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DOSSIER “SCUOLA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


toARTICOLI DEL  23-4-2008       #TOP



Report "Schola"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Schola (17)


Indice degli articoli

Sezione principale: Schola

Laicato cattolico, educazione e scuola ( da "Giornale di Brescia" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:CRONACA DELL'UNIVERSITA' SEMINARIO IN VIA TRIESTE Laicato cattolico, educazione e scuola Protagonista dello scoutismo italiano e collaboratore di don Carlo Gnocchi. A lui si devono l'introduzione dell'educazione civica e in buona misura la riforma della scuola media del 1962.

730 2008 ( da "Italia Oggi" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: si riferisce esclusivamente ai docenti delle scuole pubbliche con ciò significando che sono esclusi dall'agevolazione i docenti delle scuole private.Con apposito decreto del 1 agosto 2007 sono state individuate le modalità attuative, che hanno stabilito la documentazione, eventualmente da esibire in sede di controllo, relativa alle modalità di certificazione della spesa sostenuta.

Anche triestini e goriziani fra gli studenti superbravi della scuola italiana ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ormai ex ministro Fioroni. Ma c'è di più: quattordici di questi cervelloni si sono addirittura distinti in certamina di livello internazionale. Spulciando l'elenco degli studenti modello sul sito www.indire.it/eccellenze si possono trovare anche dei talenti nostrani: ragazzi premiati che studiano nella Venezia Giulia (province di Trieste e Gorizia)

UN VIAGGIO d'istruzione che ha reso i partecipanti non solo più ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: l'assessore Remo Bruni e il consigliere Sandra Fioroni, alunni e docenti hanno visitato Cracovia, il castello di Wawel, la cattedrale, la 'città antica' con il più grande mercato europeo, la chiesa di Santa Maria Vergine: luoghi dove il regista americano Steven Spielberg ha girato il drammatico film 'Schindler's list'.

MI RIVOLGO al Carlino con riferimento ad una notizia pubblicata nell'edizione di domenica: lame ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Luca Fioroni *** La passione si sente, verrebbe da dire leggendo la sua lettera. Passione e ardore che vanno rispettati. Non sono cacciatore, ma credo che l'ambientalismo debba saper convivere anche con i cacciatori seri, collaborando con loro a far rispettare le regole gestendo insieme, al meglio, la natura e il territorio.

R ESTERÀ chiusa fino a mercoledì prossimo la scuo ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: poi è stato raso al suolo quello della media e nel gennaio scorso il ministro della pubblica istruzione Fioroni aveva posto la prima pietra per la ricostruzione. E proprio questo episodio viene contestato dal consigliere di Forza Italia Diego Daidone. "LA FRETTA di inaugurare l'inizio dei lavori della scuola di Monzone ? sostiene infatti Daidone ?

Pd, Marini verso la presidenza È scontro sui capigruppo ( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a partire da Giuseppe Fioroni. Una candidatura alla presidenza che potrebbe mettere in sofferenza il vicesegretario del partito, Dario Franceschini, che peraltro recentemente dialoga anche con l'area dalemiana. Ma è tutto da vedere. Perché la scelta dipende anche da quella dei capigruppo, che verrà fatta all'inizio della prossima settimana,

Ansie, mal di pancia, primi scambi d'informazioni e dritte su Internet. Tra meno di due ( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il crollo dei privatisti. L'esame di stato targato Fioroni con il ripristino delle commissioni miste (tre membri interni e tre commissari esterni, più un presidente), ha fatto diminuire vertiginosamente il plotone dei privatisti nel Lazio. In appena due anni, infatti, il numero dei privatisti si è dimezzato, passando dai 6.

Francesco Rutelli certamente vincerà a Roma e questo sarà anche il segno di una fort ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex ministro della pubblica Istruzione Fioroni e l'esponente del Pd Marco Follini: "Il Partito democratico - ha detto Marini - ha ben lavorato per la semplificazione del sistema politico caratterizzato in Italia da un eccessivo frazionamento e da una grande personalizzazione. Eravamo arrivati ad un rapporto di rappresentanza ormai inaccettabile".

Ansie, mal di pancia, primi scambi d'informazioni e dritte su Internet. Tra meno di due ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il crollo dei privatisti. L'esame di stato targato Fioroni con il ripristino delle commissioni miste (tre membri interni e tre commissari esterni, più un presidente), ha fatto diminuire vertiginosamente il plotone dei privatisti nel Lazio. In appena due anni, infatti, il numero dei privatisti si è dimezzato, passando dai 6.

Terza media, esame rebus per 36mila ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Chiudi Prima volta della riforma Fioroni: il via il 17 giugno con comprensione di un testo e domande di grammatica. Il 18 comincia la maturità Terza media, esame rebus per 36mila Quesiti di italiano e matematica anche con risposta multipla e aperta. I presidi: "Studenti non abituati".

Da Lupi a Binetti, fra Opus Dei e Cl Dov'è finita la laicità in Parlamento? ( da "Liberazione" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giuseppe Fioroni e così via. Fin qui il Pd. Dall'altra parte dello schieramento, Ratzinger potrà contare su una maggioranza compatta di deputati e senatori fedeli ai valori della Santa Sede. Su tutti Maurizio Lupi, il ministro della salute in pectore, può vantare un curriculum di tutto rispetto: dalla militanza in Comunione e Liberazione,

In attesa dell'erede di Fioroni cosa chiediamo al futuro Ministro dell'istruzione? ( da "Blogosfere" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Apr 0823 In attesa dell'erede di Fioroni cosa chiediamo al futuro Ministro dell'istruzione? Pubblicato da Elisa, Blogosfere staff alle 08:28 in Attualità, Scuola Silvio Berlusconi, premier in pectore, sta ancora barattando ministeri e cariche politiche ma i nomi dei papabili Ministri del Berlusconi ter cominciano a circolare.

Dove sono i laboratori nelle scuole? ( da "Stampaweb, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: proposto il tema della didattica laboratoriale tra le priorità per la qualificazione della scuola e ha quindi ottenuto che il ministro Fioroni investisse in laboratori scolastici. Occorreva nel contempo che si conoscesse la situazione degli spazi nelle scuole per la didattica di laboratorio, delle dotazioni di materiali, delle attività di esperimenti, delle osservazioni scientifiche.

CROLLO DEI MATURANDI , UN TERZO IN MENO I PIù NUMEROSI GLI ALLIEVI DEGLI ISTITUTI TECNICI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per il Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, la diminuzione di candidati esterni e di ottisti non deriva da cali di rendimento medio degli studenti italiani, ma dal maggior rigore delle nuove normative, che non consentono escamotage per l'accesso facilitato agli esami di stato.

Caro Gazzettino, quando si parla ( da "Gazzettino, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: attendono le circolari del Fioroni o i comunicati stampa sindacali: fanno già alzare in piedi gli alunni, li rispettano e amano se stessi.Benetti Sergio,Dueville (Vicenza)Caro Gazzettino,ho letto che il preside di un liceo piemontese ha invitato i professori a non vestire in modo giovanilistico perché gli studenti non gradiscono e perché il modo di vestire serve anche a distinguere.

Pd, la difficile "quadratura" del cerchio ( da "AprileOnline.info" del 23-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: da Soro a Beppe Fioroni. Ma l'intesa al momento non c'è anche se tutti sono concordi a rinviare la discussione dopo il ballottaggio di Roma prima dell'elezione dei presidenti dei gruppi che dovrebbe essere tra circa una settimana. "Non sarà una discussione campale", assicura Nicola Latorre pur ammettendo che ci sono punti di vista diversi e "


Articoli

Laicato cattolico, educazione e scuola (sezione: Schola)

( da "Giornale di Brescia" del 23-04-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 23/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:CRONACA DELL'UNIVERSITA' SEMINARIO IN VIA TRIESTE Laicato cattolico, educazione e scuola Protagonista dello scoutismo italiano e collaboratore di don Carlo Gnocchi. A lui si devono l'introduzione dell'educazione civica e in buona misura la riforma della scuola media del 1962. È dedicato a Gesualdo Nosengo - nato a San Damiano d'Asti il 20 luglio 1906 e morto a Roma il 13 maggio 1968, nella foto a sinistra - il seminario su "Laicato cattolico, educazione e scuola" previsto domani alle 15 nella Sala della Gloria dell'Università Cattolica. Organizzato dall'ateneo di via Trieste in collaborazione con l'Unione cattolica italiana insegnanti medi (Uciim), il seminario verrà proposto in occasione della presentazione del libro curato da Luciano Corradini "Laicato cattolico, educazione e scuola in Gesualdo Nosengo. La formazione, l'opera e il messaggio del fondatore dell'Uciim". Nosengo partecipò attivamente alle vicende storiche del suo tempo diventando una delle figure più importanti della pedagogia italiana d'ispirazione cristiana del secolo scorso. Dopo i saluti del Vescovo mons. Luciano Monari, del direttore dell'Unesu (l'ufficio della Cei per l'educazione, la scuola e l'università) mons. Bruno Stenco e del presidente nazionale dell'Uciim Maria Teresa Lupidi Sciolla interverranno Emilio Butturini (Università di Verona), Luciano Caimi (Cattolica di Brescia), Luciano Corradini (Università di Roma Tre), Luciano Pazzaglia (Università Cattolica di Milano) e Andrea Porcarelli (Università di Padova).

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730 2008 (sezione: Schola)

( da "Italia Oggi" del 23-04-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 097, pag. 43 del 23/4/2008 Autore: a cura di Duilio Liburdi e Maurizio Tozzi Visualizza la pagina in PDF     730 2008 Le novità della dichiarazione dei redditi 3.2) Alcune importanti precisazioni: la non rilevanza del costo del terreno; l'impatto del costo dell'acquisto del cosiddettto Rustico; la documentazione utile In merito a tale tipologia di mutui, alcune importanti precisazioni sono state effettuate sul piano interpretativo da parte dell'amministrazione finanziaria:? la detrazione non può essere riconosciuta per la parte degli interessi riferita all'ammontare di mutuo utilizzato per l'acquisto del terreno su cui si costruisce l'abitazione principale. Quindi, nel rapporto necessario all'individuazione degli interessi, i contribuenti non possono far confluire la spesa per l'acquisto del terreno (circolare n. 17 del 2006). ? la detrazione può riguardare anche le ipotesi di acquisto di un fabbricato "a grezzo". Pertanto, in tale seconda ipotesi, l'acquisto dell'immobile ancora non ultimato rientra tra le spese da conteggiare ai fini del citato rapporto (risoluzione n. 1 del 2007). Per esempio, se si contrae un mutuo per 100 mila euro e si spendono 40 mila euro per l'acquisto del fabbricato a grezzo e si procede al completamento dei lavori spendendo una ulteriore cifra pari a 50 mila euro per l'esecuzione dei lavori, la detrazione dovrà essere calcolata su un ammontare di interessi pari al 90%;? anche nel caso di mutui finalizzati alla costruzione dell'abitazione principale, pur se il dm 311 del 1999 richiede che nel mutuo sia indicata la finalità dello stesso, è ammessa la detrazione se tale finalità è evidenziata nella certificazione rilasciata dalla banca o da un'autocertificazione prodotta dal contribuente (risoluzione n. 241 del 2007) ha precisato che. In sostanza, l'Agenzia ha ribadito la tesi interpretativa sostenuta nella risoluzione n. 147 del 2006 (commentata in apertura) in riferimento all'acquisto dell'abitazione principale.3.3) Mancata comunicazione di inizio lavoriè necessario rammentare quanto precisato nella risoluzione n. 310 del 2007, laddove l'Agenzia delle entrate ha affrontato il caso di un contribuente che ha acquistato un immobile allo stato grezzo in attesa di completamento, stipulando, contestualmente all'acquisto, un contratto di mutuo ipotecario e iniziando, nei sei mesi successivi alla data di stipula del contratto di mutuo, i lavori di completamento dell'immobile da adibire ad abitazione principale senza però comunicare al comune la data di inizio lavori. Tale mancata comunicazione, infatti, è dipesa dalla circostanza che sono stati operati dei lavori di finitura dell'immobile acquistato allo stato grezzo utilizzando la concessione edilizia che era stata rilasciata all'impresa costruttrice. Ciò in base all'assunto di poter comunque dimostrare, mediante la data delle prime fatture di spesa a lui intestate, di aver soddisfatto il requisito temporale di iniziare i lavori di costruzione nei sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipula del contratto di mutuo.In merito, l'amministrazione non ha riconosciuto sussistenti i requisiti richiesti dalla norma, evidenziando che la mancanza di comunicazioni al comune in ordine alla licenza di costruzione impedisce di attribuire un riferimento certo all'inizio dei lavori, utile per verificare il rispetto dei limiti temporali previsti dalla legge.Nello specifico bisogna tener presente che le modalità attuative di tale disposizione sono individuate dal citato decreto ministeriale 30 luglio 1999, n. 311, che tra l'altro prevede che il mutuo debba essere stipulato non oltre i sei mesi antecedenti o successivi alla data di inizio dei lavori di costruzione o ristrutturazione ed inoltre, ai sensi dell'art. 3, comma 1, è previsto espressamente che il contribuente conservi ed esibisca o trasmetta anche in copia le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia.Discende, dunque, che è fondamentale avere riferimenti certi per poter verificare il rispetto della tempistica richiesta dal legislatore, pena l'impossibilità di fruire della detrazione. E per quando concerne l'inizio dei lavori, atteso il tenore letterale dell'art. 3 del decreto n. 311 del 1999, tale riferimento certo va associato al rilascio delle abilitazioni amministrative previste dalla legge.Sulla falsariga di tale interpretazione, la risoluzione n. 73 del 2008 ha affrontato anche il caso specifico in cui il contraente del mutuo è giunto in possesso della Dia solo a seguito di voltura, avendo ricevuto in donazione l'immobile allo stato grezzo. Ebbene, in queste circostanze l'agenzia asserisce che il decorso dei termini per verificare il rispetto delle condizioni temporali deve riferirsi, come data di inizio lavori, a quella in cui è avvenuta la voltura della Dia.3.4) Rinegoziazione del mutuo di costruzioneLa risoluzione n. 390 del 2007 ha fornito un importante chiarimento in ordine alla rinegoziazione del mutuo riferito alla costruzione dell'abitazione principale. Al riguardo, l'Agenzia precisa che, considerato l'art. 8 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, recante la disciplina relativa alla cosiddetta "portabilità del mutuo", in base al quale è previsto espressamente al comma 4, il mantenimento dei benefici fiscali nel caso di surroga nel rapporto di mutuo per volontà dello stesso debitore, l'agevolazione in esame torni applicabile anche nel caso di estinzione e successiva stipulazione di un mutuo contratto per la costruzione dell'abitazione principale.Infatti, considerata la stretta affinità che sussiste tra la fattispecie di mutuo contratto per l'acquisto dell'abitazione principale (art. 15, comma 1, lett. b), del Tuir) e quella di mutuo contratto per la costruzione della stessa (art. 15, comma 1-ter, del Tuir), e al fine di evitare di trattare in modo differente situazioni sostanzialmente identiche, si è ritenuto possibile, atteso il carattere unitario dell'operazione di estinzione ed accensione del nuovo mutuo e della sostanziale continuità del rapporto di mutuo originariamente stipulato, conservare i benefici fiscali già riconosciuti in relazione al primo contratto.Una particolare attenzione merita comunque la conclusione cui è giunta l'amministrazione finanziaria in riferimento all'esempio contenuto nella risoluzione. Infatti, ammessa la possibilità di rinegoziazione, è precisato che la detrazione non può essere riconosciuta sul totale dell'importo del secondo mutuo, in quanto tale importo (pari ad euro 104.000,00) risulta essere superiore, anche se di poco, alla residua quota di capitale da rimborsare in relazione al primo mutuo, maggiorata delle spese e degli oneri correlati, (pari ad euro 103.978,37).Secondo l'Agenzia consegue che, al fine di fruire dell'agevolazione in esame, è necessario determinare la percentuale dell'importo del secondo mutuo rispetto all'importo della residua quota di capitale da rimborsare del primo.Per determinare la percentuale (X) sulla quale è possibile fruire della detrazione degli interessi passivi è possibile adottare la seguente formula:X = 100 x residua quota di capitale da rimborsare del primo mutuo, maggiorata delle spese e degli oneri correlati / importo del secondo mutuo. Vale a dire:X = (100x103.978,37) / 104.000,00 = 99,98%.Pertanto la detrazione può essere fruita in relazione agli interessi passivi pagati sul 98,98% dell'importo del secondo mutuo.4) Spese di istruzione (rigo E13)Sono ammesse al beneficio le spese sostenute:per la frequenza di corsi universitari telematici (Agenzia entrate, risoluzione n. 6 del 2007);? per la frequenza del corso Ssis, Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario, trattandosi di un corso di istruzione secondaria (risoluzione n. 77 del 2008);? per il contributo versato per poter partecipare alla prova di preselezione, eventualmente prevista dalla facoltà alla quale lo studente intende iscriversi, che costituisce una condizione indispensabile per l'accesso a corsi di istruzione universitaria (risoluzione n. 87 del 2008).5) Detrazione per le badanti (rigo E15)Per le spese sostenute nei confronti di chi presta assistenza ai soggetti non autosufficienti al compimento degli atti della vita quotidiana è stata inserita una nuova detrazione Irpef nella misura del 19%, mantenendo invariate le condizioni già esistenti e soprattutto precisando che la detrazione spetta non solo direttamente al soggetto non autosufficiente che sostiene le spese, ma anche se le stesse sono affrontate dai suoi familiari e ancorché non sussistano le condizioni per essere considerato fiscalmente a carico. Il limite di spesa è fissato a 2.100 euro e il beneficio è riconosciuto a condizione che chi detrae abbia un reddito complessivo non superiore a 40.000 euro.Ciò detto, si rammenta brevemente quanto precisato nel passato dall'amministrazione finanziaria in ordine a tale beneficio:? lo stato di non autosufficienza deve essere attestato da un medico (la norma non rinvia all'esistenza di un handicap e dunque non sono necessarie le particolari certificazioni delle relative commissioni mediche) e deve consistere nella incapacità di compiere in maniera autonoma gli atti della vita quotidiana, come il vestirsi, il lavarsi ecc;? non rientrano in tale previsione i bambini, salvo che non siano affetti da una patologia causa di impedita autosufficienza (in pratica, non si detraggono le spese per le baby-sitter);? chi presta assistenza deve certificare la spesa e indicare gli estremi anagrafici sia di chi riceve assistenza sia di chi effettua il pagamento;? queste spese sono differenti dai contributi versati per gli assistenti familiari, che invece danno diritto ad una deduzione dal reddito complessivo;? l'assistenza può essere prestata anche all'interno di un centro abilitato.Il limite di euro 2.100,00 deve essere considerato con riferimento al singolo contribuente a prescindere dal numero dei soggetti cui si riferisce l'assistenza. Per esempio, se un contribuente ha sostenuto spese per sé e per un familiare, l'importo da indicare nel relativo rigo non può essere comunque superiore a euro 2.100,00.Nel caso in cui più familiari hanno sostenuto spese per assistenza riferite allo stesso familiare, il limite massimo di euro 2.100,00 dovrà essere ripartito tra coloro che hanno sostenuto la spesa.6) Frequenza dei centri sportivi (E16)Altra nuova detrazione del 19% riguarda le spese di iscrizione annuale e di frequenza dei centri sportivi da parte dei ragazzi di età compresa tra i 5 e i 18 anni, fino ad un massimo di spesa di 210 euro. Si tratta delle spese sostenute per l'iscrizione annuale e l'abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica.Come chiarito dalla circolare n. 34 del 2008, per usufruire della detrazione è necessario che i ragazzi pratichino l'attività sportiva presso le "associazioni sportive", che il decreto attuativo definisce come le società e le associazioni sportive dilettantistiche indicate dall'articolo 90, commi 17 e seguenti, della legge 289/2002, che abbiano nella propria denominazione sociale l'espressa indicazione della finalità sportiva e della ragione o denominazione sociale dilettantistica. Per "palestre, piscine e altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica dilettantistica" si intendono tutti gli impianti, comunque organizzati, destinati all'esercizio della pratica sportiva non professionale, agonistica e non agonistica, compresi gli impianti polisportivi gestiti, anche in forma diversa dalle associazioni sportive, da soggetti pubblici privati, anche in forma di impresa, individuale o societaria, secondo le norme del codice civile. La dizione generica di “abbonamento” lascia presumere che siano ammesse al beneficio le diverse tipologie di offerte al riguardo, basti pensare all'uso frequente, da parte di palestre e piscine, di abbonamenti mensili, trimestrali o anche ad “entrate”. Inoltre, non sembra che siano indispensabili entrambe le spese, per cui può ammettersi la detrazione sia del solo pagamento dell'iscrizione annuale (nel caso in cui, poi, per un qualsivoglia motivo, il ragazzo decide di non frequentare), sia della sola frequenza (l'ipotesi ovvia e sicuramente ricorrente riguarda quegli sport con campionati a “cavallo” di due anni, tipo il calcio, la pallacanestro o il rugby, laddove l'iscrizione annuale avviene solitamente a settembre - l'anno scorso 2006, pagamento escluso dal beneficio – e poi si procede al pagamento delle mensilità – e quindi sono ammessi alla detrazione le spese da gennaio 2007 in poi). Per fruire della detrazione il contribuente deve acquisire e conservare bollettino bancario o postale, ovvero fattura, ricevuta o quietanza di pagamento da cui risulti:? la ditta, denominazione o ragione sociale e la sede legale ovvero se persona fisica il nome cognome e la residenza, nonché il codice fiscale dei soggetti che hanno reso la prestazione;? la causale del pagamento;? l'attività sportiva esercitata;? l'importo corrisposto per la prestazione resa;? i dati anagrafici del praticante dell'attività sportiva e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento.Si ritiene che se il documento è intestato al figlio dovrebbe confermarsi l'assunto che la detrazione spetta in via di principio al 50% tra i genitori salvo che in calce al documento non sia annotata la volontà di una differente ripartizione.Il beneficio massimo ottenibile è pari a 40 euro (ossia il 19% di 210 euro) per ciascun familiare che frequenta un centro sportivo, come confermato dalla citata circolare n. 34 del 2008. Pertanto se ad esempio due figli che hanno i requisiti previsti dalla norma frequentano centri sportivi, la detrazione annua potrà essere calcolata su un limite di spesa doppio, ossia pari a 420 euro. Come precisato dalla norma, i frequentatori dei centri sportivi devono essere di età compresa tra i 5 e i 18 anni. Il dubbio al riguardo era rappresentato dal momento in cui procedere al riscontro del raggiunto limite d'età, ossia se farsi riferimento al momento effettivo in cui si frequenta oppure, sulla falsariga di alcuni chiarimenti resi in materia di interventi di recupero del patrimonio edilizio, considerarsi l'età anagrafica al 31 dicembre dell'anno di fruizione del beneficio. In tale ultima direzione sembravano spingere le istruzioni alla dichiarazione dei redditi riferite all'abbattimento forfetario del 40% dei compensi percepiti per la cessione di diritti d'autore da parte di soggetti di età inferiore a 35 anni. Infatti, le istruzioni al modello 730 chiaramente evidenziano che tale riduzione spetta ai nati dal 1973 in poi, in sostanza escludendo tutti coloro che hanno compiuto 35 anni entro il 31 dicembre 2007. A porre dei dubbi, però, provvedono le istruzioni tecniche al modello 730, laddove per la medesima fattispecie è chiaramente previsto che la riduzione è riconosciuta ai nati dal 1972 in poi. In parole povere, può verificarsi la circostanza che un ragazzo frequenta la palestra per l'intero 2007 ma compie 18 anni al 22 giugno dello stesso anno. Doveva capirsi se fosse ammessa la detrazione per tutte le spese del 2007, solo per le spese fino al compimento dei 18 anni oppure addirittura esclusa la detrazione (tesi delle istruzioni, che si riferiscono al compimento degli anni al 31 dicembre). A risolvere il tutto ha provveduto la circolare n. 34 del 2008, che ha stabilito che le detrazioni spettano per tutte le spese sostenute in riferimento all'anno in cui si realizza la condizione di età. In sostanza, se il bambino ha compiuto 5 anni anche alla fine del 2007, comunque tutte le spese sono agevolate, così come a medesime conclusioni si giunge per i ragazzi che hanno compiuto 18 anni anche ad inizio anno. A medesime conclusioni la circolare n. 34 del 2008 è giunta anche per la detrazione prevista per i giovani di età compresa tra 20 e 30 anni che locano un immobile destinato ad abitazione principale.A questo punto, sarebbe auspicabile un analogo chiarimento anche in riferimento alla riduzione forfetaria del 40% prevista per i percettori di compensi di diritto d'autore.7) Spese di intermediazione immobiliare (E17)Dal 1º gennaio 2007, la detrazione del 19% spetta anche per i compensi comunque denominati pagati a soggetti di intermediazione immobiliare in dipendenza dell'acquisto dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale per un importo non superiore ad euro 1.000 per ciascuna annualità. Sul piano pratico, la norma non richiede specifiche modalità di pagamento per cui dovrebbe far fede esclusivamente il rilascio della fattura dal soggetto che ha effettuato l'intermediazione. Non sono, inoltre, fissati dei termini entro i quali l'immobile deve essere adibito ad abitazione principale.L'agenzia delle entrate nella circolare n. 28 del 2006 ha espresso il parere che la detrazione possa essere fruita una sola volta e se l'unità immobiliare è acquistata da più soggetti, la detrazione, nel limite di 1000 euro, va ripartita tra i comproprietari in base alla percentuale di proprietà. Questa tesi è stata confermata anche dalla circolare n. 34 del 2008, pur se non appare condivisibile. Basti pensare a tutte le ipotesi di acquisto in comproprietà dell'immobile e fattura intestata ad uno solo degli acquirenti. Il soggetto in questione, a ben interpretare la norma, ha entrambi i requisiti per detrarre: acquisto dell'abitazione principale e, soprattutto, sostenimento per intero della spesa. Quale sia il motivo di introdurre un principio di proporzione alla proprietà, peraltro non richiesto dalla norma, rappresenta un mistero!La stessa circolare n. 34 del 2008 ha poi sottolineato che da un lato la detrazione spetta anche per l'acquisto di diritti diversi dalla proprietà, purchè si tratti di abitazione principale, mentre dall'altro non può essere riconosciuta se l'acquisto non va a buon fine.8) Canoni di locazione studenti fuori sede (E18)La nuova lettera i-sexies) del comma 1 dell'articolo 15 del Tuir consente dal 2007 la detrazione Irpef del 19% delle spese relative a canoni di locazione pagati dagli studenti iscritti ad un corso di laurea in un comune diverso da quello di residenza. In particolare, la norma elenca una serie di requisiti indispensabili:? i contratti di locazione devono essere esclusivamente quelli di stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431;? l'università frequentata deve essere ubicata in un comune diverso da quello di residenza, distante almeno 100 chilometri e comunque in una provincia diversa;? l'unità immobiliare presa in locazione deve essere situata nello stesso comune in cui ha sede l'università o in comuni limitrofi.In merito, è importante effettuare alcune considerazioni. In primo luogo, la norma fiscale è chiara nel limitare l'agevolazione solo alla frequenza di un corso di laurea. D'altra parte, non è stata utilizzata la formulazione ampia contenuta nella lettera e) del comma 1 dello stesso articolo 15 del Tuir in materia di spese di istruzione, dove si fa riferimento a corsi universitari nei quali rientrano anche quelli di specializzazione e perfezionamento. Pertanto, la detrazione per i canoni di locazione riguarda solo ed esclusivamente gli iscritti ai corsi di laurea, indipendentemente se siano fuori corso o meno.Altro aspetto importante è che a stipulare il contratto di locazione deve essere lo studente stesso. Nella circolare n. 34 del 2008, comunque, l'agenzia delle entrate ha ammesso che a stipulare il contratto possa essere anche il familiare che ha a carico lo studente.In ultimo, bisogna rispettare tutti gli altri vincoli previsti (circolare n. 11 del 2007). Infatti sono effettuate precise indicazioni relativamente al comune in cui lo studente deve frequentare l'università, in quanto:? la distanza tra il comune di residenza e quello dov'è sita l'università sia almeno di 100 chilometri;? i comuni devono far parte di province diverse.La circolare n. 34 del 2008 ha precisato che al fine di verificare il rispetto del primo requisito è possibile fare riferimento alla distanza chilometrica più breve tra il comune di residenza e quello in cui ha sede l'università, calcolata in riferimento ad una qualsiasi delle vie di comunicazione esistenti, ad esempio ferroviaria o stradale. Il diritto alla detrazione sussiste se almeno uno dei suddetti collegamenti risulti pari o superiore a cento chilometri. Fatte tutte queste considerazioni resta da analizzare, infine, il meccanismo agevolativo. La detrazione è riconosciuta in una percentuale del 19% dei canoni di locazione e fino ad un importo massimo del canone pari a 2.633 euro, dando luogo, dunque, ad un beneficio effettivo al massimo pari a 500 euro per ogni studente. Stante il tenore letterale della norma, il beneficio avrebbe dovuto spettare per ogni studente e anche per le spese sostenute nell'interesse dei familiari. Di avviso totalmente opposto è la circolare n. 34 del 2008, che sostiene che la spesa sia di importo complessivo anche in riferimento a più studenti. Ciò appare in contrasto con la disposizione del comma 2 dell'art. 15 del Tuir, che infatti laddove ha voluto porre un limite complessivo, come nell'ipotesi delle spese di assicurazione, lo ha espressamente previsto. Se il legislatore avesse voluto introdurre un limite complessivo lo avrebbe altrettanto espressamente previsto. Peraltro è strana la posizione della circolare n. 34 del 2008: la locuzione “importo non superiore” è usata dal legislatore sia per le spese in argomento che per le spese di frequenza delle palestre. Ebbene, se per le locazioni si è deciso che il limite è complessivo, in spregio a qualsiasi coerenza, per le spese per le palestre si è optato per un limite soggettivo! 9) Righi E19-E219.1) Erogazioni liberali a favore di movimenti e partiti politici (codice 19)Nella risoluzione n. 15 del 2005, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che ai fini dell'applicazione del beneficio in commento, ancorché l'articolo 2 della legge n. 2 del 1997 sia stato abrogato dalla legge n. 157 del 1999, che però ha confermato e ampliato il diritto alla detrazione per le erogazioni ai partiti, per individuare le formazioni il cui finanziamento può garantire al sovvenzionatore il beneficio della detrazione IRPEF, è necessario comunque fare riferimento agli organismi politici in possesso dei requisiti di cui al citato art. 2 della legge n. 2 del 1997. Tale ratio originaria, infatti, si deve ritenere che non sia venuta meno in relazione alle previsioni della legge n. 2 del 1997 tuttora vigenti, quale l'art. 5, che ha inserito le erogazioni liberali in favore di partiti e movimenti politici tra gli oneri detraibili dall'Irpef. Tale disposizione, infatti, in assenza di previsioni normative espresse che ne modifichino l'ambito applicativo non può che essere interpretata alla luce del contesto normativo vigente alla data della sua entrata in vigore. Pertanto, le erogazioni liberali che consentono di usufruire della detrazione d'imposta ai sensi dell'art. 15, comma 1-bis, del Tuir, devono riguardare, quali beneficiari, partiti o movimenti politici che nel periodo d'imposta in cui è effettuata l'erogazione abbiano almeno un parlamentare eletto alla Camera dei Deputati o al Senato della Repubblica.Sul punto, la risoluzione n. 41 del 2008 ha precisato che la detrazione spetta anche nel caso in cui l'erogazione liberale sia effettuata a favore di nuove formazioni politiche, a condizione che si tratti di una formazione nata dal coordinamento di diverse formazioni politiche e annoveri tra i suoi esponenti diversi parlamentari presso la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica.9.2) Erogazioni liberali a favore di istituti scolastici (codice 31)La nuova lettera i-octies del comma 1 dell'art. 15 del tuir prevede la detrazione del 19% delle erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro. Tali istituti devono appartenere al sistema nazionale di istruzione di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni. Le erogazioni devono essere finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa e devono essere effettuate mediante versamento postale o bancario, ovvero mediante carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari.9.3) Acquisto di pc da parte dei docenti (codice 32)Per il solo anno 2007, ai docenti delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, anche non di ruolo con incarico annuale, nonchè al personale docente presso le università statali (professori ordinari e associati e ricercatori), è riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda e fino a capienza della stessa nella misura del 19 per cento delle spese documentate sostenute ed effettivamente rimaste a carico per l'acquisto di un pc nuovo di fabbrica. Il limite massimo di spesa su cui poter calcolare la detrazione è di 1.000 euro e pertanto il beneficio massimo fruibile in sede di dichiarazione dei redditi è pari a 190 euro. Si evidenzia che la norma si riferisce esclusivamente ai docenti delle scuole pubbliche con ciò significando che sono esclusi dall'agevolazione i docenti delle scuole private.Con apposito decreto del 1 agosto 2007 sono state individuate le modalità attuative, che hanno stabilito la documentazione, eventualmente da esibire in sede di controllo, relativa alle modalità di certificazione della spesa sostenuta. In effetti, già nella circolare n. 11 del 2007 l'agenzia delle entrate aveva optato per una decisione di semplificazione prevedendo la necessità del solo documento di spesa. L'articolo 2 del citato decreto prevede che i docenti debbano acquisire la fattura o la ricevuta fiscale dalla quale risultino la tipologia dell'acquisto e i dati identificativi del docente, ivi compreso il codice fiscale. In tal modo si è risolto il problema delle eventuali modalità d'acquisto, che ad esempio possono comportare l'inizio del pagamento differito nel tempo (ipotesi: inizio pagamento al 2008). Ciò non rileva in quanto ci si riferisce esclusivamente alla documentazione di spesa rilasciata dal venditore del pc. 9.4) Spese per la frequenza degli asili nido (codice 34)Con l'ennesima proroga contenuta nella finanziaria del 2008 è stata prevista la possibilità di fruire della detrazione Irpef del 19% in riferimento alle rette pagate per ogni figlio per la frequenza di asili nido anche per le spese sostenute nel 2007. La proroga, nello specifico, conferma in toto il precedente meccanismo e pertanto è necessario rammentare che:? i soli fruitori potranno essere i genitori, in quanto espressamente si fa riferimento al pagamento delle rette "per ogni figlio". Mutuando il concetto dall'articolo 12 del Tuir, pertanto, essa spetta sia per i figli naturali che per quelli adottati, affiliati o affidati. Inoltre, non potranno godere dell'agevolazione soggetti uniti da altri vincoli di parentela ai bambini che frequentano l'asilo, ancorché li abbiano fiscalmente a proprio carico. è questo il caso, ad esempio, di un nonno che ai sensi del citato articolo 12 del Tuir ha tutte le carte in regola per fruire della detrazione rispetto al proprio nipote, ma che non potrà, per lo stesso bimbo, fruire della detrazione per la frequenza dell'asilo nido;? la previsione resta di carattere temporale e non a regime, in quanto ha valenza in relazione alle spese sostenute nell'anno 2007;? non è effettuata alcuna distinzione in ordine alla tipologia di nido da frequentare. In pratica, può trattarsi sia di nidi comunali che privati, sia all'interno di luoghi di lavoro che gestiti autonomamente;? il beneficio, può essere fruito solo da chi sostiene effettivamente la spesa e secondo un rigido criterio di cassa. In relazione al sostenimento della spesa, in caso di onere sostenuto da entrambi i genitori, per la ripartizione dell'agevolazione si ricorda che l'Agenzia delle Entrate nella circolare n. 6 del 2006 ha precisato che la detrazione spetta a colui che ha effettivamente sostenuto la spesa e che ad ogni buon conto è possibile una suddivisione libera mediante annotazione in calce al documento;? trattandosi di una detrazione, la stessa potrà essere fruita nei limiti di capienza dell'imposta lorda dovuta dal contribuente, senza possibilità di utilizzi alternativi per la parte residua, quali la compensazione o il rinvio ad una futura dichiarazione;? la detrazione può essere calcolata in riferimento ad una spesa massima pari a 632 euro per ciascun figlio;L'applicazione del criterio di cassa torna utile per l'individuazione delle spese ammesse al beneficio. Poiché ad essere agevolate sono le rette pagate nel corso del 2007, i contribuenti dovranno prendere in considerazione esclusivamente le rette pagate in detto anno, e ciò anche se sono riferite a periodi "scolastici" diversi. In pratica, se rispetto al periodo 2006/2007 la retta sarà pagata in unica soluzione a gennaio 2007, è possibile fruire della detrazione. Viceversa, se per lo stesso periodo la retta è pagata nel 2006, l'agevolazione poteva essere fruita per l'anno 2006. Se, invece, la retta sarà pagata nel 2008, la detrazione non spetta. Per quanto concerne la documentazione può farsi riferimento alla fattura, al bollettino bancario o postale, alla ricevuta o quietanza di pagamento.1) Contributi previdenziali ed assistenziali (E22)L'Agenzia delle entrate ha precisato che nel caso in cui una banca dovesse lanciare sul mercato il servizio di versamento on-line dei contributi previdenziali con l'utilizzo della carta di credito con addebito sul conto corrente nel mese successivo (caso particolare con addebito al 15 gennaio), i professionisti possono dedurre l'onere sostenuto nell'anno di imposta in cui è stata utilizzata la carta di credito, a prescindere dal momento in cui verrà addebitato sul conto corrente del professionista l'importo versato (risoluzione n. 77 del 2007).2) Assegno periodico corrisposto al coniuge con esclusione della quota di mantenimento dei figli (E23)La deducibilità degli assegni periodici corrisposti al coniuge in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento, di annullamento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, nella misura in cui risultino dal provvedimento dell'autorità giudiziale è disciplinata dall'articolo 10, comma 1, lettera c) del Tuir, ai sensi del quale è necessario che:? sia intervenuta la separazione legale ed effettiva, ovvero lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio;? la somma corrisposta sia pari a quella determinata nella misura dal giudice;? si tratti di somme corrisposte periodicamente.Da quanto detto deriva che:? non sono deducibili somme corrisposte al coniuge diverse da quelle determinate dal giudice;? non è deducibile il pagamento effettuato in un'unica soluzione.A tale ultimo riguardo, si evidenzia che la lunga controversia in merito alla deducibilità o meno dell'assegno corrisposto in un'unica soluzione è stata risolta con parere negativo dalla Corte costituzionale con sentenza n. 383 del 06/12/2001, posizione peraltro confermata di recente con l'ordinanza n. 113 del 2007Va rammentato, inoltre, che a decorrere dal 2007 nelle dichiarazioni dei redditi, in virtù della specifica previsione di cui all'articolo 1, comma 63, della legge n. 296 del 2006 (Finanziaria 2007), i soggetti che erogano gli assegni periodici in questione sono tenuti altresì ad indicare il codice fiscale dell'ex-coniuge percettore. Ciò in quanto a fronte della deduzione per chi eroga l'assegno il coniuge percettore, ai sensi dell'art. 50, c. 1, lett. i) è tenuto a dichiararlo quale reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. Questo aspetto nel passato è stato fonte di problemi, soprattutto sul piano del controllo incrociato ma ormai può dirsi superato: in dichiarazione, infatti, il coniuge erogante e che deduce deve indicare il codice fiscale del beneficiario dell'assegno, pena l'impossibilità di fruire della deduzione. L'amministrazione, dunque, in tempo reale e sulla base di un semplice incrocio dei dati verifica la rispondenza tra quanto dedotto dall'erogante e quanto dichiarato dal percettore. Se i dati non combaciano, scatterà il controllo delle rispettive dichiarazioni e giocoforza il recupero in capo al coniuge che ha dedotto in più o dichiarato in meno.3) Altri oneri deducibili (E27)3.1) Contributi, donazioni e oblazioni erogate alle Organizzazioni non governative (Ong) riconosciute idonee, che operano nel campo della cooperazione con i paesi in via di sviluppo (codice 2)In base alla lettera g) del comma 1 dell'articolo 10 del Tuir, i contributi, le donazioni e le oblazioni erogati alle Organizzazioni non governative (Ong) riconosciute idonee ai sensi della legge n. 49 del 1987, che operano nel campo della cooperazione con i paesi in via di sviluppo, danno diritto ad una deduzione nei limiti del 2% del reddito complessivo dichiarato dal contribuente. Pertanto, nel caso di un soggetto avente un reddito complessivo pari a 20.000 euro, il limite massimo di deducibilità a fronte di detti contributi sarà pari a 400 euro.L'elenco delle organizzazioni idonee è curato dal ministero degli affari esteri ed è disponibile sul relativo sito internet.Al fine di fruire della agevolazione, i soggetti interessati devono conservare le ricevute di versamento in conto corrente postale, le quietanze liberatorie e le ricevute dei bonifici bancari relative alle erogazioni effettuate. Sul punto in particolare si è espressa la risoluzione n. 96 del 2008 che ha chiarito come vi sia un obbligo di pagamento "tracciato", dovendosi appunto effettuare le erogazioni tramite banca, ufficio postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari. In merito, si precisa che la deduzione in commento, ai sensi dell'articolo 13, comma 5, del dlgs 4 dicembre 1997, n. 460, non è cumulabile con la deduzione, o la detrazione, prevista per le erogazioni liberali effettuate a favore delle Onlus, nelle quali comunque rientrano tutte le Ong. Pertanto, il contribuente, nel caso di contributo erogato alla Ong, ha facoltà di scegliere il beneficio fiscale alternativamente tra:- deduzione dal reddito complessivo dell'onere sostenuto secondo le regole dapprima descritte, ossia entro il limite del 2% del reddito complessivo;- deduzione dal reddito complessivo secondo le nuove regole previste dall'art. 14 del decreto legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, secondo cui spetta la deduzione dell'importo nei limiti del 10% del reddito complessivo e comunque entro un massimo di 70 mila euro. In tal caso, il contribuente sempre nel rigo E27 deve utilizzare il codice 3. Pur se sul piano strettamente numerico, analizzando i limiti di deduzione, è conveniente ricorrere al codice 3, è altrettanto vero che bisogna porre attenzione agli aspetti sanzionatori, in quanto il citato art. 14 del dl 35 del 2005 prevede delle maggiorazioni delle sanzioni ordinarie anche nel caso in cui le violazioni siano commesse dalla Ong e non dal contribuente;- detrazione nella misura del 19 per cento, compilando i righi da E19 a E21, con il codice 20 ed un limite massimo di erogazione di importo pari a 2.065,83 euro. Le ipotesi di convenienza a ricorrere a tale beneficio risiedono non soltanto nell'evitare la "stretta" sulle sanzioni di cui al punto precedente, ma anche le situazioni in cui il reddito, per esempio pari a 10 mila euro, potrebbe bloccare la deduzione rispettivamente a 200 euro o a 1.000 euro, limitando il vantaggio fiscale.3.2) Altre deduzioni. Erogazioni a favore del gratuito patrocinio (codice 5)La lettera l ter) dell'art. 10 del Tuir riconosce la deducibilità delle erogazioni liberali effettuate dai contribuenti per il pagamento degli oneri difensivi dei soggetti che fruiscono del patrocinio gratuito previsto dalla legge n. 217 del 1990, come modificata dalla legge n. 134 del 2001.Sul punto merita di essere segnalata la risoluzione n. 15 del 2008, che ha effettuato precisazioni in riferimento al reddito utile per avvalersi del gratuito patrocinio. Il patrocinio a spese dello stato è disciplinato dalla parte III del dpr 30 maggio 2002, n. 115, che, all'art. 76, comma 1, prevede, quale condizione per l'ammissione al patrocinio gratuito, il possesso "di un reddito imponibile ai fini dell'imposta personale sul reddito, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 9.296,22" (il decreto 29 dicembre 2005 del ministero della giustizia ha aggiornato tale importo in euro 9.723,84). "Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia compreso l'istante" (art. 76, comma 2). Contestualmente, il limite di reddito di 9.723,84 euro viene elevato di 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi (art. 92).Sempre ai fini della determinazione del reddito imponibile per l'ammissione al gratuito patrocinio, l'art. 76, comma 3, del dpr n. 115 del 2002 prevede che si deve tener conto "anche dei redditi che per legge sono esenti dall'Irpef o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, ovvero ad imposta sostitutiva". Al riguardo l'agenzia delle entrate ritiene che il reddito cui far riferimento per poter riconoscere il diritto al gratuito patrocinio sia il reddito imponibile ai fini dell'Irpef, quale definito dall'art. 3 del Tuir, integrato dagli altri redditi indicati dall'art. 76 del dpr n. 115 del 2002. L'art. 76 del D.P.R. n. 115 del 2002 fa espresso riferimento, infatti, al reddito imponibile ai fini dell'Irpef risultante dall'ultima dichiarazione e, al comma 3, elenca anche le altre tipologie di reddito da considerare ai fini della determinazione del limite di reddito in discussione. Tra l'altro, l'art. 3 del Tuir, nel disciplinare la base imponibile ai fini fiscali, prevede che "l'imposta si applica sul reddito complessivo del soggetto, formato per i residenti da tutti i redditi posseduti al netto degli oneri deducibili indicati nell'art. 10". Infine, le affermazioni della Corte costituzionale contenute nella sentenza n. 144 del 1992, circa la connessione tra il reddito dichiarato ai fini dell'Irpef e quello rilevante al fine della concessione del beneficio del patrocinio a spese dello stato, sono intese a chiarire che nella definizione di reddito in senso economico rilevano anche i redditi derivanti da attività illecite. 4) Previdenza complementare (E28-E32)4.1) Le nuove regole e il limite di deduzionePer effetto del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, a decorrere dal 1° gennaio 2007 la deducibilità dei contributi in commento, in linea generale, incontra il solo limite massimo di 5.164,57 euro, in riferimento sia ai contributi diretti del contribuente, sia a quelli versati nell'interesse dei familiari fiscalmente a carico. Vengono meno, dunque, gli ulteriori limiti riferiti al 12% del reddito complessivo del contribuente e quelli tipici dei lavoratori dipendenti che aderivano ad un fondo negoziale (comunque ancora applicabili nello specifico caso dei dipendenti pubblici).La lettera e-bis) del comma 1 dell'art. 10 del Tuir ammette la deduzione dei premi e contributi versati a forme integrative di previdenza, ossia versati alle forme pensionistiche complementari o alle forme pensionistiche individuali previste dal dlgs n. 252 del 2005, compreso, in virtù della modifica apportata dal comma 313 della legge finanziaria del 2007 (legge n. 296 del 2006) le forme pensionistiche complementari istituite negli stati membri dell'Unione europea e negli stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al decreto del ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996, e successive modificazioni, emanato in attuazione dell'articolo 11, comma 4, lettera c), del decreto legislativo 1º aprile 1996, n. 239.Nel rispetto dei limiti previsti dalla norma, la deduzione dal reddito complessivo compete per i contributi e premi versati:- ad una forma pensionistica complementare istituita su base contrattuale collettiva (fondi pensione chiusi o aperti);- ad una forma pensionistica individuale attuata mediante adesione ai fondi pensione aperti;- ad una forma pensionistica individuale attuata mediante contratti di assicurazione sulla vita .Come precisato nella circolare n. 70 del 2007, nel limite massimo di deduzione pari a 5.164,57 euro si deve tener conto di tutti i versamenti che affluiscono alle forme pensionistiche, collettive e individuali, comprendendo anche le quote accantonate dal datore di lavoro ai fondi di previdenza di cui all'articolo 105, comma 1, del Tuir, ossia gli accantonamenti ai fondi "interni", istituiti ai sensi dell'articolo 2117 del codice civile, se costituiti in conti individuali dei singoli dipendenti. Nella maggior parte dei casi, chi ha aderito ad una previdenza complementare deve solo compilare il rigo E28, colonna 2, per indicare i contributi da dedurre in dichiarazione, entro il predetto limite massimo. Nel caso dei lavoratori dipendenti con annessa adesione al fondo negoziale, sarà usuale imbattersi in Cud che hanno l'evidenziazione, al punto 38, dell'importo già "dedotto" dal datore di lavoro, nel qual caso deve procedersi alla compilazione della colonna 1 del rigo E28 (in seguito sarà posto un esempio completo). 4.2) I contributi versati per i familiari fiscalmente a caricoCome nel passato, è consentita la deduzione delle somme versate alle forme di previdenza nell'interesse delle persone fiscalmente a carico, ossia dei soggetti di cui all'articolo 12 del Tuir che rispettano le condizioni ivi previste (prima fra tutte, il non aver posseduto un reddito superiore a 2.840,51 euro). La deduzione spetta, in primo luogo, alla persona a carico, senza il rispetto di nessun limite e fino a capienza del reddito complessivo, mentre l'importo eccedente può essere dedotto dal reddito complessivo del soggetto cui questi è a carico, sempre nel rispetto dei limiti percentuale del 12% del reddito complessivo e assoluto di euro 5.164,57. Per esempio, se il familiare a carico ha un reddito di 2.200 euro, qualora i contributi versati nel suo interesse ammontano a complessivi 3.800 euro, i primi 2.200 euro dovranno essere dedotti nella sua dichiarazione dei redditi, mentre i restanti 1.600 euro potranno essere dedotti da colui che lo ha fiscalmente a carico, fermo restando il rispetto del limite massimo di 5.164,57 euro. In sostanza, il contribuente che lo ha fiscalmente a carico sommerà i suoi contributi (per esempio pari a 4.000 euro) e quelli eccedenti riferiti al familiare (1.600 euro), deducendo comunque nel rispetto del limite complessivo di 5.164,57 euro.4.2.a) Compilazione del prospetto da parte del familiare a carico nella sua dichiarazioneIl familiare a carico compila esclusivamente il rigo E28, colonna 2, indicando l'esatto importo dei suoi contributi che trova capienza nel suo reddito complessivo (come detto, la colonna 2 del rigo E28 deve essere utilizzata da chiunque abbia una previdenza complementare e deve dedurre i contributi in dichiarazione).4.2.b) Compilazione del prospetto da parte del soggetto che ha a carico il familiare Chi ha a carico il familiare compila sia il rigo E28, colonna 2, indicando l'esatto importo dei suoi contributi da dedurre (4.000 euro), sia il rigo E31, colonna 2, in cui indica l'ammontare di contributi non dedotti dal familiare a carico. In particolare, per quanto concerne i contributi non dedotti del familiare, pur se ammontano a 1.600 euro, in dichiarazione il contribuente deve sempre rispettare il limite di 5.164,57 euro e dunque indica quali contributi del familiare l'importo di 1.1.64,57 euro (evidentemente, se anche si indica l'importo di 1.800 euro, sarà il software a "bloccare" la deduzione).4.3) I titolari di reddito di lavoro dipendente4.3.a) Il rigo E28, colonna 1Con riferimento ai lavoratori dipendenti, l'articolo 51, comma 2, lettera h), del Tuir, dispone che non concorrono a formare il reddito (e, pertanto, il datore di lavoro deve escluderli direttamente dal reddito di lavoro dipendente) gli oneri di cui all'articolo 10 del Tuir, alle condizioni ivi previste, se trattenuti dal datore di lavoro. In sostanza, il datore di lavoro trattiene l'importo a carico del dipendente per quanto concerne anche la previdenza complementare, riconoscendo direttamente l'esclusione di tali somme dalla formazione del reddito di lavoro dipendente in sede di determinazione della base imponibile per l'effettuazione delle ritenute alla fonte. I lavoratori dipendenti per i quali il sostituto ha già dedotto i contributi devono compilare il rigo E28, segnalando in colonna 1 l'ammontare risultante dal Cud, punto 38. Se eventualmente hanno altri contributi versati a diverse forme previdenziali complementari, compilano anche la colonna 2I dipendenti pubblici compilano il rigo E28, colonna 2, solo per esporre quei contributi versati ai fondi pensione per i quali non rileva la qualifica di dipendente pubblico (mentre per esporre i contributi versati ai fondi negoziali ad essi riservati deve essere compilato il rigo E32). 4.3.b) Esempioè bene considerare anche il rigo E31 in sede di esempio riferito al rigo E28, in quanto in quanto dalla certificazione Cud potrebbero risultare informazioni che esplicano un simultaneo "impatto" compilativo, contenendo anche dati che riguardano la previdenza complementare dei familiari fiscalmente a carico. Nel dettaglio: - nella colonna 1 del rigo E28 è necessario indicare l'importo dei contributi che il sostituto d'imposta ha escluso dall'imponibile di cui al punto 38 del Cud 2008. Qualora risulti compilato il punto 41 del Cud 2008 (previdenza per familiari a carico) l'ammontare da riportare nella colonna 1 è quello indicato nel punto 38 diminuito dell'importo escluso dal reddito e riferito alla previdenza complementare per familiari a carico, desumibile dalle annotazioni del Cud 2008; - nella colonna 2 del rigo E28 si indica l'ammontare degli oneri di previdenza complementare dei quali si chiede la deduzione in dichiarazione e pertanto è necessario riportare l'importo del punto 39 del Cud 2008, nonché le somme versate alle forme pensionistiche individuali. Qualora risulti compilato il punto 41 del Cud 2008 (previdenza per familiari a carico) l'ammontare da riportare nella colonna 2 è quello indicato nel punto 39 diminuito dell'importo non escluso dal reddito e riferito alla previdenza complementare per familiari a carico, desumibile dalle annotazioni del Cud 2008; - nella colonna 2 del rigo E31 si indicano i contributi versati per il familiare a carico per la parte da questi non dedotta. Qualora i contributi per familiari a carico siano stati versati tramite il datore di lavoro e pertanto il punto 41 del Cud 2008 è compilato, indicare: - nella colonna 1 l'importo dei contributi che il sostituto d'imposta ha escluso dall'imponibile; tale importo è desumibile dalle annotazioni del CUD 2008; - nella colonna 2 l'importo dei contributi che il sostituto d'imposta non ha escluso dall'imponibile; tale importo è desumibile dalle annotazioni del CUD 2008.Ipotizzando le seguenti condizioni: - Cud 2008 con compilazione dei punti 38 e 41; - il punto 38 evidenzia che i contributi esclusi dall'imponibile sono pari a 4.500 euro; - annotazioni al Cud 2008 che evidenziano che l'importo escluso dal reddito, riferito alla previdenza complementare del familiare, è pari a 1.500 euro; - versamenti alla forma individuale di previdenza complementare pari a 3.000 euro per il contribuente.In sede di compilazione: - nel rigo E28, colonna 1, si indica l'importo di 3.000 euro, dato dal totale degli importi esclusi (4.500 euro) diminuito degli importi esclusi riferiti al familiare (1.500 euro); - nel rigo E28, colonna 2, si indica l'importo di 665 euro versati alla forma di previdenza complementare individuale. Infatti, anche se si versano 3.000 euro, non bisogna dimenticare il limite soggettivo di 5.164,57 euro e poiché già il datore di lavoro ha dedotto complessivamente 4.500 euro, in tale colonna non può che indicarsi l'importo per differenza. Se anche si indica l'importo di 3.000 euro, sarà il software a bloccare la deduzione; - nel rigo E31, colonna 1, si indica l'importo di 1.500 euro, ossia l'importo escluso dal sostituto in riferimento alla previdenza del familiare.4.4) I lavoratori di prima occupazione e i fondi in dissestoIl rigo E29 è riservato ai lavoratori di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007, ovvero, come sottolineato dalla circolare n. 70 del 2007, quei soggetti cha a tale data non risultano titolari di una posizione contributiva aperta presso un qualsiasi ente di previdenza obbligatoria. In tal senso si è già espressa la Covip nel 2001 in relazione all'ambito di applicazione dell'articolo 8, comma 3, del decreto legislativo n. 124 del 1993, che utilizzava la medesima espressione per identificare i soggetti obbligati alla devoluzione di tutto il tfr alla forma pensionistica di categoria. Anche tali soggetti possono dedurre i contributi versati entro il limite di 5.164,57 euro, ma se nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari hanno effettuato versamenti di importo inferiore al limite predetto, possono godere di un maggior limite di deducibilità, a partire dal sesto anno di partecipazione alle forme pensionistiche e per i venti anni successivi, nella misura annuale di 5.164,57 euro incrementata di un importo pari alla differenza positiva tra euro 25.822,85 ed i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni e, comunque, incrementata di un importo non superiore ad euro 2.582,29. In sostanza, dal sesto anno in poi il limite massimo di deducibilità diventa, ricorrendone i presupposti, pari a 7.746,86 euro. Il rigo E30, invece, è riservato all'indicazione dei contributi versati a Fondi in squilibrio finanziario per i quali non è previsto alcun limite di deducubilità. Ciò, peraltro, vale anche per gli iscritti successivamente alla data di entrata in vigore del citato dlgs 252/05. Come precisato nella richiamata circolare n. 70 del 2007, in caso contemporanea iscrizione ad un fondo in situazione di squilibrio finanziario ed ad altre forme di previdenza complementare, la deducibilità dal reddito complessivo dei contributi versati a questi ultimi fondi è possibile nel limite della differenza, se positiva, tra euro 5.164,57 e i contributi versati ai citati fondi in squilibrio finanziario. In sostanza, se i contributi versati ai fondi in squilibrio eccedono il limite di 5.164,57 euro, solo essi sono deducibili, non essendo possibile dedurre altri contributi a fondi non in dissesto. Se invece i contributi ai fondi in squilibrio sono pari, ad esempio, a 4.000 euro, eventuali altri contributi a fondi non in dissesto sono deducibili fino a concorrenza del limite di 5.164,57 euro, ossia per un massimo di 1.164,57 euro.4.5 I dipendenti pubbliciIl rigo E32 è riservato ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni che si iscrivono a forme pensionistiche di natura negoziale di cui siano destinatari (per esempio il Fondo Scuola Espero destinato ai lavoratori della scuola). Per tali soggetti continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti fino al 31 dicembre 2006, come testualmente previsto dal comma 6 dell'art. 23 del dlgs 252/05, secondo cui "si applica esclusivamente e integralmente la previgente normativa". Pertanto l'importo deducibile non può essere superiore al 12% del reddito complessivo e, comunque, a 5.164,57 euro. Con riferimento ai soli redditi di lavoro dipendente, la deduzione non può superare il doppio della quota di tfr destinata ai fondi pensione e sempre nel rispetto dei precedenti limiti. Ad esempio, in presenza dei seguenti dati: - contribuente con un reddito complessivo di 30.000 euro, di cui 28.000 derivante da un rapporto di lavoro dipendente; - quota di tfr accantonata al fondo pensione pari a 1.500 euro; - contributi complessivamente versati di importo pari a 5.100 euro.L'importo deducibile è così determinato: - limite del 12% di 30.000 euro, pari a 3.600 euro. Tale importo è da confrontare con il limite fisso di 5.164,57 euro ed essendo minore, rappresenta il limite massimo di deducibilità; - il limite di deducibilità relativo al reddito di lavoro dipendente è pari al doppio della quota di tfr versata al fondo, ed è pertanto pari a 3.000 euro.Il contribuente, in relazione a 28.000 euro (reddito di lavoro dipendente), può dedurre al massimo 3.000 euro dei 5.100 euro di contributi. Il restante importo di 2.100 euro è deducibile nel residuo reddito (30.000 – 28.500 = 2.000), dovendo peraltro rispettare l'importo massimo deducibile pari a 3.600. Nel caso in esame, pur avendo una capienza "residuale" di 2.000 euro, la deduzione può avvenire nel rispetto del limite massimo soggettivo, pari a 3.600 euro.Rispetto all'esempio precedente, si rammenta che in caso di mancata adesione al fondo pensione negoziale, la vecchia normativa vigente al 31 dicembre 2006 comunque imponeva di rispettare il limite di deduzione, relativo al solo reddito di lavoro dipendente, del doppio della quota di tfr accantonata a fondo pensione. Vale a dire che in caso di tfr accantonato pari a zero, nell'esempio precedente il contribuente, relativamente al reddito di lavoro dipendente, non ha alcuna possibilità di deduzione: in sostanza, il limite di capienza reddituale diventa esattamente pari agli altri redditi posseduti (2.000 euro) e dunque questo sarebbe stato l'importo deducibile. Il condizionale passato, però, è d'obbligo, in quanto le istruzioni alle dichiarazioni sono andate in tutt'altra direzione. Infatti, nel caso in cui il dipendente pubblico, pur in presenza del Fondo negoziale, decide di non iscriversi e di rivolgersi a forme pensionistiche per le quali non rileva la qualifica di dipendente pubblico (per esempio adesione ad un fondo aperto), le istruzioni chiaramente indicano che bisogna compilare soltanto il rigo E28, colonna 2, nel quale appunto è possibile fruire della deduzione con il solo limite massimo di 5.164,57 euro, senza alcun vincolo derivante da ulteriori limiti (ed ovviamente, senza sottostare al limite del doppio della quota di tfr accantonata che avrebbe "bloccato" qualsiasi deduzione in riferimento all'ammontare di reddito di lavoro dipendente).Il risultato di tale scelta è evidente e, detto tra le righe, non è dato sapere quanto possa essere apprezzato dai fondi dei dipendenti pubblici (ossia il citato Fondo Espero) e dagli stessi dipendenti pubblici che vi hanno aderito, di fatto penalizzati rispetto agli altri colleghi che hanno fatto ricorso ad altri fondi. Tornando al caso suesposto, infatti, a parità di condizioni, il contribuente iscritto al fondo espero può dedurre fino al massimo di 3.600 euro, mentre il soggetto non iscritto al fondo espero e che si è rivolto ad un'altra forma di previdenza complementare deduce tutti i contributi, pari a 5.100 euro. In sostanza, il fondo espero consente un minor vantaggio fiscale in termini di deduzione.Sul piano della compilazione del rigo E32, i dati da indicare sono quelli riportati nei punti 38 e 39 del Cud 2008 se è indicato il codice 4 nella casella 8 "Previdenza complementare" presente nella Sezione "Dati generali" del Cud 2008. In particolare: - nella colonna 1 indicare l'importo dei contributi che il sostituto d'imposta ha escluso dall'imponibile di cui al punto 38 del Cud 2008; - nella colonna 2 riportare l'importo indicato nelle annotazioni del Cud 2008 relativo all'ammontare della quota del tfr destinata al fondo; - nella colonna 3 indicare l'importo dei contributi che il sostituto d'imposta non ha escluso dall'imponibile di cui al punto 39 del Cud 2008.Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (righi E33-E36)1) Premessa La detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui alla legge n. 449 del 1997, prorogata fino al 2010, continua ad essere molto appetita dai contribuenti: in merito, è sufficiente considerare che nel solo 2007 sono state presentate oltre 400 mila richieste di agevolazioni. Senza analizzare l'intera evoluzione della normativa, sia sufficiente rimarcare le recenti novità che trovano applicazione per tutte le spese sostenute nel 2007: - il limite massimo di spesa sul quale è possibile calcolare la detrazione è fissato in 48.000 euro; - per gli interventi che consistono nella mera prosecuzione di quelli iniziati negli anni precedenti, bisogna considerare nel limite massimo di spesa anche le spese già sostenute negli anni precedenti e per le quali si è fruito della detrazione; - la detrazione deve essere ripartita in dieci anni, tranne per i soggetti di età superiore a 75 o 80 anni e titolari di un diritto reale sull'immobile, i quali possono detrarre rispettivamente in cinque o tre anni; - il limite massimo di spesa da soggettivo, ossia in base agli aventi diritto, è divenuto oggettivo, vale a dire in relazione all'unità immobiliare sulla quale si eseguono i lavori; - è obbligatorio indicare, nelle fatture, il costo della manodopera impiegata nei lavori agevolati; - il beneficio fiscale è esteso anche al costo di acquisto o assegnazione di immobili facenti parte di interi fabbricati oggetto di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia eseguiti da imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie. La risoluzione n. 1 del 2007, al quesito n. 1. ha ammesso la detrazione anche nel caso di acquisto di un diritto reale di godimento parziale, quale l'usufrutto. Si rammenta al riguardo che tale detrazione non è stata prorogata per l'anno 2007 ma è stata riproposta a decorrere dal 2008 e fino al 2010. Nel 2007, comunque, sarà possibile detrarre le spese riferite all'acquisto o assegnazione di immobili avvenuti entro il 30 giugno 2007 e i cui lavori sono terminati entro il 31 dicembre 2006. In sostanza, nel particolare caso dell'acquisto o assegnazione avvenuto dal 1° gennaio 2007 al 30 giugno 2007, per verificare se la detrazione è spettante o meno è necessario fare riferimento alla data di conclusione dei lavori di ristrutturazione dell'intero fabbricato. Infatti: - se i lavori sono terminati entro il 31 dicembre 2006, la detrazione è ammessa; - se i lavori erano in corso di esecuzione al 1° gennaio 2007 e sono terminati successivamente (anche entro il 30 giugno) o non sono terminati (anche se poi terminati nel 2008, in vigenza di proroga), la detrazione non è ammessa.2) Limite di spesaA partire dal 1° ottobre 2006 il riferimento normativo per quanto concerne il limite di spesa di 48 mila euro è mutato. Infatti, la norma associa detto limite di spesa all'unità immobiliare oggetto dei lavori. Più precisamente, attese le proroghe e gli interventi normativi, si ha la seguente situazione: - dal 1° ottobre al 31 dicembre 2006, la norma vigente (comma 35-quater dell'articolo 35 del dl n. 223 del 2006) espressamente fa riferimento alle "abitazioni"; - dal 1° gennaio 2007, la Finanziaria 2007 fa riferimento alle "singole unità immobiliari".Ad ogni buon conto bisogna distinguere: - per gli interventi di recupero realizzati ex novo, il limite di spesa su cui calcolare la detrazione è invariato, ossia euro 48.000; - se gli interventi rappresentano una prosecuzione di quelli iniziati negli anni precedenti, nel calcolo del limite di spesa dovranno considerarsi anche gli importi spesi in tali anni. In pratica, per i lavori eseguiti nel 2007 devono essere sommate le spese sostenute e per le quali si è usufruito della detrazione dal 1998 al 2006 e se la somma delle spese è inferiore al predetto limite, la detrazione potrà essere calcolata su un importo massimo pari alla differenza tra il limite di spesa (euro 48.000) e la somma delle spese degli anni precedenti.Si ricorda, comunque, che nel caso di interventi realizzati su unità immobiliari adibite promiscuamente all'esercizio dell'arte o della professione, ovvero all'esercizio dell'attività commerciale, la detrazione spettante deve essere ridotta nella misura del 50% (da ultimo, risoluzione n. 18 del 2008).In merito al nuovo riferimento del limite di spesa è intervenuta l'Agenzia delle entrate con l'importante risoluzione n. 124 del 2007. Anzitutto è affrontato il problema della determinazione della detrazione nel caso di prosecuzione dei lavori, sia se le spese sono state sostenute prima del 30 settembre 2006, sia se posteriori a tale data. La nuova formulazione, come detto, riferisce il limite di spesa all'unità immobiliare, prescindendo dal numero degli aventi diritto. Inoltre, non essendo variato l'impianto normativo, resta valida la regola che nel limite di spesa bisogna conteggiare quanto già sostenuto negli anni precedenti e già fruito in detrazione.Il principio fissato nella risoluzione è il seguente: - se i contribuenti interessati hanno raggiunto, entro il 30 settembre 2006, il limite di spesa di 48.000 euro ciascuno, oltre tale data non hanno diritto ad ulteriori benefici fiscali; - i soggetti, invece, che non hanno raggiunto alla medesima data il limite di spesa, possono continuare a detrarre le spese successive al 1° ottobre, ma con il solo limite di 48.000 euro sull'immobile da suddividersi con gli altri aventi diritto ancora “capienti”.Resta comunque ferma la distinzione su base annua del limite di spesa in funzione di tipologie di interventi diversi e non di mera continuazione:.

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Anche triestini e goriziani fra gli studenti superbravi della scuola italiana (sezione: Schola)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Scuola

TUTTI I NOMI PUBBLICATI IN UN SITO INTERNET Anche triestini e goriziani fra gli studenti superbravi della scuola italiana All'interno del sistema scolastico italiano resiste uno zoccolo duro di 4000 studenti che, in controtendenza con la recente indagine Ocse, secondo la quale il livello medio della preparazione dei giovani italiani è davvero scadente, si meritano il titolo di superbravi. Tali studenti, infatti, si sono distinti in singole materie oppure sono riusciti a diplomarsi superando l'esame di maturità conseguendo addirittura la lode, voto d'eccellenza recentemente istituito dall'ormai ex ministro Fioroni. Ma c'è di più: quattordici di questi cervelloni si sono addirittura distinti in certamina di livello internazionale. Spulciando l'elenco degli studenti modello sul sito www.indire.it/eccellenze si possono trovare anche dei talenti nostrani: ragazzi premiati che studiano nella Venezia Giulia (province di Trieste e Gorizia). Si scopre così che in provincia di Trieste sono riusciti ad ottenere la lode nove studenti: Nina Corbatti (Slomsek), Michela Maggi (Oberdan), Metka Pucer (Preseren), Vera Rosar (Galilei), Andrea Seppi (Oberdan), Sergio Vesnaver (Galilei), Corinne Zaghet (Galilei), Federica Zanotto (Petrarca), Silvia Zidarich (Petrarca). Da notare la prevalenza di ragazze rispetto ai ragazzi, e il fatto che i superbravi hanno frequentato tutti il liceo. Nella provincia isontina, invece, sono quattro gli studenti che hanno meritato il massimo voto alla matura: Giulio Blokar (Dante), Marco Brumat (Duca degli Abruzzi), Lorenzo Contento (Buonarroti) e Simone Cumar (Galilei). Qui invece gli studenti segnalati sono tutti ragazzi, e hanno frequentato un'istituto tecnico. Passiamo al capitolo degli studenti che si sono distinti in gare a livello nazionale: nella provincia di Trieste i premiati nell'anno 2007 sono stati quattro: Francesco Presel (Oberdan, 2° fascia di merito alle Olimpiadi nazionali della Matematica), Stefano Scrobogna (Galilei, 1° fascia di merito alle Olimpiadi nazionali di astronomia), Andrea Seppi (Oberdan, 2° fascia di merito alle Olimpiadi nazionali della Matematica) e Mike Wong del Collegio del Mondo Unito, che ha guadagnato la 2° fascia di merito sempre alle Olimpiadi di Matematica. A Gorizia sono ancora quattro gli studenti campioni nelle loro materie scolastiche: Lorenzo Contento (Buonarroti, 3° fascia di merito alle Olimpiadi di Informatica), Kevin De Sabbata (Dante, 1° fascia di merito al Certamen taciteum), Marco Pascolat (ITAS Brignoli, 2° fascia di merito nella gara tecnico-pratica o artistica della gara nazionale istituti tecnici e professionali). Infine Antonio Rosolini (Dante, 1° fascia di merito sempre nel Certamen taciteum). Bisogna dire che nella categoria dei premiati nei concorsi nazionali ben quarantacinque studenti premiati su cinquantatre della regione studiano aldilà dell'Isonzo, nel ricco e produttivo Friuli: certo, il rapporto tra la popolazione friulana e quella giuliana è di circa 7:3, ma in questo caso le proporzioni sono molto diverse. È comunque una nota positiva che la scuola italiana riesca a formare ancora studenti con delle eccellenze. Riccardo Laterza (Liceo scientifico G. Oberdan - Trieste).

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UN VIAGGIO d'istruzione che ha reso i partecipanti non solo più (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 23-04-2008)

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GROTTAMMARE, CUPRA E RIPATRANSONE pag. 12 UN VIAGGIO d'istruzione che ha reso i partecipanti non solo più... UN VIAGGIO d'istruzione che ha reso i partecipanti non solo più colti ma, soprattutto, più umani e 'pacifisti'. É questo lo stato d'animo con il quale 47 alunni e 5 docenti delle classi terze della scuola media di Ripatransone e Montefiore, sono appena tornati da un indimenticabile viaggio in alcune località emblematiche della Polonia e della Repubblica Slovacca. Accompagnati da una delegazione del Comune composta dal sindaco D'Erasmo, l'assessore De Angelis, l'assessore Remo Bruni e il consigliere Sandra Fioroni, alunni e docenti hanno visitato Cracovia, il castello di Wawel, la cattedrale, la 'città antica' con il più grande mercato europeo, la chiesa di Santa Maria Vergine: luoghi dove il regista americano Steven Spielberg ha girato il drammatico film 'Schindler's list'. Immancabile una tappa a Wieliczka per ammirare la miniera di sale, unico monumento della cultura industriale presente in Europa ed inserito nella lista dell'Unesco, con laghi, galleria e cappella scavati nel sale dai minatori polacchi. "Oltre ad aver visionato la sinagoga di Cracovia e il cimitero degli ebrei, il momento più toccante del viaggio è stato il giorno interamente dedicato ai 'luoghi della memoria dell'olocausto" spiega l'assessore Remo Bruni. Nel corso del soggiorno polacco, la delegazione comunale ripana è stata ricevuta dal sindaco di Auschwitz Janusz Marszatek, con relativo scambio di doni fra i due primi cittadini. Una curiosità: il sindaco polacco ha donato a D'Erasmo la riproduzione del progetto di un monumento che si sta innalzando ad Auschwitz con pietre provenienti da varie località del mondo, con richiesta di inviarne una appartenente al territorio ripano. Rosita Spinozzi.

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MI RIVOLGO al Carlino con riferimento ad una notizia pubblicata nell'edizione di domenica: lame (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 23-04-2008)

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REGGIO LETTERE pag. 11 MI RIVOLGO al Carlino con riferimento ad una notizia pubblicata nell'edizione di domenica: lame... MI RIVOLGO al Carlino con riferimento ad una notizia pubblicata nell'edizione di domenica: lamentele della signora Stella Borghi per il patrocinio concesso dal Parco Nazionale alla manifestazione fieristica ScanDiana. Io sono cacciatore. Da più di un mese, ho dedicato i miei fine settimana, come altre centinaia di amici, a interventi di gestione faunistica, di ripristino ambientale, di recupero ecologico del territorio dell'alta montagna reggiana. Abbiamo effettuato censimenti di animali, pulizia di sentieri, recupero di terreni abbandonati con coltivazioni a perdere per gli animali e, proprio nelle giornate di sabato 19 e domenica 20 aprile, in compagnia di un centinaio di amici cacciatori, ho ripulito la valle del Secchiello (dal ponte di Gatta a Febbio) e quella del Dolo (da Gova a Civago) da rifiuti e materiali inerti abbandonati nei fossi e nei burroni. (..) Vi assicuro che sono state due giornate dure e pericolose: questi rifiuti non vengono mai abbandonati in luoghi agevoli, eppure si è fatto di tutto per ripulire le nostre valli da questa immondizia. Gli interventi di Sabato e Domenica non sono stati episodi isolati: l'ATC Reggio Emilia 4 ha mobilitato tutti i cacciatori associati per una giornata di impegno concreto nella domenica 20 aprile. Collagna, Ramiseto, Busana, Ligonchio, Castelnuovo Monti, Vetto e Villa Minozzo: questi i Comuni che sono stati "ripuliti" da diverse centinaia di cacciatori. (...) La stessa preziosa operazione (concreta, discreta e per questo silenziosa) era stata fatta nelle settimane precedenti dai cacciatori dell'ATC3 Collina. Queste iniziative sono sempre "aperte"; anche le Associazioni Ambientaliste sono invitate a partecipare: nel mese scorso e sabato e domenica, nella nostra zona, eravamo solo noi cacciatori a "chinare la schiena". (...) Non sono mai stato elettore del Senatore Giovanelli, tengo a precisarlo, ma il patrocinio della sua presidenza del Parco ad una manifestazione legata alla caccia mi fa piacere. E' il riconoscimento ad un impegno ed a una serie di risultati che vanno al di là della caccia e si configurano come una gestione responsabile del territorio, di una serie di fatti concreti e non di delirio polemico fine a se stesso. (...) Luca Fioroni *** La passione si sente, verrebbe da dire leggendo la sua lettera. Passione e ardore che vanno rispettati. Non sono cacciatore, ma credo che l'ambientalismo debba saper convivere anche con i cacciatori seri, collaborando con loro a far rispettare le regole gestendo insieme, al meglio, la natura e il territorio.

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R ESTERÀ chiusa fino a mercoledì prossimo la scuo (sezione: Schola)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 23-04-2008)

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LUNIGIANA pag. 14 R ESTERÀ chiusa fino a mercoledì prossimo la scuo... R ESTERÀ chiusa fino a mercoledì prossimo la scuola elementare e media di Monzone, minacciata dalla frana che si è abbattuta sulla provinciale che conduce a Cascina. L'ordinanza del sindaco di Fivizzano Loris Rossetti prevede la sospensione delle lezioni fino a giovedì, ci sarà però un lungo prolungamento dovuto alla festività del 25 aprile ed al secondo elettorale per le elezioni provinciali. Intanto la situazione che si è creata a Monzone è oggetto di polemiche politiche con una dura presa di posizione da parte dell'onorevole Lucio Barani e dal consigliere di FI, Diego Daidone. Il sindaco Loris Rossetti è però tranquillo e cerca di spegnere sul nascere ogni contestazione. "Già ieri ? sostiene infatti il primo cittadino di Fivizzano ? ho predisposto il cantiere per iniziare i lavori di sondaggio geologico e la messa in sicurezza della parte di frana che si sta muovendo. Arriveranno mezzi pesanti, per evitare che il cantiere possa creare pericoli ho deciso di sospendere le lezion". Successivamente Rossetti conferma di aver sospeso le lezioni da ieri alle 13,10 fino a giovedì e spiega anche il motivo. "E' una chiusura a scopo precauzione, non perchè vi sia pericolo. Una decisione presa per non creare disagi, visto che c'è già clima di apprensione, in questo modo tranquillizziamo i genitori, ma anche i ragazzi che frequentano la scuola. Primo fra tutti mio figlio che frequenta la scuola di Monzone". Già prima dell'ordinanza però alcuni genitori avevano deciso di tenere a casa i loro bimbi. La scuola di Monzone era orginariamente composta da due edifici, poi è stato raso al suolo quello della media e nel gennaio scorso il ministro della pubblica istruzione Fioroni aveva posto la prima pietra per la ricostruzione. E proprio questo episodio viene contestato dal consigliere di Forza Italia Diego Daidone. "LA FRETTA di inaugurare l'inizio dei lavori della scuola di Monzone ? sostiene infatti Daidone ? con la presenza del ministro Fioroni, presidente della Provincia, sindaco, autorità ecclesiastiche e il battesimo della posa della prima pietra ora franata, sicuramente non ha dato tempo ai tecnici e geologi di valutare bene i problemi del scuola circostante. I primi problemi sono stati causati da chi ha autorizzato e scavato sotto strada senza aver canalizzato la sorgente d'acqua già esistente, questo ha prodotto i primi cedimenti della scarpata e la successiva frana della strada provinciale.. Mentre tutto questo avveniva l' amministrazione Provinciale cercava di andare ai ripari, emetteva un divieto di transito ai mezzi pesanti e pensando di tamponare il cedimento poggiava dei blocchi di marmo pesantissimi per arginare il cammino della frana. La piccola sorgente rendeva ancora più fragile il terreno mentre i blocchi di marmo non servivano a nulla e la frana si portava via anche la prima pietra inaugurata di fretta e furia dal ministro". Durissimo anche l'onorevole Barani che non risparmia accuse a: Comune, Provincia, Comunità Montana ed allo stesso ministro Fioroni.

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Pd, Marini verso la presidenza È scontro sui capigruppo (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-23 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Pd, Marini verso la presidenza è scontro sui capigruppo Veltroni vede Prodi ma ottiene solo il rinvio delle dimissioni ufficiali Gruppi divisi tra Pd e Idv, ma sì all'unità "fondamentale" in futuro. Soro e Finocchiaro verso la conferma ROMA - Molto dipenderà dal Campidoglio. Perché, se Francesco Rutelli non riuscirà a battere Gianni Alemanno, allora gli equilibri interni del Pd potrebbero cambiare. E non di poco. Al momento si va avanti all'insegna del cauto ottimismo sulla roccaforte romana e continua il confronto con Antonio Di Pietro sul gruppo parlamentare unitario. Ma dentro il partito si segnalano grandi manovre sui capigruppo e sulla presidenza del partito, dopo che Romano Prodi ha deciso di abbandonare quella carica. Proprio con il presidente del Consiglio il segretario del Pd ha avuto ieri il promesso chiarimento. Prima Veltroni ha cercato di capire se c'era qualche margine per far tornare il premier sui suoi passi, ma ha trovato un Prodi irremovibile. Ha invece ottenuto che l'ufficializzazione delle dimissioni non avvenga subito. La questione dovrebbe essere risolta dalla stessa assemblea costituente (di cui Prodi è appunto presidente) a metà maggio, cioè dopo l'insediamento del Parlamento, del nuovo governo e, soprattutto, dopo il ballottaggio di domenica prossima. Nell'attesa dell'evento, dopo aver pensato in un primo momento a Rosy Bindi, Veltroni ora punterebbe su Franco Marini, che ha dalla sua parte i popolari, a partire da Giuseppe Fioroni. Una candidatura alla presidenza che potrebbe mettere in sofferenza il vicesegretario del partito, Dario Franceschini, che peraltro recentemente dialoga anche con l'area dalemiana. Ma è tutto da vedere. Perché la scelta dipende anche da quella dei capigruppo, che verrà fatta all'inizio della prossima settimana, dato che il Parlamento si insedierà il 29 aprile. Per il momento l'ipotesi più accreditata è la riconferma: Antonello Soro alla Camera e Anna Finocchiaro al Senato. Mentre Massimo D'Alema a Montecitorio preferirebbe Pierluigi Bersani e a Palazzo Madama un ex Margherita (si parla di Luigi Zanda). Ma se dovesse passare Bersani, allora anche Piero Fassino rivendicherebbe per sé una nomina dello stesso livello. Quando invece, in caso contrario, potrebbe essere una voce autorevole del "governo ombra" del Pd. Ecco perché per Veltroni il congelamento delle attuali cariche potrebbe essere la soluzione migliore. Ieri pomeriggio Franceschini ha incontrato al Loft Massimo Donadi e Leoluca Orlando dell'Idv per parlare di gruppo unico in Parlamento. A riprendere il tema era stato in realtà lo stesso Antonio Di Pietro che, a sorpresa, in mattinata aveva rilanciato l'idea. Alla fine le due parti hanno convenuto di darsi due giorni di riflessione. Il clima viene definito da tutti "positivo" e la volontà di fare un percorso che porti all'unità "fondamentale". L'incertezza è però sui tempi. L'Italia dei Valori fa notare che fra un anno si andrà alle europee e, se si dovesse correre con un simbolo unitario, tutto dovrebbe essere accelerato, compreso il congresso che ne sancirebbe la scelta. Con il rischio di perdersi qualche pezzo, e un po' di consensi, per strada. Si potrebbe quindi attendere almeno un anno prima di vedere in Parlamento un unico gruppo Pd-Idv. Se tutto andrà bene. Il patto La firma del patto elettorale Veltroni-Di Pietro, il 22 febbraio. Alle loro spalle, Leoluca Orlando Roberto Zuccolini.

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Ansie, mal di pancia, primi scambi d'informazioni e dritte su Internet. Tra meno di due (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il" del 23-04-2008)

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Di VERONICA CURSI Ansie, mal di pancia, primi scambi d'informazioni e dritte su Internet. Tra meno di due mesi, più di 40 mila maturandi del Lazio, insieme ai loro fratellini delle medie, dovranno cimentarsi nei tanto temuti esami di Stato. A soffrire sui banchi, quest'anno, non saranno solo gli studenti delle superiori, che a Roma e provincia sono circa 26 mila, ma anche gli alunni delle terze medie, che il 17 giugno - ovvero un giorno prima dell'inizio della maturità - affronteranno per la prima volta una prova nazionale uguale in tutta Italia che riguarderà italiano e matematica. Il nuovo esame di terza media. A Roma e provincia saranno 36 mila gli studenti delle medie che dovranno cimentarsi nella nuova "mini-maturità". Le prove scritte d'esame, quest'anno, saliranno a quattro-cinque. "Un incubo" per la maggior parte degli under 14 che si dicono impreparati ad affrontare un esame così difficile. Alle tradizionali prove di italiano, matematica ( elementi di scienza e tecnologia) e lingua straniera (una o due prove per le due lingue comunitarie, a discrezione della commissione) se ne aggiungerà infatti un'altra: la prova nazionale predisposta dall'Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione). La prova - in calendario per il 17 giugno - riguarderà italiano e matematica e sarà divisa in due sezioni. La prima riguarderà l'italiano e sarà a sua volta divisa in due parti. Gli studenti saranno testati sulla comprensione della lettura, ovvero testo narrativo seguito da quesiti. Ma anche sulla "riflessione sulla lingua" con una serie di quesiti su conoscenze grammaticali. E non è finita qui. Nella seconda parte della prova, che riguarda invece la matematica, si proporranno infatti quesiti a scelta multipla e a risposta aperta su geometria, relazioni e funzioni, misure, dati e previsioni. Un esame, dunque, sicuramente più difficile rispetto agli anni passati. Che mette in ansia gli studenti e lascia anche un po' di scetticismo tra presidi e professori. "Il tipo di prove scelte, infatti - afferma Ada Maurizio, preside delle media Esopo - potrebbe non essere adeguato al modo in cui i ragazzi studiano durante l'anno. Ci sono scuole in cui i programmi di studio non si adattano alle prove d'esame, ragazzi che non hanno mai svolto esercizi simili. Forse sarebbe stato meglio arrivare all'esame in maniera più graduale". Dello stesso avviso Simona Pianese, preside della media Settembrini: "Il nuovo esame sarà sicuramente utile per testare il livello di formazione e le competenze dei ragazzi. Anche se ci saranno difficoltà per quelle scuole che non hanno abituato gli studenti a svolgere certi tipi di prove, come ad esempio i questionari". Per questo, al Viscontino (come in tante altre scuole) molti professori hanno già testato i ragazzi sui modelli di prove d'esame messi a disposizione dall'Invalsi: "Certo - afferma il preside Pietro Perziani - Cinque prove scritte per un esame di terza media potrebbero essere pesanti, ma la decisione del Ministero di creare una verifica a livello nazionale mi sembra una buona idea". L'esercito dei maturandi. Il giorno dopo i fatidici esami di terza media, saranno i colleghi delle superiori a cimentarsi con versioni, compiti di matematica, ma soprattutto con i temutissimi commissari esterni.I maturandi messi alla prova quest'anno, saranno 40 mila in tutto il Lazio e proverranno soprattutto dall'istruzione tecnica, dove saranno 13.221 i ragazzi impegnati negli esami di Stato, seguiti a distanza dagli scientifici con più di 10 mila studenti, dai professionali con 6.700 ragazzi e dai classici dove i maturandi saranno 6.562. Le materie scelte. La maturità 2008 porta una sostanziale novità: la decisione di individuare come materie affidate ai membri esterni per tutti gli indirizzi di studio l'italiano e la matematica (ad eccezione del liceo scientifico dove all'italiano sono state affiancate le scienze). La prima prova, il tema di italiano che si svolgerà il 18 giugno, sarà uguale per tutti gli indirizzi di studio. Mentre le materie scelte per la seconda prova, il 19 giugno, sono greco al liceo classico e matematica allo scientifico. La terza prova, il cosidetto quizzone, si svolgerà invece il 23 giugno. Il crollo dei privatisti. L'esame di stato targato Fioroni con il ripristino delle commissioni miste (tre membri interni e tre commissari esterni, più un presidente), ha fatto diminuire vertiginosamente il plotone dei privatisti nel Lazio. In appena due anni, infatti, il numero dei privatisti si è dimezzato, passando dai 6.144 nel 2006 ai 2.805 di quest'anno.

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Francesco Rutelli certamente vincerà a Roma e questo sarà anche il segno di una fort (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 23-04-2008)

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"Francesco Rutelli certamente vincerà a Roma e questo sarà anche il segno di una forte ripresa del Partito democratico. Il Pd ci sarà grato di questo in tutta l'Italia". Ne è convinto l'ex presidente del Senato, Franco Marini, che ha partecipato ieri ad una manifestazione al liceo Massimo per sostenere il candidato sindaco del Pd nella Capitale. Presente all'incontro anche l'ex ministro della pubblica Istruzione Fioroni e l'esponente del Pd Marco Follini: "Il Partito democratico - ha detto Marini - ha ben lavorato per la semplificazione del sistema politico caratterizzato in Italia da un eccessivo frazionamento e da una grande personalizzazione. Eravamo arrivati ad un rapporto di rappresentanza ormai inaccettabile".

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Ansie, mal di pancia, primi scambi d'informazioni e dritte su Internet. Tra meno di due (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 23-04-2008)

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Chiudi di VERONICA CURSI Ansie, mal di pancia, primi scambi d'informazioni e dritte su Internet. Tra meno di due mesi, più di 40 mila maturandi del Lazio, insieme ai loro fratellini delle medie, dovranno cimentarsi nei tanto temuti esami di Stato. A soffrire sui banchi, quest'anno, non saranno solo gli studenti delle superiori, che a Roma e provincia sono circa 26 mila, ma anche gli alunni delle terze medie, che il 17 giugno - ovvero un giorno prima dell'inizio della maturità - affronteranno per la prima volta una prova nazionale uguale in tutta Italia che riguarderà italiano e matematica. Il nuovo esame di terza media. A Roma e provincia saranno 36 mila gli studenti delle medie che dovranno cimentarsi nella nuova "mini-maturità". Le prove scritte d'esame, quest'anno, saliranno a quattro-cinque. "Un incubo" per la maggior parte degli under 14 che si dicono impreparati ad affrontare un esame così difficile. Alle tradizionali prove di italiano, matematica ( elementi di scienza e tecnologia) e lingua straniera (una o due prove per le due lingue comunitarie, a discrezione della commissione) se ne aggiungerà infatti un'altra: la prova nazionale predisposta dall'Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione). La prova - in calendario per il 17 giugno - riguarderà italiano e matematica e sarà divisa in due sezioni. La prima riguarderà l'italiano e sarà a sua volta divisa in due parti. Gli studenti saranno testati sulla comprensione della lettura, ovvero testo narrativo seguito da quesiti. Ma anche sulla "riflessione sulla lingua" con una serie di quesiti su conoscenze grammaticali. E non è finita qui. Nella seconda parte della prova, che riguarda invece la matematica, si proporranno infatti quesiti a scelta multipla e a risposta aperta su geometria, relazioni e funzioni, misure, dati e previsioni. Un esame, dunque, sicuramente più difficile rispetto agli anni passati. Che mette in ansia gli studenti e lascia anche un po' di scetticismo tra presidi e professori. "Il tipo di prove scelte, infatti - afferma Ada Maurizio, preside delle media Esopo - potrebbe non essere adeguato al modo in cui i ragazzi studiano durante l'anno. Ci sono scuole in cui i programmi di studio non si adattano alle prove d'esame, ragazzi che non hanno mai svolto esercizi simili. Forse sarebbe stato meglio arrivare all'esame in maniera più graduale". Dello stesso avviso Simona Pianese, preside della media Settembrini: "Il nuovo esame sarà sicuramente utile per testare il livello di formazione e le competenze dei ragazzi. Anche se ci saranno difficoltà per quelle scuole che non hanno abituato gli studenti a svolgere certi tipi di prove, come ad esempio i questionari". Per questo, al Viscontino (come in tante altre scuole) molti professori hanno già testato i ragazzi sui modelli di prove d'esame messi a disposizione dall'Invalsi: "Certo - afferma il preside Pietro Perziani - Cinque prove scritte per un esame di terza media potrebbero essere pesanti, ma la decisione del Ministero di creare una verifica a livello nazionale mi sembra una buona idea". L'esercito dei maturandi. Il giorno dopo i fatidici esami di terza media, saranno i colleghi delle superiori a cimentarsi con versioni, compiti di matematica, ma soprattutto con i temutissimi commissari esterni.I maturandi messi alla prova quest'anno, saranno 40 mila in tutto il Lazio e proverranno soprattutto dall'istruzione tecnica, dove saranno 13.221 i ragazzi impegnati negli esami di Stato, seguiti a distanza dagli scientifici con più di 10 mila studenti, dai professionali con 6.700 ragazzi e dai classici dove i maturandi saranno 6.562. Le materie scelte. La maturità 2008 porta una sostanziale novità: la decisione di individuare come materie affidate ai membri esterni per tutti gli indirizzi di studio l'italiano e la matematica (ad eccezione del liceo scientifico dove all'italiano sono state affiancate le scienze). La prima prova, il tema di italiano che si svolgerà il 18 giugno, sarà uguale per tutti gli indirizzi di studio. Mentre le materie scelte per la seconda prova, il 19 giugno, sono greco al liceo classico e matematica allo scientifico. La terza prova, il cosidetto quizzone, si svolgerà invece il 23 giugno. Il crollo dei privatisti. L'esame di stato targato Fioroni con il ripristino delle commissioni miste (tre membri interni e tre commissari esterni, più un presidente), ha fatto diminuire vertiginosamente il plotone dei privatisti nel Lazio. In appena due anni, infatti, il numero dei privatisti si è dimezzato, passando dai 6.144 nel 2006 ai 2.805 di quest'anno.

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Terza media, esame rebus per 36mila (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 23-04-2008)

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Chiudi Prima volta della riforma Fioroni: il via il 17 giugno con comprensione di un testo e domande di grammatica. Il 18 comincia la maturità Terza media, esame rebus per 36mila Quesiti di italiano e matematica anche con risposta multipla e aperta. I presidi: "Studenti non abituati".

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Da Lupi a Binetti, fra Opus Dei e Cl Dov'è finita la laicità in Parlamento? (sezione: Schola)

( da "Liberazione" del 23-04-2008)

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I radicali, che promettono comunque battaglia, sono imbrigliati nel Pd, la Sinistra è fuori. Ratzinger dorme sonni tranquilli Da Lupi a Binetti, fra Opus Dei e Cl Dov'è finita la laicità in Parlamento? Davide Varì Il vincitore delle elezioni? Berlusconi, Fini e la Lega, certo. Per certi aspetti anche l'Udc che ha tenuto botta alla valanga del voto utile. Eppure, andando a scovare tra le pieghe delle biografie degli eletti, si scopre che il vincitore vero, quello che potrà contare su una maggioranza trasversale che va da Giuseppe Ciarrapico e arriva a Paola Binetti - passando per i vari Pierferdinando Casini, Maurizio Lupi e Carlo Giovanardi - è il Vaticano. Una vittoria costruita per tempo, soprattutto nel corso degli ultimi due anni di legislatura. Una vittoria, dunque, ottenuta non il 14 aprile scorso ma nel momento in cui sono state varate le liste della quasi totalità dei partiti che si sono presentati. E della totalità assoluta di quelli che hanno raggiunto il quorum di Camera e Senato. Senza contare che quelle stesse liste, che come è noto sono state decise dai partiti, hanno di fatto escluso la presenza di eletti omosessuali. Unica omosessuale dichiarata è infatti Paola Concia. Per il resto, il vuoto. Insomma, grazie a un lavoro certosino, Ratzinger "controlla" una fedelissima pattuglia trasversale che abbraccia l'intero arco costituzionale: Pdl, Lega, Pd e Udc, tutti hanno riservato più di un posto d'onore agli amici d'Oltretevere. Una prova? Un mese prima delle elezioni, la Cei aveva deciso di non schierarsi per nessuno dei due schieramenti: "Agli elettori cattolici - ebbe a dire il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori - ai candidati cattolici e ai futuri eletti, chiedo di richiamarsi ai valori fondamentali della Chiesa" e tra questi "la difesa della vita" e la tutela della famiglia tradizionale. Se il voto spesso si orienta sulle "urgenze del quotidiano", per i credenti - sottolineò Betori - "le urgenze vanno sempre proiettate su un orizzonte di grandi valori". Insomma, il Vaticano non aveva alcun interesse a schierarsi con l'uno o con l'altro schieramento. Sia il Pd che il Pdl davano ampi margini di garanzia sul rispetto di "quell'orizzonte di valori" tanto caro alla Santa Sede. E la presenza dei Radicali del Pd? Nel caso in cui Veltroni avesse vinto la partita, Bonino & Co. avrebbero davvero rinunciato a battagliare sui temi della laicità? Nessun problema, Veltroni aveva già pronta la formuletta vincente che accontentava tutti: "Laicità eticamente esigente". Una sintesi spericolata che tagliava le gambe a qualsiasi pretesa e velleità laicista dei radicali: "Li abbiamo convinti a non apparentarsi, come volevano loro, ma ad entrare nelle liste, impegnandosi a sottoscrivere il programma e a superare una pura cultura identitaria. Da soli, sì, che avrebbero finito per assumere posizioni veramente laiciste. Invece hanno accettato la cultura del dialogo e della mediazione". La mediazione con Paola Binetti, s'intende. Più che una mediazione, una resa. Alla fine il Pd ha perso la partita ma molti dei suoi eletti in Parlamento andranno a rinforzare la pattuglia Vaticana. Su tutti, naturalmente, Paola Binetti, la fan dell'Opus Dei, la teo-dem per eccellenza che ha già avuto modo di chiarire le proprie posizioni in materia di aborto, famiglia e, soprattutto, omosessualità: "L'omosessualità era classificata come patologia, poi la lobby degli omosessuali è riuscita a farla cancellare. Ma le evidenze cliniche dimostrano il contrario". Insieme a lei, Emanuela Baio Dossi - "la piattaforma politica del Gay Pride mostra aspetti a cui è impossibile riconoscere legittimità" -; Enzo Carra - "Cosa penso della legge 194? Si tolgono i diritti ai non nati" -; Poi Marco Calgaro e la new-entry Andrea Sarubbi, giornalista di Radio Vaticana e docente di informazione religiosa alla Luiss. Per non parlare dei leader: Dario Franceschini, Antonello Soro, Giuseppe Fioroni e così via. Fin qui il Pd. Dall'altra parte dello schieramento, Ratzinger potrà contare su una maggioranza compatta di deputati e senatori fedeli ai valori della Santa Sede. Su tutti Maurizio Lupi, il ministro della salute in pectore, può vantare un curriculum di tutto rispetto: dalla militanza in Comunione e Liberazione, all'amicizia con Don Luigi Giussani fino al sostegno esterno alla lista "No aborto" di Giuliano Ferrara: "Aderisco convinto alla sua iniziativa. Non si tratta né di un rigurgito di bigottismo, né del furore cattolico di chi, nel lontano 1978, lottò contro l'introduzione dell'aborto nel nostro ordinamento. Il mio nemico, insomma, non è la legge 194. Aderisco perchè sono sempre stato convinto che compito principale della politica è aiutare gli uomini a vivere meglio. Non a morire". Insomma, difficile immaginare che il nuovo Parlamento della Repubblica avrà in agenda, almeno in agenda, le questioni dei diritti civili. Con l'assenza della Sinistra e dei socialisti, le speranze dei laici saranno riposte nelle mani di una decina di parlamentari in tutto. Tra questi Paola Concia e Maria Antonietta Farina Coscioni. Raggiunta da Liberazione , quest'ultima è ansiosa di chiarire che è vero, lei ha sottoscritto il programma del Pd, ma questo non vuol dire abbandonare le battaglie storiche del partito radicale: "L'accordo sul programma di Veltroni - dice - non ci vincola certo a rinunciare alle nostre prerogative di parlamentari e alle istanze che arrivano da decine di migliaia di cittadini sui temi della vita e della morte. Noi - aggiunge poi - saremo leali ma conserveremo la nostra autonomia. Non demorderemo e continueremo a lavorare su quei temi anche dentro le istituzioni". E come? "Cercando alleanze tra i laici presenti in Parlamento". Poi Paola Concia, come si diceva l'unica omosessuale dichiarata del Parlamento italiano. "Mi sento una grande responsabilità - confessa a Liberazione - spero di poter continuare la mia battaglia per i diritti civili insieme al movimento. Spero inoltre di poter contare sui laici che sono in parlamento. Cercherò alleanze con loro". "Del resto - continua Concia - l'assenza di rifondazione, oltre a essere un fatto negativo per la democrazia, si sentirà. Spero che la sinistra del Pd si faccia carico di quelle istanze e di quelle battaglie". 23/04/2008.

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In attesa dell'erede di Fioroni cosa chiediamo al futuro Ministro dell'istruzione? (sezione: Schola)

( da "Blogosfere" del 23-04-2008)

Argomenti: Scuola

Apr 0823 In attesa dell'erede di Fioroni cosa chiediamo al futuro Ministro dell'istruzione? Pubblicato da Elisa, Blogosfere staff alle 08:28 in Attualità, Scuola Silvio Berlusconi, premier in pectore, sta ancora barattando ministeri e cariche politiche ma i nomi dei papabili Ministri del Berlusconi ter cominciano a circolare. Dopo la Moratti e la sua riforma, dopo Fioroni e gli esami di ripazione, quale bufera di abbatterà sulla scuola italiana? Si fa il nome di Bondi, Sandro Bond(i) che chissà come lo beve il Martini, agitato o mescolato? Comunque lo beva, molto probabilmente sarà lui il prossimo inquilino del Ministero della Pubblica Istruzione, mentre il fedele portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, potrebbe guadagnare la poltrona dei Beni Culturali. Ma rimaniamo sulla Pubblica Istruzione: A Scuola di Bugie ha chiesto ai rappresentanti dell categorie presenti nel mondo scolastico di compilare una lista di "desiderata" da sottoporre al futuro Ministro della Pubblica Istruzione. La blogger Franca Corradini sta raccolgiendo il contributo dei protagonisti della scuola; qui su Blogosfere Cultura ampliano la domanda anche agli studenti che hanno seguito con interesse, terrore e una buona dose di risentimento le ultime proposte di Fioroni. Studenti tutti, cosa chiedereste al prossimo Ministro dell'Istruzione? Non vale chiedere l'annullamento degli esami di riparazione per l'anno in corso, temiamo che per quelli non ci sia molto da fare. Questo l'intento dichiarato di Franca Corradini: Superata la fase della critica e della constatazione unanime dello stato di degrado della scuola pubblica italiana, vogliamo provare a compilare una "lista della spesa" dove ognuno proverà ad indicare gli interventi, a proprio parere, prioritari ed urgenti per risollevare le sorti della scuola. A Scuola di Bugie ha già raccolto le opinioni dell'Associazione dei genitori Toscana, di un insegnante di scuola elementare, di un direttore amministrativo. Qui tutte le news e gli approfondimenti di A Scuola di Bugie.

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Dove sono i laboratori nelle scuole? (sezione: Schola)

( da "Stampaweb, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Scuola

GRUPPO DI LAVORO PER LA CULTURA SCIENTIFICA L'apprendimento scientifico è fattore cruciale per il funzionamento delle scuole. Lo è anche per lo sviluppo del Paese e per costruire una democrazia evoluta e consapevole. Il "Gruppo di lavoro per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica" ha proposto il tema della didattica laboratoriale tra le priorità per la qualificazione della scuola e ha quindi ottenuto che il ministro Fioroni investisse in laboratori scolastici. Occorreva nel contempo che si conoscesse la situazione degli spazi nelle scuole per la didattica di laboratorio, delle dotazioni di materiali, delle attività di esperimenti, delle osservazioni scientifiche. Il ministero dell'Istruzione non ha mai disposto di una documentazione seria al riguardo: il nostro "Gruppo di lavoro" si è quindi rimboccato le maniche, ha proposto un'indagine, ha elaborato un questionario (con schede inviate alle 11 mila scuole) e schede per i docenti di matematica e scienze. Ora abbiamo i risultati, che saranno presentati oggi a Roma. L'analisi censuaria è stata rivolta ai presidi. L'analisi mirata, invece, ha riguardato 1400 scuole, con interviste gestite da docenti esperti del piano "Insegnare scienze sperimentali" del ministero dell'Istruzione. Che cosa emerge? Innanzitutto una conferma delle ipotesi del nostro "Gruppo di lavoro". La didattica di laboratorio ha una presenza marginale nella didattica delle scienze a tutti i livelli scolastici. Emblematico è che questo si verifichi anche nel liceo scientifico. Ci sono, infatti, marcate carenze qualitative: solo il 42% è in grado di utilizzare i calcolatori esistenti. Ma la carenza maggiore è qualitativa, in tema di attrezzature, di difficoltà logistico-organizzative, di preparazione dei docenti per l'attività sperimentale. Tutti fattori di qualità che variano da zona a zona e ripetono il ben noto andamento decrescente del Nord al Sud. Variano anche da scuola a scuola. Meno della metà dei docenti frequenta il laboratorio per le discipline scientifiche in misura significativa. Raramente le attività sperimentali sono inserite in una pregnante metodologia di indagine: gli esperimenti sono mostrati dalla cattedra e solo ripetuti dagli studenti. E solo in pochi casi le attività sperimentali sono collegate in modo sistematico ai temi del curriculum. Le attività sperimentali, poi, non vengono valutate specificamente, come avviene in qualche indirizzo di istituti tecnici. In altri termini, ci sono vuoti e carenze: le attrezzature sono moderne e funzionanti solo in un terzo dei laboratori nella seconda superiore e in un quarto nel primo ciclo. I docenti riconoscono che per loro, ma anche per gli studenti, la pratica sperimentale è molto importante per un efficace apprendimento e considerano cruciale sia la loro stessa preparazione che la disponibilità di strutture adeguate. Che fare allora? Che cosa suggeriscono i risultati dell'indagine? Occorre proseguire con investimenti mirati, superando le carenze. Ma occorre anche sollecitare la collaborazione tra le scuole per le attività di laboratorio e con le varie istituzioni dotate di strumentazione di alta qualità (università, enti scientifici, musei della scienza). Essenziale è tuttavia che si proceda ad un cambiamento nella didattica scientifica, che da sola gnoseologia deve diventare esperienza e teoria, insieme, e che l'attività sperimentale degli alunni sia incoraggiata e specificatamente verificata e valutata. Gli insegnanti sono la chiave di volta del sistema. Il loro atteggiamento nel corso dell'inchiesta è stato esemplare e incoraggiante. Anche per questo è essenziale un nuovo e massiccio investimento per la preparazione degli insegnanti. In altre parole, il nuovo Parlamento e Governo si trovano di fronte ad un patrimonio di indagini, di elaborazione, di "best practices" e di competenze didattiche nuove: sarebbe positivo se venissero valutate e utilizzate per continuare l'azione di rinnovamento dell'apprendimento scientifico, per sostenere adeguatamente lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica nella scuola e nel Paese.

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CROLLO DEI MATURANDI , UN TERZO IN MENO I PIù NUMEROSI GLI ALLIEVI DEGLI ISTITUTI TECNICI (sezione: Schola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 23-04-2008)

Argomenti: Scuola

ESAMI DI STATO Crollo dei "maturandi", un terzo in meno i più numerosi gli allievi degli istituti tecnici I candidati esterni agli esami di Stato 2007-2008 sono un terzo in meno che nell'anno precedente. Il totale quest'anno è di 24.885, erano 6.412 in più agli esami del 2006-2007. L'incidenza dei candidati esterni sul totale degli esaminandi (496.637) scende così al 5%, a fronte del 6,3% dell'anno scorso. Un'autentica decimazione ha invece caratterizzato i cosiddetti ottisti. Si tratta di studenti del quarto anno ammessi direttamente all'esame conclusivo. Per potervi accedere occorre aver riportato almeno 8 (di qui il nome) in ciascuna materia al quarto anno e almeno 7 nei due anni precedenti, senza aver mai subito una bocciatura. Il numero di ottisti è calato precipitosamente già nel 2007 (146, contro i 1.667 del 2006), per poi ridursi ulteriormente a 86 per il prossimo esame. Per il Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, la diminuzione di candidati esterni e di ottisti non deriva da cali di rendimento medio degli studenti italiani, ma dal maggior rigore delle nuove normative, che non consentono escamotage per l'accesso facilitato agli esami di stato. D'altra parte, per gli ottisti in particolare, i dati del passato sembrerebbero comprovare l'affermazione di Fioroni. Diverse denunce giornalistiche hanno infatti puntato l'indice sul fatto che, per ragioni misteriose, i "cervelloni" si annidassero soprattutto in alcune regioni. In Campania e in Sicilia, si concentrava ad esempio la metà degli studenti ottisti italiani. La maggior parte dei candidati agli esami 2007-2008 frequenta un istituto tecnico (37,8%). Al secondo posto in questa graduatoria figurano i candidati dei licei scientifici (21,5%), seguiti da quelli degli istituti professionali (17%), dei licei classici (10,9%), degli ex magistrali (8,2%), dei licei artistici e degli istituti d'arte (3,7%), dei licei linguistici (0,9%). I candidati in età regolare (19 anni) sono circa 340 mila, ossia il 68% del totale. Per il resto, 140 mila (28%) hanno vent'anni o più. Gli studenti in anticipo sull'età sono circa 20 mila (4%), di cui ben 16 mila residenti nelle regioni meridionali.

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Caro Gazzettino, quando si parla (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Scuola

Caro Gazzettino,quando si parla di scuola da più parti ci sono quelli che sbottano (di solito i docenti) i quali dicono: "Gli insegnanti devono essere valorizzati di più" (e quindi anche più pagati). Si aggiunge poi che l'istituzione scuola ha perso di autorevolezza. Ora qualcuno saluta positivamente l'idea di far alzare in piedi la classe quando entra il professore: come segno di rispetto e di buona educazione. Ebbene: se i docenti hanno perso valore simbolico', stima sociale, non è per i soldi, né per i genitori, né per la politica. E' che loro stessi sono i primi a non avere rispetto di se stessi, autosvalutandosi. Quelli che hanno autonomia e si apprezzano, senza tanti piagnistei non attendono le circolari del Fioroni o i comunicati stampa sindacali: fanno già alzare in piedi gli alunni, li rispettano e amano se stessi.Benetti Sergio,Dueville (Vicenza)Caro Gazzettino,ho letto che il preside di un liceo piemontese ha invitato i professori a non vestire in modo giovanilistico perché gli studenti non gradiscono e perché il modo di vestire serve anche a distinguere. Non so cosa pensare!Giovanna Baldan,Mira (Venezia).

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Pd, la difficile "quadratura" del cerchio (sezione: Schola)

( da "AprileOnline.info" del 23-04-2008)

Argomenti: Scuola

I.R., 23 aprile 2008, 21:54 Politica Girandola di incontri oggi per Veltroni al Loft: con Di Pietro si sanciscono i due gruppi parlamentari distinti, e la probabile non partecipazione di Italia dei Valori al governo ombra. I radicali riconfermano gli accordi pre-elettorali e, a fine giornata, inizia la partita a scacchi per la formalizzazione dei capigruppo di Camera e Senato Walter Veltroni prova a stringere i bulloni del gruppo che martedì farà il suo esordio in Parlamento. E se i Radicali restano dentro e Di Pietro se ne va, resta aperto il nodo dei capigruppo perché, come spiega Nicola Latorre, "ci sono idee diverse tra chi vuole gli stessi e chi pensa che bisogna cambiare". Per evitare strappi in un momento già pesante per la sconfitta elettorale, il leader del Pd ha incontrato oggi il ministro Pierluigi Bersani, da oggi ufficialmente in corsa, ribadendo la sua intenzione di andare ad una riconferma di Antonello Soro e Anna Finocchiaro. Ma le visioni restano distanti e Bersani si oppone, chiedendo che "le decisioni non avvengano per nomina ma coinvolgendo i parlamentari". Veltroni vorrebbe arrivare alla prima assemblea dei parlamentari, convocata per lunedì, con una soluzione in tasca. Soluzione che, secondo il leader del Pd, dovrebbe essere unitaria e orientata a lasciare immutati, almeno in una prima fase, gli equilibri della scorsa legislatura. Ma la preoccupazione del segretario del Pd è anche evitare di innescare un "redde rationem" nel partito e così da giorni sono fitti i contatti con tutti i leader, da Massimo D'Alema a Finocchiaro, da Soro a Beppe Fioroni. Ma l'intesa al momento non c'è anche se tutti sono concordi a rinviare la discussione dopo il ballottaggio di Roma prima dell'elezione dei presidenti dei gruppi che dovrebbe essere tra circa una settimana. "Non sarà una discussione campale", assicura Nicola Latorre pur ammettendo che ci sono punti di vista diversi e "trasversali" tra i democratici. Ad eccepire nel metodo per la decisione è stato oggi Bersani, preoccupato che la scelta avvenga "dall'alto" senza un percorso condiviso e partecipato che magari potrebbe portare a più candidature e al voto tra i parlamentari. Percorso che Veltroni condivide in sé, giudicando legittima la candidatura del ministro pur preferendo la via delle riconferme. In ogni caso, nessuna decisione è presa e c'è ancora tempo, sarebbe la logica del leader del Pd, per una valutazione dentro i gruppi su come arrivare alla soluzione migliore. E prova a gettare acqua sul fuoco Anna Finocchiaro, che invita a affrontare "la questione serenamente senza farne un 'casus belli' dentro il partito". Nella girandola di incontri, il segretario del Pd ha anche incontrato il leader Idv Antonio Di Pietro, provando a convincerlo, spiegano fonti del Pd, a mantenere i patti e quindi a fare un gruppo unico. Ma alla fine, dal Loft è arrivato l'annuncio ufficiale della costituzione di gruppi parlamentari separati tra il Partito democratico e l'Italia dei Valori. Una decisione che, nonostante la prudenza usata dai vertici dei due partiti, era apparsa fortemente probabile dopo la conferenza stampa tenuta la settimana scorsa da Antonio Di Pietro, nella quale si subordinava la confluenza nei gruppi del Pd alla soluzione di alcune questioni politiche, come la composizione del governo-ombra annunciato da Walter Veltroni, il tipo di opposizione da adottare nei confronti del nascituro esecutivo Berlusconi e le perplessità di Di Pietro sul rapporto che il Pd vuole costruire con l'Udc. Così. Oggi, prima del vertice nella sede del Pd, è arrivata anche l'intervista dell'Espresso al ministro uscente delle Infrastrutture, dove quest'ultimo spiegava che "'in prospettiva si deve arrivare ad un'unica realtà politica, un solo partito riformista di cui noi vogliamo essere i costruttori insieme al Pd. E che sia il punto di arrivo del processo cominciato con le elezioni. Quello che non condivido è che il punto di arrivo, la casa comune, sia il punto di partenza. Ha il sapore dell'annessione - ha aggiunto - con una formazione che fagocita l'altra perché è più grande". Il massimo cui si è arrivati oggi pomeriggio al Loft è dunque la previsione di uno speaker unico, che però non verrà deciso all'inizio della legislatura, ma potrà cambiare "di volta in volta e sulle questioni più importanti", come ha spiegato il capogruppo uscente (ma in via di riconferma) a Montecitorio Massimo Donadi. E per l'IdV non sembrano esserci posti nel governo "ombra": dal momento che il partito di Di Pietro ha deciso di dar vita a un gruppo separato da quello del Pd, non sarebbe contemplata la sua presenza, perché - spiegano alcune fonti - non si tratta di un governo ombra delle opposizioni ma soltanto del Pd. Un "dicastero", al contrario, sembra essere alla portata di Emma Bonino. A quanto si apprende, sarebbe stato il leader del Pd Walter Veltroni a rassicurare in tal senso l'esponente radicale, nel corso dell'incontro che si è svolto oggi, dopo che l'ex ministra del commercio estero e la segretaria radicale Rita Bernardini hanno confermato, per i 9 parlamentari d'area radicale, l'adesione al gruppo unico.

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