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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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DOSSIER SCUOLA 24 – 27 LUGLIO 2009
IN EVIDENZA
La
Stampa 24/7/2009 –
IL
SAPERE INUTILE. SISTEMA SOTTO ACCUSA ![]()
Tutti bocciati prof e
allievi
Scuola da rifare. ![]()
![]()
Le indagini relegano l'Italia a fanalino di coda.
RAFFAELLO MASCI ![]()
"Giovani incapaci di risolvere qualsiasi
problema"
Una scuola che non serve a niente. Detta in maniera
meno brutale, con le parole dell’Ocse: incapace di indurre una cultura del
«problem solving», tutto quello che si impara non si è poi in grado di
utilizzarlo nella vita e nell’esperienza. E’ la più grave carenza del nostro
sistema scolastico, associata ai mali di cui ieri, su «La Stampa», Luca Ricolfi
ha fatto una impietosa disamina: incapacità degli allievi di leggere e di
esprimersi, di esercitare la memoria e il dono di sintesi, di concentrarsi e di
valutare.
La situazione, in effetti, trova riscontro oggettivo nelle tre indagini
Pisa-Ocse sui livelli di apprendimento dei ragazzi italiani, realizzate negli
ultimi 10 anni (a intervalli di tre anni l’una dall’altra: l’ultima è del
dicembre scorso). Non solo - dice l’Ocse - i quindicenni italiani (questa la
classe di età indagata) non sanno né leggere né esprimersi nella loro lingua,
non solo non conoscono la matematica e in generale le materie scientifiche, ma
mancano - soprattutto - della capacità di «problem solving», cioè non hanno
alcuna attitudine a fare proprie le conoscenze acquisite e ad applicarle ai
problemi che la vita e l’esperienza pongono. Una preparazione la loro (quando
c’è) essenzialmente teorica e libresca.
«E’ questo un problema annoso della scuola italiana - dice Claudia Donati,
responsabile del settore processi formativi del Censis, e quindi osservatrice
costante della scuola italiana -. Il passaggio da conoscenza a competenza è
stato sempre il tallone d’Achille del nostro sistema. In questo senso il
professor Ricolfi ha messo il dito nella piaga. Tuttavia va detto che la scuola
italiana è viva, e negli ultimi 15 anni ha anche cercato di dare risposta alle
sue carenze più evidenti nel raffronto internazionale: per esempio ha cercato
di attivare un sistema di valutazione, realizza progetti pilota, fa laboratori,
alternanza scuola-lavoro e valorizzazione dell'istruzione tecnica attraverso
rapporti col mondo produttivo. Con la Gelmini sta cercando anche di darsi un
maggiore rigore, che vorrebbe essere anche disciplina nei metodi di lavoro. Ma
si tratta di elementi sganciati l’uno dall’altro, segmenti che, se non
coordinati rischiano di essere episodici».
Peraltro non esiste una «scuola italiana», ma molte realtà diversificate sul
piano qualitativo. Specie dopo l’introduzione dell’autonomia scolastica (1998)
i piani dell’offerta formativa presentati da ogni istituto consentivano di far
emergere esperienze di grande rilievo. «Abbiamo quindi una realtà frastagliata,
con punte avanzate proprio nella direzione indicata da Ricolfi - dice Antonio
Petrolino, presidente dei presidi romani - ma una buona scuola non basta da
sola a sortire risultati. Sulla preparazione dell’allievo incidono molto altri
due fattori: la famiglia di provenienza e il territorio. In sostanza uno
studente, anche dotato, dà risultati molto diversi se proviene da una famiglia
colta piuttosto che da una in cui l’unico libro è l’elenco del telefono. Allo
stesso modo un buon liceo non è lo stesso, se si trova a Bolzano o a Scampia».
Dunque non basta una buona scuola se non ha apporti di pregio dalla società.
«Allo stesso modo - aggiunge Claudia Donati - dobbiamo considerare che la
formazione di un giovane non avviene più solo nella scuola, ma moltissimo,
ormai, attraverso i canali informali della trasmissione del sapere: Internet,
le tecnologie digitali, le tv anche tematiche, il sistema dei mass media,
eccetera. Questo significa che nei processi educativi occorre saper gestire
questa massa enorme di soggetti. E se le nuove generazioni hanno le carenze
segnalate da Ricolfi, è a questa pluralità di fonti di istruzione che dobbiamo
rivolgerci. La scuola dunque conta molto, ma la famiglia e il gruppo sociale in
cui si vive, almeno altrettanto».
L’importante poi, secondo Petrolino «non è tanto tornare a insegnare, quanto
tornare a imparare. Nella scuola italiana l’accento va messo molto di più
sull’output piuttosto che sull’input. Dobbiamo, cioè conoscere meglio gli
studenti e il loro mondo e valutare il lavoro docente per i risultati che
produce su di loro». In tutto questo non sarebbe male se la scuola si potesse
giovare di un periodo di tranquillità: «Quello che manca - dice il presidente
dell’associazione presidi, Giorgio Rembado - è un progetto formativo chiaro,
che punti a determinati obiettivi di fondo e li persegua nel tempo: non si può
continuare a dire tutto e il contrario di tutto, sconfessando periodicamente
quello che si diceva pochi mesi prima. Non è possibile che si pensi ad una
scuola diversa ad ogni cambio di maggioranza».
La Stampa 24-7-2009
La studentessa modello
"Non capite la generazione degli sms" ![]()
![]()
"Al
liceo si sbaglia l'ortografia"
![]()
MARIA TERESA MARTINENGO
Per
conquistare il suo 100 e lode al liceo scientifico «Volta», Valentina Carosso
ha passato sui libri tre ore al giorno. Dalla terza alla quinta è andata così.
E siccome studia composizione al Conservatorio, due-tre ore le ha anche
dedicate alla musica. In settembre si iscriverà a Scienze della formazione
primaria e, a giudicare dal suo percorso, continuerà a non essere in linea con
le affermazioni del professor Ricolfi sugli studenti. Che in gran parte
condivide.
Ricolfi sottolinea la
difficoltà dei giovani ad esprimersi correttamente per iscritto. Cosa ne dici?
«Ho compagni che fanno ancora errori di ortografia. Mi sembra grave che alla
fine della quinta liceo non si sappia scrivere bene in italiano».
Non andrebbe meglio nell’«arte
della parola»...
«Molti usano frasi corte perché non riescono a collegare i concetti. Nella
vita di tutti i giorni è diverso, manelle interrogazioni, quando non conoscono
bene la materia con il suo linguaggio specifico e devono arrampicarsi sui
vetri, è tragico. Usano termini vaghi e i professori si innervosiscono, li
interrompono per farli ragionare. Poi, c’è chi ripete il libro parola per
parola...».
Ricolfi dice che si è persa la
capacità di concentrarsi e gli errori logici sono all’ordine del giorno.
«Vero anche questo, ma non per tutti: almeno 4-
Incapaci di autovalutazione?
«Molti non sono in grado di migliorare o non vogliono».
Allenati a superare test, ma
non a padroneggiare una disciplina?
«Nei licei, i test a risposta multipla sono poco usati». È vero che si
dimentica in pochi anni ciò che si è imparato in ambito scientificomatematico?
«Ho difficoltà a ricordare storia, latino. Forse se avessi fatto il classico
sarebbe stato il contrario. Credo sia sempre capitato, non è una novità».
Gli studenti di oggi
considerano Internet «la memoria»?
«Ciò che noi studiamo è tutto nel Web e nel Web siamo abituati a verificare
ogni dubbio. È la memoria cui si può ricorrere comunque, poi sta ad ogni
persona usarla bene. E’ probabile che oggi ricordare sia meno importante. Io
però ho avuto una maestra che ci faceva studiare le poesie ed è stato un utile
allenamento».
Scarsa concentrazione, ma
capacità di fare più cose insieme?
«Nello studio serve concentrazione. È improbabile mandare sms ed essere
attenti alla lezione».
Ottima capacità di far
funzionare ogni oggetto tecnologico, ma senza capire com’è fatto?
«Può valere per le ragazze, ma tra i maschi la passione per l’elettronica c’è
davvero».
Grandi navigatori nella Rete,
ma esposti a credere alle bufale?
«Sì, ho visto portare ricerche con dati veramente assurdi».
Riconosci la tua generazione
nella descrizione di Ricolfi? Una generazione a cui, a forza di facilitazioni,
è stata spacciata per istruzione un’«allegra infarinatura»?
«Nella scuola di oggi chi vuole imparare può farlo, ma chi non è
interessato può comunque finire con facilità. Il ritorno degli esami di
riparazione ha spaventato, poi la gente si è accorta che sono abbastanza
semplici e si è tranquillizzata».
Ci sono stati insegnanti
particolarmente importanti per te?
«Il prof di matematica di quest’anno, senza il quale non avrei superato lo
scritto così come l’ho superato. E poi la maestra delle elementari, quella
delle poesie a memoria».
·
Articoli
Scuola (121)
"Non capite la generazione degli sms" (
da "Stampa, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: MATEMATICO RUSSO ADDIO CULTURA LA GELMINI I BRAVI LA RETE
Marco Rossi-Doria Umberto Veronesi Luca Ricolfi «Percorsi individuali per ogni
ragazzo» "Non capite la generazione degli sms" La studentessa modello
"Al liceo si sbaglia l'ortografia" MARIA TERESA MARTINENGO "Si è
cancellata la letteratura e così si premiano i videogiochi" «Si pensa ai
giovani come consumatori e non produttori»
"Con i tagli all'organico a rischio anche la
sicurezza" ( da "Stampa, La"
del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sono i numeri dei tagli previsti dalla riforma Gelmini
all'organico negli istituti della provincia di Alessandria. E anche ad Acqui
c'è grande preoccupazione. Mentre si profila un altro periodo di agitazioni e
manifestazioni di protesta, l'esame della situazione scolastica del Distretto è
stato al centro della riunione del coordinamento scolastico acquese,
Si torna a scuola il 14 settembre (
da "Trentino" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, aveva subito smentito. L'assessore
provinciale Marta Dalmaso, a sua volta, conferma la data del 14 settembre e
assicura che «allo stato attuale nulla ci fa pensare che possa esserci una
modifica della decisione assunta». Poi, però, spiega che «se dovessero arrivare
eventuali sollecitazioni a riguardo da parte del ministero o dell'
Tutti bocciati prof e allievi Scuola da rifare (
da "Stampa, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con la Gelmini sta cercando anche di darsi un maggiore
rigore, che vorrebbe essere anche disciplina nei metodi di lavoro. Ma si tratta
di elementi sganciati l'uno dall'altro, segmenti che, se non coordinati
rischiano di essere episodici». Peraltro non esiste una «scuola italiana», ma
molte realtà diversificate sul piano qualitativo.
Il preside Meo: Stravolta la realtà (
da "Tribuna di Treviso, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: del dodicenne napoletano IL CASO STEFANINI Incontri con le
famiglie e in provveditorato Una relazione verrà spedita anche alla Gelmini
Razzismo alle Stefanini, i genitori chiedono le scuse ufficiali alla mamma del
ragazzo, che tre giorni fa ha accusato i compagni di classe di aver offeso e
umiliato il figlio perché napoletano. «Ci ha diffamato», dicono ora le famiglie
dei ragazzi.
Presidi vicentini Doc , bufera sull'odg votato alla
Provincia ( da "Unita, L'"
del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nessuna crociata contro il sud in quel voto, ma una ferma
critica al ministro Gelmini che «doveva bloccare l'interregionalità delle
nomine a preside dopo che aveva verificato che regioni come la Campania avevano
abilitato più dirigenti del dovuto». Argomenti che non convincono il presidente
del gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro.
No ai presidi che arrivano dal Sud. Lo vota praticamente
all'unanimità - 26 sì sui 27... ( da "Unita, L'"
del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nessuna crociata contro il sud in quel voto, ma una ferma
critica al ministro Gelmini che «doveva bloccare l'interregionalità delle
nomine a preside dopo che aveva verificato che regioni come la Campania avevano
abilitato più dirigenti del dovuto». Argomenti che non convincono il presidente
del gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro.
università perché cresce l'opposizione alla riforma -
margherita rubino ( da "Repubblica, La"
del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per un disegno di legge del ministro Gelmini, per ora
fermo nel cassetto, a posteriori non par chiaro; ma pare ora che l´iniziale
disegno sia stato invertito e si attenda il varo nazionale. Il diffuso disagio,
che sta diventando articolata reazione, verso la riforma radicale dell´Ateneo
avanzata dal rettore Deferrari, nasce dall´ipotesi che si vada a stare peggio.
febbre da ministro - enzo costa (
da "Repubblica, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini che lo smentisce (gli rifilerà il cinque in
condotta?) e Brunetta che lo zittisce (installerà tornelli anti-virus lanciando
la caccia grossa ai fannulloni travestiti da influenzati?). Chiedo il pronto
soccorso del mitico professor Crovari: per caso, oltre alle sue preziose
ovvietà scientifiche,
per gaber e viareggio (
da "Tirreno, Il" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è stato contattato dal Ministro della Pubblica Istruzione
Maria Stella Gelmini. «E' partita come una battuta - spiega Iacchetti - e
invece sono stato preso sul serio dal ministro che ha siglato un accordo per
far diventare il Signor G una materia nelle scuole della Lombardia». Partenza
con il botto stasera alla Cittadella del Carnevale.
bufera sullo stop ai presidi del sud "abolite quella
norma, è razzista" - andrea montanari (
da "Repubblica, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cosa che sono certa farà il ministro Mariastella Gelmini.
Basterebbe, per esempio, introdurre l´obbligo della permanenza dei presidi
nella sede per alcuni anni». Anche il Pd di Vicenza si difende. «Il nostro sì
alla mozione - racconta il consigliere provinciale Maria Collareda - è di
critica alla Gelmini che doveva bloccare le irregolarità».
Tutti commissariati da Giulio
Argomenti: Scuola
Abstract: Sta tentando di mettere la Gelmini sotto tutela.
Ideologica: fu lui a spiegare alla Padania la filosofia del maestro unico come
archiviazione del '68. Di cassa: solo l'abilità diplomatica di «Mariastar» ha
trasformato il taglio di 8 miliardi in un «segnale culturale di rigore».
Il matematico russo "Si è cancellata la letteratura e
così si premiano i videogiochi" (
da "Stampaweb, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Di quella della Gelmini cosa ne pensa? «Al tempo ero
isolato e tutti pensavano che la direzione di Berlinguer fosse quella giusta:
"Insegniamo i videogiochi e cancelliamo la letteratura". Ora queste
cose non si dicono più, ma nei fatti è più difficile invertire la tendenza.
Tutti bocciati prof e allievi Scuola da rifare (
da "Stampaweb, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con la Gelmini sta cercando anche di darsi un maggiore
rigore, che vorrebbe essere anche disciplina nei metodi di lavoro. Ma si tratta
di elementi sganciati l?uno dall?altro, segmenti che, se non coordinati
rischiano di essere episodici». Peraltro non esiste una «scuola italiana», ma
molte realtà diversificate sul piano qualitativo.
10.749 ( da "Corriere della Sera"
del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, che ha firmato il decreto sulla
«interregionalità» dei dirigenti scolastici. Puntura di spillo di un
avversario: «La Martini ha voluto scavalcare i leghisti, nella difesa del
territorio». Può darsi. Ma veniamo al punto. Da dove nasce l'ordine del giorno,
nel quale alcuni ravvisano il revival razzista?
Bravo, indiano, prof alla Bocconi Il
Argomenti: Scuola
Abstract: a un convegno cui interverrà anche il ministro Gelmini
anticipa l'economista Tito Boeri , con una sessione su brain drain e brain gain
». Fuga e attrazione di cervelli. «Perché non solo ne arrivano pochi, ma quei
pochi facciamo anche fatica a trattenerli. E ogni studente è un investimento
importante: un dottorando costa, in media, 200-250 mila euro all'anno».
Piccole Gelmini crescono...... (
da "Blogosfere" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Consiglio Comunale è stato un compendio di affermazioni
che non hanno fatto altro che evidenziare l'ignoranza palese dell'Assessore in
materia scolastica ed anche in semplici calcoli matematici... Insomma una vera
e propria Gelmini in miniatura. Piccolo particolare irrilevante : l'Assessore
appartiene alla coalizione opposta a quella di Gelmini . Per favore qualcuno
glielo faccia sapere.
Maturità, tante lodi e nessun bocciato (
da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nessun bocciato alla maturità e pochissimi non ammessi
dopo la riforma Gelmini. Soltanto uno, all'istituto Geometri Fazzini' di
Grottammare. Tra i 94 studenti che hanno ottenuto il massimo dei voti, Diego
Neroni, Ilaria Giobi e Roberta Merli; nel turistico Alessia Mascella, Linda
Rivera e Federica Simonetti e Federica Anna Urso, quest'ultima con tanto di
lode.
BOCCIATI in 15mila! Questi giovani di oggi si sono messi in
testa che andare a scuola è... ( da "Resto del Carlino, Il
(Bologna)" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Brava Gelmini, persisti. Lettera firmata, Fabriano
(Ancona) HO LETTO dell'aumento sulle bocciature, indici di una maggiore
severità di giudizio. Ma l'insegnante che boccia non fa l'esame di coscienza?
Ha fatto tutto il possibile per evitare un evento che di sicuro lascerà il
segno nel bocciato?
Blitz dell'Idv a Chigi, interrotta conferenza Gelmini (
da "Reuters Italia" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. La Gelmini era scesa in sala stampa per
illustrare un pacchetto di misure preso dal governo sull'università. Ancor
prima che iniziasse la conferenza stampa, Pedica ha preso la parola e ha
chiesto come mai il governo non abbia ancora sciolto il consiglio comunale di
Fondi, dove ci sono stati 17 arresti e dove "si intrecciano collusioni tra
criminalità organizzata e politica"
Università, più fondi alle migliori (
da "RomagnaOggi.it" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Ministro Mariastella Gelmini, per la prima volta in
Italia, ha distribuito a questi atenei una parte dei fondi destinati alle
Università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Il 7% del
Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato assegnato
in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei.
Il governo premia gli atenei migliori (
da "Stampaweb, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università, Mariastella Gelmini, e approvato oggi dal
Consiglio dei ministri. Sulla base del provvedimento, si legge in una nota
ministeriale, il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, pari a 525 milioni di
euro, è distribuito in base alla qualità della Ricerca e della didattica degli
Atenei.
Scuola, governo stanzia 525 milioni alle Università
virtuose ( da "Reuters Italia"
del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: annuncia il ministro Maria Stella Gelmini spiegando che i
fondi ammontano al 7% del Fondo di finanziamento ordinario. "I due terzi
di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un
terzo in base alla qualità della didattica", ha spiegato la Gelmini. Nella
ripartizione del Fondo "non c'è un intento punitivo, ma la volontà di
spronare tutti a dare il meglio,
Università, giro di vite: via i corsi inutili Gelmini:
scuola, no a rinvii per febbre suina (
da "TGCom" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tagli a corsi inutili Gelmini: "Negli ultimi mesi
-20%" Più soldi agli atenei virtuosi e tagli dei corsi inutili. Sono le
novità del "pacchetto Università" approvato dal Cdm, su proposta del
ministro Mariastella Gelmini. Il provvedimento prevede che il 7% del Fondo di
finanziamento, cioè 525 milioni di euro, venga distribuito in base alla qualità
delle università.
Il Pg chiede due condanne (
da "Sicilia, La" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'effetto Gelmini si è fatto sentire all'Itcg dove i
bravissimi sono stati appena 5 su un totale di 109 maturi. Questi i risultati.
Geometra, 5°A: Alongi Giuseppe 74, Beccaccio Bruno 73, Buscemi Onofrio Domenico
66, Cardillo Giuseppe 68, Genco Peppuccio 60, Lo Bue Francesco 77, Lomanto
Cristian 65, Maida Mario 76,
Più fondi agli atenei migliori (
da "Corriere.it" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è già stato assegnato dal ministro Mariastella Gelmini.
Per la prima volta in Italia, infatti, il ministero ha distribuito una parte
dei fondi destinati alle Università sulla base di nuovi criteri di valutazione
della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di
euro, è stato assegnato in base alla qualità della ricerca e della didattica
degli atenei.
"Pacchetto Università": soldi in più solo a
Università migliori, Anvur, taglio corsi inutili (
da "Sestopotere.com" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con questo provvedimento firmato oggi dal ministro
Mariastella Gelmini, il nuovo sistema di valutazione delle Università italiane,
grazie al quale saranno premiati gli Atenei più virtuosi sulla base di criteri
riconosciuti e valutati positivamente anche dalla CRUI. Da una prima analisi
della situazione emerge che l?
"Pacchetto Università" ( 2 ) Valli (Ugl):
"Considerare riforma agenzia di valutazione in contesto più definito" (
da "Sestopotere.com" del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Concordiamo con la lotta agli sprechi intrapresa dal
ministro Gelmini. Il taglio di corsi ?inutili? ci sembra opportuno, ma
riteniamo che lo sblocco dei concorsi banditi per i professori universitari e i
ricercatori rischia di buttare benzina sul fuoco soprattutto per quanto
riguarda questa ultima categoria.
Concorsi e ricercatori, i nuovi criteri (
da "Corriere.it" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: In particolare nel decreto presentato dal ministro Gelmini
viene richiesto che ogni titolo scientifico sia valutato «separatamente e
specificamente, per evitare giudizi sommari e approssimativi». Viene inoltre
richiesto, per i settori scientifici, il ricorso a valutazioni di indici
oggettivi e a sistemi di valutazione internazionali (peer review).
Università, bonus da Roma (
da "Trentino" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: attesissimo provvedimento firmato ieri dal ministro
Gelmini che prevede che il 7% del Fondo di finanziamento ordinario non venga
più distribuito a pioggia, ma sulla base di nuovi criteri di valutazione della
qualità degli atenei. E nella classifica delle università virtuose, Trento, per
il suo grande lavoro nei progetti di ricerca europei, è prima davanti ai
politecnici di Torino e Milano.
Più soldi agli atenei virtuosi (
da "Corriere delle Alpi" del 25-07-2009)
+ 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: ministri insieme ai provvedimenti firmati dal ministro
Maria Stella Gelmini che oltre a distribuire una parte (7%) dei fondi destinati
alle università in base al merito, sbloccano 1.800 concorsi e fanno calare la
mannaia su corsi definiti «inutili». Premiate le virtuose. L'Università di
Trento e i Politecnici di Milano e di Torino sono tra gli atenei migliori in
base ai nuovi parametri.
L'Idv "occupa" Palazzo Chigi Gelmini costretta a
sgombrare ( da "Corriere delle Alpi"
del 25-07-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: L'Idv "occupa" Palazzo Chigi Gelmini costretta a
sgombrare ROMA. Palazzo Chigi "occupato". Con un blitz a sorpresa,
l'Idv decide una protesta plateale per rimarcare i tentennamenti dell'esecutivo
sullo scioglimento del consiglio comunale di Fondi, nel Lazio, per
infiltrazioni della criminalità.
L'accusa di razzismo spacca il Pd (
da "Tribuna di Treviso, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, ecco che il surplus dei presidi meridionali serve
a colmare la carenza creatasi a nord. L'Odg dei vicentini denunciava
l'«obiettiva situazione di svantaggio» per le regioni «virtuose», sollecitava
il governo a prendene atto, proponeva l'introduzione di «correttivi», una
«situzione di diritto» insomma perché non è possibile premiare con posti di
lavoro quelle regioni che
La carica dei fuori sede (
da "Tribuna di Treviso, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Assumere per provenienza avrebbe connotazioni razziste.
Invece, la nostra regione ha rispettato i vincoli ed ha esaurito la graduatoria
regionale degli idonei. è stata lo stesso ministro Gelmini a volere
l'interregionalità delle nomine». (Felice Paduano)
Più soldi agli atenei virtuosi (
da "Tribuna di Treviso, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministri insieme ai provvedimenti firmati dal ministro
Maria Stella Gelmini che oltre a distribuire una parte (7%) dei fondi destinati
alle università in base al merito, sbloccano 1.800 concorsi e fanno calare la
mannaia su corsi definiti «inutili». Premiate le virtuose. L'Università di
Trento e i Politecnici di Milano e di Torino sono tra gli atenei migliori in
base ai nuovi parametri.
Presto il contagio in tutto il pianeta (
da "Tribuna di Treviso, La" del 25-07-2009)
+ 2 altre fonti
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, ieri è tornata a ripetere che «allo
stato l'ipotesi non è stata presa in considerazione» e che gli istituti
riapriranno regolarmente a settembre. Ma per gli esperti dell'Ecdc e del Cdc
(le due agenzie di Europa e Usa per il controllo delle malattie trasmissibili)
l'opzione resta in campo con due possibilità: la chiusura proattiva (
INFLUENZA A: OMS, COLPITO QUASI IL 100% DEL PIANETA /ANSA (
da "Secolo XIX, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini assicura che «allo stato
attuale non è stato preso in considerazione alcuno slittamento dell'inizio
dell'anno scolastico», il Vaticano si prepara all'eventualià di sospendere
eventi di massa come le udienze del Papa, ha affermato in un'intervista
all'Osservatore Romano il direttore di Sanità ed Igiene dello Stato della Città
del Vaticano Giovanno Rocchi.
L'artesfrattale auto (
da "Secolo XIX, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: fotografici in bianco e nero per protestare contro la
riforma Gelmini. «L'idea - continua Paco Rizzi - nasce da due considerazioni di
fondo. La prima è che gli spazi per gli artisti emergenti scarseggiano mentre
l'accesso a gallerie e musei risponde a gerarchie rigidissime. La seconda è che
in città ci sono troppe auto e ci è sembrato giusto mettere in mezzo ai veicoli
un po' di arte.
i ministri accerchiano tremonti il premier: "non
decide solo lui" - claudio tito ( da
"Repubblica, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Prestigiacomo chiedono più fondi Bossi: un
pasticcio il partito del Sud Palazzo Chigi studia una "regia" per il
Mezzogiorno CLAUDIO TITO ROMA - «Mi sono un po´ stancato di dover sempre andare
da Giulio con il cappello in mano». In questa legislatura il rapporto con
Giulio Tremonti non è mai corso su binari ben oleati.
il merito entra nell'università "più soldi agli atenei
virtuosi" - cinzia sasso ( da "Repubblica, La"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro del governo Prodi Fabio Mussi e criticata al
suo esordio dall´attuale ministro del governo Berlusconi Mariastella Gelmini.
L´Anvur, cioè la nuova agenzia per la valutazione del sistema universitario, è
diventata realtà. Raggiante, il ministro dell´Università, ha presentato ieri
quello che è il primo passo di un radicale cambiamento del sistema
universitario italiano.
Palazzo Chigi
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, si appresta a presentare il
«pacchetto università» quando il senatore dell'Italia dei Valori, Stefano
Pedica, si alza in piedi e prende la parola: «È da quattro mesi che il cdm deve
sciogliere il consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose, così come
ha fatto per altri comuni, e non lo fa,
Bocciato per la condotta fa ricorso (
da "Tempo, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: della riforma Gelmini. Ma i genitori di un alunno della
media «Corradini» di Latina hanno deciso di ricorrere al Tribunale
amministrativo. Il legale che li rappresenta, l'avvocato Roberto Mantovano, ha
presentato un'istanza al Tar per l'annullamento della bocciatura, chiedendo
anche la sospensione del provvedimento del consiglio di classe.
più soldi a poli e università ecco i premi della gelmini -
ottavia giustetti ( da "Repubblica, La"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini che ha deciso anche una attesissima riapertura dei
concorsi banditi ormai un anno fa esatto e stoppati con la finanziaria 2008. «I
risultati resi noti dal Ministro Gelmini - ha detto Francesco Profumo, rettore
del Politecnico - oltre a essere grande motivo di orgoglio, sono il prodotto di
uno sforzo notevole effettuato dal nostro ateneo per migliorare soprattutto in
alcuni
Più soldi agli atenei virtuosi Sbloccati 1.800 concorsi (
da "Tempo, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e il ministro Gelmini ha firmato provvedimenti che
sbloccano 1.800 concorsi e distribuiscono, per la prima volta in Italia, una
parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito e dunque soldi
in più solo agli atenei migliori. «Non c'è alcun intento punitivo, ma la
volontà - ha tenuto a precisare - di spronare tutti a dare il meglio,
le "pagelle gelmini" taglio dei fondi per
sapienza e roma 3 ( da "Repubblica, La"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina III - Roma CHIARA RIGHETTI A P
sapienza e roma tre, tagli ai fondi - chiara righetti (
da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tagli ai fondi Solo Tor Vergata e lo Iusm superano
"l´esame Gelmini" CHIARA RIGHETTI Promosse Tor Vergata e lo Iusm,
bocciate Sapienza e Roma Tre. A dare le pagelle è il ministero dell´Università
e della ricerca scientifica, che per la prima volta assegna i fondi agli atenei
in base a valutazioni di merito.
"università poco virtuosa" la gelmini taglia 7
milioni ( da "Repubblica, La"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università poco virtuosa" La Gelmini taglia 7 milioni
Le università di Palermo, Catania e Messina sono state «punite» perché poco
virtuose dal ministro Gelmini. Un´ennesima batosta per le entrate dell´Ateneo
di Palermo a corto di risorse e con un aumento delle tasse già varato due
settimane fa: ultimo assieme a Messina, Foggia e Matera,
"università poco efficiente": tagliati 7 milioni
- antonella romano ( da "Repubblica, La"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: di consistenti 7 milioni di euro, è stato deciso ieri dal
ministro Gelmini, che ha premiato invece con risorse extra gli atenei ritenuti
più efficienti per didattica e ricerca. Un´ennesima batosta per le entrate
dell´Università di Palermo a corto di risorse e con un aumento delle tasse
varato due settimane fa.
scontro finale sulla sanità (
da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Verificheremo il decreto quando arriverà», dicono a
Palazzo Santa Lucia. Intanto una tegola si abbatte anche sulle università
campane che si sono viste ridurre i fondi dal ministro Gelmini. Unica promossa
quella del Sannio. DE FAZIO, DEL BELLO E FUCCILLO ALLE P
bocciati gli atenei della campania - bianca de fazio (
da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Gelmini salva solo l´università del Sannio. Le
altre istituzioni universitarie campane vengono punite con un taglio ai
finanziamenti. Tagli consistenti, che rientrano nella quota del 7 per cento del
Fondo di finanziamento ordinario, 525 milioni di euro, che il ministro ha
deciso di ridistribuire premiando gli atenei migliori e penalizzando i "
qualità e conti, l'università trova un tesoretto - nadia
campini ( da "Repubblica, La"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, e arriva come una gradita sorpresa a
Genova, dove in queste settimane si sta lavorando alla riforma dello statuto
proposta dal rettore Giacomo De Ferrari. è la prima volta che vengono
introdotti criteri di merito nella distribuzione delle risorse, il fondo
complessivo ammonta a livello nazionale a 525 milioni di euro e di questi il 7%
deferrari, l'elogio della virtù "e ora avanti con la
riforma" ( da "Repubblica, La"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: se nel frattempo la riforma Gelmini andrà avanti, sarà
ovviamente più opportuno aspettare un mese, un mese e mezzo in modo da andare
in parallelo, se invece dovesse bloccarsi, possiamo comunque fare gli
aggiustamenti necessari sul consiglio e arrivare a far partire comunque la
riforma entro l´anno».
rettori in rivolta per i tagli di gelmini - fulvio di
giuseppe ( da "Repubblica, La"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bari Rettori in rivolta per i tagli di Gelmini Nella
classifica delle Università più fondi solo al Politecnico Petrocelli: è
l´ennesimo trasferimento di risorse dal Sud in favore del Nord Volpe: questi
criteri non vanno, sempre che non abbiano deciso di affossare i nostri atenei
FULVIO DI GIUSEPPE Bocciate e senza risorse economiche.
più soldi agli atenei virtuosi (
da "Tirreno, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministri insieme ai provvedimenti firmati dal ministro
Maria Stella Gelmini che oltre a distribuire una parte (7%) dei fondi destinati
alle università in base al merito, sbloccano 1.800 concorsi e fanno calare la
mannaia su corsi definiti «inutili». Premiate le virtuose. L'Università di
Trento e i Politecnici di Milano e di Torino sono tra gli atenei migliori in
base ai nuovi parametri.
ormai il contagio è in tutto il pianeta (
da "Tirreno, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, ieri è tornata a ripetere che «allo
stato l'ipotesi non è stata presa in considerazione» e che gli istituti
riapriranno regolarmente a settembre. Ma per gli esperti dell'Ecdc e del Cdc
(le due agenzie di Europa e Usa per il controllo delle malattie trasmissibili)
l'opzione resta in campo con due possibilità: la chiusura proattiva (
l'oms: l'influenza contagerà tutto il pianeta - elena dusi (
da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mentre in Italia ospedali e medici di famiglia continuano
a muoversi in ordine sparso e senza direttive stringenti da parte del ministero
della Salute, Mariastella Gelmini titolare del dicastero della scuola ha
comunque escluso il rinvio dell´apertura dell´anno scolastico: «Allo stato
attuale non è stato preso in considerazione alcuno slittamento».
pagelle da rivedere - (segue dalla prima pagina) (
da "Repubblica, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Si tratta senza dubbio di una inequivocabile bocciatura,
resa nota per giunta proprio mentre la Gelmini (era il mese di febbraio) si
apprestava a mettere a punto la strategia dei tagli agli "sprechi".
Il ministero ha compilato pagelle e dato voti. In palio ci sono i soldi: più a
chi ha passato l´esame dei requisiti decisi dal ministero, meno agli altri.
Ministre d'assalto (
da "Riformista, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini lancia la rivoluzione del merito negli atenei
Ministre d'assalto Le altre donne. Il titolare dell'Università sblocca il
catenaccio di Tremonti. La Prestigiacomo si ribella all'«arroganza dei
colleghi» e blocca il commissariamento del suo dicastero.
Fondi in base al merito Il ministro merita fiducia (
da "Riformista, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini di un sistema di distribuzione di una
quota dei fondi destinati alle università che tiene conto dei risultati ottenuti
è un passo importante nella giusta direzione. Si rompe in questo modo con una
tradizione che ha abituato gli atenei a fare la propria programmazione senza
prendere in considerazione la possibilità di essere chiamati a rispondere di
scelte poco oculate,
Atenei, vince Gelmini Per la prima volta più soldi ai
migliori ( da "Riformista, Il"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini ha fatto approvare la rimodulazione dei poteri
dell'Anvur, l'agenzia che ha il compito di valutare la qualità degli atenei e
degli enti di ricerca. Un risultato importante, che la Gelmini avrebbe voluto
illustrare in una conferenza stampa, interrotta da un parlamentare dell'Idv,
Pedica, che ha chiesto di intervenire l'
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini soprattutto nei mesi
passati durante il periodo caldo per gli atenei italiani. Critiche non le ha
mai risparmiate neppure a Francesco Giavazzi, professore tra i più liberali
della Bocconi. Eppure Marco Santanbrogio, professore di Filosofia Politica è
rimasto «piacevolmente colpito» dai nuovi provvedimenti varati da ministero
dell'
SOLDI aggiuntivi per gli atenei virtuosi. E' un'importante
novità ... ( da "Resto del Carlino, Il
(Modena)" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Mariastella Gelmini: il 7 % del fondo di
finanziamento statale per le università (525 milioni di euro) sarà suddiviso
fra le migliori della Penisola. Modena c'è, ma è solo al ventesimo posto, e si
vedrà aumentare i fondi dell'1,05 %. Davvero poco, visto che la classifica
stilata dal Sole 24 Ore qualche settimana fa aveva messo l'ateneo geminiano al
secondo posto nazionale.
Argomenti: Scuola
Abstract: Lei in passato è stato critico con il Ministero. «Non
critico, quello che lamentavo era la lentezza di questo processo virtuoso. Ora
c'è anche la notizia della riapertura dei concorsi. Capisco che le difficoltà
sono state tante, anche per la Gelmini». Rossella Minotti
Il senatore Pedica (Idv) interrompe il ministro Gelmini per
lanciare un appello estraneo ai temi del... (
da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: PRIMO PIANO pag. 2 Il senatore Pedica (Idv) interrompe il
ministro Gelmini per lanciare un appello estraneo ai temi del... Il senatore
Pedica (Idv) interrompe il ministro Gelmini per lanciare un appello estraneo ai
temi della conferenza
Atenei, più soldi ai migliori E tagli alle cattedre inutili (
da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Trento e Milano prime della classe di CLAUDIA
MARIN ROMA PIÙ FONDI agli atenei di qualità e sblocco dei concorsi, da
effettuare però con nuove regole. La svolta firmata Mariastella Gelmini,
all'insegna della meritocrazia, si legge nel testo di un provvedimento firmato
ieri dalla titolare del dicastero di viale Trastevere e contenuto nel pacchetto
Università approvato dal
Argomenti: Scuola
Abstract: commenta così il taglio di un milione di euro deciso dal
ministro Maria Stella Gelmini, sulla base di una classifica di qualità degli
atenei italiani, che vede Macerata scivolare in coda. Diciamo scivolare perché
un mese fa i dati dicevano altro: Macerata al terzo posto, con incremento dei
finanziamenti. Prorettore, cosa è successo?
Niente scioglimento per il Comune di Fondi, nonostante il
governo avesse annunciato che il Consiglio... (
da "Unita, L'" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: interrompendo una conferenza stampa del ministro Gelmini:
«È da quattro mesi che il governo deve sciogliere il consiglio comunale di
Fondi per infiltrazioni mafiose. C'è qualcuno nel Cdm che vuole tutelare
persone colluse con la 'ndrangheta». «Lei non è un pm», replica stizzita la
Gelmini. Duro anche il Pd: «Cosa c'è sotto?
Università, Gelmini dà le pagelle e taglia i fondi Trento
la più virtuosa ( da "Unita, L'"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini dà le pagelle e taglia i fondi Trento la più
virtuosa G.V. Nuovi ritocchi all'università italiana in una sorta di lifting a
più riprese che sarà completato in autunno con la riforma del reclutamento e
della governance. Il cdm ha dato il via libera (in prima lettura) alla più
volte annunciata Agenzia per la valutazione del sistema universitario (
Elementari, il maestro unico non è obbligatorio (
da "Unita, L'" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il modello del docente unico alle elementari introdotto
dalla riforma del ministro Mariastella Gelmini «non ha carattere prescrittivo»,
non è obbligatorio. Le scuole, nella loro autonomia, hanno «piena libertà di
strutturare orari e assetti didattico-organizzativi, nell'ambito dell'organico
assegnato, secondo la propria programmazione e valutazione».
Qualcuno ricorda quante volte dai banchi di questo governo
è venuta l'assicurazione che le... (
da "Unita, L'" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: di un governo di asini e raccomandate con ricevuta di
ritorno che sta demolendo la scuola italiana. Francamente, andrebbero cacciati
dalla nostra classe e anche dalla nostra scuola. Gelmini dovrebbe collocarsi
più opportunamente in un call center e chi l'ha voluta lì dovrebbe fare, per
contrappasso, l'escort.
Atenei finanziati in base ai risultati (
da "Sole 24 Ore, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: «Il sistema spronerà a fare meglio» - Primo passo
per l'agenzia di valutazione Gianni Trovati ROMA La valutazione dei risultati e
la meritocrazia provano a iscriversi davvero all'università. Con un colpo d'ala
che supera l'impasse delle ultime settimane, consiglio dei ministri e ministero
dell'università hanno dato il vialibera ieri a un pacchetto di sei
provvedimenti che
Italia dei valori contesta il ministro (
da "Sole 24 Ore, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini costretta a rinunciare alla conferenza stampa
sulle misure per l'università. è successo ieri dopo il Consiglio dei ministri.
La titolare dell'Istruzione stava per iniziare l'incontro con i giornalisti,
quando il senatore dell'Idv Stefano Pedica ha preso la parola per chiedere
ragione dell'inerzia del Governo di fronte alle infiltrazioni mafiose nel
consiglio comunale di Fondi
Si sbloccano i concorsi congelati dalla riforma (
da "Sole 24 Ore, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università Mariastella Gelmini ha sbloccato le procedure
per tenere i 1.800 concorsi (in gran parte per ordinari e associati) banditi
nel 2008 e bloccati dalle norme anti-combine varate a novembre. Per tagliare le
gambe agli accordi preventivi che decretano i vincitori prima che si tengano i
concorsi, il Dl 180/08 ha istituito il doppio meccanismo di elezione e
sorteggio dei commissari:
Sette ministri in fila per le risorse (
da "Sole 24 Ore, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: mentre Mariastella Gelmini prende il terzo posto di questa
classifica con una richiesta di poco inferiore al miliardo e mezzo. Anche lei
punta molto sulla ricerca, tentando di rivitalizzare i distretti. Ci sono poi i
700 milioni del ministro per le Politiche agricole Luca Zaia, i 600 milioni del
ministro dei Beni culturali Sandro Bondi,
Più fondi agli atenei migliori (
da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ventisette atenei virtuosi riceveranno più fondi, altri 27
che non hanno raggiunto gli standard previsti subiranno dei tagli. Il ministro
Gelmini: premiata la qualità. Ma i rettori esclusi si ribellano. ALLE P
PASSO IMPORTANTE E QUALCHE LIMITE (
da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La decisione del ministro Gelmini di usare quei risultati
per allocare una quota, seppur piccola, del fondo ordinario di finanziamento
delle università è un passo importante. Non solo perché per la prima volta in
Italia si introduce un criterio di merito nell'allocazione alle università
delle risorse pubbliche, ma soprattutto perché,
La classifica degli atenei I primi sei sono al Nord (
da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2 La classifica degli atenei I primi sei sono al Nord La
Gelmini: più risorse ai virtuosi. Polemica sui criteri ROMA Al primo posto
l'università di Trento. Al 54Ú l'università di Macerata. E' una graduatoria
ufficiale costruita sui risultati. Dopo due tentativi andati a vuoto prima di
Mariastella Gelmini ci avevano provato Letizia Moratti e Fabio Mussi parte la
valutazione.
Pochi laureati e scarsi investimenti Rapporto sull'Italia
ultima in Europa ( da "Corriere della Sera"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: atto dal ministro Gelmini possono aiutare a risolvere
alcuni dei problemi commenta Andrea Beretta Zanoni, docente di Economia
aziendale a Verona e responsabile del gruppo di ricerca sull'università
dell'Ambrosetti . È giusto intervenire per definire una migliore allocazione
delle risorse, tanto più in un quadro nel quale i fondi a disposizione sono
purtroppo oggettivamente pochi,
Blitz di un dipietrista e il ministro lascia la sala
Argomenti: Scuola
Abstract: interrotto la conferenza stampa del ministro Gelmini a
Palazzo Chigi, subito dopo il Consiglio dei ministri, per chiedere spiegazioni
al governo sul mancato scioglimento del comune di Fondi, in provincia di
Latina, per infiltrazioni mafiose. Il senatore di Italia dei Valori Stefano
Pedica, si è avvicinato al ministro e ha citato «una relazione di 500 cartelle»
del prefetto competente,
E l'Insubria si ritrova tra le grandi (
da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La stessa sensazione si prova nel vedere ai piani alti
della graduatoria della Gelmini atenei che non ti aspetti. Un caso è quello
dell'Università dell'Insubria (Varese e Como) premiato con un bonus aggiuntivo
di 680mila euro. «Abbiamo raccolto la sfida del ministro spiega il rettore
Renzo Dionigi che riteniamo giusta e in grado davvero di cambiare la vita delle
università.
Fede e pandemia: se necessario sospese le udienze del Papa (
da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: europei per il controllo delle malattie sulla riapertura
delle scuole (da noi il ministro Gelmini non prevede slittamenti), ma intanto
l'Inghilterra sta pensando a lezioni via Internet nel caso di ritardi.
Aspettando quello che succederà in autunno, si può anche andare in vacanza, non
senza aver consultato Internet: è lì che si discutono le mete da evitare e
quelle da scegliere.
Il
Argomenti: Scuola
Abstract: pacchetto università» approvato dal Consiglio dei ministri
su proposta del ministro Mariastella Gelmini. Il provvedimento prevede che il
7% del Fondo di finanziamento ordinario (cioè 525 milioni di euro) venga
distribuito in base alla qualità della ricerca (i due terzi), quindi dei
risultati raggiunti, e della didattica delle università.
Tor Vergata meglio della Sapienza (
da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in zona rossa (ovvero tra gli atenei che perderanno una
quota di finanziamenti del fondo ordinario delle università). Ma la sopresa
arriva dallo Iusm, l'università del Foro Italico: prima tra le romane,
conquista anche il settimo piazzamento nella top-ten degli atenei premiati dal
ministro Mariastella Gelmini. A P
Per Fondi slitta lo scioglimento, scontro Pd e Pdl (
da "Corriere della Sera" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Il parlamentare vuole spiegazioni sul
mancato scioglimento, inscena una sorta di sit-in, fa saltare l'appuntamento
con i giornalisti. E lascia la sala stampa solo alle 16.30. Il Pdl insorge:
«L'Italia dei Valori - sostiene la deputata Gabriella Carlucci - si pone sempre
più come una forza eversiva al di fuori delle regole democratiche»
Meno fondi per Cagliari e Sassari (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e il ministro Gelmini ha firmato provvedimenti che
sbloccano 1.800 concorsi e distribuiscono, per la prima volta in Italia, una
parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito e dunque soldi
in più soltanto agli atenei migliori. Tra questi non figurano i due atenei
sardi che si ritrovano nella graduatoria di quelli a cui verranno tagliati i
fondi.
Gelmini: bisogna dare il meglio (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cronaca Italiana Pagina 110 Gelmini: bisogna dare il
meglio --> ROMA «Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà di spronare
tutti a dare il meglio, a non accontentarci di un sistema universitario che ha
luci e ombre. Se vogliamo rispondere alla crisi si parte dalla scuola,
dall'università con la capacità di difendere ciò che funziona ma anche di
mettere mano ai problemi»
Influenza A, è ormai pandemia (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI «Allo stato attuale non è stato preso in
considerazione alcuno slittamento dell'inizio dell'anno scolastico». Lo ha
ribadito il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini che ha aggiunto: «È
stata fatta una polemica inutile. Non ci sono problemi».
Idv, blitz a Palazzo Chigi (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pedica interrompe la conferenza stampa della Gelmini Idv,
blitz a Palazzo Chigi Il caso.. Pedica interrompe la conferenza stampa della
Gelmini --> ROMA Palazzo Chigi occupato. Con un blitz a sorpresa, l'Idv
decide una protesta plateale nella sala stampa della sede di governo per
rimarcare i tentennamenti dell'esecutivo sullo scioglimento del consiglio
comunale di Fondi,
Università: La Gelmini boccia gli Atenei di Sassari e
Cagliari, tagli oltre il 2% ai finanziamenti.. (
da "Blogosfere" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lug 0925 Università: La Gelmini boccia gli Atenei di
Sassari e Cagliari, tagli oltre il 2% ai finanziamenti.. Pubblicato da Daniele
Puddu alle 09:22 in Formazione Ma come? Secondo lo studio del Censis per La
Repubblica l' Università di Sassari risultava essere la migliore d'Italia tra i
medi atenei, Cagliari la sesta tra i più grandi.
Buona didattica e ricerca pagano: più fondi alle università
virtuose ( da "Avvenire"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: distribuito secondo criteri di merito Ï Decisive le
valutazioni dell'Anvur, che unifica Cnvsu e Civr Ï Il ministro Gelmini spiega:
«Nessun intento punitivo, ma la volontà di spronare gli atenei a dare il
meglio». Trento primeggia Ï Sbloccati anche 1.800 concorsi per professori e
ricercatori banditi nel 2008. Ma ora commissioni sorteggiate CIOCIOLA A P
All'università si cambia Passo nella direzione giusta (
da "Avvenire" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La promessa del ministro Gelmini di aumentare nei prossimi
anni la quota assegnata per merito fino al 25-30% indica un'intenzione politica
altrettanto apprezzabile. Certo, i problemi della nostra università sono con
questo ben lungi dall'essere risolti: quello dei finanziamenti incombe, con le
riduzioni previste per il Fondo di finanziamento duramente contestate dall'
Università, premiate le migliori (
da "Avvenire" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Italia sia popolata a nord di Roma da intelligenze baciate
da Dio e a sud da poveri accattoni della cultura e della ricerca». Il
"pacchetto" del ministro Gelmini rivoluziona i criteri di
assegnazione dei 525 milioni di euro del Fondo di finanziamento ordinario. Già
ridotti del 20 per cento i corsi universitari "inutili" Il ministro
Gelmini
Idv, blitz a Palazzo Chigi: interrotta la Gelmini Il Pdl: è
squadrismo. Udc: teatrino vergognoso (
da "Avvenire" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: interrotta la Gelmini Il Pdl: è squadrismo. Udc: teatrino
vergognoso DA R OMA L UCA L IVERANI P rotesta eclatante dell'Italia dei valori
per sollecitare lo scioglimento del comune di Fondi infiltrato dalla camorra.
Il senatore Stefano Pedica interrompe la conferenza stampa a Palazzo Chigi del
ministro Gelmini, occupando la sala per quattro ore.
Università: La Gelmini boccia gli Atenei di Sassari e
Cagliari, tagliati oltre il 2% dei finanziamenti.. (
da "Blogosfere" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lug 0925 Università: La Gelmini boccia gli Atenei di
Sassari e Cagliari, tagliati oltre il 2% dei finanziamenti.. Pubblicato da
Daniele Puddu alle 09:22 in Formazione Ma come? Secondo lo studio del Censis
per La Repubblica l' Università di Sassari risultava essere la migliore
d'Italia tra i medi atenei, Cagliari la sesta tra i più grandi.
Il pacchetto Gelmini approvato dal Consiglio dei ministri (
da "Sicilia, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: pacchetto Gelmini approvato dal Consiglio dei ministri
Roma. Nuovi ritocchi all'università italiana in una sorta di lifting a più
riprese che sarà completato in autunno con la riforma del reclutamento e della
governance. Il consiglio dei ministri ha dato, infatti, ieri il via libera (in
prima lettura) alla più volte annunciata Agenzia per la valutazione del sistema
universitario (
annuncio di russo all'health day (
da "Sicilia, La" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini. «Gli elementi di giudizio che portano a
tali valutazioni - fa osservare il presidente Lombardo - si fondano sulle
valutazioni di un ricerca risalente al 2003 e da criteri che sono
irraggiungibili per questi atenei». «Invece di giudicare gli effettivi
miglioramenti verificatisi anno dopo anno nei progetti di ricerca e premiare in
base a questo grado di avanzamento -
Lagalla insorge
Argomenti: Scuola
Abstract: Fondo di finanziamento ordinario agli atenei sulla base di
nuovi criteri di valutazione della qualità, decisa dal Ministro Mariastella
Gelmini, ci conferma che la giusta direzione è quella di agganciarci alle
migliori università del Nord e di cercare di competere con loro sia sul piano
della ricerca che della didattica». Non è sorpreso il rettore dell'Università
di Catania, prof.
Caso Fondi, il Governo non decide (
da "Tempo, Il" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini ha iniziato la conferenza stampa di
presentazione del «pacchetto Università» varato dal governo. Dalla prima fila
si è alzato il senatore dell'Idv, Stefano Pedica, che con microfono in mano ha
detto: «Voglio chiedere come mai il governo non ha deciso di sciogliere il
Comune di Fondi.
Docenti precari e graduatorie in coda o "a
pettine" : Nervegna (PdL) contro ogni discriminazione (
da "Sestopotere.com" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: malagestione del Governo Prodi e la stessa ministra
Gelmini lo ha ricordato più volte: il sistema così non regge e con gli
strumenti di oggi non si possono dare risposte a tutti. Si cercano soluzioni
per le graduatorie dal 2007. Inserimento in coda o “a pettine” nelle
graduatorie ad esaurimento dei docenti e del personale educativo per lo
spostamento da una provincia all?
Zittita la Gelmini durante una conferenza stampa (
da "Blogosfere" del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lug 0925 Zittita la Gelmini durante una conferenza stampa
Pubblicato da Franca Corradini alle 18:21 in Scuola&Società Incredibile ma
vero : Gelmini zittita durante una conferenza stampa. Ha rischiato di perdere
il suo naturale aplomb, così recita il giornalista.
"Il nostro Ateneo promosso per merito grazie ai
ricercatori" ( da "Stampa, La"
del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini fa l'appello degli Atenei
più virtuosi e il Piemonte Orientale risponde presente. Con il provvedimento
firmato dal ministro, per la prima volta in Italia i finanziamenti verranno
distribuiti in base ad un criterio di qualità dell'offerta formativa, della
ricerca e dell'efficienza delle sedi didattiche.
Argomenti: Scuola
Abstract: giudica così le novità introdotte dal ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini nei finanziamenti alle università statali.
«È un ottimo passo avanti — spiega l'ex direttore generale della Rai —
finalmente si andranno a valutare gli atenei secondo criteri di merito». Eppure
questa è una riforma che era stata preparata dalla sinistra.
Onore al merito. (
da "Tempo, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Della ministra Gelmini, innanzitutto. Che ai criteri di
merito nella scuola italiana ha sempre tenacemente e coerentemente creduto. E
che adesso prova a introdurli nel Moloch del sistema universitario. Operazione
ardua e temeraria, quanto altre mai, che se solo riuscisse in minima parte,
evocherebbe il prodigio di un miracolo.
la classifica è fasulla - massimo villone (
da "Repubblica, La" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini di alta classifica riesca anche a prendere
l´esame. è questa l´università che il paese non può permettersi. L´università
in cui il ceto accademico ha male gestito l´autonomia negli anni delle vacche
grasse. L´ultima e maldestra iniziativa della Gelmini può essere l´occasione
per interrogarsi a fondo e senza ipocrisia sugli errori fatti e su quel che
serve anzitutto al paese,
Viggiano consulente del ministro Gelmini (
da "Secolo XIX, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Viggiano consulente del ministro Gelmini cisl scuola LUIGI
VIGGIANO, segretario generale Cisl Scuola Savona, è stato chiamato dal
Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione a presiedere il comitato per il
contenzioso relativo al personale docente della scuola secondaria di primo
grado.
università al top ma ora deferrari sostenga la ricerca -
margherita rubino ( da "Repubblica, La"
del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ha assecondato e segue il disegno Gelmini ed è giusto che
goda di questa "ricompensa". Superare un quinto posto è impresa non
facile, poiché è chiaro che struttura, gestione, persone, ricerca e didattica
funzionavano bene. Mantenerlo però, tenendo in gran conto, lo si ripete,
l´indicatore "ricerca" non pare impossibile.
"roma si sbaglia, abbiamo tagliato" - laura
montanari gaia rau ( da "Repubblica, La"
del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: uno solo al momento risulta nel girone Gelmini dei
«virtuosi»: l´ateneo Pisa che pure è sestultimo in graduatoria. Firenze e Siena
invece sono «sospese» in attesa di una verifica sui conti. Un brutto colpo e
non soltanto economico. Per l´università senese guidata dal rettore Silvano
Focardi il risanamento è qualcosa certo di avviato, ma che si declina ancora al
futuro:
La pressione fiscaleè aumentatama il vero problemasono le
riforme ( da "Secolo XIX, Il"
del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sono i risultati di Mariastella Gelmini sulla scuola. Del
Sud, Silvio Berlusconi sembra essersi accorto dopo il G8, ma con un approccio
neo-democristiano (ci sono 14 miliardi di euro da distribuire). Nulla risulta
sul mercato del lavoro e sulle pensioni. Intanto il tempo passa e non ne resta
moltissimo per sciogliere i nodi.
per i dottorandi 204 contratti, ma a titolo gratuito (
da "Tirreno, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ateneo pisano può realizzare questa manovra prevista dal
decreto Gelmini il quale accorda la possibilità di affidare incarichi di
insegnamento a remunerazione zero. E l'ateneo giustifica la propria scelta con
le sofferenze di bilancio causate dai tagli della finanziaria. Ecco i bandi per
facoltà: Lettere e Filosofia, 92 contratti di cui 74 gratuiti;
non svendere ( da "Tirreno, Il"
del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Roberto Ferroni Pieve a Nievole GELMINI SBAGLIA Più
bocciati non significa che la scuola è migliore Più bocciati alla maturità
uguale non studenti peggiori, ma scuola peggiore. Tesi corroborata dai dati Ue
che riguardano l'università, ma l'andazzo è quello generale valido per tutti i
livelli d'istruzione.
Perché la partita delle regionali è aperta (
da "Riformista, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini da una parte e Giulio Tremonti dall'altra,
indisponibile a fare concessioni finanziarie. La seconda novità sta nei
sondaggi che il Riformista ha pubblicato sulle regionali dell'anno prossimo:
essi dicono che, con la ovvia eccezione da una parte di Lombardia e Veneto e
dall'altra di Toscana ed Emilia-Romagna,
Ritorno alle riforme Il modello Maria Stella (
da "Riformista, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ritorno alle riforme Il modello Maria Stella Maria Stella
Gelmini si sta dimostrando la migliore sorpresa di questa stagione di governo.
Duttilità, intelligenza politica (come ha dimostrato nella complessa partita
dei tagli alla scuola), misura personale, tenuta caratteriale, cresciuta alla
scuola del consenso e alla prassi del convincimento e del rapporto con la base
territoriale.
* ( da "Riformista, Il"
del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La seconda considerazione è: ma il ministro Gelmini si
rende conto dei danni che potrebbe provocare il mantenere l'annunciata
decisione di eliminare lo studio del Diritto e dell'Economia nelle scuole
superiori italiane? Prof. Franco Labella CARLI'S WAY 26/07/2009
di DARIO DE LIBERATO Il grande assente. Era stata messa su,
come negli anni pr... ( da "Resto del Carlino, Il
(Ancona)" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dopo la classifica degli Atenei anche la ministra Gelmini
è stata costretta a dire «E' vero sono bravi un bel po' alla Politecnica delle
Marche». Il commento: meglio tardi che mai. * Pelosi sindaco. Siamo in grado di
darvi la notizia che dopo tre anni sono stati rimossi i cartelli pubblicitari
in alcune fermate dei bus che invitavano a votare per Pelosi sindaco.
LA GARA DEI MINISTRI (PESSIMI) (
da "Unita, L'" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: LA GARA DEI MINISTRI (PESSIMI) FRONTE DEL VIDEO Chissà che
la Gelmini non riesca a strappare a Gasparri il titolo di peggior ministro
della Repubblica. Infatti, Gasparri ha lavorato a favorire gli interessi
presenti di Berlusconi, mentre la Gelmini lavora anche contro le generazioni
future di tutto il Paese.
Argomenti: Scuola
Abstract: Il 'pacchetto' Gelmini di questi giorni comprende anche
l'avvio, finalmente, dell'Anvur (agenzia nazionale di valutazione) e della
seconda valutazione della ricerca che riguarderà sia gli atenei in generale sia
(novità importante) i singoli dipartimenti. Nulla è scontato e le questioni da
affrontare restano moltissime,
Atenei, rivolta della Sicilia Gelmini: al Sud qualità bassa (
da "Corriere della Sera" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: rivolta della Sicilia Gelmini: al Sud qualità bassa
Protesta di Lombardo. «Avvenire» approva la classifica ROMA Di atenei del
Mezzogiorno nella lista dei «virtuosi» che riceveranno premi dal ministro
Gelmini in seguito alla sua riforma dell'università ce ne sono pochi e così inevitabilmente
lo scontro si sposta sul rapporto tra le «eccellenze»
a lettere disertati ben 26 bandi dei corsi gratuiti (
da "Tirreno, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Una possibilità prevista dal decreto del ministro Gelmini
che ha scatenato un mare di polemiche. Il coordinamento dei precari della
didattica e della ricerca dell'ateneo pisano, affiancato da Cgil e Cobas (e da
Rifondazione), fin dal primo minuto si è schierato contro cercando di
boicottare i contratti gratuiti.
premi al merito, o l'italia cade (
da "Tirreno, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il rigore impresso dalla Gelmini in una scuola che non
funziona? Non c'è il rischio di un ritorno ad una scuola classista? «Se la
scuola riuscirà a far emergere e a premiare, come dice la Costituzione, "i
capaci e i meritevoli", non sarà classista. Ma perché non lo sia occorre
che chi viene dalle famiglie meno abbienti venga messo in condizione di far
emergere il proprio talento,
Argomenti: Scuola
Abstract: E sull'idea del ministro Gelmini di portare la quota fondi
assegnata per merito al 25 - 30%, Frati commenta: «Tanto varrebbe consegnare a
qualcuno le chiavi dell'università. Il principio è giusto, ma bisognerebbe
mettere persone indipendenti e utilizzare indicatori validi a livello europeo».
(ACR) UNIVERSITAâ , SIMONETTI (PRC): RESPINGERE LA PAGELLA
GELMINI ( da "Basilicanet.it"
del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: , SIMONETTI (PRC): RESPINGERE LA PAGELLA GELMINI
26/07/2009 18.52.14 [Basilicata] (ACR) - â??In attesa di conoscere in dettaglio
la â??punizione finanziariaâ?? del ministro Gelmini nei confronti
dellâ??Università della Basilicata â?? inserita al 49esimo posto (su 54) nella
classifica degli atenei â?
( da "Stampa, La" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Ben
venga il giro di vite agli esami di maturità L'obiettivo dovrebbe essere
stimolare curiosità e creatività La banalizzazione provoca una Caporetto
cognitiva Il pedagogo Intervista Vizi e virtù dei giovani in classe IL MATEMATICO RUSSO ADDIO CULTURA LA GELMINI I BRAVI LA RETE Marco
Rossi-Doria Umberto Veronesi Luca Ricolfi «Percorsi individuali per ogni
ragazzo» "Non capite la generazione degli sms" La studentessa modello
"Al liceo si sbaglia l'ortografia" MARIA TERESA MARTINENGO "Si è
cancellata la letteratura e così si premiano i videogiochi" «Si pensa ai
giovani come consumatori e non produttori» «La media con il voto in
condotta è un alibi per chi sa meno» «Non sono più di quattro o cinque per
classe Gli altri non hanno voglia» «E' diventata la nostra memoria, ma c'è chi
crede a qualunque assurdità» TORINO [FIRMA]RAFFAELLO MASCI Una scuola che non
serve a niente. Detta in maniera meno brutale, con le parole dell'Ocse:
incapace di indurre una cultura del «problem solving», tutto quello che si
impara non si è poi in grado di utilizzarlo nella vita e nell'esperienza. E' la
più grave carenza del nostro sistema scolastico, associata ai mali di cui ieri,
su «La Stampa», Luca Ricolfi ha fatto una impietosa disamina: incapacità degli
allievi di leggere e di esprimersi, di esercitare la memoria e il dono di
sintesi, di concentrarsi e di valutare. La situazione, in effetti, trova
riscontro oggettivo nelle tre indagini Pisa-Ocse sui livelli di apprendimento
dei ragazzi italiani, realizzate negli ultimi 10 anni (a intervalli di tre anni
l'una dall'altra: l'ultima è del dicembre scorso). Non solo - dice l'Ocse - i
quindicenni italiani (questa la classe di età indagata) non sanno né leggere né
esprimersi nella loro lingua, non solo non conoscono la matematica e in
generale le materie scientifiche, ma mancano - soprattutto - della capacità di
«problem solving», cioè non hanno alcuna attitudine a fare proprie le
conoscenze acquisite e ad applicarle ai problemi che la vita e l'esperienza
pongono. Una preparazione la loro (quando c'è) essenzialmente teorica e
libresca. «E' questo un problema annoso della scuola italiana - dice Claudia
Donati, responsabile del settore processi formativi del Censis, e quindi
osservatrice costante della scuola italiana -. Il passaggio da conoscenza a
competenza è stato sempre il tallone d'Achille del nostro sistema. In questo
senso il professor Ricolfi ha messo il dito nella piaga. Tuttavia va detto che
la scuola italiana è viva, e negli ultimi 15 anni ha anche cercato di dare
risposta alle sue carenze più evidenti nel raffronto internazionale: per
esempio ha cercato di attivare un sistema di valutazione, realizza progetti
pilota, fa laboratori, alternanza scuola-lavoro e valorizzazione
dell'istruzione tecnica attraverso rapporti col mondo produttivo. Con la Gelmini sta cercando anche di darsi un maggiore rigore, che
vorrebbe essere anche disciplina nei metodi di lavoro. Ma si tratta di elementi
sganciati l'uno dall'altro, segmenti che, se non coordinati rischiano di essere
episodici». Peraltro non esiste una «scuola italiana», ma molte realtà
diversificate sul piano qualitativo. Specie dopo l'introduzione dell'autonomia
scolastica (1998) i piani dell'offerta formativa presentati da ogni istituto
consentivano di far emergere esperienze di grande rilievo. «Abbiamo quindi una
realtà frastagliata, con punte avanzate proprio nella direzione indicata da
Ricolfi - dice Antonio Petrolino, presidente dei presidi romani - ma una buona
scuola non basta da sola a sortire risultati. Sulla preparazione dell'allievo
incidono molto altri due fattori: la famiglia di provenienza e il territorio.
In sostanza uno studente, anche dotato, dà risultati molto diversi se proviene
da una famiglia colta piuttosto che da una in cui l'unico libro è l'elenco del
telefono. Allo stesso modo un buon liceo non è lo stesso, se si trova a Bolzano
o a Scampia». Dunque non basta una buona scuola se non ha apporti di pregio
dalla società. «Allo stesso modo - aggiunge Claudia Donati - dobbiamo
considerare che la formazione di un giovane non avviene più solo nella scuola,
ma moltissimo, ormai, attraverso i canali informali della trasmissione del
sapere: Internet, le tecnologie digitali, le tv anche tematiche, il sistema dei
mass media, eccetera. Questo significa che nei processi educativi occorre saper
gestire questa massa enorme di soggetti. E se le nuove generazioni hanno le
carenze segnalate da Ricolfi, è a questa pluralità di fonti di istruzione che
dobbiamo rivolgerci. La scuola dunque conta molto, ma la famiglia e il gruppo
sociale in cui si vive, almeno altrettanto». L'importante poi, secondo
Petrolino «non è tanto tornare a insegnare, quanto tornare a imparare. Nella
scuola italiana l'accento va messo molto di più sull'output piuttosto che
sull'input. Dobbiamo, cioè conoscere meglio gli studenti e il loro mondo e
valutare il lavoro docente per i risultati che produce su di loro». In tutto
questo non sarebbe male se la scuola si potesse giovare di un periodo di
tranquillità: «Quello che manca - dice il presidente dell'associazione presidi,
Giorgio Rembado - è un progetto formativo chiaro, che punti a determinati
obiettivi di fondo e li persegua nel tempo: non si può continuare a dire tutto
e il contrario di tutto, sconfessando periodicamente quello che si diceva pochi
mesi prima. Non è possibile che si pensi ad una scuola diversa ad ogni cambio
di maggioranza». Per conquistare il suo 100 e lode al liceo scientifico
«Volta», Valentina Carosso ha passato sui libri tre ore al giorno. Dalla terza
alla quinta è andata così. E siccome studia composizione al Conservatorio,
due-tre ore le ha anche dedicate alla musica. In settembre si iscriverà a
Scienze della formazione primaria e, a giudicare dal suo percorso, continuerà a
non essere in linea con le affermazioni del professor Ricolfi sugli studenti.
Che in gran parte condivide. Ricolfi sottolinea la difficoltà dei giovani ad
esprimersi correttamente per iscritto. Cosa ne dici? «Ho compagni che fanno
ancora errori di ortografia. Mi sembra grave che alla fine della quinta liceo
non si sappia scrivere bene in italiano». Non andrebbe meglio nell'«arte della
parola»... «Molti usano frasi corte perché non riescono a collegare i concetti.
Nella vita di tutti i giorni è diverso, ma nelle interrogazioni, quando non
conoscono bene la materia con il suo linguaggio specifico e devono arrampicarsi
sui vetri, è tragico. Usano termini vaghi e i professori si innervosiscono, li
interrompono per farli ragionare. Poi, c'è chi ripete il libro parola per
parola...». Ricolfi dice che si è persa la capacità di concentrarsi e gli
errori logici sono all'ordine del giorno. «Vero anche questo, ma non per tutti:
almeno 4-
( da "Stampa, La" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
ACQUI.
PREOCCUPAZIONI NELLE SCUOLE "Con i tagli all'organico a rischio anche la
sicurezza" Documento del Coordinamento a sindacalisti e capi di istituto
[FIRMA]GIOVANNI FACELLI ACQUI TERME Quarantacinque posti in meno nella scuola
elementare, 65 nella media, 46 nelle superiori: sono i
numeri dei tagli previsti dalla riforma Gelmini
all'organico negli istituti della provincia di Alessandria. E anche ad Acqui
c'è grande preoccupazione. Mentre si profila un altro periodo di agitazioni e
manifestazioni di protesta, l'esame della situazione scolastica del Distretto è
stato al centro della riunione del coordinamento scolastico acquese, che
ha presentato un documento indirizzato ai sindacati e ai responsabili di tutte
le sedi. «Nonostante l'azione sindacale abbia spuntato qualche risultato - è
scritto nel documento - per quanto riguarda la scuola dell'infanzia non è stata
prevista alcuna risorsa aggiuntiva per l'eliminazione delle liste d'attesa o la
generalizzazione del servizio». Situazione critica anche nella primaria, dove
verrebbero annullate la compresenza e tutte le attività didattiche rivolte ai
bambini in difficoltà e agli alunni di origine straniera. Sono destinati a
saltare i laboratori così come le gite. «L'organizzazione didattica non vedrà
più team di docenti contitolari e corresponsabili che garantiscono continuità
didattica sulle classi, ma docenti "prevalenti" e altri
"tappabuchi", con orari "spezzatino": ai bambini non
verranno sicuramente forniti i punti di riferimento tanto decantati dal
ministro Gelmini» sottolinea ancora il coordinamento
acquese. Francesca Gho, vice preside dell'istituto (elementari e medie) di
Rivalta Bormida, pur non facendo parte del coordinamento, spiega che «nel
nostro istituto per quest'anno si eviterà il taglio delle classi ma perdiamo
due elementi fra personale Ata e una segretaria, oltre a una cattedra di
italiano alla media». E l'aumento degli alunni per classe e la diminuzione del
personale Ata potrebbero far diminuire i livelli di sicurezza. Con difficoltà e
problemi organizzativi, come spiega Luciana Reschia, vice preside dell'istituto
superiore Torre: «Il riordino degli indirizzi negli istituti superiori mi pare
una soluzione del tutto positiva, molto più complicato sarà avere per la prima
volta solo due prime con più di 30 alunni per classe come succederà all'Itc
Barletti».
( da "Trentino" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Si torna
a scuola il 14 settembre Dalmaso: «Rinvii a causa dell'influenza? Nulla lo fa
presagire» I trentini saranno i primi a rientrare. Pronto il calendario delle
vacanze TRENTO. Gli studenti trentini, al termine delle vacanze estive, saranno
i primi a tornare sui banchi di scuola. In Trentino, come in altre 13 regioni
italiane, la prima campanella suonerà infatti il 14 settembre. La data era
stata annunciata già nel marzo scorso ed è stata ufficializzata ieri, quando è
stato completato il calendario con la scelta della Sicilia che farà tornare in
classe gli alunni il 18 settembre. Al momento, dunque, non è previsto alcuno
slittamento dell'inizio della scuola nonostante le parole allarmistiche del
viceministro alla salute, Ferruccio Fazio, che qualche giorno fa aveva
ipotizzato un «rinvio della riapertura delle scuole se l'andamento
dell'epidemia dell'influenza A lo renderà necessario». Il ministro
all'istruzione, Mariastella Gelmini, aveva
subito smentito. L'assessore provinciale Marta Dalmaso, a sua volta, conferma
la data del 14 settembre e assicura che «allo stato attuale nulla ci fa pensare
che possa esserci una modifica della decisione assunta». Poi, però, spiega che
«se dovessero arrivare eventuali sollecitazioni a riguardo da parte del
ministero o dell'azienda sanitaria saremo pronti a ragionarci». Sarà
fondamentale capire l'evoluzione dell'epidemia - comunque sotto controllo -
nelle prossime settimane e lo stesso assessore provinciale precisa che «al
momento è difficile prevedere quale possa essere lo sviluppo della nuova influenza».
Intanto, per il prossimo anno resisterà ancora il modello delle lunghe vacanze
estive ed il calendario prevede le vacanze di Natale dal 23 dicembre al 6
gennaio 2010 e quelle di Pasqua dall'1 al 6 aprile 2010. La fine della scuola è
prevista invece per il 5 giugno. Dall'anno successivo, però, in Trentino
potrebbe essere messa in atto la rivoluzione delle vacanze alla tedesca. Basta
con lo stop estivo di tre mesi, ma più pause brevi diluite durante l'anno.
L'assessore Dalmaso ammette di aver sondato il terreno e raccolto parecchi
input. «Da settembre - conferma - apriremo nuovamente il dibattito sul sito
vivoscuola.it e poi valuteremo con un gruppo di lavoro composto da sindacati,
presidi, insegnanti e rappresentanti dei genitori cosa sia meglio fare. La mia
idea è quella di capire se c'è la disponibilità a cambiare: così fosse, le
novità sarebbero contenute nella delibera provinciale sul calendario scolastico
che verrebbe approvata alla fine di gennaio 2010».
( da "Stampa, La" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
IL
SAPERE INUTILE L'EX MINISTRO BERLINGUER ATTIVITA' CREATIVE IL MODELLO Tutti
bocciati prof e allievi Scuola da rifare SISTEMA SOTTO ACCUSA L'analisi dei tre
esperti Le indagini relegano l'Italia a fanalino di coda "Giovani incapaci
di risolvere qualsiasi problema" "Non tutto è da buttare, ma ora
ricominciamo dai laboratori" «Alle elementari si fanno, ma dopo tutto
scompare» «Prima la realtà e poi la teoria: la Finlandia insegna»
[FIRMA]RAFFAELLO MASCI Una scuola che non serve a niente. Detta in maniera meno
brutale, con le parole dell'Ocse: incapace di indurre una cultura del «problem
solving», tutto quello che si impara non si è poi in grado di utilizzarlo nella
vita e nell'esperienza. E' la più grave carenza del nostro sistema scolastico,
associata ai mali di cui ieri, su «La Stampa», Luca Ricolfi ha fatto una
impietosa disamina: incapacità degli allievi di leggere e di esprimersi, di
esercitare la memoria e il dono di sintesi, di concentrarsi e di valutare. La
situazione, in effetti, trova riscontro oggettivo nelle tre indagini Pisa-Ocse
sui livelli di apprendimento dei ragazzi italiani, realizzate negli ultimi 10
anni (a intervalli di tre anni l'una dall'altra: l'ultima è del dicembre
scorso). Non solo - dice l'Ocse - i quindicenni italiani (questa la classe di
età indagata) non sanno né leggere né esprimersi nella loro lingua, non solo
non conoscono la matematica e in generale le materie scientifiche, ma mancano -
soprattutto - della capacità di «problem solving», cioè non hanno alcuna
attitudine a fare proprie le conoscenze acquisite e ad applicarle ai problemi
che la vita e l'esperienza pongono. Una preparazione la loro (quando c'è)
essenzialmente teorica e libresca. «E' questo un problema annoso della scuola
italiana - dice Claudia Donati, responsabile del settore processi formativi del
Censis, e quindi osservatrice costante della scuola italiana -. Il passaggio da
conoscenza a competenza è stato sempre il tallone d'Achille del nostro sistema.
In questo senso il professor Ricolfi ha messo il dito nella piaga. Tuttavia va
detto che la scuola italiana è viva, e negli ultimi 15 anni ha anche cercato di
dare risposta alle sue carenze più evidenti nel raffronto internazionale: per
esempio ha cercato di attivare un sistema di valutazione, realizza progetti pilota,
fa laboratori, alternanza scuola-lavoro e valorizzazione dell'istruzione
tecnica attraverso rapporti col mondo produttivo. Con la Gelmini sta cercando anche di darsi un maggiore rigore, che vorrebbe
essere anche disciplina nei metodi di lavoro. Ma si tratta di elementi
sganciati l'uno dall'altro, segmenti che, se non coordinati rischiano di essere
episodici». Peraltro non esiste una «scuola italiana», ma molte realtà
diversificate sul piano qualitativo. Specie dopo l'introduzione
dell'autonomia scolastica (1998) i piani dell'offerta formativa presentati da
ogni istituto consentivano di far emergere esperienze di grande rilievo.
«Abbiamo quindi una realtà frastagliata, con punte avanzate proprio nella
direzione indicata da Ricolfi - dice Antonio Petrolino, presidente dei presidi
romani - ma una buona scuola non basta da sola a sortire risultati. Sulla
preparazione dell'allievo incidono molto altri due fattori: la famiglia di
provenienza e il territorio. In sostanza uno studente, anche dotato, dà risultati
molto diversi se proviene da una famiglia colta piuttosto che da una in cui
l'unico libro è l'elenco del telefono. Allo stesso modo un buon liceo non è lo
stesso, se si trova a Bolzano o a Scampia». Dunque non basta una buona scuola
se non ha apporti di pregio dalla società. «Allo stesso modo - aggiunge Claudia
Donati - dobbiamo considerare che la formazione di un giovane non avviene più
solo nella scuola, ma moltissimo, ormai, attraverso i canali informali della
trasmissione del sapere: Internet, le tecnologie digitali, le tv anche
tematiche, il sistema dei mass media, eccetera. Questo significa che nei
processi educativi occorre saper gestire questa massa enorme di soggetti. E se
le nuove generazioni hanno le carenze segnalate da Ricolfi, è a questa pluralità
di fonti di istruzione che dobbiamo rivolgerci. La scuola dunque conta molto,
ma la famiglia e il gruppo sociale in cui si vive, almeno altrettanto».
L'importante poi, secondo Petrolino «non è tanto tornare a insegnare, quanto
tornare a imparare. Nella scuola italiana l'accento va messo molto di più
sull'output piuttosto che sull'input. Dobbiamo, cioè conoscere meglio gli
studenti e il loro mondo e valutare il lavoro docente per i risultati che
produce su di loro». In tutto questo non sarebbe male se la scuola si potesse
giovare di un periodo di tranquillità: «Quello che manca - dice il presidente
dell'associazione presidi, Giorgio Rembado - è un progetto formativo chiaro,
che punti a determinati obiettivi di fondo e li persegua nel tempo: non si può continuare
a dire tutto e il contrario di tutto, sconfessando periodicamente quello che si
diceva pochi mesi prima. Non è possibile che si pensi ad una scuola diversa ad
ogni cambio di maggioranza». ROMA Luigi Berlinguer, parlamentare europeo del
Pd, ex ministro dell'Istruzione, ed ex professore. Che ne pensa dell'analisi
del professor Ricolfi? «La trovo piuttosto cupa. Anche se il suo è un testo di
grande interesse». Non le piace questa idea di una scuola che recuperi un suo
rigore? «Io credo che il vero rigore sia dato da un codice condiviso». Che
invece non c'è? «A me pare che la scuola non sia più in grado di sollecitare
l'interesse dei ragazzi». E come si recupera questo rapporto? «Intanto col
porre l'accento sull'apprendere invece che sull'insegnare. Dobbiamo, cioè,
puntare a che l'allievo si interessi, studi e impari in profondità, non solo
teoricamente». Si fa presto a dirlo. La via quale sarebbe? «Iniziare
dall'esperienza. Non dalla lezione, non dalla teoria. Ma semmai dal
laboratorio, dal fare. Utilizzando in questo quanto di positivo può venire
dalle nuove tecnologie. Mentre qui siamo rimasti alla scuola dell'Ottocento con
la cattedra e i banchi, la lezione frontale, il docente e il discente. Allora
si andava sul calesse e si comunicava gridando da una collina all'altra. Ora ci
sono i jet e si comunica via Skype. Immutati sono rimasti solo la cattedra e i
banchi». E' sicuro che l'esperienza generi interesse? «Certamente ed è anche
dimostrato dal vissuto della scuola elementare italiana, dove si svolgono molte
attività creative. Poi dopo, alle superiori, tutto questo scompare, perché ci
portiamo ancora appresso l'impostazione idealista per cui si deve iniziare
dalla teoria e non dall'osservazione della realtà». Occorre rivedere la
gerarchia dei saperi? «Assolutamente sì. Ma quando si parla della scuola si
parla di tutto - l'aggiornamento, l'organizzazione, la valutazione, i nuovi
esami e quant'altro - ma mai di questo». Faccia un esempio. «Non possiamo fare
finta che non esistano nuove fonti di informazione e di formazione. Le
tecnologie sono entrate nella vita dei ragazzi, introducendo anche nuovi metodi
e nuovi approcci al sapere». Più pratica, quindi, più laboratori? «La
conoscenza deve cominciare dal contatto con la realtà e non con la lezione
teorica. E' importante saper parlare prima di sapere cosa sia il dittongo.
Questo può stimolare nei ragazzi un desiderio di conoscere, che poi approderà
anche ad un inquadramento teorico, beninteso, ma come punto di arrivo e non
come inizio». Siamo sicuri che funziona, professore? «Abbiamo di fronte
l'esperienza della scuola finlandese, che l'Ocse considera la migliore scuola
del mondo: questo tipo di metodo funziona». Una proposta finale, prego. «Due.
Centralità della conoscenza sperimentale. E che si introduca la pratica della
musica in tutte le scuole». \
( da "Tribuna di Treviso, La"
del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il
preside Meo: «Stravolta la realtà» Razzismo in classe, il dirigente smentisce
la mamma del dodicenne napoletano IL CASO STEFANINI
Incontri con le famiglie e in provveditorato Una relazione verrà spedita anche
alla Gelmini Razzismo alle Stefanini, i genitori chiedono le scuse ufficiali
alla mamma del ragazzo, che tre giorni fa ha accusato i compagni di classe di
aver offeso e umiliato il figlio perché napoletano. «Ci ha diffamato», dicono
ora le famiglie dei ragazzi. I rappresentanti dei genitori e i docenti
sono stati ricevuti dal preside della scuola, Giorgio Meo, e dal provveditore
Maria Giuliana Bigardi. Sono inferociti i genitori dei ragazzi accusati di
razzismo. Minacciano anche un'azione legale per chiedere i danni alla donna
che, secondo loro, «ha infangato la reputazione dei loro figli». Con loro,
nell'ufficio del preside, c'erano anche i docenti, che hanno fornito un
resoconto sull'intera faccenda al dirigente. Insieme poi sono andati
all'ufficio scolastico provinciale per raccontare al provveditore come sono
andati realmente i fatti. «La decisione la prenderà il direttore scolastico
regionale, Carmela Palumbo - dice Bigardi - Dal canto mio preferisco astenermi
da ogni commento e attenermi alle regole previste dal protocollo in questi
casi». La scuola affronterà il problema seguendo l'iter previsto. Sarà
preparata una relazione da inviare a Venezia, che poi sarà spedita al ministero
dell'Istruzione. Il report conterrà le testimonianze di docenti, preside e dei
genitori, con materiali contenuti nel registro e nei verbali degli scrutini di
fine anno. Un'altra relazione sarà inviata al nucleo di garanzia delle pari
opportunità. Intanto l'assessore alle Politiche familiari, Mauro Michielon,
parte all'attacco. «Chi ripagherà i danni all'immagine di Treviso, della scuola
e degli insegnanti? - si chiede l'assessore - sono sdegnato dai commenti
dell'opposizione, che sulla questione si sta buttando a capofitto senza
approfondire, e sono preoccupato per gli alunni della madre del ragazzo
(insegnante di musica in una scuola della Marca, ndr). Come potrà trattare i
nostri figli, se questa è la sua concezione dei trevigiani?». Intanto
l'assessore veneto alle politiche dell'istruzione e formazione, Elena Donazzan,
dice: «Dispongo di informazioni dirette, e so trattarsi di un caso difficile,
che crea sofferenza e irrequietezza in un ragazzo che ha dimostrato una
difficoltà di inserimento che non credo vada attribuita né ai compagni di
classe né agli insegnanti». (l.c.)
( da "Unita, L'" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Presidi
«vicentini Doc», bufera sull'odg votato alla Provincia ROBERTO MONTEFORTE No ai
presidi che arrivano dal Sud. Lo vota praticamente all'unanimità - 26 sì sui 27
presenti - il consiglio provinciale di Vicenza. Il voto è trasversale. Con la
maggioranza Pdl e Lega votano, infatti, anche i consiglieri del Pd. E la
polemica si fa più accesa. Con l'ordine del giorno approvato, e proposto
dall'assessore all'Istruzione Morena Martini, si chiede che la copertura dei
posti disponibili di dirigente scolastico in provincia di Vicenza sia riservato
ai veneti. Si argomenta che nella regione ci sono circa 70 posti liberi da
ricoprire, ma nessuna graduatoria regionale da cui attingere. Si è rispettato
il vincolo della lista di riserva del 10%. Altrove parrebbe di no. Colpa anche
dei tanti ricorsi accolti dalla magistratura. Così, questi «posti» vengono
coperti da «tanti dirigenti in lista di altre regioni d'Italia» e soprattutto
dal Sud non perchè «più disponibili e bravi», ma perchè nelle altre regioni vi
sarebbe stato un soprannumero di vincitori del concorso del 2007. Da qui
l'esito, definito «paradossale», contro il quale ha protestato il consiglio
provinciale di Vicenza che chiede al Governo, alla Conferenza Stato-Regioni e
all'Ufficio Scolastico Regionale interventi correttivi per «riportare una
situazione di equità». Si invoca «equità» e spazio ai «veneti». Nell'ordine del
giorno si chiede alla giunta di ricorrere al Tar. «Avanti tutta col ricorso,
bisogna ripristinare lo Stato di diritto. Siamo di fronte alle solite furbizie
all'italiana» commenta il presidente della provincia di Vicenza, Attilio
Schneck. Le reazioni e le critiche Quel voto è senza effetti operativi, che
però ha avuto conseguenze politiche immediate. Scontato il plauso compatto
della Lega Nord che del fatto che presidi, docenti e direttori didattici siano
della propria regione ha fatto la sua battaglia. Rifiutano l'accusa di
antimeridionalismo i consiglieri proninciali del Pd: nessuna
crociata contro il sud in quel voto, ma una ferma critica al ministro Gelmini che «doveva bloccare l'interregionalità delle nomine a preside
dopo che aveva verificato che regioni come la Campania avevano abilitato più
dirigenti del dovuto». Argomenti che non convincono il presidente del gruppo Pd
al Senato, Anna Finocchiaro. «A nessuno dei nostri consiglieri può
sfuggire l'impatto simbolico del voto positivo alla mozione e l'effetto che
essa assume in un paese sempre più diviso e sempre più percorso da derive
antimeridionalistiche». Il responsabile istruzione del Pd, Giuseppe Fioroni,
definisce quella mozione «inverosimile» e si augura smentite dal Pd locale per
una posizione «incompatibile non solo con quella espressa dai democratici
italiani, ma con il buonsenso e con il rispetto che si deve all'altro». Dalla
mozione «vicentina» prende le distanze anche il Governatore del Veneto,
Giancarlo Galan che invita a non discriminare insegnanti, studenti e presidi
«per la provenienza dal Sud o dal Nord, dall'Est, Ovest, dalla Luna e Marte». I
posti vacanti a preside a Vicenza. Contro l'arrivo di dirigenti dal sud scatta
la mozione «trasverale» , Pd compreso, del consiglio provinciale. Plaude la
Lega Nord, critiche dal Pd nazionale che chiede «autocritica».
( da "Unita, L'" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
No ai
presidi che arrivano dal Sud. Lo vota praticamente all'unanimità - 26 sì sui 27
presenti - il consiglio provinciale di Vicenza. Il voto è trasversale. Con la
maggioranza Pdl e Lega votano, infatti, anche i consiglieri del Pd. E la
polemica si fa più accesa. Con l'ordine del giorno approvato, e proposto
dall'assessore all'Istruzione Morena Martini, si chiede che la copertura dei
posti disponibili di dirigente scolastico in provincia di Vicenza sia riservato
ai veneti. Si argomenta che nella regione ci sono circa 70 posti liberi da
ricoprire, ma nessuna graduatoria regionale da cui attingere. Si è rispettato
il vincolo della lista di riserva del 10%. Altrove parrebbe di no. Colpa anche
dei tanti ricorsi accolti dalla magistratura. Così, questi «posti» vengono
coperti da «tanti dirigenti in lista di altre regioni d'Italia» e soprattutto
dal Sud non perchè «più disponibili e bravi», ma perchè nelle altre regioni vi
sarebbe stato un soprannumero di vincitori del concorso del 2007. Da qui
l'esito, definito «paradossale», contro il quale ha protestato il consiglio
provinciale di Vicenza che chiede al Governo, alla Conferenza Stato-Regioni e
all'Ufficio Scolastico Regionale interventi correttivi per «riportare una
situazione di equità». Si invoca «equità» e spazio ai «veneti». Nell'ordine del
giorno si chiede alla giunta di ricorrere al Tar. «Avanti tutta col ricorso,
bisogna ripristinare lo Stato di diritto. Siamo di fronte alle solite furbizie
all'italiana» commenta il presidente della provincia di Vicenza, Attilio
Schneck. Le reazioni e le critiche Quel voto è senza effetti operativi, che
però ha avuto conseguenze politiche immediate. Scontato il plauso compatto
della Lega Nord che del fatto che presidi, docenti e direttori didattici siano
della propria regione ha fatto la sua battaglia. Rifiutano l'accusa di
antimeridionalismo i consiglieri proninciali del Pd: nessuna
crociata contro il sud in quel voto, ma una ferma critica al ministro Gelmini che «doveva bloccare l'interregionalità delle nomine a preside
dopo che aveva verificato che regioni come la Campania avevano abilitato più
dirigenti del dovuto». Argomenti che non convincono il presidente del gruppo Pd
al Senato, Anna Finocchiaro. «A nessuno dei nostri consiglieri può
sfuggire l'impatto simbolico del voto positivo alla mozione e l'effetto che
essa assume in un paese sempre più diviso e sempre più percorso da derive
antimeridionalistiche». Il responsabile istruzione del Pd, Giuseppe Fioroni,
definisce quella mozione «inverosimile» e si augura smentite dal Pd locale per
una posizione «incompatibile non solo con quella espressa dai democratici
italiani, ma con il buonsenso e con il rispetto che si deve all'altro». Dalla
mozione «vicentina» prende le distanze anche il Governatore del Veneto,
Giancarlo Galan che invita a non discriminare insegnanti, studenti e presidi
«per la provenienza dal Sud o dal Nord, dall'Est, Ovest, dalla Luna e Marte».
( da "Repubblica, La" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
III - Genova L´intervento Università perché cresce l´opposizione alla riforma
MARGHERITA RUBINO Naturale che se ne parli. L´università di Genova, con i suoi
tremila dipendenti, è tra le istituzioni principali della città. Se si guarda
ai numeri e agli esiti, Genova si è classificata molto bene su
"Repubblica" ed "Espresso" nei mesi scorsi, e si è
onorevolmente piazzata anche sul "Sole 24 ore" del 13 luglio , ove
pure si usano differenti indicatori. Non va male, non andava poi così male.
Quale necessità avessimo di fare da apripista proprio noi, hic et nunc, per un disegno di legge del ministro Gelmini, per ora
fermo nel cassetto, a posteriori non par chiaro; ma pare ora che l´iniziale
disegno sia stato invertito e si attenda il varo nazionale. Il diffuso disagio,
che sta diventando articolata reazione, verso la riforma radicale dell´Ateneo
avanzata dal rettore Deferrari, nasce dall´ipotesi che si vada a stare peggio.
Il dibattito, sul forum universitario, quasi non esiste, i ricercatori
incassano l´ultima e definitiva "rottamazione" governativa, i
professori si esprimono sottovoce. Quello che crea scontento è che per
ridisegnare un ente si parta dagli uffici e non dal prodotto, dal cda e non dai
luoghi e dalle persone, come sintetizza il collega Vittorio Coletti, che chiude
sul forum: «Mi si faccia vedere che uno solo dei nostri problemi di didattica,
ricerca, laurea è affrontato concretamente dal progetto circolante e mi
impegnerò anch´io». SEGUE A P
( da "Repubblica, La" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
III - Genova FEBBRE DA MINISTRO ENZO COSTA Sono in preda a un attacco d´ansia
da influenza suina dilagante, aggravato da complicazioni governative, fra il
vice-ministro Fazio che vuol rinviare l´anno scolastico, la
Gelmini che lo smentisce (gli rifilerà il cinque in condotta?) e
Brunetta che lo zittisce (installerà tornelli anti-virus lanciando la caccia
grossa ai fannulloni travestiti da influenzati?). Chiedo il pronto soccorso del
mitico professor Crovari: per caso, oltre alle sue preziose ovvietà scientifiche,
avrebbe mica un vaccino contro i deliri ministeriali?
( da "Tirreno, Il" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Torna il
Festival Teatro Canzone con una dedica alla città dopo la tragedia Per Gaber e
Viareggio Cammariere, Carboni e Dalla ospiti della prima serata VIAREGGIO.
Appuntamento fisso dell'estate versiliese, ritorna il Festival Teatro Canzone
Giorgio Gaber, giunto alla sua quinta edizione. Omaggiare e valorizzare
l'indimenticabile figura del Signor G e rilanciare il Teatro Canzone, il
linguaggio teatrale inventato da Gaber con l'amico e co-autore Sandro Luporini:
questi gli obiettivi principali. Ma anche festeggiare il compleanno del più
grande chansonnier della musica italiana, che compie i suoi primi settant'anni.
Come sempre un grande cast del mondo musicale - e quest'anno anche politico e
teatrale - italiano. A coordinare i vari artisti ancora una volta Enzo
Iacchetti che come aveva scritto sulla sua t-shirt, ieri alla conferenza
stampa, "non passerà alla storia, ma alla geografia". Il Festival
deve tanto al conduttore di "Striscia la notizia" che, dopo un'idea
lanciata lo scorso anno proprio in occasione della presentazione della
manifestazione sul portare Gaber nelle scuole per farlo conoscere alle nuove
generazioni, è stato contattato dal Ministro della Pubblica
Istruzione Maria Stella Gelmini. «E' partita come una battuta - spiega Iacchetti - e invece sono
stato preso sul serio dal ministro che ha siglato un accordo per far diventare
il Signor G una materia nelle scuole della Lombardia». Partenza con il botto
stasera alla Cittadella del Carnevale. Inizio con il primo artista del
Teatro Canzone, il romano Carlo Alberto Ferrara. La musica si intreccia con la
politica, altra grande passione del Signor G. Bertinotti e Veltroni, coordinati
dal giornalista Curzio Maltese, si confronteranno con il credo di sinistra
fuori dagli schemi del "compagno" Gaber. Dopo la parentesi politica
si torna alla musica con Sergio Cammariere. Sarà poi la volta di Enrico
Bertolino, comico pungente e poliedrico, che ha preparato una sorpresa
top-secret con l'aiuto dell'Enzino nazionale. E ancora Luca Carboni, che da
Gaber ha appreso la coerenza, la credibilità e l'arte dell'ironia. Si chiude
con una coppia inedita che riporta sul palco la prosa del Signor G. Lucio
Dalla, che si è confrontato con il jazz, la canzone sociale, il cantautorato,
l'opera musicale accompagnato da Marco Alemanno, giovane promessa del teatro
italiano, che si esibirà ne "La stanza del bambino". Un occhio di
riguardo ovviamente per la tragedia che ha colpito Viareggio nei giorni scorsi.
«Abbiamo invitato uno ad uno i familiari delle vittime e coloro che in questa
strage hanno perso tutto - afferma Dalia Gaberscik - e chiediamo a tutti i
presenti di dare un loro contributo alla Croce Verde, colpita dall'incendio.
Ciò che è successo non va dimenticato, bisogna andare avanti». Martina Ambrogi
( da "Repubblica, La" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
19 - Cronaca Bufera sullo stop ai presidi del Sud "Abolite quella norma, è
razzista" Galan su Vicenza: intollerabile. E la Finocchiaro critica i
colleghi del Pd che hanno detto sì ANDREA MONTANARI MILANO - Bufera sull´ordine
del giorno dell´assessore provinciale all´Istruzione di Vicenza Morena Martini
del Pdl, che dice no ai presidi del sud per riservare i posti solo ai veneti,
approvato dal consiglio provinciale anche con voto trasversale del Pd. Il
governatore veneto Giancarlo Galan prende le distanze. «Non sopporto in alcun
modo discriminazioni tra Nord e Sud a proposito di presidi, insegnanti e
studenti - dice - Noi abbiamo una dirigente scolastica il cui nome tradisce
nettamente le sue origini siciliane ed è bravissima. Ho avuto nella mia
carriera insegnanti settentrionali, meridionali, ecclesiastici persino, e come
sempre ci sono quelli scadenti e quelli formidabili, indipendentemente dalla
loro provenienza. L´origine non è un criterio. Io ho un´altra idea della
civiltà». La dirigente scolastica del Veneto Carmela Palumbo definisce la mozione
«un atto di natura politica senza pretese di altro tipo». Ma il capogruppo del
Pd al Senato Anna Finocchiaro la bolla come «pericolosa» e attacca: «Mi pare
ovvio che a nessuno dei nostri consiglieri possa sfuggire l´impatto simbolico
che questa posizione politica produce e l´effetto che assume in un paese sempre
più diviso e più percorso da derive antimeridionalistiche». L´ex ministro
dell´Istruzione Luigi Berlinguer va oltre: «Allevare dirigenti di quartiere o
assimilati è l´omicidio della cultura e della scuola». Mentre l´ex ministro
Giuseppe Fioroni parla «di mozione inverosimile». Salvatore Comparato
dell´associazione nazionale presidi ricorda che «il romagnolo Pascoli insegnò a
Messina». E il Pdci Pino Sgobio afferma che «si è trattato di un episodio di
razzismo». Il presidente della Provincia di Vicenza, il leghista Attilio
Schneck e tutto il Carroccio, però, tirano dritto: «Bisogna ripristinare lo
stato di diritto. Siamo di fronte alle solite furbizie all´italiana». Anche
l´europarlamentare leghista Mara Bizzotto ritiene che sia una «decisione
sacrosanta». Sulla stessa linea tutto il gruppo dei senatori del Carroccio.
L´ex sottosegretario all´Istruzione del precedente governo Berlusconi,
Valentina Aprea, ora presidente della Commissione Istruzione della Camera
comprende l´imbarazzo di Galan, ma difende il provvedimento: «Il criterio
dell´idoneità deve rimanere nazionale, ma la risposta migliore non è gridare
allo scandalo o alla rozzezza del provvedimento, ma rivedere le procedure. Cosa che sono certa farà il ministro Mariastella Gelmini. Basterebbe, per esempio, introdurre l´obbligo della permanenza
dei presidi nella sede per alcuni anni». Anche il Pd di Vicenza si difende. «Il
nostro sì alla mozione - racconta il consigliere provinciale Maria Collareda -
è di critica alla Gelmini che doveva bloccare le irregolarità». Ma la senatrice del
Pd Mariapia Garavaglia insiste: «Quello che è successo a Vicenza è
inaccettabile e completamente diseducativo».
( da "Riformista, Il" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Tutti
commissariati da Giulio «Non ci si riesce a parlare» Tremonti. Interviene su
tutti dossier: «O così o me ne vado». Il sud ribolle: «Federalismo a rischio se
vanno male le regionali» dicono gli uomini di Fitto. La bacchettata di Fini sul
decreto anticrisi. segue dalla prima pagina Anche approfittando della
distrazione del premier sul sexgate, di fatto, il titolare dell'Economia ha
commissariato mezzo governo. Tanto che pure Gianni Letta, parlando con un
ministro, si è lasciato andare: «Giulio pare non voler ragionare con nessuno.
Se si va avanti così si complica sempre più l'azione del governo». E non è un
caso che gli ultimi consigli dei ministri siano stati sempre più concitati: «Se
non vi va bene, sceglietevi un altro ministro» ha risposto Tremonti, più volte,
a chi provava a interloquire. Nelle ultime settimane, l'escalation. Perché tra
meno di un anno si vota alle regionali e sarà il sud a decidere chi vincerà. E
non c'è giorno in cui Berlusconi non sia costretto ad ascoltare i mal di pancia
di ministri e parlamentari del Pdl: «Al mezzogiorno non è stato dato niente».
Una via crucis. Poi i movimenti attorno al «partito del sud», quel «sintomo di
un malessere profondo» di cui parla Raffaele Fitto. Proprio il ministro degli
Affari regionali, investito da Berlusconi del ruolo di «garante del sud» nel
governo, cova più di un malcontento nei confronti del solido asse tra Tremonti
e Bossi: «È certo - minacciano i suoi sherpa - che se il Pdl alle regionali va
male nel sud, questa è la pietra tombale del federalismo. Nel senso che sarà
svuotato dall'interno con i decreti attuativi». Non si contano i dossier su
cui, appellandosi al suo rigorismo, il superministro ha commissariato il
governo. Sta tentando di mettere la Gelmini sotto tutela. Ideologica: fu lui a spiegare alla Padania la
filosofia del maestro unico come archiviazione del '68. Di cassa: solo
l'abilità diplomatica di «Mariastar» ha trasformato il taglio di 8 miliardi in
un «segnale culturale di rigore». Di azione: intervenendo a un convegno
organizzato da Gasparri e Quagliariello la scorsa settimana ha annunciato che
la riforma dell'università si farà a novembre. Lo ha detto lui. La Gelmini voleva annunciarla prima, ma Tremonti temeva che gli
effetti della crisi sui lavoratori e il malessere degli studenti potessero
creare un autunno caldo. Insomma vuole decidere lui. Come sul taglio del fondo
unico per lo spettacolo che ha messo, non poco, in difficoltà il ministro della
Cultura Bondi. Anche in questo caso a nulla è valsa la mediazione di Letta. Per
non parlare della vicenda Abruzzo. Berlusconi aveva promesso che i terremotati
non avrebbero pagato tutte le tasse da subito. Ma Tremonti le ha reinserite -
tutte - da gennaio, tagliando corto sulle obiezioni: «I soldi ci sono, mancano
i progetti». Un cambio di rotta che ha fatto infuriare sia il premier che
Gianfranco Fini. E che sta costringendo il governo a studiare un'altra forma
per intervenire a favore degli sfollati. Su queste premesse non è un caso che
ieri sia arrivato, di fatto, il primo schiaffo a tanto solitario decisionismo.
Da Stefania Prestigiacomo (vai alla voce: partito del Sud) che si è lamentata
di essere stata esautorata, nel decreto anticrisi, di alcune competenze
sull'energia. Che poi sono state (parzialmente) ripristinate. Ma soprattutto da
Gianfranco Fini, che ha richiamato Tremonti, in un duro faccia a faccia, a una
maggiore attenzione verso il Parlamento: «Condivido pienamente - ha affermato
poi il ministro in Aula - le ragioni della presidenza della Camera sulle norme
stralciate dal maxiemendamento». Forse è solo un episodio. Nessuno finora è
riuscito a imporgli una maggiore collegialità nelle scelte. Come ad esempio i
capigruppo di Camera e Senato del Pdl - la cosiddetta «banda dei quattro» - che
avevano chiesto una «cabina di regia» per discutere i provvedimenti e non far
sentire i parlamentari come degli scolaretti chiamati a spingere i bottoni.
Nulla da fare. La cabina di regia non c'è. E ora i capigruppo si trovano a
placare le ire dei parlamentari verso il ministro dell'Economia. Una trentina
di loro (da Pasquale Viespoli a Roberta Angelilli, da Cesare Cursi a Marcello
De Angelis) si sono incontrati due sere fa in un ristorante romano. Piatto
forte: le modifiche alla manovra economica, appena inizierà la discussione. In
questo clima si capisce perché il conclave di governo che nei desideri di
Berlusconi si sarebbe dovuto realizzare all'Aquila è assai probabile che non si
farà: la fase due del governo sarà come la fase uno. E continuerà a comandare
chi lo ha fatto finora. Alessandro De Angelis 24/07/2009
( da "Stampaweb, La" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA «Il
male peggiore della scuola italiana? Ha smesso di essere uno strumento di
promozione sociale - sostiene Lucio Russo -. La cultura non è importante per
raggiungere il successo. Ad ogni legislatura diminuisce la percentuale di
laureati eletti in Parlamento e si abbassa il livello medio di istruzione anche
dei ministri». Russo, professore di calcolo delle probabilità all'università
Tor Vergata di Roma, ha scritto nel 1998 un libro intitolato «Segmenti e
bastoncini» (citato ieri nel fondo di Luca Ricolfi), interrogandosi sulla
funzione della nuova scuola di massa. Professore, dal 98 a oggi è cambiato qualcosa? «C'è una maggiore
consapevolezza del decadimento della scuola negli ultimi 30 anni e l'esigenza
di invertire questa tendenza è molto più sentita e condivisa. Ma ciò non vuol dire che
cambiare sia semplice». La colpa è sempre della politica? «Non del tutto. Manca
una richiesta di competenza dal mondo del lavoro. E' una scuola pensata per i
consumatori e non per i "produttori". Ormai è importante sapere come
funzionano le cose e non come si producono. Tanto in Italia non si produrrà più
nulla, perché si è avuta una rinunzia a produrre tecnologia avanzata».
All'estero se la passano meglio? «Lo scadimento della scuola è un fenomeno
riscontrabile anche a livello internazionale. Uno dei fattori che hanno
contribuito a ciò è la concentrazione della produzione. Prima era molto più
distribuita da un punto di vista geografico. Ad esempio, i computer: solo una
ristretta élite oggi li sa costruire e si concentra in Usa o Giappone». Nel suo
libro era critico con la riforma dell'ex ministro dell'Istruzione Berlinguer. Di quella della Gelmini cosa ne pensa? «Al tempo ero
isolato e tutti pensavano che la direzione di Berlinguer fosse quella giusta:
"Insegniamo i videogiochi e cancelliamo la letteratura". Ora queste
cose non si dicono più, ma nei fatti è più difficile invertire la tendenza.
La Gelmini ha riportato in auge il voto in condotta,
che fa anche media. Sembra un ritorno a una maggiore severità e invece va in
direzione del lassismo, perché permette di salvarsi a chi prende un
( da "Stampaweb, La" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Una
scuola che non serve a niente. Detta in maniera meno brutale, con le parole
dellOcse: incapace di indurre una cultura del «problem
solving», tutto quello che si impara non si è poi in grado di utilizzarlo nella
vita e nellesperienza. E la più grave carenza del nostro sistema
scolastico, associata ai mali di cui ieri, su «La Stampa», Luca Ricolfi ha fatto una
impietosa disamina: incapacità degli allievi di leggere e di esprimersi, di
esercitare la memoria e il dono di sintesi, di concentrarsi e di valutare. La
situazione, in effetti, trova riscontro oggettivo nelle tre indagini Pisa-Ocse
sui livelli di apprendimento dei ragazzi italiani, realizzate negli ultimi 10
anni (a intervalli di tre anni luna dallaltra:
lultima è del dicembre scorso). Non solo - dice lOcse - i
quindicenni italiani (questa la classe di età indagata) non sanno né leggere né esprimersi
nella loro lingua, non solo non conoscono la matematica e in generale le
materie scientifiche, ma mancano - soprattutto - della capacità di «problem
solving», cioè non hanno alcuna attitudine a fare proprie le conoscenze
acquisite e ad applicarle ai problemi che la vita e lesperienza pongono. Una preparazione la loro (quando
cè) essenzialmente teorica e libresca. «E questo un problema annoso
della scuola italiana - dice Claudia Donati, responsabile del settore processi formativi
del Censis, e quindi osservatrice costante della scuola italiana -. Il
passaggio da conoscenza a competenza è stato sempre il tallone dAchille del nostro sistema. In questo senso il professor
Ricolfi ha messo il dito nella piaga. Tuttavia va detto che la scuola italiana è viva, e
negli ultimi 15 anni ha anche cercato di dare risposta alle sue carenze più
evidenti nel raffronto internazionale: per esempio ha cercato di attivare un
sistema di valutazione, realizza progetti pilota, fa laboratori, alternanza
scuola-lavoro e valorizzazione dell'istruzione tecnica attraverso rapporti col
mondo produttivo. Con la Gelmini sta cercando anche di
darsi un maggiore rigore, che vorrebbe essere anche disciplina nei metodi di
lavoro. Ma si tratta di elementi sganciati luno
dallaltro, segmenti che, se non coordinati rischiano di essere
episodici». Peraltro non esiste una «scuola italiana», ma molte realtà
diversificate sul piano qualitativo. Specie dopo lintroduzione
dellautonomia scolastica (1998) i piani dellofferta
formativa presentati da ogni istituto consentivano di far emergere esperienze
di grande rilievo. «Abbiamo quindi una realtà frastagliata, con punte avanzate
proprio nella direzione indicata da Ricolfi - dice Antonio Petrolino, presidente
dei presidi romani - ma una buona scuola non basta da sola a sortire risultati.
Sulla preparazione dellallievo incidono molto altri
due fattori: la famiglia di provenienza e il territorio. In sostanza uno
studente, anche dotato, dà risultati molto diversi se proviene da una famiglia colta
piuttosto che da una in cui lunico libro è
lelenco del telefono. Allo stesso modo un buon liceo non è lo stesso, se
si trova a Bolzano o a Scampia». Dunque non basta una buona scuola se non ha
apporti di
pregio dalla società. «Allo stesso modo - aggiunge Claudia Donati - dobbiamo
considerare che la formazione di un giovane non avviene più solo nella scuola,
ma moltissimo, ormai, attraverso i canali informali della trasmissione del
sapere: Internet, le tecnologie digitali, le tv anche tematiche, il sistema dei
mass media, eccetera. Questo significa che nei processi educativi occorre saper
gestire questa massa enorme di soggetti. E se le nuove generazioni hanno le
carenze segnalate da Ricolfi, è a questa pluralità di fonti di istruzione che
dobbiamo rivolgerci. La scuola dunque conta molto, ma la famiglia e il gruppo
sociale in cui si vive, almeno altrettanto». Limportante
poi, secondo Petrolino «non è tanto tornare a insegnare, quanto tornare a imparare. Nella scuola
italiana laccento va messo molto di più sulloutput
piuttosto che sullinput. Dobbiamo, cioè conoscere meglio gli studenti e
il loro mondo e valutare il lavoro docente per i risultati che produce su di
loro». In tutto questo non sarebbe male se la scuola si potesse giovare di un
periodo di tranquillità: «Quello che manca - dice il presidente dellassociazione presidi, Giorgio Rembado - è un progetto
formativo chiaro, che punti a determinati obiettivi di fondo e li persegua nel
tempo: non si
può continuare a dire tutto e il contrario di tutto, sconfessando
periodicamente quello che si diceva pochi mesi prima. Non è possibile che si
pensi ad una scuola diversa ad ogni cambio di maggioranza». + La studentessa
modello "Non capite la generazione degli sms" + L'ex ministro
Berlinguer "Non tutto è da buttare, ma ora ricominciamo dai
laboratori" + Il matematico russo "Si è cancellata la letteratura e
così si premiano i videogiochi" OPINIONI La scuola ha smesso di insegnare
LUCA RICOLFI SCRIVI Dite la vostra sul forum: la parola a studenti, professori,
famiglie
( da "Corriere della Sera"
del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera sezione: Cronache data: 24/07/2009 - pag: 19 Il caso Ordine del
giorno per privilegiare i dirigenti locali. Il sindaco Variati: «La legge
svantaggia chi conosce il territorio» Il no ai presidi del Sud agita il Pd Voto
bipartisan alla Provincia di Vicenza. Finocchiaro: deriva anti-meridionale «Non
confondiamo il razzismo con le pari opportunità». Così si difende il Partito
democratico vicentino, «reo», di aver approvato, assieme a Lega e Pdl, un
ordine del giorno contro l'invasione dei presidi dal Sud. Che detto con
brutalità ruberebbero i posti ai colleghi del Nord. È accaduto, martedì,
durante la seduta del Consiglio provinciale, conclusasi con un verdetto
unanime: su 27 votanti, 26 sì e un astenuto. L'intesa tra maggioranza e
opposizione è sorprendente ed eccezionale: la Provincia di Vicenza è guidata da
un leghista, e in giunta ci stanno Lega e Pdl. Per inciso, la mozione è stata
presentata dall'assessore all'Istruzione Morena Martini, in quota Popolo della
Libertà. Rotta di collisione con la ministra, collega di partito, Maria Stella Gelmini, che ha firmato il decreto
sulla «interregionalità» dei dirigenti scolastici. Puntura di spillo di un
avversario: «La Martini ha voluto scavalcare i leghisti, nella difesa del
territorio». Può darsi. Ma veniamo al punto. Da dove nasce l'ordine del giorno,
nel quale alcuni ravvisano il revival razzista? La diffidenza verso i
meridionali non era archiviata da tempo? I sostenitori della mozione, del
resto, si appellano alle regole, non all'anagrafe. L'obiettivo sarebbe quello
di eliminare lo squilibrio originato dal fatto che in alcune regioni (del Sud)
un concorso ordinario per la copertura dei posti disponibili da assegnare ai
dirigenti scolatici abbia aperto le porte a un numero spropositato di persone.
Creando una valanga di «eccedenze». Il decreto Gelmini,
poi, ci ha messo del suo, consentendo lo spostamento dei vincitori in tutto il
territorio nazionale. Risultato? Le regioni virtuose come il Veneto (che aveva
rispettato i parametri per le riserve) ora si trovano invase da presidi
meridionali. Da qui, la reazione. Prevedibile dai politici della Lega (nel caso
della Provincia di Vicenza, in prima linea è andata l'assessore Pdl), che
difendono a spada tratta i confini del proprio territorio. La notizia, semmai,
è il voto bipartisan. Mal di pancia nel Pd? L'unico astenuto, in Consiglio, è
un democratico. Nessuno, però, ha votato contro. Di più: difende la mozione
anche il sindaco di Vicenza, Achille Variati, esponente locale di punta del
partito di Franceschini: «È una condivisibile risposta provocatoria a un
problema serio e reale, quello della disparità nell'applicazione della
normativa nazionale. Così si impedisce di diventare presidi a tanti insegnanti,
in servizio nella nostra regione. Che avrebbero il vantaggio di conoscere il
territorio ». Il Partito Democratico del Veneto, invece, con qualche
concessione ai compagni vicentini, si dissocia da ogni tendenza razzista,
esaltando il valore del merito. Mentre Giancarlo Galan, presidente (Pdl) della
Regione, dice di non sopportare alcun tipo di discriminazione. «L'origine non è
un criterio taglia corto . Io ho un'altra idea della civiltà». Va giù
durissimo, chiedendo al Pd locale di «smentirsi», l'ex ministro Giuseppe
Fioroni, responsabile Educazione del Partito Democratico. Anna Finocchiaro,
capogruppo al Senato, dichiara: «A nessuno può sfuggire l'impatto simbolico di
questa posizione politica in un Paese diviso e percorso da derive
antimeridionalistiche». Marisa Fumagalli 10.749 Incarichi Posti di dirigente
scolastico da assegnare \\ Galan L'origine non conta La civiltà è un'altra cosa
\\ Fioroni Il Pd locale deve dissociarsi dal voto
( da "Corriere della Sera"
del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera sezione: Cronache data: 24/07/2009 - pag: 22 La storia Il
ricercatore aveva accettato di fare un anno di esperienza a Stanford, poi non è
più riuscito a rientrare in Italia. E alla fine ha scelto Sydney Bravo,
indiano, prof alla Bocconi Il «cervello» fermato alla frontiera Vikas senza
permesso di soggiorno. Uno su 5 aspetta un anno per averlo MILANO Vikas Kumar
ha 32 anni compiuti da poco, una laurea in Economia e un master a Dehli, un PhD
(l'equivalente di un nostro dottorato) a St. Louis. E ha, o meglio aveva, un
contratto in Bocconi. Un posto che in moltissimi sognano e a cui Vikas ha
rinunciato, dopo 4 anni di più che onorato servizio nelle aule dell'università
milanese. Tra l'entusiasmo degli esordi e la disillusione dell'addio, i mesi di
attesa per un permesso di soggiorno che non arriva mai. A raccontare la storia
di Vikas è Lorenzo Peccati, prorettore per le risorse umane della Bocconi.
«Kumar è arrivato da noi quasi 5 anni fa, con un ruolo di assistant professor
(ricercatore a tempo determinato). L'avevamo scelto sul Job Market, un
appuntamento annuale dove i migliori «cervelli » vengono selezionati a livello
internazionale; gli abbiamo offerto un contratto di 6 anni, tra i benefit c'era
la possibilità di un anno sabbatico, mantenendo stipendio e fondi di ricerca,
da trascorrere in qualunque ateneo del mondo». È l'estate 2008: Kumar, che ha
già rinnovato una volta il permesso di soggiorno (da 2 anni, allora il massimo
per un contratto di quel tipo), decide di sfruttare l'occasione. «E siccome è
bravo, viene accettato a Stanford. Sarebbe dovuto rientrare alla fine di
quest'estate». Ma il visto, nel frattempo, è scaduto. Da molti mesi. Nel corso
dei quali la Bocconi non è stata con le mani in mano: «Grazie al decreto legge
uscito a gennaio 2008, docenti e ricercatori stranieri ora possono ottenere un
permesso che copra tutta la durata del contratto. Ma l'ente che li assume deve
iscriversi a un albo istituzionale, per poi avviare la procedura. Ebbene,
l'albo è comparso sul sito del Ministero dopo 9 mesi. E fino ad oggi non sono
risultati disponibili i moduli necessari». Morale (mesta) della favola: «Vikas
chiedeva notizie, e noi non potevamo far altro che rispondergli: ci stiamo
lavorando... Penso che a un certo punto abbia fatto due più due. Poco tempo fa
è arrivata una lettera molto gentile, con cui rende noto di avere accettato
l'offerta dell'università di Sydney». Una storia tra le tante, almeno stando
all'indagine che la Fondazione Rodolfo DeBenedetti ha dedicato agli studenti
stranieri di dottorato in Italia. Ce ne sono tremila, e il 77% viene da Paesi
extraeuropei. Arrivano richiamati dalla «buona reputazione della ricerca» in
Italia (43%), dalla disponibilità di una borsa di studio (il 54% dei non-Ue). E
lottano, ogni giorno, con la nostra burocrazia: per il permesso di soggiorno,
uno studente su 5 aspetta più di un anno. E per avere un appuntamento in
questura il 77% deve attendere oltre un mese. Con relative difficoltà nel
viaggiare che siano conferenze all'estero o vacanze in famiglia per uno su 4. E
costi non indifferenti: tra i 50 e i 200 euro, così dichiara il 68% degli
intervistati. «Sono in Italia dal 2006 e ho già fatto due rinnovi», conferma
Mark Dincecco, ricercatore all'Imt di Lucca, coetaneo di Vikas e californiano.
«Per chi ha il passaporto americano la situazione è meno grave, ma la
sensazione di insicurezza c'è lo stesso. A ottobre 2007, per il primo rinnovo,
ho aspettato quasi 10 mesi: il nuovo permesso è arrivato a luglio, e in
settembre era già scaduto. In questura la risposta era, invariabilmente, 'a
Roma è tutto bloccato'. Chissà che significa... ». A settembre, l'indagine
della Fondazione sarà presentata in Bocconi, «a un convegno
cui interverrà anche il ministro Gelmini anticipa
l'economista Tito Boeri , con una sessione su brain drain e brain gain ». Fuga
e attrazione di cervelli. «Perché non solo ne arrivano pochi, ma quei pochi
facciamo anche fatica a trattenerli. E ogni studente è un investimento
importante: un dottorando costa, in media, 200-250 mila euro all'anno».
Peccati conferma: «Bisogna pagare i docenti che vanno al Job Market, poi si
invitano qui a spese nostre i candidati, e per chi viene preso c'è, di base,
uno stipendio superiore a quello di ingresso di un associato». Anche per questo
la Bocconi, insieme ad Assolombarda, ha deciso di sedersi a un tavolo con
Comune, Questura, Prefettura, per lavorare a uno snellimento delle procedure.
«La legge c'è: vogliamo solo poterla usare». Sul sito della Bocconi, alla
pagina personale di Vikas, è indicata la sua «area di interesse scientifico»:
strategie di internazionalizzazione. Non occorre andare a cercarlo in Australia
per capire che, tra tutte le tattiche possibili, quella seguita finora dal--
l'Italia è decisamente sbagliata. Gabriela Jacomella L'attesa Il 77 per cento
degli studenti extraeuropei impiega oltre un mese per avere solo un
appuntamento in Questura
( da "Blogosfere" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Lug 0924
Piccole Gelmini crescono...... Pubblicato da Franca
Corradini alle 07:45 in Scuola&Società Ieri,23 luglio, ad Arezzo si è
tenuta una seduta del Consiglio Comunale per esaminare una proposta di
iniziativa popolare sulla questione della razionalizzazione scolastica in atto
nella città e di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi (Dei 12 istituti comprensivi
di oltre 1.100 alunni attualmente esistenti in Toscana, 6 sono nella città di
Arezzo ). L'assessore alle politiche sociali del Comune di Arezzo, Tavanti
Francesca (nella foto qui sotto) in questi mesi, a detta dei genitori, ha avuto
un atteggiamento di assoluta chiusura, quasi autistico.... insomma, secondo chi
scrive Gelminiano... Atteggiamento che ha avuto il suo
culmine nel comunicato stampa di due giorni fa . Al di là delle questione di
merito , ben trattate dai genitori nei loro documenti, la partecipazione al
Consiglio ci ha consentito di verificare di persona l'atteggiamento
dell'Assessore. La signorina sembra un incrocio tra Mara Carfagna e Maria
Stella Gelmini , non stiamo ad indicare in dettaglio
per quali caratteristiche somigli all'una e all'altra. Sicuramente nel suo
portare avanti una decisione per nulla condivisa ,sembra anche dai suoi stessi
compagni di partito, appare molto Gelminiana.
L'intervento di chiusura delle discussioni nel Consiglio
Comunale è stato un compendio di affermazioni che non hanno fatto altro che
evidenziare l'ignoranza palese dell'Assessore in materia scolastica ed anche in
semplici calcoli matematici... Insomma una vera e propria Gelmini in miniatura. Piccolo particolare irrilevante : l'Assessore
appartiene alla coalizione opposta a quella di Gelmini . Per
favore qualcuno glielo faccia sapere.
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
SAN
BENEDETTO pag. 13 Maturità, tante lodi e nessun bocciato Negli istituti della
Riviera ottimi risultati per gli studenti impegnati nell'esame di STEFANIA
MEZZINA BRILLANO 59 NOMI nell'elenco dei diplomati che hanno raggiunto l'ambito
cento all'esame di maturità. Tra loro, anche numerose punte di diamante,
rappresentate dalla lode. Nessun bocciato alla maturità e
pochissimi non ammessi dopo la riforma Gelmini. Soltanto
uno, all'istituto Geometri Fazzini' di Grottammare. Tra i 94 studenti che hanno
ottenuto il massimo dei voti, Diego Neroni, Ilaria Giobi e Roberta Merli; nel
turistico Alessia Mascella, Linda Rivera e Federica Simonetti e Federica Anna
Urso, quest'ultima con tanto di lode. Come Michele Pignotti,
all'istituto Mercantini di Ripatransone, 100/100 è stato conquistato da
Valentina De Cosmis e Roberta Fabrizi. Tre i non ammessi. Tutti ammessi al
Liceo scientifico Rosetti, dove è molto alto il numero degli studenti più
bravi, su 220 diplomati. Sono Daniele Ciarrocchi, Cristina Censori, Valeria Gaetani,
Roberto Fares, Silvia Polidori, Vincenzo Capriotti, Alessandro Luzi, Giulia
Ulpiani, Cecilia Olivieri, Ottavio D'Annibale, Flavia Micci, Davide Paciello,
Beatrice Renzi, Paola Schiavi e Maria Cristina Sciarroni. In 6 si sono distinti
in modo particolare, conquistando anche la lode. Sono Paola Ripani, Francesco
Nicola Di Pietro, Eleonora Piersanti, Annalisa Tosti, Diego Mattioli e Serena
Capriotti. Tutti ammessi anche al liceo classico Leopardi. Tra 79 studenti, top
dei voti e lode per Laura Rosetti, Francesca Piergallini ed Elisabetta
Lancellotti. Cento per Sara Eusebi, Lucia Capocasa, Renato Capanna, Valentina
Damiani, Gloria Di Cosmo, Ludovica Sindici, Giulia Bucci, Deborah Ordinelli
Iustini, Alessandra Ficcadenti e Mario Rasimelli. Gli studenti migliori, tra i
91 maturandi dell'Alberghiero Buscemi' sono Valentina Canali, Massimo Carboni,
Francesca Grilli, Luca Addazi e Marco Seghetti. Anche qui nessun bocciato.
Invece 4 non ammessi all'Ipsia. Dove su 93 studenti, solo uno, Gian Domenico
Izzi, indirizzo odontotecnico, è stato premiato con la lode. All'Itc Capriotti
i migliori sono Elisabetta Cannella, Enrica Cipolloni, Sara Marsili, Silvia
Bruni, Roberta Clementi, Manuel Nespeca, Chiara Capacchietti, Sara Flego e
Tania Pasquali. Centotredici gli studenti diplomati, 8 i non ammessi. Image:
20090724/foto/746.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 24-07-2009)
Argomenti: Scuola
LETTERE
E COMMENTI pag. 35 BOCCIATI in 15mila! Questi giovani di oggi si sono messi in
testa che andare a scuola è... BOCCIATI in 15mila! Questi giovani di oggi si
sono messi in testa che andare a scuola è una ricreazione perenne di giochi,
danni e droga. Si dice che siano le conseguenze del '68. Brava
Gelmini, persisti. Lettera firmata, Fabriano (Ancona) HO LETTO
dell'aumento sulle bocciature, indici di una maggiore severità di giudizio. Ma
l'insegnante che boccia non fa l'esame di coscienza? Ha fatto tutto il
possibile per evitare un evento che di sicuro lascerà il segno nel bocciato?
G. P., Bologna
( da "Reuters Italia" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA
(Reuters) - Blitz dell'Italia dei valori a Palazzo Chigi, dove il senatore
Stefano Pedica ha interrotto una conferenza stampa del ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini. La Gelmini era scesa in sala stampa per illustrare un pacchetto di misure preso
dal governo sull'università. Ancor prima che iniziasse la conferenza stampa,
Pedica ha preso la parola e ha chiesto come mai il governo non abbia ancora
sciolto il consiglio comunale di Fondi, dove ci sono stati 17 arresti e dove
"si intrecciano collusioni tra criminalità organizzata e politica".
La Gelmini ha accusato il senatore di fare domande
"provocatorie" e non pertinenti all'oggetto della conferenza stampa.
Di fronte all'insistenza di Pedica, che insisteva per avere risposte del
governo, la ministra ha abbandonato la sala stampa.
( da "RomagnaOggi.it" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
24
luglio 2009 - 12.39 (Ultima Modifica: 24 luglio 2009) ROMA - Il Ministero
dell'Istruzione e dell'Università ha stilato la classifica degli atenei che
hanno i maggior standard qualitativi. Sul gradino più alto del podio ci è
salita l'Università di Trento, seguita dai Politecnici di Milano e di Torino.
Promossa anche Bologna. Il Ministro Mariastella Gelmini, per la prima volta in Italia, ha distribuito a questi atenei
una parte dei fondi destinati alle Università sulla base di nuovi criteri di
valutazione della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525
milioni di euro, è stato assegnato in base alla qualità della ricerca e della
didattica degli atenei. In particolare i due terzi di questo fondo sono
stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla
qualità della didattica. In questo modo Trento ottiene 6 milioni in più per
esser riuscito a intercettare meglio degli altri, attraverso propri progetti, i
finanziamenti europei. I politecnici di Milano (8 milioni) e Torino, invece,
hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di
autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi positivi
(numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti), presenza di
molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca. Seguono Bologna
con 5 milioni e Padova con 4. Molti gli atenei del Centro-Sud promossi: Roma
"Tor Vergata", l'Università di Chieti e Pescara, l'Università della
Calabria, l'Università Politecnica delle Marche, l'Ateneo della Tuscia, il
Politecnico di Bari e l'Università del Sannio di Benevento A Foggia viene tolto
un milione di euro, a Macerata meno 1,13 milioni. L'erogazione dei
finanziamenti del 7% alle Università di Trieste, Firenze e Siena è stata sospesa
in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei
bilanci che attualmente risultano in rosso. Dal 29 luglio i dati e le
valutazioni saranno pubblicate sul sito del Ministero.
( da "Stampaweb, La" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Più
fondi agli atenei virtuosi. È quanto stabilito nel pacchetto università
presentato dal ministro dellIstruzione e dellUniversità,
Mariastella Gelmini, e
approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Sulla base del provvedimento, si
legge in una nota ministeriale, il 7% del Fondo di finanziamento ordinario,
pari a 525 milioni di euro, è distribuito in base alla qualità della Ricerca e
della didattica degli Atenei. In particolare, i 2/3 di questo fondo sono
stati assegnati in base alla qualità della ricerca, 1/3 in base alla qualità
della didattica. Con il «pacchetto università» approvato oggi dal Consiglio dei
Ministri, verrà «avviata una più coerente razionalizzazione dei corsi di
laurea», che prevede «il taglio di corsi inutili». Lo afferma in una nota il
Ministero dellIstruzione e della Ricerca. «In
questi anni - si legge nella nota - si e assistito a una proliferazione di insegnamenti che non
rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro. Negli ultimi mesi sono
già stati tagliati il 20% dei corsi inutili e con questo provvedimento sarà
possibile ridurli ulteriormente».
( da "Reuters Italia" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA
(Reuters) - Il ministero dell'Istruzione ha stanziato 525 milioni in base alla
qualità degli atenei universitari. Lo annuncia il ministro
Maria Stella Gelmini spiegando che i fondi ammontano al 7% del Fondo di finanziamento
ordinario. "I due terzi di questo fondo sono stati assegnati in base alla
qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica", ha
spiegato la Gelmini. Nella ripartizione del Fondo "non c'è un intento punitivo,
ma la volontà di spronare tutti a dare il meglio, a non accontentarci di
un sistema universitario che ha luci e ombre", ha detto Gelmini.
( da "TGCom" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
24/7/2009
Università, tagli a corsi inutili Gelmini:
"Negli ultimi mesi -20%" Più soldi agli atenei virtuosi e tagli dei
corsi inutili. Sono le novità del "pacchetto Università" approvato
dal Cdm, su proposta del ministro Mariastella Gelmini. Il
provvedimento prevede che il 7% del Fondo di finanziamento, cioè 525 milioni di
euro, venga distribuito in base alla qualità delle università. Avviata
una razionalizzazione dei corsi di laurea. "Negli ultimi mesi - dice il
ministero - è stato tagliato il 20% dei corsi inutili". "Con il
decreto 180 - ha spiegato Gelmini - che poi è
diventato la legge 1 del 2009, per la prima volta si è deciso di stanziare una
quota del fondo di finanziamento ordinario sulla base dei risultati raggiunti
dagli atenei. Il nostro intendimento è aumentare questa quota, vorremmo
arrivare fino al 25-30% delle risorse, date sulla base della qualità".
"Oggi - ha proseguito il ministro - distribuiamo questi milioni sulla base
di criteri che noi ereditiamo da un lavoro fatto anche dai precedenti governi e
che sono elaborati dal Civr (ente che valutava la ricerca, ndr) e dal Cnvsu
(ente che valutava le università, ndr), oggi accorpati nella nuova agenzia. E'
un primo passo. A parole siamo tutti d'accordo - ha concluso - su una
valutazione puntuale prima di distribuire le risorse, è giusto oggi confrontarci
con la concretizzazione di questo principio". Commentando la classifica
degli atenei più virtuosi, il ministro ha osservato che ''in base ai criteri
applicati ci sono alcune universita', come l'Universita' di Trento e i
Politecnici, ma anche alcune universita' del Sud, che rispondono pienamente ai
criteri qualitativi, altre come Foggia e Macerata, che hanno maggiori
difficolta'''. Scuole, per ora nessun rinvio ''Allo stato attuale non e' stato
preso in considerazione alcuno slittamento dell'inizio dell'anno scolastico''.
Lo ha ribadito il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini,
a margine della conferenza stampa sui provvedimenti per l'universita'. ''E'
stata fatta - ha aggiunto - una polemica inutile. Problemi, da questo punto di
vista, non ci sono''. Ultimo aggiornamento ore 14:39
( da "Sicilia, La" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
Mafia a
Vallelunga. Per Patti e Cipolla sentenza a ottobre Il Pg chiede due condanne
Mussomeli. L'effetto Gelmini si è fatto
sentire all'Itcg dove i bravissimi sono stati appena 5 su un totale di 109
maturi. Questi i risultati. Geometra, 5°A: Alongi Giuseppe 74, Beccaccio Bruno
73, Buscemi Onofrio Domenico 66, Cardillo Giuseppe 68, Genco Peppuccio 60, Lo
Bue Francesco 77, Lomanto Cristian 65, Maida Mario 76, Mistretta
Giuseppe 73, Muscarella Fabio 60, Randazzo Calogero 60, Ricotta Salvuccio 66,
Sacheli Salvatore 65, Saia Salvatore 62, Schifano Luca 60. 5° B: Azzarello
Giuseppe 82, Burruano Giuseppe 68, Buttaci Giuseppe 66, Ferro Calogero Domenico
64, Fiore Michele 60, Grasso Salvatore 66, Mantio Luca 87, Messina Calogero
Salvatore 73, Ognibene Vanni 62, Padalino Vincenzo 65, Palumbo Carmelo 63,
Pellitteri Vincenzo 60, Russotto Domenico 60, Scrudato Agostino 80, Valenza
Sebastiano 60, Zoda Graziano 63. Commerciale, 5° A: Bellanca Alessandra
Domenica 60, Falletta Ilaria 84, Giambrone Francesca Domenica 76, Ginex
Cristina 64, Insalaco Angela 73, Lo Brutto Silvana 100, Lo Re Debora 60, Mantio
Tania Valentina 71, Messina Lomanto Maria Melinda 78, Militello Maria Rita 78,
Mingoia Sabrina 88, Mistretta Nancy 93, Mistretta Salvina 78, Navarra Gabriella
97, Nicosia Vincenza Maria 100, Panepinto Ilaria 78, Piazza Eleonora 78, Romito
Serena 70, Russotto Cristina 60, Sapia Cinzia 67, Schifano Simona Maria Lucia
60, Scibetta Rossella 75, Termini Daniela 60, Valenza Vanessa 100. 5° B: Amico
Esli 74, Calemera Michele 60, Castiglione Daniele 75, Cipolla Carmelo 80, Conti
Tamara 60, Dilena Salvatore Vincenzo 100, Genco Mario 89, Genco Vincenzo
Domenico 100, Ippolito Roberta 71, Malta Onofria Marina 73, Mattina Giovanna
73, Mattina Maria Concetta 74, Messina Eleonora 69, Piazza Alessandra 76,
Puntrello Angelo 79, Ricottone Vincenzo 84, Schifanella Salvatore 78, Scrudato
Giusi 60, Spoto Maria Rita 82, Taffaro Maria 93, Tona Vincenzo Manuel Antonio
64, Valenza Alice 66. 5° C: Barone Denise 62, Catanzaro Rosalia 60, D'Agrò
Angela Rita 63, Favata Giovanni 80, Giambrone Alberto 64, Ilardo Sandra 65, La
Mendola Salvatore 82, La Rosa Daniela 78, Lo Curcio Claudia 85, Macaluso Rosi
66, Marzo Francesco 74, Nocera Rita Maria Ausilia 60, Nocera Valentina 78,
Privitera Francesca 84, Privitera Ivan 70, Proietto Claudio 60, Reina Cristina
Domenica 80, Romano Giuseppe 96, Russotto Valentina 60, Sansone Antonio 80,
Scifo Oscar 62, Vitello Gaetano 80. 5° A commerciale serale progetto
"Sirio": Bellino Riccardo 62, Blandina Maria 83, Diliberto Vincenza
76, Gargano Antonella 67, Garofalo Rosalia 77, Lombardo Mariella 63, Lopez
Salvatore 64, Noto Salvatrice 62, Piazza Natalino Salvatore 60, Sorce Neve
Ninetta 63. R. M.
( da "Corriere.it" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
ricerca,
progetti, processi formativi tra i criteri di valutazione Università, più fondi
alle migliori Tagli per 27 atenei «sotto gli standard» Per la prima volta in Italia
applicato un criterio di qualità nella distribuzione dei fondi. I primi tre
atenei in classifica: Trento e i Politecnici di Milano e Torino MILANO -
L'Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono i tre migliori
atenei italiani. Quelli che, secondo il ministero, hanno i maggiori standard
qualitativi. E per questo verranno premiati. Anzi, il premio è già stato assegnato dal ministro Mariastella Gelmini. Per la prima volta in Italia, infatti, il ministero ha
distribuito una parte dei fondi destinati alle Università sulla base di nuovi
criteri di valutazione della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento
ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato assegnato in base alla qualità
della ricerca e della didattica degli atenei. In particolare i due terzi
di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un
terzo in base alla qualità della didattica. E la classifica, che ha fatto da
base a questa divisione dei fondi, certamente farà discutere (leggi la
graduatoria del ministero). Perchè se c'è chi ottiene più fondi, ci sono anche
atenei che, di conseguenza ne riceveranno di meno. E nella prima graduatoria
sono ben 27 le università che avranno un «taglio» di fondi perché secondo la
valutazione «non hanno gli standard qualitativi previsti». ECCELLENZE - Il
provvedimento, firmato oggi dal ministro Mariastella Gelmini,
avvia quindi un nuovo sistema di valutazione delle Università italiane.
L'intenzione del ministero e del governo è di premiare gli atenei più
«virtuosi». Quali eccellenze sono state rilevate nelle università premiate?
Trento, per esempio, secondo il provvedimento ministeriale, pur essendo un
piccolo ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso
propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino,
invece, hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità
di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi
positivi (numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti),
presenza di molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca.
PROMOSSI E BOCCIATI - Diversi gli atenei del Centro-Sud promossi: Roma
"Tor Vergata", l'Università di Chieti e Pescara, l'Università della
Calabria, l'Università Politecnica delle Marche, l'Ateneo della Tuscia, il
Politecnico di Bari e l'Università del Sannio di Benevento. Ma è anche vero che
tra i 27 bocciati che avranno meno fondi ci sono soltanto tre atenei del Nord
(Brescia, Parma e Iuav Venezia): le altre 24 università con giudizio negativo
sono tutte al Centro o al Sud. E ci sono anche atenei di rilievo, come per
esempio La Sapienza di Roma. Ma quanto vale la «promozione» in termini di
finanziamenti? In particolare Trento ottiene 6 milioni in più, il Politecnico
di Milano 8, Bologna 5, Padova
( da "Sestopotere.com" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
"Pacchetto
Università": soldi in più solo a Università migliori, Anvur, taglio corsi
inutili (24/7/2009 19:42) | (Sesto Potere) - Roma - 24 luglio 2009 - Questa
mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in prima lettura il Regolamento
sulla struttura e il funzionamento dellAgenzia
Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur). La
nuova Agenzia valuterà la qualità degli Atenei e degli Enti di ricerca. Le
rilevazioni prodotte saranno determinanti per distribuire una parte del Fondo di
finanziamento ordinario alle Università ed agli Enti di ricerca che
raggiungeranno i risultati migliori. Il Regolamento approvato oggi rende lAnvur più autonoma rispetto a quanto previsto nella
precedente legislatura. Il Presidente e il Comitato di selezione che
individuerà i membri del Consiglio direttivo saranno nominati infatti dal
Presidente della Repubblica e non più dal Governo. La nuova Agenzia sostituisce
e unifica i due comitati di valutazione attualmente esistenti: il Cnvsu (che
valuta le università) e il Civr (che valuta la ricerca). Cosa valuta lAnvur Lefficienza e lefficacia
dellattività didattica sulla base di standard qualitativi di livello
internazionale, anche con riferimento ai livelli dapprendimento degli
studenti e del loro inserimento nel mondo del lavoro; Le strutture delle università
e degli enti di ricerca, i corsi di studio universitari, i dottorati di
ricerca, i master universitari e le scuole di specializzazione; La qualità e i
risultati dei progetti ricerca; Lacquisizione di
finanziamenti esterni, lattivazione di rapporti di
collaborazione e lo scambio di ricercatori con soggetti pubblici e privati;
Valuta attraverso criteri internazionali la qualità e i risultati della
ricerca. Si userà dunque il sistema peer review, cioè la valutazione anonima di illustri
accademici internazionali. Altri compiti dellAnvur
Elabora e propone al Ministro i requisiti quantitativi e qualitativi per
listituzione di nuove università o di sedi distaccate, per
lattivazione di tutti i corsi di studio universitari, dei dottorati di ricerca, dei
master universitari e delle scuole di specializzazione; Valuta i risultati
degli accordi di programma ed il loro contributo al miglioramento della qualità
complessiva del sistema universitario e della ricerca; Valuta lefficienza e lefficacia dei programmi pubblici di
finanziamento e di incentivazione delle attività didattiche, di ricerca e di
innovazione. Ogni anno lAnvur redigerà un rapporto sullo stato del
sistema universitario e della ricerca che sarà presentato al Ministro e trasmesso al
Presidente del Consiglio dei Ministri, al Comitato interministeriale per la
programmazione economica (Cipe) e al Parlamento. Composizione dellAnvur LAgenzia sarà composta dal Presidente, da un
Consiglio direttivo e dal Collegio dei revisori dei conti. Tutti resteranno in
carica per 4 anni e non potranno essere nuovamente nominati. Il Consiglio
direttivo determinerà le attività dellAgenzia, i
criteri e i metodi di valutazione. I suoi componenti saranno nominati dal Presidente della
Repubblica, su proposta del Ministro che sceglierà i membri da un elenco
definito da un comitato di selezione. Questo comitato sarà composto da cinque
membri designati rispettivamente dal Ministro, dal Segretario Generale dellOCSE, dal Presidente dellAccademia
dei Lincei, dellEuropean Research Council e dal Consiglio Nazionale degli
Studenti. Ripartizione FFO e fondo premiale 7%: più soldi a Università virtuose
Per la prima volta in Italia il Ministero dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca ha
assegnato una parte dei fondi destinati alle Università sulla base di nuovi
criteri di valutazione della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento
ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato infatti distribuito in base alla
qualità della Ricerca e della didattica degli Atenei. In particolare i 2/3 di
questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, 1/3 in
base alla qualità della didattica. Prende il via, dunque, con questo
provvedimento firmato oggi dal ministro Mariastella Gelmini,
il nuovo sistema di valutazione delle Università italiane, grazie al quale
saranno premiati gli Atenei più virtuosi sulla base di criteri riconosciuti e
valutati positivamente anche dalla CRUI. Da una prima analisi della situazione
emerge che lUniversità di Trento, i Politecnici di Milano e di
Torino sono tra le Università migliori in base ai nuovi parametri. Trento, ad
esempio, pur essendo un piccolo Ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a
intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di
Milano e Torino hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca,
capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi
formativi positivi (numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli
studenti), presenza di molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di
Ricerca. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 Università che non hanno
gli standard qualitativi previsti. Molte le Università del Centro-Sud promosse:
Roma “Tor Vergata”, lUniversità di Chieti e Pescara,
lUniversità della Calabria, lUniversità Politecnica delle Marche,
lAteneo della Tuscia, il Politecnico di Bari e lUniversità del
Sannio di Benevento. In particolare Trento ottiene 6 milioni in più, il
politecnico
di Milano 8, Bologna 5, Padova
( da "Sestopotere.com" del
24-07-2009)
Argomenti: Scuola
"Pacchetto
Università" ( 2 ) Valli (Ugl): Considerare
riforma agenzia di valutazione in contesto più definito (24/7/2009 20:30)
| (Sesto Potere) - Roma - 24 luglio 2009 - “Si parlava ormai da tempo di una
riforma dellEnte di valutazione nazionale per l'Università e la Ricerca, ma
riteniamo che l'avvio di questo percorso debba essere considerato in un
contesto ancora da definire perchè è un organismo che deve entrare
complessivamente nel merito del sistema universitario”. Lo dichiara il segretario
nazionale dell'Ugl Università Clara Valli. “Concordiamo con la lotta agli
sprechi intrapresa dal ministro Gelmini. Il taglio di
corsi inutili ci sembra opportuno, ma riteniamo che
lo sblocco dei concorsi banditi per i professori universitari e i ricercatori rischia
di buttare benzina sul fuoco soprattutto per quanto riguarda questa ultima
categoria. Ai ricercatori, infatti, non è riconosciuto lo stato giuridico, che
dovrebbe essere definito nel disegno di legge che si continua a rinviare: da mesi,
infatti, è stata annunciata la presentazione di un ddl su Governance e
Reclutamento ma ad oggi non è stata resa nota alcuna bozza ufficiale e
attualmente sembra rinviata addirittura a novembre”. “Auspichiamo – dunque -
che una riforma complessiva del sistema universitario e della ricerca avvenga
nellambito di una discussione strutturata con le
associazioni della docenza universitaria ed il mondo accademico”.
( da "Corriere.it" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
pacchetto
universita' Concorsi e ricercatori, i nuovi criteri Il pacchetto Università
presentato al Cdm comprende anche nuovi criteri per i concorsi da ricercatore: «più
oggettivi basati su parametri internazionali». In
particolare nel decreto presentato dal ministro Gelmini viene
richiesto che ogni titolo scientifico sia valutato «separatamente e
specificamente, per evitare giudizi sommari e approssimativi». Viene inoltre
richiesto, per i settori scientifici, il ricorso a valutazioni di indici
oggettivi e a sistemi di valutazione internazionali (peer review). Si
dovrebbero, in questo modo, ridurre i margini di arbitrio delle commissioni.
Sbloccati i concorsi e sorteggio Con la direttiva firmata oggi avviano le
procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove
regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. I
concorsi banditi nelle due tornate nel 2008 erano stati sospesi dalle nuove
norme contenute nel DM 180 che impongono le nuove e più trasparenti modalità di
formazione delle commissioni. Si tratta di 1800 concorsi. Reclutamento dei
professori universitari Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti
professori universitari di prima e seconda fascia saranno composte, a
differenza di quanto accade ora, da 4 professori sorteggiati da un elenco di
commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico
disciplinare oggetto del bando e da 1 solo professore ordinario nominato dalla
facoltà che ha richiesto il bando. Si evita così il rischio di predeterminare
l'esito dei concorsi e si incoraggia un più ampio numero di candidati a
partecipare. Reclutamento dei ricercatori Le commissioni che giudicheranno i
candidati al concorso saranno composte da 1 professore associato nominato dalla
facoltà che richiede il bando e da 2 professori ordinari sorteggiati da una
lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore
disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avverrà secondo
parametri riconosciuti anche in ambito internazionale. stampa |
( da "Trentino" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Università,
bonus da Roma Premiato con 6 milioni in più l'ateneo trentino: «Virtuoso» In
prospettiva l'aumento arriverà sino a 20 milioni TRENTO. L'Università di
Trento, nei prossimi tre anni, dovrebbe ricevere un finanziamento di oltre 30
milioni di euro. E' questo l'effetto dell'attesissimo
provvedimento firmato ieri dal ministro Gelmini che
prevede che il 7% del Fondo di finanziamento ordinario non venga più
distribuito a pioggia, ma sulla base di nuovi criteri di valutazione della
qualità degli atenei. E nella classifica delle università virtuose, Trento, per
il suo grande lavoro nei progetti di ricerca europei, è prima davanti ai
politecnici di Torino e Milano. In relazione a questi dati, Trento
otterrà subito 6 milioni di euro, ma la cifra dovrebbe aumentare nel corso
degli anni. Nel 2010 i milioni dovrebbero essere 10, nel 2011 quasi 20. Il
provvedimento arriva al termine di un iter travagliato che aveva portato anche
ad una scissione nella Crui, la conferenza dei rettori universitari italiani,
con la nascita di Aquis, l'associazione per la qualità delle università
italiane statali. Tra i più agguerriti sostenitori della nuova realtà c'era
proprio il rettore di Trento, Davide Bassi, che chiedeva che i finanziamenti fossero
elargiti in base al merito e non a pioggia. Col sistema dei finanziamenti a
pioggia l'ateneo trentino, per 10 anni, non ha ricevuto 12 milioni di euro
annui che gli spettavano, serviti a coprire i buchi altrui. Una situazione
difficile per via della crisi. La decisione di ieri, quindi, è una vittoria di
Aquis e anche del rettore Bassi: «E' una vittoria di tutti quelli che hanno
lavorato in questi anni e forse chi mi criticava non conosceva bene la
situazione. Finalmente, grazie alla volontà del ministro Gelmini,
anche in Italia si mette da parte un sistema profondamente ingiusto, che
penalizzava chi s'impegnava, e ci si allinea al resto del mondo, premiando il
merito. E' un bel segnale ma dovremo continuare a lavorare sodo». Ieri,
infatti, il Cda ha approvato le linee guida del bilancio 2010 e sono ancora
previste alcune razionalizzazioni: per il 2010 è previsto un taglio di 7
milioni di euro per Trento, firmato Tremonti. Tra le note di plauso, quelle del
governatore Dellai, della Cgil e dell'Associazione dei dottorandi.
( da "Corriere delle Alpi"
del 25-07-2009)
Pubblicato anche in: (Trentino)
Argomenti: Scuola
Più
soldi agli atenei virtuosi I promossi sono ventisette, si divideranno 525
milioni di euro Doppia bocciatura per Napoli. D'ora in poi sarà un'agenzia a
fare le valutazioni e dare le pagelle di Monica Viviani ROMA. Più soldi agli
atenei virtuosi, tagli a quelli spendaccioni e inefficienti. E' così che d'ora
in poi funzionerà. Lo stabilisce il «pacchetto università» varato dal governo
che promuove 27 università, guidate da quella di Trento, e ne boccia altre 27
tra cui La Sapienza. Ammontano a 525 milioni di euro i finanziamenti che
verranno distribuiti in base alla qualità della ricerca e della didattica. In
particolare, i due terzi sono stati assegnati in base alla qualità della
ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. Le pagelle agli atenei
le darà d'ora in poi l'Agenzia per la valutazione del sistema universitario
(Anvur) che ieri ha ottenuto il via libera del consiglio dei ministri insieme ai provvedimenti firmati dal ministro Maria
Stella Gelmini che oltre a distribuire una parte (7%) dei fondi destinati alle
università in base al merito, sbloccano 1.800 concorsi e fanno calare la
mannaia su corsi definiti «inutili». Premiate le virtuose. L'Università di
Trento e i Politecnici di Milano e di Torino sono tra gli atenei migliori in
base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27
università, tra cui anche i due atenei della Capitale Roma Tre e La Sapienza.
«Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà - ha detto il ministro - di spronare
tutti a dare il meglio. Oggi viene distribuito il 7% del Fondo di finanziamento
ordinario, ma in futuro l'obiettivo è arrivare al 25-30%». Mannaia sui corsi.
Con il «pacchetto università» scatta anche «una più coerente razionalizzazione
dei corsi di laurea», che prevede «il taglio di corsi inutili». Lo afferma in
una nota il ministero dell'Istruzione. «In questi anni - si legge - si è
assistito a una proliferazione di insegnamenti che non rispondono alle reali
richieste del mercato del lavoro. Negli ultimi mesi sono già stati tagliati il
20% dei corsi inutili e con questo provvedimento sarà possibile ridurli
ulteriormente». Sbloccati i concorsi. Avviate le procedure per la formazione
delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei
professori universitari e dei ricercatori. I concorsi sbloccati sono 1.800. Le
commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori di prima e seconda
fascia saranno composte da quattro professori sorteggiati da un elenco di
commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore
disciplinare oggetto del bando e da un solo professore nominato dalla facoltà
che ha richiesto il bando. Per quanto riguarda i ricercatori sono stati fissati
nuovi criteri che «dovrebbero ridurre i margini di arbitrio delle commissioni».
E' subito scontro. Per Maurizio Gasparri del Pdl «un duro colpo alla logica dei
baroni è stato inferto col nuovo taglio dei corsi inutili». Per la senatrice
del Pd Maria Pia Garavaglia invece «c'è un po' di contraddizione nel parlare di
qualità e poi di fatto renderla impossibile negando le risorse». E per
Piergiorgio Bergonzi del Pdci «con la scusa dell'inutilità dei corsi il governo
taglia e impoverisce le università» e «il pacchetto della Gelmini
è un'operazione eversiva».
( da "Corriere delle Alpi"
del 25-07-2009)
Pubblicato anche in: (Trentino)
Argomenti: Scuola
L'Idv "occupa" Palazzo Chigi Gelmini costretta a sgombrare
ROMA. Palazzo Chigi "occupato". Con un blitz a sorpresa, l'Idv decide
una protesta plateale per rimarcare i tentennamenti dell'esecutivo sullo
scioglimento del consiglio comunale di Fondi, nel Lazio, per infiltrazioni
della criminalità. Mentre il ministro Maria Stella Gelmini
si appresta a presentare il «pacchetto università» ai giornalisti, il senatore
dell'Italia dei valori Stefano Pedica si alza in piedi e prende la parola: «E'
da quattro mesi che il cdm deve sciogliere il consiglio comunale di Fondi per
infiltrazioni mafiose, così come ha fatto per altri comuni, e non lo fa,
nonostante vi siano stati 17 arresati il 6 luglio». La Gelmini,
appare sorpresa ma replica che «un prossimo consiglio dei ministri affronterà
il problema». Ma Pedica non desiste e afferma che «nel consiglio dei ministri
c'è qualcuno che vuole tutelare persone colluse con la 'ndrangheta. Il
battibecco continua con le tv che riprendono, fino a quando la Gelmini non decide di andar via: «L'Idv è sempre una forza
molto democratica, complimenti», commenta ironicamente alzandosi dal tavolo.
Intanto, Pedica "occupa" simbolicamente la sala stampa dove sono
state spente le luci. Solo alle 4 e mezzo del pomeriggio il senatore decide di
lasciare la sala stampa.
( da "Tribuna di Treviso, La"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
L'accusa
di razzismo spacca il Pd Voto bipartisan alla provincia di Vicenza, scomuniche
da Roma e sospetti di tradimento VICENZA. «Deriva antimeridionalistica»
(Finocchiaro), «messaggio diseducativo» (Garavaglia), «mozione inverosimile» (Fioroni),
«omicidio della cultura» (Berlinguer). Parole ancora misurate. In privato, i
«compagni» consiglieri provinciali di Vicenza (sei), sono sospettati di peggio:
trattati alla stregua di apostati, accusati di cedere al contagio razzista, rei
di intelligenza con il nemico leghista e di tradimento degli ideali
democratici. Tutto per aver firmato un ordine del giorno con il centrodestra.
Succede che a Vicenza c'è un voto bipartisan anti-presidi meridionali e apriti
cielo. Ce n'è per tutti, ma finalmente si capisce perché non passano le idee di
Cacciari e Chiamparino quando sostengono il progetto di un Pd settentrionale e
quanti dolorosi fraintendimenti possano infliggere al cuore. Il voto contro
presidi campani e calabresi dotati di corsia preferenziale in Veneto nelle
assunzioni, è caso in ispecie, punto di rottura tra due sensibilità
geografiche, e due modi di intendere il ministero politico a sinistra. Daniela
Sbrollini, giovane parlamentare democratica che in consiglio provinciale a
Vicenza ci ha fatto 8 legislature, ieri a Montecitorio ha passato la mattinata
a rispondere alle insolenze dei colleghi romani di partito: ma che, vi siete
impazziti a Vicenza? «Sa cosa ho dovuto fare? Vi giro l'ordine del giorno di
Vicenza ho detto, con la raccomandazione di leggerlo, perché ho capito che che
tutti, da Fioroni alla Finocchiaro, tutti parlavano senza aver letto niente se
non il titolo di Repubblica». Il capogruppo Pd a Vicenza, Pietro Collareda, è
affranto: «Continuiamo così e in Veneto andiamo verso l'estinzione». A
consolarlo non basta la comprensione di Massimo Calearo che quell'ordine del
giorno lo firmerebbe subito («chiunque sarebbe d'accordo se avesse letto il
testo della delibera»): qui si scontrano due sensibilità - racconta Collareda -
due disponibilità irriducibili e inconcilibili, entrambe allignate nello stesso
partito, così distanti che il partiti sembrano due. La vicenda è nota: in
Veneto i presidi vanno in pensione e non ci sono abbastanza insegnanti
abilitati a prenderne il posto, sono circa 70 le poltrone che andranno
all'asta. Il Veneto non potrà riempirle con i suoi perché la regione ha
scupolosamente rispettato le regole che prevedevano per l'immissione in ruolo
dei dirigenti uno scostamento massimo del 10% sui posti disponibili. Campania,
Calabria, Puglia non hanno fatto altrettanto promuovendo 700 presidi in più
rispetto ai posti a concorso, in alcuni caso fino al doppio della loro
necessità. Con la norma dell'interregionalità introdotta dal ministro Gelmini, ecco che il surplus dei presidi meridionali serve a colmare la
carenza creatasi a nord. L'Odg dei vicentini denunciava l'«obiettiva situazione
di svantaggio» per le regioni «virtuose», sollecitava il governo a prendene
atto, proponeva l'introduzione di «correttivi», una «situzione di diritto»
insomma perché non è possibile premiare con posti di lavoro quelle regioni che
sui posti di lavoro barano sfacciatamente. «Ennesima prova di razzismo nei
confronti dei meridionali» ha tuonato il vice presidente del Consiglio
regionale della Calabria Francescantonio Stillitani, «non possiamo più essere
accoglienti e sorridenti con chi vine da noi in vacanza e poi ci discrimina».
Giovedì il sindacato Flc-Cgil del Veneto sembrava aver capito e proponeva un
rimedio: «bandire a settembre un nuovo concorso per dirigenti scolastici», ieri
per bocca del segretario Mimmo Pantaleo cambiava idea condannando l'Odg della
provincia di Vicenza, «incentivo al degrado civile e al clima di un paese
esposto alla deriva razzista». (Emilio Randon)
( da "Tribuna di Treviso, La"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
La
carica dei fuori sede Sono 71 le scuole venete in cerca di un preside Il
sindacato: «Hanno vinto un regolare concorso» VENEZIA. Sono 71 le scuole del
Veneto, che, a partire dal prossimo primo settembre, potrebbero essere guidate,
dopo l'esaurimento della graduatoria del Veneto, da nuovi presidi attinti dalle
graduatorie delle regioni meridionali. Tra questi i posti «a rischio «sono
( da "Tribuna di Treviso, La"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Più
soldi agli atenei virtuosi I promossi sono ventisette, si divideranno 525
milioni di euro Ventisette i bocciati. D'ora in poi sarà un'agenzia a fare le
valutazioni e dare le pagelle di Monica Viviani ROMA. Più soldi agli atenei
virtuosi, tagli a quelli spendaccioni e inefficienti. E' così che d'ora in poi
funzionerà. Lo stabilisce il «pacchetto università» varato dal governo che
promuove 27 università, guidate da quella di Trento, e ne boccia altre 27 tra
cui La Sapienza. Ammontano a 525 milioni di euro i finanziamenti che verranno
distribuiti in base alla qualità della ricerca e della didattica. In
particolare, i due terzi sono stati assegnati in base alla qualità della
ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. Le pagelle agli atenei
le darà d'ora in poi l'Agenzia per la valutazione del sistema universitario
(Anvur) che ieri ha ottenuto il via libera del consiglio dei ministri insieme ai provvedimenti firmati dal ministro Maria
Stella Gelmini che oltre a distribuire una parte (7%) dei fondi destinati alle
università in base al merito, sbloccano 1.800 concorsi e fanno calare la
mannaia su corsi definiti «inutili». Premiate le virtuose. L'Università di
Trento e i Politecnici di Milano e di Torino sono tra gli atenei migliori in
base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27
università, tra cui anche i due atenei della Capitale Roma Tre e La Sapienza.
«Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà - ha detto il ministro - di
spronare tutti a dare il meglio. Oggi viene distribuito il 7% del Fondo di
finanziamento ordinario, ma in futuro l'obiettivo è arrivare al 25-30%».
Mannaia sui corsi. Con il «pacchetto università» scatta anche «una più coerente
razionalizzazione dei corsi di laurea», che prevede «il taglio di corsi inutili».
Lo afferma in una nota il ministero dell'Istruzione. «In questi anni - si legge
- si è assistito a una proliferazione di insegnamenti che non rispondono alle
reali richieste del mercato del lavoro. Negli ultimi mesi sono già stati
tagliati il 20% dei corsi inutili e con questo provvedimento sarà possibile
ridurli ulteriormente». Sbloccati i concorsi. Avviate le procedure per la
formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il
reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. I concorsi
sbloccati sono 1.800. Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori
di prima e seconda fascia saranno composte da quattro professori sorteggiati da
un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore
disciplinare oggetto del bando e da un solo professore nominato dalla facoltà
che ha richiesto il bando. Per quanto riguarda i ricercatori sono stati fissati
nuovi criteri che «dovrebbero ridurre i margini di arbitrio delle commissioni».
E' subito scontro. Per Maurizio Gasparri del Pdl «un duro colpo alla logica dei
baroni è stato inferto col nuovo taglio dei corsi inutili». Per la senatrice
del Pd Maria Pia Garavaglia invece «c'è un po' di contraddizione nel parlare di
qualità e poi di fatto renderla impossibile negando le risorse». E per
Piergiorgio Bergonzi del Pdci «con la scusa dell'inutilità dei corsi il governo
taglia e impoverisce le università» e «il pacchetto della Gelmini
è un'operazione eversiva».
( da "Tribuna di Treviso, La"
del 25-07-2009)
Pubblicato anche in: (Corriere
delle Alpi) (Trentino)
Argomenti: Scuola
«Presto
il contagio in tutto il pianeta» L'Oms: colpiti 163 paesi su 190. Studio
inglese: un terzo delle vittime era sano di Natalia Andreani ROMA. I puntini
rossi sul planisfero parlano chiaro. La pandemia di nuova influenza ha
raggiunto i confini del mondo. è sbarcata persino alle Isole Falkland e ormai è
prossima a raggiungere il cento per cento della propagazione geografica. «Il
virus è segnalato in 160 paesi su 193», ha detto ieri mattina a Ginevra il
portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità, Gregory Hartl. Tuttavia,
per il momento «non vi sono indicazioni di un cambiamento nel suo
comportamento». Dunque si continua ad avere a che fare con un'infezione
piuttosto blanda dal tasso di mortalità molto basso - lo 0,4 per cento negli
Usa, meno dello
( da "Secolo XIX, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
INFLUENZA
A: OMS, COLPITO QUASI IL 100% DEL PIANETA /
( da "Secolo XIX, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
L'artesfrattale
auto nel parcheggio di piazza dante ieri il debutto di park art matteo politanò
DA IERI anche i parcheggi fanno parte del mondo dell'arte. In piazza Dante è
stato il primo giorno della Park Art, manifestazione che utilizza i parcheggi a
pagamento della città come location espositive per opere d'arte. Un gruppo di
ragazzi si sono dati appuntamento in piazza Dante su invito di Mattia Paco
Rizzi, ideatore dell'iniziativa. Tra gli sguardi incuriositi dei presenti gli
organizzatori, dopo aver pagato il ticket, hanno iniziato ad assemblare
un'esposizione collettiva di fotografie e illustrazioni. Il parcheggiatore di
turno, alla vista dei pannelli messi in fila sulle strisce blu è sbottato:
«Questo è un posto per le auto non per quelle cose lì...». «Si ma noi abbiamo
pagato il ticket», hanno ribattuto i giovani artisti indicando la ricevuta
appesa su un quadro invece che sul solito cruscotto. «In passato sono state
fatte iniziative simili ma il Park Art nasce oggi a Genova», spiega Mattia Paco
Rizzi, giovane talento genovese, già ideatore di "Mettici la faccia",
la raccolta di ritratti fotografici in bianco e nero per
protestare contro la riforma Gelmini. «L'idea - continua Paco
Rizzi - nasce da due considerazioni di fondo. La prima è che gli spazi per gli
artisti emergenti scarseggiano mentre l'accesso a gallerie e musei risponde a
gerarchie rigidissime. La seconda è che in città ci sono troppe auto e ci è
sembrato giusto mettere in mezzo ai veicoli un po' di arte. Abbiamo
anche no slogan: "Reclaim the streets!", "Reclama le
strade!"». Ogni sessione di Park Art comprende la scelta di un parcheggio
adatto all'esposizione, l'allestimento della mostra e infine la documentazione
dell'evento con una serie di foto e video che vengono poi messi on line sul sito
www.parkart.tk. «Gli automobilisti dovrebbero rispondere con un sorriso, anche
se a Milano probabilmente ci avrebbero già ucciso», scherza Sara Zentacoli, una
delle ragazze del gruppo di park artisti. Nonostante il Park Art sia ancora
nella fase iniziale, le adesioni arrivano una dopo l'altra e sembra già che
diverse città in tutto il mondo vogliano seguire l'esempio di Genova per
«reclamare la strada». «Il prossimo trenta luglio Città del Messico aderirà
all'iniziativa, ad agosto saremmo a Imperia», fa sapere Mattia. Ieri i passanti
cercavano di capire cosa stesse succedendo nel parcheggio di Piazza Dante ma
poi, in molti, hanno mostrato di gradire. Ieri è stato il primo giorno della
Park Art, un'idea che se si espanderà potrà mettere in difficoltà i nervi di
molti automobilisti: un conto è non trovare parcheggio, un altro è farselo
soffiare da un'opera d'arte. 25/07/2009
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5
- Economia I ministri accerchiano Tremonti Il premier: "Non decide solo
lui" Fitto, Gelmini e Prestigiacomo chiedono più fondi Bossi: un pasticcio il partito
del Sud Palazzo Chigi studia una "regia" per il Mezzogiorno CLAUDIO
TITO ROMA - «Mi sono un po´ stancato di dover sempre andare da Giulio con il
cappello in mano». In questa legislatura il rapporto con Giulio Tremonti non è
mai corso su binari ben oleati. Le incomprensioni non hanno mai avuto
sosta. I battibecchi una costante. Ma stavolta Silvio Berlusconi sembra più
insofferente che in passato. E ad alcuni parlamentari del centrodestra non ha
nascosto di voler ristabilire le «gerarchie». La "longa manus" del
ministro dell´Economia, insomma, lo infastidisce. Le "invasioni di
campo" lo irritano. Come sulle nomine. A cominciare da quelle appena
varate per la Rai. «Deve ricordarsi - è il ragionamento più volte sostenuto a
Via del Plebiscito - che il premier sono io. Forse glielo devo rammentare, si
sta comportando in modo strano. Che cosa ha in mente?». I progetti di
«affrancamento» urtano il capo del governo. L´accusa principale, in questa
fase, si concentra dunque su un aspetto: «Considera la cassa una sua
proprietà». Un malessere che si allarga sotto traccia, fa presa su diversi rami
della coalizione e diventa contestazione politica. L´obiettivo è la linea del
Tesoro. Soprattutto in vista della sessione finanziaria del prossimo autunno.
Se perdesse definitivamente la sponda di Palazzo Chigi, nel Pdl Tremonti
sarebbe davvero isolato. Solo la Lega continua a dargli manforte. Che la delega
in bianco firmata al ministro sta per essere modificata, lo si è capito anche
ieri mattina. Nel corso del consiglio dei ministro, il battibecco tra il
titolare di Via XX Settembre e il ministro degli Affari regionali, Raffaele
Fitto, è stato durissimo. Scambi di accuse al fulmicotone. La causa scatenante
il commissariamento della Campania e del Molise per le spese sanitarie. Ma il
confronto si è subito spostato sulle politiche per il mezzogiorno. «Le regioni
del sud - è partito Tremonti - stanno diventando un buco nero. E alla fine
paghiamo noi, va tutto sui nostri conti». Pronta la reazione di Fitto. «Non si
può parlare in questo modo senza tenere presente la storia e le origini di
certe cose. Sono discorsi superficiali. Anche perché la spesa non ricade sul
governo ma sulle regioni». «Sta di fatto - la replica secca del capo
dell´Economia - che al sud si sperpera un bel po´ e al nord no». Un duello che
è andato avanti per un bel po´. Con Maurizio Sacconi, ministro del Welfare,
pronto a spalleggiare il collega "meridionalista". Ma la vera novità
è che stavolta il premier non ha speso una parola per difendere il «genio
Giulio». «Dobbiamo garantire le cure a tutti - ha spiegato -. Cerchiamo di
capire come colpire gli sprechi. Ma senza abbandonare nessuno al proprio
destino». Nella recente battaglia tra "nord e sud", Tremonti non ha
avuto la meglio. Basti pensare al capitolo Prestigiacomo: le competenze che le
erano state sottratte nel decreto anti-crisi le sono state di fatto restituite.
Non solo. Gianni Letta è stato incaricato di una "marcatura ad uomo".
Le proteste verso il Tesoro, poi, non riguardano solo Fitto o la Prestigiacomo.
L´accerchiamento è sempre più stretto. La politica tremontiana del «o così o
niente» sta facendo crescere il fronte degli scontenti. Il ministro della
Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, si è
lamentata con Palazzo Chigi: «Mi sta levando tutto, così non posso più andare
avanti». Lo stesso dicasi per il titolare della Infrastrutture, Altero
Matteoli. Senza dimenticare il braccio di ferro condotto da Gianfranco Fini sul
maxiemendamento al decreto anti-crisi. Per non parlare dei dissapori con la
maggioranza parlamentare. Sul medesimo decreto, i deputati del sud hanno più
volte protestato. «Quando presentiamo qualche richiesta noi - fa notare un
presidente di commissione eletto in una regione meridionale - il no è
automatico. Quando chiede qualcosa un leghista, dice subito sì». E forse non è
un caso che ieri Umberto Bossi abbia definito un «pasticcio» il progetto di
Partito del sud. Tante distonie su cui il Cavaliere intende fare il punto. La situazione
non è critica come nel 2005, quando Tremonti venne defenestrato. Ma il premier
è convinto di dover riprendere in mano la situazione. «Devo recuperare i fili
della politica», ha detto ieri durante il consiglio dei ministri. Un modo per
ammettere che di recente era distratto da altri problemi. A Via del Plebiscito,
allora, è ricominciata a circolare la battuta che Berlusconi fece durante il
G20 di Londra: «Mentre i capi di governo e di Stato lavorano, i ministri
dell´Economia non fanno un c....». «Tutti si scordino - ammonisce il Cavaliere
- che io molli».
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2
- Cronaca Il merito entra nell´università "Più soldi agli atenei
virtuosi" Trento la migliore. Polemiche per i criteri di valutazione Voti
assegnati a qualità di ricerca e didattica. Meno fondi ai "bocciati".
Sbloccati i concorsi e stop ai corsi di laurea inutili CINZIA SASSO MILANO -
Esordio per la "creatura" pensata dall´ex
ministro del governo Prodi Fabio Mussi e criticata al suo esordio dall´attuale
ministro del governo Berlusconi Mariastella Gelmini. L´Anvur,
cioè la nuova agenzia per la valutazione del sistema universitario, è diventata
realtà. Raggiante, il ministro dell´Università, ha presentato ieri quello che è
il primo passo di un radicale cambiamento del sistema universitario italiano.
Negli atenei entra il merito e non resta qualcosa di astratto: chi fa migliore
ricerca, chi riesce ad ottenere riconoscimenti internazionali, chi è capace di
sfornare laureati che trovano in fretta lavoro, avrà dallo Stato maggiori
finanziamenti. La nuova agenzia, che sostituisce i vecchi comitati per la
valutazione e di indirizzo, assegnerà già da quest´anno ai virtuosi (27 atenei
su 54) il 7 per cento del fondo ordinario di finanziamento in base alla qualità
della ricerca e della didattica. Sono 525 milioni di euro, una goccia nel mare,
ma è l´ingresso nel sistema di un principio prima sconosciuto, quello, appunto,
del merito. «Non c´è alcun intento punitivo - ha spiegato il ministro - ma la
volontà di spronare tutti a dare il meglio. Per rispondere alla crisi bisogna partire
dall´istruzione con la capacità di difendere ciò che funziona e di mettere mano
ai problemi». Essendo riconosciuta come la più virtuosa, l´università di
Trento, per bocca del rettore Davide Bassi, si è detta entusiasta: «Una volta
tanto, lavorare paga». Positivo anche il giudizio di Giulio Ballio, rettore del
Politecnico di Milano, valutato al terzo posto: «Dopo tante volte in cui siamo
stati penalizzati dai finanziamenti a pioggia, questa è una buona notizia».
Augusto Marinelli, rettore a Firenze, contesta invece le valutazioni
ministeriali che riguardano il suo ateneo; da Roma3, finita sotto metà
classifica, arrivano critiche «al meccanismo di valutazione inadeguato»;
Giuliano Volpe, da Foggia, dice che la sua università, troppo giovane per
rientrare tra i virtuosi, sarà messa in ginocchio e anche l´Unione degli
universitari spegne gli entusiasmi: «è l´ennesimo spot del governo che cerca
così di insabbiare i gravi danni che i tagli al fondo ordinario provocheranno»
e chiede di aprire una discussione sui criteri della ripartizione. Sotto la
lente dell´Anvur, che resterà in carica quattro anni, avrà un presidente, un
consiglio direttivo e un collegio di revisori dei conti, anche le strutture
messe a disposizione degli studenti, l´acquisizione dei finanziamenti esteri,
lo scambio di ricercatori, la qualità dei lavori pubblicati, nel tentativo,
insomma, di rendere la valutazione il più oggettiva possibile. Con sorpresa, è
lo stesso ministero a sottolineare come molte università del Sud siano state
promosse. Il ministro ha anche firmato i provvedimenti che sbloccano 1.800
concorsi per professore e ricercatore e ha inviato ai rettori una nota in cui
chiede di eliminare i corsi di laurea che abbiano troppo pochi studenti.
( da "Tempo, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
stampa
Palazzo Chigi «occupato». Con un blitz a sorpresa, l'Idv ha fatto una protesta
plateale nella sala stampa della sede del governo per rimarcare i tentennamenti
dell'esecutivo sullo scioglimento del consiglio comunale di Fondi, cittadina
del sud del Lazio, per infiltrazioni della criminalità. È da poco terminato il
Consiglio dei ministri e il ministro dell'Istruzione, Maria
Stella Gelmini, si appresta a presentare il «pacchetto università» quando il
senatore dell'Italia dei Valori, Stefano Pedica, si alza in piedi e prende la
parola: «È da quattro mesi che il cdm deve sciogliere il consiglio comunale di
Fondi per infiltrazioni mafiose, così come ha fatto per altri comuni, e non lo
fa, nonostante vi siano stati 17 arrestati il 6 luglio». La Gelmini appare sorpresa ma replica che «un prossimo
consiglio dei ministri affronterà il problema» dopo «ulteriori
approfondimenti», come riporterà in seguito anche un comunicato della
presidenza del Consiglio. Ma Pedica non desiste e afferma che «nel consiglio
dei ministri c'è qualcuno che vuole tutelare persone colluse con la
'ndrangheta». Il ministro risponde seccato: «Lei non è né un pm, né un
magistrato ma un semplice parlamentare. Non sono tenuta a rispondere». Il
battibecco continua fino a quando la Gelmini non decide
di andar via: «L'Idv è sempre una forza molto democratica, complimenti». «Le
conferenze stampa sono considerate da sempre zona franca nella quale, per bon
ton istituzionale, gli unici titolati a porre domande sono i giornalisti»,
protesta Paolo Corsini, presidente di Lettera22 che chiede un intervento della
Fnsi.
( da "Tempo, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
stampa
Tar Bocciato per la condotta fa ricorso Non è stato ammesso alla classe
successiva, (terza media) «perché non ha conseguito una votazione nel
comportamento di almeno 6/10». Ovvero, la prima «vittima» della
riforma Gelmini. Ma i genitori di un alunno della media «Corradini» di Latina
hanno deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo. Il legale che li
rappresenta, l'avvocato Roberto Mantovano, ha presentato un'istanza al Tar per
l'annullamento della bocciatura, chiedendo anche la sospensione del provvedimento
del consiglio di classe. Il Tar, però, ha deciso di rigettare la domanda
di tutela cautelare, in quanto il ricorso non appare assistito da «fumus boni
iuris». Bisognerà quindi attendere ora la discussione del ricorso.
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina X
- Torino La struttura di corso Duca degli Abruzzi al secondo posto nella
classifica di tutti gli atenei Più soldi a Poli e Università Ecco i premi della
Gelmini Profumo: riconosciuti gli sforzi per
migliorare la ricerca Pelizzetti: Un sistema da chiarire Si deve evitare di
togliere risorse a coloro che sono in difficoltà OTTAVIA GIUSTETTI Ci sono
tutti e tre gli atenei piemontesi tra quelli che secondo il ministero saranno
meritevoli di un finanziamento più cospicuo in base al merito. E il Politecnico
di Torino si piazza addirittura al secondo posto, dopo l´università di Trento,
tra tutte le università italiane e riceverà il 5,22 per cento in più sulla base
dei nuovi criteri. Ottavo posto per l´Università di Torino e solo ventitreesimo
per quella del Piemonte orientale. Il decreto è stato firmato ieri dal ministro
Mariastella Gelmini che ha deciso anche una attesissima riapertura dei concorsi
banditi ormai un anno fa esatto e stoppati con la finanziaria 2008. «I
risultati resi noti dal Ministro Gelmini - ha detto
Francesco Profumo, rettore del Politecnico - oltre a essere grande motivo di
orgoglio, sono il prodotto di uno sforzo notevole effettuato dal nostro ateneo per
migliorare soprattutto in alcuni settori strategici: la ricerca, la
formazione e la collaborazione con il sistema socio-economico». Un po´ meno
soddisfatto Ezio Pelizzetti, rettore dell´Università di Torino, che si
aspettava forse qualcosa di meglio che un ottavo posto. «Ritengo che sia
assolutamente positivo un sistema che premia i risultati - dice Pelizzetti -
Però è altrettanto importante che i criteri di valutazione siano chiari e
condivisi e che lo spirito non sia quello di premiare i bravi e deprimere i
meno bravi. A guardare la classifica del ministero, invece, balza all´occhio
come molti atenei italiani si troveranno in gravi difficoltà economica già dal
prossimo anno». Quel che secondo Pelizzetti sarebbe da rivedere è questa scelta
di aggiungere finanziamenti ai meritevoli e toglierne ai meno meritevoli,
sistema che rischia letteralmente di strozzare soprattutto molte università del
Sud. «Secondo il mio parere il sistema universitario italiano andrebbe
valorizzato nel suo complesso - dice il rettore - con qualche incentivo per chi
raggiunge buoni risultati». Quel che ha pesato sulla valutazione
dell´Università di Torino è che alcune facoltà umanistiche che mantiene, hanno
lo scopo di conservare alcuni valori culturali più che di generare laureati con
il posto di lavoro assicurato. E non costituiscono grande attrattiva per i
finanziamenti europei per la ricerca. «Faccio sempre l´esempio del sanscrito -
dice Pelizzetti - Siamo orgogliosi di avere istituito la prima cattedra di
sanscrito nell´Ottocento e riteniamo che sia giusto mantenerla anche se può
trascinarci giù in questo genere di classifiche».
( da "Tempo, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
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Via libera all'Agenzia per la valutazione del sistema universitario Più soldi
agli atenei virtuosi Sbloccati 1.800 concorsi Nuovi ritocchi all'università
italiana in una sorta di lifting a più riprese che sarà completato in autunno
con la riforma del reclutamento e della governance. Il consiglio dei ministri
ha dato, infatti, il via libera (in prima lettura) alla più volte annunciata
Agenzia per la valutazione del sistema universitario (Anvur) e il ministro Gelmini ha firmato provvedimenti che
sbloccano 1.800 concorsi e distribuiscono, per la prima volta in Italia, una
parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito e dunque soldi
in più solo agli atenei migliori. «Non c'è alcun intento punitivo, ma la
volontà - ha tenuto a precisare - di spronare tutti a dare il meglio, a
non accontentarci di un sistema universitario che ha luci e ombre». La nuova
Agenzia valuterà la qualità di atenei ed enti di ricerca e il suo giudizio sarà
determinante per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario a
chi raggiungerà i risultati migliori. L'Anvur metterà sotto la lente la
didattica (anche con riferimento ai livelli di apprendimento degli studenti e
al loro inserimento nel lavoro), le strutture, l'acquisizione di finanziamenti
esterni, lo scambio di ricercatori, la qualità della ricerca (con il sistema
peer review, cioè la valutazione anonima di illustri accademici
internazionali). L'Agenzia propone anche i requisiti per l'istituzione di nuovi
atenei o sedi distaccate, per l'attivazione dei corsi di studio, dei dottorati,
dei master e delle scuole di specializzazione. Composta da presidente,
consiglio direttivo e collegio dei revisori dei conti (in carica per 4 anni e
non potranno essere rinominati) l'Anvur ogni anno redigerà un Rapporto. Per la
prima volta in Italia il ministero ha assegnato una parte dei fondi destinati
alle università, il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), cioè 525
milioni di euro, in base alla qualità della ricerca (2/3) e della didattica
(1/3). Da una prima ricognizione emerge che l'Università di Trento, i
Politecnici di Milano e di Torino sono tra le Università migliori in base ai
nuovi parametri. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 Università, tra cui
anche i due atenei della Capitale Roma Tre e La Sapienza, che non hanno gli
standard qualitativi previsti. Infine Gelmini ha
inviato alle Università una nota in cui sono contenute una serie di misure per
eliminare i corsi di laurea non necessari (per esempio quelli con pochi
studenti).
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Roma CHIARA RIGHETTI A P
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
IX - Roma Sapienza e Roma Tre, tagli ai fondi Solo Tor
Vergata e lo Iusm superano "l´esame Gelmini"
CHIARA RIGHETTI Promosse Tor Vergata e lo Iusm, bocciate Sapienza e Roma Tre. A
dare le pagelle è il ministero dell´Università e della ricerca scientifica, che
per la prima volta assegna i fondi agli atenei in base a valutazioni di merito.
Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario è stato ripartito per due terzi in
base al livello della ricerca (dal numero di docenti coinvolti nei progetti
alla capacità di attrarre fondi europei); per un terzo in base alla didattica
(dal numero di studenti in regola con gli esami ai dati sul lavoro dopo la
laurea). Risultato? Successo dei campus minori; finanziamenti tagliati invece
ai due atenei più grandi e prestigiosi della capitale. Il record negativo va
alla Sapienza: la prima università romana si piazza 42esima in Italia e otterrà
12 milioni in meno (-2,11%). «Giusto applicare un criterio meritocratico, ma i
parametri sono inadeguati», commenta il rettore Luigi Frati. Sulla stessa linea
Guido Fabiani, rettore di Roma Tre, che pure subirà un taglio dello 0,79%: «Premesso
che sono convinto della necessità di instaurare un corretto meccanismo di
valutazione, quello attuale non rispecchia le performance. E tiene in scarsa
considerazione chi, come noi, destina agli stipendi molto meno del 90% dei
fondi». Secondo Fabiani, premiare università vicine a quella soglia, che usano
solo il 10% delle risorse per il funzionamento e i servizi agli studenti,
significa «sollecitare una politica di scarso rigore nell´uso delle risorse».
In testa alla classifica romana l´università di Scienze motorie, lo Iusm del
Foro Italico (+2,35%). Buon risultato anche per Tor Vergata, 17esima nella
graduatoria nazionale con un +1,28% alla voce finanziamenti. Soddisfatto il
rettore Renato Lauro: «Dopo mesi di duro lavoro, il riconoscimento è arrivato. I
nostri punti forti sono ricerca e internazionalizzazione. Altri indicatori
richiedono tempi più lunghi: alloggi, mense, laboratori non si fanno dall´oggi
al domani. Però è un segnale positivo: in Italia troppe cose non vanno proprio
perché manca una valutazione "post hoc". è giusto verificare che
risultati si ottengono con i fondi statali, ancor più nei confronti delle
università, che hanno la responsabilità di formare i professionisti di domani».
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I
- Palermo Il caso "Università poco virtuosa" La Gelmini taglia 7 milioni Le università di Palermo, Catania e Messina
sono state «punite» perché poco virtuose dal ministro Gelmini.
Un´ennesima batosta per le entrate dell´Ateneo di Palermo a corto di risorse e
con un aumento delle tasse già varato due settimane fa: ultimo assieme a
Messina, Foggia e Matera, col taglio del 3 per cento, perderà ben 7
milioni di euro. ANTONELLA ROMANO A P
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
VII - Palermo "Università poco efficiente": tagliati 7 milioni Il
ministero boccia l´Ateneo palermitano. Lagalla: "Servono criteri più
equi" Nella classifica su ricerca e didattica l´amministrazione dello
Steri è all´ultimo posto ANTONELLA ROMANO L´Ateneo di Palermo, assieme a quelli
di Messina, Foggia e Matera, è il meno "virtuoso" d´Italia. Quindi
perderà una quota del fondo di finanziamento ordinario. Il taglio, di consistenti 7 milioni di euro, è stato deciso ieri dal
ministro Gelmini, che ha premiato invece con risorse extra gli atenei ritenuti
più efficienti per didattica e ricerca. Un´ennesima batosta per le entrate
dell´Università di Palermo a corto di risorse e con un aumento delle tasse varato
due settimane fa. Se Trento, ateneo superstar premiato col 10 per cento
guadagna 6 milioni, Palermo col taglio del 3 per cento perderà 7 milioni di
euro. Per l´ateneo catanese il taglio è dell´1,6 per cento. Palermo perde, in
compagnia di altre 27 università italiane. I 7 milioni di euro verranno a
mancare sui 245 milioni del fondo di finanziamento ordinario che costituisce il
50 per cento delle entrate in bilancio. Immediata la levata di scudi degli
Atenei siciliani, che stanno formando un "cartello". «Chiediamo
criteri equi per gli Atenei del sud. Il parametro che valuta la ricerca
scientifica è ancorato a un dato del 2003, non aggiornato, che ci penalizza:
nel nostro Ateneo la situazione della ricerca in questi sei anni è molto
cambiata», afferma il rettore Roberto Lagalla. Un terzo è il peso della
valutazione sulla bontà della didattica. Il rettore critica gli indicatori
utilizzati, tra cui il numero di quanti trovano lavoro a un anno e mezzo dalla
laurea, l´emigrazione degli studenti della specialistica, i fuori corso. «è fin
troppo evidente che a Palermo trovare lavoro è più difficile, e che la
migrazione è verso il Nord e non il contrario. è un´ingiustizia profonda
penalizzare per questo gli studenti del Sud: come dire che a Nord di Firenze
dovunque i laureati sono degli scienziati e al di sotto cretini». Un grido
d´allarme generalizzato, quello che sale dagli Atenei del Mezzogiorno, anche se
sono diverse le università del centro Sud promosse, dal Politecnico di Bari
all´università della Calabria. «Abbiamo costituito una rete di Atenei del Sud
per chiedere di riscrivere i parametri per tenere conto degli indicatori di
contesto. Altrimenti consegneremo le chiavi dei nostri Atenei. Non è pensabile
che la migrazione valga allo stesso modo a Palermo e Milano. Che l´occupazione
sia uguale in Veneto e in Sicilia. Chiederemo ai rettori del Nord, che sono più
bravi, di venire a fare rettori qui e noi andremo a Milano. Scambiamo i posti».
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I
- Napoli La Regione contesta la decisione del governo di commissariare la
Campania: "Forzatura istituzionale" Scontro finale sulla sanità
Università bocciate, tagli alle risorse. I rettori: "Un furto" LA
Campania sotto il tiro del governo. Il Consiglio dei ministri commissaria la
sanità, nominando lo stesso presidente della Regione Bassolino. Quest´ultimo
però, dopo essersi rifiutato di andare a Roma alla riunione con Berlusconi,
contesta il provvedimento. «Verificheremo il decreto quando
arriverà», dicono a Palazzo Santa Lucia. Intanto una tegola si abbatte anche
sulle università campane che si sono viste ridurre i fondi dal ministro Gelmini. Unica promossa quella del Sannio. DE FAZIO, DEL BELLO E
FUCCILLO ALLE P
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V
- Napoli Bocciati gli atenei della Campania Il ministero taglia le risorse. I
rettori: "Un furto ai danni del Sud" Nella lista dei cattivi Salerno,
Napoli, Orientale e Sun. Premiata Benevento BIANCA DE FAZIO Il Ministero
dell´Università boccia gli atenei della Campania. Nella classifica degli
"atenei virtuosi", resa nota ieri, il ministro Gelmini salva solo l´università del Sannio. Le altre istituzioni
universitarie campane vengono punite con un taglio ai finanziamenti. Tagli
consistenti, che rientrano nella quota del 7 per cento del Fondo di
finanziamento ordinario, 525 milioni di euro, che il ministro ha deciso di
ridistribuire premiando gli atenei migliori e penalizzando i "cattivi".
Tra i quali rientrano Salerno (che avrà un taglio dell´1,06 per cento su quella
quota), Napoli (-1,52), Parthenope (-2,03), Orientale (-2,5) e Seconda
università di Napoli (-2,82 per cento). «Faccio solo due osservazioni -
attacca, secco, Guido Trombetti, rettore della Federico II - La prima è che al
vertice della classifica ci sono Trento, piccola università nel cuore
dell´Europa, favorita da una Regione a statuto speciale, e i due Politecnici.
Questo è un vestito cucito su misura e per piccole università specialistiche.
La seconda osservazione è ancora più evidente: da Roma in giù, compresa la
Sapienza, tutto il Mezzogiorno (con l´esclusione di Benevento, per cui sono
contento, e Cosenza) i dati sono tutti negativi». La deduzione di Trombeti è
una: «E una classifica che assume un valore chiaramente politico». «è
l´ennesimo furto autorizzato che si sta consumando ai danni del Sud. E degli
atenei del Sud», afferma Raimondo Pasquino, rettore di Salerno e vicepresidente
della Crui, la Conferenza dei rettori italiani. «Il Comitato nominato dal
governo per stilare questa classifica (e già il fatto che sia nominato dal
governo gli nega credibilità) ha lavorato su dati in gran parte non oggettivi e
comunque non certificati. Il modello adottato per valutare le università non
funziona. Basta guardare la classifica per rendersene conto: al primo posto un
piccolissimo ateneo (Trento). Al secondo e al terzo due Politecnici, quello di
Torino e quello di Milano. Ma sono comparabili realtà così diverse? Come
confrontare un Politecnico, un´università monotematica, con un´università
generalista?». «Mescolare e dunque confrontare realtà tanto diverse situate in
contesti territoriali tanto diversi - aggiunge il rettore dell´Orientale, Lida
Viganoni - non è convincente. Ed eccoci di fronte a un opinabile spostamento di
risorse a favore delle università del Nord. Eccoci penalizzati. Ma agli
studenti che temono un aumento delle tasse universitarie, per far fonte ai
tagli romani, dico che, almeno per quanto riguarda l´Orientale, possono stare
tranquilli». E comunque, insiste Pasquino, la valutazione va fatta «stabilendo
prima le regole del gioco, non improvvisando un modello che non convince». Un
modello che, ha spiegato il ministro Gelmini, valuta
didattica e ricerca. Ma «attraverso quali parametri?» si chiede Pasquino. «Se
per valutare la qualità della ricerca si fa ad esempio riferimento alla
capacità di attrarre finanziamenti, è chiaro che il Nord è privilegiato. Un
esempio? Il gruppo bancario Sanpaolo ha dato al Politecnico di Torino 18
milioni di euro. Volete sapere quanto ha dato a Salerno? Neppure un soldo,
eppure anche qui il Sanpaolo ha un bel po´ di correntisti».
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
III - Genova Qualità e conti, l´università trova un tesoretto Quinti in Italia
per ricerca e oculatezza delle spese: da Roma 4,5 milioni in più I
finanziamenti ordinari per il 2009, che ammontano a 193 milioni, cresceranno
del 2,52 per cento NADIA CAMPINI L´UNIVERSITA´ di Genova si è piazzata al
quinto posto nella classifica italiana degli atenei virtuosi e per questo sarà
premiata dal governo con un aumento di circa 4,5 milioni di euro sul fondo di
finanziamento ordinario assegnato dal ministero. La novità è contenuta nel
pacchetto università varato ieri dal consiglio dei ministri su proposta del
ministro dell´Istruzione, Maria Stella Gelmini, e arriva come una gradita sorpresa a Genova, dove in queste
settimane si sta lavorando alla riforma dello statuto proposta dal rettore
Giacomo De Ferrari. è la prima volta che vengono introdotti criteri di merito
nella distribuzione delle risorse, il fondo complessivo ammonta a livello
nazionale a 525 milioni di euro e di questi il 7% è stato distribuito in
base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei. In particolare,
i due terzi di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della
ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. Nella classifica
nazionale Genova si è piazzata al quinto posto dopo Trento, il Politecnico di
Torino, quello di Milano e Bergamo e in base a questo posizione il fondo di
finanziamento ordinario, che nel bilancio preventivo per il 2009 è calcolato in
193 milioni di euro, è destinato ad aumentare del 2,52%, pari a circa 4,5
milioni di euro in più, un aumento insperato e inatteso, che sarà utilizzato
prevedibilmente parte per la ricerca di ateneo, parte per andare ad
incrementare i fondi di facoltà e dipartimenti che sono stati più penalizzati
dai tagli delle risorse. Peraltro uno degli elementi che hanno inciso
positivamente nella classifica è la percentuale di utilizzo del fondo per il
pagamento degli stipendi, che già ora è all´84%. Nel bilancio preventivo 2009
ci sono infatti alla voce spese 220 milioni di euro per il pagamento del
personale, a fronte di 19 milioni di euro per la ricerca e 32 milioni di euro
per la formazione. Ad oggi il personale dell´università di Genova ammonta a
3016 dipendenti, di questi i docenti sono 1634 di cui 515 ordinari e 489
associati, i ricercatori 593, ai quali si affiancano 5 dirigenti, e 1377
tecnici amministrativi, di questi 85 sono addetti alle biblioteche, 706
all´area amministrativa, 83 all´area servizi, 436 all´area tecnico-scientifica
ed elaborazione dati, 67 all´area socio-sanitaria. Gli studenti iscritti
all´anno accademico 2008-2009 sono invece 36.728, di questi 6617 sono le
matricole, nel 2008 si sono laureati 5700 universitari, di cui 2363 maschi e
3387 femmine.
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
III - Genova Il rettore: "Se avessimo conservato le nostre risorse sarebbe
già stato un successo. Invece..." Deferrari, l´elogio della virtù "E
ora avanti con la riforma" "Tra i meriti, aver ridotto il rapporto
spese-personale pensionando oltre 50 persone" «SAREBBE già stato un
successo veder confermate le risorse sulle quali facevamo conto, non avrei
scommesso un euro sulla possibilità di vedercele addirittura aumentare e di
oltre quattro milioni di euro». Il rettore Giacomo Deferrari è contento, anzi,
contentissimo, la sua università si è piazzata al quinto posto nella classifica
degli atenei virtuosi, arriveranno soldi insperati e tutto questo contribuirà a
portare acqua al mulino della proposta di riforma che si sta discutendo in
questi mesi a Genova. Di chi è il merito di questo buon piazzamento nella
classifica del ministero? «Il merito maggiore è sicuramente del fatto che è
stata fatta un´ottima ricerca, inoltre è stato fatto un buon lavoro anche in
un´area più delicata, quella che ci ha permesso di arrivare già all´86% del
famoso rapporto delle spese per il personale, un rapporto che è destinato a
migliorare ulteriormente, visto che quest´anno vanno in pensione più di 50
persone, e si liberano così altre risorse per 1,5 milioni di euro. Aggiunti ai
4 milioni e mezzo in più che ci arrivano dal ministero fanno sei milioni di
euro aggiuntivi». Come li impiegherete? «Valuteremo bene nei dettagli,
sicuramente serviranno a rifinanziare la ricerca dell´ateneo, e poi dovremo
andare a vedere di sostenere i trasferimenti alle facoltà e ai dipartimenti, in
particolare quelli che hanno avuto più tagli». Ma se siete già così bravi,
serve davvero la riforma? «E´ proprio la valutazione che abbiamo avuto che ci
dice che stiamo andando sulla strada giusta, ad esempio uno degli elementi che
non sono stati messi molto in luce di questa proposta di riforma è
l´introduzione del sistema della valutazione, per cui tutti dovranno rendere
conto del lavoro svolto e riceveranno in base ai risultati ottenuti». Peraltro
il progetto sta incontrando molte critiche. «A dire il vero sta procedendo in
modo tranquillo e pacifico, si è scambiato il giusto dibattito che si è aperto
con le resistenze e le contestazioni. Che un progetto di riforma venga discusso
è giusto e utile, significa che l´università è viva, poi ci sarà anche qualcuno
che è contrario, ma consiglio e senato accademico hanno approvato, uno
all´unanimità, l´altro con quattro astensioni su 28, non mi sembra un risultato
negativo»,. Ma l´entrata in vigore è stata rinviata? «Non parlerei di ritardi,
lunedì ci sarà l´ultima riunione della commissione, entro settembre lo statuto
sarà pubblicato in rete, entro un mese, un mese e mezzo saremo pronti, se nel frattempo la riforma Gelmini andrà
avanti, sarà ovviamente più opportuno aspettare un mese, un mese e mezzo in
modo da andare in parallelo, se invece dovesse bloccarsi, possiamo comunque
fare gli aggiustamenti necessari sul consiglio e arrivare a far partire
comunque la riforma entro l´anno». (n. c.)
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
VI - Bari Rettori in rivolta per i tagli di Gelmini Nella classifica delle Università più fondi solo al Politecnico
Petrocelli: è l´ennesimo trasferimento di risorse dal Sud in favore del Nord
Volpe: questi criteri non vanno, sempre che non abbiano deciso di affossare i
nostri atenei FULVIO DI GIUSEPPE Bocciate e senza risorse economiche. Le
pagelle stilate dal Ministero per l´Istruzione sono impietose con le Università
di Bari, Lecce e soprattutto Foggia: la ridistribuzione dei fondi in base ai
nuovi criteri di valutazione della qualità, segna infatti un drastico taglio di
risorse. Sorride solo il Politecnico di Bari, ultimo dei 27 atenei italiani
"virtuosi", che godrà di un aumento rispetto allo scorso anno dello
0,26%. Un segnale positivo che incoccia però con l´indiscriminato crollo nel
resto della regione. L´Università di Lecce si attesta su una riduzione dei
fondi stimata all´1,16%, mentre l´Ateneo barese subisce un calo dell´1,94%,
ovvero circa seicentomila euro. Una situazione negativa che diventa drammatica
nel caso dell´Università di Foggia, che chiude la classifica generale subendo
una riduzione, attestata intorno al milione di euro, complice un decremento del
3%. Contro la graduatoria, che assegna i fondi in base ai criteri di ricerca e
didattica degli atenei, insorgono però i rettori pugliesi. «Innanzitutto bisogna
spiegare che i dati utilizzati sono del biennio 2001-2003» esordisce Corrado
Petrocelli, rettore dell´Università di Bari. «Inoltre - prosegue - c´è il
solito errore di non contestualizzare i casi: il tasso di disoccupazione è più
alto in Puglia che in Piemonte, quindi è ovvio che in proporzione la
produttività sia inferiore da noi». L´assenza di relazione col territorio non è
però l´unica critica a un sistema di valutazione che Petrocelli non esita a
considerare «un trasferimento massiccio di risorse dal Sud al Nord». Sui
parametri infatti si evidenzia «l´errata relazione tra atenei con
caratteristiche e storie estremamente differenti», ma soprattutto il mancato
riferimento alla programmazione degli ultimi anni. «Nel nostro ateneo -
rilancia Petrocelli - abbiamo fatto opera di razionalizzazione, con poche ma
mirate assunzioni e nonostante questo non veniamo premiati». Un atto d´accusa
che viene ripreso anche dal rettore dell´Università di Foggia, Giuliano Volpe,
che proprio in questi giorni ha subito la protesta degli studenti per l´aumento
delle tasse universitarie. «Così mettono in crisi completa la nostra università
- sottolinea il rettore dell´ateneo di Foggia, Giuliano Volpe - e una
valutazione fatta con questi parametri, senza considerare le specificità dei
singoli atenei e il contesto in cui operano, non è equa». Sottolineando come la
maggioranza degli atenei penalizzati si trovi al Sud, arriva la conclusione di
Volpe: «O si vuole affamare il sistema universitario meridionale o c´è qualcosa
che non va in questi criteri».
( da "Tirreno, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5
- Attualità Più soldi agli atenei virtuosi I promossi sono ventisette, si
divideranno 525 milioni di euro Doppia bocciatura per Napoli. D'ora in poi sarà
un'agenzia a fare le valutazioni e dare le pagelle di Monica Viviani ROMA. Più
soldi agli atenei virtuosi, tagli a quelli spendaccioni e inefficienti. E' così
che d'ora in poi funzionerà. Lo stabilisce il «pacchetto università» varato dal
governo che promuove 27 università, guidate da quella di Trento, e ne boccia
altre 27 tra cui La Sapienza. Ammontano a 525 milioni di euro i finanziamenti
che verranno distribuiti in base alla qualità della ricerca e della didattica.
In particolare, i due terzi sono stati assegnati in base alla qualità della
ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. Le pagelle agli atenei
le darà d'ora in poi l'Agenzia per la valutazione del sistema universitario
(Anvur) che ieri ha ottenuto il via libera del consiglio dei ministri insieme ai provvedimenti firmati dal ministro Maria
Stella Gelmini che oltre a distribuire una parte (7%) dei fondi destinati alle
università in base al merito, sbloccano 1.800 concorsi e fanno calare la
mannaia su corsi definiti «inutili». Premiate le virtuose. L'Università di
Trento e i Politecnici di Milano e di Torino sono tra gli atenei migliori in
base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27
università, tra cui anche i due atenei della Capitale Roma Tre e La Sapienza.
«Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà - ha detto il ministro - di
spronare tutti a dare il meglio. Oggi viene distribuito il 7% del Fondo di
finanziamento ordinario, ma in futuro l'obiettivo è arrivare al 25-30%».
Mannaia sui corsi. Con il «pacchetto università» scatta anche «una più coerente
razionalizzazione dei corsi di laurea», che prevede «il taglio di corsi
inutili». Lo afferma in una nota il ministero dell'Istruzione. «In questi anni
- si legge - si è assistito a una proliferazione di insegnamenti che non
rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro. Negli ultimi mesi sono già
stati tagliati il 20% dei corsi inutili e con questo provvedimento sarà
possibile ridurli ulteriormente». Sbloccati i concorsi. Avviate le procedure
per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per
il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. I concorsi
sbloccati sono 1.800. Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori
di prima e seconda fascia saranno composte da quattro professori sorteggiati da
un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del
settore disciplinare oggetto del bando e da un solo professore nominato dalla
facoltà che ha richiesto il bando. Per quanto riguarda i ricercatori sono stati
fissati nuovi criteri che «dovrebbero ridurre i margini di arbitrio delle commissioni».
E' subito scontro. Per Maurizio Gasparri del Pdl «un duro colpo alla logica dei
baroni è stato inferto col nuovo taglio dei corsi inutili». Per la senatrice
del Pd Maria Pia Garavaglia invece «c'è un po' di contraddizione nel parlare di
qualità e poi di fatto renderla impossibile negando le risorse». E per
Piergiorgio Bergonzi del Pdci «con la scusa dell'inutilità dei corsi il governo
taglia e impoverisce le università» e «il pacchetto della Gelmini
è un'operazione eversiva».
( da "Tirreno, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7
- Attualità Ormai il contagio è in tutto il pianeta L'Oms: colpiti 163 paesi su
190. Studio inglese: un terzo delle vittime era sano di Natalia Andreani ROMA.
I puntini rossi sul planisfero parlano chiaro. La pandemia di nuova influenza
ha raggiunto i confini del mondo. è sbarcata persino alle Isole Falkland e
ormai è prossima a raggiungere il cento per cento della propagazione
geografica. «Il virus è segnalato in 160 paesi su 193», ha detto ieri mattina a
Ginevra il portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità, Gregory Hartl.
Tuttavia, per il momento «non vi sono indicazioni di un cambiamento nel suo
comportamento». Dunque si continua ad avere a che fare con un'infezione
piuttosto blanda dal tasso di mortalità molto basso - lo 0,4 per cento negli
Usa, meno dello
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 8
- Cronaca L´Oms: l´influenza contagerà tutto il pianeta Allarme pandemia, il
virus già diffuso in 163 paesi su 193. "Ma per ora non è mutato" In
Gran Bretagna una vittima su tre era perfettamente sana prima dell´infezione
ELENA DUSI ROMA - La cavalcata del virus H1N1 ha raggiunto 163 paesi sui 193
del mondo. Ieri la nuova influenza è arrivata anche alle isole Falkland e ha
provocato una quinta vittima in Spagna. «Presto la pandemia toccherà tutto il
pianeta» ha annunciato intanto da Ginevra l´Organizzazione mondiale della
salute, secondo cui le persone contagiate nei prossimi mesi raggiungeranno i 2
miliardi. A oggi si parla di 125mila ammalati e circa 800 vittime per un virus
segnalato per la prima volta solo a fine marzo. Ma i casi di infezione lieve,
non diagnosticati, sono sicuramente molti di più. «La realtà è che non sappiamo
né il numero esatto di persone contagiate, né quello dei decessi» ha ammesso il
portavoce dell´Oms Gregory Hartl. Anche se corre veloce, H1N1 non sembra aver
perso il suo carattere benigno: il tasso di mortalità si aggira tra lo 0,4%
(dato degli Stati Uniti) e lo 0,2% (valore registrato in Gran Bretagna). Le
vittime dell´influenza invernale sono invece 5 ogni mille contagi circa. La
stragrande maggioranza delle persone toccate da H1N1 guarisce nel giro di una
settimana e spesso senza bisogno di medicine. Il timore per il futuro è che il
virus cambi natura per effetto della continua evoluzione dei suoi geni. «Al
momento, non abbiamo notato cambiamenti nel comportamento di H1N1» ha detto il
numero due dell´Oms, Keiji Fukuda. «Quel che vediamo è solo un´espansione
geografica. Ma dobbiamo restare pronti a fronteggiare un´eventuale mutazione».
Variazioni molto pronunciate di H1N1, oltre a rischiare di rendere il virus più
aggressivo, potrebbero spiazzare i produttori del vaccino che stanno lavorando
su uno dei campioni isolati a maggio in California. Occhi e microscopi per il
momento sono puntati sull´Argentina, dove la mortalità è più alta della media
(130 vittime da giugno) e i test di laboratorio hanno riscontrato leggere
mutazioni del virus in due pazienti colpiti da una forma grave della malattia.
Si teme che H1N1 abbia mescolato i suoi geni con quelli dell´influenza
invernale che sta circolando attualmente nell´emisfero sud. In Italia, secondo
i dati dell´Associazione italiana dei tour operator, il 3% circa dei viaggi è
stato cancellato per timore di un contagio, soprattutto quando la meta era
Londra. Ma non è necessario allontanarsi troppo per riscontrare nuovi casi:
nella colonia estiva di Cervia il virus ha messo a letto 45 bambini tra i 5 e i
15 anni, insieme a 4 accompagnatori. Nessuno ha avuto bisogno di andare in
ospedale, ma da ieri bagni e giochi in spiaggia sono banditi. I 22 studenti che
si sono ammalati a Parigi stanno molto meglio e potranno presto uscire dalla
quarantena. Mentre in Italia ospedali e medici di famiglia
continuano a muoversi in ordine sparso e senza direttive stringenti da parte
del ministero della Salute, Mariastella Gelmini titolare
del dicastero della scuola ha comunque escluso il rinvio dell´apertura
dell´anno scolastico: «Allo stato attuale non è stato preso in considerazione
alcuno slittamento».
( da "Repubblica, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
27 - Commenti PAGELLE DA RIVEDERE (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Riformista, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
La Gelmini lancia
la rivoluzione del merito negli atenei Ministre d'assalto Le altre donne. Il
titolare dell'Università sblocca il catenaccio di Tremonti. La Prestigiacomo si
ribella all'«arroganza dei colleghi» e blocca il commissariamento del suo
dicastero. L'Mpa non vota la fiducia al decreto anti-crisi. Una assente,
l'altra presente al consiglio dei ministri di ieri, entrambi incassano un
risultato importante. Mariastella Gelmini il via
libera all'Anvur e a nuovi criteri legati al merito, per l'assegnazione delle risorse
universitarie. La seconda, Stefania Prestigiacomo, parte per la Svezia e non
partecipa al Cdm. Ma nel braccio di ferro con Scajola ha vinto. Al Senato la
norma del decreto anticrisi che le scippava i poteri autorizzativi su energia e
nucleare verrà stralciata. Ieri si è votata intanto la fiducia al provvedimento
alla Camera. E l'Mpa di Raffaele Lombardo, sul piede di guerra da giorni per le
mancate politiche a favore del Mezzogiorno, non ha partecipando allo scrutinio.
segue a pagina 4. commenti a pagina 6 25/07/2009
( da "Riformista, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Fondi in
base al merito Il ministro merita fiducia Dopo mesi nel corso dei quali il
Governo Berlusconi è apparso incapace di avviare le tante riforme che sarebbero
necessarie per restituire competitività al nostro Paese, ecco un segnale
incoraggiante. Può sembrare un dettaglio, ma l'annuncio da parte del ministro Mariastella Gelmini di un sistema di
distribuzione di una quota dei fondi destinati alle università che tiene conto
dei risultati ottenuti è un passo importante nella giusta direzione. Si rompe
in questo modo con una tradizione che ha abituato gli atenei a fare la propria
programmazione senza prendere in considerazione la possibilità di essere
chiamati a rispondere di scelte poco oculate, e si sancisce invece il
principio che il merito paga. In concreto, il nuovo sistema funziona in questo
modo. Sulla base di una graduatoria stilata da un organismo di valutazione -
che nei progetti del ministro dovrebbe diventare una struttura che opera in
autonomia dalla politica, i cui membri vengono nominati con un decreto del
presidente della Repubblica - si ripartiscono i fondi disponibili tenendo conto
di una serie di parametri che misurano la qualità delle università. Si tiene
conto del tipo di servizio offerto agli studenti, del modo in cui è organizzata
la didattica, del successo nella ricerca. Chi supera in modo positivo il vaglio
degli esperti riceve i fondi, chi invece si trova in difetto subisce un taglio.
In questo modo, si introdurrebbe finalmente un primo meccanismo di regolazione
che dovrebbe - insieme con gli altri che riguardano i concorsi e la governance
- garantire una competizione virtuosa tra gli atenei pubblici italiani, sulla
scia di quel che avviene già da tempo in altri Paesi. Ovviamente, come accade
sempre quando si devono riformare istituzioni complesse come sono le università,
il diavolo si nasconde nei dettagli, e quindi ci vuole del tempo per capire se
i cambiamenti annunciati sono sufficienti a ottenere l'effetto desiderato.
Tuttavia, almeno sulla carta, si tratta di un'iniziativa da giudicare in modo
positivo. Da segnalare è in particolare l'intenzione di impiegare standard di
valutazione trasparenti, come i successi ottenuti dai progetti di ricerca
promossi dalle università e la capacità che esse hanno di attirare fondi
provenienti dall'estero. In questo modo si mettono a disposizione degli
organismi di governo degli atenei le informazioni rilevanti per compiere le
proprie scelte in modo oculato, destinando le risorse disponibili dove hanno
maggiori probabilità di ottenere l'effetto desiderato. Certo, molto rimane
ancora da fare per portare le nostre università al livello di quelle di altri
Paesi europei. Un passaggio cruciale è l'annunciata riforma del sistema di
reclutamento. La speranza è che nel varare questo provvedimento il ministro
resista non solo alle pressioni corporative, ma anche ai furori ideologici di
certi opinionisti che scrivono della riforma dell'università come se fosse la
ristrutturazione di una fabbrica di pneumatici. L'esperienza delle grandi
università americane e inglesi mostra che il successo di un ateneo non dipende
soltanto dai sistemi di valutazione, ma anche dallo spirito di corpo, dalla
motivazione - economica e morale - dei docenti e dei ricercatori, dalla
promozione del senso di un'identità condivisa. Questi fattori, è sempre
l'esperienza internazionale a mostrarlo, sono cruciali in particolare quando,
come probabilmente deve accadere anche da noi, le università devono reperire
una parte dei fondi di cui hanno bisogno attraverso le rette pagate dagli
studenti e le donazioni dei privati. Da questo punto di vista, l'autonomia
coniugata alla responsabilità rimane la politica migliore. In conclusione, ci
permettiamo di dare un suggerimento al ministro. Nei giorni scorsi uno studioso
indiano si è visto costretto a rinunciare al proprio incarico presso un'università
italiana per via delle difficoltà incontrate nell'ottenere il permesso di
soggiorno. Non è compito di un ministro intervenire sui casi individuali, ma
certamente rientra tra le sue competenze sollevare il problema perché il
Governo prenda le misure necessarie per fare in modo che il nostro Paese sia
accogliente e disponibile nei confronti dei talenti che vengono dall'estero.
Non è solo la fuga dei cervelli a essere un sintomo del nostro declino. di
Mario Ricciardi 25/07/2009
( da "Riformista, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Atenei,
vince Gelmini Per la prima volta più soldi ai migliori
Ministre all'assalto. La titolare dell'Istruzione introduce un meccanismo
premiale per l'università. La titolare dell'Ambiente, assente, otterrà lo
stralcio in Senato delle norme che le toglievano i poteri autorizzativi.
Scambio di battute Tremonti-Fitto sul Sud. segue dalla prima I casi del giorno
sono due. Anzi, tre. Quando la discussione in consiglio dei ministri tocca il
commissarimento del Molise e della Campania per gli sforamenti della sanità,
Giulio Tremonti sbotta: «il Sud è un disastro, è un casino», allarga le
braccia. Con i suoi più stretti collaboratori il ministro dell'Economia si
lamenta da tempo della gestione della sanità in alcune regioni meridionali:
«Com'è possibile - si è sfogato con uno di loro - che con le stesse dotazioni
al Nord facciano i poli di eccellenza e al Sud sforino e costringano la gente a
emigrare in Veneto o in Lombardia, per curarsi». Ma ieri, durante la riunone
con gli altri ministri, Raffaele Fitto gli ha risposto a stretto giro. «Ci sono
ragioni storiche per le inefficienze e gli sprechi nel meridione», secondo il
ministro agli Affari regionali. Senza alzare i toni, ma nel giorno in cui il
mancato voto di fiducia al decreto anticrisi da parte del Mpa segnala un salto
di qualità nelle proteste del cosiddetto "partito del Sud", Fitto ha
ricordato al collega dell'Economia che non bisogna fare di tutta l'erba un
fascio e che occorre valutare il merito. Tuttavia, non è certo lo scambio
Fitto-Tremonti sul Sud la notizia principale della riunione ministeriale. La
giornata è stata dominata dai risultati incassati da Stefania Prestigiacomo e
Mariastella Gelmini. Anzitutto, se la riunione a
Palazzo Chigi si è svolta senza particolari scossoni, è per un solo motivo:
l'assenza della diretta interessata del casus belli di questi ultimi giorni.
Dopo aver consegnato al Corriere un'intervista apparsa ieri in cui ha fatto
intendere che sullo stralcio dell'emendamento che esautora il suo dicastero del
potere autorizzativo sulle materie energetiche ha ricevuto rassicurazioni da
Berlusconi, Stefania Prestigiacomo è tranquillamente partita per la Svezia, per
seguire il consiglio europeo dell'Ambiente. Un'assenza che ha certamente
stemperato in clima - il suo braccio di ferro con Scajola sta mantenendo alta
la tensione anche tra il responsabile dello Sviluppo e Tremonti - ma è stata
giudicata un po' incauta da qualche collega. Uno di essi fa notare, a microfoni
spenti, che la Prestigiacomo aveva sbagliato già a non presenziare al consiglio
dei ministri in cui si è discusso dell'emendamento. «Era stato discussa al
pre-consiglio, dove i suoi tecnici c'erano. E lei non è andata comunque alla
riunione e ha reagito dopo, a cose fatte». Prestigiacomo, sulla cancellazione
della norma, non ha chiesto garanzie solo al presidente del Consiglio: ha
bussato anche al Quirinale, per lamentarsi del colpo di mano di Scajola. Ma va
ricordato che più o meno dal primo giorno di insediamento del governo, il
responsabile dello Sviluppo ha deciso di passare alla storia come "papà"
del ritorno al nucleare. La Prestigiacomo sa insomma da un anno che quella
norma incombe come una spada di Damocle sulle sue competenze. In ogni caso, le
sue richieste saranno accolte: la norma che le "scippa" i poteri
autorizzativi su materie delicate come il nucleare, sarà stralciata nel
passaggio del decreto anticrisi al Senato, secondo autorevoli fonti
governative. A Palazzo Madama dovrebbero rientrare anche norme che il governo
non è riuscito a correggere in tempo, come la sanatoria sulle slot machine.
Intanto, il provvedimento-monstre è passato con il voto di fiducia alla Camera,
con misure che vanno dallo scudo fiscale per i capitali esportati illegalmente
alle modifiche sull'età pensionabile, dagli aiuti per le imprese come la
Tremonti-ter e la moratoria sui debiti, alla tassa sull'oro di Bankitalia, alla
sanatoria di colf e badanti. Ma l'altra notizia importante di ieri scaturita
dal consiglio dei ministri è senza dubbio il via libera del "pacchetto Gelmini". Una serie di provvedimenti che si pongono
l'obiettivo di migliorare i criteri di assegnazione delle risorse
universitarie. Il ministro dell'Istruzione ha presentato una lista dei migliori
atenei italiani, con 27 promossi e altrettanti bocciati: il 7 per cento del
Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, verrà distribuito
in base alla qualità della ricerca e della didattica delle università. Inoltre,
la Gelmini ha fatto approvare la rimodulazione dei poteri dell'Anvur,
l'agenzia che ha il compito di valutare la qualità degli atenei e degli enti di
ricerca. Un risultato importante, che la Gelmini avrebbe
voluto illustrare in una conferenza stampa, interrotta da un parlamentare
dell'Idv, Pedica, che ha chiesto di intervenire l'incontro con i
giornalisti ed ha attaccato un'arringa sul caso Fondi. Gelmini,
spossata, ha abbandonato la conferenza stampa ringraziando l'Italia dei Valori,
«una forza sempre democratica». Tonia Mastrobuoni 25/07/2009
( da "Riformista, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
«Università,
bene la riforma ma deve essere migliorata» Intervista. Parla Marco
Santanbrogio, professore di Filosofia politica a Parma. È soddisfatto dei nuovi
provvedimenti varati da ministero dell'Istruzione. «Almeno è un inizio, non me
l'aspettavo». Rettorato dell´Università di Roma La Sapienza di Alessandro Da
Rold La sua Università di Parma non compare tra le quelle virtuose. («E un po'
mi dispiace» dice). È diversi posti indietro rispetto al Politecnico di Milano
e a quello di Torino. Non solo. Non ha mai risparmiato critiche al ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini
soprattutto nei mesi passati durante il periodo caldo per gli atenei italiani.
Critiche non le ha mai risparmiate neppure a Francesco Giavazzi, professore tra
i più liberali della Bocconi. Eppure Marco Santanbrogio, professore di
Filosofia Politica è rimasto «piacevolmente colpito» dai nuovi provvedimenti
varati da ministero dell'Istruzione. «Almeno è un inizio, devo ammettere
che non me lo sarei aspettato dal ministro Gelmini».
Cosa le piace di più di questa riforma che introduce il criterio di virtuosità
degli atenei? Il mio è un giudizio più che positivo. La cosa più importante è
che i cittadini possano essere informati pubblicamente su quali università
siano le migliori e quali meno. Ma non si rischia così di creare un eccessivo
campanilismo? Il rettore Guido Ballio del Politecnico di Milano si è dichiarato
soddisfatto, mentre Fabiani di Roma Tre sostiene ci siano degli errori nei
criteri di valutazione. Non sto dicendo che i criteri siano perfetti.
L'importante è che siano resi pubblici. Poi avremo tutto il tempo di
discuterne, per aprire nuovi dibattiti. Si potranno valutare gli aspetti
didattici, di ricerca e qualsiasi altra cosa. E poi siamo appena agli inizi. La
nostra è una prima valutazione su quello che sarà introdotto da quest'anno. Lo
ripeto: l'importante è avere iniziato una riforma dell'Università, poi potremo
apportare tutti i miglioramenti possibili. Importantissimo è attrarre docenti e
ricercatori europei. Il centrodestra esulta sostenendo che in questo modo
saranno finalmente abbattuti gli ormai noti baronati universitari. In realtà
non si abbatte nulla di tutto questo. Si è cominciato a fare qualcosa. Il sistema
accademico è un sistema fin troppo complesso, che ha bisogno di diversi
interventi in altrettanti settori. Se i costi non saranno proibitivi, credo che
la prossima mossa del ministero dovrebbe essere quella di introdurre un sistema
di pagamento delle rette universitarie differente dall'attuale. Penso al
modello inglese. Oltre a questo sono moltissimi gli interventi che devono
ancora essere fatti. Poi le Università dovrebbero introdurre modalità di
accesso più stringenti, per attrarre gli studenti migliori. Investire di più
nei pensionati universitari. Così gli studenti potrebbero farsi un'idea chiara
su cosa scegliere. La riforma Gelmini sembra andare
proprio in quella direzione. Per l'appunto. Una volta passava l'idea che tutte
le Università andavano bene. Erano tutte uguali, tutte con ottime competenze.
Ora non è così. Gli studenti possono verificarlo pubblicamente. Questo è il
principale significato introdotto dalla riforma Gelmini.
Ora ci sono le Università buone e quelle meno buone. A questo punto gli atenei
dovranno mettersi in moto. Quali sono le prospettive? È chiaro che non dovranno
migliorarsi solo per reperire i fondi, ma dovranno attrezzarsi per attrarre gli
studenti migliori. Lì ci sarà il vero cambio di passo. Ed è questo il risultato
più importante. 25/07/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
MODENA
pag. 9 SOLDI aggiuntivi per gli atenei virtuosi. E' un'importante novità ...
SOLDI aggiuntivi per gli atenei virtuosi. E' un'importante novità introdotta
dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini: il 7 % del fondo di finanziamento statale per le università
(525 milioni di euro) sarà suddiviso fra le migliori della Penisola. Modena
c'è, ma è solo al ventesimo posto, e si vedrà aumentare i fondi dell'1,05 %.
Davvero poco, visto che la classifica stilata dal Sole 24 Ore qualche settimana
fa aveva messo l'ateneo geminiano al secondo posto nazionale. «IL
PROBLEMA si lamenta il rettore Aldo Tomasi è che i parametri ministeriali della
ricerca utilizzati per la ripartizione dei fondi sono vecchi, si basano su dati
del 2003. Non avevamo ancora varato il nostro grande ufficio per la ricerca in
ambito europeo, che sicuramente ci ha fatto fare un balzo in avanti». POI IL
RETTORE rincara la dose: «Siamo stati discriminati, e per questo riceveremo
solo un milione in più». Ma c'è anche di che sollevarsi: «In ogni caso siamo
tra i promossi', il che vuol dire che potremo continuare a fare investimenti,
mentre altri saranno costretti a tagliare drasticamente». LA LEGGE stabilisce
infatti che le università che occupano le ultime posizioni della classifica
subiscano un taglio del fondo di finanziamento ordinario: chi ha fatto male,
sarà costretto a ridurre le spese. MA QUALI sono i paramentri che il ministero
ha utilizzato per la sua ricerca? Due terzi del fondo (che complessivamente
ammonta a 525 milioni: «troppo pochi» critica il rettore Tomasi) sono stati
assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo invece in base a quella
della didattica. AL PRIMO posto si è piazzata l'università di Trento, che si
vedrà aumentare i fondi di più del 10 %; poi ci sono i politecnici di Torino e
Milano, l'univeristà di Bergamo e quella di Genova. Quindi giù a ruota Milano
Bicocca, Roma Foro italico', Torino, Udine, Venezia, Chieti. In regione prima
di Modena ci sono Bologna (+1,33 %) e Ferrara (+1,12 %), rispettivamente al sedicesimo
e al diciottesimo posto. Davide Miserendino
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO
PIANO pag. 2 «Ho risparmiato sul personale» CAPOLISTA LA RICETTA DEL RETTORE
DEL POLITECNICO DI MILANO MILANO IL QUINTO posto nella classifica degli atenei
italiani frutta al Politecnico 8 milioni di euro in più rispetto ai 200
dell'ultimo anno. «Non me lo aspettavo» dice il rettore Giulio Ballio. «Anche
perché i criteri del Ministero non sono sempre stati coerenti. Certo che mi fa
piacere». Perché avete avuto questo premio? «Ci avvantaggia il fatto che tutti
i nostri studenti trovano lavoro in breve tempo. Poi il numero di docenti relativamente
basso rispetto agli studenti, cosa che finora ci ha penalizzato nelle
classifiche internazionali ma ci ha premiato in termini di indicatore. C'è
anche da dire che noi, insieme alla Bicocca e all'università di Bergamo,
storicamente eravamo le più sottofinanziate». Premiata anche la sua politica.
«Sì, nel senso che io ho sempre fatto una politica attenta: tanto lavoro e
poche risorse umane. Sa, il modo più facile per un rettore di spendere i soldi
è assumere personale, così accontenta tutti. Noi abbiamo sempre assunto con
parsimonia preferendo investire in laboratori, attrezzature, edilizia». Come
vede il futuro? «Spero che ridia un po' di fiducia ai tanti giovani che ci
lasciano». I ricercatori che fuggono all'estero? «Anche quelli che nonostante i
nostri inviti a proseguire con il dottorato, preferiscono andare a lavorare in
azienda perché non credono in un futuro in ateneo». Lei in
passato è stato critico con il Ministero. «Non critico, quello che lamentavo
era la lentezza di questo processo virtuoso. Ora c'è anche la notizia della
riapertura dei concorsi. Capisco che le difficoltà sono state tante, anche per
la Gelmini». Rossella Minotti
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 2 Il senatore Pedica (Idv) interrompe il ministro
Gelmini per lanciare un
appello estraneo ai temi del... Il senatore Pedica (Idv) interrompe il ministro
Gelmini per lanciare un
appello estraneo ai temi della conferenza
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO
PIANO pag. 2 Atenei, più soldi ai migliori E tagli alle cattedre inutili Svolta
della Gelmini. Trento e Milano prime della classe di CLAUDIA MARIN ROMA PIÙ
FONDI agli atenei di qualità e sblocco dei concorsi, da effettuare però con
nuove regole. La svolta firmata Mariastella Gelmini,
all'insegna della meritocrazia, si legge nel testo di un provvedimento firmato
ieri dalla titolare del dicastero di viale Trastevere e contenuto nel pacchetto
Università approvato dal Consiglio dei ministri: «Per la prima volta in
Italia recita il documento il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca
ha assegnato una parte dei fondi destinati alle università sulla base di nuovi
criteri di valutazione della qualità. Il 7% del fondo di finanziamento
ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato infatti distribuito in base alla
qualità della ricerca e della didattica degli atenei. In particolare, i due
terzi di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca,
un terzo in base alla qualità della didattica». E in futuro l'impostazione sarà
potenziata: l'obiettivo, spiega il ministro, è «arrivare al 25-30%» come quota
del fondo da distribuire alle università da dieci e lode: «Questo è un primo
passo significativo commenta ma il miglioramento va conseguito con forza». E
MENTRE la Gelmini precisa che «non c'è alcun intento
punitivo, ma la volontà di spronare tutti a dare il meglio, non accontentandoci
di un sistema universitario con luci e ombre», da una prima ricognizione
secondo i nuovi parametri emerge che tali ombre oscurano soprattutto il
CentroSud. L'università di Trento, i Politecnici di Milano e Torino risultano
tra gli atenei migliori mentre, tra le 27 le università che ottengono minori
finanziamenti, troviamo anche due atenei della Capitale (Roma Tre e Sapienza).
Soddisfatto, ovviamente, il rettore di Trento, Davide Bassi. «E' il risultato
di dieci anni di lavoro stategicamente impostato, pur in un piccolo ateneo,
sulla dimensione europea». Tra i parametri presi in considerazione, la capacità
d'intercettare finanziamenti europei per la ricerca, la percentuale di laureati
impiegati a tre anni dalla laurea, la presenza di corsi affidati a propri
docenti di ruolo, la regolarità degli esami. I verdetti di qualità spetteranno
alla nuova Agenzia di valutazione Anvur, che unifica e sostituisce Cnvsu e
Civr, i due comitati preesistenti. L'Anvur esaminerà anche elementi come
strutture, finanziamenti esterni, lo scambio di ricercatori, la qualità della
ricerca e ogni anno redigerà un rapporto. INTANTO si spazzano via i corsi
inutili o marginali. Il ministro Gelmini ha inviato
alle università una nota in questo senso. Una prima scrematura è già avvenuta
(i corsi di specializzazione in medicina ad esempio sono passati da
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO
PIANO pag. 3 «Ma siamo sesti per il Censis» FANALINO DI CODA IL PRORETTORE DI
MACERATA CONTESTA LA SELEZIONE MACERATA «LA NOTIZIA ha meravigliato anche noi.
Ma, in fondo, la spiegazione è semplice». Il professor Luigi Lacchè, prorettore
dell'università di Macerata, commenta così il taglio di un
milione di euro deciso dal ministro Maria Stella Gelmini, sulla
base di una classifica di qualità degli atenei italiani, che vede Macerata scivolare
in coda. Diciamo scivolare perché un mese fa i dati dicevano altro: Macerata al
terzo posto, con incremento dei finanziamenti. Prorettore, cosa è successo?
«Eravamo davvero terzi, perché il criterio di valutazione degli atenei divideva
la loro attività in cinque aree, ognuna delle quali valeva il 5%. Il ministero
diceva anche che ogni ateneo poteva aumentarne o diminuirne il peso del 20%,
per esempio portandone una a 25% e un'altra a 15%, come poi abbiamo fatto. E,
infatti, nel Patto per l'Università abbiamo raddoppiato i finanziamenti». Che
cosa è cambiato? «Il criterio: per due terzi pesa la ricerca e per un terzo il
resto. E, cosa singolare, per almeno il 30% si fa riferimento alla ricerca del
triennio 2001-2003. Altra voce preponderante riguarda la capacità di attingere
a entrate esterne. E' chiaro che così perdiamo posizioni. L'università di
Macerata ha facoltà umanistiche e sociali, e difficilmente, sia per la ricerca
che per entrate esterne, può competere con i Politecnici. Sarebbe meglio, ad esempio,
valutare per aree, non per atenei. Che senso ha comparare Macerata con il
Politecnico di Milano? Meglio una comparazione per aree giuridiche. Perché non
mettere a confronto la facoltà di giurisprudenza di Macerata con quella della
Statale di Milano? Un sistema di valutazione va bene, ma deve essere meditato,
serio e coerente, con criteri certi. Detto questo, se il Censis ci colloca al
sesto posto tra gli atenei italiani, un motivo ci sarà». Franco Veroli
( da "Unita, L'" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Niente
scioglimento per il Comune di Fondi, nonostante il governo avesse annunciato
che il Consiglio dei ministri di ieri avrebbe provveduto in questa direzione.
Per altri due Comuni, Fabrizia (Vibo Valentia) e Vallelunga Pratameno
(Caltanissetta), il Cdm ha proceduto. Fondi no. Eppure la vicenda si trascina da
più di un anno, da quando l'11 aprile del 2008 viene insediata una Commissione
per accertare eventuali infiltrazioni della criminalità. Ieri il senatore
dell'Idv Stefano Pedica ha fatto un blitz nella stampa di palazzo Chigi, interrompendo una conferenza stampa del ministro Gelmini: «È da quattro mesi che il governo deve sciogliere il consiglio
comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose. C'è qualcuno nel Cdm che vuole
tutelare persone colluse con la 'ndrangheta». «Lei non è un pm», replica
stizzita la Gelmini. Duro anche il Pd: «Cosa c'è sotto?», domanda Antonello
Soro. «Il 16 luglio, il sottosegretario Luigi Casero ci informava che il
governo avrebbe deciso lo scioglimento nella seduta odierna. E invece niente,
nonostante le sollecitazioni del ministro Maroni». La vicenda prende il via da
una serie di dichiarazioni di un assessore di Forza Italia di Fondi, Riccardo
Izzi, finito in manette nel corso di una recente operazione della Dda di Roma.
Izzi subisce un attentato incendiario alla propria auto e si rivolge ai
carabinieri di Latina e alla Dda di Roma. Decide di collaborare, ammette i suoi
legami con la ndrina Tripodo, che raccoglie proventi legati al giro delle
estorsioni e dell'usura. La commissione conclude i suoi lavori nel settembre
scorso, quando il prefetto Frattasi consegna al ministro dell'Interno una
relazione e chiede lo scioglimento del consiglio comunale. Il caso
( da "Unita, L'" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Università,
Gelmini dà le pagelle e taglia i fondi Trento la più virtuosa G.V. Nuovi
ritocchi all'università italiana in una sorta di lifting a più riprese che sarà
completato in autunno con la riforma del reclutamento e della governance. Il
cdm ha dato il via libera (in prima lettura) alla più volte annunciata Agenzia
per la valutazione del sistema universitario (Anvur) e il ministro Gelmini ha firmato provvedimenti che sbloccano 1.800
concorsi e distribuiscono, per la prima volta in Italia, una parte (7%) dei
fondi destinati alle università in base al merito e dunque soldi in più
soltanto agli atenei migliori. «Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà -
ha tenuto a precisare il ministro - di spronare tutti a dare il meglio, a non
accontentarci di un sistema universitario che ha luci e ombre. Se vogliamo
rispondere alla crisi si parte dalla scuola, dall'università con la capacità di
difendere ciò che funziona ma anche di mettere mano ai problemi». Mentre
parlava Gelmini è stata interrotta da un deputato Idv
che voleva dal governo conto sui comuni tipo Fondi non sciolti benché ci siano
infiltrazioni criminali. La nuova Agenzia valuterà la qualità di atenei ed enti
di ricerca e il suo giudizio sarà determinante per distribuire una parte del
Fondo di finanziamento ordinario a chi raggiungerà i risultati migliori.
L'Anvur (che sostituisce e unifica Cnvsu e Civr, i due comitati di valutazione
attualmente esistenti) metterà sotto la lente la didattica (anche con
riferimento ai livelli di apprendimento degli studenti e al loro inserimento
nel lavoro), le strutture, l'acquisizione di finanziamenti esterni, lo scambio
di ricercatori, la qualità della ricerca (con il sistema peer review, cioè la
valutazione anonima di illustri accademici internazionali). Non solo. L'Agenzia
propone anche i requisiti per l'istituzione di nuovi atenei o sedi distaccate,
per l'attivazione dei corsi di studio, dei dottorati, dei master e delle scuole
di specializzazione. Ogni anno redigerà un Rapporto sullo stato dell'arte.
L'Anvur sarà composta dal presidente, da un consiglio direttivo e dal collegio
dei revisori dei conti. Tutti resteranno in carica per 4 anni e non potranno
essere nuovamente nominati. Atenei virtuosi Per la prima volta in Italia il
ministero ha assegnato una parte dei fondi destinati alle università, il 7% del
Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), cioè 525 milioni di euro, in base alla
qualità della ricerca (2/3) e della didattica (1/3). Da una prima ricognizione
emerge che l'Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra
le Università migliori in base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno
finanziamenti invece 27 Università, tra cui anche i due atenei della Capitale
Roma Tre e La Sapienza, che non hanno gli standard qualitativi previsti. Tra i
parametri presi in considerazione per l'assegnazione dei fondi, la capacità di
intercettare finanziamenti europei per la ricerca, la percentuale di laureati
che trovano lavoro a 3 anni dalla laurea, la presenza di corsi affidati a
propri insegnanti di ruolo, la regolarità degli esami. Il ministro Gelmini ha inviato alle Università una nota in cui sono
contenute una serie di misure per eliminare i corsi di laurea non necessari
(quelli, ad esempio, con pochi studenti). Già ne sono stati tagliati il 20%,
ora sarà possibile ridurli ulteriormente (i corsi di specializzazione di
medicina, ad esempio, sono passati da
( da "Unita, L'" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Elementari,
il maestro unico non è obbligatorio V.L. Il modello del
docente unico alle elementari introdotto dalla riforma del ministro Mariastella
Gelmini «non ha carattere prescrittivo», non è obbligatorio. Le scuole,
nella loro autonomia, hanno «piena libertà di strutturare orari e assetti
didattico-organizzativi, nell'ambito dell'organico assegnato, secondo la
propria programmazione e valutazione». È quanto spiega una direttiva del
ministero dell'istruzione sul primo ciclo anticipata in questi giorni ai
sindacati prima dell'invio al consiglio nazionale della pubblica istruzione. il
documento sarà girato agli inizi di settembre alle scuole. nella bozza attuale
si punta molto sull'autonomia organizzativa degli istituti. il documento
contiene indirizzi di carattere pedagogico e organizzativo e denuncia, tra l'altro,
la «deriva silenziosa» che sta avvenendo alle medie. una deriva «da
contrastare». I programmi - si dovrà andare verso una armonizzazione delle
indicazioni nazionali della moratti e di quelle per il curriculum di fioroni.
in attesa di un documento «semplificato», restano in vigore i programmi attuali
per almeno un altro triennio. I punti Scuola primaria: per il ministero ha «una
lunga e positiva tradizione», da «preservare e promuovere». È qui che sarà
attivata, a settembre, la principale novità della riforma gelmini, il maestro
unico che partirà nelle classi prime. Il docente prevalente è stato introdotto
con il decreto 137 del 2008, ricorda la direttiva, convertito con la legge 169
dello stesso anno. il modello del maestro unico, continua il documento del
ministero, «viene sì indicato come modello da privilegiare», ma «tenuto conto
delle richieste delle famiglie e nel rispetto dell'autonomia scolastica».
Scuole libere, dunque, sul docente prevalente. Sia chiaroche questa direttiva
nasconde un inghippo. L'autonomia delle scuole sul maestro unico non può essere
garantita sulla carta. In altri termini: se non viene finanziata il principio
resta salvo nella forma. E così potrà accadere che le scuole saranno costrette
dalla careenza di fondi a optare per il maetro unico. Sarà un settembre
moltopesante. Lo dice il ministero dopo una sentenza della Corte dei conti. Il
maetro unico non potrà essere imposto nelle scuole ma bisognerà rispettare
l'autonomia degli istituti. Ma senza fondi tutto resterà sulla carta.
( da "Unita, L'" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Qualcuno
ricorda quante volte dai banchi di questo governo è venuta l'assicurazione che
le loro manovre scolastiche non avrebbero colpito il numero degli insegnanti?
Ci tenevano a non far brutta figura mentre santificavano il cinque in condotta.
Via il magone: ecco il presidente dell'Emilia Romagna buttare sul tavolo un
paio di dati che non verranno mai trasmessi in tv: in quella regione, tra
l'altro molto celebrata nel mondo per la qualità dei suoi istituti, le scuole
riapriranno con 10mila studenti in più e 1700 insegnanti in meno. Dice Errani
che i responsabili di questo macello si meritano quattro in condotta ma è buono
come il pane, predica una cultura che questa destra ha decretato fuori moda.
Nei confronti, poi, di un governo di asini e raccomandate con
ricevuta di ritorno che sta demolendo la scuola italiana. Francamente,
andrebbero cacciati dalla nostra classe e anche dalla nostra scuola. Gelmini dovrebbe collocarsi più opportunamente in un call center e chi
l'ha voluta lì dovrebbe fare, per contrappasso, l'escort.
( da "Sole 24 Ore, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-25 - pag: 23 autore:
Consiglio dei ministri. Nero su bianco i criteri per ripartire una quota del
fondo ordinario come premio per le università virtuose Atenei finanziati in
base ai risultati Gelmini: «Il sistema spronerà a fare meglio» - Primo passo per l'agenzia
di valutazione Gianni Trovati ROMA La valutazione dei risultati e la
meritocrazia provano a iscriversi davvero all'università. Con un colpo d'ala
che supera l'impasse delle ultime settimane, consiglio dei ministri e ministero
dell'università hanno dato il vialibera ieri a un pacchetto di sei
provvedimenti che inaugurano la nuova gestione dell'accademia. A Palazzo
Chigi è stato acceso il semaforo verde (in prima lettura) al regolamento che
istituisce l'Anvur, l'agenzia di valutazione del sistema universitario, e ai
nuovi criteri per riconoscere i titoli di studio stranieri. Il ministro
dell'Università, Mariastella Gelmini, ha messo nero su
bianco gli effetti del «finanziamento competitivo », che he rappresenta
un'evoluzione dei criteri che governano ogni anno i fondi legati al
"contributo" effettivo di ogni ateneo al sistema di formazione e
nasce per premiare gli atenei con i risultati migliori nella didattica e nella
ricerca. Al via anche i criteri più rigidi per evitare la proliferazione dei
corsi «inutili» e i nuovi parametri per la valutazione degli aspiranti
ricercatori, sbloccando anche 1.800 concorsi che si erano arenati nei
meccanismi di sorteggio delle commissioni. Nel sistema che lega fondi e
risultati, ha sottolineato il ministro Gelmini, «non
c'è alcun intento punitivo, ma la volontà di spronare tutti a dare il meglio.
Se vogliamo rispondere alla crisi dobbiamo partire da qui». Fatto sta che
rettori e addetti ai lavori hanno passato il pomeriggio di ieri a compulsare le
tabelline che misurano gli effetti dei «premi» introdotti dal decreto Gelmini di novembre. Da quest'anno, infatti, 525 milioni di
euro (ma l'obiettivo è arrivare a oltre 2 miliardi nel giro di tre anni) hanno
abbandonato il vecchio criterio della spesa storica per essere distribuiti in
base alle performance nella didattica ( crediti ottenuti dagli studenti, tasso
di dispersione, successo occupazionale dei laureati) e nella ricerca. Oltre a
Trento, dove il dato è influenzato anche dalla grossa quota di finanziamenti da
parte della Provincia, a guadagnare di più dalle nuove regole sono i
Politecnici di Milano e Torino, seguiti da Bergamo, Genova e Milano
Bicocca.L'impennata dei Politecnici era già stata registrata poche settimane fa
nelle classifiche della «qualità» universitaria (pubblicate sul Sole 24 Ore del
13 luglio), che indicavano anche la sofferenza degli atenei meridionali. La
conferma arriva dai calcoli ministeriali dove gli atenei del Centro- Sud, con
poche eccezioni come Benevento e il Politecnico di Bari, sono invariabilmente
accompagnati dal segno meno. I risultati ottenuti nell'esordio del
finanziamento competitivo dividono anche le opinioni dei rettori. Giulio
Ballio, che guida il Politecnico di Milano, parla di «buona notizia, perché
eravamo pesantemente sottofinanziati e di questi tempi ogni goccia in più fa
piacere ». Guido Fabiani, rettore a Roma Tre (che perde un milione rispetto al
2008) spera invece in una «profonda revisione» di un meccanismo giudicato
«inadeguato ». Qualche limatura, comunque, le tabelle ministeriali sembrano
richiederla: stupisce per esempio il dato di Roma Foro Italico, solitamente
"punita" dai modelli di valutazione, e l'assenza di atenei come
Trieste o Firenze. La valutazione delle università imbocca comunque la strada
del riordino anche con il via libera al nuovo regolamento dell'Anvur. L'agenzia
sostituirà gli attuali comitati di valutazione, e sarà chiamata a fissare i
giudizi che secondo i progetti ministeriali guideranno una quota sempre più
consistente dei finanziamenti. gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE
RISERVATA
( da "Sole 24 Ore, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-25 - pag: 23 autore: Blitz a
Palazzo Chigi «Italia dei valori» contesta il ministro
( da "Sole 24 Ore, Il" del
25-07-2009)
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Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-25 - pag: 23 autore: Il
reclutamento Si sbloccano i concorsi «congelati» dalla riforma Si rimette in
moto la macchina dei concorsi per ricercatori e professori. Anche chi aspira a
un posto (o a una promozione) nei ruoli degli atenei trova novità interessanti
nel pacchetto di misure varate ieri dal ministero dell'Università. Ottenuto il
via libera da Consiglio di Stato e Avvocatura dello Stato, il ministro dell'Università Mariastella Gelmini ha
sbloccato le procedure per tenere i 1.800 concorsi (in gran parte per ordinari
e associati) banditi nel 2008 e bloccati dalle norme anti-combine varate a
novembre. Per tagliare le gambe agli accordi preventivi che decretano i
vincitori prima che si tengano i concorsi, il Dl 180/08 ha istituito il doppio
meccanismo di elezione e sorteggio dei commissari: primai docenti di
ogni disciplina eleggono una lista di possibili "giudici", tra i
quali poi vengono sorteggiati i due o quattro membri destinati ad accompagnare
il commissario interno in ogni concorso. In alcuni dei 450 settori scientifico-
disciplinari in cui è frammentata l'accademia italiana, però, non è semplice
trovare il numero minimo di docenti per comporre liste e commissioni, e questa
difficoltà aveva inceppato il sistema. Ora però l'Avvocatura dello Stato ha
dato il via libera al ministero per far partire tutti i concorsi possibili, che
sono molti anche grazie al ricorso ai settori «affini». Il decreto Gelmini aveva previsto anche un esame di qualità per gli aspiranti
valutatori, chiudendo i cancelli delle commissioni ai docenti inattivi, cioè
quelli che non possono vantare pubblicazioni scientifiche nell'ultimo triennio.
L'anagrafe dei docenti, chiamata a registrare l'attività dei professori, non è
però ancora partita. L'ultimo tassello approvato ieri è la nuova griglia di
valutazione delle pubblicazioni di chi partecipa ai nuovi concorsi per i
ricercatori. A differenza delle prime bozze, la nuova versione del decreto
impone di valutare separatamente ogni titolo scientifico, evitando i giudizi
generici sul complesso della produzione prestando il fianco a un maggiore
arbitrio dei commissari. Per ancorare i giudizi a criteri scientifici, il
decreto impone in ambito scientifico il ricorso ai parametri internazionali che
misurano l'importanza delle pubblicazioni. G. Tr. © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Sole 24 Ore, Il" del
25-07-2009)
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Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMA P
( da "Corriere della Sera"
del 25-07-2009)
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Corriere
della Sera sezione: Prima Pagina data: 25/07/2009 - pag:
( da "Corriere della Sera"
del 25-07-2009)
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Corriere
della Sera sezione: Prima Pagina data: 25/07/2009 - pag: 1 UNIVERSITA'
ALL'ESAME DELLA RICERCA PASSO IMPORTANTE E QUALCHE LIMITE di FRANCESCO GIAVAZZI
Q uattro anni fa, per iniziativa del ministro Moratti, fu svolta una
valutazione della ricerca prodotta nelle nostre università seguendo criteri
normali in altri Paesi, ad esempio la Gran Bretagna. La valutazione avvenne sia
consultando indicatori oggettivi, sia chiedendo il parere di esperti, spesso di
università non italiane. Per quattro anni chi a quell'esercizio si dedicò con
passione fu deluso e deriso. Deluso perché la promessa di usare quei risultati
per allocare i fondi pubblici tenendo conto del merito scientifico fu presto
dimenticata. Deriso dai molti colleghi che in questi anni non hanno perso
occasione per sottolineare l'ingenuità di chi ancora crede alla possibilità di
migliorare la nostra università. La decisione del ministro Gelmini di usare quei risultati per allocare una quota, seppur piccola,
del fondo ordinario di finanziamento delle università è un passo importante.
Non solo perché per la prima volta in Italia si introduce un criterio di merito
nell'allocazione alle università delle risorse pubbliche, ma soprattutto
perché, se quell'esercizio fosse rimasto lettera morta, nessuna
valutazione, per quanto ottima, avrebbe più avuto alcuna credibilità. Certo, vi
sono moltissimi limiti. La quota dei fondi pubblici allocati sulla base dei
risultati della ricerca è minuscola, solo il 5% (un altro 2% è assegnato in
base a valutazioni sulla didattica). In quel 5% il giudizio di quattro anni fa
conta solo per una metà: il resto dipende in parte dalla capacità dei
dipartimenti di attrarre finanziamenti europei (e questo è bene), in parte
dalla partecipazione a progetti di ricerca nazionali, che invece sono
notoriamente assegnati secondo criteri diversi dalla qualità scientifica. Il
limite più grave è che i fondi saranno allocati sulla base della valutazione
media dei dipartimenti di un'università, anziché destinarli direttamente a chi
ha più meritato. Ad esempio, il dipartimento di matematica di Tor Vergata è
stato giudicato uno dei migliori in Italia: questo consente a quell'università
di ottenere un po' di fondi in più. Come li distribuirà il rettore? Anche ai
giuristi, che a Tor Vergata hanno ottenuto una valutazione non particolarmente
brillante? Importanti sono anche la nascita dell'Agenzia per la valutazione
dell'università con organi scelti attraverso un meccanismo che limita la
discrezionalità del ministro, la ripresa delle valutazioni della ricerca
migliorandone i criteri, il limite alla proliferazione degli insegnamenti, la
riduzione di settori disciplinari, in passato costruiti in modo da dare ad ogni
gruppetto di baroni un proprio feudo. Non si cambia l'università in un giorno,
ma questo è un secondo segnale forte (il primo fu il decreto sui concorsi di
novembre) del quale il ministro Gelmini porta tutto il
merito. Il passo successivo sarà cambiare la governance degli atenei limitando
il potere dei rettori, oggi sottratti a qualunque controllo e schiavi dei loro
grandi elettori. E tuttavia, nessuna riforma salverà le nostre università se
queste rimarranno senza risorse. Con i tagli confermati nel Dpef molte
università a novembre chiuderanno. La scelta è del ministro dell'Economia: o
rinuncia ai suoi tagli, o ha il coraggio di proporre un innalzamento delle
rette pagate dalle famiglie. Oggi può ancora scegliere; a novembre, quando gli
atenei bruceranno, potrà solo pagare per spegnere l'incendio.
( da "Corriere della Sera"
del 25-07-2009)
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Corriere
della Sera sezione: Primo Piano data: 25/07/2009 - pag: 2
La classifica degli atenei I primi sei sono al Nord La Gelmini: più risorse ai virtuosi. Polemica sui criteri ROMA Al primo
posto l'università di Trento. Al 54Ú l'università di Macerata. E' una
graduatoria ufficiale costruita sui risultati. Dopo due tentativi andati a
vuoto prima di Mariastella Gelmini ci avevano provato Letizia
Moratti e Fabio Mussi parte la valutazione. Nei prossimi mesi 27 atenei
virtuosi riceveranno più fondi, altri 27 che non hanno raggiunto gli standard
previsti anche se superaffollati subiranno dei tagli. Dopo tanto parlare di
merito, si fa sul serio. D'ora in avanti, se non vogliono restare a secco di
finanziamenti, le università dovranno preoccuparsi di raggiungere certi
standard. Come accade nel resto del mondo. I criteri Incentivi e sanzioni sono
l'effetto di un recente decreto messo a punto dalla direzione università del
ministero. Vengono indicati i criteri di ripartizione, sulla base dei
risultati, del 7 per cento (525 milioni di euro) del fondo di finanziamento
ordinario degli atenei. I 2/3 di questo fondo verranno assegnati in base alla qualità
della ricerca, 1/3 per la qualità della didattica. Tra un anno o forse più
dipenderà dai tempi di attuazione sarà la nuova Agenzia nazionale di
valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) a decidere chi
merita incentivi e chi no. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato in prima
lettura il regolamento. L'Anvur peserà l'efficacia della didattica sulla base
di standard internazionali (compito svolto finora dal Cnsvu) e la qualità dei
risultati della ricerca (finora se ne è occupato il Civre). Il regolamento Gelmini la rende più autonoma: il presidente verrà indicato
dal Capo dello Stato e non dal governo. I migliori Secondo il ranking elaborato
dal ministero si tratta di un prototipo che dovrà essere via via perfezionato
l'Università di Trento (più 6 milioni di euro), i Politecnici Torino e di di
Milano sono le università migliori. Le prime sei sono tutte al Nord. Ben tre
gli Atenei lombardi nella top ten. Subito dietro il Politecnico c'è infatti
l'Università di Bergamo mentre al quinto posto figura l'università Milano-
Bicocca. Ma non sono mancati buoni piazzamenti di atenei del Centro-Sud: Roma
«Tor Vergata», l'Università di Chieti e Pescara, l'Università della Calabria,
l'Università Politecnica delle Marche, l'Ateneo della Tuscia, il Politecnico di
Bari e l'Università del Sannio di Benevento. Nessun premio, per ora, alle
Università di Trieste, Firenze e Siena in attesa della presentazione di un
piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in
rosso. Quest'anno verrà distribuito il 7 per cento del Fondo di finanziamento
ordinario in base alla qualità della ricerca e della didattica. Ma il criterio
storico, il numero degli iscritti, è destinato a pesare sempre meno. In futuro
la qualità dei risultati arriverà a pesare fino al 25-30 per cento del
finanziamento statale. Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini: «questo è un primo passo
significativo, ma il miglioramento va conseguito con forza ». «Non c'è un
intento punitivo ha aggiunto , ma la volontà di spronare tutti a dare il
meglio». Dal 29 luglio i dati e le valutazioni saranno pubblicati sul sito del
ministero. Le polemiche La prima graduatoria ufficiale delle nostre università
statali non poteva non provocare polemiche. Per quanto riguarda la qualità
della didattica si è tenuto conto dei tempi necessari ad un laureato per
trovare lavoro (20%), dell'utilizzo nei corsi di docenti di ruolo (20%), degli
iscritti al secondo anno con almeno due terzi degli esami del primo anno (40%)
e della possibilità concessa agli studenti di valutare la qualità dei corsi(
20%). Criteri condivisibili. Ma che uso è stato fatto dei dati? Se lo chiede il
rettore dell'università di Palermo, Roberto Lagalla: «mi repelle
concettualmente pensare che, sia pure con rare eccezioni afferma Lagalla ,
l'Italia sia popolata a Nord di Roma da intelligenze baciate da Dio e a Sud
della capitale da poveri accattoni della cultura e della ricerca,
approssimativi e male in arnese». «Il modello applicato afferma il rettore di Roma
Tre, Guido Fabiani tiene in conto marginale di atenei come il nostro che hanno
destinato al monte stipendi ben al di sotto del 90% del loro Ffo. Questo è un
parametro che è stato spesso assunto dai ministeri dell'Economia e
dell'Università come indicatore positivo nell'uso delle risorse». La
classifica, replicano dall'università di Macerata, ultima in classifica,
«terrebbe conto dei risultati della ricerca scientifica con un peso pari a due
terzi (contro un terzo per la didattica) rendendo quindi scontato che atenei
sociogiuridici-umanistici come Macerata escano sconfitti rispetto a grandi
Politecnici». Giulio Benedetti
( da "Corriere della Sera"
del 25-07-2009)
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Corriere
della Sera sezione: Primo Piano data: 25/07/2009 - pag: 2 La ricerca Le cifre
dell'Ambrosetti Pochi laureati e scarsi investimenti Rapporto sull'Italia
ultima in Europa ROMA Italia fanalino di coda in Europa per la spesa pubblica e
privata per l'università; ultima come numero di laureati nella fascia di
popolazione in età compresa fra i 25 e i 64 anni; a metà classifica per quanto
riguarda il «citation impact », cioè il numero di citazioni sui giornali delle
pubblicazioni scientifiche, cioè una sorta di indicatore del valore delle
ricerche. Sono questi alcuni dei dati, elaborati da vari enti e organismi
italiani e internazionali, sui quali The European House Ambrosetti, il gruppo
di ricerca che ogni anno promuove il Forum di Cernobbio, sta lavorando per
fotografare lo stato di salute del sistema universitario del Paese. «Purtroppo
il sistema sconta una serie di ritardi, ma le iniziative messe in atto dal ministro Gelmini possono
aiutare a risolvere alcuni dei problemi commenta Andrea Beretta Zanoni, docente
di Economia aziendale a Verona e responsabile del gruppo di ricerca
sull'università dell'Ambrosetti . È giusto intervenire per definire una
migliore allocazione delle risorse, tanto più in un quadro nel quale i fondi a
disposizione sono purtroppo oggettivamente pochi, come mostrano i dati
sulla spesa pubblica per l'università negli altri Paesi. Ma premiare gli atenei
virtuosi è sicuramente il primo passo per rendere più competitivo il sistema».
La dispersione delle risorse, secondo il professor Beretta Zanoni, è un
problema concreto: «Spesso si dice che ci sono troppo università o troppe
cattedre. In termini assoluti non è vero. Però è vero che alcuni insegnamenti e
alcune università non hanno mercato e quindi la loro presenza non è
giustificata ». I dati sulla spesa per l'istruzione sembrano in effetti
impietosi: in Europa si va dall'1% del Pil della Repubblica Ceca all'1,7% di
Danimarca e Finlandia, la media dei Paesi Ocse è all'1,3%. L'Italia, insieme
alla Slovacchia, indossa però la maglia nera: spende appena lo 0,9%. E la
( da "Corriere della Sera"
del 25-07-2009)
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Corriere
della Sera sezione: Primo Piano data: 25/07/2009 - pag: 2 La conferenza stampa
Blitz di un dipietrista e il ministro lascia la sala «Molto democratico» ROMA
Ha interrotto la conferenza stampa del ministro Gelmini a Palazzo Chigi, subito dopo il Consiglio dei ministri, per
chiedere spiegazioni al governo sul mancato scioglimento del comune di Fondi,
in provincia di Latina, per infiltrazioni mafiose. Il senatore di Italia dei
Valori Stefano Pedica, si è avvicinato al ministro e ha citato «una relazione
di 500 cartelle» del prefetto competente, sottolineando come «vi siano
collusioni tra la criminalità organizzata e funzionari comunali anche eletti».
Il ministro Maroni, ha detto Pedica, si è dichiarato «d'accordo sullo
scioglimento» già quattro mesi fa ma il Consiglio dei ministri «per quattro
mesi non è mai intervenuto. Io chiedo perché, nonostante 17 arresti». Pedica ha
incalzato il ministro Gelmini per conoscere la sua
posizione sulla delicata questione, lei l'ha lasciato parlare per un po'. Poi,
visibilmente irritata, ha abbandonato la sala e trasferito la conferenza stampa
nella sala verde di Palazzo Chigi, ironizzando sul comportamento del senatore:
«L'Idv è sempre una forza molto democratica, complimenti...». Nella sala sono
state spente le luci così Pedica ha commentato: «Ci oscurano. Esco ma tornerò
al prossimo Consiglio dei ministri». Il suo comportamento è stato duramente
criticato dalla maggioranza e dal governo. Italo Bocchino, vicario del Pdl alla
Camera lo ha definito «inelegante e politicamente scorretto». Il presidente dei
senatori dell'Idv Felice Belisario ha replicato: «Il governo non sa cosa sia la
democrazia» mentre molti esponenti del Pd hanno criticato il mancato
scioglimento del comune di Fondi. Il governo in un comunicato ha poi precisato
che la «decisione per Fondi è stata rinviata alla prossima riunione». ( foto
Solaro/OTNPhotos-Scavuzzo/Eidon)
( da "Corriere della Sera"
del 25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera sezione: Primo Piano data: 25/07/2009 - pag: 3 Le sorprese E
l'Insubria si ritrova tra le grandi È come quando il campionato lo vincevano il
Cagliari o il Verona: squadre giovani, senza glorie passate ma che puntavano
sul bel gioco. La stessa sensazione si prova nel vedere ai
piani alti della graduatoria della Gelmini atenei che
non ti aspetti. Un caso è quello dell'Università dell'Insubria (Varese e Como)
premiato con un bonus aggiuntivo di 680mila euro. «Abbiamo raccolto la sfida
del ministro spiega il rettore Renzo Dionigi che riteniamo giusta e in grado
davvero di cambiare la vita delle università. I risultati, per quanto ci
riguarda sono che i nostri studenti hanno toccato quota 12mi-- la, solo il 65%
dei quali risiede nelle due province di riferimento: significa che la nostra
offerta didattica è attrattiva. E poi c'è la ricerca: lavori delle nostre
equipe sono finite su riviste internazionali, nessuna facoltà esclusa». Dionigi
è chirurgo e il bisturi è tornato utile per centrare l'obiettivo: «Sprechi
ridotti al minimo, consulenze esterne a zero: i problemi legati alla vita
dell'università vengono risolti completamente dalla nostra struttura interna».
Da Nord a Sud, ecco il caso dell'università del Sannio: qui l'incremento di
fondi sarà solo dello 0,75% ma visti i chiari di luna è un successo. «Ma il
settore universitario nel suo complesso è sotto finanziato» dice il rettore
Filippo Bencardino che pure non disprezza il metodo premiale voluto dal
ministro. «La performance della nostra istituzione prosegue la attribuiamo a un
criterio fondamentale: grande legame col territorio. Siamo un piccolo
politecnico che trasferisce all'esterno conoscenze e saperi avanzati. In una
zona a economia tradizionale come questa è stata una svolta: da quando c'è
l'università del Sannio sono nate imprese ad alto contenuto tecnologico».
Claudio Del Frate
( da "Corriere della Sera"
del 25-07-2009)
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della Sera sezione: Primo Piano data: 25/07/2009 - pag: 9 Precauzioni
L'Osservatore romano: non è escluso. Poi la precisazione: nulla di deciso.
Mascherine alla Mecca Fede e pandemia: se necessario sospese le udienze del
Papa MILANO Il Vaticano potrebbe sospendere le udienze del Papa se l'epidemia
di influenza A dovesse aggravarsi e l'Italia decidesse di limitare
momentaneamente eventi di massa. Ad avanzare questa ipotesi è Giovanni Rocchi,
direttore sanitario vaticano in un'intervista all' Osservatore Romano . Il
medico ha precisato che al momento non sono previste misure «per evitare la
contemporanea presenza, in uno stesso luogo, di più persone provenienti da
Paesi a rischio», come accade per esempio all'udienza generale o in una
celebrazione liturgica. E ha sottolineato che non c'è nessun allarmismo. E
infatti in Vaticano non è stata predisposta nessuna iniziativa. La paura della
pandemia cambia la vita. A partire dalle pratiche religiose. Così due diocesi
anglicane, a Blackburn, nel nord dell'Inghilterra, e a Nottingham, nel centro,
hanno deciso di non bere più il vino dallo stesso calice per limitare il
contagio durante le funzioni religiose. Decisione che non rispecchia il
pensiero di tutta la Chiesa anglicana nazionale, ma è permessa da un Atto sui
Sacramenti del 1547, ai tempi della peste bubbonica. In Nuova Zelanda, invece,
nelle chiese cattoliche, i sacerdoti evitano di appoggiare l'ostia sulla lingua
dei fedeli e qualcuno offre fazzolettini disinfettanti. Mentre i teologi
aderenti alla Federazione delle Organizzazioni islamiche in Europa lanciano una
fatwa «storica» (la prima in tema di igiene ed epidemie) in risposta a chi
chiede di rinviare o annullare i pellegrinaggi alla Mecca: «Il pericolo di
contagio non lo giustifica ancora», ma «è bene portare mascherine ed evitare
contatti con baci e abbracci». Per i laici i problemi sono altri. Chi ha figli
che vanno a scuola attende i risultati delle discussioni fra gli esperti dei
Centri europei per il controllo delle malattie sulla
riapertura delle scuole (da noi il ministro Gelmini non
prevede slittamenti), ma intanto l'Inghilterra sta pensando a lezioni via
Internet nel caso di ritardi. Aspettando quello che succederà in autunno, si
può anche andare in vacanza, non senza aver consultato Internet: è lì che si
discutono le mete da evitare e quelle da scegliere. Sul suo sito
italiano, la Lonely Planet, quella delle guide famose in tutto il mondo, cerca
di rispondere al quesito «Influenza suina = no vacanze?» e precisa: l'Oms non
ha dato indicazioni per restrizione ai viaggi, ma alcune compagnie aeree hanno
adottato controlli severi (con la British Airways e la Virgin chi ha anche un
banale raffreddore potrebbe rischiare di rimanere a terra, se l'addetto al
check-in fa, al volo, una diagnosi di «suina») e negli aeroporti i turisti
potrebbero essere sottoposti alla misurazione della temperatura con il
termometro a raggi infrarossi. L'importante è essere avvertiti, per non essere
presi alla sprovvista. L'associazione italiana dei tour operator, però, parla
di cancellazioni contenute dei viaggi (meno 3 per cento), soprattutto per mete
come il Messico o la Gran Bretagna. Su un punto, però, possiamo stare
tranquilli: quando dobbiamo cucinare o scegliere il menù al ristorante. Questa
volta la «psicosi del pollo», che aveva fatto crollare le vendite delle loro
carni ai tempi dell'influenza aviaria, non si è ripetuta e i maiali, che hanno
dato origine al virus della nuova influenza, sono rimasti in Messico.
Prosciutto e melone possono tranquillamente arrivare in tavola. Chi, invece, ha
davvero cambiato le proprie abitudini, almeno in questo primo momento di
esplosione epidemica dell'infezione, è l'Argentina, uno dei Paesi più colpiti
dal contagio. Come racconta Paolo Gozzer, uno dei 100 mila italiani che vivono
a Rosario, nella provincia di Santa Fè, le scuole sono state chiuse all'inizio
di luglio e ai dipendenti pubblici, con figli minorenni, sono stati concessi
permessi speciali di astensione dal lavoro, come pure alle donne in gravidanza,
anche nel settore privato. I teatri hanno sospeso le loro programmazioni e
molti spettacoli pubblici sono stati annullati. Una prova generale di quello
che può fare la pandemia, nello scenario peggiore. Adriana Bazzi
abazzi@corriere.it In Aula Nervi Papa Ratzinger durante un incontro con
settemila giovani del servizio civile nel marzo scorso Scuola online In Gran
Bretagna l'ipotesi di mettere in piedi un sistema di lezioni online se dovesse
essere rinviata l'apertura delle scuole
( da "Corriere della Sera"
del 25-07-2009)
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Corriere
della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 25/07/2009 - pag: 50 Studi Gli
atenei della città nei primi posti della classifica del ministero. «La sfida?
Diminuire gli sprechi» Il «premio» a Politecnico e Bicocca I rettori: Milano
aiuti queste eccellenze Ballio: riconosciuto il nostro lavoro. Fontanesi:
giusto dare più risorse a chi sa usarle Al terzo posto il Politecnico, al sesto
la Bicocca: gli atenei milanesi si piazzano in testa alla hit parade nazionale
delle università 'virtuose'. E portano a casa una quota extra di finanziamenti
proporzionale alla pagella ottenuta: più 4,14% sul budget per la storica
istituzione di Città Studi, più 2,51% per l'ateneo che ha appena undici anni di
vita. Soddisfatti i rettori che, però, tengono i piedi per terra: Milano deve
continuare ad investire sull'università e sui giovani. «Siamo tra le realtà che
spendono meno in personale: 1.200 docenti per 36mila studenti. Il parametro che
ci penalizza di più nelle classifiche è proprio il rapporto docentistudenti. E
questo rapporto, di un docente ogni 30 studenti (in Europa la media è di
( da "Corriere della Sera"
del 25-07-2009)
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della Sera sezione: PRIMA P
( da "Corriere della Sera"
del 25-07-2009)
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della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 25/07/2009 - pag: 4 Comuni Carlucci:
«Idv è una forza eversiva» Per Fondi slitta lo scioglimento, scontro Pd e Pdl
L'opposizione: «È una vergogna» È scontro tra governo e opposizione sul mancato
scioglimento del Comune di Fondi per mafia. Benchè la richiesta del prefetto
Bruno Frattasi risalga a febbraio, benchè 20 giorni fa ci siano stati 17
arresti, benchè il consigliere regionale Alessio D'Amato abbia prospettato una
denuncia per omissione d'atti d'ufficio nei confronti del ministro
dell'Interno, Roberto Maroni, ieri il consiglio dei ministri ha rimandato la
decisione «alla prossima riunione». Il rinvio non passa inosservato. Il
senatore dell'IdV Stefano Pedica piomba a Palazzo Chigi mentre sta per iniziare
la conferenza stampa sull'università del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il parlamentare vuole
spiegazioni sul mancato scioglimento, inscena una sorta di sit-in, fa saltare
l'appuntamento con i giornalisti. E lascia la sala stampa solo alle 16.30. Il
Pdl insorge: «L'Italia dei Valori - sostiene la deputata Gabriella Carlucci -
si pone sempre più come una forza eversiva al di fuori delle regole
democratiche». Il collega Fabrizio Cicchitto accusa: «Con l'irruzione di
un manipolo di squadristi nella sala stampa di Palazzo Chigi l'IdV conferma la
sua reale natura». Le repliche sono altrettanto dure. «Tenere in piedi
un'amministrazione collusa con la mafia è vergogognoso - sottolinea il senatore
dell'IdV Pancho Pardi - . Il ministro Maroni non ha il coraggio di sfidare la
sua maggioranza su un fatto palese: a Fondi la gestione della cosa pubblica è
nelle mani della criminalità organizzata». «È più eversivo denunciare la
questione o il silenzio del governo?», domanda Di Pietro. Anche il Pd (con Antonello
Soro, Vincenzo Vita, Ermete Realacci) si schiera contro il rinvio. Per il
presidente della Regione, Piero Marrazzo, «la decisione è improcastinabile. Ci
aspettiamo che il governo si pronunci prima della pausa estiva ». E per
l'assessore al Bilancio, Luigi Nieri, quello inviato al Paese è un «brutto
segnale». Di Pietro e un altro ex pm, Luigi De Magistris, sostengono che a
Fondi «l'infiltrazione mafiosa è conclamata». Un'accusa che l'ultima inchiesta
della Dda sembra confermare. Sarebbe la 'ndrina di Venanzio e Carmelo Tripodo a
controllare il mercato, uno dei più grandi d'Europa. L'ex assessore Riccardo
Izzi (Pdl) è considerato il referente dei due fratelli in Comune. Dalle
dichiarazioni rese nel 2008 da un tenente dei carabinieri, Mario Giacona, risulta
che il Comune attribuisce licenze e appalti a un «noto pregiudicato», Aldo
Trani, cognato di Carmelo Tripodo. L'autista di quest'ultimo, Pasqualino Rega,
è consigliere comunale. Un altro consigliere comunale, Antonio Ciccarelli, «è
sicuramente collegato alla criminalità calabrese ». Personaggi di volta in
volta indagati, arrestati, sottoposti a misure di prevenzione senza che il
Comune di Fondi abbia mai preso le distanze. Lavinia Di Gianvito
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 25-07-2009)
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Cronaca
Italiana Pagina 110 Meno fondi per Cagliari e Sassari Premiati i migliori
atenei, i sardi figurano nella lista nera --> Premiati i migliori atenei, i
sardi figurano nella lista nera ROMA Nuovi ritocchi all'università italiana in
una sorta di lifting a più riprese che sarà completato in autunno con la
riforma del reclutamento e della governance. Il consiglio dei ministri ha dato,
infatti, ieri il via libera (in prima lettura) alla più volte annunciata
Agenzia per la valutazione del sistema universitario (Anvur) e il ministro Gelmini ha firmato provvedimenti che
sbloccano 1.800 concorsi e distribuiscono, per la prima volta in Italia, una
parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito e dunque soldi
in più soltanto agli atenei migliori. Tra questi non figurano i due atenei
sardi che si ritrovano nella graduatoria di quelli a cui verranno tagliati i fondi.
Cagliari riceverà meno 2,08% e Sassari meno 2,95 dei finanziamenti previsti. Un
taglio che peserà decisamente sui già magri bilanci delle università sarde che
rischiano di restare a secco soprattutto per la ricerca. L'ANVUR La nuova
Agenzia valuterà la qualità di atenei ed enti di ricerca e il suo giudizio sarà
determinante per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario a
chi raggiungerà i risultati migliori. L'Anvur (che sostituisce e unifica Cnvsu
e Civr, i due comitati di valutazione attualmente esistenti) metterà sotto la
lente la didattica (anche con riferimento ai livelli di apprendimento degli
studenti e al loro inserimento nel lavoro), le strutture, l'acquisizione di
finanziamenti esterni, lo scambio di ricercatori, la qualità della ricerca (con
il sistema peer review, cioè la valutazione anonima di illustri accademici
internazionali). Non solo. L'Agenzia propone anche i requisiti per
l'istituzione di nuovi atenei o sedi distaccate, per l'attivazione dei corsi di
studio, dei dottorati, dei master e delle scuole di specializzazione. Ogni anno
redigerà un Rapporto sullo stato dell'arte. L'Anvur sarà composta dal
presidente, da un consiglio direttivo e dal collegio dei revisori dei conti.
Tutti resteranno in carica per 4 anni e non potranno essere nuovamente
nominati. PIÙ SOLDI AD ATENEI VIRTUOSI Per la prima volta in Italia il
ministero ha assegnato una parte dei fondi destinati alle università, il 7% del
Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), cioè 525 milioni di euro, in base alla
qualità della ricerca (2/3) e della didattica (1/3). Da una prima ricognizione
emerge che l'Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra
le Università migliori in base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno
finanziamenti invece 27 Università, tra cui anche i due atenei della Capitale
Roma Tre e La Sapienza, che non hanno gli standard qualitativi previsti. Tra i
parametri presi in considerazione per l'assegnazione dei fondi, la capacità di
intercettare finanziamenti europei per la ricerca, la percentuale di laureati
che trovano lavoro a 3 anni dalla laurea, la presenza di corsi affidati a
propri insegnanti di ruolo, la regolarità degli esami. CANCELLATI I CORSI
INUTILI Il ministro Gelmini ha inviato alle Università
una nota in cui sono contenute una serie di misure per eliminare i corsi di
laurea non necessari (quelli, ad esempio, con pochi studenti). Già ne sono
stati tagliati il 20%, ora sarà possibile ridurli ulteriormente (i corsi di specializzazione
di medicina, ad esempio, sono passati da
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 25-07-2009)
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Cronaca
Italiana Pagina 110 Gelmini: bisogna dare il meglio
--> ROMA «Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà di spronare tutti a
dare il meglio, a non accontentarci di un sistema universitario che ha luci e
ombre. Se vogliamo rispondere alla crisi si parte dalla scuola, dall'università
con la capacità di difendere ciò che funziona ma anche di mettere mano ai
problemi»: è quanto ha sostenuto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, nel presentare alla stampa il "pacchetto
università". Il ministro ha ricordato che «è intento del dicastero
aumentare il fondo premiale dal 7% di oggi al 25-30%» nei prossimi anni.
Sottolineando come le misure approvate ieri dal consiglio dei ministri
consentano di liberare risorse da investire per promuovere il diritto allo
studio, il ministro ha spiegato che un tavolo aperto con la collega Meloni e il
Cnsu individuerà gli interventi per utilizzare queste risorse e «per sostenere
di più e meglio i giovani». MISTRETTA Le reazioni non si sono fatte attendere.
Il rettore di Cagliari Pasquale Mistretta non è rimasto sorpreso dal
provvedimento: «La posizione del nostro ateneo è determinata da indicatori
negativi che ben conosciamo e su cui non si può recuperare come il numero dei
fuori corso, i mancati crediti, il 28 per cento degli abbandoni», dice: «Questo
comporterà un taglio da parte del ministero di circa 500 mila euro che
porteranno a razionalizzare meglio le risorse. Va meglio invece per la ricerca
scientifica dove siamo ben messi, anche se è ancora insufficiente il
reperimento autonomo di fondi (oggi di circa quattro milioni)».In linea
generale Mistretta si dice favorevole al provvedimento del governo ritenendolo
«positivo per quanto riguarda i principi premiali che invoglieranno tutti a
fare meglio. Inoltre riapre i concorsi e conferma la politica di rivedere i
corsi eliminando quelli meno utili». MURGIA Per Bruno Murgia, deputato del Pdel
e componente della Commissione Cultura, l'idea di vincolare il 30% dei fondi in
base alla qualità raggiunta dagli atenei è un «passo da gigante verso la
meritocrazia». «L'Università - afferma - è un diritto, ma non possiamo
permettere di proseguire a erogare fondi senza alcun criterio».
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 25-07-2009)
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Cronaca
Italiana Pagina 111 Il virus non ha subito mutazioni ed è rimasto blando.
Contromisure in Vaticano per la salute del Papa Influenza A, è ormai pandemia
Il virus non ha subito mutazioni ed è rimasto blando. Contromisure in Vaticano
per la salute del Papa Per l'Oms colpita la quasi totalità dei Paesi --> Per
l'Oms colpita la quasi totalità dei Paesi ROMA La pandemia di influenza A
(H1N1) si avvicina a una propagazione totale: almeno 160 Paesi o territori su
un totale di 193 membri dell'Organizzazione mondiale della sanità hanno
confermato casi di persone colpite dall'influenza. «Ci stiamo avvicinando al
100 per cento, ma non ci siamo ancora», ha detto ieri a Ginevra il portavoce
dell'Oms Gregory Hartl. Le vittime nel mondo sono per ora circa 800. «Il nuovo
virus continua a propagarsi così rapidamente -ha detto ancora Hartl - perché
nessuno è immune di fronte a un virus che è nuovo; e come tutti i virus
dell'influenza, circola più facilmente nei climi freddi (di qui, la velocità di
propagazione che si registra nell'emisfero meridionale dove è inverno)». IL
VIRUS NON MUTA «Al momento non abbiamo riscontrato mutamenti nel comportamento
del virus. Quella a cui assistiamo è una diffusione geografica», ha precisato
il portavoce dell'Oms. «Ma dobbiamo essere però consapevoli che il virus
potrebbe cambiare e dobbiamo essere pronti per questo». «Le prime dosi di
vaccino dovrebbero essere disponibili nell'emisfero settentrionale in autunno.
L'Oms ha avuto finora da due case farmaceutiche la promessa di 150 milioni di
dosi per i Paesi in via di sviluppo e - ha precisato Hartlsta -negoziando con
altri produttori per ulteriori dosi per i Paesi meno sviluppati». TERZO MONDO
La «globalizzazione» del virus allarma soprattutto per le possibili
ripercussioni sul terzo mondo. «Questa diffusione così ampia - spiega Fabrizio
Pregliasco, virologo dell'università di Milano - era attesa, perché l'H1N1 è un
virus che si diffonde rapidamente. È importante che malgrado la diffusione
galoppante il virus rimanga uguale a sè stesso, e quindi rimanga piuttosto
blando e facilmente guaribile». ITALIANI IN FRANCIA Ci sono tre nuovi casi di
influenza A/H1N1 nel gruppo di italiani bloccati in un liceo di Reuil
Malmaison, nei pressi di Parigi. L'ultimo bilancio parla di 25 casi in tutto.
Tutti sono stati messi subito in isolamento all'interno del liceo, l'istituto
cattolico Passy Buzenval. Al viaggio-studio hanno partecipato in tutto 80
ragazzi, tutti tra i 15 ed i 17 anni, e 12 animatori, partiti da Roma e
Bologna. GELMINI «Allo stato attuale non è stato preso in
considerazione alcuno slittamento dell'inizio dell'anno scolastico». Lo ha
ribadito il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini che ha
aggiunto: «È stata fatta una polemica inutile. Non ci sono problemi». VATICANO
Il Vaticano si sta attrezzando per non farsi «cogliere alla sprovvista»
dall'influenza A e per «assicurare la salute» del «Papa, dei collaboratori più
stretti, e di quanti sono indispensabili al funzionamento e alla sicurezza
dello Stato (pontificio)», ha precisato il direttore di Sanità ed Igiene del
Vaticano. Eventualmente potranno essere sospese le udienze.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 25-07-2009)
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Politica
Italiana Pagina 109 Il caso. Pedica interrompe la conferenza stampa della Gelmini Idv, blitz a Palazzo Chigi Il caso.. Pedica
interrompe la conferenza stampa della Gelmini -->
ROMA Palazzo Chigi occupato. Con un blitz a sorpresa, l'Idv decide una protesta
plateale nella sala stampa della sede di governo per rimarcare i tentennamenti
dell'esecutivo sullo scioglimento del consiglio comunale di Fondi, una
cittadina del sud del Lazio, per infiltrazioni della criminalità. È da poco
terminato il Consiglio dei ministri e la titolare del dicastero
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, si appresta a
presentare il «pacchetto università» ai giornalisti quando il senatore
dell'Italia dei valori, Stefano Pedica, si alza in piedi e prende la parola: «È
da quattro mesi che il cdm deve sciogliere il consiglio comunale di Fondi per
infiltrazioni mafiose, così come ha fatto per altri comuni, e non lo fa,
nonostante vi siano stati 17 arrestati il 6 luglio». La Gelmini,
appare sorpresa ma replica che «un prossimo consiglio dei ministri affronterà
il problema» dopo «ulteriori approfondimenti», come riporterà in seguito anche
un comunicato della presidenza del Consiglio. Ma Pedica non desiste e afferma
che «nel consiglio dei ministri c'è qualcuno che vuole tutelare persone colluse
con la 'ndrangheta». Il ministro risponde seccato: «Lei non è nè un pm, nè un
magistrato ma un semplice parlamentare - dice - Non sono tenuta a rispondere».
Il battibecco continua con le tv che riprendono, fino a quando la Gelmini non decide di andar via: «L'Idv è sempre una forza
molto democratica, complimenti», commenta ironicamente alzandosi dal tavolo.
Subito dopo il ministro tenta di sdrammatizzare mentre raggiunge la sala verde
di Palazzo Chigi per continuare la conferenza stampa: «Dopo aver toccato il
fondo con Fondi - dice scherzando - ora occupiamoci di
fondi...dell'università». Intanto, Pedica occupa simbolicamente la sala stampa
dove sono state spente le luci: «Ci oscurano - dice -, ci tolgono la voce in
Parlamento e in televisione. Siamo come in Iran, dobbiamo parlare anche se
oscurati, dobbiamo fare come Moussavi». La protesta dura fino alle 4 e mezzo
del pomeriggio, quando il senatore decide di lasciare la sala stampa, ma la sua
iniziativa già ha scatenato polemiche. Duro l'intervento di Fabrizio Cicchitto,
presidente dei deputati del Pdl: «Con l'irruzione di un manipolo di squadristi
nella sala stampa di Palazzo Chigi - dice - l'Idv conferma la sua reale
natura».
( da "Blogosfere" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Lug 0925 Università: La Gelmini
boccia gli Atenei di Sassari e Cagliari, tagli oltre il 2% ai finanziamenti..
Pubblicato da Daniele Puddu alle 09:22 in Formazione Ma come? Secondo lo studio
del Censis per La Repubblica l' Università di Sassari risultava essere la
migliore d'Italia tra i medi atenei, Cagliari la sesta tra i più grandi.. ma ora contrordine,
secondo il Ministero dell'Istruzione guidato dalla Gelmini,
i due atenei sardi sono a fondo classifica e subiranno tagli ai finanziamenti
tra il 2,08% di Cagliari e il 2,95% di Sassari (peggio di lei solo altre
quattro università). Di cattivo auspicio era stata anche la classifica
pubblicata da Sole 24 Ore con gli atenei isolani ad inseguire. La notizia
arriva proprio nei giorni in cui si aprono le immatricolazioni al nuovo anno
Accademico, sia a Cagliari che a Sassari, si scatenano le polemiche e le
analisi in tutta Italia, qualcuno non ci sta , altri esclusi pongono dubbi sui
criteri, ma vediamo quali sono le motivazioni che hanno portato a premiare gli
atenei primi in classifica: Trento, per esempio, secondo il provvedimento
ministeriale, pur essendo un piccolo ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a
intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I
politecnici di Milano e Torino, invece, hanno conseguito risultati importanti
su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli
studenti, processi formativi positivi (numero di docenti adeguato in rapporto
al numero degli studenti), presenza di molti progetti assegnati dal Programma
Nazionale di Ricerca (fonte). Insomma il pacchetto università del Governo che
prevede più fondi agli atenei più efficienti, tagli dei corsi inutili, nuovi
criteri per concorsi e ricercatori (questo il nuovo codice etico
dell'Università di Cagliari) è entrato in funzione, sembra chiara la volontà di
rendere efficienti le Università, facendo loro tagliare i rami secchi, volenti
o nolenti (meno fondi). Sintesi legge Università (pdf) Testo coordinato alla
legge Università (pdf)Linee Guida del Governo per l'Università (pdf) Rassegna
stampa Che dire, auguro ai nuovi Rettori delle Università Sarde di essere in
grado di spingere ai vertici della classifica nazionale i nostri Atenei, che
già non ricchi, non potrebbero subire ulteriori tagli ai bilanci, con la
speranza che ciò non si ripercuota sulle tasche degli studenti.
( da "Avvenire" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMA
25-07-2009 CONTINUA ANCHE IL TAGLIO DEI COSIDDETTI «CORSI INUTILI» Buona
didattica e ricerca pagano: più fondi alle università virtuose Ï Il governo
approva il pacchetto per rifinanziare gli atenei: il 7% del Fondo (525 milioni)
distribuito secondo criteri di merito Ï Decisive le
valutazioni dell'Anvur, che unifica Cnvsu e Civr Ï Il ministro Gelmini spiega: «Nessun intento punitivo, ma la volontà di spronare gli
atenei a dare il meglio». Trento primeggia Ï Sbloccati anche 1.800 concorsi per
professori e ricercatori banditi nel 2008. Ma ora commissioni sorteggiate
CIOCIOLA A P
( da "Avvenire" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
POLITICA
25-07-2009 P REMIATI ECONOMICAMENTE GLI ATENEI MIGLIORI All'università si
cambia Passo nella direzione giusta P IERO C HINELLATO C hiosando la
celeberrima frase di Neil Armstrong pronunciata mettendo piede sulla Luna («un
piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità») si può dire che
ieri si è consumato per la nostra università un primo piccolo passo che però ha
in sé le potenzialità per generare un grande balzo. Niente è sicuro e niente è
scontato le tante delusioni del passato impongono cautela , però quel minuscolo
7% del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) in tutto 525 milioni di euro
ripartito tra le università sulla base di criteri oggettivi di merito, con gli
Atenei migliori premiati in cima l'Università di Trento e i Politecnici di
Torino e Milano , con la penalizzazione di quelli risultati meno buoni, e con
tre Trieste, Firenze e Siena la cui valutazione è sospesa in attesa dei piani
finanziari di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso, può
costituire un segnale importante. Il valore è forse più psicologico che
sostanziale, ma l'indicazione che se ne trae è che per un certo modello di
università autoreferenziale, con docenti sazi della cattedra conseguita grazie
a concorsi compiacenti, incurante dell'efficacia delle proposte didattiche e
dell'esito professionale dei propri laureati, comincia a oscurarsi l'orizzonte.
La promessa del ministro Gelmini di
aumentare nei prossimi anni la quota assegnata per merito fino al 25-30% indica
un'intenzione politica altrettanto apprezzabile. Certo, i problemi della nostra
università sono con questo ben lungi dall'essere risolti: quello dei
finanziamenti incombe, con le riduzioni previste per il Fondo di finanziamento
duramente contestate dall'opposizione parlamentare. Gli atenei sono
chiamati a compiere dei sacrifici, ma hanno, ad esempio, ridottissime
possibilità di agire sulla voce più sostanziosa delle loro uscite, quella
relativa al personale, che segue rigidi contratti nazionali. Risalta, inoltre,
anche dalla classifica da cui abbiamo preso le mosse (pubblicata a pagina 4),
la conferma di un divario serio tra università del Nord e del Centro-Sud (pur
con significative eccezioni): una situazione che non può essere accettata come
supina certificazione dell'esistente, ma che sollecita azioni vigorose di
recupero. È un intero sistema che va riguadagnato a un circuito virtuoso, di
pari passo con la modernizzazione istituzionale ed economica del Paese. Non è
pensabile che l'Italia riesca ad emergere dalla crisi economica senza disporre
delle competenze qualificate, coltivate da università che siano fucine di
ricerca, con docenti competenti, appassionati, valutati e retribuiti in base
alla qualità del lavoro svolto: l'ha chiesto Obama per gli Usa, dove la
meritocrazia non ha bisogno di avvocati, tanto più serve a noi, storicamente
refrattari a quella cultura. Come riconosciuto dallo stesso ministro, è altresì
indispensabile investire soldi pubblici per «sostenere i sacrifici che fanno le
famiglie per mantenere i figli all'università. Servono più residenze, più
campus, prestiti d'onore e borse di studio». Ed è la crisi a imporre che questi
aspetti siano affrontati tempestivamente e simultaneamente, perché altrimenti
le difficoltà rischiano di scaricarsi sui giovani economicamente più deboli,
impedendo loro di esercitare quella libertà di scelta che, se «capaci e
meritevoli» hanno diritto di vedersi riconosciuta. Benvenuta quindi la
decisione adottata ieri, ma si presti attenzione anche alle ragioni quando
sostenute da buoni argomenti degli atenei che oggi proveranno a giustificare le
performance non soddisfacenti e si operi perché non si cristallizzi una
frattura educativa nel Paese.
( da "Avvenire" del
25-07-2009)
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CRONACA
25-07-2009 SCUOLA E MERITO Università, premiate le migliori Fondi in base alla
qualità di ricerca e didattica DA R OMA P INO C IOCIOLA L' asceta fa una
necessità della virtù, secondo Friedrich Nietzsche: adesso toccherà anche alle
università italiane. Visto che gli atenei "virtuosi" incasseranno più
fondi rispetto agli altri, come stabilisce il "pacchetto università"
approvato ieri dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro per
l'Istruzione Mariastella Gelmini. Sarebbe a dire che
il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (più o meno 525 milioni di euro)
verrà distribuito in base alla qualità della ricerca e della didattica. Il
'pacchetto' ha anche sbloccato i 1.800 concorsi per professori e ricercatori
banditi nel 2008, ma che si svolgeranno con un nuovo criterio, cioè il
sorteggio dei componenti della commissione. Tra le altre misure, poi, c'è la
razionalizzazione dei corsi di laurea per la riduzione di quelli considerati
inutili (sebbene il 20% di questi sia già stato tagliato). Vediamo le novità.
Nuovo sistema di valutazione. Torniamo al 7% del Fondo di finanziamento
ordinario: i due terzi verranno assegnati in base alla qualità della ricerca e
il restante terzo alla qualità della didattica. Prende così il via il nuovo
sistema di valutazione delle università, grazie al quale «saranno premiati gli
atenei più virtuosi sulla base di criteri riconosciuti e valutati positivamente
dalla Crui», si legge nel comunicato di Palazzo Chigi. Tocca all'Anvur.
L'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca
(Anvur), la nuova Agenzia il cui regolamento è stato approvato sempre ieri dal
Consiglio dei ministri, valuterà la qualità degli atenei e degli enti di
ricerca ed è stata resa più autonoma: il presidente e il comitato di selezione
che individuerà i membri del Consiglio direttivo saranno nominati infatti dal
presidente della Repubblica (e non più dal governo). L'Anvur sostituisce e
unifica i due comitati di valutazione attualmente esistenti: il Cnvsu (che
valuta le università) e il Civr (che valuta la ricerca). La '
razionalizzazione'. Quanto ai tagli dei corsi, «in questi anni sostiene il
ministero si è assistito a una proliferazione di insegnamenti che non
rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro ». Negli ultimi mesi
sono già stati tagliati il 20% dei corsi inutili e ora attraverso il
'pacchetto' sarà possibile ridurli ulteriormente . Ad esempio, «i corsi di
specializzazione di medicina sono stati ridotti da
( da "Avvenire" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA
25-07-2009 Idv, blitz a Palazzo Chigi: interrotta la Gelmini Il Pdl: è squadrismo. Udc: teatrino vergognoso DA R OMA L UCA L
IVERANI P rotesta eclatante dell'Italia dei valori per sollecitare lo
scioglimento del comune di Fondi infiltrato dalla camorra. Il senatore Stefano
Pedica interrompe la conferenza stampa a Palazzo Chigi del ministro Gelmini, occupando la sala per quattro ore. Durissime le reazioni
del Pdl: disprezzo della democrazia, squadrismo, eversione. Critica anche
l'Udc. E Di Pietro ribatte: eversivo è il silenzio del governo. Il Pd non
commenta la protesta, ma Ermete Realacci definisce «grave il rinvio dello
scioglimento» del comune pontino. Il 'blitz' del senatore va in scena mentre
Maria Stella Gelmini, al termine del consiglio dei
ministri, sta presentando il 'pacchetto università'. Il senatore dipietrista si
alza e prende la parola: «È da quattro mesi che il consiglio dei ministri deve
sciogliere il consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose attacca
Pedica così come ha fatto per altri comuni e non lo fa, nonostante vi siano
stati 17 arrestati il 6 luglio» e «una relazione di 500 pagine del prefetto».
La Gelmini appare sorpresa, ma replica che «un
prossimo consiglio dei ministri affronterà il problema dopo ulteriori
approfondimenti». Pedica contrattacca: «In consiglio dei ministri c'è qualcuno
che vuole tutelare persone colluse con la 'ndrangheta». «Lei non è né un pm né
un magistrato alza la voce il ministro ma un semplice parlamentare, non sono
tenuta a rispondere ». Il battibecco continua finché la Gelmini
decide di interrompere la conferenza, che poi riprenderà al terzo piano in Sala
Verde: «L'Idv è sempre una forza molto democratica, complimenti», dice
stizzita. Pedica invece non si muove. I commessi spengono le luci. «Ci oscurano
dice in Parlamento e in televisione, come in Iran. Continuo l'occupazione
nonostante i funzionari abbiano spento le luci e l'aria condizionata e chiuso i
bagni. Una vergognosa violazione di diritti umani ». Alle 16 e 30 infine lascia
Palazzo Chigi: «Le due righe in fondo al comunicato di Palazzo Chigi dice in
mancanza di altre risposte non mi soddisfano, ma lo considero un impegno. Al
prossimo consiglio dei ministri sarò di nuovo a Palazzo Chigi a chiedere se il
governo ha fatto finalmente il suo dovere commissariando il comune di Fondi. Non
dovremmo mai essere costretti a gesti del genere se chi ci governa facesse il
proprio dovere». Dure le proteste della maggioranza. Dice Maurizio Lupi: «C'è
un modo molto chiaro per porre questioni al governo, è quello delle
interrogazioni parlamentari. È l'abc della democrazia ». Fabrizio Cicchitto
parla di «irruzione di un manipolo di squadristi» . Anche l'Udc parla di
«indecoroso teatrino». Dal Pd nessun commento sulla protesta. Ma Realacci dice
che «ogni ulteriore ritardo nel commissariamento è inconcepibile e lascia
spazio a odiosi ammiccamenti alla criminalità organizzata. Il governo da tempo
ha tutti gli elementi per agire. C'è da chiedersi cosa aspetti». Il senatore
Pedica: protesta per chiedere lo scioglimento di un comune infiltrato dalla
camorra. Silenzio dal Pd
( da "Blogosfere" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Lug 0925 Università: La Gelmini
boccia gli Atenei di Sassari e Cagliari, tagliati oltre il 2% dei
finanziamenti.. Pubblicato da Daniele Puddu alle 09:22 in Formazione Ma come?
Secondo lo studio del Censis per La Repubblica l' Università di Sassari
risultava essere la migliore d'Italia tra i medi atenei, Cagliari la sesta tra
i più grandi.. ma ora contrordine, secondo il Ministero dell'Istruzione guidato
dalla Gelmini, i due atenei sardi sono a fondo
classifica e subiranno tagli ai finanziamenti tra il 2,08% di Cagliari e il
2,95% di Sassari (peggio di lei solo altre quattro università). Di cattivo
auspicio era stata anche la classifica pubblicata da Sole 24 Ore con gli atenei
isolani ad inseguire. La notizia arriva proprio nei giorni in cui si aprono le
immatricolazioni al nuovo anno Accademico, sia a Cagliari che a Sassari, si
scatenano le polemiche e le analisi in tutta Italia, qualcuno non ci sta ,
altri esclusi pongono dubbi sui criteri, ma vediamo quali sono le motivazioni
che hanno portato a premiare gli atenei primi in classifica: Trento, per
esempio, secondo il provvedimento ministeriale, pur essendo un piccolo ateneo,
è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i
finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino, invece, hanno
conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di
autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi positivi
(numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti), presenza di
molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca (fonte). Insomma il
pacchetto università del Governo che prevede più fondi agli atenei più
efficienti, tagli dei corsi inutili, nuovi criteri per concorsi e ricercatori
(questo il nuovo codice etico dell'Università di Cagliari) è entrato in
funzione, sembra chiara la volontà di rendere efficienti le Università, facendo
loro tagliare i rami secchi, volenti o nolenti (meno fondi). Sintesi legge
Università (pdf) Testo coordinato alla legge Università (pdf)Linee Guida del
Governo per l'Università (pdf) Rassegna stampa Che dire, auguro ai nuovi
Rettori delle Università Sarde di essere in grado di spingere ai vertici della
classifica nazionale i nostri Atenei, che già non ricchi, non potrebbero subire
ulteriori tagli ai bilanci, con la speranza che ciò non si ripercuota sulle
tasche degli studenti.
( da "Sicilia, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il pacchetto Gelmini approvato dal Consiglio dei ministri Roma. Nuovi ritocchi
all'università italiana in una sorta di lifting a più riprese che sarà
completato in autunno con la riforma del reclutamento e della governance. Il
consiglio dei ministri ha dato, infatti, ieri il via libera (in prima lettura)
alla più volte annunciata Agenzia per la valutazione del sistema universitario
(Anvur) e il ministro Gelmini ha firmato
provvedimenti che sbloccano 1.800 concorsi e distribuiscono, per la prima volta
in Italia, una parte (7%) dei fondi destinati alle Università in base al merito
e dunque soldi in più soltanto agli Atenei migliori. «Non c'è alcun intento
punitivo, ma la volontà - ha tenuto a precisare il ministro - di spronare tutti
a dare il meglio, a non accontentarci di un sistema universitario che ha luci e
ombre. Se vogliamo rispondere alla crisi si parte dalla scuola, dall'Università
con la capacità di difendere ciò che funziona ma anche di mettere mano ai
problemi». Dopo una lunghissima gestione il primo sta bene all'Anvur. La nuova
Agenzia valuterà la qualità di atenei ed enti di ricerca e il suo giudizio sarà
determinante per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario a
chi raggiungerà i risultati migliori. L'Anvur (che sostituisce e unifica Cnvsu
e Civr, i due comitati di valutazione attualmente esistenti) metterà sotto la
lente la didattica (anche con riferimento ai livelli di apprendimento degli
studenti e al loro inserimento nel lavoro), le strutture, l'acquisizione di
finanziamenti esterni, lo scambio di ricercatori, la qualità della ricerca (con
il sistema peer review, cioè la valutazione anonima di illustri accademici
internazionali). Non solo. L'Agenzia propone anche i requisiti per
l'istituzione di nuovi Atenei o sedi distaccate, per l'attivazione dei corsi di
studio, dei dottorati, dei master e delle scuole di specializzazione. Ogni anno
redigerà un Rapporto sullo stato dell'arte. L'Anvur sarà composta dal
presidente, da un consiglio direttivo e dal collegio dei revisori dei conti.
Tutti resteranno in carica per 4 anni e non potranno essere nuovamente
nominati. Più soldi agli Atenei virtuosi. Per la prima volta in Italia il
ministero ha assegnato una parte dei fondi destinati alle Università, il 7% del
Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), cioè 525 milioni di euro, in base alla
qualità della ricerca (2/3) e della didattica (1/3). Da una prima ricognizione
emerge che l'Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra
le Università migliori in base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno
finanziamenti invece 27 Università, tra cui anche i due Atenei della Capitale
«Roma Tre» e «La Sapienza», che non hanno gli standard qualitativi previsti.
Tra i parametri presi in considerazione per l'assegnazione dei fondi, la
capacità di intercettare finanziamenti europei per la ricerca, la percentuale
di laureati che trovano lavoro a 3 anni dalla laurea, la presenza di corsi
affidati a propri insegnanti di ruolo, la regolarità degli esami. Spazzati via
i corsi inutili. Il ministro Gelmini ha inviato alle
Università una nota in cui sono contenute una serie di misure per eliminare i
corsi di laurea non necessari (quelli, ad esempio, con pochi studenti). Già ne
sono stati tagliati il 20%, ora sarà possibile ridurli ulteriormente (i corsi
di specializzazione di medicina, ad esempio, sono passati da
( da "Sicilia, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
annuncio
di russo all'health day Palermo. «La valutazione sulla qualità delle università
italiane, che vede quelle del Sud agli ultimi posti della graduatoria, non è
l'ennesima prova dei nostri ritardi, quanto il tentativo di colpire in maniera
strumentale i nostri atenei utilizzando carte truccate». Questo il commento del
presidente della Regione, Raffaele Lombardo, i merito ai dati resi noti ieri
sulla performance dei atenei siciliani, agli ultimi posti nella classifica
"meritocratica" del ministro Gelmini. «Gli elementi di giudizio che portano a tali valutazioni - fa
osservare il presidente Lombardo - si fondano sulle valutazioni di un ricerca
risalente al 2003 e da criteri che sono irraggiungibili per questi atenei».
«Invece di giudicare gli effettivi miglioramenti verificatisi anno dopo anno
nei progetti di ricerca e premiare in base a questo grado di avanzamento -
continua il governatore - si valutano le università del Sud sulla capacità che
gli studenti trovino occupazione (dimenticando quanto essa dipenda dalle
effettive possibilità offerte dal mercato del lavoro locale e dalle connesse
condizioni economiche) o sulla capacità di attrarre finanziamenti esterni
(dimenticando che la grande impresa risiede al nord e proprio lì investe per
acquisire le migliori risorse umane da inserire nelle aziende del territorio)».
Dopo aver espresso la propria solidarietà ai rettori delle università del
Mezzogiorno per questo iniquo giudizio, Lombardo conferma l'impegno della
Regione Siciliana a favore degli atenei dell'Isola: «Desidero tranquillizzare i
rettori delle Università siciliane perché il governo della Regione intende fare
fino in fondo la propria parte per dare l'adeguato sostegno alla ricerca e le
migliori condizioni di vita ai nostri atenei, così da offrire agli studenti
siciliani processi formativi sempre più qualificati, gli unici in grado di
garantire un sviluppo reale del nostro territorio». u. f.
( da "Sicilia, La" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Lagalla
insorge «Criteri dissennati per la valutazione» Catania. «La distribuzione di
una percentuale delle risorse del Fondo di finanziamento
ordinario agli atenei sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità,
decisa dal Ministro Mariastella Gelmini, ci
conferma che la giusta direzione è quella di agganciarci alle migliori
università del Nord e di cercare di competere con loro sia sul piano della
ricerca che della didattica». Non è sorpreso il rettore dell'Università di
Catania, prof. Antonino Recca, nel leggere la graduatoria allegata al
provvedimento del Ministro Gelmini, che vede Catania
nella parte medio-bassa della classifica degli atenei cosiddetti
"virtuosi" in quanto a ricerca e didattica, penalizzata rispetto allo
scorso anno dell'1,6% dei fondi. «Le posizioni non si discostano
sostanzialmente da quelle rilevate qualche settimana fa dalle
"pagelle" del Sole 24 ore, che vedono l'Ateneo catanese comunque in
netta risalita rispetto agli anni precedenti», commenta il rettore Recca.
L'Università etnea, del resto, si conferma la prima in Sicilia, ed è anche tra
le prime dieci università meridionali. E' soprattutto il "peso"
assegnato alla qualità della didattica, che tiene conto anche della percentuale
dei laureati che trovano lavoro a tre anni dal conseguimento della laurea e
della quantità di studenti che si iscrivono al secondo anno avendo superato
almeno i due terzi degli esami, a penalizzare Catania: si tratta di fattori
strutturali, legati indubbiamente alla difficile situazione occupazionale del
Meridione, e della Sicilia in particolare, che tradizionalmente spinge -
oltretutto - molti giovani a cercare nelle aule universitarie un temporaneo
"parcheggio", in attesa di un lavoro stabile. La ricerca e la
capacità di attrarre fondi, come attestano anche i punteggi del Sole 24 ore,
vedono invece Catania in forte crescita. «La strada che abbiamo intrapreso -
ribadisce Recca - è quella di razionalizzare e gestire al meglio le risorse,
attraverso bilanci oculati e investimenti lungimiranti, e di puntare sul
miglioramento complessivo delle nostre performance, specialmente nella
didattica, raggiungendo in tempi brevi gli standard dei più efficienti atenei
del Nord». «Siamo certi - conclude quindi il rettore Recca - che nei prossimi
anni i risultati della valutazione saranno molto più gratificanti».
( da "Tempo, Il" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
stampa
Politica Caso Fondi, il Governo non decide Ancora un rinvio! Si allontana la
verità sul caso Fondi dopo che ieri mattina il Consiglio dei Ministri ha
rinviato, a una delle prossime sedute, la decisione sullo scioglimento del
Consiglio comunale. Una questione in sospeso ormai dall8 settembre del 2008, quando il Prefetto di Latina, Bruno
Frattasi, ha chiesto, in base alle risultanze della Commissione d'accesso, lo
scioglimento a seguito di rapporti accertati tra i vertici dell'amministrazione
comunale e
la criminalità. E il rinvio della decisione ha creato un terremoto politico,
esploso clamorosamente anche a livello nazionale. Ieri mattina, infatti,
l'Italia dei Valori ha compiuto un vero blitz nella sala stampa di Palazzo
Chigi. Alla fine della seduta del Consiglio dei Ministri, infatti, Mariastella Gelmini ha iniziato la conferenza
stampa di presentazione del «pacchetto Università» varato dal governo. Dalla
prima fila si è alzato il senatore dell'Idv, Stefano Pedica, che con microfono
in mano ha detto: «Voglio chiedere come mai il governo non ha deciso di
sciogliere il Comune di Fondi. Quattro mesi fa Maroni aveva dato l'ok
allo scioglimento». La Gelmini ha replicato: «Il
presidente del Consiglio e il ministro dell'Interno hanno ritenuto necessario
un supplemento di approfondimento e di riflessione. In una delle prossime
sedute questa vicenda verrà decisa e sicuramente comunicata». ne è seguito un
agitato botta e risposta tra Pedica e la Gelmini fino
a quando, di fronte alle insistenze di Pedica, il ministro ha deciso di
sospendere la conferenza stampa. Sul caso è intervenuta anche la capogruppo del
Pd in commissione parlamentare Antimafia, Laura Garavini: «Da oggi sappiamo
ufficialmente che le parole del Governo dette nell'aula della Camera non valgono
nulla. Infatti giovedì 16 luglio la Presidenza del Consiglio, tramite un
sottosegretario che la rappresentava, ha dichiarato in aula che la decisione
sullo scioglimento per infiltrazioni mafiose del comune di Fondi sarebbe stata
presa nel primo Consiglio dei Ministri successivo».Duro Ermete Realacci,
responsabile ambiente del Pd. «Ogni ulteriore ritardo è inconcepibile e lascia
spazio ad odiosi ammiccamenti alla criminalità organizzata e alla possibilità
di infiltrazioni dell'amministrazione pubblica. Su questa linea anche Marrazzo
e il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro: «Perché il Governo non
scioglie il Comune di Fondi? Cosa cè sotto?».
( da "Sestopotere.com" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Docenti
precari e graduatorie in coda o a pettine : Nervegna (PdL) contro
ogni discriminazione (25/7/2009 18:30) | (Sesto Potere) - Forlì - 25 luglio
2009 - “Il problema delle graduatorie ad esaurimento dei docenti e del
personale educativo nasce dalla malagestione del Governo Prodi e la stessa
ministra Gelmini lo ha ricordato più volte: il sistema
così non regge e con gli strumenti di oggi non si possono dare risposte a
tutti. Si cercano soluzioni per le graduatorie dal 2007. Inserimento in coda o
“a pettine” nelle graduatorie ad esaurimento dei docenti e del personale
educativo per lo spostamento da una provincia allaltra?”
In merito al quesito, il consigliere regionale del PdL Antonio Nervegna , ha
presentato una risoluzione nellassemblea dellEmilia-Romagna.
Secondo Nervegna il cosiddetto inserimento “a pettine” dei docenti di altre province
nelle graduatorie ad esaurimento andrebbe a discapito di coloro che sono
impossibilitati a muoversi su disposizione obbligatoria da una provincia allaltra (specialmente padri e madri di famiglia che hanno
messo radici in un determinata città)
allontanando qualsiasi certezza sulla tanto ambita nomina in ruolo. “Così
facendo – aggiunge Nervegna - si ledano pesantemente i diritti acquisiti da
tutti i docenti precari che hanno fatto da anni scelte fondamentali in merito al loro futuro di
professionisti dellinsegnamento. Si tratta di
docenti precari anche di origine meridionale che da anni lavorano nelle scuole
delle regioni del centro-nord e che hanno capitalizzato con il loro lavoro e il
loro sacrificio una posizione utili al conseguimento delle supplenze. E stiamo parlando
di persone che rischiano di essere superate in graduatoria da nuovi imprevisti
inserimenti… ”. Inoltre, sempre secondo Nervegna con l inserimento “a pettine” nelle graduatorie ad esaurimento
dei docenti
e del personale educativo si creerebbe una forte discrepanza a livello
nazionale nelle modalità di ottenimento dei punteggi aggiuntivi, laddove in
alcune regioni i corsi con la stessa valenza legale avrebbero durata biennale
con obbligo di frequenza e incompatibilità con la partecipazione ad altri
corsi, mentre in altre regioni la durata dei corsi sarebbe di un solo anno e
con la frequenza non obbligatoria , permettendo liscrizione
ad altri percorsi e garantendo quindi una posizione più alta in graduatoria. Antonio
Nervegna invita dunque la Giunta regionale ad adoperarsi affinché il Governo
nazionale e il Ministro si impegnino a rendere omogenee a livello nazionale le
modalità per lottenimento dei punteggi
aggiuntivi e i criteri di valutazione che determinano le posizioni nelle graduatorie ad
esaurimento del personale docente ed educativo. La risoluzione che tocca questo
importante argomento sarà presentata in aula e discussa da tutti i partiti. La
posizione di Nervegna è che linserimento nelle graduatorie permanenti
debba continuare ad essere in coda evitando di ledere aspettative e diritti già
acquisiti e si batterà perché tale principio sia confermato anche dal Miur.
( da "Blogosfere" del
25-07-2009)
Argomenti: Scuola
Lug 0925 Zittita la Gelmini
durante una conferenza stampa Pubblicato da Franca Corradini alle 18:21 in
Scuola&Società Incredibile ma vero : Gelmini
zittita durante una conferenza stampa. Ha rischiato di perdere il suo naturale
aplomb, così recita il giornalista... Ha rischiato di perdere il suo gelo
naturale, la barbie di ghiaccio.... Ecco la notizia : Rimane seduto a lungo. In
silenzio, in attesa di compiere il blitz, mimetizzato tra i giornalisti.
Nessuno, o quasi, fa caso alla sua presenza. è mezzogiorno passato. Mariastella
Gelmini si sistema la sedia al centro del palco,
pronta a sciorinare i numeri del «Pacchetto Università» appena varato. Ma fa in
tempo a pronunciare dieci, quindici parole, quando il guastafeste irrompe sulla
scena, impallando pure le telecamere. «Chi sarà mai?», si chiedono il ministro
e tre quarti della sala stampa. è Stefano Pedica, senatore (nientemeno) della
Repubblica, esponente di spicco dellIdv, che
pensa bene di programmare l irruzione e interrompere la conferenza
stampa. Attimi di smarrimento, parole al vento, finché lo dotano gentilmente di
microfono, oggetto che non mollerà a lungo. «Sono qui perché voglio chiedere come mai il
governo non ha deciso di sciogliere il Comune di Fondi, dove lo scorso 6 luglio
ci sono state 17 persone arrestate per infiltrazioni della criminalità
organizzata. Maroni aveva dato lok allo scioglimento,
ma il Consiglio dei ministri non si è ancora pronunciato in proposito. Evidentemente, cè qualcosa che non va...». Non ci si crede, ma è tutto vero.
E cera bisogno di questa specie di sceneggiata? Il quesito è pressoché
comune e si legge pure sul viso della Gelmini, che
mantiene la calma, quantomeno di primo acchito: «Oggi il Cdm ha affrontato largomento, ma il premier e il ministro dellInterno
hanno ritenuto necessario un supplemento di approfondimento. In una delle
prossime sedute questa vicenda verrà decisa». continua su Il Giornale
( da "Stampa, La" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITÀ.
PARLA IL RETTORE "Il nostro Ateneo promosso per merito grazie ai
ricercatori" Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini fa l'appello degli Atenei più virtuosi e il Piemonte Orientale
risponde presente. Con il provvedimento firmato dal ministro, per la prima
volta in Italia i finanziamenti verranno distribuiti in base ad un criterio di
qualità dell'offerta formativa, della ricerca e dell'efficienza delle sedi
didattiche. E tra i ventisette Atenei promossi si inserisce l'Università
del Piemonte Orientale «Avogadro» con un incremento di fondi dello 0,79%, a
disposizione per il prossimo anno accademico. «È sicuramente un dato molto
positivo e siamo orgogliosi e soddisfatti - commenta il rettore Paolo Garbarino
-. Non è un aumento di risorse elevatissimo ma comunque importante, soprattutto
perché figlio di un criterio che si basa sulla qualità. Bisogna comunque
premettere che sono dati ancora da controllare e da verificare, valutando anche
i criteri utilizzati. Per ora ci basiamo sulle parole del ministro. Ma già solo
essere paragonati a realtà come Pisa e Verona è un ottimo risultato». Proprio i
criteri alla base della classifica stilata dal Ministero rappresentano la
novità più interessante: «Negli anni scorsi in queste graduatorie la didattica
contava più della ricerca. Adesso invece il peso di quest'ultima è aumentato
molto - conferma Garbarino -. È questa la chiave di lettura della nostra buona
posizione in classifica: la ricerca infatti ricopre un ruolo chiave per il
nostro Ateneo. Abbiamo docenti giovani che, oltre a insegnare, lavorano molto
sulla ricerca scientifica. E questo criterio ha influito anche per le
Università che hanno ottenuto risultati negativi». Un trend positivo per
l'Ateneo tripolare confermato anche da un'altra graduatoria, stilata dal
Comitato per la valutazione del sistema universitario e dall'Istat, incentrata
su qualità e occupazione che vede il Piemonte Orientale all'ottavo posto: «Sono
tutti ottimi risultati che ci devono spronare per fare sempre meglio», conferma
il rettore.\
( da "Tempo, Il" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
stampa
Critiche alla scelta di premiare gli atenei che hanno più professori di ruolo:
«Avere manager esterni che fanno lezione è un bene» «Riforma giusta, ma va
migliorata» Pierluigi Celli, direttore generale della Luiss: «Bisognerà
correggere i criteri di valutazione» Una buona riforma ma che ha ancora bisogno
di qualche «aggiustamento» . Pierluigi Celli, amministratore delegato e
direttore generale della Luiss, giudica così le novità introdotte dal ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini nei finanziamenti
alle università statali. «È un ottimo passo avanti — spiega l'ex direttore
generale della Rai — finalmente si andranno a valutare gli atenei secondo
criteri di merito». Eppure questa è una riforma che era stata preparata dalla
sinistra. Solo che poi non l'ha portata avanti. Lei che spiegazione ne dà?
«Dico che la sinistra ha sempre delle buone intuizioni, però poi le lascia
mettere in pratica dal centrodestra. Non so, forse non c'è stato il coraggio di
sostenerla fino in fondo». Le critiche, comunque, anche stavolta non sono
mancate. Ad esempio sul fatto che i criteri di valutazione favorirebbero le
facoltà scientifiche rispetto a quelle umanistiche. «Questo in effetti è uno
dei punti deboli. Bisognerà correggerli, non è possibile applicare lo stesso metodo
per tutti. Ma non c'è solo questo, è stato introdotto anche il principio che
vengono premiate le università che hanno più professori di ruolo. È sbagliato».
Perché? «Se l'università si vuole collegare al mondo del lavoro deve avere la
possibilità di fare contratti anche a manager che vengono dalle aziende. È un
modo per fare meglio lezione, per far crescere i ragazzi. Perché un conto è
avere un professore a contratto diciamo così, di «risulta», un altro è avere un
manager vero, un professore che, ad esempio, conosce il mondo dell'impresa. E
questo dovrebbe essere uno dei fattori che vengono valutati in senso positivo e
virtuoso. Invece mi sembra che sia stata introdotta una sorta di autotutela
della categoria». L'introduzione di criteri di merito per ottenere i
finanziamenti potrà mettere in concorrenza le università statali con quelle
private? «Certamente, però credo che ci dovrà essere un passo successivo nel
quale si introduce lo stesso criterio per finanziare anche le università
private. Comunque la riforma così come l'ha presentata il ministro Gelmini è buona, ci sono le condizioni per arrivare
finalmente a un cambio di passo. Certo se ne dovrà parlare ancora, ci dovranno
essere modifiche. Per ora credo sia partita in modo sperimentale». Cosa pensa del
fatto che La Sapienza a Roma abbia avuto un giudizio così negativo? «È un dato
che ha sorpreso anche me. Perché conosco Frati e so che sta facendo un lavoro
eccezionale, ha fatto sforzi enormi per migliorarla». E allora come spiega la
bocciatura? «Probabilmente i giudizi sono stati stilati un po' troppo in
fretta, con dati vecchi. Il governo ha voluto fare tutto di corsa».
( da "Tempo, Il" del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
stampa
Onore al merito. Della ministra Gelmini,
innanzitutto. Che ai criteri di merito nella scuola italiana ha sempre
tenacemente e coerentemente creduto. E che adesso prova a introdurli nel Moloch
del sistema universitario. Operazione ardua e temeraria, quanto altre mai, che
se solo riuscisse in minima parte, evocherebbe il prodigio di un miracolo.
Onore al merito delle università «meritevoli». La cui classifica è stata resa
nota dall'apposita commissione ministeriale che distingue, con un punteggio
algebrico, quelle positive da quelle negative. Sia pure nella consapevolezza
che una riforma in senso meritocratico dell'università non è cosa da potersi
risolvere in pochi giorni o pochi mesi, non possiamo tuttavia non rilevare che
i criteri elaborati per assegnare giudizi premiali o punitivi ai diversi atenei
avrebbero bisogno di una revisione profonda o di una messa a punto più
accurata. Sta di fatto che questa prima graduatoria ministeriale - sulla base
della quale saranno proporzionalmente distribuiti i (pochi) fondi pubblici a
disposizione del sistema pubblico di istruzione universitaria - suscita non
poche perplessità alla luce di semplici riscontri di esperienza e buon senso. E
non a caso solleva polemiche e proteste da parte dei rettori delle università
«bocciate», magari dettate da risentimenti corporativi e localistici, ma non
tutti ingiustificate. Prendiamo gli indicatori di «qualità della didattica», in
astratto ineccepibili, in pratica ambigui e fuorvianti. Il tempo necessario a
un laureato per trovare lavoro: tiene conto dei tanti piccoli centri nati per
esaudire le esigenze degli studenti-lavoratori che un'occupazione ce l'hanno
già? L'utilizzo nei corsi di docenti di ruolo, secondo i «requisiti minimi»
stabiliti nelle miniriforme degli anni scorsi: e ci mancherebbe pure che, dopo
l'infornata di professori e ricercatori nei concorsi omnibus degli anni
precedenti, si ricorresse all'apporto oltre misura di incaricati esterni. La
produttività negli studi calcolata sul numero degli esami dati dagli studenti
al secondo anno: non può essere facilmente riconvertita in un indicatore di
lassismo anziché di selettività nella valutazione dei candidati, secondo una
politica diffusa e dissennata di demagogia accademica, che serve pure a
ottenere giudizi lusinghieri nelle schede di valutazione degli studenti? C'è
poi la ricerca, tradizionalmente la Cenerentola dell'università italiana. Qui i
criteri adottati sembrano meno arbitrari, si prestano meglio a rilevazioni
tecniche, in questo senso «oggettivi»: come, ad esempio, il «quotation index»
(l'indice di citazioni nelle riviste internazionali) o i progetti finanziati
con fondi europei o del Ministero stesso. Così fan tutti: i paesi più evoluti.
Ma proprio questo è il punto. Non si possono importare automaticamente
meccanismi altrove sperimentati da tempo, senza gli adeguamenti necessari a
evitare crisi di rigetto in un contesto culturale come il nostro: nel quale è
ancora forte la distinzione fra ricerca teorica e ricerca applicata. Eppur si
muove, l'importante è che qualcosa si muova: e questi provvedimenti vanno nella
direzione giusta. Ma perché ci sia un vero salto di qualità, occorre aderire al
principio che anche nel mondo della scuola, e in particolare dell'università,
debbano essere introdotti gradi significativi di competizione. La meritocrazia
senza mercato non ha senso. Le università migliori le scelgono gli studenti nel
proprio interesse: e per questo sono disposte a pagare quanto serve.
( da "Repubblica, La" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
XVI - Napoli LA CLASSIFICA è FASULLA MASSIMO VILLONE P ensiamo forse che i
settecentomila figli del Sud - in buona parte laureati - che hanno fatto la
valigia per il Nord negli ultimi anni fossero attratti dalle bellezze
paesaggistiche? E come si può adottare come criterio la capacità di attrarre
fondi europei, quando quei fondi in larga misura nascono finalizzati verso
alcuni settori piuttosto che altri? Dunque, è falsa l´affermazione che la
classifica disegna una mappa di atenei meritevoli, che vanno premiati. Bastava
leggere i criteri per sapere chi avrebbe vinto e chi avrebbe perso. Ha ragione
chi dice che l´effetto reale dell´operazione è spostare verso il Nord una quota
di risorse già di per sé insufficienti. E che manca una qualsiasi politica per
l´università, pur essendo cruciale averne una per la competitività del
sistema-paese. Per non dire poi della rinuncia a vedere nell´università un
volano di sviluppo per le aree deboli del paese. Intendiamoci. L´università
soffre di molti mali. Accade che qualche annuario di Facoltà sembri un albero
genealogico, perché figli e nipoti seguono le orme dei padri tanto da insegnare
le stesse materie e vincere gli stessi concorsi. Accade che qualche docente si
impegni nello studio privato assai più che nella struttura, perché l´etichetta
universitaria paga. Accade che residui di potere baronale facciano proliferare
insegnamenti e corsi di laurea del tutto inutili. Accade che microatenei di periferia
asfittici e incapaci di fornire un servizio di qualità nascano dalla collusione
tra ceto accademico e ceto politico locale, in cerca di lustro personale e
piccola clientela. Come infine accade che uno studente ritenga sufficienti un
paio di settimane di studio per materie complesse e professionalmente
qualificanti. E che magari in qualche ateneo per la Gelmini di alta
classifica riesca anche a prendere l´esame. è questa l´università che il paese
non può permettersi. L´università in cui il ceto accademico ha male gestito
l´autonomia negli anni delle vacche grasse. L´ultima e maldestra iniziativa
della Gelmini può essere l´occasione per interrogarsi a fondo e senza
ipocrisia sugli errori fatti e su quel che serve anzitutto al paese, per
avanzare proposte con credibilità e autorevolezza. Non ci si può limitare a
contestare ai governi, di oggi e di ieri, di capire poco o nulla di università,
come pure è certamente vero. E smettano le realtà antiche e prestigiose, come
Roma e Napoli, di auto-glorificarsi in ragione del passato, per chiedersi
piuttosto come contribuire per il futuro alla innovazione e alla costruzione di
una università all´altezza dei tempi. Diversamente, andiamocene tutti a Trento,
capoclassifica per la Gelmini. Sapendo che là i
migliori servizi vengono anche dal ricco contributo della Provincia autonoma. E
che quel contributo è reso possibile dal regime finanziario di assoluto
privilegio che lo Stato italiano riconosce al Trentino Alto Adige. Quindi, il
primato in classifica di Trento lo abbiamo già pagato noi tutti, cittadini
italiani. Nel dopo Gelmini, lo pagheremo due volte.
Felice terra, quella di Trento. SEGUE A P
( da "Secolo XIX, Il" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Viggiano consulente del ministro Gelmini
cisl scuola LUIGI VIGGIANO, segretario generale Cisl Scuola Savona, è stato
chiamato dal Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione a presiedere il
comitato per il contenzioso relativo al personale docente della scuola
secondaria di primo grado. Il compito del Cnpi è quello di fornire una
consulenza tecnico professionale al ministro che lo presiede, esprimendo parere
non vincolante. La nomina di Viggiano consente di avere una rappresentanza a
livello centrale delle istanze e delle problematiche legate alla realtà
scolastica della provincia savonese. Con questa nomina Luigi Viggiano va ad
affiancarsi ad un altro savonese del sindacato, Gianni Manunzio, attualmente
segretario nazionale di Cisl Scuola e membro del Cnpi. 26/07/2009
( da "Repubblica, La" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V
- Genova L´intervento Università al top ma ora Deferrari sostenga la ricerca
MARGHERITA RUBINO Come chiunque intende e sa, il prestigioso quinto posto su
scala nazionale attribuito all´Università di Genova dalle valutazioni
ministeriali premia i risultati fino al 2008, vale a dire le gestioni
Pontremoli e Bignardi. Sul versante ricerca, viene recuperato in piccola
percentuale perfino il Civr, avviato dalla Moratti quattro anni fa. Sul
versante didattica, è stato premiato, fra l´altro, il taglio agli insegnamenti
già avviato a fine
( da "Repubblica, La" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V
- Firenze "Roma si sbaglia, abbiamo tagliato" Atenei, fondi congelati
a Firenze e Siena: "Ci deve essere un errore" Dubbi e polemiche sui
conteggi del ministero: "Con tutti i sacrifici che abbiamo fatto"
LAURA MONTANARI GAIA RAU Dubbi e polemiche sui conteggi. Il giorno dopo le
pagelle distribuite dal ministero alle università crescono i mugugni e gli
scontenti. Dei tre atenei toscani, uno solo al momento
risulta nel girone Gelmini dei «virtuosi»: l´ateneo Pisa che pure è sestultimo in graduatoria.
Firenze e Siena invece sono «sospese» in attesa di una verifica sui conti. Un
brutto colpo e non soltanto economico. Per l´università senese guidata dal
rettore Silvano Focardi il risanamento è qualcosa certo di avviato, ma che si
declina ancora al futuro: le spese del personale rispetto al fondo di
finanziamento ordinario sono intorno al 94% contro la soglia di legge del 90.
«Andrò a Roma la prossima settimana, voglio incontrarmi col ministro - dice
Focardi - vorrei sapere comunque com´è posizionata l´università di Siena nella
ricerca dal momento che noi rastrelliamo molti fondi anche a livello
internazionale». Fiducioso il rettore Augusto Marinelli convinto si tratti di
un errore di viale Trastevere e che presto l´ateneo di piazza San Marco riceverà
la quota parte dei finanziamenti, circa 19 milioni di euro (
( da "Secolo XIX, Il" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
La
pressione fiscaleè aumentatama il vero problemasono le riforme Nonostante il
governo sia appoggiato da quei partiti che si sono distinti nella lotta
demagogica per l'abbassamento delle tasse, i risultati finora conseguiti sono
esattamente l'opposto. Come indica l'Isae, la pressione fiscale è aumentata
passando dal 42,8 per cento del 2008 al 43,1 del
( da "Tirreno, Il" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Università.
Su 264 bandi a Pisa Per i dottorandi 204 contratti, ma a titolo gratuito PISA.
Sono 264 i contratti di insegnamento messi a bando dall'Università di Pisa in
vista del prossimo anno accademico 2009-2010. Di questi 204 sono a titolo
gratuito. L'ateneo pisano può realizzare questa manovra
prevista dal decreto Gelmini il quale accorda la possibilità di affidare incarichi di
insegnamento a remunerazione zero. E l'ateneo giustifica la propria scelta con
le sofferenze di bilancio causate dai tagli della finanziaria. Ecco i bandi per
facoltà: Lettere e Filosofia, 92 contratti di cui 74 gratuiti; Scienze,
83 contratti di cui 71 gratuiti; Lingue e Letterature Straniere, 4 contratti di
cui 3 gratuiti; Farmacia, 22 contratti di cui 16 gratuiti; Agraria, 11
contratti di cui 8 gratuiti; Economia, 52 contratti di cui 32 gratuiti. Ad essi
va aggiunto il corso di laurea in Scienze del Turismo, con sede a Lucca, che
presenta un quadro opposto (65 contratti di cui 4 gratuiti), dovuto al suo
carattere interuniversitario e ai finanziamenti ricevuti da un'apposita
fondazione. In tutto oltre 300 contratti di collaborazione coordinata e
continuativa destinanti in larga parte a docenti precari. Nelle facoltà di
Lettere e Scienze sono stati chiusi il giorno 20 i primi bandi con insegnamenti
a titolo gratuito. E il consiglio di facoltà di Lettere (che si è riunito il
23) ha già approvato la selezione eseguita dalle varie commissioni. Ed emerge,
secondo il Coordinamento dei precari della didattica e della ricerca di Pisa,
che 26 bandi a titolo gratuito su 74 sono andati deserti.
( da "Tirreno, Il" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
10 - Attualità NON SVENDERE NON SVENDERE Casa, meglio mantenere i prezzi
stabili Il 22 luglio sul vostro quotidiano ho letto i consigli dell'esperto per
una ripresa del mercato immobiliare. L'esperto viene forse dalla stessa scuola
del ministro Tremonti? Se è così tutto si spiega. Io non sono un esperto però
credo che l'esperienza di paesi a noi vicini debba far riflettere, ovvero il
caso Stati Uniti: i prezzi dei loro immobili sono scesi e poi crollati e questo
ha fatto sì che le banche siano fallite, molta gente sia finita a vivere per
strada, e tutto ciò non sembra essere propriamente l'inizio di una nuova ripresa.
Credo sia invece opportuno mantenere i prezzi stabili, chi ha da vendere e può
aspettare, aspetti momenti migliori, chi invece è costretto a vendere abbassi
la richiesta ma non svenda, una soluzione fantasiosa potrebbe essere quella di
cercare soci con cui ripartire i rischi, potrebbe essere un investimento
contenuto per chi ha liquidità e una boccata di ossigeno per chi è indebitato.
Sandro Guarducci Quarrata (Pt) OMICIDIO COLPOSO? Ma guidare ubriachi è come
sparare a casaccio In questi giorni alcuni giudici hanno emesso sentenze
derubricando l'imputazione da omicidio volontario a colposo per quei guidatori
che, in stato di ubriachezza o sotto l'effetto di droghe, hanno causato
incidenti mortali guidando l' automezzo. Ai giudici che così hanno stabilito
vorrei porre un quesito. Mettiamo che la stessa persona, invece di essere ad un
volante, avesse preso un'arma e, girando per le strade, si sia messo a sparare
pur senza mirare alcuno direttamente, uccidendo una o più persone. In questo
caso come sarebbe giudicato lo sparatore? Perchè usare l'auto senza controllo o
un'arma da fuoco a mio parere sono assolutamente equivalenti. Anzi, l'auto, per
sua mole e peso, può causare più morti contemporaneamente. Roberto
Ferroni Pieve a Nievole GELMINI SBAGLIA Più bocciati non significa che la
scuola è migliore Più bocciati alla maturità uguale non studenti peggiori, ma
scuola peggiore. Tesi corroborata dai dati Ue che riguardano l'università, ma
l'andazzo è quello generale valido per tutti i livelli d'istruzione.
Alcune tabelline interessanti, che indicano l'importanza che si dà
all'istruzione di coloro che non possono permettersi i college ed i master
inglesi o americani: l'Italia spende, per ogni studente 7127 euro, contro una
media di 7898 per l'Europa a 27 (10.288 in Germania). In Italia ogni docente
ha, in media 21,6 studenti, la media di EU27 è di 15,9. E son tutti paesi che,
per questo, finita la crisi, ci surclasseranno. Ma la Gelmini
dice che la scuola, grazie ai tagli, sta migliorando. E lo desume dall'aumento
dei bocciati. Giovan Sergio Benedetti Capannori
( da "Riformista, Il" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Perché
la partita delle regionali è aperta segue dalla prima pagina Recentemente un
ministro ha spiegato così il paradosso del Pdl: «Perdiamo voti nel Sud perché
il Sud pensa che diamo soldi al Nord, ma nel Nord il dividendo del consenso lo
incassa la Lega». Tre giorni fa, con un editoriale, il Corriere della Sera ha
suggerito al presidente del Consiglio di tornare a esercitare con pienezza la
leadership, e i retroscena raccontano di un livello di tensione alto tra i
ministri Fitto, Prestigiacomo, Matteoli, Gelmini da una
parte e Giulio Tremonti dall'altra, indisponibile a fare concessioni
finanziarie. La seconda novità sta nei sondaggi che il Riformista ha pubblicato
sulle regionali dell'anno prossimo: essi dicono che, con la ovvia eccezione da
una parte di Lombardia e Veneto e dall'altra di Toscana ed Emilia-Romagna,
la partita del consenso è aperta. Il recente appannamento d'immagine del
premier riapre la competizione anche laddove sembrava compromessa per il
centrosinistra. Anche perché L'Udc di Casini ha scelto una linea delle mani
libere, come ha detto al Riformista ieri. La prima mossa nella programmazione
di una strategia al contrattacco in vista delle regionali di primavera è una
richiesta avanzata ai capigruppo di mettere insieme un dossier con le richieste
che arrivano dal Mezzogiorno. Diventerà la base di un piano per il Mezzogiorno
già annunciato, in cui l'obiettivo del presidente del Consiglio è però quello
di cancellare qualunque equivoco assistenzialista: tenere il Mezzogiorno senza
irritare la sensibilità dell'elettorato nordico. Insomma, il centrodestra si
rende conto che c'è bisogno di una sterzata. La questione è se riuscirà a
realizzarla da qui alle regionali. E, soprattutto, se lo permetterà Giulio
Tremonti. 26/07/2009
( da "Riformista, Il" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Ritorno alle riforme Il modello Maria Stella Maria Stella Gelmini si sta dimostrando la
migliore sorpresa di questa stagione di governo. Duttilità, intelligenza
politica (come ha dimostrato nella complessa partita dei tagli alla scuola),
misura personale, tenuta caratteriale, cresciuta alla scuola del consenso e
alla prassi del convincimento e del rapporto con la base territoriale. È una portatrice di
interessi, gestisce un ambiente pubblico tradizionalmente paludoso, ma è anche
una donna che sa prendere delle decisioni. In realtà si comporta come ci
sarebbe da aspettarsi dall'esecutivo: una grande maggioranza parlamentare e un
largo consenso - che resiste agli incidenti personali di immagine del
presidente del Consiglio - da utilizzare per fare le riforme che servono.
Difficile dire se i criteri attraverso i quali saranno individuati gli atenei
migliori siano i criteri giusti, razionali e obiettivi; di sicuro il ministro Gelmini ha dimostrato di saper rischiare, e ieri per la
prima volta - dopo molti mesi di tran-tran, di dibattito sulla crisi e sulle
riforme da rinviare - la scelta politica di selezionare la spesa pubblica per
l'istruzione sulla base di principi di merito è stata salutata con
soddisfazione non solo dagli ammiratori del neofanfanismo del centrodestra
berlusconiano, ma anche dal fronte del riformismo liberale: e ieri sul Corriere
della Sera, Francesco Giavazzi, uno dei più accesi e franchi avversari della
politica economica condotta da Giulio Tremonti, ha riconosciuto la bontà della
decisione di Gelmini. 26/07/2009
( da "Riformista, Il" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
*
L'alibi degli uomini del Presidente Caro direttore, sicuramente diversi uomini
politici di specchiata moralità del Pdl, in cuor loro non approveranno il
comportamento, per dirla eufemisticamente, scanzonato del premier. Nessuno di
loro però dichiara apertamente il proprio pensiero. L'alibi morale sarà: taccio
per il bene del Paese. Lungi da loro il pensiero che tacciono per il bene
proprio. Elisa Merlo Un uomo solo a Roma Di notte non vedo gran differenza tra
i due, ma di giorno Berlusconi è uno che acchiappa i topi, con a lato una
Lega-pilotina che sa cosa vuole il 70 % della gente, mentre la sinistra si
dipana ancora tra fumose ideologie, tra cui quella secondo la quale il popolo
non va ascoltato perchè non sa nulla. Circa il gossip su Berlusconi, fasullo
(con gli impegni pazzeschi che ha e a cui si sottopone io credo non gli si
rizzino più nemmeno i capelli), non crede direttore che certa stampa stia
esagerando e facendosi anche male? Non pensa lei che quest'uomo sia di fatto
solo perchè vive a Roma senza una famiglia? Perchè non fate qualche articolo
sulla sfinge di Macherio, con i figli ormai grandi, e immersa nei miliardi che
lui le ha procurato, che trova il tempo di inviare proclami reali a Repubblica
e Corriere contro di lui, anzichè compresa nel ruolo e responsabilità di moglie
di un premier, presi armi e bagagli si trasferisce a Roma a dargli il senso di
una presenza familiare? Lei è persona molto pacata e obiettiva, cosa ne pensa
di queste scansioni terrene su questa faccenda che ha implicazioni d'interesse
nazionale ? Livio Fani Le confessioni del Presidente Confessando di non essere
un "santo" Berlusconi ottiene in un sol colpo due notevoli risultati:
da un lato ingraziarsi la Chiesa che concedendo, misericordiosa, il perdono
avrà in cambio benefici e favori; dall'altro entusiasmare il popolo che,
storicamente, idolatra i presidenti sciupafemmine. Sennonché (ecco l'inciampo)
pentendosi, il peccatore ammette, nello stesso tempo, di essere un mentitore.
Il che indurrà la Chiesa (per lo meno la Chiesa di Cristo) a chiedersi se val
la pena aver fiducia in un pentito che fa della menzogna il suo stile di vita.
Quanto alla gente a poco a poco si farà strada il dubbio che le tanto vantate
prodezze copulatorie altro non siano che puerili vanterie messe in giro a fini
pubblicitari. Gino Spadon L'Italia il problema del Mezzogiorno Caro Direttore,
ogni volta che la sinistra è a corto di idee propone un patto per lo sviluppo.
Dopo la sua versione fiscale, Antonio Bassolino ne invoca una versione
territoriale. Fino a quando il Sud sarà considerato come un Nord mancato, esso
continuerà a campeggiare nei programmi di maggioranze e opposizioni in termini
di soldi e provvidenze varie, magari tirate a lucido con la retorica della
solidarietà. Il governatore della Campania si lamenta per le risorse tagliate
alle regioni meridionali negli ultimi anni. Ma dimentica di rilevare che la
spesa pubblica allargata sul Pil è superiore, nel Mezzogiorno, di oltre venti
punti percentuali a quella delle altre circoscrizioni del Paese. E soprattutto
che, al suo interno, spadroneggiano i trasferimenti a imprese e famiglie
rispetto a quelli per gli investimenti e le economie esterne. Non voglio dire
che nel Sud ci siano livelli di spesa svedesi. C'è però una cultura civica
sudamericana alimentata proprio da un sistema distributivo di benefici
particolaristici. Bassolino pensa a un movimento politico e culturale per
difendere le ragioni del Sud, in grado di raccogliere le sue energie migliori -
sociali, produttive, amministrative. A mio giudizio, invece, c'è un solo modo
per uscire dal vicolo cieco attuale: "abolire il Mezzogiorno".
Abolire il Mezzogiorno è un' espressione coniata qualche anno fa da Gianfranco
Viesti. Significa che occorre discutere non delle politiche straordinarie per
il Sud, ma delle politiche ordinarie per l'Italia. Chiudendo definitivamente la
stagione degli interventi speciali e aprendo quella dei grandi progetti infrastrutturali
utili all'intera collettività nazionale. Lo chiedono da tempo gli stessi
imprenditori meridionali più illuminati e dinamici, perché sanno che questa è
l'unica strada per colmare il gap competitivo delle loro aziende, e che può
trovare un consenso reale al Nord. È il caso di prendere in parola le esigenze
e la disponibilità di questi ceti che mal sopportano mafie, clientelismo e
assistenzialismo. Altrimenti si convinceranno, non a torto, che non è il
Mezzogiorno il problema dell'Italia, ma l'Italia il problema del Mezzogiorno.
Michele Magno Studi di diritto ed economia Sono in vacanza in una località
della costa teramana e ho necessità di cambiare una banconota di grosso taglio.
La cassiera mi guarda serafica e sentenzia che, siccome non sono un cliente
Tercas censito, l'operazione cambio non è possibile. Faccio presente che non
stiamo parlando di un assegno ma di banconota a corso legale e che le ho appena
esibito, come richiesto, un documento di identità. Nulla da fare. Parlo col
direttore che, dopo aver ricordato che non sono obbligati al cambio, mi fa
presente che, ancorché turista, sono un incosciente a girare con una banconota
di grosso taglio e che, soprattutto, la moneta circola in base alla fiducia. Lo
spirito da docente di Discipline giuridiche ed economiche si risveglia e faccio
presente che stiamo parlando di moneta a corso legale, non di moneta
fiduciaria. Il direttore non se ne dà per inteso e conferma che i cassieri non
sono in grado di riconoscere le banconote false esibite da uno che si fa
identificare. Due considerazioni: la prima è che in nessun altro paese europeo
mi è accaduto nulla di simile. La seconda considerazione è:
ma il ministro Gelmini si rende conto dei danni che potrebbe provocare il mantenere
l'annunciata decisione di eliminare lo studio del Diritto e dell'Economia nelle
scuole superiori italiane? Prof. Franco Labella CARLI'S WAY 26/07/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
ANCONA
pag. 4 di DARIO DE LIBERATO Il grande assente. Era stata messa su, come negli
anni pr... di DARIO DE LIBERATO Il grande assente. Era stata messa su, come
negli anni precedenti, dal sindaco di Numana, Bilò prima delle elezioni
comunali. Ci riferiamo alla manifestazione premi alla carriera. Gli applausi
sono andati però al nuovo sindaco e ai nuovi assessori. Se avesse saputo della
mancata rielezione a sindaco, Bilò * George non arriva. Allora il signor
Clooney non verrà al fortino Napoleonico a Portonovo. L'idolo delle donne si
sarebbe spaventato per la troppa pubblicità fatta per il suo presunto arrivo.
La colpa del mancato arrivo? Naturalmente dei giornalisti che hanno scritto la
presunta notizia * Anche la Juve non verrà. Lo stadio del Conero è poco
capiente per ospitare la partita Juve-Boca Junior. Così la squadra bianconera
ha rinunciato per una località diversa. Peccato. Sarebbe stata l'occasione per
scrivere: stadio Del Conero tutto esaurito. Per l'Ancona, invece, resta una
cattedrale nel deserto. * Bravi un bel po'. Il Magnifico rettore della
Politecnica delle Marche aveva protestato con decisione all'indomani della
decisione di ridurre i finanziamenti alle Università. Dopo
la classifica degli Atenei anche la ministra Gelmini è stata
costretta a dire «E' vero sono bravi un bel po' alla Politecnica delle Marche».
Il commento: meglio tardi che mai. * Pelosi sindaco. Siamo in grado di darvi la
notizia che dopo tre anni sono stati rimossi i cartelli pubblicitari in alcune
fermate dei bus che invitavano a votare per Pelosi sindaco. Il commento?
Come sopra
( da "Unita, L'" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
LA GARA DEI MINISTRI (PESSIMI) FRONTE DEL VIDEO Chissà che la Gelmini non riesca a strappare
a Gasparri il titolo di peggior ministro della Repubblica. Infatti, Gasparri ha
lavorato a favorire gli interessi presenti di Berlusconi, mentre la Gelmini lavora anche contro le
generazioni future di tutto il Paese. Il criterio però è lo stesso: dare una mano
ai ricchi, a scapito dei poveri. Così si favorisce il Nord contro il Sud,
sostenendo che si vuole premiare il merito. Con grande coerenza, infatti, il
Pdl ha riempito il Parlamento di meritevoli di riconoscenza da parte del premier.
Dovevano essere soprattutto ragazze, ma purtroppo la signora Veronica si è
messa a parlare di «vergini sacrificate all'imperatore» e alcune meritevoli
hanno dovuto accontentarsi di liste locali (vedi Patrizia D'Addario). Ma
pazienza: per premiare il merito resta sempre il pozzo di san Patrizio Rai,
dove infatti è stato messo a dirigere Raidue un tale di cui il meglio che si
possa dire è che, anche sforzandosi, non potrà mai fare peggio di Marano.
( da "Corriere della Sera"
del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera sezione: Primo Piano data: 26/07/2009 - pag: 6 Enrico Decleva Il
presidente dei rettori «Giusto premiare le strutture migliori Ma dateci fondi»
ROMA «Per troppo tempo ha fatto probabilmente comodo un sistema in cui si
pretende poco e si dà anche poco e dove non si affrontano i nodi decisivi, e
dove si sostiene che è meglio non fare nulla perché una valutazione sicura e
corretta non è ottenibile. Ora stiamo entrando in un'ottica diversa, con tutte
le difficoltà di adattamento». Per Enrico Decleva, presidente della Conferenza
di rettori delle università italiane (Crui), l'avvio dei finanziamenti in base
al merito è una battaglia a lungo combattuta e vinta. «Il processo della
valutazione spiega Decleva è comunque una strada obbligata. La si potrebbe
perfino considerare una scelta difensiva. Per evitare che il sistema venga
travolto, o che si perda la nozione di quanto esso sia importante, se ben gestito,
per il Paese». Cambierà qualcosa? Le università in genere non hanno accolto con
favore la novità. «Mi auguro che il processo che si è avviato, pur con tutte le
difficoltà e i costi che può produrre, si sviluppi in maniera decisa. Nella
circostanza specifica mi ha colpito negativamente che si sia scelto un metodo
di comunicazione che ha scavalcato ogni ufficialità, giocando sul tasto dei
promossi e bocciati, finendo per mettere addirittura in sottordine altri
provvedimenti importanti. Sono quindi del tutto comprensibili le reazioni dei
rettori e degli atenei che ne subiscono più direttamente le conseguenze. Mi
auguro, ciò nonostante, che le lacerazioni possano essere superate. Non si
tratta di una competizione, tipo una volata al Tour de France, dove tutti
sgomitano, gli uni contro gli altri. Si tratta di fare in modo che dentro
ciascun ateneo, al Nord come al Sud, prevalga, nella scelta delle persone e
delle strategie, il criterio di valorizzare e sviluppare la qualità. Questo
certamente sarà un processo non breve ma nemmeno impossibile». Non rischia di
bloccarsi quasi subito? «La gran parte dei rettori sono d'accordo sul principio
che una parte delle risorse, anche crescente, debba essere assegnata sulla base
dei risultati. Il problema è che quest'anno la parte premiale non deriva da un
incremento dei finanziamenti assegnati al sistema universitario ma soltanto da
un loro spostamento. C'è chi prende di più e chi ci rimette, in una situazione
in cui le risorse a disposizione sono destinate a spese che non possono essere
eliminate. Le risorse complessive andrebbero quindi aumen-- tate, e serve una
più attenta riconsiderazione degli indicatori usati per stabilire le varie
graduatorie». Diversi rettori dicono che i criteri della graduatoria
favoriscono alcune università e ne penalizzano altre, specie al Sud? «Alcuni
degli indicatori sono di valore discutibile e ne occorrerebbero altri. Ma c'è
sicuramente bisogno di una maggiore considerazione delle diverse situazioni di
contesto delle università. Occorre mettere le università del Sud nella
condizione di competere a pieno titolo, con più risorse ma anche attraverso una
maggiore capacità progettuale, incoraggiando il lavoro e l'impegno che si sono
registrati in questi anni. Non possiamo eludere il problema e le ragioni delle
università del Sud, ma al tempo spesso i motivi che spingono il sistema
italiano a sviluppare le capacità di concorrenza col sistema europeo devono
essere sostenuti». Le graduatorie potranno essere utilizzate per le iscrizioni.
«Gli indicatori devono essere attendibili, anche perché le graduatorie possono
effettivamente servire ad orientare studenti e famiglie. Occorre andare avanti
con serietà, senso della misura, senza lasciarsi prendere dalla tentazione di
fare classifiche in modo veloce e improvvisato. Il
'pacchetto' Gelmini di questi giorni comprende anche l'avvio, finalmente, dell'Anvur
(agenzia nazionale di valutazione) e della seconda valutazione della ricerca
che riguarderà sia gli atenei in generale sia (novità importante) i singoli dipartimenti.
Nulla è scontato e le questioni da affrontare restano moltissime, ma
sarebbe da irresponsabili lasciar cadere un'occasione, forse irripetibile, di
modificare questa volta davvero, e in positivo, il sistema universitario
italiano ». Giulio Benedetti
( da "Corriere della Sera"
del 26-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera sezione: Primo Piano data: 26/07/2009 - pag: 6 Atenei, rivolta della Sicilia Gelmini: al Sud
qualità bassa Protesta di Lombardo. «Avvenire» approva la classifica ROMA Di
atenei del Mezzogiorno nella lista dei «virtuosi» che riceveranno premi dal
ministro Gelmini in seguito alla sua riforma dell'università ce ne sono pochi e
così inevitabilmente lo scontro si sposta sul rapporto tra le «eccellenze»
del Nord e le «mediocrità» del Sud. Già venerdì il presidente della Regione
Siciliana, Raffaele Lombardo, aveva risposto duramente al governo: «Tentano di
colpire i nostri atenei con valutazioni negative basate su carte truccate». Le
«carte truccate» di cui parla, Lombardo le ha argomentate tornando sul tema.
Sarebbero i criteri di valutazione, che si fondano su una ricerca vecchia, del
2003, con standard «irraggiungibili» per molti atenei meridionali. «Invece di
giudicare gli effettivi miglioramenti, anno dopo anno continua il presidente si
valutano le università del Sud sulla capacità che gli studenti trovino
occupazione, dimenticando quanto essa dipenda dalle effettive possibilità
offerte dal mercato del lavoro locale e dalle connesse condizioni economiche. O
sulla capacità di attrarre finanziamenti esterni, dimenticando che la grande
impresa risiede al Nord e proprio lì investe per acquisire le migliori risorse
umane da inserire nelle aziende del territorio ». Non c'è nessun intento di
penalizzare il Sud, è la risposta che arriva dal ministero, in una nota con la
quale si replica a Lombardo e ad alcuni esponenti del mondo accademico, e dove
li si invita ad «avere il coraggio di guardare al futuro ». «Come si può vedere
dalla classifica molti atenei del Centro-sud sono stati promossi », così come
«alcune università del Centro-nord sono state ritenute non virtuose. I criteri
sono attualissimi e sono stati elaborati tenendo conto dei parametri adottati
da tutte le classifiche internazionali. È la prima volta che questo viene fatto
in Italia, per cui i criteri sono perfettibili e il nostro impegno sarà
renderli ancora più oggettivi», e tuttavia «è finita l'epoca in cui, poiché i
criteri di valutazione sono da perfezionare, non si deve mai iniziare».
Soprattutto, il ministero ha puntato il dito su alcuni atenei del Sud, «che
hanno avuto una bassa valutazione per la bassa qualità della ricerca,
nonostante diverse regioni del Mezzogiorno ricevano miliardi di euro dai fondi
strutturali finalizzati alla ricerca». Ma proprio a proposito di finanziamenti
interviene l'ex ministro dell'Università del governo Prodi Fabio Mussi, che
denuncia il taglio dei fondi. «Dalla Gelmini arrivano
piccoli espedienti utili per coprire i tagli. Premiare i migliori? Se mancano i
soldi non premi nulla, devi solo distribuire la fame. Il resto in queste
condizioni è fuffa». Luigi Berlinguer non critica il sistema della valutazione,
«me ne sono occupato io precisa , Mussi ha avviato il processo, la Gelmini lo continua. Che si faccia la valutazione degli
atenei è giusto. Si potranno così anche migliorare gli indicatori, soprattutto
una correzione a favore della ricerca di base. Ma ancora di più la valutazione
della qualità e dei risultati scientifici, non solo della quantità». La sua
durissima critica va invece ai tagli alla ricerca. «Attenzione però continua
l'ex ministro . L'Italia ha una posizione vergognosa sull'ammontare di risorse
pubbliche e private destinate alla ricerca. I tagli alla ricerca sono un grave
danno per il Paese, ho timore che il frastuono sui buoni e i cattivi, e quindi
sugli sprechi, favorisca questa evidenza che sarà rovinosa». Apprezzamenti
arrivano invece dalla Lega Nord e dal quotidiano dei vescovi l'Avvenire . Il
deputato leghista Nicola Molteni sottolinea come «premiare gli atenei virtuosi
e penalizzare quelli spreconi risponde ai principi meritocratici del federalismo
», mentre il giornale cattolico scrive: è un piccolo passo, sono solo 525
milioni di euro da distribuire ai virtuosi, ma «ha in sé le potenzialità per
generare un grande balzo». In difficoltà L'ateneo di Palermo (Studio
Camera/Lannino) Mariolina Iossa
( da "Tirreno, Il" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
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- Pisa A Lettere disertati ben 26 bandi dei corsi gratuiti Il coordinamento dei
precari: questo risultato è merito della campagna "Io gratis non
lavoro" di Giovanni Parlato PISA. Nelle facoltà di Lettere e Scienze sono
stati chiusi i primi bandi con insegnamenti a titolo gratuito. Una possibilità prevista dal decreto del ministro Gelmini che ha scatenato un mare di polemiche. Il coordinamento dei
precari della didattica e della ricerca dell'ateneo pisano, affiancato da Cgil
e Cobas (e da Rifondazione), fin dal primo minuto si è schierato contro
cercando di boicottare i contratti gratuiti. Il giorno 23 (il termine
del bando era scaduto il 20 alle 13) si è riunito a palazzo Quaratesi il
consiglio di facoltà di Lettere che ha approvato il lavoro delle commissioni di
valutazione le quali hanno proposto i vincitori del bando. Nomi che dovranno
essere in seguito ratificati dal rettore. In quella seduta, non tutti i bandi
sono stati assegnati. In base alla documentazione in possesso al coordinamento,
sono andati deserti 26 bandi a titolo gratuito. Tra questi ci sono i laboratori
di lingua inglese, tedesca e spagnola, il corso di Storia comparata delle
letteratura classiche e ben 5 laboratori su 6 del corso di laurea in Cinema,
Musica e Teatro. Per i restanti 66 corsi sono state presentate 85 domande. «Lo
stesso giorno che si riuniva il consiglio di facoltà - affermano i precari del
coordinamento - eravamo all'ingresso di palazzo Quaratesi ad aspettare l'arrivo
dei docenti per contestare la decisione di votare il lavoro delle commissioni.
La nostra campagna contro i corsi gratuiti ha avuto un buon risultato tanto
che, appunto, 26 bandi sono andati deserti». Secondo il coordinamento, nel
corso della riunione, una minoranza ha sollevato diverse questioni «a partire
dall'incongruità dell'affidamento di corsi a personale in formazione, come i
dottorandi, e dall'assoluto arbitrio con cui si è deciso di retribuire alcuni
corsi e altri no». Su quest'ultimo punto, «la presidenza della Facoltà -
sostiene il coordinamento - si è giustificata dicendo che gli insegnamenti
retribuiti appartengono nella maggior parte dei casi a corsi di laurea
interfacoltà, i quali hanno potuto attingere a riserve proprie». A conti fatti,
«mentre sono pochissimi i precari ai quali sarà corrisposta una retribuzione
per i corsi che terranno, 5 su 18, per tutti gli altri non resta che il
contratto a zero euro». Il coordinamento dei precari ha definito un «mezzo
flop» i bandi di Lettere (anche se saranno riproposti). E il merito va
attribuito alla campagna di indisponibilità "Io gratis non lavoro"
che ha raccolto l'adesione di oltre 120 precari dell'ateneo. «Oltre a far
saltare 26 corsi gratuiti su 74 - affermano infine i precari - la campagna ha
ridotto al minimo il numero di quei precari che, posti sotto pressione dai
baroni, hanno finito per accettare incarichi di insegnamento: ai 4 precari che
hanno ottenuto contratti retribuiti per 5 corsi si sommano infatti appena altri
12 precari, costretti a tenere l'anno prossimo 14 corsi senza ricevere alcun
compenso. In tutto appena 16 precari per un numero complessivo di 19 corsi».
( da "Tirreno, Il" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
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- Toscana «Premi al merito, o l'Italia cade» Settis: il talento non è
classista. E vale anche per gli insegnanti PISA. In questi giorni ferve una
vivace discussione sulla scuola tra rigoristi e chi sostiene che da bocciare
non sono i ragazzi, ma la scuola. Lei cosa pensa? «Non dobbiamo coltivare
l'illusione che una scuola "buona" sia quella in cui tutti sono
promossi. La scuola deve preparare alla vita, e nella vita il rendimento,
l'incisività, la capacità di lavorare e di produrre risultati positivi non sono
distribuite egualmente fra gli esseri umani; dipendono da fattori individuali
che possono essere analizzati caso per caso, ma davanti a cui non possiamo e
non dobbiamo tapparci occhi e orecchie», risponde il direttore della Normale di
Pisa Salvatore Settis. Linea del rigore? «E' importante distinguere la scuola
dell'obbligo, che deve fare il massimo sforzo per portare tutti a un livello
accettabile di istruzione (ma qualcuno può aver bisogno di qualche anno in più
per arrivarci) dai licei, che invece hanno (io credo) il dovere di bloccare chi
non fa bene né ai singoli né (soprattutto) al Paese distribuire diplomi e
lauree "per diritto divino" a chi non se ne mostra degno. Un sistema
educativo che non premi il merito è destinato a trascinare nel baratro chi lo
promuove (e il Paese). Ma premiare il merito non si può se non si colpisce il
demerito. Questo deve valere anche per gli insegnanti, da valutarsi però non
sulla base del numero dei promossi, ma della profondità della competenza e
dell'efficacia reale del loro insegnamento». Ma cosa è il
rigore impresso dalla Gelmini in una scuola che non funziona? Non c'è il rischio di un ritorno
ad una scuola classista? «Se la scuola riuscirà a far emergere e a premiare,
come dice la Costituzione, "i capaci e i meritevoli", non sarà
classista. Ma perché non lo sia occorre che chi viene dalle famiglie meno
abbienti venga messo in condizione di far emergere il proprio talento,
mediante una scuola pubblica (intendo: di Stato) di livello costantemente alto,
con classi non troppo numerose, geograficamente ben distribuite, con insegnanti
preparati, scelti sulla base del merito e non di stolti "percorsi
abilitanti" che schiacciano le necessarie differenze, e valutati
periodicamente. Una scuola di Stato di alto livello, non classista ma puntata
sul talento e sul merito, non è mai stata così importante come oggi». Una
risorsa per il Paese. «E' (sarebbe) il luogo primario in cui sconfiggere le
spinte più irresponsabili alla disgregazione della società (Lega, "partito
del Sud"). E' (dovrebbe essere) l'unico luogo in cui può avvenire la
necessaria integrazione dei figli degli immigrati nella società italiana.
L'Italia, non dimentichiamolo, "perde pezzi" perché la popolazione
autoctona decresce di continuo, specialmente al centro-nord. Gli immigrati,
legali e no, sono destinati a crescere. Saranno gli italiani di domani. Se
vogliamo che lo siano, dobbiamo fare il massimo sforzo per integrarli nella
nostra cultura senza obbligarli a perdere la propria. E dove può avvenire, se non
nella scuola?» Dice Umberto Veronesi: l'obiettivo dovrebbe essere quello di
stimolare curiosità e creatività. Dall'alto della sua esperienza cosa propone?
«Stimolare la curiosità non basta. Bisogna proporre un orizzonte di
informazioni sul mondo, delle ipotesi di interpretazione del mondo, ma senza la
pretesa di imporre visioni dogmatiche. Bisogna, io credo, dare moltissime
nozioni senza essere strettamente "nozionisti", ma invitando a
reagire, con critiche anche radicali. La scuola deve imparare a essere
dialettica senza abbandonare il suo compito numero uno, che è e resta la
trasmissione del sapere». Come potrebbe cambiare l'università per dare uno
sbocco ai talenti che abbiamo? «I nostri migliori talenti (che l'università
italiana, con tutti i suoi difetti, continua a produrre) trovano sempre uno
sbocco. Oggi lo trovano in prevalenza all'estero, perché in Italia università e
ricerca sono in profonda crisi». E' un male che i migliori talenti prodotti
dalle nostre università vadano all'estero? «Non necessariamente. Dal Medioevo
in poi, la circolazione delle intelligenze, prima in Europa poi nel mondo, è
stata sempre un fattore di progresso. Anche dagli Usa, dalla Germania, dal
Regno Unito c'è emigrazione intellettuale. Ma in Gran Bretagna (facciamo un esempio)
per un cittadino brillante che se ne va, ne arrivano dall'estero mediamente
quattro. In Italia, le proporzioni sono peggio che invertite, il saldo è del
tutto negativo. I tagli a ricerca e università apportati dal governo nel 2008,
e solo parzialmente corretti dal ministro Gelmini,
segnalano una grande insensibilità a questo tema. E' una posizione
irresponsabile, che ancora spero possa venir corretta. Ma la correzione di
rotta dovrebbe arrivare prestissimo». (M.L.)
( da "Avvenire" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA
26-07-2009 «Non penalizzati gli atenei del Sud» DA M ILANO G IULIO I SOLA « N
on è assolutamente vero che si sia voluta penalizzare alcuna università del sud
perché, come si può vedere dalla classifica, molti atenei del centro-sud sono
stati promossi». Così il Miur (il ministero per l'Università e la ricerca)
interviene sulla polemica scoppiata ieri sui criteri di assegnazione dei fondi
alle università più meritevoli. E, a sostegno della sua posizione elenca
università meridionali "virtuose" (ad esempio Roma " Tor
Vergata", Chieti e Pescara, l'università della Calabria, l'università
Politecnica delle Marche) e atenei del nord non virtuosi come Brescia, Parma,
Iuav - Venezia,). I criteri, spiegano dal ministero «rispondono a valutazioni
attualissime e sono stati elaborati tenendo conto dei parametri adottati da
tutte le classifiche internazionali. È la prima volta che questo viene fatto in
Italia, per cui i criteri sono sempre perfettibili ed il nostro impegno sarà
renderli ancora più oggettivi». Ma il rettore dell'università "La
Sapienza", Luigi Frati attacca: «È giusto che una parte dei fondi venga
assegnata per la qualità della didattica, la ricerca, le sedi periferiche.
L'errore è stato farlo con i vecchi comitati di valutazione e i vecchi dati:
quelli sulla ricerca credo risalgano al 2003- 2004». E
sull'idea del ministro Gelmini di portare la quota fondi assegnata per merito al 25 - 30%,
Frati commenta: «Tanto varrebbe consegnare a qualcuno le chiavi
dell'università. Il principio è giusto, ma bisognerebbe mettere persone
indipendenti e utilizzare indicatori validi a livello europeo».
Soddisfatto invece il rettore dell'università di Trento, Davide Bassi:
«Lavorare premia: in Italia è un'eccezione ma questa volta è successo. Non
s'improvvisa, ci vogliono bravi docenti e personale tecnico e amministrativo
all'altezza. E occorre puntare sulla qualità che occorre mettere al centro
della propria azione. Occorre mettere in campo interventi di lungo periodo: è
da dieci anni che partecipiamo alle gare per intercettare finanziamenti europei
per la ricerca. Insomma, meno manfrine locali e più sostanza». Il Ministero
replica alle critiche: i criteri di valutazione tengono conto dei parametri
adottati in tutto il mondo
( da "Basilicanet.it" del
26-07-2009)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITAâ, SIMONETTI (PRC): RESPINGERE LA PAGELLA GELMINI
26/07/2009 18.52.14 [Basilicata] (ACR) - âIn attesa di conoscere in
dettaglio la âpunizione finanziariaâ del ministro Gelmini
nei confronti dellâUniversità della
Basilicata â inserita al 49esimo posto (su 54) nella
classifica degli atenei âpiù¹ virtuosiâ e di
conseguenza finita nella âlista rossaâ dei cattivi - è¨
evidente il colpo inferto alla didattica e alla ricerca del nostro ateneo oltre alla sua immagine
proprio nella fase più¹ delicata degli studenti appena diplomati alle prese con
la scelta della sede universitariaâ.
Eâ quanto sostiene Emilia Simonetti, presidente del gruppo Prc in
Consiglio regionale, per la quale âi criteri utilizzati dal ministro
per stabilire la classifica non tengono in alcun modo conto delle
attività di eccellenza riconosciute dal terzo posto attribuito allâUniversità degli Studi della Basilicata nella
speciale classifica stilata dal Censis su piccoli Atenei (Università
italiane fino a 10.000 iscritti) che, come ho avuto di commentare nei giorni
scorsi, è¨ un riconoscimento allâimpegno
e al lavoro del compianto prof. Tamburro, sicuramente non il
âmodello di rettoreâ che piace alla Gelmini
. Eâ del tutto evidente che la âpagella Gelminiâ, basata su calcoli ragionieristici che considerano la
preparazione culturale al al pari del bilancio di una società privata con
costi - profitti e magari si vorrebbe utili, punta a scoraggiare i ragazzi
lucani e
non dalla immatricolazione nelle facoltà di studi del nostro ateneo per
favorire gli atenei del centro-nord e accrescere la fuga dei cervelli. Eâ il caso di ricordare al ministro che la classifica
del Censis, stilata dopo un attento e scrupoloso esame dei 58 atenei
pubblici italiani, oltre ad analizzare ogni singola realtà accademica, âè¨ un riconoscimento tanto più¹ importante per gli
indicatori oggettivi presi in esame sulla qualità della offerta didattico
- formativa e di ricerca del nostro ateneoâ.
âLa âradiografiaâ effettuata sui servizi
offerti agli studenti inoltre, è¨ una motivazione in più¹ â
conclude Simonetti - per affrontare la questione dellâArdsu al
centro proprio in questi giorni di tante polemiche che vanno superate rapidamente e concretamente
per adeguare i servizi (a partire da quelli residenziali e di attività
culturali) a favore degli universitari e del personale dellâateneo, che è¨ uno dei fattori rilevanti alla base
della scelta dellâateneo di immatricolazione o di conferma di studiâ.