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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"  21-4-2009

 

Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Duri commenti sulla piega che ha preso il mondo dell'istruzione mentre la Aprea difende la riforma ( da "Cittadino, Il" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: non «lavorare sulla valutazione, come dice la Gelmini, ma sull'azione educativa che ci sta dietro. La prima causa della mancata attuazione dell'autonomia scolastica - ha detto - sono le scuole che non ci hanno creduto. Del resto è l'unico paese in cui gli insegnanti sono costretti a fare formazione on line».

Scuola, in Trentino rischio caos sulle pagelle ( da "Trentino" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: requisito minimo annunciato dal ministro Gelmini per l'ammissione alla maturità. La riflessione si è aperta in queste settimane tra i professori, che accusano la Provincia di «non confrontarsi col mondo della scuola». Una disparità di trattamento tra gli studenti trentini e i colleghi del resto d'Italia.

Non ci saranno ripercussioni sui punteggi ( da "Trentino" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come ha annunciato il ministro Gelmini. Non crede? Su questo a breve uscirà un regolamento provinciale, dove per l'ammissione alla maturità servirà una valutazione complessivamente positiva dello studente. I docenti temono che l'aver intrapreso strade diverse rispetto al resto d'Italia possa essere negativo e lamentano mancanza di coinvolgimento nelle scelte.

Tagli alla scuola, il preside del Levi sfida Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tagli alla scuola, il preside del Levi sfida Gelmini «Vuole eliminare il tecnologico senza una seria verifica» MONTEBELLUNA. Lamberto Pillonetto, dirigente scolastico del liceo «Primo Levi», lancia il suo guanto di sfida al ministro Mariastella Gelmini. Riguarda il futuro del liceo scientifico tecnologico.

Il preside del Primo Levi ( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Primo Levi Il preside del Primo Levi sfida il ministro Gelmini Ho visto domenica sera la puntata di Report sui sprechi nella scuola; fra tante altre cose il ministro Gelmini ha affermato perentoriamente: «Il Liceo Scientifico Tecnologico resta. E' lasciato all'autonomia delle singole istituzioni scolastiche avvalersi della possibilità di modificare il curricolo scolastico per un 20%

Abruzzo, 50 mln per lezioni ad hoc ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si terranno all'inizio del prossimo anno, forse anche prima della ripresa delle lezioni, e riguarderanno tutti i ragazzi che, in virtù del sei politico varato dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, la scorsa [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati:

Promozione per tutti. E agli esami solo domande orali ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il terremoto, come hanno assicurato più volte il ministro dell'istruzione Gelmini e il presidente del consiglio Berlusconi, non spazzerà via il lavoro fatto dagli studenti e dai docenti delle zone colpite dal sisma. Per gli studenti, [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati:

Abruzzo, 50 mln per lezioni ad hoc ( da "Italia Oggi" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, la scorsa settimana (si veda l'altro articolo in pagina), saranno promossi in automatico. Compresi quelli che passeranno dalla terza media alla prima superiore. Per coprire questa e altre misure speciali per il sostegno alla scuola abruzzese, nel decreto che dovrebbe essere varato venerdì dal consiglio dei ministri de L'

Promozione per tutti. E agli esami solo domande orali ( da "Italia Oggi" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come hanno assicurato più volte il ministro dell'istruzione Gelmini e il presidente del consiglio Berlusconi, non spazzerà via il lavoro fatto dagli studenti e dai docenti delle zone colpite dal sisma. Per gli studenti, infatti, si profilano soluzione didattiche flessibili e, in ultima istanza, una promozione certa per tutti.

Per gli e-book si gioca d'anticipo ( da "Italia Oggi" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo ha stabilito il ministro Mariastella Gelmini (dm n. 41 dell'8/4/2009) fissando le caratteristiche tecniche dei libri di testo per il prossimo anno scolastico, quello dell'avvio della sua riforma. Ma maestro unico, incremento dell'inglese e Cittadinanza e costituzione non cambiano i programmi scolastici.

A L'Aquila la musica non si arrende al terremoto ( da "Italia Oggi" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per la ricostruzione il ministro Mariastella Gelmini ha messo subito a disposizione 2 mln di euro e mercoledì all'Aquila si è impegnata a chiederne altri 3 al governo. A questi vanno aggiunte le offerte della provincia di Roma (già 1 mln) e del conto corrente aperto dal conservatorio (www.

C'è più tempo per tornare in sede ( da "Italia Oggi" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: aggiungono anche i tagli previsti dalla riforma Gelmini, che lascerà sul tappeto circa 37 mila cattedre in organico di diritto e altre 5 mila in organico di fatto.In particolare, il differimento del termine della precedenza al rientro dei soprannumerari trasferiti d'ufficio prende atto del fatto che il trasferimento d'ufficio è uno strumento che avvantaggia solo l'amministrazione.

Don Milani Si mostrano le eccellenze didattiche ( da "Arena, L'" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scomparire se andranno in porto i tagli prima annunciati e poi sospesi dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini. Le insegnanti e il preside Cristino Cabria sono molto legati a queste iniziative che rappresentano il fiore all'occhiello della scuola alla Palazzina. E non ci stanno. Così l'istituto di via Copparo aprirà le porte a genitori e alunni oggi, 21 aprile, dalle 16.

Il Pd chiede firme contro la Gelmini ( da "Giorno, Il (Milano)" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 9 Il Pd chiede firme contro la Gelmini Lanciata una petizione contro i tagli di personale e di finanziamenti SCUOLA LE INIZIATIVE DELL'OPPOSIZIONE di GIORGIO GUAITI MILANO PROTESTE e raccolta di firme. È la mobilitazione del Pd contro i tagli che attendono la scuola lombarda e nazionale nel 2009-2010.

decreto gelmini, un grande affare per l'edilizia - tiziana simula ( da "Nuova Sardegna, La" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma c'è poco tempo per costruire Decreto Gelmini, un grande affare per l'edilizia Più alunni per classe, le scuole devono essere ingrandite. La Provincia: è impossibile TIZIANA SIMULA OLBIA. Il decreto Gelmini bussa alle porte delle scuole facendo diventare ancora più stretti gli spazi già ridotti all'osso nelle aule.

regole chiare per l'università - vittorio coletti ( da "Repubblica, La" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dove l´Ateneo non ha un euro da stanziare per essa e deve confidare, per sostenerla, nella sensibilità dei contribuenti del 5 per mille. Per questo, c´è da augurarsi che non ci siano strizzatine d´occhio alla Gelmini o ai suoi non credibili uomini di fiducia negli stati generali della nostra università.

ateneo, guerra sulle specializzazioni - giuliano foschini ( da "Repubblica, La" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: facoltà mediche e si è dovuta così adeguare al decreto sui tagli voluto dal ministro Mariastella Gelmini. Il governo ha deciso infatti che le scuole con meno iscritti debbano essere ridotte e accorpate. Così è accaduto a Bari, creando però non pochi problemi. Da una parte ci sono i disagi degli studenti, che hanno meno posti a disposizione e qualche problema di spostamento in più.

elementari, 285 incarichi ai precari - francesca savino ( da "Repubblica, La" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: "Vanno riviste le riduzioni d´organico in Puglia" FRANCESCA SAVINO Duecentottantacinque nuovi incarichi per insegnare nelle scuole elementari baresi. Ottantotto classi a tempo pieno in più rispetto all´anno in corso. I tagli profilati nelle manovre governative non portano via le speranze di immissione in ruolo per i precari né le ore di insegnamento destinate agli alunni

Ericsson apripista, al viail parco hi-tech degli Erzelli ( da "Secolo XIX, Il" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini e Cesare Avenia, amministratore delegato di Ericsson, hanno firmato nella sede della Prefettura il protocollo d'intesa per la nascita del centro di ricerca e sviluppo della società di telecomunicazioni che con i suoi mille addetti farà da apripista e spina dorsale al progetto nato sei anni fa.

Rivoluzione nell'Università:sarà governata da un'authority ( da "Secolo XIX, Il" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Rivoluzione nell'Università:sarà governata da un'authority addio ai baroni Gelmini: «Così gli atenei saranno più autonomi». A Genova il rettore De Ferrari garantisce sul trasloco di Ingegneria 21/04/2009

Sì al tempo pieno, ma tagli ai laboratori ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma la Riforma Gelmini ha messo in allarme centinaia di genitori, preoccupati per il possibile taglio dell'«orario lungo. Quello dei dirigenti scolastici lodigiani è però un coro unanime: «Riusciremo a soddisfare le richieste di tutte le famiglie che vogliono le 40 ore settimanali».

LODI IL SERVIZIO SCUOLABUS costa al piccolo comune di Castiglion... ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con la riforma Gelmini in arrivo, i sindaci incrociano e dita e sperano di non doversi sobbarcare oneri aggiuntivi. Anche perché - a detta dei primi cittadini - le casse pubbliche sono già «stressate» da anni di tagli, sia sotto i Governi di centrodestra che sotto quelli di centrosinistra.

Incontro in Regione: la Ortenzi segnala i casi dell'Iti Montani e di Molini Girola ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha organizzato un tavolo tra istituzioni per parlare dei problemi della scuola e della riforma Gelmini. All'incontro è intervenuta il consigliere regionale Rosalba Ortenzi che ha portato all'attenzione dei presenti la situazione dell'Istituto tecnico industriale Montani' che, nonostante un aumento delle iscrizioni, ha perso complessivamente 5 classi.

Un doppio indirizzo musicale Deciderà l'ufficio scolastico ( da "Provincia Pavese, La" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alla luce dei tagli della riforma Gelmini, la decisione non sarà facile, in quanto comporta un incremento d'organico, quattro insegnanti in più, ma l'istituto spera comunque in una risposta positiva. Una seconda sezione garantirebbe un'istruzione musicale a tutti coloro che presentano domanda di iscrizione, ogni anno circa una cinquantina,

La riforma che scotta. ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Martedì 21 Aprile 2009 Chiudi La riforma che scotta. L'assessore Benatti: «Non potranno essere coperti i posti vacanti e salta la stabilizzazione dei precari» Tagli Gelmini, il tavolo della scuola si ribella Sindacati e Regione: troppi 927 docenti in meno e manca la chiarezza sui criteri

ANCONA - Un'unica voce che parla di riforma Gelmini inapplicabile per le Marche e quattro co... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: unica voce che parla di riforma Gelmini inapplicabile per le Marche e quattro conferenze provinciali riunite a breve, più una mozione contro la riduzione di personale nella scuola presentata al consiglio regionale delle Marche. È il congedo, rispettivamente, dei sindacati della scuola e degli amministratori regionali e provinciali, dal tavolo interistituzionale di ieri,

ANCONA Un'unica voce che parla di riforma Gelmini inapplicabile per le Marche e quattro conferenze ... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: unica voce che parla di riforma Gelmini inapplicabile per le Marche e quattro conferenze provinciali riunite a breve, più una mozione contro la riduzione di personale nella scuola presentata al consiglio regionale delle Marche. È il congedo, rispettivamente, dei sindacati della scuola e degli amministratori regionali e provinciali, dal tavolo interistituzionale di ieri,

Riforma Gelmini inapplicabile ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Martedì 21 Aprile 2009 Chiudi Regione, Province e sindacati si mobilitano. Sotto accusa le scelte dell'ufficio scolastico regionale «Riforma Gelmini inapplicabile» Scuola, le Marche si ribellano. Saranno tagliati 927 insegnanti più altri 400 posti

Regione, il tavolo della scuola si ribella ai tagli della Gelmini ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Martedì 21 Aprile 2009 Chiudi Regione, il tavolo della scuola si ribella ai tagli della Gelmini Carnevali a pag.31

La sfida delle provinciali. ( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Insieme al traino elettorale di altri big (Mariastella Gelmini o l'ad di SoGe Expo Lucio Stanca). In attesa che Berlusconi trovi un po' di tempo dall'emergenza Abruzzo. Si partirà comunque dal 50,7% di Pdl più Lega alle Politiche 2008.Penati spera nella fronda interna del Carroccio e dell'ala ciellina di Forza Italia, che non amano troppo Podestà.

Difendiamo le nostre scuole elementari ( da "Nuova Ferrara, La" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dopo i tanti propositi della ministra Gelmini, credo che ora tutti possano comprendere quanto la sua riforma fosse in effetti una contro-riforma con annessi e connessi elementi negativi: classi più numerose, meno docenti, scuole più scomode da raggiungere ed i piccoli centri, in cui la scuola è rimasta l'unico punto unificante della comunità,

IL CNR DICE DUE VOLTE: BUON COMPLEANNO RITA ( da "marketpress.info" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini e il sottosegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche Sociali, prof. Ferruccio Fazio, assieme al presidente del Cnr, prof. Luciano Maiani. Tra le autorità politiche che saranno presenti, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il governatore Piero Marrazzo, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti.

Agli Erzelli arriva l'università di Genova ( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 21 - pag: 21 autore: Scajola e Gelmini hanno dato il via libera ai lavori per il quartiere avveniristico Agli Erzelli arriva l'università di Genova Domenico Ravenna GENOVA Costruire un avveniristico technology village in una periferia degradata. In cima a una collina dall'aspetto lunare, adibita a deposito di container.

di OLIVIA POSANI ROMA SARÀ MERITO della cura Brunetta, ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 21-04-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: Dopo i dati elaborati dalla Funzione pubblica, la conferma arriva da Mariastella Gelmini: anche nel mese di marzo, come era successo a gennaio e febbraio, le assenze per malattia dei docenti sono diminuite rispetto allo stesso mese del 2008 del 13,3% e del 27,1% quelle di bidelli, segretari, tecnici. Insomma del personale Ata.

Fiuta una frode, l'accusano di negligenza ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 21-04-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma il dirigente scolastico, Aluisi Tosolini, anziché fare una denuncia per frode ne ha fatta una contro la Vicini per «negligenza». Il ministero sa tutto ma, a detta del ministro Gelmini, gli ispettori non sarebbero sufficienti a coprire le necessità. e. g. p.

Aiuti, anticipi dai sindaci ( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in base a un decreto firmato dal ministro Mariastella Gelmini, ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. «Si sta poi lavorando –ha continuato Petracca – per individuare locali per le lezioni nei Comuni in cui il sisma ha distrutto le scuole. E i circa 2.700 studenti riuniti nelle tendopoli potranno contare su "docenti itineranti"».

Brunetta, il JumPC e la scuola in rete ( da "Apogeonline" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministri Brunetta e Gelmini intendono introdurre nelle scuole. Ma esperienza e pragmaticità già mi dicono che inesorabilmente i primi anni di questa Scuola 2.0 saranno connotati da utilizzi bassamente strumentali delle ex-nuove tecnologie - come già abbiamo visto, tranne poche coraggiose iniziative, accadere ieri con la famigerata aula multimediale e oggi con le lavagne interattive,

il 5 per mille per la musica ( da "Tirreno, Il" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, non c'è stata finora nessuna presa di posizione, anche se noi e altri istituti da mesi abbiamo chiesto un incontro». «Cinquant'anni di attività non possono certo essere messi a rischio per mancanza di fondi - ha proseguito Ricci - e non possiamo chiedere di più a Conune e Provincia, perché queste istituzioni stanno già facendo molti sacrifici per dare il loro contributo

Elezioni, i big del Pdl lanciano la volata nei collegi a rischio ( da "Giornale.it, Il" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, e l?amministratore delegato di Expo 2015, Lucio Stanca. «Faremo un calendario nei prossimi giorni. E anche l?onorevole Stanca si è reso disponibile per proiettare l?attenzione su Expo in ciò che la Provincia ha competenza». A Palazzo Marino sono stati formalizzati i nuovi incarichi nel gruppo unico del Pdl,

High Tech, università e giardini: il futuro di Genova comincia qui ( da "Giornale.it, Il" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pubblici e tanta ricerca Gelmini e Scajola: «La crisi si vince così». E Marta è a Bruxelles (...) hanno garantito il sostegno economico - ancora da quantificare nell'importo finale - del governo all'iniziativa. Che prevede entro il 2011 la realizzazione di un primo settore dove si insedierà Ericsson Telecomunicazioni con mille addetti: i cantieri sono cominciati una decina di giorni fa.

Troppe perplessità ( da "Corriere delle Alpi" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ha un ampio sorriso. Serenità e gioia da condividere, per quei bambini. Però, riflettendo su tale immagine, il pensiero mi è andato subito a certe raffigurazioni della propaganda mussoliniana nel Ventennio fascista, essendo avulsa da una complessiva concezione "nobile" della scuola, perché sull'altro piatto della bilancia ritrovo le disposizioni su tutta la scuola italiana

Genova, nasce il Parco high-tech ( da "Avvenire" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dell'Università e della Ricerca, Maria Stella Gelmini, da Cesare Avenia, amministratore delegato Ericsson Telecomunicazioni, e dalle istituzioni locali: il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, della Provincia Alessandro Repetto, e l'assessore comunale Mario Margini per conto del sindaco Marta Vincenzi.

Tre terremoti in Italia e un assistente psicologo ( da "EUROPA ON-LINE" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sulle sue macerie, ieri infierivano Berlusconi e la Gelmini, per attribuirsi il primo giorno di scuola; e presto ci sarà l'adunata generale del governo, che ben potrebbe svolgersi a palazzo Chigi come dice Franceschini senza scomodare cortei di macchine e di elicotteri per farsi applaudire dagli attendati.

Sulla collina degli Erzelli nasce il parco tecnologico ( da "Stampa, La" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: SCAJOLA E GELMINI Sulla collina degli Erzelli nasce il parco tecnologico A Cornigliano arriveranno Ingegneria e aziende [FIRMA]ALESSANDRA PIERACCI GENOVA 2Sarà uno dei distretti più importanti del mondo: è il Parco scientifico e tecnologico «Leonardo», che avrà sede sulla collina degli Erzelli: qui nascerà il Centro di ricerca e sviluppo Ericsson per apparati di telecomunicazioni,

(ACR) NARDIELLO: 'CONGELARE' RAPPORTI CON UFFICIO SCOLASTICO ( da "Basilicanet.it" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la manovra Gelmini e bisogna rilanciare la mobilitazione ad ogni livello, dai docenti e personale Ata, agli amministratori, agli studenti, ai cittadini dei piccoli comuni. Inoltre, come ha annunciato di fare il Comune di Potenza, si tratta di predisporre ricorsi e diffide giudiziari chiedendo risarcimenti dei danniâ?

Montani, confronto sui tagli alle classi ( da "Corriere Adriatico" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: effetti determinati dalla riforma voluta dal Ministro Gelmini. Intervenendo nell'ambito dell'incontro svoltosi all'assessorato regionale competente, guidato da Stefania Benatti il consigliere Rosalba Ortenzi, presente per il territorio del fermano, ha portato all'attenzione la situazione dell'Iti Montani che, nonostante un aumento delle iscrizioni, ha perso complessivamente 5 classi (

CHIESA: GLI INSEGNANTI DI RELIGIONE A CONVEGNO. SABATO DAL PAPA. ( da "Asca" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E' prevista la partecipazione di Mariastella Gelmini, Ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca e un intervento di mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della Cei. Il 25 aprile 2009, poi, nell'Aula Paolo VI, l'incontro con Benedetto XVI. asp/sam/bra

(M.B.) "La Costituzione italiana per i cittadini del futuro". Un opuscolo che contiene alc... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Da due anni stiamo concentrando i nostri sforzi su questa operazione inserita anche all'interno del decreto-Gelmini». «E' un opuscolo per le scuole e per tutti - aggiunge Vincenzo Quagliato - Prossimamente ci piacerebbe questo piccolo volume potesse trovarsi anche all'interno delle librerie». «Ci spiace solo - termina Quagliato - che il Comune non abbia voluto sostenerci.

Se chiude la scuola, muore il paese ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che numeri e legge Gelmini alla mano, ha ritenuto più opportuno ipotizzare la formazione di tre classi prime a Santa Giustina, composte ognuna da 18 alunni, piuttosto che averne una ridotta nella sede distaccata di Meano e due sovraffollate nel capoluogo. Rospo amaro da digerire sia per l'amministrazione comunale di Santa Giustina,

SCUOLA: GELMINI, PER TEMPO PIENO RICHIESTE +3,5% RISPETTO A 2008-09. ( da "Asca" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI, PER TEMPO PIENO RICHIESTE +3,5% RISPETTO A 2008-09 (ASCA) - Roma, 21 apr - Le richieste delle famiglie per le iscrizioni al tempo pieno per l'anno scolastico 2009-2010 sono cresciute del 3,5%. Lo ha detto il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, nel corso di un'audizione in commissione istruzione al Senato.

GRINZANE: DOCENZE ''FANTASMA'' DI SORIA, INTERROGAZIONE PD. ( da "Asca" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini i deputati piemontesi del Pd, Marco Calgaro, Giorgio Merlo e Stefano Esposito. ''Inoltre - sostengono i tre parlamentari - sempre secondo indiscrezioni, Giuliano Soria risulterebbe attualmente docente all'Universita' Roma Tre, in qualita' di ordinario, nonostante alcuni evidenzino la sua assenza da molti anni nello svolgimento delle attivita'

SCUOLA: GELMINI, PER 2009/2010 CHIESTE 20MILA IMMISSIONI DI RUOLO. ( da "Asca" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo ha annunciato il ministro Gelmini nel corso di un'audizione alla commissione istruzione del Senato. La Gelmini ha spiegato che l'intervento consentira' la regolarizzazione di circa 20.000 precari della scuola, che andranno a occupare i posti resi liberi grazie ai pensionamenti, al netto della razionalizzazione avviata dallo stesso ministero.

Scuola: la Cisl Marche chiede risposte concrete ( da "gomarche.it" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ministri Gelmini e Tremonti rivedano queste decisioni, perché non accetto che come Regione virtuosa si paghino penalizzazioni immeritate". L'assessore ha poi ricordato che la presidente della I Commissione consiliare, Adriana Mollaroli, martedì prossimo porterà le istanze della scuola in una mozione in Consiglio regionale sulla quale sono stati sensibilizzati anche gli esponenti dell'

MARCHE: BENATTI AD ASSEMBLEA CISL SCUOLA, BISOGNA LOTTARE. ( da "Asca" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Abbiamo poco piu' di un mese - ha concluso - per invertire questa situazione e non sara' facile, ma a Roma non andro' a prendere schiaffi, chiedo il dovuto, che i Ministri Gelmini e Tremonti rivedano queste decisioni, perche' non accetto che come Regione virtuosa si paghino penalizzazioni immeritate''. red/mcc/rob (Asca)

Benatti all'assemblea della Cisl scuola: "Non rassegnamoci, bisogna lottare" ( da "Quotidiano.it, Il" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma a Roma non andrò a prendere schiaffi: chiedo il dovuto, cioè che i Ministri Gelmini e Tremonti rivedano queste decisioni, perché non accetto che come Regione virtuosa si paghino penalizzazioni immeritate. Altrimenti perché impegnarci per applicare i regolamenti alla lettera, come abbiamo fatto anche in sede di atti di dimensionamento scolastico?

Scuola/ Domani Unicobas presenta 2 ddl su contratto e ( da "Virgilio Notizie" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: "La controriforma Gelmini - dice Stefano d'Errico, leader Unicobas - dequalifica la scuola, lasciando senza risposta le nuove richieste di tempo pieno. Nelle medie ci sono più tagli di quelli annunciati, si riducono le ore di lettere, spariscono informatica ed il bilinguismo.

SCUOLA: VENERDI' 15 MAGGIO SCIOPERO GENERALE COBAS. ( da "Asca" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per cancellare le proposte di legge Aprea e Cota e il regolamento Gelmini sulla formazione, che gerarchizzano i docenti, traformando le scuole in fondazioni private e dando ai capi di istituto il potere di assumere e licenziare il personale; per evitare l'espulsione in massa dei precari e richiedere la loro assunzione a tempo indeterminato sui posti vacanti''.

SCUOLA: SCRIMA (CISL), ESTERREFATTI DA DICHIARAZIONI GELMINI. ( da "Asca" del 21-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: SCUOLA: SCRIMA (CISL), ESTERREFATTI DA DICHIARAZIONI GELMINI (ASCA) - Roma, 21 apr - Le dichiarazioni rese oggi dal Ministro in Commissione Istruzione al Senato ''lasciano esterrefatti perche' vogliono negare l'evidenza. I tagli ci sono e sono pesanti, certificati nei provvedimenti ministeriali.


Articoli

Duri commenti sulla piega che ha preso il mondo dell'istruzione mentre la Aprea difende la riforma (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

«L'autonomia della scuola? È fallita» Ieri a Lodi l'ex ministro Berlinguer per parlare del settore n L'autonomia scolastica non è mai stata realizzata fino in fondo. Se n'è discusso a Lodi, a 10 anni dal decreto del presidente della Repubblica che la istituiva. A organizzare l'iniziativa l'ufficio scolastico provinciale guidato dal dirigente Giuseppe Bonelli. Ben 400 persone, ieri, tra dirigenti, professori, insegnanti e altri operatori del mondo della scuola hanno riempito l'auditorium della Banca Popolare di Lodi per ascoltare la relazione dell'ex ministro Luigi Berlinguer e della presidente della commissione Istruzione e cultura Valentina Aprea, ma anche di Giovanni Manzini, sottosegretario del ministero dell'istruzione e del docente Paolo Franco Comensoli. La relazione dell'Aprea, però, a differenza delle altre, ha trovato soddisfazione solo in una piccola parte del pubblico presente. Mormorii e contestazioni, infatti, si sono levati al termine del suo intervento e al momento del dibattito i presenti sono stati invitati a presentare i loro commenti via mail a «Scuolaoggi», la rivista guidata dal giornalista Augusto Pozzoli che ieri ha coordinato l'incontro.«In tutti i curricola - ha detto Berlinguer, in apertura dei lavori - i saperi sono obsoleti. Abbiamo bisogno di una profonda revisione del sistema culturale. Nella nostra scuola manca l'arte, intesa come capacità di sviluppare la creatività dell'alunno, per creare in lui partecipazione alla vita scolastica. Senza partecipazione ed emozione non c'è apprendimento. Da piccoli riempiono i quaderni di disegni, poi subentra la burocratizzazione e improvvisamente si bloccano. Oggi l'apprendimento scientifico è ex cathedra, come se insegnassimo a nuotare a qualcuno senza immersione in acqua. A servire è un rinnovamento totale, non solo una revisione. I docenti possono essere d'accordo su questo punto, ma devono essere messi nelle condizioni di poterlo attuare». Comensoli ha ricordato come sia importante, non «lavorare sulla valutazione, come dice la Gelmini, ma sull'azione educativa che ci sta dietro. La prima causa della mancata attuazione dell'autonomia scolastica - ha detto - sono le scuole che non ci hanno creduto. Del resto è l'unico paese in cui gli insegnanti sono costretti a fare formazione on line». Secondo Manzini, invece, a non funzionare è stato il rapporto tra politica e pedagogia. «Non possono vivere separate - ha detto - ma guai se una prevale sull'altra. Bisogna promuovere l'autonomia del sistema pedagogico, per evitare che ad ogni cambio di governo cambi tutto il sistema. Bisogna istituire un consiglio superiore dell'istruzione, organismo che potrebbe avere il compito di definire metodologia, didattica e compiti pedagogici della scuola». Aprea, invece, ha parlato di fondazioni e ha sottolineato la bontà dell'impianto della riforma del ministro Maria Stella Gelmini, ribadendo la sua idea che la scuola del Nord sia migliore di quella del Sud: «La scolarizzazione di massa e il libero accesso alle università - ha commentato - non hanno garantito quello che dovevano garantire. I laureati, soprattutto al sud, non trovano lavoro. Siamo un paese che mantiene la scolarità degli alunni per 13 anni: un percorso troppo lungo che abbiamo cercato di accorciare, ma i sindacati non hanno voluto. Non c'è flessibilità. Dobbiamo garantire ore, posti, materie. La politica ha fatto il gioco di chi non ha voluto l'innovazione. Alle superiori non ci sono materie facoltative. La cosa importante è sempre stata che i ragazzi venissero a scuola, non il loro successo. È svanito il sogno di costruire una scuola meritocratica». Cri. Ver.

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Scuola, in Trentino rischio caos sulle pagelle (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, in Trentino rischio caos sulle pagelle Da noi il voto in condotta non farà media con le altre materie, nel resto d'Italia sì Presidi e docenti sono critici perché il provvedimento discrimina i ragazzi della nostra provincia negando un'equità di trattamento rispetto al resto della Penisola «Scelta estemporanea e affrettata» JACOPO TOMASI TRENTO. Il voto in condotta rischia di penalizzare gli studenti trentini. Nella nostra provincia, al contrario di quanto stabilito a livello nazionale, il giudizio sul comportamento non farà media con ripercussioni, ad esempio, sull'esame di Stato. Nel resto d'Italia, infatti, sarà più facile avere la media del 6, requisito minimo annunciato dal ministro Gelmini per l'ammissione alla maturità. La riflessione si è aperta in queste settimane tra i professori, che accusano la Provincia di «non confrontarsi col mondo della scuola». Una disparità di trattamento tra gli studenti trentini e i colleghi del resto d'Italia. Rischia di essere questo l'effetto-boomerang del "no" della Provincia al decreto Gelmini sul voto in condotta, almeno secondo gli insegnanti. A suo tempo il governatore-assessore Lorenzo Dellai decise di non recepire la norma sul 5 in condotta ritenendola "uno spot del governo" che avrebbe dato alla scuola un potere "punitivo e non educativo". Ora, però, con gli scrutini all'orizzonte, la questione si rovescia ed emerge l'altro lato della medaglia. Meno politico e più pratico. Nei mesi scorsi il ministro Gelmini ha confermato che "il voto in condotta farà media" nella valutazione finale, ma in Trentino questo non accadrà. Così, un giudizio sul comportamento alto (9 o 10) da Borghetto a Salorno non influirà sulla pagella, mentre nel resto d'Italia alzerà il punteggio. E questa diversità, come conferma il preside del liceo Prati Antonio Di Seclì, «può essere pericolosa nel calcolo dei crediti e per l'ammissione all'esame di Stato, è quindi necessario un chiarimento tra governo e Provincia». Facciamo l'esempio di uno studente che deve essere ammesso alla maturità. La direttiva ministeriale, valida anche per il Trentino ed emersa in questi ultimi giorni, afferma che lo studente dovrà avere "una media non inferiore al 6". Impresa non ardua se si può tenere conto anche del voto in condotta, generalmente alto, e si capisce che uno studente trentino rischia di essere penalizzato. «Io questa norma non la trovo giusta, ma se è stata attuata a livello nazionale dovrebbe essere attuata anche in Trentino, almeno per gli ultimi anni delle superiori, altrimenti c'è il rischio di diplomi difformi dagli altri», afferma Di Seclì. Già tempo fa i sindacati avevano lanciato l'allarme, dicendo che la difformità sul voto in condotta avrebbe messo a rischio la validità dei diplomi trentini. Ma più che la validità, ad essere tirata in ballo dai professori è l'equità di trattamento. «Questi provvedimenti sono stati presi in maniera estemporanea ed affrettata, senza coinvolgere minimamente il mondo della scuola», afferma Diego Coelli, professore di lettere all'Iti Buonarroti. Un collega aggiunge: «Ci calano decisioni dall'alto, ma forse in questo caso Dellai avrebbe fatto bene ad adeguarsi alla norma Gelmini per evitare queste divergenze». E al liceo Da Vinci un gruppo di professoresse di tedesco, matematica, fisica e lettere la pensa più o meno così. «C'è un problema di confronto sui temi della scuola che provocano poi queste incomprensioni». Alcuni docenti temono ricorsi al Tar di chi magari si presenta a un concorso e viene scartato per il voto di maturità basso, qualcun altro spiega che in questo modo - senza il voto in condotta che fa media - si premia chi studia veramente. Ma gli studenti che ne pensano? «Chi va male in condotta è una minoranza - affermano Andrea Paolazzi, Michael Chisté e Martina Alessandrini del Da Vinci - e in questo modo si penalizza la maggioranza che potrebbe alzarsi la media con un voto alto».

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Non ci saranno ripercussioni sui punteggi (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

«Non ci saranno ripercussioni sui punteggi» Dalmaso tranquillizza e ribadisce la validità della decisione TRENTO. Assessore Dalmaso, il mondo della scuola trentina teme che l'assenza del voto in condotta nella media possa penalizzare i nostri studenti. A mio avviso fare entrare il voto in condotta nella media, col rischio della bocciatura con l'insufficienza, non rappresentava un'opzione pedagogica adeguata. E non credo ci saranno ripercussioni particolari sui punteggi. Non ci saranno difformità col resto d'Italia? Non so come sarà applicata la normativa a livello nazionale. Parlando con colleghi di altre regioni, c'è molta confusione. Con un voto alto in condotta si rischia di sbilanciare la valutazione di un ragazzo. Siete convinti di aver fatto la scelta giusta... Sì, perché l'alta incidenza del voto in condotta sulla media non è corretta, nel bene e nel male. In Trentino il giudizio sul comportamento fa comunque parte della valutazione di un ragazzo. Però c'è il rischio che siano penalizzati coloro che devono essere ammessi alla maturità con la media non inferiore al 6, come ha annunciato il ministro Gelmini. Non crede? Su questo a breve uscirà un regolamento provinciale, dove per l'ammissione alla maturità servirà una valutazione complessivamente positiva dello studente. I docenti temono che l'aver intrapreso strade diverse rispetto al resto d'Italia possa essere negativo e lamentano mancanza di coinvolgimento nelle scelte. Abbiamo fatto scelte diverse, ma frutto di riflessioni accurate. In alcuni casi le decisioni dovevano essere immediate e non c'è stato spazio per un confronto, ma ora stiamo coinvolgendo il mondo della scuola sui piani di studio. C'è la volontà di coinvolgere dirigenti e docenti nelle scelte importanti. (j.t.)

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Tagli alla scuola, il preside del Levi sfida Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Tagli alla scuola, il preside del Levi sfida Gelmini «Vuole eliminare il tecnologico senza una seria verifica» MONTEBELLUNA. Lamberto Pillonetto, dirigente scolastico del liceo «Primo Levi», lancia il suo guanto di sfida al ministro Mariastella Gelmini. Riguarda il futuro del liceo scientifico tecnologico. A provocare la reazione dle preside del liceo montebellunese, affidata ad una lettera, le affermazioni fatte nel corso della trasmissione di «Report» andata in onda domenica sera, dove si è parlato di sprechi nella scuola. «Fra le tante cose - dice il preside Lamberto Pillonetto - il ministro Gelmini ha affermato perentoriamente: "il liceo scientifico tecnologico resta: è lasciato all'autonomia delle singole istituzioni scolastiche avvalersi della possibilità di modificare il curricolo scolastico per un 20% del monte ore previsto". Mi piace sfidare il ministro a dimostrare pubblicamente come questo si possa fare senza che l'operazione modifichi l'organico di diritto, quanto ad assegnazione di docenti, e dunque senza ulteriori aggravi di spesa». A quale tipo di liceo scientifico tecnologico era infatti legata l'affermazione del ministro? «Do per certo che il ministro sappia come sotto la denominazione di liceo scientifico tecnologico siano stati avviati in Italia indirizzi di studio molto diversi tra di loro - prosegue il dirigente del Levi -. Nel liceo di Montebelluna è in corso da 15 anni la sperimentazione cosiddetta Brocca. Qui ci si rammarica del fatto che da anni si parli di cancellazione di questo corso, prima che si sia fatta una seria verifica, a livello nazionale, di ciò che questa sperimentazione ha significato e continua a significare. Per parte nostra avremmo note di eccellenza da segnalare, unitamente a evidenti criticità». (e.f.)

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Il preside del Primo Levi (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il preside del Primo Levi Il preside del Primo Levi sfida il ministro Gelmini Ho visto domenica sera la puntata di Report sui sprechi nella scuola; fra tante altre cose il ministro Gelmini ha affermato perentoriamente: «Il Liceo Scientifico Tecnologico resta. E' lasciato all'autonomia delle singole istituzioni scolastiche avvalersi della possibilità di modificare il curricolo scolastico per un 20% del monte ore previsto». Mi piace sfidare il ministro a dimostrami pubblicamente come questo si possa fare, senza che l'operazione modifichi l'organico di diritto, quanto ad assegnazione di docenti, e dunque senza ulteriori aggravi di spesa! Do per certo che il ministro sappia come sotto la denominazione «Liceo Scientifico Tecnologico» siano stati avviati in Italia indirizzi di studio molto diversi fra loro. Nel Liceo «Primo Levi» di Montebelluna è in corso da 15 anni la sperimentazione cosiddetta «Brocca». Qui ci si rammarica del fatto che da anni si parli di cancellazione di questo corso, prima che si sia fatta una seria verifica, a livello nazionale, di ciò che questa sperimentazione ha significato e continua a significare. Per parte nostra avremmo note di eccellenza da segnalare, unitamente a evidenti criticità. Lamberto Pillonetto Dirigente Liceo «Primo Levi» Montebelluna Staminali del «cordone» diffondiamone l'uso Mi interesso di problemi della Sanità e trovo interessante la banca e quindi l'utilizzazione del sangue del cordone ombelicale. Opportuno quindi il convegno intitolato «Le cellule staminali del cordone ombelicaleù una risorsa insostituibile», svoltasi a Conegliano il 5 marzo scorso e organizzato dall'Inner Wheel e dal Soroptimist di Conegliano. Peccato che per tre quarti del convegno si sia parlato delle solite definizioni di cellule staminali, dei problemi etici, della biologia delle cellule embrionali: tutte questioni che si leggono nei giornali e si sentono alla TV, ma che sono per ora solo teorie, senza applicazioni pratiche e che non c'entrano con il tema del congresso. Cosicché del sangue del cordone ombelicale ha parlato solo (per fortuna e finalmente con dovizia di particolari poco noti al pubblico) il prof. Zanesco e (poco) la dott.ssa Aveni e (pochissimo) la ostetrica Bottega. Complimenti per l'iniziativa tutta femminile, per l'afflusso di molta gente interessata e la felice organizzazione. Per ora solo le cellule staminali del cordone ombelicale hanno applicazioni ufficiali e consolidate, come ottime sostitute del prelievo di midollo per i trapianti. Bisogna propagandare ulteriormente l'uso pubblico di questa risorsa poco costosa, e auspico un secondo convegno da organizzare (oltre che con Padova e Udine) anche con la Banca di Treviso e l'Associazione ADOCES (Signora Alice Bandiera c/o Centro Trasfusionale Ospedale Regionale 31100 TREVISO tel/fax 0422 405179; e ho trovato strano che la signora Bandiera non sia stata invitata, ma penso per non conoscenza della ancora incerta organizzazione delle banche di cordone). Francesco Fegiz Artusi Treviso Addio ufficio turismo lettera aperta a Zambon Carissimo vicepresidente della giunta provinciale, Floriano Zambon, leggo in questi giorni una notizia poco piacevole per chi come me investe gran parte del suo tempo, nonché del danaro in un attività legata al turismo. Chi si scrive è un ristoratore di Treviso, e scrive per sollevare alcune perplessità sull'operato degli enti preposti alla promozione turistica. Penso che la nostra città, di cui sono innamorato, si meriti dei servizi di promozione di livello superiore, non accetto che si chiuda l'unico ufficio in centro, senza averne previsto una sostituzione fattiva e non verbale. Lei cita l'ufficio aperto presso lo scalo aeroportuale, è vero anche che tale sportello rimane chiuso la domenica, giorno turistico, e che se vi si richiede del materiale relativo alle attività ristorative, spuntano dei foglietti stampati di iniziativa delle impiegate, e incompleti, buona invece la guida sulla ricettività alberghiera. Leggo che proponete, future sedi prestigiose, dovremmo forse ragionare seguendo i flussi turistici, e collocare tali siti informativi presso le stazioni dei treni e i parcheggi autobus turistici, programmando i flussi turistici ed indirizzandoli. Le pongo un esempio, se un turista proveniente in auto da Venezia sale il cavalcavia, prima viene confortato nelle sue scelte da display luminosi che gli raccontano che Treviso è città d'arte, poi trova un bel cartello che indica la presenza di un ufficio turistico, peccato che poi venga abbandonato al suo fiuto, perché non vi sono altri cartelli, a da oggi nemmeno l'ufficio... Potrebbe essere buona cosa, spendendo poche migliaia di euro, installare presso le principali piazze delle mappe che ricordano i percorsi turistici, con indicazioni relative alle principali attrazioni turistiche, ai luoghi di culto, alle botteghe artigianali, ai luoghi di necessità (polizia ospedali), agli alberghi e ristori (alberghi b&b ristoranti osterie pizzerie..) Un piccolo ristoratore Treviso Ca'dei Carraresi piena Santa Caterina vuota Ho visto per mesi arrivare in piazza della Vittoria decine, centinaia di pullman con frotte di visitatori proiettati verso la mostra di Canaletto e mi sono chiesto - martedì scorso, dopo una visita al deserto museo cittadino di Santa Caterina - quanti di essi abbiano percorso le poche centinaia di metri per andare a visitarlo. Mi sono chiesto perché non si sia riusciti a catturare l'attenzione o la semplice curiosità di ospiti della città che hanno dedicato ai Carraresi solo una piccola parte della loro giornata trevigiana e che poi hanno sciamato altrove (magari intelligentemente a San Nicolò e dintorni - ma non a Santa Caterina, seppure lì, a due passi...), non di rado per trovare un luogo dove mangiare un boccone. Con gli amici che con me hanno fatto due passi sotto i porticati dei due chiostri ci siamo scambiate belle impressioni anche sulla pura bellezza del sito che fu dei Servi di Santa Maria, ma ci siamo pure detti quanto sia assurdo che all'interno dell'ex-convento non ci si possa concedere anche il piacere di stare seduti qualche tempo, magari sorbendo un caffè o una bibita, piluccando qualcosa e leggendo il giornale o un libro nell'invidiabile pace claustrale e serena bellezza del luogo. Ed abbiamo lamentato - giro il lamento a questa pagina - che altrove i musei siano un luogo dove «si vive», dove ci sono servizi perfino i più disparati o almeno qualche confort - dal bar al ristorante, alla libreria... - che ripagano ampiamente del mancato introito del biglietto d'ingresso (gratuito). E' venuta presto a fagiolo, su La Stampa di sabato, un'intervista al dott. Mario Resca «futuro direttore generale per la valorizzazione dei beni culturali» che coglie il nostro desiderio e che comunque suggerisco caldamente di leggere ai nostri amministratori, in primis all'Assessore alla Cultura del Comune di Treviso. Carlo Fassetta Treviso La diga, come la curva, non è mai «assassina» Leggo spesso la tribuna, ma non tollero gli «scribacchini», quelli cioè che non conoscono la grammatica, la sintassi e la «consecutio temporum» della magnifica lingua italiana. Mi riferisco al numero del 18 aprile, pagina 6, in fondo a sinistra. Foto: diga del Vajont; sottotitolo «La diga del Vajont, che causò duemila vittime». Signor direttore, la diga non ha causato un cavolo! E' lì, tranquilla, non si è mossa! La diga non ha colpe. Come non ha colpa il «platano assassino», come non ha colpa la «curva assassina». La lingua italiana va utilizzata e, principalmente, rispettata! Giorgio Gallo Treviso

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Abruzzo, 50 mln per lezioni ad hoc (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 094  pag. 11 del 21/4/2009 | Indietro Abruzzo, 50 mln per lezioni ad hoc AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Nel decreto del consiglio dei ministri di venerdì, misure speciali per il sostegno agli alunni Corsi aggiuntivi e docenti in più per recuperare nello studio Corsi di recupero speciali per i ragazzi abruzzesi colpiti dal sisma. Si terranno all'inizio del prossimo anno, forse anche prima della ripresa delle lezioni, e riguarderanno tutti i ragazzi che, in virtù del sei politico varato dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, la scorsa [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 6      

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Promozione per tutti. E agli esami solo domande orali (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 094  pag. 11 del 21/4/2009 | Indietro Promozione per tutti. E agli esami solo domande orali AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Migliozzi I decreti salva-anno Intanto, dalla Protezione civile: a L'Aquila inagibile il 42% degli edifici, il 12% in provincia L'anno scolastico 2008/2009 è salvo. Il terremoto, come hanno assicurato più volte il ministro dell'istruzione Gelmini e il presidente del consiglio Berlusconi, non spazzerà via il lavoro fatto dagli studenti e dai docenti delle zone colpite dal sisma. Per gli studenti, [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 6      

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Abruzzo, 50 mln per lezioni ad hoc (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 21/04/2009 - pag: 11 autore: di Alessandra Ricciardi Nel decreto del consiglio dei ministri di venerdì, misure speciali per il sostegno agli alunni Abruzzo, 50 mln per lezioni ad hoc Corsi aggiuntivi e docenti in più per recuperare nello studio Corsi di recupero speciali per i ragazzi abruzzesi colpiti dal sisma. Si terranno all'inizio del prossimo anno, forse anche prima della ripresa delle lezioni, e riguarderanno tutti i ragazzi che, in virtù del sei politico varato dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, la scorsa settimana (si veda l'altro articolo in pagina), saranno promossi in automatico. Compresi quelli che passeranno dalla terza media alla prima superiore. Per coprire questa e altre misure speciali per il sostegno alla scuola abruzzese, nel decreto che dovrebbe essere varato venerdì dal consiglio dei ministri de L'Aquila sta spuntano uno stanziamento straordinario di una cinquantina di milioni di euro. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, si tratta di un fondo ad hoc per il recupero dei ritardi nella didattica che inevitabilmente gli studenti de L'Aquila e dintorni accumuleranno in questi mesi di scuola post terremoto. Il fondo in questione è cosa diversa rispetto all'altro che sarà definito per il piano sull'edilizia, per il quale si attende ancora il check up completo della Protezione civile sui danni apportati alle strutture scolastiche e sugli interventi necessari. Interventi che comunque, secondo quanto risulta a IO, sarebbero inferiori a quanto inizialmente previsto. Il fondo per il recupero della parte di programma che non sarà ultimata quest'anno prevede corsi pomeridiani di lunga durata, per i quali saranno assunti a tempo determinato centinaia di docenti precari. Più o meno quanti perderebbero altrimenti il posto in base al tagliacattedre, che scatta proprio a settembre. È questo l'orientamento che si è formato in questi giorni presso il dicastero guidato da Giulio Tremonti. L'Economia pare infatti preferire una spesa aggiuntiva per i supplenti rispetto al blocco per un anno, come chiesto dalla Gelmini (si veda IO di martedì scorso), dei tagli agli organici. In base al piano di riduzione, a settembre dovrebbero saltare infatti oltre mille posti. Che si tradurrebbero in larga parte in una perdita di contratti di supplenza. Il costo della moratoria sarebbe molto vicino allo stanziamento per la full immersion dei recuperi a cui Tremonti si accinge a dire di sì. Ma, a parità di spesa, l'Economia preferirebbe non intaccare il piano di riduzione del personale, avviato su base triennale dalla Finanziaria estiva. Per una questione di sostanza, perché si tratta di attuare una manovra di bilancio per la quale è prevista anche una clausola di salvaguardia, ma anche di forma: dire sì all'eccezione Abruzzo significherebbe creare un precedente, una pericolosa falla. Il piano di sostegno prevede corsi di recupero a cui potranno lavorare anche i docenti già di ruolo. Ma soprattutto una sorta di pattuglia speciale di supplenti, che lavoreranno nelle scuole della costa, dove molti giovani si sono iscritti da L'Aquila, ma anche nelle strutture che prenderanno da settembre il posto delle tende. Intanto, il ministero sta prevedendo la possibilità di riaprire il termine per le iscrizioni, per dare la possibilità alle famiglie di rivedere le scelte fatte nei mesi scorsi, prima del terremoto. Sul fronte dell'opposizione, Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd, ha depositato un'interrogazione parlamentare al ministro sul caso Abruzzo. In cui chiede che le riduzioni di organico del personale docente e amministrativo siano bloccate per tre anni.

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Promozione per tutti. E agli esami solo domande orali (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 21/04/2009 - pag: 11 autore: Alessandra Migliozzi I decreti salva-anno Promozione per tutti. E agli esami solo domande orali Intanto, dalla Protezione civile: a L'Aquila inagibile il 42% degli edifici, il 12% in provincia L'anno scolastico 2008/2009 è salvo. Il terremoto, come hanno assicurato più volte il ministro dell'istruzione Gelmini e il presidente del consiglio Berlusconi, non spazzerà via il lavoro fatto dagli studenti e dai docenti delle zone colpite dal sisma. Per gli studenti, infatti, si profilano soluzione didattiche flessibili e, in ultima istanza, una promozione certa per tutti. Secondo quanto IO è in grado di apprendere, l'Ufficio scolastico regionale, guidato da Carlo Petracca, con il ministero dell'Istruzione, sta studiando soluzioni ad hoc. Nel frattempo la scuola prova a rimettersi in marcia. Per 2.541 ragazzi già dislocati negli alberghi della costa abruzzese si apriranno le porte delle scuole di Teramo (che accoglierà 1.830 alunni colpiti dal sisma), Pescara (382), Chieti (239 studenti) Ascoli Piceno (90). Alunni che, grazie a un decreto della Gelmini sulla flessibilità (due sono i provvedimenti varati la scorsa settimana), potranno iscriversi senza dover portare documentazione, basterà l'autocertificazione. La scorsa settimana già 50 studenti si sono trasferiti al liceo classico di Pescara. Per tutti gli altri alunni si appronteranno strutture di emergenza. Di questo si occuperanno i sindaci con i capi di istituto. «In alcuni casi ci sono scuole già agibili», spiega Petracca, «ma non tutte le famiglie se la sentono di farci rientrare i figli». Anche per questo motivo questa settimana 120 docenti abruzzesi delle scuole colpite dal sisma saranno sguinzagliati nelle tendopoli (con una maglia con su scritto «La scuola per l'Abruzzo») e organizzeranno attività di animazione socio-culturale, spiegano dall'ufficio scolastico regionale. Quanto agli esami finali si svolgeranno dei semplici «colloqui orali», chiarisce il dg Petracca, «sia per le medie che per le superiori sui programmi fatti fino al 4 aprile». Intanto la Protezione Civile guidata da Guido Bertolaso ha terminato la ricognizione sulle scuole de L'Aquila e della provincia. ItaliaOggi è in grado di fornire il dato rilevato dai tecnici: «Nel comune de L'Aquila, frazioni comprese», spiega Mauro Dolce, direttore dell'Ufficio per il Rischio sismico, «ci sono 48 istituzioni scolastiche per un totale di 103 scuole: il 18% ha un'agibilità diretta, un dato che sale al 58% se si contano anche quelle con una agibilità indiretta (che necessitano, cioè, di interventi meno complessi su tramezzature o elementi non strutturali, ndr), il 42%, invece, è inagibile». Per quanto riguarda la provincia la situazione è persino migliore: «Qui», continua Dolce, «ci sono 143 istituzioni scolastiche, per un totale di 198 scuole, il 65% è agibile subito, il 23% necessita di piccoli provvedimenti di intervento, il 12%, è inagibile». I tempi per far tornare tutti nelle aule sono variabili. Dove va ricostruito tutto ci vogliono uno o due anni, negli altri casi, a seconda del danno, «da 15 giorni ad alcuni mesi», dice Dolce. Nei prossimi giorni si stabiliranno i tempi per l'avvio dei lavori. Nel frattempo sembra improbabile, a quanto IO è in grado di apprendere, che la lista delle 100 scuole in cui il governo è intenzionato a svolgere subito interventi di messa in sicurezza (un annuncio fatto dal ministro dopo il caso del crollo nella scuola di Rivoli) possano comprendere anche istituti coinvolti dal sisma per i quali gli stessi tecnici auspicano interventi economici ad hoc.

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Per gli e-book si gioca d'anticipo (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 21/04/2009 - pag: 12 autore: Emanuela Micucci scelte per il nuovo anno Per gli e-book si gioca d'anticipo Già possibile diffondere la versione digitale dei libri C'è un libro unico di 160 pagine a cui può essere aggiunto l'alfabetiere. Poi un volume di inglese da 32 pagine. Infine 80 pagine del testo di religione. Questo lo zaino dei bambini che a settembre frequenteranno la prima classe della primaria. Lo ha stabilito il ministro Mariastella Gelmini (dm n. 41 dell'8/4/2009) fissando le caratteristiche tecniche dei libri di testo per il prossimo anno scolastico, quello dell'avvio della sua riforma. Ma maestro unico, incremento dell'inglese e Cittadinanza e costituzione non cambiano i programmi scolastici. Tanto che i libri rimangono gli stessi. «I contenuti dei testi in via di adozione non necessitano per il prossimo anno scolastico di nuove edizioni, non essendo stati innovati i programmi di insegnamento», scrive il ministro. Tutto fermo, dunque, ai contenuti delle indicazioni nazionali. Del resto, il ministro era stato chiaro: gli editori devono mantenere invariato il contenuto dei libri a stampa per un quinquennio (circolare n. 16 del 10/2/2009). Ma stabiliva anche la decorrenza dal 30 ottobre 2008, data di emanazione della legge n. 169. L'unica novità è tecnologica. In vista dell'ingresso degli e-book, è «possibile, su iniziativa degli editori, la diffusione delle versioni digitali dei libri in adozione», spiega Gelmini. Dal 2011 si potranno adottare solo testi in forma mista o interamente scaricabili da internet. Tuttavia il Miur gioca d'anticipo e fissa subito le caratteristiche tecnologiche dei libri on-line. Stabiliti anche i criteri pedagogici dei libri e i tetti di spesa per ciascuna classe delle secondarie a cui si devono attenere i docenti nella scelta dei testi. La dotazione libraria della primaria, infatti, è gratuita per tutti gli alunni attraverso la consegna di cedole librarie. Alle medie la spesa maggiore si ha in prima con 286 euro, la minore in terza con127 euro. Nella prima classe delle scuole superiori il più caro è il liceo classico (320 euro) cui spetta il record di spesa: 370 euro al terzo anno. Mentre il più economico è il quinto degli istituti professionali (120-130 euro). Eventuali incrementi degli importi devono essere contenuti entro il limite massimo del 10% e devono essere motivati da parte del collegio dei docenti ed approvati dal consiglio di istituto. Alle medie i docenti avranno fatto una vera corsa per riuscire a scegliere i libri entro il 15 aprile. Per le superiori c'è tempo fino alla seconda decade di maggio. Mentre per le classi con alunni disabili le adozioni si sarebbero dovute effettuare entro il 31 marzo.

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A L'Aquila la musica non si arrende al terremoto (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 21/04/2009 - pag: 12 autore: Emanuela Micucci A L'Aquila la musica non si arrende al terremoto All'Aquila si riparte dalla musica. È l'imperativo di Bruno Carioti, il direttore del conservatorio cittadino «Alfredo Casella», una tradizione musicale quarantennale messa a rischio dal terremoto. «Siamo in attesa di dieci casette di legno dall'Emilia Romagna», spiega, «per riaprire uffici e segreteria nel parco della Transumanza». La priorità, infatti, è garantire agli allievi la conclusione dell'anno accademico e organizzare il prossimo. Il conservatorio è inagibile. «Una parete a ridosso della basilica di Collemaggio può crollare da un momento all'altro sul conservatorio», dice Dario Flammini, docente di fisarmonica. «Non si riesce a recuperare gli strumenti». I danni maggiori nella parte delle segreterie e nelle aule dell'organo elettronico. Salvi auditorium e biblioteca. Ma per rientrare occorrerà oltre un anno. Per la ricostruzione il ministro Mariastella Gelmini ha messo subito a disposizione 2 mln di euro e mercoledì all'Aquila si è impegnata a chiederne altri 3 al governo. A questi vanno aggiunte le offerte della provincia di Roma (già 1 mln) e del conto corrente aperto dal conservatorio (www.consaq.it). Per utilizzarli occorrerà però aspettare che il sisma finisca. Così i docenti si organizzano con lezioni in casa o presso altre istituzioni musicali, associazioni, scuole o chiese in Abruzzo o nelle regioni vicine. «È mia intenzione limitare gli spostamenti degli allievi e tentare di concentrare le lezioni all'Aquila in tende o bungalow o container», sottolinea Carioti «ho già preso contatto con la provincia, altrimenti mi muoverò autonomamente». Confermati gli esami di giugno per licenze, compimenti e diplomi. In settimana l'incontro con i sindacati affronterà i problemi di docenti e personale, nessuno dei quali rimarrà senza stipendio. La musica sotto le macerie continua. Perché il Casella ha un patrimonio musicale da difendere. Tra i primi ha avviato i corsi sperimentali previsti dalla riforma dei conservatori come la propedeutica strumentale e la musicoterapica, i dipartimenti di musica antica e di nuove tecnologie.

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C'è più tempo per tornare in sede (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 21/04/2009 - pag: 13 autore: Pagina a cura di Antimo Di Geronimo La novità nell'accordo mobilità. Obiettivo: attenuare da settembre gli effetti del tagliacattedre C'è più tempo per tornare in sede Si perde la titolarità dopo 8 anni dal trasferimento d'ufficio La precedenza a ritornare nella sede di titolarità per i trasferiti d'ufficio non si perderà più dopo cinque anni dal trasferimento d'ufficio. Il nuovo termine è stato fissato in otto anni in una coda al contratto sulla mobilità che è stata sottoscritta il 15 aprile scorso. L'accordo negoziale è stato firmato dal Cgil, Cisl, Snals e Gilda. (la Uil non lo ha firmato) e contiene delle disposizioni che servono ad andare incontro alle necessità dei docenti che saranno trasferiti d'ufficio dal 1° settembre prossimo. Quest'anno il problema assume proporzioni maggiori rispetto al passato perché, oltre al consueto problema del calo demografico, che affligge soprattutto il Sud del paese, si aggiungono anche i tagli previsti dalla riforma Gelmini, che lascerà sul tappeto circa 37 mila cattedre in organico di diritto e altre 5 mila in organico di fatto.In particolare, il differimento del termine della precedenza al rientro dei soprannumerari trasferiti d'ufficio prende atto del fatto che il trasferimento d'ufficio è uno strumento che avvantaggia solo l'amministrazione. E quindi è ragionevole non infierire sui destinatari dei trasferimenti autoritativi, già penalizzati dalla perdita incolpevole della sede. E poi colpiti anche dalla perdita della maggiorazione del punteggio di continuità didattica una volta trascorsi cinque anni dal trasferimento d'ufficio. Le parti hanno ritenuto di rafforzare anche le tutele per i docenti appartenenti alle classi di concorso in esubero. Per questa tipologia di personale è stata pattuito che, nel caso un docente soprannumerario sia stato trasferito d'ufficio o a domanda condizionata, qualora non vi siano altri posti disponibili nella provincia, avrà diritto ad essere utilizzato, a domanda, nella propria sede di titolarità.Fermo restando che, gli stessi docenti soprannumerari comunque a domanda potranno essere utilizzati anche su classi di concorso affini, in base al proprio titolo di studio. In sostanza, dunque, dopo avere tentato senza esito di ricollocare il docente in altra sede, l'amministrazione acconsentirà a lasciare il docente a disposizione nella sede ex titolarità. A meno che l'interessato non ritenga più utile essere utilizzato in altra classe di concorso. Purché sia in possesso del titolo di accesso. È bene precisare che questa possibilità esiste già. E per titolo di accesso si intende il titolo di studio non l'abilitazione. Per esempio, il docente di musica soprannumerario senza sede potrà legittimamente aspirare ad essere utilizzato sullo strumento musicale. Sempre che possieda il diploma specifico. Nel frattempo le scuole sono alle prese con l'individuazione dei soprannumerari e l'acquisizione delle domande di mobilità condizionata. Si tratta di istanze in tutto analoghe alle domande di trasferimento. Che peraltro vengono redatte sugli stessi moduli e con gli stessi allegati. Vi sono però due differenze sostanziali. La prima è che esse non vengono presentate da soggetti aspirano a cambiare sede, ma da docenti che rimarrebbero volentieri dove sono, ma sono costretti ad andarsene. E poi, a differenza delle domande comuni, qualora l'interessato non dovesse essere soddisfatto nelle proprie preferenze, invece di rimanere nella sede di titolarità, va incontro a un trasferimento d'autorità, che viene disposte scorrendo le cosiddette tabelle di viciniorità. Vale a dire gli elenchi dove sono elencati i comuni dal più vicino al più lontano da quello di ex titolarità. E il trasferimento viene disposto nelle sede disponibile più vicina. Il trasferimento d'ufficio viene disposto applicando il punteggio apposito, che pure presenta alcune differenze rispetto a quello della mobilità a domanda. In primo luogo la valutazione del servizio preruolo (3 punti per i primi quatto anni e 2 punti dal quinto anno in poi) e poi la continuità nel comune che vale un punto per ogni anno, in alternativa a quella sulla sede, che invece è valutata di più. Infine, nella domanda va indicato anche il punteggio della graduatoria di istituto, che sarà utilizzato dall'amministrazione per il trasferimento d'ufficio.

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Don Milani Si mostrano le eccellenze didattiche (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 21 Aprile 2009 NECROLOGI Pagina 17 SCUOLA. Palazzina «Don Milani» Si mostrano le eccellenze didattiche Un laboratorio di danza, un altro di scienze, e ancora inglese, musica, cucina oltre al lavoro nell'orto. Eccole qui alcune delle eccellenze, realizzate con la presenza contemporanea di due maestri in classe alle elementari «Don Milani». Ora queste iniziative potrebbero scomparire se andranno in porto i tagli prima annunciati e poi sospesi dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini. Le insegnanti e il preside Cristino Cabria sono molto legati a queste iniziative che rappresentano il fiore all'occhiello della scuola alla Palazzina. E non ci stanno. Così l'istituto di via Copparo aprirà le porte a genitori e alunni oggi, 21 aprile, dalle 16.20 alle 18.20 proprio per esporre l'attività di questi laboratori. «Non si tratta di una forma di protesta politica o sindacale», ci tengono a precisare le maestre Lidia Merlin e Beatrice Varanini, «ma solo di un progetto di sensibilizzazione rivolto ai genitori, nato su iniziativa del preside e dei docenti». Sono preoccupati alle «Don Milani». Anni di lavoro e d'impegno potrebbero dissolversi tra pochi mesi anche perchè, ricordano alla Palazzina, «l'istituto della compresenza è stato abolito e lo consideriamo un fatto molto grave». Le insegnanti rivelano poi in una nota che «le compresenze qualificano l'offerta formativa e permettono di fatto le realizzazione di laboratori, progetti, uscite percorsi individualizzati che altrimenti non sarebbe possibile attivare».  

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Il Pd chiede firme contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA MILANO pag. 9 Il Pd chiede firme contro la Gelmini Lanciata una petizione contro i tagli di personale e di finanziamenti SCUOLA LE INIZIATIVE DELL'OPPOSIZIONE di GIORGIO GUAITI MILANO PROTESTE e raccolta di firme. È la mobilitazione del Pd contro i tagli che attendono la scuola lombarda e nazionale nel 2009-2010. Le iniziative e le richieste del Partito democratico sono state illustrate ieri a Mariangela Bastico, responsabile nazionale del settore Scuola del partito ed ex viceministro all'Istruzione, nel corso di un incontro organizzato dal gruppo consiliare pd della Regione. È stata questa l'occasione per presentare anche in Lombardia la raccolta di firme a sostegno di una petizione nazionale "Per una scuola pubblica di qualità, per tutti, più sicura e autonoma, capace di futuro". L'iniziativa ha preso il via il 6 aprile e le adesioni continueranno ad essere raccolte fino al 2 maggio nei "banchetti" allestiti dal Pd di fronte alle scuole e ai mercati nei diversi quartieri. «L'obiettivo - ha spiegato la senatrice Bastico - è raggiungere un milione di firme e far approvare entro maggio in Parlamento le modifiche ai regolamenti del sistema scolastico, perché possano essere applicabili già dal prossimo anno». «QUELLO operato da Gelmini e Tremonti - ha aggiunto - è un taglio insostenibile e cieco, che non distingue fra chi ha già razionalizzato e chi non lo ha fatto». Il che significa penalizzare le regioni come la Lombardia che da tempo si sono comportate in modo "virtuoso" attuando tutti i tagli sollecitati dai diversi governi. Ora invece - sono i dati forniti dalla senatrice - con i tagli previsti, in Lombardia ci saranno 4.874 insegnanti in meno, mentre gli studenti saranno almeno 9.235 in più. Il che significa - e lo confermano i dati ministeriali - che nella sola provincia di Milano alle elementari ci saranno quasi 300 maestri meno dell'anno scorso, ma con 2.443 bambini in più. «E anche abolendo modulo e compresenza - ha spiegato il consigliere regionale del Pd Sara Valmaggi - ci saranno circa 250 insegnanti in meno di quanti servirebbero per soddisfare la domanda delle famiglie». In particolare a Milano, «dove la maggior parte dei genitori chiede il tempo pieno, che per l'anno prossimo prevede già 3.443 iscritti in più». Da qui la posizione del Pd che chiede al governo l'assicurazione sul tempo pieno o tempo prolungato alle medie, non però pagato dagli enti locali o dalle famiglie. Di segno ovviamente opposto la replica dell'assessore regionale all'Istruzione, Gianni Rossoni. «CON IL PERSONALE docente assegnato alla Lombardia - sostiene Rossoni - non solo non si riduce il servizio ma si soddisfa una più alta richiesta di tempo pieno da parte delle famiglie». «Il prossimo anno - aggiunge - le classi a tempo pieno che riusciremo a soddisfare saliranno a 9.600 contro le 9.240 dello scorso anno (+4,3%). Con la riduzione delle compresenze, quindi, le scuole lombarde estenderanno il servizio alle famiglie». Ed è in questa dichiarazione - secondo il responsabile scuola del Pd milanese, Marco Campione - la "chiave" del problema: «per soddisfare le richieste devono eliminare le compresenze, dimenticandosi il parere vincolante della Commissione Istruzione, che ha chiesto esplicitamente l'assegnazione di due docenti per ogni classe di tempo pieno, ovvero il mantenimento delle compresenze».

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decreto gelmini, un grande affare per l'edilizia - tiziana simula (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Vertice dell'assessore con i dirigenti didattici, ma c'è poco tempo per costruire Decreto Gelmini, un grande affare per l'edilizia Più alunni per classe, le scuole devono essere ingrandite. La Provincia: è impossibile TIZIANA SIMULA OLBIA. Il decreto Gelmini bussa alle porte delle scuole facendo diventare ancora più stretti gli spazi già ridotti all'osso nelle aule. Criticità e problematiche vecchie e nuove che affliggono l'edilizia scolastica sono emerse nel vertice organizzato dalla Provincia con i dirigenti degli istituti superiori, occasione anche per fare il punto sulla progettazione in atto, tra cantieri già al lavoro, da aprire e da appaltare. L'assessore alla Pubblica istruzione Francesco Carbini ha chiamato a raccolta i presidi dei 26 istituti: obiettivo, avere una mappa delle necessità di ogni scuola, in virtù della nuova competenza acquisita in materia di assistenza specialistica per gli alunni disabili (trasferita dal Comune), servizio per il quale dovrà predisporre l'appalto per l'anno scolastico 2009-2010, ma anche in virtù del decreto Gelmini nº 112 del 25 giugno 2008 che prevede una revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi. In poche parole, aumenterà il numero degli alunni per classe, di conseguenza, saranno necessarie aule più grandi. Per molte scuole, è come tirare una coperta già troppo corta. Non resterà che stringersi ancora di più: impossibile in cinque mesi adeguarsi al decreto, ingrandendo le aule esistenti. «Se dovessimo appliccare alla lettera il rapporto metri quadri-alunno, bisognerebbe rifare gran parte delle scuole», ha commentato qualche dirigente. «Laddove sarà possibile intervenire spostando porte o buttando giù tramezzi lo faremo - ha spiegato Carbini -, negli altri casi la Provincia certificherà che per settembre sarà impossibile soddisfare la richiesta del decreto». Uno a uno, i dirigenti hanno messo a nudo le emergenze delle loro scuole: la costruzione di nuove aule, è stata la richiesta principale, arrivata, ad esempio, dal Panedda e dallo Scientifico di Olbia e dall'Alberghiero di Budoni. «Per poter funzionare, a settembre, la mia scuola ha bisogno di 4 nuove aule», ha detto il dirigente dell'istituto budonese Felice Catasta. La preside del liceo artistico ha illustrato la situazione disastrosa della sua scuola, completamente inadeguata. «Ci sono solo due licei artistici nell'isola, uno è a Cagliari, l'altro a Olbia, ed è un vero peccato che non si riesca a farlo decollare», ha lamentato Maria Grazia Cimmino, sollecitando un intervento radicale da parte della Provincia. Promesso dall'assessore, il quale ha, però, ricordato che il passaggio all'ente è avvenuto solo da pochi mesi. Qualche dirigente ha, poi, richiesto l'ampliamento dei laboratori mentre i più "fortunati", si sono accontati di chiedere la realizzazione di campetti. La dirigente del settore edilizia scolastica Gabriella Palermo, presente insieme alla funzionaria della pubblica istruzione Rosanna Veraldi, ha illustrato gli interventi in programma. Pronti per l'appalto i lavori di adeguamento degli impianti e la costruzione di 2 aule allo Scientifico (361 mila euro), la costruzione di 7 aule al Classico (545 mila euro) mentre c'è il progetto esecutivo per l'ampliamento dei laboratori e il rifacimento degli impianti all'Ipia (524 mila), il cui edificio sarà completato con ulteriori 700 mila euro, così come l'Agrario che sarà interessato da lavori di adeguamento (573 mila euro) e di rifacimento della copertura che sarà bonificata dall'amianto (94 mila euro). Appaltati anche i lavori di adeguamento alle norme di sicurezza al Deffenu (250 mila euro). Lavori alla copertura e rifacimento della palestra saranno effettuati al Nautico della Maddalena (164 mila euro) mentre è in corso la manuntenzione all' Ipia di Calangianus (250 mila euro), ristrutturazione appaltata anche per il Dettori di Tempio (300 mila euro) e per il tecnico di Palau (600 mila euro). Diversi interventi sono previsti per l'Alberghiero di Arzachena: riguarderanno l'ingresso dell'edificio, la palestra, l'ammodernamento dei macchinari, l'adeguamento del convitto e il rifacimento della copertura.

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regole chiare per l'università - vittorio coletti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Genova REGOLE CHIARE PER L´UNIVERSITà VITTORIO COLETTI (segue dalla prima di cronaca) Sono altre le cose, a mio giudizio, interessanti per la collettività. Una è rendere noti i principali progetti di ricerca che sono sviluppati nell´ateneo. Tanti di essi sono di reale e attualissimo interesse pubblico, e non solo nell´area medica e ingegneristica, come intuibile, ma anche nei beni culturali, nelle scienze geologiche, nell´economia e nel diritto. Dopo un anno in cui è stato detto alla città che l´università fa soprattutto debiti e scandali, mostrare che fa anche qualcosa di più serio e utile sarebbe necessario e giusto e molti ne sarebbero positivamente colpiti. L´altra cosa è una decisione chiara per gli Erzelli, che dica se ci va l´Università di Genova o il (futuro) Politecnico. Non è lo stesso. L´operazione Erzelli è un gesto molto importante per la città, che l´università è chiamata a compiere per affiancare un grosso progetto di nuova urbanizzazione del capoluogo. Non so se sia una buona idea. Preferisco l´università nei centri storici, magari in quelli malati per risanarli, come è avvenuto a Sarzano, piuttosto che nelle periferie, dove spesso perde contatto con la città e la sua vita culturale e sociale. Ma comunque sia, se si va a Erzelli, bisogna che si sappia se ci va (e ci resta) l´Ateneo ligure con la sua grande Facoltà di ingegneria o se ci va il condendo Politecnico (che sarà un altro ateneo). Perché, in questo caso, non si capirebbe come mai un´operazione di tale rilievo e costo dovrebbe essere compiuta dall´università di Genova (con tutti i problemi che già ha) e poi goduta da un altro ateneo che le sarà concorrente. è un equivoco che va subito dissipato. Infine, bisognerebbe approfittare dell´occasione pubblica per denunciare, dati alla mano, che la calcolata asfissia delle università pubbliche procede inesorabile, nell´ottica di politiche che guardano con malcelata sopportazione alla cultura, all´alta formazione e ai loro impegnativi bilanci. Per risultare "virtuosi" agli occhi del governo le università, oggi, non possono che penalizzare la ricerca, vale a dire la ragione stessa per cui esistono. Lo si sa bene a Genova, dove l´Ateneo non ha un euro da stanziare per essa e deve confidare, per sostenerla, nella sensibilità dei contribuenti del 5 per mille. Per questo, c´è da augurarsi che non ci siano strizzatine d´occhio alla Gelmini o ai suoi non credibili uomini di fiducia negli stati generali della nostra università.

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ateneo, guerra sulle specializzazioni - giuliano foschini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bari Ateneo, guerra sulle specializzazioni Tagli a Medicina. Ed è rivolta sulle consulenze nelle scuole sanitarie Molti insegnamenti vengono affidati a professionisti esterni e non ai docenti GIULIANO FOSCHINI Un taglio del 15 per cento all´incirca, come nel resto d´Italia. E l´accorpamento di una serie di scuole con altre università italiane, Foggia soprattutto, ma anche Ancona o Chieti. L´università di Bari ha pubblicato il nuovo bando per le scuole di specializzazione delle facoltà mediche e si è dovuta così adeguare al decreto sui tagli voluto dal ministro Mariastella Gelmini. Il governo ha deciso infatti che le scuole con meno iscritti debbano essere ridotte e accorpate. Così è accaduto a Bari, creando però non pochi problemi. Da una parte ci sono i disagi degli studenti, che hanno meno posti a disposizione e qualche problema di spostamento in più. Dall´altro c´è invece una guerra nel corpo docenti: con gli accorpamenti, in molti dovranno rinunciare all´incarico di direttore della scuola. L´università di Bari, per esempio, non è capofila nelle scuole di specializzazione di Genetica medica e Medicina dello sport (il concorso si terrà a Chieti) e in Microbiologia e virologia (Federico II di Napoli). Ma rispetto allo scorso anno è stata istituita la scuola in medicina d´urgenza. Le prove si terranno i primi giorni di giugno e si partirà subito dopo l´estate. Quello delle scuole di specializzazione non è però l´unico problema che sta affrontando la facoltà di Medicina. Come ha infatti analizzato puntualmente il preside, Antonio Quaranta (nella foto) in una sua relazione di bilancio del triennio, «la facoltà si è trovata di fronte a un numero spropositato di corsi di laurea». Tanto che l´anno prossimo, rispetto al 2006, ce ne saranno addirittura 23 in meno. «Questo surplus ha creato - spiega sempre il preside - una vera e propria deregulation, con procedure non regolamentate per esempio per l´affidamento di incarichi di insegnamento a docenti non universitari». Da una ricognizione effettuata, in tutti i corsi di laurea che si tengono nelle sedi periferiche il numero di docenti universitari è inferiore al limite minimo del 50 per cento previsto dalla legge. «Questo dato abnorme - dice Quaranta - è risultato conseguente alla scarsa disponibilità alla mobilità dei docenti della facoltà per l´effettivo impegno didattico, di ricerca e di assistenziale». Per risolvere il problema, il consiglio di Medicina da un lato ha assicurato l´attivazione di corsi inter ateneo. Dall´altro ha deciso di non attivare nell´anno scolastico 2009-2010 altri 5 corsi nelle sedi periferiche di Taranto, Tricase, Matera, Brindisi e Castellana.

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elementari, 285 incarichi ai precari - francesca savino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bari Ci sono 88 classi a tempo pieno in più rispetto all´anno scorso. E i maestri riescono a trovare occupazione Elementari, 285 incarichi ai precari Lomelo scrive alla Gelmini: "Vanno riviste le riduzioni d´organico in Puglia" FRANCESCA SAVINO Duecentottantacinque nuovi incarichi per insegnare nelle scuole elementari baresi. Ottantotto classi a tempo pieno in più rispetto all´anno in corso. I tagli profilati nelle manovre governative non portano via le speranze di immissione in ruolo per i precari né le ore di insegnamento destinate agli alunni della primaria: ieri l´ufficio scolastico provinciale ha definito gli organici e la composizione delle classi nelle elementari per il prossimo anno. La corsa alla pensione di 251 insegnanti e la scelta delle famiglie baresi, che nell´89 per cento dei casi hanno espresso la loro preferenza per i modelli a 30 e 40 ore settimanali, darà respiro ai maestri in lista d´attesa. «I posti di lavoro e il tempo pieno a Bari non sono in discussione» spiega dall´Usp il dirigente Giovanni Lacoppola: nelle ultime ore negli uffici dell´ex provveditorato è stata chiusa una battaglia con i numeri per evitare i tagli di ore e di cattedre nella scuola primaria. Restano aperti i nodi degli insegnamenti nelle secondarie di primo e secondo grado e delle scuole del resto della Puglia: una questione che ha spinto l´assessore regionale alla Pubblica istruzione Domenico Lomelo a scrivere al ministro Gelmini per chiedere di rimodulare i tagli in organico. Nella lettera, spedita da «una regione sottoposta da diversi anni a pesanti tagli del personale e ancora una volta costretta a subire un incremento del numero di alunni per classe», l´assessore paventa il doppio rischio «della chiusura di classi radicate in territori difficili e dell´aumento di alunni in aule già affollatissime». In provincia di Bari l´anno prossimo i banchi delle elementari accoglieranno 82mila 820 studenti, di cui 5mila 179 a tempo pieno; fra loro ci saranno anche 1581 bambini portatori di handicap. Le classi in cui si faranno 40 ore di lezione a settimana saranno 272 su un totale di 4033: il numero medio di alunni per classe sarà di 20,55. Per loro ci sarà bisogno di 5mila 651 maestri, di cui 5mila 616 sono già di ruolo mentre per altri 35 l´incarico andrà assegnato (13 cattedre si libereranno nelle sedi speciali, come ospedali o carcere). Altri 206 incarichi saranno assegnati per il sostegno: la richiesta è di 845 posti, con 639 titolari e gli altri da immettere in ruolo. Le ultime 44 cattedre si apriranno per l´inglese: complessivamente saranno 197 di cui solo 153 già assegnate. «I numeri danno ragione al nostro ottimismo, dando respiro a 285 precari: merito anche del lavoro quotidiano dei dipendenti dell´Usp per far quadrare il cerchio» riflette il dirigente Lacoppola. Dall´assessore Lomelo, intanto, arriva l´allarme: «L´impatto sociale che deriverebbe dal trasformare la precarietà da momentaneo titolo giuridico a doloroso limite esistenziale sarebbe disastroso» scrive nella lettera al ministro Gelmini.

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Ericsson apripista, al viail parco hi-tech degli Erzelli (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Ericsson apripista, al viail parco hi-tech degli Erzelli firmato il protocollo d'intesa Scajola: «Investimenti in ricerca, in Italia manca l'impegno dei privati» Genova. Il parco tecnologico sulla collina genovese degli Erzelli può partire. Ieri i ministri delle Attività produttive Claudio Scajola e della Ricerca, Maria Stella Gelmini e Cesare Avenia, amministratore delegato di Ericsson, hanno firmato nella sede della Prefettura il protocollo d'intesa per la nascita del centro di ricerca e sviluppo della società di telecomunicazioni che con i suoi mille addetti farà da apripista e spina dorsale al progetto nato sei anni fa. Atmosfera particolare quella che si respirava ieri a Palazzo Spinola, dove i ministri e gli amministratori locali - su sponde politiche opposte - hanno sottolineato lo spirito di collaborazione che ha portato alla nascita di una iniziativa, per dirla con Avenia, «che farà parlare tutto il Paese e che ci vedrà nella nostra nuova torre sviluppare l'internet del futuro». L'importante, è stato l'avviso ai naviganti, «è che i tempi siano rispettati». Carlo Castellano, presidente di Genova High Tech, ha assicurato che sarà così, prefigurando scenari all'altezza dell'investimento complessivo di un miliardo di euro: «Tra due anni sarà pronto il primo blocco di edifici, abbiamo già 70 manifestazioni di interesse, contiamo di portare a Genova aziende internazionali oggi non presenti». Di fronte ai parlamentari liguri e ai rappresentanti del modo dell'economia genovese, Scajola ha parlato di «presenze che testimoniano come non si parli di un progetto ligure ma del primo parco tecnologico italiano che si va a costruire», aggiungendo che «l'investimento pubblico nella ricerca è in linea con i paesi europei, siamo indietro sul versante dei privati, nelle prime cinquanta imprese al mondo che investono nel settore compaiono solo Finmeccanica e Fiat». Il ministro ha sottolineato l'importanza «di puntare su innovazione e ricerca sulla produzione in una regione importante ma piccola e in una città in difficoltà». Auspicio finale: «Speriamo nell'intervento di altre imprese medie e piccole». Per Maria Stella Gelmini «questo progetto consente di praticare la ricerca nel concreto, così si fa crescere la competitività delle imprese e quindi del Sistema Paese, sarà una leva per lo sviluppo ma anche per attrarre investimenti dall'estero». Il parco tecnologico genovese, secondo il ministro, risponde alle priorità individuate dal governo: «Meglio finanziare qualche iniziativa in meno e concentrarci su poche definite e condivise, la presenza di realtà pubbliche e private danno vita in questo caso a un esempio da declinare in altri contesti, occorre orientare gli investimenti». Ieri, dopo l'illustrazione del progetto da parte di Pino Rasero, presidente di Leonardo Technology, il prefetto Annamaria Cancellieri ha dato il la alla serie di interventi porgendo il microfono all'assessore comunale Mario Margini, il quale non ha nascosto le inquietudini che serpeggiavano in città nel momento dell'acquisizione di una parte della Marconi ad opera di Ericsson: «Temevamo un'operazione di mercato sul marchio e stop, non è stato così e dobbiamo riconoscerlo, avremo un polo d'eccellenza». Inevitabili i sussurri sull'assenza del sindaco Marta Vincenzi, impegnata a Bruxelles in un convegno sulle regioni europee. «Con due ministri a siglare un accordo che cambierà il volto della città sul versante dell'hi-tech ciò stupisce, e pazienza se il progetto non porta la sua firma», il commento ricorrente. Dal presidente della Provincia, Alessandro Repetto, è arrivato l'annuncio che nel prossimo autunno aprirà i battenti a Cornigliano, nell'ex sede della direzione Ilva, l'istituto tecnico superiore per tecnologie del made in Italy. «Ogni euro investito nella ricerca ha un ritorno di quattro, è fondamentale questa sinergia tra cultura industriale e alta tecnologia». Dal presidente della Regione, Claudio Burlando, è arrivato l'invito al governo «di sfruttare la peculiarità degli Erzelli, con aiuti alle imprese che vogliono scommettere sull'operazione». Dopo aver ricordato «il ruolo di Carige e Bei sul fronte dei finanziamenti», il governatore ha chiuso spendendo parole di speranza: «Il rilancio turistico e ambientale c'è stato, speriamo nella ripresa del porto». Castellano, dal canto suo, a riflettori spenti sospirava: «Sei anni fa sembrava un'impresa impossibile, e invece eccoci qua». Eugenio Agosti agosti@ilsecoloxix.it 21/04/2009 AZIONARIO 21/04/2009

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Rivoluzione nell'Università:sarà governata da un'authority (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Rivoluzione nell'Università:sarà governata da un'authority addio ai baroni Gelmini: «Così gli atenei saranno più autonomi». A Genova il rettore De Ferrari garantisce sul trasloco di Ingegneria 21/04/2009

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Sì al tempo pieno, ma tagli ai laboratori (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 Sì al tempo pieno, ma tagli ai laboratori Alla luce della riforma si fanno i conti: dieci maestri in meno nel Lodigiano, a rischio alcune attività didattiche LODI TRE FAMIGLIE lodigiane su quattro hanno scelto il tempo pieno per i loro figli alle elementari. Ma la Riforma Gelmini ha messo in allarme centinaia di genitori, preoccupati per il possibile taglio dell'«orario lungo. Quello dei dirigenti scolastici lodigiani è però un coro unanime: «Riusciremo a soddisfare le richieste di tutte le famiglie che vogliono le 40 ore settimanali». Infatti non è più appropriato chiamarlo «tempo pieno», come spiega Cristiano Grassi, al vertice del circolo didattico di Casale: «Il tempo pieno non esiste più, con le nuove regole mancano due elementi fondanti: doppio organico e presenza contemporanea di più insegnanti, per gruppi di recupero e laboratori specifici». La riforma passerà un colpo di spugna su alcune di queste attività. Antonietta Pezza, funzionaria dell'Ufficio scolastico provinciale, sforna i numeri: «Su 489 classi, in 369 si è scelto il tempo pieno». Le ripercussioni della riforma? «Difficile dirlo ora, anche se penso che per quest'anno riusciremo a soddisfare tutte le richieste», pronostica. «Ma nel Lodigiano siamo in una situazione di privilegio aggiunge visto che ha una robusta tradizione di tempo pieno alle spalle e le nuove regole garantiscono il tempo pieno a chi già ce l'aveva». Se nel 2008/2009 le cattedre previste erano 860, l'anno prossimo saranno 850: 10 posti tagliati e 815 titolari di cattedra «che non rischiano nulla». Anche e ogni scuola dovrà riorganizzare gli organici, in modo da ridurre al minimo il ricorso a più maestri in contemporanea, puntando sull'insegnante "prevalente". «I problemi saranno per le nuove immissioni in ruolo, chi è già dentro non rischia il posto», annuncia Pezza. E i precari? «Avremo meno posti da dare a supplenza: qualcuno dovrà riunciare». Arriva il maestro prevalente, dunque. Stefano Taravella, ex dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, parla di «tagli tutto sommato contenuti nel Lodigiano». Ma avverte: «Sarà penalizzata quella che era la qualità del tempo pieno». La ricetta, infatti, è uguale per tutte le scuole: «Dovremmo riuscire a soddisfare tutte le richieste, a fronte di un contenimento delle compresenze dei maestri nel tempo pieno». Senza contare che alcune realtà (come Sant'Angelo) vivono un periodo di boom demografico e il prossimo anno avranno classi in più. E I DOCENTI? La riforma spinge a ridurre al minimo i maestri «specialisti» che insegnano solo lingue straniere, a favore degli «specializzati», cioè maestri generici che hanno seguito corsi di lingua. I (pochi) neoassunti dovranno per forza conoscere l'inglese. Rosy Prudente, dirigente del II circolo didattico di Lodi, precisa: «Le famiglie stiano tranquille: le 40 ore saranno garantite, ma solo le 40 ore. Non si potrà sperare nella partenza di classi a tempo pieno come le abbiamo avute finora: sull'entità della perdita, bisogna valutare sede per sede». Ogni scuola «cercherà di mantenere una situazione il più possibile idonea dal punto di vista qualitativo. Con un po' di fantasia e tanti problemi». A rischio ci sono soprattutto i laboratori di recupero e sviluppo degli apprendimenti (in gergo, Larsa). «Per essere efficaci richiederebbero la divisione della classe in gruppi di lavoro. Ma senza avere più maestri, dovremo inventarci qualcosa». La scuola guidata da Prudente negli anni ha lanciato laboratori linguistico-espressivi (teatro, scrittura creativa, cinema) e scientifici «ai quali partecipa il 99% degli alunni: ma è un patrimonio che in parte dovrà essere sacrificato». Grassi, dirigente a Casale, aggiunge: «Perdiamo due maestri, ma sapendo di che morte dovevamo morire da mesi abbiamo organizzato gli organici proiettati sui prossimi 5 anni: stabilito quanti docenti servono a garantire il servizio, abbiamo rivoltato come un calzino il circolo, assicurando a tutti le 40 ore». Certo, «il meglio sarebbe la compresenza, ma dovendo fare le nozze coi fichi secchi, ci siamo attrezzati per contenere i danni». Ogni insegnante non lavorerà più in due classi, ma in tre. E la didattica? «La professionalità deve supplire a qualsiasi crepa. Dico sempre ai docenti che se il Comune ci togliesse le aule, dovremmo essere in grado di insegnare bene lungo il viale». Eppure a Casale sono nati due laboratori: uno di recupero e consolidamento per gli alunni in difficoltà, l'altro di eccellenza, basato su argomenti come "io e il mondo", "io e gli altri", "io e la lettura". Un patrimonio a rischio. Grassi non sarebbe neppure contrario alle classi-ponte per stranieri: «Ma solo se di durata breve e con l'obiettivo di far imparare l'italiano chi non lo padroneggia». Anche questa proposta, targata Lega, sparirà nel vortice del tagli. Fabrizio Lucidi

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LODI IL SERVIZIO SCUOLABUS costa al piccolo comune di Castiglion... (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 LODI IL SERVIZIO SCUOLABUS costa al piccolo comune di Castiglion... LODI IL SERVIZIO SCUOLABUS costa al piccolo comune di Castiglione d'Adda 46mila euro l'anno. Dal 2007 a oggi, per interventi di manutenzione negli edifici scolastici, il municipio della Bassa ha speso 450mila euro. Sono solo due esempi che fanno capire quanto sia alto il «prezzo» del mantenimento di servizi sociali fondamentali per la comunità. Forse anche questo spinge l'ex dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, Stefano Taravella, a dire: «Gli enti locali? Li vedo vicini alla realtà. Meno male che ci sono loro...». Con la riforma Gelmini in arrivo, i sindaci incrociano e dita e sperano di non doversi sobbarcare oneri aggiuntivi. Anche perché - a detta dei primi cittadini - le casse pubbliche sono già «stressate» da anni di tagli, sia sotto i Governi di centrodestra che sotto quelli di centrosinistra. A mettere il dito nella piaga è Cristiano Grassi, dirigente del circolo didattico di Casalpusterlengo: «Il problema è che bisogna razionalizzare dove ci sono risorse in eccesso. Nella scuola lombarda siamo alla canna del gas. Lo rivela anche il "libro bianco" firmato due anni fa da Emauele Barbieri, Capo dipartimento per la programmazione ministeriale: per ogni 100 alunni il Molise ha più docenti della Lombardia, nonostante là la percentuale degli alunni che hanno il tempo pieno là sia del 5%, contro il 90% in Lombardia». Sant'Angelo, intanto, vive un boom demografico da anni. Nel 2009/2010 conterà almeno 3 classi in più alle elementari. Il Comune ha firmato nel 2008 un piano di diritto allo studio da 856mila euro. «Trasporti, mensa, oltre alla manutenzione: la scuola costa, ma per noi è un investimento», promette il sindaco Domenico Crespi. Che sta pensando di ricavare altre aule dall'alloggio dell'ex custode nelle elementari di via Morzenti, a due passi dal municipio. «La riforma Gelmini? Ho dato incarico al mio assessore di preparare il piano di diritto allo studio in anticipo per avere poi maggiori possibilità di intervento», dice. LA CITTÀ di Lodi, pur nelle difficoltà di bilancio dell'ultimo anno, non ha tagliato il sostegno alle famiglie e ai piccoli scolari. Alle famiglie a ai minorenni sono andati 2,9 milioni, di cui 2,3 provenienti da Palazzo Broletto. A questo settore fanno capo gli asili nido comunali, che hanno accolto 134 bambini. La gran parte per il tempo normale o prolungato. Ma c'è anche tutto il capitolo del sostegno all'istruzione: con le scuole private il Comune ha confermato la convenzione che punta a ridurre le spese delle famiglie. Confermati i servizi di pre e post scuola. E lo scorso anno sono entrati in servizio nuovi scuolabus. A questi servizi si aggiunge l'assistenza in classe per i minori disabili. Alle elementari 76 alunni disabili hanno ricevuto attenzione da 38 insegnanti di sostengo. R.Lo.

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Incontro in Regione: la Ortenzi segnala i casi dell'Iti Montani e di Molini Girola (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

FERMO PRIMO PIANO pag. 3 Incontro in Regione: la Ortenzi segnala i casi dell'Iti Montani e di Molini Girola TAGLI NELLA SCUOLA L'ASSESSORE regionale all'istruzione, Stefania Benatti, ha organizzato un tavolo tra istituzioni per parlare dei problemi della scuola e della riforma Gelmini. All'incontro è intervenuta il consigliere regionale Rosalba Ortenzi che ha portato all'attenzione dei presenti la situazione dell'Istituto tecnico industriale Montani' che, nonostante un aumento delle iscrizioni, ha perso complessivamente 5 classi. Come noto, poi, ventiquattro studenti che avevano scelto le specializzazioni Elettronica, Telecomunicazioni e Meccanica sono stati orientati verso altri corsi. La Ortenzi ha anche fatto riferimento al caso della scuola elementare di Molini di Tenna, che ha visto rifiutarsi il tempo pieno chiesto da gran parte dei genitori. «Una situazione davvero insostenibile e vergognosa - ha sottolineato - che dimostra quanto questa riforma vada a ledere i diritti degli studenti, delle famiglie e degli insegnanti, facendo ritornare la scuola indietro di anni e senza alcuna prospettiva per il futuro. E' indispensabile una presa di coscienza collettiva affinché le scelte compiute vadano a produrre ulteriori danni». All'incontro erano presenti anche il vice direttore dell'Ufficio scolastico Izzo, i dirigenti scolastici nonché gli assessori delle province marchigiane ed i rappresentanti di Anci, Upi, Uncem.

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Un doppio indirizzo musicale Deciderà l'ufficio scolastico (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

ALLA CASORATI Un doppio indirizzo musicale Deciderà l'ufficio scolastico PAVIA. Raddoppiare l'indirizzo musicale della scuola media Felice Casorati. La richiesta, partita la settimana scorsa, attende ora la risposta dell'Ufficio scolastico provinciale. Alla luce dei tagli della riforma Gelmini, la decisione non sarà facile, in quanto comporta un incremento d'organico, quattro insegnanti in più, ma l'istituto spera comunque in una risposta positiva. Una seconda sezione garantirebbe un'istruzione musicale a tutti coloro che presentano domanda di iscrizione, ogni anno circa una cinquantina, molti dei quali vengono esclusi per mancanza di posti. E verrebbero introdotti nuovi strumenti, violoncello e clarinetto, e si raddoppierebbero chitarra e pianoforte. «Stiamo domandando all'ufficio scolastico un grosso impegno - afferma il preside Lorenzo Fergonzi - sappiamo che non è un momento facile per chiedere un aumento d'organico, ma crediamo nell'importanza di produrre cultura». Un 'opportunità per la scuola, ma anche per l'intera città. «Il rischio è di lasciar fuori qualcuno veramente bravo a cui si toglie una possibilità», spiega Fergonzi. «Durante l'iter scolastico i ragazzi possono avvicinarsi alla musica in modo speciale, ricevendo una buona preparazione - aggiunge Gianpaolo Bovio, docente di chitarra all'indirizzo musicale - qualcuno rivela doti musicali o scopre una passione che poi continua a coltivare all'istituto Vittadini». Un secondo corso consentirebbe anche di costituire un'orchestra giovanile. «Si potrebbe arrivare ad avere un'orchestra di circa 150 elementi - spiega Fergonzi -. La buona musica non la fanno solo i grandi artisti. L'obiettivo del corso è far germogliare l'interesse, far incontrare la musica ai nostri ragazzi, avvicinarli allo strumento». «Costituire un'orchestra giovanile, anche in collaborazione con altre istituzioni - aggiunge Bovio - permetterà ai ragazzi di partecipare ad un progetto di valore». L'istituto Casorati è l'unico della città con un indirizzo musicale, partiro nei primi anni Novanta a cui si accede attraverso un test attitudinale. Per il prossimo anno sono arrivate 59 richieste, di cui ne sono state accolte 27. Particolarmente impegnativo l'ultimo progetto pensato dai docenti dell'indirizzo musicale e realizzato grazie alla collaborazione del vescovo, che punta a portare la musica fuori dalle zone centrali, nelle chiese della periferia cittadina. Stefania Prato

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La riforma che scotta. (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 21 Aprile 2009 Chiudi La riforma che scotta. L'assessore Benatti: «Non potranno essere coperti i posti vacanti e salta la stabilizzazione dei precari» Tagli Gelmini, il tavolo della scuola si ribella Sindacati e Regione: troppi 927 docenti in meno e manca la chiarezza sui criteri

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ANCONA - Un'unica voce che parla di riforma Gelmini inapplicabile per le Marche e quattro co... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 21 Aprile 2009 Chiudi di AGNESE CARNEVALI ANCONA - Un'unica voce che parla di riforma Gelmini inapplicabile per le Marche e quattro conferenze provinciali riunite a breve, più una mozione contro la riduzione di personale nella scuola presentata al consiglio regionale delle Marche. È il congedo, rispettivamente, dei sindacati della scuola e degli amministratori regionali e provinciali, dal tavolo interistituzionale di ieri, convocato dall'assessore regionale all'istruzione Stefania Benatti a cui sedeva anche l'Ufficio scolastico regionale. Un tavolo giudicato comunque importante dalle organizzazioni sindacali di categoria, dal quale però Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals si alzano per nulla soddisfatte delle risposte ricevute. Se da un lato fioccano i numeri, dall'altro, denunciano i sindacati «l'Ufficio scolastico regionale non è stato in grado di fornirci criteri chiari in base ai quali i tagli al personale docente vengono ripartiti nelle province e nei vari ordini di scuole». Saranno 927 gli insegnanti in meno negli istituti marchigiani dal prossimo anno scolastico, di cui 824 le riduzioni effettive immediate e altri 103 posti da rimodulare in base al numero delle iscrizioni, a cui si aggiungeranno poi le riduzioni al personale Ata, altri 400 posti. «Si tratta di numeri rilevanti - ha sottolineato l'assessore Benatti - equivalenti alla mobilità in una grande azienda in crisi. Non è allarmismo - ha continuato - ma la presa di coscienza che, anche se in parte si tratta di pensionamenti, non potranno essere stabilizzati i tantissimi precari, e non si potranno coprire i posti rimasti vacanti». Il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Fulvio Izzo ha sottolineato, dal canto suo, che i tagli di cattedre sono ripartiti tra tutte le province e che «il tempo pieno verrà incrementato e così le docenze della seconda lingua, 40 in più». Sindacati ed enti locali fanno fronte comune nell'estremo tentativo di arginare le conseguenze della manovra, giudicate da entrambe le parti devastanti per l'istruzione pubblica regionale. Sull'ammontare dei tagli per la regione infatti i giochi sembrano ormai fatti. «È irrealistico pensare che le riduzioni al personale non ci saranno perché l'Ufficio scolastico regionale deve e vuole raggiungere l'obiettivo posto dalla finanziaria - spiega Francesca Conti di Cisl Scuola - ma non è accettabile che ciò avvenga in base ad un mero criterio numerico, senza una valutazione delle esigenze del territorio». Le preoccupazioni più grandi dei sindacati riguardano la scuola primaria, dove si annunciano i ridimensionamenti più pesanti per far quadrare i conti. «Non si può infatti intervenire ancora sugli altri ordini di scuola, in particolare le superiori, già sull'orlo del collasso» illustra Paola Martano (Snals). A rendere impraticabile poi la riforma Gelmini nelle Marche, per i sindacati, il tema sicurezza. Questione certo di riqualificazione dell'edilizia scolastica, ma anche di numero di alunni nelle aule. «Si tratta di un problema serio - sottolineano Daniela Barbaresi (Flc-Cgil) e Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) - ci troveremo di fronte a classi di oltre 30 ragazzi in aule che non possono contenerne per legge più di 25».

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ANCONA Un'unica voce che parla di riforma Gelmini inapplicabile per le Marche e quattro conferenze ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 21 Aprile 2009 Chiudi ANCONA Un'unica voce che parla di riforma Gelmini inapplicabile per le Marche e quattro conferenze provinciali riunite a breve, più una mozione contro la riduzione di personale nella scuola presentata al consiglio regionale delle Marche. È il congedo, rispettivamente, dei sindacati della scuola e degli amministratori regionali e provinciali, dal tavolo interistituzionale di ieri, convocato dall'assessore regionale all'istruzione Stefania Benatti a cui sedeva anche l'Ufficio scolastico regionale. Un tavolo giudicato comunque importante dalle organizzazioni sindacali di categoria. Carnevali a pag. 31

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Riforma Gelmini inapplicabile (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 21 Aprile 2009 Chiudi Regione, Province e sindacati si mobilitano. Sotto accusa le scelte dell'ufficio scolastico regionale «Riforma Gelmini inapplicabile» Scuola, le Marche si ribellano. Saranno tagliati 927 insegnanti più altri 400 posti

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Regione, il tavolo della scuola si ribella ai tagli della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 21 Aprile 2009 Chiudi Regione, il tavolo della scuola si ribella ai tagli della Gelmini Carnevali a pag.31

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La sfida delle provinciali. (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-04-21 - pag: 17 autore: La sfida delle provinciali. I democrat puntano su lista civica e ceti medi, il Pdl spera nel traino del Cavaliere Milano, i commercianti applaudono Penati Marco Alfieri MILANO «Ecco l'unico della sinistra che ha avuto il coraggio di criticare il ministro Visco sugli studi di settore,Filippo Penati».Carlo Sangalli, gran capo dei commercianti milanesi, non finisce di elogiarlo che dalla platea viene giù una gragnola di applausi. Non era mai successo, a Milano, dove il commercio vota a destra da sempre. Intendiamoci, è probabile sia solo un caso l'ovazione di ieri a Penati, all'assemblea dei commercianti. Un omaggio ad un democrat che non ha più niente del comunista d'antan. «Però magari è il segnale di una penetrazione in campo altrui », sperano dal suo entourage. D'altronde Filippo Penati, ex sindaco di Sesto San Giovanni negli anni della riconversione post fordista e alla guida della provincia di Milano dal 2004, quando il centro-destra si suicidò correndo diviso in casa sua, non ha molte armi per rivincere a giugno. O scavalca a destra il suo avversario Guido Podestà, o altrimenti... «Territorio contro omologazione nazionale», dicono i politologi. La scommessa su uno specifico amministrativo per Penati; il voto identico, al traino del berlusconismo egemone, dall'Europa fino alle amministrative,per Podestà. è questo il claim della sfida milanese. Non foss'altro che il modello unionista con cui Penati ha governato mostra da tempo la corda. Su rifiuti, immigrazione e infrastrutture non si contano gli strappi con la sinistra radicale, dopo l'intuizione di una nuova governance metropolitana per i temi di area vasta, superando la vecchia istituzione provincia. L'attivismo pre elettorale nasce quindi dalla debolezza del vecchio unionismo e dall'incertezza su Serravalle, l'autostrada scalata nel 2005 coi soldi di Banca Intesa oggi al centro di un delicato riassetto per quotarla in Borsa. Di qui l'ambizione di fare concorrenza direttamente sull'insediamento politico-sociale del leghismo. Penati ci prova da mesi facendo del dualismo nord-sud il suo cavallo di battaglia (lo ha fatto su Malpensa e Expo), e aprendo un canale con il capitalismo diffuso ai tempi della recessione globale, preponderante nel milanese. Mettendo insieme "crisi e territorio" si arriva così alla lista Penati che affiancherà il Pd nel voto. Dentro ci saranno esponenti del ceto medioe alcune esperienze civiche di territorio: manager, professionisti, piccoli imprenditori, artigiani e amministratori dell'hinterland. Più qualche nome grosso come Philippe Daverio, Francesco Bogliari, Benedetta Tobagi e Maurizio Calzolari della Cna. Nel frattempo la lista cerca di agganciare quei mondi ciellin/formigoniani poco entusiasti di trovarsi con un altro gallo del Pdl in casa. Podestà, viceversa, punta a surfare sul consenso berlusconiano. Chiede una scelta di campo anche per le amministrative. Non a caso nei collegi più difficili (da Cinisello a Sesto) potrebbero candidarsi esponenti di spicco come il ministro Ignazio La Russa, proprio per tirargli la volata. Insieme al traino elettorale di altri big (Mariastella Gelmini o l'ad di SoGe Expo Lucio Stanca). In attesa che Berlusconi trovi un po' di tempo dall'emergenza Abruzzo. Si partirà comunque dal 50,7% di Pdl più Lega alle Politiche 2008.Penati spera nella fronda interna del Carroccio e dell'ala ciellina di Forza Italia, che non amano troppo Podestà. Anche il moltiplicarsi delle candidature potrebbe aiutarlo. Rifondazione, Udc, La Destra, i Pensionati, Nordestra di Carla de Albertis e una lista Aboliamo le Province, sostenuta da Libero di Vittorio Feltri, correranno infatti con un proprio candidato. Forse anche Daniela Santanchè. Podestà punta invece a chiudere al primo turno, sfruttando l'onda nazionale, e sperando che il criptoleghismo penatiano non sfondi nel suo elettorato. © RIPRODUZIONE RISERVATA CENTRO-DESTRA Per sostenere la candidatura di Podestà, alcuni big pronti a presentarsi nei collegi a rischio. Si teme la fronda da parte di Lega e ciellini

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Difendiamo le nostre scuole elementari (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

«Difendiamo le nostre scuole elementari» Consulta mobilitata, si costituisce un comitato. Stasera assemblea pubblica STELLATA. Il rischio della chiusura per le scuole elementari del paese (ma anche quelle di Pilastri sono in pericolo) sta facendo discutere nella minuscola località adagiata sul borgo del Po. Si sta mobilitando anche la Consulta frazionale che include, oltre a Stellata, anche Ponti Spagna e Zerbinate mentre è annunciata la costituzione di un comitato. Stasera alle 21 nel capannone del doposcuola parrocchiale è convocata un'assemblea pubblica aperta a tutto il paese con all'ordine del giorno «difendiamo la nostra scuola elementare». E' preoccupato il tono con cui Ilaria Faraoni, presidente della Consulta, parla della vicenda delle scuole primarie: «La scuola è in un paese piccolo come il nostro un punto di riferimento importante ed il fatto che vi sia un limitato numero di frequentanti non può dar luogo ad una chiusura che non tenga conto di numerosi fattori, di cui credo l'amministrazione locale deve farsi carico». La Faraoni poi entra nella tematica più politica ed afferma: «Dopo i tanti propositi della ministra Gelmini, credo che ora tutti possano comprendere quanto la sua riforma fosse in effetti una contro-riforma con annessi e connessi elementi negativi: classi più numerose, meno docenti, scuole più scomode da raggiungere ed i piccoli centri, in cui la scuola è rimasta l'unico punto unificante della comunità, si getta anche questa esperienza ai fini di non si sa quale risanamento di bilancio». La Faraoni aggiunge: «Qui ruota attorno alla scuola primaria tutta un'importante organizzazione collegata anche all'impegno di quanti hanno voluto il doposcuola, la scuola materna e tanti servizi a questo collegati. Sparendo le scuole primarie il nostro tessuto sociale si impoverirà notevolmente, rischieremo l'estinzione». Ilaria Faraoni fa alcune proposte: «Credo che il Comune debba intervenire con la massima attenzione su questo problema, cui è collegata anche la scuola di Pilastri, puntare sula salvaguardia delle scuole si dà linfa alle comunità locali. Senza scuola i nostri bimbi avranno problemi di trasporto notevoli, per non parlare di come le famiglie si dovranno organizzare. A mio parere è bene intervenire subito e con celerità, i tempi sono maturi». Secondo quanto comunicato dal responsabile dell'ufficio scolastico provinciale, Vincenzo Viglione, in una nota del 10 aprile, il prossimo anno non verranno istituite le prime classi elementari a Stellata e Pilastri. Venerdì 24 è previsto un incontro a Bondeno con lo stesso Viglione per discutere la situazione.

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IL CNR DICE DUE VOLTE: BUON COMPLEANNO RITA (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 21 Aprile 2009 IL CNR DICE DUE VOLTE: BUON COMPLEANNO RITA Roma, 21 aprile 2009 - Il Cnr festeggia il centenario di Rita Levi-montalcini due volte: con un convegno scientifico che si terrà il 21 aprile, presso la sede dove la professoressa continua a lavorare, e un incontro più istituzionale, in Campidoglio, il 22 aprile. Due manifestazioni di rilievo internazionale, cui parteciperanno studiosi di ogni parte del mondo e alle quali lo stesso Premio Nobel ha assicurato la presenza. L’evento del 21 aprile sarà dedicato all’Ngf, il Nerve growth factor (Fattore di crescita nervosa), la proteina per la cui scoperta la prof. Ssa Levi-montalcini ha ricevuto il Nobel. Il convegno, dal titolo “One day meeting on nerve growth factor: from sarcoma 180 to clinical applications” si terrà a Roma, presso l’Ebri (European Brain Research Institute), il centro di ricerca scientifica internazionale sulle neuroscienze fondato dalla Levi-montalcini (in via del Fosso di Fiorano n. 64, dalle ore nove). Organizzato dal dr. Luigi Aloe, ricercatore dell’Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del Cnr e dal 1969 allievo della professoressa, vi parteciperanno studiosi italiani e provenienti da Usa, Canada, Bulgaria, Germania, Svezia, Israele e Gran Bretagna. “Si discuterà dell’intuizione originaria della Levi-montalcini e dell’importante ruolo della molecola Ngf nel comportamento aggressivo, nell’ansia (compresa quella dell’innamoramento), nella risposta allergica e nei meccanismi delle cellule cardiovascolari”, spiega il dr. Aloe. “Si presenteranno inoltre i più recenti risultati relativi all’azione terapeutica e clinica del Ngf nelle patologie umane, quali le ulcere della cornea, della cute (incluse quelle da decubito) e nei processi neurodegenerativi cerebrali nel morbo di Alzheimer”. L’ingresso e la partecipazione al convegno sono libere. Il secondo convegno, dal titolo “The Brain in Health and Disease” si terrà il 22 nell’Aula di Giulio Cesare e nella Sala della Protomoteca del Palazzo Senatorio in piazza del Campidoglio. E’ organizzato per la fondazione Ebri da un comitato scientifico internazionale, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il contributo di Consiglio Nazionale delle Ricerche, Regione Lazio, Comune di Roma, Provincia di Roma. Direttore scientifico il prof. Piergiorgio Strata dell’Università di Torino. Apriranno i lavori il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Maria Stella Gelmini e il sottosegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche Sociali, prof. Ferruccio Fazio, assieme al presidente del Cnr, prof. Luciano Maiani. Tra le autorità politiche che saranno presenti, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il governatore Piero Marrazzo, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti. “Rita Levi-montalcini rappresenta un punto di riferimento per tutta la scienza italiana”, afferma il presidente Maiani, che ricorda come il Cnr per primo, nel 1963, offrì alla scienziata italiana, di ritorno in Italia dopo 15 anni negli Stati Uniti, un posto stabile dove continuare a fare ricerca. “Già allora, e ancor più oggi – continua Maiani – Rita Levi-montalcini è considerata dagli scienziati italiani un nume tutelare della ricerca del nostro Paese, per il suo prestigio e per il suo attaccamento alla scienza”. Nella prima sessione del convegno parleranno tre Premi Nobel: il biochimico statunitense Stanley Cohen, che ha vinto il premio nel 1986 per gli studi sull’Ngf assieme alla professoressa Rita Levi-montalcini, l’israeliano Aaron Ciechanover e lo svedese Torsten Wiesel. Al convegno saranno poi presentati gli studi di altri scienziati italiani e stranieri. I lavori termineranno alle 17,30 con il Concluding speech della professoressa Rita Levi-montalcini. . <<BACK

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Agli Erzelli arriva l'università di Genova (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-04-21 - pag: 21 autore: Scajola e Gelmini hanno dato il via libera ai lavori per il quartiere avveniristico Agli Erzelli arriva l'università di Genova Domenico Ravenna GENOVA Costruire un avveniristico technology village in una periferia degradata. In cima a una collina dall'aspetto lunare, adibita a deposito di container. Mission impossible: fu il generale responso con il quale, nell'aprile del 2003, venne accolto il progetto di Carlo Castellano per trasformare le grigie pendici della collina nei confini di una cittadella dell'hi-tech. Sei anni dopo, Castellano ha vinto la sua battaglia: affiancato dai ministri Claudio Scajola e Maria Stella Gelmini, il ceo di Esaote ha idealmente collocato la prima pietra dell'ambizioso progetto che, nell'arco di dieci anni, convoglierà investimenti previsti nell'ordine di un miliardo per realizzare un parco tecnologico di oltre 400mila metri quadrati, di cui la metà destinati all'insediamento di aziende hi- tech, pronti a ospitare la nuova sede della facoltà di Ingegneria del capoluogo ligure, residenze, servizi, spazi commerciali e aree verdi. Un villaggio proiettato nel futuro nel quale lavoreranno circa 10mila addetti, vivranno mille famiglie e affluiranno ogni giorno 5mila studenti universitari. In queste settimane sono incominciati i primi scavi e, fra due anni, potrà insediarsi la prima azienda, la Ericsson, che ha scelto gli Erzelli per concentrare nel capoluogo ligure il suo centro di ricerca e sviluppo per la banda larga. E proprio con Cesare Avenia, amministratore delegato della consociata italiana della multinazionale svedese, Scajola e Gelmini hanno sottoscritto ieri un protocollo di intesa finalizzato alla creazione del centro di ricerca. Se per il ministro dello Sviluppo economico Erzelli può diventare un esempio virtuoso del recupero di posizioni negli investimenti per la ricerca da parte delle aziende private,il ministro dell'Istruzione auspica di poter declinare l'iniziativa sulla collina genovese in altri contesti territoriali. In occasione della firma del protocollo, il rettore dell'Università, Giacomo Deferrari, ha sciolto le ultime riserve sulla riallocazione di Ingegneria preannunciando che gli Erzelli saranno il cuore pulsante della nuova facoltà. La collina sarà anche la destinazione dei laboratori genovesi del Cnr. La concentrazione di aule universitarie e di tecnici del Cnr favorirà il trasferimento delle aziende: non solo riallocazioni, ma anche new entry nel panorama produttivo genovese. «Abbiamo avviati contatti conferma Castellano – con alcuni gruppi internazionali che stanno valutando l'opportunità di insediarsi nel parco». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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di OLIVIA POSANI ROMA SARÀ MERITO della cura Brunetta, ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 21-04-2009)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Firenze)) (Giorno, Il (Milano))

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 4 di OLIVIA POSANI ROMA SARÀ MERITO della cura Brunetta, ... di OLIVIA POSANI ROMA SARÀ MERITO della cura Brunetta, sarà che i bacilli quest'anno si sono mostrati più clementi del solito, certo è che in cattedra sono diminuite le assenze. Dopo i dati elaborati dalla Funzione pubblica, la conferma arriva da Mariastella Gelmini: anche nel mese di marzo, come era successo a gennaio e febbraio, le assenze per malattia dei docenti sono diminuite rispetto allo stesso mese del 2008 del 13,3% e del 27,1% quelle di bidelli, segretari, tecnici. Insomma del personale Ata. E se si tiene conto dei giorni lavorativi effettivi (le vacanze pasquali lo scorso anno sono arrivate proprio in marzo) le percentuali salgono rispettivamente a 30% e a 29,9%. Le assenze per malattia superiori ai dieci giorni sono risultate invece in calo del 7,4% per quanto riguarda gli insegnanti e del 9,5% per quanto riguarda il personale Ata. «Risultati molto positivi», sottolinea il ministro dell'Istruzione. Ovviamente stiamo parlando di medie: scorporando i dati si scopre che la riduzione più marcata nelle assenze è stata nel Nord-Est per quanto riguarda gli insegnanti (-16,3%) e nel Sud (-28,8%) per quanto riguarda ausiliari, tecnici e amministrativi. IL PRIMATO di «assenteisti» pentiti non spetta però ai docenti ma ai ministeriali. Nel dicastero delle Infrastrutture le assenza per malattia sono diminuite del -41,9%. Seguono Agricoltura (-31,3%), Esteri (-28,9%) e Sviluppo Economico (-28,8%). A impressionare è però quanto accade nelle amministrazioni locali. Se le minori assenze dei dipendenti regionali oscillano tra il 41,6% del Veneto e il 68,4% della Liguria, a livello provinciale si registrano vette del -69,3% ( Massa Carrara), -66,0% (Lecco) e -63,3% (Avellino). La palma d'oro va comunque alla Asl di Foggia: i suoi dipendenti colpiti da malattia sono diminuiti in un anno del 72,5%. Anche all'ospedale civico di Ascoli non si scherza: -70,4%. Comunque, in base ai dati elaborati dalla Funzione pubblica, risulta che le assenze per malattia nella pubblica amministrazione a marzo sono diminuite complessivamente del 35,9%. La percentuale riguarda 4.294 amministrazioni (non sono comprese scuola, università e pubblica sicurezza), quelle che hanno deciso di mettere sul loro sito Internet i numeri relativi a presenze e assenze. A FORTIFICARE la salute dei dipendenti pubblici ha forse contribuito la circolare firmata dal ministro Renato Brunetta lo scorso 17 luglio. Il documento chiarisce che chi non va a lavorare riceverà una retribuzione ridotta. In sostanza perderà la parte accessoria dello stipendio (i buoni pasto, per fare un esempio). «La decurtazione spiega la circolare si applica a ogni evento di malattia, a prescindere dalla durata». E la amministrazioni dovranno inoltrare obbligatoriamente la richiesta di visita fiscale anche nel caso di assenza per un solo giorno. Si scopre però che col passare del tempo il fenomeno si attenua: a settembre le assenze sono diminuite del 44,6%, a ottobre del 43,1%, a novembre del 41,4%, a dicembre del 37%, a gennaio del 41,6%, a febbraio del 39,8 e a marzo, appunto, del 35,9%. Malattie a parte, Brunetta all'inizio dell'anno ha calcolato che nella pubblica amministrazione il tasso di assenteismo è diminuito ormai stabilmente del 45% . Il che vuol dire che ogni giorno ci sono 100 mila persone in più nei posti di lavoro: «Un aumento della produttività dei dipendenti pubblici può voler dire almeno un punto di Pil all'anno», circa 15 miliardi di euro. Solo nella scuola la riduzione del fenomeno ha comportato per lo Stato un risparmio nelle spese per le supplenze pari a 250 milioni.

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Fiuta una frode, l'accusano di negligenza (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 21-04-2009)
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PRIMO PIANO pag. 4 Fiuta una frode, l'accusano di negligenza FUNZIONARIO ZELANTE CON IL MARCATEMPO ROMA A SVELARE l'ennesimo scandalo nella scuola è stato Report, domenica scorsa. In Come tu m'insegni di Stefania Rimini è emerso il caso di Valeria Vicini, direttore amministrativo dell'Istituto Solari di Fidenza, che con la soffiata di un collega ha scoperto la frode di alcuni insegnanti al momento di timbrare i cartellini. Dopo attenta indagine la dirigente ha ricostruito le modalità del reato quantificando in 6 mila ore, e 100 mila euro, il danno all'Erario per le ore «rubate». «Quando ho confrontato i cartellini con i dati che mi aveva dato la scuola ha spiegato la Vicini ho visto di tutto e di più». Ma il dirigente scolastico, Aluisi Tosolini, anziché fare una denuncia per frode ne ha fatta una contro la Vicini per «negligenza». Il ministero sa tutto ma, a detta del ministro Gelmini, gli ispettori non sarebbero sufficienti a coprire le necessità. e. g. p.

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Aiuti, anticipi dai sindaci (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-04-21 - pag: 7 autore: Si riparte. Ieri hanno riaperto 204 scuole su 294 Aiuti, «anticipi» dai sindaci Valentina Maglione ROMA Saranno i Comuni ad anticipare i contributi di 100 euro al mese (fino a un massimo di 400 euro) alle famiglie sfollate che trovano da sé un'altra sistemazione. E, in un secondo momento, le somme saranno rimborsate dall'Erario ai sindaci. Mentre nessun aiuto spetterà alle famiglie alle quali la Regione Abruzzo o i Comuni hanno offerto una sistemazione alternativa. è quasi pronto a partire il bonus dedicato a chi, dopo il terremoto del 6 aprile scorso, ha perso la casa. Deciso dall'ordinanza del 9 aprile, firmata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,aspetta le istruzioni operative: che saranno dettate da una circolare del dipartimento della Protezione civile, in arrivo a breve. è invece ancora solo una promessa l'indennità di 800 euro al mese per i commercianti, gli artigiani e gli agricoltori che hanno dovuto sospendere l'attività per il sisma. Il bonus –che dovrebbe essere riconosciuto anche ai co.co.co. – è stato annunciato il 9 aprile, ma non ha trovato posto nelle ordinanze finora varate: potrebbe essere regolato dal decreto legge che sarà esaminato nel corso del Consiglio dei ministri in programma per venerdì mattina all'Aquila. Ieri, intanto, in Abruzzo hanno riaperto le scuole. Si tratta di 204 edifici sui 294 della regione, mentre 78 sono rimasti chiusi e altri 12 sono agibili solo in parte. Sono questi i dati forniti dal direttore generale dell'ufficio regionale scolastico, Carlo Petracca: che ha assicurato che la formazione agli studenti sarà garantita. «I 2.541 studenti sfollati nelle zone costiere – ha spiegato –possono iscriversi alle scuole locali anche se non hanno più i documenti: basta un'autocerficazione », in base a un decreto firmato dal ministro Mariastella Gelmini, ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. «Si sta poi lavorando –ha continuato Petracca – per individuare locali per le lezioni nei Comuni in cui il sisma ha distrutto le scuole. E i circa 2.700 studenti riuniti nelle tendopoli potranno contare su "docenti itineranti"». Restano incerte, per ora, le modalità con cui si svolgeranno gli scrutini e gli esami di Stato:che dovranno essere dettagliate dai prossimi provvedimenti ministeriali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Brunetta, il JumPC e la scuola in rete (sezione: Scuola)

( da "Apogeonline" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il netbook in classe Brunetta, il JumPC e la scuola in rete di Giorgio Jannis 21 Apr 2009 Dopo la positiva sperimentazione in Lazio, Piemonte e Sicilia, i ministri dell'innovazione e dell'istruzione intendono estendere la sperimentazione del computer in classe a «centinaia di migliaia di bambini», dalle elementari alle superiori Ecco una notizia che dovrebbe rallegrare, chi genitore o professionista della formazione, ha a cuore la modernità dell'insegnamento e la promozione di tecnologie educative aggiornate in àmbito scolastico. Mi riferisco alle dichiarazioni del ministro Renato Brunetta sulla futura diffusione di netbook ai giovanissimi studenti delle scuole primarie, dichiarazioni espresse in occasione della conferenza stampa tenutasi a Roma presso il circolo didattico Walt Disney per illustrare gli esiti di una sperimentazione condotta in questi mesi dalla Fondazione Mondo Digitale (presieduta da Tullio De Mauro), insieme a Intel e Olidata, in diverse regioni italiane, riguardante la distribuzione gratuita a circa 150 bambini e a 15 docenti di un computer personale denominato JumPC. Si tratta in ogni caso di prendere atto dei risultati concreti di un cambiamento strategico peraltro lungamente atteso da chi si occupa del "fare scuola" odierno, in linea con l'espressa volontà ministeriale di svecchiare la Scuola italiana grazie a dotazioni tecnologiche quali la presenza di connettività veloce e di lavagne interattive multimediali. Le domande certo sarebbero molte, a partire dalle implicazioni "etiche" del progetto nella scelta dei partner commerciali, alla preferenza per software proprietario, fino alle modalità di funzionamento dei filtri alla navigazione installati da Olidata sul JumPC mediante l'applicativo Magic Desktop, ma le informazioni sono ancora troppo lapidarie per poter comprendere i piani di utilizzo e i risvolti sociali dell'introduzione dei pc in classe, ovvero le modificazioni effettive della pratica d'insegnamento nel contesto di attuazione del progetto. Perché un insegnante che vede dinanzi a sé quindici o venti "coperchi" alzati a nascondere il viso degli studenti, che convive cinque ore con il ronzìo soffuso ma penetrante delle ventole, che abita con gli allievi dentro reti relazionali sostenute da collegamenti wifi e ha sotto la freccina del mouse tutto lo scibile umano non può continuare a concepire i processi dell'apprendimento come prima che tutto questo accadesse, come se nulla fosse successo. Mi rallegro dell'introduzione capillare del pc a scuola, perché modificherà l'ambiente cognitivo ed emozionale dentro cui avviene oggi l'apprendimento formale; forzerà positivamente la mano a quelli che lodano i bei tempi andati perché non capiscono la Società della Conoscenza attuale, costringendoli almeno a mantenere una dignità nel loro sproloquiare; riuscirà col tempo a promuovere pratiche significative di utilizzo didattico adeguate alle nuove potenzialità offerte dallo strumento tecnologico, magari evitando che venti computer vengano contemporaneamente accesi dentro la stessa stanza per fare il dettato su un programma di videoscrittura - altrimenti la dotazione di pannelli fotovoltaici sul tetto delle scuole diventa oltremodo impellente, moltiplicando anche solo poche decine di watt per il milione di netbook che i ministri Brunetta e Gelmini intendono introdurre nelle scuole. Ma esperienza e pragmaticità già mi dicono che inesorabilmente i primi anni di questa Scuola 2.0 saranno connotati da utilizzi bassamente strumentali delle ex-nuove tecnologie - come già abbiamo visto, tranne poche coraggiose iniziative, accadere ieri con la famigerata aula multimediale e oggi con le lavagne interattive, utilizzate appunto quali mere succedanee dell'ardesia senza prendere in considerazione le innovazioni didattiche che questi ritrovati tecnologici potrebbero apportare all'insegnamento in quanto supporti interattivi e connessi, in grado di lasciar emergere quelle dimensioni gruppali di condivisione di informazioni e scambio dialogico importantissime in una concezione sociale e socializzata dell'apprendimento. Non si tratta qui di fare facili previsioni su un iniziale "fallimento" dei pc in classe, anzi sono consapevole del fatto che storicamente sia necessaria in ogni piccola o grande rivoluzione di certe pratiche sociali - per giunta in grado di coinvolgere le istituzioni stesse, come in questo caso - una certa "rottura" rispetto a pensieri linguaggi e prassi sedimentati nella mente dei docenti e nella struttura stessa dell'organizzazione scolastica ormai non più adeguati alla modernità. Proprio questa potrebbe essere la strada per innescare fattivamente cambiamenti nel fare scuola. Si tratta di qualcosa che doveva succedere, e che stavamo aspettando. Qui in Occidente molti di noi utilizzano i computer per lavoro, per produrre quel bene economico intangibile che è informazione e distribuzione delle conoscenze, mentre i ragazzini a scuola, knowledge worker per eccellenza, sono ancora lì a ricopiare il problema di matematica dalla lavagna sul quaderno. Molti insegnanti rimarranno favorevolmente sorpresi dai concreti risultati scolastici che otterranno dalle pratiche didattiche "aumentate", rese più potenti dai pc personali e dalla spinta motivazionale e dal "peer-to-peer" delle conoscenze nel gruppo-classe. Questo non si può certo chiamare fallimento, né dal loro punto di vista (seppur ancora legato alla percezione di risultati valutati secondo ottiche da mondo analogico) né dal mio, che in questo rito di passaggio epocale noto comunque una opportunità per una educazione informale della classe insegnante nazionale, che si troverà di qui a qualche anno a riconoscersi cambiata senza accorgersene, e in molti casi senza neppure volerlo. In ogni caso punto fermo e finalità del fare scuola deve essere l'apprendimento, e sulla scorta di questa considerazione è bene non confondere l'hardware della Scuola con il relativo software, la disponibiltà fisica dei computer e di altre nuove tecnologie in classe con l'automatico miglioramento della qualità dell'offerta formativa, misurata nella sua capacità di promuovere competenze personali (non solo abilità) e di suscitare nei giovanissimi consapevolezza e senso critico rispetto al proprio essere futuri cittadini connessi e interconnessi (su Il blog nella didattica potete trovare tracce di alcune recentissime discussioni su questi argomenti riguardanti le tecnologie didattiche in classe, tra lavagne Lim e stili di apprendimento dei nativi digitali). Per questo confido e auspico che qualche milione di euro venga nell'immediato futuro destinato alla promozione ministeriale di corsi intelligenti di aggiornamento per gli insegnanti e per i dirigenti scolastici: usando la metafora dell'automobile, ora che le macchine quattoruote vengono distribuite a tutti sarebbe il caso di provvedere una seria educazione al comportamento su strada, magari concentrandosi un po' meno sulla tecnica del carburatore e della frizione e un po' di più sul rispetto della segnaletica (guidare l'auto è azione sociale) e sulla scelta qualitativa degli itinerari da percorrere. La pensabilità delle nuove potenzialità didattiche offerte dalle tecnologie prima di diventare prassi quotidiana strutturata è qualcosa che vive dentro la testa degli insegnanti, e nuovi criteri per la progettazione e la valutazione della formazione possono e devono essere sapientemente comunicati dentro i programmi di aggiornamento professionale per i docenti, dove poter finalmente affrontare le tematiche dell'acquisizione di competenze di abitanza digitale specifiche. Competenze non limitate a infarinature sull'utilizzo di applicativi tipo ufficio, non affogate dentro denominazioni tecniche che con l'informatica come scienza nulla hanno a che fare, ma schiettamente orientate a fornire degli orizzonti di operatività concreta, da subito sociale e glocale come può essere a esempio una mappa satellitare da noi stessi arricchita con segnalazioni multimediali originali, rispetto alle suggestioni di questa tutta nostra Cultura Digitale in cui viviamo, a cui noi stessi abbiamo faticosamente contribuito abitando in Rete senza declinare responsabilità, consapevoli della tecnosocialità quale ambiente di crescita e di vita delle nuove generazioni. Giorgio Jannis legge il mondo come semiotico narratologo e, quando scrive o parla professionalmente, si occupa di progettazione sociale, di formazione alla persona, di comunicazione e di gestione del cambiamento, soprattutto nel settore pubblico. Le dinamiche affettive interpersonali e gruppali dentro i media conversazionali, i linguaggi della cultura digitale, le nuove forme di partecipazione dell'e-democracy sono gli interessi attuali. È presidente di NuoviAbitanti, associazione culturale per la promozione della Cultura TecnoTerritoriale e dell'Abitanza biodigitale. In Rete: semioblog.blogspot.com

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il 5 per mille per la musica (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Livorno Il 5 per mille per la musica Appello del presidente del Mascagni Giulio Cesare Ricci LIVORNO. Sostenere con il 5 per mille un'arte indispensabile come la musica, in un momento in cui i tagli alla cultura stanno colpendo anche i Conservatori. Questo è l'invito che il presidente dell'Istituto Mascagni, Giulio Cesare Ricci e il direttore Stefano Agostini, lanciano ai livornesi, nella speranza che arrivi non solo alle famiglie degli studenti, interessate a salvaguardare il futuro musicale dei loro figli, ma anche a tutti i cittadini che vogliono proteggere un luogo di grande importanza culturale, oggi uno dei più fertili della Toscana per programmazione, iniziative e diplomati d'eccellenza. Con la dichiarazione dei redditi 2009 sarà infatti possibile devolvere la quota del 5 per 1000 dell'Irpef al prestigioso Istituto Musicale cittadino (www.istitutomascagni.it) per sostenerlo nelle attività didattiche e nella produzione. «Produzione musicale - dice Giulio Cesare Ricci - che viene offerta gratuitamente alla cittadinanza e che vogliamo continuare a offrire, tant'è che abbiamo in programma a breve un'altra serie di concerti di musica contemporanea. E incontri a tema «Una vita con la musica» che, dopo Salvatore Accardo, Vincenzo Cerami e GastÓn Fournier-Facio, vedranno avvicendarsi in un dialogo con gli studenti e il pubblico personaggi come il soprano Rajna Kabaivanska e il musicista Stefano Bollani». «Se si devono fare dei tagli - ha continuato Ricci - la scuola perde di significato. E anche se a oggi la nostra situazione è abbastanza buona, rispetto ad altri Conservatori che hanno molti più problemi, il futuro non è così certo, poiché da parte del ministro dell'istruzione, signora Gelmini, non c'è stata finora nessuna presa di posizione, anche se noi e altri istituti da mesi abbiamo chiesto un incontro». «Cinquant'anni di attività non possono certo essere messi a rischio per mancanza di fondi - ha proseguito Ricci - e non possiamo chiedere di più a Conune e Provincia, perché queste istituzioni stanno già facendo molti sacrifici per dare il loro contributo alla diffusione della cultura musicale nel nostro territorio». «Si tratta anche - ha aggiunto il direttore Agostini - di avere la sicurezza di poter pagare gli stipendi ai lavoratori: 40 insegnanti più dieci persone per i servizi, più tutta una serie di collaboratori e per questo motivo chiediamo ai cittadini di aderire al progetto di sostegno che da quest'anno è possibile». Maria Antonietta Schiavina BENEDETTA BARZINI "La bellezza è un prodotto in vendita?", parliamone con Benedetta Barzini mercoledì alle 16.30 al Centro Donna in Largo Strozzi 3. Benedetta Barzini, modella e icona della bellezza degli anni 60, musa di Andy Warhol e Gerard Malanga, giornalista, saggista, docente universitaria, da anni riflette sulla moda e sul costume e sulla tirannia dei modelli di bellezza imposti. Molti musicisti che si sono diplomati al Mascagni fanno parte delle più importanti orchestre d'Italia. Nell'Istituto studiano più di 400 allievi, divisi nei corsi ordinari di Strumento e Composizione, nei Corsi di II Livello, nei Corsi per l'Abilitazione all'insegnamento, nei Corsi di Propedeutica musicale, nei Corsi di Base per tutte le età. L'Istituto organizza con regolarità rassegne concertistiche, concerti e laboratori didattici destinati alle Scuole Pubbliche, incontri con grandi personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Questi infine i recapiti dell'Istituto Mascagni: tel.: 0586403724; Fax: 0586426089 Indirizzo: Palazzo della Gherardesca Via G. Galilei, 40 segreteria istitutomascagni.it. E' possibile sottoscrivere il 5 per mille per l'Istituto.

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Elezioni, i big del Pdl lanciano la volata nei collegi a rischio (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 95 del 2009-04-21 pagina 2 Elezioni, i big del Pdl lanciano la volata nei collegi a rischio di Sabrina Cottone La proposta del ministro La Russa che intende candidarsi a Cinisello. I sondaggi danno il centrodestra in vantaggio di 14 punti. In forse Magenta e Sesto Candidati big per trainare il voto in favore di Guido Podestà nei collegi provinciali in cui il Pdl è più debole. L’idea è stata proposta durante una riunione dei vertici del partito a Palazzo Marino convocata per dare il via al gruppo unico del Pdl in consiglio comunale. Approva Ignazio La Russa, uno dei coordinatori nazionali del Pdl: «Stiamo valutando insieme l’idea di Guido Podestà di assegnare gli ultimi cinque o sei collegi, secondo i voti riportati nelle elezioni precedenti, a esponenti di spicco, perché si cimentino nel trainare questi collegi verso posizioni migliori». La Russa cita come collegi in bilico Cinisello (dove si candiderà proprio il ministro della Difesa), Sesto San Giovanni, Magenta, ma il progetto potrà essere esteso come prova che il Pdl punta a vincere in tutti i collegi e ad evitare il ballottaggio. Gli ultimi sondaggi, che risalgono al 19 marzo, danno Pdl più Lega al 55 per cento, quattordici punti in più rispetto al centrosinistra, inteso come alleanza Pd, Italia dei valori e Rifondazione comunista, nonostante tra questi partiti non sia stata formalizzata alcuna alleanza e al contrario Rifondazione sia uscita dalla giunta Penati. Podestà non esclude un confronto televisivo con l’attuale presidente della Provincia, anche se non lo ritiene necessario: «Al momento credo che i cittadini possano valutare tranquillamente chi votare, ma se il confronto pubblico sarà necessario lo faremo, valuteremo». Ma è chiaro che il candidato del centrodestra, da sfidante, punta molto sulla forza politica del Pdl e sul sostegno che arriverà anche dai testimonial nazionali, a partire dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, anche se al momento «è giustamente impegnato in Abruzzo e non ha ancora fissato una data». Alla campagna elettorale, assicura Podestà, parteciperanno anche vari ministri, tra cui la titolare dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, e l’amministratore delegato di Expo 2015, Lucio Stanca. «Faremo un calendario nei prossimi giorni. E anche l’onorevole Stanca si è reso disponibile per proiettare l’attenzione su Expo in ciò che la Provincia ha competenza». A Palazzo Marino sono stati formalizzati i nuovi incarichi nel gruppo unico del Pdl, nato dalla fusione tra Forza Italia e An. L’azzurro Giulio Gallera sarà capogruppo con Carlo Fidanza (che proviene da An) come vice. «A Milano siamo molto orgogliosi che il primo gruppo del Pdl sia al Comune. Ancora una volta - ha detto Gallera - rappresentiamo un modello per il Popolo della libertà». Il vicesindaco, Riccardo De Corato, sarà capodelegazione con Giovanni Terzi come vicario di un ufficio di presidenza di cui faranno parte anche Maurizio Cadeo, Giacomo Beretta e probabilmente un quarto proveniente da Forza Italia. è stato nominato anche il nuovo direttivo del gruppo, formato da sette componenti: cinque del direttivo uscente di Forza Italia e due di An. Si è discusso anche della commissione Expo: per la presidenza è in pole position Carlo Fidanza, anche se nel nutrito gruppo degli azzurri non mancano malumori, che si aggiungono alle proteste dell’opposizione, che avrebbe voluto la commissione per sé. La questione non è ancora chiusa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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High Tech, università e giardini: il futuro di Genova comincia qui (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 95 del 2009-04-21 pagina 4 High Tech, università e giardini: il futuro di Genova comincia qui di Monica Bottino Un miliardo di investimenti privati, soldi pubblici e tanta ricerca Gelmini e Scajola: «La crisi si vince così». E Marta è a Bruxelles (...) hanno garantito il sostegno economico - ancora da quantificare nell'importo finale - del governo all'iniziativa. Che prevede entro il 2011 la realizzazione di un primo settore dove si insedierà Ericsson Telecomunicazioni con mille addetti: i cantieri sono cominciati una decina di giorni fa. Lì si trasferiranno subito dopo anche la facoltà di Ingegneria e i laboratori del Cnr. L'obiettivo è quello di creare le condizioni affinché arrivino anche molte altre aziende e si crei sinergia tra l'università e il mondo imprenditoriale. Il promotore dell'iniziativa, che vedrà un investimento complessivo da parte di privati di un miliardo di euro in dieci anni, è «Leonardo Technology», fondata nell'ottobre del 2005 e azionista di maggioranza di «Genova High Tech» con il 67 per cento circa di capitale. Le altre azioni di GHT sono in proporzioni diverse di una cinquantina di imprenditori del settore che insieme a Carlo Castellano, presidente di GHT, hanno creduto nell'iniziativa. I soci di Leonardo Tecnology sono Prometeo srl del Gruppo Rasero, la Nuova Erzelli srl (partecipata al 40 per cento da Banca Carige, al 32 da Prometeo e al 28 per cento dalla Talea spa), Intesa San Paolo e una sua società partecipata, Euromilano Spa. Inoltre la Banca europea degli investimenti ha manifestato interesse al progetto e sta valutando un finanziamento consistente che verrebbe veicolato attraverso la Carige. Il parco di 446mila metri quadrati, ne avrà 200 di area verde aperta al pubblico, la facoltà di Ingegneria ne occuperà 90mila, le aziende high tech 208mila, mentre residenze, servizi e spazi commerciali ne avranno 113mila. È previsto che a regime nell'area lavorino diecimila persone, e vivano mille famiglie oltre alla popolazione studentesca, circa 5mila ragazzi. «Qui nasce una prospettiva sulla ricerca di cui il Paese ha bisogno», ha detto Scajola, ricordando come «l'Italia è indietro nei finanziamenti per la ricerca soprattutto per quanto riguarda gli investimenti privati». Ma qui si volta pagina. Il presidente della Regione Claudio Burlando ha ricordato come «in Liguria ci sono solo due aree dove il governo può aiutare la grandissima impresa e una è Erzelli, quindi ben vengano gli aiuti alle imprese che vogliono scommetterci». La speranza è che in breve tempo Genova possa fare da catalizzatore per le imprese high tech anche straniere che vengano ad investire nel capoluogo ligure. «Realizzare la ricerca e praticarla in concreto è la miglior misura anticrisi che il governo possa mettere in campo», ha detto il ministro Gelmini annunciando che il progetto genovese sarà parte del programma nazionale di ricerca che il governo sta portando avanti con Confindustria. Il ministro, arrivato in ritardo, di corsa, è entrata da una porta laterale e non ha incontrato il gruppetto di manifestanti che l'attendevano fuori da Palazzo Spinola. Ieri, alla firma del protocollo d'intesa, in prefettura a Genova c'era tutta la Genova istituzionale: oltre alla padrona di casa, il prefetto Anna Maria Cancellieri, anche il presidente della Provincia Alessandro Repetto, il magnifico Rettore Giacomo Deferrari, la preside di Ingegneria Paola Girdinio, il senatore Sandro Biasotti e Giorgio Bornacin del Pdl e molti altri. Unica assente la sindaco Vincenzi, che ha inviato in rappresentanza l'assessore Mario Margini, visto che, proprio in un giorno così importante per Genova, aveva un impegno a Bruxelles. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Troppe perplessità (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 21-04-2009)

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Troppe perplessità Troppe perplessità per il futuro di Belluno LO SLOGAN vincente delle elezioni amministrative del comune di Belluno della primavera 2007 fu: "Meno Prodi, più Prade". Prodi è caduto ma il «più Prade» è rimasto solo uno slogan. E' documentabile il letargo in cui è caduta la città! Sonno profondo della giunta comunale e della sua maggioranza non imputabile alla crisi mondiale o agli errori dei governi nazionale e regionale, peraltro di centro-destra. Silenzio profondo - e forse sconsolato - anche degli elettori: dove sono finiti i censori della raccolta differenziata delle immondizie, o gli organizzatori di fiaccolate di protesta per le antenne della telefonia mobile, o gli automobilisti incolonnati, chissà per quanto tempo ancora nel ponte degli alpini? Mai in comune si è vista una maggioranza tanto indecorosamente incerta e divisa su tutto, perfino sul bilancio di previsione! Comprendiamo le esitazioni per i signori consiglieri nel votare un documento che é già minato sul nascere dal non rispetto del patto di stabilità, da cui si discosta in modo rilevante, vanificando la prima regola fondamentale di una sana amministrazione. Non rispettare il patto di stabilità non è mera questione di forma: comporterà una serie di pesanti penalizzazioni, tra le altre un meno 5% di trasferimenti statali che aggiunti al mancato introito dell'Ici, ad un notevole aggravio degli interessi passivi, porrà il Comune in stato di sopravvivenza vegetativa. Di chi le responsabilità se non di una mancata visione delle problematiche della città, di una supponenza amministrativa che ha eluso ogni programmazione e controllo delle priorità? Abbiamo come cittadini serie preoccupazioni per il presente e per il futuro della nostra comunità. Coltiviamo la speranza che si riapra una stagione di partecipazione di confronto e di dialogo a cui fin da ora noi sottoscritti diamo la nostra disponibilità. Patrizia Meloni, Anna March, Maria De Diana, Lorenzo Rispoli, Diego De Toffol, Gerardo Picardo, Vanda De Biasi, Teododoro De Toffol, Rosa Barattin, Valentina Fiorin, Cesarina De Pellegrin, Teresa Fiabane, Gianfredo Roni, Stefano Salvador, Fabio Talamini, Renato Lanari, Manuela De Moliner, Marilena D'Alpaos, Renato Vignato, Peter De Boni, Ezio Vardanega, Maria Grazia Zaccaria, Annalia De Pellegrin, Mauro De Carli, Sergio Dal Farra. Propaganda mussoliniana di premier e ministro TRA le immagini, televisive e giornalistiche di questi ultimi giorni, legate alla dolorosa vicenda del terremoto d'Abruzzo, ve n'è una che trasmette serenità e cioè quella della riapertura della prima scuola elementare nelle zone terremotate; in tale immagine il premier Berlusconi festeggia a braccia alzate, come i bambini che lo circondano; la signora Ministro Gelmini ha un ampio sorriso. Serenità e gioia da condividere, per quei bambini. Però, riflettendo su tale immagine, il pensiero mi è andato subito a certe raffigurazioni della propaganda mussoliniana nel Ventennio fascista, essendo avulsa da una complessiva concezione "nobile" della scuola, perché sull'altro piatto della bilancia ritrovo le disposizioni su tutta la scuola italiana che lo stesso ministro, e il governo, hanno rapidamente preso, fin dai primi mesi di insediamento, con tagli e conseguenti ridimensionamenti didattici. Tagli non preceduti da necessarie consultazioni con esperti, insegnanti, rappresentanze sindacali e di genitori. Tagli che sono di attuale discussione anche in questa provincia di Belluno, provincia di montagna. Giovanni Cappellari PEDAVENA Centro guida sicura cosa ha fatto la Lega VOGLIO rispondere al consigliere regionale Dario Bond che, dopo il tour elettorale assieme all'assessore Chisso, lancia l'idea di un Kartodromo da farsi nel comune di Mel. La Lega Nord, grazie al suo capogruppo in regione Gianpaolo Bottacin, già da anni lavora e si sta mobilitando nel territorio zumellese per la creazione di un Centro di Guida Sicura sulle orme dello stesso che già esiste nel comune di Vittorio Veneto. Non solo, ma a suo tempo, era stata interpellata anche l'amministrazione Dalle Sasse che si era dimostrata favorevole all'opera, si era già in procinto di trovare un contributo per la sua realizzazione e, grazie all'esperienza nel settore di Bottacin si poteva pensare ad un centro innovativo e utilissimo che avrebbe portato lustro a Mel e alla provincia intera. Capiamo il periodo elettorale imminente, ma al consigliere Bond la Lega risponde con fatti e con un progetto che già è stato avviato. Auspichiamo che la prossima amministrazione tenda comunque a prendere in seria considerazione quest'opera già discussa, ricordando che ogni anno nelle strade del bellunese muoiono in media 35 persone, e che il primo fattore di morte sotto i 30 anni sono gli incidenti stradali. la Lega in questo è sempre stata molto attenta, basti guardare alla vicina provincia di Treviso con il progetto di sicurezza stradale avviato dalla stessa condito di campagne pubblicitarie, centri per la sicurezza stradale e centinaia di rotatorie e svariate opere stradali; a differenza dell'attuale amministrazione provinciale che è riuscita, per sbloccare il problema viabilità, a fare solo 4 rotatorie in questi anni! La Lega Nord continuerà quindi a portare avanti questo progetto sia con i suoi rappresentanti nella futura amministrazione comunale, a livello provinciale, e in sede regionale. Diego Vello Segretario della sezione Sinistra Piave Pochi miglioramenti alla galleria del Comelico LA GALLERIA del Comelico? Un ombrello "low cost" formicolante di forellini (o forelloni?), in cui la realtà si mescola all'incredulità, il fatalismo all'irritazione, l'insicurezza all'avventura. Se non altro perchè siamo nel duemila e non in epoche paleolitiche. Fuori dardeggia il sole, dentro quel tunnel famoso, a volte simile ad una camera a gas (ma siamo certi che l'impianto di aerazione funzioni senza soluzione di continuità nei momenti topici?), partorito sotto la cattiva stella (a distanza di pochi mesi già erano venuti a galla i primi "nei" che poi sono i medesimi di adesso), sembra in certuni tratti di stare sotto la doccia: uno stillicidio pressochè sistematico d'acqua che scende dalle volte e si riversa sulle auto in transito e sulla sede viaria, creando qua e là guazzi insidiosi. Non è dato sapere a quanti "check-up" il traforo sia stato sottoposto, nè quante terapie (d'urto?) abbia assemblato, ma una cosa è sotto gli occhi di tutti: di miglioramenti c'è una traccia pallida, quasi impercettibile. D'accordo, passato prossimo, qualche "rifinitura" alle pareti fessurate s'è realizzata, il "maquillage" però è una altra cosa. Solitamente si "opera" sui punti nevralgici, quelli più esposti alla "visibilità", tralasciando le "zone" oscure. Qui, evidentemente, s'è seguito un altro "metodo". Adesso sta per decollare la "fase" due del restyling. Sarà la volta buona? Lo sognano ardentemente i comelicensi (ma un po' tutti) stanchi di una telenovela senza fine. Loro la "doccia" prediligono farla tra le mura domestiche... Giuseppe Da Sacco CADORE Chiedo che la mia famiglia sia lasciata in pace SONO la ex moglie di una persona coinvolta in una vicenda giudiziaria che ha avuto luogo a Sedico. Da quando è accaduto il fatto, circa due mesi fa, io e i miei figli siamo oggetto di battute, commenti, richieste di informazioni su questa vicenda. Con questa lettera lancio un appello ai miei concittadini perchè la mia famiglia, compreso il mio ex marito e padre dei miei figli, venga lasciata in pace. Fulvia Lovatel SEDICO Povera la nostra Italia sempre sotto ricatto CREDIAMO di essere una libera nazione democratica, dove il popolo è sovrano, invece abbiamo: - un governo sotto continuo ricatto, da parte della Lega Nord, partito che di nord ha ben poco visto che è di fatto gestito da meridionali di origine, di nascita e di cultura (!?), partito che ha affossato la "Liga Veneta", unico vero partito del Nord, che ha calato le braghe nei confronti di Bossi; - la Rai sotto continuo ricatto di Santoro, visto che nessuno è in grado di farlo stare al suo posto, come dipendente pubblico imponendogli di comportarsi, onestamente nei confronti di tutti gli italiani e cioè, equidistante da tutti i partiti, essendo pagato da tutti noi coglioni, bianchi, rossi, o neri; - la magistratura che interpreta le leggi a suo piacimento, anziché applicarle, cosi come sono elaborate dal Parlamento l'unico autorizzato a legiferare, essendo l'espressione di un voto popolare che lo autorizza, mentre i magistrati non lo sono, visto che se anche indipendenti, sempre al servizio dello stato e del cittadino sono! Se non sbaglio, lo stato siamo noi cittadini; - Regioni, Province, Comuni che non recepiscono le normative emanate dai vari governi, che si sono succeduti. Che cosa ci sta a fare poi, non lo so, come si è visto ultimamente, solo alcune hanno recepito le normative, emanate sulle costruzioni, e come renderle sicure in caso di terremoto, l'Aquila docet, dove il terreno destinato a punto di raccolta in caso di calamità era adibito a mercatino di Pasqua. Dopo queste considerazioni c'è qualcuno che ancora pensa di essere in un paese democratico dove il popolo è veramente sovrano, o... Perché non diamo in mano a Di Pietro tutto il carico della ricostruzione dell'Abruzzo visto che è anche casa sua, e si sta facendo la bocca larga in tutte le trasmissioni televisive, infangando persone anonime, visto che non fa nomi anche se sottointesi, e aspettiamo, a vedere che cosa combina, a ridere c'è sempre tempo, visto che per il momento possiamo solo piangere, e fare un mutuo per comperarci una casa, mentre ad altri questo non è necessario. Rolando Caldana La sinistra radicale di casa (solo) su Rai Tre TROVO singolare il concetto di democrazia e di dialogo del giornalista Corrado Augias. Sui temi etici come per le problematiche religiose o ecclesiali non si confronta con nessuno faccia a faccia. Forse perche',senza avere il primo e garantito controllo dell'interlocutore,sempre ridotto a docile compagno di strada,non avrebbe argomenti sufficienti per dimostrare la verità delle sue affermazioni. Mi domando se Rai Tre, dove il suddetto giornalista conduce varie trasmissioni, sia un servizio pubblico oppure la tribuna esclusiva della sinistra radicale e dell'anticlericalismo. Loriano Dei Le vittime del terremoto e la nostra coscienza DINANZI al funerale delle vittime innocenti del terremoto abruzzese, non posso non pensare ad un altro funerale, quello di nostro signore Gesù, di cui venerdì e sabato si è ricordata la passione. Venne crocifisso innocente con l'unica colpa di aver predicato l'amore, ma come dalla sua morte è nata un'umanità più civile, così spero che dal sacrificio dei terremotati rinasca una nuova nazione. Leggendo il resoconto e di tutte le distruzioni, soprattutto per l'incuria, mi viene fatto di pensare che purtroppo in questo Paese, il mio e il nostro, non esista più una coscienza. Sembra sia finito chissà dove il vecchio orgoglio professionale di fare bene le cose, il vanto di fare bene, il vanto d'essere ligi al dovere. Altro che aiuti in denaro, altro che eroismo dei volontari e quanti si sono prodigati per salvare il salvabile, se non cambia il registro delle cose, e non si fa seriamente il proposito di recuperare le coscienze, ebbene, allora non cambierà proprio niente. Facciamo sì che quelle vittime innocenti non siano morte invano. Certamente è stata dura contro il terremoto, contro Berlusconi e i suoi scagnozzi, contro le nostre debolezze. Ma forse dentro di noi scorre ancora un'anima rossa. Tiriamola fuori senza paura pensando che in fondo siamo capaci di vivere solo così. Auguri per la rinascita del compagno Gesù. Bernardo Tardocchi *** Tutte le lettere, anche quelle spedite attraverso la posta elettronica, devono contenere le generalità esatte di chi scrive. In caso contrario saranno cestinate.

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Genova, nasce il Parco high-tech (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 21-04-2009 Genova, nasce il Parco high-tech DA GENOVA DINO FRAMBATI N ascerà a Genova, sulla collina di Erzelli ex deposito di container, il primo Parco scientifico e tecnologico italiano, che ospiterà, entro il 2011, la facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova, laboratori del Cnr e aziende high tech. Già sicura la presenza di Ericsson Telecomunicazioni con mille addetti, mentre una settantina hanno avviato trattative per insediarsi. Il Protocollo d'intesa per il Centro di ricerca e sviluppo è stato firmato ieri pomeriggio presso la Prefettura di Genova dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, da quello dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Maria Stella Gelmini, da Cesare Avenia, amministratore delegato Ericsson Telecomunicazioni, e dalle istituzioni locali: il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, della Provincia Alessandro Repetto, e l'assessore comunale Mario Margini per conto del sindaco Marta Vincenzi. Il Parco sarà di 446mila metri quadri, dei quali 200mila destinati ad area verde aperta al pubblico. La facoltà di Ingegneria ne occuperà 90mila; le aziende high tech 208mila, mentre re- sidenze, servizi, spazi commerciali e altro si insedieranno nei restanti 113 mila. Una volta realizzato il sito (previsti dieci anni di lavori con un investimento da un miliardo di euro) vi lavoreranno circa 10mila addetti; vi risiederanno un migliaio di famiglie, mentre la popolazione studentesca sarà di circa 5mila unità. A promuovere l'iniziativa Leonardo Technology, che controlla al 67% Genova High Tech, che realizzerà l'intervento. Ci sarà anche un contributo dello Stato, ha annunciato il ministro Gelmini, in misura ancora da stabilire. «L'investimento sulla ricerca e sulla scuola ha insistito il ministro è la migliore misura anti crisi. Aumenta la competitività delle imprese e del sistema Paese. La ricerca è leva straordinaria per lo sviluppo e per attirare capitali italiani e stranieri». È intenzione del governo, ha proseguito Maria Stella Gelmini, valorizzare il ruolo dei ricercatori. E ha colto l'occasione per annunciare la riforma della governance delle università. «Presenteremo a breve ha dichiarato un disegno di legge sulla riforma del reclutamento e della governance perché riteniamo ci siano margini per recuperare efficienza, per una migliore gestione delle risorse pubbliche ma anche per superare quell'assemblearismo che all'interno degli organi accademici ha creato a volte più difficoltà che vantaggi. Il disegno di legge è stato discusso a lungo con il mondo dell'università e da parte, non dico di tutti, ma della stragrande maggioranza del mondo accademico, c'è la consapevolezza che qualche cambiamento non è più rinviabile ». Scajola ha invece posto l'accento sul fatto che «nella prime 50 aziende al mondo che investono in ricerca ci sono solo due italiane: Finmeccanica e Fiat e al 47° e 48° posto. Dobbiamo risalire e il governo Berlusconi intende investire nella ricerca perché non c'è prospettiva per le imprese se non si investe in questa». Facoltà di Ingegneria, laboratori del Cnr e aziende tecnologiche nel sito che sorgerà sulla collina di Erzelli entro il 2011. Il ministro Gelmini: «La ricerca è leva dello sviluppo». E annuncia la riforma della governance dell'università

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Tre terremoti in Italia e un assistente psicologo (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Articolo Sei in Lettere 17 aprile 2009 Tre terremoti in Italia e un assistente psicologo Cara Europa, mi pare che lo sciame sismico a L'Aquila continui, e non solo nel senso che la terra trema. Succede di tutto, dalla magistratura impegnata a requisire le macerie per impedire il trafugamento coi camion dei reperti più compromettenti (assurdo immaginare qualche pattuglia di soldati coi fucili in mano?), alla decisione del direttore generale della Rai di censurare la satira di Vauro, come gli imperatori romani facevano con certi poeti. Eccetera. Al centro della scena, una squadra di assistenti psicologi, come quelli che la polizia o i carabinieri mettono gentilmente a disposizione delle famiglie stravolte da delitti improvvisi e devastanti. Mi riferisco al premier e ai suoi ministri, molto attivi sul palcoscenico, poco nella ricerca dei soldi, che si saprebbe dove prendere ma che si vogliono ancora una volta estorcere a chi vive di redditi interamente dichiarati. Viva i parassiti che evadono tutto e godono di contributi della fiscalità o di scudi protettivi. ALDA BATTISTA, LARINO (CB) Cara Alda, lei ha buoni sensori, che l'avvertono dello sciame che ci sta coinvolgendo tutti. A parlare dei terremoti più importanti, mi limiterei a tre, tutti ovviamente concatenati. In primis, e in assoluto il più tragico e doloroso, è il terremoto dell'Abruzzo, della nostra L'Aquila, così lontana dal sentimento quotidiano eppure così dentro di noi per i suoi pregi culturali che ne fanno una delle poche perle dell'Abruzzo-Molise. Sulle sue macerie, ieri infierivano Berlusconi e la Gelmini, per attribuirsi il primo giorno di scuola; e presto ci sarà l'adunata generale del governo, che ben potrebbe svolgersi a palazzo Chigi come dice Franceschini senza scomodare cortei di macchine e di elicotteri per farsi applaudire dagli attendati. Il secondo terremoto riguarda le tasche di tutti gli italiani, che qualcosa debbono tirar fuori per la ricostruzione, ma che a loro volta avrebbero da dire qualcosa quando si parla di "tassa di scopo", colpendo addirittura chi guadagna e dichiara 6000 euro al mese (80 mila all'anno) quando ci sono centinaia e centinaia di migliaia di "connazionali" che di euro ne guadagnano milioni (professionisti, commercianti, costruttori, mafiosi) ma non li dichiarano, anzi risultano nullatenenti, perché li portano all'estero lontano da terremoti (ha saputo del tracollo delle entrate fiscali?); e dunque la compagnia di giro, che sta prendendo per i fondelli gli abruzzesi, gli prepara uno "scudo" perché si degnino di riportare qualcosa in Italia senza pagar dazio. Il terzo terremoto riguarda la libertà di informazione di tutti gli italiani. Questo giornale ha gia scritto in tutte le pagine e in tutte le salse che lo stile di Santoro non sempre ci piace; e quanto a me, trovo efficaci ma di tratto troppo duro e talvolta irritante le vignette di Vauro. Ma dalla critica, che i giornalisti debbono accettare con la stessa naturalezza con cui la fanno, alla censura e all'esclusione dai teleschermi "di stato", il passo è lungo e grave e ci impone di sapere se alla Rai c'è un difensore dell'azienda o no. Infine c'è il referendum sul cambiamento della legge elettorale. Personalmente ho già espresso la mia contrarietà all'attribuzione del premio di maggioranza (55% dei seggi) a un solo partito e perciò non andrò a votare, per contrastare così il conseguimento del quorum: si voti il 7 giugno (con le europee e il primo turno delle amministrative), o il 14, domenica morta, o infine il 21 come sembra probabile insieme al secondo turno delle amministrative, quando pochi saranno gli elettori chiamati al ballottaggio. Franceschini insiste perché si voti il 7, quando andremo tutti alle urne per le europee, e ci si risparmi una duplicazione di spesa, la Bossi tax, e mandare quei soldi in Abruzzo. Preoccupazione sacrosanta, ma, per me ripeto, da abbinare a quella di non far scattare il quorum: altrimenti rischieremo di pagare sia la Bossi tax che il Berlusconi premium, l'uno più indigesto dell'altra. Federico Orlando

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Sulla collina degli Erzelli nasce il parco tecnologico (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

GENOVA IERI LA FIRMA DEL PROTOCOLLO CON I MINISTRI SCAJOLA E GELMINI Sulla collina degli Erzelli nasce il parco tecnologico A Cornigliano arriveranno Ingegneria e aziende [FIRMA]ALESSANDRA PIERACCI GENOVA 2Sarà uno dei distretti più importanti del mondo: è il Parco scientifico e tecnologico «Leonardo», che avrà sede sulla collina degli Erzelli: qui nascerà il Centro di ricerca e sviluppo Ericsson per apparati di telecomunicazioni, prima iniziativa delle imprese high-tech. E mentre l'Ateneo genovese ha deciso definitivamente il trasferimento della facoltà di Ingegneria nella cittadella tecnologica (manca solo il sì del consiglio di amministrazione), ieri il via ufficiale alla nascita di Leonardo è stato sancito dal protocollo di intesa firmato in prefettura dai ministri Claudio Scajola e Mariastella Gelmini, con Cesare Avenia, amministratore delegato Ericsson Telecomunicazioni. Centoquaranta milioni i finanziamenti pubblici: 85 del governo e il resto dalla Regione Liguria. L'investimento complessivo previsto è di circa un miliardo di euro in dieci anni di realizzazione. «Occorrono maggiori investimenti da parte dei privati nel settore della ricerca» ha commentato il ministro Scajola, sottolineando come l'Italia sia sostanzialmente in linea con gli altri Paesi europei solo per quanto riguarda gli investimenti pubblici. «Nella classifica mondiale delle prime 50 imprese per investimenti in ricerca e sviluppo figurano solo Finmeccanica e Fiat per l'Italia, e in fondo alla graduatoria». Il progetto Erzelli «è un esempio di collaborazione tra pubblico e privato». La superficie totale del Parco è di 446.000, di cui 90 mila per l'Università e il Cnr, 208 mila per aziende high tech, 113 mila per residenze e attività commerciali. L'iniziativa è promossa da Leonardo Technology che controlla al 67% Genova High Tech, la quale realizzerà l'operazione. Dieci anni il tempo previsto per la realizzazione. «Qui si fa quadrato intorno ad un progetto molto forte di rilancio della ricerca, peraltro trovando al suo interno la sede della facoltà di ingegneria. Si tratta di un modello da declinare anche in altre realtà, che aiuta a trovare occupazione per molti ricercatori e che vede anche una partecipazione del privato oltre a quella del settore pubblico» il commento del ministro Gelmini. «Al governo - ha detto il presidente della Regione, Claudio Burlando - chiediamo di sostenere con Ericsson anche le altre imprese che investiranno per i loro insediamenti nel parco».

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(ACR) NARDIELLO: 'CONGELARE' RAPPORTI CON UFFICIO SCOLASTICO (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

NARDIELLO: 'CONGELARE' RAPPORTI CON UFFICIO SCOLASTICO 21/04/2009 13.07.29 [Basilicata] (ACR) - “Le formali e burocratiche giustificazioni del Direttore dell’Ufficio scolastico regionale della Basilicata in merito allo stravolgimento del Piano di dimensionamento scolastico approvato in Consiglio regionale non solo non ci convincono e sono da respingere al mittente, ma continuano ad alimentare il conflitto di competenze tra organi del Ministero della Pubblica Istruzione e la Regione, conflitto che va superato, una volta per tutte, con l’attribuzione piena di competenze e funzioni in materia di istruzione alle Regioniâ€. A sostenerlo è¨ il vice presidente del Consiglio regionale, Giacomo Nardiello (Pdci), che ha sollecitato la Giunta ed il Consiglio regionali a “riprendere la iniziativa contro tagli e penalizzazioni della scuola lucanaâ€. “E’ necessario, pertanto – aggiunge – dare una risposta adeguata al Direttore dell’Ufficio scolastico regionale, che si trincera dietro il linguaggio burocratico dei ‘centri erogatori di servizi’ per applicare alla lettera le norme e le circolari del suo Ministro. Propongo perciò² di ‘congelare’ ogni rapporto di confronto e concertazione con l’Ufficio scolastico regionale, in presenza di comportamenti unilaterali che non tengono conto nemmeno della preventiva comunicazione ed informazione agli organi della Regione. Al punto in cui siamo arrivati, 727 posti di docenti in Basilicata e 224 posti di personale Ata che non funzioneranno più¹ dal prossimo primo settembre 2009 – dice Nardiello – ritengo riduttivo pensare solo a raccogliere le firme, come sta facendo il Pd, contro la manovra Gelmini e bisogna rilanciare la mobilitazione ad ogni livello, dai docenti e personale Ata, agli amministratori, agli studenti, ai cittadini dei piccoli comuni. Inoltre, come ha annunciato di fare il Comune di Potenza, si tratta di predisporre ricorsi e diffide giudiziari chiedendo risarcimenti dei danniâ€. (dt )

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Montani, confronto sui tagli alle classi (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Problemi alla scuoladi Molini di TennaNiente tempo pienomalgrado le richieste La Ortenzi al summit di Ancona: questa riforma è pericolosa Montani, confronto sui tagli alle classi Fermo Tavolo interistituzionale regionale sulla scuola per fare il punto sugli effetti determinati dalla riforma voluta dal Ministro Gelmini. Intervenendo nell'ambito dell'incontro svoltosi all'assessorato regionale competente, guidato da Stefania Benatti il consigliere Rosalba Ortenzi, presente per il territorio del fermano, ha portato all'attenzione la situazione dell'Iti Montani che, nonostante un aumento delle iscrizioni, ha perso complessivamente 5 classi (una prima, due seconde e due terze). Ventiquattro studenti che avevano scelto le specializzazioni Elettronica, Telecomunicazioni e Meccanica sono stati orientati verso altri corsi. La Ortenzi ha anche fatto riferimento al caso della scuola elementare di Molini di Tenna, che ha visto rifiutarsi il tempo pieno chiesto da gran parte dei genitori. "Una situazione davvero insostenibile ha stigmatizzato che dimostra quanto questa riforma vada a ledere i diritti degli studenti, delle famiglie e degli insegnanti, facendo ritornare la scuola indietro di anni e senza alcuna prospettiva per il futuro. E' indispensabile una presa di coscienza collettiva affinché le scelte compiute vadano a produrre ulteriori danni". All'incontro erano presenti l'assessore Benatti, il vicedirettore dell'Ufficio Scolastico Izzo, i dirigenti scolastici e altri rappresentanti.

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CHIESA: GLI INSEGNANTI DI RELIGIONE A CONVEGNO. SABATO DAL PAPA. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

CHIESA: GLI INSEGNANTI DI RELIGIONE A CONVEGNO. SABATO DAL PAPA (ASCA) - Roma, 21 apr - ''Io non mi vergogno del Vangelo'': e' questo il titolo del Meeting degli insegnanti di religione che si terra' a Roma il 23 e 24 aprile prossimi e che culminera' il 25 aprile con l'incontro tra gli insegnanti e Benedetto XVI in Vaticano. L'iniziativa e' promossa dalla Cei e si colloca nel contesto dell' Anno Paolino. ''Lo slogan del Meeting intende richiamare, da una parte, la portata umana del Vangelo, ispiratore della civilta' dell'amore nell'attuale contesto socio-culturale - spiega don Vincenzo Annicchiarico, responsabile del Servizio insegnamento della religione cattolica (Irc) della Cei -; dall'altra, l'Irc come disciplina scolastica a servizio della persona umana e della sua crescita integrale, per cui l'insegnante esercita la sua professionalita' docente di cui e' risorsa la sua identita' credente e la sua appartenenza ecclesiale. La cura e la competenza con cui gli insegnanti svolgono la loro quotidiana azione scolastica e' una risorsa non solo per la scuola, ma per l'intera societa', giacche' va incontro ai bisogni culturali ed educativi degli alunni e delle loro famiglie, mostrando un impegno educativo per la piena realizzazione dell'uomo''. ''In una societa' connotata sempre piu' in senso multiculturale - aggiunge Annicchiarico - l'Irc avra' cosi' il compito di far emergere dalle varie culture e dai vari sistemi di significato quegli elementi che risplendono per la loro fedelta' all'indole ragionevole dell'uomo ed alla sua dignita' irriducibile. Servire la cultura e' servire l'uomo che trova in essa il suo humus vitale, lo spazio della sua socialita' auspicabilmente solidale, il presupposto del suo essere cooperatore della creazione''. Il convegno sara' aperto da una relazione del presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, Presidente della Cei, sul tema ''L'insegnamento della religione cattolica oggi in Italia. Continuita' ed innovazione nelle finalita' della scuola''. E' prevista la partecipazione di Mariastella Gelmini, Ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca e un intervento di mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della Cei. Il 25 aprile 2009, poi, nell'Aula Paolo VI, l'incontro con Benedetto XVI. asp/sam/bra

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(M.B.) "La Costituzione italiana per i cittadini del futuro". Un opuscolo che contiene alc... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 21 Aprile 2009, (M.B.) "La Costituzione italiana per i cittadini del futuro". Un opuscolo che contiene alcuni articoli della Carta costituzionale a cui sono stati affiancati dei disegni a fumetti per rendere il documento più comprensibile e attraente anche per più piccoli. Il piccolo volume, stampato in circa 2mila copie, è infatti stato distribuito nelle scuole elementari e medie della città. A curare il progetto, sostenuto dal Quartiere-centro storico, sono stati Clara Benvenuti, vice presidente dell'Unione giuristi cattolici di Padova e Vincenzo Quagliato, Operatore giuridico d'impresa al nostro ateneo. «Come quartiere - osserva Stefano Grigoletto, presidente della Circoscrizione 1 - ci è sembrato importante dare spazio ad un progetto che cerca di spiegare la Costituzione anche attraverso le illustrazioni colorate. In questo modo i bambini potranno comprendere più facilmente e in maniera divertente i principi e i doveri di ogni cittadino». Ma l'obiettivo del progetto è anche quello di introdurre lo studio del diritto nelle scuole pubbliche e private. «Il nostro lavoro ha un senso ampio - conferma Clara Benvenuti -, quello di far conoscere il diritto ai più giovani. Da due anni stiamo concentrando i nostri sforzi su questa operazione inserita anche all'interno del decreto-Gelmini». «E' un opuscolo per le scuole e per tutti - aggiunge Vincenzo Quagliato - Prossimamente ci piacerebbe questo piccolo volume potesse trovarsi anche all'interno delle librerie». «Ci spiace solo - termina Quagliato - che il Comune non abbia voluto sostenerci. L'assessore Piron ha respinto la nostra richiesta sostenendo che l'amministrazione aveva già redatto un opuscolo sulla Costituzione. Che però non guarda certo ai più piccoli».

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Se chiude la scuola, muore il paese (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

«Se chiude la scuola, muore il paese» Continua la guerra dei dati. Discordanti i pareri su quanti bimbi siano sufficienti per graziare il plesso Martedì 21 Aprile 2009, Santa Giustina Striscione di protesta esposto alla scuola primaria di Meano. Cresce la preoccupazione tra i residenti per l'ipotesi di soppressione della classe prima per il prossimo anno scolastico. "se chiude la scuola, muore il paese": questo il messaggio lanciato da un gruppo di genitori attraverso uno striscione che è stato esposto ieri mattina, all'inizio delle lezioni, alle transenne che da diversi anni delimitano il cortile di fronte alla scuola primaria di Meano. Un chiaro segno di contestazione, di fronte all'ipotesi, rilanciata più volte dallo stesso dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Rodari di Santa Giustina, Giancarlo Curti, che numeri e legge Gelmini alla mano, ha ritenuto più opportuno ipotizzare la formazione di tre classi prime a Santa Giustina, composte ognuna da 18 alunni, piuttosto che averne una ridotta nella sede distaccata di Meano e due sovraffollate nel capoluogo. Rospo amaro da digerire sia per l'amministrazione comunale di Santa Giustina, che in queste ultime settimane ha più volte dichiarato di essere contraria alla soppressione della classe prima, sia dal comitato genitori, che sta operando affinché si salvino capra e cavoli. Gli alunni previsti ad oggi per la prima di Meano sono dieci, ma secondo l'attuale legge Gelmini, non bastano, a meno che la Provincia di Belluno non ottenga una deroga per i suoi comuni. Di fatto la scuola primaria di Meano il prossimo anno non chiuderebbe, anche avendo quattro classi; il problema sorgerebbe poi, quando si ipotizza che il numero minimo di cinquanta bambini iscritti per mantenere aperta la sede distaccata possa non essere raggiunto in un prossimo futuro. E per Meano, che si rivela ad oggi la frazione più popolata di Santa Giustina, con nuove lottizzazioni in cui si prevede un incremento di 100 unità, potrebbe essere realmente un colpo di grazia. Andrea Dassie

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SCUOLA: GELMINI, PER TEMPO PIENO RICHIESTE +3,5% RISPETTO A 2008-09. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA: GELMINI, PER TEMPO PIENO RICHIESTE +3,5% RISPETTO A 2008-09 (ASCA) - Roma, 21 apr - Le richieste delle famiglie per le iscrizioni al tempo pieno per l'anno scolastico 2009-2010 sono cresciute del 3,5%. Lo ha detto il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, nel corso di un'audizione in commissione istruzione al Senato. Quanto all'organico, il ministro osserva che ''non solo non e' stato diminuito, ma e' aumentato invece del 20-30% e l'organico disponibile consentira' di accogliere le richieste delle famiglie anche per quanto riguarda le 30 ore''. Il monte ore complessivo, spiega ancora la Gelmini ''e' superiore al fabbisogno. Si e' utilizzato un modello piu' ampio proprio per venire incontro alle esigenze delle famiglie''. Sui numeri della scuola, rileva ancora il ministro ''c'e' stato qualche sindacato che ha diffuso informazioni distorte nelle scuole proprio per far crescere le richieste del tempo pieno e poi dimostrare che il governo non era in grado di provvedere''. dnp/mcc/rob

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GRINZANE: DOCENZE ''FANTASMA'' DI SORIA, INTERROGAZIONE PD. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

GRINZANE: DOCENZE ''FANTASMA'' DI SORIA, INTERROGAZIONE PD (ASCA) - Torino, 21 apr - L'ex patron del premio Grinzane Cavour, Giuliano Soria, al centro dell'inchiesta per malversazione che lo ha portato in carcere dal 12 marzo scorso, avrebbe percepito uno stipendio come professore straordinario dell'Universita' di Trieste anche in assenza di allievi ''e utilizzando lunghi congedi retribuiti''. E' quanto chiedono di accertare in un'interrogazione al ministro dell'Istruzione, Universita' e ricerca, Maria Stella Gelmini i deputati piemontesi del Pd, Marco Calgaro, Giorgio Merlo e Stefano Esposito. ''Inoltre - sostengono i tre parlamentari - sempre secondo indiscrezioni, Giuliano Soria risulterebbe attualmente docente all'Universita' Roma Tre, in qualita' di ordinario, nonostante alcuni evidenzino la sua assenza da molti anni nello svolgimento delle attivita' didattiche''. In dettaglio nell'Interrogazione si chiede di sapere: se siano effettivamente vere tali informazioni giornalistiche; se il titolo di studio del Soria sia coerente con l'insegnamento che sarebbe stato ricoperto; con quali procedure selettive e concorsuali egli abbia ottenuto tali incarichi; per quanti anni abbia ricoperto tali incarichi e quanti corsi, con effettiva e continuativa presenza, abbia effettivamente tenuto; quale sia il compenso omnicomprensivo percepito in tutti questi anni; quale sia l'opinione complessiva del Ministro in proposito. com-eg/mcc/ss (Asca)

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SCUOLA: GELMINI, PER 2009/2010 CHIESTE 20MILA IMMISSIONI DI RUOLO. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA: GELMINI, PER 2009/2010 CHIESTE 20MILA IMMISSIONI DI RUOLO (ASCA) - Roma, 21 apr - Il ministero dell'istruzione ha chiesto a quello dell'economia di dar corso al piano triennale delle immissioni in ruolo del personale docente ed Ata, e di autorizzare per l'anno scolastico 2009/10 circa 20.000 nomine in ruolo. Lo ha annunciato il ministro Gelmini nel corso di un'audizione alla commissione istruzione del Senato. La Gelmini ha spiegato che l'intervento consentira' la regolarizzazione di circa 20.000 precari della scuola, che andranno a occupare i posti resi liberi grazie ai pensionamenti, al netto della razionalizzazione avviata dallo stesso ministero. dnp/mcc/ss

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Scuola: la Cisl Marche chiede risposte concrete (sezione: Scuola)

( da "gomarche.it" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

navigazione: Home > Politica > Scuola: la Cisl Marche chiede risposte concrete Nella foto: Francesca Conti - Cisl Scuola Marche Martedì 21 Aprile 2009 18:10 Scuola: la Cisl Marche chiede risposte concrete Questa mattina, martedì 21 aprile, il sindacato ha organizzato un'assemblea regionale presso la Sala Raffaello per avere nuove risposte confrontarsi con l'Amministrazione. Presenti all'incontro il segretario nazionale Cisl Scuola Dionisio Bonomo e l'assessore regionale Stefania Benatti. ANCONA - Assicurare la piena funzionalità del sistema scolastico, ridurre i tagli all'organico del personale a.t.a., definire rapide soluzioni per i precari, attivare la procedura per l'assunzione in ruolo di almeno 20.000 unità di personale docente e a.t.a. Queste le richieste della Cisl scuola Marche , che questa mattina si è confrontata con l'amministrazione regionale per impedire che si facciano ancora più tagli di quanto è indicato dal Ministero, e che, al contrario, venga pienamente utilizzata la dotazione organica assegnata alle Direzioni regionali. Assemblea Cisl Scuola Marche: 'Tagli inacettabili' from Ancona Tv on Vimeo. L'assessore Benatti nel suo intervento ha dichiarato: "Occorre agire in maniera più incisiva, tutti insieme, e che anche le famiglie facciano la loro parte, ci aiutino a esprimere il dissenso verso questa manovra che non è una riforma scolastica, ma solo una 'sforbiciata'. Abbiamo poco più di un mese per invertire questa situazione e non sarà facile. Ma a Roma non andrò a prendere schiaffi: chiedo il dovuto, cioè che i Ministri Gelmini e Tremonti rivedano queste decisioni, perché non accetto che come Regione virtuosa si paghino penalizzazioni immeritate". L'assessore ha poi ricordato che la presidente della I Commissione consiliare, Adriana Mollaroli, martedì prossimo porterà le istanze della scuola in una mozione in Consiglio regionale sulla quale sono stati sensibilizzati anche gli esponenti dell'opposizione. Chiara Coletti

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MARCHE: BENATTI AD ASSEMBLEA CISL SCUOLA, BISOGNA LOTTARE. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

MARCHE: BENATTI AD ASSEMBLEA CISL SCUOLA, BISOGNA LOTTARE (ASCA) - Ancona, 21 apr - ''Il livello di indignazione e' alto, perche' mentre noi stiamo agendo secondo principi di trasparenza e democrazia, confrontando le posizioni, il livello locale dell'amministrazione Statale, indifferente a qualsiasi richiesta di chiarimenti sui criteri adottati per i tagli agli organici della scuola, oggi ha emanato il decreto ''falcidiante'' e fa muro di gomma. A questo punto non ci si deve rassegnare, svesto i panni da assessore di governo e indosso quelli di assessore di ''lotta'.'' Lo ha detto l'assessore all'istruzione Stefania Benatti, intervenendo all'assemblea sindacale della CISL-Scuola, tenutasi in Regione. L'amministratrice ha parlato della necessita' di adottare strumenti di mobilitazione dell'opinione pubblica ''perche' la questione scuola e' strategica per una societa' civile, c'e' in gioco il futuro dei nostri giovani, anche di quelli fragili e l'attenzione deve rimanere alta''. ''Non si puo' far passare per razionalizzazione l'aumento in un anno del 20% delle pluriclassi (saranno 127 e la maggior parte nelle zone montane) - ha proseguito Benfatti - o sacrificare il sostegno ai disabili creando un disservizio, e' un'impostazione didattica sbagliata che va corretta. Non si puo' dire alle famiglie che possono scegliere il tempo scuola e poi in 5 anni si ritroveranno un modulo base imposto a 27 ore. Non si puo' soprattutto stare a guardare, ma occorre agire in maniera piu' incisiva, tutti insieme e che anche le famiglie facciano la loro parte, ci aiutino a esprimere il dissenso verso questa manovra che non e' una riforma scolastica, ma solo una ''sforbiciata'. Abbiamo poco piu' di un mese - ha concluso - per invertire questa situazione e non sara' facile, ma a Roma non andro' a prendere schiaffi, chiedo il dovuto, che i Ministri Gelmini e Tremonti rivedano queste decisioni, perche' non accetto che come Regione virtuosa si paghino penalizzazioni immeritate''. red/mcc/rob (Asca)

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Benatti all'assemblea della Cisl scuola: "Non rassegnamoci, bisogna lottare" (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.it, Il" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Benatti all'assemblea della Cisl scuola: "Non rassegnamoci, bisogna lottare" Ancona | L’assessore regionale interviene all’assemblea sindacale della CISL-Scuola e parla di adottare strumenti di mobilitazione dell’opinione pubblica “perché la questione Scuola è strategica per una società civile. "Il livello di indignazione è già alto, perché mentre noi stiamo agendo secondo principi di trasparenza e democrazia, confrontando le posizioni, il livello locale dell'amministrazione Statale, indifferente a qualsiasi richiesta di chiarimenti sui criteri adottati per i tagli agli organici della Scuola, già oggi ha emanato il decreto "falcidiante" e fa muro di gomma. A questo punto non ci si deve rassegnare, svesto i panni da assessore di governo e indosso quelli di assessore di ‘lotta'." Così Stefania Benatti, dopo aver portato all'assemblea sindacale della CISL-Scuola, tenutasi oggi in Regione, i saluti del presidente Spacca, impegnato oggi a Bruxelles al Comitato delle Regioni d'Europa, per porre all'attenzione il tema della maggiore autonomia decisionale delle Regioni, tra le altre, anche in materia di istruzione. L'assessore regionale interviene e parla di adottare strumenti di mobilitazione dell'opinione pubblica "perché la questione Scuola è strategica per una società civile: c'è in gioco il futuro dei nostri giovani, anche di quelli più fragili e l'attenzione deve rimanere alta." "Non si può far passare per razionalizzazione l'aumento in un anno del 20% delle pluriclassi (saranno 127 e la maggior parte nelle zone montane) - ha proseguito Stefania Benatti- o sacrificare il sostegno ai disabili creando un disservizio, è un'impostazione didattica sbagliata che va corretta. Non si può dire alle famiglie che possono scegliere il tempo scuola e poi in 5 anni si ritroveranno un modulo base imposto a 27 ore. Non si può soprattutto stare a guardare, ma occorre agire in maniera più incisiva, tutti insieme e che anche le famiglie facciano la loro parte, ci aiutino a esprimere il dissenso verso questa manovra che non è una riforma scolastica, ma solo una ‘sforbiciata'. Abbiamo poco più di un mese per invertire questa situazione e non sarà facile. Ma a Roma non andrò a prendere schiaffi: chiedo il dovuto, cioè che i Ministri Gelmini e Tremonti rivedano queste decisioni, perché non accetto che come Regione virtuosa si paghino penalizzazioni immeritate. Altrimenti perché impegnarci per applicare i regolamenti alla lettera, come abbiamo fatto anche in sede di atti di dimensionamento scolastico?" L'assessore ha poi ricordato che la presidente della I Commissione consiliare , Adriana Mollaroli, il prossimo martedì porterà le istanze della scuola in una mozione in Consiglio regionale sulla quale sono stati sensibilizzati anche gli esponenti dell'opposizione. Molti Comuni e le Province, inoltre, sono impegnati in questi giorni sullo stesso problema e sottoporranno le esigenze della Scuola ai loro organi collegiali e consiliari. 21/04/2009

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Scuola/ Domani Unicobas presenta 2 ddl su contratto e (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 21 apr. (Apcom) - Domani mattina nello storico istituto tecnico 'Galilei' di Roma, durante il convegno nazionale 'Scuola. L'alternativa alla controriforma', l'Unicobas presenterà due disegni di legge sulla scuola: all'evento parteciperanno esponenti dell'Italia dei Valori, che promuove il convegno insieme all'Associazione 'L'AltrascuolA' e allo stesso sindacato Unicobas. La prima proposta riguarda rivendica un contratto specifico per la scuola: non più impiegatizio come l'attuale e quindi fuori dal campo di vigenza del D.L.vo 29/93 (regole relative al pubblico impiego) che impedisce aumenti superiori all'inflazione programmata e concertata secondo i dati Istat. El'autonomia professionale (e la conservazione del ruolo) e gli automatismi di anzianità (altrimenti in via di eliminazione definitiva). Il secondo ddl intende invece allargare ai sindacati minori gli stessi diritti di quelli che hanno maggiori iscritti e rappresentanti Rsu. Diritti che ad oggi vengono invece negati sia sul fronte delle assemblee in orario di servizio che su quello degli scioperi. "La controriforma Gelmini - dice Stefano d'Errico, leader Unicobas - dequalifica la scuola, lasciando senza risposta le nuove richieste di tempo pieno. Nelle medie ci sono più tagli di quelli annunciati, si riducono le ore di lettere, spariscono informatica ed il bilinguismo. Dall'anno scolastico 2010 / 2011 i tagli cadranno anche sulle scuole superiori, con decine di migliaia di posti in meno dovuti alla riduzione generalizzata del tempo scuola e delle ore per materia". "Inoltre - continua il sindacalista - la funzione docente già ridotta a rango impiegatizio con stipendi che, se confrontati col resto della Ue, risultano irrisori viene attaccata ulteriormente dal ddl presentato dall'on. Aprea che intende portare gli insegnanti ad un livello meramente esecutivo!. Secondo D'Errico occorre sin da subito correre ai ripari: "in difesa della libertà d'insegnamento, d'apprendimento e dell'autonomia professionale va avviata una discussione per una riforma condivisa dell'istruzione. Nell'immediato viene presentato un disegno di legge per un contratto scuola che 'sgancia' il personale docente ed Ata dal ruolo impiegatizio". Il segretario Unicobas sottolinea poi come la scuola italiana sia "l'unica in Europa ad essere in regime di proroga rispetto alle norme antisismiche e su igiene e sicurezza". Per quanto riguarda la modifica dell'attuale legge sulla rappresentanza sindacale D'Errico sostiene che "assegna in termini antidemocratici il monopolio dei diritti alle Confederazioni tradizionali, negando qualunque quarentigia alle nuove organizzazioni dei lavoratori, nonostante la forte rappresentatività in svariati settori. Inoltre il Governo Berlusconi intende colpire il diritto di sciopero, già di fatto eliminato nei trasporti".

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SCUOLA: VENERDI' 15 MAGGIO SCIOPERO GENERALE COBAS. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA: VENERDI' 15 MAGGIO SCIOPERO GENERALE COBAS (ASCA) - Roma, 21 apr - Per venerdi' 15 maggio i Cobas convocano lo sciopero generale per l'intera giornata di tutto il personale della scuola e una manifestazione nazionale a Roma. Lo rende noto Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas. ''Invitiamo i lavoratori/trici della scuola a queste iniziative di lotta -spiega- per impedire il taglio di 57 mila posti di lavoro di docenti ed Ata per il prossimo anno; per cancellare le proposte di legge Aprea e Cota e il regolamento Gelmini sulla formazione, che gerarchizzano i docenti, traformando le scuole in fondazioni private e dando ai capi di istituto il potere di assumere e licenziare il personale; per evitare l'espulsione in massa dei precari e richiedere la loro assunzione a tempo indeterminato sui posti vacanti''. Docenti ed Ata sciopereranno e manifesteranno a Roma (ore 10) anche per dire NO alla maestra unica, all'abolizione del modulo e delle compresenze, alle riduzioni di orario in tutti gli ordini di scuola; per massicci investimenti per la messa in sicurezza delle scuole; affinche' non ci siano aumenti del numero degli alunni/e per classe, in spregio anche delle norme di sicurezza che impediscono il sovraffollamento delle aule; per il riconoscimento dei diritti degli ATA ex-EELL; per il diritto di assemblea per tutti/e. min/mcc/ss (Asca)

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SCUOLA: SCRIMA (CISL), ESTERREFATTI DA DICHIARAZIONI GELMINI. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 21-04-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA: SCRIMA (CISL), ESTERREFATTI DA DICHIARAZIONI GELMINI (ASCA) - Roma, 21 apr - Le dichiarazioni rese oggi dal Ministro in Commissione Istruzione al Senato ''lasciano esterrefatti perche' vogliono negare l'evidenza. I tagli ci sono e sono pesanti, certificati nei provvedimenti ministeriali. Spacciare i pensionamenti come se fossero una riduzione dei tagli e' un'operazione del tutto priva di logica, un maldestro tentativo di mascherare la realta' dei fatti''. E' quanto si legge in una dichiarazione di Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola. Se l'alto numero di pensionamenti potra' limitare le situazioni di esubero del personale, aggiunge, ''resta del tutto intero il disagio che le scuole dovranno sopportare a causa dei posti che verranno soppressi''. Sul 'tempo pieno', poi, il Ministro, secondo Scrima, ''non deve far altro che confermare gli impegni assunti di soddisfare tutte le richieste delle famiglie, nel rispetto della tanto invocata liberta' di scelta'': sul precariato, inoltre, non servono analisi sociologiche, ma ''interventi concreti e tempestivi''. La richiesta di 20mila immissioni in ruolo, secondo l'esponente della Cisl ''deve essere fortemente sostenuta nei confronti del Ministro dell'Economia per dare una prima - anche se parziale - risposta alle aspettative di questo personale e ai problemi di funzionamento delle scuole che di questo personale hanno tanto bisogno''. Il presunto scontro con i sindacati in merito alla valutazione degli insegnanti e dei dirigenti scolastici, infine, conclude Scrima, ''non c'e' stato'' e non c'e' in quanto sulla materia ''non c'e' e non c'e' stato finora alcun confronto''. res-rg/mcc/rob

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