HOME

PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

www.mauronovelli.it

[Vai al sito del CENACOLO DEI COGITANTI]

 

 

DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

TORNA ALL’INDICE MENSILE DEL DOSSIER    

ARCHIVIO GEN. DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


IN EVIDENZA  23-2-2009

 

ADN0479 3 ECO 0 RTD ECO NAZ

SCUOLA: CGIL, REFERENDUM BOCCIA CONTRATTO IL 18 MARZO SCIOPERO NAZIONALE =

VOTA IL 40% E DICE NO CON IL 95%, PANTALEO (FLC), NUMERI STRAORDINARI

      Roma, 23 feb. - (Adnkronos) - No al rinnovo del biennio economico 2008-2009 del comparto scuola. E' questo l'esito finale del referendum promosso dalla Cgil in tutto il settore che ha portato al

voto circa il 40% dei lavoratori del comparto (circa 400 mila su oltre 966 mila) che ha bocciato con il 94,65% di no l'accordo sottoscritto da Cisl, Uil, Snals Confsal e Gilda Unams il 17 dicembre scorso. A rendere noti i numeri della consultazione il segretario nazionale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo, assieme al leader della confederazione di Corso Italia, Guglielmo Epifani. "Numeri

staordinari", li giudica Pantaleo che danno forza alla lotta contro quel "processo di destrutturazione del comparto" portato avanti non solo con il contratto ma anche con i provvedimenti Gelmini.

      E' per questo che il settore tornera' ad incrociare le braccia il 18 marzo prossimo e scendera' in piazza con una serie di manifestazioni territoriali che si inseriscono nel percorso di mobilitazione che sfocera' nella manifestazione generale del 4 aprile prossimo, proclamata dalla confederazione. E sono stati 250 mila i lavoratori che hanno aderito alla consultazione rispetto agli iscritti alla Flc (135.000); oltre 100 mila i voti in piu' rispetto a quelli riportati dalla Flc alle elezioni Rsu scuola del 2006; e 90 mila voti in piu' rispetto a quanto totalizzato, unitariamente con tutti i sindacati, nel 2007 con il referendum sul Welfare.

      A preparare la consultazione, 'bollinata' da una Commissione di garanzia nazionale ad hoc, presieduta da Benedetto Vertecchi, oltre 4 mila assemblee , di cui 15 svolte anche nelle scuole italiane

all'estero. Non solo. Ad essere attivata anche la 'rete': sono stati, secondo i calcoli del sindacato, oltre 12 mila, infatti, i 'navigatori' che hanno visitato il sito della categoria votanto

on-line e totalizzando l'84% di no. Ma il sindacato denuncia anche "i tanti tentativi di ostacolare lo svolgimento della consultazione: pressioni sui dirigenti scolatsici e sui direttori regionali perche'

impedissero di costituire i seggi". "Numeri importanti perche' ottenuti in condizione difficili", spiega Epifani che addita anche nell'incremento salariale previsto dal rinnovo una delle contraddizioni del governo: "60-70 euro non possono essere il volano della formazione e della produttivita'". (Tes/Ct/Adnkronos)

 


 

Il ministro Gelmini: «premiare gli atenei migliori, tagliare gli sprechi» Atenei, monito di Napolitano «No ai tagli indiscriminati». «Mi auguro che i tempi siano maturi per rivedere le scelte di bilancio. La ricerca è leva dello sviluppo» (Il Corriere della Sera 23-2-2009)

 

PERUGIA - Le università italiane necessitano di «valutazioni e interventi pubblici puntuali» e «mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati»: questo il monito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che all'Università di Perugia ha partecipato alla cerimonia conclusiva delle celebrazioni del settimo centenario di fondazione dell'ateneo umbro. Il Capo dello Stato ha ascoltato la relazione del rettore dell'Università di Perugia, Francesco Bistoni, il quale ha sottolineato i livelli di eccellenza ancora presenti negli atenei italiani nonostante il costo terribile - in termini anche monetari - della fuga dei cervelli all'estero. Questa costa all'erario statale ogni anno 1 miliardo e mezzo di euro. Napolitano ha colto queste osservazioni per una riflessione sull'Università, la crisi economica e i problemi del bilancio statale, rivendicando il diritto di fare dei richiami pubblici rispetto alla «situazione difficile». La conoscenza e la ricerca, ha voluto sottolineare il capo dello Stato, sono «leva fondamentale per la crescita economica e sociale» perché «solo il sapere e l’innovazione» rappresentano un argine e una carta vincente nella sfida dei mercati globali. Ma in Italia, ha aggiunto Napolitano, si tarda a trarre le dovute conseguenze di questa che sembra una verità riconosciuta da tutti. «Questa è una verità difficile da contestare e apparentemente non contestata anche nel nostro Paese - ha sottolineato il presidente della Repubblica -. Ma si tarda a trarne le conseguenze».

«NO A GENERALIZZAZIONI» - A Perugia, Napolitano ha anche rinnovato l'appello a definire le riforme per l'Università senza abbandonarsi a generalizzazioni liquidatorie, guardando i singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca «con coraggio» e considerando ciò che accade in Europa e nel Mondo in questo settore e che «può suggerire» delle soluzioni. Il capo dello Stato ha concluso il suo appello rivolgendosi a «tutte le forze responsabili del Paese» affinché si impegnino a difendere, potenziare, valorizzare tutte le risorse di capitale umano «evitando la dispersione di talenti e risultati troppo spesso sottovalutati».

GELMINI - Dopo le affermazioni dei Napolitano, sul tema interviene anche il ministro dell'Istruzione. «Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo» ci tiene a precisare Mariastella Gelmini. Il ministro aggiunge però che «la Ricerca e l'Università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però, che in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia». «Tuttavia - prosegue - è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci. Ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose».

GARAVAGLIA - Di segno opposto la posizione del Pd. «Il richiamo del capo dello Stato sull'Università - sottolinea la senatrice Mariapia Garavaglia - non può rimanere inascoltato. Di fronte ai tagli indiscriminati del governo Berlusconi che hanno colpito nell'ultimo anno gli atenei italiani, il presidente Napolitano ha sentito il bisogno di dare l'allarme sulla situazione in cui versa uno dei settori più importanti per il futuro dell'Italia».

REAZIONI - Il Presidente della Crui, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Enrico Decleva ha ringraziato Napolitano per la sua continua attenzione alle questioni riguardanti il sistema universitario. «Il tema toccato oggi dal Capo dello Stato a Perugia, quello del finanziamento dell'università, è un tema centrale - ha detto Decleva - : ne va della sopravvivenza della massima istituzione formativa del nostro Paese». Plauso alle parole del capo dello Stato anche da parte dell'Italia dei valori e del Pd. «La maggioranza e il governo ascoltino le parole del presidente Napolitano» ha detto Fabio Giambrone, vicepresidente dei senatori dell'Idv. Per Pina Picierno, parlamentare del Partito democratico, «le parole che il presidente della Repubblica ha dedicato al università e ricerca sono vere e importanti».


Report "Scuola" 22-23 febbraio 2009

Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

L'identità non è un bricolage ( da "EUROPA ON-LINE" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha seguito agende estemporanee del giorno per giorno (dal referendum sulla legge Gelmini all?ipotesi di referendum sul testamento biologico); ora che ha iniziato a formulare una proposta, per quanto insufficiente, Veltroni si è dimesso. Penso che nei prossimi cento giorni il Pd debba occuparsi fondamentalmente di mobilitarsi al fianco di chi lavora e crea ricchezza.

La Casa Pound si presenta ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: accaduti a piazza Navona a Roma durante la protestacontro la Riforma Gelmini, che era poi degenerata in rissa. La proiezione del dossier era organizzata da Casa Pound e Blocco studentesco e riportava spezzoni di filmati raccolti dalla trasmissione televisiva Matrix e registrati dagli stessi studenti. Con questa iniziativa, Casa Pound, l'Associazione di promozione sociale nata nel 2003,

La protesta in immagini ( da "Trentino" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che racconta la mobilitazione universitaria a Trento contro la riforma Gelmini. L'opera è stata realizzata da Mattia Pelli e Luigi Pepe. Domani, dalle 20.30, alla presentazione partecipa il giornalista di Repubblica Concetto Vecchio. Il dvd di «Beata Ignoranza» è stato distribuito con Qt - Questo Trentino, che organizza la serata di domani in collaborazione con l'Arci del Trentino.

Rasera apre una porta al Valduga-bis ( da "Trentino" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Poi ci fu il piano traffico: la necessità di correggere le storture dell'Oikos era oggettiva, noi ci provammo col piano Gelmini. Oggi mi vien da dire che a colpi di piano non si cambia la gente: il traffico è rimasto un problema, la viabilità un tema tutto da riprendere in mano».

Broletto, An lancia la Beccalossi ( da "Giornale di Brescia" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: grazie al placet del ministro bresciano Mariastella Gelmini, sia possibile. Eppure i bene informati parlano di tensioni «interministeriali» fortissime tra i due. Saglia però preferisce concentrarsi sul piano locale. «In Lombardia governiamo insieme dal 1995: è una esperienza consolidata, un patrimonio da non sprecare.

La Cisl: Per i figli di immigrati subito la cittadinanza italiana ( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riteniamo sbagliata e dannosa la proposta di classi ponte separate prevista dalla riforma Gelmini». Secondo la Cisl assumono grande rilevanza anche le questioni amministrative, dal permesso di soggiorno alla concessione della cittadinanza italiana, documenti che influiscono notevolmente sulla possibilità di vivere pienamente da cittadini il rapporto con la comunità modenese.

Insulti su Internet, liceo nella bufera ( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La scuola ha invece scelto, come prevede la riforma Gelmini, la via della sospensione. Non però di due settimane, che farebbe scattare automaticamente la bocciatura, ma di 5 giorni. «Vogliamo dare a questi giovani - spiega il preside prof. Gian Michele Spaggiari - la possibilità di ravvedersi.

Un fascicolo in Procura sul 10 voto politico alle elementari Longhena ( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini Un fascicolo in Procura sul 10 voto politico alle elementari Longhena BOLOGNA. Il Procuratore reggente Silverio Piro ha affidato al pm Persico un'informativa sulla protesta delle maestre della scuola elementare Longhena, che nelle settimane scorse hanno dato 10 in pagella in tutte le materie a quasi tutti gli alunni,

Caro direttore, siamo alcune insegnanti dell'I.C. di Passirano, abbiamo ricevuto in data 16/02/... ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. A novembre, quando il D.L. si è trasformato in legge, la battaglia è continuata fino a richiedere precisazioni in merito all'art. 3 (valutazione degli apprendimenti) all'U.S.P. circa la sua applicazione ad anno già in corso. L'Ufficio Scolastico provinciale ha risposto ribadendo l'obbligatorietà dell'applicazione della legge in merito alla valutazione e ha sottolineato alcuni

La Russa punta sulla Beccalossi ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: accordo con il ministro Gelmini, che è di Brescia». Il nome della Beccalossi rientra nello scacchiere regionale per l'assegnazione delle Province nel centrodestra. La Russa ha fatto capire che se la Beccalossi riscuotesse il consenso degli alleati, An lascerebbe campo libero per la corsa alla Provincia di Milano a Guido Podestà,

Futuro della scuola, parola all'esperto ( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sui cambiamenti introdotti dalla riforma Gelmini. L'abolizione delle compresenze, decisione che porterà a una diminuzione delle attività per i bambini, l'introduzione del maestro unico, «con la conseguente grave perdita di una didattica più ricca e stimolante - spiegano dal Comitato genitori e insegnanti per la scuola - in quanto attualmente organizzata da un team di insegnanti»

Vigevano, comitato per cambiare la scuola ( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: CONTRO IL DECRETO GELMINI Vigevano, comitato per cambiare la scuola VIGEVANO. «E' ancora possibile cambiare la scuola di oggi: non dimenticandosene, con l'informazione e la partecipazione». Di questo si è parlato, nel pomeriggio e nella serata di ieri, nella Cavallerizza del Castello.

Scuola, è ora di scegliere per l'anno prossimo ( da "Arena, L'" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per elementari e medie inferiori ci sono le novità della Gelmini Scuola, è ora di scegliere per l'anno prossimo Entro sabato 28 febbraio gli studenti dovranno essere iscritti alle classi prime dei tre cicli di studio Mancano ormai pochi giorni al 28 febbraio, il termine di scadenza delle iscrizioni per l'anno scolastico prossimo, una data che, rispetto agli anni scorsi,

a cittadella un fronte unito tra presidi, professori e genitori contro la riforma gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini di Silvia Bergamin CITTADELLA. La riforma Gelmini riceve un no secco dalla scuola di Cittadella, che dalle elementari alle superiori tocca i destini e il futuro di 5.314 tra bambini, ragazzi e giovani. Un no scandito in maniera univoca da oltre 300 persone che venerdì sera hanno stipato la sala consiliare di Villa Rina per la tavola rotonda promossa dal coordinamento dei

alunno violento, a casa i compagni - alessandra vivoli ( da "Tirreno, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con i tagli alla scuola del ministro Gelmini: «Questi sono i risultati - dice un giovane padre in attesa della sua bambina - eppure questa è una scuola seria, insegnanti validi che fanno un grande lavoro con i nostri figli». Ma è ormai scontro fra preside («Ricordiamoci che parliamo di un bambino, con tanti problemi») e i genitori che hanno deciso di far scioperare i propri figli.

ecco la caccia all'ultimo alunno ( da "Nuova Sardegna, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anche perché con la nuova riforma Gelmini si andrà per forza di cose verso una semplificazione. Dai 750 indirizzi esistenti si passerà a 20: nove licei, tra cui i nuovi scienze umane e musicale-coreutica, e undici istituti tecnici. Chi ancora crede che la pubblicità sia l'anima del commercio è il liceo socio-psico-pedagogico, musicale e delle scienze sociali.

Riforma gelminila scuola cambia ( da "Secolo XIX, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riforma Gelmini... la scuola italiana che cambia"è il titolo del convegno che si terrà domani (ore 21) alla Società operaia cattolica N. S. di Misericordia di via Famagosta. Interverranno Alessandro Parino (capogruppo di An in Comune a Savona), Alessio Saso (consigliere regionale), l'onorevole Paola Frassinetti (vice presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati)

longhena, fascicolo in procura - paola cascella ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intanto si allarga la protesta dei genitori, che per manifestare dissenso nei confronti della riforma Gelmini che reintroduce i voti in decimi, hanno deciso di non firmare le pagelle, (anche nel terzo, quinto, ottavo e decimo circolo e nel terzo e settimo istituto comprensivo).

l'incontro - enrico regazzoni ( da "Repubblica, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pensa a uno spettacolo sulla Gelmini, fra dieci anni! O a uno su Spadolini, adesso. Non è la realtà, la mia fonte, ma l´energia. Quella che aumenta sempre, e va negli incontri letterari, negli incontri sulla malattia, negli incontri sull´arte». E in questi incontri, l´attore dov´è?

La possibilità di richiedere il tempo pieno per le nuove prime classi del prossimo anno scolast... ( da "Messaggero, Il (Latina)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Gelmini ne possono scegliere solo tre: 24, 27 e 30 ore, mentre l'attivazione del tempo pieno di 40 ore sarà richiesta - e non è detto che venga comunque concessa dall'ufficio scolastico - solo per le altre due scuole di Sermoneta. «Abbiamo avuto un incontro con il sindaco Giovannoli e la dirigente scolastica Magnarelli -

BOLOGNA - Il Procuratore reggente di Bologna Silverio Piro ha affidato al pm Luigi Persico un'i... ( da "Messaggero, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in segno di protesta contro la riforma Gelmini. Da parte della procura, quindi, non è stato aperto un vero e proprio fascicolo d'inchiesta nè ci sono al momento indagati. «Noi siamo molto serene - ha commentato Marzia Mascagni, insegnante della scuola -. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, da insegnanti non politici».

Provinciali, via libera a Podestà <Sì, ma a Brescia spetta alla Beccalossi> ( da "Corriere della Sera" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della Gelmini. La Lega: ci sono altre otto poltrone, a noi anche Bergamo e Sondrio Provinciali, via libera a Podestà «Sì, ma a Brescia spetta alla Beccalossi» Scelto il ticket del centrodestra. La Russa: passo indietro su De Corato Il ministro della difesa: il vicesindaco serve forse più in Comune, visti i nuovi compiti che gli saranno affidati Via libera a Guido Podestà a Milano,

salva la scuola elementare del centro ( da "Centro, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini andava accorpata al plesso dello Scalo MANOPPELLO. è salva la prima classe della scuola elementare del centro storico, almeno per l'anno scolastico 2009-2010. In base al decreto Gelmini avrebbe dovuto essere accorpata alla scuola dello scalo se non avesse raggiunto le 15 iscrizioni, ma dopo l'intervento dei sindaci di Manoppello e Serramonacesca Gennaro Matarazzo ed Andrea

Il 10 politico in pagella Ora indaga la Procura ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che voleva essere una protesta contro la riforma del ministro Gelmini che ha reintrodotto il voto numerico affiancandolo a un sintetico giudizio. La clamorosa iniziativa delle maestre ha creato grande scalpore, finendo sulle pagine nazionali dei quotidiani. In molti hanno levato voci di protesta contro quelle pagelle.

Provinciali, via i veti: da An semaforo verde alla corsa di Podestà ( da "Giornale.it, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: accordo con il ministro Maria Stella Gelmini che è di Brescia». Anche per questo, La Russa, lancia un appello «amichevole e affettuoso» al ministro Gelmini perché «la candidatura di Viviana non sarà confermata se non è d'accordo Maria Stella». «Chiedo quindi al ministro di convergere su questa scelta importante, che è prestigiosa per Brescia,

scuole senza fondi: lettera al ministro gelmini ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: lettera al ministro Gelmini Dopo il mancato accredito di 1,7 milioni nel 2005/06, lo Stato taglia su supplenze e spese di funzionamento di GIACOMINA PELLIZZARI Colpiti dal taglio dei fondi di funzionamento i dirigenti scolastici non ci stanno e attraverso l'Associazione scuole autonome (Asa) scrivono al ministro, Mariastella Gelmini,

La Procura indaga sul 10 politico in una elementare ( da "Tempo, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in segno di protesta contro la riforma Gelmini. Da parte della Procura, quindi, non è stato aperto un vero e proprio fascicolo d'inchiesta né ci sono al momento indagati. L'informativa (che dovrebbe essere frutto di un esposto presentato dal parlamentare Pdl Fabio Garagnani) dovrà valutare la regolarità della protesta anche sulla base della relazione dell'ispettore,

Mascherine al bando: le scuole si spaccano sulla sfilata di carnevale ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma la sensazione è che dietro la defezione di molte classi si nasconda il malcontento generale per la riforma Gelmini. I tagli all'istruzione, il rischio del posto di lavoro: molti docenti non se la sono sentita di indossare la maschera e lanciare coriandoli, in una manifestazione simbolo dell'allegria e della spensieratezza. Hanno preferito ignorare l'evento.

La scuola S. Ulderico <scoppia di salute> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro gli effetti scledensi della riforma Gelmini. Secondo i firmatari del documento, un plesso scolastico come quello di S. Ulderico del Tretto sarebbe a rischio di chiusura. I numeri invece dicono un'altra cosa. Ai 40 alunni attuali, provenienti quasi tutti da Schio e da paesi dei comuni limitrofi, bisogna aggiungere i 16 bambini già iscritti alla prima classe del prossimo anno,

Scompare la <Mendola> ( da "Sicilia, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini. Il piano, che ridisegna la nuova mappatura degli istituti isolani, è stato firmato dall'assessore regionale alla Pubblica istruzione e ai Beni culturali e ambientali, Antonello Antinoro, e trasmesso a Roma, al ministero dell'Istruzione per avviare una concertazione con lo Stato.

(ACR) SCUOLA, NARDIELLO: VALORIZZARE GIOVANI ECCELLENZE ( da "Basilicanet.it" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ha costretto a compiere scelte che non sempre e non in tutti i casi rispecchiano volontà di piccole comunità locali. Ma credo che per contrastare il disegno del Governo â?? ha affermato Nardiello â?? dopo il Piano, che in ogni caso avrà passaggi in Commissione e in Consiglio, ci siano altri strumenti di programmazione che vedranno impegnati Giunta e Consiglio Regionali

Agordo L'Istituto d'Arte nato anni fa a Cencenighe (sfruttando gli spazi delle scuole medi... ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il nostro istituto, tra l'altro, ha gli stessi programmi di un liceo quindi Agordo vuole farsi trovare pronto e anticipare la possibile riforma Gelmini. Certo che continuando a dire che l'Istituto d'Arte non ha futuro non si aiuta certo i ragazzi a scegliere questa strada dopo la scuola dell'obbligo». Mirko Mezzacasa

(M.G.) Ormai è un confronto senza esclusione di colpi. Ieri l'assessore alle Politiche sco... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: eccellenza e viene disfatta dalla Gelmini che le famiglie saranno in crisi e che marcerà su Roma. Ma dove eravate fino ad ora?" Ma Salmaso rilancia e proprio ieri ha presentato un ordine del giorno per il consiglio comunale dal titolo "Emergenza nelle scuole primarie". L'odg ricorda come sui circa 39mila alunni che frequentano le primarie circa 12mila adottano il tempo lungo.

Con la Gelmini muore la scuola ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Con la Gelmini muore la scuola» «Classi sovraffollate e niente tempo prolungato per 400 bimbi delle elementari» Domenica 22 Febbraio 2009, Cittadella Quattrocento bambini delle elementari che dall'anno prossimo non potranno più avere il tempo prolungato, soppresso in tutte le classi, non solo nelle prime.

LATINO? SI', GRAZIE! "Civis romanus sum, ( da "superEva notizie" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. 13,15 Prof. Filippo Franciosi. Conclusioni: una risposta ai detrattori del latino. 13.30 Chiusura dei lavori. Direttore responsabile del Corso: Prof. Angelo Ruggiero Coordinatore: Prof. Andrea Bottone. Con il patrocinio di: Comune di Roma, Fondazione Ugo Spirito.

Latino? Sì, grazie! "Civis romanus sum, ( da "superEva notizie" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. 13,15 Prof. Filippo Franciosi. Conclusioni: una risposta ai detrattori del latino. 13.30 Chiusura dei lavori. Direttore responsabile del Corso: Prof. Angelo Ruggiero Coordinatore: Prof. Andrea Bottone. Con il patrocinio di: Comune di Roma, Fondazione Ugo Spirito.

S. ANDREA - S. EGIDIO S. PIO X: 1 - 1 ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: : Gambari, Gelmini, Manca, Batti, Corsini. Allenatore: Peli. S. EGIDIO S. PIO X: Luciano, Berzaghi, Ouacham, Tarana, Uggeri, Ferretti, Lanfredi, Zarattoni, Onorato, Katic, Antonelli. A disp.: Caramaschi, Ballesini, Barbieri. Allenatore: Davoli.

di Paola Braschi Non si sono spenti gli echi del "10 politico" in pa... ( da "Leggo" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: informativa sulla singolare protesta messa in atto dagli insegnanti contro la riforma Gelmini. Non è stato aperto, quindi, un vero e proprio fascicolo d'inchiesta nè ci sono al momento indagati. L'informativa, però, dovrà valutare la regolarità della decisione adottata dai prof anche sulla base della relazione dell'ispettore, mandato dall'Ufficio scolastico regionale il 13 febbraio.

Sedico, sui carri sfila la fantasia ( da "Corriere delle Alpi" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Brunetta ma anche storia e gelato SEDICO. Un pomeriggio, quello di ieri, all'insegna della spensieratezza e del divertimento che tra suoni, note e colori ha conquistato il pubblico coinvolgendo nella festa persone di ogni età. Con la complicità del bel tempo, in tanti si sono riversati nella zona degli impianti sportivi di Ricolt per assistere alla prima sfilata dei carri

Fi e Lega bocciano la Beccalossi ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con il ministro Maria Stella Gelmini, l'onorevole Podestà assicurò ai presenti che sulla candidatura al Broletto il partito non aveva e non avrebbe avuto tentennamenti, e che si sarebbe indicato un nome di Fi. Il ministro Gelmini, con tutto il gruppo dirigente e ai quadri di partito, ha dimostrato con soddisfazione di condividere tale posizione».

Sporting Badia0 Lessinia0 ( da "Arena, L'" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lunedì 23 Febbraio 2009 SPORT Pagina 36 Sporting Badia0 Lessinia0 Sporting Badia: Massei, Aprili, Corradi, Bugolotto, Manfredini, Marani, Busti, Pigozzi, Merzi (Tosi/Franchetto), Cordi, Ruffo. All. Tosi. Lessinia: Bellamoli, Canteri C, Corbellari, Battisti, Menini, Castagna, Canteri A (Corradi), Canteri M, Fossa, Alberti, Salvoro (Ala). All. Gelmini. Arbitro: Buratto.

riforma gelmini curtarolo insorge ( da "Mattino di Padova, Il" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riforma Gelmini Curtarolo insorge CURTAROLO. Il consiglio comunale ha aderito alle iniziative della rete di scuole Alta Padovana contro la riforma Gelmini. «Negli ultimi 7 anni, abbiamo investito 958.000 euro sulle elementari e oltre un milione sulle medie - spiega il sindaco Marcello Costa, che è anche dirigente scolastico - per garantire anche servizi come la mensa e il trasporto.

il distributore self service di tanga - vera schiavazzi ( da "Repubblica, La" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che impiccava gli uomini e affogava le donne senza neppure il conforto finale di un feretro imbottito. Boia fauss!, chiosa giustamente l´autore. A proposito di immagine. Ma che fine ha fatto il servizio cancella-scritte per portici e facciate? L´epiteto offensivo sul ministro Gelmini è sempre lì, in via Cavour, e in buona compagnia.

bus cari e pochi soldi gli studenti in piazza ( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In molti sono sulla graticola dei tagli e della riforma Gelmini. «Il tempo scuola - hanno avvisato i sindacalisti confederali e autonomi del Pordenonese Dall'Agnese, Franza, Basso e Boscaino - non sarà garantito, con organici ridotti. Nelle primarie e secondarie di primo grado ci saranno tagli alle cattedre».

Pari dignità alle lingue straniere La protesta dei prof: not only english ( da "Unita, L'" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini li ha ridotti a «Figli di una lingua minore». Il ministro dell'Istruzione punta infatti alla lingua unica, al monopolio dell'inglese. Dal prossimo settembre, la scuola media targata Mariastella Gelmini deve «parlare» solo english e così il ministro propone - delegando alle famiglie la scelta - la messa in liquidazione dall'

Italia, il peggio deve arrivare 2,4 milioni di precari in bilico ( da "Unita, L'" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: provvedimenti dei ministri Brunetta e Gelmini: 100mila dipendenti delle pubbliche amministrazioni e 30mila insegnanti e addetti della scuola. Ma il rischio, secondo Bankitalia, incombe su quattro quinti dei lavoratori precari: due milioni e 400mila persone. «In questarecessione senza precedenti, il governo non ha saputo prendere alcuna iniziativa adeguata» commenta il segretario della Cgil,

Il peggio deve ancora arrivare, ha detto il governatore Draghi. Abbiamo fatto il possibile, ha rispo... ( da "Unita, L'" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: provvedimenti dei ministri Brunetta e Gelmini: 100mila dipendenti delle pubbliche amministrazioni e 30mila insegnanti e addetti della scuola. Ma il rischio, secondo Bankitalia, incombe su quattro quinti dei lavoratori precari: due milioni e 400mila persone. «In questarecessione senza precedenti, il governo non ha saputo prendere alcuna iniziativa adeguata» commenta il segretario della Cgil,

Antonio Molari Il voto utile Nonostante abbia lasciato i DS alla fine del 2006 perché mi ... ( da "Unita, L'" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sono sposato e quindi, per non diventare noioso, se la Gelmini su ordine di Tremonti e Berlusconi nei prossimi tre anni mi manda a casa, io che cosa posso fare a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) se non chiedere aiuto alla mafia per lavorare considerando che sarebbero fieri di offrire lavoro ad uno con i miei "requisiti"?

La cacciata dei baroni ( da "Stampaweb, La" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La legge Gelmini ha bloccato i concorsi, compresi quelli banditi, scatenando un?ondata di ricorsi e lo stop alle assunzioni. «Dal bando di concorso a quando il posto viene assegnato passano 20 mesi. Significa che almeno per i prossimi due anni nessuna università assumerà», spiega Franco Indiveri, docente alla Facoltà di Medicina a Genova.

TERNI SLITTA ANCORA l'udienza preliminare, prevista oggi, r... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il primo degli accusatori di don Gelmini, per il quale è previsto il controinterrogatorio condotto dal pool dei difensori dei coinvolti. LA PRIMA ASSENZA di Iacobbe era stata ricondotta al suo stato di sorvegliato speciale in Abruzzo, quella odierna sarebbe invece dovuta alle condizioni di salute dell'uomo, sfociate in un ricovero.

MANCANO pochi giorni alla conclusione dei termini per l ... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tenendo conto dei flussi in ingresso di territori limitrofi si può calcolare che la perdita di neo-iscritti alle superiori possa essere contenuta nel 2009 attorno a qualche decina di unità. Ma il calo di iscritti è cominciato molti anni fa, e nel 2010 tutto si rimetterà nuovamente in gioco per gli effetti della riforma-Gelmini. o.p.

Viareggio, il Carnevale dei record ( da "Nazione, La (Firenze)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: passando per la Gelmini, Brunetta e Andreotti) brulicano di figuranti scatenati, mentre coloratissimi gruppi coreografici si dipanano davanti e dietro i colossi di cartapesta. Il pubblico si fa contagiare: saluta, canta, balla e si entusiasma al passaggio di questa sorta di palcoscenici viaggianti, abbelliti dalle colossali figure uscite dalla mani dei maestri del Carnevale viareggino.

IL MOVIMENTO DEI SINDACI CONTRO I TAGLI DELLA FINANZIARIA RAFFORZA LA POSIZIONE DELLA REGIONE VENETO A ROMA ( da "marketpress.info" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Segnalerò al ministro Mariastella Gelmini - ha proseguito l´assessore - che il Veneto ha la spesa pubblica pro capite per studente più bassa d´Italia; che la Regione ha già ridotto nel 2000 le scuole sottodimensionate; che il tempo pieno è un?esigenza sociale in particolare da noi dove in famiglia entrambi i genitori lavorano?

Il bullismo nelle scuole ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2009-02-22 num: - pag: 7 categoria: BREVI Il bullismo nelle scuole A Lecce sono avvenuti diversi episodi di bullismo nelle scuole, come quello dei «fighetti». Contro la riforma Gelmini decine di studenti assaltarono alcuni istituti.

La riforma Gelmini Se ne parla stasera in un convegno ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 5 La riforma Gelmini Se ne parla stasera in un convegno LEGNANO LEGNANO «Dove va la scuola? La riforma Gelmini nel Legnanese»: questo il tema dell'incontro che si terrà questa sera alle 21 e che intende affrontare, dopo le polemiche che hanno fatto seguito alla riforma, i risvolti pratici che le novità legislative comportano per il territorio.

Benvenuti a Graffitopoli capitale del degrado ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con tag e graffiti che arrivano ad insultare la Legge Gelmini senza che nessuno se ne preoccupi: né a livello di giunta né a livello di Rettorato». MA PREOCCUPA e indigna anche la situazione del convento delle Clarisse di via della Torretta, dove «le suore ricorda Carella offrono accoglienza alle ragazze madri, ma sono costrette a spendere migliaia di euro l'anno per dare all'

di NICOLA CAPPELLINI UNA "GRAFFITOPOLI" gigantesca, che si snoda lun... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con tag e graffiti che arrivano ad insultare la Legge Gelmini senza che nessuno se ne preoccupi: né a livello di giunta né a livello di Rettorato». MA PREOCCUPA e indigna anche la situazione del convento delle Clarisse di via della Torretta, dove «le suore ricorda Carella offrono accoglienza alle ragazze madri, ma sono costrette a spendere migliaia di euro l'anno per dare all'

La scuola primaria perde la I di Internet ( da "Vnunet.it" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini. "La riduzione delle ore di compresenza - si legge nella Faq numero 23 - comporterà qualche riassetto organizzativo (...) Ci auguriamo che anche il laboratorio di informatica possa trovare spazio tra le attività, anche se vorrà convenire che esso non costituisce, soprattutto nella scuola primaria,

Ma il reclutamento rimane ancora una partita aperta ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, sulla volontà di valorizzare il merito e di introdurre una carriera per gli insegnanti – non esiste oggi una normativa in materia di reclutamento degli insegnanti. Siamo in fase di vuoto legislativo. Al momento, ci sono due cantieri aperti: da una parte il disegno di legge in discussione presentato dal presidente della commissione Cultura della Camera,

Strafalcioni in burocratese a norma di legge ( da "Secolo XIX, Il" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: al Consiglio dei ministri che ha adottato il provvedimento, il ministro Mariastella Gelmini, che finora non ha certo demeritato, non c'era o dormiva? Test? Quanti impartiscono consimili lezioni di lingua italiana, come gli ignoti estensori della disposizione citata, meriterebbero di essere fucilati alla schiena per alto tradimento della lingua nazionale.

Il maestro unico cancella l'informatica ( da "Blogosfere" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: potrà vedere il canale su Youtube della sua Ministro Gelmini. A parte gli scherzi la segnalazione di Salvo Intravaia su Repubblica ci dimostra come scricchioli il piano del governo, adesso perdiamo una delle tre I, quella dell'informatica. Tra poco vedremo che ci saranno problemi anche per la seconda quella dell'inglese, che del resto visto come si sta pompando la nostra italianità,

Voto in condotta, pareri contrastanti ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stanno arrivando gli studenti polesani delle superiori arriveranno le prime pagelle della riforma Gelmini. Da quest'anno scolastico, infatti, il voto di condotta farà media e sarà praticamente una materia in più con cui fare i conti. Ed ecco arrivare la "bestia nera" del 5 in condotta, la bocciatura assicurata. Ma le cose stanno davvero così?

Università: Gelmini, premiare le migliori ma no sprechi ( da "KataWeb News" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università: Gelmini, premiare le migliori ma no sprechi 23 febbraio 2009 alle 15:49 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però,

Universita'/ Gelmini: Premiare le migliori e tagliare gli ( da "Virgilio Notizie" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, replica al monito lanciato oggi dal presidente della Repubblica. "Bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia - insiste il ministro - è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci.

23/02/2009 15:43 UNIVERSITA': GELMINI, PREMIARE ATENEI MIGLIORI E TAGLIARE SPRECHI ( da "ITnews.it" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Ricerca e l'Universita' sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma e' altrettanto vero, pero', che in questa fase di difficolta' economica internazionale e' necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza''. E' quanto afferma il ministro per l'Istruzione, Universita' e Ricerca Mariastella Gelmini.

UNIVERSITA':GELMINI, PREMIARE LE MIGLIORI MA NO A SPRECHI ( da "Agi" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI, PREMIARE LE MIGLIORI MA NO A SPRECHI (AGI) - Roma, 23 feb. - "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Universita' sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma e' altrettanto vero, pero', che in questa fase di difficolta' economica internazionale e' necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione

UNIVERSITA': GELMINI, PREMIARE ATENEI MIGLIORI E TAGLIARE SPRECHI ( da "Adnkronos" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: UNIVERSITA': GELMINI, PREMIARE ATENEI MIGLIORI E TAGLIARE SPRECHI PREOCCUPAZIONI NAPOLITANO SONO ANCHE DEL GOVERNO commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA ultimo aggiornamento: 23 febbraio, ore 15:43

La Gelmini sull'università: premiare le migliori e tagliare gli sprechi ( da "Rai News 24" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 23 febbraio 2009 La Gelmini sull'università: premiare le migliori e tagliare gli sprechi Mariastella Gelmini "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Universita' sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma e' altrettanto vero, pero', che in questa fase di difficolta' economica internazionale e'

Atenei, Colle: no a tagli indiscriminati. Gelmini: meno sprechi ( da "Reuters Italia" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Secondo Gelmini ci sono "ampi margini" per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose. Il governo -- prosegue Gelmini -- con il decreto legge sull'università ha deciso di destinare più fondi alle università migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore.

Università, Napolitano:... ( da "Giornale.it, Il" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: No tagli indiscriminati" Gelmini: premiamo i migliori e tagliamo sprechi di Redazione Il capo dello Stato: "Ripensare le scelte di bilancio impostate solo su tagli indiscriminati. La ricerca è la leva dello sviluppo". I rettori ringraziano. La replica del ministro dell'Istruzione: "Cerchiamo solo di ridurre gli sprechi".

Ateneo per ateneo: ecco la mappa degli sprechi ( da "Giornale.it, Il" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università e Ricerca Mariastella Gelmini Roma - è necessario utilizzare al meglio le risorse per università e ricerca in Italia; non è solo un problema di risorse destinate all?università ma come queste vengono impiegate. Lo ha ribadito oggi il ministro dell?Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini.

Università, Napolitano: "No ai tagli, più risorse" ( da "Affari Italiani (Online)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini risponde a Napolitano: "Premiare le migliori e tagliare gli sprechi" Lunedí 23.02.2009 16:10 "Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un discorso all'Università di Perugia.

Tagli agli atenei, altolà del Quirinale La Gelmini: <Eliminare gli sprechi> ( da "Corriere.it" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI - Dopo le affermazioni dei Napolitano, sul tema interviene anche il ministro dell'Istruzione. «Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo» ci tiene a precisare Mariastella Gelmini. Il ministro aggiunge però che «la Ricerca e l'Università sono alla base dello sviluppo di un Paese,

Napolitano contro i tagli alla formazione ( da "AprileOnline.info" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A distanza arriva la replica della Gelmini: "Eliminiamo solo gli sprechi". Solidarietà al presidente dai rettori e dalle opposizioni Sessantatre milioni e mezzo di euro nel 2009 e 190 milioni nel 2010. A tanto ammontano le decurtazioni al fondo di funzionamento ordinario delle università italiane previsto dalla legge 133 del 2008, la manovra estiva del governo.

UNIVERSITA': SCRIMA, BENE RICHIAMO NAPOLITANO CONTRO 'TAGLI' ( da "Virgilio Notizie" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ministro Gelmini, ''devono approdare, in coerenza e nel rispetto degli impegni assunti dal Governo lo scorso 11 dicembre- secondo Scrima- a concrete misure di ridimensionamento dei 'tagli' previsti, impegni che devono ora essere recepiti nei provvedimenti 'in cantiere', a partire dal decreti interministeriali sugli organici e sulle immissioni in ruolo a copertura dei posti vacanti'

Gelmini e i tagli alla scuola: Repubblica lancia l'allarme informatica. ( da "Blogosfere" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 0923 Gelmini e i tagli alla scuola: Repubblica lancia l'allarme informatica. Pubblicato da don Paolo Padrini alle 16:47 in Cronaca La riforma Gelmini, taglierà effettivamente qualcosa nella scuola italiana? Il Presidente Napolitano ha espresso preoccupazione per possibili tagli in modo inappropriato oppure la scuola italiana rischia di vedersi cadere a pezzi sotto la mannaia del "

UNIVERSITA': DONADI, GOVERNO ASCOLTI NAPOLITANO ( da "Agi" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: - "Il ministro Gelmini e tutto il governo ascoltino il presidente Napolitano. I tagli all'universita' ed alla ricerca sono un gravissimo danno per tutto il Paese. Non investire sull'innovazione significa compromettere il futuro dell'Italia". Lo afferma il capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori, Massimo Donadi.

Università, Napolitano: 'Basta tagli'. ( da "AudioNews.it" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Così il minsitro dell'istruzione Gelmini, rispondendo alle preoccupazioni espresse dal presidente Napolitano, in visita all'Università di Perugia.'La ricerca è leva per lo sviluppo, no ai tagli indiscriminati all'Università, aveva detto il capo dello Stato'.

Informatica a scuola? Non prioritaria ( da "01net" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sparisce, di fatto, nel Decreto Gelmini. Non sparisce de iure, questo no, ma venendo meno le ore di compresenza, quelle cioè nelle quali due insegnanti sono presenti in aula, diventa sempre più difficile che le attività di laboratorio, incluse dunque quelle relative all'informatica, possano essere garantite.

UNIVERSITA'. GELMINI: "NECESSARIO OTTIMIZZARE LE RISORSE" ( da "AgoPress" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract:

Università: Garavaglia, governo ascolti capo dello Stato ( da "KataWeb News" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Spero che il governo interpreti nel modo migliore le parole del Quirinale e che il ministro Gelmini, che ha promesso un disegno di legge in tempi brevi, le recepisca, nel pieno rispetto dei diversi ambiti prescritti dalla Costituzione". AGI

Scrima (Cisl Scuola): "Bene richiamo Napolitano contro i tagli all'università" ( da "Sestopotere.com" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: aperti con il Ministro Gelmini, 'devono approdare, in coerenza e nel rispetto degli impegni assunti dal Governo lo scorso 11 dicembre a concrete misure di ridimensionamento dei 'tagli' previsti, impegni che devono ora essere recepiti nei provvedimenti 'in cantiere', a partire dal decreti interministeriali sugli organici e sulle immissioni in ruolo a copertura dei posti vacanti'

Gelmini e i tagli alla scuola: Repubblica lancia l'allarme informatica. ( da "KataWeb News" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e i tagli alla scuola: Repubblica lancia l'allarme informatica. 23 febbraio 2009 alle 17:17 — Fonte: passineldeserto.blogosfere.it — 0 commenti La riforma Gelmini , taglierà effettivamente qualcosa nella scuola italiana? Il Presidente Napolitano ha espresso preoccupazione per possibili tagli in modo inappropriato oppure la scuola italiana rischia di vedersi cadere

20:03 ITALIA-FRANCIA: DOMANI VERTICE A ROMA CON BERLUSCONI E SARKOZY ( da "Agi" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. Tremonti e Lagarde esamineranno le possibili risposte coordinate alla crisi sia per gli aspetti di carattere finanziario sia per quelli legati alla situazione dell'economia reale,

## Napolitano: Tagli indiscriminati a ricerca,tempo di ( da "Virgilio Notizie" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministri Gelmini e Brunetta ne difendono in pieno l'operato. "Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo", spiega la Gelmini aggiungendo che "ricerca e università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza"

"I voti numerici sulle pagelle non sono ancora legge" ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini rimanda la disciplina della valutazione ad un regolamento attuativo che ad oggi non è stato ancora promulgato, e dovrà essere un decreto del Presidente della Repubblica. Salvatore Pizzo, portavoce delle “Maestre e dei Maestri, autoconvocati”

Domani vertice a roma con Berlusconi e Sarkozy ( da "KataWeb News" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e Jean-Louis Borloo (che avrà un incontro anche con il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli), dell'Istruzione, Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. AGI

Il pasticcio della Gelmini ( da "EUROPA ON-LINE" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della Gelmini eliminino le ore di informatica dalla scuola primaria e dalla scuola media del figlio. Proprio ieri era La Repubblica a denunciare il colpo mortale che la ?riformicchia? Gelmini sta assestando alla riforma Moratti (e soprattutto alla scuola).


Articoli

L'identità non è un bricolage (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

L?identità non è un bricolage FRANCESCO RUTELLI Le dimissioni di Veltroni sono un colpo durissimo al progetto del Pd. Lo avevamo scelto e sostenuto per far nascere un partito nuovo, non per mediare tra sensibilità divergenti, poiché avevamo creduto nel suo profilo politico-culturale e sperato nella sua capacità di guida. Una questione è infatti ineludibile, nella politica contemporanea: senza leadership, non esistono progetti politici. E il fallimento di una leadership può vanificare il più ambizioso dei progetti politici. Troppe analisi di questi giorni ignorano parti decisive della storia italiana dei quindici anni del sistema maggioritario, e sorvolano su alcuni fondamentali. Il Pd non è uno sviluppo delle vicende della sinistra italiana. È un partito nuovo, oppure finisce per essere una stanca e lacerata riedizione del Pci-Pds-Ds. Il pluralismo nel Pd non è una concessione alle ?posizioni non prevalenti?, ma l?incessante costruzione di un pensiero e di una politica rappresentative di una visione democratica e riformatrice. Chi di noi ha partecipato al centrosinistra di questi anni, chi lo ha portato a grandi vittorie (sino alla conquista, non più tardi di tre anni fa, della schiacciante maggioranza dei comuni, delle province, delle regioni italiane) e ha conosciuto due vittorie e tre pesanti sconfitte contro l?identico avversario Berlusconi deve dimostrare di aver capito quello che è accaduto, e non deve inventare scuse, né infilarsi in mondi virtuali. Il Pd è nato nella consapevolezza che le tradizioni nobili della sinistra italiana appartengono al XX secolo, alla sua storia, ai suoi drammi, alle sue conquiste. Chi vi ha partecipato si riconosce ben legittimamente in quella storia, ma la pretesa di imporla alla società italiana del XXI secolo è impossibile. Il centrosinistra in questi 15 anni di bipolarismo ha avuto una classe dirigente e amministratori nettamente migliori; troppe conflittualità ereditate dalla storia della sinistra italiana; un?articolazione interna eccessiva (propria degli spiriti critici che ne nutrono le migliori tradizioni, anche quelle liberali e laiche, cattoliche democratiche, riformiste ed ecologiste); ha subito costantemente l?agenda setting e la leadership totalizzante di Berlusconi. Il Pd è nato per voltare pagina rispetto a questa situazione. L?abbandono di Veltroni è di incalcolabile gravità perché evidenzia la mancata riuscita, finora, del nuovo cammino dei democratici italiani. Abbiamo cento giorni per restituire un futuro a questo progetto. Scrivo queste pagine per cercare di mettere in ordine alcuni punti-chiave. Ho avuto importanti responsabilità; sono orgoglioso di avere guidato per sei anni la Margherita, con convergenza unanime su una politica originale che è sempre stata premiata da risultati elettorali a due cifre, sino alla decisione di conferire questo patrimonio al Pd. Anche oggi, come dall?estate 2007, non intendo candidarmi a responsabilità di gestione politica e non intendo rinunciare alle mie idee. Penso sia necessario e utile combattere radicalizzazioni, estremismi, giustizialismi, minoritarismi, un consumismo politicante senza principi e senza prospettive. So di avere sostenitori e avversari, come in tutta la mia vita. Con i primi spero di condividere la strada davanti a noi, con i secondi ci confronteremo. In Italia il centrodestra ha conquistato la maggioranza dei consensi. Una maggioranza relativa, con evidenti differenze interne, ma con una solida base sociale. È il prodotto della battaglia politica degli ultimi 15 anni, che la coalizione guidata da Berlusconi iniziò da posizioni nettamente minoritarie. Ciascuno di noi, con le forze e le idee che ha, deve contribuire a far emergere una nuova maggioranza democratica in Italia. Per riuscirvi, occorre il coraggio di dire la verità: se il centrosinistra è oggi minoranza, la colpa non è degli italiani, ma dei limiti chiari di innovazione, progettualità, comunicazione ed organizzazione che le macchinose coalizioni di centrosinistra hanno dimostrato. Le convenienze elettorali non hanno portato lontano: si sono tradotte nell?insuperabile difficoltà a governare. Occorre definire una precisa strategia: come rimettere il paese nella giusta direzione, uscire dalla crisi ed entrare in un ciclo di sviluppo; creare fiducia nelle persone, le famiglie, le imprese per un lavoro migliore e servizi migliori; restituire speranza in una buona politica. Occorre agire efficacemente: la battaglia politica si vince spesso partendo da posizioni di minoranza; con idee, continuità, partecipazione popolare, trasparenza, organizzazione. Il Pd ha avuto un buon inizio: le primarie che hanno legittimato largamente la leadership di Walter Veltroni, la campagna elettorale avviata con un profilo riformatore, il rifiuto della sterile rissa con la destra, la volontà di scegliere gli alleati sulla base di accordi precisi. Il seguito è stato negativo: le difficoltà economiche e sociali mordono i ceti popolari, ma nessuna proposta ha mosso un interesse diffuso o è stata messa nell?agenda del paese; il rapporto con l?unico alleato è più che mai conflittuale e irrisolto; il rapporto col governo ha oscillato in modo inconcludente tra dialogo politico-istituzionale e scontro del più vecchio stampo. Risultato: una diffusa disaffezione dell?elettorato di centrosinistra ? non compensata dalle disponibilità al ?voto utile? di elettori della exsinistra arcobaleno in crisi ? e un allontanamento sensibile di elettori di impronta moderata. Molti italiani pensano che il Pd sia ?né carne né pesce? e non manifesti una propria identità.Ma c?è un solo modo per definire l?identità del Pd. Non come bricolage delle culture politiche di provenienza. Non con un posizionamento ideologico fuori tempo. Non con un dibattito di soli principi, o, meno ancora, teorico, o accademico. L?identità del Pd, un partito nuovo, si afferma solo definendo le sue missioni, con la battaglia politica. Lo si deve fare adesso. C?è un terreno preciso su cui farlo: quello dell?economia e delle conseguenze sociali della crisi. È una crisi di dimensioni enormi, rispetto alla quale il governo italiano è stato il più immobile tra quelli delle nazioni sviluppate. È una crisi che nasce da un mondo di certezze sbagliate, con il crollo del castello di carte della finanza facile e che suscita milioni di disoccupati e la distruzione di moltissime imprese. Il Pd non è stato abbastanza incisivo. Mentre esplodeva la crisi finanziaria, si è baloccato per mesi con una assurda ?petizione Salva l?Italia? priva di contenuti. Poi, ha seguito agende estemporanee del giorno per giorno (dal referendum sulla legge Gelmini all?ipotesi di referendum sul testamento biologico); ora che ha iniziato a formulare una proposta, per quanto insufficiente, Veltroni si è dimesso. Penso che nei prossimi cento giorni il Pd debba occuparsi fondamentalmente di mobilitarsi al fianco di chi lavora e crea ricchezza. Il pane quotidiano della politica ? impastato sull?economia sociale di mercato, sulle regole e la concorrenza liberali ? sarà anche il terreno su cui formare concretamente l?identità smarrita del Pd. (da Facebook)

Torna all'inizio


La Casa Pound si presenta (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Curtatone. Blocco studentesco: è stata la sinistra ad attaccare La Casa Pound si presenta Dvd dell'estrema destra sugli scontri di piazza Navona EREMO (Curtatone). E' stato presentato ieri pomeriggio a Villaggio Eremo, il libro riguardante gli avvenimenti accaduti a piazza Navona a Roma durante la protestacontro la Riforma Gelmini, che era poi degenerata in rissa. La proiezione del dossier era organizzata da Casa Pound e Blocco studentesco e riportava spezzoni di filmati raccolti dalla trasmissione televisiva Matrix e registrati dagli stessi studenti. Con questa iniziativa, Casa Pound, l'Associazione di promozione sociale nata nel 2003, ha sancito ufficialmente la prima manifestazione in terra mantovana. Il dvd è stato proiettato in altre 30 sedi sparse in Italia, per portare avanti «la verità e dimostrare che gli scontri sono pervenuti dall'estrema sinistra parlamentare e non dal Blocco studentesco». Gli aderenti all'associazione inizialmente militavano nella Fiamma Tricolore, dalla quale sono usciti lo scorso anno, dando vita appunto a Casa Pound Italia, ramificata ovunque. L'età media dei simpatizzanti oscilla tra i 16 e i 35 anni. Organizzati di tutto punto, possiedono Radio Bandiera Nera e Tortuga Tv e da lì diffondono i loro messaggi. Alla divulgazione del filmato erano presenti il responsabile regionale di Casa Pound Lombardia, Silvio Olivetti e il referente del Blocco Studentesco, Massimiliano Macera, oltre una ventina di giovani mantovani. «I giovani della sinistra del Partito democratico hanno tentato di politicizzare la protesta contro il decreto Gelmini -ha sostenuto Olivetti-. Così è scoppiata questa ridicola confusione. Non si vuole permettere agli studenti di avere una coscienza propria. Il Blocco studentesco si è sempre presentato in maniera seria. Si sono trovati di fronte un assembramento di ragazzi di sinistra con spranghe, catene e mazze. Flavia D'angeli della sinistra critica che si era candidata Premier è responsabile di questo. Gli stereotipi che ci hanno contrapposto sono deleteri per tenere unito il popolo». Il lavoro che sta svolgendo l'associazione viene definito «fastidioso» per una certa «parte politica del Paese», in quanto il loro obiettivo è di riportare la gente verso il lavoro e lo stato sociale. Sperano di avere al più presto una sede anche a Mantova, ma «quando sarà il momento lo saprete». «Il sogno padano sta finendo -hanno aggiunto-. Le aziende chiudono. Stiamo vicini alla gente, portando avanti il nostro progetto. Berlusconi è un bel dipinto. La sinistra è completamente allo sbando. Il centro destra i decreti sociali non li farà mai». (g.s.)

Torna all'inizio


La protesta in immagini (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

AL SANTA CHIARA La protesta in immagini TRENTO. Domani, nella sala video del Santa Chiara verrà presentato «Beata Ignoranza», documentario che racconta la mobilitazione universitaria a Trento contro la riforma Gelmini. L'opera è stata realizzata da Mattia Pelli e Luigi Pepe. Domani, dalle 20.30, alla presentazione partecipa il giornalista di Repubblica Concetto Vecchio. Il dvd di «Beata Ignoranza» è stato distribuito con Qt - Questo Trentino, che organizza la serata di domani in collaborazione con l'Arci del Trentino.

Torna all'inizio


Rasera apre una porta al Valduga-bis (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Rasera apre una porta al Valduga-bis Pinter invece frena: «Non ha mantenuto molte delle promesse» Il presidente del consiglio: «Il centrosinistra con il sindaco attuale? A priori non lo escluderei» ROVERETO. Rovereto Insieme non c'è più, s'è sciolta nella recente, commossa assemblea. Tra poche settimane nascerà il Pd cittadino, già orfano di Veltroni. Nel frattempo la sinistra cittadina - tra ricordi e prospettive incerte - deve impostare il cammino verso le elezioni comunali 2010. Fabrizio Rasera, presidente del consiglio comunale, e l'ex consigliere provinciale Roberto Pinter parlano con noi di 16 anni intensi, di un'esperienza politica - quella della formazione Rovereto Insieme - che ha fatto scuola. E guardano al prossimo futuro con dei distinguo importanti. Nel 2005 avete perso le elezioni. E' arrivato Valduga a fare dichiaratamente da supplente dei partiti, litigiosi e inconcludenti. Rasera: «Ma Valduga non ha affatto rianimato il dibattito politico e la partecipazione come aveva prefigurato. Anzi, ha alzato delle paratie, ha stoppato il confronto. I partiti hanno fatto peggio, perchè è vero che toccava a loro darsi da fare per riportare i roveretani a discutere dei problemi collettivi. Invece - se si eccetta proprio la realtà nuova del Pd - si avverte un'asfissia culturale e politica generalizzata. Ed è un peccato che un'iniziativa fuori dagli schemi come quella di CittadinanzAttiva - i referendari insomma - sia subito partita facendo la guerre all'amministrazione comunale. Ciò detto, per fare politica di base, occorre metterci sangue e olio di gomito, serve una generazione che torni a discutere. Che succederà di qui alle comunali 2010? Rasera e Pinter: «Pd e Upt andranno assieme. Saranno opportune le primarie per scegliere il candidato sindaco, il Pd sosterrà questo metodo. Importante è che nessuno imponga dei diktat». Con le liste civiche di Valduga si può impostare un discorso? Si può addirittura pensare che se il sindaco deciderà di riproporsi, diventi lui stesso l'uomo cui affidare l'intera coalizione di centrosinistra? Rasera: «Dialogo con le civiche certamente sì, forti - noi - di questi anni d'opposizione corretta e costruttiva. Valduga nostro candidato? Io non escludo nemmeno questa ipotesi, a priori. Il confronto con lui non è ancora partito, per me si può discutere di tutto». Pinter (molto più freddo): «Io credo che occorrerà fare un bilancio del mandato di Valduga. Molte cose secondo me non sono state fatte. E poi credo che il Pd non nasce per subire processi politici, ma per esserne protagonista». Chiudiamo con qualche valutazione su quello che è stata Rovereto Insieme. C'è chi l'ha sempre considerato niente più che il Pds più qualche arbusto sparso.... Rasera: «Ricordiamoci che allora Solidarietà era forte davvero, nel 1993 alle provinciali superò il Pds, tanto che io mi dimisi da segretario comunale del partito. Quindi si andava molto oltre il partito della quercia, instaurando un dialogo non agevole con il gruppo di Pinter che veniva da esperienze più radicali come quella di Dp. Poi c'erano verdi come Corrado Corradini e come Oliviero Deflorian, che non avevano l'obiettivo di spaccare il partito del sole che ride, quanto l'esigenza di cercare un raccordo delle diverse anime della sinistra. Se ci aggiungiamo figure refrattarie alla forma partito ma di grande impegno sociale, come Giovanni Morini, come Erica Mondini, come Airoldi e molti altri, si capisce perchè i primi anni di Rovereto Insieme furono un'esperienza davvero ricca. Direi che il momento migliore l'abbiamo vissuto tra le origini e le elezioni vittoriose del 1996». Il potere ha logorato voi che l'avevate? Rasera e Pinter: «E' stato difficile tenere alto il dibattito mentre si aveva la responsabilità di amministrare la città. Ci siamo sentiti più soli, è cominciato lì il problema di non avere dietro il necessario ricambio». Come ha cambiato la città, il contributo d'idee e azione di Rovereto Insieme? Rasera e Pinter: «Non rivendichiamo realizzazioni come il Mart, che sono il prodotto di un complesso insieme di apporti. Certo, noi siamo stati lì in prima linea. Abbiamo creduto poi in Trentino Servizi come superamento di Asm, abbiamo detto no al megaprogetto urbanistico che incombeva sull'area Baldresca. Con la partita del piano regolatore - assessore Manuela Bruschetti - abbiamo impostato un lavoro ma poi abbiamo perso il timone, la materia è passata più volte di mano e alla fine ne è uscito un Prg senza padri nè madri cui chiedere conto. Poi ci fu il piano traffico: la necessità di correggere le storture dell'Oikos era oggettiva, noi ci provammo col piano Gelmini. Oggi mi vien da dire che a colpi di piano non si cambia la gente: il traffico è rimasto un problema, la viabilità un tema tutto da riprendere in mano».

Torna all'inizio


Broletto, An lancia la Beccalossi (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 22/02/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Broletto, An lancia la Beccalossi Il reggente Ignazio La Russa rivendica la presidenza della Provincia: Forza Italia difende la legittimità della candidatura di Romele, la Lega Nord resta «pronta a correre da sola» Viviana Beccalossi (a dx) e Giuseppe Romele (a sx): due nomi per il Broletto, aspettando la Lega Nord nVeni. Vidi. Viviana. Alleanza Nazionale passa il Rubicone bresciano e, a meno di quattro mesi dal voto per eleggere il successore di Alberto Cavalli a Palazzo Broletto, crea movimenti tellurici nel Pdl. L'epicentro è... Ignazio La Russa, ministro della Difesa e reggente di An, che ieri ha annunciato l'intenzione di proporre Viviana Beccalossi come candidato alla presidenza della Provincia di Brescia. Un'uscita che conferma quei rumors giunti direttamente da Roma, aprendo la stagione politica più difficile per il centrodestra provinciale, una stagione che era iniziata nel segno di Giuseppe Romele. In principio era Romele Sulla ruota del Broletto il nome del parlamentare bresciano è uscito lo scorso dicembre: Romele era chiamato a ripetere lo stesso cammino che aveva garantito ad Adriano Paroli l'accesso a Palazzo Loggia. Da quel momento è stato legittimato come erede designato di Cavalli, anche se negli ambienti di Forza Italia nessuno escludeva a priori altri pretendenti. Intanto, in un centrodestra messo alla frusta dalla Lega (spesso incline a mostrare i muscoli agli alleati), An cercava da tempo un posto al sole, fuori dall'ingombrante cono d'ombra di FI. Pur senza pensare (del resto i numeri non glielo consentirebbero) di lasciare la casa del Pdl. Si potrebbe parlare di una rivendicazione per occupare... una stanza migliore. Possibilmente vista «Broletto» Ecco spiegata la candidatura della Beccalossi. «La nostra ambizione - sottolinea l'onorevole Stefano Saglia - è una posizione di prestigio in Lombardia: i candidati di An hanno potenzialità pari a quelli di Forza Italia. È una aspirazione legittima, che non equivale a rompere la coalizione o a porre pregiudiziali nei confronti di Giuseppe Romele». I «soliti» accordi? Sul rapporto con FI, La Russa (per il quale la Beccalossi è una candidata ideale, anche per aver avuto il maggior numero di preferenze alle Regionali) si è detto convinto che un accordo con gli azzurri, grazie al placet del ministro bresciano Mariastella Gelmini, sia possibile. Eppure i bene informati parlano di tensioni «interministeriali» fortissime tra i due. Saglia però preferisce concentrarsi sul piano locale. «In Lombardia governiamo insieme dal 1995: è una esperienza consolidata, un patrimonio da non sprecare. Per questo siamo aperti al confronto e, casomai si decidesse di sostenere Romele, faremo la nostra parte. Sta prendendo forma un mosaico, all'interno del quale vorremmo avere un nostro esponente alla Provincia, riuscendo anche a coinvolgere la Lega». Lasciando campo libero a Milano, come fatto intendere da La Russsa, a Guido Podestà, coordinatore di FI. Saglia torna poi sulla questione Udc. «Con loro abbiamo lavorato bene e credo che, a livello locale, le logiche territoriali debbano prevalere su quelle nazionali». Nel guado tra azzurri e lumbard Quanto al partito del Premier, vince la linea della prudenza. Senza chinare il capo. «La candidatura della Beccalossi - sottolinea Margherita Peroni, presidente provinciale di FI - non è una novità. Quella di La Russa è una richiesta di tipo politico e arriva da chi è qualcosa di più di un semplice alleato, visto che concorrerà con noi a formare il Partito della Libertà. È giusto prenderne atto così come è giusto proseguire nel sostegno del nostro candidato, pur ammettendo che accolgo con favore una candidatura femminile». Confronto impossibile? «Assolutamente no: restano spazi di manovra. Certo è che avrei preferito un sistema diverso per arrivare alla definizione della candidature, tenendo conto degli elettori. Forza Italia dovrebbe riflettere su questo punto». La Peroni è semmai preoccupata «dalle reazioni della Lega: questa duplice candidatura potrebbe spingerli a mettere in campo un proprio esponente». Preoccupazione confermata dal segretario provinciale della Lega Nord Stefano Borghesi. «Per noi non cambia nulla: se non ci sarà chiarezza nel Pdl, siamo pronti a correre da soli. I numeri sono dalla nostra parte e poi, con Forza Italia in Loggia, perché non dovremmo avere noi la presidenza in Provincia. Comunque sarà sul tavolo regionale che la strategia sarà decisa». Strategie, tensioni e ambizioni. Personali e di partito. Tante voci che vanno armonizzate, specie con la... cantante solista. «È un momento delicato: preferisco non parlare» è il laconico commento di Viviana Beccalossi. Certe investiture pesano più di una corona. Rosario Rampulla

Torna all'inizio


La Cisl: Per i figli di immigrati subito la cittadinanza italiana (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Convegno sull'integrazione: «No alle classi separate» La Cisl: «Per i figli di immigrati subito la cittadinanza italiana» Sono oltre 15mila gli stranieri di età compresa tra 0 e 14 anni che vivono in provincia di Modena. Rappresentano il 22% dei 68 mila immigrati residenti che, a loro volta, sono il 10% della popolazione totale. Agli immigrati di «seconda generazione», cioè i figli nati da coppie straniere (1.513 nel 2007) la Cisl ha dedicato ieri un convegno organizzato con l'Anolf (associazione stranieri Cisl). «Nel 2003 gli stranieri rappresentavano un minorenne ogni dieci residenti nella stessa fascia di età, mentre oggi abbiamo quasi un minorenne su sette - ha sottolineato Pasquale Coscia, responsabile delle politiche dell'immigrazione della Cisl - Nell'anno scolastico 2007/2008 gli alunni stranieri delle scuole di ogni ordine della provincia di Modena hanno raggiunto le 12.542 unità, pari al 13 per cento del totale degli studenti. E' la scuola primaria, con oltre 4.700 unità (15,5 per cento del totale) a registrare la maggiore presenza di stranieri sui banchi; gli immigrati scendono a circa 2.600 (14,5 per cento) nella scuola media e al 9,3 per cento nelle superiori. La scuola rappresenta un luogo fondamentale di istruzione, formazione e socializzazione, oltre che di integrazione per i ragazzi. Proprio per questo - ha detto Coscia - riteniamo sbagliata e dannosa la proposta di classi ponte separate prevista dalla riforma Gelmini». Secondo la Cisl assumono grande rilevanza anche le questioni amministrative, dal permesso di soggiorno alla concessione della cittadinanza italiana, documenti che influiscono notevolmente sulla possibilità di vivere pienamente da cittadini il rapporto con la comunità modenese. «Nonostante l'impegno della Prefettura e della Questura di Modena, che nel 2008 hanno rilasciato complessivamente 27.575 permessi e carte di soggiorno e 2.920 ricongiungimenti familiari, i tempi di attesa restano troppo lunghi - ha affermato Coscia - Ciò provoca forti disagi ai cittadini stranieri, costretti a perdere intere di giornate di lavoro». La Cisl ricorda che la trasformazione interculturale della nostra società è già in atto: secondo le previsioni del Ptcp, i residenti modenesi passeranno dalle 677.672 unità del 2007 alle 730 mila del 2015 (una crescita del 7,7%) con una popolazione straniera stimata in circa 116 mila unità, pari al 16% della popolazione. «Bisognerà tener conto di queste dinamiche nelle scelte per il governo del territorio e per la dotazione dei servizi - ha affermato il segretario provinciale della Cisl Francesco Falcone - Occorre lavorare affinché queste persone diventino parte della comunità modenese e non siano relegate in una società a parte. Si conceda la cittadinanza italiana ai giovani nati in Italia; la cittadinanza evita la criminalizzazione dell'immigrazione. Per questo riteniamo fondamentali l'alfabetizzazione della lingua italiana». La stessa Cisl modenese, che ha quasi 8 mila immigrati iscritti (pari al 12,3 per cento dei 64 mila tesserati a fine 2008), intende allargare la sua associazione stranieri (l'Anolf) ai figli degli immigrati attraverso un loro coordinamento specifico.

Torna all'inizio


Insulti su Internet, liceo nella bufera (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Insulti su Internet, liceo nella bufera Sospesi 4 studenti. I genitori della vittima pensano alla denuncia RINO FILIPPIN «Meriteresti di essere picchiata», poi altre offese irriferibili pubblicate su Facebook il sito degli incontri su Internet. Così 4 maggiorenni del liceo Fanti, figli di famiglie della Carpi-bene, sono finiti nei guai. Da tempo avevano preso di mira una loro compagna. In classe la chiamavano con soprannomi di calciatori, poi l'hanno umiliata anche sul Web. A rendere più grave l'accaduto il fatto che i 4 studenti del Fanti sono maggiorenni. Questo potrebbe far scattare, da parte dei genitori della ragazza una denuncia per diffamazione. Per ora, dicono nei corridoi del Fanti, si tratta di un'ipotesi, ma bisognerà attendere ancora un po' di tempo prima di essere certi che il gruppetto scamperà a questa che sarebbe una punzione esemplare. La scuola ha invece scelto, come prevede la riforma Gelmini, la via della sospensione. Non però di due settimane, che farebbe scattare automaticamente la bocciatura, ma di 5 giorni. «Vogliamo dare a questi giovani - spiega il preside prof. Gian Michele Spaggiari - la possibilità di ravvedersi. Se da ora fino alla fine dell'anno si comporteranno correttamente non rischiano di dover ripetere l'anno». I quattro per rimediare all'odioso episodio di bullismo "virtuale" dovranno ora pubblicare su Facebook le loro scuse. I genitori dei 4, saputa la notizia si sono mostrati increduli: «Ma i nostri ragazzi non possono avere scritto delle cose simili». I giovani però hanno ammesso le loro colpe e hanno chiesto scusa alla ragazza, in presenza del preside e degli insegnanti. I 4 ripetenti pare che da tempo avessero preso di mira la ragazza che ama vestirsi in modo semplice, spesso in tuta da ginnastica e scarpette. «Un divertimento malato il loro - spiega il prof. Spaggiari - che abbiamo punito duramente. Episodi così non si dovranno mai più ripetere. I ragazzi devono rendersi conto che il rispetto degli altri è un requisito fondamentale per far parte della nostra comunità scolastica». La decisione della sospensione dei 4 ragazzi è stata presa all'unanimità da parte del collegio docenti. Le parole offensive scritte sul sito Internet sono già state tutte cancellate. Al Fanti, tra docenti e genitori, resta l'amarezza per un gesto di pessimo gusto che non ci si aspettava da ragazzi che presto dovranno sostenere l'esame di maturità.

Torna all'inizio


Un fascicolo in Procura sul 10 voto politico alle elementari Longhena (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Solo un'informativa sulla protesta anti-Gelmini Un fascicolo in Procura sul 10 voto politico alle elementari Longhena BOLOGNA. Il Procuratore reggente Silverio Piro ha affidato al pm Persico un'informativa sulla protesta delle maestre della scuola elementare Longhena, che nelle settimane scorse hanno dato 10 in pagella in tutte le materie a quasi tutti gli alunni, in segno di protesta contro la riforma Gelmini. La Procura, quindi, non ha aperto un vero e proprio fascicolo d'inchiesta nè ci sono al momento indagati. L'informativa (frutto, pare, di un esposto presentato dall'on. Garagnani, Pdl) dovrà valutare, quando sarà pronta, la regolarità della protesta anche sulla base della relazione dell'ispettore, mandato dall'Ufficio scolastico Emilia-Romagna il 13 febbraio. «Noi siamo molto serene - ha commentato la maestra Marzia Mascagni, che chiede di non essere più definita la 'protagonista' della protesta -. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, da insegnanti non da politici. La valutazione con giudizi, regolarmente, abbiamo fatto le prove di verifica ecc. Il punto è che un insegnante serio non valuta a cuor leggero, dare dei numeri è invece classificare». Mascagni aggiunge che sul blog della scuola sono arrivati molti messaggi di solidarietà da colleghi e scuole di altre regioni. «Lì si vede che la nostra protesta non è l'unica in Italia. Ci sono maestre che hanno dato voti tutti uguali, altre hanno espresso giudizi perchè non se la sentivano».

Torna all'inizio


Caro direttore, siamo alcune insegnanti dell'I.C. di Passirano, abbiamo ricevuto in data 16/02/... (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

lettere pag. 61 Caro direttore, siamo alcune insegnanti dell'I.C. di Passirano, abbiamo ricevuto in data 16/02/ Caro direttore, siamo alcune insegnanti dell'I.C. di Passirano, abbiamo ricevuto in data 16/02/09 (proprio il giorno prima della consegna delle schede ai genitori) la minaccia di diffida da parte del D.S. se non avessimo immediatamente ottemperato all'applicazione della legge n°169 del 30/10/09 riguardo alla valutazione in decimi degli alunni. Da settembre, periodo in cui il Decreto legge sulla scuola aveva fatto comparsa improvvisamente, il Collegio Docenti (scuola primaria) aveva preso posizione rimarcando la contrarietà rispetto a tutto quello che veniva annunciato nella cosiddetta «riforma» Gelmini. A novembre, quando il D.L. si è trasformato in legge, la battaglia è continuata fino a richiedere precisazioni in merito all'art. 3 (valutazione degli apprendimenti) all'U.S.P. circa la sua applicazione ad anno già in corso. L'Ufficio Scolastico provinciale ha risposto ribadendo l'obbligatorietà dell'applicazione della legge in merito alla valutazione e ha sottolineato alcuni aspetti pedagogici, di dubbia provenienza, tesi a rimarcare l'efficacia della valutazione espressa in voti. La battaglia è continuata da parte di alcune di noi a livello personale dichiarando la non disponibilità a valutare gli apprendimenti dei propri alunni con numeri privi di qualsiasi significato e continuare ad applicare la normativa precedente fino a quando, almeno, l'iter legislativo vedesse il compimento dei Decreti Attuativi. Siamo state tacciate di non rispetto verso la Costituzione Italiana e ci chiediamo con grande rammarico se difendere i principi pedagogici che ci hanno finora sostenuto nel nostro difficile lavoro e far riferimento ad una legge sull'autonomia (peraltro già in atto da anni) che ci ha permesso di costruire percorsi significativi annunciati nel nostro Pof sia considerato anticostituzionale. Come se la forma della decretazione d'urgenza, che toglie ogni possibilità di discussione e confronto parlamentare, l'interferire nell'autonomia didattica degli insegnanti, l'esautorare le delibere dei Collegi Docenti, imporre d'autorità scelte didattico-pedagogiche in contrasto con il principio della libertà d'insegnamento sia consono ad una legge dello stato. Ci fanno sentire in colpa per il mancato rispetto delle norme vigenti, ma non ci si chiede come mai in corso d'anno dobbiamo rinunciare improvvisamente a quello in cui abbiamo creduto e dichiarato ai genitori per applicare affrettatamente ciò che ci viene imposto attraverso una legge confusa e contraddittoria, che, in particolare sul problema della valutazione, ritorna ai tempi lontani della nostra infanzia e ripropone il modello semplificativo dell'uso del voto come panacea per risolvere i gravi problemi educativi della nostra società. Perché dobbiamo buttare a mare lunghi anni di ricerca, di studi, di aggiornamenti e approfondimenti che hanno individuato il problema della valutazione come uno dei nodi più cruciali del sistema scolastico e per il quale le soluzioni sono sempre da rivedere, ricercare e riaggiornare con rigorosità secondo l'evolversi del sistema sociale sempre più complesso? Siamo profondamente amareggiate e nel nostro atto di ribellione vogliamo solo rilevare che la nostra dignità professionale non intende riconoscere atti che ledono i principi del nostro agire scolastico. Marilena Abrami

Torna all'inizio


La Russa punta sulla Beccalossi (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

ELEZIONI. In cambio «sì» a Guido Podestà alla Provincia di Milano La Russa punta sulla Beccalossi An non molla, e sul Broletto intende giocare fino in fondo le proprie carte. Alleanza nazionale proporrà Viviana Beccalossi come candidato alla presidenza della Provincia di Brescia per il centrodestra. Lo ha ribadito con grande forza ieri il reggente di An, Ignazio La Russa, conversando con i giornalisti a Milano. «Viviana è la donna che ha avuto più preferenze alle elezioni regionali - ha sottolineato La Russa - ed è stata vice presidente della Regione Lombardia. Ma vogliamo una scelta condivisa con Forza Italia e l'accordo con il ministro Gelmini, che è di Brescia». Il nome della Beccalossi rientra nello scacchiere regionale per l'assegnazione delle Province nel centrodestra. La Russa ha fatto capire che se la Beccalossi riscuotesse il consenso degli alleati, An lascerebbe campo libero per la corsa alla Provincia di Milano a Guido Podestà, coordinatore di Fi in Lombardia ed europarlamentare. «Ho l'impressione che Riccardo De Corato avrà molto da fare nel campo della sicurezza», ha detto La Russa alla presenza del vice sindaco e assessore alla sicurezza di An a Milano, altro potenziale candidato alla guida della Provincia, che La Russa intende però tenere inchiodato a Palazzo Marino.

Torna all'inizio


Futuro della scuola, parola all'esperto (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Futuro della scuola, parola all'esperto Giovedì incontro organizzato dal Comitato genitori e insegnanti PAVIA. Uno scatolone vuoto, matite e materiali didattici restano fuori. E' l'immagine simbolo dell'incontro «La scuola svuotata», organizzato dal Comitato genitori e insegnanti per la scuola e patrocinato dal Comune di Pavia. Giovedì prossimo alle 17 nell'aula Magna dell'università sarà Franco Frabboni, pedagogista e docente dell'università di Bologna, a spiegare come cambierà la scuola l'anno prossimo. Sarà un momento di riflessione sul futuro delle elementari e sui cambiamenti introdotti dalla riforma Gelmini. L'abolizione delle compresenze, decisione che porterà a una diminuzione delle attività per i bambini, l'introduzione del maestro unico, «con la conseguente grave perdita di una didattica più ricca e stimolante - spiegano dal Comitato genitori e insegnanti per la scuola - in quanto attualmente organizzata da un team di insegnanti». Ma non c'è solo questo. Giovedì 26 si parlerà anche della riduzione del tempo scuola, dell'aumento del numero di alunni per classe. E dei numerosi tagli al personale. E' per rispondere alla domanda sul futuro dei bambini, che dovranno vivere la nuova scuola, che il Comitato ha deciso di invitare a Pavia Franco Frabboni. «E' il "padre" del modello scolastico del tempo pieno nella regione Emilia Romagna - spiegano dal Comitato - e direttore del Centro interdipartimentale di ricerche educative dell'università di Bologna». Insieme a Frabboni ci sarà anche Ivana dello Iacono, dirigente del settore Istruzione del Comune che ha appoggiato l'incontro. Un'iniziativa nata dall'esigenza di organizzare un 'assemblea cittadina per discutere e riflettere sui cambiamenti nel mondo dell'istruzione. Ma anche per invitare la città a prendere una posizione, a porsi delle domande, su temi che il Comitato mette in evidenza anche sul blog genitoriperlascuola.blogspot.com. A moderare il dibattito sarà Paola Tacconi, tra i genitori fondatori del Comitato. Un gruppo nato dall'esigenza di lottare contro una riforma della scuola considerata un passo indietro sia dai genitori che dagli insegnanti. Un gruppo che ha visto crescere la sua forza grazie a Internet: così da raccogliere iscritti, mail, messaggi di solidarietà anche senza conoscersi personalmente. E poi il passaparola, la volontà di raccogliere il maggior numero di adesioni, anche mettendosi in contatto con scuole diverse, magari lontane. Poi sono iniziati gli incontri, le attività in piazza. Come la raccolta di 3600 firme davanti alle scuole e nelle piazze per chiedere l'abolizione e la modifica delle nuove normative. L'assemblea cittadina sarà la prossima tappa. (ma.br.)

Torna all'inizio


Vigevano, comitato per cambiare la scuola (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

CONTRO IL DECRETO GELMINI Vigevano, comitato per cambiare la scuola VIGEVANO. «E' ancora possibile cambiare la scuola di oggi: non dimenticandosene, con l'informazione e la partecipazione». Di questo si è parlato, nel pomeriggio e nella serata di ieri, nella Cavallerizza del Castello. Un appuntamento organizzato dal Comitato in difesa della scuola pubblica, che ha deciso di costruire un punto di approdo infomativo a seguito di un decreto che cambia il futuro della scuola, di ogni ordine e grado. «Una riforma - dice Marina Gandolfo, insegnante di laboratorio di chimica - in cui sono stati mescolati tanti elementi, ma dietro cui manca una riflessione seria. Non si sa ancora cosa sarà delle scuole superiori, per esempio, perché i decreti attuativi inviati riguardano soltanto le primarie di primo e secondo grado. Alla scuola, invece, oggi servono attenzione, risorse, informazione. Ci sono già organi che si possono utilizzare, per partecipare alla vita della scuola, come l'uso concreto degli organi collegiali. Con questo meccanismo si può influire sulle scelte locali». Una giornata che ha coinvolto tutte le parti che il processo dell'istruzione tocca. «Per questo abbiamo rivolto gli inviti a partecipare ad ogni componente del mondo scolastico, dagli insegnanti ai genitori, e poi ai ragazzi delle superiori, con il concerto di questa sera». Un universo, quello del mondo scolastico, dove non tutto è deciso, e dove si può partecipare al processo decisionale. E se il riordino degli indirizzi per le superiori non è certo e deciso, e si sta discutendo del disegno di legge Aprea, che porterebbe le fondazioni all'interno del consiglio di amministrazione della scuola, «col rischio di far perdere la libertà culturale ed il pluralismo dell'insegnamento», sono certe invece le decisioni che riguardano orari e compresenze nella scuola primaria. «L'incertezza - dice un'insegnante elementare - è dovuta al fatto che le informazioni sono poche e disperse». «Sappiamo - dice Silvia Casalena, insegnante - che la scuola ha bisogno di un cambiamento, che si fa però attraverso il confronto e soluzioni condivise». A partire dalle 19, poi, un grande concerto gratuito, con la partecipazione di diverse band tra cui i Miura, per coinvolgere anche gli studenti superiori ed universitari. Ilaria Cavalletto

Torna all'inizio


Scuola, è ora di scegliere per l'anno prossimo (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 22 Febbraio 2009 CRONACA Pagina 18 SCADENZE. Genitori e ragazzi chiamati a decidere: per elementari e medie inferiori ci sono le novità della Gelmini Scuola, è ora di scegliere per l'anno prossimo Entro sabato 28 febbraio gli studenti dovranno essere iscritti alle classi prime dei tre cicli di studio Mancano ormai pochi giorni al 28 febbraio, il termine di scadenza delle iscrizioni per l'anno scolastico prossimo, una data che, rispetto agli anni scorsi, è stata spostata di un mese, per rendere note le novità. Questa scadenza interessa, tra città e provincia, tutti i 130 mila studenti veronesi, ma, quest'anno, ha messo in ansia soprattutto le 8.500 famiglie con figli che, nel settembre prossimo, inizieranno le elementari. Per loro, le maggiori novità. Dovranno scegliere tra quattro modelli di orario settimanale (senza compresenze): 24, 27, o il tempo prolungato da 30 fino a 40 ore. Quale fra queste opzioni di orario saranno le famiglie a richiederla e, si legge nella circolare ministeriale, nelle classi a tempo prolungato saranno assegnati due docenti: maestro «di riferimento» e altro insegnante per l'insegnamento della lingua straniera e religione. Dai sindacati della scuola, però, il timore che questa «libera» scelta dei genitori debba comunque fare i conti con organici assegnati agli istituti, assai contenuti dalla Finanziaria. Il rischio è dunque quello di scegliere, pur fra mille dubbi, una opzione e poi non vedersi accontentati per tagli di organici. Molto minori i problemi per la scelta dell'iscrizione in prima media, che, nella nostra provincia, riguarda poco meno di settemila famiglie: sono 6.854 gli studenti iscritti in quinta elementare. Ai loro genitori spetta la scelta fra il tempo obbligatorio di 29/30 ore, o il tempo integrato o prolungato da 30 a 40 ore. Inoltre, il potenziamento dell'inglese, su richiesta delle famiglie, passerà da 3 a 5 ore. I sindacati della scuola criticano, comunque, il fatto che tale potenziamento si realizza con la soppressione dell'insegnamento della seconda lingua comunitaria. Non ci sono invece cambiamenti rispetto al passato per quanto riguarda gli alunni di terza media per la scelta delle superiori. Riguarda 8.400 studenti, tra città e provincia e tra statali e paritarie. Tutti gli istituti superiori veronesi propongono i corsi degli anni scorsi, senza modifiche di nessun tipo. La scelta riguarda oltre 300 proposte di indirizzi diversi. È stata, infatti, rinviata di un anno, la riforma del riordinamento dei cicli, che dovrebbe partire con il 2010, anche se, a quanto risulta, il progetto è ancora in discussione, sia per quanto riguarda il numero di materie, sia il monte ore. Ricordiamo, infine, che sono 6.854 gli studenti iscritti in quinta superiore che a giugno sosterranno gli esami di Stato. A essi si aggiungerà un gruppo di candidati esterni. Per la stragrande maggioranza di loro, dopo, ci sarà la scelta della facoltà universitaria, che però, in molti casi, è subordinata al superamento dei test di ammissione. Anche per loro, varie le iniziative di orientamento, organizzate in questi mesi dalle Università, anche se la scadenza dell'iscrizione è spostata alla fine dell'estate.  

Torna all'inizio


a cittadella un fronte unito tra presidi, professori e genitori contro la riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

IL FUTURO DELLA SCUOLA A Cittadella un fronte unito tra presidi, professori e genitori contro la riforma Gelmini di Silvia Bergamin CITTADELLA. La riforma Gelmini riceve un no secco dalla scuola di Cittadella, che dalle elementari alle superiori tocca i destini e il futuro di 5.314 tra bambini, ragazzi e giovani. Un no scandito in maniera univoca da oltre 300 persone che venerdì sera hanno stipato la sala consiliare di Villa Rina per la tavola rotonda promossa dal coordinamento dei docenti. La professoressa Serenella Vallotto ha condotto le danze, dopo aver fornito alcuni dati che non lasciano spazio a repliche. I docenti a Cittadella sono 557, i precari 152, il 28%. La riforma viene letta come portatrice di incertezza, il «dramma» dei tagli tocca soprattutto la scuola primaria. Spazio agli interventi. Roberto Cervato, docente del liceo, lancia una provocazione ai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil: «Se noi occupassimo il liceo per una settimana, avremmo il vostro appoggio?». Loredana Tedeschi insegna alle elementari: «Si parla di tagliare le ore di laboratorio, ma sono necessarie per favorire l'inserimento nel mondo del lavoro». Claudio Giordano, in cattedra all'Itis Meucci: «Questa Finanziaria è uno scempio, è possibile fermarla?». Armando Campana, vicepreside del Tito Lucrezio Caro: «La riforma della scuola superiore si fonda su una logica di tagli, ma esiste la possibilità di inserire elementi di qualità?». Aggiunge da parte sua Ugo Silvello, dirigente scolastico di Tombolo: «Se si diminuisce il tempo scolastico si riduce la qualità. Tutti i tempi lunghi sono stati richiesti e riconfermati, i genitori vogliono le 40 ore, c'è una forte aspettativa». Matteo Pierobon è un papà che teme il futuro: «Che cosa faranno i figli quando usciranno da scuola? Diplomati o laureati, sono tutti precari». Francesca Ferracin, insegnante: «Alle elementari, i bambini hanno bisogno di essere curati. Abbiamo sempre cercato di far funzionare le cose, ma il prossimo anno rischiamo di non farcela: cosa succederà quando mancherà un insegnante e non sarà possibile sostituirlo?». Sul fronte politico Anna Bocca, assessore a Galliera Veneta ha promesso: «Giovedì prossimo convocheremo un consiglio comunale straordinario sul tema della scuola». Secondo Andrea Causin, consigliere regionale esponente del Partito Democratico «non è serio che il Veneto, visto che è una regione ricca, debba avere meno insegnanti; il tempo prolungato e il tempo pieno coprono il 50 per cento delle esigenze, la domanda è elevata». Luciano Salvò, assessore provinciale all'Edilizia scolastica e collega di partito della Gelmini, ha ribadito la necessità di una «profonda riforma della scuola, che sta cercando con grande difficoltà di capire quale può essere il suo futuro». Ma non dovrebbe essere la politica a capire e fornire alla scuola una direzione forte e condivisa?

Torna all'inizio


alunno violento, a casa i compagni - alessandra vivoli (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 15 - Empoli Alunno violento, a casa i compagni Carrara, ragazzino minaccia con le forbici. Guerra famiglie-preside Tensione in una media da un anno. Il dirigente pronto a denunciare i genitori per abbandono dell'obbligo scolastico ALESSANDRA VIVOLI CARRARA. Ha rotto il vetro di una finestra della classe con un pugno. Mandandolo in frantumi per protestare con un suo professore. Poi, brandendo le forbici, ha minacciato i compagni e i professori, gridando: «Vi sgozzo tutti». Protagonista un ragazzino di 12 anni. Lo scenario è un'aula delle scuole medie Giacomo Leopardi, alla periferia di Carrara, dove si stava svolgendo la lezione di educazione tecnica. Sono stati momenti di terrore giovedì mattina nell'istituto scolastico. Uno dei compagni che finisce all'ospedale sotto choc (avrà un referto di 3 giorni), mentre il preside e i custodi cercavano di disarmare il ragazzo (molto più robusto della sua età). Una situazione delicata che sfocia nel caso eclatante ma che dura da un anno e che fa scattare venerdì sera la decisione dei genitori degli altri 17 alunni di non mandare i figli a scuola «finché - scrivono nella lettera che ha denunciato i fatti - quel ragazzino non verrà allontanato dall'istituto». E sono stati di parola. Ieri mattina, in quell'aula dove si è consumato l'episodio non è entrato nessuno. Fuori dalla scuola il clima è teso. Neppure le mamme e i papà delle altre classi hanno voglia di parlare. Chi lo fa è per prendersela con i tagli alla scuola del ministro Gelmini: «Questi sono i risultati - dice un giovane padre in attesa della sua bambina - eppure questa è una scuola seria, insegnanti validi che fanno un grande lavoro con i nostri figli». Ma è ormai scontro fra preside («Ricordiamoci che parliamo di un bambino, con tanti problemi») e i genitori che hanno deciso di far scioperare i propri figli. Il professor Paolo Coscia lancia un messaggio chiaro: «Fino ad oggi (l'episodio delle forbici è avvenuto giovedì) non ho preso provvedimenti e per questo potrei anche essere ripreso dai miei superiori - dice il dirigente scolastico della Leopardi - ma se continueranno a tenere a casa i figli, sarò costretti a segnalare quei genitori ai servizi sociali per evasione dell'obbligo scolastico». Ma le mamme e i papà della classe frequentata dal bambino che ha dato in escandescenze sono irremovibili. E questa posizione intransigente la mettono nero su bianco in una nuova lettera inviata ieri ai giornali. «La situazione va avanti da un anno, di episodi simili al preside ne abbiamo segnalati già parecchi. Ora temiamo per l'integrità dei nostri bambini: se quel ragazzino non viene allontanato dalla scuola, noi continueremo a tenerci a casa i figli». Una vicenda delicata e complessa. Nel mezzo di questo botta e risposta fra genitori e il preside delle medie dove si è consumato il fatto, c'è il ragazzino con gravi problemi ed il dolore di una madre. Quella del dodicenne autore degli episodi che hanno portato all'ammutinamento contro la scuola. «Anch'io come mamma ho diritto di dire la mia - scrive in un'accorata lettera la donna - io sto facendo seguire mio figlio da uno staff di medici specializzati da oltre un anno e ho richiesto io la presenza di un Ose (operatore socio educativo) solo che la società che si interessa di ciò, e cioè Apuafarma (municipalizzata di Carrara con in mano parte dei servizi sociali) ci ha messo quasi due mesi per mettere a disposizione della scuola e di mio figlio un operatore». «Non voglio giustificare mio figlio, ma voglio far sapere che all'interno della scuola lui è escluso e messo da parte in quasi tutte le attività - prosegue la madre - qualche giorno fa è stato escluso anche dalla recita perché a detta dei suoi compagni lui non sa cantare, non è buono a leggere, mentre l'insegnante di lettere dice che non sa recitare. E, per finire, sono venuta a conoscenza che alcuni genitori hanno minacciato di picchiarlo e prenderlo a calci alla fine delle lezioni».

Torna all'inizio


ecco la caccia all'ultimo alunno (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

di Gianluca Corsi Ecco la caccia all'ultimo alunno Concorrenza o no? Le scuole alle prese con le iscrizioni Il 28 febbraio scadono i termini per l'anno scolastico 2009-2010 NUORO. Dove iscrivo mio figlio? Nel liceo dove c'è il corso di musica o dove insegnano giornalismo? Meglio prediligere le lingue straniere o l'informatica? Oppure essere originali e scegliere l'istituto dove insegnano anche scacchi e corsi di erboristeria? Mamme e papà ci siamo: la caccia al "Piano dell'offerta formativa" migliore è la rush finale. Manca una settimana alle iscrizioni per l'anno scolastico 2009-2010 (il ministero ha scelto di far slittare il termine al 28 febbraio per il riordino degli ordinamenti scolastici) e per molte famiglie barbaricine è arrivato il momento di scegliere la scuola più adatta ai propri figli. Gli istituti nuoresi hanno dato il via alle prime giornate d'orientamento, mentre altre scuole hanno preferito percorrere la strada della pubblicità nelle pagine dei quotidiani. E come ogni anno, inevitabilmente, è scattato il "toto scuola". Tante le offerte (e le novità) proposte nei vari "Pof". Dai laboratori d'arte alla musica, ai laboratori di scienze. Con uno sguardo sempre più attento alla Cina e all'Oriente. Chi non ricorre alla pubblicità è il liceo classico "Giorgio Asproni", la più antica scuola superiore della città e la terza in Sardegna dopo quelle istituite a Cagliari e a Sassari. «Da noi - afferma con orgoglio il dirigente scolastico Diego Caporale - le iscrizioni sono in aumento anche quest'anno, mentre altri istituti subiscono una contrazione». Tutto merito di una "tradizione" di prestigio che, evidentemente, conta ancora molto nelle scelte finali. Sulla "competizione" tra istituti per accaparrarsi il maggior numero di iscritti Caporale è molto chiaro: «è senz'altro legittima, se tende a offrire modelli migliori. Se, invece, alcune scuole arrivano a spendere fino a 25 mila euro di budget per attirare nuovi iscritti, qualche dubbio è comprensibile». A questa "caccia all'ultimo iscritto" contribuisce forse il restringimento dei requisiti che regolano l'autonomia scolastica. In particolare il parametro dei 500 alunni, che ha fatto rischiare l'autonomia perfino a un'istituto storico come l'agrario "Bernardo Brau". Al classico, da una decina d'anni a questa parte il pomeriggio è dedicato a una serie di attività culturalmente interessanti come gli scacchi e il giornalismo. «Quest'anno, - annuncia Caporale - grazie al corso di egittologia, 32 alunni faranno una crociera del Mediterraneo che toccherà luoghi particolarmente evocativi come Olimpia, Smirne, Rodi, Cipro e Alessandria d'Egitto». Una bella occasione per i fortunati egittologi, visto che per 12 giorni alloggeranno in una lussosa nave di Costa crociere. Per una scuola che non cerca pubblicità ce n'è un'altra che, invece, la rifugge. Il liceo scientifico "Enrico Fermi", con i suoi oltre mille iscritti, se non vuole letteralmente "scoppiare" non ha certo bisogno di altra visibilità. Nell'uffico del preside Bachisio Porru, sempre in prima fila quando si tratta di fare battaglie per l'istruzione, campeggia il motto di Gramsci "Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza". «E dire - sorride Porru - che l'anno scorso, quando proposi il numero programmato, venni quasi accusato di tradire lo spirito del Sessantotto. Eppure oggi è lo stesso Ministero dell'istruzione che, attraverso una circolare, esorta le scuole con iscrizioni in eccedenza a procedere alla definizione dei criteri di precedenza nell'ammissione». Sulla concorrenza tra istituti superiori per procacciarsi più iscrizioni, Porru non è molto convinto: «Le scuole non devono trasfromarsi in "progettifici", ma concentrare i loro sforzi nell'offerta didattica al mattino». Anche perché con la nuova riforma Gelmini si andrà per forza di cose verso una semplificazione. Dai 750 indirizzi esistenti si passerà a 20: nove licei, tra cui i nuovi scienze umane e musicale-coreutica, e undici istituti tecnici. Chi ancora crede che la pubblicità sia l'anima del commercio è il liceo socio-psico-pedagogico, musicale e delle scienze sociali. I nuoresi ancora oggi lo chiamano affettuosamente istituto magistrale "Sebastiano Satta". Meglio ancora: magistrali. Nella seconda scuola più antica della città sono state formate generazioni di maestri. E non solo. La preside, Carla Marchetti, ha messo su un piano di comunicazione di tutto rispetto. Paginone sul quotidiano con lo slogan "Il futuro nella tradizione", ma anche giornate di orientamento per i ragazzi delle scuole medie che coinvolgono gli stessi alunni dello storico istituto nuorese. «Io non parlerei tanto di competizione tra scuole - afferma la preside -, quanto di presentarsi all'esterno. Il segreto è come farsi conoscere all'utenza. Noi andiamo a proporci nelle scuole (meglio ancora: nelle singole classi), o invitiamo gli alunni delle medie a piccoli gruppi. Lasciamo che parlino anche i ragazzi del corso di scienze sociali e del liceo musicale, che peraltro in provincia di Nuoro è l'unico nel suo genere».

Torna all'inizio


Riforma gelminila scuola cambia (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Riforma gelminila scuola cambia incontro Savona. "Riforma Gelmini... la scuola italiana che cambia"è il titolo del convegno che si terrà domani (ore 21) alla Società operaia cattolica N. S. di Misericordia di via Famagosta. Interverranno Alessandro Parino (capogruppo di An in Comune a Savona), Alessio Saso (consigliere regionale), l'onorevole Paola Frassinetti (vice presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati). Porgeranno i saluti Enzo Sabatini, presidente della Società operaia, e Federico Delfino, delegato del rettore per il Campus. 22/02/2009

Torna all'inizio


longhena, fascicolo in procura - paola cascella ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bologna Longhena, fascicolo in Procura Genitori con gli insegnanti. "Coraggio quaggiù qualcuno vi ama" L´indagine dopo l´esposto di Garagnani di Forza Italia PAOLA CASCELLA ILARIA VENTURI Adesso il 10 in pagella a tutti gli alunni delle elementari Longhena finisce sotto la lente della Procura. Il procuratore Silverio Piro ha aperto un fascicolo sul gesto di protesta antiGelmini messo in campo dalle maestre della scuola nei giorni scorsi. Ad occuparsene sarà il pm Luigi Persico, ma per il momento l´indagine (il vecchio "atti relativi a?") è puramente conoscitiva. Nessuna ipotesi di reato, nessun nome iscritto nel registro degli indagati. Prima di tutto il magistrato vuole leggere la relazione dell´ispettore mandato alle Longhena dall´Ufficio scolastico dell´Emilia-Romagna il 13 febbraio scorso. Relazione che non è arrivata, perchè l´ispezione è ancora in corso. Allo stato attuale il fascicolo contiene soltanto l´esposto del parlamentare del Pdl Fabio Garagnani. La notizia di un´indagine conoscitiva aperta dalla Procura, rimbalza subito alle Longhena. «Siamo tranquilli e sereni», è la reazione degli insegnanti che continuano a ribadire le ragioni «non politiche», ma educative, del dieci in pagella in tutte le materie a tutti gli alunni. «La nostra è stata una scelta esclusivamente pedagogica, sappiamo di aver fatto tutto quello che dovevamo nella valutazione degli alunni. Da insegnanti, non da politici, non abbiamo omesso nessun atto», spiega la maestra Marzia Mascagni. «Attendiamo l´indagine della Procura», dichiara per ora l´avvocato Andrea Ronchi che si occuperà della difesa delle maestre. L´ispettore Luciano Lelli ha tempo un mese per depositare la sua relazione. Sino ad ora ha guardato tutte le circa quattrocento pagelle dei bambini e ha parlato con una decina di insegnanti. «Devo sentirne altri trenta, lo farò a partire da domani e ci vorrà una settimana», spiega. «Devo agire garantendo a tutti il massimo delle tutele». Nel blog della scuola Longhena arrivano messaggi di solidarietà agli insegnanti. «Coraggio, quaggiù qualcuno vi ama», scrive il maestro «pensionando» Vittorio Delmoro che indirizza una lunga lettera aperta alla preside: «Ma come, lei pensa che sia giusto e normale che fin dalla scuola elementare gli alunni vadano per il voto?» Il movimento bolognese dei genitori e degli insegnanti ieri ha espresso solidarietà ai maestri dell´istituto, ma anche a quelli delle Fortuzzi, dove in una seconda classe gli insegnanti hanno scelto di dare tutti «otto» in pagella. Intanto si allarga la protesta dei genitori, che per manifestare dissenso nei confronti della riforma Gelmini che reintroduce i voti in decimi, hanno deciso di non firmare le pagelle, (anche nel terzo, quinto, ottavo e decimo circolo e nel terzo e settimo istituto comprensivo).

Torna all'inizio


l'incontro - enrico regazzoni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 40 - Spettacoli L´INCONTRO Visionari Dice cose del tipo: "Voglio avvenire, non essere avvenente". Oppure: "Voglio far succedere, non voglio successo". Venticinque anni di carriera, dodici spettacoli con centinaia di repliche, libri e film Il giocoliere delle parole non si ferma mai, nella vita e in teatro Da quando un insegnante di liceo gli disse di seguire il suo "flusso interiore", fino al suo ultimo show dal motto: "Conosci tre stesso e non solo sul palco" Mentre penso una cosa ne parte un´altra, arriva la posta che mi manda un altro pensiero e mentre la apro ne compongo un´altra ancora ENRICO REGAZZONI Bologna Bergonzoni corre, stargli dietro è duro. Nella conversazione, come sul palco, ha lo scatto del centometrista, mezza domanda e lui è già via. Ma corre anche da maratoneta: in venticinque anni ha fatto una dozzina di spettacoli (con cento repliche all´anno), otto libri, due film. Scarse apparizioni in tv (una ventina in tutto, da Maurizio Costanzo), ma sempre più presente nei festival culturali, nelle librerie e nelle scuole. Poi la pratica della pittura, da sei anni, e la militanza nella "Casa dei risvegli", che si occupa delle persone in coma. E sempre con un ritmo bruciante, che divora linguaggi, percorsi, vita. Se dal palco fa molto ridere, da vicino fa soprattutto impressione: per come convoca le parole e le fa danzare nel suo circo di significati. Gli hanno appena dato il premio Ubu (come miglior attore, per lo spettacolo Nel) e in maggio la University Italian Society lo vuole a Oxford per festeggiarlo. C´è da chiedersi come faranno a tenerlo fermo per i due giorni previsti (il 20 e il 21), dal momento che è difficile bloccarlo su un solo argomento anche per due minuti. Alessandro, ma quand´è che hai cominciato a parlare per non smettere più? «In fase prenatale, anche se il parlare c´entra poco, è la punta dell´iceberg. Il tema è il pensare, non il parlare. Tutti si fermano alla voce e alle associazioni verbali, ma la questione è quella del flusso interiore, che all´epoca io non riconoscevo. Un flusso mentale, filosofico, antropologico, che nasceva da sé». Un dono? Una condanna? «La parola prescelto non mi piace, ma rende l´idea. Non amo il caso, credo più nel caos. Io faccio la danza del mentre: mentre penso una cosa ne parte un´altra, arriva la posta che mi manda un altro pensiero, apro la missiva e mentre la apro ne compongo un´altra ancora. Il linguaggio è il remo, la vela, la zattera: il vento che muove la vela è il pensiero. Lo so, di solito a pensare sono i filosofi, non i comici. Il comico deve parodiare e imitare, ma non pensare? Io invece ho una carta vetrata, quella della fantasia e dell´immaginazione. Che sono energie alternative, che mi muovono e mi possiedono. Recito sotto un effetto sciamanico, posseduto. Così ho iniziato a sentire questa sostanza stupefatta, e ho cercato qualcuno che la raccogliesse». E lo trovasti? «Claudio Calabrò. Ai tempi del liceo scrivevo novelle, ne avevo letta una sul palco della mia scuola, Storia di una mano. Claudio, insieme a Luigi Conti, mi disse che dovevo mollare tutto per recitare quello che scrivevo. Fu lui l´anima della mia nascita, quello che ci credette e investì in me. In seguito sarebbe stato il mio regista, fino ad arrivare a Riccardo Rodolfi». Però era una scommessa non così azzardata, la gente rideva quando c´eri tu. «Ridevano di traverso, senza capire, anche loro quasi posseduti e senza poter raccontare alla fine nulla di ciò che avevano visto. Anche le prime recensioni furono un po´ annaspanti, i critici sembravano cani da tartufo». Ma eri veloce, soprattutto, e di una velocità impressionante. «La dinamica è il senso di tutto. Io portavo i miei spettatori a spasso, e allo spasso nel simultaneo. Era nuovo, allora». è interessante che a cadere più di altri nella tua rete siano gli estremi del pubblico, i semplici e i complessi, i bambini e gli intellettuali. Ricordo che Emilio Tadini era pazzo di te, anche perché il suo gusto pittorico era molto legato al lavoro delle avanguardie. «è l´incondivisibile quello che mi è sempre venuto a prendere a casa per dirmi usciamo, non il condivisibile. Cosa teorizza oggi un attore? Che la gente deve riconoscersi nel suo spettacolo. Una bestemmia, per me. Il pubblico deve domandarsi: ma dove stiamo andando? Uno spiazzamento che non è sinonimo di qualità, ma di differenza. Ma sono davvero pressato dai mestieri». Troppi? «Una delle malattie del nostro tempo è quella del mestiere unico. L´industriale, il giudice, tutti dovrebbero cominciare a essere imputato, donna, paracarro, segretario. Io quando smetto di scrivere un libro o di fare uno spettacolo comincio altri mestieri: quello di malato, di albero, di madre, di motorino�». L´evoluzione dei tuoi spettacoli: l´ultimo, Nel, impone momenti di commozione e segna un vero cambiamento. Del resto, tu sei sempre più magro, come se stessi sparendo per autocombustione. «Io li chiamo altri strati. Prima ce n´erano due, ridi e pensi. Ora c´è ridi, pensi, vai via, torni, scavi in alto. Stratosferico, una sfera tonda con tanti strati. Un effetto catastico, da catasta. Lo spettatore continua a ridere, ma deflagra. Da qui il mio motto: conosci tre stesso e non solo sul palco». Ma anche l´ultimo dei tuoi tre sembra che soffra, quasi fosse ferito. «Le ferite c´erano anche prima, come prima c´era la pittura, anche se non dipingevo. C´era la sofferenza, ma non si vedeva. è come la differenza fra culla e bara: la bara è una culla che non dondola. Questo è il contemporaneamentre: un tempo che tiene tutto, e che non puoi accettare se ti occupi di realtà. Pensa a uno spettacolo sulla Gelmini, fra dieci anni! O a uno su Spadolini, adesso. Non è la realtà, la mia fonte, ma l´energia. Quella che aumenta sempre, e va negli incontri letterari, negli incontri sulla malattia, negli incontri sull´arte». E in questi incontri, l´attore dov´è? «Si sposta. Al Festival della filosofia di Modena ho fatto un´autopsia di me stesso per far vedere come nasce il pensiero, cosa ricevo dall´immaginazione, in tempo reale, mostrando come il pensiero diventa parola, aprendo le vene in pubblico. Lì sono un uomo più sociale, più civile e politico. Lì sono in ribellione. Da una decina d´anni in me la pace è finita, non mi accontento più. Non riesco più a leggere un giornale, vedere la tv, guardare un film passandoci sopra. Oggi capisco i danni della realtà sull´essere umano. E sono certo che c´è bisogno non di umanità, ma di sovrumanità». Cos´è il sovrumano? «Un medico dice: faccio il possibile, e questo è umano. Il sovrumano significa: voglio andare a vedere l´impossibile, il mistero, lo sconosciuto. Queste sono le materie che possono far crescere un essere umano. Non mi interessa più l´attore, il cittadino, mi interessa l´essere nella sua complessità. Sono gli artisti che me l´hanno detto, i Bene, i Paladino, i Burri, i Kandinsky: cerca il sovrumano, l´essere superiore, non come razza o religione ma come anima. Non mi considero né laico né religioso, ma spirituale. Se fai arte, ti occupi di spirito. Dobbiamo smetterla di occuparci di umanità, anche la guerra è umana. Citare Dante va bene, ma dobbiamo anche scrivere come Dante». E il rischio di mettere in movimento una quantità di imbecilli? «è provocatorio, ciò che dico. Ma se non ci accontentassimo più dell´umano e cercassimo il sovrumano, ci sarebbe una selezione. Invece subiamo i reality come se fossero storia, ubriachi di cronaca cerchiamo mediazioni. Dovremmo accettare con l´accetta, invece, cercare la creazione e non la ricreazione, la parodia. Vogliamo rivalutare la differenza fra un creativo e un creatore, fra un pubblicitario e uno scrittore? Questo è fumo passivo. Perché devo ricevere il fumo passivo della tv, io che non la vivo, e dunque non fumo? La mia protesta è politica, in questo senso, perché dico che a noi manca un governo interiore. Dobbiamo ribellarci, con una violenza bell´e buona, non quella brutta e cattiva, che non mi è mai piaciuta. Creare Greenpeace culturali, andare fuori da certi studi televisivi e protestare. Bisogna intervenire subito, e fin dalla elementari, perché al liceo è tardi. Per esempio non puoi lasciare in mano solo ai giudici e agli scienziati o alla chiesa il testamento biologico. Intervenga altra trascendenza, altro pensiero. Non puoi parlare solo di norme ma anche di enorme. Prima di parlare del corpo devi parlare dell´essere, senza pregiudizi né dogmi. Io canto sempre nessun dogma, è la mia opera preferita. Non sono per una verità sola, ma chiedo che quando si parla di una persona in coma si cominci a pensare a qualcuno che sta vivendo altro tipo di vita: altro amore e altre soddisfazioni. Vogliamo parlare lo stesso della diversità? Dovremmo raccontare che ci sono persone che scelgono di vivere in un modo che a noi sembra invivibile». Com´è nato questo bisogno di anima, dentro di te? «Sicuramente mi ha mosso anche la "Casa dei risvegli", otto anni fa. Poi mi sono interessato a letture come i testi di antroposofia di Rudolf Steiner. Ma ora tutto sta inserendosi in me in modo sinfonico: la deformazione fisica, la scrittura, il diverso, la pittura e il sociale lavorano contemporaneamentre in me e suonano con tutti i mestieri che dicevo prima. E adesso io la musica la sento. Che non vuol dire che faccia buona musica. Ma voglio un caos dove tutto sia possibile, e sia dato di credere all´incredibile. E senza paura, che è il male del nostro tempo. Cosa cerca il ragazzo nella pasticca? Cerca l´oltre, e tu glielo devi dare anche con l´arte, aprendolo all´infinito. Questo mi spinge, anche come attore. Il pubblico è provato, non ha più le papille gustative. Va ripalatizzato. Stimo la ricerca, ma dobbiamo rilanciare soprattutto la ricerca dell´incommensurabile. Io voglio usare le mine pro uomo per far saltare l´accettazione e l´assuefazione. Cacciamo gli spensierati, prepariamo una felicità composta, che sia un canederlo zeppo di altri ingredienti. Sono i mezzi di distrazione di massa la droga che serve a chi vende paura. E finiamola di confondere sogni con bisogni: i bisogni sono desiderio e necessità, il sogno è indicibile, inaudito, rivelazione. Chiedo molto. Non bastiamoci più. Il poco crea metastasi culturali, non è innocuo. Voglio avvenire, non essere avvenente, voglio far succedere, non voglio successo».

Torna all'inizio


La possibilità di richiedere il tempo pieno per le nuove prime classi del prossimo anno scolast... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Latina)" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 22 Febbraio 2009 Chiudi La possibilità di richiedere il tempo pieno per le nuove prime classi del prossimo anno scolastico viene garantita solo per le scuole primarie di Sermoneta centro e di Doganella. Ma le mamme che vorrebbero iscrivere i propri figli ai plessi di Pontenuovo e Sermoneta scalo non ci stanno. Tra le quattro opzioni di orario stabilite dalla circolare 4/2009 del ministro dell'istruzione Gelmini ne possono scegliere solo tre: 24, 27 e 30 ore, mentre l'attivazione del tempo pieno di 40 ore sarà richiesta - e non è detto che venga comunque concessa dall'ufficio scolastico - solo per le altre due scuole di Sermoneta. «Abbiamo avuto un incontro con il sindaco Giovannoli e la dirigente scolastica Magnarelli - spiega una mamma - e ci è stato detto che il personale per le 40 ore sarà richiesto solo per Sermoneta scalo e Doganella. Sappiamo che sulla base della riforma il tempo pieno non sarà dato a tutti, ma perché non richiederlo all'ufficio scolastico e non dare a noi la possibilità di scegliere?». L'amministrazione garantirebbe comunque il trasporto gratuito per trasportare i bambini delle frazioni a Sermoneta scalo o Doganella. «Ci è stato detto - continua la mamma - che si vuole salvare il plesso di Sermoneta centro. Ma, in questo modo, molti genitori di Pontenuovo o Sermoneta scalo preferiscono o si vedono costretti a portare i propri figli a Latina scalo. E la possibilità di esprimere una preferenza rispetto alle opzioni di orario proposte dal ministero resta un nostro diritto». Per farlo valere è partita una raccolta di firme. Ch.Cap.

Torna all'inizio


BOLOGNA - Il Procuratore reggente di Bologna Silverio Piro ha affidato al pm Luigi Persico un'i... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 22 Febbraio 2009 Chiudi BOLOGNA - Il Procuratore reggente di Bologna Silverio Piro ha affidato al pm Luigi Persico un'informativa sul caso della protesta delle maestre della scuola elementare Longhena, che nelle settimane scorse hanno dato 10 in pagella in tutte le materie a quasi tutti gli alunni, in segno di protesta contro la riforma Gelmini. Da parte della procura, quindi, non è stato aperto un vero e proprio fascicolo d'inchiesta nè ci sono al momento indagati. «Noi siamo molto serene - ha commentato Marzia Mascagni, insegnante della scuola -. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, da insegnanti non politici».

Torna all'inizio


Provinciali, via libera a Podestà <Sì, ma a Brescia spetta alla Beccalossi> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2009-02-22 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Candidature Atteso l'ok della Gelmini. La Lega: ci sono altre otto poltrone, a noi anche Bergamo e Sondrio Provinciali, via libera a Podestà «Sì, ma a Brescia spetta alla Beccalossi» Scelto il ticket del centrodestra. La Russa: passo indietro su De Corato Il ministro della difesa: il vicesindaco serve forse più in Comune, visti i nuovi compiti che gli saranno affidati Via libera a Guido Podestà a Milano, in cambio di Viviana Beccalossi a Brescia. Appello finale di Ignazio La Russa: se Mariastella Gelmini, gran sponsor nella città della Leonessa di Giuseppe Romele, desse il via libera alla Beccalossi, la partita della candidature lombarde si può chiudere. E in fretta. «Viviana — dice il reggente nazionale di An — è la donna che ha avuto più preferenze alle elezioni regionali. Sarebbe un bel segnale, visto che lei sarebbe la nostra unica candidata donna in Lombardia. E poi il via libera sul suo nome favorirebbe anche qui il processo di fusione verso il Pdl. Ma vogliamo una scelta condivisa e per questo facciamo appello al ministro Gelmini». La candidatura milanese di «bandiera », quella del vicesindaco Riccardo De Corato, in realtà è ancora in campo. Ma La Russa lo confessa quasi apertamente: siamo pronti al passo indietro. Anche perché il vicesindaco di An sarebbe a sua volta ricompensato dalla nuova distribuzione di deleghe che arriverà col rimpasto di giunta all'interno della giunta di Letizia Moratti. Tutto risolto? Non proprio. Perché alla finestra rimane ancora la Lega. Che la partita per Brescia non la vede affatto chiusa. Dice il capogruppo milanese e parlamentare, Matteo Salvini: «Podestà, De Corato, La Russa, la Beccalossi... tutte schermaglie all'interno del Pdl. Noi siamo un altro partito, alleato ma distinto. E che in Lombardia ha quasi lo stesso peso dei suo compagni di coalizione». E allora? «E allora ci sono otto province in ballo — ragiona Salvini —. Noi siamo generosi e ne chiediamo solo tre, quelle in cui siamo più forti, dove abbiamo oltre il 30% dei voti: Bergamo, Sondrio e anche Brescia». L'incognita Udc, infine. Che in Lombardia non ha ancora sciolto dubbi e riserve. Sul punto Salvini si fa sprezzante: «Se non votano il federalismo a Roma, faremo a meno di loro anche in Lombardia ». L'ultimatum Salvini: se l'Udc non vota il federalismo a Roma, faremo a meno di loro anche in Lombardia Andrea Senesi

Torna all'inizio


salva la scuola elementare del centro (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Manoppello. In soccorso arriva Serramonacesca: la prima classe c'è Salva la scuola elementare del centro Successo per la campagna iscrizioni dei sindaci anche tra gli stranieri Per la legge Gelmini andava accorpata al plesso dello Scalo MANOPPELLO. è salva la prima classe della scuola elementare del centro storico, almeno per l'anno scolastico 2009-2010. In base al decreto Gelmini avrebbe dovuto essere accorpata alla scuola dello scalo se non avesse raggiunto le 15 iscrizioni, ma dopo l'intervento dei sindaci di Manoppello e Serramonacesca Gennaro Matarazzo ed Andrea Di Meo e degli assessori all'istruzione Davide Iezzi ed Antonio Mancini il pericolo è stato scongiurato. Le iscrizioni dovevano essere garantite entro il 28 febbraio. «C'è stata una ricerca sul territorio, raggiungendo le famiglie che abitano nelle periferie e nella campagna, le quali probabilmente avrebbero iscritto i loro figli in altre scuole prive di questi problemi», racconta Matarazzo. «Noi, anche dopo molti incontri con genitori, insegnanti e con la dirigente scolastica Virginia Gizzarelli, siamo riusciti ad ottenere la loro iscrizione nella scuola di Manoppello centro, dove convergono già gli alunni di Serramonacesca. Fra le nuove iscrizioni ce ne sono alcune di figli di lavoratori extracomunitari e di Paesi stranieri che ricadono fanno parte dell'Unione europea, che non si erano neanche posti il problema della imminente scadenza», continua il primo cittadino, «rischiando di incorrere nelle sanzioni previste dalla legge». Insomma almeno per un altro anno la prima classe potrà rimanere in piedi e lo storico edificio scolastico del centro potrà continuare ad accogliere alunni. Ma il rischio di una soppressione è ancora forte nella scuola dell'infanzia del centro, che conta solo 26 iscritti, in una pluriclasse, a fronte dei 30 richiesti dalla riforma Gelmini. In mancanza di altre iscrizioni questi alunni dovranno essere dirottati nelle materne dello scalo o di Riparcobaria. Sul problema interviene il consigliere di minoranza Lucio Di Bartolomeo, per il quale la soluzione potrebbe arrivare con la chiusura della materna privata delle suore Alcantarine, prossime alla pensione: «Da qui», dice, «si recupererebbero almeno 14 bambini da associare alla statale del centro». L'argomento per Di Bartolomeo è l'occasione per richiamare «a una maggiore attenzione dell'amministrazione verso le giovani coppie, che dovrebbero trovare più disponibilità di alloggi nel centro», afferma, «per stabilire qui la famiglia e non "fuggire" allo scalo, ricco di possibilità abitative». Walter Teti

Torna all'inizio


Il 10 politico in pagella Ora indaga la Procura (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 11 Il 10 politico in pagella Ora indaga la Procura Longhena: aperto un fascicolo conoscitivo IL CASO Alcuni allievi delle Longhena davanti all'istituto, in via Casaglia Nel tondo, il pm Luigi Persico di GILBERTO DONDI CHISSA' che voti aveva alle elementari il sostituto procuratore Luigi Persico, il quale fra qualche settimana si trasferirà in Procura generale dopo essere stato promosso' dal Csm. Prima di trasferirsi a Palazzo Baciocchi, però, sarà proprio lui a occuparsi dell'inchiesta aperta sull'ormai famoso 10 politico delle Longhena. Come si ricorderà, giorni fa gli insegnanti delle scuole elementari di via Casaglia hanno dato a tutti i bambini lo stesso voto in pagella: 10 in tutte le materie. UN VOTO politico, appunto, che voleva essere una protesta contro la riforma del ministro Gelmini che ha reintrodotto il voto numerico affiancandolo a un sintetico giudizio. La clamorosa iniziativa delle maestre ha creato grande scalpore, finendo sulle pagine nazionali dei quotidiani. In molti hanno levato voci di protesta contro quelle pagelle. Il parlamentare di Forza Italia Fabio Garagnani ha presentato una denuncia all'Ispettorato di pubblica sicurezza della Camera dei deputati, chiedendo alla Procura competente (cioè quella di Bologna) di accertare eventuali reati, ipotizzando il falso ideologico e l'omissione di atti d'ufficio. Da Roma gli atti sono perciò arrivati in città e sono finiti sul tavolo del procuratore reggente Silverio Piro, al quinto piano del palazzo di vetro' di piazza Trento e Trieste. Il quale, come atto dovuto, ha aperto un fascicolo conoscitivo, senza titolo di reato nè indagati, affidando l'indagine al sostituto Persico, che nei mesi passati si è occupato di tutte le inchieste che hanno riguardato le scuole, a partire dalle occupazioni attuate proprio contro la riforma Gelmini. APPENA venuta a conoscenza della notizia, l'Assemblea genitori e insegnanti delle scuole di Bologna e provincia ha espresso subito solidarietà alle insegnanti delle Longhena e delle Fortuzzi, dove le maestre hanno dato a tutti gli allievi 8 politico (su questa vicenda non c'è, per ora, alcuna inchiesta). «L'Assemblea dice una nota esprime la totale e piena solidarietà alle insegnanti della scuola Longhena e delle scuole Fortuzzi e appoggia tutte le forme di dissenso nei confronti della reintroduzione del voto in decimi nella scuola elementare». L'ASSEMBLEA informa inoltre che «queste forme di dissenso si sono espresse anche tra i genitori, molti dei quali non hanno firmato fino ad ora la scheda di valutazione del primo quadrimestre nelle scuole del terzo, quinto, ottavo e decimo Circolo didattico e del terzo e settimo Istituto comprensivo (in totale, una quindicina di scuole sparse per tutta la città; ndr)». Image: 20090222/foto/1734.jpg

Torna all'inizio


Provinciali, via i veti: da An semaforo verde alla corsa di Podestà (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

n. 46 del 2009-02-22 pagina 6 Provinciali, via i veti: da An semaforo verde alla corsa di Podestà di Gianandrea Zagato La Russa: «De Corato si occuperà di sicurezza» La Beccalossi a Brescia «se il Pdl è d'accordo» Mentre l'inquilino di Palazzo Isimbardi scendendo sul terreno del centrodestra tenta di conquistare «qualche voto facile» come sostiene la Cgil, il Pdl sta preparandosi al governo della Provincia di Milano. E lo fa con Guido Podestà. Che da sempre è il candidato presidente di via Vivaio. Decisione condivisa anche da Alleanza nazionale che, peraltro, «con quello che sta succedendo sul tema della sicurezza, visto il ruolo di Riccardo De Corato» non punta più sul vicesindaco come candidato alternativo al coordinatore regionale di Forza Italia. «Se dovessimo scegliere noi, in questo momento» fa sapere Ignazio La Russa, «la disponibilità numero uno diventa quella di Brescia». Come dire: «Con il provvedimento sulle ronde», i volontari per la sicurezza con cui i Comuni si possono organizzare per rafforzare la sicurezza «il vicesindaco di Milano, deve occuparsi più di Milano». Il vice del sindaco Letizia Moratti «deve occuparsi» della «messa in circuito di tutte le forze di sicurezza - vigili, forze dell'ordine, associazioni d'arma in congedo - per fare di Milano il primo esempio concreto di come il territorio possa essere controllato» e, quindi, stop alla sua possibile corsa per via Vivaio e semaforo verde per Podestà, «persona di grande rilievo istituzionale perché ha un grande compito al Parlamento europeo». Naturalmente, precisa il reggente di An, «entrambe le disponibilità che abbiamo manifestato» sia per Milano che per Brescia «sono doverose da parte di An nel momento in cui entra nel Pdl con pari diritti e doveri» ma, attenzione, ora «la disponibilità numero uno diventa quella di Brescia». In soldoni, La Russa, visto anche «il nuovo compito che De Corato deve assolvere nell'interesse dei cittadini» riflette «su quale delle due candidature è la prima disponibilità». E, questo, significa «un'inversione»: «Mentre An ha sempre detto che la prima disponibilità era Milano e la seconda Brescia, adesso abbiamo invertito». E per la Leonessa d'Italia, continua La Russa, «pensiamo all'ex vicepresidente della Regione Lombardia, che ha avuto uno score altissimo di successi personali ogni volta che si è presentata». Comunque, rimarca il ministro della Difesa, «vogliamo una scelta condivisa con Forza Italia e l'accordo con il ministro Maria Stella Gelmini che è di Brescia». Anche per questo, La Russa, lancia un appello «amichevole e affettuoso» al ministro Gelmini perché «la candidatura di Viviana non sarà confermata se non è d'accordo Maria Stella». «Chiedo quindi al ministro di convergere su questa scelta importante, che è prestigiosa per Brescia, per il Pdl e anche per donne: non c'è infatti una presidenza di provincia femminile in tutta la Lombardia». Un segnale che, secondo La Russa, «piacerà, ne sono certo, per prima al ministro Gelmini». Intanto, si sta organizzando il congresso provincia di An verso il Pdl che sarà aperto con un filmato dedicato a Giorgio Almirante. Lo storico leader del Msi sarà però assente dai documenti congressuali, non figurerà cioè nel pantheon politico-culturale di An delineato nella mozione per l'approdo nel Pdl: non si tratta però di una «dimenticanza» o di una «scelta politica» precisa La Russa. «Non c'è nessuna marginalizzazione. Anzi, c'è piena accettazione e considerazione del ruolo di Giorgio Almirante e del percorso che comincia prima del solco di Fiuggi e della nascita di An». Insomma, si guarda avanti verso il Pdl, «sperando anche che l'opposizione esca dallo stato di assoluta confusione e incapacità», magari contando pure per la vittoria a Palazzo Isimbardi sulle uscite di Penati che, tra l'altro, sul suo sì alla ronde si becca una pesante tranvata dalla Cgil ambrosiana: «Se dovessimo scegliere tra l'originale e la copia, sceglieremmo l'originale». Che, evidentemente, non è farina del sacco di Penati. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


scuole senza fondi: lettera al ministro gelmini (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il presidente dell'Asa Stefanel chiede aiuto ai politici friulani: la riduzione delle risorse per l'anno in corso sommata ai crediti del passato rischia di bloccare le attività Scuole senza fondi: lettera al ministro Gelmini Dopo il mancato accredito di 1,7 milioni nel 2005/06, lo Stato taglia su supplenze e spese di funzionamento di GIACOMINA PELLIZZARI Colpiti dal taglio dei fondi di funzionamento i dirigenti scolastici non ci stanno e attraverso l'Associazione scuole autonome (Asa) scrivono al ministro, Mariastella Gelmini, per ricordarle che nell'anno scolastico 2005/06 il ministero si è dimenticato di accreditare alle scuole friulane 1,7 milioni di euro. A tutto ciò vanno aggiunti i ritardi accumulati nel versamento dei fondi relativi agli anni successivi. La situazione è complicata non a caso il coordinatore regionale dell'Asa, Stefano Stefanel, sabato 7 marzo, sottoporrà la questione ai parlamentari eletti in Friuli Venezia Giulia. L'obiettivo è quello di sollecitare i politici a sbloccare con un provvedimento i milioni di euro che le scuole avanzano dallo Stato. Questo perché, come si legge nella lettera indirizzata al ministro, «da quest'anno le scuole autonome non sono autorizzate a imputare alcuna cifra per il funzionamento amministrativo e didattico». Contemporaneamente, aggiunge Stefanel, «vengono tagliati i fondi per le supplenze». Secondo il coordinatore regionale dell'Asa, insomma, «il contemporaneo ridursi delle risorse per il 2009 e il perdurare della non esigibilità dei crediti degli anni precedenti creerà gravi disagi nelle scuole ed, in alcuni casi, la totale paralisi delle attività». E ancora: «Come faccio a garantire il funzionamento della scuola se lo Stato non mi dà i fondi? Devo contare solo sui contributi che ricevo dal Comune?». Un'impresa ardua visto che pure i bilanci degli enti pubblici risentono della crisi. Ma i quesiti di Stefanel non finiscono qui. Il preside infatti solleva il caso della possibile assenza di supplenti dal momento che le scuole non hanno i fondi per pagarli: «Una classe può rimanere priva dell'insegnante?». Considerato che le scuole statali italiane non possono trovarsi senza i fondi di funzionamento, Stefanel chiede al ministro e al direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Ugo Panetta, «quali provvedimenti intendono assumere per consentire alle scuole di sapere a quanto ammonta il loro fondo per le spese amministrative e didattiche». Nella stessa missiva Stefanel sottolinea pure le difficoltà legate alla carenza di fondi destinati ai corsi di recupero per gli studenti. Oltre, ovviamente, a chiedere «con quali procedure e in quali tempi il ministero intenda onorare i residui attivi anteriori al 2007». Nella stessa situazione delle scuole friulane si trovano gli istituti della Lombardia, del Lazio e dell'Umbria che secondo Stefanel hanno già fatto pressione al ministero. «La situazione - insiste il dirigente scolastico - si può risolvere per via legislativa, intervengano i politici regionali».

Torna all'inizio


La Procura indaga sul 10 politico in una elementare (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Bologna La Procura indaga sul «10 politico» in una elementare BOLOGNA Il Procuratore reggente di Bologna Silverio Piro ha affidato al pm Luigi Persico un'informativa sul caso della protesta delle maestre della scuola elementare Longhena, che nelle settimane scorse hanno dato 10 in pagella in tutte le materie a quasi tutti gli alunni, in segno di protesta contro la riforma Gelmini. Da parte della Procura, quindi, non è stato aperto un vero e proprio fascicolo d'inchiesta né ci sono al momento indagati. L'informativa (che dovrebbe essere frutto di un esposto presentato dal parlamentare Pdl Fabio Garagnani) dovrà valutare la regolarità della protesta anche sulla base della relazione dell'ispettore, mandato dall'Ufficio scolastico dell'Emilia-Romagna il 13 febbraio. Relazione che non è arrivata, perché l'ispezione è ancora in corso nell'istituto di via Casaglia. «Noi siamo molto serene - ha commentato Marzia Mascagni, insegnante della scuola -. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, da insegnanti non da politici. La valutazione l'abbiamo fatta tramite giudizi regolarmente, abbiamo fatto le prove di verifica ecc. Il punto è che un insegnante serio non valuta a cuor leggero, dare dei numeri è invece classificare».

Torna all'inizio


Mascherine al bando: le scuole si spaccano sulla sfilata di carnevale (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Provincia di Sassari Pagina 7053 Alghero. Protesta sotterranea Mascherine al bando: le scuole si spaccano sulla sfilata di carnevale Alghero.. Protesta sotterranea --> Carri allegorici, maschere, frittelle e una buona dose di polemiche nella sfilata di carnevale dei bambini. Diversi istituti scolastici non parteciperanno all'edizione 2009 di "Ragazzi in scena", in programma sabato prossimo. Ufficialmente tutto questo avviene per problemi organizzativi e di tempo, ma la sensazione è che dietro la defezione di molte classi si nasconda il malcontento generale per la riforma Gelmini. I tagli all'istruzione, il rischio del posto di lavoro: molti docenti non se la sono sentita di indossare la maschera e lanciare coriandoli, in una manifestazione simbolo dell'allegria e della spensieratezza. Hanno preferito ignorare l'evento. Lo scorso anno i bimbi in piazza erano quasi 1200. Questa volta supereranno di poco la metà. «È un vero peccato - commenta Romano Marcias, della RM management, la regia del carnevale sponsorizzato dal Comune - dispiace vedere strumentalizzata la festa dei più piccoli per una protesta dei grandi». Non sono pochi ad avere dato forfait. Gli istituti Sacro Cuore, Immacolata e Argillera hanno declinato l'invito. Prima c'era il problema dell'assicurazione, risolto quello, sono saltati fuori come per incanto altri inconvenienti. Alla fine delle trattative centinaia di figuranti mancheranno all'appello. Ma la festa va avanti. Il tema prescelto è i "vecchi mestieri". Si trattava di mascherare i bambini da raccoglitori di olive, pescatori, mugnai o spazzacamini. Niente di difficile. In regime di last minute le scuole private e le ludoteche hanno aderito all'iniziativa, facendo risalire il numero dei partecipanti a livelli accettabili. «Dovremmo essere in 700 - conferma Marcias - tantissimi genitori si sono auto-organizzati e accompagneranno i loro figli alla sfilata». La festa si farà, insomma e sarà ricca di novità. Hanno detto sì le bande musicali di Ploaghe, Ittiri e Alghero e numerosi corpi di ballo. Ci saranno disc-jockey, effetti luci, macchine del fumo e delle bolle. Verranno distribuiti frittelle e torrone. Il gruppo speleologico algherese darà luogo al tradizionale assalto alla muraglia con l'utilizzo di sole funi e rampini. Il gran finale in piazza Civica, trasformata in una enorme discoteca all'aperto. Un variopinto e vociante esercito di mascherine, dall'asilo alle elementari, animerà il centro cittadino dal primo pomeriggio. La partenza avverrà in via Vittorio Emanuele alle 15. C. F.

Torna all'inizio


La scuola S. Ulderico <scoppia di salute> (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

ISCRIZIONI. Smentito ordine del giorno del Pd che temeva la chiusura I genitori rammaricati: «Siamo stufi che venga messo in dubbio il futuro di questo plesso» 22/02/2009 rss e-mail print La scuola primaria Sant'Ulderico ha sede al Tretto. FOTO DAL CEREDO La scuola di S.Ulderico è in piena salute e non rischia di finire sotto la scure ministeriale. Ed oggi sfila per le vie del centro con i suoi alunni impegnati nel carnevale dei quartieri per mostrare che non c'è nessuna cirsi d'iscrizioni anzi. Una risposta decisa alla proposta di ordine del giorno presentata una settimana fa dai gruppi consiliari di Pd, Verdi e Lista Civica contro gli effetti scledensi della riforma Gelmini. Secondo i firmatari del documento, un plesso scolastico come quello di S. Ulderico del Tretto sarebbe a rischio di chiusura. I numeri invece dicono un'altra cosa. Ai 40 alunni attuali, provenienti quasi tutti da Schio e da paesi dei comuni limitrofi, bisogna aggiungere i 16 bambini già iscritti alla prima classe del prossimo anno, tanto che ci sarà la necessità di contenere le adesioni. E così arrivano puntuali le smentite, con un pizzico di orgoglio. «Pensiamo sia ora di finirla con il definire la nostra scuola poco frequentata e senza futuro, per pochi alunni di contrada - afferma Anna Maria Bertuzzo, referente del plesso. - Siamo invece l'unica scuola primaria del territorio ad indirizzo didattico - ambientale e ci vantiamo di essere il fiore all'occhiello dell'amministrazione comunale. Qui si insegna e si apprende in un clima sereno e noi offriamo, con passione e impegno, un'attenzione particolare allo sviluppo delle potenzialità di ogni bambino». Una falsa informazione, quella contestata dalla scuola, che parte però dai banchi della maggioranza consiliare. Nel documento protocollato e destinato probabilmente a non essere mai discusso in aula causa decadenza dell'attuale consiglio, fissata per giugno, il passaggio riferito alla scuola del Tretto è chiaro: «i tagli porterebbero nel prossimo triennio alla chiusura ed all'accorpamento di molte scuole, ad esempio S.Ulderico». Va precisato che nell'articolo di giovedì era stata definita erroneamente "scuola di montagna", essendo posta a 700 metri di altitudine quando tecnicamente invece è una delle primarie dell'istituto cittadino Il Tessitore. «Durante l'anno abbiamo lavorato per difendere la scuola e scongiurare il rischio di una sua chiusura - conferma l'assessore Lina Cocco. - L'alto numero di iscritti a Sant'Ulderico è anche il frutto del valido progetto ambientale che da anni sosteniamo. Restiamo però preoccupati di fronte a quella che si continua a chiamare riforma ma in realtà non lo è e mette a rischio un modello valido come quello delle elementari, mentre le famiglie sono lasciate in una situazione di totale incertezza e sconcerto». M. SAR.

Torna all'inizio


Scompare la <Mendola> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

favara Scompare la «Mendola» Favara. Dopo 56 anni scompare la scuola media Antonimo Mendola, prima istituzione scolastica del paese fondata nel 1953. La scuola di via dei Mille, dedicata al benefattore favarese barone Mendola, è stata cancellata dalla nuova mappa delle scuole pubbliche nell'isola. Il taglio s'inquadra nell'ambito del piano di dimensionamento voluto ministro alla Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini. Il piano, che ridisegna la nuova mappatura degli istituti isolani, è stato firmato dall'assessore regionale alla Pubblica istruzione e ai Beni culturali e ambientali, Antonello Antinoro, e trasmesso a Roma, al ministero dell'Istruzione per avviare una concertazione con lo Stato. Nel caso di Favara, il piano prevede l'accorpamento della scuola Mendola alla scuola media Capitano Vaccaro diretta dalla preside Gabriella Bruccoleri. In pratica, la regione ha approvato quanto già era stato previsto dall'originario piano di dimensionamento per gli istituti che non raggiungevano i 500 studenti. La riforma, infatti, parlava di operare subito il ridimensionamento e successivamente avviare il piano di razionalizzazione. Totò Arancio

Torna all'inizio


(ACR) SCUOLA, NARDIELLO: VALORIZZARE GIOVANI ECCELLENZE (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA, NARDIELLO: VALORIZZARE GIOVANI ECCELLENZE 22/02/2009 14.37.50 [Basilicata] (ACR) - â??Valorizzare le giovani eccellenze intellettuali lucane; sostenere le famiglie, soprattutto nellâ??attuale fase di difficoltà  economica, per garantire lâ??effettivo diritto allo studio sino ad accompagnare i nostri giovani al Master post-laurea; completare il piano di ridimensionamento scolastico con azioni di rafforzamento dei presidi culturali in tutta la regioneâ?: sono queste le indicazioni del vicepresidente del Consiglio regionale Giacomo Nardiello (Pdci) che ha partecipato oggi ad Avigliano alla premiazione scolastica della Società  di Mutuo Soccorso fra gli Operai di Avigliano che ha erogato riconoscimenti e borse di studio ai soci, ai loro figli e agli orfani di soci, meritevoli negli studi. Nel sottolineare che â??lâ??iniziativa si inserisce nella migliore tradizione delle Società  di Mutuo Soccorso a favore dei figli di operai, a cominciare dagli anni della scuola classistaâ? Nardiello ha sostenuto che â??come indica il Rapporto Pisa 2006 i nostri ragazzi hanno lacune da colmare, in particolare nelle materie scientifiche, per competere con i propri coetanei non solo lombardi ma finlandesi e quindi avere un posto in Europa. Eâ?? pur vero che come testimonia la manifestazione di Avigliano â?? ha aggiunto â?? ci sono competenze scolastiche elevate che hanno bisogno di essere sostenute nel prosieguo degli studi. Il piano di ridimensionamento scolastico riapprovato dalla Giunta mette un punto fermo nel salvaguardare tutti i plessi scolastici specie dei più¹ piccoli comuni. Eâ?? evidente che la riorganizzazione imposta dalla politica di tagli di cattedre, direzioni e spese perseguita dal Ministro Gelmini ha costretto a compiere scelte che non sempre e non in tutti i casi rispecchiano volontà  di piccole comunità  locali. Ma credo che per contrastare il disegno del Governo â?? ha affermato Nardiello â?? dopo il Piano, che in ogni caso avrà  passaggi in Commissione e in Consiglio, ci siano altri strumenti di programmazione che vedranno impegnati Giunta e Consiglio Regionali in sintonia con il mondo della scuolaâ?.

Torna all'inizio


Agordo L'Istituto d'Arte nato anni fa a Cencenighe (sfruttando gli spazi delle scuole medi... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 22 Febbraio 2009, Agordo «L'Istituto d'Arte nato anni fa a Cencenighe (sfruttando gli spazi delle scuole medie) e poi trasferita nel Polo di Agordo (Istituto Minerario Umberto Follador), va difeso non distrutto ed eliminato. Un concetto chiaro che auspichiamo venga ulteriormente ribadito nella riunione di martedì in Provincia convocata dall'assessore Claudia Bettiol». Ne è convinto Dino Preloran, docente all' "Umberto Follador" di Agordo e responsabile dell'orientamento scolastico. Il responsabile è rimasto colpito dalle affermazioni dell'assessore provinciale Claudia Bettiol e vuole ribattere dopo l'ennesima minaccia che la scuola scomparirà del tutto dal territorio agordino per mancanza di iscrizioni, previsione peraltro velatamente annunciata dal dirigente Domenico Martino in un incontro a Mel, qualche sera fa. «Se è per quello - sostiene Preloran - anche i "congeniatori" dovevano scomparire dall'Agordino per mancanza di numeri e invece oggi ci ritroviamo con una prima classe di ben 18 alunni, quindi leggittimata ad esistere. Quando si accennò ad una possibile soppressione del corso di studi gli iscritti erano 12, poi invece da settembre il numero è cresciuto con grande soddisfazione della scuola, dei ragazzi e delle tante aziende che necessitano di questa professionalità». Qual è la situazione all'Istituto d'Arte? «Oggi ci sono 9 alunni in terza classe (unica sezione) come due anni fa quando la quarta non venne più istituita negando la possibilità della maturità a nove studenti. Auspichiamo che la quarta classe abbia regolare inizio il prossimo anno scolastico, forse sarà possibile recuperare anche quegli alunni che due anni fa non si sono accontentati del diploma ma aspirano alla maturità». Cosa auspica si concretizzi martedì nella riunione in Provincia? «Il compito della Provincia e relativa commissione d'ambito - continua Preloran - è fornire gli spazi necessari per l'attività nonché valutare i numeri per capire se gli indirizzi di studio vadano attivati o soppressi». Nel caso dell'Istituto d'Arte cosa varrà la pena fare? «Anticipare la riforma, insistere per tenere aperta la scuola. Infatti oggi la riforma è "congelata", ma potrebbe essere varata con una novità, ovvero la trasformazione degli Istituti d'Arte in Licei artistici. Il nostro istituto, tra l'altro, ha gli stessi programmi di un liceo quindi Agordo vuole farsi trovare pronto e anticipare la possibile riforma Gelmini. Certo che continuando a dire che l'Istituto d'Arte non ha futuro non si aiuta certo i ragazzi a scegliere questa strada dopo la scuola dell'obbligo». Mirko Mezzacasa

Torna all'inizio


(M.G.) Ormai è un confronto senza esclusione di colpi. Ieri l'assessore alle Politiche sco... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 22 Febbraio 2009, (M.G.) Ormai è un confronto senza esclusione di colpi. Ieri l'assessore alle Politiche scolastiche, Claudio Piron, ci ha fatto arrivare una risposta alla lettera uscita sul Gazzettino a firma del consigliere comunale Alberto Salmaso che lo invitava a dimettersi dalla consulta dell'Anci che raggruppa i comuni veneti per non aver difeso abbastanza il tempo lungo nella scuola. Piron dice: «Il 15 dicembre il consiglio comunale ha votato un ordine del giorno chiedendo al governo di sospendere il decreto ed aprire un confronto. Durante la discussione Salmaso e i consiglieri di Forza Italia sono usciti dall'aula... Dieci giorni fa ho chiesto ai consiglieri comunali e ai parlamentari del Pdl di venire ad un incontro ma nessuno poteva... Oggi il centrodestra si accorge che la riforma fa letteralmente schifo, che la scuola veneta è un'eccellenza e viene disfatta dalla Gelmini che le famiglie saranno in crisi e che marcerà su Roma. Ma dove eravate fino ad ora?" Ma Salmaso rilancia e proprio ieri ha presentato un ordine del giorno per il consiglio comunale dal titolo "Emergenza nelle scuole primarie". L'odg ricorda come sui circa 39mila alunni che frequentano le primarie circa 12mila adottano il tempo lungo. Precisa che la nostra Regione si è dimostrata virtuosa al punto che le dirigenze scolastiche sono riuscite a organizzare il tempo lungo anche con ridotto personale e ricordando implicitamente la scadenza del 7 marzo dove nella conferenza Stato-Regioni si è deciso che quella sarebbe stata la data di chiusura per il conferimento degli organici per ogni Regione, impegna la Giunta regionale a recuperare personale docente per il futuro e inpegna il sindaco a trasmettere le spese sostenute negli ultimi cinque anni per garantire la possibilità di organizzare il tempo lungo, ovvero mense e laboratori. Nel frattempo il 27 febbraio ad Albignasego comune-guida della rivolta per il mantenimento del tempo lungo si terrà una nuova assemblea con sindaci e parlamentari.

Torna all'inizio


Con la Gelmini muore la scuola (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

«Con la Gelmini muore la scuola» «Classi sovraffollate e niente tempo prolungato per 400 bimbi delle elementari» Domenica 22 Febbraio 2009, Cittadella Quattrocento bambini delle elementari che dall'anno prossimo non potranno più avere il tempo prolungato, soppresso in tutte le classi, non solo nelle prime. Sparisce il liceo scientifico tecnologico, che esiste da dieci anni, e in generale viene ridotta l'offerta formativa in tutte le scuole. Le classi verranno accorpate fino a contenere 33 alunni ciascuna, stravolgendo la media attuale che è di 19,2 alunni per classi nelle scuole elementari, 24 per le medie e 22,35 nelle superiori. L'istituto tecnico Girardi vedrà ridotto il suo orario giornalierio da 36 a 32 ore. Sono i dati presentati venerdì sera in Villa Rina nel dibattito "Cittadella tra provvedimenti e tagli" organizzato dal coordinamento "apolitico" dei docenti del polo scolastico cittadellese. Una sala piena di gente, genitori, insegnanti, alunni, e rappresentanti di nove diverse sigle sindacali, tutti d'accordo nel bocciare la nuova scuola targata Gelmini. Un problema che a Cittadella riguarda il futuro di 5314 studenti, di cui 372 stranieri. Ma anche 570 insegnanti. Tra di loro 161 precari (29 per cento del totale del corpo docenti) che verranno lasciati a casa se non ci saranno modifiche all'attuale riforma. Ma potrebbero perdere il posto anche i docenti di ruolo, vista la riduzione delle classi e del numero di ore di insegnamento. Traballano anche le sedie dei 14 tecnici di laboratorio, conseguenza inevitabile del taglio delle ore per le esercitazioni pratiche. La coordinatrice della serata Serenella Vallotto ha ricordato le oltre mille firme raccolte dal coordinamento il 25 gennaio scorso, in piazza a Cittadella, per sostenere l'azione degli insegnanti contro la riforma Gelmini. Partecipavano alla tavola rotonda il consigliere regionale Andrea Causin, vice presidente della commissione cultura della Regione, l'assessore provinciale Luciano Salvò e l'assessore all'istruzione di Cittadella Sonia Zurlo, che ha fatto sapere di aver chiesto l'intervento della Regione per mantenere il tempo prolungato in tutte le classi delle scuole elementari. Infine, si è posto il problema (non risolto) di chi accompagnerà i ragazzi in mensa e resterà a sorvegliarli durante la pausa per il pranzo, vista l'annunciata riduzione di insegnati e di ore di docenza. Giovanna Frigo

Torna all'inizio


LATINO? SI', GRAZIE! "Civis romanus sum, (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

LATINO? SI', GRAZIE! "Civis romanus sum, latine loquor". Convegno a Roma il 26/02/2009. Convegno a Roma, il 26 febbraio 2009, organizzato dall'AESPI, sul tema: LATINO? SI', GRAZIE! "Civis romanus sum, latine loquor". Vi riporto qui di seguito il programma integrale del convegno con l'elenco dei partecipanti e dei relativi interventi sul latino, tutti attualissimi e della massima importanza. Corso/Convegno per docenti organizzato dall'AESPI: LATINO? SI', GRAZIE! "Civis romanus sum, latine loquor". ROMA 26 febbraio 2009 Sala piccola della Protomoteca - Palazzo Senatorio Piazza del Campidoglio 9.00 - Apertura dei lavori: Saluto del Sindaco di Roma, On. Gianni Alemanno, e Introduzione dell'Assessore alle Politiche educative e scolastiche, Laura Marsilio. Prof. Angelo Ruggiero, Presentazione del Convegno. 9.30 - Sessione prima: Presiede: Claudio Quarantotto -Prof. Enrico Orsi, Il latino e le scienze. -Prof.ssa Francesca Orestano, Utilità del latino per lo studio delle lingue moderne. -Dott. Raffaele Ciambrone, Valore pedagogico del latino. -Prof. Tommaso Romano, Una proposta per il futuro latino, lingua viva per una nuova universalità. 10.30 - Sessione seconda: Presiede Dott. Angelo Peticca -Prof. Giulio Alfano, Il latino nel sistema dei licei e in particolare nei licei scientifici. -Dir. Scol. Vincenzo Casoria, Il latino nella Scuola Secondaria di Primo grado. -Prof. Alessandro Cesareo, L'insegnamento del latino in chiave europea. -Prof. Luca Lattanzi, Un'esperienza didattica tra metodo tradizionale e metodo natura. -Proposte delle associazioni: CNADSI, rivista Zetesis, PRISMA. 12.00.- Sessione terza: La parola ai politici. Tavola Rotonda coordinata dal Prof. Giuseppe Manzoni di Chiosca; sono stati invitati: On. Francesco Aracri; On. Paola Frassinetti; On. Elena Maccanti;On. Mario Mauro; On. Nello Musumeci; On. Fabio Rampelli; Sen. Giuseppe Valditara. E' inoltre stato invitato il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, On. Mariastella Gelmini. 13,15 Prof. Filippo Franciosi. Conclusioni: una risposta ai detrattori del latino. 13.30 Chiusura dei lavori. Direttore responsabile del Corso: Prof. Angelo Ruggiero Coordinatore: Prof. Andrea Bottone. Con il patrocinio di: Comune di Roma, Fondazione Ugo Spirito. Con decreto in data 2/08/2005 l'AESPI è stata riconosciuta dal MIUR come soggetto accreditato per la formazione del personale della scuola. Pertanto tutti i corsi godono di riconoscimento ministeriale ai fini della formazione in servizio ed i docenti che intendono parteciparvi possono usufruire dell'esonero dal servizio alle consuete condizioni. ================== COMMENTO Cari amici, qui abbiamo un'ottima occasione per tutti gli interessati e appassionati di latino di incontrarci e seguire gli interventi di tanti colleghi che discuteranno di problemi vivi e attuali relativi al latino e le prospettive per il prossimo futuro. Non si può mancare a un incontro che ci riguarda tanto da vicino e che ci offre anche la possibilità, suppongo, di prendere anche la parola per esprimere i nostri dubbi e perpessità sui programmi che dovranno essere predisposti dal ministero nei prossimi anni. La riforma Gelmini, si sa, non è che abbia lasciato tutti soddisfatti e tranquilli, docenti e genitori. In particolare, mi auguro che vi siano buone prospettive per il futuro del latino, anche se in passato sembra che vi sia stata una gara per affossarlo e relegarlo fra gli insegnamenti scarsamente considerati e quasi un residuo del passato senza importanza. Almeno a quanto ci è dato sapere in anticipo, fra i temi trattati dai partecipanti al convegno, e in particolare dal Prof. Filippo Franciosi in chiusura dei lavori, vi sarà " Una risposta ai detrattori del latino". Una ragione in più per non perdere questa occasione di essere a Roma in prima persona. PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 22 febbraio 2009 in: Lingua latina » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

Torna all'inizio


Latino? Sì, grazie! "Civis romanus sum, (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 22-02-2009)

Argomenti: Scuola

Latino? Sì, grazie! "Civis romanus sum, latine loquor". Convegno a Roma il 26/02/2009. Convegno a Roma, il 26 febbraio 2009, organizzato dall'AESPI, sul tema: Latino? Sì, grazie! "Civis romanus sum, latine loquor". Vi riporto qui di seguito il programma integrale del convegno con l'elenco dei partecipanti e dei relativi interventi sul latino, tutti attualissimi e della massima importanza. Corso/Convegno per docenti organizzato dall'AESPI: Latino? Sì, grazie! "Civis romanus sum, latine loquor". ROMA 26 febbraio 2009 Sala piccola della Protomoteca - Palazzo Senatorio Piazza del Campidoglio 9.00 - Apertura dei lavori: Saluto del Sindaco di Roma, On. Gianni Alemanno, e Introduzione dell'Assessore alle Politiche educative e scolastiche, Laura Marsilio. Prof. Angelo Ruggiero, Presentazione del Convegno. 9.30 - Sessione prima: Presiede: Claudio Quarantotto -Prof. Enrico Orsi, Il latino e le scienze. -Prof.ssa Francesca Orestano, Utilità del latino per lo studio delle lingue moderne. -Dott. Raffaele Ciambrone, Valore pedagogico del latino. -Prof. Tommaso Romano, Una proposta per il futuro latino, lingua viva per una nuova universalità. 10.30 - Sessione seconda: Presiede Dott. Angelo Peticca -Prof. Giulio Alfano, Il latino nel sistema dei licei e in particolare nei licei scientifici. -Dir. Scol. Vincenzo Casoria, Il latino nella Scuola Secondaria di Primo grado. -Prof. Alessandro Cesareo, L'insegnamento del latino in chiave europea. -Prof. Luca Lattanzi, Un'esperienza didattica tra metodo tradizionale e metodo natura. -Proposte delle associazioni: CNADSI, rivista Zetesis, PRISMA. 12.00.- Sessione terza: La parola ai politici. Tavola Rotonda coordinata dal Prof. Giuseppe Manzoni di Chiosca; sono stati invitati: On. Francesco Aracri; On. Paola Frassinetti; On. Elena Maccanti;On. Mario Mauro; On. Nello Musumeci; On. Fabio Rampelli; Sen. Giuseppe Valditara. E' inoltre stato invitato il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, On. Mariastella Gelmini. 13,15 Prof. Filippo Franciosi. Conclusioni: una risposta ai detrattori del latino. 13.30 Chiusura dei lavori. Direttore responsabile del Corso: Prof. Angelo Ruggiero Coordinatore: Prof. Andrea Bottone. Con il patrocinio di: Comune di Roma, Fondazione Ugo Spirito. Con decreto in data 2/08/2005 l'AESPI è stata riconosciuta dal MIUR come soggetto accreditato per la formazione del personale della scuola. Pertanto tutti i corsi godono di riconoscimento ministeriale ai fini della formazione in servizio ed i docenti che intendono parteciparvi possono usufruire dell'esonero dal servizio alle consuete condizioni. ================== COMMENTO Cari amici, qui abbiamo un'ottima occasione per tutti gli interessati e appassionati di latino di incontrarci e seguire gli interventi di tanti colleghi che discuteranno di problemi vivi e attuali relativi al latino e le prospettive per il prossimo futuro. Non si può mancare a un incontro che ci riguarda tanto da vicino e che ci offre anche la possibilità, suppongo, di prendere anche la parola per esprimere i nostri dubbi e perpessità sui programmi che dovranno essere predisposti dal ministero nei prossimi anni. La riforma Gelmini, si sa, non è che abbia lasciato tutti soddisfatti e tranquilli, docenti e genitori. In particolare, mi auguro che vi siano buone prospettive per il futuro del latino, anche se in passato sembra che vi sia stata una gara per affossarlo e relegarlo fra gli insegnamenti scarsamente considerati e quasi un residuo del passato senza importanza. Almeno a quanto ci è dato sapere in anticipo, fra i temi trattati dai partecipanti al convegno, e in particolare dal Prof. Filippo Franciosi in chiusura dei lavori, vi sarà " Una risposta ai detrattori del latino". Una ragione in più per non perdere questa occasione di essere a Roma in prima persona. PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 22 febbraio 2009 in: Lingua latina » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

Torna all'inizio


S. ANDREA - S. EGIDIO S. PIO X: 1 - 1 (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

S. ANDREA - S. EGIDIO S. PIO X: 1 - 1 S. ANDREA - S. EGIDIO S. PIO X: 1 - 1 RETI: 4' Brignoli, 14' Katic. SANT'ANDREA: Cotali, Argotti, Ranzini, Bellelli, El Yaouhari, Savelli, Berisa, Bazzani, Brignoli, Troncatti, Tonini. A disp.: Gambari, Gelmini, Manca, Batti, Corsini. Allenatore: Peli. S. EGIDIO S. PIO X: Luciano, Berzaghi, Ouacham, Tarana, Uggeri, Ferretti, Lanfredi, Zarattoni, Onorato, Katic, Antonelli. A disp.: Caramaschi, Ballesini, Barbieri. Allenatore: Davoli.

Torna all'inizio


di Paola Braschi Non si sono spenti gli echi del "10 politico" in pa... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

di Paola Braschi Non si sono spenti gli echi del "10 politico" in pagella alla scuola Longhena di Bologna. La procura del capoluogo emilano-romagnalo ha disposto un'informativa sulla singolare protesta messa in atto dagli insegnanti contro la riforma Gelmini. Non è stato aperto, quindi, un vero e proprio fascicolo d'inchiesta nè ci sono al momento indagati. L'informativa, però, dovrà valutare la regolarità della decisione adottata dai prof anche sulla base della relazione dell'ispettore, mandato dall'Ufficio scolastico regionale il 13 febbraio. Relazione che non è arrivata, perché l'ispezione è ancora in corso nell'istituto di via Casaglia. «Noi siamo molto serene commentano dalla scuola . Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, da insegnanti non da politici. La valutazione l'abbiamo fatta tramite giudizi regolarmente, abbiamo fatto le prove di verifica. Il punto è che un insegnante serio non valuta a cuor leggero, dare dei numeri è invece classificare». Intanto i genitori hanno rinnovato la loro solidarietà alle maestre, ricordando che molti di loro non hanno firmato le pagelle proprio per dissentire con il nuovo metodo di valutazione.

Torna all'inizio


Sedico, sui carri sfila la fantasia (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

LA MANIFESTAZIONE Sedico, sui carri sfila la fantasia Satira su Gelmini e Brunetta ma anche storia e gelato SEDICO. Un pomeriggio, quello di ieri, all'insegna della spensieratezza e del divertimento che tra suoni, note e colori ha conquistato il pubblico coinvolgendo nella festa persone di ogni età. Con la complicità del bel tempo, in tanti si sono riversati nella zona degli impianti sportivi di Ricolt per assistere alla prima sfilata dei carri e dei gruppi mascherati, espressione di una creatività che, pur nel rispetto dei canoni tradizionali, anche quest'anno è riuscita a produrre qualcosa di nuovo e di artisticamente apprezzabile. Accompagnati dalla simpatica e spigliata presentazione di Cristina, sono sfilati i numerosi carri, sei dei quali sedicensi. Dopo la parata e l'impeccabile esibizione degli sbandieratori di Feltre, ha fatto ridere la banda di Sedico che ha ironizzato sulla riforma Gelmini. Nella linea satirco-politica anche il carro di Rivamaor, dal significativo titolo "I tira piè", con le caricature del ministro Brunetta e i suoi portaborse. Il gruppo Roe con un carro strepitoso ha voluto ricordare i 40 anni dall'allunaggio. Sospirolo invece ha rappresentato la leggenda dell'antica città di Cornia. Apprezzabile anche il carro del gruppo S. Rocco, Prapavei e Boscon che ha fatto la parodia dei poliziotti americani, così come vengono rappresentati in note fiction. Castion e Madeago hanno rappresentato le diatribe tra romani e galli tramite i mitici Asterix e Obelix. Maestoso il carro proposto dal gruppo sedicense "Gli Incredibili" ispirato al musical Grease, Ha attirato l'attenzione il carro proveniente da Longarone, i cui protagonisti sono i gelatai, mentre gli amici di Vignole hanno fatto rivivere un pomeriggio da viticultori d'altri tempi. La magia ha ispirato gli amici di Gus di Mel. Simpatici "gli spacamarones", new entry sedicense, che erano mascherati da messicani. A chiudere la parata il gruppo locale Amici del Carnevale, sul cui carro un maestro di violino allegoricamente comunicava agli altri partecipanti: «Ve le suoniamo». Nel corso della festa la presentatrice Cristina ha ricordato l'artista Livio Maraga, che tanto ha dato al carnevale di Sedico. In chiusura il presidente della Pro loco, Rino Vedana, dà appuntamento a domenica 1 marzo per la sfilata di chiusura di questa edizione del carnevale. Flavio Casoni

Torna all'inizio


Fi e Lega bocciano la Beccalossi (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

VERSO LE ELEZIONI PROVINCIALI. Le dichiarazioni del coordinatore reggente di Alleanza Nazionale, La Russa, scatenano le polemiche tra gli alleati di centrodestra Fi e Lega «bocciano» la Beccalossi di Natalia Danesi Diego Serino Le dichiarazioni rilasciate l'altro ieri da Ignazio La Russa scatenano la bufera tra gli alleati di centrodestra. Il coordinatore reggente di Alleanza Nazionale ha rilanciato con forza la candidatura di Viviana Beccalossi per la presidenza della Provincia. Facendo intendere che, se dalla coalizione arrivasse il sì, An lascerebbe campo libero al coordinatore di Forza Italia, Guido Podestà, per la corsa alla provincia di Milano. [\FIRMA]E PROPRIO LA DIREZIONE provinciale di Forza Italia, in una nota, sostiene di ritenere «sgradevoli nella forma e stantie nella sostanza» le parole di La Russa. «Non è consentito all'onorevole La Russa né a nessun altro - si legge - di usare la Provincia di Brescia come merce di scambio con Milano. Brescia non può essere considerata da La Russa una lontana provincia dell'impero. Questo sa molto di vecchia politica, della peggiore, vecchia politica». Gli azzurri, insomma, non sembrano aver gradito questo intervento del collega di Alleanza Nazionale: «Caro La Russa - scrivono ancora -, non c'è bisogno che ricordi a noi bresciani chi è Viviana Beccalossi, e che nell'ambito delle liste di An alle elezioni regionali del 2005 ha raccolto molte preferenze. Sappiamo bene quanto sia popolare Viviana Beccalossi nel suo elettorato della destra storica». Ma c'è un candidato che Forza Italia ha già indicato, ed è Giuseppe Romele: «È stato individuato all'unanimità dal direttivo provinciale di Forza Italia, direttivo legittimato dal congresso celebrato circa un anno fa, dove hanno partecipato nelle varie forme statutarie ben oltre 16mila iscritti in rappresentanza di un partito che alle ultime regionali e politiche ha raccolto percentuali che lo indicano a Brescia il primo partito in assoluto». La direzione ricorda ancora che «al convegno provinciale organizzato dal gruppo consiliare in Provincia e dal coordinamento provinciale il 16 novembre a Rezzato, che ha visto una partecipazione massiccia del popolo di Fi-Pdl e la presenza di tutto il gruppo dirigente, con il ministro Maria Stella Gelmini, l'onorevole Podestà assicurò ai presenti che sulla candidatura al Broletto il partito non aveva e non avrebbe avuto tentennamenti, e che si sarebbe indicato un nome di Fi. Il ministro Gelmini, con tutto il gruppo dirigente e ai quadri di partito, ha dimostrato con soddisfazione di condividere tale posizione». A Brescia Forza Italia conferma con forza, insomma, la candidatura di Romele che - chiude la nota - ha raccolto in questi mesi «significative adesioni nel mondo delle piccole e medie aziende, di Confartigianato, del commercio, nel mondo dell'agricoltura e in quello cattolico». UN NO SECCO all'ipotesi di candidare Viviana Beccalossi arriva anche dal segretario provinciale del Carroccio bresciano Stefano Borghesi «Bocciamo con fermezza la candidatura di Viviana Beccalossi alla presidenza della Provincia perché per noi è un candidato debole, giàsconfitto a Brescia, quando si presentò alle comunali per conquistare la Loggia. Oltretutto non è la persona adatta a rappresentare ilnostro elettorato e neppure quello dei bresciani nella sua totalità», è il commento di Borghesi, che avverte subito La Russa: per quanto concerne la Lega, il consenso degli alleati sul nome della Beccalossi, proprio non c'è. Il braccio di ferro tra Lega e Pdl per la candidatura della Provincia di Brescia, quindi, prosegue. «Credo che per una Provincia come Brescia sia sicuramente più adatto un candidato della Lega sia per il nostro potenziale di voto che per il maggiore legame con il territorio ed ai suoi valori rispetto ai nostri alleati», prosegue il segretario provinciale leghista, convinto che, anche per il lavoro fatto dagli assessori provinciali durante mandato amministrativo in scadenza, il Carroccio meriti questo riconoscimento. A pesare è «il potere, in termini di voti, della Lega, innegabile, per quanto concerne la provincia di Brescia, di cui la Lega è consapevole». «C'è una certa confusione nel Pdl sulle candidature. Forti delle conferme degli ultimi appuntamenti elettorali siamo convinti di poter presentare un nostro candidato - conclude Borghesi -, il cui nome verrà rivelato dopo il tavolo regionale che servirà per prendere le decisioni definitive».

Torna all'inizio


Sporting Badia0 Lessinia0 (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 23 Febbraio 2009 SPORT Pagina 36 Sporting Badia0 Lessinia0 Sporting Badia: Massei, Aprili, Corradi, Bugolotto, Manfredini, Marani, Busti, Pigozzi, Merzi (Tosi/Franchetto), Cordi, Ruffo. All. Tosi. Lessinia: Bellamoli, Canteri C, Corbellari, Battisti, Menini, Castagna, Canteri A (Corradi), Canteri M, Fossa, Alberti, Salvoro (Ala). All. Gelmini. Arbitro: Buratto.  

Torna all'inizio


riforma gelmini curtarolo insorge (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 15 - Provincia Riforma Gelmini Curtarolo insorge CURTAROLO. Il consiglio comunale ha aderito alle iniziative della rete di scuole Alta Padovana contro la riforma Gelmini. «Negli ultimi 7 anni, abbiamo investito 958.000 euro sulle elementari e oltre un milione sulle medie - spiega il sindaco Marcello Costa, che è anche dirigente scolastico - per garantire anche servizi come la mensa e il trasporto. Se il governo prosegue in questa direzione, sarà difficile mantenere il tempo prolungato così com'è, per esempio all'Anna Frank del capoluogo, assegnato per 4 giornate. Con i conseguenti disagi per molte famiglie, soprattutto quelle dove lavorano entrambi i genitori. E' un vero peccato, non soltanto per il nostro comune, ma per tutto il Veneto». (r.t.)

Torna all'inizio


il distributore self service di tanga - vera schiavazzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Torino Il distributore self service di tanga VERA SCHIAVAZZI SE LE GRANDI CAMPAGNE PUBBLICITARIE MOSTRANO - spesso in anticipo - tendenze, ossessioni e paure di una società, quelle locali la dicono anch´esse lunga, se non sulla vera identità di una città quanto meno sull´idea che del luogo si sono fatti creativi e esperti di marketing. E´ una Torino in crisi ma dalla strana immagine, dunque, quella che emerge da altrettante inserzioni di queste ore: si comincia dall´inizio, con una giovane donna svestita e col pancione che pubblicizza una catena di shopping center per bambini in città e cintura dove si possono creare le proprie �liste nascita personalizzate´. Bambini, come si sa, ne nascono pochissimi, ma a quei pochi - per compenso - deve arrivare ancor prima del parto un bel corredino tecnologico e vagamente ossessivo, carico di disinfettanti e termometri istantanei, sensori a prova di vagito e seggiolini che sembrano astronavi. Chi non ha ancora trovato il partner giusto per pensare alla riproduzione può comunque tirare un sospiro di sollievo: finalmente anche a Torino (ma pure a Cuorgné e Leinì, nessuna ingiustizia) c´è Unica Box, la macchinetta automatica che distribuisce preservativi, vibratori, film hard, biancheria fetish, "senza limiti di orari e senza imbarazzi". Anche senza premeditazione, aggiungeremmo, perché non si sa mai quando può arrivare l´incontro che, saltando ogni inutile dibattito, potrebbe portarci a volere subito un tanga con le piume e una pellicola che ci accompagni in sottofondo. Ma l´apoteosi creativa riguarda la fine della vita: una grande e benemerita agenzia di pompe funebri ha scelto di accompagnare le sue martellanti presenze con pagine di storia cittadina, un po´ di intrattenimento e di lettura tra una promessa di rispetto e un prezzo di funerale tutto compreso. La storia di oggi - involontariamente paradossale? - rievoca le gesta di un celebre boia del passato, che impiccava gli uomini e affogava le donne senza neppure il conforto finale di un feretro imbottito. Boia fauss!, chiosa giustamente l´autore. A proposito di immagine. Ma che fine ha fatto il servizio cancella-scritte per portici e facciate? L´epiteto offensivo sul ministro Gelmini è sempre lì, in via Cavour, e in buona compagnia.

Torna all'inizio


bus cari e pochi soldi gli studenti in piazza (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Pordenone Bus cari e pochi soldi Gli studenti in piazza Venerdì la manifestazione in centro Settimana calda nell'istruzione provinciale: conto alla rovescia per le iscrizioni 2009-2010 e studenti del collettivo Aut pronti al corteo. «Sportelli chiusi sabato prossimo» hanno ricordato circoli didattici e scuole medie di Pordenone, a proposito del capolinea per prenotare il banco in aula. «Venerdì tutti in piazza XX Settembre contro il caro-ticket dell'Atap e le casse vuote di risorse delle nostre scuole». Poche certezze, in un caso e nell'altro. Sabato prossimo, 28 febbraio, si faranno i conti sugli iscritti e, quindi, sugli organici 2009-2010 in provincia. In molti sono sulla graticola dei tagli e della riforma Gelmini. «Il tempo scuola - hanno avvisato i sindacalisti confederali e autonomi del Pordenonese Dall'Agnese, Franza, Basso e Boscaino - non sarà garantito, con organici ridotti. Nelle primarie e secondarie di primo grado ci saranno tagli alle cattedre». Un problema concreto, tra i tanti: chi farà sorveglianza sugli scolari in mensa? I bidelli, per non azzerare del tutto le compresenze dei docenti? Incerto l'esito delle iscrizioni nelle superiori, dove si attende la ripresina dei tecnici e professionali con lo "sboom" dei licei: tutto, però, è ancora da vedere alla prova dei fatti. «Noi chiediamo una scuola di qualità e servizi di trasporto con costi equi» hanno rivendicato i ragazzi del collettivo "Aut" delle superiori di Pordenone. «Saremo in piazza venerdì 27 febbraio - ha anticipato Elena Strazzolini, liceale diciottenne -. Per difendere la nostra scuola dai tagli e dai ticket esagerati dei pullman Atap. Il diritto alla scuola non dev'essere un lusso». (c.b.)

Torna all'inizio


Pari dignità alle lingue straniere La protesta dei prof: not only english (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

«Pari dignità alle lingue straniere» La protesta dei prof: not only english MARISTELLA IERVASI «Non ci resta che piangere». Il titolo del film scritto a quattro mani da Roberto Benigni e Massimo Troisi sintetizza al meglio il disagio di chi è arrivato a Roma per protestare. Sono gli insegnanti precari di francese, spagnolo e tedesco: ieri hanno manifestato a Roma perché - come recita un altro cartello - la Gelmini li ha ridotti a «Figli di una lingua minore». Il ministro dell'Istruzione punta infatti alla lingua unica, al monopolio dell'inglese. Dal prossimo settembre, la scuola media targata Mariastella Gelmini deve «parlare» solo english e così il ministro propone - delegando alle famiglie la scelta - la messa in liquidazione dall'istruzione pubblica della seconda lingua comunitaria. Inglese potenziato dunque: 5 ore alla settimane invece che 2, a discapito del multilinguismo «suggerito» dall'Europa, e facendo «carta straccia» l'art.165 del Trattato di Lisbona ratificato dall'Italia nel 2007. Senza essere chiari fino in fondo con le famiglie che stanno iscrivendo i figli a scuola e hanno scelto «only english». Perché una cosa è certa: con le cattedre ridotte a 18 ore i ragazzi che andranno in prima rischiano di avere uno spezzatino di insegnanti di british, invece che la stessa prof. «Parità e dignità delle lingue straniere», chiedono i manifestanti arrivati da tutt'Italia. Hanno sfilato ordinati da Largo Argentina fin sotto le finestre di Mariastella maestra unica, capitanati dai promotori: l'associazione radicale «Esperanto», la Flc-Cgil, il Cidi, Lend (Lingua e nuova didattica) e altre associazioni coem l'Anils (insegnanti lingue straniere). Assenti i centri culturali come il Goethe institut, il Cervantes e il Centro culturale francese. Sono oltre 3mila i docenti di lingua comunitaria sulla cui sorte pende una «condanna a morte lenta». Insegnanti di seconda lingua comunitaria sempre inseriti nell'organico di fatto delle scuole e mai stabilizzati. Vale a dire «invisibili»: assunti in settembre e licenziati a giugno. I docenti di ruolo di francese sono 5.327, quelli di spagnolo 224 e di tedesco 53. Marcella è arrivata da Verona, Lisa dalla Toscana, tanti altri da Bologna: per non restare ancora a piedi - spiegano - non ci resta che tentare con l'abilitazione per il sostegno. In corteo a Roma fin sotto le finestre della Gelmini. I docenti precari di francese, spagnolo e tedesco ieri hanno protestato chiedendo «pari dignità» per le lingue straniere. L'inglese potenziato va contro l'Europa.

Torna all'inizio


Italia, il peggio deve arrivare 2,4 milioni di precari in bilico (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Italia, il peggio deve arrivare 2,4 milioni di precari in bilico LUIGINA VENTURELLI Il peggio deve ancora arrivare, ha detto il governatore Draghi. Abbiamo fatto il possibile, ha risposto Tremonti. Il primo reclama iniziative, il secondo allarga le braccia, ma entrambi sanno che una bufera sta per abbattersi sul mondo del lavoro. Difficile quantificarne la portata, come difficile è stabilire i danni provocati finora. Da che parte cominciare? Ci sono i lavoratori in cassa integrazione da mesi (oltre 500mila a fine 2008), ci sono i precari sacrificati ai primi segnali di difficoltà (almeno 400mila secondo stime prudenziali hanno già perso il lavoro), ci sono imprese individuali e partite Iva che lottano per non chiudere, e ci sono giovani tanto sfortunati da affacciarsi proprio ora sul mercato del lavoro. Emergenza Per tentare un bilancio dell'emergenza occupazionale, si potrebbe cominciare proprio da loro: ignorati dalla statistica e dalla politica, esclusi da qualsiasi intervento di sostegno, non si vedono riconosciuto nemmeno il diritto al lamento. Eppure la recessione sta presentando a loro il conto più salato: solo nella provincia di Torino, e solo in ottobre, sono venute a mancare 20mila assunzioni rispetto a settembre. L'enormità di un dato parziale lascia intuire le dimensioni di un problema che penalizza un'intera generazione di nuovi lavoratori: «La riduzione del flusso di assunzioni nel settore privato non potrà essere compensata in alcun modo. Purtroppo la crisi è trasversale. Se nessun settore si salva, non c'è modo di frenare questa perdita» spiega Claudio Treves, responsabile del Dipartimento mercato del lavoro della Cgil. Al salasso occupazionale andranno aggiunti pure questi giovani lasciati in attesa di tempi di migliori. E le stime azzardate dall'Unione europea non possono che definirsi ottimistiche: nel 2009 il tasso di disoccupazione dovrebbe passare dal 6,7% all'8,2% per un totale di due milioni e 200mila unità, 500mila in più rispetto al già catastrofico 2008. Ad oggi la situazione deve essere analizzata per via empirica dalle parti sociali e dagli organi d'informazione: i dati aggiornati in tempo reale esistono, ma il governo ha pensato bene di renderli indisponibili, secretando le comunicazioni obbligatorie che le imprese devono mandare al ministero del Lavoro di ogni cambiamento nei livelli occupazionali. Una base condivisa di numeri reali, infatti, manderebbe all'aria la strategia comunicativa di Berlusconi e Sacconi: minimizzare, rassicurare gli elettori, additare il pessimismo della stampa. La «cassa» L'evidenza dei fatti, però, non può essere nascosta. È il caso dell'aumento della cassa integrazione registrato dalla Cgil nel 2008, con un incremento del 130% solo in dicembre. La platea di lavoratori coinvolti nei settori industriali e del commercio è di oltre 430mila, a cui vanno aggiunti quelli del settore edile e quelli che usufruiscono della cassa in deroga, altri 100mila. Il che significa più di mezzo milione di persone che rischiano il posto. Più di mezzo milione di famiglie che vivono con salari ridotti e che, con il perdurare della crisi, trascinano il paese verso un generale impoverimento. Il capitolo dei precari non si rivela meno doloroso. Alla fine del 2008 avevano perso il lavoro oltre 400mila persone con contratti di lavoro atipici. Una stima prudenziale che considera una riduzione del 25% nei contratti commerciali tra le imprese e le agenzie di lavoro interinale, nei contratti di apprendistato e nei rinnovi del contratti a termine, oltre a un calo del 15% delle varie forme di collaborazione. E per il 2009? Resteranno a casa i precari del settore pubblico, colpiti tra luglio e settembre dai provvedimenti dei ministri Brunetta e Gelmini: 100mila dipendenti delle pubbliche amministrazioni e 30mila insegnanti e addetti della scuola. Ma il rischio, secondo Bankitalia, incombe su quattro quinti dei lavoratori precari: due milioni e 400mila persone. «In questarecessione senza precedenti, il governo non ha saputo prendere alcuna iniziativa adeguata» commenta il segretario della Cgil, Fulvio Fammoni. «Servono risorse, ma finora ha stanziato solo 5 miliardi, un quarto di quanto stanziato dagli altri governi europei; servono interventi mirati per la produzione, invece ha deciso solo la rottamazione; servono ammortizzatori per migliaia di lavoratori che ne sono privi». Tremonti, si diceva, allarga metaforicamente le braccia. In Italia ci sono circa 3 milioni di contratti a tempo che arriveranno a scadenza nel 2009, circa quattro quinti non sarnno rinnovati. Quindi svanisconio due milioni 400mila posto di lavoro.

Torna all'inizio


Il peggio deve ancora arrivare, ha detto il governatore Draghi. Abbiamo fatto il possibile, ha rispo... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il peggio deve ancora arrivare, ha detto il governatore Draghi. Abbiamo fatto il possibile, ha risposto Tremonti. Il primo reclama iniziative, il secondo allarga le braccia, ma entrambi sanno che una bufera sta per abbattersi sul mondo del lavoro. Difficile quantificarne la portata, come difficile è stabilire i danni provocati finora. Da che parte cominciare? Ci sono i lavoratori in cassa integrazione da mesi (oltre 500mila a fine 2008), ci sono i precari sacrificati ai primi segnali di difficoltà (almeno 400mila secondo stime prudenziali hanno già perso il lavoro), ci sono imprese individuali e partite Iva che lottano per non chiudere, e ci sono giovani tanto sfortunati da affacciarsi proprio ora sul mercato del lavoro. Emergenza Per tentare un bilancio dell'emergenza occupazionale, si potrebbe cominciare proprio da loro: ignorati dalla statistica e dalla politica, esclusi da qualsiasi intervento di sostegno, non si vedono riconosciuto nemmeno il diritto al lamento. Eppure la recessione sta presentando a loro il conto più salato: solo nella provincia di Torino, e solo in ottobre, sono venute a mancare 20mila assunzioni rispetto a settembre. L'enormità di un dato parziale lascia intuire le dimensioni di un problema che penalizza un'intera generazione di nuovi lavoratori: «La riduzione del flusso di assunzioni nel settore privato non potrà essere compensata in alcun modo. Purtroppo la crisi è trasversale. Se nessun settore si salva, non c'è modo di frenare questa perdita» spiega Claudio Treves, responsabile del Dipartimento mercato del lavoro della Cgil. Al salasso occupazionale andranno aggiunti pure questi giovani lasciati in attesa di tempi di migliori. E le stime azzardate dall'Unione europea non possono che definirsi ottimistiche: nel 2009 il tasso di disoccupazione dovrebbe passare dal 6,7% all'8,2% per un totale di due milioni e 200mila unità, 500mila in più rispetto al già catastrofico 2008. Ad oggi la situazione deve essere analizzata per via empirica dalle parti sociali e dagli organi d'informazione: i dati aggiornati in tempo reale esistono, ma il governo ha pensato bene di renderli indisponibili, secretando le comunicazioni obbligatorie che le imprese devono mandare al ministero del Lavoro di ogni cambiamento nei livelli occupazionali. Una base condivisa di numeri reali, infatti, manderebbe all'aria la strategia comunicativa di Berlusconi e Sacconi: minimizzare, rassicurare gli elettori, additare il pessimismo della stampa. La «cassa» L'evidenza dei fatti, però, non può essere nascosta. È il caso dell'aumento della cassa integrazione registrato dalla Cgil nel 2008, con un incremento del 130% solo in dicembre. La platea di lavoratori coinvolti nei settori industriali e del commercio è di oltre 430mila, a cui vanno aggiunti quelli del settore edile e quelli che usufruiscono della cassa in deroga, altri 100mila. Il che significa più di mezzo milione di persone che rischiano il posto. Più di mezzo milione di famiglie che vivono con salari ridotti e che, con il perdurare della crisi, trascinano il paese verso un generale impoverimento. Il capitolo dei precari non si rivela meno doloroso. Alla fine del 2008 avevano perso il lavoro oltre 400mila persone con contratti di lavoro atipici. Una stima prudenziale che considera una riduzione del 25% nei contratti commerciali tra le imprese e le agenzie di lavoro interinale, nei contratti di apprendistato e nei rinnovi del contratti a termine, oltre a un calo del 15% delle varie forme di collaborazione. E per il 2009? Resteranno a casa i precari del settore pubblico, colpiti tra luglio e settembre dai provvedimenti dei ministri Brunetta e Gelmini: 100mila dipendenti delle pubbliche amministrazioni e 30mila insegnanti e addetti della scuola. Ma il rischio, secondo Bankitalia, incombe su quattro quinti dei lavoratori precari: due milioni e 400mila persone. «In questarecessione senza precedenti, il governo non ha saputo prendere alcuna iniziativa adeguata» commenta il segretario della Cgil, Fulvio Fammoni. «Servono risorse, ma finora ha stanziato solo 5 miliardi, un quarto di quanto stanziato dagli altri governi europei; servono interventi mirati per la produzione, invece ha deciso solo la rottamazione; servono ammortizzatori per migliaia di lavoratori che ne sono privi». Tremonti, si diceva, allarga metaforicamente le braccia.

Torna all'inizio


Antonio Molari Il voto utile Nonostante abbia lasciato i DS alla fine del 2006 perché mi ... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Antonio Molari Il voto utile Nonostante abbia lasciato i DS alla fine del 2006 perché mi rendevo conto che troppo profondo era il solco che divideva il mondo del lavoro e di chi ha meno da quella rappresentanza politica, le continue sconfitte che il PD sta subendo mi fanno star male. Speravo di sbagliare, speravo che questa mia ribellione a non voler votare il meno peggio, fosse un errore di interpretazione politica, speravo che la fusione a freddo di due forze politiche popolari ma molto diverse tra loro potessero alla fine portare dei risultati importanti. Invece no. La presunzione di poter vincere da soli, la scelta dello sbarramento nelle elezioni politiche la miopia politica di poter utilizzare il voto utile per trasferire qualche voto di sinistra ha prodotto un magnifico risultato, abbiamo perso il governo ed abbiamo perso la sinistra. Chi ha davvero perso non sono quelli che sono rimasti senza seggiolone ma la povera gente. Oggi non posso che confermare la mia convinzione che il mio voto utile è per la sinistra. Ringrazio per l'attenzione e sottolineo che l'Unità è rimasto il mio giornale. Anastasio Brunetti "Diabolè" In greco "diabolè" vuol dire scissione, divisione e il suo termine opposto è "simbolè", riunione. Ora dovrebbe essere ormai chiaro anche a La Russa che il tipico "diabolos" è proprio Berlusconi, per la sua straordinaria capacità di dividere (e, quindi, di comandare) mettendo in continuazione categorie e persone l'una contro l'altra. E' da questa sua capacità che trae la sua forza, economica e politica. Chi si vuole allontanare da questa logica, deve agire e parlare in maniera simbolica, riunificante; partire dalla vita delle persone, superando l'individualismo egoistico (mors tua, vita mea) e ragionando sui valori globali (sto bene solo se tutti stanno bene). Lettera firmata Il coraggio di Veltroni Perché io, di "destra", non esulto per le dimissioni di Veltroni? Perché esse indeboliscono ulteriormente la nostra fragile democrazia che, da 63 anni, vive di ricordi, di rivalità, di contrapposizioni e non sa guardare al futuro. Veltroni ha avuto una coraggiosa incoscienza da "statista" nel fare ciò che ha fatto con il PD puntando al bipolarismo e al bipartitismo. Peccato che proprio nel PD non aveva "statisti" a coadiuvarlo; come del resto non li ha Berlusconi. La differenza, tra uno "statista" e un "politico"? Il primo guarda alle prossime generazioni, il secondo alle prossime elezioni. Viviana Vivarelli Quella che io chiamo sinistra Quella che chiamo sinistra è un misto tra democrazia avanzata con molti strumenti di democrazia diretta e pensiero no global. Ma oggi in Italia non abbiamo nessuna figura rappresentativa che incarni gli ideali di questa sinistra e si ponga al di sopra della cricca politico-mafiosa che ha occupato il potere ad libitum e non ha intenzione di mollarlo, per quanto l'astensionismo cresca o la destra avanzi. Finché al potere avremo delle merchant bank che trovano motivi di inciucio e di rapina, parlare di democrazia o socialdemocrazia o socialismo o pensiero no global, sarà come parlare della città del sole di Campanella. Un sogno lontanissimo. Silvana Stefanelli Strano paese l'Italia Strano paese l'Italia. A volte penso che non sia poi tutta colpa di coloro che votano per Berlusconi: per alcuni certamente sì, gente uguale che in lui si specchia e si compiace, per altri no, culturalmente più indifesi si affidano alle facili promesse vendute a piene mani dai mezzi d'informazione, con sempre meno voglia e meno tempo per verificare la realizzazione delle stesse. Quello che non posso accettare è il silenzio di coloro che invece sanno e dicono a metà: si spendono oltermisura per alcune battaglie sui valori come nel caso di Eluana e non dicono una parola sul fatto che un consulente della Fininvest, l'avvocato Mills, sia stato condannato a 4 anni e 6 mesi per essere stato corrotto da Berlusconi. Il corruttore, lungimirante, era già corso ai ripari con una legge regalatagli dal ministro Alfano che ora lo mette al riparo da qualsiasi processo: sfacciata amoralità. La tv e i giornali, è vero, non hanno fatto il loro dovere ma l'"Io so" di pasoliniana memoria vale per me e per tanti che ritengono la corruzione un reato gravissimo e lo dicono; non vale per il Vaticano che, ahimè, pur sapendo nonostante i media, non lo dice: ritiene prioritario occuparsi, oggi, del Festival di San Remo! Francesco Lena Contraddizioni inaccettabili Le istituzioni a qualunque livello, sia nazionale che locale, dovrebbero rendersi più efficienti, eliminare gli sprechi, fare la propria parte per combattere l'evasione fiscale, dare una maggiore attenzione ai cittadini più bisognosi. Anche le società e le organizzazioni sportive, gli enti pubblici e privati, le aziende dovrebbero gestire gli stipendi con maggiore responsabilità. Non è possibile che in un momento di crisi economica e sociale seria come quella che stiamo vivendo in Italia, ci siano tanti allenatori, giocatori di calcio, piloti di automobili, di motocicletta, dirigenti, presentatori, personaggi dello spettacolo che prendono fior di milioni di euro l'anno e lavoratori dipendenti, magari anche precari, che non arrivano a 1.000 euro al mese di stipendio e tantissimi pensionati che prendono dai 500 ai 600 euro al mese, veramente da fame. Mi chiedo dove è la serietà, la responsabilità, la coscienza civile e sociale, del nostro paese. Roberto Meo Resta solo la mafia? Ho 38 anni, 2 lauree, 3 master, 3 diplomi, iscritto all'albo dei consulenti del lavoro di Messina dal 2004 (7 clienti di cui 4 che non pagano) insegno da 15 anni nelle scuole superiori della mia provincia con incarico di sostegno a tempo determinato, sono sposato e quindi, per non diventare noioso, se la Gelmini su ordine di Tremonti e Berlusconi nei prossimi tre anni mi manda a casa, io che cosa posso fare a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) se non chiedere aiuto alla mafia per lavorare considerando che sarebbero fieri di offrire lavoro ad uno con i miei "requisiti"? LEDO Una canzone sbagliata Sono un ragazzo 30enne omosessuale che è rimasta sconvolto dalla canzone di Povia. Sono queste le canzoni che fanno credere alle madri che cacciare di casa un figlio omosessuale o quantomeno costringerlo a violente sedute di psicoterapia sia la soluzione ad un problema inesistente. Spero che nessuno subisca quello che ho subito io.

Torna all'inizio


La cacciata dei baroni (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

TORINO Là dove nessuna riforma ha osato (o potuto) addentrarsi sono arrivati i conti in rosso. E così, un migliaio di professori universitari prossimi ai 70 anni si è visto recapitare una lettera: il 31 ottobre andrete in pensione. Stesso discorso per gli over 70 che avevano ottenuto una proroga di due anni. A casa pure loro. Il maxi esodo dei «baroni» - e di ordinari, associati e ricercatori - in tre anni potrebbe svuotare gli atenei italiani. L?Università rischia di perdere circa 4 mila ordinari, quasi uno su quattro. Colpa dei bilanci. E di un articolo della legge Tremonti che ha smontato il meccanismo che consentiva di ottenere, a 70 anni, la proroga automatica di due anni. «Prima ci dovevamo giustificare se rifiutavamo una richiesta; ora dovremo farlo se l?accettiamo», spiega il prorettore della Statale di Milano, Dario Casati. Per evitare accuse di favoritismi, la maggior parte delle università ha deciso: tutti a casa, sull?onda dell?indicazione della Conferenza dei rettori. «Rischiamo di restare oltre il 90% nel rapporto tra stipendi e finanziamenti fino al 2017. Solo così torneremo ad assumere entro il 2011», spiega, a Trieste, il rettore Francesco Peroni. Stesso discorso a Firenze, Genova, Pisa, Bologna, Palermo, Milano e in quasi tutti i grandi atenei. La manovra potrebbe far risparmiare 6-800 milioni di euro solo con gli ordinari. Ma negli atenei ha scatenato la rivolta. «Siamo stati discriminati, cacciati dall?oggi al domani». E giù decine di ricorsi ai Tar (Roma, Milano, Firenze): tutti bocciati. Tanti rettori la pensano più o meno allo stesso modo. E - conti permettendo - potrebbero concedere la proroga a qualcuno. Ma a chi? Alcuni hanno chiesto ai dipartimenti di indicare i “senior” considerati insostituibili. Il risultato? Tutti necessari, ovvio. Così il numero uno de La Sapienza di Roma, Luigi Frati, che potrebbe privarsi di 270 docenti, mette le mani avanti: «Ho chiesto collaborazione alle facoltà per individuare le eccellenze scientifiche. Altrimenti dovrò mandare via tutti». Per qualcuno l?esodo è la grande occasione per svecchiare assumendo docenti e ricercatori giovani. Difficile. Il caso di Torino è emblematico: a Medicina è in atto una guerra sotterranea tra settantenni che non vogliono perdere il posto, e associati che sognano di scalzarli. A 60 anni. Il pensionamento di massa non sembra la premessa di un ricambio generazionale. La legge Gelmini ha bloccato i concorsi, compresi quelli banditi, scatenando un?ondata di ricorsi e lo stop alle assunzioni. «Dal bando di concorso a quando il posto viene assegnato passano 20 mesi. Significa che almeno per i prossimi due anni nessuna università assumerà», spiega Franco Indiveri, docente alla Facoltà di Medicina a Genova. L?esodo dei «baroni» lascia perplessi persino i loro più accaniti avversari. Docenti come Tommaso Gastaldi, associato di Statistica a La Sapienza: «L?effetto sarebbe positivo se ci fosse un vero progetto di ringiovanimento...». E un altro irriducibile avversario del baronato, Giovanni Grasso, ordinario di Anatomia a Siena: «Tanti corsi dovranno chiudere». Bene, direbbe qualcuno, visto che negli ultimi anni si sono moltiplicati. Troppo semplice. Paolo Gianni, docente di Chimica a Pisa e segretario del Comitato nazionale universitario, spiega che gli atenei «hanno già razionalizzato, ma sulla base di un corpo docente che ora verrà molto ridimensionato. Così salta tutto». Tutto tranne, forse, proprio i «baroni». Che perderanno la cattedra e - per i medici - la carica di primario. Ma non alcuni privilegi, soprattutto il diritto, per due anni, a far parte delle commissioni nei concorsi, la vera fonte di potere, dove un docente di peso può decidere avanzamenti di carriera e assunzioni. + Raffaele Simone "Misura inutile. Studenti in ostaggio degli impostori"

Torna all'inizio


TERNI SLITTA ANCORA l'udienza preliminare, prevista oggi, r... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

TERNI / ORVIETO pag. 6 TERNI SLITTA ANCORA l'udienza preliminare, prevista oggi, r... TERNI SLITTA ANCORA l'udienza preliminare, prevista oggi, relativa al caso don Pierino, indagato per molestie sessuali su dieci ex ospiti della struttura di recupero (nello stesso procedimento sono accusati di favoreggiamento due stretti collaboratori del fondatore della Comunità Incontro). Come nell'udienza del 13, anche per quella odierna è annunciata infatti l'indisponibilità di Michele Iacobbe, il primo degli accusatori di don Gelmini, per il quale è previsto il controinterrogatorio condotto dal pool dei difensori dei coinvolti. LA PRIMA ASSENZA di Iacobbe era stata ricondotta al suo stato di sorvegliato speciale in Abruzzo, quella odierna sarebbe invece dovuta alle condizioni di salute dell'uomo, sfociate in un ricovero. Fatto sta che l'udienza preliminare slitterà nuovamente, con rinvio a marzo. Nell'ultimo appuntamento davanti al gup Pierluigi Panariello si era svolto il confronto all'americana tra lo stesso Iacobbe e il compagno di cella, Riccardo Bonetta, che raccogliendone le confidenze in carcere sostiene che le accuse contro don Pierino siano state inventate di sana pianta. Il primo aveva confermato su tutta la linea le presunte molestie subite; il secondo, ora collaboratore di giustizia, aveva invece riferito che proprio Iacobbe gli avrebbe confidato di essersi inventato ogni cosa per estorcere denaro alla Comunità. Dopo aver risposto alle domande del pm Barbara Mazzullo, per Iacobbe resta in previsione il controinterrogatorio delle difese. Il giudice decide oggi se confermare l'udienza del 23 marzo, in cui era stata fissata la deposizione, nell'ambito dell'incidente probatorio, di altri due accusatori del fondatore della Comunità Incontro, che dal canto suo ha sempre respinto ogni addebito. Ste.Cin.

Torna all'inizio


MANCANO pochi giorni alla conclusione dei termini per l ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 MANCANO pochi giorni alla conclusione dei termini per l ... MANCANO pochi giorni alla conclusione dei termini per l'iscrizione nelle scuole di ogni ordine e grado, fissata per il 28 febbraio. Come sempre l'interesse maggiore riguarda il delicato passaggio dalla scuola media alle superiori che vede coinvolti in Polesine poco meno di 1900 studenti, più circa 250 che iscriveremo nei nostri Istituti secondari da altre province, in saldo positivo. I nuovi iscritti della secondaria frequenteranno, dal prossimo settembre, gli stessi indirizzi (sono oltre cinquanta) oggi presenti tra Licei, Tecnici, Professionali e Formazione Professionale. Ed è proprio nella formazione professionale che il rodigino paga lo scotto più grande, con appena il 4% mediamente di studenti che la scelgono, a fronte di un andamento medio regionale sopra il 10%. Rovigo ha, invece, il record di frequentanti le scuole tecniche, scelte da oltre il 40% degli alunni provenienti dalla terza media. Ma vediamo cos'è cambiato nell'ultimo biennio rispetto alle scelte degli alunni che affrontano il passaggio all'istruzione superiore. Nel 2007 si sono iscritti all'alberghiero per la prima volta 144 studenti, di cui 9 extracomunitari, nel 2008 183, con 19 extracomunitari. Nel 2007 hanno optato per l'istruzione professionale per il commercio 90 studenti, di cui 10 extracomunitari, nel 2008 invece 78, compresi 11 extracomunitari. Le opzioni a favore dell'Ipsia (Istruzione professionale per l'industria) nel 2007 sono state 162 (con 13 extracomunitari), nel 2008 153, con 24 stranieri. Passando ai Tecnici, si sono iscritti nel 2007, nei vari istituti commerciali, 313 alunni, divenuti 310 nel 2008, con scarsa presenza di extracomunitari. Buona anche la performance dei Periti Industriali, con 207 neo-iscritti nel 2007 e altrettanti nel 2008. Pure il Liceo scientifico si è mantenuto su ottimi livelli nell'ultimo biennio: aveva raccolto, in tutta la provincia, nel 2007 242 nuove iscrizioni nella classe prima, e nel 2008 si è portato a 257. Meno bene il trend per gli altri licei: i corsi "ex-magistrali" (scienze sociali, socio-psico) che nel 2007 avevano ottenuto 233 iscrizioni nel 2008 hanno arretrato un po' portandosi appena sopra quota-200. Stabili "classico" e linguistico", anche se quest'ultimo è in leggera flessione. Forte, nel 2008, l'arretramento dei geometri, che nel 2007 avevano avuto, in provincia, 92 nuove iscrizioni e nel 2008 appena 56. Pochi giorni ancora per vedere come sarà la situazione nel 2009, pochi giorni per verificare se terrà il buon trend degli indirizzi "commerciali", "industriali" e "scientifici". Ma certo occorre partire anche dalla parziale riduzione degli alunni provenienti dalla terza media: tenendo conto dei flussi in ingresso di territori limitrofi si può calcolare che la perdita di neo-iscritti alle superiori possa essere contenuta nel 2009 attorno a qualche decina di unità. Ma il calo di iscritti è cominciato molti anni fa, e nel 2010 tutto si rimetterà nuovamente in gioco per gli effetti della riforma-Gelmini. o.p.

Torna all'inizio


Viareggio, il Carnevale dei record (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE pag. 15 Viareggio, il Carnevale dei record Guest star Stefania Sandrelli e 250mila spettatori alla terza sfilata della cartapesta VIAREGGIO NON C'E' dubbio che Stefania Sandrelli sia una viareggina doc: sulla tribuna d'onore del Carnevale balla e batte le mani a tempo di musica, ripetendo al microfono commenti entusiastici sulla bravura dei carristi. E' lei l'ospite d'onore della terza sfilata del Carnevale, baciata da un clima quasi primaverile e da un'eccezionale affluenza di pubblico. La Fondazione calcola oltre 250mila presenze, con un incasso che segna un nuovo record: 590mila euro. LA GIORNATA tiepida dopo settimane di freddo intenso ha facilitato l'esplosione della gioia carnevalesca. Le costruzioni che sfilano sui viali (ci sono King Kong, oche starnazzanti, un artistico barcone carico di clandestini ma anche i politici, da Berlusconi a Obama, passando per la Gelmini, Brunetta e Andreotti) brulicano di figuranti scatenati, mentre coloratissimi gruppi coreografici si dipanano davanti e dietro i colossi di cartapesta. Il pubblico si fa contagiare: saluta, canta, balla e si entusiasma al passaggio di questa sorta di palcoscenici viaggianti, abbelliti dalle colossali figure uscite dalla mani dei maestri del Carnevale viareggino. Dicevamo della Sandrelli: «Questo spettacolo dichiara è emozionante. I costruttori dei carri sono veramente dei grandi artisti». Accanto a lei il nipotino Rocco, consultando un foglio con l'ordine della sfilata, segue con attenzione il corteggio di carri e maschere. Nella giornata di festa anche «La Nazione» ha voluto dare un suo contributo. Il direttore Giuseppe Mascambruno ha premiato con la targa dei 150 anni del giornale il ct azzurro Marcello Lippi (altro ospite eccellente della domenica), il presidente dell'associazione costruttori del Carnevale, Fabrizio Galli e il presidente della Fondazione Carnevale, Giovanni Maglione. LA BALDORIA viareggina prosegue. Stasera con un altro appuntamento del Carnevaldarsena, la festa rionale più vecchia e famosa (nel 2010 celebrerà la 40° edizione), e domani con il corso mascherato del martedì grasso, con diretta nazionale su Rai Tre a iniziare dalle 15. Domenica prossima gran finale, con sfilata in notturna dalle 17 in poi e proclamazione dei vincitori. Lo spettacolo dei fuochi artificiali darà l'arrivederci all'anno prossimo. umberto guidi

Torna all'inizio


IL MOVIMENTO DEI SINDACI CONTRO I TAGLI DELLA FINANZIARIA RAFFORZA LA POSIZIONE DELLA REGIONE VENETO A ROMA (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 23 Febbraio 2009 IL MOVIMENTO DEI SINDACI CONTRO I TAGLI DELLA FINANZIARIA RAFFORZA LA POSIZIONE DELLA REGIONE VENETO A ROMA Padova, 23 febbraio 2009 - ?Vedo con grande favore questa forza espressa dal movimento spontaneo dei sindaci: forza che va a rafforzare la posizione che la Regione del Veneto deve e vuole tenere e che ha le sembianze di un intervento propositivo e non certo di una protesta?. Ha commentato così, Elena Donazzan, assessore all?Istruzione, l?incontro avuto il 19 febbraio nella sede del municipio di Albignasego, a Padova, con un gruppo di primi cittadini veneti che sostengono la politica della nostra regione contro i tagli alla scuola imposti dalla Legge Finanziaria del Governo. L?assessore ha aggiunto: ?Ho chiesto ai sindaci, di rendere evidente numericamente il contributo economico che danno all?istruzione, così da mettere in risalto che la scuola del Veneto non grava assolutamente sullo Stato?. ?Se da un lato - ha sottolineato ancora una volta Donazzan - è necessario ridurre la spesa pubblica, e sono convinta che la riforma in particolare della scuola primaria con la reintroduzione del maestro sia un fatto positivo, dall?altro lato ritengo che il Ministero debba tenere conto della particolarità della terra veneta?. ?Segnalerò al ministro Mariastella Gelmini - ha proseguito l´assessore - che il Veneto ha la spesa pubblica pro capite per studente più bassa d´Italia; che la Regione ha già ridotto nel 2000 le scuole sottodimensionate; che il tempo pieno è un?esigenza sociale in particolare da noi dove in famiglia entrambi i genitori lavorano?. ?Il Veneto - ha sottolineato - grava meno di altre regioni sulla spesa scolastica, perché i due terzi dei bambini che frequentano la scuola dell´infanzia non lo fanno in strutture statali, ma in quelle paritarie pagate dalle famiglie, dai Comuni e dalla Regione. Noi abbiamo per altro il numero più alto di studenti extracomunitari e in generale di alunni iscritti. Inoltre, il numero degli insegnati di sostegno per bambini disabili è inferiore alla media nazionale?. ?Tutti questi elementi - ha concluso l´assessore - devono essere tenuti nella debita considerazione, perché io stessa ho difeso con convinzione la riforma della scuola, ma altrettanto chiaramente ritengo che questa debba servire a migliorare e non a peggiorare l´eccellenza della scuola veneta?. Il 26 febbraio, a Roma, si terrà il primo incontro tecnico delle regioni cui seguirà, la settimana successiva, quello politico. . <<BACK

Torna all'inizio


Il bullismo nelle scuole (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2009-02-22 num: - pag: 7 categoria: BREVI Il bullismo nelle scuole A Lecce sono avvenuti diversi episodi di bullismo nelle scuole, come quello dei «fighetti». Contro la riforma Gelmini decine di studenti assaltarono alcuni istituti.

Torna all'inizio


La riforma Gelmini Se ne parla stasera in un convegno (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 5 La riforma Gelmini Se ne parla stasera in un convegno LEGNANO LEGNANO «Dove va la scuola? La riforma Gelmini nel Legnanese»: questo il tema dell'incontro che si terrà questa sera alle 21 e che intende affrontare, dopo le polemiche che hanno fatto seguito alla riforma, i risvolti pratici che le novità legislative comportano per il territorio. L'incontro stato organizzato al centro culturale San Magno dall'associazione culturale Polis. In questa fase - spiega Paolo Pigni, presidente di Polis - sono soprattutto le elementari e le medie che si stanno misurando con una riforma che ha fatto discutere a livello politico nazionale: ora si tratta di comprendere come influir sulle scuole del territorio. Ci rendiamo conto che tante famiglie, così come numerosi dirigenti e docenti, si stiano interrogando su argomenti quali le preiscrizioni, le prossime materie di studio, l'organizzazione degli orari per i ragazzi e per il corpo docente, le eventuali necessità di ore di sostegno. P.G.

Torna all'inizio


Benvenuti a Graffitopoli capitale del degrado (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA CRONACA pag. 6 Benvenuti a Graffitopoli capitale del degrado La ricerca-denuncia di due esponenti di Forza Italia di NICOLA CAPPELLINI UNA "GRAFFITOPOLI" gigantesca, che si snoda lungo le strade del centro storico e della periferia. Con sfregi, ghirigori e "tag" il marchio di fabbrica dei writers che rimbalzano da un lato all'altro della città e non sembrano risparmiare niente: dalle sedi dei Quartieri alle case private, dai monumenti alle immagini sacre, fino alle targhe commemorative presenti nei parchi pubblici e ai furgoni utilizzati dai commercianti per il trasporto delle merci. E' LA BOLOGNA sporca e imbrattata che emerge dall'ultimo reportage fotografico condotto dal gruppo consiliare di Forza Italia. Una raccolta di 1.400 fotografie (con tanto di data e ora) scattate dal capogruppo degli azzurri a Palazzo D'Accursio, Daniele Carella e da Davide Domenichini «per denunciare spiegano i due l'inadeguatezza delle misure adottate dalla giunta Cofferati nell'affrontare il dilagante fenomeno del degrado visivo». LA SQUADRA dei forzisti si è messa in marcia all'inizio dell'anno, documentando dal 16 al 22 gennaio «lo stato indecoroso» in cui versano oltre 70 strade di Bologna. E scoprendo, con «vivo rammarico», che «la situazione fotografata nel 2009 osserva Carella è variata di poco rispetto a quella già denunciata dai nostri precedenti reportage del 2005 e del 2007». Non c'è quasi più traccia infatti («se si esclude qualche muro ridipinto di recente e miracolosamente ancora intonso») dell'impegno profuso dall'attuale amministrazione, che due anni fa varò un piano di pulizia straordinaria degli «scarabocchi»: ben 170 mila euro per ripulire, con l'aiuto della multiutility Hera, 6.000 metri quadrati di muri del ghetto ebraico e di via Andrea Costa e cancellare le scritte dalle pareti esterne di 46 scuole. A COLPIRE i forzisti sono soprattutto alcune «situazioni paradossali». E' il caso del ponte di via Libia, ripulito «ormai non si sa più quante volte», o delle tante sedi dell'Università, prese di mira su portoni e muri «con tag e graffiti che arrivano ad insultare la Legge Gelmini senza che nessuno se ne preoccupi: né a livello di giunta né a livello di Rettorato». MA PREOCCUPA e indigna anche la situazione del convento delle Clarisse di via della Torretta, dove «le suore ricorda Carella offrono accoglienza alle ragazze madri, ma sono costrette a spendere migliaia di euro l'anno per dare all'edificio un aspetto decoroso». E lascia l'amaro in bocca lo spettacolo offerto, fin dal 2005, dal "Copernico" in via Garavaglia («un cattivo esempio per gli alunni che lo frequentano») e il degrado del parco della Lunetta Gamberini, dove «edifici, fontane, arredi e giochi sono stati assaltati dalle mani dei taggari e graffitari», incentivati dall'amministrazione «con ben 2000 euro a graffito». Fin qui la denuncia del fallimento della politica «muscolare» messa in atto dalla giunta Cofferati, che «ha speso un sacco di soldi e non ha saputo attacca Carella né eliminare né arginare il problema». Ma il capogruppo di Forza Italia non si ferma alle critiche e propone una ricetta per debellare il fenomeno. Occorre, innanzitutto, una forte azione sul piano della prevenzione. «Il punto è osserva il consigliere comunale che nessuna politica di educazione civica è stata portata avanti nelle scuole né alcuna campagna mediatica è stata realizzata per sensibilizzare i giovani al rispetto della proprietà privata e pubblica». QUANTO alla punizione da riservare ai vandali dalla bomboletta facile, Carella non ha dubbi. «Noi non siamo per la galera spiega ma non bastano neppure le multe. Vanno obbligati a ripulire, di persona e a loro spese, quello che hanno deturpato».

Torna all'inizio


di NICOLA CAPPELLINI UNA "GRAFFITOPOLI" gigantesca, che si snoda lun... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA CRONACA pag. 7 di NICOLA CAPPELLINI UNA "GRAFFITOPOLI" gigantesca, che si snoda lun... di NICOLA CAPPELLINI UNA "GRAFFITOPOLI" gigantesca, che si snoda lungo le strade del centro storico e della periferia. Con sfregi, ghirigori e "tag" il marchio di fabbrica dei writers che rimbalzano da un lato all'altro della città e non sembrano risparmiare niente: dalle sedi dei Quartieri alle case private, dai monumenti alle immagini sacre, fino alle targhe commemorative presenti nei parchi pubblici e ai furgoni utilizzati dai commercianti per il trasporto delle merci. E' LA BOLOGNA sporca e imbrattata che emerge dall'ultimo reportage fotografico condotto dal gruppo consiliare di Forza Italia. Una raccolta di 1.400 fotografie (con tanto di data e ora) scattate dal capogruppo degli azzurri a Palazzo D'Accursio, Daniele Carella e da Davide Domenichini «per denunciare spiegano i due l'inadeguatezza delle misure adottate dalla giunta Cofferati nell'affrontare il dilagante fenomeno del degrado visivo». LA SQUADRA dei forzisti si è messa in marcia all'inizio dell'anno, documentando dal 16 al 22 gennaio «lo stato indecoroso» in cui versano oltre 70 strade di Bologna. E scoprendo, con «vivo rammarico», che «la situazione fotografata nel 2009 osserva Carella è variata di poco rispetto a quella già denunciata dai nostri precedenti reportage del 2005 e del 2007». Non c'è quasi più traccia infatti («se si esclude qualche muro ridipinto di recente e miracolosamente ancora intonso») dell'impegno profuso dall'attuale amministrazione, che due anni fa varò un piano di pulizia straordinaria degli «scarabocchi»: ben 170 mila euro per ripulire, con l'aiuto della multiutility Hera, 6.000 metri quadrati di muri del ghetto ebraico e di via Andrea Costa e cancellare le scritte dalle pareti esterne di 46 scuole. A COLPIRE i forzisti sono soprattutto alcune «situazioni paradossali». E' il caso del ponte di via Libia, ripulito «ormai non si sa più quante volte», o delle tante sedi dell'Università, prese di mira su portoni e muri «con tag e graffiti che arrivano ad insultare la Legge Gelmini senza che nessuno se ne preoccupi: né a livello di giunta né a livello di Rettorato». MA PREOCCUPA e indigna anche la situazione del convento delle Clarisse di via della Torretta, dove «le suore ricorda Carella offrono accoglienza alle ragazze madri, ma sono costrette a spendere migliaia di euro l'anno per dare all'edificio un aspetto decoroso». E lascia l'amaro in bocca lo spettacolo offerto, fin dal 2005, dal "Copernico" in via Garavaglia («un cattivo esempio per gli alunni che lo frequentano») e il degrado del parco della Lunetta Gamberini, dove «edifici, fontane, arredi e giochi sono stati assaltati dalle mani dei taggari e graffitari», incentivati dall'amministrazione «con ben 2000 euro a graffito». Fin qui la denuncia del fallimento della politica «muscolare» messa in atto dalla giunta Cofferati, che «ha speso un sacco di soldi e non ha saputo attacca Carella né eliminare né arginare il problema». Ma il capogruppo di Forza Italia non si ferma alle critiche e propone una ricetta per debellare il fenomeno. Occorre, innanzitutto, una forte azione sul piano della prevenzione. «Il punto è osserva il consigliere comunale che nessuna politica di educazione civica è stata portata avanti nelle scuole né alcuna campagna mediatica è stata realizzata per sensibilizzare i giovani al rispetto della proprietà privata e pubblica». QUANTO alla punizione da riservare ai vandali dalla bomboletta facile, Carella non ha dubbi. «Noi non siamo per la galera spiega ma non bastano neppure le multe. Vanno obbligati a ripulire, di persona e a loro spese, quello che hanno deturpato».

Torna all'inizio


La scuola primaria perde la I di Internet (sezione: Scuola)

( da "Vnunet.it" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

La scuola primaria perde la I di Internet 23-02-2009 VNUnet.it Con la fine delle compresenze, l'insegnamento di informatica potrebbe essere uno dei primi progetti a farne le spese, soprattutto nella scuola primaria Le famose tre I della scuola Berlusconiana stanno per perdere un pilastro: la I di Internet. Con la fine delle compresenze, l'insegnamento di informatica sarà uno dei primi progetti a essere tagliati: la conferma arriva dal Ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. "La riduzione delle ore di compresenza - si legge nella Faq numero 23 - comporterà qualche riassetto organizzativo (...) Ci auguriamo che anche il laboratorio di informatica possa trovare spazio tra le attività, anche se vorrà convenire che esso non costituisce, soprattutto nella scuola primaria, un insegnamento prioritario". Cosa succederà? E' forse presto per dirlo, però vacilla una delle tre i, almeno secondo il quotidiano La Repubblica. Eppure il ministro Brunetta con Microsoft ha appena mostrato le novità che potrebbero presto aggiornare la scuola italiana: una scuola dotata di lavagne interattive e multimediali, laboratorio hi-tech e WiFi, con 24 desktop, 12 netbook, più una postazione per ogni insegnante (attualmente 20) e 10 lavagne SmartBoard. Per saperne di più: La Pa italiana nel mirino di Microsoft © Copyright 2007 tutti i diritti riservati | part of vnu.net europe

Torna all'inizio


Ma il reclutamento rimane ancora una partita aperta (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-02-23 - pag: 7 autore: Ma il reclutamento rimane ancora una partita aperta Luigi Illiano Il meccanismo di reclutamento dei docenti è la staffetta che dalla formazione iniziale porta alla conquista della cattedra. Percorsi che dovrebbero essere costruiti in sincronia. Per ora, però, mentre sul versante della formazione sembra che il lavoro di elaborazione sia stato completato (si veda l'articolo qui a fianco), la partita del reclutamento è sospesa. La Finanziaria 2008 (ministro Fioroni), dopo aver cancellato l'articolo 5 della legge Moratti (formazione e reclutamento dei docenti), stabiliva che le immissioni in ruolo devono avvenire solo per concorso ordinario con cadenza biennale e delegava il ministero a stabilire le nuove regole attuative per le assunzioni. Delega finora inutilizzata. Il risultato è che – a parte l'annuncio dell'attuale ministro, Mariastella Gelmini, sulla volontà di valorizzare il merito e di introdurre una carriera per gli insegnanti – non esiste oggi una normativa in materia di reclutamento degli insegnanti. Siamo in fase di vuoto legislativo. Al momento, ci sono due cantieri aperti: da una parte il disegno di legge in discussione presentato dal presidente della commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea (Pdl), e dall'altra le graduatorie cosiddette "a esaurimento" mai definitivamente chiuse. Le Ssis (Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario), cancellate dalla Finanziaria 2008, proseguono solo i corsi già avviati, mentre restano aperti quelli di Scienze della formazione primaria che garantiscono il titolo abilitante per le elementari. Canali comunque residuali rispetto agli oltre 340mila aspiranti docenti iscritti nelle graduatorie a esaurimento. Di questi, come rileva una recente indagine della Uil-Scuola, più di 130mila sono i supplenti che stanno lavorando nell'anno scolastico in corso. Ed è qui che si gioca la difficile partita di un nuovo reclutamento: il numero enorme di supplenti in lista d'attesa rende arduo qualsiasi intervento, rendendo più aspro il contrasto tra ministero e sindacati, che chiedono risorse concrete per mettere in campo una vera meritocrazia. Mentre crea anche qualche diffidenza dell'Economia verso l'Istruzione perché –negli anni– pur annunciando tagli ha messo in campo solo assunzioni. Il Ddl Aprea è molto preciso e prevede che gli istituti possano assumere attraverso propri concorsi i docenti che risulteranno iscritti in un albo regionale e introduce tre livelli per la carriera: insegnante iniziale, ordinario ed esperto. Altra novità sarà l'istituzione della vicedirigenza scolastica, figura di diretta collaborazione con i presidi. Ovviamente il testo firmato Aprea parte dal punto in cui sarà approvato e non si occupa, né potrebbe, dei precari. Per questi ultimi resta la norma attuale – l'unica in vigore peraltro – secondo la quale le assunzioni nella scuola attingono per il 50% dalle liste vincitori di concorso e per l'altra metà dalle graduatorie a esaurimento. La situazione indica graduatorie e liste quasi esaurite per le cattedre scientifiche e sovraffollamento per quelle umanistico- letterarie, per le quali – al ritmo attuale – potrebbero volerci anche più di venti anni per completare le assunzioni. IN CANTIERE Non esiste attualmente una normativa per l'accesso al lavoro e i progetti annunciati sono in fase di studio

Torna all'inizio


Strafalcioni in burocratese a norma di legge (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Strafalcioni in burocratese a norma di legge PAOLO ARMAROLI Le legislature repubblicane sono un po' come certe mogli: una è peggio dell'altra. E al peggio, si sa, non c'è mai fine. Governi e Parlamenti, dominati dal centrosinistra o dal centrodestra, fanno a gara a chi le spara più grosse. Alla fin fine la colpa è del gatto: degli uffici legislativi dei ministeri. Fatte le debite eccezioni, scrivono in puro burocratese. Una neolingua scarsamente comprensibile da parte dei comuni mortali. Che, una volta fatta la legge, sono tenuti alla sua osservanza. Così la certezza del diritto va a farsi benedire. Esempi più o meno demenziali sono anche di stringente attualità. In effetti, non poche rubriche di articoli di decreti legge fanno venire l'orticaria. È mai possibile che non se ne sia accorto nessuno? Né il Consiglio dei ministri, che pure li hanno adottati, né il Presidente della Repubblica che li ha emanati senza battere ciglio? Facciamo il caso del decreto legge 23 maggio 2008, n. 90 (misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza rifiuti in Campania), che pure ha fatto miracoli. Come tutte le persone di buon senso hanno riconosciuto, al di là delle appartenenze politiche. L'articolo 8 è intitolato: "Termovalorizzatori di Napoli, ecoballe e stoccaggi". Ecoballe suona male e si presta a facili ironie. Non saranno mica bugie ecologiche? Passiamo al decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, contenente misure urgenti per lo sviluppo economico. Il provvedimento ha il merito di aver anticipato gran parte della legge finanziaria, ma il torto di avere una rubrica più lunga dei titoli delle pellicole di Lina Wertmüller. Bene, anzi male. L'articolo 27 ha per titolo: "Taglia-carta". Si tratta forse di uno strumento da scrivania? Parrebbe di sì. E che dire del titolo del successivo articolo 38, "Impresa in un giorno"? Siamo per caso in presenza di un'impresa effimera? Il decreto legge 10 novembre 2008, n. 180, recante disposizioni urgenti per il diritto allo studio, all'articolo 1, comma 4, usa invece impropriamente "elettorato attivo" anziché un corretto "corpo elettorale". Per fortuna, queste e consimili "papere" sono state talvolta corrette dalle leggi di conversione. Probabilmente il Comitato per la legislazione, istituito alla Camera nel 1997, ha fatto buona guardia. Ma forse la "perla" più esilarante è contenuta all'articolo 45, comma 1, lettera h), del decreto legge in materia di sicurezza. L'occhiuta disposizione suona così: "Il rilascio di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo è subordinato al superamento, da parte del richiedente, di un test di conoscenza della lingua italiana, le cui modalità di svolgimento sono determinate con decreto del ministero dell'Interno, di concerto con il ministro dell'istruzione". Ora, ci domandiamo: al Consiglio dei ministri che ha adottato il provvedimento, il ministro Mariastella Gelmini, che finora non ha certo demeritato, non c'era o dormiva? Test? Quanti impartiscono consimili lezioni di lingua italiana, come gli ignoti estensori della disposizione citata, meriterebbero di essere fucilati alla schiena per alto tradimento della lingua nazionale. Qualora poi ottenessero la grazia, dovrebbero essere presi per un orecchio e riaccompagnati a scuola. Così imparerebbero una buona volta, meglio tardi che mai, che nella lingua di Dante si dice "prova", "esame". Test continuino a dirlo e a scriverlo oltre Manica e al di là dell'Atlantico. Paolo Armaroli (paoloarmaroli@tin.it), è docente di Diritto pubblico comparato e Diritto parlamentare. 23/02/2009

Torna all'inizio


Il maestro unico cancella l'informatica (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Feb 0923 Il maestro unico cancella l'informatica Pubblicato da Andrea Garbin alle 07:59 in Giovani e itc, giovani e scuola Il maestro unico perde per strada una delle tre I, tanto citata sia da Berlusconi che dal precedente ministro dell'istruzione, la Moratti. Ad un genitore che chiedeva spiegazioni se il proprio figlio avrebbe continuato ad usufruire del laboratorio di informatica sulle f.a.q. del sito del Ministero, viene risposto che a quell'età l'informatica non è una priorità. Peccato così non potrà vedere il canale su Youtube della sua Ministro Gelmini. A parte gli scherzi la segnalazione di Salvo Intravaia su Repubblica ci dimostra come scricchioli il piano del governo, adesso perdiamo una delle tre I, quella dell'informatica. Tra poco vedremo che ci saranno problemi anche per la seconda quella dell'inglese, che del resto visto come si sta pompando la nostra italianità, verrà ampiamente giustificata la non priorità anche per l'inglese. La prima I quella delle imprese del resto con la crisi attuale non se ne parla proprio più da un pezzo. Così il vero rischio è di perdere la lettera s e della p fino ad arrivare alla lettera z, ovvero fine della scuola pubblica e ultimi in classifica.

Torna all'inizio


Voto in condotta, pareri contrastanti (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Voto in condotta, pareri contrastanti Lunedì 23 Febbraio 2009, Stanno arrivando gli studenti polesani delle superiori arriveranno le prime pagelle della riforma Gelmini. Da quest'anno scolastico, infatti, il voto di condotta farà media e sarà praticamente una materia in più con cui fare i conti. Ed ecco arrivare la "bestia nera" del 5 in condotta, la bocciatura assicurata. Ma le cose stanno davvero così? Innanzitutto il famoso 5 in condotta, il voto capace di determinare la bocciatura di un alunno, fino a qualche giorno fa, poteva essere assegnato solo a chi nel corso dell'anno era stato sospeso almeno una volta per un periodo superiore a 15 giorni e non aveva modificato il proprio comportamento in seguito. Quindi si tratta di situazioni ben determinate, atte appunto a contrastare per lo più il fenomeno del bullismo, ma che difficilmente saranno applicate ad alunni che svolgono il loro lavoro normalmente e che sono solo un po' vivaci. È di questi ultimi giorni la notizia che il ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini ha deciso di «liberalizzare» l'insufficienza in pagella alla voce comportamento. Tempo tre settimane e la proposta verrà portata in Consiglio dei ministri sotto forma di regolamento esplicativo. Con una novità fondamentale: per poter dare il 5, che dal secondo quadrimestre significa bocciatura, non sarà più necessario che l'alunno sia stato sospeso per oltre 15 giorni. Basterà anche meno. Il voto di condotta, comunque sarà determinato da più criteri, fai i quali frequenza e puntualità, rispetto del regolamento d'Istituto, partecipazione attiva alle lezioni, collaborazione con insegnanti e compagni e rispetto degli impegni scolastici Sono considerate valutazioni positive della condotta i voti otto, nove e dieci. L'otto segnala però una presenza in classe poco costruttiva o per passività o per eccessiva esuberanza vIl sei e il sette sono considerate valutazioni negative. Vengono attribuite solo se precedute da gravi provvedimenti disciplinari o da numerose note sul registro e/o sul diario personale. E i ragazzi cosa dicono? Ci sono ovviamente pareri positivi e negativi. «Sono molto favorevole - afferma Chiara, quarto anno di un liceo - in fondo dobbiamo essere giudicati anche per il comportamento che teniamo in classe e quindi è giusto così». Mentre per Francesco, terzo anno di un istituto tecnico il provvedimento è sbagliato: «Non è così che si può contrastare il fenomeno del bullismo. Non penso che un probabile brutto voto possa fermare chi va della violenza una sua bandiera di vita. Comunque staremo a vedere». Maria Benedetta Errigo

Torna all'inizio


Università: Gelmini, premiare le migliori ma no sprechi (sezione: Scuola)

( da "KataWeb News" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Università: Gelmini, premiare le migliori ma no sprechi 23 febbraio 2009 alle 15:49 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però, che in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci". È quanto afferma in una nota il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini. "Ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose. Il Governo con il decreto legge sull'università ha deciso di destinare più fondi alle università migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate. La crisi economica internazionale -- aggiunge il ministro -- deve trasformarsi in una grande opportunità per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema principale non è quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche". AGI

Torna all'inizio


Universita'/ Gelmini: Premiare le migliori e tagliare gli (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 23 feb. (Apcom) - "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però, che in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza". Così il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, replica al monito lanciato oggi dal presidente della Repubblica. "Bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia - insiste il ministro - è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci. Ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose. Il Governo - scrive Gelmini in una nota - con il decreto legge sull'università ha deciso di destinare più fondi alle università migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate". "La crisi economica internazionale - conclude Gelmini - deve trasformarsi in una grande opportunità per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema principale non è quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche".

Torna all'inizio


23/02/2009 15:43 UNIVERSITA': GELMINI, PREMIARE ATENEI MIGLIORI E TAGLIARE SPRECHI (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 23 feb. (Adnkronos) - ''Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Universita' sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma e' altrettanto vero, pero', che in questa fase di difficolta' economica internazionale e' necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza''. E' quanto afferma il ministro per l'Istruzione, Universita' e Ricerca Mariastella Gelmini.

Torna all'inizio


UNIVERSITA':GELMINI, PREMIARE LE MIGLIORI MA NO A SPRECHI (sezione: Scuola)

( da "Agi" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITA':GELMINI, PREMIARE LE MIGLIORI MA NO A SPRECHI (AGI) - Roma, 23 feb. - "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Universita' sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma e' altrettanto vero, pero', che in questa fase di difficolta' economica internazionale e' necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realta' di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia e' nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci". E' quanto afferma in una nota il ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca Mariastella Gelmini. "Ci sono ampi margini per migliorare le modalita' di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle universita' piu' virtuose. Il Governo con il decreto legge sull'universita' ha deciso di destinare piu' fondi alle universita' migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate. La crisi economica internazionale - aggiunge il ministro - deve trasformarsi in una grande opportunita' per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema principale non e' quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche".

Torna all'inizio


UNIVERSITA': GELMINI, PREMIARE ATENEI MIGLIORI E TAGLIARE SPRECHI (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITA': GELMINI, PREMIARE ATENEI MIGLIORI E TAGLIARE SPRECHI PREOCCUPAZIONI NAPOLITANO SONO ANCHE DEL GOVERNO commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA ultimo aggiornamento: 23 febbraio, ore 15:43

Torna all'inizio


La Gelmini sull'università: premiare le migliori e tagliare gli sprechi (sezione: Scuola)

( da "Rai News 24" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Roma | 23 febbraio 2009 La Gelmini sull'università: premiare le migliori e tagliare gli sprechi Mariastella Gelmini "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Universita' sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma e' altrettanto vero, pero', che in questa fase di difficolta' economica internazionale e' necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realta' di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia e' nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci". E' quanto afferma in una nota il ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca Mariastella Gelmini. "Ci sono ampi margini per migliorare le modalita' di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle universita' piu' virtuose. Il Governo con il decreto legge sull'universita' ha deciso di destinare piu' fondi alle universita' migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate. La crisi economica internazionale - aggiunge il ministro - deve trasformarsi in una grande opportunita' per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema principale non e' quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche".

Torna all'inizio


Atenei, Colle: no a tagli indiscriminati. Gelmini: meno sprechi (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - Dopo il monito del presidente della Repubblica contro "i tagli indiscriminati" per le università italiane, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha detto che occorre "tutelare le tante realtà di eccellenza e tagliare gli sprechi". Nel suo intervento all'Università di Perugia, il capo dello Stato ha sottolineato oggi che le università italiane "necessitano di valutazioni e interventi pubblici puntuali" augurandosi "che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati", come riferito da un portavoce. Napolitano inoltre ha puntualizzato che conoscenza e ricerca sono la "leva fondamentale per la crescita economica e sociale". A stretto giro di posta il ministro Gelimini ha risposto che le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo. "In questa fase di difficoltà economica (...) bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia (...) ed eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci", ha puntualizzato il ministro in una nota. Secondo Gelmini ci sono "ampi margini" per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose. Il governo -- prosegue Gelmini -- con il decreto legge sull'università ha deciso di destinare più fondi alle università migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate. Il decreto sugli atenei -- approvato il mese scorso tra le contestazionei dell'opposizione -- modifica il sistema dei concorsi per la carriera universitaria con l'obiettivo, secondo l'esecutivo, di garantire più trasparenza nelle scelte e ridurre il rischio di nepotismo e favoritismi. Sul fronte del controllo della spesa, il provvedimento penalizza le università che destinano oltre il 90% dello stanziamento statale per il personale, in quanto non potranno fare nuove assunzioni, mentre quelle migliori, con qualità della ricerca più alta e un'offerta formativa più efficiente, avranno più fondi. "La crisi economica internazionale deve trasformarsi in una grande opportunità per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema principale non è quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche", ha sottolineato il ministro.

Torna all'inizio


Università, Napolitano:... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

n. 8 del 2009-02-23 pagina 0 Università, Napolitano: "No tagli indiscriminati" Gelmini: premiamo i migliori e tagliamo sprechi di Redazione Il capo dello Stato: "Ripensare le scelte di bilancio impostate solo su tagli indiscriminati. La ricerca è la leva dello sviluppo". I rettori ringraziano. La replica del ministro dell'Istruzione: "Cerchiamo solo di ridurre gli sprechi". Brunetta si associa: "Nessun taglio indiscriminato" Perugia - Napolitano torna a puntare il dito contro il governo. Questa volta l'oggetto del contendere tra quirinale ed esecutivo sono università e ricerca. Le università italiane necessitano di "valutazioni e interventi pubblici puntuali ed è necessario rivedere alcuni tagli che, sebbene dettati da motivi di bilancio, sono risultati indiscriminati". Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invoca più risorse pubbliche per gli atenei italiani. Dall?università di Perugia, dove partecipa alla cerimonia per il VII centenario della fondazione dell?ateneo, Napolitano si augura che "siano maturi i tempi per un riesame e un ripensamento di decisioni di bilancio ancorate a una logica di tagli indiscriminati". La replica della Gelimini "Premiare le università migliori e tagliare gli sprechi: è questo quello che vuole fare il governo". Lo precisa il ministro dell?Istruzione, Mariastella Gelmini, aggiungendo che "le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo". Attenzione ai bilanci "Non ci si può abbandonare a generalizzazioni negative e liquidatorie che mettano a rischio il futuro della ricerca e dell?università" prosegue Napolitano ascoltando, dopo la relazione del rettore Francesco Bistoni, i molteplici problemi del mondo universitario, dalla carenza di risorse alle difficoltà di bilancio che hanno visto più atenei italiani "in rosso". Il capo dello Stato invita a guardare ai singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca "con coraggio" considerando ciò che accade in Europa e nel Mondo in questo settore e che "può suggerire" delle soluzioni. Ricerca leva per lo sviluppo La conoscenza e la ricerca sono "leva fondamentale per la crescita economica e sociale" perché "solo il sapere e l?innovazione rappresentano un argine e una carta vincente nella sfida dei mercati globali. Ma in Italia si tarda a trarre le dovute conseguenze di questa che sembra una verità riconosciuta da tutti" continua il presidente della Repubblica parlando a Perugia. "Questa è una verità difficile da contestare e apparentemente non contestata anche nel nostro Paese - sottolinea il presidente -. Ma si tarda a trarne le conseguenze". No alla fuga di cervelli Napolitano "bacchetta" la classe dirigente del Paese, perché nonostante sia una "verità difficile da contestare» il fatto che ricerca e conoscenza rappresentino una leva fondamentale per lo sviluppo, "si tarda e si resiste a trarne le necessarie conseguenze e implicazioni". Certo, sottolinea Napolitano, sull?Italia "pesano insufficienze e contraddizioni proprie del nostro Paese e certamente pesa un ingente debito pubblico che si fa sentire su tutte le scelte di bilancio. Ma "ciò non toglie - continua il presidente - anche e a maggior ragione in una fase di crisi e di gravi incertezze per il futuro, che è necessario che tutte le forze responsabili si impegnino nel salvaguardare e tutelare il capitale umano e di sapere per evitare una dispersione di talenti troppo spesso sottovalutati". Richiami legittimi Napolitano rivendica il diritto di fare dei richiami pubblici rispetto alla "situazione difficile" determinata dalla grave crisi economica e finanziaria. "Fa parte - dice - delle mie responsabilità dettate dalla Costituzione e richieste da una situazione di straordinaria difficoltà del Paese per una crisi che ha investito la finanza e l?economia mondiale e che in Italia sconta il retaggio, per molti aspetti, di vicende pluridecennali. Non c?è bisogno che citi a questo proposito il peso di un ingente debito pubblico che si fa sentire su tutte le decisioni di bilancio da prendere di volta in volta. Ciò però non toglie che, e anche a maggior ragione, in questa fase di crisi che l?Europa e il mondo stanno vivendo con gravi incertezze per il futuro, tutte le forze responsabili del paese debbano proporsi di salvaguardare, potenziare, valorizzare le risorse di capitale umano e di sapere evitando la dispersione di talenti e risultati troppo spesso sottovalutati". La Gelmini non ci sta Per il ministro la crisi economica internazionale "deve trasformarsi in una grande opportunità per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema principale non è quanto si spende, ma come vengono spese le risorse pubbliche. La ricerca e l?università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però - ha osservato - che in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia - ha aggiunto - è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci". La Gelmini è convinta che ci siano "ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose. Il governo con il decreto legge sull?università - ha ricordato - ha deciso di destinare più fondi alle università migliori e di creare 4mila nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate". I rettori con Napolitano Il finanziamento dell?università "è un tema centrale" dal quale dipende "la sopravvivenza della massima istituzione formativa del nostro Paese". Lo sottolinea il presidente della conferenza dei rettori (Crui), Enrico Decleva, ringraziando Napolitano "per la sua continua attenzione alle questioni riguardanti il sistema universitario". "Il tema toccato oggi dal capo dello Stato a Perugia, quello del finanziamento dell?università, è un tema centrale. Ne va della sopravvivenza della massima istituzione formativa del nostro Paese. D?altra parte, nei mesi scorsi da più parti - ricorda Decleva - si è lavorato, e si sta lavorando, proficuamente per definire le linee di una revisione normativa della governance e del sistema di reclutamento. Ciò nell?ottica di un impegno riformatore che si intende rilanciare dall?interno del sistema, attraverso un dibattito costruttivo con il ministero, il governo e il parlamento, ma che non può prescindere dagli aspetti finanziari". Brunetta non ci sta "Non ci sono stati tagli indiscriminati": così il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha commentato le parole del presidente della Repubblica. "Lo dico - ha aggiunto il ministro - senza alcuna polemica. Abbiamo tagliato 36 miliardi di euro per il triennio 2009-2011 di spesa corrente - ha proseguito Brunetta, a margine della firma di un protocollo di intesa con l?università Roma 3 - con la manovra finanziaria di luglio abbiamo salvato l?Italia". Rispetto alla ricerca "il governo ha un?enorme attenzione - ha concluso Brunetta - lo dico io che sono un professore universitario e lo dimostrano i protocolli di intesa" già firmati per la digitalizzazione degli atenei romani. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Ateneo per ateneo: ecco la mappa degli sprechi (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

n. 8 del 2009-02-23 pagina 0 Ministero, ecco la mappa degli sprechi di Redazione è necessario utilizzare al meglio le risorse per università e ricerca in Italia; non è solo un problema di risorse destinate all?università ma come queste vengono impiegate. Lo ha ribadito oggi il ministro dell?Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini Roma - è necessario utilizzare al meglio le risorse per università e ricerca in Italia; non è solo un problema di risorse destinate all?università ma come queste vengono impiegate. Lo ha ribadito oggi il ministro dell?Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini. E Viale Trastevere, a supporto di questa affermazione cita, ha ricordato in una nota alcuni dati. In percentuale in Italia si laureano meno studenti che in Cile, questo anche se nel nostro Paese ci sono 95 università. Oltre alle sedi centrali esistono più di 320 sedi distaccate. Sono attivi 37 corsi di laurea con 1 solo studente e 327 facoltà con 15 iscritti. Nel 2001 i corsi di laurea erano 2444, oggi sono più che raddoppiati arrivando a 5500. Negli altri Paesi Europei, la media dei corsi dei laurea è la metà. Le materie insegnante nelle università italiane sono circa 170.000, contro una media europea di 90.000. Nessun ateneo italiano è entrato nella graduatoria delle migliori 150 università del mondo stilata dal Times. La prima nostra università che compare è Bologna al 192esimo posto Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000. Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze degli studenti, aumentando la spesa in maniera incontrollata. Molte università italiane hanno i conti in rosso. L?Università di Siena, ad esempio, spende per il personale il 104% del suo finanziamento e la Federico II di Napoli il 101% con decine di milioni di euro di passivo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Università, Napolitano: "No ai tagli, più risorse" (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Cronache Università/ La Gelmini risponde a Napolitano: "Premiare le migliori e tagliare gli sprechi" Lunedí 23.02.2009 16:10 "Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un discorso all'Università di Perugia. Il Capo dello Stato si trova a all'Università di Perugia per partecipare alla cerimonia conclusiva delle celebrazioni del settimo centenario di fondazione dell'ateneo perugino. Napolitano, nel corso della cerimonia per i 700 anni di fondazione dell'Università di Perugia, ha ricordato che "la ricerca e la formazione sono la leva fondamentale per la crescita dell'economia. Questa è una verità difficilmente contestabile e apparentemente non contestata nel nostra paese". Il capo dello Stato ha inoltre sottolineato la necessità di non abbandonarsi a "generalizzazioni negative e liquidatorie che mettono a rischio la ricerca e l'università". GELMINI, PREMIARE LE MIGLIORI E TAGLIARE SPRECHI - "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però, che in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realta' di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci". E' quanto afferma in una nota il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini. "Ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle universitù più virtuose. Il Governo con il decreto legge sull'universita' ha deciso di destinare più fondi alle universitù migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate. La crisi economica internazionale - aggiunge il ministro - deve trasformarsi in una grande opportunita' per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema principale non e' quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche. tags: tagli università napolitano

Torna all'inizio


Tagli agli atenei, altolà del Quirinale La Gelmini: <Eliminare gli sprechi> (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il ministro gelmini: «premiare gli atenei migliori, tagliare gli sprechi» Atenei, monito di Napolitano «No ai tagli indiscriminati» «Mi auguro che i tempi siano maturi per rivedere le scelte di bilancio. La ricerca è leva dello sviluppo» Giorgio Napolitano (Inside) PERUGIA - Le università italiane necessitano di «valutazioni e interventi pubblici puntuali» e «mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati»: questo il monito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che all'Università di Perugia ha partecipato alla cerimonia conclusiva delle celebrazioni del settimo centenario di fondazione dell'ateneo umbro. Il Capo dello Stato ha ascoltato la relazione del rettore dell'Università di Perugia, Francesco Bistoni, il quale ha sottolineato i livelli di eccellenza ancora presenti negli atenei italiani nonostante il costo terribile - in termini anche monetari - della fuga dei cervelli all'estero. Questa costa all'erario statale ogni anno 1 miliardo e mezzo di euro. «SITUAZIONE DIFFICILE»- Napolitano ha colto queste osservazioni per una riflessione sull'Università, la crisi economica e i problemi del bilancio statale, rivendicando il diritto di fare dei richiami pubblici rispetto alla «situazione difficile». La conoscenza e la ricerca, ha voluto sottolineare il capo dello Stato, sono «leva fondamentale per la crescita economica e sociale» perché «solo il sapere e l'innovazione» rappresentano un argine e una carta vincente nella sfida dei mercati globali. Ma in Italia, ha aggiunto Napolitano, si tarda a trarre le dovute conseguenze di questa che sembra una verità riconosciuta da tutti. «Questa è una verità difficile da contestare e apparentemente non contestata anche nel nostro Paese - ha sottolineato il presidente della Repubblica -. Ma si tarda a trarne le conseguenze». «NO A GENERALIZZAZIONI» - A Perugia, Napolitano ha anche rinnovato l'appello a definire le riforme per l'Università senza abbandonarsi a generalizzazioni liquidatorie, guardando i singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca «con coraggio» e considerando ciò che accade in Europa e nel Mondo in questo settore e che «può suggerire» delle soluzioni. Il capo dello Stato ha concluso il suo appello rivolgendosi a «tutte le forze responsabili del Paese» affinché si impegnino a difendere, potenziare, valorizzare tutte le risorse di capitale umano «evitando la dispersione di talenti e risultati troppo spesso sottovalutati». GELMINI - Dopo le affermazioni dei Napolitano, sul tema interviene anche il ministro dell'Istruzione. «Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo» ci tiene a precisare Mariastella Gelmini. Il ministro aggiunge però che «la Ricerca e l'Università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però, che in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia». «Tuttavia - prosegue - è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci. Ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose». «NON CI SONO TAGLI» - Anche il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, è intervenuto sulla questione per sottolineare che «non ci sono stati tagli indiscriminati». Brunetta ha ricordato che nella manovra finanziaria «sono stati tagliati 36 miliardi di euro di spesa corrente per il triennio 2009-2011 e con questi tagli abbiamo salvato l'Italia». Il ministro ha proseguito spiegando che «il governo ha enorme attenzione alla ricerca». Dunque nessun taglio fatto in modo indiscriminato al settore, secondo Brunetta che tiene a precisare: «Lo dico senza nessuna polemica». GARAVAGLIA - Di segno opposto la posizione del Pd. «Il richiamo del capo dello Stato sull'Università - sottolinea la senatrice Mariapia Garavaglia - non può rimanere inascoltato. Di fronte ai tagli indiscriminati del governo Berlusconi che hanno colpito nell'ultimo anno gli atenei italiani, il presidente Napolitano ha sentito il bisogno di dare l'allarme sulla situazione in cui versa uno dei settori più importanti per il futuro dell'Italia». REAZIONI - Il Presidente della Crui, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Enrico Decleva ha ringraziato Napolitano per la sua continua attenzione alle questioni riguardanti il sistema universitario. «Il tema toccato oggi dal Capo dello Stato a Perugia, quello del finanziamento dell'università, è un tema centrale - ha detto Decleva - : ne va della sopravvivenza della massima istituzione formativa del nostro Paese». Plauso alle parole del capo dello Stato anche da parte dell'Italia dei valori e del Pd. «La maggioranza e il governo ascoltino le parole del presidente Napolitano» ha detto Fabio Giambrone, vicepresidente dei senatori dell'Idv. Per Pina Picierno, parlamentare del Partito democratico, «le parole che il presidente della Repubblica ha dedicato al università e ricerca sono vere e importanti». stampa |

Torna all'inizio


Napolitano contro i tagli alla formazione (sezione: Scuola)

( da "AprileOnline.info" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Napolitano contro i tagli alla formazione Monica Maro, 23 febbraio 2009, 17:55 Politica Il Capo dello Stato, a Perugia, esprime la sua preoccupazione per le decurtazioni al fondo ordinario delle università italiane previsto dalla manovra estiva del governo (63 milioni di euro nel 2009 e 190 nel 2010) : "La formazione è la leva dello sviluppo. Non possiamo disperdere i nostri talenti". A distanza arriva la replica della Gelmini: "Eliminiamo solo gli sprechi". Solidarietà al presidente dai rettori e dalle opposizioni Sessantatre milioni e mezzo di euro nel 2009 e 190 milioni nel 2010. A tanto ammontano le decurtazioni al fondo di funzionamento ordinario delle università italiane previsto dalla legge 133 del 2008, la manovra estiva del governo. Tagli di cui oggi ha parlato, a Perugia, anche il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, esprimendo la sua preoccupazione. Sotto accusa, l'articolo 66 della legge emanata il 6 agosto scorso che stabilisce che "il fondo per il finanziamento ordinario delle università è ridotto di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013". Ma non finisce qui: la legge 126 del 2008 per finanziare l'esenzione dell'Ici per la prima casa stabilisce, all'articolo 5, un'altra "riduzione lineare" che si traduce in un taglio di 460 milioni di euro sempre per il fondo per il finanziamento ordinario delle università. Combinando i due provvedimenti, lo stanziamento complessivo del fondo previsto dalla finanziaria 2009 risulta essere di 6.893.577 euro per il 2009, 6.162.868 euro per il 2010, 6.030.243 euro per il 2011. I fondi del 2010, dunque, presentano una riduzione di quasi il 10% rispetto al 2009. Il discorso di Napolitano. "Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati". è questo il messaggio lanciato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso all'Università di Perugia, dove il Capo dello Stato ha partecipato alla cerimonia conclusiva delle celebrazioni del settimo centenario di fondazione dell'ateneo. Napolitano è stato accolto nel capoluogo umbro dal rettore Francesco Bistoni e dalle massime autorità locali tra le quali la presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti ed il sindaco di Perugia, Renato Locchi. Nel corso del suo discorso, l'inquilino del Quirinale ha rivendicato il proprio diritto a esprimere richiami pubblici. "Fa parte - ha detto - delle mie responsabilità dettate dalla Costituzione e richieste da una situazione di straordinaria difficoltà del paese per una crisi che ha investito la finanza e l'economia mondiale e che in Italia sconta il retaggio, per molti aspetti, di vicende pluridecennali. Non c'è bisogno che citi a questo proposito il peso di un ingente debito pubblico che si fa sentire su tutte le decisioni di bilancio da prendere di volta in volta". "Ciò però - ha continuato - non toglie che, e anche a maggior ragione, in questa fase di crisi che l'Europa e il mondo stanno vivendo con gravi incertezze per il futuro, tutte le forze responsabili del Paese debbano proporsi di salvaguardare, potenziare, valorizzare le risorse di capitale umano e di sapere evitando la dispersione di talenti e risultati troppo spesso sottovalutati". In questo senso, il presidente della Repubblica ha chiesto di non abbandonarsi a "generalizzazioni negative e liquidatorie che mettono a rischio la ricerca e l'università", dato che la ricerca è la "leva dello sviluppo". Di questo, tuttavia, "si tarda a trarne tutte le conseguenze e le necessarie implicazioni. Lo dico perché è un tema cruciale ed è mio dovere costituzionale fare questo e altri richiami pubblici". La visita di Napolitano a Perugia ha fornito l'occasione ad alcuni studenti della Sinistra Universitaria - Unione degli universitari per consegnare al Presidente della Repubblica una "lettera di solidarietà" in difesa della Costituzione. La replica del ministro. A distanza, replica il ministro dell'Università Mariastella Gelmini: "Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo. La Ricerca e l'Università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però, che in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci". "Ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose. - prosegue il ministro - Il governo con il decreto legge sull'università ha deciso di destinare più fondi alle università migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate". I rettori ringraziano Napolitano. Il finanziamento dell'università "è un tema centrale" dal quale dipende "la sopravvivenza della massima istituzione formativa del nostro Paese". Lo sottolinea il Presidente della Conferenza dei rettori (Crui), Enrico Decleva, ringraziando il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, "per la sua continua attenzione alle questioni riguardanti il sistema universitario". "Il tema toccato oggi dal Capo dello Stato a Perugia, quello del finanziamento dell'università, è un tema centrale. Ne va della sopravvivenza della massima istituzione formativa del nostro Paese. D'altra parte, nei mesi scorsi da più parti - ricorda Decleva - si è lavorato, e si sta lavorando, proficuamente per definire le linee di una revisione normativa della governance e del sistema di reclutamento. Ciò nell'ottica di un impegno riformatore che si intende rilanciare dall'interno del sistema, attraverso un dibattito costruttivo con il Ministero, il Governo e il Parlamento, ma che non può prescindere dagli aspetti finanziari". I commenti dall'opposizione. "Non hanno voluto ascoltare l'opposizione, si dia ascolto almeno all'autorevole voce del Presidente della Repubblica, e si inverta la marcia per dare speranze ai nostri giovani". Così Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, commenta le affermazioni del Presidente Napolitano contro i tagli all'università. "Già a luglio- spiega la parlamentare del Pd - in completa solitudine, abbiamo rilevato come i tagli imposti dalla manovra estiva di Tremonti avrebbero portato molti atenei al collasso tra il 2010 e il 2011". Il governo, continua la parlamentare, "con la politica dei tagli al sapere ha compromesso la didattica e la ricerca universitaria, fattori strategici che costituiscono il volano per la crescita di ogni economia. Quando l'onda lunga della crisi sarà passata, solo coloro che hanno potenziato scuola, università e ricerca, potranno competere sullo scenario globale. Gli altri paesi lo hanno capito- chiude Ghizzoni- mentre noi disinvestendo su ricerca e innovazione restiamo il fanalino di coda in Europa". La politica "dei tagli indiscriminati operata da parte del governo in particolare nel settore dell'istruzione, ricerca e università sta mostrando il suo vero volto e gli effetti negativi che aumenteranno nei mesi futuri". Lo sottolinea Silvana Mura, deputata dell'Italia dei valori che parla di "modo irresponsabile di affrontare una crisi economica che denota una politica in cui è assolutamente assente la capacità di guardare oltre l'immediato". In questo senso il richiamo odierno del presidente della Repubblica è "estremamente indicativo e denuncia il baratro nel quale rischiano di scomparire la ricerca e l'università italiana e con loro gran parte del sistema paese. Un governo responsabile - chiude Mura - dovrebbe ripensare la politica di tagli operata fino ad oggi, ma le parole del ministro Gelmini non lascino alcuna speranza in questo senso". Anche Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc si dichiara "pienamente d'accordo con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La logica dei "tagli indiscriminati" non può e non deve riguardare il mondo della scuola, dell'università e della ricerca". "Come dice Napolitano, 'la ricerca e la formazione sono la leva fondamentale per la crescita dell'economia'. Se il governo Berlusconi non ha i soldi per finanziare l'università e la ricerca, così come la scuola pubblica metta mano a una tassazione seria dei grandi patrimoni, reintroduca una patrimoniale sulle grandi ricchezze e vedrà che i soldi li trova", conclude Ferrero.

Torna all'inizio


UNIVERSITA': SCRIMA, BENE RICHIAMO NAPOLITANO CONTRO 'TAGLI' (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

(ASCA) - Roma, 23 feb - Ancora una volta la CISL Scuola esprime ''apprezzamento e condivisione per l'autorevole richiamo che il Presidente della Repubblica ha elevato oggi a Perugia a difesa del sistema scolastico e universitario e contro i 'tagli' indiscriminati che ne minerebbero la sua fondamentale funzione di 'salvaguardare il nostro capitale umano, leva fondamentale per la crescita dell'economia'''. E' quanto si legge in un a dichiarazione di Francesco Scrima, segretario generale della Csil Scuola. Anche per la CISL Scuola, infatti, ''sono maturi i tempi per ripensare e rivedere le scelte di bilancio che ha contestato e continua a contrastare, che destrutturano il sistema pubblico di istruzione e mettono a rischio lo stesso esercizio del diritto allo studio, costituzionalmente sancito''. I 'tavoli' di confronto, aperti con il Ministro Gelmini, ''devono approdare, in coerenza e nel rispetto degli impegni assunti dal Governo lo scorso 11 dicembre- secondo Scrima- a concrete misure di ridimensionamento dei 'tagli' previsti, impegni che devono ora essere recepiti nei provvedimenti 'in cantiere', a partire dal decreti interministeriali sugli organici e sulle immissioni in ruolo a copertura dei posti vacanti''.

Torna all'inizio


Gelmini e i tagli alla scuola: Repubblica lancia l'allarme informatica. (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Feb 0923 Gelmini e i tagli alla scuola: Repubblica lancia l'allarme informatica. Pubblicato da don Paolo Padrini alle 16:47 in Cronaca La riforma Gelmini, taglierà effettivamente qualcosa nella scuola italiana? Il Presidente Napolitano ha espresso preoccupazione per possibili tagli in modo inappropriato oppure la scuola italiana rischia di vedersi cadere a pezzi sotto la mannaia del "risparmio e della razionalizzazione"? Secondo Repubblica, ed in particolare un articolo di Salvo Intravaia, a fare le spese dei tagli sarà proprio uno degli ambiti su cui un ministro dell'istruzione del Centro Destra, Letizia Moratti, aveva precedentemente puntato: l'informatica. Scrive Repubblica (qui potete leggere l'articolo integrale) : Sparisce la "I" di Informatica di morattiana memoria. I tagli del governo sulla scuola cancellano uno dei pilastri della riforma Moratti: quella delle tre "I" (Inglese, Impresa, Internet o Informatica). Dal prossimo anno scolastico, infatti, gli insegnanti della scuola elementare (ora primaria) e della media (secondaria di primo grado) dovranno fare i salti mortali per aprire il mondo delle conoscenze informatiche ai propri alunni. Il taglio delle cosiddette compresenze nella scuola primaria e la riduzione delle ore di Tecnologia nella scuola secondaria di primo grado renderà quasi impossibile l'insegnamento dei primi fondamenti di Informatica e Internet a bambini e ragazzini. La conferma arriva dallo stesso ministero dell'Istruzione, che in questi giorni ha aperto una finestra di dialogo sulla riforma con genitori e insegnanti. Le Faq (frequently asked questions, le domande poste frequentemente) presenti nel sito del ministero mostrano che genitori e insegnanti sono piuttosto confusi. "Con il taglio delle compresenze, mio figlio potrà continuare a fare il laboratorio di Informatica?", si chiede un genitore. L'ingenua domanda posta ai tecnici ministeriali sollecita una risposta quanto meno inaspettata. "La riduzione delle ore di compresenza - si legge nella Faq numero 23 - comporterà qualche riassetto organizzativo (...) Ci auguriamo che anche il laboratorio di informatica possa trovare spazio tra le attività, anche se vorrà convenire che esso non costituisce, soprattutto nella scuola primaria, un insegnamento prioritario". Cosa rappresenterebbe un ridimensionamento dell'insegnamento dell'informatica all'interno della scuola italiana? A mio parere la cosa sarebbe negativa, non c'è dubbio, ma a parte la polemica politica, occorre fare una considerazione che va al di là dell'idea dell'informatica come puro supporto tecnico, di conoscenze scientifiche o di facilitazione per l'inserimento del mondo del lavoro. L'informatica, ormai utilizzata attraverso molteplici strumenti dai nostri ragazzi e bambini, è ben più di uno strumento: è un mondo educativo, di relazioni, che modifica la percezione della realtà e lo stesso sistema di riferimenti cognitivi ed "informativi" dei nostri figli. E' ben più di uno strumento, è una "chiave" di comprensione della realtà, è il modo attraverso il quale i nostri bambini e ragazzi vivono la loro conoscenza, le relazioni, il loro tempo sociale e personale. Ecco perchè credo che nella scuola l'attenzione all'informatica debba essere sempre presente, ma - allo stesso modo - chieda di essere rimodulata, e declinata non solo dal punto di vista tecnico ma soprattutto da quello educativo e pedagogico. Cosa che la scuola italiana non potrà neppur più "pensare di fare" se le risorse (già poche per essere onesti) venissero ulteriormente tagliate.

Torna all'inizio


UNIVERSITA': DONADI, GOVERNO ASCOLTI NAPOLITANO (sezione: Scuola)

( da "Agi" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITA': DONADI, GOVERNO ASCOLTI NAPOLITANO (AGI) - Roma, 21 feb. - "Il ministro Gelmini e tutto il governo ascoltino il presidente Napolitano. I tagli all'universita' ed alla ricerca sono un gravissimo danno per tutto il Paese. Non investire sull'innovazione significa compromettere il futuro dell'Italia". Lo afferma il capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori, Massimo Donadi. "Investire sull'innovazione e sulla ricerca - aggiunge Donadi e' fondamentale soprattutto nei periodi di crisi economica, come quello che stiamo attraversando. Con la sua miope politica di tagli indiscriminati, questo governo sta compromettendo non solo la nostra economia, ma anche le prospettive di lavoro di tanti giovani". "Ci auguriamo - conclude - che il monito del presidente Napolitano non rimanga inascoltato e che il governo faccia marcia indietro. Siamo pronti, se necessario, alla mobilitazione in Parlamento e nelle piazze per impedire che si faccia scempio della ricerca in Italia".

Torna all'inizio


Università, Napolitano: 'Basta tagli'. (sezione: Scuola)

( da "AudioNews.it" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

lunedì 23 febbraio 2009 18.51 Politica Il servizio di Emanuela Di Gironimo Università, Napolitano: 'Basta tagli'. 15.45: 'E' nostro dovere eliminare gli sprechi e le spese non necessarie'. Così il minsitro dell'istruzione Gelmini, rispondendo alle preoccupazioni espresse dal presidente Napolitano, in visita all'Università di Perugia.'La ricerca è leva per lo sviluppo, no ai tagli indiscriminati all'Università, aveva detto il capo dello Stato'.

Torna all'inizio


Informatica a scuola? Non prioritaria (sezione: Scuola)

( da "01net" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Informatica a scuola? Non prioritaria Viene meno una delle 3 I della riforma Moratti. Nel nuovo ordinamento non è fondamentale. mtdm 23 Febbraio 2009 L'insegnamento dell'informatica non è prioritario, soprattutto nella scuola primaria. Una delle tre I, pilastro della riforma Moratti, sparisce, di fatto, nel Decreto Gelmini. Non sparisce de iure, questo no, ma venendo meno le ore di compresenza, quelle cioè nelle quali due insegnanti sono presenti in aula, diventa sempre più difficile che le attività di laboratorio, incluse dunque quelle relative all'informatica, possano essere garantite. La questione è emersa nella sua evidenza alla lettura di una risposta pubblicata nella sezione FaQ del sito del Ministero. Un genitore, al quesito numero 23, chiede per l'appunto conto e ragione dei laboratori di informatica, ricevendo questa testuale risposta: La scuola, nella sua autonomia didattica e organizzativa, potrà organizzare le attività e gli insegnamenti facendo in modo di assicurare la massima funzionalità dei servizi. Ci auguriamo che anche il laboratorio di informatica possa trovare spazio tra le attività, anche se vorrà convenire che esso non costituisce, soprattutto nella scuola primaria, un insegnamento prioritario.

Torna all'inizio


UNIVERSITA'. GELMINI: "NECESSARIO OTTIMIZZARE LE RISORSE" (sezione: Scuola)

( da "AgoPress" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

(AGO PRESS) Con una nota, il ministero dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca, ha diffuso alcuni dati riguardanti la situazione degli atenei italiani. ?E? necessario ? si legge nel testo ? utilizzare al meglio le risorse per università e ricerca in Italia. Non è solo un problema di risorse destinate all?università ma come queste vengono impiegate?. ?In percentuale in Italia - sostiene il ministero - si laureano meno studenti che in Cile. Sono attivi 37 corsi di laurea con un solo studente e 327 facoltà con 15 iscritti. Nel 2001 i corsi di laurea erano 2444, oggi sono più che raddoppiati arrivando a 5500. Negli altri Paesi europei, la media dei corsi dei laurea è la metà. Le materie insegnate nelle università italiane sono circa 170mila, contro una media europea di 90mila. Nessun ateneo italiano è entrato nella graduatoria delle migliori 150 università del mondo stilata dal Times. La prima nostra università che compare è Bologna al 192esimo posto". Il ministero si è inoltre soffermato sui criteri di accesso alle cattedre. "Negli ultimi 7 anni - prosegue la nota - sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26mila?.

Torna all'inizio


Università: Garavaglia, governo ascolti capo dello Stato (sezione: Scuola)

( da "KataWeb News" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Università: Garavaglia, governo ascolti capo dello Stato 23 febbraio 2009 alle 15:19 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti "Il richiamo del capo dello Stato sull'università non può rimanere inascoltato. Di fronte ai tagli indiscriminati del governo Berlusconi che hanno colpito nell'ultimo anno gli atenei italiani, il presidente Napolitano ha sentito il bisogno di dare l'allarme sulla situazione in cui versa uno dei settori più importanti per il futuro dell'Italia". Lo afferma in una nota l'esponente del Pd, Mariapia Garavaglia, che aggiunge: "La risposta ai problemi che affliggono l'università nel nostro Paese non può essere solo di ordine finanziario. Far quadrare i conti è un dovere del governo, ma in modo sensato, tenendo conto che l'avvenire dei giovani passa attraverso una formazione e un'educazione seria che non ottengono solo con adeguate risorse. Spero che il governo interpreti nel modo migliore le parole del Quirinale e che il ministro Gelmini, che ha promesso un disegno di legge in tempi brevi, le recepisca, nel pieno rispetto dei diversi ambiti prescritti dalla Costituzione". AGI

Torna all'inizio


Scrima (Cisl Scuola): "Bene richiamo Napolitano contro i tagli all'università" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Scrima (Cisl Scuola): "Bene richiamo Napolitano contro i tagli all'università" (23/2/2009 18:45) | (Sesto Potere) - Roma - 23 febbraio 2009 - 'Apprezzamento e condivisione" è stata espressa dal segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima "per l'autorevole richiamo che il Presidente della Repubblica ha elevato oggi a Perugia a difesa del sistema scolastico e universitario e contro i 'tagli' indiscriminati che ne minerebbero la sua fondamentale funzione di 'salvaguardare il nostro capitale umano, leva fondamentale per la crescita dell'economia'. Il segretario della Cisl Scuola tiene pertanto a sottolineare come i tempi siano maturi "per ripensare e rivedere quelle scelte di bilancio - che la Cisl Scuola ha contestato e continua a contrastare - che destrutturano il sistema pubblico di istruzione e mettono a rischio lo stesso esercizio del diritto allo studio, costituzionalmente sancito". Secondo Scrima i tavoli di confronto, aperti con il Ministro Gelmini, 'devono approdare, in coerenza e nel rispetto degli impegni assunti dal Governo lo scorso 11 dicembre a concrete misure di ridimensionamento dei 'tagli' previsti, impegni che devono ora essere recepiti nei provvedimenti 'in cantiere', a partire dal decreti interministeriali sugli organici e sulle immissioni in ruolo a copertura dei posti vacanti'.

Torna all'inizio


Gelmini e i tagli alla scuola: Repubblica lancia l'allarme informatica. (sezione: Scuola)

( da "KataWeb News" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Gelmini e i tagli alla scuola: Repubblica lancia l'allarme informatica. 23 febbraio 2009 alle 17:17 — Fonte: passineldeserto.blogosfere.it — 0 commenti La riforma Gelmini , taglierà effettivamente qualcosa nella scuola italiana? Il Presidente Napolitano ha espresso preoccupazione per possibili tagli in modo inappropriato oppure la scuola italiana rischia di vedersi cadere a pezzi sotto la mannaia del "risparmio e della razionalizzazione"? Secondo Repubblica,...

Torna all'inizio


20:03 ITALIA-FRANCIA: DOMANI VERTICE A ROMA CON BERLUSCONI E SARKOZY (sezione: Scuola)

( da "Agi" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

ITALIA-FRANCIA: DOMANI VERTICE A ROMA CON BERLUSCONI E SARKOZY (AGI) - Roma, 23 feb. - Crisi economica globale, impegno militare in Afghanistan e in Medio Oriente, lotta alla pirateria e collaborazione nel settore energetico. Sono questi i principali temi che saranno sul tavolo del 26mo vertice italo-francese che si terra' domani a Villa Madama. Oltre a Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, che firmeranno un protocollo di collaborazione sull'energia nucleare, all'incontro parteciperanno anche i ministri degli Esteri, Franco Frattini e Bernard Kouchner, quella della Difesa, Ignazio La Russa e Herve Morin, dell'Economia, Giulio Tremonti e Christine Lagarde, dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e Jean-Louis Borloo (che avra' un incontro anche con il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli), dell'Istruzione, Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. Tremonti e Lagarde esamineranno le possibili risposte coordinate alla crisi sia per gli aspetti di carattere finanziario sia per quelli legati alla situazione dell'economia reale, con riferimento ai comparti strategici come quello dell'industria automobilistica. La crisi globale sara' anche al centro dei colloqui tra il presidente del Consiglio e il capo dell'Eliseo. Berlusconi e Sarkozy auspicano entrambi che dal vertice del G20 del 2 aprile emergano "soluzioni forti e concrete per affrontare la crisi finanziaria". Nell'incontro con il premier britannico, Gordon Brown, la scorsa settimana, il presidente del Consiglio aveva pero' messo in guardia dai rischi di risposte protezionistiche alla crisi. Un ombra quella del protezionismo che secondo alcuni spunterebbe dagli aiuti decisi dalla Francia per il settore auto. Il piatto forte della giornata sara' l'accordo di cooperazione sul nucleare. Secondo 'Le Figaro', "gettera' le basi di un' ampia collaborazione in tutti settori della filiera, ricerca, produzione e stoccaggio". Il documento che verra' firmato definira' le linee direttrici per lo sviluppo in Italia della tecnologia Epr, ovvero quella del reattore di terza generazione che ricalca il modello francese. Inoltre, Enel dovrebbe entrare con una quota del 12,5% nel progetto che prevede la costruzione di un secondo reattore nucleare in Francia a tecnologia Epr. Nel novembre 2007 Enel ed Edf, il gruppo elettrico francese, avevano raggiunto un'intesa che da' la possibilita' al gruppo guidato da Fulvio Conti di partecipare alla realizzazione di impianti nucleari di terza generazione. La societa' elettrica italiana gia' partecipa al progetto di Flamanville che sara' attivo nel 2012 mentre la seconda centrale nucleare di terza generazione sara' costruita a Penly, nel nord della Francia. Nel corso della mattinata si riunira' anche il Consiglio di sicurezza e difesa, cui partecipano anche i ministri degli Esteri e della Difesa. Si parlera' della situazione in Afghanistan, in Medio Oriente e nei Balcani occidentali e dei rapporti con la Russia. Matteoli e Borloo discuteranno anche dello stato di avanzamento della Torino-Lione: in un'intervista a 'Le Figaro', Berlusconi ha garantito che la Tav si fara'. "Poche settimane fa il mio governo ha confermato il commissario Mario Virano alla presidenza dell'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione", ha ricordato, "intendiamo accelerare il lavoro per completare il Corridoio 5. L'Alta Velocita' era nel nostro programma elettorale, c'e' pieno accordo nel governo, quindi la Torino-Lione si fara'". In agenda anche i dossier della cooperazione bilaterale economica. Nel 2008 l'Italia si e' confermata secondo partner commerciale della Francia, con un export di 39.166 milioni di euro e un import di 34.614 milioni. In particolare, in Francia operano 630 imprese italiane con oltre 100mila occupati.

Torna all'inizio


## Napolitano: Tagli indiscriminati a ricerca,tempo di (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Perugia, 23 feb. (Apcom) - I mali dell'università italiana sono lo specchio di tante "insufficienze e contraddizioni" del Paese: scarsissimi investimenti per la ricerca, tendenza a "generalizzazioni negative e liquidatorie", difficoltà nel valorizzare i "talenti", con la conseguente 'fuga' dei cervelli all'estero, e anche "tagli indiscriminati". Ci va giù duro, da Perugia, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel chiedere, per l'ennesima volta, che tutte le "forze responsabili" del paese tutelino e difendano il patrimonio di saperi e conoscenze degli atenei italiani. Anche con adeguate scelte di bilancio. La crisi economica non è affatto una scusa e anzi, per il presidente, è un motivo in più per considerare investimenti in ricerca e conoscenza come una "leva fondamentale" per lo sviluppo. L'appello e il monito, insomma, sono rivolti soprattutto a chi ha in mano le sorti del paese e i cordoni della borsa. E difatti al capo dello Stato rispondono sia il ministro dell'Università Mariastella Gelmini che quello della Funzione pubblica Renato Brunetta: per gli esponenti del governo non c'è stato alcun taglio "indiscriminato". Le parole di Napolitano, invitato dal rettore dell'ateneo perugino Francesco Bistoni alla cerimonia per il VII centenario dell'università, sono inequivocabili e raccolgono sia l'appello dei docenti che quello degli studenti. E' indispensabile che si giunga "rapidamente" a "interventi pubblici puntuali per il sistema universitario" e "mi auguro - ha aggiunto il presidente - che stiano maturando le condizioni anche per riesaminare decisioni di bilancio ancorate alla logica di tagli indiscriminati". Il mondo universitario si deve fare portavoce di "proposte realistiche e di idee innovative" ma il governo deve saper ascoltare. Soprattutto in un momento di grave crisi economica deve essere chiaro a tutti "che la ricerca e la formazione sono una leva fondamentale per la crescita di un'economia e di una società fondate sulla conoscenza e sull'innovazione, che sole potranno reggere alle prove della competizione globale". Si tratta di "una verità difficilmente contestabile che appare non contestata anche nel nostro paese", osserva con arguzia Napolitano, "ma si tarda e si resiste a trarne tutte le necessarie conseguenze e implicazioni". I 'cervelli' non mancano in Italia. E l'impegno ad arginare la fuga all'estero dei migliori ricercatori e docenti è sempre prioritario per Napolitano, che nella sua Napoli come a Trieste, ha sempre ricordato e valorizzato le "eccellenze", i centri di ricerca teorica o applicata più all'avanguardia. "In un mondo scosso da eventi traumatici e da gravi incertezze per il futuro, tutte le forze responsabili del paese - ha rilanciato - devono proporsi di salvaguardare, potenziare, valorizzare le risorse di capitale umano e di sapere, di cui disponiamo, evitando la dispersione di talenti e di risultati, troppo spesso sottovalutati e non tradotti in più alta qualità dell'occupazione e dello sviluppo". Allora, se è vero, che "un ingente debito pubblico si fa sentire su tutte le scelte di bilancio" è anche vero che non si può tagliare in modo "indiscriminato". Dopo molti appelli, lanciati anche alla vigilia della legge finanziaria, oggi Napolitano sembra chiedere conto delle scelte fatte. E' tempo di un ripensamento e anche nel considerare la situazione economica degli atenei italiani "non ci si può abbandonare a generalizzazioni negative e liquidatorie che mettano a rischio il futuro della ricerca e dell'università". Mette le mani avanti il presidente e ricorda che è un suo preciso dovere costituzionale fare "interventi e richiami pubblici" su questi temi "cruciali", soprattutto davanti alle difficoltà economiche in cui arranca anche l'Italia. La risposta del governo non tarda ad arrivare. I ministri Gelmini e Brunetta ne difendono in pieno l'operato. "Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo", spiega la Gelmini aggiungendo che "ricerca e università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza". "Bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia - insiste il ministro - è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci". Brunetta, da parte sua, puntualizza che "non ci sono stati tagli indiscriminati" ma "36 miliardi di euro di spesa corrente, nell'ambito della manovra finanziaria per il triennio 2009-2011 e abbiamo salvato l'Italia". Più attenzione per la ricerca? "Il Governo ha un'enorme attenzione per la ricerca. Lo dico io che sono un professore universitario e lo dimostrano i protocolli firmati e lo dico senza nessuna polemica", conclude Brunetta.

Torna all'inizio


"I voti numerici sulle pagelle non sono ancora legge" (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

"I voti numerici sulle pagelle non sono ancora legge" Comunicato stampa Maestre e Maestri, autoconvocati, della Provincia di Parma In merito alle polemiche di questi giorni relative alla determinazione degli insegnanti della scuola “Fratelli Bandiera” di Parma, di non aderire alle pressioni relative all?inserimento dei voti numerici, vorremmo ricordare che la “novità”, per adesso, è stata introdotta solo mediante una circolare che in quanto tale non è un atto giuridicamente vincolante. Non a caso legge Tremonti – Gelmini rimanda la disciplina della valutazione ad un regolamento attuativo che ad oggi non è stato ancora promulgato, e dovrà essere un decreto del Presidente della Repubblica. Salvatore Pizzo, portavoce delle “Maestre e dei Maestri, autoconvocati”, relativamente al suggerimento di un politico di rilevo locale che paventava violazioni normative ed ispezioni ministeriali, dichiara: “I docenti sono pubblici ufficiali che rappresentano un?amministrazione statale e non si sono mai permessi di invadere le competenze degli enti locali, facciano lo stesso anche coloro che hanno ruoli di amministrazione locale” – continua – “usare la scuola per cercare visibilità politica ormai è uno sport”

Torna all'inizio


Domani vertice a roma con Berlusconi e Sarkozy (sezione: Scuola)

( da "KataWeb News" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Domani vertice a roma con Berlusconi e Sarkozy 23 febbraio 2009 alle 20:20 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti Crisi economica globale, impegno militare in Afghanistan e in Medio Oriente, lotta alla pirateria e collaborazione nel settore energetico. Sono questi i principali temi che saranno sul tavolo del 26mo vertice italo-francese che si terrà domani a Villa Madama. Oltre a Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, che firmeranno un protocollo di collaborazione sull'energia nucleare, all'incontro parteciperanno anche i ministri degli Esteri, Franco Frattini e Bernard Kouchner, quella della Difesa, Ignazio La Russa e Herve Morin, dell'Economia, Giulio Tremonti e Christine Lagarde, dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e Jean-Louis Borloo (che avrà un incontro anche con il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli), dell'Istruzione, Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. AGI

Torna all'inizio


Il pasticcio della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 23-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il pasticcio della Gelmini GIOVANNA MELANDRI «Vorrà convenire che esso (il laboratorio di informatica) non costituisce, soprattutto nella scuola primaria, un insegnamento prioritario». Questa chiosa si trova al termine di una risposta data dai tecnici del ministero dell?istruzione a un genitore, preoccupato che i ?tagli? della Gelmini eliminino le ore di informatica dalla scuola primaria e dalla scuola media del figlio. Proprio ieri era La Repubblica a denunciare il colpo mortale che la ?riformicchia? Gelmini sta assestando alla riforma Moratti (e soprattutto alla scuola). Con la riduzione dell?informatica, infatti, cade una delle zampe di quel tripode che il precedente governo Berlusconi aveva rivendicato come l?avanguardia in materia di assetto scolastico e pedagogico. Ricordo che al tempo, di fronte alla tre I del ministro Moratti (Impresa, Inglese Informatica), mi colpì un articolo intitolato ?Riforma Moratti e scuola alfamediale? pubblicato su ScuolaOggi. org che mi sono andata a ricercare. Iniziava così: «La riforma Moratti è un segmento di un complesso processo di adeguamento storico ed antropologico della scuola alla società contemporanea, cambiata negli ultimi cinquant?anni più di quanto non sia avvenuto negli ultimi due millenni». Come a dire, cioè, che le tre I erano le tre chiavi magiche che avrebbero consentito alle nostre nuove generazioni di dotarsi di quegli strumenti indispensabili per navigare verso il nuovo mondo, quello globalizzato, attraversato dalla new economy ed espresso dalle new comunications. Viene da chiedersi, allora, cosa sia rimasto di quel progetto, o meglio ancora, di quell?ambizione educativa. Fermo il punto che la riforma Moratti, pur essendo per certi versi assai ?meno peggio? del pastrocchio della Gelmini, non era comunque adatta a centrare l?obiettivo, va riconosciuto all?attuale sindaco di Milano il legittimo e condivisibile desiderio di rendere la scuola capace di formare bambini e ragazzi capaci di essere cittadini del mondo. In primo luogo insegnando loro a conoscere e a comunicare con quel mondo. È legittima, dunque, la preoccupazione di quei genitori che scrivendo al Miur oggi chiedono, un po? perplessi, se i tagli operati dal governo sulla scuola si abbattano sull?insegnamento dell?informatica. È evidente, infatti, che in una società telematica come la nostra, che ha ormai elaborato un nuovo modo di comunicare e nuovi strumenti per farlo, l?insegnamento delle tecniche di uso del computer sia una parte ineliminabile dell?alfabetizzazione primaria. Non insegnare fin da subito ai nostri bambini i ?fondamentali? di questo (nuovo) mondo della comunicazione, significa togliere loro il diritto di saper leggere e scrivere. Significa comprimere la loro capacità di acquisire immediatamente la familiarità con quel modo di comunicare e di esprimersi che sarà quello che consentirà loro di parlare e di ascoltare il mondo. A questo, che è il primo ed enorme motivo di perplessità e di ennesima condanna di questa pessima riforma della scuola, va aggiunto ? non foss?altro per chiarezza e coerenza ? che con questa scelta il governo allontana ancora un volta l?Italia dai parametri e dagli standard europei. A Lisbona, infatti, nel 2000 l?Unione europea sancì che «tutti i docenti, entro la fine del 2002, possedessero le competenze necessarie per l?utilizzo di internet e delle risorse multimediali », ravvisando in questo lo strumento necessario affinché «ciascun cittadino acquisisse il possesso delle competenze necessarie per vivere e lavorare nella nuova società dell?informazione». Fin dal ?97 l?Italia ha investito circa 700 milioni di euro per dotare le scuole delle infrastrutture necessarie. Infrastrutture, però, che ora serviranno a ben poco. Dopo il ritorno al maestro unico, forse, qualcuno sta pensando, in modo un po? romantico, che sarebbe bello tornare al calamaio e al pallottoliere? Del resto, prioritarie ragioni di governo hanno indotto il ministro dell?istruzione e il presidente Berlusconi a ridurre fondi e strumenti destinati alla scuola per rispettare il patto con gli elettori e utilizzare quei soldi per altre misure quali il taglio dell?Ici. Chi governa ha l?onere e l?onore di dettare la priorità. In fondo, la differenza tra chi è uno statista e chi solo un politico, diceva De Gasperi, sta in questo: lo statista pensa alle prossime generazioni, il politico alle prossime elezioni.

Torna all'inizio