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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL  24- ottobre 2008      #TOP


IN EVIDENZA

 

 

"Non finiremo come i tristi del '68. "Parlano gli occupanti di Torino: abbiamo scritto “Yes we can” nei bagni di Palazzo Nuovo A CURA DI M. GRAMELLINI, L.I LA SPINA, J. IACOBONI. (La Stampa 24-10-2008) 1

 

L'ira dei ragazzi miti "Berlusconi ci teme""Ho 22 anni, e vivo ogni giorno sotto ricatto. Ora sono stufo. Finalmente posso respirare"  di CURZIO MALTESE (La Repubblica 24-10-2008) 4

 

Palermo, 100 famiglie in cattedra. La "parentopoli" dell'università. di ATTILIO BOLZONI e EMANUELE LAURIA (La Repubblica 24-10-2008) 7

 

 


"Non finiremo come i tristi del '68"Parlano gli occupanti di Torino: abbiamo scritto “Yes we can” nei bagni di Palazzo Nuovo A CURA DI M. GRAMELLINI, L.I LA SPINA, J. IACOBONI. (La Stampa 24-10-2008)

 

«La prima cosa che vorremmo dire è... che noi non siamo come quelli lì».

Chi, quelli lì?
Simone Rubino, 23 anni, scienze politiche. «Quelli del ’68. Lo sappiamo, ce lo ripetono tutti, ma noi non siamo politicizzati. Anche i collettivi non sono che un grande contenitore. A chi si avvicina non chiediamo tessere».
Roberta Carbone, 18 anni, liceo linguistico: «Abbiamo una composizione diversa, litighiamo, non siamo un blocco, e non vogliamo diventare una classe al potere, come invece sono diventati quelli del ’68».

La differenza fondamentale è che nel ‘68 i ragazzi sentivano di avere davanti un futuro. Voi protestate in un’epoca ripiegata, di crisi economica. Questo vi pesa, lo avvertite?
Marco Caprioli, 21 anni, medicina. «Lo sentiamo sì, la nostra azione ha come orizzonte i tagli, l’ossessione di risparmiare. Anche se la critichiamo, il quadro è quello. Però allegria c’è anche tra noi, non sono vere certe rappresentazioni violente che ho visto l’altra sera da Mentana».

Gli scontri in piazzale Cadorna a Milano non sono stati un grande spot per la vostra protesta, non credete?
M. «Ma a Milano sbaglio o i ragazzi stavano cantando ed è partita una carica della polizia? Io, da moderato quale sono, non scaglierei mai una pietra. Però ricordo che qualche tempo fa erano i poliziotti in piazza, e nessuno ha cercato di raccontarli in modo caricaturale quando protestavano per i loro stipendi. Guardate, non c’è più la contraddizione tra il poliziotto e lo sbirro che c’era una volta».

Vi battete contro la riforma Gelmini, però la Gelmini nei sondaggi ha un grado di popolarità altissimo. Come lo spiegate?
Giorgio Macaluso, 19 anni, filosofia. «Lei piace per lo stesso motivo per cui piace Brunetta, sanno maneggiare slogan, prendono un luogo comune, che magari come tutti i luoghi comuni ha una base di verità, per esempio l’attacco ai fannulloni, e lo trasformano in verità. Ma il problema è che mascherano con motivazioni culturali un’operazione solo economica».
S. «Io vorrei anche vedere se questi sondaggi sono realistici. Nel nostro movimento c’è una grande trasversalità, c’è anche gente di destra, e non mi pare che a loro la Gelmini piaccia».

Vi siete mai posti però il problema che la scuola italiana è al penultimo posto tra i Paesi europei come qualità degli studenti, davanti solo alla Grecia?
Matteo Amatori, 22 anni, scienze politiche. «Che le cose non vadano bene in questo Paese è chiaro, ma è sbagliato dire che succede solo nella scuola o all’Università. Una proposta per migliorare la scuola è far pensare che noi non siamo dei privilegiati, o dei fannulloni, come fa il ministro? È far credere che tutta l’Università vada sempre più privatizzata? Hanno creato un capro espiatorio, il sistema dell’istruzione, e scaricano solo su di noi 1500 miliardi di tagli».
Oggi Brunetta è tornato ad attaccarvi, vi ha chiamati «bamboccioni ignoranti».
«Abbiamo la faccia dei bamboccioni? Pensate cosa avrebbe detto se un’offesa così l’avessimo fatta noi».

Qualcosa che si può rivedere nelle Università c’è: che ne dite per esempio dell’idea folle di fare le facoltà nei capoluoghi di Provincia?
Matteo: «Io vengo da Aosta, e sono venuto a studiare a Torino. Non difendo affatto la proliferazione degli atenei».
Andrea. «Io dalla provincia di Milano e sono venuto a Torino».

Non c’è nulla, del piano Gelmini, che salvereste?
G. «È solo un piano che taglia fondi. È un po’ la politica del centrodestra europeo, lo so, che accusa la sinistra di essere meritocratica. Però tagliando solo non riesci a fare il vero cambiamento, far cambiare la mentalità dei ragazzi. Per quello servirebbe parlare. Si taglieranno un po’ di ricercatori, magari due assunzioni, ovviamente i baroni non verranno toccati...».

Scusate, professori e baroni non sono con voi sulle barricate?
G. «In effetti sono rimasto sorpreso l’altro giorno nel vedere Pietro Rossi, che mi descrivevano come un barone, alzarsi e spendersi contro la riforma. Ma certo credo che lo facciano anche per difendere certi privilegi...».

Ecco, i privilegi. L’Università italiana ha il più alto rapporto tra docenti e studenti d’Europa. Il risultato è che arriva alla laurea poco più del 10% degli italiani, mentre in Germania, Francia, persino in Cile, le proporzioni sono più alte. Rischiate di difendere uno status quo che non ha dato esiti brillanti.
Valentine Braconcini, 24, lingue. «Noi l’abbiamo detto che questa Università non ci piace. Io però suggerirei alla Gelmini di partire da una cosa diversa: andare a vedere il tipo di ricerca che si finanzia, la qualità degli insegnamenti, non tagliare nel mucchio».
Matteo. «Se avesse coraggio non taglierebbe le cose di qualità che ci sono».

Non avete il sospetto di essere un po’ corporativi? L’accusa che vi fanno è: prof e sindacati mandano avanti voi per tutelare privilegi loro. All’Università esistono corsi seguiti da tre-quattro studenti.
Matteo: «Sì, e altri con 80 studenti».
Simone. «Noi non ci facciamo strumentalizzare da nessuna parte».

Veltroni però dice di sostenervi in pieno. Non siete imbarazzati dalla coincidenza con la manifestazione del Pd?
Simone. «Il Pd è colpevole come la destra dello sfascio e della mentalità che vuole privatizzare tutto. La protesta degli anni scorsi contro la Berlinguer-Zecchino fu durissima».
M. «E poi il corteo del Pd è stato indetto da cinque mesi...».

Qualcuno ci andrà?
In coro: «No».

Qualche taglio lo accettereste mai? Magari reinvestito in borse di studio per i più bravi?
Roberta. «Se l’Università diventasse un’azienda pubblica io sarei felice. Però non è vero che ovunque ci sono sprechi. A scuola mia non c’era neanche un bidello in tre piani».
G. «Da me invece il bidello non si trovava mai».
Marco. «Ma scusate, per quale motivo ci sconvolgiamo che una struttura che svolge un servizio pubblico faccia del deficit? Non tutto può esser ridotto al mercato».

Luigi Berlinguer aveva tentato di introdurre la valutazione di merito dei docenti. Sareste d’accordo con una riforma così?
Marco: «Io sì, i prof vanno valutati».
Andrea. «Sì, io farei un controllo di merito. Anch’io ho avuto dei prof incompetenti al liceo. E direi anche: abbiamo delle mummie al liceo? Prepensioniamole; ma non coi tagli indiscriminati».
Sonia. «Il rischio sono le epurazioni. E poi come fanno dei prof a valutare altri prof?».
Roberta. «Io dei risparmi, se reinvestiti nell’Università, sarei disposta ad accettarli».

Non avete una proposta da fare?
Simone. «Ci stiamo lavorando, ma abbiamo appena un mese di vita. E anche qui, come vedete, non siamo monoliti, ci sono idee, si discute...».

L’accusa che vi si fa è che dite solo dei no.
R. «Ma se non si discute neanche in Parlamento, e tutto passa con la fiducia, o i decreti, che proposte possiamo fare noi?».

Però oggi la Gelmini dice di volervi incontrare.
M. «Sì, e poi appena noi facciamo un’apertura minima ci frega, dicendoci che ci ha accontentato».

L’occupazione è anche un’occasione per fare amicizia, ancora? Vi scambiate libri, sentite musica in comune?
M. «Io in due notti ho dormito solo tre ore, ma non è che abbia fatto bisboccia, non le ho passate a bere. I libri... ognuno ha i suoi, ma non vedo un libro comune».
G. «Non c’è Marcuse; né la “Lettera a una professoressa” di una volta».

Avete qualche mito, una figura che torna nei cortei?
M. «No. Però abbiamo scritto “Yes, we can” nei bagni di Palazzo Nuovo, come Obama».

Lo slogan che preferite?
«Enterogelmina»

Ehi ma ridete anche o siete sempre seri?
Vale. «Ieri abbiamo anche fatto il cabaret...»
Marco: «Ridiamo un sacco, non diventeremo come quei tristi dei sessantottini».

 


L'ira dei ragazzi miti "Berlusconi ci teme""Ho 22 anni, e vivo ogni giorno sotto ricatto. Ora sono stufo. Finalmente posso respirare"
di CURZIO MALTESE (La Repubblica 24-10-2008)

 

Roma, l'Onda occupa senza nostalgie. Non ci sono le assemblee oceaniche del '68 né le tensioni violente del '77. "Movimento più partecipato degli ultimi trent'anni"

 

 

 

ROMA - "Sai cosa c'è? Alla fine uno si rompe le balle di avere paura. Ho 22 anni e vivo ogni giorno a sotto ricatto. Paura di non farcela a riscattare tutti i crediti, del contratto da precario in scadenza, di non poter più pagare l'affitto e dover tornare dai miei, di non trovare un vero lavoro dopo la laurea, della crisi mondiale e dell'aumento delle bollette. Campo a testa china e tiro avanti sperando che domani sia migliore. Ma se mi dicono che domani non c'è più, l'hanno tagliato nella finanziaria, allora basta. Non mi spaventa più Berlusconi che dice di voler mandare la polizia. Non mi spaventa nulla, sono stufo. E finalmente, respiro". Marco è uno degli studenti della Sapienza che occupano la facoltà di Lettere. È lui ad aver proposto in assemblea alla Sapienza lo striscione che oggi è su tutte le facoltà occupate d'Italia: "Io non ho paura", in risposta alle minacce di Berlusconi, al solito smentite. "Non scrivere leader, che mi sfottono. Promesso?".

Sono le nove e sulla Roma autunnale è calata un'improbabile notte di primavera. Improbabile come questo movimento, nato nel momento peggiore, cresciuto oltre ogni previsione, senza neppure il tempo di darsi un nome. Per trovarlo hanno indetto un referendum sul sito della rivolta universitaria, www.UniRiot.org, e l'ha spuntata "Onda anomala". In breve, "l'onda", "noi dell'onda" dicono, come fossero contradaioli.

Avete presente il '68, il '77? Altra storia. L'arrivo alla facoltà occupata è confortante o deludente per chi ha in mente e negli occhi la Sapienza delle assemblee oceaniche sessantottine o il teatro di guerra della cacciata di Lama. C'è un gran silenzio. Si sentono echi di radiocronache di pallone, autoambulanze lontane, perfino un coro classico che prova nella facoltà di Fisica. Pochi ragazzi nella piazza, sui viali qualche sperduto capannello. Vuoi vedere che è la solita montatura nostalgica di un '68 che non può tornare? Ma dentro le aule, i dipartimenti brulicano di centinaia di ragazzi che discutono, studiano, lavorano al computer, organizzano le manifestazioni del gran giorno, oggi, davanti al Senato. Tessono reti in tutta Italia ed è un bollettino di guerra: "Ore 11: Occupata Roma Tre! Ore 15: occupata Ingegneria! Ore 19: occupata l'Orientale di Napoli!". E poi Firenze, Cagliari, Napoli, Bologna: "Stiamo vincendo!". Giancarlo Ruoco, capo dipartimento di Fisica, 49 anni, un passato giovanile nei movimenti, osserva: "Il paragone di numeri col '77 è improponibile, ma di sicuro questo è il movimento studentesco più partecipato degli ultimi trent'anni. Non c'è Pantera o protesta contro la riforma Moratti che tenga. Allora eravamo quasi più docenti che studenti in piazza. Ora sono il doppio, il triplo, e sembrano decisi ad andare fino in fondo"

Quando i telegiornali della sera hanno diffuso il diktat poliziesco di Berlusconi, i ragazzi più grandi hanno brindato con birre e applausi, fra gli sguardi perplessi e intimoriti delle matricole. Che c'è da festeggiare se il premier minaccia manganellate? "Il fatto è che gli stiamo mettendo paura, noi a loro. È la reazione scomposta di uno che si sente debole, che non si aspettava tutto questo, non ha una strategia e pensa di risolvere al solito modo, con la polizia, come si trattasse di rifiuti, camorra o periferie insicure". Chi parla è Luca, 23 anni, un'ottima laurea in lettere a Milano, venuto a Roma per specializzarsi in filologia romanza. È di Monza: "Perfino lì hanno cacciato la Gelmini da un comizio, e non se l'aspettava. A Monza, dov'è nata la Lega, cinquant'anni di Dc. Non hanno proprio capito che la politica non c'entra, la sinistra qui non comanda niente. Quando è venuta la ragazza mandata da Veltroni (Giulia Innocenzi, ndr), chiaramente in vista della manifestazione di sabato, le abbiamo strappato i volantini. La Cgil ha cercato di mettere il cappello sul movimento e li abbiamo costretti ad arrotolare le bandiere rosse. Per me il Pd significa poco, l'opposizione è inesistente, Berlusconi non è chissacché, non mi suscita nessun sentimento. È soltanto un vecchio che fa discorsi vecchi. Insomma, qui non c'entra la politica, c'entra la vita. Il mio futuro, quello di Francesco, Vanessa, Ilaria...".

"La mia vita attuale è questa. Studio come un pazzo per finire in fretta e bene, lavoro in un call center, dormo in una camera a 500 euro al mese. E sopporto pure che un Padoa- Schioppa o un Brunetta o una Gelmini mi diano del bamboccione o del fannullone. Ma non che taglino i fondi all'università per fare affari con l'Alitalia, aiutare la Fiat o le banche dei loro amici. La crisi io non la pago. Questa settimana di proteste è stata la più bella esperienza di questi anni. Si respira, si parla, si discute dei sogni, del futuro. Penso sia un mio diritto. Ai vostri tempi era magari diverso. I corsi universitari duravano mesi, avevi sempre gli stessi compagni, gli stessi professori. In ufficio o in fabbrica eri solidale con l'altro operaio o impiegato. Ora io seguo decine di corsi dove non incontro mai le stesse persone e poi lavoro in un call center dove il mio vicino di scrivania cambia sempre, a ogni turno, senza contare che abbiamo tutti le cuffie e non c'è neppure la pausa caffè. In questi giorni ho alzato la testa, mi sono guardato intorno, ho conosciuto studenti da tutta Italia, mi sento vivo".

E' un rivolta di bravi ragazzi, della nostra meglio gioventù. Non è una rivolta contro i padri, come furono le altre, ma di giovani che prendono sul serio le parole dei padri. Vogliono studiare, uscire di casa, fare carriera per meriti e non per conoscenze, crescere insomma e scoprono che in Italia non è possibile. Non è possibile per un giovane essere "normale". Da qui la rabbia di questi ragazzi miti. Anche un po' secchioni. Luca e altri, con Francesco e Vanessa, ieri ospiti di Santoro, hanno tirato l'alba a studiare la legge Gelmini nei minimi particolari, scovando un'infinita serie di contraddizioni. Un bel lavoro e anche una lezione per l'opposizione parlamentare che deve aspettare la Gabanelli per accorgersi della norma salvamanager infilata nel decreto Alitalia. "La legge è piena di cazzate" mi spiegano "Taglia i fondi per la ricerca, che in Italia è l'uno per cento del Pil contro il tre della media europea e del trattato di Lisbona. Riduce il numero dei ricercatori che da noi sono tre ogni mille abitanti, contro l'obiettivo di otto. Non taglia le sedi universitarie, che in Italia sono 115, più di una per provincia, con decine di corsi frequentati da un solo studente. Soltanto Roma ha sedi decentrate a Civitavecchia, Rieti, Pomezia: Ma quelle rispondono a interessi clientelari".

Ilaria, che incontro a Fisica, "ci vediamo sotto la lapide di Fermi", snocciola dati statistici come formule, sospira e conclude: "Non che m'interessi più di tanto, perché fra un anno vado in Inghilterra. Però mi sembra giusto dirlo, protestare finché si può". Il Dipartimento di Fisica, quello di Fermi e Amaldi, è il fiore all'occhiello della gloriosa e ormai sfasciata Sapienza. E' quarta nelle classifiche europee, fra le prime dieci del mondo, dentro un'università che non compare neppure fra le prime cento. La fuga dei cervelli all'estero è la norma e cresce di anno in anno.

Nell'"Onda" Fisica è stato il laboratorio creativo. Il corpo docente, fra i migliori d'Italia, ha appoggiato senza riserve la protesta. "Tanto con l'appello contro la lectio magistralis del Papa ci aveva già criminalizzato. Peggio non può succedere". Fernando Ferroni, professore di fisica delle particelle elementari, presidente dell'istituto nazionale di fisica nucleare, uno degli scienziati che ha collaborato all'accensione dell'Lhc al Cern di Ginevra, è solidale ma pessimista sulle sorti dell'Onda: "Hanno ragione da vendere ma il clima culturale è il peggiore possibile. Non c'è sensibilità per questioni complesse come la formazione, la ricerca. Il governo fa discorsi primitivi, insensati ma efficaci. L'opposizione ne sa poco o nulla. Non ha capito la portata del disegno. Qui stanno dismettendo l'istruzione pubblica, un pezzo per volta. E' una cosa mai successa in nessuna parte del mondo civile. Negli Stati Uniti, il paese più malato di iper capitalismo, l'università pubblica rimane ancora fortissima. Uno studente di Fisica può scegliere di pagare quattromila dollari a Berkeley o quarantamila a Stanford, ma la qualità è la stessa, alla fine si spartiscono lo stesso numero di premi Nobel. Per non parlare dell'Europa. Qui invece fra pochi anni l'istruzione pubblica, di questo passo, sarà relegata alla marginalità, alla serie B, a quelli che non possono permettersi di meglio. Il tema è enorme, tocca l'essenza dei diritti di cittadinanza, ma temo che non passerà. Criminalizzeranno la protesta, faranno scoppiare qualche incidente, e i media andranno dietro l'onda, l'altra, quella del potere. Bisognerebbe bucare questo muro di conformismo, ma come?"

Gli studenti si sono posti il problema d'"inventarsi qualcosa di nuovo", ne discutono in assemblea, su Internet, chiedono idee, consigli. "L'importante è evitare paragoni col passato, gli slogan in rima, le bandiere della politica, le stesse forme di lotta di fronte alle quali la gente dice "l'ho già visto"e passa oltre" spiega Laura, 23 anni, delegata alla comunicazione di Fisica. "Ci siamo inventati le lezioni in pubblico, con la lavagna a Piazza Farnese, un successo con i passanti che si fermavano a chiedere. Venerdì (oggi, ndr) saremo a Montecitorio".

Sono rimasti a discutere le nuove forme di lotta fino alle tre, poi è entrato Stefano con le birre. "Che ha fatto la Roma?" "Lasciamo perdere... Aò, ma la volete smettere col dibattito? E fateve 'na birra, 'na canna, che so". Bisogna fare la colletta per i cornetti. Che cosa? "Al picchettaggio offriamo cornetti agli studenti che vogliono entrare. Li hai mai visti i picchetti con i cornetti? Lo voglio vedere Berlusconi che manda l'esercito. A noi non ci fregano con le provocazioni, non ci vedrai mai fare questo". E mostra il gesto della P38". Chissà se non li fregano. Quarant'anni fa era cominciato con le colazioni ai bambini poveri, i sit-in pacifici, il clima da "Fragole e sangue", ingenuo e fiducioso. Fino alla prima carica della polizia. Stefano prende la chitarra, sono ormai le tre, per tenere sveglia la truppa. Nella musica sono conservatori, l'eterno rock, i vecchi cantautori, da De Andrè a Ligabue, che ormai viaggia per i cinquanta. Alle quattro crolla pure il cantante, qualcuno si rinchiude nei sacchi a pelo, altri s'infrattano, qualcuno riprende a discutere fino all'alba, a parlare dei propri sogni, come tutti a vent'anni, mentre il sole sorge sempre da un'altra parte.


 

Palermo, 100 famiglie in cattedra. La "parentopoli" dell'università. di ATTILIO BOLZONI e EMANUELE LAURIA (La Repubblica 24-10-2008)

Padri e figli controllano le facoltà. Una Cupola di clan accademici si spartisce il sapere. Docenti parenti: 58 a Medicina, 21 a Giurisprudenza, 23 su 129 professori ad Agraria

 

PALERMO - Una Cupola dotta si spartisce il sapere di Palermo. Sono cento le famiglie che hanno l'Università nelle loro mani, cento clan accademici fatti di figli che salgono in cattedra per diritto ereditario, fratelli e sorelle che succedono inevitabilmente ai loro padri e ai loro zii, nipoti e cugini immancabilmente primi al pubblico concorso. Regnano in ogni facoltà. Si riproducono nell'omertà. Docenti parenti. Cinquantotto a Medicina. Ventuno a Giurisprudenza. Ventitré su appena centoventinove professori ad Agraria, la roccaforte dei patti di sangue.

Se l'Ateneo di Bari è diventato famoso in Italia per la compravendita di esami e per i test superati in cambio di sesso, quello di Palermo ha un primato assoluto che spiega come i "soliti noti" spadroneggino in ogni disciplina. Ordinari, associati, ricercatori: tutti legati uno all'altro da un intreccio parentale. In totale sono almeno 230. Cento famiglie.

Un altro record solo apparentemente innocuo di questa Università è per esempio il luogo di nascita dei suoi docenti: il 54,7 per cento sono palermitani. Più della metà sono di qui e due su tre vengono dalla provincia. Soltanto Napoli eguaglia la capitale della Sicilia in questa performance. Ma il numero che svela fino in fondo la Palermo cattedratica è quell'altro sui legami familiari. Sono piccoli grandi eserciti dislocati dipartimento dopo dipartimento, materia per materia.

Somiglia tanto a un'occupazione militare, chi non fa parte di un clan resta quasi sempre fuori. E tutto nel rispetto della legge e delle procedure. La regola per conquistare un posto in università è solo una: non parlare. Qualcuno - è chiaro - si ritrova suo malgrado in questo elenco nonostante meriti e titoli. Per molti però quello che conta è solo il nome che portano.
Ci sono delle vere e proprie dinasty anche a Scienze, ad Architettura, a Economia. In ogni facoltà ci sono ceppi familiari dominanti, aule e laboratori di ricerca popolati solo da rampolli. Uno scandalo dopo l'altro soffocati nel silenzio.

A Medicina le famiglie che comandano sono 24. Si ramificano dappertutto. Una è la famiglia Cannizzaro. Il padre Giuseppe è ordinario di Scienze farmacologiche, nel suo dipartimento c'è anche il figlio Emanuele (ricercatore), la cognata Luisa Dusonchet (associata) e la figlia Carla che insegna a Farmacia. Ordinario di Scienze stomatologiche è Domenico Caradonna, i figli Carola e Luigi fanno i ricercatori nello stesso dipartimento. Ordinario di Scienze biochimiche è Giovanni Tesoriere, la moglie Renza Vento è a Biologia, la figlia Zeila è entrata in Architettura dove c'è anche suo marito Renzo Lecardane. Zeila è stata nominata a soli 37 anni come associata "per chiamata diretta", il marito - che da un anno era impiegato al Comune di Palermo dopo un'esperienza all'estero - ha conquistato un posto grazie alle norme sul "rientro dei cervelli". Altri nomi eccellenti di Medicina con parenti al seguito: i Salerno (Biopatologia), i Canziani (Neuropsichiatria infantile), i Ferrara (Otorinolaringoiatria), i Piccoli (Neuroscienze cliniche). Dopo i parenti ci sono naturalmente schiere di compari. Li piazzano per grazia ricevuta. A un favore fatto ne corrisponde sempre un altro. E' una catena interminabile, un giro chiuso. Le carte sono sempre a posto, i concorsi a prova di codice penale, un altro discorso è la decenza.

Come a Economia, il reame dei Fazio. Il capostipite è Vincenzo, ordinario di Scienze economiche, aziendali e finanziarie. Nello stesso suo dipartimento ci sono altri due Fazio: i suoi figli, Gioacchino associato e Giorgio ricercatore. Insegnano la stessa materia di papà. Il preside di Economia si chiama Carlo Dominici, suo figlio Gandolfo è anche lui in facoltà per istruire gli studenti in Scienze economiche. Poi ci sono i due Bavetta, Sebastiano ordinario e Carlo associato, figli di Giuseppe che lì a Economia c'era fino a qualche tempo fa. Ora è in pensione. Un ultimo caso di padre e figli di quella facoltà: il docente di economia aziendale Carlo Sorci e sua figlia Elisabetta - ricercatrice - che insegna Diritto commerciale.

A Giurisprudenza i docenti sono 137 e i nuclei familiari che dettano legge 10. Alfredo Galasso è ordinario di Diritto privato, suo figlio Gianfranco insegna la stessa materia, nello stesso dipartimento c'è anche Giuseppina Palmeri che è la moglie del fratello di Gianfranco. Anche Savino Mazzamuto (Diritto privato, ora trasferito a Roma 3) ha lasciato un posto in eredità a suo figlio Pierluigi. La figlia di Aurelio Anselmo, Alice, ha trovato sistemazione all'Università di Trapani: ricercatrice di Diritto pubblico. Salvatore Raimondi, nome pesante, amministrativista di grido ingaggiato per i suoi "pareri" anche dalla Regione siciliana, ha nel suo dipartimento di Diritto pubblico il figlio Luigi. E Rosalba Alessi, ordinario di Diritto privato - e soprattutto potente commissario degli enti economici siciliani, una carica che vale come tre assessorati importanti - ha nello stesso suo dipartimento il nipote Enrico Camilleri.

Ad Architettura c'è una grande famiglia, quella dei Milone. Il preside Angelo è in compagnia del fratello Mario (che è anche vicesindaco di Palermo e - attenzione - assessore ai rapporti con l'Università) e due figli che sono ricercatori: Daniele e Manuela. A Lettere, i Carapezza sono 4. I fratelli Attilio e Marco, il primo che insegna Scienze delle Antichità e il secondo Filosofia e teoria dei linguaggi. Il loro cugino Paolo Emilio è ordinario di Musicologia, suo figlio Francesco è ricercatore nello stesso dipartimento di Attilio. Poi ci sono i Buttita. Nino, il vecchio, antropologo, è stato preside di Lettere. Il figlio Ignazio insegna all'Università di Sassari ma ha supplenze a Palermo. La moglie Elsa Guggino è ordinaria nella stessa facoltà.
L'elenco dei padri e dei figli continua a Ingegneria, 18 famiglie e 38 parenti. Filippo Sorbello e il figlio Rosario, Michele Inzerillo e la figlia Laura, Stefano Riva Sanseverino (cognato di Luca Orlando) e la figlia Eleonora. A Scienze Matematiche Fisiche e Naturali si contendono il numero dei parenti i Gianguzza e i Vetro. Mario Gianguzza, ordinario di Biopatologia a Medicina, a Scienze ha come colleghi i fratelli Antonio (Chimica inorganica) e Fabrizio (Biologia cellulare) e la figlia Paola (Ecologia). Uno dei loro nipoti, Salvatore Costa, è anche lui in Biologia cellulare. L'altra famiglia, i Vetro, è tutta appassionata di matematica. Pasquale Vetro, matematico. La moglie Cristina Di Bari, matematica. Il loro figlio Calogero, matematico.

La facoltà più piena di mogli e mariti e figli è però quella di Agraria. Su 129 docenti 23 sono parenti. Un quinto. Divisi in 11 nuclei familiari. Il preside Salvatore Tudisca ha lì dentro come associata sua moglie Anna Maria Di Trapani. L'ordinario Antonino Bacarella ha la figlia Simona e il nipote Luca Altamore. L'ordinario Giuseppe Chironi ha la figlia Stefania, l'ordinario in pensione Giuseppe Asciuto ha suo figlio Antonio, l'ordinario in pensione Carmelo Schifani ha il figlio Giorgio, l'ordinario Salvatore Ragusa ha il figlio Ernesto, l'ordinario Luigi Di Marco ha la moglie Antonietta Germanà, l'ordinario Vito Ferro ha la moglie Costanza Di Stefano, l'ordinario Antonio Motisi ha la moglie Maria Gabriella Barbagallo, l'ordinario Riccardo Sarno ha il figlio Mauro, l'ordinario Claudio Leto ha la moglie Teresa Tuttolomondo. Cento famiglie. Di queste ce ne sono sessanta con "residenza" fissa in uno stesso dipartimento. E' praticamente casa loro.



 

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Sezione principale: Scuola

Mobilisation estudiantine contre Berlusconi ( da "Temps, Le" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la réforme de l'enseignement promue par sa ministre de l'Education, Mariastella Gelmini, provoque une vaste protestation dans toute la péninsule. Outre le rétablissement du tablier à l'école, l'institution d'un seul maÎtre par classe (contre deux ou trois actuellement), le projet de loi prévoit d'importantes restrictions budgétaires.

<Sentiamo che sono in gioco le nostre vite> ( da "Vivimilano.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Mariastella Gelmini accenna un passo indietro, Silvio Berlusconi minaccia sgomberi di facoltà e scuole. Una strategia del bastone e la carota che ci ricorda ben altri tempi. Se Roberto Maroni si presterà alla richiesta di uso della forza negli atenei sarà il ministro dell'autoritarismo e contro le autonomie perché studenti,

Protesta studenti, tensione a Scienze Politiche ( da "Vivimilano.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini prefigura per le scuole e l'università - continua Caronia - un'istruzione che vuole essere al servizio di Confindustria". Nel presentare la lezione autogestita e aperta a tutta la città, Agnese dell'assemblea dell'Accademia spiega che "nessuna minaccia dell'arrivo della polizia ci spaventa e ci farà indietreggiare dalla nostra mobilitazione che anzi proseguirà anche nei prossimi

Scuole e università: ancora occupazioni ( da "Corriere.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: altra giornata di protesta contro il decreto del ministro Gelmini su scuola e università. Non sono mancati momenti di tensione, e nel Cosentino polizia e carabinieri hanno convinto gli studenti delle scuole a interrompere le occupazioni. A Cosenza, nel corso di una manifestazione, sono state danneggiate le finestre di un istituto.

Pisa, in piazza Normale e Sant'Anna ( da "Corriere.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anna Le due scuole di eccellenza hanno partecipato al corteo contro il decreto Gelmini: "È importante unirsi alla battaglia" PISA - Nel corteo, circa ventimila studenti che a Pisa hanno manifestato contro il decreto Gelmini, c'erano anche loro, gli studenti della Normale e della Sant'Anna, le due scuole di eccellenza più prestigiose d'Italia.

Liceo Candiani, occupata la sede di piazza Trento e Trieste ( da "Varesenews" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini Liceo Candiani, occupata la sede di piazza Trento e Trieste In piazza Trento e Trieste è tempo di scioperi, come in ogni autunno caldo che si rispetti. Nella mattinata di giovedì circa 200 degli studenti del Liceo Artistico Candiani hanno occupato la vecchia sede, permettendo la continuazione delle lezioni per tutti gli altri nelle sedi di via Manara e via XX settembre.

Da questa occupazione è nata una generazione migliore ( da "Articolo21.com" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.

Diritto di cronaca ( da "Stampaweb, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non arriva in fondo alla frase il ministro Gelmini perché qualche urlo e un'onda di ilarità attraversa i banchi dell'opposizione per quell'accento traditore. Alla Gelmini scappa una "egìda" invece di "égida". Ma neanche questo inciampo riesce a frenare l'esposizione di Gelmini. E' un caterpillar, con i fogli del discorso che scorrono da una mano all'altra.

E il ministro scivola sull'accento ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fatto è che le contestazioni al ministro Maria Stella Gelmini, ieri nell'aula del Senato si sono stemperate per un istante, quando il ministro è caduto sotto l' "egida" degli accenti fonetici. E' successo quando la titolare dell'Istruzione rimprovera all'opposizione di "aver dimenticato i contenuti del Libro bianco scritto sotto l'egida del governo Prodi.

La sinistra fa solo terrorismo politico ( da "Trentino" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Però il ministro Gelmini li incontrerà e finalmente sapremo anche quali sono le proposte che il movimento fa". Il ministro ha anche negato che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi abbia intenzione di usare la polizia per sgomberare le università in caso di occupazione studentesca: "Berlusconi non parlava di polizia,

Quando vinceremo introdurremo il 7 in condotta ( da "Trentino" del 24-10-2008)
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Abstract: perché lui non vuole recepire le direttive del ministro Gelmini" ha affermato il coordinatore di Forza Italia, Ettore Zampiccoli. Dopo è partito l'elenco di proposte: "Istituire le classi separate non è una legge razzista - ha spiegato il candidato Walter Viola - ma servirà soprattutto in quei quartieri, come a Gardolo, dove è alta la presenza di bambini stranieri.

Invaderemo le vie della città ( da "Trentino" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Comitato no Gelmini", ed un obiettivo preciso: opporsi alla riforma scolastica operata dal ministro dell'istruzione, e mobilitare studenti, docenti, e personale amministrativo. Ma anche sindacati e società civile sono chiamati all'appello: "Il comitato - spiega Corrado Consoli, neolaureato in sociologia e membro attivo del movimento -

Contro le occupazioni intervenga la polizia ( da "Trentino" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: le manifestazioni dal sapore sessantottino che stanno montando in questi giorni anche a Trento contro il decreto del ministro Gelmini e contro i tagli alle università. Una linea dura, ispirata a quella del premier Berlusconi che ha annunciato la "mano pesante" contro le proteste negli atenei. "Le proteste sono solo strumenti della sinistra per infuocare gli animi degli studenti.

L'ateneo mobilitato per il corteo di martedì ( da "Trentino" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lunedì il Comitato No Gelmini ha in programma una "notte bianca" a Sociologia. Ma il preside taglia corto: "Alle 21 chiuderemo". Si vedrà se avranno la meglio gli studenti, intenzionati ad occupare l'edificio anche in vista del consiglio d'amministrazione dell'ateneo martedì (il vero giorno caldo della prossima settimana) oppure il preside Diani,

Le lezioni? Vanno tenute nelle aule ( da "Trentino" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini in città. Professor La Valle, gli studenti si stanno organizzando per il corteo di martedì con assemblee, maratone didattiche e pure una notte bianca. Cosa ne pensa? Penso che gli studenti abbiano tutto il diritto di organizzarsi ed esprimere quello che pensano, ma nella misura in cui non vadano ad infrangere le regole e nel rispetto della legge.

Consegnati i premi di sostegno allo studio a 108 giovani ( da "Trentino" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fabrizio Franceschetti, Enrico Franchini, Vittoria Gelmini, Giovanni Gios, Elisa Martini, Luca Miori, Cecilia Monfredini, Laura Paoli, Luca Simoni, Stefano Simoni, Brunello Sommadossi, Alessandro Tarolli, Andrea Tomasini, Brunella Valenti, Sara Valenti, Gilda Ventura. Conservatorio: Fabiana Papaleoni.

Ghia: scioperare perché è in gioco il nostro futuro ( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: iniziative di protesta contro il decreto Gelmini. Perché consigli di partecipare allo sciopero? E' in gioco il futuro di tutta la scuola pubblica. I tagli toccano tutti gli ordini, non solo le elementari. E il "monito" di Berlusconi sull'invio della Polizia nelle scuole occupate? Rispondere con una minaccia a iniziative pacifiche è il segnale che il governo ha paura della gente che pensa.

Studenti, è rivolta contro la Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è rivolta contro la Gelmini La Marca si infiamma: striscioni, volantini e picchetti in licei e istituti LAURA CANZIAN TREVISO. "Gelmini go home". Questo lo striscione apparso ieri mattina sui cancelli del liceo scientifico Da Vinci. Un manifesto simile è stato appeso alle porte dell'Itis Max Planck di Lancenigo.

Salvarosa, spariti i cartelli anti-ministro ( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: protesta delle maestre castellane contro il decreto Gelmini. Spariscono i cartelli esposti alle scuole elementari di Salvarosa. "Sono azioni antidemocratiche". Ma la protesta non si ferma. Ieri sera si è svolto un altro incontro-dibattito pubblico con i genitori alla palestra dell'Ipsia. "Continuiamo la nostra battaglia - dichiarano le maestre - nonostante i tentativi di oscurarci.

NON È IL MODO DI GOVERNARE ( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: improvvisato ministro Maria Stella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori, è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile.

VENEZIA. Anche la scuola veneta è in subbuglio, in tutte le province gli studenti ( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola del ministro Gelmini che piacciono maggiormente alle famiglie venete. Ad affermarlo è la Quaeris di Breda di Piave specializzata in ricerche di mercato e sondaggi d'opinione, intervistando al telefono 350 genitori. Decisamente poco apprezzati altri aspetti, in particolare l'abolizione del tempo pieno (sfavorevoli il 93%) e l'introduzione del maestro unico alle elementari (

Scuola, proteste e spiragli di dialogo Occupazioni e cortei proseguono in tutta Italia. Il ministro Gelmini difende il decreto e apre agli studenti Berlusconi si corregge: Mai parl ( da "Giornale di Brescia" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini difende il decreto e apre agli studenti Berlusconi si corregge: "Mai parlato di polizia nelle università". Il Viminale: fermezza contro i violenti ROMALa riforma della scuola continua ad animare lo scontro politico tra maggioranza e opposizione, mentre continuano le occupazioni di università, cortei e sit-in di studenti in tutta Italia.

Pronti a prenderci le manganellate ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nazionale pag. 5 Giovani di destra "Pronti a prenderci le manganellate" FORZA NUOVA Battaglia in Senato "Decreto Gelmini scoperto per 20 milioni" ENRICO MORANDO "Pronti a prenderci le manganellate".

Dalla piazza del 1968 alla P38 del 1977 Il 2008 è l'era del web ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini anche su Facebook ultima moda del web. Anche docenti e sindacati usano siti internet per la protesta: e il Codacons sul suo sito pubblicizza il Co.vi.ge. comitato "Vittime Ministro Gelmini". Altro "fronte" della protesta è quello della ricerca con i siti dei Precari della Ricerca e del Collegamento tra collettivi di ricercatori.

Pronti a prenderci le manganellate ( da "Arena, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nazionale pag. 3 Giovani di destra "Pronti a prenderci le manganellate" FORZA NUOVA Battaglia in Senato "Decreto Gelmini scoperto per 20 milioni" ENRICO MORANDO "Pronti a prenderci le manganellate".

Consiglio di istituto: studenti in lotta ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: gestione unitaria della protesta contro il decreto Gelmini, si sono affrontati in un'infuocata assemblea giovedì al Cinema Teatro Gloria: al centro dell'appassionato confronto le modalità di prosecuzione delle agitazioni. Le elezioni si svolgeranno martedì: i 1700 alunni del diurno si recheranno alle urne nell'ultima ora, mentre il centinaio del serale voterà durante la seconda ora.

Gardone, la scuola picchettata ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 22 Gardone, la scuola picchettata ALL'IPSIA "ZANARDELLI" gli studenti hanno aderito all'iniziativa nazionale del "picchettaggio" delle scuole. Un atto simbolico e pacifico contro la riforma Gelmini. con una partecipazione di quasi il cento per cento degli iscritti all'istituto gardonese.

Proteste anti-Gelmini ( da "Arena, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca pag. 12 Proteste anti-Gelmini La mobilitazione negli istituti superiori 4 LE ORE TAGLIATE DALLA NUOVA LEGGE I dirigenti scolastici Perplesso sulla riforma ma garantisco le lezioni LUCIANO CARAZZOLO Proteste anti-Gelmini.

Sì al voto in condotta no al maestro unico ( da "Arena, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sono i due elementi della riforma della scuola del ministro Gelmini che piacciono maggiormente alle famiglie venete. È quanto emerge da una indagine condotta da Quaeris, società di Breda di Piave specializzata in ricerche di mercato e sondaggi d'opinione, intervistando al telefono 350 genitori. Decisamente poco apprezzati altri aspetti, in particolare l'abolizione del tempo pieno (

L'ateneo si ferma: oggi c'è assemblea ( da "Arena, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ateneo veronese contro la cosiddetta riforma Gelmini, che promette tagli ai fondi per la ricerca e alle assunzioni di personale docente e amministrativo, oltre alla possibilità di trasformazione delle università pubbliche in fondazioni private. La mossa "a sorpresa" è arrivata direttamente dal rettore Alessandro Mazzucco, che dopo oltre una settimana di presidi studenteschi,

Il rettore ghetti: quarant'anni fa occupai anch'io ( da "Nuova Venezia, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La crisi finanziaria sta esplodendo, e adesso è arrivato il nuovo decreto Gelmini". Una riforma che non le piace. "Non è una riforma, ma un taglio alle risorse e alla ricerca e niente di più. Di riforma e di un serio dibattito sulla scuola italiana ci sarebbe grande bisogno, ma questo è tutt'altro". Alberto Vitucci.

L'architetto di punta della dogana tiene una conferenza allo iuav ( da "Nuova Venezia, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: università decisi dal ministro Mariastella Gelmini, ma la conferenza che terrà il grande architetto giapponese Tadao Ando (in foto), l'uomo che - per conto del finanziere e collezionista francese FranÇois Pinault - sta trasformando la Punta della Dogana in un nuovo museo dell'arte contemporanea, dopo aver già curato il restyling di Palazzo Grassi in chiave minimalista.

In piazza per l'istruzione pubblica ( da "Nuova Sardegna, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Né la riforma Gelmini sull'istruzione obbligatoria. Né la legge "133" che stabilisce tagli indiscriminati nei due atenei dell'isola. Così le lezioni continuano un po' dappertutto a singhiozzo: tra proteste, cortei, manifestazioni e (finora) nessuna occupazione.

No secco allo stato di polizia ( da "Nuova Sardegna, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Io stessa parlo a nome del comitato spontaneo nato in Sardegna contro la riforma Gelmini. Rappresento decine d'insegnanti e non amo mettermi in mostra se non per difendere le nostre ragioni. La gente scende in piazza e si ribella solo perché capisce bene che in questo caso viene attaccato frontalmente un bene primario come l'istruzione pubblica".

Uniti gli insegnanti e le famiglie ( da "Nuova Sardegna, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Manca è una delle madri protagoniste del comitato dei genitori nato contro la riforma Gelmini. Ha 48 anni. Suo figlio studia nel quinto circolo cittadino e rispetto ad altri compagni può contare su una madre in grado di osservare le cose da un angolo visuale privilegiato: docente nella facoltà di Lettere, pedagogista, Giusy Manca si occupa da anni di marginalità e devianze minorili.

Gelmini, non ucciderai la scuola - gabriella grimaldi ( da "Nuova Sardegna, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ieri mattina un migliaio di ragazzi in piazza d'Italia contro la riforma "Gelmini, non ucciderai la scuola" Sit-in nella facoltà di Scienze politiche, oggi assemblea ad Agraria Dibattito sui temi del contestato decreto: "Lotteremo perché il diritto allo studio non sia riservato soltanto a poche persone" GABRIELLA GRIMALDI SASSARI.

Non è il modo di governare - gianfranco pasquino ( da "Nuova Venezia, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: improvvisato ministro Maria Stella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori, è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile.

Scuola, berlusconi si smentisce - silvio berlusconi ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro dell'Istruzione Gelmini annuncia che incontrerà i rappresentanti degli studenti, che ieri in corteo nelle vie di Roma hanno cercato di raggiungere il Senato: durante il dibattito sulla riforma della scuola la Gelmini ha commesso una gaffe, sbagliando la pronuncia della parola "egida".

A rischio una ventina di sedi nel vastese ( da "Centro, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Amministratori e dirigenti didattici sono alle prese con proposte di riorganizzazione per evitare che le novità previste dalla Gelmini possano penalizzare i territori a rischio spopolamento. Il piano di dimensionamento che dovrebbe risparmiare le scuole dell'infanzia, riguarda anche gli istituti dei centri più grandi con meno di 500 iscritti, da accorpare o riorganizzare.

No ai tagli, il grido degli studenti ( da "Centro, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: slogan contro il ministro Gelmini ed il premier Berlusconi accompagnati dai piatti acustici. Anche in città gli studenti sono scesi in piazza per dire no alla riforma, difendere l'istruzione pubblica e salvaguardare le istituzioni scolastiche. Il corteo - un migliaio secondo gli organizzatori, 500 secondo il commissariato - si è snodato dal San Paolo a piazza Barbacani.

Mariastella sotto assedio al senato - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e sbaglia a pronunciare egida Gelmini: "Campagna terroristica" I senatori Pd e Idv parlano ai ragazzi CARMELO LOPAPA ROMA - Il compitino lo stava leggendo con una certa convinzione, emozionata appena, comunque mettendocela tutta, tra quegli schiamazzi dai banchi alla sua sinistra e l'eco degli slogan che gli studenti urlavano nei megafoni lì fuori Palazzo Madama.

"dissenso garantito, ma ci sarà fermezza" - alberto custodero ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuole italiane contro la riforma Gelmini. Dopo la retromarcia del premier che ha dichiarato di non aver "mai pensato alla polizia nelle scuole" anche al Viminale si cerca di stemperare la violenta bufera scoppiata nel Paese dopo l'annuncio di Berlusconi dell'altro giorno di voler dare "istruzioni dettagliate" proprio al ministro dell'Interno su "come intervenire con le forze dell'

Scuola, dietrofront di berlusconi "mai detto che manderemo la polizia" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini: vedrò gli studenti Lo scontro Il premier attacca la stampa: "C'è divorzio tra l'informazione e la realtà" GIANLUCA LUZI DAL NOSTRO INVIATO PECHINO - Nega di aver mai pensato di mandare la polizia nelle scuole e nelle università, ma nello stesso tempo conferma che per lui occupare un liceo o un ateneo è un reato "

E sul social network l'assemblea è permanente ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: No al decreto Gelmini", che invita i partecipanti a mandare email al presidente Napolitano perché si opponga alla riforma. Su Facebook sono tuttavia presenti anche decine di gruppi che fanno dell'ironia la loro arma principale come "Internate la Gelmini" e "Scommetto che almeno 5 milioni di persone odiano la Gelmini" che per ora è fermo a 13mila iscritti ma in continua crescita.

Sms, videofonino e youtube così la rivolta corre sul web - vittorio zambardino ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: vignetta contro la Gelmini di un disegnatore famoso, qualche articolo di giornale e un video comico da Crozza Italia sulla maestra unica. Non è il tadzebao del �68 né la radio libera del �77. è la generazione digitale che sa come mandare su Internet quello che vede e quello che ha imparato a raccontare in diretta, in quella continua narrazione di se stessi di cui sono campioni,

Cinzia, la sorella maestra, guida il progetto "integrazione" - cinzia sasso ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: reponsabile la Gelmini. Intendiamoci: Gelmini Cinzia. Perché questa è la scuola della sorella del ministro, maestra elementare e delegata sindacale della Cgil. Sarebbe un'occasione buona per aiutare a fare chiarezza sulla contestata riforma della Gelmini Mariastella: una maestra con trent'anni di insegnamento sulle spalle e un impegno nel sindacato che è in prima fila contro la riforma,

Roma, in corteo studenti e mamme - maria novella de luca ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in corteo studenti e mamme Migliaia in piazza contro la Gelmini, momenti di tensione davanti al Senato La mobilitazione MARIA NOVELLA DE LUCA ROMA - A sera sono in migliaia, le facce della protesta ci sono tutte, piazza Navona è quasi piena, per ore studenti e polizia si guardano dai fronti opposti del marciapiede, la tensione è alta e gli slogan cattivi come non mai,

Muravera, gli studenti contro la riforma gelmini ( da "Nuova Sardegna, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: gli studenti contro la riforma Gelmini MURAVERA. La contestazione alla Gelmini arriva anche nelle scuole di periferia. Dal 17 ottobre gli studenti degli istituti superiori del Sarrabus sono in stato di agitazione per contestare la riforma. Dopo alcuni giorni di sciopero e occupazione gli studenti stanno autogestendosi.

Sono 1500 i maestri da ricollocare ( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: effetto della riforma Gelmini in termini di occupazione, sembra ridimensionato. Se dai dati del ministero della pubblica istruzione risulta che sono stati 5.272 docenti, a partire dallo scorso settembre, a cessare il servizio per motivi pensionistici o a causa di dimissioni volontarie dal 1 settembre 2009, data da cui decorre la norma che prevede l'

NEO - DEM Le provocazioni di Berlusconi fanno male alla scuola e al paese ( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini", e dei pesanti e gravi tagli di risorse per la scuola e l'università (meno 8 miliardi e meno 10 per cento di bilancio), iniziative e manifestazioni che vedono un'ampia presenza non solo di studenti ma anche di docenti e genitori. Su questi temi si è espresso autorevolmente il Capo dello Stato per ricordare il fondamentale ruolo della scuola e della ricerca per il futuro

Esplode la protesta studentesca ( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E la Gelmini apre: parlerò con gli studenti Esplode la protesta studentesca Maroni: 300 manifestazioni dal 1° ottobre, 20 facoltà occupate Il quotidiano Libero ieri ha titolato: "Attenti a voi, ragazzi. Il premier ha accolto il nostro appello: interverrà la Polizia per rimuovere i picchetti davanti agli istituti".

Ecco i veri tagli della riforma Tremonti Gelmini ( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tremonti Gelmini Al di là delle polemiche, c'è anche tanta confusione. Perché, al di là degli slogan, le piazze si sono riempite di studenti di ogni ordine e grado, insegnanti e perfino genitori? Per capire cosa c'è, e quanto c'è di vero, dietro le proteste contro la riforma della scuola e dell'università, bisogna ritornare ai testi della riforma e in particolare al decreto legge n.

Uno sciopero a tavolino ( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: tavolino Bocciati per principio i decreti Gelmini anche se nessuno li conosce Sono 1.500 in tutta Italia i maestri elementari che se non venissero recuperati dal tempo pieno fra un anno rischierebbero il posto di lavoro. Dei 10 mila che dovrebbero uscire dagli organici della scuola grazie all'introduzione del maestro unico (o prevalente come preferisce chiamarlo Silvio Berlusconi)

La protesta degli studenti contro la riforma gelmini ( da "Nuova Sardegna, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: protesta degli studenti contro la riforma Gelmini CARBONIA. Gli slogan sono ingenui e quasi timidi. Non è tornata la pantera, insomma, e la "rivoluzione" studentesca sembra avere ancora la "erre" minuscola. Ma la grinta è la stessa di sempre, quando gli studenti sentono i problemi e scendono in piazza per rivendicare i loro diritti e per far conoscere i motivi del loro malessere.

Un "martedì sera" con la gelmini che crea imbarazzi - griseri a pagina vii ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina III - Torino Il retroscena Attesa all'Unione industriale Un "martedì sera" con la Gelmini che crea imbarazzi GRISERI A PAGINA VII SEGUE A PAGINA VII.

"il futuro del poli? meglio con i privati" ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: l'affollata assemblea di studenti, professori e personale tecnico con una proposta che scatena la protesta dei futuri ingegneri. Intanto prosegue la mobilità a Palazzo Nuovo mentre altri allievi delle scuole superiori ieri sono scesi in piazza per protestare contro il decreto del ministro Gelmini. GIUSTETTI A PAGINA VI.

"da precario della scuola ad allenatore in serie a" - giuliano foschini lecce ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ecco perché capisco chi protesta oggi contro il decreto Gelmini. Non conosco bene la legge, ma il principio dei tagli è pericoloso: come si fa a fare tanti bei discorsi sulla lotta all'obesità nei bambini e poi reintrodurre il maestro unico tagliando anche gli insegnanti di educazione fisica?". Lei ha due figli alle elementari.

Ci sono pochi soldi? tagliate le spese militari ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: indirizzata al ministro Maria Stella Gelmini. Signor ministro, siamo gli studenti del liceo scientifico "Antonio Vallisneri" di Lucca che da venerdì 17 ottobre occupano la struttura scolastica per contestare i decreti 133 e 137. Ci teniamo ad informarla che durante il periodo dell'occupazione abbiamo creato gruppi contro la disinformazione circa la riforma della scuola,

Vi capisco, ho fatto il '68 ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha dato la disponibilità per svolgere un incontro pubblico sulla riforma Gelmini al teatro dei Differenti. Ieri mattina, dopo la richiesta avanzata dagli studenti, l'assessore all'istruzione, Renzo Pia, e l'assessore alle politiche giovanili, Nicola Boggi, hanno incontrato studenti, professori e il dirigente scolastico Giovanna Mannelli per esprimere, a nome dell'amministrazione,

Un incontro sulla riforma a porcari ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: comprensivo statale di Porcari organizza un incontro di informazione e di approfondimento sul tema "Il decreto Gelmini: ripercussioni sull'organizzazione della scuola", con introduzione della dottoressa Chiara Torrigiani dell'agenzia formativa Aristeia di Firenze. L'iniziativa avrà luogo nei locali della scuola media Pea a Porcari (via Romana est, davanti allo stadio) stasera alle 21.

Le occupazioni ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lucca LE OCCUPAZIONI Si estende la protesta e cresce il numero degli istituti in cui ci sono iniziative contro la riforma Gelmini. Ieri sera è cessata l'occupazione all'istituto professionale Pertini di viale Cavour, che così va ad aggiungersi alle scuole dove sono riprese regolarmente le lezioni, cioè il liceo scientifico Vallisneri e il liceo classico Machiavelli.

Un comitato di genitori e insegnanti ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: partecipare alla manifestazione di domani e diffondere volantini attraverso un organismo stabile e democratico, con rappresentanti di tutte le categorie interessate. Nei prossimi giorni inoltre il comitato per la difesa della scuola pubblica definirà compiti e obiettivi della protesta contro i decreti Gelmini, e contro i tagli annunciati dal governo Berlusconi degli istituti in Lucchesia.

Tensione al pertini ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alcuni esponenti di estrema destra si sono recati ieri sera all'Isi Pertini e hanno chiesto con forza ai ragazzi di togliere uno striscione sventolante dalle finestre: quello che presentava il simbolo dei centri sociali autogestiti. "L'abbiamo tolto per non avere noie", hanno detto gli studenti. Sono stati distribuiti dei volantini pro Gelmini.

I prof di scienze politiche "stop lezioni per un giorno" ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: appende striscioni pro-Gelmini nei chiostri, nelle altre università la protesta va avanti, a cominciare dalla Statale. In via Festa del Perdono, ieri pomeriggio, si è tenuta un'assemblea di 300 persone; altre 200 si sono trovate nella sede distaccata di Città Studi e altrettanti in Bicocca, con un corteo interno.

Assemblea al lorenzini ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dissenso verso la riforma Gelmini, con la speranza che la nostra forma di protesta venga ascoltata da chi di dovere". Il professor Marco Del Ministro, vice preside del Lorenzini, si dimostra soddisfatto dell'idea degli studenti: "Credo sia un'occasione di crescita per i ragazzi, è importante far valere i propri ideali, e una autogestione cogestita è il modo migliore per protestare.

Rivolta contro la gelmini ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lucca RIVOLTA CONTRO LA GELMINI BREVI DALLE 8,30 ALLE 13 Acqua a rischio a Collodi Castello COLLODI. Acque SpA rende noto che, a causa di un intervento sulla rete idrica, stamani dalle 8,30 alle 13 si verificherà una temporanea interruzione del servizio idrico a Collodi Castello.

Scuola, parola d'ordine: cogestione ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Valdinievole hanno scelto questa particolare forma di mobilitazione per protestare contro la riforma Gelmini. Questi saranno giorni cruciali per studenti e professori, pieni di dibattiti e discussioni, segno di maturità e di consapevolezza. Da Montecatini a Pescia, dai licei agli istituti professionali, la parola d'ordine è la stessa: "A noi la scuola, per dibattiti aperti e liberi".

"noi, i docenti che riscoprono la piazza" - ilaria carra ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Hanno poco a che vedere con Gelmini e Tremonti le lezioni di giapponese di Simone Dalla Chiesa e di cultura russa di Maria Maddalena Berrone, che dalla facoltà di Mediazione linguistica e culturale di Sesto arrivano nel centro della metropoli per dar voce a lingue e culture del mondo.

Giusti gramsci: il futuro è altrove ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Adesso è arrivata anche la nuova ministra dell'istruzione Maria Stella Gelmini che, di recente, ha inserito anche la Giusti Gramsci nel listone degli istituti rei di non raggiungere 500 iscritti. Pena il commissariamento. E pazienza se la media monsummanese non ci rientra per appena 25 alunni: il suo destino, ormai, è segnato.

Prima il de profundis in piazza poi la paralisi per un giorno - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: perché quest'anno i maestri non porteranno gli allievi alla kermesse per il blocco delle attività aggiuntive (contro la riforma Gelmini). Il "funerale" è proseguito in via San Lorenzo, Caricamento, ed è tornato in via Balbi: un migliaio di ragazzi hanno invaso festosamente, alle 19, l'assemblea in rettorato.

Vogliamo la verità (e un consiglio ad hoc) su piazza vittoria ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anche a Gorizia si sta preparando la Gelmini generation - ha concluso Marinic- con i bambini nutriti non al meglio e formati peggio ". Livio Bianchini, di Rifondazione comunista ha espresso diverse critiche, dalla scelta di collocare la bandiera italiana sul Sabotino il 4 novembre "mentre sarebbe senz'altro meglio affiancarla con una europea e una slovena",

Corteo in città e sit-in in piazza ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istituto professionale Einuadi per manifestare contro il decreto Gelmini. Circa duecento ragazzi hanno formato il corteo che è partito alle 8.45 da via Pacinotti. I ragazzi hanno sfilato poi lungo Corso Gramsci passando davanti all'istituto Pacinotti e al Liceo classico, entrambi occupati. I ragazzi hanno poi raggiunto piazza del Duomo, luogo di arrivo del corteo, intorno alle 10.

Siamo con voi ma non occupate ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in cui i docenti mettono in luce e criticano alcuni punti del decreto Gelmini. Il documento, discusso dagli studenti in assemblea, invita i ragazzi, le loro famiglie e tutto il personale della scuola a "partecipare costruttivamente al dibattito che coinvolge in questo momento la scuola pubblica, aderendo alle iniziative che verranno programmate".

L'esercito dei precari dimenticato da berlusconi ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anna Frank indetta da Cgil, Cisl e Snals per spiegare l'effetto della riforma Gelmini della scuola L'esercito dei precari dimenticato da Berlusconi PISTOIA. Un centinaio di persone, ieri pomeriggio, ha riempito l'aula magna della scuola Anna Frank per l'assemblea indetta da Cgil, Cisl e Snals sulla riforma della scuola.

Allo scientifico verso la cogestione ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: professori che stamattina si riuniranno insieme per discutere sul decreto Gelmini. La grande maggioranza del corpo docenti e del personale Ata è solidale con la protesta dei ragazzi, pur non condividendo l'occupazione. Ieri mattina un gruppo di ragazzi del Liceo scientifico ha occupato la scuola a partire dalla mattina: lezioni sospese, ma l'ingresso ai docenti non è stato impedito.

Genitori mobilitati ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Accanto agli studenti in lotta contro il decreto Gelmini ci sono anche i genitori. E non in via ufficiosa, ma con un comitato appositamente creato: il Comitato provinciale genitori di Pistoia, che per intanto ha diffuso un volantino e creato un blog su Internet (http://genitoripistoia.blogspot.

È concreto il rischio di accorpamenti ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: firme contro il decreto Gelmini. La settimana prossima a Maresca SAN MARCELLO. Grande affluenza, mercoledì sera, alla riunione organizzata dai genitori della montagna per cercare di comprendere meglio quale sarà il futuro dei propri figli con il decreto Gelmini. è infatti concreto il rischio che nei piccoli comuni i plessi scolastici con meno di 50 alunni vengano chiusi o accorpati,

Preoccupazione fra i docenti in merito alla riforma gelmini ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Preoccupazione fra i docenti in merito alla riforma Gelmini Romans: un incontro si è svolto all'Istituto comprensivo ROMANS. Il personale docente e non docente dell'Istituto comprensivo di Romans, che racchiude i plessi scolastici di Romans, Mariano, Medea e Villesse, si è recentemente riunito in assemblea alla presenza anche dei rappresentanti delle segreterie provinciali Cgil,

Scuola, la protesta arriva in Regione ( da "Metronews" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Continua la protesta contro il decreto Gelmini. Ieri al liceo Franchetti, dopo l'occupazione è proseguita l'assemblea permanente mentre al liceo artistico di Venezia è iniziata l'autogestione degli studenti. Alle 18 è scattata la protesta degli universitari in Campo San Geremia. Centinaia di studenti si sono radunati e hanno intonato cori,

Lezioni : stop a Verona ma non si occupa ( da "Metronews" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istituti scaligeri in mattina si sono registrati volantinaggi per spiegare i motivi della protesta contro la riforma Gelmini. All'università resta il presidio fisso al chiostro. "Non ci saranno occupazioni ingestibili, ma qualcosa di utile", hanno spiegato i ragazzi dei collettivi universitari. E pronta è arrivata la risposta del rettore, che ha accolto le richieste degli studenti.

Consiglio comunale antigelmini - antonio di giacomo francesca savino ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini a spingere, per la prima volta in quattro anni, i lavori del consiglio comunale dell'era Emiliano fuori dalle mura del palazzo di città. In periferia, nell'auditorium dell'istituto Majorana, al quartiere San Paolo. A sedere in platea professori e sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, mentre nell'aula consiliare improvvisata si registra la diserzione in massa dei consiglieri del

Lettere e interventi ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e molto di lui. Guidato dalla consueta smania di protagonismo ha raggiunto l'obiettivo di porre se stesso al centro dell'attenzione. Ma delle sue dichiarazioni seriali di questi giorni colpisce soprattutto una cosa: la pessima opinione che il preside ha dei suoi studenti, o almeno di quelli che hanno avuto l'ardire di chiedere spazi e occasioni per mettere in discussione

Anche le elementari in piazza ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini si è aggiunta anche la scuola dell'obbligo. Ieri pomeriggio, a partire dalle 16,30, all'istituto comprensivo Gandhi si è tenuta una notte bianca (senza concerti né apertura straordinaria dei negozi ovviamente), a cui su iniziativa degli insegnanti e dei genitori delle scuole di Galciana, hanno partecipato anche altre scuole primarie del territorio.

Protesta antiberlusconi in consiglio comunale ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e la legge sull'università saranno oggetto di dibattito nel consiglio comunale straordinario (probabilmente la prossima settimana) richiesto da diciannove consiglieri. E' questo il risultato dell'iniziativa promossa ieri pomeriggio da Leonardo Becheri, capogruppo di Rifondazione comunista, che si è presentato nella sala consiliare insieme ad una trentina di studenti giovani

Sit-in in piazza, aule occupate. L'Italia dice no ( da "Secolo XIX, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Mariastella Gelmini su scuola e università. Anche se appaiono molto lontani gli scenari di guerriglia che ieri la conferenza stampa del premier Berlusconi sembrava prospettare, non sono mancati momenti di tensione, e anche un intervento delle forze dell'ordine: nel cosentino, agenti di polizia e carabinieri hanno "convinto" gli studenti delle scuole di Fagnano Castello,

Cosa cambia, il decreto sotto la lente di ingrandimento ( da "Secolo XIX, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2008 IL DECRETO legge Gelmini detta "disposizioni urgenti in materia di istruzione e università" con l'obiettivo primario di risparmiare soldi e alla svelta. È necessario partire da questo presupposto per capire fino in fondo la filosofia del testo varato, è bene ricordarlo, sotto la stretta sorveglianza del ministro Giulio Tremonti.

La riforma della scuolanon si fa senza dialogare ( da "Secolo XIX, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: confronti del ministro Maria Stella Gelmini. Ma anche osservato tutto questo, resta un dato: non è vero che siamo di fronte a una discussione perché nessuno, a cominciare dal ministro, ha cercato un confronto. Più semplicemente: una mattina qualcuno ha indicato la necessità di aprire una nuova epoca nel sistema scolastico italiano, ha perciò convocato in tutta fretta qualche esperto,

Il liceo è occupato, gli altri lanciano uova - valentina landucci ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in assemblea permanente per protestare con il decreto sulla scuola del ministro Gelmini - gli aggressori erano molti di più. All'incirca 20-25 persone che hanno scavalcato il cancello di Villa Paolina e hanno tentato di sfondare una delle finestre che si affaccia sul giardino". Tentativo andato a vuoto, per fortuna, anche se la situazione mette in allarme gli alunni del classico.

Questa battaglia è anche per noi genitori ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ideata dal ministro Maristella Gelmini. Dal maestro unico al voto in condotta, dal grembiulino al controllo sulle edizioni dei libri di testo, dalle classi ponte per gli stranieri ai tagli di 87.400 insegnanti e di 44.500 unità di personale tecnico amministrativo, dai tagli al turnover dei docenti universitari alla trasformazione in fondazioni delle Università,

Al liceo michelangelo la lezione si fa in piazza ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tutti contro il decreto Gelmini FORTE. L'onda lunga della protesta contro il decreto Gelmini ha raggiunto anche Forte dei Marmi, piazza che tradizionalmente è sempre apparsa abbastanza "tiepida" sul fronte delle rivolte strudentesche. I ragazzi del liceo scientifico "Michelangelo" hanno scelto però una forma di dissenso abbastanza singolare,

Enriques, a scuola fuori dalla scuola ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Chissà se il ministro Gelmini si arrenderà come ha fatto Giove Pluvio: pure lui evidentemente tifa destra e ieri mattina, appena prima che i ragazzi del liceo Enriques trasferissero zazzere e zainetti sul lungomare a fare lezione, aveva spedito giù un po' di pioggia.

Sto dalla parte delle dirigenti nel mirino ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contestare la ministra Gelmini e la sua riforma. Secondo il Nostro, i due dirigenti non possono partecipare ad alcuna forma di protesta contro la loro ministra, proprio perché funzionari della pubblica amministrazione. C'è da chiedersi se non ci sia invece da essere preoccupati per il clima antidemocratico che si sta diffondendo nel nostro Paese.

I ragazzi della terrazza mascagni ecco perché sono rivoluzionari ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contiene il provvedimento del ministro Gelmini e hanno deciso che non è così che si può e si deve fare una seria riforma dell'intero impianto formativo di questo Paese. Così coscienziosi che mi hanno invitato a fare una lezione sulla crisi finanziaria ed economica in corso a livello mondiale, e salvo due parole di critica al governo tratte dal documento di protesta dei rettori italiani,

Universitari dietro le quinte una fiction per raccontarli - vassily sortino ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: universitari fremono per i tagli al bilancio del ministro Gelmini è arrivato nelle televisioni locali un telefilm che racconta in modo ironico la vita degli studenti del capoluogo siciliano. Si intitola "Outsiders in Palermo", ed è la minifiction - ideata, scritta e prodotta da Nicola Torregrossa e Vittorio Canepa - incentrata sulla vita di tre ragazzi (due dei quali fuori sede)

Niccolini palli, lezione in piazza - gianluca della maggiore ( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini supera antichi steccati. "è una forma di protesta nuova ed efficace", dice la prof di "mate" del Classico, Stella Bertone che ha appena finito di fare la sua lezione al megafono: "I ragazzi vogliono far capire che il loro scopo non è perdere tempo, ma protestare in modo costruttivo contro dei provvedimenti che impoveriscono la scuola pubblica.

Trento: si prepara la "notte bianca" ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Parma: il santino della Gelmini Pavia: la solidarietà dei presidi Padova: in "lutto" contro i tagli Palermo: a lezione davanti al teatro Trento: si prepara la "notte bianca" Cosenza: i licei in piazza.

Nella notte all'ateneo l'ira dei ragazzi miti "berlusconi ci teme" - (segue dalla prima pagina) curzio maltese ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Perfino lì hanno cacciato la Gelmini da un comizio, e non se l'aspettava. A Monza, dov'è nata la Lega, cinquant'anni di Dc. Non hanno proprio capito che la politica non c'entra, la sinistra qui non comanda niente. Quando è venuta la ragazza mandata da Veltroni (Giulia Innocenzi, ndr), chiaramente in vista della manifestazione di sabato,

Jovanotti: ascoltare le ragioni dei ragazzi ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, prima dell'incontro con i ragazzi delle scuole fiorentine è intervenuto sulla riforma Gelmini. "La protesta dei ragazzi è condivisibile. E comunque se c'è una lamentela prima di tutto questa va ascoltata".

"l'intervento pubblico è un male necessario ma solo per l'emergenza" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cosa pensa della riforma della scuola del ministro Gelmini? "Quella della Gelmini non è una riforma, bensì un decreto. La scuola italiana, invece, ha bisogno di una vera riforma, basata sui principi della qualità, del merito e della valutazione. Qui ci giochiamo il nostro futuro sociale ma anche economico.

Chi di '68 ferisce, di '68 perisce ( da "Unita, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E dire che il piano della Gelmini era quello, dichiarato, di cancellare gli ultimi 40 anni di storia scolastica. Perché la ministra, beata ignoranza, non sa nemmeno che il '68 è stato sconfitto. Infatti, non pochi di quelli che lo hanno vissuto, sono saltati sul carro dell'uomo più ricco e potente d'Italia, cortigiani tra i cortigiani,

Pisa e Firenze: Qui per il nostro futuro Vogliamo studiare, non siamo barricati e non sentiamo la necessità di difenderci ( da "Unita, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno con il ministro Gelmini "lei non ha neanche scritto la legge che contestiamo", se la prendono con Tremonti, con i tagli della legge 133. "Berlusconi dice che dobbiamo piuttosto pensare a studiare? È quello che vorremmo fare, noi siamo qui perché vogliamo studiare e laurearci, paghiamo tasse salate per raggiungere questo obiettivo" commenta Marco.

Maestro unico, 360mila voci su internet Il movimento di padri, figli e professori parla nella Rete ( da "Unita, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Una vera e propria onda di piena sulla rete racconta la protesta contro il ministro Gelmini.Ci sono, oltre ai siti di informazione, a quelli dei sindacati e delle forze politiche, una massa di siti spontanei e autogestiti, dove si rincorrono le voci di genitori e docenti, i pareri di esperti, le foto e i video di cortei e fiaccolate, i forum di discussione.

Corteo al Senato, gli studenti non si fermano Quarantamila a Roma, imponente spiegamento di polizia. Il governo non li riceve ( da "Unita, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: immenso movimento anti-Gelmini/Tremonti riprende gli striscioni: "Polizia, li difendiamo noi i diritti dei vostri figli", "Noi la crisi non la paghiamo", e si mettono a correre verso Piazza Navona, "inciampando" in altre divise. Città militarizzata: dalla Sapienza al centro storico, per la risposta degli studenti a Berlusconi.

La rabbia di Napoli: Con i tagli si salvano solo gli amici dei baroni ( da "Unita, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per questo Salvatore è arrabbiato quando pensa alle parole del ministro Gelmini che sostiene come i tagli miglioreranno la qualità dell'università. Perchè si sente preso in giro un'altra volta: "Il sistema vive sulla cooptazione, e se si riducono i posti disponibili di certo non si farà un piacere a chi non rientra nella cerchia dei baroni".

Veltroni: <E' Tremonti il vero autore della riforma> ( da "Libertà" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tremonti e non a quello della pubblica istruzione Gelmini, perchè essa parte dai tagli e su questi è basata". Lo ha detto Walter Veltroni intervenendo alla trasmissione tv AnnoZero. "La cosa singolare - ha detto il segretario del Pd - è che questa riforma non è cominciata con il ministro della pubblica istruzione che è venuto in Parlamento e ha detto: "voglio fare questa riforma,

Cortei e scuole occupate in tutta Italia ( da "Libertà" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non abbiamo paura di Berlusconi e della Gelmini" hanno gridato gli studenti de La Sapienza di Roma dove ieri il Dipartimento di Fisica è stato chiuso per protesta con catenaccio e lucchetti ed è stata occupata anche l'Aula 2 della facoltà di Economia. Un corteo spontaneo di un migliaio di studenti di Roma Tre ha manifestato nel pomeriggio bloccando il quartiere Ostiense-

Con le riforme della scuola elementare proposte dall'improvvisato ministro Mariastella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una v ( da "Libertà" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: improvvisato ministro Mariastella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori, è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile.

Boiardi agli studenti della Sapienza che celebrano Amaldi: <La mia risposta alla Gelmini? Io le scuole le apro, non le chiudo> ( da "Libertà" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Boiardi agli studenti della Sapienza che celebrano Amaldi: "La mia risposta alla Gelmini? Io le scuole le apro, non le chiudo".

Roma - ( da "Libertà" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: rispondere alla Gelmini. Il Governo vuole chiudere le scuole, io ne ho realizzata una nuova e la inauguro proprio mentre qui a Roma si manifesterà contro la riforma". Una protesta che vede gli studenti in prima linea, anche se dopo la comunicazione "repressiva" di ieri del presidente del Consiglio "oggi - sottolinea Lamberti - solo un terzo degli studenti è venuto a fare lezione,

<Comitato contro la riforma Gelmini> Tribi: qui nessuna scuola è a rischio ( da "Libertà" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Comitato contro la riforma Gelmini" Tribi: qui nessuna scuola è a rischio ALSENO - (o.q.) Formare un comitato locale contro la riforma Gelmini. E' una proposta lanciata a Lusurasco nel primo degli incontri pubblici sulla riforma scolastica organizzati dal Comune di Alseno.

A Bergamo la contestazione <unisce> destra e sinistra ( da "Eco di Bergamo, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che in questi giorni è impegnato a coordinare le iniziative contro il decreto Gelmini dei cosiddetti studenti medi, vale a dire gli studenti delle scuole superiori. "Siamo profondamente antifascisti ? ribadisce Di Sirio ? e non si è mai visto che sfilassimo insieme ad organizzazioni studentesche che si richiamano apertamente al fascismo e al nazismo".

LA SESTA edizione del Convegno nazionale del Buongoverno, a cui fanno capo i circoli dei giovani di ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: visto che per la prima volta a Montecatini il convegno coincide con il ritorno al governo del centrodestra: Giulio Tremonti, Ignazio La Russa, Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Claudio Scajola, Renato Brunetta, Marcello Dell'Utri, Nicola Cosentino , Angelino Alfano, Denis Verdini, Maurizio Gasparri, Renato Schifani, Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto.

Il ministro sbaglia accento, l'opposizione se la ride ( da "Eco di Bergamo, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: intervento del ministro Mariastella Gelmini ieri in Senato si sono stemperate per un istante, quando il ministro è caduto sotto l'"egida" degli accenti fonetici. È successo quando la titolare dell'Istruzione rimprovera all'opposizione di "aver dimenticato i contenuti del Libro bianco scritto sotto l'egìda (testuale, egìda, ndr) del governo Prodi.

SCUOLA problemi e proteste ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: occupazione degli istituti superiori cittadini da parte degli studenti mobilitati contro la riforma Gelmini. Le segnalazioni, che l'autorità giudiziaria valuterà, non riguarderebbero però il semplice stato di occupazione, ma reati "collaterali" che si sarebbero verificati in questi giorni: dalla violenza privata, al danneggiamento al travisamento.

Di ARIANNA FISICARO SEPARATI in casa. Sembra ormai questo il destino della scu ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il decreto Gelmini poi non ha fatto altro che approfondire certi temi del decreto Bassanini sulla razionalizzazione della rete scolastica, inserendo il tutto in una regione come la nostra, che andava già in direzione della creazione degli istituti comprensivi".

TRE GIORNI di autogestione all'Itc Capitini, con regole concordate sabato sc ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il decreto Gelmini ? riferisce Rocco Spinelli, IV A Mercurio, uno dei responsabili ? ma abbiamo colto quest'occasione per risalire alla storia dell'autogestione scolastica, per capire in cosa si differenzia dall'occupazione. Abbiamo invitato un esperto a tenere una lezione sulle energie rinnovabili e la Misericordia di Agliana per darci nozioni di primo soccorso nelle emergenze.

SALA AFFOLLATA mercoledì sera alla scuola media <Sestini> per l ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla scuola e alla società il decreto Gelmini. Dopo questa serata si prevede una notevole partecipazione di famiglie e insegnanti da Agliana alla manifestazione provinciale di mercoledì 29, che partirà alle 21 da piazza S. Francesco per arrivare in piazza Duomo. All'assemblea c'erano circa 250 persone, fra genitori e docenti, della scuola dell'obbligo aglianese pubblica e privata.

Occupati anche Iti e <Duca> e ora sono cinque le scuole <nelle mani> degli studenti ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dove già si stanno allestendo dibattiti sulla riforma Gelmini con esperti dell' università; tutto liscio, infine, il secondo giorno di stop al Petrocchi. Al Pacini ieri mattina assemblea d'istituto con la preside, poi la decisione, presa a maggioranza, di dar vita a un' "occupazione mediata", come la definiscono i rappresentanti Sandro Anichini e Chiara Petreti.

SAREBBERO già una ventina le denunce già all'attenzione della proc ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: occupazione degli istituti superiori cittadini da parte degli studenti mobilitati contro la riforma Gelmini. Le segnalazioni, che l'autorità giudiziaria valuterà, non riguarderebbero però il semplice stato di occupazione, ma reati "collaterali" che si sarebbero verificati in questi giorni: dalla violenza privata, al danneggiamento al travisamento.

UN provvedimento che non tiene conto in nessun m ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: azione congiunta contro la riforma del ministro Gelmini. Per l'occasione interverranno gli amministratori comunali, il dirigente scolastico dell'Isc di Ripatransone, il personale docente delle scuole per l'infanzia di Valtesino e San Savino, i genitori dei bambini. "Il nostro obiettivo è quello di evitare la chiusura dei plessi scolastici con meno di 50 alunni,

Di ALESSANDRO TONARELLI <MINISTRO Gelmini, venga a San Marcello>. ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 4 di ALESSANDRO TONARELLI "MINISTRO Gelmini, venga a San Marcello". <... di ALESSANDRO TONARELLI "MINISTRO Gelmini, venga a San Marcello". E' l'invito che la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo di San Marcello Pistoiese Maria Luisa Querques ha rivolto alla "madre" della riforma scolastica.

QUESTA SERA alle 21 presso la sede del quartiere Oltresavio in piazza Anna Magnani (piazzale A&O)a S ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: piazzale A&O)a San Mauro in Valle si tiene un incontro sul decreto del ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini in cui si affronteranno i temi dibattuti della reintroduzione del maestro unico, delle classi con 30 alunni, del voto di condotta. Interverrà come relatore Giampiero Lippi. Moderatore Daniele Magnani.

La protesta non si placa,le facoltà in assemblea ( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e l'annuncio del Ministro Gelmini di inviare ispettori ministeriali anche nel nostro ateneo, ? gli studenti impegnati nelle occupazioni ostentano tranquillità. E alzano il tiro. "Certe provocazioni ci incitano solo a proseguire sulla nostra strada", concordano gli studenti.

Vincitori e vinti ( da "Corriere della Sera" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che parte prima parlando di occupazioni e del ministro Maria Stella Gelmini. Per Enrico Mentana 1.802.000 spettatori su Canale 5. Bruno Vespa Il SuperEnalotto superato (di poco) dalla scuola. Bruno Vespa va sui temi leggeri della fortuna, e "Porta a porta", che parte più tardi trainato su Raiuno da Raffaella Carrà, raccoglie 1.

PROTESTA anche a Sassuolo ieri mattina da parte ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che vedere con il decreto del ministro Gelmini, ma riguarda il cambiamento di orario per le lezioni scolastiche a partire dal prossimo lunedì. A questo proposito uno dei ragazzi ci ha spiegato: "Il nuovo orario, se sarà approvato, comporterebbe enormi disagi per quegli studenti che sono soliti utilizzare i mezzi pubblici per recarsi a scuola: entrata anticipata la mattina alle 7.

NELL'ATTESA che si decidano i giochi politici in vista della prossima campag ( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Inoltre, sempre in tema di scuola "ribadiamo la nostra severa critica all'uso improprio e arrogante di alcuni edifici pubblici per l'esposizione di striscioni di parte contro il decreto Gelmini. Rispettiamo ogni diritto di dissenso, ma riteniamo che gli edifici scolastici debbano rimanere neutrali". anset.

Pdl: <Inaccettabile> Ma il Pd applaude: <Discussione civile> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che bisogna sapere sul decreto 137 del ministro Mariastella Gelmini (lunedì 27 alle 20,30 presso Palazzo Europa, via Emilia Ovest). Relatori: onorevole Fabio Garagnani (membro della commissione scuola) e professor Gian Carlo Pellacani, rettore dell'università di Modena e Reggio Emilia. MA, SE IL PDL critica senza mezzi termini la manifestazione, il Pd ne tesse le lodi esprimendo '

Di VALERIA SELMI DEFINIAMOLA così: una 'prova generale' per lo ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per lo sciopero anti-Gelmini del 30 (corteo da piazza Sant'Agostino a piazza Grande), proclamato dai sindacati nazionali e appoggiato, a Modena, dal Comitato in difesa della scuola pubblica. E, se i numeri non mentono, la prova è andata bene. Per gli organizzatori, si intende ("erano anni che non si organizzava qualcosa di serio").

GLI IMMIGRATI che non conoscono la lingua italiana non possono essere inseriti nelle classi ( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sarebbero di ostacolo all'apprendimento di tutta la classe, senza trarre la pur minima acquisizione. Strumentale e faziosa è certamente ogni diversa argomentazione, pregiudiziale al ministro Gelmini e contro il suo coraggioso tentativo di una indispensabile riforma della scuola pubblica. Fortunato Berardi.

OGNI microcosmo sociale contiene equilibri delicati che regolano l'orologio biologico d ( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sconvolto questa condizione portando migliaia di persone a protestare contro la riforma Gelmini; questa protesta deve essere considerata anche un modo per accrescere la propria conoscenza, perché ha permesso ad ognuno di noi di diventare protagonista. Forse più che in altre occasioni passate si è davvero compreso quanto importante sia l'opera di ognuno nell'economia di tutti i giorni.

Le incognite di una piazza senza guida sfida in più per il Pd ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: prudenza e va percorsa cercando il confronto sui punti controversi della riforma Gelmini. Come del resto ha più volte chiesto il Capo dello Stato. Confronto, è ovvio, vuol dire discutere con chi non è d'accordo.E sarebbe un imperdonabile errore, da parte di Berlusconi, trasmettere l'idea che il governo di centrodestra vuole soffocare il dissenso o togliere la parola a chi si oppone.

Mai detto polizia nelle scuole ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini convoca gli studenti Barbara Fiammeri ROMA "Non ho mai detto polizia nelle scuole, non l'ho nemmeno pensato". Silvio Berlusconi corregge il tiro. Da Pechino, dove è arrivato per partecipare al vertice Asem, torna sull'"avviso ai naviganti" con cui il giorno prima aveva avvertito gli studenti che il Governo avrebbe fatto ricorso alle forze dell'

Università ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e che ora attendono il confronto con il piano annunciato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "Stiamo aspettando dal ministero le linee guida che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni" ha detto Decleva, spiegando che "c'è un problema di provvedimenti legislativi per i quali il ministro deve verificare le condizioni in Parlamento".

Veltroni: Cavaliere inaffidabile ma bene la smentita ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: lasciato Palazzo Madama per andare incontro agli studenti che manifestavano davanti al Senato chiedendo il ritiro del decreto Gelmini. L'accoglienza ricevuta,per la verità, non è stata delle più calorose. Si sono sentiti fischi e urla di chi diceva "non ci rappresenta nessuno; no alle strumentalizzazioni; fuori Rifondazione". Già perché oltre alla sfilata dei senatori Pd –

Scadenza il 31 ottobre, decreto blindato al Senato ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riforma Gelmini. Nessun margine sugli emendamenti per evitare la decadenza Scadenza il 31 ottobre, decreto blindato al Senato Via al "modulo" di 24 ore, il tempo pieno rinviato ai regolamenti Luigi Illiano ROMA Continua in Senato la marcia "blindata" del decreto legge Gelmini sulla scuola che dovrà essere approvato entro il 31 ottobre,

Scuola, parte la rivolta delle mamme ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La protesta contro il decreto Gelmini. Ieri in Comune la prima assemblea del movimento nato a Colle pineta Scuola, parte la rivolta delle mamme Maestro unico e tempo pieno: il 30 novembre i genitori in piazza.

Parte dai genitori la protesta pescarese contro il decreto Gelmini. Se all'università in viale ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: decreto Gelmini. Se all'università in viale Pindaro tutto tace e gli studenti delle superiori si stanno ancora organizzando, i primi a scendere in campo sono le mamme e i papà degli alunni della scuola primaria, che si sono riuniti in un coordinamento cittadino e ieri pomeriggio hanno organizzato un incontro nell'aula consiliare del Comune che ha fatto registrare il tutto esaurito.

Scuola in agistazione anche a Castel Ritaldi: per la prima volta in assoluto la scuola del capoluogo ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: È scesa in sciopero per dire no alla proposta di riforma della didattica voluta dal ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Un corteo spontaneo, colorato e festoso si è mosso di buon mattino dalla sede centrale dell'Istituto Comprensivo "G. Parini" e ha sfilato lungo viale Martiri della Resistenza fermandosi in piazza Santa Marina.

Stato di agitazione permanente: anche l'Università della Tuscia si mobilita contro la rifo ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Rma Gelmini. Numerose le assemblee che si sono succedute in questi ultimi giorni, allo scopo di individuare una linea di azione di protesta comune tra le diverse facoltà dell'ateneo viterbese. Dopo l'assemblea di ieri l'altro degli studenti della facoltà di Conservazione dei beni culturali, a cui ha preso parte anche il rettore Marco Mancini,

Negato il diritto allo studio ( da "Tempo, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ha chiesto il ritiro della riforma Gelmini. E ha concluso che il dissenso va garantito. I ragazzi del coro non sono stati da meno. Così il vice di Veltroni, Franceschini, ha opposto un sonoro no alla violenza. Il redivivo Bertinotti, novello Lapallisse, ha affermato che "il conflitto è vita".

ROMA - La ragazza con il maglione viola afferra il megafono e grida vogliono tagliarci il futu ( da "Messaggero, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: guida annunciate dal ministro Gelmini. I sindacati Confederali, comunque, si sono dichiarati disponibili a revocare lo sciopero "qualora il Governo apra un tavolo di confronto sul tema università". Anche i genitori vivono giorni di ansia. "Per non aver paura" un gruppo ha scritto una lettera aperta a carabinieri e poliziotti.

Studenti in piazza, uniti, quelli delle scuole superiori e delle Università, che ieri p ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: si sono ritrovati insieme a protestare contro il decreto Gelmini sotto Palazzo Madama, la sede del Senato dove era in discussione il contestato provvedimento. Sale, intanto, la febbre delle occupazioni. Ieri ingresso off-limits al Virgilio, al Malpighi (occupazione questa rivendicata da Lotta Studentesca, vicina a Forza Nuova), all'Avogadro e all'Istituto professionale Matteucci (

FANO - Palazzo San Michele prima e dopo il restauro. Come se f ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Mariastella Gelmini . Una delle stanze da inaugurare, proprio quella dell'incidente, è stata intitolata a Gianfranco Bartolucci, che nel San Michele perse la vita sul lavoro. Restaurare l'edificio è costato 2 milioni e 600.000 euro. La Fondazione l'ha acquistato dal Comune, in cambio del De Cuppis, e ora il palazzo sarà affidato a Fano Ateneo per i due corsi universitari:

Favorevoli a forme di protesta democratiche, fermamente contrari a manifestazioni che impediscono a ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: pur solidarizzando con tutti quegli studenti che in questi giorni organizzano assemblee per discutere della riforma Gelmini, sono convinti infatti "che esistano modi molto più civili per manifestare un dissenso". "Occupare una scuola in un momento storico come questo non ha senso - dice il preside del Russell, Dario De Luca - E' una forma di protesta vecchia e superata.

Ha deciso di scrivere ai suoi studenti e alle loro famiglie perché crede nella scuola c ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per seguirli in una manifestazione anti Gelmini davanti al Senato". Una protesta a cui il dirigente del Newton, che è anche vicepresidente dell'associazione italiana presidi, non ha aderito consentendo solo agli alunni maggiorenni di uscire dalla scuola. Il perché della sua decisione "criticata da molti alunni", lo ha scritto in una lettere indirizzata a tutto il corpo scolastico:

Nautico, Ipsia, e Benincasa con le valigie pronte. La Provincia lancia le prime idee di riorganizzaz ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mettersi in regola con le direttive del ministro Gelmini. Ieri l'incontro dell'assessore provinciale all'edilizia scolastica Maurizio Quercetti con i dirigenti degli istituti superiori ha dato le prime indicazioni sulle intenzioni della Provincia. Le scuole con meno di 500 iscritti sono da accorpare secondo il ministero e la mappa dell'istruzione in città viene scossa da un terremoto.

Volantinaggi e assemblee contro il decreto Gelmini ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 15 Volantinaggi e assemblee contro il decreto Gelmini Promossi dai 'Genitori insieme per la scuola' Giuseppe Toschi, Nicola Degli Esposti e Luca de Tollis all'incontro sulla scuola organizzato dal Partito Democratico faentino A FAENZA è nato un 'Comitato genitori insieme per la scuola', contro la riforma scolastica attuata dal recente decreto Gelmini.

SI E' CONCLUSA ieri pomeriggio alle 14 l'occupazione al Liceo Scientifico Michelangelo di ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: occupazione che segue le orme delle altre scuole di tutta Italia scaturita dalla protesta contro il decreto Gelmini. Una protesta trasversale motivata anche dal disappunto per i tagli ma che ha visto al Forte, come in altre zone della Versilia, studenti e genitori che si sono dissociati dal modo in cui è stata condotta. Anche sulla conclusione dell'occupazione ci sono versioni differenti.

LA FIACCOLATA contro la riforma del ministro della pubblica istruzione Gelmini &# ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma del ministro della pubblica istruzione Gelmini &#... LA FIACCOLATA contro la riforma del ministro della pubblica istruzione Gelmini è stata "partorita" a Pietrasanta. L'iniziativa, che sarà effettuata la sera in cui il decreto dovesse essere approvato, è partita infatti dal "Collettivo scuole contro la Gelmini", formato nei giorni scorsi da genitori e insegnanti.

<GLI STUDENTI sono i protagonisti della risposta necessaria a un'iniziativa del Governo ch ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E anche Rifondazione comunista scende in campo con gli studenti e lancia il suo slogan: "Svuotiamo le scuole, occupiamo le piazze". Sulla stessa linea Sinistra critica: "Uniti possiamo battere la Gelmini", sostiene assiene alla confederazione Cobas.

<IN EMILIA ROMAGNA non si chiuderà nessuna scuola, neppure nelle zone m ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è ancora una volta il decreto del ministro Gelmini che, oltre all'accorpamento di istituti (già avvenuto in questi anni nell'Imolese), prevede la soppressione delle scuole con meno di 50 iscritti. E da queste parti a lanciare l'allarme è stato l'assessore all'Istruzione, Andrea Bondi, che ha inserito fra le scuole a rischio l'elementare di Sassoleone,

A LLO SCIENTIFICO, dove ieri mattina sono arrivati a parlare due sindaci dell ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 21 i docenti dello Scientifico hanno dato appuntamento alla cittadinanza alla Croce Verde, dove si parlerà delle conseguenze del decreto Gelmini sull'istruzione pubblica. INTANTO Luigi Spinelli, esponente dei Ds, interviene non in veste politica ma come semplice "genitore" per un appello pubblico ai genitori dei ragazzi delle scuole secondarie e dell'università: "I nostri figli ?

Sindaci e dirigenti scolastici contro i tagli della Gelmini ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: PREOCCUPAZIONE Sindaci e dirigenti scolastici contro i tagli della Gelmini [FIRMA]MIRIAM MASSONE OVADA Il decreto Gelmini fa tremare l'Ovadese: è una spada di Democle che pende sulle sorti di almeno 12 scuole, tra materne ed elementari, tutte con meno di 50 iscritti, quindi a rischio chiusura. Si salvano l'istituto comprensivo di Molare e quello di Ovada.

E la sinistra s'infuria per un accento sbagliato ( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini incorre nell'errore citando il "libro bianco scritto sotto l'egìda di Prodi", ponendo l'accento sulla "i" anziché sulla "e". Apriti cielo. Dai banchi della sinistra s'alza un boato che è a metà tra la riprovazione e lo scherno. Il ministro si ferma, si corregge e tira dritto.

<La soluzione? Importiamo i docenti dalla Libia> ( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: D'accordo con la Gelmini, quindi? "Ho visto che anche un illustre latinista che ha lavorato alla riforma del Pd dice d'esser d'accordo col ministro". Eppure il mondo della scuola non gradisce... "Questo Paese non risolve nessuno dei suoi problemi, per fortuna.

Berlusconi: "Mai parlato di polizia" La Gelmini: "Studenti, sì al confronto" ( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 24 pagina 3 Berlusconi: "Mai parlato di polizia" La Gelmini: "Studenti, sì al confronto" di Adalberto Signore Proseguono le proteste tra gli studenti ma il premier smentisce di voler usare le maniere forti: "Ho in mente alcune soluzioni, anche spiritose. Sul rispetto dei diritti di chi vuole studiare non arretro, lo Stato farà lo Stato".

Occupazioni, adesso ci sarà da ridere ( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini: "Incontro gli studenti, ma basta falsificazioni". Ecco tutte le bugie sulla sua riforma "Non ho mai pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole", dice il premier Berlusconi. E se il ministro dell'Istruzione Gelmini convoca gli studenti, il Viminale fa il punto della situazione: finora 300 manifestazioni di piazza e 150 istituti occupati.

Protesta con l'incognita studenti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un serpentone di protesta contro il decreto Gelmini e il maestro unico è in agenda alle 17.30 con le bandiere Flc-Cgil intorno alla primaria Gabelli. "Fiaccolata, concerto e note sul registro ai ministri da 5 in condotta Gelmini, Tremonti e Brunetta - è l'invito dei sindacalisti Carla Franza, Gianfranco Dall'Agnese e Adriano Zonta -.

Le tante ragioni di un no alla riforma ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: rei di contestare la riforma Gelmini: l'autorevole voce del presidente stigmatizza chi si ostina a dire "No" alle riforme governative e si unisce alla voce del ministro della Pubblica istruzione che dichiara di non comprendere le contestazioni di una parte, a suo avviso minoritaria, dell'opinione pubblica.

Le tante incongruenze della riforma della scuola ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che sia il ministro Gelmini che Tremonti hanno sintetizzato con l'espressione "Smantelliamo gli ultimi 40 anni", riconducendo tutti i mali della scuola al '68 e ai suoi epigoni; i quali, sia detto per inciso, sono ormai tutti in pensione. A fare della dietrologia, si direbbe che per "normalizzare" questo paese occorre "dare una lezione" alla classe insegnante,

La gelmini e i costosi problemi moderni ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: SCUOLA /1 La Gelmini e i costosi problemi moderni Il ministro Gelmini sta coraggiosamente tentando di far uscire la Scuola dalla troppo frequente situazione di fabbrica dei pezzi di carta, chiamati "diploma", utili per farsi dare una spintarella sistematrice, qualora si sia forniti di santi protettori.

Pensando al futuro ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: improvvisato ministro Mariastella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori, è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile.

Macerata: studenti Unimc contro riforma Gelmini ( da "gomarche.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Macerata: studenti Unimc contro riforma Gelmini Nella foto: Immagine da http://www.glomeda.org Venerdì 24 Ottobre 2008 10:06 Macerata: studenti Unimc contro riforma Gelmini Più di 500 tra studenti, ricercatori e docenti e erano presenti ieri all'assemblea generale dell'ateneo maceratese contro la legge 133 e il dl Gelmini.

MANDILE (PDCI): LA RIFORMA GELMINI DISTRUGGE SCUOLA PUBBLICA ( da "Basilicanet.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ai fondi per le scuole, favorendo in ogni modo la scuola privata. Con questo disegno â?" prosegue - viene meno lâ??idea di società solidale e acquistano nuova centralità gli interessi dei singoli. Eâ?? un disegno di arretratezza che non ha precedenti ed è¨ per questo che sono iniziate le lotte per impedirlo.

Scuola, Berlusconi contro gli studenti: "In piazza anche fascinorosi" ( da "RomagnaOggi.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: giorni stanno protestando contro la riforma della scuola promossa dal ministro Mariastella Gelmini. Dalla Cina, dove si trova in visita ufficiale, il premier ha spiegato che "in tantissime manifestazioni organizzate dall'estrema sinistra e dai centri sociali, così come mi ha confermato il ministro dell'Interno, ci sono dei facinorosi: non tutti naturalmente, dei piccoli gruppi".

Accade oggi all'Università ( da "AprileOnline.info" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini a seguito delle dichiarazioni del Ministro stesso ieri in Senato. Ci auguriamo che il Ministro voglia intendere questo incontro come il primo passo verso un confronto stabile e produttivo che eviti il ripetersi di atti, come quelli emanati negli ultimi mesi, imposti tramite decreto legge senza nessun tipo di consultazione con gli studenti.

Aboliamo il "pezzo di carta" ( da "Opinione, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ennesima rivolta contro una sacrosanta cura che il ministro Gelmini vuole proporre per la scuola lo conferma, noi italiani siamo abilissimi a farci male da soli, siamo collettivamente penetrati da un masochismo devastante il nostro organismo civile e il suo funzionamento. Mangiamo le esche che abilissimi mestatori gettano in pasto all'opinione pubblica e, dopo averle mangiate,

SCUOLE E UNIVERSITà, CRESCE LA PROTESTA, SOPRATTUTTO DOPO LE DICHIARAZIONI DI BERLUSCONI SULL&# ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini". Nota del Viminale: sì al dissenso, ma fermezza in caso di violenze, c'è il rischio infiltrati. Dalla Cina interviene il premier Berlusconi: non ho parlato espressamente di polizia. E la Gelmini apre agli studenti: "Convocherò tutte le associazioni di studenti e genitori per aprire uno spazio di confronto serio e sereno"

Più che repressione una grande riforma ( da "Opinione, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini il Presidente del Consiglio si sia preoccupato più di rassicurare la maggioranza silenziosa degli italiani che non di minacciare la minoranza rumorosa tipica di ogni giovane generazione. Si dice anche che Berlusconi lo abbia fatto nella piena consapevolezza di dare una mano alla riuscita della manifestazione del 25 ottobre del Pd di Walter Veltroni ma anche nella certezza

Memorie del '68. Ma la sinistra è in coda ( da "Opinione, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini; ma stavolta la sinistra non ne è alla testa ma alla coda; e anche questo è un segno dei tempi. La polizia che sgombra le università sarebbe l'ultima occasione per apparire i difensori dello stato di diritto; e fa uno strano effetto sentir parlare di ritorno allo "stato poliziesco" e di sfregio alla democrazia proprio coloro che credono di vederne negli ultimi sdruciti modelli

Gelmini-studenti, si tratta. Forse ( da "Opinione, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: senza nulla sapere di cosa vuole fare la Gelmini, mentre la larga maggioranza sembra essere più conciliante. Anche il "mostro" Gelmini è meno cattivo di quanto appare visto che si è detta disposta a convocare "tutte le associazioni degli studenti per aprire uno spazio di confronto ad una sola condizione: che si discuta sui fatti".

IL GOVERNO APRE AGLI STUDENTI ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nelle Università crescono le occupazioni. Il Viminale: rischio di infiltrati nei cortei Il governo apre agli studenti Berlusconi: mai pensato alla polizia negli atenei. Gelmini: riceverò chi protesta.

MARIA PAOLA MILANESIO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI CHE, DALLA CINA, NEGA DI AVER ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini che si dice pronta a incontrare fin da oggi gli studenti, a patto che si discuta "di fatti". Il governo punta sulla mano tesa, ma il gesto simbolico non basta a fermare la protesta degli studenti. Ma certo condiziona il vertice al Viminale da cui emerge l'esigenza di monitorare la protesta per evitare infiltrazioni estremistiche.

La titolare dell'Istruzione smentisce i tagli: <Convocherò le sigle per discutere sui fatti> ( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lancia accuse alla sinistra e difende il provvedimento Gelmini: pronta al confronto Gli studenti: via quella legge La titolare dell'Istruzione smentisce i tagli: "Convocherò le sigle per discutere sui fatti"   ROMA "Soltanto bugie". Se la piazza protesta la colpa è dell'opposizione che ha avviato una campagna di "disinformazione" e non certo dei contenuti del decreto 137.

IL MINISTRO. Lancia accuse alla sinistra e difende il provvedimento ( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: pronta al confronto Gli studenti: via quella legge La titolare dell'Istruzione smentisce i tagli: "Convocherò le sigle per discutere sui fatti"   ROMA "Soltanto bugie". Se la piazza protesta la colpa è dell'opposizione che ha avviato una campagna di "disinformazione" e non certo dei contenuti del decreto 137.

Sulla riforma dell'istruzione il dialogo è un obbligo ( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: quella che il ministro Mariastella Gelmini è pronta a ricevere gli studenti per illustrare loro il suo progetto di riforma. Queste due mosse- quella di Berlusconi e quella della Gelmini- sembrano muoversi nella direzione del dialogo ed è auspicabile che questa strada non venga abbandonata per manifestazioni di forza che servirebbero solo a generare nuove,

Università e scuole, monta la protesta ( da "Denaro, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini della scuola e dell'Università vanno avanti. Picchetti davanti alle facoltà , distribuzione di volantini e tentativi di blocco delle lezioni. Dopo la prima notte di occupazione di palazzo Giusso, sede dell'università l'Orientale, l'assemblea "Stop Gelmini", i collettivi studenteschi e le associazioni dei dottorandi e dei ricercatori si sono riuniti per decidere le azioni

A fare il duro il Berlusca non ci guadagna ( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini, per come me l'ha raccontata il maestro Gildo detto Unico, e per quanto ne possa capire io che ho fatto le scuole basse, ha delle cose che non piacciono neanche a me". "Non è giusto, per esempio, che a università serie come la nostra vengano tagliati i fondi perché altre sono tutta una magnarìa.

Striscioni e assemblee ( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La protesta contro la riforma Gelmini continua a scatenare proteste non solo nel mondo accademico e tra gli insegnanti ma anche negli istituti superiori, che hanno dichiarato guerra alla maggior parte dei cambiamenti previsti dalla ministra. Numerose le iniziative di mobilitazione che sono in questi giorni in fase di organizzazione.

INDAGINE. Un sondaggio tra famiglie venete ( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sono i due elementi della riforma della scuola del ministro Gelmini che piacciono maggiormente alle famiglie venete. È quanto emerge da una indagine condotta da Quaeris, società di Breda di Piave specializzata in ricerche di mercato e sondaggi d'opinione, intervistando al telefono 350 genitori. Decisamente poco apprezzati altri aspetti, in particolare l'abolizione del tempo pieno (

Ben 35 scuole a rischio soppressione ( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il decreto Gelmini fissa un minimo di alunni per classe: Bonfante (Pd) calcola le conseguenze nel Veronese: "La Regione presenti ricorso alla Corte costituzionale" Ben 35 scuole a rischio soppressione I tagli annunciati dal governo condannano scuole di montagna come a Selva, Erbezzo e Bolca, ma anche nelle frazioni in pianura In più niente docenti d'

Scuole, il 30 tutti in piazza vittoria ( da "Provincia Pavese, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: momento per tirare le fila di questi giorni di assemblee sulla legge 133 da una parte e sulla riforma Gelmini dall'altra. Internet diventa il mezzo protagonista. Il comitato dei genitori, che ha organizzato la serata, ha aperto un blog: genitoriper lascuola.blogspot.com. E oggi ci sarà anche l'incontro tra universitari e studenti delle superiori per preparare la manifestazione del 30.

L'EDITORIALE Sulla riforma dell'istruzione il dialogo è un obbligo   Ottorino Gurgo   Bene h... ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: quella che il ministro Mariastella Gelmini è pronta a ricevere gli studenti per illustrare loro il suo progetto di riforma. Queste due mosse- quella di Berlusconi e quella della Gelmini- sembrano muoversi nella direzione del dialogo ed è auspicabile che questa strada non venga abbandonata per manifestazioni di forza che servirebbero solo a generare nuove,

<Incide sui voti fare uno sciopero> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Nella lettera il preside comunica ai genitori che i figli hanno preso parte ad "un'assenza collettiva senza giustificato motivo" e invita a compilare un cedolino giustificativo da consegnare in vicepresidenza. A mandare su tutte le furie gli studenti sono le righe successive, dove si legge che "copia di questa lettera sarà allegata al verbale del consiglio di classe e contribuirà

Superiori, dissenso sul decreto Gelmini ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dissenso sul decreto Gelmini Quattro istituti disertano le lezioni o fanno assemblee Domani in azione ancora il tecnico, poi tutti a Roma     Anna Madron Fogazzaro ore 7,45. Invece di entrare a scuola i ragazzi si raggruppano davanti all'ingresso, espongono cartelli e striscioni contro il ministro dell'Istruzione ribattezzata per l'occasione "

Sciopero creativo in un liceo della Capitale dove si è esibita la banda musicale dell'istituto ( da "Brescia Oggi" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: lotta contro la riforma della scuola targata Gelmini. E anche ieri, seppur rientrato l'effetto amplificatore che sembravano dover scatenare le parole del premier Silvio Berlusconi, non sono mancati momenti di tensione. C'è stato anche un intervento delle forze dell'ordine nel cosentino, dove agenti di polizia e carabinieri hanno convinto gli studenti delle scuole di Fagnano Castello,

Dal '68 al 2008: Vecchio striscione, quanto tempo è passato ( da "Panorama.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: del ministro Gelmini. Slogan incredibilmente simili a quelli che gridava lui nelle stesse strade, nelle stesse piazze dove martedì 21 hanno sfilato i contestatori del XXI secolo. Per Panorama Brandirali ha accettato di commentarli uno per uno. La scuola è degli studenti e dei docenti non della Gelmini e di Tremonti Questo slogan rientra perfettamente nella mitologia sessantottina,

Le mamme ai figli "Bimbi nostri andate pure sulle barricate" ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: gli studenti anti-Gelmini hanno risposto con il corteo spontaneo organizzato ieri mattina dall'ex magistrale Regina Margherita con l'adesione (in tutto 3-400 persone) dell'Itc Luxemburg, del liceo Copernico, dai professionali Giulio e Boselli. Il tam tam sulle parole di Berlusconi si è diffuso nottetempo su blog e Messanger.

In questa facoltà a nessun allievo importa nulla ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di Scienze politiche, portavoce della No Gelmini. E così è stato: la facoltà di Lingue ha fatto lezione al parco del Valentino, il Politecnico in piazza San Carlo ed Economia ha indetto un'assemblea nei giardini del Palazzo del Lavoro. Si continua a dormire a Palazzo Nuovo, ad Agraria e a Scienze M.

"Troppi atenei bisogna tagliare" ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Significa che è d'accordo con la legge 133 e con la Gelmini? "No, che credo in un'università intesa come luogo di confronto: in questi anni la chiusura e la provincializzazione degli atenei ha abbassato il livello del dibattito. La giornata di apertura dell'anno prevederà anche la discussione su quanto sta accadendo".

Rabbia al Poli disinteresse a Economia ( da "Stampa, La" del 24-10-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: di Scienze politiche, portavoce della No Gelmini. E così è stato: la facoltà di Lingue ha fatto lezione al parco del Valentino, il Politecnico in piazza San Carlo ed Economia ha indetto un'assemblea nei giardini del Palazzo del Lavoro. Si continua a dormire a Palazzo Nuovo, ad Agraria e a Scienze M.

ADOLFO PAPPALARDO LA TECNICA è TANTO BANALE QUANTO EFFICACE: NON UN'UNICA MANIFESTAZION ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: studenti delle superiori e delle università che in comune hanno la protesta contro la riforma Gelmini. Impossibile intervenire, con un unico risultato: città in tilt a macchia d'olio. Dal Vomero a Fuorigrotta passando per la zona di via Mezzocannone dove la circolazione impazzisce e, in un paio di casi, si sfiora la rissa tra studenti e automobilisti.

I DOCENTI SALERNITANI NON POSSONO PIù DORMIRE E ACCETTARE IN SILENZIO LE MISURE DEL MINIS ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: accettare in silenzio le misure del ministro Gelmini. Dobbiamo scendere in piazza". Il coro unanime dei docenti salernitani alza la voce. L'obiettivo lo sciopero generale di Roma del 30 ottobre. Assemblea pubblica tenutasi ieri nei locali del Centro Sociale a Pastena e organizzata dal comitato insegnanti dell'Istituto Comprensivo di Ogliara diretto dal preside Francesco Stefani.

VALENTINA RUSSO, 18 ANNI TRA UN MESE, è UNA DEI QUATTRO RAPPRESENTANTI D'ISTITUTO ELETTI NELL'U ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dichiara contro la riforma Gelmini, ma il suo "no" è anche sul fronte dell'occupazione. La scelta dei suoi compagni non l'ha condivisa sin dall'inizio. Cosa non ti convince dell'occupazione? "Non credo nella sua efficacia. Lunedì mattina, quando è iniziato il fermento sul fare o no occupazione, insieme agli altri rappresentanti ho partecipato ad un incontro con il preside Scarsi.

NEL 2007 HA SCRITTO "VIAGGIO DI UNA PRECARIA", PUBBLICATO PER I TIPI DI GALZERANO. MERCOLEDì MA ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Destinatario: Gelmini. La sua storia di insegnante ha inizio nel 1985, dieci anni da precaria, ora precaria ad honorem. Che cosa significa essere precari? "Si passa da incarico in incarico, cambiando continuamente scuola. Si è sempre in attesa di una svolta.

Incontro dei lavoratori con i sindacati di categoriaUgl: <Sì al confronto, no alle strumentalizzazioni> ( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ugl condivide i principi a cui si ispira la riforma Gelmini. Tuttavia, poiché si tratta di una riforma complessa è necessario il pieno coinvolgimento di tutte le parti sociali senza fughe in avanti che creano solamente tensioni sociali e strumentalizzazioni. L'esercizio di migliorare la qualità della scuola non può prescindere dalla concertazione con i sindacati che si pongono l'

Il taglio delle cattedre ( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intanto tutti i docenti precari che continuano a coltivare la speranza prendono parte alle varie affollate manifestazioni indette dalle organizzazioni sindacali per protestare contro la riforma Gelmini. che si prospetta alquanto severa nei provvedimenti di riduzione degli sprechi nel mondo scolastico. C'è da dire infine che a Catania sono necessari circa 600 posti di sostegno. M. C.

Mattinata di mobilitazione, e al Rossi il preside annuncia: <Lo sciopero influirà sulla valutazione finale> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma Gelmini rischia una valutazione finale negativa: lo ha annunciato ieri il preside dell'istituto tecnico industriale Rossi Giovanni Zen con una lettera mandata a agli studenti che quel giorno non si erano presentati in classe. I ragazzi dovranno barrare la casella "malattia" o "sciopero", il documento verrà messo a verbale e ne discuterà il consiglio insegnanti.

Autogestioneal Saetta e Livatino ( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma la Gelmini di entrambi ci vuole privare". Gli alunni del Pedagogico-Scientifico "Saetta e Livatino" non ci stanno con la riforma Gelmini e in più chiedono maggiore collaborazione da parte dei docenti per cementare il fronte del No. "Vogliamo essere compatti, chiediamo che i professori si battano con noi in prima linea contro una riforma ingiusta"

Meglio okkupareche dovere faticare ( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stage mancato a Palermo Meglio okkupare che dovere faticare gelmini chiama gli studenti Mentre continuano le proteste contro la riforma della scuola, Berlusconi smentisce l'intenzione di usare la forza contro le occupazioni. La Gelmini convoca gli studenti. "Credo nella partecipazione giovanile", dice la Meloni.

La polizia sgombera i giovani<Ma noi non ci fermeremo> ( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro il piano Gelmini sull'Istruzione. Il sussidiario della protesta segna anche momenti d'incontro tra i due settori, come nel caso di alcuni dibattiti e seminari sui temi della riforma criticata tenuti da ricercatori dell'Ateneo nelle aule delle scuole. A piazza Politeama ieri pomeriggio c'è stata la prima delle lezioni all'aperto organizzate dalla facoltà di Ingegneria,

Studenti in corteo e lezioni in piazza ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mobilitazione contro la riforma Gelmini Studenti in corteo e lezioni in piazza E gli universitari dicono no ai tagli Gli studenti rodigini sono pronti a unirsi alla protesta contro la riforma della scuola.Questa mattina alle 8.30 è atteso il formarsi del corteo che attraversando la città, arriverà in centro storico, nella manifestazione indetta dalla Rete degli studenti.

L'occupazione dell'istituto pollini ( da "Provincia Pavese, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Proseguono anche in provincia di Pavia le mobilitazioni degli studenti contro la riforma prevista dal decreto Gelmini. In Lomellina l'episodio più eclatante è quello degli allievi dell'istituto professionale Pollini di Mortara, che hanno occupato la scuola e che ieri hanno organizzato un corteo per le strade della città con striscioni e slogan. Per commentare clicca su www.

Alagna, la scuola come una casa ( da "Provincia Pavese, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con la riforma Gelmini potrebbe essere soppressa: ai bambini e ai genitori questo non va giù. Non solo perché la scuola è comoda e vicina a casa, ma soprattutto perché si trovano bene. E' una struttura a misura di alunno, dove il rapporto diretto tra insegnanti, scolari e genitori non è ancora scomparso.

Mandare la polizia non serve meglio il dialogo coi ragazzi ( da "Provincia Pavese, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Quanto alla riforma Gelmini, "una riduzione delle ore di lezione non sarebbe negativa: lascerebbe più spazio alla preparazione individuale", dice Lavatelli. E comunque, "la scuola non deve diventare un parcheggio". Idem per la razionalizzazione dei costi: non è da condannare "se serve ad evitare sprechi".

Mortara, sfila la protesta degli studenti ( da "Provincia Pavese, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Noi del Pollini non vogliamo la Gelmini". Ieri la giornata di protesta degli studenti dell'istituto professionale è iniziata con il corteo non autorizzato partito alle 10,30 dalla sede occupata dei palazzi Lateranensi (in piazza Carlo Alberto), ma in serata la contestazione ha rischiato di arenarsi.

Scuola, la Provincia chiama i sindaci ( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Provincia chiama i sindaci Decreto Gelmini, gli studenti verso un'autogestione provinciale da metà novembre al liceo Tiziano BellunoSono giorni decisivi per la scuola. Ieri è scesa nuovamente in campo la Provincia con l'assessore all'Istruzione, Claudia Bettiol, che ha convocato d'urgenza per il giorno 29 tutti i sindaci perché il giorno dopo sarà a Venezia,

Rovescala, c'è preoccupazione per le prospettive della scuola ( da "Provincia Pavese, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: rischio di chiusura perchè considerata sottodimensionata in base al decreto "Gelmini", ma non solo, almeno sembra. "Difficile capire cosa succederà - spiega il sindaco, Corrado Dal Forno - siamo in attesa di comunicazioni ufficiali. Certo è, aggiunge il sindaco, che già prima delle elezioni, il provveditorato aveva preannunciato una razionalizzazione delle scuole sottodimensionate,

La rue et la gauche se mobilisent contre Silvio Berlusconi ( da "Monde, Le" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: battent quotidiennement les pavés des grandes villes contre la réforme conduite par la ministre de l'instruction, Mariastella Gelmini. Elle prévoit des coupes budgétaires de plusieurs milliards d'euros et la suppression d'environ 140 000 postes dans les prochaines années. Les manifestations ont pris un tour plus violent, illustré par des heurts avec la police, notamment à Milan.

Scuola, lezioni in piazza contro il decreto-Gelmini ( da "RomagnaOggi.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La protesta contro il decreto Gelmini invade anche la piazza di Forlì e dalla prossima settimana le lezioni potrebbero svolgersi sotto la statua di Aurelio Saffi. Le lezioni in piazza Saffi la prossima settimana assieme ad una raccolta firme per l'abrogazione della legge 133, a seminari di formazione sui provvedimenti del Governo sulle loro conseguenze sull'

Occupazione finita al Candiani ma la mobilitazione resta ( da "Varesenews" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mezzo ma è servita a smuovere le acque e a far prendere coscienza agli studenti dei contenuti della cosiddetta "riforma Gelmini". Sono stati oltre 200 i ragazzi che hanno partecipato alle assemblee sulla riforma tenutesi durante la giornata di ieri e in serata in molti sono rimasti ad ascoltare le parole del premier Berlusconi sull'uso della Polizia per sgomberare le scuole occupate.

Scuola, Gelmini: "Insultatemi, ma basta con campagna terroristica" ( da "RomagnaOggi.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la sintesi di quanto detto dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, durante il suo intervento al Senato. "Quando ho assunto l'incarico di ministro dell'Istruzione ero consapevole delle difficolta' a cui sarei andata incontro e delle proteste - ha rivelato -, le accetto con consapevole rassegnazione ma spero che non travalichino il segno".

Arriva il Ministro, presidio di Rifondazione ( da "Varesenews" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Che il Ministro Gelmini venga o meno a Gallarate, Rifondazione Comunista per voce del segretario provinciale Giovanni Bonometti, conferma la partecipazione al presidio indetto fuori dal teatro Gassman di Gallarate per lunedì dalle ore 14.00. E spiega: "Il Ministro decida di presenziare o meno, ma non permettiamo alcuna illazione sulla questione sicurezza.

Sotto ogni elmetto, un padre ( da "Articolo21.com" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Maria Stella Gelmini, con gli occhi lucidi e la voce rotta dall'emozione aveva appena pronunciato le parole fatidiche, “convocherò i rappresentanti degli studenti”. La controriforma Tremonti-Gelmini era appena stata battuta da una manifestazione pacifica e determinata degli studenti e degli universitari di Roma.

"Tra i manifestanti ci sono facinorosi che hanno il supporto dei giornali" Veltroni: "Aspettiamo la smentita..." ( da "Quotidiano.net" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (79 commenti) "Via la patente ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla" (71 commenti) "Le classi separate? Non ci saranno Solo corsi di lingua il pomeriggio" (58 commenti) Raccontateci il 'vostro' sci e andrete gratis a Skipass (56 commenti) Multa record a senzatetto Oltre 700 euro per aver steso i cartoni (

Un dibattito sul futuro dell'istituto ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro il decreto Gelmini anche gli studenti del Liceo linguistico-socio-psicopedagogico di Gozzano, uno degli istituti che rischia di subire contraccolpi dalla riforma. Gli studenti, dopo aver avvisato sia il dirigente scolastico che le forze dell'ordine, hanno simbolicamente "occupato" il cortile interno della scuola senza però impedire a chi voleva far lezione di andare in aula.

Per dire no ai tagli della Gelmini saltano anche le gite scolastiche ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: STASERA ASSEMBLEE A VERBANIA E DOMODOSSOLA Per dire no ai tagli della Gelmini saltano anche le gite scolastiche Dall'autogestione, conclusa, allo sciopero generale di giovedì che sarà caratterizzato, nelle intenzioni di Cgil, Cisl e Uil, da una manifestazione provinciale a Verbania il 30 ottobre, in concomitanza con quella nazionale.

SALTA IL TAVOLO ( da "TGCom" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: studenti oggi dalla Gelmini Salta il primo incontro con Uds e Udu Primo no al dialogo con il ministro Gelmini sulla riforma della scuola: l'UdS (Unione degli Studenti) e l'Udu (Unione degli universitari) hanno deciso di non partecipare al tavolo perché avevano posto come condizione irrinunciabile il ritiro del decreto.

La rue se mobilise contre Silvio Berlusconi ( da "Monde, Le" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: battent quotidiennement les pavés des grandes villes contre la réforme conduite par la ministre de l'instruction, Mariastella Gelmini. Elle prévoit des coupes budgétaires de plusieurs milliards d'euros et la suppression d'environ 140 000 postes dans les prochaines années. Les manifestations ont pris un tour plus violent, illustré par des heurts avec la police, notamment à Milan.

"Proteste sì, occupazione no" ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sono il governo Berlusconi e il ministro Gelmini. La protesta riguarda tutte e undici le facoltà genovesi, nessuna esclusa, perché anche se l'aula M di via Balbi 4, il cuore di Lettere, resta il "centro propulsivo della mobilitazione", il fenomeno ormai riguarda l'intera realtà universitaria genovese.

"Niente polizia nelle scuole" ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Rafforzata la scorta alla Gelmini che convoca gli studenti: campagna terroristica. Il Viminale: rischio infiltrazioni "Niente polizia nelle scuole" Berlusconi ci ripensa: mai detto, ma le occupazioni restano un reato.

CONTRO RIFORMA GELMINI NASCE UN COORDINAMENTO DOCENTI ( da "Basilicanet.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini (DL 137, già approvato dalla Camera ed in via di approvazione al Senato) della Scuola e contro i tagli previsti in Finanziaria (Legge 133) per gli Atenei italiani, si è¨ tenuto oggi, un incontro preliminare tra docenti delle scuole superiori e dellâ?

SCUOLA. Ora si spacca il fronte della protesta ( da "Vita non profit online" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di Redazione - pubblicato il 24 Ottobre 2008 alle 16:58 Convocati dalla Gelmini alcuni si presentano altri no è rottura tra le diversi sigle studentesche dopo la convocazione al ministero dell'Istruzione. Maria Stella Gelmini, spiegano alcune associazioni di sinistra, "non ha dato la sua disponibilità a ritirare il provvedimento".

UNIVERSITA'. Le cifre della Gelmini ( da "Vita non profit online" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini che è tornata anche oggi a fare un lungo elenco di quelli che, a suo dire, sono i mali di cui soffre l'Università nel nostro paese. Innanzitutto, sottolinea in una nota, ''l'universita' italiana produce meno laureati del Cile, abbiamo 94 universita', piu' 320 sedi distaccate nei posti piu' disparati,

Scuola: prove di dialogo mancato ( da "Articolo21.com" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: pronunciato dalla Gelmini, (ovvero, no il decreto non si tocca), gli studenti universitari e medi hanno preferito salutare cordialmente e dare appuntamento nelle piazze: la protesta continua. 'Bisogna cambiare. La verita' e' che non si spende poco, ma si spende male' Ha affermato Maria Stella Gelmini.

L'Unione degli Studenti ha incontrato il Ministro Gelmini ( da "Articolo21.com" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Di Gaetano Alessi Questa mattina il ministro Gelmini ha iniziato le consultazioni delle associazioni studentesche sui decreti 133 e 137. La delegazione dell'Unione degli Studenti è appena uscita dalla consultazione con il Ministro Mariastella Gelmini. All'appuntamento era presente anche Valentina Aprea.

Scuola, anche a Milano lezioni all'aperto ( da "Voce d'Italia, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Articoli correlati: *Scuola: Nell'occhio del ciclone Gelmini. Tutta la verita' *Gelmini: "Veltroni ha fatto della scuola terreno di scontro" *Scuola, universitari coraggiosi:"Berlusconi non ci fa paura" Guarda tutti i correlati.

Scuola. Gelmini agli studenti: "Per l'istruzione si spende male, non si spende poco" ( da "Sestopotere.com" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini ha convocato le associazioni degli studenti per un confronto sulla riforma della scuola e dopo alcuni incontri ha fatto il punto con una nota. "Ho chiesto ai ragazzi se la scuola e l'università così come sono li soddisfino. Un'università ed una scuola che non preparano al lavoro e che non consentono loro di farsi un futuro.

I falsi clamorosi della trasmissione AnnoZero ( da "Sestopotere.com" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: smantellamento deciso da Gelmini e Tremonti”? Non è forse per questo che la ditta Santoro & Travaglio ha ieri sera mobilitato mamme part time, maestri consapevoli, studenti, ricercatori e addirittura rettori (!) pronti alla lotta? E allora come la mettiamo con lo Chateaubriand?

Scuola: a Rimini Conferenza provinciale di coordinamento ( da "Sestopotere.com" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. L'obiettivo condiviso, all'interno del sistema regionale, è quello di programmare il “dimensionamento” delle istituzioni scolastiche riminesi in funzione della salvaguardia dei territori, in particolare i Comuni piccoli e collinari, e soprattutto in funzione della qualificazione dell'offerta scolastica e formativa per meglio corrispondere alle nuove esigenze

PEPE (CGIL): SALVARE LA SCUOLA PUBBLICA ( da "Basilicanet.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: consapevolezza rispetto alle misure adottate dal Governo e del Ministro Gelmini tendenti a cancellare il ruolo della scuola pubblica nonché© i diritti fondamentali e universali dellâ??accesso allâ??istruzione ed alla formazione". Lo afferma in un comunicato il segretario generale regionale della Cgil Antonio Pepe "La Cgil - prosegue - saluta con favore la mobilitazione degli studenti dellâ?

Scuola, la Gelmini gela gli studenti: <Bisogna cambiare, il decreto resta> ( da "Corriere.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI-STUDENTI - Intanto è rottura tra le diversi sigle studentesche dopo la convocazione al ministero dell'Istruzione. Maria Stella Gelmini, spiegano alcune associazioni di sinistra, "non ha dato la sua disponibilità a ritirare il provvedimento".

Sprechi all'Università: a lezione di crac ( da "Panorama.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. Gli studenti occupano le aule e sfilano per strada, protestando contro lo smantellamento del sistema pubblico. I conti però non tornano più. Come non sono tornati ad Antonio Brancasi, che a Firenze insegna diritto amministrativo. "Caro rettore": cominciava così la lettera indirizzata al magnifico di Firenze,

Riforma Gelmini vertice in Regione ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: INCONTRO CON I SINDACATI Palloncini per le vittime della strada Riforma Gelmini vertice in Regione Quattrocento palloncini per ricordare tutte le vittime della strada. Li hanno liberati ieri, nel cielo di Châtillon, i familiari di Jasmine Lavorgna, al termine della messa celebrata nel primo anniversario della morte della giovane, vittima a 21 anni di un incidente sulla statale 26,

La protesta contro il decreto-Gelmini oggi alle 18 corteo a Imperia ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini oggi alle 18 corteo a Imperia Il commissario vuole una relazione su conti e previsioni al casinò Venerdì di cortei in provincia, per protestare contro il decreto legge Gelmini. Oggi alle 18 partirà da piazza Roma a Imperia una manifestazione organizzata dai Licei Vieusseux e De Amicis, che arriverà sino a Oneglia:

Il 30 ottobre corteo di studenti attraverso le strade di Savona ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: manifestazione nazionale di Roma e una lettera al ministro Gelmini per chiedere se, in proporzione a quelli previsti dal decreto, siano stati decisi altrettanti tagli a livello di ministero: sono due delle iniziative messe in cantiere dagli studenti degli istituti superiori savonesi. Intanto il sindacato (che sulla vertenza scuola si muove a livello unitario: Cgil-Cisl-Uil più Snals e Gilda)

In provincia il mondo della scuola vive giornate molto intense ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: universitario di Savona si uniscono al coro di protesta contro la riforma Gelmini: per lunedì, alle 14, è stata convocata un'assemblea per organizzare una manifestazione. E' quanto annunciano alcuni universitari della sede di Legino in una pausa delle lezioni. I ragazzi stanno raccogliendo le ultime firme tra i compagni di corso sulla lettera di richiesta dell'incontro di lunedì.

Polizia negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che, come al solito, travisano . Silvio ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: continua la protesta degli studenti contro la riforma Gelmini: dall'inizio di ottobre si registrano 300 manifestazioni, con 150 scuole e 20 facoltà universitarie occupate. Intanto viene aumentata la scorta alla Gelmini che attacca: "Campagna terroristica dell'opposizione". Mentre Beppe Grillo incalza Berlusconi e Travaglio tiene una lezione alla Sapienza.

Come? C'è una protesta in atto? Osservando la vita quotidiana al Polo universitario imperi ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sui tagli ai fondi scolastici previsti dal decreto Gelmini penso che siano assurdi: bisognerebbe tutelare quello che è il futuro del Paese, una risorsa importante. Anche la storia del maestro unico è uno sbaglio. Queste cose non dovrebbero passare inosservate". Matteo Gai, 24 anni, in arrivo da Cuneo, e già laureato in Economia e sta seguendo un corso di specializzazione:

Oggi cortei a Imperia e Sanremo ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: genitori scendono in piazza per protestare contro il decreto Gelmini, e lo fanno con due manifestazioni distinte. Oggi alle 18 partirà da piazza Roma a Imperia un corteo, organizzato dai Licei Vieusseux e De Amicis, passati all'autogestione. Alle 21 fiaccolata da piazza Colombo nella città dei fiori. Ieri allo Scientifico Vieusseux di Porto Maurizio i ragazzi hanno anche incontrato l'

Studenti in piazza contro il Decreto Gelmini ( da "Sardegna oggi" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract:

Scuola, le lezioni si spostano in piazza Gelmini agli studenti: il decreto resta ( da "Stampaweb, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scioperi e cortei di studenti contro il ministro Gelmini che, nel frattempo, ha iniziato a incontrare alcune rappresentanze studentesche. Falliti i primi incontri con Uds e Udu. I primi sono lapidari: "Non ci siamo seduti al tavolo. Abbiamo consegnato una lettera in cui si richiede il ritiro immediato dei decreti 133 e 137.

Tensione a Roma, irruzione degli studenti al festival ( da "Corriere.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Manifestazione a Napoli Il ministro Gelmini (Eidon) ROMA - Mentre a Roma il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha incontrato alcuni rappresentanti degli studenti, fin dal mattino sono riprese le proteste nelle scuole e nelle Università di tutta Italia contro la riforma della scuola e i tagli.

Il nuovo linguaggio del potere ( da "Giornale di Calabria, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini (42%) e via via tutti gli altri. Molti osservatori hanno cercato di capire il fenomeno Berlusconi e hanno dato le loro interpetrazioni. Edmondo Berselli e diversi altri osservatori con lui, ritengono che "la democrazia contemporanea è più vicina a un format che a un complesso strutturato di regole";

Scuola,proteste al Festival di Roma Studenti bloccano l'Auditorium La protesta degli studenti irromp... ( da "TGCom" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola proposta dal ministro Maria Stella Gelmini. 13.30 Udu e Uds abbandonano il tavolo. Le associazioni studentesche Udu e Uds "non hanno neppure voluto sedersi al tavolo" per un confronto con il ministro Gelmini. E' quanto riferiscono fonti ministeriali spiegando che gli studenti avrebbero posto come condizione preliminare per l'avvio del dialogo il ritiro del decreto 137 sull'


Articoli

Mobilisation estudiantine contre Berlusconi (sezione: Scuola)

( da "Temps, Le" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

ITALIE. La réforme de l'éducation controversée. Eric Jozsef, Rome Vendredi 24 octobre 2008 Soutenus par leurs professeurs, certains étudiants suivent les cours sur les places de Rome, Naples ou Milan. Les autres occupent leurs lycées et les universités. Depuis quelques jours, le gouvernement de Silvio Berlusconi doit affronter sa première grande mobilisation depuis son élection en avril dernier. Alors que le président du Conseil continue de planer dans les sondages avec une popularité dépassant 60%, la réforme de l'enseignement promue par sa ministre de l'Education, Mariastella Gelmini, provoque une vaste protestation dans toute la péninsule. Outre le rétablissement du tablier à l'école, l'institution d'un seul maÎtre par classe (contre deux ou trois actuellement), le projet de loi prévoit d'importantes restrictions budgétaires. De l'ordre de plusieurs milliards d'euros. Selon les syndicats, la mesure pourrait entraÎner la suppression de 130000 à 200000 emplois dans les prochaines années. Une grève générale dans l'enseignement primaire est déjà prévue pour le 30 octobre prochain. Réveil de la gauche Mercredi, le ton est monté d'un cran à la suite des déclarations de Silvio Berlusconi qui a averti: "Je ne permettrai pas que les écoles et les universités soient occupées. L'ordre doit être respecté. L'Etat doit assumer ses responsabilités en garantissant le droit des étudiants qui veulent étudier à suivre les cours." Plébiscité pour sa manière de gouverner avec fermeté, que ce soit sur les dossiers des ordures à Naples, du sauvetage d'Alitalia ou de la sécurité avec le déploiement de l'armée dans les villes italiennes, Silvio Berlusconi a voulu une nouvelle fois taper du poing sur la table. Reste que l'hypothèse d'envoyer la police dans les universités semble avoir avant tout renforcé l'ardeur des protestataires. A l'intérieur de la majorité de droite, certains ne cachent pas leur préoccupation. Le maire de Rome, Gianni Alemanno (Alliance nationale), a estimé que les étudiants avaient le droit de manifester. Hier, Silvio Berlusconi, a fait partiellement marche arrière en affirmant qu'il n'avait jamais déclaré que la police devait intervenir dans les universités: "Les journaux ont déformé mes propos." La protestation estudiantine a redonné un peu d'oxygène, au moment opportun, à un centre gauche amorphe. Le secrétaire du Parti démocrate, Walter Veltroni, a convoqué pour samedi une manifestation à Rome contre la politique gouvernementale, afin de remobiliser ses troupes déroutées par la dernière défaite électorale.

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<Sentiamo che sono in gioco le nostre vite> (sezione: Scuola)

( da "Vivimilano.it" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scrivo mentre siamo in piazza di nuovo. Da mediazione culturale sono arrivati in centinaia in Duomo, trasformando una lezione in corteo spontaneo. Viviamo oggi, lottiamo contro la legge 133 e diciamo che non pagheremo noi questa crisi, non ci piace quindi la lettura di ciò che accade attraverso paragoni anacronistici con gli anni '70. Siamo qui ora perché sono in gioco le nostre vite, contro precarietà e dequalificazione di scuole, università e ricerca, per la libera circolazione del sapere e un reddito per poter sognare, oltre che sopravvivere. Invitiamo tutti ad essere altrettanto pragmatici, a Cadorna non ci sono stati scontri, ma solo manganelli su studenti "armati" di intelligenza e determinazione. La reazione è arrivata perché abbiamo capito come bloccare la città, occuparci di noi senza restare a bivaccare nei cortili. Ignoranza significa controllo, per questo per un bene di tutti, siamo incontrollabili, fuori dalle facoltà. In migliaia abbiamo preso parola con forza. Il governo ha risposto: il ministro Mariastella Gelmini accenna un passo indietro, Silvio Berlusconi minaccia sgomberi di facoltà e scuole. Una strategia del bastone e la carota che ci ricorda ben altri tempi. Se Roberto Maroni si presterà alla richiesta di uso della forza negli atenei sarà il ministro dell'autoritarismo e contro le autonomie perché studenti, ricercatori precari, dottorandi, personale tecnico e professori hanno diritto di decidere del proprio presente e futuro in autonomia. Non possono sapere dove saremo, perché siamo dappertutto e decidiamo di ora in ora. Non possono neanche fermare l'autoriforma, l'autoformazione, l'autogestione, le libere università e accademie che stanno nascendo, in cui il sapere è utile a vivere e non vi è spazio per ciò che è imbalsamato, né per tornare indietro. Lo diciamo soprattutto a quei professori che, a differenza che in altre città, qui sono in pochi al nostro fianco, forse convinti che racimolare briciole ed elemosine permetterà di salvare qualche torre d'avorio, magari a discapito di altri atenei. Il sapere è condivisione, bene comune, perciò in migliaia, con intelligenza collettiva ci siamo mobilitati per non fermarci. L. B. studente dell'università Statale 23 ottobre 2008.

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Protesta studenti, tensione a Scienze Politiche (sezione: Scuola)

( da "Vivimilano.it" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

La lettera di uno studente   Video: incursione al consiglio di facoltà   Video: intervista al preside di Scienze Politiche Assemblea a Scienze Politiche (LaPresse) MILANO - Incursione annunciata di una delegazione di studenti giovedì pomeriggio al consiglio di facoltà di Scienze Politiche. Dopo un'assemblea alla quale hanno preso parte oltre cento studenti, davanti agli striscioni "Non siamo un costo da tagliare" e "La vostra crisi non la pagheremo noi", i rappresentanti degli studenti sono entrati nell'aula del Consiglio di facoltà con lo striscione "Abbiamo cominciato per non fermarci" e hanno interrotto i lavori (guarda il video). Uno studente ha letto il comunicato dell'assemblea, in cui si chiede il blocco della didattica il 29 ottobre e la convocazione per lo stesso giorno degli Stati generali di facoltà. Al termine della lettura i ragazzi sono usciti pacificamente dall'aula. "L'università Statale di Milano è tra le poche in Italia a non avere ancora preso una posizione chiara e netta contro la legge 133/2008 - recita il documento -. La straordinaria esperienza degli stati generali e del corteo di migliaia di studenti e lavoratori ha mostrato che l'opposizione sta crescendo giorno dopo giorno". "Inoltre - continua il documento - forme alternative di protesta come ad esempio le lezioni in piazza sempre più diffuse e partecipate, giunte anche a Milano, rivendicano che agli studenti sta a cuore la qualità del sapere e della ricerca". Un altro gruppo di studenti, controtendenza, ha presentato un'interrogazione al preside per lamentare i disagi alla didattica avvenuti in questi giorni. LA RISPOSTA DEL CONSIGLIO - Il consiglio di facoltà non ha approvato, com'era prevedibile, la proposta del blocco della didattica, con la motivazione che non bisogna trasformare in "un problema di ordine pubblico" quella che è "una politica di affossamento della ricerca". Il documento proposto dal preside Daniele Checci è stato votato e approvato dal consiglio di facoltà dopo alcune "limature" per non urtare troppo gli studenti. Il preside ritiene che "la politica dei tagli indifferenziati" della legge 133/2008 "non contribuisca minimamente alla soluzione dei problemi" e che la riduzione dei fondi "non potrà che tradursi" in una riduzione dell'offerta formativa o in un suo peggioramento qualitativo "e/o in un innalzamento delle tasse universitarie". Tuttavia, aveva definito "inutili" i blocchi delle lezioni e "pretestuose" le occupazioni da parte degli studenti. La versione definitiva e "limata" del documento afferma che la facoltà "auspica che le proteste spontanee degli studenti prendano coscienza della complessità dei problemi che affliggono l'università e non contribuiscano al suo ulteriore affondamento con blocchi delle lezioni e occupazioni che rischiano di trasformare in un problema di ordine pubblico quella che è una politica di affossamento della ricerca e della sua importanza per lo sviluppo del Paese". Il punto modificato era stato contestato dagli studenti nel pomeriggio. NOTTE BIANCA - Intanto, per giovedì sera, nella sede di via Conservatorio è prevista una "notte bianca" degli studenti, che non escludono a priori l'eventualità che qualcuno si fermi a dormire per la notte per poi raggiungere venerdì mattina piazza Duomo, dove si terranno lezioni all'aperto sul modello di quanto già fatto a Milano e in altre città d'Italia. IL PRESIDIO - Alle otto del mattino di giovedì gli studenti avevano predidiato i due ingressi della Facoltà di Scienze Politiche. Un blocco non violento durante il quale i manifestanti hanno distribuito materiale informativo e offerto brioches agli studenti che affluivano. Il blocco non ha impedito a chi voleva seguire le lezioni di entrare poi in facoltà, dove le lezioni si sono poi svolte regolarmente. Una trentina di ragazzi ha dato vita a due "gruppi di sapere", nel cortile dell'ateneo, su argomenti come "i quarant'anni di fallimento dell'università pubblica", "la storia degli Stati Uniti nel rapporto con la crisi finanziaria" e "paura e controllo sociale". Quello che uscirà da questi gruppi sarà discusso venerdì in piazza Duomo (circa 6/7 lezioni autogestite), dove i ragazzi di Scienze Politiche insieme ad altre Facoltà, tra cui quella di Mediazione Culturale, terranno una serie di lezioni con alcuni docenti che hanno dato la loro disponibilità. Lezione in cortile a Brera (Newpress) LEZIONE AUTOGESTITA A BRERA - E' iniziata alle 12.20, rigorosamente dopo il rispetto del quarto d'ora accademico, la prima lezione autogestita di un professore dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nell'ambito della mobilitazione degli studenti. La lezione si è tenuta nel grande cortile dell'Accademia di fronte a oltre un centinaio di studenti, seduti in silenzio su alcune sedie portate fuori dalle aule e sotto i chiostri. Il professore Antonio Caronia ha parlato di "Istruzione e potere nelle società occidentali". "A una situazione eccezionale bisogna rispondere con una risposta eccezionale", ha affermato il professor Caronia, spiegando di essere un "precario sottopagato che guadagna 2 mila euro all'anno. "La riforma Gelmini prefigura per le scuole e l'università - continua Caronia - un'istruzione che vuole essere al servizio di Confindustria". Nel presentare la lezione autogestita e aperta a tutta la città, Agnese dell'assemblea dell'Accademia spiega che "nessuna minaccia dell'arrivo della polizia ci spaventa e ci farà indietreggiare dalla nostra mobilitazione che anzi proseguirà anche nei prossimi giorni per aprire le università a una cultura differente, affiancando lezioni come queste a manifestazioni in piazza". ALTRI ATENEI - Assemblee si sono svolte in contemporanea anche alla sede centrale dell'Università degli Studi in via Festa del Perdono - con centinaia di partecipanti iscritti a Lettere, Giurisprudenza e altre facoltà umanistiche -, e al polo Bicocca, dove dopo l'assemblea un corteo di circa 200 studenti ha percorso le vie che collegano i vari edifici dell'ateneo, cercando di invitare altri universitari ad unirsi alla protesta. LE ALTRE PROTESTE - Gli studenti milanesi hanno dato vita nei giorni scorsi a una serie di manifestazioni, annunciate e non: martedi il corteo non autorizzato culminato con gli scontri alla stazione Cadorna e mercoledì il sit-in in centro e il tentativo di bloccare le lezioni in Statale(guarda il video). E se il ministro Gelmini ha dato forfait (per impegni istituzionali) all'inaugurazione dell'anno accademico al San Raffaele (martedì), la "rivolta" è annunciata per il 3 novembre al Politecnico: "Ci faremo sentire", dicono i ragazzi. Anche gli studenti superiori cominciano a protestare: martedì è entrato in autogestione il liceo Omero, ieri l'istituto Majorana di Cesano Maderno. Contestano anche i genitori: ieri, a Cologno Monzese, il consiglio comunale è stato "occupato" da mamme e bambini. Oggi in largo La Foppa manifestazione delle famiglie della scuola di via Giusti. 23 ottobre 2008.

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Scuole e università: ancora occupazioni (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Forze dell'ordine nei licei del Cosentino per dissuadere i ragazzi Scuole e università: ancora occupazioni Mobilitazioni in tutta Italia. A Milano blitz a Scienze politiche. Roma, sit-in davanti al Senato: fischi per il Pd MILANO - Scuole e facoltà occupate, lezioni in strada, cortei: in tutta Italia è stata un'altra giornata di protesta contro il decreto del ministro Gelmini su scuola e università. Non sono mancati momenti di tensione, e nel Cosentino polizia e carabinieri hanno convinto gli studenti delle scuole a interrompere le occupazioni. A Cosenza, nel corso di una manifestazione, sono state danneggiate le finestre di un istituto. A Napoli alcuni cortei di studenti, non annunciati, hanno bloccato il traffico. Ma in generale le proteste sono state tranquille nonostante la massiccia partecipazione. UNIVERSITÀ - A . I manifestanti sono entrati nell'aula del Consiglio di facoltà con lo striscione "Abbiamo cominciato per non fermarci" e ha interrotto i lavori (guarda il video). Tra gli applausi dei compagni, uno studente ha letto il comunicato dell'assemblea, in cui si chiede il blocco della didattica il 29 ottobre e la convocazione per lo stesso giorno degli Stati generali di facoltà. La protesta ha coinvolto anche gli altri atenei: lezione autogestita all'Accademia di Brera, assemblee alla Statale e in Bicocca. A Roma gli universitari della Sapienza hanno occupato la facoltà di Ingegneria a San Pietro in Vincoli. Stessa forma di protesta alla facoltà di Scienze di Roma Tre. In serata corteo con sit-in davanti al Senato, con contestazioni e fischi ai senatori, anche del Pd. A Napoli due cortei non autorizzati in centro hanno causato pesanti ripercussioni sul traffico. A Urbino nell'aula magna della facoltà di economia i sindacati hanno indetto un'assemblea con la partecipazione dell'associazione studentesca Agorà. A Lecce blocco della didattica nella facoltà di Scienze politiche ottenuto dal Coordinamento per l'università pubblica. Blocco della didattica anche a Cagliari nella facoltà di Lettere, con un'autogestione che durerà fino al 30 ottobre. A Bari assemblee per gli studenti di Scienze matematiche, Biotecnologia, Farmacia e Lingue. A Pisa c'è stato un corteo: hanno partecipato anche studenti delle prestigiose scuole Normale e Sant'Anna. A Genova gli studenti in hanno rispolverato la metafora funebre, sfilando in un corteo-funerale lungo le strade vicine ai poli universitari. In Veneto, dove l'ipotesi di interventi delle forze dell'ordine è stata contestata con striscioni anche in Consiglio regionale, a Verona e Padova è stato decretato il blocco della didattica, e sempre a Padova gli studenti di un istituto professionale sono andati a scuola vestiti a lutto. In Abruzzo docenti e studenti dell'università dell'Aquila hanno inscenato un sit-in di protesta davanti alla Prefettura. A Lecce Scienze Politiche è in assemblea permanente. A Palermo un migliaio di studenti ha assistito a una lezione all'aperto, in piazza Politeama. LICEI - Come annunciato nei giorni scorsi dalla Rete degli studenti, sono iniziate giovedì mattina le occupazioni in scuole superiori di tutta Italia. A Roma sono stati occupati alcuni licei come gli storici classici Tasso e Virgilio, il periferico scientifico Malpighi e il Russel dove gli studenti hanno fatto suonare la banda di istituto e organizzando un'assemblea in cortile. Con lo slogan "Non tagliateci il futuro", alcune centinaia di studenti hanno manifestato davanti a Palazzo Chigi, per poi spostarsi verso il Senato. Gli studenti degli istituti superiori di Fagnano Castello, S. Marco Argentano e Roggiano, nel Cosentino, hanno sospeso lo stato di agitazione in atto da due giorni dopo una visita di carabinieri e polizia. I rappresentanti delle forze dell'ordine hanno spiegato ai ragazzi che le manifestazioni possono essere penalmente perseguibili per interruzione di pubblico servizio. A Matera sono scesi in piazza un migliaio di studenti delle medie superiori. A Trieste gli studenti medi hanno costruito una "scuola di libri", un muro eretto con i libri di testo davanti alla chiesa di San Giacomo. A Bologna, in piazza del Nettuno, è stata allestita un'aula a cielo aperto, in occasione del collegamento con la trasmissione "Annozero". A Firenze i ragazzi dell'Istituto d'arte di Porta Romana hanno inscenato un "attraversamento pedonale" lungo le strade del centro, mentre su alcuni dei ponti sull'Arno sono apparsi striscioni come "L'università non è in vendita". stampa |.

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Pisa, in piazza Normale e Sant'Anna (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Non accadeva dai tempi della rivolta studentesca Pisa, in piazza Normale e Sant'Anna Le due scuole di eccellenza hanno partecipato al corteo contro il decreto Gelmini: "È importante unirsi alla battaglia" PISA - Nel corteo, circa ventimila studenti che a Pisa hanno manifestato contro il decreto Gelmini, c'erano anche loro, gli studenti della Normale e della Sant'Anna, le due scuole di eccellenza più prestigiose d'Italia. Non accadeva dai tempi della rivolta studentesca. Per gli allievi della Sant'Anna (collegio più giovane) è stata una prima volta in assoluto, mentre alla Normale si ricordano le manifestazioni guidate da studenti leader del movimento: Massimo d'Alema e Fabio Mussi, tra tutti. DUE ASSEMBLEE, UN VOTO CONTRARIO - Alla manifestazione gli studenti di Normale e Sant'Anna erano almeno 250, divisi tra specializzandi e allievi ordinari. La decisione è stata presa durante due assemblee. "Alla Sant'Anna abbiamo avuto un solo voto contrario - dice Francesca Sterzi, 22 anni, veronese quarto anno di Scienze politiche - e le decisioni sono andate al di là delle appartenenze politiche. Le nostre scuole universitarie sono ancora isole felici, ma tutti noi abbiamo capito l'importanza di unirsi alla battaglia. Non si può tagliare l'università perché è il futuro del Paese". "PREMIER BANALIZZA PROTESTA" - Prima del corteo gli studenti della Normale, in una nota, hanno preso posizione sulle dichiarazioni di Berlusconi. "Nello spirito delle parole con cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è rivolto agli studenti della Sapienza - si legge nel documento dei normalisti - auspichiamo che il governo si predisponga senza indugio a tale confronto, in termini riflessivi e costruttivi". Nella nota gli studenti della Normale esprimono "viva preoccupazione per le recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio". "L'annunciato ricorso a duri provvedimenti di ordine pubblico - scrivono i normalisti - tende infatti a banalizzare e criminalizzare la protesta, anziché ad aprire un canale di dialogo". Marco Gasperetti stampa |.

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Liceo Candiani, occupata la sede di piazza Trento e Trieste (sezione: Scuola)

( da "Varesenews" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Busto Arsizio - Occupazione soft e "concordata", rispettati gli studenti che volevano andare a lezione nelle altre due sedi. Striscioni contro il ministro Gelmini Liceo Candiani, occupata la sede di piazza Trento e Trieste In piazza Trento e Trieste è tempo di scioperi, come in ogni autunno caldo che si rispetti. Nella mattinata di giovedì circa 200 degli studenti del Liceo Artistico Candiani hanno occupato la vecchia sede, permettendo la continuazione delle lezioni per tutti gli altri nelle sedi di via Manara e via XX settembre. Un'occupaizone quindi "soft" e concordata: ciononostante a Polizia e Carabinieri è toccato, in omaggio alle ferree disposizioni governative che miravano a bloccare simili manifestazioni, tenere un presidio al di fuori della struttura. Le ragioni di questa giornata di protesta contro la riforma della scuola impostata dal ministro Gelmini le spiega Alessandro Luoni della classe quarta sezione sperimentale Michelangelo. "Abbiamo tenuto a preannunciare la cosa in modo da concordare alcune cose con la dirigenza e con i professori, ad esempio chiudere bene le aule per evitare ogni tipo di danni". Uno sciopero non ribellistico, insomma. "Protestiamo contro il taglio dei fondi alla scuola" prosegue il giovane che fa da portavoce della manciata di studenti rimasti ancora fin verso sera "perchè è una cosa detestabile, che favorisce la privatizzazione progressiva della scuola. Scuole private per chi può, gente che farà lo stesso mestiere dei padri che ce li hanno mandati: una società di classe e di casta che non vogliamo". Ma c'è di più. "Con la riforma ci tolgono ore di lezione aumentando viceversa matematica e inglese... ma noi siamo studenti di un liceo artistico. Per tacere dell'obbligo da riportare a 14 anni: ma chi trova lavoro oggi a quell'età?". Giovedi 23 Ottobre 2008 SdA.

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Da questa occupazione è nata una generazione migliore (sezione: Scuola)

( da "Articolo21.com" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Di Tania Passa Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Il mondo raccontato dai telegiornali spesso è diverso dalla realtà, ma mai come questa volta si è più lontani dalla verità a La Sapienza occupata c'è il mondo vero e forse è fatto da persone migliori di quelle che stanno in tv, ma andiamo ad ascoltarli. “Non c'è nessuna bandiera rossa, non si parla di Marx né di politica, e tanto meno di PD, la finalità di questa protesta è una legge che non ci piace. Questa protesta viene dal basso e in modo spontaneo, coinvolge chiunque, noi questo dissesto dell'università e della ricerca non lo vogliamo” Queste le parole dei ragazzi che stanno occupando La Sapienza: hanno tra i 20 e 25 anni, un'intelligenza vera e visi puliti, e un calendario fitto ogni giorno di cose da fare. Alle 8 , 30 si fa il punto della situazione e la rassegna stampa, che viene appesa fuori le facoltà. Ore 10,30 inizia il workshop su maggioranza e minoranza nella storia ,e piattaforme programmatiche sulla legge 133 . Subito dopo c'è “ un cornetto e 1 volantino” che contiene le motivazioni della protesta . Poi ci sono le lezioni, e ci sono eccome, non come hanno detto i Tg di Mediased o il tg di Mazza, che viene negato il diritto allo studio dei ragazzi. Le lezioni si fanno tutti i giorni, magari a volte vengono fatte all'aperto, come oggi che tante facoltà le hanno fatte sotto la statua di Minerva o sulle scale della facoltà, e sono arricchite da dibattiti, ma il diritto allo studio non viene negato a nessuno . Poi c'è l'assemblea sia in facoltà che nell'Ateneo e lì si decide cosa fare nella giornata, quello che caratterizza i nuovi giovani è una parola magica “la collettività” sono una cosa unica senza bisogno di nessuno che li rappresenti . “Chiunque può prendere la parola e dire quello che pensa, si decide insieme non c'è alcun leader” I ragazzi che stanno occupando le università sono migliori ed hanno un'idea di democrazia precisa “ Nell'assemblea ci si guarda negli occhi e si constata in prima persona come stanno le cose chiunque se vuole può venire a partecipare , questa è democrazia” Nelle facoltà c'è un discorso appeso dappertutto in ogni angolo, recita così: "Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico" E' Piero Calamandrei, discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950, forse una profezia.Chissà perché però questo Governo vuole trasformare le Università in Fondazione private? Gli universitari le fondazioni non le vogliono e credono che servano a minare le basi del sapere, colpendo l'istruzione pubblica. “ Noi non ci fermeremo questa legge non la vogliamo” Infine come poteva mancare internet? Vi sono dei network informativi delle facoltà occupate come www.uniriot.org che sul 'chi siamo' recità così: ”Uniriot è la rivolta del sapere vivo tra le macerie dell'università riformata, è il conflitto dei precari nell'epoca del capitalismo cognitivo. Uniriot è l'insorgenza delle intelligenze contro il potere feudale degli atenei e i processi di aziendalizzazione, lo scardinamento dei confini e dei filtri disseminati lungo il percorso formativo. Uniriot è la non misurabilità della produzione di conoscenza, è il tempo eterogeneo e pieno delle forme di vita e di lotta.” Hanno detto che erano comunisti pilotati, ma sono solo persone per bene, stanche di essere manipolate dall'informazione e da chiunque altro.Non si fermeranno: hanno deciso di cambiare le cose.

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Diritto di cronaca (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

*** la vignetta è di un lettore del blog, mi ha inviato le due battute, io mi sono limitata a aggiungerci il disegno Ci aveva provato Berlusconi a fare la voce grossa. Agli italiani piace avere un presidente che comandi, si faccia obbedire, come appare dai sondaggi in cirolazione in questi giorni. E se l'era fatta venire la voce grossa minacciando di inondare di poliziotti le università occupate. E però qualcosa è andato storto se ieri pomeriggio dalla riunione del Viminale che doveva eseguire le istruzioni del premier su come fermare le proteste, è venuto fuori un comunicato di tono del tutto diverso con il ministero che si augura una "chiarezza di posizioni" da parte di presidi e rettori per tutto ciò che "ricade all'interno delle scuole e degli atenei", sottolineando che ciò permetterà la "continuità didattica e per rafforzare la prevenzione di possibili atti violenti". Il ministero dell'Interno, inoltre, spera che "la disponibilità oggi manifestata dal ministro Gelmini ad aprire uno spazio di confronto fondato sulla realtà dei fatti, trovi corrispondenza in chi ha animato la protesta". "E contribuisca a rendere il confronto medesimo più sereno". Ad ascoltare le parole di due giorni fa (le trovate nel video all'inizio del post e ovunque in rete) si tratta di una doppio salto all'indietro con acrobazia finale nello spiegare i motivi. Nulla di nuovo, il premier ama spesso tornare sulle proprie parole sostenendo di essere stato frainteso: è così usuale questo suo smarcarsi da sé che se si trattasse di una commedia da avanspettacolo, sarebbe una delle tante sue gag. E quindi la parola d'ordine all'interno della maggioranza ieri era smorzare. Intorno alle quattro del pomeriggio per An parlava il ministro della Difesa Ignazio La Russa: "Io non penso che ci sarà mai un seguito a queste parole, ci starei male se ci fosse. Io ho inteso le parole di Berlusconi come una condanna della violenza". Qualche ora dopo, per Forza Italia si assumeva il compito Fabrizio Cicchitto di spiegare: "Il presidente Berlusconi ha voluto richiamare, ieri ed oggi, l'attenzione sulla necessità di assicurare il rispetto della legalità. Oggi ha nuovamente sottolineato che con questo governo lo stato non sarà latitante e garantirà sia il diritto di chi vuole legittimamente manifestare sia il diritto di tutti coloro che intendono frequentare l'università e le scuole per studiare. Quindi la sinistra farebbe bene ad evitare polemiche pretestuose e strumentali e, abbandonando un atteggiamento demagogico, confrontarsi con il centrodestra sul merito della riforma della scuola e della riforma dell'Università proposte dal Ministro Gelmini''. Confrontarsi sul merito? Al Pd rispondono di averlo fatto e anche in modo dettagliato con un dossier dell'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. La maggioranza, invece, ha affidato al suo ministro l'esposizione delle riforme nel merito. Lascio che sia un'agenzia Ansa a raccontare come è andata. Sono passate da poco le 12:30 quando il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini prende la parola. E si capisce subito che non sarà una passeggiata. Per quello che Gelmini dice e lascia intendere che dirà. Per le reazioni che arrivano dai banchi di opposizione: sono subito interruzioni, non manca la senatrice che porta le mani sulla bocca per farne un megafono. La Gelmini non si scompone: nega la replica diretta a chi la contesta ma fissa lo sguardo in direzione delle contestazioni. Al suo fianco, sui banchi del governo, siedono i ministri Elio Vito e Sandro Bondi. La guardano un po' sorpresi e un po' divertiti. L'Aula di palazzo Madama per lunghi tratti è un'arena. Davanti al ministro, sulle poltrone a loro riservate, siedono quattro sottosegretari che vivono con malcelato disagio quelle contestazioni rumorose. I richiami del presidente Renato Schifani si fanno sempre più frequenti col passare dei minuti. Gelmini rivendica il merito di aver tolto i dati sulla condizione della scuola dalle medie statistiche per farli diventare patrimonio dell'opinione pubblica. "C'é un Libro bianco sulla riforma della scuola", urla il senatore del Pd Paolo Giarretta. Arriva il richiamo di Schifani al contestatore. Gelmini tira dritto. "Ben più delle proteste - spiega Gelmini, con voce monocorde e senza increspature - mi preoccupano le falsificazioni che sono state messe alla base di queste proteste". Viene giù metà Aula. "C'é un testo, quali falsificazioni!", urla la senatrice del Pd Luciana Sbarbati. E il collega di partito rincara: "Abbia rispetto, ministro; abbia rispetto". "Al Libro bianco sulla scuola, scritto sotto l'egida dei ministri Fioroni e Padoa-Schioppa...". Non arriva in fondo alla frase il ministro Gelmini perché qualche urlo e un'onda di ilarità attraversa i banchi dell'opposizione per quell'accento traditore. Alla Gelmini scappa una "egìda" invece di "égida". Ma neanche questo inciampo riesce a frenare l'esposizione di Gelmini. E' un caterpillar, con i fogli del discorso che scorrono da una mano all'altra. Riprende a leggere e alza gli occhi soltanto per indirizzare lo sguardo sui banchi delle opposizioni. "E' stato detto, e non è vero, che diminuiremo gli insegnanti di sostegno. E' stato detto, e non è vero, che licenzieremo 87.000 insegnanti. E' stato detto, e non è vero, che diminuiranno le classi a tempo pieno. Un'opportunità che invece, da ministro, intendo incentivare". Dai banchi del Pd scatta una protesta corale. Troppe le accuse di falsità in appena cinque righe di discorso. Dal centrodestra partono applausi più sopra dei "vivissimi" come annotano secondo la tradizione gli stenografi del Senato. E riprende: "E' stato detto, e non è vero, che chiuderemo le scuole delle piccole isole e quelle di montagna, atto che il ministro non potrebbe mai sognarsi di compiere". Dai banchi dell'opposizione sale un'onda sonora, il brusio s'impenna e cede il passo alle urla. Scattano in piedi i senatori del centrodestra per applaudire. Schifani richiama un senatore Garraffa ormai scatenato. Ma è questione di pochi secondi. Sono quasi le 13. Gelmini riconosce che chi l'ha preceduta nel ruolo di ministro e ha cercato di cambiare la scuola "non ha avuto un percorso agevole, ma questa fatica merita di essere compiuta; la devo al Paese, ai ragazzi, alle famiglie, agli insegnanti, a coloro che si aspettano e meritano una scuola migliore, come recita la Costituzione, aperta a tutti, che distribuisca pari opportunità". E' finita. Dal centrodestra scatta un'ovazione lunga. Il centrosinistra stavolta sceglie di restare sui banchi, in silenzio. commenti (2) scrivi.

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E il ministro scivola sull'accento (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

LA GAFFE E il ministro scivola sull'accento La pressione dell'Aula, una distrazione o altro? Fatto è che le contestazioni al ministro Maria Stella Gelmini, ieri nell'aula del Senato si sono stemperate per un istante, quando il ministro è caduto sotto l' "egida" degli accenti fonetici. E' successo quando la titolare dell'Istruzione rimprovera all'opposizione di "aver dimenticato i contenuti del Libro bianco scritto sotto l'egida del governo Prodi...". Ma il ministro - provocando l'ilarità dell'opposizione - pronuncia "egida" con l'accento sulla "i" e non, come è corretto, sulla "e". Neanche una piega: Gelmini si è corretta e ha ripreso il suo discorso, sia pure senza più l'"egida", come gli antichi greci chiamavano lo scudo di Zeus.

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La sinistra fa solo terrorismo politico (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

A Trento per sostenere Alleanza Nazionale, la responsabile del dicastero della gioventù attacca l'opposizione: non riconosce i meriti del governo "La sinistra fa solo terrorismo politico" La ministra Meloni: il programma di Divina è buono, sono molto ottimista "La protesta degli studenti è innaturale e ideologica" UBALDO CORDELLINI TRENTO. Arriva a bordo di una Bmw serie 1, guidata dal consigliere comunale di Bolzano Fernando Pontecorvo. Niente auto blu, scorta e lampeggianti per il ministro della gioventù Giorgia Meloni che, a differenza dell'ultimo dei sottosegretari, nella sua visita in regione rinuncia ai privilegi del potere. Appena arrivata, però, mette le cose in chiaro con grinta: "Questa protesta degli studenti non la capisco. Che difendano i professori mi sembra una cosa innaturale, sono ideologizzati". Arriva a Trento per sostenere la campagna elettorale di Sergio Divina, la giovane ministra di Alleanza nazionale. Ha portato con sé solo l'addetta stampa, niente body guard dallo sguardo feroce e dagli auricolari improbabili. Parla con sicurezza dei progetti che il suo ministero ha messo in piedi per i giovani, mentre tocca soltanto di sfuggita l'altra sua competenza, quella sull'edilizia abitativa. In un momento di grandi proteste studentesche, però, ci tiene a prendere le distanze. Il che, per una che è nata politicamente nel movimento studentesco, è quantomeno strano, ma lo spiega: "Io adesso non scenderei in piazza. Non trovo comprensibili i motivi della protesta che mi sembra molto ideologizzata. Purtroppo, io personalmente non ho capito quali sono le proposte alternative che fanno e mi dispiace, perché considero sempre la partecipazione giovanile un dato positivo, purché il movimento mantenga quella credibilità, che è data dalla serietà della propria proposta. Io sono una persona che viene dal movimento giovanile studentesco. Non mi spaventano le manifestazioni, però sinceramente non ho mai visto degli studenti prendere la difesa dei docenti. E' un po' innaturale, mi ha fatto riflettere la politicizzazione del movimento. Però il ministro Gelmini li incontrerà e finalmente sapremo anche quali sono le proposte che il movimento fa". Il ministro ha anche negato che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi abbia intenzione di usare la polizia per sgomberare le università in caso di occupazione studentesca: "Berlusconi non parlava di polizia, ma ha detto che non avrebbe consentito delle violenze. Del resto non credo sarà necessario intervenire perché non credo che la protesta assumerà carattere di violenza. Chi difende i diritti degli studenti o sostiene di difendere i diritti degli studenti sa che fra quei diritti c'è anche quello a poter dare l'esame che si è preparato, c'è anche il diritto a non far parte della protesta e a continuare a seguire le lezioni. Il punto è che si deve trovare una possibilità di convivenza tra chi vuole protestare e chi non lo vuole fare. Io non credo che la protesta arriverà ad una forma di violenza tale nei confronti della maggioranza degli studenti, che non vogliono protestare, da impedire loro di poter scegliere di non farlo. In molte occupazioni la didattica è consentita. Mi pare la soluzione più intelligente. Se qualcuno volesse violentare la maggioranza degli studenti italiani e impedire loro di andare a lezione e di dare gli esami, sarebbe una violenza incredibile". Passando alla campagna elettorale trentina, la Meloni ha elogiato Divina: "Casa, famiglia e giovani sono tre tematiche che ho visto sottolineate programma e vi ringrazio. Sono ottimista per il voto del 9 novembre. Le regioni e le province autonome hanno tante competenze su cui noi stiamo costruendo politiche di sinergia". Poi la Meloni non ha dimenticato di attaccare il centrosinistra che è accusato di fare disinformazione disconoscendo i meriti del governo: "E' importante far sapere che cosa il governo sta facendo. E' la risposta migliore che si può dare ad una disinformazione che è come sempre l'arma migliore che frappone chi non ha risposte da dare sul piano politico. In questi mesi il centrosinistra fa terrorismo politico".

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Quando vinceremo introdurremo il 7 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

IL CENTRO DESTRA "Quando vinceremo introdurremo il 7 in condotta" TRENTO. Il ritorno al 7 in condotta, l'abolizione delle specializzazioni alle superiori e l'importanza delle classi separate. Questi sono i punti cruciali per riformare la scuola che hanno proposto ieri i candidati del Popolo della Libertà nella sede di Forza Italia. "Se Dellai rimarrà presidente della Provincia, non cambierà nulla nella scuola trentina, perché lui non vuole recepire le direttive del ministro Gelmini" ha affermato il coordinatore di Forza Italia, Ettore Zampiccoli. Dopo è partito l'elenco di proposte: "Istituire le classi separate non è una legge razzista - ha spiegato il candidato Walter Viola - ma servirà soprattutto in quei quartieri, come a Gardolo, dove è alta la presenza di bambini stranieri. Le classi separate non sono altro che lezioni di inserimento graduale per imparare la lingua. L'altra proposta è quella di rivedere il sistema di finanziamento agli istituti: le risorse dovranno essere erogate in base al numero degli iscritti". L'attenzione di Pino Morandini, ex Udc, è invece sul 7 in condotta, promosso dal decreto Gelmini: "E' un vero e proprio deterrente contro il bullismo e deve avere un certo peso in pagella. Importante è anche abolire le specializzazioni. Ad esempio il liceo economico dovrà tornare ad essere ragioneria. A scuola bisogna puntare su pochi nuclei essenziali per l'insegnamento". Ha concluso il senatore Renzo Gubert che è tornato a rimarcare l'importanza delle classi separate: "Il dirigente Luciano Coretti dell'istituto di Borgo Valsugana aveva introdotto in via sperimentale le classi seperate, andava tutto bene fin quando la Provincia non ha bloccato questo progetto". Non poteva mancare da parte dell'ex docente di Sociologia un commento sulla ventilata occupazione della facoltà: "Chi protesta è una piccola minoranza strumentalizzata". (m.b.).

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Invaderemo le vie della città (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

IL MOVIMENTO "Invaderemo le vie della città" Corrado Consoli: "Ci aspettiamo 15 mila persone" PAOLO FORNO TRENTO. La sede non è più quella di via Verdi, ma l'atmosfera che in questi giorni si respira nella facoltà di Sociologia evoca la stagione di rivolta che quarant'anni fa trovò origine proprio nel capoluogo trentino. Sono studenti che si sono dati un nome, "Comitato no Gelmini", ed un obiettivo preciso: opporsi alla riforma scolastica operata dal ministro dell'istruzione, e mobilitare studenti, docenti, e personale amministrativo. Ma anche sindacati e società civile sono chiamati all'appello: "Il comitato - spiega Corrado Consoli, neolaureato in sociologia e membro attivo del movimento - è nato spontaneamente per contestare il ministro Gelmini e il suo inammissibile attacco alla scuola pubblica. La critica si focalizza soprattutto sui tagli al fondo di finanziamento ordinario e sulla possibilità di trasformazione delle università statali in fondazioni di diritto privato". Quali conseguenze comporterebbero tali provvedimenti? Risvolti catastrofici. La precarizzazione dei posti di lavoro all'interno degli atenei, il restringimento della sfera di autonomia per docenti e ricercatori, la riduzione dell'offerta formativa, aumenti delle tasse universitarie. Inoltre il blocco del turn-over renderà impossibile a docenti e ricercatori la possibilità di accedere alla carriera accademica". In questi giorni la sala-studio della facoltà si presenta come un vero e proprio quartier generale, trasformata in uno spazio autogestito in cui si organizzano i vari gruppi di lavoro e ci si occupa della logistica in vista dei prossimi impegni. Come si muoverà il comitato nei prossimi giorni? L'apice della mobilitazione sarà la manifestazione di martedì prossimo, con un corteo in città in difesa dell'istruzione e della ricerca pubblica che si concluderà di fronte al rettorato. E prima di allora? Si lavora a tempo pieno per promuovere la massima partecipazione da parte degli studenti in vista del confronto con il rettore. Durante il weekend prepareremo il materiale per la prossima settimana. Lunedì è prevista una giornata di riflessione, con diverse iniziative in vari istituti e un consiglio di facoltà straordinario a sociologia. Un giudizio sulla partecipazione da parte del corpo studentesco? Direi che la risposta è molto positiva, con adesioni in crescita costante. Le facoltà più attive sono sociologia, lettere e giurisprudenza, dove gli studenti hanno colto l'importanza della partecipazione. Ora bisogna coinvolgere maggiormente Mesiano, Povo e le altre sedi. Abbiamo preso contatti con altri atenei e con i sindacati, e siamo presenti anche in rete con un blog aggiornato quotidianamente. L'epicentro rimane la facoltà che fu di Curcio, Rostagno, Cagol. Qui non esistono leader o gerarchie, il movimento è coeso e trasversale. Matricole, specializzandi: lo scopo comune è dire no alla Gelmini. Alcuni studenti propongono l'occupazione della facoltà. Il preside pretende il rispetto delle regole. Ad ognuno il suo ruolo. La cosa non ci tocca. In ogni caso, riteniamo che l'eventuale occupazione debba rappresentare un mezzo, non un fine. Il corteo di martedì partirà da sociologia a mezzogiorno. Quanti sarete? Quindicimila.

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Contro le occupazioni intervenga la polizia (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Di Marzia Bortolameotti "Contro le occupazioni intervenga la polizia" Divina: "Studenti aizzati dalle bugie della sinistra. Tuteliamo chi vuole studiare" E sulla scuola il leader della Lega Nord attacca la linea "autonomista" di Dellai TRENTO. "Intervenga la polizia, se necessario, per bloccare le occupazioni e le proteste che vanno a discapito di chi vuole studiare". Così Sergio Divina vorrebbe fermare le manifestazioni dal sapore sessantottino che stanno montando in questi giorni anche a Trento contro il decreto del ministro Gelmini e contro i tagli alle università. Una linea dura, ispirata a quella del premier Berlusconi che ha annunciato la "mano pesante" contro le proteste negli atenei. "Le proteste sono solo strumenti della sinistra per infuocare gli animi degli studenti. La riforma Gelmini invece è giusta e vuole semplicemente riorganizzare gli atenei" continua il senatore della Lega, candidato alla presidenza della Provincia autonoma. E poi l'affondo è tutto per il rivale: "Dellai è in grande difficoltà, come dimostrano le bugie che ha raccontato sulla nostra riforma della scuola". Aria di occupazione a Sociologia, lezioni all'aperto e scioperi in vista, tutto per bloccare la riforma Gelmini che prevede tagli all'università e il blocco del turn over. "Un decreto giusto - commenta Sergio Divina - il governo sta procedendo con buon senso. In questo periodo di magra bisogna razionalizzare i costi e anche gli atenei devono rivedere la propria organizzazione. Bisogna far compartecipare il privato nell'università e migliorare la qualità: non si può tenere in piedi corsi con un iscritto, le facoltà si istituiscono in base agli iscritti". Le proteste per il candidato alla presidenza sono così ingiustificate: "E' tutta colpa delle minoranze di governo che non sanno più che pesci pigliare - spiega - e pensa di poter rimettere in piedi il Sessantotto, ma senza risultati". A fermare le ventilate ipotesi di occupazione ci dovrebbero infatti pensare le forze dell'ordine per il senatore del Carroccio. "La maggior parte degli studenti, circa il 90 per cento, per fortuna è per bene e ha voglia di studiare. E' giusto che sia garantito loro il diritto di andare a lezione e dare gli esami, dobbiamo tutelarli da una minoranza ideologizzata e strumentalizzata anche con l'intervento della polizia, se è necessario". Divina è anche perplesso sulla valenza di queste continue manifestazioni: "E' la prima volta che vedo gli studenti difendere i professori, di solito vanno sono sempre contro di loro, non con loro". Per Divina sono le bugie della sinistra a creare panico e allarmismo per la riforma, un allarmismo "inutile". Abbandona così i toni pacati e le mezze misure il leghista e dopo molti "colpi bassi" - così li definisce - da parte dell'attuale presidente della provincia Lorenzo Dellai, parte in quarta riferendosi alla proposta del centro destra delle classi di ingresso riservate agli alunni stranieri: "Non sono più disposto ad ascoltare le bugie da parte di Dellai, basta con questa campagna elettorale meschina e piena di menzogne". E per supportare la sua tesi il candidato alla presidenza tira in ballo le "bugie" dell'avversario proprio sulla scuola, riferendosi alle valutazioni del presidente della giunta (e in particolare dell'ex sindaco Pacher) che ha chiuso la porta all'ipotesi di introdurre in Trentino la riforma voluta a livello nazionale dalla Lega: "Il centrosinistra ha paragonato le classi d'ingresso all'apartheid, ma cosa stanno dicendo? Hanno descritto una situazione falsa e inesistente. Le classi d'ingresso (o separate) sono solo un metodo per aiutare l'inserimento graduale dei bambini stranieri e permettere loro di apprendere bene la lingua italiana".

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L'ateneo mobilitato per il corteo di martedì (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

In 200 a Sociologia per l'aperitivo informativo. Qualcuno protesta: "Pare un happy hour" L'ateneo mobilitato per il corteo di martedì Lunedì la notte bianca in facoltà, ma il preside avverte: "Alle 21 chiudo come sempre" Movimenti anche nelle altre sedi universitarie JACOPO TOMASI TRENTO. Continua la mobilitazione dell'ateneo trentino. Quasi 200 studenti ieri sera hanno partecipato all'aperitivo informativo a Sociologia, centro della "rivolta". A Lettere assemblee in corso, a Giurisprudenza dalla prossima settimana si terranno lezioni all'aperto, a Fisica lunedì ci sarà un incontro pubblico. Tutto in vista del corteo di martedì contro la riforma del governo. Lunedì il Comitato No Gelmini ha in programma una "notte bianca" a Sociologia. Ma il preside taglia corto: "Alle 21 chiuderemo". Si vedrà se avranno la meglio gli studenti, intenzionati ad occupare l'edificio anche in vista del consiglio d'amministrazione dell'ateneo martedì (il vero giorno caldo della prossima settimana) oppure il preside Diani, al termine del mandato, intenzionato che annuncia senza mezzi termini l'intenzione di far rispettare le regole. I motivi della rivolta sono spiegati in un cartellone appeso ad un muro della facoltà. Chiaro, sintetico, immediato. "Università in saldo", recita lo slogan. E poi la ricetta del governo Berlusconi per affossare gli atenei italiani: "Un milione e mezzo di euro di tagli in 5 anni. Più tasse per gli studenti. Meno offerta formativa. Meno fondi per la ricerca". All'interno della sede di piazza Venezia ci sono un centinaio di studenti, altrettanti sono nel piazzale. Lattina di birra in mano, venduta ad un euro ad un banchetto improvvisato, e musica rock "sputata" dalle casse sistemate nell'atrio. Più che di occupazione, c'è aria di festa. E un ragazzo che preferisce restare anonimo si sfoga: "Questa serata era nata con entusiasmo, ma così mi sembra poco seria. Doveva essere un momento informativo, ma siamo qua da un'ora e sembra solo un happy hour in una location diversa rispetto al bar Fiorentina". Ma verso le 19 e 10 il Comitato No Gelmini chiama tutti gli studenti all'interno. Alcuni ragazzi si siedono a terra, un gruppo prende il megafono e spiega: "La mobilitazione sta crescendo in tutta Italia e anche qua siamo sempre di più. Stiamo chiedendo di essere ascoltati e Berlusconi come risponde? Con i manganelli. Dobbiamo opporci manifestando, cercando di essere il più possibile al corteo di martedì e alla notte bianca che si terrà lunedì qui a Sociologia". E proprio la notte bianca rappresenta un piccolo "giallo". Per lunedì il Comitato ha in programma una maratona didattica dalle 9 e 30 alle 18 con lezioni sia all'interno che all'esterno. Un'assemblea di facoltà e anche una lezione alle 23 poi il cineforum "che continuerà fino a colazione, prima di partire in direzione del rettorato alle 12 e 30". L'intenzione di passare la notte in facoltà è chiara, ma altrettanto chiaro è il preside Mario Diani. "Non ho dato nessun ok: la facoltà chiuderà alle 21, come sempre. Se gli studenti vogliono stare all'interno sono affari loro e forse anche miei. Comunque si configura come occupazione". Intanto, nonostante il cuore pulsante resti a Sociologia, la mobilitazione si allarga alle altre facoltà. Anche a giurisprudenza, dove ieri si sono svolte assemblee, la prossima settimana ci saranno lezioni all'aperto, in piazza Dante o piazza Duomo. A Lettere ci sono state riunioni e lunedì i lettori potrebbero manifestare davanti al rettorato. A Fisica e Ingegneria si stanno organizzando momenti informativi. La protesta monta un po' dappertutto e si cercano di coinvolgere anche i docenti universitari e gli studenti delle superiori per il corteo di martedì pomeriggio. Oggi il Comitato No Gelmini parteciperà all'assemblea d'istituto del "Vittoria" mentre stasera (ore 18) in piazza Venezia si replica con un altro "aperitivo informativo".

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Le lezioni? Vanno tenute nelle aule (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

"Le lezioni? Vanno tenute nelle aule" La Valle, neo preside di Sociologia, contrario agli eventi in piazza "I ragazzi hanno tutto il diritto di esprimere quello che pensano ma devono agire nel rispetto della legge" JACOPO TOMASI TRENTO. "Gli studenti hanno il diritto di organizzarsi ed esprimere il proprio pensiero, ma certe situazioni andrebbero evitate. Le lezioni bisogna farle nelle aule e la protesta deve essere fatta nel rispetto delle leggi". Firmato: Davide La Valle. Docente di Sociologia-Istituzioni e futuro preside (lo diventerà dal primo di novembre) della facoltà di Sociologia di Trento, cuore pulsante della rivolta anti-Gelmini in città. Professor La Valle, gli studenti si stanno organizzando per il corteo di martedì con assemblee, maratone didattiche e pure una notte bianca. Cosa ne pensa? Penso che gli studenti abbiano tutto il diritto di organizzarsi ed esprimere quello che pensano, ma nella misura in cui non vadano ad infrangere le regole e nel rispetto della legge. A Sociologia e Giurisprudenza si stanno organizzando delle lezioni all'aperto e alcuni docenti hanno dato la loro disponibilità, è d'accordo? Penso che le lezioni vadano fatte nelle aule, non vedo motivi per farle all'esterno. Io personalmente non le ho mai fatte e non vedo perché dovrei iniziare proprio adesso. Se qualche docente ritiene che possano funzionare meglio e magari attirare l'attenzione su un certo problema, non ne faccio una tragedia, ma la mia posizione è un'altra. Lunedì notte è prevista una notte bianca in facoltà: da futuro preside la approva? Guardi, questo non è un problema mio, ma del collega Diani. E' lui che deve fare rispettare le regole in questo frangente. A livello nazionale diverse facoltà sono state occupate ed il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato anche l'intervento delle forze dell'ordine. Penso che a Trento non ci siano di questi problemi. Non mi pare che gli studenti, al momento vogliano occupare e soprattutto non mi sembra il caso di tirare in ballo la polizia. Se ci dovesse essere un'occupazione dovrebbe essere il preside a far rispettare le norme. Gli studenti stanno lavorando con grande entusiasmo in questi giorni per organizzare la protesta. Un bel segnale, non trova? Sì, sono dei bravi ragazzi che stanno cercando di informarsi ed informare. Non vedo nessuna rivoluzione in corso. In ogni caso sono convinto che debbano portare avanti le loro idee senza infrangere le regole e soprattutto rispettando gli spazi pubblici.

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Consegnati i premi di sostegno allo studio a 108 giovani (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

RURALE ADAMELLO - BRENTA Consegnati i premi di sostegno allo studio a 108 giovani GIUDICARIE. La Rurale Adamello-Brenta ha consegnato nei giorni scorsi i premi di studio a 108 studenti. Nella cerimonia i dirigenti della banca cooperativa hanno sottolineato la vicinanza dell'istituzione ai giovani studenti e alle loro famiglie nell'ottica di un investimento nel futuro. Ecco i premiati. Media Inferiore: Verdiana Artini, Francesca Baldracchi, Roberto Timothy Bonapace, Daniel Caliari, Andrea Gambuti, Tommaso Pedrazzoli, Patrizia Pretti, Francesca Rizzonelli, Chiara Rota. Enaip e Upt: Renata Barborini, Martina Simoni. Scuola media superiore. Ciro Amistadi, Eleonora Armani, Silvia Armani, Stefano Armani, Marco Ballardini, Artemio Bazzoli, Mara Bazzoli, Matteo Bazzoli, Valentina Bazzoli, Yuri Bazzoli, Anna Bertelli, Lara Bonazza, Federico Bonfadini, Gianluca Bronzini, Cristiana Bugna, David Bugna, Walter Bugna, Luca Andrea Bugna, Stefania Buratti, Marco Capelli, Alice Castellani, Matteo Collini, Erika Cottini, Patrick Facchini, Simone Faccini, Alessandro Fedrizzi, Andrea Ferrari, Jenny Filippini, Gianna Filosi, Niccolò Franceschetti, Nicole Gambuti, Flavio Giovannini, Daniele Girardi, Laura Gorini, Aldo Gottardi, Dragos Halangescu, Nicola Leonardi, Antonella Manfredi, Rosanna Molinari, Anna Mussi, Deborah Mussi, Paola Nicolini, Silvia Oliana, Paolo Pangrazzi, Cesare Paoli, Daniele Paoli, Nadia Parolari, Luciano Perotti, Samuela Pizzini, Luca Rizzonelli, Daniela Sartori, Leila Succetti, Giuliano Tomasini, Morrison Visconti, Elena Viviani, Luana Pellizzari. Università: Enrico Agnoli, Gianluca Alvino, Chiara Amistadi, Nadia Amistadi, Monica Apolloni, Paolo Armani, Silvia Armani, Claudio Balduzzi, Lara Balduzzi, Giovanni Ballardini, Maria Giovanna Battocchi, Pamela Bazzoli, Claudia Benini, Leonardo Bonenti, Chiara Bugna, Elisa Bugna, Giulia Bugna, Licia Busatti, Emilio Capelli, Marco Cazzolli, Paola Cazzolli, Marta Filosi, Fabrizio Franceschetti, Enrico Franchini, Vittoria Gelmini, Giovanni Gios, Elisa Martini, Luca Miori, Cecilia Monfredini, Laura Paoli, Luca Simoni, Stefano Simoni, Brunello Sommadossi, Alessandro Tarolli, Andrea Tomasini, Brunella Valenti, Sara Valenti, Gilda Ventura. Conservatorio: Fabiana Papaleoni. Master: Gianluca Papaleoni. Post Università: Elena Malfatti. (f.s.).

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Ghia: scioperare perché è in gioco il nostro futuro (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

TREVISO. Ghita, studentessa del Da Vinci, è una delle promotrici delle iniziative di protesta contro il decreto Gelmini. Perché consigli di partecipare allo sciopero? E' in gioco il futuro di tutta la scuola pubblica. I tagli toccano tutti gli ordini, non solo le elementari. E il "monito" di Berlusconi sull'invio della Polizia nelle scuole occupate? Rispondere con una minaccia a iniziative pacifiche è il segnale che il governo ha paura della gente che pensa.

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Studenti, è rivolta contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Tamburi di guerra contro i tagli al Da Vinci e alle superiori di Lancenigo. A Conegliano insegnanti in assemblea. Oggi vertice a Preganziol Studenti, è rivolta contro la Gelmini La Marca si infiamma: striscioni, volantini e picchetti in licei e istituti LAURA CANZIAN TREVISO. "Gelmini go home". Questo lo striscione apparso ieri mattina sui cancelli del liceo scientifico Da Vinci. Un manifesto simile è stato appeso alle porte dell'Itis Max Planck di Lancenigo. Volantinaggi e striscioni anche nelle scuole dell'infanzia ed elementari della provincia. Dopo la manifestazione dello scorso martedì la protesta del mondo della scuola trevigiana non si placa, in attesa dello sciopero generale del 30 ottobre, quando centinaia di studenti e insegnanti partiranno per Roma. Al liceo scientifico Da Vinci, l'affissione dello striscione anti-Gelmini è stato accompagnato anche da un picchetto di una decina di studenti che hanno voluto manifestare così la loro opposizione agli 8 miliardi di euro di tagli alla scuola previsti. L'iniziativa è stata della Rete degli studenti, il coordinamento di ragazzi che in questi giorni stanno portando avanti le iniziative di protesta. Contrariamente a quanto annunciato, non c'è stato alcun volantinaggio. "Non abbiamo avuto il tempo di organizzarci - dice una rappresentante - Ma nei prossimi giorni elaboreremo un volantino informativo da distribuire non solo qui al Da Vinci, ma anche in tutte le altre scuole superiori della provincia". Il malumore serpeggia, ma la protesta è stata piuttosto contenuta a Treviso, soprattutto rispetto ad altri capoluoghi italiani, dove gli studenti si stanno mobilitando anche con occupazioni delle scuole e gli insegnanti propongono le "notti bianche della scuola". E fra gli studenti che interpellati sull'argomento fanno spallucce - "riforma o non riforma a me tocca studiare lo stesso" - e chi non parteciperà alle iniziative perché non autorizzato dai propri genitori, c'è chi invece sta programmando lo sciopero generale del 30 ottobre: la Rete degli studenti organizzerà una corriera per portare almeno 50 studenti trevigiani a Roma, dove sfilerà la protesta di insegnanti e alunni. Da qui al 30 intanto si stanno approntando delle iniziative di sensibilizzazione. "Ci siamo riuniti in comitato - continuano i rappresentanti - Stiamo pensando a organizzare assemblee per informare tutti gli studenti sui contenuti delle riforme, che non riguarderanno solo le scuole elementari, ma anche le superiori". A Lancenigo, fra gli studenti dell'Alberini, del Cfp, e dell'itis Plank, la maggioranza si dice favorevole alla protesta e annuncia un partecipazione di massa allo sciopero del 30 ottobre. "Sono favorevole alla protesta contro il decreto", dice Martina Dicorato, che al Cfp sta seguendo un corso di tecnica della contabilità. "Volevo iscrivermi al corso di Scienze della Formazione primaria all'Università, per diventare maestra - spiega - Ma con i tagli ai docenti, ho paura di rimanere senza lavoro". Intanto la protesta dilaga anche sul fronte insegnanti: volantinaggi e striscioni hanno fatto capolino negli asili e nelle scuole elementari della provincia e al professionale Pittoni di Conegliano una trentina di insegnati si sono riuniti in assemblea sindacale ieri per discutere dei contenuti della riforma Gelmini. Lo Snals di Treviso ha indetto un'assemblea degli associati oggi all'Hotel Bolognese di Preganziol, per discutere dei temi caldi della riforma. Nelle aule della scuola trevigiana la protesta è appena cominciata.

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Salvarosa, spariti i cartelli anti-ministro (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Le maestre indignate: "Ci boicottano, questa non è più democrazia" CASTELFRANCO. Un altro tentativo di zittire la protesta delle maestre castellane contro il decreto Gelmini. Spariscono i cartelli esposti alle scuole elementari di Salvarosa. "Sono azioni antidemocratiche". Ma la protesta non si ferma. Ieri sera si è svolto un altro incontro-dibattito pubblico con i genitori alla palestra dell'Ipsia. "Continuiamo la nostra battaglia - dichiarano le maestre - nonostante i tentativi di oscurarci. Siamo preoccupate soprattutto per la qualità della nostra scuola e per il modo in cui si sta tentando di modificare il sistema scolastico italiano. Andremo avanti fino in fondo, in maniera civile e democratica, ma anche con determinazione". La protesta è iniziata con l'affissione di alcuni manifesti all'esterno delle mura di diverse scuole della zona. Di seguito alcuni incontri informativi con genitori e associazioni per spiegare le motivazioni della protesta. E poi il primo tentativo di zittire la protesta, quando la scorsa settimana alcuni cartelli sono stati oscurati con delle bombolette spray. Un atto di sabotaggio e non di vandalismo, secondo le maestre stesse. Sabato scorso poi sono scomparsi i cartelli appesi all'esterno delle scuole elementari di Salvarosa. "Erano stati appesi con cura affinché potessero resistere - raccontano le maestre - gli stessi genitori ci avevano aiutato a prepararli. Toglierli non era così semplice". Al dibattito di mercoledì sera sono intervenuti anche il consigliere provinciale Giampietro Favaro, Cinzia Mion, psicologa e formatrice, Luigino Smaniotto, dirigente scolastico, con il professor Giampier Nicoletti a fare da moderatore. "Molti genitori hanno manifestato la loro contrarietà al decreto e ai tagli alla scuola - dichiarano le maestre - dicendo invece che i tagli andrebbero fatti in altri settori, ad esempio nei ministeri. Molti stanno pensando di portare i loro figli all'estero, dove possano ricevere una formazione migliore. Da parte nostra ci teniamo a dire che la protesta non ha connotazioni partitiche. La nostra battaglia ha lo scopo di preservare la qualità del sistema di istruzione pubblica, dalla scuole primarie alle secondarie. Stiamo già pensando ad altre iniziative. Il prossimo appuntamento è lo sciopero nazionale del 30 ottobre e speriamo ci sia un'ampia adesione". (Daniele Quarello).

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NON È IL MODO DI GOVERNARE (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'OPINIONE NON è IL MODO DI GOVERNARE GIANFRANCO PASQUINO "Un paese può - disse una volta in maniera memorabile Romano Prodi - essere ricco e stupido per una generazione. Poi, se non studia rimarrà stupido, ma non riuscirà a restare ricco". Dunque, qualsiasi paese che non investa risorse nell'istruzione, elementare e universitaria, e nella formazione professionale rischia il declino. In effetti, tutte le statistiche internazionali segnalano che, per quel che riguarda l'università, il declino italiano è già cominciato e non sembra facilmente arrestabile. Con le riforme della scuola elementare proposte dall'improvvisato ministro Maria Stella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori, è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile. Non riguarda soltanto, in maniera egoistica, comunque comprensibile, i posti di lavoro, presenti e futuri. Riguarda, invece, soprattutto, il futuro, prossimo e di più lungo periodo, dell'Italia. A una protesta che si diffonde, un governo democratico, vale a dire che si vanta del sostegno popolare, cercherebbe di rispondere ascoltando e interloquendo, spiegando e, eventualmente, correggendo alcune imperfezioni del pasticciato provvedimento di riforma. Dall'alto della sua ampia maggioranza parlamentare in entrambe le Camere, potrebbe farlo generosamente e intelligentemente anche il governo Berlusconi. Invece, il capo del governo confonde una legittima protesta che si è finora svolta e sviluppata in maniera del tutto pacifica in molte città italiane con una sommossa plebea strumentalizzata dalla sinistra e annuncia (per poi smentire) con tono imperativo che manderà la polizia nelle scuole e nell'università (dove non può senza la richiesta dei Rettori). Non soltanto invade il campo delle competenze del suo, molto più cauto, ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ma dimostra anche di avere poca familiarità con la pratica della democrazia. Un po' dappertutto nelle democrazie è pienamente riconosciuto il diritto dei cittadini di associarsi per protestare e fare valere, anche fuori del Parlamento, secondo modalità non violente, le loro ragioni. Neppure il presidente amico George Bush minaccerebbe di usare la forza contro chi protesta per le sue nefaste politiche. Vero è che, come ha lasciato intendere qualche tempo fa il segretario del Partito Democratico, potrebbe essere in corso la "putinizzazione", non del regime italiano, ma dello stesso presidente del Consiglio Berlusconi che non ha mai nascosto la sua ammirazione per l'ex-comunista Vladimir Putin. Magari i sondaggi daranno ancora a Berlusconi un alto livello di gradimento, ma questo non basta a dargli ragione. Non è possibile essere d'accordo con Berlusconi. Né sulla sostanza, ovvero su una dannosa riforma della scuola e sui tagli alle spese del sistema universitario che, al contrario, ha urgente bisogno di investimenti in strutture e in ricercatori; né sul metodo: l'uso della polizia invece del confronto aperto senza esito precostituito. Con pulsioni populiste e autoritarie si governa male e si riforma peggio.

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VENEZIA. Anche la scuola veneta è in subbuglio, in tutte le province gli studenti (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

VENEZIA. Anche la scuola veneta è in subbuglio, in tutte le province gli studenti di Rete degli Studenti Medi Veneto hanno promosso varie iniziative. In particolare a Padova striscioni sono stati appesi alle finestre dei licei, al'istituto professionale Ruzza gli studenti sono andati a scuola vestiti di nero in segno di lutto. A Vicenza si stanno svolgendo assemblee e sit-in, a Verona striscioni, assemblee e volantinaggio fuori dalle scuole. Striscioni e manifestazioni in tutte le altre città venete. E uno striscione con la scritta "Okkupazione no allo stato di polizia" è stato srotolato nell'aula del Consiglio regionale del Veneto dai consiglieri di opposizione del Pd, Idv, Verdi, Pdci e Rifondazione comunista. "Con questa azione - ha spiegato il consigliere di Rifondazione Pierangelo Pettenò - vogliamo sottolineare il rifiuto del pugno di ferro minacciato ieri dal presidente del Consiglio". In seguito alla protesta la seduta è stata sospesa per qualche minuto. La sorpresa arriva dal sondaggio di un istituto trevigiano, secondo cui il ritorno del voto in condotta e il ripristino dell'esame di riparazione sono i due elementi della riforma della scuola del ministro Gelmini che piacciono maggiormente alle famiglie venete. Ad affermarlo è la Quaeris di Breda di Piave specializzata in ricerche di mercato e sondaggi d'opinione, intervistando al telefono 350 genitori. Decisamente poco apprezzati altri aspetti, in particolare l'abolizione del tempo pieno (sfavorevoli il 93%) e l'introduzione del maestro unico alle elementari (sfavorevoli l'87,6%). Resta la scuola elementare l'istituzione scolastica verso cui vi è la maggior soddisfazione, di gran lunga superiore rispetto alle altre. Gli intervistati denunciano un calo costante della soddisfazione nel passaggio tra i diversi percorsi formativi: scuola elementare 75% di soddisfatti, scuola media 69%, scuola superiore 63%, università 54%.

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Scuola, proteste e spiragli di dialogo Occupazioni e cortei proseguono in tutta Italia. Il ministro Gelmini difende il decreto e apre agli studenti Berlusconi si corregge: Mai parl (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 24/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione: Scuola, proteste e spiragli di dialogo Occupazioni e cortei proseguono in tutta Italia. Il ministro Gelmini difende il decreto e apre agli studenti Berlusconi si corregge: "Mai parlato di polizia nelle università". Il Viminale: fermezza contro i violenti ROMALa riforma della scuola continua ad animare lo scontro politico tra maggioranza e opposizione, mentre continuano le occupazioni di università, cortei e sit-in di studenti in tutta Italia. Dopo le polemiche suscitate mercoledì, Silvio Berlusconi ha gettato però acqua sul fuoco: "Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole", assicura da Pechino. Lo stesso ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, apre al dialogo: "Convocherò da domani (oggi, ndr), una per una, tutte le associazioni degli studenti e dei genitori per aprire uno spazio di confronto. Ad una sola condizione: che si discuta sui fatti", ha detto intervenendo in aula al Senato. La linea tenuta dal centrodestra, come afferma il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, è che è necessario tutelare il diritto allo studio di chi non vuole scioperare. La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro sottolinea che tra i contestatori ci sono "tanti elettori anche del centrodestra perché quella della scuola è una questione centrale". Il Viminale, intanto, ribadisce che ogni intervento sarà improntato al dialogo, ma allo stesso tempo avverte: si agirà "con fermezza e determinazione" nei confronti di tutti coloro che tenteranno di strumentalizzare la protesta con l'unico obiettivo di farla degenerare in atti violenti. a pagina 5.

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Pronti a prenderci le manganellate (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Nazionale pag. 5 Giovani di destra "Pronti a prenderci le manganellate" FORZA NUOVA Battaglia in Senato "Decreto Gelmini scoperto per 20 milioni" ENRICO MORANDO "Pronti a prenderci le manganellate".

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Dalla piazza del 1968 alla P38 del 1977 Il 2008 è l'era del web (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Nazionale pag. 5 Dalla piazza del 1968 alla P38 del 1977 Il 2008 è l'era del web L'ultimo sms annuncia la fine di un'assemblea, la prima email sul blackberry alle 6 spiega il programma delle proteste della giornata, il primo sms alle 8 dà l'appuntamento davanti al liceo da occupare. Dopo il 1968 in piazza, il 1977 delle P38 e degli autonomi, il 1990 della Pantera, il 2008 sarà ricordato come l'anno della protesta "telematica". Su siti internet, blog, ma anche su telefonini di ultima generazione, crescono il confronto e la rabbia di chi si sente tagliato fuori da decisioni che lo riguardano direttamente, e che interessano il suo futuro. Come su Uniriot.it, "network delle facoltà ribelli" che dopo un richiamo alla "pantera", torna al presente con un appello "L'onda anomala non si fermerà!" e le notizie aggiornate delle occupazioni. Non mancano gruppi di discussione anti-ministro Gelmini anche su Facebook ultima moda del web. Anche docenti e sindacati usano siti internet per la protesta: e il Codacons sul suo sito pubblicizza il Co.vi.ge. comitato "Vittime Ministro Gelmini". Altro "fronte" della protesta è quello della ricerca con i siti dei Precari della Ricerca e del Collegamento tra collettivi di ricercatori. Decine i siti di università e facoltà, che hanno aperto, a volte anche con l'autorizzazione se non con l'appoggio del corpo docente, le loro home page alla protesta.

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Pronti a prenderci le manganellate (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Nazionale pag. 3 Giovani di destra "Pronti a prenderci le manganellate" FORZA NUOVA Battaglia in Senato "Decreto Gelmini scoperto per 20 milioni" ENRICO MORANDO "Pronti a prenderci le manganellate".

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Consiglio di istituto: studenti in lotta (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia pag. 23 Consiglio di istituto: studenti "in lotta" Al Don Milani è pure tempo di elezioni per il rinnovo della componente studentesca in seno al Consiglio di Istituto. A fronteggiarsi le liste 1 (Paolo Cherubini, Giuseppe Ruberti e Kasa Adi) e 2 (Maria Pesci, Luca Cagliari, Andrea Treccani Cioli, Alberto Dimarco, Gloria Chiarini, Anna Tononi, Paola Squassina e Martina Conti). Gli studenti, pur presentando programma abbastanza simili e avendo collaborato nella gestione unitaria della protesta contro il decreto Gelmini, si sono affrontati in un'infuocata assemblea giovedì al Cinema Teatro Gloria: al centro dell'appassionato confronto le modalità di prosecuzione delle agitazioni. Le elezioni si svolgeranno martedì: i 1700 alunni del diurno si recheranno alle urne nell'ultima ora, mentre il centinaio del serale voterà durante la seconda ora.F.MAR.

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Gardone, la scuola picchettata (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia pag. 22 Gardone, la scuola picchettata ALL'IPSIA "ZANARDELLI" gli studenti hanno aderito all'iniziativa nazionale del "picchettaggio" delle scuole. Un atto simbolico e pacifico contro la riforma Gelmini. con una partecipazione di quasi il cento per cento degli iscritti all'istituto gardonese.

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Proteste anti-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca pag. 12 Proteste anti-Gelmini La mobilitazione negli istituti superiori 4 LE ORE TAGLIATE DALLA NUOVA LEGGE I dirigenti scolastici Perplesso sulla riforma ma garantisco le lezioni LUCIANO CARAZZOLO Proteste anti-Gelmini.

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Sì al voto in condotta no al maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

INDAGINE. Un sondaggio tra famiglie venete Sì al voto in condotta no al maestro unico Il ritorno del voto in condotta e il ripristino dell'esame di riparazione sono i due elementi della riforma della scuola del ministro Gelmini che piacciono maggiormente alle famiglie venete. È quanto emerge da una indagine condotta da Quaeris, società di Breda di Piave specializzata in ricerche di mercato e sondaggi d'opinione, intervistando al telefono 350 genitori. Decisamente poco apprezzati altri aspetti, in particolare l'abolizione del tempo pieno (sfavorevoli il 93%) e l'introduzione del maestro unico alle elementari (sfavorevoli l'87,6%). Resta la scuola elementare l'istituzione scolastica verso cui vi è la maggior soddisfazione, di gran lunga superiore rispetto alle altre. Gli intervistati denunciano un calo costante della soddisfazione nel passaggio tra i diversi percorsi formativi: scuola elementare 75% di soddisfatti, scuola media 69%, scuola superiore 63%, università 54%. C'è comunque tra il campione intervistato una generale condivisione per la lotta agli sprechi, per una politica di contenimento dei costi (83%) e per azioni di incentivo tra il corpo docente (74%).

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L'ateneo si ferma: oggi c'è assemblea (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

STOP ALLE LEZIONI. Stamattina al Polo Zanotto si ritrovano tutte le componenti universitarie. Ma gli studenti polemizzano: "Un comizio spacciato per confronto" L'ateneo si ferma: oggi c'è assemblea di Elisa Pasetto Niente lezioni oggi all'Università. Il rettore dell'ateneo scaligero, Alessandro Mazzucco, ha infatti indetto un'assemblea d'ateneo aperta a studenti, docenti e personale tecnico amministrativo. È la prima nella storia dell'ateneo e vuole fare il punto sulla situazione attuale e futura: "Università di Verona, oggi e domani. Scenario istituzionale e linee strategiche dell'Ateneo di Verona" è infatti il tema dell'incontro che si terrà nell'aula magna del Polo Zanotto. La svolta è arrivata ieri mattina e segna l'inizio della fase più calda della protesta dell'ateneo veronese contro la cosiddetta riforma Gelmini, che promette tagli ai fondi per la ricerca e alle assunzioni di personale docente e amministrativo, oltre alla possibilità di trasformazione delle università pubbliche in fondazioni private. La mossa "a sorpresa" è arrivata direttamente dal rettore Alessandro Mazzucco, che dopo oltre una settimana di presidi studenteschi, lezioni sospese alla facoltà di Scienze, richieste corali di dibattito collettivo per la comunità universitaria ha convocato per questa mattina alle 10.30 la sospirata assemblea generale di tutte le componenti accademiche. Un appuntamento in cui Mazzucco, con ogni probabilità, esporrà i risultati degli incontri romani svoltisi negli ultimi due giorni nell'ambito della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), di cui il rettore è membro della Giunta, e delle trattative in corso col governo, per non compromettere le quali, nell'ultimo senato accademico una settimana fa, aveva escluso l'assunzione di iniziative di protesta istituzionale. È una risposta affermativa alle aspettative di molte facoltà: proprio giovedì i consigli di Lettere e Filosofia e Lingue avevano votato due mozioni con la richiesta ufficiale dell'incontro, mentre a Scienze della Formazione era già fissato un analogo appuntamento per martedì 28. "Finalmente qualcosa si muove", commenta soddisfatto Roberto Giacobazzi, preside di Scienze, capofila in ateneo della linea più dura contro la legge 133/08, tanto da aver programmato ben due settimane di blocco delle lezioni. "Mi aspettavo che qualcosa potesse accadere, perché il silenzio istituzionale cominciava ormai a diventare assordante. Oggi il rettore ha invitato noi presidi sul palco: penso quindi, e mi auguro, che l'incontro non sia un monologo ma il tanto auspicato momento di confronto e discussione fra tutte le componenti". Divisa, invece, di fronte alla discesa in campo del rettore la componente studentesca. "Com'è possibile indire solo il giovedì pomeriggio un'assemblea prevista per venerdì mattina, così, quasi senza preavviso? ", si chiede Jack Salbego, a nome degli oltre 200 studenti riunitisi ieri pomeriggio al Polo Zanotto. "Il giorno scelto, poi, limita la partecipazione dei ragazzi, molti dei quali, pendolari, il venerdì non hanno lezione e rientrano anticipatamente a casa". Ma il fatto più grave, ribadisce, è che le aspettative degli studenti erano altre. "A noi non interessano conferenze o comizi spacciati come momenti di discussione, ma al contrario la possibilità di auto-organizzare l'informazione riguardo alla riforma nelle diverse facoltà, nelle aule didattiche, tra quelle persone che vivono i problemi universitari tutti i giorni". Ecco perché il già annunciato sit-in davanti al rettorato si svolgerà regolarmente, a partire dalle 9.30, per poi spostarsi davanti al Polo Zanotto. "Una protesta pacifica, che resterà all'esterno dell'aula", precisano i ragazzi, "mentre solo una piccola delegazione parteciperà all'incontro portando le nostre ragioni".

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Il rettore ghetti: quarant'anni fa occupai anch'io (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Primo Piano Il rettore Ghetti: "Quarant'anni fa occupai anch'io" Due fasi storiche a confronto: "Allora era un modo per sentire l'università più vicina" SEGUE DALLA PRIMA Professor Ghetti, se i suoi studenti occupassero l'Università Lei chiamerebbe la polizia? "Non esiste una norma esplicita che renda extraterritoriale l'area universitaria. Ma per tradizione non è mai successo un intervento di forza, a insaputa del rettore". Dunque? "No. Assolutamente. Non chiamerei la polizia per far sgombrare i miei studenti. A meno che non si sia in presenza di danni erariali gravi a un bene pubblico, il che mi obbligherebbe a intervenire. A Venezia peraltro si è sempre agito in sintonia con il questore, non si sono mai creati pasticci o false interpretazioni della norma. E questo è successo in tutte le Università che ho frequentato, a Parma, L'Aquila e poi da rettore a Venezia. Il muro contro muro è un errore". La polizia in Ateneo è meglio che non entri. "Una risposta poliziesca ai problemi è inaccettabile. Ripeto, l'Università deve essere un luogo di libertà e di confronto tra idee diverse. Questo è un principio intoccabile, non è di destra né di sinistra, fa parte della democrazia". Dunque anche lo studente Ghetti era tra gli occupanti, quarant'anni fa. "Sì. Ero all'ultimo anno di biologìa e partecipai con altri studenti all'occupazione della mia facoltà. Non era soltanto una protesta, ma un modo per sentire propria l'Università, che allora era una scuola di èlite, lontana dagli studenti". Ma allora il clima era completamente diverso. "Certamente, oggi ci sono dinamiche del tutto diverse da quarant'anni fa. Ma anche allora nessuno si sognava di criminalizzare gli scioperi e le occupazioni. Ricordo che all'occupazione dell'Università partecipò anche il mio capo dell'Ecologìa, che era un sacerdote". Oggi siamo alla vigilia di un altro Sessantotto? "Non credo. Certo che nell'Università confluiscono anche i disagi legati a un malessere economico oltre che di idee. La crisi finanziaria sta esplodendo, e adesso è arrivato il nuovo decreto Gelmini". Una riforma che non le piace. "Non è una riforma, ma un taglio alle risorse e alla ricerca e niente di più. Di riforma e di un serio dibattito sulla scuola italiana ci sarebbe grande bisogno, ma questo è tutt'altro". Alberto Vitucci.

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L'architetto di punta della dogana tiene una conferenza allo iuav (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Tadao Ando andrà poi in sopralluogo al cantiere L'architetto di Punta della Dogana tiene una conferenza allo Iuav L'aula magna dell'Iuav ai Tolentini questa sera alle 18 sarà "occupata" dagli studenti: ma l'occasione, in questo caso, non sono le proteste per i tagli all'università decisi dal ministro Mariastella Gelmini, ma la conferenza che terrà il grande architetto giapponese Tadao Ando (in foto), l'uomo che - per conto del finanziere e collezionista francese FranÇois Pinault - sta trasformando la Punta della Dogana in un nuovo museo dell'arte contemporanea, dopo aver già curato il restyling di Palazzo Grassi in chiave minimalista. Ma in realtà Ando non viene a parlare della Punta della Dogana - "Sogni attraverso l'architettura" è il titolo della sua conferenza - ma in generale dei suoi progetti, anche, se inevitabilmente, non potrà sottrarsi a qualche domanda degli studenti sul work in progress del nuovo museo. Ando andrà in sopralluogo a vedere comunque lo stato dei lavori, che è avanzato, tanto che la conclusione di essi è prevista tra gennaio e febbraio del prossimo anno. I mesi successivi serviranno ad allestire il museo e a portare all'interno di esso le opere della Collezione Pinault che starebbero già scegliendo - a quanto si dice - all'interno della sua sterminata raccolta, la curatrice americana Alison Gingeras (che ha già "firmato" le prime mostre veneziane sulla collezione) e l'italiano Francesco Bonami, l'autore della mostra Italics - in corso a Palazzo Grassi e dedicata agli ultimi quarant'anni dell'arte del nostro Paese - che tanto sta facendo discutere e polemizzare largha parte della critica artistica italiana.

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In piazza per l'istruzione pubblica (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lezioni a singhiozzo tra proteste, cortei e sit-in in vista della manifestazione nazionale promossa per giovedì 30 ottobre a Roma In piazza per l'istruzione pubblica Cresce la mobilitazione nelle scuole e nelle università della Sardegna Ancora slogan e striscioni a Sassari Oniferi offre un bonus di 500 euro a chi iscrive i propri figli in paese SASSARI. C.v.d.: come volevasi dimostrare. Date le premesse, conseguenze scontate. "In Sardegna, con buona pace di Berlusconi, non circolano notizie ansiogene, ma c'è un'ansia diffusa sul futuro di scuola e università": lo dicono in coro professori, padri, madri, studenti. Non piacciono le ultime sortite governative. Né la riforma Gelmini sull'istruzione obbligatoria. Né la legge "133" che stabilisce tagli indiscriminati nei due atenei dell'isola. Così le lezioni continuano un po' dappertutto a singhiozzo: tra proteste, cortei, manifestazioni e (finora) nessuna occupazione. La mannaia calata su cattedre e classi, la cancellazione dei precari, le difficoltà nel sostegno agli studenti disabili, le sforbiciate nei finanziamenti statali si sommano ad altri provvedimenti contestati. E suscitano disagio: un malessere molto spesso trasversale rispetto ai tradizionali schieramenti politici. In Sardegna non scendono in piazza solo le organizzazioni della sinistra. Lo stupore e la rabbia coinvolgono centro e forze moderate, ragazzi delle medie come delle superiori, genitori e intere famiglie preoccupate del domani riservato ai loro figli. Senza idee preconcette. Se infatti il ritorno al maestro unico, il ripristino dei voti, la scomparsa delle Professionali produrranno effetti soltanto dal prossimo anno, già da ora fioccano i "no", le denunce, le prese di posizione. "Il taglio al personale della scuola e dell'università è un nuovo attacco al mondo del lavoro, un settore precarizzato da tempo, e dev'essere contrastato con un intervento della Regione": così ha ricordato a più riprese il segretario generale della Cgil, Giampaolo Diana. A pensarla come lui sono parecchi. Sit-in e assemblee si succedono così a ritmo incalzante a Sassari, a Carbonia, a Olbia nel capoluogo di regione e in tantissimi altri centri dell'isola. In particolare, nuovi interventi e iniziative si preparano in vista del grande raduno nazionale previsto per il 30 ottobre a Roma. E a Oniferi il Comune pensa di offrire un bonus di cinquecento euro ai genitori per favorire le iscrizioni alla scuola comprensiva (materna, elementare, media) a rischio chiusura nel paese. Intanto a Cagliari il fronte degli universitari e dei docenti è compatto nel respingere una normativa che vedrebbe ridurre i fondi e la possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni private. Prof e studenti lo hanno ribadito mercoledì in una riunione nella facoltà di Lettere. Sull'occupazione invece manca un accordo unitario. Così si è decisa la sospensione delle lezioni nella loro regolarità sino a giovedì. All'assemblea ha preso parte il rettore. Pasquale Mistretta si è detto aperto "alle forme lecite di protesta degli studenti e dei docenti". E ha chiarito che non accetterà alcuna strategia di contestazione che possa arrecare danni alle strutture universitarie. A Sassari il nucleo della rivolta investe soprattutto Lingue, Lettere, Scienze politiche. Riunioni e assemblee continuano a succedersi in questi giorni nelle facoltà. Ieri, poi, centinaia di universitari sono sfilati in corteo per le vie della città con migliaia di ragazzi delle superiori sino in piazza d'Italia. L'iniziativa ha rappresentato il bis della grande adunata di sabato scorso, quando il coordinamento di protesta sassarese ha portato sulle strade oltre seimila persone. Bersaglio della rivolta, ancora una volta, il ministro Mariastella Gelmini, la legge numero 133 e la penalizzazione dell'istruzione pubblica.

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No secco allo stato di polizia (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

La maestra. Ecco perché si diffonde una contestazione trasversale "No secco allo Stato di polizia" SASSARI. "Berlusconi ha in mente uno Stato di polizia: le sue dichiarazioni dimostrano come la libertà di dissenso sia minacciata". Mariangela Moretti si dice "amareggiata". Di più, chiarisce: "disgustata", "preoccupata", "furibonda". Tutto dopo il monito del premier. "Pensare di usare la forza contro studenti e insegnanti dà la misura dell'incapacità di comprendere come queste riforme siano avversate dalle famiglie più che dai partiti di opposizione", aggiunge con la stessa determinazione. E prosegue: "Qui siamo di fronte a un movimento civile di protesta pacifica. Io stessa parlo a nome del comitato spontaneo nato in Sardegna contro la riforma Gelmini. Rappresento decine d'insegnanti e non amo mettermi in mostra se non per difendere le nostre ragioni. La gente scende in piazza e si ribella solo perché capisce bene che in questo caso viene attaccato frontalmente un bene primario come l'istruzione pubblica". Mariangela Moretti è una caparbia maestra sassarese di 47 anni, da 27 in cattedra, madre di figli ancora a scuola. In passato ha lavorato a Berchiddeddu e Codrongianos. Dal 1998 insegna nel capoluogo, elementari di via Gorizia. Nei giorni scorsi con le colleghe, padri, madri e bidelli ha tappezzato le recinzioni dell'istituto di manifesti e striscioni. E adesso snocciola i motivi dei "no". Alle materne, dice, s'impoverisce la didattica e si riduce il tempo scuola. Elementari. Meno ore e più materie. Cancellazione dei modelli di qualità. Perdita delle competenze professionali e della continuità nell'insegnamento. Fine delle attività di recupero, dei progetti interdisciplinari, degli interventi di alfabetizzazione, dei viaggi-studio. Orario solo antimeridiano, del tutto inadeguato per i saperi di base. Alle medie eliminazione del modello basato sul tempo prolungato. Alle superiori penalizzazione di laboratori e insegnamenti pratici, classi sempre più numerose e chiusura delle sedi nei piccoli centri con accorpamento delle classi. "La verità è che il governo sta colpendo soprattutto nella nostra isola diritti costituzionalmente garantiti - prosegue Mariangela Moretti - Sono scelte che indignano. Si punta a risparmiare partendo dalle elementari, colpendo l'unico settore che ci rende competitivi a livello europeo. I dati OCSE-PISA 2006 sul rendimento della didattica ci collocano al 6º posto, negli altri livelli d'istruzione il nostro Paese è il fanalino di coda". Secondo la maestra sassarese, poi, la riforma Gelmini procede con "una semplificazione da real tv", con informazioni poco chiare e nessuna trasparenza. "Intendiamoci: la scuola oggi non è perfetta, anzi - afferma Moretti - Ma non si può snaturarla a colpi di decreti legge, ravvisando un'urgenza inesistente se non per le contrazioni di spesa che Tremonti vuole realizzare. La gente ha capito. Aumenteranno i disagi. Sparirà il tempo pieno. I disabili saranno assistiti con difficoltà. Gli istituti con meno di 500 iscritti verranno cancellati. Ecco perché in tanti continuano a mobilitarsi: alla manifestazione di sabato scorso a Sassari c'erano cittadini di tutte le opinioni politiche. è falso che sia solo la sinistra a protestare". E conclude con un riferimento all'ipotesi di classi-ponte per gli extracomunitari avanzata dalla Lega: "è una proposta da respingere. Naturalmente gli allievi stranieri sono inseriti anche nelle scuole sarde. Con i compagni italiani s'integrano e comunicano: la cultura è scambio, non chiusura o ghetto". (pgp).

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Uniti gli insegnanti e le famiglie (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

La madre. "C'è il rischio concreto di un abbassamento della qualità" Uniti gli insegnanti e le famiglie SASSARI. Giusy Manca è una delle madri protagoniste del comitato dei genitori nato contro la riforma Gelmini. Ha 48 anni. Suo figlio studia nel quinto circolo cittadino e rispetto ad altri compagni può contare su una madre in grado di osservare le cose da un angolo visuale privilegiato: docente nella facoltà di Lettere, pedagogista, Giusy Manca si occupa da anni di marginalità e devianze minorili. I suoi giudizi sui cambiamenti alle porte sono netti, recisi, senza appello. "Perché ci si stupisce se nell'isola la gente si mobilita? - chiede - Contrariamente a ciò che si pensa, i genitori sardi sono molto attenti ai livelli d'istruzione. A prescindere dai ceti sociali, capiscono che la scuola non è di destra o di sinistra ma è un patrimonio di tutti. Da ciò deriva l'allarme sociale, così diffuso nella nostra regione come in altre. Quando si attacca la scuola dell'obbligo, la partecipazione popolare alle proteste cresce. Non a caso alle manifestazioni promosse dal nostro comitato in città hanno aderito padri e madri di centri vicini, come Usini o Ittiri. Con una grande, evidentissima collaborazione tra le famiglie e gli insegnanti: marciamo uniti per evitare le penalizzazioni". "Gli svantaggi non sono legati unicamente alla soppressione di posti di lavoro con il ritorno al maestro unico e con l'emarginazione definitiva dei precari - spiega ancora - E anche in questo caso domando: c'è qualcosa d'illecito nel difendere l'occupazione? Ma più in generale ritengo che noi genitori vorremmo per i nostri figli una scuola libera, pubblica, capace di garantire un'offerta formativa culturale reale e una formazione efficace della persona. Noi siamo preoccupati soprattutto di ritrovarci, dopo queste annunciate svolte governative, con un'istruzione scadente. Da qui la scelta di batterci per tutelare le conquiste raggiunte sino a oggi". Giusy Manca parla con ferma pacatezza nel suo studio all'università. Alle pareti, alcuni poster riproducono opere di Kandinsky e Magritte. Del pittore belga c'è anche "Il dominio delle luci", dipinto che sembra calzare a pennello con il discorso logico e razionale della madre-docente. Che infatti sottolinea: "Quando si reputa di poter tagliare l'istruzione, si taglia la democrazia. La reazione sostanziale di noi genitori riguarda soprattutto quest'aspetto di fondo. E trovo inconcepibile che s'ipotizzi di ricorrere alla polizia: gli studenti hanno tutto il diritto, a scuola come negli atenei, di protestare pacificamente. Checché ne dicano Berlusconi e la Gelmini finora le manifestazioni sono state ovunque civili, composte, ordinate. Sono il premier e il ministro a voler strumentalizzare la faccenda e a montare un caso su un dissenso più che ragionevole: un governo davvero democratico deve rispettare la contrarietà della piazza". Da pedagogista anche Giusy Manca, infine, si sente indignata dall'idea di classi differenti per i figli d'immigrati che devono ancora imparare l'italiano avanzata dai leghisti. "è un'iniziativa - afferma - che non risponde per niente alle esigenze di confronto e ai bisogni d'educazione e indentificazione con gli adulti che i bambini vivono in questa fase d'età. Fra l'altro è un danno pure per gli allievi di nazionalità italiana. La presenza dei piccoli stranieri va giudicata una risorsa. A che serve metterla in cassaforte, magari ghettizzandola, anziché trasformare la diversità in ricchezza?". (pgp).

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Gelmini, non ucciderai la scuola - gabriella grimaldi (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ieri mattina un migliaio di ragazzi in piazza d'Italia contro la riforma "Gelmini, non ucciderai la scuola" Sit-in nella facoltà di Scienze politiche, oggi assemblea ad Agraria Dibattito sui temi del contestato decreto: "Lotteremo perché il diritto allo studio non sia riservato soltanto a poche persone" GABRIELLA GRIMALDI SASSARI. Ancora una mattinata di protesta contro la riforma della scuola. Ieri un migliaio di studenti universitari e delle superiori hanno manifestato in piazza d'Italia per far sentire il proprio dissenso sulle scelte fatte dal governo in tema di diritto allo studio. I ragazzi provenienti da numerosi istituti e facoltà hanno così disertato le lezioni, si sono armati di striscioni e fischietti, e hanno attraversato la città gridando slogan contro il ministro Gelmini e il premier Berlusconi. Le contestazioni erano cominciate al suono della campanella d'ingresso a scuola. Gli studenti delle superiori hanno preso in mano le bombolette, tracciato i loro pensieri su grandi teli bianchi e si sono diretti alla facoltà di Scienze Politiche, al Quadrilatero in viale Mancini. Era lì infatti l'appuntamento con i giovani del coordinamento studenti universitari che aveva organizzato un'assemblea sui temi della protesta. A metà mattina il cortile della facoltà si è riempito all'inverosimile di persone provenienti da tutti gli istituti cittadini. Dopo alcuni interventi di servizio ci si è però resi conto che l'incontro in quel luogo era impraticabile. Un numero troppo alto di persone e la mancanza di un impianto di amplificazione ha indotto gli organizzatori a dirottare l'assemblea verso un luogo aperto e grande: piazza d'Italia. "Lo scopo dell'assemblea di oggi - hanno detto - è quello di dare informazioni sulle conseguenze nefaste che le azioni del governo porteranno non soltanto alla scuola elementare, ma a tutto il sistema dell'istruzione. Perchè l'obiettivo più evidente è quello di tagliare le spese e risparmiare sui costi del personale ma quello più sottile e meno visibile è, ad esempio, che le università si possano trasformare in fondazioni senza più un tetto prestabilito per le tasse. Significa che il diritto allo studio sarà garantito soltanto a un ristretto numero di persone". Gli studenti hanno quindi lasciato la facoltà di viale Mancini e hanno formato un corteo che si è diretto verso il centro. Lì, ad aspettarli, davanti al palazzo della Provincia, un discreto schieramento di forze dell'ordine, a portata di mano caschi e manganelli: i presupposti per una tenuta antisommossa. L'assemblea, che ormai si era trasformata in una manifestazione di protesta, si è comunque svolta in modo pacifico fra gli interventi dei coordinatori degli studenti delle superiori e dell'università. Non potevano mancare i commenti sulle affermazioni di Silvio Berlusconi di mercoledì riguardo al "divieto" di occupare scuole e università (affermazioni poi ritoccate dallo stesso premier nella serata di ieri). "Si tratta di affermazioni dettate dal nervosismo - ha detto Mauro Piredda, del coordinamento universitari -. Non abbiamo deciso se occupare o meno le facoltà ma di sicuro non smetteremo di lottare. Vorremmo che anche gli insegnanti partecipassero più attivamente a una battaglia che li vede prime vittime, assieme agli studenti, di una riforma che non può essere accettata". Non sono mancate però le voci di dissenso all'interno del mondo studentesco. Alcuni gruppi di universitari ieri mattina hanno preso le distanze dalla manifestazione. "Non siamo d'accordo sul metodo - ha detto Antonella Puggioni dell'associazione "Non solo numeri" di Medicina -. Noi ad esempio abbiamo scelto di non impedire la didattica ma, insieme ai docenti, di partecipare a lezioni alternative fuori dalle aule. Vogliamo dimostrare che non siamo fannulloni ma amiamo le nostre facoltà". Della stessa opinione Paola Rais di Giurisprudenza: "Non siamo favorevoli a queste forme di protesta. Oggi al Quadrilatero si è soltanto turbata l'attività didattica". Altri invece, come Simone Campus rappresentante degli studenti nel consiglio di amministrazione dell'Ersu, si lamentano del fatto che il coordinamento sia qualcosa di politicizzato. Fra le bandiere quella del Partito Comunista dei Lavoratori e nella folla giovani militanti della Rifondazione. Tutti d'accordo invece per ritrovarsi oggi alle 16,30 nell'aula magna della facoltà di Agraria. Lì si terrà un'assemblea organizzata dai docenti universitari, ma sono stati invitati a partecipare anche tutti gli studenti e chiunque fosse interessato a capire il contenuto della riforma, in particolare della legge 133 firmata a suo tempo dal ministro per l'Economia Giulio Tremonti. Nei prossimi giorni invece, annuncia il coordinamento degli studemti, si svolgeranno assemblee e sit-in in vari luoghi della città. Ma il corteo più corposo è atteso per il 30 ottobre quando si terrà la grande manifestazione della scuola a Roma. Gli studenti sassaresi hanno deciso di stare in città e unirsi alla protesta nazionale con un'iniziativa che, sperano, sia significativa come quella del 18 ottobre organizzata dal Comitato dei genitori delle scuole dell'obbligo.

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Non è il modo di governare - gianfranco pasquino (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'OPINIONE NON è IL MODO DI GOVERNARE GIANFRANCO PASQUINO "Un paese può - disse una volta in maniera memorabile Romano Prodi - essere ricco e stupido per una generazione. Poi, se non studia rimarrà stupido, ma non riuscirà a restare ricco". Dunque, qualsiasi paese che non investa risorse nell'istruzione, elementare e universitaria, e nella formazione professionale rischia il declino. In effetti, tutte le statistiche internazionali segnalano che, per quel che riguarda l'università, il declino italiano è già cominciato e non sembra facilmente arrestabile. Con le riforme della scuola elementare proposte dall'improvvisato ministro Maria Stella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori, è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile. Non riguarda soltanto, in maniera egoistica, comunque comprensibile, i posti di lavoro, presenti e futuri. Riguarda, invece, soprattutto, il futuro, prossimo e di più lungo periodo, dell'Italia. A una protesta che si diffonde, un governo democratico, vale a dire che si vanta del sostegno popolare, cercherebbe di rispondere ascoltando e interloquendo, spiegando e, eventualmente, correggendo alcune imperfezioni del pasticciato provvedimento di riforma. Dall'alto della sua ampia maggioranza parlamentare in entrambe le Camere, potrebbe farlo generosamente e intelligentemente anche il governo Berlusconi. Invece, il capo del governo confonde una legittima protesta che si è finora svolta e sviluppata in maniera del tutto pacifica in molte città italiane con una sommossa plebea strumentalizzata dalla sinistra e annuncia (per poi smentire) con tono imperativo che manderà la polizia nelle scuole e nell'università (dove non può senza la richiesta dei Rettori). Non soltanto invade il campo delle competenze del suo, molto più cauto, ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ma dimostra anche di avere poca familiarità con la pratica della democrazia. Un po' dappertutto nelle democrazie è pienamente riconosciuto il diritto dei cittadini di associarsi per protestare e fare valere, anche fuori del Parlamento, secondo modalità non violente, le loro ragioni. Neppure il presidente amico George Bush minaccerebbe di usare la forza contro chi protesta per le sue nefaste politiche. Vero è che, come ha lasciato intendere qualche tempo fa il segretario del Partito Democratico, potrebbe essere in corso la "putinizzazione", non del regime italiano, ma dello stesso presidente del Consiglio Berlusconi che non ha mai nascosto la sua ammirazione per l'ex-comunista Vladimir Putin. Magari i sondaggi daranno ancora a Berlusconi un alto livello di gradimento, ma questo non basta a dargli ragione. Non è possibile essere d'accordo con Berlusconi. Né sulla sostanza, ovvero su una dannosa riforma della scuola e sui tagli alle spese del sistema universitario che, al contrario, ha urgente bisogno di investimenti in strutture e in ricercatori; né sul metodo: l'uso della polizia invece del confronto aperto senza esito precostituito. Con pulsioni populiste e autoritarie si governa male e si riforma peggio.

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Scuola, berlusconi si smentisce - silvio berlusconi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Dietrofront sulla linea dura. Gaffe del ministro dell'Istruzione al Senato assediato dai manifestanti. La protesta si estende Scuola, Berlusconi si smentisce "Mai pensato alla polizia". La Gelmini: incontrerò gli studenti SILVIO BERLUSCONI ROMA - Dietrofront del presidente del Consiglio sull'invio delle forze dell'ordine nelle università per impedire le occupazioni: "Non ho mai pensato all'uso della polizia". Intanto la protesta si allarga. Il ministro dell'Istruzione Gelmini annuncia che incontrerà i rappresentanti degli studenti, che ieri in corteo nelle vie di Roma hanno cercato di raggiungere il Senato: durante il dibattito sulla riforma della scuola la Gelmini ha commesso una gaffe, sbagliando la pronuncia della parola "egida". SERVIZI DA PAGINA 2 A PAGINA 7.

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A rischio una ventina di sedi nel vastese (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca A rischio una ventina di sedi nel Vastese VASTO. Con il decreto 154 rischiano di scomparire una ventina di sedi scolastiche con meno di 50 iscritti dislocate nei Comuni dell'entroterra e che fanno capo già ad istituti comprensivi. Nell'Alto Vastese si ipotizza la creazione di tre grandi poli scolastici a Palmoli, Celenza sul Trigno e Fresagrandinaria, facenti capo attualmente al Comprensivo di Carunchio. Amministratori e dirigenti didattici sono alle prese con proposte di riorganizzazione per evitare che le novità previste dalla Gelmini possano penalizzare i territori a rischio spopolamento. Il piano di dimensionamento che dovrebbe risparmiare le scuole dell'infanzia, riguarda anche gli istituti dei centri più grandi con meno di 500 iscritti, da accorpare o riorganizzare. Sono l'Istituto d'istruzione superiore Pudente (Isa e Classico) a Vasto, l'Agrario a Scerni, l'Istituto d'istruzione superiore Mattioli a San Salvo (Itc-Scientifico e Professionale).

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No ai tagli, il grido degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca No ai tagli, il grido degli studenti Corteo sfila in centro, per ora nessuna scuola occupata VASTO. Striscioni, cori, slogan contro il ministro Gelmini ed il premier Berlusconi accompagnati dai piatti acustici. Anche in città gli studenti sono scesi in piazza per dire no alla riforma, difendere l'istruzione pubblica e salvaguardare le istituzioni scolastiche. Il corteo - un migliaio secondo gli organizzatori, 500 secondo il commissariato - si è snodato dal San Paolo a piazza Barbacani. Alla protesta, organizzata dal liceo scientifico Mattioli con una rappresentanza del liceo classico Pudente e dell'Industriale Mattei non hanno aderito Magistrale, Commerciale e Geometri ed Istituto d'arte. Meno fondi per la manutenzione scolastica, carenza di personale tecnico e una ventina di piccole scuole del Vastese che rischiano la chiusura con il ridimensionamento previsto dal decreto Gelmini. Questa la situazione che è stata contestata lungo la strada. "Alle ragioni nazionali della protesta si uniscono quelle locali", puntualizza Antonio Del Casale, rappresentante del Mattioli. "Ora si parla di tagli, ma la diminuzione di fondi e trasferimenti, allo Scientifico si è fatta sentire da settembre. In alcune aule piove, la manutenzione lascia a desiderare" denuncia, "due anni fa c'erano due tecnici di informatica, attualmente nessuno, un altro laboratorio ha un responsabile a giorni alterni", ricorda. "Questa è la scuola di qualità di cui si parla? Se i fondi si riducono, come si possono garantire o addirittura potenziare servizi indispensabili?", si chiede Michele Del Borrello del Comitato studentesco. La manifestazione è stata preceduta da un'assemblea ed i promotori invieranno una lettera al Presidente della Repubblica per esprimere il loro dissenso. "Informare e sensibilizzare sugli effetti delle nuove disposizioni è un altro obiettivo del Comitato", aggiunge Marta Costantino. "La mobilitazione a Vasto ha superato le aspettative", commenta Emiliano Giattini. Di occupazione tuttavia al momento non ancora si parla, un eventuale intervento delle forze dell'ordine spaventa i ragazzi. Intanto il 30 una delegazione studentesca sarà a Roma per lo sciopero nazionale. La protesta, "corretta e pacifica" come la definisce lo stesso vice questore Cesare Ciammaichella, è partita dallo Scientifico dove anche i professori, durante una assemblea auto-convocata, si sono espressi sulla riforma. Il loro documento sarà sottoposto ai sindacati che oggi, nell'aula magna dell'istituto, sono impegnati in un'assemblea territoriale congiunta dalle 11. (s.a.).

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Mariastella sotto assedio al senato - carmelo lopapa (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il caso Mariastella sotto assedio al Senato Fuori gli studenti, bagarre in aula: e sbaglia a pronunciare egida Gelmini: "Campagna terroristica" I senatori Pd e Idv parlano ai ragazzi CARMELO LOPAPA ROMA - Il compitino lo stava leggendo con una certa convinzione, emozionata appena, comunque mettendocela tutta, tra quegli schiamazzi dai banchi alla sua sinistra e l'eco degli slogan che gli studenti urlavano nei megafoni lì fuori Palazzo Madama. La maestrina si era presentata in classe inappuntabile, tailleur grigio, consueti occhialini very intellectual. A rovinare tutto quello sbadato dello staff ministeriale, che le ha tirato il brutto scherzo di dimenticare di segnare pure gli accenti del discorso con cui la ministra Mariastella Gelmini avrebbe dovuto difendere la sua contestatissima riforma nell'aula del Senato, mentre per le strade stava divampando la protesta. Lei che accusa l'opposizione di aver dimenticato il libro bianco "scritto sotto l'egìda... del governo Prodi". Proprio così, il ministro dell'Istruzione, l'egìda, con accento sulla "i". "Non sai neppure dove si mettono gli accenti", "torna a studiare" esplode mezzo emiciclo in un concerto di "boooh" e sonore risate. Le donne le più inviperite. Le democratiche Fiorenza Bassoli, Maria Fortuna Incostante, Mariapia Garavaglia. "Colleghi per cortesia" interviene il presidente del Senato Renato Schifani per consentire al ministro di riprendere. E riprendersi. "Scritto sotto l'ègida...", ecco, così va meglio. Ma è solo l'inizio della corrida, in un'aula di Palazzo Madama tornata "viva" per un giorno dopo i due anni al cardiopalma della passata legislatura. Senato, ora di pranzo, il ministro più contestato del governo, quello che i ragazzi dei cortei vorrebbero di nuovo a scuola, nella migliore delle ipotesi, si alza, schiarisce la voce e replica con intervento scritto alle contestazioni di questi giorni. Le tocca chiudere la discussione generale sul suo decreto ormai pronto per l'approvazione della prossima settimana, proprio all'indomani dell'uscita berlusconiana sulle forze dell'ordine. In un clima già surriscaldato di suo. Lei, va da sé, ci ha messo del suo per accendere ancor più gli animi, mentre i colleghi Elio Vito e Sandro Bondi restano immobili al suo fianco. Legge cose del tipo: "Avrò la tenacia della goccia che scava la pietra della demagogia", oppure, "il voto in condotta serve a riscattare gli insegnanti umiliati, spero mi siano grati", fino all'accusa più impegnativa all'opposizione, "fuori dal Senato si è scatenata una campagna terroristica che ha diffuso false informazioni". Certo, poi cita Luigi Berlinguer e si dice disponibile a incontrare gli studenti. Ma ormai la frittata è fatta. Aula in subbuglio e lei: "Ben più delle vostre proteste - replica stizzita lei - mi preoccupano le falsificazioni che sono state messe alla base di queste proteste". Caos. "Ma di che falsificazioni parli?" le urla contro Luciana Sbarbati. E Luigi Lusi: "Abbia rispetto, ministro, abbia rispetto". Il più infervorato è Costantino Garraffa, vero capo ultrà degli scranni Pd: "Gelmini santa subito", "ma faccia il ministro, se ne è capace", "bugiarda, lei è una bugiarda". Perfino la glaciale capogruppo Pd Anna Finocchiaro a un certo punto sbotta. "Guardi che la politica non è un pranzo di gala e non si può ribattere alle critiche dicendo che sono tutte bugie. Di unti del signore ne basta e avanza uno". Dalla maggioranza ci provano pure a difendere la trentenne finita nella fossa dei leoni, con sonori applausi a ogni passaggio. Ma niente. Schifani ormai interviene e richiama all'ordine di continuo. In fin dei conti, è la conclusione della Gelmini, tutti gli altri ministri dell'Istruzione "prima di me sono stati contestati". E amen. Per i senatori Pdl e Lega vale un'ovazione, tra i fischi dell'opposizione. Giù il sipario. Nel frattempo, ora dopo ora Palazzo Madama finisce sotto l'assedio degli studenti, tappa finale di cortei più o meno organizzati. I senatori del Pd si danno il cambio in staffetta per incontrarli e calmarli. Finocchiaro, Garavaglia, Franco, Bastico, il dipietrista Pardi, il dalemiano La Torre che a un certo punto impugna un megafono per calmare i più focosi. Perché dai più agguerriti piovono fischi contro chiunque esca dal Palazzo, ce n'è anche per loro del Pd che spiegano come sta andando dentro. Tutti gli altri senatori, la gran parte, preferiscono guardare da lontano, dietro le finestre, nelle pause dei lavori. "Siete voi, siete voi, la vergogna dell'Italia siete voi!" è il coro delle centinaia laggiù. "Vergogna è permettere a questi di arrivare fin qui" commenta un capannello di senatori della maggioranza dietro una tenda. Prima che passi la richiesta del Pd Zanda di sospendere l'esame del decreto e rinviarlo a martedì, c'è anche il tempo per il primo sequestro della tessera di un pianista in aula. Soliti senatori che votano per gli assenti. Dall'opposizione urlano e additano stavolta il colpevole. Il presidente Schifani spedisce i senatori questori a sequestrare. La tessera non viene fuori. "Se la non consegnate sospendo i lavori", alza insolitamente la voce il presidente. A quel punto Carlo Sarro, Pdl, viso piantato per terra, allunga il braccio e consegna ai commessi la tesserina del vicino di banco assente, Sergio Vetrella. I lavori riprendono. Ma che figura.

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"dissenso garantito, ma ci sarà fermezza" - alberto custodero (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Al Viminale summit con le forze dell'Ordine: occupate 150 scuole e 20 facoltà, 300 le manifestazioni "Dissenso garantito, ma ci sarà fermezza" ALBERTO CUSTODERO ROMA - Nessun ricorso alla forza per sgomberare le 150 scuole e le 20 facoltà occupate. Anzi, il dissenso è garantito, "purché espresso nel rispetto della legge". "Fermezza" e "determinazione" solo nel "prevenire qualsiasi tipo di degenerazione violenta". Il ministero dell'Interno ha riassunto così, in un comunicato, la sua posizione a proposito della protesta nelle scuole italiane contro la riforma Gelmini. Dopo la retromarcia del premier che ha dichiarato di non aver "mai pensato alla polizia nelle scuole" anche al Viminale si cerca di stemperare la violenta bufera scoppiata nel Paese dopo l'annuncio di Berlusconi dell'altro giorno di voler dare "istruzioni dettagliate" proprio al ministro dell'Interno su "come intervenire con le forze dell'ordine". La riunione presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano, cui hanno preso parte il capo della Polizia Antonio Manganelli, il capo di stato maggiore dell'Arma, Leonardo Gallitelli, il direttore del servizio segreto civile (Aisi), Giorgio Piccirillo, s'è conclusa, infatti, con un comunicato stampa all'insegna della distensione e del dialogo. L'unico accenno a un intervento delle forze dell'ordine si ha solo quando il Viminale precisa che in caso di "degenerazione violenta", "i responsabili saranno identificati e denunciati alla magistratura". Per il resto, le forze dell'ordine si limiteranno a "tenere costantemente aggiornato il quadro informativo che presenta elementi di fluidità con una permanente analisi delle ipotesi di rischio". Le manifestazioni, dal primo al 23 ottobre, sono state 300. Il Viminale conclude con l'"auspicio" che presidi e rettori garantiscano all'interno delle facoltà e delle scuole "la continuità didattica". E l'"augurio" che "sia aperto uno spazio di confronto" fra la Gelmini e "chi ha animato la protesta". è botta e risposta, intanto, fra opposizione e maggioranza sull'uso del sito istituzionale di Palazzo Chigi nel quale è stato pubblicato il documento del Governo intitolato "Tutte le bugie del centrosinistra". Ricardo Levi, portavoce del Governo ombra del Pd, ha accusato l'esecutivo di fare "propaganda". Palazzo Chigi ha replicato spiegando che quel documento "è stato presentato ai giornalisti dal premier e dal ministro dell'Istruzione in una conferenza stampa. E quindi è stato pubblicato sul sito".

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Scuola, dietrofront di berlusconi "mai detto che manderemo la polizia" - gianluca luzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, dietrofront di Berlusconi "Mai detto che manderemo la Polizia" Veltroni: "Le parole sono pietre". La Gelmini: vedrò gli studenti Lo scontro Il premier attacca la stampa: "C'è divorzio tra l'informazione e la realtà" GIANLUCA LUZI DAL NOSTRO INVIATO PECHINO - Nega di aver mai pensato di mandare la polizia nelle scuole e nelle università, ma nello stesso tempo conferma che per lui occupare un liceo o un ateneo è un reato "come occupare un aeroporto", e mentre a Roma il ministro Gelmini tira dritto sulla riforma ma offre una disponibilità al confronto: "convocherò gli studenti", Berlusconi continua a dare la colpa alla sinistra che "soffia sul fuoco e dà cifre false" e su giornali e tv che "hanno divorziato dalla realtà". Anche nella capitale cinese dove partecipa al summit Asia-Europa, Berlusconi è fedele alla linea di ricerca del consenso a tutti i costi che lo ha premiato finora con un indice di gradimento "imbarazzante" e continua a soddisfare la richiesta di "legge e ordine" che viene dai cittadini. Ma l'argomento della scuola, con l'ondata di occupazioni e di proteste, è difficile da gestire anche per il presidente del consiglio con il rischio di provocare la reazione negativa dei genitori, perfino di quelli che hanno votato per il centrodestra ma che hanno un figlio o una figlia al liceo o all'università e che magari si beccano una manganellata o una denuncia per occupazione. Berlusconi se ne rende perfettamente conto e infatti per ora si limita a minacciare e subito dopo a tirare il freno a mano. E così, nonostante il resoconto della conferenza stampa di mercoledì pubblicato sul sito del governo dica il contrario, Berlusconi sostiene che "non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà". In realtà specifica Berlusconi "ho detto invece che chi vuole è liberissimo di manifestare e protestare ma non può imporre a chi non è della sua idea a rinunciare al suo diritto essenziale. Impedire che qualcuno eserciti un proprio diritto credo che debba essere considerato un reato". Comunque "chi vuole manifestare è liberissimo di farlo, ma non di sparare bufale sui numeri delle partecipazioni. E per dissuadere gli studenti ho in mente qualche sistema molto spiritoso, ma per ora non lo dico". In sostanza "si tratta di proteste pretestuose e non legate alla realtà, in piazza vedo solo cartelli basati su false informazioni: non è vero che saranno licenziati 83 mila insegnanti o che ci saranno classi apartheid per i bambini di altri paesi nè che vogliamo ridurre il tempo pieno". E la responsabilità ricade sulla stampa e sulla sinistra che usa la scuola "come pretesto per fare una cosa contro il governo". Di fronte all'evidente autosmentita di Berlusconi sull'uso della polizia, il Pd attacca. "Quando si fa quel lavoro lì - avverte Walter Veltroni intervenendo ad "AnnoZero" - le parole sono pietre e prima di pronunciarle occorre ponderarle. Quella frase può avere effetti gravissimi, c'è il rischio di una radicalizzazione. Un grande movimento pacifico può essere spinto" a radicalizzare le sue manifestazioni. Per il segretario democratico, "in nessun altro paese occidentale è possibile assistere a questo teatrino. Il presidente del Consiglio ha fatto ieri una cosa minacciosa , poi ha smentito. Sono contento per la smentita del presidente del Consiglio ma non sono affatto contento per il mio paese. Abbiamo un presidente del Consiglio che ogni giorno dice una cosa enorme e dopo 24 ore la smentisce".

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E sul social network l'assemblea è permanente (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Facebook E sul social network l'assemblea è permanente Sul sito di social networking più in voga tra gli universitari, sono tanti i gruppi di opposizione al ministro Gelmini. Quello che in termini numerici unisce più utenti è la causa "A favore dell'istruzione e della ricerca. No alla legge 133" che conta oltre 80mila adesioni. Poco più di 25mila persone sono invece gli iscritti al gruppo "No al decreto Gelmini", che invita i partecipanti a mandare email al presidente Napolitano perché si opponga alla riforma. Su Facebook sono tuttavia presenti anche decine di gruppi che fanno dell'ironia la loro arma principale come "Internate la Gelmini" e "Scommetto che almeno 5 milioni di persone odiano la Gelmini" che per ora è fermo a 13mila iscritti ma in continua crescita.

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Sms, videofonino e youtube così la rivolta corre sul web - vittorio zambardino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Sms, videofonino e YouTube così la rivolta corre sul Web Su Repubblica.it il racconto in diretta del movimento Frammentazione e velocità tra le caratteristiche della generazione "liquida" VITTORIO ZAMBARDINO ROMA - E il ciclostile? Per quelli di Beata Ignoranza, "blog di resistenza delle scuole pratesi, è un'insalata: il testo di un comunicato, l'agenda delle prossime manifestazioni, una vignetta contro la Gelmini di un disegnatore famoso, qualche articolo di giornale e un video comico da Crozza Italia sulla maestra unica. Non è il tadzebao del �68 né la radio libera del �77. è la generazione digitale che sa come mandare su Internet quello che vede e quello che ha imparato a raccontare in diretta, in quella continua narrazione di se stessi di cui sono campioni, fatta con poco, anche solo con uno sms: "In questo momento stanno sfilando più di 1550 persone", c'era scritto su un blog di Padova. Tutto si mescola in un linguaggio-collage e in un'assemblea permanente, dove a Torino leggono cosa scrive Palermo e viceversa, in tempo reale o quasi. Se oggi la polizia caricasse un corteo a Milano, dopo venti minuti su YouTube ci sarebbero il video: magari girato da una mano che trema o fugge, e da un cellulare da 100 euro. Ma subito lo vedrebbero a Torino e a Palermo. E su YouTube le immagini del movimento ci sono già. Non ruggisce come 30 e 40 anni fa, questo movimento-rete. Se c'è un grande assente da tutte le sue espressioni è la violenza. Da Il Buco Neto, blog dei fisici precari dello INFN, fino Montale, tenuto dai ragazzi della Quarta B di una media superiore di Pontedera, è solo racconto: "Abbiamo fatto lezione - c'è scritto su Montale - per un ora e mezzo sul corso, la classe era completamente assorta ad ascoltare le parole della spiegazione ed i passanti stupiti si fermavano a leggere lo striscione "se ci togliete l'istruzione, fuori noi facciamo lezione"". è un movimento frammentato: i blog dei precari, quello delle maestre, quello dei ragazzi delle medie, quello dell'Alma Mater. Niente sintesi politica, molti collegamenti (link) fra un sito e l'altro. Del resto la rete è intensa e immediata: nelle statistiche di Google le ricerche con la parola "Gelmini" hanno avuto negli ultimi 30 giorni punte di incremento oltre il 5000% sui 30 precedenti. La statistica delle città dove sono state effettuate quelle ricerche (Google la fornisce) è aperta da Pisa. Ognuno sceglie lo strumento che gli è congeniale. Blog argomentativi e un po' verbosi per precari e insegnanti, ma anche i forum dei giornali, su Repubblica.it sono intervenuti in molte centinaia. Petizioni dure e di battaglia per chi cerca firme: alcune sono grandi successi, 16mila, anche 30mila. Ma per i ragazzi vince il "nuovo" web: ad esempio le foto sul sito di album Flickr sono null'altro che un racconto per immagini di queste ore. E poi c'è Facebook. Tante le pagine "anti Gelmini": una con più di 60 mila mila adesioni, ma anche aggregazioni meno fortunate. Qui però la caratteristica è che ogni aderente funziona come un uomo sandwich: ha la sua pagina, ci può scrivere e pubblicare le foto e i video che vuole e gli altri vedono automaticamente quello che sta "dicendo". Un corteo elettronico. Non violento. (Testi del dossier a cura di Mauro Munafò).

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Cinzia, la sorella maestra, guida il progetto "integrazione" - cinzia sasso (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Insegnante a Milzano in provincia di Brescia e delegata sindacale Cgil Cinzia, la sorella maestra, guida il progetto "Integrazione" CINZIA SASSO DAL NOSTRO INVIATO MILZANO - La scuola della Gelmini è un edificio basso, il cortile con i sassolini intorno, il portone chiuso a chiave, un silenzio perfetto che arriva dalle aule, il bidello che a chi suona il campanello risponde brusco "non ho tempo di parlare, sto lavorando". Bassa bresciana, campi con il concime appena sparso, 1.700 abitanti e 314 stranieri di cui 117 minorenni. Un laboratorio perfetto di quel che è la scuola oggi, con i bambini che sembrano lo storico manifesto della Benetton, e i maestri che hanno dovuto inventare un modo per insegnare e farli stare tutti insieme. Un modo che si chiama "Progetto Integrazione Alunni" di cui è reponsabile la Gelmini. Intendiamoci: Gelmini Cinzia. Perché questa è la scuola della sorella del ministro, maestra elementare e delegata sindacale della Cgil. Sarebbe un'occasione buona per aiutare a fare chiarezza sulla contestata riforma della Gelmini Mariastella: una maestra con trent'anni di insegnamento sulle spalle e un impegno nel sindacato che è in prima fila contro la riforma, potrebbe raccontare cosa si fa in una scuola dove l'utenza è fatta per il 40 per cento di figli di immigrati. E ipotizzare cosa si farà se ci sarà il maestro unico e i bambini stranieri saranno iscritti alle classi-ponte. Si potrebbe se non ci fosse di mezzo la parentela e il gioco delle sorelle-contro che i giornali amano e la stimata maestra di Milzano detesta. "Non vi siete mai occupati di noi - ringhia una mamma fuori dalla scuola - lo fate adesso solo perché così giocate sulle liti di famiglia". E non è la sola a inveire contro i giornalisti che affollano il paese per strappare alla maestra un commento e per sapere se parteciperà allo sciopero del 30 ottobre. Lei non ha mai risposto eppure ha letto sui giornali dichiarazioni mai rilasciate tanto che domenica ha diffuso un comunicato per smentire di avere mai detto che parteciperà allo sciopero. Significa che andrà a fare lezione mentre il sindacato di cui è delegata chiama alla protesta? "No - spiega un dirigente Cgil - significa semplicemente che Cinzia non ha detto le parole che le sono state attribuite e che intende continuare a operare come ha sempre fatto".

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Roma, in corteo studenti e mamme - maria novella de luca (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Roma, in corteo studenti e mamme Migliaia in piazza contro la Gelmini, momenti di tensione davanti al Senato La mobilitazione MARIA NOVELLA DE LUCA ROMA - A sera sono in migliaia, le facce della protesta ci sono tutte, piazza Navona è quasi piena, per ore studenti e polizia si guardano dai fronti opposti del marciapiede, la tensione è alta e gli slogan cattivi come non mai, Roma è blindata, ma alla fine per fortuna non succede nulla. La piazza ha vinto però, così dicono i ragazzi, i professori e anche le mamme anti-Gelmini, tutti autoconvocati con la velocità degli sms, ha vinto perché Berlusconi fa marcia indietro, afferma di non aver mai invocato la polizia contro chi fa le occupazioni, gli studenti non ci credono e annunciano nuove barricate, vere e virtuali. Si è conclusa pacificamente quella che poteva essere la prima giornata di scontro, anche fisico, tra il nuovo movimento e le forze dell'ordine, un clima cupo, da '77, con gli studenti di tutti gli atenei romani arrivati davanti alle finestre del Senato, dove si discute il decreto Gelmini, legge 133, per contestare non solo la riforma della scuola, ma anche, e soprattutto il premier. "La vergogna dell'Italia siete voi", "Mafiosi, fascisti": i cortei si ritrovano di fronte a Palazzo Madama, molti arrivano quando è già sera, il più folto, quello Sapienza, a lungo bloccato a pochi metri dal Senato, entra a passo di corsa dentro piazza Navona serrato ai lati dagli agenti. Mani alzate, insulti, qualche spintone, qualche passamontagna, poi tutto si placa. Ma è la prova generale di quello che potrebbe essere. I capi della protesta però, dal collettivo di Scienze Politiche a Fisica, invitano alla calma: "Non rispondete alle provocazioni" urlano nei megafoni, ma a dire il vero la polizia sembra avere ordini precisi, e di provocazioni non c'è traccia. "La vostra crisi non la pagheremo noi", "Siete tutti pregiudicati", "Vi resta soltanto la camorra": ad un certo punto la protesta è così forte che qualcuno, incautamente, oscura le finestre orlate di bandiere che dal Senato guardano vero la piazza. Le urla e gli slogan raddoppiano, triplicano, che le finestre dopo pochi minuti vengono riaperte... I pochi politici della maggioranza che lasciano l'aula nel pomeriggio vengono ricoperti di insulti. Dall'opposizione invece i senatori si muovono a gruppetti per parlare con gli studenti. Si presentano Nicola Latorre, i ministri del Governo ombra Mariapia Garavaglia, Vittoria Franco e Mariangela Bastico. E poi Albertina Soliani, Vincenzo Vita. "Siamo con voi", dicono, ma qualche fischio parte anche per loro. In serata la piazza si anima di mamme e bambini. è la protesta contro i tagli alle elementari, contro il maestro unico, che si unisce e salda a quella degli universitari contro le misure previste dal ministro Tremonti nella nuova Finanziaria. "Maria Stella nascente, scuola cadente", dicono gli striscioni degli allievi un po' infreddoliti di una scuola primaria della periferia Sud di Roma. Piano piano la manifestazione si scioglie, ma per molti studenti il lavoro continua: si torna nelle facoltà occupate, brandine e sacchi a pelo, si preparano le mozioni per le assemblee di ateneo, si stampano documenti e volantini. "Siamo solo all'inizio", dicono arrotolando gli striscioni, parafrasando uno slogan antico ma buono per ogni stagione di protesta.

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Muravera, gli studenti contro la riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cagliari Muravera, gli studenti contro la riforma Gelmini MURAVERA. La contestazione alla Gelmini arriva anche nelle scuole di periferia. Dal 17 ottobre gli studenti degli istituti superiori del Sarrabus sono in stato di agitazione per contestare la riforma. Dopo alcuni giorni di sciopero e occupazione gli studenti stanno autogestendosi. "A pagare le spese - sostengono gli studenti dell'istituto tecnico Luigi Einaudi - non saranno soltanto le scuole primarie, colpite dal ritorno al maestro unico, ma tutte le altre scuole, perché la decimazione dei docenti e il sovraffollamento delle classi riguardano l'intero sistema dell'istruzione". Al liceo Giordano Bruno il dirigente scolastico ha concesso agli studenti uno spazio interno alla scuola, dove il comitato studentesco che si è costituito spontaneamente e tutti gli studenti, potranno riunirsi anche nel pomeriggio per approfondire i punti della riforma e tutti i temi da essa derivanti. "Abbiamo deciso di passare ad azioni di protesta fine a se stessa - dice Aurora Orrù - ad azioni di dialogo costruttivo e informativo atto a rafforzare la nostra consapevolezza e la conoscenza della riforma e delle sue conseguenze". (j.bu.).

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Sono 1500 i maestri da ricollocare (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 253, pag. 6 del 24/10/2008 Autore: di Paolo Silvestrelli Visualizza la pagina in PDF       Nelle scuole elementari molti docenti con i requisiti di pensionabilità libereranno posti disponibili Sono 1500 i maestri da ricollocare Nel 2009 in pensione 8500 insegnanti. Così calano gli esuberi In fin dei conti la riforma scolastica che prevede il passaggio al maestro unico, non produrrà dei cambiamenti traumatici in termini di esuberi degli insegnanti delle scuole primarie. Alla fine dei calcoli, quando nel 2009 partirà la riforma, dovrebbero essere 1500 i maestri delle elementari da ricollocare. Se inizialmente si parlava di 10 mila educatori che si sarebbero trovati nella condizione di non essere riconfermati a causa dell'entrata in vigore della norma sul maestro unico, la quale avrebbe ridotto l'organico degli insegnanti delle scuole elementari, ora l'effetto della riforma Gelmini in termini di occupazione, sembra ridimensionato. Se dai dati del ministero della pubblica istruzione risulta che sono stati 5.272 docenti, a partire dallo scorso settembre, a cessare il servizio per motivi pensionistici o a causa di dimissioni volontarie dal 1 settembre 2009, data da cui decorre la norma che prevede l'introduzione del maestro unico, il numero dei docenti e del personale educativo che cesserà il servizio scolastico, secondo una proiezione dei dati del ministero della pubblica istruzione, dovrebbe raggiungere le 8500 unità. Quest'anno, infatti, numerosi docenti hanno preferito rinviare di un anno la possibilità di andare in pensione, per questioni prettamente economiche, nonostante avessero raggiunto i requisiti di pensionabilità. La norma per l'accesso al trattamento pensionistico di anzianità, contenuta nella legge 24 dicembre 2007 n.247, ha di fatto eliminato lo scalone introdotto dalla legge Maroni e facilitato l'accesso alla pensione, perché ha previsto l'estensione, al solo personale scolastico, del requisito dell'età anagrafica dei 58 anni e di quello contributivo di 35 anni. Con l'effetto di tranquillizzare i docenti, che sicuri di poter andare in pensione nel momento in cui lo ritenessero più opportuno, hanno deciso di lavorare ancora per avere uno stipendio più alto rispetto alla busta paga che avrebbero ottenuto da pensionati. Ma il prossimo anno, con l'introduzione del maestro unico, molti insegnanti, soprattutto quelli che hanno raggiunto un'età tale da rendere sconsigliabile il proseguimento dell'attività per un quinquennio, potrebbero presentare le dimissioni perché non se la sentirebbero di tornare a prestare servizio come insegnante unico. Molti altri, poi, nel caso rientrassero tra quelli in soprannumero, sicuramente preferiranno la pensione rispetto alla possibilità di dover cambiare sede di servizio per mantenere l'operatività e il vecchio stipendio. Tutte queste motivazioni scoraggerebbero l'ipotesi di protrarre il servizio anche per il prossimo anno da parte di chi ha già raggiunto i requisiti per andare in pensione liberando ulteriori posti disponibili. Tuttavia, considerato che la riforma a regime prevede tre insegnanti per ogni due classi alla scuola elementare e il passaggio da 22 a 24 ore lavorative a settimana, i 1500 docenti in eccesso, potranno essere ricollocati come insegnanti di sostegno oppure potrebbero essere inseriti nelle classi riservate al tempo pieno. Sempre che qualcuno con un adeguato percorso di aggiornamento professionale, non abbia la voglia di reinserirsi come insegnante specializzato.

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NEO - DEM Le provocazioni di Berlusconi fanno male alla scuola e al paese (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 253, pag. 6 del 24/10/2008 Autore: di Pierluigi Mantini Visualizza la pagina in PDF     NEO - DEM Le provocazioni di Berlusconi fanno male alla scuola e al paese Le giravolte del premier, che invita la polizia ad intervenire nelle scuole e convoca il ministro dell'interno Maroni per impartire direttive e poi, sconfessato anche dagli alleati di governo, prova a smentire se stesso, sono un esempio di carenza di leadership dinanzi alla prima vera prova di opposizione sociale dall'inizio della legislatura. Il rischio di radicalizzare lo scontro e la conflittualità è evidente ed è confermato dal prevedibile aumento delle occupazioni. E' difficile ritenere che tale effetto non sia stato messo in conto e dunque voluto. Se così stanno le cose l'alternativa è tra irresponsabile provocazione e incapacità di governo. Ridurre l'opposizione ad una pesante manovra di tagli ad una questione di ordine pubblico vuol dire fomentare il disordine e l'estremismo. L'esatto contrario di ciò che è necessario. Quasi tutti i commentatori e gli stessi giudizi politici convengono su questo punto. Eppure il governo dovrà chiarire con serietà e precisione, dinanzi al parlamento, sulla base di un'interrogazione firmata da moltissimi deputati, quali criteri e direttive intende adottare circa l'uso della forza pubblica nei riguardi delle manifestazioni in corso nelle scuole e in molte città italiane. Ricapitoliamo. Sono in corso in questi giorni numerose manifestazioni di protesta, sull'intero territorio nazionale, nei confronti della cd. "riforma Gelmini", e dei pesanti e gravi tagli di risorse per la scuola e l'università (meno 8 miliardi e meno 10 per cento di bilancio), iniziative e manifestazioni che vedono un'ampia presenza non solo di studenti ma anche di docenti e genitori. Su questi temi si è espresso autorevolmente il Capo dello Stato per ricordare il fondamentale ruolo della scuola e della ricerca per il futuro del Paese e delle nuove generazioni e la necessità che il confronto sulle riforme utili, anche sul versante della opportuna riduzione degli sprechi e della razionalizzazione della spesa pubblica, avvenga in parlamento e nella società in un clima costruttivo. Sul piano parlamentare il confronto e il dialogo emendativo sono stati impediti dal ricorso, da parte del governo, alla decretazione d'urgenza e al voto di fiducia su temi che avrebbero invece meritato una ben più ampia condivisione. Le manifestazioni in atto in questi giorni in molte città italiane, per quanto vivaci, hanno però mantenuto caratteri di civiltà ed è fondamentale, per il sistema democratico, che vi sia da parte dello Stato e delle forze dell'ordine un atteggiamento prudente e tollerante nei confronti delle diverse forme di espressione della protesta al fine di non inasprire e degenerare la conflittualità, nell'interesse della tutela della legalità e dei diritti fondamentali dei cittadini. Non sembrano inquadrarsi in questo principio di prudente ed efficiente condotta i tafferugli avvenuti a Milano il giorno 21 ottobre, nei pressi della stazione Cadorna, con cariche delle forze dell'ordine nei riguardi del corteo degli studenti, che hanno provocato sei feriti, poiché, a quanto è dato sapere, l'azione delle forze di polizia, con ampio ricorso all'uso della forza, si è svolta in modo preventivo ossia nel presupposto dell'intenzione di un'occupazione simbolica dei binari ferroviari da parte degli studenti. Orbene non è in discussione che le manifestazioni debbano svolgersi nel rispetto della legalità e dei diritti di tutti i cittadini e che le violazioni della legge siano sanzionate secondo le norme vigenti ma l'uso preventivo della forza pubblica deve essere riservato solo a fatti di sicura gravità sul piano criminale e non può essere ricondotto ad un processo alle intenzioni e ad un uso sproporzionato della forza. In altri termini se c'è un occupazione simbolica di binari ferroviari, con un'interruzione di pubblico servizio, ben potranno essere denunciati i responsabili per eventuali reati che compete alla magistratura accertare, ma non si può procedere con cariche e manganelli in via preventiva. Il problema della legalità delle forme di protesta c'è eccome, ma non si affronta come fa Berlusconi. Intanto circolano molti testi sulle mailing list degli studenti e dei docenti. Una delle letture più gradite inizia così: "facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private" Pietro Calamandrei "In difesa della scuola pubblica", 11 febbraio 1950). Un discorso importante, non certo privo di fondamento. Ma, per un più sereno e costruttivo confronto, sarebbe anche utile la lettura di qualche pagina del brillante libro di Giovanni Floris, dedicato alla scuola italiana, dall'eloquente titolo "La fabbrica degli ignoranti" (Rizzoli, 2008). Nel clima di scontro aizzato dal premier si potrà mai arrivare a tanto?.

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Esplode la protesta studentesca (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 253, pag. 3 del 24/10/2008 Autore: di Roberto Miliacca Visualizza la pagina in PDF       Berlusconi frena: mai detto sì alla polizia a scuola. E la Gelmini apre: parlerò con gli studenti Esplode la protesta studentesca Maroni: 300 manifestazioni dal 1° ottobre, 20 facoltà occupate Il quotidiano Libero ieri ha titolato: "Attenti a voi, ragazzi. Il premier ha accolto il nostro appello: interverrà la Polizia per rimuovere i picchetti davanti agli istituti". E Il Giornale: "Scuola, sono tornati i cattivi maestri" aggiungendo, nel catenaccio, "Insegnanti che mettono volantini negli zainetti, no global infiltrati e sindacalisti: ecco chi soffia sul fuoco della protesta. Berlusconi: no alle occupazioni, chi vuole studiare deve poterlo fare. Ho chiesto al ministro Maroni di intervenire". I due principali quotidiani vicini al centrodestra hanno aperto in questo modo, ieri, le loro prime pagine, attingendo alle parole del premier Silvio Berlusconi contro le manifestazioni studentesche organizzate per contestare il decreto Gelmini e contro le falsità della sinistra sulla scuola. Eppure ieri il Cavaliere ha smentito tutta, ma proprio tutta, l'informazione italiana, compreso Libero e Il Giornale: "Non ho mai detto nè pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà", ha spiegato Berlusconi da Pechino. "Ho detto invece che chi vuole è liberissimo di manifestare e protestare ma non può imporre a chi non è della sua idea a rinunciare al suo diritto essenziale. Ancora una volta c'è stato un divorzio tra i mezzi di informazione e la realta". Un passo indietro del premier, insomma, dopo l'invito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a "non cristallizzarsi in un clima di pura contrapposizione". Un passo indietro giustificato, però, anche dall'esplosione delle proteste nelle scuole e nelle università di tutte le città d'Italia, non solo degli studenti ma anche, e soprattutto dei docenti, dei presidi e dei rettori. Probabilmente prima di fare la "rettifica", il Cavaliere si è sentito con il ministro dell'interno Roberto Maroni che gli ha fornito i numeri del dissenso: "finora circa 300 manifestazioni tenute nell'intera penisola dal 1° al 23 ottobre, con 150 scuole e 20 facoltà universitarie occupate", gli ha detto il ministro, illustrando i dati sui quali, di lì a poco, avrebbe discusso con il capo della Polizia, quello dei Carabinieri e con il vertice dei Servizi. E anche la ministra Mariastella Gelmini, in senato, pur mantenendo i toni alti contro l'opposizione e il suo leader Walter Veltroni, ha aperto al dialogo: "Convocherò da domani, una per una, tutte le associazioni degli studenti e dei genitori per aprire uno spazio di confronto. Ad una sola condizione: che si discuta sui fatti". Anche se Palazzo Madama è ormai quasi pronta al voto sul decreto, previsto per martedì... cchi. .

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Ecco i veri tagli della riforma Tremonti Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 253, pag. 4 del 24/10/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi e Benedetta Pacelli Visualizza la pagina in PDF       Operazione verità sulle norme che cambiano la scuola e l'università italiane Ecco i veri tagli della riforma Tremonti Gelmini Al di là delle polemiche, c'è anche tanta confusione. Perché, al di là degli slogan, le piazze si sono riempite di studenti di ogni ordine e grado, insegnanti e perfino genitori? Per capire cosa c'è, e quanto c'è di vero, dietro le proteste contro la riforma della scuola e dell'università, bisogna ritornare ai testi della riforma e in particolare al decreto legge n.112/2007, ovvero la manovra estiva, alla Finanziaria 2009, al decreto legge n. 137 su scuola e università, e al piano programmatico Economia-Istruzione a cui la manovra estiva demanda il compito di chiarire dove intervenire per conseguire i risparmi di spesa. Per la scuola si tratta di 456 milioni di euro per il 2009, 1,65 miliardi di euro per il 2010, 2,538 miliardi per il 2011 e 3,188 mld di euro a decorrere dal 2012 (art.64 del dl 112). Pena il blocco, alla fonte, di una quota dei finanziamenti pari al risparmio non conseguito. Una clausola di salvaguardia, quella di cui si è servito il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, a cui era ricorso anche il suo predecessore, Tommaso Padoa-Schioppa, per tentare di blindarsi preventivamente. I risparmi previsti dall'articolo 64 del dl 112 in verità non esauriscono l'operazione sui bilanci dell'Istruzione. Totò avrebbe detto che è la somma che fa il totale e anche in questo caso non si sfugge. Perché, si veda il dossier del Servizio bilancio della camera 59/7, il decreto legge 112 ha definitivamente tagliato i 324 milioni di euro che erano stati accantonati dalla Finanziaria Prodi, e ha ridotto i fondi per le spese correnti di altri 447 milioni di euro. Ma non è finita: ci sono, nell'ambito della manovra di bilancio, 50 milioni di euro sottratti alle casse dei singoli istituti scolastici, così come oltre 22 milioni al piano per l'ediliza scolastica, stanziati sempre dal governo guidato da Romano Prodi per la programmazione delle regioni. E poi, ci sono i circa 40 milioni in meno per il diritto allo studio degli studenti universitari. Insomma, se il dicastero guidato da MariaStella Gelmini, prima del decreto legge 112, poteva contare per il 2009 su un bilancio di 57,142 miliardi di euro, ora ce ne saranno 55,349. Una manovra ampia, dunque, per circa 1,7 miliardi in meno di spese, solo nel 2009, per le casse dello stato. Ma, in concreto, cosa cambia per insegnanti e studenti? Nella scuola, che da sola impegna oltre un milione di dipendenti e quasi 8 milioni di alunni, nel giro di tre anni scolastici le piante organiche dovranno essere ridotte di 87.400 cattedre per gli insegnanti e di 44.500 posti per il personale ausiliario, tecnico e amministrativo. Tagli che il governo conta di realizzare accorpando le scuole troppo piccole, razionalizzando le materie di studio, riducendo gli indirizzi delle superiori e le ore di lezione, innalzando il numero di studenti per insegnante, visto che l'Italia detiene il record del numero più basso in Europa. Insomma, ci sarà una scuola più snella e più efficace, ha motivato più volte la Gelmini, visti i bassi rendimenti che il sistema attuale ha conseguito nelle rilevazioni Ocse. Un intervento di razionalizzazione che sarà compiuto senza licenziare nessuno (come del resto prevede la legge), ma agendo su due fronti: da un lato approfittando dei pensionamenti, e dunque delle uscite naturali che liberano cattedre; dall'altro riducendo il tasso di assunzione dei precari. Saranno infatti i supplenti, che ad oggi coprono i posti vuoti in organico, a pagare il prezzo più alto della riforma dal momento in cui i posti saranno cancellati. Tuttavia, è nella definizione stessa del lavoratore precario, il fatto che nessuno possa garantire il posto. Triste realtà. Almeno in attesa che, con i pensionamenti, non si liberino altri posti e riprenda così quota un naturale turnover. Ma cosa succede in concreto a partire dal prossimo anno? Poco o nulla alla scuola dell'infanzia. Dove solo il piano programmatico, e non una norma imperativa di legge, prevede che il servizio possa essere articolato anche solo di mattina, ovvero fino alle 12,30, e non più il pomeriggio. In questo caso, i docenti recuperati andranno ad ampliare l'offerta, con l'apertura di nuove classi e il soddisfacimento così di tutte le richieste delle famiglie. C'è poi il maestro unico, la vera grande novità delle elementari: previsto dal decreto legge sulla scuola, il piano programmatico precisando che potrà esserci anche il maestro prevalente. Alle medie, ci sarà meno tempo prolungato, in continuità con quanto previsto dalla riforma Moratti. E poi riforma alle superiori: poco da segnalare per i licei, che hanno già un orario settimanale a 30 ore, e a cui non si applica dunque la riduzione di orario previsto per tecnici e professionali (tra l'altro già messa in calendario, questa, dal ministro Fioroni). Per tutti i gradi di scuola, invece, opererà la riduzione del 17% complessivo del numero di bidelli, l'accorpamento delle sedi scolastiche troppo piccole e l'innalzamento del numero di alunni per classi. C'è poi la protesta degli universitari. Il nodo centrale attorno al quale si muove la mobilitazione di tutti gli atenei italiani è costituito dai tagli al fondo del finanziamento ordinario (Ffo) e alla correlata limitazione delle assunzioni di personale a tempo indeterminato. Stando al dl 112, i tagli passano dai 63,5 milioni nel 2009 ai 455 milioni del 2013. Per quanto riguarda invece le assunzioni dei docenti queste ultime dovranno essere contenute fino al 2012 entro il 20% delle cessazioni dal servizio: un assunto ogni 5 pensionati. Un vincolo che, per il mondo accademico, non tiene conto né degli impegni legati alla revisione degli ordinamenti didattici né dei posti già banditi di professore e ricercatore e dei conseguenti impegni di assunzione. Il tutto avrà ricadute e una conseguente penalizzazione delle possibilità di accesso soprattutto dei giovani ricercatori. Ecco perché, in questa direzione il ministro ha annunciato un disegno di legge per il reclutamento dei ricercatori e dei docenti che punta a privilegiare e favorire l'assunzione di giovani nelle università penalizzati, appunto, dal blocco del turn over. La legge 133 prevede poi la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato acquisendo la proprietà dei beni immobili in uso dall'Agenzia del demanio e con una totale autonomia gestionale, organizzativa e contabile. Una norma che, secondo i contestatari, ha il solo obiettivo di svincolare via via l'impegno dello stato nei confronti del finanziamento del sistema universitario.

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Uno sciopero a tavolino (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 253, pag. 1 del 24/10/2008 Autore: di Franco Bechis Visualizza la pagina in PDF     Uno sciopero a tavolino Bocciati per principio i decreti Gelmini anche se nessuno li conosce Sono 1.500 in tutta Italia i maestri elementari che se non venissero recuperati dal tempo pieno fra un anno rischierebbero il posto di lavoro. Dei 10 mila che dovrebbero uscire dagli organici della scuola grazie all'introduzione del maestro unico (o prevalente come preferisce chiamarlo Silvio Berlusconi), ben 8.500 sarebbero comunque usciti andando a godersi la meritata pensione. Più che di licenziamenti, si tratta dunque di blocco del turnover. Sono queste le proporzioni del presunto cataclisma sociale contro cui dal 1° ottobre ci sono state 300 manifestazioni di piazza, cui è seguita l'occupazione di 150 scuole. Quella del maestro unico per altro è una delle poche misure già in vigore.

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La protesta degli studenti contro la riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cagliari La protesta degli studenti contro la riforma Gelmini CARBONIA. Gli slogan sono ingenui e quasi timidi. Non è tornata la pantera, insomma, e la "rivoluzione" studentesca sembra avere ancora la "erre" minuscola. Ma la grinta è la stessa di sempre, quando gli studenti sentono i problemi e scendono in piazza per rivendicare i loro diritti e per far conoscere i motivi del loro malessere. Ieri si sono ritrovati in un migliaio, nella piazza Roma e per le vie della città. Tutti gli studenti dell'Ipia e degli istituti tecnici, e gruppi sparsi del liceo classico e dello scientifico, dove le classi sono rimaste dimezzate per l'occasione. Una giornata di protesta che - assicurano gli studenti - non sarà l'ultima. Nell'occhio del ciclone il Ministro Gelmini e la sua riforma. oggetto di una miriade impressionante di cartelli satirici e di protesta. Gli studenti sono arrivati in piazza Roma intorno alle nove per una sorta di assemblea generale, durante la quale al megafono si sono alternati rppresentanti dei diversi istituti per spiegare i motivi della protesta e della contestazione. Poi in un lungo e allegro corteo gli studenti hanno raggiunto dapprima il liceo classico e poi lo scientifico, dove, nel più perfetto ordine e senza nessun problema è stata data vita ad una allegra sarabanda di canti e slogan, e a nuovi discorsi. Alla protesta collettiva si è legata anche quella più "privata" degli studenti dell'Ipia, che hanno voluto evidenziare situazioni di disagio nel loro istituto. In un documento hanno lamentato l'acqua piovana che cade dai soffitti, la mancanza di una palestra, ma anche la impossibilità di recarsi ai bagni se non ad orari determinati.(g.f.n.).

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Un "martedì sera" con la gelmini che crea imbarazzi - griseri a pagina vii (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Torino Il retroscena Attesa all'Unione industriale Un "martedì sera" con la Gelmini che crea imbarazzi GRISERI A PAGINA VII SEGUE A PAGINA VII.

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"il futuro del poli? meglio con i privati" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Torino Il rettore all'assemblea con duemila studenti "Il futuro del Poli? Meglio con i privati" "L'ateneo pubblico non ha futuro: bisogna puntare sulle fondazioni bancarie e sugli enti locali: servono interlocutori più vicini al territorio per migliorare il diritto allo studio, ricerca e formazioni ". Il rettore del Politecnico Francesco Profumo "gela" l'affollata assemblea di studenti, professori e personale tecnico con una proposta che scatena la protesta dei futuri ingegneri. Intanto prosegue la mobilità a Palazzo Nuovo mentre altri allievi delle scuole superiori ieri sono scesi in piazza per protestare contro il decreto del ministro Gelmini. GIUSTETTI A PAGINA VI.

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"da precario della scuola ad allenatore in serie a" - giuliano foschini lecce (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Sport "Da precario della scuola ad allenatore in serie A" Mourinho, Chatwin e un tecnico speciale: Beretta Sulla panchina del Lecce: "Basta con la storia di Barnetta ma José rimane bravo e simpatico" GIULIANO FOSCHINI LECCE dal nostro inviato Tra le cose che Jose Mourinho ha già regalato al calcio italiano la più insolita è sicuramente "quel Barnetta", cioè Mario Beretta, allenatore del Lecce. Prima che Special One gli storpiasse il nome accusandolo di difensivismo ("ha giocato con tre portieri") e scarsa personalità ("mi ha criticato davanti alle televisioni, personalmente non mi ha detto niente"), Beretta era visto soltanto come un bravo allenatore di provincia, con cinque campionati consecutivi di serie A alle spalle. Poi si è scoperto che "quel Barnetta" è qualcosa di più: uno che prima di sedersi in panchina è stato in cattedra, professore precario per tredici anni in una scuola privata milanese; uno che dice che Chatwin gli ha cambiato la vita e che a Natale regalerà un libro a testa, "titolo personalizzato", ai suoi calciatori. Mister Beretta, ma lei che ci fa nel mondo del calcio? "Lavoro. Mi diverto. E ogni tanto vinco". Da giocatore, però, era scarsino. "Ho smesso a 21 anni da onesto mediano nel campionato Dilettanti. Mi sono reso conto che era meglio studiare: diplomato al liceo scientifico, ho terminato l'Isef". Quindi, l'insegnamento. "Professore precario di educazione fisica. Ho smesso perché gli iscritti erano calati e mi avevano ridotto le ore. Allenavo già in serie C, ho scelto il pallone". Non è andata male. "Ora faccio un bel lavoro, ma quello dell'insegnante è il mestiere più bello del mondo: porti i sogni dei giovani nelle mani, è la responsabilità più grande. Purtroppo però non viene apprezzato abbastanza, ecco perché capisco chi protesta oggi contro il decreto Gelmini. Non conosco bene la legge, ma il principio dei tagli è pericoloso: come si fa a fare tanti bei discorsi sulla lotta all'obesità nei bambini e poi reintrodurre il maestro unico tagliando anche gli insegnanti di educazione fisica?". Lei ha due figli alle elementari. Che istituti frequentano? "Ora una privata, perché a Lecce siamo arrivati tardi. Ma appena potrò li iscriverò a una pubblica". Beretta, il Lecce si salva? "Speriamo di sì. Il campionato è cominciato bene, contro Lazio e Udinese potevamo vincere e ci siamo fatti recuperare ma ci sta. E' una squadra giovane, a tratti inesperta, ma la società ha un progetto e i ragazzi sono bravi". Campionato strano ed equilibrato: è il dopo Calciopoli? "E' un campionato bello. E vince sempre chi merita: Inter, Juventus e Milan erano in alto perché erano le più forti". E la cupola? "Se qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi". Il principio vale anche per chi fa il saluto nazista allo stadio? "Le leggi si rispettano, punto. Poi si può discutere se sono giuste o sbagliate". Chi deve vincere il Pallone d'oro? "Ibrahimovic. L'Unesco dovrebbe inserire il gol contro il Cagliari tra i beni patrimonio dell'umanità". In quell'elenco potrebbe presto entrarci anche Lecce. E' vero che prima degli allenamenti gira per musei e barocco? "Capita, questa è una delle città più belle al mondo. Ma vado anche al supermercato". Si sente un allenatore intellettuale? "Credo che la cultura serva a rendere le persone migliori. Se un giocatore legge forse giocherà meglio al calcio. Io però faccio l'allenatore, il mio modello rimane Sacchi". Poi, c'è Mourinho. "Basta con questa storia, per favore. Rimane però quello che penso: è simpatico, ironico, preparatissimo. Darà tanto al mondo del calcio italiano. E speriamo che a me porti fortuna".

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Ci sono pochi soldi? tagliate le spese militari (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Gli studenti del Vallisneri scrivono al ministro "Ci sono pochi soldi? Tagliate le spese militari" Riceviamo e pubblichiamo qui una lettera degli studenti del liceo Vallisneri, indirizzata al ministro Maria Stella Gelmini. Signor ministro, siamo gli studenti del liceo scientifico "Antonio Vallisneri" di Lucca che da venerdì 17 ottobre occupano la struttura scolastica per contestare i decreti 133 e 137. Ci teniamo ad informarla che durante il periodo dell'occupazione abbiamo creato gruppi contro la disinformazione circa la riforma della scuola, gruppi volti ad organizzare altre forme di protesta concrete con l'aiuto dei nostri docenti. Le iniziative della nostra regione sono molte e stanno sensibilizzando l'opinione pubblica e raccogliendo sempre maggiori consensi. Dopo aver letto accuratamente e studiato i decreti sulla riforma scolastica, sentiamo la necessità di esprimerle il nostro disappunto. In primis, ci siamo stupiti di come questi decreti siano stati proposti: i regolamenti della scuola pubblica primaria sono stati cambiati radicalmente con un decreto legge, solitamente utilizzato solo in caso di estrema necessità; inoltre, il decreto 133 non è stato inserito all'interno di una riforma ma di una legge che riguarda le finanze statali; infine, relativamente a tale decreto non è stato effettuato un confronto parlamentare, ponendo su di esso la fiducia. Alcune nostre proposte sono: tagli alle spese militari, dato che la Difesa è l'unico campo in cui non sono stati effettuati; diminuire gli stipendi dei parlamentari, eccessivi vista la polarizzazione della ricchezza che si è venuta a creare negli ultimi anni; ridistribuire i tagli strettamente necessari non solo alla scuola pubblica, ma anche a quella privata. L'Italia, come tutti sanno, è in un momento di estrema difficoltà economica ed è proprio ora che dobbiamo puntare sull'istruzione che è alla base dello sviluppo di ogni paese. Per poter discutere serenamente di questi problemi che tanto ci preoccupano, rispondiamo all'invito del ministro Giorgia Meloni apparso su "Il Giornale" di martedì 21 ottobre: "Non sono d'accordo su come reinvestire i risparmi? Ce lo dicano, né io né la Gelmini avremmo problemi a discuterne. Invece non so neanche se hanno chiesto un incontro con il ministro dell'istruzione". Dunque la invitiamo a partecipare ad un colloquio. Distinti saluti. Gli studenti preoccupati.

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Vi capisco, ho fatto il '68 (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lucca "Vi capisco, ho fatto il '68" A Barga l'amministrazione incontra i ragazzi delle superiori Il sindaco Sereni: "Solidarietà, si stanno comportando bene" BARGA. L'amministrazione comunale di Barga ha incontrato gli studenti impegnati nell'occupazione degli istituti superiori barghigiani. Il Comune ha ascoltato i ragazzi e alla fine ha dato la disponibilità per svolgere un incontro pubblico sulla riforma Gelmini al teatro dei Differenti. Ieri mattina, dopo la richiesta avanzata dagli studenti, l'assessore all'istruzione, Renzo Pia, e l'assessore alle politiche giovanili, Nicola Boggi, hanno incontrato studenti, professori e il dirigente scolastico Giovanna Mannelli per esprimere, a nome dell'amministrazione, la vicinanza alla scuola, l'attenzione verso quanto sta accadendo anche a Barga, seguendo la linea già espressa dal Presidente Napolitano di moderazione e confronto sull'argomento, evitando scontri aspri. Una presenza necessaria anche per rinforzare il clima di serenità e di sicurezza che comunque già si respira all'Isi. Un gesto che punta a tranquillizzare le famiglie dei ragazzi, che sanno così che l'amministrazione collabora con la dirigenza della scuola per mantenere la sicurezza dei ragazzi che occupano la sede. E la sensazione, condivisa dai docenti, che arrivava ieri mattina dai corridoi dell'Isi era di compostezza e capacità degli studenti di esprimere le proprie preoccupazioni. Nell'occasione il sindaco Umberto Sereni ha tenuto a far arrivare ai ragazzi un suo messaggio: "Come amministrazione - interviene il primo cittadino - seguiamo con attenzione e solidarietà quanto sta avvenendo nel mondo della scuola. L'amministrazione comunale si è già espressa contro la riforma del ministro Gelmini che distrugge la nostra scuola. è invece un fatto positivo che studenti e insegnanti insieme si appassionino. Quello che vogliamo è un grande senso di responsabilità, serenità e maturità nell'affrontare questi giorni che devono svolgersi in modo civile e serio. Teniamo a fare di tutto anche per tranquillizzare le famiglie dei ragazzi. Io ho partecipato alla contestazione del 1968 e credo che anche questi eventi di oggi, se vissuti con intelligenza e serietà, rappresentino, come lo è stato allora, una importante esperienza formativa". L'assessore Pia, sempre a nome del sindaco Sereni, ha dato la disponibilità dell'ente a ospitare una conferenza di approfondimento della riforma Gelmini e dell'attuale situazione, aperta agli interessati, al teatro dei Differenti. Anche la dirigente Giovanna Mannelli ha evidenziato che l'occupazione si sta svolgendo con serenità, senza alcun episodio che possa riguardare l'ordine pubblico, tranquillizzando le famiglie. Ai ragazzi infatti i rappresentanti del Comune e la dirigente hanno fatto i complimenti per la gestione dell'occupazione che a ieri era organizzata fra assemblee comuni e gruppi di lavoro che affrontano vari e diversi temi. Da segnalare infine che la presidenza e tutti gli uffici dell'Isi sono accessibili, non risultano occupati dagli alunni, e quindi è consentito lo svolgimento del lavoro amministrativo. Flavio Guidi.

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Un incontro sulla riforma a porcari (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lucca Un incontro sulla riforma a Porcari PORCARI. Il comitato dei genitori dell'istituto comprensivo statale di Porcari organizza un incontro di informazione e di approfondimento sul tema "Il decreto Gelmini: ripercussioni sull'organizzazione della scuola", con introduzione della dottoressa Chiara Torrigiani dell'agenzia formativa Aristeia di Firenze. L'iniziativa avrà luogo nei locali della scuola media Pea a Porcari (via Romana est, davanti allo stadio) stasera alle 21. L'invito è rivolto ai genitori degli alunni di tutte le scuole porcaresi, agli operatori scolastici, alla cittadinanza.

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Le occupazioni (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lucca LE OCCUPAZIONI Si estende la protesta e cresce il numero degli istituti in cui ci sono iniziative contro la riforma Gelmini. Ieri sera è cessata l'occupazione all'istituto professionale Pertini di viale Cavour, che così va ad aggiungersi alle scuole dove sono riprese regolarmente le lezioni, cioè il liceo scientifico Vallisneri e il liceo classico Machiavelli. L'occupazione continua invece nei seguenti istituti: Itc "F. Carrara", liceo artistico, Itg "L. Nottolini" (geometri); Ita "Busdraghi" (agrario); Ipsia "G. Giorgi"; licei socio psico pedagogico - scienze sociali "Paladini". Va avanti l'autogestione in altre scuole, per la precisione l'istituto d'arte "A. Passaglia"; Iti "E. Fermi"; istituto professionale "M. Civitali". L'appuntamento per tutti gli studenti è alla manifestazione che è in programma domani a chiusura di una settimana di iniziative.

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Un comitato di genitori e insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lucca Un comitato di genitori e insegnanti LUCCA. Nasce il coordinamento lucchese per la difesa della scuola pubblica. A farne parte saranno genitori, maestri, professori, personale Ata e studenti (questi ultimi attraverso i loro rappresentanti di istituto) della nostra città. L'idea, di cui si è discusso ieri sera in una riunione aperta a tutti quelli che volevano farne parte, è quella di partecipare alla manifestazione di domani e diffondere volantini attraverso un organismo stabile e democratico, con rappresentanti di tutte le categorie interessate. Nei prossimi giorni inoltre il comitato per la difesa della scuola pubblica definirà compiti e obiettivi della protesta contro i decreti Gelmini, e contro i tagli annunciati dal governo Berlusconi degli istituti in Lucchesia.

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Tensione al pertini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lucca TENSIONE AL PERTINI TENSIONE AL PERTINI "Togliete quello striscione" Via lo striscione con i simboli dei centri sociali. Alcuni esponenti di estrema destra si sono recati ieri sera all'Isi Pertini e hanno chiesto con forza ai ragazzi di togliere uno striscione sventolante dalle finestre: quello che presentava il simbolo dei centri sociali autogestiti. "L'abbiamo tolto per non avere noie", hanno detto gli studenti. Sono stati distribuiti dei volantini pro Gelmini.

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I prof di scienze politiche "stop lezioni per un giorno" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Milano I prof di Scienze politiche "Stop lezioni per un giorno" Oggi la protesta si sposta in Duomo Il consiglio di facoltà: no ai tagli ma anche a occupazioni che affondino l'ateneo Lezioni all'aperto e sit-in: oggi sarà piazza Duomo il cuore della contestazione contro la riforma dell'università. E a Scienze politiche parte la rivolta dei professori, che la prossima settimana sospenderanno per un giorno (ancora da decidere) tutte le lezioni, sostituite da "momenti di didattica alternativa". Lo stabilisce una mozione approvata quasi all'unanimità dal consiglio di facoltà su proposta del preside Daniele Checchi. Un documento duro, che denuncia i "tagli indiscriminati" previsti dal governo ma critica anche le forme di lotta scelte dagli studenti. Il timore del consiglio, in cui siedono anche rappresentanti delle matricole e dei lavoratori della facoltà, è che occupazioni e blocchi delle lezioni "possano contribuire all'affondamento dell'università" con il rischio di trasformare la protesta "in un problema di ordine pubblico". La mozione provoca la polemica dell'assemblea degli studenti, che ieri mattina avevano chiuso per un'ora gli ingressi e che hanno poi interrotto la seduta per leggere le loro richieste: la convocazione degli "stati generali" e il blocco delle didattica per mercoledì prossimo. Poi, fra gli applausi, hanno lasciato l'aula "per non interrompere una votazione democratica" e in cortile hanno fatto festa fino a notte fonda "per dire no alla linea ambigua dell'università e rilanciare le iniziative dei prossimi giorni". Il programma delle lezioni all'aperto di oggi in Duomo coinvolge otto professori di atenei diversi, dalla Statale a Brera. Si parte alle 9 e si va avanti fino al pomeriggio. Fra i temi, la filologia slava, la cultura giapponese ma anche la storia di "quarant'anni di fallimento dell'università pubblica". E mentre alla Cattolica la lista Ateneo studenti, vicina a Comunione e liberazione, appende striscioni pro-Gelmini nei chiostri, nelle altre università la protesta va avanti, a cominciare dalla Statale. In via Festa del Perdono, ieri pomeriggio, si è tenuta un'assemblea di 300 persone; altre 200 si sono trovate nella sede distaccata di Città Studi e altrettanti in Bicocca, con un corteo interno. A Brera lezioni autogestite in cortile. Intanto Azione universitaria, lista studentesca di Alleanza nazionale, prepara per lunedì un'assemblea in Statale "per spiegare che il vero problema dell'università sono gli sprechi e la mancanza di meritocrazia" come dice Carlo Armeni, rappresentante della lista. Sulle dichiarazioni di Berlusconi, poi ritrattate, per cui "ci vuole la linea dura contro le occupazioni", il prefetto Gianvalerio Lombardi assicura: "Garantire il diritto allo studio è prioritario, ma con la collaborazione di tutti riusciremo a gestire la situazione". Al prefetto si era rivolto il presidente della Provincia Filippo Penati, chiedendo "attenzione e sensibilità per evitare la militarizzazione di scuole e atenei". A Scienze politiche si temono contestazioni al convegno di lunedì in via Conservatorio sulla situazione politica italiana, a cui parteciperà Antonio Di Pietro. (f. v.).

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Assemblea al lorenzini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

STAMANI Assemblea al Lorenzini PESCIA. Assemblea d'istituto stamani al Lorenzini necessaria per avere l'ok definitivo dal preside Giulio Simonatti e nella quale si deciderà se far partire una settimana di cogestione, durante la quale gli studenti che vorranno seguire le lezioni potranno farlo liberamente. Chi invece vorrà protestare in modo pacifico, avrà la possibilità di organizzare laboratori costruttivi gestiti dagli studenti. Giacomo Tomasi, rappresentante degli studenti spiega che la protesta sarà simbolica: "Cerchiamo di dimostrare il nostro dissenso verso la riforma Gelmini, con la speranza che la nostra forma di protesta venga ascoltata da chi di dovere". Il professor Marco Del Ministro, vice preside del Lorenzini, si dimostra soddisfatto dell'idea degli studenti: "Credo sia un'occasione di crescita per i ragazzi, è importante far valere i propri ideali, e una autogestione cogestita è il modo migliore per protestare. Aspettiamo comunque l'assemblea per parlarne con più certezza". F.L.L.

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Rivolta contro la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lucca RIVOLTA CONTRO LA GELMINI BREVI DALLE 8,30 ALLE 13 Acqua a rischio a Collodi Castello COLLODI. Acque SpA rende noto che, a causa di un intervento sulla rete idrica, stamani dalle 8,30 alle 13 si verificherà una temporanea interruzione del servizio idrico a Collodi Castello. Info: 800 983 389. ALL'URP DI CHIESINA Autentica delle firme CHIESINA. L'assessore alle relazioni con il Pubblico Luca Pagni informa che all'Urp è possibile autenticare le firme per i passaggi di proprietà di veicoli. Basta presentare il foglio complementare compilato, la carta d'identità del venditore e una marca da 14,62 euro. Il costo della procedura è di euro 0,52, rappresentato dai soli diritti di segreteria da pagarsi allo sportello. Altri servizi Urp: pratiche per la regolarizzazione dei cittadini immigrati e richiesta di ricongiungimento familiare. Info: tel. 0572-418032.

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Scuola, parola d'ordine: cogestione (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lucca Scuola, parola d'ordine: cogestione Dilaga la protesta nei licei e negli istituti professionali Forum, dibattiti e laboratori di studio sulla riforma PESCIA. Adesso è ufficiale: autogestione. O meglio, per essere più precisi verrà attuata una sua variante più civile, la cogestione. Gli studenti degli istituti superiori della Valdinievole hanno scelto questa particolare forma di mobilitazione per protestare contro la riforma Gelmini. Questi saranno giorni cruciali per studenti e professori, pieni di dibattiti e discussioni, segno di maturità e di consapevolezza. Da Montecatini a Pescia, dai licei agli istituti professionali, la parola d'ordine è la stessa: "A noi la scuola, per dibattiti aperti e liberi". Liceo Salutati. Si comincia domani con un'assemblea generale in palestra e si continuerà fino a martedì. Il primo giorno ci sarà un incontro aperto a tutti, dove verranno evidenziati i pro e i contro della riforma scolastica. I rappresentanti degli studenti leggeranno dal testo in discussione al Senato i punti cardine del decreto, quelli da cui è partita la protesta nelle piazze d'Italia. L'invito è che a prendere la parola siano, oltre ai ragazzi, anche i professori e il preside, la loro partecipazione è, infatti, necessaria ai fini di una corretta valutazione delle problematiche trattate. Lunedì e martedì gli appuntamenti saranno i più vari. Si parte con dei forum e laboratori per discutere sulla riforma, sui provvedimenti del Governo e sulla situazione dell'Italia contemporanea, dalla condizione economica a quella sociale, dal lavoro precario all'immigrazione. L'ultimo giorno verranno attivati nuovi dibattiti e laboratori, verranno proiettati film inerenti ai problemi odierni, probabile la presenza di ospiti provenienti dal mondo accademico: universitari, ricercatori e professori d'ateneo. Nel corso della cogestione ci sarà un coinvolgimento del corpo docente che aiuterà sotto il profilo dell'organizzazione e dell'ordine interno, oltre a presenziare alcune sale di discussione. Al termine della scuola autogestita, gli studenti riprenderanno l'attività didattica per poi sospenderla di nuovo, in occasione dello sciopero di giovedì. In molti partiranno per Roma. Liceo Lorenzini. Da domani a mercoledì probabile autogestione cogestita. Accanto agli spazi amministrati dagli studenti, rimarranno aperte alcune aule studio, dove i docenti potranno seguire gli alunni, senza però andare avanti con il programma didattico, garantito quindi il servizio degli insegnanti. Stamani grande assemblea d'istituto al palazzetto di Pescia, manca, infatti, l'ufficialità dell'autogestione, una pura incombenza formale vista la mole di firme raccolte. Circa una ventina i laboratori proposti dagli studenti: quelli dove è possibile confrontare le diverse riforme scolastiche degli anni passati, quelli legati ai problemi d'attualità, quelli di storia contemporanea (dal '68 fino ad oggi), quelli dove verranno letti e discussi i maggiori quotidiani italiani, quelli dove saranno recitati libri di autori del nostro tempo e saggi sui principali avvenimenti storici. L'iniziativa certo più interessante è però la stesura di una riforma scolastica "in proprio" da inviare alle istituzioni, dal Comune di Pescia al ministero dell'istruzione, fino al Presidente della Repubblica. E intanto anche il Lorenzini raccoglie le adesioni per la manifestazione di giovedì a Roma, i ragazzi prevedono di riempire due pullman. Istituto Anzilotti. Qui stessa situazione dei licei, ma la cogestione partirà lunedì per essere sospesa mercoledì. Laboratori, forum, discussioni e approfondimenti saranno il motivo conduttore della tre giorni. L'istituto Agrario sarà anche teatro, domani (ore 15.30), di un nuovo incontro del collettivo, tutti i rappresentanti degli istituti pesciatini cercheranno di coinvolgere le scuole che ancora non si sono schierate. Continua la raccolta di firme per giovedì a Roma. Sismondi-Pacinotti. Si muove per la prima volta contro la riforma Gelmini: probabile domani uno sciopero autonomo. Luca Signorini.

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"noi, i docenti che riscoprono la piazza" - ilaria carra (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Milano "Noi, i docenti che riscoprono la piazza" Dalle cattedre alle manifestazioni: lo facciamo per i colleghi più giovani Il racconto Fra gli insegnanti c'è chi segue la rivolta fin dall'inizio e chi ora vuole coinvolgere i cittadini Checchi: il decreto ci mette in ginocchio ma non possiamo tollerare blocchi della didattica Dalla Chiesa: ho fatto il '68 e non posso essere certo io a dire ai ragazzi di non ribellarsi ILARIA CARRA (segue dalla prima di Milano) franco vanni "I tagli mettono in ginocchio l'università ma non possiamo in alcun modo tollerare occupazioni e blocco delle lezioni", dice Daniele Checchi, preside di Scienze Politiche, promotore della "mozione antitagli". "Ho fatto il Sessantotto e non posso certo essere io a dire agli studenti di non occupare", risponde Nando Dalla Chiesa, già sottosegretario all'Università nel governo dell'Ulivo e ora docente di Sociologia della criminalità organizzata. Lui è pronto a gestire quei "momenti di didattica alternativa" messi a verbale dal consiglio. Una didattica alternativa "che non è ancora ben chiaro cosa sia", obbiettava ieri il collega Luciano Fasano, ricercatore confermato di Scienza politica. Fra i docenti c'è chi la protesta la segue dall'inizio, sempre al fianco dei ragazzi. Come Antonio Caronia, docente di Comunicazione a Brera, convinto che "in una società che non ascolta il dissenso, la piazza sia il luogo naturale della protesta". Di più: "Gli studenti fanno bene a interrompere le lezioni". Parlava al megafono nel cortile occupato di Scienze politiche già la settimana scorsa. Genovese, 64 anni, laureato in matematica e precario a 50 euro all'ora, la comunicazione l'ha studiata da autodidatta. Insegna nella sede di viale Marche, dove quasi tutti i docenti sono precari come lui: "Da sette anni nessun giovane è stato stabilizzato. Con la riforma sarà peggio", dice. Ha voglia di scherzare: "Berlusconi ci manda i poliziotti? Faremo lezione anche a loro, che male non fa". Oggi alle 13.30 sarà in Duomo per parlare di "Istituzioni ed economia della società occidentale". In piazza contro la riforma scende anche Aldo Giannuli, docente di Storia contemporanea alla Statale, che alle 9.30, sempre davanti al Duomo, parlerà di "Quarant'anni di fallimento dell'università pubblica". Hanno poco a che vedere con Gelmini e Tremonti le lezioni di giapponese di Simone Dalla Chiesa e di cultura russa di Maria Maddalena Berrone, che dalla facoltà di Mediazione linguistica e culturale di Sesto arrivano nel centro della metropoli per dar voce a lingue e culture del mondo. In Duomo, fra i docenti in prima linea, ci sarà anche Piero Graglia, 45 anni, professore aggregato di Scienze politiche alla Statale. Aretino di origini, dodici anni di gavetta alle spalle prima di ottenere l'incarico. A insegnare in piazza ci è già stato mercoledì, una lezione sulla storia dell'integrazione europea. "Ho deciso di scendere in piazza - ha detto ai suoi studenti - perché questi tagli sono a vanvera, colpiscono tutti gli atenei indiscriminatamente, che funzionino o che facciano acqua da tutte le parti". Lectio in piazza, dunque, come formula di partecipazione. "Ma costruttiva - precisa Graglia - è un gesto per far vedere che l'università può uscire dalle mura accademiche e che gli interessi in ballo in questa riforma sono di tutti i cittadini". L'opposizione alla legge 133 è decisa: "Dal prossimo anno ci sarà un'assunzione ogni cinque teste che vanno in pensione, indipendentemente dal ruolo, il che significa bloccare il turn over e far invecchiare l'ateneo". Roberto Escobar insegna Filosofia politica alla Statale. Lui alla mozione di Scienze politiche ha votato contro: non perché sia contrario alla protesta ma, anzi, perché "trovo esagerate le critiche alle occupazioni contenute nel documento". Oggi, alle 11.30, si cimenterà per un'ora su "Paura e controllo sociale": "Non un comizio, ma un modo per far vedere alla gente che non siamo fannulloni". Milanesissimo da generazioni, ha 62 anni e, tra i professori che fanno lezioni in piazza, è uno dei pochi ordinari. "Io in effetti non perdo nulla se non la preziosa possibilità di poter avviare giovani a questa carriera. Questa riforma spazza via una generazione che può scordarsi questo mestiere. Sono come un padre che non potrà avere figli". Per lui legge 133 è tutto fuorché una riforma. "è un taglio per finanziare l'Expo e mettere in ginocchio l'università pubblica a favore di quella privata". Lui il �68 l'ha vissuto. "Ma la storia non torna, oggi è diverso: la spinta progressista di ieri, oggi è reazionaria".

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Giusti gramsci: il futuro è altrove (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Montecatini Giusti Gramsci: il futuro è altrove D'accordo Governo e Comune, lo sbocco è la nuova sede MONSUMMANO. L'accorpamento della scuola media Giusti Gramsci a un altro plesso era già stato scritto nelle stelle dell'istituto di piazza La Malfa dall'amministrazione comunale. Questa, seguendo la normativa regionale, aveva già indicato come modalità di fusione la creazione di due istituti comprensivi. Adesso è arrivata anche la nuova ministra dell'istruzione Maria Stella Gelmini che, di recente, ha inserito anche la Giusti Gramsci nel listone degli istituti rei di non raggiungere 500 iscritti. Pena il commissariamento. E pazienza se la media monsummanese non ci rientra per appena 25 alunni: il suo destino, ormai, è segnato. Dell'argomento si discuterà anche al prossimo consiglio comunale. Modi. L'amministrazione ha assicurato che nella prossima legislatura, se tutto andrà liscio, a Cintolese verrà costruita una nuova scuola media. Che, in maniera naturale, andrà ad accorparsi alle primarie che fanno capo al secondo circolo didattico. Un atto necessario, secondo gli assessori, anche tenendo conto della forte espansione registrata in quella frazione. Che dovrebbe ulteriormente ampliarsi, facendo aumentare in maniera esponenziale il bacino dei residenti. Matrimonio annunciato, di conseguenza, per l'attuale Giusti Gramsci col primo circolo. Tempi. Ovviamente per tirare su un immobile destinato ad ospitare una scuola, ci vorrà qualche anno. Come conciliare questo fatto con la necessità di dar vita, fin dall'anno scolastico 2009/2010, a due differenti comprensivi? Secondo i piani della giunta già illustrati in conferenza zonale, dal prossimo settembre (e fino a data da destinarsi) un paio di sezioni della scuola media "in fieri" verranno ospitate nei locali della Giusti Gramsci. Per essere più precisi, un paio di classi prime. Giusto per avviare, intanto, un nuovo corso che (ancora una volta, a distanza di appena tre anni dall'accorpamento della Gramsci con la Giusti) si accinge a rivoluzionare il quadro dell'istruzione del territorio.

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Prima il de profundis in piazza poi la paralisi per un giorno - michela bompani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Genova Il confronto La manifestazione Lo scontro Prima il de profundis in piazza poi la paralisi per un giorno In duemila al "funerale" colorato in strada L'università Assessori e addetti ai lavori riuniti in rettorato, poi la decisione di bloccare tutto per martedì Due bare e ragazze in abito nero per celebrare le esequie del mondo accademico Chiesta l'inaugurazione anticipata dell'anno accademico, ma Deferrari dice no Il 28 con il blocco dell'ateneo anche un'assemblea pubblica al Carlo Felice o al Ducale MICHELA BOMPANI Una giornata di mobilitazione dell'intero ateneo, martedì prossimo. Con blocco totale di tutte le attività, in ogni facoltà, corteo nel centro cittadino e assemblea pubblica plenaria, di tutte le anime dell'Università, al teatro Carlo Felice o nel salone del Maggior consiglio di Palazzo Ducale. E' stata votata all'unanimità la mozione presentata dai docenti all'assemblea convocata proprio dai professori ieri pomeriggio nell'aula magna del Rettorato: con i due rettori (Gaetano Bignardi, uscente e Giacomo Deferrari che assumerà l'incarico il primo novembre), i precari, gli studenti, i tecnici amministrativi e alcuni rappresentanti delle istituzioni. E c'è una prima frizione, tra i docenti e il prossimo Rettore, Deferrari, che si è dissociato da una richiesta contenuta nella mozione votata da tutti i professori: l'inaugurazione anticipata dell'anno accademico, con tutti i segmenti dell'Università e maestri, genitori, bambini "per salvare la scuola e l'Università pubblica". "Non è praticabile, non c'è sufficiente tempo per organizzare la cerimonia, non sono d'accordo con questa proposta", ha messo in chiaro Deferrari. Alle cinque della sera, mentre da via Balbi partiva il corteo funebre per "l'Università e la scuola pubblica", con oltre duemila partecipanti, sotto gli sguardi severi delle sculture del Giambologna, in rettorato sono arrivati all'assemblea dei docenti l'assessore regionale alla Cultura Fabio Morchio, il suo collega in Provincia, Giorgio Devoto, il deputato pd Mario Tullo, il vicesindaco (che ha portato un messaggio di solidarietà al movimento di Marta Vincenzi) Paolo Pissarello, Nicolò Scialfa, vicepresidente provinciale dell'associazione presidi e vicepresidente del consiglio comunale ("Si sta attaccando un modello culturale, l'istruzione accessibile a tutti"). Gaetano Bignardi appoggia il movimento, si raccomanda che "tutte le iniziative avvengano in un quadro civile", invita a difendersi però, "perché il totalitarismo non abbia il sopravvento". De Ferrari definisce le prospettive attuali dell'Università senza mezzi termini: "un disastro", ma la colpa, spiega "è del governo, dei governi, e delle politiche universitarie che hanno aumentato negli ultimi cinque anni i docenti del 20%, i professori ordinari del 50%, mentre ricercatori e tecnici sono rimasti invariati". Invoca un tavolo Università e ministero per re-impostare i finanziamenti agli atenei, "altrimenti, non ci rimane che la cassa da morto, con i lumini". E al funerale-corteo dell'Università pubblica, c'erano studenti (e alcuni docenti) di tutte le Facoltà: lo striscione "Oggi a lutto, sempre in lotta" è seguito da due bare, "ne avevamo fatta una, per l'Università - spiegano gli studenti - ne abbiamo aggiunta una seconda, dopo le dichiarazioni di Berlusconi, per la Libertà". Crocifissi di cartone ricoperti di carta stagnola. Otto necrofori in giacca e cravatta nere. Sei chierichetti con la vestina bianca e turiboli che diffondono incensi (indiani). E le ragazze con vestiti neri e velette scure sul viso, i ragazzi con pastrani e giacche nere. Attraverso via XXV aprile, gioiosamente, sono arrivati a De Ferrari, dove si sono uniti al presidio al Festival della Scienza del comitato Sos scuola, e dei precari della scuola (trecento persone), con gli striscioni: "Non ce l'abbiamo con il Festival", perché quest'anno i maestri non porteranno gli allievi alla kermesse per il blocco delle attività aggiuntive (contro la riforma Gelmini). Il "funerale" è proseguito in via San Lorenzo, Caricamento, ed è tornato in via Balbi: un migliaio di ragazzi hanno invaso festosamente, alle 19, l'assemblea in rettorato.

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Vogliamo la verità (e un consiglio ad hoc) su piazza vittoria (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

IL CASO DELLA COLOMBO "Vogliamo la verità (e un consiglio ad hoc) su piazza Vittoria" "Se nella riunione dei capigruppo di lunedì non si deciderà di convocare, com'era stato a suo tempo definito, un incontro consigliere specifico sui lavori di piazza Vittoria non ci sentiremo più vincolati a rimanere zitti sui ritardi dei lavori". I rappresentanti dei tre gruppi dell'opposizione sono tornati alla carica su piazza Vittoria evidenziando di "volerci vedere chiaro sull'organizzazione dei lavori e sulla richiesta di danni per oltre un milione di euro avanzato dall'impresa Luci al Comune". Sia De Santis, sia Bellavite hanno, quindi, annunciato che martedì prossimo la consigliera indipendente, Marina Francesca Colombo, spiegherà ufficialmente le motivazioni che l'hanno portata a dare le dimissioni dalla presidenza della commissione lavori pubblici, dimissioni che, secondo l'opposizione sarebbero legate prevalentemente ai lavori di piazza Vittoria "lavori che non procedono assolutamente come dovrebbero". Anche il consigliere del Forum, Marko Marincic, è intervenuto sui lavori pubblici, collegati anche alla viabilità e all'ambiente. Ricordando gli sforamenti dei parametri delle polveri sottili, ha evidenziato che "l'attuale amministrazione si sta rilevando incapace di attuare interventi strutturali volti anche a prevenire determinate situazioni ed è solo in grado di attuare interventi come la rotonda di plastica, facendo invece slittare lavori importanti, come in via Garibaldi e di bloccarne altri, come il multipiano di via Manzoni". Marincic si è anche detto preoccupato per la gestione del nuovo sistema mense. "Nonostante le promesse fatte - ha detto - si sta rendendo la vita impossibile ai comitati di gestione dei genitori che si sono formati per la gestione della ristorazione scolastica. La condizioni poste sono talmente pesanti che sarà impossibile riuscire ad attivare i comitati stessi. Anche a Gorizia si sta preparando la Gelmini generation - ha concluso Marinic- con i bambini nutriti non al meglio e formati peggio ". Livio Bianchini, di Rifondazione comunista ha espresso diverse critiche, dalla scelta di collocare la bandiera italiana sul Sabotino il 4 novembre "mentre sarebbe senz'altro meglio affiancarla con una europea e una slovena", alla mancanza di manifestazioni celebrative per i 30 della legge Basaglia "ricordata in tutte le città tranne che a Gorizia". Ha, quindi, attaccato il sindaco per il fatto "che non ha mantenuto diverse promesse elettorali, a partire da quella riguardante la riattivazione della zona franca, senza contare la tanto sbandierata legge per cancellare le multe da T-red". (p.a.).

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Corteo in città e sit-in in piazza (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

EINAUDI Corteo in città e sit-in in piazza PISTOIA. Sono scesi in piazza ieri mattina gli studenti dell'Istituto professionale Einuadi per manifestare contro il decreto Gelmini. Circa duecento ragazzi hanno formato il corteo che è partito alle 8.45 da via Pacinotti. I ragazzi hanno sfilato poi lungo Corso Gramsci passando davanti all'istituto Pacinotti e al Liceo classico, entrambi occupati. I ragazzi hanno poi raggiunto piazza del Duomo, luogo di arrivo del corteo, intorno alle 10.45. Gli studenti sono poi rimasti in piazza per circa 40 minuti manifestato difronte al Palazzo del governo. "Al corteo - spiega Virginia Ferri - hanno partecipato quasi esclusivamente gli studenti dell'Einuadi, ma eravamo tanti visto che a quanto mi risulta a scuola sono entrate solo due ragazze accompagnate dai genitori. é proseguito senza problemi ma molto lentamente perché abbiamo fatto molti sit-in lungo il percorso". (m.q.).

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Siamo con voi ma non occupate (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Montecatini "Siamo con voi ma non occupate" Molti insegnanti propongono la cogestione come forma di protesta PISTOIA. "Cambiate forma di protesta e noi vi daremo il nostro sostegno". Sono tanti gli insegnanti che, contrari all'occupazione, in quanto illegale, sono però solidali con gli studenti sui contenuti della protesta. "Abbiamo proposto ai ragazzi - spiega la professoressa Tiziana Maccioni del Liceo scientifico - un'iniziativa congiunta con gli insegnanti". Allo Scientifico ieri mattina la quasi totalità dei docenti in servizio, invece di lasciare la scuola, si è riunita nell'aula dei professori e ha indetto un'assemblea straordinaria. Alla fine dell'assemblea, è stato stilato un documento, firmato anche dal personale Ata della scuola, in cui i docenti mettono in luce e criticano alcuni punti del decreto Gelmini. Il documento, discusso dagli studenti in assemblea, invita i ragazzi, le loro famiglie e tutto il personale della scuola a "partecipare costruttivamente al dibattito che coinvolge in questo momento la scuola pubblica, aderendo alle iniziative che verranno programmate". Durante l'assemblea i professori hanno chiesto un confronto con gli studenti. "Abbiamo ricordato ai ragazzi - spiega la professoressa Antonella Lumare - che l'occupazione è illegale, ma che saremmo disposti a partecipare ad altre iniziative". "Abbiamo ascoltato gli studenti - spiega la professoressa Lucia Maffei - e valutato insieme se sia possibile organizzare una serie di iniziative congiunte". "I professori - spiega Luca Fanciullo del Liceo scientifico - ci hanno suggerito di adottare una forma di protesta diversa: la cogestione in cui anche loro potrebbero partecipare. Adesso valuteremo cosa fare, ma anche se continueremo a occupare non sarà certamente perché siamo contro i professori o contro la nostra scuola, ma semplicemente perché l'occupazione sembra essere la forma di protesta più incisiva". Anche all'Iti il corpo docenti si è mosso in risposta alla protesta dei ragazzi, organizzando in via straordinaria una riunione dell'Rsu. "La riunione - spiega la professoressa Giovannelli - servirà per discutere sulle questioni sollevate dai ragazzi e per prendere a riguardo una posizione unitaria tra tutti gli insegnanti: dovremo decidere su come e se interagire e sostenere la protesta dei ragazzi". Anche Liceo Classico-pedagogico i professori hanno voluto intervenire all'assemblea degli studenti, che da mercoledì occupano la scuola. I docenti dell'istituto in servizio ieri mattina, hanno improvvisato nel cortile della scuola una riunione straordinaria dei docenti. Alcuni portavoce degli insegnanti sono poi intervenuti all'assemblea degli studenti. "I problemi per cui adesso state protestando - spiega alla numerosa assemblea la professoressa Adamini - interessano tutto il mondo della scuola pubblica e quindi anche noi insegnanti". L'invito anche in questo caso è ad un accordo tra studenti e insegnanti in modo da creare occasioni di dibattito, e anche di protesta, congiunte. "Vi invito a votare - afferma la professoressa Annamaria Imbarrato - su quale tipo di protesta adottare. Noi insegnanti siamo disponibili a partecipare ad assemblee e dibattiti inerenti al decreto Gelmini aperti anche alle famiglie e a tutti i cittadini". (m.q.).

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L'esercito dei precari dimenticato da berlusconi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Affollata assemblea all'Anna Frank indetta da Cgil, Cisl e Snals per spiegare l'effetto della riforma Gelmini della scuola L'esercito dei precari dimenticato da Berlusconi PISTOIA. Un centinaio di persone, ieri pomeriggio, ha riempito l'aula magna della scuola Anna Frank per l'assemblea indetta da Cgil, Cisl e Snals sulla riforma della scuola. Sono state in maggioranza donne, in un'età compresa tra i trenta e i quarant'anni, a rispondere alla chiamata dei sindacati. Volti preoccupati e tesi di persone laureate e pluri titolate da scuole di specializzazione come la Sis, frequentate e pagate per anni. C'è chi è precario da più di dieci anni (chi afferma addirittura dal 1990 pur avendo vinto un concorso pubblico e ottenuto la cattedra) e c'è chi si sente profondamente offeso dall'accusa ("oltretutto") di fannulloneria rivolta loro negli ultimi giorni da giornali di destra e dalle televisioni. "La diminuzione dell'orario scolastico e l'adozione del maestro unico mirano unicamente a una diminuzione dell'impiego di personale - hanno detto i rappresentanti sindacali - facendo un semplice calcolo matematico: meno dipendenti uguale meno soldi da spendere in salari. In questo modo distruggono tutto il lavoro fatto fino a ora per salvare e far entrare nella scuola migliaia di insegnanti precari". "I prossimi tre-quattro anni saranno i più duri", hanno spiegato i sindacalisti a chi già lotta da anni duramente per avere un minimo di stabilità. I dati forniti dai sindacati sono effettivamente allarmanti: in 3 anni calcolano la perdita di circa 150.000 posti di lavoro. Con tagli simili, provocati anche dall'accorpamento di scuole e classi, si dovrà procedere a gennaio con un ricollocamento degli insegnanti di ruolo e il riassorbimento dei precari si avrà soltanto dal turn over successivo. "Questo provoca anche un invecchiamento generale della classe dei docenti - dicono i sindacalisti - rinunciando al rinnovamento che portano i giovani precari che sono, oltretutto, altamente qualificati e quindi un'importante ricchezza per la scuola. Per poter modificare qualcosa, c'è la necessità di tante energie e del coinvolgimento di tutti". Francesca Garra.

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Allo scientifico verso la cogestione (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Montecatini Allo Scientifico verso la cogestione Occupazione invece agli istituti tecnici "Fedi" e "Pacinotti" PISTOIA. Occupazione appena iniziata allo Scientifico ma presto conclusa: gli studenti hanno preferito fare blocco unico con i professori e trovare insieme nuove modalità di protesta. Occupati invece ieri mattina anche l'Iti Fedi e il Professionale Pacinotti. Fronte comune allo Scientifico, dunque, tra studenti e professori che stamattina si riuniranno insieme per discutere sul decreto Gelmini. La grande maggioranza del corpo docenti e del personale Ata è solidale con la protesta dei ragazzi, pur non condividendo l'occupazione. Ieri mattina un gruppo di ragazzi del Liceo scientifico ha occupato la scuola a partire dalla mattina: lezioni sospese, ma l'ingresso ai docenti non è stato impedito. Anzi. Mentre i ragazzi erano raccolti in aula magna per decidere le dinamiche dell'occupazione, quasi tutti gli insegnanti in servizio, circa 65, hanno stilato un documento nel quale mostravano la loro volontà di collaborare con gli studenti. L'unica condizione era che finisse l'occupazione. Nel pomeriggio al Liceo è intervenuta la Digos e ha spiegato agli studenti rimasti le conseguenze di un'occupazione. In seguito a un'assemblea durata fino a sera, i ragazzi hanno deciso di cessare l'occupazione. Clima più teso invece al Pacinotti e all'Iti, dove gli studenti sembrano intenzionati a proseguire l'occupazione. Preso atto della posizione dei ragazzi, i presidi Aldo Piras e Angelo Borchi sono stati costretti a segnalare lo stato di occupazione in Questura, facendo partire, così, una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Sono le 7.40 di mattina e sia al Pacinotti, che all'Iti, che allo Scientifico, gli studenti aspettano i custodi che aprano le scuole. I ragazzi del Pacinotti, però, hanno una sorpresa: sembra che ad aprire la scuola ieri mattina sia stato il preside Aldo Piras in persona. Gli studenti quindi per entrare hanno dovuto aspettare come sempre lo squillo della prima campanella; una volta dentro però nessuno è andato in classe. "Abbiamo deciso di occupare - spiega Giacomo Governali - quando, mercoledì mattina, ci siamo riuniti in piazza San Francesco". A mattinata inoltrata al Pacinotti c'erano la metà degli studenti. Il preside li ha ricevuti in aula magna dove ha fatto l'appello e ha spiegato quali fossero le conseguenze dell'occupazione. "Noi non vogliamo interrompere l'attività didattica e amministrativa - spiega Pietro Tesi - ma vorremmo trasferirla in succursale, così chi vuole, va a fare lezione lì". La proposta non è stata però ritenuta attuabile dal preside. All'Iti invece da ieri mattina c'è occupazione con blocco della didattica. "Abbiamo scelto di occupare - spiega un portavoce del comitato organizzatore - per manifestare contro il decreto Gelmini che non fa altro che alimentare l'ignoranza e portare alla distruzione il sistema scolastico". Al Liceo classico ieri è andata avanti l'occupazione iniziata mercoledì, ma stamattina ci sarà un'assemblea nella quale gli studenti decideranno se accogliere o meno la proposta degli insegnanti di un'assemblea permanente. Ai Geometri stamani partirà la protesta ma ancora non è chiaro se si tratta di autogestione o occupazione. Al Pacini durante l'assemblea con la preside ieri mattina è stata concordata una forma di protesta ibrida che prevede le prime quattro ore di lezione standard e il resto della giornata gestita dagli studenti. All'Istituto d'arte gli studenti devono decidere se continuare la forma di protesta intrapresa o se adottarne un'altra più leggera e legale. All'Agraria ieri sono stati eletti i rappresentanti degli studenti che oggi chiederanno l'autorizzazione al preside per iniziare l'autogestione da martedì. Anche l'Einaudi sono per l'autogestione, che dovrebbe iniziare lunedì, ma un gruppo di 30 o 40 ragazzi è molto intenzionato a occupare. Marta Quilici.

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Genitori mobilitati (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Manifestazione in città Genitori mobilitati PISTOIA. Accanto agli studenti in lotta contro il decreto Gelmini ci sono anche i genitori. E non in via ufficiosa, ma con un comitato appositamente creato: il Comitato provinciale genitori di Pistoia, che per intanto ha diffuso un volantino e creato un blog su Internet (http://genitoripistoia.blogspot.com) ma che ha anche indetto una manifestazione notturna contro i tagli del governo alla scuola per mercoledì prossimo alle 21. La manifestazione (a carattere provinciale) partirà da piazza San Francesco per approdare in piazza del Duomo.

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È concreto il rischio di accorpamenti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Montecatini è concreto il rischio di accorpamenti Tanti genitori all'assemblea di mercoledì nella sala Baccarini Domani a San Marcello raccolta di firme contro il decreto Gelmini. La settimana prossima a Maresca SAN MARCELLO. Grande affluenza, mercoledì sera, alla riunione organizzata dai genitori della montagna per cercare di comprendere meglio quale sarà il futuro dei propri figli con il decreto Gelmini. è infatti concreto il rischio che nei piccoli comuni i plessi scolastici con meno di 50 alunni vengano chiusi o accorpati, con tutti i disagi che prevedibilmente ne potrebbero conseguire. La sala Baccarini di San Marcello era gremita di persone, soprattutto di genitori che si sono riuniti autonomamente, quindi al di fuori dei partiti, attraverso un tam-tam di sms e volantini. Sono stati invitati due sindacalisti, Maria Cristina Zini della Cisl e Franco Buralli della Cgil ed erano presenti il sindaco di San Marcello Carla Strufaldi, il vicesindaco Luisa Soldati, l'assessore Lucia Geri, la dirigente scolastica Maria Lucia Querques e il rappresentante sindacale Stefano Traversari, insieme a numerosissimi insegnanti. Volutamente non sono stati invitati i rappresentanti dei partiti, in quanto c'era la necessità da parte dei genitori di fare chiarezza sui problemi della scuola senza interferenze politiche. Quello che è emerso dalla serata è un quadro piuttosto preoccupante su diversi fronti. I due sindacalisti Zini e Buralli hanno esposto in maniera chiara ed esaustiva quelle che saranno le conseguenze e i problemi derivanti da questo decreto che presto si trasformerà in legge. Si è parlato della scuola materna, tema poco trattato dai media: per i territori montani esiste la possibilità di dar vita a classi con bambini dai 2 ai 5 anni con un solo maestro e solamente di mattina. Quindi, per i pomeriggi i genitori dovrebbero organizzarsi autonomamente. Per quanto riguarda la scuola elementare, oltre al maestro unico, che secondo molti determinerebbe un impoverimento culturale, c'è il rischio degli accorpamenti. A questo proposito, è intervenuta la dirigente scolastica Maria Lucia Querques, la quale ha esposto le prospettive per le scuole elementari di Abetone e Pian degli Ontani, che potrebbero riunirsi in quella di Cutigliano, visto che il decreto prevede che nei piccoli comuni i plessi con meno di 50 alunni debbano essere accorpati. Per Cutigliano, non sarebbe un grosso problema, in quanto l'edificio ha lo spazio sufficiente per ospitare tutti gli alunni (resterebbero, ovviamente, i grossi disagi legati agli spostamenti e al trasporto), lo sarebbe invece per Campo Tizzoro, in quanto gli alunni della locale elementare dovrebbero affluire nella scuola di San Marcello, che invece non ha le dimensioni adeguate per accoglierli. Per quanto riguarda le superiori, il problema per ora non sussiste in quanto il numero degli studenti supera abbondantemente la soglia. Infine, è intervenuto Roberto Niccolai, rappresentante dei genitori di Candeglia, per informare i presenti sulle iniziative intraprese e ha invitato i genitori della montagna a tenersi in contatto per promuoverne altre. A questo proposito, contro il decreto Gelmini verrà organizzata una raccolta di firme domani a San Marcello, in piazza Matteotti sotto la loggia. Raccolta di firme anche a Maresca, la prossima settimana in luogo e data da definirsi. Silvia Maria Cormio.

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Preoccupazione fra i docenti in merito alla riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Gorizia Preoccupazione fra i docenti in merito alla riforma Gelmini Romans: un incontro si è svolto all'Istituto comprensivo ROMANS. Il personale docente e non docente dell'Istituto comprensivo di Romans, che racchiude i plessi scolastici di Romans, Mariano, Medea e Villesse, si è recentemente riunito in assemblea alla presenza anche dei rappresentanti delle segreterie provinciali Cgil, Cisl, Uil e Gilda. Un incontro che si è svolto per discutere in merito ai provvedimenti legislativi sul diritto allo studio e sulla qualità dell'offerta formativa della scuola pubblica statale. La riforma Gelmini prevede, tra l'altro, il ritorno del maestro unico nella scuola primaria, la riduzione del tempo-scuola per tutti gli ordini e gradi, la chiusura delle piccole scuole, tagli per il personale docente e non docente. All'assemblea hanno partecipato più di 100 persone, il 95% del personale. Da parte degli insegnanti e operatori scolastici è emersa una grande preoccupazione. "Il personale ritiene essenziale informare l'utenza e la cittadinanza - si legge nel comunicato predisposto al termine dell'assemblea - delle conseguenze sociali e culturali del piano di "essenzializzazione" che investe e stravolge la scuola pubblica statale, svuotandola dei percorsi multidisciplinari e delle pratiche didattiche innovative che nel corso di questi anni l'hanno caratterizzata. Per gli alunni in particolare per quelli della seconda infanzia e primaria, questo comporta la perdita di un'opportunità irripetibile. Poter ricevere, secondo i propri bisogni, gli adeguati stimoli per crescere in modo complessivo in una fase evolutiva in cui la capacità dell'apprendimento del bambino è particolarmente significativa. Il maestro unico "tuttologo" non può essere una risposta adeguata ai bisogni di formazione della moderna società e di un'infanzia inserita sempre più in un articolato sistema di relazioni". Il personale docente ritiene che con tale riforma si compromette la qualità dei servizi essenziali e dell'offerta formativa. "Lo smantellamento dell'attuale organizzazione scolastica - continua il comunicato - porterebbe nelle scuole primaria e secondaria di primo grado all'impossibilità di attuare una didattica volta all'integrazione, al recupero dell'arricchimento dell'offerta formativa, possibile solo con una equipe pedagogica adeguata. Renderebbe impossibili tutte le iniziative oggi ampiamente diffuse: i lavori per i piccoli gruppi, le uscite didattiche, l'attuazione di progetti, le attività di recupero e potenziamento, i laboratori, utili ad integrare gli alunni disabili e a favorire l'integrazione degli alunni stranieri". Altro aspetto negativo per il personale scolastico del Comprensivo di Romans sono i tagli del personale e la riduzione dell'orario scolastico. "I tagli indiscriminati al personale tecnico, amministrativo e ausiliario non consentirebbe né un efficace funzionamento dei servizi di segreteria né l'indispensabile rapporto di collaborazione all'attività didattica, nonché i servizi di vigilanza e assistenza agli alunni. A fronte di una richiesta sempre più ampia di aumento del tempo scuola da parte delle famiglie, le disposizioni attualmente al vaglio del Parlamento impongono al contrario una riduzione di orario settimanale". "Riteniamo che i problemi della scuola debbono essere affrontati ma per fare ciò si debba adottare un'ottica diversa dal risparmio a tutti i costi. La scuola pubblica statale è stata un'opportunità di crescita, di miglioramento, di sviluppo in passato e deve continuare ad esserlo in futuro per tutti ed in particolare per i più deboli". (m.s.).

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Scuola, la protesta arriva in Regione (sezione: Scuola)

( da "Metronews" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Uscito su Metro il 24/10/2008 Lascia il tuo commento! Continua la protesta contro il decreto Gelmini. Ieri al liceo Franchetti, dopo l'occupazione è proseguita l'assemblea permanente mentre al liceo artistico di Venezia è iniziata l'autogestione degli studenti. Alle 18 è scattata la protesta degli universitari in Campo San Geremia. Centinaia di studenti si sono radunati e hanno intonato cori, distribuiti volantini, letto messaggi, lanciato slogan ed esibito cartelli contro il ministro dell'Istruzione Gelmini. Ma la protesta ha coinvolto anche il Consiglio regionale, dove l'opposizione ha srotolato in aula uno striscione "Okkupazione. No stato di polizia" per protestare contro le dichiarazioni del presidente del Consiglio Berlusconi. Il presidente di turno dell'assemblea ha sospeso i lavori per pochi minuti e fatto ritirare lo striscione. (Alessandro Ragazzo).

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Lezioni : stop a Verona ma non si occupa (sezione: Scuola)

( da "Metronews" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Uscito su Metro il 24/10/2008 Lascia il tuo commento! Giornata di mobilitazione ieri a Verona, all'università e in diverse scuole superiori. In tutti gli istituti scaligeri in mattina si sono registrati volantinaggi per spiegare i motivi della protesta contro la riforma Gelmini. All'università resta il presidio fisso al chiostro. "Non ci saranno occupazioni ingestibili, ma qualcosa di utile", hanno spiegato i ragazzi dei collettivi universitari. E pronta è arrivata la risposta del rettore, che ha accolto le richieste degli studenti. Oggi alle 10.30 nell'Aula Magna del Polo Zanotto, ci sarà un'assemblea d'ateneo sul tema “Università di Verona oggi e domani. Scenario istituzionale e linee strategiche”, rivolta a studenti, docenti e personale tecnico, indotta dal rettore Alessandro Mazzucco. Blocco totale delle lezioni, insomma, e tutti in aula Magna. In provincia, fuori dall'istituto Carlo Anti di Villafranca sono stati attaccati striscioni e un'assemblea ha tenuto banco. (A.P.).

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Consiglio comunale antigelmini - antonio di giacomo francesca savino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bari Consiglio comunale antiGelmini "Loro chiudono le scuole, noi le apriamo". Ateneo, lezioni in piazza Emiliano: "Tutti a Roma il 30 a manifestare con il gonfalone della nostra città" ANTONIO DI GIACOMO FRANCESCA SAVINO è la battaglia contro la riforma della scuola messa a segno dal ministro Gelmini a spingere, per la prima volta in quattro anni, i lavori del consiglio comunale dell'era Emiliano fuori dalle mura del palazzo di città. In periferia, nell'auditorium dell'istituto Majorana, al quartiere San Paolo. A sedere in platea professori e sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, mentre nell'aula consiliare improvvisata si registra la diserzione in massa dei consiglieri del centrodestra rimasti a casa tacciando come strumentale e propagandistica la seduta monotematica sulla scuola. Accuse respinte con fermezza dal sindaco Emiliano che ribadisce: "La scuola pubblica è stata fra le prime e costanti priorità di questa amministrazione. Un patrimonio che difenderemo anche a Roma, sfilando col gonfalone della città alla manifestazione del 30 ottobre". Gli fa eco l'assessore alla Pubblica istruzione, Pasquale Martino: "Il ministro Gelmini chiude le scuole? Noi le apriamo: proprio mercoledì è stata approvata l'apertura di una scuola comunale d'infanzia qui al San Paolo". Si andrà a Roma, allora: il consiglio approva l'ordine del giorno - con 28 consiglieri presenti, il numero legale c'è - ed Emiliano rilancia: "Il governo ha attaccato la scuola elementare e l'università: le due eccellenze del sistema formativo del Paese. Valuteremo la possibilità di partecipare, con la giunta o la stessa assemblea consiliare, a una seduta congiunta col senato accademico dell'Ateneo barese". In città, intanto, la protesta di studenti, professori e ricercatori si estende dalle aule universitarie alla strada. Il movimento contro la riforma Gelmini ora applica lo slogan "fuori dalle aule" alle forme di protesta che da lunedì porteranno le lezioni all'aperto, fra piazza Umberto, via Suppa e il campus. Ieri per dodici ore fra Lettere, Farmacia, Scienze politiche, Biotecnologia e Lingue si sono susseguite le assemblee per stabilire il calendario dei prossimi giorni. Sono stati circa 400 gli universitari che si sono ritrovati nel primo pomeriggio nella facoltà di Scienze, dove è intervenuto a sostenere la protesta anche il preside Spinelli, mentre a Lingue 80 fra studenti e ricercatori si sono confrontati sulla legge 133 insieme con il preside Pasquale Guaragnella. "Non vogliamo fermare l'università ma difenderla, e per farlo proviamo a spostare l'attività didattica in piazza" ricorda il "coordinamento stop 133" che ha già pronta la prima bozza del calendario: alle 11,30 di lunedì una lezione si sposterà dalle aule di Scienze politiche al marciapiede di via Suppa, dove docenti e studenti affronteranno una discussione sulla legge 133 e sulle modalità di azione del governo Berlusconi. Oggi in Ateneo le lezioni saranno bloccate dalle 10 alle 13, per un'assemblea di facoltà nella quale la preside di Lettere Grazia Distaso, i professori, gli studenti e i ricercatori discuteranno di come spostare da lunedì la didattica in piazza Umberto. Alle 16 invece tutto il mondo dell'università si incontrerà al Politecnico: una riunione organizzativa in vista dell'assemblea generale della scuola e dell'università convocata per il 28 ottobre a Giurisprudenza e della manifestazione nazionale del 30 ottobre per cui il coordinamento ipotizza anche un corteo a Bari, mentre nel pomeriggio scenderanno in piazza gli studenti medi che si sono dati appuntamento alle 18 in piazza Prefettura.

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Lettere e interventi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Prato LETTERE E INTERVENTI CLASSICO Il padre-padrone di una scuola-isola E così anche stavolta il preside Luigi Nespoli ce l'ha fatta. Al Classico Cicognini si è parlato poco della "riforma" Gelmini e molto di lui. Guidato dalla consueta smania di protagonismo ha raggiunto l'obiettivo di porre se stesso al centro dell'attenzione. Ma delle sue dichiarazioni seriali di questi giorni colpisce soprattutto una cosa: la pessima opinione che il preside ha dei suoi studenti, o almeno di quelli che hanno avuto l'ardire di chiedere spazi e occasioni per mettere in discussione i provvedimenti sulla scuola presentati dal governo. Nei comunicati del preside questi ragazzi sono sempre fannulloni, facinorosi, dediti alla droga, un pericolo per la scuola e per i compagni. Insomma li ha subito delegittimati e offesi, negando loro a priori la buona fede e le buone intenzioni. Tanto che se tali e così forti sono i suoi pregiudizi negativi nei loro confronti, viene da chiedersi come possa essere credibile nel suo ruolo di preside e di educatore. Gravi sono state anche le dichiarazioni di alcuni professori che in classe hanno annunciato ritorsioni e penalizzazioni per gli studenti che avevano, a vario titolo, partecipato alla protesta. Sulla scia dei discutibili provvedimenti della cosiddetta riforma Gelmini, gli studenti italiani sembrano essere tornati ad interessarsi di ciò che accade fuori dalle mura della scuola. Fatti e decisioni che poi a scuola ci rientrano, cambiandola. In quasi tutte le scuole pratesi questo slancio è stato governato civilmente e proficuamente con la collaborazione dei presidi e di molti docenti. Al Classico Cicognini questo non è stato possibile perché il preside ha eretto subito un muro di minacce e scenari apocalittici, concentrando tutta la sua energia sul rispetto della legalità tout court e sulle regole. Si potrebbe osservare che mentre da un lato il preside invoca il rispetto delle leggi, dall'altro le applica con ampia discrezionalità o le viola, a seconda delle esigenze (vedi l'ultimo episodio di martedì, quando ha chiuso la scuola d'imperio lasciando fuori gli studenti e dentro zaini, cellulari, soldi, caschi ecc., tanto che è dovuta intervenire la Digos per restituire ai ragazzi i loro beni). Ma nel voler esaminare la questione da quell'unico punto di vista c'è anche un preoccupante eccesso di burocraticismo. Ci si limita a dirigere il traffico di entrata e di uscita in un edificio, senza preoccuparsi di come nel frattempo quell'edificio (la scuola pubblica, l'Università) viene cambiato, se resterà in piedi, se ancora verrà incontro a diritti fondamentali, all'uguaglianza delle opportunità. E qui poco importa se al preside la "riforma" Gelmini piaccia o no. Non può certo essere questo il criterio che decide per gli altri. Certo, a scuola si va per studiare e il preside fa bene a impegnarsi a garantire una qualità di insegnamento che sia all'altezza delle pretese e della fama dell'istituto e del desiderio di conoscenza dei ragazzi. Ma la scuola, anche la sua, non può essere un'isola staccata dal resto della società, un istituto-fortezza in cui il preside blandisce e minaccia come un padre-padrone, arrivando a promettere amnistie per sanzioni non ancora comminate ma minacciate (il 5 in condotta) e che neppure spettano a lui (a proposito di legge da rispettare...). Soddisfatto solo che le regole siano rispettate, a prescindere dai contenuti. Forse il professor Nespoli ha scelto il fatalismo, forse non è più interessato al futuro della scuola italiana. Di certo gli studenti hanno il diritto e il dovere di porsi domande e cercare risposte. Perché quella, comunque, sarà la loro scuola. Sandra (*) (madre di una studentessa del Classico Cicognini) RODARI Orgogliosi dei ragazzi Il preside ci offende Facciamo parte di un piccolo gruppo di genitori che hanno le figlie che frequentano l'istituto pedagogico Rodari. Rispondiamo alquanto indignati delle considerazioni che il signor Nespoli preside della scuola in questione ha dei nostri figli e degli adolescenti in generale. Non sappiamo che tipo di rapporto abbia lui con i propri, ma sappiamo quello che abbiamo noi con i nostri. Lui pensa di costruire qualcosa con le minacce, lui vede il brutto in tutto, vede droga, vede spacci, violenza, non è così. Le sue affermazioni ci hanno alquanto offesi. Noi siamo orgogliosi dei nostri figli. Sappiamo che al signor Nespoli erano state fatte varie proposte riguardo alla conduzione della manifestazione da lui tutte respinte. I ragazzi adolescenti, è vero che a volte possono lasciarsi dall'enfasi della contestazione, ma come noi considerati adulti, hanno i propri ideali e vivono ogni giorno per giorno le condizioni familiari che adesso sono molto disagiate quindi di conseguenza reagiscono. Hanno voglia di giustizia, hanno voglia di sapere che qualcuno crede in loro e che anche loro sono capaci di pensare e di avere degli ideali i quali vengono sempre schiacciati con minacce e disinteresse. Quindi per favore sig. Nespoli cerchi solo di avere un contatto più alla pari ed umano con i propri studenti. Monica e Luciana (*) (*) le due lettere sono firmate; le autrici hanno lasciato alla redazione anche i loro numeri di cellulare, chiedendo di omettere il cognome per tutelare gli studenti... COPERNICO Il nostro impegno serio e fuori dai partiti Delusione: è ciò che noi, studenti del Liceo scientifico Niccolò Copernico, abbiamo provato leggendo l'ennesimo articolo contenente informazioni distorte circa la protesta in atto. I giornali ci accusano di non essere a piena conoscenza di ciò per cui stiamo protestando, non accennando minimamente alle iniziative di informazione che abbiamo portato avanti finora. Infatti, prima di procedere con l'occupazione dell'istituto, sono state organizzate due assemblee pomeridiane e due giorni di autogestione informativa, durante i quali abbiamo letto gli articoli della Legge 133/08 riguardanti l'istruzione, e si sono tenuti dibattiti tra la parte favorevole e quella contraria, affinché ogni studente avesse la possibilità di sviluppare una propria opinione a riguardo. Al fine di ottenere una maggiore chiarezza, abbiamo invitato ospiti competenti: ricercatori, studenti universitari e personaggi politici di rilievo. Abbiamo la consapevolezza che ci sia una parte del Liceo che non ha ancora un'idea chiara sui motivi per cui stiamo protestando, ed è proprio per questo motivo che abbiamo insistito e continuiamo ad insistere sull'informazione, affinché il numero di disinformati possa essere il minore possibile. Quindi è nata spontaneamente la volontà di noi studenti di prendere parte alla protesta; i rappresentanti hanno perciò indetto delle votazioni per decidere sul da farsi: la quasi totalità dell'istituto ha votato a favore di un'occupazione. E' importante precisare l'omogeneità del consenso ottenuta da biennio e triennio e l'assoluta ininfluenza che professori e Presidenza hanno avuto su noi studenti. L'occupazione è solo l'inizio: ci stiamo mobilitando per manifestare in piazza e aderire ad iniziative di vari livelli. Protestiamo contro la finanziaria e i tagli che ne derivano, protestiamo contro una privatizzazione che mette in ginocchio l'istruzione pubblica e contro un'Italia che non investe nella cultura e nel suo futuro. Infine vogliamo ribadire la natura apartitica dell'agitazione copernicana. "Considerate la vostra semenza:/fatti non foste a viver come bruti/ma per seguir virtute e canoscenza" (Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI) Gli studenti del Liceo Scientifico statale "Copernico".

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Anche le elementari in piazza (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Prato Anche le elementari in piazza Notte bianca con clown e dibattito all'istituto Gandhi PRATO. Adesso siamo proprio al completo. Alla protesta dei sindacati e degli istituti superiori pratesi contro la "riforma" Gelmini si è aggiunta anche la scuola dell'obbligo. Ieri pomeriggio, a partire dalle 16,30, all'istituto comprensivo Gandhi si è tenuta una notte bianca (senza concerti né apertura straordinaria dei negozi ovviamente), a cui su iniziativa degli insegnanti e dei genitori delle scuole di Galciana, hanno partecipato anche altre scuole primarie del territorio. "Anche le scuole dell'obbligo volevano far sentire la loro voce - spiega Giuliana Giuliani, mamma e presidente del Consiglio d' Istituto del Gandhi - Abbiamo organizzato questa notte bianca dopo l' orario delle lezioni per manifestare il nostro dissenso contro i provvedimenti previsti dal nuovo decreto Gelmini". "I nostri bambini sono troppo piccoli per manifestare e allora abbiamo pensato di farlo noi per loro, con una sorta di "occupazione" fuori dall'orario scolastico. I bambini parteciperanno con noi all'iniziativa, per intrattenerli abbiamo chiamato dei clown e un'esperta di pet therapy. Ai bambini delle medie invece saranno spiegati alcuni punti della riforma, ovviamente semplificando i concetti per loro ancora difficili". "Noi adulti invece porteremo avanti il dibattito sulla scuola - spiega Giuliani - Le questioni che ci stanno a cuore sono soprattutto quella del ritorno al maestro unico, ma anche la questione dei libri di testo a carico delle famiglie fin dalle elementari, le classi ponte per i bambini stranieri (numerose anche qui a Galciana) e il tempo pieno. La notte bianca ha visto la partecipazione anche dei presidenti del Consiglio d'istituto delle scuole Puddu e Calvino di Figline - conclude - la preoccupazione ormai è generale. La crisi economica del Paese non può ripercuotersi sul futuro e la formazione delle nuove generazioni". Mi. Mo.

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Protesta antiberlusconi in consiglio comunale (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Prato Protesta antiBerlusconi in consiglio comunale Protesta antiBerlusconi in consiglio comunale PRATO. La riforma Gelmini e la legge sull'università saranno oggetto di dibattito nel consiglio comunale straordinario (probabilmente la prossima settimana) richiesto da diciannove consiglieri. E' questo il risultato dell'iniziativa promossa ieri pomeriggio da Leonardo Becheri, capogruppo di Rifondazione comunista, che si è presentato nella sala consiliare insieme ad una trentina di studenti giovani comunisti. Una decisione presa dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che auspicava il ripristino della normalità nelle scuole e nell'università anche con l'impiego della polizia. "Siamo all'anticamera dello Stato di polizia - ha detto Becheri - il presidente Berlusconi ha pronunciato parole di una gravità assoluta in un paese democratico". All'intervento di Becheri, fuori programma, ha poi fatto seguito la raccolta di firme per la convocazione del consiglio straordinario: hanno aderito alcuni consiglieri del Pd, della Sinistra, Taiti per Prato e Idv.

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Sit-in in piazza, aule occupate. L'Italia dice no (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cresce il dissenso da nord a sud Scontri con le forze dell'ordine nel Cosentino.Barricate negli atenei di Torino, Milano e Firenze. A Palermo lezioni all'aperto 24/10/2008 SCUOLE E FACOLTÀ occupate, lezioni libere in strada, cortei: in tutta Italia, è stata un'altra giornata di lotta contro gli interventi del governo e i piani del ministro Mariastella Gelmini su scuola e università. Anche se appaiono molto lontani gli scenari di guerriglia che ieri la conferenza stampa del premier Berlusconi sembrava prospettare, non sono mancati momenti di tensione, e anche un intervento delle forze dell'ordine: nel cosentino, agenti di polizia e carabinieri hanno "convinto" gli studenti delle scuole di Fagnano Castello, San Marco Argentano e Roggiano a interrompere le occupazioni. Mentre a Cosenza, nel corso di una manifestazione, sono state danneggiate le finestre di un istituto. A Napoli, alcuni cortei di studenti, peraltro non annunciati, hanno bloccato il traffico su varie strade. In Piemonte sono sempre di più le scuole occupate, difficile tenere il conto preciso: mentre sono più di 2 mila gli studenti del Politecnico di Torino riunitisi ieri in assemblea per cercare un terreno comune nella battagli al ministro. A Trento è invece la facoltà di Sociologia a guidare l'agitazione degli universitari. Alla Statale di Milano è stata bloccata per un'ora l'entrata della facoltà di Scienze Politiche, i cui studenti chiedono all'unisono il blocco della didattica. Barricate anche nel nord-est: in Veneto l'ipotesi di interventi delle forze dell'ordine è stata contestata con striscioni anche in consiglio regionale. A Verona e Padova è stato decretato il blocco della didattica, e sempre a Padova gli studenti di un istituto professionale sono andati a scuola vestiti a lutto. A Trieste gli studenti delle scuole medie hanno costruito una "scuola di libri" davanti alla chiesa di San Giacomo, un vero e proprio muro di carta eretto con i libri di testo. A Bologna, in piazza del Nettuno, è stata allestita un'aula a cielo aperto in occasione del collegamento con la trasmissione di RaiDue Anno zero. Fermento anche nelle scuole e nelle università toscane. A Firenze, i ragazzi dell'Istituto d'arte di Porta Romana hanno inscenato un "attraversamento pedonale" lungo le strade del centro, mentre su alcuni dei ponti sull'Arno sono apparsi striscioni come "L'università non è in vendita". A Pisa, dove anche gli studenti della Normale hanno manifestato solidarietà alle proteste, studenti medi e universitari e docenti si sono uniti in un corteo formato, secondo gli organizzatori, da 10 mila persone. A Roma, con lo slogan "Non tagliateci il futuro", migliaia di studenti hanno manifestato davanti a Palazzo Chigi, per poi spostarsi verso il Senato; nelle stesse ore sono partite le occupazioni di vari istituti, licei storici compresi. Alla Sapienza, gli studenti hanno deciso di occupare la facoltà di Ingegneria a San Pietro in Vincoli. Stessa forma di protesta alla facoltà di Scienze di Roma Tre. In serata poi nuovo sit-in davanti al Senato, con tanto di contestazioni e fischi a senatori di maggioranza e minoranza. Manifestazione anche in Abruzzo, Basilicata (con riunione studentesca in Aula Magna, a Potenza), Puglia e Sicilia: a Palermo, con il sostegno del preside della facoltà di Ingegneria, un migliaio di studenti ha assistito a una lezione all'aperto, in piazza Politeama. 24/10/2008.

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Cosa cambia, il decreto sotto la lente di ingrandimento (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'analisi Aspetti noti e meno noti di un testo che ha diviso il Paese. Alla base delle scelte l'esigenza di tagliare drasticamente i costi 24/10/2008 IL DECRETO legge Gelmini detta "disposizioni urgenti in materia di istruzione e università" con l'obiettivo primario di risparmiare soldi e alla svelta. È necessario partire da questo presupposto per capire fino in fondo la filosofia del testo varato, è bene ricordarlo, sotto la stretta sorveglianza del ministro Giulio Tremonti. Secondo il sito di opinione e approfondimento www.lavoce.info, proprio l'ansia di "fare cassa" ha probabilmente negato alla Gelmini la libertà necessaria per costruire un vero e proprio progetto educativo. Se c'è, non si vede, dicono in sostanza i docenti universitari Massimo Bordignon e Daniele Crecchi. A meno che non si vogliano considerare obiettivi formativi il ritorno al maestro unico o al grembiule in classe o, ancora, il ritorno al voto espresso in numeri o al voto in condotta che fa media. Ma analizziamo nel dettaglio i punti cardine del decreto. I tagli. Il piano del governo prevede la riduzione di 87.400 insegnanti e di 44.500 unità di personale amministrativo, dal prossimo anno al 2012. Per un risparmio complessivo di circa 8 miliardi di euro. Obiettivo tutto sommato comprensibile, secondo www.lavoce.it, se si considera che il rapporto alunni/insegnanti nella scuola primaria e secondaria italiana è di gran lunga superiore alla media Ocse e, oltretutto, in questi anni non ha prodotto i risultati sperati, dal momento che l'Italia è al ventinovesimo posto in termini di risultati sugli apprendimenti. Molti esperti sono fra l'altro concordi nel ritenere che fra i mali della scuola vi sia una rete scolastica eccessivamente frammentata sul territorio. Dunque, ridurre il personale e contestualmente razionalizzare la rete può essere la scelta giusta, osservano Bordignon e Crecchi, se ciò consentirà di liberare risorse da impiegare nel settore, ad esempio aumentando gli stipendi degli insegnanti. Quanto ai paventati licenziamenti, il governo non ne prevede; ricorrerà però al blocco del turn over. E i precari, anche con 10-12 anni di servizio, corrono il rischio concreto di non lavorare più. Alunni per classe. Come conseguenza del taglio agli organici, ogni regione dovrà scegliere tra due soluzioni: mantenere le attuali sedi scolastiche (nel qual caso gli insegnanti saranno pochi e le classi potranno arrivare fino a 33 alunni, secondo l'opposizione; massimo 26 per il governo), oppure sacrificare alcune sedi scolastiche, inevitabilmente quelle più decentrate. Il tempo pieno. Il decreto, in effetti, non ne parla, facendo un generico riferimentoâ??"alle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola. Lascia così spazio a libere interpretazioni. Quella offerta dal governo è che con l'arrivo del maestro unico e l'eliminazione del modulo (tre insegnanti per due classi) i docenti in eccesso potranno essere utilizzati addirittura per incrementare il tempo pieno. Il rischio è che si trasformi in un doposcuola con spese a carico degli enti locali e, a cascata, delle famiglie. Il maestro unico. Il testo parla, esattamente, di "classi affidate ad un unico insegnante con orario di 24 ore settimanali", anche se Berlusconi lo ha trasformato in "maestro prevalente", affiancato da un insegnante di inglese e da uno di religione. Comunque sia, le 24 ore rimangono e visto che il contratto fissa il limite delle 22 ore, le scuole avranno il problema non da poco di anticipare le due ore di straordinario con propri fondi. Ma al momento c'è un problema più serio di ogni altro, segnalato ieri dal Servizio bilancio del Senato: è incerta la copertura finanziaria della misura sul docente unico. E le perplessità di copertura riguardano anche il pagamento delle ore aggiuntive ai maestri. Il voto in condotta. Con un voto in condotta inferiore ai sei decimi si ripete l'anno. Il provvedimento è considerato dalla Gelmini un deterrente agli episodi di bullismo. L'esperienza dirà se è così. Ma per l'opposizione la misura avrà come unica conseguenza l'aumento dell'abbandono scolastico, in mancanza di programmi di recupero. La lingua inglese. Lo studio della lingua inglese non verrà ridotto alle elementari, garantisce Berlusconi. Però non è chiaro come saranno ricavate le ore, dal momento che delle 24 disponibili, 22 sono affidate al maestro unico e le restanti due sono destinate all'insegnamento della religione. Questa l'obiezione del Pd. L'obbligo scolastico. La Finanziaria del 2006 aveva previsto l'innalzamento dell'obbligo scolastico a 16 anni. La critica formulata dall'opposizione è che tale misura è di fatto annullata nel momento in cui si dovesse concedere la possibilità di assolvere tale obbligo anche scegliendo in terza media di fare due anni di formazione professionale. Le piccole scuole. Il loro sacrificio non è in effetti previsto nel testo Gelmini ma, come hanno fatto notare i presidenti delle Regioni, è contemplato dal decreto per il contenimento della spesa sanitaria. E comunque il provvedimento, dopo la sollevazione dei governatori, è per il momento sospeso. Berlusconi ha garantito che nessuno toccherà le scuole con meno di 50 alunni. Sarà semmai unificato, ha detto, il personale amministrativo: unico preside e unico segretario. Ma in questo caso è la Cgil a far notare che già oggi le piccole scuole non hanno un proprio preside e un proprio segretario, essendo sempre considerate come succursali che fanno riferimento a un ufficio centrale. Università. Una premessa: i contenuti del decreto di riforma dell'università non sono ancora noti e, probabilmente, non esiste neppure una stesura definitiva. Si sa, però, dove il decreto andrà a parare, poiché la Gelmini ha sottolineato la necessità di razionalizzare la spesa, renderla più trasparente ed evitare gli sprechi dovuti alla crescita incontrollata dei contratti per i ricercatori precari e all'aumento dei corsi di laurea. Insomma, si annuncia una robusta "cura dimagrante". L'opposizione ne ha scovato le cifre nella legge 126, quella per intenderci che ha abolito l'Ici. Nel 2010 il finanziamento ordinario agli atenei scenderà da 6,8 a 6,1 miliardi di euro. L'anno successivo l'università perderà altri 300 milioni di euro. E dovrà fare i conti anche con il blocco del turn over. In quale misura? Anche in questo caso si può parlare solo di previsioni, in attesa del decreto. Saranno rimpiazzati solo due docenti ogni dieci docenti che andranno in pensione nei prossimi tre anni. Dal momento che l'età media dei ricercatori non di ruolo si avvicina ai 40 anni, osserva il Pd, la misura rischia di bloccare l'ingresso di giovani leve nel mondo accademico. Bruno Lugaro lugaro@ilsecoloxix.it 24/10/2008 ignazio la russa "cantate il piave" 24/10/2008 grosseto porte sigillate 24/10/2008 Cento studenti delle scuole superiori romane hanno protestato davanti a Palazzo Madama. Una dimostrazione pacifica tranne nel momento in cui s'è visto Roberto Maroni, che si è soffermato sulla soglia del Senato. Gli studenti devono avere intepretato l'attesa come una provocazione e hanno reagito gridando "buffone". Solo che non si trattava di Maroni ma dell'inviato-imitatore di Striscia la Notizia, Dario Ballantini 24/10/2008 Protesta degli studenti del liceo artistico di Grosseto che hanno impedito l'accesso alle lezioni sigillando le serrature della scuola, e incatenando i cancelli. Poi il vicepreside del liceo ha chiamato un fabbro e fatto aprire la scuola. Già nella nottata precedente le volante avevano sorpreso quattro studenti tra i 14 e i 16 anni dopo che avevano sigillato le serrature della città dello studente a Grosseto. 24/10/2008 Ignazio la Russa non si smentisce. "Non voglio dare suggerimenti alla Gelmini, ci mancherebbe - dice il ministro della Difesa - ma io farei cantare agli alunni la canzone del Piave. Lo dico a titolo personale" 24/10/2008.

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La riforma della scuolanon si fa senza dialogare (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-10-2008)

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David bidussa Ieri mattina un signore è intervenuto a "Prima pagina", la trasmissione su Radio 3 dedicata alla lettura-commento dei giornali, e a proposito della discussione sulla scuola ha detto semplicemente: "Può essere che chi protesta usi delle forme discutibili per trasmettere il proprio dissenso; può anche essere che ci sia molto pregiudizio nei confronti del governo e nella fattispecie nei confronti del ministro Maria Stella Gelmini. Ma anche osservato tutto questo, resta un dato: non è vero che siamo di fronte a una discussione perché nessuno, a cominciare dal ministro, ha cercato un confronto. Più semplicemente: una mattina qualcuno ha indicato la necessità di aprire una nuova epoca nel sistema scolastico italiano, ha perciò convocato in tutta fretta qualche esperto, ha varato un decreto legge che è stato approvato in una riunione di governo senza discussione, lo ha portato in Parlamento e di nuovo, senza discussione, approvato con voto di fiducia. Quando si inizierà a discutere?". Era evidente la simpatia politica del radioascoltatore, ma detto questo e facendo la tara sulle sue opinioni politiche, questa descrizione dei fatti è sostanzialmente diversa da ciò che è avvenuto in queste ultime settimane? Se si vuole iniziare davvero a discutere e a confrontarsi, come ha vagamente intuito ieri il ministro (non è mai troppo tardi, si potrebbe dire) forse bisognerebbe prendere atto che molte cose non funzionano nella disputa tra mondo della scuola e ministero. Se ne possono individuare almeno tre. La prima questione riguarda la natura della crisi della scuola; la seconda riguarda l'agire del governo; la terza riguarda i bisogni del Paese se adeguati o meno alle proposte in campo. È indubbio che da anni la scuola vive una crisi profonda, ma questa crisi ha dinamiche proprie e specifiche a seconda che si consideri la tipologia della scuola. In breve non c'è la stessa crisi che investe le scuole elementari, i licei e le Università. Cominciamo con le elementari. Una scuola primaria nell'età della prima scolarizzazione deve favorire l'apprendimento della seconda lingua, deve favorire la conoscenza della lingua italiana, deve rafforzare le competenze relative al calcolo, deve dotare e formare una competenza informatica di base. Può darsi che il maestro unico sia la risposta adeguata - e forse anche obbligata - a fronte dei necessari tagli di bilancio imposti da una condizione economica generale in affanno, ma non è una risposta strategica. Strategicamente la risposta è"più scuola". E più scuola vuol dire anche rafforzare i percorsi di ingresso di figli di immigrati nella scuola. Una strada che passa considerando modi e forme dell'apprendimento della lingua per fasce di età (un bambino di 6 anni ha una velocità di apprendimento infinitamente maggiore rispetto ad uno di 12 o di 15). C'è una crisi delle scuole secondarie. Riguarda la fisionomia e la mission dell'insegnamento liceale in Italia. Che cos'è oggi la scuola tra i 14 e i 19 anni? Un posteggio? Una fase di formazione? Serve a dare competenze tecniche? Solo in parte perché di nuovo in questo tipo di fascia si riproducono tutti i mali cronici della scuola italiana: una formazione tecnica spesso solo formale; una competenza linguistica scarsa; un aggiornamento nell'ambito delle scienze sociali alquanto incerto. C'è infine una crisi delle Università. Di nuovo un mondo in cui la ricerca è un territorio pressoché ignorato da anni; un sistema di reclutamento privo di controlli e autoreferenziale; un rapporto col mondo del lavoro inesistente e particolarmente significativo per i saperi applicati, ma anche non meno per le scienze umane. La scuola è in crisi, non lo è per causa di questo governo, e forse alcune proposte possono anche essere un'ipotesi. Ma perché queste non rappresentino una inutile prova di forza occorre che questo governo dimostri di voler fare cose. Dimostrare di voler fare cose non significa agire per decreti, ma promuovere una cultura del confronto in cui ci siano tempi concordati: per approfondire, per confrontarsi, per discutere, per decidere. Ma non dove la filosofia è dall'inizio del gioco quella del "prendere o lasciare". L'adozione di quella filosofia significa una cosa sola: il fatto che al di là delle dichiarazioni altisonanti non si cerca né di "costruire", né di "convincere", ma solo di "vincere". La campagna elettorale è finita; la coalizione di centrodestra ha vinto; non c'è nessun barbaro alle porte che minacci di sovvertire l'ordine e dunque non si capisce l'"ansia da prestazione", la frenesia che ha preso il governo. L'alternativa non è o "ora e subito", o "mai più". Ma c'è un terzo problema che nessuno affronta, né il governo, né l'opposizione, né il movimento di protesta degli studenti (per di più non politicamente omogeneo, ma costituito di pezzi di destre varie e di sinistre varie). Ed è che i due luoghi essenziali del contendere, ovvero l'assetto delle elementari e l'assetto dell'Università solo immediatamente toccano la scuola. In realtà affrontano i nodi del nostro domani: prossimo e di medio lungo-periodo. Riguardano nello specifico: da una parte i processi di inclusione di una società sempre più"colorata" che ha il problema e le ansie di dare una formazione solida e allo stesso tempo di integrare; e dall'altra l'idea di sviluppo del Paese in termini di formazione di competenze, di luoghi della ricerca, di settori di eccellenza, di professionalità diffusa. In tutti e due i casi è la nebbia. Al di là dei giochi delle parti la vera scommessa intorno al simbolo dell'ordinamento scolastico è quale tipo di futuro economico e professionale vediamo all'orizzonte o vorremmo che si delineasse. La vera crisi è questa ed è l'effetto non solo delle riforme mancate, ma dell'addio sostanziale ai saperi che da tempo abbiamo adottato nel nostro Paese. Solo lì si misurerà la risposta lungimirante di una classe di governo e anche di un movimento di opinione che abbia a cuore il futuro del Paese. 24/10/2008 Scott B. MacDonald La settimana scorsa si è fatta strada la speranza che, grazie ad alcune misure ad hoc, l'Europa potrebbe isolare le sue economie dal ciclone finanziario che si è abbattuto sugli Stati Uniti. Mentre la stabilità delle più importanti banche occidentali sprofondava al di sotto di quella di molti dei Paesi in via di sviluppo, i leader europei hanno lavorato freneticamente per escogitare soluzioni per prevenire il tracollo economico. Ma non sarà possibile negare ancora a lungo che l'economia è totalmente interconnessa nel mondo globalizzato e avrà inizio una nuova disputa su quale forma di capitalismo potrà nascere dall'attuale crisi. I campanelli d'allarme hanno iniziato a suonare con il sensazionale crollo del sistema bancario islandese, all'inizio di ottobre, che ha lasciato la nazione in una stretta economica e probabilmente con una dipendenza dal fondo monetario internazionale per sopravvivere, finché non inizierà la ripresa. Mentre i banchieri centrali e i ministri della finanza si sforzano per trovare delle soluzioni, gli europei sono sconcertati, preoccupati e sfiduciati. La cruda realtà che si trovano ad affrontare molte banche europee e fondi pensione ha radici nell'acquisto di molti degli stessi tossici prodotti finanziari che hanno fatto affondare le istituzioni finanziarie statunitensi. In altri casi, le banche europee si sono estese esageratamente nel prestito ai mercati immobiliari locali e ai mercati dell'Europa centrale e dell'Est. Da qui il rallentamento della crescita economica e una maggiore stretta del credito. Il prestito interbancario, in particolare, è diventato un problema acuto, che spinge la Bank of England, la European Central Bank e altre a gonfiare euro e sterline nei mercati per garantire un certo grado di liquidità. I mercati continuano a essere instabili, ma a differenza della rapida accettazione degli Stati Uniti di un programma da 700 miliardi di dollari per comprare beni instabili dalle banche, i governi europei restano contrari a un'unicaa reazione politica. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha suggerito l'idea di un fondo da 300 miliardi di euro per il salvataggio delle banche, suggerimento rifiutato dal cancelliere tedesco Angela Merkel, lasciando l'Unione europea con l'impegno di proteggere il sistema finanziario, ma poco altro. Come un cronista ha rilevato, l'Ue aveva "un mercato comune ma non un comune piano di salvataggio". La mancanza di un'ampia, elastica politica dell'Unione europea non ha potuto tranquillizzare gli investitori o fermare la crisi. In rapida successione, ma a casaccio, il più grande gruppo finanziario del Benelux, Fortis, è stato salvato dall'unione degli interventi di Olanda, Lussemburgo e Belgio; il governo della Gran Bretagna è intervenuto nella difficile costruzione della società Bradford & Bingley; il governo tedesco ha aiutato a rattoppare un prestito-salvataggio per Hypo Real Estate. Mentre queste misure non riescono ad arrestare il crescente panico e il governo tedesco è costretto a unire le forze, ancora un altro accordo di salvataggio per l'Hypo Real Estate, Fortis è stato venduto a Bnp de Paribas in Lussemburgo e in Belgio e nazionalizzato nei Paesi Bassi e in Dexia. Il rischio della crisi finanziaria dell'economia in generale è stato evidenziato dalle difficoltà di Dexia. Un fallimento di Dexia avrebbe minacciato 290 miliardi di euro di impegni con i governi locali. Il pericolo dei governi locali che perdono la possibilità di finanziare lo sviluppo sarebbe un problema in gran parte dell'Europa, con un impatto maggiore sulla vita quotidiana dei cittadini. Lo scenario cui si assiste nell'Ue è una corsa da parte degli Stati membri a creare un proprio salvataggio delle banche e piani di protezione dei correntisti. Lungo queste linee, l'Irlanda si è mossa per prima per garantire i depositi in tutti i conti bancari personali oltre a sostenere il debito delle proprie banche. Altri Paesi europei hanno seguito, senza paura di perdere i propri depositi bancari, il programma più sicuro dell'Irlanda. Inoltre, la Spagna ha annunciato un piano da 50 milioni di euro per comprare beni dalle proprie banche, sperando di incoraggiare mercati a credito aperto. In Gran Bretagna la crescita di preoccupazioni sulle perdite presso istituzioni tanto grandi come la Royal Bank of Scotland, l'Halifax Bank of Scotland, la Barclays e altri hanno visto il governo ricorrere a una parziale nazionalizzazione di alcune delle più grandi istituzioni finanziarie del Paese. Il governo Brown ha messo in atto un programma di ben 50 milioni di sterline o 97,2 miliardi di dollari per comprare quote nelle banche per aumentare il capitale. Inoltre il governo ha innalzato il livello che la Bank of England rende disponibile per le banche di prendere in prestito almeno 200 miliardi di sterline. La Francia e L'Italia hanno anche creato programmi di protezione per le banche e la Germania ha presto partecipato con 400 miliardi di euro in garanzie di prestito, fornendo ben 80 miliardi di euro per ricapitalizzare le banche e stabilendo, da parte, 20 miliardi di euro del suo budget per coprire potenziali perdite dai prestiti. Nonostante la quantità eccessiva dei programmi dei governi europei, la fiducia dell'investitore può rimanere incerta per due ragioni: gli ampi costi delle garanzie finanziarie e la preoccupazione per la possibilità che una delle grandi banche internazionali fallisca. L'International Monetary Fund stima che le perdite totali e le registrazioni dalla crisi del credito ammonteranno a 945 miliardi di dollari e vi sono più alte stime, con un trilione di dollari in eccesso. Fino a qui, secondo i calcoli Bloomberg, le perdite totali si attestano a 633 miliardi di dollari, con 383 miliardi di dollari nelle Americhe, principalmente negli Stati Uniti; 225 miliardi di dollari in Europa; e circa 25 miliardi di dollari in Asia. Il rischio è che le perdite europee crescano, forse avvicinandosi allo stesso livello delle Americhe. La priorità maggiore è ridare fiducia e un segnale in questa direzione arriva dalla creazione di un maggiore e uniforme piano del G7. In senso pratico, ciò significa definire quali banche sono troppo grandi per fallire, creando reti di salvataggio oltre confine per quelle che potrebbero essere troppo grandi per essere salvate, nazionalizzando parzialmente le banche, dove necessario, e gonfiando capitale direttamente nel mercato interbancario per garantire transazioni tra banche, al momento restie a prestare le une alle altre. Questo significa anche il superamento di un attaccamento ideologico all'intervento dello Stato. Con il fine settimana dell'11-12 ottobre, i leader dell'Unione europea hanno fatto un altro sforzo per stabilizzare i mercati, con tre misure, che potrebbero essere messe a punto: gli Stati membri garantiranno un nuovo debito bancario fino alla fine del 2009; i governi puntelleranno le banche comprando quote e annunciano un impegno per ricapitalizzare tutte le banche "sistemicamente" cruciali in pericolo. Vi è anche un indice secondo cui le misure sarebbero ulteriormente coordinate all'interno del G7. La crisi finanziaria attuale è la più seria dagli anni Trenta. Nonostante molti europei diano la colpa agli Stati Uniti per il panico finanziario dovuto alla loro quasi cieca fiducia in svincolati liberi mercati, modelli e derivati, la globalizzazione li ha lasciati molto interconnessi ai mercati statunitensi. Mentre la filosofia finanziaria che guida gli Stati Uniti e la Gran Bretagna è molto simile, l'Europa continentale mantiene la convinzione che ci sia una possibilità per ridisegnare il settore finanziario per il "bene pubblico". Ora che il modello statunitense è arrivato al limite, che tipo di capitalismo dovrebbe emergere? C'è un capitalismo quasi-autoritario (Russia), un capitalismo autoritario (Cina) e, in un capitalismo democratico, si hanno versioni anglo-americane, continentali e giapponesi-asiatiche. Qualunque modello emergesse come vincitore, a questo proposito non ci sarebbe divorzio tra Stati Uniti e Europa. Gli interessi sono eccessivamente alti e ulteriori passi sono richiesti per ridare fiducia. © 2008 Yale Center for the Study of Globalization. Ripubblicato con il permesso di YaleGlobal Online (http://yaleglobal.yale.edu). (Traduzione di Marta Albertella) Scott B. MacDonald è partner senior e capo della ricerca all'Aladdin Capital Management, Llc, a Stamford, Connecticut, e sta attualmente scrivendo un libro sull'Asia e la globalizzazione. 24/10/2008 Molti europei incolpano gli Usa della crisi, ma con la globalizzazione le due economie si intrecciano 24/10/2008.

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Il liceo è occupato, gli altri lanciano uova - valentina landucci (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

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Viareggio Il liceo è occupato, gli altri lanciano uova Al classico. Gli studenti: "Erano almeno venti, hanno scavalcato il cancello" VALENTINA LANDUCCI Una provocazione, o forse solo un modo per passare il tempo a danno di qualche coetaneo. Di sicuro un episodio preoccupante che si ripete ormai da due notti. Contro le finestre del liceo classico "Carducci" anche ieri sono state lanciate delle uova. Esattamente come la sera prima. "Ma stavolta - raccontano i ragazzi che da giorni sono in assemblea permanente per protestare con il decreto sulla scuola del ministro Gelmini - gli aggressori erano molti di più. All'incirca 20-25 persone che hanno scavalcato il cancello di Villa Paolina e hanno tentato di sfondare una delle finestre che si affaccia sul giardino". Tentativo andato a vuoto, per fortuna, anche se la situazione mette in allarme gli alunni del classico. Lo stesso può dirsi per quelli dello scientifico "Barsanti e Matteucci" che - pur in misura minore - proprio la scorsa notte hanno subìto lanci di uova da parte di un balordo intravisto dalle finestre. Nella notte tra martedì e mercoledì il primo episodio al classico, con uova lanciare da un'auto in transito verso l'una. Niente di preoccupante se non fosse che appena la sera precedente contro le finestre dello scientifico erano stati lanciati dei sassi. Ieri il lancio di uova è avvenuto a notte inoltrata e i ragazzi sono stati svegliati dagli schiamazzi degli aggressori. Ma gli alunni di classico e scientifico non vogliono rinunciare alla propria protesta né tanto meno rispondere alle provocazioni. Ecco perché continueranno a manifestare. Ieri mattina il "Barsanti e Matteucci" ha aperto le porte ai rappresentanti dei Comuni della Versilia: i sindaci di Seravezza, Ettore Neri, e di Stazzema, Michele Silicani, ed il presidente del consiglio comunale di Viareggio Paolo Spadaccini, coinvolti in un dibattito sul decreto Gelmini e sui problemi della scuola. Al classico, invece, si è discusso di sicurezza sul lavoro, con Fiom-Cgil e Comitato Matteo Valenti. Ieri pomeriggio, poi, anche da Viareggio è partita una delegazione di studenti che ha partecipato al corteo degli universitari a Pisa. Mentre, nella mattinata, alle occupazioni già in corso si è unita quella del liceo psicopedagogico "Chini". Mentre al "Michelangelo" di Forte si è deciso di interrompere l'occupazione. L'approvazione definitiva del decreto in Parlamento è attesa per fine ottobre. Pochi giorni ancora, insomma, disponibili per far sentire il suo no al pacchetto di interventi proposti. Domani gli studenti delle superiori aderiscono al corteo indetto dal Comitato in difesa della scuola pubblica (piazza Mazzini, presidio dalle 15,30). Iniziativa alla quale annuncia la propria presenza il Partito democratico.

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Questa battaglia è anche per noi genitori (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

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LA LETTERA Questa battaglia è anche per noi genitori Gli studenti delle scuole secondarie e delle Università fanno fronte comune, mobilitandosi contro la riforma organica della scuola, ideata dal ministro Maristella Gelmini. Dal maestro unico al voto in condotta, dal grembiulino al controllo sulle edizioni dei libri di testo, dalle classi ponte per gli stranieri ai tagli di 87.400 insegnanti e di 44.500 unità di personale tecnico amministrativo, dai tagli al turnover dei docenti universitari alla trasformazione in fondazioni delle Università, sono tanti i punti caldi della nuova legge che preoccupano studenti e insegnanti prefigurando un "declassamento" della scuola pubblica. Come se ciò non bastasse, in questo clima già rovente si è inserita anche la dichiarazione del Presidente del Consiglio che, "stizzito" da questa protesta sempre più generalizzata e convinta, e disconoscendo qualunque forma democratica di dissenso, ha dichiarato che andrà avanti nel suo progetto e che utilizzerà le forze dell'ordine per reprimere la protesta. Faccio appello a tutti i genitori come me: i nostri figli si sono mobilitati per difendere il loro futuro dimostrando un senso di civiltà e maturità che spesso viene a mancare a noi adulti. Non lasciamoli soli in questa loro battaglia, aiutiamoli a difendere il loro futuro e la democrazia. Luigi Spinelli.

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Al liceo michelangelo la lezione si fa in piazza (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

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Viareggio Al liceo Michelangelo la lezione si fa in piazza "Parliamo di cose che riguardano il nostro futuro" Tutti contro il decreto Gelmini FORTE. L'onda lunga della protesta contro il decreto Gelmini ha raggiunto anche Forte dei Marmi, piazza che tradizionalmente è sempre apparsa abbastanza "tiepida" sul fronte delle rivolte strudentesche. I ragazzi del liceo scientifico "Michelangelo" hanno scelto però una forma di dissenso abbastanza singolare, tenendo una lezione in piazza Dante. "Abbiamo deciso di fare lezione con il professore di storia e filosofia nella piazza di fronte al Municipio - hanno riferito ieri i ragazzi dello scientifico Michelangelo - e stiamo parlando della Costituzione, di problemi attuali, che riguardano il nostro futuro. Stiamo imparando che secondo la Costituzione italiana tutti i cittadini hanno gli stessi diritti. Perché siamo seduti per terra e fatichiamo a sentire la voce del professore per la confusione che c'è intorno a noi? Semplice. Perché fra poco non avremo più la possibilità di andarci, nella nostra scuola. Sì, perché secondo il decreto Gelmini, le scuole potrebbero diventare enti privati, così come le università. E' vero, questa legge non obbliga nessuno a privatizzarsi: ma se lo Stato toglie fondi alla scuola, come andrà avanti? Con i nostri soldi. Ma tutti poi potranno permettersi di studiare? Tutti potranno andare all'università? E' questa la democrazia? Al giorno d'oggi si parla tanto di integrazione - continua la presa di posizione dei ragazzi dello Scentifico - ma se gli stranieri avranno classi separate dagli italiani, di che razza di integrazione parliamo? Ieri (mercoledì per chi legge, ndr) la nostra preside è venuta a parlare alla nostra assemblea. Ha detto che lei è venuta a scuola con timore, e non paura, perché un vero dirigente non è quello che ha paura. E il professore che ha paura prima di entrare in classe non è un vero professore. E allora noi diciamo: neanche uno studente che ha paura di combattere per gli ideali in cui crede non è un vero studente. A cosa servirà questa occupazione? Forse a niente. Ma intanto abbiamo fatto sentire la nostra voce, abbiamo detto che non siamo d'accordo con questa legge, perché se lo Stato ha bisogno di soldi, che non tagli i fondi all'istruzione e alla sanità".

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Enriques, a scuola fuori dalla scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

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Livorno Enriques, a scuola fuori dalla scuola Il lungomare diventa un'aula a cielo aperto, prof in cattedra sulla scala LIVORNO. Chissà se il ministro Gelmini si arrenderà come ha fatto Giove Pluvio: pure lui evidentemente tifa destra e ieri mattina, appena prima che i ragazzi del liceo Enriques trasferissero zazzere e zainetti sul lungomare a fare lezione, aveva spedito giù un po' di pioggia. Tanto per bagnare le polveri al movimento degli studenti. Invece no: tamerici e terreno fradici, umidità che si taglia a braciole eppure l'idea di inventare la "scuola fuori dalla scuola" ce l'ha fatta a decollare. Erano in 700 ad ascoltare alcuni fra i loro insegnanti che, non avendo alunni in classe, hanno ripreso il megafono in mano dopo trent'anni e hanno fatto lezione: la 5ª L, ad esempio, raggruppata attorno alla prof d'italiano vicino all'ingresso dello Scoglio della Regina; un gruppo al riparo della baracchina per sentire il docente di filosofia che zooma sulla "notte della Repubblica" fra stragi e mafia; più in là, in mezzo agli alberi, a cerchio intorno a un altro docente che spiega diritti e Costituzione. Ma il grosso è sotto la scala sul retro della baracchina sud: altro megafono, altro prof. E' la "guest star" della giornata: l'economista Massimo Paoli, università di Perugia, che squaderna sotto gli occhi dei ragazzi i guai del terremoto che sta sconvolgendo l'economia ai quattro angoli del mappamondo (e le difficoltà prossime venture che ricadranno sulle esistenze di chi lo ascolta). Niente agiografia filo-protesta, il movimento non è un santino: c'è chi scherza con la fidanzatina, chi parlotta con l'amico. Ma è sorprendente tanto il livello di partecipazione (più della metà di tutti gli iscritti all'Enriques) quanto lo standard di attenzione: forse addirittura maggiore di quanto accadrebbe in classe se alla lavagna si spiegassero trigonometria, verbi semideponenti o teorema di Gauss. "Vogliamo dimostrare che non siamo bruciaioli: non rinunciamo a studiare e imparare ma nemmeno a protestare", dice Michael Palombo. Michele Valente, dal fronte dei ragazzi dell'ultimo anno, rincara: "Sappiamo che per noi e per il nostro futuro studiare è importante: è proprio perché ci teniamo che stiamo lottando". L'istruzione - aggiunge - non è un optional: è "alla base della società democratica". Yari ("no, il cognome no") avverte che "da oggi ogni giorno faremo qualcosa". Lo incalza Lorenzo Matarazzo: "Vogliamo farci sentire". Idem Agnese Barbensi, anche lei con la maturità all'orizzonte (e con un filino di voce): "Sta crescendo una coscienza collettiva, guardi lei quanti ragazzi sono qui". Come dire: potevano filarsela al biliardo, alla playstation, a fare quattro passi in centro, e invece eccoli lì a sentir parlare di futures e globalizzazione, euro forte e superpetrolio. Di quanto sarà dura, "per voi ragazzi qui davanti", la competizione per "trovare il vostro posto nel mondo". Prima che parta il corteo per riagganciarsi ai ragazzi del Classico in piazza Cavour, il prof. Lamberto Giannini coglie al volo questa voglia di "protestare facendo lezione": "E' sacrosanto contestare ma - tiene a sottolineare - non dimenticate di studiare: non date ascolto a chi vi dice di buttare nella spazzatura Hegel e i logaritmi. Fatevi sentire, ma con i libri in mano". M.Z.

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Sto dalla parte delle dirigenti nel mirino (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ok le critiche alla riforma Sto dalla parte delle dirigenti nel mirino Mi riferisco all'intervento del leader di Forza Italia, Maurizio Zingoni, che punta il dito contro i dirigenti scolastici delle scuole Benci e Carducci che hanno "osato" contestare la ministra Gelmini e la sua riforma. Secondo il Nostro, i due dirigenti non possono partecipare ad alcuna forma di protesta contro la loro ministra, proprio perché funzionari della pubblica amministrazione. C'è da chiedersi se non ci sia invece da essere preoccupati per il clima antidemocratico che si sta diffondendo nel nostro Paese. I suddetti dirigenti "incriminati" (anzi le due dirigenti, due donne, come la ministra Gelmini) conoscono il loro lavoro, hanno una grande preparazione professionale, vivono quotidianamente i reali problemi della scuola, in special modo quelli della scuola primaria, sono "appassionate del proprio lavoro educativo" (parole dello Zingoni), magari si sentono costrette a trasformarsi in imbianchini per tingere le aule delle scuole, con l'aiuto dei genitori, perché lo Stato ha da spendere in altri modi, ha da ripianare i debiti di Alitalia o delle banche, e come al solito, per risparmiare (come è già stato fatto in passato) si è gettato rapace sulla scuola. Ecco, proprio per questo, le due dirigenti hanno sentito la insopprimibile esigenza di manifestare, insieme ai genitori e agli insegnanti, il loro dissenso per questa riforma. Certo, proprio perché sono solerti dirigenti della Pubblica amministrazione, appena arriveranno le circolari applicative della riforma Gelmini, esse le applicheranno e le faranno applicare, ma non si può togliere loro il diritto di manifestare (come hanno fatto altri dirigenti in tutta Italia), in tutte le forme (sempre in maniera democratica) il loro dissenso, per una riforma che sotto le mentite spoglie dell'aggiustamento delle spese, in effetti tenta di affossare la scuola pubblica. Per il sig. Zingoni, i dirigenti scolastici dovrebbero essere "uni e bini": piangere in casa perché la riforma Gelmini non aiuta a migliorare la scuola italiana ed in pubblico, fra docenti e genitori, dire che tutto va bene "madama la marchesa". Entrando nel merito della riforma, il mio parere è questo. E' vero, anche nella scuola italiana (come in altri settori a partire dal Parlamento) molti sprechi vanno assolutamente eliminati, ed i soldi della comunità vanno spesi bene e meglio. E' vero, le prestazioni dei docenti (e dei dirigenti) vanno sottoposte ad una attenta valutazione per premiare la professionalità e la preparazione (si ricordi che il ministro Berlinguer fu "fatto fuori" anche perché aveva posto il problema della valutazione). Ma pensare di salvare le Finanze dello Stato tagliando sempre sulla scuola, facendo di tutta un'erba un fascio, tagliando anche laddove il nostro Paese aveva fatto grandi progressi per quanto riguarda l'istruzione elementare, è per lo meno semplicistico e profondamente sbagliato. In effetti dietro al grembiulino e al sette in condotta, si nascondono ponderosi tagli all'istruzione ed alla ricerca. Quindi bene hanno fatto le due dirigenti come donne di scuola, che conoscono i veri problemi della scuola, ed a cui sta a cuore il bene della scuola pubblica, e che non sono dei dirigenti improvvisati, a manifestare apertamente il loro dissenso. Io sono con loro: apertamente, giustamente e... perdutamente! Ora però un dubbio mi tormenta. Dal momento che sono anch'io un dirigente scolastico, dopo questa mia esternazione ritenete che la ministra Gelmini, mi farà indossare il grembiulino nero, mi farà mettere le orecchie da chiuchino sulla testa e mi sbatterà dietro alla lavagna, non senza avermi dato un bello zero in condotta? Oppure mi manderà a dirigere una scuola in Capraia? Quale sarà il mio futuro? Rispondetemi. Non mi lasciate solo, per cortesia! Beppe Ranucci (dirigente scolastico).

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I ragazzi della terrazza mascagni ecco perché sono rivoluzionari (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Livorno I ragazzi della Terrazza Mascagni Ecco perché sono rivoluzionari (segue dalla prima pagina) vogliono riformare la scuola e l'università su basi più democratiche... ehi sveglia! Per un attimo rimango vittima di un déjà vu, che per fortuna (o sfortuna?) non dura molto, altro che ragazzo, ho passato i cinquanta e quegli anni sono sepolti, trapassati, quello che ho davanti è ben altro. Una generazione di bravi giovani, attenti e maturi, che capiscono bene cosa contiene il provvedimento del ministro Gelmini e hanno deciso che non è così che si può e si deve fare una seria riforma dell'intero impianto formativo di questo Paese. Così coscienziosi che mi hanno invitato a fare una lezione sulla crisi finanziaria ed economica in corso a livello mondiale, e salvo due parole di critica al governo tratte dal documento di protesta dei rettori italiani, condiviso totalmente anche dai rettori del centro destra, io non ho detto nulla di "politico". Così maturi da chiedere ed ottenere una vera lezione universitaria di economia e poi così pazienti da restare lì in piedi per un'ora e mezzo per porre infinite domande, non solo intelligenti, ma coerenti e "appuntite". Preoccupati, certo, non solo per le cose che gli ho detto, che certo un grande ottimismo non possono aver ispirato, ma forse già ben consapevoli di essere la prima generazione del dopoguerra in questa parte d'Europa che ha un'aspettativa di vita ad un livello di benessere inferiore a quello dei loro padri. Ragazzi contro cui non si può evocare nemmeno per scherzo, il ricorso al manganello o peggio, e non solo perché non lo meritano, ma perché il loro approccio è già del tutto depurato di ogni violenza. Non vogliono, secondo me, nemmeno un gran cambiamento, si sono mossi perché forse sono più consapevoli dell'età che hanno e cominciano a capire o almeno a "sentire" le sfide che li aspettano, vogliono armarsi adeguatamente per combatterle e vincerle. In altre parole lottano "solo" per un sistema formativo meritocratico ed efficace di sana radice pubblica, accessibile ed in grado di consegnare a ciascuno un uguale punto di partenza nella grande corsa della vita. Non avrei mai pensato, in quei miei anni di impegno politico, ormai un trentennio fa, che oggi chiedere con forza il rispetto di uno dei capisaldi della democrazia liberale, l'uguaglianza dei punti di partenza appunto, potesse diventare "rivoluzionario". Fragili, dalle domande che pongono si percepisce che si aspetterebbero da me rassicurazioni, che non arrivano. Poi allegramente formano il corteo, la gioventù in questo è sempre uguale. La lezione è finita, ma non so chi ha veramente guadagnato da questo incontro, chi ha imparato di più. Vado, con la profonda sensazione che sono stato proprio io. Massimo Paoli (docente alla facoltà di economia dell'università di Perugia).

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Universitari dietro le quinte una fiction per raccontarli - vassily sortino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XXIV - Palermo "Outsiders in Palermo" è la serie prodotta in città Universitari dietro le quinte una fiction per raccontarli VASSILY SORTINO Sembra un paradosso, ma nei giorni in cui anche a Palermo gli universitari fremono per i tagli al bilancio del ministro Gelmini è arrivato nelle televisioni locali un telefilm che racconta in modo ironico la vita degli studenti del capoluogo siciliano. Si intitola "Outsiders in Palermo", ed è la minifiction - ideata, scritta e prodotta da Nicola Torregrossa e Vittorio Canepa - incentrata sulla vita di tre ragazzi (due dei quali fuori sede) che, loro malgrado, sono costretti a vivere insieme, diventando però col tempo, a forza di scherzi, complicità e storie d'amore sfiorate, grandissimi amici. Dodici puntate, da dodici minuti ciascuna (in parte ancora in fase di registrazione), in onda il mercoledì alle 23 su Tgs e il giovedì in replica alle 13,15 sul circuito 7Gold, visibile in Sicilia attraverso la rete affiliata Telerent. Centro di tutte le storie sarà la casa (ideologicamente situata a Palermo, ma nella realtà la location è a Belmonte Mezzagno) di Ciccio (Davide Ruggiano), studente iscritto a Medicina, che, dopo avere scelto di andare a vivere da solo in un'abitazione di proprietà, ha deciso di affittare alcune stanze per guadagnare qualche soldo in nero. La sua fortuna è incontrare Peppe (Giuseppe Emanuele), studente fuori sede il cui primo problema è trovare un appartamento da prendere in affitto a un prezzo ragionevole. I due riescono a mettersi d'accordo, ma Peppe non sa che la sua nuova casa è abitata anche da un'altra persona: Andrea (Katia Di Mariano), anche lei studentessa, ma in realtà aspirante attrice. Peppe conoscerà così Palermo sotto diversi punti di vista: dal precariato, alla multietnicità, passando per il carattere dei cittadini. "Una città dolce e amara, ma che non vuole essere "agrodolce" - dice ironicamente Nicola Torregrossa - e a proposito, vogliamo evidenziare come noi siamo riusciti a produrre una fiction di qualità, spendendo pochi soldi e di tasca nostra. Un lavoro che ha ricevuto l'interesse e il plauso della tv tedesca e inglese, senza fare troppa pubblicità". Nel cast anche Claudia Ceisla, una delle top model più note al mondo, che sta ottenendo particolare successo in India nei film di Bollywood, l'Hollywood indiana. "Che sia chiaro - sostiene Katia Di Mariano - noi non abbiamo raccontato la vita dall'interno dell'università, ma da fuori le facoltà. Interpretiamo nella fiction gli studenti nel loro tempo libero. Non ci sono riferimenti all'attualità".

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Niccolini palli, lezione in piazza - gianluca della maggiore (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Livorno Niccolini Palli, lezione in piazza "Vogliamo protestare ma senza smettere di studiare" GIANLUCA DELLA MAGGIORE LIVORNO. Un gruppetto porta la lavagna in spalla mentre lì accanto sfila il "tre" per fermarsi alla fermata del bus in piazza Cavour. Altri studenti arrivano da via Ernesto Rossi con i banchi issati sopra la testa o con le sedie sottobraccio. Sotto al monumento al conte Cavour c'è uno striscione: "L'Alitalia: salva. Le banche: salve. La scuola: venduta". "Non vogliamo solo fare cortei, cantare e offendere il governo - dice Simone Galassi, 2ª B al Classico - vogliamo dimostrare che quel che ci interessa veramente è la cultura, continuare a studiare. Ecco perché facciamo lezione all'aperto". Ieri, a due passi dal monumento in mezzo alla piazza, c'erano circa 300 studenti dell'Isis Niccolini-Palli. Tutti composti nei loro banchi trasportati dalla scuola, a seguire lezioni di matematica, storia e filosofia in mezzo al via-vai del centro. Ormai la ribellione anti-Gelmini supera antichi steccati. "è una forma di protesta nuova ed efficace", dice la prof di "mate" del Classico, Stella Bertone che ha appena finito di fare la sua lezione al megafono: "I ragazzi vogliono far capire che il loro scopo non è perdere tempo, ma protestare in modo costruttivo contro dei provvedimenti che impoveriscono la scuola pubblica. Mi è sembrato giusto essere qui con le mie classi, tenendo ben presente che l'attività didattica prosegue regolarmente per quelli che sono rimasti a scuola". Gli studenti gongolano a trovarsi i prof dalla stessa parte della barricata: "La cosa che colpisce è proprio trovare molti professori disponibili a fare lezione in piazza" dice con orgoglio Alessandro Giusto, studente di terza del Niccolini: "Non solo, prima c'erano pure i bidelli. Segno di un malcontento diffuso a tutti i livelli. E ci tengo a dire che le contestazioni che mettiamo in piedi sono sempre assolutamente pacifiche". Nel minestrone sociale vanno a braccetto prof e studenti, bidelli e gente comune. Non sono pochi i passanti che si fermano incuriositi ad ascoltare i professori che parlano al megafono: "professori con noi" è l'urlo ritmato che si alza a un certo punto tra gli studenti. "Lo ritengo un modo di protestare molto civile, - dice un signore appena uscito dalla farmacia - è una bella scuola quella che pacificamente esce all'aperto per salvare la cultura". Anche Maria Scalpellini, prof di scienze naturali, ha partecipato alla lezione: "La Gelmini va dicendo che il personale della scuola è nullafacente. La vorrei invitare a scuola: io ho 6 classi, in alcune ci sono persone disabili e spesso noi prof li portiamo anche in bagno". Alle 10,45 dagli scali Manzoni arriva il corteo dell'Enriques, 6-700 che hanno appena finito le loro lezioni alle baracchine. Arriva anche un gruppetto di studenti dal Colombo: qualcuno è avvolto con sacchi di spazzatura con scritte anti-Gelmini. Le lezioni si interrompono, qualcuno al megafono grida: "Non è vero che siamo mossi dalla sinistra, siamo studenti che difendiamo la scuola pubblica". Dalla folla di studenti si alza il grido: "Scuola pubblica, scuola libera".

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Trento: si prepara la "notte bianca" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Parma: il santino della Gelmini Pavia: la solidarietà dei presidi Padova: in "lutto" contro i tagli Palermo: a lezione davanti al teatro Trento: si prepara la "notte bianca" Cosenza: i licei in piazza.

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Nella notte all'ateneo l'ira dei ragazzi miti "berlusconi ci teme" - (segue dalla prima pagina) curzio maltese (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Nella notte all'ateneo l'ira dei ragazzi miti "Berlusconi ci teme" Roma, l'Onda occupa senza nostalgie Il racconto "Ho 22 anni, e vivo ogni giorno sotto ricatto. Ora sono stufo. E finalmente posso respirare" Non ci sono le assemblee oceaniche del '68 né le tensioni violente del �77 (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CURZIO MALTESE Sono le nove e sulla Roma autunnale è calata un'improbabile notte di primavera. Improbabile come questo movimento, nato nel momento peggiore, cresciuto oltre ogni previsione, senza neppure il tempo di darsi un nome. Per trovarlo hanno indetto un referendum sul sito della rivolta universitaria, www.UniRiot.org, e l'ha spuntata "Onda anomala". In breve, "l'onda", "noi dell'onda" dicono, come fossero contradaioli. Avete presente il '68, il '77? Altra storia. L'arrivo alla facoltà occupata è confortante o deludente per chi ha in mente e negli occhi la Sapienza delle assemblee oceaniche sessantottine o il teatro di guerra della cacciata di Lama. C'è un gran silenzio. Si sentono echi di radiocronache di pallone, autoambulanze lontane, perfino un coro classico che prova nella facoltà di Fisica. Pochi ragazzi nella piazza, sui viali qualche sperduto capannello. Vuoi vedere che è la solita montatura nostalgica di un '68 che non può tornare? Ma dentro le aule, i dipartimenti brulicano di centinaia di ragazzi che discutono, studiano, lavorano al computer, organizzano le manifestazioni del gran giorno, oggi, davanti al Senato. Tessono reti in tutta Italia ed è un bollettino di guerra: "Ore 11: Occupata Roma Tre! Ore 15: occupata Ingegneria! Ore 19: occupata l'Orientale di Napoli!". E poi Firenze, Cagliari, Napoli, Bologna: "Stiamo vincendo!". Giancarlo Ruoco, capo dipartimento di Fisica, 49 anni, un passato giovanile nei movimenti, osserva: "Il paragone di numeri col '77 è improponibile, ma di sicuro questo è il movimento studentesco più partecipato degli ultimi trent'anni. Non c'è Pantera o protesta contro la riforma Moratti che tenga. Allora eravamo quasi più docenti che studenti in piazza. Ora sono il doppio, il triplo, e sembrano decisi ad andare fino in fondo" Quando i telegiornali della sera hanno diffuso il diktat poliziesco di Berlusconi, i ragazzi più grandi hanno brindato con birre e applausi, fra gli sguardi perplessi e intimoriti delle matricole. Che c'è da festeggiare se il premier minaccia manganellate? "Il fatto è che gli stiamo mettendo paura, noi a loro. è la reazione scomposta di uno che si sente debole, che non si aspettava tutto questo, non ha una strategia e pensa di risolvere al solito modo, con la polizia, come si trattasse di rifiuti, camorra o periferie insicure". Chi parla è Luca, 23 anni, un'ottima laurea in lettere a Milano, venuto a Roma per specializzarsi in filologia romanza. è di Monza: "Perfino lì hanno cacciato la Gelmini da un comizio, e non se l'aspettava. A Monza, dov'è nata la Lega, cinquant'anni di Dc. Non hanno proprio capito che la politica non c'entra, la sinistra qui non comanda niente. Quando è venuta la ragazza mandata da Veltroni (Giulia Innocenzi, ndr), chiaramente in vista della manifestazione di sabato, le abbiamo strappato i volantini. La Cgil ha cercato di mettere il cappello sul movimento e li abbiamo costretti ad arrotolare le bandiere rosse. Per me il Pd significa poco, l'opposizione è inesistente, Berlusconi non è chissacché, non mi suscita nessun sentimento. è soltanto un vecchio che fa discorsi vecchi. Insomma, qui non c'entra la politica, c'entra la vita. Il mio futuro, quello di Francesco, Vanessa, Ilaria...". "La mia vita attuale è questa. Studio come un pazzo per finire in fretta e bene, lavoro in un call center, dormo in una camera a 500 euro al mese. E sopporto pure che un Padoa- Schioppa o un Brunetta o una Gelmini mi diano del bamboccione o del fannullone. Ma non che taglino i fondi all'università per fare affari con l'Alitalia, aiutare la Fiat o le banche dei loro amici. La crisi io non la pago. Questa settimana di proteste è stata la più bella esperienza di questi anni. Si respira, si parla, si discute dei sogni, del futuro. Penso sia un mio diritto. Ai vostri tempi era magari diverso. I corsi universitari duravano mesi, avevi sempre gli stessi compagni, gli stessi professori. In ufficio o in fabbrica eri solidale con l'altro operaio o impiegato. Ora io seguo decine di corsi dove non incontro mai le stesse persone e poi lavoro in un call center dove il mio vicino di scrivania cambia sempre, a ogni turno, senza contare che abbiamo tutti le cuffie e non c'è neppure la pausa caffè. In questi giorni ho alzato la testa, mi sono guardato intorno, ho conosciuto studenti da tutta Italia, mi sento vivo". E' un rivolta di bravi ragazzi, della nostra meglio gioventù. Non è una rivolta contro i padri, come furono le altre, ma di giovani che prendono sul serio le parole dei padri. Vogliono studiare, uscire di casa, fare carriera per meriti e non per conoscenze, crescere insomma e scoprono che in Italia non è possibile. Non è possibile per un giovane essere "normale". Da qui la rabbia di questi ragazzi miti. Anche un po' secchioni. Luca e altri, con Francesco e Vanessa, ieri ospiti di Santoro, hanno tirato l'alba a studiare la legge Gelmini nei minimi particolari, scovando un'infinita serie di contraddizioni. Un bel lavoro e anche una lezione per l'opposizione parlamentare che deve aspettare la Gabanelli per accorgersi della norma salvamanager infilata nel decreto Alitalia. "La legge è piena di cazzate" mi spiegano "Taglia i fondi per la ricerca, che in Italia è l'uno per cento del Pil contro il tre della media europea e del trattato di Lisbona. Riduce il numero dei ricercatori che da noi sono tre ogni mille abitanti, contro l'obiettivo di otto. Non taglia le sedi universitarie, che in Italia sono 115, più di una per provincia, con decine di corsi frequentati da un solo studente. Soltanto Roma ha sedi decentrate a Civitavecchia, Rieti, Pomezia: Ma quelle rispondono a interessi clientelari". Ilaria, che incontro a Fisica, "ci vediamo sotto la lapide di Fermi", snocciola dati statistici come formule, sospira e conclude: "Non che m'interessi più di tanto, perché fra un anno vado in Inghilterra. Però mi sembra giusto dirlo, protestare finché si può". Il Dipartimento di Fisica, quello di Fermi e Amaldi, è il fiore all'occhiello della gloriosa e ormai sfasciata Sapienza. E' quarta nelle classifiche europee, fra le prime dieci del mondo, dentro un'università che non compare neppure fra le prime cento. La fuga dei cervelli all'estero è la norma e cresce di anno in anno. Nell'"Onda" Fisica è stato il laboratorio creativo. Il corpo docente, fra i migliori d'Italia, ha appoggiato senza riserve la protesta. "Tanto con l'appello contro la lectio magistralis del Papa ci aveva già criminalizzato. Peggio non può succedere". Fernando Ferroni, professore di fisica delle particelle elementari, presidente dell'istituto nazionale di fisica nucleare, uno degli scienziati che ha collaborato all'accensione dell'Lhc al Cern di Ginevra, è solidale ma pessimista sulle sorti dell'Onda: "Hanno ragione da vendere ma il clima culturale è il peggiore possibile. Non c'è sensibilità per questioni complesse come la formazione, la ricerca. Il governo fa discorsi primitivi, insensati ma efficaci. L'opposizione ne sa poco o nulla. Non ha capito la portata del disegno. Qui stanno dismettendo l'istruzione pubblica, un pezzo per volta. E' una cosa mai successa in nessuna parte del mondo civile. Negli Stati Uniti, il paese più malato di iper capitalismo, l'università pubblica rimane ancora fortissima. Uno studente di Fisica può scegliere di pagare quattromila dollari a Berkeley o quarantamila a Stanford, ma la qualità è la stessa, alla fine si spartiscono lo stesso numero di premi Nobel. Per non parlare dell'Europa. Qui invece fra pochi anni l'istruzione pubblica, di questo passo, sarà relegata alla marginalità, alla serie B, a quelli che non possono permettersi di meglio. Il tema è enorme, tocca l'essenza dei diritti di cittadinanza, ma temo che non passerà. Criminalizzeranno la protesta, faranno scoppiare qualche incidente, e i media andranno dietro l'onda, l'altra, quella del potere. Bisognerebbe bucare questo muro di conformismo, ma come?" Gli studenti si sono posti il problema d'"inventarsi qualcosa di nuovo", ne discutono in assemblea, su Internet, chiedono idee, consigli. "L'importante è evitare paragoni col passato, gli slogan in rima, le bandiere della politica, le stesse forme di lotta di fronte alle quali la gente dice "l'ho già visto"e passa oltre" spiega Laura, 23 anni, delegata alla comunicazione di Fisica. "Ci siamo inventati le lezioni in pubblico, con la lavagna a Piazza Farnese, un successo con i passanti che si fermavano a chiedere. Venerdì (oggi, ndr) saremo a Montecitorio". Sono rimasti a discutere le nuove forme di lotta fino alle tre, poi è entrato Stefano con le birre. "Che ha fatto la Roma?" "Lasciamo perdere... Aò, ma la volete smettere col dibattito? E fateve �na birra, �na canna, che so". Bisogna fare la colletta per i cornetti. Che cosa? "Al picchettaggio offriamo cornetti agli studenti che vogliono entrare. Li hai mai visti i picchetti con i cornetti? Lo voglio vedere Berlusconi che manda l'esercito. A noi non ci fregano con le provocazioni, non ci vedrai mai fare questo". E mostra il gesto della P38". Chissà se non li fregano. Quarant'anni fa era cominciato con le colazioni ai bambini poveri, i sit-in pacifici, il clima da "Fragole e sangue", ingenuo e fiducioso. Fino alla prima carica della polizia. Stefano prende la chitarra, sono ormai le tre, per tenere sveglia la truppa. Nella musica sono conservatori, l'eterno rock, i vecchi cantautori, da De Andrè a Ligabue, che ormai viaggia per i cinquanta. Alle quattro crolla pure il cantante, qualcuno si rinchiude nei sacchi a pelo, altri s'infrattano, qualcuno riprende a discutere fino all'alba, a parlare dei propri sogni, come tutti a vent'anni, mentre il sole sorge sempre da un'altra parte.

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Jovanotti: ascoltare le ragioni dei ragazzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Il cantante: condivido la protesta Jovanotti: ascoltare le ragioni dei ragazzi FIRENZE - "Non è giusto tagliare i fondi alla scuola". Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, prima dell'incontro con i ragazzi delle scuole fiorentine è intervenuto sulla riforma Gelmini. "La protesta dei ragazzi è condivisibile. E comunque se c'è una lamentela prima di tutto questa va ascoltata".

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"l'intervento pubblico è un male necessario ma solo per l'emergenza" - roberto mania (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Economia "L'intervento pubblico è un male necessario ma solo per l'emergenza" Marcegaglia: basta aiuti limitati alla Fiat L'intervista ROBERTO MANIA ROMA - Aiutare la Fiat con la rottamazione? "Io ho un'altra idea", risponde Emma Marcegaglia, da cinque mesi presidente degli industriali italiani. Perché l'emergenza per la sua Confindustria, dichiaratamente non più Torino-centrica, riguarda soprattutto le piccole e medie aziende alle prese con le difficoltà di accesso al credito e con i moduli ministeriali per chiedere ? spesso per la prima volta - la cassa integrazione. La crisi finanziaria globale ha mutato gli schemi del passato. E certo fa impressione sentire il capo della Confindustria, quella delle deregulation liberiste, del "meno Stato, più mercato", invocare l'intervento pubblico. "Nel '29 ? sostiene Marcegaglia ? il presidente americano Hoover rimase fermo: il mercato, disse, è capace di autoregolarsi. Arrivò così la Grande Depressione". Vuol dire che il mercato è finito? Per questo chiedete l'aiuto dello Stato? "Siamo davanti a una crisi eccezionale. Nel paese del libero mercato per eccellenza, gli Stati Uniti, hanno praticamente nazionalizzato il sistema del credito; nella Gran Bretagna lo Stato controlla nove banche. è una crisi di tale imponenza, di tale profondità, che senza l'intervento pubblico c'è il rischio di entrare in una spirale molto pericolosa con conseguenze dirette sull'economia reale. Ma una volta finita l'emergenza lo Stato deve ritirarsi, tornare a svolgere il suo ruolo: quello del regolatore. Perché una delle principali cause del crollo del sistema finanziario sta proprio nella carenza di regole e di controlli nell'epicentro della crisi, cioè negli Stati Uniti". L'Italia sta meglio o peggio degli altri? "è molto importante che per la prima volta sia stato approvato a livello europeo un pacchetto di misure a supporto del sistema finanziario. Il piano italiano è il più soft rispetto a quelli degli altri: il governo interverrà solo in caso di necessità. D'altra parte ritengo che il sistema bancario italiano sia complessivamente solido". Berlusconi, tuttavia, ha detto che dopo Unicredit ci sono forse altri istituti che dovranno essere ricapitalizzati. "Le banche hanno detto di no". Non c'è il rischio che il governo ritorni a controllare le banche? "Ho già detto che una volta finita l'emergenza lo Stato deve ritirarsi. Sono assolutamente contraria a un revival statale sulle banche. In ogni caso è stato il governo stesso ad escludere un intervento diretto nella governance, prevedendo l'acquisto di sole azioni privilegiate e nessun potere sulla scelta del management". La Fiat ha chiesto di non essere lasciata "sola". Che ne pensa dell'ipotesi di incentivare l'acquisto di auto e elettrodomestici con la rottamazione dei vecchi modelli? "Ho un'idea diversa. Io dico no alla sola rottamazione delle auto o degli elettrodomestici. Ma dico sì a un piano di risparmio energetico che preveda agevolazioni fiscali per tutti coloro che riducano le emissioni e il consumo, attraverso investimenti nell'innovazione e nella ricerca. Se le industrie dell'auto e degli elettrodomestici si muoveranno in questa direzione, bene. Perché ci sono anche altri settori da coinvolgere: dall'edilizia, al ciclo dei rifiuti, all'industria dell'illuminazione e via dicendo". Cos'altro proponete? "Che ci sia garantito l'accesso al credito e che ci siano sgravi fiscali per chi rafforza la capitalizzazione della propria azienda, a cominciare da chi reinveste gli utili". In cinque mesi lei non ha mai criticato il governo. Va tutto bene? "Non è vero che non abbiamo criticato il governo. Continuo a dire, per esempio, che è stato sbagliato tagliare gli investimenti in infrastrutture passati dal 2,4 % del Pil al 2. Si deve fare molto di più. Ci sono 10 miliardi che vanno rifinanziati e che riguardano l'Anas e le Ferrovie. Ci sono 36 miliardi di opere già autorizzate che aspettano le risorse per partire. Insomma bisogna trovare subito 46 miliardi. Si usi la Cassa depositi e prestiti. E poi, non va bene lasciare la pressione fiscale al 43%. Va abbassata a partire dai redditi più bassi da lavoro dipendente". è favorevole alla detassazione della tredicesima? "No, non servirebbe a niente. La gente non se ne accorgerebbe e non si rimetterebbero in moto i consumi. Ma ci sono altri errori del governo". Quali? "Sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali si profila una soluzione peggiore di quella del governo con Rifondazione comunista. Ed è stato sbagliato anche cedere alla lobby e ai ricatti degli autotrasportatori. Vede: la filosofia della Confindustria non è quella di giudicare i governi, ma di giudicare i singoli provvedimenti". Farà l'accordo sulla riforma dei contratti senza la Cgil? "Dopo quindici anni dall'accordo del '93 una riforma del modello contrattuale è sacrosanta. Quell'intesa è stata importante ma aveva davanti un altro mondo. Ora le emergenze si chiamano bassi salari e bassa produttività. Per risolverle entrambe si devono legare gli aumenti salariali alla produttività, quindi bisogna lasciare più spazio al secondo livello contrattuale. Poi sono necessarie le regole perché non si può ricontrattare su tutto in una logica di rapporti di forza. è evidente che io non ho giocato allo strappo con la Cgil. Insieme a Cisl e Uil stiamo allargando il confronto alle altre associazioni. Alla fine dell'iter si vedrà. Mi domando, tuttavia, se il paese può permettersi di aspettare chi, ponendo veti, non ha intenzione di andare avanti. Io penso proprio di no". Cosa pensa della riforma della scuola del ministro Gelmini? "Quella della Gelmini non è una riforma, bensì un decreto. La scuola italiana, invece, ha bisogno di una vera riforma, basata sui principi della qualità, del merito e della valutazione. Qui ci giochiamo il nostro futuro sociale ma anche economico. Partiamo dai dati dell'Ocse: in Europa c'è in media un insegnate per 14 alunni, in Italia uno ogni 10. In Germania ci sono 50 mila bidelli per 10 milioni di studenti, da noi 160 mila per 7 milioni di studenti. All'università, invece, spendiamo per ciascun studente circa il 20% in meno della media europea. Il decreto Gelmini riduce correttamente queste sproporzioni. Ma con questo sistema formativo è folle pensare di affrontare il futuro. Dunque, mi aspetterei che si parlasse di una riforma, non di un decreto". Infine: Obama o McCain? "Obama".

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Chi di '68 ferisce, di '68 perisce (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Maria Novella Oppo FRANCESCHINI HA RISPOSTO via tv al diktat più che bulgaro di Berlusconi: "Non si tocchi un capello ai ragazzi che lottano per difendere la loro scuola. Noi vigiliamo". Giusto e anche bello da sentire. Intanto, i dibattiti in video mostrano i portavoce del boss preoccupati di trovarsi di fronte a un nuovo '68, che non saprebbero certo fronteggiare con l'abilità dei vecchi dc. E dire che il piano della Gelmini era quello, dichiarato, di cancellare gli ultimi 40 anni di storia scolastica. Perché la ministra, beata ignoranza, non sa nemmeno che il '68 è stato sconfitto. Infatti, non pochi di quelli che lo hanno vissuto, sono saltati sul carro dell'uomo più ricco e potente d'Italia, cortigiani tra i cortigiani, in prima fila nel negare i diritti per i quali da giovani si erano battuti. Ma i berluscloni possono stare tranquilli: quello che vediamo non è affatto un nuovo '68, ma potrebbe essere molto peggio per loro. Perché i ragazzi di oggi sanno usare la tv, hanno facce belle da mostrare e non hanno da perdere che le catene del loro precariato. FRONTE DEL VIDEO.

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Pisa e Firenze: Qui per il nostro futuro Vogliamo studiare, non siamo barricati e non sentiamo la necessità di difenderci (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pisa e Firenze: "Qui per il nostro futuro" "Vogliamo studiare, non siamo barricati e non sentiamo la necessità di difenderci" di Osvaldo Sabato/ Firenze "SE VIENE la polizia? Gli chiederemo le tabelline" ironizza uno studente. "Ma non credo che si faranno vedere, altrimenti qui succede un '48" commento un altro. Numeri alla mano, la protesta a Matematica è a più cifre per la valanga di studenti mobilitati. Praticamente, tutti. E non solo loro. Anche i docenti e i ricercatori stanno facendo la loro parte. Dentro il plesso "Ulisse Dini" non ci fanno caso alle parole del premier Berlusconi (poi rimangiate) "basta occupazioni, mando la polizia", non ci fanno caso, perché le lezioni sono rinviate con tanto di delibera di facoltà. A qualche decina di metri di distanza, sul marciapiede opposto, si trova invece la facoltà di Ingegneria. Nell'androne fa bella mostra di sé un grande striscione "facoltà occupata". I controlli all'ingresso sono serrati: "Con l'aria che tira, non si sa mai" sussurra una studentessa. Pacchi di giornali buttati su un tavolo lungo, le pagine che raccontano la protesta vengono letteralmente mangiate e gli occhi si fermano su quella frase di Berlusconi. "Ma ti rendi conto che dobbiamo pure tranquillizzare i nostri genitori" commenta una ragazza. Di televisioni accese in giro non se ne vedono "ma a casa la guardano" chiosa Catia del collettivo di Scienze. Tanto per non perdere tempo, però, a Ingegneria hanno pensato di organizzare "dei controlli intorno al plesso, chiudiamo tutto e se qualcuno vuole entrare suona" racconta Giovanni. "Non siamo barricati e non sentiamo la necessità di difenderci" insiste Franco. Anche il sindacato di polizia Silp per la Cgil, con il segretario Marco Noero, critica quella frase di Berlusconi. La protesta non si ferma, dunque, va avanti il giorno dopo la lezione show dell'astrofisica Margherita Hack in piazza Signoria, oggi tocca al professore Barletti tenere la sua lezione in piazza: parlerà di relatività e di Einstein e Minkowski. In serata, sempre a Ingegneria, è già fissata un'assemblea aperta a "tutta la cittadinanza" e la protesta del mondo universitario contro la legge 133 arriva in Europa: anche l'Istituto universitario europeo di Fiesole è in agitazione. Mentre su alcuni ponti sull'Arno sono apparsi striscioni come "l'università non è in vendita" e gruppi di studenti distribuivano volantini sulla "24 ore non stop di lezione" organizzata" martedì prossimo a Matematica. Anche ieri a Pisa, dopo i sessantamila di Firenze, oltre diecimila studenti in corteo insieme al sindacato. Generazioni in movimento, potrebbe essere lo slogan. "È una novità assolutamente positiva" per il segretario regionale della Cgil Alessio Gramolati, appena rientrato da Pisa, "chiunque ha responsabilità di governo dovrebbe valorizzare e non esorcizzare come un pericolo" dice. Era già successo altre volte che studenti e operai protestassero insieme, ma raramente studenti e professori "è la dimostrazione che la scuola pubblica viene vissuta come un valore" chiude Gramolati. Gli universitari non ce l'hanno con il ministro Gelmini "lei non ha neanche scritto la legge che contestiamo", se la prendono con Tremonti, con i tagli della legge 133. "Berlusconi dice che dobbiamo piuttosto pensare a studiare? È quello che vorremmo fare, noi siamo qui perché vogliamo studiare e laurearci, paghiamo tasse salate per raggiungere questo obiettivo" commenta Marco. "E soprattutto vorremmo che qualcuno ci garantisca il nostro futuro" precisa Alessandra. Ma la faccia dura di Berlusconi? "Voleva solo impaurire i ragazzi delle superiori" conclude Francesco con tono rassicurante.

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Maestro unico, 360mila voci su internet Il movimento di padri, figli e professori parla nella Rete (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Maestro unico, 360mila voci su internet Il movimento di padri, figli e professori "parla" nella Rete / Roma OLTRE 360 MILA voci su Internet, basta cliccare "maestro unico". Una vera e propria onda di piena sulla rete racconta la protesta contro il ministro Gelmini.Ci sono, oltre ai siti di informazione, a quelli dei sindacati e delle forze politiche, una massa di siti spontanei e autogestiti, dove si rincorrono le voci di genitori e docenti, i pareri di esperti, le foto e i video di cortei e fiaccolate, i forum di discussione. C'è "mamma Maria" che chiede, "Posso portare in piazza anche i bambini?", e gli insegnanti della scuola primaria di Clusone (Bergamo) che scrivono al ministro raccontando il loro lavoro quotidiano: "Vorremmo chiederle quante volte è entrata in una classe di scuola primaria e ha toccato con mano cosa significhi occuparsi veramente dell'educazione di venti/venticinque alunni provenienti dalle più disparate realtà socio-culturali...". Ci sono i pedagogisti Bertagna e Canevaro, le rassegne stampa. Ieri sul sito "maestrounico.blogspot.com" campeggiava l'intervista in cui il presidente Cossiga invita a "picchiare" gli studenti universitari e i "docenti che li fomentano". Ma la gran parte dei siti funge da collegamento tra varie realtà: università, licei, scuole elementari. Si fanno proposte, si discute, si organizzano nuove manifestazioni. Ci sono sondaggi, come quello sul sito "disabili.com", in cui il 15% sostiene che saranno proprio gli alunni con handicap a rimetterci di più con il maestro unico. Ci sono gli sfottò contro il ministro, ma anche i pareri a lei favorevoli, seppur minoritari, come quello di Marcello D'Orta. Nei forum sono rari i pareri di tipo ideologico: i genitori si mostrano più cher altro preoccupati, dubbiosi. Le maggiori certezze sono sul tempo pieno: "Il maestro unico se è in gamba mi può anche andare bene, ma la soppressione del tempo pieno è ingiusta!!!", è uno dei commenti che si legge sul forum "quimamme" del Corriere.Tanti i genitori che hanno paura del maestro unico perché, se il figlio non si prende con lui, rischia di perdere la voglia di andare a scuola "E se il tempo pieno chiude dove li lasciamo i figli?", domanda l'Associazione genitori Toscana. La discussione continua.

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Corteo al Senato, gli studenti non si fermano Quarantamila a Roma, imponente spiegamento di polizia. Il governo non li riceve (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Di Maristella Iervasi / Roma OCCHI NEGLI OCCHI Mani alzate che gridano: "Fateci passare", "Vergogna! È questa la democrazia?". E il contatto strettissino con il cordone di poliziotti diventa pericoloso. Gli agenti indossano il casco, hanno i manganelli e gli scudi e bloccano l'accesso al Senato da Corso Rinascimento. Un "muro" di uomini in divisa e di blindati. Ma gli oltre 40mila studenti universitari e dei licei urlano forte: "Noi non abbiamo paura". Cercano il dialogo, ci prova anche il papà di un bambino della scuola "Iqbal Masih", poi un varco. Ma niente da fare. L'"ordine" della Digos è rigido: non si passa per andare sotto Palazzo Madama. Non accade da 15 anni. E alla fine l'immenso movimento anti-Gelmini/Tremonti riprende gli striscioni: "Polizia, li difendiamo noi i diritti dei vostri figli", "Noi la crisi non la paghiamo", e si mettono a correre verso Piazza Navona, "inciampando" in altre divise. Città militarizzata: dalla Sapienza al centro storico, per la risposta degli studenti a Berlusconi. Linea dura del governo contro le occupazioni: polizie in scuole e Atenei. Così ecco ieri l'appuntamento al Rettorato, con gli studenti che lasciano le 5 facoltà occupate per la manifestazione. Mentre arrivano i ragazzi di Roma Tre, di Tor Vergata e anche genitori delle scuole elementari. E al grido di "Roma libera", la "Nuova Onda" - come ama definirsi il movimento - lascia l'Ateneo per "prendersi" il Senato. Gabriella, studessa a Chimica tiene in mano un cartello: "Non è questione di libero pensiero ma di ordine pubblico". Giovanni di Scienze politiche mostra la scritta: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni mezzo di diffusione. Art.21 della Costituzione". Gran parte dei manifestanti si è attaccato sulla felba un foglio: "Studente non strumentalizzato", mentre l'eco delle notizie - quelle da Pechino, le "istruzioni" repressive di Cossiga, ex ministro dell'Interno nel '77, e lo spiraglio della Gelmini: "Convocherò le associazioni di studenti, docenti e genitori" -, fanno infuriare ancora di più gli studenti. Il megafono passa di mano in mano: Stefano informa tutti: "Siamo in migliaia". Applausi. "Dalla Cina Berlusconi ha detto che è stato travisato. Che non ha mai detto "la polizia deve entrare nelle scuole"". E parte in coro un "vaff...". "Ma questo vuol dire - sottolinea il coordinatore del movimento -, che il premier sta facendo retromarcia e che noi stiamo vincendo. Quindi, tutti sotto al Senato. Questo è solo il primo passo, non è che l'inizio. Berlusconi, prova ora a picchiarci tutti". Nessuno scontro, a parte i momenti di tensione vicino Palazzo Madama. La marea di studenti in protesta ha cantato "Bella ciao", urlato "Augh" per liberare la rabbia: "Bloccheremo tutto". I passanti osservano incuriositi, c'è chi si affaccia dagli autobus bloccati dal corteo. Chi si accoda a protestare. Solidarizzano gli immigrati che manifestano in piazza dei Cinquecento, i giovani del centro sociale sgomberato Horus. Ma la festa è grande quando dalle vie laterali di via Voltuno, via Cavour, largo Argentina, agli universitari si uniscono gli studenti medi. Poi tutti insieme sotto al Senato a gridare: "Buffoni, sospendete i lavori e venite qua fuori". Scende una delegazione del Pd, si fa vedere Paolo Ferrero. E parte la contestazione: "Non ci rappresenta nessuno. Ci state strumentalizzando". E con le braccia alzate, l'ennesimo grido: "Buffoni, siete tutti mafiosi". Si torna nelle facoltà, con un monito: "Siamo l'onda che vi travolgerà".

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La rabbia di Napoli: Con i tagli si salvano solo gli amici dei baroni (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

La rabbia di Napoli: "Con i tagli si salvano solo gli amici dei baroni" di Eduardo Di Blasi inviato a Napoli C'è una cattedra davanti all'imbocco delle scale che portano ai piani superiori. E nello spiazzo all'aperto appena dopo l'androne, i ragazzi che preparano i manifesti della loro protesta in lingue diverse non tutte comprensibili. Qualche studente di quelli fuorisede prova a salire ai piani superiori. "Non c'è lezione, le aule sono chiuse", gli rispondono alcune ragazze sedute sulla cattedra. Rimane interdetto. Con l'indice si inforca meglio gli occhiali sul naso. "C'è l'occupazione". Palazzo Giusso, sede centrale dell'Istituto Universitario Orientale di Napoli, è occupata dal giorno precedente. Mercoledì notte ci hanno dormito in centoventi, sparsi tra le due sale occupate dai collettivi (in quella del Flex l'odore acre delle bombolette spray non deve aver fatto buona compagnia), l'aula Matteo Ripa, e le aule sotterranee. Hanno chiuso i cancelli alle 22, divieto di alcool, niente feste. "Si è parlato di politica fino all'una, poi ci si è messi a dormire". La mattina seguente, mentre i cortei degli universitari e dei liceali si indirizzano a bloccare le lezioni degli altri plessi dell'Orientale, palazzo Giusso si ferma al secondo dei quattro piani, con le catene che sbarrano l'accesso verso l'alto. "Abbiamo chiesto solo gli spazi che riusciamo a controllare e a gestire. È un'occupazione politica". Il ragazzo napoletano che abbiamo di fronte si chiama Salvatore, ha 25 anni e a marzo discuterà la sua tesi di dottorato a Parigi. Una persona che nell'università è passata come una freccia: laurea in quattro anni e dottorato (con una borsa di studio non coperta in alcun modo) in tre. "Fortunatamente - esordisce - provengo da una famiglia benestante, perchè già oggi, in Italia, se non vieni da una famiglia benestante non puoi studiare". Spiega di queste borse di studio "gratuite", di ricerche che vengono pagate 2200 euro per sei mesi di lavoro (ma siamo già al gradino successivo, quello del ricercatore che fa la fame), e alle quali, per far quadrare i conti, bisogna aggiungerci le lezioni private (ne è piena l'università di annunci di insegnanti di inglese, francese, arabo, cinese, giapponese...), il call center e quello che si trova da fare. Per questo Salvatore è arrabbiato quando pensa alle parole del ministro Gelmini che sostiene come i tagli miglioreranno la qualità dell'università. Perchè si sente preso in giro un'altra volta: "Il sistema vive sulla cooptazione, e se si riducono i posti disponibili di certo non si farà un piacere a chi non rientra nella cerchia dei baroni". Dice che a marzo, dopo la tesi di dottorato, l'unica cosa che potrà fare sarà guardare all'Europa, dove i concorsi di ricerca si trovano sul web "e non sono sussurrati dai professori nei corridoi". La micro-specializzazione, le lauree legate al "mercato", sono i totem contro cui la parte avanzata di questa protesta si batte. "In Francia esisteva un corso di laurea per ingegneri che veniva chiamato il corso "mc Donald" perchè era tipo "teorie e tecniche del congelamento della carne animale per il trasporto"... È questo il modello che dobbiamo contrastare. Se la ricerca universitaria finisce per il 90% a occuparsi di cosmetica e non di malattie che sterminano milioni di persone vuol dire che l'ingeresso dei privati non funziona". I tagli della legge 133, da tutti giudicati una iattura per l'università italiana, sono ancora una volta la molla di una protesta più ampia che qui a Napoli ha contagiato in breve tempo tutti gli atenei. Il centro della protesta è questo palazzo bianco che si trova in una traversa di via Mezzocannone, a cento metri da Corso Umberto. Ha alcune caratteristiche "urbane" importanti: è centrale, ha uno spiazzo interno per le assemblee ed è meglio gestibile della più ampia Federico II. Ma è anche quello dove i collettivi universitari hanno una presa maggiore. Per questo è diventato l'epicentro della protesta napoletana, il punto di snodo di un'ondata che se dovesse coinvolgere separatamente tutte le facoltà troverebbe studenti per strada da Mergellina al Duomo (le sedi distaccate sono decine). Qui sono convenuti ieri gli studenti di Architettura dopo l'assemblea, qui si ritroveranno il 29 ottobre tutte le anime della protesta universitaria di Napoli. Protesta che ieri pomeriggio li ha visti nuovamente in corteo per le strade del centro in un clima di totale anarchia: nè un poliziotto, nè, purtroppo, un vigile urbano in grado di sedare le incompresioni tra studenti e automobilisti.

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Veltroni: <E' Tremonti il vero autore della riforma> (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Veltroni: "E' Tremonti il vero autore della riforma" ROMA - "La riforma della scuola e dell'università va ascritta al ministro dell'economia Tremonti e non a quello della pubblica istruzione Gelmini, perchè essa parte dai tagli e su questi è basata". Lo ha detto Walter Veltroni intervenendo alla trasmissione tv AnnoZero. "La cosa singolare - ha detto il segretario del Pd - è che questa riforma non è cominciata con il ministro della pubblica istruzione che è venuto in Parlamento e ha detto: "voglio fare questa riforma, e quindi servono questi soldi"; è successo il contrario, il ministro dell'economia ha detto "qui tagli 8 miliardi, arrangiati"". "Non diciamo - ha aggiunto - che non si debba fare nulla per scuola e università. Si deve fare, ma al contrario di come si è partiti". Veltroni ha quindi contestato la tesi del Governo che i tagli non avranno conseguenze sull'operatività della scuola. "Berlusconi - ha proseguito - ha affermato che nessuno perderà il lavoro. E gli 87mila precari che non riceveranno più lo stipendio, come li chiamiamo?". Alla domanda su dove trovare i soldi per la finanza pubblica che sono stati ricavati dalla scuola, Veltroni ha replicato: "si potevano prendere da quel miliardo e mezzo che è stato dato alla cordata di Alitalia, o dai due miliardi usati per tagliare l'Ici a chi ha redditi così alti che neanche si accorgerà di non pagare più quella tassa". 24/10/2008.

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Cortei e scuole occupate in tutta Italia (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Manifestazioni in università e istituti superiori. Cortei con migliaia di studenti roma - "Non ci fermeremo". Così, dall'Unione degli studenti a Forza nuova, dalle università alle scuole medie, il mondo studentesco risponde compatto alle minacce del premier Silvio Berlusconi e intensifica le azioni di protesta. Sul fronte universitario, cortei, blocchi e occupazioni ormai non si contano più. A Milano circa 700 studenti universitari hanno ieri seguito una lezione in piazza Duomo per poi formare un corteo non autorizzato che ha bloccato il traffico. A Torino è continuata l'occupazione delle facoltà umanistiche ed è stata occupata anche la facoltà di Fisica. Manifestazione non autorizzata pure a Trieste, corteo funebre e blocco della didattica invece a Parma mentre a Firenze il dipartimento di Matematica terrà il 27 e il 28 ottobre 24 ore di lezioni senza interruzioni. "Non abbiamo paura di Berlusconi e della Gelmini" hanno gridato gli studenti de La Sapienza di Roma dove ieri il Dipartimento di Fisica è stato chiuso per protesta con catenaccio e lucchetti ed è stata occupata anche l'Aula 2 della facoltà di Economia. Un corteo spontaneo di un migliaio di studenti di Roma Tre ha manifestato nel pomeriggio bloccando il quartiere Ostiense-San Paolo e infine la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Tor Vergata, ha deciso di indire un presidio di studenti e docenti della durata di una settimana. Da ieri a Napoli, dopo un'assemblea con 1.500 studenti, è occupata anche l'Università Orientale mentre la Seconda università è in stato stato di agitazione permanente. Un minuto di silenzio, ceri accesi, veli scuri calati sui visi, una grande bara marrone e un necrologio funebre: così centinaia di universitari hanno voluto protestare a Bari. Intanto a Palermo il Consiglio di facoltà di Lettere e Filosofia ha detto sì alla sospensione delle lezioni fino al 31 ottobre. Manifestazioni, sit-in e assemblee anche a Catania, l'Aquila, Perugia e Cagliari. Un fermento che riguarda anche gli studenti delle Superiori dove continua la mobilitazione lanciata dall'Unione degli studenti, secondo la quale le adesioni delle scuole hanno già superato il migliaio. Nel Milanese sono partite le prime occupazioni al liceo Omero e all'istituto Majorana di Cesano Maderno. A Trieste su 17 istituti, 11 sono occupati e in 6 ci sono autogestioni. Occupazioni in aumento anche in Liguria, in Toscana e a Roma dove si prepara la manifestazione per lunedì prossimo a cui si stima che prenderanno parte circa 15mila ragazzi. Epoi, altre occupazioni a Napoli, Salerno, Avellino, Caserta, Rende, Catanzaro, Reggio Calabria, Oristano. Infine uno "sciopero creativo" sarà messo in atto oggi, in molte città, dagli alunni medi della Rete degli studenti che occuperanno le entrate delle scuole "per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la nostra creatività". Monica Viviani 24/10/2008.

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Con le riforme della scuola elementare proposte dall'improvvisato ministro Mariastella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una v (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Olta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino Con le riforme della scuola elementare proposte dall'improvvisato ministro Mariastella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori, è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile. Non riguarda soltanto, in maniera egoistica, comunque comprensibile, i posti di lavoro, presenti e futuri. Riguarda, invece, soprattutto, il futuro, prossimo e di più lungo periodo, dell'Italia. A una protesta che si diffonde, un governo democratico, vale a dire che si vanta del sostegno popolare, cercherebbe di rispondere ascoltando e interloquendo, spiegando e, eventualmente, correggendo alcune imperfezioni del pasticciato provvedimento di riforma. Dall'alto della sua ampia maggioranza parlamentare in entrambe le Camere, potrebbe farlo generosamente e intelligentemente anche il governo Berlusconi. Invece, il capo del governo confonde una legittima protesta che si è finora svolta e sviluppata in maniera del tutto pacifica in molte città italiane con una sommossa plebea strumentalizzata dalla sinistra e annuncia (per poi smentire) con tono imperativo che manderà la polizia nelle scuole e nell'università (dove non può senza la richiesta dei Rettori). Non soltanto invade il campo delle competenze del suo, molto più cauto, Ministro degli Interni, Roberto Maroni, ma dimostra anche di avere poca familiarità con la pratica della democrazia. Un po' dappertutto nelle democrazie è pienamente riconosciuto il diritto dei cittadini di associarsi per protestare e fare valere, anche fuori del Parlamento, secondo modalità non violente, le loro ragioni. Neppure il Presidente amico George Bush minaccerebbe di usare la forza contro chi protesta per le sue nefaste politiche. Vero è che, come ha lasciato intendere qualche tempo fa il segretario del Partito Democratico, potrebbe essere in corso la "putinizzazione", non del regime italiano, ma dello stesso Presidente del Consiglio Berlusconi che non ha mai nascosto la sua ammirazione per l'ex-comunista Vladimir Putin. Magari i sondaggi daranno ancora a Berlusconi un alto livello di gradimento, ma questo non basta a dargli ragione. Non è possibile essere d'accordo con Berlusconi. Né sulla sostanza, ovvero su una brutta e dannosa riforma della scuola e sui tagli alle spese del sistema universitario che, al contrario, ha urgente bisogno di investimenti in strutture e in ricercatori; né sul metodo: l'uso della polizia invece del confronto aperto e trasparente senza esito precostituito. Con pulsioni populiste e autoritarie si governa male e si riforma peggio. Gianfranco Pasquino 24/10/2008.

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Boiardi agli studenti della Sapienza che celebrano Amaldi: <La mia risposta alla Gelmini? Io le scuole le apro, non le chiudo> (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Boiardi agli studenti della Sapienza che celebrano Amaldi: "La mia risposta alla Gelmini? Io le scuole le apro, non le chiudo".

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Roma - (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Roma - Il foglio è uno di quelli stropicciati, che escono da tasche consumate da una notte trascorsa tra i banchi della facoltà di Fisica in attesa delle forze di polizia evocate dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per porre fine alla "resistenza" roma - Il foglio è uno di quelli stropicciati, che escono da tasche consumate da una notte trascorsa tra i banchi della facoltà di Fisica in attesa delle forze di polizia evocate dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per porre fine alla "resistenza". E' scritto in inglese perché Francesco, il portavoce degli studenti che occupano l'ateneo della Capitale, ha il compito di parlare davanti ad una platea di scienziati venuti da tutto il mondo per celebrare lo scienziato piacentino Edoardo Amaldi. Un auditorio che non lo intimorisce e a cui spiega con determinazione che "la situazione della ricerca, dell'università e più in generale della pubblica istruzione è la peggiore che si sia mai vista in Italia". Nell'aula magna Edoardo Amaldi della Sapienza di Roma il pubblico ascolta in silenzio e con la curiosità di chi si sente all'improvviso proiettato ai tempi delle rivolte studentesche, di un Sessantotto che, tuttavia, aveva altri sapori. Le lezioni oggi si tengono all'aperto, una lavagna cosparsa di protoni, neutroni e calcoli improbabili, il cortiletto per sedersi, il muro per appoggiarsi. Quando il gesso è diventato poco più che un mozzicone di sigaretta, Lamberto Lamberti, professore di analisi matematica si ferma e lascia il posto al collega delle 10. Lamberti ha origini piacentine. Il papà è di Castelsangiovanni. Sorride quando il presidente della Provincia di Piacenza Gianluigi Boiardi gli comunica che, proprio a Castelsangiovanni domani, sabato 25, inaugurerà una nuova scuola: "E' il mio modo - gli spiega il presidente - di rispondere alla Gelmini. Il Governo vuole chiudere le scuole, io ne ho realizzata una nuova e la inauguro proprio mentre qui a Roma si manifesterà contro la riforma". Una protesta che vede gli studenti in prima linea, anche se dopo la comunicazione "repressiva" di ieri del presidente del Consiglio "oggi - sottolinea Lamberti - solo un terzo degli studenti è venuto a fare lezione, le famiglie si sono spaventate, si immaginano scenari pericolosi, ma è solo percezione, non realtà. E così qualcuno ne ha approfittato per stare a casa o, meglio, come vorrebbe il premier, andare a fare compere. Così non si risolvono le cose". Una proposta per risolverle, quanto meno un punto di partenza, la suggerisce Francesco nel suo foglietto: "Ai tagli indiscriminati ad ogni livello, noi proponiamo una saggia e precisa azione di redistribuzione delle risorse economiche basata sul principio meritocratico. Certi che un'importante parte dei fondi dati alle nostre università non siano spesi bene, suggeriamo che i tagli inizino proprio da quelle particolari situazioni di malfunzionamento e che le risorse vengano destinate a quelle più produttive". Semplice, corretto e, in una situazione di incertezza come quella in cui si sta vivendo, non banale. E la platea risponde con un applauso sincero e prolungato, le relazioni degli illustri ospiti su Amaldi possono anche slittare di qualche minuto. "Tenete duro, non mollate, manifestate il vostro diritto allo studio", li esorta Boiardi trovando il consenso di professori e studenti. "Personalmente, come amministratore continuerò a resistere ai provvedimenti del ministro Gelmini. E sabato, nel mio territorio, metterò un altro mattone a difesa dell'istruzione dei vostri colleghi piacentini". E' l'arrivo di Piero Angela, profondo conoscitore di Amaldi, a riportare l'attenzione sul Convegno. E Francesco, seguito dai suoi compagni, riprende la via del cortile, verso quella lavagna oramai cancellata più volte e un professore paziente che aspetta di fare lezione. Si ricomincia, con un occhio alle nuvole che incombono su un autunno decisamente non ancora iniziato. Caldo, appunto. 24/10/2008.

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<Comitato contro la riforma Gelmini> Tribi: qui nessuna scuola è a rischio (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

"Comitato contro la riforma Gelmini" Tribi: qui nessuna scuola è a rischio ALSENO - (o.q.) Formare un comitato locale contro la riforma Gelmini. E' una proposta lanciata a Lusurasco nel primo degli incontri pubblici sulla riforma scolastica organizzati dal Comune di Alseno. Presente un folto pubblico, col sindaco Maurizio Villa, il vicesindaco Rosario Milano, l'assessore provinciale alla pubblica istruzione Fernando Tribi e le sindacaliste Marina Molinari della Cisl e Mattea Cambria della Cgil. La manovra governativa, ha asserito Villa, "prospetta la chiusura di alcune scuole dei centri più piccoli e periferici, come quelli di Lusurasco e Castelnuovo Fogliani, che sono un fiore all'occhiello. Non voglio nemmeno ipotizzare - ha aggiunto - di dover chiudere o accorpare scuole che funzionano". Secondo l'assessore Milano nella manovra governativa, "di pedagogico e didattico c'è ben poco", tutto si riduce a un problema finanziario. "Si mette fine alla positiva esperienza costruita in 20 anni di ricca didattica, col ritorno al maestro unico che dovrebbe insegnare anche inglese e musica. Si parla della perdita di 132mila posti di lavoro, una tale riduzione di insegnanti compromette le conquiste del tempo pieno e del tempo prolungato". L'assessore Tribi, dopo una panoramica sui parametri scolastici dell'ultimo decennio, ha detto: "L'autonomia scolastica della nostra provincia ha una media di 950 alunni. Non avremo nessuna chiusura di plessi scolastici". Rassicurazione in tale senso Tribi ha avuto ieri dall'assessore regionale Manzini, come riferiamo a pagina 14. "L'unico elemento per evitare la chiusura è il numero di alunni" ha sottolineato Marina Molinari (Cisl). Mattea Cambria (Cgil) che, fra l'altro, ha giudicato non approvabile il costrutto pedagogico del decreto, e ha proposto di "formare un comitato locale contro il decreto Gelmini". Alcune mamme e insegnanti hanno anche lamentato il fatto che "ogni taglio si faccia sulla scuola e sulla sanità". Roberto Segalini, "come coordinatore locale della Cdl e come genitore", ha detto: "Non mi pare che il problema sia la scuola, ho udito solo critiche alla Gelmini, credo che l'incontro sia un pretesto per criticare la maggioranza politica. La preoccupazione di un genitore è che i figli frequentino una scuola con insegnanti competenti e ben pagati". Parole che hanno sollevato repliche fra i genitori che, è stato detto, non intendono mischiare le diatribe politiche con la crescita culturale dei figli. 24/10/2008.

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A Bergamo la contestazione <unisce> destra e sinistra (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

A Bergamo la contestazione "unisce" destra e sinistra Il Movimento studentesco prende le distanze da quello che sembrava un invito da parte di Lotta studentesca, associazione legata a Forza Nuova, per una possibile intesa in vista dello sciopero della scuola del 30 ottobre. "Non abbiamo alcuna intenzione di scendere in piazza insieme ad un movimento che consideriamo fascista" dichiara Alfredo Di Sirio, studente universitario di Scienza dell'educazione ed esponente del Movimento, che in questi giorni è impegnato a coordinare le iniziative contro il decreto Gelmini dei cosiddetti studenti medi, vale a dire gli studenti delle scuole superiori. "Siamo profondamente antifascisti ? ribadisce Di Sirio ? e non si è mai visto che sfilassimo insieme ad organizzazioni studentesche che si richiamano apertamente al fascismo e al nazismo". E da Lotta studentesca arriva la conferma che nemmeno nelle loro intenzioni c'era la proposta di fare in qualche modo fronte comune contro la riforma Gelmini: "Uniti, ma solo in piazza ? sottolinea a sua volta l'esponente di Lotta studentesca, Nicolò Santini, studente al primo anno di Giurisprudenza ? e comunque per un obiettivo limitato: dire no alle dichiarazioni del premier Berlusconi sull'uso della polizia per consentire regolari lezioni nelle università occupate". "A livello nazionale, e anche locale ? chiarisce Santini ? abbiamo teso una mano al Movimento studentesco per fare fronte comune per raggiungere un obiettivo altrettanto comune, vale a dire la libertà degli studenti di manifestare nelle scuole senza che ci sia l'intervento della polizia. In merito ad altri contenuti della protesta che in questi giorni sta montando nelle scuole invece siamo convinti che la crisi della scuola non sia stata aperta dalla Gelmini ma che venga da ben più lontano. Vorremmo comunque partecipare allo sciopero del 30 insieme agli altri studenti, ma non come provocazione, ma solo per portare in piazza le nostre idee". Per lunedì pomeriggio alle 15,30 il Movimento studentesco ha annunciato una conferenza stampa all'aperto a Porta Nuova per comunicare le iniziative prese in vista dell'appuntamento del 30. Protesta in Università La riforma Gelmini sarà tra i punti all'ordine del giorno del Consiglio studentesco dell'Università di Bergamo in programma stamattina a partire dalle 9 nell'aula 16 di via Caniana. E sempre stamattina a partire dalle 9,30 si svolgerà un corteo di studenti dalla sede di Sant'Agostino fino a piazza Vecchia passando per le sedi di Rosate e via Salvecchio promosso dall'Assemblea degli autoconvocati. Un collettivo di una quarantina di studenti (con una mailing list di un centinaio di partecipanti) costituitosi proprio per discutere dei tagli della riforma. Intanto il movimento studentesco di Officina 33 continua la raccolta firme, già avviata in Sant'Agostino e via Salvecchio e da lunedì in via Caniana. "Uno studente su due si ferma a firmare ? conferma il portavoce Roberto Tomaselli ? ma anche a chiedere incontri allargati di confronto non solo sui temi della riforma, segno di una rinata partecipazione alla vita collettiva universitaria e un interesse al di là dello studio per la vita di facoltà". Anche per mercoledì 29 ci sono in programma varie iniziative: sempre Officina 33, con la partecipazione di alcuni ricercatori della facoltà di Economia e Giurisprudenza terrà un incontro in via Caniana mentre gli "autoconvocati" saranno in via Salvecchio per una riunione e chiederanno la sospensione delle lezioni al rettore Alberto Castoldi. Per il 30 tutti i movimenti confluiranno nella manifestazione promossa anche dalla scuole superiori. Tiziana Sallese.

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LA SESTA edizione del Convegno nazionale del Buongoverno, a cui fanno capo i circoli dei giovani di (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA MONTECATINI pag. 17 LA SESTA edizione del Convegno nazionale del Buongoverno, a cui fanno capo i circoli dei giovani di ... LA SESTA edizione del Convegno nazionale del Buongoverno, a cui fanno capo i circoli dei giovani di Forza Italia-Pdl, sarà per il terzo anno consecutivo a Montecatini (dal 14 al 16 novembre), ma questa volta cambierà la sua location. Non più al Palaterme, come nelle due precedenti edizioni, ma al Palacongressi. Nella città termale si annuncia una vera parata di ministri e personaggi politici di primo piano, visto che per la prima volta a Montecatini il convegno coincide con il ritorno al governo del centrodestra: Giulio Tremonti, Ignazio La Russa, Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Claudio Scajola, Renato Brunetta, Marcello Dell'Utri, Nicola Cosentino , Angelino Alfano, Denis Verdini, Maurizio Gasparri, Renato Schifani, Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto.

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Il ministro sbaglia accento, l'opposizione se la ride (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

La pressione dell'Aula, una distrazione o altro? Fatto è che le dure contestazioni che hanno accompagnato l'intervento del ministro Mariastella Gelmini ieri in Senato si sono stemperate per un istante, quando il ministro è caduto sotto l'"egida" degli accenti fonetici. È successo quando la titolare dell'Istruzione rimprovera all'opposizione di "aver dimenticato i contenuti del Libro bianco scritto sotto l'egìda (testuale, egìda, ndr) del governo Prodi...". I banchi alla sinistra del presidente Renato Schifani sono stati attraversati da un momento di ilarità. Perché il ministro pronuncia "egida" come una parola parossitona, vale a dire con l'accento sulla "i" e non, come è corretto, sulla "e". Ma il ministro non ha fatto neanche una piega: si è corretta e ha ripreso il suo discorso, sia pure senza più l'"egida", come gli antichi greci chiamavano lo scudo di Zeus. Ma neanche questo inciampo è riuscito a frenare l'esposizione del ministro Gelmini. È un caterpillar, con i fogli del discorso che scorrono da una mano all'altra. Per nulla imbarazzata dall'errore, ha ripreso a leggere e ha alzato gli occhi soltanto per indirizzare lo sguardo verso banchi delle opposizioni.

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SCUOLA problemi e proteste (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 SCUOLA problemi e proteste SAREBBERO già una ventina le denunce già all'attenzione della procura della Repubblica dall'inizio dell'occupazione degli istituti superiori cittadini da parte degli studenti mobilitati contro la riforma Gelmini. Le segnalazioni, che l'autorità giudiziaria valuterà, non riguarderebbero però il semplice stato di occupazione, ma reati "collaterali" che si sarebbero verificati in questi giorni: dalla violenza privata, al danneggiamento al travisamento. Dimostrare il proprio dissenso è un diritto, ma non lo è prendere a spintoni un custode per farlo uscire a forza dalla scuola dove presta servizio. L'occupazione studentesca nelle scuole cittadine, dopo la formalizzazione delle denunce da parte di alcuni presidi, potrebbe comportare conseguenze giudiziarie anche gravi per gli studenti pistoiesi che potrebbero, un giorno, essere chiamati a rispondere davanti al giudice di reati di sicura rilevanza come la violenza privata (articolo 336 del Codice Penale, con pene da sei mesi a 5 anni) e, nel caso sia avvenuta contro il personale scolastico, aggravata perchè commessa contro chi esercita le proprie funzioni. MA LA VIOLENZA privata si configura anche quando viene esercitata nei confronti dei propri compagni qualora venga loro impedito di entrare o di uscire dall'istituto che frequentano. Non è l'unico reato ipotizzabile in questo panorama attuale, poichè si può configurare anche l'interruzione di pubblico servizio e il danneggiamento di bene pubblico, nonchè il travisamento, qualora gli studenti si siano coperto il volto per non farsi identificare dalle forze dell'ordine. E sarebbero già una ventina quindi le segnalazioni inoltrate dalla questura all'autorità giudiziaria perchè valuti le posizioni di altrettanti studenti pistoiesi e la situazione più compromessa, sotto questo aspetto, sarebbe quella del liceo classico. Voci non confermate hanno parlato anche di sequestri, da parte della polizia, di modiche quantità di sostanze stupefacenti cosiddette leggere. I PRESIDI, in questi giorni febbrili, sono chiamati a formalizzare la denuncia dello stato di occupazione, soprattutto dopo aver chiesto l'intervento di polizia e carabinieri. La denuncia sarebbe già stata presentata dai presidi del Forteguerri e dell'Iti e gli accertamenti sono in corso. Intanto, anche per tutta la giornata di ieri, la Digos per la polizia di Stato e il Nucleo informativo per i carabinieri (per quanto riguarda lo scientifico e il Pacinotti), in seguito all'occupazione degli istituti scolastici, che costituisce di per sè un illecito, hanno proseguito nella identificazione degli occupanti, si parla quindi di centinaia di studenti. DIVERSI anni fa, durante la prima occupazione del movimento che fu ribattezzato col nome di "Pantera" per una trentina di studenti della provincia di Pistoia fu disposto il rinvio a giudizio per l'occupazione del loro istituto. Il processo si concluse con l'assoluzione.

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Di ARIANNA FISICARO SEPARATI in casa. Sembra ormai questo il destino della scu (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)

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PRIMO PIANO pag. 18 di ARIANNA FISICARO SEPARATI in casa. Sembra ormai questo il destino della scu... di ARIANNA FISICARO SEPARATI in casa. Sembra ormai questo il destino della scuola media Giusti Gramsci di Monsummano, che dovrà accorparsi a quella di Cintolese per non chiudere. La questione, che va avanti ormai da alcuni mesi, sarà discussa lunedì sera in consiglio comunale. Ad oggi la scuola conta circa 490 iscritti. Per soli 10 ragazzi in meno dunque, rispetto ai 500 imposti dalla legge, la Giusti Gramsci non può più godere di autonomia. Sul destino degli studenti e di tutta la scuola si è espresso il preside Vito Pace. Dunque è vero preside che saranno fatti due istituti comprensivi? "Siamo sottodimensionati da tempo e questo comporta per legge la perdita di autonomia ed il possibile commissariamento ad acta della scuola. Il decreto Gelmini poi non ha fatto altro che approfondire certi temi del decreto Bassanini sulla razionalizzazione della rete scolastica, inserendo il tutto in una regione come la nostra, che andava già in direzione della creazione degli istituti comprensivi". Perché ci sono meno di 500 alunni? E' un problema di scarsità di popolazione in età scolare oppure di funzionamento della scuola? "Più che altro non ci sono giovani, soprattutto nella fascia di età scolare, siamo una popolazione che tende all'anziano. A questo poi c'è qualche ragazzo che se ne va per motivi familiari o per frequentare scuole più vicine a dove lavorano i genitori o cose del genere. Tuttavia siamo riusciti, negli ultimi 3 o 4 anni a recuperare molte iscrizioni. Questo è stato possibile lavorando molto, anche grazie alla volontà di tanti docenti che si sono interessati per primi, a progetti di finanziamento con le istituzioni e con la fondazione cassa di risparmio. Per questo motivo abbiamo potuto comprare gli strumenti per il laboratorio di musica, per quello multimediale, per quello giornalistico, i computer per le aule informatiche in modo da avere quasi un pc per alunno, i materiali per il laboratorio di modellista per calzature, e ben 5 lavagne interattive, con le quali spesso si riesce a catturare l'attenzione anche dei ragazzi un po' più svogliati. Come vede l'offerta didattica è quasi personalizzata per ogni studente in base alle sue attitudini e questo non è certo motivo di mal funzionamento della scuola". Ma cosa accadrà ai ragazzi, alle famiglie e alla scuola con la creazione dell'istituto comprensivo? "Praticamente la scuola sarà divisa da un muro e i ragazzi dei due circoli saranno costretti a convivere insieme in due realtà diverse sotto lo stesso tetto. Noi perderemo circa 150 alunni, mentre gli altri ragazzi dovranno venire a scuola qui ma sottostare ad un altro circolo didattico". Avevate soluzioni alternative? "Il collegio dei docenti aveva proposto di sacrificarsi un po' per mantenere i servizi a Cintolese e contemporaneamente continuare anche qui. Nel senso che finchè no fosse stata pronta l'altra scuola media a Cintolese, mantenere due poli cioè un istituto comprensivo qui ed una direzione didattica là. Così com'è stata ipotizzata dall'amministrazione, è possibile che si resti separati in casa per molti anni prima di avere nuovamente una scuola media a Cintolese, tutto a discapito della didattica".

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TRE GIORNI di autogestione all'Itc Capitini, con regole concordate sabato sc (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)

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PRIMO PIANO pag. 4 TRE GIORNI di autogestione all'Itc Capitini, con regole concordate sabato sc... TRE GIORNI di autogestione all'Itc Capitini, con regole concordate sabato scorso tra studenti e docenti, in presenza del dirigente scolastico, Santi Marroncini. Gli alunni hanno creato gruppi di responsabili dell'autogestione, c'è chi coordina, chi sorveglia i tre ingressi (in modo che nessuno entri ed esca fuori dagli orari stabiliti) e chi è incaricato di programmare le lezioni autogestite. "Il tema principale che abbiamo trattato è ovviamente il decreto Gelmini ? riferisce Rocco Spinelli, IV A Mercurio, uno dei responsabili ? ma abbiamo colto quest'occasione per risalire alla storia dell'autogestione scolastica, per capire in cosa si differenzia dall'occupazione. Abbiamo invitato un esperto a tenere una lezione sulle energie rinnovabili e la Misericordia di Agliana per darci nozioni di primo soccorso nelle emergenze. Discutiamo dei problemi di alcolismo e droga, che molto spesso toccano nostri coetanei dai 14 ai 19 anni". Alcuni studenti mostrano preoccupazione per i tagli al personale docente e per i possibili aumenti del costo degli studi universitari, temendo che l'università torni ad essere per pochi eletti. IL PIANO TERRA del Capitini è stato riservato dal preside all'autogestione, mentre nelle aule al piano superiore si fanno lezioni ordinarie, seguite da pochi alunni che necessitano di recupero in qualche materia. Ieri anche i docenti dell'istituto tecnico commerciale aglianese si sono riuniti per esaminare il dl 137, per dichiarare poi che "non rispetta la democrazia né la società". A chiarire dubbi d'interpretazione i colleghi di diritto, fra questi Domenico Santagati, secondo cui "l'ipotesi di cambiamenti profondissimi nella scuola va fatta con un disegno di legge organico, preceduto da un dibattito che coinvolga tutti, in particolare gli interessati". Piera Salvi.

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SALA AFFOLLATA mercoledì sera alla scuola media <Sestini> per l (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 4 SALA AFFOLLATA mercoledì sera alla scuola media "Sestini" per l ... SALA AFFOLLATA mercoledì sera alla scuola media "Sestini" per l'assemblea pubblica indetta dai genitori, preoccupati dai cambiamenti introdotti dal decreto legge 137 e per il futuro che sta preparando alla scuola e alla società il decreto Gelmini. Dopo questa serata si prevede una notevole partecipazione di famiglie e insegnanti da Agliana alla manifestazione provinciale di mercoledì 29, che partirà alle 21 da piazza S. Francesco per arrivare in piazza Duomo. All'assemblea c'erano circa 250 persone, fra genitori e docenti, della scuola dell'obbligo aglianese pubblica e privata. Questi gli interrogativi delle famiglie. COSA DICE la riforma della scuola? (domanda per la dirigente del comprensivo unico, Angela Desideri). Quale scuola sta preparando? (chiamando a rispondere il sindaco, Paolo Magnanensi). Quale società sta costruendo? (quesito rivolto al sociologo Andrea Borghini, docente di sociologia all'Università di Pisa). I tre relatori hanno chiarito che non siamo davanti a una riforma, anche se la scuola avrebbe bisogno di una seria riforma, sistematica e organica, ma che in questo caso si tratta un decreto. Desideri, pur dichiarandosi ottimista, è preoccupata: "Già ora abbiamo difficoltà a sostituire un insegnante, come faremo dopo? Si prevede anche il taglio del personale Ata, la contrazione di ore di lezione. Non so come potremo attuare i piani d'offerta formativa e continuare a garantire una scuola di qualità. Spero comunque che susciti riflessioni positive". DECISAMENTE pessimista Magnanensi: "Si metteranno in crisi le famiglie e i Comuni ? ha detto ? Le famiglie, dopo avere protestato, si rivolgeranno agli enti più vicini al cittadino, quindi ai Comuni, che già subiscono tagli dallo Stato". Per Borghini il decreto porterà indietro la società, creerà università di seria A e università di serie B, con minore libertà di ricerca. Fra i genitori qualcuno ha contestato la mancanza di contraddittorio fra i relatori, altri hanno sollevato preoccupazioni per le classi-ponte, che andranno contro l'integrazione degli alunni stranieri, saranno anzi una segregazione. Piera Salvi.

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Occupati anche Iti e <Duca> e ora sono cinque le scuole <nelle mani> degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)

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PRIMO PIANO pag. 3 Occupati anche Iti e "Duca" e ora sono cinque le scuole "nelle mani" degli studenti LA MAPPA di TOMMASO GALLIGANI ALTRE tre scuole superiori occupate - Iti, Pacinotti, Duca D'Aosta - (oltre a Forteguerri e Petriocchi) e nuove scintille, al Classico-Pedagogico, tra professore e occupanti. "M'impedite di fare lezione, mi impedite di parlare, mi impedite di entrare: ora basta" alzava la voce il docente di fisica Costantino Lotti all'ingresso dell'istituto cercando di forzare il blocco studentesco all'ingresso. "Ci dispiace, le regole dell'occupazione sono chiare: i prof non possono fare lezione", è la replica secca dei vigilantes adolescenti. Un episodio di tensione comunque compensato dall' apertura di un dialogo tra insegnanti e alunni. Le docenti Imbarrato e Adamini, intervenendo ad un'assemblea degli studenti in cortile, hanno infatti teso la mano ai ragazzi, chiedendo di unire in una sola la protesta antiGelmini delle due categorie di trasformare in un maxiincontro con allievi, professori e famiglie l'occupazione: ipotesi che scongiurerebbe la minaccia di sgombero ventilata dalla preside Flamma. I ragazzi hanno risposto indicendo per stamani una seconda assemblea allo scopo di decidere se continuare l'occupazione o no. ALL' ITI, dove il blocco delle lezioni è partito ieri mattina, gli studenti hanno ricevuto la visita della Digos, che ha identificato alcuni degli organizzatori. "Noi andremo avanti fino a domenica sera" proclama comunque il portavoce dei ragazzi Alessandro Martelli. Via all' occupazione anche al liceo scientifico, dove già si stanno allestendo dibattiti sulla riforma Gelmini con esperti dell' università; tutto liscio, infine, il secondo giorno di stop al Petrocchi. Al Pacini ieri mattina assemblea d'istituto con la preside, poi la decisione, presa a maggioranza, di dar vita a un' "occupazione mediata", come la definiscono i rappresentanti Sandro Anichini e Chiara Petreti. In realtà, si tratta di un misto tra autogestione e cogestione con i professori: "quattro ore di lezione la mattina, poi laboratori e dibattiti. Abbiamo scelto questa protesta diversa perchè siamo contro la legge ma non contro la scuola" dicono i due ragazzi. I preparativi per l'autogestione vanno avanti all'Einaudi e al De Franceschi, mentre l' indecisione, ieri sera, regnava sovrana ancora al Fermi , dove l'assemblea a porte chiuse degli studenti all' auditorium non è stata sufficiente a stabilire quale attività di protesta mettere in campo: "vedremo domani (oggi per chi legge, ndr) se occupare o autogestire" ha annunciato intorno alle 19 Andrea Bovani.

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SAREBBERO già una ventina le denunce già all'attenzione della proc (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)

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PRIMO PIANO pag. 3 SAREBBERO già una ventina le denunce già all'attenzione della proc... CARABINIERI Un militare al 'Pacinotti' prende nota dei nomi dei ragazzi che occupano l'istituto SAREBBERO già una ventina le denunce già all'attenzione della procura della Repubblica dall'inizio dell'occupazione degli istituti superiori cittadini da parte degli studenti mobilitati contro la riforma Gelmini. Le segnalazioni, che l'autorità giudiziaria valuterà, non riguarderebbero però il semplice stato di occupazione, ma reati "collaterali" che si sarebbero verificati in questi giorni: dalla violenza privata, al danneggiamento al travisamento. Dimostrare il proprio dissenso è un diritto, ma non lo è prendere a spintoni un custode per farlo uscire a forza dalla scuola dove presta servizio. L'occupazione studentesca nelle scuole cittadine, dopo la formalizzazione delle denunce da parte di alcuni presidi, potrebbe comportare conseguenze giudiziarie anche gravi per gli studenti pistoiesi che potrebbero, un giorno, essere chiamati a rispondere davanti al giudice di reati di sicura rilevanza come la violenza privata (articolo 336 del Codice Penale, con pene da sei mesi a 5 anni) e, nel caso sia avvenuta contro il personale scolastico, aggravata perchè commessa contro chi esercita le proprie funzioni. MA LA VIOLENZA privata si configura anche quando viene esercitata nei confronti dei propri compagni qualora venga loro impedito di entrare o di uscire dall'istituto che frequentano. Non è l'unico reato ipotizzabile in questo panorama attuale, poichè si può configurare anche l'interruzione di pubblico servizio e il danneggiamento di bene pubblico, nonchè il travisamento, qualora gli studenti si siano coperto il volto per non farsi identificare dalle forze dell'ordine. E sarebbero già una ventina quindi le segnalazioni inoltrate dalla questura all'autorità giudiziaria perchè valuti le posizioni di altrettanti studenti pistoiesi e la situazione più compromessa, sotto questo aspetto, sarebbe quella del liceo classico. Voci non confermate hanno parlato anche di sequestri, da parte della polizia, di modiche quantità di sostanze stupefacenti cosiddette leggere. I PRESIDI, in questi giorni febbrili, sono chiamati a formalizzare la denuncia dello stato di occupazione, soprattutto dopo aver chiesto l'intervento di polizia e carabinieri. La denuncia sarebbe già stata presentata dai presidi del Forteguerri e dell'Iti e gli accertamenti sono in corso. Intanto, anche per tutta la giornata di ieri, la Digos per la polizia di Stato e il Nucleo informativo per i carabinieri (per quanto riguarda lo scientifico e il Pacinotti), in seguito all'occupazione degli istituti scolastici, che costituisce di per sè un illecito, hanno proseguito nella identificazione degli occupanti, si parla quindi di centinaia di studenti. DIVERSI anni fa, durante la prima occupazione del movimento che fu ribattezzato col nome di "Pantera" per una trentina di studenti della provincia di Pistoia fu disposto il rinvio a giudizio per l'occupazione del loro istituto. Il processo si concluse con l'assoluzione.

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UN provvedimento che non tiene conto in nessun m (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 24-10-2008)

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GROTTAMMARE, CUPRA E RIPATRANSONE pag. 13 UN provvedimento che non tiene conto in nessun m... UN provvedimento che non tiene conto in nessun modo dell'interesse dei bambini merita di essere contrastato con prese di posizione molto forti. É questo il filo conduttore che, questa sera alle ore 21, animerà l'incontro organizzato dal sindaco Paolo D'Erasmo nella Sala di Rappresentanza del Comune di Ripatransone, per valutare un'azione congiunta contro la riforma del ministro Gelmini. Per l'occasione interverranno gli amministratori comunali, il dirigente scolastico dell'Isc di Ripatransone, il personale docente delle scuole per l'infanzia di Valtesino e San Savino, i genitori dei bambini. "Il nostro obiettivo è quello di evitare la chiusura dei plessi scolastici con meno di 50 alunni, nel nostro caso Valtesino e San Savino, attualmente stabilita dal nuovo testo normativo Gelmini" spiega il sindaco, il quale, anche a nome di una delegazione dei sindaci del Piceno, ha chiesto un incontro con il Prefetto per poter discutere sulla problematica inerente il rischio della chiusura di tante scuole della Provincia "Il ministro Gelmini ignora la realtà dei piccoli centri al di sotto dei cinquemila abitanti, dove le scuole con almeno 16 bambini sono comunque un importante punto di riferimento. Risparmiare sulle scuole a discapito dei bambini è un'azione da contrastare in ogni modo". Rosita Spinozzi.

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Di ALESSANDRO TONARELLI <MINISTRO Gelmini, venga a San Marcello>. (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 4 di ALESSANDRO TONARELLI "MINISTRO Gelmini, venga a San Marcello". <... di ALESSANDRO TONARELLI "MINISTRO Gelmini, venga a San Marcello". E' l'invito che la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo di San Marcello Pistoiese Maria Luisa Querques ha rivolto alla "madre" della riforma scolastica. E' avvenuto durante l'assemblea svoltasi l'altra sera e che l'altro ieri ha raccolto il "pieno" di affluenza (salone della Baccarini pieno all'inverosimile) contrariamente a quanto accadde nell'iniziativa convocata alcune settimane fa. L'iniziativa è stata di due giovani mamme residenti a Mammiano, Cristina Ferrari e Lucia Leonessi, che domani raccoglieranno per l'intera giornata firme contro il decreto sotto la loggia granducale di piazza Matteotti. All'assemblea prendevano parte, dinanzi a oltre un centinaio di genitori, i segretari provinciali di Cisl e Cgil Scuola, Cristina Zini e Franco Buralli, i quali unitamente alle promotrici dell'iniziativa hanno evidenziato gli effetti che la trasformazione in legge del decreto Gelmini determinerà, se non verranno apportate modifiche, sulle realtà scolastiche locali e nazionali, relativamente a soppressione di scuole, riduzione di personale e orario scolastico, attuazione del 'tempo pieno' e difficoltà dei Comuni riguardo a mense e trasporti scolastici. "Secondo i parametri del decreto ?ha affermato l'ingegner Maria Lucia Querques, dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo che ha sede a San Marcello e coordina l'attività delle 17 scuole di ogni ordine e grado del comprensorio - verrebbero accorpate le scuole primarie di Abetone, Cutigliano e Pian degli Ontani: il plesso di Cutigliano sarebbe in grado di accogliere queste scolaresche, ma nel caso della possibile soppressione della primaria di Campotizzoro i plessi più vicini (quelli di Maresca e San Marcello) non potrebbero fare altrettanto: sarebbe quindi necessario costruire, entro settembre 2009, una nuova scuola". DINANZI a queste ? e numerose altre - problematiche, la preside Querques ha proposto di invitare il ministro Gelmini a San Marcello, affinché possa rendersi conto direttamente della situazione. Molti altri intervenuti ? dal dottor Stefano Traversari, insegnante ed ex assessore comunale adesso delegato sindacale, alla collaboratrice vicaria della dirigente scolastica Gabriella Signorini, fino a vari genitori di alunni e studenti- hanno stigmatizzato le eventualità che potrebero essere determinate dall'attuazione del decreto Gelmini, concordando con le iniziative di sensibilizzazione e protesta che sono state esposte da un rappresentante del Comitato provinciale Genitori, a partire dalla manifestazione pistoiese di mercoledì della prossima settimana.

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QUESTA SERA alle 21 presso la sede del quartiere Oltresavio in piazza Anna Magnani (piazzale A&O)a S (sezione: Scuola)

( da ">Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 24-10-2008)

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CESENA pag. 5 QUESTA SERA alle 21 presso la sede del quartiere Oltresavio in piazza Anna Magnani (piazzale A&O)a S... QUESTA SERA alle 21 presso la sede del quartiere Oltresavio in piazza Anna Magnani (piazzale A&O)a San Mauro in Valle si tiene un incontro sul decreto del ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini in cui si affronteranno i temi dibattuti della reintroduzione del maestro unico, delle classi con 30 alunni, del voto di condotta. Interverrà come relatore Giampiero Lippi. Moderatore Daniele Magnani.

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La protesta non si placa,le facoltà in assemblea (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-10-2008)

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PRIMO PIANO FIRENZE pag. 4 La protesta non si placa,le facoltà in assemblea "Vengano pure i poliziotti, la riforma non piacea nessuno". Alta tensione ma senza scontri "VENGA pure Berlusconi con i suoi poliziotti. Se pensa di farci paura, ha sbagliato di grosso. Ci troverà tranquillamente riuniti in assemblea o a far lezione in piazza coi nostri docenti". Il giorno dopo le dichiarazione del premier ? e l'annuncio del Ministro Gelmini di inviare ispettori ministeriali anche nel nostro ateneo, ? gli studenti impegnati nelle occupazioni ostentano tranquillità. E alzano il tiro. "Certe provocazioni ci incitano solo a proseguire sulla nostra strada", concordano gli studenti. DA LETTERE a Novoli, passando per Scienze, Agraria e Architettura, il ritornello è lo stesso: "Andare avanti a testa alta". E la parola "provocazione" è quella più pronunciata dai ragazzi fiorentini. Insomma, si dà quasi per scontato che i poliziotti non verranno mai fatti entrare nelle facoltà e negli istituti superiori occupati. "La migliore risposta a questo tipo di attacco è la tranquillità ? dice uno studente di Scienze politiche ?. Noi abbiamo i contenuti dalla nostra parte. Del resto, mi pare che la persona che da tempo non può affrontare un dibattito pubblico è proprio la Gelmini. Come si presenta, piovono fischi! Questa riforma è davvero indifendibile?". Ma se il livello della protesta, in tutto l'ateneo, resta alto, fortunatamente non ci sono stati alcuni scontri tra occupanti e non. Chi temeva che l'assemblea, organizzata ieri dal consiglio di facoltà di Scienze politiche, potesse scatenare qualche diverbio tra gli studenti di destra e di sinistra, è stato smentito dai fatti. Nessun momento di tensione, ma solo un confronto tra docenti e ragazzi. Tra le varie relazioni, quella del professore di storia delle istituzioni politiche Luca Mannori, che ha fatto un intervento sul bilancio d'ateneo. "Se prima, col turnover bloccato, si incameravano i risparmi, col nuovo quadro normativo non sarà più così ? le parole del docente, che è anche membro del Senato accademico in qualità di rappresentante dell'area Scienze sociali ?. Per questo la previsione è che dal prossimo anno non si riuscirà a far rientrare il deficit". In questi giorni fioccano le commissioni. Solo Scienze politiche ne ha messe in piedi sei. E lo stesso fanno gli studenti delle facoltà occupate. Si studia la riforma, si dibatte e si pensa anche a come migliorarla. "Non stiamo certo con le mani in mano", sorride Olivia, una tra le animatrici dell'occupazione del D5 a Novoli, dove si susseguono assemblee e cineforum. A pochi metri di distanza, Azione Universitaria sventola invece la 'lettera aperta degli studenti al rettore'. "Crediamo che l'università non debba essere scambiata per un centro sociale", si legge nel documento. Sempre ieri, assemblea aperta a Psicologia, dove è stata approvata una mozione che prevede la sospensione, dal 27 al 31 ottobre, della didattica tradizionale. Il consiglio d'Architettura, oltre alle aperture serali della facoltà, ha invece deciso di destinare un pomeriggio a settimana, a rotazione nelle varie sedi, all'approfondimento sugli effetti della legge 133. Il periodico 'UniversitArea' intanto annuncia per oggi la presenza, nella Novoli 'occupata', del presidente della Regione Toscana Claudio Martini. Ma in questo clima così esplosivo, c'è anche chi pensa a trovate goliardiche. Sono quelli di Azione Universitaria, che hanno messo in vendita su E-Bay il Polo di Novoli: "Vendiamo causa studenti che fanno lezione per terra e materiali dei soffitti da cambiare, ma soprattutto per risanare il deficit economico dovuto alle politiche edilizie dell'università che altrimenti non potrebbe investire i soldi delle tasse negli stipendi dei professori". Elettra Gullè.

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Vincitori e vinti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-10-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-10-24 num: - pag: 69 categoria: BREVI Vincitori e vinti Enrico Mentana La scuola supera (di poco) il SuperEnalotto. Testa a testa nella seconda serata, con "Matrix" che parte prima parlando di occupazioni e del ministro Maria Stella Gelmini. Per Enrico Mentana 1.802.000 spettatori su Canale 5. Bruno Vespa Il SuperEnalotto superato (di poco) dalla scuola. Bruno Vespa va sui temi leggeri della fortuna, e "Porta a porta", che parte più tardi trainato su Raiuno da Raffaella Carrà, raccoglie 1.581.000 spettatori.

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PROTESTA anche a Sassuolo ieri mattina da parte (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 24-10-2008)

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SASSUOLO pag. 17 PROTESTA anche a Sassuolo ieri mattina da parte ... PROTESTA anche a Sassuolo ieri mattina da parte di alcuni studenti dell'Istituto Baggi che hanno manifestato il loro disappunto sfilando nel centro del paese. Ma contrariamente a quanto è avvenuto in molte altre piazze d'Italia, il motivo della contestazione degli studenti dell'istituto non ha nulla a che vedere con il decreto del ministro Gelmini, ma riguarda il cambiamento di orario per le lezioni scolastiche a partire dal prossimo lunedì. A questo proposito uno dei ragazzi ci ha spiegato: "Il nuovo orario, se sarà approvato, comporterebbe enormi disagi per quegli studenti che sono soliti utilizzare i mezzi pubblici per recarsi a scuola: entrata anticipata la mattina alle 7.55 invece delle attuali 8.00, uscita posticipata alle 13.25 invece delle odierne 13.22 ? e conclude ? è impensabile ipotizzare un cambio di orari nel servizio dei trasporti, quindi molti alunni dovranno chiedere permessi per entrare dopo e uscire prima, tutto questo provocherà disguidi all' interno delle classi comportando la perdita di minuti di corso". UN ALTRO giovane precisa: "Non è una questione legata ai pochi minuti di differenza con il piano studi precedente, ma il problema riguarda la decisione del consiglio docenti di 'allungare' il tempo delle lezioni in modo che i professori non siano costretti a recuperare durante il pomeriggio il monte ore di insegnamento previste nel loro contratto". Per dovere di cronaca va detto che la manifestazione di sciopero si è svolta pacificamente col chiaro intento di trovare un punto di incontro con l'amministrazione scolastica così come è avvenuto nelle scorse settimane per altre scuole superiori del comprensorio. Un altro studente esclama: "Vengo dall'appennino modenese, spero in una soluzione, altrimenti saremo costretti ad adottare l'autogestione". Andrea Antonietti Image: 20081024/foto/5081.jpg.

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NELL'ATTESA che si decidano i giochi politici in vista della prossima campag (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-10-2008)

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CHIANTI / VAL DI PESA pag. 23 NELL'ATTESA che si decidano i giochi politici in vista della prossima campag... NELL'ATTESA che si decidano i giochi politici in vista della prossima campagna elettorale per l'elezione a sindaco di Greve in Chianti, il circolo del Partito delle libertà prende nuovamente le distanze dall'operato di Roberto Migno, citato senza mai nominarlo, attuale capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale. "Affermiamo per la seconda e definita volta - si legge in una nota a firma del coordinamento comunale di Forza Italia e del direttivo del circolo grevigiano Pdl - la più ferma e severa presa di distanza da certe esternazioni del consigliere capogruppo di Forza Italia a Greve in Chianti. Riteniamo che la funzione, prima di Fi ed oggi del circolo del Pdl, sia di armonizzare le direttive nazionali del nostro partito e del nostro governo con i problemi delle realtà locali". "Nemmeno qui a Greve ? sottolineano ? sentiamo la necessità e non accettiamo atteggiamenti dipietristi ispirati evidentemente da componenti del fronte opposto". Forza Italia e circolo del Pdl, tengono inoltre a far sapere di aver letto "l'articolo su La Nazione relativo al completamento del finanziamento della biblioteca comunale. Ne siamo lieti. Riteniamo infatti la biblioteca comunale un bene per tutti. Restiamo comunque convinti che la vera soluzione sarebbe stata la sua costruzione all'interno del polo scolastico che noi proponiamo dal 1999". Inoltre, sempre in tema di scuola "ribadiamo la nostra severa critica all'uso improprio e arrogante di alcuni edifici pubblici per l'esposizione di striscioni di parte contro il decreto Gelmini. Rispettiamo ogni diritto di dissenso, ma riteniamo che gli edifici scolastici debbano rimanere neutrali". anset.

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Pdl: <Inaccettabile> Ma il Pd applaude: <Discussione civile> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 24-10-2008)

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MODENA PRIMO PIANO pag. 2 Pdl: "Inaccettabile" Ma il Pd applaude: "Discussione civile" LE REAZIONI LO SCIOPERO era nell'aria. Anche se è stato organizzato tutto all'ultimo minuto mercoledì pomeriggio. "Alcuni ragazzi me ne avevano parlato una decina di giorni fa ? ha commentato il preside del Selmi, Augusto Arienti ? poi si è concretizzato tutto ieri mattina. Gli studenti si sono organizzati per informarsi, e questo mi sembra giusto e legittimo. Sulla riforma in sè, invece, lascio che si esprimano i politici". E I POLITICI non si sono fatti di certo pregare per dire la loro. Come prevedibile, lo sciopero 'effetto sorpresa' ha scatenato un tam tam di polemiche. Partiamo dalla destra che, dalla sua, continua a parlare di "strumentalizzazione". In prima linea Andrea Leoni, consigliere regionale Pdl: "Protestare è legittimo ma deve essere garantito il diritto a chi vuole frequentare le normali lezioni di poterlo fare. Le contestazioni sulla riforma della scuola non devono intaccare la libertà di chi non le condivide. Per questo la sospensione di un servizio pubblico, oltre che illegale è civilmente inaccettabile. Invitiamo ? conclude ? gli studenti a non farsi strumentalizzare da chi, agitando il vessillo della tutela della scuola pubblica, sta aizzando e conducento battaglia politico-ideologica che rischia di distruggerla definitivamente". E proprio il Pdl invita all'Operazione verità - Tutto quello che bisogna sapere sul decreto 137 del ministro Mariastella Gelmini (lunedì 27 alle 20,30 presso Palazzo Europa, via Emilia Ovest). Relatori: onorevole Fabio Garagnani (membro della commissione scuola) e professor Gian Carlo Pellacani, rettore dell'università di Modena e Reggio Emilia. MA, SE IL PDL critica senza mezzi termini la manifestazione, il Pd ne tesse le lodi esprimendo 'simpatia e solidarità' agli scioperanti. "Anche i ragazzi e le ragazze di Modena sono scesi in piazza, assieme a insegnanti e genitori per dire no alla controriforma della scuola. Le loro ragioni ? scrive il segretario provinciale Stefano Bonaccini (nella foto) ? sono sacrosante; chiedono una scuola pubblica che abbia i mezzi per trasmettere il sapere e preparare i giovani, tutti i giovani, ad affrontare un mondo sempre più complesso e globale. Quei ragazzi erano lì per manifestare e discutere civilmente di una riforma, quella del governo, che a loro non piace. Ad un movimento così vasto e motivato, così civile nelle richieste e nei modi, non si può rispondere, come ha fatto ieri il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, agitando il manganello". "E' legittimo ? ha commentato infine l'assessore provinciale all'istruzione Silvia Facchini ? che studenti e docenti manifestino le loro preoccupazioni". Valeria Selmi.

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Di VALERIA SELMI DEFINIAMOLA così: una 'prova generale' per lo (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 24-10-2008)

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MODENA PRIMO PIANO pag. 3 di VALERIA SELMI DEFINIAMOLA così: una 'prova generale' per lo ... di VALERIA SELMI DEFINIAMOLA così: una 'prova generale' per lo sciopero anti-Gelmini del 30 (corteo da piazza Sant'Agostino a piazza Grande), proclamato dai sindacati nazionali e appoggiato, a Modena, dal Comitato in difesa della scuola pubblica. E, se i numeri non mentono, la prova è andata bene. Per gli organizzatori, si intende ("erano anni che non si organizzava qualcosa di serio"). La manifestazione improvvisata, ieri mattina nel cortile del polo Leonardo, contro il piano di riforma della scuola, ha riunito 1500 studenti (o forse di più) di Corni, Selmi, Guarini e Wiligelmo. Un sit-in di protesta in piena regola con striscioni, megafoni e catene simboliche ai cancelli. Simboliche. Niente occupazione, niente manganelli, soltanto porte d'ingresso delle scuole chiuse per tenere alla larga le 'teste calde'. Chi voleva fare lezione è entrato senza troppe difficoltà. E' stata, quindi, una manifestazione tutto sommato pacifica, animata dalla voglia di capire. Di informarsi. Rappresentanti di istituto, studenti, anche universitari, qualche insegnante, riforma alla mano, hanno parlato uno dopo l'altro per fare chiarezza sui provvedimenti. PUNTI CRITICI. A far insorgere gli studenti la parola tagli. "Il ministro Gelmini ci sta dicendo che non hanno 8 miliardi per la scuola pubblica mentre ne sborsano milioni per le banche. E' uno schifo", scandisce un ragazzo al microfono. E scatta l'applauso: "Bravo!". E, di questo passo, l'arringa continua. E' la volta, prima di un operaio metalmeccanico, poi di una insegnante che interviene sul tema delle prime sperimentali "che dal 2009 pare spariranno". E ancora l'aspetto caldo, quello dell'aumento delle tasse universitarie. E giù con i "padroni e la scuola solo per i ricchi". CONFRONTO. "Ma da quanti anni Berlusconi non frequenta la scuola?", provoca una ragazza. E tutti a chiedere dialogo, a chiedere di poter esprimere un parere su quella riforma che considerano "sbagliata, da ritirare". Dalla loro, gli studenti, ieri avevano anche un papà che davanti alla folla ha lanciato questo messaggio: "Tenete duro". "Sono contrario, ? ha spiegato questo genitore, Giuliano Manzini ? E' una riforma frettolosa, imposta; bisogna discuterne con gli addetti ai lavori e le forze sociali". STUDENTI UNITI. "Non siamo soli, dobbiamo continuare a lottare, organizziamoci". Questo l'appello rivolto al piazzale. E, se la manifestazione di ieri era soltanto 'l'antipasto', già lunedì potrebbe esserci una assemblea dei rappresentanti di istituto di tutte le scuole di Modena e provincia per fare il punto e decidere la seconda mossa. Presto detto: adesione allo sciopero del 30 per "salvare la scuola". E già ieri, nel tam tam, si rincorrevano voci che parlavano di raccolta firme e imminenti occupazioni al Tassoni e al Wiligelmo. TENSIONE. E, tra le urla, qualcuno ieri ha proposto un corteo scatenando timori per un eventuale scontro con Azione universitaria che, dalla sua, aveva messo un banchetto alla facoltà di giurisprudenza. Ma l'intervento dei rappresentanti di istituto ha riportato la calma. La Digos non è intervenuta e, prima di mezzogiorno, gli studenti si erano dispersi. Ma è solo un arrivederci... a giovedì prossimo. O forse prima. La protesta, infatti, con tutta probabilità sarà replicata già oggi, sempre al 'Leonardo'.

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GLI IMMIGRATI che non conoscono la lingua italiana non possono essere inseriti nelle classi (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-10-2008)

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LA PAGINA DEI LETTORI pag. 33 GLI IMMIGRATI che non conoscono la lingua italiana non possono essere inseriti nelle classi ... GLI IMMIGRATI che non conoscono la lingua italiana non possono essere inseriti nelle classi con gli studenti italiani, come pretende l'opposizione. E' una questione di buon senso. Sarebbero di ostacolo all'apprendimento di tutta la classe, senza trarre la pur minima acquisizione. Strumentale e faziosa è certamente ogni diversa argomentazione, pregiudiziale al ministro Gelmini e contro il suo coraggioso tentativo di una indispensabile riforma della scuola pubblica. Fortunato Berardi.

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OGNI microcosmo sociale contiene equilibri delicati che regolano l'orologio biologico d (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-10-2008)

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LA PAGINA DEI LETTORI pag. 33 OGNI microcosmo sociale contiene equilibri delicati che regolano l'orologio biologico d... OGNI microcosmo sociale contiene equilibri delicati che regolano l'orologio biologico delle emozioni e dei sentimenti. Un evento ha sconvolto questa condizione portando migliaia di persone a protestare contro la riforma Gelmini; questa protesta deve essere considerata anche un modo per accrescere la propria conoscenza, perché ha permesso ad ognuno di noi di diventare protagonista. Forse più che in altre occasioni passate si è davvero compreso quanto importante sia l'opera di ognuno nell'economia di tutti i giorni. Andrea Vivaldi.

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Le incognite di una piazza senza guida sfida in più per il Pd (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-24 - pag: 18 autore: Le incognite di una piazza senza guida sfida in più per il Pd E ra opportuno che Silvio Berlusconi correggesse le frasi incaute sull'impiego della polizia contro gli studenti contestatori. Il presidente del Consiglio lo ha fatto, sia pure secondo il suo stile: non è lui che si è espresso male, sono gli altri (in particolare i giornali) che lo hanno frainteso. Mai parlato di inviare la polizia nelle scuole. E' un copione arcinoto, ma quel che conta è la sostanza. Ora sappiamo che anche per Palazzo Chigi la strada è lastricata di prudenza e va percorsa cercando il confronto sui punti controversi della riforma Gelmini. Come del resto ha più volte chiesto il Capo dello Stato. Confronto, è ovvio, vuol dire discutere con chi non è d'accordo.E sarebbe un imperdonabile errore, da parte di Berlusconi, trasmettere l'idea che il governo di centrodestra vuole soffocare il dissenso o togliere la parola a chi si oppone. Questo errore è stato commesso con le dichiarazioni di mercoledì, ma c'è tempo per rimettere le cose a posto. Ben sapendo che gli episodi di illegalità saranno comunque repressi dalle forze dell'ordine.Tuttavia il presidente del Consiglio ha il dovere istituzionale, si potrebbe dire, di usare un linguaggio sereno e conciliante, salvo casi eccezionali: non certo di alimentare le ansie collettive. Naturalmente per far progredire il confronto civile occorre essere in due. E non è ancora chiaro, in termini politici, se ci sia qualcuno dietro il malessere degli studenti (e degli insegnanti). Senza dubbio si tratta di una minoranza. La maggior parte dei ragazzi e dei loro docenti intende studiare e rispettare il calendario scolastico. Ma è una minoranza che tende ad autoalimentarsi e a crescere, se il governo non trova gli strumenti per disinnescare sul nascere la protesta. Senza dubbio il Partito democratico ha poco a che fare con l'organizzazione e la regia strategica dei cortei e delle occupazioni. Con ogni evidenza il Pd si trova a essere non solo spiazzato da iniziative spontanee, ma anche ignorato o contestato dagli studenti. E' quindi difficile credere che ci sia un qualsiasi nesso fra chi scende in strada contro la riforma e lo stato maggiore veltroniano. Il fatto che domani sia prevista la grande manifestazione del Pd al Circo Massimo è davvero una coincidenza, anche se i fili delle diverse vicende finiranno per intrecciarsi e il capo dell'opposizione si sforzerà di salire in corsa sul treno che passa. Il punto cruciale è un altro. Quelle in corso sono le prime manifestazioni di un certo rilievo dall'inizio della legislatura. Cioè da quando, in aprile, è stato eletto il nuovo Parlamento: il primo in cui i vari gruppi dell'estrema sinistra non sono rappresentati né alla Camera né al Senato. In altri tempi Rifondazione, i Comunisti italiani e persino i Verdi sarebbero stati i naturali punti di riferimento in Parlamento dei contestatori. Oggi questa sponda è venuta meno e non è detto che sia positivo. La mancanza di una guida politica tradizionale accresce i rischi di manipolazione: già adesso gli studenti più giovani sembrano incoraggiati e istruiti dagli insegnanti più radicali. In ogni caso lo scenario che si apre presenta qualche incognita. Francesco Cossiga ieri, sul Quotidiano Nazionale, invitava a "spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio ". E aggiungeva, senza mezzi termini: "Non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche, ma nelle università". L'immagine è drammatica, ma anche di questo dovrà tener conto Veltroni domani, quando si rivolgerà alla grande folla di Roma. www.ilsole24ore.com Online "Il Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli Ha fatto bene il premier a correggersi, ora serve una prova di responsabilità da tutti.

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Mai detto polizia nelle scuole (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-24 - pag: 18 autore: Scuola. Il ministro: "Tra i contestatori c'è chi fa terrorismo" - Dilaga la protesta negli istituti superiori e nelle università "Mai detto polizia nelle scuole" Berlusconi ci ripensa: non l'ho mai neppure immaginato - Gelmini convoca gli studenti Barbara Fiammeri ROMA "Non ho mai detto polizia nelle scuole, non l'ho nemmeno pensato". Silvio Berlusconi corregge il tiro. Da Pechino, dove è arrivato per partecipare al vertice Asem, torna sull'"avviso ai naviganti" con cui il giorno prima aveva avvertito gli studenti che il Governo avrebbe fatto ricorso alle forze dell'ordine per evitare le occupazioni. Nessun dietrofront, ci tiene a far sapere: "Ho detto che chi vuole è liberissimo di manifestare e protestare ma non può imporre a chi non è della sua idea di rinunciare al suo diritto essenziale". La colpa per il premier è come sempre dei media, che stravolgono le sue parole: "Non mi riconosco nelle situazioni raccontate dai giornali, c'è un divorzio tra l'informazione e larealtà". Il presidente del Consiglio non cita più le forze dell'ordine. Piuttosto pensa "ad azioni di convincimento", anche "spiritose" per fermare le occupazioni e garantire il diritto allo studio. La protesta però monta. Gli studenti manifestano in tutta Italia. Anche a Roma, davanti al Senato, dove è in discussione il decreto Gelmini la cui votazione è stata rinviata – su richiesta dell'opposizione – a martedì. Palazzo Madama è stato circondato dalle forze dell'ordine per evitare che gli studenti si avvicinassero troppo (la manifestazione è stata dirottata su Piazza Navona). Ma il clima in aula è caldissimo. Soprattutto in mattinata. Quando il ministro dell'Istruzione prende la parola, dai banchi dell'opposizione si scatena una vera e propria bagarre (più volte il presidente Schifani è costretto a intervenire), che raggiunge l'apice nel momento in cui la Gelmini inciampa sull'accento della parola egida ("egìda", dice) suscitando anche qualche risata. Il ministro però tira dritto. Si dice pronta al dialogo e annuncia che da domani (oggi, ndr) convocherà studenti, docenti e genitori a Viale Trastevere per aprire il confronto, "a condizione che si discuta dei fatti". Fatti che invece, per il ministro,l'opposizione falsifica volutamente: "Avete messo in piedi una campagna terroristica", diffondendo "false informazioni", per avvelenare il clima "con l'obiettivo di bloccare la riforma e alimentare la piazza", denuncia la Gelmini. Parole condivise anche dal premier: "è evidente – dice Berlusconi – che le manifestazioni contro la riforma della scuola sono un pretesto della sinistra per fare una cosa contro il governo". è un'opinione condivisa da tutta la maggioranza, che fa quadrato in difesa della riforma e del ministro Gelmini. Il voto sul decreto previsto per mercoledì è fuori discussione. L'"avviso ai naviganti", lanciato da Berlusconi merco-ledì, invece non è stato accolto bene. Quel richiamo all'intervento delle forze dell'ordine, ha imposto una interpretazione autentica al premier che è stata accolta (soprattutto dentro An) più che favorevolmente. Il ministro della Difesa e reggente del partito di Fini, Ignazio La Russa aveva già precisato che l'"avviso" di Berlusconi andava letto come un monito di condanna alla violenza, "ma penso non ci sarà mai un seguito, ci starei male se ci fosse". L'obiettivo adesso è non offrire sponde all'opposizione. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, chiede alla sinistra di "evitare polemiche pretestuose e strumentali ", confermando che il premier intende garantire "sia chi vuole legittimamente manifestare, sia coloro che vogliono studiare". LA GAFFE Nel discorso della titolare dell'Istruzione l'"egida" diventa "egìda" e in Aula esplode la bagarre Contestazioni dall'opposizione INFOPHOTO FIRENZE Corteo sui ponti dell'Arno I ragazzi dell'Istituto d'arte di Porta Romana hanno inscenato un "attraversamento pedonale" lungo le strade del centro, mentre su alcuni dei ponti sull'Arno sono apparsi striscioni come"L'università nonè in vendita"( nella foto). Lunedì non stop di 24 ore tenuta da docenti in varie piazze cittadine ANSA GENOVA Il "funerale" della scuola Gli organizzatori del Festival della Scienza, iniziato ieri, hanno annunciato di voler dedicare una giornata alle proteste contro i piani del ministro Gelmini. Sempre nel capoluogo ligure, gli studenti hanno rispolverato la metafora funebre, sfilando in un corteo-funerale lungo le strade vicine ai poli universitari ( nella foto sopra), con tanto di elogio"alla dolente università sepolta viva nelle profondità dell'ignoranza" INFOPHOTO COSENZA Pietre contro un istituto Nel corso di una manifestazione promossa dagli studenti degli istituti superiori ( nella fotoa fianco) lanci di pietre e di bottiglie vuote contro un istituto scolastico. Danneggiati i vetri delle finestre.

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Università (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-24 - pag: 19 autore: Università. La Crui: non si perda di vista il vero obiettivo, la riconsiderazione dei tagli I rettori: ora abbassare i toni Alessia Tripodi ROMA Puntare alla sostanza e abbassare i toni. Evitando i blocchi della didattica. è l'auspicio della Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane che, all'indomani della giornata campale per gli atenei, ha approvato una mozione per sottolineare la necessità che "il tono del confronto non venga esasperato, facendo perdere di vista l'obiettivo del buon funzionamento dell'università e della ricerca, pur in un contesto di grande problematicità ". I rettori non hanno intenzione di limitare "gli spazi per il libero confronto con e tra gli studenti", ma sono convinti che ciò debba avvenire "senza interrompere le attività di didattica e ricerca" e sottolineano "l'importanza dell'autorevole presa di posizione del Presidente della Repubblica". Smentite, poi, le voci di possibili scissioni. "Non si sta lavorando per una seconda Crui" ha precisato Enrico Decleva, presidente della Conferenza, riferendosi alla recente proposta di "patti di stabilità" per gli atenei avanzata dai 13 rettori aderenti all'Aquis (Associazione per la qualità delle università italiane statali), un programma "del quale si è parlato in assemblea, ribadendo, però, che la Crui ha la rappresentanza istituzionale unitaria degli atenei". Nella mozione approvata ieri i rettori rinnovano l'impegno per il "rapido avvio di interventi legislativi " rispetto ai temi della valutazione, della governance, del reclutamento e dello stato giuridico dei docenti, del dottorato di ricerca e della formazione degli insegnanti, del diritto allo studio e del trasferimento tecnologico. Questioni già sollevate nel documento Crui del 25 settembre, e che ora attendono il confronto con il piano annunciato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "Stiamo aspettando dal ministero le linee guida che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni" ha detto Decleva, spiegando che "c'è un problema di provvedimenti legislativi per i quali il ministro deve verificare le condizioni in Parlamento". Non ultimo, poi, il nodo risorse. Il documento ribadisce "l'urgenza " di una "riconsiderazione delle condizioni finanziarie determinate dai provvedimenti del Governo", che "dal 2010 porterebbero a situazioni del tutto insostenibili per il sistema".

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Veltroni: Cavaliere inaffidabile ma bene la smentita (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-24 - pag: 18 autore: "Il 25 corteo pacifico e di proposta" Veltroni: Cavaliere inaffidabile ma bene la smentita Lina Palmerini ROMA Nessuna sorpresa in casa del Partito democratico: è ormai ben noto il copione del premier che prima parla e poi si smentisce. Tant'è che l'opposizione ieri è stata pronta a fornire alla stampa il discorso sbobinato, parola per parola, di Silvio Berlusconi in cui parla di mandare le forze dell'ordine dentro le scuole. Addirittura Dario Franceschini chiede che i telegiornali rimandino in onda la conferenza stampa del premier per dimostrare agli italiani "l'inaffidabilità" del presidente del Consiglio le cui "capacità di smentire se stesso ormai non fanno più nemmeno sorridere ". Ma sarà Walter Veltroni, ospite del programma di Miche-le Santoro, a dirsi "contento che il premier abbia smentito ma amareggiato per il Paese che ha un capo del Governo che smentisce ciò che dice dopo 20 minuti ". Il segretario Pd teme che quelle parole possano spingere "un movimento pacifico verso una radicalizzazione". Le proteste della scuola si saldano, temporalmente, con la manifestazione di sabato del Pd a Roma. E questo da un lato preoccupa il partito sulle tensioni che potrebbero scaricarsi sui due cortei, dall'altro – però – la scuola diventerà un traino per portare in piazza professori e studenti. Già ieri i senatori democratici hanno lasciato Palazzo Madama per andare incontro agli studenti che manifestavano davanti al Senato chiedendo il ritiro del decreto Gelmini. L'accoglienza ricevuta,per la verità, non è stata delle più calorose. Si sono sentiti fischi e urla di chi diceva "non ci rappresenta nessuno; no alle strumentalizzazioni; fuori Rifondazione". Già perché oltre alla sfilata dei senatori Pd – che dalla mattina si sono avvicendati per parlare con gli studenti – è arrivato pure il segretario del Prc Paolo Ferrero. Tutti a spiegare come l'opposizione stia provando a bloccare il decreto con l'ostruzionismo e ad aprire un varco al confronto come chiesto dal Quirinale. Ma, appunto, hanno rimediato più fischi che consensi. Qualche sorpresa, intanto, arriva dall'Italia dei Valori. Per la prima volta ha messo in minoranza il suo leader, Antonio Di Pietro,che l'altroieri aveva chiesto al suo partito di esprimersi a favore di uno strappo con il Pd. Discussione che gli si è ritorta contro,visto che i "suoi"gli hanno dato l'altolà confermando invece la volontà di mantenere l'alleanza con Veltroni. Insomma, anche dentro l'Idv comincia una fronda contro la linea della competizione contro i Democratici tenuta dall'ex Pm. Nel partito, naturalmente, minimizzano come fa Massimo Donadi che racconta: "L'alleanza con il Pd per noi rimane. E lo dimostra il fatto che sabato 25 saremo alla manifestazione. Di Pietrosi è presentato alla nostra riunione affermando che era arrabbiato per gli attacchi di Veltroni e che, se avesse seguito il suo istinto, avrebbe rotto. Ma ha aperto il dibattito nel quale è emerso che era meglio non sfasciare il rapporto con il Pd ". Oggi è un giorno chiave per sbloccare la partita sull'Abruzzo: il Pd ha offerto a Udc e Idv di convergere su un candidato della società civile e fare un fronte unico. E da questa partita potrebbe sciogliersi o complicarsi pure la vicenda della Vigilanza Rai. Ora però l'attenzione è tutta concentrata sulla piazza di domani e nel dare l'immagine di una manifestazione di "proposte " e non di "caciara". Al centro dell'intervento di Veltroni ci saranno salari e pensioni, le misure a favore delle piccole e medie imprese, il ritiro del decreto sulla scuola. Al corteo si troveranno banchetti per raccogliere le firme contro il lodo Alfano – ci sarà Arturo Parisi – mentre Rosy Bindi si batterà contro la legge elettorale europea, "l'euro- porcata" del Pdl. DI PIETRO CONTESTATO Nell'Idv cresce il disagio per la linea di contrapposizione frontale ai Democratici. Donadi: "Per noi l'allenza rimane, presenti sabato".

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Scadenza il 31 ottobre, decreto blindato al Senato (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-24 - pag: 19 autore: Riforma Gelmini. Nessun margine sugli emendamenti per evitare la decadenza Scadenza il 31 ottobre, decreto blindato al Senato Via al "modulo" di 24 ore, il tempo pieno rinviato ai regolamenti Luigi Illiano ROMA Continua in Senato la marcia "blindata" del decreto legge Gelmini sulla scuola che dovrà essere approvato entro il 31 ottobre, oppure decadrà.Il disco verde – definitivo –dell'aula di Palazzo Madama dovrebbe scattare mercoledì 29 ottobre. Ieri l'Aula ha completato l'esame dei primi tre articoli. Gli emendamenti (tutti dell'opposizione) sono stati respinti. E identica sorte toccherà a tutti gli altri. L'assemblea tornerà a occuparsi del provvedimento martedì 28 ottobre. Il decreto è uno dei documenti contro il quale si scagliano le contestazioni di questi giorni. Tra i punti più controversi c'è il ritorno del maestro unico alle elementari ( da settembre 2009)e l'applicazione del tempo pieno. La questione più importante che il decreto legge lascia aperta è quella del tempo scuola e del rilievo che debbono avere le classi funzionanti per 24 ore settimanali e affidate a un unico insegnante, cosi come previsto nel decreto. Per quanto riguarda il tempo pieno, va sottolineato che – nei fatti – la questione riguarda quattro o cinque regioni del CentroNord, altrove si tratta di un modello quasi ignorato. Il testo si occupa solo del nuovo modello organizzativo e non risulta chiaro se quello da 24 ore sarà il più ricorrente, affiancato dalle attività aggiuntive e dal tempo pieno o se si tratta di un'ulteriore proposta da aggiungere a quelle già funzionanti. Il decreto si limita ad affidare al ministro dell'Istruzione il compito di approvare un successivo regolamento che tenga conto "delle esigenze, correlate alle domande delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola ". Le prime indicazioni su quanto stabilirà il regolamento sono già individuate dal piano programmatico di applicazione della "manovra d'estate". Piano che prevede come orario "privilegiato " quello di 24 ore settimanali con un maestro unico. Resta anche la possibilità delle 27 ore e quella delle 30 ore "nei limiti dell'organico assegnato,integrato con le risorse disponibili presso le scuole ". Nel piano programmatico è anche scomparsa la denominazione " tempo pieno", sostituita dalla possibilità di istituire "una estensione delle (30) ore di lezione pari a un massimo di 10 ore settimanali, comprensive della mensa". Quest'ultimo riferimento sembra preannunciare un ritorno della riforma Moratti, che l'ex ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, aveva modificato tornando al vecchio modello della classe funzionante per 40 ore settimanali, affidata a due insegnanti. A garantire che il maestro unico non sarebbe destinato a restare solo è stato lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mercoledì scorso in conferenza stampa: "Sarà un maestro prevalente, perché sarà affiancato da un insegnante di inglese e da quello di religione". Un po' nebulosa sembra essere la vicenda del pagamento delle ore eccedenti: il contratto dei docenti elementari prevede 22 ore settimanali di lavoro, mentre il decreto ne indica 24. Il decreto stabilisce che nel 2009 le ore in più saranno pagate attingendo al fondo di istituto delle singole scuole che dovrà essere reintegrato. Poi ci sarà una successiva trattativa sindacale. Sulla vicenda ieri il Senato ha respinto, con 155 voti contrari, 112 a favore e nessun astenuto, la richiesta di non passaggio all'esame degli articoli del decreto sulla scuola. Richiesta presentata dal Pd perché per il maestro unico non ci sarebbe la copertura finanziaria al decreto per 20 milioni di euro. Meccanismo sul quale sono stati già espressi dubbi dalla commissione Bilancio della Camera e dal servizio Bilancio del Senato, per il quale "la norma prevede che gli effetti finanziari in questione saranno verificati dopo l'entrata in vigore". Accesso negato a Palazzo Madama. Il corteo di studenti dall'Università La Sapienza è arrivato ieri fino alle porte del Senato, dove è stato bloccato ANSA.

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Scuola, parte la rivolta delle mamme (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

La protesta contro il decreto Gelmini. Ieri in Comune la prima assemblea del movimento nato a Colle pineta Scuola, parte la rivolta delle mamme Maestro unico e tempo pieno: il 30 novembre i genitori in piazza.

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Parte dai genitori la protesta pescarese contro il decreto Gelmini. Se all'università in viale (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Di GIUSEPPE RECCHIA Parte dai genitori la protesta pescarese contro il decreto Gelmini. Se all'università in viale Pindaro tutto tace e gli studenti delle superiori si stanno ancora organizzando, i primi a scendere in campo sono le mamme e i papà degli alunni della scuola primaria, che si sono riuniti in un coordinamento cittadino e ieri pomeriggio hanno organizzato un incontro nell'aula consiliare del Comune che ha fatto registrare il tutto esaurito. Nato infatti su iniziativa di alcune mamme della scuola elementare "11 febbraio '44" di Colle pineta, il movimento ha raccolto strada facendo le adesioni di genitori e docenti di tutta la città. "Abbiamo riscontrato una forte volontà di mobilitazione - racconta una delle promotrici, Stefania Frullini - e si è allora pensato di creare un comitato aperto a tutti coloro che operano a vario titolo nel mondo della scuola, dagli istituti primari all'università. Stiamo programmando un'iniziativa unitaria per la metà di novembre". Le ragioni del malcontento riguardano la reintroduzione del maestro unico e i tagli al tempo pieno, per arrivare alla riduzione degli organici fino all'ipotesi di classi ponte. Una piccola rivoluzione partita dal basso, dalla rabbia di alcuni genitori, ma che pare già aver sortito i suoi effetti. All'incontro arrivano i rappresentanti di quasi tutti gli istituti superiori della città: "Di occupazioni per ora non si parla - dice una di loro - ma domani chiederemo al prefetto l'autorizzazione per sfilare in corteo il 30 ottobre prossimo, giorno dello sciopero generale del settore scuola". L'aula consiliare è gremita di professori di ogni ordine e grado: "Dovremmo occupare le scuole elementari con i bambini al seguito - si lascia scappare un'insegnante di scuola media - perché questa riforma compie un salto all'indietro, riportandoci a vent'anni fa". Il movimento incassa naturalmente anche consensi sindacali e politici. "Noi ci sentiamo parte integrante di questa protesta - spiega il segretario provinciale Cgil, Paolo Castellucci - perché la riforma è un attacco al cuore della scuola pubblica studiato solo per fare cassa sulla pelle di migliaia di lavoratori: nella sola provincia di Pescara sono previsti 600 posti in meno nei prossimi tre anni". Umberto Coccia della Cisl ricorda che "la riforma del '90, che ha abolito il maestro unico, è stata approvata dopo dieci anni di sperimentazione e ha reso la scuola elementare italiana tra le migliori in Europa". Il capogruppo del Pd al Comune, Moreno Di Pietrantonio, ha annunciato un consiglio comunale straordinario sul tema la prossima settimana, mentre l'onorevole Carlo Costantini, in una nota, punta il dito contro la prevista chiusura di molti plessi scolastici: "I numeri sono spaventosi. La riforma varata comporterà per l'Abruzzo la chiusura di decine di scuole, anche istituti superiori di Pescara, ma soprattutto delle strutture dei piccoli Comuni, costringendo le famiglie all'esodo verso i grandi centri urbani".

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Scuola in agistazione anche a Castel Ritaldi: per la prima volta in assoluto la scuola del capoluogo (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

È scesa in sciopero per dire no alla proposta di riforma della didattica voluta dal ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Un corteo spontaneo, colorato e festoso si è mosso di buon mattino dalla sede centrale dell'Istituto Comprensivo "G. Parini" e ha sfilato lungo viale Martiri della Resistenza fermandosi in piazza Santa Marina.

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Stato di agitazione permanente: anche l'Università della Tuscia si mobilita contro la rifo (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Rma Gelmini. Numerose le assemblee che si sono succedute in questi ultimi giorni, allo scopo di individuare una linea di azione di protesta comune tra le diverse facoltà dell'ateneo viterbese. Dopo l'assemblea di ieri l'altro degli studenti della facoltà di Conservazione dei beni culturali, a cui ha preso parte anche il rettore Marco Mancini, ieri a mobilitarsi è stata Agraria. Martedì prossimo, poi, assemblea di ateneo presso il rettoraro. Per continuare, quindi, mercoledì con un corteo per le vie della città sulla cui organizzazione la rappresentanza studentesca sta lavorando in questi giorni. Obiettivo della mobilitazione, il ritiro del decreto 133. Nel mirino di studenti, docenti, ricercatori e persino rettori, la possibilità che le università vengano trasformate in fondazioni. Ipotesi dietro la quale, molti di coloro che stanno protestando, vedono in realtà la volontà del Governo di privatizzare gli atenei pubblici. In gioco, insomma, ritengono ci sia il diritto allo studio.

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Negato il diritto allo studio (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 24-10-2008)

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Stampa L'EDITORIALE Negato il diritto allo studio In appena tre ore, quando si dice il genio, il Pd ha predisposto sulla scuola un controdossier su "tutte le bugie del premier". Ma nella conferenza stampa improvvisata al riguardo, è stato Walter Veltroni a raccontare fandonie in quantità industriali. Stracciandosi ad arte le vesti, ha manifestato il suo turbamento - pare di vederlo - per le "parole gravi del presidente del Consiglio". Che, a suo opinabile avviso, ha voglia di soffiare sul fuoco. Ha denunciato Berlusconi quale responsabile di radicalizzare la situazione e di trasformare un fatto sociale in un problema di ordine pubblico. Ha chiesto il ritiro della riforma Gelmini. E ha concluso che il dissenso va garantito. I ragazzi del coro non sono stati da meno. Così il vice di Veltroni, Franceschini, ha opposto un sonoro no alla violenza. Il redivivo Bertinotti, novello Lapallisse, ha affermato che "il conflitto è vita". Di Pietro ha indicato nel premier nientemeno che "il mandante di una nuova strategia della tensione". Il rifondarolo Ferrero ha detto addirittura "no a Berlusconi-Bava Beccaris". L'ex prefetto Serra ha osservato che le manifestazioni studentesche non possono essere concepite come un problema di ordine pubblico. Dulcis in fundo, il direttore di "Repubblica", Ezio Mauro, è arrivato alla fulminante scoperta, perbacco, che il dissenso non è un reato. segue a pag. 5.

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ROMA - La ragazza con il maglione viola afferra il megafono e grida vogliono tagliarci il futu (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA - La ragazza con il maglione viola afferra il megafono e grida "vogliono tagliarci il futuro, ma noi lotteremo per impedirglielo". La tv ha appena rilanciato la smentita di Berlusconi sulla polizia nelle università, quando alla spicciolata continuano ad arrivare davanti a Palazzo Chigi. All'inizio sono alcune centinaia. Decidono di raggiungere il Senato, mentre gli sms rimbalzano dalle aule occupate alla piazza, da un capo all'altro di Roma. Un'altra giornata di protesta, un'altra giornata di blocchi e cortei in tutta Italia, lezioni in piazza e mobilitazione. E le occupazioni aumentano. Roma si paralizza per gli studenti che protestano davanti ai palazzi del Potere. Il corteo improvvisato si ingrossa. "Siamo 50 mila", dicono i manifestanti. C'è un momento in cui si fronteggiano con la polizia. Qualche minuto di tensione, poi il corteo riparte. Sotto Palazzo Madama i ragazzi fischiano contro i senatori, anche a quelli del Pd. Gli universitari della Capitale non stanno a guardare: alla Sapienza l'ultima occupata è la facoltà di Ingegneria, la sede di San Pietro in Vincoli. Stessa forma di protesta alla facoltà di Scienze di Roma Tre. Trecento manifestazioni dal primo ottobre, 150 scuole occupate e 20 facoltà universitarie occupate, questo il bilancio fatto dal Viminale in serata. Negli atenei e nelle scuole la tensione resta alta. La linea dura di Berlusconi, che due giorni fa ha parlato di forze dell'ordine contro le occupazioni, non si cancella con la smentita fatta dalla Cina ("mai detto nè pensato alla polizia"), nè la frenata di Maroni ("non ci saranno mai irruzioni a catena") riesce a placare gli animi. Così il Viminale decide di "tenere costantemente aggiornato il quadro informativo", visto che vi sono "elementi di fluidità" e una "permanente analisi delle ipotesi di rischio". Alla riunione presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano ha partecipato il capo della polizia Antonio Manganelli. "Privatizzazione della scuola e dell'università, tagli ai finanziamenti, riduzione delle ore di lezione e smantellamento dell'istruzione pubblica" sono tra le principali accuse mosse dai manifestanti. Come nel Sessantotto e nel Settantasette in campo ci sono i rossi e i neri. Dopo il tentativo di "repressione" si muove anche la destra estrema. Le associazioni studentesche legate a Forza Nuova dichiarano di ribellarsi "alla logica dei manganelli" e si preparano a scendere "in prima linea per difendere la natura pubblica dell'istruzione". Intanto l'università e la ricerca si preparano a una giornata di sciopero generale, il 14 novembre, in attesa delle linee-guida annunciate dal ministro Gelmini. I sindacati Confederali, comunque, si sono dichiarati disponibili a revocare lo sciopero "qualora il Governo apra un tavolo di confronto sul tema università". Anche i genitori vivono giorni di ansia. "Per non aver paura" un gruppo ha scritto una lettera aperta a carabinieri e poliziotti. "I nostri figli sono in piazza insieme a voi e non contro di voi", assicurano. E aggiungono: "La democrazia è uno splendido fiore ma è coltivato in un vaso di cristallo: non rompetelo". A. Ser.

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Studenti in piazza, uniti, quelli delle scuole superiori e delle Università, che ieri p (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 24-10-2008)

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Di ALESSIA MARANI Studenti in piazza, uniti, quelli delle scuole superiori e delle Università, che ieri pomeriggio, si sono ritrovati insieme a protestare contro il decreto Gelmini sotto Palazzo Madama, la sede del Senato dove era in discussione il contestato provvedimento. Sale, intanto, la febbre delle occupazioni. Ieri ingresso off-limits al Virgilio, al Malpighi (occupazione questa rivendicata da Lotta Studentesca, vicina a Forza Nuova), all'Avogadro e all'Istituto professionale Matteucci (queste due di Azione Studentesca). Proseguono - fa sapere l'Unione degli Studenti - le occupazioni al liceo Tasso di via Sicilia, all'Artistico De Chirico di Cinecittà, al Marco Polo di Monterotondo. Mentre, la polizia è intervenuta per sgomberare gli occupanti della succursale del Nomentano. "È arrivata una volante - dice Matteo, studente del quinto anno - all'inizio abbiamo temuto l'atto di forza. I due agenti, invece, ci hanno detto semplicemente che era meglio che lasciassimo l'edificio e visto che iniziava l'occupazione in centrale, siamo andati via". È stato occupato il quinto piano della succursale del Carducci; all'Orazio si fa autogestione, al Kant assemblea, così come all'Archimede. Ieri si sono susseguite senza stop le riunioni e le assemblee straordinarie degli studenti per decidere se, e come, appoggiare le prossime giornate di mobilitazione nazionale, in primis lo sciopero generale della scuola di giovedì prossimo. Una giornata rovente quella appena trascorsa. E anche per oggi sono in calendario assemblee e piccoli cortei; persino una nuova "notte bianca" di protesta presso un'elementare, la Saffi a San Lorenzo. Ieri, centinaia di studenti si sono ritrovati a sfilare spontaneamente in diverse parti della città, fino a convogliare sotto Palazzo Madama, dove, nel pomeriggio, sono arrivati anche gli universitari. I cortei dei liceali hanno prima attraversato le strade di Primavalle (erano gli alunni dei licei Pasteur, Cartesio, Gassman, Tacito e Einstein) e di San Giovanni (il Russel, Gullace, Newton, De Chirico e il Margherita di Savoia). Quindi, da Vigna Murata si sono mossi i ragazzi del Peano seguiti dagli studenti del De Pinedo, Levi e del Roma 1. " All'occupazione arriveremo solo se sarà necessario - dicono Roberto, rappresentante del Peano, e Daniel, del classico Albertelli - Preferiamo forme legali, ma che facciano sentire la nostra voce". "Bisogna che il Governo dialoghi con questi ragazzi", sottolina un gruppo di docenti. Momenti di tensione quando gli universitari ha tentato di raggiungere il Senato attraverso Corso Rinascimento, chiuso dalla polizia. Un piccolo corteo si è formato anche "a ritroso" verso La Sapienza, causando disagi al traffico. Nel pomeriggio hanno sfilato gli studenti superiori del IX e X Municipio, a Cinecittà.

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FANO - Palazzo San Michele prima e dopo il restauro. Come se f (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Di OSVALDO SCATASSI FANO - Palazzo San Michele prima e dopo il restauro. Come se fossero due cose diverse, si fa per dire, tanta la bellezza che i lavori hanno restituito a questo edificio quattrocentesco, nato per ospitare i trovatelli e per tanti anni abbandonato a sua volta. Una bruttura dietro la principale porta d'ingresso a Fano, l'arco d'Augusto, che ora è stata cancellata. Da lunedì 10 novembre il palazzo ospiterà gli studenti iscritti al corso di Economia, che si trasferiranno da palazzo De Cuppis, attuale sede provvisoria."Si studierà in ambienti in cui la storia è ancora molto presente", afferma Fabio Tombari, il presidente della Fondazione Carifano, l'ente che ha finanziato il restauro dell'edificio, con il contributo della banca Carifano. E in effetti, per restare al tema della storia ancora presente, in alcune aule le antiche mura romane sono a vista. La soprintendenza ha infatti voluto la rimozione dell'intonaco dalle pareti antiche.L'intervento è stato presentato ieri ma il taglio del nastro ufficiale è in programma tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre, forse con il ministro Mariastella Gelmini . Una delle stanze da inaugurare, proprio quella dell'incidente, è stata intitolata a Gianfranco Bartolucci, che nel San Michele perse la vita sul lavoro. Restaurare l'edificio è costato 2 milioni e 600.000 euro. La Fondazione l'ha acquistato dal Comune, in cambio del De Cuppis, e ora il palazzo sarà affidato a Fano Ateneo per i due corsi universitari: Economia e Biotecnologie. La proprietà manterrà per sé una sala al piano terra, per farne un locale espositivo, e l'adiacente chiesa di San Michele come spazio per convegni, reso prezioso dall'altare in marmo e dalla pala attribuibile alla scuola di Raffaellino dal Colle.Molta la tecnologia, comunque presenza discreta: gli indispensabili allacci per i computer, l'antenna wireless per il collegamento in diretta con l'Università di Urbino, la portineria con controllo video su tutti gli accessi, anche una stanza di sicurezza per la ricerca su alcuni tipi di batteri. E poi soluzioni con cristallo e luci particolari per valorizzare gli ambienti più suggestivi: le aree archeologiche, il cortile interno. Bellissime le due corti e le logge. La biblioteca sarà nella sala San Michele, a suo tempo una culla della cultura fanese.Ora la Fondazione Carifano punta a realizzare una foresteria e ad acquistare le case popolari al confine con il cortile interno, per adibirle a laboratori di ricerca. "Spero - conclude Tombari - che gli spazi lasciati liberi a palazzo De Cuppis non siano utilizzati per altri uffici comunali e che si dia inizio al progetto per ampliare il museo civico". Intanto questa mattinaalle 10 la Fondazione inaugurerà al lago Vicini il nuovo Centro di educazione ambientale gestito da Argonauta.

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Favorevoli a forme di protesta democratiche, fermamente contrari a manifestazioni che impediscono a (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Chi lo desidera di esercitare il diritto allo studio, il fronte dei presidi romani si schiera compatto contro le occupazioni che da giorni si stanno allargando a macchia d'olio in decine di istituti romani. "La scuola è un luogo di dialogo e confronto - dice il preside del Visconti, Rosario Salamone - e come tale non può consentire limitazione degli spazi di libertà dei docenti o degli studenti. Bloccare la didattica equivale a interrompere il canale di questo confronto, necessario e indispensabile". I dirigenti scolastici, pur solidarizzando con tutti quegli studenti che in questi giorni organizzano assemblee per discutere della riforma Gelmini, sono convinti infatti "che esistano modi molto più civili per manifestare un dissenso". "Occupare una scuola in un momento storico come questo non ha senso - dice il preside del Russell, Dario De Luca - E' una forma di protesta vecchia e superata. La scuola deve essere un luogo aperto a tutti. Anche a chi non vuole protestare. Certo, le istituzioni hanno le loro responsabilità , forse tutto questo si poteva evitare, ma non è necessario mettere in piedi azioni distruttive, bloccando le lezioni". Perché anche se il confronto di idee è sacrosanto, "è assolutamente impensabile impedire a chi vuole rimanere fuori da questa protesta di andare a scuola", ripetono i presidi. "Fermare la didattica vuol dire interrompere il servizio pubblico - afferma il dirigente dell'Aristofane, Claudio Salone - Per questo sono assolutamente contrario alle occupazioni, così come trovo assurdo ipotizzare l'intervento delle forze dell'ordine, perché credo spetti a dirigenti scolastici prendere le misure necessarie per ristabilire l'ordine a scuola. Ci sono tanti altri modi di manifestare. Modi più costruttivi. Stamattina ad esempio i miei studenti faranno lezione al Pantheon con i professori ed esamineranno insieme il decreto Gelmini". E aggiunge la preside dell'Augusto, Clara Reck: "Che senso ha fermare le lezioni? Le occupazioni erano nate sotto altre condizioni politiche, oggi hanno perso di significato. Bisogna pensare ad altre forme di protesta, magari coinvolgendo in discussioni e assemblee anche chi la pensa diversamente". Un no fermo al blocco della didattica nelle scuole arriva anche da parte delle famiglie: "Siamo favorevoli a scioperi e assemblee - dice Donatella Poselli, presidente dell'unione italiana genitori - perché manifestare pacificamente fa parte del normale esercizio delle libertà costituzionali e di democrazia. Ma non tolleriamo occupazioni che impediscono anche a chi non vuole manifestare di seguire le lezioni. Chiediamo ai presidi di assumersi responsabilità laddove avvengano forme di protesta estreme". Ve.Cur.

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Ha deciso di scrivere ai suoi studenti e alle loro famiglie perché crede nella scuola c (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Di VERONICA CURSI Ha deciso di scrivere ai suoi studenti e alle loro famiglie perché crede nella scuola come "palestra di democrazia". Ribadendo che all'interno del suo istituto non potranno mai essere tollerate "occupazioni e autogestioni che limitano le libertà altrui". Mario Rusconi, dirigente scolastico del liceo Newton, non era mai dovuto arrivare tanto. A prendere carta e penna per ribadire che "la scuola, la sua scuola, non è degli studenti o dei docenti, tantomeno del preside. Ma della comunità e di tutta la società civile che ne deve beneficiare senza esclusività di alcuno". "Per cinque anni sono sempre stato indenne da qualsiasi forma di occupazione - spiega - finché ieri mattina alcuni studenti della succursale si sono presentati davanti alla sede centrale di viale Manzoni incitando i 600 ragazzi che erano a lezione ad abbandonare le aule per seguirli in una manifestazione anti Gelmini davanti al Senato". Una protesta a cui il dirigente del Newton, che è anche vicepresidente dell'associazione italiana presidi, non ha aderito consentendo solo agli alunni maggiorenni di uscire dalla scuola. Il perché della sua decisione "criticata da molti alunni", lo ha scritto in una lettere indirizzata a tutto il corpo scolastico: "una sorta di regolamento interno di corretto e civile comportamento". "Ho sempre creduto nello sciopero come diritto - spiega - e proprio per questo non posso tollerare l'occupazione come forma di protesta perché ritengo sia lesiva per gli altri studenti. Ho ritenuto necessario informare i ragazzi su quale sia il pensiero della nostra scuola". "Per prima cosa - è scritto nella lettera - se vuole scioperare, lo studente potrà partecipare alle manifestazioni democraticamente indette non presentandosi in classe ed assumendosi la responsabilità del suo comportamento (anche avvertendo i propri genitori e presentando l'indomani la giustificazione per l'assenza). Il Liceo Newton non è a disposizione di eventuali occupazioni o autogestioni". "Da anni - spiega il preside - abbiamo creato i "luoghi della discussione", aperti alle problematiche giovanili, con la collaborazione attiva di tutti gli studenti, senza censure se non quelle basate sulle norme o sul buon gusto. Da noi, sono venuti personaggi e persone meno famose di ogni tendenza culturale, politica, artistica. La scuola come la intendiamo noi è una palestra di democrazia, basata sul confronto civile, sia pure aspro, critico e tagliente. Purché, però, si rispettino le regole della democrazia". " Questa scuola - prosegue il dirigente - non è a disposizione della destra o della sinistra politiche, è un bene di tutti e risponde ai dettami della Costituzione e della Repubblica, garantendo rispetto e legalità, partecipazione e formazione, soprattutto per chi ha meno come provenienza socioculturale o etnica.E proprio sulla base di questi assunti non possiamo consentire limitazione degli spazi di libertà dei docenti o degli studenti". "Non può, poi, prestarsi all'inganno educativo che tutto sia consentito e privo di conseguenze. Chi occupa e interrompe un servizio pubblico - conclude Rusconi - commette un reato. Che non può e non deve essere tollerato".

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Nautico, Ipsia, e Benincasa con le valigie pronte. La Provincia lancia le prime idee di riorganizzaz (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 24-10-2008)

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Ione degli istituti superiori, per mettersi in regola con le direttive del ministro Gelmini. Ieri l'incontro dell'assessore provinciale all'edilizia scolastica Maurizio Quercetti con i dirigenti degli istituti superiori ha dato le prime indicazioni sulle intenzioni della Provincia. Le scuole con meno di 500 iscritti sono da accorpare secondo il ministero e la mappa dell'istruzione in città viene scossa da un terremoto. Tre gli istituti che cadono sotto la soglia dei 500 studenti. L'istituto d'arte Mannucci, con 455 iscritti, sarebbe accorpato al Liceo Classico Rinaldini, quindi senza cambiare sede. Discorso diverso per il Nautico Elia Onesti, che con 425 studenti potrebbe trasferirsi dal porto storico a Torrette, diventando una branca dell'Itis Volterra. L'istituto tecnico commerciale Benincasa ed i suoi 401 studenti potrebbero dividere i banchi con il Vanvitelli-Stracca-Angelini. Da ultimo si libererebbe anche la sede dell'Ipsia in via Curtatone, destinato secondo i piani della Provincia a trasferirsi nella nuova "cittadella" scolastica in costruzione a Passo Varano, dove condividerà gli spazi con l'Ipc Podesti e con gli uffici del centro provinciale per l'impiego. Quercetti discuterà il progetto di riorganizzazione con i Comuni interessati della provincia, prima di tornare al tavolo con i dirigenti scolastici. Dirigenti che hanno colto l'occasione dell'incontro per manifestare tutta la propria contrarietà alle direttive ministeriali. E.Ga.

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Volantinaggi e assemblee contro il decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 24-10-2008)

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FAENZA pag. 15 Volantinaggi e assemblee contro il decreto Gelmini Promossi dai 'Genitori insieme per la scuola' Giuseppe Toschi, Nicola Degli Esposti e Luca de Tollis all'incontro sulla scuola organizzato dal Partito Democratico faentino A FAENZA è nato un 'Comitato genitori insieme per la scuola', contro la riforma scolastica attuata dal recente decreto Gelmini. A coordinarlo è Paola Benini, docente di scuola media a Castel Bolognese. "L'idea è partita da una ventina di persone, ma si sta allargando a macchia d'olio e molte altre decine di genitori si stanno avvicinando a noi ? dice la responsabile - Chiaramente, il Comitato è appena nato e non sono state ancora fatte ufficialmente le sottoscrizioni. Intanto, però, affrontiamo l'emergenza: stiamo facendo volantinaggio nelle scuole faentine, dove organizzeremo quattro assemblee: il 3 novembre all'istituto Martiri di Cefalonia, il 4 alle Tolosano (da confermare), il 5 alle Strocchi ed il 7 all'Europa. Le assemblee si svolgeranno alle 21, saranno presieduti da un genitore e proporranno interventi di dirigenti scolastici e pedagogisti". Diverse rappresentanti del neonato "Comitato genitori insieme per la scuola" erano presenti mercoledì sera nell'auditorium di S.Umiltà, all'affollato incontro sulla scuola organizzato dal Pd di Faenza. Circa 150 persone, fra insegnanti, studenti e genitori, hanno seguito il dibattito coordinato dal segretario comunale del Pd, Luca de Tollis. All'incontro è intervenuto anche il sindaco Claudio Casadio: "Per la prima volta dopo le ultime elezioni ? ha detto ? il Governo si trova di fronte ad un'opinione pubblica contraria. I cittadini hanno capito che non si può pensare ad un futuro per l'Italia, se non si investe sui giovani e sulla scuola. Su questo argomento si sta saldando un'alleanza composita, di mondi diversi. E di fronte ad una mobilitazione generale, il Governo potrebbe anche modificare il decreto". Presente anche il dirigente scolastico Giuseppe Toschi. "Con questo provvedimento ? ha detto ? si sta tornando indietro. L'esempio eclatante è la sempre più scarsa considerazione data alla matematica, necessaria per formare i ragazzi non solo dal punto di vista aritmetico, ma anche nella loro capacità di ragionamento. Ma non si può solo 'fare di conto'...". Dal canto suo, l'insegnante Massimo Pezzi ha aggiunto alcune considerazioni sulla scuola superiore, "della quale si parla pochissimo, ma è ugualmente coinvolta nella destrutturazione. L'idea del decreto Gelmini è di una riduzione dell'orario, sia per i licei che per gli istituti tecnici e professionali. Ma non si sa ancora quali materie verranno tagliate. Altro punto controverso riguarda l'obbligo scolastico innalzato a 16 anni. Gli ultimi due anni, oltre che nelle superiori, secondo la nuova normativa possono essere espletate anche nella formazione professionale, ma ad esempio nella nostra regione non ci sono opportunità di questo tipo. In assoluto, manca un progetto di scuola pensata sulle esigenze dei ragazzi". All'incontro sono intervenuti anche lo studente Nicola Degli Esposti, della direzione nazionale "Rete degli studenti medi", e Marilena Pillati, responsabile Scuole ed Università del Pd in regione. Per quanto riguarda la situazione di Faenza, de Tollis tratteggia uno stato di salute buono, ma mette in guardia sul futuro: "Attualmente il 96 per cento dei bambini faentini frequenta scuole dell'infanzia pubbliche e paritarie ed il 47 per cento degli iscritti alle primarie faentine frequenta il tempo pieno. Ma la riforma del Governo Berlusconi mette a rischio la qualità del nostro sistema scolastico, ventilando meno opportunità formative e gravi ricadute sul diritto allo studio dei bambini economicamente e socialmente svantaggiati. Per il Pd, invece, la scuola è una priorità assoluta". Image: 20081024/foto/4057.jpg.

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SI E' CONCLUSA ieri pomeriggio alle 14 l'occupazione al Liceo Scientifico Michelangelo di (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 24-10-2008)

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FORTE DEI MARMI/SERAVEZZA/STAZZEMA pag. 15 SI E' CONCLUSA ieri pomeriggio alle 14 l'occupazione al Liceo Scientifico Michelangelo di ... SI E' CONCLUSA ieri pomeriggio alle 14 l'occupazione al Liceo Scientifico Michelangelo di Forte dei Marmi. Un'occupazione che segue le orme delle altre scuole di tutta Italia scaturita dalla protesta contro il decreto Gelmini. Una protesta trasversale motivata anche dal disappunto per i tagli ma che ha visto al Forte, come in altre zone della Versilia, studenti e genitori che si sono dissociati dal modo in cui è stata condotta. Anche sulla conclusione dell'occupazione ci sono versioni differenti. A detta di alcuni studenti che dicono di rappresentare il movimento ci sono state pressioni. Qualcuno parla di presunte minacce se fosse continuata l'occupazione. Tesi che viene smentita dal corpo docente. "E' stata fatta un'opera di mediazione e non di pressione, esercitata in maniera equilibrata anche dalle forze dell'ordine". E' stato, insomma, suggerito di dare vita a delle assemblee. "Ma comunque ? ribattono i ragazzi ? se non avessimo abbandonato l'occupazione entro stasera (ieri per chi legge ndr) ci sarebbe stata la possibilità di una denuncia per gli studenti maggiorenni". Così i ragazzi hanno deciso di manifestare al Pontile e l'appuntamento è per le 10 di stamani. E l'invito della maggioranza degli studenti (quasi 400 su 630) che hanno sottoscritto l'occupazione, è rivolto anche ai colleghi delle altre scuole versiliesi e alle famiglie. Dirigente scolastico e docenti del Michelangelo sottolineano che tutto si è svolto pacificamente e senza pressioni. "I ragazzi hanno convenuto che a non far entrare nessuno a scuola c'era il rischio di commetere un reato".

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LA FIACCOLATA contro la riforma del ministro della pubblica istruzione Gelmini &# (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 24-10-2008)

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PIETRASANTA pag. 14 LA FIACCOLATA contro la riforma del ministro della pubblica istruzione Gelmini &#... LA FIACCOLATA contro la riforma del ministro della pubblica istruzione Gelmini è stata "partorita" a Pietrasanta. L'iniziativa, che sarà effettuata la sera in cui il decreto dovesse essere approvato, è partita infatti dal "Collettivo scuole contro la Gelmini", formato nei giorni scorsi da genitori e insegnanti. Ieri sera si sono riuniti alle elementari dell'Africa per studiare gli ultimi dettagli e fanno sapere che la proposta della fiaccolata è già stata accolta da altre realtà italiane, da Milano a Roma, fino alle città più piccole. "Stiamo operando in collaborazione con altri collettivi ? spiega Andrea Binelli ? ai quali abbiamo proposto di scendere nelle piazze italiane per una fiaccolata la sera stessa in cui il decreto verrà votato dal Senato. L'iniziativa, che sarà effettuata alle 21, sarà un simbolico 'funerale' della scuola pubblica, con cortei ironici ma comunque gioiosi e con molti bambini. Molti hanno risposto alla nostra idea e ovunque si preannunciano cortei consistenti e diffusi". PROSEGUE nel frattempo l'occupazione al triennio dell'istituto tecnico commerciale "Don Lazzeri", in atto da martedì. Ieri mattina un gruppo di studenti ha iniziato un sondaggio tra cittadini e commercianti per chiedere se siano o meno favorevoli alla loro protesta anti-Gelmini. "E' inammissibile ? si legge nel volantino ? che il governo voglia ignorare il nostro diritto di protesta e metter fine a ogni forma di manifestazione usando anche rimedi drastici. Porteremo avanti la nostra mobilitazione fino a quando ogni ragazzo verrà a conoscenza di quello che troverà nel suo futuro se l'articolo 133 Gelmini venisse approvato. Tutti gli studenti versiliesi sono in continuo contatto e scambio di idee, in modo da organizzare manifestazioni e proteste: abbiamo il diritto di organizzare il nostro futuro, non possono essere gli altri a decidere per conto nostro".

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<GLI STUDENTI sono i protagonisti della risposta necessaria a un'iniziativa del Governo ch (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

IMOLA pag. 2 "GLI STUDENTI sono i protagonisti della risposta necessaria a un'iniziativa del Governo ch... "GLI STUDENTI sono i protagonisti della risposta necessaria a un'iniziativa del Governo che tende a rendere ancora più precario il loro futuro". Lo dice l'onorevole Massimo Marchignoli, che appoggia la protesta annunciata per il 29 e 30 ottobre dagli studenti imolesi. "Non so se gli impegni parlamentari mi consentiranno di essere a Imola in quei giorni ? aggiunge Marchignoli ?; sarei presente al fianco dei ragazzi per ascoltarne le ragioni. Bene ha fatto il sindaco Manca ad annunciare la sua partecipazione. Gli studenti possono comunque contare, se lo riterranno opportuno, anche sul mio contributo di parlamentare". Adesione alla manifestazione da parte del Pd. "Porteremo la nostra solidarietà agli studenti, ai genitori e insegnanti e saremo al loro fianco in tutte le manifestazioni civili e democratiche, fino a quando questo decreto non sarà ritirato", dice il segretario Fabrizio Castellari. E anche Rifondazione comunista scende in campo con gli studenti e lancia il suo slogan: "Svuotiamo le scuole, occupiamo le piazze". Sulla stessa linea Sinistra critica: "Uniti possiamo battere la Gelmini", sostiene assiene alla confederazione Cobas.

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<IN EMILIA ROMAGNA non si chiuderà nessuna scuola, neppure nelle zone m (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

IMOLA pag. 2 "IN EMILIA ROMAGNA non si chiuderà nessuna scuola, neppure nelle zone m... "IN EMILIA ROMAGNA non si chiuderà nessuna scuola, neppure nelle zone montane". Dopo l'allarme lanciato anche a Imola, l'assicurazione arriva dall'assessore regionale alla Scuola, Paola Manzini, che ieri ha presieduto la conferenza regionale per il sistema formativo, e afferma: "La programmazione dell'offerta formativa e l'organizzazione del servizio scolastico sul territorio dell'Emilia Romagna non necessitano in alcun modo dei dimensionamenti previsti dal Governo". AL CENTRO c'è ancora una volta il decreto del ministro Gelmini che, oltre all'accorpamento di istituti (già avvenuto in questi anni nell'Imolese), prevede la soppressione delle scuole con meno di 50 iscritti. E da queste parti a lanciare l'allarme è stato l'assessore all'Istruzione, Andrea Bondi, che ha inserito fra le scuole a rischio l'elementare di Sassoleone, in territorio di Casalfiumanese: solo 15 iscritti in una pluriclasse che veniva data praticamente per spacciata. Con l'alzata di scudi di An-Pdl che invece affermava il contrario e accusava il Pd di voglia di allarmismo. E adesso a tranquillizzare è l'assessore regionale Manzini. "In Emilia Romagna ? spiega l'assessore regionale ? abbiamo già raggiunto l'obiettivo dell'ottimale dimensionamento e del contenimento della spesa, crediamo che il Governo debba concentrare la sua azione alle aree del Paese che hanno i parametri più bassi e dove non si è svolto compiutamente il processo di programmazione dell'offerta. I numeri dicono che in Emilia Romagna c'è un dirigente scolastico ogni 855 alunni, un numero di dirigenze rimasto invariato nonostante il sistema scolastico regionale abbia assorbito 75mila studenti in più negli ultimi 7 anni". PER QUANTO RIGUARDA le scuole con pochi iscritti nelle zone montane ? è il caso dell'elementare di Sassoleone con appena 15 iscritti ? spetta alla Regione concedere le deroghe, e l'assessore Manzini precisa: "La competenza nella definizione dei parametri sulle dimensioni delle istituzioni scolastiche rimane della Regione, e abbiamo intenzione di svolgerla fino in fondo". APPLAUDE il consigliere regionale Gianni Varani (Fi-Pdl): "L'assessore Paola Manzini è una persona seria e lo dimostra confermando che non ci saranno tagli e chiusure di scuole in Emilia Romagna. Quello che dice aiuta a capire i fatti e le strumentalizzazioni in corso". Sempre dalla Regione interviene Alberto Vecchi (An-Pdl) contro "chi aveva fatto del terrorismo sulle scuole della Vallata. Addirittura, una persona seria della sinistra come l'ex ministro Franco Bassanini ? ricorda Vecchi ? ha sottolineato che l'accorpamento dei piccoli istituti scolastici lo aveva deciso il governo Prodi. E chi si sposta da una scuola all'altra sono i presidi e non gli studenti, come effettivamente si sta verificando".

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A LLO SCIENTIFICO, dove ieri mattina sono arrivati a parlare due sindaci dell (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 24-10-2008)

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CRONACA VIAREGGIO pag. 2 A LLO SCIENTIFICO, dove ieri mattina sono arrivati a parlare due sindaci dell ... A LLO SCIENTIFICO, dove ieri mattina sono arrivati a parlare due sindaci dell'Alta Versilia e il presidente del consiglio comunale di Viareggio, l'occupazione diventa "soft": via libera alle lezioni per i ragazzi che vogliono studiare e anche alla prevista assemblea per l'elezione dei rappresentanti dei genitori. Al magistrale "Chini" di Lido di Camaiore, invece, la protesta è scattata proprio ieri nella tarda mattinata. COME previsto, ieri i ragazzi del liceo scientifico "Barsanti e Matteucci" hanno ascoltato gli interventi dei sindaci di Seravezza, Ettore Neri, e di Stazzema, Michele Silicani. E' intervenuto anche il presidente del consiglio comunale viareggino, Paolo Spadaccini. I tre esponenti politici hanno parlato all'esterno, sistemati sulla scala antincendio, mentre gli studenti ascoltavano educatamente dal cortile. Spadaccini tra l'altro ha confermato che oggi i capigruppo consiliari fisseranno la data del consiglio comunale aperto dedicato ai problemi della scuola. NELLA MATTINATA c'è stata la decisione di "ammorbidire" l'occupazione, consentendo a chi lo desidera di seguire le lezioni. In questo modo è confermata nella giornata di oggi, come da programma, l'assemblea dei genitori per le elezioni dei rappresentanti di classe. Anche al liceo classico "Carducci" oggi si terranno normalmente le votazioni per il rinnovo annuale dei rappresentanti dei genitori. L'orario va dalle 15 alle 18,30. Al classico, come si ricorderà, l'occupazione dura, in seguito all'intervento del preside, si è trasformata in assemblea permanente, con spazio per le attività didattiche e di altro genere. Stasera alle 21 i docenti dello Scientifico hanno dato appuntamento alla cittadinanza alla Croce Verde, dove si parlerà delle conseguenze del decreto Gelmini sull'istruzione pubblica. INTANTO Luigi Spinelli, esponente dei Ds, interviene non in veste politica ma come semplice "genitore" per un appello pubblico ai genitori dei ragazzi delle scuole secondarie e dell'università: "I nostri figli ? dice ? si sono mobilitati per difendere il loro futuro e lo stanno facendo dimostrando quel senso di civiltà e maturità che spesso viene a mancare a noi adulti. Non lasciamoli soli in questa loro battaglia, aiutiamoli a difendere il loro futuro e la democrazia".

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Sindaci e dirigenti scolastici contro i tagli della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

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OVADA. PREOCCUPAZIONE Sindaci e dirigenti scolastici contro i tagli della Gelmini [FIRMA]MIRIAM MASSONE OVADA Il decreto Gelmini fa tremare l'Ovadese: è una spada di Democle che pende sulle sorti di almeno 12 scuole, tra materne ed elementari, tutte con meno di 50 iscritti, quindi a rischio chiusura. Si salvano l'istituto comprensivo di Molare e quello di Ovada. Una prospettiva che terrorizza i dirigenti scolastici: "È un decreto assurdo, penalizza soprattutto le scuole dell'infanzia, fiore all'occhiello del nostro Paese" commenta Laura Lantero preside del primo circolo di Ovada. E gli studenti, quelli del liceo Pascal e della ragioneria Vinci ieri hanno disertato le lezioni in 300, la metà si è ritrovata poi nell'aula magna per discutere del decreto: "Abbiamo organizzato anche una manifestazione con corteo per il 30 ottobre contro quella che riteniamo innanzitutto una riforma economica e non scolastica" dice Luca Mazzarello, rappresentante d'istituto. Poi ci sono i sindaci, organizzati in un fronte comune, tutti d'accordo nel sostenere che la "chiusura delle scuole equivale alla morte dei piccoli Comuni". Il più duro è Andrea Oddone: "Sono stato convocato urgentemente in Regione per una seduta straordinaria proprio su questo tema, a riprova della gravità della situazione: andrò lunedì a Torino per sostenere le esigenze del territorio e dei nostri bambini. Prima di pensare ai tagli andrebbe redatto un progetto, invece assente in questo caso". Gli fa eco l'assessore all'Istruzione Sabrina Caneva, che punta il dito pure sulla riduzione dell'orario scolastico: "Si parla di bullismo, ma non si debella facendo uscire prima i ragazzi da scuola, è solo un modo per allontanare il problema". Poi ci sono i risvolti economici: "Peserà tutto sulle casse dei Comuni" sostiene il sindaco di Castelletto d'Orba, Federico Fornaro. Senza contare gli investimenti che andranno in fumo: "Abbiamo ultimato ora i lavori nelle scuole - dice il sindaco di Tagliolo, Franca Repetto -, 120 mila euro per montacarichi, scala antincendio, nuovi bagni". In 10 anni Rocca Grimalda ne ha investiti 440 mila di euro nelle scuole (350 mila fondi comunali): "Le stime dicono che nel 2010 gli iscritti saranno cresciuti da 32 a 40" aggiunge il sindaco Fabio Barisione. A Cremolino spendono ogni anno circa 40 mila euro per servizi e materiale scolastico: "La qualità didattica delle piccole classi fa la differenza: i bimbi con difficoltà dell'apprendimento ad esempio sono molto più seguiti" afferma il sindaco Piergiorgio Giacobbe. "Il rischio è che i Comuni si trasformino in paesi dormitorio" teme il sindaco di Silvano, Giuseppe Coco. Le scuole che rientrano nel piano di dimensionamento potrebbero essere, in base ai criteri adottati, Trisobbio (17 alunni), Cremolino (materna e elementare: 18 e 23), Rocca (27 e 32), Silvano (43), Cassinelle (26 e 42), Tagliolo (33 e 44), Castelletto (39 e 43). Patrizia Grillo, preside del comprensivo di Ovada, ha già pronto l'escamotage: "Se chiudono la materna, la riapro subito, appellandomi alla legge che consente di formare una classe se c'è un minimo di 30 bimbi". Il decreto sarà oggetto di dibattito anche lunedì sera, al Barletti: organizza l'incontro il Cogede, Comitato genitori democratici.

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E la sinistra s'infuria per un accento sbagliato (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)

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N. 255 del 2008-10-24 pagina 2 E la sinistra s'infuria per un accento sbagliato di Redazione Per un'opposizione alla disperata ricerca di motivi di scontro e d'irrisione a volte basta poco, anzi pochissimo. Come un accento sbagliato sulla parola "ègida", il mitico scudo di Zeus. La Gelmini incorre nell'errore citando il "libro bianco scritto sotto l'egìda di Prodi", ponendo l'accento sulla "i" anziché sulla "e". Apriti cielo. Dai banchi della sinistra s'alza un boato che è a metà tra la riprovazione e lo scherno. Il ministro si ferma, si corregge e tira dritto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<La soluzione? Importiamo i docenti dalla Libia> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)

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N. 255 del 2008-10-24 pagina 2 "La soluzione? Importiamo i docenti dalla Libia" di Alessandro M. Caprettini Roma"Ma quale protesta studentesca! Questo è un coacervo di interessi corporativi... Un movimento che viene dall'alto: professori, maestri che mandano i bambini a manifestare in prima linea e a urlare: "Assunzioni, assunzioni, assunzioni!". Perché una cosa è chiara: è la scuola italiana che ha inventato il plurimaestro solo per garantire il posto fisso a tanti...". Feroce ma schietto come suo solito, Francesco Cossiga. Pane al pane, corporativo al corporativo. Con la scuola ha già avuto a che fare, quando nei cortei di vent'anni fa e passa si ritmavano cori contro di lui e sui muri ritrovava il nome scritto col K e le due S vergate in stile nazi. "Sì - conferma l'ex capo dello Stato -, fu proprio il movimento studentesco a coniarlo quel KoSSiga e non le Br, che si limitarono a riprenderlo...". E dunque, nelle manifestazioni di questi giorni, che ci vede? "Un coacervo di corporativismo e di istanze della sinistra sociale e protestataria. Ma proprio per questo eviterei di usare la polizia per frenare occupazioni e proteste. C'è sempre il rischio che ci scappi il morto... E coi bambini spediti dai maestri in prima fila non si sa mai...". La polizia però lei la spedì all'università di Roma. No? "Alt! Ero per l'intangibilità delle università. Ma dopo che Lama fu cacciato a sassate dalla Sapienza e dopo che il Pci presentò un'interrogazione durissima contro quello sconcio - dopo aver tentato di cavalcare la protesta -, mi decisi a inviare i carabinieri che dettero una bella smazzolata a quella gente". E vabbè... Niente forza pubblica oggi. Ma che si fa, allora? "Si aspetta che gli studenti, organizzati dai loro professori, saccheggino qualche negozio, o brucino qualche macchina. E intanto si sorvegliano, perché un pericolo c'è: quello che questo nuovo movimento studentesco produca un nuovo terrorismo. È già accaduto che tanti movimenti eversivi siano stati alimentati dal '68, no? È un rischio, questo, da non prendere assolutamente sottogamba". Più che gli studenti lei ha nel mirino gli insegnanti, comunque... "Pensi che qualche giorno fa mi hanno raccontato di una facoltà con 15 studenti e 42 professori tra titolari, assistenti e incaricati. Non dico quale perché là ho amici. Ma basta guardare all'Inghilterra per capire come stanno le cose: abbiamo il triplo, quasi il quadruplo del numero delle università britanniche. Abbiamo 5000 corsi specialistici di dubbia utilità, mentre loro devono arrangiarsi con Oxford e Cambridge, poveretti! Di fatto da noi la scuola è per gli insegnanti, non per gli studenti, così come gli ospedali sono per i medici e non per i malati...". D'accordo con la Gelmini, quindi? "Ho visto che anche un illustre latinista che ha lavorato alla riforma del Pd dice d'esser d'accordo col ministro". Eppure il mondo della scuola non gradisce... "Questo Paese non risolve nessuno dei suoi problemi, per fortuna. No, ha capito bene: per fortuna. Così ci permette di manifestare il genio italico in ogni occasione difficile. Prenda la crisi finanziaria: ne siamo fuori diversamente dagli altri Paesi. Perché? Ma perché le nostre banche si guardano bene dal prestare i soldi alla gente. Se li tengono ben stretti". Ma così non si va da nessuna parte, presidente Cossiga... "Può essere. Ma non dimentichi che intanto abbiamo individuato un grande alleato, la Libia di Gheddafi che è pronta ad intervenire in tutte le situazioni di difficoltà!". E pensa di poter risolvere il problema studentesco mandando i nostri ragazzi a studiare in Libia? "Macché! Penso invece che una soluzione potrebbe essere quella di sostituire i nostri professori con quelli libici". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi: "Mai parlato di polizia" La Gelmini: "Studenti, sì al confronto" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)

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N. 255 del 2008-10-24 pagina 3 Berlusconi: "Mai parlato di polizia" La Gelmini: "Studenti, sì al confronto" di Adalberto Signore Proseguono le proteste tra gli studenti ma il premier smentisce di voler usare le maniere forti: "Ho in mente alcune soluzioni, anche spiritose. Sul rispetto dei diritti di chi vuole studiare non arretro, lo Stato farà lo Stato". Il ministro dell'Istruzione: "Sì al confronto ma basta falsificazioni". Il dibattito sul blog. Un viaggio nella Statale di Milano: guarda il video di Roberto Bonizzi e Francesco M. Del Vigo Pechino - Nessun passo indietro. Da Pechino Silvio Berlusconi torna sulla querelle che si è aperta nelle ultime ore sulla scuola e ribadisce quella che per tanti versi non è affatto una novità, visto che la linea è la stessa già tenuta in diverse occasioni, a partire dalla vicenda dei rifiuti di Napoli. "Uno Stato non è tale - dice durante un incontro con i giornalisti al termine della sua prima giornata in Cina - se non garantisce l'esercizio dei diritti fondamentali". Insomma, "c'è un diritto a protestare ma non certo a impedire che chi non la pensa alla stessa maniera non possa esercitare un altro diritto altrettanto importante", che è quello di entrare in classe e assistere alle lezioni. Nessuna intenzione, spiega, di "mandare la polizia nelle scuole", perché non solo "non l'ho mai detto" ma "non l'ho neanche pensato". Però, insiste il premier, "lo Stato non può tirarsi indietro" perché "impedire che qualcuno eserciti un proprio diritto credo che debba essere considerato un reato". Niente polizia, dunque, ma l'intenzione di andare avanti sulla strada della fermezza, conscio anche che sulla riforma della scuola la maggior parte degli italiani - lo confermano gli ultimi sondaggi - sono dalla parte del governo. Ma se non con la forza pubblica, come ha intenzione il governo di garantire questo diritto? Alla domanda Berlusconi risponde solo con un sorriso: "Se ci sarà chi vuole occupare a prescindere, ho in mente opportune azioni di convincimento, alcune molto spiritose...". Ma nessun dettaglio in più, "altrimenti diventa il titolo di tutti i giornali". Di certo, però, c'è che le intenzioni del premier sono chiare: lo Stato non arretrerà. Che poi qualcuno abbia deciso di prendere la vicenda scuola "solo come un pretesto per dare contro al governo" è altra cosa. Non lo dice, ma che il bersaglio sia l'opposizione è piuttosto evidente perché "sono stati loro i primi a fare la guerra contro la pluralità degli insegnanti e a favore del maestro unico". Il loro atteggiamento, insomma, "è pretestuoso". In piazza, aggiunge, ci sono "cartelli basati solo su false informazioni". Sull'università, per esempio, "ancora non abbiamo fatto nulla", mentre "il liceo non l'abbiamo toccato". E dunque non si capisce perché universitari e liceali protestino. Una spiegazione, in verità, Berlusconi se la dà: "Ai signori piace la musica e a loro piace manifestare...". Come dire che si va in piazza a prescindere. Eloquente la risposta a Walter Veltroni che lo ha accusato di "soffiare sul fuoco". "Sono loro che soffiano sul fuoco... Volete andare in piazza? Benissimo. Ma non date bufale sulle adesioni, visto che avete l'abitudine di moltiplicare per 25 il numero dei partecipanti...". Qualcuno chiede se la ragione che "spinge" il centrosinistra ad affondare sulla scuola siano "i problemi che ha al proprio interno". Berlusconi, è evidente, la pensa proprio così. Ma sceglie la via della prudenza: "Io non posso parlare di impressioni. Le cose sono lì, lasciamo a chi non ha incarichi di governo il compito di dare valutazioni. D'altra parte, in casa d'altri non sono mai entrato". Ma le loro responsabilità, aggiunge il Cavaliere, le hanno anche i mezzi d'informazione perché "i titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà". Di più: "C'è un divorzio tra l'informazione e la realtà visto che non riesco a riconoscermi negli eventi di cui sono protagonista per come vengono poi riportati sui giornali". E il riferimento è soprattutto all'intenzione di mandare la polizia all'interno delle scuole. Ma sul fronte media, la partecipazione al vertice Asem di Pechino si porta dietro un'altra polemica rimasta piuttosto sotto traccia. In nome dei tagli e degli sprechi, infatti, la Rai ha deciso di non mandare neanche un inviato al seguito del presidente del Consiglio, scelta alquanto "innovativa" se si considera che esattamente due anni fa - quando Romano Prodi incontrò il premier cinese Wen Jabao - gli inviati erano ben cinque. Oggi, invece, il dg di viale Mazzini Claudio Cappon ha preferito la via della parsimonia e la tre giorni pechinese del Cavaliere è seguita solo dal corrispondente locale (più Radio Rai). Chi conosce il mondo dell'informazione, coglie con facilità la stranezza. Non perché qualcuno metta in discussione le doti del corrispondente locale (peraltro preparatissimo), ma perché solo due mesi fa al G8 del Giappone la Rai si è presentata con una pattuglia di oltre trenta tra inviati e tecnici. Insomma, da un estremo all'altro. Che a Palazzo Chigi, Berlusconi compreso, nessuno ha troppo gradito. E che probabilmente si inserisce nella partita per la nomina del nuovo presidente della commissione di Vigilanza e, successivamente, dei nuovi direttori di testata. Anche perché, quando fra una decina di giorni gli Usa sceglieranno il successore di George W. Bush, solo il Tg1 ha già in programma di presentarsi negli States con tredici inviati più il direttore. Risparmi, insomma, ma fino a un certo punto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Occupazioni, adesso ci sarà da ridere (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 255 del 2008-10-24 pagina 1 Occupazioni, adesso ci sarà da ridere di Redazione Berlusconi: "Mai parlato di polizia, affronteremo i picchetti con azioni di altro tipo, anche spiritose" La Gelmini: "Incontro gli studenti, ma basta falsificazioni". Ecco tutte le bugie sulla sua riforma "Non ho mai pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole", dice il premier Berlusconi. E se il ministro dell'Istruzione Gelmini convoca gli studenti, il Viminale fa il punto della situazione: finora 300 manifestazioni di piazza e 150 istituti occupati. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Protesta con l'incognita studenti (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

La scuola scende oggi in piazza. Sinora i ragazzi sono stati i grandi assenti nella lotta e c'è chi ha paura di strumentalizzazioni Protesta con l'incognita studenti Corteo, fiaccolata e concerto contro la riforma e i tagli Annunciata una forte adesione di insegnanti e genitori La scuola fa sfilare in corteo la rabbia anti-riforma e anti-tagli, oggi, in piazza Ellero a Pordenone. Un serpentone di protesta contro il decreto Gelmini e il maestro unico è in agenda alle 17.30 con le bandiere Flc-Cgil intorno alla primaria Gabelli. "Fiaccolata, concerto e note sul registro ai ministri da 5 in condotta Gelmini, Tremonti e Brunetta - è l'invito dei sindacalisti Carla Franza, Gianfranco Dall'Agnese e Adriano Zonta -. Aspettiamo 5 mila insegnanti e bidelli, 11 mila studenti, 2 mila precari, famiglie e cittadini per difendere la scuola di qualità". L'incognita? La protesta degli studenti medi del Pordenonese: grandi assenti, sinora, nella lotta che spedisce dietro la lavagna le riforme in scuole e università tricolori da Trieste a Catania. "Ci saranno i genitori - hanno anticipato i sindacalisti Flc-Cgil -. Apriremo forum provinciali di sera, nelle scuole primarie, a Brugnera, Prata, Pordenone, Sacile, per informare. Un papà di Brugnera ci ha chiesto un incontro allargato ai plessi elementari, per capire cosa ne sarà del tempo scuola lungo il prossimo settembre. Nel corteo-fiaccolata prenderà la parola una mamma della primaria di Porcia: il diritto allo studio è una priorità". La voce del sindacato Flc-Cgil si alzerà con le note della "Navarroband", altro che campana a martello sulla scuola. "Accendiamo una fiaccola per la scuola statale e le suoniamo al governo ammazzaprecari - hanno proposto la fiaccolata-concerto i sindacalisti cigiellini -. Alle 19.30 il corteo luminoso circonderà la primaria Gabelli, per creare la rete simbolica di protezione alle nostre scuole aggredite dai tagli". Il sindacato alza i toni della protesta, la "Pantera" degli studenti delle superiori di Pordenone e provincia non ruggisce. "Gli sms che arrivano dagli amici di Trieste, Udine e Monfalcone invitano allo sciopero studentesco domani e il 30 ottobre - hanno detto i ragazzi dei licei cittadini e delle superiori di Sacile -. Decideremo il da farsi. Non siamo convinti: ci sono professori che non scioperano, altri che ci chiedono di scendere in piazza. Ci strumentalizzano?". Irriducibili i ragazzi di Azione studentesca. "Prima sperimentiamo i decreti Gelmini - ha frenato il dissenso Riky Favaro, leader provinciale di Azione -. Se non funzionano, allora protesteremo". Alcuni docenti rispolverano la "cartuccera di sinistra" per la protesta. "Blocco dei viaggi di istruzione - hanno proposto in un liceo provinciale - per fare saltare l'economia reale: la scuola provinciale produce un milione di euro l'anno in turismo scolastico. Sollecitiamo gli studenti a farsi carico della protesta e noi proponiamo ai colleghi il rifiuto di tutte le attività aggiuntive, compresi i corsi di recupero". Gli integralisti della resistenza storica rilanciano il "cavallo di Troia" delle adozioni dei libri di testo. Vogliono entrare a gamba tesa nel business che fiorisce con 36 mila scolari provinciali. "Bloccheremo le adozioni dei testi 2009-2010", hanno minacciato gli insegnanti. Una lotta con le armi spuntate: il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha giocato d'anticipo e congelato per 5 anni le nuove adozioni. Chiara Benotti.

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Le tante ragioni di un no alla riforma (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA /2 Le tante ragioni di un no alla riforma I quotidiani hanno riportato le parole del presidente della Repubblica che bacchettano gli insegnanti, rei di contestare la riforma Gelmini: l'autorevole voce del presidente stigmatizza chi si ostina a dire "No" alle riforme governative e si unisce alla voce del ministro della Pubblica istruzione che dichiara di non comprendere le contestazioni di una parte, a suo avviso minoritaria, dell'opinione pubblica. Per quel poco che vale il mio pensiero, proverò a spiegare le ragioni del mio "No". Insegno da circa trent'anni, con la consapevolezza di chi crede nell'importanza formativa della cultura e vede nei giovani i destinatari di un percorso lavorativo che contribuisce a migliorare il futuro del paese, attraverso la formazione di cittadini consapevoli di sé e della realtà in cui vivono. Appartengo a quei docenti che antepongono le idee alle ideologie e, proprio per questo, prendono le distanze sia da coloro che sono disponibili a suonare il piffero di facili rivoluzioni sia da coloro che scelgono la scuola per imboscarsi dietro una cattedra che offra un salario, certamente scarso, ma pur sempre garantito. Siamo passati tra ministri e riforme che erano il prodotto estemporaneo del momento più che di scelte coraggiose. Forti della consapevolezza del nostro ruolo educativo, abbiamo messo davanti a tutto l'esigenza di modificare la nostra didattica in funzione del cambiamento dei tempi e delle giovani generazioni più che del mutamento del vento politico. Chi conosce un po' il mondo della scuola, sa che si è retto fino a un certo punto e, in parte ancora si regge, grazie a chi ha sempre creduto nella potenza educativa della conoscenza e nella passione per ciò che trasmette, ha sempre trovato tempo per lo studio e l'aggiornamento, nonostante la pletora di ore dedicate a inutili operazioni burocratiche, escogitate per giustificare all'opinione pubblica il rendimento lavorativo in termini di presenza. Chi ama questo lavoro, che considera appassionante, sa affrontare i problemi che questa attività comporta, ne accetta le molteplici sfaccettature come specchio di una società in evoluzione e non teme le sterili ingerenze di genitori immaturi o la strafottenza di qualche allievo più agitato di altri. Noi, signor presidente, abbiamo sempre detto "sì", non per piaggeria (buoni maestri ci hanno insegnato il senso della critica), ma perché crediamo di dovere obbedienza alle leggi dello Stato e alle persone che incarnano le istituzioni. Ma in nome di quel libero pensiero che ci ha formati rivendichiamo il diritto al dissenso che spetta a chi si considera un cittadino e non un suddito. In nome di questo status rivendico il mio diritto a criticare il decreto Gelmini che modifica l'assetto della scuola secondo il parametro dei tagli economici più che di reali esigenze strutturali e invito chi ci governa a tener conto delle promesse elettorali che miravano all'incentivazione economica del lavoro dei docenti: se è vero che a pensare male si fa peccato, è anche vero che spesso si indovina e così in tante critiche di ministri televisivamente sovraesposti intravedo la volontà di cavalcare il facile populismo: si denigra il lavoro degli insegnanti per giustificarne i mancati riconoscimenti salariali. A tali politici o a chi per loro vorrei ricordare che molti docenti, come la sottoscritta, hanno superato e vinto un concorso nazionale di abilitazione all'insegnamento senza l'ausilio di tessere sindacali o politiche; insegnano da anni senza un adeguato riconoscimento economico alla loro professionalità e non hanno bisogno di controlli o minacce per essere puntuali e sempre presenti nel loro posto di lavoro. Chi, come me, ha dato tempo e passione all'insegnamento, si indigna di fronte alla demagogia di un qualunque ministro che pontifica in televisione. Quando costui potrà vantarsi di aver costruito la carriera sul merito e non sulle cordate di partito, quando potrà dire che è stato economicamente sfruttato, ma ha scelto ugualmente di essere al servizio del paese per un civico senso di appartenenza, quando dimostrerà di non aver contribuito alla scellerata abitudine di sistemare portaborse e parenti, conforme al più becero dei nepotismi, solo allora potrà dialogare con noi secondo regole di parità. Senza queste condizioni abbia il buon gusto di stare zitto! Liviana Covre docente al liceo Leopardi-Majorana Pordenone.

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Le tante incongruenze della riforma della scuola (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

A seguire il dibattito tra favorevoli e contrari sembra non esserci possibilità di dialogo Le tante incongruenze della riforma della scuola DIBATTITO di PASQUALE D'AVOLIO Nelle manifestazioni di questi giorni contro i provvedimenti governativi sulla scuola si mescolano giuste proteste a slogan di altri tempi, buoni per tutte le stagioni e non sempre condivisibili. Sul "maestro unico", sul voto di condotta, come sul ritorno al voto numerico, e sul grembiulino c'è indubbiamente un'aurea di "restaurazione" che sia il ministro Gelmini che Tremonti hanno sintetizzato con l'espressione "Smantelliamo gli ultimi 40 anni", riconducendo tutti i mali della scuola al '68 e ai suoi epigoni; i quali, sia detto per inciso, sono ormai tutti in pensione. A fare della dietrologia, si direbbe che per "normalizzare" questo paese occorre "dare una lezione" alla classe insegnante, colpevole di essersi sempre schierata in maggioranza a sinistra. Non sta a me difendere una categoria, che assieme a grandi meriti, ha indubbiamente manifestato negli ultimi anni una propensione accentuata contro ogni riforma, dal riconoscimento del merito (vedi vicenda del "concorsone" di Berlinguer) alle innovazioni più o meno accettabili dello stesso Berlinguer e della Moratti. Ma non ci si può illudere di ridare valore alla scuola e all'istruzione guardando al passato. È come voler guidare una macchina guardando nello specchietto retrovisore. Prendiamo per esempio la storia del "maestro unico": si pensa di risparmiare eliminando i "moduli" con 3 maestri su due classi (e non riducendo da 3 a 1 come si dice in cattiva fede), ma poi si dice che comunque il tempo scuola non verrà toccato. Se i genitori lo chiederanno, rimarranno le 27 ore settimanali o le 30 o addirittura si incrementerà, si dice, il tempo pieno a 40 ore. E allora dov'è il risparmio? Forse si vuole far ricadere sui Comuni o le famiglie il costo della integrazione oraria? Ma allora lo si dica chiaramente. A seguire il dibattito tra i favorevoli e i contrari sembra che non ci sia possibilità di dialogo: ognuno è convinto di aver ragione. Tralasciando per il momento gli aspetti didattici e pedagogici, io ritengo che la cosa più giusta l'abbia detta Bossi all'indomani dell'annuncio del ministro sul maestro unico: e se capitasse a vostro figlio un maestro di quelli "inadeguati", per usare un eufemismo? A sentire tanta gente di una certa età, sembra che i loro maestri siano stati tutte delle figure eccellenti, veri educatori, docenti autorevoli ecc. Mi permetto di esprimere i miei dubbi su questi ricordi "idilliaci". Poter avere una pluralità di figure come maestri (non 5 o 6 come avviene adesso) credo sia indubbiamente positivo sia per gli apprendimenti che per la formazione umana. In fondo la famiglia si basa normalmente su due figure genitoriali: basta che non siano in lotta tra di loro! Se proprio si volesse risparmiare (faccio un discorso puramente finanziario) si potrebbero dividere l'orario scolastico dei docenti su due classi, a partire magari dalla terza e lasciando il maestro "prevalente" (come è già adesso) nelle prime classi. Perché non si riflette su questo invece di partire lancia in resta contro i moduli? A me pare che il buon senso non abiti dalle parti del Miur, ma si voglia a tutti i costi una battaglia ideologica. Sulle superiori, dove è forte la contestazione, devo dire che non condivido molte delle motivazioni che vengono portate a sostegno delle proteste; più che protestare per la diminuzione delle ore (cosa giusta e sacrosanta, visto che poi in fondo le 40 ore nei tecnici e nei professionali non le fa quasi nessuno: con le ore di 50 minuti si arriva sì e no a 34!) a me pare davvero grave che si formino classi con un "minimo" di 27 alunni: così almeno pare verrà deciso con una regolamento ancora da approvare. Qui gli sprechi sono noti a tutti quelli che ci lavorano, ma... l'occupazione va comunque salvaguardata! Eppure con la riforma Berlinguer si tagliava un anno di scuola: da 13 a 12. Quanti docenti sarebbero stati "tagliati"? Più o meno quelli previsti nel Piano della Gelmini. Dovrebbe essere ormai chiaro che più ore di lezione, più materie, più docenti non innalzano la qualità della Scuola, anche se mi rendo conto che per i "precari" (non per i docenti di ruolo che non rischiano niente) l'avvenire è certo duro! In conclusione, pur non condividendo la logica delle 3 R (razionalizzare, risparmiare, ridurre) dei ministri Gelmini-Tremonti, sono convinto che nella scuola occorre "cambiare", come autorevolmente ha ribadito lo stesso presidente Napolitano. Dire solo NO non basta. Riqualificare la scuola comporterà indubbiamente qualche sacrificio, ma senza una modifica degli ordinamenti, senza una innovazione nell'insegnamento, specie nelle superiori, e senza un riconoscimento del merito, per docenti e alunni, non si va da nessuna parte. P.S. La decisione dei docenti del "Sello" di non fare visite di istruzione all'estero per protesta contro il ministro la trovo molto singolare: se si intende contribuire al taglio delle spese per le missioni dei docenti (diverse migliaia di euro!) sono d'accordo. Forse si potrebbe risparmiare qualcos'altro sulle spese di pubblicità per le iscrizioni, che in molti Istituti superiori comportano altre migliaia di euro. * Segretario regionale Andis (Associazione nazionale dirigenti scolastici) Fvg.

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La gelmini e i costosi problemi moderni (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA /1 La Gelmini e i costosi problemi moderni Il ministro Gelmini sta coraggiosamente tentando di far uscire la Scuola dalla troppo frequente situazione di fabbrica dei pezzi di carta, chiamati "diploma", utili per farsi dare una spintarella sistematrice, qualora si sia forniti di santi protettori. Personalmente mi auguro che abbia la forza di resistere ai tanti attacchi, che sono assurdi quando vengono da pulpiti, i quali dovrebbero essere responsabili, molti dei quali sono stati anche soliti finora lamentarsi "perché la scuola non insegna, o non ha insegnato". Sono convinta che ne trarranno giovamento oltre alla grammatica, alla sintassi e al vocabolario di chi parla o scrive, anche i giovani. Essi si ritroveranno fin da bambini a imparare avendo un punto fermo certo: conseguentemente si spera - ma sarà una lunga attesa - a conquistare un po' di quell'ordine mentale del quale tanti episodi di questi anni ci confermano abbiano assoluta necessità. Ne trarranno giovamento anche le famiglie, le quali avendo i figli seriamente impegnati nello studio, eviteranno svariati e costosi problemi moderni. Teniamo ben presente che le persone dotate di senso logico e di ordine mentale sono essenziali per la salvaguardia della nostra Libertà e della nostra Democrazia. Paola Del Din Udine.

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Pensando al futuro (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

I MOTIVI DELLO SCONTRO PENSANDO AL FUTURO di GIANFRANCO PASQUINO "Un paese può - disse una volta in maniera memorabile Romano Prodi - essere ricco e stupido per una generazione. Poi, se non studia, rimarrà stupido, ma non riuscirà a restare ricco". Dunque, qualsiasi paese che non investa risorse nell'istruzione rischia il declino. Sia essa elementare e universitaria o formazione professionale. In effetti, tutte le statistiche internazionali segnalano che, per quel che riguarda l'università, il declino italiano è già cominciato e non sembra facilmente arrestabile. Con le riforme della scuola elementare proposte dall'improvvisato ministro Mariastella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori, è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile. Non riguarda soltanto, in maniera egoistica, comunque comprensibile, i posti di lavoro presenti e futuri. Riguarda, invece, soprattutto, il futuro, prossimo e di più lungo periodo, dell'Italia. A una protesta che si diffonde, un governo democratico, vale a dire che si vanta del sostegno popolare, cercherebbe di rispondere ascoltando e interloquendo, spiegando ed eventualmente correggendo alcune imperfezioni del pasticciato provvedimento di riforma. Dall'alto della sua ampia maggioranza parlamentare in entrambe le Camere potrebbe farlo generosamente e intelligentemente anche il governo Berlusconi. Invece il capo del governo confonde una legittima protesta che si è finora svolta e sviluppata in maniera del tutto pacifica in molte città italiane con una sommossa plebea strumentalizzata dalla sinistra e annuncia (per poi smentire) con tono imperativo che manderà la polizia nelle scuole e nell'università (dove non può senza la richiesta dei rettori). Non soltanto invade il campo delle competenze del suo, molto più cauto, ministro degli Interni, Roberto Maroni, ma dimostra anche di avere poca familiarità con la pratica della democrazia. Un po' dappertutto nelle democrazie è pienamente riconosciuto il diritto dei cittadini di associarsi per protestare e fare valere, anche fuori del Parlamento, secondo modalità non violente, le loro ragioni. Neppure il presidente amico George Bush minaccerebbe di usare la forza contro chi protesta per le sue nefaste politiche. Vero è che, come ha lasciato intendere qualche tempo fa il segretario del Partito democratico, potrebbe essere in corso la "putinizzazione", non del regime italiano, ma dello stesso presidente del consiglio Berlusconi, che non ha mai nascosto la sua ammirazione per l'ex comunista Vladimir Putin. Magari i sondaggi daranno ancora a Berlusconi un alto livello di gradimento, ma questo non basta a dargli ragione. Non è possibile essere d'accordo con Berlusconi. Né sulla sostanza, ovvero su una brutta e dannosa riforma della scuola e sui tagli alle spese del sistema universitario che, al contrario, ha urgente bisogno di investimenti in strutture e in ricercatori, né sul metodo: l'uso della polizia invece del confronto aperto e trasparente senza esito precostituito. Con pulsioni populiste e autoritarie si governa male e si riforma peggio.

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Macerata: studenti Unimc contro riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "gomarche.it" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Navigazione: Home > Attualità > Macerata: studenti Unimc contro riforma Gelmini Nella foto: Immagine da http://www.glomeda.org Venerdì 24 Ottobre 2008 10:06 Macerata: studenti Unimc contro riforma Gelmini Più di 500 tra studenti, ricercatori e docenti e erano presenti ieri all'assemblea generale dell'ateneo maceratese contro la legge 133 e il dl Gelmini. L'assemblea, per l'enorme partecipazione, si è trasformata in un primo momento di mobilitazione occupando l'atrio di Scienze della Comunicazione al grido: "Non paghiamo noi la vostra crisi!". MACERATA - Più di 500 tra studenti, ricercatori, docenti e lavoratori precari erano presenti ieri all'assemblea generale dell'ateneo maceratese contro la legge 133 e il dl Gelmini. L'assemblea prevista all'aula 5 di Giurisprudenza, per l'enorme partecipazione, si è trasformata in un primo momento di mobilitazione occupando l'atrio di Scienze della Comunicazione al grido: "Non paghiamo noi la vostra crisi!". Presenti anche gli studenti delle scuole superiori in agitazione, a testimoniare lo straordinario movimento che coinvolge trasversalmente persone di ogni età nell'opporsi alla legge 133 e nell'immaginare e costruire un'altra università, un'altra scuola possibile. L'assemblea ha sancito l'inizio di una mobilitazione permanente anche a Macerata che possa esprimersi nelle più varie forme possibili, con il primo obiettivo comune di pretendere dal rettore e dai presidi di facoltà una presa di posizione chiara dell'ateneo maceratese: 1 - per l'abrogazione degli articoli della legge 133 riguardanti la ricerca e la formazione 2 - contro ogni conseguente ipotesi di aumento delle tasse 3 - per stimolare e promuovere percorsi di autoformazione riconosciuti da crediti formativi che inizino la costruzione di un'altra università possibile basata sull'autonomia e la libertà della ricerca e della formazione 4 - per generalizzare il blocco della didattica a partire dai provvedimenti già assunti dalle Facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza per la giornata di mercoledì 29 novembre 5 - per garantire lo svolgimento in ogni facoltà di assemblee di autoformazione sui temi della ricerca. Per questo l'assemblea ha dato appuntamento per martedì 28 novembre alle 15 di fronte al rettorato dove è previsto il Senato Accademico per un sit-in che faccia sentire chiaramente le richieste avanzate. In base alle decisioni dell'Ateneo i partecipanti al sit-in decideranno poi insieme le prossime iniziative. L'assemblea ha anche raccolto e rilanciato l'appello "L'onda anomala non si fermerà" delle facoltà occupate della Sapienza di Roma per costruire dal basso le due giornate di mobilitazione nazionale: quella del 7 novembre con manifestazioni dislocate in tutte le città e la grande manifestazione nazionale del mondo della formazione, dall'università alla scuola, a Roma per venerdì 14 novembre.

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MANDILE (PDCI): LA RIFORMA GELMINI DISTRUGGE SCUOLA PUBBLICA (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

10.02.30 [Basilicata] â??Il dibattito nella scuola cresce e i toni divengono sempre più¹ aspri perché© quando si parla di scuola si parla del futuro di generazioni intere, ed è¨ proprio il futuro, sia individuale che collettivo, ad essere messo in discussione perché© ormai è¨ chiaro che la destra sta perseguendo lâ??obiettivo di smantellare la scuola pubblica, di abrogare la scuola della Costituzione a favore di quella privatizzata e classista della discriminazioneâ?. Ad affermarlo in una nota il segertario provindiale del Pdci di Matera, Francesco Mandile che aggiunge: â??Per ricostruire progresso, lavoro e futuro serve più¹ scuola ed invece il decreto 137 della ministro Gelmini sferra uno dei colpi più¹ gravi della storia repubblicana alla scuola italiana trattandola come semplice gestione economica. La verità  è¨ che non si può² intervenire sullâ??istruzione con la logica di puro bilancio, di tagli indiscriminati, ma bisogna investire e meglio utilizzare le risorse nella scuola pubblica. La società  cresce se si investe nel sapere, nella cultura, se si eleva il livello di istruzione della popolazionee quindi lâ??obbligo scolastico. In Italia tutto questo è¨ in controtendenza e ci stanno portando ad essere il Paese culturalmente più¹ arretrato. Questa scelta di inciviltà  delle destre â?" continua Mandile - è¨ contro lâ??intera società , è¨ contro la stessa ragion dâ??essere della scuola italiana che ha come sua funzione costitutiva quella di assicurare a tutti un livello di istruzione adeguato colmando ritardi e superando differenze imputabili a fattori economici, culturali, sociali, etnici o religiosiâ?. Secondo il segretario del Pdci â??la riforma della ministro Gelmini sovverte tale funzione e tale principio, opera una svolta di inciviltà . Gli esclusi saranno quelli provenienti da situazioni culturali non elevate, da situazioni economiche non di benessere, da paesi stranieri. Lâ??intendimento di questo Governo appare chiaro: ridurre il livello di istruzione dellâ??intera società , riservandola a ristrette elites privilegiate. Si riproporrà  una scuola classista che ritenevamo superata da diversi anni. Lâ??obiettivo è¨ reso palese dalla riduzione dellâ??età  dellâ??obbligo, con lâ??attuazione di una politica devastante contro la scuola pubblica, perseguendo la sua dequalificazione con tagli senza precedenti al personale, allâ??edilizia scolastica, ai fondi per le scuole, favorendo in ogni modo la scuola privata. Con questo disegno â?" prosegue - viene meno lâ??idea di società  solidale e acquistano nuova centralità  gli interessi dei singoli. Eâ?? un disegno di arretratezza che non ha precedenti ed è¨ per questo che sono iniziate le lotte per impedirlo. Nelle scuole e nelle università  italiane dilaga la protesta e noi del Pdci siamo pienamente solidali e partecipi di questa protesta. Siamo con i genitori che chiedono non tagli, ma più¹ risorse, con i docenti che chiedono un lavoro non precario, con gli studenti che hanno diritto ad un sapere più¹ qualificato, siamo con quelli che contro il razzismo delle classi ghetto per stranieri pretendono una scuola della socialità  che arricchisce culture, saperi, cittadinanza. Noi comunisti â?" conclude - lotteremo ad oltranza, non ci faremo intimidire, per sconfiggere il disegno ignobile e funesto della Gelmini e di Tremonti. Eâ?? per questo che il giorno 30 saremo a Roma al fianco degli studenti, docenti e tutto il personale della scuola per fermare un decreto che getta ombre pesanti sul futuro e sulla democrazia del nostro Paeseâ?. BAS 02.

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Scuola, Berlusconi contro gli studenti: "In piazza anche fascinorosi" (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

11.20 (Ultima Modifica: 24 ottobre 2008) Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi torna ad attaccare gli studenti che in questi giorni stanno protestando contro la riforma della scuola promossa dal ministro Mariastella Gelmini. Dalla Cina, dove si trova in visita ufficiale, il premier ha spiegato che "in tantissime manifestazioni organizzate dall'estrema sinistra e dai centri sociali, così come mi ha confermato il ministro dell'Interno, ci sono dei facinorosi: non tutti naturalmente, dei piccoli gruppi". Berlusconi ha anche detto di non volere dialogare con l'opposizione "che mi chiama dittatore". E riguardo alle prese di posizione del Partito democratico sulle sue dichiarazioni riguardo all'invio della polizia delle scuole, il premier è lapidario: "Non mi interessa - dice - io ho una maggioranza in parlamento, ho avuto un voto e degli apprezzamenti dal pubblico. Siccome da sinistra non sono mai venute cose giudiziose e positive io vado avanti a realizzare il mio programma indipendentemente da tutti i teatri e teatrini che mette in campo la sinistra". Il presidente del consiglio italiano dice poi di voler schierarsi fermamente a difesa dello studio. "Io non ho cambiato assolutamente atteggiamento, vale quello che ho detto, e ne ho parlato anche con il ministro dell'Interno - dice ancora dalla Cina -: se lo Stato vuole essere Stato deve difendere il diritto dei cittadini a frequentare le scuole e le università".

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Accade oggi all'Università (sezione: Scuola)

( da "AprileOnline.info" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Verso il 14 Novembre Venerdì 24 ottobre: l'Unione degli Universitari è convocata al Ministero. Grande partecipazione anche alle mobilitazioni odierne. Gli aggiornamenti quotidiani in tempo reale che ci arrivano dall'UDU e dalle Università mobilitate L'Unione degli Universitari sarà oggi ricevuta per un confronto dal Min. Gelmini a seguito delle dichiarazioni del Ministro stesso ieri in Senato. Ci auguriamo che il Ministro voglia intendere questo incontro come il primo passo verso un confronto stabile e produttivo che eviti il ripetersi di atti, come quelli emanati negli ultimi mesi, imposti tramite decreto legge senza nessun tipo di consultazione con gli studenti. Ci auguriamo anche che il Ministro comprenderà che la nostra protesta non è volta ad una difesa aprioristica dell'attuale università, i cui problemi denunciamo da lungo tempo, ma che i suoi provvedimenti hanno finora costretto le mobilitazionistudentesche ad infiammare gli Atenei italiani per tutelare la sopravvivenza stessa di un sistema di formazione pubblico. Per questo ci auguriamo che il Ministro voglia finalmente prendere in considerazione le tante proposte che abbiamo depositato, inascoltati, sul suo tavolo sin dall'inizio del suo mandato. Siamo convinti però che nessuna seria soluzione ai difetti dell'attuale sistema universitario possa essere messa in atto senza che vengano abrogati gli art. 16 e 33 della L. 133. Per questo la protesta degli studenti universitari continuerà anche nella giornata di oggi. A Perugia l'Unione degli Universitari organizza nella giornata di domani un'assemblea presso la facoltà di giurisprudenza. A Lecce i rappresentanti dell'Unione degli Universitari continueranno, per conto del Comitato per l'istruzione pubblica, a spiegare all'interno delle lezioni della Facoltà di Lettere e di Lingue i contenuti della L. 133 per giungere alla convocazione di un'assemblea. Assemblee studentesche sono organizzate con la collaborazione dell'UDU-Lecce anche nel polo distaccato di Brindisi. A Cagliari proseguirà il percorso assembleare in diverse Facoltà. A Bari l'Unione degli Universitari sarà presente all'assemblea con studenti, ricercatori, dottorandi, docenti, personale tecnico-amministrativo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. Prosegue inoltre l'occupazione nella Facoltà di Lettere di Firenze.

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Aboliamo il "pezzo di carta" (sezione: Scuola)

( da "Opinione, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Oggi è Ven, 24 Ott 2008 Edizione 227 del 24-10-2008 Togliendo valore legale al titolo di studio, solo chi è interessato andrà a scuola Aboliamo il "pezzo di carta" di Giuseppe Blasi A ben vedere, e l'ennesima rivolta contro una sacrosanta cura che il ministro Gelmini vuole proporre per la scuola lo conferma, noi italiani siamo abilissimi a farci male da soli, siamo collettivamente penetrati da un masochismo devastante il nostro organismo civile e il suo funzionamento. Mangiamo le esche che abilissimi mestatori gettano in pasto all'opinione pubblica e, dopo averle mangiate, somigliamo a pesci che inutilmente tentano di divincolarsi dalle reti dei pescatori, ma evidentemente senza successo. Siamo stati abilissimi infatti a devastare il nostro territorio con abusivismi grandi e piccoli, le nostre città soffocano ogni giorno di più per assenza di chiare visioni di sviluppo cosiddetto compatibile con la qualità della vita, le nostre amministrazioni pubbliche, finalmente entrate nel mirino dell'ottimo Brunetta, hanno dato per decenni ottima prova della loro incapacità e menefreghismo a servire i cittadini (altro che civil servant!); siamo stati abilissimi a distruggere l'Alitalia per mano di "abilissimi" manager e altrettanto "bravi" lavoratori; da poco tempo siamo riusciti (forse) a togliere le pulci dai nostri vagoni ferroviari; abbiamo per anni ostacolato la produzione di energia tramite il nucleare tanto da renderci schiavi di paesi terzi che profittano della nostra debolezza energetica (ma di questo parleremo in altra sede); siamo tutti molto "verdi" ma abbiamo intere regioni devastate dalla mondezza o dai rifiuti tossici; abbiamo il più importante patrimonio artistico del mondo, ma da sempre lo trascuriamo sotto varie forme salvo sputtanarlo con progetti di parchi tematici (per fortuna limitatamente a Roma) degni di Asterix e Obelix di Ouderziana memoria. Infine, ma solo perché mi sono stancato di riassumere noti elenchi di nefandezze, dopo avere distrutto ciò che di buono (fosse anche molto poco) aveva la nostra scuola, inebetiti dalle false libertà e innovazioni promesse dagli abili sessantottini fabbricanti di esche, non solo non siamo riusciti a darci piani scolastici degni di tale nome, ma riusciamo a produrre il minor numero di laureati soprattutto nelle materie scientifiche e segnatamente in ingegneria, siamo inseriti tra le peggiori scuole secondarie d'Europa, abbiamo un elevatissimo numero di abbandoni scolastici, i nostri ragazzi e ragazze hanno persino difficoltà d'espressione nella lingua madre. Ma noi cosa facciamo? Una protesta e uno sciopero con relativo corteo a ogni tentativo di miglioramento della scuola da parte dei ministri che si sono succeduti negli ultimi quattro decenni, nessuno escluso, così da ridurre la nostra scuola allo stato preagonico, un simil Alitalia insomma. Promozione garantita e per tutti, niente voto di condotta, niente voti ma solo arzigogolati giudizi; e ciò già sin dalle elementari. Maestri e insegnanti minacciati dai genitori quando i loro pargoli vengono rimbrottati per la loro condotta in classe o per il loro scarso profitto, facilities di tutti i tipi agli studenti purché prendano il famigerato "pezzo di carta". Il problema è tutto qui ministro Gelmini, è insito al valore legale del "pezzo di carta". Si va a scuola non per imparare, ma perché "senza il pezzo di carta" non si conquista la famosa scrivania ma neanche il posto di "operatore ecologico". Insomma agli spazzini invece di fare un esame attitudinale sulle loro capacità e energie fisiche, si richiede di fare di conto (se non è masochismo questo?). Il "pezzo di carta" è il viatico per il futuro, che di questi tempi di globalizzazione e di concorrenza non si sa bene quale possa essere per il poveraccio che lo ha in tasca essendo completamente ignorante. Una laurea in scienza delle comunicazioni ormai non si nega a nessuno (come i famosi sigari e croci di cavaliere) perché è un "pezzo di carta" che consente un impiego in qualsiasi struttura, naturalmente pubblica o similare. Poco importa la conoscenza, la raccomandazione farà il resto: basta avere il "pezzo di carta". I nostri ragazzi e ragazze accettano di sostenere estenuanti prove di merito (condite anche da forti e trancianti giudizi) pur di essere ammessi a un futuro di spettacolo (vedasi ad esempio la trasmissione Amici) ma non accettano che i medesimi giudizi vengano dati dagli insegnanti che vengono scambiati per burocrati che devono semplicemente avallare l'iscrizione scolastica con promozione assicurata. Sic rebus stantibus (locuzione presessantottina), l'unica riforma vera e sostanziale per la nostra scuola (in particolare secondaria e universitaria) consiste nel togliere il valore legale al titolo di studio che costituirebbe condizione necessaria ma non sufficiente per ogni tipologia di lavoro. Tolto infatti il valore legale al "pezzo di carta", che acquisterà così "valore sostanziale" che è quel che occorre, fannulloni e figli di papà smetteranno di intasare e di imbrattare le aule scolastiche o assentandosi da esse o mettendosi finalmente a studiare assoggettandosi poi ai giudizi secchi e trancianti degli insegnanti e dei datori di lavoro(tipo Maria De Filippi insomma). Nel secondo caso vedremo finalmente premiato il merito, nel primo caso (in virtù del dimezzamento delle università o dei licei) i contribuenti sapranno che i soldi delle loro tasse saranno meglio spesi di quanto non lo siano ora. Licei e università faranno quindi gare di qualità per sfornare i migliori studenti perché solo in questo modo avranno ragione di vita (e quindi di impiego e stipendio per i docenti), la società italiana potrà contare su un numero maggiore di cervelli ma anche su futuri artigiani e operai in tutti coloro che avranno liberata la scuola dove vengono oggi costretti a vivere loro malgrado, per scegliere altre e meritorie e nobili e appaganti professioni. Se riusciremo a scrollarci di dosso luoghi comuni e frasi fatte, bagaglio e spazzatura di una anticultura ormai nuda come il famoso re, se riusciremo ad anticipare il futuro anche con scelte coraggiose, potremo ancora rimediare ai danni che quaranta anni di post sessantotto hanno determinato in questo intrappolato Paese.

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SCUOLE E UNIVERSITà, CRESCE LA PROTESTA, SOPRATTUTTO DOPO LE DICHIARAZIONI DI BERLUSCONI SULL&# (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Scuole e università, cresce la protesta, soprattutto dopo le dichiarazioni di Berlusconi sull'ipotesi di intervento della polizia. A Roma atenei in subbuglio, a Napoli i cortei paralizzano la città. Assemblee a Bologna, Potenza, e Padova, studenti in piazza a Palermo e Torino. Nella capitale occupati tutti i licei storici. Un grande corteo raggiunge il Senato: gli studenti tra fischi e grida chiedono il ritiro della "Gelmini". Nota del Viminale: sì al dissenso, ma fermezza in caso di violenze, c'è il rischio infiltrati. Dalla Cina interviene il premier Berlusconi: non ho parlato espressamente di polizia. E la Gelmini apre agli studenti: "Convocherò tutte le associazioni di studenti e genitori per aprire uno spazio di confronto serio e sereno". Dure critiche dall'opposizione al capo del governo. BARTOLI, CAVALLO, E MILANESIO PAGG. 2, 3 E 5.

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Più che repressione una grande riforma (sezione: Scuola)

( da "Opinione, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Oggi è Ven, 24 Ott 2008 Edizione 227 del 24-10-2008 Scuola Più che repressione una grande riforma di Arturo Diaconale Si dice che nel fare la faccia feroce contro gli studenti che manifestano in piazza contro la riforma Gelmini il Presidente del Consiglio si sia preoccupato più di rassicurare la maggioranza silenziosa degli italiani che non di minacciare la minoranza rumorosa tipica di ogni giovane generazione. Si dice anche che Berlusconi lo abbia fatto nella piena consapevolezza di dare una mano alla riuscita della manifestazione del 25 ottobre del Pd di Walter Veltroni ma anche nella certezza che non sarà né la protesta studentesca, né le celebrazioni liturgiche dei "democrats" a ridare slancio e forza ad una opposizione priva di un serio progetto politico. É possibile che il Cavaliere abbia tenuto conto di queste considerazioni nel parlare di polizia negli atenei. Così come è scontato rilevare che le sue parole abbiano fatto scattare nella stampa politicamente corretta (che continua ad essere la maggioranza nel panorama informativo italiano) il riflesso pavloviano dei tradizionali pregiudizi della sinistra. È anche probabile che quella di Berlusconi sia stata una delle tante uscite estemporanee a cui il leader del centro destra ci ha abituato e che nascono non da astrusi ragionamenti da ma quel felice e fortunato intuito che da sempre spinge il Cavaliere a compiere le scelte più opportune ed in sintonia con i tempi. Tutto può essere. Ma questo non esclude che la questione della scuola debba essere separata da quella del Pd. E che imponga alla maggioranza di affrontare la questione in maniera più complessa ed articolata della semplice minaccia di ricorso alla repressione. Non si tratta di ripetere il mantra, che comunque rimane sacrosanto, del diritto al dissenso. Sappiamo che in nome di questo principio caro a qualsiasi liberale autentico ci sia stato nel nostro paese il progressivo smantellamento di quei valori civili che sono alla base della democrazia in una società aperta. E siamo perfettamente coscienti che in determinate circostanze sia indispensabile, sempre nel rispetto delle regole fissate dalla Costituzione e dal buon senso, dare colpi di freno al lassismo ed al permissivismo imperanti. Si tratta, invece, di capire che la repressione non è la soluzione del problema della scuola. Ma solo un antidoto temporaneo. A cui ricorrere solo in casi isolati ed eccezionali. E da sostituire in tempi solleciti da una meditata strategia diretta a compiere la più profonda e completa rivoluzione del settore da Giovanni Gentile ad oggi. L'obbiettivo che il governo si deve porre, in altri termini, non è solo quello di frenare i disordini o rendere concrete le misure previste dal decreto del Ministro Gelmini. È, e non può essere altro, che quello di operare una riforma radicale e completa all'insegna del principio, sacrosanto come quello della libertà di dissenso, che senza una scuola capace di formare adeguatamente le giovani generazioni ogni paese è destinato al declino ed ad un oscuro futuro. La scuola, va ripetuto anche ossessivamente, non può continuare ad essere un ammortizzatore sociale per categorie intellettuali. E neppure un luogo di semplice socializzazione. Deve essere uno strumento formativo all'altezza dei tempi ed aperto a tutti. Per raggiungere questo traguardo il governo Berlusconi non può accontentarsi di reintrodurre il maestro unico ed i grembiulini e compiere i tagli chiesti da Giulio Tremonti. Non può neppure seguire la strada imboccata a suo tempo dalla Moratti con una mezza riforma ispirata più a mettere le toppe che a costruire qualcosa di nuovo. Deve cogliere l'occasione di una stabilità politica straordinaria per realizzare una riforma vera, incisiva, completa. I nostalgici potranno anche dire che allo scopo ci vorrebbe un nuovo Gentile che non c'è. Ma quest'alibi non regge. Ci vuole solo volontà politica e la consapevolezza che alla grande riforma non c'è alternativa alcuna.

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Memorie del '68. Ma la sinistra è in coda (sezione: Scuola)

( da "Opinione, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Oggi è Ven, 24 Ott 2008 Edizione 227 del 24-10-2008 Gli studenti che occupano e manifestano Memorie del '68. Ma la sinistra è in coda di Romano Bracalini Un quesito lancinante e non di poco conto scuote lo stesso centro-destra e non dovrebbe: se sia lecito mandare la polizia negli atenei occupati e in alternativa far rifluire la protesta verso il suo naturale epilogo. Il ministro degli interni Maroni dice di no; il premier Berlusconi sembra pensare di sì ritenendo un dovere prevenire ulteriori violenze, sempre implicite nelle sommosse e nelle agitazioni di piazza, e permettere alla maggioranza che non protesta di andare a scuola. Detto così parrebbe del tutto lecito intervenire sui caporioni che, a differenza del '68, non sono i baroni universitari, la grande burocrazia del sapere e del censo; stavolta a soffiare sul fuoco della protesta sono i professori medesimi, autori dello sfascio e del degrado, forse ex sessantottini che cercano la rivincita quarant'anni dopo. Ma i tempi sono mutati ed anche le circostanze storiche attenuanti. E bisogna tenerne conto. Il '68 italiano scoppiò al seguito della contestazione studentesca di Berkeley, in California, e del maggio francese in una Francia ancora scossa dalla guerra d'Algeria. La guerra del Vietnam, la decolonizzazione del Terzo Mondo, le manifestazioni pacifiste, la rivolta dei ghetti neri in America erano alla base della massa d'urto che scuoteva l'Occidente sulle due rive opposte dell'Atlantico, ma segnali di insofferenza si intravvedevano anche nell'universo pietrificato dell'Est comunista. Ma il '68 italiano non se ne accorse, occupato com'era a demolire unicamente le vestigia del vecchio mondo borghese. Fu l'abbaglio che decretò la natura totalitaria del '68, ispirato ai modelli di "libertà e uguaglianza" della Cina di Mao. La sinistra adottò il '68, lo metabolizzò come sangue fresco che avrebbe rafforzato e idealizzato la lotta proletaria; e il terrorismo ,che ne era il braccio armato, trovò finanziamenti e complicità nei paesi comunisti, a cominciare dalla Cecoslovacchia. L'abbaglio si tramutò in tragedia, in principio autoritario, in diritto all'omicidio ideologico. Chi non ci stava era fascista. Stalin o Pol Pot non avrebbero potuto dir meglio. Nel 1971 il commissario Calabresi, definito il "commissario finestra" e accusato da Lotta Continua di essere un agente della Cia addestrato negli Stati Uniti (dove non aveva mai messo piede), querelò il foglio comunista che scriveva: "Il proletariato emetterà il suo verdetto e lo renderà esecutivo. Sappiamo che l'eliminazione di un poliziotto non libererà gli sfruttati: ma è questo, sicuramente, un momento e una tappa fondamentale dell'assalto del proletariato contro lo stato assassino?". Farneticazioni che l'avallo della sinistra ufficiale rese possibili in un contesto internazionale di confusione e di inganni in cui non era più possibile distinguere il carnefice dalla vittima. Oggi crollati i miti ingannevoli, la sinistra cerca di ricompattarsi nei suoi molteplici spezzoni e, dopo l'abbandono di Di Pietro, che la rosicchiava all'interno come un cancro, tenta di riallacciare l'intesa con l'estrema sinistra comunista di Ferrero e Diliberto, parlandone da vivi, nel terrore di andare incontro alla catastrofe irreparabile alle prossime elezioni amministrative. In questa resipiscenza di antichi motivi ideologici di lotta e di governo, specie il PD veltroniano ha definitivamente perduto la faccia e messo al bando tutti i buoni propositi riformisti che il partito, nell'ansia di apparire diverso, aveva sbandierato ai quattro venti con eccessiva fretta. Lo stesso D'Alema, abbandonato lo sprezzante silenzio in cui si era rifugiato, tra lo sbigottito e l'offeso, è tornato al vecchio costume bolscevico dell'offesa e della contumelia; e questo scadimento di forma e di eleganza è il sintomo più evidente dello scoramento e della crisi di nervi che macerano la sinistra. Figuriamoci se non sarebbero pronti ad abbracciare qualunque ribellione pur di tentare di fermare la marcia tronfale del nemico. Qui ci vorrebbe un miracolo; e il miracolo si è materializzato nella protesta generalizzata, organizzata, montata contro la Gelmini; ma stavolta la sinistra non ne è alla testa ma alla coda; e anche questo è un segno dei tempi. La polizia che sgombra le università sarebbe l'ultima occasione per apparire i difensori dello stato di diritto; e fa uno strano effetto sentir parlare di ritorno allo "stato poliziesco" e di sfregio alla democrazia proprio coloro che credono di vederne negli ultimi sdruciti modelli di comunismo reale. E' un vecchio vizio mentale della sinistra, rimasta al socialismo romantico e umanitario dell'Ottocento, appropriarsi di tutto ciò che suona come un assalto e una condanna dello "stato assassino", purchè non sia quello incarnato da lei. Il "regime poliziesco", come espressione della reazione in agguato, è un'ossessione ricorrente per la sinistra che lega nel ricordo deteriore la celere di Scelba e le ultime dichiarazioni di Berlusconi. Non non vi pare che anche nel nuovo PD, ex PCI, PDS, DS, nella sua precipitosa marcia all'indietro, vi sia qualcosa di antico?.

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Gelmini-studenti, si tratta. Forse (sezione: Scuola)

( da "Opinione, L'" del 24-10-2008)

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Oggi è Ven, 24 Ott 2008 Edizione 227 del 24-10-2008 E dalla Cina Berlusconi smorza i toni contro gli studenti che manifestano Gelmini-studenti, si tratta. Forse di Francesco Blasilli Alla fine, il mostro potrebbe essere meno brutto di quello che appare. Da qualunque angolazione lo si guardi. Perché, alla fine,sono solo una piccola parte quegli studenti che manifestano e vanno in piazza per distruggere e "fare casino" senza nulla sapere di cosa vuole fare la Gelmini, mentre la larga maggioranza sembra essere più conciliante. Anche il "mostro" Gelmini è meno cattivo di quanto appare visto che si è detta disposta a convocare "tutte le associazioni degli studenti per aprire uno spazio di confronto ad una sola condizione: che si discuta sui fatti". Meglio tardi che mai, visto che il modo in cui ha condotto la questione la ministra lascia qualche perplessità, dato che è scesa tra noi comuni mortali, solo dopo che i buoi erano scappati dalla stalla. Per non parlare del premier Berlusconi che dalla Cina (senza più furore), sottolinea di non aver mai pensato "che la polizia debba entrare nelle scuole. Ho detto invece che chi vuole è liberissimo di manifestare e protestare ma non può imporre a chi non è della sua idea a rinunciare al suo diritto essenziale. Ancora una volta c'è stato un divorzio tra i mezzi di informazione e la realtà". Della serie, "più Silvio di così si muore". E poi ci sono anche gli insegnanti, i famigerati insegnanti che "strumentalizzano" gli alunni: anche loro, sembrano aver intrapreso la via della conciliazione. "Siamo contro le occupazioni, ma anche contro l'uso della violenza promesso da Berlusconi", questo il pensiero della maggior parte dei docenti che hanno manifestato davanti al Senato. Nel frattempo, dentro, in un palazzo Madama che assomigliava più ad un girone dantesco che ad un aula parlamentare, la Gelmini ha dato comunque prova di grande carattere, relazionando l'assise con voce ferma e impassibile, nonostante i continui schiamazzi provenienti dai banchi dell'opposizione. Anche le parole, sono apparse più concilianti rispetto a solo qualche giorno prima, visto che il ministro ha riconosciuto quanto fatto da chi sedeva al suo posto prima di lei, gente che "non ha avuto un percorso agevole, ma questa fatica merita di essere compiuta; la devo al Paese, ai ragazzi, alle famiglie, agli insegnanti, a coloro che si aspettano e meritano una scuola migliore, come recita la Costituzione, aperta a tutti, che distribuisca pari opportunità". Certo, la Gelmini ha continuato a polemizzare con la stampa e la sinistra, parlando di "un decreto virtuale, falsificato" diverso dalla realtà, ma almeno gli studenti sembrano disposti a trattare. L'Unione degli Studenti, infatti, con una nota "ribadisce la propria disponibilità al dialogo ed al confronto sul Decreto 137, ma soprattutto sull'impianto generale delle politiche di questo Governo sulla scuola". Certo l'apertura della Gelmini è "tardiva" visto che le associazioni studentesche non vengono convocate "da diversi mesi", ne tutto questo "basterà a fermare le mobilitazioni. Il movimento si fermerà soltanto quando il Governo ritirerà il Decreto 137". Qualche riga fa, forse, siamo stati troppo ottimisti: onestamente non sembrano queste le premesse per una trattativa.

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IL GOVERNO APRE AGLI STUDENTI (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 24-10-2008)

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Nelle Università crescono le occupazioni. Il Viminale: rischio di infiltrati nei cortei Il governo apre agli studenti Berlusconi: mai pensato alla polizia negli atenei. Gelmini: riceverò chi protesta.

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MARIA PAOLA MILANESIO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI CHE, DALLA CINA, NEGA DI AVER (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 24-10-2008)

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Maria Paola Milanesio Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, dalla Cina, nega di aver mai parlato di polizia nelle scuole e negli atenei occupati, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che si dice pronta a incontrare fin da oggi gli studenti, a patto che si discuta "di fatti". Il governo punta sulla mano tesa, ma il gesto simbolico non basta a fermare la protesta degli studenti. Ma certo condiziona il vertice al Viminale da cui emerge l'esigenza di monitorare la protesta per evitare infiltrazioni estremistiche. SEGUE A PAGINA 3.

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La titolare dell'Istruzione smentisce i tagli: <Convocherò le sigle per discutere sui fatti> (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)

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IL MINISTRO. Lancia accuse alla sinistra e difende il provvedimento Gelmini: pronta al confronto Gli studenti: via quella legge La titolare dell'Istruzione smentisce i tagli: "Convocherò le sigle per discutere sui fatti"   ROMA "Soltanto bugie". Se la piazza protesta la colpa è dell'opposizione che ha avviato una campagna di "disinformazione" e non certo dei contenuti del decreto 137. Il ministro Gelmini insiste su questo tasto, replicando al Senato dopo il dibattito sul provvedimento. E per non offrire il fianco a chi le rimprovera una scarsa propensione al confronto annuncia che da oggi convocherà tutte le associazioni studentesche. A una sola condizione: "Che si discuta sui fatti". Intanto continua a difendere il suo provvedimento. "Non è vero", dice, "che ci saranno tagli per 8 miliardi di euro, non è vero che ci saranno licenziamenti degli insegnanti, non è vero che chiuderemo le scuole di montagna o delle piccole isole". Difende le ragioni che l'hanno spinta a valutare anche la condotta nel giudizio finale sugli alunni e a ripristinare i voti in pagella "reintrodotti per esigenza di trasparenza nella valutazione scolastica dei ragazzi". Sul maestro unico ha rassicurato: 5.750 classi in più (82.950 alunni) in cinque anni (2.350 classi già dal prossimo anno scolastico); e nessuna didattica "in solitario": al maestro, diventato "prevalente", saranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religione. Gli studenti si dicono pronti a incontrare il ministro (seppure dopo una convocazione "tardiva"): "Ma questo", avverte l'Unione degli studenti, "non basterà. Il movimento si fermerà soltanto quando il governo ritirerà il decreto 137".  .

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IL MINISTRO. Lancia accuse alla sinistra e difende il provvedimento (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)

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Gelmini: pronta al confronto Gli studenti: via quella legge La titolare dell'Istruzione smentisce i tagli: "Convocherò le sigle per discutere sui fatti"   ROMA "Soltanto bugie". Se la piazza protesta la colpa è dell'opposizione che ha avviato una campagna di "disinformazione" e non certo dei contenuti del decreto 137. Il ministro Gelmini insiste su questo tasto, replicando al Senato dopo il dibattito sul provvedimento. E per non offrire il fianco a chi le rimprovera una scarsa propensione al confronto annuncia che da oggi convocherà tutte le associazioni studentesche. A una sola condizione: "Che si discuta sui fatti". Intanto continua a difendere il suo provvedimento. "Non è vero", dice, "che ci saranno tagli per 8 miliardi di euro, non è vero che ci saranno licenziamenti degli insegnanti, non è vero che chiuderemo le scuole di montagna o delle piccole isole". Difende le ragioni che l'hanno spinta a valutare anche la condotta nel giudizio finale sugli alunni e a ripristinare i voti in pagella "reintrodotti per esigenza di trasparenza nella valutazione scolastica dei ragazzi". Sul maestro unico ha rassicurato: 5.750 classi in più (82.950 alunni) in cinque anni (2.350 classi già dal prossimo anno scolastico); e nessuna didattica "in solitario": al maestro, diventato "prevalente", saranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religione. Gli studenti si dicono pronti a incontrare il ministro (seppure dopo una convocazione "tardiva"): "Ma questo", avverte l'Unione degli studenti, "non basterà. Il movimento si fermerà soltanto quando il governo ritirerà il decreto 137".  .

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Sulla riforma dell'istruzione il dialogo è un obbligo (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'EDITORIALE Sulla riforma dell'istruzione il dialogo è un obbligo   Ottorino Gurgo   Bene ha fatto Berlusconi a chiarire di non aver mai pensato di esortare il ministro dell'Interno a mandare la polizia nelle scuole e nelle Università. È probabile che, saggiamente, il premier abbia giudicato opportuno raccogliere l'esortazione al dialogo del presidente Napolitano e poco importa stabilire chi abbia ragione tra il Cavaliere, che accusa i mass media di aver forzato sino a distorcerle le sue affermazioni, e i giornalisti che insistono nella loro versione. Sia chiaro: questo non vuole dire- e il ministro Maroni ha fatto bene ad esaminare attentamente al Viminale lo stato in cui versano le nostre Università e i nostri licei allertando chi ha il compito di tutelare l'ordine pubblico- che le agitazioni studentesche debbano essere ignorate e sottratte al legittimo controllo delle forze dell'ordine anche ieri duramente impegnate. Ed è positiva anche l'altra notizia: quella che il ministro Mariastella Gelmini è pronta a ricevere gli studenti per illustrare loro il suo progetto di riforma. Queste due mosse- quella di Berlusconi e quella della Gelmini- sembrano muoversi nella direzione del dialogo ed è auspicabile che questa strada non venga abbandonata per manifestazioni di forza che servirebbero solo a generare nuove, improduttive tensioni. Ora, però, è l'opposizione a dover recitare la sua parte.Quando dice che quello della scuola "è terreno di scontro", Veltroni sbaglia, né vale a giustificarlo l'esigenza che ha di far la "faccia feroce" per evitare che l'ala più oltranzista del suo partito lo accusi di eccessiva mollezza e venga attratta dal populismo di Di Pietro, sempre più deciso a vestire i panni dell'oppositore "duro e puro" nei confronti del governo. L'errore che il leader del Pd commetterebbe intestardendosi sulla linea dello scontro, sarebbe duplice. La scuola, infatti, non è e non può essere "terreno di scontro". Trasformare i nostri licei e le nostre Università in campi di battaglia comporterebbe un rischio enorme: quello di creare, a quarant'anni di distanza, le condizioni di un nuovo Sessantotto. Davvero c'è un politico che, anche a prescindere dalla valutazione che si può dare di quell'evento, evochi oggi il bisogno di un nuovo Sessantotto? 7  .

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Università e scuole, monta la protesta (sezione: Scuola)

( da "Denaro, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Napoli Università e scuole, monta la protesta Le proteste contro la riforma Gelmini della scuola e dell'Università vanno avanti. Picchetti davanti alle facoltà , distribuzione di volantini e tentativi di blocco delle lezioni. Dopo la prima notte di occupazione di palazzo Giusso, sede dell'università l'Orientale, l'assemblea "Stop Gelmini", i collettivi studenteschi e le associazioni dei dottorandi e dei ricercatori si sono riuniti per decidere le azioni di protesta. Sono poi partiti diversi gruppi di studenti che hanno raggiunto palazzo Corigliano, in piazza san Domenico Maggiore, palazzo Regina Coeli in via Duomo e palazzo Mediterraneo in via Marina, tutte sedi dell'Orientale, per cercare di bloccare la didattica, fare picchetti e distribuire volantini. Assemblee spontanee si sono svolte nella sede centrale della Federico II di Napoli e della facoltà di ArchitetturA. Oltre duecento studenti si sono radunati sotto lo "Scalone della Minerva" al Corso Umberto. Diversi studenti di Giurisprudenza della Federico II annunciano per oggi un'iniziativa di protesta. . del 24-10-2008 num.

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A fare il duro il Berlusca non ci guadagna (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

    Silvino Gonzato "Berlusconi comincia a perdere colpi", scrive la Olga. "Sarà colpa dei fusi (non sta mai fermo un attimo: oggi in Cina, domani in America, dopodomani in Russia, un guìndolo, insomma), sarà che comincia ad avere un bel po' di carnevali, sarà che ha la luna di traverso perché qualche scheo in banca ce lo starà smenando anche lui, sarà che governare un Paese come l'Italia non è come dirigere il coro dell'Alpo, sarà che a sentirsi padreterni logora molto di più che a sentirsi figli a termine, sta di fatto che quella monata sulle università non doveva dirla". "Poteva risparmiarselo di minacciare di mandare la polizia a buttar fuori gli studenti occupanti. Possibile che il passato non gli abbia insegnato niente? Capisco che, come mi ricorda il mio Gino, erano i tempi (non aveva ancora fatto la pila) in cui strimpellava sulle navi da crociera con un'orchestrina di amici, ma qualcuno gli avrà pure raccontato delle botte da orbi che si davano sulle strade studenti e celerini, dei cubetti di porfido che volavano e quando andava bene rimbalzavano contro gli elmetti, delle cariche furibonde, delle manganellate a chi ciàpo ciàpo, delle trincee di sacchetti di sabbia come nella guerra del Quìndese-Disdòto, delle università occupate per mesi, della violenza che creava altra violenza mentre tutti oggi abbiamo bisogno che quel passato non torni più perché il presente ci riserva già troppe rogne". "Làssa che i protesta, presidente. La protesta finché è civile e rispetta le regole è lecita; làssa che i occupa, làssa che i se sfoga (basta che non spacchino tutto perché allora toccherà a noi pagare, come sempre). Quando saranno stràchi, torneranno sui banchi perché la vita va avanti anche per loro e nessuno vorrà laurearsi a cinquant'anni continuando nel frattempo a tirare avanti con la mancetta di papà. Se protestano avranno le loro buone ragioni. La riforma Gelmini, per come me l'ha raccontata il maestro Gildo detto Unico, e per quanto ne possa capire io che ho fatto le scuole basse, ha delle cose che non piacciono neanche a me". "Non è giusto, per esempio, che a università serie come la nostra vengano tagliati i fondi perché altre sono tutta una magnarìa. Bisogna castigare quelle che buttano via i schei e lasciare in pace quelle virtuose come la nostra, anzi premiarle con qualche sesìno in più. E' la stessa storia degli ospedali. Siamo stufi di dover pagare anche per gli altri. Lei, presidente, e il ministro Brunetta formate una bella coppia, meglio di Bud Spencer e Terence Hill. Ma a tirar cazzotti non ci guadagnate, tanto meno ci guadagna il Paese".

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Striscioni e assemblee (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

AUTUNNO CALDO. Molti studenti si stanno preparando per andare alla manifestazione nazionale di Roma del 30 Striscioni e assemblee Alle discussioni partecipano anche presidi e docenti. Contestati soprattutto i tagli alle ore di laboratorio     Ilaria Noro "Preparate i bagagli, arrivano i tagli", affermava in nero e rosso lo striscione appeso al liceo scientifico Galileo Galilei. "Emergenza ballismo" riportava lo striscione che ha fatto capolino tutto il giorno dalla finestra dell'aula magna dell'istituto Carlo Anti di Villafranca. L'autunno caldo della scuola non accenna a raffreddarsi. Anzi. La protesta contro la riforma Gelmini continua a scatenare proteste non solo nel mondo accademico e tra gli insegnanti ma anche negli istituti superiori, che hanno dichiarato guerra alla maggior parte dei cambiamenti previsti dalla ministra. Numerose le iniziative di mobilitazione che sono in questi giorni in fase di organizzazione. E se molti studenti veronesi stanno già preparando la trasferta a Roma per la manifestazione nazionale contro la riforma prevista per giovedì prossimo, il 30 ottobre, anche per chi resta in città la giornata si preannuncia movimentata. Ieri intanto ci sono state le prime avvisaglie. Al liceo scientifico Galilei, oltre allo striscione, era prevista una riunione, ma all'ultimo momento gli organizzatori hanno deciso di non perdere ore di scuola e di farla slittare alla prossima settimana, richiedendo l'autorizzazione al preside Carazzolo e facendola rientrare nell'assemblea d'istituto. L'incontro si è invece svolto, ma solo all'ultima ora di lezione, all'istituto Carlo Anti, dove dalle 12.30 alle 13.30, 110 ragazzi tra rappresentanti di classe ed altri studenti si sono riuniti per dibattere sulla riforma. Sono tanti i punti duramente contestati dai ragazzi. Ma in particolare, a non andar proprio giù è il taglio dell'orario, che da 34 passa a 30 ore a settimana. "Le ore di laboratorio, indispensabili per gli indirizzi tecnici e professionali ma fondamentali anche per i licei, sono destinate a sparire e non è tollerabile che un tipo di insegnamento moderno ne sia sprovvisto", spiega Nicolò Moroni, 18 anni, Coordinatore della Rete degli Studenti di Verona. "A preoccuparci è anche il nostro futuro prossimo. Quando tra un anno molti di noi andranno all'università, troveranno già le tasse raddoppiate. A chi non può permetterselo verrà preclusa la possibilità di studiare", prosegue Moroni che insieme agli altri studenti sta organizzando la trasferta a Roma. "Al momento abbiamo raccolto una ventina di adesioni, ma siamo solo all'inizio. Un pullman in partenza da Verona è già stato fissato e stiamo valutando se prenderne ancora". Quella che sta dilagando in questi giorni negli istituti veronesi e nell'ateneo scaligero non sembra la classica protesta che arriva puntuale quasi ogni anno e viene bollata da molti come "semplice voglia di perdere tempo". Questa volta al fianco degli studenti non solo veronesi ma di tutta Italia, ci sono anche molti insegnanti, parecchi presidi e qualche rettore. Riuniti nell'aula magna dell'Anti, poco distanti dallo striscione "Emergenza ballismo", insieme ai ragazzi ieri c'erano anche il preside e un docente. E relatore all'assemblea del Galilei di giovedì prossimo, sarà, se il programma non subirà variazioni, lo stesso preside Luciano Carazzolo, invitato dagli studenti. "Gli studenti hanno chiesto di avere nei prossimi giorni uno spazio per confrontarsi e capire di più. Per avere informazioni complete, approfondite e dettagliate anzinché quelle che arrivano dai soliti flash televisivi. Trovo molto positivo il fatto che abbiamo chiesto a me di svolgere questo ruolo", ha commentato Carazzolo che per tutta la giornata di ieri ha lasciato affisso il manifesto attaccato nell'atrio dai ragazzi. "Mi aspettavo qualche iniziativa per oggi e mio compito è quello di assicurare lo svolgimento regolare delle lezioni. Come segno di protesta i ragazzi hanno scelto questo striscione e io, per oggi, l'ho lasciato appeso. Penso che questo confronto diretto con i ragazzi sia molto importante, come il fatto di sfruttare un momento criticità come quello di queste settimane per approfondire la conoscenza sulla scuola, capire e ragionare su quello che non va", ha aggiunto Carazzolo che pur non commentando direttamente il decreto Gelmini si dice d'accordo su qualche aspetto e "molto perplesso" su altri; in primis sulla diminuzione delle ore.

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INDAGINE. Un sondaggio tra famiglie venete (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Sì al voto in condotta no al maestro unico   Il ritorno del voto in condotta e il ripristino dell'esame di riparazione sono i due elementi della riforma della scuola del ministro Gelmini che piacciono maggiormente alle famiglie venete. È quanto emerge da una indagine condotta da Quaeris, società di Breda di Piave specializzata in ricerche di mercato e sondaggi d'opinione, intervistando al telefono 350 genitori. Decisamente poco apprezzati altri aspetti, in particolare l'abolizione del tempo pieno (sfavorevoli il 93%) e l'introduzione del maestro unico alle elementari (sfavorevoli l'87,6%). Resta la scuola elementare l'istituzione scolastica verso cui vi è la maggior soddisfazione, di gran lunga superiore rispetto alle altre. Gli intervistati denunciano un calo costante della soddisfazione nel passaggio tra i diversi percorsi formativi: scuola elementare 75% di soddisfatti, scuola media 69%, scuola superiore 63%, università 54%. C'è comunque tra il campione intervistato una generale condivisione per la lotta agli sprechi, per una politica di contenimento dei costi (83%) e per azioni di incentivo tra il corpo docente (74%).  .

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Ben 35 scuole a rischio soppressione (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il decreto Gelmini fissa un minimo di alunni per classe: Bonfante (Pd) calcola le conseguenze nel Veronese: "La Regione presenti ricorso alla Corte costituzionale" Ben 35 scuole a rischio soppressione I tagli annunciati dal governo condannano scuole di montagna come a Selva, Erbezzo e Bolca, ma anche nelle frazioni in pianura In più niente docenti d'inglese e aumento degli alunni fino a 30 per classe FRANCO BONFANTE CONSIGLIERE REGIONALE PD     Vittorio Zambaldo Tempi duri anche per le scuole, soprattutto piccole, che finiscono nel tritacarne delle esigenze economiche e finanziarie nazionali, con buona pace del federalismo di cui la scuola dovrebbe essere il primo passo concreto, prima ancora dei trasferimenti in denaro e della polizia locale, visto che l'identità e la coscienza si creano a partire dall'infanzia. Invece le scuole piccole, di montagna e di pianura, sono le prime a saltare dalla padella, in cui sta arrostendo un pastone indigesto, nelle braci che le faranno scomparire. E questo nonostante le piccole scuole diano spesso l'esempio a livello nazionale (vedi la scuola media di Selva di Progno) con più premi e riconoscimenti, nell'arco degli ultimi dieci anni, dei suoi attuali alunni (39). Parte da queste considerazioni la mozione del Partito democratico al Consiglio regionale, presentata dai consiglieri Franco Bonfante, Giovanni Gallo e Andrea Causin per impegnare la giunta regionale a presentare ricorso alla Corte costituzionale contro l'articolo 3 del decreto legge 154/2008 che prevede diverse misure in materia di organizzazione scolastica: la perdita dell'autonomia per circa 800 scuole e la soppressione in numero elevato (una scuola su tre) soprattutto della primaria (elementari) ma anche della secondaria di primo grado (medie) e dell'infanzia. Questi i criteri per la selezione previsti dal piano programmatico predisposto dal ministero dell'Istruzione di concerto con quello dell'Economia e dalla bozza di regolamento: nelle zone di montagna e nelle piccole isole il numero degli alunni minimo delle scuole elementari è ridotto a 12 per classe (quindi non meno di 60 alunni in totale), mentre nelle altre aree dovranno esser presenti almeno 15 alunni per classe (75 alunni in totale). Per le scuole medie il parametro è ridotto a 16 alunni per classe nelle zone di montagna e piccole isole (quindi non meno di 48 in totale), mentre nelle altre aree, inclusi i piccoli comuni e le frazioni, le sezioni delle medie dovranno avere almeno 20 alunni per classe per raggiungere un quorum totale di 60. "In più ci saranno l'eliminazione graduale degli 11.200 posti di specialista per l'insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria e la loro sostituzione con i docenti che dovranno frequentare un corso di 150 ore", denuncia Bonfante, "l'aumento del numero degli studenti nelle classi fino a raggiungere il tetto di 30 per classe; una forte penalizzazione per gli insegnamenti pratici e per le attività di laboratorio, in particolare nella scuola secondaria di secondo grado, ma anche nelle altre scuole e una forte riduzione dei posti di lavoro di personale docente e non docente che penalizza soprattutto i precari". Nella loro mozione i consiglieri del Pd chiedono inoltre che il Consiglio impegni la giunta a "presentare una dettagliata relazione entro il 10 novembre alle commissioni consiliari prima e sesta nella quale siano precisate le conseguenze per il Veneto, provincia per provincia, dell'applicazione delle norme che si rifanno alle proposte ministeriali e di applicare le deroghe previste dalle norme per evitare il più possibile l'abbandono della montagna, delle piccole isole e dei centri minori, tenuto conto dell'importanza della presenza delle scuole in tali aree anche dal punto di vista socio economico". "Le nuove norme e gli indirizzi del governo porteranno ad una soppressione dei plessi scolastici ed ad una riduzione dei tempi pieno e prolungato, soprattutto nel Centro Nord, nonché ad uno svuotamento delle scuole di montagna e dei piccoli centri, che hanno un rilievo non solo educativo e pedagogico, ma anche socio-economico", precisano i consiglieri del Pd. "Certo la deroga per le scuole oltre i 600 mette al sicuro alcuni plessi", conclude Bonfante, "ma dovremmo stare con gli occhi ben aperti per capire cosa significhi: le scuole medie di Selva di Progno, che sono a 570 metri sul livello del mare, accolgono allievi dalle frazioni di San Bortolo e Campofontana che arrivano fino a 1200 metri".

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Scuole, il 30 tutti in piazza vittoria (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Scuole, il 30 tutti in piazza Vittoria Ieri al Valla riunione per organizzare il movimento. Aperto un blog PAVIA. L'obiettivo è riempire piazza Vittoria il 30 ottobre. Dall'incontro di ieri sera al collegio Valla tra genitori, insegnanti di elementari e superiori, e rappresentanti degli studenti universitari, è uscito un piano programmatico per fare informazione. Ma non solo. Dopo la prima settimana di protesta, è stato anche un momento per capire quali sono le iniziative in corso. Il 30 ottobre sarà il momento per tirare le fila di questi giorni di assemblee sulla legge 133 da una parte e sulla riforma Gelmini dall'altra. Internet diventa il mezzo protagonista. Il comitato dei genitori, che ha organizzato la serata, ha aperto un blog: genitoriper lascuola.blogspot.com. E oggi ci sarà anche l'incontro tra universitari e studenti delle superiori per preparare la manifestazione del 30. Durante l'incontro di ieri si è iniziato a organizzare anche un dibattito con tutte le componenti del mondo dell'istruzione. L'altro obiettivo resta l'incontro con il ministro Gelmini previsto per il 15 novembre a Pavia. Il gruppo telematico che ruota attorno al comitato genitori per la scuola ha voluto ieri sera fare il punto della situazione, ma è stato anche l'occasione per un confronto tra realtà diverse. Il comitato ha già ottenuto di poter mettere un banchetto informativo in piazza durante la manifestazione del 30 ottobre per un presidio di genitori e docenti. Quello di ieri è stato soprattutto un incontro per mettere insieme le diverse realtà cittadine. Anche perché molti insegnanti delle scuole superiori sono anche genitori con figli alle elementari. Alcuni universitari avevano contattato il comitato via mail. La richiesta? Poter lavorare insieme per unire la protesta. Due fronti che si muovono paralleli. Anche perché al centro del dissenso universitario c'è soprattutto la legge 133, che prevede tagli ai finanziamenti, il blocco del turn over e la possibilità per gli atenei di diventare fondazioni private. Il dissenso delle scuole si concentra soprattutto contro il decreto Gelmini. I genitori, coinvolti nei giorni scorsi nelle assemblee di classe, hanno iniziato a manifestare le loro preoccupazioni. Ed è così anche alle materne. "Siamo toccati anche noi e i genitori hanno tanti dubbi perché non sanno come sarà organizzato il monte ore nella materna - spiega Antonella, maestra di una scuola Materna del III circolo - Noi facciamo anche educazione all'alimentazione durante la mensa e ci chiediamo se il monte ore copra anche questo momento". Si inizia anche a riflettere di "tagli". Dopo le parole del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che ha garantito che non ci saranno licenziamenti, nelle scuole il pensiero va ai precari: se da un lato è vero che non saranno licenziati gli insegnanti con un contratto, è anche vero che non saranno confermati i contratti dei precari. (m.br).

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L'EDITORIALE Sulla riforma dell'istruzione il dialogo è un obbligo   Ottorino Gurgo   Bene h... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'EDITORIALE Sulla riforma dell'istruzione il dialogo è un obbligo   Ottorino Gurgo   Bene ha fatto Berlusconi a chiarire di non aver mai pensato di esortare il ministro dell'Interno a mandare la polizia nelle scuole e nelle Università. È probabile che, saggiamente, il premier abbia giudicato opportuno raccogliere l'esortazione al dialogo del presidente Napolitano e poco importa stabilire chi abbia ragione tra il Cavaliere, che accusa i mass media di aver forzato sino a distorcerle le sue affermazioni, e i giornalisti che insistono nella loro versione. Sia chiaro: questo non vuole dire- e il ministro Maroni ha fatto bene ad esaminare attentamente al Viminale lo stato in cui versano le nostre Università e i nostri licei allertando chi ha il compito di tutelare l'ordine pubblico- che le agitazioni studentesche debbano essere ignorate e sottratte al legittimo controllo delle forze dell'ordine anche ieri duramente impegnate. Ed è positiva anche l'altra notizia: quella che il ministro Mariastella Gelmini è pronta a ricevere gli studenti per illustrare loro il suo progetto di riforma. Queste due mosse- quella di Berlusconi e quella della Gelmini- sembrano muoversi nella direzione del dialogo ed è auspicabile che questa strada non venga abbandonata per manifestazioni di forza che servirebbero solo a generare nuove, improduttive tensioni. Ora, però, è l'opposizione a dover recitare la sua parte. L'errore che il leader del Pd commetterebbe intestardendosi sulla linea dello scontro, sarebbe duplice. La scuola, infatti, non è e non può essere "terreno di scontro". Trasformare i nostri licei e le nostre Università in campi di battaglia comporterebbe un rischio enorme: quello di creare, a quarant'anni di distanza, le condizioni di un nuovo Sessantotto.7  .

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<Incide sui voti fare uno sciopero> (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

IL CASO AL ROSSI. Alcuni studenti si erano astenuti il 10 ottobre "Incide sui voti fare uno sciopero" Il preside: lettera ai genitori e un verbale   "Non si può più nemmeno manifestare, perché si rischia la bocciatura". Protestano gli studenti dell'itis Rossi per le lettere che il capo d'istituto, Gianni Zen, ha inviato alle famiglie degli alunni che il 10 ottobre hanno aderito alla mobilitazione della Rete contro la riforma Gelmini. Nella lettera il preside comunica ai genitori che i figli hanno preso parte ad "un'assenza collettiva senza giustificato motivo" e invita a compilare un cedolino giustificativo da consegnare in vicepresidenza. A mandare su tutte le furie gli studenti sono le righe successive, dove si legge che "copia di questa lettera sarà allegata al verbale del consiglio di classe e contribuirà alla valutazione finale come da nuova normativa sul voto di condotta". Affermazioni che i ragazzi non hanno digerito definendole "intimidatorie", al punto da bussare agli uffici della Cgil scuola e ai rappresentanti della Rete, sindacato studentesco. "Sottoporremo all'attenzione dell'Ufficio scolastico provinciale la circolare del Rossi" fanno sapere Luca Trescato e Matteo Cocco, responsabili sindacali della Rete, sottolineando che "viene lesa la libertà d'espressione sancita e difesa dallo statuto degli studenti e delle studentesse, oltre che dalla Costituzione". Gli esponenti della Rete hanno chiesto al preside un incontro che sarebbe stato negato. "Ho ricevuto i rappresentanti d'istituto interni alla scuola - replica Gianni Zen - non gli esponenti della Rete che si sono rivolti a me in modo arrogante. La lettera ai genitori non è che la messa in atto del regolamento d'istituto che ho trovato qui. Prevede che le assenze degli alunni non giustificate siano rese note alle famiglie e al consiglio di classe. È una prassi che abbiamo sempre seguito, la differenza è che quest'anno ci troviamo di fronte ad una nuova normativa sulla condotta che siamo tenuti ad applicare". Spiegazioni che il preside ha fornito anche ieri mattina in un'assemblea d'istituto particolarmente animata, al termine della quale i rappresentanti hanno chiesto al dirigente di apportare delle modifiche ad un regolamento che evidentemente non è più condiviso. "La scuola è aperta al confronto", risponde Zen che sugli effetti della lettera in questione tiene a precisare che "non c'è intento punitivo, che i consigli di classe non hanno il fucile spianato e al momento della valutazione tengono conto dell'intero profilo". AN.MA.  .

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Superiori, dissenso sul decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

FUORI DALLE AULE.. Al Fogazzaro aderisce il 70%, corteo del Boscardin, il Quadri discute Superiori, dissenso sul decreto Gelmini Quattro istituti disertano le lezioni o fanno assemblee Domani in azione ancora il tecnico, poi tutti a Roma     Anna Madron Fogazzaro ore 7,45. Invece di entrare a scuola i ragazzi si raggruppano davanti all'ingresso, espongono cartelli e striscioni contro il ministro dell'Istruzione ribattezzata per l'occasione "Gelminator", annunciano al megafono l'intenzione di discutere punto per punto la riforma. È l'ennesimo atto di una protesta che va in scena da settimane e che ieri ha visto protagonisti gli alunni di Fogazzaro, Quadri, Boscardin e Lioy, istituti dove si sono improvvisati dibattiti, volantinaggi, sit-in che hanno coinvolto centinaia di studenti oltre ai neonati comitati "Taglia la Gelmini". Al Fogazzaro circa il 70% degli allievi ha disertato le lezioni per circa tre ore, al Lioy sono stati distribuiti volantini davanti al portone, al Quadri un'ora è stata dedicata alla discussione del decreto "137" in via di approvazione al Senato, mentre un corteo di circa 300 manifestanti provenienti dal Boscardin verso le 11 ha raggiunto a piedi contrà Burci, bloccando il traffico e aggregandosi alla mobilitazione in atto alle ex magistrali. Insomma il ventaglio del dissenso si allarga e si moltiplicano le iniziative che prendono di mira il ministro e la sua ricetta di scuola che prevede tagli alle cattedre, ritorno al maestro unico, riduzione delle ore di didattica. "Una rivoluzione si abbatte sull'istruzione senza che siano mai state ascoltati i punti di vista di chi a scuola cresce e lavora - sottolinea Miriam Zaggia, referente della Rete degli studenti di Vicenza - questo governo prova ad imbavagliarci, ma non ci stiamo. D'ora in avanti verranno organizzate manifestazioni e incontri informativi a ritmo battente per spiegare in cosa consiste quella che chiamano riforma". Al Quadri ieri mattina le assemblee che si sono svolte in tutte le classi con il consenso del preside Adorno sono servite proprio a questo: "Si sono rivelate utili - interviene Matteo Cocco, studente del liceo di via Carducci e rappresentante della Rete - perché in molti pensano che il decreto consista semplicemente nel ripristinare il voto di condotta determinante ai fini della bocciatura. La nostra preoccupazione nasce dal constatare che la scuola viene impoverita nella sostanza: diminuiscono i docenti, le ore di lezione, i progetti, le attività". Un gioco al ribasso che non piace. A ribadirlo saranno anche domani i ragazzi del tecnico Boscardin che alle 8,30 si sono dati appuntamento davanti all'istituto per un'assemblea spontanea che affronterà la riduzione del tempo scuola che alle elementari sarà di 24 ore, alle medie di 29 e alle superiori di 30 e 32; l'aumento degli alunni, oltre i 30, per classe; la metamorfosi delle università che diventano fondazioni. Temi caldi alla base dello sciopero del 30 ottobre, in vista del quale gli studenti vicentini stanno organizzando i pullman per prendere parte alla manifestazione a Roma.

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Sciopero creativo in un liceo della Capitale dove si è esibita la banda musicale dell'istituto (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'ONDA DEL NO. Nel Cosentino intervento delle forze dell'ordine. A Trieste un muro di libri È protesta continua Fischi anche al Pd In migliaia alle manifestazioni in tutta Italia A Roma momenti di tensione al Senato I rettori: il confronto non sia esasperato Sciopero creativo in un liceo della Capitale dove si è esibita la banda musicale dell'istituto   ROMA Scuole e facoltà occupate, cortei nelle città, lezioni libere in strada, manifestazioni fin sotto il Senato. È stata un'altra giornata di lotta contro la riforma della scuola targata Gelmini. E anche ieri, seppur rientrato l'effetto amplificatore che sembravano dover scatenare le parole del premier Silvio Berlusconi, non sono mancati momenti di tensione. C'è stato anche un intervento delle forze dell'ordine nel cosentino, dove agenti di polizia e carabinieri hanno convinto gli studenti delle scuole di Fagnano Castello, San Marco Argentano e Roggiano a interrompere le occupazioni. Gli studenti hanno posto fine all'agitazione riservandosi di intraprendere altre forme di protesta. A Roma gli studenti hanno manifestato davanti Palazzo Chigi, urlando slogan contro la riforma. Poi un corteo è partito dall'università La Sapienza per dirigersi al Senato. Mentre in aula il ministro Gelmini illustrava la riforma, davanti a Palazzo Madama è andato in scena un sit-in, con cori, slogan e fischi indirizzati anche a parlamentari del Pd. I RETTORI. La Crui, Conferenza dei rettori dell'università italiane, ieri è scesa in campo augurandosi che il tono del confronto non sia esasperato, facendo perdere di vista le questioni di sostanza e l'obiettivo del buon funzionamento dell'Università. Ma vediamo la mappa della protesta. TORINO. Numerose scuole occupate, mentre duemila studenti del Politecnico di Torino si sono riuniti in assemblea. GENOVA. Gli organizzatori del Festival della Scienza hanno annunciato di voler dedicare una giornata alle proteste. Studenti hanno sfilato in un corteo-funerale lungo le strade vicine ai poli universitari. MILANO. All'università Statale è stata bloccata per un'ora l'entrata della facoltà di Scienze Politiche, i cui studenti chiedono il blocco della didattica. TRIESTE. Gli studenti medi hanno costruito una "scuola di libri", un muro eretto con i libri di testo davanti alla chiesa di San Giacomo. BOLOGNA. In piazza del Nettuno, è stata allestita un'aula a cielo aperto, in occasione del collegamento con la trasmissione "Anno zero". FIRENZE. I ragazzi dell'Istituto d'arte di Porta Romana hanno inscenato un "attraversamento pedonale" lungo le strade del centro, mentre su alcuni dei ponti sull'Arno sono apparsi striscioni come "L'università non è in vendita". ROMA. Oltre alle proteste davanti a Palazzo Chigi e al Senato, occupazioni in vari istituti, tra cui il liceo classico Tasso e lo scientifico Malpighi. "Sciopero creativo" per gli studenti del liceo Russell che hanno fatto suonare la banda di istituto. Alla Sapienza, occupata la facoltà di Ingegneria. Stessa forma di protesta alla facoltà di Scienze di Roma Tre. MATERA. In piazza un migliaio di studenti delle medie superiori, mentre a Potenza gli studenti universitari, assieme ad alcuni docenti e ricercatori, si sono riuniti in assemblea nell'Aula Magna per stabilire le prossime azioni. LECCE. Scienze Politiche è in assemblea permanente. PALERMO. Un migliaio di studenti ha assistito a una lezione all'aperto in piazza Politeama.

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Dal '68 al 2008: Vecchio striscione, quanto tempo è passato (sezione: Scuola)

( da "Panorama.it" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Dal '68 al 2008: Vecchio striscione, quanto tempo è passato. Posted By marco.cobianchi On 24/10/2008 @ 13:12 In Headlines | No Comments "La maggior parte li ho inventati io: 40 anni fa". [1] Aldo Brandirali, fondatore di [2] Servire il Popolo negli Anni '60 e uno dei leader della rivolta studentesta del '68, legge con un sorriso pieno di compassione gli slogan della protesta studentesca versione 2008. Davanti alla sua spremuta d'arancia seduto al tavolino di un bar della periferia milanese, li legge e sorride. "Roba un po' vecchia", ripete rammaricato, "questi slogan non colgono la sostanza del problema scolastico, ovvero che non è più un luogo di formazione dell'uomo, dove una persona può fare delle esperienze educative". È cambiato, Brandirali. O forse no. Da leader del partito marxista-leninista italiano oggi è consigliere di [3] Forza Italia al comune di Milano. Quindi cambiato, è cambiato anche se continua a "servire il popolo" guidando ben sei associazioni che si occupano di disagio sociale delle famiglie e delle persone che gravitano nelle periferie cementificate di Milano. Nel sito del comune la sua biografia aggiunge: "È diventato adulto correggendo il suo pensiero sulla politica e a 50 anni è diventato cristiano". Ed è con questi occhi che rilegge gli slogan scanditi da studenti, insegnanti e genitori durante lo sciopero contro la riforma del ministro Gelmini. Slogan incredibilmente simili a quelli che gridava lui nelle stesse strade, nelle stesse piazze dove martedì 21 hanno sfilato i contestatori del XXI secolo. Per Panorama Brandirali ha accettato di commentarli uno per uno. La scuola è degli studenti e dei docenti non della Gelmini e di Tremonti Questo slogan rientra perfettamente nella mitologia sessantottina, solo che non ha mai funzionato perché la logica di questo slogan porta inevitabilmente al 6 politico e ai bambini nei cortei. Cacciamo i Baroni, torneranno i conti Contiene la quintessenza del '68 che prese origine proprio come rivolta contro le baronie universitarie. Ma ciò che mi colpisce non è che dopo 40 anni i baroni sono ancora nelle scuole, ma che i baroni di oggi sono i sessantottini di ieri. Decreto e fiducia sono in sostanza paura del confronto e arroganza Questo la può avere inventata solo il figlio di Walter Veltroni. Cultura uguale a dissidio È la prova della totale decadenza della scuola perché in questa frase la cultura viene ristretta nell'ambito del pensiero critico. Se non hai un pensiero critico non hai cultura. Di conseguenza se distruggi sei nel giusto e nel vero. L'esperienza del '68 porta a concludere che alla distruzione, provocata proprio dal pensiero critico, non è seguita alcuna forma di costruzione. Fuori Confindustria da scuole e università Questo è nuovo. Quarant'anni fa non c'era nemmeno lontanamente questa possibilità mentre adesso gli imprenditori dimostrano una attenzione verso la formazione. Dire che devono stare fuori dai luoghi dove si forma il sapere e la conoscenza è un puro pregiudizio. Contro la scuola dei padroni, 10, 100, 1000 occupazioni Questo lo gridavo io al tempo del Vietnam. In sostanza il messaggio implicito consiste nel sostenere che la minoranza di oggi sarà la maggioranza di domani e che anche se sono in minoranza sono nel giusto. E se proprio la maggioranza non dovesse seguirti allora si passa alla lotta armata. No alle classi differenziali, i bambini sono tutti uguali Questo è l'errore dell'uguaglianza che è il più grave degli errori ideologici perché è vero che i bambini sono tutti uguali, ma alcuni hanno diritto ad un aiuto maggiore perché, semplicemente, non conoscono la lingua italiana come la conosce un bambino italiano. Applicare nel concreto questo slogan significa discriminare ancora di più chi è già in difficoltà sostenendo però che lo si fa per il suo bene. Quando la scuola è in vendita, ribellarsi è giusto. È un altro storico slogan sessantottino. Ancora oggi io credo che ribellarsi sia giusto salvo il fatto che il ribelle è, nei fatti, un uomo solo, isolato e isolare l'uomo è da sempre l'obiettivo primario del potere. Contro la riforma non basta una sfilata: lotta dal basso autorganizzata Questo l'ho inventato io. Ne feci anche una variante e sulla facciata di una vetreria di Cernusco appesi uno striscione gigantesco con su scritto: "La lotta è l'unica democrazia degli sfruttati". No alle scuole di classe Giusto, spero che a gridare questo slogan ci fossero anche i figli di papà. Infatti oggi c'è ancora qualcuno che crede alla lotta di classe, solo che non sono i poveri, sono i ricchi. Berlusconi, Tremonti, Gelmini: non vogliono studenti ma solo burattini Io, che di queste cose ho una certa esperienza, starei più attento a non essere ridotto a burattino da chi dirige la protesta, questa come qualsiasi altra. Questa, in particolare, non è nata in casa Pd, ma in casa Cgil la cui unica preoccupazione è che non si tagli l'occupazione. Se gli studenti non fossero dei burattini avrebbero dovuto gridare: meno dipendenti e più insegnanti. Non saremo noi a pagare la vostra crisi È giusto in sé, solo che ciò che sta avvenendo è che siamo noi, inteso come popolo, a pagare la loro crisi, intesi come banchieri. Le mie maestre sono già uniche Magari! Meno scuola, lo dice il decreto, per fare le letterine basta l'alfabeto Molto creativo, lo condivido in pieno. Bloccheremo tutto Noi nel '68 bloccammo tutto e fu un disastro. La riforma fatela davvero, libri di testo a costo zero Buona idea. L'Università pubblica non si tocca, la difenderemo con la lotta È uno slogan colmo di pregiudizi e io ne ho vissuti a tonnellate di pregiudizi. Schierarsi da una parte contro un'altra a prescindere dalla realtà è il modo migliore per coltivare pregiudizi Tagliate le armi per risparmiare, la scuola pubblica deve restare Ma perché deve restare solo quella pubblica? E della Bocconi che ne facciamo, la chiudiamo? Ministro Gelmini, ma dell'istruzione capisci qualcosa o vuoi una lezione? La domanda è giusta, anche se espressa in una forma vagamente minacciosa. Se l'istruzione vi sembra un costo, provate l'ignoranza Bello. Esprime la tradizionale creatività di chi protesta. Meglio di questo slogan c'è solo: Meglio bionda che Brunetta. Ma, almeno questo, non l'ho inventato io.

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Le mamme ai figli "Bimbi nostri andate pure sulle barricate" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Reportage La protesta contro la riforma MARIA TERESA MARTINENGO Le mamme ai figli "Bimbi nostri andate pure sulle barricate" Adulti e professori alleati con i ragazzi "Vi verremo a prendere in commissariato" Alla minaccia del premier di essere messi a tacere con l'uso della forza pubblica, gli studenti anti-Gelmini hanno risposto con il corteo spontaneo organizzato ieri mattina dall'ex magistrale Regina Margherita con l'adesione (in tutto 3-400 persone) dell'Itc Luxemburg, del liceo Copernico, dai professionali Giulio e Boselli. Il tam tam sulle parole di Berlusconi si è diffuso nottetempo su blog e Messanger. Ieri mattina, poi, dai ragazzi dell'istituto di via Valperga Caluso (in strada con lo slogan "Il Regina protesta per una riforma disonesta") è partito via sms l'invito ai coetanei che comunque avevano deciso di fare qualcosa. Appuntamento in piazza Carlo Felice. Poi via, con un efficiente servizio d'ordine, lungo via Roma, piazza Castello, via Pietro Micca (con sosta sotto la Direzione Scolastica Regionale), piazza Solferino, quindi dietrofront sotto i portici verso via Po e la Rai. In testa al corteo c'è Ivan Vannicelli, studente diversamente abile del Regina. "Nella nostra scuola i ragazzi disabili, tanti e ben integrati, con i tagli previsti temono per il loro futuro", dice Silvia Ugo, la compagna che spinge la carrozzina di Ivan. Protesta, si potrebbe dire, disarmante. "Nei giorni scorsi abbiamo fatto un'assemblea con una docente di diritto - raccontano Manuel Paoletta e Jacopo Angeleri - che ci ha spiegato nei dettagli i testi dei decreti. Su questa base si sono poi svolti dei laboratori pomeridiani. Oggi la scuola è in autogestione con il consenso della preside. La maggior parte degli insegnanti ci appoggia". E a sorpresa: "I pochi minori in corteo ci sono con il consenso dei genitori. Abbiamo invitato gli altri a restare a scuola: non vogliamo fare nulla che ci danneggi, non siamo vandali", dice Nicolò Corigliano. Enea J. Ribero, salito con altri studenti a colloquio con il vice direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, Paolo Iennaco, precisa: "Tentiamo solo di difendere la scuola pubblica". Al Regina, intanto, sui registri i prof scrivono "La classe si astiene dal far lezione in segno di protesta". "Né occupazione né sciopero: cerchiamo - spiega Beatrice, rappresentante degli studenti - delle alternative che facilitino il rapporto allievi-docenti, che in questo momento è molto importante". L'alleanza con gli adulti è l'assoluta novità di questo movimento. Con i docenti (la preside del Regina Margherita, Anna Maria Fiore, riferiva ieri l'impressione che lo sciopero del 30 sarà "molto molto partecipato") e con i genitori. Luca Mercurio del Copernico dice divertito: "Se Berlusconi dovesse mandare la polizia a reprimere la nostra protesta non vorrei certo prendermi le manganellate. Comunque, mia madre ha detto che verrebbe a prendermi con orgoglio in commissariato". Ma senza arrivare a tanto, è evidente che la mobilitazione nelle aule e nelle strade trova comprensione nelle case. Dopo i genitori dei bambini, ora sono anche quelli degli adolescenti a diventare protagonisti. Accadrà con una loro assemblea domani al liceo artistico Cottini ed è accaduto ieri al classico Gioberti. "Il rifiuto dei provvedimenti del governo è totale. Stasera è stato costituito un comitato composto da genitori, insegnanti e studenti. Il primo obiettivo è l'informazione", dice Renzo Vienna, padre di Elias. I ragazzi del Gioberti hanno votato una giornata di lezioni in piazza Vittorio il 29. Nelle scuole, comunque, nessuno esclude l'occupazione. "Ma non quella che s'immagina Berlusconi - osserva Elias -, "contro" presidi e professori. Le nostre azioni oggi sono concordate con loro". Fuori, in via Sant'Ottavio, sventola un lenzuolo: "Né rossa né nera, la cultura è la nostra bandiera". Oggi mobilitazione nei licei Majorana di Moncalieri e Giordano Bruno, assemblea del Galfer al Fante e "funerale della scuola pubblica" al Levi di corso Unione Sovietica.

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In questa facoltà a nessun allievo importa nulla (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

IN CORSO UNIONE "In questa facoltà a nessun allievo importa nulla" Il premier fa retromarcia, la polizia non andrà nelle scuole, "ma ormai il masso si è staccato e la protesta è una valanga pacifica e costruttiva, che rotola nelle aule e nei cortili, per le strade, nelle piazze, nei giardini e nei parchi" spiega Simone Rubino, 23 anni, di Scienze politiche, portavoce della No Gelmini. E così è stato: la facoltà di Lingue ha fatto lezione al parco del Valentino, il Politecnico in piazza San Carlo ed Economia ha indetto un'assemblea nei giardini del Palazzo del Lavoro. Si continua a dormire a Palazzo Nuovo, ad Agraria e a Scienze M.F.N. ma nessuna lezione è stata ostacolata, Annastella Buccarello, 23 anni, è riuscita anche a laurearsi in Comunicazioni per le istituzioni e le imprese. Ieri la miccia più forte è quella esplosa al Politecnico: unito sotto la bandiera No Tremonti e contraddistinto da un braccialetto rosso contro le fondazioni, il popolo degli aspiranti ingegneri si è raggruppato nel cortile di corso Duca degli Abruzzi, ha discusso e poi si è snodato per le strade in un corteo di duemila persone che ha raggiunto piazza San Carlo. "E' solo l'inizio - dice Marco Caffaro, 21 anni, progetto grafico e virtuale presso l'Alenia -. Faremo lezione in metropolitana perché l'università sta andando sottoterra". Quando il rettore Francesco Profumo prende la parola, la piazza s'infiamma: "Non diventeremo mai una fondazione privata - dice, e un applauso scroscia fragoroso - ma abbiamo bisogno di finanziamenti strutturati, non legati ai progetti e che non possono più arrivare solo dallo Stato ma anche dalle Regioni e dagli enti locali. Dobbiamo lavorare a una legge regionale sull'università". Non tutti sono d'accordo, qualcuno urla, il rettore invita gli studenti sul palco. Alessandro Orsi, del comitato No Tremonti, prende la parola: "Proclamiamo lo stato di agitazione permanente, da qui fino a quando il governo non abrogherà gli articoli 16 e 66 della legge 133. Non vogliamo mezze misure". Il rettore sorride, cerca di mediare, discute con tutti e promette: "Se farete una contro-inaugurazione il 7 novembre, giorno dell'apertura dell'anno accademico, farò in modo di esserci". Velio Coviello, 23 anni, ringrazia e aggiunge: "Partirà un appello per raccogliere le adesioni del mondo della cultura. Inoltre stiamo organizzando gruppi di lavoro con i docenti sui temi della legge, della formazione e sui nodi del dpef 2008 in riferimento agli investimenti del governo sul nucleare". In piazza San Carlo Valentina Tarantini, 20 anni, di ingegneria, va oltre: "Hanno minacciato la chiusura dei laboratori del Cesit il 31 dicembre: dovremo stampare i plotter fuori, circa 50 euro a settimana. Per non parlare di chi non ha il computer". Luca Zavoretti, segretario provinciale di Forza Nuova, non partecipa alla lezione ma vuole dire la sua: "Non possiamo permetterci una deriva verso il modello anglosassone. La democrazia deve essere tale a 360 gradi e lo studio è un diritto costituzionale". Augusta Montaruli del Fuan lancia invece una provocazione dal suo ufficio: "Per salvare l'università potremmo mettere in vendita su eBay l'ermellino del rettore, un corredo degno di un principe medievale". Lasciata piazza San Carlo, è la volta di Economia, la facoltà di corso Unione ha protestato in silenzio: "A nessuno importa nulla - dice Stefano Zambara, 20 anni -. Abbiamo organizzato un'assemblea ma siamo in 5, abbiamo scritto e stampato i volantini da soli. Abbiamo chiesto un'aula ma non ce l'hanno concessa e così siamo andati nei giardini di Palazzo del Lavoro". In tutto erano una trentina. Per trovare chi ha smesso di crederci basta voltarsi: "L'Italia non offre quasi più nulla - dice Benedetta Pininfarina, 22 anni, inscritta a un master - è meglio andare via finché si è ancora in tempo".

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"Troppi atenei bisogna tagliare" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'INAUGURAZIONE LA RIFORMA Intervista Francesco Profumo Il rettore: i ragazzi chiedono certezze "Prevederà momenti di discussione su cosa sta accadendo" "L'ultima è stata fatta trent'anni fa Il mondo è cambiato" "Troppi atenei bisogna tagliare" GIOVANNA FAVRO A Francesco Profumo, rettore del Politecnico, chi protesta ha chiesto di far saltare la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico. Lui ha detto di no. Significa che è d'accordo con la legge 133 e con la Gelmini? "No, che credo in un'università intesa come luogo di confronto: in questi anni la chiusura e la provincializzazione degli atenei ha abbassato il livello del dibattito. La giornata di apertura dell'anno prevederà anche la discussione su quanto sta accadendo". Chi protesta ha ragione? "Ci sono alcune ragioni reali di dissenso, ed essendo mancata una fase di confronto e maturazione delle proposte ci sono anche reazioni emotive". Tutto nasce da una strumentalizzazione della sinistra? "No, la protesta nasce realmente dagli studenti. I giovani sono a disagio per tante ragioni, compreso il fatto che la nostra società non offre loro sicurezze". Se partecipassero i suoi figli, sarebbe a disagio? "No". Sbarrerebbe le porte alla polizia? "Negli atenei in generale la polizia non deve entrare, e per di più vedo ragazzi di buon senso che protestano civilmente". Lei spesso dice che le università sono piene di inefficienze. Non la pensa così anche il ministro? "L'ultima vera riforma dell'università è di 30 anni fa. Il mondo è cambiato, gli atenei no. Serve una riforma vera, complessiva, forte. Dopo la fase dei no bisogna che ministro, studenti e docenti passino a una fase propositiva, che offra al Paese un'università nuova". Pensa a una meritocrazia che premi pochi atenei eccellenti? "Chiedo una nuova governance che consenta una catena decisionale efficiente, diverse regole di reclutamento e di distribuzione delle risorse, e su formazione e ricerca". Insomma, tutto da rifare. Anche riducendo gli atenei? "Non mi spaventa che siano 77, ma che abbiano 360 sedi". Trasformerebbe il Poli in una fondazione privata? "No. Credo nelle università pubbliche. L'interlocutore pubblico però oggi non deve più essere solo lo Stato ma anche le Regioni e l'Europa". Già ora il vostro bilancio ha per il 60% fondi non ministeriali. "Vorrei però più risorse certe e continuative per progetti di lungo periodo. Oggi il 90% dei fondi ordinari serve agli stipendi: non si dovrebbe superare il 70%. Sennò si impedisce di migliorare e di varare progetti strutturali. Le Regioni potrebbero intervenire con accordi di programma che esaminino anche i risultati degli atenei". La qualità degli atenei italiani è scadente? "No. Siamo dodicesimi nel mondo e vedo i ragazzi tornare dall'estero molto ben valutati. Mi preoccupa piuttosto che 30 mila giovani ogni anno vadano all'estero, contro 3 mila in entrata. Il saldo dimostra che c'è qualcosa di sbagliato". Il turnover al 20% non incoraggerà i rientri. "Il 40% dei colleghi andrà in pensione in 5-6 anni. C'è il rischio di svuotare le università. Bisogna però che se si sbloccano le assunzioni si usi la chance davvero per i giovani". Dov'era lei nel '68? "In un piccolo liceo. Avevo 15 anni, partecipai alle mie prime assemblee, e imparai a parlare in pubblico. Ricordo quegli anni come una importante fase di crescita. La discussione è un elemento cruciale nella maturazione dei giovani".

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Rabbia al Poli disinteresse a Economia (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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Argomenti: Scuola

Il caso All'Università sta crescendo la mobilitazione Rabbia al Poli disinteresse a Economia Aule deserte, si fa lezione in piazza GIULIA VOLA Il premier fa retromarcia, la polizia non andrà nelle scuole, "ma ormai il masso si è staccato e la protesta è una valanga pacifica e costruttiva, che rotola nelle aule e nei cortili, per le strade, nelle piazze, nei giardini e nei parchi" spiega Simone Rubino, 23 anni, di Scienze politiche, portavoce della No Gelmini. E così è stato: la facoltà di Lingue ha fatto lezione al parco del Valentino, il Politecnico in piazza San Carlo ed Economia ha indetto un'assemblea nei giardini del Palazzo del Lavoro. Si continua a dormire a Palazzo Nuovo, ad Agraria e a Scienze M.F.N. ma nessuna lezione è stata ostacolata, Annastella Buccarello, 23 anni, è riuscita anche a laurearsi in Comunicazioni per le istituzioni e le imprese. Ieri la miccia più forte è quella esplosa al Politecnico: unito sotto la bandiera No Tremonti e contraddistinto da un braccialetto rosso contro le fondazioni, il popolo degli aspiranti ingegneri si è raggruppato nel cortile di corso Duca degli Abruzzi, ha discusso e poi si è snodato per le strade in un corteo di duemila persone che ha raggiunto piazza San Carlo. "E' solo l'inizio - dice Marco Caffaro, 21 anni, progetto grafico e virtuale presso l'Alenia -. Faremo lezione in metropolitana perché l'università sta andando sottoterra". Quando il rettore Francesco Profumo prende la parola, la piazza s'infiamma: "Non diventeremo mai una fondazione privata - dice, e un applauso scroscia fragoroso - ma abbiamo bisogno di finanziamenti strutturati, non legati ai progetti e che non possono più arrivare solo dallo Stato ma anche dalle Regioni e dagli enti locali. Dobbiamo lavorare a una legge regionale sull'università". Non tutti sono d'accordo, qualcuno urla, il rettore invita gli studenti sul palco. Alessandro Orsi, del comitato No Tremonti, prende la parola: "Proclamiamo lo stato di agitazione permanente, da qui fino a quando il governo non abrogherà gli articoli 16 e 66 della legge 133. Non vogliamo mezze misure". Il rettore sorride, cerca di mediare, discute con tutti e promette: "Se farete una contro-inaugurazione il 7 novembre, giorno dell'apertura dell'anno accademico, farò in modo di esserci". Velio Coviello, 23 anni, ringrazia e aggiunge: "Partirà un appello per raccogliere le adesioni del mondo della cultura. Inoltre stiamo organizzando gruppi di lavoro con i docenti sui temi della legge, della formazione e sui nodi del dpef 2008 in riferimento agli investimenti del governo sul nucleare". In piazza San Carlo Valentina Tarantini, 20 anni, di ingegneria, va oltre: "Hanno minacciato la chiusura dei laboratori del Cesit il 31 dicembre: dovremo stampare i plotter fuori, circa 50 euro a settimana. Per non parlare di chi non ha il computer". Luca Zavoretti, segretario provinciale di Forza Nuova, non partecipa alla lezione ma vuole dire la sua: "Non possiamo permetterci una deriva verso il modello anglosassone. La democrazia deve essere tale a 360 gradi e lo studio è un diritto costituzionale". Augusta Montaruli del Fuan lancia invece una provocazione dal suo ufficio: "Per salvare l'università potremmo mettere in vendita su eBay l'ermellino del rettore, un corredo degno di un principe medievale". Lasciata piazza San Carlo, è la volta di Economia, la facoltà di corso Unione ha protestato in silenzio: "A nessuno importa nulla - dice Stefano Zambara, 20 anni -. Abbiamo organizzato un'assemblea ma siamo in 5, abbiamo scritto e stampato i volantini da soli. Abbiamo chiesto un'aula ma non ce l'hanno concessa e così siamo andati nei giardini di Palazzo del Lavoro". In tutto erano una trentina. Per trovare chi ha smesso di crederci basta voltarsi: "L'Italia non offre quasi più nulla - dice Benedetta Pininfarina, 22 anni, inscritta a un master - è meglio andare via finché si è ancora in tempo".

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ADOLFO PAPPALARDO LA TECNICA è TANTO BANALE QUANTO EFFICACE: NON UN'UNICA MANIFESTAZION (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-10-2008)

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ADOLFO PAPPALARDO La tecnica è tanto banale quanto efficace: non un'unica manifestazione ma piccoli cortei improvvisati, picchetti veloci e il soft walking importato dall'Inghilterra e usato anche per le proteste contro i rifiuti. La regia sembrerebbe unica e invece la mettono in scena, in alcune areee della città e in orari diversi, studenti delle superiori e delle università che in comune hanno la protesta contro la riforma Gelmini. Impossibile intervenire, con un unico risultato: città in tilt a macchia d'olio. Dal Vomero a Fuorigrotta passando per la zona di via Mezzocannone dove la circolazione impazzisce e, in un paio di casi, si sfiora la rissa tra studenti e automobilisti. E, paradossalmente, la situazione diventa più efferverscente quando, da Roma, rimbalzano le parole di Silvio Berlusconi che smentisce di aver mai chiesto l'uso della polizia per liberare scuole e facoltà occupate. E la protesta continua più dura. L'epicentro del malessere studentesco, comune, rimane Palazzo Giusso, sede storica dell'Orientale, occupato da due giorni. Da qui partono alla spicciolata, ieri mattina, gruppi più o meno grandi (di studenti ma anche dottorandi e ricercatori) che si dirigono verso le altre facoltà per fare picchetto e bloccare così le lezioni. A cominciare da quelle dell'Orientale dove la didattica continua a singhiozzo e quelle di lettere, biologia e giurisprudenza della Federico II dove, per ora, è proclamato solamente l'assemblea permanente e lo stato d'agitazione. Nel pomeriggio lo schema si ripete uguale con un'altra manifestazione che parte da Palazzo Giusso per dirigersi verso al nuova sede di Palazzo del Mediterraneo per bloccare le lezioni (compresi i seminari Sicsi). "Vergogna, vergogna", "Resisteremo, resisteremo" urla una folla variopinta in cui è ormai sparita la kefiah palestinese, simbolo di tutte le battaglie studentesche a sinistra, per lasciare il posto a capelli rasta e piecing. Il gruppone canta "Bella ciao" mentre blocca le lezioni nella sede di via Marina e poi, attraversando tutto il centro storico, si dirige a Palazzo Gravina, dove gli studenti di architettura erano ieri in assemblea permanente (ne è stata proclamata un'altra pubblica per domani). E subito dopo i due gruppi si uniscono e fanno il percoso all'incontrario ( bloccando le strade con il "soft walking") sino a Palazzo Giusso dove, ieri sera alle 22, i portoni sono stati chiusi dagli studenti che da due giorni lo occupano. Epperò, la protesta contro la legge 133, diventa anche più dura a guardarla attraverso la lente delle scuole superiori che ieri mattina hanno inscenato ben tre cortei: da piazzale Tecchio alla sede della Rai, da piazza del Gesù all'Orientale e al Vomero. Senza contare la breve sospensione della circolazione dei treni, (Campi Flegrei). Assemblea pubblica in corso Malta, invece, sempre in mattinata e sempre paralizzando il traffico, organizzata dalle scuole della zona. Mentre rimangono ancora occupati il liceo Genovesi, con i corsi autogestiti, e il Pansini (ma le lezioni non sono state sospese), dove i docenti hanno organizzato una "notte bianca per la scuola", a partire dalle 19 di stasera. Oggi, invece, lezioni all'aperto in piazza Dante ad opera degli studenti del Convitto, domani corteo dal Villari. Mentre le maestre del 63esimo circolo Vanvitelli hanno promosso un'assemblea pomeridiana con i genitori per il 27. E anche per oggi gli studenti delle superiori hanno in serbo nuove azioni a sorpresa.

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I DOCENTI SALERNITANI NON POSSONO PIù DORMIRE E ACCETTARE IN SILENZIO LE MISURE DEL MINIS (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-10-2008)

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"I docenti salernitani non possono più dormire e accettare in silenzio le misure del ministro Gelmini. Dobbiamo scendere in piazza". Il coro unanime dei docenti salernitani alza la voce. L'obiettivo lo sciopero generale di Roma del 30 ottobre. Assemblea pubblica tenutasi ieri nei locali del Centro Sociale a Pastena e organizzata dal comitato insegnanti dell'Istituto Comprensivo di Ogliara diretto dal preside Francesco Stefani. Docenti del capoluogo e della provincia non hanno voluto mancare ieri a un appuntamento cruciale in vista di un periodo di grandi manifestazioni di piazza. Presenti l'Assessore al Comune di Salerno Eva Avossa, Ambrogio Ietto dell'Associazione Italiana maestri cattolici e i rappresentanti di tutte le sigle sindacali della scuola. "Siamo pronti - esordisce Amedeo Milone dello Gilda - ad aderire allo sciopero del 30 ottobre, il mondo dei docenti salernitani non si tirerà indietro. E' importante il coinvolgimento delle famiglie". "La scuola pubblica sta per essere distrutta - avverte Angelo Capezzuto della Cgil Scuola - e il dovere dell'opinione pubblica è quello di controbattere con una mobilitazione seria e concreta". "E' preoccupante - sottolinea Rosalba Visone della Cisl - che il governo si appresti ad attuare un' autentica destrutturazione del sistema scolastico". Gerardo Pirone della Uil: "Siamo di fronte - afferma - alla riforma di un governo debole e incapace di confrontarsi col settore scolastico". Gli fa eco Elda Rizzo dello Snals: "La centralità della scuola e la serietà dell'istruzione sono ormai delle chimere". A concludere la serie degli interventi ci pensa Teresa Vicidomini, dei Cobas Salerno: "Famiglie e studenti sono insieme nella protesta" gianluca sollazzo.

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VALENTINA RUSSO, 18 ANNI TRA UN MESE, è UNA DEI QUATTRO RAPPRESENTANTI D'ISTITUTO ELETTI NELL'U (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-10-2008)

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Valentina Russo, 18 anni tra un mese, è una dei quattro rappresentanti d'istituto eletti nell'ultima tornata al liceo scientifico "Da Procida". Si dichiara contro la riforma Gelmini, ma il suo "no" è anche sul fronte dell'occupazione. La scelta dei suoi compagni non l'ha condivisa sin dall'inizio. Cosa non ti convince dell'occupazione? "Non credo nella sua efficacia. Lunedì mattina, quando è iniziato il fermento sul fare o no occupazione, insieme agli altri rappresentanti ho partecipato ad un incontro con il preside Scarsi. Sinceramente condividevo la sua proposta di distinguerci rispetto alla massa". In che modo? "Lui ci aveva consigliato di protestare in maniera alternativa.. Di fare una tavola rotonda. In effetti alla Gelmini quanto può interessare una scuola in più che occupa? Forse, però degli studenti che fanno sentire la propria voce con un forum organizzato e la redazione di un documento da inviare poi al Ministero, si? Sicuramente non sarebbe stato ignorato". Come si è arrivati alla scelta di occupare? "Con una votazione. Anzi una doppia votazione. Da una prima consultazione 35 classi erano contrarie e quindi sostanzialmente seguivano la linea dei rappresentanti d'istituto, mentre 31 erano pro occupazione. Abbiamo ricontrollato i voti per correttezza ed i verbali per verificare che fosse tutto a posto. Ero proprio io a tenere i conteggi. Man mano che passava il tempo i rappresentanti di classe venivano da me a dire che volevano cambiare idea. Così abbiamo rifatto le votazioni ed il risultato si è ribaltato". Che atmosfera si respirava? "Serena, ma forse non del tutto democratica perché un gruppo di ragazzi ci ha detto che a prescindere da tutto avrebbero comunque fatto occupazione". Secondo te come sta andando? "Il primo giorno disorganizzata. Dal secondo c'è stata una ripresa: sono stati fatti deii corsi e le assemblee per discutere anche della riforma". Ti senti messa in discussione? I tuo compagni hanno aderito? "Mi sento pienamente nel mio ruolo. La mia posizione è stata chiara sin da subito. Oggi mi sento in dovere di rappresentare chi tutt'oggi, interno alla scuola, non crede in questa forma di protesta". c.d.l.

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NEL 2007 HA SCRITTO "VIAGGIO DI UNA PRECARIA", PUBBLICATO PER I TIPI DI GALZERANO. MERCOLEDì MA (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 24-10-2008)

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Nel 2007 ha scritto "Viaggio di una precaria", pubblicato per i tipi di Galzerano. Mercoledì mattina Anna De Simone, professoressa oggi di ruolo e in forze all'istituto per l'Agricoltura di Capaccio, ha deciso di spedirlo al Ministero dell'Istruzione. Destinatario: Gelmini. La sua storia di insegnante ha inizio nel 1985, dieci anni da precaria, ora precaria ad honorem. Che cosa significa essere precari? "Si passa da incarico in incarico, cambiando continuamente scuola. Si è sempre in attesa di una svolta. Poi si è in balìa dei continui cambi di normativa" Cioè? "Arriva il ministro di turno e comincia a riscrivere le regole della scuola, del calcolo dei punteggi. Magari per un anno se si sceglieva di andare in una scuola di montagna si guadagnavano più punti; l'anno dopo si perdevano perché quel tipo di conteggio non era più valido, facendo correre ai professori il rischio di retrocedere in graduatoria".. Se il decreto Gelmini dovesse andare avanti che cosa teme di più? "Che i precari siano annullati con un colpo di spugna. Qui non ci si rende conto che ci sono persone che hanno investito nell'insegnamento e che negli anni hanno avuto un ruolo, anche importante. D'improvviso, poi, non vanno più bene. E ne conosco davvero tanti. Pensi che ci sono colleghi con più di 20 anni di precariato alle spalle. Va bene la razionalizzazione, ma facciamo attenzione". Un altro punto che proprio non le va giù di questa riforma? "L'accorpamento. Questo mi fa paura. Per non parlare poi del fatto che nel testo si fa riferimento agli accorpamenti dei plessi in base al numero di unità. Queste unità sarebbero i ragazzi e non entità astratte. Da precaria ho girato molto la provincia di Salerno, da Polla a Laurino a Sant'Arsenio dove già gli studenti per raggiungere le scuole fanno diversi spostamenti". In base alla sua esperienza cosa andrebbe cambiato nel sistema scuola, anche nell'ottica della risoluzione del problema dei precari? "Tante cose. Su una questione sono d'accordo: la necessità di eliminare gli sprechi". Se avesse la possibilità di avere un incontro con la Gelmini cosa le proporrebbe? "Di parlare con i professori, con i genitori e gli studenti. Di confrontarsi". c.d.l.

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Incontro dei lavoratori con i sindacati di categoriaUgl: <Sì al confronto, no alle strumentalizzazioni> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)

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Incontro dei lavoratori con i sindacati di categoria Ugl: "Sì al confronto, no alle strumentalizzazioni" Oggi e martedì 28, con le assemblee nel circolo didattico "Pizzigoni" e nel liceo scientifico "Galilei", i sindacati di categoria si confronteranno con i lavoratori della scuola per spiegare le ragioni della protesta di queste settimane e dello sciopero indetto per il 30. "La proclamazione di uno sciopero generale di categoria ? ha dichiarato Sandro Zammataro, segretario provinciale Uil Scuola ? non è mai un atto che si assume a cuor leggero, ma appare necessario. Al di là dei proclami, il Governo nazionale vuole tagliare unilateralmente 8 miliardi di euro in due anni nella scuola, nella piena consapevolezza che questo penalizzerà particolarmente gli istituti meridionali che meno di altri hanno accesso a finanziamenti di imprese private e fondazioni". Anche Luca Vecchio, della segreteria Ugl interviene sul problema, schierandosi a favore della riforma. "Sulla necessità di riformare la scuola ? ha detto ? bisogna mettere da parte le ideologie politiche. È fondamentale che la scuola torni a svolgere la sua funzione primaria di educatore e per questo sono necessari seri interventi. La scuola dovrebbe essere il luogo di culto dei valori invece è diventata, in questi ultimi anni, incapace di orientare gli studenti producendo livelli culturali sempre più bassi che spesso degenerano nel bullismo. L'Ugl condivide i principi a cui si ispira la riforma Gelmini. Tuttavia, poiché si tratta di una riforma complessa è necessario il pieno coinvolgimento di tutte le parti sociali senza fughe in avanti che creano solamente tensioni sociali e strumentalizzazioni. L'esercizio di migliorare la qualità della scuola non può prescindere dalla concertazione con i sindacati che si pongono l'obiettivo della tutela del lavoro. Sul fronte dell'università riteniamo che per la sopravvivenza del sistema paese occorra investire costantemente sul futuro, considerando la ricerca l'unica via per il benessere. Per questa ragione concordiamo con l'inserimento di misure meritocratiche per combattere il clientelismo e il cosiddetto "baronato" che sono la primaria fonte di fuga dei nostri migliori cervelli".

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Il taglio delle cattedre (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il taglio delle cattedre Ancora nessuna schiarita per i docenti di sostegno Continuano a fare la spola nell'ufficio scolastico provinciale gli insegnanti di sostegno. L'anno scolastico è iniziato da oltre un mese e ancora nulla di nuovo, per cui a questo punto le speranze di essere riassunti in servizio diminuiscono. Si tratta di circa 100 docenti che, dopo il conferimento dei contratti a tempo determinato dell'agosto scorso, a causa dei tagli, sono rimasti senza lavoro. Sono stati assunti solo 46 docenti precari di sostegno, posti, però, non provenienti da Roma, ma dal direttore dell'ufficio scolastico regionale a seguito di un lavoro di monitoraggio nella scuola, per cui sono stati recuperati 70 posti, 46 assegnati a Catania, gli altri a Palermo. Nei giorni scorsi si era sparsa la notizia che sarebbero giunti per la Sicilia altri 100 posti, il che significava, dato l'alto numero di alunni diversamente abili frequentanti le scuole catanesi, che la maggior parte di questi posti sarebbero stati assegnati ai docenti precari della provincia di Catania rimasti senza posto. mentre un consistente numero di alunni diversamente abili continua a rimanere senza il docente specializzato, con tutte le conseguenze didattiche che ne derivano, in particolare per l'integrazione di detti studenti nel contesto della classe. Invece, come si è rilevato, a tutt'oggi nulla di nuovo, anche se da più parti è stata sostenuta la sicura assegnazione di dette nuove cattedre. Intanto tutti i docenti precari che continuano a coltivare la speranza prendono parte alle varie affollate manifestazioni indette dalle organizzazioni sindacali per protestare contro la riforma Gelmini. che si prospetta alquanto severa nei provvedimenti di riduzione degli sprechi nel mondo scolastico. C'è da dire infine che a Catania sono necessari circa 600 posti di sostegno. M. C.

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Mattinata di mobilitazione, e al Rossi il preside annuncia: <Lo sciopero influirà sulla valutazione finale> (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 24-10-2008)

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SCUOLA E PROTESTE Mattinata di mobilitazione, e al Rossi il preside annuncia: "Lo sciopero influirà sulla valutazione finale" Chi il 10 ottobre ha scioperato contro la riforma Gelmini rischia una valutazione finale negativa: lo ha annunciato ieri il preside dell'istituto tecnico industriale Rossi Giovanni Zen con una lettera mandata a agli studenti che quel giorno non si erano presentati in classe. I ragazzi dovranno barrare la casella "malattia" o "sciopero", il documento verrà messo a verbale e ne discuterà il consiglio insegnanti.Ieri intanto sit-in all'istituto Fogazzaro e assemblee al liceo Quadri per protestare contro la riforma Gelmini. Mentre alcuni insegnanti annunciano il blocco delle gite, quello delle attività extrascolastiche e pomeridiane, senza escludere l'ipotesi di scioperi bianchi. Gli studenti vicentini giovedì 30 ottobre, mentre a Roma si svolgerà la manifestazione indetta dai sindacati unitari, intendono scendere in piazza nella loro città. Ad annunciarlo è il Coordinamento studentesco che ieri accanto alla Rete degli studenti medi ha partecipato alla mattinata di mobilitazione. All'istituto Fogazzaro la maggior parte degli alunni ha scelto di non entrare in classe la prima ora, ma di dare vita a una assemblea open air per discutere sul decreto 137 e sull'impianto generale delle politiche del Governo sulla scuola. Poi verso le 9 ai ragazzi del Fogazzaro si è aggiunta una delegazione di qualche centinaio di alunni provenienti dalla cittadella degli studi, soprattutto dal Dal Schio e dal Montagna. "Gelmini zero in condotta", lo striscione della Rete degli Studenti che traduceva la protesta, condita da cori e interventi. Come quello di Silvia Giacobbo Dal Prà, studentessa disabile che ha spiegato le sue preoccupazioni: "Se nei prossimi tre anni ci aspettano 8 miliardi di tagli, come si fa a dare ai disabili le risposte di cui hanno bisogno? E che fine faranno i disabili mentali nelle scuole primarie, una volta introdotto il maestro unico?". All'indomani dell'intervento del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, i ragazzi hanno anche commentato: "Nonostante le minacce, non ci faremo intimidire, andremo avanti". Nelle stesse ore al liceo scientifico Quadri gli studenti erano impegnati in assemblee di classe. Chiusi nelle loro aule i ragazzi hanno discusso della riforma assieme agli insegnanti.Intanto la protesta prosegue su altri fronti. All'istituto Boscardin i docenti hanno deciso di bloccare tutte le attività extracurriculari, come le gite, la sorveglianza nella pausa pranzo, le iniziative pomeridiane. Al Da Schio, spiega il dirigente Enrico Delle Femmine, "in occasione del prossimo collegio docenti è probabile ci sia qualche proposta che va nella direzione di bloccare le gite di più giorni". Al Montagna invece, come ha detto l'insegnante Angelo Azzalini mercoledì sera ai Chiostri di S. Corona durante l'assemblea del movimento "Difendiamo la scuola pubblica": "Abbiamo pensato di mettere i genitori a conoscenza del nostro stato di disagio nei confronti della riforma. È stata anche ventilata l'ipotesi di presentare una mozione al collegio docenti per bloccare le gite scolastiche e di arrivare allo sciopero bianco degli insegnanti durante le ore di scuola". Oggi dovrebbe proseguire l'agitazione anti-Gelmini, con un sit-in di protesta al Boscardin.Laura Pilastro.

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Autogestioneal Saetta e Livatino (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ravanusa Autogestione al Saetta e Livatino Ravanusa. La protesta studetesca contro la Riforma Gelini arriva anche a Ravanusa dove da ieri il liceo è in autogestione. "Abbiamo il diritto di protestare e studiare, ma la Gelmini di entrambi ci vuole privare". Gli alunni del Pedagogico-Scientifico "Saetta e Livatino" non ci stanno con la riforma Gelmini e in più chiedono maggiore collaborazione da parte dei docenti per cementare il fronte del No. "Vogliamo essere compatti, chiediamo che i professori si battano con noi in prima linea contro una riforma ingiusta". La voce si leva nell'atrio dell'Istituto dove da qualche giorno è iniziata l'autogestione. Due ore di lezione e poi tutti insieme, seduti a terra, per discutere la riforma e studiare buone strategie comunicative per farsi sentire. Attaccata su più fronti, la riforma in questione ha attirato su di sé le ire degli attori scolastici, studenti e personale docente, soprattutto per via di: tagli cospicui alla scuola pubblica, abbassamento obbligo scolastico a 14 anni, ritorno al maestro unico, numero dimezzato di insegnanti di sostegno e finanziamenti alle scuole private, spesso, soprattutto al Sud, fabbriche di diplomi per insegnanti davvero poco preparati: "I docenti sono pagati poco e le percentuali di universitari che arrivano alla laurea sono più basse del Cile. Si spende troppo e male". M. Serena Milisenna.

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Meglio okkupareche dovere faticare (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Stage mancato a Palermo Meglio okkupare che dovere faticare gelmini chiama gli studenti Mentre continuano le proteste contro la riforma della scuola, Berlusconi smentisce l'intenzione di usare la forza contro le occupazioni. La Gelmini convoca gli studenti. "Credo nella partecipazione giovanile", dice la Meloni. bellucci, caputo, gagliarducci, rapetta 4-5.

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La polizia sgombera i giovani<Ma noi non ci fermeremo> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)

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Centro sociale ex karcere La polizia sgombera i giovani "Ma noi non ci fermeremo" Marco Bisanti Dal mondo universitario a quello della scuola, si susseguono assemblee straordinarie, permanenti e mobilitazioni su strade e piazze, contro il piano Gelmini sull'Istruzione. Il sussidiario della protesta segna anche momenti d'incontro tra i due settori, come nel caso di alcuni dibattiti e seminari sui temi della riforma criticata tenuti da ricercatori dell'Ateneo nelle aule delle scuole. A piazza Politeama ieri pomeriggio c'è stata la prima delle lezioni all'aperto organizzate dalla facoltà di Ingegneria, con la partecipazione di vari docenti di Scienze, Fisica, Architettura e Medicina, sul tema delle polveri sottili. Il preside di Ingegneria, Francesco La Mantia, ha aperto la seduta davanti a migliaia di studenti: "Da tempo c'è una bulimia legislativa sugli Atenei. Questa non è una protesta solo contro la legge 133 ma contro un sistema totale che ci impedisce di attivare le nostre virtuosità". Prossime lezioni all'aperto, martedì alle 16.30 contemporaneamente al Politeama, al Massimo e in via Magliocco. Architettura continua le lezioni ma organizza per domani un mini corteo da piazza Croci al Politeama e lunedì l'istallazione di un giardino particolare nell'atrio di Facoltà. A Farmacia, ieri, un'assemblea variegata ha deciso di proporre al prossimo Consiglio di Facoltà di lunedì il blocco didattico o, in sostituzione, assenze giustificate per gli alunni che parteciperanno agli appuntamenti di protesta. Oggi a Lettere si presenta il calendario delle attività culturali che prenderanno il posto delle lezioni nei prossimi 7 giorni. E intanto Alleanza Etica si dissocia da altre associazioni studentesche di destra, aderendo a tutte le manifestazioni contro la Gelmini. Sul fronte scuola, al liceo statale Umberto I, primo e unico in autogestione fino al 31 ottobre col consenso del preside, i professori seguono l'orario didattico partecipando e tenendo lezioni attinenti al tema della protesta. Oltre il Galilei, attivo anche il Cannizzaro dove si fanno lezioni di mattina senza, però, lo spazio per le interrogazioni visto che nel pomeriggio e fino a sera si tengono incontri e dibattiti sul decreto 133. Altra storia per un centinaio di studenti provenienti dall'Alberghiero Cascino, dall'Ettore Maiorana, dall'Ipsia Medi e dal Pareto che, coordinati da Azione studentesca, hanno tenuto un sit-in davanti all'Ufficio scolastico provinciale. Una loro delegazione ha incontrato il provveditore chiedendogli una ottimizzazione del già esistente organo di garanzia a tutela dei diritti degli studenti.

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Studenti in corteo e lezioni in piazza (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Mobilitazione contro la riforma Gelmini Studenti in corteo e lezioni in piazza E gli universitari dicono no ai tagli Gli studenti rodigini sono pronti a unirsi alla protesta contro la riforma della scuola.Questa mattina alle 8.30 è atteso il formarsi del corteo che attraversando la città, arriverà in centro storico, nella manifestazione indetta dalla Rete degli studenti. Non si sa al momento quanti vi aderiranno, mentre un altro appuntamento simbolico è previsto per il pomeriggio, quando verso le 14.30-15 in piazza Vittorio Emanuele dovrebbero trovarsi ancora gli studenti, in particolare del liceo Celio, con alcuni docenti per una sorta di lezione all'aperto. I ragazzi hanno chiesto agli insegnanti la disponibilità a tenere questa specie di "ora di scuola" e parecchi l'hanno data, anche se solo questa mattina, coordinandosi tra loro, i docenti decideranno chi mandare e con quale materia, anche se ovviamente non ha alcun valore scolastico.Su un altro fronte, quello universitario, anche nel capoluogo si fa sentire l'associazione degli studenti. Questi denunciano il fatto che il Governo, invece di operare per rilanciare gli atenei sia per la mobilità sociale che il creare le future classi dirigenti del Paese, non pone freni alle cattive gestioni delle università né sanziona "clientele e nepotismi, non favorisce il riconoscimento del merito, i meccanismi di reclutamento e le progressioni di carriera". Di contro "taglia 500 milioni mirando a privatizzare l'università, limitando drasticamente il diritto allo studio con l'aumento delle tasse universitarie, e indirizzando la ricerca verso i settori che portano guadagno e sopprimendo il senso basilare dell'università, ossia divulgare il sapere".

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L'occupazione dell'istituto pollini (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

PROTESTA A MORTARA L'occupazione dell'istituto Pollini MORTARA. Proseguono anche in provincia di Pavia le mobilitazioni degli studenti contro la riforma prevista dal decreto Gelmini. In Lomellina l'episodio più eclatante è quello degli allievi dell'istituto professionale Pollini di Mortara, che hanno occupato la scuola e che ieri hanno organizzato un corteo per le strade della città con striscioni e slogan. Per commentare clicca su www.laprovinciapavese.it.

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Alagna, la scuola come una casa (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 24-10-2008)

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Cronaca Alagna, la scuola come una casa Due maestre e 33 bambini, rischia l'accorpamento LE MICRO ELEMENTARI ALAGNA. Non sembra una scuola, ma una grande casa delle favole. E' l'elementare di Alagna: 33 bambini e 2 maestre. Con la riforma Gelmini potrebbe essere soppressa: ai bambini e ai genitori questo non va giù. Non solo perché la scuola è comoda e vicina a casa, ma soprattutto perché si trovano bene. E' una struttura a misura di alunno, dove il rapporto diretto tra insegnanti, scolari e genitori non è ancora scomparso. "Sono contenta di studiare qui", dice una bambina dell'ultimo anno mentre la mamma alle 12.30, subito dopo il suono della campanella, le toglie la cartella e si prepara a portarla a casa. Oggi c'è anche la mensa, costruita da poco dall'amministrazione comunale. "Se la chiudessero sarebbe proprio una beffa". Anche perché 33 bambini sono quasi un record, rispetto ai 21 di dieci anni fa. E poi sarebbe un problema per le mamme, anche straniere, che non hanno la macchina. "Alla mattina - spiega Carmela Gallotti - vesto mia figlia, le metto la cartella e andiamo a scuola a piedi. Non ho la macchina, non potrei fare altrimenti. Se chiudono la scuola sarò costretta ad andare a Garlasco. Il Comune dovrà predisporre un pulmino per portare i bambini", che non potranno più essere seguiti quasi uno per uno. E' vero che ci sono solo due pluriclassi: una dalla prima alla terza, e l'altra che comprende quarta e quinta. Ma nessuno farebbe cambio con un altro tipo di scuola. Non lo farebbe Sonia Giannini, il cui figlio oggi ha tredici anni e va a scuola a Garlasco, sperimentando la vita del pendolare. "Anche ai tempi di mio figlio - spiega Sonia - la scuola era a rischio. Poi hanno messo la mensa e hanno risolto un altro problema, quello dei genitori che lavorano fuori paese". Se davvero ad Alagna un giorno la grande casa dove i bambini stanno tutti assieme dovesse chiudere, il Comune dovrebbe intervenire. "Noi ci affidiamo all'amministrazione - dice Maurizio Massimo Marchese - se chiude la scuola devono mettere un collegamento con Garlasco. Comunque si aggiungerebbe un problema, visto che in paese manca anche l'asilo". E poi c'è il fatto che in una scuola così piccola i bambini sono contenti di starci. "Mia figlia - dice Monica Sisti - è felice di venire a scuola ad Alagna. Ha un ottimo rapporto con le maestre". C'è anche chi si batte per far rimanere la scuola elementare in paese da un trentennio. E' il caso di Desdemona Vettorello, che davanti alla scuola ora va in qualità di nonna, dopo aver accompagnato i figli. "Il nostro sindaco - dice - si è sempre battuto per avere la scuola in paese. Non è la prima volta che la vogliono togliere. Io ci ho mandato i miei due figli e ora mio nipote. Un tempo qui ad Alagna c'era anche l'asilo, ma ci è stato tolto". (a.ball.).

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Mandare la polizia non serve meglio il dialogo coi ragazzi (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca "Mandare la polizia non serve Meglio il dialogo coi ragazzi" MORTARA. "Mandare la polizia nelle scuole occupate, come ha detto Berlusconi, mi pare eccessivo. Esiste anche il dialogo con gli studenti". Il preside Henin ha seguito questa strada, per gestire un'occupazione che fino a ieri è andata via liscia. Da tempo, anche il capo istituto segnala i problemi strutturali della scuola. Avrebbe bisogno di una sede costruita ex novo, per risolvere davvero i suoi problemi. Una soluzione che però la Provincia - competente per l'edilizia scolastica alle superiori - non sembra intenzionata a percorrere. Ieri si è inserita anche una nota polemica dal Pollini verso i "colleghi" dell' Omodeo. Ma il preside Pacifico Lavatelli rimanda le critiche al mittente: "Nessuno ci ha chiesto di unirci alla protesta, almeno ufficialmente", spiega. Non sono previste per ora iniziative di protesta all'Omodeo, istituto da quasi 900 iscritti che riunisce liceo scientifico, linguistico e ragioneria. Quanto alla riforma Gelmini, "una riduzione delle ore di lezione non sarebbe negativa: lascerebbe più spazio alla preparazione individuale", dice Lavatelli. E comunque, "la scuola non deve diventare un parcheggio". Idem per la razionalizzazione dei costi: non è da condannare "se serve ad evitare sprechi". Per finire, il maestro unico: "Deve comunque esserci una specializzazione degli insegnanti, ad esempio per le lingue straniere". (a.m.).

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Mortara, sfila la protesta degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Di Anna Mangiarotti Mortara, sfila la protesta degli studenti Il Pollini in corteo. In serata trattativa col preside per continuare l'occupazione MORTARA. "Noi del Pollini non vogliamo la Gelmini". Ieri la giornata di protesta degli studenti dell'istituto professionale è iniziata con il corteo non autorizzato partito alle 10,30 dalla sede occupata dei palazzi Lateranensi (in piazza Carlo Alberto), ma in serata la contestazione ha rischiato di arenarsi. Gli allievi che si preparavano alla seconda notte di occupazione hanno trovato le porte della scuola chiuse e la giornata si è conclusa alla stazione con un gruppetto di ragazzi e una mamma a discutere con il preside Alberto Henin che stava prendendo il treno per tornare a casa. Alla fine, dopo una trattativa cui ha preso parte anche la mamma di uno studente, si è deciso di consentire l'accesso notturno a scuola solo agli allievi (una quindicina) presenti in stazione. Hanno fornito i loro nomi, che il preside ha annotato per ragioni di sicurezza e di tutela, e sono tornati a scuola per la seconda notte di occupazione. La mattina, invece, era cominciata con il corteo e l'invito alla protesta esteso ai liceali dell'Omodeo. "Abbiamo chiesto se volevano occupare anche loro - spiega Francesco Speciale, 16 anni, rappresentante di istituto del Pollini - Ci hanno snobbato, forse perché siamo un istituto professionale, dicendo che i nuovi indirizzi ministeriali non li danneggiano". L'idea del corteo è nata dopo la prima notte a scuola: non avendo comunicato nulla al Comune, il responsabile dell'organizzazione verrà segnalato alla prefettura per manifestazione non autorizzata. Comunque: l'altra notte, una quarantina di ragazzi ha dormito nelle aule in prestito al Pollini nell'elementare di piazza Italia. "Locali più sicuri - anche per evitare l'ingresso di estranei - rispetto ai Lateranensi, fatiscenti e in parte non a norma", spiega il preside Alberto Henin. Ha passato anche lui la notte (sveglio) nel suo ufficio di via Marsala, a pochi passi. Andando "ogni tanto a controllare i ragazzi, che erano molto tranquilli". Gli studenti hanno discusso e guardato film: qualcuno ha dormito in tenda in cortile. Rispetto all'inizio dell'occupazione (mercoledì mattina) dai 300 ragazzi nella protesta si è passati ai circa 200 di ieri mattina, ma sempre molto motivati. "Contestiamo i tagli della riforma Gelmini, e segnaliamo le condizioni disastrose della nostra scuola", spiegava Erika Apicella, 17 anni (indirizzo sociale), altra rappresentante di istituto insieme a Giorgio Mastella e Luciano Fazzoni (agraria). Solo una cinquantina di studenti ieri ha fatto lezione, "gli altri pur non partecipando all'occupazione non sono venuti a scuola", spiegava il preside. Ieri all'una nel cortile dei Palazzi Lateranesi si ballava. Nel pomeriggio erano previsti laboratori, anche per fare striscioni e ridipingere aule che ne hanno bisogno. Vale la pena ricordarlo: l'istituto professionale Pollini ha tre indirizzi, e da anni gravi problemi di spazio e qualità delle strutture che ospitano gli studenti, 772 quest'anno. L'alberghiero ha 20 classi e oltre 400 iscritti, ospitati ai Lateranensi (le ex medie). (ha collaborato Andrea Ballone).

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Scuola, la Provincia chiama i sindaci (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

In vista dell'incontro in Regione per il dimensionamento scolastico vertice a Palazzo Piloni la settimana prossima Scuola, la Provincia chiama i sindaci Decreto Gelmini, gli studenti verso un'autogestione provinciale da metà novembre al liceo Tiziano BellunoSono giorni decisivi per la scuola. Ieri è scesa nuovamente in campo la Provincia con l'assessore all'Istruzione, Claudia Bettiol, che ha convocato d'urgenza per il giorno 29 tutti i sindaci perché il giorno dopo sarà a Venezia, convocata a sua volta insieme a tutti i colleghi delle altre Province del Veneto dall'assessore regionale Donazzan: all'ordine del giorno il dimensionamento scolastico. E se la Provincia ha competenza sugli Istituti superiori, scuole dell'infanzia, primarie e medie sono di competenza dei sindaci. "E sono questi ultimi - riferisce la Bettiol - ad aver chiesto che la Provincia funga da coordinatrice". Nasce da qui l'incontro del 29. L'occasione sarà utilizata per concordare una posizione comune che "garantisca il permanere dei plessi scolastici sul territorio bellunese".A calmare gli animi non sono insomma bastate le rassicurazioni che il senatore della Lega Nord Gianvittore Vaccari ha avuto dal ministro Gelmini circa l'esclusione delle scuole di montagna dai tagli previsti dal decreto sulla scuola. Intanto sta montando la protesta degli studenti che ieri mattina ha coinvolto alcuni Istituti cittadini all'ingresso dei quali sono comparsi dei volantini contro quelle che vengono definite "balle" del governo". E a metà novembre il Liceo Tiziano sarà sede di un'autogestione provincialeServizioa pagina III.

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Rovescala, c'è preoccupazione per le prospettive della scuola (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Rovescala, c'è preoccupazione per le prospettive della scuola ROVESCALA. Una quarantina di alunni in tutto, suddivisi tra la prima e la quinta classe. Alcuni in pluriclasse. Un edificio scolastico recentemente ristrutturato: completamente tinteggiato a nuovo e dotato, da due anni, di un adeguato sevizio mensa comunale. E' la scuola elementare di Rovescala che fa capo all'Istituto Comprensivo della Valle Versa con sede di dirigenza scolastica a Santa Maria. Una delle tante a rischio di chiusura perchè considerata sottodimensionata in base al decreto "Gelmini", ma non solo, almeno sembra. "Difficile capire cosa succederà - spiega il sindaco, Corrado Dal Forno - siamo in attesa di comunicazioni ufficiali. Certo è, aggiunge il sindaco, che già prima delle elezioni, il provveditorato aveva preannunciato una razionalizzazione delle scuole sottodimensionate, in tempi brevi". Quindi possibile che la giovanissima popolazione scolastica di Rovescala già dal proimo anno scolastico, debba traslocare nelle vicine Montù o Santa Maria della Versa. "Un provvedimento di chiusura indubbiamente spiace, l'amministrazione comunale ha sempre tenuto molto in considerazione la scuola, di fondamentale importanza per il paese anche se, siamo comunque preparati ad una possibile chiusura a meno di non sperare in un aumento della popolazione scolastica a brevissima scadenza", ha detto Dal Forno. (p.r.).

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La rue et la gauche se mobilisent contre Silvio Berlusconi (sezione: Scuola)

( da "Monde, Le" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

LE MONDE | 24.10.08 | 15h04 * Mis à jour le 24.10.08 | 15h04 Réagir Classer E-mail Imprimer Partager Partager: ROME CORRESPONDANT Jusqu'à présent, il a fait ce qu'il voulait ou presque. Depuis son élection à la présidence du conseil italien, Silvio Berlusconi a imposé le rythme et les thèmes de la vie politique italienne sans avoir à craindre que quiconque ne le fasse choir du piédestal où il trône, fort d'une cote de popularité à 60 %. La rue ? Muette au point que le cinéaste Nanni Moretti a parlé de "disparition de l'opinion publique". La crise ? Traversée sans dommages pour son image, donnant des conseils boursiers aux petits actionnaires ("Ne vendez pas") et des assurances aux banques ("L'Etat garantira l'épargne"). La gauche ? Trop faible, trop divisée pour compter. SUR LE MêME SUJET Les faits La rue et la gauche se mobilisent contre Silvio Berlusconi Enquête Vent de racisme en Italie Edition abonnés Fiche pays : Italie SUR LE MêME SUJET Les faits Les eurodéputés vent debout contre les scanners corporels dans les aéroports Cadrage L'effet Sarah Palin se retourne contre John McCain Site web Le "New York Times" se range derrière Obama Les faits Le Kremlin impitoyable pour les condamnés de l'affaire Ioukos Cadrage John McCain peut-il encore gagner ? Aujourd'hui, la rue se réveille. Depuis plusieurs jours, des dizaines de milliers de professeurs, d'étudiants, de lycéens battent quotidiennement les pavés des grandes villes contre la réforme conduite par la ministre de l'instruction, Mariastella Gelmini. Elle prévoit des coupes budgétaires de plusieurs milliards d'euros et la suppression d'environ 140 000 postes dans les prochaines années. Les manifestations ont pris un tour plus violent, illustré par des heurts avec la police, notamment à Milan. Le "Cavaliere" a menacé de faire intervenir la police pour évacuer les contestataires qui bloquent les lycées et universités. Mais ces déclarations martiales n'ont pas convaincu les étudiants de renoncer à leur action. Au contraire : "Non seulement la mobilisation continue, mais elle augmente. C'est désormais la société dans son ensemble qui se rend compte que le gouvernement met en danger le développement économique du pays", affirme un communiqué de l'Union des étudiants italiens (UDU). Deux grèves sont annoncées : le 30 octobre dans les écoles et les lycées ; le 14 novembre dans les universités. Jeudi 23 octobre, M. Berlusconi a démenti tout projet de recours à la force, et Mme Gelmini s'est dite prête à recevoir les syndicats et les parents d'élèves. Une première tentative de dialogue ? A cours d'argument et craignant que cette contestation ne finisse par agir comme un acide sur ses bons sondages, M. Berlusconi s'en est pris à ses cibles habituelles : médias et centre-gauche. Aux premiers, il reproche de "diffuser l'angoisse" et des fausses nouvelles ; au second, de chercher dans la rue une revanche à son échec dans les urnes lors des élections générales d'avril. C'est une première. Après avoir moqué son principal adversaire, le président du conseil semble lui reconnaître un rôle d'opposant qu'il refusait jusqu'alors de lui accorder. Rendu inaudible et humilié par sa défaite au scrutin d'avril, le centre paraît retrouver une visibilité et une crédibilité que les sondages ne traduisent pas encore. Walter Veltroni, secrétaire général du Parti démocrate, après nombre tâtonnements, semble avoir trouvé la voie d'une opposition résolue qui n'hypothèque pas la possibilité d'un dialogue. Ayant retrouvé son rang de premier opposant au président du conseil, M. Veltroni doit en apporter la preuve chiffrée, en rassemblant un million de personnes - objectif ambitieux qu'il s'est lui même fixé -, samedi 25 octobre, à Rome, contre la politique de M. Berlusconi. Un chiffre que les capacités de mobilisation de l'appareil et un comptage généreux devraient lui permettre d'atteindre. UNE PREMIÈRE Pour en arriver là, M. Veltroni a dû faire violence à sa réputation d'homme indécis. Après avoir supporté sans trop broncher les critiques de son principal allié, Antonio Di Pietro, leader du parti de l'Italie des valeurs (IDV), qui lui contestait le leadership de l'opposition au nom d'une vision plus intransigeante de l'antiberlusconisme, l'ancien maire de Rome a rompu son alliance. Une manière de clarifier la ligne du parti et de l'ancrer résolument au centre gauche. "Collaborateur", lui a lancé M. Di Pietro. Le succès de ce rassemblement ne signifie pas forcément la fin des contestations pour M. Veltroni. Décrit dans les médias proches du pouvoir comme un homme hésitant et peu charismatique, le secrétaire général du PD doit compter sur une opposition interne active. Certains dans le parti, dont l'autre poids lourd Massimo D'Alema, n'hésitent pas à parier sur une cuisante défaite du PD aux élections européennes, entraînant du même coup le départ de son actuel secrétaire général. M. Berlusconi, qui connaît les ressorts humains et les arcanes de la politique italienne, le sait mieux que quiconque. La coalition des contestations - une première depuis son élection - peut encore se rompre sous la pression des divisions internes de ses opposants. Philippe Ridet Article paru dans l'édition du 25.10.08. Abonnez-vous au Monde à 16€/mois.

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Scuola, lezioni in piazza contro il decreto-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

14.50 (Ultima Modifica: 24 ottobre 2008) La protesta contro il decreto Gelmini invade anche la piazza di Forlì e dalla prossima settimana le lezioni potrebbero svolgersi sotto la statua di Aurelio Saffi. Le lezioni in piazza Saffi la prossima settimana assieme ad una raccolta firme per l'abrogazione della legge 133, a seminari di formazione sui provvedimenti del Governo sulle loro conseguenze sull'Universita'. Inoltre, verra' attivato anche un info-point permanente per tenere gli studenti sempre informati. Queste iniziative di lotta sono state decise dagli studenti durante l'assemblea che, dalle 17 alle 21, si e' tenuta all'Aula Magna di corso della Repubblica tra le componenti del Polo di Forli' per discutere e analizzare la legge 133 sui tagli all'Universita' e organizzare forme di protesta. L'incontro di ieri era promosso da Interassociativo, Economia civile, IngBue, Csr e ha raccolto, informa una nota degli organizzatori, circa 800 persone "tra cui anche un buon numero di docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo" oltre a studenti di tutte le quattro Facolta' forlivesi. Il che, si legge ancora nella nota, dimostra "che il grave problema dei tagli e' sentito da tutte le componenti del mondo dell'istruzione" e che c'e' "la volonta' di costruire insieme un percorso di mobilitazione".

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Occupazione finita al Candiani ma la mobilitazione resta (sezione: Scuola)

( da "Varesenews" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Busto Arsizio - I rappresentanti di istituto definiscono positiva l'esperienza e annunciano altre manifestazioni di dissenso se la riforma non verrà fermata. La protesta si allarga anche ad altre scuole Occupazione finita al Candiani ma la mobilitazione resta Fuori gli striscioni ci sono ancora, inumiditi e appesantiti dalla pioggia notturna, nel cortile interno c'è aria di smobilitazione e ragazzi assonnati dopo la nottata a scuola, si danno da fare per rimettere tutto a posto. E' stata una occupazione soft ma ricca di contenuti quella conclusasi oggi, venerdì 24 ottobre, al liceo artistico Candiani, nella sede di piazza Trento e Trieste. Iniziata ieri mattina è durata solo un giorno e mezzo ma è servita a smuovere le acque e a far prendere coscienza agli studenti dei contenuti della cosiddetta "riforma Gelmini". Sono stati oltre 200 i ragazzi che hanno partecipato alle assemblee sulla riforma tenutesi durante la giornata di ieri e in serata in molti sono rimasti ad ascoltare le parole del premier Berlusconi sull'uso della Polizia per sgomberare le scuole occupate. Giacomo Rossi, Alessandro Luoni e Andrea Grossi sono stati protagonisti e i motori della protesta, svoltasi pacificamente e senza danni:"Il nostro principale obiettivo era fare informazione sulla riforma - dicono - quindi abbiamo fatto tutto di concerto con lo stesso preside Andrea Monteduro che non si è messo di traverso, anzi grazie alla collaborazione messa in campo abbiamo organizzato tutto in modo che chi avesse voluto fare lezione ha potuto farla tranquillamente. Su tre sedi noi abbiamo occupato solo questa che è anche quella più visibile". Durante la giornata di ieri, inoltre, molti esponenti dei collettivi e i rappresentanti di istituto dell'Istituto alberghiero di Stresa hanno fatto visita agli studenti del Candiani: "Si, qualcosa si sta  muovendo anche nelle altre scuole di Busto - spiega Alessandro Luoni - se il governo prova a far passare la riforma così com'è scenderemo in piazza. In molti stanno aprendo gli occhi sui tagli indiscriminati che si vogliono fare". Gli studenti dell'artistico sono i primi a sentirsi minacciati per l'elevata quantità di strumenti di cui questo tipo di scuola deve avere: "Siamo i più esposti in questo momento - dice Giacomo Rossi - e non vogliamo pagare la crisi. Sulla scuola bisogna investire non tagliare e crediamo che chi verrà dopo di noi debba avere le nostre stesse possibilità". In conclusione i rappresentanti di istituto sottolineano come gli studenti si siano comportati in maniera civile e ordinata, senza danneggiare la struttura: "Da questo si vede che non abbiamo occupato per perdere tempo ma per prendere in mano il nostro futuro". Venerdi 24 Ottobre 2008 o.m.

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Scuola, Gelmini: "Insultatemi, ma basta con campagna terroristica" (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

14.27 (Ultima Modifica: 24 ottobre 2008) Insultatemi pure, ma senza travalicare: e comunque il governo andrà avanti. E' la sintesi di quanto detto dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, durante il suo intervento al Senato. "Quando ho assunto l'incarico di ministro dell'Istruzione ero consapevole delle difficolta' a cui sarei andata incontro e delle proteste - ha rivelato -, le accetto con consapevole rassegnazione ma spero che non travalichino il segno". Intanto i cortei proseguono ovunque. Secondo il ministro si è dato vita ad "una campagna terroristica che ha diffuso false informazioni tra le famiglie destinate a svaporare quando il tempo ne fara' giustizia, ma che avvelenano il clima con l'obiettivo di bloccare la riforma e di alimentare la piazza creando un clima di allarmismo totalmente ingiustificato". Il ministro ha poi invitato tutti ad ascoltare le parole del presidente della Repubblica, non senza aver prima accusato il leader dell'opposizione Walter Veltroni di aver "privilegiato il terreno di scontro". "Napolitano nella sua saggezza, che e' di aiuto e riferimento per tutti - ha detto la Gelimini -, ricorda che in Italia abbiamo bisogno di una scuola migliore e auspica spazi per il confronto". Tornano ad attaccare il Partito democratico il ministro Gelmini andando a "seguire i binari del confronto lungo la via della realta' e del cambiamento" e lancia una sfida al Pd. Parlando nell'aula del Senato dice: "E' su questo tema che aspetto il Pd una volta che avra' consumato il rito della piazza". "Non sara' un giovane ministro a mettere la scuola italiana nell'impossibilita' del cambiamento - ha poi fatto notare la Gelmini -. Sono consapevole che ho di fronte una sfida difficile e importante, ma questa sfida merita di essere compiuta, lo devo agli studenti, agli insegnanti e alle famiglie dei ragazzi. Lo devo a chi ci chiede una scuola aperta a tutti e che restituisca pari opportunita'".

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Arriva il Ministro, presidio di Rifondazione (sezione: Scuola)

( da "Varesenews" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Gallarate - Il segretario Bonometti: "Chiediamo il ritiro immediato di quel decreto e la sua non conversione in legge" Arriva il Ministro, presidio di Rifondazione Riceviamo e pubblichiamo "Lo spettacolo del Ministro lo conosciamo già, per questo saremo fuori dal teatro a manifestare." Che il Ministro Gelmini venga o meno a Gallarate, Rifondazione Comunista per voce del segretario provinciale Giovanni Bonometti, conferma la partecipazione al presidio indetto fuori dal teatro Gassman di Gallarate per lunedì dalle ore 14.00. E spiega: "Il Ministro decida di presenziare o meno, ma non permettiamo alcuna illazione sulla questione sicurezza. Noi saremo in piazza a manifestare in modo civile, come sempre, insieme a studenti, genitori, insegnanti, cittadini che vogliono bloccare un provvedimento che uccide la scuola pubblica italiana. Punto". Un presidio organizzato unitariamente dalle forze politiche della sinistra, dal sindacato, dalle organizzazioni degli studenti e dai genitori che, indipendentemente dalla visita del Ministro, serve a dare il via a una stagione di mobilitazioni a difesa della scuola pubblica anche nel Gallaratese, così come sta avvenendo nel resto d'Italia. "Il provvedimento del Governo sulla scuola sta diventando impopolare e sta aprendo contraddizioni dentro la stessa maggioranza. Il Ministro Gelmini ha dichiarato di non essere sordo alla protesta, peccato che sinora l'unica risposta è stata una gravissima minaccia da parte del Presidente del Consiglio agli studenti (poi rimangiata) e il continuo insulto dello stesso Ministro sulla falsità della protesta. Questo non significa mettersi all'ascolto". La scuola pubblica italiana va difesa e quindi, conclude Bonometti, "Noi saremo in piazza a chiedere al Ministro, ovunque si trovi, quello che ormai la maggioranza del mondo della scuola chiede: il ritiro immediato di quel decreto e la sua non conversione in legge". L'appuntamento per Rifondazione Comunista è lunedì 27 ottobre in Piazza Guenzati, di fronte al teatro Venerdi 24 Ottobre 2008.

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Sotto ogni elmetto, un padre (sezione: Scuola)

( da "Articolo21.com" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Di Pino Finocchiaro Talvolta la rivoluzione passa sotto le gambe dei cavalli dei cosacchi. Ed è accaduto anche tra piazza Navona e Palazzo Madama quando i celerini hanno iniziato a togliersi l'elmetto azzurro, lasciando penzoloni gli sfollaggenti e accatastati gli scudi. Il pomeriggio nero di Palazzo Madama era appena terminato. Nell'emiciclo della camera nobile, il ministro Maria Stella Gelmini, con gli occhi lucidi e la voce rotta dall'emozione aveva appena pronunciato le parole fatidiche, “convocherò i rappresentanti degli studenti”. La controriforma Tremonti-Gelmini era appena stata battuta da una manifestazione pacifica e determinata degli studenti e degli universitari di Roma. Nessuno scontro. Solo canti e slogan. Nessuna contrapposizione. Mediazione. Con i funzionari della questura che convincono i ragazzi a non premere sul piazzale di Palazzo Madama e i ragazzi che defluiscono festosi in quella piazza Navona che appare ogni giorno di più il luogo del nostro scontento. Da Moretti a Guzzanti, da Di Pietro a Grillo, sino ai mille volti anonimi e gai dei ragazzi che sollevano uno striscione “siamo qui a difendere i diritti dei vostri figli”. I figli dei senatori, sì, ma anche i figli di quei poliziotti chiamare a garantire l'ordine pubblico non a turbarlo secondo i suggerimenti del premier che aveva invocato l'intervento dei manganelli nelle scuole e nelle università occupate. Fortunatamente, c'è chi ha ancora un senso altissimo dello Stato al Viminale. Fortunatamente c'è ancora chi crede in uno Stato di diritto e di tutela dei diritti. Non in uno stato voce e braccio del Padrone di turno. Non c'erano i cosacchi né i loro cavalli in piazza Madama. C'erano quei funzionari che hanno testimoniato sulla “macelleria messicana” della scuola Diaz del G8 di Genova. Quelli che credono in una polizia di cittadini e che dopo Genova hanno detto “mai più”. Ed hanno voluto guardare in faccia quei ragazzi, dopo aver trepidato – e magari in cuor loro sperato – di scorgere tra quei mille volti il viso conosciuto di un figlio, una figlia, un fratello, una sorella. E quando hanno tolto l'elmetto azzurro hanno potuto sorridere, tranquilli, tranquillizzanti. “Mai più”. La controriforma Tremonti-Gelmini è stata calpestata dagli zoccoli recalcitranti dei cavalli dei cosacchi che hanno lasciato passare indenni i loro figli migliori, la classe dirigente del futuro di questo triste paese dei misteri. E dietro quegli uomini in divisa che rifiutano lo scontro, che lasciano passare le voci della contestazione c'è una società che cambia. Una società di cittadini che chiudono i conti con le cariche del '68 e i pestaggi barbarici del G8 alla Diaz e a Bolzaneto. C'è il seme di un'Italia migliore, più allegra, vivace, conscia di sé. La polizia è cambiata? Sì, i celerini di piazza Navona non sono più quelli di cui prese le difese Pier Paolo Pasolini, scrivendo, “io sto con voi”. Se non nello stipendio, non sono più i proletari in divisa. Nel '68 la loro età media era di vent'anni, ed erano scapoli per obbligo di legge. Oggi in media hanno 36 anni, sono sposati o divorziati con figli come gran parte dei loro coetanei. Nel '68 i celerini avevano la quinta elementare e i marescialli che li comandavano avevano al più la terza media. Oggi gli agenti sono quasi tutti diplomati, i marescialli si chiamano ispettori, hanno almeno il diploma e in gran numero sono laureati. I celerini del '68 erano nati in campagna e non avevano mai letto un libro. Quelli di oggi sono nati e cresciuti in famiglie cittadine con librerie ben fornite. Quelli del '68 vedevano l'unica tv al bar o al circolo della caserma, e non tutti avevano ben imparato l'italiano grazie al maestro Alberto Manzi. Quelli dei nostri giorni praticano il surf sulla blogosfera e leggo le pagine in inglese meglio che in italiano. E i loro figli, erano già là, in piazza. Quegli stessi figli che non sanno se potranno mandare all'Università. Gli stessi figli per i quali si sono indebitati con i loro miseri stipendi. Al punto che il 60 per cento dei carabinieri e poliziotti italiani ha il quinto dello stipendio impegnato. E poco gliela racconta il governo a dire che in fondo le cose non vanno poi così male. Con tutto questo nel cuore – e un fremito nascosto dietro la celata dell'elmo - erano lì in piazza Navona a difendere i governanti pro tempore dalla loro stupidità. Ma i celerini di oggi hanno visto e rivisto la registrazione digitale delle aggressioni anche contro minorenni inermi a Genova, hanno visto e rivisto gli scontri in Campania su You-Tube e l'aggressione al collega Romolo Sticchi del Tg3. Nel '68 bastava strappare la macchina fotografca di mano al fotografo e far prendere luce al rullino. Oggi per una telecamera che fai sparire altre dieci riprendono quel gesto barbaro e incivile e ti inchiodano a responsabilità di cui nessuno più in polizia vuol farsi carico. Ci sono i videofonini e le telecamere remotate delle tv digitali RaiNews 24 e Sky che mandano il segnale in diretta, tentare di spegnerne una vuol dire attirare l'attenzione di altre cento che ti inchiodano. E' la società della comunicazione, bellezza. In questa crescita della coscienza delle forze dell'ordine italiane, noi giornalisti, e con noi i videomaker indipendenti che hanno monitorato Genova, abbiamo avuto un ruolo fondamentale. In tutto questo piangerci addosso per l'inutilità del nostro mestiere. Se guardiamo a questa rivolta nell'animo dei nostri ragazzi nelle scuole e dei celerini dietro i loro elmetti azzurri, una gran parte del merito è nostra e dei nostri servizi, articoli, commenti che spesso sono migliori di noi. In una tv che propone cuochi e prelibatezze a chi rinuncia a comprare uova e latte la terza settimana del mese. In una tv che chiama realtà talpe e culi, isole e tette. La vera realtà, l'ha celebrata Rai News 24 con le parole dell'inviata Manuela Lasagna: “…i poliziotti hanno tolto gli elmetti…”. Talvolta, la rivoluzione passa attraverso un gesto e le parole di un cronista narrano la Storia. pinofinocchiaro@iol.it www.pinofinocchiaro.it.

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"Tra i manifestanti ci sono facinorosi che hanno il supporto dei giornali" Veltroni: "Aspettiamo la smentita..." (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Così il premier tornando sulle polemiche relative alle proteste nelle scuole e nelle università. Immediate le reazioni dell'opposizione: "Facinoroso sarà lui..."

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Un dibattito sul futuro dell'istituto (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

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AL LICEO LINGUISTICO DI GOZZANO Un dibattito sul futuro dell'istituto Sono scesi a manifestare contro il decreto Gelmini anche gli studenti del Liceo linguistico-socio-psicopedagogico di Gozzano, uno degli istituti che rischia di subire contraccolpi dalla riforma. Gli studenti, dopo aver avvisato sia il dirigente scolastico che le forze dell'ordine, hanno simbolicamente "occupato" il cortile interno della scuola senza però impedire a chi voleva far lezione di andare in aula. Chi è rimasto fuori ha dato vita ad un dibattito sul decreto con il contributo di conoscitori della normativa.

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Per dire no ai tagli della Gelmini saltano anche le gite scolastiche (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

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CONTRO LA RIFORMA.STASERA ASSEMBLEE A VERBANIA E DOMODOSSOLA Per dire no ai tagli della Gelmini saltano anche le gite scolastiche Dall'autogestione, conclusa, allo sciopero generale di giovedì che sarà caratterizzato, nelle intenzioni di Cgil, Cisl e Uil, da una manifestazione provinciale a Verbania il 30 ottobre, in concomitanza con quella nazionale. Un corteo muoverà dal liceo Cavalieri, alle 9,30, per concludersi in piazza Ranzoni. L'astensione dal lavoro del 30 ottobre vuole essere un momento di partenza per una serie di iniziative per far crescere l'opposizione ai tagli del ministro Gelmini. Una delle idee forti è quella di sospendere le attività extra didattiche, non remunerate. A cominciare dalle gite d'istruzione, la cui cancellazione, dai programmi, potrebbe avere una grave ricaduta economica sul turismo del settore, se questa forma di lotta si allargherà nelle altre scuole italiane. In questo senso si sono già espressi insegnanti e non docenti del liceo Cavalieri che in un lungo documento spiegano le ragioni della protesta. "Vogliamo dare - è scritto - a tutti gli studenti e ai genitori un segnale preciso del disagio e delle preoccupazioni degli insegnanti". Gli insegnanti del liceo propongono in alternativa "visite e stage di approfondimento senza costi nella nostra città". E concludono con un appello ai colleghi delle altre scuole chiedendo di fare altrettanto "affinché questa scelta possa incidere sugli interessi economici legati all'organizzazione dei viaggi scolastici". Un altro invito è per ripensare "i criteri di scelta dei libri di testo, riducendone il numero ed il costo complessivo". Il messaggio è stato accolto favorevolmente dall'assemblea dei docenti dell'Itis Cobianchi, che si è rinuita ieri pomeriggio, e sarà messo alla firma di tutti i professori della scuola. Frattanto sta crescendo il Coordinamento cittadino degli insegnanti che sta lavorando per un confronto proficuo con i genitori finalizzato ad iniziative unitarie. Il primo appuntamento promosso dall'Associazione dei genitori è per questa sera alle 21 all'Auditorium di Sant'Anna, dove interverranno esperti del mondo scolastico. A conclusione dei lavori ci sarà un incontro fra le varie componenti della scuola per organizzare la notte bianca che si terrà mercoledì 29 ottobre. Questa sera alle 21 è in programma anche un'assemblea al teatro San Francesco di Domodossola a cui parteciperà Luisella De Filippi del direttivo nazionale Flc-Cgil. Lunedì alle 21 si parlerà dei tagli Gelmini anche nella sala consiliare di Baveno.

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SALTA IL TAVOLO (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 24-10-2008)

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Scuola, studenti oggi dalla Gelmini Salta il primo incontro con Uds e Udu Primo no al dialogo con il ministro Gelmini sulla riforma della scuola: l'UdS (Unione degli Studenti) e l'Udu (Unione degli universitari) hanno deciso di non partecipare al tavolo perché avevano posto come condizione irrinunciabile il ritiro del decreto. Il ministro riceverà anche altre rappresentanze degli studenti per cercare di illustrare i contenuti del suo provvedimento e stemperare gli animi che hanno portato a numerose proteste. 13.30 Udu e Uds abbandonano il tavolo. Le associazioni studentesche Udu e Uds "non hanno neppure voluto sedersi al tavolo" per un confronto con il ministro Gelmini. E' quanto riferiscono fonti ministeriali spiegando che gli studenti avrebbero posto come condizione preliminare per l'avvio del dialogo il ritiro del decreto 137 sull'università. 12.17 Corteo a Torino - Continua anche a Torino la mobilitazione contro la riforma del sistema scolastico del ministro Mariastella Gelmini. Anche questa mattina le strade della citta' sono state attraversate da un corteo spontaneo e non programmato promosso dagli studenti di due istituti superiori. Duecento ragazzi hanno filato per le vie del centro per una manifestazione che si e' svolta tranquillamente e senza problemi o tensioni. 11.30 Napoli, studenti mandano traffico in tilt - Un corteo di studenti medi e universitari sta attraversando le strade del centro cittadino di Napoli. A partecipare numerosi istituti partenopei e della provincia. Dopo una prima tappa in piazza del Gesù, dove si è aggiunta una delegazione del liceo Genovesi occupato da tre giorni, la manifestazione si dirige verso piazza Municipio e successivamente piazza del Plebiscito. Traffico in tilt e automobilisti bloccati. Fra le scuole presenti anche il liceo Virgilio, il Margherita di Savoia, oltre a studenti universitari provenienti da Fuorigrotta. 10.00 - Milano, lezioni in Piazza del Duomo - Sono più un centinaio gli studenti delle università milanesi che si sono riuniti in Piazza del Duomo per ribadire, attraverso forme di didattica alternativa, il loro perentonio no alla riforma Gelmini e ai tagli all'istruzione previsti in finanziaria. Sotto la Madonnina è in corso una lezione sul "fallimento dell'Università di massa in Italia" tenuta dal professor Aldo Giannuli, docente di Storia Contemporanea alla facoltà di Scienze Politiche. 09.30 - Milano, studenti davanti all'assessorato all'educazione - Oltre 200 studenti del liceo linguistico Manzoni hanno organizzato un presidio di fronte all'Assessorato dell'Educazione del Comune di Milano, nei pressi di Piazzale Loreto. La protesta si sta svolgendo in modo pacifico e senza alcun tipo di incidente. Invia ad un amico.

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La rue se mobilise contre Silvio Berlusconi (sezione: Scuola)

( da "Monde, Le" del 24-10-2008)

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La rue et la gauche se mobilisent contre Silvio Berlusconi LE MONDE | 24.10.08 | 15h04 * Mis à jour le 24.10.08 | 16h41 Réagir Classer E-mail Imprimer Partager Partager: ROME CORRESPONDANT Jusqu'à présent, il a fait ce qu'il voulait ou presque. Depuis son élection à la présidence du conseil italien, Silvio Berlusconi a imposé le rythme et les thèmes de la vie politique italienne sans avoir à craindre que quiconque ne le fasse choir du piédestal où il trône, fort d'une cote de popularité à 60 %. La rue ? Muette au point que le cinéaste Nanni Moretti a parlé de "disparition de l'opinion publique". La crise ? Traversée sans dommages pour son image, donnant des conseils boursiers aux petits actionnaires ("Ne vendez pas") et des assurances aux banques ("L'Etat garantira l'épargne"). La gauche ? Trop faible, trop divisée pour compter. SUR LE MêME SUJET Les faits La rue se mobilise contre Silvio Berlusconi Enquête Vent de racisme en Italie Edition abonnés Fiche pays : Italie SUR LE MêME SUJET Les faits Les eurodéputés vent debout contre les scanners corporels dans les aéroports Cadrage L'effet Sarah Palin se retourne contre John McCain Site web Le "New York Times" se range derrière Obama Les faits Le Kremlin impitoyable pour les condamnés de l'affaire Ioukos Cadrage John McCain peut-il encore gagner ? Aujourd'hui, la rue se réveille. Depuis plusieurs jours, des dizaines de milliers de professeurs, d'étudiants, de lycéens battent quotidiennement les pavés des grandes villes contre la réforme conduite par la ministre de l'instruction, Mariastella Gelmini. Elle prévoit des coupes budgétaires de plusieurs milliards d'euros et la suppression d'environ 140 000 postes dans les prochaines années. Les manifestations ont pris un tour plus violent, illustré par des heurts avec la police, notamment à Milan. Le "Cavaliere" a menacé de faire intervenir la police pour évacuer les contestataires qui bloquent les lycées et universités. Mais ces déclarations martiales n'ont pas convaincu les étudiants de renoncer à leur action. Au contraire : "Non seulement la mobilisation continue, mais elle augmente. C'est désormais la société dans son ensemble qui se rend compte que le gouvernement met en danger le développement économique du pays", affirme un communiqué de l'Union des étudiants italiens (UDU). Deux grèves sont annoncées : le 30 octobre dans les écoles et les lycées ; le 14 novembre dans les universités. Jeudi 23 octobre, M. Berlusconi a démenti tout projet de recours à la force, et Mme Gelmini s'est dite prête à recevoir les syndicats et les parents d'élèves. Une première tentative de dialogue ? A cours d'argument et craignant que cette contestation ne finisse par agir comme un acide sur ses bons sondages, M. Berlusconi s'en est pris à ses cibles habituelles : médias et centre-gauche. Aux premiers, il reproche de "diffuser l'angoisse" et des fausses nouvelles ; au second, de chercher dans la rue une revanche à son échec dans les urnes lors des élections générales d'avril. C'est une première. Après avoir moqué son principal adversaire, le président du conseil semble lui reconnaître un rôle d'opposant qu'il refusait jusqu'alors de lui accorder. Rendu inaudible et humilié par sa défaite au scrutin d'avril, le centre paraît retrouver une visibilité et une crédibilité que les sondages ne traduisent pas encore. Walter Veltroni, secrétaire général du Parti démocrate, après nombre tâtonnements, semble avoir trouvé la voie d'une opposition résolue qui n'hypothèque pas la possibilité d'un dialogue. Ayant retrouvé son rang de premier opposant au président du conseil, M. Veltroni doit en apporter la preuve chiffrée, en rassemblant un million de personnes - objectif ambitieux qu'il s'est lui même fixé -, samedi 25 octobre, à Rome, contre la politique de M. Berlusconi. Un chiffre que les capacités de mobilisation de l'appareil et un comptage généreux devraient lui permettre d'atteindre. UNE PREMIÈRE Pour en arriver là, M. Veltroni a dû faire violence à sa réputation d'homme indécis. Après avoir supporté sans trop broncher les critiques de son principal allié, Antonio Di Pietro, leader du parti de l'Italie des valeurs (IDV), qui lui contestait le leadership de l'opposition au nom d'une vision plus intransigeante de l'antiberlusconisme, l'ancien maire de Rome a rompu son alliance. Une manière de clarifier la ligne du parti et de l'ancrer résolument au centre gauche. "Collaborateur", lui a lancé M. Di Pietro. Le succès de ce rassemblement ne signifie pas forcément la fin des contestations pour M. Veltroni. Décrit dans les médias proches du pouvoir comme un homme hésitant et peu charismatique, le secrétaire général du PD doit compter sur une opposition interne active. Certains dans le parti, dont l'autre poids lourd Massimo D'Alema, n'hésitent pas à parier sur une cuisante défaite du PD aux élections européennes, entraînant du même coup le départ de son actuel secrétaire général. M. Berlusconi, qui connaît les ressorts humains et les arcanes de la politique italienne, le sait mieux que quiconque. La coalition des contestations - une première depuis son élection - peut encore se rompre sous la pression des divisions internes de ses opposants. Philippe Ridet Article paru dans l'édition du 25.10.08. Abonnez-vous au Monde à 16€/mois.

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"Proteste sì, occupazione no" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

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GENOVAGLI STUDENTI DELL'UNIVERSITA' CONTESTANO I TAGLI DEL GOVERNO "Proteste sì, occupazione no" [FIRMA]MIRIANA REBAUDO GENOVA La scenografia è stata tutta opera degli studenti di Lettere e di Architettura che ieri mattina (con qualche supporto esterno) hanno realizzato le bare e organizzato il funerale che gli universitari genovesi hanno voluto per sottolineare "la morte della scuola e dell'ateneo pubblico". I killer, naturalmente, sono il governo Berlusconi e il ministro Gelmini. La protesta riguarda tutte e undici le facoltà genovesi, nessuna esclusa, perché anche se l'aula M di via Balbi 4, il cuore di Lettere, resta il "centro propulsivo della mobilitazione", il fenomeno ormai riguarda l'intera realtà universitaria genovese. La conferma si è avuta proprio ieri pomeriggio, con il "funerale" che, partito da via Balbi, ha raggiunto piazza De Ferrari: ad aprire il corteo (presenti circa duemila giovani) due bare nere per la Libertà e la Cultura e lo striscione "Oggi in lutto, sempre in lotta". A portare le bare, a spalla, gli studenti-becchini in giacca e cravatta nera. C'è da dire che gli organizzatori hanno davvero curato ogni dettaglio: oltre agli otto necrofori, i due feretri erano accompagnati da sei chierichetti, con un turibolo di cartone. Numerose ragazze hanno indossato veletta e camicie di pizzo nere per simboleggiare le vedove dolenti mentre uno studente di Lettere ha preparato anche un elogio funebre per la "dolente università sepolta viva e urlante nelle profondità dell'ignoranza". A fare da colonna sonora anche un Requiem. Tra slogan in difesa della cultura e della libertà, gli studenti hanno fatto diverse foto al feretro posizionato nel cortile interno dell'università accanto ai manifesti funebri. All'uscita della bara c'è stato un lungo applauso. Una protesta all'insegna dell'ironia, "un funerale scaramantico per non morire" ha spiegato Stefano, uno dei leader della contestazione, ma i ragazzi sono pronti a continuare ad oltranza, e seriamente, anche se continuano a ribadire che l'occupazione "non è all'ordine del giorno e difficilmente verrà presa in considerazione". Il termometro della mobilitazione si ha su www.studenti.genovese.forumfree.net, divenuto in pochissimi giorni la bacheca virtuale della "pantera 2008". La forma di contestazione privilegiata e caratterizzante resta così quella delle lezioni all'aperto che, inaugurata a Lettere, sta via via estendendosi. Nessuna occupazione, dunque, e neppure blocchi delle lezioni, "ma non abbiamo neppure intenzione di fare passi indietro" avvertono gli studenti che rimandano all'assemblea generale di martedì 28 le prossime decisioni, alla luce degli eventuali sviluppi. Solo a quel punto, comunque, si vedrà se continuare con le lezioni alternative o se, invece, scatterà l'escalation, che per ora vede pochi paladini. Non a Scienze della Formazione, per esempio, dove docenti e preside sono al fianco dei ragazzi. Così come lo sono a Lingue, la facoltà che qui a Genova è destinata a pagare il dazio più alto ai tagli programmati dal governo: una bella fetta dei 500 precari che non sarebbero confermati si trovano infatti nella facoltà di piazza Santa Sabina dove, da lunedì, potrebbero scattare le lezioni all'aperto. Appuntamenti che continuano a Lettere con i docenti in cattedra e megafono in mano e i ragazzi seduti sugli scalini di piazza della Nunziata o della biblioteca. A Scienze Politiche, invece, la preside ha concesso al "collettivo di facoltà" l'utilizzo di un locale dell'Albergo dei poveri. In fermento anche i giovani di Architettura, pronti ad "invadere" con i loro docenti Sant'Agostino. Collettivi in assemblea pure a Medicina, Ingegneria, Scienze Naturali e Fisica.

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"Niente polizia nelle scuole" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Rafforzata la scorta alla Gelmini che convoca gli studenti: campagna terroristica. Il Viminale: rischio infiltrazioni "Niente polizia nelle scuole" Berlusconi ci ripensa: mai detto, ma le occupazioni restano un reato.

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CONTRO RIFORMA GELMINI NASCE UN COORDINAMENTO DOCENTI (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 24-10-2008)

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16.51.54 [Basilicata] A margine dellâ??Assemblea degli studenti liceali e universitari tenutasi oggi presso il Campus Universitario di Macchia Romana per protestare contro la â??riformaâ? Gelmini (DL 137, già  approvato dalla Camera ed in via di approvazione al Senato) della Scuola e contro i tagli previsti in Finanziaria (Legge 133) per gli Atenei italiani, si è¨ tenuto oggi, un incontro preliminare tra docenti delle scuole superiori e dellâ??università  presenti nella piazza che ha deciso la costituzione del Coordinamento dei Docenti della Scuola e dellâ??Università  di Basilicata. "Il Coordinamento intende, fin dai prossimi giorni - si legge in una nota - con la partecipazione dei docenti dellâ??università , delle scuole di ogni ordine e grado e con il pieno coinvolgimento delle famiglie degli studenti lucani, affrontare il tema della condizione attuale e delle prospettive del sistema pubblico della scuola e dellâ??Università  italiane. Eâ?? infatti ormai da troppi anni che il tema delle riforme, pure necessarie e attese dal mondo della scuola e dellâ??università , viene strumentalmente utilizzato solo per far passare tagli selvaggi ai finanziamenti statali (già  scarsi rispetto agli altri paesi dellâ??occidente). Essi si, con lâ??impoverimento e la conseguente dequalificazione del sistema dellâ??istruzione pubblica, possono oggi realizzare, nei fatti, la vera riforma del sistema: la sua sostanziale privatizzazione con lâ??abolizione del diritto costituzionale ad accedere alla conoscenza e ad una formazione che sia di qualità  ovunque nel Paese e per i cittadini di ogni censo. Contro questo tentativo i docenti delle scuole e dellâ??università  sono invitati ad unirsi nel costituendo Coordinamento e partecipare alle iniziative che da Lunedì¬ 27 Ottobre verranno avviate al fianco degli studenti". (bas - 04).

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SCUOLA. Ora si spacca il fronte della protesta (sezione: Scuola)

( da "Vita non profit online" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Reading time: 3 minutes --> di Redazione - pubblicato il 24 Ottobre 2008 alle 16:58 Convocati dalla Gelmini alcuni si presentano altri no è rottura tra le diversi sigle studentesche dopo la convocazione al ministero dell'Istruzione. Maria Stella Gelmini, spiegano alcune associazioni di sinistra, "non ha dato la sua disponibilità a ritirare il provvedimento". Per questo le sigle più radicali hanno deciso di non partecipare. Le altre associazioni, invece, sono state ricevute dal ministro e hanno deciso di dialogare.

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UNIVERSITA'. Le cifre della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Vita non profit online" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Reading time: 3 minutes --> di Redazione - pubblicato il 24 Ottobre 2008 alle 17:11 Il sistema scolastico ed universitario italiano ha troppi elementi ''inaccettabili'' dice il ministro. Ed è per questo che occorre un cambiamento. Lo sostiene il ministro della Pubblica istruzione e dell'Universita' Maria Stella Gelmini che è tornata anche oggi a fare un lungo elenco di quelli che, a suo dire, sono i mali di cui soffre l'Università nel nostro paese. Innanzitutto, sottolinea in una nota, ''l'universita' italiana produce meno laureati del Cile, abbiamo 94 universita', piu' 320 sedi distaccate nei posti piu' disparati, ci sono 37 corsi di laurea con un solo studente, 327 facolta' che non superano i 15 iscritti''. Ma, prosegue il ministro, negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000. ''Nel 99,3% dei casi - aggiunge la Gelmini - sono stati promossi senza che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro''. Nel nostro paese, poi, ci sono 5 universita' ''importanti'' con buchi di bilancio enormi che avrebbero portato, ''se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni''. Sempre la Gelmini denuncia poi il moltiplicarsi di cattedre e posti per professori ''senza tener conto delle reali esigenze didattiche dei ragazzi'', l'aumento della spesa per l'universita' ''in maniera inaccettabile'', il fatto che non ci sia un'universita' italiana che figuri tra le migliori 150 del mondo e ci siano ''5500 corsi di laurea, mentre in Europa la media è della metà la meta'''. Tra gli elementi di ''inaccettabilita''' la Gelmini annovera anche il fatto che in Italia sono insegnate 170.000 materie rispetto alle 90.000 della media europea, che nel 2001 i corsi di laurea fossero 2444 e che ''oggi 5500 ragazzi sono sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre''.

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Scuola: prove di dialogo mancato (sezione: Scuola)

( da "Articolo21.com" del 24-10-2008)

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Di redazione Si sono conclusi in un flop gli incontri che la Ministra dell'Istruzione aveva convocato per oggi con le Associazioni degli studenti. La rete degli studenti medi, l'Unione degli studenti e l'unione degli universitari, non si sono neanche seduti al tavolo. Di fronte all'ennesimo "no", pronunciato dalla Gelmini, (ovvero, no il decreto non si tocca), gli studenti universitari e medi hanno preferito salutare cordialmente e dare appuntamento nelle piazze: la protesta continua. 'Bisogna cambiare. La verita' e' che non si spende poco, ma si spende male' Ha affermato Maria Stella Gelmini. " "Ho chiesto ai ragazzi se la scuola e l'universita' cosi' come sono li soddisfino. Un'universita' e una scuola che non preparano al lavoro e che non consentono loro di farsi un futuro. Non e' vero che in Italia si spenda poco per l'istruzione, anzi siamo tra i primi d'Europa. Il problema e' che si spende male", dice il ministro. Che sottolinea: "Bisogna cambiare". Gelmini ha gia' annunciato che, una volta che il decreto sulla scuola sara' convertito (il via libera definitivo arrivera' martedi' dal Senato), presentera' un piano per l'universita". Dunque discorso chiuso. Come già era stato chiuso durante l'intervento del Premier in conferenza stampa l'altro ieri. Il decreto rimane e non si tocca: "Non retrocederò di un centimetro". Si dice dispiaciuta Valentina Aprea, presidente della commissione cultura della Camera e non si capacita del fatto che alcune associazioni di studenti, tranne quelle che fanno riferimento all'area politica di destra, non abbiano voluto dialogare e capire le ragioni di un decreto che, come è ormai prassi, ha carattere "d'urgenza". Non si capisce allora in che termini si dovesse costruire un dialogo. Immediata e anzi, preventiva, la risposta dell'Unione degli studenti che lascia nelle mani del ministro una lunga e dettagliata lettera con esordio d'effetto: "Ci sentiamo costretti a manifestare tutto il nostro malessere per il metodo da Lei usato per questo tardivo, fittizio e strumentale giro di consultazioni. E' da mesi che chiediamo la regolare convocazione del Forum delle associazioni e in più occasioni abbiamo chiesto di essere ricevuti senza né successo né sensibilità da parte Sua." Continua poi con una serie di osservazione in merito al decreto, per ribadire infine: " Questa non è una protesta ideologizzata, è una protesta che parla del nostro presente e futuro, che parla di noi stessi e delle nostre vite, della possibilità di avere una conoscenza al centro degli investimenti pubblici, motore di un positivo cambiamento del nostro paese." Escono sollevati invece i ragazzi di azione studentesca, apprezzano l'apertura del Ministro e si dicono soddisfatti delle rassicurazioni ricevute non contestando per intero la riforma, che giudicano complessivamente valida.

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L'Unione degli Studenti ha incontrato il Ministro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Articolo21.com" del 24-10-2008)

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Di Gaetano Alessi Questa mattina il ministro Gelmini ha iniziato le consultazioni delle associazioni studentesche sui decreti 133 e 137. La delegazione dell'Unione degli Studenti è appena uscita dalla consultazione con il Ministro Mariastella Gelmini. All'appuntamento era presente anche Valentina Aprea. Durante l'incontro gli studenti dell'UDS hanno consegnato la lettera rifiutando di sedersi al tavolo e hanno discusso con il Ministro la possibilità che i decreti vengano ritirati. Il ministro ha temporeggiato e invitato nuovamente gli studenti a leggere i suoi decreti, dando ancora una volta prova di sottovalutare l'analisi del movimento studentesco e la serietà delle associazioni con le quali ha appena cominciato la consultazione. Mariastella Gelmini non sembra quindi intenzionata a prendere seriamente gli incontro che ha appena iniziato, dimostrando ancora una volta l'approccio di questo governo nei confronti degli studenti e delle forze sociali del paese. L'UdS ha ribadito che non ci potrà essere nessun tavolo di discussione se non verrà prima ritirato il decreto 137. Queste consultazioni fittizie sono l'ennesimo tentativo del governo di imbonire l'opinione pubblica. Ecco la lettera: Roma 24/10/2008 Egr. Ministro Ci sentiamo costretti a manifestare tutto il nostro malessere per il metodo da Lei usato per questo tardivo, fittizio e strumentale giro di consultazioni. E' da mesi che chiediamo la regolare convocazione del Forum delle associazioni e in più occasioni abbiamo chiesto di essere ricevuti senza né successo né sensibilità da parte Sua. Prendiamo le distanze, quindi, da un metodo che strumentalmente mira a delegittimare il grande dissenso maturato nei confronti del d.l. 137/08 e della legge 133/08 da tutto il mondo dell'istruzione, dalle scuole elementari alle università. L'UdS è dentro questo movimento, lo sostiene ed è profondamente convinta che l'unico vero segnale di distensione sia solo ed esclusivamente l'immediato ritiro dei suddetti provvedimenti, per aprire solo dopo un tavolo di discussione profonda sulle politiche che per primi rivendichiamo per un cambiamento reale di scuola e università. Sarebbe estremamente dannoso se il Ministro dell'istruzione, invece di prendere atto di un processo di mobilitazione ampio, plurale e democratico continuasse in modo demagogico a voler far credere all'opinione pubblica che la maggior parte degli studenti e delle studentesse sia della Sua stessa idea. Egregio Ministro, non è così. Ci hanno dipinto come fannulloni, bamboccioni e presuntuosi, come un movimento strumentalizzato dai partiti, fomentato da estreme fazioni. Nulla di più falso. Per questo continueremo a mobilitarci fin quando il decreto 137/08 non sarà ritirato. Il ritiro di questo provvedimento rappresenterebbe per noi un atto di grandissima responsabilità istituzionale, un atto di enorme consapevolezza del fatto che le scuole non sono riformabili se non attraverso un coinvolgimento dal basso di chi vive questi luoghi. Vista la sollecitazione di riportare il merito delle questioni, riteniamo: Distruttivo il taglio di circa 8 miliardi di Euro entro il 2012 che, attuato in linea con il piano programmatico del Governo (atto 36), influirà negativamente sull'organizzazione delle istituzioni scolastiche, aumentando il rapporto docente/studenti e diminuendo il monte ore settimanali per tutti gli indirizzi. Meno risorse umane ed economiche significa meno attività extra-scolastiche, laboratoriali e più in generale una più bassa qualità della didattica. Rivendichiamo, invece, un maggiore investimento sull'edilizia scolastica con un piano straordinario di 5 Miliardi di Euro in 10 anni per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Un piano di intervento straordinario, tramite una legge nazionale sul diritto allo studio, per assicurare a tutti la possibilità di accedere ai livelli più alti dell'istruzione. Un gravissimo errore l'eliminazione di fatto dell'obbligo d'istruzione a 16 anni, prevedendo la possibilità anche a soli 14 anni di intraprendere percorsi professionalizzanti, che non garantiscono la qualifica di diploma completo, valevole anche per l'accesso all'università. Proponiamo invece, in linea con alcuni sistemi scolastici europei il progressivo innalzamento dell'obbligo scolastico a 18 anni. La presentazione del decreto 137, un atto autoritario. Siamo contro la reintroduzione del voto di condotta senza la garanzia che lo stesso non sia usato contro la nostra libertà di espressione e manifestazione. Lo statuto degli studenti già prevede, per i casi di bullismo, l'allontanamento fino alla fine dell'anno. Siamo solidali con il movimento delle scuole elementari che è contro la reintroduzione del maestro unico e la riduzione del tempo pieno. Non consideriamo sostanzialmente incisivo l'intervento in merito a cittadinanza e costituzione, a fronte di una mancanza di un monte ore specifico e una copertura finanziaria. Proponiamo invece, un serio potenziamento della partecipazione studentesca, con un ampliamento dello Statuto degli Studenti e dell'ex DpR 567/96, fondamentale provvedimento che troppo spesso viene disatteso nelle scuole. Serve quindi un potenziamento del ruolo attivo degli studenti e delle studentesse all'interno delle comunità scolastica, per questo chiediamo un potenziamento della Direzione per lo Studente, fondamentale strumento di contatto tra il ministero e la progettualità studentesca. Necessario l'ampliamento delle convenzioni della Carta "Io Studio", che al momento non ha ancora un dispositivo legislativo di appoggio. Questo provvedimento è frutto di un lungo lavoro che ha visto coinvolte le organizzazioni studentesche, lo riteniamo un provvedimento fondamentale per garantire un maggiore accesso e fruibilità della cultura nel nostro paese. Siamo contrari al numero chiuso per l'università, un sistema che crea gravi discriminazioni tra gli studenti e le studentesse del nostro paese. Siamo convinti che il merito sia tutt'altro e cioè la possibilità di garantire un vero diritto allo studio e pari opportunità in un sistema didattico di qualità. Chiediamo l'abrogazione immediata della legge che istituisce il numero chiuso. E' imprescindibile dare un segnale di onestà e riconoscere gli errori fatti ritirando il decreto legge 137/08 e la legge 133. Saremo in piazza insieme a tutto il movimento universitario, degli studenti medi, dei lavoratori e delle lavoratrici della conoscenza il giorno 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale della scuola. Stiamo continuando a promuovere in modo del tutto pacifico, senza mai negare il diritto allo studio, forme di protesta che mirano alla sensibilizzazione di tutto il paese contro questi provvedimenti. Questa non è una protesta ideologizzata, è una protesta che parla del nostro presente e futuro, che parla di noi stessi e delle nostre vite, della possibilità di avere una conoscenza al centro degli investimenti pubblici, motore di un positivo cambiamento del nostro paese. In una fase di crisi globale dell'economia e delle relazioni sociali, non saremo noi a pagare la crisi! L'Unione degli Studenti.

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Scuola, anche a Milano lezioni all'aperto (sezione: Scuola)

( da "Voce d'Italia, La" del 24-10-2008)

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Scuola. Gelmini agli studenti: "Per l'istruzione si spende male, non si spende poco" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

(24/10/2008 18:17) | (Sesto Potere) - Roma - 24 ottobre 2008 - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha convocato le associazioni degli studenti per un confronto sulla riforma della scuola e dopo alcuni incontri ha fatto il punto con una nota. "Ho chiesto ai ragazzi se la scuola e l'università così come sono li soddisfino. Un'università ed una scuola che non preparano al lavoro e che non consentono loro di farsi un futuro. Non è vero che in Italia si spenda poco per l'istruzione, anzi siamo tra i primi d'Europa. Il problema è che si spende male. L'università italiana produca meno laureati del Cile, abbiamo ci siano 94 università, più 320 sedi distaccate nei posti più disparati, ci siano 37 corsi di laurea con 1 solo studente, 327 facoltà non superino i 15 iscritti, negli ultimi 7 anni siano stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi siano stati 26mila e nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro, ci siano 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni. E' inaccettabile che si siano moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze didattiche dei ragazzi, aumentando la spesa per l'università in maniera inaccettabile, non ci sia un'università italiana che figuri tra le migliori 150 del mondo, ci siano 5500 corsi di laurea, mentre in Europa ne troviamo la metà, siano insegnate 170.000 materie rispetto alle 90.000 della media europea, nel 2001 i corsi di laurea fossero 2444, oggi 5500 e infine che i ragazzi siano sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre.”.

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I falsi clamorosi della trasmissione AnnoZero (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 24-10-2008)

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(24/10/2008 18:21) | (Sesto Potere) - Roma - 24 ottobre 2008 - Nella puntata di AnnoZero andata in onda giovedì sera , che aveva tutti gli effetti speciali per definirsi epocale (la scuola, i tagli del governo, i maestri buoni a far lezione in piazza, Veltroni in studio, la Granbassi che ha scovato una “giovane ricercatrice” che però, poi si è scoperto, era solo una studentessa…), segnaliamo tre chicche probabilmente sfuggite alla concitazione – ma diciamo pure alla santoriana gravità – del momento. Uno. Gli slogan “Il governo dà alle banche e toglie alla scuola”. Il governo in realtà non ha erogato neppure cento euro alle banche in difficoltà. A differenza di Francia, Germania, Gran Bretagna e Usa, si è limitato (saggiamente) a mettere a disposizione risorse “per quanto necessario” e non certo gratis ma in cambio di garanzie economiche (delle banche) e sul management (sempre delle banche: chi sbaglia paga). I 40 miliardi di euro ai quali ha fatto riferimento uno studente – anche lui “scoperto” da Margherita Granbassi – sono della Banca d'Italia, la quale a sua volta li preleva dalla Banca centrale europea. E si riferiscono ad uno scambio (anche questo a pagamento) tra titoli di Bankitalia e titoli a rischio degli istituti di credito: uno swap. Invece il governo ha esteso la garanzia dello Stato sui conti correnti, sui depositi, sui risparmi dei cittadini. Quindi non aiuti alle banche, ma ai risparmiatori. Compresi, presumibilmente, Santoro, Granbassi, maestri, professori e studenti in piazza, o loro genitori. Una linea assai apprezzata anche dal Pd: peccato che Veltroni, che pare che del Pd sia il segretario, sia stato colto da improvvisa amnesia. Due. Il “maestro buono” di Bologna, quello che faceva lezione in piazza Maggiore, nonché unico abilitato a parlare ad AnnoZero, ha spiegato come il maestro unico fosse stato abolito negli anni Settanta, dopo un attento studio da parte “dei migliori cervelli e pedagogisti italiani, ispirati da Don Milani”. Ad una domanda di Michele Santoro, che forse qualche dubbio ce l'aveva, ha chiarito che autrice dell'introduzione del maestro plurimo fu Franca Falcucci, ministra della Dc. Chiariamo. La riforma delle elementari – con l'abolizione del maestro unico – è del 1990. Presidente del Consiglio Andreotti, ministro dell'Istruzione Mattarella. Dal 1985 al 1989 i ministri Falcucci e poi Galloni avevano proposto il maestro plurimo. Aspramente contestati dalla sinistra di allora, in prima fila Repubblica. E don Lorenzo Milani? Era purtroppo scomparso nel lontano 1967. Tre. Ad un certo punto – per contestare la proposta delle classi d'ingresso per i bambini immigrati che non conoscono l'italiano, del leghista Roberto Cota (in studio) - Michele Santoro ha citato un caso personale: “Mia figlia va a una scuola straniera e si integra perfettamente con i compagni”. Spieghiamo, visto che non l'ha fatto nessuno, e nei limiti della tutela della privacy. La figlia di Santoro frequenta lo Chateaubriand, l'esclusivo e privato liceo francese di Roma. Nulla di male, per carità. Anche Nanni Moretti ha iscritto il proprio figlio ad una scuola americana (l'Ambritt). Anche Anna Finocchiaro e Giovanna Milandri hanno scelto per la progenie scuole a pagamento. E così Bianca Berlinguer; e così i nipoti di Fausto Bertinotti e Luciana Castellina. Siamo sicuri, anzi sicurissimi che la stessa cosa avvenga anche nel centrodestra. Però qui il caso è diverso: Santoro e la sinistra non si sono calati in trincea contro gli “iniqui tagli alla scuola pubblica”? Contro lo “smantellamento deciso da Gelmini e Tremonti”? Non è forse per questo che la ditta Santoro & Travaglio ha ieri sera mobilitato mamme part time, maestri consapevoli, studenti, ricercatori e addirittura rettori (!) pronti alla lotta? E allora come la mettiamo con lo Chateaubriand? O forse stiamo parlando del filetto? (Fonte sito Pdl).

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Scuola: a Rimini Conferenza provinciale di coordinamento (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

(24/10/2008 17:52) | (Sesto Potere) - Rimini - 24 ottobre 2008 - Si è svolta ieri mattina la Conferenza provinciale di coordinamento in materia di scuola. Convocata dal vicepresidente della Provincia Maurizio Taormina, ha visto la presenza e la partecipazione dei dirigenti scolastici e degli assessori comunali all'istruzione. Punti centrali dell'ordine del giorno, la programmazione dell'offerta formativa e la riorganizzazione della rete scolastica e il tema dell'inclusione. Ma l'incontro ha fornito anche l'occasione per presentare ufficialmente alla Conferenza il nuovo dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Rimini (quello che un tempo era denominato provveditore agli studi), Giancarlo Mori. Inevitabile affrontare i temi di più scottante attualità sulla scuola: in tema di inclusione degli alunni stranieri nelle classi, Taormina ha ribadito come la nostra sia una scuola che accoglie, che ascolta i bisogni e che integra senza omologare: pertanto, no deciso a classi differenziate, classi ponte e simili. In tal senso, la proposta della Giunta provinciale è quella di arrivare, attraverso il lavoro congiunto dei rappresentanti delle autonomie scolastiche e degli enti locali, ad un apposito Protocollo che raccolga e valorizzi principi e modalità di lavoro già consolidati sul territorio per supportare la coesione sociale della nostra comunità. Pur nella situazione di risorse limitate, tutte le parti hanno accolto positivamente l'invito a impegnarsi per sostenere le iniziative volte all'integrazione dei soggetti più deboli, valorizzando la cultura della differenza. Nel suo intervento, il nuovo dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Rimini, Giancarlo Mori, ha richiamato la necessità, in tema di riforma della scuola, di portare avanti insieme e integrare i due concetti di costi dell'istruzione e di valore della conoscenza. Servirsi di una sola di queste due leve produce solo danni e demagogia. Mori ha invece richiamato la bontà, proprio per la trattazione equilibrata dei due concetti, del Quaderno Bianco della Scuola, prodotto nel 2007 dal precedente Governo, e infatti non disconosciuto neppure da quello attuale. Taormina ha, infine, annunciato che questa mattina a Bologna si è riunita la Conferenza regionale per il sistema formativo (di cui fanno parte Regione e Province) e che da questa l'assessore regionale Manzini ha annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale della Regione Emilia-Romagna contro il decreto 154/2008 del ministro Gelmini. L'obiettivo condiviso, all'interno del sistema regionale, è quello di programmare il “dimensionamento” delle istituzioni scolastiche riminesi in funzione della salvaguardia dei territori, in particolare i Comuni piccoli e collinari, e soprattutto in funzione della qualificazione dell'offerta scolastica e formativa per meglio corrispondere alle nuove esigenze dei saperi e delle conoscenze oltre che ai nuovi bisogni del mercato del lavoro. A breve, il prossimo appuntamento della Conferenza Provinciale per concludere la discussione avviata e presentare una serie di proposte.

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PEPE (CGIL): SALVARE LA SCUOLA PUBBLICA (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

18.56.40 [Basilicata] "Le molteplici iniziative che si stanno sviluppando nelle scuole e nelle università  del nostro Paese sono un segnale importante di consapevolezza rispetto alle misure adottate dal Governo e del Ministro Gelmini tendenti a cancellare il ruolo della scuola pubblica nonché© i diritti fondamentali e universali dellâ??accesso allâ??istruzione ed alla formazione". Lo afferma in un comunicato il segretario generale regionale della Cgil Antonio Pepe "La Cgil - prosegue - saluta con favore la mobilitazione degli studenti dellâ??università  lucana e delle scuole medie superiori, sostenendo le ragioni di fondo della protesta che sono quelle riguardanti la modifica della manovra di agosto, la legge 133/08 prevede, infatti, la trasformazione in fondazioni di diritto privato degli atenei, ed un forte taglio alle risorse per il fondo di finanziamento ordinario mettendo a rischio lo stesso funzionamento nonché© cancellando di fatto la possibilità  non solo di stabilizzare molti lavoratori precari, ricercatori e docenti ma di espletare i concorsi rispetto al fabbisogno organico degli atenei per garantire la continuità  didattica. Appare assolutamente fuori luogo la polemica avanzata da parte del Governo e gli stessi annunci del Premier hanno carattere fortemente antidemocratico ed autoritario. Le iniziative e gli atti sin qui prodotti - sottolinea Pepe - vanno ritirati e si deve aprire un confronto serio e costruttivo ascoltando le ragioni degli studenti, del sindacato e dei lavoratori. Quando si opera un taglio di 8 miliardi di euro in tre anni e si cancella ogni prospettiva di stabilizzazione per i lavoratori precari che da anni sono impegnati a contribuire alla qualità  della scuola pubblica e ancora quando si dice che le Regioni devono attuare un dimensionamento scolastico chiudendo tutte le scuole che non rientrano nei parametri stabiliti unilateralmente significa distruggere la scuola pubblica per interi territori del Mezzogiorno e della nostra Regione. Eâ?? evidente a tutti che le riforme se sono tali debbono essere fatte attraverso il confronto democratico con le parti interessate e non contro di esse. Perciò² - conclude il segretario della Cgil - il sindacato coerentemente alla piattaforma è¨ impegnato a sostenere le esigenze ed i bisogni di studenti e lavoratori per rafforzare la qualità  della scuola pubblica e la sua universalità  a difesa dei diritti di tutti". BAS 05.

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Scuola, la Gelmini gela gli studenti: <Bisogna cambiare, il decreto resta> (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 24-10-2008)

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Gelmini: "Non ritiro il decreto". Rottura tra le sigle studentesche Berlusconi: "Tra i manifestanti nelle scuole ci sono dei facinorosi" Il premier: "Hanno l'appoggio dell'estrema sinistra e dei giornali". Veltroni: "Tanto poi lo smentisce..." PECHINO (CINA) - Ora passa al contrattacco. Dopo aver smentito la sua richiesta di intervento delle forze dell'ordine nelle scuole (che però resta documentata, qui il video dell'intervento), Silvio Berlusconi attacca da Pechino la protesta degli studenti. "In tantissime manifestazioni organizzate dall'estrema sinistra e dai centri sociali, così come mi ha confermato il ministro dell'Interno, ci sono dei facinorosi: non tutti naturalmente, dei piccoli gruppi, ma nei cortei organizzati da queste entità ci sono dei facinorosi che hanno il supporto dell'estrema sinistra e dei giornali". "Io non ho cambiato assolutamente atteggiamento - prosegue il presidente del Consiglio - vale quello che ho detto, e ne ho parlato anche con il ministro dell'Interno: se lo Stato vuole essere Stato deve difendere il diritto dei cittadini a frequentare le scuole e le università". VELTRONI- Frasi che, secondo Walter Veltroni, è inutile commentare. "Ormai faccio fatica - spiega il leader del Pd - tanto tra un quarto d'ora lo smentisce. Non ho idea a chi si riferisca ma è inutile commentare, si aspetta la smentita e si risparmia fatica". "Abbiamo un paese con un premier - aggiunge - che parla la mattina e si smentisce il pomeriggio pensando che gli italiani debbano sempre accettare tutto". GELMINI-STUDENTI - Intanto è rottura tra le diversi sigle studentesche dopo la convocazione al ministero dell'Istruzione. Maria Stella Gelmini, spiegano alcune associazioni di sinistra, "non ha dato la sua disponibilità a ritirare il provvedimento". Per questo alcune sigle hanno deciso di non partecipare. Le associazioni di destra, invece, sono state ricevute dal ministro e hanno deciso di dialogare. "Apprezziamo l'apertura del ministro nei confronti delle associazioni studentesche- sottolinea Michele Pigliucci, responsabile nazionale di Azione studentesca - bisogna costruire qualcosa e non solo protestare". L'Unione degli studenti, al contrario, ha consegnato una lettera alla Gelmini, senza partecipare al tavolo di confronto. "Il ministro - riferisce l'Uds - ha temporeggiato e invitato nuovamente gli studenti a leggere i suoi decreti, dando ancora una volta prova di sottovalutare l'analisi del movimento studentesco e la serietà delle associazioni con le quali ha appena cominciato la consultazione". Dal canto suo, la Gelmini ha ribadito che "non è vero che in Italia si spenda poco per l'istruzione, anzi siamo tra i primi d'Europa. Il problema è che si spende male". stampa |.

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Sprechi all'Università: a lezione di crac (sezione: Scuola)

( da "Panorama.it" del 24-10-2008)

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Italia - http://blog.panorama.it/italia - Sprechi all'Università: a lezione di crac Posted By antonio.rossitto On 24/10/2008 @ 13:05 In Headlines, NotiziaHome | 1 Comment Olio extravergine, Chianti classico, Vinsanto, Rosso toscano e grappa: roba di prima qualità quella con l'etichetta Villa Montepaldi. Prodotta con il sudore di esperti braccianti. E un po' anche con quello di tutti noi. L'azienda agricola, difatti, è foraggiata con generosità dall'[1] Università di Firenze, proprietaria di questi 40 ettari a San Casciano Val di Pesa, una ventina di chilometri dal capoluogo. Tenuta prestigiosa: fu degli Acciaoli, poi dei Medici, successivamente dei Corsini e infine dell'ateneo. Utilità? Discutibile: l'ultimo avvistamento di uno studente alla "fattoria dell'università ", come la chiamano vezzosamente i professori, risale a qualche anno fa. E l'azienda è in perenne perdita, nonostante i milioni di euro versati dall'ateneo. Che, tra un buon bicchiere di rosso e un crostino intinto in olio pregiato, ha un deficit di almeno una settantina di milioni di euro. Gorgo che rischia di raddoppiare nel 2010. Nella vicina Siena le cose non vanno diversamente, così come in molti atenei italiani. I [2] bilanci in rosso nascondono spese ormai fuori controllo: troppi dipendenti, corsi di laurea di dubbia utilità, concorsi banditi senza sosta, sprechi che si perpetuano. Mai come adesso l'università italiana sembra allo sfascio. I rettori lanciano furibondi allarmi, per scansare i tagli previsti dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Gli studenti occupano le aule e sfilano per strada, protestando contro lo smantellamento del sistema pubblico. I conti però non tornano più. Come non sono tornati ad Antonio Brancasi, che a Firenze insegna diritto amministrativo. "Caro rettore": cominciava così la lettera indirizzata al magnifico di Firenze, Augusto Martinelli. Missiva in cui il docente contestava le incongruenze dell'ultimo bilancio. Faceva le pulci Brancasi: dati statistici contraddittori, vendite di immobili fittizie, spese incomprensibili. Come quella di 1,2 milioni di euro per trasformare la solita Villa Montepaldi in un agriturismo. Investimento di cui si è persa memoria. L'ateneo adesso promette rigore. A Firenze si spendono praticamente tutti i finanziamenti statali per pagare il personale. Lo fanno in tanti. Le economie devono partire da lì. Eppure quest'anno l'università, nonostante la voragine in cui è cascata, ha già bandito 43 concorsi per ricercatore. Ha eliminato il superfluo, almeno? Non sembrerebbe. A guardare bene gli ultimi dati ministeriali, si scopre che ci sono decine di corsi con meno di 20 iscritti. Un indubitabile primato lo detiene però la laurea in scienza delle religioni: zero iscritti. Seguita a ruota da scienze pedagogiche, dove il volonteroso è uno solo. E dalla scuola per assistenti sociali, bazzicata da altri due stoici. [3] Pier Luigi Celli, direttore generale della Luiss di Roma, è sferzante: "Classi con 20 studenti non potranno mai reggere economicamente: è una moltiplicazione di costi abnorme" dice. "Poi ci sono le sedi decentrate, centri di potere che servono solo a compiacere i politici locali. Il risultato è sconfortante: spese enormi, livello dei docenti modesto e studenti abituati a studiare sotto casa". A Siena non sembrano essersi posti il problema. Negli ultimi anni, mentre l'ateneo accumulava passivi, sono stati aperti tre nuovi poli: a Colle Val d'Elsa, San Giovanni Valdarno e Follonica, che si aggiungono alla sede di Grosseto. E a quella di Arezzo: qui brillano i corsi di laurea in storia dell'antichità (tre iscritti) e in società, culture e istituzioni d'Europa (sette allievi). Del resto il vecchio rettore Piero Tosi, in carica fino al 2006, è uno che i centesimi non li ha mai guardati. "Una gestione che ha lasciato 160 milioni di debiti solo tra il 2002 e il 2005, anni in cui i bilanci sono stati chiaramente imbellettati" accusa Giovanni Grasso, professore di anatomia umana e storico antagonista di Tosi. "Hanno trasformato l'Università di Siena in un ente assistenziale ormai alla bancarotta". Le cifre non sembrano dargli torto: i bilanci degli ultimi 6 anni totalizzano perdite per 130 milioni di euro. Periodo in cui il costo per il personale è aumentato costantemente, arrivando, tra docenti e amministrativi, a un dipendente ogni 3,9 studenti. Cosa si fa in situazioni del genere? Si taglia allo spasimo, ovvio. Eppure, nell'ultimo anno sono stati stabilizzati 300 amministrativi e sono stati banditi concorsi per 43 ricercatori. A Genova ne hanno assunti 34 di ricercatori, oltre a 17 professori. Peccato che l'anno scorso sia comparso un buco di 15 milioni di euro. La Corte dei conti sta indagando sulle cause. "È chiaro che molti atenei chiudono i bilanci solo con i più spericolati artifici " attacca Roberto Perotti, economista della Bocconi e autore del libro L'università truccata. "Il disavanzo è sempre uguale a zero. Poi, a distanza di anni, vengono fuori i debiti". Alla Sapienza il bilancio del 2007 è stato chiuso con 40 milioni di euro di deficit. L'ex rettore Renato Guarini, in carica fino al mese scorso, aveva dunque annunciato un "notevole contenimento della spesa per il personale". Il proclama si è tradotto in una nuova infornata di cattedre: 186 solo quest'anno. Qualcuno obietterà: su tutto si può lesinare ma non sulla ricerca. Giusto. Però solo in teoria, avverte Perotti: "La qualità dei professori in Italia è pessima, lavorano poco e guadagnano tanto. I concorsi sono una farsa che favorisce solo amici e parenti. Per molti avere il doppio degli insegnanti servirebbe solo a moltiplicare le tribù accademiche. D'altra parte, sono un errore anche i tagli indiscriminati del ministro Gelmini". "Un colpo mortale a coloro che riescono, nonostante tutto, a fare ricerca di eccellenza" li ha definiti Ferdinando Di Iorio, rettore dell'Università dell'Aquila, in lizza per la candidatura a governatore abruzzese con la Sinistra arcobaleno. Il suo ateneo, però, dicono le statistiche, non riluce di virtù: spende il 95,5 dei finanziamenti statali per il personale e ha un disavanzo di 12 milioni di euro. Eppure non centellina: vanta un corso per infermieri ad Avezzano, un altro in economia del turismo a Sulmona e quello, più disgraziato, in ingegneria agroindustriale a Celano, con soli otto iscritti. I bilanci in rosso vengono fuori uno dopo l'altro. Alcuni rettori, sepolti dai debiti, invocano l'intervento dello Stato: "Si rischia una nuova Alitalia" ha detto il ministro Gelmini. Che a Panorama anticipa: "Non ci sarà alcun aiuto pubblico. Gli atenei dovranno predisporre piani di rientro sui quali vigileremo. E la lotta agli sprechi diventerà prioritaria. L'università italiana è indifendibile e chi lo fa danneggia solo i ragazzi. Molti corsi di laurea servono solo a moltiplicare le cattedre: elimineremo quelli non necessari". Proposito, in verità, già annunciato da molti suoi predecessori e mai messo in pratica. Le novità, invece, riguardano soprattutto i bilanci: "A partire dal prossimo anno dovranno essere come quelli delle aziende. Bisogna evitare che siano compilati in modo creativo, cosa che è avvenuta spesso. Saranno poi certificati da società esterne, verificati da una commissione ministeriale e pubblicati su internet" dice il ministro, che ha deciso di inviare ispettori nelle università più a rischio. "Non è tollerabile che alcuni atenei interpretino l'autonomia in modo univoco: spendono senza controllo e sperano poi che arrivi qualcuno a ripianare i debiti". Alla [4] Federico II di Napoli il rettore, Guido Trombetti, ha recentemente annunciato di avercela fatta da solo: "L'ultimo bilancio è in perfetto pareggio" ha assicurato. Il penultimo invece era in profondo rosso: 10 milioni di euro. Poi però è cominciata l'era del rigore, che si è tramutata in un aumento delle spese per il personale del 4,5 per cento. Risultato: l'università sborsa per i dipendenti più di quanto gli trasferisca lo Stato. Avanzano 11 milioni: le tasse pagate ogni anno dagli studenti. Ma per far funzionare il più elefantiaco ateneo del Meridione sembrano pochini. Invece bastano, addirittura avanzano, tanto da permettere di bandire quest'anno ben 37 concorsi per docenti e 54 per ricercatori. E ci sono pure i debiti del Policlinico: si aggirerebbero intorno a 20 milioni di euro. Anche al [5] Policlinico dell'Università di Messina i conti non tornano da anni. Tanto che dal 2004 la Regione Siciliana non approva un bilancio. Il deficit è di 40 milioni di euro. Per metà dovrebbe essere ripianato dall'ateneo, che insiste a non mettere da parte 1 euro, anzi. Il sito dell'università annuncia le selezioni per 90 amministrativi. Per i sindacati, i requisiti sono troppo stringenti: sospettano che siano stati cuciti su misura per parenti e amici. Il rettore, Francesco Tomasello, nega sdegnato. E va avanti a bandire: 74 posti per docenti e ricercatori solo nel 2008. C'è carenza di personale a Messina? Al contrario: per il ministero, solo nella facoltà di medicina ci sono 320 medici di troppo. Non insegnano né fanno ricerca, sono solo inutili, anche se vengono pagati lautamente, e la regione partecipa alle spese. Come accade all'Università di Enna, la Kore, quarto polo siciliano nato grazie all'attivismo del senatore del Partito democratico Mirello Crisafulli, leader elettorale della zona. Tutto privato, promisero i politici quando si trattò, nel 2004, di ottenere le dovute autorizzazioni. Lo Stato non ci metterà un soldo, ribadirono. Ma la regione sì: un contributo di 2 milioni l'anno. Poi c'è la provincia, con 800 mila euro. Altri 400 mila arrivano dalle esangui casse dei comuni di uno dei territori più poveri d'Italia. "Quella che è privata è solo la gestione" insinua Massimo Greco, presidente del consiglio provinciale. "Il cda della fondazione, composto da cinque politici, tra cui Crisafulli, è stato congelato a vita". E il consorzio universitario ha 14 membri: "Nominati con regole rigidissime" ironizza Greco. "Uno per partito". Sistema che rischia di sfasciarsi a breve. L'Università di Catania ha fatto causa alla Kore chiedendo 20 milioni di euro: 16 per gli stipendi dei docenti mandati a insegnare a Enna. Sarebbe un colpo ferale per il piccolo ateneo siciliano. A meno che da Palermo arrivi un sostanzioso aiuto. È andata così all'Università della Basilicata. Nel 2005 è entrata in esercizio provvisorio: nelle casse non c'erano più soldi. Poi è intervenuta la regione: ha concesso 3 milioni di euro l'anno fino al 2007, saliti ora a 5. Qualche tempo dopo, a febbraio del 2008, il figliolo di un ex assessore della giunta lucana ha vinto un concorso da ricercatore nella nuova facoltà di economia. Fortuite coincidenze, per carità. LE CIFRE DELLO SFASCIO: Nel corso degli ultimi anni gli atenei italiani hanno moltiplicato i corsi di laurea e, di conseguenza, le cattedre. 5.500 sono i corsi di laurea in Italia. Le università sono 90 con 330 sedi distaccate e 170 mila insegnamenti attivati. In media gli altri paesi europei ne hanno la metà. 37sono i corsi di laurea con un solo studente. 323corsi di laurea non superano i 15 studenti iscritti. 20 sono le università italiane sull'orlo della crisi finanziaria. Negli ultimi 7 anni, però, sono stati banditi concorsi complessivamente per 13.232 posti da professore ordinario o associato, ma i promossi sono stati complessivamente 26.004. Nel 99,3 per cento dei casi sono stati promossi senza che ci fossero posti disponibili. Per coprire le nuove qualifiche i costi del personale sono aumentati di 300 milioni di euro. LEGGI ANCHE: [6] Il ministro chiama al dialogo gli studenti - [7] I siti della protesta - [8] La cura Gelmini, punto per punto. Partecipa al [9] FORUM.

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Riforma Gelmini vertice in Regione (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

A CHATILLON SCUOLA.INCONTRO CON I SINDACATI Palloncini per le vittime della strada Riforma Gelmini vertice in Regione Quattrocento palloncini per ricordare tutte le vittime della strada. Li hanno liberati ieri, nel cielo di Châtillon, i familiari di Jasmine Lavorgna, al termine della messa celebrata nel primo anniversario della morte della giovane, vittima a 21 anni di un incidente sulla statale 26, a Chambave. La ragazza, pallavolista del Csi Châtillon, viaggiava su un'auto finita contro un terrapieno e guidata da un amico e coetaneo risultato positivo all'alcoltest. Il mondo della scuola è in fermento anche in Valle d'Aosta. Oggi alle 15, a Palazzo regionale, si riuniranno l'assessore alla Pubblica istruzione Laurent Viérin, la Sovrintendente agli Studi Patrizia Bongiovanni e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Lo scopo è fare il punto della situazione riguardo allo stato di agitazione che la scuola italiana sta attraversando e agli effetti che avrebbe sulla realtà locale. Intanto ieri l'università della Valle d'Aosta ha ospitato un convegno dal titolo "La sfida educativa nell'Europa del Terzo Millennio". "L'obiettivo era spiegare agli studenti la trasformazione che sta coinvolgendo la scuola e che colpisce le sensazioni delle persone distogliendole dalle problematiche più rilevanti" ha spiegato Teresa Grange, preside della Facoltà di Scienze della Formazione Primaria. "Il voto in condotta o il ritorno del maestro unico non sono gli unici aspetti di quella che non può essere chiamata riforma: manca di un quadro concettuale globale e della presenza di idee concrete".\.

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La protesta contro il decreto-Gelmini oggi alle 18 corteo a Imperia (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA ALLE 21 FIACCOLATA A SANREMO SANREMOLA CRISI IN COMUNE La protesta contro il decreto-Gelmini oggi alle 18 corteo a Imperia Il commissario vuole una relazione su conti e previsioni al casinò Venerdì di cortei in provincia, per protestare contro il decreto legge Gelmini. Oggi alle 18 partirà da piazza Roma a Imperia una manifestazione organizzata dai Licei Vieusseux e De Amicis, che arriverà sino a Oneglia: invitati prof, studenti e genitori. Alle 21 da piazza Colombo a Sanremo avrà inizio una fiaccolata "in difesa della scuola pubblica", in attesa della mobilitazione generale, prevista il 30. Sempre nella città dei fiori, il "popoloso" Liceo Cassini ha optato per l'autogestione, con la possibilità dei tenere lezione in piazza. Occupata la sede pievese dell'istututo Ruffini. Iniziative e commenti degli universitari a Imperia e Genova.ALLE PAGINE 58 E 71A Palazzo Bellevue (foto) tiene banco la crisi che ha portato all'arrivo di un commissario ad acta, dopo che il Consiglio ha bocciato il riequilibrio di bilancio. Ieri, il funzionario ha incontrato i vertici del casinò chiedendo una relazione sui conti e sulle previsioni d'incasso alla base della bufera politica.SERVIZI A PAGINA 59.

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Il 30 ottobre corteo di studenti attraverso le strade di Savona (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

I SINDACATI ORGANIZZANO DUE PULLMAN PER ROMA Il 30 ottobre corteo di studenti attraverso le strade di Savona Un corteo in città il 30 ottobre, in appoggio alla manifestazione nazionale di Roma e una lettera al ministro Gelmini per chiedere se, in proporzione a quelli previsti dal decreto, siano stati decisi altrettanti tagli a livello di ministero: sono due delle iniziative messe in cantiere dagli studenti degli istituti superiori savonesi. Intanto il sindacato (che sulla vertenza scuola si muove a livello unitario: Cgil-Cisl-Uil più Snals e Gilda), annuncia che si stanno organizzando due pullman per Roma, in vista della manifestazione del 30. Partenze previste a partire da mezzanotte del 29 da piazza del Popolo ad Albenga, Finale-stazione, Savona piscina, Albissola e Varazze. "Due pullman per Savona sono un record - dice Gianni Cazzola, segretario provinciale scuola della Cgil - in questi giorni stiamo tenendo assemblee in moltissime scuole con docenti e personale Ata: ieri eravamo alle Guidobono, alle Colombo e a Millesimo. Un dato nuovo e molto positivo è la crescente presenza della componente genitori". Tornando agli studenti, un incontro con il Coordinamento ligure, esteso anche ai docenti, si è svolto in settimana presso l'aula magna del "Mazzini-Pancaldo-Martini": fra i temi toccati il taglio di personale, compresi gli insegnanti di sostegno per i ragazzi disabili e il caso della proposta di classi differenziate per gli alunni extracomunitari da poco immigrati in Italia. Il Coordinamento degli studenti precisa anche che l'iniziativa è "neutrale e apartitica". Al momento in provincia, dall'Albenganese alla Val Bormida, non si registrano casi di scuole occupate o proteste clamorose. La situazione però è in continua evoluzione e anche la "pantera savonese" è pronta a entrare in azione.

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In provincia il mondo della scuola vive giornate molto intense (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

A nche gli studenti del Campus universitario di Savona si uniscono al coro di protesta contro la riforma Gelmini: per lunedì, alle 14, è stata convocata un'assemblea per organizzare una manifestazione. E' quanto annunciano alcuni universitari della sede di Legino in una pausa delle lezioni. I ragazzi stanno raccogliendo le ultime firme tra i compagni di corso sulla lettera di richiesta dell'incontro di lunedì. "Chiediamo di riunirci con tutti gli studenti per spiegare perchè, secondo noi, è fondamentale organizzare una protesta anche a Savona", dice Matteo Gibelli, al secondo anno del corso di Sciensa della comunicazione. "Ma per mobilitarsi - continua - bisogna prima conoscere bene i punti della riforma". Alcuni studenti hanno preso parte a incontri a Genova e hanno già fatto "volantinaggio" anche a Legino. Tra loro Simone Guiducci, al secondo anno di Scienza della comunicazione, che aggiunge: "Durante l'assemblea di lunedì vogliamo anche scegliere due rappresentanti che, con più forza e immediatezza, siano i portavoce del nostro pensiero. E' anche importante coinvolgere le rappresentanze delle altre facoltà presenti al Campus". Un lavoro di sensibilizzazione che, finora sottovoce, è stato apprezzato anche dagli studenti meno politicizzati: "Ci sono studenti già molto impegnati nella protesta - afferma Nicola Garbarino del primo anno di Scienza della comunicazione - e lunedì sarà l'occasione per avere ulteriori informazioni sui pericoli che corrono gli atenei e per organizzare una manifestazione unitaria che dia dei frutti". Di fronte ad altre aule, alcune matricole del corso di Economia del turismo aspettano direttive su come contribuire a ingrossare la voce del "No Gelmini". "Insieme a molti compagni di corso aderiremo anche noi alle iniziative di protesta", conferma decisa Ambra Gerardi. I tagli dei finanziamenti agli Atenei, evidentemente, stanno preoccupando molto anche chi è entrato da poco nel mondo universitario. "Protestare sì ma in modo costruttivo. Agitazioni violente o occupazioni non sono il modo giusto per farsi ascoltare e rischiano di essere strumentalizzate": questo il pensiero di Nicolas Boncardo, neoiscritto a Economia del turismo. La scuola pensata dal ministro Gelmini, che prevede anche la privatizzazione degli Atenei e la riduzione del numero dei docenti, preoccupa molto anche il corpo insegnati. "La riforma - dice Luca Galassi, manager didattico del corso di Economia del turismo - limita la possibilità di accesso dei giovani ricercatori alla carriera universitaria e blocca le assunzioni". Anche nella sede dell'ex Bligny sembrano unanimi le voci a favore di un'Università "libera e pubblica".

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Polizia negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che, come al solito, travisano . Silvio (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

"Polizia negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che, come al solito, travisano". Silvio Berlusconi ci ripensa e fa dietrofront. In tutta Italia, però, continua la protesta degli studenti contro la riforma Gelmini: dall'inizio di ottobre si registrano 300 manifestazioni, con 150 scuole e 20 facoltà universitarie occupate. Intanto viene aumentata la scorta alla Gelmini che attacca: "Campagna terroristica dell'opposizione". Mentre Beppe Grillo incalza Berlusconi e Travaglio tiene una lezione alla Sapienza. La Mattina, Masci, Milone e Minzolini DA PAG. 2 A PAG. 5.

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Come? C'è una protesta in atto? Osservando la vita quotidiana al Polo universitario imperi (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ese non si direbbe: qui tutto è tranquillo, quasi ovattato. Rileva con aria vagamente filosofica (ma è iscritto al terzo anno di Economia) Massimo Roatis, 21 anni, di Alassio: "Questo è un piccolo centro: non si vede la necessità di compiere queste azioni. Inoltre non c'è un gran numero di persone politicizzate, e quelle che lo sono hanno simpatie per la destra. Diversa è la situazione nella nostra "casa madre" di Genova, che una città di sinistra. Assemblee? Da noi non ne vengono organizzate e comunque richiamerebbero l'attenzione di pochi intimi". Aggiunge Fabio Corradini, ventenne di Sanremo, che frequenta Giurisprudenza: "Al riguardo c'è anche scarsa informazione, non se ne parla. Io sono molto confuso. Di sicuro è un problema che investe gli istituti dell'entroterra e le scuole primarie, con il ritorno al maestro unico". Tatiana Pezzimenti, diciannovenne, è iscritta al primo anno di Giurisprudenza: "Questa di Imperia è una sede staccata e forse è anche per questo che la protesta è poco sentita. Sui tagli ai fondi scolastici previsti dal decreto Gelmini penso che siano assurdi: bisognerebbe tutelare quello che è il futuro del Paese, una risorsa importante. Anche la storia del maestro unico è uno sbaglio. Queste cose non dovrebbero passare inosservate". Matteo Gai, 24 anni, in arrivo da Cuneo, e già laureato in Economia e sta seguendo un corso di specializzazione: "E' vero che la questione specifica a noi tocca meno. In ogni caso, sono stato in università a Imperia cinque anni e in tutto questo periodo non si è mai manifestato per nulla. Da Genova, sì, arrivano inviti a partecipare alle iniziative. Imperia sembra un posto fuori dal mondo, ed è un male". Sulla stessa linea la sanremese Grazia Longhitano, 25 anni, che a sua volta si sta specializzando in Economia: "Se si vogliono tagliare fondi e risorse sarebbe giusto protestare: su questo siamo d'accordo. Altrimenti non s'investe sulla cultura. Io, tra l'altro, ho avuto già contatti con il mondo del lavoro. Si tratta di temi importanti, legati al nostro futuro". Conclude Laura Revello, 24 anni, sempre di Economia: "Non bisogna accettare passivamente tutto quello che decide una parte politica, anche se in linea generale ci si riconosce in essa. Bisogna decidere caso per caso, in base alle proposte che vengono formulate. Si sono subito accordati per fare le legge taglia-debiti che favorisce imprese private e aziende coinvolte nello scandalo del calcio, e poi non si trovano i soldi per la ricerca".

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Oggi cortei a Imperia e Sanremo (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

SANREMO Nel Ponente è il momento dei cortei. Prof, studenti e genitori scendono in piazza per protestare contro il decreto Gelmini, e lo fanno con due manifestazioni distinte. Oggi alle 18 partirà da piazza Roma a Imperia un corteo, organizzato dai Licei Vieusseux e De Amicis, passati all'autogestione. Alle 21 fiaccolata da piazza Colombo nella città dei fiori. Ieri allo Scientifico Vieusseux di Porto Maurizio i ragazzi hanno anche incontrato l'assessore all'Educazione scolastica Giuseppe Fossati, che aveva criticato le iniziative, giudicando gli studenti "indottrinati dai soliti "cattivi maestri" della sinistra". Replica il collettivo studentesco di Vieusseux e De Amicis: "Respingiamo i goffi tentativi di attribuire a posizioni di sinistra una protesta motivata da serie preoccupazioni degli studenti, che vedono pregiudicato il loro futuro scolastico. Neghiamo strumentalizzazioni da parte del corpo docente e precisiamo che la prima fase, l'occupazione, è stata organizzata contro il parere degli insegnanti. La dimostrazione della neutralità politica sarà la stessa manifestazione di oggi: non saranno infatti ammessi simboli e riferimenti politici". Dopo il raduno in piazza Roma si proseguirà per via XX Settembre e via Cascione, passando davanti al Comune e arrivando a Oneglia. La giornata di mobilitazione generale resta però il 30. Sanremo sfilerà di notte. Commentano gli esponenti di Flc-Cgil: "Manifesteremo per difendere la nostra scuola che rischia di essere smantellata dalla Materna all'Università. Se il decreto legge Gelmini diventa realtà rischiamo di avere una scuola dell'infanzia con maestra unica al mattino (torniamo al vecchio asilo?), un'Elementare con il maestro unico a 24 ore settimanale (i bambini torneranno a casa alle 12,30?), una Media in cui diminuiranno le ore di lezione, una scuola con classi fino a 35 alunni, le chiusure delle piccole scuole nell'entroterra". E proprio le preoccupazioni nelle vallate hanno portato ieri all'occupazione della sede pievese dell'Istituto Ruffini. Occupato anche l'Alberghiero di Taggia. Il Liceo Cassini di Sanremo ha invece optato per l'autrogestione con quattro ore di assemblee e un'idea particolare: le lezioni in piazza.\.

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Studenti in piazza contro il Decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sardegna oggi" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Circa 500 studenti delle scuole superiori di Cagliari hanno manifestato questa mattina con un corteo lungo le principali strade della città per protestare contro la legge 133 sulla riforma della scuola e dell'università. Un'iniziativa nata e diffusa attraverso i messaggini al cellulare. -->CAGLIARI - La chiamata è arrivata ieri verso le 21:30: tutti in piazza del Carmine. All'appuntamento si sono ritrovati circa cinquecento studenti con bandiere, megafoni e striscioni. Il corteo si è mosso intorno alle 10, ha attraversato via Roma e si è fermato in viale Bonaria di fronte alla sede della Rai. Poi, marcia indietro verso il Consiglio regionale, ancora via Roma, il Largo Carlo Felice, il Corso Vittorio Emanuele. Per arrivare sino al palazzo regionale di viale Trento e al Siotto. Il serpentone è poi tornato al punto di partenza, in piazza del Carmine. Alla manifestazione si è unito per strada anche un gruppo di studenti universitari. La protesta si è conclusa davanti al palazzo delle Poste, zona già presidiata dagli universitari che distribuivano volantini contro i tagli previsti dal Governo. Previsti altri cortei nei prossimi giorni. L'appuntamento per gli studenti è fissato per il 30 ottobre per un'altra manifestazione di prot -->.

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Scuola, le lezioni si spostano in piazza Gelmini agli studenti: il decreto resta (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Anche oggi occupazioni, scioperi e cortei di studenti contro il ministro Gelmini che, nel frattempo, ha iniziato a incontrare alcune rappresentanze studentesche. Falliti i primi incontri con Uds e Udu. I primi sono lapidari: "Non ci siamo seduti al tavolo. Abbiamo consegnato una lettera in cui si richiede il ritiro immediato dei decreti 133 e 137. Questa consultazione è tardiva e di facciata". Dialogo già chiuso anche per l'Udu: "Il tavolo di trattativa con il ministro è chiuso in quanto non è stata accolta la nostra richiesta di abrogazione degli art.16 e 66 della legge 133, per noi prerogativa per l'apertura del dialogo". Per questo, l'Udu ha rilanciato "le iniziative di protesta", assieme a "tutte le altre realtà che condividono questa grande battaglia di democrazia che deve diventare propria dell'intera società civile". Dal canto suo, il ministro Gelmini fa sapere di aver chiesto ai ragazzi "se la scuola e l'università così come sono li soddisfino. Un'università ed una scuola che non preparano al lavoro e che non consentono loro di farsi un futuro. Non è vero che in Italia si spenda poco per l'istruzione, anzi siamo tra i primi d'Europa. Il problema è che si spende male". Intanto manifestazioni si sono svolte, tra le altre, a Milano, Napoli, Rovigo, Cagliari, Catanzaro e Bergamo. A Roma, un corteo organizzato dall'Unione degli studenti ha attraversato la città dal Circo Massimo a piazza Navona, nei pressi del Senato. Un altro drappello di manifestanti, alcune centinaia, si sono invece diretti all'Auditorium dove si tiene il festival del cinema di Roma. In un clima pacifico, i ragazzi hanno intonato slogan, come "noi la crisi non la paghiamo" e distribuito volantini tra la folla di curiosi e giornalisti. Intanto si levano polemiche per il nuovo attacco del premier Silvio Berlusconi. Silvio Berlusconi, da Pechino, punta il dito contro i manifestanti: "In tantissime manifestazioni organizzate dall'estrema sinistra e dai centri sociali ci sono dei facinorosi: non tutti naturalmente, dei piccoli gruppi, ma nei cortei organizzati da queste entità ci sono facinorosi che hanno il supporto dei giornali". "Io non ho cambiato assolutamente atteggiamento, vale quello che ho detto, e ne ho parlato anche con il ministro dell'Interno: se lo Stato vuole essere Stato deve difendere il diritto dei cittadini a frequentare le scuole e le università", dice sulla possibilità di utilizzare la forza pubblica negli atenei e nelle scuole e ribadisce che "se ci sono dei facinorosi che vogliono manifestare hanno tutte le strade possibili e immaginabili per farlo, ma non devono impedire l'accesso alle strutture pubbliche a chi non condivide quelle proteste". Il Cavaliere ha negato qualsiasi possibilità di ricucire i rapporti con Veltroni: "Dalla sinistra non sono mai venute cose giudiziose e positive, io vado avanti a realizzare il mio programma. Non c'è nessuna possibilità di dialogo con questa sinistra". Le affermazioni di Silvio Berlusconi, subito smentite, sull'uso della polizia per impedire le occupazioni delle scuole, potevano avere "effetti gravissimi", che non ci sono stati solo grazie "al senso di responsabilità" del movimento studentesco, sostiene invece Walter Veltroni, intervenuto alla trasmissione "Anno Zero" di Michele Santoro, ha criticato con queste parole il premier, attribuendogli la responsabilità di voler "radicalizzare" lo scontro sociale. "In un altro paese occidentale - ha detto Veltroni riferendosi alla smentita di Berlusconi - queste cose non succedono. Il presidente del Consiglio ha detto delle cose minacciose: prima l'avviso ai naviganti, e cioè agli studenti, e quelle intimidazioni ai giornali e ai direttori, e poi oggi smentisce tutto". "Io sono contento che abbia smentito - ha proseguito il segretario del Pd - ma non sono contento per il mio Paese". Veltroni ha quindi ricordato alcune delle più recenti frasi pronunciate da Berlusconi e da lui stesse smentite. "Se Sarkozy o Gordon Brown - ha osservato - avessero annunciato, come ha fatto Berlusconi, la chiusura dei mercati finanziari sarebbe successo il finimondo; ma tutti lo conoscono e non è successo nulla". Inutile invece commentare le parole del presidente del Consiglio che a proposito delle proteste contro il decreto Gelmini ha parlato di "facinorosi". Walter Veltroni è convinto che come al solito Berlusconi le smentirà. "Ormai faccio fatica a commentare, tanto tra un quarto d'ora lo smentisce - dice il segretario del Pd in un'intervista a "Radio Radio" -. Non ho idea a chi si riferisca ma è inutile commentare, si aspetta la smentita e si risparmia fatica".

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Tensione a Roma, irruzione degli studenti al festival (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

Rappresentanti a colloquio con la gelmini, ma diverse associazioni non si presentano Scuola, lezioni all'aperto e cortei nelle città Roma, la protesta al festival del Cinema A Milano universitari riuniti in piazza Duomo. Roma, 15mila davanti al Senato. Manifestazione a Napoli Il ministro Gelmini (Eidon) ROMA - Mentre a Roma il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha incontrato alcuni rappresentanti degli studenti, fin dal mattino sono riprese le proteste nelle scuole e nelle Università di tutta Italia contro la riforma della scuola e i tagli. Proteste arrivate, in serata, al festival del Cinema di Roma. Un migliaio di studenti, giunti in corteo, hanno organizzato un sit-in tra gli stand del villaggio del cinema, scandendo lo slogan: "Fermiamo il brutto film della riforma Gelmini". Altri sono rimasti in piedi di fronte al cordone della forze dell'ordine, gridando frasi contro il governo. Quattro ragazze sono riuscite ad accedere all'interno dell'Auditorium "Parco della Musica" dalle scale esterne, forse dopo aver scavalcato la recinzione, srotolando uno striscione con la scritta: "Pay attention movimento irrappresentabile". Bloccate dalla vigilanza, le manifestanti sono state immediatamente allontanate. Ci sono stati poi alcuni momenti di tensione con le forze dell'ordine. Dopo aver intonato cori per circa un'ora, i manifestanti hanno lasciato il Festival e si sono diretti all'università e a casa. LA GIORNATA - In mattinata, sempre a Roma, diverse scuole avevano organizzato un sit-in al Circo Massimo. Poi è partito un corteo verso il Senato e lì si è svolto un presidio al grido di "Chi non salta la Gelmini è" e "Vattene a casa, Gelmini vattene a casa". Più di 15mila studenti medi hanno chiesto il ritiro immediato del decreto 137 e della legge 133. L'Uds ha fatto una ricognizione degli istituti presenti: Augusto, Russel, Pitagora, Marco Polo, Colonna, Socrate, Plauto, Vallauri, Margherita di Savoia Gullace, Newton, Carlo Levi, Platone, De Pineto, Primo Levi, De Chirico, Albertelli, Ruiz, Orazio. Altre scuole si sono aggiunte via via. In piazza Montecitorio c'è stata una lezione del fisico Giorgio Parisi, candidato più volte al premio Nobel. Milano, lezioni in piazza (Newpress) LEZIONI IN PIAZZA DUOMO - A . In piazza Duomo, sotto il monumento a Vittorio Emanuele, si sono riuniti un migliaio di studenti di diverse facoltà. Sulla statua lo striscione "La vostra crisi non la pagheremo noi". In programma una decina di lezioni nel corso della giornata. Su un cartello si legge: "Se la legge 133 non sarà abrogata, tutte le nostre future lezioni saranno così". Le forze dell'ordine hanno disposto alcuni camionette a presidio del centro cittadino e vicino alle facoltà. A Pavia bloccati gli esami di diritto penale nella facoltà di Giurisprudenza in quanto mancavano i dottorandi, per protesta, che facevano parte della commissione. A Mortara (Pv) gli studenti dell'istituto tecnico Pollini hanno occupato la scuola, sfilando in centro città. Alcuni di loro hanno trascorso la notte all'interno nell'istituto. La manifestazione al Circo Massimo a Roma (Ansa) NAPOLI, CORTEO IN CENTRO - A Napoli nuovo corteo con migliaia di studenti: partito da piazza del Gesù, ha creato notevoli problemi al traffico e i partecipanti sono aumentati via via con gruppi di studenti arrivati dalla provincia e dal quartiere di Fuorigrotta. Il corteo si è poi sciolto in piazza del Plebiscito. Gli studenti dell'istituto Serra nella zona di Montecalvario si sono barricati a scuola esponendo uno striscione all'esterno dell'edificio. Gli insegnanti hanno trovato della colla sulla serratura del cancello d'ingresso bloccato anche da una catena. Sempre a Napoli, lezioni in piazza Dante con gli studenti e i docenti dei licei scientifico e classico europeo del Convitto Vittorio Emanuele II. Alcuni ragazzi hanno seguito le lezioni imbavagliati; uno striscione recita "Non è questo che volete? La cultura si zittisce". Occupati altri tre istituti superiori: Casanova, Fonseca e Cuoco. A Catanzaro alcune miglia di studenti di diversi istituti superiori della provincia stanno partecipando a una manifestazione con striscioni e slogan. A Cagliari circa 400 studenti degli istituti superiori hanno sfilato nel centro fino a viale Trento, davanti al palazzo della Regione. stampa |.

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Il nuovo linguaggio del potere (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Scuola

L'opinione E' quasi impossibile non farsi prendere dal panico quando i grandi del mondo si affannano a ripetere con frequenza snervante che non c'è da preoccuparsi, perchè nessuna banca fallirà, nessun risparmiatore perderà i suoi risparmi. Intanto perchè alcune grandi banche sono già fallite e verosimilmente altre banche, specie se di modeste dimensioni, falliranno, mentre moltissimi risparmiatori, eccetto i titolari di conti correnti e di depositi, hanno perduto quasi interamente i propri risparmi. D'altra parte, se non vi fossero motivi di timore, perchè ripetere ossessivamente che bisogna restare tranquilli, mantenere il sangue freddo e i nervi saldi? In verità è una vera guerra quella che si combatte ogni giorno sulle piazze finanziarie di ogni parte del mondo e, inevitabilmente, sui mercati domina ormai la sfiducia. In Italia, in particolare, si rilevano da tempo gli indici di pessimismo e di insicurezza più elevati d'Europa (sondaggi di Eurobarometro). Sei italiani su dieci pensano che in questo momento non valga la pena di "fare progetti impegnativi per sè e la propria famiglia, perchè il futuro è troppo carico di rischi" (sondaggio nazionale Demos). La fiducia potrà ritornare solo se aumenterà la credibilità del nostro governo, il quale, due giorni prima dei vertici internazionali dell'11 e 12 ottobre, ha varato un decreto, a somiglianza di quanto contemporaneamente facevano i governi inglese, francese, tedesco e spagnolo, per erigere lo scudo di garanzia dei depositanti e le misure per rafforzare il capitale delle banche in condizioni di squilibrio patrimoniale, promettendosi di fronteggiare il conseguente fabbisogno finanziario mediante lo spostamento di risorse dei capitoli di bilancio, con inevitabile modifica di fatto della legge Finanziaria e della legge di Bilancio, nella sostanza già approvate, oppure con emissione di titoli pubblici con l'inevitabile peggioramento del debito pubblico. Servirà tutto questo a ridare fiducia ai depositanti e ai risparmiatori? Temo proprio di no. E in realtà la crisi non accenna a spegnersi e i motivi sono molto chiari: si chiamano recessione, caduta della domanda, sensibile riduzione dei consumi. L'inflazione aumenta, la gente ha pochi soldi, nei magazzini delle imprese i prodotti invenduti si moltiplicano ogni giorno di più, la disoccupazione cresce, la grande distribuzione registra, per la prima volta, una sensibile contrazione delle vendite, le spese voluttuarie cedono il passo a quelle destinate a soddisfare i bisogni di prima necessità, la dieta delle famiglie si riduce sempre più all'essenziale. Nonostante tutto questo, il 62 per cento degli italiani ha fiducia in Silvio Berlusconi come premier, come leader e come capo del governo; nonostante le ristrettezze economiche e il caos finanziario in atto, nonostante governi a colpi di decreti e fiducie, nonostante il ricorso ai criticatissimi "lodi", nonostante abbia trasformato il governo in un vero e proprio consiglio di amministrazione di società commerciale, nonostante l'abolizione dell'Ici sulle prime case e sulle case ex rurali, con conseguente indennizzo dei Comuni per un ammontare corrispondente all'importo dell'Ici abolita, nonostante la detassazione degli straordinari, che le imprese non fanno più essendo diminuita notevolmente la domanda, nonostante l'esito ancora incerto della tempestosa vicenda dell'Alitalia, nonostante la truffa dell'immondizia napoletana, semplicemente rimossa mentre la regione resta invasa e inquinata da numerose discariche occasionali, dove i fuochi bruciano notte e giorno. Nonostante tutto questo, per non dire di molti altri provvedimenti governativi oggettivamente sbagliati e del crescente disagio di vaste categorie sociali e professionali, il gradimento di Silvio Berlusconi non è mai stato così in alto dall'inizio della legislatura. Lo rileva il sondaggio IPR marketing per Repubblica.it. Il sondaggio misura anche la fiducia nel governo (pari al 54 per cento) e in ogni singolo ministro. Nella squadra di palazzo Chigi, Giulio Tremonti conquista il podio più alto, scalzando per un punto percentuale Roberto Maroni; seguono Brunetta, Frattini, Sacconi, Alfano, Mara Carfagna (44%), Mariastella Gelmini (42%) e via via tutti gli altri. Molti osservatori hanno cercato di capire il fenomeno Berlusconi e hanno dato le loro interpetrazioni. Edmondo Berselli e diversi altri osservatori con lui, ritengono che "la democrazia contemporanea è più vicina a un format che a un complesso strutturato di regole"; Giuseppe D'Avanzo invita a considerare con attenzione "che cosa cova quella diluizione superficiale del linguaggio. A mio avviso - scrive D'Avanzo -questo può, deve essere l'altro focus della discussione: quale pensiero, potere e democrazia annuncia quell'alienazione della parola che, colonizzati dalla cultura televisiva, diciamo format"; il ministro della Cultura, Sandro Bondi, é invece assolutamente convinto che Berlusconi "è un modernizzatore e un semplificatore. Conserva le tradizioni ma le modernizza. Decide. Fa girare le ruote della storia. Insomma è uno statista"; Eugenio Scalfari, su La Repubblica.it del 28 settembre 2008, con riferimento alle affermazioni del ministro Bondi su Berlusconi, scrive: "La sua modernizzazione procede a ritroso, non è una riforma ma una controriforma. Il suo rispetto delle tradizioni riguarda la loro ritualità e non la loro viva sostanza. Basti guardare al suo rapporto con la Chiesa, che è addirittura blasfemo: non riguarda il cristianesimo ma gli interessi della gerarchia. La stessa cosa avviene quando affronta temi di fondo: la sicurezza, l'immigrazione, la giustizia, la scuola, l'economia, il federalismo, la Costituzione". E più avanti, dopo avere premesso che la globalizzazione porta con sè società "liquide", professionalità ondivaghe e precarie, diritti incerti, mercati senza regole, contropoteri evanescenti, annota: "Di fronte a crisi globali lo Stato si ripropone come l'assicuratore di ultima istanza. Riassume i pieni poteri. Non tollera controlli. Semplifica. Spazza via gli ostacoli. Confisca i diritti che possono frenarlo. In una società globale e liquida il potere si identifica con i governi nazionali. Il nazionalismo torna ad essere preminente nelle scale valoriali. I fondi sovrani diventano strumento di potenza e volontà di potenza". In Italia non è forse questa la realtà nella quale stiamo vivendo? E allora come farà il nostro Paese ad uscire dalla tempesta? Piero Ostellino, in un breve articolo pubblicato dal Corriere della Sera.it del 15 ottobre, si dichiara convinto che "ne usciremo perchè milioni di consumatori e produttori stanno già programmando le loro vite e perseguendo i loro interessi secondo la propria personale visione del mondo e i dati di cui dispongono. Ciascuno per conto suo, senza neppure sapere come e perchè ne verrà un beneficio generale.E' la libertà, bellezza. Ne usciremo a condizione, però, che la politica lasci fare al loro "libero arbitrio"; non opponga divieti e ostacoli. La sola cosa che è giusto chiederle è di applicare i codici civile e penale -chi rompe paga- e di pretendere dalle banche maggiore trasparenza nei loro bilanci e una più limpida comunicazione sulle loro operazioni finanziarie". Con i tempi che corrono è auspicabile che la positiva previsione di Piero Ostellino si avveri pienamente e, soprattutto, al più presto possibile. (24-10-08).

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Scuola,proteste al Festival di Roma Studenti bloccano l'Auditorium La protesta degli studenti irromp... (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 24-10-2008)

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Scuola,proteste al Festival di Roma Studenti bloccano l'Auditorium La protesta degli studenti irrompe all'Auditorium di Roma dove è in corso il Festival del Cinema. Un migliaio di giovani universitari ha occupato il Villaggio dell'Auditorium. Momenti di tensione con la polizia si sono verificati quando un gruppo è arrivato sul tappeto rosso riservato agli attori. In giornata gli studenti dell'Uds (Unione degli Studenti) e dell'Udu (Unione degli universitari) non hanno partecipato al tavolo con il ministro. 21.54 - Corteo al Festival finito senza incidenti. Si è concluso con molta tensione ma senza incidenti il corteo degli studenti dell'università La Sapienza arrivati fino all'Auditorium di Roma, dove è in corso il Festival del Cinema. Alla fine della manifestazione circa un migliaio di studenti hanno ripercorso Via Flaminia con un altro corteo bloccando il traffico intonando cori come "se ci tolgono il futuro blocchiamo la città". I manifestanti hanno poi sciolto il corteo. 20.59 - Studenti: "Siamo stati manganellati". "Siamo arrivati di corsa con le braccia alzate diretti all'entrata dell'Auditorium, ma la prima fila del corteo ha preso qualche manganellata dalle forze dell'ordine". E' quanto affermano alcuni studenti della Sapienza di Roma che hanno sfilato in corteo fino ad entrare nella parte esterna dell'Auditorium dove è in corso il Festival di Roma. 20.40 - Studenti lasciano Festival del Cinema. Dopo aver intonato cori per circa un'ora, in dissenso con la riforma Gelmini, centinaia di manifestanti hanno lasciato il Festival di Roma e si sono diretti all'università e a casa. Come già accaduto alcuni studenti passeranno per il centro della città intenzionati a bloccare nuovamente il traffico. 19.45 - Studenti bloccano Festival del Cinema. Tensione al Festival del cinema a Roma: alcune centinaia di studenti della Sapienza hanno organizzato un sit-in di protesta bloccando l'accesso alla passerella e alle sale dell'Auditorium. La sfilata degli attori, invitati alla manifestazione, è stata sospesa per ragioni di sicurezza. "Siamo qui perché il Festival costa 15 milioni di euro, mentre a noi vogliono tagliare i fondi per la cultura", hanno gridato al microfono i manifestanti. 18.33 Padova, protesta di maestre e scolari. Scuole elementari in piazza a Padova per protestare contro il decreto Gelmini. Circa un migliaio tra maestre, scolari e genitori dei bambini hanno presso possesso pacificamente di Piazza dei Signori, in centro storico. 18.23 Festival Cinema, "Vogliamo entrare gratis". Un corteo di circa un migliaio di studenti si sta dirigendo al Festival del Cinema di Roma. I ragazzi si trovano nel quartiere Flaminio e avrebbero intenzione di entrare gratis al festival. 18.20 Rete Universitaria: "Non c'è vera apertura". Il Ministro Gelmini "non intende nei fatti aprire un dialogo vero sulla riforma dell'università" visto che "per un cambiamento reale sono necessari nuovi investimenti". Lo afferma Donato Montibello, responsabile della Rete universitaria nazionale. 18.10 Udu: "Trattativa chiusa". Salta ogni tentativo di trattativa tra gli studenti dell'Udu e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. L'Unione degli Universitari fa sapere che "il tavolo di trattativa con il ministro è chiuso in quanto non è stata accolta la nostra richiesta di abrogazione degli art.16 e 66 della legge 133, per noi prerogativa per l'apertura del dialogo". 18.03 Milano, concluse lezioni in piazza. Stanno terminando poco per volta le iniziative degli studenti universitari che a Milano protestano contro la riforma della scuola approvata dal Governo. Un breve corteo, partito da Piazza Duomo, si è concluso all'Accademia delle Belle Arti di Brera. 17.54 Fiaccolata a Pordenone. Alcune centinaia di persone hanno partecipato, a Pordenone, alla mobilitazione del mondo dell'istruzione pubblica promossa dalla Flc Cgil in piazzale Ellero dei Mille contro la riforma Gelmini. 17.04 Cortei a Trieste. Universitari e studenti delle scuole superiori insieme in corteo, domani a Trieste. Sarà l'atto conclusivo della settimana di proteste contro il governo nel capoluogo giuliano. Da lunedì nella gran parte delle scuole di tutta la provincia non si fa lezione. Ad oggi sono nove le scuole occupate, e in molte altre l'attività didattica è stata sostituita da corsi autogestiti organizzati dagli studenti, spesso con l'aiuto dei professori. Domani alle 10, gli studenti lasceranno le scuole e si troveranno nel centro della città. 16.57 Proteste alla Festa del cinema. Un corteo di studenti universitari è partito dall'università La Sapienza di Roma ed è diretto verso la festa del Cinema. "Spiegheremo - ha detto una studentessa - il significato della nostra mobilitazione e che il sapere deve essere accessibile a tutti". 16.20 Disordini e atti vandalici a Lecce. Occupazioni, cortei di protesta per le vie cittadine e assalti vandalici ad alcuni istituti scolastici si sono verificati questa mattina a Lecce. Un centinaio di manifestanti col volto coperto da passamontagna ha compiuto veri e propri blitz in alcune scuole superiori arrivando in alcuni casi ad interrompere le lezioni. 16.00 "In Italia si spende male". "Bisogna cambiare la verità è che in Italia non si spende poco, ma si spende male''. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ai ragazzi delle associazioni studentesche convocati per un confronto sul decreto 137. 15.20 Traffico in tilt a Catanzaro. Hanno sfilato per oltre due ore per le vie di Catanzaro, in un lungo serpentone che ha paralizzato il traffico cittadino. Striscioni, slogan e tamburi, gli studenti della provincia di Catanzaro sono scesi in strada per gridare il loro dissenso alla riforma della scuola proposta dal ministro Maria Stella Gelmini. 13.30 Udu e Uds abbandonano il tavolo. Le associazioni studentesche Udu e Uds "non hanno neppure voluto sedersi al tavolo" per un confronto con il ministro Gelmini. E' quanto riferiscono fonti ministeriali spiegando che gli studenti avrebbero posto come condizione preliminare per l'avvio del dialogo il ritiro del decreto 137 sull'università. 12.17 Corteo a Torino - Continua anche a Torino la mobilitazione contro la riforma del sistema scolastico del ministro Mariastella Gelmini. Anche questa mattina le strade della citta' sono state attraversate da un corteo spontaneo e non programmato promosso dagli studenti di due istituti superiori. Duecento ragazzi hanno filato per le vie del centro per una manifestazione che si e' svolta tranquillamente e senza problemi o tensioni. 11.30 Napoli, studenti mandano traffico in tilt - Un corteo di studenti medi e universitari sta attraversando le strade del centro cittadino di Napoli. A partecipare numerosi istituti partenopei e della provincia. Dopo una prima tappa in piazza del Gesù, dove si è aggiunta una delegazione del liceo Genovesi occupato da tre giorni, la manifestazione si dirige verso piazza Municipio e successivamente piazza del Plebiscito. Traffico in tilt e automobilisti bloccati. Fra le scuole presenti anche il liceo Virgilio, il Margherita di Savoia, oltre a studenti universitari provenienti da Fuorigrotta. 10.00 - Milano, lezioni in Piazza del Duomo - Sono più un centinaio gli studenti delle università milanesi che si sono riuniti in Piazza del Duomo per ribadire, attraverso forme di didattica alternativa, il loro perentonio no alla riforma Gelmini e ai tagli all'istruzione previsti in finanziaria. Sotto la Madonnina è in corso una lezione sul "fallimento dell'Università di massa in Italia" tenuta dal professor Aldo Giannuli, docente di Storia Contemporanea alla facoltà di Scienze Politiche. 09.30 - Milano, studenti davanti all'assessorato all'educazione - Oltre 200 studenti del liceo linguistico Manzoni hanno organizzato un presidio di fronte all'Assessorato dell'Educazione del Comune di Milano, nei pressi di Piazzale Loreto. La protesta si sta svolgendo in modo pacifico e senza alcun tipo di incidente. Invia ad un amico.

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