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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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IN EVIDENZA 23-2-2009
ADN0479 3 ECO 0 RTD ECO NAZ
SCUOLA: CGIL, REFERENDUM BOCCIA CONTRATTO IL 18 MARZO SCIOPERO
NAZIONALE =
VOTA IL 40% E DICE NO CON IL 95%, PANTALEO (FLC), NUMERI
STRAORDINARI
Roma, 23 feb. - (Adnkronos) - No al
rinnovo del biennio economico 2008-2009 del comparto scuola. E' questo l'esito
finale del referendum promosso dalla Cgil in tutto il settore che ha portato al
voto circa il 40% dei
lavoratori del comparto (circa 400 mila su oltre 966 mila) che ha bocciato con
il 94,65% di no l'accordo sottoscritto da Cisl, Uil, Snals Confsal e Gilda
Unams il 17 dicembre scorso. A rendere noti i numeri della consultazione il
segretario nazionale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo, assieme al leader della
confederazione di Corso Italia, Guglielmo Epifani. "Numeri
staordinari", li
giudica Pantaleo che danno forza alla lotta contro quel "processo di
destrutturazione del comparto" portato avanti non solo con il contratto ma
anche con i provvedimenti Gelmini.
E' per questo che il settore tornera' ad
incrociare le braccia il 18 marzo prossimo e scendera' in piazza con una serie
di manifestazioni territoriali che si inseriscono nel percorso di mobilitazione
che sfocera' nella manifestazione generale del 4 aprile prossimo, proclamata
dalla confederazione. E sono stati 250 mila i lavoratori che hanno aderito alla
consultazione rispetto agli iscritti alla Flc (135.000); oltre 100 mila i voti
in piu' rispetto a quelli riportati dalla Flc alle elezioni Rsu scuola del
2006; e 90 mila voti in piu' rispetto a quanto totalizzato, unitariamente con
tutti i sindacati, nel 2007 con il referendum sul Welfare.
A preparare la consultazione, 'bollinata'
da una Commissione di garanzia nazionale ad hoc, presieduta da Benedetto
Vertecchi, oltre 4 mila assemblee , di cui 15 svolte anche nelle scuole
italiane
all'estero. Non solo. Ad
essere attivata anche la 'rete': sono stati, secondo i calcoli del sindacato,
oltre 12 mila, infatti, i 'navigatori' che hanno visitato il sito della
categoria votanto
on-line e totalizzando
l'84% di no. Ma il sindacato denuncia anche "i tanti tentativi di
ostacolare lo svolgimento della consultazione: pressioni sui dirigenti
scolatsici e sui direttori regionali perche'
impedissero di costituire i
seggi". "Numeri importanti perche' ottenuti in condizione
difficili", spiega Epifani che addita anche nell'incremento salariale
previsto dal rinnovo una delle contraddizioni del governo: "60-70 euro non
possono essere il volano della formazione e della produttivita'".
(Tes/Ct/Adnkronos)
Il ministro Gelmini: «premiare gli atenei migliori,
tagliare gli sprechi» Atenei, monito di Napolitano «No ai tagli
indiscriminati». «Mi auguro che i tempi siano maturi per rivedere le scelte di
bilancio. La ricerca è leva dello sviluppo» (Il Corriere della Sera 23-2-2009)
PERUGIA - Le università italiane necessitano di
«valutazioni e interventi pubblici puntuali» e «mi auguro che siano maturi i
tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli
indiscriminati»: questo il monito del presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, che all'Università di Perugia ha partecipato alla cerimonia
conclusiva delle celebrazioni del settimo centenario di fondazione dell'ateneo
umbro. Il Capo dello Stato ha ascoltato la relazione del rettore
dell'Università di Perugia, Francesco Bistoni, il quale ha sottolineato i
livelli di eccellenza ancora presenti negli atenei italiani nonostante il costo
terribile - in termini anche monetari - della fuga dei cervelli all'estero.
Questa costa all'erario statale ogni anno 1 miliardo e mezzo di euro.
Napolitano ha colto queste osservazioni per una riflessione sull'Università, la
crisi economica e i problemi del bilancio statale, rivendicando il diritto di
fare dei richiami pubblici rispetto alla «situazione difficile». La conoscenza
e la ricerca, ha voluto sottolineare il capo dello Stato, sono «leva
fondamentale per la crescita economica e sociale» perché «solo il sapere e
l’innovazione» rappresentano un argine e una carta vincente nella sfida dei
mercati globali. Ma in Italia, ha aggiunto Napolitano, si tarda a trarre le
dovute conseguenze di questa che sembra una verità riconosciuta da tutti.
«Questa è una verità difficile da contestare e apparentemente non contestata
anche nel nostro Paese - ha sottolineato il presidente della Repubblica -. Ma
si tarda a trarne le conseguenze».
«NO A GENERALIZZAZIONI» - A Perugia, Napolitano ha
anche rinnovato l'appello a definire le riforme per l'Università senza
abbandonarsi a generalizzazioni liquidatorie, guardando i singoli atenei in
base ai risultati e ai problemi della ricerca «con coraggio» e considerando ciò
che accade in Europa e nel Mondo in questo settore e che «può suggerire» delle
soluzioni. Il capo dello Stato ha concluso il suo appello rivolgendosi a «tutte
le forze responsabili del Paese» affinché si impegnino a difendere, potenziare,
valorizzare tutte le risorse di capitale umano «evitando la dispersione di
talenti e risultati troppo spesso sottovalutati».
GELMINI - Dopo le affermazioni dei Napolitano, sul tema interviene anche il
ministro dell'Istruzione. «Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono
anche le preoccupazioni del Governo» ci tiene a precisare Mariastella Gelmini.
Il ministro aggiunge però che «la Ricerca e l'Università sono alla base dello
sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però, che in questa fase di
difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico
con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le
tante realtà di eccellenza presenti in Italia». «Tuttavia - prosegue - è nostro
dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie
accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci. Ci sono
ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare
fondi alla ricerca e alle università più virtuose».
GARAVAGLIA - Di segno opposto la posizione del Pd. «Il richiamo del capo dello
Stato sull'Università - sottolinea la senatrice Mariapia Garavaglia - non può
rimanere inascoltato. Di fronte ai tagli indiscriminati del governo Berlusconi
che hanno colpito nell'ultimo anno gli atenei italiani, il presidente
Napolitano ha sentito il bisogno di dare l'allarme sulla situazione in cui
versa uno dei settori più importanti per il futuro dell'Italia».
REAZIONI - Il Presidente della Crui, Conferenza dei
Rettori delle Università Italiane, Enrico Decleva ha ringraziato Napolitano per
la sua continua attenzione alle questioni riguardanti il sistema universitario.
«Il tema toccato oggi dal Capo dello Stato a Perugia, quello del finanziamento
dell'università, è un tema centrale - ha detto Decleva - : ne va della
sopravvivenza della massima istituzione formativa del nostro Paese». Plauso alle
parole del capo dello Stato anche da parte dell'Italia dei valori e del Pd. «La
maggioranza e il governo ascoltino le parole del presidente Napolitano» ha
detto Fabio Giambrone, vicepresidente dei senatori dell'Idv. Per Pina Picierno,
parlamentare del Partito democratico, «le parole che il presidente della
Repubblica ha dedicato al università e ricerca sono vere e importanti».
L'identità non è un bricolage ( da "EUROPA ON-LINE" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha seguito agende estemporanee del giorno per giorno (dal referendum sulla legge Gelmini all?ipotesi di referendum sul testamento biologico); ora che ha iniziato a formulare una proposta, per quanto insufficiente, Veltroni si è dimesso. Penso che nei prossimi cento giorni il Pd debba occuparsi fondamentalmente di mobilitarsi al fianco di chi lavora e crea ricchezza.
La
Casa Pound si presenta ( da "Gazzetta di Mantova, La" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: accaduti a piazza Navona a Roma durante la protestacontro la Riforma Gelmini, che era poi degenerata in rissa. La proiezione del dossier era organizzata da Casa Pound e Blocco studentesco e riportava spezzoni di filmati raccolti dalla trasmissione televisiva Matrix e registrati dagli stessi studenti. Con questa iniziativa, Casa Pound, l'Associazione di promozione sociale nata nel 2003,
La
protesta in immagini ( da "Trentino" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che racconta la mobilitazione universitaria a Trento contro la riforma Gelmini. L'opera è stata realizzata da Mattia Pelli e Luigi Pepe. Domani, dalle 20.30, alla presentazione partecipa il giornalista di Repubblica Concetto Vecchio. Il dvd di «Beata Ignoranza» è stato distribuito con Qt - Questo Trentino, che organizza la serata di domani in collaborazione con l'Arci del Trentino.
Rasera
apre una porta al Valduga-bis ( da "Trentino" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Poi ci fu il piano traffico: la necessità di correggere le storture dell'Oikos era oggettiva, noi ci provammo col piano Gelmini. Oggi mi vien da dire che a colpi di piano non si cambia la gente: il traffico è rimasto un problema, la viabilità un tema tutto da riprendere in mano».
Broletto,
An lancia la Beccalossi ( da "Giornale di Brescia" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: grazie al placet del ministro bresciano Mariastella Gelmini, sia possibile. Eppure i bene informati parlano di tensioni «interministeriali» fortissime tra i due. Saglia però preferisce concentrarsi sul piano locale. «In Lombardia governiamo insieme dal 1995: è una esperienza consolidata, un patrimonio da non sprecare.
La
Cisl: Per i figli di immigrati subito la cittadinanza italiana ( da "Gazzetta di Modena,La" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: riteniamo sbagliata e dannosa la proposta di classi ponte separate prevista dalla riforma Gelmini». Secondo la Cisl assumono grande rilevanza anche le questioni amministrative, dal permesso di soggiorno alla concessione della cittadinanza italiana, documenti che influiscono notevolmente sulla possibilità di vivere pienamente da cittadini il rapporto con la comunità modenese.
Insulti
su Internet, liceo nella bufera ( da "Gazzetta di Modena,La" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La scuola ha invece scelto, come prevede la riforma Gelmini, la via della sospensione. Non però di due settimane, che farebbe scattare automaticamente la bocciatura, ma di 5 giorni. «Vogliamo dare a questi giovani - spiega il preside prof. Gian Michele Spaggiari - la possibilità di ravvedersi.
Un
fascicolo in Procura sul 10 voto politico alle elementari Longhena ( da "Gazzetta di Modena,La" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini Un
fascicolo in Procura sul 10 voto politico alle elementari Longhena BOLOGNA. Il
Procuratore reggente Silverio Piro ha affidato al pm Persico un'informativa
sulla protesta delle maestre della scuola elementare Longhena, che nelle
settimane scorse hanno dato
Caro
direttore, siamo alcune insegnanti dell'I.C. di Passirano, abbiamo ricevuto in
data 16/02/... ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. A novembre, quando il D.L. si è trasformato in legge, la battaglia è continuata fino a richiedere precisazioni in merito all'art. 3 (valutazione degli apprendimenti) all'U.S.P. circa la sua applicazione ad anno già in corso. L'Ufficio Scolastico provinciale ha risposto ribadendo l'obbligatorietà dell'applicazione della legge in merito alla valutazione e ha sottolineato alcuni
La
Russa punta sulla Beccalossi ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: accordo con il ministro Gelmini, che è di Brescia». Il nome della Beccalossi rientra nello scacchiere regionale per l'assegnazione delle Province nel centrodestra. La Russa ha fatto capire che se la Beccalossi riscuotesse il consenso degli alleati, An lascerebbe campo libero per la corsa alla Provincia di Milano a Guido Podestà,
Futuro
della scuola, parola all'esperto ( da "Provincia Pavese, La" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sui cambiamenti introdotti dalla riforma Gelmini. L'abolizione delle compresenze, decisione che porterà a una diminuzione delle attività per i bambini, l'introduzione del maestro unico, «con la conseguente grave perdita di una didattica più ricca e stimolante - spiegano dal Comitato genitori e insegnanti per la scuola - in quanto attualmente organizzata da un team di insegnanti»
Vigevano,
comitato per cambiare la scuola ( da "Provincia Pavese, La" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: CONTRO IL DECRETO GELMINI Vigevano, comitato per cambiare la scuola VIGEVANO. «E' ancora possibile cambiare la scuola di oggi: non dimenticandosene, con l'informazione e la partecipazione». Di questo si è parlato, nel pomeriggio e nella serata di ieri, nella Cavallerizza del Castello.
Scuola,
è ora di scegliere per l'anno prossimo ( da "Arena, L'" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per elementari e medie inferiori ci sono le novità della Gelmini Scuola, è ora di scegliere per l'anno prossimo Entro sabato 28 febbraio gli studenti dovranno essere iscritti alle classi prime dei tre cicli di studio Mancano ormai pochi giorni al 28 febbraio, il termine di scadenza delle iscrizioni per l'anno scolastico prossimo, una data che, rispetto agli anni scorsi,
a
cittadella un fronte unito tra presidi, professori e genitori contro la riforma
gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini di Silvia Bergamin CITTADELLA. La riforma Gelmini riceve un no secco dalla scuola di Cittadella, che dalle elementari alle superiori tocca i destini e il futuro di 5.314 tra bambini, ragazzi e giovani. Un no scandito in maniera univoca da oltre 300 persone che venerdì sera hanno stipato la sala consiliare di Villa Rina per la tavola rotonda promossa dal coordinamento dei
alunno
violento, a casa i compagni - alessandra vivoli ( da "Tirreno, Il" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con i tagli alla scuola del ministro Gelmini: «Questi sono i risultati - dice un giovane padre in attesa della sua bambina - eppure questa è una scuola seria, insegnanti validi che fanno un grande lavoro con i nostri figli». Ma è ormai scontro fra preside («Ricordiamoci che parliamo di un bambino, con tanti problemi») e i genitori che hanno deciso di far scioperare i propri figli.
ecco
la caccia all'ultimo alunno ( da "Nuova Sardegna, La" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Anche perché con la nuova riforma Gelmini si andrà per forza di cose verso una semplificazione. Dai 750 indirizzi esistenti si passerà a 20: nove licei, tra cui i nuovi scienze umane e musicale-coreutica, e undici istituti tecnici. Chi ancora crede che la pubblicità sia l'anima del commercio è il liceo socio-psico-pedagogico, musicale e delle scienze sociali.
Riforma
gelminila scuola cambia ( da "Secolo XIX, Il" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Riforma Gelmini... la scuola italiana che cambia"è il titolo del convegno che si terrà domani (ore 21) alla Società operaia cattolica N. S. di Misericordia di via Famagosta. Interverranno Alessandro Parino (capogruppo di An in Comune a Savona), Alessio Saso (consigliere regionale), l'onorevole Paola Frassinetti (vice presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati)
longhena,
fascicolo in procura - paola cascella ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Intanto si allarga la protesta dei genitori, che per manifestare dissenso nei confronti della riforma Gelmini che reintroduce i voti in decimi, hanno deciso di non firmare le pagelle, (anche nel terzo, quinto, ottavo e decimo circolo e nel terzo e settimo istituto comprensivo).
l'incontro
- enrico regazzoni ( da "Repubblica, La" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pensa a uno spettacolo sulla Gelmini, fra dieci anni! O a uno su Spadolini, adesso. Non è la realtà, la mia fonte, ma l´energia. Quella che aumenta sempre, e va negli incontri letterari, negli incontri sulla malattia, negli incontri sull´arte». E in questi incontri, l´attore dov´è?
La
possibilità di richiedere il tempo pieno per le nuove prime classi del prossimo
anno scolast... ( da "Messaggero, Il (Latina)" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Gelmini ne possono scegliere solo tre: 24, 27 e 30 ore, mentre l'attivazione del tempo pieno di 40 ore sarà richiesta - e non è detto che venga comunque concessa dall'ufficio scolastico - solo per le altre due scuole di Sermoneta. «Abbiamo avuto un incontro con il sindaco Giovannoli e la dirigente scolastica Magnarelli -
BOLOGNA
- Il Procuratore reggente di Bologna Silverio Piro ha affidato al pm Luigi
Persico un'i... ( da "Messaggero, Il" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in segno di protesta contro la riforma Gelmini. Da parte della procura, quindi, non è stato aperto un vero e proprio fascicolo d'inchiesta nè ci sono al momento indagati. «Noi siamo molto serene - ha commentato Marzia Mascagni, insegnante della scuola -. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, da insegnanti non politici».
Provinciali,
via libera a Podestà <Sì, ma a Brescia spetta alla Beccalossi> ( da "Corriere della Sera" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: della Gelmini. La Lega: ci sono altre otto poltrone, a noi anche Bergamo e Sondrio Provinciali, via libera a Podestà «Sì, ma a Brescia spetta alla Beccalossi» Scelto il ticket del centrodestra. La Russa: passo indietro su De Corato Il ministro della difesa: il vicesindaco serve forse più in Comune, visti i nuovi compiti che gli saranno affidati Via libera a Guido Podestà a Milano,
salva
la scuola elementare del centro ( da "Centro, Il" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini
andava accorpata al plesso dello Scalo MANOPPELLO. è salva la prima classe
della scuola elementare del centro storico, almeno per l'anno scolastico 2009-
Il
10 politico in pagella Ora indaga la Procura ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che voleva essere una protesta contro la riforma del ministro Gelmini che ha reintrodotto il voto numerico affiancandolo a un sintetico giudizio. La clamorosa iniziativa delle maestre ha creato grande scalpore, finendo sulle pagine nazionali dei quotidiani. In molti hanno levato voci di protesta contro quelle pagelle.
Provinciali,
via i veti: da An semaforo verde alla corsa di Podestà ( da "Giornale.it, Il" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: accordo con il ministro Maria Stella Gelmini che è di Brescia». Anche per questo, La Russa, lancia un appello «amichevole e affettuoso» al ministro Gelmini perché «la candidatura di Viviana non sarà confermata se non è d'accordo Maria Stella». «Chiedo quindi al ministro di convergere su questa scelta importante, che è prestigiosa per Brescia,
scuole
senza fondi: lettera al ministro gelmini ( da "Messaggero Veneto, Il" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: lettera al ministro Gelmini Dopo il mancato accredito di 1,7 milioni nel 2005/06, lo Stato taglia su supplenze e spese di funzionamento di GIACOMINA PELLIZZARI Colpiti dal taglio dei fondi di funzionamento i dirigenti scolastici non ci stanno e attraverso l'Associazione scuole autonome (Asa) scrivono al ministro, Mariastella Gelmini,
La
Procura indaga sul 10 politico in una elementare ( da "Tempo, Il" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in segno di protesta contro la riforma Gelmini. Da parte della Procura, quindi, non è stato aperto un vero e proprio fascicolo d'inchiesta né ci sono al momento indagati. L'informativa (che dovrebbe essere frutto di un esposto presentato dal parlamentare Pdl Fabio Garagnani) dovrà valutare la regolarità della protesta anche sulla base della relazione dell'ispettore,
Mascherine
al bando: le scuole si spaccano sulla sfilata di carnevale ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma la sensazione è che dietro la defezione di molte classi si nasconda il malcontento generale per la riforma Gelmini. I tagli all'istruzione, il rischio del posto di lavoro: molti docenti non se la sono sentita di indossare la maschera e lanciare coriandoli, in una manifestazione simbolo dell'allegria e della spensieratezza. Hanno preferito ignorare l'evento.
La
scuola S. Ulderico <scoppia di salute> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro gli effetti scledensi della riforma Gelmini. Secondo i firmatari del documento, un plesso scolastico come quello di S. Ulderico del Tretto sarebbe a rischio di chiusura. I numeri invece dicono un'altra cosa. Ai 40 alunni attuali, provenienti quasi tutti da Schio e da paesi dei comuni limitrofi, bisogna aggiungere i 16 bambini già iscritti alla prima classe del prossimo anno,
Scompare
la <Mendola> ( da "Sicilia, La" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini. Il piano, che ridisegna la nuova mappatura degli istituti isolani, è stato firmato dall'assessore regionale alla Pubblica istruzione e ai Beni culturali e ambientali, Antonello Antinoro, e trasmesso a Roma, al ministero dell'Istruzione per avviare una concertazione con lo Stato.
(ACR)
SCUOLA, NARDIELLO: VALORIZZARE GIOVANI ECCELLENZE ( da "Basilicanet.it" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini ha costretto a compiere scelte che non sempre e non in tutti i casi rispecchiano volontà di piccole comunità locali. Ma credo che per contrastare il disegno del Governo â?? ha affermato Nardiello â?? dopo il Piano, che in ogni caso avrà passaggi in Commissione e in Consiglio, ci siano altri strumenti di programmazione che vedranno impegnati Giunta e Consiglio Regionali
Agordo
L'Istituto d'Arte nato anni fa a Cencenighe (sfruttando gli spazi delle scuole
medi... ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il nostro istituto, tra l'altro, ha gli stessi programmi di un liceo quindi Agordo vuole farsi trovare pronto e anticipare la possibile riforma Gelmini. Certo che continuando a dire che l'Istituto d'Arte non ha futuro non si aiuta certo i ragazzi a scegliere questa strada dopo la scuola dell'obbligo». Mirko Mezzacasa
(M.G.)
Ormai è un confronto senza esclusione di colpi. Ieri l'assessore alle Politiche
sco... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: eccellenza e viene disfatta dalla Gelmini che le famiglie saranno in crisi e che marcerà su Roma. Ma dove eravate fino ad ora?" Ma Salmaso rilancia e proprio ieri ha presentato un ordine del giorno per il consiglio comunale dal titolo "Emergenza nelle scuole primarie". L'odg ricorda come sui circa 39mila alunni che frequentano le primarie circa 12mila adottano il tempo lungo.
Con
la Gelmini muore la scuola ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Con la Gelmini muore la scuola» «Classi sovraffollate e niente tempo prolungato per 400 bimbi delle elementari» Domenica 22 Febbraio 2009, Cittadella Quattrocento bambini delle elementari che dall'anno prossimo non potranno più avere il tempo prolungato, soppresso in tutte le classi, non solo nelle prime.
LATINO?
SI', GRAZIE! "Civis romanus sum, ( da "superEva notizie" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. 13,15 Prof. Filippo Franciosi. Conclusioni: una risposta ai detrattori del latino. 13.30 Chiusura dei lavori. Direttore responsabile del Corso: Prof. Angelo Ruggiero Coordinatore: Prof. Andrea Bottone. Con il patrocinio di: Comune di Roma, Fondazione Ugo Spirito.
Latino?
Sì, grazie! "Civis romanus sum, ( da "superEva notizie" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. 13,15 Prof. Filippo Franciosi. Conclusioni: una risposta ai detrattori del latino. 13.30 Chiusura dei lavori. Direttore responsabile del Corso: Prof. Angelo Ruggiero Coordinatore: Prof. Andrea Bottone. Con il patrocinio di: Comune di Roma, Fondazione Ugo Spirito.
S.
ANDREA - S. EGIDIO S. PIO X: 1 - 1 ( da "Gazzetta di Mantova, La" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: : Gambari, Gelmini, Manca, Batti, Corsini. Allenatore: Peli. S. EGIDIO S. PIO X: Luciano, Berzaghi, Ouacham, Tarana, Uggeri, Ferretti, Lanfredi, Zarattoni, Onorato, Katic, Antonelli. A disp.: Caramaschi, Ballesini, Barbieri. Allenatore: Davoli.
di
Paola Braschi Non si sono spenti gli echi del "10 politico" in pa... ( da "Leggo" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: informativa sulla singolare protesta messa in atto dagli insegnanti contro la riforma Gelmini. Non è stato aperto, quindi, un vero e proprio fascicolo d'inchiesta nè ci sono al momento indagati. L'informativa, però, dovrà valutare la regolarità della decisione adottata dai prof anche sulla base della relazione dell'ispettore, mandato dall'Ufficio scolastico regionale il 13 febbraio.
Sedico,
sui carri sfila la fantasia ( da "Corriere delle Alpi" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Brunetta ma anche storia e gelato SEDICO. Un pomeriggio, quello di ieri, all'insegna della spensieratezza e del divertimento che tra suoni, note e colori ha conquistato il pubblico coinvolgendo nella festa persone di ogni età. Con la complicità del bel tempo, in tanti si sono riversati nella zona degli impianti sportivi di Ricolt per assistere alla prima sfilata dei carri
Fi
e Lega bocciano la Beccalossi ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con il ministro Maria Stella Gelmini, l'onorevole Podestà assicurò ai presenti che sulla candidatura al Broletto il partito non aveva e non avrebbe avuto tentennamenti, e che si sarebbe indicato un nome di Fi. Il ministro Gelmini, con tutto il gruppo dirigente e ai quadri di partito, ha dimostrato con soddisfazione di condividere tale posizione».
Sporting
Badia0 Lessinia0 ( da "Arena, L'" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lunedì 23 Febbraio 2009 SPORT Pagina 36 Sporting Badia0 Lessinia0 Sporting Badia: Massei, Aprili, Corradi, Bugolotto, Manfredini, Marani, Busti, Pigozzi, Merzi (Tosi/Franchetto), Cordi, Ruffo. All. Tosi. Lessinia: Bellamoli, Canteri C, Corbellari, Battisti, Menini, Castagna, Canteri A (Corradi), Canteri M, Fossa, Alberti, Salvoro (Ala). All. Gelmini. Arbitro: Buratto.
riforma
gelmini curtarolo insorge ( da "Mattino di Padova, Il" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Riforma Gelmini Curtarolo insorge CURTAROLO. Il consiglio comunale ha aderito alle iniziative della rete di scuole Alta Padovana contro la riforma Gelmini. «Negli ultimi 7 anni, abbiamo investito 958.000 euro sulle elementari e oltre un milione sulle medie - spiega il sindaco Marcello Costa, che è anche dirigente scolastico - per garantire anche servizi come la mensa e il trasporto.
il
distributore self service di tanga - vera schiavazzi ( da "Repubblica, La" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che impiccava gli uomini e affogava le donne senza neppure il conforto finale di un feretro imbottito. Boia fauss!, chiosa giustamente l´autore. A proposito di immagine. Ma che fine ha fatto il servizio cancella-scritte per portici e facciate? L´epiteto offensivo sul ministro Gelmini è sempre lì, in via Cavour, e in buona compagnia.
bus
cari e pochi soldi gli studenti in piazza ( da "Messaggero Veneto, Il" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: In molti sono sulla graticola dei tagli e della riforma Gelmini. «Il tempo scuola - hanno avvisato i sindacalisti confederali e autonomi del Pordenonese Dall'Agnese, Franza, Basso e Boscaino - non sarà garantito, con organici ridotti. Nelle primarie e secondarie di primo grado ci saranno tagli alle cattedre».
Pari
dignità alle lingue straniere La protesta dei prof: not only english ( da "Unita, L'" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini li ha ridotti a «Figli di una lingua minore». Il ministro dell'Istruzione punta infatti alla lingua unica, al monopolio dell'inglese. Dal prossimo settembre, la scuola media targata Mariastella Gelmini deve «parlare» solo english e così il ministro propone - delegando alle famiglie la scelta - la messa in liquidazione dall'
Italia,
il peggio deve arrivare 2,4 milioni di precari in bilico ( da "Unita, L'" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: provvedimenti dei ministri Brunetta e Gelmini: 100mila dipendenti delle pubbliche amministrazioni e 30mila insegnanti e addetti della scuola. Ma il rischio, secondo Bankitalia, incombe su quattro quinti dei lavoratori precari: due milioni e 400mila persone. «In questarecessione senza precedenti, il governo non ha saputo prendere alcuna iniziativa adeguata» commenta il segretario della Cgil,
Il
peggio deve ancora arrivare, ha detto il governatore Draghi. Abbiamo fatto il
possibile, ha rispo... ( da "Unita, L'" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: provvedimenti dei ministri Brunetta e Gelmini: 100mila dipendenti delle pubbliche amministrazioni e 30mila insegnanti e addetti della scuola. Ma il rischio, secondo Bankitalia, incombe su quattro quinti dei lavoratori precari: due milioni e 400mila persone. «In questarecessione senza precedenti, il governo non ha saputo prendere alcuna iniziativa adeguata» commenta il segretario della Cgil,
Antonio
Molari Il voto utile Nonostante abbia lasciato i DS alla fine del 2006 perché
mi ... ( da "Unita, L'" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sono sposato e quindi, per non diventare noioso, se la Gelmini su ordine di Tremonti e Berlusconi nei prossimi tre anni mi manda a casa, io che cosa posso fare a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) se non chiedere aiuto alla mafia per lavorare considerando che sarebbero fieri di offrire lavoro ad uno con i miei "requisiti"?
La
cacciata dei baroni ( da "Stampaweb, La" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La legge Gelmini ha bloccato i concorsi, compresi quelli banditi, scatenando un?ondata di ricorsi e lo stop alle assunzioni. «Dal bando di concorso a quando il posto viene assegnato passano 20 mesi. Significa che almeno per i prossimi due anni nessuna università assumerà», spiega Franco Indiveri, docente alla Facoltà di Medicina a Genova.
TERNI
SLITTA ANCORA l'udienza preliminare, prevista oggi, r... ( da "Nazione, La (Umbria)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il primo degli accusatori di don Gelmini, per il quale è previsto il controinterrogatorio condotto dal pool dei difensori dei coinvolti. LA PRIMA ASSENZA di Iacobbe era stata ricondotta al suo stato di sorvegliato speciale in Abruzzo, quella odierna sarebbe invece dovuta alle condizioni di salute dell'uomo, sfociate in un ricovero.
MANCANO
pochi giorni alla conclusione dei termini per l ... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tenendo conto dei flussi in ingresso di territori limitrofi si può calcolare che la perdita di neo-iscritti alle superiori possa essere contenuta nel 2009 attorno a qualche decina di unità. Ma il calo di iscritti è cominciato molti anni fa, e nel 2010 tutto si rimetterà nuovamente in gioco per gli effetti della riforma-Gelmini. o.p.
Viareggio,
il Carnevale dei record ( da "Nazione, La (Firenze)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: passando per la Gelmini, Brunetta e Andreotti) brulicano di figuranti scatenati, mentre coloratissimi gruppi coreografici si dipanano davanti e dietro i colossi di cartapesta. Il pubblico si fa contagiare: saluta, canta, balla e si entusiasma al passaggio di questa sorta di palcoscenici viaggianti, abbelliti dalle colossali figure uscite dalla mani dei maestri del Carnevale viareggino.
IL
MOVIMENTO DEI SINDACI CONTRO I TAGLI DELLA FINANZIARIA RAFFORZA LA POSIZIONE
DELLA REGIONE VENETO A ROMA ( da "marketpress.info" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Segnalerò al ministro Mariastella Gelmini - ha proseguito l´assessore - che il Veneto ha la spesa pubblica pro capite per studente più bassa d´Italia; che la Regione ha già ridotto nel 2000 le scuole sottodimensionate; che il tempo pieno è un?esigenza sociale in particolare da noi dove in famiglia entrambi i genitori lavorano?
Il
bullismo nelle scuole ( da "Corriere del Mezzogiorno" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2009-02-22 num: - pag: 7 categoria: BREVI Il bullismo nelle scuole A Lecce sono avvenuti diversi episodi di bullismo nelle scuole, come quello dei «fighetti». Contro la riforma Gelmini decine di studenti assaltarono alcuni istituti.
La
riforma Gelmini Se ne parla stasera in un convegno ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 5 La riforma Gelmini Se ne parla stasera in un convegno LEGNANO LEGNANO «Dove va la scuola? La riforma Gelmini nel Legnanese»: questo il tema dell'incontro che si terrà questa sera alle 21 e che intende affrontare, dopo le polemiche che hanno fatto seguito alla riforma, i risvolti pratici che le novità legislative comportano per il territorio.
Benvenuti
a Graffitopoli capitale del degrado ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con tag e graffiti che arrivano ad insultare la Legge Gelmini senza che nessuno se ne preoccupi: né a livello di giunta né a livello di Rettorato». MA PREOCCUPA e indigna anche la situazione del convento delle Clarisse di via della Torretta, dove «le suore ricorda Carella offrono accoglienza alle ragazze madri, ma sono costrette a spendere migliaia di euro l'anno per dare all'
di
NICOLA CAPPELLINI UNA "GRAFFITOPOLI" gigantesca, che si snoda lun... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con tag e graffiti che arrivano ad insultare la Legge Gelmini senza che nessuno se ne preoccupi: né a livello di giunta né a livello di Rettorato». MA PREOCCUPA e indigna anche la situazione del convento delle Clarisse di via della Torretta, dove «le suore ricorda Carella offrono accoglienza alle ragazze madri, ma sono costrette a spendere migliaia di euro l'anno per dare all'
La
scuola primaria perde la I di Internet ( da "Vnunet.it" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini. "La riduzione delle ore di compresenza - si legge nella Faq numero 23 - comporterà qualche riassetto organizzativo (...) Ci auguriamo che anche il laboratorio di informatica possa trovare spazio tra le attività, anche se vorrà convenire che esso non costituisce, soprattutto nella scuola primaria,
Ma
il reclutamento rimane ancora una partita aperta ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, sulla volontà di valorizzare il merito e di introdurre una carriera per gli insegnanti – non esiste oggi una normativa in materia di reclutamento degli insegnanti. Siamo in fase di vuoto legislativo. Al momento, ci sono due cantieri aperti: da una parte il disegno di legge in discussione presentato dal presidente della commissione Cultura della Camera,
Strafalcioni
in burocratese a norma di legge ( da "Secolo XIX, Il" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: al Consiglio dei ministri che ha adottato il provvedimento, il ministro Mariastella Gelmini, che finora non ha certo demeritato, non c'era o dormiva? Test? Quanti impartiscono consimili lezioni di lingua italiana, come gli ignoti estensori della disposizione citata, meriterebbero di essere fucilati alla schiena per alto tradimento della lingua nazionale.
Il
maestro unico cancella l'informatica ( da "Blogosfere" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: potrà vedere il canale su Youtube della sua Ministro Gelmini. A parte gli scherzi la segnalazione di Salvo Intravaia su Repubblica ci dimostra come scricchioli il piano del governo, adesso perdiamo una delle tre I, quella dell'informatica. Tra poco vedremo che ci saranno problemi anche per la seconda quella dell'inglese, che del resto visto come si sta pompando la nostra italianità,
Voto
in condotta, pareri contrastanti ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Stanno
arrivando gli studenti polesani delle superiori arriveranno le prime pagelle della
riforma Gelmini. Da quest'anno scolastico, infatti, il voto di condotta farà
media e sarà praticamente una materia in più con cui fare i conti. Ed ecco
arrivare la "bestia nera" del
Università:
Gelmini, premiare le migliori ma no sprechi ( da "KataWeb News" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università: Gelmini, premiare le migliori ma no sprechi 23 febbraio 2009 alle 15:49 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però,
Universita'/
Gelmini: Premiare le migliori e tagliare gli ( da "Virgilio Notizie" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, replica al monito lanciato oggi dal presidente della Repubblica. "Bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia - insiste il ministro - è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci.
23/02/2009
15:43 UNIVERSITA': GELMINI, PREMIARE ATENEI MIGLIORI E TAGLIARE SPRECHI ( da "ITnews.it" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Ricerca e l'Universita' sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma e' altrettanto vero, pero', che in questa fase di difficolta' economica internazionale e' necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza''. E' quanto afferma il ministro per l'Istruzione, Universita' e Ricerca Mariastella Gelmini.
UNIVERSITA':GELMINI,
PREMIARE LE MIGLIORI MA NO A SPRECHI ( da "Agi" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI, PREMIARE LE MIGLIORI MA NO A SPRECHI (AGI) - Roma, 23 feb. - "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Universita' sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma e' altrettanto vero, pero', che in questa fase di difficolta' economica internazionale e' necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione
UNIVERSITA':
GELMINI, PREMIARE ATENEI MIGLIORI E TAGLIARE SPRECHI ( da "Adnkronos" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: UNIVERSITA': GELMINI, PREMIARE ATENEI MIGLIORI E TAGLIARE SPRECHI PREOCCUPAZIONI NAPOLITANO SONO ANCHE DEL GOVERNO commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA ultimo aggiornamento: 23 febbraio, ore 15:43
La
Gelmini sull'università: premiare le migliori e tagliare gli sprechi ( da "Rai News 24" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 23 febbraio 2009 La Gelmini sull'università: premiare le migliori e tagliare gli sprechi Mariastella Gelmini "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Universita' sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma e' altrettanto vero, pero', che in questa fase di difficolta' economica internazionale e'
Atenei,
Colle: no a tagli indiscriminati. Gelmini: meno sprechi ( da "Reuters Italia" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Secondo Gelmini ci sono "ampi margini" per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose. Il governo -- prosegue Gelmini -- con il decreto legge sull'università ha deciso di destinare più fondi alle università migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore.
Università,
Napolitano:... ( da "Giornale.it, Il" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: No tagli indiscriminati" Gelmini: premiamo i migliori e tagliamo sprechi di Redazione Il capo dello Stato: "Ripensare le scelte di bilancio impostate solo su tagli indiscriminati. La ricerca è la leva dello sviluppo". I rettori ringraziano. La replica del ministro dell'Istruzione: "Cerchiamo solo di ridurre gli sprechi".
Ateneo
per ateneo: ecco la mappa degli sprechi ( da "Giornale.it, Il" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università e Ricerca Mariastella Gelmini Roma - è necessario utilizzare al meglio le risorse per università e ricerca in Italia; non è solo un problema di risorse destinate all?università ma come queste vengono impiegate. Lo ha ribadito oggi il ministro dell?Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini.
Università,
Napolitano: "No ai tagli, più risorse" ( da "Affari Italiani (Online)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini risponde a Napolitano: "Premiare le migliori e tagliare gli sprechi" Lunedí 23.02.2009 16:10 "Mi auguro che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un discorso all'Università di Perugia.
Tagli
agli atenei, altolà del Quirinale La Gelmini: <Eliminare gli sprechi> ( da "Corriere.it" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI - Dopo le affermazioni dei Napolitano, sul tema interviene anche il ministro dell'Istruzione. «Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo» ci tiene a precisare Mariastella Gelmini. Il ministro aggiunge però che «la Ricerca e l'Università sono alla base dello sviluppo di un Paese,
Napolitano
contro i tagli alla formazione ( da "AprileOnline.info" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
A distanza
arriva la replica della Gelmini: "Eliminiamo solo gli sprechi".
Solidarietà al presidente dai rettori e dalle opposizioni Sessantatre milioni e
mezzo di euro nel 2009 e 190 milioni nel
UNIVERSITA':
SCRIMA, BENE RICHIAMO NAPOLITANO CONTRO 'TAGLI' ( da "Virgilio Notizie" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ministro Gelmini, ''devono approdare, in coerenza e nel rispetto degli impegni assunti dal Governo lo scorso 11 dicembre- secondo Scrima- a concrete misure di ridimensionamento dei 'tagli' previsti, impegni che devono ora essere recepiti nei provvedimenti 'in cantiere', a partire dal decreti interministeriali sugli organici e sulle immissioni in ruolo a copertura dei posti vacanti'
Gelmini
e i tagli alla scuola: Repubblica lancia l'allarme informatica. ( da "Blogosfere" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 0923 Gelmini e i tagli alla scuola: Repubblica lancia l'allarme informatica. Pubblicato da don Paolo Padrini alle 16:47 in Cronaca La riforma Gelmini, taglierà effettivamente qualcosa nella scuola italiana? Il Presidente Napolitano ha espresso preoccupazione per possibili tagli in modo inappropriato oppure la scuola italiana rischia di vedersi cadere a pezzi sotto la mannaia del "
UNIVERSITA':
DONADI, GOVERNO ASCOLTI NAPOLITANO ( da "Agi" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: - "Il ministro Gelmini e tutto il governo ascoltino il presidente Napolitano. I tagli all'universita' ed alla ricerca sono un gravissimo danno per tutto il Paese. Non investire sull'innovazione significa compromettere il futuro dell'Italia". Lo afferma il capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori, Massimo Donadi.
Università,
Napolitano: 'Basta tagli'. ( da "AudioNews.it" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Così il minsitro dell'istruzione Gelmini, rispondendo alle preoccupazioni espresse dal presidente Napolitano, in visita all'Università di Perugia.'La ricerca è leva per lo sviluppo, no ai tagli indiscriminati all'Università, aveva detto il capo dello Stato'.
Informatica
a scuola? Non prioritaria ( da "01net" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sparisce, di fatto, nel Decreto Gelmini. Non sparisce de iure, questo no, ma venendo meno le ore di compresenza, quelle cioè nelle quali due insegnanti sono presenti in aula, diventa sempre più difficile che le attività di laboratorio, incluse dunque quelle relative all'informatica, possano essere garantite.
UNIVERSITA'.
GELMINI: "NECESSARIO OTTIMIZZARE LE RISORSE" ( da "AgoPress" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Università:
Garavaglia, governo ascolti capo dello Stato ( da "KataWeb News" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Spero che il governo interpreti nel modo migliore le parole del Quirinale e che il ministro Gelmini, che ha promesso un disegno di legge in tempi brevi, le recepisca, nel pieno rispetto dei diversi ambiti prescritti dalla Costituzione". AGI
Scrima
(Cisl Scuola): "Bene richiamo Napolitano contro i tagli
all'università" ( da "Sestopotere.com" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: aperti con il Ministro Gelmini, 'devono approdare, in coerenza e nel rispetto degli impegni assunti dal Governo lo scorso 11 dicembre a concrete misure di ridimensionamento dei 'tagli' previsti, impegni che devono ora essere recepiti nei provvedimenti 'in cantiere', a partire dal decreti interministeriali sugli organici e sulle immissioni in ruolo a copertura dei posti vacanti'
Gelmini
e i tagli alla scuola: Repubblica lancia l'allarme informatica. ( da "KataWeb News" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e i tagli alla scuola: Repubblica lancia l'allarme informatica. 23 febbraio 2009 alle 17:17 — Fonte: passineldeserto.blogosfere.it — 0 commenti La riforma Gelmini , taglierà effettivamente qualcosa nella scuola italiana? Il Presidente Napolitano ha espresso preoccupazione per possibili tagli in modo inappropriato oppure la scuola italiana rischia di vedersi cadere
20:03
ITALIA-FRANCIA: DOMANI VERTICE A ROMA CON BERLUSCONI E SARKOZY ( da "Agi" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. Tremonti e Lagarde esamineranno le possibili risposte coordinate alla crisi sia per gli aspetti di carattere finanziario sia per quelli legati alla situazione dell'economia reale,
##
Napolitano: Tagli indiscriminati a ricerca,tempo di ( da "Virgilio Notizie" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministri Gelmini e Brunetta ne difendono in pieno l'operato. "Le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo", spiega la Gelmini aggiungendo che "ricerca e università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza"
"I
voti numerici sulle pagelle non sono ancora legge" ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini rimanda la disciplina della valutazione ad un regolamento attuativo che ad oggi non è stato ancora promulgato, e dovrà essere un decreto del Presidente della Repubblica. Salvatore Pizzo, portavoce delle “Maestre e dei Maestri, autoconvocati”
Domani
vertice a roma con Berlusconi e Sarkozy ( da "KataWeb News" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e Jean-Louis Borloo (che avrà un incontro anche con il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli), dell'Istruzione, Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde, degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. AGI
Il
pasticcio della Gelmini ( da "EUROPA ON-LINE" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: della Gelmini eliminino le ore di informatica dalla scuola primaria e dalla scuola media del figlio. Proprio ieri era La Repubblica a denunciare il colpo mortale che la ?riformicchia? Gelmini sta assestando alla riforma Moratti (e soprattutto alla scuola).
( da "EUROPA ON-LINE" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
L?identità non è un bricolage
FRANCESCO RUTELLI Le dimissioni di Veltroni sono un colpo durissimo al progetto
del Pd. Lo avevamo scelto e sostenuto per far nascere un partito nuovo, non per
mediare tra sensibilità divergenti, poiché avevamo creduto nel suo profilo
politico-culturale e sperato nella sua capacità di guida. Una questione è
infatti ineludibile, nella politica contemporanea: senza leadership, non
esistono progetti politici. E il fallimento di una leadership può vanificare il
più ambizioso dei progetti politici. Troppe analisi di questi giorni ignorano
parti decisive della storia italiana dei quindici anni del sistema
maggioritario, e sorvolano su alcuni fondamentali. Il Pd non è uno sviluppo
delle vicende della sinistra italiana. È un partito nuovo, oppure finisce per
essere una stanca e lacerata riedizione del Pci-Pds-Ds. Il pluralismo nel Pd
non è una concessione alle ?posizioni non prevalenti?, ma l?incessante
costruzione di un pensiero e di una politica rappresentative di una visione
democratica e riformatrice. Chi di noi ha partecipato al centrosinistra di
questi anni, chi lo ha portato a grandi vittorie (sino alla conquista, non più
tardi di tre anni fa, della schiacciante maggioranza dei comuni, delle
province, delle regioni italiane) e ha conosciuto due vittorie e tre pesanti
sconfitte contro l?identico avversario Berlusconi deve dimostrare di aver
capito quello che è accaduto, e non deve inventare scuse, né infilarsi in mondi
virtuali. Il Pd è nato nella consapevolezza che le tradizioni nobili della
sinistra italiana appartengono al XX secolo, alla sua storia, ai suoi drammi,
alle sue conquiste. Chi vi ha partecipato si riconosce ben legittimamente in
quella storia, ma la pretesa di imporla alla società italiana del XXI secolo è
impossibile. Il centrosinistra in questi 15 anni di bipolarismo ha avuto una
classe dirigente e amministratori nettamente migliori; troppe conflittualità
ereditate dalla storia della sinistra italiana; un?articolazione interna
eccessiva (propria degli spiriti critici che ne nutrono le migliori tradizioni,
anche quelle liberali e laiche, cattoliche democratiche, riformiste ed
ecologiste); ha subito costantemente l?agenda setting e la leadership
totalizzante di Berlusconi. Il Pd è nato per voltare pagina rispetto a questa
situazione. L?abbandono di Veltroni è di incalcolabile gravità perché evidenzia
la mancata riuscita, finora, del nuovo cammino dei democratici italiani.
Abbiamo cento giorni per restituire un futuro a questo progetto. Scrivo queste
pagine per cercare di mettere in ordine alcuni punti-chiave. Ho avuto
importanti responsabilità; sono orgoglioso di avere guidato per sei anni la
Margherita, con convergenza unanime su una politica originale che è sempre
stata premiata da risultati elettorali a due cifre, sino alla decisione di conferire
questo patrimonio al Pd. Anche oggi, come dall?estate 2007, non intendo
candidarmi a responsabilità di gestione politica e non intendo rinunciare alle
mie idee. Penso sia necessario e utile combattere radicalizzazioni, estremismi,
giustizialismi, minoritarismi, un consumismo politicante senza principi e senza
prospettive. So di avere sostenitori e avversari, come in tutta la mia vita.
Con i primi spero di condividere la strada davanti a noi, con i secondi ci
confronteremo. In Italia il centrodestra ha conquistato la maggioranza dei
consensi. Una maggioranza relativa, con evidenti differenze interne, ma con una
solida base sociale. È il prodotto della battaglia politica degli ultimi 15
anni, che la coalizione guidata da Berlusconi iniziò da posizioni nettamente
minoritarie. Ciascuno di noi, con le forze e le idee che ha, deve contribuire a
far emergere una nuova maggioranza democratica in Italia. Per riuscirvi,
occorre il coraggio di dire la verità: se il centrosinistra è oggi minoranza,
la colpa non è degli italiani, ma dei limiti chiari di innovazione,
progettualità, comunicazione ed organizzazione che le macchinose coalizioni di
centrosinistra hanno dimostrato. Le convenienze elettorali non hanno portato
lontano: si sono tradotte nell?insuperabile difficoltà a governare. Occorre
definire una precisa strategia: come rimettere il paese nella giusta direzione,
uscire dalla crisi ed entrare in un ciclo di sviluppo; creare fiducia nelle
persone, le famiglie, le imprese per un lavoro migliore e servizi migliori;
restituire speranza in una buona politica. Occorre agire efficacemente: la
battaglia politica si vince spesso partendo da posizioni di minoranza; con
idee, continuità, partecipazione popolare, trasparenza, organizzazione. Il Pd
ha avuto un buon inizio: le primarie che hanno legittimato largamente la
leadership di Walter Veltroni, la campagna elettorale avviata con un profilo
riformatore, il rifiuto della sterile rissa con la destra, la volontà di
scegliere gli alleati sulla base di accordi precisi. Il seguito è stato
negativo: le difficoltà economiche e sociali mordono i ceti popolari, ma
nessuna proposta ha mosso un interesse diffuso o è stata messa nell?agenda del
paese; il rapporto con l?unico alleato è più che mai conflittuale e irrisolto;
il rapporto col governo ha oscillato in modo inconcludente tra dialogo
politico-istituzionale e scontro del più vecchio stampo. Risultato: una diffusa
disaffezione dell?elettorato di centrosinistra ? non compensata dalle
disponibilità al ?voto utile? di elettori della exsinistra arcobaleno in crisi
? e un allontanamento sensibile di elettori di impronta moderata. Molti
italiani pensano che il Pd sia ?né carne né pesce? e non manifesti una propria
identità.Ma c?è un solo modo per definire l?identità del Pd. Non come bricolage
delle culture politiche di provenienza. Non con un posizionamento ideologico
fuori tempo. Non con un dibattito di soli principi, o, meno ancora, teorico, o
accademico. L?identità del Pd, un partito nuovo, si afferma solo definendo le
sue missioni, con la battaglia politica. Lo si deve fare adesso. C?è un terreno
preciso su cui farlo: quello dell?economia e delle conseguenze sociali della
crisi. È una crisi di dimensioni enormi, rispetto alla quale il governo
italiano è stato il più immobile tra quelli delle nazioni sviluppate. È una
crisi che nasce da un mondo di certezze sbagliate, con il crollo del castello
di carte della finanza facile e che suscita milioni di disoccupati e la
distruzione di moltissime imprese. Il Pd non è stato abbastanza incisivo.
Mentre esplodeva la crisi finanziaria, si è baloccato per mesi con una assurda
?petizione Salva l?Italia? priva di contenuti. Poi, ha seguito agende
estemporanee del giorno per giorno (dal referendum sulla legge Gelmini all?ipotesi di referendum sul testamento biologico);
ora che ha iniziato a formulare una proposta, per quanto insufficiente,
Veltroni si è dimesso. Penso che nei prossimi cento giorni il Pd debba
occuparsi fondamentalmente di mobilitarsi al fianco di chi lavora e crea
ricchezza. Il pane quotidiano della politica ? impastato sull?economia sociale
di mercato, sulle regole e la concorrenza liberali ? sarà anche il terreno su
cui formare concretamente l?identità smarrita del Pd. (da Facebook)
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Curtatone. Blocco
studentesco: è stata la sinistra ad attaccare La Casa Pound si presenta Dvd
dell'estrema destra sugli scontri di piazza Navona EREMO (Curtatone). E' stato
presentato ieri pomeriggio a Villaggio Eremo, il libro riguardante gli
avvenimenti accaduti a piazza Navona a Roma durante la
protestacontro la Riforma Gelmini, che era poi degenerata in
rissa. La proiezione del dossier era organizzata da Casa Pound e Blocco
studentesco e riportava spezzoni di filmati raccolti dalla trasmissione
televisiva Matrix e registrati dagli stessi studenti. Con questa iniziativa,
Casa Pound, l'Associazione di promozione sociale nata nel
( da "Trentino" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
AL SANTA CHIARA La
protesta in immagini TRENTO. Domani, nella sala video del Santa Chiara verrà
presentato «Beata Ignoranza», documentario che racconta la
mobilitazione universitaria a Trento contro la riforma Gelmini. L'opera è stata realizzata da Mattia Pelli e Luigi Pepe.
Domani, dalle 20.30, alla presentazione partecipa il giornalista di Repubblica
Concetto Vecchio. Il dvd di «Beata Ignoranza» è stato distribuito con Qt -
Questo Trentino, che organizza la serata di domani in collaborazione con l'Arci
del Trentino.
( da "Trentino" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Rasera apre una
porta al Valduga-bis Pinter invece frena: «Non ha mantenuto molte delle
promesse» Il presidente del consiglio: «Il centrosinistra con il sindaco
attuale? A priori non lo escluderei» ROVERETO. Rovereto Insieme non c'è più,
s'è sciolta nella recente, commossa assemblea. Tra poche settimane nascerà il
Pd cittadino, già orfano di Veltroni. Nel frattempo la sinistra cittadina - tra
ricordi e prospettive incerte - deve impostare il cammino verso le elezioni
comunali 2010. Fabrizio Rasera, presidente del consiglio comunale, e l'ex
consigliere provinciale Roberto Pinter parlano con noi di 16 anni intensi, di
un'esperienza politica - quella della formazione Rovereto Insieme - che ha
fatto scuola. E guardano al prossimo futuro con dei distinguo importanti. Nel
2005 avete perso le elezioni. E' arrivato Valduga a fare dichiaratamente da
supplente dei partiti, litigiosi e inconcludenti. Rasera: «Ma Valduga non ha
affatto rianimato il dibattito politico e la partecipazione come aveva
prefigurato. Anzi, ha alzato delle paratie, ha stoppato il confronto. I partiti
hanno fatto peggio, perchè è vero che toccava a loro darsi da fare per
riportare i roveretani a discutere dei problemi collettivi. Invece - se si
eccetta proprio la realtà nuova del Pd - si avverte un'asfissia culturale e
politica generalizzata. Ed è un peccato che un'iniziativa fuori dagli schemi
come quella di CittadinanzAttiva - i referendari insomma - sia subito partita
facendo la guerre all'amministrazione comunale. Ciò detto, per fare politica di
base, occorre metterci sangue e olio di gomito, serve una generazione che torni
a discutere. Che succederà di qui alle comunali 2010? Rasera e Pinter: «Pd e
Upt andranno assieme. Saranno opportune le primarie per scegliere il candidato
sindaco, il Pd sosterrà questo metodo. Importante è che nessuno imponga dei
diktat». Con le liste civiche di Valduga si può impostare un discorso? Si può
addirittura pensare che se il sindaco deciderà di riproporsi, diventi lui
stesso l'uomo cui affidare l'intera coalizione di centrosinistra? Rasera:
«Dialogo con le civiche certamente sì, forti - noi - di questi anni
d'opposizione corretta e costruttiva. Valduga nostro candidato? Io non escludo
nemmeno questa ipotesi, a priori. Il confronto con lui non è ancora partito,
per me si può discutere di tutto». Pinter (molto più freddo): «Io credo che
occorrerà fare un bilancio del mandato di Valduga. Molte cose secondo me non
sono state fatte. E poi credo che il Pd non nasce per subire processi politici,
ma per esserne protagonista». Chiudiamo con qualche valutazione su quello che è
stata Rovereto Insieme. C'è chi l'ha sempre considerato niente più che il Pds
più qualche arbusto sparso.... Rasera: «Ricordiamoci che allora Solidarietà era
forte davvero, nel 1993 alle provinciali superò il Pds, tanto che io mi dimisi
da segretario comunale del partito. Quindi si andava molto oltre il partito
della quercia, instaurando un dialogo non agevole con il gruppo di Pinter che
veniva da esperienze più radicali come quella di Dp. Poi c'erano verdi come
Corrado Corradini e come Oliviero Deflorian, che non avevano l'obiettivo di
spaccare il partito del sole che ride, quanto l'esigenza di cercare un raccordo
delle diverse anime della sinistra. Se ci aggiungiamo figure refrattarie alla
forma partito ma di grande impegno sociale, come Giovanni Morini, come Erica
Mondini, come Airoldi e molti altri, si capisce perchè i primi anni di Rovereto
Insieme furono un'esperienza davvero ricca. Direi che il momento migliore
l'abbiamo vissuto tra le origini e le elezioni vittoriose del 1996». Il potere
ha logorato voi che l'avevate? Rasera e Pinter: «E' stato difficile tenere alto
il dibattito mentre si aveva la responsabilità di amministrare la città. Ci siamo
sentiti più soli, è cominciato lì il problema di non avere dietro il necessario
ricambio». Come ha cambiato la città, il contributo d'idee e azione di Rovereto
Insieme? Rasera e Pinter: «Non rivendichiamo realizzazioni come il Mart, che
sono il prodotto di un complesso insieme di apporti. Certo, noi siamo stati lì
in prima linea. Abbiamo creduto poi in Trentino Servizi come superamento di
Asm, abbiamo detto no al megaprogetto urbanistico che incombeva sull'area
Baldresca. Con la partita del piano regolatore - assessore Manuela Bruschetti -
abbiamo impostato un lavoro ma poi abbiamo perso il timone, la materia è
passata più volte di mano e alla fine ne è uscito un Prg senza padri nè madri
cui chiedere conto. Poi ci fu il piano traffico: la
necessità di correggere le storture dell'Oikos era oggettiva, noi ci provammo
col piano Gelmini. Oggi mi vien da dire che a colpi di piano non si cambia la
gente: il traffico è rimasto un problema, la viabilità un tema tutto da
riprendere in mano».
( da "Giornale di Brescia" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 22/02/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:la città Broletto, An lancia la Beccalossi
Il reggente Ignazio La Russa rivendica la presidenza della Provincia: Forza
Italia difende la legittimità della candidatura di Romele, la Lega Nord resta
«pronta a correre da sola» Viviana Beccalossi (a dx) e Giuseppe Romele (a sx):
due nomi per il Broletto, aspettando la Lega Nord nVeni. Vidi. Viviana.
Alleanza Nazionale passa il Rubicone bresciano e, a meno di quattro mesi dal
voto per eleggere il successore di Alberto Cavalli a Palazzo Broletto, crea
movimenti tellurici nel Pdl. L'epicentro è... Ignazio La Russa, ministro della
Difesa e reggente di An, che ieri ha annunciato l'intenzione di proporre
Viviana Beccalossi come candidato alla presidenza della Provincia di Brescia. Un'uscita
che conferma quei rumors giunti direttamente da Roma, aprendo la stagione
politica più difficile per il centrodestra provinciale, una stagione che era
iniziata nel segno di Giuseppe Romele. In principio era Romele Sulla ruota del
Broletto il nome del parlamentare bresciano è uscito lo scorso dicembre: Romele
era chiamato a ripetere lo stesso cammino che aveva garantito ad Adriano Paroli
l'accesso a Palazzo Loggia. Da quel momento è stato legittimato come erede
designato di Cavalli, anche se negli ambienti di Forza Italia nessuno escludeva
a priori altri pretendenti. Intanto, in un centrodestra messo alla frusta dalla
Lega (spesso incline a mostrare i muscoli agli alleati), An cercava da tempo un
posto al sole, fuori dall'ingombrante cono d'ombra di FI. Pur senza pensare
(del resto i numeri non glielo consentirebbero) di lasciare la casa del Pdl. Si
potrebbe parlare di una rivendicazione per occupare... una stanza migliore.
Possibilmente vista «Broletto» Ecco spiegata la candidatura della Beccalossi.
«La nostra ambizione - sottolinea l'onorevole Stefano Saglia - è una posizione
di prestigio in Lombardia: i candidati di An hanno potenzialità pari a quelli
di Forza Italia. È una aspirazione legittima, che non equivale a rompere la
coalizione o a porre pregiudiziali nei confronti di Giuseppe Romele». I
«soliti» accordi? Sul rapporto con FI, La Russa (per il quale la Beccalossi è
una candidata ideale, anche per aver avuto il maggior numero di preferenze alle
Regionali) si è detto convinto che un accordo con gli azzurri, grazie al placet del ministro bresciano Mariastella Gelmini, sia possibile. Eppure i bene informati parlano di tensioni
«interministeriali» fortissime tra i due. Saglia però preferisce concentrarsi
sul piano locale. «In Lombardia governiamo insieme dal 1995: è una esperienza
consolidata, un patrimonio da non sprecare. Per questo siamo aperti al
confronto e, casomai si decidesse di sostenere Romele, faremo la nostra parte.
Sta prendendo forma un mosaico, all'interno del quale vorremmo avere un nostro
esponente alla Provincia, riuscendo anche a coinvolgere la Lega». Lasciando
campo libero a Milano, come fatto intendere da La Russsa, a Guido Podestà,
coordinatore di FI. Saglia torna poi sulla questione Udc. «Con loro abbiamo
lavorato bene e credo che, a livello locale, le logiche territoriali debbano
prevalere su quelle nazionali». Nel guado tra azzurri e lumbard Quanto al
partito del Premier, vince la linea della prudenza. Senza chinare il capo. «La
candidatura della Beccalossi - sottolinea Margherita Peroni, presidente
provinciale di FI - non è una novità. Quella di La Russa è una richiesta di
tipo politico e arriva da chi è qualcosa di più di un semplice alleato, visto
che concorrerà con noi a formare il Partito della Libertà. È giusto prenderne
atto così come è giusto proseguire nel sostegno del nostro candidato, pur
ammettendo che accolgo con favore una candidatura femminile». Confronto
impossibile? «Assolutamente no: restano spazi di manovra. Certo è che avrei
preferito un sistema diverso per arrivare alla definizione della candidature,
tenendo conto degli elettori. Forza Italia dovrebbe riflettere su questo
punto». La Peroni è semmai preoccupata «dalle reazioni della Lega: questa
duplice candidatura potrebbe spingerli a mettere in campo un proprio
esponente». Preoccupazione confermata dal segretario provinciale della Lega
Nord Stefano Borghesi. «Per noi non cambia nulla: se non ci sarà chiarezza nel
Pdl, siamo pronti a correre da soli. I numeri sono dalla nostra parte e poi,
con Forza Italia in Loggia, perché non dovremmo avere noi la presidenza in
Provincia. Comunque sarà sul tavolo regionale che la strategia sarà decisa».
Strategie, tensioni e ambizioni. Personali e di partito. Tante voci che vanno
armonizzate, specie con la... cantante solista. «È un momento delicato:
preferisco non parlare» è il laconico commento di Viviana Beccalossi. Certe
investiture pesano più di una corona. Rosario Rampulla
( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Convegno
sull'integrazione: «No alle classi separate» La Cisl: «Per i figli di immigrati
subito la cittadinanza italiana» Sono oltre 15mila gli stranieri di età
compresa tra 0 e 14 anni che vivono in provincia di Modena. Rappresentano il
22% dei 68 mila immigrati residenti che, a loro volta, sono il 10% della
popolazione totale. Agli immigrati di «seconda generazione», cioè i figli nati
da coppie straniere (1.513 nel 2007) la Cisl ha dedicato ieri un convegno
organizzato con l'Anolf (associazione stranieri Cisl). «Nel 2003 gli stranieri
rappresentavano un minorenne ogni dieci residenti nella stessa fascia di età,
mentre oggi abbiamo quasi un minorenne su sette - ha sottolineato Pasquale
Coscia, responsabile delle politiche dell'immigrazione della Cisl - Nell'anno
scolastico 2007/2008 gli alunni stranieri delle scuole di ogni ordine della
provincia di Modena hanno raggiunto le 12.542 unità, pari al 13 per cento del
totale degli studenti. E' la scuola primaria, con oltre 4.700 unità (15,5 per
cento del totale) a registrare la maggiore presenza di stranieri sui banchi;
gli immigrati scendono a circa 2.600 (14,5 per cento) nella scuola media e al
9,3 per cento nelle superiori. La scuola rappresenta un luogo fondamentale di
istruzione, formazione e socializzazione, oltre che di integrazione per i
ragazzi. Proprio per questo - ha detto Coscia - riteniamo
sbagliata e dannosa la proposta di classi ponte separate prevista dalla riforma
Gelmini». Secondo la Cisl assumono grande rilevanza anche le questioni
amministrative, dal permesso di soggiorno alla concessione della cittadinanza
italiana, documenti che influiscono notevolmente sulla possibilità di vivere
pienamente da cittadini il rapporto con la comunità modenese.
«Nonostante l'impegno della Prefettura e della Questura di Modena, che nel 2008
hanno rilasciato complessivamente 27.575 permessi e carte di soggiorno e 2.920
ricongiungimenti familiari, i tempi di attesa restano troppo lunghi - ha
affermato Coscia - Ciò provoca forti disagi ai cittadini stranieri, costretti a
perdere intere di giornate di lavoro». La Cisl ricorda che la trasformazione
interculturale della nostra società è già in atto: secondo le previsioni del
Ptcp, i residenti modenesi passeranno dalle 677.672 unità del 2007 alle 730
mila del 2015 (una crescita del 7,7%) con una popolazione straniera stimata in
circa 116 mila unità, pari al 16% della popolazione. «Bisognerà tener conto di
queste dinamiche nelle scelte per il governo del territorio e per la dotazione
dei servizi - ha affermato il segretario provinciale della Cisl Francesco
Falcone - Occorre lavorare affinché queste persone diventino parte della
comunità modenese e non siano relegate in una società a parte. Si conceda la
cittadinanza italiana ai giovani nati in Italia; la cittadinanza evita la
criminalizzazione dell'immigrazione. Per questo riteniamo fondamentali
l'alfabetizzazione della lingua italiana». La stessa Cisl modenese, che ha
quasi 8 mila immigrati iscritti (pari al 12,3 per cento dei 64 mila tesserati a
fine 2008), intende allargare la sua associazione stranieri (l'Anolf) ai figli
degli immigrati attraverso un loro coordinamento specifico.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Insulti su Internet,
liceo nella bufera Sospesi 4 studenti. I genitori della vittima pensano alla
denuncia RINO FILIPPIN «Meriteresti di essere picchiata», poi altre offese
irriferibili pubblicate su Facebook il sito degli incontri su Internet. Così 4
maggiorenni del liceo Fanti, figli di famiglie della Carpi-bene, sono finiti
nei guai. Da tempo avevano preso di mira una loro compagna. In classe la
chiamavano con soprannomi di calciatori, poi l'hanno umiliata anche sul Web. A
rendere più grave l'accaduto il fatto che i 4 studenti del Fanti sono
maggiorenni. Questo potrebbe far scattare, da parte dei genitori della ragazza
una denuncia per diffamazione. Per ora, dicono nei corridoi del Fanti, si
tratta di un'ipotesi, ma bisognerà attendere ancora un po' di tempo prima di
essere certi che il gruppetto scamperà a questa che sarebbe una punzione
esemplare. La scuola ha invece scelto, come prevede la
riforma Gelmini, la via della sospensione. Non però di due settimane, che
farebbe scattare automaticamente la bocciatura, ma di 5 giorni. «Vogliamo dare
a questi giovani - spiega il preside prof. Gian Michele Spaggiari - la
possibilità di ravvedersi. Se da ora fino alla fine dell'anno si
comporteranno correttamente non rischiano di dover ripetere l'anno». I quattro
per rimediare all'odioso episodio di bullismo "virtuale" dovranno ora
pubblicare su Facebook le loro scuse. I genitori dei 4, saputa la notizia si
sono mostrati increduli: «Ma i nostri ragazzi non possono avere scritto delle
cose simili». I giovani però hanno ammesso le loro colpe e hanno chiesto scusa
alla ragazza, in presenza del preside e degli insegnanti. I 4 ripetenti pare
che da tempo avessero preso di mira la ragazza che ama vestirsi in modo
semplice, spesso in tuta da ginnastica e scarpette. «Un divertimento malato il
loro - spiega il prof. Spaggiari - che abbiamo punito duramente. Episodi così
non si dovranno mai più ripetere. I ragazzi devono rendersi conto che il
rispetto degli altri è un requisito fondamentale per far parte della nostra
comunità scolastica». La decisione della sospensione dei 4 ragazzi è stata
presa all'unanimità da parte del collegio docenti. Le parole offensive scritte
sul sito Internet sono già state tutte cancellate. Al Fanti, tra docenti e
genitori, resta l'amarezza per un gesto di pessimo gusto che non ci si
aspettava da ragazzi che presto dovranno sostenere l'esame di maturità.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Solo un'informativa
sulla protesta anti-Gelmini Un fascicolo in Procura sul 10 voto politico alle elementari
Longhena BOLOGNA. Il Procuratore reggente Silverio Piro ha affidato al pm
Persico un'informativa sulla protesta delle maestre della scuola elementare
Longhena, che nelle settimane scorse hanno dato
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
lettere pag. 61 Caro
direttore, siamo alcune insegnanti dell'I.C. di Passirano, abbiamo ricevuto in
data 16/02/ Caro direttore, siamo alcune insegnanti dell'I.C. di Passirano,
abbiamo ricevuto in data 16/02/09 (proprio il giorno prima della consegna delle
schede ai genitori) la minaccia di diffida da parte del D.S. se non avessimo
immediatamente ottemperato all'applicazione della legge n°169 del 30/10/09
riguardo alla valutazione in decimi degli alunni. Da settembre, periodo in cui
il Decreto legge sulla scuola aveva fatto comparsa improvvisamente, il Collegio
Docenti (scuola primaria) aveva preso posizione rimarcando la contrarietà
rispetto a tutto quello che veniva annunciato nella cosiddetta «riforma» Gelmini. A novembre, quando il D.L. si è trasformato in legge, la battaglia
è continuata fino a richiedere precisazioni in merito all'art. 3 (valutazione
degli apprendimenti) all'U.S.P. circa la sua applicazione ad anno già in corso.
L'Ufficio Scolastico provinciale ha risposto ribadendo l'obbligatorietà
dell'applicazione della legge in merito alla valutazione e ha sottolineato
alcuni aspetti pedagogici, di dubbia provenienza, tesi a rimarcare
l'efficacia della valutazione espressa in voti. La battaglia è continuata da
parte di alcune di noi a livello personale dichiarando la non disponibilità a
valutare gli apprendimenti dei propri alunni con numeri privi di qualsiasi
significato e continuare ad applicare la normativa precedente fino a quando,
almeno, l'iter legislativo vedesse il compimento dei Decreti Attuativi. Siamo
state tacciate di non rispetto verso la Costituzione Italiana e ci chiediamo
con grande rammarico se difendere i principi pedagogici che ci hanno finora
sostenuto nel nostro difficile lavoro e far riferimento ad una legge
sull'autonomia (peraltro già in atto da anni) che ci ha permesso di costruire
percorsi significativi annunciati nel nostro Pof sia considerato
anticostituzionale. Come se la forma della decretazione d'urgenza, che toglie
ogni possibilità di discussione e confronto parlamentare, l'interferire nell'autonomia
didattica degli insegnanti, l'esautorare le delibere dei Collegi Docenti,
imporre d'autorità scelte didattico-pedagogiche in contrasto con il principio
della libertà d'insegnamento sia consono ad una legge dello stato. Ci fanno
sentire in colpa per il mancato rispetto delle norme vigenti, ma non ci si
chiede come mai in corso d'anno dobbiamo rinunciare improvvisamente a quello in
cui abbiamo creduto e dichiarato ai genitori per applicare affrettatamente ciò
che ci viene imposto attraverso una legge confusa e contraddittoria, che, in
particolare sul problema della valutazione, ritorna ai tempi lontani della
nostra infanzia e ripropone il modello semplificativo dell'uso del voto come
panacea per risolvere i gravi problemi educativi della nostra società. Perché
dobbiamo buttare a mare lunghi anni di ricerca, di studi, di aggiornamenti e
approfondimenti che hanno individuato il problema della valutazione come uno
dei nodi più cruciali del sistema scolastico e per il quale le soluzioni sono
sempre da rivedere, ricercare e riaggiornare con rigorosità secondo l'evolversi
del sistema sociale sempre più complesso? Siamo profondamente amareggiate e nel
nostro atto di ribellione vogliamo solo rilevare che la nostra dignità
professionale non intende riconoscere atti che ledono i principi del nostro
agire scolastico. Marilena Abrami
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
ELEZIONI. In cambio
«sì» a Guido Podestà alla Provincia di Milano La Russa punta sulla Beccalossi
An non molla, e sul Broletto intende giocare fino in fondo le proprie carte. Alleanza
nazionale proporrà Viviana Beccalossi come candidato alla presidenza della
Provincia di Brescia per il centrodestra. Lo ha ribadito con grande forza ieri
il reggente di An, Ignazio La Russa, conversando con i giornalisti a Milano.
«Viviana è la donna che ha avuto più preferenze alle elezioni regionali - ha
sottolineato La Russa - ed è stata vice presidente della Regione Lombardia. Ma
vogliamo una scelta condivisa con Forza Italia e l'accordo
con il ministro Gelmini, che è di Brescia». Il nome della Beccalossi rientra nello
scacchiere regionale per l'assegnazione delle Province nel centrodestra. La
Russa ha fatto capire che se la Beccalossi riscuotesse il consenso degli
alleati, An lascerebbe campo libero per la corsa alla Provincia di Milano a Guido
Podestà, coordinatore di Fi in Lombardia ed europarlamentare. «Ho
l'impressione che Riccardo De Corato avrà molto da fare nel campo della
sicurezza», ha detto La Russa alla presenza del vice sindaco e assessore alla
sicurezza di An a Milano, altro potenziale candidato alla guida della
Provincia, che La Russa intende però tenere inchiodato a Palazzo Marino.
( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Futuro della scuola,
parola all'esperto Giovedì incontro organizzato dal Comitato genitori e
insegnanti PAVIA. Uno scatolone vuoto, matite e materiali didattici restano
fuori. E' l'immagine simbolo dell'incontro «La scuola svuotata», organizzato
dal Comitato genitori e insegnanti per la scuola e patrocinato dal Comune di
Pavia. Giovedì prossimo alle 17 nell'aula Magna dell'università sarà Franco
Frabboni, pedagogista e docente dell'università di Bologna, a spiegare come
cambierà la scuola l'anno prossimo. Sarà un momento di riflessione sul futuro
delle elementari e sui cambiamenti introdotti dalla riforma
Gelmini. L'abolizione delle compresenze, decisione che porterà a una
diminuzione delle attività per i bambini, l'introduzione del maestro unico,
«con la conseguente grave perdita di una didattica più ricca e stimolante -
spiegano dal Comitato genitori e insegnanti per la scuola - in quanto
attualmente organizzata da un team di insegnanti». Ma non c'è solo
questo. Giovedì 26 si parlerà anche della riduzione del tempo scuola,
dell'aumento del numero di alunni per classe. E dei numerosi tagli al
personale. E' per rispondere alla domanda sul futuro dei bambini, che dovranno
vivere la nuova scuola, che il Comitato ha deciso di invitare a Pavia Franco
Frabboni. «E' il "padre" del modello scolastico del tempo pieno nella
regione Emilia Romagna - spiegano dal Comitato - e direttore del Centro
interdipartimentale di ricerche educative dell'università di Bologna». Insieme
a Frabboni ci sarà anche Ivana dello Iacono, dirigente del settore Istruzione
del Comune che ha appoggiato l'incontro. Un'iniziativa nata dall'esigenza di
organizzare un 'assemblea cittadina per discutere e riflettere sui cambiamenti
nel mondo dell'istruzione. Ma anche per invitare la città a prendere una
posizione, a porsi delle domande, su temi che il Comitato mette in evidenza
anche sul blog genitoriperlascuola.blogspot.com. A moderare il dibattito sarà
Paola Tacconi, tra i genitori fondatori del Comitato. Un gruppo nato
dall'esigenza di lottare contro una riforma della scuola considerata un passo
indietro sia dai genitori che dagli insegnanti. Un gruppo che ha visto crescere
la sua forza grazie a Internet: così da raccogliere iscritti, mail, messaggi di
solidarietà anche senza conoscersi personalmente. E poi il passaparola, la
volontà di raccogliere il maggior numero di adesioni, anche mettendosi in
contatto con scuole diverse, magari lontane. Poi sono iniziati gli incontri, le
attività in piazza. Come la raccolta di 3600 firme davanti alle scuole e nelle
piazze per chiedere l'abolizione e la modifica delle nuove normative.
L'assemblea cittadina sarà la prossima tappa. (ma.br.)
( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
CONTRO
IL DECRETO GELMINI Vigevano, comitato per cambiare la scuola VIGEVANO. «E' ancora
possibile cambiare la scuola di oggi: non dimenticandosene, con l'informazione
e la partecipazione». Di questo si è parlato, nel pomeriggio e nella serata di
ieri, nella Cavallerizza del Castello. Un appuntamento organizzato dal Comitato in difesa
della scuola pubblica, che ha deciso di costruire un punto di approdo
infomativo a seguito di un decreto che cambia il futuro della scuola, di ogni
ordine e grado. «Una riforma - dice Marina Gandolfo, insegnante di laboratorio
di chimica - in cui sono stati mescolati tanti elementi, ma dietro cui manca
una riflessione seria. Non si sa ancora cosa sarà delle scuole superiori, per
esempio, perché i decreti attuativi inviati riguardano soltanto le primarie di
primo e secondo grado. Alla scuola, invece, oggi servono attenzione, risorse,
informazione. Ci sono già organi che si possono utilizzare, per partecipare
alla vita della scuola, come l'uso concreto degli organi collegiali. Con questo
meccanismo si può influire sulle scelte locali». Una giornata che ha coinvolto
tutte le parti che il processo dell'istruzione tocca. «Per questo abbiamo
rivolto gli inviti a partecipare ad ogni componente del mondo scolastico, dagli
insegnanti ai genitori, e poi ai ragazzi delle superiori, con il concerto di
questa sera». Un universo, quello del mondo scolastico, dove non tutto è
deciso, e dove si può partecipare al processo decisionale. E se il riordino
degli indirizzi per le superiori non è certo e deciso, e si sta discutendo del
disegno di legge Aprea, che porterebbe le fondazioni all'interno del consiglio
di amministrazione della scuola, «col rischio di far perdere la libertà
culturale ed il pluralismo dell'insegnamento», sono certe invece le decisioni
che riguardano orari e compresenze nella scuola primaria. «L'incertezza - dice
un'insegnante elementare - è dovuta al fatto che le informazioni sono poche e
disperse». «Sappiamo - dice Silvia Casalena, insegnante - che la scuola ha
bisogno di un cambiamento, che si fa però attraverso il confronto e soluzioni
condivise». A partire dalle 19, poi, un grande concerto gratuito, con la
partecipazione di diverse band tra cui i Miura, per coinvolgere anche gli
studenti superiori ed universitari. Ilaria Cavalletto
( da "Arena, L'" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Domenica 22 Febbraio
2009 CRONACA Pagina 18 SCADENZE. Genitori e ragazzi chiamati a decidere: per elementari e medie inferiori ci sono le novità della Gelmini Scuola, è ora di scegliere per l'anno prossimo Entro sabato 28
febbraio gli studenti dovranno essere iscritti alle classi prime dei tre cicli
di studio Mancano ormai pochi giorni al 28 febbraio, il termine di scadenza
delle iscrizioni per l'anno scolastico prossimo, una data che, rispetto agli
anni scorsi, è stata spostata di un mese, per rendere note le novità.
Questa scadenza interessa, tra città e provincia, tutti i 130 mila studenti
veronesi, ma, quest'anno, ha messo in ansia soprattutto le 8.500 famiglie con
figli che, nel settembre prossimo, inizieranno le elementari. Per loro, le
maggiori novità. Dovranno scegliere tra quattro modelli di orario settimanale
(senza compresenze): 24, 27, o il tempo prolungato da 30 fino a 40 ore. Quale fra
queste opzioni di orario saranno le famiglie a richiederla e, si legge nella
circolare ministeriale, nelle classi a tempo prolungato saranno assegnati due
docenti: maestro «di riferimento» e altro insegnante per l'insegnamento della
lingua straniera e religione. Dai sindacati della scuola, però, il timore che
questa «libera» scelta dei genitori debba comunque fare i conti con organici
assegnati agli istituti, assai contenuti dalla Finanziaria. Il rischio è dunque
quello di scegliere, pur fra mille dubbi, una opzione e poi non vedersi
accontentati per tagli di organici. Molto minori i problemi per la scelta
dell'iscrizione in prima media, che, nella nostra provincia, riguarda poco meno
di settemila famiglie: sono 6.854 gli studenti iscritti in quinta elementare.
Ai loro genitori spetta la scelta fra il tempo obbligatorio di 29/30 ore, o il
tempo integrato o prolungato da
( da "Mattino di Padova, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
IL FUTURO DELLA
SCUOLA A Cittadella un fronte unito tra presidi, professori e genitori contro
la riforma Gelmini di Silvia Bergamin CITTADELLA. La riforma Gelmini riceve un no secco dalla scuola di Cittadella, che dalle elementari
alle superiori tocca i destini e il futuro di 5.314 tra bambini, ragazzi e
giovani. Un no scandito in maniera univoca da oltre 300 persone che venerdì
sera hanno stipato la sala consiliare di Villa Rina per la tavola rotonda
promossa dal coordinamento dei docenti. La professoressa Serenella
Vallotto ha condotto le danze, dopo aver fornito alcuni dati che non lasciano
spazio a repliche. I docenti a Cittadella sono 557, i precari 152, il 28%. La
riforma viene letta come portatrice di incertezza, il «dramma» dei tagli tocca
soprattutto la scuola primaria. Spazio agli interventi. Roberto Cervato,
docente del liceo, lancia una provocazione ai rappresentanti sindacali di Cgil,
Cisl e Uil: «Se noi occupassimo il liceo per una settimana, avremmo il vostro
appoggio?». Loredana Tedeschi insegna alle elementari: «Si parla di tagliare le
ore di laboratorio, ma sono necessarie per favorire l'inserimento nel mondo del
lavoro». Claudio Giordano, in cattedra all'Itis Meucci: «Questa Finanziaria è
uno scempio, è possibile fermarla?». Armando Campana, vicepreside del Tito
Lucrezio Caro: «La riforma della scuola superiore si fonda su una logica di
tagli, ma esiste la possibilità di inserire elementi di qualità?». Aggiunge da
parte sua Ugo Silvello, dirigente scolastico di Tombolo: «Se si diminuisce il
tempo scolastico si riduce la qualità. Tutti i tempi lunghi sono stati
richiesti e riconfermati, i genitori vogliono le 40 ore, c'è una forte
aspettativa». Matteo Pierobon è un papà che teme il futuro: «Che cosa faranno i
figli quando usciranno da scuola? Diplomati o laureati, sono tutti precari».
Francesca Ferracin, insegnante: «Alle elementari, i bambini hanno bisogno di
essere curati. Abbiamo sempre cercato di far funzionare le cose, ma il prossimo
anno rischiamo di non farcela: cosa succederà quando mancherà un insegnante e
non sarà possibile sostituirlo?». Sul fronte politico Anna Bocca, assessore a
Galliera Veneta ha promesso: «Giovedì prossimo convocheremo un consiglio
comunale straordinario sul tema della scuola». Secondo Andrea Causin,
consigliere regionale esponente del Partito Democratico «non è serio che il
Veneto, visto che è una regione ricca, debba avere meno insegnanti; il tempo
prolungato e il tempo pieno coprono il 50 per cento delle esigenze, la domanda è
elevata». Luciano Salvò, assessore provinciale all'Edilizia scolastica e
collega di partito della Gelmini, ha ribadito la
necessità di una «profonda riforma della scuola, che sta cercando con grande
difficoltà di capire quale può essere il suo futuro». Ma non dovrebbe essere la
politica a capire e fornire alla scuola una direzione forte e condivisa?
( da "Tirreno, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 15 - Empoli
Alunno violento, a casa i compagni Carrara, ragazzino minaccia con le forbici.
Guerra famiglie-preside Tensione in una media da un anno. Il dirigente pronto a
denunciare i genitori per abbandono dell'obbligo scolastico ALESSANDRA VIVOLI
CARRARA. Ha rotto il vetro di una finestra della classe con un pugno.
Mandandolo in frantumi per protestare con un suo professore. Poi, brandendo le
forbici, ha minacciato i compagni e i professori, gridando: «Vi sgozzo tutti».
Protagonista un ragazzino di 12 anni. Lo scenario è un'aula delle scuole medie
Giacomo Leopardi, alla periferia di Carrara, dove si stava svolgendo la lezione
di educazione tecnica. Sono stati momenti di terrore giovedì mattina nell'istituto
scolastico. Uno dei compagni che finisce all'ospedale sotto choc (avrà un
referto di 3 giorni), mentre il preside e i custodi cercavano di disarmare il
ragazzo (molto più robusto della sua età). Una situazione delicata che sfocia
nel caso eclatante ma che dura da un anno e che fa scattare venerdì sera la
decisione dei genitori degli altri 17 alunni di non mandare i figli a scuola
«finché - scrivono nella lettera che ha denunciato i fatti - quel ragazzino non
verrà allontanato dall'istituto». E sono stati di parola. Ieri mattina, in
quell'aula dove si è consumato l'episodio non è entrato nessuno. Fuori dalla
scuola il clima è teso. Neppure le mamme e i papà delle altre classi hanno
voglia di parlare. Chi lo fa è per prendersela con i tagli
alla scuola del ministro Gelmini: «Questi sono i risultati - dice un giovane padre in attesa
della sua bambina - eppure questa è una scuola seria, insegnanti validi che
fanno un grande lavoro con i nostri figli». Ma è ormai scontro fra preside
(«Ricordiamoci che parliamo di un bambino, con tanti problemi») e i genitori
che hanno deciso di far scioperare i propri figli. Il professor Paolo
Coscia lancia un messaggio chiaro: «Fino ad oggi (l'episodio delle forbici è
avvenuto giovedì) non ho preso provvedimenti e per questo potrei anche essere
ripreso dai miei superiori - dice il dirigente scolastico della Leopardi - ma
se continueranno a tenere a casa i figli, sarò costretti a segnalare quei
genitori ai servizi sociali per evasione dell'obbligo scolastico». Ma le mamme
e i papà della classe frequentata dal bambino che ha dato in escandescenze sono
irremovibili. E questa posizione intransigente la mettono nero su bianco in una
nuova lettera inviata ieri ai giornali. «La situazione va avanti da un anno, di
episodi simili al preside ne abbiamo segnalati già parecchi. Ora temiamo per
l'integrità dei nostri bambini: se quel ragazzino non viene allontanato dalla
scuola, noi continueremo a tenerci a casa i figli». Una vicenda delicata e
complessa. Nel mezzo di questo botta e risposta fra genitori e il preside delle
medie dove si è consumato il fatto, c'è il ragazzino con gravi problemi ed il
dolore di una madre. Quella del dodicenne autore degli episodi che hanno
portato all'ammutinamento contro la scuola. «Anch'io come mamma ho diritto di
dire la mia - scrive in un'accorata lettera la donna - io sto facendo seguire
mio figlio da uno staff di medici specializzati da oltre un anno e ho richiesto
io la presenza di un Ose (operatore socio educativo) solo che la società che si
interessa di ciò, e cioè Apuafarma (municipalizzata di Carrara con in mano
parte dei servizi sociali) ci ha messo quasi due mesi per mettere a
disposizione della scuola e di mio figlio un operatore». «Non voglio
giustificare mio figlio, ma voglio far sapere che all'interno della scuola lui
è escluso e messo da parte in quasi tutte le attività - prosegue la madre -
qualche giorno fa è stato escluso anche dalla recita perché a detta dei suoi
compagni lui non sa cantare, non è buono a leggere, mentre l'insegnante di lettere
dice che non sa recitare. E, per finire, sono venuta a conoscenza che alcuni
genitori hanno minacciato di picchiarlo e prenderlo a calci alla fine delle
lezioni».
( da "Nuova Sardegna, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
di Gianluca Corsi
Ecco la caccia all'ultimo alunno Concorrenza o no? Le scuole alle prese con le iscrizioni
Il 28 febbraio scadono i termini per l'anno scolastico 2009-2010 NUORO. Dove
iscrivo mio figlio? Nel liceo dove c'è il corso di musica o dove insegnano
giornalismo? Meglio prediligere le lingue straniere o l'informatica? Oppure
essere originali e scegliere l'istituto dove insegnano anche scacchi e corsi di
erboristeria? Mamme e papà ci siamo: la caccia al "Piano dell'offerta
formativa" migliore è la rush finale. Manca una settimana alle iscrizioni
per l'anno scolastico 2009-2010 (il ministero ha scelto di far slittare il
termine al 28 febbraio per il riordino degli ordinamenti scolastici) e per
molte famiglie barbaricine è arrivato il momento di scegliere la scuola più
adatta ai propri figli. Gli istituti nuoresi hanno dato il via alle prime giornate
d'orientamento, mentre altre scuole hanno preferito percorrere la strada della
pubblicità nelle pagine dei quotidiani. E come ogni anno, inevitabilmente, è
scattato il "toto scuola". Tante le offerte (e le novità) proposte
nei vari "Pof". Dai laboratori d'arte alla musica, ai laboratori di
scienze. Con uno sguardo sempre più attento alla Cina e all'Oriente. Chi non
ricorre alla pubblicità è il liceo classico "Giorgio Asproni", la più
antica scuola superiore della città e la terza in Sardegna dopo quelle
istituite a Cagliari e a Sassari. «Da noi - afferma con orgoglio il dirigente
scolastico Diego Caporale - le iscrizioni sono in aumento anche quest'anno,
mentre altri istituti subiscono una contrazione». Tutto merito di una
"tradizione" di prestigio che, evidentemente, conta ancora molto
nelle scelte finali. Sulla "competizione" tra istituti per
accaparrarsi il maggior numero di iscritti Caporale è molto chiaro: «è
senz'altro legittima, se tende a offrire modelli migliori. Se, invece, alcune
scuole arrivano a spendere fino a 25 mila euro di budget per attirare nuovi
iscritti, qualche dubbio è comprensibile». A questa "caccia all'ultimo
iscritto" contribuisce forse il restringimento dei requisiti che regolano
l'autonomia scolastica. In particolare il parametro dei 500 alunni, che ha
fatto rischiare l'autonomia perfino a un'istituto storico come l'agrario
"Bernardo Brau". Al classico, da una decina d'anni a questa parte il
pomeriggio è dedicato a una serie di attività culturalmente interessanti come
gli scacchi e il giornalismo. «Quest'anno, - annuncia Caporale - grazie al
corso di egittologia, 32 alunni faranno una crociera del Mediterraneo che
toccherà luoghi particolarmente evocativi come Olimpia, Smirne, Rodi, Cipro e
Alessandria d'Egitto». Una bella occasione per i fortunati egittologi, visto
che per 12 giorni alloggeranno in una lussosa nave di Costa crociere. Per una
scuola che non cerca pubblicità ce n'è un'altra che, invece, la rifugge. Il
liceo scientifico "Enrico Fermi", con i suoi oltre mille iscritti, se
non vuole letteralmente "scoppiare" non ha certo bisogno di altra
visibilità. Nell'uffico del preside Bachisio Porru, sempre in prima fila quando
si tratta di fare battaglie per l'istruzione, campeggia il motto di Gramsci
"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza".
«E dire - sorride Porru - che l'anno scorso, quando proposi il numero
programmato, venni quasi accusato di tradire lo spirito del Sessantotto. Eppure
oggi è lo stesso Ministero dell'istruzione che, attraverso una circolare,
esorta le scuole con iscrizioni in eccedenza a procedere alla definizione dei
criteri di precedenza nell'ammissione». Sulla concorrenza tra istituti
superiori per procacciarsi più iscrizioni, Porru non è molto convinto: «Le
scuole non devono trasfromarsi in "progettifici", ma concentrare i
loro sforzi nell'offerta didattica al mattino». Anche
perché con la nuova riforma Gelmini si andrà per forza di cose
verso una semplificazione. Dai 750 indirizzi esistenti si passerà a 20: nove
licei, tra cui i nuovi scienze umane e musicale-coreutica, e undici istituti
tecnici. Chi ancora crede che la pubblicità sia l'anima del commercio è il
liceo socio-psico-pedagogico, musicale e delle scienze sociali. I
nuoresi ancora oggi lo chiamano affettuosamente istituto magistrale
"Sebastiano Satta". Meglio ancora: magistrali. Nella seconda scuola
più antica della città sono state formate generazioni di maestri. E non solo.
La preside, Carla Marchetti, ha messo su un piano di comunicazione di tutto
rispetto. Paginone sul quotidiano con lo slogan "Il futuro nella
tradizione", ma anche giornate di orientamento per i ragazzi delle scuole
medie che coinvolgono gli stessi alunni dello storico istituto nuorese. «Io non
parlerei tanto di competizione tra scuole - afferma la preside -, quanto di
presentarsi all'esterno. Il segreto è come farsi conoscere all'utenza. Noi
andiamo a proporci nelle scuole (meglio ancora: nelle singole classi), o
invitiamo gli alunni delle medie a piccoli gruppi. Lasciamo che parlino anche i
ragazzi del corso di scienze sociali e del liceo musicale, che peraltro in
provincia di Nuoro è l'unico nel suo genere».
( da "Secolo XIX, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Riforma gelminila
scuola cambia incontro Savona. "Riforma Gelmini... la scuola italiana che cambia"è il titolo del convegno
che si terrà domani (ore 21) alla Società operaia cattolica N. S. di
Misericordia di via Famagosta. Interverranno Alessandro Parino (capogruppo di
An in Comune a Savona), Alessio Saso (consigliere regionale), l'onorevole Paola
Frassinetti (vice presidente della Commissione Cultura della Camera dei
deputati). Porgeranno i saluti Enzo Sabatini, presidente della Società
operaia, e Federico Delfino, delegato del rettore per il Campus. 22/02/2009
( da "Repubblica, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bologna
Longhena, fascicolo in Procura Genitori con gli insegnanti. "Coraggio
quaggiù qualcuno vi ama" L´indagine dopo l´esposto di Garagnani di Forza
Italia PAOLA CASCELLA ILARIA VENTURI Adesso il
( da "Repubblica, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 40 - Spettacoli
L´INCONTRO Visionari Dice cose del tipo: "Voglio avvenire, non essere
avvenente". Oppure: "Voglio far succedere, non voglio successo".
Venticinque anni di carriera, dodici spettacoli con centinaia di repliche,
libri e film Il giocoliere delle parole non si ferma mai, nella vita e in
teatro Da quando un insegnante di liceo gli disse di seguire il suo
"flusso interiore", fino al suo ultimo show dal motto: "Conosci
tre stesso e non solo sul palco" Mentre penso una cosa ne parte un´altra,
arriva la posta che mi manda un altro pensiero e mentre la apro ne compongo
un´altra ancora ENRICO REGAZZONI Bologna Bergonzoni corre, stargli dietro è
duro. Nella conversazione, come sul palco, ha lo scatto del centometrista,
mezza domanda e lui è già via. Ma corre anche da maratoneta: in venticinque
anni ha fatto una dozzina di spettacoli (con cento repliche all´anno), otto
libri, due film. Scarse apparizioni in tv (una ventina in tutto, da Maurizio
Costanzo), ma sempre più presente nei festival culturali, nelle librerie e
nelle scuole. Poi la pratica della pittura, da sei anni, e la militanza nella
"Casa dei risvegli", che si occupa delle persone in coma. E sempre
con un ritmo bruciante, che divora linguaggi, percorsi, vita. Se dal palco fa
molto ridere, da vicino fa soprattutto impressione: per come convoca le parole
e le fa danzare nel suo circo di significati. Gli hanno appena dato il premio
Ubu (come miglior attore, per lo spettacolo Nel) e in maggio la University
Italian Society lo vuole a Oxford per festeggiarlo. C´è da chiedersi come
faranno a tenerlo fermo per i due giorni previsti (il 20 e il 21), dal momento
che è difficile bloccarlo su un solo argomento anche per due minuti.
Alessandro, ma quand´è che hai cominciato a parlare per non smettere più? «In
fase prenatale, anche se il parlare c´entra poco, è la punta dell´iceberg. Il
tema è il pensare, non il parlare. Tutti si fermano alla voce e alle
associazioni verbali, ma la questione è quella del flusso interiore, che
all´epoca io non riconoscevo. Un flusso mentale, filosofico, antropologico, che
nasceva da sé». Un dono? Una condanna? «La parola prescelto non mi piace, ma
rende l´idea. Non amo il caso, credo più nel caos. Io faccio la danza del
mentre: mentre penso una cosa ne parte un´altra, arriva la posta che mi manda
un altro pensiero, apro la missiva e mentre la apro ne compongo un´altra
ancora. Il linguaggio è il remo, la vela, la zattera: il vento che muove la
vela è il pensiero. Lo so, di solito a pensare sono i filosofi, non i comici.
Il comico deve parodiare e imitare, ma non pensare? Io invece ho una carta
vetrata, quella della fantasia e dell´immaginazione. Che sono energie
alternative, che mi muovono e mi possiedono. Recito sotto un effetto
sciamanico, posseduto. Così ho iniziato a sentire questa sostanza stupefatta, e
ho cercato qualcuno che la raccogliesse». E lo trovasti? «Claudio Calabrò. Ai
tempi del liceo scrivevo novelle, ne avevo letta una sul palco della mia
scuola, Storia di una mano. Claudio, insieme a Luigi Conti, mi disse che dovevo
mollare tutto per recitare quello che scrivevo. Fu lui l´anima della mia
nascita, quello che ci credette e investì in me. In seguito sarebbe stato il
mio regista, fino ad arrivare a Riccardo Rodolfi». Però era una scommessa non
così azzardata, la gente rideva quando c´eri tu. «Ridevano di traverso, senza
capire, anche loro quasi posseduti e senza poter raccontare alla fine nulla di
ciò che avevano visto. Anche le prime recensioni furono un po´ annaspanti, i
critici sembravano cani da tartufo». Ma eri veloce, soprattutto, e di una
velocità impressionante. «La dinamica è il senso di tutto. Io portavo i miei
spettatori a spasso, e allo spasso nel simultaneo. Era nuovo, allora». è
interessante che a cadere più di altri nella tua rete siano gli estremi del
pubblico, i semplici e i complessi, i bambini e gli intellettuali. Ricordo che
Emilio Tadini era pazzo di te, anche perché il suo gusto pittorico era molto
legato al lavoro delle avanguardie. «è l´incondivisibile quello che mi è sempre
venuto a prendere a casa per dirmi usciamo, non il condivisibile. Cosa teorizza
oggi un attore? Che la gente deve riconoscersi nel suo spettacolo. Una
bestemmia, per me. Il pubblico deve domandarsi: ma dove stiamo andando? Uno
spiazzamento che non è sinonimo di qualità, ma di differenza. Ma sono davvero
pressato dai mestieri». Troppi? «Una delle malattie del nostro tempo è quella
del mestiere unico. L´industriale, il giudice, tutti dovrebbero cominciare a
essere imputato, donna, paracarro, segretario. Io quando smetto di scrivere un
libro o di fare uno spettacolo comincio altri mestieri: quello di malato, di
albero, di madre, di motorino�». L´evoluzione dei tuoi spettacoli: l´ultimo,
Nel, impone momenti di commozione e segna un vero cambiamento. Del resto, tu
sei sempre più magro, come se stessi sparendo per autocombustione. «Io li
chiamo altri strati. Prima ce n´erano due, ridi e pensi. Ora c´è ridi, pensi,
vai via, torni, scavi in alto. Stratosferico, una sfera tonda con tanti strati.
Un effetto catastico, da catasta. Lo spettatore continua a ridere, ma deflagra.
Da qui il mio motto: conosci tre stesso e non solo sul palco». Ma anche
l´ultimo dei tuoi tre sembra che soffra, quasi fosse ferito. «Le ferite c´erano
anche prima, come prima c´era la pittura, anche se non dipingevo. C´era la
sofferenza, ma non si vedeva. è come la differenza fra culla e bara: la bara è
una culla che non dondola. Questo è il contemporaneamentre: un tempo che tiene
tutto, e che non puoi accettare se ti occupi di realtà. Pensa
a uno spettacolo sulla Gelmini, fra dieci anni! O a uno su Spadolini, adesso. Non è la realtà,
la mia fonte, ma l´energia. Quella che aumenta sempre, e va negli incontri
letterari, negli incontri sulla malattia, negli incontri sull´arte». E in
questi incontri, l´attore dov´è? «Si sposta. Al Festival della filosofia
di Modena ho fatto un´autopsia di me stesso per far vedere come nasce il
pensiero, cosa ricevo dall´immaginazione, in tempo reale, mostrando come il
pensiero diventa parola, aprendo le vene in pubblico. Lì sono un uomo più sociale,
più civile e politico. Lì sono in ribellione. Da una decina d´anni in me la
pace è finita, non mi accontento più. Non riesco più a leggere un giornale,
vedere la tv, guardare un film passandoci sopra. Oggi capisco i danni della
realtà sull´essere umano. E sono certo che c´è bisogno non di umanità, ma di
sovrumanità». Cos´è il sovrumano? «Un medico dice: faccio il possibile, e
questo è umano. Il sovrumano significa: voglio andare a vedere l´impossibile,
il mistero, lo sconosciuto. Queste sono le materie che possono far crescere un
essere umano. Non mi interessa più l´attore, il cittadino, mi interessa
l´essere nella sua complessità. Sono gli artisti che me l´hanno detto, i Bene,
i Paladino, i Burri, i Kandinsky: cerca il sovrumano, l´essere superiore, non come
razza o religione ma come anima. Non mi considero né laico né religioso, ma
spirituale. Se fai arte, ti occupi di spirito. Dobbiamo smetterla di occuparci
di umanità, anche la guerra è umana. Citare Dante va bene, ma dobbiamo anche
scrivere come Dante». E il rischio di mettere in movimento una quantità di
imbecilli? «è provocatorio, ciò che dico. Ma se non ci accontentassimo più
dell´umano e cercassimo il sovrumano, ci sarebbe una selezione. Invece subiamo
i reality come se fossero storia, ubriachi di cronaca cerchiamo mediazioni.
Dovremmo accettare con l´accetta, invece, cercare la creazione e non la
ricreazione, la parodia. Vogliamo rivalutare la differenza fra un creativo e un
creatore, fra un pubblicitario e uno scrittore? Questo è fumo passivo. Perché
devo ricevere il fumo passivo della tv, io che non la vivo, e dunque non fumo?
La mia protesta è politica, in questo senso, perché dico che a noi manca un
governo interiore. Dobbiamo ribellarci, con una violenza bell´e buona, non
quella brutta e cattiva, che non mi è mai piaciuta. Creare Greenpeace
culturali, andare fuori da certi studi televisivi e protestare. Bisogna
intervenire subito, e fin dalla elementari, perché al liceo è tardi. Per
esempio non puoi lasciare in mano solo ai giudici e agli scienziati o alla
chiesa il testamento biologico. Intervenga altra trascendenza, altro pensiero.
Non puoi parlare solo di norme ma anche di enorme. Prima di parlare del corpo
devi parlare dell´essere, senza pregiudizi né dogmi. Io canto sempre nessun
dogma, è la mia opera preferita. Non sono per una verità sola, ma chiedo che
quando si parla di una persona in coma si cominci a pensare a qualcuno che sta
vivendo altro tipo di vita: altro amore e altre soddisfazioni. Vogliamo parlare
lo stesso della diversità? Dovremmo raccontare che ci sono persone che scelgono
di vivere in un modo che a noi sembra invivibile». Com´è nato questo bisogno di
anima, dentro di te? «Sicuramente mi ha mosso anche la "Casa dei
risvegli", otto anni fa. Poi mi sono interessato a letture come i testi di
antroposofia di Rudolf Steiner. Ma ora tutto sta inserendosi in me in modo
sinfonico: la deformazione fisica, la scrittura, il diverso, la pittura e il
sociale lavorano contemporaneamentre in me e suonano con tutti i mestieri che
dicevo prima. E adesso io la musica la sento. Che non vuol dire che faccia
buona musica. Ma voglio un caos dove tutto sia possibile, e sia dato di credere
all´incredibile. E senza paura, che è il male del nostro tempo. Cosa cerca il
ragazzo nella pasticca? Cerca l´oltre, e tu glielo devi dare anche con l´arte,
aprendolo all´infinito. Questo mi spinge, anche come attore. Il pubblico è
provato, non ha più le papille gustative. Va ripalatizzato. Stimo la ricerca,
ma dobbiamo rilanciare soprattutto la ricerca dell´incommensurabile. Io voglio
usare le mine pro uomo per far saltare l´accettazione e l´assuefazione.
Cacciamo gli spensierati, prepariamo una felicità composta, che sia un
canederlo zeppo di altri ingredienti. Sono i mezzi di distrazione di massa la
droga che serve a chi vende paura. E finiamola di confondere sogni con bisogni:
i bisogni sono desiderio e necessità, il sogno è indicibile, inaudito,
rivelazione. Chiedo molto. Non bastiamoci più. Il poco crea metastasi
culturali, non è innocuo. Voglio avvenire, non essere avvenente, voglio far
succedere, non voglio successo».
( da "Messaggero, Il (Latina)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Domenica 22 Febbraio
2009 Chiudi La possibilità di richiedere il tempo pieno per le nuove prime
classi del prossimo anno scolastico viene garantita solo per le scuole primarie
di Sermoneta centro e di Doganella. Ma le mamme che vorrebbero iscrivere i
propri figli ai plessi di Pontenuovo e Sermoneta scalo non ci stanno. Tra le
quattro opzioni di orario stabilite dalla circolare 4/2009 del ministro dell'istruzione Gelmini ne possono scegliere solo tre: 24, 27 e 30 ore, mentre
l'attivazione del tempo pieno di 40 ore sarà richiesta - e non è detto che
venga comunque concessa dall'ufficio scolastico - solo per le altre due scuole
di Sermoneta. «Abbiamo avuto un incontro con il sindaco Giovannoli e la dirigente
scolastica Magnarelli - spiega una mamma - e ci è stato detto che il
personale per le 40 ore sarà richiesto solo per Sermoneta scalo e Doganella.
Sappiamo che sulla base della riforma il tempo pieno non sarà dato a tutti, ma
perché non richiederlo all'ufficio scolastico e non dare a noi la possibilità
di scegliere?». L'amministrazione garantirebbe comunque il trasporto gratuito
per trasportare i bambini delle frazioni a Sermoneta scalo o Doganella. «Ci è
stato detto - continua la mamma - che si vuole salvare il plesso di Sermoneta
centro. Ma, in questo modo, molti genitori di Pontenuovo o Sermoneta scalo
preferiscono o si vedono costretti a portare i propri figli a Latina scalo. E
la possibilità di esprimere una preferenza rispetto alle opzioni di orario
proposte dal ministero resta un nostro diritto». Per farlo valere è partita una
raccolta di firme. Ch.Cap.
( da "Messaggero, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Domenica 22 Febbraio
2009 Chiudi BOLOGNA - Il Procuratore reggente di Bologna Silverio Piro ha
affidato al pm Luigi Persico un'informativa sul caso della protesta delle
maestre della scuola elementare Longhena, che nelle settimane scorse hanno dato
( da "Corriere della Sera" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2009-02-22 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Candidature Atteso l'ok della Gelmini. La Lega: ci sono altre otto poltrone, a noi anche Bergamo e
Sondrio Provinciali, via libera a Podestà «Sì, ma a Brescia spetta alla
Beccalossi» Scelto il ticket del centrodestra. La Russa: passo indietro su De
Corato Il ministro della difesa: il vicesindaco serve forse più in Comune,
visti i nuovi compiti che gli saranno affidati Via libera a Guido Podestà a
Milano, in cambio di Viviana Beccalossi a Brescia. Appello finale di
Ignazio La Russa: se Mariastella Gelmini, gran sponsor
nella città della Leonessa di Giuseppe Romele, desse il via libera alla
Beccalossi, la partita della candidature lombarde si può chiudere. E in fretta.
«Viviana — dice il reggente nazionale di An — è la donna che ha avuto più
preferenze alle elezioni regionali. Sarebbe un bel segnale, visto che lei
sarebbe la nostra unica candidata donna in Lombardia. E poi il via libera sul
suo nome favorirebbe anche qui il processo di fusione verso il Pdl. Ma vogliamo
una scelta condivisa e per questo facciamo appello al ministro Gelmini». La candidatura milanese di «bandiera », quella del
vicesindaco Riccardo De Corato, in realtà è ancora in campo. Ma La Russa lo
confessa quasi apertamente: siamo pronti al passo indietro. Anche perché il
vicesindaco di An sarebbe a sua volta ricompensato dalla nuova distribuzione di
deleghe che arriverà col rimpasto di giunta all'interno della giunta di Letizia
Moratti. Tutto risolto? Non proprio. Perché alla finestra rimane ancora la
Lega. Che la partita per Brescia non la vede affatto chiusa. Dice il capogruppo
milanese e parlamentare, Matteo Salvini: «Podestà, De Corato, La Russa, la
Beccalossi... tutte schermaglie all'interno del Pdl. Noi siamo un altro
partito, alleato ma distinto. E che in Lombardia ha quasi lo stesso peso dei
suo compagni di coalizione». E allora? «E allora ci sono otto province in ballo
— ragiona Salvini —. Noi siamo generosi e ne chiediamo solo tre, quelle in cui
siamo più forti, dove abbiamo oltre il 30% dei voti: Bergamo, Sondrio e anche
Brescia». L'incognita Udc, infine. Che in Lombardia non ha ancora sciolto dubbi
e riserve. Sul punto Salvini si fa sprezzante: «Se non votano il federalismo a
Roma, faremo a meno di loro anche in Lombardia ». L'ultimatum Salvini: se l'Udc
non vota il federalismo a Roma, faremo a meno di loro anche in Lombardia Andrea
Senesi
( da "Centro, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Manoppello. In
soccorso arriva Serramonacesca: la prima classe c'è Salva la scuola elementare
del centro Successo per la campagna iscrizioni dei sindaci anche tra gli
stranieri Per la legge Gelmini andava accorpata al plesso dello Scalo MANOPPELLO. è salva la
prima classe della scuola elementare del centro storico, almeno per l'anno
scolastico 2009-
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA PRIMO PIANO
pag. 11 Il 10 politico in pagella Ora indaga la Procura Longhena: aperto un
fascicolo conoscitivo IL CASO Alcuni allievi delle Longhena davanti
all'istituto, in via Casaglia Nel tondo, il pm Luigi Persico di GILBERTO DONDI
CHISSA' che voti aveva alle elementari il sostituto procuratore Luigi Persico,
il quale fra qualche settimana si trasferirà in Procura generale dopo essere
stato promosso' dal Csm. Prima di trasferirsi a Palazzo Baciocchi, però, sarà
proprio lui a occuparsi dell'inchiesta aperta sull'ormai famoso 10 politico
delle Longhena. Come si ricorderà, giorni fa gli insegnanti delle scuole
elementari di via Casaglia hanno dato a tutti i bambini lo stesso voto in
pagella:
( da "Giornale.it, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
n. 46 del 2009-02-22
pagina 6 Provinciali, via i veti: da An semaforo verde alla corsa di Podestà di
Gianandrea Zagato La Russa: «De Corato si occuperà di sicurezza» La Beccalossi
a Brescia «se il Pdl è d'accordo» Mentre l'inquilino di Palazzo Isimbardi scendendo
sul terreno del centrodestra tenta di conquistare «qualche voto facile» come
sostiene la Cgil, il Pdl sta preparandosi al governo della Provincia di Milano.
E lo fa con Guido Podestà. Che da sempre è il candidato presidente di via
Vivaio. Decisione condivisa anche da Alleanza nazionale che, peraltro, «con
quello che sta succedendo sul tema della sicurezza, visto il ruolo di Riccardo
De Corato» non punta più sul vicesindaco come candidato alternativo al
coordinatore regionale di Forza Italia. «Se dovessimo scegliere noi, in questo
momento» fa sapere Ignazio La Russa, «la disponibilità numero uno diventa
quella di Brescia». Come dire: «Con il provvedimento sulle ronde», i volontari
per la sicurezza con cui i Comuni si possono organizzare per rafforzare la
sicurezza «il vicesindaco di Milano, deve occuparsi più di Milano». Il vice del
sindaco Letizia Moratti «deve occuparsi» della «messa in circuito di tutte le
forze di sicurezza - vigili, forze dell'ordine, associazioni d'arma in congedo
- per fare di Milano il primo esempio concreto di come il territorio possa
essere controllato» e, quindi, stop alla sua possibile corsa per via Vivaio e
semaforo verde per Podestà, «persona di grande rilievo istituzionale perché ha
un grande compito al Parlamento europeo». Naturalmente, precisa il reggente di
An, «entrambe le disponibilità che abbiamo manifestato» sia per Milano che per
Brescia «sono doverose da parte di An nel momento in cui entra nel Pdl con pari
diritti e doveri» ma, attenzione, ora «la disponibilità numero uno diventa
quella di Brescia». In soldoni, La Russa, visto anche «il nuovo compito che De
Corato deve assolvere nell'interesse dei cittadini» riflette «su quale delle
due candidature è la prima disponibilità». E, questo, significa
«un'inversione»: «Mentre An ha sempre detto che la prima disponibilità era
Milano e la seconda Brescia, adesso abbiamo invertito». E per la Leonessa
d'Italia, continua La Russa, «pensiamo all'ex vicepresidente della Regione
Lombardia, che ha avuto uno score altissimo di successi personali ogni volta
che si è presentata». Comunque, rimarca il ministro della Difesa, «vogliamo una
scelta condivisa con Forza Italia e l'accordo con il
ministro Maria Stella Gelmini che è di Brescia». Anche per questo, La Russa, lancia un appello
«amichevole e affettuoso» al ministro Gelmini perché «la
candidatura di Viviana non sarà confermata se non è d'accordo Maria Stella».
«Chiedo quindi al ministro di convergere su questa scelta importante, che è
prestigiosa per Brescia, per il Pdl e anche per donne: non c'è infatti
una presidenza di provincia femminile in tutta la Lombardia». Un segnale che,
secondo La Russa, «piacerà, ne sono certo, per prima al ministro Gelmini». Intanto, si sta organizzando il congresso
provincia di An verso il Pdl che sarà aperto con un filmato dedicato a Giorgio
Almirante. Lo storico leader del Msi sarà però assente dai documenti
congressuali, non figurerà cioè nel pantheon politico-culturale di An delineato
nella mozione per l'approdo nel Pdl: non si tratta però di una «dimenticanza» o
di una «scelta politica» precisa La Russa. «Non c'è nessuna marginalizzazione.
Anzi, c'è piena accettazione e considerazione del ruolo di Giorgio Almirante e
del percorso che comincia prima del solco di Fiuggi e della nascita di An».
Insomma, si guarda avanti verso il Pdl, «sperando anche che l'opposizione esca
dallo stato di assoluta confusione e incapacità», magari contando pure per la
vittoria a Palazzo Isimbardi sulle uscite di Penati che, tra l'altro, sul suo
sì alla ronde si becca una pesante tranvata dalla Cgil ambrosiana: «Se
dovessimo scegliere tra l'originale e la copia, sceglieremmo l'originale». Che,
evidentemente, non è farina del sacco di Penati. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il presidente dell'Asa
Stefanel chiede aiuto ai politici friulani: la riduzione delle risorse per
l'anno in corso sommata ai crediti del passato rischia di bloccare le attività
Scuole senza fondi: lettera al ministro Gelmini Dopo il mancato accredito di 1,7 milioni nel 2005/06, lo Stato
taglia su supplenze e spese di funzionamento di GIACOMINA PELLIZZARI Colpiti
dal taglio dei fondi di funzionamento i dirigenti scolastici non ci stanno e
attraverso l'Associazione scuole autonome (Asa) scrivono al ministro,
Mariastella Gelmini, per ricordarle che nell'anno scolastico 2005/06 il
ministero si è dimenticato di accreditare alle scuole friulane 1,7 milioni di
euro. A tutto ciò vanno aggiunti i ritardi accumulati nel versamento dei fondi
relativi agli anni successivi. La situazione è complicata non a caso il
coordinatore regionale dell'Asa, Stefano Stefanel, sabato 7 marzo, sottoporrà
la questione ai parlamentari eletti in Friuli Venezia Giulia. L'obiettivo è
quello di sollecitare i politici a sbloccare con un provvedimento i milioni di
euro che le scuole avanzano dallo Stato. Questo perché, come si legge nella
lettera indirizzata al ministro, «da quest'anno le scuole autonome non sono
autorizzate a imputare alcuna cifra per il funzionamento amministrativo e
didattico». Contemporaneamente, aggiunge Stefanel, «vengono tagliati i fondi
per le supplenze». Secondo il coordinatore regionale dell'Asa, insomma, «il
contemporaneo ridursi delle risorse per il 2009 e il perdurare della non
esigibilità dei crediti degli anni precedenti creerà gravi disagi nelle scuole
ed, in alcuni casi, la totale paralisi delle attività». E ancora: «Come faccio
a garantire il funzionamento della scuola se lo Stato non mi dà i fondi? Devo
contare solo sui contributi che ricevo dal Comune?». Un'impresa ardua visto che
pure i bilanci degli enti pubblici risentono della crisi. Ma i quesiti di
Stefanel non finiscono qui. Il preside infatti solleva il caso della possibile
assenza di supplenti dal momento che le scuole non hanno i fondi per pagarli:
«Una classe può rimanere priva dell'insegnante?». Considerato che le scuole
statali italiane non possono trovarsi senza i fondi di funzionamento, Stefanel
chiede al ministro e al direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Ugo
Panetta, «quali provvedimenti intendono assumere per consentire alle scuole di
sapere a quanto ammonta il loro fondo per le spese amministrative e
didattiche». Nella stessa missiva Stefanel sottolinea pure le difficoltà legate
alla carenza di fondi destinati ai corsi di recupero per gli studenti. Oltre,
ovviamente, a chiedere «con quali procedure e in quali tempi il ministero
intenda onorare i residui attivi anteriori al 2007». Nella stessa situazione
delle scuole friulane si trovano gli istituti della Lombardia, del Lazio e
dell'Umbria che secondo Stefanel hanno già fatto pressione al ministero. «La
situazione - insiste il dirigente scolastico - si può risolvere per via
legislativa, intervengano i politici regionali».
( da "Tempo, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Bologna La
Procura indaga sul «10 politico» in una elementare BOLOGNA Il Procuratore
reggente di Bologna Silverio Piro ha affidato al pm Luigi Persico
un'informativa sul caso della protesta delle maestre della scuola elementare
Longhena, che nelle settimane scorse hanno dato
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Provincia di Sassari
Pagina 7053 Alghero. Protesta sotterranea Mascherine al bando: le scuole si
spaccano sulla sfilata di carnevale Alghero.. Protesta sotterranea --> Carri
allegorici, maschere, frittelle e una buona dose di polemiche nella sfilata di
carnevale dei bambini. Diversi istituti scolastici non parteciperanno
all'edizione 2009 di "Ragazzi in scena", in programma sabato
prossimo. Ufficialmente tutto questo avviene per problemi organizzativi e di
tempo, ma la sensazione è che dietro la defezione di molte
classi si nasconda il malcontento generale per la riforma Gelmini. I tagli all'istruzione, il rischio del posto di lavoro: molti
docenti non se la sono sentita di indossare la maschera e lanciare coriandoli,
in una manifestazione simbolo dell'allegria e della spensieratezza. Hanno
preferito ignorare l'evento. Lo scorso anno i bimbi in piazza erano
quasi 1200. Questa volta supereranno di poco la metà. «È un vero peccato -
commenta Romano Marcias, della RM management, la regia del carnevale
sponsorizzato dal Comune - dispiace vedere strumentalizzata la festa dei più
piccoli per una protesta dei grandi». Non sono pochi ad avere dato forfait. Gli
istituti Sacro Cuore, Immacolata e Argillera hanno declinato l'invito. Prima
c'era il problema dell'assicurazione, risolto quello, sono saltati fuori come
per incanto altri inconvenienti. Alla fine delle trattative centinaia di
figuranti mancheranno all'appello. Ma la festa va avanti. Il tema prescelto è i
"vecchi mestieri". Si trattava di mascherare i bambini da
raccoglitori di olive, pescatori, mugnai o spazzacamini. Niente di difficile.
In regime di last minute le scuole private e le ludoteche hanno aderito
all'iniziativa, facendo risalire il numero dei partecipanti a livelli
accettabili. «Dovremmo essere in 700 - conferma Marcias - tantissimi genitori
si sono auto-organizzati e accompagneranno i loro figli alla sfilata». La festa
si farà, insomma e sarà ricca di novità. Hanno detto sì le bande musicali di
Ploaghe, Ittiri e Alghero e numerosi corpi di ballo. Ci saranno disc-jockey,
effetti luci, macchine del fumo e delle bolle. Verranno distribuiti frittelle e
torrone. Il gruppo speleologico algherese darà luogo al tradizionale assalto
alla muraglia con l'utilizzo di sole funi e rampini. Il gran finale in piazza
Civica, trasformata in una enorme discoteca all'aperto. Un variopinto e
vociante esercito di mascherine, dall'asilo alle elementari, animerà il centro
cittadino dal primo pomeriggio. La partenza avverrà in via Vittorio Emanuele
alle
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
22-02-2009)
Argomenti: Scuola
ISCRIZIONI. Smentito
ordine del giorno del Pd che temeva la chiusura I genitori rammaricati: «Siamo
stufi che venga messo in dubbio il futuro di questo plesso» 22/02/2009 rss
e-mail print La scuola primaria Sant'Ulderico ha sede al Tretto. FOTO DAL
CEREDO La scuola di S.Ulderico è in piena salute e non rischia di finire sotto
la scure ministeriale. Ed oggi sfila per le vie del centro con i suoi alunni
impegnati nel carnevale dei quartieri per mostrare che non c'è nessuna cirsi
d'iscrizioni anzi. Una risposta decisa alla proposta di ordine del giorno
presentata una settimana fa dai gruppi consiliari di Pd, Verdi e Lista Civica contro gli effetti scledensi della riforma Gelmini. Secondo i firmatari del documento, un plesso scolastico come
quello di S. Ulderico del Tretto sarebbe a rischio di chiusura. I numeri invece
dicono un'altra cosa. Ai 40 alunni attuali, provenienti quasi tutti da Schio e
da paesi dei comuni limitrofi, bisogna aggiungere i 16 bambini già iscritti
alla prima classe del prossimo anno, tanto che ci sarà la necessità di
contenere le adesioni. E così arrivano puntuali le smentite, con un pizzico di
orgoglio. «Pensiamo sia ora di finirla con il definire la nostra scuola poco
frequentata e senza futuro, per pochi alunni di contrada - afferma Anna Maria
Bertuzzo, referente del plesso. - Siamo invece l'unica scuola primaria del
territorio ad indirizzo didattico - ambientale e ci vantiamo di essere il fiore
all'occhiello dell'amministrazione comunale. Qui si insegna e si apprende in un
clima sereno e noi offriamo, con passione e impegno, un'attenzione particolare
allo sviluppo delle potenzialità di ogni bambino». Una falsa informazione,
quella contestata dalla scuola, che parte però dai banchi della maggioranza
consiliare. Nel documento protocollato e destinato probabilmente a non essere
mai discusso in aula causa decadenza dell'attuale consiglio, fissata per
giugno, il passaggio riferito alla scuola del Tretto è chiaro: «i tagli
porterebbero nel prossimo triennio alla chiusura ed all'accorpamento di molte
scuole, ad esempio S.Ulderico». Va precisato che nell'articolo di giovedì era
stata definita erroneamente "scuola di montagna", essendo posta a
( da "Sicilia, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
favara Scompare la «Mendola»
Favara. Dopo 56 anni scompare la scuola media Antonimo Mendola, prima
istituzione scolastica del paese fondata nel 1953. La scuola di via dei Mille,
dedicata al benefattore favarese barone Mendola, è stata cancellata dalla nuova
mappa delle scuole pubbliche nell'isola. Il taglio s'inquadra nell'ambito del
piano di dimensionamento voluto ministro alla Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini. Il piano, che ridisegna la
nuova mappatura degli istituti isolani, è stato firmato dall'assessore regionale
alla Pubblica istruzione e ai Beni culturali e ambientali, Antonello Antinoro,
e trasmesso a Roma, al ministero dell'Istruzione per avviare una concertazione
con lo Stato. Nel caso di Favara, il piano prevede l'accorpamento della
scuola Mendola alla scuola media Capitano Vaccaro diretta dalla preside
Gabriella Bruccoleri. In pratica, la regione ha approvato quanto già era stato
previsto dall'originario piano di dimensionamento per gli istituti che non
raggiungevano i 500 studenti. La riforma, infatti, parlava di operare subito il
ridimensionamento e successivamente avviare il piano di razionalizzazione. Totò
Arancio
( da "Basilicanet.it" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA, NARDIELLO:
VALORIZZARE GIOVANI ECCELLENZE 22/02/2009 14.37.50 [Basilicata] (ACR) -
â??Valorizzare le giovani eccellenze intellettuali lucane; sostenere le
famiglie, soprattutto nellâ??attuale fase di difficoltà economica, per
garantire lâ??effettivo diritto allo studio sino ad accompagnare i nostri
giovani al Master post-laurea; completare il piano di ridimensionamento
scolastico con azioni di rafforzamento dei presidi culturali in tutta la
regioneâ?: sono queste le indicazioni del vicepresidente del Consiglio regionale Giacomo
Nardiello (Pdci) che ha partecipato oggi ad Avigliano alla premiazione
scolastica della Società di Mutuo Soccorso fra gli Operai di Avigliano
che ha erogato riconoscimenti e borse di studio ai soci, ai loro figli e agli
orfani di soci, meritevoli negli studi. Nel sottolineare che â??lâ??iniziativa
si inserisce nella migliore tradizione delle Società di Mutuo Soccorso a
favore dei figli di operai, a cominciare dagli anni della scuola classistaâ?
Nardiello ha sostenuto
che â??come indica il Rapporto Pisa 2006 i nostri ragazzi hanno lacune da
colmare, in particolare nelle materie scientifiche, per competere con i propri
coetanei non solo lombardi ma finlandesi e quindi avere un posto in Europa.
Eâ?? pur vero che come testimonia la manifestazione di Avigliano â?? ha
aggiunto â?? ci sono competenze scolastiche elevate che hanno bisogno di essere
sostenute nel prosieguo degli studi. Il piano di ridimensionamento scolastico
riapprovato dalla Giunta mette un punto fermo nel salvaguardare tutti i plessi
scolastici specie dei più¹ piccoli comuni. Eâ?? evidente che la
riorganizzazione imposta dalla politica di tagli di cattedre, direzioni e spese
perseguita dal Ministro Gelmini ha costretto a
compiere scelte che non sempre e non in tutti i casi rispecchiano volontà
di piccole comunità locali. Ma credo che per contrastare il disegno del
Governo â?? ha affermato Nardiello â?? dopo il Piano, che in ogni caso avrà
passaggi in Commissione e in Consiglio, ci siano altri strumenti di
programmazione che vedranno impegnati Giunta e Consiglio Regionali in sintonia
con il mondo della scuolaâ?.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Domenica 22 Febbraio
2009, Agordo «L'Istituto d'Arte nato anni fa a Cencenighe (sfruttando gli spazi
delle scuole medie) e poi trasferita nel Polo di Agordo (Istituto Minerario
Umberto Follador), va difeso non distrutto ed eliminato. Un concetto chiaro che
auspichiamo venga ulteriormente ribadito nella riunione di martedì in Provincia
convocata dall'assessore Claudia Bettiol». Ne è convinto Dino Preloran, docente
all' "Umberto Follador" di Agordo e responsabile dell'orientamento
scolastico. Il responsabile è rimasto colpito dalle affermazioni dell'assessore
provinciale Claudia Bettiol e vuole ribattere dopo l'ennesima minaccia che la
scuola scomparirà del tutto dal territorio agordino per mancanza di iscrizioni,
previsione peraltro velatamente annunciata dal dirigente Domenico Martino in un
incontro a Mel, qualche sera fa. «Se è per quello - sostiene Preloran - anche i
"congeniatori" dovevano scomparire dall'Agordino per mancanza di
numeri e invece oggi ci ritroviamo con una prima classe di ben 18 alunni,
quindi leggittimata ad esistere. Quando si accennò ad una possibile soppressione
del corso di studi gli iscritti erano 12, poi invece da settembre il numero è
cresciuto con grande soddisfazione della scuola, dei ragazzi e delle tante
aziende che necessitano di questa professionalità». Qual è la situazione
all'Istituto d'Arte? «Oggi ci sono 9 alunni in terza classe (unica sezione)
come due anni fa quando la quarta non venne più istituita negando la
possibilità della maturità a nove studenti. Auspichiamo che la quarta classe
abbia regolare inizio il prossimo anno scolastico, forse sarà possibile
recuperare anche quegli alunni che due anni fa non si sono accontentati del
diploma ma aspirano alla maturità». Cosa auspica si concretizzi martedì nella
riunione in Provincia? «Il compito della Provincia e relativa commissione
d'ambito - continua Preloran - è fornire gli spazi necessari per l'attività
nonché valutare i numeri per capire se gli indirizzi di studio vadano attivati
o soppressi». Nel caso dell'Istituto d'Arte cosa varrà la pena fare?
«Anticipare la riforma, insistere per tenere aperta la scuola. Infatti oggi la
riforma è "congelata", ma potrebbe essere varata con una novità,
ovvero la trasformazione degli Istituti d'Arte in Licei artistici. Il nostro istituto, tra l'altro, ha gli stessi programmi di un
liceo quindi Agordo vuole farsi trovare pronto e anticipare la possibile
riforma Gelmini. Certo che continuando a dire che l'Istituto d'Arte non ha
futuro non si aiuta certo i ragazzi a scegliere questa strada dopo la scuola
dell'obbligo». Mirko Mezzacasa
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Domenica 22 Febbraio
2009, (M.G.) Ormai è un confronto senza esclusione di colpi. Ieri l'assessore
alle Politiche scolastiche, Claudio Piron, ci ha fatto arrivare una risposta
alla lettera uscita sul Gazzettino a firma del consigliere comunale Alberto
Salmaso che lo invitava a dimettersi dalla consulta dell'Anci che raggruppa i
comuni veneti per non aver difeso abbastanza il tempo lungo nella scuola. Piron
dice: «Il 15 dicembre il consiglio comunale ha votato un ordine del giorno
chiedendo al governo di sospendere il decreto ed aprire un confronto. Durante
la discussione Salmaso e i consiglieri di Forza Italia sono usciti dall'aula...
Dieci giorni fa ho chiesto ai consiglieri comunali e ai parlamentari del Pdl di
venire ad un incontro ma nessuno poteva... Oggi il centrodestra si accorge che
la riforma fa letteralmente schifo, che la scuola veneta è un'eccellenza e viene disfatta dalla Gelmini che le
famiglie saranno in crisi e che marcerà su Roma. Ma dove eravate fino ad
ora?" Ma Salmaso rilancia e proprio ieri ha presentato un ordine del
giorno per il consiglio comunale dal titolo "Emergenza nelle scuole
primarie". L'odg ricorda come sui circa 39mila alunni che frequentano le
primarie circa 12mila adottano il tempo lungo. Precisa che la nostra
Regione si è dimostrata virtuosa al punto che le dirigenze scolastiche sono
riuscite a organizzare il tempo lungo anche con ridotto personale e ricordando
implicitamente la scadenza del 7 marzo dove nella conferenza Stato-Regioni si è
deciso che quella sarebbe stata la data di chiusura per il conferimento degli
organici per ogni Regione, impegna la Giunta regionale a recuperare personale
docente per il futuro e inpegna il sindaco a trasmettere le spese sostenute
negli ultimi cinque anni per garantire la possibilità di organizzare il tempo lungo,
ovvero mense e laboratori. Nel frattempo il 27 febbraio ad Albignasego
comune-guida della rivolta per il mantenimento del tempo lungo si terrà una
nuova assemblea con sindaci e parlamentari.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
«Con
la Gelmini muore la scuola» «Classi
sovraffollate e niente tempo prolungato per 400 bimbi delle elementari»
Domenica 22 Febbraio 2009, Cittadella Quattrocento bambini delle elementari che
dall'anno prossimo non potranno più avere il tempo prolungato, soppresso in
tutte le classi, non solo nelle prime. Sparisce il liceo scientifico tecnologico, che
esiste da dieci anni, e in generale viene ridotta l'offerta formativa in tutte
le scuole. Le classi verranno accorpate fino a contenere 33 alunni ciascuna,
stravolgendo la media attuale che è di 19,2 alunni per classi nelle scuole
elementari, 24 per le medie e 22,35 nelle superiori. L'istituto tecnico Girardi
vedrà ridotto il suo orario giornalierio da
( da "superEva notizie" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
LATINO? SI', GRAZIE!
"Civis romanus sum, latine loquor". Convegno a Roma il 26/02/2009.
Convegno a Roma, il 26 febbraio 2009, organizzato dall'AESPI, sul tema: LATINO?
SI', GRAZIE! "Civis romanus sum, latine loquor". Vi riporto qui di
seguito il programma integrale del convegno con l'elenco dei partecipanti e dei
relativi interventi sul latino, tutti attualissimi e della massima importanza.
Corso/Convegno per docenti organizzato dall'AESPI: LATINO? SI', GRAZIE!
"Civis romanus sum, latine loquor". ROMA 26 febbraio 2009 Sala
piccola della Protomoteca - Palazzo Senatorio Piazza del Campidoglio 9.00 -
Apertura dei lavori: Saluto del Sindaco di Roma, On. Gianni Alemanno, e
Introduzione dell'Assessore alle Politiche educative e scolastiche, Laura
Marsilio. Prof. Angelo Ruggiero, Presentazione del Convegno. 9.30 - Sessione
prima: Presiede: Claudio Quarantotto -Prof. Enrico Orsi, Il latino e le
scienze. -Prof.ssa Francesca Orestano, Utilità del latino per lo studio delle
lingue moderne. -Dott. Raffaele Ciambrone, Valore pedagogico del latino. -Prof.
Tommaso Romano, Una proposta per il futuro latino, lingua viva per una nuova
universalità. 10.30 - Sessione seconda: Presiede Dott. Angelo Peticca -Prof.
Giulio Alfano, Il latino nel sistema dei licei e in particolare nei licei
scientifici. -Dir. Scol. Vincenzo Casoria, Il latino nella Scuola Secondaria di
Primo grado. -Prof. Alessandro Cesareo, L'insegnamento del latino in chiave
europea. -Prof. Luca Lattanzi, Un'esperienza didattica tra metodo tradizionale
e metodo natura. -Proposte delle associazioni: CNADSI, rivista Zetesis, PRISMA.
12.00.- Sessione terza: La parola ai politici. Tavola Rotonda coordinata dal
Prof. Giuseppe Manzoni di Chiosca; sono stati invitati: On. Francesco Aracri;
On. Paola Frassinetti; On. Elena Maccanti;On. Mario Mauro; On. Nello Musumeci;
On. Fabio Rampelli; Sen. Giuseppe Valditara. E' inoltre stato invitato il
Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, On. Mariastella
Gelmini. 13,15 Prof. Filippo Franciosi. Conclusioni: una risposta ai
detrattori del latino. 13.30 Chiusura dei lavori. Direttore responsabile del
Corso: Prof. Angelo Ruggiero Coordinatore: Prof. Andrea Bottone. Con il
patrocinio di: Comune di Roma, Fondazione Ugo Spirito. Con decreto in
data 2/08/2005 l'AESPI è stata riconosciuta dal MIUR come soggetto accreditato
per la formazione del personale della scuola. Pertanto tutti i corsi godono di
riconoscimento ministeriale ai fini della formazione in servizio ed i docenti
che intendono parteciparvi possono usufruire dell'esonero dal servizio alle
consuete condizioni. ================== COMMENTO Cari amici, qui abbiamo un'ottima
occasione per tutti gli interessati e appassionati di latino di incontrarci e
seguire gli interventi di tanti colleghi che discuteranno di problemi vivi e
attuali relativi al latino e le prospettive per il prossimo futuro. Non si può
mancare a un incontro che ci riguarda tanto da vicino e che ci offre anche la
possibilità, suppongo, di prendere anche la parola per esprimere i nostri dubbi
e perpessità sui programmi che dovranno essere predisposti dal ministero nei
prossimi anni. La riforma Gelmini, si sa, non è che
abbia lasciato tutti soddisfatti e tranquilli, docenti e genitori. In
particolare, mi auguro che vi siano buone prospettive per il futuro del latino,
anche se in passato sembra che vi sia stata una gara per affossarlo e relegarlo
fra gli insegnamenti scarsamente considerati e quasi un residuo del passato
senza importanza. Almeno a quanto ci è dato sapere in anticipo, fra i temi
trattati dai partecipanti al convegno, e in particolare dal Prof. Filippo
Franciosi in chiusura dei lavori, vi sarà " Una risposta ai detrattori del
latino". Una ragione in più per non perdere questa occasione di essere a
Roma in prima persona. PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per
la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato
sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 22 febbraio
2009 in: Lingua latina » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> »
Le vostre opinioni
( da "superEva notizie" del 22-02-2009)
Argomenti: Scuola
Latino? Sì, grazie!
"Civis romanus sum, latine loquor". Convegno a Roma il 26/02/2009. Convegno
a Roma, il 26 febbraio 2009, organizzato dall'AESPI, sul tema: Latino? Sì,
grazie! "Civis romanus sum, latine loquor". Vi riporto qui di seguito
il programma integrale del convegno con l'elenco dei partecipanti e dei
relativi interventi sul latino, tutti attualissimi e della massima importanza.
Corso/Convegno per docenti organizzato dall'AESPI: Latino? Sì, grazie!
"Civis romanus sum, latine loquor". ROMA 26 febbraio 2009 Sala
piccola della Protomoteca - Palazzo Senatorio Piazza del Campidoglio 9.00 -
Apertura dei lavori: Saluto del Sindaco di Roma, On. Gianni Alemanno, e
Introduzione dell'Assessore alle Politiche educative e scolastiche, Laura
Marsilio. Prof. Angelo Ruggiero, Presentazione del Convegno. 9.30 - Sessione
prima: Presiede: Claudio Quarantotto -Prof. Enrico Orsi, Il latino e le
scienze. -Prof.ssa Francesca Orestano, Utilità del latino per lo studio delle
lingue moderne. -Dott. Raffaele Ciambrone, Valore pedagogico del latino. -Prof.
Tommaso Romano, Una proposta per il futuro latino, lingua viva per una nuova
universalità. 10.30 - Sessione seconda: Presiede Dott. Angelo Peticca -Prof.
Giulio Alfano, Il latino nel sistema dei licei e in particolare nei licei
scientifici. -Dir. Scol. Vincenzo Casoria, Il latino nella Scuola Secondaria di
Primo grado. -Prof. Alessandro Cesareo, L'insegnamento del latino in chiave
europea. -Prof. Luca Lattanzi, Un'esperienza didattica tra metodo tradizionale
e metodo natura. -Proposte delle associazioni: CNADSI, rivista Zetesis, PRISMA.
12.00.- Sessione terza: La parola ai politici. Tavola Rotonda coordinata dal
Prof. Giuseppe Manzoni di Chiosca; sono stati invitati: On. Francesco Aracri;
On. Paola Frassinetti; On. Elena Maccanti;On. Mario Mauro; On. Nello Musumeci;
On. Fabio Rampelli; Sen. Giuseppe Valditara. E' inoltre stato invitato il
Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, On. Mariastella
Gelmini. 13,15 Prof. Filippo Franciosi. Conclusioni: una risposta ai
detrattori del latino. 13.30 Chiusura dei lavori. Direttore responsabile del
Corso: Prof. Angelo Ruggiero Coordinatore: Prof. Andrea Bottone. Con il
patrocinio di: Comune di Roma, Fondazione Ugo Spirito. Con decreto in
data 2/08/2005 l'AESPI è stata riconosciuta dal MIUR come soggetto accreditato
per la formazione del personale della scuola. Pertanto tutti i corsi godono di
riconoscimento ministeriale ai fini della formazione in servizio ed i docenti
che intendono parteciparvi possono usufruire dell'esonero dal servizio alle
consuete condizioni. ================== COMMENTO Cari amici, qui abbiamo un'ottima
occasione per tutti gli interessati e appassionati di latino di incontrarci e
seguire gli interventi di tanti colleghi che discuteranno di problemi vivi e
attuali relativi al latino e le prospettive per il prossimo futuro. Non si può
mancare a un incontro che ci riguarda tanto da vicino e che ci offre anche la
possibilità, suppongo, di prendere anche la parola per esprimere i nostri dubbi
e perpessità sui programmi che dovranno essere predisposti dal ministero nei
prossimi anni. La riforma Gelmini, si sa, non è che
abbia lasciato tutti soddisfatti e tranquilli, docenti e genitori. In
particolare, mi auguro che vi siano buone prospettive per il futuro del latino,
anche se in passato sembra che vi sia stata una gara per affossarlo e relegarlo
fra gli insegnamenti scarsamente considerati e quasi un residuo del passato
senza importanza. Almeno a quanto ci è dato sapere in anticipo, fra i temi
trattati dai partecipanti al convegno, e in particolare dal Prof. Filippo
Franciosi in chiusura dei lavori, vi sarà " Una risposta ai detrattori del
latino". Una ragione in più per non perdere questa occasione di essere a
Roma in prima persona. PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per
la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato
ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 22
febbraio 2009 in: Lingua latina » Invia tramite EMAIL » Versione per la
STAMPA--> » Le vostre opinioni
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
S. ANDREA - S.
EGIDIO S. PIO X: 1 - 1 S. ANDREA - S. EGIDIO S. PIO X: 1 - 1 RETI: 4' Brignoli,
14' Katic. SANT'ANDREA: Cotali, Argotti, Ranzini, Bellelli, El Yaouhari,
Savelli, Berisa, Bazzani, Brignoli, Troncatti, Tonini. A disp.: Gambari, Gelmini, Manca, Batti, Corsini. Allenatore: Peli. S. EGIDIO S. PIO X:
Luciano, Berzaghi, Ouacham, Tarana, Uggeri, Ferretti, Lanfredi, Zarattoni,
Onorato, Katic, Antonelli. A disp.: Caramaschi, Ballesini, Barbieri.
Allenatore: Davoli.
( da "Leggo" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
di Paola Braschi Non
si sono spenti gli echi del "10 politico" in pagella alla scuola
Longhena di Bologna. La procura del capoluogo emilano-romagnalo ha disposto un'informativa sulla singolare protesta messa in atto dagli
insegnanti contro la riforma Gelmini. Non è stato aperto, quindi,
un vero e proprio fascicolo d'inchiesta nè ci sono al momento indagati.
L'informativa, però, dovrà valutare la regolarità della decisione adottata dai
prof anche sulla base della relazione dell'ispettore, mandato dall'Ufficio
scolastico regionale il 13 febbraio. Relazione che non è arrivata,
perché l'ispezione è ancora in corso nell'istituto di via Casaglia. «Noi siamo
molto serene commentano dalla scuola . Abbiamo fatto quello che dovevamo fare,
da insegnanti non da politici. La valutazione l'abbiamo fatta tramite giudizi
regolarmente, abbiamo fatto le prove di verifica. Il punto è che un insegnante
serio non valuta a cuor leggero, dare dei numeri è invece classificare».
Intanto i genitori hanno rinnovato la loro solidarietà alle maestre, ricordando
che molti di loro non hanno firmato le pagelle proprio per dissentire con il
nuovo metodo di valutazione.
( da "Corriere delle Alpi" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
LA MANIFESTAZIONE
Sedico, sui carri sfila la fantasia Satira su Gelmini e Brunetta
ma anche storia e gelato SEDICO. Un pomeriggio, quello di ieri, all'insegna
della spensieratezza e del divertimento che tra suoni, note e colori ha
conquistato il pubblico coinvolgendo nella festa persone di ogni età. Con la
complicità del bel tempo, in tanti si sono riversati nella zona degli impianti
sportivi di Ricolt per assistere alla prima sfilata dei carri e dei
gruppi mascherati, espressione di una creatività che, pur nel rispetto dei
canoni tradizionali, anche quest'anno è riuscita a produrre qualcosa di nuovo e
di artisticamente apprezzabile. Accompagnati dalla simpatica e spigliata
presentazione di Cristina, sono sfilati i numerosi carri, sei dei quali
sedicensi. Dopo la parata e l'impeccabile esibizione degli sbandieratori di
Feltre, ha fatto ridere la banda di Sedico che ha ironizzato sulla riforma Gelmini. Nella linea satirco-politica anche il carro di
Rivamaor, dal significativo titolo "I tira piè", con le caricature
del ministro Brunetta e i suoi portaborse. Il gruppo Roe con un carro
strepitoso ha voluto ricordare i 40 anni dall'allunaggio. Sospirolo invece ha
rappresentato la leggenda dell'antica città di Cornia. Apprezzabile anche il
carro del gruppo S. Rocco, Prapavei e Boscon che ha fatto la parodia dei
poliziotti americani, così come vengono rappresentati in note fiction. Castion
e Madeago hanno rappresentato le diatribe tra romani e galli tramite i mitici
Asterix e Obelix. Maestoso il carro proposto dal gruppo sedicense "Gli
Incredibili" ispirato al musical Grease, Ha attirato l'attenzione il carro
proveniente da Longarone, i cui protagonisti sono i gelatai, mentre gli amici
di Vignole hanno fatto rivivere un pomeriggio da viticultori d'altri tempi. La
magia ha ispirato gli amici di Gus di Mel. Simpatici "gli
spacamarones", new entry sedicense, che erano mascherati da messicani. A
chiudere la parata il gruppo locale Amici del Carnevale, sul cui carro un
maestro di violino allegoricamente comunicava agli altri partecipanti: «Ve le
suoniamo». Nel corso della festa la presentatrice Cristina ha ricordato l'artista
Livio Maraga, che tanto ha dato al carnevale di Sedico. In chiusura il
presidente della Pro loco, Rino Vedana, dà appuntamento a domenica 1 marzo per
la sfilata di chiusura di questa edizione del carnevale. Flavio Casoni
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
VERSO LE ELEZIONI
PROVINCIALI. Le dichiarazioni del coordinatore reggente di Alleanza Nazionale,
La Russa, scatenano le polemiche tra gli alleati di centrodestra Fi e Lega
«bocciano» la Beccalossi di Natalia Danesi Diego Serino Le dichiarazioni
rilasciate l'altro ieri da Ignazio La Russa scatenano la bufera tra gli alleati
di centrodestra. Il coordinatore reggente di Alleanza Nazionale ha rilanciato
con forza la candidatura di Viviana Beccalossi per la presidenza della
Provincia. Facendo intendere che, se dalla coalizione arrivasse il sì, An
lascerebbe campo libero al coordinatore di Forza Italia, Guido Podestà, per la
corsa alla provincia di Milano. [\FIRMA]E PROPRIO LA
( da "Arena, L'" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Lunedì
23 Febbraio 2009 SPORT Pagina 36 Sporting Badia0 Lessinia0 Sporting Badia: Massei,
Aprili, Corradi, Bugolotto, Manfredini, Marani, Busti, Pigozzi, Merzi
(Tosi/Franchetto), Cordi, Ruffo. All. Tosi. Lessinia: Bellamoli, Canteri C,
Corbellari, Battisti, Menini, Castagna, Canteri A (Corradi), Canteri M, Fossa,
Alberti, Salvoro (Ala). All. Gelmini. Arbitro:
Buratto.
( da "Mattino di Padova, Il" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 15 -
Provincia Riforma Gelmini Curtarolo
insorge CURTAROLO. Il consiglio comunale ha aderito alle iniziative della rete
di scuole Alta Padovana contro la riforma Gelmini. «Negli
ultimi 7 anni, abbiamo investito 958.000 euro sulle elementari e oltre un
milione sulle medie - spiega il sindaco Marcello Costa, che è anche dirigente
scolastico - per garantire anche servizi come la mensa e il trasporto.
Se il governo prosegue in questa direzione, sarà difficile mantenere il tempo
prolungato così com'è, per esempio all'Anna Frank del capoluogo, assegnato per
4 giornate. Con i conseguenti disagi per molte famiglie, soprattutto quelle
dove lavorano entrambi i genitori. E' un vero peccato, non soltanto per il
nostro comune, ma per tutto il Veneto». (r.t.)
( da "Repubblica, La" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Torino Il
distributore self service di tanga VERA SCHIAVAZZI SE LE GRANDI CAMPAGNE
PUBBLICITARIE MOSTRANO - spesso in anticipo - tendenze, ossessioni e paure di
una società, quelle locali la dicono anch´esse lunga, se non sulla vera
identità di una città quanto meno sull´idea che del luogo si sono fatti
creativi e esperti di marketing. E´ una Torino in crisi ma dalla strana
immagine, dunque, quella che emerge da altrettante inserzioni di queste ore: si
comincia dall´inizio, con una giovane donna svestita e col pancione che
pubblicizza una catena di shopping center per bambini in città e cintura dove
si possono creare le proprie �liste nascita personalizzate´. Bambini, come si
sa, ne nascono pochissimi, ma a quei pochi - per compenso - deve arrivare ancor
prima del parto un bel corredino tecnologico e vagamente ossessivo, carico di
disinfettanti e termometri istantanei, sensori a prova di vagito e seggiolini
che sembrano astronavi. Chi non ha ancora trovato il partner giusto per pensare
alla riproduzione può comunque tirare un sospiro di sollievo: finalmente anche
a Torino (ma pure a Cuorgné e Leinì, nessuna ingiustizia) c´è Unica Box, la
macchinetta automatica che distribuisce preservativi, vibratori, film hard,
biancheria fetish, "senza limiti di orari e senza imbarazzi". Anche
senza premeditazione, aggiungeremmo, perché non si sa mai quando può arrivare
l´incontro che, saltando ogni inutile dibattito, potrebbe portarci a volere
subito un tanga con le piume e una pellicola che ci accompagni in sottofondo.
Ma l´apoteosi creativa riguarda la fine della vita: una grande e benemerita
agenzia di pompe funebri ha scelto di accompagnare le sue martellanti presenze
con pagine di storia cittadina, un po´ di intrattenimento e di lettura tra una
promessa di rispetto e un prezzo di funerale tutto compreso. La storia di oggi
- involontariamente paradossale? - rievoca le gesta di un celebre boia del
passato, che impiccava gli uomini e affogava le donne senza
neppure il conforto finale di un feretro imbottito. Boia fauss!, chiosa giustamente
l´autore. A proposito di immagine. Ma che fine ha fatto il servizio
cancella-scritte per portici e facciate? L´epiteto offensivo sul ministro Gelmini è sempre lì, in via Cavour, e in buona compagnia.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Pordenone
Bus cari e pochi soldi Gli studenti in piazza Venerdì la manifestazione in
centro Settimana calda nell'istruzione provinciale: conto alla rovescia per le
iscrizioni 2009-2010 e studenti del collettivo Aut pronti al corteo. «Sportelli
chiusi sabato prossimo» hanno ricordato circoli didattici e scuole medie di
Pordenone, a proposito del capolinea per prenotare il banco in aula. «Venerdì
tutti in piazza XX Settembre contro il caro-ticket dell'Atap e le casse vuote
di risorse delle nostre scuole». Poche certezze, in un caso e nell'altro.
Sabato prossimo, 28 febbraio, si faranno i conti sugli iscritti e, quindi,
sugli organici 2009-
( da "Unita, L'" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
«Pari dignità alle
lingue straniere» La protesta dei prof: not only english MARISTELLA IERVASI
«Non ci resta che piangere». Il titolo del film scritto a quattro mani da Roberto
Benigni e Massimo Troisi sintetizza al meglio il disagio di chi è arrivato a
Roma per protestare. Sono gli insegnanti precari di francese, spagnolo e
tedesco: ieri hanno manifestato a Roma perché - come recita un altro cartello -
la Gelmini li ha ridotti a «Figli di una lingua minore». Il ministro
dell'Istruzione punta infatti alla lingua unica, al monopolio dell'inglese. Dal
prossimo settembre, la scuola media targata Mariastella Gelmini deve «parlare» solo english e così il ministro propone - delegando
alle famiglie la scelta - la messa in liquidazione dall'istruzione
pubblica della seconda lingua comunitaria. Inglese potenziato dunque: 5 ore
alla settimane invece che
( da "Unita, L'" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Italia, il peggio
deve arrivare 2,4 milioni di precari in bilico LUIGINA VENTURELLI Il peggio
deve ancora arrivare, ha detto il governatore Draghi. Abbiamo fatto il
possibile, ha risposto Tremonti. Il primo reclama iniziative, il secondo allarga
le braccia, ma entrambi sanno che una bufera sta per abbattersi sul mondo del
lavoro. Difficile quantificarne la portata, come difficile è stabilire i danni
provocati finora. Da che parte cominciare? Ci sono i lavoratori in cassa
integrazione da mesi (oltre 500mila a fine 2008), ci sono i precari sacrificati
ai primi segnali di difficoltà (almeno 400mila secondo stime prudenziali hanno
già perso il lavoro), ci sono imprese individuali e partite Iva che lottano per
non chiudere, e ci sono giovani tanto sfortunati da affacciarsi proprio ora sul
mercato del lavoro. Emergenza Per tentare un bilancio dell'emergenza
occupazionale, si potrebbe cominciare proprio da loro: ignorati dalla
statistica e dalla politica, esclusi da qualsiasi intervento di sostegno, non
si vedono riconosciuto nemmeno il diritto al lamento. Eppure la recessione sta
presentando a loro il conto più salato: solo nella provincia di Torino, e solo
in ottobre, sono venute a mancare 20mila assunzioni rispetto a settembre.
L'enormità di un dato parziale lascia intuire le dimensioni di un problema che
penalizza un'intera generazione di nuovi lavoratori: «La riduzione del flusso
di assunzioni nel settore privato non potrà essere compensata in alcun modo.
Purtroppo la crisi è trasversale. Se nessun settore si salva, non c'è modo di
frenare questa perdita» spiega Claudio Treves, responsabile del Dipartimento
mercato del lavoro della Cgil. Al salasso occupazionale andranno aggiunti pure
questi giovani lasciati in attesa di tempi di migliori. E le stime azzardate
dall'Unione europea non possono che definirsi ottimistiche: nel 2009 il tasso
di disoccupazione dovrebbe passare dal 6,7% all'8,2% per un totale di due
milioni e 200mila unità, 500mila in più rispetto al già catastrofico 2008. Ad
oggi la situazione deve essere analizzata per via empirica dalle parti sociali
e dagli organi d'informazione: i dati aggiornati in tempo reale esistono, ma il
governo ha pensato bene di renderli indisponibili, secretando le comunicazioni
obbligatorie che le imprese devono mandare al ministero del Lavoro di ogni
cambiamento nei livelli occupazionali. Una base condivisa di numeri reali,
infatti, manderebbe all'aria la strategia comunicativa di Berlusconi e Sacconi:
minimizzare, rassicurare gli elettori, additare il pessimismo della stampa. La
«cassa» L'evidenza dei fatti, però, non può essere nascosta. È il caso
dell'aumento della cassa integrazione registrato dalla Cgil nel 2008, con un
incremento del 130% solo in dicembre. La platea di lavoratori coinvolti nei
settori industriali e del commercio è di oltre 430mila, a cui vanno aggiunti
quelli del settore edile e quelli che usufruiscono della cassa in deroga, altri
100mila. Il che significa più di mezzo milione di persone che rischiano il
posto. Più di mezzo milione di famiglie che vivono con salari ridotti e che,
con il perdurare della crisi, trascinano il paese verso un generale
impoverimento. Il capitolo dei precari non si rivela meno doloroso. Alla fine
del 2008 avevano perso il lavoro oltre 400mila persone con contratti di lavoro
atipici. Una stima prudenziale che considera una riduzione del 25% nei
contratti commerciali tra le imprese e le agenzie di lavoro interinale, nei
contratti di apprendistato e nei rinnovi del contratti a termine, oltre a un
calo del 15% delle varie forme di collaborazione. E per il 2009? Resteranno a
casa i precari del settore pubblico, colpiti tra luglio e settembre dai provvedimenti dei ministri Brunetta e Gelmini: 100mila
dipendenti delle pubbliche amministrazioni e 30mila insegnanti e addetti della
scuola. Ma il rischio, secondo Bankitalia, incombe su quattro quinti dei
lavoratori precari: due milioni e 400mila persone. «In questarecessione senza
precedenti, il governo non ha saputo prendere alcuna iniziativa adeguata»
commenta il segretario della Cgil, Fulvio Fammoni. «Servono risorse, ma
finora ha stanziato solo 5 miliardi, un quarto di quanto stanziato dagli altri
governi europei; servono interventi mirati per la produzione, invece ha deciso
solo la rottamazione; servono ammortizzatori per migliaia di lavoratori che ne
sono privi». Tremonti, si diceva, allarga metaforicamente le braccia. In Italia
ci sono circa 3 milioni di contratti a tempo che arriveranno a scadenza nel
2009, circa quattro quinti non sarnno rinnovati. Quindi svanisconio due milioni
400mila posto di lavoro.
( da "Unita, L'" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il peggio deve
ancora arrivare, ha detto il governatore Draghi. Abbiamo fatto il possibile, ha
risposto Tremonti. Il primo reclama iniziative, il secondo allarga le braccia,
ma entrambi sanno che una bufera sta per abbattersi sul mondo del lavoro.
Difficile quantificarne la portata, come difficile è stabilire i danni
provocati finora. Da che parte cominciare? Ci sono i lavoratori in cassa
integrazione da mesi (oltre 500mila a fine 2008), ci sono i precari sacrificati
ai primi segnali di difficoltà (almeno 400mila secondo stime prudenziali hanno
già perso il lavoro), ci sono imprese individuali e partite Iva che lottano per
non chiudere, e ci sono giovani tanto sfortunati da affacciarsi proprio ora sul
mercato del lavoro. Emergenza Per tentare un bilancio dell'emergenza
occupazionale, si potrebbe cominciare proprio da loro: ignorati dalla
statistica e dalla politica, esclusi da qualsiasi intervento di sostegno, non
si vedono riconosciuto nemmeno il diritto al lamento. Eppure la recessione sta
presentando a loro il conto più salato: solo nella provincia di Torino, e solo
in ottobre, sono venute a mancare 20mila assunzioni rispetto a settembre.
L'enormità di un dato parziale lascia intuire le dimensioni di un problema che
penalizza un'intera generazione di nuovi lavoratori: «La riduzione del flusso
di assunzioni nel settore privato non potrà essere compensata in alcun modo.
Purtroppo la crisi è trasversale. Se nessun settore si salva, non c'è modo di
frenare questa perdita» spiega Claudio Treves, responsabile del Dipartimento
mercato del lavoro della Cgil. Al salasso occupazionale andranno aggiunti pure
questi giovani lasciati in attesa di tempi di migliori. E le stime azzardate
dall'Unione europea non possono che definirsi ottimistiche: nel 2009 il tasso
di disoccupazione dovrebbe passare dal 6,7% all'8,2% per un totale di due
milioni e 200mila unità, 500mila in più rispetto al già catastrofico 2008. Ad
oggi la situazione deve essere analizzata per via empirica dalle parti sociali
e dagli organi d'informazione: i dati aggiornati in tempo reale esistono, ma il
governo ha pensato bene di renderli indisponibili, secretando le comunicazioni
obbligatorie che le imprese devono mandare al ministero del Lavoro di ogni
cambiamento nei livelli occupazionali. Una base condivisa di numeri reali,
infatti, manderebbe all'aria la strategia comunicativa di Berlusconi e Sacconi:
minimizzare, rassicurare gli elettori, additare il pessimismo della stampa. La
«cassa» L'evidenza dei fatti, però, non può essere nascosta. È il caso
dell'aumento della cassa integrazione registrato dalla Cgil nel 2008, con un
incremento del 130% solo in dicembre. La platea di lavoratori coinvolti nei
settori industriali e del commercio è di oltre 430mila, a cui vanno aggiunti
quelli del settore edile e quelli che usufruiscono della cassa in deroga, altri
100mila. Il che significa più di mezzo milione di persone che rischiano il
posto. Più di mezzo milione di famiglie che vivono con salari ridotti e che,
con il perdurare della crisi, trascinano il paese verso un generale
impoverimento. Il capitolo dei precari non si rivela meno doloroso. Alla fine
del 2008 avevano perso il lavoro oltre 400mila persone con contratti di lavoro
atipici. Una stima prudenziale che considera una riduzione del 25% nei
contratti commerciali tra le imprese e le agenzie di lavoro interinale, nei
contratti di apprendistato e nei rinnovi del contratti a termine, oltre a un
calo del 15% delle varie forme di collaborazione. E per il 2009? Resteranno a
casa i precari del settore pubblico, colpiti tra luglio e settembre dai provvedimenti dei ministri Brunetta e Gelmini: 100mila
dipendenti delle pubbliche amministrazioni e 30mila insegnanti e addetti della
scuola. Ma il rischio, secondo Bankitalia, incombe su quattro quinti dei
lavoratori precari: due milioni e 400mila persone. «In questarecessione senza
precedenti, il governo non ha saputo prendere alcuna iniziativa adeguata»
commenta il segretario della Cgil, Fulvio Fammoni. «Servono risorse, ma
finora ha stanziato solo 5 miliardi, un quarto di quanto stanziato dagli altri
governi europei; servono interventi mirati per la produzione, invece ha deciso
solo la rottamazione; servono ammortizzatori per migliaia di lavoratori che ne
sono privi». Tremonti, si diceva, allarga metaforicamente le braccia.
( da "Unita, L'" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Antonio Molari Il
voto utile Nonostante abbia lasciato i DS alla fine del 2006 perché mi rendevo
conto che troppo profondo era il solco che divideva il mondo del lavoro e di
chi ha meno da quella rappresentanza politica, le continue sconfitte che il PD
sta subendo mi fanno star male. Speravo di sbagliare, speravo che questa mia
ribellione a non voler votare il meno peggio, fosse un errore di
interpretazione politica, speravo che la fusione a freddo di due forze
politiche popolari ma molto diverse tra loro potessero alla fine portare dei
risultati importanti. Invece no. La presunzione di poter vincere da soli, la
scelta dello sbarramento nelle elezioni politiche la miopia politica di poter
utilizzare il voto utile per trasferire qualche voto di sinistra ha prodotto un
magnifico risultato, abbiamo perso il governo ed abbiamo perso la sinistra. Chi
ha davvero perso non sono quelli che sono rimasti senza seggiolone ma la povera
gente. Oggi non posso che confermare la mia convinzione che il mio voto utile è
per la sinistra. Ringrazio per l'attenzione e sottolineo che l'Unità è rimasto
il mio giornale. Anastasio Brunetti "Diabolè" In greco
"diabolè" vuol dire scissione, divisione e il suo termine opposto è
"simbolè", riunione. Ora dovrebbe essere ormai chiaro anche a La
Russa che il tipico "diabolos" è proprio Berlusconi, per la sua
straordinaria capacità di dividere (e, quindi, di comandare) mettendo in
continuazione categorie e persone l'una contro l'altra. E' da questa sua
capacità che trae la sua forza, economica e politica. Chi si vuole allontanare
da questa logica, deve agire e parlare in maniera simbolica, riunificante;
partire dalla vita delle persone, superando l'individualismo egoistico (mors
tua, vita mea) e ragionando sui valori globali (sto bene solo se tutti stanno
bene). Lettera firmata Il coraggio di Veltroni Perché io, di
"destra", non esulto per le dimissioni di Veltroni? Perché esse
indeboliscono ulteriormente la nostra fragile democrazia che, da 63 anni, vive
di ricordi, di rivalità, di contrapposizioni e non sa guardare al futuro.
Veltroni ha avuto una coraggiosa incoscienza da "statista" nel fare
ciò che ha fatto con il PD puntando al bipolarismo e al bipartitismo. Peccato
che proprio nel PD non aveva "statisti" a coadiuvarlo; come del resto
non li ha Berlusconi. La differenza, tra uno "statista" e un
"politico"? Il primo guarda alle prossime generazioni, il secondo
alle prossime elezioni. Viviana Vivarelli Quella che io chiamo sinistra Quella
che chiamo sinistra è un misto tra democrazia avanzata con molti strumenti di
democrazia diretta e pensiero no global. Ma oggi in Italia non abbiamo nessuna
figura rappresentativa che incarni gli ideali di questa sinistra e si ponga al
di sopra della cricca politico-mafiosa che ha occupato il potere ad libitum e
non ha intenzione di mollarlo, per quanto l'astensionismo cresca o la destra
avanzi. Finché al potere avremo delle merchant bank che trovano motivi di
inciucio e di rapina, parlare di democrazia o socialdemocrazia o socialismo o
pensiero no global, sarà come parlare della città del sole di Campanella. Un
sogno lontanissimo. Silvana Stefanelli Strano paese l'Italia Strano paese
l'Italia. A volte penso che non sia poi tutta colpa di coloro che votano per
Berlusconi: per alcuni certamente sì, gente uguale che in lui si specchia e si
compiace, per altri no, culturalmente più indifesi si affidano alle facili
promesse vendute a piene mani dai mezzi d'informazione, con sempre meno voglia
e meno tempo per verificare la realizzazione delle stesse. Quello che non posso
accettare è il silenzio di coloro che invece sanno e dicono a metà: si spendono
oltermisura per alcune battaglie sui valori come nel caso di Eluana e non
dicono una parola sul fatto che un consulente della Fininvest, l'avvocato
Mills, sia stato condannato a 4 anni e 6 mesi per essere stato corrotto da
Berlusconi. Il corruttore, lungimirante, era già corso ai ripari con una legge
regalatagli dal ministro Alfano che ora lo mette al riparo da qualsiasi
processo: sfacciata amoralità. La tv e i giornali, è vero, non hanno fatto il
loro dovere ma l'"Io so" di pasoliniana memoria vale per me e per
tanti che ritengono la corruzione un reato gravissimo e lo dicono; non vale per
il Vaticano che, ahimè, pur sapendo nonostante i media, non lo dice: ritiene
prioritario occuparsi, oggi, del Festival di San Remo! Francesco Lena
Contraddizioni inaccettabili Le istituzioni a qualunque livello, sia nazionale
che locale, dovrebbero rendersi più efficienti, eliminare gli sprechi, fare la
propria parte per combattere l'evasione fiscale, dare una maggiore attenzione
ai cittadini più bisognosi. Anche le società e le organizzazioni sportive, gli
enti pubblici e privati, le aziende dovrebbero gestire gli stipendi con
maggiore responsabilità. Non è possibile che in un momento di crisi economica e
sociale seria come quella che stiamo vivendo in Italia, ci siano tanti
allenatori, giocatori di calcio, piloti di automobili, di motocicletta,
dirigenti, presentatori, personaggi dello spettacolo che prendono fior di
milioni di euro l'anno e lavoratori dipendenti, magari anche precari, che non
arrivano a 1.000 euro al mese di stipendio e tantissimi pensionati che prendono
dai 500 ai 600 euro al mese, veramente da fame. Mi chiedo dove è la serietà, la
responsabilità, la coscienza civile e sociale, del nostro paese. Roberto Meo
Resta solo la mafia? Ho 38 anni, 2 lauree, 3 master, 3 diplomi, iscritto
all'albo dei consulenti del lavoro di Messina dal 2004 (7 clienti di cui 4 che
non pagano) insegno da 15 anni nelle scuole superiori della mia provincia con
incarico di sostegno a tempo determinato, sono sposato e
quindi, per non diventare noioso, se la Gelmini su ordine
di Tremonti e Berlusconi nei prossimi tre anni mi manda a casa, io che cosa
posso fare a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) se non chiedere aiuto alla mafia
per lavorare considerando che sarebbero fieri di offrire lavoro ad uno con i
miei "requisiti"? LEDO Una canzone sbagliata Sono un ragazzo
30enne omosessuale che è rimasta sconvolto dalla canzone di Povia. Sono queste
le canzoni che fanno credere alle madri che cacciare di casa un figlio
omosessuale o quantomeno costringerlo a violente sedute di psicoterapia sia la
soluzione ad un problema inesistente. Spero che nessuno subisca quello che ho
subito io.
( da "Stampaweb, La" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
TORINO Là dove
nessuna riforma ha osato (o potuto) addentrarsi sono arrivati i conti in rosso.
E così, un migliaio di professori universitari prossimi ai 70 anni si è visto
recapitare una lettera: il 31 ottobre andrete in pensione. Stesso discorso per
gli over 70 che avevano ottenuto una proroga di due anni. A casa pure loro. Il
maxi esodo dei «baroni» - e di ordinari, associati e ricercatori - in tre anni
potrebbe svuotare gli atenei italiani. L?Università rischia di perdere circa 4
mila ordinari, quasi uno su quattro. Colpa dei bilanci. E di un articolo della
legge Tremonti che ha smontato il meccanismo che consentiva di ottenere, a 70
anni, la proroga automatica di due anni. «Prima ci dovevamo giustificare se
rifiutavamo una richiesta; ora dovremo farlo se l?accettiamo», spiega il
prorettore della Statale di Milano, Dario Casati. Per evitare accuse di
favoritismi, la maggior parte delle università ha deciso: tutti a casa,
sull?onda dell?indicazione della Conferenza dei rettori. «Rischiamo di restare
oltre il 90% nel rapporto tra stipendi e finanziamenti fino al 2017. Solo così
torneremo ad assumere entro il 2011», spiega, a Trieste, il rettore Francesco
Peroni. Stesso discorso a Firenze, Genova, Pisa, Bologna, Palermo, Milano e in
quasi tutti i grandi atenei. La manovra potrebbe far risparmiare 6-800 milioni
di euro solo con gli ordinari. Ma negli atenei ha scatenato la rivolta. «Siamo
stati discriminati, cacciati dall?oggi al domani». E giù decine di ricorsi ai
Tar (Roma, Milano, Firenze): tutti bocciati. Tanti rettori la pensano più o
meno allo stesso modo. E - conti permettendo - potrebbero concedere la proroga
a qualcuno. Ma a chi? Alcuni hanno chiesto ai dipartimenti di indicare i
“senior” considerati insostituibili. Il risultato? Tutti necessari, ovvio. Così
il numero uno de La Sapienza di Roma, Luigi Frati, che potrebbe privarsi di 270
docenti, mette le mani avanti: «Ho chiesto collaborazione alle facoltà per
individuare le eccellenze scientifiche. Altrimenti dovrò mandare via tutti».
Per qualcuno l?esodo è la grande occasione per svecchiare assumendo docenti e
ricercatori giovani. Difficile. Il caso di Torino è emblematico: a Medicina è
in atto una guerra sotterranea tra settantenni che non vogliono perdere il
posto, e associati che sognano di scalzarli. A 60 anni. Il pensionamento di
massa non sembra la premessa di un ricambio generazionale. La legge Gelmini ha bloccato i concorsi, compresi quelli banditi,
scatenando un?ondata di ricorsi e lo stop alle assunzioni. «Dal bando di
concorso a quando il posto viene assegnato passano 20 mesi. Significa che
almeno per i prossimi due anni nessuna università assumerà», spiega Franco
Indiveri, docente alla Facoltà di Medicina a Genova. L?esodo dei «baroni»
lascia perplessi persino i loro più accaniti avversari. Docenti come Tommaso
Gastaldi, associato di Statistica a La Sapienza: «L?effetto sarebbe positivo se
ci fosse un vero progetto di ringiovanimento...». E un altro irriducibile
avversario del baronato, Giovanni Grasso, ordinario di Anatomia a Siena: «Tanti
corsi dovranno chiudere». Bene, direbbe qualcuno, visto che negli ultimi anni
si sono moltiplicati. Troppo semplice. Paolo Gianni, docente di Chimica a Pisa
e segretario del Comitato nazionale universitario, spiega che gli atenei «hanno
già razionalizzato, ma sulla base di un corpo docente che ora verrà molto
ridimensionato. Così salta tutto». Tutto tranne, forse, proprio i «baroni». Che
perderanno la cattedra e - per i medici - la carica di primario. Ma non alcuni
privilegi, soprattutto il diritto, per due anni, a far parte delle commissioni
nei concorsi, la vera fonte di potere, dove un docente di peso può decidere
avanzamenti di carriera e assunzioni. + Raffaele Simone "Misura inutile.
Studenti in ostaggio degli impostori"
( da "Nazione, La (Umbria)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
TERNI / ORVIETO pag.
6 TERNI SLITTA ANCORA l'udienza preliminare, prevista oggi, r... TERNI SLITTA
ANCORA l'udienza preliminare, prevista oggi, relativa al caso don Pierino,
indagato per molestie sessuali su dieci ex ospiti della struttura di recupero
(nello stesso procedimento sono accusati di favoreggiamento due stretti
collaboratori del fondatore della Comunità Incontro). Come nell'udienza del 13,
anche per quella odierna è annunciata infatti l'indisponibilità di Michele
Iacobbe, il primo degli accusatori di don Gelmini, per il quale è previsto il controinterrogatorio condotto dal
pool dei difensori dei coinvolti. LA PRIMA ASSENZA di Iacobbe era stata
ricondotta al suo stato di sorvegliato speciale in Abruzzo, quella odierna
sarebbe invece dovuta alle condizioni di salute dell'uomo, sfociate in un
ricovero. Fatto sta che l'udienza preliminare slitterà nuovamente, con
rinvio a marzo. Nell'ultimo appuntamento davanti al gup Pierluigi Panariello si
era svolto il confronto all'americana tra lo stesso Iacobbe e il compagno di
cella, Riccardo Bonetta, che raccogliendone le confidenze in carcere sostiene
che le accuse contro don Pierino siano state inventate di sana pianta. Il primo
aveva confermato su tutta la linea le presunte molestie subite; il secondo, ora
collaboratore di giustizia, aveva invece riferito che proprio Iacobbe gli
avrebbe confidato di essersi inventato ogni cosa per estorcere denaro alla
Comunità. Dopo aver risposto alle domande del pm Barbara Mazzullo, per Iacobbe
resta in previsione il controinterrogatorio delle difese. Il giudice decide
oggi se confermare l'udienza del 23 marzo, in cui era stata fissata la
deposizione, nell'ambito dell'incidente probatorio, di altri due accusatori del
fondatore della Comunità Incontro, che dal canto suo ha sempre respinto ogni
addebito. Ste.Cin.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
ROVIGO PRIMO PIANO
pag. 2 MANCANO pochi giorni alla conclusione dei termini per l ... MANCANO
pochi giorni alla conclusione dei termini per l'iscrizione nelle scuole di ogni
ordine e grado, fissata per il 28 febbraio. Come sempre l'interesse maggiore
riguarda il delicato passaggio dalla scuola media alle superiori che vede
coinvolti in Polesine poco meno di 1900 studenti, più circa 250 che iscriveremo
nei nostri Istituti secondari da altre province, in saldo positivo. I nuovi
iscritti della secondaria frequenteranno, dal prossimo settembre, gli stessi
indirizzi (sono oltre cinquanta) oggi presenti tra Licei, Tecnici,
Professionali e Formazione Professionale. Ed è proprio nella formazione
professionale che il rodigino paga lo scotto più grande, con appena il 4%
mediamente di studenti che la scelgono, a fronte di un andamento medio
regionale sopra il 10%. Rovigo ha, invece, il record di frequentanti le scuole
tecniche, scelte da oltre il 40% degli alunni provenienti dalla terza media. Ma
vediamo cos'è cambiato nell'ultimo biennio rispetto alle scelte degli alunni
che affrontano il passaggio all'istruzione superiore. Nel 2007 si sono iscritti
all'alberghiero per la prima volta 144 studenti, di cui 9 extracomunitari, nel
2008 183, con 19 extracomunitari. Nel 2007 hanno optato per l'istruzione
professionale per il commercio 90 studenti, di cui 10 extracomunitari, nel 2008
invece 78, compresi 11 extracomunitari. Le opzioni a favore dell'Ipsia
(Istruzione professionale per l'industria) nel 2007 sono state 162 (con 13
extracomunitari), nel 2008 153, con 24 stranieri. Passando ai Tecnici, si sono
iscritti nel 2007, nei vari istituti commerciali, 313 alunni, divenuti 310 nel
2008, con scarsa presenza di extracomunitari. Buona anche la performance dei
Periti Industriali, con 207 neo-iscritti nel 2007 e altrettanti nel 2008. Pure
il Liceo scientifico si è mantenuto su ottimi livelli nell'ultimo biennio:
aveva raccolto, in tutta la provincia, nel 2007 242 nuove iscrizioni nella
classe prima, e nel 2008 si è portato a 257. Meno bene il trend per gli altri
licei: i corsi "ex-magistrali" (scienze sociali, socio-psico) che nel
2007 avevano ottenuto 233 iscrizioni nel 2008 hanno arretrato un po' portandosi
appena sopra quota-200. Stabili "classico" e linguistico", anche
se quest'ultimo è in leggera flessione. Forte, nel
( da "Nazione, La (Firenze)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACHE pag. 15
Viareggio, il Carnevale dei record Guest star Stefania Sandrelli e 250mila
spettatori alla terza sfilata della cartapesta VIAREGGIO NON C'E' dubbio che
Stefania Sandrelli sia una viareggina doc: sulla tribuna d'onore del Carnevale
balla e batte le mani a tempo di musica, ripetendo al microfono commenti
entusiastici sulla bravura dei carristi. E' lei l'ospite d'onore della terza
sfilata del Carnevale, baciata da un clima quasi primaverile e da un'eccezionale
affluenza di pubblico. La Fondazione calcola oltre 250mila presenze, con un
incasso che segna un nuovo record: 590mila euro. LA GIORNATA tiepida dopo
settimane di freddo intenso ha facilitato l'esplosione della gioia
carnevalesca. Le costruzioni che sfilano sui viali (ci sono King Kong, oche
starnazzanti, un artistico barcone carico di clandestini ma anche i politici,
da Berlusconi a Obama, passando per la Gelmini, Brunetta e Andreotti) brulicano di figuranti scatenati, mentre
coloratissimi gruppi coreografici si dipanano davanti e dietro i colossi di
cartapesta. Il pubblico si fa contagiare: saluta, canta, balla e si entusiasma
al passaggio di questa sorta di palcoscenici viaggianti, abbelliti dalle
colossali figure uscite dalla mani dei maestri del Carnevale viareggino.
Dicevamo della Sandrelli: «Questo spettacolo dichiara è emozionante. I
costruttori dei carri sono veramente dei grandi artisti». Accanto a lei il
nipotino Rocco, consultando un foglio con l'ordine della sfilata, segue con
attenzione il corteggio di carri e maschere. Nella giornata di festa anche «La
Nazione» ha voluto dare un suo contributo. Il direttore Giuseppe Mascambruno ha
premiato con la targa dei 150 anni del giornale il ct azzurro Marcello Lippi
(altro ospite eccellente della domenica), il presidente dell'associazione
costruttori del Carnevale, Fabrizio Galli e il presidente della Fondazione
Carnevale, Giovanni Maglione. LA BALDORIA viareggina prosegue. Stasera con un
altro appuntamento del Carnevaldarsena, la festa rionale più vecchia e famosa
(nel 2010 celebrerà la 40° edizione), e domani con il corso mascherato del
martedì grasso, con diretta nazionale su Rai Tre a iniziare dalle 15. Domenica
prossima gran finale, con sfilata in notturna dalle
( da "marketpress.info" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Lunedì 23 Febbraio
2009 IL MOVIMENTO DEI SINDACI CONTRO I TAGLI DELLA FINANZIARIA RAFFORZA LA
POSIZIONE DELLA REGIONE VENETO A ROMA Padova, 23 febbraio 2009 - ?Vedo con
grande favore questa forza espressa dal movimento spontaneo dei sindaci: forza
che va a rafforzare la posizione che la Regione del Veneto deve e vuole tenere
e che ha le sembianze di un intervento propositivo e non certo di una protesta?.
Ha commentato così, Elena Donazzan, assessore all?Istruzione, l?incontro avuto
il 19 febbraio nella sede del municipio di Albignasego, a Padova, con un gruppo
di primi cittadini veneti che sostengono la politica della nostra regione
contro i tagli alla scuola imposti dalla Legge Finanziaria del Governo.
L?assessore ha aggiunto: ?Ho chiesto ai sindaci, di rendere evidente
numericamente il contributo economico che danno all?istruzione, così da mettere
in risalto che la scuola del Veneto non grava assolutamente sullo Stato?. ?Se
da un lato - ha sottolineato ancora una volta Donazzan - è necessario ridurre
la spesa pubblica, e sono convinta che la riforma in particolare della scuola
primaria con la reintroduzione del maestro sia un fatto positivo, dall?altro lato
ritengo che il Ministero debba tenere conto della particolarità della terra
veneta?. ?Segnalerò al ministro Mariastella Gelmini -
ha proseguito l´assessore - che il Veneto ha la spesa pubblica pro capite per
studente più bassa d´Italia; che la Regione ha già ridotto nel 2000 le scuole
sottodimensionate; che il tempo pieno è un?esigenza sociale in particolare da
noi dove in famiglia entrambi i genitori lavorano?. ?Il Veneto - ha
sottolineato - grava meno di altre regioni sulla spesa scolastica, perché i due
terzi dei bambini che frequentano la scuola dell´infanzia non lo fanno in
strutture statali, ma in quelle paritarie pagate dalle famiglie, dai Comuni e
dalla Regione. Noi abbiamo per altro il numero più alto di studenti
extracomunitari e in generale di alunni iscritti. Inoltre, il numero degli
insegnati di sostegno per bambini disabili è inferiore alla media nazionale?.
?Tutti questi elementi - ha concluso l´assessore - devono essere tenuti nella
debita considerazione, perché io stessa ho difeso con convinzione la riforma
della scuola, ma altrettanto chiaramente ritengo che questa debba servire a
migliorare e non a peggiorare l´eccellenza della scuola veneta?. Il 26
febbraio, a Roma, si terrà il primo incontro tecnico delle regioni cui seguirà,
la settimana successiva, quello politico. . <<BACK
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere
del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2009-02-22 num: - pag: 7
categoria: BREVI Il bullismo nelle scuole A Lecce sono avvenuti diversi episodi
di bullismo nelle scuole, come quello dei «fighetti». Contro la riforma Gelmini decine di studenti
assaltarono alcuni istituti.
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 5 La riforma Gelmini Se ne parla stasera in un
convegno LEGNANO LEGNANO «Dove va la scuola? La riforma Gelmini nel Legnanese»: questo il tema dell'incontro che si terrà questa
sera alle 21 e che intende affrontare, dopo le polemiche che hanno fatto
seguito alla riforma, i risvolti pratici che le novità legislative comportano
per il territorio. L'incontro stato organizzato al centro culturale San
Magno dall'associazione culturale Polis. In questa fase - spiega Paolo Pigni,
presidente di Polis - sono soprattutto le elementari e le medie che si stanno
misurando con una riforma che ha fatto discutere a livello politico nazionale:
ora si tratta di comprendere come influir sulle scuole del territorio. Ci
rendiamo conto che tante famiglie, così come numerosi dirigenti e docenti, si
stiano interrogando su argomenti quali le preiscrizioni, le prossime materie di
studio, l'organizzazione degli orari per i ragazzi e per il corpo docente, le
eventuali necessità di ore di sostegno. P.G.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA CRONACA pag.
6 Benvenuti a Graffitopoli capitale del degrado La ricerca-denuncia di due
esponenti di Forza Italia di NICOLA CAPPELLINI UNA "GRAFFITOPOLI"
gigantesca, che si snoda lungo le strade del centro storico e della periferia.
Con sfregi, ghirigori e "tag" il marchio di fabbrica dei writers che
rimbalzano da un lato all'altro della città e non sembrano risparmiare niente:
dalle sedi dei Quartieri alle case private, dai monumenti alle immagini sacre,
fino alle targhe commemorative presenti nei parchi pubblici e ai furgoni
utilizzati dai commercianti per il trasporto delle merci. E' LA BOLOGNA sporca
e imbrattata che emerge dall'ultimo reportage fotografico condotto dal gruppo
consiliare di Forza Italia. Una raccolta di 1.400 fotografie (con tanto di data
e ora) scattate dal capogruppo degli azzurri a Palazzo D'Accursio, Daniele
Carella e da Davide Domenichini «per denunciare spiegano i due l'inadeguatezza
delle misure adottate dalla giunta Cofferati nell'affrontare il dilagante
fenomeno del degrado visivo». LA SQUADRA dei forzisti si è messa in marcia
all'inizio dell'anno, documentando dal 16 al 22 gennaio «lo stato indecoroso»
in cui versano oltre 70 strade di Bologna. E scoprendo, con «vivo rammarico»,
che «la situazione fotografata nel 2009 osserva Carella è variata di poco
rispetto a quella già denunciata dai nostri precedenti reportage del 2005 e del
2007». Non c'è quasi più traccia infatti («se si esclude qualche muro ridipinto
di recente e miracolosamente ancora intonso») dell'impegno profuso dall'attuale
amministrazione, che due anni fa varò un piano di pulizia straordinaria degli
«scarabocchi»: ben 170 mila euro per ripulire, con l'aiuto della multiutility
Hera,
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA CRONACA pag.
7 di NICOLA CAPPELLINI UNA "GRAFFITOPOLI" gigantesca, che si snoda
lun... di NICOLA CAPPELLINI UNA "GRAFFITOPOLI" gigantesca, che si
snoda lungo le strade del centro storico e della periferia. Con sfregi,
ghirigori e "tag" il marchio di fabbrica dei writers che rimbalzano
da un lato all'altro della città e non sembrano risparmiare niente: dalle sedi
dei Quartieri alle case private, dai monumenti alle immagini sacre, fino alle
targhe commemorative presenti nei parchi pubblici e ai furgoni utilizzati dai
commercianti per il trasporto delle merci. E' LA BOLOGNA sporca e imbrattata
che emerge dall'ultimo reportage fotografico condotto dal gruppo consiliare di
Forza Italia. Una raccolta di 1.400 fotografie (con tanto di data e ora)
scattate dal capogruppo degli azzurri a Palazzo D'Accursio, Daniele Carella e
da Davide Domenichini «per denunciare spiegano i due l'inadeguatezza delle
misure adottate dalla giunta Cofferati nell'affrontare il dilagante fenomeno
del degrado visivo». LA SQUADRA dei forzisti si è messa in marcia all'inizio
dell'anno, documentando dal 16 al 22 gennaio «lo stato indecoroso» in cui
versano oltre 70 strade di Bologna. E scoprendo, con «vivo rammarico», che «la
situazione fotografata nel 2009 osserva Carella è variata di poco rispetto a
quella già denunciata dai nostri precedenti reportage del 2005 e del 2007». Non
c'è quasi più traccia infatti («se si esclude qualche muro ridipinto di recente
e miracolosamente ancora intonso») dell'impegno profuso dall'attuale
amministrazione, che due anni fa varò un piano di pulizia straordinaria degli
«scarabocchi»: ben 170 mila euro per ripulire, con l'aiuto della multiutility
Hera,
( da "Vnunet.it" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
La scuola primaria
perde la I di Internet 23-02-2009 VNUnet.it Con la fine delle compresenze, l'insegnamento
di informatica potrebbe essere uno dei primi progetti a farne le spese,
soprattutto nella scuola primaria Le famose tre I della scuola Berlusconiana
stanno per perdere un pilastro: la I di Internet. Con la fine delle
compresenze, l'insegnamento di informatica sarà uno dei primi progetti a essere
tagliati: la conferma arriva dal Ministro dell'Istruzione, Maria
Stella Gelmini. "La riduzione delle ore di compresenza - si legge nella
Faq numero 23 - comporterà qualche riassetto organizzativo (...) Ci auguriamo
che anche il laboratorio di informatica possa trovare spazio tra le attività,
anche se vorrà convenire che esso non costituisce, soprattutto nella scuola
primaria, un insegnamento prioritario". Cosa succederà? E' forse
presto per dirlo, però vacilla una delle tre i, almeno secondo il quotidiano La
Repubblica. Eppure il ministro Brunetta con Microsoft ha appena mostrato le
novità che potrebbero presto aggiornare la scuola italiana: una scuola dotata
di lavagne interattive e multimediali, laboratorio hi-tech e WiFi, con 24
desktop, 12 netbook, più una postazione per ogni insegnante (attualmente 20) e
10 lavagne SmartBoard. Per saperne di più: La Pa italiana nel mirino di
Microsoft © Copyright 2007 tutti i diritti riservati | part of vnu.net europe
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-02-23 - pag: 7 autore: Ma il
reclutamento rimane ancora una partita aperta Luigi Illiano Il meccanismo di
reclutamento dei docenti è la staffetta che dalla formazione iniziale porta
alla conquista della cattedra. Percorsi che dovrebbero essere costruiti in
sincronia. Per ora, però, mentre sul versante della formazione sembra che il
lavoro di elaborazione sia stato completato (si veda l'articolo qui a fianco),
la partita del reclutamento è sospesa. La Finanziaria 2008 (ministro Fioroni),
dopo aver cancellato l'articolo 5 della legge Moratti (formazione e
reclutamento dei docenti), stabiliva che le immissioni in ruolo devono avvenire
solo per concorso ordinario con cadenza biennale e delegava il ministero a
stabilire le nuove regole attuative per le assunzioni. Delega finora
inutilizzata. Il risultato è che – a parte l'annuncio dell'attuale ministro,
Mariastella Gelmini, sulla volontà di valorizzare il
merito e di introdurre una carriera per gli insegnanti – non esiste oggi una
normativa in materia di reclutamento degli insegnanti. Siamo in fase di vuoto
legislativo. Al momento, ci sono due cantieri aperti: da una parte il disegno
di legge in discussione presentato dal presidente della commissione Cultura
della Camera, Valentina Aprea (Pdl), e dall'altra le graduatorie cosiddette
"a esaurimento" mai definitivamente chiuse. Le Ssis (Scuole di
specializzazione all'insegnamento secondario), cancellate dalla Finanziaria
2008, proseguono solo i corsi già avviati, mentre restano aperti quelli di Scienze
della formazione primaria che garantiscono il titolo abilitante per le
elementari. Canali comunque residuali rispetto agli oltre 340mila aspiranti
docenti iscritti nelle graduatorie a esaurimento. Di questi, come rileva una
recente indagine della Uil-Scuola, più di 130mila sono i supplenti che stanno
lavorando nell'anno scolastico in corso. Ed è qui che si gioca la difficile
partita di un nuovo reclutamento: il numero enorme di supplenti in lista
d'attesa rende arduo qualsiasi intervento, rendendo più aspro il contrasto tra
ministero e sindacati, che chiedono risorse concrete per mettere in campo una
vera meritocrazia. Mentre crea anche qualche diffidenza dell'Economia verso
l'Istruzione perché –negli anni– pur annunciando tagli ha messo in campo solo assunzioni.
Il Ddl Aprea è molto preciso e prevede che gli istituti possano assumere
attraverso propri concorsi i docenti che risulteranno iscritti in un albo
regionale e introduce tre livelli per la carriera: insegnante iniziale,
ordinario ed esperto. Altra novità sarà l'istituzione della vicedirigenza
scolastica, figura di diretta collaborazione con i presidi. Ovviamente il testo
firmato Aprea parte dal punto in cui sarà approvato e non si occupa, né
potrebbe, dei precari. Per questi ultimi resta la norma attuale – l'unica in
vigore peraltro – secondo la quale le assunzioni nella scuola attingono per il
50% dalle liste vincitori di concorso e per l'altra metà dalle graduatorie a
esaurimento. La situazione indica graduatorie e liste quasi esaurite per le cattedre
scientifiche e sovraffollamento per quelle umanistico- letterarie, per le quali
– al ritmo attuale – potrebbero volerci anche più di venti anni per completare
le assunzioni. IN CANTIERE Non esiste attualmente una normativa per l'accesso
al lavoro e i progetti annunciati sono in fase di studio
( da "Secolo XIX, Il" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Strafalcioni in burocratese
a norma di legge PAOLO ARMAROLI Le legislature repubblicane sono un po' come
certe mogli: una è peggio dell'altra. E al peggio, si sa, non c'è mai fine.
Governi e Parlamenti, dominati dal centrosinistra o dal centrodestra, fanno a
gara a chi le spara più grosse. Alla fin fine la colpa è del gatto: degli
uffici legislativi dei ministeri. Fatte le debite eccezioni, scrivono in puro
burocratese. Una neolingua scarsamente comprensibile da parte dei comuni
mortali. Che, una volta fatta la legge, sono tenuti alla sua osservanza. Così
la certezza del diritto va a farsi benedire. Esempi più o meno demenziali sono
anche di stringente attualità. In effetti, non poche rubriche di articoli di
decreti legge fanno venire l'orticaria. È mai possibile che non se ne sia
accorto nessuno? Né il Consiglio dei ministri, che pure li hanno adottati, né
il Presidente della Repubblica che li ha emanati senza battere ciglio? Facciamo
il caso del decreto legge 23 maggio 2008, n. 90 (misure straordinarie per
fronteggiare l'emergenza rifiuti in Campania), che pure ha fatto miracoli. Come
tutte le persone di buon senso hanno riconosciuto, al di là delle appartenenze
politiche. L'articolo 8 è intitolato: "Termovalorizzatori di Napoli,
ecoballe e stoccaggi". Ecoballe suona male e si presta a facili ironie.
Non saranno mica bugie ecologiche? Passiamo al decreto legge 25 giugno 2008, n.
112, contenente misure urgenti per lo sviluppo economico. Il provvedimento ha
il merito di aver anticipato gran parte della legge finanziaria, ma il torto di
avere una rubrica più lunga dei titoli delle pellicole di Lina Wertmüller.
Bene, anzi male. L'articolo
( da "Blogosfere" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Feb 0923 Il maestro
unico cancella l'informatica Pubblicato da Andrea Garbin alle 07:59 in Giovani
e itc, giovani e scuola Il maestro unico perde per strada una delle tre I,
tanto citata sia da Berlusconi che dal precedente ministro dell'istruzione, la
Moratti. Ad un genitore che chiedeva spiegazioni se il proprio figlio avrebbe
continuato ad usufruire del laboratorio di informatica sulle f.a.q. del sito
del Ministero, viene risposto che a quell'età l'informatica non è una priorità.
Peccato così non potrà vedere il canale su Youtube della
sua Ministro Gelmini. A parte gli scherzi la segnalazione di Salvo Intravaia su
Repubblica ci dimostra come scricchioli il piano del governo, adesso perdiamo
una delle tre I, quella dell'informatica. Tra poco vedremo che ci saranno
problemi anche per la seconda quella dell'inglese, che del resto visto come si
sta pompando la nostra italianità, verrà ampiamente giustificata la non
priorità anche per l'inglese. La prima I quella delle imprese del resto con la
crisi attuale non se ne parla proprio più da un pezzo. Così il vero rischio è
di perdere la lettera s e della p fino ad arrivare alla lettera z, ovvero fine
della scuola pubblica e ultimi in classifica.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Voto in condotta, pareri contrastanti Lunedì 23 Febbraio 2009, Stanno arrivando gli studenti polesani delle superiori
arriveranno le prime pagelle della riforma Gelmini. Da
quest'anno scolastico, infatti, il voto di condotta farà media e sarà praticamente una materia in più con cui fare i
conti. Ed ecco arrivare la "bestia nera" del
( da "KataWeb News" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Università: Gelmini, premiare le migliori ma no sprechi 23 febbraio 2009
alle 15:49 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti "Le preoccupazioni del
Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e
l'Università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero,
però, che in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario
investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza. Per questo
bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia.
Tuttavia è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le
spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie
poco efficaci". È quanto afferma in una nota il ministro dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini.
"Ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e
per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose. Il Governo con
il decreto legge sull'università ha deciso di destinare più fondi alle
università migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso
inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate. La
crisi economica internazionale -- aggiunge il ministro -- deve trasformarsi in
una grande opportunità per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un
sistema in cui il problema principale non è quanto si spende ma come vengono
spese le risorse pubbliche". AGI
( da "Virgilio Notizie" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 23 feb.
(Apcom) - "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni
del Governo. La Ricerca e l'Università sono alla base dello sviluppo di un
Paese, ma è altrettanto vero, però, che in questa fase di difficoltà economica
internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione
e oculatezza". Così il ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini, replica al monito lanciato oggi dal presidente della
Repubblica. "Bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza
presenti in Italia. Tuttavia - insiste il ministro - è nostro dovere amministrativo
e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni
a causa di gestioni universitarie poco efficaci. Ci sono ampi margini
per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla
ricerca e alle università più virtuose. Il Governo - scrive Gelmini
in una nota - con il decreto legge sull'università ha deciso di destinare più
fondi alle università migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha
deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi
distaccate". "La crisi economica internazionale - conclude Gelmini - deve trasformarsi in una grande opportunità per
rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema
principale non è quanto si spende ma come vengono spese le risorse
pubbliche".
( da "ITnews.it" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 23 feb.
(Adnkronos) - ''Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le
preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Universita' sono
alla base dello sviluppo di un Paese, ma e' altrettanto vero, pero', che in
questa fase di difficolta' economica internazionale e' necessario investire il
denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza''. E' quanto afferma il
ministro per l'Istruzione, Universita' e Ricerca Mariastella Gelmini.
( da "Agi" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITA':GELMINI, PREMIARE LE MIGLIORI MA NO A SPRECHI (AGI) - Roma, 23
feb. - "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le
preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Universita' sono alla base dello
sviluppo di un Paese, ma e' altrettanto vero, pero', che in questa fase di
difficolta' economica internazionale e' necessario investire il denaro pubblico
con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al
massimo le tante realta' di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia e' nostro
dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie
accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci". E'
quanto afferma in una nota il ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e
della Ricerca Mariastella Gelmini. "Ci sono ampi
margini per migliorare le modalita' di spesa degli atenei e per destinare fondi
alla ricerca e alle universita' piu' virtuose. Il Governo con il decreto legge
sull'universita' ha deciso di destinare piu' fondi alle universita' migliori e
di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un
freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate. La crisi economica
internazionale - aggiunge il ministro - deve trasformarsi in una grande
opportunita' per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui
il problema principale non e' quanto si spende ma come vengono spese le risorse
pubbliche".
( da "Adnkronos" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITA':
GELMINI, PREMIARE ATENEI MIGLIORI E TAGLIARE SPRECHI PREOCCUPAZIONI NAPOLITANO
SONO ANCHE DEL GOVERNO commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA ultimo
aggiornamento: 23 febbraio, ore 15:43
( da "Rai News 24" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Roma | 23 febbraio 2009 La Gelmini
sull'università: premiare le migliori e tagliare gli sprechi Mariastella Gelmini "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le
preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Universita' sono alla base dello sviluppo
di un Paese, ma e' altrettanto vero, pero', che in questa fase di difficolta'
economica internazionale e' necessario investire il denaro pubblico con
grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante
realta' di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia e' nostro dovere
amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie
accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci". E'
quanto afferma in una nota il ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e
della Ricerca Mariastella Gelmini. "Ci sono ampi
margini per migliorare le modalita' di spesa degli atenei e per destinare fondi
alla ricerca e alle universita' piu' virtuose. Il Governo con il decreto legge
sull'universita' ha deciso di destinare piu' fondi alle universita' migliori e
di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un
freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate. La crisi economica
internazionale - aggiunge il ministro - deve trasformarsi in una grande
opportunita' per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui
il problema principale non e' quanto si spende ma come vengono spese le risorse
pubbliche".
( da "Reuters Italia" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA (Reuters) -
Dopo il monito del presidente della Repubblica contro "i tagli indiscriminati"
per le università italiane, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha detto che occorre "tutelare le tante realtà
di eccellenza e tagliare gli sprechi". Nel suo intervento all'Università
di Perugia, il capo dello Stato ha sottolineato oggi che le università italiane
"necessitano di valutazioni e interventi pubblici puntuali"
augurandosi "che siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di
bilancio improntate a tagli indiscriminati", come riferito da un portavoce.
Napolitano inoltre ha puntualizzato che conoscenza e ricerca sono la "leva
fondamentale per la crescita economica e sociale". A stretto giro di posta
il ministro Gelimini ha risposto che le preoccupazioni del presidente
Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo. "In questa fase di
difficoltà economica (...) bisogna tutelare al massimo le tante realtà di
eccellenza presenti in Italia (...) ed eliminare gli sprechi e le spese non
necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco
efficaci", ha puntualizzato il ministro in una nota. Secondo
Gelmini ci sono "ampi margini" per migliorare le modalità di
spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più
virtuose. Il governo -- prosegue Gelmini -- con il
decreto legge sull'università ha deciso di destinare più fondi alle università
migliori e di creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre
di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate. Il decreto
sugli atenei -- approvato il mese scorso tra le contestazionei dell'opposizione
-- modifica il sistema dei concorsi per la carriera universitaria con
l'obiettivo, secondo l'esecutivo, di garantire più trasparenza nelle scelte e
ridurre il rischio di nepotismo e favoritismi. Sul fronte del controllo della spesa,
il provvedimento penalizza le università che destinano oltre il 90% dello
stanziamento statale per il personale, in quanto non potranno fare nuove
assunzioni, mentre quelle migliori, con qualità della ricerca più alta e
un'offerta formativa più efficiente, avranno più fondi. "La crisi
economica internazionale deve trasformarsi in una grande opportunità per
rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema
principale non è quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche",
ha sottolineato il ministro.
( da "Giornale.it, Il" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
n. 8 del 2009-02-23 pagina
0 Università, Napolitano: "No tagli
indiscriminati" Gelmini: premiamo i migliori e tagliamo sprechi di Redazione Il capo
dello Stato: "Ripensare le scelte di bilancio impostate solo su tagli
indiscriminati. La ricerca è la leva dello sviluppo". I rettori
ringraziano. La replica del ministro dell'Istruzione: "Cerchiamo solo di
ridurre gli sprechi". Brunetta si associa: "Nessun taglio
indiscriminato" Perugia - Napolitano torna a puntare il dito contro il
governo. Questa volta l'oggetto del contendere tra quirinale ed esecutivo sono
università e ricerca. Le università italiane necessitano di "valutazioni e
interventi pubblici puntuali ed è necessario rivedere alcuni tagli che, sebbene
dettati da motivi di bilancio, sono risultati indiscriminati". Il presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano, invoca più risorse pubbliche per gli
atenei italiani. Dall?università di Perugia, dove partecipa alla cerimonia per
il VII centenario della fondazione dell?ateneo, Napolitano si augura che
"siano maturi i tempi per un riesame e un ripensamento di decisioni di
bilancio ancorate a una logica di tagli indiscriminati". La replica della
Gelimini "Premiare le università migliori e tagliare gli sprechi: è questo
quello che vuole fare il governo". Lo precisa il ministro dell?Istruzione,
Mariastella Gelmini, aggiungendo che "le
preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del
governo". Attenzione ai bilanci "Non ci si può abbandonare a
generalizzazioni negative e liquidatorie che mettano a rischio il futuro della
ricerca e dell?università" prosegue Napolitano ascoltando, dopo la
relazione del rettore Francesco Bistoni, i molteplici problemi del mondo
universitario, dalla carenza di risorse alle difficoltà di bilancio che hanno
visto più atenei italiani "in rosso". Il capo dello Stato invita a
guardare ai singoli atenei in base ai risultati e ai problemi della ricerca
"con coraggio" considerando ciò che accade in Europa e nel Mondo in
questo settore e che "può suggerire" delle soluzioni. Ricerca leva per
lo sviluppo La conoscenza e la ricerca sono "leva fondamentale per la
crescita economica e sociale" perché "solo il sapere e l?innovazione
rappresentano un argine e una carta vincente nella sfida dei mercati globali.
Ma in Italia si tarda a trarre le dovute conseguenze di questa che sembra una
verità riconosciuta da tutti" continua il presidente della Repubblica
parlando a Perugia. "Questa è una verità difficile da contestare e
apparentemente non contestata anche nel nostro Paese - sottolinea il presidente
-. Ma si tarda a trarne le conseguenze". No alla fuga di cervelli
Napolitano "bacchetta" la classe dirigente del Paese, perché
nonostante sia una "verità difficile da contestare» il fatto che ricerca e
conoscenza rappresentino una leva fondamentale per lo sviluppo, "si tarda
e si resiste a trarne le necessarie conseguenze e implicazioni". Certo,
sottolinea Napolitano, sull?Italia "pesano insufficienze e contraddizioni
proprie del nostro Paese e certamente pesa un ingente debito pubblico che si fa
sentire su tutte le scelte di bilancio. Ma "ciò non toglie - continua il
presidente - anche e a maggior ragione in una fase di crisi e di gravi
incertezze per il futuro, che è necessario che tutte le forze responsabili si
impegnino nel salvaguardare e tutelare il capitale umano e di sapere per
evitare una dispersione di talenti troppo spesso sottovalutati". Richiami
legittimi Napolitano rivendica il diritto di fare dei richiami pubblici
rispetto alla "situazione difficile" determinata dalla grave crisi
economica e finanziaria. "Fa parte - dice - delle mie responsabilità
dettate dalla Costituzione e richieste da una situazione di straordinaria
difficoltà del Paese per una crisi che ha investito la finanza e l?economia
mondiale e che in Italia sconta il retaggio, per molti aspetti, di vicende
pluridecennali. Non c?è bisogno che citi a questo proposito il peso di un
ingente debito pubblico che si fa sentire su tutte le decisioni di bilancio da
prendere di volta in volta. Ciò però non toglie che, e anche a maggior ragione,
in questa fase di crisi che l?Europa e il mondo stanno vivendo con gravi
incertezze per il futuro, tutte le forze responsabili del paese debbano
proporsi di salvaguardare, potenziare, valorizzare le risorse di capitale umano
e di sapere evitando la dispersione di talenti e risultati troppo spesso
sottovalutati". La Gelmini non ci sta Per il
ministro la crisi economica internazionale "deve trasformarsi in una
grande opportunità per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema
in cui il problema principale non è quanto si spende, ma come vengono spese le
risorse pubbliche. La ricerca e l?università sono alla base dello sviluppo di
un Paese, ma è altrettanto vero, però - ha osservato - che in questa fase di
difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico
con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le
tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia - ha aggiunto - è
nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non
necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco
efficaci". La Gelmini è convinta che ci siano
"ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per
destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose. Il governo con il
decreto legge sull?università - ha ricordato - ha deciso di destinare più fondi
alle università migliori e di creare 4mila nuovi posti da ricercatore. Ha
deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate".
I rettori con Napolitano Il finanziamento dell?università "è un tema
centrale" dal quale dipende "la sopravvivenza della massima
istituzione formativa del nostro Paese". Lo sottolinea il presidente della
conferenza dei rettori (Crui), Enrico Decleva, ringraziando Napolitano
"per la sua continua attenzione alle questioni riguardanti il sistema
universitario". "Il tema toccato oggi dal capo dello Stato a Perugia,
quello del finanziamento dell?università, è un tema centrale. Ne va della
sopravvivenza della massima istituzione formativa del nostro Paese. D?altra
parte, nei mesi scorsi da più parti - ricorda Decleva - si è lavorato, e si sta
lavorando, proficuamente per definire le linee di una revisione normativa della
governance e del sistema di reclutamento. Ciò nell?ottica di un impegno
riformatore che si intende rilanciare dall?interno del sistema, attraverso un
dibattito costruttivo con il ministero, il governo e il parlamento, ma che non
può prescindere dagli aspetti finanziari". Brunetta non ci sta "Non
ci sono stati tagli indiscriminati": così il ministro della Pubblica
amministrazione, Renato Brunetta, ha commentato le parole del presidente della
Repubblica. "Lo dico - ha aggiunto il ministro - senza alcuna polemica.
Abbiamo tagliato 36 miliardi di euro per il triennio 2009-2011 di spesa
corrente - ha proseguito Brunetta, a margine della firma di un protocollo di
intesa con l?università Roma 3 - con la manovra finanziaria di luglio abbiamo
salvato l?Italia". Rispetto alla ricerca "il governo ha un?enorme attenzione
- ha concluso Brunetta - lo dico io che sono un professore universitario e lo
dimostrano i protocolli di intesa" già firmati per la digitalizzazione
degli atenei romani. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Giornale.it, Il" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
n. 8 del 2009-02-23 pagina
0 Ministero, ecco la mappa degli sprechi di Redazione è necessario utilizzare
al meglio le risorse per università e ricerca in Italia; non è solo un problema
di risorse destinate all?università ma come queste vengono impiegate. Lo ha
ribadito oggi il ministro dell?Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini Roma - è necessario utilizzare al meglio le risorse
per università e ricerca in Italia; non è solo un problema di risorse destinate
all?università ma come queste vengono impiegate. Lo ha ribadito oggi il
ministro dell?Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini.
E Viale Trastevere, a supporto di questa affermazione cita, ha ricordato in una
nota alcuni dati. In percentuale in Italia si laureano meno studenti che in
Cile, questo anche se nel nostro Paese ci sono 95 università. Oltre alle sedi
centrali esistono più di 320 sedi distaccate. Sono attivi 37 corsi di laurea
con 1 solo studente e 327 facoltà con 15 iscritti. Nel 2001 i corsi di laurea
erano 2444, oggi sono più che raddoppiati arrivando a 5500. Negli altri Paesi
Europei, la media dei corsi dei laurea è la metà. Le materie insegnante nelle
università italiane sono circa 170.000, contro una media europea di 90.000.
Nessun ateneo italiano è entrato nella graduatoria delle migliori 150
università del mondo stilata dal Times. La prima nostra università che compare
è Bologna al 192esimo posto Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per
13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000. Si sono moltiplicate
cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze degli
studenti, aumentando la spesa in maniera incontrollata. Molte università
italiane hanno i conti in rosso. L?Università di Siena, ad esempio, spende per
il personale il 104% del suo finanziamento e la Federico II di Napoli il 101%
con decine di milioni di euro di passivo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Affari Italiani (Online)" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Cronache Università/
La Gelmini risponde a Napolitano: "Premiare le migliori e tagliare gli
sprechi" Lunedí 23.02.2009 16:10 "Mi auguro che siano maturi i tempi
per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli
indiscriminati", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano in un discorso all'Università di Perugia. Il Capo dello Stato
si trova a all'Università di Perugia per partecipare alla cerimonia conclusiva
delle celebrazioni del settimo centenario di fondazione dell'ateneo perugino.
Napolitano, nel corso della cerimonia per i 700 anni di fondazione
dell'Università di Perugia, ha ricordato che "la ricerca e la formazione sono
la leva fondamentale per la crescita dell'economia. Questa è una verità
difficilmente contestabile e apparentemente non contestata nel nostra
paese". Il capo dello Stato ha inoltre sottolineato la necessità di non
abbandonarsi a "generalizzazioni negative e liquidatorie che mettono a
rischio la ricerca e l'università". GELMINI, PREMIARE LE MIGLIORI E
TAGLIARE SPRECHI - "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche
le preoccupazioni del Governo. La Ricerca e l'Università sono alla base dello
sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però, che in questa fase di
difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico
con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le
tante realta' di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia è nostro dovere
amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie
accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci". E'
quanto afferma in una nota il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della
Ricerca Mariastella Gelmini. "Ci sono ampi
margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi
alla ricerca e alle universitù più virtuose. Il Governo con il decreto legge
sull'universita' ha deciso di destinare più fondi alle universitù migliori e di
creare 4000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un freno
al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate. La crisi economica internazionale
- aggiunge il ministro - deve trasformarsi in una grande opportunita' per
rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema
principale non e' quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche.
tags: tagli università napolitano
( da "Corriere.it" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il ministro gelmini:
«premiare gli atenei migliori, tagliare gli sprechi» Atenei, monito di Napolitano
«No ai tagli indiscriminati» «Mi auguro che i tempi siano maturi per rivedere
le scelte di bilancio. La ricerca è leva dello sviluppo» Giorgio Napolitano
(Inside) PERUGIA - Le università italiane necessitano di «valutazioni e
interventi pubblici puntuali» e «mi auguro che siano maturi i tempi per
ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati»:
questo il monito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che
all'Università di Perugia ha partecipato alla cerimonia conclusiva delle
celebrazioni del settimo centenario di fondazione dell'ateneo umbro. Il Capo
dello Stato ha ascoltato la relazione del rettore dell'Università di Perugia,
Francesco Bistoni, il quale ha sottolineato i livelli di eccellenza ancora presenti
negli atenei italiani nonostante il costo terribile - in termini anche monetari
- della fuga dei cervelli all'estero. Questa costa all'erario statale ogni anno
1 miliardo e mezzo di euro. «SITUAZIONE DIFFICILE»- Napolitano ha colto queste
osservazioni per una riflessione sull'Università, la crisi economica e i
problemi del bilancio statale, rivendicando il diritto di fare dei richiami
pubblici rispetto alla «situazione difficile». La conoscenza e la ricerca, ha
voluto sottolineare il capo dello Stato, sono «leva fondamentale per la
crescita economica e sociale» perché «solo il sapere e l'innovazione»
rappresentano un argine e una carta vincente nella sfida dei mercati globali.
Ma in Italia, ha aggiunto Napolitano, si tarda a trarre le dovute conseguenze di
questa che sembra una verità riconosciuta da tutti. «Questa è una verità
difficile da contestare e apparentemente non contestata anche nel nostro Paese
- ha sottolineato il presidente della Repubblica -. Ma si tarda a trarne le
conseguenze». «NO A GENERALIZZAZIONI» - A Perugia, Napolitano ha anche
rinnovato l'appello a definire le riforme per l'Università senza abbandonarsi a
generalizzazioni liquidatorie, guardando i singoli atenei in base ai risultati
e ai problemi della ricerca «con coraggio» e considerando ciò che accade in
Europa e nel Mondo in questo settore e che «può suggerire» delle soluzioni. Il
capo dello Stato ha concluso il suo appello rivolgendosi a «tutte le forze
responsabili del Paese» affinché si impegnino a difendere, potenziare, valorizzare
tutte le risorse di capitale umano «evitando la dispersione di talenti e
risultati troppo spesso sottovalutati». GELMINI - Dopo le
affermazioni dei Napolitano, sul tema interviene anche il ministro
dell'Istruzione. «Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono anche le
preoccupazioni del Governo» ci tiene a precisare Mariastella Gelmini. Il ministro aggiunge però che «la Ricerca e l'Università sono
alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però, che
in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il
denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare
al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia». «Tuttavia -
prosegue - è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le
spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie
poco efficaci. Ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli
atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose». «NON
CI SONO TAGLI» - Anche il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, è
intervenuto sulla questione per sottolineare che «non ci sono stati tagli
indiscriminati». Brunetta ha ricordato che nella manovra finanziaria «sono
stati tagliati 36 miliardi di euro di spesa corrente per il triennio 2009-2011
e con questi tagli abbiamo salvato l'Italia». Il ministro ha proseguito
spiegando che «il governo ha enorme attenzione alla ricerca». Dunque nessun
taglio fatto in modo indiscriminato al settore, secondo Brunetta che tiene a
precisare: «Lo dico senza nessuna polemica». GARAVAGLIA - Di segno opposto la
posizione del Pd. «Il richiamo del capo dello Stato sull'Università -
sottolinea la senatrice Mariapia Garavaglia - non può rimanere inascoltato. Di
fronte ai tagli indiscriminati del governo Berlusconi che hanno colpito
nell'ultimo anno gli atenei italiani, il presidente Napolitano ha sentito il
bisogno di dare l'allarme sulla situazione in cui versa uno dei settori più
importanti per il futuro dell'Italia». REAZIONI - Il Presidente della Crui,
Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Enrico Decleva ha ringraziato
Napolitano per la sua continua attenzione alle questioni riguardanti il sistema
universitario. «Il tema toccato oggi dal Capo dello Stato a Perugia, quello del
finanziamento dell'università, è un tema centrale - ha detto Decleva - : ne va
della sopravvivenza della massima istituzione formativa del nostro Paese».
Plauso alle parole del capo dello Stato anche da parte dell'Italia dei valori e
del Pd. «La maggioranza e il governo ascoltino le parole del presidente
Napolitano» ha detto Fabio Giambrone, vicepresidente dei senatori dell'Idv. Per
Pina Picierno, parlamentare del Partito democratico, «le parole che il
presidente della Repubblica ha dedicato al università e ricerca sono vere e
importanti». stampa |
( da "AprileOnline.info" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Napolitano contro i
tagli alla formazione Monica Maro, 23 febbraio 2009, 17:55 Politica Il Capo
dello Stato, a Perugia, esprime la sua preoccupazione per le decurtazioni al
fondo ordinario delle università italiane previsto dalla manovra estiva del governo
(63 milioni di euro nel 2009 e 190 nel 2010) : "La formazione è la leva
dello sviluppo. Non possiamo disperdere i nostri talenti". A distanza arriva la replica della Gelmini:
"Eliminiamo solo gli sprechi". Solidarietà al presidente dai rettori
e dalle opposizioni Sessantatre milioni e mezzo di euro nel 2009 e 190 milioni
nel
( da "Virgilio Notizie" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
(ASCA) - Roma, 23
feb - Ancora una volta la CISL Scuola esprime ''apprezzamento e condivisione
per l'autorevole richiamo che il Presidente della Repubblica ha elevato oggi a
Perugia a difesa del sistema scolastico e universitario e contro i 'tagli'
indiscriminati che ne minerebbero la sua fondamentale funzione di
'salvaguardare il nostro capitale umano, leva fondamentale per la crescita
dell'economia'''. E' quanto si legge in un a dichiarazione di Francesco Scrima,
segretario generale della Csil Scuola. Anche per la CISL Scuola, infatti,
''sono maturi i tempi per ripensare e rivedere le scelte di bilancio che ha
contestato e continua a contrastare, che destrutturano il sistema pubblico di
istruzione e mettono a rischio lo stesso esercizio del diritto allo studio,
costituzionalmente sancito''. I 'tavoli' di confronto, aperti con il Ministro Gelmini, ''devono approdare, in coerenza e nel rispetto degli impegni
assunti dal Governo lo scorso 11 dicembre- secondo Scrima- a concrete misure di
ridimensionamento dei 'tagli' previsti, impegni che devono ora essere recepiti
nei provvedimenti 'in cantiere', a partire dal decreti interministeriali sugli
organici e sulle immissioni in ruolo a copertura dei posti vacanti''.
( da "Blogosfere" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Feb 0923 Gelmini e i tagli alla scuola: Repubblica lancia l'allarme informatica.
Pubblicato da don Paolo Padrini alle 16:47 in Cronaca La riforma Gelmini, taglierà effettivamente qualcosa nella scuola italiana? Il
Presidente Napolitano ha espresso preoccupazione per possibili tagli in modo
inappropriato oppure la scuola italiana rischia di vedersi cadere a pezzi sotto
la mannaia del "risparmio e della razionalizzazione"? Secondo
Repubblica, ed in particolare un articolo di Salvo Intravaia, a fare le spese
dei tagli sarà proprio uno degli ambiti su cui un ministro dell'istruzione del
Centro Destra, Letizia Moratti, aveva precedentemente puntato: l'informatica.
Scrive Repubblica (qui potete leggere l'articolo integrale) : Sparisce la
"I" di Informatica di morattiana memoria. I tagli del governo sulla
scuola cancellano uno dei pilastri della riforma Moratti: quella delle tre
"I" (Inglese, Impresa, Internet o Informatica). Dal prossimo anno
scolastico, infatti, gli insegnanti della scuola elementare (ora primaria) e della
media (secondaria di primo grado) dovranno fare i salti mortali per aprire il
mondo delle conoscenze informatiche ai propri alunni. Il taglio delle
cosiddette compresenze nella scuola primaria e la riduzione delle ore di
Tecnologia nella scuola secondaria di primo grado renderà quasi impossibile
l'insegnamento dei primi fondamenti di Informatica e Internet a bambini e
ragazzini. La conferma arriva dallo stesso ministero dell'Istruzione, che in
questi giorni ha aperto una finestra di dialogo sulla riforma con genitori e
insegnanti. Le Faq (frequently asked questions, le domande poste
frequentemente) presenti nel sito del ministero mostrano che genitori e
insegnanti sono piuttosto confusi. "Con il taglio delle compresenze, mio
figlio potrà continuare a fare il laboratorio di Informatica?", si chiede
un genitore. L'ingenua domanda posta ai tecnici ministeriali sollecita una
risposta quanto meno inaspettata. "La riduzione delle ore di compresenza -
si legge nella Faq numero 23 - comporterà qualche riassetto organizzativo (...)
Ci auguriamo che anche il laboratorio di informatica possa trovare spazio tra
le attività, anche se vorrà convenire che esso non costituisce, soprattutto
nella scuola primaria, un insegnamento prioritario". Cosa rappresenterebbe
un ridimensionamento dell'insegnamento dell'informatica all'interno della
scuola italiana? A mio parere la cosa sarebbe negativa, non c'è dubbio, ma a
parte la polemica politica, occorre fare una considerazione che va al di là
dell'idea dell'informatica come puro supporto tecnico, di conoscenze
scientifiche o di facilitazione per l'inserimento del mondo del lavoro.
L'informatica, ormai utilizzata attraverso molteplici strumenti dai nostri
ragazzi e bambini, è ben più di uno strumento: è un mondo educativo, di
relazioni, che modifica la percezione della realtà e lo stesso sistema di
riferimenti cognitivi ed "informativi" dei nostri figli. E' ben più
di uno strumento, è una "chiave" di comprensione della realtà, è il
modo attraverso il quale i nostri bambini e ragazzi vivono la loro conoscenza,
le relazioni, il loro tempo sociale e personale. Ecco perchè credo che nella
scuola l'attenzione all'informatica debba essere sempre presente, ma - allo
stesso modo - chieda di essere rimodulata, e declinata non solo dal punto di
vista tecnico ma soprattutto da quello educativo e pedagogico. Cosa che la
scuola italiana non potrà neppur più "pensare di fare" se le risorse
(già poche per essere onesti) venissero ulteriormente tagliate.
( da "Agi" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITA': DONADI,
GOVERNO ASCOLTI NAPOLITANO (AGI) - Roma, 21 feb. - "Il
ministro Gelmini e tutto il governo ascoltino il presidente Napolitano. I tagli
all'universita' ed alla ricerca sono un gravissimo danno per tutto il Paese.
Non investire sull'innovazione significa compromettere il futuro
dell'Italia". Lo afferma il capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori,
Massimo Donadi. "Investire sull'innovazione e sulla ricerca -
aggiunge Donadi e' fondamentale soprattutto nei periodi di crisi economica,
come quello che stiamo attraversando. Con la sua miope politica di tagli
indiscriminati, questo governo sta compromettendo non solo la nostra economia,
ma anche le prospettive di lavoro di tanti giovani". "Ci auguriamo -
conclude - che il monito del presidente Napolitano non rimanga inascoltato e
che il governo faccia marcia indietro. Siamo pronti, se necessario, alla mobilitazione
in Parlamento e nelle piazze per impedire che si faccia scempio della ricerca
in Italia".
( da "AudioNews.it" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
lunedì 23 febbraio
2009 18.51 Politica Il servizio di Emanuela Di Gironimo Università, Napolitano:
'Basta tagli'. 15.45: 'E' nostro dovere eliminare gli sprechi e le spese non
necessarie'. Così il minsitro dell'istruzione Gelmini, rispondendo alle preoccupazioni espresse dal presidente
Napolitano, in visita all'Università di Perugia.'La ricerca è leva per lo
sviluppo, no ai tagli indiscriminati all'Università, aveva detto il capo dello
Stato'.
( da "01net" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Informatica a
scuola? Non prioritaria Viene meno una delle 3 I della riforma Moratti. Nel
nuovo ordinamento non è fondamentale. mtdm 23 Febbraio
( da "AgoPress" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
(AGO PRESS) Con una
nota, il ministero dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca, ha diffuso
alcuni dati riguardanti la situazione degli atenei italiani. ?E? necessario ?
si legge nel testo ? utilizzare al meglio le risorse per università e ricerca
in Italia. Non è solo un problema di risorse destinate all?università ma come
queste vengono impiegate?. ?In percentuale in Italia - sostiene il ministero -
si laureano meno studenti che in Cile. Sono attivi 37 corsi di laurea con un
solo studente e 327 facoltà con 15 iscritti. Nel 2001 i corsi di laurea erano
2444, oggi sono più che raddoppiati arrivando a 5500. Negli altri Paesi
europei, la media dei corsi dei laurea è la metà. Le materie insegnate nelle
università italiane sono circa 170mila, contro una media europea di 90mila.
Nessun ateneo italiano è entrato nella graduatoria delle migliori 150
università del mondo stilata dal Times. La prima nostra università che compare
è Bologna al 192esimo posto". Il ministero si è inoltre soffermato sui
criteri di accesso alle cattedre. "Negli ultimi 7 anni - prosegue la nota
- sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono
stati 26mila?.
( da "KataWeb News" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Università:
Garavaglia, governo ascolti capo dello Stato 23 febbraio 2009 alle 15:19 —
Fonte: repubblica.it — 0 commenti "Il richiamo del capo dello Stato
sull'università non può rimanere inascoltato. Di fronte ai tagli indiscriminati
del governo Berlusconi che hanno colpito nell'ultimo anno gli atenei italiani,
il presidente Napolitano ha sentito il bisogno di dare l'allarme sulla
situazione in cui versa uno dei settori più importanti per il futuro
dell'Italia". Lo afferma in una nota l'esponente del Pd, Mariapia
Garavaglia, che aggiunge: "La risposta ai problemi che affliggono
l'università nel nostro Paese non può essere solo di ordine finanziario. Far
quadrare i conti è un dovere del governo, ma in modo sensato, tenendo conto che
l'avvenire dei giovani passa attraverso una formazione e un'educazione seria
che non ottengono solo con adeguate risorse. Spero che il
governo interpreti nel modo migliore le parole del Quirinale e che il ministro Gelmini, che ha promesso un disegno di legge in tempi brevi, le
recepisca, nel pieno rispetto dei diversi ambiti prescritti dalla
Costituzione". AGI
( da "Sestopotere.com" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Scrima (Cisl
Scuola): "Bene richiamo Napolitano contro i tagli all'università"
(23/2/2009 18:45) | (Sesto Potere) - Roma - 23 febbraio 2009 - 'Apprezzamento e
condivisione" è stata espressa dal segretario generale della Cisl Scuola,
Francesco Scrima "per l'autorevole richiamo che il Presidente della
Repubblica ha elevato oggi a Perugia a difesa del sistema scolastico e
universitario e contro i 'tagli' indiscriminati che ne minerebbero la sua
fondamentale funzione di 'salvaguardare il nostro capitale umano, leva
fondamentale per la crescita dell'economia'. Il segretario della Cisl Scuola
tiene pertanto a sottolineare come i tempi siano maturi "per ripensare e
rivedere quelle scelte di bilancio - che la Cisl Scuola ha contestato e
continua a contrastare - che destrutturano il sistema pubblico di istruzione e
mettono a rischio lo stesso esercizio del diritto allo studio,
costituzionalmente sancito". Secondo Scrima i tavoli di confronto, aperti con il Ministro Gelmini, 'devono
approdare, in coerenza e nel rispetto degli impegni assunti dal Governo lo
scorso 11 dicembre a concrete misure di ridimensionamento dei 'tagli' previsti,
impegni che devono ora essere recepiti nei provvedimenti 'in cantiere', a
partire dal decreti interministeriali sugli organici e sulle immissioni in
ruolo a copertura dei posti vacanti'.
( da "KataWeb News" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Gelmini e i tagli alla scuola: Repubblica
lancia l'allarme informatica. 23 febbraio 2009 alle 17:17 — Fonte:
passineldeserto.blogosfere.it — 0 commenti La riforma Gelmini
, taglierà effettivamente qualcosa nella scuola italiana? Il Presidente
Napolitano ha espresso preoccupazione per possibili tagli in modo inappropriato
oppure la scuola italiana rischia di vedersi cadere a pezzi sotto la mannaia
del "risparmio e della razionalizzazione"? Secondo Repubblica,...
( da "Agi" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
ITALIA-FRANCIA:
DOMANI VERTICE A ROMA CON BERLUSCONI E SARKOZY (AGI) - Roma, 23 feb. - Crisi economica
globale, impegno militare in Afghanistan e in Medio Oriente, lotta alla
pirateria e collaborazione nel settore energetico. Sono questi i principali
temi che saranno sul tavolo del 26mo vertice italo-francese che si terra'
domani a Villa Madama. Oltre a Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, che
firmeranno un protocollo di collaborazione sull'energia nucleare, all'incontro
parteciperanno anche i ministri degli Esteri, Franco Frattini e Bernard
Kouchner, quella della Difesa, Ignazio La Russa e Herve Morin, dell'Economia,
Giulio Tremonti e Christine Lagarde, dello Sviluppo economico, Claudio Scajola
e Jean-Louis Borloo (che avra' un incontro anche con il ministro dei Trasporti,
Altero Matteoli), dell'Istruzione, Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde,
degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. Tremonti e Lagarde
esamineranno le possibili risposte coordinate alla crisi sia per gli aspetti di
carattere finanziario sia per quelli legati alla situazione dell'economia
reale, con riferimento ai comparti strategici come quello dell'industria
automobilistica. La crisi globale sara' anche al centro dei colloqui tra il
presidente del Consiglio e il capo dell'Eliseo. Berlusconi e Sarkozy auspicano
entrambi che dal vertice del G20 del 2 aprile emergano "soluzioni forti e
concrete per affrontare la crisi finanziaria". Nell'incontro con il
premier britannico, Gordon Brown, la scorsa settimana, il presidente del
Consiglio aveva pero' messo in guardia dai rischi di risposte protezionistiche
alla crisi. Un ombra quella del protezionismo che secondo alcuni spunterebbe
dagli aiuti decisi dalla Francia per il settore auto. Il piatto forte della
giornata sara' l'accordo di cooperazione sul nucleare. Secondo 'Le Figaro',
"gettera' le basi di un' ampia collaborazione in tutti settori della
filiera, ricerca, produzione e stoccaggio". Il documento che verra'
firmato definira' le linee direttrici per lo sviluppo in Italia della
tecnologia Epr, ovvero quella del reattore di terza generazione che ricalca il
modello francese. Inoltre, Enel dovrebbe entrare con una quota del 12,5% nel
progetto che prevede la costruzione di un secondo reattore nucleare in Francia
a tecnologia Epr. Nel novembre 2007 Enel ed Edf, il gruppo elettrico francese,
avevano raggiunto un'intesa che da' la possibilita' al gruppo guidato da Fulvio
Conti di partecipare alla realizzazione di impianti nucleari di terza
generazione. La societa' elettrica italiana gia' partecipa al progetto di
Flamanville che sara' attivo nel 2012 mentre la seconda centrale nucleare di
terza generazione sara' costruita a Penly, nel nord della Francia. Nel corso
della mattinata si riunira' anche il Consiglio di sicurezza e difesa, cui
partecipano anche i ministri degli Esteri e della Difesa. Si parlera' della
situazione in Afghanistan, in Medio Oriente e nei Balcani occidentali e dei
rapporti con la Russia. Matteoli e Borloo discuteranno anche dello stato di
avanzamento della Torino-Lione: in un'intervista a 'Le Figaro', Berlusconi ha garantito
che la Tav si fara'. "Poche settimane fa il mio governo ha confermato il
commissario Mario Virano alla presidenza dell'Osservatorio tecnico sulla
Torino-Lione", ha ricordato, "intendiamo accelerare il lavoro per
completare il Corridoio
( da "Virgilio Notizie" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Perugia, 23 feb.
(Apcom) - I mali dell'università italiana sono lo specchio di tante
"insufficienze e contraddizioni" del Paese: scarsissimi investimenti
per la ricerca, tendenza a "generalizzazioni negative e
liquidatorie", difficoltà nel valorizzare i "talenti", con la
conseguente 'fuga' dei cervelli all'estero, e anche "tagli
indiscriminati". Ci va giù duro, da Perugia, il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano nel chiedere, per l'ennesima volta, che tutte le
"forze responsabili" del paese tutelino e difendano il patrimonio di
saperi e conoscenze degli atenei italiani. Anche con adeguate scelte di
bilancio. La crisi economica non è affatto una scusa e anzi, per il presidente,
è un motivo in più per considerare investimenti in ricerca e conoscenza come
una "leva fondamentale" per lo sviluppo. L'appello e il monito,
insomma, sono rivolti soprattutto a chi ha in mano le sorti del paese e i
cordoni della borsa. E difatti al capo dello Stato rispondono sia il ministro
dell'Università Mariastella Gelmini che quello della
Funzione pubblica Renato Brunetta: per gli esponenti del governo non c'è stato
alcun taglio "indiscriminato". Le parole di Napolitano, invitato dal
rettore dell'ateneo perugino Francesco Bistoni alla cerimonia per il VII
centenario dell'università, sono inequivocabili e raccolgono sia l'appello dei
docenti che quello degli studenti. E' indispensabile che si giunga
"rapidamente" a "interventi pubblici puntuali per il sistema
universitario" e "mi auguro - ha aggiunto il presidente - che stiano
maturando le condizioni anche per riesaminare decisioni di bilancio ancorate
alla logica di tagli indiscriminati". Il mondo universitario si deve fare
portavoce di "proposte realistiche e di idee innovative" ma il
governo deve saper ascoltare. Soprattutto in un momento di grave crisi
economica deve essere chiaro a tutti "che la ricerca e la formazione sono
una leva fondamentale per la crescita di un'economia e di una società fondate
sulla conoscenza e sull'innovazione, che sole potranno reggere alle prove della
competizione globale". Si tratta di "una verità difficilmente
contestabile che appare non contestata anche nel nostro paese", osserva
con arguzia Napolitano, "ma si tarda e si resiste a trarne tutte le
necessarie conseguenze e implicazioni". I 'cervelli' non mancano in
Italia. E l'impegno ad arginare la fuga all'estero dei migliori ricercatori e
docenti è sempre prioritario per Napolitano, che nella sua Napoli come a
Trieste, ha sempre ricordato e valorizzato le "eccellenze", i centri
di ricerca teorica o applicata più all'avanguardia. "In un mondo scosso da
eventi traumatici e da gravi incertezze per il futuro, tutte le forze responsabili
del paese - ha rilanciato - devono proporsi di salvaguardare, potenziare,
valorizzare le risorse di capitale umano e di sapere, di cui disponiamo,
evitando la dispersione di talenti e di risultati, troppo spesso sottovalutati
e non tradotti in più alta qualità dell'occupazione e dello sviluppo".
Allora, se è vero, che "un ingente debito pubblico si fa sentire su tutte
le scelte di bilancio" è anche vero che non si può tagliare in modo
"indiscriminato". Dopo molti appelli, lanciati anche alla vigilia
della legge finanziaria, oggi Napolitano sembra chiedere conto delle scelte
fatte. E' tempo di un ripensamento e anche nel considerare la situazione
economica degli atenei italiani "non ci si può abbandonare a
generalizzazioni negative e liquidatorie che mettano a rischio il futuro della
ricerca e dell'università". Mette le mani avanti il presidente e ricorda
che è un suo preciso dovere costituzionale fare "interventi e richiami
pubblici" su questi temi "cruciali", soprattutto davanti alle
difficoltà economiche in cui arranca anche l'Italia. La risposta del governo
non tarda ad arrivare. I ministri Gelmini e Brunetta
ne difendono in pieno l'operato. "Le preoccupazioni del presidente
Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo", spiega la Gelmini aggiungendo che "ricerca e università sono alla base dello
sviluppo di un Paese, ma in questa fase di difficoltà economica internazionale
è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e
oculatezza". "Bisogna tutelare al massimo le tante realtà di
eccellenza presenti in Italia. Tuttavia - insiste il ministro - è nostro dovere
amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie
accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci".
Brunetta, da parte sua, puntualizza che "non ci sono stati tagli
indiscriminati" ma "36 miliardi di euro di spesa corrente,
nell'ambito della manovra finanziaria per il triennio 2009-2011 e abbiamo
salvato l'Italia". Più attenzione per la ricerca? "Il Governo ha
un'enorme attenzione per la ricerca. Lo dico io che sono un professore
universitario e lo dimostrano i protocolli firmati e lo dico senza nessuna
polemica", conclude Brunetta.
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del
23-02-2009)
Argomenti: Scuola
"I voti
numerici sulle pagelle non sono ancora legge" Comunicato stampa Maestre e
Maestri, autoconvocati, della Provincia di Parma In merito alle polemiche di
questi giorni relative alla determinazione degli insegnanti della scuola
“Fratelli Bandiera” di Parma, di non aderire alle pressioni relative
all?inserimento dei voti numerici, vorremmo ricordare che la “novità”, per
adesso, è stata introdotta solo mediante una circolare che in quanto tale non è
un atto giuridicamente vincolante. Non a caso legge Tremonti – Gelmini rimanda la disciplina della valutazione ad un
regolamento attuativo che ad oggi non è stato ancora promulgato, e dovrà essere
un decreto del Presidente della Repubblica. Salvatore Pizzo, portavoce delle
“Maestre e dei Maestri, autoconvocati”, relativamente al suggerimento di un
politico di rilevo locale che paventava violazioni normative ed ispezioni
ministeriali, dichiara: “I docenti sono pubblici ufficiali che rappresentano
un?amministrazione statale e non si sono mai permessi di invadere le competenze
degli enti locali, facciano lo stesso anche coloro che hanno ruoli di
amministrazione locale” – continua – “usare la scuola per cercare visibilità
politica ormai è uno sport”
( da "KataWeb News" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Domani vertice a roma
con Berlusconi e Sarkozy 23 febbraio 2009 alle 20:20 — Fonte: repubblica.it — 0
commenti Crisi economica globale, impegno militare in Afghanistan e in Medio
Oriente, lotta alla pirateria e collaborazione nel settore energetico. Sono
questi i principali temi che saranno sul tavolo del 26mo vertice italo-francese
che si terrà domani a Villa Madama. Oltre a Silvio Berlusconi e Nicolas
Sarkozy, che firmeranno un protocollo di collaborazione sull'energia nucleare,
all'incontro parteciperanno anche i ministri degli Esteri, Franco Frattini e
Bernard Kouchner, quella della Difesa, Ignazio La Russa e Herve Morin,
dell'Economia, Giulio Tremonti e Christine Lagarde, dello
Sviluppo economico, Claudio Scajola e Jean-Louis Borloo (che avrà un incontro
anche con il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli), dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini e Xavier Darcos, della Cultura Sandro Bondi e Christine Lagarde,
degli Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire. AGI
( da "EUROPA ON-LINE" del 23-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il pasticcio della Gelmini GIOVANNA MELANDRI «Vorrà convenire che esso (il
laboratorio di informatica) non costituisce, soprattutto nella scuola primaria,
un insegnamento prioritario». Questa chiosa si trova al termine di una risposta
data dai tecnici del ministero dell?istruzione a un genitore, preoccupato che i
?tagli? della Gelmini eliminino le ore di informatica
dalla scuola primaria e dalla scuola media del figlio. Proprio ieri era La
Repubblica a denunciare il colpo mortale che la ?riformicchia? Gelmini sta assestando alla riforma Moratti (e soprattutto
alla scuola). Con la riduzione dell?informatica, infatti, cade una delle zampe
di quel tripode che il precedente governo Berlusconi aveva rivendicato come
l?avanguardia in materia di assetto scolastico e pedagogico. Ricordo che al
tempo, di fronte alla tre I del ministro Moratti (Impresa, Inglese
Informatica), mi colpì un articolo intitolato ?Riforma Moratti e scuola
alfamediale? pubblicato su ScuolaOggi. org che mi sono andata a ricercare.
Iniziava così: «La riforma Moratti è un segmento di un complesso processo di
adeguamento storico ed antropologico della scuola alla società contemporanea,
cambiata negli ultimi cinquant?anni più di quanto non sia avvenuto negli ultimi
due millenni». Come a dire, cioè, che le tre I erano le tre chiavi magiche che
avrebbero consentito alle nostre nuove generazioni di dotarsi di quegli strumenti
indispensabili per navigare verso il nuovo mondo, quello globalizzato,
attraversato dalla new economy ed espresso dalle new comunications. Viene da
chiedersi, allora, cosa sia rimasto di quel progetto, o meglio ancora, di
quell?ambizione educativa. Fermo il punto che la riforma Moratti, pur essendo
per certi versi assai ?meno peggio? del pastrocchio della Gelmini,
non era comunque adatta a centrare l?obiettivo, va riconosciuto all?attuale
sindaco di Milano il legittimo e condivisibile desiderio di rendere la scuola
capace di formare bambini e ragazzi capaci di essere cittadini del mondo. In
primo luogo insegnando loro a conoscere e a comunicare con quel mondo. È
legittima, dunque, la preoccupazione di quei genitori che scrivendo al Miur
oggi chiedono, un po? perplessi, se i tagli operati dal governo sulla scuola si
abbattano sull?insegnamento dell?informatica. È evidente, infatti, che in una
società telematica come la nostra, che ha ormai elaborato un nuovo modo di
comunicare e nuovi strumenti per farlo, l?insegnamento delle tecniche di uso
del computer sia una parte ineliminabile dell?alfabetizzazione primaria. Non
insegnare fin da subito ai nostri bambini i ?fondamentali? di questo (nuovo)
mondo della comunicazione, significa togliere loro il diritto di saper leggere
e scrivere. Significa comprimere la loro capacità di acquisire immediatamente
la familiarità con quel modo di comunicare e di esprimersi che sarà quello che
consentirà loro di parlare e di ascoltare il mondo. A questo, che è il primo ed
enorme motivo di perplessità e di ennesima condanna di questa pessima riforma
della scuola, va aggiunto ? non foss?altro per chiarezza e coerenza ? che con
questa scelta il governo allontana ancora un volta l?Italia dai parametri e
dagli standard europei. A Lisbona, infatti, nel