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toARTICOLI DEL 24- ottobre 2008 #TOP
IN EVIDENZA
«La prima
cosa che vorremmo dire è... che noi non siamo come quelli lì».
Chi, quelli lì?
Simone Rubino, 23 anni, scienze politiche. «Quelli del ’68. Lo sappiamo, ce lo
ripetono tutti, ma noi non siamo politicizzati. Anche i collettivi non sono che
un grande contenitore. A chi si avvicina non chiediamo tessere».
Roberta Carbone, 18 anni, liceo linguistico: «Abbiamo una composizione diversa,
litighiamo, non siamo un blocco, e non vogliamo diventare una classe al potere,
come invece sono diventati quelli del ’68».
La differenza fondamentale è che nel ‘68
i ragazzi sentivano di avere davanti un futuro. Voi protestate in un’epoca
ripiegata, di crisi economica. Questo vi pesa, lo avvertite?
Marco Caprioli, 21 anni, medicina. «Lo sentiamo sì, la nostra azione ha come
orizzonte i tagli, l’ossessione di risparmiare. Anche se la critichiamo, il
quadro è quello. Però allegria c’è anche tra noi, non sono vere certe
rappresentazioni violente che ho visto l’altra sera da Mentana».
Gli scontri in piazzale Cadorna a Milano
non sono stati un grande spot per la vostra protesta, non credete?
M. «Ma a Milano sbaglio o i ragazzi stavano cantando ed è partita una
carica della polizia? Io, da moderato quale sono, non scaglierei mai una
pietra. Però ricordo che qualche tempo fa erano i poliziotti in piazza, e
nessuno ha cercato di raccontarli in modo caricaturale quando protestavano per
i loro stipendi. Guardate, non c’è più la contraddizione tra il poliziotto e lo
sbirro che c’era una volta».
Vi battete contro la riforma Gelmini,
però la Gelmini nei sondaggi ha un grado di popolarità altissimo. Come lo
spiegate?
Giorgio Macaluso, 19 anni, filosofia. «Lei piace per lo stesso motivo per
cui piace Brunetta, sanno maneggiare slogan, prendono un luogo comune, che
magari come tutti i luoghi comuni ha una base di verità, per esempio l’attacco
ai fannulloni, e lo trasformano in verità. Ma il problema è che mascherano con
motivazioni culturali un’operazione solo economica».
S. «Io vorrei anche vedere se questi sondaggi sono realistici. Nel nostro
movimento c’è una grande trasversalità, c’è anche gente di destra, e non mi
pare che a loro la Gelmini piaccia».
Vi siete mai posti però il problema che
la scuola italiana è al penultimo posto tra i Paesi europei come qualità degli
studenti, davanti solo alla Grecia?
Matteo Amatori, 22 anni, scienze politiche. «Che le cose non vadano bene in
questo Paese è chiaro, ma è sbagliato dire che succede solo nella scuola o
all’Università. Una proposta per migliorare la scuola è far pensare che noi non
siamo dei privilegiati, o dei fannulloni, come fa il ministro? È far credere
che tutta l’Università vada sempre più privatizzata? Hanno creato un capro
espiatorio, il sistema dell’istruzione, e scaricano solo su di noi 1500
miliardi di tagli».
Oggi Brunetta è tornato ad attaccarvi, vi ha chiamati «bamboccioni ignoranti».
«Abbiamo la faccia dei bamboccioni? Pensate cosa avrebbe detto se un’offesa
così l’avessimo fatta noi».
Qualcosa che si può rivedere nelle
Università c’è: che ne dite per esempio dell’idea folle di fare le facoltà nei
capoluoghi di Provincia?
Matteo: «Io vengo da Aosta, e sono venuto a studiare a Torino. Non difendo
affatto la proliferazione degli atenei».
Andrea. «Io dalla provincia di Milano e sono venuto a Torino».
Non c’è nulla, del piano Gelmini, che
salvereste?
G. «È solo un piano che taglia fondi. È un po’ la politica del centrodestra
europeo, lo so, che accusa la sinistra di essere meritocratica. Però tagliando
solo non riesci a fare il vero cambiamento, far cambiare la mentalità dei
ragazzi. Per quello servirebbe parlare. Si taglieranno un po’ di ricercatori,
magari due assunzioni, ovviamente i baroni non verranno toccati...».
Scusate, professori e baroni non sono
con voi sulle barricate?
G. «In effetti sono rimasto sorpreso l’altro giorno nel vedere Pietro
Rossi, che mi descrivevano come un barone, alzarsi e spendersi contro la
riforma. Ma certo credo che lo facciano anche per difendere certi
privilegi...».
Ecco, i privilegi. L’Università italiana
ha il più alto rapporto tra docenti e studenti d’Europa. Il risultato è che
arriva alla laurea poco più del 10% degli italiani, mentre in Germania,
Francia, persino in Cile, le proporzioni sono più alte. Rischiate di difendere
uno status quo che non ha dato esiti brillanti.
Valentine Braconcini, 24, lingue. «Noi l’abbiamo detto che questa
Università non ci piace. Io però suggerirei alla Gelmini di partire da una cosa
diversa: andare a vedere il tipo di ricerca che si finanzia, la qualità degli
insegnamenti, non tagliare nel mucchio».
Matteo. «Se avesse coraggio non taglierebbe le cose di qualità che ci sono».
Non avete il sospetto di essere un po’
corporativi? L’accusa che vi fanno è: prof e sindacati mandano avanti voi per
tutelare privilegi loro. All’Università esistono corsi seguiti da tre-quattro
studenti.
Matteo: «Sì, e altri con 80 studenti».
Simone. «Noi non ci facciamo strumentalizzare da nessuna parte».
Veltroni però dice di sostenervi in
pieno. Non siete imbarazzati dalla coincidenza con la manifestazione del Pd?
Simone. «Il Pd è colpevole come la destra dello sfascio e della mentalità
che vuole privatizzare tutto. La protesta degli anni scorsi contro la
Berlinguer-Zecchino fu durissima».
M. «E poi il corteo del Pd è stato indetto da cinque mesi...».
Qualcuno ci andrà?
In coro: «No».
Qualche taglio lo accettereste mai?
Magari reinvestito in borse di studio per i più bravi?
Roberta. «Se l’Università diventasse un’azienda pubblica io sarei felice.
Però non è vero che ovunque ci sono sprechi. A scuola mia non c’era neanche un
bidello in tre piani».
G. «Da me invece il bidello non si trovava mai».
Marco. «Ma scusate, per quale motivo ci sconvolgiamo che una struttura che
svolge un servizio pubblico faccia del deficit? Non tutto può esser ridotto al
mercato».
Luigi Berlinguer aveva tentato di
introdurre la valutazione di merito dei docenti. Sareste d’accordo con una
riforma così?
Marco: «Io sì, i prof vanno valutati».
Andrea. «Sì, io farei un controllo di merito. Anch’io ho avuto dei prof
incompetenti al liceo. E direi anche: abbiamo delle mummie al liceo?
Prepensioniamole; ma non coi tagli indiscriminati».
Sonia. «Il rischio sono le epurazioni. E poi come fanno dei prof a valutare
altri prof?».
Roberta. «Io dei risparmi, se reinvestiti nell’Università, sarei disposta ad accettarli».
Non avete una proposta da fare?
Simone. «Ci stiamo lavorando, ma abbiamo appena un mese di vita. E anche
qui, come vedete, non siamo monoliti, ci sono idee, si discute...».
L’accusa che vi si fa è che dite solo
dei no.
R. «Ma se non si discute neanche in Parlamento, e tutto passa con la
fiducia, o i decreti, che proposte possiamo fare noi?».
Però oggi la Gelmini dice di volervi
incontrare.
M. «Sì, e poi appena noi facciamo un’apertura minima ci frega, dicendoci
che ci ha accontentato».
L’occupazione è anche un’occasione per
fare amicizia, ancora? Vi scambiate libri, sentite musica in comune?
M. «Io in due notti ho dormito solo tre ore, ma non è che abbia fatto
bisboccia, non le ho passate a bere. I libri... ognuno ha i suoi, ma non vedo
un libro comune».
G. «Non c’è Marcuse; né la “Lettera a una professoressa” di una volta».
Avete qualche mito, una figura che torna
nei cortei?
M. «No. Però abbiamo scritto “Yes, we can” nei bagni di Palazzo Nuovo, come
Obama».
Lo slogan che preferite?
«Enterogelmina»
Ehi ma ridete anche o siete sempre seri?
Vale. «Ieri abbiamo anche fatto il cabaret...»
Marco: «Ridiamo un sacco, non diventeremo come quei tristi dei sessantottini».
Roma, l'Onda occupa senza nostalgie. Non ci sono le assemblee
oceaniche del '68 né le tensioni violente del '77. "Movimento più
partecipato degli ultimi trent'anni"
ROMA - "Sai cosa c'è? Alla fine uno si rompe le balle di
avere paura. Ho 22 anni e vivo ogni giorno a sotto ricatto. Paura di non
farcela a riscattare tutti i crediti, del contratto da precario in scadenza, di
non poter più pagare l'affitto e dover tornare dai miei, di non trovare un vero
lavoro dopo la laurea, della crisi mondiale e dell'aumento delle bollette.
Campo a testa china e tiro avanti sperando che domani sia migliore. Ma se mi
dicono che domani non c'è più, l'hanno tagliato nella finanziaria, allora
basta. Non mi spaventa più Berlusconi che dice di voler mandare la polizia. Non
mi spaventa nulla, sono stufo. E finalmente, respiro". Marco è uno degli
studenti della Sapienza che occupano la facoltà di Lettere. È lui ad aver proposto
in assemblea alla Sapienza lo striscione che oggi è su tutte le facoltà
occupate d'Italia: "Io non ho paura", in risposta alle minacce di
Berlusconi, al solito smentite. "Non scrivere leader, che mi sfottono.
Promesso?".
Sono le nove e sulla Roma autunnale è calata un'improbabile notte di primavera.
Improbabile come questo movimento, nato nel momento peggiore, cresciuto oltre
ogni previsione, senza neppure il tempo di darsi un nome. Per trovarlo hanno
indetto un referendum sul sito della rivolta universitaria, www.UniRiot.org, e
l'ha spuntata "Onda anomala". In breve, "l'onda", "noi
dell'onda" dicono, come fossero contradaioli.
Avete presente il '68, il '77? Altra storia. L'arrivo alla facoltà occupata è
confortante o deludente per chi ha in mente e negli occhi la Sapienza delle
assemblee oceaniche sessantottine o il teatro di guerra della cacciata di Lama.
C'è un gran silenzio. Si sentono echi di radiocronache di pallone,
autoambulanze lontane, perfino un coro classico che prova nella facoltà di
Fisica. Pochi ragazzi nella piazza, sui viali qualche sperduto capannello. Vuoi
vedere che è la solita montatura nostalgica di un '68 che non può tornare? Ma
dentro le aule, i dipartimenti brulicano di centinaia di ragazzi che discutono,
studiano, lavorano al computer, organizzano le manifestazioni del gran giorno,
oggi, davanti al Senato. Tessono reti in tutta Italia ed è un bollettino di
guerra: "Ore 11: Occupata Roma Tre! Ore 15: occupata Ingegneria! Ore 19:
occupata l'Orientale di Napoli!". E poi Firenze, Cagliari, Napoli,
Bologna: "Stiamo vincendo!". Giancarlo Ruoco, capo dipartimento di
Fisica, 49 anni, un passato giovanile nei movimenti, osserva: "Il paragone
di numeri col '77 è improponibile, ma di sicuro questo è il movimento
studentesco più partecipato degli ultimi trent'anni. Non c'è Pantera o protesta
contro la riforma Moratti che tenga. Allora eravamo quasi più docenti che
studenti in piazza. Ora sono il doppio, il triplo, e sembrano decisi ad andare
fino in fondo"
Quando i telegiornali della sera hanno diffuso il diktat poliziesco di
Berlusconi, i ragazzi più grandi hanno brindato con birre e applausi, fra gli
sguardi perplessi e intimoriti delle matricole. Che c'è da festeggiare se il
premier minaccia manganellate? "Il fatto è che gli stiamo mettendo paura,
noi a loro. È la reazione scomposta di uno che si sente debole, che non si
aspettava tutto questo, non ha una strategia e pensa di risolvere al solito
modo, con la polizia, come si trattasse di rifiuti, camorra o periferie
insicure". Chi parla è Luca, 23 anni, un'ottima laurea in lettere a
Milano, venuto a Roma per specializzarsi in filologia romanza. È di Monza:
"Perfino lì hanno cacciato la Gelmini da un comizio, e non se l'aspettava.
A Monza, dov'è nata la Lega, cinquant'anni di Dc. Non hanno proprio capito che
la politica non c'entra, la sinistra qui non comanda niente. Quando è venuta la
ragazza mandata da Veltroni (Giulia Innocenzi, ndr), chiaramente in vista della
manifestazione di sabato, le abbiamo strappato i volantini. La Cgil ha cercato di
mettere il cappello sul movimento e li abbiamo costretti ad arrotolare le
bandiere rosse. Per me il Pd significa poco, l'opposizione è inesistente,
Berlusconi non è chissacché, non mi suscita nessun sentimento. È soltanto un
vecchio che fa discorsi vecchi. Insomma, qui non c'entra la politica, c'entra
la vita. Il mio futuro, quello di Francesco, Vanessa, Ilaria...".
"La mia vita attuale è questa. Studio come un pazzo per finire in fretta e
bene, lavoro in un call center, dormo in una camera a 500 euro al mese. E
sopporto pure che un Padoa- Schioppa o un Brunetta o una Gelmini mi diano del
bamboccione o del fannullone. Ma non che taglino i fondi all'università per
fare affari con l'Alitalia, aiutare la Fiat o le banche dei loro amici. La
crisi io non la pago. Questa settimana di proteste è stata la più bella
esperienza di questi anni. Si respira, si parla, si discute dei sogni, del
futuro. Penso sia un mio diritto. Ai vostri tempi era magari diverso. I corsi
universitari duravano mesi, avevi sempre gli stessi compagni, gli stessi
professori. In ufficio o in fabbrica eri solidale con l'altro operaio o
impiegato. Ora io seguo decine di corsi dove non incontro mai le stesse persone
e poi lavoro in un call center dove il mio vicino di scrivania cambia sempre, a
ogni turno, senza contare che abbiamo tutti le cuffie e non c'è neppure la
pausa caffè. In questi giorni ho alzato la testa, mi sono guardato intorno, ho
conosciuto studenti da tutta Italia, mi sento vivo".
E' un rivolta di bravi ragazzi, della nostra meglio gioventù. Non è una rivolta
contro i padri, come furono le altre, ma di giovani che prendono sul serio le
parole dei padri. Vogliono studiare, uscire di casa, fare carriera per meriti e
non per conoscenze, crescere insomma e scoprono che in Italia non è possibile.
Non è possibile per un giovane essere "normale". Da qui la rabbia di
questi ragazzi miti. Anche un po' secchioni. Luca e altri, con Francesco e
Vanessa, ieri ospiti di Santoro, hanno tirato l'alba a studiare la legge
Gelmini nei minimi particolari, scovando un'infinita serie di contraddizioni.
Un bel lavoro e anche una lezione per l'opposizione parlamentare che deve
aspettare la Gabanelli per accorgersi della norma salvamanager infilata nel
decreto Alitalia. "La legge è piena di cazzate" mi spiegano
"Taglia i fondi per la ricerca, che in Italia è l'uno per cento del Pil
contro il tre della media europea e del trattato di Lisbona. Riduce il numero
dei ricercatori che da noi sono tre ogni mille abitanti, contro l'obiettivo di
otto. Non taglia le sedi universitarie, che in Italia sono 115, più di una per
provincia, con decine di corsi frequentati da un solo studente. Soltanto Roma
ha sedi decentrate a Civitavecchia, Rieti, Pomezia: Ma quelle rispondono a
interessi clientelari".
Ilaria, che incontro a Fisica, "ci vediamo sotto la lapide di Fermi",
snocciola dati statistici come formule, sospira e conclude: "Non che
m'interessi più di tanto, perché fra un anno vado in Inghilterra. Però mi
sembra giusto dirlo, protestare finché si può". Il Dipartimento di Fisica,
quello di Fermi e Amaldi, è il fiore all'occhiello della gloriosa e ormai
sfasciata Sapienza. E' quarta nelle classifiche europee, fra le prime dieci del
mondo, dentro un'università che non compare neppure fra le prime cento. La fuga
dei cervelli all'estero è la norma e cresce di anno in anno.
Nell'"Onda" Fisica è stato il laboratorio creativo. Il corpo docente,
fra i migliori d'Italia, ha appoggiato senza riserve la protesta. "Tanto
con l'appello contro la lectio magistralis del Papa ci aveva già
criminalizzato. Peggio non può succedere". Fernando Ferroni, professore di
fisica delle particelle elementari, presidente dell'istituto nazionale di
fisica nucleare, uno degli scienziati che ha collaborato all'accensione
dell'Lhc al Cern di Ginevra, è solidale ma pessimista sulle sorti dell'Onda:
"Hanno ragione da vendere ma il clima culturale è il peggiore possibile.
Non c'è sensibilità per questioni complesse come la formazione, la ricerca. Il
governo fa discorsi primitivi, insensati ma efficaci. L'opposizione ne sa poco
o nulla. Non ha capito la portata del disegno. Qui stanno dismettendo
l'istruzione pubblica, un pezzo per volta. E' una cosa mai successa in nessuna
parte del mondo civile. Negli Stati Uniti, il paese più malato di iper
capitalismo, l'università pubblica rimane ancora fortissima. Uno studente di
Fisica può scegliere di pagare quattromila dollari a Berkeley o quarantamila a
Stanford, ma la qualità è la stessa, alla fine si spartiscono lo stesso numero
di premi Nobel. Per non parlare dell'Europa. Qui invece fra pochi anni
l'istruzione pubblica, di questo passo, sarà relegata alla marginalità, alla
serie B, a quelli che non possono permettersi di meglio. Il tema è enorme,
tocca l'essenza dei diritti di cittadinanza, ma temo che non passerà.
Criminalizzeranno la protesta, faranno scoppiare qualche incidente, e i media
andranno dietro l'onda, l'altra, quella del potere. Bisognerebbe bucare questo
muro di conformismo, ma come?"
Gli studenti si sono posti il problema d'"inventarsi qualcosa di
nuovo", ne discutono in assemblea, su Internet, chiedono idee, consigli.
"L'importante è evitare paragoni col passato, gli slogan in rima, le
bandiere della politica, le stesse forme di lotta di fronte alle quali la gente
dice "l'ho già visto"e passa oltre" spiega Laura, 23 anni,
delegata alla comunicazione di Fisica. "Ci siamo inventati le lezioni in
pubblico, con la lavagna a Piazza Farnese, un successo con i passanti che si
fermavano a chiedere. Venerdì (oggi, ndr) saremo a Montecitorio".
Sono rimasti a discutere le nuove forme di lotta fino alle tre, poi è entrato
Stefano con le birre. "Che ha fatto la Roma?" "Lasciamo
perdere... Aò, ma la volete smettere col dibattito? E fateve 'na birra, 'na
canna, che so". Bisogna fare la colletta per i cornetti. Che cosa?
"Al picchettaggio offriamo cornetti agli studenti che vogliono entrare. Li
hai mai visti i picchetti con i cornetti? Lo voglio vedere Berlusconi che manda
l'esercito. A noi non ci fregano con le provocazioni, non ci vedrai mai fare
questo". E mostra il gesto della P38". Chissà se non li fregano.
Quarant'anni fa era cominciato con le colazioni ai bambini poveri, i sit-in
pacifici, il clima da "Fragole e sangue", ingenuo e fiducioso. Fino
alla prima carica della polizia. Stefano prende la chitarra, sono ormai le tre,
per tenere sveglia la truppa. Nella musica sono conservatori, l'eterno rock, i
vecchi cantautori, da De Andrè a Ligabue, che ormai viaggia per i cinquanta.
Alle quattro crolla pure il cantante, qualcuno si rinchiude nei sacchi a pelo,
altri s'infrattano, qualcuno riprende a discutere fino all'alba, a parlare dei
propri sogni, come tutti a vent'anni, mentre il sole sorge sempre da un'altra
parte.
Padri e figli controllano le facoltà. Una Cupola di clan accademici si
spartisce il sapere. Docenti parenti:
PALERMO - Una Cupola
dotta si spartisce il sapere di Palermo. Sono cento le famiglie che hanno
l'Università nelle loro mani, cento clan accademici fatti di figli che salgono
in cattedra per diritto ereditario, fratelli e sorelle che succedono
inevitabilmente ai loro padri e ai loro zii, nipoti e cugini immancabilmente
primi al pubblico concorso. Regnano in ogni facoltà. Si riproducono
nell'omertà. Docenti parenti. Cinquantotto a Medicina. Ventuno a
Giurisprudenza. Ventitré su appena centoventinove professori ad Agraria, la
roccaforte dei patti di sangue.
Se l'Ateneo di Bari è diventato famoso in Italia per la compravendita di esami
e per i test superati in cambio di sesso, quello di Palermo ha un primato
assoluto che spiega come i "soliti noti" spadroneggino in ogni
disciplina. Ordinari, associati, ricercatori: tutti legati uno all'altro da un
intreccio parentale. In totale sono almeno 230. Cento famiglie.
Un altro record solo apparentemente innocuo di questa Università è per esempio
il luogo di nascita dei suoi docenti: il 54,7 per cento sono palermitani. Più
della metà sono di qui e due su tre vengono dalla provincia. Soltanto Napoli
eguaglia la capitale della Sicilia in questa performance. Ma il numero che
svela fino in fondo la Palermo cattedratica è quell'altro sui legami familiari.
Sono piccoli grandi eserciti dislocati dipartimento dopo dipartimento, materia
per materia.
Somiglia tanto a un'occupazione militare, chi non fa parte di un clan resta
quasi sempre fuori. E tutto nel rispetto della legge e delle procedure. La
regola per conquistare un posto in università è solo una: non parlare. Qualcuno
- è chiaro - si ritrova suo malgrado in questo elenco nonostante meriti e
titoli. Per molti però quello che conta è solo il nome che portano.
Ci sono delle vere e proprie dinasty anche a Scienze, ad Architettura, a
Economia. In ogni facoltà ci sono ceppi familiari dominanti, aule e laboratori
di ricerca popolati solo da rampolli. Uno scandalo dopo l'altro soffocati nel
silenzio.
A Medicina le famiglie che comandano sono 24. Si ramificano
dappertutto. Una è la famiglia Cannizzaro. Il padre Giuseppe è ordinario di
Scienze farmacologiche, nel suo dipartimento c'è anche il figlio Emanuele
(ricercatore), la cognata Luisa Dusonchet (associata) e la figlia Carla che
insegna a Farmacia. Ordinario di Scienze stomatologiche è Domenico Caradonna, i
figli Carola e Luigi fanno i ricercatori nello stesso dipartimento. Ordinario
di Scienze biochimiche è Giovanni Tesoriere, la moglie Renza Vento è a
Biologia, la figlia Zeila è entrata in Architettura dove c'è anche suo marito
Renzo Lecardane. Zeila è stata nominata a soli 37 anni come associata "per
chiamata diretta", il marito - che da un anno era impiegato al Comune di
Palermo dopo un'esperienza all'estero - ha conquistato un posto grazie alle
norme sul "rientro dei cervelli". Altri nomi eccellenti di Medicina
con parenti al seguito: i Salerno (Biopatologia), i Canziani (Neuropsichiatria
infantile), i Ferrara (Otorinolaringoiatria), i Piccoli (Neuroscienze
cliniche). Dopo i parenti ci sono naturalmente schiere di compari. Li piazzano
per grazia ricevuta. A un favore fatto ne corrisponde sempre un altro. E' una
catena interminabile, un giro chiuso. Le carte sono sempre a posto, i concorsi
a prova di codice penale, un altro discorso è la decenza.
Come a Economia, il reame dei Fazio. Il capostipite è Vincenzo, ordinario di
Scienze economiche, aziendali e finanziarie. Nello stesso suo dipartimento ci
sono altri due Fazio: i suoi figli, Gioacchino associato e Giorgio ricercatore.
Insegnano la stessa materia di papà. Il preside di Economia si chiama Carlo
Dominici, suo figlio Gandolfo è anche lui in facoltà per istruire gli studenti
in Scienze economiche. Poi ci sono i due Bavetta, Sebastiano ordinario e Carlo
associato, figli di Giuseppe che lì a Economia c'era fino a qualche tempo fa.
Ora è in pensione. Un ultimo caso di padre e figli di quella facoltà: il
docente di economia aziendale Carlo Sorci e sua figlia Elisabetta -
ricercatrice - che insegna Diritto commerciale.
A Giurisprudenza i docenti sono 137 e i nuclei familiari che dettano legge 10.
Alfredo Galasso è ordinario di Diritto privato, suo figlio Gianfranco insegna
la stessa materia, nello stesso dipartimento c'è anche Giuseppina Palmeri che è
la moglie del fratello di Gianfranco. Anche Savino Mazzamuto (Diritto privato,
ora trasferito a Roma 3) ha lasciato un posto in eredità a suo figlio
Pierluigi. La figlia di Aurelio Anselmo, Alice, ha trovato sistemazione
all'Università di Trapani: ricercatrice di Diritto pubblico. Salvatore
Raimondi, nome pesante, amministrativista di grido ingaggiato per i suoi
"pareri" anche dalla Regione siciliana, ha nel suo dipartimento di
Diritto pubblico il figlio Luigi. E Rosalba Alessi, ordinario di Diritto
privato - e soprattutto potente commissario degli enti economici siciliani, una
carica che vale come tre assessorati importanti - ha nello stesso suo
dipartimento il nipote Enrico Camilleri.
Ad Architettura c'è una grande famiglia, quella dei Milone. Il preside Angelo è
in compagnia del fratello Mario (che è anche vicesindaco di Palermo e -
attenzione - assessore ai rapporti con l'Università) e due figli che sono
ricercatori: Daniele e Manuela. A Lettere, i Carapezza sono 4. I fratelli
Attilio e Marco, il primo che insegna Scienze delle Antichità e il secondo
Filosofia e teoria dei linguaggi. Il loro cugino Paolo Emilio è ordinario di
Musicologia, suo figlio Francesco è ricercatore nello stesso dipartimento di
Attilio. Poi ci sono i Buttita. Nino, il vecchio, antropologo, è stato preside
di Lettere. Il figlio Ignazio insegna all'Università di Sassari ma ha supplenze
a Palermo. La moglie Elsa Guggino è ordinaria nella stessa facoltà.
L'elenco dei padri e dei figli continua a Ingegneria, 18 famiglie e 38 parenti.
Filippo Sorbello e il figlio Rosario, Michele Inzerillo e la figlia Laura,
Stefano Riva Sanseverino (cognato di Luca Orlando) e la figlia Eleonora. A
Scienze Matematiche Fisiche e Naturali si contendono il numero dei parenti i
Gianguzza e i Vetro. Mario Gianguzza, ordinario di Biopatologia a Medicina, a
Scienze ha come colleghi i fratelli Antonio (Chimica inorganica) e Fabrizio
(Biologia cellulare) e la figlia Paola (Ecologia). Uno dei loro nipoti,
Salvatore Costa, è anche lui in Biologia cellulare. L'altra famiglia, i Vetro,
è tutta appassionata di matematica. Pasquale Vetro, matematico. La moglie
Cristina Di Bari, matematica. Il loro figlio Calogero, matematico.
La facoltà più piena di mogli e mariti e figli è però quella
di Agraria. Su 129 docenti 23 sono parenti. Un quinto. Divisi in 11 nuclei
familiari. Il preside Salvatore Tudisca ha lì dentro come associata sua moglie
Anna Maria Di Trapani. L'ordinario Antonino Bacarella ha la figlia Simona e il
nipote Luca Altamore. L'ordinario Giuseppe Chironi ha la figlia Stefania,
l'ordinario in pensione Giuseppe Asciuto ha suo figlio Antonio, l'ordinario in
pensione Carmelo Schifani ha il figlio Giorgio, l'ordinario Salvatore Ragusa ha
il figlio Ernesto, l'ordinario Luigi Di Marco ha la moglie Antonietta Germanà,
l'ordinario Vito Ferro ha la moglie Costanza Di Stefano, l'ordinario Antonio
Motisi ha la moglie Maria Gabriella Barbagallo, l'ordinario Riccardo Sarno ha
il figlio Mauro, l'ordinario Claudio Leto ha la moglie Teresa Tuttolomondo.
Cento famiglie. Di queste ce ne sono sessanta con "residenza" fissa
in uno stesso dipartimento. E' praticamente casa loro.
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Articoli
Scuola (245)
Mobilisation estudiantine contre Berlusconi
( da "Temps,
Le" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la réforme de l'enseignement promue par sa ministre de l'Education, Mariastella Gelmini, provoque une vaste protestation dans toute la péninsule. Outre le rétablissement du tablier à l'école, l'institution d'un seul maÎtre par classe (contre deux ou trois actuellement), le projet de loi prévoit d'importantes restrictions budgétaires.
<Sentiamo
che sono in gioco le nostre vite>
( da "Vivimilano.it"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Mariastella Gelmini accenna un passo indietro, Silvio Berlusconi minaccia sgomberi di facoltà e scuole. Una strategia del bastone e la carota che ci ricorda ben altri tempi. Se Roberto Maroni si presterà alla richiesta di uso della forza negli atenei sarà il ministro dell'autoritarismo e contro le autonomie perché studenti,
Protesta
studenti, tensione a Scienze Politiche
( da "Vivimilano.it"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini prefigura per le scuole e l'università - continua Caronia - un'istruzione che vuole essere al servizio di Confindustria". Nel presentare la lezione autogestita e aperta a tutta la città, Agnese dell'assemblea dell'Accademia spiega che "nessuna minaccia dell'arrivo della polizia ci spaventa e ci farà indietreggiare dalla nostra mobilitazione che anzi proseguirà anche nei prossimi
Scuole
e università: ancora occupazioni ( da "Corriere.it"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: altra giornata di protesta contro il decreto del ministro Gelmini su scuola e università. Non sono mancati momenti di tensione, e nel Cosentino polizia e carabinieri hanno convinto gli studenti delle scuole a interrompere le occupazioni. A Cosenza, nel corso di una manifestazione, sono state danneggiate le finestre di un istituto.
Pisa,
in piazza Normale e Sant'Anna ( da "Corriere.it"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Anna Le due scuole di eccellenza hanno partecipato al corteo contro il decreto Gelmini: "È importante unirsi alla battaglia" PISA - Nel corteo, circa ventimila studenti che a Pisa hanno manifestato contro il decreto Gelmini, c'erano anche loro, gli studenti della Normale e della Sant'Anna, le due scuole di eccellenza più prestigiose d'Italia.
Liceo
Candiani, occupata la sede di piazza Trento e Trieste
( da "Varesenews"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini Liceo Candiani, occupata la sede di piazza Trento e Trieste In piazza Trento e Trieste è tempo di scioperi, come in ogni autunno caldo che si rispetti. Nella mattinata di giovedì circa 200 degli studenti del Liceo Artistico Candiani hanno occupato la vecchia sede, permettendo la continuazione delle lezioni per tutti gli altri nelle sedi di via Manara e via XX settembre.
Da
questa occupazione è nata una generazione migliore
( da "Articolo21.com"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Diritto
di cronaca ( da "Stampaweb, La"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non arriva in fondo alla frase il ministro Gelmini perché qualche urlo e un'onda di ilarità attraversa i banchi dell'opposizione per quell'accento traditore. Alla Gelmini scappa una "egìda" invece di "égida". Ma neanche questo inciampo riesce a frenare l'esposizione di Gelmini. E' un caterpillar, con i fogli del discorso che scorrono da una mano all'altra.
E
il ministro scivola sull'accento ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fatto è che le contestazioni al ministro Maria Stella Gelmini, ieri nell'aula del Senato si sono stemperate per un istante, quando il ministro è caduto sotto l' "egida" degli accenti fonetici. E' successo quando la titolare dell'Istruzione rimprovera all'opposizione di "aver dimenticato i contenuti del Libro bianco scritto sotto l'egida del governo Prodi.
La
sinistra fa solo terrorismo politico
( da "Trentino"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Però il ministro Gelmini li incontrerà e finalmente sapremo anche quali sono le proposte che il movimento fa". Il ministro ha anche negato che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi abbia intenzione di usare la polizia per sgomberare le università in caso di occupazione studentesca: "Berlusconi non parlava di polizia,
Quando
vinceremo introdurremo il 7 in condotta
( da "Trentino"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: perché lui non vuole recepire le direttive del ministro Gelmini" ha affermato il coordinatore di Forza Italia, Ettore Zampiccoli. Dopo è partito l'elenco di proposte: "Istituire le classi separate non è una legge razzista - ha spiegato il candidato Walter Viola - ma servirà soprattutto in quei quartieri, come a Gardolo, dove è alta la presenza di bambini stranieri.
Invaderemo
le vie della città ( da "Trentino"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Comitato no Gelmini", ed un obiettivo preciso: opporsi alla riforma scolastica operata dal ministro dell'istruzione, e mobilitare studenti, docenti, e personale amministrativo. Ma anche sindacati e società civile sono chiamati all'appello: "Il comitato - spiega Corrado Consoli, neolaureato in sociologia e membro attivo del movimento -
Contro
le occupazioni intervenga la polizia
( da "Trentino"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: le manifestazioni dal sapore sessantottino che stanno montando in questi giorni anche a Trento contro il decreto del ministro Gelmini e contro i tagli alle università. Una linea dura, ispirata a quella del premier Berlusconi che ha annunciato la "mano pesante" contro le proteste negli atenei. "Le proteste sono solo strumenti della sinistra per infuocare gli animi degli studenti.
L'ateneo
mobilitato per il corteo di martedì
( da "Trentino"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lunedì il Comitato No Gelmini ha in programma una "notte bianca" a Sociologia. Ma il preside taglia corto: "Alle 21 chiuderemo". Si vedrà se avranno la meglio gli studenti, intenzionati ad occupare l'edificio anche in vista del consiglio d'amministrazione dell'ateneo martedì (il vero giorno caldo della prossima settimana) oppure il preside Diani,
Le
lezioni? Vanno tenute nelle aule ( da "Trentino"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini in città. Professor La Valle, gli studenti si stanno organizzando per il corteo di martedì con assemblee, maratone didattiche e pure una notte bianca. Cosa ne pensa? Penso che gli studenti abbiano tutto il diritto di organizzarsi ed esprimere quello che pensano, ma nella misura in cui non vadano ad infrangere le regole e nel rispetto della legge.
Consegnati
i premi di sostegno allo studio a 108 giovani
( da "Trentino"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fabrizio Franceschetti, Enrico Franchini, Vittoria Gelmini, Giovanni Gios, Elisa Martini, Luca Miori, Cecilia Monfredini, Laura Paoli, Luca Simoni, Stefano Simoni, Brunello Sommadossi, Alessandro Tarolli, Andrea Tomasini, Brunella Valenti, Sara Valenti, Gilda Ventura. Conservatorio: Fabiana Papaleoni.
Ghia:
scioperare perché è in gioco il nostro futuro
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: iniziative di protesta contro il decreto Gelmini. Perché consigli di partecipare allo sciopero? E' in gioco il futuro di tutta la scuola pubblica. I tagli toccano tutti gli ordini, non solo le elementari. E il "monito" di Berlusconi sull'invio della Polizia nelle scuole occupate? Rispondere con una minaccia a iniziative pacifiche è il segnale che il governo ha paura della gente che pensa.
Studenti,
è rivolta contro la Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è rivolta contro la Gelmini La Marca si infiamma: striscioni, volantini e picchetti in licei e istituti LAURA CANZIAN TREVISO. "Gelmini go home". Questo lo striscione apparso ieri mattina sui cancelli del liceo scientifico Da Vinci. Un manifesto simile è stato appeso alle porte dell'Itis Max Planck di Lancenigo.
Salvarosa,
spariti i cartelli anti-ministro ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: protesta delle maestre castellane contro il decreto Gelmini. Spariscono i cartelli esposti alle scuole elementari di Salvarosa. "Sono azioni antidemocratiche". Ma la protesta non si ferma. Ieri sera si è svolto un altro incontro-dibattito pubblico con i genitori alla palestra dell'Ipsia. "Continuiamo la nostra battaglia - dichiarano le maestre - nonostante i tentativi di oscurarci.
NON
È IL MODO DI GOVERNARE ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: improvvisato ministro Maria Stella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori, è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile.
VENEZIA.
Anche la scuola veneta è in subbuglio, in tutte le province gli studenti
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuola del ministro Gelmini che piacciono maggiormente alle famiglie venete. Ad affermarlo è la Quaeris di Breda di Piave specializzata in ricerche di mercato e sondaggi d'opinione, intervistando al telefono 350 genitori. Decisamente poco apprezzati altri aspetti, in particolare l'abolizione del tempo pieno (sfavorevoli il 93%) e l'introduzione del maestro unico alle elementari (
Scuola,
proteste e spiragli di dialogo Occupazioni e cortei proseguono in tutta Italia.
Il ministro Gelmini difende il decreto e apre agli studenti Berlusconi si
corregge: Mai parl ( da "Giornale di Brescia"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini difende il decreto e apre agli studenti Berlusconi si corregge: "Mai parlato di polizia nelle università". Il Viminale: fermezza contro i violenti ROMALa riforma della scuola continua ad animare lo scontro politico tra maggioranza e opposizione, mentre continuano le occupazioni di università, cortei e sit-in di studenti in tutta Italia.
Pronti
a prenderci le manganellate ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nazionale pag. 5 Giovani di destra "Pronti a prenderci le manganellate" FORZA NUOVA Battaglia in Senato "Decreto Gelmini scoperto per 20 milioni" ENRICO MORANDO "Pronti a prenderci le manganellate".
Dalla
piazza del 1968 alla P38 del 1977 Il 2008 è l'era del web
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini anche su Facebook ultima moda del web. Anche docenti e sindacati usano siti internet per la protesta: e il Codacons sul suo sito pubblicizza il Co.vi.ge. comitato "Vittime Ministro Gelmini". Altro "fronte" della protesta è quello della ricerca con i siti dei Precari della Ricerca e del Collegamento tra collettivi di ricercatori.
Pronti
a prenderci le manganellate ( da "Arena, L'"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nazionale pag. 3 Giovani di destra "Pronti a prenderci le manganellate" FORZA NUOVA Battaglia in Senato "Decreto Gelmini scoperto per 20 milioni" ENRICO MORANDO "Pronti a prenderci le manganellate".
Consiglio
di istituto: studenti in lotta ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: gestione unitaria della protesta contro il decreto Gelmini, si sono affrontati in un'infuocata assemblea giovedì al Cinema Teatro Gloria: al centro dell'appassionato confronto le modalità di prosecuzione delle agitazioni. Le elezioni si svolgeranno martedì: i 1700 alunni del diurno si recheranno alle urne nell'ultima ora, mentre il centinaio del serale voterà durante la seconda ora.
Gardone,
la scuola picchettata ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 22 Gardone, la scuola picchettata ALL'IPSIA "ZANARDELLI" gli studenti hanno aderito all'iniziativa nazionale del "picchettaggio" delle scuole. Un atto simbolico e pacifico contro la riforma Gelmini. con una partecipazione di quasi il cento per cento degli iscritti all'istituto gardonese.
Proteste
anti-Gelmini ( da "Arena, L'"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cronaca pag. 12 Proteste anti-Gelmini La mobilitazione negli istituti superiori 4 LE ORE TAGLIATE DALLA NUOVA LEGGE I dirigenti scolastici Perplesso sulla riforma ma garantisco le lezioni LUCIANO CARAZZOLO Proteste anti-Gelmini.
Sì
al voto in condotta no al maestro unico
( da "Arena,
L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sono i due elementi della riforma della scuola del ministro Gelmini che piacciono maggiormente alle famiglie venete. È quanto emerge da una indagine condotta da Quaeris, società di Breda di Piave specializzata in ricerche di mercato e sondaggi d'opinione, intervistando al telefono 350 genitori. Decisamente poco apprezzati altri aspetti, in particolare l'abolizione del tempo pieno (
L'ateneo
si ferma: oggi c'è assemblea ( da "Arena, L'"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ateneo veronese contro la cosiddetta riforma Gelmini, che promette tagli ai fondi per la ricerca e alle assunzioni di personale docente e amministrativo, oltre alla possibilità di trasformazione delle università pubbliche in fondazioni private. La mossa "a sorpresa" è arrivata direttamente dal rettore Alessandro Mazzucco, che dopo oltre una settimana di presidi studenteschi,
Il
rettore ghetti: quarant'anni fa occupai anch'io
( da "Nuova
Venezia, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La crisi finanziaria sta esplodendo, e adesso è arrivato il nuovo decreto Gelmini". Una riforma che non le piace. "Non è una riforma, ma un taglio alle risorse e alla ricerca e niente di più. Di riforma e di un serio dibattito sulla scuola italiana ci sarebbe grande bisogno, ma questo è tutt'altro". Alberto Vitucci.
L'architetto
di punta della dogana tiene una conferenza allo iuav
( da "Nuova
Venezia, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: università decisi dal ministro Mariastella Gelmini, ma la conferenza che terrà il grande architetto giapponese Tadao Ando (in foto), l'uomo che - per conto del finanziere e collezionista francese FranÇois Pinault - sta trasformando la Punta della Dogana in un nuovo museo dell'arte contemporanea, dopo aver già curato il restyling di Palazzo Grassi in chiave minimalista.
In
piazza per l'istruzione pubblica ( da "Nuova Sardegna, La"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Né la riforma Gelmini sull'istruzione obbligatoria. Né la legge "133" che stabilisce tagli indiscriminati nei due atenei dell'isola. Così le lezioni continuano un po' dappertutto a singhiozzo: tra proteste, cortei, manifestazioni e (finora) nessuna occupazione.
No
secco allo stato di polizia ( da "Nuova Sardegna, La"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Io stessa parlo a nome del comitato spontaneo nato in Sardegna contro la riforma Gelmini. Rappresento decine d'insegnanti e non amo mettermi in mostra se non per difendere le nostre ragioni. La gente scende in piazza e si ribella solo perché capisce bene che in questo caso viene attaccato frontalmente un bene primario come l'istruzione pubblica".
Uniti
gli insegnanti e le famiglie ( da "Nuova Sardegna, La"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Manca è una delle madri protagoniste del comitato dei genitori nato contro la riforma Gelmini. Ha 48 anni. Suo figlio studia nel quinto circolo cittadino e rispetto ad altri compagni può contare su una madre in grado di osservare le cose da un angolo visuale privilegiato: docente nella facoltà di Lettere, pedagogista, Giusy Manca si occupa da anni di marginalità e devianze minorili.
Gelmini,
non ucciderai la scuola - gabriella grimaldi
( da "Nuova
Sardegna, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ieri mattina un migliaio di ragazzi in piazza d'Italia contro la riforma "Gelmini, non ucciderai la scuola" Sit-in nella facoltà di Scienze politiche, oggi assemblea ad Agraria Dibattito sui temi del contestato decreto: "Lotteremo perché il diritto allo studio non sia riservato soltanto a poche persone" GABRIELLA GRIMALDI SASSARI.
Non
è il modo di governare - gianfranco pasquino
( da "Nuova
Venezia, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: improvvisato ministro Maria Stella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori, è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile.
Scuola,
berlusconi si smentisce - silvio berlusconi
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro dell'Istruzione Gelmini annuncia che incontrerà i rappresentanti degli studenti, che ieri in corteo nelle vie di Roma hanno cercato di raggiungere il Senato: durante il dibattito sulla riforma della scuola la Gelmini ha commesso una gaffe, sbagliando la pronuncia della parola "egida".
A
rischio una ventina di sedi nel vastese
( da "Centro,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Amministratori e dirigenti didattici sono alle prese con proposte di riorganizzazione per evitare che le novità previste dalla Gelmini possano penalizzare i territori a rischio spopolamento. Il piano di dimensionamento che dovrebbe risparmiare le scuole dell'infanzia, riguarda anche gli istituti dei centri più grandi con meno di 500 iscritti, da accorpare o riorganizzare.
No
ai tagli, il grido degli studenti
( da "Centro,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: slogan contro il ministro Gelmini ed il premier Berlusconi accompagnati dai piatti acustici. Anche in città gli studenti sono scesi in piazza per dire no alla riforma, difendere l'istruzione pubblica e salvaguardare le istituzioni scolastiche. Il corteo - un migliaio secondo gli organizzatori, 500 secondo il commissariato - si è snodato dal San Paolo a piazza Barbacani.
Mariastella
sotto assedio al senato - carmelo lopapa
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e sbaglia a pronunciare egida Gelmini: "Campagna terroristica" I senatori Pd e Idv parlano ai ragazzi CARMELO LOPAPA ROMA - Il compitino lo stava leggendo con una certa convinzione, emozionata appena, comunque mettendocela tutta, tra quegli schiamazzi dai banchi alla sua sinistra e l'eco degli slogan che gli studenti urlavano nei megafoni lì fuori Palazzo Madama.
"dissenso
garantito, ma ci sarà fermezza" - alberto custodero
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuole italiane contro la riforma Gelmini. Dopo la retromarcia del premier che ha dichiarato di non aver "mai pensato alla polizia nelle scuole" anche al Viminale si cerca di stemperare la violenta bufera scoppiata nel Paese dopo l'annuncio di Berlusconi dell'altro giorno di voler dare "istruzioni dettagliate" proprio al ministro dell'Interno su "come intervenire con le forze dell'
Scuola,
dietrofront di berlusconi "mai detto che manderemo la polizia" -
gianluca luzi ( da "Repubblica, La"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini: vedrò gli studenti Lo scontro Il premier attacca la stampa: "C'è divorzio tra l'informazione e la realtà" GIANLUCA LUZI DAL NOSTRO INVIATO PECHINO - Nega di aver mai pensato di mandare la polizia nelle scuole e nelle università, ma nello stesso tempo conferma che per lui occupare un liceo o un ateneo è un reato "
E
sul social network l'assemblea è permanente
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: No al decreto Gelmini", che invita i partecipanti a mandare email al presidente Napolitano perché si opponga alla riforma. Su Facebook sono tuttavia presenti anche decine di gruppi che fanno dell'ironia la loro arma principale come "Internate la Gelmini" e "Scommetto che almeno 5 milioni di persone odiano la Gelmini" che per ora è fermo a 13mila iscritti ma in continua crescita.
Sms,
videofonino e youtube così la rivolta corre sul web - vittorio zambardino
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: vignetta contro la Gelmini di un disegnatore famoso, qualche articolo di giornale e un video comico da Crozza Italia sulla maestra unica. Non è il tadzebao del �68 né la radio libera del �77. è la generazione digitale che sa come mandare su Internet quello che vede e quello che ha imparato a raccontare in diretta, in quella continua narrazione di se stessi di cui sono campioni,
Cinzia,
la sorella maestra, guida il progetto "integrazione" - cinzia sasso
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: reponsabile la Gelmini. Intendiamoci: Gelmini Cinzia. Perché questa è la scuola della sorella del ministro, maestra elementare e delegata sindacale della Cgil. Sarebbe un'occasione buona per aiutare a fare chiarezza sulla contestata riforma della Gelmini Mariastella: una maestra con trent'anni di insegnamento sulle spalle e un impegno nel sindacato che è in prima fila contro la riforma,
Roma,
in corteo studenti e mamme - maria novella de luca
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in corteo studenti e mamme Migliaia in piazza contro la Gelmini, momenti di tensione davanti al Senato La mobilitazione MARIA NOVELLA DE LUCA ROMA - A sera sono in migliaia, le facce della protesta ci sono tutte, piazza Navona è quasi piena, per ore studenti e polizia si guardano dai fronti opposti del marciapiede, la tensione è alta e gli slogan cattivi come non mai,
Muravera,
gli studenti contro la riforma gelmini
( da "Nuova
Sardegna, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: gli studenti contro la riforma Gelmini MURAVERA. La contestazione alla Gelmini arriva anche nelle scuole di periferia. Dal 17 ottobre gli studenti degli istituti superiori del Sarrabus sono in stato di agitazione per contestare la riforma. Dopo alcuni giorni di sciopero e occupazione gli studenti stanno autogestendosi.
Sono
1500 i maestri da ricollocare ( da "Italia Oggi"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: effetto della riforma Gelmini in termini di occupazione, sembra ridimensionato. Se dai dati del ministero della pubblica istruzione risulta che sono stati 5.272 docenti, a partire dallo scorso settembre, a cessare il servizio per motivi pensionistici o a causa di dimissioni volontarie dal 1 settembre 2009, data da cui decorre la norma che prevede l'
NEO
- DEM Le provocazioni di Berlusconi fanno male alla scuola e al paese
( da "Italia
Oggi" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini", e dei pesanti e gravi tagli di risorse per la scuola e l'università (meno 8 miliardi e meno 10 per cento di bilancio), iniziative e manifestazioni che vedono un'ampia presenza non solo di studenti ma anche di docenti e genitori. Su questi temi si è espresso autorevolmente il Capo dello Stato per ricordare il fondamentale ruolo della scuola e della ricerca per il futuro
Esplode
la protesta studentesca ( da "Italia Oggi"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E la Gelmini apre: parlerò con gli studenti Esplode la protesta studentesca Maroni: 300 manifestazioni dal 1° ottobre, 20 facoltà occupate Il quotidiano Libero ieri ha titolato: "Attenti a voi, ragazzi. Il premier ha accolto il nostro appello: interverrà la Polizia per rimuovere i picchetti davanti agli istituti".
Ecco
i veri tagli della riforma Tremonti Gelmini
( da "Italia
Oggi" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tremonti Gelmini Al di là delle polemiche, c'è anche tanta confusione. Perché, al di là degli slogan, le piazze si sono riempite di studenti di ogni ordine e grado, insegnanti e perfino genitori? Per capire cosa c'è, e quanto c'è di vero, dietro le proteste contro la riforma della scuola e dell'università, bisogna ritornare ai testi della riforma e in particolare al decreto legge n.
Uno
sciopero a tavolino ( da "Italia Oggi"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
tavolino
Bocciati per principio i decreti Gelmini anche se nessuno li conosce Sono
La
protesta degli studenti contro la riforma gelmini
( da "Nuova
Sardegna, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: protesta degli studenti contro la riforma Gelmini CARBONIA. Gli slogan sono ingenui e quasi timidi. Non è tornata la pantera, insomma, e la "rivoluzione" studentesca sembra avere ancora la "erre" minuscola. Ma la grinta è la stessa di sempre, quando gli studenti sentono i problemi e scendono in piazza per rivendicare i loro diritti e per far conoscere i motivi del loro malessere.
Un
"martedì sera" con la gelmini che crea imbarazzi - griseri a pagina
vii ( da "Repubblica, La"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina III - Torino Il retroscena Attesa all'Unione industriale Un "martedì sera" con la Gelmini che crea imbarazzi GRISERI A PAGINA VII SEGUE A PAGINA VII.
"il
futuro del poli? meglio con i privati"
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: l'affollata assemblea di studenti, professori e personale tecnico con una proposta che scatena la protesta dei futuri ingegneri. Intanto prosegue la mobilità a Palazzo Nuovo mentre altri allievi delle scuole superiori ieri sono scesi in piazza per protestare contro il decreto del ministro Gelmini. GIUSTETTI A PAGINA VI.
"da
precario della scuola ad allenatore in serie a" - giuliano foschini lecce
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ecco perché capisco chi protesta oggi contro il decreto Gelmini. Non conosco bene la legge, ma il principio dei tagli è pericoloso: come si fa a fare tanti bei discorsi sulla lotta all'obesità nei bambini e poi reintrodurre il maestro unico tagliando anche gli insegnanti di educazione fisica?". Lei ha due figli alle elementari.
Ci
sono pochi soldi? tagliate le spese militari
( da "Tirreno,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: indirizzata al ministro Maria Stella Gelmini. Signor ministro, siamo gli studenti del liceo scientifico "Antonio Vallisneri" di Lucca che da venerdì 17 ottobre occupano la struttura scolastica per contestare i decreti 133 e 137. Ci teniamo ad informarla che durante il periodo dell'occupazione abbiamo creato gruppi contro la disinformazione circa la riforma della scuola,
Vi
capisco, ho fatto il '68 ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha dato la disponibilità per svolgere un incontro pubblico sulla riforma Gelmini al teatro dei Differenti. Ieri mattina, dopo la richiesta avanzata dagli studenti, l'assessore all'istruzione, Renzo Pia, e l'assessore alle politiche giovanili, Nicola Boggi, hanno incontrato studenti, professori e il dirigente scolastico Giovanna Mannelli per esprimere, a nome dell'amministrazione,
Un
incontro sulla riforma a porcari ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: comprensivo statale di Porcari organizza un incontro di informazione e di approfondimento sul tema "Il decreto Gelmini: ripercussioni sull'organizzazione della scuola", con introduzione della dottoressa Chiara Torrigiani dell'agenzia formativa Aristeia di Firenze. L'iniziativa avrà luogo nei locali della scuola media Pea a Porcari (via Romana est, davanti allo stadio) stasera alle 21.
Le
occupazioni ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lucca LE OCCUPAZIONI Si estende la protesta e cresce il numero degli istituti in cui ci sono iniziative contro la riforma Gelmini. Ieri sera è cessata l'occupazione all'istituto professionale Pertini di viale Cavour, che così va ad aggiungersi alle scuole dove sono riprese regolarmente le lezioni, cioè il liceo scientifico Vallisneri e il liceo classico Machiavelli.
Un
comitato di genitori e insegnanti
( da "Tirreno,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: partecipare alla manifestazione di domani e diffondere volantini attraverso un organismo stabile e democratico, con rappresentanti di tutte le categorie interessate. Nei prossimi giorni inoltre il comitato per la difesa della scuola pubblica definirà compiti e obiettivi della protesta contro i decreti Gelmini, e contro i tagli annunciati dal governo Berlusconi degli istituti in Lucchesia.
Tensione
al pertini ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alcuni esponenti di estrema destra si sono recati ieri sera all'Isi Pertini e hanno chiesto con forza ai ragazzi di togliere uno striscione sventolante dalle finestre: quello che presentava il simbolo dei centri sociali autogestiti. "L'abbiamo tolto per non avere noie", hanno detto gli studenti. Sono stati distribuiti dei volantini pro Gelmini.
I
prof di scienze politiche "stop lezioni per un giorno"
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: appende striscioni pro-Gelmini nei chiostri, nelle altre università la protesta va avanti, a cominciare dalla Statale. In via Festa del Perdono, ieri pomeriggio, si è tenuta un'assemblea di 300 persone; altre 200 si sono trovate nella sede distaccata di Città Studi e altrettanti in Bicocca, con un corteo interno.
Assemblea
al lorenzini ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dissenso verso la riforma Gelmini, con la speranza che la nostra forma di protesta venga ascoltata da chi di dovere". Il professor Marco Del Ministro, vice preside del Lorenzini, si dimostra soddisfatto dell'idea degli studenti: "Credo sia un'occasione di crescita per i ragazzi, è importante far valere i propri ideali, e una autogestione cogestita è il modo migliore per protestare.
Rivolta
contro la gelmini ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lucca RIVOLTA CONTRO LA GELMINI BREVI DALLE 8,30 ALLE 13 Acqua a rischio a Collodi Castello COLLODI. Acque SpA rende noto che, a causa di un intervento sulla rete idrica, stamani dalle 8,30 alle 13 si verificherà una temporanea interruzione del servizio idrico a Collodi Castello.
Scuola,
parola d'ordine: cogestione ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Valdinievole hanno scelto questa particolare forma di mobilitazione per protestare contro la riforma Gelmini. Questi saranno giorni cruciali per studenti e professori, pieni di dibattiti e discussioni, segno di maturità e di consapevolezza. Da Montecatini a Pescia, dai licei agli istituti professionali, la parola d'ordine è la stessa: "A noi la scuola, per dibattiti aperti e liberi".
"noi,
i docenti che riscoprono la piazza" - ilaria carra
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Hanno poco a che vedere con Gelmini e Tremonti le lezioni di giapponese di Simone Dalla Chiesa e di cultura russa di Maria Maddalena Berrone, che dalla facoltà di Mediazione linguistica e culturale di Sesto arrivano nel centro della metropoli per dar voce a lingue e culture del mondo.
Giusti
gramsci: il futuro è altrove ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Adesso è arrivata anche la nuova ministra dell'istruzione Maria Stella Gelmini che, di recente, ha inserito anche la Giusti Gramsci nel listone degli istituti rei di non raggiungere 500 iscritti. Pena il commissariamento. E pazienza se la media monsummanese non ci rientra per appena 25 alunni: il suo destino, ormai, è segnato.
Prima
il de profundis in piazza poi la paralisi per un giorno - michela bompani
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
perché
quest'anno i maestri non porteranno gli allievi alla kermesse per il blocco
delle attività aggiuntive (contro la riforma Gelmini). Il "funerale"
è proseguito in via San Lorenzo, Caricamento, ed è tornato in via Balbi: un
migliaio di ragazzi hanno invaso festosamente, alle
Vogliamo
la verità (e un consiglio ad hoc) su piazza vittoria
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Anche a Gorizia si sta preparando la Gelmini generation - ha concluso Marinic- con i bambini nutriti non al meglio e formati peggio ". Livio Bianchini, di Rifondazione comunista ha espresso diverse critiche, dalla scelta di collocare la bandiera italiana sul Sabotino il 4 novembre "mentre sarebbe senz'altro meglio affiancarla con una europea e una slovena",
Corteo
in città e sit-in in piazza ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istituto professionale Einuadi per manifestare contro il decreto Gelmini. Circa duecento ragazzi hanno formato il corteo che è partito alle 8.45 da via Pacinotti. I ragazzi hanno sfilato poi lungo Corso Gramsci passando davanti all'istituto Pacinotti e al Liceo classico, entrambi occupati. I ragazzi hanno poi raggiunto piazza del Duomo, luogo di arrivo del corteo, intorno alle 10.
Siamo
con voi ma non occupate ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in cui i docenti mettono in luce e criticano alcuni punti del decreto Gelmini. Il documento, discusso dagli studenti in assemblea, invita i ragazzi, le loro famiglie e tutto il personale della scuola a "partecipare costruttivamente al dibattito che coinvolge in questo momento la scuola pubblica, aderendo alle iniziative che verranno programmate".
L'esercito
dei precari dimenticato da berlusconi
( da "Tirreno,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Anna Frank indetta da Cgil, Cisl e Snals per spiegare l'effetto della riforma Gelmini della scuola L'esercito dei precari dimenticato da Berlusconi PISTOIA. Un centinaio di persone, ieri pomeriggio, ha riempito l'aula magna della scuola Anna Frank per l'assemblea indetta da Cgil, Cisl e Snals sulla riforma della scuola.
Allo
scientifico verso la cogestione ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: professori che stamattina si riuniranno insieme per discutere sul decreto Gelmini. La grande maggioranza del corpo docenti e del personale Ata è solidale con la protesta dei ragazzi, pur non condividendo l'occupazione. Ieri mattina un gruppo di ragazzi del Liceo scientifico ha occupato la scuola a partire dalla mattina: lezioni sospese, ma l'ingresso ai docenti non è stato impedito.
Genitori
mobilitati ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Accanto agli studenti in lotta contro il decreto Gelmini ci sono anche i genitori. E non in via ufficiosa, ma con un comitato appositamente creato: il Comitato provinciale genitori di Pistoia, che per intanto ha diffuso un volantino e creato un blog su Internet (http://genitoripistoia.blogspot.
È
concreto il rischio di accorpamenti
( da "Tirreno,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: firme contro il decreto Gelmini. La settimana prossima a Maresca SAN MARCELLO. Grande affluenza, mercoledì sera, alla riunione organizzata dai genitori della montagna per cercare di comprendere meglio quale sarà il futuro dei propri figli con il decreto Gelmini. è infatti concreto il rischio che nei piccoli comuni i plessi scolastici con meno di 50 alunni vengano chiusi o accorpati,
Preoccupazione
fra i docenti in merito alla riforma gelmini
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Preoccupazione fra i docenti in merito alla riforma Gelmini Romans: un incontro si è svolto all'Istituto comprensivo ROMANS. Il personale docente e non docente dell'Istituto comprensivo di Romans, che racchiude i plessi scolastici di Romans, Mariano, Medea e Villesse, si è recentemente riunito in assemblea alla presenza anche dei rappresentanti delle segreterie provinciali Cgil,
Scuola,
la protesta arriva in Regione ( da "Metronews"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Continua la protesta contro il decreto Gelmini. Ieri al liceo Franchetti, dopo l'occupazione è proseguita l'assemblea permanente mentre al liceo artistico di Venezia è iniziata l'autogestione degli studenti. Alle 18 è scattata la protesta degli universitari in Campo San Geremia. Centinaia di studenti si sono radunati e hanno intonato cori,
Lezioni
: stop a Verona ma non si occupa ( da "Metronews"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istituti scaligeri in mattina si sono registrati volantinaggi per spiegare i motivi della protesta contro la riforma Gelmini. All'università resta il presidio fisso al chiostro. "Non ci saranno occupazioni ingestibili, ma qualcosa di utile", hanno spiegato i ragazzi dei collettivi universitari. E pronta è arrivata la risposta del rettore, che ha accolto le richieste degli studenti.
Consiglio
comunale antigelmini - antonio di giacomo francesca savino
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini a spingere, per la prima volta in quattro anni, i lavori del consiglio comunale dell'era Emiliano fuori dalle mura del palazzo di città. In periferia, nell'auditorium dell'istituto Majorana, al quartiere San Paolo. A sedere in platea professori e sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, mentre nell'aula consiliare improvvisata si registra la diserzione in massa dei consiglieri del
Lettere
e interventi ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e molto di lui. Guidato dalla consueta smania di protagonismo ha raggiunto l'obiettivo di porre se stesso al centro dell'attenzione. Ma delle sue dichiarazioni seriali di questi giorni colpisce soprattutto una cosa: la pessima opinione che il preside ha dei suoi studenti, o almeno di quelli che hanno avuto l'ardire di chiedere spazi e occasioni per mettere in discussione
Anche
le elementari in piazza ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini si è aggiunta anche la scuola dell'obbligo. Ieri pomeriggio, a partire dalle 16,30, all'istituto comprensivo Gandhi si è tenuta una notte bianca (senza concerti né apertura straordinaria dei negozi ovviamente), a cui su iniziativa degli insegnanti e dei genitori delle scuole di Galciana, hanno partecipato anche altre scuole primarie del territorio.
Protesta
antiberlusconi in consiglio comunale
( da "Tirreno,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e la legge sull'università saranno oggetto di dibattito nel consiglio comunale straordinario (probabilmente la prossima settimana) richiesto da diciannove consiglieri. E' questo il risultato dell'iniziativa promossa ieri pomeriggio da Leonardo Becheri, capogruppo di Rifondazione comunista, che si è presentato nella sala consiliare insieme ad una trentina di studenti giovani
Sit-in
in piazza, aule occupate. L'Italia dice no
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Mariastella Gelmini su scuola e università. Anche se appaiono molto lontani gli scenari di guerriglia che ieri la conferenza stampa del premier Berlusconi sembrava prospettare, non sono mancati momenti di tensione, e anche un intervento delle forze dell'ordine: nel cosentino, agenti di polizia e carabinieri hanno "convinto" gli studenti delle scuole di Fagnano Castello,
Cosa
cambia, il decreto sotto la lente di ingrandimento
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2008 IL DECRETO legge Gelmini detta "disposizioni urgenti in materia di istruzione e università" con l'obiettivo primario di risparmiare soldi e alla svelta. È necessario partire da questo presupposto per capire fino in fondo la filosofia del testo varato, è bene ricordarlo, sotto la stretta sorveglianza del ministro Giulio Tremonti.
La
riforma della scuolanon si fa senza dialogare
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: confronti del ministro Maria Stella Gelmini. Ma anche osservato tutto questo, resta un dato: non è vero che siamo di fronte a una discussione perché nessuno, a cominciare dal ministro, ha cercato un confronto. Più semplicemente: una mattina qualcuno ha indicato la necessità di aprire una nuova epoca nel sistema scolastico italiano, ha perciò convocato in tutta fretta qualche esperto,
Il
liceo è occupato, gli altri lanciano uova - valentina landucci
( da "Tirreno,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in assemblea permanente per protestare con il decreto sulla scuola del ministro Gelmini - gli aggressori erano molti di più. All'incirca 20-25 persone che hanno scavalcato il cancello di Villa Paolina e hanno tentato di sfondare una delle finestre che si affaccia sul giardino". Tentativo andato a vuoto, per fortuna, anche se la situazione mette in allarme gli alunni del classico.
Questa
battaglia è anche per noi genitori
( da "Tirreno,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ideata dal ministro Maristella Gelmini. Dal maestro unico al voto in condotta, dal grembiulino al controllo sulle edizioni dei libri di testo, dalle classi ponte per gli stranieri ai tagli di 87.400 insegnanti e di 44.500 unità di personale tecnico amministrativo, dai tagli al turnover dei docenti universitari alla trasformazione in fondazioni delle Università,
Al
liceo michelangelo la lezione si fa in piazza
( da "Tirreno,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tutti contro il decreto Gelmini FORTE. L'onda lunga della protesta contro il decreto Gelmini ha raggiunto anche Forte dei Marmi, piazza che tradizionalmente è sempre apparsa abbastanza "tiepida" sul fronte delle rivolte strudentesche. I ragazzi del liceo scientifico "Michelangelo" hanno scelto però una forma di dissenso abbastanza singolare,
Enriques,
a scuola fuori dalla scuola ( da "Tirreno, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Chissà se il ministro Gelmini si arrenderà come ha fatto Giove Pluvio: pure lui evidentemente tifa destra e ieri mattina, appena prima che i ragazzi del liceo Enriques trasferissero zazzere e zainetti sul lungomare a fare lezione, aveva spedito giù un po' di pioggia.
Sto
dalla parte delle dirigenti nel mirino
( da "Tirreno,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contestare la ministra Gelmini e la sua riforma. Secondo il Nostro, i due dirigenti non possono partecipare ad alcuna forma di protesta contro la loro ministra, proprio perché funzionari della pubblica amministrazione. C'è da chiedersi se non ci sia invece da essere preoccupati per il clima antidemocratico che si sta diffondendo nel nostro Paese.
I
ragazzi della terrazza mascagni ecco perché sono rivoluzionari
( da "Tirreno,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contiene il provvedimento del ministro Gelmini e hanno deciso che non è così che si può e si deve fare una seria riforma dell'intero impianto formativo di questo Paese. Così coscienziosi che mi hanno invitato a fare una lezione sulla crisi finanziaria ed economica in corso a livello mondiale, e salvo due parole di critica al governo tratte dal documento di protesta dei rettori italiani,
Universitari
dietro le quinte una fiction per raccontarli - vassily sortino
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: universitari fremono per i tagli al bilancio del ministro Gelmini è arrivato nelle televisioni locali un telefilm che racconta in modo ironico la vita degli studenti del capoluogo siciliano. Si intitola "Outsiders in Palermo", ed è la minifiction - ideata, scritta e prodotta da Nicola Torregrossa e Vittorio Canepa - incentrata sulla vita di tre ragazzi (due dei quali fuori sede)
Niccolini
palli, lezione in piazza - gianluca della maggiore
( da "Tirreno,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini supera antichi steccati. "è una forma di protesta nuova ed efficace", dice la prof di "mate" del Classico, Stella Bertone che ha appena finito di fare la sua lezione al megafono: "I ragazzi vogliono far capire che il loro scopo non è perdere tempo, ma protestare in modo costruttivo contro dei provvedimenti che impoveriscono la scuola pubblica.
Trento:
si prepara la "notte bianca"
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cronaca Parma: il santino della Gelmini Pavia: la solidarietà dei presidi Padova: in "lutto" contro i tagli Palermo: a lezione davanti al teatro Trento: si prepara la "notte bianca" Cosenza: i licei in piazza.
Nella
notte all'ateneo l'ira dei ragazzi miti "berlusconi ci teme" - (segue
dalla prima pagina) curzio maltese
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Perfino lì hanno cacciato la Gelmini da un comizio, e non se l'aspettava. A Monza, dov'è nata la Lega, cinquant'anni di Dc. Non hanno proprio capito che la politica non c'entra, la sinistra qui non comanda niente. Quando è venuta la ragazza mandata da Veltroni (Giulia Innocenzi, ndr), chiaramente in vista della manifestazione di sabato,
Jovanotti:
ascoltare le ragioni dei ragazzi ( da "Repubblica, La"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, prima dell'incontro con i ragazzi delle scuole fiorentine è intervenuto sulla riforma Gelmini. "La protesta dei ragazzi è condivisibile. E comunque se c'è una lamentela prima di tutto questa va ascoltata".
"l'intervento
pubblico è un male necessario ma solo per l'emergenza" - roberto mania
( da "Repubblica,
La" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cosa pensa della riforma della scuola del ministro Gelmini? "Quella della Gelmini non è una riforma, bensì un decreto. La scuola italiana, invece, ha bisogno di una vera riforma, basata sui principi della qualità, del merito e della valutazione. Qui ci giochiamo il nostro futuro sociale ma anche economico.
Chi
di '68 ferisce, di '68 perisce ( da "Unita, L'"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E dire che il piano della Gelmini era quello, dichiarato, di cancellare gli ultimi 40 anni di storia scolastica. Perché la ministra, beata ignoranza, non sa nemmeno che il '68 è stato sconfitto. Infatti, non pochi di quelli che lo hanno vissuto, sono saltati sul carro dell'uomo più ricco e potente d'Italia, cortigiani tra i cortigiani,
Pisa
e Firenze: Qui per il nostro futuro Vogliamo studiare, non siamo barricati e
non sentiamo la necessità di difenderci
( da "Unita,
L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: hanno con il ministro Gelmini "lei non ha neanche scritto la legge che contestiamo", se la prendono con Tremonti, con i tagli della legge 133. "Berlusconi dice che dobbiamo piuttosto pensare a studiare? È quello che vorremmo fare, noi siamo qui perché vogliamo studiare e laurearci, paghiamo tasse salate per raggiungere questo obiettivo" commenta Marco.
Maestro
unico, 360mila voci su internet Il movimento di padri, figli e professori parla
nella Rete ( da "Unita, L'"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Una vera e propria onda di piena sulla rete racconta la protesta contro il ministro Gelmini.Ci sono, oltre ai siti di informazione, a quelli dei sindacati e delle forze politiche, una massa di siti spontanei e autogestiti, dove si rincorrono le voci di genitori e docenti, i pareri di esperti, le foto e i video di cortei e fiaccolate, i forum di discussione.
Corteo
al Senato, gli studenti non si fermano Quarantamila a Roma, imponente
spiegamento di polizia. Il governo non li riceve
( da "Unita,
L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: immenso movimento anti-Gelmini/Tremonti riprende gli striscioni: "Polizia, li difendiamo noi i diritti dei vostri figli", "Noi la crisi non la paghiamo", e si mettono a correre verso Piazza Navona, "inciampando" in altre divise. Città militarizzata: dalla Sapienza al centro storico, per la risposta degli studenti a Berlusconi.
La
rabbia di Napoli: Con i tagli si salvano solo gli amici dei baroni
( da "Unita,
L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per questo Salvatore è arrabbiato quando pensa alle parole del ministro Gelmini che sostiene come i tagli miglioreranno la qualità dell'università. Perchè si sente preso in giro un'altra volta: "Il sistema vive sulla cooptazione, e se si riducono i posti disponibili di certo non si farà un piacere a chi non rientra nella cerchia dei baroni".
Veltroni:
<E' Tremonti il vero autore della riforma>
( da "Libertà"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tremonti e non a quello della pubblica istruzione Gelmini, perchè essa parte dai tagli e su questi è basata". Lo ha detto Walter Veltroni intervenendo alla trasmissione tv AnnoZero. "La cosa singolare - ha detto il segretario del Pd - è che questa riforma non è cominciata con il ministro della pubblica istruzione che è venuto in Parlamento e ha detto: "voglio fare questa riforma,
Cortei
e scuole occupate in tutta Italia
( da "Libertà"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non abbiamo paura di Berlusconi e della Gelmini" hanno gridato gli studenti de La Sapienza di Roma dove ieri il Dipartimento di Fisica è stato chiuso per protesta con catenaccio e lucchetti ed è stata occupata anche l'Aula 2 della facoltà di Economia. Un corteo spontaneo di un migliaio di studenti di Roma Tre ha manifestato nel pomeriggio bloccando il quartiere Ostiense-
Con
le riforme della scuola elementare proposte dall'improvvisato ministro
Mariastella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che
anche quelle scuole, una v ( da "Libertà"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: improvvisato ministro Mariastella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori, è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile.
Boiardi
agli studenti della Sapienza che celebrano Amaldi: <La mia risposta alla
Gelmini? Io le scuole le apro, non le chiudo>
( da "Libertà"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Boiardi agli studenti della Sapienza che celebrano Amaldi: "La mia risposta alla Gelmini? Io le scuole le apro, non le chiudo".
Roma
- ( da "Libertà"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: rispondere alla Gelmini. Il Governo vuole chiudere le scuole, io ne ho realizzata una nuova e la inauguro proprio mentre qui a Roma si manifesterà contro la riforma". Una protesta che vede gli studenti in prima linea, anche se dopo la comunicazione "repressiva" di ieri del presidente del Consiglio "oggi - sottolinea Lamberti - solo un terzo degli studenti è venuto a fare lezione,
<Comitato
contro la riforma Gelmini> Tribi: qui nessuna scuola è a rischio
( da "Libertà"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "Comitato contro la riforma Gelmini" Tribi: qui nessuna scuola è a rischio ALSENO - (o.q.) Formare un comitato locale contro la riforma Gelmini. E' una proposta lanciata a Lusurasco nel primo degli incontri pubblici sulla riforma scolastica organizzati dal Comune di Alseno.
A
Bergamo la contestazione <unisce> destra e sinistra
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che in questi giorni è impegnato a coordinare le iniziative contro il decreto Gelmini dei cosiddetti studenti medi, vale a dire gli studenti delle scuole superiori. "Siamo profondamente antifascisti ? ribadisce Di Sirio ? e non si è mai visto che sfilassimo insieme ad organizzazioni studentesche che si richiamano apertamente al fascismo e al nazismo".
LA
SESTA edizione del Convegno nazionale del Buongoverno, a cui fanno capo i
circoli dei giovani di ( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: visto che per la prima volta a Montecatini il convegno coincide con il ritorno al governo del centrodestra: Giulio Tremonti, Ignazio La Russa, Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Claudio Scajola, Renato Brunetta, Marcello Dell'Utri, Nicola Cosentino , Angelino Alfano, Denis Verdini, Maurizio Gasparri, Renato Schifani, Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto.
Il
ministro sbaglia accento, l'opposizione se la ride
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: intervento del ministro Mariastella Gelmini ieri in Senato si sono stemperate per un istante, quando il ministro è caduto sotto l'"egida" degli accenti fonetici. È successo quando la titolare dell'Istruzione rimprovera all'opposizione di "aver dimenticato i contenuti del Libro bianco scritto sotto l'egìda (testuale, egìda, ndr) del governo Prodi.
SCUOLA
problemi e proteste ( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: occupazione degli istituti superiori cittadini da parte degli studenti mobilitati contro la riforma Gelmini. Le segnalazioni, che l'autorità giudiziaria valuterà, non riguarderebbero però il semplice stato di occupazione, ma reati "collaterali" che si sarebbero verificati in questi giorni: dalla violenza privata, al danneggiamento al travisamento.
Di
ARIANNA FISICARO SEPARATI in casa. Sembra ormai questo il destino della scu
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il decreto Gelmini poi non ha fatto altro che approfondire certi temi del decreto Bassanini sulla razionalizzazione della rete scolastica, inserendo il tutto in una regione come la nostra, che andava già in direzione della creazione degli istituti comprensivi".
TRE
GIORNI di autogestione all'Itc Capitini, con regole concordate sabato sc
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il decreto Gelmini ? riferisce Rocco Spinelli, IV A Mercurio, uno dei responsabili ? ma abbiamo colto quest'occasione per risalire alla storia dell'autogestione scolastica, per capire in cosa si differenzia dall'occupazione. Abbiamo invitato un esperto a tenere una lezione sulle energie rinnovabili e la Misericordia di Agliana per darci nozioni di primo soccorso nelle emergenze.
SALA
AFFOLLATA mercoledì sera alla scuola media <Sestini> per l
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: alla scuola e alla società il decreto Gelmini. Dopo questa serata si prevede una notevole partecipazione di famiglie e insegnanti da Agliana alla manifestazione provinciale di mercoledì 29, che partirà alle 21 da piazza S. Francesco per arrivare in piazza Duomo. All'assemblea c'erano circa 250 persone, fra genitori e docenti, della scuola dell'obbligo aglianese pubblica e privata.
Occupati
anche Iti e <Duca> e ora sono cinque le scuole <nelle mani> degli
studenti ( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dove già si stanno allestendo dibattiti sulla riforma Gelmini con esperti dell' università; tutto liscio, infine, il secondo giorno di stop al Petrocchi. Al Pacini ieri mattina assemblea d'istituto con la preside, poi la decisione, presa a maggioranza, di dar vita a un' "occupazione mediata", come la definiscono i rappresentanti Sandro Anichini e Chiara Petreti.
SAREBBERO
già una ventina le denunce già all'attenzione della proc
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: occupazione degli istituti superiori cittadini da parte degli studenti mobilitati contro la riforma Gelmini. Le segnalazioni, che l'autorità giudiziaria valuterà, non riguarderebbero però il semplice stato di occupazione, ma reati "collaterali" che si sarebbero verificati in questi giorni: dalla violenza privata, al danneggiamento al travisamento.
UN
provvedimento che non tiene conto in nessun m
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: azione congiunta contro la riforma del ministro Gelmini. Per l'occasione interverranno gli amministratori comunali, il dirigente scolastico dell'Isc di Ripatransone, il personale docente delle scuole per l'infanzia di Valtesino e San Savino, i genitori dei bambini. "Il nostro obiettivo è quello di evitare la chiusura dei plessi scolastici con meno di 50 alunni,
Di
ALESSANDRO TONARELLI <MINISTRO Gelmini, venga a San Marcello>.
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 4 di ALESSANDRO TONARELLI "MINISTRO Gelmini, venga a San Marcello". <... di ALESSANDRO TONARELLI "MINISTRO Gelmini, venga a San Marcello". E' l'invito che la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo di San Marcello Pistoiese Maria Luisa Querques ha rivolto alla "madre" della riforma scolastica.
QUESTA
SERA alle 21 presso la sede del quartiere Oltresavio in piazza Anna Magnani
(piazzale A&O)a S ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: piazzale A&O)a San Mauro in Valle si tiene un incontro sul decreto del ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini in cui si affronteranno i temi dibattuti della reintroduzione del maestro unico, delle classi con 30 alunni, del voto di condotta. Interverrà come relatore Giampiero Lippi. Moderatore Daniele Magnani.
La
protesta non si placa,le facoltà in assemblea
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e l'annuncio del Ministro Gelmini di inviare ispettori ministeriali anche nel nostro ateneo, ? gli studenti impegnati nelle occupazioni ostentano tranquillità. E alzano il tiro. "Certe provocazioni ci incitano solo a proseguire sulla nostra strada", concordano gli studenti.
Vincitori
e vinti ( da "Corriere della Sera"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che parte prima parlando di occupazioni e del ministro Maria Stella Gelmini. Per Enrico Mentana 1.802.000 spettatori su Canale 5. Bruno Vespa Il SuperEnalotto superato (di poco) dalla scuola. Bruno Vespa va sui temi leggeri della fortuna, e "Porta a porta", che parte più tardi trainato su Raiuno da Raffaella Carrà, raccoglie 1.
PROTESTA
anche a Sassuolo ieri mattina da parte
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che vedere con il decreto del ministro Gelmini, ma riguarda il cambiamento di orario per le lezioni scolastiche a partire dal prossimo lunedì. A questo proposito uno dei ragazzi ci ha spiegato: "Il nuovo orario, se sarà approvato, comporterebbe enormi disagi per quegli studenti che sono soliti utilizzare i mezzi pubblici per recarsi a scuola: entrata anticipata la mattina alle 7.
NELL'ATTESA
che si decidano i giochi politici in vista della prossima campag
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Inoltre, sempre in tema di scuola "ribadiamo la nostra severa critica all'uso improprio e arrogante di alcuni edifici pubblici per l'esposizione di striscioni di parte contro il decreto Gelmini. Rispettiamo ogni diritto di dissenso, ma riteniamo che gli edifici scolastici debbano rimanere neutrali". anset.
Pdl:
<Inaccettabile> Ma il Pd applaude: <Discussione civile>
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che bisogna sapere sul decreto 137 del ministro Mariastella Gelmini (lunedì 27 alle 20,30 presso Palazzo Europa, via Emilia Ovest). Relatori: onorevole Fabio Garagnani (membro della commissione scuola) e professor Gian Carlo Pellacani, rettore dell'università di Modena e Reggio Emilia. MA, SE IL PDL critica senza mezzi termini la manifestazione, il Pd ne tesse le lodi esprimendo '
Di
VALERIA SELMI DEFINIAMOLA così: una 'prova generale' per lo
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: per lo sciopero anti-Gelmini del 30 (corteo da piazza Sant'Agostino a piazza Grande), proclamato dai sindacati nazionali e appoggiato, a Modena, dal Comitato in difesa della scuola pubblica. E, se i numeri non mentono, la prova è andata bene. Per gli organizzatori, si intende ("erano anni che non si organizzava qualcosa di serio").
GLI
IMMIGRATI che non conoscono la lingua italiana non possono essere inseriti
nelle classi ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sarebbero di ostacolo all'apprendimento di tutta la classe, senza trarre la pur minima acquisizione. Strumentale e faziosa è certamente ogni diversa argomentazione, pregiudiziale al ministro Gelmini e contro il suo coraggioso tentativo di una indispensabile riforma della scuola pubblica. Fortunato Berardi.
OGNI
microcosmo sociale contiene equilibri delicati che regolano l'orologio
biologico d ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sconvolto questa condizione portando migliaia di persone a protestare contro la riforma Gelmini; questa protesta deve essere considerata anche un modo per accrescere la propria conoscenza, perché ha permesso ad ognuno di noi di diventare protagonista. Forse più che in altre occasioni passate si è davvero compreso quanto importante sia l'opera di ognuno nell'economia di tutti i giorni.
Le
incognite di una piazza senza guida sfida in più per il Pd
( da "Sole
24 Ore, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: prudenza e va percorsa cercando il confronto sui punti controversi della riforma Gelmini. Come del resto ha più volte chiesto il Capo dello Stato. Confronto, è ovvio, vuol dire discutere con chi non è d'accordo.E sarebbe un imperdonabile errore, da parte di Berlusconi, trasmettere l'idea che il governo di centrodestra vuole soffocare il dissenso o togliere la parola a chi si oppone.
Mai
detto polizia nelle scuole ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini convoca gli studenti Barbara Fiammeri ROMA "Non ho mai detto polizia nelle scuole, non l'ho nemmeno pensato". Silvio Berlusconi corregge il tiro. Da Pechino, dove è arrivato per partecipare al vertice Asem, torna sull'"avviso ai naviganti" con cui il giorno prima aveva avvertito gli studenti che il Governo avrebbe fatto ricorso alle forze dell'
Università
( da "Sole
24 Ore, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e che ora attendono il confronto con il piano annunciato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "Stiamo aspettando dal ministero le linee guida che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni" ha detto Decleva, spiegando che "c'è un problema di provvedimenti legislativi per i quali il ministro deve verificare le condizioni in Parlamento".
Veltroni:
Cavaliere inaffidabile ma bene la smentita
( da "Sole
24 Ore, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: lasciato Palazzo Madama per andare incontro agli studenti che manifestavano davanti al Senato chiedendo il ritiro del decreto Gelmini. L'accoglienza ricevuta,per la verità, non è stata delle più calorose. Si sono sentiti fischi e urla di chi diceva "non ci rappresenta nessuno; no alle strumentalizzazioni; fuori Rifondazione". Già perché oltre alla sfilata dei senatori Pd –
Scadenza
il 31 ottobre, decreto blindato al Senato
( da "Sole
24 Ore, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Riforma Gelmini. Nessun margine sugli emendamenti per evitare la decadenza Scadenza il 31 ottobre, decreto blindato al Senato Via al "modulo" di 24 ore, il tempo pieno rinviato ai regolamenti Luigi Illiano ROMA Continua in Senato la marcia "blindata" del decreto legge Gelmini sulla scuola che dovrà essere approvato entro il 31 ottobre,
Scuola,
parte la rivolta delle mamme ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La protesta contro il decreto Gelmini. Ieri in Comune la prima assemblea del movimento nato a Colle pineta Scuola, parte la rivolta delle mamme Maestro unico e tempo pieno: il 30 novembre i genitori in piazza.
Parte
dai genitori la protesta pescarese contro il decreto Gelmini. Se all'università
in viale ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: decreto Gelmini. Se all'università in viale Pindaro tutto tace e gli studenti delle superiori si stanno ancora organizzando, i primi a scendere in campo sono le mamme e i papà degli alunni della scuola primaria, che si sono riuniti in un coordinamento cittadino e ieri pomeriggio hanno organizzato un incontro nell'aula consiliare del Comune che ha fatto registrare il tutto esaurito.
Scuola
in agistazione anche a Castel Ritaldi: per la prima volta in assoluto la scuola
del capoluogo ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: È scesa in sciopero per dire no alla proposta di riforma della didattica voluta dal ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Un corteo spontaneo, colorato e festoso si è mosso di buon mattino dalla sede centrale dell'Istituto Comprensivo "G. Parini" e ha sfilato lungo viale Martiri della Resistenza fermandosi in piazza Santa Marina.
Stato
di agitazione permanente: anche l'Università della Tuscia si mobilita contro la
rifo ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Rma Gelmini. Numerose le assemblee che si sono succedute in questi ultimi giorni, allo scopo di individuare una linea di azione di protesta comune tra le diverse facoltà dell'ateneo viterbese. Dopo l'assemblea di ieri l'altro degli studenti della facoltà di Conservazione dei beni culturali, a cui ha preso parte anche il rettore Marco Mancini,
Negato
il diritto allo studio ( da "Tempo, Il"
del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ha chiesto il
ritiro della riforma Gelmini. E ha concluso che il dissenso va garantito. I
ragazzi del coro non sono stati da meno. Così il vice di Veltroni,
Franceschini, ha opposto un sonoro no alla violenza. Il redivivo Bertinotti,
novello Lapallisse, ha affermato che "il conflitto è vita".
ROMA - La ragazza con il maglione viola afferra il
megafono e grida vogliono tagliarci il futu ( da "Messaggero, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: guida annunciate dal ministro Gelmini. I sindacati
Confederali, comunque, si sono dichiarati disponibili a revocare lo sciopero
"qualora il Governo apra un tavolo di confronto sul tema università".
Anche i genitori vivono giorni di ansia. "Per non aver paura" un
gruppo ha scritto una lettera aperta a carabinieri e poliziotti.
Studenti in piazza, uniti, quelli delle scuole superiori
e delle Università, che ieri p ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: si sono ritrovati insieme a protestare
contro il decreto Gelmini sotto Palazzo Madama, la sede del Senato dove era in
discussione il contestato provvedimento. Sale, intanto, la febbre delle
occupazioni. Ieri ingresso off-limits al Virgilio, al Malpighi (occupazione
questa rivendicata da Lotta Studentesca, vicina a Forza Nuova), all'Avogadro e
all'Istituto professionale Matteucci (
FANO - Palazzo San Michele prima e dopo il restauro. Come
se f ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Mariastella Gelmini . Una delle
stanze da inaugurare, proprio quella dell'incidente, è stata intitolata a
Gianfranco Bartolucci, che nel San Michele perse la vita sul lavoro. Restaurare
l'edificio è costato 2 milioni e 600.000 euro. La Fondazione l'ha acquistato
dal Comune, in cambio del De Cuppis, e ora il palazzo sarà affidato a Fano
Ateneo per i due corsi universitari:
Favorevoli a forme di protesta democratiche, fermamente
contrari a manifestazioni che impediscono a ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: pur solidarizzando con tutti quegli studenti
che in questi giorni organizzano assemblee per discutere della riforma Gelmini,
sono convinti infatti "che esistano modi molto più civili per manifestare
un dissenso". "Occupare una scuola in un momento storico come questo
non ha senso - dice il preside del Russell, Dario De Luca - E' una forma di
protesta vecchia e superata.
Ha deciso di scrivere ai suoi studenti e alle loro
famiglie perché crede nella scuola c ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: per seguirli in una manifestazione anti
Gelmini davanti al Senato". Una protesta a cui il dirigente del Newton,
che è anche vicepresidente dell'associazione italiana presidi, non ha aderito
consentendo solo agli alunni maggiorenni di uscire dalla scuola. Il perché
della sua decisione "criticata da molti alunni", lo ha scritto in una
lettere indirizzata a tutto il corpo scolastico:
Nautico, Ipsia, e Benincasa con le valigie pronte. La
Provincia lancia le prime idee di riorganizzaz ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mettersi in regola con le direttive del
ministro Gelmini. Ieri l'incontro dell'assessore provinciale all'edilizia
scolastica Maurizio Quercetti con i dirigenti degli istituti superiori ha dato
le prime indicazioni sulle intenzioni della Provincia. Le scuole con meno di
500 iscritti sono da accorpare secondo il ministero e la mappa dell'istruzione
in città viene scossa da un terremoto.
Volantinaggi e assemblee contro il decreto Gelmini ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 15 Volantinaggi e assemblee contro il
decreto Gelmini Promossi dai 'Genitori insieme per la scuola' Giuseppe Toschi,
Nicola Degli Esposti e Luca de Tollis all'incontro sulla scuola organizzato dal
Partito Democratico faentino A FAENZA è nato un 'Comitato genitori insieme per
la scuola', contro la riforma scolastica attuata dal recente decreto Gelmini.
SI E' CONCLUSA ieri pomeriggio alle 14 l'occupazione al
Liceo Scientifico Michelangelo di ( da "Nazione, La (Viareggio)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: occupazione che segue le orme delle altre
scuole di tutta Italia scaturita dalla protesta contro il decreto Gelmini. Una
protesta trasversale motivata anche dal disappunto per i tagli ma che ha visto
al Forte, come in altre zone della Versilia, studenti e genitori che si sono
dissociati dal modo in cui è stata condotta. Anche sulla conclusione
dell'occupazione ci sono versioni differenti.
LA FIACCOLATA contro la riforma del ministro della
pubblica istruzione Gelmini &# ( da "Nazione, La (Viareggio)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma del ministro della
pubblica istruzione Gelmini &#... LA FIACCOLATA contro la riforma del
ministro della pubblica istruzione Gelmini è stata "partorita" a
Pietrasanta. L'iniziativa, che sarà effettuata la sera in cui il decreto
dovesse essere approvato, è partita infatti dal "Collettivo scuole contro
la Gelmini", formato nei giorni scorsi da genitori e insegnanti.
<GLI STUDENTI sono i protagonisti della risposta
necessaria a un'iniziativa del Governo ch ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E anche Rifondazione comunista scende in
campo con gli studenti e lancia il suo slogan: "Svuotiamo le scuole,
occupiamo le piazze". Sulla stessa linea Sinistra critica: "Uniti
possiamo battere la Gelmini", sostiene assiene alla confederazione Cobas.
<IN EMILIA ROMAGNA non si chiuderà nessuna scuola,
neppure nelle zone m ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è ancora una volta il decreto del ministro
Gelmini che, oltre all'accorpamento di istituti (già avvenuto in questi anni
nell'Imolese), prevede la soppressione delle scuole con meno di 50 iscritti. E
da queste parti a lanciare l'allarme è stato l'assessore all'Istruzione, Andrea
Bondi, che ha inserito fra le scuole a rischio l'elementare di Sassoleone,
A LLO SCIENTIFICO, dove ieri mattina sono arrivati a
parlare due sindaci dell ( da "Nazione, La (Viareggio)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 21 i docenti dello Scientifico hanno dato
appuntamento alla cittadinanza alla Croce Verde, dove si parlerà delle
conseguenze del decreto Gelmini sull'istruzione pubblica. INTANTO Luigi
Spinelli, esponente dei Ds, interviene non in veste politica ma come semplice
"genitore" per un appello pubblico ai genitori dei ragazzi delle
scuole secondarie e dell'università: "I nostri figli ?
Sindaci e dirigenti scolastici contro i tagli della
Gelmini ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: PREOCCUPAZIONE Sindaci e dirigenti scolastici
contro i tagli della Gelmini [FIRMA]MIRIAM MASSONE OVADA Il decreto Gelmini fa
tremare l'Ovadese: è una spada di Democle che pende sulle sorti di almeno 12
scuole, tra materne ed elementari, tutte con meno di 50 iscritti, quindi a
rischio chiusura. Si salvano l'istituto comprensivo di Molare e quello di
Ovada.
E la sinistra s'infuria per un accento sbagliato ( da "Giornale.it, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini incorre nell'errore citando il
"libro bianco scritto sotto l'egìda di Prodi", ponendo l'accento
sulla "i" anziché sulla "e". Apriti cielo. Dai banchi della
sinistra s'alza un boato che è a metà tra la riprovazione e lo scherno. Il
ministro si ferma, si corregge e tira dritto.
<La soluzione? Importiamo i docenti dalla Libia> ( da "Giornale.it, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: D'accordo con la Gelmini, quindi? "Ho visto
che anche un illustre latinista che ha lavorato alla riforma del Pd dice
d'esser d'accordo col ministro". Eppure il mondo della scuola non
gradisce... "Questo Paese non risolve nessuno dei suoi problemi, per
fortuna.
Berlusconi: "Mai parlato di polizia" La
Gelmini: "Studenti, sì al confronto" ( da "Giornale.it, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 24 pagina 3 Berlusconi: "Mai parlato di
polizia" La Gelmini: "Studenti, sì al confronto" di Adalberto Signore
Proseguono le proteste tra gli studenti ma il premier smentisce di voler usare
le maniere forti: "Ho in mente alcune soluzioni, anche spiritose. Sul
rispetto dei diritti di chi vuole studiare non arretro, lo Stato farà lo
Stato".
Occupazioni, adesso ci sarà da ridere ( da "Giornale.it, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini: "Incontro gli studenti, ma
basta falsificazioni". Ecco tutte le bugie sulla sua riforma "Non ho
mai pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole", dice il premier
Berlusconi. E se il ministro dell'Istruzione Gelmini convoca gli studenti, il
Viminale fa il punto della situazione: finora 300 manifestazioni di piazza e
150 istituti occupati.
Protesta con l'incognita studenti ( da "Messaggero Veneto, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un serpentone di protesta contro il decreto
Gelmini e il maestro unico è in agenda alle 17.30 con le bandiere Flc-Cgil
intorno alla primaria Gabelli. "Fiaccolata, concerto e note sul registro
ai ministri da
Le tante ragioni di un no alla riforma ( da "Messaggero Veneto, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: rei di contestare la riforma Gelmini:
l'autorevole voce del presidente stigmatizza chi si ostina a dire
"No" alle riforme governative e si unisce alla voce del ministro
della Pubblica istruzione che dichiara di non comprendere le contestazioni di
una parte, a suo avviso minoritaria, dell'opinione pubblica.
Le tante incongruenze della riforma della scuola ( da "Messaggero Veneto, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che sia il ministro Gelmini che Tremonti
hanno sintetizzato con l'espressione "Smantelliamo gli ultimi 40
anni", riconducendo tutti i mali della scuola al '68 e ai suoi epigoni; i
quali, sia detto per inciso, sono ormai tutti in pensione. A fare della
dietrologia, si direbbe che per "normalizzare" questo paese occorre
"dare una lezione" alla classe insegnante,
La gelmini e i costosi problemi moderni ( da "Messaggero Veneto, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: SCUOLA /1 La Gelmini e i costosi problemi
moderni Il ministro Gelmini sta coraggiosamente tentando di far uscire la
Scuola dalla troppo frequente situazione di fabbrica dei pezzi di carta,
chiamati "diploma", utili per farsi dare una spintarella
sistematrice, qualora si sia forniti di santi protettori.
Pensando al futuro ( da "Messaggero Veneto, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: improvvisato ministro Mariastella Gelmini,
le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche quelle scuole,
una volta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque,
la civile protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro
genitori, è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile.
Macerata: studenti Unimc contro riforma Gelmini ( da "gomarche.it" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Macerata: studenti Unimc contro riforma
Gelmini Nella foto: Immagine da http://www.glomeda.org Venerdì 24 Ottobre 2008
10:06 Macerata: studenti Unimc contro riforma Gelmini Più di 500 tra studenti,
ricercatori e docenti e erano presenti ieri all'assemblea generale dell'ateneo
maceratese contro la legge 133 e il dl Gelmini.
MANDILE (PDCI): LA RIFORMA GELMINI DISTRUGGE SCUOLA
PUBBLICA ( da "Basilicanet.it" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ai fondi per le scuole, favorendo in ogni
modo la scuola privata. Con questo disegno â?" prosegue - viene meno
lâ??idea di società solidale e acquistano nuova centralità gli interessi dei
singoli. Eâ?? un disegno di arretratezza che non ha precedenti ed è¨ per questo
che sono iniziate le lotte per impedirlo.
Scuola, Berlusconi contro gli studenti: "In piazza
anche fascinorosi" ( da "RomagnaOggi.it" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: giorni stanno protestando contro la riforma
della scuola promossa dal ministro Mariastella Gelmini. Dalla Cina, dove si
trova in visita ufficiale, il premier ha spiegato che "in tantissime
manifestazioni organizzate dall'estrema sinistra e dai centri sociali, così
come mi ha confermato il ministro dell'Interno, ci sono dei facinorosi: non
tutti naturalmente, dei piccoli gruppi".
Accade oggi all'Università ( da "AprileOnline.info" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini a seguito delle dichiarazioni del
Ministro stesso ieri in Senato. Ci auguriamo che il Ministro voglia intendere
questo incontro come il primo passo verso un confronto stabile e produttivo che
eviti il ripetersi di atti, come quelli emanati negli ultimi mesi, imposti
tramite decreto legge senza nessun tipo di consultazione con gli studenti.
Aboliamo il "pezzo di carta" ( da "Opinione, L'" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ennesima rivolta contro una sacrosanta cura
che il ministro Gelmini vuole proporre per la scuola lo conferma, noi italiani
siamo abilissimi a farci male da soli, siamo collettivamente penetrati da un
masochismo devastante il nostro organismo civile e il suo funzionamento.
Mangiamo le esche che abilissimi mestatori gettano in pasto all'opinione
pubblica e, dopo averle mangiate,
SCUOLE E UNIVERSITà, CRESCE LA PROTESTA, SOPRATTUTTO DOPO
LE DICHIARAZIONI DI BERLUSCONI SULL&# ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini". Nota del Viminale: sì al
dissenso, ma fermezza in caso di violenze, c'è il rischio infiltrati. Dalla
Cina interviene il premier Berlusconi: non ho parlato espressamente di polizia.
E la Gelmini apre agli studenti: "Convocherò tutte le associazioni di
studenti e genitori per aprire uno spazio di confronto serio e sereno"
Più che repressione una grande riforma ( da "Opinione, L'" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini il Presidente del Consiglio si sia
preoccupato più di rassicurare la maggioranza silenziosa degli italiani che non
di minacciare la minoranza rumorosa tipica di ogni giovane generazione. Si dice
anche che Berlusconi lo abbia fatto nella piena consapevolezza di dare una mano
alla riuscita della manifestazione del 25 ottobre del Pd di Walter Veltroni ma
anche nella certezza
Memorie del '68. Ma la sinistra è in coda ( da "Opinione, L'" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini; ma stavolta la sinistra non ne è
alla testa ma alla coda; e anche questo è un segno dei tempi. La polizia che
sgombra le università sarebbe l'ultima occasione per apparire i difensori dello
stato di diritto; e fa uno strano effetto sentir parlare di ritorno allo
"stato poliziesco" e di sfregio alla democrazia proprio coloro che
credono di vederne negli ultimi sdruciti modelli
Gelmini-studenti, si tratta. Forse ( da "Opinione, L'" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: senza nulla sapere di cosa vuole fare la
Gelmini, mentre la larga maggioranza sembra essere più conciliante. Anche il
"mostro" Gelmini è meno cattivo di quanto appare visto che si è detta
disposta a convocare "tutte le associazioni degli studenti per aprire uno
spazio di confronto ad una sola condizione: che si discuta sui fatti".
IL GOVERNO APRE AGLI STUDENTI ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nelle Università crescono le occupazioni. Il
Viminale: rischio di infiltrati nei cortei Il governo apre agli studenti
Berlusconi: mai pensato alla polizia negli atenei. Gelmini: riceverò chi
protesta.
MARIA PAOLA MILANESIO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO
BERLUSCONI CHE, DALLA CINA, NEGA DI AVER ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini che si dice
pronta a incontrare fin da oggi gli studenti, a patto che si discuta "di
fatti". Il governo punta sulla mano tesa, ma il gesto simbolico non basta
a fermare la protesta degli studenti. Ma certo condiziona il vertice al
Viminale da cui emerge l'esigenza di monitorare la protesta per evitare
infiltrazioni estremistiche.
La titolare dell'Istruzione smentisce i tagli:
<Convocherò le sigle per discutere sui fatti> ( da "Arena.it, L'" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lancia accuse alla sinistra e difende il
provvedimento Gelmini: pronta al confronto Gli studenti: via quella legge La
titolare dell'Istruzione smentisce i tagli: "Convocherò le sigle per
discutere sui fatti" ROMA "Soltanto bugie". Se la piazza
protesta la colpa è dell'opposizione che ha avviato una campagna di
"disinformazione" e non certo dei contenuti del decreto 137.
IL MINISTRO. Lancia accuse alla sinistra e difende il
provvedimento ( da "Arena.it, L'" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: pronta al confronto Gli studenti:
via quella legge La titolare dell'Istruzione smentisce i tagli:
"Convocherò le sigle per discutere sui fatti" ROMA
"Soltanto bugie". Se la piazza protesta la colpa è dell'opposizione
che ha avviato una campagna di "disinformazione" e non certo dei
contenuti del decreto 137.
Sulla riforma dell'istruzione il dialogo è un obbligo ( da "Arena.it, L'" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: quella che il ministro Mariastella Gelmini è
pronta a ricevere gli studenti per illustrare loro il suo progetto di riforma.
Queste due mosse- quella di Berlusconi e quella della Gelmini- sembrano
muoversi nella direzione del dialogo ed è auspicabile che questa strada non
venga abbandonata per manifestazioni di forza che servirebbero solo a generare
nuove,
Università e scuole, monta la protesta ( da "Denaro, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini della scuola e dell'Università vanno
avanti. Picchetti davanti alle facoltà , distribuzione di volantini e tentativi
di blocco delle lezioni. Dopo la prima notte di occupazione di palazzo Giusso,
sede dell'università l'Orientale, l'assemblea "Stop Gelmini", i
collettivi studenteschi e le associazioni dei dottorandi e dei ricercatori si
sono riuniti per decidere le azioni
A fare il duro il Berlusca non ci guadagna ( da "Arena.it, L'" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma Gelmini, per come me l'ha
raccontata il maestro Gildo detto Unico, e per quanto ne possa capire io che ho
fatto le scuole basse, ha delle cose che non piacciono neanche a me".
"Non è giusto, per esempio, che a università serie come la nostra vengano
tagliati i fondi perché altre sono tutta una magnarìa.
Striscioni e assemblee ( da "Arena.it, L'" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La protesta contro la riforma Gelmini
continua a scatenare proteste non solo nel mondo accademico e tra gli
insegnanti ma anche negli istituti superiori, che hanno dichiarato guerra alla
maggior parte dei cambiamenti previsti dalla ministra. Numerose le iniziative
di mobilitazione che sono in questi giorni in fase di organizzazione.
INDAGINE. Un sondaggio tra famiglie venete ( da "Arena.it, L'" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sono i due elementi della riforma della scuola
del ministro Gelmini che piacciono maggiormente alle famiglie venete. È quanto
emerge da una indagine condotta da Quaeris, società di Breda di Piave
specializzata in ricerche di mercato e sondaggi d'opinione, intervistando al
telefono 350 genitori. Decisamente poco apprezzati altri aspetti, in
particolare l'abolizione del tempo pieno (
Ben 35 scuole a rischio soppressione ( da "Arena.it, L'" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il decreto Gelmini fissa un minimo di alunni
per classe: Bonfante (Pd) calcola le conseguenze nel Veronese: "La Regione
presenti ricorso alla Corte costituzionale" Ben 35 scuole a rischio
soppressione I tagli annunciati dal governo condannano scuole di montagna come
a Selva, Erbezzo e Bolca, ma anche nelle frazioni in pianura In più niente
docenti d'
Scuole, il 30 tutti in piazza vittoria ( da "Provincia Pavese, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: momento per tirare le fila di questi giorni
di assemblee sulla legge 133 da una parte e sulla riforma Gelmini dall'altra.
Internet diventa il mezzo protagonista. Il comitato dei genitori, che ha
organizzato la serata, ha aperto un blog: genitoriper lascuola.blogspot.com. E
oggi ci sarà anche l'incontro tra universitari e studenti delle superiori per
preparare la manifestazione del 30.
L'EDITORIALE Sulla riforma dell'istruzione il dialogo è
un obbligo Ottorino Gurgo Bene h... ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: quella che il ministro Mariastella Gelmini è
pronta a ricevere gli studenti per illustrare loro il suo progetto di riforma. Queste
due mosse- quella di Berlusconi e quella della Gelmini- sembrano muoversi nella
direzione del dialogo ed è auspicabile che questa strada non venga abbandonata
per manifestazioni di forza che servirebbero solo a generare nuove,
<Incide sui voti fare uno sciopero> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Nella lettera il preside comunica
ai genitori che i figli hanno preso parte ad "un'assenza collettiva senza
giustificato motivo" e invita a compilare un cedolino giustificativo da
consegnare in vicepresidenza. A mandare su tutte le furie gli studenti sono le
righe successive, dove si legge che "copia di questa lettera sarà allegata
al verbale del consiglio di classe e contribuirà
Superiori, dissenso sul decreto Gelmini ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dissenso sul decreto Gelmini Quattro
istituti disertano le lezioni o fanno assemblee Domani in azione ancora il
tecnico, poi tutti a Roma Anna Madron Fogazzaro ore 7,45. Invece
di entrare a scuola i ragazzi si raggruppano davanti all'ingresso, espongono
cartelli e striscioni contro il ministro dell'Istruzione ribattezzata per l'occasione
"
Sciopero creativo in un liceo della Capitale dove si è
esibita la banda musicale dell'istituto ( da "Brescia Oggi" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: lotta contro la riforma della scuola targata
Gelmini. E anche ieri, seppur rientrato l'effetto amplificatore che sembravano
dover scatenare le parole del premier Silvio Berlusconi, non sono mancati
momenti di tensione. C'è stato anche un intervento delle forze dell'ordine nel
cosentino, dove agenti di polizia e carabinieri hanno convinto gli studenti
delle scuole di Fagnano Castello,
Dal '68 al 2008: Vecchio striscione, quanto tempo è
passato ( da "Panorama.it" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: del ministro Gelmini. Slogan incredibilmente
simili a quelli che gridava lui nelle stesse strade, nelle stesse piazze dove
martedì 21 hanno sfilato i contestatori del XXI secolo. Per Panorama Brandirali
ha accettato di commentarli uno per uno. La scuola è degli studenti e dei
docenti non della Gelmini e di Tremonti Questo slogan rientra perfettamente
nella mitologia sessantottina,
Le mamme ai figli "Bimbi nostri andate pure sulle
barricate" ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: gli studenti anti-Gelmini hanno risposto con
il corteo spontaneo organizzato ieri mattina dall'ex magistrale Regina
Margherita con l'adesione (in tutto 3-400 persone) dell'Itc Luxemburg, del
liceo Copernico, dai professionali Giulio e Boselli. Il tam tam sulle parole di
Berlusconi si è diffuso nottetempo su blog e Messanger.
In questa facoltà a nessun allievo importa nulla ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di Scienze politiche, portavoce della No
Gelmini. E così è stato: la facoltà di Lingue ha fatto lezione al parco del
Valentino, il Politecnico in piazza San Carlo ed Economia ha indetto
un'assemblea nei giardini del Palazzo del Lavoro. Si continua a dormire a
Palazzo Nuovo, ad Agraria e a Scienze M.
"Troppi atenei bisogna tagliare" ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Significa che è d'accordo con la legge 133 e
con la Gelmini? "No, che credo in un'università intesa come luogo di
confronto: in questi anni la chiusura e la provincializzazione degli atenei ha
abbassato il livello del dibattito. La giornata di apertura dell'anno prevederà
anche la discussione su quanto sta accadendo".
Rabbia al Poli disinteresse a Economia ( da "Stampa, La" del
24-10-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: di Scienze politiche, portavoce della No
Gelmini. E così è stato: la facoltà di Lingue ha fatto lezione al parco del Valentino,
il Politecnico in piazza San Carlo ed Economia ha indetto un'assemblea nei
giardini del Palazzo del Lavoro. Si continua a dormire a Palazzo Nuovo, ad
Agraria e a Scienze M.
ADOLFO PAPPALARDO LA TECNICA è TANTO BANALE QUANTO
EFFICACE: NON UN'UNICA MANIFESTAZION ( da "Mattino, Il (Salerno)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: studenti delle superiori e delle università
che in comune hanno la protesta contro la riforma Gelmini. Impossibile intervenire,
con un unico risultato: città in tilt a macchia d'olio. Dal Vomero a
Fuorigrotta passando per la zona di via Mezzocannone dove la circolazione
impazzisce e, in un paio di casi, si sfiora la rissa tra studenti e
automobilisti.
I DOCENTI SALERNITANI NON POSSONO PIù DORMIRE E ACCETTARE
IN SILENZIO LE MISURE DEL MINIS ( da "Mattino, Il (Salerno)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: accettare in silenzio le misure del ministro
Gelmini. Dobbiamo scendere in piazza". Il coro unanime dei docenti
salernitani alza la voce. L'obiettivo lo sciopero generale di Roma del 30
ottobre. Assemblea pubblica tenutasi ieri nei locali del Centro Sociale a
Pastena e organizzata dal comitato insegnanti dell'Istituto Comprensivo di
Ogliara diretto dal preside Francesco Stefani.
VALENTINA RUSSO, 18 ANNI TRA UN MESE, è UNA DEI QUATTRO
RAPPRESENTANTI D'ISTITUTO ELETTI NELL'U ( da "Mattino, Il (Salerno)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dichiara contro la riforma Gelmini, ma il
suo "no" è anche sul fronte dell'occupazione. La scelta dei suoi
compagni non l'ha condivisa sin dall'inizio. Cosa non ti convince
dell'occupazione? "Non credo nella sua efficacia. Lunedì mattina, quando è
iniziato il fermento sul fare o no occupazione, insieme agli altri
rappresentanti ho partecipato ad un incontro con il preside Scarsi.
NEL 2007 HA SCRITTO "VIAGGIO DI UNA PRECARIA",
PUBBLICATO PER I TIPI DI GALZERANO. MERCOLEDì MA ( da "Mattino, Il (Salerno)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Destinatario: Gelmini. La sua storia di
insegnante ha inizio nel 1985, dieci anni da precaria, ora precaria ad honorem.
Che cosa significa essere precari? "Si passa da incarico in incarico,
cambiando continuamente scuola. Si è sempre in attesa di una svolta.
Incontro dei lavoratori con i sindacati di categoriaUgl:
<Sì al confronto, no alle strumentalizzazioni> ( da "Sicilia, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ugl condivide i principi a cui si ispira la
riforma Gelmini. Tuttavia, poiché si tratta di una riforma complessa è
necessario il pieno coinvolgimento di tutte le parti sociali senza fughe in
avanti che creano solamente tensioni sociali e strumentalizzazioni. L'esercizio
di migliorare la qualità della scuola non può prescindere dalla concertazione
con i sindacati che si pongono l'
Il taglio delle cattedre ( da "Sicilia, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Intanto tutti i docenti precari che
continuano a coltivare la speranza prendono parte alle varie affollate
manifestazioni indette dalle organizzazioni sindacali per protestare contro la
riforma Gelmini. che si prospetta alquanto severa nei provvedimenti di
riduzione degli sprechi nel mondo scolastico. C'è da dire infine che a Catania
sono necessari circa 600 posti di sostegno. M. C.
Mattinata di mobilitazione, e al Rossi il preside
annuncia: <Lo sciopero influirà sulla valutazione finale> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma Gelmini rischia una valutazione
finale negativa: lo ha annunciato ieri il preside dell'istituto tecnico
industriale Rossi Giovanni Zen con una lettera mandata a agli studenti che quel
giorno non si erano presentati in classe. I ragazzi dovranno barrare la casella
"malattia" o "sciopero", il documento verrà messo a verbale
e ne discuterà il consiglio insegnanti.
Autogestioneal Saetta e Livatino ( da "Sicilia, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma la Gelmini di entrambi ci vuole privare".
Gli alunni del Pedagogico-Scientifico "Saetta e Livatino" non ci
stanno con la riforma Gelmini e in più chiedono maggiore collaborazione da
parte dei docenti per cementare il fronte del No. "Vogliamo essere
compatti, chiediamo che i professori si battano con noi in prima linea contro
una riforma ingiusta"
Meglio okkupareche dovere faticare ( da "Sicilia, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Stage mancato a Palermo Meglio okkupare che
dovere faticare gelmini chiama gli studenti Mentre continuano le proteste
contro la riforma della scuola, Berlusconi smentisce l'intenzione di usare la
forza contro le occupazioni. La Gelmini convoca gli studenti. "Credo nella
partecipazione giovanile", dice la Meloni.
La polizia sgombera i giovani<Ma noi non ci
fermeremo> ( da "Sicilia, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro il piano Gelmini sull'Istruzione. Il sussidiario
della protesta segna anche momenti d'incontro tra i due settori, come nel caso
di alcuni dibattiti e seminari sui temi della riforma criticata tenuti da
ricercatori dell'Ateneo nelle aule delle scuole. A piazza Politeama ieri
pomeriggio c'è stata la prima delle lezioni all'aperto organizzate dalla
facoltà di Ingegneria,
Studenti in corteo e lezioni in piazza ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mobilitazione contro la riforma Gelmini
Studenti in corteo e lezioni in piazza E gli universitari dicono no ai tagli
Gli studenti rodigini sono pronti a unirsi alla protesta contro la riforma
della scuola.Questa mattina alle 8.30 è atteso il formarsi del corteo che
attraversando la città, arriverà in centro storico, nella manifestazione
indetta dalla Rete degli studenti.
L'occupazione dell'istituto pollini ( da "Provincia Pavese, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Proseguono anche in provincia di Pavia le
mobilitazioni degli studenti contro la riforma prevista dal decreto Gelmini. In
Lomellina l'episodio più eclatante è quello degli allievi dell'istituto
professionale Pollini di Mortara, che hanno occupato la scuola e che ieri hanno
organizzato un corteo per le strade della città con striscioni e slogan. Per
commentare clicca su www.
Alagna, la scuola come una casa ( da "Provincia Pavese, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con la riforma Gelmini potrebbe essere
soppressa: ai bambini e ai genitori questo non va giù. Non solo perché la
scuola è comoda e vicina a casa, ma soprattutto perché si trovano bene. E' una
struttura a misura di alunno, dove il rapporto diretto tra insegnanti, scolari
e genitori non è ancora scomparso.
Mandare la polizia non serve meglio il dialogo coi
ragazzi ( da "Provincia Pavese, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Quanto alla riforma Gelmini, "una riduzione
delle ore di lezione non sarebbe negativa: lascerebbe più spazio alla
preparazione individuale", dice Lavatelli. E comunque, "la scuola non
deve diventare un parcheggio". Idem per la razionalizzazione dei costi:
non è da condannare "se serve ad evitare sprechi".
Mortara, sfila la protesta degli studenti ( da "Provincia Pavese, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "Noi del Pollini non vogliamo la
Gelmini". Ieri la giornata di protesta degli studenti dell'istituto
professionale è iniziata con il corteo non autorizzato partito alle 10,30 dalla
sede occupata dei palazzi Lateranensi (in piazza Carlo Alberto), ma in serata
la contestazione ha rischiato di arenarsi.
Scuola, la Provincia chiama i sindaci ( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Provincia chiama i sindaci Decreto
Gelmini, gli studenti verso un'autogestione provinciale da metà novembre al liceo
Tiziano BellunoSono giorni decisivi per la scuola. Ieri è scesa nuovamente in
campo la Provincia con l'assessore all'Istruzione, Claudia Bettiol, che ha
convocato d'urgenza per il giorno 29 tutti i sindaci perché il giorno dopo sarà
a Venezia,
Rovescala, c'è preoccupazione per le prospettive della
scuola ( da "Provincia Pavese, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: rischio di chiusura perchè considerata
sottodimensionata in base al decreto "Gelmini", ma non solo, almeno
sembra. "Difficile capire cosa succederà - spiega il sindaco, Corrado Dal
Forno - siamo in attesa di comunicazioni ufficiali. Certo è, aggiunge il
sindaco, che già prima delle elezioni, il provveditorato aveva preannunciato
una razionalizzazione delle scuole sottodimensionate,
La rue et la gauche se mobilisent contre Silvio
Berlusconi ( da "Monde, Le" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: battent quotidiennement les pavés des grandes
villes contre la réforme conduite par la ministre de l'instruction, Mariastella
Gelmini. Elle prévoit des coupes budgétaires de plusieurs milliards d'euros et
la suppression d'environ 140 000 postes dans les prochaines années. Les
manifestations ont pris un tour plus violent, illustré par des heurts avec la
police, notamment à Milan.
Scuola, lezioni in piazza contro il decreto-Gelmini ( da "RomagnaOggi.it" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La protesta contro il decreto Gelmini invade
anche la piazza di Forlì e dalla prossima settimana le lezioni potrebbero
svolgersi sotto la statua di Aurelio Saffi. Le lezioni in piazza Saffi la
prossima settimana assieme ad una raccolta firme per l'abrogazione della legge
Occupazione finita al Candiani ma la mobilitazione resta ( da "Varesenews" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mezzo ma è servita a smuovere le acque e a
far prendere coscienza agli studenti dei contenuti della cosiddetta
"riforma Gelmini". Sono stati oltre 200 i ragazzi che hanno
partecipato alle assemblee sulla riforma tenutesi durante la giornata di ieri e
in serata in molti sono rimasti ad ascoltare le parole del premier Berlusconi
sull'uso della Polizia per sgomberare le scuole occupate.
Scuola, Gelmini: "Insultatemi, ma basta con campagna
terroristica" ( da "RomagnaOggi.it" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la sintesi di quanto detto dal ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, durante il suo intervento al Senato.
"Quando ho assunto l'incarico di ministro dell'Istruzione ero consapevole
delle difficolta' a cui sarei andata incontro e delle proteste - ha rivelato -,
le accetto con consapevole rassegnazione ma spero che non travalichino il
segno".
Arriva il Ministro, presidio di Rifondazione ( da "Varesenews" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Che il Ministro Gelmini venga o meno a
Gallarate, Rifondazione Comunista per voce del segretario provinciale Giovanni
Bonometti, conferma la partecipazione al presidio indetto fuori dal teatro
Gassman di Gallarate per lunedì dalle ore 14.00. E spiega: "Il Ministro
decida di presenziare o meno, ma non permettiamo alcuna illazione sulla
questione sicurezza.
Sotto ogni elmetto, un padre ( da "Articolo21.com" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Maria Stella Gelmini, con gli
occhi lucidi e la voce rotta dall'emozione aveva appena pronunciato le parole
fatidiche, “convocherò i rappresentanti degli studenti”. La controriforma
Tremonti-Gelmini era appena stata battuta da una manifestazione pacifica e
determinata degli studenti e degli universitari di Roma.
"Tra i manifestanti ci sono facinorosi che hanno il
supporto dei giornali" Veltroni: "Aspettiamo la smentita..." ( da "Quotidiano.net" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini: "Non ci sono soldi,
finita un'epoca" (79 commenti) "Via la patente ai condannati per
droga E se minori non potranno prenderla" (71 commenti) "Le classi
separate? Non ci saranno Solo corsi di lingua il pomeriggio" (58 commenti)
Raccontateci il 'vostro' sci e andrete gratis a Skipass (56 commenti) Multa
record a senzatetto Oltre 700 euro per aver steso i cartoni (
Un dibattito sul futuro dell'istituto ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro il decreto Gelmini anche gli studenti
del Liceo linguistico-socio-psicopedagogico di Gozzano, uno degli istituti che rischia
di subire contraccolpi dalla riforma. Gli studenti, dopo aver avvisato sia il
dirigente scolastico che le forze dell'ordine, hanno simbolicamente
"occupato" il cortile interno della scuola senza però impedire a chi
voleva far lezione di andare in aula.
Per dire no ai tagli della Gelmini saltano anche le gite
scolastiche ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: STASERA ASSEMBLEE A VERBANIA E DOMODOSSOLA
Per dire no ai tagli della Gelmini saltano anche le gite scolastiche
Dall'autogestione, conclusa, allo sciopero generale di giovedì che sarà
caratterizzato, nelle intenzioni di Cgil, Cisl e Uil, da una manifestazione
provinciale a Verbania il 30 ottobre, in concomitanza con quella nazionale.
SALTA IL TAVOLO ( da "TGCom" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: studenti oggi dalla Gelmini Salta il primo
incontro con Uds e Udu Primo no al dialogo con il ministro Gelmini sulla
riforma della scuola: l'UdS (Unione degli Studenti) e l'Udu (Unione degli
universitari) hanno deciso di non partecipare al tavolo perché avevano posto
come condizione irrinunciabile il ritiro del decreto.
La rue se mobilise contre Silvio Berlusconi ( da "Monde, Le" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: battent quotidiennement les pavés des
grandes villes contre la réforme conduite par la ministre de l'instruction,
Mariastella Gelmini. Elle prévoit des coupes budgétaires de plusieurs milliards
d'euros et la suppression d'environ 140 000 postes dans les prochaines années.
Les manifestations ont pris un tour plus violent, illustré par des heurts avec
la police, notamment à Milan.
"Proteste sì, occupazione no" ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sono il governo Berlusconi e il ministro
Gelmini. La protesta riguarda tutte e undici le facoltà genovesi, nessuna
esclusa, perché anche se l'aula M di via Balbi 4, il cuore di Lettere, resta il
"centro propulsivo della mobilitazione", il fenomeno ormai riguarda
l'intera realtà universitaria genovese.
"Niente polizia nelle scuole" ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Rafforzata la scorta alla Gelmini che
convoca gli studenti: campagna terroristica. Il Viminale: rischio infiltrazioni
"Niente polizia nelle scuole" Berlusconi ci ripensa: mai detto, ma le
occupazioni restano un reato.
CONTRO RIFORMA GELMINI NASCE UN COORDINAMENTO DOCENTI ( da "Basilicanet.it" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini (DL
137, già
approvato dalla Camera ed in via di approvazione al Senato) della Scuola e
contro i tagli previsti in Finanziaria (Legge 133) per gli Atenei italiani, si
è¨ tenuto oggi, un incontro preliminare tra docenti delle scuole superiori e
dellâ?
SCUOLA. Ora si spacca il fronte della protesta ( da "Vita non profit online" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di Redazione - pubblicato il 24 Ottobre 2008
alle 16:58 Convocati dalla Gelmini alcuni si presentano altri no è rottura tra
le diversi sigle studentesche dopo la convocazione al ministero
dell'Istruzione. Maria Stella Gelmini, spiegano alcune associazioni di
sinistra, "non ha dato la sua disponibilità a ritirare il
provvedimento".
UNIVERSITA'. Le cifre della Gelmini ( da "Vita non profit online" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini che è tornata anche
oggi a fare un lungo elenco di quelli che, a suo dire, sono i mali di cui
soffre l'Università nel nostro paese. Innanzitutto, sottolinea in una nota,
''l'universita' italiana produce meno laureati del Cile, abbiamo 94
universita', piu' 320 sedi distaccate nei posti piu' disparati,
Scuola: prove di dialogo mancato ( da "Articolo21.com" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: pronunciato dalla Gelmini, (ovvero, no il
decreto non si tocca), gli studenti universitari e medi hanno preferito salutare
cordialmente e dare appuntamento nelle piazze: la protesta continua. 'Bisogna
cambiare. La verita' e' che non si spende poco, ma si spende male' Ha affermato
Maria Stella Gelmini.
L'Unione degli Studenti ha incontrato il Ministro Gelmini ( da "Articolo21.com" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Di Gaetano Alessi Questa mattina il ministro
Gelmini ha iniziato le consultazioni delle associazioni studentesche sui
decreti 133 e 137. La delegazione dell'Unione degli Studenti è appena uscita
dalla consultazione con il Ministro Mariastella Gelmini. All'appuntamento era
presente anche Valentina Aprea.
Scuola, anche a Milano lezioni all'aperto ( da "Voce d'Italia, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cronaca Articoli correlati: *Scuola:
Nell'occhio del ciclone Gelmini. Tutta la verita' *Gelmini: "Veltroni ha
fatto della scuola terreno di scontro" *Scuola, universitari
coraggiosi:"Berlusconi non ci fa paura" Guarda tutti i correlati.
Scuola. Gelmini agli studenti: "Per l'istruzione si
spende male, non si spende poco" ( da "Sestopotere.com" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini ha convocato le
associazioni degli studenti per un confronto sulla riforma della scuola e dopo
alcuni incontri ha fatto il punto con una nota. "Ho chiesto ai ragazzi se
la scuola e l'università così come sono li soddisfino. Un'università ed una
scuola che non preparano al lavoro e che non consentono loro di farsi un
futuro.
I falsi clamorosi della trasmissione AnnoZero ( da "Sestopotere.com" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: smantellamento deciso da Gelmini e
Tremonti”? Non è forse per questo che la ditta Santoro & Travaglio ha ieri
sera mobilitato mamme part time, maestri consapevoli, studenti, ricercatori e
addirittura rettori (!) pronti alla lotta? E allora come la mettiamo con lo
Chateaubriand?
Scuola: a Rimini Conferenza provinciale di coordinamento ( da "Sestopotere.com" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. L'obiettivo condiviso, all'interno
del sistema regionale, è quello di programmare il “dimensionamento” delle istituzioni
scolastiche riminesi in funzione della salvaguardia dei territori, in
particolare i Comuni piccoli e collinari, e soprattutto in funzione della
qualificazione dell'offerta scolastica e formativa per meglio corrispondere
alle nuove esigenze
PEPE (CGIL): SALVARE LA SCUOLA PUBBLICA ( da "Basilicanet.it" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: consapevolezza rispetto alle misure adottate
dal Governo e del Ministro Gelmini tendenti a cancellare il ruolo della scuola
pubblica nonché© i diritti fondamentali e universali dellâ??accesso
allâ??istruzione ed alla formazione". Lo afferma in un comunicato il
segretario generale regionale della Cgil Antonio Pepe "La Cgil - prosegue
- saluta con favore la mobilitazione degli studenti dellâ?
Scuola, la Gelmini gela gli studenti: <Bisogna
cambiare, il decreto resta> ( da "Corriere.it" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI-STUDENTI - Intanto è rottura tra le
diversi sigle studentesche dopo la convocazione al ministero dell'Istruzione.
Maria Stella Gelmini, spiegano alcune associazioni di sinistra, "non ha
dato la sua disponibilità a ritirare il provvedimento".
Sprechi all'Università: a lezione di crac ( da "Panorama.it" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Gli studenti occupano
le aule e sfilano per strada, protestando contro lo smantellamento del sistema
pubblico. I conti però non tornano più. Come non sono tornati ad Antonio
Brancasi, che a Firenze insegna diritto amministrativo. "Caro
rettore": cominciava così la lettera indirizzata al magnifico di Firenze,
Riforma Gelmini vertice in Regione ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: INCONTRO CON I SINDACATI Palloncini per le
vittime della strada Riforma Gelmini vertice in Regione Quattrocento palloncini
per ricordare tutte le vittime della strada. Li hanno liberati ieri, nel cielo
di Châtillon, i familiari di Jasmine Lavorgna, al termine della messa celebrata
nel primo anniversario della morte della giovane, vittima a 21 anni di un
incidente sulla statale 26,
La protesta contro il decreto-Gelmini oggi alle 18 corteo
a Imperia ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini oggi alle 18 corteo a Imperia Il
commissario vuole una relazione su conti e previsioni al casinò Venerdì di
cortei in provincia, per protestare contro il decreto legge Gelmini. Oggi alle
18 partirà da piazza Roma a Imperia una manifestazione organizzata dai Licei
Vieusseux e De Amicis, che arriverà sino a Oneglia:
Il 30 ottobre corteo di studenti attraverso le strade di
Savona ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: manifestazione nazionale di Roma e una lettera
al ministro Gelmini per chiedere se, in proporzione a quelli previsti dal
decreto, siano stati decisi altrettanti tagli a livello di ministero: sono due
delle iniziative messe in cantiere dagli studenti degli istituti superiori
savonesi. Intanto il sindacato (che sulla vertenza scuola si muove a livello
unitario: Cgil-Cisl-Uil più Snals e Gilda)
In provincia il mondo della scuola vive giornate molto
intense ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: universitario di Savona si uniscono al coro
di protesta contro la riforma Gelmini: per lunedì, alle 14, è stata convocata
un'assemblea per organizzare una manifestazione. E' quanto annunciano alcuni
universitari della sede di Legino in una pausa delle lezioni. I ragazzi stanno
raccogliendo le ultime firme tra i compagni di corso sulla lettera di richiesta
dell'incontro di lunedì.
Polizia negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che,
come al solito, travisano . Silvio ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: continua la protesta degli studenti contro
la riforma Gelmini: dall'inizio di ottobre si registrano 300 manifestazioni,
con 150 scuole e 20 facoltà universitarie occupate. Intanto viene aumentata la
scorta alla Gelmini che attacca: "Campagna terroristica
dell'opposizione". Mentre Beppe Grillo incalza Berlusconi e Travaglio
tiene una lezione alla Sapienza.
Come? C'è una protesta in atto? Osservando la vita
quotidiana al Polo universitario imperi ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sui tagli ai fondi scolastici previsti dal
decreto Gelmini penso che siano assurdi: bisognerebbe tutelare quello che è il
futuro del Paese, una risorsa importante. Anche la storia del maestro unico è
uno sbaglio. Queste cose non dovrebbero passare inosservate". Matteo Gai,
24 anni, in arrivo da Cuneo, e già laureato in Economia e sta seguendo un corso
di specializzazione:
Oggi cortei a Imperia e Sanremo ( da "Stampa, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: genitori scendono in piazza per protestare
contro il decreto Gelmini, e lo fanno con due manifestazioni distinte. Oggi alle
18 partirà da piazza Roma a Imperia un corteo, organizzato dai Licei Vieusseux
e De Amicis, passati all'autogestione. Alle 21 fiaccolata da piazza Colombo
nella città dei fiori. Ieri allo Scientifico Vieusseux di Porto Maurizio i
ragazzi hanno anche incontrato l'
Studenti in piazza contro il Decreto Gelmini ( da "Sardegna oggi" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Scuola, le lezioni si spostano in piazza Gelmini agli
studenti: il decreto resta ( da "Stampaweb, La" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scioperi e cortei di studenti contro il
ministro Gelmini che, nel frattempo, ha iniziato a incontrare alcune
rappresentanze studentesche. Falliti i primi incontri con Uds e Udu. I primi
sono lapidari: "Non ci siamo seduti al tavolo. Abbiamo consegnato una
lettera in cui si richiede il ritiro immediato dei decreti 133 e 137.
Tensione a Roma, irruzione degli studenti al festival ( da "Corriere.it" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Manifestazione a Napoli Il ministro Gelmini
(Eidon) ROMA - Mentre a Roma il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini,
ha incontrato alcuni rappresentanti degli studenti, fin dal mattino sono riprese
le proteste nelle scuole e nelle Università di tutta Italia contro la riforma
della scuola e i tagli.
Il nuovo linguaggio del potere ( da "Giornale di Calabria, Il" del
24-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini (42%) e via via tutti
gli altri. Molti osservatori hanno cercato di capire il fenomeno Berlusconi e
hanno dato le loro interpetrazioni. Edmondo Berselli e diversi altri
osservatori con lui, ritengono che "la democrazia contemporanea è più vicina
a un format che a un complesso strutturato di regole";
Scuola,proteste al Festival di Roma Studenti bloccano
l'Auditorium La protesta degli studenti irromp... ( da "TGCom" del
24-10-2008)
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Abstract: scuola proposta dal ministro Maria Stella
Gelmini. 13.30 Udu e Uds abbandonano il tavolo. Le associazioni studentesche
Udu e Uds "non hanno neppure voluto sedersi al tavolo" per un
confronto con il ministro Gelmini. E' quanto riferiscono fonti ministeriali
spiegando che gli studenti avrebbero posto come condizione preliminare per
l'avvio del dialogo il ritiro del decreto 137 sull'
( da "Temps, Le" del 24-10-2008)
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Scuola
ITALIE.
La réforme de l'éducation controversée. Eric Jozsef, Rome Vendredi 24 octobre
2008 Soutenus par leurs professeurs, certains étudiants suivent les cours sur les
places de Rome, Naples ou Milan. Les autres occupent leurs lycées et les
universités. Depuis quelques jours, le gouvernement de Silvio Berlusconi doit
affronter sa première grande mobilisation depuis son élection en avril dernier.
Alors que le président du Conseil continue de planer dans les sondages avec une
popularité dépassant 60%, la réforme de l'enseignement
promue par sa ministre de l'Education, Mariastella Gelmini, provoque une vaste protestation dans toute la péninsule. Outre
le rétablissement du tablier à l'école, l'institution d'un seul maÎtre par
classe (contre deux ou trois actuellement), le projet de loi prévoit
d'importantes restrictions budgétaires. De l'ordre de plusieurs
milliards d'euros. Selon les syndicats, la mesure pourrait entraÎner la
suppression de 130000 à 200000 emplois dans les prochaines années. Une grève
générale dans l'enseignement primaire est déjà prévue pour le 30 octobre
prochain. Réveil de la gauche Mercredi, le ton est monté d'un cran à la suite
des déclarations de Silvio Berlusconi qui a averti: "Je ne permettrai pas
que les écoles et les universités soient occupées. L'ordre doit être respecté.
L'Etat doit assumer ses responsabilités en garantissant le droit des étudiants
qui veulent étudier à suivre les cours." Plébiscité pour sa manière de
gouverner avec fermeté, que ce soit sur les dossiers des ordures à Naples, du
sauvetage d'Alitalia ou de la sécurité avec le déploiement de l'armée dans les
villes italiennes, Silvio Berlusconi a voulu une nouvelle fois taper du poing
sur la table. Reste que l'hypothèse d'envoyer la police dans les universités
semble avoir avant tout renforcé l'ardeur des protestataires. A l'intérieur de
la majorité de droite, certains ne cachent pas leur préoccupation. Le maire de
Rome, Gianni Alemanno (Alliance nationale), a estimé que les étudiants avaient
le droit de manifester. Hier, Silvio Berlusconi, a fait partiellement marche
arrière en affirmant qu'il n'avait jamais déclaré que la police devait
intervenir dans les universités: "Les journaux ont déformé mes
propos." La protestation estudiantine a redonné un peu d'oxygène, au
moment opportun, à un centre gauche amorphe. Le secrétaire du Parti démocrate,
Walter Veltroni, a convoqué pour samedi une manifestation à Rome contre la
politique gouvernementale, afin de remobiliser ses troupes déroutées par la
dernière défaite électorale.
( da "Vivimilano.it" del 24-10-2008)
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Scrivo
mentre siamo in piazza di nuovo. Da mediazione culturale sono arrivati in
centinaia in Duomo, trasformando una lezione in corteo spontaneo. Viviamo oggi,
lottiamo contro la legge 133 e diciamo che non pagheremo noi questa crisi, non
ci piace quindi la lettura di ciò che accade attraverso paragoni anacronistici
con gli anni '70. Siamo qui ora perché sono in gioco le nostre vite, contro
precarietà e dequalificazione di scuole, università e ricerca, per la libera
circolazione del sapere e un reddito per poter sognare, oltre che sopravvivere.
Invitiamo tutti ad essere altrettanto pragmatici, a Cadorna non ci sono stati
scontri, ma solo manganelli su studenti "armati" di intelligenza e
determinazione. La reazione è arrivata perché abbiamo capito come bloccare la
città, occuparci di noi senza restare a bivaccare nei cortili. Ignoranza
significa controllo, per questo per un bene di tutti, siamo incontrollabili,
fuori dalle facoltà. In migliaia abbiamo preso parola con forza. Il governo ha
risposto: il ministro Mariastella Gelmini accenna un passo indietro, Silvio Berlusconi minaccia sgomberi
di facoltà e scuole. Una strategia del bastone e la carota che ci ricorda ben
altri tempi. Se Roberto Maroni si presterà alla richiesta di uso della forza
negli atenei sarà il ministro dell'autoritarismo e contro le autonomie perché
studenti, ricercatori precari, dottorandi, personale tecnico e
professori hanno diritto di decidere del proprio presente e futuro in autonomia.
Non possono sapere dove saremo, perché siamo dappertutto e decidiamo di ora in
ora. Non possono neanche fermare l'autoriforma, l'autoformazione,
l'autogestione, le libere università e accademie che stanno nascendo, in cui il
sapere è utile a vivere e non vi è spazio per ciò che è imbalsamato, né per
tornare indietro. Lo diciamo soprattutto a quei professori che, a differenza
che in altre città, qui sono in pochi al nostro fianco, forse convinti che
racimolare briciole ed elemosine permetterà di salvare qualche torre d'avorio,
magari a discapito di altri atenei. Il sapere è condivisione, bene comune,
perciò in migliaia, con intelligenza collettiva ci siamo mobilitati per non
fermarci. L. B. studente dell'università Statale 23 ottobre 2008.
( da "Vivimilano.it" del 24-10-2008)
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Scuola
La
lettera di uno studente Video: incursione al consiglio di facoltà
Video: intervista al preside di Scienze Politiche Assemblea a Scienze Politiche
(LaPresse) MILANO - Incursione annunciata di una delegazione di studenti
giovedì pomeriggio al consiglio di facoltà di Scienze Politiche. Dopo
un'assemblea alla quale hanno preso parte oltre cento studenti, davanti agli
striscioni "Non siamo un costo da tagliare" e "La vostra crisi
non la pagheremo noi", i rappresentanti degli studenti sono entrati
nell'aula del Consiglio di facoltà con lo striscione "Abbiamo cominciato
per non fermarci" e hanno interrotto i lavori (guarda il video). Uno
studente ha letto il comunicato dell'assemblea, in cui si chiede il blocco
della didattica il 29 ottobre e la convocazione per lo stesso giorno degli
Stati generali di facoltà. Al termine della lettura i ragazzi sono usciti
pacificamente dall'aula. "L'università Statale di Milano è tra le poche in
Italia a non avere ancora preso una posizione chiara e netta contro la legge
133/2008 - recita il documento -. La straordinaria esperienza degli stati
generali e del corteo di migliaia di studenti e lavoratori ha mostrato che
l'opposizione sta crescendo giorno dopo giorno". "Inoltre - continua
il documento - forme alternative di protesta come ad esempio le lezioni in
piazza sempre più diffuse e partecipate, giunte anche a Milano, rivendicano che
agli studenti sta a cuore la qualità del sapere e della ricerca". Un altro
gruppo di studenti, controtendenza, ha presentato un'interrogazione al preside
per lamentare i disagi alla didattica avvenuti in questi giorni. LA RISPOSTA
DEL CONSIGLIO - Il consiglio di facoltà non ha approvato, com'era prevedibile,
la proposta del blocco della didattica, con la motivazione che non bisogna
trasformare in "un problema di ordine pubblico" quella che è
"una politica di affossamento della ricerca". Il documento proposto
dal preside Daniele Checci è stato votato e approvato dal consiglio di facoltà
dopo alcune "limature" per non urtare troppo gli studenti. Il preside
ritiene che "la politica dei tagli indifferenziati" della legge
133/2008 "non contribuisca minimamente alla soluzione dei problemi" e
che la riduzione dei fondi "non potrà che tradursi" in una riduzione
dell'offerta formativa o in un suo peggioramento qualitativo "e/o in un
innalzamento delle tasse universitarie". Tuttavia, aveva definito
"inutili" i blocchi delle lezioni e "pretestuose" le
occupazioni da parte degli studenti. La versione definitiva e
"limata" del documento afferma che la facoltà "auspica che le
proteste spontanee degli studenti prendano coscienza della complessità dei
problemi che affliggono l'università e non contribuiscano al suo ulteriore
affondamento con blocchi delle lezioni e occupazioni che rischiano di
trasformare in un problema di ordine pubblico quella che è una politica di
affossamento della ricerca e della sua importanza per lo sviluppo del
Paese". Il punto modificato era stato contestato dagli studenti nel
pomeriggio. NOTTE BIANCA - Intanto, per giovedì sera, nella sede di via
Conservatorio è prevista una "notte bianca" degli studenti, che non
escludono a priori l'eventualità che qualcuno si fermi a dormire per la notte
per poi raggiungere venerdì mattina piazza Duomo, dove si terranno lezioni
all'aperto sul modello di quanto già fatto a Milano e in altre città d'Italia.
IL PRESIDIO - Alle otto del mattino di giovedì gli studenti avevano predidiato
i due ingressi della Facoltà di Scienze Politiche. Un blocco non violento
durante il quale i manifestanti hanno distribuito materiale informativo e
offerto brioches agli studenti che affluivano. Il blocco non ha impedito a chi
voleva seguire le lezioni di entrare poi in facoltà, dove le lezioni si sono
poi svolte regolarmente. Una trentina di ragazzi ha dato vita a due
"gruppi di sapere", nel cortile dell'ateneo, su argomenti come "i
quarant'anni di fallimento dell'università pubblica", "la storia
degli Stati Uniti nel rapporto con la crisi finanziaria" e "paura e
controllo sociale". Quello che uscirà da questi gruppi sarà discusso
venerdì in piazza Duomo (circa 6/7 lezioni autogestite), dove i ragazzi di
Scienze Politiche insieme ad altre Facoltà, tra cui quella di Mediazione
Culturale, terranno una serie di lezioni con alcuni docenti che hanno dato la
loro disponibilità. Lezione in cortile a Brera (Newpress) LEZIONE AUTOGESTITA A
BRERA - E' iniziata alle 12.20, rigorosamente dopo il rispetto del quarto d'ora
accademico, la prima lezione autogestita di un professore dell'Accademia di
Belle Arti di Brera a Milano nell'ambito della mobilitazione degli studenti. La
lezione si è tenuta nel grande cortile dell'Accademia di fronte a oltre un
centinaio di studenti, seduti in silenzio su alcune sedie portate fuori dalle
aule e sotto i chiostri. Il professore Antonio Caronia ha parlato di
"Istruzione e potere nelle società occidentali". "A una
situazione eccezionale bisogna rispondere con una risposta eccezionale",
ha affermato il professor Caronia, spiegando di essere un "precario
sottopagato che guadagna 2 mila euro all'anno. "La riforma Gelmini prefigura per le scuole e
l'università - continua Caronia - un'istruzione che vuole essere al servizio di
Confindustria". Nel presentare la lezione autogestita e aperta a tutta la
città, Agnese dell'assemblea dell'Accademia spiega che "nessuna minaccia
dell'arrivo della polizia ci spaventa e ci farà indietreggiare dalla nostra
mobilitazione che anzi proseguirà anche nei prossimi giorni per aprire
le università a una cultura differente, affiancando lezioni come queste a
manifestazioni in piazza". ALTRI ATENEI - Assemblee si sono svolte in
contemporanea anche alla sede centrale dell'Università degli Studi in via Festa
del Perdono - con centinaia di partecipanti iscritti a Lettere, Giurisprudenza
e altre facoltà umanistiche -, e al polo Bicocca, dove dopo l'assemblea un
corteo di circa 200 studenti ha percorso le vie che collegano i vari edifici
dell'ateneo, cercando di invitare altri universitari ad unirsi alla protesta.
LE ALTRE PROTESTE - Gli studenti milanesi hanno dato vita nei giorni scorsi a
una serie di manifestazioni, annunciate e non: martedi il corteo non autorizzato
culminato con gli scontri alla stazione Cadorna e mercoledì il sit-in in centro
e il tentativo di bloccare le lezioni in Statale(guarda il video). E se il
ministro Gelmini ha dato forfait (per impegni
istituzionali) all'inaugurazione dell'anno accademico al San Raffaele
(martedì), la "rivolta" è annunciata per il 3 novembre al
Politecnico: "Ci faremo sentire", dicono i ragazzi. Anche gli
studenti superiori cominciano a protestare: martedì è entrato in autogestione
il liceo Omero, ieri l'istituto Majorana di Cesano Maderno. Contestano anche i
genitori: ieri, a Cologno Monzese, il consiglio comunale è stato
"occupato" da mamme e bambini. Oggi in largo La Foppa manifestazione
delle famiglie della scuola di via Giusti. 23 ottobre 2008.
( da "Corriere.it" del 24-10-2008)
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Scuola
Forze
dell'ordine nei licei del Cosentino per dissuadere i ragazzi Scuole e
università: ancora occupazioni Mobilitazioni in tutta Italia. A Milano blitz a
Scienze politiche. Roma, sit-in davanti al Senato: fischi per il Pd MILANO -
Scuole e facoltà occupate, lezioni in strada, cortei: in tutta Italia è stata
un'altra giornata di protesta contro il decreto del
ministro Gelmini su scuola
e università. Non sono mancati momenti di tensione, e nel Cosentino polizia e
carabinieri hanno convinto gli studenti delle scuole a interrompere le
occupazioni. A Cosenza, nel corso di una manifestazione, sono state danneggiate
le finestre di un istituto. A Napoli alcuni cortei di studenti, non
annunciati, hanno bloccato il traffico. Ma in generale le proteste sono state
tranquille nonostante la massiccia partecipazione. UNIVERSITÀ - A . I
manifestanti sono entrati nell'aula del Consiglio di facoltà con lo striscione
"Abbiamo cominciato per non fermarci" e ha interrotto i lavori
(guarda il video). Tra gli applausi dei compagni, uno studente ha letto il comunicato
dell'assemblea, in cui si chiede il blocco della didattica il 29 ottobre e la
convocazione per lo stesso giorno degli Stati generali di facoltà. La protesta
ha coinvolto anche gli altri atenei: lezione autogestita all'Accademia di
Brera, assemblee alla Statale e in Bicocca. A Roma gli universitari della
Sapienza hanno occupato la facoltà di Ingegneria a San Pietro in Vincoli.
Stessa forma di protesta alla facoltà di Scienze di Roma Tre. In serata corteo
con sit-in davanti al Senato, con contestazioni e fischi ai senatori, anche del
Pd. A Napoli due cortei non autorizzati in centro hanno causato pesanti
ripercussioni sul traffico. A Urbino nell'aula magna della facoltà di economia
i sindacati hanno indetto un'assemblea con la partecipazione dell'associazione
studentesca Agorà. A Lecce blocco della didattica nella facoltà di Scienze
politiche ottenuto dal Coordinamento per l'università pubblica. Blocco della
didattica anche a Cagliari nella facoltà di Lettere, con un'autogestione che
durerà fino al 30 ottobre. A Bari assemblee per gli studenti di Scienze
matematiche, Biotecnologia, Farmacia e Lingue. A Pisa c'è stato un corteo:
hanno partecipato anche studenti delle prestigiose scuole Normale e Sant'Anna.
A Genova gli studenti in hanno rispolverato la metafora funebre, sfilando in un
corteo-funerale lungo le strade vicine ai poli universitari. In Veneto, dove
l'ipotesi di interventi delle forze dell'ordine è stata contestata con
striscioni anche in Consiglio regionale, a Verona e Padova è stato decretato il
blocco della didattica, e sempre a Padova gli studenti di un istituto
professionale sono andati a scuola vestiti a lutto. In Abruzzo docenti e
studenti dell'università dell'Aquila hanno inscenato un sit-in di protesta
davanti alla Prefettura. A Lecce Scienze Politiche è in assemblea permanente. A
Palermo un migliaio di studenti ha assistito a una lezione all'aperto, in
piazza Politeama. LICEI - Come annunciato nei giorni scorsi dalla Rete degli
studenti, sono iniziate giovedì mattina le occupazioni in scuole superiori di
tutta Italia. A Roma sono stati occupati alcuni licei come gli storici classici
Tasso e Virgilio, il periferico scientifico Malpighi e il Russel dove gli
studenti hanno fatto suonare la banda di istituto e organizzando un'assemblea
in cortile. Con lo slogan "Non tagliateci il futuro", alcune
centinaia di studenti hanno manifestato davanti a Palazzo Chigi, per poi
spostarsi verso il Senato. Gli studenti degli istituti superiori di Fagnano
Castello, S. Marco Argentano e Roggiano, nel Cosentino, hanno sospeso lo stato
di agitazione in atto da due giorni dopo una visita di carabinieri e polizia. I
rappresentanti delle forze dell'ordine hanno spiegato ai ragazzi che le
manifestazioni possono essere penalmente perseguibili per interruzione di
pubblico servizio. A Matera sono scesi in piazza un migliaio di studenti delle
medie superiori. A Trieste gli studenti medi hanno costruito una "scuola
di libri", un muro eretto con i libri di testo davanti alla chiesa di San
Giacomo. A Bologna, in piazza del Nettuno, è stata allestita un'aula a cielo
aperto, in occasione del collegamento con la trasmissione "Annozero".
A Firenze i ragazzi dell'Istituto d'arte di Porta Romana hanno inscenato un
"attraversamento pedonale" lungo le strade del centro, mentre su
alcuni dei ponti sull'Arno sono apparsi striscioni come "L'università non
è in vendita". stampa |.
( da "Corriere.it" del 24-10-2008)
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Scuola
Non
accadeva dai tempi della rivolta studentesca Pisa, in piazza Normale e Sant'Anna Le due scuole di eccellenza hanno partecipato al corteo
contro il decreto Gelmini:
"È importante unirsi alla battaglia" PISA - Nel corteo, circa
ventimila studenti che a Pisa hanno manifestato contro il decreto Gelmini, c'erano anche loro, gli
studenti della Normale e della Sant'Anna, le due scuole di eccellenza più
prestigiose d'Italia. Non accadeva dai tempi della rivolta studentesca.
Per gli allievi della Sant'Anna (collegio più giovane) è stata una prima volta
in assoluto, mentre alla Normale si ricordano le manifestazioni guidate da
studenti leader del movimento: Massimo d'Alema e Fabio Mussi, tra tutti. DUE
ASSEMBLEE, UN VOTO CONTRARIO - Alla manifestazione gli studenti di Normale e
Sant'Anna erano almeno 250, divisi tra specializzandi e allievi ordinari. La
decisione è stata presa durante due assemblee. "Alla Sant'Anna abbiamo
avuto un solo voto contrario - dice Francesca Sterzi, 22 anni, veronese quarto
anno di Scienze politiche - e le decisioni sono andate al di là delle
appartenenze politiche. Le nostre scuole universitarie sono ancora isole
felici, ma tutti noi abbiamo capito l'importanza di unirsi alla battaglia. Non
si può tagliare l'università perché è il futuro del Paese". "PREMIER
BANALIZZA PROTESTA" - Prima del corteo gli studenti della Normale, in una
nota, hanno preso posizione sulle dichiarazioni di Berlusconi. "Nello
spirito delle parole con cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
si è rivolto agli studenti della Sapienza - si legge nel documento dei
normalisti - auspichiamo che il governo si predisponga senza indugio a tale
confronto, in termini riflessivi e costruttivi". Nella nota gli studenti
della Normale esprimono "viva preoccupazione per le recenti dichiarazioni
del presidente del Consiglio". "L'annunciato ricorso a duri
provvedimenti di ordine pubblico - scrivono i normalisti - tende infatti a
banalizzare e criminalizzare la protesta, anziché ad aprire un canale di
dialogo". Marco Gasperetti stampa |.
( da "Varesenews" del 24-10-2008)
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Busto Arsizio
- Occupazione soft e "concordata", rispettati gli studenti che
volevano andare a lezione nelle altre due sedi. Striscioni contro il ministro Gelmini Liceo Candiani, occupata la sede di piazza Trento e
Trieste In piazza Trento e Trieste è tempo di scioperi, come in ogni autunno
caldo che si rispetti. Nella mattinata di giovedì circa 200 degli studenti
del Liceo Artistico Candiani hanno occupato la vecchia sede, permettendo
la continuazione delle lezioni per tutti gli altri nelle sedi di via Manara e via
XX settembre. Un'occupaizone quindi "soft" e concordata:
ciononostante a Polizia e Carabinieri è toccato, in omaggio alle ferree
disposizioni governative che miravano a bloccare simili manifestazioni, tenere
un presidio al di fuori della struttura. Le ragioni di questa giornata di
protesta contro la riforma della scuola impostata dal ministro Gelmini le spiega Alessandro Luoni della classe quarta
sezione sperimentale Michelangelo. "Abbiamo tenuto a preannunciare la cosa
in modo da concordare alcune cose con la dirigenza e con i professori, ad
esempio chiudere bene le aule per evitare ogni tipo di danni". Uno
sciopero non ribellistico, insomma. "Protestiamo contro il taglio dei
fondi alla scuola" prosegue il giovane che fa da portavoce della
manciata di studenti rimasti ancora fin verso sera "perchè è una
cosa detestabile, che favorisce la privatizzazione progressiva della scuola.
Scuole private per chi può, gente che farà lo stesso mestiere dei padri che ce
li hanno mandati: una società di classe e di casta che non vogliamo".
Ma c'è di più. "Con la riforma ci tolgono ore di lezione aumentando
viceversa matematica e inglese... ma noi siamo studenti di un liceo artistico.
Per tacere dell'obbligo da riportare a 14 anni: ma chi trova lavoro oggi a
quell'età?". Giovedi 23 Ottobre 2008 SdA.
( da "Articolo21.com" del 24-10-2008)
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Scuola
Di
Tania Passa Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Normal 0
14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Il mondo raccontato dai
telegiornali spesso è diverso dalla realtà, ma mai come questa volta si è più
lontani dalla verità a La Sapienza occupata c'è il mondo vero e forse è fatto
da persone migliori di quelle che stanno in tv, ma andiamo ad ascoltarli. “Non
c'è nessuna bandiera rossa, non si parla di Marx né di politica, e tanto meno
di PD, la finalità di questa protesta è una legge che non ci piace. Questa
protesta viene dal basso e in modo spontaneo, coinvolge chiunque, noi questo
dissesto dell'università e della ricerca non lo vogliamo” Queste le parole dei
ragazzi che stanno occupando La Sapienza: hanno tra i 20 e 25 anni,
un'intelligenza vera e visi puliti, e un calendario fitto ogni giorno di cose
da fare. Alle 8 , 30 si fa il punto della situazione e la rassegna stampa, che
viene appesa fuori le facoltà. Ore 10,30 inizia il workshop su maggioranza e
minoranza nella storia ,e piattaforme programmatiche sulla legge 133 . Subito
dopo c'è “ un cornetto e 1 volantino” che contiene le motivazioni della
protesta . Poi ci sono le lezioni, e ci sono eccome, non come hanno detto i Tg
di Mediased o il tg di Mazza, che viene negato il diritto allo studio dei ragazzi.
Le lezioni si fanno tutti i giorni, magari a volte vengono fatte all'aperto,
come oggi che tante facoltà le hanno fatte sotto la statua di Minerva o sulle
scale della facoltà, e sono arricchite da dibattiti, ma il diritto allo studio
non viene negato a nessuno . Poi c'è l'assemblea sia in facoltà che nell'Ateneo
e lì si decide cosa fare nella giornata, quello che caratterizza i nuovi
giovani è una parola magica “la collettività” sono una cosa unica senza bisogno
di nessuno che li rappresenti . “Chiunque può prendere la parola e dire quello
che pensa, si decide insieme non c'è alcun leader” I ragazzi che stanno
occupando le università sono migliori ed hanno un'idea di democrazia precisa “
Nell'assemblea ci si guarda negli occhi e si constata in prima persona come
stanno le cose chiunque se vuole può venire a partecipare , questa è
democrazia” Nelle facoltà c'è un discorso appeso dappertutto in ogni angolo,
recita così: "Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un
partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole
rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la
marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol
istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per
impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di
partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere
imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino
sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada
(è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole
pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a
favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo
partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste
scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a
consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori
si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si
propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i
loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole
private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si
studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare
apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole
di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione,
amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione,
questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato.
Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro
bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non
controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i
titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle
scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private
denaro pubblico" E' Piero Calamandrei, discorso pronunciato al III
Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950, forse una
profezia.Chissà perché però questo Governo vuole trasformare le Università in
Fondazione private? Gli universitari le fondazioni non le vogliono e credono
che servano a minare le basi del sapere, colpendo l'istruzione pubblica. “ Noi non ci fermeremo questa legge non la
vogliamo” Infine come poteva mancare internet? Vi sono dei network informativi
delle facoltà occupate come www.uniriot.org che sul 'chi siamo' recità così:
”Uniriot è la rivolta del sapere vivo tra le macerie dell'università riformata,
è il conflitto dei precari nell'epoca del capitalismo cognitivo. Uniriot è
l'insorgenza delle intelligenze contro il potere feudale degli atenei e i
processi di aziendalizzazione, lo scardinamento dei confini e dei filtri
disseminati lungo il percorso formativo. Uniriot è la non misurabilità della
produzione di conoscenza, è il tempo eterogeneo e pieno delle forme di vita e
di lotta.” Hanno detto che erano comunisti pilotati, ma sono solo persone per
bene, stanche di essere manipolate dall'informazione e da chiunque altro.Non si
fermeranno: hanno deciso di cambiare le cose.
( da "Stampaweb, La" del 24-10-2008)
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Scuola
*** la
vignetta è di un lettore del blog, mi ha inviato le due battute, io mi sono
limitata a aggiungerci il disegno Ci aveva provato Berlusconi a fare la voce
grossa. Agli italiani piace avere un presidente che comandi, si faccia
obbedire, come appare dai sondaggi in cirolazione in questi giorni. E se l'era
fatta venire la voce grossa minacciando di inondare di poliziotti le università
occupate. E però qualcosa è andato storto se ieri pomeriggio dalla riunione del
Viminale che doveva eseguire le istruzioni del premier su come fermare le
proteste, è venuto fuori un comunicato di tono del tutto diverso con il
ministero che si augura una "chiarezza di posizioni" da parte di
presidi e rettori per tutto ciò che "ricade all'interno delle scuole e
degli atenei", sottolineando che ciò permetterà la "continuità
didattica e per rafforzare la prevenzione di possibili atti violenti". Il
ministero dell'Interno, inoltre, spera che "la disponibilità oggi
manifestata dal ministro Gelmini ad aprire uno spazio
di confronto fondato sulla realtà dei fatti, trovi corrispondenza in chi ha
animato la protesta". "E contribuisca a rendere il confronto medesimo
più sereno". Ad ascoltare le parole di due giorni fa (le trovate nel video
all'inizio del post e ovunque in rete) si tratta di una doppio salto
all'indietro con acrobazia finale nello spiegare i motivi. Nulla di nuovo, il
premier ama spesso tornare sulle proprie parole sostenendo di essere stato
frainteso: è così usuale questo suo smarcarsi da sé che se si trattasse di una
commedia da avanspettacolo, sarebbe una delle tante sue gag. E quindi la parola
d'ordine all'interno della maggioranza ieri era smorzare. Intorno alle quattro
del pomeriggio per An parlava il ministro della Difesa Ignazio La Russa:
"Io non penso che ci sarà mai un seguito a queste parole, ci starei male
se ci fosse. Io ho inteso le parole di Berlusconi come una condanna della
violenza". Qualche ora dopo, per Forza Italia si assumeva il compito
Fabrizio Cicchitto di spiegare: "Il presidente Berlusconi ha voluto
richiamare, ieri ed oggi, l'attenzione sulla necessità di assicurare il
rispetto della legalità. Oggi ha nuovamente sottolineato che con questo governo
lo stato non sarà latitante e garantirà sia il diritto di chi vuole legittimamente
manifestare sia il diritto di tutti coloro che intendono frequentare
l'università e le scuole per studiare. Quindi la sinistra farebbe bene ad
evitare polemiche pretestuose e strumentali e, abbandonando un atteggiamento
demagogico, confrontarsi con il centrodestra sul merito della riforma della
scuola e della riforma dell'Università proposte dal Ministro Gelmini''.
Confrontarsi sul merito? Al Pd rispondono di averlo fatto e anche in modo
dettagliato con un dossier dell'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni.
La maggioranza, invece, ha affidato al suo ministro l'esposizione delle riforme
nel merito. Lascio che sia un'agenzia Ansa a raccontare come è andata. Sono
passate da poco le 12:30 quando il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella
Gelmini prende la parola. E si capisce subito che non
sarà una passeggiata. Per quello che Gelmini dice e
lascia intendere che dirà. Per le reazioni che arrivano dai banchi di
opposizione: sono subito interruzioni, non manca la senatrice che porta le mani
sulla bocca per farne un megafono. La Gelmini non si
scompone: nega la replica diretta a chi la contesta ma fissa lo sguardo in
direzione delle contestazioni. Al suo fianco, sui banchi del governo, siedono i
ministri Elio Vito e Sandro Bondi. La guardano un po' sorpresi e un po'
divertiti. L'Aula di palazzo Madama per lunghi tratti è un'arena. Davanti al
ministro, sulle poltrone a loro riservate, siedono quattro sottosegretari che
vivono con malcelato disagio quelle contestazioni rumorose. I richiami del
presidente Renato Schifani si fanno sempre più frequenti col passare dei
minuti. Gelmini rivendica il merito di aver tolto i
dati sulla condizione della scuola dalle medie statistiche per farli diventare
patrimonio dell'opinione pubblica. "C'é un Libro bianco sulla riforma
della scuola", urla il senatore del Pd Paolo Giarretta. Arriva il richiamo
di Schifani al contestatore. Gelmini tira dritto.
"Ben più delle proteste - spiega Gelmini, con
voce monocorde e senza increspature - mi preoccupano le falsificazioni che sono
state messe alla base di queste proteste". Viene giù metà Aula. "C'é
un testo, quali falsificazioni!", urla la senatrice del Pd Luciana
Sbarbati. E il collega di partito rincara: "Abbia rispetto, ministro;
abbia rispetto". "Al Libro bianco sulla scuola, scritto sotto l'egida
dei ministri Fioroni e Padoa-Schioppa...". Non arriva
in fondo alla frase il ministro Gelmini perché qualche urlo e un'onda di ilarità attraversa i banchi
dell'opposizione per quell'accento traditore. Alla Gelmini scappa una "egìda" invece di "égida". Ma
neanche questo inciampo riesce a frenare l'esposizione di Gelmini. E' un caterpillar, con i fogli
del discorso che scorrono da una mano all'altra. Riprende a leggere e
alza gli occhi soltanto per indirizzare lo sguardo sui banchi delle
opposizioni. "E' stato detto, e non è vero, che diminuiremo gli insegnanti
di sostegno. E' stato detto, e non è vero, che licenzieremo 87.000 insegnanti.
E' stato detto, e non è vero, che diminuiranno le classi a tempo pieno.
Un'opportunità che invece, da ministro, intendo incentivare". Dai banchi
del Pd scatta una protesta corale. Troppe le accuse di falsità in appena cinque
righe di discorso. Dal centrodestra partono applausi più sopra dei
"vivissimi" come annotano secondo la tradizione gli stenografi del
Senato. E riprende: "E' stato detto, e non è vero, che chiuderemo le
scuole delle piccole isole e quelle di montagna, atto che il ministro non
potrebbe mai sognarsi di compiere". Dai banchi dell'opposizione sale
un'onda sonora, il brusio s'impenna e cede il passo alle urla. Scattano in
piedi i senatori del centrodestra per applaudire. Schifani richiama un senatore
Garraffa ormai scatenato. Ma è questione di pochi secondi. Sono quasi le 13. Gelmini riconosce che chi l'ha preceduta nel ruolo di ministro
e ha cercato di cambiare la scuola "non ha avuto un percorso agevole, ma
questa fatica merita di essere compiuta; la devo al Paese, ai ragazzi, alle
famiglie, agli insegnanti, a coloro che si aspettano e meritano una scuola
migliore, come recita la Costituzione, aperta a tutti, che distribuisca pari
opportunità". E' finita. Dal centrodestra scatta un'ovazione lunga. Il
centrosinistra stavolta sceglie di restare sui banchi, in silenzio. commenti
(2) scrivi.
( da "Gazzetta di
Mantova, La"
del 24-10-2008)
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Scuola
LA
GAFFE E il ministro scivola sull'accento La pressione dell'Aula, una
distrazione o altro? Fatto è che le contestazioni al
ministro Maria Stella Gelmini, ieri nell'aula del Senato si sono stemperate per un istante,
quando il ministro è caduto sotto l' "egida" degli accenti fonetici.
E' successo quando la titolare dell'Istruzione rimprovera all'opposizione di
"aver dimenticato i contenuti del Libro bianco scritto sotto l'egida del
governo Prodi...". Ma il ministro - provocando l'ilarità
dell'opposizione - pronuncia "egida" con l'accento sulla
"i" e non, come è corretto, sulla "e". Neanche una piega: Gelmini si è corretta e ha ripreso il suo discorso, sia pure
senza più l'"egida", come gli antichi greci chiamavano lo scudo di
Zeus.
( da "Trentino" del 24-10-2008)
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Scuola
A
Trento per sostenere Alleanza Nazionale, la responsabile del dicastero della
gioventù attacca l'opposizione: non riconosce i meriti del governo "La
sinistra fa solo terrorismo politico" La ministra Meloni: il programma di
Divina è buono, sono molto ottimista "La protesta degli studenti è
innaturale e ideologica" UBALDO CORDELLINI TRENTO. Arriva a bordo di una
Bmw serie 1, guidata dal consigliere comunale di Bolzano Fernando Pontecorvo.
Niente auto blu, scorta e lampeggianti per il ministro della gioventù Giorgia
Meloni che, a differenza dell'ultimo dei sottosegretari, nella sua visita in
regione rinuncia ai privilegi del potere. Appena arrivata, però, mette le cose
in chiaro con grinta: "Questa protesta degli studenti non la capisco. Che
difendano i professori mi sembra una cosa innaturale, sono ideologizzati".
Arriva a Trento per sostenere la campagna elettorale di Sergio Divina, la
giovane ministra di Alleanza nazionale. Ha portato con sé solo l'addetta
stampa, niente body guard dallo sguardo feroce e dagli auricolari improbabili.
Parla con sicurezza dei progetti che il suo ministero ha messo in piedi per i
giovani, mentre tocca soltanto di sfuggita l'altra sua competenza, quella
sull'edilizia abitativa. In un momento di grandi proteste studentesche, però,
ci tiene a prendere le distanze. Il che, per una che è nata politicamente nel
movimento studentesco, è quantomeno strano, ma lo spiega: "Io adesso non
scenderei in piazza. Non trovo comprensibili i motivi della protesta che mi
sembra molto ideologizzata. Purtroppo, io personalmente non ho capito quali
sono le proposte alternative che fanno e mi dispiace, perché considero sempre
la partecipazione giovanile un dato positivo, purché il movimento mantenga
quella credibilità, che è data dalla serietà della propria proposta. Io sono
una persona che viene dal movimento giovanile studentesco. Non mi spaventano le
manifestazioni, però sinceramente non ho mai visto degli studenti prendere la
difesa dei docenti. E' un po' innaturale, mi ha fatto riflettere la
politicizzazione del movimento. Però il ministro Gelmini li incontrerà e finalmente
sapremo anche quali sono le proposte che il movimento fa". Il ministro ha
anche negato che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi abbia intenzione
di usare la polizia per sgomberare le università in caso di occupazione
studentesca: "Berlusconi non parlava di polizia, ma ha detto che
non avrebbe consentito delle violenze. Del resto non credo sarà necessario
intervenire perché non credo che la protesta assumerà carattere di violenza.
Chi difende i diritti degli studenti o sostiene di difendere i diritti degli
studenti sa che fra quei diritti c'è anche quello a poter dare l'esame che si è
preparato, c'è anche il diritto a non far parte della protesta e a continuare a
seguire le lezioni. Il punto è che si deve trovare una possibilità di
convivenza tra chi vuole protestare e chi non lo vuole fare. Io non credo che
la protesta arriverà ad una forma di violenza tale nei confronti della
maggioranza degli studenti, che non vogliono protestare, da impedire loro di
poter scegliere di non farlo. In molte occupazioni la didattica è consentita.
Mi pare la soluzione più intelligente. Se qualcuno volesse violentare la
maggioranza degli studenti italiani e impedire loro di andare a lezione e di
dare gli esami, sarebbe una violenza incredibile". Passando alla campagna
elettorale trentina, la Meloni ha elogiato Divina: "Casa, famiglia e
giovani sono tre tematiche che ho visto sottolineate programma e vi ringrazio.
Sono ottimista per il voto del 9 novembre. Le regioni e le province autonome
hanno tante competenze su cui noi stiamo costruendo politiche di
sinergia". Poi la Meloni non ha dimenticato di attaccare il centrosinistra
che è accusato di fare disinformazione disconoscendo i meriti del governo:
"E' importante far sapere che cosa il governo sta facendo. E' la risposta
migliore che si può dare ad una disinformazione che è come sempre l'arma
migliore che frappone chi non ha risposte da dare sul piano politico. In questi
mesi il centrosinistra fa terrorismo politico".
( da "Trentino" del 24-10-2008)
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Scuola
IL
CENTRO DESTRA "Quando vinceremo introdurremo il
( da "Trentino" del 24-10-2008)
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Scuola
IL
MOVIMENTO "Invaderemo le vie della città" Corrado Consoli: "Ci
aspettiamo 15 mila persone" PAOLO FORNO TRENTO. La sede non è più quella
di via Verdi, ma l'atmosfera che in questi giorni si respira nella facoltà di
Sociologia evoca la stagione di rivolta che quarant'anni fa trovò origine
proprio nel capoluogo trentino. Sono studenti che si sono dati un nome, "Comitato no Gelmini", ed un obiettivo preciso: opporsi alla riforma scolastica
operata dal ministro dell'istruzione, e mobilitare studenti, docenti, e
personale amministrativo. Ma anche sindacati e società civile sono chiamati
all'appello: "Il comitato - spiega Corrado Consoli, neolaureato in
sociologia e membro attivo del movimento - è nato spontaneamente per
contestare il ministro Gelmini e il suo inammissibile
attacco alla scuola pubblica. La critica si focalizza soprattutto sui tagli al
fondo di finanziamento ordinario e sulla possibilità di trasformazione delle
università statali in fondazioni di diritto privato". Quali conseguenze
comporterebbero tali provvedimenti? Risvolti catastrofici. La precarizzazione
dei posti di lavoro all'interno degli atenei, il restringimento della sfera di
autonomia per docenti e ricercatori, la riduzione dell'offerta formativa,
aumenti delle tasse universitarie. Inoltre il blocco del turn-over renderà
impossibile a docenti e ricercatori la possibilità di accedere alla carriera
accademica". In questi giorni la sala-studio della facoltà si presenta
come un vero e proprio quartier generale, trasformata in uno spazio autogestito
in cui si organizzano i vari gruppi di lavoro e ci si occupa della logistica in
vista dei prossimi impegni. Come si muoverà il comitato nei prossimi giorni?
L'apice della mobilitazione sarà la manifestazione di martedì prossimo, con un
corteo in città in difesa dell'istruzione e della ricerca pubblica che si
concluderà di fronte al rettorato. E prima di allora? Si lavora a tempo pieno
per promuovere la massima partecipazione da parte degli studenti in vista del
confronto con il rettore. Durante il weekend prepareremo il materiale per la
prossima settimana. Lunedì è prevista una giornata di riflessione, con diverse
iniziative in vari istituti e un consiglio di facoltà straordinario a
sociologia. Un giudizio sulla partecipazione da parte del corpo studentesco?
Direi che la risposta è molto positiva, con adesioni in crescita costante. Le
facoltà più attive sono sociologia, lettere e giurisprudenza, dove gli studenti
hanno colto l'importanza della partecipazione. Ora bisogna coinvolgere
maggiormente Mesiano, Povo e le altre sedi. Abbiamo preso contatti con altri
atenei e con i sindacati, e siamo presenti anche in rete con un blog aggiornato
quotidianamente. L'epicentro rimane la facoltà che fu di Curcio, Rostagno,
Cagol. Qui non esistono leader o gerarchie, il movimento è coeso e trasversale.
Matricole, specializzandi: lo scopo comune è dire no alla Gelmini.
Alcuni studenti propongono l'occupazione della facoltà. Il preside pretende il
rispetto delle regole. Ad ognuno il suo ruolo. La cosa non ci tocca. In ogni
caso, riteniamo che l'eventuale occupazione debba rappresentare un mezzo, non
un fine. Il corteo di martedì partirà da sociologia a mezzogiorno. Quanti
sarete? Quindicimila.
( da "Trentino" del 24-10-2008)
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Scuola
Di
Marzia Bortolameotti "Contro le occupazioni intervenga la polizia"
Divina: "Studenti aizzati dalle bugie della sinistra. Tuteliamo chi vuole
studiare" E sulla scuola il leader della Lega Nord attacca la linea
"autonomista" di Dellai TRENTO. "Intervenga la polizia, se
necessario, per bloccare le occupazioni e le proteste che vanno a discapito di
chi vuole studiare". Così Sergio Divina vorrebbe fermare le manifestazioni dal sapore sessantottino che stanno montando in
questi giorni anche a Trento contro il decreto del ministro Gelmini e contro i tagli alle
università. Una linea dura, ispirata a quella del premier Berlusconi che ha
annunciato la "mano pesante" contro le proteste negli atenei.
"Le proteste sono solo strumenti della sinistra per infuocare gli animi
degli studenti. La riforma Gelmini invece è
giusta e vuole semplicemente riorganizzare gli atenei" continua il
senatore della Lega, candidato alla presidenza della Provincia autonoma. E poi
l'affondo è tutto per il rivale: "Dellai è in grande difficoltà, come
dimostrano le bugie che ha raccontato sulla nostra riforma della scuola".
Aria di occupazione a Sociologia, lezioni all'aperto e scioperi in vista, tutto
per bloccare la riforma Gelmini che prevede tagli
all'università e il blocco del turn over. "Un decreto giusto - commenta
Sergio Divina - il governo sta procedendo con buon senso. In questo periodo di
magra bisogna razionalizzare i costi e anche gli atenei devono rivedere la
propria organizzazione. Bisogna far compartecipare il privato nell'università e
migliorare la qualità: non si può tenere in piedi corsi con un iscritto, le
facoltà si istituiscono in base agli iscritti". Le proteste per il
candidato alla presidenza sono così ingiustificate: "E' tutta colpa delle
minoranze di governo che non sanno più che pesci pigliare - spiega - e pensa di
poter rimettere in piedi il Sessantotto, ma senza risultati". A fermare le
ventilate ipotesi di occupazione ci dovrebbero infatti pensare le forze
dell'ordine per il senatore del Carroccio. "La maggior parte degli
studenti, circa il 90 per cento, per fortuna è per bene e ha voglia di
studiare. E' giusto che sia garantito loro il diritto di andare a lezione e
dare gli esami, dobbiamo tutelarli da una minoranza ideologizzata e
strumentalizzata anche con l'intervento della polizia, se è necessario".
Divina è anche perplesso sulla valenza di queste continue manifestazioni:
"E' la prima volta che vedo gli studenti difendere i professori, di solito
vanno sono sempre contro di loro, non con loro". Per Divina sono le bugie
della sinistra a creare panico e allarmismo per la riforma, un allarmismo
"inutile". Abbandona così i toni pacati e le mezze misure il leghista
e dopo molti "colpi bassi" - così li definisce - da parte
dell'attuale presidente della provincia Lorenzo Dellai, parte in quarta
riferendosi alla proposta del centro destra delle classi di ingresso riservate
agli alunni stranieri: "Non sono più disposto ad ascoltare le bugie da
parte di Dellai, basta con questa campagna elettorale meschina e piena di
menzogne". E per supportare la sua tesi il candidato alla presidenza tira
in ballo le "bugie" dell'avversario proprio sulla scuola, riferendosi
alle valutazioni del presidente della giunta (e in particolare dell'ex sindaco
Pacher) che ha chiuso la porta all'ipotesi di introdurre in Trentino la riforma
voluta a livello nazionale dalla Lega: "Il centrosinistra ha paragonato le
classi d'ingresso all'apartheid, ma cosa stanno dicendo? Hanno descritto una
situazione falsa e inesistente. Le classi d'ingresso (o separate) sono solo un
metodo per aiutare l'inserimento graduale dei bambini stranieri e permettere
loro di apprendere bene la lingua italiana".
( da "Trentino" del 24-10-2008)
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Scuola
In
( da "Trentino" del 24-10-2008)
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Scuola
"Le
lezioni? Vanno tenute nelle aule" La Valle, neo preside di Sociologia,
contrario agli eventi in piazza "I ragazzi hanno tutto il diritto di
esprimere quello che pensano ma devono agire nel rispetto della legge"
JACOPO TOMASI TRENTO. "Gli studenti hanno il diritto di organizzarsi ed
esprimere il proprio pensiero, ma certe situazioni andrebbero evitate. Le
lezioni bisogna farle nelle aule e la protesta deve essere fatta nel rispetto
delle leggi". Firmato: Davide La Valle. Docente di Sociologia-Istituzioni
e futuro preside (lo diventerà dal primo di novembre) della facoltà di
Sociologia di Trento, cuore pulsante della rivolta anti-Gelmini in città. Professor La Valle, gli studenti si stanno
organizzando per il corteo di martedì con assemblee, maratone didattiche e pure
una notte bianca. Cosa ne pensa? Penso che gli studenti abbiano tutto il
diritto di organizzarsi ed esprimere quello che pensano, ma nella misura in cui
non vadano ad infrangere le regole e nel rispetto della legge. A
Sociologia e Giurisprudenza si stanno organizzando delle lezioni all'aperto e
alcuni docenti hanno dato la loro disponibilità, è d'accordo? Penso che le
lezioni vadano fatte nelle aule, non vedo motivi per farle all'esterno. Io
personalmente non le ho mai fatte e non vedo perché dovrei iniziare proprio
adesso. Se qualche docente ritiene che possano funzionare meglio e magari
attirare l'attenzione su un certo problema, non ne faccio una tragedia, ma la
mia posizione è un'altra. Lunedì notte è prevista una notte bianca in facoltà:
da futuro preside la approva? Guardi, questo non è un problema mio, ma del
collega Diani. E' lui che deve fare rispettare le regole in questo frangente. A
livello nazionale diverse facoltà sono state occupate ed il presidente del
consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato anche l'intervento delle forze dell'ordine.
Penso che a Trento non ci siano di questi problemi. Non mi pare che gli
studenti, al momento vogliano occupare e soprattutto non mi sembra il caso di
tirare in ballo la polizia. Se ci dovesse essere un'occupazione dovrebbe essere
il preside a far rispettare le norme. Gli studenti stanno lavorando con grande
entusiasmo in questi giorni per organizzare la protesta. Un bel segnale, non
trova? Sì, sono dei bravi ragazzi che stanno cercando di informarsi ed
informare. Non vedo nessuna rivoluzione in corso. In ogni caso sono convinto
che debbano portare avanti le loro idee senza infrangere le regole e
soprattutto rispettando gli spazi pubblici.
( da "Trentino" del 24-10-2008)
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Scuola
RURALE
ADAMELLO - BRENTA Consegnati i premi di sostegno allo studio a 108 giovani
GIUDICARIE. La Rurale Adamello-Brenta ha consegnato nei giorni scorsi i premi
di studio a 108 studenti. Nella cerimonia i dirigenti della banca cooperativa
hanno sottolineato la vicinanza dell'istituzione ai giovani studenti e alle
loro famiglie nell'ottica di un investimento nel futuro. Ecco i premiati. Media
Inferiore: Verdiana Artini, Francesca Baldracchi, Roberto Timothy Bonapace,
Daniel Caliari, Andrea Gambuti, Tommaso Pedrazzoli, Patrizia Pretti, Francesca
Rizzonelli, Chiara Rota. Enaip e Upt: Renata Barborini, Martina Simoni. Scuola
media superiore. Ciro Amistadi, Eleonora Armani, Silvia Armani, Stefano Armani,
Marco Ballardini, Artemio Bazzoli, Mara Bazzoli, Matteo Bazzoli, Valentina
Bazzoli, Yuri Bazzoli, Anna Bertelli, Lara Bonazza, Federico Bonfadini,
Gianluca Bronzini, Cristiana Bugna, David Bugna, Walter Bugna, Luca Andrea Bugna,
Stefania Buratti, Marco Capelli, Alice Castellani, Matteo Collini, Erika
Cottini, Patrick Facchini, Simone Faccini, Alessandro Fedrizzi, Andrea Ferrari,
Jenny Filippini, Gianna Filosi, Niccolò Franceschetti, Nicole Gambuti, Flavio
Giovannini, Daniele Girardi, Laura Gorini, Aldo Gottardi, Dragos Halangescu,
Nicola Leonardi, Antonella Manfredi, Rosanna Molinari, Anna Mussi, Deborah
Mussi, Paola Nicolini, Silvia Oliana, Paolo Pangrazzi, Cesare Paoli, Daniele
Paoli, Nadia Parolari, Luciano Perotti, Samuela Pizzini, Luca Rizzonelli,
Daniela Sartori, Leila Succetti, Giuliano Tomasini, Morrison Visconti, Elena
Viviani, Luana Pellizzari. Università: Enrico Agnoli, Gianluca Alvino, Chiara
Amistadi, Nadia Amistadi, Monica Apolloni, Paolo Armani, Silvia Armani, Claudio
Balduzzi, Lara Balduzzi, Giovanni Ballardini, Maria Giovanna Battocchi, Pamela
Bazzoli, Claudia Benini, Leonardo Bonenti, Chiara Bugna, Elisa Bugna, Giulia
Bugna, Licia Busatti, Emilio Capelli, Marco Cazzolli, Paola Cazzolli, Marta
Filosi, Fabrizio Franceschetti, Enrico Franchini, Vittoria Gelmini, Giovanni Gios, Elisa Martini,
Luca Miori, Cecilia Monfredini, Laura Paoli, Luca Simoni, Stefano Simoni,
Brunello Sommadossi, Alessandro Tarolli, Andrea Tomasini, Brunella Valenti,
Sara Valenti, Gilda Ventura. Conservatorio: Fabiana Papaleoni. Master:
Gianluca Papaleoni. Post Università: Elena Malfatti. (f.s.).
( da "Tribuna di
Treviso, La"
del 24-10-2008)
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Scuola
TREVISO.
Ghita, studentessa del Da Vinci, è una delle promotrici delle iniziative di protesta contro il decreto Gelmini. Perché consigli di partecipare
allo sciopero? E' in gioco il futuro di tutta la scuola pubblica. I tagli
toccano tutti gli ordini, non solo le elementari. E il "monito" di
Berlusconi sull'invio della Polizia nelle scuole occupate? Rispondere con una
minaccia a iniziative pacifiche è il segnale che il governo ha paura della
gente che pensa.
( da "Tribuna di
Treviso, La"
del 24-10-2008)
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Scuola
Tamburi
di guerra contro i tagli al Da Vinci e alle superiori di Lancenigo. A
Conegliano insegnanti in assemblea. Oggi vertice a Preganziol Studenti, è rivolta contro la Gelmini La Marca si infiamma: striscioni, volantini e picchetti in licei
e istituti LAURA CANZIAN TREVISO. "Gelmini go home". Questo lo striscione apparso ieri mattina sui
cancelli del liceo scientifico Da Vinci. Un manifesto simile è stato appeso
alle porte dell'Itis Max Planck di Lancenigo. Volantinaggi e striscioni
anche nelle scuole dell'infanzia ed elementari della provincia. Dopo la
manifestazione dello scorso martedì la protesta del mondo della scuola
trevigiana non si placa, in attesa dello sciopero generale del 30 ottobre,
quando centinaia di studenti e insegnanti partiranno per Roma. Al liceo
scientifico Da Vinci, l'affissione dello striscione anti-Gelmini
è stato accompagnato anche da un picchetto di una decina di studenti che hanno
voluto manifestare così la loro opposizione agli 8 miliardi di euro di tagli
alla scuola previsti. L'iniziativa è stata della Rete degli studenti, il
coordinamento di ragazzi che in questi giorni stanno portando avanti le
iniziative di protesta. Contrariamente a quanto annunciato, non c'è stato alcun
volantinaggio. "Non abbiamo avuto il tempo di organizzarci - dice una
rappresentante - Ma nei prossimi giorni elaboreremo un volantino informativo da
distribuire non solo qui al Da Vinci, ma anche in tutte le altre scuole
superiori della provincia". Il malumore serpeggia, ma la protesta è stata
piuttosto contenuta a Treviso, soprattutto rispetto ad altri capoluoghi
italiani, dove gli studenti si stanno mobilitando anche con occupazioni delle
scuole e gli insegnanti propongono le "notti bianche della scuola". E
fra gli studenti che interpellati sull'argomento fanno spallucce -
"riforma o non riforma a me tocca studiare lo stesso" - e chi non
parteciperà alle iniziative perché non autorizzato dai propri genitori, c'è chi
invece sta programmando lo sciopero generale del 30 ottobre: la Rete degli
studenti organizzerà una corriera per portare almeno 50 studenti trevigiani a
Roma, dove sfilerà la protesta di insegnanti e alunni. Da qui al 30 intanto si
stanno approntando delle iniziative di sensibilizzazione. "Ci siamo
riuniti in comitato - continuano i rappresentanti - Stiamo pensando a
organizzare assemblee per informare tutti gli studenti sui contenuti delle
riforme, che non riguarderanno solo le scuole elementari, ma anche le
superiori". A Lancenigo, fra gli studenti dell'Alberini, del Cfp, e
dell'itis Plank, la maggioranza si dice favorevole alla protesta e annuncia un
partecipazione di massa allo sciopero del 30 ottobre. "Sono favorevole
alla protesta contro il decreto", dice Martina Dicorato, che al Cfp sta
seguendo un corso di tecnica della contabilità. "Volevo iscrivermi al
corso di Scienze della Formazione primaria all'Università, per diventare
maestra - spiega - Ma con i tagli ai docenti, ho paura di rimanere senza
lavoro". Intanto la protesta dilaga anche sul fronte insegnanti:
volantinaggi e striscioni hanno fatto capolino negli asili e nelle scuole
elementari della provincia e al professionale Pittoni di Conegliano una
trentina di insegnati si sono riuniti in assemblea sindacale ieri per discutere
dei contenuti della riforma Gelmini. Lo Snals di
Treviso ha indetto un'assemblea degli associati oggi all'Hotel Bolognese di
Preganziol, per discutere dei temi caldi della riforma. Nelle aule della scuola
trevigiana la protesta è appena cominciata.
( da "Tribuna di
Treviso, La"
del 24-10-2008)
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Scuola
Le
maestre indignate: "Ci boicottano, questa non è più democrazia"
CASTELFRANCO. Un altro tentativo di zittire la protesta
delle maestre castellane contro il decreto Gelmini. Spariscono i cartelli esposti alle scuole elementari di
Salvarosa. "Sono azioni antidemocratiche". Ma la protesta non si
ferma. Ieri sera si è svolto un altro incontro-dibattito pubblico con i
genitori alla palestra dell'Ipsia. "Continuiamo la nostra battaglia -
dichiarano le maestre - nonostante i tentativi di oscurarci. Siamo
preoccupate soprattutto per la qualità della nostra scuola e per il modo in cui
si sta tentando di modificare il sistema scolastico italiano. Andremo avanti
fino in fondo, in maniera civile e democratica, ma anche con
determinazione". La protesta è iniziata con l'affissione di alcuni
manifesti all'esterno delle mura di diverse scuole della zona. Di seguito
alcuni incontri informativi con genitori e associazioni per spiegare le
motivazioni della protesta. E poi il primo tentativo di zittire la protesta,
quando la scorsa settimana alcuni cartelli sono stati oscurati con delle
bombolette spray. Un atto di sabotaggio e non di vandalismo, secondo le maestre
stesse. Sabato scorso poi sono scomparsi i cartelli appesi all'esterno delle
scuole elementari di Salvarosa. "Erano stati appesi con cura affinché
potessero resistere - raccontano le maestre - gli stessi genitori ci avevano
aiutato a prepararli. Toglierli non era così semplice". Al dibattito di
mercoledì sera sono intervenuti anche il consigliere provinciale Giampietro
Favaro, Cinzia Mion, psicologa e formatrice, Luigino Smaniotto, dirigente
scolastico, con il professor Giampier Nicoletti a fare da moderatore.
"Molti genitori hanno manifestato la loro contrarietà al decreto e ai
tagli alla scuola - dichiarano le maestre - dicendo invece che i tagli
andrebbero fatti in altri settori, ad esempio nei ministeri. Molti stanno
pensando di portare i loro figli all'estero, dove possano ricevere una
formazione migliore. Da parte nostra ci teniamo a dire che la protesta non ha
connotazioni partitiche. La nostra battaglia ha lo scopo di preservare la
qualità del sistema di istruzione pubblica, dalla scuole primarie alle
secondarie. Stiamo già pensando ad altre iniziative. Il prossimo appuntamento è
lo sciopero nazionale del 30 ottobre e speriamo ci sia un'ampia adesione".
(Daniele Quarello).
( da "Tribuna di
Treviso, La"
del 24-10-2008)
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Scuola
L'OPINIONE
NON è IL MODO DI GOVERNARE GIANFRANCO PASQUINO "Un paese può - disse una
volta in maniera memorabile Romano Prodi - essere ricco e stupido per una
generazione. Poi, se non studia rimarrà stupido, ma non riuscirà a restare
ricco". Dunque, qualsiasi paese che non investa risorse nell'istruzione,
elementare e universitaria, e nella formazione professionale rischia il
declino. In effetti, tutte le statistiche internazionali segnalano che, per
quel che riguarda l'università, il declino italiano è già cominciato e non
sembra facilmente arrestabile. Con le riforme della scuola elementare proposte
dall'improvvisato ministro Maria Stella Gelmini, le cui competenze in materia
sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del
sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile
protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori,
è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile. Non riguarda soltanto,
in maniera egoistica, comunque comprensibile, i posti di lavoro, presenti e
futuri. Riguarda, invece, soprattutto, il futuro, prossimo e di più lungo
periodo, dell'Italia. A una protesta che si diffonde, un governo democratico,
vale a dire che si vanta del sostegno popolare, cercherebbe di rispondere
ascoltando e interloquendo, spiegando e, eventualmente, correggendo alcune
imperfezioni del pasticciato provvedimento di riforma. Dall'alto della sua
ampia maggioranza parlamentare in entrambe le Camere, potrebbe farlo
generosamente e intelligentemente anche il governo Berlusconi. Invece, il capo
del governo confonde una legittima protesta che si è finora svolta e sviluppata
in maniera del tutto pacifica in molte città italiane con una sommossa plebea
strumentalizzata dalla sinistra e annuncia (per poi smentire) con tono
imperativo che manderà la polizia nelle scuole e nell'università (dove non può
senza la richiesta dei Rettori). Non soltanto invade il campo delle competenze
del suo, molto più cauto, ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ma dimostra
anche di avere poca familiarità con la pratica della democrazia. Un po'
dappertutto nelle democrazie è pienamente riconosciuto il diritto dei cittadini
di associarsi per protestare e fare valere, anche fuori del Parlamento, secondo
modalità non violente, le loro ragioni. Neppure il presidente amico George Bush
minaccerebbe di usare la forza contro chi protesta per le sue nefaste
politiche. Vero è che, come ha lasciato intendere qualche tempo fa il
segretario del Partito Democratico, potrebbe essere in corso la
"putinizzazione", non del regime italiano, ma dello stesso presidente
del Consiglio Berlusconi che non ha mai nascosto la sua ammirazione per
l'ex-comunista Vladimir Putin. Magari i sondaggi daranno ancora a Berlusconi un
alto livello di gradimento, ma questo non basta a dargli ragione. Non è
possibile essere d'accordo con Berlusconi. Né sulla sostanza, ovvero su una
dannosa riforma della scuola e sui tagli alle spese del sistema universitario
che, al contrario, ha urgente bisogno di investimenti in strutture e in
ricercatori; né sul metodo: l'uso della polizia invece del confronto aperto senza
esito precostituito. Con pulsioni populiste e autoritarie si governa male e si
riforma peggio.
( da "Tribuna di
Treviso, La"
del 24-10-2008)
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Scuola
VENEZIA.
Anche la scuola veneta è in subbuglio, in tutte le province gli studenti di
Rete degli Studenti Medi Veneto hanno promosso varie iniziative. In particolare
a Padova striscioni sono stati appesi alle finestre dei licei, al'istituto
professionale Ruzza gli studenti sono andati a scuola vestiti di nero in segno
di lutto. A Vicenza si stanno svolgendo assemblee e sit-in, a Verona
striscioni, assemblee e volantinaggio fuori dalle scuole. Striscioni e
manifestazioni in tutte le altre città venete. E uno striscione con la scritta
"Okkupazione no allo stato di polizia" è stato srotolato nell'aula
del Consiglio regionale del Veneto dai consiglieri di opposizione del Pd, Idv,
Verdi, Pdci e Rifondazione comunista. "Con questa azione - ha spiegato il
consigliere di Rifondazione Pierangelo Pettenò - vogliamo sottolineare il
rifiuto del pugno di ferro minacciato ieri dal presidente del Consiglio".
In seguito alla protesta la seduta è stata sospesa per qualche minuto. La
sorpresa arriva dal sondaggio di un istituto trevigiano, secondo cui il ritorno
del voto in condotta e il ripristino dell'esame di riparazione sono i due
elementi della riforma della scuola del ministro Gelmini che piacciono maggiormente alle
famiglie venete. Ad affermarlo è la Quaeris di Breda di Piave specializzata in
ricerche di mercato e sondaggi d'opinione, intervistando al telefono 350
genitori. Decisamente poco apprezzati altri aspetti, in particolare
l'abolizione del tempo pieno (sfavorevoli il 93%) e l'introduzione del maestro
unico alle elementari (sfavorevoli l'87,6%). Resta la scuola elementare
l'istituzione scolastica verso cui vi è la maggior soddisfazione, di gran lunga
superiore rispetto alle altre. Gli intervistati denunciano un calo costante
della soddisfazione nel passaggio tra i diversi percorsi formativi: scuola
elementare 75% di soddisfatti, scuola media 69%, scuola superiore 63%,
università 54%.
( da "Giornale di
Brescia"
del 24-10-2008)
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Scuola
Edizione:
24/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione: Scuola, proteste e spiragli di
dialogo Occupazioni e cortei proseguono in tutta Italia. Il
ministro Gelmini difende il
decreto e apre agli studenti Berlusconi si corregge: "Mai parlato di
polizia nelle università". Il Viminale: fermezza contro i violenti ROMALa
riforma della scuola continua ad animare lo scontro politico tra maggioranza e
opposizione, mentre continuano le occupazioni di università, cortei e sit-in di
studenti in tutta Italia. Dopo le polemiche suscitate mercoledì, Silvio
Berlusconi ha gettato però acqua sul fuoco: "Non ho mai detto né pensato
che servisse mandare la polizia nelle scuole", assicura da Pechino. Lo
stesso ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini,
apre al dialogo: "Convocherò da domani (oggi, ndr), una per una, tutte le
associazioni degli studenti e dei genitori per aprire uno spazio di confronto.
Ad una sola condizione: che si discuta sui fatti", ha detto intervenendo
in aula al Senato. La linea tenuta dal centrodestra, come afferma il capogruppo
del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, è che è necessario tutelare il diritto
allo studio di chi non vuole scioperare. La presidente dei senatori del Pd,
Anna Finocchiaro sottolinea che tra i contestatori ci sono "tanti elettori
anche del centrodestra perché quella della scuola è una questione
centrale". Il Viminale, intanto, ribadisce che ogni intervento sarà
improntato al dialogo, ma allo stesso tempo avverte: si agirà "con fermezza
e determinazione" nei confronti di tutti coloro che tenteranno di
strumentalizzare la protesta con l'unico obiettivo di farla degenerare in atti
violenti. a pagina 5.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-10-2008)
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Scuola
Nazionale pag. 5 Giovani di destra "Pronti a prenderci le
manganellate" FORZA NUOVA Battaglia in Senato "Decreto Gelmini
scoperto per 20 milioni" ENRICO MORANDO "Pronti a prenderci le
manganellate".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-10-2008)
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Scuola
Nazionale
pag. 5 Dalla piazza del 1968 alla P38 del 1977 Il 2008 è l'era del web L'ultimo
sms annuncia la fine di un'assemblea, la prima email sul blackberry alle 6
spiega il programma delle proteste della giornata, il primo sms alle 8 dà
l'appuntamento davanti al liceo da occupare. Dopo il
( da "Arena, L'" del 24-10-2008)
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Scuola
Nazionale pag. 3 Giovani di destra "Pronti a prenderci le
manganellate" FORZA NUOVA Battaglia in Senato "Decreto Gelmini
scoperto per 20 milioni" ENRICO MORANDO "Pronti a prenderci le
manganellate".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-10-2008)
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Scuola
Provincia
pag. 23 Consiglio di istituto: studenti "in lotta" Al Don Milani è
pure tempo di elezioni per il rinnovo della componente studentesca in seno al
Consiglio di Istituto. A fronteggiarsi le liste 1 (Paolo Cherubini, Giuseppe
Ruberti e Kasa Adi) e 2 (Maria Pesci, Luca Cagliari, Andrea Treccani Cioli,
Alberto Dimarco, Gloria Chiarini, Anna Tononi, Paola Squassina e Martina
Conti). Gli studenti, pur presentando programma abbastanza simili e avendo
collaborato nella gestione unitaria della protesta contro
il decreto Gelmini, si sono
affrontati in un'infuocata assemblea giovedì al Cinema Teatro Gloria: al centro
dell'appassionato confronto le modalità di prosecuzione delle agitazioni. Le
elezioni si svolgeranno martedì: i 1700 alunni del diurno si recheranno alle
urne nell'ultima ora, mentre il centinaio del serale voterà durante la seconda
ora.F.MAR.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-10-2008)
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Scuola
Provincia
pag. 22 Gardone, la scuola picchettata ALL'IPSIA
"ZANARDELLI" gli studenti hanno aderito all'iniziativa nazionale del
"picchettaggio" delle scuole. Un atto simbolico e pacifico contro la
riforma Gelmini. con una
partecipazione di quasi il cento per cento degli iscritti all'istituto
gardonese.
( da "Arena, L'" del 24-10-2008)
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Scuola
Cronaca pag. 12 Proteste anti-Gelmini
La mobilitazione negli istituti superiori 4 LE ORE TAGLIATE DALLA NUOVA LEGGE I
dirigenti scolastici Perplesso sulla riforma ma garantisco le lezioni LUCIANO
CARAZZOLO Proteste anti-Gelmini.
( da "Arena, L'" del 24-10-2008)
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Scuola
INDAGINE.
Un sondaggio tra famiglie venete Sì al voto in condotta
no al maestro unico Il ritorno del voto in condotta e
il ripristino dell'esame di riparazione sono i due elementi
della riforma della scuola del ministro Gelmini che piacciono maggiormente alle famiglie venete. È quanto emerge
da una indagine condotta da
Quaeris, società di Breda di Piave specializzata in ricerche di mercato e sondaggi
d'opinione, intervistando al telefono 350 genitori. Decisamente poco apprezzati
altri aspetti, in particolare l'abolizione del tempo pieno (sfavorevoli
il 93%) e l'introduzione del maestro unico alle elementari (sfavorevoli l'87,6%).
Resta la scuola elementare l'istituzione scolastica verso cui vi è la maggior
soddisfazione, di gran lunga superiore rispetto alle altre. Gli intervistati
denunciano un calo costante della soddisfazione nel passaggio tra i diversi
percorsi formativi: scuola elementare 75% di soddisfatti, scuola media 69%,
scuola superiore 63%, università 54%. C'è comunque tra il campione intervistato
una generale condivisione per la lotta agli sprechi, per una politica di
contenimento dei costi (83%) e per azioni di incentivo tra il corpo docente
(74%).
( da "Arena, L'" del 24-10-2008)
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Scuola
STOP
ALLE LEZIONI. Stamattina al Polo Zanotto si ritrovano tutte le componenti
universitarie. Ma gli studenti polemizzano: "Un comizio spacciato per
confronto" L'ateneo si ferma: oggi c'è assemblea di Elisa Pasetto Niente
lezioni oggi all'Università. Il rettore dell'ateneo scaligero, Alessandro
Mazzucco, ha infatti indetto un'assemblea d'ateneo aperta a studenti, docenti e
personale tecnico amministrativo. È la prima nella storia dell'ateneo e vuole
fare il punto sulla situazione attuale e futura: "Università di Verona,
oggi e domani. Scenario istituzionale e linee strategiche dell'Ateneo di
Verona" è infatti il tema dell'incontro che si terrà nell'aula magna del
Polo Zanotto. La svolta è arrivata ieri mattina e segna l'inizio della fase più
calda della protesta dell'ateneo veronese contro la
cosiddetta riforma Gelmini,
che promette tagli ai fondi per la ricerca e alle assunzioni di personale
docente e amministrativo, oltre alla possibilità di trasformazione delle
università pubbliche in fondazioni private. La mossa "a sorpresa" è
arrivata direttamente dal rettore Alessandro Mazzucco, che dopo oltre una
settimana di presidi studenteschi, lezioni sospese alla facoltà di
Scienze, richieste corali di dibattito collettivo per la comunità universitaria
ha convocato per questa mattina alle 10.30 la sospirata assemblea generale di
tutte le componenti accademiche. Un appuntamento in cui Mazzucco, con ogni
probabilità, esporrà i risultati degli incontri romani svoltisi negli ultimi
due giorni nell'ambito della Conferenza dei rettori delle università italiane
(Crui), di cui il rettore è membro della Giunta, e delle trattative in corso
col governo, per non compromettere le quali, nell'ultimo senato accademico una
settimana fa, aveva escluso l'assunzione di iniziative di protesta
istituzionale. È una risposta affermativa alle aspettative di molte facoltà:
proprio giovedì i consigli di Lettere e Filosofia e Lingue avevano votato due
mozioni con la richiesta ufficiale dell'incontro, mentre a Scienze della
Formazione era già fissato un analogo appuntamento per martedì 28.
"Finalmente qualcosa si muove", commenta soddisfatto Roberto
Giacobazzi, preside di Scienze, capofila in ateneo della linea più dura contro
la legge 133/08, tanto da aver programmato ben due settimane di blocco delle
lezioni. "Mi aspettavo che qualcosa potesse accadere, perché il silenzio
istituzionale cominciava ormai a diventare assordante. Oggi il rettore ha
invitato noi presidi sul palco: penso quindi, e mi auguro, che l'incontro non
sia un monologo ma il tanto auspicato momento di confronto e discussione fra
tutte le componenti". Divisa, invece, di fronte alla discesa in campo del
rettore la componente studentesca. "Com'è possibile indire solo il giovedì
pomeriggio un'assemblea prevista per venerdì mattina, così, quasi senza preavviso?
", si chiede Jack Salbego, a nome degli oltre 200 studenti riunitisi ieri
pomeriggio al Polo Zanotto. "Il giorno scelto, poi, limita la
partecipazione dei ragazzi, molti dei quali, pendolari, il venerdì non hanno
lezione e rientrano anticipatamente a casa". Ma il fatto più grave,
ribadisce, è che le aspettative degli studenti erano altre. "A noi non
interessano conferenze o comizi spacciati come momenti di discussione, ma al
contrario la possibilità di auto-organizzare l'informazione riguardo alla
riforma nelle diverse facoltà, nelle aule didattiche, tra quelle persone che
vivono i problemi universitari tutti i giorni". Ecco perché il già
annunciato sit-in davanti al rettorato si svolgerà regolarmente, a partire
dalle 9.30, per poi spostarsi davanti al Polo Zanotto. "Una protesta
pacifica, che resterà all'esterno dell'aula", precisano i ragazzi,
"mentre solo una piccola delegazione parteciperà all'incontro portando le
nostre ragioni".
( da "Nuova Venezia,
La" del
24-10-2008)
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Scuola
Primo
Piano Il rettore Ghetti: "Quarant'anni fa occupai anch'io" Due fasi
storiche a confronto: "Allora era un modo per sentire l'università più
vicina" SEGUE DALLA PRIMA Professor Ghetti, se i suoi studenti occupassero
l'Università Lei chiamerebbe la polizia? "Non esiste una norma esplicita
che renda extraterritoriale l'area universitaria. Ma per tradizione non è mai
successo un intervento di forza, a insaputa del rettore". Dunque?
"No. Assolutamente. Non chiamerei la polizia per far sgombrare i miei
studenti. A meno che non si sia in presenza di danni erariali gravi a un bene
pubblico, il che mi obbligherebbe a intervenire. A Venezia peraltro si è sempre
agito in sintonia con il questore, non si sono mai creati pasticci o false
interpretazioni della norma. E questo è successo in tutte le Università che ho
frequentato, a Parma, L'Aquila e poi da rettore a Venezia. Il muro contro muro
è un errore". La polizia in Ateneo è meglio che non entri. "Una
risposta poliziesca ai problemi è inaccettabile. Ripeto, l'Università deve
essere un luogo di libertà e di confronto tra idee diverse. Questo è un
principio intoccabile, non è di destra né di sinistra, fa parte della
democrazia". Dunque anche lo studente Ghetti era tra gli occupanti,
quarant'anni fa. "Sì. Ero all'ultimo anno di biologìa e partecipai con
altri studenti all'occupazione della mia facoltà. Non era soltanto una protesta,
ma un modo per sentire propria l'Università, che allora era una scuola di
èlite, lontana dagli studenti". Ma allora il clima era completamente
diverso. "Certamente, oggi ci sono dinamiche del tutto diverse da
quarant'anni fa. Ma anche allora nessuno si sognava di criminalizzare gli
scioperi e le occupazioni. Ricordo che all'occupazione dell'Università
partecipò anche il mio capo dell'Ecologìa, che era un sacerdote". Oggi
siamo alla vigilia di un altro Sessantotto? "Non credo. Certo che nell'Università
confluiscono anche i disagi legati a un malessere economico oltre che di idee. La crisi finanziaria sta esplodendo, e adesso è arrivato il nuovo
decreto Gelmini". Una
riforma che non le piace. "Non è una riforma, ma un taglio alle risorse e
alla ricerca e niente di più. Di riforma e di un serio dibattito sulla scuola
italiana ci sarebbe grande bisogno, ma questo è tutt'altro". Alberto
Vitucci.
( da "Nuova Venezia,
La" del
24-10-2008)
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Scuola
Tadao
Ando andrà poi in sopralluogo al cantiere L'architetto di Punta della Dogana
tiene una conferenza allo Iuav L'aula magna dell'Iuav ai Tolentini questa sera
alle 18 sarà "occupata" dagli studenti: ma l'occasione, in questo
caso, non sono le proteste per i tagli all'università
decisi dal ministro Mariastella Gelmini, ma la conferenza che terrà il grande architetto giapponese
Tadao Ando (in foto), l'uomo che - per conto del finanziere e collezionista
francese FranÇois Pinault - sta trasformando la Punta della Dogana in un nuovo
museo dell'arte contemporanea, dopo aver già curato il restyling di Palazzo
Grassi in chiave minimalista. Ma in realtà Ando non viene a parlare
della Punta della Dogana - "Sogni attraverso l'architettura" è il
titolo della sua conferenza - ma in generale dei suoi progetti, anche, se
inevitabilmente, non potrà sottrarsi a qualche domanda degli studenti sul work
in progress del nuovo museo. Ando andrà in sopralluogo a vedere comunque lo
stato dei lavori, che è avanzato, tanto che la conclusione di essi è prevista
tra gennaio e febbraio del prossimo anno. I mesi successivi serviranno ad
allestire il museo e a portare all'interno di esso le opere della Collezione
Pinault che starebbero già scegliendo - a quanto si dice - all'interno della
sua sterminata raccolta, la curatrice americana Alison Gingeras (che ha già
"firmato" le prime mostre veneziane sulla collezione) e l'italiano
Francesco Bonami, l'autore della mostra Italics - in corso a Palazzo Grassi e
dedicata agli ultimi quarant'anni dell'arte del nostro Paese - che tanto sta
facendo discutere e polemizzare largha parte della critica artistica italiana.
( da "Nuova Sardegna,
La" del
24-10-2008)
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Scuola
Lezioni
a singhiozzo tra proteste, cortei e sit-in in vista della manifestazione
nazionale promossa per giovedì 30 ottobre a Roma In piazza per l'istruzione
pubblica Cresce la mobilitazione nelle scuole e nelle università della Sardegna
Ancora slogan e striscioni a Sassari Oniferi offre un bonus di 500 euro a chi iscrive
i propri figli in paese SASSARI. C.v.d.: come volevasi dimostrare. Date le
premesse, conseguenze scontate. "In Sardegna, con buona pace di
Berlusconi, non circolano notizie ansiogene, ma c'è un'ansia diffusa sul futuro
di scuola e università": lo dicono in coro professori, padri, madri,
studenti. Non piacciono le ultime sortite governative. Né
la riforma Gelmini
sull'istruzione obbligatoria. Né la legge "133" che stabilisce tagli
indiscriminati nei due atenei dell'isola. Così le lezioni continuano un po'
dappertutto a singhiozzo: tra proteste, cortei, manifestazioni e (finora)
nessuna occupazione. La mannaia calata su cattedre e classi, la
cancellazione dei precari, le difficoltà nel sostegno agli studenti disabili,
le sforbiciate nei finanziamenti statali si sommano ad altri provvedimenti
contestati. E suscitano disagio: un malessere molto spesso trasversale rispetto
ai tradizionali schieramenti politici. In Sardegna non scendono in piazza solo
le organizzazioni della sinistra. Lo stupore e la rabbia coinvolgono centro e
forze moderate, ragazzi delle medie come delle superiori, genitori e intere
famiglie preoccupate del domani riservato ai loro figli. Senza idee
preconcette. Se infatti il ritorno al maestro unico, il ripristino dei voti, la
scomparsa delle Professionali produrranno effetti soltanto dal prossimo anno,
già da ora fioccano i "no", le denunce, le prese di posizione.
"Il taglio al personale della scuola e dell'università è un nuovo attacco
al mondo del lavoro, un settore precarizzato da tempo, e dev'essere contrastato
con un intervento della Regione": così ha ricordato a più riprese il
segretario generale della Cgil, Giampaolo Diana. A pensarla come lui sono
parecchi. Sit-in e assemblee si succedono così a ritmo incalzante a Sassari, a
Carbonia, a Olbia nel capoluogo di regione e in tantissimi altri centri
dell'isola. In particolare, nuovi interventi e iniziative si preparano in vista
del grande raduno nazionale previsto per il 30 ottobre a Roma. E a Oniferi il
Comune pensa di offrire un bonus di cinquecento euro ai genitori per favorire
le iscrizioni alla scuola comprensiva (materna, elementare, media) a rischio
chiusura nel paese. Intanto a Cagliari il fronte degli universitari e dei docenti
è compatto nel respingere una normativa che vedrebbe ridurre i fondi e la
possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni private. Prof e studenti lo
hanno ribadito mercoledì in una riunione nella facoltà di Lettere.
Sull'occupazione invece manca un accordo unitario. Così si è decisa la
sospensione delle lezioni nella loro regolarità sino a giovedì. All'assemblea
ha preso parte il rettore. Pasquale Mistretta si è detto aperto "alle
forme lecite di protesta degli studenti e dei docenti". E ha chiarito che
non accetterà alcuna strategia di contestazione che possa arrecare danni alle
strutture universitarie. A Sassari il nucleo della rivolta investe soprattutto
Lingue, Lettere, Scienze politiche. Riunioni e assemblee continuano a
succedersi in questi giorni nelle facoltà. Ieri, poi, centinaia di universitari
sono sfilati in corteo per le vie della città con migliaia di ragazzi delle
superiori sino in piazza d'Italia. L'iniziativa ha rappresentato il bis della
grande adunata di sabato scorso, quando il coordinamento di protesta sassarese
ha portato sulle strade oltre seimila persone. Bersaglio della rivolta, ancora
una volta, il ministro Mariastella Gelmini, la legge
numero 133 e la penalizzazione dell'istruzione pubblica.
( da "Nuova Sardegna,
La" del
24-10-2008)
Argomenti:
Scuola
La
maestra. Ecco perché si diffonde una contestazione trasversale "No secco
allo Stato di polizia" SASSARI. "Berlusconi ha in mente uno Stato di
polizia: le sue dichiarazioni dimostrano come la libertà di dissenso sia
minacciata". Mariangela Moretti si dice "amareggiata". Di più,
chiarisce: "disgustata", "preoccupata",
"furibonda". Tutto dopo il monito del premier. "Pensare di usare
la forza contro studenti e insegnanti dà la misura dell'incapacità di
comprendere come queste riforme siano avversate dalle famiglie più che dai
partiti di opposizione", aggiunge con la stessa determinazione. E
prosegue: "Qui siamo di fronte a un movimento civile di protesta pacifica.
Io stessa parlo a nome del comitato spontaneo nato in
Sardegna contro la riforma Gelmini. Rappresento decine d'insegnanti e non amo mettermi in mostra se
non per difendere le nostre ragioni. La gente scende in piazza e si ribella
solo perché capisce bene che in questo caso viene attaccato frontalmente un
bene primario come l'istruzione pubblica". Mariangela Moretti è una
caparbia maestra sassarese di 47 anni, da
( da "Nuova Sardegna,
La" del
24-10-2008)
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Scuola
La
madre. "C'è il rischio concreto di un abbassamento della qualità"
Uniti gli insegnanti e le famiglie SASSARI. Giusy Manca è
una delle madri protagoniste del comitato dei genitori nato contro la riforma Gelmini. Ha 48 anni. Suo figlio studia
nel quinto circolo cittadino e rispetto ad altri compagni può contare su una
madre in grado di osservare le cose da un angolo visuale privilegiato: docente
nella facoltà di Lettere, pedagogista, Giusy Manca si occupa da anni di
marginalità e devianze minorili. I suoi giudizi sui cambiamenti alle
porte sono netti, recisi, senza appello. "Perché ci si stupisce se
nell'isola la gente si mobilita? - chiede - Contrariamente a ciò che si pensa,
i genitori sardi sono molto attenti ai livelli d'istruzione. A prescindere dai
ceti sociali, capiscono che la scuola non è di destra o di sinistra ma è un
patrimonio di tutti. Da ciò deriva l'allarme sociale, così diffuso nella nostra
regione come in altre. Quando si attacca la scuola dell'obbligo, la
partecipazione popolare alle proteste cresce. Non a caso alle manifestazioni
promosse dal nostro comitato in città hanno aderito padri e madri di centri
vicini, come Usini o Ittiri. Con una grande, evidentissima collaborazione tra
le famiglie e gli insegnanti: marciamo uniti per evitare le
penalizzazioni". "Gli svantaggi non sono legati unicamente alla
soppressione di posti di lavoro con il ritorno al maestro unico e con
l'emarginazione definitiva dei precari - spiega ancora - E anche in questo caso
domando: c'è qualcosa d'illecito nel difendere l'occupazione? Ma più in
generale ritengo che noi genitori vorremmo per i nostri figli una scuola
libera, pubblica, capace di garantire un'offerta formativa culturale reale e
una formazione efficace della persona. Noi siamo preoccupati soprattutto di
ritrovarci, dopo queste annunciate svolte governative, con un'istruzione
scadente. Da qui la scelta di batterci per tutelare le conquiste raggiunte sino
a oggi". Giusy Manca parla con ferma pacatezza nel suo studio
all'università. Alle pareti, alcuni poster riproducono opere di Kandinsky e
Magritte. Del pittore belga c'è anche "Il dominio delle luci",
dipinto che sembra calzare a pennello con il discorso logico e razionale della
madre-docente. Che infatti sottolinea: "Quando si reputa di poter tagliare
l'istruzione, si taglia la democrazia. La reazione sostanziale di noi genitori
riguarda soprattutto quest'aspetto di fondo. E trovo inconcepibile che
s'ipotizzi di ricorrere alla polizia: gli studenti hanno tutto il diritto, a
scuola come negli atenei, di protestare pacificamente. Checché ne dicano
Berlusconi e la Gelmini finora le manifestazioni sono
state ovunque civili, composte, ordinate. Sono il premier e il ministro a voler
strumentalizzare la faccenda e a montare un caso su un dissenso più che
ragionevole: un governo davvero democratico deve rispettare la contrarietà
della piazza". Da pedagogista anche Giusy Manca, infine, si sente
indignata dall'idea di classi differenti per i figli d'immigrati che devono
ancora imparare l'italiano avanzata dai leghisti. "è un'iniziativa -
afferma - che non risponde per niente alle esigenze di confronto e ai bisogni
d'educazione e indentificazione con gli adulti che i bambini vivono in questa
fase d'età. Fra l'altro è un danno pure per gli allievi di nazionalità
italiana. La presenza dei piccoli stranieri va giudicata una risorsa. A che
serve metterla in cassaforte, magari ghettizzandola, anziché trasformare la
diversità in ricchezza?". (pgp).
( da "Nuova Sardegna,
La" del
24-10-2008)
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Scuola
Ieri mattina un migliaio di ragazzi in piazza d'Italia contro la
riforma "Gelmini, non ucciderai la
scuola" Sit-in nella facoltà di Scienze politiche, oggi assemblea ad
Agraria Dibattito sui temi del contestato decreto: "Lotteremo perché il
diritto allo studio non sia riservato soltanto a poche persone" GABRIELLA
GRIMALDI SASSARI. Ancora una mattinata di protesta contro la riforma della
scuola. Ieri un migliaio di studenti universitari e delle superiori hanno
manifestato in piazza d'Italia per far sentire il proprio dissenso sulle scelte
fatte dal governo in tema di diritto allo studio. I ragazzi provenienti da
numerosi istituti e facoltà hanno così disertato le lezioni, si sono armati di
striscioni e fischietti, e hanno attraversato la città gridando slogan contro
il ministro Gelmini e il premier Berlusconi. Le
contestazioni erano cominciate al suono della campanella d'ingresso a scuola.
Gli studenti delle superiori hanno preso in mano le bombolette, tracciato i
loro pensieri su grandi teli bianchi e si sono diretti alla facoltà di Scienze
Politiche, al Quadrilatero in viale Mancini. Era lì infatti l'appuntamento con
i giovani del coordinamento studenti universitari che aveva organizzato
un'assemblea sui temi della protesta. A metà mattina il cortile della facoltà
si è riempito all'inverosimile di persone provenienti da tutti gli istituti
cittadini. Dopo alcuni interventi di servizio ci si è però resi conto che
l'incontro in quel luogo era impraticabile. Un numero troppo alto di persone e
la mancanza di un impianto di amplificazione ha indotto gli organizzatori a
dirottare l'assemblea verso un luogo aperto e grande: piazza d'Italia. "Lo
scopo dell'assemblea di oggi - hanno detto - è quello di dare informazioni
sulle conseguenze nefaste che le azioni del governo porteranno non soltanto
alla scuola elementare, ma a tutto il sistema dell'istruzione. Perchè
l'obiettivo più evidente è quello di tagliare le spese e risparmiare sui costi
del personale ma quello più sottile e meno visibile è, ad esempio, che le
università si possano trasformare in fondazioni senza più un tetto prestabilito
per le tasse. Significa che il diritto allo studio sarà garantito soltanto a un
ristretto numero di persone". Gli studenti hanno quindi lasciato la
facoltà di viale Mancini e hanno formato un corteo che si è diretto verso il
centro. Lì, ad aspettarli, davanti al palazzo della Provincia, un discreto
schieramento di forze dell'ordine, a portata di mano caschi e manganelli: i
presupposti per una tenuta antisommossa. L'assemblea, che ormai si era
trasformata in una manifestazione di protesta, si è comunque svolta in modo
pacifico fra gli interventi dei coordinatori degli studenti delle superiori e
dell'università. Non potevano mancare i commenti sulle affermazioni di Silvio
Berlusconi di mercoledì riguardo al "divieto" di occupare scuole e
università (affermazioni poi ritoccate dallo stesso premier nella serata di
ieri). "Si tratta di affermazioni dettate dal nervosismo - ha detto Mauro
Piredda, del coordinamento universitari -. Non abbiamo deciso se occupare o
meno le facoltà ma di sicuro non smetteremo di lottare. Vorremmo che anche gli
insegnanti partecipassero più attivamente a una battaglia che li vede prime
vittime, assieme agli studenti, di una riforma che non può essere
accettata". Non sono mancate però le voci di dissenso all'interno del
mondo studentesco. Alcuni gruppi di universitari ieri mattina hanno preso le
distanze dalla manifestazione. "Non siamo d'accordo sul metodo - ha detto
Antonella Puggioni dell'associazione "Non solo numeri" di Medicina -.
Noi ad esempio abbiamo scelto di non impedire la didattica ma, insieme ai
docenti, di partecipare a lezioni alternative fuori dalle aule. Vogliamo
dimostrare che non siamo fannulloni ma amiamo le nostre facoltà". Della
stessa opinione Paola Rais di Giurisprudenza: "Non siamo favorevoli a
queste forme di protesta. Oggi al Quadrilatero si è soltanto turbata l'attività
didattica". Altri invece, come Simone Campus rappresentante degli studenti
nel consiglio di amministrazione dell'Ersu, si lamentano del fatto che il
coordinamento sia qualcosa di politicizzato. Fra le bandiere quella del Partito
Comunista dei Lavoratori e nella folla giovani militanti della Rifondazione.
Tutti d'accordo invece per ritrovarsi oggi alle 16,30 nell'aula magna della facoltà
di Agraria. Lì si terrà un'assemblea organizzata dai docenti universitari, ma
sono stati invitati a partecipare anche tutti gli studenti e chiunque fosse
interessato a capire il contenuto della riforma, in particolare della legge 133
firmata a suo tempo dal ministro per l'Economia Giulio Tremonti. Nei prossimi
giorni invece, annuncia il coordinamento degli studemti, si svolgeranno
assemblee e sit-in in vari luoghi della città. Ma il corteo più corposo è
atteso per il 30 ottobre quando si terrà la grande manifestazione della scuola
a Roma. Gli studenti sassaresi hanno deciso di stare in città e unirsi alla
protesta nazionale con un'iniziativa che, sperano, sia significativa come
quella del 18 ottobre organizzata dal Comitato dei genitori delle scuole dell'obbligo.
( da "Nuova Venezia,
La" del
24-10-2008)
Argomenti:
Scuola
L'OPINIONE
NON è IL MODO DI GOVERNARE GIANFRANCO PASQUINO "Un paese può - disse una
volta in maniera memorabile Romano Prodi - essere ricco e stupido per una
generazione. Poi, se non studia rimarrà stupido, ma non riuscirà a restare
ricco". Dunque, qualsiasi paese che non investa risorse nell'istruzione,
elementare e universitaria, e nella formazione professionale rischia il
declino. In effetti, tutte le statistiche internazionali segnalano che, per
quel che riguarda l'università, il declino italiano è già cominciato e non
sembra facilmente arrestabile. Con le riforme della scuola elementare proposte
dall'improvvisato ministro Maria Stella Gelmini, le cui competenze in materia
sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del
sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile
protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori,
è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile. Non riguarda soltanto,
in maniera egoistica, comunque comprensibile, i posti di lavoro, presenti e
futuri. Riguarda, invece, soprattutto, il futuro, prossimo e di più lungo
periodo, dell'Italia. A una protesta che si diffonde, un governo democratico,
vale a dire che si vanta del sostegno popolare, cercherebbe di rispondere ascoltando
e interloquendo, spiegando e, eventualmente, correggendo alcune imperfezioni
del pasticciato provvedimento di riforma. Dall'alto della sua ampia maggioranza
parlamentare in entrambe le Camere, potrebbe farlo generosamente e
intelligentemente anche il governo Berlusconi. Invece, il capo del governo
confonde una legittima protesta che si è finora svolta e sviluppata in maniera
del tutto pacifica in molte città italiane con una sommossa plebea
strumentalizzata dalla sinistra e annuncia (per poi smentire) con tono
imperativo che manderà la polizia nelle scuole e nell'università (dove non può
senza la richiesta dei Rettori). Non soltanto invade il campo delle competenze
del suo, molto più cauto, ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ma dimostra
anche di avere poca familiarità con la pratica della democrazia. Un po'
dappertutto nelle democrazie è pienamente riconosciuto il diritto dei cittadini
di associarsi per protestare e fare valere, anche fuori del Parlamento, secondo
modalità non violente, le loro ragioni. Neppure il presidente amico George Bush
minaccerebbe di usare la forza contro chi protesta per le sue nefaste
politiche. Vero è che, come ha lasciato intendere qualche tempo fa il
segretario del Partito Democratico, potrebbe essere in corso la "putinizzazione",
non del regime italiano, ma dello stesso presidente del Consiglio Berlusconi
che non ha mai nascosto la sua ammirazione per l'ex-comunista Vladimir Putin.
Magari i sondaggi daranno ancora a Berlusconi un alto livello di gradimento, ma
questo non basta a dargli ragione. Non è possibile essere d'accordo con
Berlusconi. Né sulla sostanza, ovvero su una dannosa riforma della scuola e sui
tagli alle spese del sistema universitario che, al contrario, ha urgente
bisogno di investimenti in strutture e in ricercatori; né sul metodo: l'uso
della polizia invece del confronto aperto senza esito precostituito. Con
pulsioni populiste e autoritarie si governa male e si riforma peggio.
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Dietrofront
sulla linea dura. Gaffe del ministro dell'Istruzione al Senato assediato dai
manifestanti. La protesta si estende Scuola, Berlusconi si smentisce "Mai
pensato alla polizia". La Gelmini: incontrerò gli
studenti SILVIO BERLUSCONI ROMA - Dietrofront del presidente del Consiglio
sull'invio delle forze dell'ordine nelle università per impedire le
occupazioni: "Non ho mai pensato all'uso della polizia". Intanto la
protesta si allarga. Il ministro dell'Istruzione Gelmini annuncia che incontrerà i
rappresentanti degli studenti, che ieri in corteo nelle vie di Roma hanno
cercato di raggiungere il Senato: durante il dibattito sulla riforma della
scuola la Gelmini ha
commesso una gaffe, sbagliando la pronuncia della parola "egida".
SERVIZI DA PAGINA
( da "Centro, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Cronaca
A rischio una ventina di sedi nel Vastese VASTO. Con il decreto 154 rischiano
di scomparire una ventina di sedi scolastiche con meno di 50 iscritti dislocate
nei Comuni dell'entroterra e che fanno capo già ad istituti comprensivi.
Nell'Alto Vastese si ipotizza la creazione di tre grandi poli scolastici a
Palmoli, Celenza sul Trigno e Fresagrandinaria, facenti capo attualmente al
Comprensivo di Carunchio. Amministratori e dirigenti
didattici sono alle prese con proposte di riorganizzazione per evitare che le
novità previste dalla Gelmini possano penalizzare i territori a rischio spopolamento. Il piano
di dimensionamento che dovrebbe risparmiare le scuole dell'infanzia, riguarda
anche gli istituti dei centri più grandi con meno di 500 iscritti, da accorpare
o riorganizzare. Sono l'Istituto d'istruzione superiore Pudente (Isa e
Classico) a Vasto, l'Agrario a Scerni, l'Istituto d'istruzione superiore
Mattioli a San Salvo (Itc-Scientifico e Professionale).
( da "Centro, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Cronaca
No ai tagli, il grido degli studenti Corteo sfila in centro, per ora nessuna
scuola occupata VASTO. Striscioni, cori, slogan contro il
ministro Gelmini ed il
premier Berlusconi accompagnati dai piatti acustici. Anche in città gli
studenti sono scesi in piazza per dire no alla riforma, difendere l'istruzione
pubblica e salvaguardare le istituzioni scolastiche. Il corteo - un migliaio
secondo gli organizzatori, 500 secondo il commissariato - si è snodato dal San
Paolo a piazza Barbacani. Alla protesta, organizzata dal liceo
scientifico Mattioli con una rappresentanza del liceo classico Pudente e
dell'Industriale Mattei non hanno aderito Magistrale, Commerciale e Geometri ed
Istituto d'arte. Meno fondi per la manutenzione scolastica, carenza di
personale tecnico e una ventina di piccole scuole del Vastese che rischiano la
chiusura con il ridimensionamento previsto dal decreto Gelmini.
Questa la situazione che è stata contestata lungo la strada. "Alle ragioni
nazionali della protesta si uniscono quelle locali", puntualizza Antonio
Del Casale, rappresentante del Mattioli. "Ora si parla di tagli, ma la
diminuzione di fondi e trasferimenti, allo Scientifico si è fatta sentire da
settembre. In alcune aule piove, la manutenzione lascia a desiderare"
denuncia, "due anni fa c'erano due tecnici di informatica, attualmente
nessuno, un altro laboratorio ha un responsabile a giorni alterni",
ricorda. "Questa è la scuola di qualità di cui si parla? Se i fondi si
riducono, come si possono garantire o addirittura potenziare servizi
indispensabili?", si chiede Michele Del Borrello del Comitato studentesco.
La manifestazione è stata preceduta da un'assemblea ed i promotori invieranno
una lettera al Presidente della Repubblica per esprimere il loro dissenso.
"Informare e sensibilizzare sugli effetti delle nuove disposizioni è un
altro obiettivo del Comitato", aggiunge Marta Costantino. "La
mobilitazione a Vasto ha superato le aspettative", commenta Emiliano
Giattini. Di occupazione tuttavia al momento non ancora si parla, un eventuale
intervento delle forze dell'ordine spaventa i ragazzi. Intanto il 30 una
delegazione studentesca sarà a Roma per lo sciopero nazionale. La protesta,
"corretta e pacifica" come la definisce lo stesso vice questore
Cesare Ciammaichella, è partita dallo Scientifico dove anche i professori,
durante una assemblea auto-convocata, si sono espressi sulla riforma. Il loro
documento sarà sottoposto ai sindacati che oggi, nell'aula magna dell'istituto,
sono impegnati in un'assemblea territoriale congiunta dalle 11. (s.a.).
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Il
caso Mariastella sotto assedio al Senato Fuori gli studenti, bagarre in aula: e sbaglia a pronunciare egida Gelmini: "Campagna terroristica" I senatori Pd e Idv parlano
ai ragazzi CARMELO LOPAPA ROMA - Il compitino lo stava leggendo con una certa
convinzione, emozionata appena, comunque mettendocela tutta, tra quegli
schiamazzi dai banchi alla sua sinistra e l'eco degli slogan che gli studenti
urlavano nei megafoni lì fuori Palazzo Madama. La maestrina si era
presentata in classe inappuntabile, tailleur grigio, consueti occhialini very
intellectual. A rovinare tutto quello sbadato dello staff ministeriale, che le
ha tirato il brutto scherzo di dimenticare di segnare pure gli accenti del
discorso con cui la ministra Mariastella Gelmini
avrebbe dovuto difendere la sua contestatissima riforma nell'aula del Senato,
mentre per le strade stava divampando la protesta. Lei che accusa l'opposizione
di aver dimenticato il libro bianco "scritto sotto l'egìda... del governo
Prodi". Proprio così, il ministro dell'Istruzione, l'egìda, con accento
sulla "i". "Non sai neppure dove si mettono gli accenti",
"torna a studiare" esplode mezzo emiciclo in un concerto di
"boooh" e sonore risate. Le donne le più inviperite. Le democratiche
Fiorenza Bassoli, Maria Fortuna Incostante, Mariapia Garavaglia. "Colleghi
per cortesia" interviene il presidente del Senato Renato Schifani per
consentire al ministro di riprendere. E riprendersi. "Scritto sotto
l'ègida...", ecco, così va meglio. Ma è solo l'inizio della corrida, in
un'aula di Palazzo Madama tornata "viva" per un giorno dopo i due
anni al cardiopalma della passata legislatura. Senato, ora di pranzo, il
ministro più contestato del governo, quello che i ragazzi dei cortei vorrebbero
di nuovo a scuola, nella migliore delle ipotesi, si alza, schiarisce la voce e
replica con intervento scritto alle contestazioni di questi giorni. Le tocca
chiudere la discussione generale sul suo decreto ormai pronto per
l'approvazione della prossima settimana, proprio all'indomani dell'uscita
berlusconiana sulle forze dell'ordine. In un clima già surriscaldato di suo.
Lei, va da sé, ci ha messo del suo per accendere ancor più gli animi, mentre i
colleghi Elio Vito e Sandro Bondi restano immobili al suo fianco. Legge cose
del tipo: "Avrò la tenacia della goccia che scava la pietra della
demagogia", oppure, "il voto in condotta serve a riscattare gli insegnanti
umiliati, spero mi siano grati", fino all'accusa più impegnativa
all'opposizione, "fuori dal Senato si è scatenata una campagna
terroristica che ha diffuso false informazioni". Certo, poi cita Luigi
Berlinguer e si dice disponibile a incontrare gli studenti. Ma ormai la
frittata è fatta. Aula in subbuglio e lei: "Ben più delle vostre proteste
- replica stizzita lei - mi preoccupano le falsificazioni che sono state messe
alla base di queste proteste". Caos. "Ma di che falsificazioni
parli?" le urla contro Luciana Sbarbati. E Luigi Lusi: "Abbia
rispetto, ministro, abbia rispetto". Il più infervorato è Costantino
Garraffa, vero capo ultrà degli scranni Pd: "Gelmini
santa subito", "ma faccia il ministro, se ne è capace",
"bugiarda, lei è una bugiarda". Perfino la glaciale capogruppo Pd
Anna Finocchiaro a un certo punto sbotta. "Guardi che la politica non è un
pranzo di gala e non si può ribattere alle critiche dicendo che sono tutte
bugie. Di unti del signore ne basta e avanza uno". Dalla maggioranza ci provano
pure a difendere la trentenne finita nella fossa dei leoni, con sonori applausi
a ogni passaggio. Ma niente. Schifani ormai interviene e richiama all'ordine di
continuo. In fin dei conti, è la conclusione della Gelmini,
tutti gli altri ministri dell'Istruzione "prima di me sono stati
contestati". E amen. Per i senatori Pdl e Lega vale un'ovazione, tra i
fischi dell'opposizione. Giù il sipario. Nel frattempo, ora dopo ora Palazzo
Madama finisce sotto l'assedio degli studenti, tappa finale di cortei più o
meno organizzati. I senatori del Pd si danno il cambio in staffetta per
incontrarli e calmarli. Finocchiaro, Garavaglia, Franco, Bastico, il
dipietrista Pardi, il dalemiano La Torre che a un certo punto impugna un
megafono per calmare i più focosi. Perché dai più agguerriti piovono fischi
contro chiunque esca dal Palazzo, ce n'è anche per loro del Pd che spiegano
come sta andando dentro. Tutti gli altri senatori, la gran parte, preferiscono
guardare da lontano, dietro le finestre, nelle pause dei lavori. "Siete
voi, siete voi, la vergogna dell'Italia siete voi!" è il coro delle
centinaia laggiù. "Vergogna è permettere a questi di arrivare fin
qui" commenta un capannello di senatori della maggioranza dietro una
tenda. Prima che passi la richiesta del Pd Zanda di sospendere l'esame del
decreto e rinviarlo a martedì, c'è anche il tempo per il primo sequestro della
tessera di un pianista in aula. Soliti senatori che votano per gli assenti.
Dall'opposizione urlano e additano stavolta il colpevole. Il presidente
Schifani spedisce i senatori questori a sequestrare. La tessera non viene
fuori. "Se la non consegnate sospendo i lavori", alza insolitamente
la voce il presidente. A quel punto Carlo Sarro, Pdl, viso piantato per terra,
allunga il braccio e consegna ai commessi la tesserina del vicino di banco
assente, Sergio Vetrella. I lavori riprendono. Ma che figura.
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Al
Viminale summit con le forze dell'Ordine: occupate 150 scuole e 20 facoltà, 300
le manifestazioni "Dissenso garantito, ma ci sarà fermezza" ALBERTO
CUSTODERO ROMA - Nessun ricorso alla forza per sgomberare le 150 scuole e le 20
facoltà occupate. Anzi, il dissenso è garantito, "purché espresso nel
rispetto della legge". "Fermezza" e "determinazione"
solo nel "prevenire qualsiasi tipo di degenerazione violenta". Il
ministero dell'Interno ha riassunto così, in un comunicato, la sua posizione a
proposito della protesta nelle scuole italiane contro la
riforma Gelmini. Dopo la
retromarcia del premier che ha dichiarato di non aver "mai pensato alla
polizia nelle scuole" anche al Viminale si cerca di stemperare la violenta
bufera scoppiata nel Paese dopo l'annuncio di Berlusconi dell'altro giorno di
voler dare "istruzioni dettagliate" proprio al ministro dell'Interno
su "come intervenire con le forze dell'ordine". La riunione
presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano, cui hanno preso parte il capo
della Polizia Antonio Manganelli, il capo di stato maggiore dell'Arma, Leonardo
Gallitelli, il direttore del servizio segreto civile (Aisi), Giorgio
Piccirillo, s'è conclusa, infatti, con un comunicato stampa all'insegna della
distensione e del dialogo. L'unico accenno a un intervento delle forze
dell'ordine si ha solo quando il Viminale precisa che in caso di
"degenerazione violenta", "i responsabili saranno identificati e
denunciati alla magistratura". Per il resto, le forze dell'ordine si
limiteranno a "tenere costantemente aggiornato il quadro informativo che
presenta elementi di fluidità con una permanente analisi delle ipotesi di
rischio". Le manifestazioni, dal primo al 23 ottobre, sono state 300. Il
Viminale conclude con l'"auspicio" che presidi e rettori garantiscano
all'interno delle facoltà e delle scuole "la continuità didattica". E
l'"augurio" che "sia aperto uno spazio di confronto" fra la
Gelmini e "chi ha animato la protesta". è
botta e risposta, intanto, fra opposizione e maggioranza sull'uso del sito
istituzionale di Palazzo Chigi nel quale è stato pubblicato il documento del
Governo intitolato "Tutte le bugie del centrosinistra". Ricardo Levi,
portavoce del Governo ombra del Pd, ha accusato l'esecutivo di fare
"propaganda". Palazzo Chigi ha replicato spiegando che quel documento
"è stato presentato ai giornalisti dal premier e dal ministro
dell'Istruzione in una conferenza stampa. E quindi è stato pubblicato sul
sito".
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Scuola,
dietrofront di Berlusconi "Mai detto che manderemo la Polizia"
Veltroni: "Le parole sono pietre". La Gelmini: vedrò gli studenti Lo scontro
Il premier attacca la stampa: "C'è divorzio tra l'informazione e la
realtà" GIANLUCA LUZI DAL NOSTRO INVIATO PECHINO - Nega di aver mai
pensato di mandare la polizia nelle scuole e nelle università, ma nello stesso
tempo conferma che per lui occupare un liceo o un ateneo è un reato "come
occupare un aeroporto", e mentre a Roma il ministro Gelmini
tira dritto sulla riforma ma offre una disponibilità al confronto:
"convocherò gli studenti", Berlusconi continua a dare la colpa alla
sinistra che "soffia sul fuoco e dà cifre false" e su giornali e tv
che "hanno divorziato dalla realtà". Anche nella capitale cinese dove
partecipa al summit Asia-Europa, Berlusconi è fedele alla linea di ricerca del
consenso a tutti i costi che lo ha premiato finora con un indice di gradimento
"imbarazzante" e continua a soddisfare la richiesta di "legge e
ordine" che viene dai cittadini. Ma l'argomento della scuola, con l'ondata
di occupazioni e di proteste, è difficile da gestire anche per il presidente
del consiglio con il rischio di provocare la reazione negativa dei genitori,
perfino di quelli che hanno votato per il centrodestra ma che hanno un figlio o
una figlia al liceo o all'università e che magari si beccano una manganellata o
una denuncia per occupazione. Berlusconi se ne rende perfettamente conto e
infatti per ora si limita a minacciare e subito dopo a tirare il freno a mano.
E così, nonostante il resoconto della conferenza stampa di mercoledì pubblicato
sul sito del governo dica il contrario, Berlusconi sostiene che "non ho
mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei
giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà". In realtà
specifica Berlusconi "ho detto invece che chi vuole è liberissimo di
manifestare e protestare ma non può imporre a chi non è della sua idea a
rinunciare al suo diritto essenziale. Impedire che qualcuno eserciti un proprio
diritto credo che debba essere considerato un reato". Comunque "chi
vuole manifestare è liberissimo di farlo, ma non di sparare bufale sui numeri
delle partecipazioni. E per dissuadere gli studenti ho in mente qualche sistema
molto spiritoso, ma per ora non lo dico". In sostanza "si tratta di
proteste pretestuose e non legate alla realtà, in piazza vedo solo cartelli
basati su false informazioni: non è vero che saranno licenziati 83 mila
insegnanti o che ci saranno classi apartheid per i bambini di altri paesi nè
che vogliamo ridurre il tempo pieno". E la responsabilità ricade sulla
stampa e sulla sinistra che usa la scuola "come pretesto per fare una cosa
contro il governo". Di fronte all'evidente autosmentita di Berlusconi
sull'uso della polizia, il Pd attacca. "Quando si fa quel lavoro lì -
avverte Walter Veltroni intervenendo ad "AnnoZero" - le parole sono
pietre e prima di pronunciarle occorre ponderarle. Quella frase può avere
effetti gravissimi, c'è il rischio di una radicalizzazione. Un grande movimento
pacifico può essere spinto" a radicalizzare le sue manifestazioni. Per il
segretario democratico, "in nessun altro paese occidentale è possibile
assistere a questo teatrino. Il presidente del Consiglio ha fatto ieri una cosa
minacciosa , poi ha smentito. Sono contento per la smentita del presidente del
Consiglio ma non sono affatto contento per il mio paese. Abbiamo un presidente
del Consiglio che ogni giorno dice una cosa enorme e dopo 24 ore la
smentisce".
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Cronaca
Facebook E sul social network l'assemblea è permanente Sul sito di social networking
più in voga tra gli universitari, sono tanti i gruppi di opposizione al
ministro Gelmini. Quello che in termini numerici
unisce più utenti è la causa "A favore dell'istruzione e della ricerca. No
alla legge 133" che conta oltre 80mila adesioni. Poco più di 25mila
persone sono invece gli iscritti al gruppo "No al
decreto Gelmini", che
invita i partecipanti a mandare email al presidente Napolitano perché si
opponga alla riforma. Su Facebook sono tuttavia presenti anche decine di gruppi
che fanno dell'ironia la loro arma principale come "Internate la Gelmini" e "Scommetto che
almeno 5 milioni di persone odiano la Gelmini" che per ora è fermo a 13mila iscritti ma in continua
crescita.
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Cronaca
Sms, videofonino e YouTube così la rivolta corre sul Web Su Repubblica.it il
racconto in diretta del movimento Frammentazione e velocità tra le
caratteristiche della generazione "liquida" VITTORIO ZAMBARDINO ROMA
- E il ciclostile? Per quelli di Beata Ignoranza, "blog di resistenza
delle scuole pratesi, è un'insalata: il testo di un comunicato, l'agenda delle
prossime manifestazioni, una vignetta contro la Gelmini di un disegnatore famoso,
qualche articolo di giornale e un video comico da Crozza Italia sulla maestra
unica. Non è il tadzebao del �68 né la radio libera del �77. è la generazione
digitale che sa come mandare su Internet quello che vede e quello che ha
imparato a raccontare in diretta, in quella continua narrazione di se stessi di
cui sono campioni, fatta con poco, anche solo con uno sms: "In
questo momento stanno sfilando più di 1550 persone", c'era scritto su un
blog di Padova. Tutto si mescola in un linguaggio-collage e in un'assemblea
permanente, dove a Torino leggono cosa scrive Palermo e viceversa, in tempo
reale o quasi. Se oggi la polizia caricasse un corteo a Milano, dopo venti
minuti su YouTube ci sarebbero il video: magari girato da una mano che trema o
fugge, e da un cellulare da 100 euro. Ma subito lo vedrebbero a Torino e a
Palermo. E su YouTube le immagini del movimento ci sono già. Non ruggisce come
30 e 40 anni fa, questo movimento-rete. Se c'è un grande assente da tutte le
sue espressioni è la violenza. Da Il Buco Neto, blog dei fisici precari dello
INFN, fino Montale, tenuto dai ragazzi della Quarta B di una media superiore di
Pontedera, è solo racconto: "Abbiamo fatto lezione - c'è scritto su
Montale - per un ora e mezzo sul corso, la classe era completamente assorta ad
ascoltare le parole della spiegazione ed i passanti stupiti si fermavano a
leggere lo striscione "se ci togliete l'istruzione, fuori noi facciamo lezione"".
è un movimento frammentato: i blog dei precari, quello delle maestre, quello
dei ragazzi delle medie, quello dell'Alma Mater. Niente sintesi politica, molti
collegamenti (link) fra un sito e l'altro. Del resto la rete è intensa e immediata:
nelle statistiche di Google le ricerche con la parola "Gelmini"
hanno avuto negli ultimi 30 giorni punte di incremento oltre il 5000% sui 30
precedenti. La statistica delle città dove sono state effettuate quelle
ricerche (Google la fornisce) è aperta da Pisa. Ognuno sceglie lo strumento che
gli è congeniale. Blog argomentativi e un po' verbosi per precari e insegnanti,
ma anche i forum dei giornali, su Repubblica.it sono intervenuti in molte
centinaia. Petizioni dure e di battaglia per chi cerca firme: alcune sono
grandi successi, 16mila, anche 30mila. Ma per i ragazzi vince il
"nuovo" web: ad esempio le foto sul sito di album Flickr sono
null'altro che un racconto per immagini di queste ore. E poi c'è Facebook.
Tante le pagine "anti Gelmini": una con più
di 60 mila mila adesioni, ma anche aggregazioni meno fortunate. Qui però la
caratteristica è che ogni aderente funziona come un uomo sandwich: ha la sua
pagina, ci può scrivere e pubblicare le foto e i video che vuole e gli altri
vedono automaticamente quello che sta "dicendo". Un corteo
elettronico. Non violento. (Testi del dossier a cura di Mauro Munafò).
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Insegnante
a Milzano in provincia di Brescia e delegata sindacale Cgil Cinzia, la sorella
maestra, guida il progetto "Integrazione" CINZIA SASSO DAL NOSTRO
INVIATO MILZANO - La scuola della Gelmini è un
edificio basso, il cortile con i sassolini intorno, il portone chiuso a chiave,
un silenzio perfetto che arriva dalle aule, il bidello che a chi suona il
campanello risponde brusco "non ho tempo di parlare, sto lavorando".
Bassa bresciana, campi con il concime appena sparso, 1.700 abitanti e 314
stranieri di cui 117 minorenni. Un laboratorio perfetto di quel che è la scuola
oggi, con i bambini che sembrano lo storico manifesto della Benetton, e i
maestri che hanno dovuto inventare un modo per insegnare e farli stare tutti
insieme. Un modo che si chiama "Progetto Integrazione Alunni" di cui
è reponsabile la Gelmini. Intendiamoci: Gelmini Cinzia. Perché questa è la scuola della sorella del ministro,
maestra elementare e delegata sindacale della Cgil. Sarebbe un'occasione buona
per aiutare a fare chiarezza sulla contestata riforma della Gelmini Mariastella: una maestra con
trent'anni di insegnamento sulle spalle e un impegno nel sindacato che è in
prima fila contro la riforma, potrebbe raccontare cosa si fa in una
scuola dove l'utenza è fatta per il 40 per cento di figli di immigrati. E
ipotizzare cosa si farà se ci sarà il maestro unico e i bambini stranieri
saranno iscritti alle classi-ponte. Si potrebbe se non ci fosse di mezzo la
parentela e il gioco delle sorelle-contro che i giornali amano e la stimata
maestra di Milzano detesta. "Non vi siete mai occupati di noi - ringhia
una mamma fuori dalla scuola - lo fate adesso solo perché così giocate sulle
liti di famiglia". E non è la sola a inveire contro i giornalisti che
affollano il paese per strappare alla maestra un commento e per sapere se
parteciperà allo sciopero del 30 ottobre. Lei non ha mai risposto eppure ha
letto sui giornali dichiarazioni mai rilasciate tanto che domenica ha diffuso
un comunicato per smentire di avere mai detto che parteciperà allo sciopero.
Significa che andrà a fare lezione mentre il sindacato di cui è delegata chiama
alla protesta? "No - spiega un dirigente Cgil - significa semplicemente
che Cinzia non ha detto le parole che le sono state attribuite e che intende
continuare a operare come ha sempre fatto".
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Cronaca
Roma, in corteo studenti e mamme Migliaia in piazza contro
la Gelmini, momenti di
tensione davanti al Senato La mobilitazione MARIA NOVELLA DE LUCA ROMA - A sera
sono in migliaia, le facce della protesta ci sono tutte, piazza Navona è quasi
piena, per ore studenti e polizia si guardano dai fronti opposti del
marciapiede, la tensione è alta e gli slogan cattivi come non mai, Roma
è blindata, ma alla fine per fortuna non succede nulla. La piazza ha vinto
però, così dicono i ragazzi, i professori e anche le mamme anti-Gelmini, tutti autoconvocati con la velocità degli sms, ha
vinto perché Berlusconi fa marcia indietro, afferma di non aver mai invocato la
polizia contro chi fa le occupazioni, gli studenti non ci credono e annunciano
nuove barricate, vere e virtuali. Si è conclusa pacificamente quella che poteva
essere la prima giornata di scontro, anche fisico, tra il nuovo movimento e le
forze dell'ordine, un clima cupo, da '77, con gli studenti di tutti gli atenei
romani arrivati davanti alle finestre del Senato, dove si discute il decreto Gelmini, legge 133, per contestare non solo la riforma della
scuola, ma anche, e soprattutto il premier. "La vergogna dell'Italia siete
voi", "Mafiosi, fascisti": i cortei si ritrovano di fronte a
Palazzo Madama, molti arrivano quando è già sera, il più folto, quello
Sapienza, a lungo bloccato a pochi metri dal Senato, entra a passo di corsa
dentro piazza Navona serrato ai lati dagli agenti. Mani alzate, insulti,
qualche spintone, qualche passamontagna, poi tutto si placa. Ma è la prova
generale di quello che potrebbe essere. I capi della protesta però, dal
collettivo di Scienze Politiche a Fisica, invitano alla calma: "Non
rispondete alle provocazioni" urlano nei megafoni, ma a dire il vero la
polizia sembra avere ordini precisi, e di provocazioni non c'è traccia.
"La vostra crisi non la pagheremo noi", "Siete tutti
pregiudicati", "Vi resta soltanto la camorra": ad un certo punto
la protesta è così forte che qualcuno, incautamente, oscura le finestre orlate
di bandiere che dal Senato guardano vero la piazza. Le urla e gli slogan
raddoppiano, triplicano, che le finestre dopo pochi minuti vengono riaperte...
I pochi politici della maggioranza che lasciano l'aula nel pomeriggio vengono
ricoperti di insulti. Dall'opposizione invece i senatori si muovono a gruppetti
per parlare con gli studenti. Si presentano Nicola Latorre, i ministri del
Governo ombra Mariapia Garavaglia, Vittoria Franco e Mariangela Bastico. E poi
Albertina Soliani, Vincenzo Vita. "Siamo con voi", dicono, ma qualche
fischio parte anche per loro. In serata la piazza si anima di mamme e bambini.
è la protesta contro i tagli alle elementari, contro il maestro unico, che si unisce
e salda a quella degli universitari contro le misure previste dal ministro
Tremonti nella nuova Finanziaria. "Maria Stella nascente, scuola
cadente", dicono gli striscioni degli allievi un po' infreddoliti di una
scuola primaria della periferia Sud di Roma. Piano piano la manifestazione si
scioglie, ma per molti studenti il lavoro continua: si torna nelle facoltà
occupate, brandine e sacchi a pelo, si preparano le mozioni per le assemblee di
ateneo, si stampano documenti e volantini. "Siamo solo all'inizio",
dicono arrotolando gli striscioni, parafrasando uno slogan antico ma buono per
ogni stagione di protesta.
( da "Nuova Sardegna,
La" del
24-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Cagliari
Muravera, gli studenti contro la riforma Gelmini MURAVERA. La contestazione alla Gelmini arriva anche nelle scuole di
periferia. Dal 17 ottobre gli studenti degli istituti superiori del Sarrabus
sono in stato di agitazione per contestare la riforma. Dopo alcuni giorni di
sciopero e occupazione gli studenti stanno autogestendosi. "A
pagare le spese - sostengono gli studenti dell'istituto tecnico Luigi Einaudi -
non saranno soltanto le scuole primarie, colpite dal ritorno al maestro unico,
ma tutte le altre scuole, perché la decimazione dei docenti e il
sovraffollamento delle classi riguardano l'intero sistema
dell'istruzione". Al liceo Giordano Bruno il dirigente scolastico ha
concesso agli studenti uno spazio interno alla scuola, dove il comitato
studentesco che si è costituito spontaneamente e tutti gli studenti, potranno
riunirsi anche nel pomeriggio per approfondire i punti della riforma e tutti i
temi da essa derivanti. "Abbiamo deciso di passare ad azioni di protesta
fine a se stessa - dice Aurora Orrù - ad azioni di dialogo costruttivo e
informativo atto a rafforzare la nostra consapevolezza e la conoscenza della
riforma e delle sue conseguenze". (j.bu.).
( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)
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Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 253, pag. 6 del 24/10/2008
Autore: di Paolo Silvestrelli Visualizza la pagina in PDF
Nelle scuole elementari molti docenti con i requisiti di pensionabilità
libereranno posti disponibili Sono 1500 i maestri da ricollocare Nel
( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)
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Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 253, pag. 6 del
24/10/2008 Autore: di Pierluigi Mantini Visualizza la pagina in PDF
NEO - DEM Le provocazioni di Berlusconi fanno male alla scuola e al
paese Le giravolte del premier, che invita la polizia ad intervenire nelle
scuole e convoca il ministro dell'interno Maroni per impartire direttive e poi,
sconfessato anche dagli alleati di governo, prova a smentire se stesso, sono un
esempio di carenza di leadership dinanzi alla prima vera prova di opposizione
sociale dall'inizio della legislatura. Il rischio di radicalizzare lo scontro e
la conflittualità è evidente ed è confermato dal prevedibile aumento delle
occupazioni. E' difficile ritenere che tale effetto non sia stato messo in
conto e dunque voluto. Se così stanno le cose l'alternativa è tra
irresponsabile provocazione e incapacità di governo. Ridurre l'opposizione ad
una pesante manovra di tagli ad una questione di ordine pubblico vuol dire
fomentare il disordine e l'estremismo. L'esatto contrario di ciò che è
necessario. Quasi tutti i commentatori e gli stessi giudizi politici convengono
su questo punto. Eppure il governo dovrà chiarire con serietà e precisione,
dinanzi al parlamento, sulla base di un'interrogazione firmata da moltissimi
deputati, quali criteri e direttive intende adottare circa l'uso della forza
pubblica nei riguardi delle manifestazioni in corso nelle scuole e in molte
città italiane. Ricapitoliamo. Sono in corso in questi giorni numerose
manifestazioni di protesta, sull'intero territorio nazionale, nei confronti
della cd. "riforma Gelmini",
e dei pesanti e gravi tagli di risorse per la scuola e l'università (meno 8
miliardi e meno 10 per cento di bilancio), iniziative e manifestazioni che
vedono un'ampia presenza non solo di studenti ma anche di docenti e genitori.
Su questi temi si è espresso autorevolmente il Capo dello Stato per ricordare
il fondamentale ruolo della scuola e della ricerca per il futuro del
Paese e delle nuove generazioni e la necessità che il confronto sulle riforme
utili, anche sul versante della opportuna riduzione degli sprechi e della
razionalizzazione della spesa pubblica, avvenga in parlamento e nella società
in un clima costruttivo. Sul piano parlamentare il confronto e il dialogo
emendativo sono stati impediti dal ricorso, da parte del governo, alla
decretazione d'urgenza e al voto di fiducia su temi che avrebbero invece
meritato una ben più ampia condivisione. Le manifestazioni in atto in questi
giorni in molte città italiane, per quanto vivaci, hanno però mantenuto
caratteri di civiltà ed è fondamentale, per il sistema democratico, che vi sia
da parte dello Stato e delle forze dell'ordine un atteggiamento prudente e
tollerante nei confronti delle diverse forme di espressione della protesta al
fine di non inasprire e degenerare la conflittualità, nell'interesse della
tutela della legalità e dei diritti fondamentali dei cittadini. Non sembrano
inquadrarsi in questo principio di prudente ed efficiente condotta i tafferugli
avvenuti a Milano il giorno 21 ottobre, nei pressi della stazione Cadorna, con
cariche delle forze dell'ordine nei riguardi del corteo degli studenti, che
hanno provocato sei feriti, poiché, a quanto è dato sapere, l'azione delle
forze di polizia, con ampio ricorso all'uso della forza, si è svolta in modo
preventivo ossia nel presupposto dell'intenzione di un'occupazione simbolica
dei binari ferroviari da parte degli studenti. Orbene non è in discussione che
le manifestazioni debbano svolgersi nel rispetto della legalità e dei diritti
di tutti i cittadini e che le violazioni della legge siano sanzionate secondo
le norme vigenti ma l'uso preventivo della forza pubblica deve essere riservato
solo a fatti di sicura gravità sul piano criminale e non può essere ricondotto
ad un processo alle intenzioni e ad un uso sproporzionato della forza. In altri
termini se c'è un occupazione simbolica di binari ferroviari, con
un'interruzione di pubblico servizio, ben potranno essere denunciati i
responsabili per eventuali reati che compete alla magistratura accertare, ma
non si può procedere con cariche e manganelli in via preventiva. Il problema
della legalità delle forme di protesta c'è eccome, ma non si affronta come fa
Berlusconi. Intanto circolano molti testi sulle mailing list degli studenti e
dei docenti. Una delle letture più gradite inizia così: "facciamo
l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito
dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la
vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula
in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata
dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per
trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole
di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in
quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito
dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.
Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private" Pietro
Calamandrei "In difesa della scuola pubblica", 11 febbraio 1950). Un
discorso importante, non certo privo di fondamento. Ma, per un più sereno e
costruttivo confronto, sarebbe anche utile la lettura di qualche pagina del
brillante libro di Giovanni Floris, dedicato alla scuola italiana,
dall'eloquente titolo "La fabbrica degli ignoranti" (Rizzoli, 2008).
Nel clima di scontro aizzato dal premier si potrà mai arrivare a tanto?.
( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)
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Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 253, pag. 3 del
24/10/2008 Autore: di Roberto Miliacca Visualizza la pagina in PDF
Berlusconi frena: mai detto sì alla polizia a scuola. E la Gelmini
apre: parlerò con gli studenti Esplode la protesta studentesca Maroni: 300
manifestazioni dal 1° ottobre, 20 facoltà occupate Il quotidiano Libero ieri ha
titolato: "Attenti a voi, ragazzi. Il premier ha accolto il nostro
appello: interverrà la Polizia per rimuovere i picchetti davanti agli
istituti". E Il Giornale: "Scuola, sono tornati i cattivi
maestri" aggiungendo, nel catenaccio, "Insegnanti che mettono
volantini negli zainetti, no global infiltrati e sindacalisti: ecco chi soffia
sul fuoco della protesta. Berlusconi: no alle occupazioni, chi vuole studiare
deve poterlo fare. Ho chiesto al ministro Maroni di intervenire". I due
principali quotidiani vicini al centrodestra hanno aperto in questo modo, ieri,
le loro prime pagine, attingendo alle parole del premier Silvio Berlusconi
contro le manifestazioni studentesche organizzate per contestare il decreto Gelmini e contro le falsità della sinistra sulla scuola.
Eppure ieri il Cavaliere ha smentito tutta, ma proprio tutta, l'informazione
italiana, compreso Libero e Il Giornale: "Non ho mai detto nè pensato che
servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto
scorrere sono lontani dalla realtà", ha spiegato Berlusconi da Pechino.
"Ho detto invece che chi vuole è liberissimo di manifestare e protestare
ma non può imporre a chi non è della sua idea a rinunciare al suo diritto
essenziale. Ancora una volta c'è stato un divorzio tra i mezzi di informazione
e la realta". Un passo indietro del premier, insomma, dopo l'invito del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a "non cristallizzarsi in
un clima di pura contrapposizione". Un passo indietro giustificato, però,
anche dall'esplosione delle proteste nelle scuole e nelle università di tutte
le città d'Italia, non solo degli studenti ma anche, e soprattutto dei docenti,
dei presidi e dei rettori. Probabilmente prima di fare la
"rettifica", il Cavaliere si è sentito con il ministro dell'interno
Roberto Maroni che gli ha fornito i numeri del dissenso: "finora circa 300
manifestazioni tenute nell'intera penisola dal 1° al 23 ottobre, con 150 scuole
e 20 facoltà universitarie occupate", gli ha detto il ministro,
illustrando i dati sui quali, di lì a poco, avrebbe discusso con il capo della
Polizia, quello dei Carabinieri e con il vertice dei Servizi. E anche la
ministra Mariastella Gelmini, in senato, pur
mantenendo i toni alti contro l'opposizione e il suo leader Walter Veltroni, ha
aperto al dialogo: "Convocherò da domani, una per una, tutte le
associazioni degli studenti e dei genitori per aprire uno spazio di confronto.
Ad una sola condizione: che si discuta sui fatti". Anche se Palazzo Madama
è ormai quasi pronta al voto sul decreto, previsto per martedì... cchi. .
( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)
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Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 253, pag. 4 del 24/10/2008
Autore: di Alessandra Ricciardi e Benedetta Pacelli Visualizza la pagina in PDF
Operazione verità sulle norme che cambiano la scuola e
l'università italiane Ecco i veri tagli della riforma Tremonti
Gelmini Al di là delle
polemiche, c'è anche tanta confusione. Perché, al di là degli slogan, le piazze
si sono riempite di studenti di ogni ordine e grado, insegnanti e perfino
genitori? Per capire cosa c'è, e quanto c'è di vero, dietro le proteste contro
la riforma della scuola e dell'università, bisogna ritornare ai testi della
riforma e in particolare al decreto legge n.112/2007, ovvero la manovra
estiva, alla Finanziaria 2009, al decreto legge n. 137 su scuola e università,
e al piano programmatico Economia-Istruzione a cui la manovra estiva demanda il
compito di chiarire dove intervenire per conseguire i risparmi di spesa. Per la
scuola si tratta di 456 milioni di euro per il 2009, 1,65 miliardi di euro per
il 2010, 2,538 miliardi per il 2011 e 3,188 mld di euro a decorrere dal 2012
(art.64 del dl 112). Pena il blocco, alla fonte, di una quota dei finanziamenti
pari al risparmio non conseguito. Una clausola di salvaguardia, quella di cui
si è servito il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, a cui era ricorso
anche il suo predecessore, Tommaso Padoa-Schioppa, per tentare di blindarsi
preventivamente. I risparmi previsti dall'articolo 64 del dl
( da "Italia Oggi" del 24-10-2008)
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ItaliaOggi Numero 253, pag. 1 del 24/10/2008 Autore: di Franco
Bechis Visualizza la pagina in PDF Uno sciopero a tavolino Bocciati per principio i decreti Gelmini anche se nessuno li conosce Sono
( da "Nuova Sardegna,
La" del
24-10-2008)
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Cagliari
La protesta degli studenti contro la riforma Gelmini CARBONIA. Gli slogan sono
ingenui e quasi timidi. Non è tornata la pantera, insomma, e la "rivoluzione"
studentesca sembra avere ancora la "erre" minuscola. Ma la grinta è
la stessa di sempre, quando gli studenti sentono i problemi e scendono in
piazza per rivendicare i loro diritti e per far conoscere i motivi del loro
malessere. Ieri si sono ritrovati in un migliaio, nella piazza Roma e
per le vie della città. Tutti gli studenti dell'Ipia e degli istituti tecnici,
e gruppi sparsi del liceo classico e dello scientifico, dove le classi sono
rimaste dimezzate per l'occasione. Una giornata di protesta che - assicurano
gli studenti - non sarà l'ultima. Nell'occhio del ciclone il Ministro Gelmini e la sua riforma. oggetto di una miriade
impressionante di cartelli satirici e di protesta. Gli studenti sono arrivati
in piazza Roma intorno alle nove per una sorta di assemblea generale, durante
la quale al megafono si sono alternati rppresentanti dei diversi istituti per
spiegare i motivi della protesta e della contestazione. Poi in un lungo e
allegro corteo gli studenti hanno raggiunto dapprima il liceo classico e poi lo
scientifico, dove, nel più perfetto ordine e senza nessun problema è stata data
vita ad una allegra sarabanda di canti e slogan, e a nuovi discorsi. Alla
protesta collettiva si è legata anche quella più "privata" degli
studenti dell'Ipia, che hanno voluto evidenziare situazioni di disagio nel loro
istituto. In un documento hanno lamentato l'acqua piovana che cade dai
soffitti, la mancanza di una palestra, ma anche la impossibilità di recarsi ai
bagni se non ad orari determinati.(g.f.n.).
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Pagina III - Torino Il retroscena Attesa all'Unione industriale
Un "martedì sera" con la Gelmini
che crea imbarazzi GRISERI A PAGINA VII SEGUE A PAGINA VII.
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Pagina
III - Torino Il rettore all'assemblea con duemila studenti "Il futuro del
Poli? Meglio con i privati" "L'ateneo pubblico non ha futuro: bisogna
puntare sulle fondazioni bancarie e sugli enti locali: servono interlocutori
più vicini al territorio per migliorare il diritto allo studio, ricerca e
formazioni ". Il rettore del Politecnico Francesco Profumo
"gela" l'affollata assemblea di studenti,
professori e personale tecnico con una proposta che scatena la protesta dei
futuri ingegneri. Intanto prosegue la mobilità a Palazzo Nuovo mentre altri
allievi delle scuole superiori ieri sono scesi in piazza per protestare contro
il decreto del ministro Gelmini. GIUSTETTI A PAGINA VI.
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Sport
"Da precario della scuola ad allenatore in serie A" Mourinho, Chatwin
e un tecnico speciale: Beretta Sulla panchina del Lecce: "Basta con la
storia di Barnetta ma José rimane bravo e simpatico" GIULIANO FOSCHINI
LECCE dal nostro inviato Tra le cose che Jose Mourinho ha già regalato al
calcio italiano la più insolita è sicuramente "quel Barnetta", cioè
Mario Beretta, allenatore del Lecce. Prima che Special One gli storpiasse il
nome accusandolo di difensivismo ("ha giocato con tre portieri") e
scarsa personalità ("mi ha criticato davanti alle televisioni,
personalmente non mi ha detto niente"), Beretta era visto soltanto come un
bravo allenatore di provincia, con cinque campionati consecutivi di serie A
alle spalle. Poi si è scoperto che "quel Barnetta" è qualcosa di più:
uno che prima di sedersi in panchina è stato in cattedra, professore precario
per tredici anni in una scuola privata milanese; uno che dice che Chatwin gli
ha cambiato la vita e che a Natale regalerà un libro a testa, "titolo
personalizzato", ai suoi calciatori. Mister Beretta, ma lei che ci fa nel
mondo del calcio? "Lavoro. Mi diverto. E ogni tanto vinco". Da
giocatore, però, era scarsino. "Ho smesso a 21 anni da onesto mediano nel
campionato Dilettanti. Mi sono reso conto che era meglio studiare: diplomato al
liceo scientifico, ho terminato l'Isef". Quindi, l'insegnamento.
"Professore precario di educazione fisica. Ho smesso perché gli iscritti
erano calati e mi avevano ridotto le ore. Allenavo già in serie C, ho scelto il
pallone". Non è andata male. "Ora faccio un bel lavoro, ma quello
dell'insegnante è il mestiere più bello del mondo: porti i sogni dei giovani
nelle mani, è la responsabilità più grande. Purtroppo però non viene apprezzato
abbastanza, ecco perché capisco chi protesta oggi contro il
decreto Gelmini. Non
conosco bene la legge, ma il principio dei tagli è pericoloso: come si fa a
fare tanti bei discorsi sulla lotta all'obesità nei bambini e poi reintrodurre
il maestro unico tagliando anche gli insegnanti di educazione fisica?". Lei
ha due figli alle elementari. Che istituti frequentano? "Ora una
privata, perché a Lecce siamo arrivati tardi. Ma appena potrò li iscriverò a
una pubblica". Beretta, il Lecce si salva? "Speriamo di sì. Il
campionato è cominciato bene, contro Lazio e Udinese potevamo vincere e ci
siamo fatti recuperare ma ci sta. E' una squadra giovane, a tratti inesperta,
ma la società ha un progetto e i ragazzi sono bravi". Campionato strano ed
equilibrato: è il dopo Calciopoli? "E' un campionato bello. E vince sempre
chi merita: Inter, Juventus e Milan erano in alto perché erano le più
forti". E la cupola? "Se qualcuno ha sbagliato, è giusto che
paghi". Il principio vale anche per chi fa il saluto nazista allo stadio?
"Le leggi si rispettano, punto. Poi si può discutere se sono giuste o
sbagliate". Chi deve vincere il Pallone d'oro? "Ibrahimovic. L'Unesco
dovrebbe inserire il gol contro il Cagliari tra i beni patrimonio
dell'umanità". In quell'elenco potrebbe presto entrarci anche Lecce. E'
vero che prima degli allenamenti gira per musei e barocco? "Capita, questa
è una delle città più belle al mondo. Ma vado anche al supermercato". Si
sente un allenatore intellettuale? "Credo che la cultura serva a rendere
le persone migliori. Se un giocatore legge forse giocherà meglio al calcio. Io
però faccio l'allenatore, il mio modello rimane Sacchi". Poi, c'è
Mourinho. "Basta con questa storia, per favore. Rimane però quello che
penso: è simpatico, ironico, preparatissimo. Darà tanto al mondo del calcio
italiano. E speriamo che a me porti fortuna".
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Gli
studenti del Vallisneri scrivono al ministro "Ci sono pochi soldi?
Tagliate le spese militari" Riceviamo e pubblichiamo qui una lettera degli
studenti del liceo Vallisneri, indirizzata al ministro
Maria Stella Gelmini.
Signor ministro, siamo gli studenti del liceo scientifico "Antonio
Vallisneri" di Lucca che da venerdì 17 ottobre occupano la struttura
scolastica per contestare i decreti 133 e 137. Ci teniamo ad informarla che
durante il periodo dell'occupazione abbiamo creato gruppi contro la
disinformazione circa la riforma della scuola, gruppi volti ad
organizzare altre forme di protesta concrete con l'aiuto dei nostri docenti. Le
iniziative della nostra regione sono molte e stanno sensibilizzando l'opinione
pubblica e raccogliendo sempre maggiori consensi. Dopo aver letto accuratamente
e studiato i decreti sulla riforma scolastica, sentiamo la necessità di
esprimerle il nostro disappunto. In primis, ci siamo stupiti di come questi
decreti siano stati proposti: i regolamenti della scuola pubblica primaria sono
stati cambiati radicalmente con un decreto legge, solitamente utilizzato solo
in caso di estrema necessità; inoltre, il decreto 133 non è stato inserito
all'interno di una riforma ma di una legge che riguarda le finanze statali;
infine, relativamente a tale decreto non è stato effettuato un confronto
parlamentare, ponendo su di esso la fiducia. Alcune nostre proposte sono: tagli
alle spese militari, dato che la Difesa è l'unico campo in cui non sono stati
effettuati; diminuire gli stipendi dei parlamentari, eccessivi vista la
polarizzazione della ricchezza che si è venuta a creare negli ultimi anni;
ridistribuire i tagli strettamente necessari non solo alla scuola pubblica, ma
anche a quella privata. L'Italia, come tutti sanno, è in un momento di estrema
difficoltà economica ed è proprio ora che dobbiamo puntare sull'istruzione che
è alla base dello sviluppo di ogni paese. Per poter discutere serenamente di
questi problemi che tanto ci preoccupano, rispondiamo all'invito del ministro
Giorgia Meloni apparso su "Il Giornale" di martedì 21 ottobre: "Non
sono d'accordo su come reinvestire i risparmi? Ce lo dicano, né io né la Gelmini avremmo problemi a discuterne. Invece non so neanche
se hanno chiesto un incontro con il ministro dell'istruzione". Dunque la
invitiamo a partecipare ad un colloquio. Distinti saluti. Gli studenti
preoccupati.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Lucca
"Vi capisco, ho fatto il '68" A Barga l'amministrazione incontra i
ragazzi delle superiori Il sindaco Sereni: "Solidarietà, si stanno
comportando bene" BARGA. L'amministrazione comunale di Barga ha incontrato
gli studenti impegnati nell'occupazione degli istituti superiori barghigiani.
Il Comune ha ascoltato i ragazzi e alla fine ha dato la
disponibilità per svolgere un incontro pubblico sulla riforma Gelmini al teatro dei Differenti. Ieri
mattina, dopo la richiesta avanzata dagli studenti, l'assessore all'istruzione,
Renzo Pia, e l'assessore alle politiche giovanili, Nicola Boggi, hanno
incontrato studenti, professori e il dirigente scolastico Giovanna Mannelli per
esprimere, a nome dell'amministrazione, la vicinanza alla scuola,
l'attenzione verso quanto sta accadendo anche a Barga, seguendo la linea già
espressa dal Presidente Napolitano di moderazione e confronto sull'argomento,
evitando scontri aspri. Una presenza necessaria anche per rinforzare il clima
di serenità e di sicurezza che comunque già si respira all'Isi. Un gesto che punta
a tranquillizzare le famiglie dei ragazzi, che sanno così che l'amministrazione
collabora con la dirigenza della scuola per mantenere la sicurezza dei ragazzi
che occupano la sede. E la sensazione, condivisa dai docenti, che arrivava ieri
mattina dai corridoi dell'Isi era di compostezza e capacità degli studenti di
esprimere le proprie preoccupazioni. Nell'occasione il sindaco Umberto Sereni
ha tenuto a far arrivare ai ragazzi un suo messaggio: "Come
amministrazione - interviene il primo cittadino - seguiamo con attenzione e
solidarietà quanto sta avvenendo nel mondo della scuola. L'amministrazione
comunale si è già espressa contro la riforma del ministro Gelmini
che distrugge la nostra scuola. è invece un fatto positivo che studenti e
insegnanti insieme si appassionino. Quello che vogliamo è un grande senso di
responsabilità, serenità e maturità nell'affrontare questi giorni che devono
svolgersi in modo civile e serio. Teniamo a fare di tutto anche per
tranquillizzare le famiglie dei ragazzi. Io ho partecipato alla contestazione
del 1968 e credo che anche questi eventi di oggi, se vissuti con intelligenza e
serietà, rappresentino, come lo è stato allora, una importante esperienza
formativa". L'assessore Pia, sempre a nome del sindaco Sereni, ha dato la
disponibilità dell'ente a ospitare una conferenza di approfondimento della
riforma Gelmini e dell'attuale situazione, aperta agli
interessati, al teatro dei Differenti. Anche la dirigente Giovanna Mannelli ha
evidenziato che l'occupazione si sta svolgendo con serenità, senza alcun
episodio che possa riguardare l'ordine pubblico, tranquillizzando le famiglie.
Ai ragazzi infatti i rappresentanti del Comune e la dirigente hanno fatto i
complimenti per la gestione dell'occupazione che a ieri era organizzata fra assemblee
comuni e gruppi di lavoro che affrontano vari e diversi temi. Da segnalare
infine che la presidenza e tutti gli uffici dell'Isi sono accessibili, non
risultano occupati dagli alunni, e quindi è consentito lo svolgimento del
lavoro amministrativo. Flavio Guidi.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Lucca Un
incontro sulla riforma a Porcari PORCARI. Il comitato dei genitori
dell'istituto comprensivo statale di Porcari organizza un
incontro di informazione e di approfondimento sul tema "Il decreto Gelmini: ripercussioni
sull'organizzazione della scuola", con introduzione della dottoressa
Chiara Torrigiani dell'agenzia formativa Aristeia di Firenze. L'iniziativa avrà
luogo nei locali della scuola media Pea a Porcari (via Romana est, davanti allo
stadio) stasera alle
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Lucca LE OCCUPAZIONI Si estende la protesta e cresce il numero
degli istituti in cui ci sono iniziative contro la riforma Gelmini.
Ieri sera è cessata l'occupazione all'istituto professionale Pertini di viale
Cavour, che così va ad aggiungersi alle scuole dove sono riprese regolarmente
le lezioni, cioè il liceo scientifico Vallisneri e il liceo classico
Machiavelli. L'occupazione continua invece nei seguenti istituti: Itc
"F. Carrara", liceo artistico, Itg "L. Nottolini"
(geometri); Ita "Busdraghi" (agrario); Ipsia "G. Giorgi";
licei socio psico pedagogico - scienze sociali "Paladini". Va avanti
l'autogestione in altre scuole, per la precisione l'istituto d'arte "A.
Passaglia"; Iti "E. Fermi"; istituto professionale "M.
Civitali". L'appuntamento per tutti gli studenti è alla manifestazione che
è in programma domani a chiusura di una settimana di iniziative.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Lucca
Un comitato di genitori e insegnanti LUCCA. Nasce il coordinamento lucchese per
la difesa della scuola pubblica. A farne parte saranno genitori, maestri,
professori, personale Ata e studenti (questi ultimi attraverso i loro
rappresentanti di istituto) della nostra città. L'idea, di cui si è discusso
ieri sera in una riunione aperta a tutti quelli che volevano farne parte, è
quella di partecipare alla manifestazione di domani e
diffondere volantini attraverso un organismo stabile e democratico, con
rappresentanti di tutte le categorie interessate. Nei prossimi giorni inoltre
il comitato per la difesa della scuola pubblica definirà compiti e obiettivi
della protesta contro i decreti Gelmini, e contro i tagli annunciati dal governo Berlusconi degli
istituti in Lucchesia.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Lucca
TENSIONE AL PERTINI TENSIONE AL PERTINI "Togliete quello striscione"
Via lo striscione con i simboli dei centri sociali. Alcuni
esponenti di estrema destra si sono recati ieri sera all'Isi Pertini e hanno
chiesto con forza ai ragazzi di togliere uno striscione sventolante dalle
finestre: quello che presentava il simbolo dei centri sociali autogestiti.
"L'abbiamo tolto per non avere noie", hanno detto gli studenti. Sono
stati distribuiti dei volantini pro Gelmini.
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Pagina
IV - Milano I prof di Scienze politiche "Stop lezioni per un giorno"
Oggi la protesta si sposta in Duomo Il consiglio di facoltà: no ai tagli ma
anche a occupazioni che affondino l'ateneo Lezioni all'aperto e sit-in: oggi
sarà piazza Duomo il cuore della contestazione contro la riforma
dell'università. E a Scienze politiche parte la rivolta dei professori, che la
prossima settimana sospenderanno per un giorno (ancora da decidere) tutte le
lezioni, sostituite da "momenti di didattica alternativa". Lo
stabilisce una mozione approvata quasi all'unanimità dal consiglio di facoltà
su proposta del preside Daniele Checchi. Un documento duro, che denuncia i
"tagli indiscriminati" previsti dal governo ma critica anche le forme
di lotta scelte dagli studenti. Il timore del consiglio, in cui siedono anche
rappresentanti delle matricole e dei lavoratori della facoltà, è che
occupazioni e blocchi delle lezioni "possano contribuire all'affondamento
dell'università" con il rischio di trasformare la protesta "in un
problema di ordine pubblico". La mozione provoca la polemica
dell'assemblea degli studenti, che ieri mattina avevano chiuso per un'ora gli
ingressi e che hanno poi interrotto la seduta per leggere le loro richieste: la
convocazione degli "stati generali" e il blocco delle didattica per
mercoledì prossimo. Poi, fra gli applausi, hanno lasciato l'aula "per non
interrompere una votazione democratica" e in cortile hanno fatto festa
fino a notte fonda "per dire no alla linea ambigua dell'università e
rilanciare le iniziative dei prossimi giorni". Il programma delle lezioni
all'aperto di oggi in Duomo coinvolge otto professori di atenei diversi, dalla
Statale a Brera. Si parte alle 9 e si va avanti fino al pomeriggio. Fra i temi,
la filologia slava, la cultura giapponese ma anche la storia di
"quarant'anni di fallimento dell'università pubblica". E mentre alla
Cattolica la lista Ateneo studenti, vicina a Comunione e liberazione, appende striscioni pro-Gelmini nei chiostri, nelle altre università la protesta va avanti, a
cominciare dalla Statale. In via Festa del Perdono, ieri pomeriggio, si è
tenuta un'assemblea di 300 persone; altre 200 si sono trovate nella sede
distaccata di Città Studi e altrettanti in Bicocca, con un corteo interno.
A Brera lezioni autogestite in cortile. Intanto Azione universitaria, lista
studentesca di Alleanza nazionale, prepara per lunedì un'assemblea in Statale
"per spiegare che il vero problema dell'università sono gli sprechi e la
mancanza di meritocrazia" come dice Carlo Armeni, rappresentante della
lista. Sulle dichiarazioni di Berlusconi, poi ritrattate, per cui "ci vuole
la linea dura contro le occupazioni", il prefetto Gianvalerio Lombardi
assicura: "Garantire il diritto allo studio è prioritario, ma con la
collaborazione di tutti riusciremo a gestire la situazione". Al prefetto
si era rivolto il presidente della Provincia Filippo Penati, chiedendo
"attenzione e sensibilità per evitare la militarizzazione di scuole e
atenei". A Scienze politiche si temono contestazioni al convegno di lunedì
in via Conservatorio sulla situazione politica italiana, a cui parteciperà
Antonio Di Pietro. (f. v.).
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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STAMANI
Assemblea al Lorenzini PESCIA. Assemblea d'istituto stamani al Lorenzini
necessaria per avere l'ok definitivo dal preside Giulio Simonatti e nella quale
si deciderà se far partire una settimana di cogestione, durante la quale gli
studenti che vorranno seguire le lezioni potranno farlo liberamente. Chi invece
vorrà protestare in modo pacifico, avrà la possibilità di organizzare
laboratori costruttivi gestiti dagli studenti. Giacomo Tomasi, rappresentante
degli studenti spiega che la protesta sarà simbolica: "Cerchiamo di
dimostrare il nostro dissenso verso la riforma Gelmini, con la speranza che la nostra
forma di protesta venga ascoltata da chi di dovere". Il professor Marco
Del Ministro, vice preside del Lorenzini, si dimostra soddisfatto dell'idea
degli studenti: "Credo sia un'occasione di crescita per i ragazzi, è
importante far valere i propri ideali, e una autogestione cogestita è il modo
migliore per protestare. Aspettiamo comunque l'assemblea per parlarne
con più certezza". F.L.L.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Lucca RIVOLTA CONTRO LA GELMINI BREVI DALLE 8,30 ALLE 13 Acqua a
rischio a Collodi Castello COLLODI. Acque SpA rende noto che, a causa di un intervento
sulla rete idrica, stamani dalle 8,30 alle 13 si verificherà una temporanea
interruzione del servizio idrico a Collodi Castello. Info: 800 983 389.
ALL'URP DI CHIESINA Autentica delle firme CHIESINA. L'assessore alle relazioni
con il Pubblico Luca Pagni informa che all'Urp è possibile autenticare le firme
per i passaggi di proprietà di veicoli. Basta presentare il foglio
complementare compilato, la carta d'identità del venditore e una marca da 14,62
euro. Il costo della procedura è di euro 0,52, rappresentato dai soli diritti
di segreteria da pagarsi allo sportello. Altri servizi Urp: pratiche per la
regolarizzazione dei cittadini immigrati e richiesta di ricongiungimento
familiare. Info: tel. 0572-418032.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Lucca
Scuola, parola d'ordine: cogestione Dilaga la protesta nei licei e negli
istituti professionali Forum, dibattiti e laboratori di studio sulla riforma
PESCIA. Adesso è ufficiale: autogestione. O meglio, per essere più precisi
verrà attuata una sua variante più civile, la cogestione. Gli studenti degli
istituti superiori della Valdinievole hanno scelto questa
particolare forma di mobilitazione per protestare contro la riforma Gelmini. Questi saranno giorni cruciali
per studenti e professori, pieni di dibattiti e discussioni, segno di maturità
e di consapevolezza. Da Montecatini a Pescia, dai licei agli istituti professionali,
la parola d'ordine è la stessa: "A noi la scuola, per dibattiti aperti e
liberi". Liceo Salutati. Si comincia domani con un'assemblea
generale in palestra e si continuerà fino a martedì. Il primo giorno ci sarà un
incontro aperto a tutti, dove verranno evidenziati i pro e i contro della
riforma scolastica. I rappresentanti degli studenti leggeranno dal testo in
discussione al Senato i punti cardine del decreto, quelli da cui è partita la
protesta nelle piazze d'Italia. L'invito è che a prendere la parola siano,
oltre ai ragazzi, anche i professori e il preside, la loro partecipazione è,
infatti, necessaria ai fini di una corretta valutazione delle problematiche
trattate. Lunedì e martedì gli appuntamenti saranno i più vari. Si parte con
dei forum e laboratori per discutere sulla riforma, sui provvedimenti del
Governo e sulla situazione dell'Italia contemporanea, dalla condizione
economica a quella sociale, dal lavoro precario all'immigrazione. L'ultimo
giorno verranno attivati nuovi dibattiti e laboratori, verranno proiettati film
inerenti ai problemi odierni, probabile la presenza di ospiti provenienti dal
mondo accademico: universitari, ricercatori e professori d'ateneo. Nel corso
della cogestione ci sarà un coinvolgimento del corpo docente che aiuterà sotto
il profilo dell'organizzazione e dell'ordine interno, oltre a presenziare
alcune sale di discussione. Al termine della scuola autogestita, gli studenti
riprenderanno l'attività didattica per poi sospenderla di nuovo, in occasione
dello sciopero di giovedì. In molti partiranno per Roma. Liceo Lorenzini. Da
domani a mercoledì probabile autogestione cogestita. Accanto agli spazi
amministrati dagli studenti, rimarranno aperte alcune aule studio, dove i
docenti potranno seguire gli alunni, senza però andare avanti con il programma
didattico, garantito quindi il servizio degli insegnanti. Stamani grande
assemblea d'istituto al palazzetto di Pescia, manca, infatti, l'ufficialità
dell'autogestione, una pura incombenza formale vista la mole di firme raccolte.
Circa una ventina i laboratori proposti dagli studenti: quelli dove è possibile
confrontare le diverse riforme scolastiche degli anni passati, quelli legati ai
problemi d'attualità, quelli di storia contemporanea (dal '68 fino ad oggi),
quelli dove verranno letti e discussi i maggiori quotidiani italiani, quelli
dove saranno recitati libri di autori del nostro tempo e saggi sui principali
avvenimenti storici. L'iniziativa certo più interessante è però la stesura di
una riforma scolastica "in proprio" da inviare alle istituzioni, dal
Comune di Pescia al ministero dell'istruzione, fino al Presidente della
Repubblica. E intanto anche il Lorenzini raccoglie le adesioni per la
manifestazione di giovedì a Roma, i ragazzi prevedono di riempire due pullman.
Istituto Anzilotti. Qui stessa situazione dei licei, ma la cogestione partirà
lunedì per essere sospesa mercoledì. Laboratori, forum, discussioni e
approfondimenti saranno il motivo conduttore della tre giorni. L'istituto
Agrario sarà anche teatro, domani (ore 15.30), di un nuovo incontro del
collettivo, tutti i rappresentanti degli istituti pesciatini cercheranno di
coinvolgere le scuole che ancora non si sono schierate. Continua la raccolta di
firme per giovedì a Roma. Sismondi-Pacinotti. Si muove per la prima volta
contro la riforma Gelmini: probabile domani uno
sciopero autonomo. Luca Signorini.
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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V - Milano "Noi, i docenti che riscoprono la piazza" Dalle cattedre
alle manifestazioni: lo facciamo per i colleghi più giovani Il racconto Fra gli
insegnanti c'è chi segue la rivolta fin dall'inizio e chi ora vuole coinvolgere
i cittadini Checchi: il decreto ci mette in ginocchio ma non possiamo tollerare
blocchi della didattica Dalla Chiesa: ho fatto il '68 e non posso essere certo
io a dire ai ragazzi di non ribellarsi ILARIA CARRA (segue dalla prima di
Milano) franco vanni "I tagli mettono in ginocchio l'università ma non
possiamo in alcun modo tollerare occupazioni e blocco delle lezioni", dice
Daniele Checchi, preside di Scienze Politiche, promotore della "mozione
antitagli". "Ho fatto il Sessantotto e non posso certo essere io a
dire agli studenti di non occupare", risponde Nando Dalla Chiesa, già
sottosegretario all'Università nel governo dell'Ulivo e ora docente di
Sociologia della criminalità organizzata. Lui è pronto a gestire quei "momenti
di didattica alternativa" messi a verbale dal consiglio. Una didattica
alternativa "che non è ancora ben chiaro cosa sia", obbiettava ieri
il collega Luciano Fasano, ricercatore confermato di Scienza politica. Fra i
docenti c'è chi la protesta la segue dall'inizio, sempre al fianco dei ragazzi.
Come Antonio Caronia, docente di Comunicazione a Brera, convinto che "in
una società che non ascolta il dissenso, la piazza sia il luogo naturale della
protesta". Di più: "Gli studenti fanno bene a interrompere le lezioni".
Parlava al megafono nel cortile occupato di Scienze politiche già la settimana
scorsa. Genovese, 64 anni, laureato in matematica e precario a 50 euro all'ora,
la comunicazione l'ha studiata da autodidatta. Insegna nella sede di viale
Marche, dove quasi tutti i docenti sono precari come lui: "Da sette anni
nessun giovane è stato stabilizzato. Con la riforma sarà peggio", dice. Ha
voglia di scherzare: "Berlusconi ci manda i poliziotti? Faremo lezione
anche a loro, che male non fa". Oggi alle 13.30 sarà in Duomo per parlare
di "Istituzioni ed economia della società occidentale". In piazza
contro la riforma scende anche Aldo Giannuli, docente di Storia contemporanea
alla Statale, che alle 9.30, sempre davanti al Duomo, parlerà di "Quarant'anni
di fallimento dell'università pubblica". Hanno poco a
che vedere con Gelmini e
Tremonti le lezioni di giapponese di Simone Dalla Chiesa e di cultura russa di
Maria Maddalena Berrone, che dalla facoltà di Mediazione linguistica e
culturale di Sesto arrivano nel centro della metropoli per dar voce a lingue e
culture del mondo. In Duomo, fra i docenti in prima linea, ci sarà anche
Piero Graglia, 45 anni, professore aggregato di Scienze politiche alla Statale.
Aretino di origini, dodici anni di gavetta alle spalle prima di ottenere
l'incarico. A insegnare in piazza ci è già stato mercoledì, una lezione sulla
storia dell'integrazione europea. "Ho deciso di scendere in piazza - ha
detto ai suoi studenti - perché questi tagli sono a vanvera, colpiscono tutti
gli atenei indiscriminatamente, che funzionino o che facciano acqua da tutte le
parti". Lectio in piazza, dunque, come formula di partecipazione. "Ma
costruttiva - precisa Graglia - è un gesto per far vedere che l'università può
uscire dalle mura accademiche e che gli interessi in ballo in questa riforma
sono di tutti i cittadini". L'opposizione alla legge 133 è decisa:
"Dal prossimo anno ci sarà un'assunzione ogni cinque teste che vanno in
pensione, indipendentemente dal ruolo, il che significa bloccare il turn over e
far invecchiare l'ateneo". Roberto Escobar insegna Filosofia politica alla
Statale. Lui alla mozione di Scienze politiche ha votato contro: non perché sia
contrario alla protesta ma, anzi, perché "trovo esagerate le critiche alle
occupazioni contenute nel documento". Oggi, alle 11.30, si cimenterà per
un'ora su "Paura e controllo sociale": "Non un comizio, ma un
modo per far vedere alla gente che non siamo fannulloni". Milanesissimo da
generazioni, ha 62 anni e, tra i professori che fanno lezioni in piazza, è uno
dei pochi ordinari. "Io in effetti non perdo nulla se non la preziosa
possibilità di poter avviare giovani a questa carriera. Questa riforma spazza
via una generazione che può scordarsi questo mestiere. Sono come un padre che non
potrà avere figli". Per lui legge 133 è tutto fuorché una riforma. "è
un taglio per finanziare l'Expo e mettere in ginocchio l'università pubblica a
favore di quella privata". Lui il �68 l'ha vissuto. "Ma la storia
non torna, oggi è diverso: la spinta progressista di ieri, oggi è
reazionaria".
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Montecatini
Giusti Gramsci: il futuro è altrove D'accordo Governo e Comune, lo sbocco è la
nuova sede MONSUMMANO. L'accorpamento della scuola media Giusti Gramsci a un
altro plesso era già stato scritto nelle stelle dell'istituto di piazza La
Malfa dall'amministrazione comunale. Questa, seguendo la normativa regionale,
aveva già indicato come modalità di fusione la creazione di due istituti
comprensivi. Adesso è arrivata anche la nuova ministra
dell'istruzione Maria Stella Gelmini che, di recente, ha inserito anche la Giusti Gramsci nel listone
degli istituti rei di non raggiungere 500 iscritti. Pena il commissariamento. E
pazienza se la media monsummanese non ci rientra per appena 25 alunni: il suo
destino, ormai, è segnato. Dell'argomento si discuterà anche al prossimo
consiglio comunale. Modi. L'amministrazione ha assicurato che nella prossima
legislatura, se tutto andrà liscio, a Cintolese verrà costruita una nuova
scuola media. Che, in maniera naturale, andrà ad accorparsi alle primarie che
fanno capo al secondo circolo didattico. Un atto necessario, secondo gli
assessori, anche tenendo conto della forte espansione registrata in quella
frazione. Che dovrebbe ulteriormente ampliarsi, facendo aumentare in maniera
esponenziale il bacino dei residenti. Matrimonio annunciato, di conseguenza,
per l'attuale Giusti Gramsci col primo circolo. Tempi. Ovviamente per tirare su
un immobile destinato ad ospitare una scuola, ci vorrà qualche anno. Come
conciliare questo fatto con la necessità di dar vita, fin dall'anno scolastico
2009/2010, a due differenti comprensivi? Secondo i piani della giunta già
illustrati in conferenza zonale, dal prossimo settembre (e fino a data da
destinarsi) un paio di sezioni della scuola media "in fieri" verranno
ospitate nei locali della Giusti Gramsci. Per essere più precisi, un paio di
classi prime. Giusto per avviare, intanto, un nuovo corso che (ancora una
volta, a distanza di appena tre anni dall'accorpamento della Gramsci con la
Giusti) si accinge a rivoluzionare il quadro dell'istruzione del territorio.
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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IV - Genova Il confronto La manifestazione Lo scontro Prima il de profundis in
piazza poi la paralisi per un giorno In duemila al "funerale"
colorato in strada L'università Assessori e addetti ai lavori riuniti in
rettorato, poi la decisione di bloccare tutto per martedì Due bare e ragazze in
abito nero per celebrare le esequie del mondo accademico Chiesta
l'inaugurazione anticipata dell'anno accademico, ma Deferrari dice no Il 28 con
il blocco dell'ateneo anche un'assemblea pubblica al Carlo Felice o al Ducale
MICHELA BOMPANI Una giornata di mobilitazione dell'intero ateneo, martedì
prossimo. Con blocco totale di tutte le attività, in ogni facoltà, corteo nel
centro cittadino e assemblea pubblica plenaria, di tutte le anime
dell'Università, al teatro Carlo Felice o nel salone del Maggior consiglio di
Palazzo Ducale. E' stata votata all'unanimità la mozione presentata dai docenti
all'assemblea convocata proprio dai professori ieri pomeriggio nell'aula magna
del Rettorato: con i due rettori (Gaetano Bignardi, uscente e Giacomo Deferrari
che assumerà l'incarico il primo novembre), i precari, gli studenti, i tecnici
amministrativi e alcuni rappresentanti delle istituzioni. E c'è una prima
frizione, tra i docenti e il prossimo Rettore, Deferrari, che si è dissociato
da una richiesta contenuta nella mozione votata da tutti i professori:
l'inaugurazione anticipata dell'anno accademico, con tutti i segmenti
dell'Università e maestri, genitori, bambini "per salvare la scuola e
l'Università pubblica". "Non è praticabile, non c'è sufficiente tempo
per organizzare la cerimonia, non sono d'accordo con questa proposta", ha
messo in chiaro Deferrari. Alle cinque della sera, mentre da via Balbi partiva
il corteo funebre per "l'Università e la scuola pubblica", con oltre
duemila partecipanti, sotto gli sguardi severi delle sculture del Giambologna,
in rettorato sono arrivati all'assemblea dei docenti l'assessore regionale alla
Cultura Fabio Morchio, il suo collega in Provincia, Giorgio Devoto, il deputato
pd Mario Tullo, il vicesindaco (che ha portato un messaggio di solidarietà al
movimento di Marta Vincenzi) Paolo Pissarello, Nicolò Scialfa, vicepresidente
provinciale dell'associazione presidi e vicepresidente del consiglio comunale
("Si sta attaccando un modello culturale, l'istruzione accessibile a
tutti"). Gaetano Bignardi appoggia il movimento, si raccomanda che
"tutte le iniziative avvengano in un quadro civile", invita a
difendersi però, "perché il totalitarismo non abbia il sopravvento".
De Ferrari definisce le prospettive attuali dell'Università senza mezzi
termini: "un disastro", ma la colpa, spiega "è del governo, dei
governi, e delle politiche universitarie che hanno aumentato negli ultimi
cinque anni i docenti del 20%, i professori ordinari del 50%, mentre
ricercatori e tecnici sono rimasti invariati". Invoca un tavolo Università
e ministero per re-impostare i finanziamenti agli atenei, "altrimenti, non
ci rimane che la cassa da morto, con i lumini". E al funerale-corteo
dell'Università pubblica, c'erano studenti (e alcuni docenti) di tutte le
Facoltà: lo striscione "Oggi a lutto, sempre in lotta" è seguito da
due bare, "ne avevamo fatta una, per l'Università - spiegano gli studenti
- ne abbiamo aggiunta una seconda, dopo le dichiarazioni di Berlusconi, per la
Libertà". Crocifissi di cartone ricoperti di carta stagnola. Otto
necrofori in giacca e cravatta nere. Sei chierichetti con la vestina bianca e
turiboli che diffondono incensi (indiani). E le ragazze con vestiti neri e
velette scure sul viso, i ragazzi con pastrani e giacche nere. Attraverso via
XXV aprile, gioiosamente, sono arrivati a De Ferrari, dove si sono uniti al
presidio al Festival della Scienza del comitato Sos scuola, e dei precari della
scuola (trecento persone), con gli striscioni: "Non ce l'abbiamo con il
Festival", perché quest'anno i maestri non porteranno
gli allievi alla kermesse per il blocco delle attività aggiuntive (contro la
riforma Gelmini). Il
"funerale" è proseguito in via San Lorenzo, Caricamento, ed è tornato
in via Balbi: un migliaio di ragazzi hanno invaso festosamente, alle
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 24-10-2008)
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IL
CASO DELLA COLOMBO "Vogliamo la verità (e un consiglio ad hoc) su piazza
Vittoria" "Se nella riunione dei capigruppo di lunedì non si deciderà
di convocare, com'era stato a suo tempo definito, un incontro consigliere
specifico sui lavori di piazza Vittoria non ci sentiremo più vincolati a
rimanere zitti sui ritardi dei lavori". I rappresentanti dei tre gruppi
dell'opposizione sono tornati alla carica su piazza Vittoria evidenziando di
"volerci vedere chiaro sull'organizzazione dei lavori e sulla richiesta di
danni per oltre un milione di euro avanzato dall'impresa Luci al Comune".
Sia De Santis, sia Bellavite hanno, quindi, annunciato che martedì prossimo la
consigliera indipendente, Marina Francesca Colombo, spiegherà ufficialmente le
motivazioni che l'hanno portata a dare le dimissioni dalla presidenza della
commissione lavori pubblici, dimissioni che, secondo l'opposizione sarebbero
legate prevalentemente ai lavori di piazza Vittoria "lavori che non
procedono assolutamente come dovrebbero". Anche il consigliere del Forum,
Marko Marincic, è intervenuto sui lavori pubblici, collegati anche alla
viabilità e all'ambiente. Ricordando gli sforamenti dei parametri delle polveri
sottili, ha evidenziato che "l'attuale amministrazione si sta rilevando
incapace di attuare interventi strutturali volti anche a prevenire determinate
situazioni ed è solo in grado di attuare interventi come la rotonda di
plastica, facendo invece slittare lavori importanti, come in via Garibaldi e di
bloccarne altri, come il multipiano di via Manzoni". Marincic si è anche
detto preoccupato per la gestione del nuovo sistema mense. "Nonostante le
promesse fatte - ha detto - si sta rendendo la vita impossibile ai comitati di
gestione dei genitori che si sono formati per la gestione della ristorazione
scolastica. La condizioni poste sono talmente pesanti che sarà impossibile
riuscire ad attivare i comitati stessi. Anche a Gorizia si
sta preparando la Gelmini
generation - ha concluso Marinic- con i bambini nutriti non al meglio e formati
peggio ". Livio Bianchini, di Rifondazione comunista ha espresso diverse
critiche, dalla scelta di collocare la bandiera italiana sul Sabotino il 4
novembre "mentre sarebbe senz'altro meglio affiancarla con una europea e una
slovena", alla mancanza di manifestazioni celebrative per i 30
della legge Basaglia "ricordata in tutte le città tranne che a
Gorizia". Ha, quindi, attaccato il sindaco per il fatto "che non ha
mantenuto diverse promesse elettorali, a partire da quella riguardante la
riattivazione della zona franca, senza contare la tanto sbandierata legge per
cancellare le multe da T-red". (p.a.).
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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EINAUDI
Corteo in città e sit-in in piazza PISTOIA. Sono scesi in piazza ieri mattina
gli studenti dell'Istituto professionale Einuadi per
manifestare contro il decreto Gelmini. Circa duecento ragazzi hanno formato il corteo che è partito
alle 8.45 da via Pacinotti. I ragazzi hanno sfilato poi lungo Corso Gramsci
passando davanti all'istituto Pacinotti e al Liceo classico, entrambi occupati.
I ragazzi hanno poi raggiunto piazza del Duomo, luogo di arrivo del corteo,
intorno alle 10.45. Gli studenti sono poi rimasti in piazza per circa 40
minuti manifestato difronte al Palazzo del governo. "Al corteo - spiega
Virginia Ferri - hanno partecipato quasi esclusivamente gli studenti dell'Einuadi,
ma eravamo tanti visto che a quanto mi risulta a scuola sono entrate solo due
ragazze accompagnate dai genitori. é proseguito senza problemi ma molto
lentamente perché abbiamo fatto molti sit-in lungo il percorso". (m.q.).
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Montecatini
"Siamo con voi ma non occupate" Molti insegnanti propongono la
cogestione come forma di protesta PISTOIA. "Cambiate forma di protesta e
noi vi daremo il nostro sostegno". Sono tanti gli insegnanti che, contrari
all'occupazione, in quanto illegale, sono però solidali con gli studenti sui
contenuti della protesta. "Abbiamo proposto ai ragazzi - spiega la
professoressa Tiziana Maccioni del Liceo scientifico - un'iniziativa congiunta
con gli insegnanti". Allo Scientifico ieri mattina la quasi totalità dei
docenti in servizio, invece di lasciare la scuola, si è riunita nell'aula dei
professori e ha indetto un'assemblea straordinaria. Alla fine dell'assemblea, è
stato stilato un documento, firmato anche dal personale Ata della scuola, in cui i docenti mettono in luce e criticano alcuni punti del
decreto Gelmini. Il
documento, discusso dagli studenti in assemblea, invita i ragazzi, le loro
famiglie e tutto il personale della scuola a "partecipare costruttivamente
al dibattito che coinvolge in questo momento la scuola pubblica, aderendo alle
iniziative che verranno programmate". Durante l'assemblea i professori
hanno chiesto un confronto con gli studenti. "Abbiamo ricordato ai ragazzi
- spiega la professoressa Antonella Lumare - che l'occupazione è illegale, ma
che saremmo disposti a partecipare ad altre iniziative". "Abbiamo
ascoltato gli studenti - spiega la professoressa Lucia Maffei - e valutato
insieme se sia possibile organizzare una serie di iniziative congiunte".
"I professori - spiega Luca Fanciullo del Liceo scientifico - ci hanno
suggerito di adottare una forma di protesta diversa: la cogestione in cui anche
loro potrebbero partecipare. Adesso valuteremo cosa fare, ma anche se
continueremo a occupare non sarà certamente perché siamo contro i professori o
contro la nostra scuola, ma semplicemente perché l'occupazione sembra essere la
forma di protesta più incisiva". Anche all'Iti il corpo docenti si è mosso
in risposta alla protesta dei ragazzi, organizzando in via straordinaria una
riunione dell'Rsu. "La riunione - spiega la professoressa Giovannelli -
servirà per discutere sulle questioni sollevate dai ragazzi e per prendere a
riguardo una posizione unitaria tra tutti gli insegnanti: dovremo decidere su
come e se interagire e sostenere la protesta dei ragazzi". Anche Liceo
Classico-pedagogico i professori hanno voluto intervenire all'assemblea degli studenti,
che da mercoledì occupano la scuola. I docenti dell'istituto in servizio ieri
mattina, hanno improvvisato nel cortile della scuola una riunione straordinaria
dei docenti. Alcuni portavoce degli insegnanti sono poi intervenuti
all'assemblea degli studenti. "I problemi per cui adesso state protestando
- spiega alla numerosa assemblea la professoressa Adamini - interessano tutto
il mondo della scuola pubblica e quindi anche noi insegnanti". L'invito
anche in questo caso è ad un accordo tra studenti e insegnanti in modo da
creare occasioni di dibattito, e anche di protesta, congiunte. "Vi invito
a votare - afferma la professoressa Annamaria Imbarrato - su quale tipo di
protesta adottare. Noi insegnanti siamo disponibili a partecipare ad assemblee
e dibattiti inerenti al decreto Gelmini aperti anche
alle famiglie e a tutti i cittadini". (m.q.).
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Affollata
assemblea all'Anna Frank indetta da Cgil, Cisl e Snals per
spiegare l'effetto della riforma Gelmini della scuola L'esercito dei precari dimenticato da Berlusconi PISTOIA.
Un centinaio di persone, ieri pomeriggio, ha riempito l'aula magna della scuola
Anna Frank per l'assemblea indetta da Cgil, Cisl e Snals sulla riforma della
scuola. Sono state in maggioranza donne, in un'età compresa tra i trenta
e i quarant'anni, a rispondere alla chiamata dei sindacati. Volti preoccupati e
tesi di persone laureate e pluri titolate da scuole di specializzazione come la
Sis, frequentate e pagate per anni. C'è chi è precario da più di dieci anni
(chi afferma addirittura dal 1990 pur avendo vinto un concorso pubblico e
ottenuto la cattedra) e c'è chi si sente profondamente offeso dall'accusa
("oltretutto") di fannulloneria rivolta loro negli ultimi giorni da
giornali di destra e dalle televisioni. "La diminuzione dell'orario
scolastico e l'adozione del maestro unico mirano unicamente a una diminuzione
dell'impiego di personale - hanno detto i rappresentanti sindacali - facendo un
semplice calcolo matematico: meno dipendenti uguale meno soldi da spendere in
salari. In questo modo distruggono tutto il lavoro fatto fino a ora per salvare
e far entrare nella scuola migliaia di insegnanti precari". "I
prossimi tre-quattro anni saranno i più duri", hanno spiegato i
sindacalisti a chi già lotta da anni duramente per avere un minimo di stabilità.
I dati forniti dai sindacati sono effettivamente allarmanti: in 3 anni
calcolano la perdita di circa 150.000 posti di lavoro. Con tagli simili,
provocati anche dall'accorpamento di scuole e classi, si dovrà procedere a
gennaio con un ricollocamento degli insegnanti di ruolo e il riassorbimento dei
precari si avrà soltanto dal turn over successivo. "Questo provoca anche
un invecchiamento generale della classe dei docenti - dicono i sindacalisti -
rinunciando al rinnovamento che portano i giovani precari che sono, oltretutto,
altamente qualificati e quindi un'importante ricchezza per la scuola. Per poter
modificare qualcosa, c'è la necessità di tante energie e del coinvolgimento di
tutti". Francesca Garra.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Montecatini
Allo Scientifico verso la cogestione Occupazione invece agli istituti tecnici
"Fedi" e "Pacinotti" PISTOIA. Occupazione appena iniziata
allo Scientifico ma presto conclusa: gli studenti hanno preferito fare blocco
unico con i professori e trovare insieme nuove modalità di protesta. Occupati
invece ieri mattina anche l'Iti Fedi e il Professionale Pacinotti. Fronte comune
allo Scientifico, dunque, tra studenti e professori che
stamattina si riuniranno insieme per discutere sul decreto Gelmini. La grande maggioranza del corpo
docenti e del personale Ata è solidale con la protesta dei ragazzi, pur non
condividendo l'occupazione. Ieri mattina un gruppo di ragazzi del Liceo
scientifico ha occupato la scuola a partire dalla mattina: lezioni sospese, ma
l'ingresso ai docenti non è stato impedito. Anzi. Mentre i ragazzi erano
raccolti in aula magna per decidere le dinamiche dell'occupazione, quasi tutti
gli insegnanti in servizio, circa 65, hanno stilato un documento nel quale
mostravano la loro volontà di collaborare con gli studenti. L'unica condizione
era che finisse l'occupazione. Nel pomeriggio al Liceo è intervenuta la Digos e
ha spiegato agli studenti rimasti le conseguenze di un'occupazione. In seguito
a un'assemblea durata fino a sera, i ragazzi hanno deciso di cessare
l'occupazione. Clima più teso invece al Pacinotti e all'Iti, dove gli studenti
sembrano intenzionati a proseguire l'occupazione. Preso atto della posizione
dei ragazzi, i presidi Aldo Piras e Angelo Borchi sono stati costretti a
segnalare lo stato di occupazione in Questura, facendo partire, così, una
denuncia per interruzione di pubblico servizio. Sono le 7.40 di mattina e sia
al Pacinotti, che all'Iti, che allo Scientifico, gli studenti aspettano i
custodi che aprano le scuole. I ragazzi del Pacinotti, però, hanno una
sorpresa: sembra che ad aprire la scuola ieri mattina sia stato il preside Aldo
Piras in persona. Gli studenti quindi per entrare hanno dovuto aspettare come
sempre lo squillo della prima campanella; una volta dentro però nessuno è
andato in classe. "Abbiamo deciso di occupare - spiega Giacomo Governali -
quando, mercoledì mattina, ci siamo riuniti in piazza San Francesco". A
mattinata inoltrata al Pacinotti c'erano la metà degli studenti. Il preside li
ha ricevuti in aula magna dove ha fatto l'appello e ha spiegato quali fossero
le conseguenze dell'occupazione. "Noi non vogliamo interrompere l'attività
didattica e amministrativa - spiega Pietro Tesi - ma vorremmo trasferirla in
succursale, così chi vuole, va a fare lezione lì". La proposta non è stata
però ritenuta attuabile dal preside. All'Iti invece da ieri mattina c'è
occupazione con blocco della didattica. "Abbiamo scelto di occupare -
spiega un portavoce del comitato organizzatore - per manifestare contro il
decreto Gelmini che non fa altro che alimentare
l'ignoranza e portare alla distruzione il sistema scolastico". Al Liceo
classico ieri è andata avanti l'occupazione iniziata mercoledì, ma stamattina
ci sarà un'assemblea nella quale gli studenti decideranno se accogliere o meno
la proposta degli insegnanti di un'assemblea permanente. Ai Geometri stamani
partirà la protesta ma ancora non è chiaro se si tratta di autogestione o
occupazione. Al Pacini durante l'assemblea con la preside ieri mattina è stata
concordata una forma di protesta ibrida che prevede le prime quattro ore di
lezione standard e il resto della giornata gestita dagli studenti. All'Istituto
d'arte gli studenti devono decidere se continuare la forma di protesta
intrapresa o se adottarne un'altra più leggera e legale. All'Agraria ieri sono
stati eletti i rappresentanti degli studenti che oggi chiederanno
l'autorizzazione al preside per iniziare l'autogestione da martedì. Anche
l'Einaudi sono per l'autogestione, che dovrebbe iniziare lunedì, ma un gruppo
di 30 o 40 ragazzi è molto intenzionato a occupare. Marta Quilici.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Manifestazione
in città Genitori mobilitati PISTOIA. Accanto agli studenti
in lotta contro il decreto Gelmini ci sono anche i genitori. E non in via ufficiosa, ma con un
comitato appositamente creato: il Comitato provinciale genitori di Pistoia, che
per intanto ha diffuso un volantino e creato un blog su Internet
(http://genitoripistoia.blogspot.com) ma che ha anche indetto una
manifestazione notturna contro i tagli del governo alla scuola per mercoledì
prossimo alle 21. La manifestazione (a carattere provinciale) partirà da piazza
San Francesco per approdare in piazza del Duomo.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Montecatini
è concreto il rischio di accorpamenti Tanti genitori all'assemblea di mercoledì
nella sala Baccarini Domani a San Marcello raccolta di firme
contro il decreto Gelmini.
La settimana prossima a Maresca SAN MARCELLO. Grande affluenza, mercoledì sera,
alla riunione organizzata dai genitori della montagna per cercare di
comprendere meglio quale sarà il futuro dei propri figli con il decreto Gelmini. è infatti concreto il rischio
che nei piccoli comuni i plessi scolastici con meno di 50 alunni vengano chiusi
o accorpati, con tutti i disagi che prevedibilmente ne potrebbero
conseguire. La sala Baccarini di San Marcello era gremita di persone,
soprattutto di genitori che si sono riuniti autonomamente, quindi al di fuori
dei partiti, attraverso un tam-tam di sms e volantini. Sono stati invitati due
sindacalisti, Maria Cristina Zini della Cisl e Franco Buralli della Cgil ed
erano presenti il sindaco di San Marcello Carla Strufaldi, il vicesindaco Luisa
Soldati, l'assessore Lucia Geri, la dirigente scolastica Maria Lucia Querques e
il rappresentante sindacale Stefano Traversari, insieme a numerosissimi
insegnanti. Volutamente non sono stati invitati i rappresentanti dei partiti,
in quanto c'era la necessità da parte dei genitori di fare chiarezza sui
problemi della scuola senza interferenze politiche. Quello che è emerso dalla
serata è un quadro piuttosto preoccupante su diversi fronti. I due sindacalisti
Zini e Buralli hanno esposto in maniera chiara ed esaustiva quelle che saranno
le conseguenze e i problemi derivanti da questo decreto che presto si
trasformerà in legge. Si è parlato della scuola materna, tema poco trattato dai
media: per i territori montani esiste la possibilità di dar vita a classi con
bambini dai 2 ai 5 anni con un solo maestro e solamente di mattina. Quindi, per
i pomeriggi i genitori dovrebbero organizzarsi autonomamente. Per quanto
riguarda la scuola elementare, oltre al maestro unico, che secondo molti
determinerebbe un impoverimento culturale, c'è il rischio degli accorpamenti. A
questo proposito, è intervenuta la dirigente scolastica Maria Lucia Querques,
la quale ha esposto le prospettive per le scuole elementari di Abetone e Pian
degli Ontani, che potrebbero riunirsi in quella di Cutigliano, visto che il
decreto prevede che nei piccoli comuni i plessi con meno di 50 alunni debbano
essere accorpati. Per Cutigliano, non sarebbe un grosso problema, in quanto
l'edificio ha lo spazio sufficiente per ospitare tutti gli alunni
(resterebbero, ovviamente, i grossi disagi legati agli spostamenti e al
trasporto), lo sarebbe invece per Campo Tizzoro, in quanto gli alunni della
locale elementare dovrebbero affluire nella scuola di San Marcello, che invece
non ha le dimensioni adeguate per accoglierli. Per quanto riguarda le
superiori, il problema per ora non sussiste in quanto il numero degli studenti
supera abbondantemente la soglia. Infine, è intervenuto Roberto Niccolai,
rappresentante dei genitori di Candeglia, per informare i presenti sulle
iniziative intraprese e ha invitato i genitori della montagna a tenersi in
contatto per promuoverne altre. A questo proposito, contro il decreto Gelmini verrà organizzata una raccolta di firme domani a San
Marcello, in piazza Matteotti sotto la loggia. Raccolta di firme anche a
Maresca, la prossima settimana in luogo e data da definirsi. Silvia Maria
Cormio.
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 24-10-2008)
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Gorizia
Preoccupazione fra i docenti in merito alla riforma Gelmini Romans: un incontro si è svolto all'Istituto
comprensivo ROMANS. Il personale docente e non docente dell'Istituto
comprensivo di Romans, che racchiude i plessi scolastici di Romans, Mariano,
Medea e Villesse, si è recentemente riunito in assemblea alla presenza anche
dei rappresentanti delle segreterie provinciali Cgil, Cisl, Uil e Gilda.
Un incontro che si è svolto per discutere in merito ai provvedimenti
legislativi sul diritto allo studio e sulla qualità dell'offerta formativa
della scuola pubblica statale. La riforma Gelmini
prevede, tra l'altro, il ritorno del maestro unico nella scuola primaria, la
riduzione del tempo-scuola per tutti gli ordini e gradi, la chiusura delle
piccole scuole, tagli per il personale docente e non docente. All'assemblea
hanno partecipato più di 100 persone, il 95% del personale. Da parte degli
insegnanti e operatori scolastici è emersa una grande preoccupazione. "Il
personale ritiene essenziale informare l'utenza e la cittadinanza - si legge
nel comunicato predisposto al termine dell'assemblea - delle conseguenze
sociali e culturali del piano di "essenzializzazione" che investe e
stravolge la scuola pubblica statale, svuotandola dei percorsi
multidisciplinari e delle pratiche didattiche innovative che nel corso di
questi anni l'hanno caratterizzata. Per gli alunni in particolare per quelli
della seconda infanzia e primaria, questo comporta la perdita di un'opportunità
irripetibile. Poter ricevere, secondo i propri bisogni, gli adeguati stimoli
per crescere in modo complessivo in una fase evolutiva in cui la capacità
dell'apprendimento del bambino è particolarmente significativa. Il maestro
unico "tuttologo" non può essere una risposta adeguata ai bisogni di
formazione della moderna società e di un'infanzia inserita sempre più in un
articolato sistema di relazioni". Il personale docente ritiene che con
tale riforma si compromette la qualità dei servizi essenziali e dell'offerta
formativa. "Lo smantellamento dell'attuale organizzazione scolastica -
continua il comunicato - porterebbe nelle scuole primaria e secondaria di primo
grado all'impossibilità di attuare una didattica volta all'integrazione, al
recupero dell'arricchimento dell'offerta formativa, possibile solo con una
equipe pedagogica adeguata. Renderebbe impossibili tutte le iniziative oggi
ampiamente diffuse: i lavori per i piccoli gruppi, le uscite didattiche,
l'attuazione di progetti, le attività di recupero e potenziamento, i
laboratori, utili ad integrare gli alunni disabili e a favorire l'integrazione
degli alunni stranieri". Altro aspetto negativo per il personale
scolastico del Comprensivo di Romans sono i tagli del personale e la riduzione
dell'orario scolastico. "I tagli indiscriminati al personale tecnico,
amministrativo e ausiliario non consentirebbe né un efficace funzionamento dei
servizi di segreteria né l'indispensabile rapporto di collaborazione
all'attività didattica, nonché i servizi di vigilanza e assistenza agli alunni.
A fronte di una richiesta sempre più ampia di aumento del tempo scuola da parte
delle famiglie, le disposizioni attualmente al vaglio del Parlamento impongono
al contrario una riduzione di orario settimanale". "Riteniamo che i
problemi della scuola debbono essere affrontati ma per fare ciò si debba
adottare un'ottica diversa dal risparmio a tutti i costi. La scuola pubblica
statale è stata un'opportunità di crescita, di miglioramento, di sviluppo in
passato e deve continuare ad esserlo in futuro per tutti ed in particolare per
i più deboli". (m.s.).
( da "Metronews" del 24-10-2008)
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Uscito
su Metro il 24/10/2008 Lascia il tuo commento! Continua la
protesta contro il decreto Gelmini. Ieri al liceo Franchetti, dopo l'occupazione è proseguita
l'assemblea permanente mentre al liceo artistico di Venezia è iniziata
l'autogestione degli studenti. Alle 18 è scattata la protesta degli
universitari in Campo San Geremia. Centinaia di studenti si sono radunati e
hanno intonato cori, distribuiti volantini, letto messaggi, lanciato
slogan ed esibito cartelli contro il ministro dell'Istruzione Gelmini. Ma la protesta ha coinvolto anche il Consiglio
regionale, dove l'opposizione ha srotolato in aula uno striscione
"Okkupazione. No stato di polizia" per protestare contro le
dichiarazioni del presidente del Consiglio Berlusconi. Il presidente di turno
dell'assemblea ha sospeso i lavori per pochi minuti e fatto ritirare lo
striscione. (Alessandro Ragazzo).
( da "Metronews" del 24-10-2008)
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Uscito
su Metro il 24/10/2008 Lascia il tuo commento! Giornata di mobilitazione ieri a
Verona, all'università e in diverse scuole superiori. In tutti gli istituti scaligeri in mattina si sono registrati volantinaggi per
spiegare i motivi della protesta contro la riforma Gelmini. All'università resta il presidio fisso al chiostro. "Non
ci saranno occupazioni ingestibili, ma qualcosa di utile", hanno spiegato
i ragazzi dei collettivi universitari. E pronta è arrivata la risposta del
rettore, che ha accolto le richieste degli studenti. Oggi alle 10.30
nell'Aula Magna del Polo Zanotto, ci sarà un'assemblea d'ateneo sul tema “Università
di Verona oggi e domani. Scenario istituzionale e linee strategiche”, rivolta a
studenti, docenti e personale tecnico, indotta dal rettore Alessandro Mazzucco.
Blocco totale delle lezioni, insomma, e tutti in aula Magna. In provincia,
fuori dall'istituto Carlo Anti di Villafranca sono stati attaccati striscioni e
un'assemblea ha tenuto banco. (A.P.).
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Pagina
V - Bari Consiglio comunale antiGelmini "Loro
chiudono le scuole, noi le apriamo". Ateneo, lezioni in piazza Emiliano:
"Tutti a Roma il
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Prato
LETTERE E INTERVENTI CLASSICO Il padre-padrone di una scuola-isola E così anche
stavolta il preside Luigi Nespoli ce l'ha fatta. Al Classico Cicognini si è
parlato poco della "riforma" Gelmini e molto di lui. Guidato dalla consueta smania di protagonismo ha
raggiunto l'obiettivo di porre se stesso al centro dell'attenzione. Ma delle
sue dichiarazioni seriali di questi giorni colpisce soprattutto una cosa: la
pessima opinione che il preside ha dei suoi studenti, o almeno di quelli che
hanno avuto l'ardire di chiedere spazi e occasioni per mettere in discussione
i provvedimenti sulla scuola presentati dal governo. Nei comunicati del preside
questi ragazzi sono sempre fannulloni, facinorosi, dediti alla droga, un
pericolo per la scuola e per i compagni. Insomma li ha subito delegittimati e
offesi, negando loro a priori la buona fede e le buone intenzioni. Tanto che se
tali e così forti sono i suoi pregiudizi negativi nei loro confronti, viene da
chiedersi come possa essere credibile nel suo ruolo di preside e di educatore.
Gravi sono state anche le dichiarazioni di alcuni professori che in classe
hanno annunciato ritorsioni e penalizzazioni per gli studenti che avevano, a
vario titolo, partecipato alla protesta. Sulla scia dei discutibili
provvedimenti della cosiddetta riforma Gelmini, gli
studenti italiani sembrano essere tornati ad interessarsi di ciò che accade
fuori dalle mura della scuola. Fatti e decisioni che poi a scuola ci rientrano,
cambiandola. In quasi tutte le scuole pratesi questo slancio è stato governato
civilmente e proficuamente con la collaborazione dei presidi e di molti
docenti. Al Classico Cicognini questo non è stato possibile perché il preside
ha eretto subito un muro di minacce e scenari apocalittici, concentrando tutta
la sua energia sul rispetto della legalità tout court e sulle regole. Si
potrebbe osservare che mentre da un lato il preside invoca il rispetto delle
leggi, dall'altro le applica con ampia discrezionalità o le viola, a seconda
delle esigenze (vedi l'ultimo episodio di martedì, quando ha chiuso la scuola
d'imperio lasciando fuori gli studenti e dentro zaini, cellulari, soldi, caschi
ecc., tanto che è dovuta intervenire la Digos per restituire ai ragazzi i loro
beni). Ma nel voler esaminare la questione da quell'unico punto di vista c'è
anche un preoccupante eccesso di burocraticismo. Ci si limita a dirigere il
traffico di entrata e di uscita in un edificio, senza preoccuparsi di come nel
frattempo quell'edificio (la scuola pubblica, l'Università) viene cambiato, se
resterà in piedi, se ancora verrà incontro a diritti fondamentali,
all'uguaglianza delle opportunità. E qui poco importa se al preside la
"riforma" Gelmini piaccia o no. Non può
certo essere questo il criterio che decide per gli altri. Certo, a scuola si va
per studiare e il preside fa bene a impegnarsi a garantire una qualità di
insegnamento che sia all'altezza delle pretese e della fama dell'istituto e del
desiderio di conoscenza dei ragazzi. Ma la scuola, anche la sua, non può essere
un'isola staccata dal resto della società, un istituto-fortezza in cui il
preside blandisce e minaccia come un padre-padrone, arrivando a promettere
amnistie per sanzioni non ancora comminate ma minacciate (il
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Prato
Anche le elementari in piazza Notte bianca con clown e dibattito all'istituto
Gandhi PRATO. Adesso siamo proprio al completo. Alla protesta dei sindacati e
degli istituti superiori pratesi contro la "riforma" Gelmini si è aggiunta anche la scuola
dell'obbligo. Ieri pomeriggio, a partire dalle 16,30, all'istituto comprensivo
Gandhi si è tenuta una notte bianca (senza concerti né apertura straordinaria
dei negozi ovviamente), a cui su iniziativa degli insegnanti e dei genitori
delle scuole di Galciana, hanno partecipato anche altre scuole primarie del
territorio. "Anche le scuole dell'obbligo volevano far sentire la
loro voce - spiega Giuliana Giuliani, mamma e presidente del Consiglio d'
Istituto del Gandhi - Abbiamo organizzato questa notte bianca dopo l' orario
delle lezioni per manifestare il nostro dissenso contro i provvedimenti previsti
dal nuovo decreto Gelmini". "I nostri
bambini sono troppo piccoli per manifestare e allora abbiamo pensato di farlo
noi per loro, con una sorta di "occupazione" fuori dall'orario
scolastico. I bambini parteciperanno con noi all'iniziativa, per intrattenerli
abbiamo chiamato dei clown e un'esperta di pet therapy. Ai bambini delle medie
invece saranno spiegati alcuni punti della riforma, ovviamente semplificando i
concetti per loro ancora difficili". "Noi adulti invece porteremo
avanti il dibattito sulla scuola - spiega Giuliani - Le questioni che ci stanno
a cuore sono soprattutto quella del ritorno al maestro unico, ma anche la
questione dei libri di testo a carico delle famiglie fin dalle elementari, le
classi ponte per i bambini stranieri (numerose anche qui a Galciana) e il tempo
pieno. La notte bianca ha visto la partecipazione anche dei presidenti del
Consiglio d'istituto delle scuole Puddu e Calvino di Figline - conclude - la
preoccupazione ormai è generale. La crisi economica del Paese non può ripercuotersi
sul futuro e la formazione delle nuove generazioni". Mi. Mo.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Prato
Protesta antiBerlusconi in consiglio comunale Protesta antiBerlusconi in
consiglio comunale PRATO. La riforma Gelmini e la legge sull'università saranno oggetto di dibattito nel
consiglio comunale straordinario (probabilmente la prossima settimana)
richiesto da diciannove consiglieri. E' questo il risultato dell'iniziativa
promossa ieri pomeriggio da Leonardo Becheri, capogruppo di Rifondazione
comunista, che si è presentato nella sala consiliare insieme ad una trentina di
studenti giovani comunisti. Una decisione presa dopo le dichiarazioni
del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che auspicava il ripristino
della normalità nelle scuole e nell'università anche con l'impiego della
polizia. "Siamo all'anticamera dello Stato di polizia - ha detto Becheri -
il presidente Berlusconi ha pronunciato parole di una gravità assoluta in un
paese democratico". All'intervento di Becheri, fuori programma, ha poi
fatto seguito la raccolta di firme per la convocazione del consiglio
straordinario: hanno aderito alcuni consiglieri del Pd, della Sinistra, Taiti
per Prato e Idv.
( da "Secolo XIX, Il" del 24-10-2008)
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Cresce
il dissenso da nord a sud Scontri con le forze dell'ordine nel
Cosentino.Barricate negli atenei di Torino, Milano e Firenze. A Palermo lezioni
all'aperto 24/10/2008 SCUOLE E FACOLTÀ occupate, lezioni libere in strada, cortei:
in tutta Italia, è stata un'altra giornata di lotta contro gli interventi del
governo e i piani del ministro Mariastella Gelmini su scuola e università. Anche se
appaiono molto lontani gli scenari di guerriglia che ieri la conferenza stampa
del premier Berlusconi sembrava prospettare, non sono mancati momenti di
tensione, e anche un intervento delle forze dell'ordine: nel cosentino, agenti
di polizia e carabinieri hanno "convinto" gli studenti delle scuole
di Fagnano Castello, San Marco Argentano e Roggiano a interrompere le
occupazioni. Mentre a Cosenza, nel corso di una manifestazione, sono state
danneggiate le finestre di un istituto. A Napoli, alcuni cortei di studenti,
peraltro non annunciati, hanno bloccato il traffico su varie strade. In Piemonte
sono sempre di più le scuole occupate, difficile tenere il conto preciso:
mentre sono più di 2 mila gli studenti del Politecnico di Torino riunitisi ieri
in assemblea per cercare un terreno comune nella battagli al ministro. A Trento
è invece la facoltà di Sociologia a guidare l'agitazione degli universitari.
Alla Statale di Milano è stata bloccata per un'ora l'entrata della facoltà di
Scienze Politiche, i cui studenti chiedono all'unisono il blocco della
didattica. Barricate anche nel nord-est: in Veneto l'ipotesi di interventi
delle forze dell'ordine è stata contestata con striscioni anche in consiglio
regionale. A Verona e Padova è stato decretato il blocco della didattica, e
sempre a Padova gli studenti di un istituto professionale sono andati a scuola
vestiti a lutto. A Trieste gli studenti delle scuole medie hanno costruito una
"scuola di libri" davanti alla chiesa di San Giacomo, un vero e
proprio muro di carta eretto con i libri di testo. A Bologna, in piazza del
Nettuno, è stata allestita un'aula a cielo aperto in occasione del collegamento
con la trasmissione di RaiDue Anno zero. Fermento anche nelle scuole e nelle
università toscane. A Firenze, i ragazzi dell'Istituto d'arte di Porta Romana
hanno inscenato un "attraversamento pedonale" lungo le strade del
centro, mentre su alcuni dei ponti sull'Arno sono apparsi striscioni come
"L'università non è in vendita". A Pisa, dove anche gli studenti
della Normale hanno manifestato solidarietà alle proteste, studenti medi e
universitari e docenti si sono uniti in un corteo formato, secondo gli
organizzatori, da 10 mila persone. A Roma, con lo slogan "Non tagliateci
il futuro", migliaia di studenti hanno manifestato davanti a Palazzo
Chigi, per poi spostarsi verso il Senato; nelle stesse ore sono partite le
occupazioni di vari istituti, licei storici compresi. Alla Sapienza, gli
studenti hanno deciso di occupare la facoltà di Ingegneria a San Pietro in
Vincoli. Stessa forma di protesta alla facoltà di Scienze di Roma Tre. In
serata poi nuovo sit-in davanti al Senato, con tanto di contestazioni e fischi
a senatori di maggioranza e minoranza. Manifestazione anche in Abruzzo,
Basilicata (con riunione studentesca in Aula Magna, a Potenza), Puglia e
Sicilia: a Palermo, con il sostegno del preside della facoltà di Ingegneria, un
migliaio di studenti ha assistito a una lezione all'aperto, in piazza
Politeama. 24/10/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 24-10-2008)
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L'analisi
Aspetti noti e meno noti di un testo che ha diviso il Paese. Alla base delle
scelte l'esigenza di tagliare drasticamente i costi 24/10/2008
IL DECRETO legge Gelmini
detta "disposizioni urgenti in materia di istruzione e università"
con l'obiettivo primario di risparmiare soldi e alla svelta. È necessario
partire da questo presupposto per capire fino in fondo la filosofia del testo
varato, è bene ricordarlo, sotto la stretta sorveglianza del ministro Giulio
Tremonti. Secondo il sito di opinione e approfondimento www.lavoce.info,
proprio l'ansia di "fare cassa" ha probabilmente negato alla Gelmini la libertà necessaria per costruire un vero e
proprio progetto educativo. Se c'è, non si vede, dicono in sostanza i docenti
universitari Massimo Bordignon e Daniele Crecchi. A meno che non si vogliano
considerare obiettivi formativi il ritorno al maestro unico o al grembiule in
classe o, ancora, il ritorno al voto espresso in
numeri o al voto in condotta che fa media. Ma
analizziamo nel dettaglio i punti cardine del decreto. I tagli. Il piano del
governo prevede la riduzione di 87.400 insegnanti e di 44.500 unità di
personale amministrativo, dal prossimo anno al 2012. Per un risparmio
complessivo di circa 8 miliardi di euro. Obiettivo tutto sommato comprensibile,
secondo www.lavoce.it, se si considera che il rapporto alunni/insegnanti nella
scuola primaria e secondaria italiana è di gran lunga superiore alla media Ocse
e, oltretutto, in questi anni non ha prodotto i risultati sperati, dal momento
che l'Italia è al ventinovesimo posto in termini di risultati sugli
apprendimenti. Molti esperti sono fra l'altro concordi nel ritenere che fra i
mali della scuola vi sia una rete scolastica eccessivamente frammentata sul
territorio. Dunque, ridurre il personale e contestualmente razionalizzare la
rete può essere la scelta giusta, osservano Bordignon e Crecchi, se ciò
consentirà di liberare risorse da impiegare nel settore, ad esempio aumentando
gli stipendi degli insegnanti. Quanto ai paventati licenziamenti, il governo
non ne prevede; ricorrerà però al blocco del turn over. E i precari, anche con
10-12 anni di servizio, corrono il rischio concreto di non lavorare più. Alunni
per classe. Come conseguenza del taglio agli organici, ogni regione dovrà
scegliere tra due soluzioni: mantenere le attuali sedi scolastiche (nel qual
caso gli insegnanti saranno pochi e le classi potranno arrivare fino a 33
alunni, secondo l'opposizione; massimo 26 per il governo), oppure sacrificare
alcune sedi scolastiche, inevitabilmente quelle più decentrate. Il tempo pieno.
Il decreto, in effetti, non ne parla, facendo un generico
riferimentoâ??"alle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di
una più ampia articolazione del tempo-scuola. Lascia così spazio a libere
interpretazioni. Quella offerta dal governo è che con l'arrivo del maestro
unico e l'eliminazione del modulo (tre insegnanti per due classi) i docenti in
eccesso potranno essere utilizzati addirittura per incrementare il tempo pieno.
Il rischio è che si trasformi in un doposcuola con spese a carico degli enti
locali e, a cascata, delle famiglie. Il maestro unico. Il testo parla,
esattamente, di "classi affidate ad un unico insegnante con orario di 24
ore settimanali", anche se Berlusconi lo ha trasformato in "maestro
prevalente", affiancato da un insegnante di inglese e da uno di religione.
Comunque sia, le 24 ore rimangono e visto che il contratto fissa il limite
delle 22 ore, le scuole avranno il problema non da poco di anticipare le due
ore di straordinario con propri fondi. Ma al momento c'è un problema più serio
di ogni altro, segnalato ieri dal Servizio bilancio del Senato: è incerta la
copertura finanziaria della misura sul docente unico. E le perplessità di
copertura riguardano anche il pagamento delle ore aggiuntive ai maestri. Il voto in condotta. Con un voto in condotta
inferiore ai sei decimi si ripete l'anno. Il provvedimento è considerato dalla Gelmini un deterrente agli episodi di bullismo. L'esperienza
dirà se è così. Ma per l'opposizione la misura avrà come unica conseguenza
l'aumento dell'abbandono scolastico, in mancanza di programmi di recupero. La
lingua inglese. Lo studio della lingua inglese non verrà ridotto alle
elementari, garantisce Berlusconi. Però non è chiaro come saranno ricavate le
ore, dal momento che delle 24 disponibili, 22 sono affidate al maestro unico e
le restanti due sono destinate all'insegnamento della religione. Questa
l'obiezione del Pd. L'obbligo scolastico. La Finanziaria del 2006 aveva
previsto l'innalzamento dell'obbligo scolastico a 16 anni. La critica formulata
dall'opposizione è che tale misura è di fatto annullata nel momento in cui si
dovesse concedere la possibilità di assolvere tale obbligo anche scegliendo in
terza media di fare due anni di formazione professionale. Le piccole scuole. Il
loro sacrificio non è in effetti previsto nel testo Gelmini
ma, come hanno fatto notare i presidenti delle Regioni, è contemplato dal
decreto per il contenimento della spesa sanitaria. E comunque il provvedimento,
dopo la sollevazione dei governatori, è per il momento sospeso. Berlusconi ha
garantito che nessuno toccherà le scuole con meno di 50 alunni. Sarà semmai
unificato, ha detto, il personale amministrativo: unico preside e unico segretario.
Ma in questo caso è la Cgil a far notare che già oggi le piccole scuole non
hanno un proprio preside e un proprio segretario, essendo sempre considerate
come succursali che fanno riferimento a un ufficio centrale. Università. Una
premessa: i contenuti del decreto di riforma dell'università non sono ancora
noti e, probabilmente, non esiste neppure una stesura definitiva. Si sa, però,
dove il decreto andrà a parare, poiché la Gelmini ha
sottolineato la necessità di razionalizzare la spesa, renderla più trasparente
ed evitare gli sprechi dovuti alla crescita incontrollata dei contratti per i
ricercatori precari e all'aumento dei corsi di laurea. Insomma, si annuncia una
robusta "cura dimagrante". L'opposizione ne ha scovato le cifre nella
legge 126, quella per intenderci che ha abolito l'Ici. Nel 2010 il
finanziamento ordinario agli atenei scenderà da
( da "Secolo XIX, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
David
bidussa Ieri mattina un signore è intervenuto a "Prima pagina", la
trasmissione su Radio 3 dedicata alla lettura-commento dei giornali, e a
proposito della discussione sulla scuola ha detto semplicemente: "Può
essere che chi protesta usi delle forme discutibili per trasmettere il proprio
dissenso; può anche essere che ci sia molto pregiudizio nei confronti del
governo e nella fattispecie nei confronti del ministro
Maria Stella Gelmini. Ma
anche osservato tutto questo, resta un dato: non è vero che siamo di fronte a
una discussione perché nessuno, a cominciare dal ministro, ha cercato un
confronto. Più semplicemente: una mattina qualcuno ha indicato la necessità di
aprire una nuova epoca nel sistema scolastico italiano, ha perciò convocato in
tutta fretta qualche esperto, ha varato un decreto legge che è stato
approvato in una riunione di governo senza discussione, lo ha portato in
Parlamento e di nuovo, senza discussione, approvato con voto di fiducia. Quando
si inizierà a discutere?". Era evidente la simpatia politica del
radioascoltatore, ma detto questo e facendo la tara sulle sue opinioni
politiche, questa descrizione dei fatti è sostanzialmente diversa da ciò che è
avvenuto in queste ultime settimane? Se si vuole iniziare davvero a discutere e
a confrontarsi, come ha vagamente intuito ieri il ministro (non è mai troppo
tardi, si potrebbe dire) forse bisognerebbe prendere atto che molte cose non
funzionano nella disputa tra mondo della scuola e ministero. Se ne possono
individuare almeno tre. La prima questione riguarda la natura della crisi della
scuola; la seconda riguarda l'agire del governo; la terza riguarda i bisogni
del Paese se adeguati o meno alle proposte in campo. È indubbio che da anni la
scuola vive una crisi profonda, ma questa crisi ha dinamiche proprie e
specifiche a seconda che si consideri la tipologia della scuola. In breve non
c'è la stessa crisi che investe le scuole elementari, i licei e le Università.
Cominciamo con le elementari. Una scuola primaria nell'età della prima scolarizzazione
deve favorire l'apprendimento della seconda lingua, deve favorire la conoscenza
della lingua italiana, deve rafforzare le competenze relative al calcolo, deve
dotare e formare una competenza informatica di base. Può darsi che il maestro
unico sia la risposta adeguata - e forse anche obbligata - a fronte dei
necessari tagli di bilancio imposti da una condizione economica generale in
affanno, ma non è una risposta strategica. Strategicamente la risposta
è"più scuola". E più scuola vuol dire anche rafforzare i percorsi di
ingresso di figli di immigrati nella scuola. Una strada che passa considerando
modi e forme dell'apprendimento della lingua per fasce di età (un bambino di 6
anni ha una velocità di apprendimento infinitamente maggiore rispetto ad uno di
12 o di 15). C'è una crisi delle scuole secondarie. Riguarda la fisionomia e la
mission dell'insegnamento liceale in Italia. Che cos'è oggi la scuola tra i 14
e i 19 anni? Un posteggio? Una fase di formazione? Serve a dare competenze
tecniche? Solo in parte perché di nuovo in questo tipo di fascia si riproducono
tutti i mali cronici della scuola italiana: una formazione tecnica spesso solo
formale; una competenza linguistica scarsa; un aggiornamento nell'ambito delle
scienze sociali alquanto incerto. C'è infine una crisi delle Università. Di
nuovo un mondo in cui la ricerca è un territorio pressoché ignorato da anni; un
sistema di reclutamento privo di controlli e autoreferenziale; un rapporto col
mondo del lavoro inesistente e particolarmente significativo per i saperi
applicati, ma anche non meno per le scienze umane. La scuola è in crisi, non lo
è per causa di questo governo, e forse alcune proposte possono anche essere
un'ipotesi. Ma perché queste non rappresentino una inutile prova di forza
occorre che questo governo dimostri di voler fare cose. Dimostrare di voler
fare cose non significa agire per decreti, ma promuovere una cultura del
confronto in cui ci siano tempi concordati: per approfondire, per confrontarsi,
per discutere, per decidere. Ma non dove la filosofia è dall'inizio del gioco
quella del "prendere o lasciare". L'adozione di quella filosofia
significa una cosa sola: il fatto che al di là delle dichiarazioni altisonanti
non si cerca né di "costruire", né di "convincere", ma solo
di "vincere". La campagna elettorale è finita; la coalizione di
centrodestra ha vinto; non c'è nessun barbaro alle porte che minacci di
sovvertire l'ordine e dunque non si capisce l'"ansia da prestazione",
la frenesia che ha preso il governo. L'alternativa non è o "ora e
subito", o "mai più". Ma c'è un terzo problema che nessuno
affronta, né il governo, né l'opposizione, né il movimento di protesta degli
studenti (per di più non politicamente omogeneo, ma costituito di pezzi di
destre varie e di sinistre varie). Ed è che i due luoghi essenziali del
contendere, ovvero l'assetto delle elementari e l'assetto dell'Università solo
immediatamente toccano la scuola. In realtà affrontano i nodi del nostro
domani: prossimo e di medio lungo-periodo. Riguardano nello specifico: da una
parte i processi di inclusione di una società sempre più"colorata"
che ha il problema e le ansie di dare una formazione solida e allo stesso tempo
di integrare; e dall'altra l'idea di sviluppo del Paese in termini di
formazione di competenze, di luoghi della ricerca, di settori di eccellenza, di
professionalità diffusa. In tutti e due i casi è la nebbia. Al di là dei giochi
delle parti la vera scommessa intorno al simbolo dell'ordinamento scolastico è
quale tipo di futuro economico e professionale vediamo all'orizzonte o vorremmo
che si delineasse. La vera crisi è questa ed è l'effetto non solo delle riforme
mancate, ma dell'addio sostanziale ai saperi che da tempo abbiamo adottato nel
nostro Paese. Solo lì si misurerà la risposta lungimirante di una classe di
governo e anche di un movimento di opinione che abbia a cuore il futuro del
Paese. 24/10/2008 Scott B. MacDonald La settimana scorsa si è fatta strada la
speranza che, grazie ad alcune misure ad hoc, l'Europa potrebbe isolare le sue
economie dal ciclone finanziario che si è abbattuto sugli Stati Uniti. Mentre
la stabilità delle più importanti banche occidentali sprofondava al di sotto di
quella di molti dei Paesi in via di sviluppo, i leader europei hanno lavorato
freneticamente per escogitare soluzioni per prevenire il tracollo economico. Ma
non sarà possibile negare ancora a lungo che l'economia è totalmente
interconnessa nel mondo globalizzato e avrà inizio una nuova disputa su quale
forma di capitalismo potrà nascere dall'attuale crisi. I campanelli d'allarme
hanno iniziato a suonare con il sensazionale crollo del sistema bancario
islandese, all'inizio di ottobre, che ha lasciato la nazione in una stretta
economica e probabilmente con una dipendenza dal fondo monetario internazionale
per sopravvivere, finché non inizierà la ripresa. Mentre i banchieri centrali e
i ministri della finanza si sforzano per trovare delle soluzioni, gli europei
sono sconcertati, preoccupati e sfiduciati. La cruda realtà che si trovano ad
affrontare molte banche europee e fondi pensione ha radici nell'acquisto di
molti degli stessi tossici prodotti finanziari che hanno fatto affondare le
istituzioni finanziarie statunitensi. In altri casi, le banche europee si sono
estese esageratamente nel prestito ai mercati immobiliari locali e ai mercati
dell'Europa centrale e dell'Est. Da qui il rallentamento della crescita
economica e una maggiore stretta del credito. Il prestito interbancario, in
particolare, è diventato un problema acuto, che spinge la Bank of England, la
European Central Bank e altre a gonfiare euro e sterline nei mercati per
garantire un certo grado di liquidità. I mercati continuano a essere instabili,
ma a differenza della rapida accettazione degli Stati Uniti di un programma da
700 miliardi di dollari per comprare beni instabili dalle banche, i governi
europei restano contrari a un'unicaa reazione politica. Il presidente francese
Nicolas Sarkozy ha suggerito l'idea di un fondo da 300 miliardi di euro per il
salvataggio delle banche, suggerimento rifiutato dal cancelliere tedesco Angela
Merkel, lasciando l'Unione europea con l'impegno di proteggere il sistema
finanziario, ma poco altro. Come un cronista ha rilevato, l'Ue aveva "un
mercato comune ma non un comune piano di salvataggio". La mancanza di un'ampia,
elastica politica dell'Unione europea non ha potuto tranquillizzare gli
investitori o fermare la crisi. In rapida successione, ma a casaccio, il più
grande gruppo finanziario del Benelux, Fortis, è stato salvato dall'unione
degli interventi di Olanda, Lussemburgo e Belgio; il governo della Gran
Bretagna è intervenuto nella difficile costruzione della società Bradford &
Bingley; il governo tedesco ha aiutato a rattoppare un prestito-salvataggio per
Hypo Real Estate. Mentre queste misure non riescono ad arrestare il crescente
panico e il governo tedesco è costretto a unire le forze, ancora un altro
accordo di salvataggio per l'Hypo Real Estate, Fortis è stato venduto a Bnp de
Paribas in Lussemburgo e in Belgio e nazionalizzato nei Paesi Bassi e in Dexia.
Il rischio della crisi finanziaria dell'economia in generale è stato
evidenziato dalle difficoltà di Dexia. Un fallimento di Dexia avrebbe
minacciato 290 miliardi di euro di impegni con i governi locali. Il pericolo
dei governi locali che perdono la possibilità di finanziare lo sviluppo sarebbe
un problema in gran parte dell'Europa, con un impatto maggiore sulla vita
quotidiana dei cittadini. Lo scenario cui si assiste nell'Ue è una corsa da
parte degli Stati membri a creare un proprio salvataggio delle banche e piani
di protezione dei correntisti. Lungo queste linee, l'Irlanda si è mossa per
prima per garantire i depositi in tutti i conti bancari personali oltre a
sostenere il debito delle proprie banche. Altri Paesi europei hanno seguito,
senza paura di perdere i propri depositi bancari, il programma più sicuro
dell'Irlanda. Inoltre, la Spagna ha annunciato un piano da 50 milioni di euro
per comprare beni dalle proprie banche, sperando di incoraggiare mercati a
credito aperto. In Gran Bretagna la crescita di preoccupazioni sulle perdite
presso istituzioni tanto grandi come la Royal Bank of Scotland, l'Halifax Bank
of Scotland, la Barclays e altri hanno visto il governo ricorrere a una
parziale nazionalizzazione di alcune delle più grandi istituzioni finanziarie
del Paese. Il governo Brown ha messo in atto un programma di ben 50 milioni di
sterline o 97,2 miliardi di dollari per comprare quote nelle banche per
aumentare il capitale. Inoltre il governo ha innalzato il livello che la Bank
of England rende disponibile per le banche di prendere in prestito almeno 200
miliardi di sterline. La Francia e L'Italia hanno anche creato programmi di
protezione per le banche e la Germania ha presto partecipato con 400 miliardi
di euro in garanzie di prestito, fornendo ben 80 miliardi di euro per
ricapitalizzare le banche e stabilendo, da parte, 20 miliardi di euro del suo
budget per coprire potenziali perdite dai prestiti. Nonostante la quantità
eccessiva dei programmi dei governi europei, la fiducia dell'investitore può
rimanere incerta per due ragioni: gli ampi costi delle garanzie finanziarie e
la preoccupazione per la possibilità che una delle grandi banche internazionali
fallisca. L'International Monetary Fund stima che le perdite totali e le
registrazioni dalla crisi del credito ammonteranno a 945 miliardi di dollari e
vi sono più alte stime, con un trilione di dollari in eccesso. Fino a qui,
secondo i calcoli Bloomberg, le perdite totali si attestano a 633 miliardi di
dollari, con 383 miliardi di dollari nelle Americhe, principalmente negli Stati
Uniti; 225 miliardi di dollari in Europa; e circa 25 miliardi di dollari in
Asia. Il rischio è che le perdite europee crescano, forse avvicinandosi allo
stesso livello delle Americhe. La priorità maggiore è ridare fiducia e un
segnale in questa direzione arriva dalla creazione di un maggiore e uniforme
piano del G7. In senso pratico, ciò significa definire quali banche sono troppo
grandi per fallire, creando reti di salvataggio oltre confine per quelle che
potrebbero essere troppo grandi per essere salvate, nazionalizzando
parzialmente le banche, dove necessario, e gonfiando capitale direttamente nel
mercato interbancario per garantire transazioni tra banche, al momento restie a
prestare le une alle altre. Questo significa anche il superamento di un
attaccamento ideologico all'intervento dello Stato. Con il fine settimana
dell'11-12 ottobre, i leader dell'Unione europea hanno fatto un altro sforzo
per stabilizzare i mercati, con tre misure, che potrebbero essere messe a
punto: gli Stati membri garantiranno un nuovo debito bancario fino alla fine
del 2009; i governi puntelleranno le banche comprando quote e annunciano un
impegno per ricapitalizzare tutte le banche "sistemicamente" cruciali
in pericolo. Vi è anche un indice secondo cui le misure sarebbero ulteriormente
coordinate all'interno del G7. La crisi finanziaria attuale è la più seria
dagli anni Trenta. Nonostante molti europei diano la colpa agli Stati Uniti per
il panico finanziario dovuto alla loro quasi cieca fiducia in svincolati liberi
mercati, modelli e derivati, la globalizzazione li ha lasciati molto
interconnessi ai mercati statunitensi. Mentre la filosofia finanziaria che
guida gli Stati Uniti e la Gran Bretagna è molto simile, l'Europa continentale
mantiene la convinzione che ci sia una possibilità per ridisegnare il settore
finanziario per il "bene pubblico". Ora che il modello statunitense è
arrivato al limite, che tipo di capitalismo dovrebbe emergere? C'è un
capitalismo quasi-autoritario (Russia), un capitalismo autoritario (Cina) e, in
un capitalismo democratico, si hanno versioni anglo-americane, continentali e
giapponesi-asiatiche. Qualunque modello emergesse come vincitore, a questo
proposito non ci sarebbe divorzio tra Stati Uniti e Europa. Gli interessi sono
eccessivamente alti e ulteriori passi sono richiesti per ridare fiducia. © 2008
Yale Center for the Study of Globalization. Ripubblicato con il permesso di
YaleGlobal Online (http://yaleglobal.yale.edu). (Traduzione di Marta
Albertella) Scott B. MacDonald è partner senior e capo della ricerca
all'Aladdin Capital Management, Llc, a Stamford, Connecticut, e sta attualmente
scrivendo un libro sull'Asia e la globalizzazione. 24/10/2008 Molti europei
incolpano gli Usa della crisi, ma con la globalizzazione le due economie si
intrecciano 24/10/2008.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Viareggio
Il liceo è occupato, gli altri lanciano uova Al classico. Gli studenti:
"Erano almeno venti, hanno scavalcato il cancello" VALENTINA LANDUCCI
Una provocazione, o forse solo un modo per passare il tempo a danno di qualche
coetaneo. Di sicuro un episodio preoccupante che si ripete ormai da due notti.
Contro le finestre del liceo classico "Carducci" anche ieri sono
state lanciate delle uova. Esattamente come la sera prima. "Ma stavolta -
raccontano i ragazzi che da giorni sono in assemblea
permanente per protestare con il decreto sulla scuola del ministro Gelmini - gli aggressori erano molti di
più. All'incirca 20-25 persone che hanno scavalcato il cancello di Villa
Paolina e hanno tentato di sfondare una delle finestre che si affaccia sul
giardino". Tentativo andato a vuoto, per fortuna, anche se la situazione
mette in allarme gli alunni del classico. Lo stesso può dirsi per quelli
dello scientifico "Barsanti e Matteucci" che - pur in misura minore -
proprio la scorsa notte hanno subìto lanci di uova da parte di un balordo
intravisto dalle finestre. Nella notte tra martedì e mercoledì il primo
episodio al classico, con uova lanciare da un'auto in transito verso l'una.
Niente di preoccupante se non fosse che appena la sera precedente contro le
finestre dello scientifico erano stati lanciati dei sassi. Ieri il lancio di
uova è avvenuto a notte inoltrata e i ragazzi sono stati svegliati dagli
schiamazzi degli aggressori. Ma gli alunni di classico e scientifico non
vogliono rinunciare alla propria protesta né tanto meno rispondere alle
provocazioni. Ecco perché continueranno a manifestare. Ieri mattina il
"Barsanti e Matteucci" ha aperto le porte ai rappresentanti dei
Comuni della Versilia: i sindaci di Seravezza, Ettore Neri, e di Stazzema, Michele
Silicani, ed il presidente del consiglio comunale di Viareggio Paolo
Spadaccini, coinvolti in un dibattito sul decreto Gelmini
e sui problemi della scuola. Al classico, invece, si è discusso di sicurezza
sul lavoro, con Fiom-Cgil e Comitato Matteo Valenti. Ieri pomeriggio, poi,
anche da Viareggio è partita una delegazione di studenti che ha partecipato al
corteo degli universitari a Pisa. Mentre, nella mattinata, alle occupazioni già
in corso si è unita quella del liceo psicopedagogico "Chini". Mentre
al "Michelangelo" di Forte si è deciso di interrompere l'occupazione.
L'approvazione definitiva del decreto in Parlamento è attesa per fine ottobre.
Pochi giorni ancora, insomma, disponibili per far sentire il suo no al
pacchetto di interventi proposti. Domani gli studenti delle superiori
aderiscono al corteo indetto dal Comitato in difesa della scuola pubblica
(piazza Mazzini, presidio dalle 15,30). Iniziativa alla quale annuncia la
propria presenza il Partito democratico.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
LA
LETTERA Questa battaglia è anche per noi genitori Gli studenti delle scuole
secondarie e delle Università fanno fronte comune, mobilitandosi contro la
riforma organica della scuola, ideata dal ministro
Maristella Gelmini. Dal
maestro unico al voto in condotta, dal grembiulino al controllo sulle edizioni
dei libri di testo, dalle classi ponte per gli stranieri ai tagli di 87.400
insegnanti e di 44.500 unità di personale tecnico amministrativo, dai tagli al
turnover dei docenti universitari alla trasformazione in fondazioni delle
Università, sono tanti i punti caldi della nuova legge che preoccupano
studenti e insegnanti prefigurando un "declassamento" della scuola
pubblica. Come se ciò non bastasse, in questo clima già rovente si è inserita
anche la dichiarazione del Presidente del Consiglio che, "stizzito"
da questa protesta sempre più generalizzata e convinta, e disconoscendo
qualunque forma democratica di dissenso, ha dichiarato che andrà avanti nel suo
progetto e che utilizzerà le forze dell'ordine per reprimere la protesta.
Faccio appello a tutti i genitori come me: i nostri figli si sono mobilitati
per difendere il loro futuro dimostrando un senso di civiltà e maturità che
spesso viene a mancare a noi adulti. Non lasciamoli soli in questa loro
battaglia, aiutiamoli a difendere il loro futuro e la democrazia. Luigi
Spinelli.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Viareggio
Al liceo Michelangelo la lezione si fa in piazza "Parliamo di cose che riguardano
il nostro futuro" Tutti contro il decreto Gelmini FORTE. L'onda lunga della
protesta contro il decreto Gelmini ha raggiunto anche Forte dei Marmi, piazza che tradizionalmente
è sempre apparsa abbastanza "tiepida" sul fronte delle rivolte
strudentesche. I ragazzi del liceo scientifico "Michelangelo" hanno
scelto però una forma di dissenso abbastanza singolare, tenendo una
lezione in piazza Dante. "Abbiamo deciso di fare lezione con il professore
di storia e filosofia nella piazza di fronte al Municipio - hanno riferito ieri
i ragazzi dello scientifico Michelangelo - e stiamo parlando della
Costituzione, di problemi attuali, che riguardano il nostro futuro. Stiamo
imparando che secondo la Costituzione italiana tutti i cittadini hanno gli
stessi diritti. Perché siamo seduti per terra e fatichiamo a sentire la voce
del professore per la confusione che c'è intorno a noi? Semplice. Perché fra
poco non avremo più la possibilità di andarci, nella nostra scuola. Sì, perché
secondo il decreto Gelmini, le scuole potrebbero
diventare enti privati, così come le università. E' vero, questa legge non
obbliga nessuno a privatizzarsi: ma se lo Stato toglie fondi alla scuola, come
andrà avanti? Con i nostri soldi. Ma tutti poi potranno permettersi di
studiare? Tutti potranno andare all'università? E' questa la democrazia? Al
giorno d'oggi si parla tanto di integrazione - continua la presa di posizione
dei ragazzi dello Scentifico - ma se gli stranieri avranno classi separate
dagli italiani, di che razza di integrazione parliamo? Ieri (mercoledì per chi
legge, ndr) la nostra preside è venuta a parlare alla nostra assemblea. Ha
detto che lei è venuta a scuola con timore, e non paura, perché un vero
dirigente non è quello che ha paura. E il professore che ha paura prima di
entrare in classe non è un vero professore. E allora noi diciamo: neanche uno
studente che ha paura di combattere per gli ideali in cui crede non è un vero
studente. A cosa servirà questa occupazione? Forse a niente. Ma intanto abbiamo
fatto sentire la nostra voce, abbiamo detto che non siamo d'accordo con questa
legge, perché se lo Stato ha bisogno di soldi, che non tagli i fondi
all'istruzione e alla sanità".
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Livorno
Enriques, a scuola fuori dalla scuola Il lungomare diventa un'aula a cielo
aperto, prof in cattedra sulla scala LIVORNO. Chissà se il
ministro Gelmini si arrenderà
come ha fatto Giove Pluvio: pure lui evidentemente tifa destra e ieri mattina,
appena prima che i ragazzi del liceo Enriques trasferissero zazzere e zainetti
sul lungomare a fare lezione, aveva spedito giù un po' di pioggia. Tanto
per bagnare le polveri al movimento degli studenti. Invece no: tamerici e
terreno fradici, umidità che si taglia a braciole eppure l'idea di inventare la
"scuola fuori dalla scuola" ce l'ha fatta a decollare. Erano in 700
ad ascoltare alcuni fra i loro insegnanti che, non avendo alunni in classe,
hanno ripreso il megafono in mano dopo trent'anni e hanno fatto lezione: la 5ª
L, ad esempio, raggruppata attorno alla prof d'italiano vicino all'ingresso
dello Scoglio della Regina; un gruppo al riparo della baracchina per sentire il
docente di filosofia che zooma sulla "notte della Repubblica" fra
stragi e mafia; più in là, in mezzo agli alberi, a cerchio intorno a un altro
docente che spiega diritti e Costituzione. Ma il grosso è sotto la scala sul
retro della baracchina sud: altro megafono, altro prof. E' la "guest
star" della giornata: l'economista Massimo Paoli, università di Perugia,
che squaderna sotto gli occhi dei ragazzi i guai del terremoto che sta
sconvolgendo l'economia ai quattro angoli del mappamondo (e le difficoltà prossime
venture che ricadranno sulle esistenze di chi lo ascolta). Niente agiografia
filo-protesta, il movimento non è un santino: c'è chi scherza con la
fidanzatina, chi parlotta con l'amico. Ma è sorprendente tanto il livello di
partecipazione (più della metà di tutti gli iscritti all'Enriques) quanto lo
standard di attenzione: forse addirittura maggiore di quanto accadrebbe in
classe se alla lavagna si spiegassero trigonometria, verbi semideponenti o
teorema di Gauss. "Vogliamo dimostrare che non siamo bruciaioli: non
rinunciamo a studiare e imparare ma nemmeno a protestare", dice Michael
Palombo. Michele Valente, dal fronte dei ragazzi dell'ultimo anno, rincara:
"Sappiamo che per noi e per il nostro futuro studiare è importante: è
proprio perché ci teniamo che stiamo lottando". L'istruzione - aggiunge -
non è un optional: è "alla base della società democratica". Yari
("no, il cognome no") avverte che "da oggi ogni giorno faremo
qualcosa". Lo incalza Lorenzo Matarazzo: "Vogliamo farci
sentire". Idem Agnese Barbensi, anche lei con la maturità all'orizzonte (e
con un filino di voce): "Sta crescendo una coscienza collettiva, guardi
lei quanti ragazzi sono qui". Come dire: potevano filarsela al biliardo,
alla playstation, a fare quattro passi in centro, e invece eccoli lì a sentir
parlare di futures e globalizzazione, euro forte e superpetrolio. Di quanto
sarà dura, "per voi ragazzi qui davanti", la competizione per
"trovare il vostro posto nel mondo". Prima che parta il corteo per
riagganciarsi ai ragazzi del Classico in piazza Cavour, il prof. Lamberto
Giannini coglie al volo questa voglia di "protestare facendo
lezione": "E' sacrosanto contestare ma - tiene a sottolineare - non
dimenticate di studiare: non date ascolto a chi vi dice di buttare nella
spazzatura Hegel e i logaritmi. Fatevi sentire, ma con i libri in mano".
M.Z.
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Ok le
critiche alla riforma Sto dalla parte delle dirigenti nel mirino Mi riferisco
all'intervento del leader di Forza Italia, Maurizio Zingoni, che punta il dito
contro i dirigenti scolastici delle scuole Benci e Carducci che hanno
"osato" contestare la ministra Gelmini e la sua riforma. Secondo il
Nostro, i due dirigenti non possono partecipare ad alcuna forma di protesta
contro la loro ministra, proprio perché funzionari della pubblica
amministrazione. C'è da chiedersi se non ci sia invece da essere preoccupati
per il clima antidemocratico che si sta diffondendo nel nostro Paese. I
suddetti dirigenti "incriminati" (anzi le due dirigenti, due donne,
come la ministra Gelmini) conoscono il loro lavoro,
hanno una grande preparazione professionale, vivono quotidianamente i reali
problemi della scuola, in special modo quelli della scuola primaria, sono
"appassionate del proprio lavoro educativo" (parole dello Zingoni),
magari si sentono costrette a trasformarsi in imbianchini per tingere le aule
delle scuole, con l'aiuto dei genitori, perché lo Stato ha da spendere in altri
modi, ha da ripianare i debiti di Alitalia o delle banche, e come al solito,
per risparmiare (come è già stato fatto in passato) si è gettato rapace sulla
scuola. Ecco, proprio per questo, le due dirigenti hanno sentito la
insopprimibile esigenza di manifestare, insieme ai genitori e agli insegnanti,
il loro dissenso per questa riforma. Certo, proprio perché sono solerti
dirigenti della Pubblica amministrazione, appena arriveranno le circolari applicative
della riforma Gelmini, esse le applicheranno e le
faranno applicare, ma non si può togliere loro il diritto di manifestare (come
hanno fatto altri dirigenti in tutta Italia), in tutte le forme (sempre in
maniera democratica) il loro dissenso, per una riforma che sotto le mentite
spoglie dell'aggiustamento delle spese, in effetti tenta di affossare la scuola
pubblica. Per il sig. Zingoni, i dirigenti scolastici dovrebbero essere
"uni e bini": piangere in casa perché la riforma Gelmini
non aiuta a migliorare la scuola italiana ed in pubblico, fra docenti e
genitori, dire che tutto va bene "madama la marchesa". Entrando nel
merito della riforma, il mio parere è questo. E' vero, anche nella scuola
italiana (come in altri settori a partire dal Parlamento) molti sprechi vanno
assolutamente eliminati, ed i soldi della comunità vanno spesi bene e meglio.
E' vero, le prestazioni dei docenti (e dei dirigenti) vanno sottoposte ad una
attenta valutazione per premiare la professionalità e la preparazione (si ricordi
che il ministro Berlinguer fu "fatto fuori" anche perché aveva posto
il problema della valutazione). Ma pensare di salvare le Finanze dello Stato
tagliando sempre sulla scuola, facendo di tutta un'erba un fascio, tagliando
anche laddove il nostro Paese aveva fatto grandi progressi per quanto riguarda
l'istruzione elementare, è per lo meno semplicistico e profondamente sbagliato.
In effetti dietro al grembiulino e al sette in condotta, si nascondono
ponderosi tagli all'istruzione ed alla ricerca. Quindi bene hanno fatto le due
dirigenti come donne di scuola, che conoscono i veri problemi della scuola, ed
a cui sta a cuore il bene della scuola pubblica, e che non sono dei dirigenti
improvvisati, a manifestare apertamente il loro dissenso. Io sono con loro: apertamente,
giustamente e... perdutamente! Ora però un dubbio mi tormenta. Dal momento che
sono anch'io un dirigente scolastico, dopo questa mia esternazione ritenete che
la ministra Gelmini, mi farà indossare il grembiulino
nero, mi farà mettere le orecchie da chiuchino sulla testa e mi sbatterà dietro
alla lavagna, non senza avermi dato un bello zero in condotta? Oppure mi
manderà a dirigere una scuola in Capraia? Quale sarà il mio futuro?
Rispondetemi. Non mi lasciate solo, per cortesia! Beppe Ranucci (dirigente
scolastico).
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Livorno
I ragazzi della Terrazza Mascagni Ecco perché sono rivoluzionari (segue dalla
prima pagina) vogliono riformare la scuola e l'università su basi più
democratiche... ehi sveglia! Per un attimo rimango vittima di un déjà vu, che
per fortuna (o sfortuna?) non dura molto, altro che ragazzo, ho passato i
cinquanta e quegli anni sono sepolti, trapassati, quello che ho davanti è ben
altro. Una generazione di bravi giovani, attenti e maturi, che capiscono bene
cosa contiene il provvedimento del ministro Gelmini e hanno deciso che non è così
che si può e si deve fare una seria riforma dell'intero impianto formativo di
questo Paese. Così coscienziosi che mi hanno invitato a fare una lezione sulla
crisi finanziaria ed economica in corso a livello mondiale, e salvo due parole
di critica al governo tratte dal documento di protesta dei rettori italiani,
condiviso totalmente anche dai rettori del centro destra, io non ho detto nulla
di "politico". Così maturi da chiedere ed ottenere una vera lezione
universitaria di economia e poi così pazienti da restare lì in piedi per un'ora
e mezzo per porre infinite domande, non solo intelligenti, ma coerenti e
"appuntite". Preoccupati, certo, non solo per le cose che gli ho
detto, che certo un grande ottimismo non possono aver ispirato, ma forse già
ben consapevoli di essere la prima generazione del dopoguerra in questa parte
d'Europa che ha un'aspettativa di vita ad un livello di benessere inferiore a
quello dei loro padri. Ragazzi contro cui non si può evocare nemmeno per
scherzo, il ricorso al manganello o peggio, e non solo perché non lo meritano,
ma perché il loro approccio è già del tutto depurato di ogni violenza. Non
vogliono, secondo me, nemmeno un gran cambiamento, si sono mossi perché forse
sono più consapevoli dell'età che hanno e cominciano a capire o almeno a
"sentire" le sfide che li aspettano, vogliono armarsi adeguatamente
per combatterle e vincerle. In altre parole lottano "solo" per un
sistema formativo meritocratico ed efficace di sana radice pubblica,
accessibile ed in grado di consegnare a ciascuno un uguale punto di partenza
nella grande corsa della vita. Non avrei mai pensato, in quei miei anni di
impegno politico, ormai un trentennio fa, che oggi chiedere con forza il
rispetto di uno dei capisaldi della democrazia liberale, l'uguaglianza dei
punti di partenza appunto, potesse diventare "rivoluzionario".
Fragili, dalle domande che pongono si percepisce che si aspetterebbero da me
rassicurazioni, che non arrivano. Poi allegramente formano il corteo, la gioventù
in questo è sempre uguale. La lezione è finita, ma non so chi ha veramente
guadagnato da questo incontro, chi ha imparato di più. Vado, con la profonda
sensazione che sono stato proprio io. Massimo Paoli (docente alla facoltà di
economia dell'università di Perugia).
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Pagina
XXIV - Palermo "Outsiders in Palermo" è la serie prodotta in città
Universitari dietro le quinte una fiction per raccontarli VASSILY SORTINO
Sembra un paradosso, ma nei giorni in cui anche a Palermo gli universitari fremono per i tagli al bilancio del ministro Gelmini è arrivato nelle televisioni
locali un telefilm che racconta in modo ironico la vita degli studenti del
capoluogo siciliano. Si intitola "Outsiders in Palermo", ed è la
minifiction - ideata, scritta e prodotta da Nicola Torregrossa e Vittorio Canepa
- incentrata sulla vita di tre ragazzi (due dei quali fuori sede) che,
loro malgrado, sono costretti a vivere insieme, diventando però col tempo, a
forza di scherzi, complicità e storie d'amore sfiorate, grandissimi amici.
Dodici puntate, da dodici minuti ciascuna (in parte ancora in fase di
registrazione), in onda il mercoledì alle 23 su Tgs e il giovedì in replica
alle 13,15 sul circuito 7Gold, visibile in Sicilia attraverso la rete affiliata
Telerent. Centro di tutte le storie sarà la casa (ideologicamente situata a
Palermo, ma nella realtà la location è a Belmonte Mezzagno) di Ciccio (Davide
Ruggiano), studente iscritto a Medicina, che, dopo avere scelto di andare a
vivere da solo in un'abitazione di proprietà, ha deciso di affittare alcune
stanze per guadagnare qualche soldo in nero. La sua fortuna è incontrare Peppe
(Giuseppe Emanuele), studente fuori sede il cui primo problema è trovare un
appartamento da prendere in affitto a un prezzo ragionevole. I due riescono a
mettersi d'accordo, ma Peppe non sa che la sua nuova casa è abitata anche da
un'altra persona: Andrea (Katia Di Mariano), anche lei studentessa, ma in
realtà aspirante attrice. Peppe conoscerà così Palermo sotto diversi punti di
vista: dal precariato, alla multietnicità, passando per il carattere dei
cittadini. "Una città dolce e amara, ma che non vuole essere
"agrodolce" - dice ironicamente Nicola Torregrossa - e a proposito,
vogliamo evidenziare come noi siamo riusciti a produrre una fiction di qualità,
spendendo pochi soldi e di tasca nostra. Un lavoro che ha ricevuto l'interesse
e il plauso della tv tedesca e inglese, senza fare troppa pubblicità". Nel
cast anche Claudia Ceisla, una delle top model più note al mondo, che sta
ottenendo particolare successo in India nei film di Bollywood, l'Hollywood
indiana. "Che sia chiaro - sostiene Katia Di Mariano - noi non abbiamo
raccontato la vita dall'interno dell'università, ma da fuori le facoltà.
Interpretiamo nella fiction gli studenti nel loro tempo libero. Non ci sono
riferimenti all'attualità".
( da "Tirreno, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Livorno
Niccolini Palli, lezione in piazza "Vogliamo protestare ma senza smettere
di studiare" GIANLUCA DELLA MAGGIORE LIVORNO. Un gruppetto porta la
lavagna in spalla mentre lì accanto sfila il "tre" per fermarsi alla
fermata del bus in piazza Cavour. Altri studenti arrivano da via Ernesto Rossi
con i banchi issati sopra la testa o con le sedie sottobraccio. Sotto al
monumento al conte Cavour c'è uno striscione: "L'Alitalia: salva. Le
banche: salve. La scuola: venduta". "Non vogliamo solo fare cortei,
cantare e offendere il governo - dice Simone Galassi, 2ª B al Classico -
vogliamo dimostrare che quel che ci interessa veramente è la cultura,
continuare a studiare. Ecco perché facciamo lezione all'aperto". Ieri, a
due passi dal monumento in mezzo alla piazza, c'erano circa 300 studenti
dell'Isis Niccolini-Palli. Tutti composti nei loro banchi trasportati dalla
scuola, a seguire lezioni di matematica, storia e filosofia in mezzo al via-vai
del centro. Ormai la ribellione anti-Gelmini supera antichi steccati. "è una forma di protesta nuova ed
efficace", dice la prof di "mate" del Classico, Stella Bertone
che ha appena finito di fare la sua lezione al megafono: "I ragazzi
vogliono far capire che il loro scopo non è perdere tempo, ma protestare in
modo costruttivo contro dei provvedimenti che impoveriscono la scuola pubblica.
Mi è sembrato giusto essere qui con le mie classi, tenendo ben presente che
l'attività didattica prosegue regolarmente per quelli che sono rimasti a
scuola". Gli studenti gongolano a trovarsi i prof dalla stessa parte della
barricata: "La cosa che colpisce è proprio trovare molti professori
disponibili a fare lezione in piazza" dice con orgoglio Alessandro Giusto,
studente di terza del Niccolini: "Non solo, prima c'erano pure i bidelli.
Segno di un malcontento diffuso a tutti i livelli. E ci tengo a dire che le
contestazioni che mettiamo in piedi sono sempre assolutamente pacifiche".
Nel minestrone sociale vanno a braccetto prof e studenti, bidelli e gente
comune. Non sono pochi i passanti che si fermano incuriositi ad ascoltare i
professori che parlano al megafono: "professori con noi" è l'urlo
ritmato che si alza a un certo punto tra gli studenti. "Lo ritengo un modo
di protestare molto civile, - dice un signore appena uscito dalla farmacia - è
una bella scuola quella che pacificamente esce all'aperto per salvare la
cultura". Anche Maria Scalpellini, prof di scienze naturali, ha
partecipato alla lezione: "La Gelmini va dicendo
che il personale della scuola è nullafacente. La vorrei invitare a scuola: io
ho 6 classi, in alcune ci sono persone disabili e spesso noi prof li portiamo
anche in bagno". Alle 10,45 dagli scali Manzoni arriva il corteo
dell'Enriques, 6-700 che hanno appena finito le loro lezioni alle baracchine.
Arriva anche un gruppetto di studenti dal Colombo: qualcuno è avvolto con sacchi
di spazzatura con scritte anti-Gelmini. Le lezioni si
interrompono, qualcuno al megafono grida: "Non è vero che siamo mossi
dalla sinistra, siamo studenti che difendiamo la scuola pubblica". Dalla
folla di studenti si alza il grido: "Scuola pubblica, scuola libera".
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Cronaca Parma: il santino della Gelmini Pavia:
la solidarietà dei presidi Padova: in "lutto" contro i tagli Palermo:
a lezione davanti al teatro Trento: si prepara la "notte bianca"
Cosenza: i licei in piazza.
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Cronaca
Nella notte all'ateneo l'ira dei ragazzi miti "Berlusconi ci teme" Roma,
l'Onda occupa senza nostalgie Il racconto "Ho 22 anni, e vivo ogni giorno
sotto ricatto. Ora sono stufo. E finalmente posso respirare" Non ci sono
le assemblee oceaniche del '68 né le tensioni violente del �77 (SEGUE DALLA
PRIMA PAGINA) CURZIO MALTESE Sono le nove e sulla Roma autunnale è calata
un'improbabile notte di primavera. Improbabile come questo movimento, nato nel
momento peggiore, cresciuto oltre ogni previsione, senza neppure il tempo di
darsi un nome. Per trovarlo hanno indetto un referendum sul sito della rivolta
universitaria, www.UniRiot.org, e l'ha spuntata "Onda anomala". In
breve, "l'onda", "noi dell'onda" dicono, come fossero
contradaioli. Avete presente il '68, il '77? Altra storia. L'arrivo alla facoltà
occupata è confortante o deludente per chi ha in mente e negli occhi la
Sapienza delle assemblee oceaniche sessantottine o il teatro di guerra della
cacciata di Lama. C'è un gran silenzio. Si sentono echi di radiocronache di
pallone, autoambulanze lontane, perfino un coro classico che prova nella
facoltà di Fisica. Pochi ragazzi nella piazza, sui viali qualche sperduto
capannello. Vuoi vedere che è la solita montatura nostalgica di un '68 che non
può tornare? Ma dentro le aule, i dipartimenti brulicano di centinaia di
ragazzi che discutono, studiano, lavorano al computer, organizzano le
manifestazioni del gran giorno, oggi, davanti al Senato. Tessono reti in tutta
Italia ed è un bollettino di guerra: "Ore 11: Occupata Roma Tre! Ore 15:
occupata Ingegneria! Ore 19: occupata l'Orientale di Napoli!". E poi
Firenze, Cagliari, Napoli, Bologna: "Stiamo vincendo!". Giancarlo
Ruoco, capo dipartimento di Fisica, 49 anni, un passato giovanile nei
movimenti, osserva: "Il paragone di numeri col '77 è improponibile, ma di
sicuro questo è il movimento studentesco più partecipato degli ultimi
trent'anni. Non c'è Pantera o protesta contro la riforma Moratti che tenga.
Allora eravamo quasi più docenti che studenti in piazza. Ora sono il doppio, il
triplo, e sembrano decisi ad andare fino in fondo" Quando i telegiornali
della sera hanno diffuso il diktat poliziesco di Berlusconi, i ragazzi più
grandi hanno brindato con birre e applausi, fra gli sguardi perplessi e
intimoriti delle matricole. Che c'è da festeggiare se il premier minaccia
manganellate? "Il fatto è che gli stiamo mettendo paura, noi a loro. è la
reazione scomposta di uno che si sente debole, che non si aspettava tutto
questo, non ha una strategia e pensa di risolvere al solito modo, con la
polizia, come si trattasse di rifiuti, camorra o periferie insicure". Chi
parla è Luca, 23 anni, un'ottima laurea in lettere a Milano, venuto a Roma per
specializzarsi in filologia romanza. è di Monza: "Perfino
lì hanno cacciato la Gelmini da un comizio, e non se l'aspettava. A Monza, dov'è nata la
Lega, cinquant'anni di Dc. Non hanno proprio capito che la politica non
c'entra, la sinistra qui non comanda niente. Quando è venuta la ragazza mandata
da Veltroni (Giulia Innocenzi, ndr), chiaramente in vista della manifestazione
di sabato, le abbiamo strappato i volantini. La Cgil ha cercato di
mettere il cappello sul movimento e li abbiamo costretti ad arrotolare le
bandiere rosse. Per me il Pd significa poco, l'opposizione è inesistente,
Berlusconi non è chissacché, non mi suscita nessun sentimento. è soltanto un
vecchio che fa discorsi vecchi. Insomma, qui non c'entra la politica, c'entra
la vita. Il mio futuro, quello di Francesco, Vanessa, Ilaria...". "La
mia vita attuale è questa. Studio come un pazzo per finire in fretta e bene,
lavoro in un call center, dormo in una camera a 500 euro al mese. E sopporto
pure che un Padoa- Schioppa o un Brunetta o una Gelmini
mi diano del bamboccione o del fannullone. Ma non che taglino i fondi
all'università per fare affari con l'Alitalia, aiutare la Fiat o le banche dei
loro amici. La crisi io non la pago. Questa settimana di proteste è stata la
più bella esperienza di questi anni. Si respira, si parla, si discute dei
sogni, del futuro. Penso sia un mio diritto. Ai vostri tempi era magari
diverso. I corsi universitari duravano mesi, avevi sempre gli stessi compagni,
gli stessi professori. In ufficio o in fabbrica eri solidale con l'altro
operaio o impiegato. Ora io seguo decine di corsi dove non incontro mai le
stesse persone e poi lavoro in un call center dove il mio vicino di scrivania
cambia sempre, a ogni turno, senza contare che abbiamo tutti le cuffie e non
c'è neppure la pausa caffè. In questi giorni ho alzato la testa, mi sono
guardato intorno, ho conosciuto studenti da tutta Italia, mi sento vivo".
E' un rivolta di bravi ragazzi, della nostra meglio gioventù. Non è una rivolta
contro i padri, come furono le altre, ma di giovani che prendono sul serio le
parole dei padri. Vogliono studiare, uscire di casa, fare carriera per meriti e
non per conoscenze, crescere insomma e scoprono che in Italia non è possibile.
Non è possibile per un giovane essere "normale". Da qui la rabbia di
questi ragazzi miti. Anche un po' secchioni. Luca e altri, con Francesco e
Vanessa, ieri ospiti di Santoro, hanno tirato l'alba a studiare la legge Gelmini nei minimi particolari, scovando un'infinita serie
di contraddizioni. Un bel lavoro e anche una lezione per l'opposizione
parlamentare che deve aspettare la Gabanelli per accorgersi della norma
salvamanager infilata nel decreto Alitalia. "La legge è piena di
cazzate" mi spiegano "Taglia i fondi per la ricerca, che in Italia è
l'uno per cento del Pil contro il tre della media europea e del trattato di
Lisbona. Riduce il numero dei ricercatori che da noi sono tre ogni mille abitanti,
contro l'obiettivo di otto. Non taglia le sedi universitarie, che in Italia
sono 115, più di una per provincia, con decine di corsi frequentati da un solo
studente. Soltanto Roma ha sedi decentrate a Civitavecchia, Rieti, Pomezia: Ma
quelle rispondono a interessi clientelari". Ilaria, che incontro a Fisica,
"ci vediamo sotto la lapide di Fermi", snocciola dati statistici come
formule, sospira e conclude: "Non che m'interessi più di tanto, perché fra
un anno vado in Inghilterra. Però mi sembra giusto dirlo, protestare finché si
può". Il Dipartimento di Fisica, quello di Fermi e Amaldi, è il fiore
all'occhiello della gloriosa e ormai sfasciata Sapienza. E' quarta nelle
classifiche europee, fra le prime dieci del mondo, dentro un'università che non
compare neppure fra le prime cento. La fuga dei cervelli all'estero è la norma
e cresce di anno in anno. Nell'"Onda" Fisica è stato il laboratorio
creativo. Il corpo docente, fra i migliori d'Italia, ha appoggiato senza
riserve la protesta. "Tanto con l'appello contro la lectio magistralis del
Papa ci aveva già criminalizzato. Peggio non può succedere". Fernando
Ferroni, professore di fisica delle particelle elementari, presidente
dell'istituto nazionale di fisica nucleare, uno degli scienziati che ha
collaborato all'accensione dell'Lhc al Cern di Ginevra, è solidale ma
pessimista sulle sorti dell'Onda: "Hanno ragione da vendere ma il clima
culturale è il peggiore possibile. Non c'è sensibilità per questioni complesse
come la formazione, la ricerca. Il governo fa discorsi primitivi, insensati ma
efficaci. L'opposizione ne sa poco o nulla. Non ha capito la portata del
disegno. Qui stanno dismettendo l'istruzione pubblica, un pezzo per volta. E'
una cosa mai successa in nessuna parte del mondo civile. Negli Stati Uniti, il
paese più malato di iper capitalismo, l'università pubblica rimane ancora
fortissima. Uno studente di Fisica può scegliere di pagare quattromila dollari
a Berkeley o quarantamila a Stanford, ma la qualità è la stessa, alla fine si
spartiscono lo stesso numero di premi Nobel. Per non parlare dell'Europa. Qui
invece fra pochi anni l'istruzione pubblica, di questo passo, sarà relegata
alla marginalità, alla serie B, a quelli che non possono permettersi di meglio.
Il tema è enorme, tocca l'essenza dei diritti di cittadinanza, ma temo che non
passerà. Criminalizzeranno la protesta, faranno scoppiare qualche incidente, e
i media andranno dietro l'onda, l'altra, quella del potere. Bisognerebbe bucare
questo muro di conformismo, ma come?" Gli studenti si sono posti il problema
d'"inventarsi qualcosa di nuovo", ne discutono in assemblea, su
Internet, chiedono idee, consigli. "L'importante è evitare paragoni col
passato, gli slogan in rima, le bandiere della politica, le stesse forme di
lotta di fronte alle quali la gente dice "l'ho già visto"e passa
oltre" spiega Laura, 23 anni, delegata alla comunicazione di Fisica.
"Ci siamo inventati le lezioni in pubblico, con la lavagna a Piazza
Farnese, un successo con i passanti che si fermavano a chiedere. Venerdì (oggi,
ndr) saremo a Montecitorio". Sono rimasti a discutere le nuove forme di
lotta fino alle tre, poi è entrato Stefano con le birre. "Che ha fatto la
Roma?" "Lasciamo perdere... Aò, ma la volete smettere col dibattito?
E fateve �na birra, �na canna, che so". Bisogna fare la colletta per i
cornetti. Che cosa? "Al picchettaggio offriamo cornetti agli studenti che
vogliono entrare. Li hai mai visti i picchetti con i cornetti? Lo voglio vedere
Berlusconi che manda l'esercito. A noi non ci fregano con le provocazioni, non
ci vedrai mai fare questo". E mostra il gesto della P38". Chissà se
non li fregano. Quarant'anni fa era cominciato con le colazioni ai bambini
poveri, i sit-in pacifici, il clima da "Fragole e sangue", ingenuo e
fiducioso. Fino alla prima carica della polizia. Stefano prende la chitarra,
sono ormai le tre, per tenere sveglia la truppa. Nella musica sono
conservatori, l'eterno rock, i vecchi cantautori, da De Andrè a Ligabue, che
ormai viaggia per i cinquanta. Alle quattro crolla pure il cantante, qualcuno si
rinchiude nei sacchi a pelo, altri s'infrattano, qualcuno riprende a discutere
fino all'alba, a parlare dei propri sogni, come tutti a vent'anni, mentre il
sole sorge sempre da un'altra parte.
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Cronaca
Il cantante: condivido la protesta Jovanotti: ascoltare le ragioni dei ragazzi
FIRENZE - "Non è giusto tagliare i fondi alla scuola". Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, prima dell'incontro con i
ragazzi delle scuole fiorentine è intervenuto sulla riforma Gelmini. "La protesta dei ragazzi è
condivisibile. E comunque se c'è una lamentela prima di tutto questa va
ascoltata".
( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Economia
"L'intervento pubblico è un male necessario ma solo per l'emergenza"
Marcegaglia: basta aiuti limitati alla Fiat L'intervista ROBERTO MANIA ROMA -
Aiutare la Fiat con la rottamazione? "Io ho un'altra idea", risponde
Emma Marcegaglia, da cinque mesi presidente degli industriali italiani. Perché
l'emergenza per la sua Confindustria, dichiaratamente non più Torino-centrica,
riguarda soprattutto le piccole e medie aziende alle prese con le difficoltà di
accesso al credito e con i moduli ministeriali per chiedere ? spesso per la
prima volta - la cassa integrazione. La crisi finanziaria globale ha mutato gli
schemi del passato. E certo fa impressione sentire il capo della Confindustria,
quella delle deregulation liberiste, del "meno Stato, più mercato",
invocare l'intervento pubblico. "Nel '29 ? sostiene Marcegaglia ? il
presidente americano Hoover rimase fermo: il mercato, disse, è capace di
autoregolarsi. Arrivò così la Grande Depressione". Vuol dire che il
mercato è finito? Per questo chiedete l'aiuto dello Stato? "Siamo davanti
a una crisi eccezionale. Nel paese del libero mercato per eccellenza, gli Stati
Uniti, hanno praticamente nazionalizzato il sistema del credito; nella Gran
Bretagna lo Stato controlla nove banche. è una crisi di tale imponenza, di tale
profondità, che senza l'intervento pubblico c'è il rischio di entrare in una
spirale molto pericolosa con conseguenze dirette sull'economia reale. Ma una
volta finita l'emergenza lo Stato deve ritirarsi, tornare a svolgere il suo
ruolo: quello del regolatore. Perché una delle principali cause del crollo del
sistema finanziario sta proprio nella carenza di regole e di controlli
nell'epicentro della crisi, cioè negli Stati Uniti". L'Italia sta meglio o
peggio degli altri? "è molto importante che per la prima volta sia stato
approvato a livello europeo un pacchetto di misure a supporto del sistema
finanziario. Il piano italiano è il più soft rispetto a quelli degli altri: il
governo interverrà solo in caso di necessità. D'altra parte ritengo che il
sistema bancario italiano sia complessivamente solido". Berlusconi,
tuttavia, ha detto che dopo Unicredit ci sono forse altri istituti che dovranno
essere ricapitalizzati. "Le banche hanno detto di no". Non c'è il
rischio che il governo ritorni a controllare le banche? "Ho già detto che
una volta finita l'emergenza lo Stato deve ritirarsi. Sono assolutamente
contraria a un revival statale sulle banche. In ogni caso è stato il governo
stesso ad escludere un intervento diretto nella governance, prevedendo
l'acquisto di sole azioni privilegiate e nessun potere sulla scelta del
management". La Fiat ha chiesto di non essere lasciata "sola".
Che ne pensa dell'ipotesi di incentivare l'acquisto di auto e elettrodomestici
con la rottamazione dei vecchi modelli? "Ho un'idea diversa. Io dico no alla
sola rottamazione delle auto o degli elettrodomestici. Ma dico sì a un piano di
risparmio energetico che preveda agevolazioni fiscali per tutti coloro che
riducano le emissioni e il consumo, attraverso investimenti nell'innovazione e
nella ricerca. Se le industrie dell'auto e degli elettrodomestici si muoveranno
in questa direzione, bene. Perché ci sono anche altri settori da coinvolgere:
dall'edilizia, al ciclo dei rifiuti, all'industria dell'illuminazione e via
dicendo". Cos'altro proponete? "Che ci sia garantito l'accesso al
credito e che ci siano sgravi fiscali per chi rafforza la capitalizzazione
della propria azienda, a cominciare da chi reinveste gli utili". In cinque
mesi lei non ha mai criticato il governo. Va tutto bene? "Non è vero che
non abbiamo criticato il governo. Continuo a dire, per esempio, che è stato
sbagliato tagliare gli investimenti in infrastrutture passati dal 2,4 % del Pil
al 2. Si deve fare molto di più. Ci sono 10 miliardi che vanno rifinanziati e
che riguardano l'Anas e le Ferrovie. Ci sono 36 miliardi di opere già
autorizzate che aspettano le risorse per partire. Insomma bisogna trovare
subito 46 miliardi. Si usi la Cassa depositi e prestiti. E poi, non va bene
lasciare la pressione fiscale al 43%. Va abbassata a partire dai redditi più
bassi da lavoro dipendente". è favorevole alla detassazione della
tredicesima? "No, non servirebbe a niente. La gente non se ne accorgerebbe
e non si rimetterebbero in moto i consumi. Ma ci sono altri errori del
governo". Quali? "Sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali
si profila una soluzione peggiore di quella del governo con Rifondazione
comunista. Ed è stato sbagliato anche cedere alla lobby e ai ricatti degli
autotrasportatori. Vede: la filosofia della Confindustria non è quella di
giudicare i governi, ma di giudicare i singoli provvedimenti". Farà
l'accordo sulla riforma dei contratti senza la Cgil? "Dopo quindici anni
dall'accordo del '93 una riforma del modello contrattuale è sacrosanta.
Quell'intesa è stata importante ma aveva davanti un altro mondo. Ora le
emergenze si chiamano bassi salari e bassa produttività. Per risolverle
entrambe si devono legare gli aumenti salariali alla produttività, quindi
bisogna lasciare più spazio al secondo livello contrattuale. Poi sono necessarie
le regole perché non si può ricontrattare su tutto in una logica di rapporti di
forza. è evidente che io non ho giocato allo strappo con la Cgil. Insieme a
Cisl e Uil stiamo allargando il confronto alle altre associazioni. Alla fine
dell'iter si vedrà. Mi domando, tuttavia, se il paese può permettersi di
aspettare chi, ponendo veti, non ha intenzione di andare avanti. Io penso
proprio di no". Cosa pensa della riforma della scuola
del ministro Gelmini?
"Quella della Gelmini non
è una riforma, bensì un decreto. La scuola italiana, invece, ha bisogno di una
vera riforma, basata sui principi della qualità, del merito e della
valutazione. Qui ci giochiamo il nostro futuro sociale ma anche economico.
Partiamo dai dati dell'Ocse: in Europa c'è in media un insegnate per 14 alunni,
in Italia uno ogni
( da "Unita, L'" del 24-10-2008)
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Scuola
Maria
Novella Oppo FRANCESCHINI HA RISPOSTO via tv al diktat più che bulgaro di
Berlusconi: "Non si tocchi un capello ai ragazzi che lottano per difendere
la loro scuola. Noi vigiliamo". Giusto e anche bello da sentire. Intanto,
i dibattiti in video mostrano i portavoce del boss preoccupati di trovarsi di
fronte a un nuovo '68, che non saprebbero certo fronteggiare con l'abilità dei
vecchi dc. E dire che il piano della Gelmini era quello, dichiarato, di
cancellare gli ultimi 40 anni di storia scolastica. Perché la ministra, beata
ignoranza, non sa nemmeno che il '68 è stato sconfitto. Infatti, non pochi di
quelli che lo hanno vissuto, sono saltati sul carro dell'uomo più ricco e
potente d'Italia, cortigiani tra i cortigiani, in prima fila nel negare
i diritti per i quali da giovani si erano battuti. Ma i berluscloni possono
stare tranquilli: quello che vediamo non è affatto un nuovo '68, ma potrebbe
essere molto peggio per loro. Perché i ragazzi di oggi sanno usare la tv, hanno
facce belle da mostrare e non hanno da perdere che le catene del loro
precariato. FRONTE DEL VIDEO.
( da "Unita, L'" del 24-10-2008)
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Scuola
Pisa e
Firenze: "Qui per il nostro futuro" "Vogliamo studiare, non
siamo barricati e non sentiamo la necessità di difenderci" di Osvaldo
Sabato/ Firenze "SE VIENE la polizia? Gli chiederemo le tabelline"
ironizza uno studente. "Ma non credo che si faranno vedere, altrimenti qui
succede un '48" commento un altro. Numeri alla mano, la protesta a
Matematica è a più cifre per la valanga di studenti mobilitati. Praticamente,
tutti. E non solo loro. Anche i docenti e i ricercatori stanno facendo la loro
parte. Dentro il plesso "Ulisse Dini" non ci fanno caso alle parole
del premier Berlusconi (poi rimangiate) "basta occupazioni, mando la
polizia", non ci fanno caso, perché le lezioni sono rinviate con tanto di
delibera di facoltà. A qualche decina di metri di distanza, sul marciapiede
opposto, si trova invece la facoltà di Ingegneria. Nell'androne fa bella mostra
di sé un grande striscione "facoltà occupata". I controlli
all'ingresso sono serrati: "Con l'aria che tira, non si sa mai" sussurra
una studentessa. Pacchi di giornali buttati su un tavolo lungo, le pagine che
raccontano la protesta vengono letteralmente mangiate e gli occhi si fermano su
quella frase di Berlusconi. "Ma ti rendi conto che dobbiamo pure
tranquillizzare i nostri genitori" commenta una ragazza. Di televisioni
accese in giro non se ne vedono "ma a casa la guardano" chiosa Catia
del collettivo di Scienze. Tanto per non perdere tempo, però, a Ingegneria
hanno pensato di organizzare "dei controlli intorno al plesso, chiudiamo
tutto e se qualcuno vuole entrare suona" racconta Giovanni. "Non
siamo barricati e non sentiamo la necessità di difenderci" insiste Franco.
Anche il sindacato di polizia Silp per la Cgil, con il segretario Marco Noero,
critica quella frase di Berlusconi. La protesta non si ferma, dunque, va avanti
il giorno dopo la lezione show dell'astrofisica Margherita Hack in piazza
Signoria, oggi tocca al professore Barletti tenere la sua lezione in piazza:
parlerà di relatività e di Einstein e Minkowski. In serata, sempre a
Ingegneria, è già fissata un'assemblea aperta a "tutta la
cittadinanza" e la protesta del mondo universitario contro la legge 133
arriva in Europa: anche l'Istituto universitario europeo di Fiesole è in
agitazione. Mentre su alcuni ponti sull'Arno sono apparsi striscioni come
"l'università non è in vendita" e gruppi di studenti distribuivano
volantini sulla "24 ore non stop di lezione" organizzata"
martedì prossimo a Matematica. Anche ieri a Pisa, dopo i sessantamila di
Firenze, oltre diecimila studenti in corteo insieme al sindacato. Generazioni
in movimento, potrebbe essere lo slogan. "È una novità assolutamente
positiva" per il segretario regionale della Cgil Alessio Gramolati, appena
rientrato da Pisa, "chiunque ha responsabilità di governo dovrebbe
valorizzare e non esorcizzare come un pericolo" dice. Era già successo
altre volte che studenti e operai protestassero insieme, ma raramente studenti
e professori "è la dimostrazione che la scuola pubblica viene vissuta come
un valore" chiude Gramolati. Gli universitari non ce l'hanno con il ministro Gelmini "lei non ha neanche scritto la legge che contestiamo",
se la prendono con Tremonti, con i tagli della legge 133. "Berlusconi dice
che dobbiamo piuttosto pensare a studiare? È quello che vorremmo fare, noi
siamo qui perché vogliamo studiare e laurearci, paghiamo tasse salate per
raggiungere questo obiettivo" commenta Marco. "E soprattutto
vorremmo che qualcuno ci garantisca il nostro futuro" precisa Alessandra.
Ma la faccia dura di Berlusconi? "Voleva solo impaurire i ragazzi delle
superiori" conclude Francesco con tono rassicurante.
( da "Unita, L'" del 24-10-2008)
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Scuola
Maestro
unico, 360mila voci su internet Il movimento di padri, figli e professori
"parla" nella Rete / Roma OLTRE 360 MILA voci su Internet, basta
cliccare "maestro unico". Una vera e propria onda
di piena sulla rete racconta la protesta contro il ministro Gelmini.Ci sono, oltre ai siti di
informazione, a quelli dei sindacati e delle forze politiche, una massa di siti
spontanei e autogestiti, dove si rincorrono le voci di genitori e docenti, i
pareri di esperti, le foto e i video di cortei e fiaccolate, i forum di
discussione. C'è "mamma Maria" che chiede, "Posso portare
in piazza anche i bambini?", e gli insegnanti della scuola primaria di
Clusone (Bergamo) che scrivono al ministro raccontando il loro lavoro
quotidiano: "Vorremmo chiederle quante volte è entrata in una classe di
scuola primaria e ha toccato con mano cosa significhi occuparsi veramente
dell'educazione di venti/venticinque alunni provenienti dalle più disparate realtà
socio-culturali...". Ci sono i pedagogisti Bertagna e Canevaro, le
rassegne stampa. Ieri sul sito "maestrounico.blogspot.com"
campeggiava l'intervista in cui il presidente Cossiga invita a
"picchiare" gli studenti universitari e i "docenti che li
fomentano". Ma la gran parte dei siti funge da collegamento tra varie
realtà: università, licei, scuole elementari. Si fanno proposte, si discute, si
organizzano nuove manifestazioni. Ci sono sondaggi, come quello sul sito
"disabili.com", in cui il 15% sostiene che saranno proprio gli alunni
con handicap a rimetterci di più con il maestro unico. Ci sono gli sfottò
contro il ministro, ma anche i pareri a lei favorevoli, seppur minoritari, come
quello di Marcello D'Orta. Nei forum sono rari i pareri di tipo ideologico: i
genitori si mostrano più cher altro preoccupati, dubbiosi. Le maggiori certezze
sono sul tempo pieno: "Il maestro unico se è in gamba mi può anche andare
bene, ma la soppressione del tempo pieno è ingiusta!!!", è uno dei
commenti che si legge sul forum "quimamme" del Corriere.Tanti i
genitori che hanno paura del maestro unico perché, se il figlio non si prende
con lui, rischia di perdere la voglia di andare a scuola "E se il tempo
pieno chiude dove li lasciamo i figli?", domanda l'Associazione genitori Toscana.
La discussione continua.
( da "Unita, L'" del 24-10-2008)
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Scuola
Di
Maristella Iervasi / Roma OCCHI NEGLI OCCHI Mani alzate che gridano:
"Fateci passare", "Vergogna! È questa la democrazia?". E il
contatto strettissino con il cordone di poliziotti diventa pericoloso. Gli agenti
indossano il casco, hanno i manganelli e gli scudi e bloccano l'accesso al
Senato da Corso Rinascimento. Un "muro" di uomini in divisa e di
blindati. Ma gli oltre 40mila studenti universitari e dei licei urlano forte:
"Noi non abbiamo paura". Cercano il dialogo, ci prova anche il papà
di un bambino della scuola "Iqbal Masih", poi un varco. Ma niente da
fare. L'"ordine" della Digos è rigido: non si passa per andare sotto
Palazzo Madama. Non accade da 15 anni. E alla fine l'immenso
movimento anti-Gelmini/Tremonti
riprende gli striscioni: "Polizia, li difendiamo noi i diritti dei vostri
figli", "Noi la crisi non la paghiamo", e si mettono a correre
verso Piazza Navona, "inciampando" in altre divise. Città
militarizzata: dalla Sapienza al centro storico, per la risposta degli studenti
a Berlusconi. Linea dura del governo contro le occupazioni: polizie in
scuole e Atenei. Così ecco ieri l'appuntamento al Rettorato, con gli studenti
che lasciano le 5 facoltà occupate per la manifestazione. Mentre arrivano i ragazzi
di Roma Tre, di Tor Vergata e anche genitori delle scuole elementari. E al
grido di "Roma libera", la "Nuova Onda" - come ama
definirsi il movimento - lascia l'Ateneo per "prendersi" il Senato.
Gabriella, studessa a Chimica tiene in mano un cartello: "Non è questione
di libero pensiero ma di ordine pubblico". Giovanni di Scienze politiche
mostra la scritta: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il
proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni mezzo di diffusione. Art.21
della Costituzione". Gran parte dei manifestanti si è attaccato sulla
felba un foglio: "Studente non strumentalizzato", mentre l'eco delle
notizie - quelle da Pechino, le "istruzioni" repressive di Cossiga,
ex ministro dell'Interno nel '77, e lo spiraglio della Gelmini:
"Convocherò le associazioni di studenti, docenti e genitori" -, fanno
infuriare ancora di più gli studenti. Il megafono passa di mano in mano:
Stefano informa tutti: "Siamo in migliaia". Applausi. "Dalla
Cina Berlusconi ha detto che è stato travisato. Che non ha mai detto "la
polizia deve entrare nelle scuole"". E parte in coro un
"vaff...". "Ma questo vuol dire - sottolinea il coordinatore del
movimento -, che il premier sta facendo retromarcia e che noi stiamo vincendo.
Quindi, tutti sotto al Senato. Questo è solo il primo passo, non è che
l'inizio. Berlusconi, prova ora a picchiarci tutti". Nessuno scontro, a
parte i momenti di tensione vicino Palazzo Madama. La marea di studenti in
protesta ha cantato "Bella ciao", urlato "Augh" per
liberare la rabbia: "Bloccheremo tutto". I passanti osservano
incuriositi, c'è chi si affaccia dagli autobus bloccati dal corteo. Chi si
accoda a protestare. Solidarizzano gli immigrati che manifestano in piazza dei
Cinquecento, i giovani del centro sociale sgomberato Horus. Ma la festa è
grande quando dalle vie laterali di via Voltuno, via Cavour, largo Argentina,
agli universitari si uniscono gli studenti medi. Poi tutti insieme sotto al
Senato a gridare: "Buffoni, sospendete i lavori e venite qua fuori".
Scende una delegazione del Pd, si fa vedere Paolo Ferrero. E parte la
contestazione: "Non ci rappresenta nessuno. Ci state
strumentalizzando". E con le braccia alzate, l'ennesimo grido:
"Buffoni, siete tutti mafiosi". Si torna nelle facoltà, con un monito:
"Siamo l'onda che vi travolgerà".
( da "Unita, L'" del 24-10-2008)
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Scuola
La
rabbia di Napoli: "Con i tagli si salvano solo gli amici dei baroni"
di Eduardo Di Blasi inviato a Napoli C'è una cattedra davanti all'imbocco delle
scale che portano ai piani superiori. E nello spiazzo all'aperto appena dopo
l'androne, i ragazzi che preparano i manifesti della loro protesta in lingue
diverse non tutte comprensibili. Qualche studente di quelli fuorisede prova a
salire ai piani superiori. "Non c'è lezione, le aule sono chiuse",
gli rispondono alcune ragazze sedute sulla cattedra. Rimane interdetto. Con l'indice
si inforca meglio gli occhiali sul naso. "C'è l'occupazione". Palazzo
Giusso, sede centrale dell'Istituto Universitario Orientale di Napoli, è
occupata dal giorno precedente. Mercoledì notte ci hanno dormito in centoventi,
sparsi tra le due sale occupate dai collettivi (in quella del Flex l'odore acre
delle bombolette spray non deve aver fatto buona compagnia), l'aula Matteo
Ripa, e le aule sotterranee. Hanno chiuso i cancelli alle 22, divieto di
alcool, niente feste. "Si è parlato di politica fino all'una, poi ci si è
messi a dormire". La mattina seguente, mentre i cortei degli universitari
e dei liceali si indirizzano a bloccare le lezioni degli altri plessi
dell'Orientale, palazzo Giusso si ferma al secondo dei quattro piani, con le
catene che sbarrano l'accesso verso l'alto. "Abbiamo chiesto solo gli
spazi che riusciamo a controllare e a gestire. È un'occupazione politica".
Il ragazzo napoletano che abbiamo di fronte si chiama Salvatore, ha 25 anni e a
marzo discuterà la sua tesi di dottorato a Parigi. Una persona che
nell'università è passata come una freccia: laurea in quattro anni e dottorato
(con una borsa di studio non coperta in alcun modo) in tre.
"Fortunatamente - esordisce - provengo da una famiglia benestante, perchè
già oggi, in Italia, se non vieni da una famiglia benestante non puoi
studiare". Spiega di queste borse di studio "gratuite", di
ricerche che vengono pagate 2200 euro per sei mesi di lavoro (ma siamo già al
gradino successivo, quello del ricercatore che fa la fame), e alle quali, per
far quadrare i conti, bisogna aggiungerci le lezioni private (ne è piena
l'università di annunci di insegnanti di inglese, francese, arabo, cinese,
giapponese...), il call center e quello che si trova da fare. Per questo Salvatore è arrabbiato quando pensa alle parole del
ministro Gelmini che
sostiene come i tagli miglioreranno la qualità dell'università. Perchè si sente
preso in giro un'altra volta: "Il sistema vive sulla cooptazione, e se si
riducono i posti disponibili di certo non si farà un piacere a chi non rientra
nella cerchia dei baroni". Dice che a marzo, dopo la tesi di
dottorato, l'unica cosa che potrà fare sarà guardare all'Europa, dove i
concorsi di ricerca si trovano sul web "e non sono sussurrati dai
professori nei corridoi". La micro-specializzazione, le lauree legate al
"mercato", sono i totem contro cui la parte avanzata di questa
protesta si batte. "In Francia esisteva un corso di laurea per ingegneri
che veniva chiamato il corso "mc Donald" perchè era tipo "teorie
e tecniche del congelamento della carne animale per il trasporto"... È
questo il modello che dobbiamo contrastare. Se la ricerca universitaria finisce
per il 90% a occuparsi di cosmetica e non di malattie che sterminano milioni di
persone vuol dire che l'ingeresso dei privati non funziona". I tagli della
legge 133, da tutti giudicati una iattura per l'università italiana, sono
ancora una volta la molla di una protesta più ampia che qui a Napoli ha
contagiato in breve tempo tutti gli atenei. Il centro della protesta è questo
palazzo bianco che si trova in una traversa di via Mezzocannone, a cento metri
da Corso Umberto. Ha alcune caratteristiche "urbane" importanti: è
centrale, ha uno spiazzo interno per le assemblee ed è meglio gestibile della
più ampia Federico II. Ma è anche quello dove i collettivi universitari hanno
una presa maggiore. Per questo è diventato l'epicentro della protesta
napoletana, il punto di snodo di un'ondata che se dovesse coinvolgere
separatamente tutte le facoltà troverebbe studenti per strada da Mergellina al Duomo
(le sedi distaccate sono decine). Qui sono convenuti ieri gli studenti di
Architettura dopo l'assemblea, qui si ritroveranno il 29 ottobre tutte le anime
della protesta universitaria di Napoli. Protesta che ieri pomeriggio li ha
visti nuovamente in corteo per le strade del centro in un clima di totale
anarchia: nè un poliziotto, nè, purtroppo, un vigile urbano in grado di sedare
le incompresioni tra studenti e automobilisti.
( da "Libertà" del 24-10-2008)
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Scuola
Veltroni:
"E' Tremonti il vero autore della riforma" ROMA - "La riforma
della scuola e dell'università va ascritta al ministro dell'economia Tremonti e non a quello della pubblica istruzione Gelmini, perchè essa parte dai tagli e
su questi è basata". Lo ha detto Walter Veltroni intervenendo alla
trasmissione tv AnnoZero. "La cosa singolare - ha detto il segretario del
Pd - è che questa riforma non è cominciata con il ministro della pubblica
istruzione che è venuto in Parlamento e ha detto: "voglio fare questa
riforma, e quindi servono questi soldi"; è successo il contrario,
il ministro dell'economia ha detto "qui tagli 8 miliardi,
arrangiati"". "Non diciamo - ha aggiunto - che non si debba fare
nulla per scuola e università. Si deve fare, ma al contrario di come si è
partiti". Veltroni ha quindi contestato la tesi del Governo che i tagli
non avranno conseguenze sull'operatività della scuola. "Berlusconi - ha
proseguito - ha affermato che nessuno perderà il lavoro. E gli 87mila precari
che non riceveranno più lo stipendio, come li chiamiamo?". Alla domanda su
dove trovare i soldi per la finanza pubblica che sono stati ricavati dalla
scuola, Veltroni ha replicato: "si potevano prendere da quel miliardo e
mezzo che è stato dato alla cordata di Alitalia, o dai due miliardi usati per
tagliare l'Ici a chi ha redditi così alti che neanche si accorgerà di non
pagare più quella tassa". 24/10/2008.
( da "Libertà" del 24-10-2008)
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Scuola
Manifestazioni
in università e istituti superiori. Cortei con migliaia di studenti roma -
"Non ci fermeremo". Così, dall'Unione degli studenti a Forza nuova,
dalle università alle scuole medie, il mondo studentesco risponde compatto alle
minacce del premier Silvio Berlusconi e intensifica le azioni di protesta. Sul
fronte universitario, cortei, blocchi e occupazioni ormai non si contano più. A
Milano circa 700 studenti universitari hanno ieri seguito una lezione in piazza
Duomo per poi formare un corteo non autorizzato che ha bloccato il traffico. A
Torino è continuata l'occupazione delle facoltà umanistiche ed è stata occupata
anche la facoltà di Fisica. Manifestazione non autorizzata pure a Trieste,
corteo funebre e blocco della didattica invece a Parma mentre a Firenze il
dipartimento di Matematica terrà il 27 e il 28 ottobre 24 ore di lezioni senza
interruzioni. "Non abbiamo paura di Berlusconi e della
Gelmini" hanno gridato
gli studenti de La Sapienza di Roma dove ieri il Dipartimento di Fisica è stato
chiuso per protesta con catenaccio e lucchetti ed è stata occupata anche l'Aula
2 della facoltà di Economia. Un corteo spontaneo di un migliaio di studenti di
Roma Tre ha manifestato nel pomeriggio bloccando il quartiere Ostiense-San
Paolo e infine la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Tor Vergata,
ha deciso di indire un presidio di studenti e docenti della durata di una
settimana. Da ieri a Napoli, dopo un'assemblea con 1.500 studenti, è occupata
anche l'Università Orientale mentre la Seconda università è in stato stato di
agitazione permanente. Un minuto di silenzio, ceri accesi, veli scuri calati
sui visi, una grande bara marrone e un necrologio funebre: così centinaia di
universitari hanno voluto protestare a Bari. Intanto a Palermo il Consiglio di
facoltà di Lettere e Filosofia ha detto sì alla sospensione delle lezioni fino
al 31 ottobre. Manifestazioni, sit-in e assemblee anche a Catania, l'Aquila,
Perugia e Cagliari. Un fermento che riguarda anche gli studenti delle Superiori
dove continua la mobilitazione lanciata dall'Unione degli studenti, secondo la
quale le adesioni delle scuole hanno già superato il migliaio. Nel Milanese
sono partite le prime occupazioni al liceo Omero e all'istituto Majorana di
Cesano Maderno. A Trieste su 17 istituti, 11 sono occupati e in 6 ci sono
autogestioni. Occupazioni in aumento anche in Liguria, in Toscana e a Roma dove
si prepara la manifestazione per lunedì prossimo a cui si stima che prenderanno
parte circa 15mila ragazzi. Epoi, altre occupazioni a Napoli, Salerno,
Avellino, Caserta, Rende, Catanzaro, Reggio Calabria, Oristano. Infine uno
"sciopero creativo" sarà messo in atto oggi, in molte città, dagli
alunni medi della Rete degli studenti che occuperanno le entrate delle scuole
"per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la nostra
creatività". Monica Viviani 24/10/2008.
( da "Libertà" del 24-10-2008)
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Scuola
Olta
il vanto del sistema italiano, entrino nel loro specifico declino Con le
riforme della scuola elementare proposte dall'improvvisato
ministro Mariastella Gelmini, le cui competenze in materia sono ignote, è probabile che anche
quelle scuole, una volta il vanto del sistema italiano, entrino nel loro
specifico declino. Dunque, la civile protesta degli studenti e dei docenti,
persino dei bambini e dei loro genitori, è sacrosanta nonché assolutamente
condivisibile. Non riguarda soltanto, in maniera egoistica, comunque
comprensibile, i posti di lavoro, presenti e futuri. Riguarda, invece,
soprattutto, il futuro, prossimo e di più lungo periodo, dell'Italia. A una
protesta che si diffonde, un governo democratico, vale a dire che si vanta del
sostegno popolare, cercherebbe di rispondere ascoltando e interloquendo,
spiegando e, eventualmente, correggendo alcune imperfezioni del pasticciato
provvedimento di riforma. Dall'alto della sua ampia maggioranza parlamentare in
entrambe le Camere, potrebbe farlo generosamente e intelligentemente anche il
governo Berlusconi. Invece, il capo del governo confonde una legittima protesta
che si è finora svolta e sviluppata in maniera del tutto pacifica in molte
città italiane con una sommossa plebea strumentalizzata dalla sinistra e
annuncia (per poi smentire) con tono imperativo che manderà la polizia nelle
scuole e nell'università (dove non può senza la richiesta dei Rettori). Non
soltanto invade il campo delle competenze del suo, molto più cauto, Ministro
degli Interni, Roberto Maroni, ma dimostra anche di avere poca familiarità con
la pratica della democrazia. Un po' dappertutto nelle democrazie è pienamente
riconosciuto il diritto dei cittadini di associarsi per protestare e fare
valere, anche fuori del Parlamento, secondo modalità non violente, le loro
ragioni. Neppure il Presidente amico George Bush minaccerebbe di usare la forza
contro chi protesta per le sue nefaste politiche. Vero è che, come ha lasciato
intendere qualche tempo fa il segretario del Partito Democratico, potrebbe
essere in corso la "putinizzazione", non del regime italiano, ma
dello stesso Presidente del Consiglio Berlusconi che non ha mai nascosto la sua
ammirazione per l'ex-comunista Vladimir Putin. Magari i sondaggi daranno ancora
a Berlusconi un alto livello di gradimento, ma questo non basta a dargli
ragione. Non è possibile essere d'accordo con Berlusconi. Né sulla sostanza,
ovvero su una brutta e dannosa riforma della scuola e sui tagli alle spese del
sistema universitario che, al contrario, ha urgente bisogno di investimenti in
strutture e in ricercatori; né sul metodo: l'uso della polizia invece del
confronto aperto e trasparente senza esito precostituito. Con pulsioni populiste
e autoritarie si governa male e si riforma peggio. Gianfranco Pasquino
24/10/2008.
( da "Libertà" del 24-10-2008)
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Scuola
Boiardi agli studenti della Sapienza che celebrano Amaldi:
"La mia risposta alla Gelmini?
Io le scuole le apro, non le chiudo".
( da "Libertà" del 24-10-2008)
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Scuola
Roma -
Il foglio è uno di quelli stropicciati, che escono da tasche consumate da una notte
trascorsa tra i banchi della facoltà di Fisica in attesa delle forze di polizia
evocate dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per porre fine alla
"resistenza" roma - Il foglio è uno di quelli stropicciati, che
escono da tasche consumate da una notte trascorsa tra i banchi della facoltà di
Fisica in attesa delle forze di polizia evocate dal presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi per porre fine alla "resistenza". E' scritto in
inglese perché Francesco, il portavoce degli studenti che occupano l'ateneo
della Capitale, ha il compito di parlare davanti ad una platea di scienziati
venuti da tutto il mondo per celebrare lo scienziato piacentino Edoardo Amaldi.
Un auditorio che non lo intimorisce e a cui spiega con determinazione che
"la situazione della ricerca, dell'università e più in generale della
pubblica istruzione è la peggiore che si sia mai vista in Italia".
Nell'aula magna Edoardo Amaldi della Sapienza di Roma il pubblico ascolta in
silenzio e con la curiosità di chi si sente all'improvviso proiettato ai tempi
delle rivolte studentesche, di un Sessantotto che, tuttavia, aveva altri
sapori. Le lezioni oggi si tengono all'aperto, una lavagna cosparsa di protoni,
neutroni e calcoli improbabili, il cortiletto per sedersi, il muro per appoggiarsi.
Quando il gesso è diventato poco più che un mozzicone di sigaretta, Lamberto
Lamberti, professore di analisi matematica si ferma e lascia il posto al
collega delle 10. Lamberti ha origini piacentine. Il papà è di
Castelsangiovanni. Sorride quando il presidente della Provincia di Piacenza
Gianluigi Boiardi gli comunica che, proprio a Castelsangiovanni domani, sabato
25, inaugurerà una nuova scuola: "E' il mio modo - gli spiega il
presidente - di rispondere alla Gelmini. Il Governo vuole chiudere le scuole, io ne ho realizzata una
nuova e la inauguro proprio mentre qui a Roma si manifesterà contro la
riforma". Una protesta che vede gli studenti in prima linea, anche se dopo
la comunicazione "repressiva" di ieri del presidente del Consiglio
"oggi - sottolinea Lamberti - solo un terzo degli studenti è venuto a fare
lezione, le famiglie si sono spaventate, si immaginano scenari
pericolosi, ma è solo percezione, non realtà. E così qualcuno ne ha
approfittato per stare a casa o, meglio, come vorrebbe il premier, andare a
fare compere. Così non si risolvono le cose". Una proposta per risolverle,
quanto meno un punto di partenza, la suggerisce Francesco nel suo foglietto:
"Ai tagli indiscriminati ad ogni livello, noi proponiamo una saggia e
precisa azione di redistribuzione delle risorse economiche basata sul principio
meritocratico. Certi che un'importante parte dei fondi dati alle nostre
università non siano spesi bene, suggeriamo che i tagli inizino proprio da
quelle particolari situazioni di malfunzionamento e che le risorse vengano
destinate a quelle più produttive". Semplice, corretto e, in una
situazione di incertezza come quella in cui si sta vivendo, non banale. E la
platea risponde con un applauso sincero e prolungato, le relazioni degli
illustri ospiti su Amaldi possono anche slittare di qualche minuto.
"Tenete duro, non mollate, manifestate il vostro diritto allo
studio", li esorta Boiardi trovando il consenso di professori e studenti.
"Personalmente, come amministratore continuerò a resistere ai provvedimenti
del ministro Gelmini. E sabato, nel mio territorio,
metterò un altro mattone a difesa dell'istruzione dei vostri colleghi
piacentini". E' l'arrivo di Piero Angela, profondo conoscitore di Amaldi,
a riportare l'attenzione sul Convegno. E Francesco, seguito dai suoi compagni,
riprende la via del cortile, verso quella lavagna oramai cancellata più volte e
un professore paziente che aspetta di fare lezione. Si ricomincia, con un
occhio alle nuvole che incombono su un autunno decisamente non ancora iniziato.
Caldo, appunto. 24/10/2008.
( da "Libertà" del 24-10-2008)
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Scuola
"Comitato contro la riforma Gelmini"
Tribi: qui nessuna scuola è a rischio ALSENO - (o.q.) Formare un comitato
locale contro la riforma Gelmini.
E' una proposta lanciata a Lusurasco nel primo degli incontri pubblici sulla
riforma scolastica organizzati dal Comune di Alseno. Presente un folto
pubblico, col sindaco Maurizio Villa, il vicesindaco Rosario Milano,
l'assessore provinciale alla pubblica istruzione Fernando Tribi e le
sindacaliste Marina Molinari della Cisl e Mattea Cambria della Cgil. La manovra
governativa, ha asserito Villa, "prospetta la chiusura di alcune scuole
dei centri più piccoli e periferici, come quelli di Lusurasco e Castelnuovo
Fogliani, che sono un fiore all'occhiello. Non voglio nemmeno ipotizzare - ha
aggiunto - di dover chiudere o accorpare scuole che funzionano". Secondo
l'assessore Milano nella manovra governativa, "di pedagogico e didattico
c'è ben poco", tutto si riduce a un problema finanziario. "Si mette
fine alla positiva esperienza costruita in 20 anni di ricca didattica, col
ritorno al maestro unico che dovrebbe insegnare anche inglese e musica. Si
parla della perdita di 132mila posti di lavoro, una tale riduzione di
insegnanti compromette le conquiste del tempo pieno e del tempo
prolungato". L'assessore Tribi, dopo una panoramica sui parametri
scolastici dell'ultimo decennio, ha detto: "L'autonomia scolastica della
nostra provincia ha una media di 950 alunni. Non avremo nessuna chiusura di
plessi scolastici". Rassicurazione in tale senso Tribi ha avuto ieri
dall'assessore regionale Manzini, come riferiamo a pagina 14. "L'unico
elemento per evitare la chiusura è il numero di alunni" ha sottolineato
Marina Molinari (Cisl). Mattea Cambria (Cgil) che, fra l'altro, ha giudicato
non approvabile il costrutto pedagogico del decreto, e ha proposto di
"formare un comitato locale contro il decreto Gelmini".
Alcune mamme e insegnanti hanno anche lamentato il fatto che "ogni taglio
si faccia sulla scuola e sulla sanità". Roberto Segalini, "come
coordinatore locale della Cdl e come genitore", ha detto: "Non mi
pare che il problema sia la scuola, ho udito solo critiche alla Gelmini, credo che l'incontro sia un pretesto per criticare
la maggioranza politica. La preoccupazione di un genitore è che i figli
frequentino una scuola con insegnanti competenti e ben pagati". Parole che
hanno sollevato repliche fra i genitori che, è stato detto, non intendono
mischiare le diatribe politiche con la crescita culturale dei figli.
24/10/2008.
( da "Eco di Bergamo,
L'" del
24-10-2008)
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Scuola
A
Bergamo la contestazione "unisce" destra e sinistra Il Movimento
studentesco prende le distanze da quello che sembrava un invito da parte di
Lotta studentesca, associazione legata a Forza Nuova, per una possibile intesa
in vista dello sciopero della scuola del 30 ottobre. "Non abbiamo alcuna
intenzione di scendere in piazza insieme ad un movimento che consideriamo
fascista" dichiara Alfredo Di Sirio, studente universitario di Scienza
dell'educazione ed esponente del Movimento, che in questi
giorni è impegnato a coordinare le iniziative contro il decreto Gelmini dei cosiddetti studenti medi,
vale a dire gli studenti delle scuole superiori. "Siamo profondamente
antifascisti ? ribadisce Di Sirio ? e non si è mai visto che sfilassimo insieme
ad organizzazioni studentesche che si richiamano apertamente al fascismo e al
nazismo". E da Lotta studentesca arriva la conferma che nemmeno
nelle loro intenzioni c'era la proposta di fare in qualche modo fronte comune
contro la riforma Gelmini: "Uniti, ma solo in
piazza ? sottolinea a sua volta l'esponente di Lotta studentesca, Nicolò
Santini, studente al primo anno di Giurisprudenza ? e comunque per un obiettivo
limitato: dire no alle dichiarazioni del premier Berlusconi sull'uso della
polizia per consentire regolari lezioni nelle università occupate".
"A livello nazionale, e anche locale ? chiarisce Santini ? abbiamo teso
una mano al Movimento studentesco per fare fronte comune per raggiungere un
obiettivo altrettanto comune, vale a dire la libertà degli studenti di
manifestare nelle scuole senza che ci sia l'intervento della polizia. In merito
ad altri contenuti della protesta che in questi giorni sta montando nelle
scuole invece siamo convinti che la crisi della scuola non sia stata aperta
dalla Gelmini ma che venga da ben più lontano.
Vorremmo comunque partecipare allo sciopero del 30 insieme agli altri studenti,
ma non come provocazione, ma solo per portare in piazza le nostre idee".
Per lunedì pomeriggio alle 15,30 il Movimento studentesco ha annunciato una
conferenza stampa all'aperto a Porta Nuova per comunicare le iniziative prese
in vista dell'appuntamento del 30. Protesta in Università La riforma Gelmini sarà tra i punti all'ordine del giorno del Consiglio
studentesco dell'Università di Bergamo in programma stamattina a partire dalle
9 nell'aula 16 di via Caniana. E sempre stamattina a partire dalle 9,30 si
svolgerà un corteo di studenti dalla sede di Sant'Agostino fino a piazza
Vecchia passando per le sedi di Rosate e via Salvecchio promosso dall'Assemblea
degli autoconvocati. Un collettivo di una quarantina di studenti (con una
mailing list di un centinaio di partecipanti) costituitosi proprio per
discutere dei tagli della riforma. Intanto il movimento studentesco di Officina
33 continua la raccolta firme, già avviata in Sant'Agostino e via Salvecchio e
da lunedì in via Caniana. "Uno studente su due si ferma a firmare ?
conferma il portavoce Roberto Tomaselli ? ma anche a chiedere incontri
allargati di confronto non solo sui temi della riforma, segno di una rinata
partecipazione alla vita collettiva universitaria e un interesse al di là dello
studio per la vita di facoltà". Anche per mercoledì 29 ci sono in
programma varie iniziative: sempre Officina 33, con la partecipazione di alcuni
ricercatori della facoltà di Economia e Giurisprudenza terrà un incontro in via
Caniana mentre gli "autoconvocati" saranno in via Salvecchio per una
riunione e chiederanno la sospensione delle lezioni al rettore Alberto
Castoldi. Per il 30 tutti i movimenti confluiranno nella manifestazione
promossa anche dalla scuole superiori. Tiziana Sallese.
( da "Nazione, La
(Pistoia)"
del 24-10-2008)
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CRONACA
MONTECATINI pag. 17 LA SESTA edizione del Convegno nazionale del Buongoverno, a
cui fanno capo i circoli dei giovani di ... LA SESTA edizione del Convegno
nazionale del Buongoverno, a cui fanno capo i circoli dei giovani di Forza
Italia-Pdl, sarà per il terzo anno consecutivo a Montecatini (dal 14 al 16
novembre), ma questa volta cambierà la sua location. Non più al Palaterme, come
nelle due precedenti edizioni, ma al Palacongressi. Nella città termale si
annuncia una vera parata di ministri e personaggi politici di primo piano, visto che per la prima volta a Montecatini il convegno coincide
con il ritorno al governo del centrodestra: Giulio Tremonti, Ignazio La Russa,
Maria Stella Gelmini, Mara
Carfagna, Claudio Scajola, Renato Brunetta, Marcello Dell'Utri, Nicola Cosentino
, Angelino Alfano, Denis Verdini, Maurizio Gasparri, Renato Schifani, Sandro
Bondi e Fabrizio Cicchitto.
( da "Eco di Bergamo,
L'" del
24-10-2008)
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Scuola
La
pressione dell'Aula, una distrazione o altro? Fatto è che le dure contestazioni
che hanno accompagnato l'intervento del ministro
Mariastella Gelmini ieri in
Senato si sono stemperate per un istante, quando il ministro è caduto sotto
l'"egida" degli accenti fonetici. È successo quando la titolare
dell'Istruzione rimprovera all'opposizione di "aver dimenticato i
contenuti del Libro bianco scritto sotto l'egìda (testuale, egìda, ndr) del
governo Prodi...". I banchi alla sinistra del presidente Renato
Schifani sono stati attraversati da un momento di ilarità. Perché il ministro
pronuncia "egida" come una parola parossitona, vale a dire con
l'accento sulla "i" e non, come è corretto, sulla "e". Ma
il ministro non ha fatto neanche una piega: si è corretta e ha ripreso il suo
discorso, sia pure senza più l'"egida", come gli antichi greci
chiamavano lo scudo di Zeus. Ma neanche questo inciampo è riuscito a frenare
l'esposizione del ministro Gelmini. È un caterpillar,
con i fogli del discorso che scorrono da una mano all'altra. Per nulla
imbarazzata dall'errore, ha ripreso a leggere e ha alzato gli occhi soltanto
per indirizzare lo sguardo verso banchi delle opposizioni.
( da "Nazione, La
(Pistoia)"
del 24-10-2008)
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Scuola
PRIMO
PIANO pag. 2 SCUOLA problemi e proteste SAREBBERO già una ventina le denunce già
all'attenzione della procura della Repubblica dall'inizio dell'occupazione degli istituti superiori cittadini da parte degli
studenti mobilitati contro la riforma Gelmini. Le segnalazioni, che l'autorità giudiziaria valuterà, non riguarderebbero
però il semplice stato di occupazione, ma reati "collaterali" che si
sarebbero verificati in questi giorni: dalla violenza privata, al
danneggiamento al travisamento. Dimostrare il proprio dissenso è un
diritto, ma non lo è prendere a spintoni un custode per farlo uscire a forza
dalla scuola dove presta servizio. L'occupazione studentesca nelle scuole
cittadine, dopo la formalizzazione delle denunce da parte di alcuni presidi,
potrebbe comportare conseguenze giudiziarie anche gravi per gli studenti
pistoiesi che potrebbero, un giorno, essere chiamati a rispondere davanti al
giudice di reati di sicura rilevanza come la violenza privata (articolo 336 del
Codice Penale, con pene da sei mesi a 5 anni) e, nel caso sia avvenuta contro
il personale scolastico, aggravata perchè commessa contro chi esercita le
proprie funzioni. MA LA VIOLENZA privata si configura anche quando viene
esercitata nei confronti dei propri compagni qualora venga loro impedito di
entrare o di uscire dall'istituto che frequentano. Non è l'unico reato
ipotizzabile in questo panorama attuale, poichè si può configurare anche
l'interruzione di pubblico servizio e il danneggiamento di bene pubblico,
nonchè il travisamento, qualora gli studenti si siano coperto il volto per non
farsi identificare dalle forze dell'ordine. E sarebbero già una ventina quindi
le segnalazioni inoltrate dalla questura all'autorità giudiziaria perchè valuti
le posizioni di altrettanti studenti pistoiesi e la situazione più compromessa,
sotto questo aspetto, sarebbe quella del liceo classico. Voci non confermate
hanno parlato anche di sequestri, da parte della polizia, di modiche quantità
di sostanze stupefacenti cosiddette leggere. I PRESIDI, in questi giorni
febbrili, sono chiamati a formalizzare la denuncia dello stato di occupazione,
soprattutto dopo aver chiesto l'intervento di polizia e carabinieri. La
denuncia sarebbe già stata presentata dai presidi del Forteguerri e dell'Iti e
gli accertamenti sono in corso. Intanto, anche per tutta la giornata di ieri,
la Digos per la polizia di Stato e il Nucleo informativo per i carabinieri (per
quanto riguarda lo scientifico e il Pacinotti), in seguito all'occupazione
degli istituti scolastici, che costituisce di per sè un illecito, hanno
proseguito nella identificazione degli occupanti, si parla quindi di centinaia
di studenti. DIVERSI anni fa, durante la prima occupazione del movimento che fu
ribattezzato col nome di "Pantera" per una trentina di studenti della
provincia di Pistoia fu disposto il rinvio a giudizio per l'occupazione del
loro istituto. Il processo si concluse con l'assoluzione.
( da "Nazione, La
(Pistoia)"
del 24-10-2008)
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Scuola
PRIMO
PIANO pag. 18 di ARIANNA FISICARO SEPARATI in casa. Sembra ormai questo il
destino della scu... di ARIANNA FISICARO SEPARATI in casa. Sembra ormai questo
il destino della scuola media Giusti Gramsci di Monsummano, che dovrà
accorparsi a quella di Cintolese per non chiudere. La questione, che va avanti
ormai da alcuni mesi, sarà discussa lunedì sera in consiglio comunale. Ad oggi
la scuola conta circa 490 iscritti. Per soli 10 ragazzi in meno dunque,
rispetto ai 500 imposti dalla legge, la Giusti Gramsci non può più godere di
autonomia. Sul destino degli studenti e di tutta la scuola si è espresso il
preside Vito Pace. Dunque è vero preside che saranno fatti due istituti
comprensivi? "Siamo sottodimensionati da tempo e questo comporta per legge
la perdita di autonomia ed il possibile commissariamento ad acta della scuola. Il decreto Gelmini poi non ha fatto altro che approfondire certi temi del decreto
Bassanini sulla razionalizzazione della rete scolastica, inserendo il tutto in
una regione come la nostra, che andava già in direzione della creazione degli
istituti comprensivi". Perché ci sono meno di 500 alunni? E' un
problema di scarsità di popolazione in età scolare oppure di funzionamento
della scuola? "Più che altro non ci sono giovani, soprattutto nella fascia
di età scolare, siamo una popolazione che tende all'anziano. A questo poi c'è
qualche ragazzo che se ne va per motivi familiari o per frequentare scuole più
vicine a dove lavorano i genitori o cose del genere. Tuttavia siamo riusciti,
negli ultimi 3 o 4 anni a recuperare molte iscrizioni. Questo è stato possibile
lavorando molto, anche grazie alla volontà di tanti docenti che si sono
interessati per primi, a progetti di finanziamento con le istituzioni e con la
fondazione cassa di risparmio. Per questo motivo abbiamo potuto comprare gli
strumenti per il laboratorio di musica, per quello multimediale, per quello
giornalistico, i computer per le aule informatiche in modo da avere quasi un pc
per alunno, i materiali per il laboratorio di modellista per calzature, e ben 5
lavagne interattive, con le quali spesso si riesce a catturare l'attenzione
anche dei ragazzi un po' più svogliati. Come vede l'offerta didattica è quasi
personalizzata per ogni studente in base alle sue attitudini e questo non è
certo motivo di mal funzionamento della scuola". Ma cosa accadrà ai
ragazzi, alle famiglie e alla scuola con la creazione dell'istituto
comprensivo? "Praticamente la scuola sarà divisa da un muro e i ragazzi
dei due circoli saranno costretti a convivere insieme in due realtà diverse
sotto lo stesso tetto. Noi perderemo circa 150 alunni, mentre gli altri ragazzi
dovranno venire a scuola qui ma sottostare ad un altro circolo didattico".
Avevate soluzioni alternative? "Il collegio dei docenti aveva proposto di
sacrificarsi un po' per mantenere i servizi a Cintolese e contemporaneamente
continuare anche qui. Nel senso che finchè no fosse stata pronta l'altra scuola
media a Cintolese, mantenere due poli cioè un istituto comprensivo qui ed una
direzione didattica là. Così com'è stata ipotizzata dall'amministrazione, è
possibile che si resti separati in casa per molti anni prima di avere
nuovamente una scuola media a Cintolese, tutto a discapito della didattica".
( da "Nazione, La
(Pistoia)"
del 24-10-2008)
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PRIMO
PIANO pag. 4 TRE GIORNI di autogestione all'Itc Capitini, con regole concordate
sabato sc... TRE GIORNI di autogestione all'Itc Capitini, con regole concordate
sabato scorso tra studenti e docenti, in presenza del dirigente scolastico,
Santi Marroncini. Gli alunni hanno creato gruppi di responsabili
dell'autogestione, c'è chi coordina, chi sorveglia i tre ingressi (in modo che
nessuno entri ed esca fuori dagli orari stabiliti) e chi è incaricato di
programmare le lezioni autogestite. "Il tema principale che abbiamo trattato
è ovviamente il decreto Gelmini ? riferisce Rocco Spinelli, IV A Mercurio, uno dei responsabili
? ma abbiamo colto quest'occasione per risalire alla storia dell'autogestione
scolastica, per capire in cosa si differenzia dall'occupazione. Abbiamo invitato
un esperto a tenere una lezione sulle energie rinnovabili e la Misericordia di
Agliana per darci nozioni di primo soccorso nelle emergenze. Discutiamo
dei problemi di alcolismo e droga, che molto spesso toccano nostri coetanei dai
14 ai 19 anni". Alcuni studenti mostrano preoccupazione per i tagli al
personale docente e per i possibili aumenti del costo degli studi universitari,
temendo che l'università torni ad essere per pochi eletti. IL PIANO TERRA del
Capitini è stato riservato dal preside all'autogestione, mentre nelle aule al
piano superiore si fanno lezioni ordinarie, seguite da pochi alunni che
necessitano di recupero in qualche materia. Ieri anche i docenti dell'istituto
tecnico commerciale aglianese si sono riuniti per esaminare il dl 137, per
dichiarare poi che "non rispetta la democrazia né la società". A
chiarire dubbi d'interpretazione i colleghi di diritto, fra questi Domenico
Santagati, secondo cui "l'ipotesi di cambiamenti profondissimi nella
scuola va fatta con un disegno di legge organico, preceduto da un dibattito che
coinvolga tutti, in particolare gli interessati". Piera Salvi.
( da "Nazione, La
(Pistoia)"
del 24-10-2008)
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Scuola
PRIMO
PIANO pag. 4 SALA AFFOLLATA mercoledì sera alla scuola media
"Sestini" per l ... SALA AFFOLLATA mercoledì sera alla scuola media
"Sestini" per l'assemblea pubblica indetta dai genitori, preoccupati
dai cambiamenti introdotti dal decreto legge 137 e per il futuro che sta
preparando alla scuola e alla società il decreto Gelmini. Dopo questa serata si prevede
una notevole partecipazione di famiglie e insegnanti da Agliana alla
manifestazione provinciale di mercoledì 29, che partirà alle 21 da piazza S.
Francesco per arrivare in piazza Duomo. All'assemblea c'erano circa 250
persone, fra genitori e docenti, della scuola dell'obbligo aglianese pubblica e
privata. Questi gli interrogativi delle famiglie. COSA DICE la riforma
della scuola? (domanda per la dirigente del comprensivo unico, Angela
Desideri). Quale scuola sta preparando? (chiamando a rispondere il sindaco,
Paolo Magnanensi). Quale società sta costruendo? (quesito rivolto al sociologo
Andrea Borghini, docente di sociologia all'Università di Pisa). I tre relatori
hanno chiarito che non siamo davanti a una riforma, anche se la scuola avrebbe
bisogno di una seria riforma, sistematica e organica, ma che in questo caso si
tratta un decreto. Desideri, pur dichiarandosi ottimista, è preoccupata:
"Già ora abbiamo difficoltà a sostituire un insegnante, come faremo dopo?
Si prevede anche il taglio del personale Ata, la contrazione di ore di lezione.
Non so come potremo attuare i piani d'offerta formativa e continuare a
garantire una scuola di qualità. Spero comunque che susciti riflessioni
positive". DECISAMENTE pessimista Magnanensi: "Si metteranno in crisi
le famiglie e i Comuni ? ha detto ? Le famiglie, dopo avere protestato, si
rivolgeranno agli enti più vicini al cittadino, quindi ai Comuni, che già
subiscono tagli dallo Stato". Per Borghini il decreto porterà indietro la
società, creerà università di seria A e università di serie B, con minore
libertà di ricerca. Fra i genitori qualcuno ha contestato la mancanza di
contraddittorio fra i relatori, altri hanno sollevato preoccupazioni per le
classi-ponte, che andranno contro l'integrazione degli alunni stranieri,
saranno anzi una segregazione. Piera Salvi.
( da "Nazione, La
(Pistoia)"
del 24-10-2008)
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PRIMO
PIANO pag. 3 Occupati anche Iti e "Duca" e ora sono cinque le scuole
"nelle mani" degli studenti LA MAPPA di TOMMASO GALLIGANI ALTRE tre
scuole superiori occupate - Iti, Pacinotti, Duca D'Aosta - (oltre a Forteguerri
e Petriocchi) e nuove scintille, al Classico-Pedagogico, tra professore e
occupanti. "M'impedite di fare lezione, mi impedite di parlare, mi
impedite di entrare: ora basta" alzava la voce il docente di fisica
Costantino Lotti all'ingresso dell'istituto cercando di forzare il blocco
studentesco all'ingresso. "Ci dispiace, le regole dell'occupazione sono
chiare: i prof non possono fare lezione", è la replica secca dei
vigilantes adolescenti. Un episodio di tensione comunque compensato dall'
apertura di un dialogo tra insegnanti e alunni. Le docenti Imbarrato e Adamini,
intervenendo ad un'assemblea degli studenti in cortile, hanno infatti teso la
mano ai ragazzi, chiedendo di unire in una sola la protesta antiGelmini delle due categorie di trasformare in un
maxiincontro con allievi, professori e famiglie l'occupazione: ipotesi che
scongiurerebbe la minaccia di sgombero ventilata dalla preside Flamma. I
ragazzi hanno risposto indicendo per stamani una seconda assemblea allo scopo
di decidere se continuare l'occupazione o no. ALL' ITI, dove il blocco delle
lezioni è partito ieri mattina, gli studenti hanno ricevuto la visita della
Digos, che ha identificato alcuni degli organizzatori. "Noi andremo avanti
fino a domenica sera" proclama comunque il portavoce dei ragazzi
Alessandro Martelli. Via all' occupazione anche al liceo scientifico, dove già si stanno allestendo dibattiti sulla riforma Gelmini con esperti dell' università;
tutto liscio, infine, il secondo giorno di stop al Petrocchi. Al Pacini ieri
mattina assemblea d'istituto con la preside, poi la decisione, presa a
maggioranza, di dar vita a un' "occupazione mediata", come la
definiscono i rappresentanti Sandro Anichini e Chiara Petreti. In
realtà, si tratta di un misto tra autogestione e cogestione con i professori:
"quattro ore di lezione la mattina, poi laboratori e dibattiti. Abbiamo scelto
questa protesta diversa perchè siamo contro la legge ma non contro la
scuola" dicono i due ragazzi. I preparativi per l'autogestione vanno
avanti all'Einaudi e al De Franceschi, mentre l' indecisione, ieri sera,
regnava sovrana ancora al Fermi , dove l'assemblea a porte chiuse degli
studenti all' auditorium non è stata sufficiente a stabilire quale attività di
protesta mettere in campo: "vedremo domani (oggi per chi legge, ndr) se
occupare o autogestire" ha annunciato intorno alle 19 Andrea Bovani.
( da "Nazione, La
(Pistoia)"
del 24-10-2008)
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PRIMO
PIANO pag. 3 SAREBBERO già una ventina le denunce già all'attenzione della
proc... CARABINIERI Un militare al 'Pacinotti' prende nota dei nomi dei ragazzi
che occupano l'istituto SAREBBERO già una ventina le denunce già all'attenzione
della procura della Repubblica dall'inizio dell'occupazione
degli istituti superiori cittadini da parte degli studenti mobilitati contro la
riforma Gelmini. Le
segnalazioni, che l'autorità giudiziaria valuterà, non riguarderebbero però il
semplice stato di occupazione, ma reati "collaterali" che si sarebbero
verificati in questi giorni: dalla violenza privata, al danneggiamento al
travisamento. Dimostrare il proprio dissenso è un diritto, ma non lo è
prendere a spintoni un custode per farlo uscire a forza dalla scuola dove
presta servizio. L'occupazione studentesca nelle scuole cittadine, dopo la
formalizzazione delle denunce da parte di alcuni presidi, potrebbe comportare
conseguenze giudiziarie anche gravi per gli studenti pistoiesi che potrebbero,
un giorno, essere chiamati a rispondere davanti al giudice di reati di sicura
rilevanza come la violenza privata (articolo 336 del Codice Penale, con pene da
sei mesi a 5 anni) e, nel caso sia avvenuta contro il personale scolastico,
aggravata perchè commessa contro chi esercita le proprie funzioni. MA LA VIOLENZA
privata si configura anche quando viene esercitata nei confronti dei propri
compagni qualora venga loro impedito di entrare o di uscire dall'istituto che
frequentano. Non è l'unico reato ipotizzabile in questo panorama attuale,
poichè si può configurare anche l'interruzione di pubblico servizio e il
danneggiamento di bene pubblico, nonchè il travisamento, qualora gli studenti
si siano coperto il volto per non farsi identificare dalle forze dell'ordine. E
sarebbero già una ventina quindi le segnalazioni inoltrate dalla questura
all'autorità giudiziaria perchè valuti le posizioni di altrettanti studenti
pistoiesi e la situazione più compromessa, sotto questo aspetto, sarebbe quella
del liceo classico. Voci non confermate hanno parlato anche di sequestri, da parte
della polizia, di modiche quantità di sostanze stupefacenti cosiddette leggere.
I PRESIDI, in questi giorni febbrili, sono chiamati a formalizzare la denuncia
dello stato di occupazione, soprattutto dopo aver chiesto l'intervento di
polizia e carabinieri. La denuncia sarebbe già stata presentata dai presidi del
Forteguerri e dell'Iti e gli accertamenti sono in corso. Intanto, anche per
tutta la giornata di ieri, la Digos per la polizia di Stato e il Nucleo
informativo per i carabinieri (per quanto riguarda lo scientifico e il
Pacinotti), in seguito all'occupazione degli istituti scolastici, che
costituisce di per sè un illecito, hanno proseguito nella identificazione degli
occupanti, si parla quindi di centinaia di studenti. DIVERSI anni fa, durante la
prima occupazione del movimento che fu ribattezzato col nome di
"Pantera" per una trentina di studenti della provincia di Pistoia fu
disposto il rinvio a giudizio per l'occupazione del loro istituto. Il processo
si concluse con l'assoluzione.
( da "Resto del
Carlino, Il (Ascoli)" del 24-10-2008)
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GROTTAMMARE,
CUPRA E RIPATRANSONE pag. 13 UN provvedimento che non tiene conto in nessun
m... UN provvedimento che non tiene conto in nessun modo dell'interesse dei
bambini merita di essere contrastato con prese di posizione molto forti. É
questo il filo conduttore che, questa sera alle ore 21, animerà l'incontro
organizzato dal sindaco Paolo D'Erasmo nella Sala di Rappresentanza del Comune
di Ripatransone, per valutare un'azione congiunta contro la
riforma del ministro Gelmini. Per l'occasione interverranno gli amministratori comunali, il
dirigente scolastico dell'Isc di Ripatransone, il personale docente delle
scuole per l'infanzia di Valtesino e San Savino, i genitori dei bambini.
"Il nostro obiettivo è quello di evitare la chiusura dei plessi scolastici
con meno di 50 alunni, nel nostro caso Valtesino e San Savino,
attualmente stabilita dal nuovo testo normativo Gelmini"
spiega il sindaco, il quale, anche a nome di una delegazione dei sindaci del
Piceno, ha chiesto un incontro con il Prefetto per poter discutere sulla
problematica inerente il rischio della chiusura di tante scuole della Provincia
"Il ministro Gelmini ignora la realtà dei piccoli
centri al di sotto dei cinquemila abitanti, dove le scuole con almeno 16
bambini sono comunque un importante punto di riferimento. Risparmiare sulle
scuole a discapito dei bambini è un'azione da contrastare in ogni modo".
Rosita Spinozzi.
( da "Nazione, La
(Pistoia)"
del 24-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 4 di ALESSANDRO TONARELLI "MINISTRO Gelmini, venga a San Marcello". <... di ALESSANDRO TONARELLI "MINISTRO Gelmini, venga a San Marcello". E' l'invito che la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo di San Marcello Pistoiese Maria Luisa Querques ha rivolto alla "madre" della riforma scolastica. E' avvenuto durante l'assemblea svoltasi l'altra sera e che l'altro ieri ha raccolto il "pieno" di affluenza (salone della Baccarini pieno all'inverosimile) contrariamente a quanto accadde nell'iniziativa convocata alcune settimane fa. L'iniziativa è stata di due giovani mamme residenti a Mammiano, Cristina Ferrari e Lucia Leonessi, che domani raccoglieranno per l'intera giornata firme contro il decreto sotto la loggia granducale di piazza Matteotti. All'assemblea prendevano parte, dinanzi a oltre un centinaio di genitori, i segretari provinciali di Cisl e Cgil Scuola, Cristina Zini e Franco Buralli, i quali unitamente alle promotrici dell'iniziativa hanno evidenziato gli effetti che la trasformazione in legge del decreto Gelmini determinerà, se non verranno apportate modifiche, sulle realtà scolastiche locali e nazionali, relativamente a soppressione di scuole, riduzione di personale e orario scolastico, attuazione del 'tempo pieno' e difficoltà dei Comuni riguardo a mense e trasporti scolastici. "Secondo i parametri del decreto ?ha affermato l'ingegner Maria Lucia Querques, dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo che ha sede a San Marcello e coordina l'attività delle 17 scuole di ogni ordine e grado del comprensorio - verrebbero accorpate le scuole primarie di Abetone, Cutigliano e Pian degli Ontani: il plesso di Cutigliano sarebbe in grado di accogliere queste scolaresche, ma nel caso della possibile soppressione della primaria di Campotizzoro i plessi più vicini (quelli di Maresca e San Marcello) non potrebbero fare altrettanto: sarebbe quindi necessario costruire, entro settembre 2009, una nuova scuola". DINANZI a queste ? e numerose altre - problematiche, la preside Querques ha proposto di invitare il ministro Gelmini a San Marcello, affinché possa rendersi conto direttamente della situazione. Molti altri intervenuti ? dal dottor Stefano Traversari, insegnante ed ex assessore comunale adesso delegato sindacale, alla collaboratrice vicaria della dirigente scolastica Gabriella Signorini, fino a vari genitori di alunni e studenti- hanno stigmatizzato le eventualità che potrebero essere determinate dall'attuazione del decreto Gelmini, concordando con le iniziative di sensibilizzazione e protesta che sono state esposte da un rappresentante del Comitato provinciale Genitori, a partire dalla manifestazione pistoiese di mercoledì della prossima settimana.
(
da ">Resto del
Carlino, Il (Cesena)" del 24-10-2008)
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CESENA
pag. 5 QUESTA SERA alle 21 presso la sede del quartiere Oltresavio in piazza
Anna Magnani (piazzale A&O)a S... QUESTA SERA alle 21 presso la sede del
quartiere Oltresavio in piazza Anna Magnani (piazzale
A&O)a San Mauro in Valle si tiene un incontro sul decreto del ministro della
Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini in cui si affronteranno i temi dibattuti della reintroduzione
del maestro unico, delle classi con 30 alunni, del voto di condotta. Interverrà
come relatore Giampiero Lippi. Moderatore Daniele Magnani.
( da "Nazione, La
(Firenze)"
del 24-10-2008)
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PRIMO PIANO
FIRENZE pag. 4 La protesta non si placa,le facoltà in assemblea "Vengano
pure i poliziotti, la riforma non piacea nessuno". Alta tensione ma senza
scontri "VENGA pure Berlusconi con i suoi poliziotti. Se pensa di farci
paura, ha sbagliato di grosso. Ci troverà tranquillamente riuniti in assemblea
o a far lezione in piazza coi nostri docenti". Il giorno dopo le
dichiarazione del premier ? e l'annuncio del Ministro Gelmini di inviare ispettori
ministeriali anche nel nostro ateneo, ? gli studenti impegnati nelle
occupazioni ostentano tranquillità. E alzano il tiro. "Certe provocazioni
ci incitano solo a proseguire sulla nostra strada", concordano gli
studenti. DA LETTERE a Novoli, passando per Scienze, Agraria e
Architettura, il ritornello è lo stesso: "Andare avanti a testa
alta". E la parola "provocazione" è quella più pronunciata dai
ragazzi fiorentini. Insomma, si dà quasi per scontato che i poliziotti non
verranno mai fatti entrare nelle facoltà e negli istituti superiori occupati. "La
migliore risposta a questo tipo di attacco è la tranquillità ? dice uno
studente di Scienze politiche ?. Noi abbiamo i contenuti dalla nostra parte.
Del resto, mi pare che la persona che da tempo non può affrontare un dibattito
pubblico è proprio la Gelmini. Come si presenta,
piovono fischi! Questa riforma è davvero indifendibile?". Ma se il livello
della protesta, in tutto l'ateneo, resta alto, fortunatamente non ci sono stati
alcuni scontri tra occupanti e non. Chi temeva che l'assemblea, organizzata
ieri dal consiglio di facoltà di Scienze politiche, potesse scatenare qualche
diverbio tra gli studenti di destra e di sinistra, è stato smentito dai fatti.
Nessun momento di tensione, ma solo un confronto tra docenti e ragazzi. Tra le
varie relazioni, quella del professore di storia delle istituzioni politiche
Luca Mannori, che ha fatto un intervento sul bilancio d'ateneo. "Se prima,
col turnover bloccato, si incameravano i risparmi, col nuovo quadro normativo
non sarà più così ? le parole del docente, che è anche membro del Senato
accademico in qualità di rappresentante dell'area Scienze sociali ?. Per questo
la previsione è che dal prossimo anno non si riuscirà a far rientrare il
deficit". In questi giorni fioccano le commissioni. Solo Scienze politiche
ne ha messe in piedi sei. E lo stesso fanno gli studenti delle facoltà
occupate. Si studia la riforma, si dibatte e si pensa anche a come migliorarla.
"Non stiamo certo con le mani in mano", sorride Olivia, una tra le
animatrici dell'occupazione del D5 a Novoli, dove si susseguono assemblee e
cineforum. A pochi metri di distanza, Azione Universitaria sventola invece la
'lettera aperta degli studenti al rettore'. "Crediamo che l'università non
debba essere scambiata per un centro sociale", si legge nel documento. Sempre
ieri, assemblea aperta a Psicologia, dove è stata approvata una mozione che
prevede la sospensione, dal 27 al 31 ottobre, della didattica tradizionale. Il
consiglio d'Architettura, oltre alle aperture serali della facoltà, ha invece
deciso di destinare un pomeriggio a settimana, a rotazione nelle varie sedi,
all'approfondimento sugli effetti della legge 133. Il periodico 'UniversitArea'
intanto annuncia per oggi la presenza, nella Novoli 'occupata', del presidente
della Regione Toscana Claudio Martini. Ma in questo clima così esplosivo, c'è
anche chi pensa a trovate goliardiche. Sono quelli di Azione Universitaria, che
hanno messo in vendita su E-Bay il Polo di Novoli: "Vendiamo causa
studenti che fanno lezione per terra e materiali dei soffitti da cambiare, ma
soprattutto per risanare il deficit economico dovuto alle politiche edilizie
dell'università che altrimenti non potrebbe investire i soldi delle tasse negli
stipendi dei professori". Elettra Gullè.
( da "Corriere della
Sera" del
24-10-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-10-24 num: - pag:
69 categoria: BREVI Vincitori e vinti Enrico Mentana La scuola supera (di poco)
il SuperEnalotto. Testa a testa nella seconda serata, con "Matrix" che parte prima parlando di occupazioni e del ministro Maria
Stella Gelmini. Per Enrico
Mentana 1.802.000 spettatori su Canale 5. Bruno Vespa Il SuperEnalotto superato
(di poco) dalla scuola. Bruno Vespa va sui temi leggeri della fortuna, e
"Porta a porta", che parte più tardi trainato su Raiuno da Raffaella
Carrà, raccoglie 1.581.000 spettatori.
( da "Resto del
Carlino, Il (Modena)" del 24-10-2008)
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SASSUOLO
pag. 17 PROTESTA anche a Sassuolo ieri mattina da parte ... PROTESTA anche a
Sassuolo ieri mattina da parte di alcuni studenti dell'Istituto Baggi che hanno
manifestato il loro disappunto sfilando nel centro del paese. Ma contrariamente
a quanto è avvenuto in molte altre piazze d'Italia, il motivo della
contestazione degli studenti dell'istituto non ha nulla a che
vedere con il decreto del ministro Gelmini, ma riguarda il cambiamento di orario per le lezioni scolastiche
a partire dal prossimo lunedì. A questo proposito uno dei ragazzi ci ha
spiegato: "Il nuovo orario, se sarà approvato, comporterebbe enormi disagi
per quegli studenti che sono soliti utilizzare i mezzi pubblici per recarsi a
scuola: entrata anticipata la mattina alle 7.55 invece delle attuali
8.00, uscita posticipata alle 13.25 invece delle odierne 13.22 ? e conclude ? è
impensabile ipotizzare un cambio di orari nel servizio dei trasporti, quindi
molti alunni dovranno chiedere permessi per entrare dopo e uscire prima, tutto
questo provocherà disguidi all' interno delle classi comportando la perdita di
minuti di corso". UN ALTRO giovane precisa: "Non è una questione
legata ai pochi minuti di differenza con il piano studi precedente, ma il
problema riguarda la decisione del consiglio docenti di 'allungare' il tempo
delle lezioni in modo che i professori non siano costretti a recuperare durante
il pomeriggio il monte ore di insegnamento previste nel loro contratto".
Per dovere di cronaca va detto che la manifestazione di sciopero si è svolta
pacificamente col chiaro intento di trovare un punto di incontro con
l'amministrazione scolastica così come è avvenuto nelle scorse settimane per
altre scuole superiori del comprensorio. Un altro studente esclama: "Vengo
dall'appennino modenese, spero in una soluzione, altrimenti saremo costretti ad
adottare l'autogestione". Andrea Antonietti Image: 20081024/foto/5081.jpg.
( da "Nazione, La
(Firenze)"
del 24-10-2008)
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CHIANTI
/ VAL DI PESA pag. 23 NELL'ATTESA che si decidano i giochi politici in vista
della prossima campag... NELL'ATTESA che si decidano i giochi politici in vista
della prossima campagna elettorale per l'elezione a sindaco di Greve in
Chianti, il circolo del Partito delle libertà prende nuovamente le distanze
dall'operato di Roberto Migno, citato senza mai nominarlo, attuale capogruppo
di Forza Italia in consiglio comunale. "Affermiamo per la seconda e
definita volta - si legge in una nota a firma del coordinamento comunale di
Forza Italia e del direttivo del circolo grevigiano Pdl - la più ferma e severa
presa di distanza da certe esternazioni del consigliere capogruppo di Forza
Italia a Greve in Chianti. Riteniamo che la funzione, prima di Fi ed oggi del
circolo del Pdl, sia di armonizzare le direttive nazionali del nostro partito e
del nostro governo con i problemi delle realtà locali". "Nemmeno qui
a Greve ? sottolineano ? sentiamo la necessità e non accettiamo atteggiamenti
dipietristi ispirati evidentemente da componenti del fronte opposto".
Forza Italia e circolo del Pdl, tengono inoltre a far sapere di aver letto
"l'articolo su La Nazione relativo al completamento del finanziamento
della biblioteca comunale. Ne siamo lieti. Riteniamo infatti la biblioteca comunale
un bene per tutti. Restiamo comunque convinti che la vera soluzione sarebbe
stata la sua costruzione all'interno del polo scolastico che noi proponiamo dal
1999". Inoltre, sempre in tema di scuola
"ribadiamo la nostra severa critica all'uso improprio e arrogante di
alcuni edifici pubblici per l'esposizione di striscioni di parte contro il
decreto Gelmini.
Rispettiamo ogni diritto di dissenso, ma riteniamo che gli edifici scolastici
debbano rimanere neutrali". anset.
( da "Resto del
Carlino, Il (Modena)" del 24-10-2008)
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MODENA
PRIMO PIANO pag. 2 Pdl: "Inaccettabile" Ma il Pd applaude:
"Discussione civile" LE REAZIONI LO SCIOPERO era nell'aria. Anche se
è stato organizzato tutto all'ultimo minuto mercoledì pomeriggio. "Alcuni
ragazzi me ne avevano parlato una decina di giorni fa ? ha commentato il preside
del Selmi, Augusto Arienti ? poi si è concretizzato tutto ieri mattina. Gli
studenti si sono organizzati per informarsi, e questo mi sembra giusto e
legittimo. Sulla riforma in sè, invece, lascio che si esprimano i
politici". E I POLITICI non si sono fatti di certo pregare per dire la
loro. Come prevedibile, lo sciopero 'effetto sorpresa' ha scatenato un tam tam
di polemiche. Partiamo dalla destra che, dalla sua, continua a parlare di
"strumentalizzazione". In prima linea Andrea Leoni, consigliere
regionale Pdl: "Protestare è legittimo ma deve essere garantito il diritto
a chi vuole frequentare le normali lezioni di poterlo fare. Le contestazioni
sulla riforma della scuola non devono intaccare la libertà di chi non le
condivide. Per questo la sospensione di un servizio pubblico, oltre che
illegale è civilmente inaccettabile. Invitiamo ? conclude ? gli studenti a non
farsi strumentalizzare da chi, agitando il vessillo della tutela della scuola
pubblica, sta aizzando e conducento battaglia politico-ideologica che rischia di
distruggerla definitivamente". E proprio il Pdl invita all'Operazione
verità - Tutto quello che bisogna sapere sul decreto 137
del ministro Mariastella Gelmini (lunedì 27 alle 20,30 presso Palazzo Europa, via Emilia Ovest).
Relatori: onorevole Fabio Garagnani (membro della commissione scuola) e
professor Gian Carlo Pellacani, rettore dell'università di Modena e Reggio
Emilia. MA, SE IL PDL critica senza mezzi termini la manifestazione, il Pd ne
tesse le lodi esprimendo 'simpatia e solidarità' agli scioperanti.
"Anche i ragazzi e le ragazze di Modena sono scesi in piazza, assieme a
insegnanti e genitori per dire no alla controriforma della scuola. Le loro
ragioni ? scrive il segretario provinciale Stefano Bonaccini (nella foto) ?
sono sacrosante; chiedono una scuola pubblica che abbia i mezzi per trasmettere
il sapere e preparare i giovani, tutti i giovani, ad affrontare un mondo sempre
più complesso e globale. Quei ragazzi erano lì per manifestare e discutere
civilmente di una riforma, quella del governo, che a loro non piace. Ad un
movimento così vasto e motivato, così civile nelle richieste e nei modi, non si
può rispondere, come ha fatto ieri il presidente del consiglio, Silvio
Berlusconi, agitando il manganello". "E' legittimo ? ha commentato infine
l'assessore provinciale all'istruzione Silvia Facchini ? che studenti e docenti
manifestino le loro preoccupazioni". Valeria Selmi.
( da "Resto del
Carlino, Il (Modena)" del 24-10-2008)
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MODENA
PRIMO PIANO pag. 3 di VALERIA SELMI DEFINIAMOLA così: una 'prova generale' per
lo ... di VALERIA SELMI DEFINIAMOLA così: una 'prova generale' per lo sciopero anti-Gelmini del 30 (corteo da piazza Sant'Agostino a piazza Grande),
proclamato dai sindacati nazionali e appoggiato, a Modena, dal Comitato in
difesa della scuola pubblica. E, se i numeri non mentono, la prova è andata
bene. Per gli organizzatori, si intende ("erano anni che non si
organizzava qualcosa di serio"). La manifestazione improvvisata,
ieri mattina nel cortile del polo Leonardo, contro il piano di riforma della
scuola, ha riunito 1500 studenti (o forse di più) di Corni, Selmi, Guarini e Wiligelmo.
Un sit-in di protesta in piena regola con striscioni, megafoni e catene
simboliche ai cancelli. Simboliche. Niente occupazione, niente manganelli,
soltanto porte d'ingresso delle scuole chiuse per tenere alla larga le 'teste
calde'. Chi voleva fare lezione è entrato senza troppe difficoltà. E' stata,
quindi, una manifestazione tutto sommato pacifica, animata dalla voglia di
capire. Di informarsi. Rappresentanti di istituto, studenti, anche
universitari, qualche insegnante, riforma alla mano, hanno parlato uno dopo
l'altro per fare chiarezza sui provvedimenti. PUNTI CRITICI. A far insorgere
gli studenti la parola tagli. "Il ministro Gelmini
ci sta dicendo che non hanno 8 miliardi per la scuola pubblica mentre ne
sborsano milioni per le banche. E' uno schifo", scandisce un ragazzo al
microfono. E scatta l'applauso: "Bravo!". E, di questo passo,
l'arringa continua. E' la volta, prima di un operaio metalmeccanico, poi di una
insegnante che interviene sul tema delle prime sperimentali "che dal 2009
pare spariranno". E ancora l'aspetto caldo, quello dell'aumento delle
tasse universitarie. E giù con i "padroni e la scuola solo per i
ricchi". CONFRONTO. "Ma da quanti anni Berlusconi non frequenta la
scuola?", provoca una ragazza. E tutti a chiedere dialogo, a chiedere di
poter esprimere un parere su quella riforma che considerano "sbagliata, da
ritirare". Dalla loro, gli studenti, ieri avevano anche un papà che
davanti alla folla ha lanciato questo messaggio: "Tenete duro".
"Sono contrario, ? ha spiegato questo genitore, Giuliano Manzini ? E' una
riforma frettolosa, imposta; bisogna discuterne con gli addetti ai lavori e le
forze sociali". STUDENTI UNITI. "Non siamo soli, dobbiamo continuare
a lottare, organizziamoci". Questo l'appello rivolto al piazzale. E, se la
manifestazione di ieri era soltanto 'l'antipasto', già lunedì potrebbe esserci
una assemblea dei rappresentanti di istituto di tutte le scuole di Modena e
provincia per fare il punto e decidere la seconda mossa. Presto detto: adesione
allo sciopero del 30 per "salvare la scuola". E già ieri, nel tam
tam, si rincorrevano voci che parlavano di raccolta firme e imminenti
occupazioni al Tassoni e al Wiligelmo. TENSIONE. E, tra le urla, qualcuno ieri
ha proposto un corteo scatenando timori per un eventuale scontro con Azione
universitaria che, dalla sua, aveva messo un banchetto alla facoltà di
giurisprudenza. Ma l'intervento dei rappresentanti di istituto ha riportato la
calma. La Digos non è intervenuta e, prima di mezzogiorno, gli studenti si
erano dispersi. Ma è solo un arrivederci... a giovedì prossimo. O forse prima.
La protesta, infatti, con tutta probabilità sarà replicata già oggi, sempre al
'Leonardo'.
( da "Nazione, La
(Firenze)"
del 24-10-2008)
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LA
PAGINA DEI LETTORI pag. 33 GLI IMMIGRATI che non conoscono la lingua italiana
non possono essere inseriti nelle classi ... GLI IMMIGRATI che non conoscono la
lingua italiana non possono essere inseriti nelle classi con gli studenti
italiani, come pretende l'opposizione. E' una questione di buon senso. Sarebbero di ostacolo all'apprendimento di tutta la classe, senza
trarre la pur minima acquisizione. Strumentale e faziosa è certamente ogni
diversa argomentazione, pregiudiziale al ministro Gelmini e contro il suo coraggioso tentativo di una indispensabile
riforma della scuola pubblica. Fortunato Berardi.
( da "Nazione, La
(Firenze)"
del 24-10-2008)
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LA
PAGINA DEI LETTORI pag. 33 OGNI microcosmo sociale contiene equilibri delicati
che regolano l'orologio biologico d... OGNI microcosmo sociale contiene
equilibri delicati che regolano l'orologio biologico delle emozioni e dei
sentimenti. Un evento ha sconvolto questa condizione
portando migliaia di persone a protestare contro la riforma Gelmini; questa protesta deve essere
considerata anche un modo per accrescere la propria conoscenza, perché ha permesso
ad ognuno di noi di diventare protagonista. Forse più che in altre occasioni
passate si è davvero compreso quanto importante sia l'opera di ognuno
nell'economia di tutti i giorni. Andrea Vivaldi.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)
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Il
Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-24 - pag: 18 autore: Le incognite
di una piazza senza guida sfida in più per il Pd E ra opportuno che Silvio
Berlusconi correggesse le frasi incaute sull'impiego della polizia contro gli
studenti contestatori. Il presidente del Consiglio lo ha fatto, sia pure
secondo il suo stile: non è lui che si è espresso male, sono gli altri (in
particolare i giornali) che lo hanno frainteso. Mai parlato di inviare la
polizia nelle scuole. E' un copione arcinoto, ma quel che conta è la sostanza.
Ora sappiamo che anche per Palazzo Chigi la strada è lastricata di prudenza e va percorsa cercando il confronto sui punti
controversi della riforma Gelmini. Come del resto ha più volte chiesto il Capo dello Stato.
Confronto, è ovvio, vuol dire discutere con chi non è d'accordo.E sarebbe un
imperdonabile errore, da parte di Berlusconi, trasmettere l'idea che il governo
di centrodestra vuole soffocare il dissenso o togliere la parola a chi si
oppone. Questo errore è stato commesso con le dichiarazioni di
mercoledì, ma c'è tempo per rimettere le cose a posto. Ben sapendo che gli
episodi di illegalità saranno comunque repressi dalle forze
dell'ordine.Tuttavia il presidente del Consiglio ha il dovere istituzionale, si
potrebbe dire, di usare un linguaggio sereno e conciliante, salvo casi
eccezionali: non certo di alimentare le ansie collettive. Naturalmente per far
progredire il confronto civile occorre essere in due. E non è ancora chiaro, in
termini politici, se ci sia qualcuno dietro il malessere degli studenti (e
degli insegnanti). Senza dubbio si tratta di una minoranza. La maggior parte
dei ragazzi e dei loro docenti intende studiare e rispettare il calendario
scolastico. Ma è una minoranza che tende ad autoalimentarsi e a crescere, se il
governo non trova gli strumenti per disinnescare sul nascere la protesta. Senza
dubbio il Partito democratico ha poco a che fare con l'organizzazione e la
regia strategica dei cortei e delle occupazioni. Con ogni evidenza il Pd si
trova a essere non solo spiazzato da iniziative spontanee, ma anche ignorato o
contestato dagli studenti. E' quindi difficile credere che ci sia un qualsiasi
nesso fra chi scende in strada contro la riforma e lo stato maggiore
veltroniano. Il fatto che domani sia prevista la grande manifestazione del Pd
al Circo Massimo è davvero una coincidenza, anche se i fili delle diverse
vicende finiranno per intrecciarsi e il capo dell'opposizione si sforzerà di
salire in corsa sul treno che passa. Il punto cruciale è un altro. Quelle in
corso sono le prime manifestazioni di un certo rilievo dall'inizio della
legislatura. Cioè da quando, in aprile, è stato eletto il nuovo Parlamento: il
primo in cui i vari gruppi dell'estrema sinistra non sono rappresentati né alla
Camera né al Senato. In altri tempi Rifondazione, i Comunisti italiani e
persino i Verdi sarebbero stati i naturali punti di riferimento in Parlamento
dei contestatori. Oggi questa sponda è venuta meno e non è detto che sia
positivo. La mancanza di una guida politica tradizionale accresce i rischi di
manipolazione: già adesso gli studenti più giovani sembrano incoraggiati e
istruiti dagli insegnanti più radicali. In ogni caso lo scenario che si apre
presenta qualche incognita. Francesco Cossiga ieri, sul Quotidiano Nazionale,
invitava a "spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio ". E
aggiungeva, senza mezzi termini: "Non vorrei che ci si dimenticasse che le
Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche, ma nelle università".
L'immagine è drammatica, ma anche di questo dovrà tener conto Veltroni domani,
quando si rivolgerà alla grande folla di Roma. www.ilsole24ore.com Online
"Il Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli Ha fatto bene
il premier a correggersi, ora serve una prova di responsabilità da tutti.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)
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Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-24 - pag: 18 autore:
Scuola. Il ministro: "Tra i contestatori c'è chi fa terrorismo" -
Dilaga la protesta negli istituti superiori e nelle università "Mai detto
polizia nelle scuole" Berlusconi ci ripensa: non l'ho mai neppure
immaginato - Gelmini convoca gli
studenti Barbara Fiammeri ROMA "Non ho mai detto polizia nelle scuole, non
l'ho nemmeno pensato". Silvio Berlusconi corregge il tiro. Da Pechino,
dove è arrivato per partecipare al vertice Asem, torna sull'"avviso ai
naviganti" con cui il giorno prima aveva avvertito gli studenti che il
Governo avrebbe fatto ricorso alle forze dell'ordine per evitare le
occupazioni. Nessun dietrofront, ci tiene a far sapere: "Ho detto che chi
vuole è liberissimo di manifestare e protestare ma non può imporre a chi non è
della sua idea di rinunciare al suo diritto essenziale". La colpa per il
premier è come sempre dei media, che stravolgono le sue parole: "Non mi
riconosco nelle situazioni raccontate dai giornali, c'è un divorzio tra
l'informazione e larealtà". Il presidente del Consiglio non cita più le
forze dell'ordine. Piuttosto pensa "ad azioni di convincimento", anche
"spiritose" per fermare le occupazioni e garantire il diritto allo
studio. La protesta però monta. Gli studenti manifestano in tutta Italia. Anche
a Roma, davanti al Senato, dove è in discussione il decreto Gelmini
la cui votazione è stata rinviata – su richiesta dell'opposizione – a martedì.
Palazzo Madama è stato circondato dalle forze dell'ordine per evitare che gli
studenti si avvicinassero troppo (la manifestazione è stata dirottata su Piazza
Navona). Ma il clima in aula è caldissimo. Soprattutto in mattinata. Quando il
ministro dell'Istruzione prende la parola, dai banchi dell'opposizione si
scatena una vera e propria bagarre (più volte il presidente Schifani è
costretto a intervenire), che raggiunge l'apice nel momento in cui la Gelmini inciampa sull'accento della parola egida
("egìda", dice) suscitando anche qualche risata. Il ministro però
tira dritto. Si dice pronta al dialogo e annuncia che da domani (oggi, ndr)
convocherà studenti, docenti e genitori a Viale Trastevere per aprire il
confronto, "a condizione che si discuta dei fatti". Fatti che invece,
per il ministro,l'opposizione falsifica volutamente: "Avete messo in piedi
una campagna terroristica", diffondendo "false informazioni",
per avvelenare il clima "con l'obiettivo di bloccare la riforma e
alimentare la piazza", denuncia la Gelmini.
Parole condivise anche dal premier: "è evidente – dice Berlusconi – che le
manifestazioni contro la riforma della scuola sono un pretesto della sinistra
per fare una cosa contro il governo". è un'opinione condivisa da tutta la
maggioranza, che fa quadrato in difesa della riforma e del ministro Gelmini. Il voto sul decreto previsto per mercoledì è fuori
discussione. L'"avviso ai naviganti", lanciato da Berlusconi
merco-ledì, invece non è stato accolto bene. Quel richiamo all'intervento delle
forze dell'ordine, ha imposto una interpretazione autentica al premier che è
stata accolta (soprattutto dentro An) più che favorevolmente. Il ministro della
Difesa e reggente del partito di Fini, Ignazio La Russa aveva già precisato che
l'"avviso" di Berlusconi andava letto come un monito di condanna alla
violenza, "ma penso non ci sarà mai un seguito, ci starei male se ci
fosse". L'obiettivo adesso è non offrire sponde all'opposizione. Fabrizio
Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, chiede alla sinistra di
"evitare polemiche pretestuose e strumentali ", confermando che il
premier intende garantire "sia chi vuole legittimamente manifestare, sia
coloro che vogliono studiare". LA GAFFE Nel discorso della titolare
dell'Istruzione l'"egida" diventa "egìda" e in Aula esplode
la bagarre Contestazioni dall'opposizione INFOPHOTO FIRENZE Corteo sui ponti
dell'Arno I ragazzi dell'Istituto d'arte di Porta Romana hanno inscenato un
"attraversamento pedonale" lungo le strade del centro, mentre su
alcuni dei ponti sull'Arno sono apparsi striscioni come"L'università nonè
in vendita"( nella foto). Lunedì non stop di 24 ore tenuta da docenti in
varie piazze cittadine ANSA GENOVA Il "funerale" della scuola Gli
organizzatori del Festival della Scienza, iniziato ieri, hanno annunciato di
voler dedicare una giornata alle proteste contro i piani del ministro Gelmini. Sempre nel capoluogo ligure, gli studenti hanno
rispolverato la metafora funebre, sfilando in un corteo-funerale lungo le
strade vicine ai poli universitari ( nella foto sopra), con tanto di
elogio"alla dolente università sepolta viva nelle profondità
dell'ignoranza" INFOPHOTO COSENZA Pietre contro un istituto Nel corso di
una manifestazione promossa dagli studenti degli istituti superiori ( nella
fotoa fianco) lanci di pietre e di bottiglie vuote contro un istituto
scolastico. Danneggiati i vetri delle finestre.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)
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Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-24 - pag: 19 autore:
Università. La Crui: non si perda di vista il vero obiettivo, la
riconsiderazione dei tagli I rettori: ora abbassare i toni Alessia Tripodi ROMA
Puntare alla sostanza e abbassare i toni. Evitando i blocchi della didattica. è
l'auspicio della Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane che,
all'indomani della giornata campale per gli atenei, ha approvato una mozione
per sottolineare la necessità che "il tono del confronto non venga
esasperato, facendo perdere di vista l'obiettivo del buon funzionamento
dell'università e della ricerca, pur in un contesto di grande problematicità
". I rettori non hanno intenzione di limitare "gli spazi per il
libero confronto con e tra gli studenti", ma sono convinti che ciò debba
avvenire "senza interrompere le attività di didattica e ricerca" e
sottolineano "l'importanza dell'autorevole presa di posizione del
Presidente della Repubblica". Smentite, poi, le voci di possibili
scissioni. "Non si sta lavorando per una seconda Crui" ha precisato
Enrico Decleva, presidente della Conferenza, riferendosi alla recente proposta
di "patti di stabilità" per gli atenei avanzata dai 13 rettori
aderenti all'Aquis (Associazione per la qualità delle università italiane
statali), un programma "del quale si è parlato in assemblea, ribadendo,
però, che la Crui ha la rappresentanza istituzionale unitaria degli
atenei". Nella mozione approvata ieri i rettori rinnovano l'impegno per il
"rapido avvio di interventi legislativi " rispetto ai temi della
valutazione, della governance, del reclutamento e dello stato giuridico dei
docenti, del dottorato di ricerca e della formazione degli insegnanti, del
diritto allo studio e del trasferimento tecnologico. Questioni già sollevate
nel documento Crui del 25 settembre, e che ora attendono il
confronto con il piano annunciato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "Stiamo aspettando dal
ministero le linee guida che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni" ha
detto Decleva, spiegando che "c'è un problema di provvedimenti legislativi
per i quali il ministro deve verificare le condizioni in Parlamento".
Non ultimo, poi, il nodo risorse. Il documento ribadisce "l'urgenza "
di una "riconsiderazione delle condizioni finanziarie determinate dai
provvedimenti del Governo", che "dal 2010 porterebbero a situazioni
del tutto insostenibili per il sistema".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)
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Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-24 - pag: 18 autore:
"Il 25 corteo pacifico e di proposta" Veltroni: Cavaliere inaffidabile
ma bene la smentita Lina Palmerini ROMA Nessuna sorpresa in casa del Partito
democratico: è ormai ben noto il copione del premier che prima parla e poi si
smentisce. Tant'è che l'opposizione ieri è stata pronta a fornire alla stampa
il discorso sbobinato, parola per parola, di Silvio Berlusconi in cui parla di
mandare le forze dell'ordine dentro le scuole. Addirittura Dario Franceschini
chiede che i telegiornali rimandino in onda la conferenza stampa del premier
per dimostrare agli italiani "l'inaffidabilità" del presidente del
Consiglio le cui "capacità di smentire se stesso ormai non fanno più
nemmeno sorridere ". Ma sarà Walter Veltroni, ospite del programma di
Miche-le Santoro, a dirsi "contento che il premier abbia smentito ma
amareggiato per il Paese che ha un capo del Governo che smentisce ciò che dice
dopo 20 minuti ". Il segretario Pd teme che quelle parole possano spingere
"un movimento pacifico verso una radicalizzazione". Le proteste della
scuola si saldano, temporalmente, con la manifestazione di sabato del Pd a
Roma. E questo da un lato preoccupa il partito sulle tensioni che potrebbero
scaricarsi sui due cortei, dall'altro – però – la scuola diventerà un traino
per portare in piazza professori e studenti. Già ieri i senatori democratici
hanno lasciato Palazzo Madama per andare incontro agli
studenti che manifestavano davanti al Senato chiedendo il ritiro del decreto Gelmini. L'accoglienza ricevuta,per la
verità, non è stata delle più calorose. Si sono sentiti fischi e urla di chi
diceva "non ci rappresenta nessuno; no alle strumentalizzazioni; fuori
Rifondazione". Già perché oltre alla sfilata dei senatori Pd – che
dalla mattina si sono avvicendati per parlare con gli studenti – è arrivato
pure il segretario del Prc Paolo Ferrero. Tutti a spiegare come l'opposizione
stia provando a bloccare il decreto con l'ostruzionismo e ad aprire un varco al
confronto come chiesto dal Quirinale. Ma, appunto, hanno rimediato più fischi
che consensi. Qualche sorpresa, intanto, arriva dall'Italia dei Valori. Per la
prima volta ha messo in minoranza il suo leader, Antonio Di Pietro,che
l'altroieri aveva chiesto al suo partito di esprimersi a favore di uno strappo
con il Pd. Discussione che gli si è ritorta contro,visto che i
"suoi"gli hanno dato l'altolà confermando invece la volontà di
mantenere l'alleanza con Veltroni. Insomma, anche dentro l'Idv comincia una
fronda contro la linea della competizione contro i Democratici tenuta dall'ex
Pm. Nel partito, naturalmente, minimizzano come fa Massimo Donadi che racconta:
"L'alleanza con il Pd per noi rimane. E lo dimostra il fatto che sabato 25
saremo alla manifestazione. Di Pietrosi è presentato alla nostra riunione
affermando che era arrabbiato per gli attacchi di Veltroni e che, se avesse
seguito il suo istinto, avrebbe rotto. Ma ha aperto il dibattito nel quale è
emerso che era meglio non sfasciare il rapporto con il Pd ". Oggi è un
giorno chiave per sbloccare la partita sull'Abruzzo: il Pd ha offerto a Udc e
Idv di convergere su un candidato della società civile e fare un fronte unico.
E da questa partita potrebbe sciogliersi o complicarsi pure la vicenda della
Vigilanza Rai. Ora però l'attenzione è tutta concentrata sulla piazza di domani
e nel dare l'immagine di una manifestazione di "proposte " e non di
"caciara". Al centro dell'intervento di Veltroni ci saranno salari e
pensioni, le misure a favore delle piccole e medie imprese, il ritiro del
decreto sulla scuola. Al corteo si troveranno banchetti per raccogliere le
firme contro il lodo Alfano – ci sarà Arturo Parisi – mentre Rosy Bindi si
batterà contro la legge elettorale europea, "l'euro- porcata" del
Pdl. DI PIETRO CONTESTATO Nell'Idv cresce il disagio per la linea di
contrapposizione frontale ai Democratici. Donadi: "Per noi l'allenza
rimane, presenti sabato".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-10-2008)
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Il Sole-24
Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-24 - pag: 19 autore: Riforma Gelmini. Nessun margine sugli emendamenti per evitare la decadenza
Scadenza il 31 ottobre, decreto blindato al Senato Via al "modulo" di
24 ore, il tempo pieno rinviato ai regolamenti Luigi Illiano ROMA Continua in
Senato la marcia "blindata" del decreto legge Gelmini sulla scuola che dovrà essere
approvato entro il 31 ottobre, oppure decadrà.Il disco verde –
definitivo –dell'aula di Palazzo Madama dovrebbe scattare mercoledì 29 ottobre.
Ieri l'Aula ha completato l'esame dei primi tre articoli. Gli emendamenti
(tutti dell'opposizione) sono stati respinti. E identica sorte toccherà a tutti
gli altri. L'assemblea tornerà a occuparsi del provvedimento martedì 28
ottobre. Il decreto è uno dei documenti contro il quale si scagliano le
contestazioni di questi giorni. Tra i punti più controversi c'è il ritorno del
maestro unico alle elementari ( da settembre 2009)e l'applicazione del tempo
pieno. La questione più importante che il decreto legge lascia aperta è quella
del tempo scuola e del rilievo che debbono avere le classi funzionanti per 24
ore settimanali e affidate a un unico insegnante, cosi come previsto nel
decreto. Per quanto riguarda il tempo pieno, va sottolineato che – nei fatti –
la questione riguarda quattro o cinque regioni del CentroNord, altrove si
tratta di un modello quasi ignorato. Il testo si occupa solo del nuovo modello
organizzativo e non risulta chiaro se quello da 24 ore sarà il più ricorrente,
affiancato dalle attività aggiuntive e dal tempo pieno o se si tratta di
un'ulteriore proposta da aggiungere a quelle già funzionanti. Il decreto si
limita ad affidare al ministro dell'Istruzione il compito di approvare un
successivo regolamento che tenga conto "delle esigenze, correlate alle
domande delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola ".
Le prime indicazioni su quanto stabilirà il regolamento sono già individuate
dal piano programmatico di applicazione della "manovra d'estate".
Piano che prevede come orario "privilegiato " quello di 24 ore
settimanali con un maestro unico. Resta anche la possibilità delle 27 ore e
quella delle 30 ore "nei limiti dell'organico assegnato,integrato con le
risorse disponibili presso le scuole ". Nel piano programmatico è anche
scomparsa la denominazione " tempo pieno", sostituita dalla
possibilità di istituire "una estensione delle (30) ore di lezione pari a
un massimo di 10 ore settimanali, comprensive della mensa". Quest'ultimo
riferimento sembra preannunciare un ritorno della riforma Moratti, che l'ex
ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, aveva modificato tornando al
vecchio modello della classe funzionante per 40 ore settimanali, affidata a due
insegnanti. A garantire che il maestro unico non sarebbe destinato a restare
solo è stato lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mercoledì
scorso in conferenza stampa: "Sarà un maestro prevalente, perché sarà
affiancato da un insegnante di inglese e da quello di religione". Un po'
nebulosa sembra essere la vicenda del pagamento delle ore eccedenti: il
contratto dei docenti elementari prevede 22 ore settimanali di lavoro, mentre
il decreto ne indica 24. Il decreto stabilisce che nel 2009 le ore in più
saranno pagate attingendo al fondo di istituto delle singole scuole che dovrà
essere reintegrato. Poi ci sarà una successiva trattativa sindacale. Sulla
vicenda ieri il Senato ha respinto, con 155 voti contrari,
( da "Messaggero, Il
(Abruzzo)"
del 24-10-2008)
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La protesta contro il decreto Gelmini.
Ieri in Comune la prima assemblea del movimento nato a Colle pineta Scuola,
parte la rivolta delle mamme Maestro unico e tempo pieno: il 30 novembre i
genitori in piazza.
( da "Messaggero, Il
(Abruzzo)"
del 24-10-2008)
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Di
GIUSEPPE RECCHIA Parte dai genitori la protesta pescarese contro il decreto Gelmini. Se all'università in viale Pindaro tutto tace e gli studenti
delle superiori si stanno ancora organizzando, i primi a scendere in campo sono
le mamme e i papà degli alunni della scuola primaria, che si sono riuniti in un
coordinamento cittadino e ieri pomeriggio hanno organizzato un incontro
nell'aula consiliare del Comune che ha fatto registrare il tutto esaurito.
Nato infatti su iniziativa di alcune mamme della scuola elementare "11
febbraio '44" di Colle pineta, il movimento ha raccolto strada facendo le
adesioni di genitori e docenti di tutta la città. "Abbiamo riscontrato una
forte volontà di mobilitazione - racconta una delle promotrici, Stefania
Frullini - e si è allora pensato di creare un comitato aperto a tutti coloro
che operano a vario titolo nel mondo della scuola, dagli istituti primari
all'università. Stiamo programmando un'iniziativa unitaria per la metà di
novembre". Le ragioni del malcontento riguardano la reintroduzione del
maestro unico e i tagli al tempo pieno, per arrivare alla riduzione degli
organici fino all'ipotesi di classi ponte. Una piccola rivoluzione partita dal
basso, dalla rabbia di alcuni genitori, ma che pare già aver sortito i suoi
effetti. All'incontro arrivano i rappresentanti di quasi tutti gli istituti
superiori della città: "Di occupazioni per ora non si parla - dice una di
loro - ma domani chiederemo al prefetto l'autorizzazione per sfilare in corteo
il 30 ottobre prossimo, giorno dello sciopero generale del settore
scuola". L'aula consiliare è gremita di professori di ogni ordine e grado:
"Dovremmo occupare le scuole elementari con i bambini al seguito - si
lascia scappare un'insegnante di scuola media - perché questa riforma compie un
salto all'indietro, riportandoci a vent'anni fa". Il movimento incassa
naturalmente anche consensi sindacali e politici. "Noi ci sentiamo parte
integrante di questa protesta - spiega il segretario provinciale Cgil, Paolo
Castellucci - perché la riforma è un attacco al cuore della scuola pubblica
studiato solo per fare cassa sulla pelle di migliaia di lavoratori: nella sola
provincia di Pescara sono previsti 600 posti in meno nei prossimi tre
anni". Umberto Coccia della Cisl ricorda che "la riforma del '90, che
ha abolito il maestro unico, è stata approvata dopo dieci anni di sperimentazione
e ha reso la scuola elementare italiana tra le migliori in Europa". Il
capogruppo del Pd al Comune, Moreno Di Pietrantonio, ha annunciato un consiglio
comunale straordinario sul tema la prossima settimana, mentre l'onorevole Carlo
Costantini, in una nota, punta il dito contro la prevista chiusura di molti
plessi scolastici: "I numeri sono spaventosi. La riforma varata comporterà
per l'Abruzzo la chiusura di decine di scuole, anche istituti superiori di
Pescara, ma soprattutto delle strutture dei piccoli Comuni, costringendo le
famiglie all'esodo verso i grandi centri urbani".
( da "Messaggero, Il
(Umbria)"
del 24-10-2008)
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È scesa in sciopero per dire no alla proposta di riforma della
didattica voluta dal ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini.
Un corteo spontaneo, colorato e festoso si è mosso di buon mattino dalla sede
centrale dell'Istituto Comprensivo "G. Parini" e ha sfilato lungo
viale Martiri della Resistenza fermandosi in piazza Santa Marina.
( da "Messaggero, Il
(Civitavecchia)"
del 24-10-2008)
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Scuola
Rma Gelmini. Numerose le
assemblee che si sono succedute in questi ultimi giorni, allo scopo di
individuare una linea di azione di protesta comune tra le diverse facoltà
dell'ateneo viterbese. Dopo l'assemblea di ieri l'altro degli studenti della
facoltà di Conservazione dei beni culturali, a cui ha preso parte anche il
rettore Marco Mancini, ieri a mobilitarsi è stata Agraria. Martedì prossimo,
poi, assemblea di ateneo presso il rettoraro. Per continuare, quindi, mercoledì
con un corteo per le vie della città sulla cui organizzazione la rappresentanza
studentesca sta lavorando in questi giorni. Obiettivo della mobilitazione, il
ritiro del decreto 133. Nel mirino di studenti, docenti, ricercatori e persino
rettori, la possibilità che le università vengano trasformate in fondazioni.
Ipotesi dietro la quale, molti di coloro che stanno protestando, vedono in
realtà la volontà del Governo di privatizzare gli atenei pubblici. In gioco,
insomma, ritengono ci sia il diritto allo studio.
( da "Tempo, Il" del 24-10-2008)
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Stampa
L'EDITORIALE Negato il diritto allo studio In appena tre ore, quando si dice il
genio, il Pd ha predisposto sulla scuola un controdossier su "tutte le bugie
del premier". Ma nella conferenza stampa improvvisata al riguardo, è stato
Walter Veltroni a raccontare fandonie in quantità industriali. Stracciandosi ad
arte le vesti, ha manifestato il suo turbamento - pare di vederlo - per le
"parole gravi del presidente del Consiglio". Che, a suo opinabile
avviso, ha voglia di soffiare sul fuoco. Ha denunciato Berlusconi quale
responsabile di radicalizzare la situazione e di trasformare un fatto sociale
in un problema di ordine pubblico. Ha chiesto il ritiro
della riforma Gelmini. E ha
concluso che il dissenso va garantito. I ragazzi del coro non sono stati da
meno. Così il vice di Veltroni, Franceschini, ha opposto un sonoro no alla
violenza. Il redivivo Bertinotti, novello Lapallisse, ha affermato che "il
conflitto è vita". Di Pietro ha indicato nel premier nientemeno che
"il mandante di una nuova strategia della tensione". Il rifondarolo
Ferrero ha detto addirittura "no a Berlusconi-Bava Beccaris". L'ex
prefetto Serra ha osservato che le manifestazioni studentesche non possono
essere concepite come un problema di ordine pubblico. Dulcis in fundo, il
direttore di "Repubblica", Ezio Mauro, è arrivato alla fulminante
scoperta, perbacco, che il dissenso non è un reato. segue a pag. 5.
( da "Messaggero, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
ROMA -
La ragazza con il maglione viola afferra il megafono e grida "vogliono
tagliarci il futuro, ma noi lotteremo per impedirglielo". La tv ha appena
rilanciato la smentita di Berlusconi sulla polizia nelle università, quando
alla spicciolata continuano ad arrivare davanti a Palazzo Chigi. All'inizio
sono alcune centinaia. Decidono di raggiungere il Senato, mentre gli sms
rimbalzano dalle aule occupate alla piazza, da un capo all'altro di Roma.
Un'altra giornata di protesta, un'altra giornata di blocchi e cortei in tutta
Italia, lezioni in piazza e mobilitazione. E le occupazioni aumentano. Roma si
paralizza per gli studenti che protestano davanti ai palazzi del Potere. Il
corteo improvvisato si ingrossa. "Siamo 50 mila", dicono i
manifestanti. C'è un momento in cui si fronteggiano con la polizia. Qualche
minuto di tensione, poi il corteo riparte. Sotto Palazzo Madama i ragazzi
fischiano contro i senatori, anche a quelli del Pd. Gli universitari della
Capitale non stanno a guardare: alla Sapienza l'ultima occupata è la facoltà di
Ingegneria, la sede di San Pietro in Vincoli. Stessa forma di protesta alla
facoltà di Scienze di Roma Tre. Trecento manifestazioni dal primo ottobre, 150
scuole occupate e 20 facoltà universitarie occupate, questo il bilancio fatto
dal Viminale in serata. Negli atenei e nelle scuole la tensione resta alta. La
linea dura di Berlusconi, che due giorni fa ha parlato di forze dell'ordine
contro le occupazioni, non si cancella con la smentita fatta dalla Cina
("mai detto nè pensato alla polizia"), nè la frenata di Maroni
("non ci saranno mai irruzioni a catena") riesce a placare gli animi.
Così il Viminale decide di "tenere costantemente aggiornato il quadro
informativo", visto che vi sono "elementi di fluidità" e una
"permanente analisi delle ipotesi di rischio". Alla riunione presieduta
dal sottosegretario Alfredo Mantovano ha partecipato il capo della polizia
Antonio Manganelli. "Privatizzazione della scuola e dell'università, tagli
ai finanziamenti, riduzione delle ore di lezione e smantellamento
dell'istruzione pubblica" sono tra le principali accuse mosse dai
manifestanti. Come nel Sessantotto e nel Settantasette in campo ci sono i rossi
e i neri. Dopo il tentativo di "repressione" si muove anche la destra
estrema. Le associazioni studentesche legate a Forza Nuova dichiarano di ribellarsi
"alla logica dei manganelli" e si preparano a scendere "in prima
linea per difendere la natura pubblica dell'istruzione". Intanto
l'università e la ricerca si preparano a una giornata di sciopero generale, il
14 novembre, in attesa delle linee-guida annunciate dal
ministro Gelmini. I
sindacati Confederali, comunque, si sono dichiarati disponibili a revocare lo
sciopero "qualora il Governo apra un tavolo di confronto sul tema
università". Anche i genitori vivono giorni di ansia. "Per non aver
paura" un gruppo ha scritto una lettera aperta a carabinieri e poliziotti.
"I nostri figli sono in piazza insieme a voi e non contro di voi",
assicurano. E aggiungono: "La democrazia è uno splendido fiore ma è
coltivato in un vaso di cristallo: non rompetelo". A. Ser.
( da "Messaggero, Il
(Civitavecchia)"
del 24-10-2008)
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Scuola
Di
ALESSIA MARANI Studenti in piazza, uniti, quelli delle scuole superiori e delle
Università, che ieri pomeriggio, si sono ritrovati insieme
a protestare contro il decreto Gelmini sotto Palazzo Madama, la sede del Senato dove era in discussione
il contestato provvedimento. Sale, intanto, la febbre delle occupazioni. Ieri
ingresso off-limits al Virgilio, al Malpighi (occupazione questa rivendicata da
Lotta Studentesca, vicina a Forza Nuova), all'Avogadro e all'Istituto
professionale Matteucci (queste due di Azione Studentesca). Proseguono -
fa sapere l'Unione degli Studenti - le occupazioni al liceo Tasso di via
Sicilia, all'Artistico De Chirico di Cinecittà, al Marco Polo di Monterotondo.
Mentre, la polizia è intervenuta per sgomberare gli occupanti della succursale
del Nomentano. "È arrivata una volante - dice Matteo, studente del quinto
anno - all'inizio abbiamo temuto l'atto di forza. I due agenti, invece, ci
hanno detto semplicemente che era meglio che lasciassimo l'edificio e visto che
iniziava l'occupazione in centrale, siamo andati via". È stato occupato il
quinto piano della succursale del Carducci; all'Orazio si fa autogestione, al
Kant assemblea, così come all'Archimede. Ieri si sono susseguite senza stop le
riunioni e le assemblee straordinarie degli studenti per decidere se, e come,
appoggiare le prossime giornate di mobilitazione nazionale, in primis lo
sciopero generale della scuola di giovedì prossimo. Una giornata rovente quella
appena trascorsa. E anche per oggi sono in calendario assemblee e piccoli
cortei; persino una nuova "notte bianca" di protesta presso
un'elementare, la Saffi a San Lorenzo. Ieri, centinaia di studenti si sono
ritrovati a sfilare spontaneamente in diverse parti della città, fino a
convogliare sotto Palazzo Madama, dove, nel pomeriggio, sono arrivati anche gli
universitari. I cortei dei liceali hanno prima attraversato le strade di
Primavalle (erano gli alunni dei licei Pasteur, Cartesio, Gassman, Tacito e
Einstein) e di San Giovanni (il Russel, Gullace, Newton, De Chirico e il
Margherita di Savoia). Quindi, da Vigna Murata si sono mossi i ragazzi del
Peano seguiti dagli studenti del De Pinedo, Levi e del Roma 1. "
All'occupazione arriveremo solo se sarà necessario - dicono Roberto,
rappresentante del Peano, e Daniel, del classico Albertelli - Preferiamo forme
legali, ma che facciano sentire la nostra voce". "Bisogna che il
Governo dialoghi con questi ragazzi", sottolina un gruppo di docenti.
Momenti di tensione quando gli universitari ha tentato di raggiungere il Senato
attraverso Corso Rinascimento, chiuso dalla polizia. Un piccolo corteo si è
formato anche "a ritroso" verso La Sapienza, causando disagi al
traffico. Nel pomeriggio hanno sfilato gli studenti superiori del IX e X
Municipio, a Cinecittà.
( da "Messaggero, Il
(Pesaro)"
del 24-10-2008)
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Scuola
Di
OSVALDO SCATASSI FANO - Palazzo San Michele prima e dopo il restauro. Come se
fossero due cose diverse, si fa per dire, tanta la bellezza che i lavori hanno
restituito a questo edificio quattrocentesco, nato per ospitare i trovatelli e
per tanti anni abbandonato a sua volta. Una bruttura dietro la principale porta
d'ingresso a Fano, l'arco d'Augusto, che ora è stata cancellata. Da lunedì 10
novembre il palazzo ospiterà gli studenti iscritti al corso di Economia, che si
trasferiranno da palazzo De Cuppis, attuale sede provvisoria."Si studierà
in ambienti in cui la storia è ancora molto presente", afferma Fabio
Tombari, il presidente della Fondazione Carifano, l'ente che ha finanziato il
restauro dell'edificio, con il contributo della banca Carifano. E in effetti,
per restare al tema della storia ancora presente, in alcune aule le antiche
mura romane sono a vista. La soprintendenza ha infatti voluto la rimozione
dell'intonaco dalle pareti antiche.L'intervento è stato presentato ieri ma il
taglio del nastro ufficiale è in programma tra la fine di novembre e gli inizi
di dicembre, forse con il ministro Mariastella Gelmini . Una delle stanze da
inaugurare, proprio quella dell'incidente, è stata intitolata a Gianfranco
Bartolucci, che nel San Michele perse la vita sul lavoro. Restaurare l'edificio
è costato 2 milioni e 600.000 euro. La Fondazione l'ha acquistato dal Comune,
in cambio del De Cuppis, e ora il palazzo sarà affidato a Fano Ateneo per i due
corsi universitari: Economia e Biotecnologie. La proprietà manterrà per
sé una sala al piano terra, per farne un locale espositivo, e l'adiacente
chiesa di San Michele come spazio per convegni, reso prezioso dall'altare in
marmo e dalla pala attribuibile alla scuola di Raffaellino dal Colle.Molta la
tecnologia, comunque presenza discreta: gli indispensabili allacci per i
computer, l'antenna wireless per il collegamento in diretta con l'Università di
Urbino, la portineria con controllo video su tutti gli accessi, anche una
stanza di sicurezza per la ricerca su alcuni tipi di batteri. E poi soluzioni
con cristallo e luci particolari per valorizzare gli ambienti più suggestivi:
le aree archeologiche, il cortile interno. Bellissime le due corti e le logge.
La biblioteca sarà nella sala San Michele, a suo tempo una culla della cultura
fanese.Ora la Fondazione Carifano punta a realizzare una foresteria e ad
acquistare le case popolari al confine con il cortile interno, per adibirle a
laboratori di ricerca. "Spero - conclude Tombari - che gli spazi lasciati
liberi a palazzo De Cuppis non siano utilizzati per altri uffici comunali e che
si dia inizio al progetto per ampliare il museo civico". Intanto questa
mattinaalle 10 la Fondazione inaugurerà al lago Vicini il nuovo Centro di
educazione ambientale gestito da Argonauta.
( da "Messaggero, Il
(Civitavecchia)"
del 24-10-2008)
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Scuola
Chi lo
desidera di esercitare il diritto allo studio, il fronte dei presidi romani si
schiera compatto contro le occupazioni che da giorni si stanno allargando a
macchia d'olio in decine di istituti romani. "La scuola è un luogo di
dialogo e confronto - dice il preside del Visconti, Rosario Salamone - e come
tale non può consentire limitazione degli spazi di libertà dei docenti o degli
studenti. Bloccare la didattica equivale a interrompere il canale di questo
confronto, necessario e indispensabile". I dirigenti scolastici, pur solidarizzando con tutti quegli studenti che in questi giorni
organizzano assemblee per discutere della riforma Gelmini, sono convinti infatti "che esistano modi molto più civili
per manifestare un dissenso". "Occupare una scuola in un momento
storico come questo non ha senso - dice il preside del Russell, Dario De Luca -
E' una forma di protesta vecchia e superata. La scuola deve essere un
luogo aperto a tutti. Anche a chi non vuole protestare. Certo, le istituzioni
hanno le loro responsabilità , forse tutto questo si poteva evitare, ma non è
necessario mettere in piedi azioni distruttive, bloccando le lezioni".
Perché anche se il confronto di idee è sacrosanto, "è assolutamente
impensabile impedire a chi vuole rimanere fuori da questa protesta di andare a
scuola", ripetono i presidi. "Fermare la didattica vuol dire
interrompere il servizio pubblico - afferma il dirigente dell'Aristofane,
Claudio Salone - Per questo sono assolutamente contrario alle occupazioni, così
come trovo assurdo ipotizzare l'intervento delle forze dell'ordine, perché
credo spetti a dirigenti scolastici prendere le misure necessarie per
ristabilire l'ordine a scuola. Ci sono tanti altri modi di manifestare. Modi
più costruttivi. Stamattina ad esempio i miei studenti faranno lezione al
Pantheon con i professori ed esamineranno insieme il decreto Gelmini".
E aggiunge la preside dell'Augusto, Clara Reck: "Che senso ha fermare le
lezioni? Le occupazioni erano nate sotto altre condizioni politiche, oggi hanno
perso di significato. Bisogna pensare ad altre forme di protesta, magari
coinvolgendo in discussioni e assemblee anche chi la pensa diversamente".
Un no fermo al blocco della didattica nelle scuole arriva anche da parte delle
famiglie: "Siamo favorevoli a scioperi e assemblee - dice Donatella
Poselli, presidente dell'unione italiana genitori - perché manifestare
pacificamente fa parte del normale esercizio delle libertà costituzionali e di
democrazia. Ma non tolleriamo occupazioni che impediscono anche a chi non vuole
manifestare di seguire le lezioni. Chiediamo ai presidi di assumersi
responsabilità laddove avvengano forme di protesta estreme". Ve.Cur.
( da "Messaggero, Il
(Civitavecchia)"
del 24-10-2008)
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Scuola
Di
VERONICA CURSI Ha deciso di scrivere ai suoi studenti e alle loro famiglie
perché crede nella scuola come "palestra di democrazia". Ribadendo
che all'interno del suo istituto non potranno mai essere tollerate
"occupazioni e autogestioni che limitano le libertà altrui". Mario
Rusconi, dirigente scolastico del liceo Newton, non era mai dovuto arrivare
tanto. A prendere carta e penna per ribadire che "la scuola, la sua
scuola, non è degli studenti o dei docenti, tantomeno del preside. Ma della
comunità e di tutta la società civile che ne deve beneficiare senza esclusività
di alcuno". "Per cinque anni sono sempre stato indenne da qualsiasi
forma di occupazione - spiega - finché ieri mattina alcuni studenti della
succursale si sono presentati davanti alla sede centrale di viale Manzoni
incitando i 600 ragazzi che erano a lezione ad abbandonare le aule per seguirli in una manifestazione anti Gelmini davanti al Senato". Una protesta a cui il dirigente del
Newton, che è anche vicepresidente dell'associazione italiana presidi, non ha
aderito consentendo solo agli alunni maggiorenni di uscire dalla scuola. Il
perché della sua decisione "criticata da molti alunni", lo ha scritto
in una lettere indirizzata a tutto il corpo scolastico: "una sorta
di regolamento interno di corretto e civile comportamento". "Ho
sempre creduto nello sciopero come diritto - spiega - e proprio per questo non
posso tollerare l'occupazione come forma di protesta perché ritengo sia lesiva
per gli altri studenti. Ho ritenuto necessario informare i ragazzi su quale sia
il pensiero della nostra scuola". "Per prima cosa - è scritto nella
lettera - se vuole scioperare, lo studente potrà partecipare alle
manifestazioni democraticamente indette non presentandosi in classe ed
assumendosi la responsabilità del suo comportamento (anche avvertendo i propri
genitori e presentando l'indomani la giustificazione per l'assenza). Il Liceo Newton
non è a disposizione di eventuali occupazioni o autogestioni". "Da
anni - spiega il preside - abbiamo creato i "luoghi della
discussione", aperti alle problematiche giovanili, con la collaborazione
attiva di tutti gli studenti, senza censure se non quelle basate sulle norme o
sul buon gusto. Da noi, sono venuti personaggi e persone meno famose di ogni
tendenza culturale, politica, artistica. La scuola come la intendiamo noi è una
palestra di democrazia, basata sul confronto civile, sia pure aspro, critico e
tagliente. Purché, però, si rispettino le regole della democrazia". "
Questa scuola - prosegue il dirigente - non è a disposizione della destra o
della sinistra politiche, è un bene di tutti e risponde ai dettami della
Costituzione e della Repubblica, garantendo rispetto e legalità, partecipazione
e formazione, soprattutto per chi ha meno come provenienza socioculturale o
etnica.E proprio sulla base di questi assunti non possiamo consentire
limitazione degli spazi di libertà dei docenti o degli studenti".
"Non può, poi, prestarsi all'inganno educativo che tutto sia consentito e
privo di conseguenze. Chi occupa e interrompe un servizio pubblico - conclude
Rusconi - commette un reato. Che non può e non deve essere tollerato".
( da "Messaggero, Il
(Pesaro)"
del 24-10-2008)
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Scuola
Ione
degli istituti superiori, per mettersi in regola con le
direttive del ministro Gelmini. Ieri l'incontro dell'assessore provinciale all'edilizia
scolastica Maurizio Quercetti con i dirigenti degli istituti superiori ha dato
le prime indicazioni sulle intenzioni della Provincia. Le scuole con meno di
500 iscritti sono da accorpare secondo il ministero e la mappa dell'istruzione
in città viene scossa da un terremoto. Tre gli istituti che cadono sotto
la soglia dei 500 studenti. L'istituto d'arte Mannucci, con 455 iscritti,
sarebbe accorpato al Liceo Classico Rinaldini, quindi senza cambiare sede.
Discorso diverso per il Nautico Elia Onesti, che con 425 studenti potrebbe
trasferirsi dal porto storico a Torrette, diventando una branca dell'Itis
Volterra. L'istituto tecnico commerciale Benincasa ed i suoi 401 studenti
potrebbero dividere i banchi con il Vanvitelli-Stracca-Angelini. Da ultimo si
libererebbe anche la sede dell'Ipsia in via Curtatone, destinato secondo i
piani della Provincia a trasferirsi nella nuova "cittadella"
scolastica in costruzione a Passo Varano, dove condividerà gli spazi con l'Ipc
Podesti e con gli uffici del centro provinciale per l'impiego. Quercetti
discuterà il progetto di riorganizzazione con i Comuni interessati della
provincia, prima di tornare al tavolo con i dirigenti scolastici. Dirigenti che
hanno colto l'occasione dell'incontro per manifestare tutta la propria
contrarietà alle direttive ministeriali. E.Ga.
( da "Resto del
Carlino, Il (Imola)"
del 24-10-2008)
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Scuola
FAENZA
pag. 15 Volantinaggi e assemblee contro il decreto Gelmini Promossi dai 'Genitori insieme
per la scuola' Giuseppe Toschi, Nicola Degli Esposti e Luca de Tollis
all'incontro sulla scuola organizzato dal Partito Democratico faentino A FAENZA
è nato un 'Comitato genitori insieme per la scuola', contro la riforma
scolastica attuata dal recente decreto Gelmini. A coordinarlo è Paola Benini, docente di scuola media a
Castel Bolognese. "L'idea è partita da una ventina di persone, ma si sta
allargando a macchia d'olio e molte altre decine di genitori si stanno
avvicinando a noi ? dice la responsabile - Chiaramente, il Comitato è appena
nato e non sono state ancora fatte ufficialmente le sottoscrizioni. Intanto,
però, affrontiamo l'emergenza: stiamo facendo volantinaggio nelle scuole
faentine, dove organizzeremo quattro assemblee: il 3 novembre all'istituto
Martiri di Cefalonia, il 4 alle Tolosano (da confermare), il 5 alle Strocchi ed
il 7 all'Europa. Le assemblee si svolgeranno alle 21, saranno presieduti da un
genitore e proporranno interventi di dirigenti scolastici e pedagogisti".
Diverse rappresentanti del neonato "Comitato genitori insieme per la
scuola" erano presenti mercoledì sera nell'auditorium di S.Umiltà,
all'affollato incontro sulla scuola organizzato dal Pd di Faenza. Circa 150
persone, fra insegnanti, studenti e genitori, hanno seguito il dibattito
coordinato dal segretario comunale del Pd, Luca de Tollis. All'incontro è
intervenuto anche il sindaco Claudio Casadio: "Per la prima volta dopo le
ultime elezioni ? ha detto ? il Governo si trova di fronte ad un'opinione
pubblica contraria. I cittadini hanno capito che non si può pensare ad un
futuro per l'Italia, se non si investe sui giovani e sulla scuola. Su questo
argomento si sta saldando un'alleanza composita, di mondi diversi. E di fronte
ad una mobilitazione generale, il Governo potrebbe anche modificare il decreto".
Presente anche il dirigente scolastico Giuseppe Toschi. "Con questo
provvedimento ? ha detto ? si sta tornando indietro. L'esempio eclatante è la
sempre più scarsa considerazione data alla matematica, necessaria per formare i
ragazzi non solo dal punto di vista aritmetico, ma anche nella loro capacità di
ragionamento. Ma non si può solo 'fare di conto'...". Dal canto suo,
l'insegnante Massimo Pezzi ha aggiunto alcune considerazioni sulla scuola
superiore, "della quale si parla pochissimo, ma è ugualmente coinvolta
nella destrutturazione. L'idea del decreto Gelmini è
di una riduzione dell'orario, sia per i licei che per gli istituti tecnici e
professionali. Ma non si sa ancora quali materie verranno tagliate. Altro punto
controverso riguarda l'obbligo scolastico innalzato a 16 anni. Gli ultimi due
anni, oltre che nelle superiori, secondo la nuova normativa possono essere
espletate anche nella formazione professionale, ma ad esempio nella nostra
regione non ci sono opportunità di questo tipo. In assoluto, manca un progetto
di scuola pensata sulle esigenze dei ragazzi". All'incontro sono
intervenuti anche lo studente Nicola Degli Esposti, della direzione nazionale
"Rete degli studenti medi", e Marilena Pillati, responsabile Scuole
ed Università del Pd in regione. Per quanto riguarda la situazione di Faenza,
de Tollis tratteggia uno stato di salute buono, ma mette in guardia sul futuro:
"Attualmente il 96 per cento dei bambini faentini frequenta scuole
dell'infanzia pubbliche e paritarie ed il 47 per cento degli iscritti alle
primarie faentine frequenta il tempo pieno. Ma la riforma del Governo
Berlusconi mette a rischio la qualità del nostro sistema scolastico, ventilando
meno opportunità formative e gravi ricadute sul diritto allo studio dei bambini
economicamente e socialmente svantaggiati. Per il Pd, invece, la scuola è una
priorità assoluta". Image: 20081024/foto/4057.jpg.
( da "Nazione, La
(Viareggio)"
del 24-10-2008)
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FORTE
DEI MARMI/SERAVEZZA/STAZZEMA pag. 15 SI E' CONCLUSA ieri pomeriggio alle
( da "Nazione, La
(Viareggio)"
del 24-10-2008)
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PIETRASANTA
pag. 14 LA FIACCOLATA contro la riforma del ministro della
pubblica istruzione Gelmini
&#... LA FIACCOLATA contro la riforma del ministro della pubblica
istruzione Gelmini è stata
"partorita" a Pietrasanta. L'iniziativa, che sarà effettuata la sera
in cui il decreto dovesse essere approvato, è partita infatti dal
"Collettivo scuole contro la Gelmini", formato nei giorni scorsi da genitori e insegnanti.
Ieri sera si sono riuniti alle elementari dell'Africa per studiare gli ultimi
dettagli e fanno sapere che la proposta della fiaccolata è già stata accolta da
altre realtà italiane, da Milano a Roma, fino alle città più piccole.
"Stiamo operando in collaborazione con altri collettivi ? spiega Andrea
Binelli ? ai quali abbiamo proposto di scendere nelle piazze italiane per una
fiaccolata la sera stessa in cui il decreto verrà votato dal Senato.
L'iniziativa, che sarà effettuata alle 21, sarà un simbolico 'funerale' della
scuola pubblica, con cortei ironici ma comunque gioiosi e con molti bambini.
Molti hanno risposto alla nostra idea e ovunque si preannunciano cortei
consistenti e diffusi". PROSEGUE nel frattempo l'occupazione al triennio
dell'istituto tecnico commerciale "Don Lazzeri", in atto da martedì.
Ieri mattina un gruppo di studenti ha iniziato un sondaggio tra cittadini e
commercianti per chiedere se siano o meno favorevoli alla loro protesta anti-Gelmini. "E' inammissibile ? si legge nel volantino ? che
il governo voglia ignorare il nostro diritto di protesta e metter fine a ogni
forma di manifestazione usando anche rimedi drastici. Porteremo avanti la
nostra mobilitazione fino a quando ogni ragazzo verrà a conoscenza di quello
che troverà nel suo futuro se l'articolo 133 Gelmini
venisse approvato. Tutti gli studenti versiliesi sono in continuo contatto e
scambio di idee, in modo da organizzare manifestazioni e proteste: abbiamo il
diritto di organizzare il nostro futuro, non possono essere gli altri a decidere
per conto nostro".
( da "Resto del
Carlino, Il (Imola)"
del 24-10-2008)
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IMOLA
pag. 2 "GLI STUDENTI sono i protagonisti della risposta necessaria a
un'iniziativa del Governo ch... "GLI STUDENTI sono i protagonisti della
risposta necessaria a un'iniziativa del Governo che tende a rendere ancora più
precario il loro futuro". Lo dice l'onorevole Massimo Marchignoli, che
appoggia la protesta annunciata per il 29 e 30 ottobre dagli studenti imolesi.
"Non so se gli impegni parlamentari mi consentiranno di essere a Imola in
quei giorni ? aggiunge Marchignoli ?; sarei presente al fianco dei ragazzi per
ascoltarne le ragioni. Bene ha fatto il sindaco Manca ad annunciare la sua
partecipazione. Gli studenti possono comunque contare, se lo riterranno
opportuno, anche sul mio contributo di parlamentare". Adesione alla
manifestazione da parte del Pd. "Porteremo la nostra solidarietà agli
studenti, ai genitori e insegnanti e saremo al loro fianco in tutte le
manifestazioni civili e democratiche, fino a quando questo decreto non sarà
ritirato", dice il segretario Fabrizio Castellari. E
anche Rifondazione comunista scende in campo con gli studenti e lancia il suo
slogan: "Svuotiamo le scuole, occupiamo le piazze". Sulla stessa
linea Sinistra critica: "Uniti possiamo battere la Gelmini", sostiene assiene alla
confederazione Cobas.
( da "Resto del
Carlino, Il (Imola)"
del 24-10-2008)
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IMOLA
pag. 2 "IN EMILIA ROMAGNA non si chiuderà nessuna scuola, neppure nelle
zone m... "IN EMILIA ROMAGNA non si chiuderà nessuna scuola, neppure nelle
zone montane". Dopo l'allarme lanciato anche a Imola, l'assicurazione
arriva dall'assessore regionale alla Scuola, Paola Manzini, che ieri ha
presieduto la conferenza regionale per il sistema formativo, e afferma:
"La programmazione dell'offerta formativa e l'organizzazione del servizio
scolastico sul territorio dell'Emilia Romagna non necessitano in alcun modo dei
dimensionamenti previsti dal Governo". AL CENTRO c'è
ancora una volta il decreto del ministro Gelmini che, oltre all'accorpamento di istituti (già avvenuto in questi
anni nell'Imolese), prevede la soppressione delle scuole con meno di 50
iscritti. E da queste parti a lanciare l'allarme è stato l'assessore
all'Istruzione, Andrea Bondi, che ha inserito fra le scuole a rischio
l'elementare di Sassoleone, in territorio di Casalfiumanese: solo 15
iscritti in una pluriclasse che veniva data praticamente per spacciata. Con
l'alzata di scudi di An-Pdl che invece affermava il contrario e accusava il Pd
di voglia di allarmismo. E adesso a tranquillizzare è l'assessore regionale
Manzini. "In Emilia Romagna ? spiega l'assessore regionale ? abbiamo già
raggiunto l'obiettivo dell'ottimale dimensionamento e del contenimento della
spesa, crediamo che il Governo debba concentrare la sua azione alle aree del
Paese che hanno i parametri più bassi e dove non si è svolto compiutamente il
processo di programmazione dell'offerta. I numeri dicono che in Emilia Romagna
c'è un dirigente scolastico ogni 855 alunni, un numero di dirigenze rimasto
invariato nonostante il sistema scolastico regionale abbia assorbito 75mila
studenti in più negli ultimi 7 anni". PER QUANTO RIGUARDA le scuole con pochi
iscritti nelle zone montane ? è il caso dell'elementare di Sassoleone con
appena 15 iscritti ? spetta alla Regione concedere le deroghe, e l'assessore
Manzini precisa: "La competenza nella definizione dei parametri sulle
dimensioni delle istituzioni scolastiche rimane della Regione, e abbiamo
intenzione di svolgerla fino in fondo". APPLAUDE il consigliere regionale
Gianni Varani (Fi-Pdl): "L'assessore Paola Manzini è una persona seria e
lo dimostra confermando che non ci saranno tagli e chiusure di scuole in Emilia
Romagna. Quello che dice aiuta a capire i fatti e le strumentalizzazioni in
corso". Sempre dalla Regione interviene Alberto Vecchi (An-Pdl) contro
"chi aveva fatto del terrorismo sulle scuole della Vallata. Addirittura,
una persona seria della sinistra come l'ex ministro Franco Bassanini ? ricorda
Vecchi ? ha sottolineato che l'accorpamento dei piccoli istituti scolastici lo
aveva deciso il governo Prodi. E chi si sposta da una scuola all'altra sono i
presidi e non gli studenti, come effettivamente si sta verificando".
( da "Nazione, La
(Viareggio)"
del 24-10-2008)
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CRONACA
VIAREGGIO pag.
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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OVADA.
PREOCCUPAZIONE Sindaci e dirigenti scolastici contro i
tagli della Gelmini
[FIRMA]MIRIAM MASSONE OVADA Il decreto Gelmini fa tremare l'Ovadese: è una spada di Democle che pende sulle
sorti di almeno 12 scuole, tra materne ed elementari, tutte con meno di 50
iscritti, quindi a rischio chiusura. Si salvano l'istituto comprensivo di
Molare e quello di Ovada. Una prospettiva che terrorizza i dirigenti
scolastici: "È un decreto assurdo, penalizza soprattutto le scuole
dell'infanzia, fiore all'occhiello del nostro Paese" commenta Laura
Lantero preside del primo circolo di Ovada. E gli studenti, quelli del liceo
Pascal e della ragioneria Vinci ieri hanno disertato le lezioni in 300, la metà
si è ritrovata poi nell'aula magna per discutere del decreto: "Abbiamo
organizzato anche una manifestazione con corteo per il 30 ottobre contro quella
che riteniamo innanzitutto una riforma economica e non scolastica" dice
Luca Mazzarello, rappresentante d'istituto. Poi ci sono i sindaci, organizzati
in un fronte comune, tutti d'accordo nel sostenere che la "chiusura delle
scuole equivale alla morte dei piccoli Comuni". Il più duro è Andrea
Oddone: "Sono stato convocato urgentemente in Regione per una seduta
straordinaria proprio su questo tema, a riprova della gravità della situazione:
andrò lunedì a Torino per sostenere le esigenze del territorio e dei nostri
bambini. Prima di pensare ai tagli andrebbe redatto un progetto, invece assente
in questo caso". Gli fa eco l'assessore all'Istruzione Sabrina Caneva, che
punta il dito pure sulla riduzione dell'orario scolastico: "Si parla di
bullismo, ma non si debella facendo uscire prima i ragazzi da scuola, è solo un
modo per allontanare il problema". Poi ci sono i risvolti economici:
"Peserà tutto sulle casse dei Comuni" sostiene il sindaco di
Castelletto d'Orba, Federico Fornaro. Senza contare gli investimenti che
andranno in fumo: "Abbiamo ultimato ora i lavori nelle scuole - dice il
sindaco di Tagliolo, Franca Repetto -, 120 mila euro per montacarichi, scala
antincendio, nuovi bagni". In 10 anni Rocca Grimalda ne ha investiti 440
mila di euro nelle scuole (350 mila fondi comunali): "Le stime dicono che
nel 2010 gli iscritti saranno cresciuti da
( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
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N. 255
del 2008-10-24 pagina 2 E la sinistra s'infuria per un accento sbagliato di Redazione
Per un'opposizione alla disperata ricerca di motivi di scontro e d'irrisione a
volte basta poco, anzi pochissimo. Come un accento sbagliato sulla parola
"ègida", il mitico scudo di Zeus. La Gelmini incorre nell'errore citando il
"libro bianco scritto sotto l'egìda di Prodi", ponendo l'accento
sulla "i" anziché sulla "e". Apriti cielo. Dai banchi della
sinistra s'alza un boato che è a metà tra la riprovazione e lo scherno. Il
ministro si ferma, si corregge e tira dritto. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
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N. 255
del 2008-10-24 pagina 2 "La soluzione? Importiamo i docenti dalla
Libia" di Alessandro M. Caprettini Roma"Ma quale protesta
studentesca! Questo è un coacervo di interessi corporativi... Un movimento che
viene dall'alto: professori, maestri che mandano i bambini a manifestare in
prima linea e a urlare: "Assunzioni, assunzioni, assunzioni!". Perché
una cosa è chiara: è la scuola italiana che ha inventato il plurimaestro solo
per garantire il posto fisso a tanti...". Feroce ma schietto come suo
solito, Francesco Cossiga. Pane al pane, corporativo al corporativo. Con la
scuola ha già avuto a che fare, quando nei cortei di vent'anni fa e passa si
ritmavano cori contro di lui e sui muri ritrovava il nome scritto col K e le
due S vergate in stile nazi. "Sì - conferma l'ex capo dello Stato -, fu
proprio il movimento studentesco a coniarlo quel KoSSiga e non le Br, che si
limitarono a riprenderlo...". E dunque, nelle manifestazioni di questi
giorni, che ci vede? "Un coacervo di corporativismo e di istanze della
sinistra sociale e protestataria. Ma proprio per questo eviterei di usare la
polizia per frenare occupazioni e proteste. C'è sempre il rischio che ci scappi
il morto... E coi bambini spediti dai maestri in prima fila non si sa
mai...". La polizia però lei la spedì all'università di Roma. No?
"Alt! Ero per l'intangibilità delle università. Ma dopo che Lama fu
cacciato a sassate dalla Sapienza e dopo che il Pci presentò un'interrogazione
durissima contro quello sconcio - dopo aver tentato di cavalcare la protesta -,
mi decisi a inviare i carabinieri che dettero una bella smazzolata a quella
gente". E vabbè... Niente forza pubblica oggi. Ma che si fa, allora?
"Si aspetta che gli studenti, organizzati dai loro professori, saccheggino
qualche negozio, o brucino qualche macchina. E intanto si sorvegliano, perché
un pericolo c'è: quello che questo nuovo movimento studentesco produca un nuovo
terrorismo. È già accaduto che tanti movimenti eversivi siano stati alimentati
dal '68, no? È un rischio, questo, da non prendere assolutamente
sottogamba". Più che gli studenti lei ha nel mirino gli insegnanti,
comunque... "Pensi che qualche giorno fa mi hanno raccontato di una
facoltà con 15 studenti e 42 professori tra titolari, assistenti e incaricati.
Non dico quale perché là ho amici. Ma basta guardare all'Inghilterra per capire
come stanno le cose: abbiamo il triplo, quasi il quadruplo del numero delle
università britanniche. Abbiamo 5000 corsi specialistici di dubbia utilità,
mentre loro devono arrangiarsi con Oxford e Cambridge, poveretti! Di fatto da
noi la scuola è per gli insegnanti, non per gli studenti, così come gli
ospedali sono per i medici e non per i malati...". D'accordo
con la Gelmini, quindi?
"Ho visto che anche un illustre latinista che ha lavorato alla riforma del
Pd dice d'esser d'accordo col ministro". Eppure il mondo della scuola non
gradisce... "Questo Paese non risolve nessuno dei suoi problemi, per
fortuna. No, ha capito bene: per fortuna. Così ci permette di
manifestare il genio italico in ogni occasione difficile. Prenda la crisi
finanziaria: ne siamo fuori diversamente dagli altri Paesi. Perché? Ma perché
le nostre banche si guardano bene dal prestare i soldi alla gente. Se li
tengono ben stretti". Ma così non si va da nessuna parte, presidente Cossiga...
"Può essere. Ma non dimentichi che intanto abbiamo individuato un grande
alleato, la Libia di Gheddafi che è pronta ad intervenire in tutte le
situazioni di difficoltà!". E pensa di poter risolvere il problema
studentesco mandando i nostri ragazzi a studiare in Libia? "Macché! Penso
invece che una soluzione potrebbe essere quella di sostituire i nostri
professori con quelli libici". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
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N. 255
del 2008-10-24 pagina 3 Berlusconi: "Mai parlato di
polizia" La Gelmini:
"Studenti, sì al confronto" di Adalberto Signore Proseguono le
proteste tra gli studenti ma il premier smentisce di voler usare le maniere
forti: "Ho in mente alcune soluzioni, anche spiritose. Sul rispetto dei
diritti di chi vuole studiare non arretro, lo Stato farà lo Stato".
Il ministro dell'Istruzione: "Sì al confronto ma basta
falsificazioni". Il dibattito sul blog. Un viaggio nella Statale di
Milano: guarda il video di Roberto Bonizzi e Francesco M. Del Vigo Pechino -
Nessun passo indietro. Da Pechino Silvio Berlusconi torna sulla querelle che si
è aperta nelle ultime ore sulla scuola e ribadisce quella che per tanti versi
non è affatto una novità, visto che la linea è la stessa già tenuta in diverse
occasioni, a partire dalla vicenda dei rifiuti di Napoli. "Uno Stato non è
tale - dice durante un incontro con i giornalisti al termine della sua prima
giornata in Cina - se non garantisce l'esercizio dei diritti
fondamentali". Insomma, "c'è un diritto a protestare ma non certo a
impedire che chi non la pensa alla stessa maniera non possa esercitare un altro
diritto altrettanto importante", che è quello di entrare in classe e
assistere alle lezioni. Nessuna intenzione, spiega, di "mandare la polizia
nelle scuole", perché non solo "non l'ho mai detto" ma "non
l'ho neanche pensato". Però, insiste il premier, "lo Stato non può
tirarsi indietro" perché "impedire che qualcuno eserciti un proprio
diritto credo che debba essere considerato un reato". Niente polizia,
dunque, ma l'intenzione di andare avanti sulla strada della fermezza, conscio
anche che sulla riforma della scuola la maggior parte degli italiani - lo
confermano gli ultimi sondaggi - sono dalla parte del governo. Ma se non con la
forza pubblica, come ha intenzione il governo di garantire questo diritto? Alla
domanda Berlusconi risponde solo con un sorriso: "Se ci sarà chi vuole
occupare a prescindere, ho in mente opportune azioni di convincimento, alcune
molto spiritose...". Ma nessun dettaglio in più, "altrimenti diventa
il titolo di tutti i giornali". Di certo, però, c'è che le intenzioni del
premier sono chiare: lo Stato non arretrerà. Che poi qualcuno abbia deciso di
prendere la vicenda scuola "solo come un pretesto per dare contro al
governo" è altra cosa. Non lo dice, ma che il bersaglio sia l'opposizione
è piuttosto evidente perché "sono stati loro i primi a fare la guerra
contro la pluralità degli insegnanti e a favore del maestro unico". Il
loro atteggiamento, insomma, "è pretestuoso". In piazza, aggiunge, ci
sono "cartelli basati solo su false informazioni". Sull'università,
per esempio, "ancora non abbiamo fatto nulla", mentre "il liceo
non l'abbiamo toccato". E dunque non si capisce perché universitari e
liceali protestino. Una spiegazione, in verità, Berlusconi se la dà: "Ai
signori piace la musica e a loro piace manifestare...". Come dire che si
va in piazza a prescindere. Eloquente la risposta a Walter Veltroni che lo ha
accusato di "soffiare sul fuoco". "Sono loro che soffiano sul
fuoco... Volete andare in piazza? Benissimo. Ma non date bufale sulle adesioni,
visto che avete l'abitudine di moltiplicare per 25 il numero dei
partecipanti...". Qualcuno chiede se la ragione che "spinge" il
centrosinistra ad affondare sulla scuola siano "i problemi che ha al
proprio interno". Berlusconi, è evidente, la pensa proprio così. Ma
sceglie la via della prudenza: "Io non posso parlare di impressioni. Le
cose sono lì, lasciamo a chi non ha incarichi di governo il compito di dare
valutazioni. D'altra parte, in casa d'altri non sono mai entrato". Ma le
loro responsabilità, aggiunge il Cavaliere, le hanno anche i mezzi
d'informazione perché "i titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono
lontani dalla realtà". Di più: "C'è un divorzio tra l'informazione e
la realtà visto che non riesco a riconoscermi negli eventi di cui sono
protagonista per come vengono poi riportati sui giornali". E il
riferimento è soprattutto all'intenzione di mandare la polizia all'interno
delle scuole. Ma sul fronte media, la partecipazione al vertice Asem di Pechino
si porta dietro un'altra polemica rimasta piuttosto sotto traccia. In nome dei
tagli e degli sprechi, infatti, la Rai ha deciso di non mandare neanche un
inviato al seguito del presidente del Consiglio, scelta alquanto
"innovativa" se si considera che esattamente due anni fa - quando
Romano Prodi incontrò il premier cinese Wen Jabao - gli inviati erano ben
cinque. Oggi, invece, il dg di viale Mazzini Claudio Cappon ha preferito la via
della parsimonia e la tre giorni pechinese del Cavaliere è seguita solo dal
corrispondente locale (più Radio Rai). Chi conosce il mondo dell'informazione,
coglie con facilità la stranezza. Non perché qualcuno metta in discussione le
doti del corrispondente locale (peraltro preparatissimo), ma perché solo due
mesi fa al G8 del Giappone la Rai si è presentata con una pattuglia di oltre
trenta tra inviati e tecnici. Insomma, da un estremo all'altro. Che a Palazzo
Chigi, Berlusconi compreso, nessuno ha troppo gradito. E che probabilmente si
inserisce nella partita per la nomina del nuovo presidente della commissione di
Vigilanza e, successivamente, dei nuovi direttori di testata. Anche perché,
quando fra una decina di giorni gli Usa sceglieranno il successore di George W.
Bush, solo il Tg1 ha già in programma di presentarsi negli States con tredici
inviati più il direttore. Risparmi, insomma, ma fino a un certo punto. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
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N. 255
del 2008-10-24 pagina 1 Occupazioni, adesso ci sarà da ridere di Redazione
Berlusconi: "Mai parlato di polizia, affronteremo i picchetti con azioni
di altro tipo, anche spiritose" La Gelmini: "Incontro gli studenti, ma
basta falsificazioni". Ecco tutte le bugie sulla sua riforma "Non ho
mai pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole", dice il premier
Berlusconi. E se il ministro dell'Istruzione Gelmini convoca gli studenti, il Viminale fa il punto della situazione:
finora 300 manifestazioni di piazza e 150 istituti occupati. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 24-10-2008)
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La
scuola scende oggi in piazza. Sinora i ragazzi sono stati i grandi assenti
nella lotta e c'è chi ha paura di strumentalizzazioni Protesta con l'incognita
studenti Corteo, fiaccolata e concerto contro la riforma e i tagli Annunciata
una forte adesione di insegnanti e genitori La scuola fa sfilare in corteo la
rabbia anti-riforma e anti-tagli, oggi, in piazza Ellero a Pordenone. Un serpentone di protesta contro il decreto Gelmini e il maestro unico è in agenda
alle 17.30 con le bandiere Flc-Cgil intorno alla primaria Gabelli.
"Fiaccolata, concerto e note sul registro ai ministri da
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 24-10-2008)
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SCUOLA
/2 Le tante ragioni di un no alla riforma I quotidiani hanno riportato le
parole del presidente della Repubblica che bacchettano gli insegnanti, rei di contestare la riforma Gelmini: l'autorevole voce del presidente stigmatizza chi si ostina a
dire "No" alle riforme governative e si unisce alla voce del ministro
della Pubblica istruzione che dichiara di non comprendere le contestazioni di
una parte, a suo avviso minoritaria, dell'opinione pubblica. Per quel
poco che vale il mio pensiero, proverò a spiegare le ragioni del mio
"No". Insegno da circa trent'anni, con la consapevolezza di chi crede
nell'importanza formativa della cultura e vede nei giovani i destinatari di un
percorso lavorativo che contribuisce a migliorare il futuro del paese,
attraverso la formazione di cittadini consapevoli di sé e della realtà in cui
vivono. Appartengo a quei docenti che antepongono le idee alle ideologie e,
proprio per questo, prendono le distanze sia da coloro che sono disponibili a
suonare il piffero di facili rivoluzioni sia da coloro che scelgono la scuola
per imboscarsi dietro una cattedra che offra un salario, certamente scarso, ma
pur sempre garantito. Siamo passati tra ministri e riforme che erano il
prodotto estemporaneo del momento più che di scelte coraggiose. Forti della
consapevolezza del nostro ruolo educativo, abbiamo messo davanti a tutto l'esigenza
di modificare la nostra didattica in funzione del cambiamento dei tempi e delle
giovani generazioni più che del mutamento del vento politico. Chi conosce un
po' il mondo della scuola, sa che si è retto fino a un certo punto e, in parte
ancora si regge, grazie a chi ha sempre creduto nella potenza educativa della
conoscenza e nella passione per ciò che trasmette, ha sempre trovato tempo per
lo studio e l'aggiornamento, nonostante la pletora di ore dedicate a inutili
operazioni burocratiche, escogitate per giustificare all'opinione pubblica il
rendimento lavorativo in termini di presenza. Chi ama questo lavoro, che
considera appassionante, sa affrontare i problemi che questa attività comporta,
ne accetta le molteplici sfaccettature come specchio di una società in
evoluzione e non teme le sterili ingerenze di genitori immaturi o la
strafottenza di qualche allievo più agitato di altri. Noi, signor presidente,
abbiamo sempre detto "sì", non per piaggeria (buoni maestri ci hanno
insegnato il senso della critica), ma perché crediamo di dovere obbedienza alle
leggi dello Stato e alle persone che incarnano le istituzioni. Ma in nome di
quel libero pensiero che ci ha formati rivendichiamo il diritto al dissenso che
spetta a chi si considera un cittadino e non un suddito. In nome di questo
status rivendico il mio diritto a criticare il decreto Gelmini
che modifica l'assetto della scuola secondo il parametro dei tagli economici
più che di reali esigenze strutturali e invito chi ci governa a tener conto
delle promesse elettorali che miravano all'incentivazione economica del lavoro
dei docenti: se è vero che a pensare male si fa peccato, è anche vero che
spesso si indovina e così in tante critiche di ministri televisivamente
sovraesposti intravedo la volontà di cavalcare il facile populismo: si denigra
il lavoro degli insegnanti per giustificarne i mancati riconoscimenti
salariali. A tali politici o a chi per loro vorrei ricordare che molti docenti,
come la sottoscritta, hanno superato e vinto un concorso nazionale di
abilitazione all'insegnamento senza l'ausilio di tessere sindacali o politiche;
insegnano da anni senza un adeguato riconoscimento economico alla loro
professionalità e non hanno bisogno di controlli o minacce per essere puntuali
e sempre presenti nel loro posto di lavoro. Chi, come me, ha dato tempo e
passione all'insegnamento, si indigna di fronte alla demagogia di un qualunque
ministro che pontifica in televisione. Quando costui potrà vantarsi di aver
costruito la carriera sul merito e non sulle cordate di partito, quando potrà
dire che è stato economicamente sfruttato, ma ha scelto ugualmente di essere al
servizio del paese per un civico senso di appartenenza, quando dimostrerà di
non aver contribuito alla scellerata abitudine di sistemare portaborse e
parenti, conforme al più becero dei nepotismi, solo allora potrà dialogare con
noi secondo regole di parità. Senza queste condizioni abbia il buon gusto di
stare zitto! Liviana Covre docente al liceo Leopardi-Majorana Pordenone.
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 24-10-2008)
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Scuola
A seguire
il dibattito tra favorevoli e contrari sembra non esserci possibilità di
dialogo Le tante incongruenze della riforma della scuola DIBATTITO di PASQUALE
D'AVOLIO Nelle manifestazioni di questi giorni contro i provvedimenti
governativi sulla scuola si mescolano giuste proteste a slogan di altri tempi,
buoni per tutte le stagioni e non sempre condivisibili. Sul "maestro
unico", sul voto di condotta, come sul ritorno al voto numerico, e sul
grembiulino c'è indubbiamente un'aurea di "restaurazione" che sia il ministro Gelmini che Tremonti hanno sintetizzato con l'espressione
"Smantelliamo gli ultimi 40 anni", riconducendo tutti i mali della
scuola al '68 e ai suoi epigoni; i quali, sia detto per inciso, sono ormai
tutti in pensione. A fare della dietrologia, si direbbe che per
"normalizzare" questo paese occorre "dare una lezione" alla
classe insegnante, colpevole di essersi sempre schierata in maggioranza
a sinistra. Non sta a me difendere una categoria, che assieme a grandi meriti,
ha indubbiamente manifestato negli ultimi anni una propensione accentuata
contro ogni riforma, dal riconoscimento del merito (vedi vicenda del
"concorsone" di Berlinguer) alle innovazioni più o meno accettabili
dello stesso Berlinguer e della Moratti. Ma non ci si può illudere di ridare
valore alla scuola e all'istruzione guardando al passato. È come voler guidare
una macchina guardando nello specchietto retrovisore. Prendiamo per esempio la
storia del "maestro unico": si pensa di risparmiare eliminando i
"moduli" con 3 maestri su due classi (e non riducendo da
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 24-10-2008)
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Scuola
SCUOLA /1 La Gelmini
e i costosi problemi moderni Il ministro Gelmini sta
coraggiosamente tentando di far uscire la Scuola dalla troppo frequente
situazione di fabbrica dei pezzi di carta, chiamati "diploma", utili
per farsi dare una spintarella sistematrice, qualora si sia forniti di santi
protettori. Personalmente mi auguro che abbia la forza di resistere ai
tanti attacchi, che sono assurdi quando vengono da pulpiti, i quali dovrebbero
essere responsabili, molti dei quali sono stati anche soliti finora lamentarsi
"perché la scuola non insegna, o non ha insegnato". Sono convinta che
ne trarranno giovamento oltre alla grammatica, alla sintassi e al vocabolario
di chi parla o scrive, anche i giovani. Essi si ritroveranno fin da bambini a
imparare avendo un punto fermo certo: conseguentemente si spera - ma sarà una
lunga attesa - a conquistare un po' di quell'ordine mentale del quale tanti
episodi di questi anni ci confermano abbiano assoluta necessità. Ne trarranno
giovamento anche le famiglie, le quali avendo i figli seriamente impegnati
nello studio, eviteranno svariati e costosi problemi moderni. Teniamo ben
presente che le persone dotate di senso logico e di ordine mentale sono
essenziali per la salvaguardia della nostra Libertà e della nostra Democrazia.
Paola Del Din Udine.
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 24-10-2008)
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Scuola
I
MOTIVI DELLO SCONTRO PENSANDO AL FUTURO di GIANFRANCO PASQUINO "Un paese
può - disse una volta in maniera memorabile Romano Prodi - essere ricco e
stupido per una generazione. Poi, se non studia, rimarrà stupido, ma non
riuscirà a restare ricco". Dunque, qualsiasi paese che non investa risorse
nell'istruzione rischia il declino. Sia essa elementare e universitaria o
formazione professionale. In effetti, tutte le statistiche internazionali
segnalano che, per quel che riguarda l'università, il declino italiano è già
cominciato e non sembra facilmente arrestabile. Con le riforme della scuola
elementare proposte dall'improvvisato ministro Mariastella Gelmini, le cui competenze in materia
sono ignote, è probabile che anche quelle scuole, una volta il vanto del
sistema italiano, entrino nel loro specifico declino. Dunque, la civile
protesta degli studenti e dei docenti, persino dei bambini e dei loro genitori,
è sacrosanta nonché assolutamente condivisibile. Non riguarda soltanto,
in maniera egoistica, comunque comprensibile, i posti di lavoro presenti e
futuri. Riguarda, invece, soprattutto, il futuro, prossimo e di più lungo
periodo, dell'Italia. A una protesta che si diffonde, un governo democratico,
vale a dire che si vanta del sostegno popolare, cercherebbe di rispondere
ascoltando e interloquendo, spiegando ed eventualmente correggendo alcune imperfezioni
del pasticciato provvedimento di riforma. Dall'alto della sua ampia maggioranza
parlamentare in entrambe le Camere potrebbe farlo generosamente e
intelligentemente anche il governo Berlusconi. Invece il capo del governo
confonde una legittima protesta che si è finora svolta e sviluppata in maniera
del tutto pacifica in molte città italiane con una sommossa plebea
strumentalizzata dalla sinistra e annuncia (per poi smentire) con tono
imperativo che manderà la polizia nelle scuole e nell'università (dove non può
senza la richiesta dei rettori). Non soltanto invade il campo delle competenze
del suo, molto più cauto, ministro degli Interni, Roberto Maroni, ma dimostra
anche di avere poca familiarità con la pratica della democrazia. Un po'
dappertutto nelle democrazie è pienamente riconosciuto il diritto dei cittadini
di associarsi per protestare e fare valere, anche fuori del Parlamento, secondo
modalità non violente, le loro ragioni. Neppure il presidente amico George Bush
minaccerebbe di usare la forza contro chi protesta per le sue nefaste
politiche. Vero è che, come ha lasciato intendere qualche tempo fa il
segretario del Partito democratico, potrebbe essere in corso la
"putinizzazione", non del regime italiano, ma dello stesso presidente
del consiglio Berlusconi, che non ha mai nascosto la sua ammirazione per l'ex
comunista Vladimir Putin. Magari i sondaggi daranno ancora a Berlusconi un alto
livello di gradimento, ma questo non basta a dargli ragione. Non è possibile
essere d'accordo con Berlusconi. Né sulla sostanza, ovvero su una brutta e
dannosa riforma della scuola e sui tagli alle spese del sistema universitario
che, al contrario, ha urgente bisogno di investimenti in strutture e in
ricercatori, né sul metodo: l'uso della polizia invece del confronto aperto e
trasparente senza esito precostituito. Con pulsioni populiste e autoritarie si
governa male e si riforma peggio.
( da "gomarche.it" del 24-10-2008)
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Home > Attualità > Macerata: studenti Unimc contro
riforma Gelmini Nella foto:
Immagine da http://www.glomeda.org Venerdì 24 Ottobre 2008 10:06 Macerata:
studenti Unimc contro riforma Gelmini Più di 500 tra studenti, ricercatori e docenti e erano presenti
ieri all'assemblea generale dell'ateneo maceratese contro la legge 133 e il dl Gelmini. L'assemblea, per
l'enorme partecipazione, si è trasformata in un primo momento di mobilitazione
occupando l'atrio di Scienze della Comunicazione al grido: "Non paghiamo
noi la vostra crisi!". MACERATA - Più di 500 tra studenti, ricercatori,
docenti e lavoratori precari erano presenti ieri all'assemblea generale
dell'ateneo maceratese contro la legge 133 e il dl Gelmini.
L'assemblea prevista all'aula 5 di Giurisprudenza, per l'enorme partecipazione,
si è trasformata in un primo momento di mobilitazione occupando l'atrio di
Scienze della Comunicazione al grido: "Non paghiamo noi la vostra crisi!".
Presenti anche gli studenti delle scuole superiori in agitazione, a
testimoniare lo straordinario movimento che coinvolge trasversalmente persone
di ogni età nell'opporsi alla legge 133 e nell'immaginare e costruire un'altra
università, un'altra scuola possibile. L'assemblea ha sancito l'inizio di una
mobilitazione permanente anche a Macerata che possa esprimersi nelle più varie
forme possibili, con il primo obiettivo comune di pretendere dal rettore e dai
presidi di facoltà una presa di posizione chiara dell'ateneo maceratese: 1 -
per l'abrogazione degli articoli della legge 133 riguardanti la ricerca e la
formazione 2 - contro ogni conseguente ipotesi di aumento delle tasse 3 - per
stimolare e promuovere percorsi di autoformazione riconosciuti da crediti
formativi che inizino la costruzione di un'altra università possibile basata
sull'autonomia e la libertà della ricerca e della formazione 4 - per
generalizzare il blocco della didattica a partire dai provvedimenti già assunti
dalle Facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza per la giornata di
mercoledì 29 novembre 5 - per garantire lo svolgimento in ogni facoltà di
assemblee di autoformazione sui temi della ricerca. Per questo l'assemblea ha
dato appuntamento per martedì 28 novembre alle 15 di fronte al rettorato dove è
previsto il Senato Accademico per un sit-in che faccia sentire chiaramente le
richieste avanzate. In base alle decisioni dell'Ateneo i partecipanti al sit-in
decideranno poi insieme le prossime iniziative. L'assemblea ha anche raccolto e
rilanciato l'appello "L'onda anomala non si fermerà" delle facoltà
occupate della Sapienza di Roma per costruire dal basso le due giornate di
mobilitazione nazionale: quella del 7 novembre con manifestazioni dislocate in
tutte le città e la grande manifestazione nazionale del mondo della formazione,
dall'università alla scuola, a Roma per venerdì 14 novembre.
( da "Basilicanet.it" del 24-10-2008)
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10.02.30
[Basilicata] â??Il dibattito nella scuola cresce e i
toni divengono sempre più¹ aspri perché© quando si parla di scuola
si parla del futuro di generazioni intere, ed è¨ proprio il futuro, sia
individuale che collettivo, ad essere messo in discussione perché© ormai è¨
chiaro che la destra sta perseguendo lâ??obiettivo di smantellare la scuola pubblica, di abrogare la scuola
della Costituzione a favore di quella privatizzata e classista della
discriminazioneâ?. Ad affermarlo in una nota il
segertario provindiale del Pdci di Matera, Francesco Mandile che aggiunge:
â??Per ricostruire progresso, lavoro e futuro serve più¹ scuola
ed invece il decreto 137 della ministro Gelmini sferra
uno dei colpi più¹ gravi della storia repubblicana
alla scuola italiana trattandola come semplice
gestione economica. La verità è¨ che non si può² intervenire
sullâ??istruzione con la logica di puro bilancio, di tagli indiscriminati, ma
bisogna investire e meglio utilizzare le risorse nella scuola
pubblica. La società cresce se si investe nel sapere, nella
cultura, se si eleva il livello di istruzione della popolazionee quindi
lâ??obbligo scolastico. In Italia tutto questo è¨ in controtendenza e ci stanno
portando ad essere il Paese culturalmente più¹ arretrato. Questa scelta di
inciviltà delle destre â?" continua Mandile - è¨ contro lâ??intera
società , è¨ contro la stessa ragion dâ??essere della scuola
italiana che ha come sua funzione costitutiva quella di assicurare a tutti un
livello di istruzione adeguato colmando ritardi e superando differenze
imputabili a fattori economici, culturali, sociali, etnici o religiosiâ?. Secondo il segretario del Pdci â??la riforma della ministro Gelmini
sovverte tale funzione e tale principio, opera una svolta di inciviltà .
Gli esclusi saranno quelli provenienti da situazioni culturali non elevate, da
situazioni economiche non di benessere, da paesi stranieri. Lâ??intendimento di
questo Governo appare chiaro: ridurre il livello di istruzione dellâ??intera
società , riservandola a ristrette elites privilegiate. Si
riproporrà una scuola classista che ritenevamo
superata da diversi anni. Lâ??obiettivo è¨ reso palese dalla riduzione
dellâ??età dellâ??obbligo, con lâ??attuazione di una politica devastante
contro la scuola pubblica, perseguendo la sua
dequalificazione con tagli senza precedenti al personale, allâ??edilizia
scolastica, ai fondi per le scuole, favorendo in ogni modo la scuola privata. Con questo disegno â?" prosegue - viene
meno lâ??idea di società solidale e acquistano nuova centralità gli
interessi dei singoli. Eâ?? un disegno di arretratezza che non ha precedenti ed
è¨ per questo che sono iniziate le lotte per impedirlo. Nelle scuole e nelle
università italiane dilaga la protesta e noi del Pdci siamo pienamente
solidali e partecipi di questa protesta. Siamo con i genitori che chiedono non
tagli, ma più¹ risorse, con i docenti che chiedono un lavoro non precario, con
gli studenti che hanno diritto ad un sapere più¹ qualificato, siamo con quelli
che contro il razzismo delle classi ghetto per stranieri pretendono una scuola della socialità che arricchisce culture,
saperi, cittadinanza. Noi comunisti â?" conclude - lotteremo ad oltranza,
non ci faremo intimidire, per sconfiggere il disegno ignobile e funesto della Gelmini e di Tremonti. Eâ?? per questo che il giorno 30
saremo a Roma al fianco degli studenti, docenti e tutto il personale della scuola per fermare un decreto che getta ombre pesanti sul
futuro e sulla democrazia del nostro Paeseâ?. BAS 02.
( da "RomagnaOggi.it" del 24-10-2008)
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11.20
(Ultima Modifica: 24 ottobre 2008) Il presidente del consiglio Silvio
Berlusconi torna ad attaccare gli studenti che in questi giorni
stanno protestando contro la riforma della scuola promossa dal ministro
Mariastella Gelmini. Dalla
Cina, dove si trova in visita ufficiale, il premier ha spiegato che "in
tantissime manifestazioni organizzate dall'estrema sinistra e dai centri
sociali, così come mi ha confermato il ministro dell'Interno, ci sono dei
facinorosi: non tutti naturalmente, dei piccoli gruppi". Berlusconi
ha anche detto di non volere dialogare con l'opposizione "che mi chiama
dittatore". E riguardo alle prese di posizione del Partito democratico
sulle sue dichiarazioni riguardo all'invio della polizia delle scuole, il
premier è lapidario: "Non mi interessa - dice - io ho una maggioranza in
parlamento, ho avuto un voto e degli apprezzamenti dal pubblico. Siccome da
sinistra non sono mai venute cose giudiziose e positive io vado avanti a
realizzare il mio programma indipendentemente da tutti i teatri e teatrini che
mette in campo la sinistra". Il presidente del consiglio italiano dice poi
di voler schierarsi fermamente a difesa dello studio. "Io non ho cambiato
assolutamente atteggiamento, vale quello che ho detto, e ne ho parlato anche
con il ministro dell'Interno - dice ancora dalla Cina -: se lo Stato vuole
essere Stato deve difendere il diritto dei cittadini a frequentare le scuole e
le università".
( da "AprileOnline.info" del 24-10-2008)
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Verso
il 14 Novembre Venerdì 24 ottobre: l'Unione degli Universitari è convocata al
Ministero. Grande partecipazione anche alle mobilitazioni odierne. Gli
aggiornamenti quotidiani in tempo reale che ci arrivano dall'UDU e dalle
Università mobilitate L'Unione degli Universitari sarà oggi ricevuta per un
confronto dal Min. Gelmini a
seguito delle dichiarazioni del Ministro stesso ieri in Senato. Ci auguriamo
che il Ministro voglia intendere questo incontro come il primo passo verso un
confronto stabile e produttivo che eviti il ripetersi di atti, come quelli
emanati negli ultimi mesi, imposti tramite decreto legge senza nessun tipo di
consultazione con gli studenti. Ci auguriamo anche che il Ministro
comprenderà che la nostra protesta non è volta ad una difesa aprioristica
dell'attuale università, i cui problemi denunciamo da lungo tempo, ma che i
suoi provvedimenti hanno finora costretto le mobilitazionistudentesche ad
infiammare gli Atenei italiani per tutelare la sopravvivenza stessa di un
sistema di formazione pubblico. Per questo ci auguriamo che il Ministro voglia
finalmente prendere in considerazione le tante proposte che abbiamo depositato,
inascoltati, sul suo tavolo sin dall'inizio del suo mandato. Siamo convinti
però che nessuna seria soluzione ai difetti dell'attuale sistema universitario
possa essere messa in atto senza che vengano abrogati gli art. 16 e 33 della L.
133. Per questo la protesta degli studenti universitari continuerà anche nella
giornata di oggi. A Perugia l'Unione degli Universitari organizza nella
giornata di domani un'assemblea presso la facoltà di giurisprudenza. A Lecce i
rappresentanti dell'Unione degli Universitari continueranno, per conto del
Comitato per l'istruzione pubblica, a spiegare all'interno delle lezioni della
Facoltà di Lettere e di Lingue i contenuti della L. 133 per giungere alla
convocazione di un'assemblea. Assemblee studentesche sono organizzate con la
collaborazione dell'UDU-Lecce anche nel polo distaccato di Brindisi. A Cagliari
proseguirà il percorso assembleare in diverse Facoltà. A Bari l'Unione degli
Universitari sarà presente all'assemblea con studenti, ricercatori, dottorandi,
docenti, personale tecnico-amministrativo presso la Facoltà di Lettere e
Filosofia. Prosegue inoltre l'occupazione nella Facoltà di Lettere di Firenze.
( da "Opinione, L'" del 24-10-2008)
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Ven, 24 Ott 2008 Edizione 227 del 24-10-2008 Togliendo valore legale al titolo
di studio, solo chi è interessato andrà a scuola Aboliamo il "pezzo di
carta" di Giuseppe Blasi A ben vedere, e l'ennesima
rivolta contro una sacrosanta cura che il ministro Gelmini vuole proporre per la scuola lo conferma, noi italiani siamo
abilissimi a farci male da soli, siamo collettivamente penetrati da un
masochismo devastante il nostro organismo civile e il suo funzionamento.
Mangiamo le esche che abilissimi mestatori gettano in pasto all'opinione
pubblica e, dopo averle mangiate, somigliamo a pesci che inutilmente
tentano di divincolarsi dalle reti dei pescatori, ma evidentemente senza
successo. Siamo stati abilissimi infatti a devastare il nostro territorio con
abusivismi grandi e piccoli, le nostre città soffocano ogni giorno di più per
assenza di chiare visioni di sviluppo cosiddetto compatibile con la qualità
della vita, le nostre amministrazioni pubbliche, finalmente entrate nel mirino
dell'ottimo Brunetta, hanno dato per decenni ottima prova della loro incapacità
e menefreghismo a servire i cittadini (altro che civil servant!); siamo stati
abilissimi a distruggere l'Alitalia per mano di "abilissimi" manager
e altrettanto "bravi" lavoratori; da poco tempo siamo riusciti
(forse) a togliere le pulci dai nostri vagoni ferroviari; abbiamo per anni
ostacolato la produzione di energia tramite il nucleare tanto da renderci
schiavi di paesi terzi che profittano della nostra debolezza energetica (ma di
questo parleremo in altra sede); siamo tutti molto "verdi" ma abbiamo
intere regioni devastate dalla mondezza o dai rifiuti tossici; abbiamo il più
importante patrimonio artistico del mondo, ma da sempre lo trascuriamo sotto
varie forme salvo sputtanarlo con progetti di parchi tematici (per fortuna
limitatamente a Roma) degni di Asterix e Obelix di Ouderziana memoria. Infine,
ma solo perché mi sono stancato di riassumere noti elenchi di nefandezze, dopo
avere distrutto ciò che di buono (fosse anche molto poco) aveva la nostra
scuola, inebetiti dalle false libertà e innovazioni promesse dagli abili
sessantottini fabbricanti di esche, non solo non siamo riusciti a darci piani
scolastici degni di tale nome, ma riusciamo a produrre il minor numero di
laureati soprattutto nelle materie scientifiche e segnatamente in ingegneria,
siamo inseriti tra le peggiori scuole secondarie d'Europa, abbiamo un
elevatissimo numero di abbandoni scolastici, i nostri ragazzi e ragazze hanno
persino difficoltà d'espressione nella lingua madre. Ma noi cosa facciamo? Una
protesta e uno sciopero con relativo corteo a ogni tentativo di miglioramento
della scuola da parte dei ministri che si sono succeduti negli ultimi quattro
decenni, nessuno escluso, così da ridurre la nostra scuola allo stato
preagonico, un simil Alitalia insomma. Promozione garantita e per tutti, niente
voto di condotta, niente voti ma solo arzigogolati giudizi; e ciò già sin dalle
elementari. Maestri e insegnanti minacciati dai genitori quando i loro pargoli
vengono rimbrottati per la loro condotta in classe o per il loro scarso
profitto, facilities di tutti i tipi agli studenti purché prendano il
famigerato "pezzo di carta". Il problema è tutto qui ministro Gelmini, è insito al valore legale del "pezzo di
carta". Si va a scuola non per imparare, ma perché "senza il pezzo di
carta" non si conquista la famosa scrivania ma neanche il posto di
"operatore ecologico". Insomma agli spazzini invece di fare un esame
attitudinale sulle loro capacità e energie fisiche, si richiede di fare di
conto (se non è masochismo questo?). Il "pezzo di carta" è il viatico
per il futuro, che di questi tempi di globalizzazione e di concorrenza non si
sa bene quale possa essere per il poveraccio che lo ha in tasca essendo
completamente ignorante. Una laurea in scienza delle comunicazioni ormai non si
nega a nessuno (come i famosi sigari e croci di cavaliere) perché è un
"pezzo di carta" che consente un impiego in qualsiasi struttura,
naturalmente pubblica o similare. Poco importa la conoscenza, la
raccomandazione farà il resto: basta avere il "pezzo di carta". I
nostri ragazzi e ragazze accettano di sostenere estenuanti prove di merito
(condite anche da forti e trancianti giudizi) pur di essere ammessi a un futuro
di spettacolo (vedasi ad esempio la trasmissione Amici) ma non accettano che i
medesimi giudizi vengano dati dagli insegnanti che vengono scambiati per
burocrati che devono semplicemente avallare l'iscrizione scolastica con
promozione assicurata. Sic rebus stantibus (locuzione presessantottina),
l'unica riforma vera e sostanziale per la nostra scuola (in particolare
secondaria e universitaria) consiste nel togliere il valore legale al titolo di
studio che costituirebbe condizione necessaria ma non sufficiente per ogni
tipologia di lavoro. Tolto infatti il valore legale al "pezzo di
carta", che acquisterà così "valore sostanziale" che è quel che
occorre, fannulloni e figli di papà smetteranno di intasare e di imbrattare le
aule scolastiche o assentandosi da esse o mettendosi finalmente a studiare
assoggettandosi poi ai giudizi secchi e trancianti degli insegnanti e dei
datori di lavoro(tipo Maria De Filippi insomma). Nel secondo caso vedremo
finalmente premiato il merito, nel primo caso (in virtù del dimezzamento delle
università o dei licei) i contribuenti sapranno che i soldi delle loro tasse
saranno meglio spesi di quanto non lo siano ora. Licei e università faranno
quindi gare di qualità per sfornare i migliori studenti perché solo in questo
modo avranno ragione di vita (e quindi di impiego e stipendio per i docenti),
la società italiana potrà contare su un numero maggiore di cervelli ma anche su
futuri artigiani e operai in tutti coloro che avranno liberata la scuola dove
vengono oggi costretti a vivere loro malgrado, per scegliere altre e meritorie
e nobili e appaganti professioni. Se riusciremo a scrollarci di dosso luoghi
comuni e frasi fatte, bagaglio e spazzatura di una anticultura ormai nuda come
il famoso re, se riusciremo ad anticipare il futuro anche con scelte
coraggiose, potremo ancora rimediare ai danni che quaranta anni di post
sessantotto hanno determinato in questo intrappolato Paese.
( da "Mattino, Il
(Circondario Sud1)"
del 24-10-2008)
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e università, cresce la protesta, soprattutto dopo le dichiarazioni di
Berlusconi sull'ipotesi di intervento della polizia. A Roma atenei in
subbuglio, a Napoli i cortei paralizzano la città. Assemblee a Bologna,
Potenza, e Padova, studenti in piazza a Palermo e Torino. Nella capitale
occupati tutti i licei storici. Un grande corteo raggiunge il Senato: gli
studenti tra fischi e grida chiedono il ritiro della "Gelmini". Nota del Viminale: sì al dissenso, ma fermezza in caso di
violenze, c'è il rischio infiltrati. Dalla Cina interviene il premier
Berlusconi: non ho parlato espressamente di polizia. E la Gelmini apre agli studenti:
"Convocherò tutte le associazioni di studenti e genitori per aprire uno
spazio di confronto serio e sereno". Dure critiche dall'opposizione
al capo del governo. BARTOLI, CAVALLO, E MILANESIO PAGG. 2, 3 E 5.
( da "Opinione, L'" del 24-10-2008)
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Ven, 24 Ott 2008 Edizione 227 del 24-10-2008 Scuola Più che repressione una
grande riforma di Arturo Diaconale Si dice che nel fare la faccia feroce contro
gli studenti che manifestano in piazza contro la riforma Gelmini il Presidente del Consiglio si sia preoccupato più di
rassicurare la maggioranza silenziosa degli italiani che non di minacciare la
minoranza rumorosa tipica di ogni giovane generazione. Si dice anche che
Berlusconi lo abbia fatto nella piena consapevolezza di dare una mano alla
riuscita della manifestazione del 25 ottobre del Pd di Walter Veltroni ma anche
nella certezza che non sarà né la protesta studentesca, né le
celebrazioni liturgiche dei "democrats" a ridare slancio e forza ad
una opposizione priva di un serio progetto politico. É possibile che il
Cavaliere abbia tenuto conto di queste considerazioni nel parlare di polizia
negli atenei. Così come è scontato rilevare che le sue parole abbiano fatto
scattare nella stampa politicamente corretta (che continua ad essere la
maggioranza nel panorama informativo italiano) il riflesso pavloviano dei
tradizionali pregiudizi della sinistra. È anche probabile che quella di
Berlusconi sia stata una delle tante uscite estemporanee a cui il leader del
centro destra ci ha abituato e che nascono non da astrusi ragionamenti da ma
quel felice e fortunato intuito che da sempre spinge il Cavaliere a compiere le
scelte più opportune ed in sintonia con i tempi. Tutto può essere. Ma questo
non esclude che la questione della scuola debba essere separata da quella del
Pd. E che imponga alla maggioranza di affrontare la questione in maniera più
complessa ed articolata della semplice minaccia di ricorso alla repressione.
Non si tratta di ripetere il mantra, che comunque rimane sacrosanto, del
diritto al dissenso. Sappiamo che in nome di questo principio caro a qualsiasi
liberale autentico ci sia stato nel nostro paese il progressivo smantellamento
di quei valori civili che sono alla base della democrazia in una società
aperta. E siamo perfettamente coscienti che in determinate circostanze sia
indispensabile, sempre nel rispetto delle regole fissate dalla Costituzione e
dal buon senso, dare colpi di freno al lassismo ed al permissivismo imperanti.
Si tratta, invece, di capire che la repressione non è la soluzione del problema
della scuola. Ma solo un antidoto temporaneo. A cui ricorrere solo in casi
isolati ed eccezionali. E da sostituire in tempi solleciti da una meditata
strategia diretta a compiere la più profonda e completa rivoluzione del settore
da Giovanni Gentile ad oggi. L'obbiettivo che il governo si deve porre, in
altri termini, non è solo quello di frenare i disordini o rendere concrete le
misure previste dal decreto del Ministro Gelmini. È, e
non può essere altro, che quello di operare una riforma radicale e completa
all'insegna del principio, sacrosanto come quello della libertà di dissenso,
che senza una scuola capace di formare adeguatamente le giovani generazioni
ogni paese è destinato al declino ed ad un oscuro futuro. La scuola, va
ripetuto anche ossessivamente, non può continuare ad essere un ammortizzatore
sociale per categorie intellettuali. E neppure un luogo di semplice
socializzazione. Deve essere uno strumento formativo all'altezza dei tempi ed
aperto a tutti. Per raggiungere questo traguardo il governo Berlusconi non può
accontentarsi di reintrodurre il maestro unico ed i grembiulini e compiere i
tagli chiesti da Giulio Tremonti. Non può neppure seguire la strada imboccata a
suo tempo dalla Moratti con una mezza riforma ispirata più a mettere le toppe
che a costruire qualcosa di nuovo. Deve cogliere l'occasione di una stabilità
politica straordinaria per realizzare una riforma vera, incisiva, completa. I
nostalgici potranno anche dire che allo scopo ci vorrebbe un nuovo Gentile che
non c'è. Ma quest'alibi non regge. Ci vuole solo volontà politica e la
consapevolezza che alla grande riforma non c'è alternativa alcuna.
( da "Opinione, L'" del 24-10-2008)
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Ven, 24 Ott 2008 Edizione 227 del 24-10-2008 Gli studenti che occupano e
manifestano Memorie del '68. Ma la sinistra è in coda di Romano Bracalini Un
quesito lancinante e non di poco conto scuote lo stesso centro-destra e non
dovrebbe: se sia lecito mandare la polizia negli atenei occupati e in
alternativa far rifluire la protesta verso il suo naturale epilogo. Il ministro
degli interni Maroni dice di no; il premier Berlusconi sembra pensare di sì
ritenendo un dovere prevenire ulteriori violenze, sempre implicite nelle
sommosse e nelle agitazioni di piazza, e permettere alla maggioranza che non
protesta di andare a scuola. Detto così parrebbe del tutto lecito intervenire
sui caporioni che, a differenza del '68, non sono i baroni universitari, la
grande burocrazia del sapere e del censo; stavolta a soffiare sul fuoco della
protesta sono i professori medesimi, autori dello sfascio e del degrado, forse
ex sessantottini che cercano la rivincita quarant'anni dopo. Ma i tempi sono
mutati ed anche le circostanze storiche attenuanti. E bisogna tenerne conto. Il
'68 italiano scoppiò al seguito della contestazione studentesca di Berkeley, in
California, e del maggio francese in una Francia ancora scossa dalla guerra
d'Algeria. La guerra del Vietnam, la decolonizzazione del Terzo Mondo, le
manifestazioni pacifiste, la rivolta dei ghetti neri in America erano alla base
della massa d'urto che scuoteva l'Occidente sulle due rive opposte
dell'Atlantico, ma segnali di insofferenza si intravvedevano anche
nell'universo pietrificato dell'Est comunista. Ma il '68 italiano non se ne
accorse, occupato com'era a demolire unicamente le vestigia del vecchio mondo
borghese. Fu l'abbaglio che decretò la natura totalitaria del '68, ispirato ai
modelli di "libertà e uguaglianza" della Cina di Mao. La sinistra
adottò il '68, lo metabolizzò come sangue fresco che avrebbe rafforzato e
idealizzato la lotta proletaria; e il terrorismo ,che ne era il braccio armato,
trovò finanziamenti e complicità nei paesi comunisti, a cominciare dalla
Cecoslovacchia. L'abbaglio si tramutò in tragedia, in principio autoritario, in
diritto all'omicidio ideologico. Chi non ci stava era fascista. Stalin o Pol
Pot non avrebbero potuto dir meglio. Nel 1971 il commissario Calabresi,
definito il "commissario finestra" e accusato da Lotta Continua di
essere un agente della Cia addestrato negli Stati Uniti (dove non aveva mai
messo piede), querelò il foglio comunista che scriveva: "Il proletariato
emetterà il suo verdetto e lo renderà esecutivo. Sappiamo che l'eliminazione di
un poliziotto non libererà gli sfruttati: ma è questo, sicuramente, un momento
e una tappa fondamentale dell'assalto del proletariato contro lo stato
assassino?". Farneticazioni che l'avallo della sinistra ufficiale rese
possibili in un contesto internazionale di confusione e di inganni in cui non
era più possibile distinguere il carnefice dalla vittima. Oggi crollati i miti
ingannevoli, la sinistra cerca di ricompattarsi nei suoi molteplici spezzoni e,
dopo l'abbandono di Di Pietro, che la rosicchiava all'interno come un cancro,
tenta di riallacciare l'intesa con l'estrema sinistra comunista di Ferrero e
Diliberto, parlandone da vivi, nel terrore di andare incontro alla catastrofe
irreparabile alle prossime elezioni amministrative. In questa resipiscenza di
antichi motivi ideologici di lotta e di governo, specie il PD veltroniano ha
definitivamente perduto la faccia e messo al bando tutti i buoni propositi
riformisti che il partito, nell'ansia di apparire diverso, aveva sbandierato ai
quattro venti con eccessiva fretta. Lo stesso D'Alema, abbandonato lo
sprezzante silenzio in cui si era rifugiato, tra lo sbigottito e l'offeso, è
tornato al vecchio costume bolscevico dell'offesa e della contumelia; e questo
scadimento di forma e di eleganza è il sintomo più evidente dello scoramento e
della crisi di nervi che macerano la sinistra. Figuriamoci se non sarebbero
pronti ad abbracciare qualunque ribellione pur di tentare di fermare la marcia
tronfale del nemico. Qui ci vorrebbe un miracolo; e il miracolo si è
materializzato nella protesta generalizzata, organizzata, montata contro la Gelmini; ma stavolta la sinistra non ne
è alla testa ma alla coda; e anche questo è un segno dei tempi. La polizia che
sgombra le università sarebbe l'ultima occasione per apparire i difensori dello
stato di diritto; e fa uno strano effetto sentir parlare di ritorno allo
"stato poliziesco" e di sfregio alla democrazia proprio coloro che
credono di vederne negli ultimi sdruciti modelli di comunismo reale. E'
un vecchio vizio mentale della sinistra, rimasta al socialismo romantico e
umanitario dell'Ottocento, appropriarsi di tutto ciò che suona come un assalto
e una condanna dello "stato assassino", purchè non sia quello incarnato
da lei. Il "regime poliziesco", come espressione della reazione in
agguato, è un'ossessione ricorrente per la sinistra che lega nel ricordo
deteriore la celere di Scelba e le ultime dichiarazioni di Berlusconi. Non non
vi pare che anche nel nuovo PD, ex PCI, PDS, DS, nella sua precipitosa marcia
all'indietro, vi sia qualcosa di antico?.
( da "Opinione, L'" del 24-10-2008)
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Ven, 24 Ott 2008 Edizione 227 del 24-10-2008 E dalla Cina Berlusconi smorza i
toni contro gli studenti che manifestano Gelmini-studenti,
si tratta. Forse di Francesco Blasilli Alla fine, il mostro potrebbe essere
meno brutto di quello che appare. Da qualunque angolazione lo si guardi.
Perché, alla fine,sono solo una piccola parte quegli studenti che manifestano e
vanno in piazza per distruggere e "fare casino" senza
nulla sapere di cosa vuole fare la Gelmini, mentre la larga maggioranza sembra essere più conciliante.
Anche il "mostro" Gelmini è meno cattivo di quanto appare visto che si è detta disposta a
convocare "tutte le associazioni degli studenti per aprire uno spazio di
confronto ad una sola condizione: che si discuta sui fatti". Meglio
tardi che mai, visto che il modo in cui ha condotto la questione la ministra
lascia qualche perplessità, dato che è scesa tra noi comuni mortali, solo dopo
che i buoi erano scappati dalla stalla. Per non parlare del premier Berlusconi
che dalla Cina (senza più furore), sottolinea di non aver mai pensato "che
la polizia debba entrare nelle scuole. Ho detto invece che chi vuole è
liberissimo di manifestare e protestare ma non può imporre a chi non è della
sua idea a rinunciare al suo diritto essenziale. Ancora una volta c'è stato un
divorzio tra i mezzi di informazione e la realtà". Della serie, "più
Silvio di così si muore". E poi ci sono anche gli insegnanti, i famigerati
insegnanti che "strumentalizzano" gli alunni: anche loro, sembrano
aver intrapreso la via della conciliazione. "Siamo contro le occupazioni,
ma anche contro l'uso della violenza promesso da Berlusconi", questo il
pensiero della maggior parte dei docenti che hanno manifestato davanti al
Senato. Nel frattempo, dentro, in un palazzo Madama che assomigliava più ad un
girone dantesco che ad un aula parlamentare, la Gelmini
ha dato comunque prova di grande carattere, relazionando l'assise con voce
ferma e impassibile, nonostante i continui schiamazzi provenienti dai banchi
dell'opposizione. Anche le parole, sono apparse più concilianti rispetto a solo
qualche giorno prima, visto che il ministro ha riconosciuto quanto fatto da chi
sedeva al suo posto prima di lei, gente che "non ha avuto un percorso
agevole, ma questa fatica merita di essere compiuta; la devo al Paese, ai
ragazzi, alle famiglie, agli insegnanti, a coloro che si aspettano e meritano
una scuola migliore, come recita la Costituzione, aperta a tutti, che
distribuisca pari opportunità". Certo, la Gelmini
ha continuato a polemizzare con la stampa e la sinistra, parlando di "un
decreto virtuale, falsificato" diverso dalla realtà, ma almeno gli
studenti sembrano disposti a trattare. L'Unione degli Studenti, infatti, con
una nota "ribadisce la propria disponibilità al dialogo ed al confronto
sul Decreto 137, ma soprattutto sull'impianto generale delle politiche di
questo Governo sulla scuola". Certo l'apertura della Gelmini
è "tardiva" visto che le associazioni studentesche non vengono
convocate "da diversi mesi", ne tutto questo "basterà a fermare
le mobilitazioni. Il movimento si fermerà soltanto quando il Governo ritirerà
il Decreto 137". Qualche riga fa, forse, siamo stati troppo ottimisti:
onestamente non sembrano queste le premesse per una trattativa.
( da "Mattino, Il
(Circondario Sud2)"
del 24-10-2008)
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Nelle Università crescono le occupazioni. Il Viminale: rischio di
infiltrati nei cortei Il governo apre agli studenti Berlusconi: mai pensato
alla polizia negli atenei. Gelmini:
riceverò chi protesta.
( da "Mattino, Il
(Circondario Sud2)"
del 24-10-2008)
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Maria
Paola Milanesio Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, dalla Cina,
nega di aver mai parlato di polizia nelle scuole e negli atenei occupati, il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che si dice pronta a incontrare
fin da oggi gli studenti, a patto che si discuta "di fatti". Il governo
punta sulla mano tesa, ma il gesto simbolico non basta a fermare la protesta
degli studenti. Ma certo condiziona il vertice al Viminale da cui emerge
l'esigenza di monitorare la protesta per evitare infiltrazioni estremistiche.
SEGUE A PAGINA 3.
( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
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IL
MINISTRO. Lancia accuse alla sinistra e difende il
provvedimento Gelmini:
pronta al confronto Gli studenti: via quella legge La titolare dell'Istruzione
smentisce i tagli: "Convocherò le sigle per discutere sui fatti"
ROMA "Soltanto bugie". Se la piazza protesta la colpa è
dell'opposizione che ha avviato una campagna di "disinformazione" e
non certo dei contenuti del decreto 137. Il ministro Gelmini
insiste su questo tasto, replicando al Senato dopo il dibattito sul
provvedimento. E per non offrire il fianco a chi le rimprovera una scarsa
propensione al confronto annuncia che da oggi convocherà tutte le associazioni
studentesche. A una sola condizione: "Che si discuta sui fatti".
Intanto continua a difendere il suo provvedimento. "Non è vero", dice,
"che ci saranno tagli per 8 miliardi di euro, non è vero che ci saranno
licenziamenti degli insegnanti, non è vero che chiuderemo le scuole di montagna
o delle piccole isole". Difende le ragioni che l'hanno spinta a valutare
anche la condotta nel giudizio finale sugli alunni e a ripristinare i voti in
pagella "reintrodotti per esigenza di trasparenza nella valutazione
scolastica dei ragazzi". Sul maestro unico ha rassicurato: 5.750 classi in
più (82.950 alunni) in cinque anni (2.350 classi già dal prossimo anno
scolastico); e nessuna didattica "in solitario": al maestro,
diventato "prevalente", saranno affiancati un insegnante di inglese e
uno di religione. Gli studenti si dicono pronti a incontrare il ministro
(seppure dopo una convocazione "tardiva"): "Ma questo",
avverte l'Unione degli studenti, "non basterà. Il movimento si fermerà
soltanto quando il governo ritirerà il decreto 137". .
( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
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Gelmini: pronta al confronto Gli studenti:
via quella legge La titolare dell'Istruzione smentisce i tagli:
"Convocherò le sigle per discutere sui fatti" ROMA
"Soltanto bugie". Se la piazza protesta la colpa è dell'opposizione
che ha avviato una campagna di "disinformazione" e non certo dei
contenuti del decreto 137. Il ministro Gelmini
insiste su questo tasto, replicando al Senato dopo il dibattito sul
provvedimento. E per non offrire il fianco a chi le rimprovera una scarsa
propensione al confronto annuncia che da oggi convocherà tutte le associazioni
studentesche. A una sola condizione: "Che si discuta sui fatti".
Intanto continua a difendere il suo provvedimento. "Non è vero", dice,
"che ci saranno tagli per 8 miliardi di euro, non è vero che ci saranno
licenziamenti degli insegnanti, non è vero che chiuderemo le scuole di montagna
o delle piccole isole". Difende le ragioni che l'hanno spinta a valutare
anche la condotta nel giudizio finale sugli alunni e a ripristinare i voti in
pagella "reintrodotti per esigenza di trasparenza nella valutazione
scolastica dei ragazzi". Sul maestro unico ha rassicurato: 5.750 classi in
più (82.950 alunni) in cinque anni (2.350 classi già dal prossimo anno
scolastico); e nessuna didattica "in solitario": al maestro,
diventato "prevalente", saranno affiancati un insegnante di inglese e
uno di religione. Gli studenti si dicono pronti a incontrare il ministro
(seppure dopo una convocazione "tardiva"): "Ma questo",
avverte l'Unione degli studenti, "non basterà. Il movimento si fermerà
soltanto quando il governo ritirerà il decreto 137". .
( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
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L'EDITORIALE
Sulla riforma dell'istruzione il dialogo è un obbligo Ottorino Gurgo
Bene ha fatto Berlusconi a chiarire di non aver mai pensato di esortare il
ministro dell'Interno a mandare la polizia nelle scuole e nelle Università. È
probabile che, saggiamente, il premier abbia giudicato opportuno raccogliere
l'esortazione al dialogo del presidente Napolitano e poco importa stabilire chi
abbia ragione tra il Cavaliere, che accusa i mass media di aver forzato sino a
distorcerle le sue affermazioni, e i giornalisti che insistono nella loro
versione. Sia chiaro: questo non vuole dire- e il ministro Maroni ha fatto bene
ad esaminare attentamente al Viminale lo stato in cui versano le nostre
Università e i nostri licei allertando chi ha il compito di tutelare l'ordine
pubblico- che le agitazioni studentesche debbano essere ignorate e sottratte al
legittimo controllo delle forze dell'ordine anche ieri duramente impegnate. Ed
è positiva anche l'altra notizia: quella che il ministro
Mariastella Gelmini è
pronta a ricevere gli studenti per illustrare loro il suo progetto di riforma.
Queste due mosse- quella di Berlusconi e quella della Gelmini- sembrano muoversi nella direzione del dialogo ed è auspicabile
che questa strada non venga abbandonata per manifestazioni di forza che
servirebbero solo a generare nuove, improduttive tensioni. Ora, però, è
l'opposizione a dover recitare la sua parte.Quando dice che quello della scuola
"è terreno di scontro", Veltroni sbaglia, né vale a giustificarlo
l'esigenza che ha di far la "faccia feroce" per evitare che l'ala più
oltranzista del suo partito lo accusi di eccessiva mollezza e venga attratta
dal populismo di Di Pietro, sempre più deciso a vestire i panni dell'oppositore
"duro e puro" nei confronti del governo. L'errore che il leader del
Pd commetterebbe intestardendosi sulla linea dello scontro, sarebbe duplice. La
scuola, infatti, non è e non può essere "terreno di scontro". Trasformare
i nostri licei e le nostre Università in campi di battaglia comporterebbe un
rischio enorme: quello di creare, a quarant'anni di distanza, le condizioni di
un nuovo Sessantotto. Davvero c'è un politico che, anche a prescindere dalla
valutazione che si può dare di quell'evento, evochi oggi il bisogno di un nuovo
Sessantotto? 7 .
( da "Denaro, Il" del 24-10-2008)
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Scuola
Napoli
Università e scuole, monta la protesta Le proteste contro la riforma Gelmini della scuola e dell'Università
vanno avanti. Picchetti davanti alle facoltà , distribuzione di volantini e
tentativi di blocco delle lezioni. Dopo la prima notte di occupazione di
palazzo Giusso, sede dell'università l'Orientale, l'assemblea "Stop Gelmini", i collettivi studenteschi
e le associazioni dei dottorandi e dei ricercatori si sono riuniti per decidere
le azioni di protesta. Sono poi partiti diversi gruppi di studenti che
hanno raggiunto palazzo Corigliano, in piazza san Domenico Maggiore, palazzo
Regina Coeli in via Duomo e palazzo Mediterraneo in via Marina, tutte sedi
dell'Orientale, per cercare di bloccare la didattica, fare picchetti e distribuire
volantini. Assemblee spontanee si sono svolte nella sede centrale della
Federico II di Napoli e della facoltà di ArchitetturA. Oltre duecento studenti
si sono radunati sotto lo "Scalone della Minerva" al Corso Umberto.
Diversi studenti di Giurisprudenza della Federico II annunciano per oggi
un'iniziativa di protesta. . del 24-10-2008 num.
( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
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Scuola
Silvino Gonzato "Berlusconi comincia a perdere colpi", scrive
la Olga. "Sarà colpa dei fusi (non sta mai fermo un attimo: oggi in Cina,
domani in America, dopodomani in Russia, un guìndolo, insomma), sarà che
comincia ad avere un bel po' di carnevali, sarà che ha la luna di traverso
perché qualche scheo in banca ce lo starà smenando anche lui, sarà che
governare un Paese come l'Italia non è come dirigere il coro dell'Alpo, sarà
che a sentirsi padreterni logora molto di più che a sentirsi figli a termine,
sta di fatto che quella monata sulle università non doveva dirla".
"Poteva risparmiarselo di minacciare di mandare la polizia a buttar fuori
gli studenti occupanti. Possibile che il passato non gli abbia insegnato niente?
Capisco che, come mi ricorda il mio Gino, erano i tempi (non aveva ancora fatto
la pila) in cui strimpellava sulle navi da crociera con un'orchestrina di
amici, ma qualcuno gli avrà pure raccontato delle botte da orbi che si davano
sulle strade studenti e celerini, dei cubetti di porfido che volavano e quando
andava bene rimbalzavano contro gli elmetti, delle cariche furibonde, delle
manganellate a chi ciàpo ciàpo, delle trincee di sacchetti di sabbia come nella
guerra del Quìndese-Disdòto, delle università occupate per mesi, della violenza
che creava altra violenza mentre tutti oggi abbiamo bisogno che quel passato
non torni più perché il presente ci riserva già troppe rogne". "Làssa
che i protesta, presidente. La protesta finché è civile e rispetta le regole è
lecita; làssa che i occupa, làssa che i se sfoga (basta che non spacchino tutto
perché allora toccherà a noi pagare, come sempre). Quando saranno stràchi,
torneranno sui banchi perché la vita va avanti anche per loro e nessuno vorrà
laurearsi a cinquant'anni continuando nel frattempo a tirare avanti con la
mancetta di papà. Se protestano avranno le loro buone ragioni. La riforma Gelmini, per come me l'ha raccontata il maestro Gildo detto Unico, e per
quanto ne possa capire io che ho fatto le scuole basse, ha delle cose che non
piacciono neanche a me". "Non è giusto, per esempio, che a università
serie come la nostra vengano tagliati i fondi perché altre sono tutta una
magnarìa. Bisogna castigare quelle che buttano via i schei e lasciare in
pace quelle virtuose come la nostra, anzi premiarle con qualche sesìno in più.
E' la stessa storia degli ospedali. Siamo stufi di dover pagare anche per gli
altri. Lei, presidente, e il ministro Brunetta formate una bella coppia, meglio
di Bud Spencer e Terence Hill. Ma a tirar cazzotti non ci guadagnate, tanto
meno ci guadagna il Paese".
( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
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Scuola
AUTUNNO
CALDO. Molti studenti si stanno preparando per andare alla manifestazione
nazionale di Roma del 30 Striscioni e assemblee Alle discussioni partecipano
anche presidi e docenti. Contestati soprattutto i tagli alle ore di laboratorio
Ilaria Noro "Preparate i bagagli, arrivano i tagli",
affermava in nero e rosso lo striscione appeso al liceo scientifico Galileo
Galilei. "Emergenza ballismo" riportava lo striscione che ha fatto
capolino tutto il giorno dalla finestra dell'aula magna dell'istituto Carlo
Anti di Villafranca. L'autunno caldo della scuola non accenna a raffreddarsi.
Anzi. La protesta contro la riforma Gelmini continua a scatenare proteste
non solo nel mondo accademico e tra gli insegnanti ma anche negli istituti
superiori, che hanno dichiarato guerra alla maggior parte dei cambiamenti
previsti dalla ministra. Numerose le iniziative di mobilitazione che sono in
questi giorni in fase di organizzazione. E se molti studenti veronesi
stanno già preparando la trasferta a Roma per la manifestazione nazionale contro
la riforma prevista per giovedì prossimo, il 30 ottobre, anche per chi resta in
città la giornata si preannuncia movimentata. Ieri intanto ci sono state le
prime avvisaglie. Al liceo scientifico Galilei, oltre allo striscione, era
prevista una riunione, ma all'ultimo momento gli organizzatori hanno deciso di
non perdere ore di scuola e di farla slittare alla prossima settimana,
richiedendo l'autorizzazione al preside Carazzolo e facendola rientrare
nell'assemblea d'istituto. L'incontro si è invece svolto, ma solo all'ultima
ora di lezione, all'istituto Carlo Anti, dove dalle 12.30 alle 13.30, 110
ragazzi tra rappresentanti di classe ed altri studenti si sono riuniti per
dibattere sulla riforma. Sono tanti i punti duramente contestati dai ragazzi.
Ma in particolare, a non andar proprio giù è il taglio dell'orario, che da 34
passa a 30 ore a settimana. "Le ore di laboratorio, indispensabili per gli
indirizzi tecnici e professionali ma fondamentali anche per i licei, sono
destinate a sparire e non è tollerabile che un tipo di insegnamento moderno ne
sia sprovvisto", spiega Nicolò Moroni, 18 anni, Coordinatore della Rete
degli Studenti di Verona. "A preoccuparci è anche il nostro futuro
prossimo. Quando tra un anno molti di noi andranno all'università, troveranno
già le tasse raddoppiate. A chi non può permetterselo verrà preclusa la
possibilità di studiare", prosegue Moroni che insieme agli altri studenti
sta organizzando la trasferta a Roma. "Al momento abbiamo raccolto una
ventina di adesioni, ma siamo solo all'inizio. Un pullman in partenza da Verona
è già stato fissato e stiamo valutando se prenderne ancora". Quella che
sta dilagando in questi giorni negli istituti veronesi e nell'ateneo scaligero
non sembra la classica protesta che arriva puntuale quasi ogni anno e viene
bollata da molti come "semplice voglia di perdere tempo". Questa
volta al fianco degli studenti non solo veronesi ma di tutta Italia, ci sono
anche molti insegnanti, parecchi presidi e qualche rettore. Riuniti nell'aula
magna dell'Anti, poco distanti dallo striscione "Emergenza ballismo",
insieme ai ragazzi ieri c'erano anche il preside e un docente. E relatore
all'assemblea del Galilei di giovedì prossimo, sarà, se il programma non subirà
variazioni, lo stesso preside Luciano Carazzolo, invitato dagli studenti.
"Gli studenti hanno chiesto di avere nei prossimi giorni uno spazio per
confrontarsi e capire di più. Per avere informazioni complete, approfondite e
dettagliate anzinché quelle che arrivano dai soliti flash televisivi. Trovo
molto positivo il fatto che abbiamo chiesto a me di svolgere questo
ruolo", ha commentato Carazzolo che per tutta la giornata di ieri ha
lasciato affisso il manifesto attaccato nell'atrio dai ragazzi. "Mi
aspettavo qualche iniziativa per oggi e mio compito è quello di assicurare lo
svolgimento regolare delle lezioni. Come segno di protesta i ragazzi hanno
scelto questo striscione e io, per oggi, l'ho lasciato appeso. Penso che questo
confronto diretto con i ragazzi sia molto importante, come il fatto di sfruttare
un momento criticità come quello di queste settimane per approfondire la
conoscenza sulla scuola, capire e ragionare su quello che non va", ha
aggiunto Carazzolo che pur non commentando direttamente il decreto Gelmini si dice d'accordo su qualche aspetto e "molto
perplesso" su altri; in primis sulla diminuzione delle ore.
( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
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Scuola
Sì al voto in condotta no al maestro unico Il ritorno del voto in condotta e il ripristino dell'esame di riparazione sono i due elementi della riforma della scuola del ministro Gelmini che piacciono maggiormente alle
famiglie venete. È quanto emerge da una indagine condotta da Quaeris, società di Breda di Piave specializzata in ricerche
di mercato e sondaggi d'opinione, intervistando al telefono 350 genitori.
Decisamente poco apprezzati altri aspetti, in particolare l'abolizione del
tempo pieno (sfavorevoli il 93%) e l'introduzione del maestro unico alle
elementari (sfavorevoli l'87,6%). Resta la scuola elementare l'istituzione
scolastica verso cui vi è la maggior soddisfazione, di gran lunga superiore
rispetto alle altre. Gli intervistati denunciano un calo costante della
soddisfazione nel passaggio tra i diversi percorsi formativi: scuola elementare
75% di soddisfatti, scuola media 69%, scuola superiore 63%, università 54%. C'è
comunque tra il campione intervistato una generale condivisione per la lotta
agli sprechi, per una politica di contenimento dei costi (83%) e per azioni di
incentivo tra il corpo docente (74%). .
( da "Arena.it, L'" del 24-10-2008)
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Il decreto Gelmini
fissa un minimo di alunni per classe: Bonfante (Pd) calcola le conseguenze nel
Veronese: "La Regione presenti ricorso alla Corte costituzionale" Ben
35 scuole a rischio soppressione I tagli annunciati dal governo condannano
scuole di montagna come a Selva, Erbezzo e Bolca, ma anche nelle frazioni in
pianura In più niente docenti d'inglese e aumento degli alunni fino a 30 per
classe FRANCO BONFANTE CONSIGLIERE REGIONALE PD Vittorio Zambaldo
Tempi duri anche per le scuole, soprattutto piccole, che finiscono nel
tritacarne delle esigenze economiche e finanziarie nazionali, con buona pace
del federalismo di cui la scuola dovrebbe essere il primo passo concreto, prima
ancora dei trasferimenti in denaro e della polizia locale, visto che l'identità
e la coscienza si creano a partire dall'infanzia. Invece le scuole piccole, di
montagna e di pianura, sono le prime a saltare dalla padella, in cui sta
arrostendo un pastone indigesto, nelle braci che le faranno scomparire. E
questo nonostante le piccole scuole diano spesso l'esempio a livello nazionale
(vedi la scuola media di Selva di Progno) con più premi e riconoscimenti,
nell'arco degli ultimi dieci anni, dei suoi attuali alunni (39). Parte da
queste considerazioni la mozione del Partito democratico al Consiglio
regionale, presentata dai consiglieri Franco Bonfante, Giovanni Gallo e Andrea
Causin per impegnare la giunta regionale a presentare ricorso alla Corte
costituzionale contro l'articolo 3 del decreto legge 154/2008 che prevede
diverse misure in materia di organizzazione scolastica: la perdita
dell'autonomia per circa 800 scuole e la soppressione in numero elevato (una
scuola su tre) soprattutto della primaria (elementari) ma anche della
secondaria di primo grado (medie) e dell'infanzia. Questi i criteri per la
selezione previsti dal piano programmatico predisposto dal ministero
dell'Istruzione di concerto con quello dell'Economia e dalla bozza di regolamento:
nelle zone di montagna e nelle piccole isole il numero degli alunni minimo
delle scuole elementari è ridotto a 12 per classe (quindi non meno di 60 alunni
in totale), mentre nelle altre aree dovranno esser presenti almeno 15 alunni
per classe (75 alunni in totale). Per le scuole medie il parametro è ridotto a
16 alunni per classe nelle zone di montagna e piccole isole (quindi non meno di
( da "Provincia
Pavese, La"
del 24-10-2008)
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Scuola
Cronaca
Scuole, il 30 tutti in piazza Vittoria Ieri al Valla riunione per organizzare il
movimento. Aperto un blog PAVIA. L'obiettivo è riempire piazza Vittoria il 30
ottobre. Dall'incontro di ieri sera al collegio Valla tra genitori, insegnanti
di elementari e superiori, e rappresentanti degli studenti universitari, è
uscito un piano programmatico per fare informazione. Ma non solo. Dopo la prima
settimana di protesta, è stato anche un momento per capire quali sono le
iniziative in corso. Il 30 ottobre sarà il momento per
tirare le fila di questi giorni di assemblee sulla legge 133 da una parte e
sulla riforma Gelmini
dall'altra. Internet diventa il mezzo protagonista. Il comitato dei genitori,
che ha organizzato la serata, ha aperto un blog: genitoriper
lascuola.blogspot.com. E oggi ci sarà anche l'incontro tra universitari e
studenti delle superiori per preparare la manifestazione del 30. Durante
l'incontro di ieri si è iniziato a organizzare anche un dibattito con tutte le
componenti del mondo dell'istruzione. L'altro obiettivo resta l'incontro con il
ministro Gelmini previsto per il 15 novembre a Pavia.
Il gruppo telematico che ruota attorno al comitato genitori per la scuola ha
voluto ieri sera fare il punto della situazione, ma è stato anche l'occasione
per un confronto tra realtà diverse. Il comitato ha già ottenuto di poter
mettere un banchetto informativo in piazza durante la manifestazione del 30
ottobre per un presidio di genitori e docenti. Quello di ieri è stato
soprattutto un incontro per mettere insieme le diverse realtà cittadine. Anche
perché molti insegnanti delle scuole superiori sono anche genitori con figli
alle elementari. Alcuni universitari avevano contattato il comitato via mail.
La richiesta? Poter lavorare insieme per unire la protesta. Due fronti che si
muovono paralleli. Anche perché al centro del dissenso universitario c'è
soprattutto la legge 133, che prevede tagli ai finanziamenti, il blocco del
turn over e la possibilità per gli atenei di diventare fondazioni private. Il
dissenso delle scuole si concentra soprattutto contro il decreto Gelmini. I genitori, coinvolti nei giorni scorsi nelle
assemblee di classe, hanno iniziato a manifestare le loro preoccupazioni. Ed è
così anche alle materne. "Siamo toccati anche noi e i genitori hanno tanti
dubbi perché non sanno come sarà organizzato il monte ore nella materna - spiega
Antonella, maestra di una scuola Materna del III circolo - Noi facciamo anche
educazione all'alimentazione durante la mensa e ci chiediamo se il monte ore
copra anche questo momento". Si inizia anche a riflettere di
"tagli". Dopo le parole del presidente del consiglio, Silvio
Berlusconi, che ha garantito che non ci saranno licenziamenti, nelle scuole il
pensiero va ai precari: se da un lato è vero che non saranno licenziati gli
insegnanti con un contratto, è anche vero che non saranno confermati i contratti
dei precari. (m.br).
( da "Giornale di
Vicenza.it, Il"
del 24-10-2008)
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Scuola
L'EDITORIALE
Sulla riforma dell'istruzione il dialogo è un obbligo Ottorino Gurgo
Bene ha fatto Berlusconi a chiarire di non aver mai pensato di esortare
il ministro dell'Interno a mandare la polizia nelle scuole e nelle Università.
È probabile che, saggiamente, il premier abbia giudicato opportuno raccogliere
l'esortazione al dialogo del presidente Napolitano e poco importa stabilire chi
abbia ragione tra il Cavaliere, che accusa i mass media di aver forzato sino a
distorcerle le sue affermazioni, e i giornalisti che insistono nella loro
versione. Sia chiaro: questo non vuole dire- e il ministro Maroni ha fatto bene
ad esaminare attentamente al Viminale lo stato in cui versano le nostre
Università e i nostri licei allertando chi ha il compito di tutelare l'ordine
pubblico- che le agitazioni studentesche debbano essere ignorate e sottratte al
legittimo controllo delle forze dell'ordine anche ieri duramente impegnate. Ed
è positiva anche l'altra notizia: quella che il ministro
Mariastella Gelmini è
pronta a ricevere gli studenti per illustrare loro il suo progetto di riforma.
Queste due mosse- quella di Berlusconi e quella della Gelmini- sembrano muoversi nella direzione del dialogo ed è auspicabile che
questa strada non venga abbandonata per manifestazioni di forza che
servirebbero solo a generare nuove, improduttive tensioni. Ora, però, è
l'opposizione a dover recitare la sua parte. L'errore che il leader del Pd
commetterebbe intestardendosi sulla linea dello scontro, sarebbe duplice. La
scuola, infatti, non è e non può essere "terreno di scontro".
Trasformare i nostri licei e le nostre Università in campi di battaglia
comporterebbe un rischio enorme: quello di creare, a quarant'anni di distanza,
le condizioni di un nuovo Sessantotto.7 .
( da "Giornale di
Vicenza.it, Il"
del 24-10-2008)
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Scuola
IL
CASO AL ROSSI. Alcuni studenti si erano astenuti il 10 ottobre "Incide sui
voti fare uno sciopero" Il preside: lettera ai genitori e un verbale
"Non si può più nemmeno manifestare, perché si rischia la
bocciatura". Protestano gli studenti dell'itis Rossi per le lettere che il
capo d'istituto, Gianni Zen, ha inviato alle famiglie degli alunni che il 10
ottobre hanno aderito alla mobilitazione della Rete contro la riforma Gelmini. Nella lettera il preside
comunica ai genitori che i figli hanno preso parte ad "un'assenza collettiva
senza giustificato motivo" e invita a compilare un cedolino giustificativo
da consegnare in vicepresidenza. A mandare su tutte le furie gli studenti sono
le righe successive, dove si legge che "copia di questa lettera sarà
allegata al verbale del consiglio di classe e contribuirà alla
valutazione finale come da nuova normativa sul voto di condotta".
Affermazioni che i ragazzi non hanno digerito definendole
"intimidatorie", al punto da bussare agli uffici della Cgil scuola e
ai rappresentanti della Rete, sindacato studentesco. "Sottoporremo
all'attenzione dell'Ufficio scolastico provinciale la circolare del Rossi"
fanno sapere Luca Trescato e Matteo Cocco, responsabili sindacali della Rete,
sottolineando che "viene lesa la libertà d'espressione sancita e difesa
dallo statuto degli studenti e delle studentesse, oltre che dalla
Costituzione". Gli esponenti della Rete hanno chiesto al preside un
incontro che sarebbe stato negato. "Ho ricevuto i rappresentanti
d'istituto interni alla scuola - replica Gianni Zen - non gli esponenti della
Rete che si sono rivolti a me in modo arrogante. La lettera ai genitori non è
che la messa in atto del regolamento d'istituto che ho trovato qui. Prevede che
le assenze degli alunni non giustificate siano rese note alle famiglie e al
consiglio di classe. È una prassi che abbiamo sempre seguito, la differenza è
che quest'anno ci troviamo di fronte ad una nuova normativa sulla condotta che
siamo tenuti ad applicare". Spiegazioni che il preside ha fornito anche
ieri mattina in un'assemblea d'istituto particolarmente animata, al termine
della quale i rappresentanti hanno chiesto al dirigente di apportare delle
modifiche ad un regolamento che evidentemente non è più condiviso. "La
scuola è aperta al confronto", risponde Zen che sugli effetti della
lettera in questione tiene a precisare che "non c'è intento punitivo, che
i consigli di classe non hanno il fucile spianato e al momento della
valutazione tengono conto dell'intero profilo". AN.MA. .
( da "Giornale di
Vicenza.it, Il"
del 24-10-2008)
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FUORI
DALLE AULE.. Al Fogazzaro aderisce il 70%, corteo del Boscardin, il Quadri discute
Superiori, dissenso sul decreto Gelmini Quattro istituti disertano le lezioni o fanno assemblee Domani
in azione ancora il tecnico, poi tutti a Roma Anna Madron
Fogazzaro ore 7,45. Invece di entrare a scuola i ragazzi si raggruppano davanti
all'ingresso, espongono cartelli e striscioni contro il ministro
dell'Istruzione ribattezzata per l'occasione "Gelminator",
annunciano al megafono l'intenzione di discutere punto per punto la riforma. È
l'ennesimo atto di una protesta che va in scena da settimane e che ieri ha
visto protagonisti gli alunni di Fogazzaro, Quadri, Boscardin e Lioy, istituti
dove si sono improvvisati dibattiti, volantinaggi, sit-in che hanno coinvolto
centinaia di studenti oltre ai neonati comitati "Taglia la Gelmini". Al Fogazzaro circa il 70% degli allievi ha
disertato le lezioni per circa tre ore, al Lioy sono stati distribuiti
volantini davanti al portone, al Quadri un'ora è stata dedicata alla
discussione del decreto "137" in via di approvazione al Senato,
mentre un corteo di circa 300 manifestanti provenienti dal Boscardin verso le
( da "Brescia Oggi" del 24-10-2008)
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Scuola
L'ONDA
DEL NO. Nel Cosentino intervento delle forze dell'ordine. A Trieste un muro di
libri È protesta continua Fischi anche al Pd In migliaia alle manifestazioni in
tutta Italia A Roma momenti di tensione al Senato I rettori: il confronto non
sia esasperato Sciopero creativo in un liceo della Capitale dove si è esibita
la banda musicale dell'istituto ROMA Scuole e facoltà occupate, cortei
nelle città, lezioni libere in strada, manifestazioni fin sotto il Senato. È
stata un'altra giornata di lotta contro la riforma della
scuola targata Gelmini. E
anche ieri, seppur rientrato l'effetto amplificatore che sembravano dover
scatenare le parole del premier Silvio Berlusconi, non sono mancati momenti di
tensione. C'è stato anche un intervento delle forze dell'ordine nel cosentino,
dove agenti di polizia e carabinieri hanno convinto gli studenti delle scuole
di Fagnano Castello, San Marco Argentano e Roggiano a interrompere le
occupazioni. Gli studenti hanno posto fine all'agitazione riservandosi di
intraprendere altre forme di protesta. A Roma gli studenti hanno manifestato
davanti Palazzo Chigi, urlando slogan contro la riforma. Poi un corteo è
partito dall'università La Sapienza per dirigersi al Senato. Mentre in aula il
ministro Gelmini illustrava la riforma, davanti a
Palazzo Madama è andato in scena un sit-in, con cori, slogan e fischi
indirizzati anche a parlamentari del Pd. I RETTORI. La Crui, Conferenza dei
rettori dell'università italiane, ieri è scesa in campo augurandosi che il tono
del confronto non sia esasperato, facendo perdere di vista le questioni di sostanza
e l'obiettivo del buon funzionamento dell'Università. Ma vediamo la mappa della
protesta. TORINO. Numerose scuole occupate, mentre duemila studenti del
Politecnico di Torino si sono riuniti in assemblea. GENOVA. Gli organizzatori
del Festival della Scienza hanno annunciato di voler dedicare una giornata alle
proteste. Studenti hanno sfilato in un corteo-funerale lungo le strade vicine
ai poli universitari. MILANO. All'università Statale è stata bloccata per
un'ora l'entrata della facoltà di Scienze Politiche, i cui studenti chiedono il
blocco della didattica. TRIESTE. Gli studenti medi hanno costruito una
"scuola di libri", un muro eretto con i libri di testo davanti alla
chiesa di San Giacomo. BOLOGNA. In piazza del Nettuno, è stata allestita
un'aula a cielo aperto, in occasione del collegamento con la trasmissione
"Anno zero". FIRENZE. I ragazzi dell'Istituto d'arte di Porta Romana
hanno inscenato un "attraversamento pedonale" lungo le strade del
centro, mentre su alcuni dei ponti sull'Arno sono apparsi striscioni come
"L'università non è in vendita". ROMA. Oltre alle proteste davanti a
Palazzo Chigi e al Senato, occupazioni in vari istituti, tra cui il liceo
classico Tasso e lo scientifico Malpighi. "Sciopero creativo" per gli
studenti del liceo Russell che hanno fatto suonare la banda di istituto. Alla
Sapienza, occupata la facoltà di Ingegneria. Stessa forma di protesta alla
facoltà di Scienze di Roma Tre. MATERA. In piazza un migliaio di studenti delle
medie superiori, mentre a Potenza gli studenti universitari, assieme ad alcuni
docenti e ricercatori, si sono riuniti in assemblea nell'Aula Magna per
stabilire le prossime azioni. LECCE. Scienze Politiche è in assemblea
permanente. PALERMO. Un migliaio di studenti ha assistito a una lezione
all'aperto in piazza Politeama.
( da "Panorama.it" del 24-10-2008)
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Scuola
Italia
- http://blog.panorama.it/italia - Dal '68 al 2008: Vecchio striscione, quanto
tempo è passato. Posted By marco.cobianchi On 24/10/2008 @ 13:12 In Headlines |
No Comments "La maggior parte li ho inventati io: 40 anni fa". [1]
Aldo Brandirali, fondatore di [2] Servire il Popolo negli Anni '60 e uno dei
leader della rivolta studentesta del '68, legge con un sorriso pieno di
compassione gli slogan della protesta studentesca versione 2008. Davanti alla
sua spremuta d'arancia seduto al tavolino di un bar della periferia milanese,
li legge e sorride. "Roba un po' vecchia", ripete rammaricato,
"questi slogan non colgono la sostanza del problema scolastico, ovvero che
non è più un luogo di formazione dell'uomo, dove una persona può fare delle
esperienze educative". È cambiato, Brandirali. O forse no. Da leader del
partito marxista-leninista italiano oggi è consigliere di [3] Forza Italia al
comune di Milano. Quindi cambiato, è cambiato anche se continua a "servire
il popolo" guidando ben sei associazioni che si occupano di disagio
sociale delle famiglie e delle persone che gravitano nelle periferie
cementificate di Milano. Nel sito del comune la sua biografia aggiunge: "È
diventato adulto correggendo il suo pensiero sulla politica e a 50 anni è
diventato cristiano". Ed è con questi occhi che rilegge gli slogan
scanditi da studenti, insegnanti e genitori durante lo sciopero contro la
riforma del ministro Gelmini. Slogan incredibilmente simili a quelli che gridava lui nelle
stesse strade, nelle stesse piazze dove martedì 21 hanno sfilato i contestatori
del XXI secolo. Per Panorama Brandirali ha accettato di commentarli uno per
uno. La scuola è degli studenti e dei docenti non della Gelmini e di Tremonti Questo slogan
rientra perfettamente nella mitologia sessantottina, solo che non ha mai
funzionato perché la logica di questo slogan porta inevitabilmente al 6
politico e ai bambini nei cortei. Cacciamo i Baroni, torneranno i conti
Contiene la quintessenza del '68 che prese origine proprio come rivolta contro
le baronie universitarie. Ma ciò che mi colpisce non è che dopo 40 anni i
baroni sono ancora nelle scuole, ma che i baroni di oggi sono i sessantottini
di ieri. Decreto e fiducia sono in sostanza paura del confronto e arroganza
Questo la può avere inventata solo il figlio di Walter Veltroni. Cultura uguale
a dissidio È la prova della totale decadenza della scuola perché in questa
frase la cultura viene ristretta nell'ambito del pensiero critico. Se non hai
un pensiero critico non hai cultura. Di conseguenza se distruggi sei nel giusto
e nel vero. L'esperienza del '68 porta a concludere che alla distruzione,
provocata proprio dal pensiero critico, non è seguita alcuna forma di
costruzione. Fuori Confindustria da scuole e università Questo è nuovo.
Quarant'anni fa non c'era nemmeno lontanamente questa possibilità mentre adesso
gli imprenditori dimostrano una attenzione verso la formazione. Dire che devono
stare fuori dai luoghi dove si forma il sapere e la conoscenza è un puro
pregiudizio. Contro la scuola dei padroni, 10, 100, 1000 occupazioni Questo lo
gridavo io al tempo del Vietnam. In sostanza il messaggio implicito consiste
nel sostenere che la minoranza di oggi sarà la maggioranza di domani e che
anche se sono in minoranza sono nel giusto. E se proprio la maggioranza non
dovesse seguirti allora si passa alla lotta armata. No alle classi
differenziali, i bambini sono tutti uguali Questo è l'errore dell'uguaglianza
che è il più grave degli errori ideologici perché è vero che i bambini sono
tutti uguali, ma alcuni hanno diritto ad un aiuto maggiore perché,
semplicemente, non conoscono la lingua italiana come la conosce un bambino
italiano. Applicare nel concreto questo slogan significa discriminare ancora di
più chi è già in difficoltà sostenendo però che lo si fa per il suo bene.
Quando la scuola è in vendita, ribellarsi è giusto. È un altro storico slogan
sessantottino. Ancora oggi io credo che ribellarsi sia giusto salvo il fatto
che il ribelle è, nei fatti, un uomo solo, isolato e isolare l'uomo è da sempre
l'obiettivo primario del potere. Contro la riforma non basta una sfilata: lotta
dal basso autorganizzata Questo l'ho inventato io. Ne feci anche una variante e
sulla facciata di una vetreria di Cernusco appesi uno striscione gigantesco con
su scritto: "La lotta è l'unica democrazia degli sfruttati". No alle
scuole di classe Giusto, spero che a gridare questo slogan ci fossero anche i
figli di papà. Infatti oggi c'è ancora qualcuno che crede alla lotta di classe,
solo che non sono i poveri, sono i ricchi. Berlusconi, Tremonti, Gelmini: non vogliono studenti ma solo burattini Io, che di
queste cose ho una certa esperienza, starei più attento a non essere ridotto a
burattino da chi dirige la protesta, questa come qualsiasi altra. Questa, in
particolare, non è nata in casa Pd, ma in casa Cgil la cui unica preoccupazione
è che non si tagli l'occupazione. Se gli studenti non fossero dei burattini
avrebbero dovuto gridare: meno dipendenti e più insegnanti. Non saremo noi a
pagare la vostra crisi È giusto in sé, solo che ciò che sta avvenendo è che
siamo noi, inteso come popolo, a pagare la loro crisi, intesi come banchieri.
Le mie maestre sono già uniche Magari! Meno scuola, lo dice il decreto, per
fare le letterine basta l'alfabeto Molto creativo, lo condivido in pieno.
Bloccheremo tutto Noi nel '68 bloccammo tutto e fu un disastro. La riforma
fatela davvero, libri di testo a costo zero Buona idea. L'Università pubblica
non si tocca, la difenderemo con la lotta È uno slogan colmo di pregiudizi e io
ne ho vissuti a tonnellate di pregiudizi. Schierarsi da una parte contro
un'altra a prescindere dalla realtà è il modo migliore per coltivare pregiudizi
Tagliate le armi per risparmiare, la scuola pubblica deve restare Ma perché
deve restare solo quella pubblica? E della Bocconi che ne facciamo, la
chiudiamo? Ministro Gelmini, ma dell'istruzione
capisci qualcosa o vuoi una lezione? La domanda è giusta, anche se espressa in
una forma vagamente minacciosa. Se l'istruzione vi sembra un costo, provate
l'ignoranza Bello. Esprime la tradizionale creatività di chi protesta. Meglio
di questo slogan c'è solo: Meglio bionda che Brunetta. Ma, almeno questo, non
l'ho inventato io.
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Reportage
La protesta contro la riforma MARIA TERESA MARTINENGO Le mamme ai figli
"Bimbi nostri andate pure sulle barricate" Adulti e professori
alleati con i ragazzi "Vi verremo a prendere in commissariato" Alla
minaccia del premier di essere messi a tacere con l'uso della forza pubblica, gli studenti anti-Gelmini hanno risposto con il corteo spontaneo organizzato ieri mattina
dall'ex magistrale Regina Margherita con l'adesione (in tutto 3-400 persone)
dell'Itc Luxemburg, del liceo Copernico, dai professionali Giulio e Boselli. Il
tam tam sulle parole di Berlusconi si è diffuso nottetempo su blog e Messanger.
Ieri mattina, poi, dai ragazzi dell'istituto di via Valperga Caluso (in strada
con lo slogan "Il Regina protesta per una riforma disonesta") è
partito via sms l'invito ai coetanei che comunque avevano deciso di fare
qualcosa. Appuntamento in piazza Carlo Felice. Poi via, con un efficiente
servizio d'ordine, lungo via Roma, piazza Castello, via Pietro Micca (con sosta
sotto la Direzione Scolastica Regionale), piazza Solferino, quindi dietrofront
sotto i portici verso via Po e la Rai. In testa al corteo c'è Ivan Vannicelli,
studente diversamente abile del Regina. "Nella nostra scuola i ragazzi
disabili, tanti e ben integrati, con i tagli previsti temono per il loro
futuro", dice Silvia Ugo, la compagna che spinge la carrozzina di Ivan.
Protesta, si potrebbe dire, disarmante. "Nei giorni scorsi abbiamo fatto
un'assemblea con una docente di diritto - raccontano Manuel Paoletta e Jacopo
Angeleri - che ci ha spiegato nei dettagli i testi dei decreti. Su questa base
si sono poi svolti dei laboratori pomeridiani. Oggi la scuola è in autogestione
con il consenso della preside. La maggior parte degli insegnanti ci
appoggia". E a sorpresa: "I pochi minori in corteo ci sono con il
consenso dei genitori. Abbiamo invitato gli altri a restare a scuola: non
vogliamo fare nulla che ci danneggi, non siamo vandali", dice Nicolò Corigliano.
Enea J. Ribero, salito con altri studenti a colloquio con il vice direttore
dell'Ufficio Scolastico Regionale, Paolo Iennaco, precisa: "Tentiamo solo
di difendere la scuola pubblica". Al Regina, intanto, sui registri i prof
scrivono "La classe si astiene dal far lezione in segno di protesta".
"Né occupazione né sciopero: cerchiamo - spiega Beatrice, rappresentante
degli studenti - delle alternative che facilitino il rapporto allievi-docenti,
che in questo momento è molto importante". L'alleanza con gli adulti è l'assoluta
novità di questo movimento. Con i docenti (la preside del Regina Margherita,
Anna Maria Fiore, riferiva ieri l'impressione che lo sciopero del 30 sarà
"molto molto partecipato") e con i genitori. Luca Mercurio del
Copernico dice divertito: "Se Berlusconi dovesse mandare la polizia a
reprimere la nostra protesta non vorrei certo prendermi le manganellate.
Comunque, mia madre ha detto che verrebbe a prendermi con orgoglio in
commissariato". Ma senza arrivare a tanto, è evidente che la mobilitazione
nelle aule e nelle strade trova comprensione nelle case. Dopo i genitori dei
bambini, ora sono anche quelli degli adolescenti a diventare protagonisti.
Accadrà con una loro assemblea domani al liceo artistico Cottini ed è accaduto
ieri al classico Gioberti. "Il rifiuto dei provvedimenti del governo è
totale. Stasera è stato costituito un comitato composto da genitori, insegnanti
e studenti. Il primo obiettivo è l'informazione", dice Renzo Vienna, padre
di Elias. I ragazzi del Gioberti hanno votato una giornata di lezioni in piazza
Vittorio il 29. Nelle scuole, comunque, nessuno esclude l'occupazione. "Ma
non quella che s'immagina Berlusconi - osserva Elias -, "contro"
presidi e professori. Le nostre azioni oggi sono concordate con loro".
Fuori, in via Sant'Ottavio, sventola un lenzuolo: "Né rossa né nera, la
cultura è la nostra bandiera". Oggi mobilitazione nei licei Majorana di
Moncalieri e Giordano Bruno, assemblea del Galfer al Fante e "funerale
della scuola pubblica" al Levi di corso Unione Sovietica.
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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Scuola
IN
CORSO UNIONE "In questa facoltà a nessun allievo importa nulla" Il
premier fa retromarcia, la polizia non andrà nelle scuole, "ma ormai il
masso si è staccato e la protesta è una valanga pacifica e costruttiva, che
rotola nelle aule e nei cortili, per le strade, nelle piazze, nei giardini e
nei parchi" spiega Simone Rubino, 23 anni, di Scienze
politiche, portavoce della No Gelmini. E così è stato: la facoltà di Lingue ha fatto lezione al parco
del Valentino, il Politecnico in piazza San Carlo ed Economia ha indetto
un'assemblea nei giardini del Palazzo del Lavoro. Si continua a dormire a
Palazzo Nuovo, ad Agraria e a Scienze M.F.N. ma nessuna lezione è stata
ostacolata, Annastella Buccarello, 23 anni, è riuscita anche a laurearsi in
Comunicazioni per le istituzioni e le imprese. Ieri la miccia più forte è
quella esplosa al Politecnico: unito sotto la bandiera No Tremonti e
contraddistinto da un braccialetto rosso contro le fondazioni, il popolo degli
aspiranti ingegneri si è raggruppato nel cortile di corso Duca degli Abruzzi,
ha discusso e poi si è snodato per le strade in un corteo di duemila persone
che ha raggiunto piazza San Carlo. "E' solo l'inizio - dice Marco Caffaro,
21 anni, progetto grafico e virtuale presso l'Alenia -. Faremo lezione in
metropolitana perché l'università sta andando sottoterra". Quando il rettore
Francesco Profumo prende la parola, la piazza s'infiamma: "Non diventeremo
mai una fondazione privata - dice, e un applauso scroscia fragoroso - ma
abbiamo bisogno di finanziamenti strutturati, non legati ai progetti e che non
possono più arrivare solo dallo Stato ma anche dalle Regioni e dagli enti
locali. Dobbiamo lavorare a una legge regionale sull'università". Non
tutti sono d'accordo, qualcuno urla, il rettore invita gli studenti sul palco.
Alessandro Orsi, del comitato No Tremonti, prende la parola: "Proclamiamo
lo stato di agitazione permanente, da qui fino a quando il governo non
abrogherà gli articoli 16 e 66 della legge 133. Non vogliamo mezze
misure". Il rettore sorride, cerca di mediare, discute con tutti e
promette: "Se farete una contro-inaugurazione il 7 novembre, giorno
dell'apertura dell'anno accademico, farò in modo di esserci". Velio
Coviello, 23 anni, ringrazia e aggiunge: "Partirà un appello per
raccogliere le adesioni del mondo della cultura. Inoltre stiamo organizzando gruppi
di lavoro con i docenti sui temi della legge, della formazione e sui nodi del
dpef
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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Scuola
L'INAUGURAZIONE
LA RIFORMA Intervista Francesco Profumo Il rettore: i ragazzi chiedono certezze
"Prevederà momenti di discussione su cosa sta accadendo" "L'ultima
è stata fatta trent'anni fa Il mondo è cambiato" "Troppi atenei
bisogna tagliare" GIOVANNA FAVRO A Francesco Profumo, rettore del
Politecnico, chi protesta ha chiesto di far saltare la cerimonia di
inaugurazione dell'anno accademico. Lui ha detto di no. Significa
che è d'accordo con la legge 133 e con la Gelmini? "No, che credo in un'università intesa come luogo di
confronto: in questi anni la chiusura e la provincializzazione degli atenei ha
abbassato il livello del dibattito. La giornata di apertura dell'anno prevederà
anche la discussione su quanto sta accadendo". Chi protesta ha
ragione? "Ci sono alcune ragioni reali di dissenso, ed essendo mancata una
fase di confronto e maturazione delle proposte ci sono anche reazioni
emotive". Tutto nasce da una strumentalizzazione della sinistra? "No,
la protesta nasce realmente dagli studenti. I giovani sono a disagio per tante
ragioni, compreso il fatto che la nostra società non offre loro
sicurezze". Se partecipassero i suoi figli, sarebbe a disagio?
"No". Sbarrerebbe le porte alla polizia? "Negli atenei in
generale la polizia non deve entrare, e per di più vedo ragazzi di buon senso
che protestano civilmente". Lei spesso dice che le università sono piene
di inefficienze. Non la pensa così anche il ministro? "L'ultima vera
riforma dell'università è di 30 anni fa. Il mondo è cambiato, gli atenei no.
Serve una riforma vera, complessiva, forte. Dopo la fase dei no bisogna che
ministro, studenti e docenti passino a una fase propositiva, che offra al Paese
un'università nuova". Pensa a una meritocrazia che premi pochi atenei
eccellenti? "Chiedo una nuova governance che consenta una catena
decisionale efficiente, diverse regole di reclutamento e di distribuzione delle
risorse, e su formazione e ricerca". Insomma, tutto da rifare. Anche
riducendo gli atenei? "Non mi spaventa che siano 77, ma che abbiano 360
sedi". Trasformerebbe il Poli in una fondazione privata? "No. Credo
nelle università pubbliche. L'interlocutore pubblico però oggi non deve più essere
solo lo Stato ma anche le Regioni e l'Europa". Già ora il vostro bilancio
ha per il 60% fondi non ministeriali. "Vorrei però più risorse certe e
continuative per progetti di lungo periodo. Oggi il 90% dei fondi ordinari
serve agli stipendi: non si dovrebbe superare il 70%. Sennò si impedisce di
migliorare e di varare progetti strutturali. Le Regioni potrebbero intervenire
con accordi di programma che esaminino anche i risultati degli atenei". La
qualità degli atenei italiani è scadente? "No. Siamo dodicesimi nel mondo
e vedo i ragazzi tornare dall'estero molto ben valutati. Mi preoccupa piuttosto
che 30 mila giovani ogni anno vadano all'estero, contro 3 mila in entrata. Il
saldo dimostra che c'è qualcosa di sbagliato". Il turnover al 20% non
incoraggerà i rientri. "Il 40% dei colleghi andrà in pensione in 5-6 anni.
C'è il rischio di svuotare le università. Bisogna però che se si sbloccano le
assunzioni si usi la chance davvero per i giovani". Dov'era lei nel '68?
"In un piccolo liceo. Avevo 15 anni, partecipai alle mie prime assemblee,
e imparai a parlare in pubblico. Ricordo quegli anni come una importante fase
di crescita. La discussione è un elemento cruciale nella maturazione dei
giovani".
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
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Il
caso All'Università sta crescendo la mobilitazione Rabbia al Poli disinteresse
a Economia Aule deserte, si fa lezione in piazza GIULIA VOLA Il premier fa
retromarcia, la polizia non andrà nelle scuole, "ma ormai il masso si è
staccato e la protesta è una valanga pacifica e costruttiva, che rotola nelle
aule e nei cortili, per le strade, nelle piazze, nei giardini e nei
parchi" spiega Simone Rubino, 23 anni, di Scienze
politiche, portavoce della No Gelmini. E così è stato: la facoltà di Lingue ha fatto lezione al parco
del Valentino, il Politecnico in piazza San Carlo ed Economia ha indetto
un'assemblea nei giardini del Palazzo del Lavoro. Si continua a dormire a
Palazzo Nuovo, ad Agraria e a Scienze M.F.N. ma nessuna lezione è stata
ostacolata, Annastella Buccarello, 23 anni, è riuscita anche a laurearsi in
Comunicazioni per le istituzioni e le imprese. Ieri la miccia più forte è
quella esplosa al Politecnico: unito sotto la bandiera No Tremonti e
contraddistinto da un braccialetto rosso contro le fondazioni, il popolo degli
aspiranti ingegneri si è raggruppato nel cortile di corso Duca degli Abruzzi,
ha discusso e poi si è snodato per le strade in un corteo di duemila persone
che ha raggiunto piazza San Carlo. "E' solo l'inizio - dice Marco Caffaro,
21 anni, progetto grafico e virtuale presso l'Alenia -. Faremo lezione in
metropolitana perché l'università sta andando sottoterra". Quando il
rettore Francesco Profumo prende la parola, la piazza s'infiamma: "Non
diventeremo mai una fondazione privata - dice, e un applauso scroscia fragoroso
- ma abbiamo bisogno di finanziamenti strutturati, non legati ai progetti e che
non possono più arrivare solo dallo Stato ma anche dalle Regioni e dagli enti
locali. Dobbiamo lavorare a una legge regionale sull'università". Non
tutti sono d'accordo, qualcuno urla, il rettore invita gli studenti sul palco.
Alessandro Orsi, del comitato No Tremonti, prende la parola: "Proclamiamo
lo stato di agitazione permanente, da qui fino a quando il governo non
abrogherà gli articoli 16 e 66 della legge 133. Non vogliamo mezze
misure". Il rettore sorride, cerca di mediare, discute con tutti e
promette: "Se farete una contro-inaugurazione il 7 novembre, giorno
dell'apertura dell'anno accademico, farò in modo di esserci". Velio
Coviello, 23 anni, ringrazia e aggiunge: "Partirà un appello per
raccogliere le adesioni del mondo della cultura. Inoltre stiamo organizzando
gruppi di lavoro con i docenti sui temi della legge, della formazione e sui
nodi del dpef
( da "Mattino, Il
(Salerno)"
del 24-10-2008)
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Scuola
ADOLFO
PAPPALARDO La tecnica è tanto banale quanto efficace: non un'unica
manifestazione ma piccoli cortei improvvisati, picchetti veloci e il soft
walking importato dall'Inghilterra e usato anche per le proteste contro i
rifiuti. La regia sembrerebbe unica e invece la mettono in scena, in alcune
areee della città e in orari diversi, studenti delle
superiori e delle università che in comune hanno la protesta contro la riforma Gelmini. Impossibile intervenire, con un
unico risultato: città in tilt a macchia d'olio. Dal Vomero a Fuorigrotta passando
per la zona di via Mezzocannone dove la circolazione impazzisce e, in un paio
di casi, si sfiora la rissa tra studenti e automobilisti. E,
paradossalmente, la situazione diventa più efferverscente quando, da Roma,
rimbalzano le parole di Silvio Berlusconi che smentisce di aver mai chiesto
l'uso della polizia per liberare scuole e facoltà occupate. E la protesta
continua più dura. L'epicentro del malessere studentesco, comune, rimane
Palazzo Giusso, sede storica dell'Orientale, occupato da due giorni. Da qui
partono alla spicciolata, ieri mattina, gruppi più o meno grandi (di studenti
ma anche dottorandi e ricercatori) che si dirigono verso le altre facoltà per
fare picchetto e bloccare così le lezioni. A cominciare da quelle
dell'Orientale dove la didattica continua a singhiozzo e quelle di lettere,
biologia e giurisprudenza della Federico II dove, per ora, è proclamato
solamente l'assemblea permanente e lo stato d'agitazione. Nel pomeriggio lo
schema si ripete uguale con un'altra manifestazione che parte da Palazzo Giusso
per dirigersi verso al nuova sede di Palazzo del Mediterraneo per bloccare le
lezioni (compresi i seminari Sicsi). "Vergogna, vergogna",
"Resisteremo, resisteremo" urla una folla variopinta in cui è ormai
sparita la kefiah palestinese, simbolo di tutte le battaglie studentesche a
sinistra, per lasciare il posto a capelli rasta e piecing. Il gruppone canta
"Bella ciao" mentre blocca le lezioni nella sede di via Marina e poi,
attraversando tutto il centro storico, si dirige a Palazzo Gravina, dove gli
studenti di architettura erano ieri in assemblea permanente (ne è stata
proclamata un'altra pubblica per domani). E subito dopo i due gruppi si
uniscono e fanno il percoso all'incontrario ( bloccando le strade con il
"soft walking") sino a Palazzo Giusso dove, ieri sera alle 22, i
portoni sono stati chiusi dagli studenti che da due giorni lo occupano. Epperò,
la protesta contro la legge 133, diventa anche più dura a guardarla attraverso
la lente delle scuole superiori che ieri mattina hanno inscenato ben tre
cortei: da piazzale Tecchio alla sede della Rai, da piazza del Gesù
all'Orientale e al Vomero. Senza contare la breve sospensione della
circolazione dei treni, (Campi Flegrei). Assemblea pubblica in corso Malta,
invece, sempre in mattinata e sempre paralizzando il traffico, organizzata
dalle scuole della zona. Mentre rimangono ancora occupati il liceo Genovesi,
con i corsi autogestiti, e il Pansini (ma le lezioni non sono state sospese),
dove i docenti hanno organizzato una "notte bianca per la scuola", a
partire dalle 19 di stasera. Oggi, invece, lezioni all'aperto in piazza Dante
ad opera degli studenti del Convitto, domani corteo dal Villari. Mentre le
maestre del 63esimo circolo Vanvitelli hanno promosso un'assemblea pomeridiana
con i genitori per il 27. E anche per oggi gli studenti delle superiori hanno
in serbo nuove azioni a sorpresa.
( da "Mattino, Il
(Salerno)"
del 24-10-2008)
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Scuola
"I
docenti salernitani non possono più dormire e accettare in
silenzio le misure del ministro Gelmini. Dobbiamo scendere in piazza". Il coro unanime dei docenti salernitani
alza la voce. L'obiettivo lo sciopero generale di Roma del 30 ottobre.
Assemblea pubblica tenutasi ieri nei locali del Centro Sociale a Pastena e
organizzata dal comitato insegnanti dell'Istituto Comprensivo di Ogliara
diretto dal preside Francesco Stefani. Docenti del capoluogo e della
provincia non hanno voluto mancare ieri a un appuntamento cruciale in vista di
un periodo di grandi manifestazioni di piazza. Presenti l'Assessore al Comune
di Salerno Eva Avossa, Ambrogio Ietto dell'Associazione Italiana maestri
cattolici e i rappresentanti di tutte le sigle sindacali della scuola.
"Siamo pronti - esordisce Amedeo Milone dello Gilda - ad aderire allo
sciopero del 30 ottobre, il mondo dei docenti salernitani non si tirerà
indietro. E' importante il coinvolgimento delle famiglie". "La scuola
pubblica sta per essere distrutta - avverte Angelo Capezzuto della Cgil Scuola
- e il dovere dell'opinione pubblica è quello di controbattere con una
mobilitazione seria e concreta". "E' preoccupante - sottolinea
Rosalba Visone della Cisl - che il governo si appresti ad attuare un' autentica
destrutturazione del sistema scolastico". Gerardo Pirone della Uil:
"Siamo di fronte - afferma - alla riforma di un governo debole e incapace
di confrontarsi col settore scolastico". Gli fa eco Elda Rizzo dello
Snals: "La centralità della scuola e la serietà dell'istruzione sono ormai
delle chimere". A concludere la serie degli interventi ci pensa Teresa
Vicidomini, dei Cobas Salerno: "Famiglie e studenti sono insieme nella protesta"
gianluca sollazzo.
( da "Mattino, Il
(Salerno)"
del 24-10-2008)
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Scuola
Valentina
Russo, 18 anni tra un mese, è una dei quattro rappresentanti d'istituto eletti
nell'ultima tornata al liceo scientifico "Da Procida". Si dichiara contro la riforma Gelmini, ma il suo "no" è anche sul fronte dell'occupazione.
La scelta dei suoi compagni non l'ha condivisa sin dall'inizio. Cosa non ti
convince dell'occupazione? "Non credo nella sua efficacia. Lunedì mattina,
quando è iniziato il fermento sul fare o no occupazione, insieme agli altri
rappresentanti ho partecipato ad un incontro con il preside Scarsi.
Sinceramente condividevo la sua proposta di distinguerci rispetto alla
massa". In che modo? "Lui ci aveva consigliato di protestare in
maniera alternativa.. Di fare una tavola rotonda. In effetti alla Gelmini quanto può interessare una scuola in più che occupa?
Forse, però degli studenti che fanno sentire la propria voce con un forum
organizzato e la redazione di un documento da inviare poi al Ministero, si?
Sicuramente non sarebbe stato ignorato". Come si è arrivati alla scelta di
occupare? "Con una votazione. Anzi una doppia votazione. Da una prima
consultazione 35 classi erano contrarie e quindi sostanzialmente seguivano la
linea dei rappresentanti d'istituto, mentre 31 erano pro occupazione. Abbiamo
ricontrollato i voti per correttezza ed i verbali per verificare che fosse
tutto a posto. Ero proprio io a tenere i conteggi. Man mano che passava il
tempo i rappresentanti di classe venivano da me a dire che volevano cambiare
idea. Così abbiamo rifatto le votazioni ed il risultato si è ribaltato".
Che atmosfera si respirava? "Serena, ma forse non del tutto democratica
perché un gruppo di ragazzi ci ha detto che a prescindere da tutto avrebbero
comunque fatto occupazione". Secondo te come sta andando? "Il primo
giorno disorganizzata. Dal secondo c'è stata una ripresa: sono stati fatti deii
corsi e le assemblee per discutere anche della riforma". Ti senti messa in
discussione? I tuo compagni hanno aderito? "Mi sento pienamente nel mio
ruolo. La mia posizione è stata chiara sin da subito. Oggi mi sento in dovere
di rappresentare chi tutt'oggi, interno alla scuola, non crede in questa forma
di protesta". c.d.l.
( da "Mattino, Il
(Salerno)"
del 24-10-2008)
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Scuola
Nel
( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Incontro
dei lavoratori con i sindacati di categoria Ugl: "Sì al confronto, no alle
strumentalizzazioni" Oggi e martedì 28, con le assemblee nel circolo
didattico "Pizzigoni" e nel liceo scientifico "Galilei", i
sindacati di categoria si confronteranno con i lavoratori della scuola per
spiegare le ragioni della protesta di queste settimane e dello sciopero indetto
per il 30. "La proclamazione di uno sciopero generale di categoria ? ha
dichiarato Sandro Zammataro, segretario provinciale Uil Scuola ? non è mai un
atto che si assume a cuor leggero, ma appare necessario. Al di là dei proclami,
il Governo nazionale vuole tagliare unilateralmente 8 miliardi di euro in due
anni nella scuola, nella piena consapevolezza che questo penalizzerà
particolarmente gli istituti meridionali che meno di altri hanno accesso a
finanziamenti di imprese private e fondazioni". Anche Luca Vecchio, della
segreteria Ugl interviene sul problema, schierandosi a favore della riforma. "Sulla
necessità di riformare la scuola ? ha detto ? bisogna mettere da parte le
ideologie politiche. È fondamentale che la scuola torni a svolgere la sua
funzione primaria di educatore e per questo sono necessari seri interventi. La
scuola dovrebbe essere il luogo di culto dei valori invece è diventata, in
questi ultimi anni, incapace di orientare gli studenti producendo livelli
culturali sempre più bassi che spesso degenerano nel bullismo. L'Ugl condivide i principi a cui si ispira la riforma Gelmini. Tuttavia, poiché si tratta di
una riforma complessa è necessario il pieno coinvolgimento di tutte le parti
sociali senza fughe in avanti che creano solamente tensioni sociali e
strumentalizzazioni. L'esercizio di migliorare la qualità della scuola non può
prescindere dalla concertazione con i sindacati che si pongono l'obiettivo
della tutela del lavoro. Sul fronte dell'università riteniamo che per la
sopravvivenza del sistema paese occorra investire costantemente sul futuro,
considerando la ricerca l'unica via per il benessere. Per questa ragione
concordiamo con l'inserimento di misure meritocratiche per combattere il
clientelismo e il cosiddetto "baronato" che sono la primaria fonte di
fuga dei nostri migliori cervelli".
( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Il
taglio delle cattedre Ancora nessuna schiarita per i docenti di sostegno
Continuano a fare la spola nell'ufficio scolastico provinciale gli insegnanti
di sostegno. L'anno scolastico è iniziato da oltre un mese e ancora nulla di
nuovo, per cui a questo punto le speranze di essere riassunti in servizio
diminuiscono. Si tratta di circa 100 docenti che, dopo il conferimento dei
contratti a tempo determinato dell'agosto scorso, a causa dei tagli, sono
rimasti senza lavoro. Sono stati assunti solo 46 docenti precari di sostegno,
posti, però, non provenienti da Roma, ma dal direttore dell'ufficio scolastico
regionale a seguito di un lavoro di monitoraggio nella scuola, per cui sono
stati recuperati 70 posti, 46 assegnati a Catania, gli altri a Palermo. Nei
giorni scorsi si era sparsa la notizia che sarebbero giunti per la Sicilia
altri 100 posti, il che significava, dato l'alto numero di alunni diversamente
abili frequentanti le scuole catanesi, che la maggior parte di questi posti
sarebbero stati assegnati ai docenti precari della provincia di Catania rimasti
senza posto. mentre un consistente numero di alunni diversamente abili continua
a rimanere senza il docente specializzato, con tutte le conseguenze didattiche
che ne derivano, in particolare per l'integrazione di detti studenti nel
contesto della classe. Invece, come si è rilevato, a tutt'oggi nulla di nuovo,
anche se da più parti è stata sostenuta la sicura assegnazione di dette nuove
cattedre. Intanto tutti i docenti precari che continuano a
coltivare la speranza prendono parte alle varie affollate manifestazioni
indette dalle organizzazioni sindacali per protestare contro la riforma Gelmini. che si prospetta alquanto
severa nei provvedimenti di riduzione degli sprechi nel mondo scolastico. C'è
da dire infine che a Catania sono necessari circa 600 posti di sostegno. M. C.
( da "Gazzettino, Il
(Vicenza)"
del 24-10-2008)
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Scuola
SCUOLA
E PROTESTE Mattinata di mobilitazione, e al Rossi il preside annuncia: "Lo
sciopero influirà sulla valutazione finale" Chi il 10 ottobre ha
scioperato contro la riforma Gelmini rischia una valutazione finale negativa: lo ha annunciato ieri
il preside dell'istituto tecnico industriale Rossi Giovanni Zen con una lettera
mandata a agli studenti che quel giorno non si erano presentati in classe. I
ragazzi dovranno barrare la casella "malattia" o
"sciopero", il documento verrà messo a verbale e ne discuterà il
consiglio insegnanti.Ieri intanto sit-in all'istituto Fogazzaro e
assemblee al liceo Quadri per protestare contro la riforma Gelmini.
Mentre alcuni insegnanti annunciano il blocco delle gite, quello delle attività
extrascolastiche e pomeridiane, senza escludere l'ipotesi di scioperi bianchi.
Gli studenti vicentini giovedì 30 ottobre, mentre a Roma si svolgerà la
manifestazione indetta dai sindacati unitari, intendono scendere in piazza
nella loro città. Ad annunciarlo è il Coordinamento studentesco che ieri
accanto alla Rete degli studenti medi ha partecipato alla mattinata di
mobilitazione. All'istituto Fogazzaro la maggior parte degli alunni ha scelto
di non entrare in classe la prima ora, ma di dare vita a una assemblea open air
per discutere sul decreto 137 e sull'impianto generale delle politiche del
Governo sulla scuola. Poi verso le 9 ai ragazzi del Fogazzaro si è aggiunta una
delegazione di qualche centinaio di alunni provenienti dalla cittadella degli
studi, soprattutto dal Dal Schio e dal Montagna. "Gelmini
zero in condotta", lo striscione della Rete degli Studenti che traduceva
la protesta, condita da cori e interventi. Come quello di Silvia Giacobbo Dal
Prà, studentessa disabile che ha spiegato le sue preoccupazioni: "Se nei
prossimi tre anni ci aspettano 8 miliardi di tagli, come si fa a dare ai
disabili le risposte di cui hanno bisogno? E che fine faranno i disabili
mentali nelle scuole primarie, una volta introdotto il maestro unico?".
All'indomani dell'intervento del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, i
ragazzi hanno anche commentato: "Nonostante le minacce, non ci faremo
intimidire, andremo avanti". Nelle stesse ore al liceo scientifico Quadri
gli studenti erano impegnati in assemblee di classe. Chiusi nelle loro aule i
ragazzi hanno discusso della riforma assieme agli insegnanti.Intanto la
protesta prosegue su altri fronti. All'istituto Boscardin i docenti hanno
deciso di bloccare tutte le attività extracurriculari, come le gite, la
sorveglianza nella pausa pranzo, le iniziative pomeridiane. Al Da Schio, spiega
il dirigente Enrico Delle Femmine, "in occasione del prossimo collegio
docenti è probabile ci sia qualche proposta che va nella direzione di bloccare
le gite di più giorni". Al Montagna invece, come ha detto l'insegnante
Angelo Azzalini mercoledì sera ai Chiostri di S. Corona durante l'assemblea del
movimento "Difendiamo la scuola pubblica": "Abbiamo pensato di
mettere i genitori a conoscenza del nostro stato di disagio nei confronti della
riforma. È stata anche ventilata l'ipotesi di presentare una mozione al
collegio docenti per bloccare le gite scolastiche e di arrivare allo sciopero
bianco degli insegnanti durante le ore di scuola". Oggi dovrebbe
proseguire l'agitazione anti-Gelmini, con un sit-in di
protesta al Boscardin.Laura Pilastro.
( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Ravanusa
Autogestione al Saetta e Livatino Ravanusa. La protesta studetesca contro la
Riforma Gelini arriva anche a Ravanusa dove da ieri il liceo è in autogestione.
"Abbiamo il diritto di protestare e studiare, ma la Gelmini di entrambi ci vuole
privare". Gli alunni del Pedagogico-Scientifico "Saetta e
Livatino" non ci stanno con la riforma Gelmini e in più chiedono maggiore collaborazione da parte dei docenti
per cementare il fronte del No. "Vogliamo essere compatti, chiediamo che i
professori si battano con noi in prima linea contro una riforma ingiusta".
La voce si leva nell'atrio dell'Istituto dove da qualche giorno è iniziata
l'autogestione. Due ore di lezione e poi tutti insieme, seduti a terra, per
discutere la riforma e studiare buone strategie comunicative per farsi sentire.
Attaccata su più fronti, la riforma in questione ha attirato su di sé le ire
degli attori scolastici, studenti e personale docente, soprattutto per via di:
tagli cospicui alla scuola pubblica, abbassamento obbligo scolastico a 14 anni,
ritorno al maestro unico, numero dimezzato di insegnanti di sostegno e
finanziamenti alle scuole private, spesso, soprattutto al Sud, fabbriche di
diplomi per insegnanti davvero poco preparati: "I docenti sono pagati poco
e le percentuali di universitari che arrivano alla laurea sono più basse del
Cile. Si spende troppo e male". M. Serena Milisenna.
( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Stage mancato a Palermo Meglio okkupare che dovere faticare gelmini
chiama gli studenti Mentre continuano le proteste contro la riforma della
scuola, Berlusconi smentisce l'intenzione di usare la forza contro le
occupazioni. La Gelmini convoca gli
studenti. "Credo nella partecipazione giovanile", dice la Meloni. bellucci, caputo,
gagliarducci, rapetta 4-5.
( da "Sicilia, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Centro
sociale ex karcere La polizia sgombera i giovani "Ma noi non ci
fermeremo" Marco Bisanti Dal mondo universitario a quello della scuola, si
susseguono assemblee straordinarie, permanenti e mobilitazioni su strade e
piazze, contro il piano Gelmini sull'Istruzione. Il sussidiario della protesta segna anche
momenti d'incontro tra i due settori, come nel caso di alcuni dibattiti e
seminari sui temi della riforma criticata tenuti da ricercatori dell'Ateneo
nelle aule delle scuole. A piazza Politeama ieri pomeriggio c'è stata la prima
delle lezioni all'aperto organizzate dalla facoltà di Ingegneria, con la
partecipazione di vari docenti di Scienze, Fisica, Architettura e Medicina, sul
tema delle polveri sottili. Il preside di Ingegneria, Francesco La Mantia, ha
aperto la seduta davanti a migliaia di studenti: "Da tempo c'è una bulimia
legislativa sugli Atenei. Questa non è una protesta solo contro la legge 133 ma
contro un sistema totale che ci impedisce di attivare le nostre
virtuosità". Prossime lezioni all'aperto, martedì alle 16.30
contemporaneamente al Politeama, al Massimo e in via Magliocco. Architettura
continua le lezioni ma organizza per domani un mini corteo da piazza Croci al
Politeama e lunedì l'istallazione di un giardino particolare nell'atrio di
Facoltà. A Farmacia, ieri, un'assemblea variegata ha deciso di proporre al
prossimo Consiglio di Facoltà di lunedì il blocco didattico o, in sostituzione,
assenze giustificate per gli alunni che parteciperanno agli appuntamenti di
protesta. Oggi a Lettere si presenta il calendario delle attività culturali che
prenderanno il posto delle lezioni nei prossimi 7 giorni. E intanto Alleanza
Etica si dissocia da altre associazioni studentesche di destra, aderendo a
tutte le manifestazioni contro la Gelmini. Sul fronte
scuola, al liceo statale Umberto I, primo e unico in autogestione fino al 31
ottobre col consenso del preside, i professori seguono l'orario didattico
partecipando e tenendo lezioni attinenti al tema della protesta. Oltre il
Galilei, attivo anche il Cannizzaro dove si fanno lezioni di mattina senza,
però, lo spazio per le interrogazioni visto che nel pomeriggio e fino a sera si
tengono incontri e dibattiti sul decreto 133. Altra storia per un centinaio di
studenti provenienti dall'Alberghiero Cascino, dall'Ettore Maiorana, dall'Ipsia
Medi e dal Pareto che, coordinati da Azione studentesca, hanno tenuto un sit-in
davanti all'Ufficio scolastico provinciale. Una loro delegazione ha incontrato
il provveditore chiedendogli una ottimizzazione del già esistente organo di garanzia
a tutela dei diritti degli studenti.
( da "Gazzettino, Il
(Rovigo)"
del 24-10-2008)
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Scuola
Mobilitazione contro la riforma Gelmini
Studenti in corteo e lezioni in piazza E gli universitari dicono no ai tagli
Gli studenti rodigini sono pronti a unirsi alla protesta contro la riforma
della scuola.Questa mattina alle 8.30 è atteso il formarsi del corteo che
attraversando la città, arriverà in centro storico, nella manifestazione
indetta dalla Rete degli studenti. Non si sa al momento quanti vi aderiranno,
mentre un altro appuntamento simbolico è previsto per il pomeriggio, quando
verso le 14.30-
( da "Provincia
Pavese, La"
del 24-10-2008)
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Scuola
PROTESTA
A MORTARA L'occupazione dell'istituto Pollini MORTARA. Proseguono
anche in provincia di Pavia le mobilitazioni degli studenti contro la riforma
prevista dal decreto Gelmini. In Lomellina l'episodio più eclatante è quello degli allievi
dell'istituto professionale Pollini di Mortara, che hanno occupato la scuola e
che ieri hanno organizzato un corteo per le strade della città con striscioni e
slogan. Per commentare clicca su www.laprovinciapavese.it.
( da "Provincia
Pavese, La"
del 24-10-2008)
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Scuola
Cronaca
Alagna, la scuola come una casa Due maestre e 33 bambini, rischia
l'accorpamento LE MICRO ELEMENTARI ALAGNA. Non sembra una scuola, ma una grande
casa delle favole. E' l'elementare di Alagna: 33 bambini e 2 maestre. Con la riforma Gelmini potrebbe essere soppressa: ai bambini e ai genitori questo non
va giù. Non solo perché la scuola è comoda e vicina a casa, ma soprattutto
perché si trovano bene. E' una struttura a misura di alunno, dove il rapporto
diretto tra insegnanti, scolari e genitori non è ancora scomparso.
"Sono contenta di studiare qui", dice una bambina dell'ultimo anno
mentre la mamma alle 12.30, subito dopo il suono della campanella, le toglie la
cartella e si prepara a portarla a casa. Oggi c'è anche la mensa, costruita da
poco dall'amministrazione comunale. "Se la chiudessero sarebbe proprio una
beffa". Anche perché 33 bambini sono quasi un record, rispetto ai 21 di
dieci anni fa. E poi sarebbe un problema per le mamme, anche straniere, che non
hanno la macchina. "Alla mattina - spiega Carmela Gallotti - vesto mia
figlia, le metto la cartella e andiamo a scuola a piedi. Non ho la macchina,
non potrei fare altrimenti. Se chiudono la scuola sarò costretta ad andare a
Garlasco. Il Comune dovrà predisporre un pulmino per portare i bambini", che
non potranno più essere seguiti quasi uno per uno. E' vero che ci sono solo due
pluriclassi: una dalla prima alla terza, e l'altra che comprende quarta e
quinta. Ma nessuno farebbe cambio con un altro tipo di scuola. Non lo farebbe
Sonia Giannini, il cui figlio oggi ha tredici anni e va a scuola a Garlasco,
sperimentando la vita del pendolare. "Anche ai tempi di mio figlio -
spiega Sonia - la scuola era a rischio. Poi hanno messo la mensa e hanno
risolto un altro problema, quello dei genitori che lavorano fuori paese".
Se davvero ad Alagna un giorno la grande casa dove i bambini stanno tutti
assieme dovesse chiudere, il Comune dovrebbe intervenire. "Noi ci
affidiamo all'amministrazione - dice Maurizio Massimo Marchese - se chiude la
scuola devono mettere un collegamento con Garlasco. Comunque si aggiungerebbe
un problema, visto che in paese manca anche l'asilo". E poi c'è il fatto
che in una scuola così piccola i bambini sono contenti di starci. "Mia
figlia - dice Monica Sisti - è felice di venire a scuola ad Alagna. Ha un
ottimo rapporto con le maestre". C'è anche chi si batte per far rimanere
la scuola elementare in paese da un trentennio. E' il caso di Desdemona
Vettorello, che davanti alla scuola ora va in qualità di nonna, dopo aver
accompagnato i figli. "Il nostro sindaco - dice - si è sempre battuto per
avere la scuola in paese. Non è la prima volta che la vogliono togliere. Io ci
ho mandato i miei due figli e ora mio nipote. Un tempo qui ad Alagna c'era
anche l'asilo, ma ci è stato tolto". (a.ball.).
( da "Provincia
Pavese, La"
del 24-10-2008)
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Scuola
Cronaca
"Mandare la polizia non serve Meglio il dialogo coi ragazzi" MORTARA.
"Mandare la polizia nelle scuole occupate, come ha detto Berlusconi, mi
pare eccessivo. Esiste anche il dialogo con gli studenti". Il preside
Henin ha seguito questa strada, per gestire un'occupazione che fino a ieri è
andata via liscia. Da tempo, anche il capo istituto segnala i problemi
strutturali della scuola. Avrebbe bisogno di una sede costruita ex novo, per
risolvere davvero i suoi problemi. Una soluzione che però la Provincia -
competente per l'edilizia scolastica alle superiori - non sembra intenzionata a
percorrere. Ieri si è inserita anche una nota polemica dal Pollini verso i
"colleghi" dell' Omodeo. Ma il preside Pacifico Lavatelli rimanda le
critiche al mittente: "Nessuno ci ha chiesto di unirci alla protesta,
almeno ufficialmente", spiega. Non sono previste per ora iniziative di
protesta all'Omodeo, istituto da quasi 900 iscritti che riunisce liceo
scientifico, linguistico e ragioneria. Quanto alla riforma Gelmini, "una riduzione delle ore
di lezione non sarebbe negativa: lascerebbe più spazio alla preparazione
individuale", dice Lavatelli. E comunque, "la scuola non deve
diventare un parcheggio". Idem per la razionalizzazione dei costi: non è
da condannare "se serve ad evitare sprechi". Per finire, il
maestro unico: "Deve comunque esserci una specializzazione degli
insegnanti, ad esempio per le lingue straniere". (a.m.).
( da "Provincia
Pavese, La"
del 24-10-2008)
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Scuola
Di
Anna Mangiarotti Mortara, sfila la protesta degli studenti Il Pollini in
corteo. In serata trattativa col preside per continuare l'occupazione MORTARA. "Noi del Pollini non vogliamo la Gelmini". Ieri la giornata di protesta degli studenti dell'istituto
professionale è iniziata con il corteo non autorizzato partito alle 10,30 dalla
sede occupata dei palazzi Lateranensi (in piazza Carlo Alberto), ma in serata
la contestazione ha rischiato di arenarsi. Gli allievi che si
preparavano alla seconda notte di occupazione hanno trovato le porte della
scuola chiuse e la giornata si è conclusa alla stazione con un gruppetto di
ragazzi e una mamma a discutere con il preside Alberto Henin che stava
prendendo il treno per tornare a casa. Alla fine, dopo una trattativa cui ha
preso parte anche la mamma di uno studente, si è deciso di consentire l'accesso
notturno a scuola solo agli allievi (una quindicina) presenti in stazione.
Hanno fornito i loro nomi, che il preside ha annotato per ragioni di sicurezza
e di tutela, e sono tornati a scuola per la seconda notte di occupazione. La
mattina, invece, era cominciata con il corteo e l'invito alla protesta esteso
ai liceali dell'Omodeo. "Abbiamo chiesto se volevano occupare anche loro -
spiega Francesco Speciale, 16 anni, rappresentante di istituto del Pollini - Ci
hanno snobbato, forse perché siamo un istituto professionale, dicendo che i
nuovi indirizzi ministeriali non li danneggiano". L'idea del corteo è nata
dopo la prima notte a scuola: non avendo comunicato nulla al Comune, il
responsabile dell'organizzazione verrà segnalato alla prefettura per
manifestazione non autorizzata. Comunque: l'altra notte, una quarantina di
ragazzi ha dormito nelle aule in prestito al Pollini nell'elementare di piazza
Italia. "Locali più sicuri - anche per evitare l'ingresso di estranei -
rispetto ai Lateranensi, fatiscenti e in parte non a norma", spiega il
preside Alberto Henin. Ha passato anche lui la notte (sveglio) nel suo ufficio
di via Marsala, a pochi passi. Andando "ogni tanto a controllare i
ragazzi, che erano molto tranquilli". Gli studenti hanno discusso e
guardato film: qualcuno ha dormito in tenda in cortile. Rispetto all'inizio
dell'occupazione (mercoledì mattina) dai 300 ragazzi nella protesta si è
passati ai circa 200 di ieri mattina, ma sempre molto motivati.
"Contestiamo i tagli della riforma Gelmini, e
segnaliamo le condizioni disastrose della nostra scuola", spiegava Erika
Apicella, 17 anni (indirizzo sociale), altra rappresentante di istituto insieme
a Giorgio Mastella e Luciano Fazzoni (agraria). Solo una cinquantina di
studenti ieri ha fatto lezione, "gli altri pur non partecipando
all'occupazione non sono venuti a scuola", spiegava il preside. Ieri all'una
nel cortile dei Palazzi Lateranesi si ballava. Nel pomeriggio erano previsti
laboratori, anche per fare striscioni e ridipingere aule che ne hanno bisogno.
Vale la pena ricordarlo: l'istituto professionale Pollini ha tre indirizzi, e
da anni gravi problemi di spazio e qualità delle strutture che ospitano gli
studenti, 772 quest'anno. L'alberghiero ha 20 classi e oltre 400 iscritti,
ospitati ai Lateranensi (le ex medie). (ha collaborato Andrea Ballone).
( da "Gazzettino, Il
(OgniSport)"
del 24-10-2008)
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Scuola
In
vista dell'incontro in Regione per il dimensionamento scolastico vertice a
Palazzo Piloni la settimana prossima Scuola, la Provincia
chiama i sindaci Decreto Gelmini, gli studenti verso un'autogestione provinciale da metà novembre
al liceo Tiziano BellunoSono giorni decisivi per la scuola. Ieri è scesa
nuovamente in campo la Provincia con l'assessore all'Istruzione, Claudia
Bettiol, che ha convocato d'urgenza per il giorno 29 tutti i sindaci perché il
giorno dopo sarà a Venezia, convocata a sua volta insieme a tutti i
colleghi delle altre Province del Veneto dall'assessore regionale Donazzan:
all'ordine del giorno il dimensionamento scolastico. E se la Provincia ha
competenza sugli Istituti superiori, scuole dell'infanzia, primarie e medie
sono di competenza dei sindaci. "E sono questi ultimi - riferisce la
Bettiol - ad aver chiesto che la Provincia funga da coordinatrice". Nasce
da qui l'incontro del
( da "Provincia
Pavese, La"
del 24-10-2008)
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Scuola
Cronaca
Rovescala, c'è preoccupazione per le prospettive della scuola ROVESCALA. Una quarantina
di alunni in tutto, suddivisi tra la prima e la quinta classe. Alcuni in
pluriclasse. Un edificio scolastico recentemente ristrutturato: completamente
tinteggiato a nuovo e dotato, da due anni, di un adeguato sevizio mensa
comunale. E' la scuola elementare di Rovescala che fa capo all'Istituto
Comprensivo della Valle Versa con sede di dirigenza scolastica a Santa Maria.
Una delle tante a rischio di chiusura perchè considerata
sottodimensionata in base al decreto "Gelmini", ma non solo, almeno sembra. "Difficile capire cosa
succederà - spiega il sindaco, Corrado Dal Forno - siamo in attesa di
comunicazioni ufficiali. Certo è, aggiunge il sindaco, che già prima delle
elezioni, il provveditorato aveva preannunciato una razionalizzazione delle scuole
sottodimensionate, in tempi brevi". Quindi possibile che la
giovanissima popolazione scolastica di Rovescala già dal proimo anno
scolastico, debba traslocare nelle vicine Montù o Santa Maria della Versa.
"Un provvedimento di chiusura indubbiamente spiace, l'amministrazione
comunale ha sempre tenuto molto in considerazione la scuola, di fondamentale
importanza per il paese anche se, siamo comunque preparati ad una possibile
chiusura a meno di non sperare in un aumento della popolazione scolastica a
brevissima scadenza", ha detto Dal Forno. (p.r.).
( da "Monde, Le" del 24-10-2008)
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LE
MONDE | 24.10.08 | 15h04 * Mis à jour le 24.10.08 | 15h04 Réagir Classer E-mail
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qu'il voulait ou presque. Depuis son élection à la présidence du conseil
italien, Silvio Berlusconi a imposé le rythme et les thèmes de la vie politique
italienne sans avoir à craindre que quiconque ne le fasse choir du piédestal où
il trône, fort d'une cote de popularité à 60 %. La rue ? Muette au point que le
cinéaste Nanni Moretti a parlé de "disparition de l'opinion
publique". La crise ? Traversée sans dommages pour son image, donnant des
conseils boursiers aux petits actionnaires ("Ne vendez pas") et des
assurances aux banques ("L'Etat garantira l'épargne"). La gauche ?
Trop faible, trop divisée pour compter. SUR LE MêME SUJET Les faits La rue et
la gauche se mobilisent contre Silvio Berlusconi Enquête Vent de racisme en
Italie Edition abonnés Fiche pays : Italie SUR LE MêME SUJET Les faits Les
eurodéputés vent debout contre les scanners corporels dans les aéroports
Cadrage L'effet Sarah Palin se retourne contre John McCain Site web Le
"New York Times" se range derrière Obama Les faits Le Kremlin
impitoyable pour les condamnés de l'affaire Ioukos Cadrage John McCain peut-il
encore gagner ? Aujourd'hui, la rue se réveille. Depuis plusieurs jours, des
dizaines de milliers de professeurs, d'étudiants, de lycéens battent quotidiennement les pavés des grandes villes contre la
réforme conduite par la ministre de l'instruction, Mariastella Gelmini. Elle prévoit des coupes
budgétaires de plusieurs milliards d'euros et la suppression d'environ 140 000
postes dans les prochaines années. Les manifestations ont pris un tour plus
violent, illustré par des heurts avec la police, notamment à Milan. Le
"Cavaliere" a menacé de faire intervenir la police pour évacuer les
contestataires qui bloquent les lycées et universités. Mais ces déclarations
martiales n'ont pas convaincu les étudiants de renoncer à leur action. Au
contraire : "Non seulement la mobilisation continue, mais elle augmente.
C'est désormais la société dans son ensemble qui se rend compte que le
gouvernement met en danger le développement économique du pays", affirme
un communiqué de l'Union des étudiants italiens (UDU). Deux grèves sont
annoncées : le 30 octobre dans les écoles et les lycées ; le 14 novembre dans
les universités. Jeudi 23 octobre, M. Berlusconi a démenti tout projet de
recours à la force, et Mme Gelmini s'est dite prête à
recevoir les syndicats et les parents d'élèves. Une première tentative de
dialogue ? A cours d'argument et craignant que cette contestation ne finisse
par agir comme un acide sur ses bons sondages, M. Berlusconi s'en est pris à
ses cibles habituelles : médias et centre-gauche. Aux premiers, il reproche de
"diffuser l'angoisse" et des fausses nouvelles ; au second, de
chercher dans la rue une revanche à son échec dans les urnes lors des élections
générales d'avril. C'est une première. Après avoir moqué son principal
adversaire, le président du conseil semble lui reconnaître un rôle d'opposant
qu'il refusait jusqu'alors de lui accorder. Rendu inaudible et humilié par sa
défaite au scrutin d'avril, le centre paraît retrouver une visibilité et une
crédibilité que les sondages ne traduisent pas encore. Walter Veltroni,
secrétaire général du Parti démocrate, après nombre tâtonnements, semble avoir
trouvé la voie d'une opposition résolue qui n'hypothèque pas la possibilité
d'un dialogue. Ayant retrouvé son rang de premier opposant au président du
conseil, M. Veltroni doit en apporter la preuve chiffrée, en rassemblant un
million de personnes - objectif ambitieux qu'il s'est lui même fixé -, samedi
25 octobre, à Rome, contre la politique de M. Berlusconi. Un chiffre que les
capacités de mobilisation de l'appareil et un comptage généreux devraient lui
permettre d'atteindre. UNE PREMIÈRE Pour en arriver là, M. Veltroni a dû faire
violence à sa réputation d'homme indécis. Après avoir supporté sans trop
broncher les critiques de son principal allié, Antonio Di Pietro, leader du
parti de l'Italie des valeurs (IDV), qui lui contestait le leadership de
l'opposition au nom d'une vision plus intransigeante de l'antiberlusconisme,
l'ancien maire de Rome a rompu son alliance. Une manière de clarifier la ligne
du parti et de l'ancrer résolument au centre gauche. "Collaborateur",
lui a lancé M. Di Pietro. Le succès de ce rassemblement ne signifie pas
forcément la fin des contestations pour M. Veltroni. Décrit dans les médias
proches du pouvoir comme un homme hésitant et peu charismatique, le secrétaire
général du PD doit compter sur une opposition interne active. Certains dans le
parti, dont l'autre poids lourd Massimo D'Alema, n'hésitent pas à parier sur
une cuisante défaite du PD aux élections européennes, entraînant du même coup
le départ de son actuel secrétaire général. M. Berlusconi, qui connaît les
ressorts humains et les arcanes de la politique italienne, le sait mieux que
quiconque. La coalition des contestations - une première depuis son élection -
peut encore se rompre sous la pression des divisions internes de ses opposants.
Philippe Ridet Article paru dans l'édition du 25.10.08. Abonnez-vous au Monde à
16€/mois.
( da "RomagnaOggi.it" del 24-10-2008)
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14.50
(Ultima Modifica: 24 ottobre 2008) La protesta contro il
decreto Gelmini invade
anche la piazza di Forlì e dalla prossima settimana le lezioni potrebbero svolgersi
sotto la statua di Aurelio Saffi. Le lezioni in piazza Saffi la prossima
settimana assieme ad una raccolta firme per l'abrogazione della legge
( da "Varesenews" del 24-10-2008)
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Busto
Arsizio - I rappresentanti di istituto definiscono positiva l'esperienza e
annunciano altre manifestazioni di dissenso se la riforma non verrà fermata. La
protesta si allarga anche ad altre scuole Occupazione finita al Candiani ma la
mobilitazione resta Fuori gli striscioni ci sono ancora, inumiditi e
appesantiti dalla pioggia notturna, nel cortile interno c'è aria di
smobilitazione e ragazzi assonnati dopo la nottata a scuola, si danno da fare
per rimettere tutto a posto. E' stata una occupazione soft ma ricca di
contenuti quella conclusasi oggi, venerdì 24 ottobre, al liceo artistico
Candiani, nella sede di piazza Trento e Trieste. Iniziata ieri mattina è durata
solo un giorno e mezzo ma è servita a smuovere le acque e a
far prendere coscienza agli studenti dei contenuti della cosiddetta
"riforma Gelmini".
Sono stati oltre 200 i ragazzi che hanno partecipato alle assemblee sulla
riforma tenutesi durante la giornata di ieri e in serata in molti sono rimasti
ad ascoltare le parole del premier Berlusconi sull'uso della Polizia per
sgomberare le scuole occupate. Giacomo Rossi, Alessandro Luoni e Andrea
Grossi sono stati protagonisti e i motori della protesta, svoltasi pacificamente
e senza danni:"Il nostro principale obiettivo era fare informazione sulla
riforma - dicono - quindi abbiamo fatto tutto di concerto con lo stesso preside
Andrea Monteduro che non si è messo di traverso, anzi grazie alla
collaborazione messa in campo abbiamo organizzato tutto in modo che chi avesse
voluto fare lezione ha potuto farla tranquillamente. Su tre sedi noi abbiamo
occupato solo questa che è anche quella più visibile". Durante la giornata
di ieri, inoltre, molti esponenti dei collettivi e i rappresentanti di istituto
dell'Istituto alberghiero di Stresa hanno fatto visita agli studenti del
Candiani: "Si, qualcosa si sta muovendo anche nelle altre scuole di
Busto - spiega Alessandro Luoni - se il governo prova a far passare la riforma
così com'è scenderemo in piazza. In molti stanno aprendo gli occhi sui tagli
indiscriminati che si vogliono fare". Gli studenti dell'artistico sono i
primi a sentirsi minacciati per l'elevata quantità di strumenti di cui questo
tipo di scuola deve avere: "Siamo i più esposti in questo momento - dice
Giacomo Rossi - e non vogliamo pagare la crisi. Sulla scuola bisogna investire
non tagliare e crediamo che chi verrà dopo di noi debba avere le nostre stesse
possibilità". In conclusione i rappresentanti di istituto sottolineano
come gli studenti si siano comportati in maniera civile e ordinata, senza
danneggiare la struttura: "Da questo si vede che non abbiamo occupato per
perdere tempo ma per prendere in mano il nostro futuro". Venerdi 24
Ottobre 2008 o.m.
( da "RomagnaOggi.it" del 24-10-2008)
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14.27 (Ultima
Modifica: 24 ottobre 2008) Insultatemi pure, ma senza travalicare: e comunque
il governo andrà avanti. E' la sintesi di quanto detto dal
ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, durante il suo intervento al Senato. "Quando ho assunto
l'incarico di ministro dell'Istruzione ero consapevole delle difficolta' a cui
sarei andata incontro e delle proteste - ha rivelato -, le accetto con
consapevole rassegnazione ma spero che non travalichino il segno".
Intanto i cortei proseguono ovunque. Secondo il ministro si è dato vita ad
"una campagna terroristica che ha diffuso false informazioni tra le
famiglie destinate a svaporare quando il tempo ne fara' giustizia, ma che
avvelenano il clima con l'obiettivo di bloccare la riforma e di alimentare la piazza
creando un clima di allarmismo totalmente ingiustificato". Il ministro ha
poi invitato tutti ad ascoltare le parole del presidente della Repubblica, non
senza aver prima accusato il leader dell'opposizione Walter Veltroni di aver
"privilegiato il terreno di scontro". "Napolitano nella sua
saggezza, che e' di aiuto e riferimento per tutti - ha detto la Gelimini -,
ricorda che in Italia abbiamo bisogno di una scuola migliore e auspica spazi
per il confronto". Tornano ad attaccare il Partito democratico il ministro
Gelmini andando a "seguire i binari del confronto
lungo la via della realta' e del cambiamento" e lancia una sfida al Pd.
Parlando nell'aula del Senato dice: "E' su questo tema che aspetto il Pd
una volta che avra' consumato il rito della piazza". "Non sara' un
giovane ministro a mettere la scuola italiana nell'impossibilita' del
cambiamento - ha poi fatto notare la Gelmini -. Sono
consapevole che ho di fronte una sfida difficile e importante, ma questa sfida
merita di essere compiuta, lo devo agli studenti, agli insegnanti e alle
famiglie dei ragazzi. Lo devo a chi ci chiede una scuola aperta a tutti e che
restituisca pari opportunita'".
( da "Varesenews" del 24-10-2008)
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Gallarate
- Il segretario Bonometti: "Chiediamo il ritiro immediato di quel decreto
e la sua non conversione in legge" Arriva il Ministro, presidio di
Rifondazione Riceviamo e pubblichiamo "Lo spettacolo del Ministro lo
conosciamo già, per questo saremo fuori dal teatro a manifestare." Che il Ministro Gelmini venga o meno a Gallarate, Rifondazione Comunista per voce del segretario
provinciale Giovanni Bonometti, conferma la partecipazione al presidio indetto
fuori dal teatro Gassman di Gallarate per lunedì dalle ore 14.00. E spiega:
"Il Ministro decida di presenziare o meno, ma non permettiamo alcuna
illazione sulla questione sicurezza. Noi saremo in piazza a manifestare
in modo civile, come sempre, insieme a studenti, genitori, insegnanti,
cittadini che vogliono bloccare un provvedimento che uccide la scuola pubblica
italiana. Punto". Un presidio organizzato unitariamente dalle forze
politiche della sinistra, dal sindacato, dalle organizzazioni degli studenti e
dai genitori che, indipendentemente dalla visita del Ministro, serve a dare il
via a una stagione di mobilitazioni a difesa della scuola pubblica anche nel
Gallaratese, così come sta avvenendo nel resto d'Italia. "Il provvedimento
del Governo sulla scuola sta diventando impopolare e sta aprendo contraddizioni
dentro la stessa maggioranza. Il Ministro Gelmini ha
dichiarato di non essere sordo alla protesta, peccato che sinora l'unica
risposta è stata una gravissima minaccia da parte del Presidente del Consiglio
agli studenti (poi rimangiata) e il continuo insulto dello stesso Ministro
sulla falsità della protesta. Questo non significa mettersi all'ascolto".
La scuola pubblica italiana va difesa e quindi, conclude Bonometti, "Noi
saremo in piazza a chiedere al Ministro, ovunque si trovi, quello che ormai la
maggioranza del mondo della scuola chiede: il ritiro immediato di quel decreto
e la sua non conversione in legge". L'appuntamento per Rifondazione
Comunista è lunedì 27 ottobre in Piazza Guenzati, di fronte al teatro Venerdi
24 Ottobre 2008.
( da "Articolo21.com" del 24-10-2008)
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Di
Pino Finocchiaro Talvolta la rivoluzione passa sotto le gambe dei cavalli dei
cosacchi. Ed è accaduto anche tra piazza Navona e Palazzo Madama quando i
celerini hanno iniziato a togliersi l'elmetto azzurro, lasciando penzoloni gli
sfollaggenti e accatastati gli scudi. Il pomeriggio nero di Palazzo Madama era
appena terminato. Nell'emiciclo della camera nobile, il
ministro Maria Stella Gelmini, con gli occhi lucidi e la voce rotta dall'emozione aveva appena
pronunciato le parole fatidiche, “convocherò i rappresentanti degli studenti”.
La controriforma Tremonti-Gelmini era appena stata battuta da una manifestazione pacifica e
determinata degli studenti e degli universitari di Roma. Nessuno
scontro. Solo canti e slogan. Nessuna contrapposizione. Mediazione. Con i
funzionari della questura che convincono i ragazzi a non premere sul piazzale
di Palazzo Madama e i ragazzi che defluiscono festosi in quella piazza Navona
che appare ogni giorno di più il luogo del nostro scontento. Da Moretti a
Guzzanti, da Di Pietro a Grillo, sino ai mille volti anonimi e gai dei ragazzi
che sollevano uno striscione “siamo qui a difendere i diritti dei vostri
figli”. I figli dei senatori, sì, ma anche i figli di quei poliziotti chiamare
a garantire l'ordine pubblico non a turbarlo secondo i suggerimenti del premier
che aveva invocato l'intervento dei manganelli nelle scuole e nelle università
occupate. Fortunatamente, c'è chi ha ancora un senso altissimo dello Stato al
Viminale. Fortunatamente c'è ancora chi crede in uno Stato di diritto e di
tutela dei diritti. Non in uno stato voce e braccio del Padrone di turno. Non
c'erano i cosacchi né i loro cavalli in piazza Madama. C'erano quei funzionari
che hanno testimoniato sulla “macelleria messicana” della scuola Diaz del G8 di
Genova. Quelli che credono in una polizia di cittadini e che dopo Genova hanno
detto “mai più”. Ed hanno voluto guardare in faccia quei ragazzi, dopo aver
trepidato – e magari in cuor loro sperato – di scorgere tra quei mille volti il
viso conosciuto di un figlio, una figlia, un fratello, una sorella. E quando
hanno tolto l'elmetto azzurro hanno potuto sorridere, tranquilli,
tranquillizzanti. “Mai più”. La controriforma Tremonti-Gelmini
è stata calpestata dagli zoccoli recalcitranti dei cavalli dei cosacchi che
hanno lasciato passare indenni i loro figli migliori, la classe dirigente del
futuro di questo triste paese dei misteri. E dietro quegli uomini in divisa che
rifiutano lo scontro, che lasciano passare le voci della contestazione c'è una
società che cambia. Una società di cittadini che chiudono i conti con le
cariche del '68 e i pestaggi barbarici del G8 alla Diaz e a Bolzaneto. C'è il
seme di un'Italia migliore, più allegra, vivace, conscia di sé. La polizia è cambiata?
Sì, i celerini di piazza Navona non sono più quelli di cui prese le difese Pier
Paolo Pasolini, scrivendo, “io sto con voi”. Se non nello stipendio, non sono
più i proletari in divisa. Nel '68 la loro età media era di vent'anni, ed erano
scapoli per obbligo di legge. Oggi in media hanno 36 anni, sono sposati o
divorziati con figli come gran parte dei loro coetanei. Nel '68 i celerini
avevano la quinta elementare e i marescialli che li comandavano avevano al più
la terza media. Oggi gli agenti sono quasi tutti diplomati, i marescialli si
chiamano ispettori, hanno almeno il diploma e in gran numero sono laureati. I
celerini del '68 erano nati in campagna e non avevano mai letto un libro.
Quelli di oggi sono nati e cresciuti in famiglie cittadine con librerie ben
fornite. Quelli del '68 vedevano l'unica tv al bar o al circolo della caserma,
e non tutti avevano ben imparato l'italiano grazie al maestro Alberto Manzi.
Quelli dei nostri giorni praticano il surf sulla blogosfera e leggo le pagine
in inglese meglio che in italiano. E i loro figli, erano già là, in piazza.
Quegli stessi figli che non sanno se potranno mandare all'Università. Gli
stessi figli per i quali si sono indebitati con i loro miseri stipendi. Al
punto che il 60 per cento dei carabinieri e poliziotti italiani ha il quinto
dello stipendio impegnato. E poco gliela racconta il governo a dire che in
fondo le cose non vanno poi così male. Con tutto questo nel cuore – e un
fremito nascosto dietro la celata dell'elmo - erano lì in piazza Navona a difendere
i governanti pro tempore dalla loro stupidità. Ma i celerini di oggi hanno
visto e rivisto la registrazione digitale delle aggressioni anche contro
minorenni inermi a Genova, hanno visto e rivisto gli scontri in Campania su
You-Tube e l'aggressione al collega Romolo Sticchi del Tg3. Nel '68 bastava
strappare la macchina fotografca di mano al fotografo e far prendere luce al
rullino. Oggi per una telecamera che fai sparire altre dieci riprendono quel
gesto barbaro e incivile e ti inchiodano a responsabilità di cui nessuno più in
polizia vuol farsi carico. Ci sono i videofonini e le telecamere remotate delle
tv digitali RaiNews 24 e Sky che mandano il segnale in diretta, tentare di
spegnerne una vuol dire attirare l'attenzione di altre cento che ti inchiodano.
E' la società della comunicazione, bellezza. In questa crescita della coscienza
delle forze dell'ordine italiane, noi giornalisti, e con noi i videomaker
indipendenti che hanno monitorato Genova, abbiamo avuto un ruolo fondamentale.
In tutto questo piangerci addosso per l'inutilità del nostro mestiere. Se
guardiamo a questa rivolta nell'animo dei nostri ragazzi nelle scuole e dei
celerini dietro i loro elmetti azzurri, una gran parte del merito è nostra e
dei nostri servizi, articoli, commenti che spesso sono migliori di noi. In una
tv che propone cuochi e prelibatezze a chi rinuncia a comprare uova e latte la
terza settimana del mese. In una tv che chiama realtà talpe e culi, isole e
tette. La vera realtà, l'ha celebrata Rai News 24 con le parole dell'inviata
Manuela Lasagna: “…i poliziotti hanno tolto gli elmetti…”. Talvolta, la
rivoluzione passa attraverso un gesto e le parole di un cronista narrano la
Storia. pinofinocchiaro@iol.it www.pinofinocchiaro.it.
( da "Quotidiano.net" del 24-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Così
il premier tornando sulle polemiche relative alle proteste nelle scuole e
nelle università. Immediate le reazioni dell'opposizione: "Facinoroso sarà
lui..."
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Così il premier tornando sulle polemiche relative alle proteste nelle scuole e
nelle università. Immediate le reazioni dell'opposizione: "Facinoroso sarà
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Sondaggi Berlusconi: "Polizia nelle università" Veltroni: "Il
premier soffia sul fuoco" (125 commenti) Bloccate le vie d'accesso al
Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? Mai detto né pensato" (83
commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita
un'epoca" (79 commenti) "Via la patente ai condannati per droga E se
minori non potranno prenderla" (71 commenti) "Le classi separate? Non
ci saranno Solo corsi di lingua il pomeriggio" (58 commenti) Raccontateci
il 'vostro' sci e andrete gratis a Skipass (56 commenti) Multa record a
senzatetto Oltre 700 euro per aver steso i cartoni (52 commenti) Odeon,
no alla chiusura Firma anche tu la petizione (41 commenti) 15:55:15 - Ogni
paese è una storia a sè, ciascuno ha una storia nell'ultimo decennio diversa
dagli altri. In It[...] Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" 15:50:33 - HA RAGIONE
BERLUSCONI,NON HA MAI DETTO CHE AVREBBE MANDATO LA POLIZIA.HA DETTO SOLO CHE
FARA' INTERV[...] Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia
nelle scuole? Mai detto né pensato"15:50:19 - Ciao Madrid e complimenti
per i tuoi messaggi che trovo sempre chiari e garbati. Cmq qui non si parl[...]
"Le classi separate? Non ci saranno Solo corsi di lingua il
pomeriggio"15:45:31 - Ma italiani, basta! Ci stiamo facendo la guerra a
vicenda e cosi ci facciamo del male da soli. Cosa [...] Berlusconi:
"Polizia nelle università" Veltroni: "Il premier soffia sul
fuoco"15:45:30 - Citando il Prof. Pasquino, Bologna sta diventando
"Un paese per vecchi". Chi non riesce a dormire ha[...] "Vietati
gli sconti sugli alcolici"15:39:54 - mi dispiace ma l'ipocrisia è
continuare a credere che l'unica colpa di mortalità sulle strade sia di[...]
"Via la patente ai condannati per droga E se minori non potranno
prenderla"15:38:48 - No alla chiusura del cinema odeon!!!Comodo per tutti
coloro che abitando in citta e non avendo l'aut[...] Odeon, no alla chiusura
Firma anche tu la petizione Gay in politica: è vero che sono
discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei
d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio
contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via
definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la
richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani
sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per
migliorare le proprie prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare
gli scioperi dei trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei
d'accordo?Classi separate per gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web
affina la mente: è vero?Chi vorresti vedere nei panni di James Bond?I
provvedimenti presi sono sufficienti per contrastare la crisi finanziaria?Hai
fiducia nel governo Berlusconi? La foto del giorno La Roma Imperiale nel logo
della finale di Champions League Una forte connotazione che richiama i simboli
e lo stile grafico della Roma classica: la Coppa e la corona di alloro
riservata un tempo ai vincitori, con il Colosseo sullo sfondo. Conto la
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( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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Scuola
AL
LICEO LINGUISTICO DI GOZZANO Un dibattito sul futuro dell'istituto Sono scesi a
manifestare contro il decreto Gelmini anche gli studenti del Liceo linguistico-socio-psicopedagogico
di Gozzano, uno degli istituti che rischia di subire contraccolpi dalla
riforma. Gli studenti, dopo aver avvisato sia il dirigente scolastico che le
forze dell'ordine, hanno simbolicamente "occupato" il cortile interno
della scuola senza però impedire a chi voleva far lezione di andare in aula.
Chi è rimasto fuori ha dato vita ad un dibattito sul decreto con il contributo
di conoscitori della normativa.
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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Scuola
CONTRO
LA RIFORMA.STASERA ASSEMBLEE A VERBANIA E DOMODOSSOLA Per
dire no ai tagli della Gelmini saltano anche le gite scolastiche Dall'autogestione, conclusa,
allo sciopero generale di giovedì che sarà caratterizzato, nelle intenzioni di
Cgil, Cisl e Uil, da una manifestazione provinciale a Verbania il 30 ottobre,
in concomitanza con quella nazionale. Un corteo muoverà dal liceo
Cavalieri, alle 9,30, per concludersi in piazza Ranzoni. L'astensione dal
lavoro del 30 ottobre vuole essere un momento di partenza per una serie di
iniziative per far crescere l'opposizione ai tagli del ministro Gelmini. Una delle idee forti è quella di sospendere le
attività extra didattiche, non remunerate. A cominciare dalle gite
d'istruzione, la cui cancellazione, dai programmi, potrebbe avere una grave
ricaduta economica sul turismo del settore, se questa forma di lotta si
allargherà nelle altre scuole italiane. In questo senso si sono già espressi
insegnanti e non docenti del liceo Cavalieri che in un lungo documento spiegano
le ragioni della protesta. "Vogliamo dare - è scritto - a tutti gli
studenti e ai genitori un segnale preciso del disagio e delle preoccupazioni
degli insegnanti". Gli insegnanti del liceo propongono in alternativa
"visite e stage di approfondimento senza costi nella nostra città". E
concludono con un appello ai colleghi delle altre scuole chiedendo di fare
altrettanto "affinché questa scelta possa incidere sugli interessi
economici legati all'organizzazione dei viaggi scolastici". Un altro
invito è per ripensare "i criteri di scelta dei libri di testo,
riducendone il numero ed il costo complessivo". Il messaggio è stato
accolto favorevolmente dall'assemblea dei docenti dell'Itis Cobianchi, che si è
rinuita ieri pomeriggio, e sarà messo alla firma di tutti i professori della
scuola. Frattanto sta crescendo il Coordinamento cittadino degli insegnanti che
sta lavorando per un confronto proficuo con i genitori finalizzato ad
iniziative unitarie. Il primo appuntamento promosso dall'Associazione dei
genitori è per questa sera alle 21 all'Auditorium di Sant'Anna, dove
interverranno esperti del mondo scolastico. A conclusione dei lavori ci sarà un
incontro fra le varie componenti della scuola per organizzare la notte bianca
che si terrà mercoledì 29 ottobre. Questa sera alle 21 è in programma anche
un'assemblea al teatro San Francesco di Domodossola a cui parteciperà Luisella
De Filippi del direttivo nazionale Flc-Cgil. Lunedì alle 21 si parlerà dei
tagli Gelmini anche nella sala consiliare di Baveno.
( da "TGCom" del 24-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Scuola,
studenti oggi dalla Gelmini Salta il primo incontro con Uds e Udu Primo no al dialogo con il
ministro Gelmini sulla
riforma della scuola: l'UdS (Unione degli Studenti) e l'Udu (Unione degli
universitari) hanno deciso di non partecipare al tavolo perché avevano posto
come condizione irrinunciabile il ritiro del decreto. Il ministro
riceverà anche altre rappresentanze degli studenti per cercare di illustrare i
contenuti del suo provvedimento e stemperare gli animi che hanno portato a
numerose proteste. 13.30 Udu e Uds abbandonano il tavolo. Le associazioni
studentesche Udu e Uds "non hanno neppure voluto sedersi al tavolo"
per un confronto con il ministro Gelmini. E' quanto
riferiscono fonti ministeriali spiegando che gli studenti avrebbero posto come
condizione preliminare per l'avvio del dialogo il ritiro del decreto 137
sull'università. 12.17 Corteo a Torino - Continua anche a Torino la
mobilitazione contro la riforma del sistema scolastico del ministro Mariastella
Gelmini. Anche questa mattina le strade della citta'
sono state attraversate da un corteo spontaneo e non programmato promosso dagli
studenti di due istituti superiori. Duecento ragazzi hanno filato per le vie
del centro per una manifestazione che si e' svolta tranquillamente e senza
problemi o tensioni. 11.30 Napoli, studenti mandano traffico in tilt - Un
corteo di studenti medi e universitari sta attraversando le strade del centro
cittadino di Napoli. A partecipare numerosi istituti partenopei e della
provincia. Dopo una prima tappa in piazza del Gesù, dove si è aggiunta una
delegazione del liceo Genovesi occupato da tre giorni, la manifestazione si
dirige verso piazza Municipio e successivamente piazza del Plebiscito. Traffico
in tilt e automobilisti bloccati. Fra le scuole presenti anche il liceo
Virgilio, il Margherita di Savoia, oltre a studenti universitari provenienti da
Fuorigrotta. 10.00 - Milano, lezioni in Piazza del Duomo - Sono più un
centinaio gli studenti delle università milanesi che si sono riuniti in Piazza
del Duomo per ribadire, attraverso forme di didattica alternativa, il loro
perentonio no alla riforma Gelmini e ai tagli
all'istruzione previsti in finanziaria. Sotto la Madonnina è in corso una
lezione sul "fallimento dell'Università di massa in Italia" tenuta
dal professor Aldo Giannuli, docente di Storia Contemporanea alla facoltà di
Scienze Politiche. 09.30 - Milano, studenti davanti all'assessorato
all'educazione - Oltre 200 studenti del liceo linguistico Manzoni hanno
organizzato un presidio di fronte all'Assessorato dell'Educazione del Comune di
Milano, nei pressi di Piazzale Loreto. La protesta si sta svolgendo in modo
pacifico e senza alcun tipo di incidente. Invia ad un amico.
( da "Monde, Le" del 24-10-2008)
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Scuola
La rue
et la gauche se mobilisent contre Silvio Berlusconi LE MONDE | 24.10.08 | 15h04
* Mis à jour le 24.10.08 | 16h41 Réagir Classer E-mail Imprimer Partager
Partager: ROME CORRESPONDANT Jusqu'à présent, il a fait ce qu'il voulait ou
presque. Depuis son élection à la présidence du conseil italien, Silvio
Berlusconi a imposé le rythme et les thèmes de la vie politique italienne sans
avoir à craindre que quiconque ne le fasse choir du piédestal où il trône, fort
d'une cote de popularité à 60 %. La rue ? Muette au point que le cinéaste Nanni
Moretti a parlé de "disparition de l'opinion publique". La crise ?
Traversée sans dommages pour son image, donnant des conseils boursiers aux
petits actionnaires ("Ne vendez pas") et des assurances aux banques
("L'Etat garantira l'épargne"). La gauche ? Trop faible, trop divisée
pour compter. SUR LE MêME SUJET Les faits La rue se mobilise contre Silvio
Berlusconi Enquête Vent de racisme en Italie Edition abonnés Fiche pays :
Italie SUR LE MêME SUJET Les faits Les eurodéputés vent debout contre les
scanners corporels dans les aéroports Cadrage L'effet Sarah Palin se retourne
contre John McCain Site web Le "New York Times" se range derrière
Obama Les faits Le Kremlin impitoyable pour les condamnés de l'affaire Ioukos
Cadrage John McCain peut-il encore gagner ? Aujourd'hui, la rue se réveille.
Depuis plusieurs jours, des dizaines de milliers de professeurs, d'étudiants,
de lycéens battent quotidiennement les pavés des grandes
villes contre la réforme conduite par la ministre de l'instruction, Mariastella
Gelmini. Elle prévoit des
coupes budgétaires de plusieurs milliards d'euros et la suppression d'environ
140 000 postes dans les prochaines années. Les manifestations ont pris un tour
plus violent, illustré par des heurts avec la police, notamment à Milan.
Le "Cavaliere" a menacé de faire intervenir la police pour évacuer
les contestataires qui bloquent les lycées et universités. Mais ces
déclarations martiales n'ont pas convaincu les étudiants de renoncer à leur
action. Au contraire : "Non seulement la mobilisation continue, mais elle
augmente. C'est désormais la société dans son ensemble qui se rend compte que
le gouvernement met en danger le développement économique du pays",
affirme un communiqué de l'Union des étudiants italiens (UDU). Deux grèves sont
annoncées : le 30 octobre dans les écoles et les lycées ; le 14 novembre dans
les universités. Jeudi 23 octobre, M. Berlusconi a démenti tout projet de
recours à la force, et Mme Gelmini s'est dite prête à
recevoir les syndicats et les parents d'élèves. Une première tentative de
dialogue ? A cours d'argument et craignant que cette contestation ne finisse
par agir comme un acide sur ses bons sondages, M. Berlusconi s'en est pris à
ses cibles habituelles : médias et centre-gauche. Aux premiers, il reproche de
"diffuser l'angoisse" et des fausses nouvelles ; au second, de
chercher dans la rue une revanche à son échec dans les urnes lors des élections
générales d'avril. C'est une première. Après avoir moqué son principal
adversaire, le président du conseil semble lui reconnaître un rôle d'opposant
qu'il refusait jusqu'alors de lui accorder. Rendu inaudible et humilié par sa
défaite au scrutin d'avril, le centre paraît retrouver une visibilité et une
crédibilité que les sondages ne traduisent pas encore. Walter Veltroni,
secrétaire général du Parti démocrate, après nombre tâtonnements, semble avoir
trouvé la voie d'une opposition résolue qui n'hypothèque pas la possibilité
d'un dialogue. Ayant retrouvé son rang de premier opposant au président du
conseil, M. Veltroni doit en apporter la preuve chiffrée, en rassemblant un
million de personnes - objectif ambitieux qu'il s'est lui même fixé -, samedi
25 octobre, à Rome, contre la politique de M. Berlusconi. Un chiffre que les
capacités de mobilisation de l'appareil et un comptage généreux devraient lui
permettre d'atteindre. UNE PREMIÈRE Pour en arriver là, M. Veltroni a dû faire
violence à sa réputation d'homme indécis. Après avoir supporté sans trop
broncher les critiques de son principal allié, Antonio Di Pietro, leader du
parti de l'Italie des valeurs (IDV), qui lui contestait le leadership de
l'opposition au nom d'une vision plus intransigeante de l'antiberlusconisme,
l'ancien maire de Rome a rompu son alliance. Une manière de clarifier la ligne du
parti et de l'ancrer résolument au centre gauche. "Collaborateur",
lui a lancé M. Di Pietro. Le succès de ce rassemblement ne signifie pas
forcément la fin des contestations pour M. Veltroni. Décrit dans les médias
proches du pouvoir comme un homme hésitant et peu charismatique, le secrétaire
général du PD doit compter sur une opposition interne active. Certains dans le
parti, dont l'autre poids lourd Massimo D'Alema, n'hésitent pas à parier sur
une cuisante défaite du PD aux élections européennes, entraînant du même coup
le départ de son actuel secrétaire général. M. Berlusconi, qui connaît les
ressorts humains et les arcanes de la politique italienne, le sait mieux que
quiconque. La coalition des contestations - une première depuis son élection -
peut encore se rompre sous la pression des divisions internes de ses opposants.
Philippe Ridet Article paru dans l'édition du 25.10.08. Abonnez-vous au Monde à
16€/mois.
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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Scuola
GENOVAGLI
STUDENTI DELL'UNIVERSITA' CONTESTANO I TAGLI DEL GOVERNO "Proteste sì,
occupazione no" [FIRMA]MIRIANA REBAUDO GENOVA La scenografia è stata tutta
opera degli studenti di Lettere e di Architettura che ieri mattina (con qualche
supporto esterno) hanno realizzato le bare e organizzato il funerale che gli
universitari genovesi hanno voluto per sottolineare "la morte della scuola
e dell'ateneo pubblico". I killer, naturalmente, sono
il governo Berlusconi e il ministro Gelmini. La protesta riguarda tutte e undici le facoltà genovesi,
nessuna esclusa, perché anche se l'aula M di via Balbi 4, il cuore di Lettere,
resta il "centro propulsivo della mobilitazione", il fenomeno ormai
riguarda l'intera realtà universitaria genovese. La conferma si è avuta
proprio ieri pomeriggio, con il "funerale" che, partito da via Balbi,
ha raggiunto piazza De Ferrari: ad aprire il corteo (presenti circa duemila
giovani) due bare nere per la Libertà e la Cultura e lo striscione "Oggi
in lutto, sempre in lotta". A portare le bare, a spalla, gli
studenti-becchini in giacca e cravatta nera. C'è da dire che gli organizzatori
hanno davvero curato ogni dettaglio: oltre agli otto necrofori, i due feretri
erano accompagnati da sei chierichetti, con un turibolo di cartone. Numerose
ragazze hanno indossato veletta e camicie di pizzo nere per simboleggiare le
vedove dolenti mentre uno studente di Lettere ha preparato anche un elogio
funebre per la "dolente università sepolta viva e urlante nelle profondità
dell'ignoranza". A fare da colonna sonora anche un Requiem. Tra slogan in
difesa della cultura e della libertà, gli studenti hanno fatto diverse foto al
feretro posizionato nel cortile interno dell'università accanto ai manifesti
funebri. All'uscita della bara c'è stato un lungo applauso. Una protesta
all'insegna dell'ironia, "un funerale scaramantico per non morire" ha
spiegato Stefano, uno dei leader della contestazione, ma i ragazzi sono pronti
a continuare ad oltranza, e seriamente, anche se continuano a ribadire che
l'occupazione "non è all'ordine del giorno e difficilmente verrà presa in
considerazione". Il termometro della mobilitazione si ha su
www.studenti.genovese.forumfree.net, divenuto in pochissimi giorni la bacheca
virtuale della "pantera 2008". La forma di contestazione privilegiata
e caratterizzante resta così quella delle lezioni all'aperto che, inaugurata a
Lettere, sta via via estendendosi. Nessuna occupazione, dunque, e neppure blocchi
delle lezioni, "ma non abbiamo neppure intenzione di fare passi
indietro" avvertono gli studenti che rimandano all'assemblea generale di
martedì 28 le prossime decisioni, alla luce degli eventuali sviluppi. Solo a
quel punto, comunque, si vedrà se continuare con le lezioni alternative o se,
invece, scatterà l'escalation, che per ora vede pochi paladini. Non a Scienze
della Formazione, per esempio, dove docenti e preside sono al fianco dei
ragazzi. Così come lo sono a Lingue, la facoltà che qui a Genova è destinata a
pagare il dazio più alto ai tagli programmati dal governo: una bella fetta dei
500 precari che non sarebbero confermati si trovano infatti nella facoltà di
piazza Santa Sabina dove, da lunedì, potrebbero scattare le lezioni all'aperto.
Appuntamenti che continuano a Lettere con i docenti in cattedra e megafono in
mano e i ragazzi seduti sugli scalini di piazza della Nunziata o della
biblioteca. A Scienze Politiche, invece, la preside ha concesso al
"collettivo di facoltà" l'utilizzo di un locale dell'Albergo dei
poveri. In fermento anche i giovani di Architettura, pronti ad
"invadere" con i loro docenti Sant'Agostino. Collettivi in assemblea
pure a Medicina, Ingegneria, Scienze Naturali e Fisica.
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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Scuola
Rafforzata la scorta alla Gelmini
che convoca gli studenti: campagna terroristica. Il Viminale: rischio
infiltrazioni "Niente polizia nelle scuole" Berlusconi ci ripensa:
mai detto, ma le occupazioni restano un reato.
( da "Basilicanet.it" del 24-10-2008)
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Scuola
16.51.54
[Basilicata] A margine dellâ??Assemblea degli studenti liceali e universitari
tenutasi oggi presso il Campus Universitario di Macchia Romana per protestare
contro la â??riformaâ? Gelmini (DL
137, già approvato dalla Camera ed in via di approvazione al Senato)
della Scuola e contro i tagli previsti in Finanziaria (Legge 133) per gli
Atenei italiani, si è¨ tenuto oggi, un incontro preliminare tra docenti delle
scuole superiori e dellâ??università presenti nella piazza che ha deciso
la costituzione del Coordinamento dei Docenti della Scuola e
dellâ??Università di Basilicata. "Il Coordinamento intende, fin dai
prossimi giorni - si legge in una nota - con la partecipazione dei docenti
dellâ??università , delle scuole di ogni ordine e grado e con il pieno
coinvolgimento delle famiglie degli studenti lucani, affrontare il tema della
condizione attuale e delle prospettive del sistema pubblico della scuola e
dellâ??Università italiane. Eâ?? infatti ormai da troppi anni che il tema
delle riforme, pure necessarie e attese dal mondo della scuola e
dellâ??università , viene strumentalmente utilizzato solo per far passare
tagli selvaggi ai finanziamenti statali (già scarsi rispetto agli altri
paesi dellâ??occidente). Essi si, con lâ??impoverimento e la conseguente
dequalificazione del sistema dellâ??istruzione pubblica, possono oggi
realizzare, nei fatti, la vera riforma del sistema: la sua sostanziale
privatizzazione con lâ??abolizione del diritto costituzionale ad accedere alla
conoscenza e ad una formazione che sia di qualità ovunque nel Paese e per
i cittadini di ogni censo. Contro questo tentativo i docenti delle scuole e
dellâ??università sono invitati ad unirsi nel costituendo Coordinamento e
partecipare alle iniziative che da Lunedì¬ 27 Ottobre verranno avviate al
fianco degli studenti". (bas - 04).
( da "Vita non profit
online" del
24-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Reading
time: 3 minutes --> di Redazione - pubblicato il 24
Ottobre 2008 alle 16:58 Convocati dalla Gelmini alcuni si presentano altri no è rottura tra le diversi sigle
studentesche dopo la convocazione al ministero dell'Istruzione. Maria Stella Gelmini, spiegano alcune associazioni di
sinistra, "non ha dato la sua disponibilità a ritirare il
provvedimento". Per questo le sigle più radicali hanno deciso di non
partecipare. Le altre associazioni, invece, sono state ricevute dal ministro e
hanno deciso di dialogare.
( da "Vita non profit
online"
del 24-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Reading
time: 3 minutes --> di Redazione - pubblicato il 24 Ottobre 2008 alle 17:11
Il sistema scolastico ed universitario italiano ha troppi elementi
''inaccettabili'' dice il ministro. Ed è per questo che occorre un cambiamento.
Lo sostiene il ministro della Pubblica istruzione e dell'Universita' Maria Stella Gelmini che è tornata anche oggi a fare un lungo elenco di quelli che, a
suo dire, sono i mali di cui soffre l'Università nel nostro paese.
Innanzitutto, sottolinea in una nota, ''l'universita' italiana produce meno
laureati del Cile, abbiamo 94 universita', piu' 320 sedi distaccate nei posti
piu' disparati, ci sono 37 corsi di laurea con un solo studente, 327
facolta' che non superano i 15 iscritti''. Ma, prosegue il ministro, negli
ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i
promossi sono stati 26.000. ''Nel 99,3% dei casi - aggiunge la Gelmini - sono stati promossi senza che ci fossero i posti
disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro''. Nel nostro
paese, poi, ci sono 5 universita' ''importanti'' con buchi di bilancio enormi
che avrebbero portato, ''se fossero state aziende, al licenziamento in tronco
di chi le ha gestite per tanti anni''. Sempre la Gelmini
denuncia poi il moltiplicarsi di cattedre e posti per professori ''senza tener
conto delle reali esigenze didattiche dei ragazzi'', l'aumento della spesa per
l'universita' ''in maniera inaccettabile'', il fatto che non ci sia
un'universita' italiana che figuri tra le migliori 150 del mondo e ci siano
''5500 corsi di laurea, mentre in Europa la media è della metà la meta'''. Tra
gli elementi di ''inaccettabilita''' la Gelmini
annovera anche il fatto che in Italia sono insegnate 170.000 materie rispetto
alle 90.000 della media europea, che nel 2001 i corsi di laurea fossero 2444 e
che ''oggi 5500 ragazzi sono sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo
rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per
dare cattedre''.
( da "Articolo21.com" del 24-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Di
redazione Si sono conclusi in un flop gli incontri che la Ministra dell'Istruzione
aveva convocato per oggi con le Associazioni degli studenti. La rete degli
studenti medi, l'Unione degli studenti e l'unione degli universitari, non si
sono neanche seduti al tavolo. Di fronte all'ennesimo "no", pronunciato dalla Gelmini, (ovvero, no il decreto non si tocca), gli studenti universitari
e medi hanno preferito salutare cordialmente e dare appuntamento nelle piazze:
la protesta continua. 'Bisogna cambiare. La verita' e' che non si spende poco,
ma si spende male' Ha affermato Maria Stella Gelmini. " "Ho chiesto ai ragazzi se la scuola e
l'universita' cosi' come sono li soddisfino. Un'universita' e una scuola che
non preparano al lavoro e che non consentono loro di farsi un futuro. Non e'
vero che in Italia si spenda poco per l'istruzione, anzi siamo tra i primi
d'Europa. Il problema e' che si spende male", dice il ministro. Che
sottolinea: "Bisogna cambiare". Gelmini ha
gia' annunciato che, una volta che il decreto sulla scuola sara' convertito (il
via libera definitivo arrivera' martedi' dal Senato), presentera' un piano per
l'universita". Dunque discorso chiuso. Come già era stato chiuso durante
l'intervento del Premier in conferenza stampa l'altro ieri. Il decreto rimane e
non si tocca: "Non retrocederò di un centimetro". Si dice dispiaciuta
Valentina Aprea, presidente della commissione cultura della Camera e non si
capacita del fatto che alcune associazioni di studenti, tranne quelle che fanno
riferimento all'area politica di destra, non abbiano voluto dialogare e capire
le ragioni di un decreto che, come è ormai prassi, ha carattere
"d'urgenza". Non si capisce allora in che termini si dovesse
costruire un dialogo. Immediata e anzi, preventiva, la risposta dell'Unione
degli studenti che lascia nelle mani del ministro una lunga e dettagliata
lettera con esordio d'effetto: "Ci sentiamo costretti a manifestare tutto
il nostro malessere per il metodo da Lei usato per questo tardivo, fittizio e
strumentale giro di consultazioni. E' da mesi che chiediamo la regolare
convocazione del Forum delle associazioni e in più occasioni abbiamo chiesto di
essere ricevuti senza né successo né sensibilità da parte Sua." Continua
poi con una serie di osservazione in merito al decreto, per ribadire infine:
" Questa non è una protesta ideologizzata, è una protesta che parla del
nostro presente e futuro, che parla di noi stessi e delle nostre vite, della
possibilità di avere una conoscenza al centro degli investimenti pubblici,
motore di un positivo cambiamento del nostro paese." Escono sollevati invece
i ragazzi di azione studentesca, apprezzano l'apertura del Ministro e si dicono
soddisfatti delle rassicurazioni ricevute non contestando per intero la
riforma, che giudicano complessivamente valida.
( da "Articolo21.com" del 24-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Di Gaetano Alessi Questa mattina il ministro Gelmini
ha iniziato le consultazioni delle associazioni studentesche sui decreti 133 e
137. La delegazione dell'Unione degli Studenti è appena uscita dalla
consultazione con il Ministro Mariastella Gelmini.
All'appuntamento era presente anche Valentina Aprea. Durante l'incontro
gli studenti dell'UDS hanno consegnato la lettera rifiutando di sedersi al
tavolo e hanno discusso con il Ministro la possibilità che i decreti vengano
ritirati. Il ministro ha temporeggiato e invitato nuovamente gli studenti a
leggere i suoi decreti, dando ancora una volta prova di sottovalutare l'analisi
del movimento studentesco e la serietà delle associazioni con le quali ha
appena cominciato la consultazione. Mariastella Gelmini
non sembra quindi intenzionata a prendere seriamente gli incontro che ha appena
iniziato, dimostrando ancora una volta l'approccio di questo governo nei
confronti degli studenti e delle forze sociali del paese. L'UdS ha ribadito che
non ci potrà essere nessun tavolo di discussione se non verrà prima ritirato il
decreto 137. Queste consultazioni fittizie sono l'ennesimo tentativo del
governo di imbonire l'opinione pubblica. Ecco la lettera: Roma 24/10/2008 Egr.
Ministro Ci sentiamo costretti a manifestare tutto il nostro malessere per il
metodo da Lei usato per questo tardivo, fittizio e strumentale giro di
consultazioni. E' da mesi che chiediamo la regolare convocazione del Forum
delle associazioni e in più occasioni abbiamo chiesto di essere ricevuti senza
né successo né sensibilità da parte Sua. Prendiamo le distanze, quindi, da un
metodo che strumentalmente mira a delegittimare il grande dissenso maturato nei
confronti del d.l. 137/08 e della legge 133/08 da tutto il mondo
dell'istruzione, dalle scuole elementari alle università. L'UdS è dentro questo
movimento, lo sostiene ed è profondamente convinta che l'unico vero segnale di
distensione sia solo ed esclusivamente l'immediato ritiro dei suddetti
provvedimenti, per aprire solo dopo un tavolo di discussione profonda sulle
politiche che per primi rivendichiamo per un cambiamento reale di scuola e
università. Sarebbe estremamente dannoso se il Ministro dell'istruzione, invece
di prendere atto di un processo di mobilitazione ampio, plurale e democratico
continuasse in modo demagogico a voler far credere all'opinione pubblica che la
maggior parte degli studenti e delle studentesse sia della Sua stessa idea.
Egregio Ministro, non è così. Ci hanno dipinto come fannulloni, bamboccioni e
presuntuosi, come un movimento strumentalizzato dai partiti, fomentato da
estreme fazioni. Nulla di più falso. Per questo continueremo a mobilitarci fin
quando il decreto 137/08 non sarà ritirato. Il ritiro di questo provvedimento
rappresenterebbe per noi un atto di grandissima responsabilità istituzionale,
un atto di enorme consapevolezza del fatto che le scuole non sono riformabili
se non attraverso un coinvolgimento dal basso di chi vive questi luoghi. Vista
la sollecitazione di riportare il merito delle questioni, riteniamo:
Distruttivo il taglio di circa 8 miliardi di Euro entro il 2012 che, attuato in
linea con il piano programmatico del Governo (atto 36), influirà negativamente
sull'organizzazione delle istituzioni scolastiche, aumentando il rapporto
docente/studenti e diminuendo il monte ore settimanali per tutti gli indirizzi.
Meno risorse umane ed economiche significa meno attività extra-scolastiche,
laboratoriali e più in generale una più bassa qualità della didattica.
Rivendichiamo, invece, un maggiore investimento sull'edilizia scolastica con un
piano straordinario di 5 Miliardi di Euro in 10 anni per la messa in sicurezza
degli edifici scolastici. Un piano di intervento straordinario, tramite una
legge nazionale sul diritto allo studio, per assicurare a tutti la possibilità
di accedere ai livelli più alti dell'istruzione. Un gravissimo errore
l'eliminazione di fatto dell'obbligo d'istruzione a 16 anni, prevedendo la
possibilità anche a soli 14 anni di intraprendere percorsi professionalizzanti,
che non garantiscono la qualifica di diploma completo, valevole anche per
l'accesso all'università. Proponiamo invece, in linea con alcuni sistemi
scolastici europei il progressivo innalzamento dell'obbligo scolastico a 18
anni. La presentazione del decreto 137, un atto autoritario. Siamo contro la
reintroduzione del voto di condotta senza la garanzia che lo stesso non sia
usato contro la nostra libertà di espressione e manifestazione. Lo statuto
degli studenti già prevede, per i casi di bullismo, l'allontanamento fino alla
fine dell'anno. Siamo solidali con il movimento delle scuole elementari che è
contro la reintroduzione del maestro unico e la riduzione del tempo pieno. Non
consideriamo sostanzialmente incisivo l'intervento in merito a cittadinanza e
costituzione, a fronte di una mancanza di un monte ore specifico e una
copertura finanziaria. Proponiamo invece, un serio potenziamento della partecipazione
studentesca, con un ampliamento dello Statuto degli Studenti e dell'ex DpR
567/96, fondamentale provvedimento che troppo spesso viene disatteso nelle
scuole. Serve quindi un potenziamento del ruolo attivo degli studenti e delle
studentesse all'interno delle comunità scolastica, per questo chiediamo un
potenziamento della Direzione per lo Studente, fondamentale strumento di
contatto tra il ministero e la progettualità studentesca. Necessario
l'ampliamento delle convenzioni della Carta "Io Studio", che al
momento non ha ancora un dispositivo legislativo di appoggio. Questo
provvedimento è frutto di un lungo lavoro che ha visto coinvolte le
organizzazioni studentesche, lo riteniamo un provvedimento fondamentale per
garantire un maggiore accesso e fruibilità della cultura nel nostro paese.
Siamo contrari al numero chiuso per l'università, un sistema che crea gravi
discriminazioni tra gli studenti e le studentesse del nostro paese. Siamo
convinti che il merito sia tutt'altro e cioè la possibilità di garantire un
vero diritto allo studio e pari opportunità in un sistema didattico di qualità.
Chiediamo l'abrogazione immediata della legge che istituisce il numero chiuso.
E' imprescindibile dare un segnale di onestà e riconoscere gli errori fatti
ritirando il decreto legge 137/08 e la legge 133. Saremo in piazza insieme a
tutto il movimento universitario, degli studenti medi, dei lavoratori e delle
lavoratrici della conoscenza il giorno 30 ottobre, in occasione dello sciopero
generale della scuola. Stiamo continuando a promuovere in modo del tutto
pacifico, senza mai negare il diritto allo studio, forme di protesta che mirano
alla sensibilizzazione di tutto il paese contro questi provvedimenti. Questa
non è una protesta ideologizzata, è una protesta che parla del nostro presente
e futuro, che parla di noi stessi e delle nostre vite, della possibilità di
avere una conoscenza al centro degli investimenti pubblici, motore di un
positivo cambiamento del nostro paese. In una fase di crisi globale
dell'economia e delle relazioni sociali, non saremo noi a pagare la crisi!
L'Unione degli Studenti.
( da "Voce d'Italia,
La" del
24-10-2008)
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Cronaca Articoli correlati: *Scuola: Nell'occhio del ciclone Gelmini.
Tutta la verita' *Gelmini: "Veltroni ha
fatto della scuola terreno di scontro" *Scuola, universitari
coraggiosi:"Berlusconi non ci fa paura" Guarda tutti i correlati.
( da "Sestopotere.com" del 24-10-2008)
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(24/10/2008
18:17) | (Sesto Potere) - Roma - 24 ottobre 2008 - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha convocato le associazioni degli studenti per un confronto
sulla riforma della scuola e dopo alcuni incontri ha fatto il punto con una
nota. "Ho chiesto ai ragazzi se la scuola e l'università così come sono li
soddisfino. Un'università ed una scuola che non preparano al lavoro e che non
consentono loro di farsi un futuro. Non è vero che in Italia si spenda
poco per l'istruzione, anzi siamo tra i primi d'Europa. Il problema è che si
spende male. L'università italiana produca meno laureati del Cile, abbiamo ci
siano 94 università, più 320 sedi distaccate nei posti più disparati, ci siano
37 corsi di laurea con 1 solo studente, 327 facoltà non superino i 15 iscritti,
negli ultimi 7 anni siano stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato
ma i promossi siano stati 26mila e nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza
che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di
euro, ci siano 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i
luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state
aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni. E'
inaccettabile che si siano moltiplicate cattedre e posti per professori senza
tener conto delle reali esigenze didattiche dei ragazzi, aumentando la spesa
per l'università in maniera inaccettabile, non ci sia un'università italiana
che figuri tra le migliori 150 del mondo, ci siano 5500 corsi di laurea, mentre
in Europa ne troviamo la metà, siano insegnate 170.000 materie rispetto alle
90.000 della media europea, nel 2001 i corsi di laurea fossero 2444, oggi 5500
e infine che i ragazzi siano sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo
rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per
dare cattedre.”.
( da "Sestopotere.com" del 24-10-2008)
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(24/10/2008
18:21) | (Sesto Potere) - Roma - 24 ottobre 2008 - Nella puntata di AnnoZero
andata in onda giovedì sera , che aveva tutti gli effetti speciali per
definirsi epocale (la scuola, i tagli del governo, i maestri buoni a far lezione
in piazza, Veltroni in studio, la Granbassi che ha scovato una “giovane
ricercatrice” che però, poi si è scoperto, era solo una studentessa…),
segnaliamo tre chicche probabilmente sfuggite alla concitazione – ma diciamo
pure alla santoriana gravità – del momento. Uno. Gli slogan “Il governo dà alle
banche e toglie alla scuola”. Il governo in realtà non ha erogato neppure cento
euro alle banche in difficoltà. A differenza di Francia, Germania, Gran
Bretagna e Usa, si è limitato (saggiamente) a mettere a disposizione risorse
“per quanto necessario” e non certo gratis ma in cambio di garanzie economiche
(delle banche) e sul management (sempre delle banche: chi sbaglia paga). I 40
miliardi di euro ai quali ha fatto riferimento uno studente – anche lui “scoperto”
da Margherita Granbassi – sono della Banca d'Italia, la quale a sua volta li
preleva dalla Banca centrale europea. E si riferiscono ad uno scambio (anche
questo a pagamento) tra titoli di Bankitalia e titoli a rischio degli istituti
di credito: uno swap. Invece il governo ha esteso la garanzia dello Stato sui
conti correnti, sui depositi, sui risparmi dei cittadini. Quindi non aiuti alle
banche, ma ai risparmiatori. Compresi, presumibilmente, Santoro, Granbassi,
maestri, professori e studenti in piazza, o loro genitori. Una linea assai
apprezzata anche dal Pd: peccato che Veltroni, che pare che del Pd sia il
segretario, sia stato colto da improvvisa amnesia. Due. Il “maestro buono” di
Bologna, quello che faceva lezione in piazza Maggiore, nonché unico abilitato a
parlare ad AnnoZero, ha spiegato come il maestro unico fosse stato abolito
negli anni Settanta, dopo un attento studio da parte “dei migliori cervelli e
pedagogisti italiani, ispirati da Don Milani”. Ad una domanda di Michele
Santoro, che forse qualche dubbio ce l'aveva, ha chiarito che autrice
dell'introduzione del maestro plurimo fu Franca Falcucci, ministra della Dc.
Chiariamo. La riforma delle elementari – con l'abolizione del maestro unico – è
del 1990. Presidente del Consiglio Andreotti, ministro dell'Istruzione
Mattarella. Dal 1985 al 1989 i ministri Falcucci e poi Galloni avevano proposto
il maestro plurimo. Aspramente contestati dalla sinistra di allora, in prima
fila Repubblica. E don Lorenzo Milani? Era purtroppo scomparso nel lontano 1967.
Tre. Ad un certo punto – per contestare la proposta delle classi d'ingresso per
i bambini immigrati che non conoscono l'italiano, del leghista Roberto Cota (in
studio) - Michele Santoro ha citato un caso personale: “Mia figlia va a una
scuola straniera e si integra perfettamente con i compagni”. Spieghiamo, visto
che non l'ha fatto nessuno, e nei limiti della tutela della privacy. La figlia
di Santoro frequenta lo Chateaubriand, l'esclusivo e privato liceo francese di
Roma. Nulla di male, per carità. Anche Nanni Moretti ha iscritto il proprio
figlio ad una scuola americana (l'Ambritt). Anche Anna Finocchiaro e Giovanna
Milandri hanno scelto per la progenie scuole a pagamento. E così Bianca
Berlinguer; e così i nipoti di Fausto Bertinotti e Luciana Castellina. Siamo
sicuri, anzi sicurissimi che la stessa cosa avvenga anche nel centrodestra.
Però qui il caso è diverso: Santoro e la sinistra non si sono calati in trincea
contro gli “iniqui tagli alla scuola pubblica”? Contro lo “smantellamento
deciso da Gelmini e
Tremonti”? Non è forse per questo che la ditta Santoro & Travaglio ha ieri
sera mobilitato mamme part time, maestri consapevoli, studenti, ricercatori e
addirittura rettori (!) pronti alla lotta? E allora come la mettiamo con lo
Chateaubriand? O forse stiamo parlando del filetto? (Fonte sito Pdl).
( da "Sestopotere.com" del 24-10-2008)
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(24/10/2008
17:52) | (Sesto Potere) - Rimini - 24 ottobre 2008 - Si è svolta ieri mattina
la Conferenza provinciale di coordinamento in materia di scuola. Convocata dal
vicepresidente della Provincia Maurizio Taormina, ha visto la presenza e la
partecipazione dei dirigenti scolastici e degli assessori comunali
all'istruzione. Punti centrali dell'ordine del giorno, la programmazione
dell'offerta formativa e la riorganizzazione della rete scolastica e il tema
dell'inclusione. Ma l'incontro ha fornito anche l'occasione per presentare
ufficialmente alla Conferenza il nuovo dirigente dell'Ufficio scolastico
provinciale di Rimini (quello che un tempo era denominato provveditore agli
studi), Giancarlo Mori. Inevitabile affrontare i temi di più scottante
attualità sulla scuola: in tema di inclusione degli alunni stranieri nelle
classi, Taormina ha ribadito come la nostra sia una scuola che accoglie, che
ascolta i bisogni e che integra senza omologare: pertanto, no deciso a classi
differenziate, classi ponte e simili. In tal senso, la proposta della Giunta
provinciale è quella di arrivare, attraverso il lavoro congiunto dei
rappresentanti delle autonomie scolastiche e degli enti locali, ad un apposito
Protocollo che raccolga e valorizzi principi e modalità di lavoro già
consolidati sul territorio per supportare la coesione sociale della nostra
comunità. Pur nella situazione di risorse limitate, tutte le parti hanno
accolto positivamente l'invito a impegnarsi per sostenere le iniziative volte
all'integrazione dei soggetti più deboli, valorizzando la cultura della
differenza. Nel suo intervento, il nuovo dirigente dell'Ufficio scolastico
provinciale di Rimini, Giancarlo Mori, ha richiamato la necessità, in tema di
riforma della scuola, di portare avanti insieme e integrare i due concetti di
costi dell'istruzione e di valore della conoscenza. Servirsi di una sola di
queste due leve produce solo danni e demagogia. Mori ha invece richiamato la
bontà, proprio per la trattazione equilibrata dei due concetti, del Quaderno
Bianco della Scuola, prodotto nel 2007 dal precedente Governo, e infatti non
disconosciuto neppure da quello attuale. Taormina ha, infine, annunciato che
questa mattina a Bologna si è riunita la Conferenza regionale per il sistema
formativo (di cui fanno parte Regione e Province) e che da questa l'assessore
regionale Manzini ha annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale della
Regione Emilia-Romagna contro il decreto 154/2008 del ministro Gelmini. L'obiettivo condiviso,
all'interno del sistema regionale, è quello di programmare il “dimensionamento”
delle istituzioni scolastiche riminesi in funzione della salvaguardia dei
territori, in particolare i Comuni piccoli e collinari, e soprattutto in
funzione della qualificazione dell'offerta scolastica e formativa per meglio
corrispondere alle nuove esigenze dei saperi e delle conoscenze oltre
che ai nuovi bisogni del mercato del lavoro. A breve, il prossimo appuntamento
della Conferenza Provinciale per concludere la discussione avviata e presentare
una serie di proposte.
( da "Basilicanet.it" del 24-10-2008)
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Scuola
18.56.40
[Basilicata] "Le molteplici iniziative che si stanno sviluppando nelle
scuole e nelle università del nostro Paese sono un segnale importante di consapevolezza rispetto alle misure adottate dal Governo e del
Ministro Gelmini tendenti a
cancellare il ruolo della scuola pubblica nonché© i diritti fondamentali e
universali dellâ??accesso allâ??istruzione ed alla formazione". Lo afferma
in un comunicato il segretario generale regionale della Cgil Antonio Pepe
"La Cgil - prosegue - saluta con favore la mobilitazione degli studenti
dellâ??università lucana e delle scuole medie superiori,
sostenendo le ragioni di fondo della protesta che sono quelle riguardanti la
modifica della manovra di agosto, la legge 133/08 prevede, infatti, la
trasformazione in fondazioni di diritto privato degli atenei, ed un forte
taglio alle risorse per il fondo di finanziamento ordinario mettendo a rischio
lo stesso funzionamento nonché© cancellando di fatto la possibilità non
solo di stabilizzare molti lavoratori precari, ricercatori e docenti ma di
espletare i concorsi rispetto al fabbisogno organico degli atenei per garantire
la continuità didattica. Appare assolutamente fuori luogo la polemica
avanzata da parte del Governo e gli stessi annunci del Premier hanno carattere
fortemente antidemocratico ed autoritario. Le iniziative e gli atti sin qui
prodotti - sottolinea Pepe - vanno ritirati e si deve aprire un confronto serio
e costruttivo ascoltando le ragioni degli studenti, del sindacato e dei
lavoratori. Quando si opera un taglio di 8 miliardi di euro in tre anni e si
cancella ogni prospettiva di stabilizzazione per i lavoratori precari che da
anni sono impegnati a contribuire alla qualità della scuola pubblica e
ancora quando si dice che le Regioni devono attuare un dimensionamento scolastico
chiudendo tutte le scuole che non rientrano nei parametri stabiliti
unilateralmente significa distruggere la scuola pubblica per interi territori
del Mezzogiorno e della nostra Regione. Eâ?? evidente a tutti che le riforme se
sono tali debbono essere fatte attraverso il confronto democratico con le parti
interessate e non contro di esse. Perciò² - conclude il segretario della Cgil -
il sindacato coerentemente alla piattaforma è¨ impegnato a sostenere le
esigenze ed i bisogni di studenti e lavoratori per rafforzare la qualità
della scuola pubblica e la sua universalità a difesa dei diritti di
tutti". BAS 05.
( da "Corriere.it" del 24-10-2008)
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Gelmini: "Non ritiro il decreto". Rottura tra le
sigle studentesche Berlusconi: "Tra i manifestanti nelle scuole ci sono
dei facinorosi" Il premier: "Hanno l'appoggio dell'estrema sinistra e
dei giornali". Veltroni: "Tanto poi lo smentisce..." PECHINO
(CINA) - Ora passa al contrattacco. Dopo aver smentito la sua richiesta di
intervento delle forze dell'ordine nelle scuole (che però resta documentata,
qui il video dell'intervento), Silvio Berlusconi attacca da Pechino la protesta
degli studenti. "In tantissime manifestazioni organizzate dall'estrema
sinistra e dai centri sociali, così come mi ha confermato il ministro
dell'Interno, ci sono dei facinorosi: non tutti naturalmente, dei piccoli gruppi,
ma nei cortei organizzati da queste entità ci sono dei facinorosi che hanno il
supporto dell'estrema sinistra e dei giornali". "Io non ho cambiato
assolutamente atteggiamento - prosegue il presidente del Consiglio - vale
quello che ho detto, e ne ho parlato anche con il ministro dell'Interno: se lo
Stato vuole essere Stato deve difendere il diritto dei cittadini a frequentare
le scuole e le università". VELTRONI- Frasi che, secondo Walter Veltroni,
è inutile commentare. "Ormai faccio fatica - spiega il leader del Pd -
tanto tra un quarto d'ora lo smentisce. Non ho idea a chi si riferisca ma è
inutile commentare, si aspetta la smentita e si risparmia fatica".
"Abbiamo un paese con un premier - aggiunge - che parla la mattina e si
smentisce il pomeriggio pensando che gli italiani debbano sempre accettare
tutto". GELMINI-STUDENTI - Intanto è rottura tra le
diversi sigle studentesche dopo la convocazione al ministero dell'Istruzione.
Maria Stella Gelmini,
spiegano alcune associazioni di sinistra, "non ha dato la sua
disponibilità a ritirare il provvedimento". Per questo alcune sigle
hanno deciso di non partecipare. Le associazioni di destra, invece, sono state
ricevute dal ministro e hanno deciso di dialogare. "Apprezziamo l'apertura
del ministro nei confronti delle associazioni studentesche- sottolinea Michele
Pigliucci, responsabile nazionale di Azione studentesca - bisogna costruire
qualcosa e non solo protestare". L'Unione degli studenti, al contrario, ha
consegnato una lettera alla Gelmini, senza partecipare
al tavolo di confronto. "Il ministro - riferisce l'Uds - ha temporeggiato
e invitato nuovamente gli studenti a leggere i suoi decreti, dando ancora una
volta prova di sottovalutare l'analisi del movimento studentesco e la serietà
delle associazioni con le quali ha appena cominciato la consultazione".
Dal canto suo, la Gelmini ha ribadito che "non è
vero che in Italia si spenda poco per l'istruzione, anzi siamo tra i primi
d'Europa. Il problema è che si spende male". stampa |.
( da "Panorama.it" del 24-10-2008)
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Italia
- http://blog.panorama.it/italia - Sprechi all'Università: a lezione di crac
Posted By antonio.rossitto On 24/10/2008 @ 13:05 In Headlines, NotiziaHome | 1
Comment Olio extravergine, Chianti classico, Vinsanto, Rosso toscano e grappa:
roba di prima qualità quella con l'etichetta Villa Montepaldi. Prodotta con il
sudore di esperti braccianti. E un po' anche con quello di tutti noi. L'azienda
agricola, difatti, è foraggiata con generosità dall'[1] Università di Firenze,
proprietaria di questi
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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Scuola
A
CHATILLON SCUOLA.INCONTRO CON I SINDACATI Palloncini per le
vittime della strada Riforma Gelmini vertice in Regione Quattrocento palloncini per ricordare tutte le
vittime della strada. Li hanno liberati ieri, nel cielo di Châtillon, i
familiari di Jasmine Lavorgna, al termine della messa celebrata nel primo
anniversario della morte della giovane, vittima a 21 anni di un incidente sulla
statale
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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SCUOLA
ALLE 21 FIACCOLATA A SANREMO SANREMOLA CRISI IN COMUNE La protesta contro il
decreto-Gelmini oggi alle 18 corteo
a Imperia Il commissario vuole una relazione su conti e previsioni al casinò
Venerdì di cortei in provincia, per protestare contro il decreto legge Gelmini. Oggi alle 18 partirà da piazza
Roma a Imperia una manifestazione organizzata dai Licei Vieusseux e De Amicis,
che arriverà sino a Oneglia: invitati prof, studenti e genitori. Alle 21
da piazza Colombo a Sanremo avrà inizio una fiaccolata "in difesa della
scuola pubblica", in attesa della mobilitazione generale, prevista il 30.
Sempre nella città dei fiori, il "popoloso" Liceo Cassini ha optato
per l'autogestione, con la possibilità dei tenere lezione in piazza. Occupata
la sede pievese dell'istututo Ruffini. Iniziative e commenti degli universitari
a Imperia e Genova.ALLE PAGINE 58 E 71A Palazzo Bellevue (foto) tiene banco la
crisi che ha portato all'arrivo di un commissario ad acta, dopo che il
Consiglio ha bocciato il riequilibrio di bilancio. Ieri, il funzionario ha
incontrato i vertici del casinò chiedendo una relazione sui conti e sulle previsioni
d'incasso alla base della bufera politica.SERVIZI A PAGINA 59.
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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Scuola
I
SINDACATI ORGANIZZANO DUE PULLMAN PER ROMA Il 30 ottobre corteo di studenti
attraverso le strade di Savona Un corteo in città il 30 ottobre, in appoggio
alla manifestazione nazionale di Roma e una lettera al
ministro Gelmini per
chiedere se, in proporzione a quelli previsti dal decreto, siano stati decisi
altrettanti tagli a livello di ministero: sono due delle iniziative messe in
cantiere dagli studenti degli istituti superiori savonesi. Intanto il sindacato
(che sulla vertenza scuola si muove a livello unitario: Cgil-Cisl-Uil più Snals
e Gilda), annuncia che si stanno organizzando due pullman per Roma, in
vista della manifestazione del 30. Partenze previste a partire da mezzanotte
del 29 da piazza del Popolo ad Albenga, Finale-stazione, Savona piscina,
Albissola e Varazze. "Due pullman per Savona sono un record - dice Gianni
Cazzola, segretario provinciale scuola della Cgil - in questi giorni stiamo
tenendo assemblee in moltissime scuole con docenti e personale Ata: ieri eravamo
alle Guidobono, alle Colombo e a Millesimo. Un dato nuovo e molto positivo è la
crescente presenza della componente genitori". Tornando agli studenti, un
incontro con il Coordinamento ligure, esteso anche ai docenti, si è svolto in
settimana presso l'aula magna del "Mazzini-Pancaldo-Martini": fra i
temi toccati il taglio di personale, compresi gli insegnanti di sostegno per i
ragazzi disabili e il caso della proposta di classi differenziate per gli
alunni extracomunitari da poco immigrati in Italia. Il Coordinamento degli
studenti precisa anche che l'iniziativa è "neutrale e apartitica". Al
momento in provincia, dall'Albenganese alla Val Bormida, non si registrano casi
di scuole occupate o proteste clamorose. La situazione però è in continua evoluzione
e anche la "pantera savonese" è pronta a entrare in azione.
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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A nche
gli studenti del Campus universitario di Savona si uniscono
al coro di protesta contro la riforma Gelmini: per lunedì, alle 14, è stata convocata un'assemblea per
organizzare una manifestazione. E' quanto annunciano alcuni universitari della
sede di Legino in una pausa delle lezioni. I ragazzi stanno raccogliendo le
ultime firme tra i compagni di corso sulla lettera di richiesta dell'incontro
di lunedì. "Chiediamo di riunirci con tutti gli studenti per
spiegare perchè, secondo noi, è fondamentale organizzare una protesta anche a
Savona", dice Matteo Gibelli, al secondo anno del corso di Sciensa della
comunicazione. "Ma per mobilitarsi - continua - bisogna prima conoscere
bene i punti della riforma". Alcuni studenti hanno preso parte a incontri
a Genova e hanno già fatto "volantinaggio" anche a Legino. Tra loro
Simone Guiducci, al secondo anno di Scienza della comunicazione, che aggiunge:
"Durante l'assemblea di lunedì vogliamo anche scegliere due rappresentanti
che, con più forza e immediatezza, siano i portavoce del nostro pensiero. E'
anche importante coinvolgere le rappresentanze delle altre facoltà presenti al
Campus". Un lavoro di sensibilizzazione che, finora sottovoce, è stato
apprezzato anche dagli studenti meno politicizzati: "Ci sono studenti già
molto impegnati nella protesta - afferma Nicola Garbarino del primo anno di
Scienza della comunicazione - e lunedì sarà l'occasione per avere ulteriori
informazioni sui pericoli che corrono gli atenei e per organizzare una
manifestazione unitaria che dia dei frutti". Di fronte ad altre aule,
alcune matricole del corso di Economia del turismo aspettano direttive su come
contribuire a ingrossare la voce del "No Gelmini".
"Insieme a molti compagni di corso aderiremo anche noi alle iniziative di
protesta", conferma decisa Ambra Gerardi. I tagli dei finanziamenti agli
Atenei, evidentemente, stanno preoccupando molto anche chi è entrato da poco
nel mondo universitario. "Protestare sì ma in modo costruttivo. Agitazioni
violente o occupazioni non sono il modo giusto per farsi ascoltare e rischiano
di essere strumentalizzate": questo il pensiero di Nicolas Boncardo,
neoiscritto a Economia del turismo. La scuola pensata dal ministro Gelmini, che prevede anche la privatizzazione degli Atenei e
la riduzione del numero dei docenti, preoccupa molto anche il corpo insegnati.
"La riforma - dice Luca Galassi, manager didattico del corso di Economia
del turismo - limita la possibilità di accesso dei giovani ricercatori alla
carriera universitaria e blocca le assunzioni". Anche nella sede dell'ex
Bligny sembrano unanimi le voci a favore di un'Università "libera e
pubblica".
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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"Polizia
negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che, come al solito, travisano".
Silvio Berlusconi ci ripensa e fa dietrofront. In tutta Italia, però, continua la protesta degli studenti contro la riforma Gelmini: dall'inizio di ottobre si
registrano 300 manifestazioni, con 150 scuole e 20 facoltà universitarie
occupate. Intanto viene aumentata la scorta alla Gelmini che attacca: "Campagna terroristica dell'opposizione".
Mentre Beppe Grillo incalza Berlusconi e Travaglio tiene una lezione alla
Sapienza. La Mattina, Masci, Milone e Minzolini DA PAG.
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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Ese
non si direbbe: qui tutto è tranquillo, quasi ovattato. Rileva con aria vagamente
filosofica (ma è iscritto al terzo anno di Economia) Massimo Roatis, 21 anni,
di Alassio: "Questo è un piccolo centro: non si vede la necessità di
compiere queste azioni. Inoltre non c'è un gran numero di persone
politicizzate, e quelle che lo sono hanno simpatie per la destra. Diversa è la
situazione nella nostra "casa madre" di Genova, che una città di
sinistra. Assemblee? Da noi non ne vengono organizzate e comunque
richiamerebbero l'attenzione di pochi intimi". Aggiunge Fabio Corradini,
ventenne di Sanremo, che frequenta Giurisprudenza: "Al riguardo c'è anche
scarsa informazione, non se ne parla. Io sono molto confuso. Di sicuro è un
problema che investe gli istituti dell'entroterra e le scuole primarie, con il
ritorno al maestro unico". Tatiana Pezzimenti, diciannovenne, è iscritta
al primo anno di Giurisprudenza: "Questa di Imperia è una sede staccata e
forse è anche per questo che la protesta è poco sentita. Sui
tagli ai fondi scolastici previsti dal decreto Gelmini penso che siano assurdi: bisognerebbe tutelare quello che è il
futuro del Paese, una risorsa importante. Anche la storia del maestro unico è
uno sbaglio. Queste cose non dovrebbero passare inosservate". Matteo Gai,
24 anni, in arrivo da Cuneo, e già laureato in Economia e sta seguendo un corso
di specializzazione: "E' vero che la questione specifica a noi
tocca meno. In ogni caso, sono stato in università a Imperia cinque anni e in
tutto questo periodo non si è mai manifestato per nulla. Da Genova, sì,
arrivano inviti a partecipare alle iniziative. Imperia sembra un posto fuori
dal mondo, ed è un male". Sulla stessa linea la sanremese Grazia
Longhitano, 25 anni, che a sua volta si sta specializzando in Economia:
"Se si vogliono tagliare fondi e risorse sarebbe giusto protestare: su questo
siamo d'accordo. Altrimenti non s'investe sulla cultura. Io, tra l'altro, ho
avuto già contatti con il mondo del lavoro. Si tratta di temi importanti,
legati al nostro futuro". Conclude Laura Revello, 24 anni, sempre di
Economia: "Non bisogna accettare passivamente tutto quello che decide una
parte politica, anche se in linea generale ci si riconosce in essa. Bisogna
decidere caso per caso, in base alle proposte che vengono formulate. Si sono
subito accordati per fare le legge taglia-debiti che favorisce imprese private
e aziende coinvolte nello scandalo del calcio, e poi non si trovano i soldi per
la ricerca".
( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
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Scuola
SANREMO
Nel Ponente è il momento dei cortei. Prof, studenti e genitori
scendono in piazza per protestare contro il decreto Gelmini, e lo fanno con due manifestazioni distinte. Oggi alle 18
partirà da piazza Roma a Imperia un corteo, organizzato dai Licei Vieusseux e
De Amicis, passati all'autogestione. Alle 21 fiaccolata da piazza Colombo nella
città dei fiori. Ieri allo Scientifico Vieusseux di Porto Maurizio i ragazzi
hanno anche incontrato l'assessore all'Educazione scolastica Giuseppe
Fossati, che aveva criticato le iniziative, giudicando gli studenti
"indottrinati dai soliti "cattivi maestri" della sinistra".
Replica il collettivo studentesco di Vieusseux e De Amicis: "Respingiamo i
goffi tentativi di attribuire a posizioni di sinistra una protesta motivata da
serie preoccupazioni degli studenti, che vedono pregiudicato il loro futuro
scolastico. Neghiamo strumentalizzazioni da parte del corpo docente e
precisiamo che la prima fase, l'occupazione, è stata organizzata contro il
parere degli insegnanti. La dimostrazione della neutralità politica sarà la
stessa manifestazione di oggi: non saranno infatti ammessi simboli e
riferimenti politici". Dopo il raduno in piazza Roma si proseguirà per via
XX Settembre e via Cascione, passando davanti al Comune e arrivando a Oneglia.
La giornata di mobilitazione generale resta però il 30. Sanremo sfilerà di
notte. Commentano gli esponenti di Flc-Cgil: "Manifesteremo per difendere
la nostra scuola che rischia di essere smantellata dalla Materna
all'Università. Se il decreto legge Gelmini diventa
realtà rischiamo di avere una scuola dell'infanzia con maestra unica al mattino
(torniamo al vecchio asilo?), un'Elementare con il maestro unico a 24 ore
settimanale (i bambini torneranno a casa alle 12,30?), una Media in cui
diminuiranno le ore di lezione, una scuola con classi fino a 35 alunni, le
chiusure delle piccole scuole nell'entroterra". E proprio le
preoccupazioni nelle vallate hanno portato ieri all'occupazione della sede
pievese dell'Istituto Ruffini. Occupato anche l'Alberghiero di Taggia. Il Liceo
Cassini di Sanremo ha invece optato per l'autrogestione con quattro ore di
assemblee e un'idea particolare: le lezioni in piazza.\.
( da "Sardegna oggi" del 24-10-2008)
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Scuola
Circa
500 studenti delle scuole superiori di Cagliari hanno manifestato questa
mattina con un corteo lungo le principali strade della città per protestare
contro la legge 133 sulla riforma della scuola e dell'università. Un'iniziativa
nata e diffusa attraverso i messaggini al cellulare. -->CAGLIARI - La
chiamata è arrivata ieri verso le 21:30: tutti in piazza del Carmine. All'appuntamento
si sono ritrovati circa cinquecento studenti con bandiere, megafoni e
striscioni. Il corteo si è mosso intorno alle
( da "Stampaweb, La" del 24-10-2008)
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Scuola
ROMA
Anche oggi occupazioni, scioperi e cortei di studenti
contro il ministro Gelmini
che, nel frattempo, ha iniziato a incontrare alcune rappresentanze studentesche.
Falliti i primi incontri con Uds e Udu. I primi sono lapidari: "Non ci
siamo seduti al tavolo. Abbiamo consegnato una lettera in cui si richiede il
ritiro immediato dei decreti 133 e 137. Questa consultazione è tardiva e
di facciata". Dialogo già chiuso anche per l'Udu: "Il tavolo di
trattativa con il ministro è chiuso in quanto non è stata accolta la nostra
richiesta di abrogazione degli art.16 e 66 della legge 133, per noi prerogativa
per l'apertura del dialogo". Per questo, l'Udu ha rilanciato "le
iniziative di protesta", assieme a "tutte le altre realtà che
condividono questa grande battaglia di democrazia che deve diventare propria
dell'intera società civile". Dal canto suo, il ministro Gelmini
fa sapere di aver chiesto ai ragazzi "se la scuola e l'università così
come sono li soddisfino. Un'università ed una scuola che non preparano al
lavoro e che non consentono loro di farsi un futuro. Non è vero che in Italia
si spenda poco per l'istruzione, anzi siamo tra i primi d'Europa. Il problema è
che si spende male". Intanto manifestazioni si sono svolte, tra le altre,
a Milano, Napoli, Rovigo, Cagliari, Catanzaro e Bergamo. A Roma, un corteo
organizzato dall'Unione degli studenti ha attraversato la città dal Circo
Massimo a piazza Navona, nei pressi del Senato. Un altro drappello di
manifestanti, alcune centinaia, si sono invece diretti all'Auditorium dove si
tiene il festival del cinema di Roma. In un clima pacifico, i ragazzi hanno
intonato slogan, come "noi la crisi non la paghiamo" e distribuito
volantini tra la folla di curiosi e giornalisti. Intanto si levano polemiche
per il nuovo attacco del premier Silvio Berlusconi. Silvio Berlusconi, da
Pechino, punta il dito contro i manifestanti: "In tantissime
manifestazioni organizzate dall'estrema sinistra e dai centri sociali ci sono
dei facinorosi: non tutti naturalmente, dei piccoli gruppi, ma nei cortei
organizzati da queste entità ci sono facinorosi che hanno il supporto dei
giornali". "Io non ho cambiato assolutamente atteggiamento, vale
quello che ho detto, e ne ho parlato anche con il ministro dell'Interno: se lo
Stato vuole essere Stato deve difendere il diritto dei cittadini a frequentare
le scuole e le università", dice sulla possibilità di utilizzare la forza
pubblica negli atenei e nelle scuole e ribadisce che "se ci sono dei
facinorosi che vogliono manifestare hanno tutte le strade possibili e
immaginabili per farlo, ma non devono impedire l'accesso alle strutture
pubbliche a chi non condivide quelle proteste". Il Cavaliere ha negato qualsiasi
possibilità di ricucire i rapporti con Veltroni: "Dalla sinistra non sono
mai venute cose giudiziose e positive, io vado avanti a realizzare il mio
programma. Non c'è nessuna possibilità di dialogo con questa sinistra". Le
affermazioni di Silvio Berlusconi, subito smentite, sull'uso della polizia per
impedire le occupazioni delle scuole, potevano avere "effetti
gravissimi", che non ci sono stati solo grazie "al senso di
responsabilità" del movimento studentesco, sostiene invece Walter
Veltroni, intervenuto alla trasmissione "Anno Zero" di Michele
Santoro, ha criticato con queste parole il premier, attribuendogli la
responsabilità di voler "radicalizzare" lo scontro sociale. "In
un altro paese occidentale - ha detto Veltroni riferendosi alla smentita di
Berlusconi - queste cose non succedono. Il presidente del Consiglio ha detto
delle cose minacciose: prima l'avviso ai naviganti, e cioè agli studenti, e
quelle intimidazioni ai giornali e ai direttori, e poi oggi smentisce
tutto". "Io sono contento che abbia smentito - ha proseguito il
segretario del Pd - ma non sono contento per il mio Paese". Veltroni ha
quindi ricordato alcune delle più recenti frasi pronunciate da Berlusconi e da
lui stesse smentite. "Se Sarkozy o Gordon Brown - ha osservato - avessero
annunciato, come ha fatto Berlusconi, la chiusura dei mercati finanziari
sarebbe successo il finimondo; ma tutti lo conoscono e non è successo
nulla". Inutile invece commentare le parole del presidente del Consiglio
che a proposito delle proteste contro il decreto Gelmini
ha parlato di "facinorosi". Walter Veltroni è convinto che come al
solito Berlusconi le smentirà. "Ormai faccio fatica a commentare, tanto
tra un quarto d'ora lo smentisce - dice il segretario del Pd in un'intervista a
"Radio Radio" -. Non ho idea a chi si riferisca ma è inutile
commentare, si aspetta la smentita e si risparmia fatica".
( da "Corriere.it" del 24-10-2008)
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Scuola
Rappresentanti
a colloquio con la gelmini, ma diverse associazioni non si presentano Scuola,
lezioni all'aperto e cortei nelle città Roma, la protesta al festival del
Cinema A Milano universitari riuniti in piazza Duomo. Roma, 15mila davanti al
Senato. Manifestazione a Napoli Il ministro Gelmini (Eidon) ROMA - Mentre a Roma il
ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha incontrato alcuni rappresentanti degli studenti, fin dal
mattino sono riprese le proteste nelle scuole e nelle Università di tutta
Italia contro la riforma della scuola e i tagli. Proteste arrivate, in
serata, al festival del Cinema di Roma. Un migliaio di studenti, giunti in
corteo, hanno organizzato un sit-in tra gli stand del villaggio del cinema,
scandendo lo slogan: "Fermiamo il brutto film della riforma Gelmini". Altri sono rimasti in piedi di fronte al
cordone della forze dell'ordine, gridando frasi contro il governo. Quattro
ragazze sono riuscite ad accedere all'interno dell'Auditorium "Parco della
Musica" dalle scale esterne, forse dopo aver scavalcato la recinzione,
srotolando uno striscione con la scritta: "Pay attention movimento
irrappresentabile". Bloccate dalla vigilanza, le manifestanti sono state
immediatamente allontanate. Ci sono stati poi alcuni momenti di tensione con le
forze dell'ordine. Dopo aver intonato cori per circa un'ora, i manifestanti
hanno lasciato il Festival e si sono diretti all'università e a casa. LA
GIORNATA - In mattinata, sempre a Roma, diverse scuole avevano organizzato un
sit-in al Circo Massimo. Poi è partito un corteo verso il Senato e lì si è
svolto un presidio al grido di "Chi non salta la Gelmini
è" e "Vattene a casa, Gelmini vattene a
casa". Più di 15mila studenti medi hanno chiesto il ritiro immediato del
decreto 137 e della legge
( da "Giornale di
Calabria, Il"
del 24-10-2008)
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Scuola
L'opinione
E' quasi impossibile non farsi prendere dal panico quando i grandi del mondo si
affannano a ripetere con frequenza snervante che non c'è da preoccuparsi,
perchè nessuna banca fallirà, nessun risparmiatore perderà i suoi risparmi.
Intanto perchè alcune grandi banche sono già fallite e verosimilmente altre
banche, specie se di modeste dimensioni, falliranno, mentre moltissimi
risparmiatori, eccetto i titolari di conti correnti e di depositi, hanno
perduto quasi interamente i propri risparmi. D'altra parte, se non vi fossero
motivi di timore, perchè ripetere ossessivamente che bisogna restare
tranquilli, mantenere il sangue freddo e i nervi saldi? In verità è una vera
guerra quella che si combatte ogni giorno sulle piazze finanziarie di ogni
parte del mondo e, inevitabilmente, sui mercati domina ormai la sfiducia. In
Italia, in particolare, si rilevano da tempo gli indici di pessimismo e di
insicurezza più elevati d'Europa (sondaggi di Eurobarometro). Sei italiani su
dieci pensano che in questo momento non valga la pena di "fare progetti
impegnativi per sè e la propria famiglia, perchè il futuro è troppo carico di
rischi" (sondaggio nazionale Demos). La fiducia potrà ritornare solo se
aumenterà la credibilità del nostro governo, il quale, due giorni prima dei vertici
internazionali dell'11 e 12 ottobre, ha varato un decreto, a somiglianza di
quanto contemporaneamente facevano i governi inglese, francese, tedesco e
spagnolo, per erigere lo scudo di garanzia dei depositanti e le misure per
rafforzare il capitale delle banche in condizioni di squilibrio patrimoniale,
promettendosi di fronteggiare il conseguente fabbisogno finanziario mediante lo
spostamento di risorse dei capitoli di bilancio, con inevitabile modifica di
fatto della legge Finanziaria e della legge di Bilancio, nella sostanza già
approvate, oppure con emissione di titoli pubblici con l'inevitabile
peggioramento del debito pubblico. Servirà tutto questo a ridare fiducia ai
depositanti e ai risparmiatori? Temo proprio di no. E in realtà la crisi non
accenna a spegnersi e i motivi sono molto chiari: si chiamano recessione,
caduta della domanda, sensibile riduzione dei consumi. L'inflazione aumenta, la
gente ha pochi soldi, nei magazzini delle imprese i prodotti invenduti si
moltiplicano ogni giorno di più, la disoccupazione cresce, la grande
distribuzione registra, per la prima volta, una sensibile contrazione delle
vendite, le spese voluttuarie cedono il passo a quelle destinate a soddisfare i
bisogni di prima necessità, la dieta delle famiglie si riduce sempre più
all'essenziale. Nonostante tutto questo, il 62 per cento degli italiani ha
fiducia in Silvio Berlusconi come premier, come leader e come capo del governo;
nonostante le ristrettezze economiche e il caos finanziario in atto, nonostante
governi a colpi di decreti e fiducie, nonostante il ricorso ai criticatissimi
"lodi", nonostante abbia trasformato il governo in un vero e proprio
consiglio di amministrazione di società commerciale, nonostante l'abolizione
dell'Ici sulle prime case e sulle case ex rurali, con conseguente indennizzo
dei Comuni per un ammontare corrispondente all'importo dell'Ici abolita,
nonostante la detassazione degli straordinari, che le imprese non fanno più
essendo diminuita notevolmente la domanda, nonostante l'esito ancora incerto
della tempestosa vicenda dell'Alitalia, nonostante la truffa dell'immondizia
napoletana, semplicemente rimossa mentre la regione resta invasa e inquinata da
numerose discariche occasionali, dove i fuochi bruciano notte e giorno.
Nonostante tutto questo, per non dire di molti altri provvedimenti governativi
oggettivamente sbagliati e del crescente disagio di vaste categorie sociali e
professionali, il gradimento di Silvio Berlusconi non è mai stato così in alto
dall'inizio della legislatura. Lo rileva il sondaggio IPR marketing per
Repubblica.it. Il sondaggio misura anche la fiducia nel governo (pari al 54 per
cento) e in ogni singolo ministro. Nella squadra di palazzo Chigi, Giulio
Tremonti conquista il podio più alto, scalzando per un punto percentuale Roberto
Maroni; seguono Brunetta, Frattini, Sacconi, Alfano, Mara Carfagna (44%), Mariastella Gelmini (42%) e via via tutti gli altri. Molti osservatori hanno cercato
di capire il fenomeno Berlusconi e hanno dato le loro interpetrazioni. Edmondo
Berselli e diversi altri osservatori con lui, ritengono che "la democrazia
contemporanea è più vicina a un format che a un complesso strutturato di
regole"; Giuseppe D'Avanzo invita a considerare con attenzione
"che cosa cova quella diluizione superficiale del linguaggio. A mio avviso
- scrive D'Avanzo -questo può, deve essere l'altro focus della discussione:
quale pensiero, potere e democrazia annuncia quell'alienazione della parola
che, colonizzati dalla cultura televisiva, diciamo format"; il ministro
della Cultura, Sandro Bondi, é invece assolutamente convinto che Berlusconi
"è un modernizzatore e un semplificatore. Conserva le tradizioni ma le
modernizza. Decide. Fa girare le ruote della storia. Insomma è uno
statista"; Eugenio Scalfari, su La Repubblica.it del 28 settembre 2008,
con riferimento alle affermazioni del ministro Bondi su Berlusconi, scrive:
"La sua modernizzazione procede a ritroso, non è una riforma ma una
controriforma. Il suo rispetto delle tradizioni riguarda la loro ritualità e
non la loro viva sostanza. Basti guardare al suo rapporto con la Chiesa, che è
addirittura blasfemo: non riguarda il cristianesimo ma gli interessi della
gerarchia. La stessa cosa avviene quando affronta temi di fondo: la sicurezza,
l'immigrazione, la giustizia, la scuola, l'economia, il federalismo, la
Costituzione". E più avanti, dopo avere premesso che la globalizzazione
porta con sè società "liquide", professionalità ondivaghe e precarie,
diritti incerti, mercati senza regole, contropoteri evanescenti, annota:
"Di fronte a crisi globali lo Stato si ripropone come l'assicuratore di
ultima istanza. Riassume i pieni poteri. Non tollera controlli. Semplifica.
Spazza via gli ostacoli. Confisca i diritti che possono frenarlo. In una
società globale e liquida il potere si identifica con i governi nazionali. Il
nazionalismo torna ad essere preminente nelle scale valoriali. I fondi sovrani
diventano strumento di potenza e volontà di potenza". In Italia non è
forse questa la realtà nella quale stiamo vivendo? E allora come farà il nostro
Paese ad uscire dalla tempesta? Piero Ostellino, in un breve articolo
pubblicato dal Corriere della Sera.it del 15 ottobre, si dichiara convinto che
"ne usciremo perchè milioni di consumatori e produttori stanno già
programmando le loro vite e perseguendo i loro interessi secondo la propria
personale visione del mondo e i dati di cui dispongono. Ciascuno per conto suo,
senza neppure sapere come e perchè ne verrà un beneficio generale.E' la
libertà, bellezza. Ne usciremo a condizione, però, che la politica lasci fare
al loro "libero arbitrio"; non opponga divieti e ostacoli. La sola
cosa che è giusto chiederle è di applicare i codici civile e penale -chi rompe
paga- e di pretendere dalle banche maggiore trasparenza nei loro bilanci e una
più limpida comunicazione sulle loro operazioni finanziarie". Con i tempi
che corrono è auspicabile che la positiva previsione di Piero Ostellino si
avveri pienamente e, soprattutto, al più presto possibile. (24-10-08).
( da "TGCom" del 24-10-2008)
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Scuola
Scuola,proteste
al Festival di Roma Studenti bloccano l'Auditorium La protesta degli studenti
irrompe all'Auditorium di Roma dove è in corso il Festival del Cinema. Un
migliaio di giovani universitari ha occupato il Villaggio dell'Auditorium.
Momenti di tensione con la polizia si sono verificati quando un gruppo è arrivato
sul tappeto rosso riservato agli attori. In giornata gli studenti dell'Uds
(Unione degli Studenti) e dell'Udu (Unione degli universitari) non hanno
partecipato al tavolo con il ministro. 21.54 - Corteo al Festival finito senza
incidenti. Si è concluso con molta tensione ma senza incidenti il corteo degli
studenti dell'università La Sapienza arrivati fino all'Auditorium di Roma, dove
è in corso il Festival del Cinema. Alla fine della manifestazione circa un
migliaio di studenti hanno ripercorso Via Flaminia con un altro corteo
bloccando il traffico intonando cori come "se ci tolgono il futuro
blocchiamo la città". I manifestanti hanno poi sciolto il corteo. 20.59 -
Studenti: "Siamo stati manganellati". "Siamo arrivati di corsa con
le braccia alzate diretti all'entrata dell'Auditorium, ma la prima fila del
corteo ha preso qualche manganellata dalle forze dell'ordine". E' quanto
affermano alcuni studenti della Sapienza di Roma che hanno sfilato in corteo
fino ad entrare nella parte esterna dell'Auditorium dove è in corso il Festival
di Roma. 20.40 - Studenti lasciano Festival del Cinema. Dopo aver intonato cori
per circa un'ora, in dissenso con la riforma Gelmini,
centinaia di manifestanti hanno lasciato il Festival di Roma e si sono diretti all'università
e a casa. Come già accaduto alcuni studenti passeranno per il centro della
città intenzionati a bloccare nuovamente il traffico. 19.45 - Studenti bloccano
Festival del Cinema. Tensione al Festival del cinema a Roma: alcune centinaia
di studenti della Sapienza hanno organizzato un sit-in di protesta bloccando
l'accesso alla passerella e alle sale dell'Auditorium. La sfilata degli attori,
invitati alla manifestazione, è stata sospesa per ragioni di sicurezza.
"Siamo qui perché il Festival costa 15 milioni di euro, mentre a noi
vogliono tagliare i fondi per la cultura", hanno gridato al microfono i
manifestanti. 18.33 Padova, protesta di maestre e scolari. Scuole elementari in
piazza a Padova per protestare contro il decreto Gelmini.
Circa un migliaio tra maestre, scolari e genitori dei bambini hanno presso
possesso pacificamente di Piazza dei Signori, in centro storico. 18.23 Festival
Cinema, "Vogliamo entrare gratis". Un corteo di circa un migliaio di
studenti si sta dirigendo al Festival del Cinema di Roma. I ragazzi si trovano
nel quartiere Flaminio e avrebbero intenzione di entrare gratis al festival.
18.20 Rete Universitaria: "Non c'è vera apertura". Il Ministro Gelmini "non intende nei fatti aprire un dialogo vero
sulla riforma dell'università" visto che "per un cambiamento reale
sono necessari nuovi investimenti". Lo afferma Donato Montibello,
responsabile della Rete universitaria nazionale. 18.10 Udu: "Trattativa
chiusa". Salta ogni tentativo di trattativa tra gli studenti dell'Udu e il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. L'Unione
degli Universitari fa sapere che "il tavolo di trattativa con il ministro
è chiuso in quanto non è stata accolta la nostra richiesta di abrogazione degli
art.16 e 66 della legge 133, per noi prerogativa per l'apertura del
dialogo". 18.03 Milano, concluse lezioni in piazza. Stanno terminando poco
per volta le iniziative degli studenti universitari che a Milano protestano
contro la riforma della scuola approvata dal Governo. Un breve corteo, partito
da Piazza Duomo, si è concluso all'Accademia delle Belle Arti di Brera. 17.54
Fiaccolata a Pordenone. Alcune centinaia di persone hanno partecipato, a
Pordenone, alla mobilitazione del mondo dell'istruzione pubblica promossa dalla
Flc Cgil in piazzale Ellero dei Mille contro la riforma Gelmini.
17.04 Cortei a Trieste. Universitari e studenti delle scuole superiori insieme
in corteo, domani a Trieste. Sarà l'atto conclusivo della settimana di proteste
contro il governo nel capoluogo giuliano. Da lunedì nella gran parte delle
scuole di tutta la provincia non si fa lezione. Ad oggi sono nove le scuole
occupate, e in molte altre l'attività didattica è stata sostituita da corsi
autogestiti organizzati dagli studenti, spesso con l'aiuto dei professori.
Domani alle 10, gli studenti lasceranno le scuole e si troveranno nel centro
della città. 16.57 Proteste alla Festa del cinema. Un corteo di studenti
universitari è partito dall'università La Sapienza di Roma ed è diretto verso
la festa del Cinema. "Spiegheremo - ha detto una studentessa - il
significato della nostra mobilitazione e che il sapere deve essere accessibile
a tutti". 16.20 Disordini e atti vandalici a Lecce. Occupazioni, cortei di
protesta per le vie cittadine e assalti vandalici ad alcuni istituti scolastici
si sono verificati questa mattina a Lecce. Un centinaio di manifestanti col
volto coperto da passamontagna ha compiuto veri e propri blitz in alcune scuole
superiori arrivando in alcuni casi ad interrompere le lezioni. 16.00 "In
Italia si spende male". "Bisogna cambiare la verità è che in Italia
non si spende poco, ma si spende male''. Lo ha detto il ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ai ragazzi delle
associazioni studentesche convocati per un confronto sul decreto 137. 15.20
Traffico in tilt a Catanzaro. Hanno sfilato per oltre due ore per le vie di
Catanzaro, in un lungo serpentone che ha paralizzato il traffico cittadino.
Striscioni, slogan e tamburi, gli studenti della provincia di Catanzaro sono
scesi in strada per gridare il loro dissenso alla riforma della scuola proposta dal ministro Maria Stella Gelmini. 13.30 Udu e Uds abbandonano il
tavolo. Le associazioni studentesche Udu e Uds "non hanno neppure voluto
sedersi al tavolo" per un confronto con il ministro Gelmini. E' quanto riferiscono fonti
ministeriali spiegando che gli studenti avrebbero posto come condizione
preliminare per l'avvio del dialogo il ritiro del decreto 137 sull'università.
12.17 Corteo a Torino - Continua anche a Torino la mobilitazione contro la
riforma del sistema scolastico del ministro Mariastella Gelmini.
Anche questa mattina le strade della citta' sono state attraversate da un
corteo spontaneo e non programmato promosso dagli studenti di due istituti
superiori. Duecento ragazzi hanno filato per le vie del centro per una
manifestazione che si e' svolta tranquillamente e senza problemi o tensioni.
11.30 Napoli, studenti mandano traffico in tilt - Un corteo di studenti medi e
universitari sta attraversando le strade del centro cittadino di Napoli. A
partecipare numerosi istituti partenopei e della provincia. Dopo una prima
tappa in piazza del Gesù, dove si è aggiunta una delegazione del liceo Genovesi
occupato da tre giorni, la manifestazione si dirige verso piazza Municipio e
successivamente piazza del Plebiscito. Traffico in tilt e automobilisti
bloccati. Fra le scuole presenti anche il liceo Virgilio, il Margherita di
Savoia, oltre a studenti universitari provenienti da Fuorigrotta. 10.00 -
Milano, lezioni in Piazza del Duomo - Sono più un centinaio gli studenti delle
università milanesi che si sono riuniti in Piazza del Duomo per ribadire,
attraverso forme di didattica alternativa, il loro perentonio no alla riforma Gelmini e ai tagli all'istruzione previsti in finanziaria.
Sotto la Madonnina è in corso una lezione sul "fallimento dell'Università
di massa in Italia" tenuta dal professor Aldo Giannuli, docente di Storia
Contemporanea alla facoltà di Scienze Politiche. 09.30 - Milano, studenti
davanti all'assessorato all'educazione - Oltre 200 studenti del liceo linguistico
Manzoni hanno organizzato un presidio di fronte all'Assessorato dell'Educazione
del Comune di Milano, nei pressi di Piazzale Loreto. La protesta si sta
svolgendo in modo pacifico e senza alcun tipo di incidente. Invia ad un amico.