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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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DOSSIER SCUOLA 24 – 27 LUGLIO 2009

 

IN EVIDENZA

 

 

La Stampa 24/7/2009 –

 

IL SAPERE INUTILE. SISTEMA SOTTO ACCUSA

Tutti bocciati prof e allievi
Scuola da rifare
. Le indagini relegano l'Italia a fanalino di coda.

 

RAFFAELLO MASCI

 

"Giovani incapaci di risolvere qualsiasi problema"  

Una scuola che non serve a niente. Detta in maniera meno brutale, con le parole dell’Ocse: incapace di indurre una cultura del «problem solving», tutto quello che si impara non si è poi in grado di utilizzarlo nella vita e nell’esperienza. E’ la più grave carenza del nostro sistema scolastico, associata ai mali di cui ieri, su «La Stampa», Luca Ricolfi ha fatto una impietosa disamina: incapacità degli allievi di leggere e di esprimersi, di esercitare la memoria e il dono di sintesi, di concentrarsi e di valutare.

La situazione, in effetti, trova riscontro oggettivo nelle tre indagini Pisa-Ocse sui livelli di apprendimento dei ragazzi italiani, realizzate negli ultimi 10 anni (a intervalli di tre anni l’una dall’altra: l’ultima è del dicembre scorso). Non solo - dice l’Ocse - i quindicenni italiani (questa la classe di età indagata) non sanno né leggere né esprimersi nella loro lingua, non solo non conoscono la matematica e in generale le materie scientifiche, ma mancano - soprattutto - della capacità di «problem solving», cioè non hanno alcuna attitudine a fare proprie le conoscenze acquisite e ad applicarle ai problemi che la vita e l’esperienza pongono. Una preparazione la loro (quando c’è) essenzialmente teorica e libresca.

«E’ questo un problema annoso della scuola italiana - dice Claudia Donati, responsabile del settore processi formativi del Censis, e quindi osservatrice costante della scuola italiana -. Il passaggio da conoscenza a competenza è stato sempre il tallone d’Achille del nostro sistema. In questo senso il professor Ricolfi ha messo il dito nella piaga. Tuttavia va detto che la scuola italiana è viva, e negli ultimi 15 anni ha anche cercato di dare risposta alle sue carenze più evidenti nel raffronto internazionale: per esempio ha cercato di attivare un sistema di valutazione, realizza progetti pilota, fa laboratori, alternanza scuola-lavoro e valorizzazione dell'istruzione tecnica attraverso rapporti col mondo produttivo. Con la Gelmini sta cercando anche di darsi un maggiore rigore, che vorrebbe essere anche disciplina nei metodi di lavoro. Ma si tratta di elementi sganciati l’uno dall’altro, segmenti che, se non coordinati rischiano di essere episodici».

Peraltro non esiste una «scuola italiana», ma molte realtà diversificate sul piano qualitativo. Specie dopo l’introduzione dell’autonomia scolastica (1998) i piani dell’offerta formativa presentati da ogni istituto consentivano di far emergere esperienze di grande rilievo. «Abbiamo quindi una realtà frastagliata, con punte avanzate proprio nella direzione indicata da Ricolfi - dice Antonio Petrolino, presidente dei presidi romani - ma una buona scuola non basta da sola a sortire risultati. Sulla preparazione dell’allievo incidono molto altri due fattori: la famiglia di provenienza e il territorio. In sostanza uno studente, anche dotato, dà risultati molto diversi se proviene da una famiglia colta piuttosto che da una in cui l’unico libro è l’elenco del telefono. Allo stesso modo un buon liceo non è lo stesso, se si trova a Bolzano o a Scampia». Dunque non basta una buona scuola se non ha apporti di pregio dalla società.

«Allo stesso modo - aggiunge Claudia Donati - dobbiamo considerare che la formazione di un giovane non avviene più solo nella scuola, ma moltissimo, ormai, attraverso i canali informali della trasmissione del sapere: Internet, le tecnologie digitali, le tv anche tematiche, il sistema dei mass media, eccetera. Questo significa che nei processi educativi occorre saper gestire questa massa enorme di soggetti. E se le nuove generazioni hanno le carenze segnalate da Ricolfi, è a questa pluralità di fonti di istruzione che dobbiamo rivolgerci. La scuola dunque conta molto, ma la famiglia e il gruppo sociale in cui si vive, almeno altrettanto».

L’importante poi, secondo Petrolino «non è tanto tornare a insegnare, quanto tornare a imparare. Nella scuola italiana l’accento va messo molto di più sull’output piuttosto che sull’input. Dobbiamo, cioè conoscere meglio gli studenti e il loro mondo e valutare il lavoro docente per i risultati che produce su di loro». In tutto questo non sarebbe male se la scuola si potesse giovare di un periodo di tranquillità: «Quello che manca - dice il presidente dell’associazione presidi, Giorgio Rembado - è un progetto formativo chiaro, che punti a determinati obiettivi di fondo e li persegua nel tempo: non si può continuare a dire tutto e il contrario di tutto, sconfessando periodicamente quello che si diceva pochi mesi prima. Non è possibile che si pensi ad una scuola diversa ad ogni cambio di maggioranza».

 

 

 

La Stampa 24-7-2009

 

La studentessa modello "Non capite la generazione degli sms" "Al liceo si sbaglia l'ortografia"

 

MARIA TERESA MARTINENGO

 

Per conquistare il suo 100 e lode al liceo scientifico «Volta», Valentina Carosso ha passato sui libri tre ore al giorno. Dalla terza alla quinta è andata così. E siccome studia composizione al Conservatorio, due-tre ore le ha anche dedicate alla musica. In settembre si iscriverà a Scienze della formazione primaria e, a giudicare dal suo percorso, continuerà a non essere in linea con le affermazioni del professor Ricolfi sugli studenti. Che in gran parte condivide.

Ricolfi sottolinea la difficoltà dei giovani ad esprimersi correttamente per iscritto. Cosa ne dici?
«Ho compagni che fanno ancora errori di ortografia. Mi sembra grave che alla fine della quinta liceo non si sappia scrivere bene in italiano».

Non andrebbe meglio nell’«arte della parola»...
«Molti usano frasi corte perché non riescono a collegare i concetti. Nella vita di tutti i giorni è diverso, manelle interrogazioni, quando non conoscono bene la materia con il suo linguaggio specifico e devono arrampicarsi sui vetri, è tragico. Usano termini vaghi e i professori si innervosiscono, li interrompono per farli ragionare. Poi, c’è chi ripete il libro parola per parola...».

Ricolfi dice che si è persa la capacità di concentrarsi e gli errori logici sono all’ordine del giorno.
«Vero anche questo, ma non per tutti: almeno 4-5 in una classe di 20 sono bravi. Gli altri non capiscono che per studiare bisogna lasciar perdere telefonino, iPod, messanger e tv. Se ogni cinque minuti ti distrai non concludi niente».

Incapaci di autovalutazione?
«Molti non sono in grado di migliorare o non vogliono».

Allenati a superare test, ma non a padroneggiare una disciplina?
«Nei licei, i test a risposta multipla sono poco usati». È vero che si dimentica in pochi anni ciò che si è imparato in ambito scientificomatematico? «Ho difficoltà a ricordare storia, latino. Forse se avessi fatto il classico sarebbe stato il contrario. Credo sia sempre capitato, non è una novità».

Gli studenti di oggi considerano Internet «la memoria»?
«Ciò che noi studiamo è tutto nel Web e nel Web siamo abituati a verificare ogni dubbio. È la memoria cui si può ricorrere comunque, poi sta ad ogni persona usarla bene. E’ probabile che oggi ricordare sia meno importante. Io però ho avuto una maestra che ci faceva studiare le poesie ed è stato un utile allenamento».

Scarsa concentrazione, ma capacità di fare più cose insieme?
«Nello studio serve concentrazione. È improbabile mandare sms ed essere attenti alla lezione».

Ottima capacità di far funzionare ogni oggetto tecnologico, ma senza capire com’è fatto?
«Può valere per le ragazze, ma tra i maschi la passione per l’elettronica c’è davvero».

Grandi navigatori nella Rete, ma esposti a credere alle bufale?
«Sì, ho visto portare ricerche con dati veramente assurdi».

Riconosci la tua generazione nella descrizione di Ricolfi? Una generazione a cui, a forza di facilitazioni, è stata spacciata per istruzione un’«allegra infarinatura»?
«Nella scuola di oggi chi vuole imparare può farlo, ma chi non è interessato può comunque finire con facilità. Il ritorno degli esami di riparazione ha spaventato, poi la gente si è accorta che sono abbastanza semplici e si è tranquillizzata».

Ci sono stati insegnanti particolarmente importanti per te?
«Il prof di matematica di quest’anno, senza il quale non avrei superato lo scritto così come l’ho superato. E poi la maestra delle elementari, quella delle poesie a memoria».

 


 

 

 


Report "Scuola"

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Scuola (121)


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Sezione principale: Scuola

"Non capite la generazione degli sms" ( da "Stampa, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: MATEMATICO RUSSO ADDIO CULTURA LA GELMINI I BRAVI LA RETE Marco Rossi-Doria Umberto Veronesi Luca Ricolfi «Percorsi individuali per ogni ragazzo» "Non capite la generazione degli sms" La studentessa modello "Al liceo si sbaglia l'ortografia" MARIA TERESA MARTINENGO "Si è cancellata la letteratura e così si premiano i videogiochi" «Si pensa ai giovani come consumatori e non produttori»

"Con i tagli all'organico a rischio anche la sicurezza" ( da "Stampa, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sono i numeri dei tagli previsti dalla riforma Gelmini all'organico negli istituti della provincia di Alessandria. E anche ad Acqui c'è grande preoccupazione. Mentre si profila un altro periodo di agitazioni e manifestazioni di protesta, l'esame della situazione scolastica del Distretto è stato al centro della riunione del coordinamento scolastico acquese,

Si torna a scuola il 14 settembre ( da "Trentino" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, aveva subito smentito. L'assessore provinciale Marta Dalmaso, a sua volta, conferma la data del 14 settembre e assicura che «allo stato attuale nulla ci fa pensare che possa esserci una modifica della decisione assunta». Poi, però, spiega che «se dovessero arrivare eventuali sollecitazioni a riguardo da parte del ministero o dell'

Tutti bocciati prof e allievi Scuola da rifare ( da "Stampa, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con la Gelmini sta cercando anche di darsi un maggiore rigore, che vorrebbe essere anche disciplina nei metodi di lavoro. Ma si tratta di elementi sganciati l'uno dall'altro, segmenti che, se non coordinati rischiano di essere episodici». Peraltro non esiste una «scuola italiana», ma molte realtà diversificate sul piano qualitativo.

Il preside Meo: Stravolta la realtà ( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: del dodicenne napoletano IL CASO STEFANINI Incontri con le famiglie e in provveditorato Una relazione verrà spedita anche alla Gelmini Razzismo alle Stefanini, i genitori chiedono le scuse ufficiali alla mamma del ragazzo, che tre giorni fa ha accusato i compagni di classe di aver offeso e umiliato il figlio perché napoletano. «Ci ha diffamato», dicono ora le famiglie dei ragazzi.

Presidi vicentini Doc , bufera sull'odg votato alla Provincia ( da "Unita, L'" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nessuna crociata contro il sud in quel voto, ma una ferma critica al ministro Gelmini che «doveva bloccare l'interregionalità delle nomine a preside dopo che aveva verificato che regioni come la Campania avevano abilitato più dirigenti del dovuto». Argomenti che non convincono il presidente del gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro.

No ai presidi che arrivano dal Sud. Lo vota praticamente all'unanimità - 26 sì sui 27... ( da "Unita, L'" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nessuna crociata contro il sud in quel voto, ma una ferma critica al ministro Gelmini che «doveva bloccare l'interregionalità delle nomine a preside dopo che aveva verificato che regioni come la Campania avevano abilitato più dirigenti del dovuto». Argomenti che non convincono il presidente del gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro.

università perché cresce l'opposizione alla riforma - margherita rubino ( da "Repubblica, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per un disegno di legge del ministro Gelmini, per ora fermo nel cassetto, a posteriori non par chiaro; ma pare ora che l´iniziale disegno sia stato invertito e si attenda il varo nazionale. Il diffuso disagio, che sta diventando articolata reazione, verso la riforma radicale dell´Ateneo avanzata dal rettore Deferrari, nasce dall´ipotesi che si vada a stare peggio.

febbre da ministro - enzo costa ( da "Repubblica, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini che lo smentisce (gli rifilerà il cinque in condotta?) e Brunetta che lo zittisce (installerà tornelli anti-virus lanciando la caccia grossa ai fannulloni travestiti da influenzati?). Chiedo il pronto soccorso del mitico professor Crovari: per caso, oltre alle sue preziose ovvietà scientifiche,

per gaber e viareggio ( da "Tirreno, Il" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è stato contattato dal Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini. «E' partita come una battuta - spiega Iacchetti - e invece sono stato preso sul serio dal ministro che ha siglato un accordo per far diventare il Signor G una materia nelle scuole della Lombardia». Partenza con il botto stasera alla Cittadella del Carnevale.

bufera sullo stop ai presidi del sud "abolite quella norma, è razzista" - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cosa che sono certa farà il ministro Mariastella Gelmini. Basterebbe, per esempio, introdurre l´obbligo della permanenza dei presidi nella sede per alcuni anni». Anche il Pd di Vicenza si difende. «Il nostro sì alla mozione - racconta il consigliere provinciale Maria Collareda - è di critica alla Gelmini che doveva bloccare le irregolarità».

Tutti commissariati da Giulio ( da "Riformista, Il" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sta tentando di mettere la Gelmini sotto tutela. Ideologica: fu lui a spiegare alla Padania la filosofia del maestro unico come archiviazione del '68. Di cassa: solo l'abilità diplomatica di «Mariastar» ha trasformato il taglio di 8 miliardi in un «segnale culturale di rigore».

Il matematico russo "Si è cancellata la letteratura e così si premiano i videogiochi" ( da "Stampaweb, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Di quella della Gelmini cosa ne pensa? «Al tempo ero isolato e tutti pensavano che la direzione di Berlinguer fosse quella giusta: "Insegniamo i videogiochi e cancelliamo la letteratura". Ora queste cose non si dicono più, ma nei fatti è più difficile invertire la tendenza.

Tutti bocciati prof e allievi Scuola da rifare ( da "Stampaweb, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con la Gelmini sta cercando anche di darsi un maggiore rigore, che vorrebbe essere anche disciplina nei metodi di lavoro. Ma si tratta di elementi sganciati l?uno dall?altro, segmenti che, se non coordinati rischiano di essere episodici». Peraltro non esiste una «scuola italiana», ma molte realtà diversificate sul piano qualitativo.

10.749 ( da "Corriere della Sera" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, che ha firmato il decreto sulla «interregionalità» dei dirigenti scolastici. Puntura di spillo di un avversario: «La Martini ha voluto scavalcare i leghisti, nella difesa del territorio». Può darsi. Ma veniamo al punto. Da dove nasce l'ordine del giorno, nel quale alcuni ravvisano il revival razzista?

Bravo, indiano, prof alla Bocconi Il fermato alla frontiera ( da "Corriere della Sera" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: a un convegno cui interverrà anche il ministro Gelmini anticipa l'economista Tito Boeri , con una sessione su brain drain e brain gain ». Fuga e attrazione di cervelli. «Perché non solo ne arrivano pochi, ma quei pochi facciamo anche fatica a trattenerli. E ogni studente è un investimento importante: un dottorando costa, in media, 200-250 mila euro all'anno».

Piccole Gelmini crescono...... ( da "Blogosfere" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Consiglio Comunale è stato un compendio di affermazioni che non hanno fatto altro che evidenziare l'ignoranza palese dell'Assessore in materia scolastica ed anche in semplici calcoli matematici... Insomma una vera e propria Gelmini in miniatura. Piccolo particolare irrilevante : l'Assessore appartiene alla coalizione opposta a quella di Gelmini . Per favore qualcuno glielo faccia sapere.

Maturità, tante lodi e nessun bocciato ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nessun bocciato alla maturità e pochissimi non ammessi dopo la riforma Gelmini. Soltanto uno, all'istituto Geometri Fazzini' di Grottammare. Tra i 94 studenti che hanno ottenuto il massimo dei voti, Diego Neroni, Ilaria Giobi e Roberta Merli; nel turistico Alessia Mascella, Linda Rivera e Federica Simonetti e Federica Anna Urso, quest'ultima con tanto di lode.

BOCCIATI in 15mila! Questi giovani di oggi si sono messi in testa che andare a scuola è... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Brava Gelmini, persisti. Lettera firmata, Fabriano (Ancona) HO LETTO dell'aumento sulle bocciature, indici di una maggiore severità di giudizio. Ma l'insegnante che boccia non fa l'esame di coscienza? Ha fatto tutto il possibile per evitare un evento che di sicuro lascerà il segno nel bocciato?

Blitz dell'Idv a Chigi, interrotta conferenza Gelmini ( da "Reuters Italia" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. La Gelmini era scesa in sala stampa per illustrare un pacchetto di misure preso dal governo sull'università. Ancor prima che iniziasse la conferenza stampa, Pedica ha preso la parola e ha chiesto come mai il governo non abbia ancora sciolto il consiglio comunale di Fondi, dove ci sono stati 17 arresti e dove "si intrecciano collusioni tra criminalità organizzata e politica"

Università, più fondi alle migliori ( da "RomagnaOggi.it" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Ministro Mariastella Gelmini, per la prima volta in Italia, ha distribuito a questi atenei una parte dei fondi destinati alle Università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato assegnato in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei.

Il governo premia gli atenei migliori ( da "Stampaweb, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università, Mariastella Gelmini, e approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Sulla base del provvedimento, si legge in una nota ministeriale, il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, pari a 525 milioni di euro, è distribuito in base alla qualità della Ricerca e della didattica degli Atenei.

Scuola, governo stanzia 525 milioni alle Università virtuose ( da "Reuters Italia" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: annuncia il ministro Maria Stella Gelmini spiegando che i fondi ammontano al 7% del Fondo di finanziamento ordinario. "I due terzi di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica", ha spiegato la Gelmini. Nella ripartizione del Fondo "non c'è un intento punitivo, ma la volontà di spronare tutti a dare il meglio,

Università, giro di vite: via i corsi inutili Gelmini: scuola, no a rinvii per febbre suina ( da "TGCom" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tagli a corsi inutili Gelmini: "Negli ultimi mesi -20%" Più soldi agli atenei virtuosi e tagli dei corsi inutili. Sono le novità del "pacchetto Università" approvato dal Cdm, su proposta del ministro Mariastella Gelmini. Il provvedimento prevede che il 7% del Fondo di finanziamento, cioè 525 milioni di euro, venga distribuito in base alla qualità delle università.

Il Pg chiede due condanne ( da "Sicilia, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'effetto Gelmini si è fatto sentire all'Itcg dove i bravissimi sono stati appena 5 su un totale di 109 maturi. Questi i risultati. Geometra, 5°A: Alongi Giuseppe 74, Beccaccio Bruno 73, Buscemi Onofrio Domenico 66, Cardillo Giuseppe 68, Genco Peppuccio 60, Lo Bue Francesco 77, Lomanto Cristian 65, Maida Mario 76,

Più fondi agli atenei migliori ( da "Corriere.it" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è già stato assegnato dal ministro Mariastella Gelmini. Per la prima volta in Italia, infatti, il ministero ha distribuito una parte dei fondi destinati alle Università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato assegnato in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei.

"Pacchetto Università": soldi in più solo a Università migliori, Anvur, taglio corsi inutili ( da "Sestopotere.com" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con questo provvedimento firmato oggi dal ministro Mariastella Gelmini, il nuovo sistema di valutazione delle Università italiane, grazie al quale saranno premiati gli Atenei più virtuosi sulla base di criteri riconosciuti e valutati positivamente anche dalla CRUI. Da una prima analisi della situazione emerge che l?

"Pacchetto Università" ( 2 ) Valli (Ugl): "Considerare riforma agenzia di valutazione in contesto più definito" ( da "Sestopotere.com" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Concordiamo con la lotta agli sprechi intrapresa dal ministro Gelmini. Il taglio di corsi ?inutili? ci sembra opportuno, ma riteniamo che lo sblocco dei concorsi banditi per i professori universitari e i ricercatori rischia di buttare benzina sul fuoco soprattutto per quanto riguarda questa ultima categoria.

Concorsi e ricercatori, i nuovi criteri ( da "Corriere.it" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In particolare nel decreto presentato dal ministro Gelmini viene richiesto che ogni titolo scientifico sia valutato «separatamente e specificamente, per evitare giudizi sommari e approssimativi». Viene inoltre richiesto, per i settori scientifici, il ricorso a valutazioni di indici oggettivi e a sistemi di valutazione internazionali (peer review).

Università, bonus da Roma ( da "Trentino" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: attesissimo provvedimento firmato ieri dal ministro Gelmini che prevede che il 7% del Fondo di finanziamento ordinario non venga più distribuito a pioggia, ma sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità degli atenei. E nella classifica delle università virtuose, Trento, per il suo grande lavoro nei progetti di ricerca europei, è prima davanti ai politecnici di Torino e Milano.

Più soldi agli atenei virtuosi ( da "Corriere delle Alpi" del 25-07-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: ministri insieme ai provvedimenti firmati dal ministro Maria Stella Gelmini che oltre a distribuire una parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito, sbloccano 1.800 concorsi e fanno calare la mannaia su corsi definiti «inutili». Premiate le virtuose. L'Università di Trento e i Politecnici di Milano e di Torino sono tra gli atenei migliori in base ai nuovi parametri.

L'Idv "occupa" Palazzo Chigi Gelmini costretta a sgombrare ( da "Corriere delle Alpi" del 25-07-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: L'Idv "occupa" Palazzo Chigi Gelmini costretta a sgombrare ROMA. Palazzo Chigi "occupato". Con un blitz a sorpresa, l'Idv decide una protesta plateale per rimarcare i tentennamenti dell'esecutivo sullo scioglimento del consiglio comunale di Fondi, nel Lazio, per infiltrazioni della criminalità.

L'accusa di razzismo spacca il Pd ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, ecco che il surplus dei presidi meridionali serve a colmare la carenza creatasi a nord. L'Odg dei vicentini denunciava l'«obiettiva situazione di svantaggio» per le regioni «virtuose», sollecitava il governo a prendene atto, proponeva l'introduzione di «correttivi», una «situzione di diritto» insomma perché non è possibile premiare con posti di lavoro quelle regioni che

La carica dei fuori sede ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Assumere per provenienza avrebbe connotazioni razziste. Invece, la nostra regione ha rispettato i vincoli ed ha esaurito la graduatoria regionale degli idonei. è stata lo stesso ministro Gelmini a volere l'interregionalità delle nomine». (Felice Paduano)

Più soldi agli atenei virtuosi ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministri insieme ai provvedimenti firmati dal ministro Maria Stella Gelmini che oltre a distribuire una parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito, sbloccano 1.800 concorsi e fanno calare la mannaia su corsi definiti «inutili». Premiate le virtuose. L'Università di Trento e i Politecnici di Milano e di Torino sono tra gli atenei migliori in base ai nuovi parametri.

Presto il contagio in tutto il pianeta ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-07-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ieri è tornata a ripetere che «allo stato l'ipotesi non è stata presa in considerazione» e che gli istituti riapriranno regolarmente a settembre. Ma per gli esperti dell'Ecdc e del Cdc (le due agenzie di Europa e Usa per il controllo delle malattie trasmissibili) l'opzione resta in campo con due possibilità: la chiusura proattiva (

INFLUENZA A: OMS, COLPITO QUASI IL 100% DEL PIANETA /ANSA ( da "Secolo XIX, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini assicura che «allo stato attuale non è stato preso in considerazione alcuno slittamento dell'inizio dell'anno scolastico», il Vaticano si prepara all'eventualià di sospendere eventi di massa come le udienze del Papa, ha affermato in un'intervista all'Osservatore Romano il direttore di Sanità ed Igiene dello Stato della Città del Vaticano Giovanno Rocchi.

L'artesfrattale auto ( da "Secolo XIX, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: fotografici in bianco e nero per protestare contro la riforma Gelmini. «L'idea - continua Paco Rizzi - nasce da due considerazioni di fondo. La prima è che gli spazi per gli artisti emergenti scarseggiano mentre l'accesso a gallerie e musei risponde a gerarchie rigidissime. La seconda è che in città ci sono troppe auto e ci è sembrato giusto mettere in mezzo ai veicoli un po' di arte.

i ministri accerchiano tremonti il premier: "non decide solo lui" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Prestigiacomo chiedono più fondi Bossi: un pasticcio il partito del Sud Palazzo Chigi studia una "regia" per il Mezzogiorno CLAUDIO TITO ROMA - «Mi sono un po´ stancato di dover sempre andare da Giulio con il cappello in mano». In questa legislatura il rapporto con Giulio Tremonti non è mai corso su binari ben oleati.

il merito entra nell'università "più soldi agli atenei virtuosi" - cinzia sasso ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex ministro del governo Prodi Fabio Mussi e criticata al suo esordio dall´attuale ministro del governo Berlusconi Mariastella Gelmini. L´Anvur, cioè la nuova agenzia per la valutazione del sistema universitario, è diventata realtà. Raggiante, il ministro dell´Università, ha presentato ieri quello che è il primo passo di un radicale cambiamento del sistema universitario italiano.

Palazzo Chigi . ( da "Tempo, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, si appresta a presentare il «pacchetto università» quando il senatore dell'Italia dei Valori, Stefano Pedica, si alza in piedi e prende la parola: «È da quattro mesi che il cdm deve sciogliere il consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose, così come ha fatto per altri comuni, e non lo fa,

Bocciato per la condotta fa ricorso ( da "Tempo, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della riforma Gelmini. Ma i genitori di un alunno della media «Corradini» di Latina hanno deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo. Il legale che li rappresenta, l'avvocato Roberto Mantovano, ha presentato un'istanza al Tar per l'annullamento della bocciatura, chiedendo anche la sospensione del provvedimento del consiglio di classe.

più soldi a poli e università ecco i premi della gelmini - ottavia giustetti ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini che ha deciso anche una attesissima riapertura dei concorsi banditi ormai un anno fa esatto e stoppati con la finanziaria 2008. «I risultati resi noti dal Ministro Gelmini - ha detto Francesco Profumo, rettore del Politecnico - oltre a essere grande motivo di orgoglio, sono il prodotto di uno sforzo notevole effettuato dal nostro ateneo per migliorare soprattutto in alcuni

Più soldi agli atenei virtuosi Sbloccati 1.800 concorsi ( da "Tempo, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e il ministro Gelmini ha firmato provvedimenti che sbloccano 1.800 concorsi e distribuiscono, per la prima volta in Italia, una parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito e dunque soldi in più solo agli atenei migliori. «Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà - ha tenuto a precisare - di spronare tutti a dare il meglio,

le "pagelle gelmini" taglio dei fondi per sapienza e roma 3 ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina III - Roma CHIARA RIGHETTI A PAGINA VII Promossi invece lo Iusm e Tor Vergata Le "pagelle Gelmini" Taglio dei fondi per Sapienza e Roma 3 SEGUE A PAGINA VII

sapienza e roma tre, tagli ai fondi - chiara righetti ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
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Abstract: tagli ai fondi Solo Tor Vergata e lo Iusm superano "l´esame Gelmini" CHIARA RIGHETTI Promosse Tor Vergata e lo Iusm, bocciate Sapienza e Roma Tre. A dare le pagelle è il ministero dell´Università e della ricerca scientifica, che per la prima volta assegna i fondi agli atenei in base a valutazioni di merito.

"università poco virtuosa" la gelmini taglia 7 milioni ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
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Abstract: Università poco virtuosa" La Gelmini taglia 7 milioni Le università di Palermo, Catania e Messina sono state «punite» perché poco virtuose dal ministro Gelmini. Un´ennesima batosta per le entrate dell´Ateneo di Palermo a corto di risorse e con un aumento delle tasse già varato due settimane fa: ultimo assieme a Messina, Foggia e Matera,

"università poco efficiente": tagliati 7 milioni - antonella romano ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
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Abstract: di consistenti 7 milioni di euro, è stato deciso ieri dal ministro Gelmini, che ha premiato invece con risorse extra gli atenei ritenuti più efficienti per didattica e ricerca. Un´ennesima batosta per le entrate dell´Università di Palermo a corto di risorse e con un aumento delle tasse varato due settimane fa.

scontro finale sulla sanità ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
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Abstract: «Verificheremo il decreto quando arriverà», dicono a Palazzo Santa Lucia. Intanto una tegola si abbatte anche sulle università campane che si sono viste ridurre i fondi dal ministro Gelmini. Unica promossa quella del Sannio. DE FAZIO, DEL BELLO E FUCCILLO ALLE PAGINE IV E

bocciati gli atenei della campania - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
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Abstract: il ministro Gelmini salva solo l´università del Sannio. Le altre istituzioni universitarie campane vengono punite con un taglio ai finanziamenti. Tagli consistenti, che rientrano nella quota del 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario, 525 milioni di euro, che il ministro ha deciso di ridistribuire premiando gli atenei migliori e penalizzando i "

qualità e conti, l'università trova un tesoretto - nadia campini ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
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Abstract: Maria Stella Gelmini, e arriva come una gradita sorpresa a Genova, dove in queste settimane si sta lavorando alla riforma dello statuto proposta dal rettore Giacomo De Ferrari. è la prima volta che vengono introdotti criteri di merito nella distribuzione delle risorse, il fondo complessivo ammonta a livello nazionale a 525 milioni di euro e di questi il 7%

deferrari, l'elogio della virtù "e ora avanti con la riforma" ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
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Abstract: se nel frattempo la riforma Gelmini andrà avanti, sarà ovviamente più opportuno aspettare un mese, un mese e mezzo in modo da andare in parallelo, se invece dovesse bloccarsi, possiamo comunque fare gli aggiustamenti necessari sul consiglio e arrivare a far partire comunque la riforma entro l´anno».

rettori in rivolta per i tagli di gelmini - fulvio di giuseppe ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
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Abstract: Bari Rettori in rivolta per i tagli di Gelmini Nella classifica delle Università più fondi solo al Politecnico Petrocelli: è l´ennesimo trasferimento di risorse dal Sud in favore del Nord Volpe: questi criteri non vanno, sempre che non abbiano deciso di affossare i nostri atenei FULVIO DI GIUSEPPE Bocciate e senza risorse economiche.

più soldi agli atenei virtuosi ( da "Tirreno, Il" del 25-07-2009)
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Abstract: ministri insieme ai provvedimenti firmati dal ministro Maria Stella Gelmini che oltre a distribuire una parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito, sbloccano 1.800 concorsi e fanno calare la mannaia su corsi definiti «inutili». Premiate le virtuose. L'Università di Trento e i Politecnici di Milano e di Torino sono tra gli atenei migliori in base ai nuovi parametri.

ormai il contagio è in tutto il pianeta ( da "Tirreno, Il" del 25-07-2009)
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Abstract: Mariastella Gelmini, ieri è tornata a ripetere che «allo stato l'ipotesi non è stata presa in considerazione» e che gli istituti riapriranno regolarmente a settembre. Ma per gli esperti dell'Ecdc e del Cdc (le due agenzie di Europa e Usa per il controllo delle malattie trasmissibili) l'opzione resta in campo con due possibilità: la chiusura proattiva (

l'oms: l'influenza contagerà tutto il pianeta - elena dusi ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
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Abstract: Mentre in Italia ospedali e medici di famiglia continuano a muoversi in ordine sparso e senza direttive stringenti da parte del ministero della Salute, Mariastella Gelmini titolare del dicastero della scuola ha comunque escluso il rinvio dell´apertura dell´anno scolastico: «Allo stato attuale non è stato preso in considerazione alcuno slittamento».

pagelle da rivedere - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
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Abstract: Si tratta senza dubbio di una inequivocabile bocciatura, resa nota per giunta proprio mentre la Gelmini (era il mese di febbraio) si apprestava a mettere a punto la strategia dei tagli agli "sprechi". Il ministero ha compilato pagelle e dato voti. In palio ci sono i soldi: più a chi ha passato l´esame dei requisiti decisi dal ministero, meno agli altri.

Ministre d'assalto ( da "Riformista, Il" del 25-07-2009)
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Abstract: La Gelmini lancia la rivoluzione del merito negli atenei Ministre d'assalto Le altre donne. Il titolare dell'Università sblocca il catenaccio di Tremonti. La Prestigiacomo si ribella all'«arroganza dei colleghi» e blocca il commissariamento del suo dicastero.

Fondi in base al merito Il ministro merita fiducia ( da "Riformista, Il" del 25-07-2009)
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Abstract: Mariastella Gelmini di un sistema di distribuzione di una quota dei fondi destinati alle università che tiene conto dei risultati ottenuti è un passo importante nella giusta direzione. Si rompe in questo modo con una tradizione che ha abituato gli atenei a fare la propria programmazione senza prendere in considerazione la possibilità di essere chiamati a rispondere di scelte poco oculate,

Atenei, vince Gelmini Per la prima volta più soldi ai migliori ( da "Riformista, Il" del 25-07-2009)
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Abstract: la Gelmini ha fatto approvare la rimodulazione dei poteri dell'Anvur, l'agenzia che ha il compito di valutare la qualità degli atenei e degli enti di ricerca. Un risultato importante, che la Gelmini avrebbe voluto illustrare in una conferenza stampa, interrotta da un parlamentare dell'Idv, Pedica, che ha chiesto di intervenire l'

( da "Riformista, Il" del 25-07-2009)
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Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini soprattutto nei mesi passati durante il periodo caldo per gli atenei italiani. Critiche non le ha mai risparmiate neppure a Francesco Giavazzi, professore tra i più liberali della Bocconi. Eppure Marco Santanbrogio, professore di Filosofia Politica è rimasto «piacevolmente colpito» dai nuovi provvedimenti varati da ministero dell'

SOLDI aggiuntivi per gli atenei virtuosi. E' un'importante novità ... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 25-07-2009)
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Abstract: istruzione Mariastella Gelmini: il 7 % del fondo di finanziamento statale per le università (525 milioni di euro) sarà suddiviso fra le migliori della Penisola. Modena c'è, ma è solo al ventesimo posto, e si vedrà aumentare i fondi dell'1,05 %. Davvero poco, visto che la classifica stilata dal Sole 24 Ore qualche settimana fa aveva messo l'ateneo geminiano al secondo posto nazionale.

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-07-2009)
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Abstract: Lei in passato è stato critico con il Ministero. «Non critico, quello che lamentavo era la lentezza di questo processo virtuoso. Ora c'è anche la notizia della riapertura dei concorsi. Capisco che le difficoltà sono state tante, anche per la Gelmini». Rossella Minotti

Il senatore Pedica (Idv) interrompe il ministro Gelmini per lanciare un appello estraneo ai temi del... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-07-2009)
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Abstract: PRIMO PIANO pag. 2 Il senatore Pedica (Idv) interrompe il ministro Gelmini per lanciare un appello estraneo ai temi del... Il senatore Pedica (Idv) interrompe il ministro Gelmini per lanciare un appello estraneo ai temi della conferenza

Atenei, più soldi ai migliori E tagli alle cattedre inutili ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-07-2009)
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Abstract: Gelmini. Trento e Milano prime della classe di CLAUDIA MARIN ROMA PIÙ FONDI agli atenei di qualità e sblocco dei concorsi, da effettuare però con nuove regole. La svolta firmata Mariastella Gelmini, all'insegna della meritocrazia, si legge nel testo di un provvedimento firmato ieri dalla titolare del dicastero di viale Trastevere e contenuto nel pacchetto Università approvato dal

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-07-2009)
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Abstract: commenta così il taglio di un milione di euro deciso dal ministro Maria Stella Gelmini, sulla base di una classifica di qualità degli atenei italiani, che vede Macerata scivolare in coda. Diciamo scivolare perché un mese fa i dati dicevano altro: Macerata al terzo posto, con incremento dei finanziamenti. Prorettore, cosa è successo?

Niente scioglimento per il Comune di Fondi, nonostante il governo avesse annunciato che il Consiglio... ( da "Unita, L'" del 25-07-2009)
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Abstract: interrompendo una conferenza stampa del ministro Gelmini: «È da quattro mesi che il governo deve sciogliere il consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose. C'è qualcuno nel Cdm che vuole tutelare persone colluse con la 'ndrangheta». «Lei non è un pm», replica stizzita la Gelmini. Duro anche il Pd: «Cosa c'è sotto?

Università, Gelmini dà le pagelle e taglia i fondi Trento la più virtuosa ( da "Unita, L'" del 25-07-2009)
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Abstract: Gelmini dà le pagelle e taglia i fondi Trento la più virtuosa G.V. Nuovi ritocchi all'università italiana in una sorta di lifting a più riprese che sarà completato in autunno con la riforma del reclutamento e della governance. Il cdm ha dato il via libera (in prima lettura) alla più volte annunciata Agenzia per la valutazione del sistema universitario (

Elementari, il maestro unico non è obbligatorio ( da "Unita, L'" del 25-07-2009)
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Abstract: Il modello del docente unico alle elementari introdotto dalla riforma del ministro Mariastella Gelmini «non ha carattere prescrittivo», non è obbligatorio. Le scuole, nella loro autonomia, hanno «piena libertà di strutturare orari e assetti didattico-organizzativi, nell'ambito dell'organico assegnato, secondo la propria programmazione e valutazione».

Qualcuno ricorda quante volte dai banchi di questo governo è venuta l'assicurazione che le... ( da "Unita, L'" del 25-07-2009)
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Abstract: di un governo di asini e raccomandate con ricevuta di ritorno che sta demolendo la scuola italiana. Francamente, andrebbero cacciati dalla nostra classe e anche dalla nostra scuola. Gelmini dovrebbe collocarsi più opportunamente in un call center e chi l'ha voluta lì dovrebbe fare, per contrappasso, l'escort.

Atenei finanziati in base ai risultati ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-07-2009)
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Abstract: Gelmini: «Il sistema spronerà a fare meglio» - Primo passo per l'agenzia di valutazione Gianni Trovati ROMA La valutazione dei risultati e la meritocrazia provano a iscriversi davvero all'università. Con un colpo d'ala che supera l'impasse delle ultime settimane, consiglio dei ministri e ministero dell'università hanno dato il vialibera ieri a un pacchetto di sei provvedimenti che

Italia dei valori contesta il ministro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-07-2009)
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Abstract: Gelmini costretta a rinunciare alla conferenza stampa sulle misure per l'università. è successo ieri dopo il Consiglio dei ministri. La titolare dell'Istruzione stava per iniziare l'incontro con i giornalisti, quando il senatore dell'Idv Stefano Pedica ha preso la parola per chiedere ragione dell'inerzia del Governo di fronte alle infiltrazioni mafiose nel consiglio comunale di Fondi

Si sbloccano i concorsi congelati dalla riforma ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-07-2009)
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Abstract: Università Mariastella Gelmini ha sbloccato le procedure per tenere i 1.800 concorsi (in gran parte per ordinari e associati) banditi nel 2008 e bloccati dalle norme anti-combine varate a novembre. Per tagliare le gambe agli accordi preventivi che decretano i vincitori prima che si tengano i concorsi, il Dl 180/08 ha istituito il doppio meccanismo di elezione e sorteggio dei commissari:

Sette ministri in fila per le risorse ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-07-2009)
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Abstract: mentre Mariastella Gelmini prende il terzo posto di questa classifica con una richiesta di poco inferiore al miliardo e mezzo. Anche lei punta molto sulla ricerca, tentando di rivitalizzare i distretti. Ci sono poi i 700 milioni del ministro per le Politiche agricole Luca Zaia, i 600 milioni del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi,

Più fondi agli atenei migliori ( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
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Abstract: Ventisette atenei virtuosi riceveranno più fondi, altri 27 che non hanno raggiunto gli standard previsti subiranno dei tagli. Il ministro Gelmini: premiata la qualità. Ma i rettori esclusi si ribellano. ALLE PAGINE 2E3 Benedetti, Del Frate Foschi, Gasperetti

PASSO IMPORTANTE E QUALCHE LIMITE ( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
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Abstract: La decisione del ministro Gelmini di usare quei risultati per allocare una quota, seppur piccola, del fondo ordinario di finanziamento delle università è un passo importante. Non solo perché per la prima volta in Italia si introduce un criterio di merito nell'allocazione alle università delle risorse pubbliche, ma soprattutto perché,

La classifica degli atenei I primi sei sono al Nord ( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
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Abstract: 2 La classifica degli atenei I primi sei sono al Nord La Gelmini: più risorse ai virtuosi. Polemica sui criteri ROMA Al primo posto l'università di Trento. Al 54Ú l'università di Macerata. E' una graduatoria ufficiale costruita sui risultati. Dopo due tentativi andati a vuoto prima di Mariastella Gelmini ci avevano provato Letizia Moratti e Fabio Mussi parte la valutazione.

Pochi laureati e scarsi investimenti Rapporto sull'Italia ultima in Europa ( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
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Abstract: atto dal ministro Gelmini possono aiutare a risolvere alcuni dei problemi commenta Andrea Beretta Zanoni, docente di Economia aziendale a Verona e responsabile del gruppo di ricerca sull'università dell'Ambrosetti . È giusto intervenire per definire una migliore allocazione delle risorse, tanto più in un quadro nel quale i fondi a disposizione sono purtroppo oggettivamente pochi,

Blitz di un dipietrista e il ministro lascia la sala ( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
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Abstract: interrotto la conferenza stampa del ministro Gelmini a Palazzo Chigi, subito dopo il Consiglio dei ministri, per chiedere spiegazioni al governo sul mancato scioglimento del comune di Fondi, in provincia di Latina, per infiltrazioni mafiose. Il senatore di Italia dei Valori Stefano Pedica, si è avvicinato al ministro e ha citato «una relazione di 500 cartelle» del prefetto competente,

E l'Insubria si ritrova tra le grandi ( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
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Abstract: La stessa sensazione si prova nel vedere ai piani alti della graduatoria della Gelmini atenei che non ti aspetti. Un caso è quello dell'Università dell'Insubria (Varese e Como) premiato con un bonus aggiuntivo di 680mila euro. «Abbiamo raccolto la sfida del ministro spiega il rettore Renzo Dionigi che riteniamo giusta e in grado davvero di cambiare la vita delle università.

Fede e pandemia: se necessario sospese le udienze del Papa ( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
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Abstract: europei per il controllo delle malattie sulla riapertura delle scuole (da noi il ministro Gelmini non prevede slittamenti), ma intanto l'Inghilterra sta pensando a lezioni via Internet nel caso di ritardi. Aspettando quello che succederà in autunno, si può anche andare in vacanza, non senza aver consultato Internet: è lì che si discutono le mete da evitare e quelle da scegliere.

Il a Politecnico e Bicocca I rettori: Milano aiuti queste eccellenze ( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
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Abstract: pacchetto università» approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro Mariastella Gelmini. Il provvedimento prevede che il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (cioè 525 milioni di euro) venga distribuito in base alla qualità della ricerca (i due terzi), quindi dei risultati raggiunti, e della didattica delle università.

Tor Vergata meglio della Sapienza ( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
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Abstract: in zona rossa (ovvero tra gli atenei che perderanno una quota di finanziamenti del fondo ordinario delle università). Ma la sopresa arriva dallo Iusm, l'università del Foro Italico: prima tra le romane, conquista anche il settimo piazzamento nella top-ten degli atenei premiati dal ministro Mariastella Gelmini. A PAGINA

Per Fondi slitta lo scioglimento, scontro Pd e Pdl ( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
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Abstract: Mariastella Gelmini. Il parlamentare vuole spiegazioni sul mancato scioglimento, inscena una sorta di sit-in, fa saltare l'appuntamento con i giornalisti. E lascia la sala stampa solo alle 16.30. Il Pdl insorge: «L'Italia dei Valori - sostiene la deputata Gabriella Carlucci - si pone sempre più come una forza eversiva al di fuori delle regole democratiche»

Meno fondi per Cagliari e Sassari ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e il ministro Gelmini ha firmato provvedimenti che sbloccano 1.800 concorsi e distribuiscono, per la prima volta in Italia, una parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito e dunque soldi in più soltanto agli atenei migliori. Tra questi non figurano i due atenei sardi che si ritrovano nella graduatoria di quelli a cui verranno tagliati i fondi.

Gelmini: bisogna dare il meglio ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-07-2009)
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Abstract: Cronaca Italiana Pagina 110 Gelmini: bisogna dare il meglio --> ROMA «Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà di spronare tutti a dare il meglio, a non accontentarci di un sistema universitario che ha luci e ombre. Se vogliamo rispondere alla crisi si parte dalla scuola, dall'università con la capacità di difendere ciò che funziona ma anche di mettere mano ai problemi»

Influenza A, è ormai pandemia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-07-2009)
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Abstract: GELMINI «Allo stato attuale non è stato preso in considerazione alcuno slittamento dell'inizio dell'anno scolastico». Lo ha ribadito il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini che ha aggiunto: «È stata fatta una polemica inutile. Non ci sono problemi».

Idv, blitz a Palazzo Chigi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-07-2009)
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Abstract: Pedica interrompe la conferenza stampa della Gelmini Idv, blitz a Palazzo Chigi Il caso.. Pedica interrompe la conferenza stampa della Gelmini --> ROMA Palazzo Chigi occupato. Con un blitz a sorpresa, l'Idv decide una protesta plateale nella sala stampa della sede di governo per rimarcare i tentennamenti dell'esecutivo sullo scioglimento del consiglio comunale di Fondi,

Università: La Gelmini boccia gli Atenei di Sassari e Cagliari, tagli oltre il 2% ai finanziamenti.. ( da "Blogosfere" del 25-07-2009)
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Abstract: Lug 0925 Università: La Gelmini boccia gli Atenei di Sassari e Cagliari, tagli oltre il 2% ai finanziamenti.. Pubblicato da Daniele Puddu alle 09:22 in Formazione Ma come? Secondo lo studio del Censis per La Repubblica l' Università di Sassari risultava essere la migliore d'Italia tra i medi atenei, Cagliari la sesta tra i più grandi.

Buona didattica e ricerca pagano: più fondi alle università virtuose ( da "Avvenire" del 25-07-2009)
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Abstract: distribuito secondo criteri di merito Ï Decisive le valutazioni dell'Anvur, che unifica Cnvsu e Civr Ï Il ministro Gelmini spiega: «Nessun intento punitivo, ma la volontà di spronare gli atenei a dare il meglio». Trento primeggia Ï Sbloccati anche 1.800 concorsi per professori e ricercatori banditi nel 2008. Ma ora commissioni sorteggiate CIOCIOLA A PAGINA

All'università si cambia Passo nella direzione giusta ( da "Avvenire" del 25-07-2009)
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Abstract: La promessa del ministro Gelmini di aumentare nei prossimi anni la quota assegnata per merito fino al 25-30% indica un'intenzione politica altrettanto apprezzabile. Certo, i problemi della nostra università sono con questo ben lungi dall'essere risolti: quello dei finanziamenti incombe, con le riduzioni previste per il Fondo di finanziamento duramente contestate dall'

Università, premiate le migliori ( da "Avvenire" del 25-07-2009)
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Abstract: Italia sia popolata a nord di Roma da intelligenze baciate da Dio e a sud da poveri accattoni della cultura e della ricerca». Il "pacchetto" del ministro Gelmini rivoluziona i criteri di assegnazione dei 525 milioni di euro del Fondo di finanziamento ordinario. Già ridotti del 20 per cento i corsi universitari "inutili" Il ministro Gelmini

Idv, blitz a Palazzo Chigi: interrotta la Gelmini Il Pdl: è squadrismo. Udc: teatrino vergognoso ( da "Avvenire" del 25-07-2009)
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Abstract: interrotta la Gelmini Il Pdl: è squadrismo. Udc: teatrino vergognoso DA R OMA L UCA L IVERANI P rotesta eclatante dell'Italia dei valori per sollecitare lo scioglimento del comune di Fondi infiltrato dalla camorra. Il senatore Stefano Pedica interrompe la conferenza stampa a Palazzo Chigi del ministro Gelmini, occupando la sala per quattro ore.

Università: La Gelmini boccia gli Atenei di Sassari e Cagliari, tagliati oltre il 2% dei finanziamenti.. ( da "Blogosfere" del 25-07-2009)
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Abstract: Lug 0925 Università: La Gelmini boccia gli Atenei di Sassari e Cagliari, tagliati oltre il 2% dei finanziamenti.. Pubblicato da Daniele Puddu alle 09:22 in Formazione Ma come? Secondo lo studio del Censis per La Repubblica l' Università di Sassari risultava essere la migliore d'Italia tra i medi atenei, Cagliari la sesta tra i più grandi.

Il pacchetto Gelmini approvato dal Consiglio dei ministri ( da "Sicilia, La" del 25-07-2009)
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Abstract: pacchetto Gelmini approvato dal Consiglio dei ministri Roma. Nuovi ritocchi all'università italiana in una sorta di lifting a più riprese che sarà completato in autunno con la riforma del reclutamento e della governance. Il consiglio dei ministri ha dato, infatti, ieri il via libera (in prima lettura) alla più volte annunciata Agenzia per la valutazione del sistema universitario (

annuncio di russo all'health day ( da "Sicilia, La" del 25-07-2009)
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Abstract: ministro Gelmini. «Gli elementi di giudizio che portano a tali valutazioni - fa osservare il presidente Lombardo - si fondano sulle valutazioni di un ricerca risalente al 2003 e da criteri che sono irraggiungibili per questi atenei». «Invece di giudicare gli effettivi miglioramenti verificatisi anno dopo anno nei progetti di ricerca e premiare in base a questo grado di avanzamento -

Lagalla insorge ( da "Sicilia, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fondo di finanziamento ordinario agli atenei sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità, decisa dal Ministro Mariastella Gelmini, ci conferma che la giusta direzione è quella di agganciarci alle migliori università del Nord e di cercare di competere con loro sia sul piano della ricerca che della didattica». Non è sorpreso il rettore dell'Università di Catania, prof.

Caso Fondi, il Governo non decide ( da "Tempo, Il" del 25-07-2009)
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Abstract: Mariastella Gelmini ha iniziato la conferenza stampa di presentazione del «pacchetto Università» varato dal governo. Dalla prima fila si è alzato il senatore dell'Idv, Stefano Pedica, che con microfono in mano ha detto: «Voglio chiedere come mai il governo non ha deciso di sciogliere il Comune di Fondi.

Docenti precari e graduatorie in coda o "a pettine" : Nervegna (PdL) contro ogni discriminazione ( da "Sestopotere.com" del 25-07-2009)
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Abstract: malagestione del Governo Prodi e la stessa ministra Gelmini lo ha ricordato più volte: il sistema così non regge e con gli strumenti di oggi non si possono dare risposte a tutti. Si cercano soluzioni per le graduatorie dal 2007. Inserimento in coda o “a pettine” nelle graduatorie ad esaurimento dei docenti e del personale educativo per lo spostamento da una provincia all?

Zittita la Gelmini durante una conferenza stampa ( da "Blogosfere" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lug 0925 Zittita la Gelmini durante una conferenza stampa Pubblicato da Franca Corradini alle 18:21 in Scuola&Società Incredibile ma vero : Gelmini zittita durante una conferenza stampa. Ha rischiato di perdere il suo naturale aplomb, così recita il giornalista.

"Il nostro Ateneo promosso per merito grazie ai ricercatori" ( da "Stampa, La" del 26-07-2009)
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Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini fa l'appello degli Atenei più virtuosi e il Piemonte Orientale risponde presente. Con il provvedimento firmato dal ministro, per la prima volta in Italia i finanziamenti verranno distribuiti in base ad un criterio di qualità dell'offerta formativa, della ricerca e dell'efficienza delle sedi didattiche.

( da "Tempo, Il" del 26-07-2009)
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Abstract: giudica così le novità introdotte dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini nei finanziamenti alle università statali. «È un ottimo passo avanti — spiega l'ex direttore generale della Rai — finalmente si andranno a valutare gli atenei secondo criteri di merito». Eppure questa è una riforma che era stata preparata dalla sinistra.

Onore al merito. ( da "Tempo, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Della ministra Gelmini, innanzitutto. Che ai criteri di merito nella scuola italiana ha sempre tenacemente e coerentemente creduto. E che adesso prova a introdurli nel Moloch del sistema universitario. Operazione ardua e temeraria, quanto altre mai, che se solo riuscisse in minima parte, evocherebbe il prodigio di un miracolo.

la classifica è fasulla - massimo villone ( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini di alta classifica riesca anche a prendere l´esame. è questa l´università che il paese non può permettersi. L´università in cui il ceto accademico ha male gestito l´autonomia negli anni delle vacche grasse. L´ultima e maldestra iniziativa della Gelmini può essere l´occasione per interrogarsi a fondo e senza ipocrisia sugli errori fatti e su quel che serve anzitutto al paese,

Viggiano consulente del ministro Gelmini ( da "Secolo XIX, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Viggiano consulente del ministro Gelmini cisl scuola LUIGI VIGGIANO, segretario generale Cisl Scuola Savona, è stato chiamato dal Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione a presiedere il comitato per il contenzioso relativo al personale docente della scuola secondaria di primo grado.

università al top ma ora deferrari sostenga la ricerca - margherita rubino ( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ha assecondato e segue il disegno Gelmini ed è giusto che goda di questa "ricompensa". Superare un quinto posto è impresa non facile, poiché è chiaro che struttura, gestione, persone, ricerca e didattica funzionavano bene. Mantenerlo però, tenendo in gran conto, lo si ripete, l´indicatore "ricerca" non pare impossibile.

"roma si sbaglia, abbiamo tagliato" - laura montanari gaia rau ( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: uno solo al momento risulta nel girone Gelmini dei «virtuosi»: l´ateneo Pisa che pure è sestultimo in graduatoria. Firenze e Siena invece sono «sospese» in attesa di una verifica sui conti. Un brutto colpo e non soltanto economico. Per l´università senese guidata dal rettore Silvano Focardi il risanamento è qualcosa certo di avviato, ma che si declina ancora al futuro:

La pressione fiscaleè aumentatama il vero problemasono le riforme ( da "Secolo XIX, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sono i risultati di Mariastella Gelmini sulla scuola. Del Sud, Silvio Berlusconi sembra essersi accorto dopo il G8, ma con un approccio neo-democristiano (ci sono 14 miliardi di euro da distribuire). Nulla risulta sul mercato del lavoro e sulle pensioni. Intanto il tempo passa e non ne resta moltissimo per sciogliere i nodi.

per i dottorandi 204 contratti, ma a titolo gratuito ( da "Tirreno, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ateneo pisano può realizzare questa manovra prevista dal decreto Gelmini il quale accorda la possibilità di affidare incarichi di insegnamento a remunerazione zero. E l'ateneo giustifica la propria scelta con le sofferenze di bilancio causate dai tagli della finanziaria. Ecco i bandi per facoltà: Lettere e Filosofia, 92 contratti di cui 74 gratuiti;

non svendere ( da "Tirreno, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Roberto Ferroni Pieve a Nievole GELMINI SBAGLIA Più bocciati non significa che la scuola è migliore Più bocciati alla maturità uguale non studenti peggiori, ma scuola peggiore. Tesi corroborata dai dati Ue che riguardano l'università, ma l'andazzo è quello generale valido per tutti i livelli d'istruzione.

Perché la partita delle regionali è aperta ( da "Riformista, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini da una parte e Giulio Tremonti dall'altra, indisponibile a fare concessioni finanziarie. La seconda novità sta nei sondaggi che il Riformista ha pubblicato sulle regionali dell'anno prossimo: essi dicono che, con la ovvia eccezione da una parte di Lombardia e Veneto e dall'altra di Toscana ed Emilia-Romagna,

Ritorno alle riforme Il modello Maria Stella ( da "Riformista, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ritorno alle riforme Il modello Maria Stella Maria Stella Gelmini si sta dimostrando la migliore sorpresa di questa stagione di governo. Duttilità, intelligenza politica (come ha dimostrato nella complessa partita dei tagli alla scuola), misura personale, tenuta caratteriale, cresciuta alla scuola del consenso e alla prassi del convincimento e del rapporto con la base territoriale.

* ( da "Riformista, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La seconda considerazione è: ma il ministro Gelmini si rende conto dei danni che potrebbe provocare il mantenere l'annunciata decisione di eliminare lo studio del Diritto e dell'Economia nelle scuole superiori italiane? Prof. Franco Labella CARLI'S WAY 26/07/2009

di DARIO DE LIBERATO Il grande assente. Era stata messa su, come negli anni pr... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dopo la classifica degli Atenei anche la ministra Gelmini è stata costretta a dire «E' vero sono bravi un bel po' alla Politecnica delle Marche». Il commento: meglio tardi che mai. * Pelosi sindaco. Siamo in grado di darvi la notizia che dopo tre anni sono stati rimossi i cartelli pubblicitari in alcune fermate dei bus che invitavano a votare per Pelosi sindaco.

LA GARA DEI MINISTRI (PESSIMI) ( da "Unita, L'" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA GARA DEI MINISTRI (PESSIMI) FRONTE DEL VIDEO Chissà che la Gelmini non riesca a strappare a Gasparri il titolo di peggior ministro della Repubblica. Infatti, Gasparri ha lavorato a favorire gli interessi presenti di Berlusconi, mentre la Gelmini lavora anche contro le generazioni future di tutto il Paese.

( da "Corriere della Sera" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il 'pacchetto' Gelmini di questi giorni comprende anche l'avvio, finalmente, dell'Anvur (agenzia nazionale di valutazione) e della seconda valutazione della ricerca che riguarderà sia gli atenei in generale sia (novità importante) i singoli dipartimenti. Nulla è scontato e le questioni da affrontare restano moltissime,

Atenei, rivolta della Sicilia Gelmini: al Sud qualità bassa ( da "Corriere della Sera" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rivolta della Sicilia Gelmini: al Sud qualità bassa Protesta di Lombardo. «Avvenire» approva la classifica ROMA Di atenei del Mezzogiorno nella lista dei «virtuosi» che riceveranno premi dal ministro Gelmini in seguito alla sua riforma dell'università ce ne sono pochi e così inevitabilmente lo scontro si sposta sul rapporto tra le «eccellenze»

a lettere disertati ben 26 bandi dei corsi gratuiti ( da "Tirreno, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Una possibilità prevista dal decreto del ministro Gelmini che ha scatenato un mare di polemiche. Il coordinamento dei precari della didattica e della ricerca dell'ateneo pisano, affiancato da Cgil e Cobas (e da Rifondazione), fin dal primo minuto si è schierato contro cercando di boicottare i contratti gratuiti.

premi al merito, o l'italia cade ( da "Tirreno, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il rigore impresso dalla Gelmini in una scuola che non funziona? Non c'è il rischio di un ritorno ad una scuola classista? «Se la scuola riuscirà a far emergere e a premiare, come dice la Costituzione, "i capaci e i meritevoli", non sarà classista. Ma perché non lo sia occorre che chi viene dalle famiglie meno abbienti venga messo in condizione di far emergere il proprio talento,

( da "Avvenire" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E sull'idea del ministro Gelmini di portare la quota fondi assegnata per merito al 25 - 30%, Frati commenta: «Tanto varrebbe consegnare a qualcuno le chiavi dell'università. Il principio è giusto, ma bisognerebbe mettere persone indipendenti e utilizzare indicatori validi a livello europeo».

(ACR) UNIVERSITAâ , SIMONETTI (PRC): RESPINGERE LA PAGELLA GELMINI ( da "Basilicanet.it" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: , SIMONETTI (PRC): RESPINGERE LA PAGELLA GELMINI 26/07/2009 18.52.14 [Basilicata] (ACR) - â??In attesa di conoscere in dettaglio la â??punizione finanziariaâ?? del ministro Gelmini nei confronti dellâ??Università della Basilicata â?? inserita al 49esimo posto (su 54) nella classifica degli atenei â?


Articoli

"Non capite la generazione degli sms" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Ben venga il giro di vite agli esami di maturità L'obiettivo dovrebbe essere stimolare curiosità e creatività La banalizzazione provoca una Caporetto cognitiva Il pedagogo Intervista Vizi e virtù dei giovani in classe IL MATEMATICO RUSSO ADDIO CULTURA LA GELMINI I BRAVI LA RETE Marco Rossi-Doria Umberto Veronesi Luca Ricolfi «Percorsi individuali per ogni ragazzo» "Non capite la generazione degli sms" La studentessa modello "Al liceo si sbaglia l'ortografia" MARIA TERESA MARTINENGO "Si è cancellata la letteratura e così si premiano i videogiochi" «Si pensa ai giovani come consumatori e non produttori» «La media con il voto in condotta è un alibi per chi sa meno» «Non sono più di quattro o cinque per classe Gli altri non hanno voglia» «E' diventata la nostra memoria, ma c'è chi crede a qualunque assurdità» TORINO [FIRMA]RAFFAELLO MASCI Una scuola che non serve a niente. Detta in maniera meno brutale, con le parole dell'Ocse: incapace di indurre una cultura del «problem solving», tutto quello che si impara non si è poi in grado di utilizzarlo nella vita e nell'esperienza. E' la più grave carenza del nostro sistema scolastico, associata ai mali di cui ieri, su «La Stampa», Luca Ricolfi ha fatto una impietosa disamina: incapacità degli allievi di leggere e di esprimersi, di esercitare la memoria e il dono di sintesi, di concentrarsi e di valutare. La situazione, in effetti, trova riscontro oggettivo nelle tre indagini Pisa-Ocse sui livelli di apprendimento dei ragazzi italiani, realizzate negli ultimi 10 anni (a intervalli di tre anni l'una dall'altra: l'ultima è del dicembre scorso). Non solo - dice l'Ocse - i quindicenni italiani (questa la classe di età indagata) non sanno né leggere né esprimersi nella loro lingua, non solo non conoscono la matematica e in generale le materie scientifiche, ma mancano - soprattutto - della capacità di «problem solving», cioè non hanno alcuna attitudine a fare proprie le conoscenze acquisite e ad applicarle ai problemi che la vita e l'esperienza pongono. Una preparazione la loro (quando c'è) essenzialmente teorica e libresca. «E' questo un problema annoso della scuola italiana - dice Claudia Donati, responsabile del settore processi formativi del Censis, e quindi osservatrice costante della scuola italiana -. Il passaggio da conoscenza a competenza è stato sempre il tallone d'Achille del nostro sistema. In questo senso il professor Ricolfi ha messo il dito nella piaga. Tuttavia va detto che la scuola italiana è viva, e negli ultimi 15 anni ha anche cercato di dare risposta alle sue carenze più evidenti nel raffronto internazionale: per esempio ha cercato di attivare un sistema di valutazione, realizza progetti pilota, fa laboratori, alternanza scuola-lavoro e valorizzazione dell'istruzione tecnica attraverso rapporti col mondo produttivo. Con la Gelmini sta cercando anche di darsi un maggiore rigore, che vorrebbe essere anche disciplina nei metodi di lavoro. Ma si tratta di elementi sganciati l'uno dall'altro, segmenti che, se non coordinati rischiano di essere episodici». Peraltro non esiste una «scuola italiana», ma molte realtà diversificate sul piano qualitativo. Specie dopo l'introduzione dell'autonomia scolastica (1998) i piani dell'offerta formativa presentati da ogni istituto consentivano di far emergere esperienze di grande rilievo. «Abbiamo quindi una realtà frastagliata, con punte avanzate proprio nella direzione indicata da Ricolfi - dice Antonio Petrolino, presidente dei presidi romani - ma una buona scuola non basta da sola a sortire risultati. Sulla preparazione dell'allievo incidono molto altri due fattori: la famiglia di provenienza e il territorio. In sostanza uno studente, anche dotato, dà risultati molto diversi se proviene da una famiglia colta piuttosto che da una in cui l'unico libro è l'elenco del telefono. Allo stesso modo un buon liceo non è lo stesso, se si trova a Bolzano o a Scampia». Dunque non basta una buona scuola se non ha apporti di pregio dalla società. «Allo stesso modo - aggiunge Claudia Donati - dobbiamo considerare che la formazione di un giovane non avviene più solo nella scuola, ma moltissimo, ormai, attraverso i canali informali della trasmissione del sapere: Internet, le tecnologie digitali, le tv anche tematiche, il sistema dei mass media, eccetera. Questo significa che nei processi educativi occorre saper gestire questa massa enorme di soggetti. E se le nuove generazioni hanno le carenze segnalate da Ricolfi, è a questa pluralità di fonti di istruzione che dobbiamo rivolgerci. La scuola dunque conta molto, ma la famiglia e il gruppo sociale in cui si vive, almeno altrettanto». L'importante poi, secondo Petrolino «non è tanto tornare a insegnare, quanto tornare a imparare. Nella scuola italiana l'accento va messo molto di più sull'output piuttosto che sull'input. Dobbiamo, cioè conoscere meglio gli studenti e il loro mondo e valutare il lavoro docente per i risultati che produce su di loro». In tutto questo non sarebbe male se la scuola si potesse giovare di un periodo di tranquillità: «Quello che manca - dice il presidente dell'associazione presidi, Giorgio Rembado - è un progetto formativo chiaro, che punti a determinati obiettivi di fondo e li persegua nel tempo: non si può continuare a dire tutto e il contrario di tutto, sconfessando periodicamente quello che si diceva pochi mesi prima. Non è possibile che si pensi ad una scuola diversa ad ogni cambio di maggioranza». Per conquistare il suo 100 e lode al liceo scientifico «Volta», Valentina Carosso ha passato sui libri tre ore al giorno. Dalla terza alla quinta è andata così. E siccome studia composizione al Conservatorio, due-tre ore le ha anche dedicate alla musica. In settembre si iscriverà a Scienze della formazione primaria e, a giudicare dal suo percorso, continuerà a non essere in linea con le affermazioni del professor Ricolfi sugli studenti. Che in gran parte condivide. Ricolfi sottolinea la difficoltà dei giovani ad esprimersi correttamente per iscritto. Cosa ne dici? «Ho compagni che fanno ancora errori di ortografia. Mi sembra grave che alla fine della quinta liceo non si sappia scrivere bene in italiano». Non andrebbe meglio nell'«arte della parola»... «Molti usano frasi corte perché non riescono a collegare i concetti. Nella vita di tutti i giorni è diverso, ma nelle interrogazioni, quando non conoscono bene la materia con il suo linguaggio specifico e devono arrampicarsi sui vetri, è tragico. Usano termini vaghi e i professori si innervosiscono, li interrompono per farli ragionare. Poi, c'è chi ripete il libro parola per parola...». Ricolfi dice che si è persa la capacità di concentrarsi e gli errori logici sono all'ordine del giorno. «Vero anche questo, ma non per tutti: almeno 4-5 in una classe di 20 sono bravi. Gli altri non capiscono che per studiare bisogna lasciar perdere telefonino, iPod, messanger e tv. Se ogni cinque minuti ti distrai non concludi niente». Incapaci di autovalutazione? «Molti non sono in grado di migliorare o non vogliono». Allenati a superare test, ma non a padroneggiare una disciplina? «Nei licei, i test a risposta multipla sono poco usati». È vero che si dimentica in pochi anni ciò che si è imparato in ambito scientifico-matematico? «Ho difficoltà a ricordare storia, latino. Forse se avessi fatto il classico sarebbe stato il contrario. Credo sia sempre capitato, non è una novità». Gli studenti di oggi considerano Internet «la memoria»? «Ciò che noi studiamo è tutto nel Web e nel Web siamo abituati a verificare ogni dubbio. È la memoria cui si può ricorrere comunque, poi sta ad ogni persona usarla bene. E' probabile che oggi ricordare sia meno importante. Io però ho avuto una maestra che ci faceva studiare le poesie ed è stato un utile allenamento». Scarsa concentrazione, ma capacità di fare più cose insieme? «Nello studio serve concentrazione. È improbabile mandare sms ed essere attenti alla lezione». Ottima capacità di far funzionare ogni oggetto tecnologico, ma senza capire com'è fatto? «Può valere per le ragazze, ma tra i maschi la passione per l'elettronica c'è davvero». Grandi navigatori nella Rete, ma esposti a credere alle bufale? «Sì, ho visto portare ricerche con dati veramente assurdi». Riconosci la tua generazione nella descrizione di Ricolfi? Una generazione a cui, a forza di facilitazioni, è stata spacciata per istruzione un'«allegra infarinatura»? «Nella scuola di oggi chi vuole imparare può farlo, ma chi non è interessato può comunque finire con facilità. Il ritorno degli esami di riparazione ha spaventato, poi la gente si è accorta che sono abbastanza semplici e si è tranquillizzata». Ci sono stati insegnanti particolarmente importanti per te? «Il prof di matematica di quest'anno, senza il quale non avrei superato lo scritto così come l'ho superato. E poi la maestra delle elementari, quella delle poesie a memoria». Il problema della scuola italiana non è tanto la scarsa qualità della preparazione degli studenti, ma la mancanza di personalizzazione del percorso di studi. «Quel che servirebbe è un paradigma molto semplice: valorizzare il 100% della popolazione giovanile sviluppando al meglio per ogni individuo le caratteristiche in cui eccelle». Parola di Giuseppe Bertagna, ordinario di Pedagogia all'università di Bergamo e membro della commissione di riforma durante la reggenza del Miur da parte del ministro Moratti. «Non mi sorprende, come ha scritto il professor Ricolfi sulla "Stampa", che la maggior parte dei giovani che esce dalla scuola e dall'università sia sostanzialmente priva delle più elementari conoscenze e capacità - ragiona Bertagna -. Ciò avviene perché in Italia ancora vige un assetto scolastico introdotto all'inizio del Novecento, in una società dove c'era solo il 2% della classe dirigenziale». Insomma, la scuola ora produce «ignoranza», aggiunge rafforzando quanto sostenuto ieri dal professor Ricolfi e due giorni dall'oncologo Umberto Veronesi su «La Stampa». Critiche che, conclude Bertagna, «puntano il dito su un sistema scolastico che non funziona più. Occorre introdurre il prima possibile il merito e la personalizzazione».[FIRMA]ROSARIA TALARICO ROMA «Il male peggiore della scuola italiana? Ha smesso di essere uno strumento di promozione sociale - sostiene Lucio Russo -. La cultura non è importante per raggiungere il successo. Ad ogni legislatura diminuisce la percentuale di laureati eletti in Parlamento e si abbassa il livello medio di istruzione anche dei ministri». Russo, professore di calcolo delle probabilità all'università Tor Vergata di Roma, ha scritto nel 1998 un libro intitolato «Segmenti e bastoncini» (citato ieri nel fondo di Luca Ricolfi), interrogandosi sulla funzione della nuova scuola di massa. Professore, dal '98 a oggi è cambiato qualcosa? «C'è una maggiore consapevolezza del decadimento della scuola negli ultimi 30 anni e l'esigenza di invertire questa tendenza è molto più sentita e condivisa. Ma ciò non vuol dire che cambiare sia semplice». La colpa è sempre della politica? «Non del tutto. Manca una richiesta di competenza dal mondo del lavoro. E' una scuola pensata per i consumatori e non per i "produttori". Ormai è importante sapere come funzionano le cose e non come si producono. Tanto in Italia non si produrrà più nulla, perché si è avuta una rinunzia a produrre tecnologia avanzata». All'estero se la passano meglio? «Lo scadimento della scuola è un fenomeno riscontrabile anche a livello internazionale. Uno dei fattori che hanno contribuito a ciò è la concentrazione della produzione. Prima era molto più distribuita da un punto di vista geografico. Ad esempio, i computer: solo una ristretta élite oggi li sa costruire e si concentra in Usa o Giappone». Nel suo libro era critico con la riforma dell'ex ministro dell'Istruzione Berlinguer. Di quella della Gelmini cosa ne pensa? «Al tempo ero isolato e tutti pensavano che la direzione di Berlinguer fosse quella giusta: "Insegniamo i videogiochi e cancelliamo la letteratura". Ora queste cose non si dicono più, ma nei fatti è più difficile invertire la tendenza. La Gelmini ha riportato in auge il voto in condotta, che fa anche media. Sembra un ritorno a una maggiore severità e invece va in direzione del lassismo, perché permette di salvarsi a chi prende un 10 in condotta e magari è insufficente nelle altre materie. Al decadimento della scuola hanno contribuito in qualche modo anche i genitori? «C'è una responsabilità della società nel suo insieme. Difficile distinguere tra cittadino genitore e non. Di sicuro è molto diffusa l'idea - veicolata dalla tv e non solo - che per avere successo economico la cultura non serve». Colpa anche dei mass media? «Certamente la capacità di seguire un ragionamento logico è minore. Nei dibattiti televisivi quasi mai qualcuno risponde veramente alla domanda posta e si parla per slogan». E' proprio impossibile ribaltare le sorti di questa «Caporetto cognitiva», come la definisce Ricolfi? «E' molto difficile. Non basta la volontà di un ministro per intervenire perché manca un progetto culturale».

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"Con i tagli all'organico a rischio anche la sicurezza" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

ACQUI. PREOCCUPAZIONI NELLE SCUOLE "Con i tagli all'organico a rischio anche la sicurezza" Documento del Coordinamento a sindacalisti e capi di istituto [FIRMA]GIOVANNI FACELLI ACQUI TERME Quarantacinque posti in meno nella scuola elementare, 65 nella media, 46 nelle superiori: sono i numeri dei tagli previsti dalla riforma Gelmini all'organico negli istituti della provincia di Alessandria. E anche ad Acqui c'è grande preoccupazione. Mentre si profila un altro periodo di agitazioni e manifestazioni di protesta, l'esame della situazione scolastica del Distretto è stato al centro della riunione del coordinamento scolastico acquese, che ha presentato un documento indirizzato ai sindacati e ai responsabili di tutte le sedi. «Nonostante l'azione sindacale abbia spuntato qualche risultato - è scritto nel documento - per quanto riguarda la scuola dell'infanzia non è stata prevista alcuna risorsa aggiuntiva per l'eliminazione delle liste d'attesa o la generalizzazione del servizio». Situazione critica anche nella primaria, dove verrebbero annullate la compresenza e tutte le attività didattiche rivolte ai bambini in difficoltà e agli alunni di origine straniera. Sono destinati a saltare i laboratori così come le gite. «L'organizzazione didattica non vedrà più team di docenti contitolari e corresponsabili che garantiscono continuità didattica sulle classi, ma docenti "prevalenti" e altri "tappabuchi", con orari "spezzatino": ai bambini non verranno sicuramente forniti i punti di riferimento tanto decantati dal ministro Gelmini» sottolinea ancora il coordinamento acquese. Francesca Gho, vice preside dell'istituto (elementari e medie) di Rivalta Bormida, pur non facendo parte del coordinamento, spiega che «nel nostro istituto per quest'anno si eviterà il taglio delle classi ma perdiamo due elementi fra personale Ata e una segretaria, oltre a una cattedra di italiano alla media». E l'aumento degli alunni per classe e la diminuzione del personale Ata potrebbero far diminuire i livelli di sicurezza. Con difficoltà e problemi organizzativi, come spiega Luciana Reschia, vice preside dell'istituto superiore Torre: «Il riordino degli indirizzi negli istituti superiori mi pare una soluzione del tutto positiva, molto più complicato sarà avere per la prima volta solo due prime con più di 30 alunni per classe come succederà all'Itc Barletti».

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Si torna a scuola il 14 settembre (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Si torna a scuola il 14 settembre Dalmaso: «Rinvii a causa dell'influenza? Nulla lo fa presagire» I trentini saranno i primi a rientrare. Pronto il calendario delle vacanze TRENTO. Gli studenti trentini, al termine delle vacanze estive, saranno i primi a tornare sui banchi di scuola. In Trentino, come in altre 13 regioni italiane, la prima campanella suonerà infatti il 14 settembre. La data era stata annunciata già nel marzo scorso ed è stata ufficializzata ieri, quando è stato completato il calendario con la scelta della Sicilia che farà tornare in classe gli alunni il 18 settembre. Al momento, dunque, non è previsto alcuno slittamento dell'inizio della scuola nonostante le parole allarmistiche del viceministro alla salute, Ferruccio Fazio, che qualche giorno fa aveva ipotizzato un «rinvio della riapertura delle scuole se l'andamento dell'epidemia dell'influenza A lo renderà necessario». Il ministro all'istruzione, Mariastella Gelmini, aveva subito smentito. L'assessore provinciale Marta Dalmaso, a sua volta, conferma la data del 14 settembre e assicura che «allo stato attuale nulla ci fa pensare che possa esserci una modifica della decisione assunta». Poi, però, spiega che «se dovessero arrivare eventuali sollecitazioni a riguardo da parte del ministero o dell'azienda sanitaria saremo pronti a ragionarci». Sarà fondamentale capire l'evoluzione dell'epidemia - comunque sotto controllo - nelle prossime settimane e lo stesso assessore provinciale precisa che «al momento è difficile prevedere quale possa essere lo sviluppo della nuova influenza». Intanto, per il prossimo anno resisterà ancora il modello delle lunghe vacanze estive ed il calendario prevede le vacanze di Natale dal 23 dicembre al 6 gennaio 2010 e quelle di Pasqua dall'1 al 6 aprile 2010. La fine della scuola è prevista invece per il 5 giugno. Dall'anno successivo, però, in Trentino potrebbe essere messa in atto la rivoluzione delle vacanze alla tedesca. Basta con lo stop estivo di tre mesi, ma più pause brevi diluite durante l'anno. L'assessore Dalmaso ammette di aver sondato il terreno e raccolto parecchi input. «Da settembre - conferma - apriremo nuovamente il dibattito sul sito vivoscuola.it e poi valuteremo con un gruppo di lavoro composto da sindacati, presidi, insegnanti e rappresentanti dei genitori cosa sia meglio fare. La mia idea è quella di capire se c'è la disponibilità a cambiare: così fosse, le novità sarebbero contenute nella delibera provinciale sul calendario scolastico che verrebbe approvata alla fine di gennaio 2010».

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Tutti bocciati prof e allievi Scuola da rifare (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

IL SAPERE INUTILE L'EX MINISTRO BERLINGUER ATTIVITA' CREATIVE IL MODELLO Tutti bocciati prof e allievi Scuola da rifare SISTEMA SOTTO ACCUSA L'analisi dei tre esperti Le indagini relegano l'Italia a fanalino di coda "Giovani incapaci di risolvere qualsiasi problema" "Non tutto è da buttare, ma ora ricominciamo dai laboratori" «Alle elementari si fanno, ma dopo tutto scompare» «Prima la realtà e poi la teoria: la Finlandia insegna» [FIRMA]RAFFAELLO MASCI Una scuola che non serve a niente. Detta in maniera meno brutale, con le parole dell'Ocse: incapace di indurre una cultura del «problem solving», tutto quello che si impara non si è poi in grado di utilizzarlo nella vita e nell'esperienza. E' la più grave carenza del nostro sistema scolastico, associata ai mali di cui ieri, su «La Stampa», Luca Ricolfi ha fatto una impietosa disamina: incapacità degli allievi di leggere e di esprimersi, di esercitare la memoria e il dono di sintesi, di concentrarsi e di valutare. La situazione, in effetti, trova riscontro oggettivo nelle tre indagini Pisa-Ocse sui livelli di apprendimento dei ragazzi italiani, realizzate negli ultimi 10 anni (a intervalli di tre anni l'una dall'altra: l'ultima è del dicembre scorso). Non solo - dice l'Ocse - i quindicenni italiani (questa la classe di età indagata) non sanno né leggere né esprimersi nella loro lingua, non solo non conoscono la matematica e in generale le materie scientifiche, ma mancano - soprattutto - della capacità di «problem solving», cioè non hanno alcuna attitudine a fare proprie le conoscenze acquisite e ad applicarle ai problemi che la vita e l'esperienza pongono. Una preparazione la loro (quando c'è) essenzialmente teorica e libresca. «E' questo un problema annoso della scuola italiana - dice Claudia Donati, responsabile del settore processi formativi del Censis, e quindi osservatrice costante della scuola italiana -. Il passaggio da conoscenza a competenza è stato sempre il tallone d'Achille del nostro sistema. In questo senso il professor Ricolfi ha messo il dito nella piaga. Tuttavia va detto che la scuola italiana è viva, e negli ultimi 15 anni ha anche cercato di dare risposta alle sue carenze più evidenti nel raffronto internazionale: per esempio ha cercato di attivare un sistema di valutazione, realizza progetti pilota, fa laboratori, alternanza scuola-lavoro e valorizzazione dell'istruzione tecnica attraverso rapporti col mondo produttivo. Con la Gelmini sta cercando anche di darsi un maggiore rigore, che vorrebbe essere anche disciplina nei metodi di lavoro. Ma si tratta di elementi sganciati l'uno dall'altro, segmenti che, se non coordinati rischiano di essere episodici». Peraltro non esiste una «scuola italiana», ma molte realtà diversificate sul piano qualitativo. Specie dopo l'introduzione dell'autonomia scolastica (1998) i piani dell'offerta formativa presentati da ogni istituto consentivano di far emergere esperienze di grande rilievo. «Abbiamo quindi una realtà frastagliata, con punte avanzate proprio nella direzione indicata da Ricolfi - dice Antonio Petrolino, presidente dei presidi romani - ma una buona scuola non basta da sola a sortire risultati. Sulla preparazione dell'allievo incidono molto altri due fattori: la famiglia di provenienza e il territorio. In sostanza uno studente, anche dotato, dà risultati molto diversi se proviene da una famiglia colta piuttosto che da una in cui l'unico libro è l'elenco del telefono. Allo stesso modo un buon liceo non è lo stesso, se si trova a Bolzano o a Scampia». Dunque non basta una buona scuola se non ha apporti di pregio dalla società. «Allo stesso modo - aggiunge Claudia Donati - dobbiamo considerare che la formazione di un giovane non avviene più solo nella scuola, ma moltissimo, ormai, attraverso i canali informali della trasmissione del sapere: Internet, le tecnologie digitali, le tv anche tematiche, il sistema dei mass media, eccetera. Questo significa che nei processi educativi occorre saper gestire questa massa enorme di soggetti. E se le nuove generazioni hanno le carenze segnalate da Ricolfi, è a questa pluralità di fonti di istruzione che dobbiamo rivolgerci. La scuola dunque conta molto, ma la famiglia e il gruppo sociale in cui si vive, almeno altrettanto». L'importante poi, secondo Petrolino «non è tanto tornare a insegnare, quanto tornare a imparare. Nella scuola italiana l'accento va messo molto di più sull'output piuttosto che sull'input. Dobbiamo, cioè conoscere meglio gli studenti e il loro mondo e valutare il lavoro docente per i risultati che produce su di loro». In tutto questo non sarebbe male se la scuola si potesse giovare di un periodo di tranquillità: «Quello che manca - dice il presidente dell'associazione presidi, Giorgio Rembado - è un progetto formativo chiaro, che punti a determinati obiettivi di fondo e li persegua nel tempo: non si può continuare a dire tutto e il contrario di tutto, sconfessando periodicamente quello che si diceva pochi mesi prima. Non è possibile che si pensi ad una scuola diversa ad ogni cambio di maggioranza». ROMA Luigi Berlinguer, parlamentare europeo del Pd, ex ministro dell'Istruzione, ed ex professore. Che ne pensa dell'analisi del professor Ricolfi? «La trovo piuttosto cupa. Anche se il suo è un testo di grande interesse». Non le piace questa idea di una scuola che recuperi un suo rigore? «Io credo che il vero rigore sia dato da un codice condiviso». Che invece non c'è? «A me pare che la scuola non sia più in grado di sollecitare l'interesse dei ragazzi». E come si recupera questo rapporto? «Intanto col porre l'accento sull'apprendere invece che sull'insegnare. Dobbiamo, cioè, puntare a che l'allievo si interessi, studi e impari in profondità, non solo teoricamente». Si fa presto a dirlo. La via quale sarebbe? «Iniziare dall'esperienza. Non dalla lezione, non dalla teoria. Ma semmai dal laboratorio, dal fare. Utilizzando in questo quanto di positivo può venire dalle nuove tecnologie. Mentre qui siamo rimasti alla scuola dell'Ottocento con la cattedra e i banchi, la lezione frontale, il docente e il discente. Allora si andava sul calesse e si comunicava gridando da una collina all'altra. Ora ci sono i jet e si comunica via Skype. Immutati sono rimasti solo la cattedra e i banchi». E' sicuro che l'esperienza generi interesse? «Certamente ed è anche dimostrato dal vissuto della scuola elementare italiana, dove si svolgono molte attività creative. Poi dopo, alle superiori, tutto questo scompare, perché ci portiamo ancora appresso l'impostazione idealista per cui si deve iniziare dalla teoria e non dall'osservazione della realtà». Occorre rivedere la gerarchia dei saperi? «Assolutamente sì. Ma quando si parla della scuola si parla di tutto - l'aggiornamento, l'organizzazione, la valutazione, i nuovi esami e quant'altro - ma mai di questo». Faccia un esempio. «Non possiamo fare finta che non esistano nuove fonti di informazione e di formazione. Le tecnologie sono entrate nella vita dei ragazzi, introducendo anche nuovi metodi e nuovi approcci al sapere». Più pratica, quindi, più laboratori? «La conoscenza deve cominciare dal contatto con la realtà e non con la lezione teorica. E' importante saper parlare prima di sapere cosa sia il dittongo. Questo può stimolare nei ragazzi un desiderio di conoscere, che poi approderà anche ad un inquadramento teorico, beninteso, ma come punto di arrivo e non come inizio». Siamo sicuri che funziona, professore? «Abbiamo di fronte l'esperienza della scuola finlandese, che l'Ocse considera la migliore scuola del mondo: questo tipo di metodo funziona». Una proposta finale, prego. «Due. Centralità della conoscenza sperimentale. E che si introduca la pratica della musica in tutte le scuole». \

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Il preside Meo: Stravolta la realtà (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il preside Meo: «Stravolta la realtà» Razzismo in classe, il dirigente smentisce la mamma del dodicenne napoletano IL CASO STEFANINI Incontri con le famiglie e in provveditorato Una relazione verrà spedita anche alla Gelmini Razzismo alle Stefanini, i genitori chiedono le scuse ufficiali alla mamma del ragazzo, che tre giorni fa ha accusato i compagni di classe di aver offeso e umiliato il figlio perché napoletano. «Ci ha diffamato», dicono ora le famiglie dei ragazzi. I rappresentanti dei genitori e i docenti sono stati ricevuti dal preside della scuola, Giorgio Meo, e dal provveditore Maria Giuliana Bigardi. Sono inferociti i genitori dei ragazzi accusati di razzismo. Minacciano anche un'azione legale per chiedere i danni alla donna che, secondo loro, «ha infangato la reputazione dei loro figli». Con loro, nell'ufficio del preside, c'erano anche i docenti, che hanno fornito un resoconto sull'intera faccenda al dirigente. Insieme poi sono andati all'ufficio scolastico provinciale per raccontare al provveditore come sono andati realmente i fatti. «La decisione la prenderà il direttore scolastico regionale, Carmela Palumbo - dice Bigardi - Dal canto mio preferisco astenermi da ogni commento e attenermi alle regole previste dal protocollo in questi casi». La scuola affronterà il problema seguendo l'iter previsto. Sarà preparata una relazione da inviare a Venezia, che poi sarà spedita al ministero dell'Istruzione. Il report conterrà le testimonianze di docenti, preside e dei genitori, con materiali contenuti nel registro e nei verbali degli scrutini di fine anno. Un'altra relazione sarà inviata al nucleo di garanzia delle pari opportunità. Intanto l'assessore alle Politiche familiari, Mauro Michielon, parte all'attacco. «Chi ripagherà i danni all'immagine di Treviso, della scuola e degli insegnanti? - si chiede l'assessore - sono sdegnato dai commenti dell'opposizione, che sulla questione si sta buttando a capofitto senza approfondire, e sono preoccupato per gli alunni della madre del ragazzo (insegnante di musica in una scuola della Marca, ndr). Come potrà trattare i nostri figli, se questa è la sua concezione dei trevigiani?». Intanto l'assessore veneto alle politiche dell'istruzione e formazione, Elena Donazzan, dice: «Dispongo di informazioni dirette, e so trattarsi di un caso difficile, che crea sofferenza e irrequietezza in un ragazzo che ha dimostrato una difficoltà di inserimento che non credo vada attribuita né ai compagni di classe né agli insegnanti». (l.c.)

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Presidi vicentini Doc , bufera sull'odg votato alla Provincia (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Presidi «vicentini Doc», bufera sull'odg votato alla Provincia ROBERTO MONTEFORTE No ai presidi che arrivano dal Sud. Lo vota praticamente all'unanimità - 26 sì sui 27 presenti - il consiglio provinciale di Vicenza. Il voto è trasversale. Con la maggioranza Pdl e Lega votano, infatti, anche i consiglieri del Pd. E la polemica si fa più accesa. Con l'ordine del giorno approvato, e proposto dall'assessore all'Istruzione Morena Martini, si chiede che la copertura dei posti disponibili di dirigente scolastico in provincia di Vicenza sia riservato ai veneti. Si argomenta che nella regione ci sono circa 70 posti liberi da ricoprire, ma nessuna graduatoria regionale da cui attingere. Si è rispettato il vincolo della lista di riserva del 10%. Altrove parrebbe di no. Colpa anche dei tanti ricorsi accolti dalla magistratura. Così, questi «posti» vengono coperti da «tanti dirigenti in lista di altre regioni d'Italia» e soprattutto dal Sud non perchè «più disponibili e bravi», ma perchè nelle altre regioni vi sarebbe stato un soprannumero di vincitori del concorso del 2007. Da qui l'esito, definito «paradossale», contro il quale ha protestato il consiglio provinciale di Vicenza che chiede al Governo, alla Conferenza Stato-Regioni e all'Ufficio Scolastico Regionale interventi correttivi per «riportare una situazione di equità». Si invoca «equità» e spazio ai «veneti». Nell'ordine del giorno si chiede alla giunta di ricorrere al Tar. «Avanti tutta col ricorso, bisogna ripristinare lo Stato di diritto. Siamo di fronte alle solite furbizie all'italiana» commenta il presidente della provincia di Vicenza, Attilio Schneck. Le reazioni e le critiche Quel voto è senza effetti operativi, che però ha avuto conseguenze politiche immediate. Scontato il plauso compatto della Lega Nord che del fatto che presidi, docenti e direttori didattici siano della propria regione ha fatto la sua battaglia. Rifiutano l'accusa di antimeridionalismo i consiglieri proninciali del Pd: nessuna crociata contro il sud in quel voto, ma una ferma critica al ministro Gelmini che «doveva bloccare l'interregionalità delle nomine a preside dopo che aveva verificato che regioni come la Campania avevano abilitato più dirigenti del dovuto». Argomenti che non convincono il presidente del gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro. «A nessuno dei nostri consiglieri può sfuggire l'impatto simbolico del voto positivo alla mozione e l'effetto che essa assume in un paese sempre più diviso e sempre più percorso da derive antimeridionalistiche». Il responsabile istruzione del Pd, Giuseppe Fioroni, definisce quella mozione «inverosimile» e si augura smentite dal Pd locale per una posizione «incompatibile non solo con quella espressa dai democratici italiani, ma con il buonsenso e con il rispetto che si deve all'altro». Dalla mozione «vicentina» prende le distanze anche il Governatore del Veneto, Giancarlo Galan che invita a non discriminare insegnanti, studenti e presidi «per la provenienza dal Sud o dal Nord, dall'Est, Ovest, dalla Luna e Marte». I posti vacanti a preside a Vicenza. Contro l'arrivo di dirigenti dal sud scatta la mozione «trasverale» , Pd compreso, del consiglio provinciale. Plaude la Lega Nord, critiche dal Pd nazionale che chiede «autocritica».

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No ai presidi che arrivano dal Sud. Lo vota praticamente all'unanimità - 26 sì sui 27... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

No ai presidi che arrivano dal Sud. Lo vota praticamente all'unanimità - 26 sì sui 27 presenti - il consiglio provinciale di Vicenza. Il voto è trasversale. Con la maggioranza Pdl e Lega votano, infatti, anche i consiglieri del Pd. E la polemica si fa più accesa. Con l'ordine del giorno approvato, e proposto dall'assessore all'Istruzione Morena Martini, si chiede che la copertura dei posti disponibili di dirigente scolastico in provincia di Vicenza sia riservato ai veneti. Si argomenta che nella regione ci sono circa 70 posti liberi da ricoprire, ma nessuna graduatoria regionale da cui attingere. Si è rispettato il vincolo della lista di riserva del 10%. Altrove parrebbe di no. Colpa anche dei tanti ricorsi accolti dalla magistratura. Così, questi «posti» vengono coperti da «tanti dirigenti in lista di altre regioni d'Italia» e soprattutto dal Sud non perchè «più disponibili e bravi», ma perchè nelle altre regioni vi sarebbe stato un soprannumero di vincitori del concorso del 2007. Da qui l'esito, definito «paradossale», contro il quale ha protestato il consiglio provinciale di Vicenza che chiede al Governo, alla Conferenza Stato-Regioni e all'Ufficio Scolastico Regionale interventi correttivi per «riportare una situazione di equità». Si invoca «equità» e spazio ai «veneti». Nell'ordine del giorno si chiede alla giunta di ricorrere al Tar. «Avanti tutta col ricorso, bisogna ripristinare lo Stato di diritto. Siamo di fronte alle solite furbizie all'italiana» commenta il presidente della provincia di Vicenza, Attilio Schneck. Le reazioni e le critiche Quel voto è senza effetti operativi, che però ha avuto conseguenze politiche immediate. Scontato il plauso compatto della Lega Nord che del fatto che presidi, docenti e direttori didattici siano della propria regione ha fatto la sua battaglia. Rifiutano l'accusa di antimeridionalismo i consiglieri proninciali del Pd: nessuna crociata contro il sud in quel voto, ma una ferma critica al ministro Gelmini che «doveva bloccare l'interregionalità delle nomine a preside dopo che aveva verificato che regioni come la Campania avevano abilitato più dirigenti del dovuto». Argomenti che non convincono il presidente del gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro. «A nessuno dei nostri consiglieri può sfuggire l'impatto simbolico del voto positivo alla mozione e l'effetto che essa assume in un paese sempre più diviso e sempre più percorso da derive antimeridionalistiche». Il responsabile istruzione del Pd, Giuseppe Fioroni, definisce quella mozione «inverosimile» e si augura smentite dal Pd locale per una posizione «incompatibile non solo con quella espressa dai democratici italiani, ma con il buonsenso e con il rispetto che si deve all'altro». Dalla mozione «vicentina» prende le distanze anche il Governatore del Veneto, Giancarlo Galan che invita a non discriminare insegnanti, studenti e presidi «per la provenienza dal Sud o dal Nord, dall'Est, Ovest, dalla Luna e Marte».

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università perché cresce l'opposizione alla riforma - margherita rubino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova L´intervento Università perché cresce l´opposizione alla riforma MARGHERITA RUBINO Naturale che se ne parli. L´università di Genova, con i suoi tremila dipendenti, è tra le istituzioni principali della città. Se si guarda ai numeri e agli esiti, Genova si è classificata molto bene su "Repubblica" ed "Espresso" nei mesi scorsi, e si è onorevolmente piazzata anche sul "Sole 24 ore" del 13 luglio , ove pure si usano differenti indicatori. Non va male, non andava poi così male. Quale necessità avessimo di fare da apripista proprio noi, hic et nunc, per un disegno di legge del ministro Gelmini, per ora fermo nel cassetto, a posteriori non par chiaro; ma pare ora che l´iniziale disegno sia stato invertito e si attenda il varo nazionale. Il diffuso disagio, che sta diventando articolata reazione, verso la riforma radicale dell´Ateneo avanzata dal rettore Deferrari, nasce dall´ipotesi che si vada a stare peggio. Il dibattito, sul forum universitario, quasi non esiste, i ricercatori incassano l´ultima e definitiva "rottamazione" governativa, i professori si esprimono sottovoce. Quello che crea scontento è che per ridisegnare un ente si parta dagli uffici e non dal prodotto, dal cda e non dai luoghi e dalle persone, come sintetizza il collega Vittorio Coletti, che chiude sul forum: «Mi si faccia vedere che uno solo dei nostri problemi di didattica, ricerca, laurea è affrontato concretamente dal progetto circolante e mi impegnerò anch´io». SEGUE A PAGINA VII

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febbre da ministro - enzo costa (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova FEBBRE DA MINISTRO ENZO COSTA Sono in preda a un attacco d´ansia da influenza suina dilagante, aggravato da complicazioni governative, fra il vice-ministro Fazio che vuol rinviare l´anno scolastico, la Gelmini che lo smentisce (gli rifilerà il cinque in condotta?) e Brunetta che lo zittisce (installerà tornelli anti-virus lanciando la caccia grossa ai fannulloni travestiti da influenzati?). Chiedo il pronto soccorso del mitico professor Crovari: per caso, oltre alle sue preziose ovvietà scientifiche, avrebbe mica un vaccino contro i deliri ministeriali?

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per gaber e viareggio (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Torna il Festival Teatro Canzone con una dedica alla città dopo la tragedia Per Gaber e Viareggio Cammariere, Carboni e Dalla ospiti della prima serata VIAREGGIO. Appuntamento fisso dell'estate versiliese, ritorna il Festival Teatro Canzone Giorgio Gaber, giunto alla sua quinta edizione. Omaggiare e valorizzare l'indimenticabile figura del Signor G e rilanciare il Teatro Canzone, il linguaggio teatrale inventato da Gaber con l'amico e co-autore Sandro Luporini: questi gli obiettivi principali. Ma anche festeggiare il compleanno del più grande chansonnier della musica italiana, che compie i suoi primi settant'anni. Come sempre un grande cast del mondo musicale - e quest'anno anche politico e teatrale - italiano. A coordinare i vari artisti ancora una volta Enzo Iacchetti che come aveva scritto sulla sua t-shirt, ieri alla conferenza stampa, "non passerà alla storia, ma alla geografia". Il Festival deve tanto al conduttore di "Striscia la notizia" che, dopo un'idea lanciata lo scorso anno proprio in occasione della presentazione della manifestazione sul portare Gaber nelle scuole per farlo conoscere alle nuove generazioni, è stato contattato dal Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini. «E' partita come una battuta - spiega Iacchetti - e invece sono stato preso sul serio dal ministro che ha siglato un accordo per far diventare il Signor G una materia nelle scuole della Lombardia». Partenza con il botto stasera alla Cittadella del Carnevale. Inizio con il primo artista del Teatro Canzone, il romano Carlo Alberto Ferrara. La musica si intreccia con la politica, altra grande passione del Signor G. Bertinotti e Veltroni, coordinati dal giornalista Curzio Maltese, si confronteranno con il credo di sinistra fuori dagli schemi del "compagno" Gaber. Dopo la parentesi politica si torna alla musica con Sergio Cammariere. Sarà poi la volta di Enrico Bertolino, comico pungente e poliedrico, che ha preparato una sorpresa top-secret con l'aiuto dell'Enzino nazionale. E ancora Luca Carboni, che da Gaber ha appreso la coerenza, la credibilità e l'arte dell'ironia. Si chiude con una coppia inedita che riporta sul palco la prosa del Signor G. Lucio Dalla, che si è confrontato con il jazz, la canzone sociale, il cantautorato, l'opera musicale accompagnato da Marco Alemanno, giovane promessa del teatro italiano, che si esibirà ne "La stanza del bambino". Un occhio di riguardo ovviamente per la tragedia che ha colpito Viareggio nei giorni scorsi. «Abbiamo invitato uno ad uno i familiari delle vittime e coloro che in questa strage hanno perso tutto - afferma Dalia Gaberscik - e chiediamo a tutti i presenti di dare un loro contributo alla Croce Verde, colpita dall'incendio. Ciò che è successo non va dimenticato, bisogna andare avanti». Martina Ambrogi

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bufera sullo stop ai presidi del sud "abolite quella norma, è razzista" - andrea montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 19 - Cronaca Bufera sullo stop ai presidi del Sud "Abolite quella norma, è razzista" Galan su Vicenza: intollerabile. E la Finocchiaro critica i colleghi del Pd che hanno detto sì ANDREA MONTANARI MILANO - Bufera sull´ordine del giorno dell´assessore provinciale all´Istruzione di Vicenza Morena Martini del Pdl, che dice no ai presidi del sud per riservare i posti solo ai veneti, approvato dal consiglio provinciale anche con voto trasversale del Pd. Il governatore veneto Giancarlo Galan prende le distanze. «Non sopporto in alcun modo discriminazioni tra Nord e Sud a proposito di presidi, insegnanti e studenti - dice - Noi abbiamo una dirigente scolastica il cui nome tradisce nettamente le sue origini siciliane ed è bravissima. Ho avuto nella mia carriera insegnanti settentrionali, meridionali, ecclesiastici persino, e come sempre ci sono quelli scadenti e quelli formidabili, indipendentemente dalla loro provenienza. L´origine non è un criterio. Io ho un´altra idea della civiltà». La dirigente scolastica del Veneto Carmela Palumbo definisce la mozione «un atto di natura politica senza pretese di altro tipo». Ma il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro la bolla come «pericolosa» e attacca: «Mi pare ovvio che a nessuno dei nostri consiglieri possa sfuggire l´impatto simbolico che questa posizione politica produce e l´effetto che assume in un paese sempre più diviso e più percorso da derive antimeridionalistiche». L´ex ministro dell´Istruzione Luigi Berlinguer va oltre: «Allevare dirigenti di quartiere o assimilati è l´omicidio della cultura e della scuola». Mentre l´ex ministro Giuseppe Fioroni parla «di mozione inverosimile». Salvatore Comparato dell´associazione nazionale presidi ricorda che «il romagnolo Pascoli insegnò a Messina». E il Pdci Pino Sgobio afferma che «si è trattato di un episodio di razzismo». Il presidente della Provincia di Vicenza, il leghista Attilio Schneck e tutto il Carroccio, però, tirano dritto: «Bisogna ripristinare lo stato di diritto. Siamo di fronte alle solite furbizie all´italiana». Anche l´europarlamentare leghista Mara Bizzotto ritiene che sia una «decisione sacrosanta». Sulla stessa linea tutto il gruppo dei senatori del Carroccio. L´ex sottosegretario all´Istruzione del precedente governo Berlusconi, Valentina Aprea, ora presidente della Commissione Istruzione della Camera comprende l´imbarazzo di Galan, ma difende il provvedimento: «Il criterio dell´idoneità deve rimanere nazionale, ma la risposta migliore non è gridare allo scandalo o alla rozzezza del provvedimento, ma rivedere le procedure. Cosa che sono certa farà il ministro Mariastella Gelmini. Basterebbe, per esempio, introdurre l´obbligo della permanenza dei presidi nella sede per alcuni anni». Anche il Pd di Vicenza si difende. «Il nostro sì alla mozione - racconta il consigliere provinciale Maria Collareda - è di critica alla Gelmini che doveva bloccare le irregolarità». Ma la senatrice del Pd Mariapia Garavaglia insiste: «Quello che è successo a Vicenza è inaccettabile e completamente diseducativo».

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Tutti commissariati da Giulio (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Tutti commissariati da Giulio «Non ci si riesce a parlare» Tremonti. Interviene su tutti dossier: «O così o me ne vado». Il sud ribolle: «Federalismo a rischio se vanno male le regionali» dicono gli uomini di Fitto. La bacchettata di Fini sul decreto anticrisi. segue dalla prima pagina Anche approfittando della distrazione del premier sul sexgate, di fatto, il titolare dell'Economia ha commissariato mezzo governo. Tanto che pure Gianni Letta, parlando con un ministro, si è lasciato andare: «Giulio pare non voler ragionare con nessuno. Se si va avanti così si complica sempre più l'azione del governo». E non è un caso che gli ultimi consigli dei ministri siano stati sempre più concitati: «Se non vi va bene, sceglietevi un altro ministro» ha risposto Tremonti, più volte, a chi provava a interloquire. Nelle ultime settimane, l'escalation. Perché tra meno di un anno si vota alle regionali e sarà il sud a decidere chi vincerà. E non c'è giorno in cui Berlusconi non sia costretto ad ascoltare i mal di pancia di ministri e parlamentari del Pdl: «Al mezzogiorno non è stato dato niente». Una via crucis. Poi i movimenti attorno al «partito del sud», quel «sintomo di un malessere profondo» di cui parla Raffaele Fitto. Proprio il ministro degli Affari regionali, investito da Berlusconi del ruolo di «garante del sud» nel governo, cova più di un malcontento nei confronti del solido asse tra Tremonti e Bossi: «È certo - minacciano i suoi sherpa - che se il Pdl alle regionali va male nel sud, questa è la pietra tombale del federalismo. Nel senso che sarà svuotato dall'interno con i decreti attuativi». Non si contano i dossier su cui, appellandosi al suo rigorismo, il superministro ha commissariato il governo. Sta tentando di mettere la Gelmini sotto tutela. Ideologica: fu lui a spiegare alla Padania la filosofia del maestro unico come archiviazione del '68. Di cassa: solo l'abilità diplomatica di «Mariastar» ha trasformato il taglio di 8 miliardi in un «segnale culturale di rigore». Di azione: intervenendo a un convegno organizzato da Gasparri e Quagliariello la scorsa settimana ha annunciato che la riforma dell'università si farà a novembre. Lo ha detto lui. La Gelmini voleva annunciarla prima, ma Tremonti temeva che gli effetti della crisi sui lavoratori e il malessere degli studenti potessero creare un autunno caldo. Insomma vuole decidere lui. Come sul taglio del fondo unico per lo spettacolo che ha messo, non poco, in difficoltà il ministro della Cultura Bondi. Anche in questo caso a nulla è valsa la mediazione di Letta. Per non parlare della vicenda Abruzzo. Berlusconi aveva promesso che i terremotati non avrebbero pagato tutte le tasse da subito. Ma Tremonti le ha reinserite - tutte - da gennaio, tagliando corto sulle obiezioni: «I soldi ci sono, mancano i progetti». Un cambio di rotta che ha fatto infuriare sia il premier che Gianfranco Fini. E che sta costringendo il governo a studiare un'altra forma per intervenire a favore degli sfollati. Su queste premesse non è un caso che ieri sia arrivato, di fatto, il primo schiaffo a tanto solitario decisionismo. Da Stefania Prestigiacomo (vai alla voce: partito del Sud) che si è lamentata di essere stata esautorata, nel decreto anticrisi, di alcune competenze sull'energia. Che poi sono state (parzialmente) ripristinate. Ma soprattutto da Gianfranco Fini, che ha richiamato Tremonti, in un duro faccia a faccia, a una maggiore attenzione verso il Parlamento: «Condivido pienamente - ha affermato poi il ministro in Aula - le ragioni della presidenza della Camera sulle norme stralciate dal maxiemendamento». Forse è solo un episodio. Nessuno finora è riuscito a imporgli una maggiore collegialità nelle scelte. Come ad esempio i capigruppo di Camera e Senato del Pdl - la cosiddetta «banda dei quattro» - che avevano chiesto una «cabina di regia» per discutere i provvedimenti e non far sentire i parlamentari come degli scolaretti chiamati a spingere i bottoni. Nulla da fare. La cabina di regia non c'è. E ora i capigruppo si trovano a placare le ire dei parlamentari verso il ministro dell'Economia. Una trentina di loro (da Pasquale Viespoli a Roberta Angelilli, da Cesare Cursi a Marcello De Angelis) si sono incontrati due sere fa in un ristorante romano. Piatto forte: le modifiche alla manovra economica, appena inizierà la discussione. In questo clima si capisce perché il conclave di governo che nei desideri di Berlusconi si sarebbe dovuto realizzare all'Aquila è assai probabile che non si farà: la fase due del governo sarà come la fase uno. E continuerà a comandare chi lo ha fatto finora. Alessandro De Angelis 24/07/2009

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Il matematico russo "Si è cancellata la letteratura e così si premiano i videogiochi" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA «Il male peggiore della scuola italiana? Ha smesso di essere uno strumento di promozione sociale - sostiene Lucio Russo -. La cultura non è importante per raggiungere il successo. Ad ogni legislatura diminuisce la percentuale di laureati eletti in Parlamento e si abbassa il livello medio di istruzione anche dei ministri». Russo, professore di calcolo delle probabilità all'università Tor Vergata di Roma, ha scritto nel 1998 un libro intitolato «Segmenti e bastoncini» (citato ieri nel fondo di Luca Ricolfi), interrogandosi sulla funzione della nuova scuola di massa. Professore, dal ‘98 a oggi è cambiato qualcosa? «C'è una maggiore consapevolezza del decadimento della scuola negli ultimi 30 anni e l'esigenza di invertire questa tendenza è molto più sentita e condivisa. Ma ciò non vuol dire che cambiare sia semplice». La colpa è sempre della politica? «Non del tutto. Manca una richiesta di competenza dal mondo del lavoro. E' una scuola pensata per i consumatori e non per i "produttori". Ormai è importante sapere come funzionano le cose e non come si producono. Tanto in Italia non si produrrà più nulla, perché si è avuta una rinunzia a produrre tecnologia avanzata». All'estero se la passano meglio? «Lo scadimento della scuola è un fenomeno riscontrabile anche a livello internazionale. Uno dei fattori che hanno contribuito a ciò è la concentrazione della produzione. Prima era molto più distribuita da un punto di vista geografico. Ad esempio, i computer: solo una ristretta élite oggi li sa costruire e si concentra in Usa o Giappone». Nel suo libro era critico con la riforma dell'ex ministro dell'Istruzione Berlinguer. Di quella della Gelmini cosa ne pensa? «Al tempo ero isolato e tutti pensavano che la direzione di Berlinguer fosse quella giusta: "Insegniamo i videogiochi e cancelliamo la letteratura". Ora queste cose non si dicono più, ma nei fatti è più difficile invertire la tendenza. La Gelmini ha riportato in auge il voto in condotta, che fa anche media. Sembra un ritorno a una maggiore severità e invece va in direzione del lassismo, perché permette di salvarsi a chi prende un 10 in condotta e magari è insufficente nelle altre materie». Al decadimento della scuola hanno contribuito in qualche modo anche i genitori? «C'è una responsabilità della società nel suo insieme. Difficile distinguere tra cittadino genitore e non. Di sicuro è molto diffusa l'idea - veicolata dalla tv e non solo - che per avere successo economico la cultura non serve». Colpa anche dei mass media? «Certamente la capacità di seguire un ragionamento logico è minore. Nei dibattiti televisivi quasi mai qualcuno risponde veramente alla domanda posta e si parla per slogan». E' proprio impossibile ribaltare le sorti di questa «Caporetto cognitiva», come la definisce Ricolfi? «E' molto difficile. Non basta la volontà di un ministro per intervenire perché manca un progetto culturale». OPINIONI La scuola ha smesso di insegnare LUCA RICOLFI SCRIVI Dite la vostra sul forum: la parola a studenti, professori, famiglie SCRIVI Tutti bocciati prof e allievi , scuola da rifare

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Tutti bocciati prof e allievi Scuola da rifare (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Una scuola che non serve a niente. Detta in maniera meno brutale, con le parole dell’Ocse: incapace di indurre una cultura del «problem solving», tutto quello che si impara non si è poi in grado di utilizzarlo nella vita e nell’esperienza. E’ la più grave carenza del nostro sistema scolastico, associata ai mali di cui ieri, su «La Stampa», Luca Ricolfi ha fatto una impietosa disamina: incapacità degli allievi di leggere e di esprimersi, di esercitare la memoria e il dono di sintesi, di concentrarsi e di valutare. La situazione, in effetti, trova riscontro oggettivo nelle tre indagini Pisa-Ocse sui livelli di apprendimento dei ragazzi italiani, realizzate negli ultimi 10 anni (a intervalli di tre anni l’una dall’altra: l’ultima è del dicembre scorso). Non solo - dice l’Ocse - i quindicenni italiani (questa la classe di età indagata) non sanno né leggere né esprimersi nella loro lingua, non solo non conoscono la matematica e in generale le materie scientifiche, ma mancano - soprattutto - della capacità di «problem solving», cioè non hanno alcuna attitudine a fare proprie le conoscenze acquisite e ad applicarle ai problemi che la vita e l’esperienza pongono. Una preparazione la loro (quando c’è) essenzialmente teorica e libresca. «E’ questo un problema annoso della scuola italiana - dice Claudia Donati, responsabile del settore processi formativi del Censis, e quindi osservatrice costante della scuola italiana -. Il passaggio da conoscenza a competenza è stato sempre il tallone d’Achille del nostro sistema. In questo senso il professor Ricolfi ha messo il dito nella piaga. Tuttavia va detto che la scuola italiana è viva, e negli ultimi 15 anni ha anche cercato di dare risposta alle sue carenze più evidenti nel raffronto internazionale: per esempio ha cercato di attivare un sistema di valutazione, realizza progetti pilota, fa laboratori, alternanza scuola-lavoro e valorizzazione dell'istruzione tecnica attraverso rapporti col mondo produttivo. Con la Gelmini sta cercando anche di darsi un maggiore rigore, che vorrebbe essere anche disciplina nei metodi di lavoro. Ma si tratta di elementi sganciati l’uno dall’altro, segmenti che, se non coordinati rischiano di essere episodici». Peraltro non esiste una «scuola italiana», ma molte realtà diversificate sul piano qualitativo. Specie dopo l’introduzione dell’autonomia scolastica (1998) i piani dell’offerta formativa presentati da ogni istituto consentivano di far emergere esperienze di grande rilievo. «Abbiamo quindi una realtà frastagliata, con punte avanzate proprio nella direzione indicata da Ricolfi - dice Antonio Petrolino, presidente dei presidi romani - ma una buona scuola non basta da sola a sortire risultati. Sulla preparazione dell’allievo incidono molto altri due fattori: la famiglia di provenienza e il territorio. In sostanza uno studente, anche dotato, dà risultati molto diversi se proviene da una famiglia colta piuttosto che da una in cui l’unico libro è l’elenco del telefono. Allo stesso modo un buon liceo non è lo stesso, se si trova a Bolzano o a Scampia». Dunque non basta una buona scuola se non ha apporti di pregio dalla società. «Allo stesso modo - aggiunge Claudia Donati - dobbiamo considerare che la formazione di un giovane non avviene più solo nella scuola, ma moltissimo, ormai, attraverso i canali informali della trasmissione del sapere: Internet, le tecnologie digitali, le tv anche tematiche, il sistema dei mass media, eccetera. Questo significa che nei processi educativi occorre saper gestire questa massa enorme di soggetti. E se le nuove generazioni hanno le carenze segnalate da Ricolfi, è a questa pluralità di fonti di istruzione che dobbiamo rivolgerci. La scuola dunque conta molto, ma la famiglia e il gruppo sociale in cui si vive, almeno altrettanto». L’importante poi, secondo Petrolino «non è tanto tornare a insegnare, quanto tornare a imparare. Nella scuola italiana l’accento va messo molto di più sull’output piuttosto che sull’input. Dobbiamo, cioè conoscere meglio gli studenti e il loro mondo e valutare il lavoro docente per i risultati che produce su di loro». In tutto questo non sarebbe male se la scuola si potesse giovare di un periodo di tranquillità: «Quello che manca - dice il presidente dell’associazione presidi, Giorgio Rembado - è un progetto formativo chiaro, che punti a determinati obiettivi di fondo e li persegua nel tempo: non si può continuare a dire tutto e il contrario di tutto, sconfessando periodicamente quello che si diceva pochi mesi prima. Non è possibile che si pensi ad una scuola diversa ad ogni cambio di maggioranza». + La studentessa modello "Non capite la generazione degli sms" + L'ex ministro Berlinguer "Non tutto è da buttare, ma ora ricominciamo dai laboratori" + Il matematico russo "Si è cancellata la letteratura e così si premiano i videogiochi" OPINIONI La scuola ha smesso di insegnare LUCA RICOLFI SCRIVI Dite la vostra sul forum: la parola a studenti, professori, famiglie

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10.749 (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 24/07/2009 - pag: 19 Il caso Ordine del giorno per privilegiare i dirigenti locali. Il sindaco Variati: «La legge svantaggia chi conosce il territorio» Il no ai presidi del Sud agita il Pd Voto bipartisan alla Provincia di Vicenza. Finocchiaro: deriva anti-meridionale «Non confondiamo il razzismo con le pari opportunità». Così si difende il Partito democratico vicentino, «reo», di aver approvato, assieme a Lega e Pdl, un ordine del giorno contro l'invasione dei presidi dal Sud. Che detto con brutalità ruberebbero i posti ai colleghi del Nord. È accaduto, martedì, durante la seduta del Consiglio provinciale, conclusasi con un verdetto unanime: su 27 votanti, 26 sì e un astenuto. L'intesa tra maggioranza e opposizione è sorprendente ed eccezionale: la Provincia di Vicenza è guidata da un leghista, e in giunta ci stanno Lega e Pdl. Per inciso, la mozione è stata presentata dall'assessore all'Istruzione Morena Martini, in quota Popolo della Libertà. Rotta di collisione con la ministra, collega di partito, Maria Stella Gelmini, che ha firmato il decreto sulla «interregionalità» dei dirigenti scolastici. Puntura di spillo di un avversario: «La Martini ha voluto scavalcare i leghisti, nella difesa del territorio». Può darsi. Ma veniamo al punto. Da dove nasce l'ordine del giorno, nel quale alcuni ravvisano il revival razzista? La diffidenza verso i meridionali non era archiviata da tempo? I sostenitori della mozione, del resto, si appellano alle regole, non all'anagrafe. L'obiettivo sarebbe quello di eliminare lo squilibrio originato dal fatto che in alcune regioni (del Sud) un concorso ordinario per la copertura dei posti disponibili da assegnare ai dirigenti scolatici abbia aperto le porte a un numero spropositato di persone. Creando una valanga di «eccedenze». Il decreto Gelmini, poi, ci ha messo del suo, consentendo lo spostamento dei vincitori in tutto il territorio nazionale. Risultato? Le regioni virtuose come il Veneto (che aveva rispettato i parametri per le riserve) ora si trovano invase da presidi meridionali. Da qui, la reazione. Prevedibile dai politici della Lega (nel caso della Provincia di Vicenza, in prima linea è andata l'assessore Pdl), che difendono a spada tratta i confini del proprio territorio. La notizia, semmai, è il voto bipartisan. Mal di pancia nel Pd? L'unico astenuto, in Consiglio, è un democratico. Nessuno, però, ha votato contro. Di più: difende la mozione anche il sindaco di Vicenza, Achille Variati, esponente locale di punta del partito di Franceschini: «È una condivisibile risposta provocatoria a un problema serio e reale, quello della disparità nell'applicazione della normativa nazionale. Così si impedisce di diventare presidi a tanti insegnanti, in servizio nella nostra regione. Che avrebbero il vantaggio di conoscere il territorio ». Il Partito Democratico del Veneto, invece, con qualche concessione ai compagni vicentini, si dissocia da ogni tendenza razzista, esaltando il valore del merito. Mentre Giancarlo Galan, presidente (Pdl) della Regione, dice di non sopportare alcun tipo di discriminazione. «L'origine non è un criterio taglia corto . Io ho un'altra idea della civiltà». Va giù durissimo, chiedendo al Pd locale di «smentirsi», l'ex ministro Giuseppe Fioroni, responsabile Educazione del Partito Democratico. Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato, dichiara: «A nessuno può sfuggire l'impatto simbolico di questa posizione politica in un Paese diviso e percorso da derive antimeridionalistiche». Marisa Fumagalli 10.749 Incarichi Posti di dirigente scolastico da assegnare \\ Galan L'origine non conta La civiltà è un'altra cosa \\ Fioroni Il Pd locale deve dissociarsi dal voto

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Bravo, indiano, prof alla Bocconi Il fermato alla frontiera (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 24/07/2009 - pag: 22 La storia Il ricercatore aveva accettato di fare un anno di esperienza a Stanford, poi non è più riuscito a rientrare in Italia. E alla fine ha scelto Sydney Bravo, indiano, prof alla Bocconi Il «cervello» fermato alla frontiera Vikas senza permesso di soggiorno. Uno su 5 aspetta un anno per averlo MILANO Vikas Kumar ha 32 anni compiuti da poco, una laurea in Economia e un master a Dehli, un PhD (l'equivalente di un nostro dottorato) a St. Louis. E ha, o meglio aveva, un contratto in Bocconi. Un posto che in moltissimi sognano e a cui Vikas ha rinunciato, dopo 4 anni di più che onorato servizio nelle aule dell'università milanese. Tra l'entusiasmo degli esordi e la disillusione dell'addio, i mesi di attesa per un permesso di soggiorno che non arriva mai. A raccontare la storia di Vikas è Lorenzo Peccati, prorettore per le risorse umane della Bocconi. «Kumar è arrivato da noi quasi 5 anni fa, con un ruolo di assistant professor (ricercatore a tempo determinato). L'avevamo scelto sul Job Market, un appuntamento annuale dove i migliori «cervelli » vengono selezionati a livello internazionale; gli abbiamo offerto un contratto di 6 anni, tra i benefit c'era la possibilità di un anno sabbatico, mantenendo stipendio e fondi di ricerca, da trascorrere in qualunque ateneo del mondo». È l'estate 2008: Kumar, che ha già rinnovato una volta il permesso di soggiorno (da 2 anni, allora il massimo per un contratto di quel tipo), decide di sfruttare l'occasione. «E siccome è bravo, viene accettato a Stanford. Sarebbe dovuto rientrare alla fine di quest'estate». Ma il visto, nel frattempo, è scaduto. Da molti mesi. Nel corso dei quali la Bocconi non è stata con le mani in mano: «Grazie al decreto legge uscito a gennaio 2008, docenti e ricercatori stranieri ora possono ottenere un permesso che copra tutta la durata del contratto. Ma l'ente che li assume deve iscriversi a un albo istituzionale, per poi avviare la procedura. Ebbene, l'albo è comparso sul sito del Ministero dopo 9 mesi. E fino ad oggi non sono risultati disponibili i moduli necessari». Morale (mesta) della favola: «Vikas chiedeva notizie, e noi non potevamo far altro che rispondergli: ci stiamo lavorando... Penso che a un certo punto abbia fatto due più due. Poco tempo fa è arrivata una lettera molto gentile, con cui rende noto di avere accettato l'offerta dell'università di Sydney». Una storia tra le tante, almeno stando all'indagine che la Fondazione Rodolfo DeBenedetti ha dedicato agli studenti stranieri di dottorato in Italia. Ce ne sono tremila, e il 77% viene da Paesi extraeuropei. Arrivano richiamati dalla «buona reputazione della ricerca» in Italia (43%), dalla disponibilità di una borsa di studio (il 54% dei non-Ue). E lottano, ogni giorno, con la nostra burocrazia: per il permesso di soggiorno, uno studente su 5 aspetta più di un anno. E per avere un appuntamento in questura il 77% deve attendere oltre un mese. Con relative difficoltà nel viaggiare che siano conferenze all'estero o vacanze in famiglia per uno su 4. E costi non indifferenti: tra i 50 e i 200 euro, così dichiara il 68% degli intervistati. «Sono in Italia dal 2006 e ho già fatto due rinnovi», conferma Mark Dincecco, ricercatore all'Imt di Lucca, coetaneo di Vikas e californiano. «Per chi ha il passaporto americano la situazione è meno grave, ma la sensazione di insicurezza c'è lo stesso. A ottobre 2007, per il primo rinnovo, ho aspettato quasi 10 mesi: il nuovo permesso è arrivato a luglio, e in settembre era già scaduto. In questura la risposta era, invariabilmente, 'a Roma è tutto bloccato'. Chissà che significa... ». A settembre, l'indagine della Fondazione sarà presentata in Bocconi, «a un convegno cui interverrà anche il ministro Gelmini anticipa l'economista Tito Boeri , con una sessione su brain drain e brain gain ». Fuga e attrazione di cervelli. «Perché non solo ne arrivano pochi, ma quei pochi facciamo anche fatica a trattenerli. E ogni studente è un investimento importante: un dottorando costa, in media, 200-250 mila euro all'anno». Peccati conferma: «Bisogna pagare i docenti che vanno al Job Market, poi si invitano qui a spese nostre i candidati, e per chi viene preso c'è, di base, uno stipendio superiore a quello di ingresso di un associato». Anche per questo la Bocconi, insieme ad Assolombarda, ha deciso di sedersi a un tavolo con Comune, Questura, Prefettura, per lavorare a uno snellimento delle procedure. «La legge c'è: vogliamo solo poterla usare». Sul sito della Bocconi, alla pagina personale di Vikas, è indicata la sua «area di interesse scientifico»: strategie di internazionalizzazione. Non occorre andare a cercarlo in Australia per capire che, tra tutte le tattiche possibili, quella seguita finora dal-- l'Italia è decisamente sbagliata. Gabriela Jacomella L'attesa Il 77 per cento degli studenti extraeuropei impiega oltre un mese per avere solo un appuntamento in Questura

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Piccole Gelmini crescono...... (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Lug 0924 Piccole Gelmini crescono...... Pubblicato da Franca Corradini alle 07:45 in Scuola&Società Ieri,23 luglio, ad Arezzo si è tenuta una seduta del Consiglio Comunale per esaminare una proposta di iniziativa popolare sulla questione della razionalizzazione scolastica in atto nella città e di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi (Dei 12 istituti comprensivi di oltre 1.100 alunni attualmente esistenti in Toscana, 6 sono nella città di Arezzo ). L'assessore alle politiche sociali del Comune di Arezzo, Tavanti Francesca (nella foto qui sotto) in questi mesi, a detta dei genitori, ha avuto un atteggiamento di assoluta chiusura, quasi autistico.... insomma, secondo chi scrive Gelminiano... Atteggiamento che ha avuto il suo culmine nel comunicato stampa di due giorni fa . Al di là delle questione di merito , ben trattate dai genitori nei loro documenti, la partecipazione al Consiglio ci ha consentito di verificare di persona l'atteggiamento dell'Assessore. La signorina sembra un incrocio tra Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini , non stiamo ad indicare in dettaglio per quali caratteristiche somigli all'una e all'altra. Sicuramente nel suo portare avanti una decisione per nulla condivisa ,sembra anche dai suoi stessi compagni di partito, appare molto Gelminiana. L'intervento di chiusura delle discussioni nel Consiglio Comunale è stato un compendio di affermazioni che non hanno fatto altro che evidenziare l'ignoranza palese dell'Assessore in materia scolastica ed anche in semplici calcoli matematici... Insomma una vera e propria Gelmini in miniatura. Piccolo particolare irrilevante : l'Assessore appartiene alla coalizione opposta a quella di Gelmini . Per favore qualcuno glielo faccia sapere.

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Maturità, tante lodi e nessun bocciato (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 24-07-2009)

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SAN BENEDETTO pag. 13 Maturità, tante lodi e nessun bocciato Negli istituti della Riviera ottimi risultati per gli studenti impegnati nell'esame di STEFANIA MEZZINA BRILLANO 59 NOMI nell'elenco dei diplomati che hanno raggiunto l'ambito cento all'esame di maturità. Tra loro, anche numerose punte di diamante, rappresentate dalla lode. Nessun bocciato alla maturità e pochissimi non ammessi dopo la riforma Gelmini. Soltanto uno, all'istituto Geometri Fazzini' di Grottammare. Tra i 94 studenti che hanno ottenuto il massimo dei voti, Diego Neroni, Ilaria Giobi e Roberta Merli; nel turistico Alessia Mascella, Linda Rivera e Federica Simonetti e Federica Anna Urso, quest'ultima con tanto di lode. Come Michele Pignotti, all'istituto Mercantini di Ripatransone, 100/100 è stato conquistato da Valentina De Cosmis e Roberta Fabrizi. Tre i non ammessi. Tutti ammessi al Liceo scientifico Rosetti, dove è molto alto il numero degli studenti più bravi, su 220 diplomati. Sono Daniele Ciarrocchi, Cristina Censori, Valeria Gaetani, Roberto Fares, Silvia Polidori, Vincenzo Capriotti, Alessandro Luzi, Giulia Ulpiani, Cecilia Olivieri, Ottavio D'Annibale, Flavia Micci, Davide Paciello, Beatrice Renzi, Paola Schiavi e Maria Cristina Sciarroni. In 6 si sono distinti in modo particolare, conquistando anche la lode. Sono Paola Ripani, Francesco Nicola Di Pietro, Eleonora Piersanti, Annalisa Tosti, Diego Mattioli e Serena Capriotti. Tutti ammessi anche al liceo classico Leopardi. Tra 79 studenti, top dei voti e lode per Laura Rosetti, Francesca Piergallini ed Elisabetta Lancellotti. Cento per Sara Eusebi, Lucia Capocasa, Renato Capanna, Valentina Damiani, Gloria Di Cosmo, Ludovica Sindici, Giulia Bucci, Deborah Ordinelli Iustini, Alessandra Ficcadenti e Mario Rasimelli. Gli studenti migliori, tra i 91 maturandi dell'Alberghiero Buscemi' sono Valentina Canali, Massimo Carboni, Francesca Grilli, Luca Addazi e Marco Seghetti. Anche qui nessun bocciato. Invece 4 non ammessi all'Ipsia. Dove su 93 studenti, solo uno, Gian Domenico Izzi, indirizzo odontotecnico, è stato premiato con la lode. All'Itc Capriotti i migliori sono Elisabetta Cannella, Enrica Cipolloni, Sara Marsili, Silvia Bruni, Roberta Clementi, Manuel Nespeca, Chiara Capacchietti, Sara Flego e Tania Pasquali. Centotredici gli studenti diplomati, 8 i non ammessi. Image: 20090724/foto/746.jpg

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BOCCIATI in 15mila! Questi giovani di oggi si sono messi in testa che andare a scuola è... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

LETTERE E COMMENTI pag. 35 BOCCIATI in 15mila! Questi giovani di oggi si sono messi in testa che andare a scuola è... BOCCIATI in 15mila! Questi giovani di oggi si sono messi in testa che andare a scuola è una ricreazione perenne di giochi, danni e droga. Si dice che siano le conseguenze del '68. Brava Gelmini, persisti. Lettera firmata, Fabriano (Ancona) HO LETTO dell'aumento sulle bocciature, indici di una maggiore severità di giudizio. Ma l'insegnante che boccia non fa l'esame di coscienza? Ha fatto tutto il possibile per evitare un evento che di sicuro lascerà il segno nel bocciato? G. P., Bologna

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Blitz dell'Idv a Chigi, interrotta conferenza Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - Blitz dell'Italia dei valori a Palazzo Chigi, dove il senatore Stefano Pedica ha interrotto una conferenza stampa del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La Gelmini era scesa in sala stampa per illustrare un pacchetto di misure preso dal governo sull'università. Ancor prima che iniziasse la conferenza stampa, Pedica ha preso la parola e ha chiesto come mai il governo non abbia ancora sciolto il consiglio comunale di Fondi, dove ci sono stati 17 arresti e dove "si intrecciano collusioni tra criminalità organizzata e politica". La Gelmini ha accusato il senatore di fare domande "provocatorie" e non pertinenti all'oggetto della conferenza stampa. Di fronte all'insistenza di Pedica, che insisteva per avere risposte del governo, la ministra ha abbandonato la sala stampa.

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Università, più fondi alle migliori (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

24 luglio 2009 - 12.39 (Ultima Modifica: 24 luglio 2009) ROMA - Il Ministero dell'Istruzione e dell'Università ha stilato la classifica degli atenei che hanno i maggior standard qualitativi. Sul gradino più alto del podio ci è salita l'Università di Trento, seguita dai Politecnici di Milano e di Torino. Promossa anche Bologna. Il Ministro Mariastella Gelmini, per la prima volta in Italia, ha distribuito a questi atenei una parte dei fondi destinati alle Università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato assegnato in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei. In particolare i due terzi di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. In questo modo Trento ottiene 6 milioni in più per esser riuscito a intercettare meglio degli altri, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano (8 milioni) e Torino, invece, hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi positivi (numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti), presenza di molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca. Seguono Bologna con 5 milioni e Padova con 4. Molti gli atenei del Centro-Sud promossi: Roma "Tor Vergata", l'Università di Chieti e Pescara, l'Università della Calabria, l'Università Politecnica delle Marche, l'Ateneo della Tuscia, il Politecnico di Bari e l'Università del Sannio di Benevento A Foggia viene tolto un milione di euro, a Macerata meno 1,13 milioni. L'erogazione dei finanziamenti del 7% alle Università di Trieste, Firenze e Siena è stata sospesa in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso. Dal 29 luglio i dati e le valutazioni saranno pubblicate sul sito del Ministero.

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Il governo premia gli atenei migliori (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Più fondi agli atenei virtuosi. È quanto stabilito nel pacchetto università presentato dal ministro dell’Istruzione e dell’Università, Mariastella Gelmini, e approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Sulla base del provvedimento, si legge in una nota ministeriale, il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, pari a 525 milioni di euro, è distribuito in base alla qualità della Ricerca e della didattica degli Atenei. In particolare, i 2/3 di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, 1/3 in base alla qualità della didattica. Con il «pacchetto università» approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, verrà «avviata una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea», che prevede «il taglio di corsi inutili». Lo afferma in una nota il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca. «In questi anni - si legge nella nota - si e assistito a una proliferazione di insegnamenti che non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro. Negli ultimi mesi sono già stati tagliati il 20% dei corsi inutili e con questo provvedimento sarà possibile ridurli ulteriormente».

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Scuola, governo stanzia 525 milioni alle Università virtuose (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - Il ministero dell'Istruzione ha stanziato 525 milioni in base alla qualità degli atenei universitari. Lo annuncia il ministro Maria Stella Gelmini spiegando che i fondi ammontano al 7% del Fondo di finanziamento ordinario. "I due terzi di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica", ha spiegato la Gelmini. Nella ripartizione del Fondo "non c'è un intento punitivo, ma la volontà di spronare tutti a dare il meglio, a non accontentarci di un sistema universitario che ha luci e ombre", ha detto Gelmini.

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Università, giro di vite: via i corsi inutili Gelmini: scuola, no a rinvii per febbre suina (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

24/7/2009 Università, tagli a corsi inutili Gelmini: "Negli ultimi mesi -20%" Più soldi agli atenei virtuosi e tagli dei corsi inutili. Sono le novità del "pacchetto Università" approvato dal Cdm, su proposta del ministro Mariastella Gelmini. Il provvedimento prevede che il 7% del Fondo di finanziamento, cioè 525 milioni di euro, venga distribuito in base alla qualità delle università. Avviata una razionalizzazione dei corsi di laurea. "Negli ultimi mesi - dice il ministero - è stato tagliato il 20% dei corsi inutili". "Con il decreto 180 - ha spiegato Gelmini - che poi è diventato la legge 1 del 2009, per la prima volta si è deciso di stanziare una quota del fondo di finanziamento ordinario sulla base dei risultati raggiunti dagli atenei. Il nostro intendimento è aumentare questa quota, vorremmo arrivare fino al 25-30% delle risorse, date sulla base della qualità". "Oggi - ha proseguito il ministro - distribuiamo questi milioni sulla base di criteri che noi ereditiamo da un lavoro fatto anche dai precedenti governi e che sono elaborati dal Civr (ente che valutava la ricerca, ndr) e dal Cnvsu (ente che valutava le università, ndr), oggi accorpati nella nuova agenzia. E' un primo passo. A parole siamo tutti d'accordo - ha concluso - su una valutazione puntuale prima di distribuire le risorse, è giusto oggi confrontarci con la concretizzazione di questo principio". Commentando la classifica degli atenei più virtuosi, il ministro ha osservato che ''in base ai criteri applicati ci sono alcune universita', come l'Universita' di Trento e i Politecnici, ma anche alcune universita' del Sud, che rispondono pienamente ai criteri qualitativi, altre come Foggia e Macerata, che hanno maggiori difficolta'''. Scuole, per ora nessun rinvio ''Allo stato attuale non e' stato preso in considerazione alcuno slittamento dell'inizio dell'anno scolastico''. Lo ha ribadito il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, a margine della conferenza stampa sui provvedimenti per l'universita'. ''E' stata fatta - ha aggiunto - una polemica inutile. Problemi, da questo punto di vista, non ci sono''. Ultimo aggiornamento ore 14:39

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Il Pg chiede due condanne (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

Mafia a Vallelunga. Per Patti e Cipolla sentenza a ottobre Il Pg chiede due condanne Mussomeli. L'effetto Gelmini si è fatto sentire all'Itcg dove i bravissimi sono stati appena 5 su un totale di 109 maturi. Questi i risultati. Geometra, 5°A: Alongi Giuseppe 74, Beccaccio Bruno 73, Buscemi Onofrio Domenico 66, Cardillo Giuseppe 68, Genco Peppuccio 60, Lo Bue Francesco 77, Lomanto Cristian 65, Maida Mario 76, Mistretta Giuseppe 73, Muscarella Fabio 60, Randazzo Calogero 60, Ricotta Salvuccio 66, Sacheli Salvatore 65, Saia Salvatore 62, Schifano Luca 60. 5° B: Azzarello Giuseppe 82, Burruano Giuseppe 68, Buttaci Giuseppe 66, Ferro Calogero Domenico 64, Fiore Michele 60, Grasso Salvatore 66, Mantio Luca 87, Messina Calogero Salvatore 73, Ognibene Vanni 62, Padalino Vincenzo 65, Palumbo Carmelo 63, Pellitteri Vincenzo 60, Russotto Domenico 60, Scrudato Agostino 80, Valenza Sebastiano 60, Zoda Graziano 63. Commerciale, 5° A: Bellanca Alessandra Domenica 60, Falletta Ilaria 84, Giambrone Francesca Domenica 76, Ginex Cristina 64, Insalaco Angela 73, Lo Brutto Silvana 100, Lo Re Debora 60, Mantio Tania Valentina 71, Messina Lomanto Maria Melinda 78, Militello Maria Rita 78, Mingoia Sabrina 88, Mistretta Nancy 93, Mistretta Salvina 78, Navarra Gabriella 97, Nicosia Vincenza Maria 100, Panepinto Ilaria 78, Piazza Eleonora 78, Romito Serena 70, Russotto Cristina 60, Sapia Cinzia 67, Schifano Simona Maria Lucia 60, Scibetta Rossella 75, Termini Daniela 60, Valenza Vanessa 100. 5° B: Amico Esli 74, Calemera Michele 60, Castiglione Daniele 75, Cipolla Carmelo 80, Conti Tamara 60, Dilena Salvatore Vincenzo 100, Genco Mario 89, Genco Vincenzo Domenico 100, Ippolito Roberta 71, Malta Onofria Marina 73, Mattina Giovanna 73, Mattina Maria Concetta 74, Messina Eleonora 69, Piazza Alessandra 76, Puntrello Angelo 79, Ricottone Vincenzo 84, Schifanella Salvatore 78, Scrudato Giusi 60, Spoto Maria Rita 82, Taffaro Maria 93, Tona Vincenzo Manuel Antonio 64, Valenza Alice 66. 5° C: Barone Denise 62, Catanzaro Rosalia 60, D'Agrò Angela Rita 63, Favata Giovanni 80, Giambrone Alberto 64, Ilardo Sandra 65, La Mendola Salvatore 82, La Rosa Daniela 78, Lo Curcio Claudia 85, Macaluso Rosi 66, Marzo Francesco 74, Nocera Rita Maria Ausilia 60, Nocera Valentina 78, Privitera Francesca 84, Privitera Ivan 70, Proietto Claudio 60, Reina Cristina Domenica 80, Romano Giuseppe 96, Russotto Valentina 60, Sansone Antonio 80, Scifo Oscar 62, Vitello Gaetano 80. 5° A commerciale serale progetto "Sirio": Bellino Riccardo 62, Blandina Maria 83, Diliberto Vincenza 76, Gargano Antonella 67, Garofalo Rosalia 77, Lombardo Mariella 63, Lopez Salvatore 64, Noto Salvatrice 62, Piazza Natalino Salvatore 60, Sorce Neve Ninetta 63. R. M.

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Più fondi agli atenei migliori (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

ricerca, progetti, processi formativi tra i criteri di valutazione Università, più fondi alle migliori Tagli per 27 atenei «sotto gli standard» Per la prima volta in Italia applicato un criterio di qualità nella distribuzione dei fondi. I primi tre atenei in classifica: Trento e i Politecnici di Milano e Torino MILANO - L'Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono i tre migliori atenei italiani. Quelli che, secondo il ministero, hanno i maggiori standard qualitativi. E per questo verranno premiati. Anzi, il premio è già stato assegnato dal ministro Mariastella Gelmini. Per la prima volta in Italia, infatti, il ministero ha distribuito una parte dei fondi destinati alle Università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato assegnato in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei. In particolare i due terzi di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. E la classifica, che ha fatto da base a questa divisione dei fondi, certamente farà discutere (leggi la graduatoria del ministero). Perchè se c'è chi ottiene più fondi, ci sono anche atenei che, di conseguenza ne riceveranno di meno. E nella prima graduatoria sono ben 27 le università che avranno un «taglio» di fondi perché secondo la valutazione «non hanno gli standard qualitativi previsti». ECCELLENZE - Il provvedimento, firmato oggi dal ministro Mariastella Gelmini, avvia quindi un nuovo sistema di valutazione delle Università italiane. L'intenzione del ministero e del governo è di premiare gli atenei più «virtuosi». Quali eccellenze sono state rilevate nelle università premiate? Trento, per esempio, secondo il provvedimento ministeriale, pur essendo un piccolo ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino, invece, hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi positivi (numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti), presenza di molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca. PROMOSSI E BOCCIATI - Diversi gli atenei del Centro-Sud promossi: Roma "Tor Vergata", l'Università di Chieti e Pescara, l'Università della Calabria, l'Università Politecnica delle Marche, l'Ateneo della Tuscia, il Politecnico di Bari e l'Università del Sannio di Benevento. Ma è anche vero che tra i 27 bocciati che avranno meno fondi ci sono soltanto tre atenei del Nord (Brescia, Parma e Iuav Venezia): le altre 24 università con giudizio negativo sono tutte al Centro o al Sud. E ci sono anche atenei di rilievo, come per esempio La Sapienza di Roma. Ma quanto vale la «promozione» in termini di finanziamenti? In particolare Trento ottiene 6 milioni in più, il Politecnico di Milano 8, Bologna 5, Padova 4. A Foggia, penultima in classifica, invece viene tolto 1 milione di euro, mentre Macerata, ultima, avrà un «taglio» di 1 milione 130mila euro. Dal 29 luglio i dati e le valutazioni saranno pubblicate sul sito del Ministero. L'erogazione dei finanziamenti del 7% alle Università di Trieste, Firenze e Siena è stata sospesa in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso. stampa |

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"Pacchetto Università": soldi in più solo a Università migliori, Anvur, taglio corsi inutili (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

"Pacchetto Università": soldi in più solo a Università migliori, Anvur, taglio corsi inutili (24/7/2009 19:42) | (Sesto Potere) - Roma - 24 luglio 2009 - Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in prima lettura il Regolamento sulla struttura e il funzionamento dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur). La nuova Agenzia valuterà la qualità degli Atenei e degli Enti di ricerca. Le rilevazioni prodotte saranno determinanti per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario alle Università ed agli Enti di ricerca che raggiungeranno i risultati migliori. Il Regolamento approvato oggi rende l’Anvur più autonoma rispetto a quanto previsto nella precedente legislatura. Il Presidente e il Comitato di selezione che individuerà i membri del Consiglio direttivo saranno nominati infatti dal Presidente della Repubblica e non più dal Governo. La nuova Agenzia sostituisce e unifica i due comitati di valutazione attualmente esistenti: il Cnvsu (che valuta le università) e il Civr (che valuta la ricerca). Cosa valuta l’Anvur L’efficienza e l’efficacia dell’attività didattica sulla base di standard qualitativi di livello internazionale, anche con riferimento ai livelli d’apprendimento degli studenti e del loro inserimento nel mondo del lavoro; Le strutture delle università e degli enti di ricerca, i corsi di studio universitari, i dottorati di ricerca, i master universitari e le scuole di specializzazione; La qualità e i risultati dei progetti ricerca; L’acquisizione di finanziamenti esterni, l’attivazione di rapporti di collaborazione e lo scambio di ricercatori con soggetti pubblici e privati; Valuta attraverso criteri internazionali la qualità e i risultati della ricerca. Si userà dunque il sistema peer review, cioè la valutazione anonima di illustri accademici internazionali. Altri compiti dell’Anvur Elabora e propone al Ministro i requisiti quantitativi e qualitativi per l’istituzione di nuove università o di sedi distaccate, per l’attivazione di tutti i corsi di studio universitari, dei dottorati di ricerca, dei master universitari e delle scuole di specializzazione; Valuta i risultati degli accordi di programma ed il loro contributo al miglioramento della qualità complessiva del sistema universitario e della ricerca; Valuta l’efficienza e l’efficacia dei programmi pubblici di finanziamento e di incentivazione delle attività didattiche, di ricerca e di innovazione. Ogni anno l’Anvur redigerà un rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca che sarà presentato al Ministro e trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) e al Parlamento. Composizione dell’Anvur L’Agenzia sarà composta dal Presidente, da un Consiglio direttivo e dal Collegio dei revisori dei conti. Tutti resteranno in carica per 4 anni e non potranno essere nuovamente nominati. Il Consiglio direttivo determinerà le attività dell’Agenzia, i criteri e i metodi di valutazione. I suoi componenti saranno nominati dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro che sceglierà i membri da un elenco definito da un comitato di selezione. Questo comitato sarà composto da cinque membri designati rispettivamente dal Ministro, dal Segretario Generale dell’OCSE, dal Presidente dell’Accademia dei Lincei, dell’European Research Council e dal Consiglio Nazionale degli Studenti. Ripartizione FFO e fondo premiale 7%: più soldi a Università virtuose Per la prima volta in Italia il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha assegnato una parte dei fondi destinati alle Università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato infatti distribuito in base alla qualità della Ricerca e della didattica degli Atenei. In particolare i 2/3 di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, 1/3 in base alla qualità della didattica. Prende il via, dunque, con questo provvedimento firmato oggi dal ministro Mariastella Gelmini, il nuovo sistema di valutazione delle Università italiane, grazie al quale saranno premiati gli Atenei più virtuosi sulla base di criteri riconosciuti e valutati positivamente anche dalla CRUI. Da una prima analisi della situazione emerge che l’Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra le Università migliori in base ai nuovi parametri. Trento, ad esempio, pur essendo un piccolo Ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi positivi (numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti), presenza di molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 Università che non hanno gli standard qualitativi previsti. Molte le Università del Centro-Sud promosse: Roma “Tor Vergata”, l’Università di Chieti e Pescara, l’Università della Calabria, l’Università Politecnica delle Marche, l’Ateneo della Tuscia, il Politecnico di Bari e l’Università del Sannio di Benevento. In particolare Trento ottiene 6 milioni in più, il politecnico di Milano 8, Bologna 5, Padova 4. A Foggia invece viene tolto 1 milione di euro, a Macerata meno 1,13 milioni. Dal 29 luglio i dati e le valutazioni saranno pubblicate sul sito del Ministero. L’erogazione dei finanziamenti del 7% alle Università di Trieste, Firenze e Siena è stata sospesa in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso. Ecco, di seguito, i parametri con i quali sono state valutate le Università: in base alla qualità della ricerca si è tenuto conto: per il 50% delle valutazioni dell’agenzia Civr sulla qualità della ricerca in base a parametri internazionali; per il 20% del numero dei ricercatori e dei docenti che hanno partecipato a progetti di ricerca italiani valutati positivamente; per il 30% della capacità delle Università di intercettare finanziamenti europei per la ricerca. In base alla qualità della didattica si è tenuto conto: per il 20% della percentuale dei laureati che trovano lavoro a 3 anni dal conseguimento della laurea; per il 20% delle Università che tengono corsi con i propri insegnanti di ruolo e che limitano il ricorso a contratti e docenti esterni. In questo modo si vuole limitare la pratica non virtuosa della proliferarazione di corsi ed insegnamenti non necessari e affidati a personale non di ruolo; per il 40% della quantità degli studenti che si iscrivono al secondo avendo fatto almeno i 2/3 degli esami del primo anno. Questo per premiare le Università che curano la didattica e in generale gli atenei che limitano la dispersione; per il 20% delle Università che danno la possibilità agli studenti di valutare attraverso un questionario la qualità della didattica e la soddisfazione per i corsi di laurea frequentati. Taglio dei corsi inutili Il ministro Mariastella Gelmini ha inviato alle Università una nota illustrativa in cui sono contenute una serie di misure per eliminare i corsi di laurea non necessari. In questi anni, infatti, si è assistito ad una proliferazione di insegnamenti che non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro. Negli ultimi mesi sono già stati tagliati il 20% dei corsi inutili e con questo provvedimento sarà possibile ridurli ulteriormente (es. I corsi di specializzazione di medicina sono stati ridotti da 1600 a 1200. Ridotti anche i settori disciplinari). In particolare, con questo provvedimento sarà avviata una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea, attraverso: una definizione di più elevati requisiti di docenza per attivare i corsi di studio, al fine di ridurne la proliferazione; disattivazione obbligatoria dei corsi di studio con basso numero di studenti; limitazione alla proliferazione degli insegnamenti, attraverso l’individuazione del carico massimo di docenza che ciascun Ateneo è complessivamente in grado di erogare; limitazione alla frammentazione degli insegnamenti attraverso definizione del numero minimo di crediti (6) per esame; eliminazione degli ostacoli di natura organizzativa e formale alla mobilità degli studenti, determinati da una eccessiva eterogeneità dei regolamenti didattici degli Atenei; potenziamento dell'efficacia valutazione interna, prevedendo una composizione dei Nuclei di valutazione d’Ateneo a maggioranza esterna; limitazione del numero di crediti extrauniversitari che ogni Ateneo può riconoscere.

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"Pacchetto Università" ( 2 ) Valli (Ugl): "Considerare riforma agenzia di valutazione in contesto più definito" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 24-07-2009)

Argomenti: Scuola

"Pacchetto Università" ( 2 ) Valli (Ugl): “Considerare riforma agenzia di valutazione in contesto più definito” (24/7/2009 20:30) | (Sesto Potere) - Roma - 24 luglio 2009 - “Si parlava ormai da tempo di una riforma dell’Ente di valutazione nazionale per l'Università e la Ricerca, ma riteniamo che l'avvio di questo percorso debba essere considerato in un contesto ancora da definire perchè è un organismo che deve entrare complessivamente nel merito del sistema universitario”. Lo dichiara il segretario nazionale dell'Ugl Università Clara Valli. “Concordiamo con la lotta agli sprechi intrapresa dal ministro Gelmini. Il taglio di corsi ‘inutili’ ci sembra opportuno, ma riteniamo che lo sblocco dei concorsi banditi per i professori universitari e i ricercatori rischia di buttare benzina sul fuoco soprattutto per quanto riguarda questa ultima categoria. Ai ricercatori, infatti, non è riconosciuto lo stato giuridico, che dovrebbe essere definito nel disegno di legge che si continua a rinviare: da mesi, infatti, è stata annunciata la presentazione di un ddl su Governance e Reclutamento ma ad oggi non è stata resa nota alcuna bozza ufficiale e attualmente sembra rinviata addirittura a novembre”. “Auspichiamo – dunque - che una riforma complessiva del sistema universitario e della ricerca avvenga nell’ambito di una discussione strutturata con le associazioni della docenza universitaria ed il mondo accademico”.

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Concorsi e ricercatori, i nuovi criteri (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

pacchetto universita' Concorsi e ricercatori, i nuovi criteri Il pacchetto Università presentato al Cdm comprende anche nuovi criteri per i concorsi da ricercatore: «più oggettivi basati su parametri internazionali». In particolare nel decreto presentato dal ministro Gelmini viene richiesto che ogni titolo scientifico sia valutato «separatamente e specificamente, per evitare giudizi sommari e approssimativi». Viene inoltre richiesto, per i settori scientifici, il ricorso a valutazioni di indici oggettivi e a sistemi di valutazione internazionali (peer review). Si dovrebbero, in questo modo, ridurre i margini di arbitrio delle commissioni. Sbloccati i concorsi e sorteggio Con la direttiva firmata oggi avviano le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. I concorsi banditi nelle due tornate nel 2008 erano stati sospesi dalle nuove norme contenute nel DM 180 che impongono le nuove e più trasparenti modalità di formazione delle commissioni. Si tratta di 1800 concorsi. Reclutamento dei professori universitari Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari di prima e seconda fascia saranno composte, a differenza di quanto accade ora, da 4 professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando e da 1 solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Si evita così il rischio di predeterminare l'esito dei concorsi e si incoraggia un più ampio numero di candidati a partecipare. Reclutamento dei ricercatori Le commissioni che giudicheranno i candidati al concorso saranno composte da 1 professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da 2 professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale. stampa |

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Università, bonus da Roma (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Università, bonus da Roma Premiato con 6 milioni in più l'ateneo trentino: «Virtuoso» In prospettiva l'aumento arriverà sino a 20 milioni TRENTO. L'Università di Trento, nei prossimi tre anni, dovrebbe ricevere un finanziamento di oltre 30 milioni di euro. E' questo l'effetto dell'attesissimo provvedimento firmato ieri dal ministro Gelmini che prevede che il 7% del Fondo di finanziamento ordinario non venga più distribuito a pioggia, ma sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità degli atenei. E nella classifica delle università virtuose, Trento, per il suo grande lavoro nei progetti di ricerca europei, è prima davanti ai politecnici di Torino e Milano. In relazione a questi dati, Trento otterrà subito 6 milioni di euro, ma la cifra dovrebbe aumentare nel corso degli anni. Nel 2010 i milioni dovrebbero essere 10, nel 2011 quasi 20. Il provvedimento arriva al termine di un iter travagliato che aveva portato anche ad una scissione nella Crui, la conferenza dei rettori universitari italiani, con la nascita di Aquis, l'associazione per la qualità delle università italiane statali. Tra i più agguerriti sostenitori della nuova realtà c'era proprio il rettore di Trento, Davide Bassi, che chiedeva che i finanziamenti fossero elargiti in base al merito e non a pioggia. Col sistema dei finanziamenti a pioggia l'ateneo trentino, per 10 anni, non ha ricevuto 12 milioni di euro annui che gli spettavano, serviti a coprire i buchi altrui. Una situazione difficile per via della crisi. La decisione di ieri, quindi, è una vittoria di Aquis e anche del rettore Bassi: «E' una vittoria di tutti quelli che hanno lavorato in questi anni e forse chi mi criticava non conosceva bene la situazione. Finalmente, grazie alla volontà del ministro Gelmini, anche in Italia si mette da parte un sistema profondamente ingiusto, che penalizzava chi s'impegnava, e ci si allinea al resto del mondo, premiando il merito. E' un bel segnale ma dovremo continuare a lavorare sodo». Ieri, infatti, il Cda ha approvato le linee guida del bilancio 2010 e sono ancora previste alcune razionalizzazioni: per il 2010 è previsto un taglio di 7 milioni di euro per Trento, firmato Tremonti. Tra le note di plauso, quelle del governatore Dellai, della Cgil e dell'Associazione dei dottorandi.

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Più soldi agli atenei virtuosi (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 25-07-2009)
Pubblicato anche in: (Trentino)

Argomenti: Scuola

Più soldi agli atenei virtuosi I promossi sono ventisette, si divideranno 525 milioni di euro Doppia bocciatura per Napoli. D'ora in poi sarà un'agenzia a fare le valutazioni e dare le pagelle di Monica Viviani ROMA. Più soldi agli atenei virtuosi, tagli a quelli spendaccioni e inefficienti. E' così che d'ora in poi funzionerà. Lo stabilisce il «pacchetto università» varato dal governo che promuove 27 università, guidate da quella di Trento, e ne boccia altre 27 tra cui La Sapienza. Ammontano a 525 milioni di euro i finanziamenti che verranno distribuiti in base alla qualità della ricerca e della didattica. In particolare, i due terzi sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. Le pagelle agli atenei le darà d'ora in poi l'Agenzia per la valutazione del sistema universitario (Anvur) che ieri ha ottenuto il via libera del consiglio dei ministri insieme ai provvedimenti firmati dal ministro Maria Stella Gelmini che oltre a distribuire una parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito, sbloccano 1.800 concorsi e fanno calare la mannaia su corsi definiti «inutili». Premiate le virtuose. L'Università di Trento e i Politecnici di Milano e di Torino sono tra gli atenei migliori in base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 università, tra cui anche i due atenei della Capitale Roma Tre e La Sapienza. «Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà - ha detto il ministro - di spronare tutti a dare il meglio. Oggi viene distribuito il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, ma in futuro l'obiettivo è arrivare al 25-30%». Mannaia sui corsi. Con il «pacchetto università» scatta anche «una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea», che prevede «il taglio di corsi inutili». Lo afferma in una nota il ministero dell'Istruzione. «In questi anni - si legge - si è assistito a una proliferazione di insegnamenti che non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro. Negli ultimi mesi sono già stati tagliati il 20% dei corsi inutili e con questo provvedimento sarà possibile ridurli ulteriormente». Sbloccati i concorsi. Avviate le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. I concorsi sbloccati sono 1.800. Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori di prima e seconda fascia saranno composte da quattro professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando e da un solo professore nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Per quanto riguarda i ricercatori sono stati fissati nuovi criteri che «dovrebbero ridurre i margini di arbitrio delle commissioni». E' subito scontro. Per Maurizio Gasparri del Pdl «un duro colpo alla logica dei baroni è stato inferto col nuovo taglio dei corsi inutili». Per la senatrice del Pd Maria Pia Garavaglia invece «c'è un po' di contraddizione nel parlare di qualità e poi di fatto renderla impossibile negando le risorse». E per Piergiorgio Bergonzi del Pdci «con la scusa dell'inutilità dei corsi il governo taglia e impoverisce le università» e «il pacchetto della Gelmini è un'operazione eversiva».

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L'Idv "occupa" Palazzo Chigi Gelmini costretta a sgombrare (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 25-07-2009)
Pubblicato anche in: (Trentino)

Argomenti: Scuola

L'Idv "occupa" Palazzo Chigi Gelmini costretta a sgombrare ROMA. Palazzo Chigi "occupato". Con un blitz a sorpresa, l'Idv decide una protesta plateale per rimarcare i tentennamenti dell'esecutivo sullo scioglimento del consiglio comunale di Fondi, nel Lazio, per infiltrazioni della criminalità. Mentre il ministro Maria Stella Gelmini si appresta a presentare il «pacchetto università» ai giornalisti, il senatore dell'Italia dei valori Stefano Pedica si alza in piedi e prende la parola: «E' da quattro mesi che il cdm deve sciogliere il consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose, così come ha fatto per altri comuni, e non lo fa, nonostante vi siano stati 17 arresati il 6 luglio». La Gelmini, appare sorpresa ma replica che «un prossimo consiglio dei ministri affronterà il problema». Ma Pedica non desiste e afferma che «nel consiglio dei ministri c'è qualcuno che vuole tutelare persone colluse con la 'ndrangheta. Il battibecco continua con le tv che riprendono, fino a quando la Gelmini non decide di andar via: «L'Idv è sempre una forza molto democratica, complimenti», commenta ironicamente alzandosi dal tavolo. Intanto, Pedica "occupa" simbolicamente la sala stampa dove sono state spente le luci. Solo alle 4 e mezzo del pomeriggio il senatore decide di lasciare la sala stampa.

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L'accusa di razzismo spacca il Pd (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

L'accusa di razzismo spacca il Pd Voto bipartisan alla provincia di Vicenza, scomuniche da Roma e sospetti di tradimento VICENZA. «Deriva antimeridionalistica» (Finocchiaro), «messaggio diseducativo» (Garavaglia), «mozione inverosimile» (Fioroni), «omicidio della cultura» (Berlinguer). Parole ancora misurate. In privato, i «compagni» consiglieri provinciali di Vicenza (sei), sono sospettati di peggio: trattati alla stregua di apostati, accusati di cedere al contagio razzista, rei di intelligenza con il nemico leghista e di tradimento degli ideali democratici. Tutto per aver firmato un ordine del giorno con il centrodestra. Succede che a Vicenza c'è un voto bipartisan anti-presidi meridionali e apriti cielo. Ce n'è per tutti, ma finalmente si capisce perché non passano le idee di Cacciari e Chiamparino quando sostengono il progetto di un Pd settentrionale e quanti dolorosi fraintendimenti possano infliggere al cuore. Il voto contro presidi campani e calabresi dotati di corsia preferenziale in Veneto nelle assunzioni, è caso in ispecie, punto di rottura tra due sensibilità geografiche, e due modi di intendere il ministero politico a sinistra. Daniela Sbrollini, giovane parlamentare democratica che in consiglio provinciale a Vicenza ci ha fatto 8 legislature, ieri a Montecitorio ha passato la mattinata a rispondere alle insolenze dei colleghi romani di partito: ma che, vi siete impazziti a Vicenza? «Sa cosa ho dovuto fare? Vi giro l'ordine del giorno di Vicenza ho detto, con la raccomandazione di leggerlo, perché ho capito che che tutti, da Fioroni alla Finocchiaro, tutti parlavano senza aver letto niente se non il titolo di Repubblica». Il capogruppo Pd a Vicenza, Pietro Collareda, è affranto: «Continuiamo così e in Veneto andiamo verso l'estinzione». A consolarlo non basta la comprensione di Massimo Calearo che quell'ordine del giorno lo firmerebbe subito («chiunque sarebbe d'accordo se avesse letto il testo della delibera»): qui si scontrano due sensibilità - racconta Collareda - due disponibilità irriducibili e inconcilibili, entrambe allignate nello stesso partito, così distanti che il partiti sembrano due. La vicenda è nota: in Veneto i presidi vanno in pensione e non ci sono abbastanza insegnanti abilitati a prenderne il posto, sono circa 70 le poltrone che andranno all'asta. Il Veneto non potrà riempirle con i suoi perché la regione ha scupolosamente rispettato le regole che prevedevano per l'immissione in ruolo dei dirigenti uno scostamento massimo del 10% sui posti disponibili. Campania, Calabria, Puglia non hanno fatto altrettanto promuovendo 700 presidi in più rispetto ai posti a concorso, in alcuni caso fino al doppio della loro necessità. Con la norma dell'interregionalità introdotta dal ministro Gelmini, ecco che il surplus dei presidi meridionali serve a colmare la carenza creatasi a nord. L'Odg dei vicentini denunciava l'«obiettiva situazione di svantaggio» per le regioni «virtuose», sollecitava il governo a prendene atto, proponeva l'introduzione di «correttivi», una «situzione di diritto» insomma perché non è possibile premiare con posti di lavoro quelle regioni che sui posti di lavoro barano sfacciatamente. «Ennesima prova di razzismo nei confronti dei meridionali» ha tuonato il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria Francescantonio Stillitani, «non possiamo più essere accoglienti e sorridenti con chi vine da noi in vacanza e poi ci discrimina». Giovedì il sindacato Flc-Cgil del Veneto sembrava aver capito e proponeva un rimedio: «bandire a settembre un nuovo concorso per dirigenti scolastici», ieri per bocca del segretario Mimmo Pantaleo cambiava idea condannando l'Odg della provincia di Vicenza, «incentivo al degrado civile e al clima di un paese esposto alla deriva razzista». (Emilio Randon)

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La carica dei fuori sede (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

La carica dei fuori sede Sono 71 le scuole venete in cerca di un preside Il sindacato: «Hanno vinto un regolare concorso» VENEZIA. Sono 71 le scuole del Veneto, che, a partire dal prossimo primo settembre, potrebbero essere guidate, dopo l'esaurimento della graduatoria del Veneto, da nuovi presidi attinti dalle graduatorie delle regioni meridionali. Tra questi i posti «a rischio «sono 24 in provincia di Vicenza, 12 in provincia di Padova, 9 in quella di Venezia e 3 nella Marca Trevigiana. Le presidenze padovane, che potrebbero essere guidate da presidi meridionali, sono: Istituto Comprensivo di Casale di Scodosia, Saonara, Stanghella, San Giorgio delle Pertiche, San Pietro in Gu, Loreggia; Foscolo di Carmignano di Brenta; IIS Rolando da Piazzola sul Brenta; ITCG Atestino, di Este; Istituto Newton, di Camposampiero: Istituto Meucci, di Cittadella, Jacopo da Montagnana. Le 9 veneziane: Spinea I Circolo; Mira I Circolo; Ic di Noventa di Piave, Quarto d'Altino, Maerne di Martelago, Ic Goldoni di Martellago; Scuola Media Galilei di Fossò e Pascoli, di Noale. I 3 istituti trevigiani: Scuole Medie Coletti di Treviso e di Valdobbiadene e l'Ic di Sarmede. Oggi circa il 30% dei presidi e direttori delle scuole pubbliche del Veneto sono originari del sud. Naturalmente i sindacati di categoria sono assolutamente contrari, con i dovuto distinguo, alla decisione del consiglio provinciale di Vicenza. «è fondamentale affermare che siamo davanti ad una scelta di puro razzismo» sottolinea il segretario regionale della Cisl-Scuola, Nereo Marcon, padovano di Carmignano. Più articolata la posizione di Totò Mazza, un siciliano da 20 anni a Padova. «I concorsi per dirigenti scolastici erano stati banditi a livello nazionale, ma il loro svolgimento avveniva su base regionale ed ogni Regione conosceva già il numero di Dirigenti da immettere in ruolo. Le graduatorie degli idonei potevano contenere una maggiorazione del 10% rispetto ai posti assegnati. Non sono certo io a sostenere la regionalizzazione dei concorsi perché, nei fatti, questa esiste già. La polemica è sterile e non aiuta a capire il vero problema: il meccanismo è già stato avviato con il concorso del 2004. Il concorso era aperto a tutti i soggetti provenienti da ogni area del Paese. La selezione è stata rigorosa ed ha premiato la preparazione e le competenze dei soggetti a prescindere dal luogo di nascita. Assumere per provenienza avrebbe connotazioni razziste. Invece, la nostra regione ha rispettato i vincoli ed ha esaurito la graduatoria regionale degli idonei. è stata lo stesso ministro Gelmini a volere l'interregionalità delle nomine». (Felice Paduano)

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Più soldi agli atenei virtuosi (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Più soldi agli atenei virtuosi I promossi sono ventisette, si divideranno 525 milioni di euro Ventisette i bocciati. D'ora in poi sarà un'agenzia a fare le valutazioni e dare le pagelle di Monica Viviani ROMA. Più soldi agli atenei virtuosi, tagli a quelli spendaccioni e inefficienti. E' così che d'ora in poi funzionerà. Lo stabilisce il «pacchetto università» varato dal governo che promuove 27 università, guidate da quella di Trento, e ne boccia altre 27 tra cui La Sapienza. Ammontano a 525 milioni di euro i finanziamenti che verranno distribuiti in base alla qualità della ricerca e della didattica. In particolare, i due terzi sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. Le pagelle agli atenei le darà d'ora in poi l'Agenzia per la valutazione del sistema universitario (Anvur) che ieri ha ottenuto il via libera del consiglio dei ministri insieme ai provvedimenti firmati dal ministro Maria Stella Gelmini che oltre a distribuire una parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito, sbloccano 1.800 concorsi e fanno calare la mannaia su corsi definiti «inutili». Premiate le virtuose. L'Università di Trento e i Politecnici di Milano e di Torino sono tra gli atenei migliori in base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 università, tra cui anche i due atenei della Capitale Roma Tre e La Sapienza. «Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà - ha detto il ministro - di spronare tutti a dare il meglio. Oggi viene distribuito il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, ma in futuro l'obiettivo è arrivare al 25-30%». Mannaia sui corsi. Con il «pacchetto università» scatta anche «una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea», che prevede «il taglio di corsi inutili». Lo afferma in una nota il ministero dell'Istruzione. «In questi anni - si legge - si è assistito a una proliferazione di insegnamenti che non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro. Negli ultimi mesi sono già stati tagliati il 20% dei corsi inutili e con questo provvedimento sarà possibile ridurli ulteriormente». Sbloccati i concorsi. Avviate le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. I concorsi sbloccati sono 1.800. Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori di prima e seconda fascia saranno composte da quattro professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando e da un solo professore nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Per quanto riguarda i ricercatori sono stati fissati nuovi criteri che «dovrebbero ridurre i margini di arbitrio delle commissioni». E' subito scontro. Per Maurizio Gasparri del Pdl «un duro colpo alla logica dei baroni è stato inferto col nuovo taglio dei corsi inutili». Per la senatrice del Pd Maria Pia Garavaglia invece «c'è un po' di contraddizione nel parlare di qualità e poi di fatto renderla impossibile negando le risorse». E per Piergiorgio Bergonzi del Pdci «con la scusa dell'inutilità dei corsi il governo taglia e impoverisce le università» e «il pacchetto della Gelmini è un'operazione eversiva».

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Presto il contagio in tutto il pianeta (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-07-2009)
Pubblicato anche in: (Corriere delle Alpi) (Trentino)

Argomenti: Scuola

«Presto il contagio in tutto il pianeta» L'Oms: colpiti 163 paesi su 190. Studio inglese: un terzo delle vittime era sano di Natalia Andreani ROMA. I puntini rossi sul planisfero parlano chiaro. La pandemia di nuova influenza ha raggiunto i confini del mondo. è sbarcata persino alle Isole Falkland e ormai è prossima a raggiungere il cento per cento della propagazione geografica. «Il virus è segnalato in 160 paesi su 193», ha detto ieri mattina a Ginevra il portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità, Gregory Hartl. Tuttavia, per il momento «non vi sono indicazioni di un cambiamento nel suo comportamento». Dunque si continua ad avere a che fare con un'infezione piuttosto blanda dal tasso di mortalità molto basso - lo 0,4 per cento negli Usa, meno dello 0,2 in Gran Bretagna, il paese europeo più colpito - ma al tempo stesso capace di trasmettersi e diffondersi molto velocemente causando un altissimo numero di contagi: soprattutto nei paesi poveri dove l'accesso alle cure sanitarie è garantito solo a una piccolissima fascia. «La previsione ragionevole è che nel corso dei prossimi mesi, quando lasceremo la fase iniziale ed entreremo nella fase acuta, il virus dell'A H1N1 arrivi a contagiare 2 miliardi di persone, vale a dire quasi un terzo della popolazione mondiale», ha chiarito ieri il numero due dell'Oms, Keiji Fukuda, nel corso di un'intervista alla Cbs. Il virus che sta correndo attraverso il pianeta resta quindi sorvegliato speciale perché le mutazioni sono in agguato e le domande alle quali gli scienziati cercano una risposta sono ancora molte. I dati provenienti dagli Stati Uniti dicono ad esempio che a rischiare di sviluppare una malattia severa, se contagiati, sono i pazienti con patologie croniche dell'apparato respiratorio, cardiocircolatorio, epatico o renale, i diabetici, gli immunodepressi, gli obesi, le donne in gravidanza, i bambini sotto i due anni. L'esperienza del Regno Unito conferma che il 70% dei morti aveva gravi malattie precedenti. Ma il 16% delle 30 persone uccise dal virus (che predilige adolescenti e giovani adulti) era sostanzialmente sano, hanno precisato ieri gli esperti della sanità britannica, e un altro 17% aveva soltanto qualche lieve problema di salute. Le osservazioni dei clinici e degli epidemiologi insomma continuano e sotto controllo viene tenuto anche l'emisfero australe dove adesso è inverno e dove la circolazione del virus pandemico è dominante e sembra avere quasi azzerato i virus dell'influenza stagionale. Lo scenario autunnale, al momento non è prevedibile. Ma è certo che l'ondata arriverà ovunque e che molte misure d'emergenza potranno rendersi necessarie per far fronte alla situazione. Compresa la chiusura delle scuole che sono state uno dei moltiplicatori dell'epidemia. Il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, ieri è tornata a ripetere che «allo stato l'ipotesi non è stata presa in considerazione» e che gli istituti riapriranno regolarmente a settembre. Ma per gli esperti dell'Ecdc e del Cdc (le due agenzie di Europa e Usa per il controllo delle malattie trasmissibili) l'opzione resta in campo con due possibilità: la chiusura proattiva (vale a dire prima che si verifichi un contatto significativo tra gli alunni) e la chiusura reattiva (quando la scuola non può funzionare per l'alto numero di malati).

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INFLUENZA A: OMS, COLPITO QUASI IL 100% DEL PIANETA /ANSA (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

INFLUENZA A: OMS, COLPITO QUASI IL 100% DEL PIANETA /ANSA ROMA. Il virus dell'influenza A/H1N1 è ormai arrivato praticamente ovunque (in 163 Paesi su 193), ha ucciso circa 800 persone e il suo comportamento al momento non è cambiato, ma occorre vigilare nel caso mutasse o diventasse più aggressivo. Non solo. Nel corso dei prossimi mesi potrebbe arrivare a contagiare fino a 2 miliardi di persone. Questa la «ragionevole previsione» del numero due del'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Keiji Fukuda, e nel complesso la fotografia sull'andamento della prima pandemia del secolo, quella da febbre suina scattata a Ginevra. «Al momento, non abbiamo notato alcun mutamento nel comportamento del virus», ha detto il portavoce, Gregory Hartl, nel consueto briefing da Ginevra, e il principale problema rimane la rapida propagazione e, in certi Paesi, la sua concentrazione in gruppi specifici. «Quel che vediamo è un'espansione geografica», ha detto ancora Hartl. «L'avanzata del virus continua e si avvicina al 100 per cento dei Paesi». Proprio alla luce delle proporzioni raggiunte dalla pandemia, l'organizzazione ha raccomandato ai Paesi membri di non sottoporre più ai test di laboratorio coloro che si sospettata abbiano contratto il virus, di concentrare gli sforzi nel contenere il contagio e nella cura dei malati con sintomi gravi. I Paesi devono invece continuare a informare su ogni decesso causato dal virus A/H1N1 e confermato dal laboratorio. Il nuovo virus continua a propagarsi così rapidamente -ha detto ancora Hartl, spiegando la trasmissione sostenuta del virus nell'emisfero settentrionale dove è estate- perché nessuno è immune di fronte a un virus che è nuovo; e come tutti i virus dell'influenza, circola più facilmente nei climi freddi (di qui, la velocità di propagazione che si registra nell'emisfero meridionale dove è inverno). «Dobbiamo essere però consapevoli che il virus potrebbe cambiare e dobbiamo essere pronti per questo». Le prime dosi di vaccino dovrebbero essere pronte in pochi mesi («All'inizio di autunno nell'emisfero settentrionale»), ma non è ancora chiaro se ci sarà bisogno di un'unica iniezione o doppia, perché i trials clinici sono appena iniziati (in Australia e presto anche negli Usa). Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano, la diffusione quasi nel 100 per cento dei Paesi «era comunque attesa, perché l'A/H1N1 è un virus che si diffonde rapidamente». «È importante, però, che malgrado la diffusione galoppante il virus rimanga uguale a se stesso, e quindi rimanga piuttosto blando e facilmente guaribile». Rimane l'allarme per i Paesi in via di sviluppo, dove le strutture sanitarie sono meno accessibili e con minori mezzi. In Italia, secondo il virologo, la preoccupazione maggiore è per i costi sociali della pandemia, i cosiddetti costi indiretti dovuti alle giornate di lavoro perse o alle attività economiche ferme. Nel nostro Paese continua ad aumentare il numero delle persone contagiate. Tra gli ultimi 45 bambini di età compresa tra i 5 e 15 anni, e 4 accompagnatori adulti, ospiti di una colonia di Cervia (Ravenna). Si trovano in isolamento e per nessuno di loro è stato necessario il ricovero. E mentre il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini assicura che «allo stato attuale non è stato preso in considerazione alcuno slittamento dell'inizio dell'anno scolastico», il Vaticano si prepara all'eventualià di sospendere eventi di massa come le udienze del Papa, ha affermato in un'intervista all'Osservatore Romano il direttore di Sanità ed Igiene dello Stato della Città del Vaticano Giovanno Rocchi. Niente di deciso, ma un'ipotesi nel caso fosse necessario «assicurare la salute» del «Papa, dei suoi collaboratori più stretti, e di quanti sono indispensabili al funzionamento e alla sicurezza dello Stato (pontificio)». 25/07/2009

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L'artesfrattale auto (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-07-2009)

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L'artesfrattale auto nel parcheggio di piazza dante ieri il debutto di park art matteo politanò DA IERI anche i parcheggi fanno parte del mondo dell'arte. In piazza Dante è stato il primo giorno della Park Art, manifestazione che utilizza i parcheggi a pagamento della città come location espositive per opere d'arte. Un gruppo di ragazzi si sono dati appuntamento in piazza Dante su invito di Mattia Paco Rizzi, ideatore dell'iniziativa. Tra gli sguardi incuriositi dei presenti gli organizzatori, dopo aver pagato il ticket, hanno iniziato ad assemblare un'esposizione collettiva di fotografie e illustrazioni. Il parcheggiatore di turno, alla vista dei pannelli messi in fila sulle strisce blu è sbottato: «Questo è un posto per le auto non per quelle cose lì...». «Si ma noi abbiamo pagato il ticket», hanno ribattuto i giovani artisti indicando la ricevuta appesa su un quadro invece che sul solito cruscotto. «In passato sono state fatte iniziative simili ma il Park Art nasce oggi a Genova», spiega Mattia Paco Rizzi, giovane talento genovese, già ideatore di "Mettici la faccia", la raccolta di ritratti fotografici in bianco e nero per protestare contro la riforma Gelmini. «L'idea - continua Paco Rizzi - nasce da due considerazioni di fondo. La prima è che gli spazi per gli artisti emergenti scarseggiano mentre l'accesso a gallerie e musei risponde a gerarchie rigidissime. La seconda è che in città ci sono troppe auto e ci è sembrato giusto mettere in mezzo ai veicoli un po' di arte. Abbiamo anche no slogan: "Reclaim the streets!", "Reclama le strade!"». Ogni sessione di Park Art comprende la scelta di un parcheggio adatto all'esposizione, l'allestimento della mostra e infine la documentazione dell'evento con una serie di foto e video che vengono poi messi on line sul sito www.parkart.tk. «Gli automobilisti dovrebbero rispondere con un sorriso, anche se a Milano probabilmente ci avrebbero già ucciso», scherza Sara Zentacoli, una delle ragazze del gruppo di park artisti. Nonostante il Park Art sia ancora nella fase iniziale, le adesioni arrivano una dopo l'altra e sembra già che diverse città in tutto il mondo vogliano seguire l'esempio di Genova per «reclamare la strada». «Il prossimo trenta luglio Città del Messico aderirà all'iniziativa, ad agosto saremmo a Imperia», fa sapere Mattia. Ieri i passanti cercavano di capire cosa stesse succedendo nel parcheggio di Piazza Dante ma poi, in molti, hanno mostrato di gradire. Ieri è stato il primo giorno della Park Art, un'idea che se si espanderà potrà mettere in difficoltà i nervi di molti automobilisti: un conto è non trovare parcheggio, un altro è farselo soffiare da un'opera d'arte. 25/07/2009

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i ministri accerchiano tremonti il premier: "non decide solo lui" - claudio tito (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

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Pagina 5 - Economia I ministri accerchiano Tremonti Il premier: "Non decide solo lui" Fitto, Gelmini e Prestigiacomo chiedono più fondi Bossi: un pasticcio il partito del Sud Palazzo Chigi studia una "regia" per il Mezzogiorno CLAUDIO TITO ROMA - «Mi sono un po´ stancato di dover sempre andare da Giulio con il cappello in mano». In questa legislatura il rapporto con Giulio Tremonti non è mai corso su binari ben oleati. Le incomprensioni non hanno mai avuto sosta. I battibecchi una costante. Ma stavolta Silvio Berlusconi sembra più insofferente che in passato. E ad alcuni parlamentari del centrodestra non ha nascosto di voler ristabilire le «gerarchie». La "longa manus" del ministro dell´Economia, insomma, lo infastidisce. Le "invasioni di campo" lo irritano. Come sulle nomine. A cominciare da quelle appena varate per la Rai. «Deve ricordarsi - è il ragionamento più volte sostenuto a Via del Plebiscito - che il premier sono io. Forse glielo devo rammentare, si sta comportando in modo strano. Che cosa ha in mente?». I progetti di «affrancamento» urtano il capo del governo. L´accusa principale, in questa fase, si concentra dunque su un aspetto: «Considera la cassa una sua proprietà». Un malessere che si allarga sotto traccia, fa presa su diversi rami della coalizione e diventa contestazione politica. L´obiettivo è la linea del Tesoro. Soprattutto in vista della sessione finanziaria del prossimo autunno. Se perdesse definitivamente la sponda di Palazzo Chigi, nel Pdl Tremonti sarebbe davvero isolato. Solo la Lega continua a dargli manforte. Che la delega in bianco firmata al ministro sta per essere modificata, lo si è capito anche ieri mattina. Nel corso del consiglio dei ministro, il battibecco tra il titolare di Via XX Settembre e il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, è stato durissimo. Scambi di accuse al fulmicotone. La causa scatenante il commissariamento della Campania e del Molise per le spese sanitarie. Ma il confronto si è subito spostato sulle politiche per il mezzogiorno. «Le regioni del sud - è partito Tremonti - stanno diventando un buco nero. E alla fine paghiamo noi, va tutto sui nostri conti». Pronta la reazione di Fitto. «Non si può parlare in questo modo senza tenere presente la storia e le origini di certe cose. Sono discorsi superficiali. Anche perché la spesa non ricade sul governo ma sulle regioni». «Sta di fatto - la replica secca del capo dell´Economia - che al sud si sperpera un bel po´ e al nord no». Un duello che è andato avanti per un bel po´. Con Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, pronto a spalleggiare il collega "meridionalista". Ma la vera novità è che stavolta il premier non ha speso una parola per difendere il «genio Giulio». «Dobbiamo garantire le cure a tutti - ha spiegato -. Cerchiamo di capire come colpire gli sprechi. Ma senza abbandonare nessuno al proprio destino». Nella recente battaglia tra "nord e sud", Tremonti non ha avuto la meglio. Basti pensare al capitolo Prestigiacomo: le competenze che le erano state sottratte nel decreto anti-crisi le sono state di fatto restituite. Non solo. Gianni Letta è stato incaricato di una "marcatura ad uomo". Le proteste verso il Tesoro, poi, non riguardano solo Fitto o la Prestigiacomo. L´accerchiamento è sempre più stretto. La politica tremontiana del «o così o niente» sta facendo crescere il fronte degli scontenti. Il ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, si è lamentata con Palazzo Chigi: «Mi sta levando tutto, così non posso più andare avanti». Lo stesso dicasi per il titolare della Infrastrutture, Altero Matteoli. Senza dimenticare il braccio di ferro condotto da Gianfranco Fini sul maxiemendamento al decreto anti-crisi. Per non parlare dei dissapori con la maggioranza parlamentare. Sul medesimo decreto, i deputati del sud hanno più volte protestato. «Quando presentiamo qualche richiesta noi - fa notare un presidente di commissione eletto in una regione meridionale - il no è automatico. Quando chiede qualcosa un leghista, dice subito sì». E forse non è un caso che ieri Umberto Bossi abbia definito un «pasticcio» il progetto di Partito del sud. Tante distonie su cui il Cavaliere intende fare il punto. La situazione non è critica come nel 2005, quando Tremonti venne defenestrato. Ma il premier è convinto di dover riprendere in mano la situazione. «Devo recuperare i fili della politica», ha detto ieri durante il consiglio dei ministri. Un modo per ammettere che di recente era distratto da altri problemi. A Via del Plebiscito, allora, è ricominciata a circolare la battuta che Berlusconi fece durante il G20 di Londra: «Mentre i capi di governo e di Stato lavorano, i ministri dell´Economia non fanno un c....». «Tutti si scordino - ammonisce il Cavaliere - che io molli».

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il merito entra nell'università "più soldi agli atenei virtuosi" - cinzia sasso (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

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Pagina 2 - Cronaca Il merito entra nell´università "Più soldi agli atenei virtuosi" Trento la migliore. Polemiche per i criteri di valutazione Voti assegnati a qualità di ricerca e didattica. Meno fondi ai "bocciati". Sbloccati i concorsi e stop ai corsi di laurea inutili CINZIA SASSO MILANO - Esordio per la "creatura" pensata dall´ex ministro del governo Prodi Fabio Mussi e criticata al suo esordio dall´attuale ministro del governo Berlusconi Mariastella Gelmini. L´Anvur, cioè la nuova agenzia per la valutazione del sistema universitario, è diventata realtà. Raggiante, il ministro dell´Università, ha presentato ieri quello che è il primo passo di un radicale cambiamento del sistema universitario italiano. Negli atenei entra il merito e non resta qualcosa di astratto: chi fa migliore ricerca, chi riesce ad ottenere riconoscimenti internazionali, chi è capace di sfornare laureati che trovano in fretta lavoro, avrà dallo Stato maggiori finanziamenti. La nuova agenzia, che sostituisce i vecchi comitati per la valutazione e di indirizzo, assegnerà già da quest´anno ai virtuosi (27 atenei su 54) il 7 per cento del fondo ordinario di finanziamento in base alla qualità della ricerca e della didattica. Sono 525 milioni di euro, una goccia nel mare, ma è l´ingresso nel sistema di un principio prima sconosciuto, quello, appunto, del merito. «Non c´è alcun intento punitivo - ha spiegato il ministro - ma la volontà di spronare tutti a dare il meglio. Per rispondere alla crisi bisogna partire dall´istruzione con la capacità di difendere ciò che funziona e di mettere mano ai problemi». Essendo riconosciuta come la più virtuosa, l´università di Trento, per bocca del rettore Davide Bassi, si è detta entusiasta: «Una volta tanto, lavorare paga». Positivo anche il giudizio di Giulio Ballio, rettore del Politecnico di Milano, valutato al terzo posto: «Dopo tante volte in cui siamo stati penalizzati dai finanziamenti a pioggia, questa è una buona notizia». Augusto Marinelli, rettore a Firenze, contesta invece le valutazioni ministeriali che riguardano il suo ateneo; da Roma3, finita sotto metà classifica, arrivano critiche «al meccanismo di valutazione inadeguato»; Giuliano Volpe, da Foggia, dice che la sua università, troppo giovane per rientrare tra i virtuosi, sarà messa in ginocchio e anche l´Unione degli universitari spegne gli entusiasmi: «è l´ennesimo spot del governo che cerca così di insabbiare i gravi danni che i tagli al fondo ordinario provocheranno» e chiede di aprire una discussione sui criteri della ripartizione. Sotto la lente dell´Anvur, che resterà in carica quattro anni, avrà un presidente, un consiglio direttivo e un collegio di revisori dei conti, anche le strutture messe a disposizione degli studenti, l´acquisizione dei finanziamenti esteri, lo scambio di ricercatori, la qualità dei lavori pubblicati, nel tentativo, insomma, di rendere la valutazione il più oggettiva possibile. Con sorpresa, è lo stesso ministero a sottolineare come molte università del Sud siano state promosse. Il ministro ha anche firmato i provvedimenti che sbloccano 1.800 concorsi per professore e ricercatore e ha inviato ai rettori una nota in cui chiede di eliminare i corsi di laurea che abbiano troppo pochi studenti.

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Palazzo Chigi . (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 25-07-2009)

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stampa Palazzo Chigi «occupato». Con un blitz a sorpresa, l'Idv ha fatto una protesta plateale nella sala stampa della sede del governo per rimarcare i tentennamenti dell'esecutivo sullo scioglimento del consiglio comunale di Fondi, cittadina del sud del Lazio, per infiltrazioni della criminalità. È da poco terminato il Consiglio dei ministri e il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, si appresta a presentare il «pacchetto università» quando il senatore dell'Italia dei Valori, Stefano Pedica, si alza in piedi e prende la parola: «È da quattro mesi che il cdm deve sciogliere il consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose, così come ha fatto per altri comuni, e non lo fa, nonostante vi siano stati 17 arrestati il 6 luglio». La Gelmini appare sorpresa ma replica che «un prossimo consiglio dei ministri affronterà il problema» dopo «ulteriori approfondimenti», come riporterà in seguito anche un comunicato della presidenza del Consiglio. Ma Pedica non desiste e afferma che «nel consiglio dei ministri c'è qualcuno che vuole tutelare persone colluse con la 'ndrangheta». Il ministro risponde seccato: «Lei non è né un pm, né un magistrato ma un semplice parlamentare. Non sono tenuta a rispondere». Il battibecco continua fino a quando la Gelmini non decide di andar via: «L'Idv è sempre una forza molto democratica, complimenti». «Le conferenze stampa sono considerate da sempre zona franca nella quale, per bon ton istituzionale, gli unici titolati a porre domande sono i giornalisti», protesta Paolo Corsini, presidente di Lettera22 che chiede un intervento della Fnsi.

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Bocciato per la condotta fa ricorso (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 25-07-2009)

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stampa Tar Bocciato per la condotta fa ricorso Non è stato ammesso alla classe successiva, (terza media) «perché non ha conseguito una votazione nel comportamento di almeno 6/10». Ovvero, la prima «vittima» della riforma Gelmini. Ma i genitori di un alunno della media «Corradini» di Latina hanno deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo. Il legale che li rappresenta, l'avvocato Roberto Mantovano, ha presentato un'istanza al Tar per l'annullamento della bocciatura, chiedendo anche la sospensione del provvedimento del consiglio di classe. Il Tar, però, ha deciso di rigettare la domanda di tutela cautelare, in quanto il ricorso non appare assistito da «fumus boni iuris». Bisognerà quindi attendere ora la discussione del ricorso.

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più soldi a poli e università ecco i premi della gelmini - ottavia giustetti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

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Pagina X - Torino La struttura di corso Duca degli Abruzzi al secondo posto nella classifica di tutti gli atenei Più soldi a Poli e Università Ecco i premi della Gelmini Profumo: riconosciuti gli sforzi per migliorare la ricerca Pelizzetti: Un sistema da chiarire Si deve evitare di togliere risorse a coloro che sono in difficoltà OTTAVIA GIUSTETTI Ci sono tutti e tre gli atenei piemontesi tra quelli che secondo il ministero saranno meritevoli di un finanziamento più cospicuo in base al merito. E il Politecnico di Torino si piazza addirittura al secondo posto, dopo l´università di Trento, tra tutte le università italiane e riceverà il 5,22 per cento in più sulla base dei nuovi criteri. Ottavo posto per l´Università di Torino e solo ventitreesimo per quella del Piemonte orientale. Il decreto è stato firmato ieri dal ministro Mariastella Gelmini che ha deciso anche una attesissima riapertura dei concorsi banditi ormai un anno fa esatto e stoppati con la finanziaria 2008. «I risultati resi noti dal Ministro Gelmini - ha detto Francesco Profumo, rettore del Politecnico - oltre a essere grande motivo di orgoglio, sono il prodotto di uno sforzo notevole effettuato dal nostro ateneo per migliorare soprattutto in alcuni settori strategici: la ricerca, la formazione e la collaborazione con il sistema socio-economico». Un po´ meno soddisfatto Ezio Pelizzetti, rettore dell´Università di Torino, che si aspettava forse qualcosa di meglio che un ottavo posto. «Ritengo che sia assolutamente positivo un sistema che premia i risultati - dice Pelizzetti - Però è altrettanto importante che i criteri di valutazione siano chiari e condivisi e che lo spirito non sia quello di premiare i bravi e deprimere i meno bravi. A guardare la classifica del ministero, invece, balza all´occhio come molti atenei italiani si troveranno in gravi difficoltà economica già dal prossimo anno». Quel che secondo Pelizzetti sarebbe da rivedere è questa scelta di aggiungere finanziamenti ai meritevoli e toglierne ai meno meritevoli, sistema che rischia letteralmente di strozzare soprattutto molte università del Sud. «Secondo il mio parere il sistema universitario italiano andrebbe valorizzato nel suo complesso - dice il rettore - con qualche incentivo per chi raggiunge buoni risultati». Quel che ha pesato sulla valutazione dell´Università di Torino è che alcune facoltà umanistiche che mantiene, hanno lo scopo di conservare alcuni valori culturali più che di generare laureati con il posto di lavoro assicurato. E non costituiscono grande attrattiva per i finanziamenti europei per la ricerca. «Faccio sempre l´esempio del sanscrito - dice Pelizzetti - Siamo orgogliosi di avere istituito la prima cattedra di sanscrito nell´Ottocento e riteniamo che sia giusto mantenerla anche se può trascinarci giù in questo genere di classifiche».

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Più soldi agli atenei virtuosi Sbloccati 1.800 concorsi (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 25-07-2009)

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stampa Via libera all'Agenzia per la valutazione del sistema universitario Più soldi agli atenei virtuosi Sbloccati 1.800 concorsi Nuovi ritocchi all'università italiana in una sorta di lifting a più riprese che sarà completato in autunno con la riforma del reclutamento e della governance. Il consiglio dei ministri ha dato, infatti, il via libera (in prima lettura) alla più volte annunciata Agenzia per la valutazione del sistema universitario (Anvur) e il ministro Gelmini ha firmato provvedimenti che sbloccano 1.800 concorsi e distribuiscono, per la prima volta in Italia, una parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito e dunque soldi in più solo agli atenei migliori. «Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà - ha tenuto a precisare - di spronare tutti a dare il meglio, a non accontentarci di un sistema universitario che ha luci e ombre». La nuova Agenzia valuterà la qualità di atenei ed enti di ricerca e il suo giudizio sarà determinante per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario a chi raggiungerà i risultati migliori. L'Anvur metterà sotto la lente la didattica (anche con riferimento ai livelli di apprendimento degli studenti e al loro inserimento nel lavoro), le strutture, l'acquisizione di finanziamenti esterni, lo scambio di ricercatori, la qualità della ricerca (con il sistema peer review, cioè la valutazione anonima di illustri accademici internazionali). L'Agenzia propone anche i requisiti per l'istituzione di nuovi atenei o sedi distaccate, per l'attivazione dei corsi di studio, dei dottorati, dei master e delle scuole di specializzazione. Composta da presidente, consiglio direttivo e collegio dei revisori dei conti (in carica per 4 anni e non potranno essere rinominati) l'Anvur ogni anno redigerà un Rapporto. Per la prima volta in Italia il ministero ha assegnato una parte dei fondi destinati alle università, il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), cioè 525 milioni di euro, in base alla qualità della ricerca (2/3) e della didattica (1/3). Da una prima ricognizione emerge che l'Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra le Università migliori in base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 Università, tra cui anche i due atenei della Capitale Roma Tre e La Sapienza, che non hanno gli standard qualitativi previsti. Infine Gelmini ha inviato alle Università una nota in cui sono contenute una serie di misure per eliminare i corsi di laurea non necessari (per esempio quelli con pochi studenti).

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le "pagelle gelmini" taglio dei fondi per sapienza e roma 3 (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

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Pagina III - Roma CHIARA RIGHETTI A PAGINA VII Promossi invece lo Iusm e Tor Vergata Le "pagelle Gelmini" Taglio dei fondi per Sapienza e Roma 3 SEGUE A PAGINA VII

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sapienza e roma tre, tagli ai fondi - chiara righetti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

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Pagina IX - Roma Sapienza e Roma Tre, tagli ai fondi Solo Tor Vergata e lo Iusm superano "l´esame Gelmini" CHIARA RIGHETTI Promosse Tor Vergata e lo Iusm, bocciate Sapienza e Roma Tre. A dare le pagelle è il ministero dell´Università e della ricerca scientifica, che per la prima volta assegna i fondi agli atenei in base a valutazioni di merito. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario è stato ripartito per due terzi in base al livello della ricerca (dal numero di docenti coinvolti nei progetti alla capacità di attrarre fondi europei); per un terzo in base alla didattica (dal numero di studenti in regola con gli esami ai dati sul lavoro dopo la laurea). Risultato? Successo dei campus minori; finanziamenti tagliati invece ai due atenei più grandi e prestigiosi della capitale. Il record negativo va alla Sapienza: la prima università romana si piazza 42esima in Italia e otterrà 12 milioni in meno (-2,11%). «Giusto applicare un criterio meritocratico, ma i parametri sono inadeguati», commenta il rettore Luigi Frati. Sulla stessa linea Guido Fabiani, rettore di Roma Tre, che pure subirà un taglio dello 0,79%: «Premesso che sono convinto della necessità di instaurare un corretto meccanismo di valutazione, quello attuale non rispecchia le performance. E tiene in scarsa considerazione chi, come noi, destina agli stipendi molto meno del 90% dei fondi». Secondo Fabiani, premiare università vicine a quella soglia, che usano solo il 10% delle risorse per il funzionamento e i servizi agli studenti, significa «sollecitare una politica di scarso rigore nell´uso delle risorse». In testa alla classifica romana l´università di Scienze motorie, lo Iusm del Foro Italico (+2,35%). Buon risultato anche per Tor Vergata, 17esima nella graduatoria nazionale con un +1,28% alla voce finanziamenti. Soddisfatto il rettore Renato Lauro: «Dopo mesi di duro lavoro, il riconoscimento è arrivato. I nostri punti forti sono ricerca e internazionalizzazione. Altri indicatori richiedono tempi più lunghi: alloggi, mense, laboratori non si fanno dall´oggi al domani. Però è un segnale positivo: in Italia troppe cose non vanno proprio perché manca una valutazione "post hoc". è giusto verificare che risultati si ottengono con i fondi statali, ancor più nei confronti delle università, che hanno la responsabilità di formare i professionisti di domani».

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"università poco virtuosa" la gelmini taglia 7 milioni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

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Pagina I - Palermo Il caso "Università poco virtuosa" La Gelmini taglia 7 milioni Le università di Palermo, Catania e Messina sono state «punite» perché poco virtuose dal ministro Gelmini. Un´ennesima batosta per le entrate dell´Ateneo di Palermo a corto di risorse e con un aumento delle tasse già varato due settimane fa: ultimo assieme a Messina, Foggia e Matera, col taglio del 3 per cento, perderà ben 7 milioni di euro. ANTONELLA ROMANO A PAGINA VII

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"università poco efficiente": tagliati 7 milioni - antonella romano (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

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Pagina VII - Palermo "Università poco efficiente": tagliati 7 milioni Il ministero boccia l´Ateneo palermitano. Lagalla: "Servono criteri più equi" Nella classifica su ricerca e didattica l´amministrazione dello Steri è all´ultimo posto ANTONELLA ROMANO L´Ateneo di Palermo, assieme a quelli di Messina, Foggia e Matera, è il meno "virtuoso" d´Italia. Quindi perderà una quota del fondo di finanziamento ordinario. Il taglio, di consistenti 7 milioni di euro, è stato deciso ieri dal ministro Gelmini, che ha premiato invece con risorse extra gli atenei ritenuti più efficienti per didattica e ricerca. Un´ennesima batosta per le entrate dell´Università di Palermo a corto di risorse e con un aumento delle tasse varato due settimane fa. Se Trento, ateneo superstar premiato col 10 per cento guadagna 6 milioni, Palermo col taglio del 3 per cento perderà 7 milioni di euro. Per l´ateneo catanese il taglio è dell´1,6 per cento. Palermo perde, in compagnia di altre 27 università italiane. I 7 milioni di euro verranno a mancare sui 245 milioni del fondo di finanziamento ordinario che costituisce il 50 per cento delle entrate in bilancio. Immediata la levata di scudi degli Atenei siciliani, che stanno formando un "cartello". «Chiediamo criteri equi per gli Atenei del sud. Il parametro che valuta la ricerca scientifica è ancorato a un dato del 2003, non aggiornato, che ci penalizza: nel nostro Ateneo la situazione della ricerca in questi sei anni è molto cambiata», afferma il rettore Roberto Lagalla. Un terzo è il peso della valutazione sulla bontà della didattica. Il rettore critica gli indicatori utilizzati, tra cui il numero di quanti trovano lavoro a un anno e mezzo dalla laurea, l´emigrazione degli studenti della specialistica, i fuori corso. «è fin troppo evidente che a Palermo trovare lavoro è più difficile, e che la migrazione è verso il Nord e non il contrario. è un´ingiustizia profonda penalizzare per questo gli studenti del Sud: come dire che a Nord di Firenze dovunque i laureati sono degli scienziati e al di sotto cretini». Un grido d´allarme generalizzato, quello che sale dagli Atenei del Mezzogiorno, anche se sono diverse le università del centro Sud promosse, dal Politecnico di Bari all´università della Calabria. «Abbiamo costituito una rete di Atenei del Sud per chiedere di riscrivere i parametri per tenere conto degli indicatori di contesto. Altrimenti consegneremo le chiavi dei nostri Atenei. Non è pensabile che la migrazione valga allo stesso modo a Palermo e Milano. Che l´occupazione sia uguale in Veneto e in Sicilia. Chiederemo ai rettori del Nord, che sono più bravi, di venire a fare rettori qui e noi andremo a Milano. Scambiamo i posti».

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scontro finale sulla sanità (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

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Pagina I - Napoli La Regione contesta la decisione del governo di commissariare la Campania: "Forzatura istituzionale" Scontro finale sulla sanità Università bocciate, tagli alle risorse. I rettori: "Un furto" LA Campania sotto il tiro del governo. Il Consiglio dei ministri commissaria la sanità, nominando lo stesso presidente della Regione Bassolino. Quest´ultimo però, dopo essersi rifiutato di andare a Roma alla riunione con Berlusconi, contesta il provvedimento. «Verificheremo il decreto quando arriverà», dicono a Palazzo Santa Lucia. Intanto una tegola si abbatte anche sulle università campane che si sono viste ridurre i fondi dal ministro Gelmini. Unica promossa quella del Sannio. DE FAZIO, DEL BELLO E FUCCILLO ALLE PAGINE IV E V

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bocciati gli atenei della campania - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

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Pagina V - Napoli Bocciati gli atenei della Campania Il ministero taglia le risorse. I rettori: "Un furto ai danni del Sud" Nella lista dei cattivi Salerno, Napoli, Orientale e Sun. Premiata Benevento BIANCA DE FAZIO Il Ministero dell´Università boccia gli atenei della Campania. Nella classifica degli "atenei virtuosi", resa nota ieri, il ministro Gelmini salva solo l´università del Sannio. Le altre istituzioni universitarie campane vengono punite con un taglio ai finanziamenti. Tagli consistenti, che rientrano nella quota del 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario, 525 milioni di euro, che il ministro ha deciso di ridistribuire premiando gli atenei migliori e penalizzando i "cattivi". Tra i quali rientrano Salerno (che avrà un taglio dell´1,06 per cento su quella quota), Napoli (-1,52), Parthenope (-2,03), Orientale (-2,5) e Seconda università di Napoli (-2,82 per cento). «Faccio solo due osservazioni - attacca, secco, Guido Trombetti, rettore della Federico II - La prima è che al vertice della classifica ci sono Trento, piccola università nel cuore dell´Europa, favorita da una Regione a statuto speciale, e i due Politecnici. Questo è un vestito cucito su misura e per piccole università specialistiche. La seconda osservazione è ancora più evidente: da Roma in giù, compresa la Sapienza, tutto il Mezzogiorno (con l´esclusione di Benevento, per cui sono contento, e Cosenza) i dati sono tutti negativi». La deduzione di Trombeti è una: «E una classifica che assume un valore chiaramente politico». «è l´ennesimo furto autorizzato che si sta consumando ai danni del Sud. E degli atenei del Sud», afferma Raimondo Pasquino, rettore di Salerno e vicepresidente della Crui, la Conferenza dei rettori italiani. «Il Comitato nominato dal governo per stilare questa classifica (e già il fatto che sia nominato dal governo gli nega credibilità) ha lavorato su dati in gran parte non oggettivi e comunque non certificati. Il modello adottato per valutare le università non funziona. Basta guardare la classifica per rendersene conto: al primo posto un piccolissimo ateneo (Trento). Al secondo e al terzo due Politecnici, quello di Torino e quello di Milano. Ma sono comparabili realtà così diverse? Come confrontare un Politecnico, un´università monotematica, con un´università generalista?». «Mescolare e dunque confrontare realtà tanto diverse situate in contesti territoriali tanto diversi - aggiunge il rettore dell´Orientale, Lida Viganoni - non è convincente. Ed eccoci di fronte a un opinabile spostamento di risorse a favore delle università del Nord. Eccoci penalizzati. Ma agli studenti che temono un aumento delle tasse universitarie, per far fonte ai tagli romani, dico che, almeno per quanto riguarda l´Orientale, possono stare tranquilli». E comunque, insiste Pasquino, la valutazione va fatta «stabilendo prima le regole del gioco, non improvvisando un modello che non convince». Un modello che, ha spiegato il ministro Gelmini, valuta didattica e ricerca. Ma «attraverso quali parametri?» si chiede Pasquino. «Se per valutare la qualità della ricerca si fa ad esempio riferimento alla capacità di attrarre finanziamenti, è chiaro che il Nord è privilegiato. Un esempio? Il gruppo bancario Sanpaolo ha dato al Politecnico di Torino 18 milioni di euro. Volete sapere quanto ha dato a Salerno? Neppure un soldo, eppure anche qui il Sanpaolo ha un bel po´ di correntisti».

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qualità e conti, l'università trova un tesoretto - nadia campini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova Qualità e conti, l´università trova un tesoretto Quinti in Italia per ricerca e oculatezza delle spese: da Roma 4,5 milioni in più I finanziamenti ordinari per il 2009, che ammontano a 193 milioni, cresceranno del 2,52 per cento NADIA CAMPINI L´UNIVERSITA´ di Genova si è piazzata al quinto posto nella classifica italiana degli atenei virtuosi e per questo sarà premiata dal governo con un aumento di circa 4,5 milioni di euro sul fondo di finanziamento ordinario assegnato dal ministero. La novità è contenuta nel pacchetto università varato ieri dal consiglio dei ministri su proposta del ministro dell´Istruzione, Maria Stella Gelmini, e arriva come una gradita sorpresa a Genova, dove in queste settimane si sta lavorando alla riforma dello statuto proposta dal rettore Giacomo De Ferrari. è la prima volta che vengono introdotti criteri di merito nella distribuzione delle risorse, il fondo complessivo ammonta a livello nazionale a 525 milioni di euro e di questi il 7% è stato distribuito in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei. In particolare, i due terzi di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. Nella classifica nazionale Genova si è piazzata al quinto posto dopo Trento, il Politecnico di Torino, quello di Milano e Bergamo e in base a questo posizione il fondo di finanziamento ordinario, che nel bilancio preventivo per il 2009 è calcolato in 193 milioni di euro, è destinato ad aumentare del 2,52%, pari a circa 4,5 milioni di euro in più, un aumento insperato e inatteso, che sarà utilizzato prevedibilmente parte per la ricerca di ateneo, parte per andare ad incrementare i fondi di facoltà e dipartimenti che sono stati più penalizzati dai tagli delle risorse. Peraltro uno degli elementi che hanno inciso positivamente nella classifica è la percentuale di utilizzo del fondo per il pagamento degli stipendi, che già ora è all´84%. Nel bilancio preventivo 2009 ci sono infatti alla voce spese 220 milioni di euro per il pagamento del personale, a fronte di 19 milioni di euro per la ricerca e 32 milioni di euro per la formazione. Ad oggi il personale dell´università di Genova ammonta a 3016 dipendenti, di questi i docenti sono 1634 di cui 515 ordinari e 489 associati, i ricercatori 593, ai quali si affiancano 5 dirigenti, e 1377 tecnici amministrativi, di questi 85 sono addetti alle biblioteche, 706 all´area amministrativa, 83 all´area servizi, 436 all´area tecnico-scientifica ed elaborazione dati, 67 all´area socio-sanitaria. Gli studenti iscritti all´anno accademico 2008-2009 sono invece 36.728, di questi 6617 sono le matricole, nel 2008 si sono laureati 5700 universitari, di cui 2363 maschi e 3387 femmine.

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deferrari, l'elogio della virtù "e ora avanti con la riforma" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova Il rettore: "Se avessimo conservato le nostre risorse sarebbe già stato un successo. Invece..." Deferrari, l´elogio della virtù "E ora avanti con la riforma" "Tra i meriti, aver ridotto il rapporto spese-personale pensionando oltre 50 persone" «SAREBBE già stato un successo veder confermate le risorse sulle quali facevamo conto, non avrei scommesso un euro sulla possibilità di vedercele addirittura aumentare e di oltre quattro milioni di euro». Il rettore Giacomo Deferrari è contento, anzi, contentissimo, la sua università si è piazzata al quinto posto nella classifica degli atenei virtuosi, arriveranno soldi insperati e tutto questo contribuirà a portare acqua al mulino della proposta di riforma che si sta discutendo in questi mesi a Genova. Di chi è il merito di questo buon piazzamento nella classifica del ministero? «Il merito maggiore è sicuramente del fatto che è stata fatta un´ottima ricerca, inoltre è stato fatto un buon lavoro anche in un´area più delicata, quella che ci ha permesso di arrivare già all´86% del famoso rapporto delle spese per il personale, un rapporto che è destinato a migliorare ulteriormente, visto che quest´anno vanno in pensione più di 50 persone, e si liberano così altre risorse per 1,5 milioni di euro. Aggiunti ai 4 milioni e mezzo in più che ci arrivano dal ministero fanno sei milioni di euro aggiuntivi». Come li impiegherete? «Valuteremo bene nei dettagli, sicuramente serviranno a rifinanziare la ricerca dell´ateneo, e poi dovremo andare a vedere di sostenere i trasferimenti alle facoltà e ai dipartimenti, in particolare quelli che hanno avuto più tagli». Ma se siete già così bravi, serve davvero la riforma? «E´ proprio la valutazione che abbiamo avuto che ci dice che stiamo andando sulla strada giusta, ad esempio uno degli elementi che non sono stati messi molto in luce di questa proposta di riforma è l´introduzione del sistema della valutazione, per cui tutti dovranno rendere conto del lavoro svolto e riceveranno in base ai risultati ottenuti». Peraltro il progetto sta incontrando molte critiche. «A dire il vero sta procedendo in modo tranquillo e pacifico, si è scambiato il giusto dibattito che si è aperto con le resistenze e le contestazioni. Che un progetto di riforma venga discusso è giusto e utile, significa che l´università è viva, poi ci sarà anche qualcuno che è contrario, ma consiglio e senato accademico hanno approvato, uno all´unanimità, l´altro con quattro astensioni su 28, non mi sembra un risultato negativo»,. Ma l´entrata in vigore è stata rinviata? «Non parlerei di ritardi, lunedì ci sarà l´ultima riunione della commissione, entro settembre lo statuto sarà pubblicato in rete, entro un mese, un mese e mezzo saremo pronti, se nel frattempo la riforma Gelmini andrà avanti, sarà ovviamente più opportuno aspettare un mese, un mese e mezzo in modo da andare in parallelo, se invece dovesse bloccarsi, possiamo comunque fare gli aggiustamenti necessari sul consiglio e arrivare a far partire comunque la riforma entro l´anno». (n. c.)

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rettori in rivolta per i tagli di gelmini - fulvio di giuseppe (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Bari Rettori in rivolta per i tagli di Gelmini Nella classifica delle Università più fondi solo al Politecnico Petrocelli: è l´ennesimo trasferimento di risorse dal Sud in favore del Nord Volpe: questi criteri non vanno, sempre che non abbiano deciso di affossare i nostri atenei FULVIO DI GIUSEPPE Bocciate e senza risorse economiche. Le pagelle stilate dal Ministero per l´Istruzione sono impietose con le Università di Bari, Lecce e soprattutto Foggia: la ridistribuzione dei fondi in base ai nuovi criteri di valutazione della qualità, segna infatti un drastico taglio di risorse. Sorride solo il Politecnico di Bari, ultimo dei 27 atenei italiani "virtuosi", che godrà di un aumento rispetto allo scorso anno dello 0,26%. Un segnale positivo che incoccia però con l´indiscriminato crollo nel resto della regione. L´Università di Lecce si attesta su una riduzione dei fondi stimata all´1,16%, mentre l´Ateneo barese subisce un calo dell´1,94%, ovvero circa seicentomila euro. Una situazione negativa che diventa drammatica nel caso dell´Università di Foggia, che chiude la classifica generale subendo una riduzione, attestata intorno al milione di euro, complice un decremento del 3%. Contro la graduatoria, che assegna i fondi in base ai criteri di ricerca e didattica degli atenei, insorgono però i rettori pugliesi. «Innanzitutto bisogna spiegare che i dati utilizzati sono del biennio 2001-2003» esordisce Corrado Petrocelli, rettore dell´Università di Bari. «Inoltre - prosegue - c´è il solito errore di non contestualizzare i casi: il tasso di disoccupazione è più alto in Puglia che in Piemonte, quindi è ovvio che in proporzione la produttività sia inferiore da noi». L´assenza di relazione col territorio non è però l´unica critica a un sistema di valutazione che Petrocelli non esita a considerare «un trasferimento massiccio di risorse dal Sud al Nord». Sui parametri infatti si evidenzia «l´errata relazione tra atenei con caratteristiche e storie estremamente differenti», ma soprattutto il mancato riferimento alla programmazione degli ultimi anni. «Nel nostro ateneo - rilancia Petrocelli - abbiamo fatto opera di razionalizzazione, con poche ma mirate assunzioni e nonostante questo non veniamo premiati». Un atto d´accusa che viene ripreso anche dal rettore dell´Università di Foggia, Giuliano Volpe, che proprio in questi giorni ha subito la protesta degli studenti per l´aumento delle tasse universitarie. «Così mettono in crisi completa la nostra università - sottolinea il rettore dell´ateneo di Foggia, Giuliano Volpe - e una valutazione fatta con questi parametri, senza considerare le specificità dei singoli atenei e il contesto in cui operano, non è equa». Sottolineando come la maggioranza degli atenei penalizzati si trovi al Sud, arriva la conclusione di Volpe: «O si vuole affamare il sistema universitario meridionale o c´è qualcosa che non va in questi criteri».

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più soldi agli atenei virtuosi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Attualità Più soldi agli atenei virtuosi I promossi sono ventisette, si divideranno 525 milioni di euro Doppia bocciatura per Napoli. D'ora in poi sarà un'agenzia a fare le valutazioni e dare le pagelle di Monica Viviani ROMA. Più soldi agli atenei virtuosi, tagli a quelli spendaccioni e inefficienti. E' così che d'ora in poi funzionerà. Lo stabilisce il «pacchetto università» varato dal governo che promuove 27 università, guidate da quella di Trento, e ne boccia altre 27 tra cui La Sapienza. Ammontano a 525 milioni di euro i finanziamenti che verranno distribuiti in base alla qualità della ricerca e della didattica. In particolare, i due terzi sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. Le pagelle agli atenei le darà d'ora in poi l'Agenzia per la valutazione del sistema universitario (Anvur) che ieri ha ottenuto il via libera del consiglio dei ministri insieme ai provvedimenti firmati dal ministro Maria Stella Gelmini che oltre a distribuire una parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito, sbloccano 1.800 concorsi e fanno calare la mannaia su corsi definiti «inutili». Premiate le virtuose. L'Università di Trento e i Politecnici di Milano e di Torino sono tra gli atenei migliori in base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 università, tra cui anche i due atenei della Capitale Roma Tre e La Sapienza. «Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà - ha detto il ministro - di spronare tutti a dare il meglio. Oggi viene distribuito il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, ma in futuro l'obiettivo è arrivare al 25-30%». Mannaia sui corsi. Con il «pacchetto università» scatta anche «una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea», che prevede «il taglio di corsi inutili». Lo afferma in una nota il ministero dell'Istruzione. «In questi anni - si legge - si è assistito a una proliferazione di insegnamenti che non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro. Negli ultimi mesi sono già stati tagliati il 20% dei corsi inutili e con questo provvedimento sarà possibile ridurli ulteriormente». Sbloccati i concorsi. Avviate le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. I concorsi sbloccati sono 1.800. Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori di prima e seconda fascia saranno composte da quattro professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando e da un solo professore nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Per quanto riguarda i ricercatori sono stati fissati nuovi criteri che «dovrebbero ridurre i margini di arbitrio delle commissioni». E' subito scontro. Per Maurizio Gasparri del Pdl «un duro colpo alla logica dei baroni è stato inferto col nuovo taglio dei corsi inutili». Per la senatrice del Pd Maria Pia Garavaglia invece «c'è un po' di contraddizione nel parlare di qualità e poi di fatto renderla impossibile negando le risorse». E per Piergiorgio Bergonzi del Pdci «con la scusa dell'inutilità dei corsi il governo taglia e impoverisce le università» e «il pacchetto della Gelmini è un'operazione eversiva».

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ormai il contagio è in tutto il pianeta (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Attualità Ormai il contagio è in tutto il pianeta L'Oms: colpiti 163 paesi su 190. Studio inglese: un terzo delle vittime era sano di Natalia Andreani ROMA. I puntini rossi sul planisfero parlano chiaro. La pandemia di nuova influenza ha raggiunto i confini del mondo. è sbarcata persino alle Isole Falkland e ormai è prossima a raggiungere il cento per cento della propagazione geografica. «Il virus è segnalato in 160 paesi su 193», ha detto ieri mattina a Ginevra il portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità, Gregory Hartl. Tuttavia, per il momento «non vi sono indicazioni di un cambiamento nel suo comportamento». Dunque si continua ad avere a che fare con un'infezione piuttosto blanda dal tasso di mortalità molto basso - lo 0,4 per cento negli Usa, meno dello 0,2 in Gran Bretagna, il paese europeo più colpito - ma al tempo stesso capace di trasmettersi e diffondersi molto velocemente causando un altissimo numero di contagi: soprattutto nei paesi poveri dove l'accesso alle cure sanitarie è garantito solo a una piccolissima fascia. «La previsione ragionevole è che nel corso dei prossimi mesi, quando lasceremo la fase iniziale ed entreremo nella fase acuta, il virus dell'A H1N1 arrivi a contagiare 2 miliardi di persone, vale a dire quasi un terzo della popolazione mondiale», ha chiarito ieri il numero due dell'Oms, Keiji Fukuda, nel corso di un'intervista alla Cbs. Il virus che sta correndo attraverso il pianeta resta quindi sorvegliato speciale perché le mutazioni sono in agguato e le domande alle quali gli scienziati cercano una risposta sono ancora molte. I dati provenienti dagli Stati Uniti dicono ad esempio che a rischiare di sviluppare una malattia severa, se contagiati, sono i pazienti con patologie croniche dell'apparato respiratorio, cardiocircolatorio, epatico o renale, i diabetici, gli immunodepressi, gli obesi, le donne in gravidanza, i bambini sotto i due anni. L'esperienza del Regno Unito conferma che il 70% dei morti aveva gravi malattie precedenti. Ma il 16% delle 30 persone uccise dal virus (che predilige adolescenti e giovani adulti) era sostanzialmente sano, hanno precisato ieri gli esperti della sanità britannica, e un altro 17% aveva soltanto qualche lieve problema di salute. Le osservazioni dei clinici e degli epidemiologi insomma continuano e sotto controllo viene tenuto anche l'emisfero australe dove adesso è inverno e dove la circolazione del virus pandemico è dominante e sembra avere quasi azzerato i virus dell'influenza stagionale. Lo scenario autunnale, al momento non è prevedibile. Ma è certo che l'ondata arriverà ovunque e che molte misure d'emergenza potranno rendersi necessarie per far fronte alla situazione. Compresa la chiusura delle scuole che sono state uno dei moltiplicatori dell'epidemia. Il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, ieri è tornata a ripetere che «allo stato l'ipotesi non è stata presa in considerazione» e che gli istituti riapriranno regolarmente a settembre. Ma per gli esperti dell'Ecdc e del Cdc (le due agenzie di Europa e Usa per il controllo delle malattie trasmissibili) l'opzione resta in campo con due possibilità: la chiusura proattiva (vale a dire prima che si verifichi un contatto significativo tra gli alunni) e la chiusura reattiva (quando la scuola non può funzionare per l'alto numero di malati).

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l'oms: l'influenza contagerà tutto il pianeta - elena dusi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Cronaca L´Oms: l´influenza contagerà tutto il pianeta Allarme pandemia, il virus già diffuso in 163 paesi su 193. "Ma per ora non è mutato" In Gran Bretagna una vittima su tre era perfettamente sana prima dell´infezione ELENA DUSI ROMA - La cavalcata del virus H1N1 ha raggiunto 163 paesi sui 193 del mondo. Ieri la nuova influenza è arrivata anche alle isole Falkland e ha provocato una quinta vittima in Spagna. «Presto la pandemia toccherà tutto il pianeta» ha annunciato intanto da Ginevra l´Organizzazione mondiale della salute, secondo cui le persone contagiate nei prossimi mesi raggiungeranno i 2 miliardi. A oggi si parla di 125mila ammalati e circa 800 vittime per un virus segnalato per la prima volta solo a fine marzo. Ma i casi di infezione lieve, non diagnosticati, sono sicuramente molti di più. «La realtà è che non sappiamo né il numero esatto di persone contagiate, né quello dei decessi» ha ammesso il portavoce dell´Oms Gregory Hartl. Anche se corre veloce, H1N1 non sembra aver perso il suo carattere benigno: il tasso di mortalità si aggira tra lo 0,4% (dato degli Stati Uniti) e lo 0,2% (valore registrato in Gran Bretagna). Le vittime dell´influenza invernale sono invece 5 ogni mille contagi circa. La stragrande maggioranza delle persone toccate da H1N1 guarisce nel giro di una settimana e spesso senza bisogno di medicine. Il timore per il futuro è che il virus cambi natura per effetto della continua evoluzione dei suoi geni. «Al momento, non abbiamo notato cambiamenti nel comportamento di H1N1» ha detto il numero due dell´Oms, Keiji Fukuda. «Quel che vediamo è solo un´espansione geografica. Ma dobbiamo restare pronti a fronteggiare un´eventuale mutazione». Variazioni molto pronunciate di H1N1, oltre a rischiare di rendere il virus più aggressivo, potrebbero spiazzare i produttori del vaccino che stanno lavorando su uno dei campioni isolati a maggio in California. Occhi e microscopi per il momento sono puntati sull´Argentina, dove la mortalità è più alta della media (130 vittime da giugno) e i test di laboratorio hanno riscontrato leggere mutazioni del virus in due pazienti colpiti da una forma grave della malattia. Si teme che H1N1 abbia mescolato i suoi geni con quelli dell´influenza invernale che sta circolando attualmente nell´emisfero sud. In Italia, secondo i dati dell´Associazione italiana dei tour operator, il 3% circa dei viaggi è stato cancellato per timore di un contagio, soprattutto quando la meta era Londra. Ma non è necessario allontanarsi troppo per riscontrare nuovi casi: nella colonia estiva di Cervia il virus ha messo a letto 45 bambini tra i 5 e i 15 anni, insieme a 4 accompagnatori. Nessuno ha avuto bisogno di andare in ospedale, ma da ieri bagni e giochi in spiaggia sono banditi. I 22 studenti che si sono ammalati a Parigi stanno molto meglio e potranno presto uscire dalla quarantena. Mentre in Italia ospedali e medici di famiglia continuano a muoversi in ordine sparso e senza direttive stringenti da parte del ministero della Salute, Mariastella Gelmini titolare del dicastero della scuola ha comunque escluso il rinvio dell´apertura dell´anno scolastico: «Allo stato attuale non è stato preso in considerazione alcuno slittamento».

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pagelle da rivedere - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 27 - Commenti PAGELLE DA RIVEDERE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Altre sei università (Roma-La Sapienza, il Politecnico di Milano, gli atenei di Padova, Pisa e Firenze e l´università Federico II di Napoli) erano tra le prime 400. Si tratta senza dubbio di una inequivocabile bocciatura, resa nota per giunta proprio mentre la Gelmini (era il mese di febbraio) si apprestava a mettere a punto la strategia dei tagli agli "sprechi". Il ministero ha compilato pagelle e dato voti. In palio ci sono i soldi: più a chi ha passato l´esame dei requisiti decisi dal ministero, meno agli altri. Tra i requisiti ovvero gli incentivi ci sono vari fattori, tra i quali la capacità degli atenei di usufruire delle risorse europee e nazionali per la ricerca o di aver sfornato più laureati. Ma due criteri di giudizio su tutti spiccano: la qualità della ricerca e la qualità della didattica. Nel primo caso pare si sia tenuto conto delle valutazioni della conferenza dei rettori sulla qualità della ricerca in base a parametri internazionali, del numero dei ricercatori e dei docenti che hanno partecipato a progetti di ricerca italiani valutati positivamente e della capacità delle università di intercettare finanziamenti europei per la ricerca. Nel secondo caso, la qualità della didattica è stata valutata in base "alla percentuale dei laureati che trovano lavoro a tre anni dal conseguimento della laurea, alla capacità degli atenei di limitare il ricorso a contratti e docenti esterni evitando il proliferare di corsi ed insegnamenti non necessari e affidati a personale non di ruolo". Per dare una valutazione complessiva di questa distribuzione proporzionale delle risorse pubbliche agli atenei pubblici occorrerà tempo. Un altro tema che occorrerebbe poter valutare è chi seleziona i "giudici" che stilano pagelle e come i criteri vengono applicati. Ho avuto modo di partecipare a una commissione di valutazione di un ateneo americano e posso dire che si tratta di un lavoro complesso che ha portato via un intero anno accademico. La ministra ha messo in piedi la sua pagella in pochissimo tempo benché con molta propaganda. è sperabile che i suoi tagli e le sue pagelle abbiano considerato il fatto che nell´Unione Europea, l´Italia si colloca alle ultime posizioni per numero di giovani laureati; che molte delle nostre biblioteche universitarie versano in condizioni pietose; che molti atenei sono costretti ad accorpare dipartimenti con l´esito prevedibile che mentre il ministero risparmia, gli studenti e la ricerca ci perdono. La logica da "economia domestica" che ha caratterizzato fin dall´inizio questo ministero rende obbligata la diffidenza nei confronti di strategie punitive che sembra tendano a fare dell´accademia italiana quello che è stato fatto con le Ferrovie dello Stato: l´Alta Velocità come specchio per le allodole per far dimenticare o non far vedere in quali condizioni disastrate e disastrose versa la maggioranza dei treni, con grandissimi disagi per la stragrande maggioranza degli italiani.

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Ministre d'assalto (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

La Gelmini lancia la rivoluzione del merito negli atenei Ministre d'assalto Le altre donne. Il titolare dell'Università sblocca il catenaccio di Tremonti. La Prestigiacomo si ribella all'«arroganza dei colleghi» e blocca il commissariamento del suo dicastero. L'Mpa non vota la fiducia al decreto anti-crisi. Una assente, l'altra presente al consiglio dei ministri di ieri, entrambi incassano un risultato importante. Mariastella Gelmini il via libera all'Anvur e a nuovi criteri legati al merito, per l'assegnazione delle risorse universitarie. La seconda, Stefania Prestigiacomo, parte per la Svezia e non partecipa al Cdm. Ma nel braccio di ferro con Scajola ha vinto. Al Senato la norma del decreto anticrisi che le scippava i poteri autorizzativi su energia e nucleare verrà stralciata. Ieri si è votata intanto la fiducia al provvedimento alla Camera. E l'Mpa di Raffaele Lombardo, sul piede di guerra da giorni per le mancate politiche a favore del Mezzogiorno, non ha partecipando allo scrutinio. segue a pagina 4. commenti a pagina 6 25/07/2009

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Fondi in base al merito Il ministro merita fiducia (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Fondi in base al merito Il ministro merita fiducia Dopo mesi nel corso dei quali il Governo Berlusconi è apparso incapace di avviare le tante riforme che sarebbero necessarie per restituire competitività al nostro Paese, ecco un segnale incoraggiante. Può sembrare un dettaglio, ma l'annuncio da parte del ministro Mariastella Gelmini di un sistema di distribuzione di una quota dei fondi destinati alle università che tiene conto dei risultati ottenuti è un passo importante nella giusta direzione. Si rompe in questo modo con una tradizione che ha abituato gli atenei a fare la propria programmazione senza prendere in considerazione la possibilità di essere chiamati a rispondere di scelte poco oculate, e si sancisce invece il principio che il merito paga. In concreto, il nuovo sistema funziona in questo modo. Sulla base di una graduatoria stilata da un organismo di valutazione - che nei progetti del ministro dovrebbe diventare una struttura che opera in autonomia dalla politica, i cui membri vengono nominati con un decreto del presidente della Repubblica - si ripartiscono i fondi disponibili tenendo conto di una serie di parametri che misurano la qualità delle università. Si tiene conto del tipo di servizio offerto agli studenti, del modo in cui è organizzata la didattica, del successo nella ricerca. Chi supera in modo positivo il vaglio degli esperti riceve i fondi, chi invece si trova in difetto subisce un taglio. In questo modo, si introdurrebbe finalmente un primo meccanismo di regolazione che dovrebbe - insieme con gli altri che riguardano i concorsi e la governance - garantire una competizione virtuosa tra gli atenei pubblici italiani, sulla scia di quel che avviene già da tempo in altri Paesi. Ovviamente, come accade sempre quando si devono riformare istituzioni complesse come sono le università, il diavolo si nasconde nei dettagli, e quindi ci vuole del tempo per capire se i cambiamenti annunciati sono sufficienti a ottenere l'effetto desiderato. Tuttavia, almeno sulla carta, si tratta di un'iniziativa da giudicare in modo positivo. Da segnalare è in particolare l'intenzione di impiegare standard di valutazione trasparenti, come i successi ottenuti dai progetti di ricerca promossi dalle università e la capacità che esse hanno di attirare fondi provenienti dall'estero. In questo modo si mettono a disposizione degli organismi di governo degli atenei le informazioni rilevanti per compiere le proprie scelte in modo oculato, destinando le risorse disponibili dove hanno maggiori probabilità di ottenere l'effetto desiderato. Certo, molto rimane ancora da fare per portare le nostre università al livello di quelle di altri Paesi europei. Un passaggio cruciale è l'annunciata riforma del sistema di reclutamento. La speranza è che nel varare questo provvedimento il ministro resista non solo alle pressioni corporative, ma anche ai furori ideologici di certi opinionisti che scrivono della riforma dell'università come se fosse la ristrutturazione di una fabbrica di pneumatici. L'esperienza delle grandi università americane e inglesi mostra che il successo di un ateneo non dipende soltanto dai sistemi di valutazione, ma anche dallo spirito di corpo, dalla motivazione - economica e morale - dei docenti e dei ricercatori, dalla promozione del senso di un'identità condivisa. Questi fattori, è sempre l'esperienza internazionale a mostrarlo, sono cruciali in particolare quando, come probabilmente deve accadere anche da noi, le università devono reperire una parte dei fondi di cui hanno bisogno attraverso le rette pagate dagli studenti e le donazioni dei privati. Da questo punto di vista, l'autonomia coniugata alla responsabilità rimane la politica migliore. In conclusione, ci permettiamo di dare un suggerimento al ministro. Nei giorni scorsi uno studioso indiano si è visto costretto a rinunciare al proprio incarico presso un'università italiana per via delle difficoltà incontrate nell'ottenere il permesso di soggiorno. Non è compito di un ministro intervenire sui casi individuali, ma certamente rientra tra le sue competenze sollevare il problema perché il Governo prenda le misure necessarie per fare in modo che il nostro Paese sia accogliente e disponibile nei confronti dei talenti che vengono dall'estero. Non è solo la fuga dei cervelli a essere un sintomo del nostro declino. di Mario Ricciardi 25/07/2009

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Atenei, vince Gelmini Per la prima volta più soldi ai migliori (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Atenei, vince Gelmini Per la prima volta più soldi ai migliori Ministre all'assalto. La titolare dell'Istruzione introduce un meccanismo premiale per l'università. La titolare dell'Ambiente, assente, otterrà lo stralcio in Senato delle norme che le toglievano i poteri autorizzativi. Scambio di battute Tremonti-Fitto sul Sud. segue dalla prima I casi del giorno sono due. Anzi, tre. Quando la discussione in consiglio dei ministri tocca il commissarimento del Molise e della Campania per gli sforamenti della sanità, Giulio Tremonti sbotta: «il Sud è un disastro, è un casino», allarga le braccia. Con i suoi più stretti collaboratori il ministro dell'Economia si lamenta da tempo della gestione della sanità in alcune regioni meridionali: «Com'è possibile - si è sfogato con uno di loro - che con le stesse dotazioni al Nord facciano i poli di eccellenza e al Sud sforino e costringano la gente a emigrare in Veneto o in Lombardia, per curarsi». Ma ieri, durante la riunone con gli altri ministri, Raffaele Fitto gli ha risposto a stretto giro. «Ci sono ragioni storiche per le inefficienze e gli sprechi nel meridione», secondo il ministro agli Affari regionali. Senza alzare i toni, ma nel giorno in cui il mancato voto di fiducia al decreto anticrisi da parte del Mpa segnala un salto di qualità nelle proteste del cosiddetto "partito del Sud", Fitto ha ricordato al collega dell'Economia che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio e che occorre valutare il merito. Tuttavia, non è certo lo scambio Fitto-Tremonti sul Sud la notizia principale della riunione ministeriale. La giornata è stata dominata dai risultati incassati da Stefania Prestigiacomo e Mariastella Gelmini. Anzitutto, se la riunione a Palazzo Chigi si è svolta senza particolari scossoni, è per un solo motivo: l'assenza della diretta interessata del casus belli di questi ultimi giorni. Dopo aver consegnato al Corriere un'intervista apparsa ieri in cui ha fatto intendere che sullo stralcio dell'emendamento che esautora il suo dicastero del potere autorizzativo sulle materie energetiche ha ricevuto rassicurazioni da Berlusconi, Stefania Prestigiacomo è tranquillamente partita per la Svezia, per seguire il consiglio europeo dell'Ambiente. Un'assenza che ha certamente stemperato in clima - il suo braccio di ferro con Scajola sta mantenendo alta la tensione anche tra il responsabile dello Sviluppo e Tremonti - ma è stata giudicata un po' incauta da qualche collega. Uno di essi fa notare, a microfoni spenti, che la Prestigiacomo aveva sbagliato già a non presenziare al consiglio dei ministri in cui si è discusso dell'emendamento. «Era stato discussa al pre-consiglio, dove i suoi tecnici c'erano. E lei non è andata comunque alla riunione e ha reagito dopo, a cose fatte». Prestigiacomo, sulla cancellazione della norma, non ha chiesto garanzie solo al presidente del Consiglio: ha bussato anche al Quirinale, per lamentarsi del colpo di mano di Scajola. Ma va ricordato che più o meno dal primo giorno di insediamento del governo, il responsabile dello Sviluppo ha deciso di passare alla storia come "papà" del ritorno al nucleare. La Prestigiacomo sa insomma da un anno che quella norma incombe come una spada di Damocle sulle sue competenze. In ogni caso, le sue richieste saranno accolte: la norma che le "scippa" i poteri autorizzativi su materie delicate come il nucleare, sarà stralciata nel passaggio del decreto anticrisi al Senato, secondo autorevoli fonti governative. A Palazzo Madama dovrebbero rientrare anche norme che il governo non è riuscito a correggere in tempo, come la sanatoria sulle slot machine. Intanto, il provvedimento-monstre è passato con il voto di fiducia alla Camera, con misure che vanno dallo scudo fiscale per i capitali esportati illegalmente alle modifiche sull'età pensionabile, dagli aiuti per le imprese come la Tremonti-ter e la moratoria sui debiti, alla tassa sull'oro di Bankitalia, alla sanatoria di colf e badanti. Ma l'altra notizia importante di ieri scaturita dal consiglio dei ministri è senza dubbio il via libera del "pacchetto Gelmini". Una serie di provvedimenti che si pongono l'obiettivo di migliorare i criteri di assegnazione delle risorse universitarie. Il ministro dell'Istruzione ha presentato una lista dei migliori atenei italiani, con 27 promossi e altrettanti bocciati: il 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, verrà distribuito in base alla qualità della ricerca e della didattica delle università. Inoltre, la Gelmini ha fatto approvare la rimodulazione dei poteri dell'Anvur, l'agenzia che ha il compito di valutare la qualità degli atenei e degli enti di ricerca. Un risultato importante, che la Gelmini avrebbe voluto illustrare in una conferenza stampa, interrotta da un parlamentare dell'Idv, Pedica, che ha chiesto di intervenire l'incontro con i giornalisti ed ha attaccato un'arringa sul caso Fondi. Gelmini, spossata, ha abbandonato la conferenza stampa ringraziando l'Italia dei Valori, «una forza sempre democratica». Tonia Mastrobuoni 25/07/2009

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( da "Riformista, Il" del 25-07-2009)

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«Università, bene la riforma ma deve essere migliorata» Intervista. Parla Marco Santanbrogio, professore di Filosofia politica a Parma. È soddisfatto dei nuovi provvedimenti varati da ministero dell'Istruzione. «Almeno è un inizio, non me l'aspettavo». Rettorato dell´Università di Roma La Sapienza di Alessandro Da Rold La sua Università di Parma non compare tra le quelle virtuose. («E un po' mi dispiace» dice). È diversi posti indietro rispetto al Politecnico di Milano e a quello di Torino. Non solo. Non ha mai risparmiato critiche al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini soprattutto nei mesi passati durante il periodo caldo per gli atenei italiani. Critiche non le ha mai risparmiate neppure a Francesco Giavazzi, professore tra i più liberali della Bocconi. Eppure Marco Santanbrogio, professore di Filosofia Politica è rimasto «piacevolmente colpito» dai nuovi provvedimenti varati da ministero dell'Istruzione. «Almeno è un inizio, devo ammettere che non me lo sarei aspettato dal ministro Gelmini». Cosa le piace di più di questa riforma che introduce il criterio di virtuosità degli atenei? Il mio è un giudizio più che positivo. La cosa più importante è che i cittadini possano essere informati pubblicamente su quali università siano le migliori e quali meno. Ma non si rischia così di creare un eccessivo campanilismo? Il rettore Guido Ballio del Politecnico di Milano si è dichiarato soddisfatto, mentre Fabiani di Roma Tre sostiene ci siano degli errori nei criteri di valutazione. Non sto dicendo che i criteri siano perfetti. L'importante è che siano resi pubblici. Poi avremo tutto il tempo di discuterne, per aprire nuovi dibattiti. Si potranno valutare gli aspetti didattici, di ricerca e qualsiasi altra cosa. E poi siamo appena agli inizi. La nostra è una prima valutazione su quello che sarà introdotto da quest'anno. Lo ripeto: l'importante è avere iniziato una riforma dell'Università, poi potremo apportare tutti i miglioramenti possibili. Importantissimo è attrarre docenti e ricercatori europei. Il centrodestra esulta sostenendo che in questo modo saranno finalmente abbattuti gli ormai noti baronati universitari. In realtà non si abbatte nulla di tutto questo. Si è cominciato a fare qualcosa. Il sistema accademico è un sistema fin troppo complesso, che ha bisogno di diversi interventi in altrettanti settori. Se i costi non saranno proibitivi, credo che la prossima mossa del ministero dovrebbe essere quella di introdurre un sistema di pagamento delle rette universitarie differente dall'attuale. Penso al modello inglese. Oltre a questo sono moltissimi gli interventi che devono ancora essere fatti. Poi le Università dovrebbero introdurre modalità di accesso più stringenti, per attrarre gli studenti migliori. Investire di più nei pensionati universitari. Così gli studenti potrebbero farsi un'idea chiara su cosa scegliere. La riforma Gelmini sembra andare proprio in quella direzione. Per l'appunto. Una volta passava l'idea che tutte le Università andavano bene. Erano tutte uguali, tutte con ottime competenze. Ora non è così. Gli studenti possono verificarlo pubblicamente. Questo è il principale significato introdotto dalla riforma Gelmini. Ora ci sono le Università buone e quelle meno buone. A questo punto gli atenei dovranno mettersi in moto. Quali sono le prospettive? È chiaro che non dovranno migliorarsi solo per reperire i fondi, ma dovranno attrezzarsi per attrarre gli studenti migliori. Lì ci sarà il vero cambio di passo. Ed è questo il risultato più importante. 25/07/2009

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SOLDI aggiuntivi per gli atenei virtuosi. E' un'importante novità ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 25-07-2009)

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MODENA pag. 9 SOLDI aggiuntivi per gli atenei virtuosi. E' un'importante novità ... SOLDI aggiuntivi per gli atenei virtuosi. E' un'importante novità introdotta dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini: il 7 % del fondo di finanziamento statale per le università (525 milioni di euro) sarà suddiviso fra le migliori della Penisola. Modena c'è, ma è solo al ventesimo posto, e si vedrà aumentare i fondi dell'1,05 %. Davvero poco, visto che la classifica stilata dal Sole 24 Ore qualche settimana fa aveva messo l'ateneo geminiano al secondo posto nazionale. «IL PROBLEMA si lamenta il rettore Aldo Tomasi è che i parametri ministeriali della ricerca utilizzati per la ripartizione dei fondi sono vecchi, si basano su dati del 2003. Non avevamo ancora varato il nostro grande ufficio per la ricerca in ambito europeo, che sicuramente ci ha fatto fare un balzo in avanti». POI IL RETTORE rincara la dose: «Siamo stati discriminati, e per questo riceveremo solo un milione in più». Ma c'è anche di che sollevarsi: «In ogni caso siamo tra i promossi', il che vuol dire che potremo continuare a fare investimenti, mentre altri saranno costretti a tagliare drasticamente». LA LEGGE stabilisce infatti che le università che occupano le ultime posizioni della classifica subiscano un taglio del fondo di finanziamento ordinario: chi ha fatto male, sarà costretto a ridurre le spese. MA QUALI sono i paramentri che il ministero ha utilizzato per la sua ricerca? Due terzi del fondo (che complessivamente ammonta a 525 milioni: «troppo pochi» critica il rettore Tomasi) sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo invece in base a quella della didattica. AL PRIMO posto si è piazzata l'università di Trento, che si vedrà aumentare i fondi di più del 10 %; poi ci sono i politecnici di Torino e Milano, l'univeristà di Bergamo e quella di Genova. Quindi giù a ruota Milano Bicocca, Roma Foro italico', Torino, Udine, Venezia, Chieti. In regione prima di Modena ci sono Bologna (+1,33 %) e Ferrara (+1,12 %), rispettivamente al sedicesimo e al diciottesimo posto. Davide Miserendino

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( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-07-2009)

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PRIMO PIANO pag. 2 «Ho risparmiato sul personale» CAPOLISTA LA RICETTA DEL RETTORE DEL POLITECNICO DI MILANO MILANO IL QUINTO posto nella classifica degli atenei italiani frutta al Politecnico 8 milioni di euro in più rispetto ai 200 dell'ultimo anno. «Non me lo aspettavo» dice il rettore Giulio Ballio. «Anche perché i criteri del Ministero non sono sempre stati coerenti. Certo che mi fa piacere». Perché avete avuto questo premio? «Ci avvantaggia il fatto che tutti i nostri studenti trovano lavoro in breve tempo. Poi il numero di docenti relativamente basso rispetto agli studenti, cosa che finora ci ha penalizzato nelle classifiche internazionali ma ci ha premiato in termini di indicatore. C'è anche da dire che noi, insieme alla Bicocca e all'università di Bergamo, storicamente eravamo le più sottofinanziate». Premiata anche la sua politica. «Sì, nel senso che io ho sempre fatto una politica attenta: tanto lavoro e poche risorse umane. Sa, il modo più facile per un rettore di spendere i soldi è assumere personale, così accontenta tutti. Noi abbiamo sempre assunto con parsimonia preferendo investire in laboratori, attrezzature, edilizia». Come vede il futuro? «Spero che ridia un po' di fiducia ai tanti giovani che ci lasciano». I ricercatori che fuggono all'estero? «Anche quelli che nonostante i nostri inviti a proseguire con il dottorato, preferiscono andare a lavorare in azienda perché non credono in un futuro in ateneo». Lei in passato è stato critico con il Ministero. «Non critico, quello che lamentavo era la lentezza di questo processo virtuoso. Ora c'è anche la notizia della riapertura dei concorsi. Capisco che le difficoltà sono state tante, anche per la Gelmini». Rossella Minotti

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Il senatore Pedica (Idv) interrompe il ministro Gelmini per lanciare un appello estraneo ai temi del... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-07-2009)

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PRIMO PIANO pag. 2 Il senatore Pedica (Idv) interrompe il ministro Gelmini per lanciare un appello estraneo ai temi del... Il senatore Pedica (Idv) interrompe il ministro Gelmini per lanciare un appello estraneo ai temi della conferenza

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Atenei, più soldi ai migliori E tagli alle cattedre inutili (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-07-2009)

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PRIMO PIANO pag. 2 Atenei, più soldi ai migliori E tagli alle cattedre inutili Svolta della Gelmini. Trento e Milano prime della classe di CLAUDIA MARIN ROMA PIÙ FONDI agli atenei di qualità e sblocco dei concorsi, da effettuare però con nuove regole. La svolta firmata Mariastella Gelmini, all'insegna della meritocrazia, si legge nel testo di un provvedimento firmato ieri dalla titolare del dicastero di viale Trastevere e contenuto nel pacchetto Università approvato dal Consiglio dei ministri: «Per la prima volta in Italia recita il documento il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca ha assegnato una parte dei fondi destinati alle università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Il 7% del fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato infatti distribuito in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei. In particolare, i due terzi di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica». E in futuro l'impostazione sarà potenziata: l'obiettivo, spiega il ministro, è «arrivare al 25-30%» come quota del fondo da distribuire alle università da dieci e lode: «Questo è un primo passo significativo commenta ma il miglioramento va conseguito con forza». E MENTRE la Gelmini precisa che «non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà di spronare tutti a dare il meglio, non accontentandoci di un sistema universitario con luci e ombre», da una prima ricognizione secondo i nuovi parametri emerge che tali ombre oscurano soprattutto il CentroSud. L'università di Trento, i Politecnici di Milano e Torino risultano tra gli atenei migliori mentre, tra le 27 le università che ottengono minori finanziamenti, troviamo anche due atenei della Capitale (Roma Tre e Sapienza). Soddisfatto, ovviamente, il rettore di Trento, Davide Bassi. «E' il risultato di dieci anni di lavoro stategicamente impostato, pur in un piccolo ateneo, sulla dimensione europea». Tra i parametri presi in considerazione, la capacità d'intercettare finanziamenti europei per la ricerca, la percentuale di laureati impiegati a tre anni dalla laurea, la presenza di corsi affidati a propri docenti di ruolo, la regolarità degli esami. I verdetti di qualità spetteranno alla nuova Agenzia di valutazione Anvur, che unifica e sostituisce Cnvsu e Civr, i due comitati preesistenti. L'Anvur esaminerà anche elementi come strutture, finanziamenti esterni, lo scambio di ricercatori, la qualità della ricerca e ogni anno redigerà un rapporto. INTANTO si spazzano via i corsi inutili o marginali. Il ministro Gelmini ha inviato alle università una nota in questo senso. Una prima scrematura è già avvenuta (i corsi di specializzazione in medicina ad esempio sono passati da 1600 a 1200). Infine, via libera a 1.800 concorsi banditi nel 2008 e poi bloccati dalle norme del decreto ministeriale 180 che impongono trasparenza nella formazione delle commissioni. La valutazione di aspiranti professori e ricercatori avverrà secondo parametri riconosciuti a livello internazionale. I rettori di due tra le università «premiate», Pier Ugo Calzolari di Bologna e Aldo Tomasi dell'ateneo di Modena e Reggio Emilia, criticano però il sistema, che distribuisce risorse sulla base delle prestazioni migliori, ma che alla fine eroga finanziamenti comunque sotto un livello standard: «Serve un riequilibrio ha dichiarato Calzolari ma so che il ministro sta lavorando per questo».

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(sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-07-2009)

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PRIMO PIANO pag. 3 «Ma siamo sesti per il Censis» FANALINO DI CODA IL PRORETTORE DI MACERATA CONTESTA LA SELEZIONE MACERATA «LA NOTIZIA ha meravigliato anche noi. Ma, in fondo, la spiegazione è semplice». Il professor Luigi Lacchè, prorettore dell'università di Macerata, commenta così il taglio di un milione di euro deciso dal ministro Maria Stella Gelmini, sulla base di una classifica di qualità degli atenei italiani, che vede Macerata scivolare in coda. Diciamo scivolare perché un mese fa i dati dicevano altro: Macerata al terzo posto, con incremento dei finanziamenti. Prorettore, cosa è successo? «Eravamo davvero terzi, perché il criterio di valutazione degli atenei divideva la loro attività in cinque aree, ognuna delle quali valeva il 5%. Il ministero diceva anche che ogni ateneo poteva aumentarne o diminuirne il peso del 20%, per esempio portandone una a 25% e un'altra a 15%, come poi abbiamo fatto. E, infatti, nel Patto per l'Università abbiamo raddoppiato i finanziamenti». Che cosa è cambiato? «Il criterio: per due terzi pesa la ricerca e per un terzo il resto. E, cosa singolare, per almeno il 30% si fa riferimento alla ricerca del triennio 2001-2003. Altra voce preponderante riguarda la capacità di attingere a entrate esterne. E' chiaro che così perdiamo posizioni. L'università di Macerata ha facoltà umanistiche e sociali, e difficilmente, sia per la ricerca che per entrate esterne, può competere con i Politecnici. Sarebbe meglio, ad esempio, valutare per aree, non per atenei. Che senso ha comparare Macerata con il Politecnico di Milano? Meglio una comparazione per aree giuridiche. Perché non mettere a confronto la facoltà di giurisprudenza di Macerata con quella della Statale di Milano? Un sistema di valutazione va bene, ma deve essere meditato, serio e coerente, con criteri certi. Detto questo, se il Censis ci colloca al sesto posto tra gli atenei italiani, un motivo ci sarà». Franco Veroli

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Niente scioglimento per il Comune di Fondi, nonostante il governo avesse annunciato che il Consiglio... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 25-07-2009)

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Niente scioglimento per il Comune di Fondi, nonostante il governo avesse annunciato che il Consiglio dei ministri di ieri avrebbe provveduto in questa direzione. Per altri due Comuni, Fabrizia (Vibo Valentia) e Vallelunga Pratameno (Caltanissetta), il Cdm ha proceduto. Fondi no. Eppure la vicenda si trascina da più di un anno, da quando l'11 aprile del 2008 viene insediata una Commissione per accertare eventuali infiltrazioni della criminalità. Ieri il senatore dell'Idv Stefano Pedica ha fatto un blitz nella stampa di palazzo Chigi, interrompendo una conferenza stampa del ministro Gelmini: «È da quattro mesi che il governo deve sciogliere il consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose. C'è qualcuno nel Cdm che vuole tutelare persone colluse con la 'ndrangheta». «Lei non è un pm», replica stizzita la Gelmini. Duro anche il Pd: «Cosa c'è sotto?», domanda Antonello Soro. «Il 16 luglio, il sottosegretario Luigi Casero ci informava che il governo avrebbe deciso lo scioglimento nella seduta odierna. E invece niente, nonostante le sollecitazioni del ministro Maroni». La vicenda prende il via da una serie di dichiarazioni di un assessore di Forza Italia di Fondi, Riccardo Izzi, finito in manette nel corso di una recente operazione della Dda di Roma. Izzi subisce un attentato incendiario alla propria auto e si rivolge ai carabinieri di Latina e alla Dda di Roma. Decide di collaborare, ammette i suoi legami con la ndrina Tripodo, che raccoglie proventi legati al giro delle estorsioni e dell'usura. La commissione conclude i suoi lavori nel settembre scorso, quando il prefetto Frattasi consegna al ministro dell'Interno una relazione e chiede lo scioglimento del consiglio comunale. Il caso

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Università, Gelmini dà le pagelle e taglia i fondi Trento la più virtuosa (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Università, Gelmini dà le pagelle e taglia i fondi Trento la più virtuosa G.V. Nuovi ritocchi all'università italiana in una sorta di lifting a più riprese che sarà completato in autunno con la riforma del reclutamento e della governance. Il cdm ha dato il via libera (in prima lettura) alla più volte annunciata Agenzia per la valutazione del sistema universitario (Anvur) e il ministro Gelmini ha firmato provvedimenti che sbloccano 1.800 concorsi e distribuiscono, per la prima volta in Italia, una parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito e dunque soldi in più soltanto agli atenei migliori. «Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà - ha tenuto a precisare il ministro - di spronare tutti a dare il meglio, a non accontentarci di un sistema universitario che ha luci e ombre. Se vogliamo rispondere alla crisi si parte dalla scuola, dall'università con la capacità di difendere ciò che funziona ma anche di mettere mano ai problemi». Mentre parlava Gelmini è stata interrotta da un deputato Idv che voleva dal governo conto sui comuni tipo Fondi non sciolti benché ci siano infiltrazioni criminali. La nuova Agenzia valuterà la qualità di atenei ed enti di ricerca e il suo giudizio sarà determinante per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario a chi raggiungerà i risultati migliori. L'Anvur (che sostituisce e unifica Cnvsu e Civr, i due comitati di valutazione attualmente esistenti) metterà sotto la lente la didattica (anche con riferimento ai livelli di apprendimento degli studenti e al loro inserimento nel lavoro), le strutture, l'acquisizione di finanziamenti esterni, lo scambio di ricercatori, la qualità della ricerca (con il sistema peer review, cioè la valutazione anonima di illustri accademici internazionali). Non solo. L'Agenzia propone anche i requisiti per l'istituzione di nuovi atenei o sedi distaccate, per l'attivazione dei corsi di studio, dei dottorati, dei master e delle scuole di specializzazione. Ogni anno redigerà un Rapporto sullo stato dell'arte. L'Anvur sarà composta dal presidente, da un consiglio direttivo e dal collegio dei revisori dei conti. Tutti resteranno in carica per 4 anni e non potranno essere nuovamente nominati. Atenei virtuosi Per la prima volta in Italia il ministero ha assegnato una parte dei fondi destinati alle università, il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), cioè 525 milioni di euro, in base alla qualità della ricerca (2/3) e della didattica (1/3). Da una prima ricognizione emerge che l'Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra le Università migliori in base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 Università, tra cui anche i due atenei della Capitale Roma Tre e La Sapienza, che non hanno gli standard qualitativi previsti. Tra i parametri presi in considerazione per l'assegnazione dei fondi, la capacità di intercettare finanziamenti europei per la ricerca, la percentuale di laureati che trovano lavoro a 3 anni dalla laurea, la presenza di corsi affidati a propri insegnanti di ruolo, la regolarità degli esami. Il ministro Gelmini ha inviato alle Università una nota in cui sono contenute una serie di misure per eliminare i corsi di laurea non necessari (quelli, ad esempio, con pochi studenti). Già ne sono stati tagliati il 20%, ora sarà possibile ridurli ulteriormente (i corsi di specializzazione di medicina, ad esempio, sono passati da 1600 a 1200). Ridotti anche i settori disciplinari. Con la direttiva firmata ieri dal ministro Gelmini si avviano le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. I concorsi banditi nelle due tornate nel 2008 erano stati sospesi dalle nuove norme contenute nel DM 180 che impongono le nuove e più trasparenti modalità di formazione delle commissioni. Si tratta di 1800 concorsi. Per quanto riguarda i ricercatori la valutazione avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale. Il ministro Gelmini ieri ha dato la pagella alle università. Distribuendo fondi e tagliando agli atenei secondo alcuni criteri: la capacità di attrarre risorse, il numero di laureati. Penalizzati due atenei romani.

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Elementari, il maestro unico non è obbligatorio (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 25-07-2009)

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Elementari, il maestro unico non è obbligatorio V.L. Il modello del docente unico alle elementari introdotto dalla riforma del ministro Mariastella Gelmini «non ha carattere prescrittivo», non è obbligatorio. Le scuole, nella loro autonomia, hanno «piena libertà di strutturare orari e assetti didattico-organizzativi, nell'ambito dell'organico assegnato, secondo la propria programmazione e valutazione». È quanto spiega una direttiva del ministero dell'istruzione sul primo ciclo anticipata in questi giorni ai sindacati prima dell'invio al consiglio nazionale della pubblica istruzione. il documento sarà girato agli inizi di settembre alle scuole. nella bozza attuale si punta molto sull'autonomia organizzativa degli istituti. il documento contiene indirizzi di carattere pedagogico e organizzativo e denuncia, tra l'altro, la «deriva silenziosa» che sta avvenendo alle medie. una deriva «da contrastare». I programmi - si dovrà andare verso una armonizzazione delle indicazioni nazionali della moratti e di quelle per il curriculum di fioroni. in attesa di un documento «semplificato», restano in vigore i programmi attuali per almeno un altro triennio. I punti Scuola primaria: per il ministero ha «una lunga e positiva tradizione», da «preservare e promuovere». È qui che sarà attivata, a settembre, la principale novità della riforma gelmini, il maestro unico che partirà nelle classi prime. Il docente prevalente è stato introdotto con il decreto 137 del 2008, ricorda la direttiva, convertito con la legge 169 dello stesso anno. il modello del maestro unico, continua il documento del ministero, «viene sì indicato come modello da privilegiare», ma «tenuto conto delle richieste delle famiglie e nel rispetto dell'autonomia scolastica». Scuole libere, dunque, sul docente prevalente. Sia chiaroche questa direttiva nasconde un inghippo. L'autonomia delle scuole sul maestro unico non può essere garantita sulla carta. In altri termini: se non viene finanziata il principio resta salvo nella forma. E così potrà accadere che le scuole saranno costrette dalla careenza di fondi a optare per il maetro unico. Sarà un settembre moltopesante. Lo dice il ministero dopo una sentenza della Corte dei conti. Il maetro unico non potrà essere imposto nelle scuole ma bisognerà rispettare l'autonomia degli istituti. Ma senza fondi tutto resterà sulla carta.

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Qualcuno ricorda quante volte dai banchi di questo governo è venuta l'assicurazione che le... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Qualcuno ricorda quante volte dai banchi di questo governo è venuta l'assicurazione che le loro manovre scolastiche non avrebbero colpito il numero degli insegnanti? Ci tenevano a non far brutta figura mentre santificavano il cinque in condotta. Via il magone: ecco il presidente dell'Emilia Romagna buttare sul tavolo un paio di dati che non verranno mai trasmessi in tv: in quella regione, tra l'altro molto celebrata nel mondo per la qualità dei suoi istituti, le scuole riapriranno con 10mila studenti in più e 1700 insegnanti in meno. Dice Errani che i responsabili di questo macello si meritano quattro in condotta ma è buono come il pane, predica una cultura che questa destra ha decretato fuori moda. Nei confronti, poi, di un governo di asini e raccomandate con ricevuta di ritorno che sta demolendo la scuola italiana. Francamente, andrebbero cacciati dalla nostra classe e anche dalla nostra scuola. Gelmini dovrebbe collocarsi più opportunamente in un call center e chi l'ha voluta lì dovrebbe fare, per contrappasso, l'escort.

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Atenei finanziati in base ai risultati (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-25 - pag: 23 autore: Consiglio dei ministri. Nero su bianco i criteri per ripartire una quota del fondo ordinario come premio per le università virtuose Atenei finanziati in base ai risultati Gelmini: «Il sistema spronerà a fare meglio» - Primo passo per l'agenzia di valutazione Gianni Trovati ROMA La valutazione dei risultati e la meritocrazia provano a iscriversi davvero all'università. Con un colpo d'ala che supera l'impasse delle ultime settimane, consiglio dei ministri e ministero dell'università hanno dato il vialibera ieri a un pacchetto di sei provvedimenti che inaugurano la nuova gestione dell'accademia. A Palazzo Chigi è stato acceso il semaforo verde (in prima lettura) al regolamento che istituisce l'Anvur, l'agenzia di valutazione del sistema universitario, e ai nuovi criteri per riconoscere i titoli di studio stranieri. Il ministro dell'Università, Mariastella Gelmini, ha messo nero su bianco gli effetti del «finanziamento competitivo », che he rappresenta un'evoluzione dei criteri che governano ogni anno i fondi legati al "contributo" effettivo di ogni ateneo al sistema di formazione e nasce per premiare gli atenei con i risultati migliori nella didattica e nella ricerca. Al via anche i criteri più rigidi per evitare la proliferazione dei corsi «inutili» e i nuovi parametri per la valutazione degli aspiranti ricercatori, sbloccando anche 1.800 concorsi che si erano arenati nei meccanismi di sorteggio delle commissioni. Nel sistema che lega fondi e risultati, ha sottolineato il ministro Gelmini, «non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà di spronare tutti a dare il meglio. Se vogliamo rispondere alla crisi dobbiamo partire da qui». Fatto sta che rettori e addetti ai lavori hanno passato il pomeriggio di ieri a compulsare le tabelline che misurano gli effetti dei «premi» introdotti dal decreto Gelmini di novembre. Da quest'anno, infatti, 525 milioni di euro (ma l'obiettivo è arrivare a oltre 2 miliardi nel giro di tre anni) hanno abbandonato il vecchio criterio della spesa storica per essere distribuiti in base alle performance nella didattica ( crediti ottenuti dagli studenti, tasso di dispersione, successo occupazionale dei laureati) e nella ricerca. Oltre a Trento, dove il dato è influenzato anche dalla grossa quota di finanziamenti da parte della Provincia, a guadagnare di più dalle nuove regole sono i Politecnici di Milano e Torino, seguiti da Bergamo, Genova e Milano Bicocca.L'impennata dei Politecnici era già stata registrata poche settimane fa nelle classifiche della «qualità» universitaria (pubblicate sul Sole 24 Ore del 13 luglio), che indicavano anche la sofferenza degli atenei meridionali. La conferma arriva dai calcoli ministeriali dove gli atenei del Centro- Sud, con poche eccezioni come Benevento e il Politecnico di Bari, sono invariabilmente accompagnati dal segno meno. I risultati ottenuti nell'esordio del finanziamento competitivo dividono anche le opinioni dei rettori. Giulio Ballio, che guida il Politecnico di Milano, parla di «buona notizia, perché eravamo pesantemente sottofinanziati e di questi tempi ogni goccia in più fa piacere ». Guido Fabiani, rettore a Roma Tre (che perde un milione rispetto al 2008) spera invece in una «profonda revisione» di un meccanismo giudicato «inadeguato ». Qualche limatura, comunque, le tabelle ministeriali sembrano richiederla: stupisce per esempio il dato di Roma Foro Italico, solitamente "punita" dai modelli di valutazione, e l'assenza di atenei come Trieste o Firenze. La valutazione delle università imbocca comunque la strada del riordino anche con il via libera al nuovo regolamento dell'Anvur. L'agenzia sostituirà gli attuali comitati di valutazione, e sarà chiamata a fissare i giudizi che secondo i progetti ministeriali guideranno una quota sempre più consistente dei finanziamenti. gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Italia dei valori contesta il ministro (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-25 - pag: 23 autore: Blitz a Palazzo Chigi «Italia dei valori» contesta il ministro ANSA Palazzo Chigi occupato dall'Idv e Mariastella Gelmini costretta a rinunciare alla conferenza stampa sulle misure per l'università. è successo ieri dopo il Consiglio dei ministri. La titolare dell'Istruzione stava per iniziare l'incontro con i giornalisti, quando il senatore dell'Idv Stefano Pedica ha preso la parola per chiedere ragione dell'inerzia del Governo di fronte alle infiltrazioni mafiose nel consiglio comunale di Fondi (Latina): «Il Governo è colluso», ha denunciato Pedica. Gelmini prima ha tentato la difesa, ma poi ha abbandonato la sala stampa

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Si sbloccano i concorsi congelati dalla riforma (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-25 - pag: 23 autore: Il reclutamento Si sbloccano i concorsi «congelati» dalla riforma Si rimette in moto la macchina dei concorsi per ricercatori e professori. Anche chi aspira a un posto (o a una promozione) nei ruoli degli atenei trova novità interessanti nel pacchetto di misure varate ieri dal ministero dell'Università. Ottenuto il via libera da Consiglio di Stato e Avvocatura dello Stato, il ministro dell'Università Mariastella Gelmini ha sbloccato le procedure per tenere i 1.800 concorsi (in gran parte per ordinari e associati) banditi nel 2008 e bloccati dalle norme anti-combine varate a novembre. Per tagliare le gambe agli accordi preventivi che decretano i vincitori prima che si tengano i concorsi, il Dl 180/08 ha istituito il doppio meccanismo di elezione e sorteggio dei commissari: primai docenti di ogni disciplina eleggono una lista di possibili "giudici", tra i quali poi vengono sorteggiati i due o quattro membri destinati ad accompagnare il commissario interno in ogni concorso. In alcuni dei 450 settori scientifico- disciplinari in cui è frammentata l'accademia italiana, però, non è semplice trovare il numero minimo di docenti per comporre liste e commissioni, e questa difficoltà aveva inceppato il sistema. Ora però l'Avvocatura dello Stato ha dato il via libera al ministero per far partire tutti i concorsi possibili, che sono molti anche grazie al ricorso ai settori «affini». Il decreto Gelmini aveva previsto anche un esame di qualità per gli aspiranti valutatori, chiudendo i cancelli delle commissioni ai docenti inattivi, cioè quelli che non possono vantare pubblicazioni scientifiche nell'ultimo triennio. L'anagrafe dei docenti, chiamata a registrare l'attività dei professori, non è però ancora partita. L'ultimo tassello approvato ieri è la nuova griglia di valutazione delle pubblicazioni di chi partecipa ai nuovi concorsi per i ricercatori. A differenza delle prime bozze, la nuova versione del decreto impone di valutare separatamente ogni titolo scientifico, evitando i giudizi generici sul complesso della produzione prestando il fianco a un maggiore arbitrio dei commissari. Per ancorare i giudizi a criteri scientifici, il decreto impone in ambito scientifico il ricorso ai parametri internazionali che misurano l'importanza delle pubblicazioni. G. Tr. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sette ministri in fila per le risorse (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMA PAGINA data: 2009-07-25 - pag: 3 autore: Non solo Mezzogiorno. Presentati progetti per nove miliardi ma il Cipe slitta Sette ministri in fila per le risorse ROMA Ministri di ogni latitudine in fila per una quota residua dei fondi per il Mezzogiorno. Non sono soltanto i governatori del Sud a rincorrere il tesoretto del fondo per gli investimenti nelle aree sottoutilizzate, ormai notevolmente ridimensionato dagli usi "diversi" del ministro Tremonti: i titolari di sette ministeri del governo Berlusconi hanno infatti presentato liste di progetti e programmi per un valore di nove miliardi. Aspettano un Cipe che dovrebbe distribuire l'ultima quota residua del fondo nazionale e che probabilmente non ci sarà, almeno prima delle vacanze estive. Protestano perché queste risorse, pure destinate in gran parte al Sud e precedentemente assegnate ai loro ministeri, sono state azzerate dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e dal Cipe. Il rinvio del conclave di governo fissato inizialmente per il 7 agosto all'Aquila è il segnale che proprio questo nodo della ripartizione dei fondi originariamente destinati per l'85% al Sud - oltre a quello delle scelte per le regionali 2010 - crea tensioni fortissime all'interno della maggioranza e soprattutto dell'esecutivo. Sono mesi che il Fas scatena conflitti prima con le regioni, ora dentro il governo. Eppure l'intuizione geniale di Tremonti ha garantito al governo un polmone finanziario per numerose spese più o meno urgenti: dal terremoto dell'Aquila all'azzeramento dell'Ici sulla prima casa, dal risarcimento per gli obbligazionisti Alitalia al G8, dai fondi di garanzia per le piccole e medie imprese alla banda larga. I ministri penalizzati però non ci stanno a perdere le risorse e non è bastata a rassicurarli la decisione collegiale del governo, su proposta dell'Economia,di destinare queste somme alle misure anticrisi. Stefania Prestigiacomo (Ambiente) chiede tre miliardi per i suoi progetti, Claudio Scajola (Sviluppo economico) ne chiede 2,8 per programmi destinati alle imprese e all'innovazione, mentre Mariastella Gelmini prende il terzo posto di questa classifica con una richiesta di poco inferiore al miliardo e mezzo. Anche lei punta molto sulla ricerca, tentando di rivitalizzare i distretti. Ci sono poi i 700 milioni del ministro per le Politiche agricole Luca Zaia, i 600 milioni del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, i 330 del ministro per l'innovazione Renato Brunetta, i 150 milioni del ministro dell'Interno Roberto Maroni. A tutti questi ministeri erano state assegnate quote ben più alte con la delibera Cipe 166/2007 che è stata poi azzerata quest'anno. Difficile dire con esattezza a quanto ammonti la quota che ancora deve essere distribuita di questo fondo allocato presso la Presidenza del consiglio. Oscilla fra 1,5 e 3,5 miliardi a seconda che le coperture delle ultime spese finanziate da varie leggi con questi fondi siano scaricate su questo stesso strumento o sui residui dei vecchi programmi comunitari 2000-2006. Tecnicalità che poco spostano il problema vero, che è duplice: le risorse sono molto inferiori alla richiesta e soprattutto né l'Economia né, al momento, Palazzo Chigi sembrano orientati a procedere alla ripartizione, preferendo tenere queste somme per altre eventuali emergenze di finanza pubblica. G. Sa. L'ASSEGNAZIONE Sia il premier che l'Economia non sembrano orientati a procedere alla ripartizione delle risorse: preferiscono usarle in caso di emergenza

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Più fondi agli atenei migliori (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 25/07/2009 - pag: 1 In testa Trento, poi i Politecnici di Milano e Torino. Polemica dei rettori esclusi Più fondi agli atenei migliori La lista dei 27 centri virtuosi che riceveranno 525 milioni Per la prima volta in Italia una parte delle risorse pubbliche per l'Università sarà distribuita in base a criteri qualitativi, sulla base di una classifica, stilata dal ministero dell'Istruzione, che vede al primo posto l'Ateneo di Trento e al 54Ú quello di Macerata (le prime 6 Università, tra cui i Politecnici di Milano e Torino, sono tutte al Nord). Ventisette atenei virtuosi riceveranno più fondi, altri 27 che non hanno raggiunto gli standard previsti subiranno dei tagli. Il ministro Gelmini: premiata la qualità. Ma i rettori esclusi si ribellano. ALLE PAGINE 2E3 Benedetti, Del Frate Foschi, Gasperetti

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PASSO IMPORTANTE E QUALCHE LIMITE (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 25/07/2009 - pag: 1 UNIVERSITA' ALL'ESAME DELLA RICERCA PASSO IMPORTANTE E QUALCHE LIMITE di FRANCESCO GIAVAZZI Q uattro anni fa, per iniziativa del ministro Moratti, fu svolta una valutazione della ricerca prodotta nelle nostre università seguendo criteri normali in altri Paesi, ad esempio la Gran Bretagna. La valutazione avvenne sia consultando indicatori oggettivi, sia chiedendo il parere di esperti, spesso di università non italiane. Per quattro anni chi a quell'esercizio si dedicò con passione fu deluso e deriso. Deluso perché la promessa di usare quei risultati per allocare i fondi pubblici tenendo conto del merito scientifico fu presto dimenticata. Deriso dai molti colleghi che in questi anni non hanno perso occasione per sottolineare l'ingenuità di chi ancora crede alla possibilità di migliorare la nostra università. La decisione del ministro Gelmini di usare quei risultati per allocare una quota, seppur piccola, del fondo ordinario di finanziamento delle università è un passo importante. Non solo perché per la prima volta in Italia si introduce un criterio di merito nell'allocazione alle università delle risorse pubbliche, ma soprattutto perché, se quell'esercizio fosse rimasto lettera morta, nessuna valutazione, per quanto ottima, avrebbe più avuto alcuna credibilità. Certo, vi sono moltissimi limiti. La quota dei fondi pubblici allocati sulla base dei risultati della ricerca è minuscola, solo il 5% (un altro 2% è assegnato in base a valutazioni sulla didattica). In quel 5% il giudizio di quattro anni fa conta solo per una metà: il resto dipende in parte dalla capacità dei dipartimenti di attrarre finanziamenti europei (e questo è bene), in parte dalla partecipazione a progetti di ricerca nazionali, che invece sono notoriamente assegnati secondo criteri diversi dalla qualità scientifica. Il limite più grave è che i fondi saranno allocati sulla base della valutazione media dei dipartimenti di un'università, anziché destinarli direttamente a chi ha più meritato. Ad esempio, il dipartimento di matematica di Tor Vergata è stato giudicato uno dei migliori in Italia: questo consente a quell'università di ottenere un po' di fondi in più. Come li distribuirà il rettore? Anche ai giuristi, che a Tor Vergata hanno ottenuto una valutazione non particolarmente brillante? Importanti sono anche la nascita dell'Agenzia per la valutazione dell'università con organi scelti attraverso un meccanismo che limita la discrezionalità del ministro, la ripresa delle valutazioni della ricerca migliorandone i criteri, il limite alla proliferazione degli insegnamenti, la riduzione di settori disciplinari, in passato costruiti in modo da dare ad ogni gruppetto di baroni un proprio feudo. Non si cambia l'università in un giorno, ma questo è un secondo segnale forte (il primo fu il decreto sui concorsi di novembre) del quale il ministro Gelmini porta tutto il merito. Il passo successivo sarà cambiare la governance degli atenei limitando il potere dei rettori, oggi sottratti a qualunque controllo e schiavi dei loro grandi elettori. E tuttavia, nessuna riforma salverà le nostre università se queste rimarranno senza risorse. Con i tagli confermati nel Dpef molte università a novembre chiuderanno. La scelta è del ministro dell'Economia: o rinuncia ai suoi tagli, o ha il coraggio di proporre un innalzamento delle rette pagate dalle famiglie. Oggi può ancora scegliere; a novembre, quando gli atenei bruceranno, potrà solo pagare per spegnere l'incendio.

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La classifica degli atenei I primi sei sono al Nord (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 25/07/2009 - pag: 2 La classifica degli atenei I primi sei sono al Nord La Gelmini: più risorse ai virtuosi. Polemica sui criteri ROMA Al primo posto l'università di Trento. Al 54Ú l'università di Macerata. E' una graduatoria ufficiale costruita sui risultati. Dopo due tentativi andati a vuoto prima di Mariastella Gelmini ci avevano provato Letizia Moratti e Fabio Mussi parte la valutazione. Nei prossimi mesi 27 atenei virtuosi riceveranno più fondi, altri 27 che non hanno raggiunto gli standard previsti anche se superaffollati subiranno dei tagli. Dopo tanto parlare di merito, si fa sul serio. D'ora in avanti, se non vogliono restare a secco di finanziamenti, le università dovranno preoccuparsi di raggiungere certi standard. Come accade nel resto del mondo. I criteri Incentivi e sanzioni sono l'effetto di un recente decreto messo a punto dalla direzione università del ministero. Vengono indicati i criteri di ripartizione, sulla base dei risultati, del 7 per cento (525 milioni di euro) del fondo di finanziamento ordinario degli atenei. I 2/3 di questo fondo verranno assegnati in base alla qualità della ricerca, 1/3 per la qualità della didattica. Tra un anno o forse più dipenderà dai tempi di attuazione sarà la nuova Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) a decidere chi merita incentivi e chi no. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato in prima lettura il regolamento. L'Anvur peserà l'efficacia della didattica sulla base di standard internazionali (compito svolto finora dal Cnsvu) e la qualità dei risultati della ricerca (finora se ne è occupato il Civre). Il regolamento Gelmini la rende più autonoma: il presidente verrà indicato dal Capo dello Stato e non dal governo. I migliori Secondo il ranking elaborato dal ministero si tratta di un prototipo che dovrà essere via via perfezionato l'Università di Trento (più 6 milioni di euro), i Politecnici Torino e di di Milano sono le università migliori. Le prime sei sono tutte al Nord. Ben tre gli Atenei lombardi nella top ten. Subito dietro il Politecnico c'è infatti l'Università di Bergamo mentre al quinto posto figura l'università Milano- Bicocca. Ma non sono mancati buoni piazzamenti di atenei del Centro-Sud: Roma «Tor Vergata», l'Università di Chieti e Pescara, l'Università della Calabria, l'Università Politecnica delle Marche, l'Ateneo della Tuscia, il Politecnico di Bari e l'Università del Sannio di Benevento. Nessun premio, per ora, alle Università di Trieste, Firenze e Siena in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso. Quest'anno verrà distribuito il 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario in base alla qualità della ricerca e della didattica. Ma il criterio storico, il numero degli iscritti, è destinato a pesare sempre meno. In futuro la qualità dei risultati arriverà a pesare fino al 25-30 per cento del finanziamento statale. Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini: «questo è un primo passo significativo, ma il miglioramento va conseguito con forza ». «Non c'è un intento punitivo ha aggiunto , ma la volontà di spronare tutti a dare il meglio». Dal 29 luglio i dati e le valutazioni saranno pubblicati sul sito del ministero. Le polemiche La prima graduatoria ufficiale delle nostre università statali non poteva non provocare polemiche. Per quanto riguarda la qualità della didattica si è tenuto conto dei tempi necessari ad un laureato per trovare lavoro (20%), dell'utilizzo nei corsi di docenti di ruolo (20%), degli iscritti al secondo anno con almeno due terzi degli esami del primo anno (40%) e della possibilità concessa agli studenti di valutare la qualità dei corsi( 20%). Criteri condivisibili. Ma che uso è stato fatto dei dati? Se lo chiede il rettore dell'università di Palermo, Roberto Lagalla: «mi repelle concettualmente pensare che, sia pure con rare eccezioni afferma Lagalla , l'Italia sia popolata a Nord di Roma da intelligenze baciate da Dio e a Sud della capitale da poveri accattoni della cultura e della ricerca, approssimativi e male in arnese». «Il modello applicato afferma il rettore di Roma Tre, Guido Fabiani tiene in conto marginale di atenei come il nostro che hanno destinato al monte stipendi ben al di sotto del 90% del loro Ffo. Questo è un parametro che è stato spesso assunto dai ministeri dell'Economia e dell'Università come indicatore positivo nell'uso delle risorse». La classifica, replicano dall'università di Macerata, ultima in classifica, «terrebbe conto dei risultati della ricerca scientifica con un peso pari a due terzi (contro un terzo per la didattica) rendendo quindi scontato che atenei sociogiuridici-umanistici come Macerata escano sconfitti rispetto a grandi Politecnici». Giulio Benedetti

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Pochi laureati e scarsi investimenti Rapporto sull'Italia ultima in Europa (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 25/07/2009 - pag: 2 La ricerca Le cifre dell'Ambrosetti Pochi laureati e scarsi investimenti Rapporto sull'Italia ultima in Europa ROMA Italia fanalino di coda in Europa per la spesa pubblica e privata per l'università; ultima come numero di laureati nella fascia di popolazione in età compresa fra i 25 e i 64 anni; a metà classifica per quanto riguarda il «citation impact », cioè il numero di citazioni sui giornali delle pubblicazioni scientifiche, cioè una sorta di indicatore del valore delle ricerche. Sono questi alcuni dei dati, elaborati da vari enti e organismi italiani e internazionali, sui quali The European House Ambrosetti, il gruppo di ricerca che ogni anno promuove il Forum di Cernobbio, sta lavorando per fotografare lo stato di salute del sistema universitario del Paese. «Purtroppo il sistema sconta una serie di ritardi, ma le iniziative messe in atto dal ministro Gelmini possono aiutare a risolvere alcuni dei problemi commenta Andrea Beretta Zanoni, docente di Economia aziendale a Verona e responsabile del gruppo di ricerca sull'università dell'Ambrosetti . È giusto intervenire per definire una migliore allocazione delle risorse, tanto più in un quadro nel quale i fondi a disposizione sono purtroppo oggettivamente pochi, come mostrano i dati sulla spesa pubblica per l'università negli altri Paesi. Ma premiare gli atenei virtuosi è sicuramente il primo passo per rendere più competitivo il sistema». La dispersione delle risorse, secondo il professor Beretta Zanoni, è un problema concreto: «Spesso si dice che ci sono troppo università o troppe cattedre. In termini assoluti non è vero. Però è vero che alcuni insegnamenti e alcune università non hanno mercato e quindi la loro presenza non è giustificata ». I dati sulla spesa per l'istruzione sembrano in effetti impietosi: in Europa si va dall'1% del Pil della Repubblica Ceca all'1,7% di Danimarca e Finlandia, la media dei Paesi Ocse è all'1,3%. L'Italia, insieme alla Slovacchia, indossa però la maglia nera: spende appena lo 0,9%. E la

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Blitz di un dipietrista e il ministro lascia la sala (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 25/07/2009 - pag: 2 La conferenza stampa Blitz di un dipietrista e il ministro lascia la sala «Molto democratico» ROMA Ha interrotto la conferenza stampa del ministro Gelmini a Palazzo Chigi, subito dopo il Consiglio dei ministri, per chiedere spiegazioni al governo sul mancato scioglimento del comune di Fondi, in provincia di Latina, per infiltrazioni mafiose. Il senatore di Italia dei Valori Stefano Pedica, si è avvicinato al ministro e ha citato «una relazione di 500 cartelle» del prefetto competente, sottolineando come «vi siano collusioni tra la criminalità organizzata e funzionari comunali anche eletti». Il ministro Maroni, ha detto Pedica, si è dichiarato «d'accordo sullo scioglimento» già quattro mesi fa ma il Consiglio dei ministri «per quattro mesi non è mai intervenuto. Io chiedo perché, nonostante 17 arresti». Pedica ha incalzato il ministro Gelmini per conoscere la sua posizione sulla delicata questione, lei l'ha lasciato parlare per un po'. Poi, visibilmente irritata, ha abbandonato la sala e trasferito la conferenza stampa nella sala verde di Palazzo Chigi, ironizzando sul comportamento del senatore: «L'Idv è sempre una forza molto democratica, complimenti...». Nella sala sono state spente le luci così Pedica ha commentato: «Ci oscurano. Esco ma tornerò al prossimo Consiglio dei ministri». Il suo comportamento è stato duramente criticato dalla maggioranza e dal governo. Italo Bocchino, vicario del Pdl alla Camera lo ha definito «inelegante e politicamente scorretto». Il presidente dei senatori dell'Idv Felice Belisario ha replicato: «Il governo non sa cosa sia la democrazia» mentre molti esponenti del Pd hanno criticato il mancato scioglimento del comune di Fondi. Il governo in un comunicato ha poi precisato che la «decisione per Fondi è stata rinviata alla prossima riunione». ( foto Solaro/OTNPhotos-Scavuzzo/Eidon)

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E l'Insubria si ritrova tra le grandi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 25/07/2009 - pag: 3 Le sorprese E l'Insubria si ritrova tra le grandi È come quando il campionato lo vincevano il Cagliari o il Verona: squadre giovani, senza glorie passate ma che puntavano sul bel gioco. La stessa sensazione si prova nel vedere ai piani alti della graduatoria della Gelmini atenei che non ti aspetti. Un caso è quello dell'Università dell'Insubria (Varese e Como) premiato con un bonus aggiuntivo di 680mila euro. «Abbiamo raccolto la sfida del ministro spiega il rettore Renzo Dionigi che riteniamo giusta e in grado davvero di cambiare la vita delle università. I risultati, per quanto ci riguarda sono che i nostri studenti hanno toccato quota 12mi-- la, solo il 65% dei quali risiede nelle due province di riferimento: significa che la nostra offerta didattica è attrattiva. E poi c'è la ricerca: lavori delle nostre equipe sono finite su riviste internazionali, nessuna facoltà esclusa». Dionigi è chirurgo e il bisturi è tornato utile per centrare l'obiettivo: «Sprechi ridotti al minimo, consulenze esterne a zero: i problemi legati alla vita dell'università vengono risolti completamente dalla nostra struttura interna». Da Nord a Sud, ecco il caso dell'università del Sannio: qui l'incremento di fondi sarà solo dello 0,75% ma visti i chiari di luna è un successo. «Ma il settore universitario nel suo complesso è sotto finanziato» dice il rettore Filippo Bencardino che pure non disprezza il metodo premiale voluto dal ministro. «La performance della nostra istituzione prosegue la attribuiamo a un criterio fondamentale: grande legame col territorio. Siamo un piccolo politecnico che trasferisce all'esterno conoscenze e saperi avanzati. In una zona a economia tradizionale come questa è stata una svolta: da quando c'è l'università del Sannio sono nate imprese ad alto contenuto tecnologico». Claudio Del Frate

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Fede e pandemia: se necessario sospese le udienze del Papa (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 25/07/2009 - pag: 9 Precauzioni L'Osservatore romano: non è escluso. Poi la precisazione: nulla di deciso. Mascherine alla Mecca Fede e pandemia: se necessario sospese le udienze del Papa MILANO Il Vaticano potrebbe sospendere le udienze del Papa se l'epidemia di influenza A dovesse aggravarsi e l'Italia decidesse di limitare momentaneamente eventi di massa. Ad avanzare questa ipotesi è Giovanni Rocchi, direttore sanitario vaticano in un'intervista all' Osservatore Romano . Il medico ha precisato che al momento non sono previste misure «per evitare la contemporanea presenza, in uno stesso luogo, di più persone provenienti da Paesi a rischio», come accade per esempio all'udienza generale o in una celebrazione liturgica. E ha sottolineato che non c'è nessun allarmismo. E infatti in Vaticano non è stata predisposta nessuna iniziativa. La paura della pandemia cambia la vita. A partire dalle pratiche religiose. Così due diocesi anglicane, a Blackburn, nel nord dell'Inghilterra, e a Nottingham, nel centro, hanno deciso di non bere più il vino dallo stesso calice per limitare il contagio durante le funzioni religiose. Decisione che non rispecchia il pensiero di tutta la Chiesa anglicana nazionale, ma è permessa da un Atto sui Sacramenti del 1547, ai tempi della peste bubbonica. In Nuova Zelanda, invece, nelle chiese cattoliche, i sacerdoti evitano di appoggiare l'ostia sulla lingua dei fedeli e qualcuno offre fazzolettini disinfettanti. Mentre i teologi aderenti alla Federazione delle Organizzazioni islamiche in Europa lanciano una fatwa «storica» (la prima in tema di igiene ed epidemie) in risposta a chi chiede di rinviare o annullare i pellegrinaggi alla Mecca: «Il pericolo di contagio non lo giustifica ancora», ma «è bene portare mascherine ed evitare contatti con baci e abbracci». Per i laici i problemi sono altri. Chi ha figli che vanno a scuola attende i risultati delle discussioni fra gli esperti dei Centri europei per il controllo delle malattie sulla riapertura delle scuole (da noi il ministro Gelmini non prevede slittamenti), ma intanto l'Inghilterra sta pensando a lezioni via Internet nel caso di ritardi. Aspettando quello che succederà in autunno, si può anche andare in vacanza, non senza aver consultato Internet: è lì che si discutono le mete da evitare e quelle da scegliere. Sul suo sito italiano, la Lonely Planet, quella delle guide famose in tutto il mondo, cerca di rispondere al quesito «Influenza suina = no vacanze?» e precisa: l'Oms non ha dato indicazioni per restrizione ai viaggi, ma alcune compagnie aeree hanno adottato controlli severi (con la British Airways e la Virgin chi ha anche un banale raffreddore potrebbe rischiare di rimanere a terra, se l'addetto al check-in fa, al volo, una diagnosi di «suina») e negli aeroporti i turisti potrebbero essere sottoposti alla misurazione della temperatura con il termometro a raggi infrarossi. L'importante è essere avvertiti, per non essere presi alla sprovvista. L'associazione italiana dei tour operator, però, parla di cancellazioni contenute dei viaggi (meno 3 per cento), soprattutto per mete come il Messico o la Gran Bretagna. Su un punto, però, possiamo stare tranquilli: quando dobbiamo cucinare o scegliere il menù al ristorante. Questa volta la «psicosi del pollo», che aveva fatto crollare le vendite delle loro carni ai tempi dell'influenza aviaria, non si è ripetuta e i maiali, che hanno dato origine al virus della nuova influenza, sono rimasti in Messico. Prosciutto e melone possono tranquillamente arrivare in tavola. Chi, invece, ha davvero cambiato le proprie abitudini, almeno in questo primo momento di esplosione epidemica dell'infezione, è l'Argentina, uno dei Paesi più colpiti dal contagio. Come racconta Paolo Gozzer, uno dei 100 mila italiani che vivono a Rosario, nella provincia di Santa Fè, le scuole sono state chiuse all'inizio di luglio e ai dipendenti pubblici, con figli minorenni, sono stati concessi permessi speciali di astensione dal lavoro, come pure alle donne in gravidanza, anche nel settore privato. I teatri hanno sospeso le loro programmazioni e molti spettacoli pubblici sono stati annullati. Una prova generale di quello che può fare la pandemia, nello scenario peggiore. Adriana Bazzi abazzi@corriere.it In Aula Nervi Papa Ratzinger durante un incontro con settemila giovani del servizio civile nel marzo scorso Scuola online In Gran Bretagna l'ipotesi di mettere in piedi un sistema di lezioni online se dovesse essere rinviata l'apertura delle scuole

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Il a Politecnico e Bicocca I rettori: Milano aiuti queste eccellenze (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 25/07/2009 - pag: 50 Studi Gli atenei della città nei primi posti della classifica del ministero. «La sfida? Diminuire gli sprechi» Il «premio» a Politecnico e Bicocca I rettori: Milano aiuti queste eccellenze Ballio: riconosciuto il nostro lavoro. Fontanesi: giusto dare più risorse a chi sa usarle Al terzo posto il Politecnico, al sesto la Bicocca: gli atenei milanesi si piazzano in testa alla hit parade nazionale delle università 'virtuose'. E portano a casa una quota extra di finanziamenti proporzionale alla pagella ottenuta: più 4,14% sul budget per la storica istituzione di Città Studi, più 2,51% per l'ateneo che ha appena undici anni di vita. Soddisfatti i rettori che, però, tengono i piedi per terra: Milano deve continuare ad investire sull'università e sui giovani. «Siamo tra le realtà che spendono meno in personale: 1.200 docenti per 36mila studenti. Il parametro che ci penalizza di più nelle classifiche è proprio il rapporto docentistudenti. E questo rapporto, di un docente ogni 30 studenti (in Europa la media è di 1 a 20) vuol dire fare più fatica. Non posso che condividere una politica che premia il lavoro delle persone», dice Giulio Ballio, rettore del Politecnico di Milano dal 2002. Gli fa eco Marcello Fontanesi, che dal 1999 dirige l'ateneo sorto nell'ex area industriale: «Il buon risultato non elimina le preoccupazioni per il futuro. Per mantenere questi standard di efficienza c'è un lavoro enorme da fare. Siamo una università giovane che ha bisogno di consolidarsi, che ha 30mila studenti e 934 docenti. Ma per competere dobbiamo fare ricerca e arruolare i giovani in gamba che con l'aria che tira, cercano altre strade piuttosto che fermarsi in università». Nel lungo elenco (54 atenei) il Politecnico segue le università di Trento e il Politecnico di Torino. La classifica è stata diffusa ieri dal ministero dell'Università e della Ricerca scientifica ed è contenuto nel «pacchetto università» approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro Mariastella Gelmini. Il provvedimento prevede che il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (cioè 525 milioni di euro) venga distribuito in base alla qualità della ricerca (i due terzi), quindi dei risultati raggiunti, e della didattica delle università. Il tutto mentre prosegue la razionalizzazione dei corsi di laurea con un taglio di quelli inutili. «La buona pagella premia un lavoro enorme fatto in questi anni - aggiunge Ballio -. Non conosco ancora l'ammontare del 'premio'. Ma confermo che la nostra strategia è stata investire nelle attrezzature scientifiche e nei servizi agli studenti, più che assumere personale ». Il Politecnico ha anche un alto numero di studenti stranieri: 2.500 provenienti da 100 Paesi. E' corretto dare maggiori risorse «a chi dimostra di saperle usare», spiega Fontanesi. «Gli sprechi vanno ridotti e occorre concentrarsi sull'efficienza. Ma queste pagelle non vanno vissute come premio o punizione, piuttosto come un modo per guardarsi allo specchio e capire a che punto si è». Alla Bicocca, ci si misura su risultati oggettivi: un'indagine del 2008 dice che il tempo medio d'attesa per inserirsi nel mondo del lavoro dei neolaureati oscilla fra i 3 e i 5 mesi. «Li seguiamo nel tempo, per capire come evolve la loro carriera - conclude il magnifico rettore -. Abbiamo raggiunto diverse punte di eccellenza, nelle biotecnologie ma anche nella sociologia ». Paola D'Amico pdamico@corriere.it Costi del personale Si è cercato di investire nelle attrezzature e nei servizi agli studenti, più che assumere personale Pagelle Due università milanesi si piazzano ai primi posti nell'elenco nazionale degli atenei «virtuosi» tracciato dal ministero dell'Università e della Ricerca e portano a casa fondi extra: Politecnico e Bicocca sono rispettivamente in terza e sesta posizione

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Tor Vergata meglio della Sapienza (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 25/07/2009 - pag: 1 Università Lo Iusm (settimo in graduatoria) unico istituto romano nella top ten Tor Vergata meglio della Sapienza La classifica del ministero per gli atenei «virtuosi» Tor Vergata batte Sapienza. Nella classifica degli atenei più virtuosi d'Italia, diffusa ieri dal ministero dell'Istruzione, il secondo ateneo capitolino distanzia anche l'università di Roma Tre, in zona rossa (ovvero tra gli atenei che perderanno una quota di finanziamenti del fondo ordinario delle università). Ma la sopresa arriva dallo Iusm, l'università del Foro Italico: prima tra le romane, conquista anche il settimo piazzamento nella top-ten degli atenei premiati dal ministro Mariastella Gelmini. A PAGINA 2

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Per Fondi slitta lo scioglimento, scontro Pd e Pdl (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 25/07/2009 - pag: 4 Comuni Carlucci: «Idv è una forza eversiva» Per Fondi slitta lo scioglimento, scontro Pd e Pdl L'opposizione: «È una vergogna» È scontro tra governo e opposizione sul mancato scioglimento del Comune di Fondi per mafia. Benchè la richiesta del prefetto Bruno Frattasi risalga a febbraio, benchè 20 giorni fa ci siano stati 17 arresti, benchè il consigliere regionale Alessio D'Amato abbia prospettato una denuncia per omissione d'atti d'ufficio nei confronti del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ieri il consiglio dei ministri ha rimandato la decisione «alla prossima riunione». Il rinvio non passa inosservato. Il senatore dell'IdV Stefano Pedica piomba a Palazzo Chigi mentre sta per iniziare la conferenza stampa sull'università del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il parlamentare vuole spiegazioni sul mancato scioglimento, inscena una sorta di sit-in, fa saltare l'appuntamento con i giornalisti. E lascia la sala stampa solo alle 16.30. Il Pdl insorge: «L'Italia dei Valori - sostiene la deputata Gabriella Carlucci - si pone sempre più come una forza eversiva al di fuori delle regole democratiche». Il collega Fabrizio Cicchitto accusa: «Con l'irruzione di un manipolo di squadristi nella sala stampa di Palazzo Chigi l'IdV conferma la sua reale natura». Le repliche sono altrettanto dure. «Tenere in piedi un'amministrazione collusa con la mafia è vergogognoso - sottolinea il senatore dell'IdV Pancho Pardi - . Il ministro Maroni non ha il coraggio di sfidare la sua maggioranza su un fatto palese: a Fondi la gestione della cosa pubblica è nelle mani della criminalità organizzata». «È più eversivo denunciare la questione o il silenzio del governo?», domanda Di Pietro. Anche il Pd (con Antonello Soro, Vincenzo Vita, Ermete Realacci) si schiera contro il rinvio. Per il presidente della Regione, Piero Marrazzo, «la decisione è improcastinabile. Ci aspettiamo che il governo si pronunci prima della pausa estiva ». E per l'assessore al Bilancio, Luigi Nieri, quello inviato al Paese è un «brutto segnale». Di Pietro e un altro ex pm, Luigi De Magistris, sostengono che a Fondi «l'infiltrazione mafiosa è conclamata». Un'accusa che l'ultima inchiesta della Dda sembra confermare. Sarebbe la 'ndrina di Venanzio e Carmelo Tripodo a controllare il mercato, uno dei più grandi d'Europa. L'ex assessore Riccardo Izzi (Pdl) è considerato il referente dei due fratelli in Comune. Dalle dichiarazioni rese nel 2008 da un tenente dei carabinieri, Mario Giacona, risulta che il Comune attribuisce licenze e appalti a un «noto pregiudicato», Aldo Trani, cognato di Carmelo Tripodo. L'autista di quest'ultimo, Pasqualino Rega, è consigliere comunale. Un altro consigliere comunale, Antonio Ciccarelli, «è sicuramente collegato alla criminalità calabrese ». Personaggi di volta in volta indagati, arrestati, sottoposti a misure di prevenzione senza che il Comune di Fondi abbia mai preso le distanze. Lavinia Di Gianvito

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Meno fondi per Cagliari e Sassari (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Italiana Pagina 110 Meno fondi per Cagliari e Sassari Premiati i migliori atenei, i sardi figurano nella lista nera --> Premiati i migliori atenei, i sardi figurano nella lista nera ROMA Nuovi ritocchi all'università italiana in una sorta di lifting a più riprese che sarà completato in autunno con la riforma del reclutamento e della governance. Il consiglio dei ministri ha dato, infatti, ieri il via libera (in prima lettura) alla più volte annunciata Agenzia per la valutazione del sistema universitario (Anvur) e il ministro Gelmini ha firmato provvedimenti che sbloccano 1.800 concorsi e distribuiscono, per la prima volta in Italia, una parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito e dunque soldi in più soltanto agli atenei migliori. Tra questi non figurano i due atenei sardi che si ritrovano nella graduatoria di quelli a cui verranno tagliati i fondi. Cagliari riceverà meno 2,08% e Sassari meno 2,95 dei finanziamenti previsti. Un taglio che peserà decisamente sui già magri bilanci delle università sarde che rischiano di restare a secco soprattutto per la ricerca. L'ANVUR La nuova Agenzia valuterà la qualità di atenei ed enti di ricerca e il suo giudizio sarà determinante per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario a chi raggiungerà i risultati migliori. L'Anvur (che sostituisce e unifica Cnvsu e Civr, i due comitati di valutazione attualmente esistenti) metterà sotto la lente la didattica (anche con riferimento ai livelli di apprendimento degli studenti e al loro inserimento nel lavoro), le strutture, l'acquisizione di finanziamenti esterni, lo scambio di ricercatori, la qualità della ricerca (con il sistema peer review, cioè la valutazione anonima di illustri accademici internazionali). Non solo. L'Agenzia propone anche i requisiti per l'istituzione di nuovi atenei o sedi distaccate, per l'attivazione dei corsi di studio, dei dottorati, dei master e delle scuole di specializzazione. Ogni anno redigerà un Rapporto sullo stato dell'arte. L'Anvur sarà composta dal presidente, da un consiglio direttivo e dal collegio dei revisori dei conti. Tutti resteranno in carica per 4 anni e non potranno essere nuovamente nominati. PIÙ SOLDI AD ATENEI VIRTUOSI Per la prima volta in Italia il ministero ha assegnato una parte dei fondi destinati alle università, il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), cioè 525 milioni di euro, in base alla qualità della ricerca (2/3) e della didattica (1/3). Da una prima ricognizione emerge che l'Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra le Università migliori in base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 Università, tra cui anche i due atenei della Capitale Roma Tre e La Sapienza, che non hanno gli standard qualitativi previsti. Tra i parametri presi in considerazione per l'assegnazione dei fondi, la capacità di intercettare finanziamenti europei per la ricerca, la percentuale di laureati che trovano lavoro a 3 anni dalla laurea, la presenza di corsi affidati a propri insegnanti di ruolo, la regolarità degli esami. CANCELLATI I CORSI INUTILI Il ministro Gelmini ha inviato alle Università una nota in cui sono contenute una serie di misure per eliminare i corsi di laurea non necessari (quelli, ad esempio, con pochi studenti). Già ne sono stati tagliati il 20%, ora sarà possibile ridurli ulteriormente (i corsi di specializzazione di medicina, ad esempio, sono passati da 1600 a 1200). Ridotti anche i settori disciplinari. VIA LIBERA A 1.800 CONCORSI Con la direttiva firmata oggi dal ministro Gelmini si avviano le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. I concorsi banditi nelle due tornate nel 2008 erano stati sospesi dalle nuove norme contenute nel DM 180 che impongono le nuove e più trasparenti modalità di formazione delle commissioni. Si tratta di 1800 concorsi. Per quanto riguarda i ricercatori la valutazione avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale. TIZIANA CAROSELLI

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Gelmini: bisogna dare il meglio (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Italiana Pagina 110 Gelmini: bisogna dare il meglio --> ROMA «Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà di spronare tutti a dare il meglio, a non accontentarci di un sistema universitario che ha luci e ombre. Se vogliamo rispondere alla crisi si parte dalla scuola, dall'università con la capacità di difendere ciò che funziona ma anche di mettere mano ai problemi»: è quanto ha sostenuto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, nel presentare alla stampa il "pacchetto università". Il ministro ha ricordato che «è intento del dicastero aumentare il fondo premiale dal 7% di oggi al 25-30%» nei prossimi anni. Sottolineando come le misure approvate ieri dal consiglio dei ministri consentano di liberare risorse da investire per promuovere il diritto allo studio, il ministro ha spiegato che un tavolo aperto con la collega Meloni e il Cnsu individuerà gli interventi per utilizzare queste risorse e «per sostenere di più e meglio i giovani». MISTRETTA Le reazioni non si sono fatte attendere. Il rettore di Cagliari Pasquale Mistretta non è rimasto sorpreso dal provvedimento: «La posizione del nostro ateneo è determinata da indicatori negativi che ben conosciamo e su cui non si può recuperare come il numero dei fuori corso, i mancati crediti, il 28 per cento degli abbandoni», dice: «Questo comporterà un taglio da parte del ministero di circa 500 mila euro che porteranno a razionalizzare meglio le risorse. Va meglio invece per la ricerca scientifica dove siamo ben messi, anche se è ancora insufficiente il reperimento autonomo di fondi (oggi di circa quattro milioni)».In linea generale Mistretta si dice favorevole al provvedimento del governo ritenendolo «positivo per quanto riguarda i principi premiali che invoglieranno tutti a fare meglio. Inoltre riapre i concorsi e conferma la politica di rivedere i corsi eliminando quelli meno utili». MURGIA Per Bruno Murgia, deputato del Pdel e componente della Commissione Cultura, l'idea di vincolare il 30% dei fondi in base alla qualità raggiunta dagli atenei è un «passo da gigante verso la meritocrazia». «L'Università - afferma - è un diritto, ma non possiamo permettere di proseguire a erogare fondi senza alcun criterio».

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Influenza A, è ormai pandemia (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Italiana Pagina 111 Il virus non ha subito mutazioni ed è rimasto blando. Contromisure in Vaticano per la salute del Papa Influenza A, è ormai pandemia Il virus non ha subito mutazioni ed è rimasto blando. Contromisure in Vaticano per la salute del Papa Per l'Oms colpita la quasi totalità dei Paesi --> Per l'Oms colpita la quasi totalità dei Paesi ROMA La pandemia di influenza A (H1N1) si avvicina a una propagazione totale: almeno 160 Paesi o territori su un totale di 193 membri dell'Organizzazione mondiale della sanità hanno confermato casi di persone colpite dall'influenza. «Ci stiamo avvicinando al 100 per cento, ma non ci siamo ancora», ha detto ieri a Ginevra il portavoce dell'Oms Gregory Hartl. Le vittime nel mondo sono per ora circa 800. «Il nuovo virus continua a propagarsi così rapidamente -ha detto ancora Hartl - perché nessuno è immune di fronte a un virus che è nuovo; e come tutti i virus dell'influenza, circola più facilmente nei climi freddi (di qui, la velocità di propagazione che si registra nell'emisfero meridionale dove è inverno)». IL VIRUS NON MUTA «Al momento non abbiamo riscontrato mutamenti nel comportamento del virus. Quella a cui assistiamo è una diffusione geografica», ha precisato il portavoce dell'Oms. «Ma dobbiamo essere però consapevoli che il virus potrebbe cambiare e dobbiamo essere pronti per questo». «Le prime dosi di vaccino dovrebbero essere disponibili nell'emisfero settentrionale in autunno. L'Oms ha avuto finora da due case farmaceutiche la promessa di 150 milioni di dosi per i Paesi in via di sviluppo e - ha precisato Hartlsta -negoziando con altri produttori per ulteriori dosi per i Paesi meno sviluppati». TERZO MONDO La «globalizzazione» del virus allarma soprattutto per le possibili ripercussioni sul terzo mondo. «Questa diffusione così ampia - spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano - era attesa, perché l'H1N1 è un virus che si diffonde rapidamente. È importante che malgrado la diffusione galoppante il virus rimanga uguale a sè stesso, e quindi rimanga piuttosto blando e facilmente guaribile». ITALIANI IN FRANCIA Ci sono tre nuovi casi di influenza A/H1N1 nel gruppo di italiani bloccati in un liceo di Reuil Malmaison, nei pressi di Parigi. L'ultimo bilancio parla di 25 casi in tutto. Tutti sono stati messi subito in isolamento all'interno del liceo, l'istituto cattolico Passy Buzenval. Al viaggio-studio hanno partecipato in tutto 80 ragazzi, tutti tra i 15 ed i 17 anni, e 12 animatori, partiti da Roma e Bologna. GELMINI «Allo stato attuale non è stato preso in considerazione alcuno slittamento dell'inizio dell'anno scolastico». Lo ha ribadito il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini che ha aggiunto: «È stata fatta una polemica inutile. Non ci sono problemi». VATICANO Il Vaticano si sta attrezzando per non farsi «cogliere alla sprovvista» dall'influenza A e per «assicurare la salute» del «Papa, dei collaboratori più stretti, e di quanti sono indispensabili al funzionamento e alla sicurezza dello Stato (pontificio)», ha precisato il direttore di Sanità ed Igiene del Vaticano. Eventualmente potranno essere sospese le udienze.

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Idv, blitz a Palazzo Chigi (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Politica Italiana Pagina 109 Il caso. Pedica interrompe la conferenza stampa della Gelmini Idv, blitz a Palazzo Chigi Il caso.. Pedica interrompe la conferenza stampa della Gelmini --> ROMA Palazzo Chigi occupato. Con un blitz a sorpresa, l'Idv decide una protesta plateale nella sala stampa della sede di governo per rimarcare i tentennamenti dell'esecutivo sullo scioglimento del consiglio comunale di Fondi, una cittadina del sud del Lazio, per infiltrazioni della criminalità. È da poco terminato il Consiglio dei ministri e la titolare del dicastero dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, si appresta a presentare il «pacchetto università» ai giornalisti quando il senatore dell'Italia dei valori, Stefano Pedica, si alza in piedi e prende la parola: «È da quattro mesi che il cdm deve sciogliere il consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose, così come ha fatto per altri comuni, e non lo fa, nonostante vi siano stati 17 arrestati il 6 luglio». La Gelmini, appare sorpresa ma replica che «un prossimo consiglio dei ministri affronterà il problema» dopo «ulteriori approfondimenti», come riporterà in seguito anche un comunicato della presidenza del Consiglio. Ma Pedica non desiste e afferma che «nel consiglio dei ministri c'è qualcuno che vuole tutelare persone colluse con la 'ndrangheta». Il ministro risponde seccato: «Lei non è nè un pm, nè un magistrato ma un semplice parlamentare - dice - Non sono tenuta a rispondere». Il battibecco continua con le tv che riprendono, fino a quando la Gelmini non decide di andar via: «L'Idv è sempre una forza molto democratica, complimenti», commenta ironicamente alzandosi dal tavolo. Subito dopo il ministro tenta di sdrammatizzare mentre raggiunge la sala verde di Palazzo Chigi per continuare la conferenza stampa: «Dopo aver toccato il fondo con Fondi - dice scherzando - ora occupiamoci di fondi...dell'università». Intanto, Pedica occupa simbolicamente la sala stampa dove sono state spente le luci: «Ci oscurano - dice -, ci tolgono la voce in Parlamento e in televisione. Siamo come in Iran, dobbiamo parlare anche se oscurati, dobbiamo fare come Moussavi». La protesta dura fino alle 4 e mezzo del pomeriggio, quando il senatore decide di lasciare la sala stampa, ma la sua iniziativa già ha scatenato polemiche. Duro l'intervento di Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl: «Con l'irruzione di un manipolo di squadristi nella sala stampa di Palazzo Chigi - dice - l'Idv conferma la sua reale natura».

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Università: La Gelmini boccia gli Atenei di Sassari e Cagliari, tagli oltre il 2% ai finanziamenti.. (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Lug 0925 Università: La Gelmini boccia gli Atenei di Sassari e Cagliari, tagli oltre il 2% ai finanziamenti.. Pubblicato da Daniele Puddu alle 09:22 in Formazione Ma come? Secondo lo studio del Censis per La Repubblica l' Università di Sassari risultava essere la migliore d'Italia tra i medi atenei, Cagliari la sesta tra i più grandi.. ma ora contrordine, secondo il Ministero dell'Istruzione guidato dalla Gelmini, i due atenei sardi sono a fondo classifica e subiranno tagli ai finanziamenti tra il 2,08% di Cagliari e il 2,95% di Sassari (peggio di lei solo altre quattro università). Di cattivo auspicio era stata anche la classifica pubblicata da Sole 24 Ore con gli atenei isolani ad inseguire. La notizia arriva proprio nei giorni in cui si aprono le immatricolazioni al nuovo anno Accademico, sia a Cagliari che a Sassari, si scatenano le polemiche e le analisi in tutta Italia, qualcuno non ci sta , altri esclusi pongono dubbi sui criteri, ma vediamo quali sono le motivazioni che hanno portato a premiare gli atenei primi in classifica: Trento, per esempio, secondo il provvedimento ministeriale, pur essendo un piccolo ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino, invece, hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi positivi (numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti), presenza di molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca (fonte). Insomma il pacchetto università del Governo che prevede più fondi agli atenei più efficienti, tagli dei corsi inutili, nuovi criteri per concorsi e ricercatori (questo il nuovo codice etico dell'Università di Cagliari) è entrato in funzione, sembra chiara la volontà di rendere efficienti le Università, facendo loro tagliare i rami secchi, volenti o nolenti (meno fondi). Sintesi legge Università (pdf) Testo coordinato alla legge Università (pdf)Linee Guida del Governo per l'Università (pdf) Rassegna stampa Che dire, auguro ai nuovi Rettori delle Università Sarde di essere in grado di spingere ai vertici della classifica nazionale i nostri Atenei, che già non ricchi, non potrebbero subire ulteriori tagli ai bilanci, con la speranza che ciò non si ripercuota sulle tasche degli studenti.

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Buona didattica e ricerca pagano: più fondi alle università virtuose (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMA 25-07-2009 CONTINUA ANCHE IL TAGLIO DEI COSIDDETTI «CORSI INUTILI» Buona didattica e ricerca pagano: più fondi alle università virtuose Ï Il governo approva il pacchetto per rifinanziare gli atenei: il 7% del Fondo (525 milioni) distribuito secondo criteri di merito Ï Decisive le valutazioni dell'Anvur, che unifica Cnvsu e Civr Ï Il ministro Gelmini spiega: «Nessun intento punitivo, ma la volontà di spronare gli atenei a dare il meglio». Trento primeggia Ï Sbloccati anche 1.800 concorsi per professori e ricercatori banditi nel 2008. Ma ora commissioni sorteggiate CIOCIOLA A PAGINA 4

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All'università si cambia Passo nella direzione giusta (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

POLITICA 25-07-2009 P REMIATI ECONOMICAMENTE GLI ATENEI MIGLIORI All'università si cambia Passo nella direzione giusta P IERO C HINELLATO C hiosando la celeberrima frase di Neil Armstrong pronunciata mettendo piede sulla Luna («un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità») si può dire che ieri si è consumato per la nostra università un primo piccolo passo che però ha in sé le potenzialità per generare un grande balzo. Niente è sicuro e niente è scontato le tante delusioni del passato impongono cautela , però quel minuscolo 7% del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) in tutto 525 milioni di euro ripartito tra le università sulla base di criteri oggettivi di merito, con gli Atenei migliori premiati in cima l'Università di Trento e i Politecnici di Torino e Milano , con la penalizzazione di quelli risultati meno buoni, e con tre Trieste, Firenze e Siena la cui valutazione è sospesa in attesa dei piani finanziari di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso, può costituire un segnale importante. Il valore è forse più psicologico che sostanziale, ma l'indicazione che se ne trae è che per un certo modello di università autoreferenziale, con docenti sazi della cattedra conseguita grazie a concorsi compiacenti, incurante dell'efficacia delle proposte didattiche e dell'esito professionale dei propri laureati, comincia a oscurarsi l'orizzonte. La promessa del ministro Gelmini di aumentare nei prossimi anni la quota assegnata per merito fino al 25-30% indica un'intenzione politica altrettanto apprezzabile. Certo, i problemi della nostra università sono con questo ben lungi dall'essere risolti: quello dei finanziamenti incombe, con le riduzioni previste per il Fondo di finanziamento duramente contestate dall'opposizione parlamentare. Gli atenei sono chiamati a compiere dei sacrifici, ma hanno, ad esempio, ridottissime possibilità di agire sulla voce più sostanziosa delle loro uscite, quella relativa al personale, che segue rigidi contratti nazionali. Risalta, inoltre, anche dalla classifica da cui abbiamo preso le mosse (pubblicata a pagina 4), la conferma di un divario serio tra università del Nord e del Centro-Sud (pur con significative eccezioni): una situazione che non può essere accettata come supina certificazione dell'esistente, ma che sollecita azioni vigorose di recupero. È un intero sistema che va riguadagnato a un circuito virtuoso, di pari passo con la modernizzazione istituzionale ed economica del Paese. Non è pensabile che l'Italia riesca ad emergere dalla crisi economica senza disporre delle competenze qualificate, coltivate da università che siano fucine di ricerca, con docenti competenti, appassionati, valutati e retribuiti in base alla qualità del lavoro svolto: l'ha chiesto Obama per gli Usa, dove la meritocrazia non ha bisogno di avvocati, tanto più serve a noi, storicamente refrattari a quella cultura. Come riconosciuto dallo stesso ministro, è altresì indispensabile investire soldi pubblici per «sostenere i sacrifici che fanno le famiglie per mantenere i figli all'università. Servono più residenze, più campus, prestiti d'onore e borse di studio». Ed è la crisi a imporre che questi aspetti siano affrontati tempestivamente e simultaneamente, perché altrimenti le difficoltà rischiano di scaricarsi sui giovani economicamente più deboli, impedendo loro di esercitare quella libertà di scelta che, se «capaci e meritevoli» hanno diritto di vedersi riconosciuta. Benvenuta quindi la decisione adottata ieri, ma si presti attenzione anche alle ragioni quando sostenute da buoni argomenti degli atenei che oggi proveranno a giustificare le performance non soddisfacenti e si operi perché non si cristallizzi una frattura educativa nel Paese.

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Università, premiate le migliori (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 25-07-2009 SCUOLA E MERITO Università, premiate le migliori Fondi in base alla qualità di ricerca e didattica DA R OMA P INO C IOCIOLA L' asceta fa una necessità della virtù, secondo Friedrich Nietzsche: adesso toccherà anche alle università italiane. Visto che gli atenei "virtuosi" incasseranno più fondi rispetto agli altri, come stabilisce il "pacchetto università" approvato ieri dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro per l'Istruzione Mariastella Gelmini. Sarebbe a dire che il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (più o meno 525 milioni di euro) verrà distribuito in base alla qualità della ricerca e della didattica. Il 'pacchetto' ha anche sbloccato i 1.800 concorsi per professori e ricercatori banditi nel 2008, ma che si svolgeranno con un nuovo criterio, cioè il sorteggio dei componenti della commissione. Tra le altre misure, poi, c'è la razionalizzazione dei corsi di laurea per la riduzione di quelli considerati inutili (sebbene il 20% di questi sia già stato tagliato). Vediamo le novità. Nuovo sistema di valutazione. Torniamo al 7% del Fondo di finanziamento ordinario: i due terzi verranno assegnati in base alla qualità della ricerca e il restante terzo alla qualità della didattica. Prende così il via il nuovo sistema di valutazione delle università, grazie al quale «saranno premiati gli atenei più virtuosi sulla base di criteri riconosciuti e valutati positivamente dalla Crui», si legge nel comunicato di Palazzo Chigi. Tocca all'Anvur. L'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur), la nuova Agenzia il cui regolamento è stato approvato sempre ieri dal Consiglio dei ministri, valuterà la qualità degli atenei e degli enti di ricerca ed è stata resa più autonoma: il presidente e il comitato di selezione che individuerà i membri del Consiglio direttivo saranno nominati infatti dal presidente della Repubblica (e non più dal governo). L'Anvur sostituisce e unifica i due comitati di valutazione attualmente esistenti: il Cnvsu (che valuta le università) e il Civr (che valuta la ricerca). La ' razionalizzazione'. Quanto ai tagli dei corsi, «in questi anni sostiene il ministero si è assistito a una proliferazione di insegnamenti che non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro ». Negli ultimi mesi sono già stati tagliati il 20% dei corsi inutili e ora attraverso il 'pacchetto' sarà possibile ridurli ulteriormente . Ad esempio, «i corsi di specializzazione di medicina sono stati ridotti da 1.600 a 1.200», così come sono stati ridotti anche i settori disciplinari. A proposito: il ministro Gelmini ha annunciato che «si aprirà un dibattito su come utilizzare i risparmi» per la riduzione dei corsi universitari: . «Il nostro Paese ha il dovere di sostenere i sacrifici che fanno le famiglie per mantenere i figli all'università, servono più residenze, più campus, prestiti d'onore e borse di studio ». Gli arrabbiati... A molti rettori tuttavia il ' pacchetto università' rimane sullo stomaco. Il più duro è quello di Foggia (al secondo posto nella classifica degli atenei meno virtuosi ): «Così mettono in crisi completa la nostra università dice Giuliano Volpe . Questo taglio pesa parecchio alla luce dei già scarsi finanziamenti ». Però anche Davide Bassi, rettore a Trento (università più virtuosa d'Italia), è preoccupato «dai tagli che attendono tutti gli atenei nel 2010, come lo sono tutti i rettori italiani». Quindi aggiunge: «Il vero problema in questo momento non è soltanto la sopravvivenza, che in qualche modo avverrà, ma come l'università possa contribuire a rimettere in moto la catena di creazione del valore». E i soddisfatti. Invece fra chi è contento c'è il rettore del Politecnico di Milano (terza più virtuosa università), Giulio Ballio: «Dopo tante volte in cui siamo stati penalizzati dal sistema dei finanziamenti a pioggia, questa è una buona notizia, un gesto del ministro che migliora il sistema premiale agli atenei». Anche secondo il rettore dell'Università di Palermo, Roberto Lagalla, «la valutazione qualitativa della performance degli Atenei è condivisibile», ma «a condizione che gli indicatori siano equi, oggettivi e attuali»: cioè «mi repelle concettualmente pensare che, sia pure con rare eccezioni, come si evince dai risultati proposti, l'Italia sia popolata a nord di Roma da intelligenze baciate da Dio e a sud da poveri accattoni della cultura e della ricerca». Il "pacchetto" del ministro Gelmini rivoluziona i criteri di assegnazione dei 525 milioni di euro del Fondo di finanziamento ordinario. Già ridotti del 20 per cento i corsi universitari "inutili" Il ministro Gelmini

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Idv, blitz a Palazzo Chigi: interrotta la Gelmini Il Pdl: è squadrismo. Udc: teatrino vergognoso (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 25-07-2009)

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CRONACA 25-07-2009 Idv, blitz a Palazzo Chigi: interrotta la Gelmini Il Pdl: è squadrismo. Udc: teatrino vergognoso DA R OMA L UCA L IVERANI P rotesta eclatante dell'Italia dei valori per sollecitare lo scioglimento del comune di Fondi infiltrato dalla camorra. Il senatore Stefano Pedica interrompe la conferenza stampa a Palazzo Chigi del ministro Gelmini, occupando la sala per quattro ore. Durissime le reazioni del Pdl: disprezzo della democrazia, squadrismo, eversione. Critica anche l'Udc. E Di Pietro ribatte: eversivo è il silenzio del governo. Il Pd non commenta la protesta, ma Ermete Realacci definisce «grave il rinvio dello scioglimento» del comune pontino. Il 'blitz' del senatore va in scena mentre Maria Stella Gelmini, al termine del consiglio dei ministri, sta presentando il 'pacchetto università'. Il senatore dipietrista si alza e prende la parola: «È da quattro mesi che il consiglio dei ministri deve sciogliere il consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose attacca Pedica così come ha fatto per altri comuni e non lo fa, nonostante vi siano stati 17 arrestati il 6 luglio» e «una relazione di 500 pagine del prefetto». La Gelmini appare sorpresa, ma replica che «un prossimo consiglio dei ministri affronterà il problema dopo ulteriori approfondimenti». Pedica contrattacca: «In consiglio dei ministri c'è qualcuno che vuole tutelare persone colluse con la 'ndrangheta». «Lei non è né un pm né un magistrato alza la voce il ministro ma un semplice parlamentare, non sono tenuta a rispondere ». Il battibecco continua finché la Gelmini decide di interrompere la conferenza, che poi riprenderà al terzo piano in Sala Verde: «L'Idv è sempre una forza molto democratica, complimenti», dice stizzita. Pedica invece non si muove. I commessi spengono le luci. «Ci oscurano dice in Parlamento e in televisione, come in Iran. Continuo l'occupazione nonostante i funzionari abbiano spento le luci e l'aria condizionata e chiuso i bagni. Una vergognosa violazione di diritti umani ». Alle 16 e 30 infine lascia Palazzo Chigi: «Le due righe in fondo al comunicato di Palazzo Chigi dice in mancanza di altre risposte non mi soddisfano, ma lo considero un impegno. Al prossimo consiglio dei ministri sarò di nuovo a Palazzo Chigi a chiedere se il governo ha fatto finalmente il suo dovere commissariando il comune di Fondi. Non dovremmo mai essere costretti a gesti del genere se chi ci governa facesse il proprio dovere». Dure le proteste della maggioranza. Dice Maurizio Lupi: «C'è un modo molto chiaro per porre questioni al governo, è quello delle interrogazioni parlamentari. È l'abc della democrazia ». Fabrizio Cicchitto parla di «irruzione di un manipolo di squadristi» . Anche l'Udc parla di «indecoroso teatrino». Dal Pd nessun commento sulla protesta. Ma Realacci dice che «ogni ulteriore ritardo nel commissariamento è inconcepibile e lascia spazio a odiosi ammiccamenti alla criminalità organizzata. Il governo da tempo ha tutti gli elementi per agire. C'è da chiedersi cosa aspetti». Il senatore Pedica: protesta per chiedere lo scioglimento di un comune infiltrato dalla camorra. Silenzio dal Pd

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Università: La Gelmini boccia gli Atenei di Sassari e Cagliari, tagliati oltre il 2% dei finanziamenti.. (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Lug 0925 Università: La Gelmini boccia gli Atenei di Sassari e Cagliari, tagliati oltre il 2% dei finanziamenti.. Pubblicato da Daniele Puddu alle 09:22 in Formazione Ma come? Secondo lo studio del Censis per La Repubblica l' Università di Sassari risultava essere la migliore d'Italia tra i medi atenei, Cagliari la sesta tra i più grandi.. ma ora contrordine, secondo il Ministero dell'Istruzione guidato dalla Gelmini, i due atenei sardi sono a fondo classifica e subiranno tagli ai finanziamenti tra il 2,08% di Cagliari e il 2,95% di Sassari (peggio di lei solo altre quattro università). Di cattivo auspicio era stata anche la classifica pubblicata da Sole 24 Ore con gli atenei isolani ad inseguire. La notizia arriva proprio nei giorni in cui si aprono le immatricolazioni al nuovo anno Accademico, sia a Cagliari che a Sassari, si scatenano le polemiche e le analisi in tutta Italia, qualcuno non ci sta , altri esclusi pongono dubbi sui criteri, ma vediamo quali sono le motivazioni che hanno portato a premiare gli atenei primi in classifica: Trento, per esempio, secondo il provvedimento ministeriale, pur essendo un piccolo ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino, invece, hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi positivi (numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti), presenza di molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca (fonte). Insomma il pacchetto università del Governo che prevede più fondi agli atenei più efficienti, tagli dei corsi inutili, nuovi criteri per concorsi e ricercatori (questo il nuovo codice etico dell'Università di Cagliari) è entrato in funzione, sembra chiara la volontà di rendere efficienti le Università, facendo loro tagliare i rami secchi, volenti o nolenti (meno fondi). Sintesi legge Università (pdf) Testo coordinato alla legge Università (pdf)Linee Guida del Governo per l'Università (pdf) Rassegna stampa Che dire, auguro ai nuovi Rettori delle Università Sarde di essere in grado di spingere ai vertici della classifica nazionale i nostri Atenei, che già non ricchi, non potrebbero subire ulteriori tagli ai bilanci, con la speranza che ciò non si ripercuota sulle tasche degli studenti.

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Il pacchetto Gelmini approvato dal Consiglio dei ministri (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il pacchetto Gelmini approvato dal Consiglio dei ministri Roma. Nuovi ritocchi all'università italiana in una sorta di lifting a più riprese che sarà completato in autunno con la riforma del reclutamento e della governance. Il consiglio dei ministri ha dato, infatti, ieri il via libera (in prima lettura) alla più volte annunciata Agenzia per la valutazione del sistema universitario (Anvur) e il ministro Gelmini ha firmato provvedimenti che sbloccano 1.800 concorsi e distribuiscono, per la prima volta in Italia, una parte (7%) dei fondi destinati alle Università in base al merito e dunque soldi in più soltanto agli Atenei migliori. «Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà - ha tenuto a precisare il ministro - di spronare tutti a dare il meglio, a non accontentarci di un sistema universitario che ha luci e ombre. Se vogliamo rispondere alla crisi si parte dalla scuola, dall'Università con la capacità di difendere ciò che funziona ma anche di mettere mano ai problemi». Dopo una lunghissima gestione il primo sta bene all'Anvur. La nuova Agenzia valuterà la qualità di atenei ed enti di ricerca e il suo giudizio sarà determinante per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario a chi raggiungerà i risultati migliori. L'Anvur (che sostituisce e unifica Cnvsu e Civr, i due comitati di valutazione attualmente esistenti) metterà sotto la lente la didattica (anche con riferimento ai livelli di apprendimento degli studenti e al loro inserimento nel lavoro), le strutture, l'acquisizione di finanziamenti esterni, lo scambio di ricercatori, la qualità della ricerca (con il sistema peer review, cioè la valutazione anonima di illustri accademici internazionali). Non solo. L'Agenzia propone anche i requisiti per l'istituzione di nuovi Atenei o sedi distaccate, per l'attivazione dei corsi di studio, dei dottorati, dei master e delle scuole di specializzazione. Ogni anno redigerà un Rapporto sullo stato dell'arte. L'Anvur sarà composta dal presidente, da un consiglio direttivo e dal collegio dei revisori dei conti. Tutti resteranno in carica per 4 anni e non potranno essere nuovamente nominati. Più soldi agli Atenei virtuosi. Per la prima volta in Italia il ministero ha assegnato una parte dei fondi destinati alle Università, il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), cioè 525 milioni di euro, in base alla qualità della ricerca (2/3) e della didattica (1/3). Da una prima ricognizione emerge che l'Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra le Università migliori in base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 Università, tra cui anche i due Atenei della Capitale «Roma Tre» e «La Sapienza», che non hanno gli standard qualitativi previsti. Tra i parametri presi in considerazione per l'assegnazione dei fondi, la capacità di intercettare finanziamenti europei per la ricerca, la percentuale di laureati che trovano lavoro a 3 anni dalla laurea, la presenza di corsi affidati a propri insegnanti di ruolo, la regolarità degli esami. Spazzati via i corsi inutili. Il ministro Gelmini ha inviato alle Università una nota in cui sono contenute una serie di misure per eliminare i corsi di laurea non necessari (quelli, ad esempio, con pochi studenti). Già ne sono stati tagliati il 20%, ora sarà possibile ridurli ulteriormente (i corsi di specializzazione di medicina, ad esempio, sono passati da 1600 a 1200). Ridotti anche i settori disciplinari. Via libera a 1.800 concorsi. Con la direttiva che è stata firmata ieri dal ministro Gelmini si avviano le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. I concorsi banditi nelle due tornate nel 2008 erano stati sospesi dalle nuove norme contenute nel dm 180 che impongono le nuove e più trasparenti modalità di formazione delle commissioni. Si tratta di 1800 concorsi. Per quanto riguarda i ricercatori la valutazione avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale. Tiziana Caroselli

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annuncio di russo all'health day (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

annuncio di russo all'health day Palermo. «La valutazione sulla qualità delle università italiane, che vede quelle del Sud agli ultimi posti della graduatoria, non è l'ennesima prova dei nostri ritardi, quanto il tentativo di colpire in maniera strumentale i nostri atenei utilizzando carte truccate». Questo il commento del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, i merito ai dati resi noti ieri sulla performance dei atenei siciliani, agli ultimi posti nella classifica "meritocratica" del ministro Gelmini. «Gli elementi di giudizio che portano a tali valutazioni - fa osservare il presidente Lombardo - si fondano sulle valutazioni di un ricerca risalente al 2003 e da criteri che sono irraggiungibili per questi atenei». «Invece di giudicare gli effettivi miglioramenti verificatisi anno dopo anno nei progetti di ricerca e premiare in base a questo grado di avanzamento - continua il governatore - si valutano le università del Sud sulla capacità che gli studenti trovino occupazione (dimenticando quanto essa dipenda dalle effettive possibilità offerte dal mercato del lavoro locale e dalle connesse condizioni economiche) o sulla capacità di attrarre finanziamenti esterni (dimenticando che la grande impresa risiede al nord e proprio lì investe per acquisire le migliori risorse umane da inserire nelle aziende del territorio)». Dopo aver espresso la propria solidarietà ai rettori delle università del Mezzogiorno per questo iniquo giudizio, Lombardo conferma l'impegno della Regione Siciliana a favore degli atenei dell'Isola: «Desidero tranquillizzare i rettori delle Università siciliane perché il governo della Regione intende fare fino in fondo la propria parte per dare l'adeguato sostegno alla ricerca e le migliori condizioni di vita ai nostri atenei, così da offrire agli studenti siciliani processi formativi sempre più qualificati, gli unici in grado di garantire un sviluppo reale del nostro territorio». u. f.

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Lagalla insorge (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Lagalla insorge «Criteri dissennati per la valutazione» Catania. «La distribuzione di una percentuale delle risorse del Fondo di finanziamento ordinario agli atenei sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità, decisa dal Ministro Mariastella Gelmini, ci conferma che la giusta direzione è quella di agganciarci alle migliori università del Nord e di cercare di competere con loro sia sul piano della ricerca che della didattica». Non è sorpreso il rettore dell'Università di Catania, prof. Antonino Recca, nel leggere la graduatoria allegata al provvedimento del Ministro Gelmini, che vede Catania nella parte medio-bassa della classifica degli atenei cosiddetti "virtuosi" in quanto a ricerca e didattica, penalizzata rispetto allo scorso anno dell'1,6% dei fondi. «Le posizioni non si discostano sostanzialmente da quelle rilevate qualche settimana fa dalle "pagelle" del Sole 24 ore, che vedono l'Ateneo catanese comunque in netta risalita rispetto agli anni precedenti», commenta il rettore Recca. L'Università etnea, del resto, si conferma la prima in Sicilia, ed è anche tra le prime dieci università meridionali. E' soprattutto il "peso" assegnato alla qualità della didattica, che tiene conto anche della percentuale dei laureati che trovano lavoro a tre anni dal conseguimento della laurea e della quantità di studenti che si iscrivono al secondo anno avendo superato almeno i due terzi degli esami, a penalizzare Catania: si tratta di fattori strutturali, legati indubbiamente alla difficile situazione occupazionale del Meridione, e della Sicilia in particolare, che tradizionalmente spinge - oltretutto - molti giovani a cercare nelle aule universitarie un temporaneo "parcheggio", in attesa di un lavoro stabile. La ricerca e la capacità di attrarre fondi, come attestano anche i punteggi del Sole 24 ore, vedono invece Catania in forte crescita. «La strada che abbiamo intrapreso - ribadisce Recca - è quella di razionalizzare e gestire al meglio le risorse, attraverso bilanci oculati e investimenti lungimiranti, e di puntare sul miglioramento complessivo delle nostre performance, specialmente nella didattica, raggiungendo in tempi brevi gli standard dei più efficienti atenei del Nord». «Siamo certi - conclude quindi il rettore Recca - che nei prossimi anni i risultati della valutazione saranno molto più gratificanti».

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Caso Fondi, il Governo non decide (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Politica Caso Fondi, il Governo non decide Ancora un rinvio! Si allontana la verità sul caso Fondi dopo che ieri mattina il Consiglio dei Ministri ha rinviato, a una delle prossime sedute, la decisione sullo scioglimento del Consiglio comunale. Una questione in sospeso ormai dall’8 settembre del 2008, quando il Prefetto di Latina, Bruno Frattasi, ha chiesto, in base alle risultanze della Commissione d'accesso, lo scioglimento a seguito di rapporti accertati tra i vertici dell'amministrazione comunale e la criminalità. E il rinvio della decisione ha creato un terremoto politico, esploso clamorosamente anche a livello nazionale. Ieri mattina, infatti, l'Italia dei Valori ha compiuto un vero blitz nella sala stampa di Palazzo Chigi. Alla fine della seduta del Consiglio dei Ministri, infatti, Mariastella Gelmini ha iniziato la conferenza stampa di presentazione del «pacchetto Università» varato dal governo. Dalla prima fila si è alzato il senatore dell'Idv, Stefano Pedica, che con microfono in mano ha detto: «Voglio chiedere come mai il governo non ha deciso di sciogliere il Comune di Fondi. Quattro mesi fa Maroni aveva dato l'ok allo scioglimento». La Gelmini ha replicato: «Il presidente del Consiglio e il ministro dell'Interno hanno ritenuto necessario un supplemento di approfondimento e di riflessione. In una delle prossime sedute questa vicenda verrà decisa e sicuramente comunicata». ne è seguito un agitato botta e risposta tra Pedica e la Gelmini fino a quando, di fronte alle insistenze di Pedica, il ministro ha deciso di sospendere la conferenza stampa. Sul caso è intervenuta anche la capogruppo del Pd in commissione parlamentare Antimafia, Laura Garavini: «Da oggi sappiamo ufficialmente che le parole del Governo dette nell'aula della Camera non valgono nulla. Infatti giovedì 16 luglio la Presidenza del Consiglio, tramite un sottosegretario che la rappresentava, ha dichiarato in aula che la decisione sullo scioglimento per infiltrazioni mafiose del comune di Fondi sarebbe stata presa nel primo Consiglio dei Ministri successivo».Duro Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd. «Ogni ulteriore ritardo è inconcepibile e lascia spazio ad odiosi ammiccamenti alla criminalità organizzata e alla possibilità di infiltrazioni dell'amministrazione pubblica. Su questa linea anche Marrazzo e il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro: «Perché il Governo non scioglie il Comune di Fondi? Cosa c’è sotto?».

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Docenti precari e graduatorie in coda o "a pettine" : Nervegna (PdL) contro ogni discriminazione (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 25-07-2009)

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Docenti precari e graduatorie in coda o “a pettine” : Nervegna (PdL) contro ogni discriminazione (25/7/2009 18:30) | (Sesto Potere) - Forlì - 25 luglio 2009 - “Il problema delle graduatorie ad esaurimento dei docenti e del personale educativo nasce dalla malagestione del Governo Prodi e la stessa ministra Gelmini lo ha ricordato più volte: il sistema così non regge e con gli strumenti di oggi non si possono dare risposte a tutti. Si cercano soluzioni per le graduatorie dal 2007. Inserimento in coda o “a pettine” nelle graduatorie ad esaurimento dei docenti e del personale educativo per lo spostamento da una provincia all’altra?” In merito al quesito, il consigliere regionale del PdL Antonio Nervegna , ha presentato una risoluzione nell’assemblea dell’Emilia-Romagna. Secondo Nervegna il cosiddetto inserimento “a pettine” dei docenti di altre province nelle graduatorie ad esaurimento andrebbe a discapito di coloro che sono impossibilitati a muoversi su disposizione obbligatoria da una provincia all’altra (specialmente padri e madri di famiglia che hanno messo ‘radici’ in un determinata città‘) allontanando qualsiasi certezza sulla tanto ambita nomina in ruolo. “Così facendo – aggiunge Nervegna - si ledano pesantemente i diritti acquisiti da tutti i docenti precari che hanno fatto da anni scelte fondamentali in merito al loro futuro di professionisti dell’insegnamento. Si tratta di docenti precari anche di origine meridionale che da anni lavorano nelle scuole delle regioni del centro-nord e che hanno capitalizzato con il loro lavoro e il loro sacrificio una posizione utili al conseguimento delle supplenze. E stiamo parlando di persone che rischiano di essere superate in graduatoria da nuovi imprevisti inserimenti… ”. Inoltre, sempre secondo Nervegna con l’ inserimento “a pettine” nelle graduatorie ad esaurimento dei docenti e del personale educativo si creerebbe una forte discrepanza a livello nazionale nelle modalità di ottenimento dei punteggi aggiuntivi, laddove in alcune regioni i corsi con la stessa valenza legale avrebbero durata biennale con obbligo di frequenza e incompatibilità con la partecipazione ad altri corsi, mentre in altre regioni la durata dei corsi sarebbe di un solo anno e con la frequenza non obbligatoria , permettendo l’iscrizione ad altri percorsi e garantendo quindi una posizione più alta in graduatoria. Antonio Nervegna invita dunque la Giunta regionale ad adoperarsi affinché il Governo nazionale e il Ministro si impegnino a rendere omogenee a livello nazionale le modalità per l’ottenimento dei punteggi aggiuntivi e i criteri di valutazione che determinano le posizioni nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo. La risoluzione che tocca questo importante argomento sarà presentata in aula e discussa da tutti i partiti. La posizione di Nervegna è che l’inserimento nelle graduatorie permanenti debba continuare ad essere in coda evitando di ledere aspettative e diritti già acquisiti e si batterà perché tale principio sia confermato anche dal Miur.

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Zittita la Gelmini durante una conferenza stampa (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 25-07-2009)

Argomenti: Scuola

Lug 0925 Zittita la Gelmini durante una conferenza stampa Pubblicato da Franca Corradini alle 18:21 in Scuola&Società Incredibile ma vero : Gelmini zittita durante una conferenza stampa. Ha rischiato di perdere il suo naturale aplomb, così recita il giornalista... Ha rischiato di perdere il suo gelo naturale, la barbie di ghiaccio.... Ecco la notizia : Rimane seduto a lungo. In silenzio, in attesa di compiere il blitz, mimetizzato tra i giornalisti. Nessuno, o quasi, fa caso alla sua presenza. è mezzogiorno passato. Mariastella Gelmini si sistema la sedia al centro del palco, pronta a sciorinare i numeri del «Pacchetto Università» appena varato. Ma fa in tempo a pronunciare dieci, quindici parole, quando il guastafeste irrompe sulla scena, impallando pure le telecamere. «Chi sarà mai?», si chiedono il ministro e tre quarti della sala stampa. è Stefano Pedica, senatore (nientemeno) della Repubblica, esponente di spicco dell’Idv, che pensa bene di programmare l’ irruzione e interrompere la conferenza stampa. Attimi di smarrimento, parole al vento, finché lo dotano gentilmente di microfono, oggetto che non mollerà a lungo. «Sono qui perché voglio chiedere come mai il governo non ha deciso di sciogliere il Comune di Fondi, dove lo scorso 6 luglio ci sono state 17 persone arrestate per infiltrazioni della criminalità organizzata. Maroni aveva dato l’ok allo scioglimento, ma il Consiglio dei ministri non si è ancora pronunciato in proposito. Evidentemente, c’è qualcosa che non va...». Non ci si crede, ma è tutto vero. E c’era bisogno di questa specie di sceneggiata? Il quesito è pressoché comune e si legge pure sul viso della Gelmini, che mantiene la calma, quantomeno di primo acchito: «Oggi il Cdm ha affrontato l’argomento, ma il premier e il ministro dell’Interno hanno ritenuto necessario un supplemento di approfondimento. In una delle prossime sedute questa vicenda verrà decisa». continua su Il Giornale

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"Il nostro Ateneo promosso per merito grazie ai ricercatori" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITÀ. PARLA IL RETTORE "Il nostro Ateneo promosso per merito grazie ai ricercatori" Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini fa l'appello degli Atenei più virtuosi e il Piemonte Orientale risponde presente. Con il provvedimento firmato dal ministro, per la prima volta in Italia i finanziamenti verranno distribuiti in base ad un criterio di qualità dell'offerta formativa, della ricerca e dell'efficienza delle sedi didattiche. E tra i ventisette Atenei promossi si inserisce l'Università del Piemonte Orientale «Avogadro» con un incremento di fondi dello 0,79%, a disposizione per il prossimo anno accademico. «È sicuramente un dato molto positivo e siamo orgogliosi e soddisfatti - commenta il rettore Paolo Garbarino -. Non è un aumento di risorse elevatissimo ma comunque importante, soprattutto perché figlio di un criterio che si basa sulla qualità. Bisogna comunque premettere che sono dati ancora da controllare e da verificare, valutando anche i criteri utilizzati. Per ora ci basiamo sulle parole del ministro. Ma già solo essere paragonati a realtà come Pisa e Verona è un ottimo risultato». Proprio i criteri alla base della classifica stilata dal Ministero rappresentano la novità più interessante: «Negli anni scorsi in queste graduatorie la didattica contava più della ricerca. Adesso invece il peso di quest'ultima è aumentato molto - conferma Garbarino -. È questa la chiave di lettura della nostra buona posizione in classifica: la ricerca infatti ricopre un ruolo chiave per il nostro Ateneo. Abbiamo docenti giovani che, oltre a insegnare, lavorano molto sulla ricerca scientifica. E questo criterio ha influito anche per le Università che hanno ottenuto risultati negativi». Un trend positivo per l'Ateneo tripolare confermato anche da un'altra graduatoria, stilata dal Comitato per la valutazione del sistema universitario e dall'Istat, incentrata su qualità e occupazione che vede il Piemonte Orientale all'ottavo posto: «Sono tutti ottimi risultati che ci devono spronare per fare sempre meglio», conferma il rettore.\

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(sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Critiche alla scelta di premiare gli atenei che hanno più professori di ruolo: «Avere manager esterni che fanno lezione è un bene» «Riforma giusta, ma va migliorata» Pierluigi Celli, direttore generale della Luiss: «Bisognerà correggere i criteri di valutazione» Una buona riforma ma che ha ancora bisogno di qualche «aggiustamento» . Pierluigi Celli, amministratore delegato e direttore generale della Luiss, giudica così le novità introdotte dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini nei finanziamenti alle università statali. «È un ottimo passo avanti — spiega l'ex direttore generale della Rai — finalmente si andranno a valutare gli atenei secondo criteri di merito». Eppure questa è una riforma che era stata preparata dalla sinistra. Solo che poi non l'ha portata avanti. Lei che spiegazione ne dà? «Dico che la sinistra ha sempre delle buone intuizioni, però poi le lascia mettere in pratica dal centrodestra. Non so, forse non c'è stato il coraggio di sostenerla fino in fondo». Le critiche, comunque, anche stavolta non sono mancate. Ad esempio sul fatto che i criteri di valutazione favorirebbero le facoltà scientifiche rispetto a quelle umanistiche. «Questo in effetti è uno dei punti deboli. Bisognerà correggerli, non è possibile applicare lo stesso metodo per tutti. Ma non c'è solo questo, è stato introdotto anche il principio che vengono premiate le università che hanno più professori di ruolo. È sbagliato». Perché? «Se l'università si vuole collegare al mondo del lavoro deve avere la possibilità di fare contratti anche a manager che vengono dalle aziende. È un modo per fare meglio lezione, per far crescere i ragazzi. Perché un conto è avere un professore a contratto diciamo così, di «risulta», un altro è avere un manager vero, un professore che, ad esempio, conosce il mondo dell'impresa. E questo dovrebbe essere uno dei fattori che vengono valutati in senso positivo e virtuoso. Invece mi sembra che sia stata introdotta una sorta di autotutela della categoria». L'introduzione di criteri di merito per ottenere i finanziamenti potrà mettere in concorrenza le università statali con quelle private? «Certamente, però credo che ci dovrà essere un passo successivo nel quale si introduce lo stesso criterio per finanziare anche le università private. Comunque la riforma così come l'ha presentata il ministro Gelmini è buona, ci sono le condizioni per arrivare finalmente a un cambio di passo. Certo se ne dovrà parlare ancora, ci dovranno essere modifiche. Per ora credo sia partita in modo sperimentale». Cosa pensa del fatto che La Sapienza a Roma abbia avuto un giudizio così negativo? «È un dato che ha sorpreso anche me. Perché conosco Frati e so che sta facendo un lavoro eccezionale, ha fatto sforzi enormi per migliorarla». E allora come spiega la bocciatura? «Probabilmente i giudizi sono stati stilati un po' troppo in fretta, con dati vecchi. Il governo ha voluto fare tutto di corsa».

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Onore al merito. (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Onore al merito. Della ministra Gelmini, innanzitutto. Che ai criteri di merito nella scuola italiana ha sempre tenacemente e coerentemente creduto. E che adesso prova a introdurli nel Moloch del sistema universitario. Operazione ardua e temeraria, quanto altre mai, che se solo riuscisse in minima parte, evocherebbe il prodigio di un miracolo. Onore al merito delle università «meritevoli». La cui classifica è stata resa nota dall'apposita commissione ministeriale che distingue, con un punteggio algebrico, quelle positive da quelle negative. Sia pure nella consapevolezza che una riforma in senso meritocratico dell'università non è cosa da potersi risolvere in pochi giorni o pochi mesi, non possiamo tuttavia non rilevare che i criteri elaborati per assegnare giudizi premiali o punitivi ai diversi atenei avrebbero bisogno di una revisione profonda o di una messa a punto più accurata. Sta di fatto che questa prima graduatoria ministeriale - sulla base della quale saranno proporzionalmente distribuiti i (pochi) fondi pubblici a disposizione del sistema pubblico di istruzione universitaria - suscita non poche perplessità alla luce di semplici riscontri di esperienza e buon senso. E non a caso solleva polemiche e proteste da parte dei rettori delle università «bocciate», magari dettate da risentimenti corporativi e localistici, ma non tutti ingiustificate. Prendiamo gli indicatori di «qualità della didattica», in astratto ineccepibili, in pratica ambigui e fuorvianti. Il tempo necessario a un laureato per trovare lavoro: tiene conto dei tanti piccoli centri nati per esaudire le esigenze degli studenti-lavoratori che un'occupazione ce l'hanno già? L'utilizzo nei corsi di docenti di ruolo, secondo i «requisiti minimi» stabiliti nelle miniriforme degli anni scorsi: e ci mancherebbe pure che, dopo l'infornata di professori e ricercatori nei concorsi omnibus degli anni precedenti, si ricorresse all'apporto oltre misura di incaricati esterni. La produttività negli studi calcolata sul numero degli esami dati dagli studenti al secondo anno: non può essere facilmente riconvertita in un indicatore di lassismo anziché di selettività nella valutazione dei candidati, secondo una politica diffusa e dissennata di demagogia accademica, che serve pure a ottenere giudizi lusinghieri nelle schede di valutazione degli studenti? C'è poi la ricerca, tradizionalmente la Cenerentola dell'università italiana. Qui i criteri adottati sembrano meno arbitrari, si prestano meglio a rilevazioni tecniche, in questo senso «oggettivi»: come, ad esempio, il «quotation index» (l'indice di citazioni nelle riviste internazionali) o i progetti finanziati con fondi europei o del Ministero stesso. Così fan tutti: i paesi più evoluti. Ma proprio questo è il punto. Non si possono importare automaticamente meccanismi altrove sperimentati da tempo, senza gli adeguamenti necessari a evitare crisi di rigetto in un contesto culturale come il nostro: nel quale è ancora forte la distinzione fra ricerca teorica e ricerca applicata. Eppur si muove, l'importante è che qualcosa si muova: e questi provvedimenti vanno nella direzione giusta. Ma perché ci sia un vero salto di qualità, occorre aderire al principio che anche nel mondo della scuola, e in particolare dell'università, debbano essere introdotti gradi significativi di competizione. La meritocrazia senza mercato non ha senso. Le università migliori le scelgono gli studenti nel proprio interesse: e per questo sono disposte a pagare quanto serve.

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la classifica è fasulla - massimo villone (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XVI - Napoli LA CLASSIFICA è FASULLA MASSIMO VILLONE P ensiamo forse che i settecentomila figli del Sud - in buona parte laureati - che hanno fatto la valigia per il Nord negli ultimi anni fossero attratti dalle bellezze paesaggistiche? E come si può adottare come criterio la capacità di attrarre fondi europei, quando quei fondi in larga misura nascono finalizzati verso alcuni settori piuttosto che altri? Dunque, è falsa l´affermazione che la classifica disegna una mappa di atenei meritevoli, che vanno premiati. Bastava leggere i criteri per sapere chi avrebbe vinto e chi avrebbe perso. Ha ragione chi dice che l´effetto reale dell´operazione è spostare verso il Nord una quota di risorse già di per sé insufficienti. E che manca una qualsiasi politica per l´università, pur essendo cruciale averne una per la competitività del sistema-paese. Per non dire poi della rinuncia a vedere nell´università un volano di sviluppo per le aree deboli del paese. Intendiamoci. L´università soffre di molti mali. Accade che qualche annuario di Facoltà sembri un albero genealogico, perché figli e nipoti seguono le orme dei padri tanto da insegnare le stesse materie e vincere gli stessi concorsi. Accade che qualche docente si impegni nello studio privato assai più che nella struttura, perché l´etichetta universitaria paga. Accade che residui di potere baronale facciano proliferare insegnamenti e corsi di laurea del tutto inutili. Accade che microatenei di periferia asfittici e incapaci di fornire un servizio di qualità nascano dalla collusione tra ceto accademico e ceto politico locale, in cerca di lustro personale e piccola clientela. Come infine accade che uno studente ritenga sufficienti un paio di settimane di studio per materie complesse e professionalmente qualificanti. E che magari in qualche ateneo per la Gelmini di alta classifica riesca anche a prendere l´esame. è questa l´università che il paese non può permettersi. L´università in cui il ceto accademico ha male gestito l´autonomia negli anni delle vacche grasse. L´ultima e maldestra iniziativa della Gelmini può essere l´occasione per interrogarsi a fondo e senza ipocrisia sugli errori fatti e su quel che serve anzitutto al paese, per avanzare proposte con credibilità e autorevolezza. Non ci si può limitare a contestare ai governi, di oggi e di ieri, di capire poco o nulla di università, come pure è certamente vero. E smettano le realtà antiche e prestigiose, come Roma e Napoli, di auto-glorificarsi in ragione del passato, per chiedersi piuttosto come contribuire per il futuro alla innovazione e alla costruzione di una università all´altezza dei tempi. Diversamente, andiamocene tutti a Trento, capoclassifica per la Gelmini. Sapendo che là i migliori servizi vengono anche dal ricco contributo della Provincia autonoma. E che quel contributo è reso possibile dal regime finanziario di assoluto privilegio che lo Stato italiano riconosce al Trentino Alto Adige. Quindi, il primato in classifica di Trento lo abbiamo già pagato noi tutti, cittadini italiani. Nel dopo Gelmini, lo pagheremo due volte. Felice terra, quella di Trento. SEGUE A PAGINA VI

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Viggiano consulente del ministro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

Viggiano consulente del ministro Gelmini cisl scuola LUIGI VIGGIANO, segretario generale Cisl Scuola Savona, è stato chiamato dal Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione a presiedere il comitato per il contenzioso relativo al personale docente della scuola secondaria di primo grado. Il compito del Cnpi è quello di fornire una consulenza tecnico professionale al ministro che lo presiede, esprimendo parere non vincolante. La nomina di Viggiano consente di avere una rappresentanza a livello centrale delle istanze e delle problematiche legate alla realtà scolastica della provincia savonese. Con questa nomina Luigi Viggiano va ad affiancarsi ad un altro savonese del sindacato, Gianni Manunzio, attualmente segretario nazionale di Cisl Scuola e membro del Cnpi. 26/07/2009

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università al top ma ora deferrari sostenga la ricerca - margherita rubino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Genova L´intervento Università al top ma ora Deferrari sostenga la ricerca MARGHERITA RUBINO Come chiunque intende e sa, il prestigioso quinto posto su scala nazionale attribuito all´Università di Genova dalle valutazioni ministeriali premia i risultati fino al 2008, vale a dire le gestioni Pontremoli e Bignardi. Sul versante ricerca, viene recuperato in piccola percentuale perfino il Civr, avviato dalla Moratti quattro anni fa. Sul versante didattica, è stato premiato, fra l´altro, il taglio agli insegnamenti già avviato a fine 2007, in controtendenza con il resto di Italia. Quinti classificati su 54 atenei. D´altra parte, si ricordava su questo giornale qualche giorno fa, come nella classifica del Sole 24 Ore Genova fosse passata dal 43esimo al 14esimo posto in tre anni, e già il dato era significativo. Ma ora, la quinta posizione in quella che è la prima classifica istituzionale non può che rallegrarci. Per mantenerla, siamo convinti tra l´altro che vadano reinseriti i contributi per la ricerca che il precedente rettore aveva sempre concesso. Con quei soldi, le facoltà umanistiche hanno pubblicato molto e bene, secondo evidenza. L´attuale Rettore Deferrari, in questa fase, ha comunque dei meriti, che ci sembrano soprattutto politici. Ha assecondato e segue il disegno Gelmini ed è giusto che goda di questa "ricompensa". Superare un quinto posto è impresa non facile, poiché è chiaro che struttura, gestione, persone, ricerca e didattica funzionavano bene. Mantenerlo però, tenendo in gran conto, lo si ripete, l´indicatore "ricerca" non pare impossibile.

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"roma si sbaglia, abbiamo tagliato" - laura montanari gaia rau (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Firenze "Roma si sbaglia, abbiamo tagliato" Atenei, fondi congelati a Firenze e Siena: "Ci deve essere un errore" Dubbi e polemiche sui conteggi del ministero: "Con tutti i sacrifici che abbiamo fatto" LAURA MONTANARI GAIA RAU Dubbi e polemiche sui conteggi. Il giorno dopo le pagelle distribuite dal ministero alle università crescono i mugugni e gli scontenti. Dei tre atenei toscani, uno solo al momento risulta nel girone Gelmini dei «virtuosi»: l´ateneo Pisa che pure è sestultimo in graduatoria. Firenze e Siena invece sono «sospese» in attesa di una verifica sui conti. Un brutto colpo e non soltanto economico. Per l´università senese guidata dal rettore Silvano Focardi il risanamento è qualcosa certo di avviato, ma che si declina ancora al futuro: le spese del personale rispetto al fondo di finanziamento ordinario sono intorno al 94% contro la soglia di legge del 90. «Andrò a Roma la prossima settimana, voglio incontrarmi col ministro - dice Focardi - vorrei sapere comunque com´è posizionata l´università di Siena nella ricerca dal momento che noi rastrelliamo molti fondi anche a livello internazionale». Fiducioso il rettore Augusto Marinelli convinto si tratti di un errore di viale Trastevere e che presto l´ateneo di piazza San Marco riceverà la quota parte dei finanziamenti, circa 19 milioni di euro (3 in più rispetto all´anno prima). La scomparsa di Firenze dall´elenco ha comunque gelato molti sorrisi: in piazza San Marco avevano appena riossigenato i polmoni con il nuovo conteggio che dal 90,12% vedeva scendere all´89,96 la spesa del personale entrando così a pieno diritto nella classifica dei premiati. La correzione verso il basso, aveva spiegato lo stesso Marinelli, dipendeva dal fatto che alcuni docenti distaccati presso altri enti di ricerca (Cnr per esempio) figuravano in carico all´ateneo. Un errore corretto. Lo stesso ministero il 17 giugno aveva inviato la lettera in cui confermava Firenze sotto la soglia di legge. Il prorettore al bilancio Leonardo Casini prende tempo: «Per adesso abbiamo una classifica pubblicata da alcuni quotidiani, ma nessuna comunicazione ufficiale da parte del ministero da cui, tra l´altro abbiamo ricevuto soltanto rassicurazioni». E´ presto, dunque, per allarmarsi: «Ho fiducia, sono convinto che ci sia stato un errore. Un po´ come è accaduto all´inizio dell´anno, quando secondo un primo calcolo ministeriale sembrava che il nostro ateneo non rientrasse nella soglia del 90 per cento del Fondo di finanziamento ordinario per le spese relative al personale. Abbiamo chiesto un riconteggio, e alla fine ci è stata data ragione». La fiducia di cui parla Casini nasce anche dalla constatazione di tutti i sacrifici fatti per rimettere in pari i conti: «Abbiamo cercato di tagliare al massimo le spese, in particolare quelle relative al personale. Già dal ´97 abbiamo bloccato le assunzioni, e non abbiamo più indetto concorsi: le stabilizzazioni sono state pochissime, abbiamo preso soltanto ricercatori cofinanziati. E quest´anno abbiamo adottato tutte le misure per agevolare l´uscita dei docenti più anziani», elenca. «Ci preoccupano certo i tagli previsti per il 2010. Ma per il 2009 la situazione finanziaria dell´ateneo è a posto». Preoccupato per la situazione generale anche il futuro rettore Alberto Tesi: «Questi fondi distribuiti dal ministero non sono aggiuntivi, ma il 7% del fondo di finanziamento ordinario che è stato erogato secondo altri criteri». Cioè prendendo in considerazione ricerca, didattica e conti. «Sorpresa» nel leggere la classifica in cui Firenze è assente, la preside della facoltà di Lettere, Franca Pecchioli: «Non sono in città, ho letto la notizia stamani sul giornale. L´unica cosa che posso dire è che spero si tratti di un errore, come è già avvenuto in passato. Anche perché - spiega - da parte di tutte le componenti dell´ateneo è stato fatto un grosso sforzo per rimettere in pari i conti».

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La pressione fiscaleè aumentatama il vero problemasono le riforme (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

La pressione fiscaleè aumentatama il vero problemasono le riforme Nonostante il governo sia appoggiato da quei partiti che si sono distinti nella lotta demagogica per l'abbassamento delle tasse, i risultati finora conseguiti sono esattamente l'opposto. Come indica l'Isae, la pressione fiscale è aumentata passando dal 42,8 per cento del 2008 al 43,1 del 2009. L'aumento delle tasse, che consiste in un inasprimento delle quote già esistenti, subisce un peggioramento grazie all'aggiunta di gabelle, dazi e multe che non risparmiano nessuno. E ciò a dispetto dell'etica tanto declamata dall'imbonitore Giulio Tremonti. Mentre si premiano gli evasori con l'ennesimo condono, chiamato impropriamente "scudo fiscale", coloro che onestamente pagano le tasse vengono spremuti come limoni. Ciò avviene in un periodo di crisi, quando i guadagni si sono volatilizzati e i debiti appesantiti. In questa situazione difficile, i dati economici confermano un peggioramento della crisi che il governo riesce a nascondere con difficoltà. L'Istat comunica che a maggio le vendite sono calate del 2,9 per cento su base annua. Ancora un ulteriore calo dei consumi, notevole se consideriamo che il governo a gennaio aveva esultato per un supposta inversione di tendenza che in realtà non c'è mai stata. Però bisogna essere ottimisti e vedere un aspetto positivo. L'incapacità dell'attuale governo di rispondere ai problemi del Paese non può essere nascosta in eterno. Cristiano Martorella E-MAIL 26/07/2009 La pressione fiscale è aumentata perché, essendo il rapporto fra le entrate e il Pil, subisce in negativo il fatto che le prime siano calate e il secondo pure. I consumi sono in contrazione, come dimostra la diminuzione del gettito dell'Iva, seguendo un percorso peggiorato dalla crisi internazionale ma già cominciato in Italia negli anni scorsi. A dire il vero, poi, il centrodestra non aveva promesso nella scorsa campagna elettorale (a differenza di quelle del 1994 e del 2001) una diminuzione delle tasse. Lo stesso Dpef, il documento di programmazione economica e finanziaria che delinea le strategie per il prossimo quadriennio approvato a metà luglio, prevede che la pressione fiscale rimarrà uguale da qui a fine legislatura. Detto questo, il vero problema non è discutere su eventuali limature delle aliquote ma vedere se l'Italia riuscirà a emergere dalla congiuntura insieme agli altri Paesi europei (Germania in testa). E soprattutto come si sarà preparata a cavalcare la ripresa che, prima o poi, fatalmente arriverà. Qui arriviamo al nodo di sempre, che è quello delle riforme strutturali (pubblica amministrazione, mercato del lavoro, pensioni, Mezzogiorno e scuola). Per Tremonti e l'intero governo la partita è questa. Sulla pubblica amministrazione, Renato Brunetta ha fatto più di qualcosa. Minori, ma almeno si è mossa, sono i risultati di Mariastella Gelmini sulla scuola. Del Sud, Silvio Berlusconi sembra essersi accorto dopo il G8, ma con un approccio neo-democristiano (ci sono 14 miliardi di euro da distribuire). Nulla risulta sul mercato del lavoro e sulle pensioni. Intanto il tempo passa e non ne resta moltissimo per sciogliere i nodi. 26/07/2009

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per i dottorandi 204 contratti, ma a titolo gratuito (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

Università. Su 264 bandi a Pisa Per i dottorandi 204 contratti, ma a titolo gratuito PISA. Sono 264 i contratti di insegnamento messi a bando dall'Università di Pisa in vista del prossimo anno accademico 2009-2010. Di questi 204 sono a titolo gratuito. L'ateneo pisano può realizzare questa manovra prevista dal decreto Gelmini il quale accorda la possibilità di affidare incarichi di insegnamento a remunerazione zero. E l'ateneo giustifica la propria scelta con le sofferenze di bilancio causate dai tagli della finanziaria. Ecco i bandi per facoltà: Lettere e Filosofia, 92 contratti di cui 74 gratuiti; Scienze, 83 contratti di cui 71 gratuiti; Lingue e Letterature Straniere, 4 contratti di cui 3 gratuiti; Farmacia, 22 contratti di cui 16 gratuiti; Agraria, 11 contratti di cui 8 gratuiti; Economia, 52 contratti di cui 32 gratuiti. Ad essi va aggiunto il corso di laurea in Scienze del Turismo, con sede a Lucca, che presenta un quadro opposto (65 contratti di cui 4 gratuiti), dovuto al suo carattere interuniversitario e ai finanziamenti ricevuti da un'apposita fondazione. In tutto oltre 300 contratti di collaborazione coordinata e continuativa destinanti in larga parte a docenti precari. Nelle facoltà di Lettere e Scienze sono stati chiusi il giorno 20 i primi bandi con insegnamenti a titolo gratuito. E il consiglio di facoltà di Lettere (che si è riunito il 23) ha già approvato la selezione eseguita dalle varie commissioni. Ed emerge, secondo il Coordinamento dei precari della didattica e della ricerca di Pisa, che 26 bandi a titolo gratuito su 74 sono andati deserti.

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non svendere (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 26-07-2009)

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Pagina 10 - Attualità NON SVENDERE NON SVENDERE Casa, meglio mantenere i prezzi stabili Il 22 luglio sul vostro quotidiano ho letto i consigli dell'esperto per una ripresa del mercato immobiliare. L'esperto viene forse dalla stessa scuola del ministro Tremonti? Se è così tutto si spiega. Io non sono un esperto però credo che l'esperienza di paesi a noi vicini debba far riflettere, ovvero il caso Stati Uniti: i prezzi dei loro immobili sono scesi e poi crollati e questo ha fatto sì che le banche siano fallite, molta gente sia finita a vivere per strada, e tutto ciò non sembra essere propriamente l'inizio di una nuova ripresa. Credo sia invece opportuno mantenere i prezzi stabili, chi ha da vendere e può aspettare, aspetti momenti migliori, chi invece è costretto a vendere abbassi la richiesta ma non svenda, una soluzione fantasiosa potrebbe essere quella di cercare soci con cui ripartire i rischi, potrebbe essere un investimento contenuto per chi ha liquidità e una boccata di ossigeno per chi è indebitato. Sandro Guarducci Quarrata (Pt) OMICIDIO COLPOSO? Ma guidare ubriachi è come sparare a casaccio In questi giorni alcuni giudici hanno emesso sentenze derubricando l'imputazione da omicidio volontario a colposo per quei guidatori che, in stato di ubriachezza o sotto l'effetto di droghe, hanno causato incidenti mortali guidando l' automezzo. Ai giudici che così hanno stabilito vorrei porre un quesito. Mettiamo che la stessa persona, invece di essere ad un volante, avesse preso un'arma e, girando per le strade, si sia messo a sparare pur senza mirare alcuno direttamente, uccidendo una o più persone. In questo caso come sarebbe giudicato lo sparatore? Perchè usare l'auto senza controllo o un'arma da fuoco a mio parere sono assolutamente equivalenti. Anzi, l'auto, per sua mole e peso, può causare più morti contemporaneamente. Roberto Ferroni Pieve a Nievole GELMINI SBAGLIA Più bocciati non significa che la scuola è migliore Più bocciati alla maturità uguale non studenti peggiori, ma scuola peggiore. Tesi corroborata dai dati Ue che riguardano l'università, ma l'andazzo è quello generale valido per tutti i livelli d'istruzione. Alcune tabelline interessanti, che indicano l'importanza che si dà all'istruzione di coloro che non possono permettersi i college ed i master inglesi o americani: l'Italia spende, per ogni studente 7127 euro, contro una media di 7898 per l'Europa a 27 (10.288 in Germania). In Italia ogni docente ha, in media 21,6 studenti, la media di EU27 è di 15,9. E son tutti paesi che, per questo, finita la crisi, ci surclasseranno. Ma la Gelmini dice che la scuola, grazie ai tagli, sta migliorando. E lo desume dall'aumento dei bocciati. Giovan Sergio Benedetti Capannori

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Perché la partita delle regionali è aperta (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

Perché la partita delle regionali è aperta segue dalla prima pagina Recentemente un ministro ha spiegato così il paradosso del Pdl: «Perdiamo voti nel Sud perché il Sud pensa che diamo soldi al Nord, ma nel Nord il dividendo del consenso lo incassa la Lega». Tre giorni fa, con un editoriale, il Corriere della Sera ha suggerito al presidente del Consiglio di tornare a esercitare con pienezza la leadership, e i retroscena raccontano di un livello di tensione alto tra i ministri Fitto, Prestigiacomo, Matteoli, Gelmini da una parte e Giulio Tremonti dall'altra, indisponibile a fare concessioni finanziarie. La seconda novità sta nei sondaggi che il Riformista ha pubblicato sulle regionali dell'anno prossimo: essi dicono che, con la ovvia eccezione da una parte di Lombardia e Veneto e dall'altra di Toscana ed Emilia-Romagna, la partita del consenso è aperta. Il recente appannamento d'immagine del premier riapre la competizione anche laddove sembrava compromessa per il centrosinistra. Anche perché L'Udc di Casini ha scelto una linea delle mani libere, come ha detto al Riformista ieri. La prima mossa nella programmazione di una strategia al contrattacco in vista delle regionali di primavera è una richiesta avanzata ai capigruppo di mettere insieme un dossier con le richieste che arrivano dal Mezzogiorno. Diventerà la base di un piano per il Mezzogiorno già annunciato, in cui l'obiettivo del presidente del Consiglio è però quello di cancellare qualunque equivoco assistenzialista: tenere il Mezzogiorno senza irritare la sensibilità dell'elettorato nordico. Insomma, il centrodestra si rende conto che c'è bisogno di una sterzata. La questione è se riuscirà a realizzarla da qui alle regionali. E, soprattutto, se lo permetterà Giulio Tremonti. 26/07/2009

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Ritorno alle riforme Il modello Maria Stella (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

Ritorno alle riforme Il modello Maria Stella Maria Stella Gelmini si sta dimostrando la migliore sorpresa di questa stagione di governo. Duttilità, intelligenza politica (come ha dimostrato nella complessa partita dei tagli alla scuola), misura personale, tenuta caratteriale, cresciuta alla scuola del consenso e alla prassi del convincimento e del rapporto con la base territoriale. È una portatrice di interessi, gestisce un ambiente pubblico tradizionalmente paludoso, ma è anche una donna che sa prendere delle decisioni. In realtà si comporta come ci sarebbe da aspettarsi dall'esecutivo: una grande maggioranza parlamentare e un largo consenso - che resiste agli incidenti personali di immagine del presidente del Consiglio - da utilizzare per fare le riforme che servono. Difficile dire se i criteri attraverso i quali saranno individuati gli atenei migliori siano i criteri giusti, razionali e obiettivi; di sicuro il ministro Gelmini ha dimostrato di saper rischiare, e ieri per la prima volta - dopo molti mesi di tran-tran, di dibattito sulla crisi e sulle riforme da rinviare - la scelta politica di selezionare la spesa pubblica per l'istruzione sulla base di principi di merito è stata salutata con soddisfazione non solo dagli ammiratori del neofanfanismo del centrodestra berlusconiano, ma anche dal fronte del riformismo liberale: e ieri sul Corriere della Sera, Francesco Giavazzi, uno dei più accesi e franchi avversari della politica economica condotta da Giulio Tremonti, ha riconosciuto la bontà della decisione di Gelmini. 26/07/2009

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* (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

* L'alibi degli uomini del Presidente Caro direttore, sicuramente diversi uomini politici di specchiata moralità del Pdl, in cuor loro non approveranno il comportamento, per dirla eufemisticamente, scanzonato del premier. Nessuno di loro però dichiara apertamente il proprio pensiero. L'alibi morale sarà: taccio per il bene del Paese. Lungi da loro il pensiero che tacciono per il bene proprio. Elisa Merlo Un uomo solo a Roma Di notte non vedo gran differenza tra i due, ma di giorno Berlusconi è uno che acchiappa i topi, con a lato una Lega-pilotina che sa cosa vuole il 70 % della gente, mentre la sinistra si dipana ancora tra fumose ideologie, tra cui quella secondo la quale il popolo non va ascoltato perchè non sa nulla. Circa il gossip su Berlusconi, fasullo (con gli impegni pazzeschi che ha e a cui si sottopone io credo non gli si rizzino più nemmeno i capelli), non crede direttore che certa stampa stia esagerando e facendosi anche male? Non pensa lei che quest'uomo sia di fatto solo perchè vive a Roma senza una famiglia? Perchè non fate qualche articolo sulla sfinge di Macherio, con i figli ormai grandi, e immersa nei miliardi che lui le ha procurato, che trova il tempo di inviare proclami reali a Repubblica e Corriere contro di lui, anzichè compresa nel ruolo e responsabilità di moglie di un premier, presi armi e bagagli si trasferisce a Roma a dargli il senso di una presenza familiare? Lei è persona molto pacata e obiettiva, cosa ne pensa di queste scansioni terrene su questa faccenda che ha implicazioni d'interesse nazionale ? Livio Fani Le confessioni del Presidente Confessando di non essere un "santo" Berlusconi ottiene in un sol colpo due notevoli risultati: da un lato ingraziarsi la Chiesa che concedendo, misericordiosa, il perdono avrà in cambio benefici e favori; dall'altro entusiasmare il popolo che, storicamente, idolatra i presidenti sciupafemmine. Sennonché (ecco l'inciampo) pentendosi, il peccatore ammette, nello stesso tempo, di essere un mentitore. Il che indurrà la Chiesa (per lo meno la Chiesa di Cristo) a chiedersi se val la pena aver fiducia in un pentito che fa della menzogna il suo stile di vita. Quanto alla gente a poco a poco si farà strada il dubbio che le tanto vantate prodezze copulatorie altro non siano che puerili vanterie messe in giro a fini pubblicitari. Gino Spadon L'Italia il problema del Mezzogiorno Caro Direttore, ogni volta che la sinistra è a corto di idee propone un patto per lo sviluppo. Dopo la sua versione fiscale, Antonio Bassolino ne invoca una versione territoriale. Fino a quando il Sud sarà considerato come un Nord mancato, esso continuerà a campeggiare nei programmi di maggioranze e opposizioni in termini di soldi e provvidenze varie, magari tirate a lucido con la retorica della solidarietà. Il governatore della Campania si lamenta per le risorse tagliate alle regioni meridionali negli ultimi anni. Ma dimentica di rilevare che la spesa pubblica allargata sul Pil è superiore, nel Mezzogiorno, di oltre venti punti percentuali a quella delle altre circoscrizioni del Paese. E soprattutto che, al suo interno, spadroneggiano i trasferimenti a imprese e famiglie rispetto a quelli per gli investimenti e le economie esterne. Non voglio dire che nel Sud ci siano livelli di spesa svedesi. C'è però una cultura civica sudamericana alimentata proprio da un sistema distributivo di benefici particolaristici. Bassolino pensa a un movimento politico e culturale per difendere le ragioni del Sud, in grado di raccogliere le sue energie migliori - sociali, produttive, amministrative. A mio giudizio, invece, c'è un solo modo per uscire dal vicolo cieco attuale: "abolire il Mezzogiorno". Abolire il Mezzogiorno è un' espressione coniata qualche anno fa da Gianfranco Viesti. Significa che occorre discutere non delle politiche straordinarie per il Sud, ma delle politiche ordinarie per l'Italia. Chiudendo definitivamente la stagione degli interventi speciali e aprendo quella dei grandi progetti infrastrutturali utili all'intera collettività nazionale. Lo chiedono da tempo gli stessi imprenditori meridionali più illuminati e dinamici, perché sanno che questa è l'unica strada per colmare il gap competitivo delle loro aziende, e che può trovare un consenso reale al Nord. È il caso di prendere in parola le esigenze e la disponibilità di questi ceti che mal sopportano mafie, clientelismo e assistenzialismo. Altrimenti si convinceranno, non a torto, che non è il Mezzogiorno il problema dell'Italia, ma l'Italia il problema del Mezzogiorno. Michele Magno Studi di diritto ed economia Sono in vacanza in una località della costa teramana e ho necessità di cambiare una banconota di grosso taglio. La cassiera mi guarda serafica e sentenzia che, siccome non sono un cliente Tercas censito, l'operazione cambio non è possibile. Faccio presente che non stiamo parlando di un assegno ma di banconota a corso legale e che le ho appena esibito, come richiesto, un documento di identità. Nulla da fare. Parlo col direttore che, dopo aver ricordato che non sono obbligati al cambio, mi fa presente che, ancorché turista, sono un incosciente a girare con una banconota di grosso taglio e che, soprattutto, la moneta circola in base alla fiducia. Lo spirito da docente di Discipline giuridiche ed economiche si risveglia e faccio presente che stiamo parlando di moneta a corso legale, non di moneta fiduciaria. Il direttore non se ne dà per inteso e conferma che i cassieri non sono in grado di riconoscere le banconote false esibite da uno che si fa identificare. Due considerazioni: la prima è che in nessun altro paese europeo mi è accaduto nulla di simile. La seconda considerazione è: ma il ministro Gelmini si rende conto dei danni che potrebbe provocare il mantenere l'annunciata decisione di eliminare lo studio del Diritto e dell'Economia nelle scuole superiori italiane? Prof. Franco Labella CARLI'S WAY 26/07/2009

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di DARIO DE LIBERATO Il grande assente. Era stata messa su, come negli anni pr... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 26-07-2009)

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ANCONA pag. 4 di DARIO DE LIBERATO Il grande assente. Era stata messa su, come negli anni pr... di DARIO DE LIBERATO Il grande assente. Era stata messa su, come negli anni precedenti, dal sindaco di Numana, Bilò prima delle elezioni comunali. Ci riferiamo alla manifestazione premi alla carriera. Gli applausi sono andati però al nuovo sindaco e ai nuovi assessori. Se avesse saputo della mancata rielezione a sindaco, Bilò * George non arriva. Allora il signor Clooney non verrà al fortino Napoleonico a Portonovo. L'idolo delle donne si sarebbe spaventato per la troppa pubblicità fatta per il suo presunto arrivo. La colpa del mancato arrivo? Naturalmente dei giornalisti che hanno scritto la presunta notizia * Anche la Juve non verrà. Lo stadio del Conero è poco capiente per ospitare la partita Juve-Boca Junior. Così la squadra bianconera ha rinunciato per una località diversa. Peccato. Sarebbe stata l'occasione per scrivere: stadio Del Conero tutto esaurito. Per l'Ancona, invece, resta una cattedrale nel deserto. * Bravi un bel po'. Il Magnifico rettore della Politecnica delle Marche aveva protestato con decisione all'indomani della decisione di ridurre i finanziamenti alle Università. Dopo la classifica degli Atenei anche la ministra Gelmini è stata costretta a dire «E' vero sono bravi un bel po' alla Politecnica delle Marche». Il commento: meglio tardi che mai. * Pelosi sindaco. Siamo in grado di darvi la notizia che dopo tre anni sono stati rimossi i cartelli pubblicitari in alcune fermate dei bus che invitavano a votare per Pelosi sindaco. Il commento? Come sopra

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LA GARA DEI MINISTRI (PESSIMI) (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 26-07-2009)

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LA GARA DEI MINISTRI (PESSIMI) FRONTE DEL VIDEO Chissà che la Gelmini non riesca a strappare a Gasparri il titolo di peggior ministro della Repubblica. Infatti, Gasparri ha lavorato a favorire gli interessi presenti di Berlusconi, mentre la Gelmini lavora anche contro le generazioni future di tutto il Paese. Il criterio però è lo stesso: dare una mano ai ricchi, a scapito dei poveri. Così si favorisce il Nord contro il Sud, sostenendo che si vuole premiare il merito. Con grande coerenza, infatti, il Pdl ha riempito il Parlamento di meritevoli di riconoscenza da parte del premier. Dovevano essere soprattutto ragazze, ma purtroppo la signora Veronica si è messa a parlare di «vergini sacrificate all'imperatore» e alcune meritevoli hanno dovuto accontentarsi di liste locali (vedi Patrizia D'Addario). Ma pazienza: per premiare il merito resta sempre il pozzo di san Patrizio Rai, dove infatti è stato messo a dirigere Raidue un tale di cui il meglio che si possa dire è che, anche sforzandosi, non potrà mai fare peggio di Marano.

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 26-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 26/07/2009 - pag: 6 Enrico Decleva Il presidente dei rettori «Giusto premiare le strutture migliori Ma dateci fondi» ROMA «Per troppo tempo ha fatto probabilmente comodo un sistema in cui si pretende poco e si dà anche poco e dove non si affrontano i nodi decisivi, e dove si sostiene che è meglio non fare nulla perché una valutazione sicura e corretta non è ottenibile. Ora stiamo entrando in un'ottica diversa, con tutte le difficoltà di adattamento». Per Enrico Decleva, presidente della Conferenza di rettori delle università italiane (Crui), l'avvio dei finanziamenti in base al merito è una battaglia a lungo combattuta e vinta. «Il processo della valutazione spiega Decleva è comunque una strada obbligata. La si potrebbe perfino considerare una scelta difensiva. Per evitare che il sistema venga travolto, o che si perda la nozione di quanto esso sia importante, se ben gestito, per il Paese». Cambierà qualcosa? Le università in genere non hanno accolto con favore la novità. «Mi auguro che il processo che si è avviato, pur con tutte le difficoltà e i costi che può produrre, si sviluppi in maniera decisa. Nella circostanza specifica mi ha colpito negativamente che si sia scelto un metodo di comunicazione che ha scavalcato ogni ufficialità, giocando sul tasto dei promossi e bocciati, finendo per mettere addirittura in sottordine altri provvedimenti importanti. Sono quindi del tutto comprensibili le reazioni dei rettori e degli atenei che ne subiscono più direttamente le conseguenze. Mi auguro, ciò nonostante, che le lacerazioni possano essere superate. Non si tratta di una competizione, tipo una volata al Tour de France, dove tutti sgomitano, gli uni contro gli altri. Si tratta di fare in modo che dentro ciascun ateneo, al Nord come al Sud, prevalga, nella scelta delle persone e delle strategie, il criterio di valorizzare e sviluppare la qualità. Questo certamente sarà un processo non breve ma nemmeno impossibile». Non rischia di bloccarsi quasi subito? «La gran parte dei rettori sono d'accordo sul principio che una parte delle risorse, anche crescente, debba essere assegnata sulla base dei risultati. Il problema è che quest'anno la parte premiale non deriva da un incremento dei finanziamenti assegnati al sistema universitario ma soltanto da un loro spostamento. C'è chi prende di più e chi ci rimette, in una situazione in cui le risorse a disposizione sono destinate a spese che non possono essere eliminate. Le risorse complessive andrebbero quindi aumen-- tate, e serve una più attenta riconsiderazione degli indicatori usati per stabilire le varie graduatorie». Diversi rettori dicono che i criteri della graduatoria favoriscono alcune università e ne penalizzano altre, specie al Sud? «Alcuni degli indicatori sono di valore discutibile e ne occorrerebbero altri. Ma c'è sicuramente bisogno di una maggiore considerazione delle diverse situazioni di contesto delle università. Occorre mettere le università del Sud nella condizione di competere a pieno titolo, con più risorse ma anche attraverso una maggiore capacità progettuale, incoraggiando il lavoro e l'impegno che si sono registrati in questi anni. Non possiamo eludere il problema e le ragioni delle università del Sud, ma al tempo spesso i motivi che spingono il sistema italiano a sviluppare le capacità di concorrenza col sistema europeo devono essere sostenuti». Le graduatorie potranno essere utilizzate per le iscrizioni. «Gli indicatori devono essere attendibili, anche perché le graduatorie possono effettivamente servire ad orientare studenti e famiglie. Occorre andare avanti con serietà, senso della misura, senza lasciarsi prendere dalla tentazione di fare classifiche in modo veloce e improvvisato. Il 'pacchetto' Gelmini di questi giorni comprende anche l'avvio, finalmente, dell'Anvur (agenzia nazionale di valutazione) e della seconda valutazione della ricerca che riguarderà sia gli atenei in generale sia (novità importante) i singoli dipartimenti. Nulla è scontato e le questioni da affrontare restano moltissime, ma sarebbe da irresponsabili lasciar cadere un'occasione, forse irripetibile, di modificare questa volta davvero, e in positivo, il sistema universitario italiano ». Giulio Benedetti

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Atenei, rivolta della Sicilia Gelmini: al Sud qualità bassa (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 26/07/2009 - pag: 6 Atenei, rivolta della Sicilia Gelmini: al Sud qualità bassa Protesta di Lombardo. «Avvenire» approva la classifica ROMA Di atenei del Mezzogiorno nella lista dei «virtuosi» che riceveranno premi dal ministro Gelmini in seguito alla sua riforma dell'università ce ne sono pochi e così inevitabilmente lo scontro si sposta sul rapporto tra le «eccellenze» del Nord e le «mediocrità» del Sud. Già venerdì il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, aveva risposto duramente al governo: «Tentano di colpire i nostri atenei con valutazioni negative basate su carte truccate». Le «carte truccate» di cui parla, Lombardo le ha argomentate tornando sul tema. Sarebbero i criteri di valutazione, che si fondano su una ricerca vecchia, del 2003, con standard «irraggiungibili» per molti atenei meridionali. «Invece di giudicare gli effettivi miglioramenti, anno dopo anno continua il presidente si valutano le università del Sud sulla capacità che gli studenti trovino occupazione, dimenticando quanto essa dipenda dalle effettive possibilità offerte dal mercato del lavoro locale e dalle connesse condizioni economiche. O sulla capacità di attrarre finanziamenti esterni, dimenticando che la grande impresa risiede al Nord e proprio lì investe per acquisire le migliori risorse umane da inserire nelle aziende del territorio ». Non c'è nessun intento di penalizzare il Sud, è la risposta che arriva dal ministero, in una nota con la quale si replica a Lombardo e ad alcuni esponenti del mondo accademico, e dove li si invita ad «avere il coraggio di guardare al futuro ». «Come si può vedere dalla classifica molti atenei del Centro-sud sono stati promossi », così come «alcune università del Centro-nord sono state ritenute non virtuose. I criteri sono attualissimi e sono stati elaborati tenendo conto dei parametri adottati da tutte le classifiche internazionali. È la prima volta che questo viene fatto in Italia, per cui i criteri sono perfettibili e il nostro impegno sarà renderli ancora più oggettivi», e tuttavia «è finita l'epoca in cui, poiché i criteri di valutazione sono da perfezionare, non si deve mai iniziare». Soprattutto, il ministero ha puntato il dito su alcuni atenei del Sud, «che hanno avuto una bassa valutazione per la bassa qualità della ricerca, nonostante diverse regioni del Mezzogiorno ricevano miliardi di euro dai fondi strutturali finalizzati alla ricerca». Ma proprio a proposito di finanziamenti interviene l'ex ministro dell'Università del governo Prodi Fabio Mussi, che denuncia il taglio dei fondi. «Dalla Gelmini arrivano piccoli espedienti utili per coprire i tagli. Premiare i migliori? Se mancano i soldi non premi nulla, devi solo distribuire la fame. Il resto in queste condizioni è fuffa». Luigi Berlinguer non critica il sistema della valutazione, «me ne sono occupato io precisa , Mussi ha avviato il processo, la Gelmini lo continua. Che si faccia la valutazione degli atenei è giusto. Si potranno così anche migliorare gli indicatori, soprattutto una correzione a favore della ricerca di base. Ma ancora di più la valutazione della qualità e dei risultati scientifici, non solo della quantità». La sua durissima critica va invece ai tagli alla ricerca. «Attenzione però continua l'ex ministro . L'Italia ha una posizione vergognosa sull'ammontare di risorse pubbliche e private destinate alla ricerca. I tagli alla ricerca sono un grave danno per il Paese, ho timore che il frastuono sui buoni e i cattivi, e quindi sugli sprechi, favorisca questa evidenza che sarà rovinosa». Apprezzamenti arrivano invece dalla Lega Nord e dal quotidiano dei vescovi l'Avvenire . Il deputato leghista Nicola Molteni sottolinea come «premiare gli atenei virtuosi e penalizzare quelli spreconi risponde ai principi meritocratici del federalismo », mentre il giornale cattolico scrive: è un piccolo passo, sono solo 525 milioni di euro da distribuire ai virtuosi, ma «ha in sé le potenzialità per generare un grande balzo». In difficoltà L'ateneo di Palermo (Studio Camera/Lannino) Mariolina Iossa

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a lettere disertati ben 26 bandi dei corsi gratuiti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Pisa A Lettere disertati ben 26 bandi dei corsi gratuiti Il coordinamento dei precari: questo risultato è merito della campagna "Io gratis non lavoro" di Giovanni Parlato PISA. Nelle facoltà di Lettere e Scienze sono stati chiusi i primi bandi con insegnamenti a titolo gratuito. Una possibilità prevista dal decreto del ministro Gelmini che ha scatenato un mare di polemiche. Il coordinamento dei precari della didattica e della ricerca dell'ateneo pisano, affiancato da Cgil e Cobas (e da Rifondazione), fin dal primo minuto si è schierato contro cercando di boicottare i contratti gratuiti. Il giorno 23 (il termine del bando era scaduto il 20 alle 13) si è riunito a palazzo Quaratesi il consiglio di facoltà di Lettere che ha approvato il lavoro delle commissioni di valutazione le quali hanno proposto i vincitori del bando. Nomi che dovranno essere in seguito ratificati dal rettore. In quella seduta, non tutti i bandi sono stati assegnati. In base alla documentazione in possesso al coordinamento, sono andati deserti 26 bandi a titolo gratuito. Tra questi ci sono i laboratori di lingua inglese, tedesca e spagnola, il corso di Storia comparata delle letteratura classiche e ben 5 laboratori su 6 del corso di laurea in Cinema, Musica e Teatro. Per i restanti 66 corsi sono state presentate 85 domande. «Lo stesso giorno che si riuniva il consiglio di facoltà - affermano i precari del coordinamento - eravamo all'ingresso di palazzo Quaratesi ad aspettare l'arrivo dei docenti per contestare la decisione di votare il lavoro delle commissioni. La nostra campagna contro i corsi gratuiti ha avuto un buon risultato tanto che, appunto, 26 bandi sono andati deserti». Secondo il coordinamento, nel corso della riunione, una minoranza ha sollevato diverse questioni «a partire dall'incongruità dell'affidamento di corsi a personale in formazione, come i dottorandi, e dall'assoluto arbitrio con cui si è deciso di retribuire alcuni corsi e altri no». Su quest'ultimo punto, «la presidenza della Facoltà - sostiene il coordinamento - si è giustificata dicendo che gli insegnamenti retribuiti appartengono nella maggior parte dei casi a corsi di laurea interfacoltà, i quali hanno potuto attingere a riserve proprie». A conti fatti, «mentre sono pochissimi i precari ai quali sarà corrisposta una retribuzione per i corsi che terranno, 5 su 18, per tutti gli altri non resta che il contratto a zero euro». Il coordinamento dei precari ha definito un «mezzo flop» i bandi di Lettere (anche se saranno riproposti). E il merito va attribuito alla campagna di indisponibilità "Io gratis non lavoro" che ha raccolto l'adesione di oltre 120 precari dell'ateneo. «Oltre a far saltare 26 corsi gratuiti su 74 - affermano infine i precari - la campagna ha ridotto al minimo il numero di quei precari che, posti sotto pressione dai baroni, hanno finito per accettare incarichi di insegnamento: ai 4 precari che hanno ottenuto contratti retribuiti per 5 corsi si sommano infatti appena altri 12 precari, costretti a tenere l'anno prossimo 14 corsi senza ricevere alcun compenso. In tutto appena 16 precari per un numero complessivo di 19 corsi».

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premi al merito, o l'italia cade (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Toscana «Premi al merito, o l'Italia cade» Settis: il talento non è classista. E vale anche per gli insegnanti PISA. In questi giorni ferve una vivace discussione sulla scuola tra rigoristi e chi sostiene che da bocciare non sono i ragazzi, ma la scuola. Lei cosa pensa? «Non dobbiamo coltivare l'illusione che una scuola "buona" sia quella in cui tutti sono promossi. La scuola deve preparare alla vita, e nella vita il rendimento, l'incisività, la capacità di lavorare e di produrre risultati positivi non sono distribuite egualmente fra gli esseri umani; dipendono da fattori individuali che possono essere analizzati caso per caso, ma davanti a cui non possiamo e non dobbiamo tapparci occhi e orecchie», risponde il direttore della Normale di Pisa Salvatore Settis. Linea del rigore? «E' importante distinguere la scuola dell'obbligo, che deve fare il massimo sforzo per portare tutti a un livello accettabile di istruzione (ma qualcuno può aver bisogno di qualche anno in più per arrivarci) dai licei, che invece hanno (io credo) il dovere di bloccare chi non fa bene né ai singoli né (soprattutto) al Paese distribuire diplomi e lauree "per diritto divino" a chi non se ne mostra degno. Un sistema educativo che non premi il merito è destinato a trascinare nel baratro chi lo promuove (e il Paese). Ma premiare il merito non si può se non si colpisce il demerito. Questo deve valere anche per gli insegnanti, da valutarsi però non sulla base del numero dei promossi, ma della profondità della competenza e dell'efficacia reale del loro insegnamento». Ma cosa è il rigore impresso dalla Gelmini in una scuola che non funziona? Non c'è il rischio di un ritorno ad una scuola classista? «Se la scuola riuscirà a far emergere e a premiare, come dice la Costituzione, "i capaci e i meritevoli", non sarà classista. Ma perché non lo sia occorre che chi viene dalle famiglie meno abbienti venga messo in condizione di far emergere il proprio talento, mediante una scuola pubblica (intendo: di Stato) di livello costantemente alto, con classi non troppo numerose, geograficamente ben distribuite, con insegnanti preparati, scelti sulla base del merito e non di stolti "percorsi abilitanti" che schiacciano le necessarie differenze, e valutati periodicamente. Una scuola di Stato di alto livello, non classista ma puntata sul talento e sul merito, non è mai stata così importante come oggi». Una risorsa per il Paese. «E' (sarebbe) il luogo primario in cui sconfiggere le spinte più irresponsabili alla disgregazione della società (Lega, "partito del Sud"). E' (dovrebbe essere) l'unico luogo in cui può avvenire la necessaria integrazione dei figli degli immigrati nella società italiana. L'Italia, non dimentichiamolo, "perde pezzi" perché la popolazione autoctona decresce di continuo, specialmente al centro-nord. Gli immigrati, legali e no, sono destinati a crescere. Saranno gli italiani di domani. Se vogliamo che lo siano, dobbiamo fare il massimo sforzo per integrarli nella nostra cultura senza obbligarli a perdere la propria. E dove può avvenire, se non nella scuola?» Dice Umberto Veronesi: l'obiettivo dovrebbe essere quello di stimolare curiosità e creatività. Dall'alto della sua esperienza cosa propone? «Stimolare la curiosità non basta. Bisogna proporre un orizzonte di informazioni sul mondo, delle ipotesi di interpretazione del mondo, ma senza la pretesa di imporre visioni dogmatiche. Bisogna, io credo, dare moltissime nozioni senza essere strettamente "nozionisti", ma invitando a reagire, con critiche anche radicali. La scuola deve imparare a essere dialettica senza abbandonare il suo compito numero uno, che è e resta la trasmissione del sapere». Come potrebbe cambiare l'università per dare uno sbocco ai talenti che abbiamo? «I nostri migliori talenti (che l'università italiana, con tutti i suoi difetti, continua a produrre) trovano sempre uno sbocco. Oggi lo trovano in prevalenza all'estero, perché in Italia università e ricerca sono in profonda crisi». E' un male che i migliori talenti prodotti dalle nostre università vadano all'estero? «Non necessariamente. Dal Medioevo in poi, la circolazione delle intelligenze, prima in Europa poi nel mondo, è stata sempre un fattore di progresso. Anche dagli Usa, dalla Germania, dal Regno Unito c'è emigrazione intellettuale. Ma in Gran Bretagna (facciamo un esempio) per un cittadino brillante che se ne va, ne arrivano dall'estero mediamente quattro. In Italia, le proporzioni sono peggio che invertite, il saldo è del tutto negativo. I tagli a ricerca e università apportati dal governo nel 2008, e solo parzialmente corretti dal ministro Gelmini, segnalano una grande insensibilità a questo tema. E' una posizione irresponsabile, che ancora spero possa venir corretta. Ma la correzione di rotta dovrebbe arrivare prestissimo». (M.L.)

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(sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 26-07-2009 «Non penalizzati gli atenei del Sud» DA M ILANO G IULIO I SOLA « N on è assolutamente vero che si sia voluta penalizzare alcuna università del sud perché, come si può vedere dalla classifica, molti atenei del centro-sud sono stati promossi». Così il Miur (il ministero per l'Università e la ricerca) interviene sulla polemica scoppiata ieri sui criteri di assegnazione dei fondi alle università più meritevoli. E, a sostegno della sua posizione elenca università meridionali "virtuose" (ad esempio Roma " Tor Vergata", Chieti e Pescara, l'università della Calabria, l'università Politecnica delle Marche) e atenei del nord non virtuosi come Brescia, Parma, Iuav - Venezia,). I criteri, spiegano dal ministero «rispondono a valutazioni attualissime e sono stati elaborati tenendo conto dei parametri adottati da tutte le classifiche internazionali. È la prima volta che questo viene fatto in Italia, per cui i criteri sono sempre perfettibili ed il nostro impegno sarà renderli ancora più oggettivi». Ma il rettore dell'università "La Sapienza", Luigi Frati attacca: «È giusto che una parte dei fondi venga assegnata per la qualità della didattica, la ricerca, le sedi periferiche. L'errore è stato farlo con i vecchi comitati di valutazione e i vecchi dati: quelli sulla ricerca credo risalgano al 2003- 2004». E sull'idea del ministro Gelmini di portare la quota fondi assegnata per merito al 25 - 30%, Frati commenta: «Tanto varrebbe consegnare a qualcuno le chiavi dell'università. Il principio è giusto, ma bisognerebbe mettere persone indipendenti e utilizzare indicatori validi a livello europeo». Soddisfatto invece il rettore dell'università di Trento, Davide Bassi: «Lavorare premia: in Italia è un'eccezione ma questa volta è successo. Non s'improvvisa, ci vogliono bravi docenti e personale tecnico e amministrativo all'altezza. E occorre puntare sulla qualità che occorre mettere al centro della propria azione. Occorre mettere in campo interventi di lungo periodo: è da dieci anni che partecipiamo alle gare per intercettare finanziamenti europei per la ricerca. Insomma, meno manfrine locali e più sostanza». Il Ministero replica alle critiche: i criteri di valutazione tengono conto dei parametri adottati in tutto il mondo

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(ACR) UNIVERSITAâ , SIMONETTI (PRC): RESPINGERE LA PAGELLA GELMINI (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 26-07-2009)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITA’, SIMONETTI (PRC): RESPINGERE LA PAGELLA GELMINI 26/07/2009 18.52.14 [Basilicata] (ACR) - “In attesa di conoscere in dettaglio la ‘punizione finanziaria’ del ministro Gelmini nei confronti dell’Università  della Basilicata – inserita al 49esimo posto (su 54) nella classifica degli atenei ‘più¹ virtuosi’ e di conseguenza finita nella ‘lista rossa’ dei cattivi - è¨ evidente il colpo inferto alla didattica e alla ricerca del nostro ateneo oltre alla sua immagine proprio nella fase più¹ delicata degli studenti appena diplomati alle prese con la scelta della sede universitariaâ€. E’ quanto sostiene Emilia Simonetti, presidente del gruppo Prc in Consiglio regionale, per la quale “i criteri utilizzati dal ministro per stabilire la classifica non tengono in alcun modo conto delle attività  di eccellenza riconosciute dal terzo posto attribuito all’Università  degli Studi della Basilicata nella speciale classifica stilata dal Censis su piccoli Atenei (Università  italiane fino a 10.000 iscritti) che, come ho avuto di commentare nei giorni scorsi, è¨ un riconoscimento all’impegno e al lavoro del compianto prof. Tamburro, sicuramente non il ‘modello di rettore’ che piace alla Gelmini . E’ del tutto evidente che la ‘pagella Gelmini’, basata su calcoli ragionieristici che considerano la preparazione culturale al al pari del bilancio di una società  privata con costi - profitti e magari si vorrebbe utili, punta a scoraggiare i ragazzi lucani e non dalla immatricolazione nelle facoltà  di studi del nostro ateneo per favorire gli atenei del centro-nord e accrescere la fuga dei cervelli. E’ il caso di ricordare al ministro che la classifica del Censis, stilata dopo un attento e scrupoloso esame dei 58 atenei pubblici italiani, oltre ad analizzare ogni singola realtà  accademica, â€œè¨ un riconoscimento tanto più¹ importante per gli indicatori oggettivi presi in esame sulla qualità  della offerta didattico - formativa e di ricerca del nostro ateneoâ€. “La ‘radiografia’ effettuata sui servizi offerti agli studenti inoltre, è¨ una motivazione in più¹ – conclude Simonetti - per affrontare la questione dell’Ardsu al centro proprio in questi giorni di tante polemiche che vanno superate rapidamente e concretamente per adeguare i servizi (a partire da quelli residenziali e di attività  culturali) a favore degli universitari e del personale dell’ateneo, che è¨ uno dei fattori rilevanti alla base della scelta dell’ateneo di immatricolazione o di conferma di studiâ.

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