI Alta Val Bormida contro la Gelmini Tenere conto delle caratteristiche orografiche, climatiche, altimetriche e di quelle relative alle distanze per fare in modo che i plessi scolastici che fanno capo all'Istituto comprensivo «Lele Luzzati» di Millesimo non risentano dei tagli della legge Gelmini. Questa, in sintesi, la proposta avanzata dal sindaco di Millesimo, Mauro Righello, in occasione dell'incontro che si è svolto l'altra sera con il vicepresidente della Regione, Massimiliano Costa, il provveditore Carla Barzaghi, la dirigente scolastica Maria Teresa Gostoni, Comunità montana e i sindaci dei Comuni di Cengio, Calizzano, Osiglia, Murialdo, Roccavignale, Bardineto e Massimino. La proposta, accolta dai partecipanti alla riunione, verrà portata in Regione e sarà oggetto di valutazione nel corso degli incontri con il governo. «Si tratta - dice Righello - di plessi molto importanti, sia sotto il profilo strettamente scolastico, sia sotto quello sociale e pertanto devono venire tutelati e mantenuti in attività ad ogni costo». Attualmente sono 797 i bambini e i ragazzi, che frequentano le scuole dell'Istituto Luzzati di Millesino, fra materne, elementari e medie. A Millesimo 51 alle materne, 159 alle elementari e 125 alle medie, per un totale di 335 allievi. A Cengio, 52 alle materne, 119 alle elementari e 57 alle medie per complessivi 228 studenti. A Calizzano, 38 alle materne, 68 alle elementari e 43 alle medie per un totale di 149. A Murialdo, 16 quelli delle materne e 29 alle elementari per complessivi i 45 alunni. A Roccavignale i bambini delle materne sono 27; mentre ad Osiglia quelli delle elementari sono 13.

Torna all'inizio


i parlamentari padovani domani ad albignasego (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 30 - Provincia I parlamentari padovani domani ad Albignasego ALBIGNASEGO. L'iniziativa del «Movimento dei sindaci», partita da Albignasego a difesa del tempo lungo nelle scuole elementari, si allarga anche fuori della provincia di Padova: negli ultimi giorni hanno preso contatti con il sindaco di Albignasego anche Montecchio Maggiore e Schio (Vicenza) e Portogruaro (Venezia). Attualmente il «Movimento» raccoglie l'adesione di oltre 50 Comuni padovani e le previsioni, in base alle richieste di informazioni, portano ad ipotizzare che il gruppo è destinato ad allargarsi notevolmente. I parlamentari Ascierto, Destro, Milanato e Zorzato hanno presentato ieri un'interrogazione al ministro Gelmini per tutelare i genitori di Albignasego e non solo: chiedono che si tenga conto dei disagi. «Stiamo procedendo molto bene - afferma Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego (nella foto) - Insieme alle Istituzioni si stanno muovendo anche i genitori, per cui contiamo di riuscire a dare un segnale positivo anzitutto alla Regione, e poi direttamente anche al Ministero». La prossima iniziativa è in programma domani alle 12: si svolgerà una riunione in villa Obizzi alla presenza dei sindaci aderenti al Movimento e dei parlamentari padovani. Intanto arriva anche dai banchi della Regione, l'approvazione dell'operato del Movimento dei sindaci: ieri il consigliere Leonardo Padrin ha presentato un ordine del giorno relativo al «Sostegno del tempo lungo nelle scuole primarie del Veneto». «Sono molto preoccupato - aggiunge Padrin - per le gravi ed ingiustificate ricadute che conseguirebbero al mancato mantenimento dei livelli scolastici attualmente erogati nelle scuole del nostro territorio e per le conseguenti tensioni sociali che ne potrebbero derivare». (g.r.)

Torna all'inizio


Ecco la scure della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

«Ecco la scure della Gelmini» Quarello e il Pd lanciano la mobilitazione: scuole a rischio Il Pd provinciale si mobilita in difesa delle scuole elementari e invita i trevigiani a sottoscrivere l'appello del comitato «No Gelmini». «E' il momento di unirsi per salvare la scuola», dice Enrico Quarello, coordinatore provinciale del Partito democratico, in merito alle preoccupazioni di molti genitori che lamentano la mancanza di informazioni riguardo orari e proposte formative di ogni singolo istituto per il prossimo anno scolastico. «Già questa prima fase di passaggio verso la scuola riformata da una destra miope e che ha smesso di investire sul futuro nei nostri figli, getta nel caos totale migliaia di famiglie e di amministratori trevigiani - continua Quarello - che non sanno cosa ancora accadrà da settembre 2009 a scuole insegnanti e alunni». Lunedì i comitati dei genitori di 24 scuole del trevigiano si sono riuniti a Paese per denunciare le conseguenze sull'assetto della scuola elementare dopo le riforme del ministro della Pubblica istruzione, Maristella Gelmini: presi di mira l'abolizione delle compresenze di insegnanti, le incertezze riguardanti il tempo pieno, il servizio mensa e l'insegnamento dell'inglese potenziato. Tutto questo a pochi giorni dal termine dell'iscrizione dei figli a scuola. I genitori hanno deciso di avviare una forma di protesta che consiste nell'inviare lettere di protesta a dirigenti e ufficio scolastico provinciale. «I tagli della Finanziaria del governo - prosegue Quarello - si ripercuotono nella scuola primaria della Marca, andando a limitare diversi servizi scolastici come i laboratori e la mensa. Perché la Gelmini non ha tenuto conto della particolarità del Veneto, in cui la spesa pubblica procapite per studente è la più bassa d'Italia e dove il tempo pieno è un'esigenza sociale in particolare nelle nostre città dove entrambi i genitori lavorano? Tutto questo a fronte di un generale aumento degli studenti iscritti. Inoltre verrà drasticamente ridotto il numero di insegnanti che garantivano l'operare dei piccoli gruppi e permettevano di seguire i bambini disabili». Da qui l'invito del Pd trevigiano a sottoscrivere l'appello del comitato «No Gelmini» alla pagina web http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/estorm.

Torna all'inizio


raccolta di firme contro la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Cecina Raccolta di firme contro la Gelmini Iniziativa del Comitato genitori e insegnanti «Per firmare la petizione l'appuntamento è oggi in piazza del Mercato» ROSIGNANO. Una raccolta di firme per dire no alla riforma-Gelmini. Per sottoscrivere la petizione, organizzata dal Comitato genitori e insegnanti nato a Rosignano sull'onda delle direttive del ministro dell'Istruzione, è stato fissato un appuntamento: oggi alle 17 in piazza del Mercato. La riunione, per l'esattezza, è fissata nella del Consiglio di frazione. «Il Comitato - spiega Marzia Provinciali del comitato - ha deciso di riunirsi per raccogliere i moduli in cui i genitori del comune chiedono la conferma del modulo scolastico prescelto, la con-titolarità degli insegnanti e la compresenza per una scuola dai tempi distesi e con un insegnamento di qualità. Le firme verranno poi recapitate all'ufficio scolastico regionale e al ministro dell'Istruzione». Questa petizione è uno dei passi concreti compiuti dal comitato. «L'onda distruttiva creata dalla cosiddetta "riforma" Gelmini - spiega Provinciali - oltre a provocare confusione e sconcerto negli insegnanti e nei genitori, ha avuto l'effetto di far in modo che una serie di comitati spontanei composti da docenti e genitori, si siano creati in vari luoghi della nostra provincia e non solo». Anche a Rosignano si è costituito un comitato. «Che vede come parti attive i genitori e le insegnanti delle scuole dell'infanzia e primaria del territorio. Durante questi mesi "caldi" sul fronte dell'istruzione, si sono susseguite una serie di incontri in cui si è discusso della situazione attuale della nostra scuola e si sono realizzate alcune iniziative che hanno avuto l'intento principale di informare in modo chiaro e senza forzature di sorta i contenuti della riforma». Per il comitato «la scuola è un luogo in cui i bambini costruiscono le basi per il loro futuro, in cui vengono rispettati gli stili di apprendimento di tutti, in cui si possono costruire relazioni importanti: è il luogo assoluto della condivisione. Per queste ragioni continueranno le riunioni informative e le iniziative di sensibilizzazione. L'obiettivo è unico: la necessità di una buona scuola pubblica per tutti e per tutte».

Torna all'inizio


docenti-fantasmi per protestare contro la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Palermo Il corteo Docenti-fantasmi per protestare contro la Gelmini Travestiti da fantasmi hanno sfilato da piazza Politeama al Palazzo delle Aquile per protestare contro i tagli della legge Gelmini. E per denunciare le condizioni drammatiche della maggior parte degli istituti della città. Una cinquantina fra docenti precari, di ruolo, genitori e studenti del coordinamento dei docenti delle scuole di Palermo, nato spontaneamente a novembre, si sono poi ritrovati nella Sala Rostagno di Palazzo delle Aquile per discutere questi temi. «Sono precaria da 19 anni - dice Maria Orlando - E non credo che lavorerò il prossimo anno. Ho investito tanto sempre a mie spese in un lavoro che faccio con passione, ma non sto raccogliendo nulla». Accanto a lei Caterina Altamore, 35 anni, precaria da 10: «Ho due figli - dice la docente della primaria Capuana - e non so come farò in futuro. Chiedo il posto che mi spetta dopo anni di sacrifici, chiedo almeno di poter continuare a essere precaria». Con loro anche qualche futuro insegnante: «Mi sono abilitato alla Sissis - dice Fabrizio Mazzocchi - ma per me non c´è lavoro. Penso di trasferirmi al nord». Il coordinamento continuerà la battaglia: «Devono ascoltarci - dice Mila Spicola, insegnante di ruolo alla Quasimodo - E l´amministrazione deve mostrare attenzione verso il tema della sicurezza scolastica, a lungo trascurato». c. b.

Torna all'inizio


Si chiude la telenovela dell'estate Sugli "ascolti" il Pdl è diviso E rischia la fiducia (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

legge fini a silvio: «ammorbidisci» Si chiude la telenovela dell'estate Sugli "ascolti" il Pdl è diviso E rischia la fiducia SE TELEFONANDO. La richiesta della Procura di Roma di distruggere le intercettazioni è l'ultimo atto di una lunga storia. Dai pettegolezzi al decreto col refuso. Ora Saccà è in pole position per la direzione generale Rai. segue dalla prima pagina Ecco che cosa si chiede il vicecapogruppo dell'Italia dei Valori a Montecitorio, Fabio Evangelisti: «C'è un qualche legame tra la decisione del governo di allentare la stretta sulle intercettazioni con la richiesta della Procura di Roma di archiviare l'indagine su Saccà-Berlusconi e di distruggere le intercettazioni?». E ancora: «Passata la paura il presidente del Consiglio viene a più miti e saggi consigli». Il sospetto dei dipietristi poggia sulla tempesta di veleni e di voci che si abbattè sul Cavaliere del Cialis, come lo chiama Dagospia, all'inizio della scorsa estate. Ossia, che oltre alle conversazioni tra Berlusconi e Saccà su attrici e attricette (Evelina Manna, Elena Russo, Antonella Troise, Camilla Ferranti, Eleonora Gaggioli) esistessero delle intercettazioni a luci rosse su attuali esponenti del governo. In particolare tre: le ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini e la sottosegretaria Michela Vittoria Brambilla. Tre giovani azzurre da sempre molto vicine al premier. Ancora ieri, più di una fonte giudiziaria confermava l'esistenza di trascrizioni agli atti. Tra giugno e luglio, allora, in Parlamento non si parlava d'altro e un altro dipietrista, Massimo Donadi, fece un parallelo con la vicenda Lewinsky. Con una differenza però: «Clinton non fece Monica ministro». Fu a quel punto che il governo diede una brusca accelerata alla stretta sulle intercettazioni. Se ne incaricò Niccolò Ghedini, avvocato del premier nonché guardasigilli-ombra del centrodestra, e ci fu un duro scontro istituzionale col Quirinale. Di fronte alla prospettiva di un decreto legge ad hoc varato dal consiglio dei ministri, Giorgio Napolitano impose lo stop e Berlusconi fece un'inedita retromarcia "tipografica": «C'è stato un refuso, un errore di stampa. Si tratta di un ddl non di un decreto legge». E quando poi si scrisse che il premier era ossessionato dalle voci provenienti da Napoli, dove ancora si trovava l'inchiesta, Ghedini precisò: «Ho letto che Berlusconi avrebbe paura di dettagli scabrosi dall'inchiesta di Napoli. Ma come si fa a sostenere un'assurdità del genere? Lo dico una volte per tutte: a Napoli non c'è nulla di nuovo. Tutti gli atti sono stati depositati. Le intercettazioni sono 8.542, di cui solo cinque con Berlusconi». Come che sia, adesso le paure, presunte o vere, sono svanite del tutto. Per la procura di Roma quelle intercettazioni sono «irrilevanti» e c'è «la necessità di assicurare il massimo della tutela possibile alla riservatezza dei soggetti coinvolti». Sull'archiviazione del reato di corruzione, queste le parole dei pm: «Non vi è certezza sull'esistenza di un do ut des. Lo stretto legame tra l'onorevole Berlusconi e Saccà, che emerge con l'evidenza dell'attività investigativa, era tale da consentire al primo di effettuare segnalazioni al secondo senza dover promettere o ottenere nulla in cambio». Nel dettaglio, i magistrati citano una telefonata tra i due sull'attrice Elena Russo, recentemente protagonista dello spot del governo sulla rinascita di Napoli dopo l'emergenza rifiuti. Nella conversazione, Berlusconi chiese a Saccà di far lavorare la Russo in una fiction: «Ho quel problema che ti avevo accennato di Elena Russo. Siccome ha avuto una delusione per una cosa che doveva essere fatta da un altro produttore che è andata a zero, è rimasta praticamente senza lavoro e siccome è una persona molto orgogliosa non è che si possa aiutare in altro modo che darle lavoro». L'altra faccia della medaglia di questa storia è dunque la riabilitazione di Agostino Saccà. Per lui, in tutto, tre richieste di archiviazione che si sommano a due procedimenti disciplinari finiti a suo favore all'interno di viale Mazzini, dove tra l'altro esistono le trascrizioni di 128 delle 8.542 intercettazioni dell'inchiesta. Alcune riguarderebbero anche alcuni leader di sinistra ma, anche in questo caso, non sono mai uscite fuori. L'ex direttore generale della Rai poi alla Fiction è da qualche giorno in pensione ma il suo obiettivo è quello di rimanere a lavorare nell'azienda. Da Palazzo Grazioli riferiscono che sia molto attivo in questi giorni in cui il Pdl e il Pd del nuovo segretario Dario Franceschini devono preparare il maxi-accordo sulla Rai, dalla scelta del presidente alle nomine dei vari direttori di testata. Non a caso nel centrodestra c'è molta fibrillazione, visto che il ritorno di Saccà potrebbe essere una mazzata per i falchi del Pdl schierati contro di lui secondo quanto emerso da altre telefonate pubblicate: in primis, il berlusconiano Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno e della fiction, e il finiano Guido Paglia, a capo delle relazioni esterne. Ieri, Saccà, descritto dagli amici come «felice ma svuotato, provato da questa storia», non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Quello che è certo è che il totonomine dà in forte rialzo le sue quotazioni. Si parla di un suo ritorno a Rai Fiction ma non sono escluse clamorose sorprese. Il suo nome, infatti, potrebbe spuntare per la poltrona di direttore generale, per cui corre anche Mauro Masi, segretario generale di Palazzo Chigi. Saccà il dg già l'ha fatto e in merito gode la stima di Berlusconi e dell'azionista Tremonti. Chissà. Fabrizio d'Esposito 26/02/2009

Torna all'inizio


terzo, scuole a rischio con la riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 14 - Udine Terzo, scuole a rischio con la riforma Gelmini TERZO DI AQUILEIA. Il sindaco di Terzo di Aquileia, Fulvio Tomasin, scende in campo per sensibilizzare le forze politiche sui rischi che corre la scuola primaria in generale, e quella a tempo pieno in particolare, in seguito alla nuova riforma scolastica. Secondo il primo cittadino, le disposizioni contenute nella riforma Gelmini rischierebbero di sconvolgere un modello didattico sul quale, fin dal 1971, i sindaci dei comuni di Terzo, Aquileia e Fiumicello, hanno investito in termini di risorse e finanziamenti pubblici. Il nodo principale della questione, consisterebbe nella previsione esplicitata, contenuta nell'ultima circolare ministeriale, di eliminare le compresenze degli insegnanti, ovvero tutte quelle attività svolte in modo congiunto da due docenti. «E' vero che a parole il ministro Gelmini intende confermare il modello del tempo pieno - spiega Tomasin - ma di fatto la riforma elimina il doppio organico dalle singole classi. Ciò fino ad oggi permetteva agli insegnanti di svolgere, in modo congiunto, tutta una serie di attività, che rischiano di venire seriamente compromesse. A Terzo ci sono 250 bambini, tra scuola primaria e dell'infanzia e le classi contano dai 20 ai 25 alunni». Aggiunge il sindaco, che sottolinea come il doppio organico rappresenti il perno essenziale del modello di scuola a tempo pieno. «La scuola a tempo pieno è una valida offerta formativa e didattica, che non è stata creata per intrattenere i più piccoli mentre i genitori sono al lavoro e che nel corso degli anni, ha formato classi dirigenti, che oggi occupano posizioni di responsabilità. Perché stravolgere un percorso che funziona? Ci viene detto che bisogna risparmiare ma è sbagliato tagliare i fondi alla scuola, sulla quale, anzi, si dovrebbe investire maggiormente». Tomasin ricorda anche come, secondo i dati forniti dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, in fatto di preparazione scolastica, gli studenti del Friuli Venezia Giulia, a livello mondiale, risulterebbero al secondo posto dietro alla Finlandia. «Tutto questo - argomenta ancora - a fronte di una spesa, che lo Stato sostiene per la scuola pubblica, appena al di sopra della media. Chiediamo che gli insegnanti vengano messi nella condizione di poter continuare a garantire ai nostri bambini la qualità didattica di sempre. Mi appello alla Regione, invece, perché affronti seriamente la questione e difenda la nostra scuola cui vanno riconosciuti gli ottimi risultati raggiunti». (e.m.)

Torna all'inizio


è ufficiale: addio alla laurea triennale (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

La conferma è arrivata dal rettore Focardi nell'ultimo cda. Sopravvive, per ora, la specialistica è ufficiale: addio alla laurea triennale Chiude il corso a Follonica, da quest'anno stop alle iscrizioni FOLLONICA. è ufficiale: a Follonica il corso di laurea triennale in Scienze ambientali nel curriculum "Ecologia e gestione della fascia costiera" chiude. Da quest'anno saranno bloccate le iscrizioni e quello che si paventava nei mesi scorsi si avverato. Rimarrà il corso di laurea specialistica "Tecnologie di monitoraggio e di recupero ambientale" e forse ci sarà la possibilità che a Follonica siano creati alcuni master o dei corsi particolari ma ancora nulla è stabilito. Di certo c'è che nel consiglio d'amministrazione del 24 febbraio a Grosseto il rettore Focardi ha confermato all'assessore al commercio di Follonica, Vinicio Donnini, ciò che già in passato era stato ventilato. «Il Rettore ha confermato che la triennale andrà a terminare all'incirca in tre anni e che rimane la specialistica», spiega Donnini. «L'opzione era tra fare il corso qui a Follonica o accorparlo a Siena e la scelta è caduta sulla seconda opzione. Non si poteva fare una battaglia, i giochi ormai erano già stati fatti a Siena. Quindi rimarrà a Follonica solo la specialistica, forse con la possibilità che si effettuino qui dei master o dei corsi particolari. Non verranno più accettate iscrizioni, la situazione è questa. Le conclusioni le lascio alla prossima amministrazione che dovrà decidere sul da farsi, valutando costi e benefici di questa sede universitaria». A chi a giugno verrà eletto spetterà quindi anche il compito di decidere sulle sorti della sede follonichese, con valutazioni di costi e ricavi. Due decreti hanno fatto sì che l'Università di Siena decidesse in questo ambito particolare delle sedi distaccate, il decreto Mussi, che impone che ci siano un certo numero di docenti di ruolo, e il decreto Gelmini. Gli studenti iscritti potranno quindi concludere i loro studi ma chi sta per finire le superiori non potrà più avere la possibilità di iscriversi al corso follonichese. Come avevano dichiarato in un comunicato gli studenti universitari per loro è il problema più grave. Come aveva spiegato Giuseppe Trinchini, tutor degli studenti follonichesi «il problema è che questa chiusura danneggia in primo luogo i ragazzi degli istituti superiori e poi il Comune di Follonica che in questa sede aveva investito molto». Paola Villani

Torna all'inizio


berlusconi toglie a lucca il g8 di giugno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Lucca Berlusconi toglie a Lucca il G8 di giugno Sempre più a rischio la Soprintendenza nessuna risposta sui fondi per la grande viabilità LUCCA. Il temuto scippo è avvenuto. Il G8 della scienza programmato e annunciato in pompa magna a Lucca dall'11 al 14 giugno finisce a Milano e in Brianza. Così hanno voluto il ministro Gelmini e il presidente del Consiglio Berlusconi e nulla ha potuto il sottosegretario Pizza, che pure ha tentato fino all'ultimo di mantenere l'impegno preso con gli amministratori locali e le categorie economiche. La conferma arriva dal sito ufficiale del G8, ma nessuno si è nemmeno premurato di avvertire gli enti lucchesi, che peraltro sospettavano lo scippo da giorni. Sconcerto viene espresso dal presidente della Provincia, Stefano Baccelli: «Dopo le voci susseguitesi in questi giorni e gli appelli lanciati da diversi rappresentanti delle istituzioni e del mondo politico locale, affinché il G8 della Scienza e della Tecnologia prevista per i prossimi 11 - 14 giugno fosse effettivamente organizzato a Lucca, come da impegni presi dal governo, debbo, questo pomeriggio, constatare con stupore sul sito ufficiale dedicato al Summit (www.g8italia.it) che il suddetto vertice è oggi calendarizzato il 25 - 28 giugno a Lesmo, in provincia di Milano. Tutto questo senza che finora sia giunta alcuna comunicazione ufficiale». Ma le preoccupazioni per le scelte del governo che non sembrano più avere Lucca in agenda non finiscono qui. Pare sempre più fondata l'ipotesi che proprio quella di Lucca sia una delle Soprintendenze che il governo intende sopprimere. Si parla di colloqui tra il sindaco e la soprintendente che proprio in questi giorni starebbero valutando le prospettive di una decisione del genere. Certo è poi che, mentre tira fuori dal cilindro il progetto obiettivo per il traforo della Tambura, nessuna risposta ancora è arrivata dal ministro Matteoli per i progetti della viabilità della Piana, priorità assoluta secondo tutti gli enti e le categorie. Certezze infine non si hanno ancora per lo stanziamento per il restauro del transetto del duomo e il recupero della chiesa di S. Maria Bianca. A precisa domanda, il ministro Bondi aveva dato garanzie nel convegno in S. Romano, ora si attendono atti concreti.

Torna all'inizio


Scuola, 39 comuni nella morsa dei tagli (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi Devastanti i parametri imposti dal regolamento Gelmini. Il presidente della Provincia, Melilli, si appella a tutte le forze politiche Scuola, 39 comuni nella morsa dei tagli Cinque vedranno azzerati tutti gli istituti, dall'asilo alle medie. Riduzioni anche a Fara

Torna all'inizio


Ci si preparava ad un purgatorio, in attesa di rimetter mano alla rete scolastica nel 2010. ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI Ci si preparava ad un purgatorio, in attesa di rimetter mano alla rete scolastica nel 2010. Invece, il regolamento appena approvato dal ministro Gelmini spalanca le porte dell'inferno sulla provincia di Rieti che rischia di scontare una pena insostenibile: dietro agli 83 plessi da cancellare bisogna leggere oltre cinquecento bambini che da settembre non troveranno più nel loro paese la scuola materna, i novecento costretti a recarsi altrove per frequentare l'elementare ed altri 380 studenti senza più scuola media. «La situazione è allarmante», non si stanca di ripetere l'assessore provinciale Gustavo Marcheggiani mentre snocciola le cifre di un disastro annunciato. «Tutto questo comporterà una riduzione del personale docente nell'ordine delle 150 unità, solo per quest'anno. A questo numero dovremo aggiungere i tagli al personale Ata che non è cosa di poco conto, per non dire delle conseguenze devastanti che la chiusura dei plessi avrà nei piccoli comuni del Reatino». La proiezione delle scuole da cancellare in quanto al di sotto dei parametri imposti dal regolamento ministeriale (30 alunni per l'infanzia, 50 per la primaria, 45 per le medie, 20 per le superiori) è disarmante. Non solo perché a finire stritolati nella morsa dei tagli saranno ben 39 comuni su 73 (oltre la metà dell'intero territorio) ma per l'effetto prodotto da quei parametri su paesi che, in un colpo solo, vedranno depennati tutti i segmenti dell'istruzione, dall'asilo alle medie. Sono i casi estremi di Petrella Salto, Pescorocchiano, Roccasinibalda, Posta e Monteleone dove non ci sarà più neanche l'ombra di uno studente. Perfino Fara Sabina, comune con un trend in continua crescita demografica, si trova a dover dire addio a tre plessi di materna e ad uno di scuola primaria. E mentre le battaglie del sindaco di Orvinio Rino Fusi stavolta potrebbero non bastare per salvare l'istituto "Ulivi", ecco l'elenco delle medie destinate a scomparire: Torricella, Poggio Bustone, Greccio, Cottanello, Rocca Sinibalda, Pescorocchiano, Collevecchio, Monteleone, Santa Lucia di Fiamignano, Posta e Petrella. Un insieme di realtà da anni caratterizzate da piccoli numeri ma che finora si erano salvate con l'ausilio delle deroghe previste dal Dpr del '98 per i territori prevalentemente montani e segnati da profonde difficoltà nei collegamenti viari. Ora, però, non ci sarà neanche la scappatoia delle deroghe perché «il regolamento firmato dal ministro Gelmini - spiega il presidente della Provincia, Melilli - comporta il superamento dell'articolo del Dpr dove erano previste condizioni eccezionali per comuni come i nostri». Adesso che si fa? «Sappiamo bene che il governo ha programmato una serie di tagli a livello nazionale che colpiranno tutti, ma quel che chiediamo è che si proceda a partire da realtà che non hanno problemi di sopravvivenza. Se si deve stringere la cinghia, si inizi dall'area romana, dove la cancellazione di un plesso non comporterebbe grandi difficoltà, in modo da tutelare al massimo i territori montani». E se dev'essere battaglia, che nessuno pensi a defilarsi: «Qui serve la solidarietà incondizionata da tutto il mondo politico - scandisce Melilli - e in particolare faccio appello al senatore Cicolani e agli esponenti del centrodestra affinché sostengano un'azione decisa di difesa e salvaguardia del territorio».

Torna all'inizio


Situazione sempre più preocccupante per le scuole della provincia di Rieti. I tagli previsti da... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi Situazione sempre più preocccupante per le scuole della provincia di Rieti. I tagli previsti dai parametri imposti dal regolamento redatto dal ministro Gelmini colpiscono bel 39 comuni su 73. Il presidente della Provincia Melilli ha chiesto aiuto alle altre forze politiche

Torna all'inizio


Personale non docente. (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-02-26 - pag: 2 autore: Personale non docente. Tutte le inefficienze nell'indagine conoscitiva della commissione Università del Senato «Atenei, possibili 250 milioni di tagli» Eugenio Bruno ROMA A Napoli II c'è un dipendente ogni professore. A Catania gli organi istituzionali costano il 50% in più che alla Sapienza di Roma o alla Statale di Milano. Reggio Calabria è capace di intercettare appena il 2% dei fondi Ue che arrivano a Trento. Oltre alla propensione ad avviare corsi di laurea in realtà così piccole da avere a stento una scuola superiore. Sono solo alcune delle "diseconomie" degli atenei italiani secondo un'indagine conoscitiva condotta dal senatore Giuseppe Valditara (Pdl) per conto della commissione università di Palazzo Madama. E che lo portano a dire: «Vi è uno spreco di risorse così evidente che già riportando il rapporto tra personale non docente e docente alla media nazionale si libererebbero circa 250 milioni, l'equivalentedi una buona manovra finanziaria sull'università». Cioè ossigeno puro per un sistema che sta per subire quei «tagli indiscriminati» di cui ha parlato lunedì scorso il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Sentendosi replicare dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che la "scure" colpirà solo gli sprechi. Nei dati raccolti da Valditara gli sprechi abbondano. Così come le sorprese. Si scopre, ad esempio, che la seconda università di Napoli ha un rapporto di uno a uno tra professori e altro personale quando la media nazionale è di 0,4. O ancora che, con il doppio dei docenti o degli studenti rispetto a Milano, la Sapienza ha quasi il triplo dei dipendenti tecnico-amministrativi. Uno dei rischi è che, per far quadrare i conti, si finisca per risparmiare sull'attività di ricerca, continuando così a insistere sul modello della piramide rovesciata. Tant'è che solo a Teramo la proporzione tra ordinari e associati, da un lato, e ricercatori, dall'altro, è di uno a uno. Altrove diventa di due, se non tre, a uno. Le curiosità non mancano anche sull'esborso per il funzionamento degli organi istituzionali. La più "munifica" è Catania con 2,2 milioni investiti per i loro rimborsi spese, missioni e gettoni (o indennità) di presenza. Poco sotto si colloca Roma III con 1,8 milioni, vale a dire quasi 400mila euro in più di Sapienza e Statale di Milano. Per non parlare degli indirizzi senza appeal o dall'ubicazione quanto meno originale. è il caso dei 19 corsi di laurea (di primo livello) con meno di 5 iscritti, che esistevano a Bari fino allo scorso anno ovvero dei 36 senza studenti che risultavano ancora attivi a Trieste. Quanto alle location atipiche spicca Celano (L'Aquila), dove a fronte di una sola scuola superiore, c'è un corso di ingegneria agroindustriale con due immatricolati, o Borgia (Catanzaro) dove si insegna Farmacia ma mancano gli istituti secondari. Altro tasto dolente una capacità di intercettare i finanziamenti europei troppo scarsa. Si pensi a Reggio Calabria o Parma dove per ogni docente, in tutto il 2007, sono arrivati 189 e 275 euro. Quasi nulla non rispetto ai 16mila euro dell'Orientale di Napoli, ai 9mila di Scienze motorie a Roma o agli 8.759 di Trento. Ma gli studenti? Chissà se come concausa o effetto di un sistema del genere, fatto sta che le loro performance lasciano a desiderare. In generale gli universitari italiani sono ben lontani dal raggiungere i 60 crediti annui necessari a completare in un triennio il ciclo di studi di primo livello. In alcune realtà, poi, il target risulta ben più distante: in Basilicata ci si ferma a 17,2 mentre a Cagliari a 17,9. Questi e altri numeri saranno ora all'esame della commissione università. Che chiamerà i rettori a spiegare le disfunzioni più evidenti. Dopodiché il dossier passerà alla Gelmini. «E chiederò che il Governo ne tenga conto perché prima di ragionare sul quanto destinare serve un serio progetto di risanamento», assicura Valditara. eugenio.bruno@ilsole24ore.com RISORSE DISSIPATE Valditara (Pdl): riportando alla media il rapporto tra docenti e non docenti si recupera l'equivalente di una manovra finanziaria

Torna all'inizio


Venti pagine a colori, fumetti e foto, grafica moderna e accattivante: è uscito "Okkupa... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi di STEFANIA ORTOLANO Venti pagine a colori, fumetti e foto, grafica moderna e accattivante: è uscito "Okkupagine", numero unico del giornalino indipendente realizzato dal "Masci" durante l'occupazione. L'hanno realizzato 48 studenti assieme alla professoressa Marta Giuliani che così hanno raccontato l'esperienza di una delle proteste più forti e mediatiche degli ultimi decenni, cominciata con la manifestazione contro la legge Gelmini, il 30 ottobre, con più di 2500 partecipanti, e seguita dal referendum, dove il 90% dei ragazzi del "Masci" ha votato a favore dell'occupazione dall'8 al 12 novembre. Pochi giorni ma densi, come testimonia "Okkupagine", nato come espressione del movimento. C'è il resoconto dettagliato di quei cinque giorni che "non hanno cambiato il corso della storia", ma hanno contribuito a narrarla. «Nessuno potrà accusarci di aver perso tempo - scrive Ergen Kamberi nella sezione "Commenti a caldo" - noi ragazzi siamo la maggioranza...guardiamo al futuro ma non vogliamo essere sfruttati dai politici che ci vogliono impedire di studiare e progredire». E così sfogliando la rivista si scopre che durante l'occupazione ci sono stati corsi di teatro, basso e chitarra, fotografia, cineforum, educazione sessuale. Il tutto col benestare del Preside che ha espresso il suo apprezzamento per la convinzione e la responsabilità mostrata in quel periodo dai suoi alunni.

Torna all'inizio


Si rialza il livello della protesta universitaria che, da qualche tempo, sembrava aver perso... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 26 Febbraio 2009 Chiudi di NICOLA PACIARELLI Si rialza il livello della protesta universitaria che, da qualche tempo, sembrava aver perso il vigore. Durante l'inaugurazione delle attività formative della scuola per l'alta formazione Nova universitas, che si è tenuta ieri nell'aula magna dell'ateneo, l'Onda anomala maceratese è tornata come un fiume in piena, con l'impeto che la contraddistingue, a riportare alla ribalta le proprie convinzioni. Una cinquantina di studenti, universitari e medi, hanno fatto irruzione durante la cerimonia alla quale era stata invitata l'onorevole Valentina Aprea, presidente della commissione cultura, scienze e istruzione della Camera. «Su ordine del rettore - si legge in una nota dell'Onda - blindati gli ingressi alla facoltà di Giurisprudenza, presidiati dagli addetti alla sicurezza e dalle forze dell'ordine: l'esatta rappresentazione della falsa democrazia della politiche di questo Governo che impone le sue gravissime scelte dall'alto, senza considerare la situazione di chi vive realmente i nostri territori». Qualcuno degli studenti - agli altri è stato negato l'ingresso nell'aula magna dai carabinieri e dalla Digos, senza nessun incidente - è entrato nel bel mezzo dell'inaugurazione e ha esposto uno striscione con su scritto "On. Aprea: alta distruzione, tutto il potere all'autoformazione", per poi leggere un comunicato di dura protesta contro la proposta di legge della deputata del Pdl, riguardante la riforma della scuola. «Come per l'università - è un passo del comunicato - il completamento della privatizzazione dell'istruzione pubblica coincide con l'istituzione delle fondazioni. La proposta Aprea parla di partner esterni affiliati alle scuole, determinando definitivamente la vendita del sistema formativo alle logiche di mercato e di business. Onorevole Aprea - è stata la conclusione - lei non è benvenuta né qui, né in nessun altra scuola e università». Pronta la replica della parlamentare che ha detto: «Se io non sono benvenuta, voi siete dei maleducati». Con gli studenti c'erano anche insegnanti e genitori dell'Associazione scuola di Ancona e rappresentanti dei Cobas che, fuori dall'ateneo, hanno mostrato striscioni con slogan come "Scuola tagliata, scuola annientata". Il consorzio Nova universitas è nato nel 2005, e il primo anno accademico è stato quello del 2006. Ne fanno parte l'università di Macerata, la Federico II di Napoli, la Bicocca di Milano, le università di Catania e di Udine, la Luiss di Roma e la seconda università di Napoli. Le attività della Scuola per l'alta formazione, lezioni magistrali, seminari, summer school e scuole di ricerca, sono rivolte a dottorandi, specializzandi e giovani ricercatori con l'obiettivo di formare i nuovi protagonisti dell'insegnamento universitario. Anche il ministro Mariastella Gelmini ha voluto partecipare all'evento, inviando un saluto e un apprezzamento per l'iniziativa. «Credo che uno dei mali dell'università italiana - si legge nella nota - sia la scarsa condivisione di esperienze tra i diversi atenei. Occorre procedere su nuove logiche basate su progettualità condivise e sinergie operative. Bisogna lavorare sulla formazione offrendo nuove opportunità di crescita. L'offerta formativa di qualità è non solo un'opportunità per i nostri giovani ma soprattutto uan necessità per il paese. Il consorzio per l'alta formazione Nova universitas è l'esempio che l'università italiana ha ampi spazi per produrre esperienze di qualità».

Torna all'inizio


assalti frontali intesa perfetta al circolo milk (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XXV - Genova L´evento Assalti frontali Intesa perfetta al circolo Milk Ragazzi, bambini (e no), su la testa. Al Milk arrivano sabato gli Assalti Frontali, quelli del "Rap di Enea", che ha fatto cantare a squarciagola i giovanissimi durante le manifestazioni contro la Gelmini ed è poi diventato un mini Cd per finanziare i coordinamenti degli adulti nel progetto Non Rubateci il Futuro. Al circolo Arci presenteranno il disco Un´intesa perfetta. Lo show sarà improntato sulle canzoni ispirate alla realtà, con una trentina di brani tra cui i singoli come Peace, Unity, Love, and... che celebra la figura di Africa Bambaata o Quando sei lì per lì... sul tema dell´Aids. Ma soprattutto Enea super rap scritta nel 2007 per una scuola elementare di Roma, adattamento in rap dell´Eneide di Virgilio. Milk Club, Via Mura delle Grazie 25, tel. 010.745183, dalle 21 in poi, ingresso con tessera Arci. (lucia marchiò)

Torna all'inizio


Beni culturali, Settis addio incomincia l'era Carandini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2009-02-26 num: - pag: 47 categoria: REDAZIONALE Beni culturali, Settis addio incomincia l'era Carandini Il neopresidente avverte: vera autonomia o faccio fagotto di PAOLO CONTI I mmediato cambio della guardia al vertice del Consiglio nazionale dei Beni culturali. Un insolito avvicendamento tra amici-nemici, tra due prestigiosi protagonisti dell'archeologia italiana che per decenni hanno condiviso responsabilità accademiche, analisi scientifiche, addirittura scavi, pubblicazioni. Ieri alle 14 Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale di Pisa, si è dimesso in aperta polemica col ministro Sandro Bondi. Nemmeno due ore dopo era già noto il nome del successore, ovviamente scelto da Bondi: Andrea Carandini, docente di Archeologia classica a La Sapienza di Roma, da tempo polemico con i «talebani della conservazione», fautore di una politica di valorizzazione più aperta ma sempre «nello scrupoloso rispetto della tutela». Carandini è figlio di Nicolò (ambasciatore, partigiano, protagonista dell'antifascismo) e di Elena Albertini, figlia del senatore Luigi Albertini, dal 1900 al 1925 direttore del «Corriere della Sera». Ancora oggi Carandini vive nella splendida abitazione romana del nonno, accanto alle Scuderie del Quirinale e a palazzo Colonna, e tra i tanti cimeli della sua famiglia. Con Settis hanno lasciato l'incarico Andrea Emiliani, ex soprintendente a Bologna, e Andreina Ricci, docente di Metodologia della ricerca archeologica. Unico assente Antonio Paolucci. Settis ha letto il suo commiato, poi la presidenza è passata a Tullio Gregory che ha aggiornato la seduta alla prossima settimana. Erano nell'aria altre possibili dimissioni (Cesare De Seta, lo stesso Gregory, il segretario della Uil Beni culturali Gianfranco Cerasoli, Marisa Dalai Emiliani, Mariella Guarcio). Ma poi è prevalsa la linea del documento unitario di solidarietà a Settis, votato all'unanimità da tutti i presenti. Altrimenti, ha commentato qualcuno nei corridoi, Bondi li avrebbe sostituiti subito annientando il dissenso nel «parlamentino » del dicastero. La prossima settimana, nuova riunione. Stavolta sotto la presidenza di Andrea Carandini, che sta già preparando il discorso di investitura. Nell'addio Settis ha attaccato Bondi: il ministro «ha reagito con passiva rassegnazione al taglio di un miliardo di euro di risorse nel triennio e al continuo depauperamento di personale, nel 2010 ci saranno solo 7 dirigenti titolari per 24 soprintendenze archeologiche ». Ha rivendicato il diritto-dovere della propria autonomia di critica: «Antepongo a tutto la mia libertà di espressione, esercitata senza ostacoli sotto i ministri Urbani, Buttiglione e Rutelli». E ha ricordato che «con i continui commissariamenti e la futura direzione generale della Valorizzazione assegnata a una persona senza competenza nel ramo, le competenze specifiche vengono mortificate ogni giorno ». Ha promesso che ora continuerà «in qualità di cittadino» la sua battaglia. Andrea Carandini ha una posizione molto diversa: «Mi dispiace che questo avvicendamento sia all'insegna di un dissenso col ministro. La mia profonda amicizia con Settis è antica, fu lui a chiamarmi a Pisa ed è la pietra di paragone del mio ultimo libro Archeologia classica. E a lui, come all'ex ministro Francesco Rutelli, si deve l'indispensabile strumento del Codice dei beni culturali ». Qui parte l'elenco delle differenze: «Settis sente il potere delle soprintendenze come un fatto monocratico, io lo leggo in un contesto di cooperazione istituzionale tra Stato, regioni, enti locali, università». In quanto ai tagli, Carandini? «Mi sembra difficile imputare a Bondi una responsabilità che coinvolge l'intera politica economica italiana. I tagli hanno raggiunto anche la Gelmini... E purtroppo non siamo in Francia, dove ricerca e tutela vengono adeguatamente valorizzati». Opposto il giudizio sull'arrivo dell'ex manager Mc Donald's Mario Resca alla direzione della Valorizzazione: «Proposta audace, ma da non rifiutare a priori. Un occhio esterno alla materia può aiutare a risolvere i problemi economici». La politica dei prestiti? «Nulla di male se centinaia di pezzi che giacciono nei nostri depositi fossero prestati anche all'estero per essere studiati, pubblicati, restaurati e restituiti». La valorizzazione? «Ancora troppo arretrata». Il commissariamento delle aree archeologiche che ha provocato una sommossa dei tecnici? «Non umilia le soprintendenze ma esalta il loro lavoro. Nessuno sottrae loro competenze ma si snellisce l'iter burocratico che spesso paralizza l'uso dei fondi, poi si garantisce sicurezza durante i lavori». Infine una promessa: «Assicuro tutti gli sforzi. Non cederò un millimetro sul principio della tutela, il ruolo delle soprintendenze. Altrimenti faccio fagotto e torno a casa». Settis e Carandini sono amici da sempre. Trent'anni fa li chiamavano «i Dioscuri dell'archeologia italiana». Alla fine degli anni Settanta furono, insieme, protagonisti del famoso scavo di Settefinestre a Grosseto. La novità fu nella filosofia scientifica, nell'approccio comunicativo: «L'archeologo che scava gente per la gente», non come scienza lontana dalla vita ma come strumento di conoscenza «contestualizzata» di una società passata che ci può dire molto. Reazioni politiche. Ermete Realacci, Pd: «Le dimissioni di Settis sono un fatto grave e rischiano di indebolire le politiche culturali del Paese». Ma anche dal Pdl arriva a Bondi un invito a ripensarci. Fabro Granata, capogruppo Pdl in commissione Cultura alla Camera: «Carandini è un personaggio di assoluto prestigio, ma la scelta di Settis lascia l'amaro in bocca a chi ha a cuore le sorti del patrimonio culturale italiano. Spero che il ministro trovi il modo di risanare la frattura». Invece il sottosegretario Francesco Giro, Pdl: «Si chiude una fase, con Carandini se ne apre un'altra sicuramente più costruttiva e più serena». Andrea Carandini (1937) è titolare della cattedra di Archeologia all'Università La Sapienza di Roma Salvatore Settis (1941) dal 1999 ricopre la carica di direttore della Scuola Normale di Pisa Resa dei conti Il direttore della Normale si dimette dal Consiglio nazionale. Escono anche Emiliani e la Ricci

Torna all'inizio


L'irresistibile professoressa che sa tutto sulla Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2009-02-26 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Orologio Federica Festa in «Ricreazione!» fra risate e spunti polemici L'irresistibile professoressa che sa tutto sulla Gelmini Banchi di formica verde, sedie di legno, lavagna e l'immancabile crocifisso alle pareti: la professoressa Spinelli torna in cattedra al Teatro dell'Orologio. Per il quarto anno consecutivo, il divertente personaggio inventato e impersonato da Federica Festa interrogherà, spiegherà e metterà note sul registro agli allievi della terza B, alias il pubblico. Repliche e proroghe non hanno tolto smalto, freschezza e attualità allo spettacolo «Ricreazione!» che mantiene le sue note polemiche: sul precariato, sull'impreparazione di alcuni docenti e sulle annunciate riforme nella scuola. Quest'anno poi, la pièce si arricchirà di un divertente retroscena annunciato nel sottotitolo: «In terza B con la prof.ssa di lettere di Maria Stella Gelmini». «Si scoprirà – spiega la Festa – che la Spinelli ha avuto come allieva l'attuale ministro dell'Istruzione nel lontano ?88 a Desenzano. Le ha insegnato l'uso degli avverbi, dei soggetti sottintesi e delle figure retoriche. Quindi è orgogliosa quando sente la sua “Stellina” usare i paradossi con frasi come “in sei mesi avremo scuole sicure”. è convinta di aver fatto un buon lavoro ». Il divertimento è riservato a pochi spettatori per sera, quelli che fino al 15 marzo riusciranno ad accaparrarsi un posto sui banchi dell'aula ricostruita nella sala Artaud del Teatro dell'Orologio. «Per il pubblico è una vera esperienza sensoriale – assicura la Festa - . Un salto all'indietro nel tempo: si torna liceali. Li sento mentre sgomitano per sedere nelle ultime file ed evitare l'interrogazione ». E ogni «lezione» è differente dalla precedente. «La struttura dello spettacolo è ben definita, ma l'intreccio varia. Dipende dagli allievi – spiega la Festa –. Ieri una donna ha alzato la mano e mi ha chiesto di andare al bagno. Qualche giorno fa, invece, un ragazzo ha letto una sua poesia ». Tra il pubblico anche loro, i professori che si ritrovano nell'universo scolastico dipinto dalla Festa. «La Spinelli rappresenta l'insegnante Ancien Régime – aggiunge l'attrice – pensa che gli immigrati siano un problema e interroga i ragazzi sulle pubblicità. è l'emblema di una scuola che tenta di rinnovarsi, ma che ha un personale docente inadeguato culturalmente e incapace di rapportarsi con le nuove generazioni. Per fortuna, bisogna riconoscere che i docenti di oggi sono sicuramente molto diversi: infatti sono più dialettici e molto più aperti al confronto». Con il personaggio della professoressa Spinelli, precaria da venticinque anni, la Festa ha vinto il premio «Vittorio Mezzogiorno» come migliore attrice emergente nel 2007. Un riconoscimento prestigioso e assolutamente meritato. «Federica ha un grande talento – afferma Giovanna Mezzogiorno – e riesce a far ridere anche affrontando un tema delicato e scottante. Il suo è uno spettacolo “piccolo”, costruito e realizzato facendo ricorso a pochi mezzi, ma in scena lei dimostra che si può emozionare e divertire il pubblico senza bisogno di molti orpelli, semplicemente mettendo a frutto le doti dell'attore». Carlotta De Leo Teatro dell'Orologio, «Ricreazione! In terza B con la prof.ssa di lettere di Maria Stella Gelmini», fino a domenica 15 marzo Federica Festa nei panni della professoressa Spinelli, protagonista dello spettacolo «Ricreazione!», in scena fino al 15 marzo al Teatro dell'Orologio \\ Gli spettatori s'improvvisano liceali di terza B e ogni sera la «lezione» cambia \\ L'insegnante Spinelli, precaria da 25 anni, è l'emblema di una scuola Ancien Régime

Torna all'inizio


Nuovo anno accademico,inaugurazione con protesta (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Nuovo anno accademico,inaugurazione con protesta università Sabato manifestazione degli studenti con fischietti e pentole in occasione della cerimonia di apertura 26/02/2009 SABATO alle 10, gli studenti dell'assemblea delle facoltà in lotta si sono dati appuntamento a Balbi 5. Dopo una settimana di organizzazione, che ha visto riunioni nelle facoltà di Architettura, Lettere e Filosofia, Scienze della Formazione e Scienze Politiche, gli universitari che da mesi protestano contro i tagli hanno scelto di mostrare il loro dissenso durante la presentazione del nuovo anno accademico. Ogni partecipante porterà con sé fischietti, pentole e ogni cosa che faccia rumore per quella che nelle locandine è già stata ribattezzata "l'inaugurazione del (d)anno accademico". Gli studenti, che dopo le occupazioni nelle facoltà hanno trasformato un'ex libreria di via delle fontane nel loro quartiere generale, intendono sottolineare come la cerimonia d'inaugurazione del nuovo anno accademico giunga in un momento di crisi sempre più profonda dell'università pubblica, penalizzata dai tagli che il ministro Gelmini ha portato a didattica e ricerca. A protestare saranno presenti anche i precari dell'università genovese, gli stessi che dopo essere stati lasciati a casa dal primo gennaio hanno visto venire meno le promesse fatte dalle istituzioni su una possibile soluzione del problema. «Le soluzioni che ci sono state prospettate non si sono realizzate. Molti servizi sono limitati o assenti e diversi di noi sono stati riassunti con contratti di tre mesi tramite cooperative e agenzie interinali che aumentano i costi per l'ateneo e diminuiscono i nostri stipendi - spiega Milad Amini, coordinatore del Comitato lavoratori precari Università - Molti dei precari che sono stati licenziati avevano ruoli fondamentali per i servizi tecnico amministrativi, ci chiediamo il perchè di questi contratti di tre mesi che oltre a non dare sicurezza ai precari non risolvono il problema». Dello stesso parere è Francesco Bertazzo, rappresentante degli studenti di Lettere: «L'assorbimento dei precari in cooperative e agenzie aggiunge un intermediario per le assunzioni e questo fa ovviamente lievitare i costi a danno del neoassunto e della facoltà. Uno dei disservizi più evidenti e disagevoli è stata la chiusura per tutto gennaio dell'ufficio tirocini. Per questo motivo il Centro Servizi di Facoltà ha dovuto porre rimedio spostando personale e riorganizzando gli uffici. Ora tutto funziona, anche se per i primi tempi bisognerà aspettare una sorta di rodaggio». La cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico, prevista per sabato alle ore 11 nell'aula magna di Balbi 5, sarà presieduta dal rettore Giacomo De Ferrari. Matteo Politanò 26/02/2009

Torna all'inizio


media dello sport, modello per tutta italia (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Udine Media dello sport, modello per tutta Italia Dirigenti scolastici perfino dalla Sicilia. Il ministro Gelmini atteso in visita L'ECCELLENZA TAVAGNACCO. Sei ore di educazione fisica alla settimana, lo sport come base portante della didattica e, anzi, aiuto alla didattica stessa. No, non siamo in una high school o in un college americano, siamo a Tavagnacco dove dallo scorso anno scolastico alle medie è attivo l'indirizzo sportivo. Una cosa fino a qualche anno fa inimmaginabile per la scuola italiana. Decisamente altra cosa rispetto al modello americano che, tra l'altro, oltre a ottimi studenti sforna atleti di prim'ordine in decine di discipline, dal nuoto, all'altletica fino agli strapagati assi del basket. Ora anche a livello ministeriale le cose stanno cambiando. E proprio grazie a Tavagnacco. Un anno fa il via della sperimentazione in una classe prima grazie al supporto della dirigente scolastica Gloria Aita, alla collaborazione dei docenti di educazione fisica Luciana Ronco e Ugo Cauz e alla regia di Claudio Bardini, l'ideatore dell'iniziativa. Non a caso chiamato direttamente dal ministero dell'Istruzione Mariastella Gelmini nella ristretta commissione di esperti chiamata da oggi (prima riunione a Roma) a rivedere il rapporto dello sport nella scuola. «Un anno fa - spiega Claudio Bardini, che oltre a insegnare a Tavagnacco collabora con la facoltà di Scienze Motorie, guida la Federbasket provinciale e alle spalle ha una lunga carriera di allenatore anche nella massima serie - abbiamo dato il via al progetto grazie all'aiuto della Regione, della Provincia, della Fondazione Crup e di altre aziende private. E il tutto non si limita all'aumento da due a sei ore di educazione fisica durante la settimana. L'obiettivo è quello di far vivere agli alunni nell'arco dei tre anni il massimo numero di esperienze motorie, di conoscere da vicino i campioni spesso ospiti dell'istituto. Non c'è una specializzazione, vogliamo solo dare agli alunni un'educazione in cui lo sport abbia un ruolo importante. Le discipline vengono proposte a moduli, ma poi lo sport diventa strumento educativo e didattico». Un esempio? A Tavagnacco la geografia in prima media si studia con le squadre del campionato di calcio, o la geometria aiutandosi con i perimetri e le aree dei campi da basket, di volley, piuttosto che di tennis. «E poi aiutiamo i giovani a nutrirsi meglio - continua Bardini - proponendo periodicamente una merenda energetica e funzionale con pane fresco e marmellate biologiche». E la scuola dello sport piace un sacco. A Tavagnacco, nei paesi limitrofi, ma anche in tutta Italia. Sono arrivati in questi mesi da tutta Italia (Sicilia compresa) dirigenti scolastici per copiare il modello. Ora lo fa anche il ministero. Con la Gelmini che, grazie all'intercessione dell'onorevole Manuela Di Centa (trade union ideale tra politica, sport e scuola), potrebbe prima o poi anche venire di persona a Tavagnacco per vedere da vicino la scuola dello sport. (a.s.)

Torna all'inizio


Informatica a scuola I <laboratori> non sono necessari (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

n. 49 del 2009-02-26 pagina 42 Informatica a scuola I «laboratori» non sono necessari di Redazione Caro Granzotto, leggo con grande disappunto che lo studio dell'informatica nelle scuole è stato abolito, nonostante facesse parte della riforma Moratti e ne rappresentasse uno dei 3 capisaldi: impresa, inglese e informatica. Mi dica, è una questione da ridursi a bisticcio fra donne ministro, la Moratti e la Gelmini, o c'è dell'altro che giustifica la marcia indietro? E come sarà possibile tenere il passo con il turbinoso progresso, se non si insegna ai nostri figli a maneggiare bene il computer? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Di Pietro: referendum sulla legge che non c'è (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

n. 49 del 2009-02-26 pagina 0 Di Pietro: referendum sulla legge che non c'è di Gianni Pennacchi Dalla scuola al fisco il leader dell'Italia dei valori annuncia consultazioni a getto continuo. Persino sul testamento biologico, ancora in discussione. In realtà le uniche firme raccolte sono quelle depositate contro il Lodo Alfano Roma - è un riflesso condizionato ormai, meglio dei cagnolini di Pavlov che scodinzolavano con l?acquolina in bocca non più alla vista dell?osso, ma al solo trillo di un campanello. Così Tonino Di Pietro, che ad ogni legge o leggina che il governo presenta o soltanto annuncia, reagisce immediatamente con la minaccia di un referendum abrogativo. S?è scoperto referendario, plebiscitario e antiparlamentare, il leader di Idv: la logica democratica, infatti, vorrebbe che le leggi siano modificate o anche stravolte in Parlamento, l?appello al popolo essendo evento eccezionale. Ma Tonino è politico di fiuto e di istinto, non va tanto per il sottile. Ruba lo spazio e la scena al Pd, figurarsi se si fa scrupolo di scippar la storia e la gloria anche ai radicali. Qualunque cosa faccia o dica, ormai, in piazza, in tv e in conferenza stampa, finisce sempre accusando Berlusconi di mire dittatoriali, gli alleati democrat di pavidità, e promettendo sempre nuovi referendum. A «grappoli». L?ultimo «grappolo» lo ha annunciato mentre protestava contro il nuovo cda della Rai, referendum che verteranno «soprattutto sui temi dell?economia e in particolare ci occuperemo di federalismo fiscale, finanziamento pubblico ai partiti, testamento biologico e sicurezza». Anche a voi resta incomprensibile quanto ci azzecchi l?economia con la sicurezza e ancor più col testamento biologico? Provvedimento quest?ultimo ancora ben lontano dal traguardo: in Parlamento stan discutendo, nessuno ancora sa prevedere se e quale legge ne uscirà. Ma Di Pietro lancia il referendum a prescindere. E passi per il finanziamento pubblico ai partiti, per il quale la legge c?è già. Ma un referendum sul federalismo fiscale? Non lo sa Tonino, che la Costituzione vieta esplicitamente i referendum abrogativi in materia fiscale? Sì che lo sa, ma tutto fa brodo e infiamma le piazze: i luoghi della politica che ormai Di Pietro predilige. Sfidando ogni principio di coerenza e di logica, perché occorre una dose massiccia di abbronzatura per accusare il governo di fascismo e peronismo, dire che «Berlusconi è come Saddam» dunque «Idv sta al fronte, combatte per la democrazia», e poi andare sotto la Rai additando al pubblico ludibrio le facce dei sette consiglieri appena nominati. Volti per lo più sconosciuti anche agli addetti ai lavori: era un bisogno «democratico» di Idv, esibirne le gigantografie come fossero ballerine o malfattori? Già che c?erano, potevano aggiungerne l?indirizzo di casa, a beneficio di più accesi giustizieri. E va bene che Alessio Gorla è l?organizzatore della discesa in campo di Berlusconi, e che Giorgio Van Straten è il compagno d?ombrellone di Veltroni, ma chi li aveva mai visti in faccia? Pure Nino Rizzo Nervo, «veterano» confermato in quota postdemocristiana del Pd, giornalista siciliano amico di Sergio Mattarella e per questo fiduciario del Ppi in Rai, a chi interessa saperlo riconoscere? Forse era più civile proporre anche un referendum per abrogare la legge che regola le nomine del vertice Rai. Ma forse anche Di Pietro si rende conto che sta esagerando coi referendum. Prima del «grappolo» di carnevale, infatti, s?era già sparato il «grappolo» dell?estate, il 22 giugno scorso, dove già compariva quello per abolire il finanziamento dei partiti, e in più l?abolizione del finanziamento ai giornali di partito; oltre al preveggente referendum sulla legge - che ancora è in gestazione - per la regolamentazione delle intercettazioni giudiziarie, quello contro la sospensione dei processi a carico delle più alte cariche dello Stato (il cosiddetto Lodo Alfano, o Schifani, o Maccanico), e quello per spedire Rete4 sul satellite. Arduo fare referendum per cancellare una legge che non c?è. Perché allora non promuovere almeno quello sui rimborsi elettorali, che scorrono da lustri e che lui promette da otto mesi? Forse perché anche Idv non vive di sola aria: tant?è che ha già precisato come il referendum riguarderà soltanto la norma posteriore che consente il raddoppio dei rimborsi negli anni successivi all?eventuale scioglimento anticipato. Chissà come saranno felici Prc, Sinistra democratica, Verdi e Pdci, che Tonino corteggia e dei quali ha bisogno anche per raccogliere le firme referendarie. Per farsi perdonare però, ha già perso per strada il referendum che farebbe chiudere ai compagni giornali e giornaletti. La realtà, e nonostante il gran parlare di referendum, è che sinora Di Pietro ne ha presentato uno soltanto: quello sul Lodo Alfano, consegnando «un milione di firme» dice, alla Cassazione il 7 gennaio scorso. Per tutti gli altri non ha ancora nemmeno formulato il quesito. Forse aspetta le prossime manifestazioni della Cgil - a proposito, che fine ha fatto il referendum contro la riforma Gelmini? - e delle formazioni comuniste. Per cannibalizzare - politicamente, s?intende - anche loro, come sta già facendo col Pd. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


GIULIO FINOTTI È AFFOLLATO IL TEATRO DI CORTE DELLA REGGIA DICIANNOVE ANNI DOPO LA MORTE (IL... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 26-02-2009)

Argomenti: Scuola

GIULIO FINOTTI È affollato il teatro di Corte della Reggia diciannove anni dopo la morte (il 24 febbraio 1990) di Sandro Pertini. È affollato di studenti delle scuole intitolate allo stesso ex presidente della Repubblica, 63 in tutta Italia, di cui una in Campania, giunti a Caserta per la presentazione del concorso organizzato dalla Uil Scuola, alla presenza del segretario nazionale del sindacato Luigi Angeletti, proprio per ricordare la figura dell'ex Capo dello Stato. Presenti anche i ragazzi di Turi, centro della provincia di Cosenza, dove Pertini giovane socialista fu rinchiuso in carcere in cui conobbe Antonio Gramsci. Il concorso della Uil Scuola, che ha ricevuto il patrocinio della Presidenza della Camera dei Deputati e del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, prevede lavori di ogni tipo, dai cartelloni disegnati a mano dai bambini delle scuole elementari ai lavori multimediali degli studenti delle scuole medie superiori. E molti elaborati (temi, disegni, tesine, cd-rom e ipertesti) sono già arrivati, altri saranno prodotti nei prossimi mesi. In questo contesto, il segretario nazionale della Uil Angeletti, accolto dal segretario provinciale Antonio Farinari (a sinistra nella foto con Angeletti), oltre a ricordare la figura di Pertini, ha affrontato i temi della crisi economica globale: «C'è una parte del paese che sa cosa bisogna fare per uscire da questa crisi e un'altra parte che non lo sa. C'è una sola leva su cui è possibile intervenire, quella del lavoro. Oggi non bisogna assistere i disoccupati ma assistere gli occupati, fare in modo che le imprese non licenzino, ma che si conservino i posti di lavoro già esistenti così da non far rompere la macchina, che altrimenti sarebbe molto difficile poi ricostruire. È molto più intelligente sostenere le imprese affinché conservino i posti di lavoro piuttosto che consentire di licenziare e poi assistere i disoccupati». «Bisogna sostenere i redditi dei lavoratori e dei pensionati - continua - attuare politiche fiscali e contrattuali a favore dei lavoratori dipendenti. Siamo un paese che è diventato grande grazie al lavoro e possiamo uscire dalla crisi lavorando». Il segretario regionale della Uil Scuola, Antonio Di Zazzo, invece, legge il telegramma inviato dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che esprime vicinanza e apprezzamento per la manifestazione di Caserta e auspica che i ragazzi siano educati «ai valori di pace e giustizia». Seguono poi messaggi inviati da Antonio Ghirelli e Antonio Maccanico, allora rispettivamente addetto stampa e segretario generale del Presidente. Scorrono le immagini di un video che racconta la vita non priva di ostacoli e di sofferenze del giovane socialista Pertini, diventato poi Presidente. Presenti, tra gli altri, il segretario nazionale Uil Scuola Massimo di Menna, il presidente nazionale Caaf Uil, Gilberto de Santis, il segretario generale Uil scuola, Osvaldo Pagliuca, e Pasquale Capo, responsabile della segreteria del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.

Torna all'inizio