HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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toARTICOLI DEL 21 ottobre 2008 #TOP
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Articoli
Scuola (174)
Battaglia sulle scuole a rischio
( da "Stampa,
La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Muzio ha comunque ribadito che il decreto della Gelmini di fatto si riduce a un atto ragionieristico in cui la scuola, per lo Stato, rappresenta un mero salasso economico e si dimentica, tra l'altro, del federalismo introdotto dal Titolo V della Costituzione che impone il coinvolgimento di Province e Comuni nelle scelte strutturali e formative di questo settore.
Scuola,
cortei e sit-in. Brera, blocco lezioni
( da "Vivimilano.it"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Milano contro la Gelmini". Non tutta: ieri pomeriggio il ministro è stato a lungo applaudito dai giovani del movimento studentesco padano. Altri cinque giorni di mobilitazione. Primo appuntamento: oggi alle 9.30 davanti alla sede del Comune. "Diremo al vicesindaco Riccardo de Corato - dicono i giovani dei collettivi - che bloccheremo la città tutte le volte che sarà necessario.
Studenti
in piazza, corteo improvvisato ( da "Vivimilano.it"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Continua la mobilitazione degli studenti di Milano contro la riforma del ministro Gelmini. Dopo la massiccia partecipazione al "No Gelmini Day" di venerdì, questa mattina oltre 200 ragazzi delle scuole superiori si sono radunati davanti a Palazzo Marino, per rispondere alle ultime dichiarazioni del ministro: "Gli studenti protestano perché non sono informati".
Chi
ha paura della Gelmini? ( da "Blogosfere"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Si parla della Gelmini. Ha detto bene Ernesto Galli Della Loggia: [...] C'è un ministro, Mariastella Gelmini, che dice che la scuola italiana non funziona. Porta delle cifre: sul numero eccessivo d'insegnanti, sull'eccessiva percentuale assorbita dagli stipendi rispetto al bilancio complessivo, sui risultati modesti degli studenti,
Il
comitato per Pino La Monica risponde alle accuse di Scarpati
( da "Gazzetta
di Reggio" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: attuale ministro della pubblica istruzione Gelmini all'oscuramento del blog di solidarietà per Pino la Monica. Se un blog, un sito, od un portale infrange la legge compito del cittadino è avvertire le autorità competenti, polizia o procura, che provvederà a farlo oscurare. Cosa c'entri il ministero della pubblica Istruzione in questa procedura resta un mistero.
Accuse
illegittime ( da "Gazzetta di Reggio"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: invito al Ministro Gelmini di bloccare il sito, non è mia intenzione, al momento, prendere una precisa posizione in merito, pur sollecitando lo stesso comitato di intraprendere tutte le iniziative opportune e tutela della propria immagine e attività. Di fronte a dichiarazioni talmente gravi non si può non condividere con la famiglia La Monica la loro volontà di denunciare l'
Cresce
la protesta nelle scuole e nelle università. Gli studenti delle superiori
minacciano la ( da "Leggo"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "serrata", ma i ragazzi si dividono: c'è chi si schiera con la Gelmini. Ieri lezioni universitarie in piazza Montecitorio a Roma. A Milano bruciato il decreto Gelmini. Il ministro: avanti con la riforma.
Di
Lorena Loiacono La contestazione studentesca è un fium
( da "Leggo"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: circa 200 studenti hanno simbolicamente dato fuoco ad una copia del dl Gelmini, mentre in tutta Italia giovedì gli studenti minacciano la serrata. "La Gelmini va tenuta fuori dalle scuole che bloccheremo", ha annunciato la Rete degli studenti medi. Tensione in serata a Carate Brianza dove alcuni studenti hanno contestato il ministro.
Il
dibattito sulla riforma Gelmini crea una spaccatura anche tra gli studenti. Se
la prot ( da "Leggo"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "Dopo le immagini del ministro Gelmini danneggiate con le forbici e gli slogan offensivi - ha commentato Alternativa studentesca, in riferimento alla minaccia da parte della Rete degli studenti medi di bloccare le scuole giovedì - ora arrivano anche le minacce di picchetti all'ingresso degli istituti.
Di
Gabriella Persiani Finisce in fumo e cenere il decreto sull
( da "Leggo"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è stata bruciata una copia del decreto Gelmini, da oggi all'esame del senato. "Noi non saremmo informati? - urlavano i manifestanti in risposta alla Gelmini che li aveva accusati di saperne poco del decreto -. Abbiamo ben presente i tagli ai finanziamenti e ai posti di lavoro". Il Comune stesso, poi, è stato bersaglio della protesta.
"Omicidio
dell'Università pubblica". Con questo slogan, reso ancora più eloquente
dalla sa ( da "Leggo"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: universitari hanno fatto irruzione in aula spiegando le ragioni della contrarietà alla riforma voluta dal ministro Gelmini, che prevede anche la conversione degli atenei pubblici in fondazioni private. Tra le preoccupazioni maggiori ci sono quelle relative all'eventuale aumento delle tasse e al mancato rinnovo delle convenzioni come nel caso delle mense e del trasporto pubblico.
Di
Gianluca De Rossi VENEZIA - Studenti veneziani sul piede di guerra contro i
( da "Leggo"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Studenti veneziani sul piede di guerra contro il decreto Gelmini. La riforma della scuola voluta dal governo sarà discussa da oggi in Senato per la conversione in legge e nelle stesse ore gli studenti promettono battaglia in aula, a suon di assemblee coordinate con i professori. Assemblee nelle scuole veneziane sono in programma da oggi a giovedì mattina.
PADOVA
- L'università si blocca. Giovedì tutte le attività dell'ateneo si f
( da "Leggo"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tremonti e Gelmini. All'inizio delle lezioni i professori hanno letto un messaggio del Magnifico Rettore. La protesta assume così una forma più concreta, con l'adesione ufficiale dell'ateneo. La decisione è stata appoggiata anche dagli studenti, che sempre ieri mattina hanno organizzato un presidio di circa 300 persone nel cortile del Bo con alcuni che chiedevano l'
Il
Riformista, un giornale post web ( da "Italia Oggi (MarketingOggi)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le maestre gli hanno insegnato i cori contro la Gelmini e il nonno, sessantottino nostalgico, è fiero di lui". Ovviamente, il Riformista non dimentica la vicenda della nomina del componente alla Corte costituzionale dove, adesso, potrebbe andare Donato Bruno al posto del bruciato Pecorella.
Scuola,
la protesta non si ferma ( da "Libertà"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non conosce tregua la protesta contro le riforme del ministro Gelmini. Anche ieri migliaia di studenti liceali e universitari sono scesi in piazza in tutta Italia e per i prossimi giorni, in concomitanza con la discussione in Parlamento del decreto 137 (che introduce il maestro unico), sono annunciate occupazioni, autogestioni e assemblee.
Manzi,
lezione da maestro ( da "Libertà"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: con la presentazione di altro materiale, come la famosa dichiarazione in cui si rifiutava di compilare la valutazione degli alunni, che gli costò diversi provvedimenti disciplinari. "Una lotta - dicono gli organizzatori - che molto si avvicina alla nostra battaglia contro la riforma Gelmini". 21/10/2008.
I
bambini interrogano Reggi: è difficile fare il sindaco?
( da "Libertà"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il Comune alle scuole e cosa ne pensa del decreto Gelmini", questo l'interrogativo posto da Francesca, mentre Margherita ha chiesto: "se uno di noi diventasse sindaco c'è un progetto che vorrebbe portare avanti - ed ha aggiunto - si potrebbe rifare la fontanella vicino all'asilo Collodi?". Nel corso dell'incontro, divenuto ormai una tradizione per il primo cittadino di Piacenza,
Assemblee
e sit in anche a Verona ( da "Arena, L'"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: DECRETO GELMINI. Giovedì studenti in azione Assemblee e sit in anche a Verona Si allarga il fronte della protesta studentesca contro il decreto con cui il ministro dell'Istruzione, Gelini, rivede l'organizzazione della scuola. Giornata di passione quella di giovedì 23 per le scuole italiane, compresa quella veronese.
Università
marginale se si pensa al risparmio
( da "Arena,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Se al momento la posizione ufficiale delle altre facoltà non cambia, sono gli studenti a organizzarsi per convincere presidi e docenti a scendere in campo, in vista del prossimo Senato accademico previsto per venerdì, in cui verranno discusse le linee guida della riforma Gelmini. In contemporanea è previsto un sit-in di studenti.E.P.
Riforma
Gelmini: il Pd riflette sulle novità
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 9 Riforma Gelmini: il Pd riflette sulle novità Si parlerà di scuola nell'incontro di stasera alle 21 nell'auditorium della media Bettinzoli di via Caleppe, per iniziativa del comitato cittadino del Pd, con il gruppo consiliare in Loggia e ai circoli in città.
La
riforma Gelmini e il futuro della scuola
( da "Arena,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Stasera La riforma Gelmini e il futuro della scuola "Cosa cambierà nel mondo della scuola alla luce dei nuovi decreti ministeriali? I provvedimenti del Governo porteranno sostanziali modifiche in tutti gli ordini di scuola, dall'infanzia alla secondaria: tempo-scuola, formazione delle classi, personale docente e Ata, valutazione.
Opere
pubbliche a piacenza investiamo nei lavori ma poi verifichiamoli Egregio
direttore, il nostro Comune di Piacenza piange miseria e quindi data la
scarsità di fondi a disposizi ( da "Libertà"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gian Luca Ziliani riforma gelmini-2 striscioni, leggi più rispettate di altre? Egregio direttore, riguardo ai manifesti contrari alla riforma Gelmini rimossi dopo la protesta dell'on. Foti, mi sento di dire che, se c'è una legge (art. 663 del Codice Penale), è giusto applicarla.
Scuola:
vanno chiariti pregi e difetti delle scelte
( da "Libertà"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: provvedimenti futuri previsti dal ministro Gelmini, firmata dai giovani di un partito (non sono ulteriormente preciso, perché l'appartenenza all'uno o all'altro partito non è rilevante). Oltre al solito slogan a favore della maestra unica, stupisce sentire dei giovani che sanno con molta sicurezza e pochi dubbi additare come causa dei mali del sistema scolastico solo e genericamente "
Di
FEDERICA TAGLIAFICHI Nei giorni scorsi ho letto con interesse il dibattito
sulla riforma della scuola e credo che, essendo in un paese democratico ognuno
abbia il diritto di esp ( da "Libertà"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e compagnia di FEDERICA TAGLIAFICHI Nei giorni scorsi ho letto con interesse il dibattito sulla riforma della scuola e credo che, essendo in un paese democratico ognuno abbia il diritto di esprimere liberamente la propria opinione, ma ho avuto modo di verificare anche che le notizie che i mass media forniscono sul tema in questione sono poco chiare e sono volte a minimizzare
Certificazioni
on line Debutta il servizio ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: hanno spiegato ieri Massimo Gelmini, assessore al bilancio del Comune, e Massimo Pasolini, funzionario della Saga spa, l'azienda milanese che ha messo a punto il software adottato dal Comune monteclarense. L'incontro si è svolto nella sala stampa della Biblioteca comunale che ha già adottato un percorso online e digitale per il prestito e la restituzione dei libri,
E
Concesio va a lezione dal campione Cunego
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
attacco da
Marco Gelmini (
Gomorra
raccontata ai ragazzi ( da "Arena, L'"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il secondo a Giovanni Recchi di Verona con L'era el tempo e il terzo a Gelmina Dalla Bona di Verona con La valisa de carton. La sezione prosa ha visto prevalere il racconto di Antonio Maraschin, di Creazzo, dedicato a Nono Menego, seguito da Marisa Danzi di Verona con Vecio quadreto e da Ornella Fresh di Ormelle con El Casotin.
Ieri
sono riprese le proteste in tutta Italia, a Milano bruciata una bozza del
progetto ( da "Cittadino, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Riforma Gelmini, settimana "calda": gli studenti annunciano occupazioni ROMA Nuova settimana, stesse contestazioni. La protesta contro le "riforme" del ministro Gelmini non conosce tregua. Anche ieri gli studenti sono scesi in piazza e per i prossimi giorni, in concomitanza con la discussione in Parlamento del contestato decreto 137 (
Siamo
viziati Vogliamo che lo Stato provveda a tutto
( da "Arena,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di studenti e professori protesta contro la riforma Gelmini che taglia i fondi alla scuola in modo maldestro e generalizzato, senza tener conto di ciò che funziona e di ciò che non funziona e succhia soldi e basta. Ma se lo Stato è in brache di tela che altro può fare? Continuare a permettere che in certe scuole ci siano più insegnanti che alunni?
Ancora
proteste sulla riforma Gelmini nuova "tornata" di assemblee a scuola
( da "Cittadino,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: N Riforma Gelmini, in attesa dello sciopero del 30 ottobre e della manifestazione lodigiana dell'8 novembre si moltiplicano le iniziative di protesta. Il 24 ottobre, per esempio, alle 21, nell'aula magna del liceo classico Pietro Verri, in via San Francesco, si terrà un'assemblea pubblica territoriale organizzata dal Comitato per la scuola pubblica.
Jackpot
da record: adesso è febbre vera ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alla tabaccheria Gelmini di via XXV aprile i giocatori non si sono ancora scatenati. probabilmente oggi ci sarà l'atteso boom. "Quando il montepremi raggiunge certe cifre - assicura il gestore dell'esercizio - c'è sempre un grosso aumento. Oggi pomeriggio ci sarà il vero e proprio boom perchè il lunedì è sempre fiacco".
Sabato
un convegno contro la violenza ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Invitati anche il ministro alla Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, che ha assicurato un intervento tramite videotelefono, ed il Prefetto Francesco Paolo Tronca. E non mancheranno 300 studenti delle superiori, i veri destinatari del messaggio del convegno.G.CAPP.
Occupato
anche il liceo marconi ( da "Tirreno, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Protesta anti Gelmini Occupato anche il liceo Marconi SAN MINIATO. Si estende la protesta studentesca contro la riforma Gelmini. Dopo gli allievi del liceo Carducci a San Miniato, anche quelli del Marconi hanno deciso di occupare la scuola, mentre gli studenti del Falchi a Montopoli sono ancora in autogestione.
Truffa
del gasolio, due condanne ( da "Tirreno, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Claudio Scajola, Renato Brunetta, Angelino Alfano, Sandro Bondi; Marcello Dell'Utri, Nicola Cosentino, Denis Verdini, Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto. CONDUCENTE ILLESO Auto contro un palo MONSUMMANO. è andato a battere contro un pilone dell'Enel in via Risorgimento, ma è uscito dall'auto solo con qualche escoriazione.
La
baby-radicale del pd: occupazioni solo nei week end
( da "Repubblica,
La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro il "no ideologico" al decreto Gelmini. La candidata radicale alle primarie dei giovani del Pd, Giulia Innocenzi, prova a distinguersi e lancia una mobilitazione studentesca alternativa. Dal suo blog, la Innocenzi proclama il suo no alle occupazioni "che bloccano la didattica e colpiscono gli studenti".
Sale
la protesta anti-riforma "giovedì picchetti nei licei" - mario reggio
( da "Repubblica,
La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Contestata la Gelmini A Milano bruciata una copia della riforma. A Prato un preside chiede lo sgombero MARIO REGGIO ROMA - La mobilitazione degli studenti contro il ministro Mariastella Gelmini non si ferma. Anzi, cresce con il passare dei giorni. Anche ieri assemblee e cortei in molte città.
Palermo,
il rettore oscura il sito web "ragazzi, io sono dalla vostra parte" -
antonella romano ( da "Repubblica, La"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contestare il ministro Mariastella Gelmini, invitata a un convegno sul futuro dei laureati di 14 università italiane. Alla fine il più deluso per l'assenza della Gelmini, nel giorno dell'attacco sferrato da dodicimila studenti universitari di Palermo alla ministra berlusconiana, è stato il rettore Giuseppe Silvestri, che in segno di protesta ha deciso di oscurare il sito web dell'
"momento
buio per gli scienziati italiani"
( da "Repubblica,
La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il governo potrebbe disfarsi di circa duemila ricercatori a tempo determinato, spina dorsale delle istituzioni scientifiche di ricerca del Paese". Nel frattempo il ministro Mariastella Gelmini "è rimasta in silenzio e ha lasciato che tutte le decisioni distruttive del governo passassero senza che lei sollevasse obiezioni".
Genitori
in guerra: scuole a rischio ( da "Nuova Sardegna, La"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riunito presso i locali della scuola elementare per discutere il decreto Gelmini. Un vero e proprio sit-in con tanto di cartelli nel quale, a caratteri cubitali, veniva espresso il dissenso assoluto. Dall'incontro è scaturita un'ampia discussione che è stata caratterizzata dalla protesta generale contro la "distruzione della scuola pubblica, i tagli devastanti di posti di lavoro,
Protesta
nelle scuole, si va verso l'autogestione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a protestare contro i tagli previsti dalla riforma Gelmini sono anche gli insegnanti che hanno deciso di sospendere i viaggi d'istruzione garantiti da sempre, gratuitamente, dai docenti. Il documento approvato a larga maggioranza dal Collegio dei docenti è stato letto e discusso, ieri, con i genitori.
Scuola
e università in piazza contro il decreto del governo - angelo carotenuto bianca
de fazio ( da "Repubblica, La"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, nel giorno della nuova visita in città di Silvio Berlusconi, mentre sale la mobilitazione pure negli istituti superiori: ieri tentativi di occupazione al Genovesi e al Fonseca. Lezioni interrotte al dipartimento di filosofia, volantinaggio al polo di Monte Sant'Angelo, campagna di sensibilizzazione a Ingegneria.
In
centinaia per dire no alla riforma gelmini
( da "Tirreno,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la camicia di forza alla Gelmini lo sarà", "Resistiamo a oltranza contro la Gelmini e l'ignoranza" oppure "Per la scuola della cultura lotta dura senza paura" o ancora "No alla scuola come fondazione", "Manifestiamo con la nostra presenza ora e sempre Resistenza". Vari ragazzi si alternano al microfono e ai megafoni, partono cori contro il governo e il suo titolare,
Striscioni
in tribuna ( da "Tirreno, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dalla piazza allo stadio comunale la protesta contro la riforma Gelmini si allarga. Il primo a lanciare l'idea di una manifestazione durante una partita di calcio fu un allievo del comprensivo Ferrucci: Antonino prese la parola durante un'assemblea dei e, con disinvoltura, propose di trasferire la protesta anche fra gli sportivi.
Nel
nome di saviano - marco lombardi ( da "Repubblica, La"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mentre i contestatori anti Gelmini lo innalzano, durante le attuali occupazioni, al rango di nuovo eroe. In questi giorni, la fantasia si sbizzarrisce, escogitando inedite forme di solidarietà, per tutelare l'incolumità fisica di Saviano. è una reazione immediata, dettata da rabbia e disgusto comprensibilissimi.
Chiuderanno
le scuole a stintino e campanedda
( da "Nuova
Sardegna, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Affollata assemblea di docenti e genitori per esaminare la riforma voluta dal ministro dell'Istruzione Gelmini "Chiuderanno le scuole a Stintino e Campanedda" Preoccupazione per il futuro, sale la protesta PORTO TORRES. Il primo effetto concreto del decreto Gelmini sarà la chiusura delle scuole materne ed elementari a Stintino, Campanedda e La Corte.
In
piazza la rabbia degli studenti - marta quilici
( da "Tirreno,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Montecatini In piazza la rabbia degli studenti Manifestazione degli otto istituti superiori contro la riforma Gelmini MARTA QUILICI PISTOIA. Centinaia, migliaia di studenti per le vie del centro a manifestare contro il decreto Gelmini. "E la protesta - avvertono gli studenti - è solo all'inizio". Sono le 8,20 e piazza San Francesco, punto di raccolta, è piena di studenti.
Lo
studente aiutò la vecchietta ( da "Tirreno, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Circa duemila studenti in corteo per le vie di Pistoia per protestare contro il decreto Gelmini, ma nessun problema di ordine pubblico. In segno di rispetto, hanno interrotto i cori difronte alle Cappelle della Misericordia in via del Can Bianco, si sono immediatamente fatti da parte per lasciare passare un'ambulanza a sirene spiegate in corso Fedi.
Scuola
a rischio, se ne parla in consiglio
( da "Nuova
Sardegna, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: consorzio per fare fronte comune contro il decreto del ministro Gelmini. La seduta straordinaria è convocata per giovedì. "Il comune di Bottidda - spiega Cocco - dispone di strutture scolastiche rinnovate e all'avanguardia, che soddisfano tutte le esigenze della nostra piccola comunità". E aggiunge: "Già quest'anno si è dovuto rinunciare alle prime due classi della scuola media,
Mobilitazione
fino al giorno della discussione in senato
( da "Tirreno,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: amministrazione sul decreto Gelmini. La prima data emersa è stata il 3 novembre all'auditorium, ma a causa di uno sciopero dei dipendenti pubblici, la struttura, in quella data, potrebbe rimanere chiusa. La data definitiva sembra essere dunque il 4 novembre, anche se molti studenti sono scettici riguardo all'utilità di un incontro successivo al 31 ottobre.
Protestiamo
senza imbrattare ( da "Tirreno, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: futuro vada pure per le proteste non violente ma se fossero anche civico-compatibili sarebbe meglio e il principio vale anche per tutti coloro che scambiano i nostri lungarni per delle lavagnette. P.S.: Invece di spray e scala non sarebbe meglio carta e penna per scrivere una bella lettera di controproposte al ministro Gelmini? Secondo me ne sarebbe davvero felice. Emanuele Guidi.
Piccole
scuole da accorpare: Petteni e Nullo non ci stanno
( da "Giorno,
Il (Bergamo - Brescia)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e già approvato dalla Camera, oltre 2 mila istituti scolastici in Italia potrebbero subire una drastica riorganizzazione. Tra questi c'è, appunto, anche l'istituto comprensivo "Francesco Nullo" di via Rossini, una delle scuole "storiche" della città, che include classi dalle materne alle medie per un totale di una settantina di docenti e 15 tra dipendenti Ata e personale
Scuole
a rischio trasferimento ( da "Giorno, Il (Lecco)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tutti contro il Ministro MariaStella Gelmini. L'assessore all'Istruzione della Provincia di Lecco Carla Zanetti prende posizione contro il decreto e prospetta un quadro allarmante che vede in provincia di Lecco sei Istituti con meno di 500 alunni che dovrebbero essere accorpati e 22 i plessi con un numero di alunni inferiore a 50 alunni che dovrebbero essere chiusi.
La
vicenda della maestra va in Consiglio
( da "Nazione,
La (Arezzo)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: convinzioni politiche di ciascuno e del giudizio in merito al Decreto Gelmini, la scuola deve rimanere un terreno neutro, dove i ragazzi vengono istruiti e educati, senza tentativi di utilizzarli per animare la polemica politica e partitica. Lamentando il caso verificatosi a Montecchio Vesponi, mentre invita le istituzioni scolastiche comunali a non strumentalizzare gli studenti,
Basta
la volontà ( da "Unita, L'"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: le critiche alla ministra Gelmini avanzate da Luciana Littizzetto a Che tempo che fa. E non perché ne abbia fatto una caricatura, ma, anzi, per la precisione con cui ne ha messo in chiaro i limiti di comprensione della realtà scolastica. La Littizzetto, tra l'altro, ha insegnato per dieci anni e, rispetto alla Gelmini, ha qualche elemento di conoscenza in più (
In
Valle a rischio 18 scuole ( da "Giorno, Il (Sondrio)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Una deroga
potrebbe salvarne
Applausi
e fischi per il ministro Gelmini ( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 6 Applausi e fischi per il ministro Gelmini Incontri con studenti e prof a Monza e Carate FUORI i fischi, gli striscioni e i fumogeni di protesta. Dentro il Binario 7 di Monza gli applausi hanno accolto il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, che è arrivata puntuale alle 21 da Carate.
LA
SCUOLA italiana, dall'asilo all'università, ha sfiduciato il ministro Gelm
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha sfiduciato il ministro Gelmini e la sua riforma: mezzo milione di persone a Roma, trentamila a Milano, cortei di migliaia di persone a Napoli, Genova, Catania, Bologna e Palermo non hanno bisogno di troppi commenti. Il ministro Gelmini, confermando clamorosamente la sua inadeguatezza al posto che occupa, afferma di non "capire" le ragioni della protesta.
SCUOLA
in fermento anche alla Spezia. I sindacati organizzano oggi una riunione, alle
16, ( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: decreti Gelmini riguardanti la scuola. La riunione parlerà anche della manifestazione di protesta in programma venerdì dalle 17 nel quartiere della Pianta alla quale hanno dato l'adesione anche le organizzazioni dei lavoratori della scuola. Manifestazione chiamata "Fuori orario" che inizierà con un dibattito e proseguirà la sua notte bianca con una colorata protesta contro la riforma.
CORSO
di aggiornamento per genitori e docenti oggi alle 15,30 nell'Aula Magn
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un corso innovativo che crea laboratori e assemblee condivise tra docenti e genitori, oltre alle produzione di un documento finale frutto del lavoro fatto insieme per i figli/studenti. L'invito è aperto a tutti. Il primo incontro è su "Leggiamo la riforma", un'occasione per approfondire il Decreto Gelmini, coordinato dalla professore Chiara Mariotti.
Dilaga
la protesta contro la gelmini ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Attualità Dilaga la protesta contro la Gelmini Lezioni in piazza e occupazioni a Trieste. Alcuni istituti sgomberati in serata LA RIFORMA DELLA SCUOLA Manifestazioni in tutto il paese per dire no al decreto che cambia l'insegnamento Il ministro replica agli universitari: "Il piano non ha niente a che vedere con voi" ROMA.
Se
il maestro è già digitale ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: anticipata la sperimentazione Gelmini ? SAN PIETRO IN CASALE ? LAVAGNE DIGITALI interattive, alunni che utilizzano computer portatili, lezioni registrate da un sistema audio-video. 'L'aula digitale per tutti' è già una realtà a San Pietro in Casale. Prima ancora che il ministro Gelmini la proponesse nelle scuola, la fondazione onlus Asphi,
I
rettori si appellano al Governo <Meno tagli a chi spende bene>
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: INTANTO il ministro Mariastella Gelmini per dare i voti alle università pensa alla nascita di una nuova agenzia di valutazione, che sarà messa a punto da una commissione di sei saggi: Luigi Biggeri, Franco Cuccurullo, Roberto Cingolani, Francesco Giavazzi, Antonello Masìa e Tito Varrone.
Ieri
lezioni in piazza E giovedì occupazioni
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma il ministro Gelmini liquida il dissenso parlando di "polemiche strumentali" visto che ? sostiene ? il provvedimento da lei varato "non riguarda gli atenei". Fuori dalle aule per sensibilizzare l'opinione pubblica. Lo ha deciso l'università romana La Sapienza che ha avviato, scegliendo come prima 'location' piazza Montecitorio,
Incontro
a perignano sugli effetti della gelmini
( da "Tirreno,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Pontedera
Incontro a Perignano sugli effetti della Gelmini LARI. Domani alle
Occupato
il liceo: salveremo la scuola ( da "Tirreno, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: salveremo la scuola Protesta infuocata anche a Pomarance contro la riforma Gelmini VOLTERRA. Assemblea infuocata al Carducci contro la riforma Gelmini. Con meno di 500 alunni si perde l'autonomia scolastica e a Volterra sia il Carducci che il Niccolini sfiorano il vincolo numerico stabilito dal ministro, ma non lo raggiungono.
Il
classico snobba il preside e occupa - francesca gori
( da "Tirreno,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini in latino, chiedendole "Quo usque tandem Gelmini abutere patientia nostra?" (fino a quando la Gelmini abuserà della nostra pazienza?). Pazienza che comunque gli studenti del classico hanno dimostrato avere. Tanto che, quando il preside si è presentato al Cicognini per convincerli ad andarsene pensando che in via Baldanzi gli studenti avrebbero levato le tende come i colleghi
Università
tutta occupata ( da "Repubblica, La"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro il ministro Gelmini Dalle scuole superiori all'università: le occupazioni non si fermano. Da ieri a Firenze la protesta, che già sta infiammando diverse facoltà tra cui Scienze, Agraria, Matematica, si è estesa anche ad Architettura, a Scienze della Formazione, al plesso di viale Morgagni (dove l'occupazione è passata non senza polemiche da parte dei giovani di Forza Italia)
Lettere
e interventi ( da "Tirreno, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Personalmente ritengo che con i provvedimenti di riforma emanati dal ministro Gelmini e dal governo in generale la scuola italiana, andrà di male in peggio. Non è l'obiettivo di questa breve lettera evidenziare tutte le "novità" dannose, dalla scuola dell'infanzia all'università, riconducibili al criterio di togliere risorse economiche in un settore che non produce effetti sul Pil.
La
prefettura consiglia di portare pazienza
( da "Tirreno,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: manifestazione e autogestioni la riforma del ministro Gelmini. Gli uomini della Digos, com'è prassi in queste occasioni, vigilano discretamente su quello che succede dentro e fuori dalle scuole occupate, ma non è in discussione, almeno per il momento, un intervento più deciso per sgomberare il liceo classico Cicognini, come chiede il preside Nespoli.
Monta
la protesta anti-gelmini ( da "Tirreno, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini Si fermano Copernico, Cicognini, Dagomari e Marconi Riprendono le lezioni al Buzzi e pausa di riflessione al Rodari PRATO. La mappa degli istituti superiori pratesi occupati, sembra ormai una battaglia navale, dove le scuole sono le navi e gli studenti i soldati sul fronte, tutti arruolati contro la Riforma Gelmini.
Serena
dandini con licenza di satira ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e alla candidata repubblicana alla vicepresidenza Usa Sarah Palin; il blogger Diego Bianchi, in arte Zoro, "che ci guiderà - annuncia la Dandini - in un viaggio nel ventre molle della sinistra"; Paola Minaccioni (che imiterà tra l'altro il ministro della Gioventù Giorgia Meloni) e Federica Cifola.
Occupazioni
a raffica l'ateneo s'infiamma - gaia rau
( da "Repubblica,
La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ai docenti e ai genitori studieremo altre forme di lotta contro la 133 e il decreto Gelmini", ribadiscono i ragazzi del coordinamento. A cominciare da oggi, quando anche gli studenti medi parteciperanno alla manifestazione regionale indetta da Flc-Cgil, Cisl Università, Fir Cisl, Uil Pa Ur insieme a lavoratori dell'Università, degli Enti di Ricerca e dell'Afam.
Ricerca,
l'Italia in testacoda ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha davanti a sé un compito molto difficile. Dovrà ridare credibilità a università e ricerca, dovrà promuovere l'autonomia degli atenei ma anche una gestione responsabile delle risorse e un'attenta valutazione dei risultati. Dovrà alzare la qualità della formazione anche "tagliando" i corsi più squalificati e il pulviscolo di micro-
Scuola,
proteste a tappeto ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Ieri hanno iniziato gli studenti della Sapienza di Roma con le lezioni di fisica in piazza Montecitorio. Oggi proseguiranno con una lettera per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano contro i tagli della Finanziaria. Due lavagne che presto si sono riempite di formule di meccanica relativistica e il professore,
<IL
23 OTTOBRE occuperemo le entrate delle nostre scuole per sbarrare la strada
alla riforma e ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "Teniamo fuori la Gelmini dalle scuole, perchè le scuole sono nostre e vogliamo essere noi a cambiarle", conclude la Rete rimarcando la volontà di "tenere vive le nostre scuole, in particolare nei giorni in cui il decreto 137 sarà approvato al Senato".
Tapponi:
<Stop Videored>. Bocciato ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riuniti il 13 scorso a Torino nell'ambito dell'assemblea nazionale Upi. Il documento sarà discusso e votato nella seduta consiliare del 19 novembre, in gran parte dedicato al ridimensionamento scolastico previsto dal decreto Gelmini e giudicato un "vulnus", una "ferita all'autonomia delle istituzioni locali".
<OCCORRE
opporsi al decreto legge sulla scuola. Informatevi, organizzate ass
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "Il provvedimento del ministro Gelmini sconvolgerà il futuro della scuola pubblica italiana ? si legge nella lettera firmata inviata al nostro giornale ? La riproposizione del maestro unico va a minare la nostra scuola elementare, che negli studi internazionali ottiene valutazioni d'eccellenza.
Di
IRENE PUCCIONI DIECI ANNI fa gli studenti okkupavano con la 'kappa
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e la legge 133 giochiamo a carte e ascoltiamo musica ? racconta Dafne Diamante, rappresentante degli studenti del Liceo Virgilio, indirizzo artistico ? C'è anche chi ha portato la chitarra e si esibisce per gli altri". GLI STUDENTI che in questi giorni hanno 'in mano le chiavi' delle loro scuole ci tengono a dimostrare a tutti gli adulti e alle varie istituzioni che da fuori
FANO
- Ecco gli aspetti organizzativi per partecipare alla manifestazione 'Salva
l'Italia', a Roma v ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La manifestazione a Roma conclude una raccolta di firme, promossa dal nostro partito, che pone l'accento sulle questioni riguardanti la difesa delle regole democratiche e la lotta par far ripartire l'Italia". Giovedì 30, sempre nella capitale, è invece in programma la manifestazione unitaria dei sindacati contro la riforma scolastica Gelmini.
IL
COMITATO dei genitori di San Vincenzo e quello dei genitori ed insegnanti di S
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, hanno organizzato una serie di incontri. "Siamo sconvolti da quello che sta accadendo e nonostante il tran tran quotidiano in cui ciascuno di noi è immerso e nonostante la nostra estrazione, le nostre idee politiche, per la prima volta siamo tutti allertati, tutti uniti e tutti pronti a dimostrare e a protestare perché la nostra voce e la voce dei nostri figli sia ascoltata
ALCUNI
docenti delle Università Italiane, unitamente agli studenti, protesta
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: protestano contro la cosiddetta riforma Gelmini che, a loro dire, produrrebbe effetti drammatici sull'Università Italiana. Si afferma infatti che "La riduzione al 20% del turnover delle unità del personale non significa soltanto uno sfoltimento senza precedenti di tante discipline specialistiche in cui la cultura italiana primeggia nel mondo.
ROMA
Anno accademico sempre più infuocato nelle università di tutt'Italia. A Firenze
( da "Messaggero,
Il (Metropolitana)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "Polemiche strumentali replica il ministro Gelmini E poi il decreto non riguarda l'università". Per discutere della riforma e per presentare al Ministro un "patto di stabilità" i rettori che aderiscono all'associazione Aquis oggi si incontrano per chiedere "meno tagli a chi spende meglio".
JESI
GENITORI e studenti della sezione staccata dell'Istitu
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Gelmini, ma dai provvedimenti adottati di punto in bianco dalla preside della scuola, la prof. Paola Fiorini. Questa avrebbe disatteso i contenuti di una mozione votata il 30 settembre dal Consiglio d'Istituto e successivamente (il 6 ottobre) licenziata con parere favorevole dal Collegio dei docenti: in quei documenti si ribadiva l'
Tremonti-Gelmini
L'università si mobilit ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini.
Domani, alle
TRE
GIORNI di autogestione, da oggi fino a giovedì, decisi a stra
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dal ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. Un'autogestione, tiene comunque a precisare il dirigente scolastico Nicola Ottaviano, "che, intesa come proposta di modifica eccezionale del piano dell'offerta formativa, è stata autorizzata". Il programma delle tre giornate, oltre a prevedere lo svolgimento di un'altra assemblea che per motivi di spaziosi svolgerà all'
<RIBATTERE
colpo su colpo> ( da "Nazione, La (Grosseto)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: A più riprese ha tenuto a precisare che quella della Gelmini non è una riforma perché "Italia una riforma c'è già ed è quella della ministra Moratti". "Un non tecnico come la Gelmini ha varato un decreto che si propone solo di risollevare le sorti di un sistema scolastico giunto al capolinea: 1,9 studenti per insegnante in Italia e 15 per ogni insegnante in Europa".
<SI
DEVE INNANZITUTTO rilevare come il Governo, con i decreti,
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: così almeno pare alla ministra Gelmini, si migliora l'apprendimento degli alunni".Il segretario provinciale del Pd Marzio Scheggi, anche in veste di sindaco di Cinigiano, invita a una attenta discussione sugli effetti concreti sul territorio della riforma della scuola voluta dal Governo e del Ministro Gelmini.
C
ONTINUO a pensare ad una recentissima dichiarazione del Presidente della
Repubblica che, rigua ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riguardo agli scioperi e alle contestazioni relativi ai provvedimenti del ministro Gelmini sulla scuola, ha detto: "Non si può dire sempre no". Ci continuo a pensare perché spesso mi sono trovato a ritenere che i "no" indifferenziati e presenti su ogni settore perdano molto della loro efficacia e diventino routine. La routine del "no".
A
PERIGNANO un incontro-dibattito su "La scuola pubblica del Futuro".
Appuntamento domani alle 21 a ( da "Nazione, La (Pisa)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Appuntamento
domani alle
Scuola
( da "Tirreno,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: arrivo una stagione calda La cosiddetta riforma Gelmini non è altro che la punta di un iceberg che molti non vogliono o non possono cogliere nella sua interezza. Come scire Marco Lodoli su Repubblica quello dell'istruzione, oggi, è il terreno di scontro di una profonda contraddizione che vede, da una parte la dichiarata volontà di "voler restituire serietà e autorevolezza alla scuola,
La
mannaia colpirà 70 classi ( da "Corriere delle Alpi"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: della riforma Gelmini e dei decreti collegati. Un incontro atteso, al quale, però, erano presenti soltanto 14 amministratori su 69: un numero ridotto rispetto alla gravità del problema. Nel frattempo, è stato deciso che dal prossimo anno scolastico, gli istituti comprensivi di San Pietro e Santo Stefano saranno accorpati in una nuova struttura il cui nome sarà deciso più avanti.
Docenti
e studenti, rivolta al bo ( da "Mattino di Padova, Il"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dilaga la protesta contro la "cura" Gelmini-Brunetta Docenti e studenti, rivolta al Bo Giovedì didattica sospesa. E oggi rettori in marcia su Roma PADOVA. Gli studenti e le istituzioni dell'Ateneo trovano in pieno l'unità, e assieme dichiarano guerra ai provvedimenti governativi dei ministri Gelmini e Brunetta per la riforma dell'università.
Oltre
settanta classi destinate a sparire
( da "Corriere
delle Alpi" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro indetto per illustrare le ricadute della riforma Gelmini e dei decreti collegati. Quattordici gli amministratori presenti su 69. Pochi rispetto alla gravità del problema. "La situazione è davvero pesante per la nostra realtà", ha sottolineato Anna Orsini, della Cisl scuola, "e noi siamo molto preoccupati per tre motivi: il primo è il declassamento della scuola primaria,
Corteo
anti Gelmini: un flop C'erano solo settanta studenti
( da "Stampa,
La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Manifestazione organizzata ieri dal Movimento studentesco contro il decreto Gelmini. Il corteo, partito da corso Crimea, è confluito sotto l'ex caserma dei Vigili del fuoco in via Piave, occupata fino a sabato da una decina di associazioni, tra cui il Movimento studentesco. Qui al pomeriggio gli studenti, con permesso della Provincia, proprietaria dell'immobile, hanno tenuto un'assemblea.
Centrosinistra
e sindacati ( da "Stampa, La"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ASTIGIANO INIZIATIVE UNITARIE CONTRO LA RIFORMA GELMINI Appuntamenti Centrosinistra e sindacati Critiche al ritorno del maestro unico e ai tagli delle sedi con meno di 50 alunni Venerdì arriva l'assessore Pentenero sono compagni di banco "Tagli senza logica, il governo bada solo a risparmiare " Se non puoi convincerli, confondili.
Liceali
incappucciati Genovesi, blitz fallito
( da "Denaro,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gesù hanno lanciato il loro segnale di protesta contro il decreto Gelmini e i tagli alla ricerca scientifica. "Prima dell'orario di apertura - ha riferito il preside del liceo, Ennio Ferrara - un gruppo di 15 ragazzi incappucciati ha tentato per due volte di fare irruzione nella scuola, senza successo". Scuola regolarmente aperta, ma con 100 studenti presenti su un totale di 500.
L'italiano,
una lingua per tutti E non solo per gli immigrati
( da "Denaro,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: oggi tocca a Mariastella Gelmini. Nessun progetto di riforma è andato in porto, il più fortunato è stato attuato solo in minima parte. Appena si parla di rivedere qualcosa, è tutto un apparato che scende in campo: tutti i settori della Scuola, nessuno escluso. Il dramma è che il problema viene affrontato con gli slogan dei cortei (il Sessantotto ha insegnato poco,
UNIVERSITà
E SCUOLA, DILAGA LA PROTESTA: GELMINI CONTESTATA
( da "Mattino,
Il (Circondario Nord)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: RIFORMA E TAGLI NEL MIRINO. FISCHI E APPLAUSI AL MINISTRO Università e scuola, dilaga la protesta: Gelmini contestata.
Gli
studenti occupano il rettorato ( da "Opinione, L'"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Assemblea generale di studenti e precari dell'Unmic anche a Macerata, il 23 ottobre, che chiamano tutti a raccolta contro i provvedimenti "Tremonti-Gelmini", volti, dicono, ad "un taglio drastico del fondo di finanziamento ordinario, una riduzione del turnover del personale, alla trasformazione delle università in fondazioni".
Firenze:
gli studenti divisi tra occupazioni di destra e di sinistra
( da "Opinione,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mobilitazioni dei Collettivi in rivolta contro la Riforma Gelmini. Ma il centro-destra cerca di fare chiarezza sulla Riforma Gelmini, troppo spesso strumentalizzata da una sinistra a caccia di consensi: non si può essere bocciati con il 7 in condotta, ma solo con il 5 e in casi molti gravi, dopo l'approvazione unanime del consiglio d'Istituto e di classe ed una generale valutazione dell'
Della
Vedova torna nei tg ( da "Opinione, L'"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che dopo l'ultima dura contestazione da parte degli studenti, scesi in piazza in tutta Italia per protestare contro la riforma scolastica, accusa prima i dimostranti di non aver letto il decreto, poi l'opposizione di fare una campagna di disinformazione.
Studenti
pronti al blocco contro il piano-Gelmini
( da "Arena.it,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, ieri è stata accolta da urla, e anche da applausi, in una scuola della Brianza, ed è decisa a proseguire. La Gelmini ha ribadito che anche se "è ora di svecchiare l'università", la sua riforma non la riguarda, quindi la mobilitazione negli atenei è strumentale.
Specchio
italiano Siamo viziati Vogliamo che lo Stato provveda a tutto Abituati male
dalla "mano pub... ( da "Brescia Oggi"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di studenti e professori protesta contro la riforma Gelmini che taglia i fondi alla scuola in modo maldestro e generalizzato, senza tener conto di ciò che funziona e di ciò che non funziona e succhia soldi e basta. Ma se lo Stato è in brache di tela che altro può fare? Continuare a permettere che in certe scuole ci siano più insegnanti che alunni?
Abituati
male dalla <mano pubblica>, ora non accettiamo che Pantalone sia più
restio a pagare ( da "Arena.it, L'"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di studenti e professori protesta contro la riforma Gelmini che taglia i fondi alla scuola in modo maldestro e generalizzato, senza tener conto di ciò che funziona e di ciò che non funziona e succhia soldi e basta. Ma se lo Stato è in brache di tela che altro può fare? Continuare a permettere che in certe scuole ci siano più insegnanti che alunni?
Specchio
italiano ( da "Arena.it, L'"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di studenti e professori protesta contro la riforma Gelmini che taglia i fondi alla scuola in modo maldestro e generalizzato, senza tener conto di ciò che funziona e di ciò che non funziona e succhia soldi e basta. Ma se lo Stato è in brache di tela che altro può fare? Continuare a permettere che in certe scuole ci siano più insegnanti che alunni?
"Paroni
in classe nostra" Idea choc che darà frutti
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: centrodestra alla Camera la raccomandazione per Mariastella Gelmini, hanno detto e ridetto che l'obiettivo suggerito alla ministra è invece quello di favorire l'integrazione dei nuovi arrivati. Gli si deve senz'altro credere. Basta intendersi bene su che cosa sarebbero - e con chi, per quanto e in vista di cosa dovrebbe frequentarle un giovanissimo immigrato - quelle "classi a parte"
<Università
marginale se si pensa al risparmio>
( da "Arena.it,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Se al momento la posizione ufficiale delle altre facoltà non cambia, sono gli studenti a organizzarsi per convincere presidi e docenti a scendere in campo, in vista del prossimo Senato accademico previsto per venerdì, in cui verranno discusse le linee guida della riforma Gelmini. In contemporanea è previsto un sit-in di studenti.E.P. .
DECRETO
GELMINI. Giovedì studenti in azione
( da "Arena.it,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Teniamo fuori la Gelmini dalle nostre scuole, perchè le scuole sono nostre e vogliamo essere noi a cambiarle. In questi giorni tante scuole e università sono in agitazione per opporsi al progetto di demolizione dell'istruzione pubblica del governo. Rispondiamo alla violenza della maggioranza parlamentare e della Gelmini tenendo vive le nostre scuole,
CRONACA
21-10-2008 VOTI E CONDOTTA Gli slogan: con il voto di condotta si vuole
limitare la libertà ... ( da "Avvenire"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: CRONACA 21-10-2008 VOTI E CONDOTTA Gli slogan: con il voto di condotta si vuole limitare la libertà di espressione degli studenti. Inoltre con il 7 in condotta si può essere bocciati. Il decreto: c'è la necessità di considerare anche il comportamento dello studente nella sua valutazione complessiva.
Il
testo in aula al Senato, gli studenti in piazza
( da "Avvenire"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: l fronte contrario al decreto Gelmini affila le armi, mentre il provvedimento approda nell'aula di Palazzo Madama. Da oggi, infatti, il Senato è chiamato ad esaminare il testo passato al vaglio la scorsa settimana dalla commissione I- struzione. Un testo identico a quello approvato dalla Camera il 9 ottobre scorso, sul quale però l'opposizione ha presentato quasi 200 emendamenti.
Scuola,
slogan e decreto: due <verità> a confronto
( da "Avvenire"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini. Da settimane ormai i due fronti si scambiano reciproche accuse. Nel mezzo genitori, docenti e studenti che intendono capire davvero cosa sta accadendo alla scuola italiana con gli ultimi provvedimenti presi dal governo Berlusconi. Abbiamo così cercato di fare un po' di chiarezza su almeno sei dei temi che più di altri stanno infuocando il dibattito sia parlamentare,
Professori
a convegno sulla riforma ( da "Corriere Adriatico"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: intenzione del governo è quella di svalutare la scuola pubblica statale per favorire il sistema privato. Inoltre, ha sottolineato, si procede verso un arretramento del diritto allo studio, tagliando tempo scuola e venendo meno ad alcuni principi sanciti dalla nostra carta costituzionale. Molto folta l'affluenza di cittadini, insegnanti, dirigenti scolastici,
Ecco
i 35 plessi che saranno chiusi ( da "Corriere Adriatico"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: collega regionale Ugo Ascoli per rivedere il piano scolastico alla luce dell'entrata in vigore della riforma Gelmini che prevede la chiusura dei plessi con meno di cinquanta alunni. Un taglio che nella nostra provincia interessa trentacinque scuole. Andiamo a vedere nel dettaglio il taglio delle scuole nei comuni piceni. Istituto scolastico comprensivo di Montottone (46 alunni);
Ancona,
occupato il Rettorato ( da "Corriere Adriatico"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un'assemblea svoltasi in mattinata presso il Polo di Medicina, a Torrette, ha anche deciso l'adesione alla manifestazione nazionale del 14 novembre a Roma. Giovedì a Macerata assemblea generale di studenti e precari dell'Unmic che chiamano tutti a raccolta contro i provvedimenti Tremonti-Gelmini.
Università,
cresce il no alla Gelmini ( da "Corriere Adriatico"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma il ministro Gelmini liquida il dissenso parlando, dai microfoni di Studio Aperto, di "polemiche strumentali" visto che - sostiene - il provvedimento da lei varato "non riguarda gli atenei". Intanto un gruppo di rettori, aderenti all'associazione Aquis (Associazione per la qualità delle università italiane statali) lancia una proposta al Governo:
LORENZO
CALÒ NICOLA UCCIERO è ASSESSORE PROVINCIALE ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE DA APPENA
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il piano Gelmini è tutto da buttare? "Le riserve non sono di ordine ideologico o partitico. Molti colleghi di altre province e di altre regioni, anche di centrodestra, hanno espresso forti perplessità". Non è che nella scuola in passato si è speso troppo e male magari dispensando fondi su finalità improduttive?
STUDENTI
IRPINI IN MOBILITAZIONE CONTRO IL DECRETO GELMINI. ASSEMBLEE PERMANENTI E
D'ISTITUTO SONO I ( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mobilitazione contro il decreto Gelmini. Assemblee permanenti e d'istituto sono in programma nelle scuole della provincia per discutere sui cambiamenti e i tagli nel mondo della scuola. I primi ad attivarsi sono gli alunni dell'Istituto Superiore "Pascucci" di Pietradefusi che già ieri si è riunito in assemblea permanente e che continuerà anche stamattina e probabilmente fino a giovedì.
GIULIO
FINOTTI AVEVANO INTENZIONE DI PROTESTARE CONTRO LA RIFORMA DELLA SCUOLA DEL
MINISTRO MARIA ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuola del ministro Maria Stella Gelmini, circa duecento alunni del liceo classico Giannone che ieri mattina hanno disertato le lezioni per recarsi presso gli uffici del Provveditorato di via Ceccano. Prima di giungere davanti al palazzo dove gli studenti hanno poi chiesto un incontro con il Provveditore, il corteo s'è però spostato verso il vicino liceo scientifico Armando Diaz,
SONIA
ACERRA STUDENTI IRPINI IN MOBILITAZIONE CONTRO IL DECRETO GELMINI. ASSEMBLEE
PERMANENTI E D ( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mobilitazione contro il decreto Gelmini. Assemblee permanenti e d'istituto sono in programma nelle scuole della provincia per discutere sui cambiamenti e i tagli nel mondo della scuola. I primi ad attivarsi sono gli alunni dell'Istituto Superiore "Pascucci" di Pietradefusi che già ieri si è riunito in assemblea permanente e che continuerà anche stamattina e probabilmente fino a giovedì.
È
UN CORO DI DISSENSO QUELLO DEI DIRIGENTI SCOLASTICI IRPINI SUI TAGLI AL
PERSONALE E ALLE ISTI ( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: programmati dal ministro, Maria Stella Gelmini. Della riforma si salva qualche provvedimento, ma il tutto è stato fatto con troppa fretta e senza dibattito. "Sulla scuola si sta abbattendo una scure - sostiene Michele Pippo, dirigente scolastico dell'Itc "Fortunato" di Avellino - che coinvolge tutto il settore pubblico.
MELINA
CHIAPPARINO SALVO SAPIO L'ALLARME è SCATTATO INTORNO ALLE SETTE E TRENTA
( da "Mattino,
Il (Circondario Nord)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: assemblea per fare il punto delle proteste anti-Gelmini. Scuola, comunque, regolarmente aperta, ma con 100 studenti presenti su un totale di 500. Oltre duecento le telefonate in segreteria da parte di genitori preoccupati. Una scuola "sotto assedio" a giudicare dal capannello di ragazzi che hanno presidiato le porte dell'istituto.
PIETRO
TRECCAGNOLI SI CHIAMANO PRECARI STABILI, PERCHé NAPOLI è LA CAPITALE DELL'O
( da "Mattino,
Il (Circondario Nord)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Perché la riforma della Gelmini, che ha cominciato a scatenare i suoi effetti già prima del varo ufficiale, e, ora, lo scandalo delle graduatorie con il difetto, con il trucco, brogli sui quali la magistratura indaga, tutto questo ha fatto dissotterrare l'ascia di guerra alla tribù dei senza cattedra.
DOPO
FEDERICO II E ORIENTALE SI MOBILITA ANCHE LA PARTHENOPE E LA FORMA DI PROTESTA
SCELTA è DA ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ieri, intanto, nella sede della facoltà di Sociologia della Federico II i collettivi studenteschi riuniti, le associazioni di dottorandi e ricercatori, e il gruppo "Stop Gelmini" si sono riuniti in assemblea. Oggi la fusione tra i movimenti universitari e quelli delle scuole superiori.
SONO
PARTITI NEGLI ANNI SCORSI, ARRIVERANNO DOMANI A ROMA PER CONSEGNARE ALLA CAMERA
DEI DEPUTATI 66 ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "Un esperimento importante per far crescere anche la scuola di primo grado", commenta Diego Paternosto, direttore sanitario dell'azienda ospedaliera di Caserta, fra i leader campani dell'iniziativa. Domani e giovedì convegno a Roma con il ministro Gelmini e i vertici del ministero della Salute.
Con
la differenziata cresce anche la Tarsu
( da "Stampa,
La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: assemblea "No Gelmini" occuperà Palazzo Nuovo con musica e aperitivi. A Fisica ogni sera sono previsti incontri e esperimenti aperti a tutti. A Chimica (via Giuria 7) oggi si veste a lutto la facciata. Ieri da Geologia in 200 hanno bloccato corso D'Azeglio chiedendo l'elemosina agli automobilisti: "l'Università ha fame".
Cosche,
affari per 45 miliardi ( da "Arena, L'"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il presidente della Regione Agazio Loiero rilancia l'allarme sul rischio di abbandono delle imprese che lavorano sull'autostrada A3 e la statale 106, perché soggiogate dalla 'ndrangheta. E critica la Gelmini: "Se si chiude una scuola a San Luca dove pensate che vadano quei giovani?".
Autogestione
contro la "Gelmini" ( da "Stampa, La"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini" Nelle scuole organizzati incontri anche con esponenti di parti politiche opposte Convegno sulla scuola multietnica [FIRMA]FILIPPO RUBERTA' VERBANIA Autogestione, assemblee e notte bianca nelle scuole. Studenti, professori e genitori alzano il tono della protesta per dire no alla riforma del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
"Sindaci
non obbedite al decreto Gelmini"
( da "Stampa,
La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bobba boccia il provvedimento proposto dalla Lega "Sindaci non obbedite al decreto Gelmini" La lotta ai tagli ieri nel convegno Pd con la Regione [FIRMA]ALESSANDRO NASI VERCELLI L'attacco è duro e diretto. "Le misure proposte dal ministro Mariastella Gelmini non possono e non devono essere chiamate "riforma scolastica". Non hanno alcun progetto educativo alla base.
I
rettori Aquis: senza fondi la crisi degli atenei peggio di Alitalia
( da "Rai
News 24" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sostenere la Gelmini solo se ci ascolta I rettori non sono favorevoli ad occupazioni delle università e blocchi della didattica: "Crediamo che la miglior risposta in un momento difficile come questo sia che ciascuno nelle istituzioni svolga il suo compito.
Berlusconi:
se l'Europa vuole il pacchetto clima, che tutti paghino i costi in misura equa
( da "Rai
News 24" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La manifestazione contro la riforma Gelmini “L'Italia non si salva scendendo in piazza contro le riforme. Si salva lavorando come voi – ha detto Berlusconi agli imprenditori – Noi cerchiamo di rispondere solo con i fatti, in tv non intendiamo più andare per risse scatenate dai nostri oppositori”
Ancora
cortei contro la riforma della scuola. 40mila in piazza a Firenze. A Bologna
gli studenti occupano il Rettorato
( da "Rai
News 24" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: gli studenti occupano il Rettorato Proteste in tutta Italia contro la riforma Gelmini Continua la mobilitazione nelle università contro la riforma Gelmini. All'urlo di: "E ora provate a fermarci", gli studenti tornano in corteo contro i tagli imposti dalla Finanziaria. Bloccata la stazione ferroviaria a Bologna. Oltre 40 mila in corteo a Firenze, mille in assemblea alla Statale.
Parapiglia
in aula, il centrodestra lascia il Consiglio
( da "Corriere
Adriatico" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La maggioranza boccia la richiesta di discutere la mozione Gostoli, ma poi dibatte sul documento anti-Gelmini Parapiglia in aula, il centrodestra lascia il Consiglio ancona - Parapiglia in consiglio comunale. Il centrodestra chiede l'inversione dell'ordine del giorno per parlare della mozione post-Savio presentata da Gostoli, sulle manutenzioni delle scuole.
"Scuole,
fondi a rischio" ( da "Corriere Adriatico"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Iastruzione maria Stella Gelmini ha deel ricadute locali, con il centrosinistra che non concede sconti rispetto alla discussione nazionale. A intervenire, questa volta è Teresa Belvederesi del Partito Democratico, la quale dietro a un ostentato intento razionalizzatore delle spese, mostra un disegno che tende a ridimensionare il ruolo della scuola pubblica.
Docenti
fuori di testa: Ti boccio se non protesti contro la Gelmini
( da "Tempo,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ti boccio se non protesti contro la Gelmini" Dacci oggi il nostro corteo quotidiano: il mondo della scuola e dell'università si rivolta contro il governo Berlusconi, in particolare i ministri Gelmini e Tremonti, quasi a forza d'inerzia ormai ogni giorno. Sordi ai richiami per un ritorno alla ragione (e al buon senso) che arrivano dalla controparte,
<No
alla riforma Gelmini> È rivolta da Trieste in giù
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro attacca la sinistra: dite bugie "No alla riforma Gelmini" È rivolta da Trieste in giù Scuola.. Il ministro attacca la sinistra: dite bugie --> ROMA Da Trieste a Palermo la settimana scolastica si riapre all'insegna delle contestazioni contro i provvedimenti del ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini.
<Nel
nome della satira libera e sovrana>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e alla candidata repubblicana alla vicepresidenza Usa Sarah Palin; il blogger Diego Bianchi, in arte Zoro, "che ci guiderà", annuncia la Dandini, "in un viaggio nel ventre molle della sinistra"; Paola Minaccioni (che imiterà tra l'altro il ministro della Gioventù Giorgia Meloni) e Federica Cifola.
La
scuola in rivolta gli studenti pronti a bloccare le lezioni
( da "Adige,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Contro la riforma gelmini La scuola in rivolta gli studenti pronti a bloccare le lezioni ROMA - Nuova settimana stesse contestazioni. La protesta contro le "riforme" del ministro Gelmini non conosce tregua. Anche ieri gli studenti sono scesi in piazza e per i prossimi giorni, in concomitanza con la discussione in Parlamento del contestato decreto 137 (
<Dalla
scuola l'attacco all'autonomia>
( da "Adige,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il timore viene percepito su due piani: alla base del decreto Gelmini vi è una idea di scuola contraria a quanto previsto dalla Costituzione; i tagli imposti da Tremonti alla scuola colpiranno anche il Trentino. Fioroni parla chiaro e fornisce numerosi esempi, spesso citando il programma elettorale di Divina.
Sì
al lavoro e alla maternità Ecco come si aiuta la donna
( da "Adige,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: preoccupata per la qualità della vita delle donne se la riforma Gelmini della scuola eliminerà il tempo pieno: "La nostra vita subirà molte complicazioni". Fabrizia Bort "solidarizza" con Cofferati, dileggiato per la sua scelta di lasciare la poltrona di sindaco di Bologna per dedicarsi al figlio: Un buon rapporto della donna con il lavoro esce anche da paternità veramente condivisa"
Occupazione
simbolica del rettorato ( da "Adige, L'"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: muniti di volantini contro la Gelmini e contro la precarizzazione dell'università. Un gruppo di studenti dell'ateneo ieri sera, nel corso dell'assemblea tenutasi a Sociologia (vedi articolo sotto), hanno annunciato un'occupazione simbolica del rettorato: un assaggio di protesta, in attesa della manifestazione del 30 ottobre, un blitz (non è dato sapere quanti saranno i partecipanti)
I
tagli all'università producono i primi effetti
( da "Adige,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: assemblea promossa a Sociologia dal "Comitato No Gelmini". Per il 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale che si terrà a Roma, si sta organizzando una" spedizione trentina". "Questa politica di tagli - spiegano Miriam Carretta e Oscar Pasquali (Charta 91) - penalizza tutta l'Università: il blocco delle assunzioni rende l'accademia meno forte,
Classi
separate, fabbrica di ghetti LUISA PATRUNO
( da "Adige,
L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, commentando la mozione della Lega, ha spiegato: "La scuola non riesce a integrare gli alunni immigrati... molti non conoscono l'italiano". Le classi miste dunque "rallentano l'apprendimento dei ragazzi italiani e non aiutano l'apprendimento degli stranieri, non è quindi un problema di razzismo ma un dato di fatto"
Scuola,
addio duecento cattedre ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: no allo spezzatino Gelmini --> Sindacati in trincea: no allo spezzatino Gelmini Domani appuntamento in piazza Roma alle 9.30: il corteo si dirigerà verso gli uffici dell'ex Provveditorato agli studi e poi andrà in Prefettura. Il 30 ottobre, infine, è prevista la mobilitazione di insegnanti e studenti per la manifestazione regionale a Cagliari.
Studenti
in rivolta per la riforma Gelmini
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Prov Medio Camp Pagina 3024 SAN GAVINO Studenti in rivolta per la riforma Gelmini SAN GAVINO --> Assemblee infuocate degli studenti al liceo scientifico Marconi e al liceo psico-pedagogico Lussu per dire un secco no alla riforma di una scuola azienda e per ribadire l'importanza di una istruzione pubblica, gratuita e di massa.
Legge
Gelmini sindacati in assemblea ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Prov Ogliastra Pagina 6022 Tortolì Legge Gelmini sindacati in assemblea Tortolì --> Prima in Consiglio, poi nell'aula Magna dell'Iti con i sindacati. Quella di domani a Tortolì sarà una giornata di mobilitazione contro gli effetti (veri e presunti ) della legge Gelmini sulle scuole ogliastrine.
Addio
a Ielmoni ( da "Stampa, La"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: CANNOBIO SPORT VERBANIA Addio a Ielmoni Verbania a segno in calcio e rugby Bene Matia e Paffoni Da oggi scuole campione della solidarietà Teresio Valsesia Servizi autogestite contro la Gelmini Filippo Rubertà.
Licei
occupati a Imperia ( da "Stampa, La"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: INIZIATIVA DEGLI STUDENTI CONTRO LA RIFORMA GELMINI Licei occupati a Imperia La protesta allo Scientifico e Classico, forse da domani autogestione [FIRMA]DIEGO MARRESE IMPERIA La votazione durante l'assemblea straordinaria di ieri ha avuto un esito scontato: ha vinto il sì per l'occupazione, tanto a poco, nei confronti del no.
Scuola,
scontri a Milano: "Studenti fermati dai manganelli"
( da "Voce
d'Italia, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cronaca Articoli correlati: *Scuola, dl Gelmini al vaglio del Senato *Tutti contro Gelmini. Milano: bruciata copia dl Scuola *Scuola, la sorella della Gelmini:"Non sciopero" Guarda tutti i correlati.
Giovedì
presidio davanti alle scuole per dire no alla riforma Gelmini
( da "Stampa,
La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini Vinti 40 mila euro all'agenzia Better con una scommessa sul calcio Anche a Savona giovedì andrà in scena la protesta degli studenti contro la riforma della scuola proposta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Il 23 ottobre occuperemo le entrate delel nostre scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la nostra creatività e voglia di cambiamento"
America
all'assalto: Prove cancellate ( da "Stampa, La"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: i posti 920 La promessa degli studenti Il Pdl "blinda" la Gelmini, ma giovedì i ragazzi annunciano un blocco senza precedenti degli ingressi Carcere pieno si dorme in terra America all'assalto: "Prove cancellate" "Porte sbarrate in tutte le scuole" Ruotolo A PAGINA 16 Quesitonio IN CRONACA Masci A PAGINA 11.
TAGLIARE
LA SCUOLA O TAGLIARE I POLITICI? di Paolo Bonacini
( da "Emilianet"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il mondo della scuola scosso dalla riforma Gelmini (io ne ho seguita una in veste di papà, presso la seconda circoscrizione). Sentirete tanti maestri e dirigenti scolastici che cercano di far sapere con grande trasporto (direi quasi disperatamente) quanto è importante e complesso il lavoro che stanno facendo per educare e formare chi va a scuola (tutti coloro che vanno a scuola,
Il
naso lungo della Lega ( da "Emilianet"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il sistema delle scuole pubbliche fu rimpiazzato dalle scuole charter gestite dai privati. Di scuole pubbliche ce n'erano 123 prima dell'uragano, ne sono rimaste 4. Il sindacato della scuola in città era molto forte. Dopo l'uragano il contratto sindacale venne stracciato e i 4700 insegnanti membri del sindacato vennero tutti licenziati.
DA
BOSSI A VESPA, I PEDAGOGISTI DILETTANTI di Giuseppe Caliceti
( da "Emilianet"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: grazie alle strane idee sulla Scuola che ha il Ministro Gelmini, in Italia si è ripreso a parlare di scuola dopo anni e anni di letargo. Di colpo tutti si improvvisano docenti e pedagogisti. Bossi e Vespa compresi. Non è detto che ciò sia male. Anzi, è questo il bello della democrazia. Ma qualche volta gioverebbe lasciare che di pedagogia parlino soprattutto pedagogisti e docenti.
Quando
La Repubblica era contro le tre maestre
( da "Blogosfere"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sit-in davanti a Montecitorio, mamme in lutto nel No Gelmini Day.... Ma è stato soprattutto un titolo a colpirci: "Il maestro unico è un ritorno al passato". Magari un passato che affiora dagli archivi del quotidiano. Era il giugno del 1989 e ministro della Pubblica Istruzione era Giovanni Galloni, dc.
Istituto
agrario "Ulpiani", si realizzano gli impianti antincendio
( da "Quotidiano.it,
Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: decreto Gelmini', sono molto preoccupato per la penuria di investimenti nell'edilizia scolastica e, in particolare, nella messa a norma degli edifici - ha osservato l'assessore all'Edilizia scolastica Ubaldo Maroni - La cultura e le scuole, dove i ragazzi passano la maggior parte del loro tempo, sono due priorità del mandato di questa Amministrazione.
I
legali di Amanda: "Non ci sono prove"
( da "Quotidiano.net"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (88 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (66 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (58 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (45 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (35 commenti)
Via
Poma, i risultati delle nuove analisi: "Non confermate tracce del
fidanzato" ( da "Quotidiano.net"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (88 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (66 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (58 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (45 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (35 commenti)
Classi-ponte
per immigrati. Non sarà una "honey trap"?
( da "Blogosfere"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: persino Famiglia Cristiana (a cui finora evidentemente la Riforma Gelmini andava, chissà come mai, benissimo) ha preso ferma posizione. Tutto ciò mi ricorda qualcosa, non so neanch'io cosa. Forse quando ci si strappavano i capelli e si andava in piazza per l'articolo 18, mentre sottobanco si legalizzava il precariato.
Farmaci
oppiacei contro il dolore: dicono sì otto italiani su dieci
( da "Quotidiano.net"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (88 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (66 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (58 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (45 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (35 commenti)
Pinguini
spiaggiati in Brasile Salvati e portati nell'Antartico
( da "Quotidiano.net"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (88 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (66 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (58 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (45 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (35 commenti)
Ciavarro
abbandona il reality show Patrizia De Blanck è la nuova naufraga
( da "Quotidiano.net"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (88 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (66 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (58 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (45 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (35 commenti)
"Via
la patente ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla"
( da "Quotidiano.net"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (88 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (66 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (58 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (45 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (35 commenti)
Industria
tessile, effetto Gelmini: grembiulini a tutto esaurito
( da "Sestopotere.com"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sul boom dei grembiulini per effetto delle dichiarazioni del Ministro Gelmini. A chiusura stagione si tirano le somme. Sono andate a gonfie vele le vendite dei grembiulini ad inizio anno scolastico, grazie anche al cosiddetto “effetto Gelmini”. Le indicazioni del Ministro della Pubblica Istruzione, sull'opportunità di reintrodurre nelle scuole elementari il grembiulino,
21/10/2008
18:12 SCUOLA: D'ALEMA, GIUSTA PROTESTA GIOVANI QUESTA NON E' RIFORMA
( da "ITnews.it"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: I provvedimenti di Gelmini e Tremonti comportano un drastico taglio di risorse per scuola, universita' e ricerca. Questo crea grande allarme e preoccupazione e danneggia il Paese". Lo ha detto Massimo D'Alema a proposito della riforma della scuola a margine di un'iniziativa del Pd sulla manifestazione del 25 ottobre.
SCONTRI
IN PIAZZA ( da "TGCom"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: carabinieri Durante corteo contro riforma Gelmini Alta tensione in piazza Cadorna a Milano, teatro di scontri tra studenti che manifestano contro il ddl Gelmini e le forze dell'ordine. I manifestanti, circa un migliaio, hanno tentato di entrare in stazione per bloccare i treni delle Ferrovie Nord ma sono stati respinti dai carabinieri che presidiavano la zona.
Per
un Walter di lotta, un Silvio di governo
( da "AprileOnline.info"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: difende le proteste del settore e dei sindacati e attacca la Gelmini. Così bolla il ritorno al maestro unico come "l'ennesima puntata della strategia di nascondimento della realtà" per cui il governo, di fronte all'incertezza sul futuro che domina il Paese, sceglie di regalare "l'illusione del ritorno ai bei tempi andati.
Scuola,
protesta senza freni e primi scontri
( da "AprileOnline.info"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 23 Politica Ancora cortei in tutta Italia contro la riforma Gelmini: tafferugli a Milano, manifestazioni a Bologna e Firenze, assemblee a Genova, Napoli, Roma. Napolitano riceve una delegazione di studenti universitari e precari della ricerca. E Famiglia Cristiana attacca il governo sulle classi per immigrati E adesso la protesta è ovunque, blocca le lezioni, invade le strade,
Un
insegnante unico e l`incognita delle ore
( da "Merateonline.it"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma Gelmini intende mantenere questi insegnanti, probabilmente spalmando le loro ore di lezione su tutte le classi. Fino al 2010-11 è previsto ancora provvisoriamente l'impiego di docenti specialisti ma per l'intero orario settimanale. Si è parlato per la scuola dell'infanzia di orario di lezione solo antimeridiano con un solo docente per sezione.
Ridimensionamento
della Rete Scolastica ( da "Merateonline.it"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il piano Gelmini sulla Rete Scolastica punta a incentivare gli istituti comprensivi. L'operazione di ridimensionamento sarà compiuta dalle Regioni ma dovrebbe procurare un risparmio solo allo Stato. Unire più scuole in una è perfettamente in linea con la decisione di diminuire, oltre al corpo insegnanti, anche il personale Ata,
Revocate
le economie per l`edilizia scolastica
( da "Merateonline.it"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2008 Revocate le economie per l'edilizia scolastica Il decreto Gelmini per consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate revoca le economie, maturate alla data di entrata in vigore del decreto nonché quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1° gennaio 2006.
I
``tagli`` alle Università e agli istituti di ricerca
( da "Merateonline.it"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini ha abolito gli ulteriori due anni di specializzazione dopo la laurea magistrale, ovvero la SILSIS: un biennio che negli ultimi anni ha formato coloro che volevano insegnare dalla scuola secondaria di primo grado fino all'univeristà. Ora i laureati SILSIS e coloro che devono terminare il secondo anno potranno comunque essere iscritti in graduatoria collocati in posizione spettante
Preoccupazioni
per i tagli alla scuola Le iniziative del ``comitato meratese``
( da "Merateonline.it"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'ha detto anche il Ministro Gelmini alla tv". Per quanto mi riguarda il ministro Gelmini (o Berlusconi oggi) può dire quello che vuole in televisione purchè sia veritiero perchè se la matematica non è un'opinione tagliando 2 insegnanti per ogni classe come sarà possibile aumentare il tempo pieno del 60%.
Si
schianta pullman di tifosi juventini Due morti, una ventina di feriti
( da "Quotidiano.net"
del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (89 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (67 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (58 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (45 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (35 commenti)
Dopo
insegnanti e genitori ora protestano gli studenti
( da "Stampa,
La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e il 17 novembre organizzeremo cortei in varie città della Granda". Già sicuro quello di Saluzzo, altri sono in preparazione a Savigliano e Cuneo. "Contro le classi separate per gli immigrati - aggiunge la Shamku - e i provvedimenti della riforma che vuole ridurre gli insegnanti di sostegno, diminuire le ore caratterizzanti i singoli indirizzi di studio e trasformare i consigli
( da "Stampa, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CONSIGLIO
PROVINCIALE. IERI DIBATTUTO IL DECRETO DI RIORGANIZZAZIONE Battaglia sulle
scuole a rischio "Che impatto avrà sulle famiglie? Quali costi aggiuntivi?
E i Comuni come faranno?" [FIRMA]SILVANA MOSSANO ALESSANDRIA Nelle ultime
settimane è stato l'affanno a muovere tanto le decisioni governative sulla
scuola tanto le conseguenti risposte. E anche ieri, la presentazione in
Consiglio provinciale di tre ordini del giorno distinti, tutti partiti dalla
maggioranza, unificati solo un quarto d'ora prima della seduta, nonostante la
possibilità di farlo in mattinata quando già si era riunita la commissione, fa
pensare che sarebbe utile riprendere l'approfondimento con maggiore serenità,
per arrivare ad auspicati risultati, che salvino dall'agonia il territorio,
condivisi da maggioranza e opposizione. E questo indipendentemente dal fatto
che la mozione unificata, presentata da Muzio, Fornaro, Calvo, Negri, Bonafé,
Icardi, Di Carmelo e Demaria, alla fine è passata con i 16 voti favorevoli della
maggioranza e i 5 contrari di Pdl e Lega. Un documento che l'opposizione, come
hanno detto Sirchia e Buzzi Langhi, ha rifiutato di votare, "perché
contiene attacchi e anche falsità". Muzio ha comunque
ribadito che il decreto della Gelmini di fatto si riduce a un atto ragionieristico in cui la scuola,
per lo Stato, rappresenta un mero salasso economico e si dimentica, tra
l'altro, del federalismo introdotto dal Titolo V della Costituzione che impone
il coinvolgimento di Province e Comuni nelle scelte strutturali e formative di
questo settore. "Invece no; il governo dice: o la Regione taglia o
si va al commissariamento. Si può discutere di riorganizzazione sotto questa
minaccia?". E c'è un problema sociale: "Che impatto avrà il
provvedimento sulle famiglie? Quali costi aggiuntivi? E i Comuni, già privati
dell'Ici, come faranno, ad esempio, a farsi carico dei trasporti?". Calvo
sostiene che "quella che viene spacciata come riforma serve in realtà a
giustificare tagli finanziari che ricadono in maniera gravissima sui piccoli
Comuni, i quali, tra l'altro, hanno fatto grandi sforzi per investire nella
scuola". Inoltre, sulla riorganizzazione "il nostro territorio ha già
dato e con impegno notevole nel 2003" ha ricordato Fornaro, consigliere,
ma anche sindaco di un piccolo Comune. Lo rammenta bene Mara Scagni, all'epoca
assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, che svolse un ruolo di forte
mediazione tra polemiche e tensioni. "Ma al riordino, in cui furono decisi
tagli di plessi, si arrivò non in un lampo, ma dopo circa 150 incontri".
"La Gelmini - rincara Fornano - dice che non ci
saranno licenziamenti, bensì il blocco dei turn over. Oh già, ma se bidelli e
insegnanti che vanno in pensione non vengono rimpiazzati, la scuola non può più
funzionare ed è un modo indiretto per disporne la chiusura". Con il
criterio del tetto di 50 alunni per il mantenimento in vita, "nell'Ovadese
- cita ad esempio Fornaro - su 16 Comuni resterebbe salva solo la materna di
Ovada". Pronto a replicare Sirchia: "Non è vero. Il ministro ha detto
che il provvedimento non riguarda le materne". Un aspetto da approfondire.
L'occasione per farlo? Indipendentemente dal voto alla mozione di ieri
"che esprime opposizione al decreto Gelmini"
giudicandolo "un atto arrogante e irresponsabile per la vita delle
comunità locali", come si legge nel testo e ha rimarcato Di Carmelo, una
mano tesa al dialogo arriva dai banchi della maggioranza. Negri, uomo di scuola
per 34 anni, propone di riprendere il discorso dalle commissioni consiliari.
Un'idea che Sirchia non disdegna, ammettendo che "un ragionamento sui
contenuti va fatto, e, come è già accaduto su altre questioni in passato, si
può arrivare a un risultato importante per il territorio". Negri indica
un'ipotesi di percorso: "No al muro contro muro e a posizioni preconcette.
Ci sono margini di riorganizzazione? Valutiamoli, chiamando in commissione
sindaci, presidi, insegnanti e famiglie. L'obbiettivo è scongiurare
l'impoverimento della scuola e del territorio. Certo è che ridurre in Italia
più di 87 mila insegnanti e 44 mila addetti Ata in tre anni, oltre a tagliare i
fondi a ricerca e università, non può che provocare estrema
preoccupazione".
( da "Vivimilano.it" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il corteo di venerdì
(foto A. Pagliarulo) MILANO - La protesta ha una programmazione fittissima:
sit-in degli studenti (questa mattina davanti a Palazzo Marino), blocco delle
lezioni (oggi a Brera), Stati generali (domani in Statale), autogestioni
(giovedì alle elementari e medie di zona 5). Un'altra settimana calda nelle
scuole e nelle università. Picchetti, occupazioni e slogan: "Milano contro la Gelmini". Non tutta: ieri pomeriggio il ministro è stato a lungo
applaudito dai giovani del movimento studentesco padano. Altri cinque giorni di
mobilitazione. Primo appuntamento: oggi alle 9.30 davanti alla sede del Comune.
"Diremo al vicesindaco Riccardo de Corato - dicono i giovani dei
collettivi - che bloccheremo la città tutte le volte che sarà necessario.
E non appena il decreto sarà legge, ci riprenderemo le scuole, studenti e
professori insieme, e le restituiremo alla cultura, a costo di trovarci in
piazza per fare lezione". Dichiarazione di guerra. Non l'unica. Sempre
oggi saranno sospesi i corsi a Brera per un'assemblea di accademia
("rilanceremo il blocco della didattica"), mentre domani alla Statale
si terranno gli Stati generali d'ateneo con matricole, dottorandi, ricercatori,
assegnisti, sindacalisti, professori. Appello: "È necessaria la
partecipazione di tutti, interrompiamo per un giorno l'attività
universitaria". E se non bastasse, ci sono pure elementari e medie in
agitazione: per giovedì è annunciata l'autogestione negli istituti di zona 5. E
i docenti dell'Itis Marie Curie (che hanno votato una mozione contro i tagli)
sono pronti a dare il via all'autogestione. Sarebbe la prima organizzata dai
prof. Ancora: contro il maestro unico è stata indetta per domani sera a
Concorezzo una fiaccolata davanti all'elementare di via Ozanam; domani alla
Bovisa, alle 21, nell'aula magna dell'elementare di via Guicciardi, assemblea
aperta con Federico Niccoli, docente alla Bicocca; giovedì alle 17 in largo La
Foppa presidio dei genitori dell'istituto "Giusti e D'Assisi". Una
settimana di appuntamenti contro "la riforma Gelmini
", manifestazioni e polemiche. Ma anche qualche applauso. Come ieri,
durante il terzo appuntamento della scuola politica federale dei giovani padani
all'Hotel Cavalieri di piazza Missori. Ospite della giornata era il ministro
Mariastella Gelmini, accolta dagli organizzatori con
una standing ovation. Fuori, le contestazioni di un gruppo di ragazzi dei
centri sociali. Annachiara Sacchi 20 ottobre 2008.
( da "Vivimilano.it" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il decreto bruciato
(Emblema) MILANO - Continua la mobilitazione degli studenti
di Milano contro la riforma del ministro Gelmini. Dopo la massiccia partecipazione al "No Gelmini Day" di venerdì, questa
mattina oltre 200 ragazzi delle scuole superiori si sono radunati davanti a
Palazzo Marino, per rispondere alle ultime dichiarazioni del ministro:
"Gli studenti protestano perché non sono informati". Arrivati
poco dopo le 9.30, gli studenti hanno esposto striscioni sulle transenne di
fronte al Palazzo Marino e, accompagnati dalla musica di un Dj set
improvvisato, hanno simbolicamente dato fuoco a una copia del decreto Gelmini contestato. "Siamo informati eccome", è la
loro replica e il decreto, dicono, "parla da solo, basta leggerlo".
"Abbiamo ben presente - dice Gianmarco Peterloni, del Coordinamento dei collettivi
- i tagli per 8 miliardi alla scuola pubblica, i 150mila posti di lavoro in
meno, l'accorpamenti delle scuole più piccole, su cosa non saremmo
informati?". Il presidio in piazza Scala (Salmoirago) DALL'HINTERLAND - La
scelta della sede di Palazzo Marino è poi una risposta anche al vicesindaco
Riccardo De Corato, secondo cui Milano non può essere bloccata ogni settimana
dalle manifestazioni degli studenti: "Siamo qui per dirgli che siamo
disposti a fare un corteo anche ogni giorno, a occupare le scuole e che non ci
fermeremo". Molti gli striscioni contro la riforma. "Omero chiuso per
lutto si ribella al ministro della pubblica (d)istruzione", recitava uno
striscione appeso dagli alunni del liceo Classico Omero di Bruzzano, nel milanese,
arrivati numerosi. I manifestanti, studenti di scuole del centro ma anche di
centri dell'hinterland, si dicono pronti a occupare i loro istituti, quando il
decreto sarà convertito in legge. Intanto si preparano al prossimo
appuntamento, lo sciopero generale del 30 ottobre. CORTEO IMPROVVISATO - Dopo
il sit-in gli studenti hanno sfilato per le vie del centro con destinazione
piazza Fontana. Il permesso per il corteo, che non era preventivato, è stato
ottenuto dopo una trattativa con la Questura. Oltre 200 ragazzi, dietro uno
striscione che recita "Dieci, cento, mille mobilitazioni", hanno
bloccato il traffico, accompagnati dalla musica e da cori contro il ministro
dell'istruzione Gelmini e il vicesindaco di Milano,
Riccardo De Corato. 20 ottobre 2008.
( da "Blogosfere" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ott 0821 Chi ha
paura della Gelmini? Pubblicato da Giovanni Sena alle 04:07
in Centrodestra Ecco ancora i contestatori professionisti. La piazza pronta a
martirizzare chiunque cerchi di mettere in luce un nuovo aspetto della cattiva
gestione dello Stato. Si parla di scuola, di universita'. Si
parla della Gelmini. Ha
detto bene Ernesto Galli Della Loggia: [...] C'è un ministro, Mariastella Gelmini, che dice che la scuola italiana
non funziona. Porta delle cifre: sul numero eccessivo d'insegnanti,
sull'eccessiva percentuale assorbita dagli stipendi rispetto al bilancio
complessivo, sui risultati modesti degli studenti, sulla discutibile
organizzazione della scuola nel Mezzogiorno. [...] Che cosa realmente sanno
della scuola, della causa per cui protestavano, gli studenti che l'altro giorno
hanno affollato le vie e le piazze d'Italia? Probabilmente solo che il potere,
cattivo per definizione (figuriamoci poi se è di destra!), vuole fare dei
"tagli", termine altrettanto sgradevole per definizione, e imporre
regole limitatrici della precedente libertà (grembiule, valore del voto di condotta), dunque
sgradevoli anch'esse. A parte il fatto che grembiuli e voto
di condotta sono nella migliore delle ipotesi
dettagli, e' incredibile come il Paese sembri essere in una sorta di
allucinazione collettiva secondo cui la scuola va bene come e', e la Gelmini e' solo una sadica nemica dell'educazione. Ma e'
sull'universita' che mi colpisce di piu' il non-dialogo tra Paese e Ministro.
Mentre gli studenti si affrettano a scimmiottare i propri genitori nell'inutile
e pagliaccesco rito dell' okkupazione, uno dei punti chiave del Gelmini-pensiero viene completamente ignorato: in Italia
esistono 300 sedi universitarie distaccate, 5.500 corsi di laurea distribuiti
in 900 indirizzi... Non possiamo permettercelo, e certamente non e' un buon
modo di distribuire i fondi per la ricerca. Mettiamocelo bene in testa:
eccellenza e' meglio di capillarita', quando si tratta di ricerca ed
insegnamento universitario. In questo la Gelmini vede
giusto. Speriamo solo che abbia il coraggio di fare qualche cosa a riguardo. Ditemi
voi GS.
( da "Gazzetta di Reggio" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
IL CASO "Non capiamo
questi attacchi" Le ultime dichiarazioni dell'avvocato Marco Scarpati, in
merito al presidio davanti al tribunale degli esponenti del comitato
"Insieme per Pino", hanno provocato la reazione degli stessi
componenti del comitato che sostiene l'innocenza di Pino La Monica, l'educatore
indagato per presunti abusi su minori. "Il presidio - si legge in una nota
del comitato - aveva come unico scopo quello di portare solidarietà a Pino, da
7 mesi agli arresti e pertanto impossibilitato ad incontrare i suoi cari, i
suoi amici ed i suoi ex-allievi. L'avvocato Scarpati parla di 'manifestazione
pericolosa e grave' dimenticando la sua tradizione politico-garantista a fianco
di quei radicali che hanno fatto, da sempre, del libero associazionismo una
bandiera non solo politica ma addirittura culturale e minacciando, al contempo,
di 'segnalare al provveditorato e al ministero della pubblica Istruzione alcuni
insegnanti che avrebbero fatto a suo giudizio gravi affermazioni nei confronti
delle bambine che hanno testimoniato'. Buona norma è, e l'avvocato Scarpati non
può non saperlo, citare queste affermazioni diffamatorie e, dopo averle citate,
procedere a querela per diffamazione al fine di tutelare le sue rappresentate.
Se questo non è stato fatto significa che le 'gravi affermazioni' altro non
sono che legittimi pareri, pienamente tutelati dalla Costituzione, e non sulle
bambine (a cui va tutta la nostra solidarietà), ma sulle modalità di come
l'inchiesta sia stata svolta, e su questo l'avvocato Scarpati può liberamente
dissentire nel rispetto dell'altro come cultura democratica vuole". I
rappresentanti del comitato ritengono poi "fastidioso" l'appello che
lo stesso legale avrebbe fatto al governo. "Risulta, altresì, fastidioso -
si legge ancora nella nota - l'appello all'attuale ministro
della pubblica istruzione Gelmini all'oscuramento del blog di solidarietà per Pino la Monica. Se
un blog, un sito, od un portale infrange la legge compito del cittadino è
avvertire le autorità competenti, polizia o procura, che provvederà a farlo
oscurare. Cosa c'entri il ministero della pubblica Istruzione in questa
procedura resta un mistero. A meno che non si voglia alimentare il
sospetto, dal quale prendiamo le distanze, che l'avvocato Scarpati avesse come
vera finalità quella di intimidire alcuni membri del Comitato che svolgono la
professione di insegnanti, i quali come tutti i cittadini italiani hanno
diritto ad una libera opinione. 'Mi batterò fino alla morte affinché tu possa
esprimere la tue idee che non condivido'. Questa massima, scritta da Voltaire,
da decenni è la bandiera dei radicali che l'avvocato Scarpati sembra aver
dimenticato. Ma non pare questa l'unica smemoratezza dell'avvocato. Egli sembra
aver dimenticato anche che la violazione del segreto istruttorio è un reato dal
momento che la stampa riporta queste sue dichiarazioni, attribuendole al suo
consulente, il professor Lino Rossi. 'La perizia del professor Nizzoli, chiara
ed approfondita, illustra come le bambine siano attendibili. E chiarisce
soprattutto un equivoco: gli abusi non sono permessi in nessun metodo
educativo.' Ora queste dichiarazioni oltre a rappresentare una violazione, a
nostro avviso, del segreto istruttorio, sembrano curiose in considerazione che
la Carta Di Noto afferma che la valutazione psicologica non può avere ad
oggetto l'accertamento dei fatti". Infine l'ultimo affondo, sempre rivolto
all'avvocato Scarpati. "Amiamo - concludono - ricordare dell'avvocato
Scarpati dichiarazioni come questa: 'Dopo le recenti assoluzioni in casi analoghi
a quello di Rignano Flaminio, Brescia, Asti e Verona, si rischia, oltre
all'ingiusta carcerazione per gli innocenti, di ingenerare sfiducia
nell'opinione pubblica per l'operato della giustizia che ha bisogno
dell'appoggio di tutti per debellare fenomeni di enorme gravità'. E' bene
ricordare che a Brescia, come a Rignano, nacquero comitati di solidarietà agli
indagati che vennero definiti, più o meno, come lui stesso ha definito la
manifestazione per Pino. Come finì a Brescia, a Rignano siamo ancora in fase
istruttoria, l'avvocato lo sa bene...".
( da "Gazzetta di Reggio" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
"Accuse
illegittime" Riceviamo e pubblichiamo Questa la lettera che ha scritto
alla Gazzetta di Reggio il legale Francesco Miraglia, avvocato che sta
difendendo l'educatore Pino La Monica. "Come avvocato di fiducia di Pino
La Monica sono profondamente amareggiato per le offensive, illegittime, inopportune,
strumentali ma, anche deontologicamente scorrette dichiarazioni dell'avvocato
Scarpati, rilasciate subito dopo la discussione della perizia in tribunale. Pur
non condividendo neanche una parola dell'avvocato Scarpati, riguardo
all'attività del comitato e all'invito al Ministro Gelmini di bloccare il sito, non è mia
intenzione, al momento, prendere una precisa posizione in merito, pur
sollecitando lo stesso comitato di intraprendere tutte le iniziative opportune
e tutela della propria immagine e attività. Di fronte a dichiarazioni talmente
gravi non si può non condividere con la famiglia La Monica la loro volontà di
denunciare l'avvocati Scarpati e il professore Lino Rossi per
diffamazione a mezzo stampa. In nome di chi e per conto di chi l'avvocato
Scarpati e professore Lino Rossi si sono sentiti in dovere di esprimere
giudizi, pregiudizi e sentenze già scritte? L'avvocati Scarpati e il professore
Lino Rossi ben sanno che il cittadino è innocente fino a prova contraria, ben
sanno che gli indizi nella fase istruttoria devono essere tramutate nel
processo in prove: dimostrate, attendibili, provate, concrete e oltre ogni
ragionevole dubbio. Non solo, come è possibile che un avvocato della parte lesa
affidi alla stampa addirittura nella fase in cui le indagini, sono coperte del
segreto istruttorio dichiarazioni quali: 'non so cosa ci sia di politicamente
interessante nel toccare l'apparato genitale delle bambine o farsi toccare il
proprio. E' stiamo parlano non di un esule politico, ma di un signore che
all'età di 38 anni, disturba delle bambine'. E' ancora: 'questo ragazzo ha
compiuto reati non belli.' Il fatto, poi che il suo consulente professore Lino
Rossi che ha partecipato alla stesura della Carta di Noto, linea guida per
evitare false denuncie e per determinare corretti comportamenti in materia,
arriva al punto di sostenere il suo avvocato anticipando la condanna nei
confronti di La Monica dichiarando testualmente, è ancora più grave: la perizia
del professore Nizzoli, chiara e approfondita illustra come le bambine siano
attendibili. Chiarisce soprattutto un equivoco: gli abusi non sono permessi in
nessun metodo educativo, invece La Monica applicava un metodo educativo sottile
per far passare quei toccamenti come naturali alle bambine. Tutte informazioni
legate al segreto istruttorio e tutte ancora da dimostrare. Ciò che è grave a
proposito delle dichiarazioni del professore Lino Rossi in riferimento alla
perizia del professore Nizzoli è che lo stesso partecipava alla redazione della
citata Carta di Noto, la quale all'articolo 2 recita testualmente: la
valutazione psicologica non può avere ad oggetto l'accertamento dei fatti per
cui si procede che spetta esclusivamente all'autorità giudiziaria. L'esperto
deve esprimere giudizi di natura psicologica avuto anche riguardo alla
peculiarità della fase evolutiva del minore. E' proprio il caso di dire che
molti predicano bene e razzolano male. Sono profondamente dispiaciuto di dover
intervenire in questo modo nei confronti di professionisti come l'avvocato
Scarpati e professore Rossi, che ho sempre stimato, ma il loro comportamento
non può assolutamente passare in silenzio. Sono certo, a questo punto che il pm
Maria Rita Pantani apra, immediatamente, un fascicolo in merito". Avvocato
Francesco Miraglia.
( da "Leggo" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
"serrata",
ma i ragazzi si dividono: c'è chi si schiera con la Gelmini. Ieri lezioni
universitarie in piazza Montecitorio a Roma. A Milano bruciato il decreto Gelmini. Il ministro:
avanti con la riforma.
( da "Leggo" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Di Lorena Loiacono
La contestazione studentesca è un fiume in piena che da Nord a Sud travolge scuole
ed università: non si fermano le proteste ed oggi il decreto sulle misure
urgenti per scuole ed università apre la discussione al Senato. Hanno preso il
via ieri le lezioni di fisica degli studenti della Sapienza con i loro docenti
sotto le finestre di Montecitorio, con tanto di lavagne e gessetti; all'aperto
anche i ragazzi di Genova per una lezione di Storia della Russia sui gradini
della chiesa dell'Annunziata, in difesa di circa 500 precari dell'Ateneo a
rischio per i tagl previsti; a Palermo invece l'avvio dell'anno accademico sarà
celebrato con una sorta di contro-manifestazione perché "c'è poco da
festeggiare". A sottolinearlo il rettore Silvestri in un incontro con gli
studenti in corteo, autorizzando per oggi, inoltre, la sospensione della didattica.
A Pavia un'assemblea di Ateneo ha visto la partecipazione di dottorandi e
ricercatori; a Catania gli studenti di scienze politiche hanno occupato l'aula
magna con un'assemblea permanente mentre ad Ancona una cinquantina di studenti
ha occupato simbolicamente il Rettorato dell'Università Politecnica delle
Marche in piazza Roma. In rivolta anche gli studenti delle superiori: a Milano,
davanti la sede del Comune di Palazzo Marino, circa 200
studenti hanno simbolicamente dato fuoco ad una copia del dl Gelmini, mentre in tutta Italia giovedì
gli studenti minacciano la serrata. "La Gelmini va tenuta fuori dalle scuole che bloccheremo", ha
annunciato la Rete degli studenti medi. Tensione in serata a Carate Brianza
dove alcuni studenti hanno contestato il ministro. "Ma io non sto
zitta e procedo con grande rispetto", ha replicato la Gelmini.
(ass).
( da "Leggo" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Esta da una parte
cresce, dall'altra salgono le accuse. E spuntano anche le alleanze
insospettabili. "Dopo le immagini del ministro Gelmini danneggiate con le forbici e gli
slogan offensivi - ha commentato Alternativa studentesca, in riferimento alla
minaccia da parte della Rete degli studenti medi di bloccare le scuole giovedì
- ora arrivano anche le minacce di picchetti all'ingresso degli istituti.
La protesta sta degenerando". Di parere nettamente opposto gli studenti di
Forza Nuova che, a sorpresa, hanno dichiarato: "Una battaglia di questo
tipo ha bisogno di un'unità che sacrifichi anche le diverse appartenenze. Da
parte nostra siamo disposti a dibattere anche con nostri avversari
storici". (L. Loi./ass).
( da "Leggo" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Di Gabriella Persiani
Finisce in fumo e cenere il decreto sulla riforma della scuola nelle mani degli
studenti milanesi. Dopo il "No Gelmini Day"
di venerdì, la mobilitazione negli istituti scolastici della città s'infiamma
nel vero senso della parola. Ieri mattina, sit-in di oltre 200 studenti delle
superiori davanti a Palazzo Marino, durante il quale, tra musica, striscioni e
slogan, è stata bruciata una copia del decreto Gelmini, da oggi all'esame del senato.
"Noi non saremmo informati? - urlavano i manifestanti in risposta alla Gelmini che li aveva accusati di saperne
poco del decreto -. Abbiamo ben presente i tagli ai finanziamenti e ai posti di
lavoro". Il Comune stesso, poi, è stato bersaglio della protesta.
"Se il vicesindaco Riccardo De Corato non ritiene ammissibile il blocco
della città ogni settimana per le nostre proteste, siamo pronti a fare un
corteo al giorno e a occupare le scuole", ha annunciato Gianmarco del
Coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano e provincia. Dato alle
fiamme il testo del decreto, è partito un corteo fino a piazza Fontana,
autorizzato dalla Questura al termine di lunghe trattative. Ma non è finita. Da
oggi si aprono gli Stati generali d'Ateneo: gli universitari si ritrovano alle
9.30, nell'aula magna della Statale, in via Festa del Perdono 3, "per
informare, discutere e, seguendo un percorso di mobilitazione già iniziato in
altre università, elaborare un'opposizione a questo progetto
irresponsabile".
( da "Leggo" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Goma di un cadavere
ucciso durante una sparatoria cosparso di rose, è iniziata anche a Bari la
protesta partita in tutti gli atenei italiani contro la legge 133 del 2008. Una
rivolta che unisce gli studenti ai ricercatori e a buona parte dei docenti.
Presìdi, volantinaggi, assemblee e lezioni interrotte in diverse facoltà. Così
è iniziato la lunga manifestazione che, a detta delle associazioni
studentesche, andrà avanti ad oltranza. Gli universitari
hanno fatto irruzione in aula spiegando le ragioni della contrarietà alla
riforma voluta dal ministro Gelmini, che prevede anche la conversione degli atenei pubblici in
fondazioni private. Tra le preoccupazioni maggiori ci sono quelle relative
all'eventuale aumento delle tasse e al mancato rinnovo delle convenzioni come
nel caso delle mense e del trasporto pubblico. Prima l'affollatissima
assemblea nell'atrio dell'Ateneo, poi il raduno nelle vicinanze della facoltà
di Scienze politiche. Un modo per ribadire la volontà di proseguire nella
lotta, evitando che circa 60mila persone in tutta Italia possano rimanere senza
lavoro se non dovessero essere stabilizzate dagli enti da cui dipendono entro
il 30 giugno dell'anno prossimo. (A. Loc/ass).
( da "Leggo" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Di Gianluca De Rossi
VENEZIA - Studenti veneziani sul piede di guerra contro il
decreto Gelmini. La riforma
della scuola voluta dal governo sarà discussa da oggi in Senato per la
conversione in legge e nelle stesse ore gli studenti promettono battaglia in
aula, a suon di assemblee coordinate con i professori. Assemblee nelle scuole
veneziane sono in programma da oggi a giovedì mattina. Giovedì, inoltre,
è in programma un sit-in davanti alle aule. "Il 23 ottobre occuperemo le
entrate delle nostre scuole per sbarrare la strada alla riforma del ministro Gelmini e ai tagli con tutta la nostra creatività e voglia
di cambiamento", annuncia la Rete degli studenti, spiegando che giovedì si
fermeranno davanti agli ingressi delle scuole per spiegare le loro ragioni.
Sono almeno 5 le scuole in cui da oggi potrebbero svolgersi le assemblee degli
studenti coordinate con i professori durante l'orario di lezione: il liceo
classico "Foscarini", lo scientifico "Benedetti" e il
classico "Marco Polo" a Venezia, più l'Istituto tecnico
"Zuccante" e lo scientifico "Morin" a Mestre. Gli studenti
del liceo artistico di Venezia, invece, stanno pensando all'autogestione, da
far scattare sempre giovedì. Studenti, poi, che a distanza di una settimana
promettono di ritrovarsi tutti a Roma. "Saremo davvero in tanti giovedì 30
ottobre a Roma per protestare - dice la Rete degli studenti -. Ci stiamo organizzando
per noleggiare i pullman per il viaggio".
( da "Leggo" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ermeranno dalle 10
alle 13. La decisione è stata presa ieri mattina dal Senato Accademico contro
le riforme Brunetta, Tremonti e Gelmini. All'inizio delle lezioni i professori hanno letto un messaggio
del Magnifico Rettore. La protesta assume così una forma più concreta, con
l'adesione ufficiale dell'ateneo. La decisione è stata appoggiata anche dagli
studenti, che sempre ieri mattina hanno organizzato un presidio di circa 300
persone nel cortile del Bo con alcuni che chiedevano l'occupazione a
oltranza dell'Università. All'annuncio del blocco didattico, durante il quale
ogni facoltà organizzerà una propria assemblea, è partito un corteo spontaneo
di circa un migliaio studenti che ha attraversato la città fino al Portello. E
scatta una nuova emergenza fondi anche per le scuole padovane. I tagli di oltre
100 milioni di euro nei servizi sociali forniti dalla regione mettono a rischio
molti servizi tra cui il tempo lungo e prolungato in parecchi complessi.
Inoltre i tagli al corpo docente porteranno a classi da 30 bimbi che
metterebbero fuori norma tutte le nuove opere di edilizia scolastica realizzate
dal comune (25 milioni di euro in 4 anni) con classi per 25 scolari. (T.Fer.).
( da "Italia Oggi (MarketingOggi)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi Numero 250, pag. 31 del 21/10/2008 Autore: di Editorius
Visualizza la pagina in PDF PAGELLE EDITORIALI/ Antonio
Polito porta in edicola un quotidiano unico e alternativo Il Riformista, un
giornale post web Formato tabloid, titoli irriverenti e articoli coraggiosi La
scorsa settimana, a Milano, un incontro in Assolombarda dedicato alla crisi dei
media italiani, che doveva essere positivamente autocritico, si è invece
concluso con una poderosa e compiaciuta Messa cantata fra i direttori dei
grandi quotidiani nazionali. Una Messa tutta impostata sui toni del canto
gregoriano editoriale pieno di compiacimenti riservati a se stessi e ai
colleghi, con risposte accondiscendenti e altrettanto compiaciute. Il tutto era
immerso, come del resto prescrive il rito gregoriano, che non è nato ieri, dai
fumi caldi della reciproca incensazione. Ebbene, nel corso di una tavola rotonda
che si era svolta poco prima, l'amministratore delegato di Autogrill, Gianmario
Tondato, avendo preso sul serio il titolo del dibattito, aveva invece fatto
sapere che, negli Autogrill sparsi in tutt'Italia, la vendita dei giornali ha
subito un tracollo, nell'ultimo anno, del 10% mentre quello dei libri ha fatto
registrare un aumento del 4 per cento. Non c'è quindi disaffezione della gente
nei confronti della lettura ma c'è disaffezione della gente nei confronti dei
giornali. Un dato e una considerazione del genere (l'uno e l'altra peraltro già
a perfetta conoscenza dei piani alti delle grandi case editrici) che dovrebbero
gettare lo scompiglio fra gli editori e il terremoto nei vertici giornalistici,
sono stati invece accolti come un'informazione qualsiasi che può anche essere
ignorata, dando ancora una volta la colpa al lettore che viene descritto come
drogato da trasmissioni come l'Isola dei famosi e quindi è sempre meno idoneo
ad assaporare quelle prelibatezze che i grandi giornali, contro venti e maree,
continuano a proporre loro. L'editoria infatti è l'unico settore economico
dove, quando c'è un tracollo di vendite, anziché cercare di capire come
modificare il prodotto per andare meglio incontro alle esigenze del pubblico
degli acquirenti, si fanno delle sonore ramanzine a quest'ultimo. In questo
quieto scenario da tregenda, per fortuna, c'è chi non si arrende e cerca nuove
strade. Uno di questi è Antonio Polito che, non essendo stato considerato, dai
grandi editori, come l'uomo in grado di innovare il grande giornalismo oggi
esistente (e sbagliano; ma, per Polito, è stata una fortuna perché i
quotidianoni sono irriformabili) Polito, dicevo, si è messo in testa, in un
primo tempo, di fare uno snello giornale di opinione, il Riformista, e poi,
ieri, ha addirittura deciso di trasformarlo in un giornale vero e proprio di 32
pagine in formato tabloid. Quest'ultimo formato, che è quello, grosso modo,
adottato da più di un decennio da Italia Oggi e di MF, è stato scelto da Polito
perché il tabloid si è indubitabilmente dimostrato, a livello planetario, come
l'unico facilmente leggibile al giorno d'oggi (come lo dimostra, del resto e
indubitabilmente, la rivoluzione congiunta di Times e dell'Indipendent) mentre
i grandi giornaloni italiani, pur essendo coscienti dell'inevitabilità di
questa riforma, si sono limitati a stringere timidamente i loro giornali da
nove a otto colonne. In questo modo, anziché diventare nuovi giornali,
assomigliano a delle camicie che si sono pateticamente ristrette durante il
lavaggio. Com'è il nuovo Riformista di Polito? Beh, si può dire che, almeno a
giudicare dal suo primo numero, sia un giornale unico, diverso, alternativo. Di
sinistra, indubitabilmente, ma senza le fette di salame sugli occhi. Molto più
alternativo, insomma, di quanto non fosse la Repubblica al suo esordio. Ne
volete una prova? Eccola. Quale quotidiano italiano a diffusione nazionale
potrebbe oggi aprire con il titolo, in fondo ovvio, come: "Basta aiuti
alla Fiat"? E con un sommario che dice: "Parla Sacconi. Marchionne ha
chiesto aiuti di Stato per Fiat e un taglio delle tasse per i lavoratori. Io
sono contrario a entrambi. Basta aiuti alla Fiat". E quale giornale
potrebbe avere un fondo (in questo caso di Giampaolo Pansa) con il titolo
"L'Italia che dice: tutti al muro"? Un fondo nel quale,
sintonizzandosi inconsapevolmente con l'opinione dell'a.d. di Autogrill, Pansa
sostiene che "i media conoscono poco di quanto sta accadendo nella testa
della gente. Frequentare la strada fa intuire qualcosa di più". Pansa poi
afferma l'indicibile condiviso da quasi tutti: "Da quanti anni vediamo un
trio di vecchie star bollite come Massimo D'Alema, Piero Fassino e Walter
Veltroni? D'Alema farà sessant'anni il prossimo aprile, ma sembra un
Matusalemme, sia pure ben conservato". E Guia Soncini (sotto un titolo di
prima pagina che dice, diretta a Veltroni: "Ma vai da Lucignolo, non da
Fazio") ricorda gli avvincentissimi articoli dei grandi quotidiani
"che riportano la posizione di Bettini e la confrontano con quella di
Migliavacca" in un'esegesi frigida che interessa solo chi la scrive. La
stessa Soncini dichiara ciò che molti votanti del Pd pensano e cioè che
"Fassino è stato il segretario del partito più loffio del passato presente
(d'accordo, forse a pari merito con Veltroni, ma insomma non cavilliamo)".
L'ex direttore dell'Unità, Peppino Caldarola, con fare sornione, ma poi non
tanto, impallina un genere incartaperito come la Corazzata Potiomkin prima che
si scontrasse con Paolo Villaggio ("una boiata pazzesca") affondando
in men che non si dica. Coldarola scrive: "Matteo, cinque anni, il pugno
chiuso non lo sa fare ancora, ma oggi non voleva andare all'asilo senza il
quaderno con la faccia di Di Pietro. Le maestre gli hanno
insegnato i cori contro la Gelmini e il nonno, sessantottino nostalgico, è fiero di lui".
Ovviamente, il Riformista non dimentica la vicenda della nomina del componente
alla Corte costituzionale dove, adesso, potrebbe andare Donato Bruno al posto
del bruciato Pecorella. "è", precisa il Riformista, "un
previtiano di ferro, la dimostrazione che l'influenza di Previti non è mai
tramontata su Palazzo Grazioli". Anche se, titolando così ("Palazzo
Grazioli" anziché "Berlusconi"), il Riformista dimostra che i
vecchi vizi del linguaggio allusivo allontana-lettori, è difficile da
sradicare, dovunque. La presa di posizione di Veltroni che, in tv, ha detto che
con Di Pietro "l'alleanza è finita" viene così titolata:
"Veltroni si è accorto che con Di Pietro le cose non vanno". In poche
parole, si dà, non solo la notizia, ma anche il commento della notizia. Così
come, sotto il titolo "Scuola riformata. A Napoli mazzette per le
supplenze", il Riformista, anziché seguire la Repubblica che, come ha
fotograficamente dimostrato Italia Oggi di sabato scorso, ha descritto entusiasticamente
le occupazioni delle grandi università (che però non sono ancora avvenute)
stando con i piedi per terra spiega: "Cattivi maestri. Mentre i docenti di
tutt'Italia contestano il ridimensionamento del personale docente imposto da
Via Trastevere (e ri-dalli! ndr) in Campania si scopre che c'è un mercato delle
supplenze". Ma più che l'apertura dedicata alla Fiat alla quale non si
debbono più dare aiuti, il vero gesto di coraggio del Riformista lo si trova a
pag. 11 sotto il titolo: "Tutti gli errori di Carlo Petrini il gastronomo
che si crede scienziato". Nel sommario si legge: "Equivoci. Vuole una
cattedra, ma non ha previsto neanche il caro-cibo. Ecco perché non sarà lo slow
food a salvare il mondo". Insomma va bene impallinare Fassino, va bene
colpire la Fiat ma tirare giù anche la terza icona piemontese-sabauda in un
solo numero ci sembra forse troppo. O no? Non si troverà avviamente in nessuno
giornalone italiano la difesa a spada tratta, in nome del diritto di alcova,
del direttore del Fondo monetario internazionale che rischia il posto per una
storia di sesso. Il titolo è esplicito: "Giù le mani da Strauss-Kahan,
sarà libertino ma è riformista": E nel sommario: "La sua debordante
passione per le donne ha lasciato una scia globale di aneddoti. La vittima
dell'ennesimo scandalo codino-mediatico va salvato. Perché il più libertino dei
socialisti d'Oltralpe è anche il più fiero difensore di un socialismo che
insegue la modernità". Insomma un vero e proprio attentato agli opposti e
inossidabili bigottismi bipartisan. Bella anche la primizia gustosa fornita da
Michele Anselmi relativa al prossimo film della Comencini. Peccato che in
titolo, occhiello e sommario (tra l'altro sterminati) si riesca a parlare di
tutto ma non della regista di cui si sta parlando. Chi ha fatto questo titolo,
come nel Monopoli, va fermato almeno per un giro. E poi bisogna tenerlo
d'occhio perché è una pericolosa talpa del vecchio giornalismo che, sul
Riformista, può fare dei guai devastanti. Pizzicante è anche la rassegna
tematica dei libri di Luca Mastrantonio. In una sola colonna dice più lui di
tutto un supplemento libri di un quotidianone italiano (ma questi ultimi, si
sa, lavorano per le cartiere). Il peggio del peggio è il titolo "Oliver
Stone dà una lezione a Nanni Moretti". Ma chi si credono di essere, questi
del Riformista? Dopo aver detronizzato l'ideo-gastronomo Petrini, costoro
tirano giù anche il Signor Pellicola che, e loro lo sanno, potrebbe, sol che lo
volesse, polverizzarli con un niente. E come poteva vedere la vittoria di
Hamilton in Formula Uno un giornale politico e di costume che non si ostina a
descrivere (e a re-interpretare) un Gran premio che gli appassionati di corse
hanno già ripetutamente visto, anche nei più minimi dettagli, il giorno prima
in tv? Così: "Lewis Hamilton come Obama. Il potere è nero". Un'altra
svolta epocale non avvertita dai giornaloni. E Simoncelli che ha vinto il
campionato delle moto 250 in Malesia, come è descritto? Con gli occhi di un
quarantenne: "Simoncelli, il capellone alla Jimi Hendrix". Uno
scivolone, un brutto scivolone, è l'oroscopo, preso pari pari da un'agenzia. Io
non lo farei, l'oroscopo su il Riformista. Ma se lo si vuol fare non può essere
un oroscopo taglia-e-incolla ma un oroscopo con il birignanao. Così pure le
previsioni del tempo sono grossolane e troppo diluite graficamente.
Oltrettutto, per il pubblico internettiano, la previsione del tempo la si può
sapere subito addirittura per località e dovunque nel mondo. Basta un clic. Che
anche questa decisione l'abbia presa colui che ha fatto il titolo alla
Comencini? Come andrà a finire? è difficile fare previsioni, soprattutto
valutando solo il primo numero. Un cosa però si può e si deve dire: il
Riformista è partito con il piede giusto. Non è nemmeno iperfarcito dai troppi
stimoli di cui, di solito, grondano i primi numeri dei giornali lungamente
pensati e che escono rigidi come gli stoccafissi. è un quotidiano fresco e
irriverente che sembra essere stato pensato il giorno prima. La sua però, è
inutile nascondercelo, è una sfida difficile. Dovrà guardarsi dal fare crescere
la dimensioni dei suoi articoli ( i giornalisti soffrono di diuresi espositiva,
anche diurna). E dovrà tenere botta a chi gli suggerirà, insistentemente, di
fare cronaca locale, di pubblicare i programmi tv, il tabellone dei cinema o il
listino della borsa (il pubblico de il Riformista, queste informazioni, le sa
trovare, da tempo, su internet, e adesso anche dal cellulare). Il Riformista è
un giornale post web. Destinato agli internettiani che non hanno dimenticato la
carta stampata e che può far parte del loro bouquet solo se è diversa dai
dinosauri giganteschi che boccheggiano nelle edicole e che, pur sapendo di
dover cambiare, non ce la fanno proprio. Fra un anno, si potrà vedere se il
Riformista ha raggiunto 25 mila copie di vendite. Se non le raggiungesse, si
farebbe male, molto male da solo. Ma se le raggiungesse, ma sul serio, senza
raccontare balle, a quel punto, si instaurerebbe un effetto valanga che
potrebbe fa male, molto male agli altri giornali generalisti nazionali. Non
certo invece lo farebbe ai lettori moderni, giovani e sofisticati, che ci sono
anche da noi e che stanno crescendo esponenzialmente senza quotidiani adatti ai
loro denti. Sono i giovani con il pedigree dell'impegno, giovani che amano le
sfide e che hanno un solo bisogno: capire. Magari prima degli altri. If
possible.
( da "Libertà" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Una copia del
decreto bruciata a Milano Lezione di fisica davanti a Montecitorio roma - Non conosce tregua la protesta contro le riforme del ministro Gelmini. Anche ieri migliaia di studenti
liceali e universitari sono scesi in piazza in tutta Italia e per i prossimi
giorni, in concomitanza con la discussione in Parlamento del decreto 137 (che
introduce il maestro unico), sono annunciate occupazioni, autogestioni e
assemblee. "Il 23 ottobre - promette la Rete degli studenti -
occuperemo le entrate delle scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai
tagli". Sulla stessa linea l'Unione degli studenti che, al grido di
"provate a fermarci", intende bloccare le scuole di tutta Italia. E
lezione di fisica all'aperto davanti a Montecitorio con il professore Omar
Benhar per protestare contro i tagli della legge finanziaria che il governo
intende attuare sull'istruzione e sulla ricerca universitaria. Intanto ieri una
copia del decreto Gelmini è stata bruciata davanti a
Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, dove oltre 200 studenti delle
superiori hanno dato vita a un sit-in. A Livorno almeno 8 mila studenti hanno
partecipato a una manifestazione che ha attraversato le vie del centro e a
Pistoia altri 2 mila hanno sfilato sventolando cartelli con gli slogan
"Noi la crisi non la paghiamo" e "Gelmini
cambia lavoro". Nuove scuole sono state occupate invece a Roma, Trieste,
Imperia e a Prato dove un preside ha chiesto l'intervento delle forze
dell'ordine. Contestazioni anche a Napoli dove gli alunni del liceo Genovesi,
dopo aver tentato un'occupazione, hanno indetto un'assemblea pubblica in
piazza. Accolta al grido di "bocciata, bocciata" in una scuola di
Carate Brianza, il ministro Mariastella Gelmini
sostiene che "la mia riforma non ha niente a che vedere con l'università".
Ciò nonostante ieri (mentre un gruppo di rettori lanciava al governo la
proposta di "tagliare meno negli atenei dove si spende meglio") è
stata una nuova giornata di mobilitazioni anche negli atenei di molte regioni.
Alcune migliaia di universitari (15 mila secondo gli organizzatori) hanno
sfilato a Palermo portando a spalla una bara di cartone e il rettore Giuseppe
Silvestri, annunciando per oggi l'oscuramento del sito dell'Università e il
blocco della didattica, si è schierato con gli studenti. Dal canto suo il
preside della Facoltà di Scienze di Trieste, Rinaldo Rui, ha tenuto una lezione
di fisica in piazza. Lezioni "open air" anche a Genova per gli
studenti del corso di Storia della Russia e a Torino dove per oggi il movimento
No Gelmini ha in programma la notte bianca. Mentre
l'astrofisica Margherita Hack terrà una lezione domani in piazza della Signoria
a Firenze. Oltre un migliaio di studenti dell'università di Padova ha poi
"festeggiato" con un corteo la sospensione della didattica in tutte
le facoltà decisa ieri dal Senato accademico per giovedì dalle 10 alle 13. Una
cinquantina di studenti ha invece occupato simbolicamente il Rettorato
dell'Università Politecnica delle Marche ad Ancona. E se a Catania è stata
occupata l'aula magna di Scienze politiche, sale il livello della protesta
anche a Cagliari dove circa 200 studenti hanno manifestato davanti al
Rettorato. Ma l'offensiva anti-Gelmini non arriva solo
da sinistra. Se, infatti, Azione studentesca continua a definire i ragazzi che
scendono in piazza una "minoranza organizzata, figlia di una certa logica
di sindacato", intanto anche gli studenti legati al movimento politico
Forza Nuova hanno annunciato la loro partecipazione agli scioperi e alle
proteste. Sul fronte universitario il ministro Gelmini
intanto punta l'indice contro gli sprechi: "In Italia ci sono 5.500 corsi
di laurea, il doppio dell'Europa, 170 mila insegnamenti e più di 300 sedi
distaccate". "Bisogna mettere a disposizione - ha aggiunto -
convenzioni per le residenze universitarie, per pagare affitti più bassi e
consentire ai giovani di spostarsi. Non serve l'università sotto casa, servono
servizi che consentano ai giovani di affrontare un percorso formativo senza
dover investire risorse che oggi - ha concluso - le famiglie fanno fatica a
trovare". m.v. 21/10/2008.
( da "Libertà" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Stasera al Salone Mandela
si ricorda il noto pedagogista (pin) Ricordare un maestro "unico" per
contrastare l'introduzione di un unico maestro. I sindacati, in collaborazione
con il Comitato genitori lavoratori della scuola, hanno organizzato per stasera
al salone Mandela un incontro dedicato alla figura di Alberto Manzi, maestro
davvero unico e conduttore della popolare trasmissione Rai "Non è mai
troppo tardi", un vero e proprio successo nell'Italia degli anni Sessanta.
"Ricordiamo Manzi a 10 anni dalla sua scomparsa - spiega Roberto
Lovattini, del comitato -, un uomo che fu il maestro per antonomasia: dopo il
successo di "Non è mai troppo tardi", che contribuì alla lotta contro
l'analfabetismo, continuò la sua missione pedagogica in America Latina, tra gli
indios, dopo aver iniziato come insegnante nelle carceri. L'incontro di
stasera, organizzato in collaborazione con il centro Manzi di Bologna, nasce
con l'obiettivo di offrire uno punto di riflessione sulla scuola, partendo da
un maestro che fu davvero unico, rivoluzionario nei metodi didattici".
"Nel ricordare Manzi - sottolinea Lucia Galeazzi, di Cisl Scuola -
vogliamo anche mettere in evidenza quanto sia cambiato il contesto sociale in
cui il maestro unico, come lui indubbiamente fu, doveva operare. Allora l'analfabetismo
era molto diffuso, oggi gli insegnanti si trovano ad affrontare altre
criticità. Vogliamo riprendere i messaggi positivi di Manzi, a esempio la sua
lotta alle schede di valutazione, e la stretta connessione tra insegnamento e
apprendimento". "Sono molteplici gli stimoli - conclude Mattea
Cambria, Flc Cgil - che possono arrivare dalla vita di Alberto Manzi, ricca di
esperienze pedagogiche". Alberto Manzi nacque a Roma nel 1924, e ebbe
studi a dir poco eclettici (era laureato in biologia, pedagogia e filosofia).
Prima di dedicarsi all'insegnamento, lavorò come educatore in una struttura
carceraria minorile. Nel 1960 fu scelto per presentare il programma "Non è
mai troppo tardi", che lo rese conosciutissimo e che fu concepito come
strumento di ausilio nella lotta all'analfabetismo. Il programma riproduceva in
televisione delle vere e proprie lezioni di scuola elementare, con metodologie
didattiche rivoluzionarie per l'epoca. Un vero e proprio esempio di buona
televisione, e trasmissione seguitissima per almeno un decennio. Dopo questa
esperienza, Manzi si dedicò a campagne di alfabetizzazione in America Latina e
morì dieci anni fa, nel 1998. Stasera, alle 21, nel Salone Nelson Mandela della
Camera del Lavoro, si terrà "Fa quel che può, quel che può non fa",
dedicata interamente a Manzi, con la proiezione dell'ultima intervista e di
filmati della cineteca Rai, con la presentazione di altro
materiale, come la famosa dichiarazione in cui si rifiutava di compilare la
valutazione degli alunni, che gli costò diversi provvedimenti disciplinari.
"Una lotta - dicono gli organizzatori - che molto si avvicina alla nostra
battaglia contro la riforma Gelmini". 21/10/2008.
( da "Libertà" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Gli alunni
dell'Elementare "Vittorino da Feltre" consiglieri comunali per un
giorno Se il sindaco di Piacenza vi ricevesse nella sala del Consiglio
comunale, cosa gli chiedereste? Gli alunni della scuola elementare
"Vittorino da Feltre" ieri mattina, hanno "interrogato" il
sindaco Roberto Reggi. Allegri e vocianti gli oltre quaranta bambini iscritti a
due classi del quinto anno, dopo essersi accomodati "nei posti in cui
siedono i consiglieri", come ha spiegato il sindaco, hanno dato voce ai
tanti interrogativi. "Quante persone lavorano in Comune?" ha chiesto
Luca, "perché sul cartello alle porte della città c'è scritto città dei
bambini?" ha domandato Adriana, ed ancora Luigi : "è difficile fare
il sindaco, è un lavoro che occupa tempo?". "Quanti soldi dà il Comune alle scuole e cosa ne pensa del decreto Gelmini", questo l'interrogativo
posto da Francesca, mentre Margherita ha chiesto: "se uno di noi
diventasse sindaco c'è un progetto che vorrebbe portare avanti - ed ha aggiunto
- si potrebbe rifare la fontanella vicino all'asilo Collodi?". Nel corso
dell'incontro, divenuto ormai una tradizione per il primo cittadino di
Piacenza, Reggi ha risposto alle domande. Quesiti nati nelle aule
scolastiche, durante le lezioni di educazione civica,"una materia
trasversale -ha spiegato l'insegnante Claudia Cagnolini, che insieme alle
colleghe Marilena Carragli, Carmen Bonvini e Maria Rosa Sia, ha accompagnato
gli alunni in Comune- da tempo presente nella programmazione". L'evento si
è concluso con la consegna da parte del sindaco di un libro e dello stemma
cittadino ad ognuna delle classi. Chiara Cecutta 21/10/2008.
( da "Arena, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
DECRETO
GELMINI. Giovedì studenti in azione Assemblee e sit in anche a Verona Si allarga
il fronte della protesta studentesca contro il decreto con cui il ministro
dell'Istruzione, Gelini, rivede l'organizzazione della scuola. Giornata di
passione quella di giovedì 23 per le scuole italiane, compresa quella veronese. "Occuperemo le entrate delle
nostre scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la
nostra creatività e voglia di cambiamento". Ad annunciarlo è la "Rete
degli Studenti", spiegando che sono in programma assemblee e sit-in che si
svolgeranno davanti alle scuole a Torino, Verona, Vicenza, Treviso, Padova,
Venezia, Siracusa, Bergamo, Cuneo, Prato, Massa, Pisa, Teramo, Frosinone, Roma,
Catania, Savona, Reggio Emilia. "Teniamo fuori la Gelmini
dalle nostre scuole, perchè le scuole sono nostre e vogliamo essere noi a
cambiarle. In questi giorni tante scuole e università sono in agitazione per
opporsi al progetto di demolizione dell'istruzione pubblica del governo.
Rispondiamo alla violenza della maggioranza parlamentare e della Gelmini tenendo vive le nostre scuole, in particolare nei
giorni in cui il decreto 137 verrà approvato al Senato", conclude la Rete.
( da "Arena, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
LA PROTESTA. Ieri al
polo di Borgo Roma affollata assemblea per un confronto tra il sistema italiano
e quelli stranieri "Università marginale se si pensa al risparmio"
Continua all'ateneo scaligero la mobilitazione contro l'avversata legge 133/08,
che prevede la possibilità per le università pubbliche di trasformarsi in
fondazioni di diritto privato e programma notevoli tagli ai fondi erogati dallo
Stato (1,5 miliardi di euro in cinque anni) e all'assunzione di personale docente
e non docente. Capofila della protesta è ancora la facoltà di Scienze, dove già
da mercoledì scorso le lezioni tacciono, su decisione unanime del consiglio di
facoltà, in segno di disapprovazione "a questi tagli ingiustificati, del
tutto indipendenti da una seria ed approfondita valutazione della qualità della
nostra ricerca e della nostra didattica", sottolinea il preside Roberto
Giacobazzi. ASSEMBLEE AFFOLLATE. E' stato proprio lui, ieri mattina, a moderare
l'affollata assemblea (circa quattrocento i presenti più un altro centinaio di
ragazzi collegati in video-conferenza dal Polo Zanotto) programmata al polo di
Borgo Roma per diffondere tra i diretti interessati una corretta informazione
sul sistema universitario italiano paragonato a quelli stranieri. "Un'università
concepita come luogo di risparmio è condannata ad essere marginale", ha
detto il preside citando il caso emblematico di un bando emanato proprio dalla
facoltà scaligera per 8 posti di docenza, che ha ricevuto in risposta 150 curriculum
da 36 Paesi esteri. "Ma l'interesse di molti candidati si è scontrato
contro l'aspetto finanziario", ammette Giacobazzi: "Se negli Usa il
salario sarebbe stato di 130mila dollari per nove mesi, noi abbiamo potuto
promettere solo il 60-70 per cento. E per quanto riguarda il bonus offerto
dagli atenei per avviare un team di ricerca, contro i 100mila dollari offerti
altrove, qui potremmo assicurarne solo 6mila. Ma la qualità della nostra
ricerca scientifica ci proietta al quarto posto al mondo". Di qui il "non
ci sto" della facoltà. Nel pomeriggio, al Polo Zanotto, assemblea invece
delle facoltà umanistiche con il preside di Lettere Mario Lombardo. LEZIONI
SOSPESE. Ma la secca presa di posizione del polo tecnologico potrebbe in un
certo senso ammorbidirsi dopo il confronto di venerdì scorso in Senato
accademico, in cui il rettore Alessandro Mazzucco, che in qualità di membro
della Giunta della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) è
impegnato in una trattativa per ottenere dal Governo interventi attraverso un
dibattito parlamentare, ha chiesto sostegno e compattezza da parte dei presidi
delle facoltà. "Mercoledì il nostro consiglio di facoltà analizzerà questa
delibera del senato accademico", anticipa Giacobazzi, "e prenderà in
considerazione l'eventualità di terminare anticipatamente il blocco delle
lezioni, inizialmente previsto fino a fine ottobre: la nostra presa di
posizione non è un segno di rottura nei confronti del rettore, né desideriamo
delegittimarne l'azione in seno alla Crui. Vogliamo solo che di università si
parli finalmente con cognizione di causa". PRESIDIO PERMANENTE. Se al momento la posizione ufficiale delle altre facoltà non
cambia, sono gli studenti a organizzarsi per convincere presidi e docenti a
scendere in campo, in vista del prossimo Senato accademico previsto per
venerdì, in cui verranno discusse le linee guida della riforma Gelmini. In contemporanea è previsto un
sit-in di studenti.E.P.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca pag. 9 Riforma Gelmini: il Pd riflette sulle novità Si parlerà di scuola nell'incontro di
stasera alle 21 nell'auditorium della media Bettinzoli di via Caleppe, per
iniziativa del comitato cittadino del Pd, con il gruppo consiliare in Loggia e
ai circoli in città. "NON È QUESTA LA SCUOLA per i nostri figli e
per il Paese" è il titolo dell'incontro, che verterà sulle novità della
riforma Gelmini e verrà introdotto e coordinato dal
consigliere comunale Carla Bisleri, con l'intervento di Mario Maviglia,
ispettore del Ministero della Pubblica istruzione. "Il quadro che si
profila preoccupa molto", spiega Bisleri, contestando una normativa
"imposta senza confronto, che introduce un modello rigido, destinato ad
abbassare l'offerta scolastica anche a Brescia, dove negli anni si era
costruito un tempo-scuola ricco per le famiglie". La consigliera Pd è
critica sulla scelta di ripartire con i cambiamenti proprio dalle elementari,
"il segmento di scuola che funziona di più", e sull'introduzione del
maestro unico, soprattutto nel secondo ciclo (classi terze-quinte), dove più
avvertita è la necessità di un apprendimento multiplo. "La norma lede il
principio di autonomia a tutti i livelli, perché nel campo dell'offerta
formativa dovrebbe essere sovrana la scuola, mentre al legislatore spetta un
ruolo di indirizzo, ad esempio attraverso l'indicazione di standard - argomenta
-. Qui invece siamo davanti a una riforma invadente, senza mediazione
scientifico-pedagogica né politica". Temi caldi di cui si discuterà
stasera. A conclusione delle relazioni, si terrà un dibattito aperto a
insegnanti, genitori, sindacalisti, associazioni della scuola e famiglia,
consiglieri, educatori, comitati. LI.CE.
( da "Arena, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CAPRINO. Stasera La riforma Gelmini e il futuro della scuola "Cosa cambierà nel mondo della
scuola alla luce dei nuovi decreti ministeriali? I provvedimenti del Governo
porteranno sostanziali modifiche in tutti gli ordini di scuola, dall'infanzia
alla secondaria: tempo-scuola, formazione delle classi, personale docente e
Ata, valutazione. Tutto ciò quanto influirà sull'educazione dei nostri
ragazzi?". Sono i quesiti attorno a cui ruota la riunione di stasera, alle
20.30 nella sala civica di via Pertini, a Caprino. L'incontro, a cui la
cittadinanza è invitata, è organizzato dalla Rsu (Rappresentanza sindacale
unitaria) dell'Istituto comprensivo di Caprino (che comprende i tre comuni San
Zeno di Montagna, Caprino e Rivoli, scuola per l'infanzia, primaria e
secondaria di primo grado). La Rsu è formata da quattro insegnanti e un
collaboratore scolastico, che incontreranno i rappresentanti dei sindacati
Cgil-Cisl-Snals, coordinati dal professor Giovanni Viviani, dirigente
scolastico dell'Istituto comprensivo di Fumane. "Desideriamo informare
cittadini e famiglie sulle scelte operate dal ministero della Istruzione,
dell'Università e della ricerca riguardanti la scuola e la primaria in
particolare", spiega Giuseppe Schena, insegnante alla primaria di Rivoli,
uno dei cinque rappresentanti sindacali locali. "Siamo preoccupati perché
il decreto prevede il ritorno al maestro unico e la riduzione dell'orario da 30
a 24 ore settimanali: ciò implica riduzione dell'offerta educativa e didattica
e calo di qualità".B.B.
( da "Libertà" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Opere pubbliche a
piacenza investiamo nei lavori ma poi verifichiamoli Egregio direttore, il
nostro Comune di Piacenza piange miseria e quindi data la scarsità di fondi a disposizione
si troverà per forza a tagliare le spese opere pubbliche a piacenza investiamo
nei lavori ma poi verifichiamoli Egregio direttore, il nostro Comune di
Piacenza piange miseria e quindi data la scarsità di fondi a disposizione si
troverà per forza a tagliare le spese. Sappiamo bene che tra i soggetti
coinvolti a tali tagli vi saranno in primis gli asili nido e poi probabilmente
tanti altri soggetti "deboli". Mi preme però sottolineare che in
questa situazione di crisi generale, nessuno ha trovato modo di obiettare
sull'aumento di spesa deliberato in estate di ben 85000 euro per l'utilizzo dei
telefoni cellulari (cosa strana visto che le tariffe telefoniche sono in
costante diminuzione, grazie alla forte concorrenza esistente tra i diversi
gestori). Nei giorni scorsi inoltre ho letto che sono stati appaltati lavori
per sistemazioni di giardini pubblici per diverse decine di migliaia di euro.
Nulla da obiettare senonché mi piacerebbe sapere una buona volta chi poi si
occuperà delle verifiche finali dei lavori appaltati. Infatti basta farsi un
giro tra i vari campi gioco della città per capire come i lavori siano il più
delle volte eseguiti malamente, fuori stagione e soprattutto mal mantenuti. W.
Gruppini Piacenza riforma gelmini-1 domande di un genitore senza risposta
Egregio direttore, mai come in questo momento sono grato a Libertà per lo
spazio libero e non strumentale che dà ai cittadini per esprimere il proprio
parere, sensibilizzare e richiedere un confronto. Credo siano spazi
fondamentali per accrescere il senso civile e l'impegno delle persone,
soprattutto se non inserite in contesti sindacali o politici. Sono un genitore
preoccupato per i miei figli e per la scuola che troveranno, semplicemente. Non
ho tessere e non conosco canali preferenziali per informarmi ed esprimere il
mio parere. Sono un cittadino offeso dall'essere considerato un strumento da
usare, incapace di formarsi una propria opinione e con assenza di coscienza
critica. Uso gli strumenti ed i mezzi della maggior parte dei cittadini: leggo,
ascolto, cerco, chiedo, voto. Ho partecipato ai momenti d'informazione, ho
letto il decreto ed i suoi sviluppi e tutto mi sembra fumoso e generico,
intriso di concetti e principi assoluti confusi con istruzioni di lavoro e
metodo, frammentario e dislessico. Ma qual è l'obiettivo? Razionalizzare,
migliorare, più efficienza a minor costo? Ed il compito primo della scuola, la
pedagogia, la didattica dove sono finiti? Come sarà la scuola che i miei figli
troveranno a partire dalla materna ed elementare? A queste domande, nessuna
risposta. Sono preoccupato, come credo tanti altri genitori come me, nel senso
etimologico del termine: me ne voglio occupare prima per non dovermi
sorprendere poi. Nessuna paura verso il cambiamento, ma ho diritto a conoscere,
sapere, capire, protestare. Ho partecipato alla fiaccolata, con i miei figli,
consapevolmente. L'ho ritenuta un'iniziativa concreta per esprimere
pacificamente un punto di vista. Parziale forse, ma un punto di vista cosciente
ed informato, che ha diritto di essere considerato ed ascoltato. Ho portato i
miei figli per educarli alla partecipazione civile, a sentirsi liberi ed
esprimere le proprie idee, nel rispetto della Costituzione e dei diritti che
sancisce. Vivendoli. Se il Governo ed i suoi rappresentanti ritengono che ci
siano strumentalizzazioni, menzogne o cattiva informazione, allora perché non
organizzano a loro volta momenti di informazione e confronto? Mi sembra che un
tema così importante lo meriti, e che sia un loro preciso dovere. Stiamo parlando
del nostro futuro. E vogliamo ridurre tutto a parole vaghe, offese e scambi di
accuse indirette, cercando di minare soltanto la credibilità di chi esprime il
suo parere? Mi rendo conto che quanto ho scritto è pieno di domande. Sono
sicuro che ce ne siano altre. Ma le risposte? Vedete, ho solo una
preoccupazione, il futuro dei miei figli e del Paese in cui sono nato, vivo e
lavoro. Non mi interessa altro, eppure non mi sembra poco. Gian
Luca Ziliani riforma gelmini-2 striscioni, leggi più rispettate di altre?
Egregio direttore, riguardo ai manifesti contrari alla riforma Gelmini rimossi dopo la protesta
dell'on. Foti, mi sento di dire che, se c'è una legge (art. 663 del Codice
Penale), è giusto applicarla. Anche se sono contrario a questa forma di
"censura", la legge va rispettata. Mi chiedo però perché ci siano
leggi rispettate di più, e leggi rispettate di meno. Forse perché c'è qualcuno
che riesce a muovere le leve giuste per farle rispettare? Sapevo che c'era una
legge che contemplava il reato di "apologia di fascismo", e mi chiedo
che fine abbia fatto. E' stata soppressa? Se no, chiedo perché con tutto quello
che sta succedendo, anche dai diversi interventi apparsi su Libertà, anche
quest'ultima legge non si faccia rispettare. Posso sperare in un interessamento
dell'onorevole Foti a tal fine? Fausto Bonatti Piacenza riforma gelmini-3 la
giusta soluzione è il federalismo scolastico Egregio direttore, venerdì scorso
una mega manifestazione ha chiarito a tutti che buona parte del Paese vuole
difendere l'attuale assetto della scuola perché la ritiene adeguata. Dall'altra
parte una proposta di riforma governativa che punta sul risparmio ma anche su
una impostazione chiaramente rivolta verso una ideologia autoritaria avversata,
checché ne dica il ministro Gelmini, dalla maggior
parte dei docenti. L'ennesima spaccatura di questo Paese! Siamo un paese
culturalmente arretrato e facciamo fatica ad intraprendere un percorso virtuoso
dove alcuni valori devono essere comuni per forza, pena la distruzione
dell'Italia. La scuola è il principale di questi valori. La scuola pubblica è
di tutti. Non è né di destra né di sinistra; è dei cittadini, dei bambini, dei
ragazzi, dei docenti che ci lavorano e che chiedono una scuola europea perché
bisogna guardare avanti e non indietro! Non e' pensabile andare avanti in
questo modo dove chi governa vuole distruggere ciò che ha costruito il
precedente governo. Allora come se ne esce? Vedo solo 3 prospettive: 1) il
governo Berlusconi impone contro mezzo paese e contro la maggioranza dei
docenti questo modello di Riforma; 2) il governo Berlusconi prende la strada di
una riforma tecnica convocando un gruppo di saggi (professori universitari ed
esperti di vario tenore) ai quali affidare in 3 mesi la stesura di una Riforma
della scuola su tutto il territorio con un modello unico e con precise
indicazioni rispetto alla qualità; 3) Federalismo scolastico: visto che stiamo
andando verso il Federalismo perché non abbandonare l'idea che un unico modello
di scuola sia adattabile in tutte le situazioni di questo variopinto Paese?
Facciamo il federalismo della scuola e ogni regione scelga quali modelli
applicare alla sua realtà. Già oggi succede così in Trentino, Val d'Aosta... E'
evidente che uno o più Enti Esterni Certificatori dovranno accertare periodicamente
il livello qualitativo raggiunto. Personalmente sono per questa terza
soluzione! Mi sembra molto più europea ma si salva anche la nostra tradizione
pedagogica! Giancarlo Lambri Maestro riforma gelmini-4 attenti all'ottimismo
sulla scuola di morfasso Egregio direttore, apprendo con vivo interesse dal
giornale che il signor Bosoni-Lega Nord tranquillizza in modo perentorio e
paternalistico, quei genitori preoccupati per la ventilata chiusura della
scuola di Morfasso, affermando che questo non avverrà in quanto rassicurato dai
suoi presidenti romani. Una semplice riflessione mi porta alle seguenti
conclusioni: o Bosoni è diventato il portavoce del sindaco e quindi qualcuno lo
deve comunicare o alcuni genitori non si rivolgono più al sig. Sindaco per
avere risposte. E sì, perché fino a prova contraria chi deve dare tranquillità
e risposte ai cittadini sono le funzioni titolate: in primis il Comune e quindi
il sindaco. Bosoni non ha assolutamente la titolarità a dare queste risposte,
può solo parlare a titolo personale e del suo partito assumendosi la
responsabilità personale e morale di quanto va affermando. Senza nascondere la
testa sotto la sabbia, come fanno gli struzzi, ma guardando in faccia alla dura
realtà, tutti sappiamo che sono ormai alcuni anni che si parla della chiusura
della scuola di Morfasso per mancanza di materia prima: gli alunni (il problema
non riguarda solo Morfasso, ma molti paesi di montagna. Il problema è serio e
deve essere affrontato con grande senso di responsabilità). Pertanto, cari
genitori, il consiglio che vi do è quello di interpellare le funzioni
competenti (il sig. Sindaco come 1° livello) e di vigilare attentamente, stando
con le orecchie ben aperte perché di gente che aspettava con tranquillità ed
ottimismo... sono piene le fosse! Gianluigi Rigolli Consigliere al Comune di
Morfasso Consigliere Comunità Montana Nure/Arda trattamento indecente elevare
subito le pensioni di invalidità Egregio direttore, è semplicemente vergognoso
ed indecente il trattamento riservato ai nostri disabili, costretti troppo
spesso a vivere con 250 euro al mese. Non è degno di un Paese che vuole
esportare democrazia e vuol praticare la solidarietà, dando aiuti in tutto il
mondo. Vi sono milioni di italiani che vedono i loro diritti di cittadini e di
uomini e donne non recepiti appieno dalle Istituzioni. Troppo spesso anche
l'inserimento obbligatorio nei posti di lavoro si rivela una farsa o comunque
una presa per i fondelli. Questi cittadini hanno diritto alla piena
applicazione delle leggi che pure esistono, ma che vengono facilmente eluse e
ad un trattamento economico che consenta loro una vita dignitosa. Il Partito
Pensionati chiede l'immediata elevazione delle pensioni di invalidità al
vecchio milione ed il raddoppio dell'indennità di accompagnamento. Una delle
richieste basilari che il Partito Pensionati ha lanciato, oltre ad una maggiore
attenzione al mondo dell'handicap in generale, è lo scivolo pensionistico di
cinque anni per chi assiste coniugi gravemente invalidi. Agevolare chi assiste
un congiunto incapace ad attendere agli atti quotidiani della vita dovrebbe
essere un dovere ed una cosa ovvia in un Paese civile, ma sul fronte
dell'handicap, l'Italia è veramente un Paese civile? Il Partito Pensionati
ricorda al presidente Berlusconi gli impegni che proprio su questo argomento ha
assunto con il Partito Pensionati e con i pensionati italiani tutti. Sergio
Pecorara Coordinatore provinciale Partito Pensionati 21/10/2008.
( da "Libertà" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Di UMBERTO FERDENZI
Da giorni è ripetuto come la litania di un rosario che il ritorno alla maestra
unica nelle scuole elementari è giustificato da argomentazioni pedagogiche.
Quali? Pare non ce ne siano molte ma una: la maestra che deve essere il
prolungamento della figura materna. A sostegno di questa tesi sono mai stati
citati studi o ricerche in merito? Si è mai sentito il bisogno di avvalorare la
decisione con qualche autore, scuola di pensiero, università? Questo è
l'aspetto ridicolo della questione: che tutti i sostenitori della futura
riforma si appellano al pedagogico, i più fantasiosi aggiungono anche
psicologico o filosofico. Tanto tutto fa brodo: il brodo della maestra unica,
condito con slogan nostrani. Questi ultimi sono piccoli concetti che dovrebbero
fungere da sintesi delle grandi riflessioni che stanno a monte. Purtroppo
queste perle di saggezza quando vengono ripetute da tutti in tutte le salse
perdono valore. La massa non le agevola ma le deprezza. Quando ministri,
politici, massaie, studenti e altre categorie sociali si ritrovano tutti a
difendere la maestra unica parandosi dietro a generiche e mai approfondite
motivazioni pedagogiche, filosofiche, siamo sempre di fronte a ministri e
politici che brillano per uno spiccato senso di realismo e concretezza? Siamo
sempre di fronte a massaie (mi perdonino le signore) che hanno una profonda e
precisa conoscenza dei problemi del sistema formativo italiano? Questi ambiti
di competenza dove chiunque può attingere per costruire slogan, perché tutti si
sentono competenti, finiscono per essere innalzati come cortine fumogene nella
speranza di dare uno spessore di contenuto, quando non si riesce ad andare più
in là della ripetizione litanica, della difesa di parte. Questo è anche
l'aspetto tragico del brodo della maestra unica: il pedagogico rischia di non
dare più sapore, quando tutti possono dire tutto senza sentire minimamente la necessità
di giustificare la propria tesi. Le università, luogo per eccellenza dove si
forma la novità di pensiero, non rischiano solo un taglio nei finanziamenti
(rischio sempre possibile), ma hanno già subito un taglio nell'autorevolezza:
la pedagogia è una di quelle discipline che non godono da tutti riconoscimento
e rispetto scientifico nell'opinione pubblica e nella classe politica. Quante
volte nei giornali è comparsa la posizione di un pedagogista? Quante volte
quella dei politici? Due esempi di questi giorni possono chiarire: chi si fosse
minimamente interessato all'esperimento compiuto dai fisici di Ginevra avrà
avvertito quanto fosse importante avere delle conoscenze di base in fisica. I
giornali, le televisioni sapendo che queste conoscenze non potevano essere un
bagaglio culturale di tutti hanno provveduto, con interviste ad esperti e
servizi speciali, a colmare le lacune per dare la possibilità al maggior numero
di cittadini di capire. Chiunque entra in un ambito di competenza fisica,
medica, biologica, chimica sa che prima di dire con timore e tremore qualcosa
deve umilmente andare alla scuola di tutti coloro che hanno osservato,
sperimentato, studiato prima di potere giungere ad un risultato scientifico
condivisibile dalla maggioranza e usufruibile da tutti. E' correttezza
scientifica citare le fonti, perché si è debitori delle conoscenze che altri ci
hanno fornito. Un ministro deve giustamente prendere decisioni che hanno
incidenza pedagogica, ma se vuole convincere deve avvalersi sempre delle scuole
di pensiero per evitare lo scadere delle conoscenze in slogan per tutti. Chi si
interessa di un problema pedagogico come quello dibattuto in questi giorni deve
sentire che non basta il ricordo della propria esperienza scolastica o quella
del proprio figliolo per esprimere un consenso o una critica; deve provare il
sano disagio di chi sa di avere in quell'ambito delle lacune e deve colmarle
prima di parlare, altrimenti le sue perle di saggezza si trasformano in perle
di arroganza. La settimana scorsa, su questo giornale, è apparsa una lettera a
difesa dei provvedimenti futuri previsti dal ministro Gelmini, firmata dai giovani di un
partito (non sono ulteriormente preciso, perché l'appartenenza all'uno o
all'altro partito non è rilevante). Oltre al solito slogan a favore della
maestra unica, stupisce sentire dei giovani che sanno con molta sicurezza e
pochi dubbi additare come causa dei mali del sistema scolastico solo e
genericamente "il '68" e vedono come unica soluzione un
ritorno al sistema precedente. Stupisce che conoscano così bene la storia
dell'istituzione scolastica italiana del dopoguerra. Che età hanno questi
giovani per conoscere così a fondo le svolte di costume avvenute quarant'anni
fa e indicare delle soluzioni? La giovinezza non è sempre stata in buoni
rapporti con la saggezza, perché questa richiede l'umiltà di ascoltare,
domandare, studiare. La saggezza ha bisogno di tempo ed è una cattiva compagna
delle decisioni semplicistiche e scelte precipitose. Anche in pedagogia ci
vuole il rigore e la pazienza dello scienziato che osserva, studia, ipotizza,
verifica e poi provvisoriamente conclude, perchè la certezza non la può
garantire. Ogni tanto sarebbe bello leggere non una difesa di parte ma sintesi
precise, che ci dicano se sono state fatte ricerche sui pregi e i limiti delle
scelte scolastiche adottate in questi anni; che spieghino la reale incidenza
che ha la presenza della figura unica dell'adulto nell'apprendimento, nel
disagio o nelle forme di bullismo dei minori. Tra le righe della lettera si
coglie lo stesso tono di battaglia contro il sistema che pensavamo ormai di
ascoltare solo nei documentari d'epoca. Anche i loro padri, proprio
quarant'anni fa, sotto bandiere diverse se la prendevano col sistema
scolastico, come causa di tanti mali e additavano con la stessa sicurezza cosa
bisognava distruggere e cosa bisognava innalzare. Oggi come allora si corre il
rischio di semplificare i fenomeni sociali che per loro natura sono complessi e
causa di cambiamenti che, quando devono essere precisati nella loro valenza
positiva o negativa è compito tutt'altro che facile. L'errore dei padri non
solo ricade ma è replicato dai figli e questa non è una novità, ma volendo
trovare a questo circolo vizioso una causa la attribuiamo al sistema scolastico
autoritario, nozionistico, con maestra unica dei padri, oppure la attribuiamo
al sistema scolastico democratico, pluralistico, interculturale dei figli?
Vacci a capire qualcosa! 21/10/2008.
( da "Libertà" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Di FEDERICA
TAGLIAFICHI Nei giorni scorsi ho letto con interesse il dibattito sulla riforma
della scuola e credo che, essendo in un paese democratico ognuno abbia il
diritto di esprimere liberamente la propria opinione, ma ho avuto modo di
verificare anche che le notizie che i mass media forniscono sul tema in
questione sono poco chiare e sono volte a minimizzare la reale portata di un
cambiamento così radicale come quello prospettato dalla Gelmini e compagnia di FEDERICA TAGLIAFICHI Nei giorni scorsi ho letto
con interesse il dibattito sulla riforma della scuola e credo che, essendo in
un paese democratico ognuno abbia il diritto di esprimere liberamente la
propria opinione, ma ho avuto modo di verificare anche che le notizie che i
mass media forniscono sul tema in questione sono poco chiare e sono volte a
minimizzare la reale portata di un cambiamento così radicale come quello
prospettato dalla Gelmini e compagnia. Premetto che
sono un insegnante, ma anche una mamma e sono molto preoccupata per il futuro
sia dei miei figli e sia dei miei alunni. I veri cardini di questa riforma non
sono il ritorno al grembiulino e il voto in condotta, ma una drastica riduzione
delle ore di scuola (per esempio nella primaria si passerebbe dalle attuali 30
e 40 a 24), l'innalzamento del numero o degli alunni per classe a 30 e il
ritorno alla maestra unica. Ora, per quanto sia bello coccolarsi nei propri
ricordi d'infanzia e ritrovare l'immagine della buona maestra (se andava bene)
che faceva un po' la tuttofare, voglio proprio vedere che cosa potrà combinare
una sola insegnante, anche bravissima e preparatissima, con meno ore a
disposizione per riuscire a seguire in modo efficace trenta alunni, insegnando
tutte le materie, tranne religione. Non occorre essere un genio per capire che
chi è bravo sarà trascurato in favore di quelli più in difficoltà e chi è in
difficoltà (parlo di quei bambini che sono solo un pochino più lenti ad
apprendere) sarà costretto a cavarsela comunque con i mezzi propri, perchè in
un gruppo così numeroso è complicato differenziare gli insegnamenti.
Volutamente non parlo di sezioni in cui ci sono bambini stranieri, oppure
dislessici, discalculici, per cui già adesso non è previsto un sostegno, ma
solo un percorso individualizzato predisposto dalle insegnanti. Bene: dato che
non ci sarà la possibilità di programmare interventi mirati, perchè non
esisteranno più le compresenze, e una maestra non è superman, questi alunni
saranno destinati a passare per somari e si prenderanno dei sonori quattro
(visto che si tornerà al voto). Del resto la nostra cara maestra unica, di cui
abbiamo tanta nostalgia, metteva dietro la lavagna i bambini che non imparavano
a leggere e a scrivere, gli asinelli, mica faceva dei percorsi
individualizzati! Magari potevano essere anche loro dislessici, ma nessuno lo
saprà mai, e intanto a casa si buscavano delle sono legnate, perchè quello che
diceva la maestra era vangelo. Viva la maestra unica, perchè fino ad ora i
nostri piccoli, che hanno avuto la possibilità di stare a scuola tutto il
giorno, di esesere garantiti e tutelati negli apprendimenti, finalmente
capiranno come va il mondo, perchè saranno inseriti in classi giungla, dove chi
è bravo se la cava e chi ha delle difficoltà si attacchi al tram. Anche le
mamme saranno tutte soddisfatte della maestra unica, perchè, dato che nelle ore
del mattino si faranno miracoli per spiegare la lezione, i nostri cari alunni
avranno un sacco di compiti a casa, che avranno modo di svolgere nei pomeriggi
a casa con i genitori, dato che la riforma elimina il tempo pieno, garantisce
solo le ore del mattino, prevedendo solo forme di tempo lungo che le famiglie
dovranno pagare o che saranno organizzate dalle scuole che potranno
permetterselo dal punto di vista finanziario. E saranno laboratori o, se va bene,
un bel doposcuola, dove tanti bambini faranno i compiti nella confusione
generale. Credo che molte mamme, che oggi si lagnano della scuola, non abbiano
riflettuto sufficientemente sul fatto che proprio grazie all'organizzazione
scolastica attuale possono svolgere una professione, rendersi indipendenti o
anche solo dedicarsi alle proprie occupazioni, perchè sanno che i loro figli
sono impegnati in un contesto didattico ed educativo dal mattino fino alle
16,30, dove sono, bene o male non spetta a me giudicare, seguiti seriamente.
Con la riforma Gelmini questo non è più garantito, e
non ci vuole molto a capire che togliere ore di lezione non migliora, ma anzi,
peggiora il rendimento scolastico, che una sola maestra, anche se in
gambissima, non può seguire da sola trenta alunni, che i nostri figli sono
destinati a diventare gli asini d'Europa. Invito chi legge a riflettere: la
scuola così com'è oggi strutturata ha bisogno di migliorare (e noi operatori
stiamo ancora aspettando una riforma seria) ma queste proposte, se diverranno
legge, non faranno altro che impoverire la cultura e danneggiare il futuro dei
nostri bambini. Informatevi, leggete la normativa, consultate siti internet,
insomma, care mamme (e papà): non siate passive di fronte agli slogan che ci propongono
nei dibattiti televisivi! 21/10/2008.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
MONTICHIARI. Il
Comune annuncia l'importante novità a disposizione dei cittadini Certificazioni
on line Debutta il servizio di Francesco Di Chiara Il Comune di Montichiari
offre per primo in provincia il servizio online ai cittadini per ottenere
certificati che sino a ieri si potevano avere solo agli sportelli
dell'anagrafe. Vi serve l'autocertificazione assistita? La richiesta di
domicilio? I certificati di cittadinanza, stato di famiglia, stato libero, di
esistenza in vita e di residenza? Ebbene sta per finire il tempo delle code
all'anagrafe. Da oggi è possibile infatti per chi abita a Montichiari e che
disponga di un computer e di un modem, collegarsi con il sito del comune
(www.montichiari.it) e richiedere il documento che gli serve. La risposta degli
impiegati comunali addetti sarà rapida, sempre online, con data e ora per il
ritiro del cartaceo in municipio. Ma in futuro il documento verrà addirittura
trasmesso on line, non appena risolte questioni legali. "Si tratta del
primo, importante passo per avere in seguito la carta d'identità digitale che
permetterà al cittadino di stamparsi in casa ogni documento e pagare anche
online senza muoversi da casa" hanno spiegato ieri
Massimo Gelmini, assessore
al bilancio del Comune, e Massimo Pasolini, funzionario della Saga spa,
l'azienda milanese che ha messo a punto il software adottato dal Comune
monteclarense. L'incontro si è svolto nella sala stampa della Biblioteca
comunale che ha già adottato un percorso online e digitale per il prestito e la
restituzione dei libri, utilizzando la Carta Regionale dei Servizi
(Crs), già in possesso di ogni cittadino residente in Lombardia per i servizi
sanitari. "Ora per avere questo servizio comunale vi sono due strade - ha
chiarito Gelmini - utilizzare la Crs, acquistando un
lettore di card e facendosi dare il codice Pin dall'Asl, oppure collegandosi
online con il sito del comune dopo aver ottenuto la password, che ognuno può
richiedere. Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani, principali
utiulizzatori dei pc, affinchè aiutino gli altri membri della famiglia".
Alcuni impiegati comunali saranno a disposizione dei cittadini nei pomeriggi di
oggi (martedi) e domani (mercoledi) dalle 14,30 alle 17,30, nella sala
d'ingresso della Biblioteca comunale (piazzetta San Rocco) per una
dimostrazione pratica del nuovo servizio online.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
IN CATTEDRA.
ALL'ISTITUTO COMPRENSIVO DI SANT'ANDREA UN INCONTRO SPECIALE PER 165 ALUNNI E
Concesio va a lezione dal campione Cunego Metti un giorno a scuola con un
campione: nessun assente e una lezione di successo. Ieri mattina gli alunni
dell'istituto comprensivo di Sant'Andrea di Concesio hanno incontrato Damiano
Cunego, fresco vincitore del Giro di Lombardia e vice-campione del mondo che è
salito in cattedra per raccontare la sua esperienza nel ciclismo. Una lezione
entusiasmante alla quale hanno preso parte 165 ragazzi, che hanno affidato le
loro domande al sorteggio dell'urna. A dirigere le operazioni Alessandro Bona e
Roberto Mazzoni del Damiano Cunego Club Concesio e il preside Pierluigi
Signorini. Alla fine dell'incontro è stata estratta a sorte una divisa della
Lampre toccata a Miriam Inverardi. Cunego, vincitore nel 1997 di una corsa
conclusasi a poche centinaia di metri dall'istituto, quando militava tra gli
allievi con la Bruno Gaiga Goretex Verona, è stato accompagnato nella sua
trasferta bresciana dal suo direttore sportivo Fabrizio Bontempi, con il quale
ora si recherà a Tokio per partecipare alla Japan Cup in programma domenica
prossima. Tra gli ospiti anche il presidente di "I'm doping free"
Marino Guadagnini, associazione della quale Cunego è il principale testimonial.
Dopo i saluti di circostanza e la proiezione di alcune fotografie di tutti i
campioni del mondo italiani con l'aggiunta di Gino Bartali, Eddy Merckx,
Giuseppe Martinelli, Fabrizio Bontempi e naturalmente Damiano Cunego, il campione
veronese ha risposto alle domande degli alunni. A Laura Bortolotti (3A) ha
risposto che il suo oggetto portatofortuna è l'"i-pod". A Gabriele
Mareschi (2B) ha detto che ha accettato di fare da testimonial a "I'm free
doping" perchè crede ciecamente in questo progetto. "L'emozione più
grande quando vinco? Sono tantissime ed è difficile elencarle", ha
risposto ad Alice Cioli (3A). A Michele Trivella (3C) ha confidato che la
vittoria più importante della sua carriera è senz'altro il Giro 2004. Cunego ha
poi individuato in Gilberto Simoni il suo avversario più scorbutico,
soddisfando la richiesta di Fabio Cremaschini (1C), rispondendo di riflesso
pure a Michele Prandelli (3B). Federica Checchi (3B) e Maria Carla Andrescu
(3C) hanno chiesto al campione scaligero com'è arrivato al ciclismo e lui ha
risposto di essere "approdato a questo sport dopo avere ottenuto buoni
risultati nelle campestri. Una passione trasmessami dal mio idolo
Pantani". Veronica Saiani (3C) e Edoardo Bonomi (3D) hanno chiesto quale
tipo di preparazione mentale, fisica e alimentare svolge prima di una corsa:
"Molto semplice, nel senso che debbo trovare la giusta alchimia tra
serenità e buona condizioine fisica, per raggiungere traguardi sempre più
importanti. Senza peraltro compiere miracoli perchè siamo uomini anche
noi". Infine due domande sulle esperienze iridate e quando scatta all'attacco da Marco Gelmini (2C) e Andrea Camera (3B). "Il mondiale è sempre un momento
magico nella carriera di un corridore, e come tale va vissuto dal primo
all'ultimo istante. Quando invece vai in fuga spesso e volentieri i tifosi ti
"spingono" con il loro entusiasmo: la riprova l'ho avuta sabato
scorso al Giro di Lombardia". Lo stesso entusiasmo che i piccoli
tifosi di Concesio hanno portato in aula ieri per una lezione davvero
speciale.A.MASS.
( da "Arena, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
PREMI LETTERARI. Il
"Castello-Nascimbeni" di Sanguinetto assegnato dagli studenti delle
medie inferiori a un romanzo che parla di camorra Gomorra raccontata ai ragazzi
RAGAZZI DI CAMORRA di Federico Melotto e Roberto Massagrande I gusti letterari
della Bassa si dividono tra Antonio, un "moschillo" di Scampia capace
di ribellarsi alla camorra, e l'amore-odio per la terra raccontato in dialetto.
Sono stati, infatti, il romanzo [\FIRMA]Ragazzi di camorra di Pina Variale e il
brano E mutare di Rina Moretuzzo ad aggiudicarsi rispettivamente, il premio "Castello
- Nascimbeni" di Sanguinetto e quello "Donadoni" di Bovolone.
Soprattutto il primo riconoscimento assume una rilevanza notevole visto che è
stato assegnato da una giuria composta da 75 alunni delle scuole medie che
durante l'estate hanno letto e giudicato la terzina dei libri finalisti
composta da Di acqua ed i fuoco di Nicola Cinquetti, giunto secondo, e da La
voce di noi due di Loredana Frescura. Un deciso segnale di coinvolgimento in un
dibattito nazionale che vede in questi giorni l'autore di "Gomorra",
Roberto Saviano, protagonista assoluto: "Anche se il mio libro è stato
scritto molto prima che tutta questa vicende conquistasse le prime pagine dei
giornali", ha poi spiegato la scrittrice napoletana. Ragazzi di camorra è
ambientato nel quartiere partenopeo di Scampia ed ha come protagonista un
ragazzo di 12 anni, Antonio, che finisce ben presto a fare il
"moschillo": quei ragazzini piccoli e veloci che scippano la gente
per le strade. Antonio però non vuole avere lo stesso destino di tutti gli altri
suoi coetanei e si ribella, subendo pesanti conseguenze da parte del capoclan
ma dimostrando una levatura morale che lo rende esempio per tutti. Se alla
Variale sono andati i 2.500 euro del primo premio gli altri due libri finalisti
si sono aggiudicati 500 euro e una segnalazione speciale. Per quanto riguarda
invece il premio "Roghi", riservato alla letteratura di carattere
sportivo, a vincere è stato il libro di Sebastiano Ruiz Mignone Pelù il
goleador. L'edizione 2008 del premio "Castello" verrà ricordata anche
per l'intitolazione a Giulio Nascimbeni. Il grande giornalista, scomparso lo
scorso gennaio, è stato ricordato sia dal figlio Enrico che dal sindaco Mario
Mattioli. I due hanno anche posto ufficialmente la parola fine alla polemica
che da qualche settimana li vedeva coinvolti. È invece saltata fino al Canada
la "rana d'argento" che premia il vicitore del concorso letterario in
lingua veneta che Bovolone dedica da 12 anni a Mario Donadoni. A vincerla,
nella sezione estero, è stata Rina Moretuzzo, tornata nella sua terra d'orgine
per ricevere il trofeo conquistato con un commovente racconto di vita contadina
su una terra lontana, dura e ostile da lavorare. La commissione giudicatrice,
presieduta da Dante Clementi, ha assegnato il secondo premio a Roberto Zaniolo,
arrivato dalla Germania con la sua Na cartuina bianca, e il terzo ad Argel
Rigo, con il brano La parlata dei noni. La serata prevedeva la premiazione di
altre due sezioni per i residenti in Italia. Il primo premio per la poesia è
andato ad Eliana Olivotto, di Belluno, con La mare, il
secondo a Giovanni Recchi di Verona con L'era el tempo e il terzo a Gelmina
Dalla Bona di Verona con La valisa de carton. La sezione prosa ha visto
prevalere il racconto di Antonio Maraschin, di Creazzo, dedicato a Nono Menego,
seguito da Marisa Danzi di Verona con Vecio quadreto e da Ornella Fresh di
Ormelle con El Casotin. Infine una sezione dedicata ai residenti di
Bovolone è stata vinta da Raffaele Alessandrin con il brano In bianco e nero.
Menzione speciale per Oliva Maggi Rech, dal Brasile, per Acque miracolose,
Letizia Pezzo di Boscochiesanuova per Ritorno en contrà, Fabio Maso di
Campodarsego con E mi zolo e Maria Rosa Zampieri di Bovolone per Le sgalmare de
pan.
( da "Cittadino, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Riforma
Gelmini, settimana
"calda": gli studenti annunciano occupazioni ROMA Nuova settimana,
stesse contestazioni. La protesta contro le "riforme" del ministro Gelmini non conosce
tregua. Anche ieri gli studenti sono scesi in piazza e per i prossimi giorni,
in concomitanza con la discussione in Parlamento del contestato decreto 137 (quello che, tra le altre novità,
introduce il maestro unico), sono annunciate occupazioni, autogestioni e
assemblee permanenti in moltissime scuole, dal Nord al Sud del Paese.
"Domani - promette la Rete degli studenti - occuperemo le entrate delle
nostre scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la
nostra creatività e voglia di cambiamento". Sulla stessa linea l'Unione
degli studenti che al grido "Provate a fermarci!" intende bloccare le
scuole di tutta Italia e non si fermerà - assicura - "fin quando questo
governo non tornerà indietro sulle scelte che mirano a mettere in ginocchio il
sistema nazionale d'istruzione". La rabbia degli studenti è tanta. Ieri
mattina una copia del decreto legge Gelmini, è stata
bruciata davanti Palazzo Marino, sede del comune di Milano, dove oltre 200
studenti delle superiori hanno dato vita a un sit-in di protesta. "È una
risposta spontanea alle dichiarazioni del ministro che ci accusa di non essere
informati - ha spiegato Gianmarco, portavoce del coordinamento dei collettivi
studenteschi di Milano e provincia -. Ma il decreto parla da solo. È una
risposta anche a De Corato (vice sindaco di Milano, ndr) che ha affermato che è
inammissibile bloccare la città ogni settimana. Noi se vogliamo possiamo
scendere in strada ogni giorno. Ne abbiamo solo da guadagnare perché la scuola
pubblica è ormai allo sbando". Contestazioni anche a Napoli: gli alunni
del liceo classico Genovesi, dopo aver tentato un'occupazione dell'istituto,
hanno indetto, in piazza del Gesù, un'assemblea pubblica.A Livorno almeno 8mila
studenti hanno partecipato a una manifestazione che ha attraversato le vie del
centro, mentre a Prato il preside del liceo classico Cicognini e del liceo
psicopedagogico Rodari, Luigi Nespoli, ha chiesto l'intervento delle forze
dell'ordine e ha inviato un fax al prefetto affinché vengano sgomberati i due
istituti dagli studenti che li stanno occupando da ieri mattina.Corteo anche a
Pistoia: duemila studenti delle superiori hanno sfilato sventolando cartelli
con gli slogan "Noi la crisi non la paghiamo", "Gelmini cambia lavoro", "Occupazione".E
l'offensiva anti-Gelmini non arriva solo da sinistra.
Se, infatti, Azione studentesca continua a definire i ragazzi che scendono in
piazza una "minoranza organizzata, figlia di una certa logica di
sindacato", gli studenti medi, superiori e universitari legati al
movimento politico Forza Nuova annunciano la loro partecipazione agli scioperi
e alle proteste studentesche in corso in questi giorni. La contestazione -
spiegano in una nota - "non è monopolio di sinistra" e "mai come
oggi una battaglia di questo tipo ha bisogno di un'unità che sacrifichi anche
le diverse appartenenze e riesca a sintetizzare in un unico edificio i vari
mattoni che lo compongono". Un risultato sicuro il ministro Gelmini l'ha ottenuto: è riuscita a compattare avversari
storici. Ieri anche l'Università ha protestato con varie modalità: lezioni di
fisica in piazza a Roma, blocco della didattica a Palermo, occupazione del
rettorato al politecnico di Ancona. Proteste che hanno accomunato spesso
studenti e professori. Ma il ministro Gelmini ha
liquidato il dissenso, ai microfoni di "Studio Aperto", parlando di
"polemiche strumentali" visto che - sostiene - il provvedimento da
lei varato "non riguarda gli atenei".(Ansa).
( da "Arena, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Specchio italiano
Siamo viziati Vogliamo che lo Stato provveda a tutto Prezzolini diceva che agli
italiani non va mai bene quello che fa il governo, ma che non c'è italiano che
non si lagni se il governo non provvede a tutto. In effetti siamo un popolo speciale.
Il governo è sempre ladro, anche quando non piove, e noi sempre onesti, con
qualsiasi tempo. Per i dipendenti di Alitalia che si opponevano al piano di
salvataggio proposto dalla Cai (Compagnia aerea italiana) di Colaninno avrebbe
dovuto essere il governo, e quindi lo Stato, e non una congrega di paperoni
privati, a farsi carico della questione e a salvare quindi baracca e burattini,
soprattutto i burattini, restii a rinunciare a parte degli stipendi e dei
privilegi. Lo Stato, di fronte alle proteste e agli scioperi, alle barricate e
alle occupazioni dei binari delle stazioni ferroviarie, cala le brache, tira
fuori le palanche, anche quelle che non ha. Lo ha sempre fatto. Se i dipendenti
di Alitalia di Fiumicino hanno esultato come se avessero vinto alla Sisal dopo
il fallimento della trattativa e il ritiro dell'offerta da parte della Cai è
stato perché erano sicuri che lo Stato non avrebbe permesso che la compagnia di
bandiera conoscesse l'onta della bancarotta. All'ultimo momento, come
nell'ultimo atto delle migliori commedie in cui irrompe in scena un personaggio
che mette d'accordo tutti garantendo il lieto fine, lo Stato avrebbe detto
"ghe pensi mi" e la vecchia Alitalia disastrata, inefficiente e
scioperaiola sarebbe sopravvissuta. Invece lo Stato, non avendo più brache,
stavolta non ha potuto calarle cosicché i dipendenti della Compagnia sono stati
i primi a sperimentare sulla propria pelle che quel padre odiato ma coglione
che alla fine aveva sempre tirato fuori il portafoglio, non è più tanto coglione.
O, meglio, non se lo può più permettere. Gli italiani detengono il record
europeo di evasione fiscale (il 48 per cento del reddito imponibile non viene
dichiarato) ma pretendono dallo Stato quello che pretendono i bamboccioni (così
li ha chiamati Padoa Schioppa) dai genitori: "Mi avete messo al mondo,
quindi ho il diritto di essere mantenuto". D'altra parte lo Stato finora
ci aveva viziati. Bastava scendere in piazza a protestare per essere
accontentati. I più violenti, come gli autotrasportatori che paralizzavano la
Penisola mettendo i Tir di traverso alle autostrade, venivano accontentati
subito, confermando la regola che in questo Paese chi fa casino ha sempre
ragione. Ma adesso non ce n'è più per nessuno. Non perché lo Stato sia
diventato improvvisamente crudele e tirchio, ma perché ha le pezze al sedere.
Si dichiara disposto a salvare le banche e la Fiat, ma solo perché se andassero
a ramengo i risparmi degli italiani e la maggior industria privata del Paese,
si aprirebbe un baratro nel quale sprofonderemmo tutti, lui compreso. Una
parte, la più rumorosa, di studenti e professori protesta
contro la riforma Gelmini
che taglia i fondi alla scuola in modo maldestro e generalizzato, senza tener
conto di ciò che funziona e di ciò che non funziona e succhia soldi e basta. Ma
se lo Stato è in brache di tela che altro può fare? Continuare a permettere che
in certe scuole ci siano più insegnanti che alunni? Continuare a
spendere più per i bidelli che per i carabinieri? Non sarebbe niente se
potessimo mandare i bidelli di pattuglia, ma non sono stati assunti per questo.
Paradossalmente con la crisi finanziaria il consenso degli italiani per
Berlusconi è salito al 62 per cento, quota mai raggiunta. Segno che il Paese si
sente protetto per quanto riguarda i risparmi in banca e che i tagli alla
scuola li ritiene inevitabili o comunque marginali alle proprie preoccupazioni
che, al momento, sono rivolte altrove. Ma segno anche che il ruolo dello Stato
salvatore sta pagando. Salvatore delle palanche, le sole che contano in questi
tempi squattrinati.
( da "Cittadino, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
N
Riforma Gelmini, in attesa dello sciopero del 30
ottobre e della manifestazione lodigiana dell'8 novembre si moltiplicano le
iniziative di protesta. Il 24 ottobre, per esempio, alle 21, nell'aula magna
del liceo classico Pietro Verri, in via San Francesco, si terrà un'assemblea
pubblica territoriale organizzata dal Comitato per la scuola pubblica. Oltre ai rappresentanti del
comitato lodigiano interverranno rappresentanti di Retescuola, insegnanti,
operatori scolastici ai vari livelli e genitori (per informazioni:
scuolapubblicalodi@libero.it).In alcuni casi la necessità dei genitori e dei
docenti è di capire con precisione che cosa ne sarà della scuola, a partire dal
prossimo anno, che cosa ne sarà del futuro di lavoratori e studenti. Per questo
il primo circolo didattico ha organizzato un'assemblea che si svolgerà
mercoledì 22 ottobre, alle 21, presso la scuola Archinti. Il titolo
dell'incontro sarà "Capire la riforma Gelmini per
il futuro dei nostri figli". A intervenire saranno il docente Claudio
Rigettini, segretario della Cisl-scuola e Paola Tramezzani, esponente del
comitato genitori democratici.L'obiettivo dell'assemblea, promossa dal
presidente di circolo Enrico Meneghello sulla spitna dei genitori, è fare
chiarezza sulla riforma, capire quali sono i suoi contenuti. I capisaldi già
oggetto di contestazioni in tutta Italia riguardano l'accorpamento delle scuole
nei comuni più piccoli e il ritorno al maestro unico con l'eliminazione del
tempo pieno. Per quanto riguarda quest'ultimo punto, ci sono rassicurazioni da
parte del ministero che non sarà così, ma secondo gli oppositori, se da due
insegnanti si ritorna a uno solo, non ci saranno le condizioni perché il tempo
scuola sia come quello attuale. Il tempo pieno, dicono, sarà garantito solo a
chi paga o comunque sarà di qualità inferiore. Con un peggioramento delle
condizioni della scuola italiana.C. V.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
SUPERENALOTTO. Il
sei vale 95 milioni di euro: questa sera l'estrazione sarà attesa con ansia dai
bresciani. La nostra è la quinta provincia in Italia per giocate Jackpot da
record: adesso è febbre vera di Daniele Bonetti Il jackpot del Superenalotto è
già a 95 milioni. La combinazione vincente del Superenalotto vale una cifra
record. E Brescia, quinta provincia per giocate a livello nazionale, è pronta a
inseguire il sei milionario che, non dovesse essere estratto nemmeno questa
sera, porterebbe gli appassionati del gioco a "scendere in campo" per
un jackpot superiore ai 100 milioni di euro. Brescia, come tradizione, punta
tanto sulle estrazioni in programma: secondo una stima nazionale, che tiene
conto delle oscillazioni fisiologiche tra l'estrazione del sabato, di martedì e
di giovedì, la nostra città, con la provincia, spenderebbe in una settimana
quasi 5 milioni di euro. Di questi, quasi due se ne andranno per l'estrazione
di stasera. "Sì, le giocate sono molto aumentate - sottolineano dalla
tabaccheria Pedretti di via Indipendenza - : non ci sono più solamente i
giocatori abitudinari, ormai provano tutti perchè sono troppo attratti dalla
cifra che è altissima. Da noi non giocano grandissimi sistemi, al massimo dividono
un sistema impegnativo in alcune quote per ridurre la puntata singola. È
capitato anche che si presentassero gruppi di amici che hanno tentato, tutti
insieme, la vincita super. Anche i giocatori abitudinari però non si stanno
risparmiando: anche senza fare spese folli, hanno leggermente aumentato la
puntata". PER QUALCUNO un montepremi così è addirittura troppo alto.
"In effetti qualche cliente sostiene che non saprebbe cosa farsene di una
vincita del genere, che è davvero troppo alta - ammettono dalla tabaccheria - :
noi però la prenderemmo volentieri e la speranza è che magari qualcuno dei
nostri clienti possa festeggiare". Alla tabaccheria Gelmini di via XXV aprile i giocatori
non si sono ancora scatenati. probabilmente oggi ci sarà l'atteso boom. "Quando
il montepremi raggiunge certe cifre - assicura il gestore dell'esercizio - c'è
sempre un grosso aumento. Oggi pomeriggio ci sarà il vero e proprio boom perchè
il lunedì è sempre fiacco". Senza dubbio questa sera in tante case
bresciane si aspetterà con ansia l'estrazione: il sogno è riuscire a bissare la
vincita di Poncarale che diversi anni fa però garantì una vincita ben minore.
Sempre che, il destino e le ingovernabili regole della fortuna, non rimandino
ancora l'appuntamento con la vittoria consentendo al jackpot di superare di
slancio quota 100 milioni di euro. E, c'è da scommettere, a Brescia sarebbe
nuovamente febbre da estrazione nella speranza che la dea bendata bussi alla
porta giusta.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
DARFO. Organizzato
al Palacongressi Sabato un convegno contro la violenza "Contro ogni
violenza": è il tema del convegno che l'amministrazione comunale di Darfo
Boario, con il presidente del Consiglio comunale Enza Novelli De Michelis, in
collaborazione con il Centro Caritas zonale, organizza sabato dalle 9 alle
12.30 al Palacongressi. Violenza in famiglia, bullismo, violenza sulle strade e
violenza sul lavoro sono i quattro temi sui quali, coordinati dal professor
Salvatore Nittoli, interverranno la dottoressa Aure Pasolini e l'avvocato
Alessandra Bagetto, don Mario Martini e don Valerio Fasani, don Danilo Vezzoli
e, sul tema della violenza nel lavoro, i segretari generali della Cisl e della
Cgil comprensoriale, Gian Bettino Polonioni e Domenico Ghirardi. Il convegno
sarà aperto dal saluto del sindaco Francesco Abondio ed introdotto da Enza
Novelli De Michelis e da don Danilo Vezzoli, responsabile del Centro Caritas. Invitati anche il ministro alla Pubblica istruzione, Maria Stella
Gelmini, che ha assicurato
un intervento tramite videotelefono, ed il Prefetto Francesco Paolo Tronca. E
non mancheranno 300 studenti delle superiori, i veri destinatari del messaggio
del convegno.G.CAPP.
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Protesta
anti Gelmini Occupato anche il liceo Marconi SAN MINIATO. Si estende
la protesta studentesca contro la riforma Gelmini. Dopo gli
allievi del liceo Carducci a San Miniato, anche quelli del Marconi hanno deciso
di occupare la scuola, mentre gli studenti del Falchi a Montopoli sono ancora
in autogestione.
L'occupazione dovrebbe proseguire da stamani anche all'istituto tecnico
Cattaneo. Intanto i docenti del Marconi hanno approvato un documento:
"Considerata la gravità dell'attacco del governo alla scuola pubblica, non
riteniamo che sussistano per quest'anno scolastico le condizioni per fare
viaggi d'istruzione. L'azione del governo è ben lungi da una doverosa e
auspicabile riqualificazione della scuola pubblica, che dovrebbe passare prima
di tutto attraverso la restituzione alla funzione docente del prestigio che le
compete, tenuto conto dell'alta responsabilità civile e morale che le viene
attribuita. Viceversa, si intende procedere a tagli indiscriminati e dannosi,
impoverendo l'offerta formativa della scuola pubblica, prescindendo da uno
studio serio e scientifico finalizzato all'individuazione degli sprechi e dei
soggetti che ne sono legalmente responsabili. Si procede con arroganza,
presunzione e ignoranza, senza una consultazione della categoria e senza
acquisire i pareri obbligatori del consiglio nazionale della pubblica
Istruzione, offendendo i docenti con falsità nei talk-show e sui giornali,
infine negando al parlamento, massima espressione della sovranità popolare,
l'esclusività del potere legislativo, secondo il dettato costituzionale".
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Di Pietro
Barghigiani Truffa del gasolio, due condanne Nei depositi di tre scuole venne
lasciata solo metà fornitura Anche il Comune dovrà essere risarcito per danni
all'immagine MASSA COZZILE. Colpevoli per aver fatto la "cresta" sul
gasolio lasciato in buona parte nell'autocisterna invece di versarlo nelle
caldaie di tre scuole comunali. Alfonso Italo Marziali, 44 anni, della
provincia dell'Aquila, così come Luigi Amerigo Lilli, 56 anni, sono stati
condannati a 1 anno e 8 mesi per tentata truffa e frode in forniture pubbliche.
Il pm Ornella Galeotti aveva chiesto 3 anni. Il giudice del tribunale di
Monsummano Valeria Marino li ha anche condannati a un risarcimento danni a
favore del Comune, costituitosi parte civile e assistito dall'avvocato Gianna Mercatali
di Firenze, che verranno quantificati in sede civile. L'ente guidato dal
sindaco Roberto Zonefrati ha chiesto 50mila euro per il danno economico e
quello all'immagine, visto che nei giorni in cui venne alla luce la fornitura
ridotta le scuole rimasero al freddo provocando disagi agli alunni e lamentele
da parte dei genitori. Tra 90 giorni le motivazioni della sentenza. Il primo
episodio avvenne il 20 gennaio 2003. Autista e operaio della "Lm Petroli
Srl" di Oricola in provincia dell'Aquila anziché scaricare nelle caldaie
della scuola materna Ankuri i previsti 3mila litri di gasolio ne lasciarono
poco più di 1.500. Solo che la ditta voleva essere pagata per la fornitura dei
3mila litri e, nel corso del tempo, non risparmiò decreti ingiuntivi per ottenere
il pagamento del gasolio. Lo stesso "giochetto" fu ripetuto il 30
gennaio in due scuole. In questo caso i litri da consegnare avrebbero dovuto
essere circa 7mila, ma un controllo della Guardia di Finanza, sollecitato dal
Comune, portò alla scoperta di appena 3mila 400 litri nei depositi dei plessi
scolastici. Il resto era rimasto nei mezzi della ditta. Di fronte alla seconda
fornitura taroccata, scoperta nel giro di dieci giorni, le Fiamme Gialle
arrestarono Marziali e Lilli perché "colti nella flagranza dei reati di
truffa aggravata ai danni di enti pubblici, frode nelle pubbliche forniture,
frode in commercio e violazione delle disposizioni fiscali in materia di accise
vigenti a tutela della regolare circolazione dei prodotti petroliferi". La
difesa degli imputati ha contestato le modalità di misurazione di cisterne e
depositi effettuate dalla Finanza sostenendo anche la volatilità del gasolio
come causa della minore quantità accertata al momento di verificarne la
consistenza nelle scuole. DAL 14 AL 16 NOVEMBRE Arrivano i big del Pdl
MONTECATINI. Numerosi esponenti dell'esecutivo parteciperanno dal 14 al 16
novembre al VIº convegno nazionale "Il Circolo del Buongoverno".
Presenti il presidente del Senato Renato Schifani, i ministri Giulio Tremonti,
Ignazio La Russa, Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Claudio Scajola, Renato Brunetta, Angelino
Alfano, Sandro Bondi; Marcello Dell'Utri, Nicola Cosentino, Denis Verdini,
Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto. CONDUCENTE ILLESO Auto contro un palo
MONSUMMANO. è andato a battere contro un pilone dell'Enel in via Risorgimento,
ma è uscito dall'auto solo con qualche escoriazione. La macchina è
andata distrutta. è successo nel primo pomeriggio. L'automobilista è stato
soccorso da un'ambulanza della Pubblica Assistenza.
( da "Repubblica, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Innocenzi, candidata
a segreterio dei giovani La baby-radicale del Pd: occupazioni solo nei week end
ROMA - Sì alle occupazioni ma solo di notte e nei fine settimana, contro il "no ideologico" al decreto Gelmini. La candidata radicale alle
primarie dei giovani del Pd, Giulia Innocenzi, prova a distinguersi e lancia
una mobilitazione studentesca alternativa. Dal suo blog, la Innocenzi proclama
il suo no alle occupazioni "che bloccano la didattica e colpiscono gli
studenti". E dunque solo occupazioni nei week end oppure di notte,
"perché siano gli studenti i primi difensori dell'insegnamento e perché la
tutela dei finanziamenti alla ricerca possa farsi in un luogo di confronto e
non di scontro". Invece "sì alle lezioni in piazza", per
"aprire la protesta alla città" e "far sì che siano i
contribuenti a difendere prima di tutti gli altri il finanziamento alla
ricerca". L'outsider Innocenzi propone quindi le sue "tre riforme
possibili a costo zero" per l'Università. Abolizione del valore legale del
titolo di studio: "Per liberare il sapere dal potere delle corporazioni,
occorre liberare la selezione dei professori dal valore legale dei
concorsi". Peer review: "Un sistema che distribuisce i fondi
attraverso la valutazione a carico di revisori autonomi. Le università sono
così incentivate ad assumere ricercatori e professori capaci di ottenere
finanziamenti autonomi e a pubblicare su riviste prestigiose". E, infine,
abbattimento dei costi superflui: "Via gli amministrativi in eccesso,
eliminazione dei corsi di laurea superflui e un deciso no al proliferare delle
sedi distaccate".
( da "Repubblica, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Sale la protesta
anti-riforma "Giovedì picchetti nei licei" Annuncio degli studenti di
sinistra. Contestata la Gelmini A Milano bruciata una copia della riforma. A Prato un preside
chiede lo sgombero MARIO REGGIO ROMA - La mobilitazione degli studenti contro
il ministro Mariastella Gelmini non si ferma. Anzi, cresce con il passare dei giorni. Anche ieri
assemblee e cortei in molte città. E la temperatura sale anche negli
atenei. Ieri migliaia di giovani in piazza davanti al rettorato dell'università
di Palermo. Assemblea di ateneo a Padova, fiaccolata e corteo a Ferrara,
mobilitazione e sit-in all'università di Ancona. Il ministro Gelmini
continua a ribadire il suo stupore: "Sono polemiche strumentali visto che
il mio decreto non riguarda l'università". Glissa sul fatto che la manovra
finanziaria del suo collega Tremonti, che riguarda un dicastero di sua
competenza, prevede tagli al Fondo ordinario di funzionamento degli atenei per
un miliardo e mezzo in cinque anni, due assunzioni ogni dieci docenti che andranno
in pensione fino al 2013 e la possibilità di far entrare i privati nella
gestione delle università attraverso la creazione di Fondazioni. "Il 23
ottobre - promette la Rete degli studenti - occuperemo le entrate delle nostre
scuole in tutte le città per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con
tutta la nostra creatività e voglia di cambiamento". Sulla stessa linea
l'Unione degli studenti che al grido "Provate a fermarci" intende
bloccare le scuole di tutta Italia e non si fermerà - assicura - "fin
quando questo governo non tornerà indietro sulle scelte che mirano a mettere in
ginocchio il sistema nazionale d'istruzione". Alternativa studentesca,
organizzazione della destra, accusa: "Ora arrivano anche le minacce dei
picchetti, un binario antidemocratico". La rabbia degli studenti è
palpabile. Ieri mattina una copia del decreto Gelmini
è stata bruciata davanti Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, dove oltre
200 studenti delle superiori hanno dato vita a un sit-in. Contestazioni anche a
Napoli: gli alunni del liceo classico Genovesi, dopo aver tentato
un'occupazione dell'istituto, hanno indetto, in piazza del Gesù, un'assemblea
pubblica. A Livorno almeno 8 mila studenti hanno partecipato a una
manifestazione che ha attraversato le vie del centro, mentre a Prato il preside
del liceo classico Cicognini e del liceo psicopedagogico Rodari, Luigi Nespoli,
ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine e ha inviato un fax al prefetto
affinché vengano sgomberati i due istituti dagli studenti che li stanno
occupando da ieri mattina. E nelle stesse ore, il ministro Gelmini,
che aveva rinunciato alla sua visita programmata all'ateneo di Palermo, ha
preferito l'Istituto professionale di Carate Brianza, praticamente un ritorno
alle origini. Fuori dalla scuola è stata accolta da una salva di fischi, mentre
all'interno è stata salutata da un applauso di studenti e genitori arrivati
anche da altri istituti. Torniamo all'università. La manovra finanziaria del
ministro Tremonti è molto chiara: meno soldi per gli atenei, blocco quasi
totale del turn over, l'auspicio che i privati investano nelle università
statali. Una speranza che non si è mai trasformata in realtà. E i rettori?
Enrico Decleva, magnifico della Statale di Milano, e presidente della
Conferenza dei rettori non nasconde la sua preoccupazione: "Nel 2010 la
situazione finanziaria degli atenei diventerà insostenibile e investirà tutte
le università, anche quelle più virtuose, nessuno poi dice che la parte più
consistente dei tagli - afferma Decleva - 471 milioni su 661 andrà a coprire i
costi dell'abolizione dell'Ici".
( da "Repubblica, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Dodicimila in corteo
contro la Gelmini: canti, slogan, la bara
dell'università portata a spalla Palermo, il rettore oscura il sito web
"Ragazzi, io sono dalla vostra parte" Silvestri: "Riforma
modello Thatcher" Momenti di tensione tra studenti e polizia ANTONELLA
ROMANO PALERMO - Hanno riempito piazza Marina, dove sorge la storica sede del
rettorato, per contestare il ministro Mariastella Gelmini, invitata a un convegno sul
futuro dei laureati di 14 università italiane. Alla fine il più deluso per
l'assenza della Gelmini,
nel giorno dell'attacco sferrato da dodicimila studenti universitari di Palermo
alla ministra berlusconiana, è stato il rettore Giuseppe Silvestri, che in
segno di protesta ha deciso di oscurare il sito web dell'ateneo e ha
autorizzato i presidi ad annullare oggi le lezioni per consentire assemblee
nelle dodici facoltà e la partecipazione alla manifestazione nel centro città
capeggiata dai docenti. "Prendo atto dell'assenza a Palermo del ministro.
So che è a Ginevra in rappresentanza del nostro Paese, però devo dire che
l'incontro di stamattina era molto serio", ha detto con disappunto il
rettore, ricevendo una delegazione di studenti e docenti mentre fuori impazzava
la contestazione in stile sessantottino: stessi slogan duri, un feretro nero
con la bara dell'università portato a spalla, canti e cori contro il governo,
un assedio andato avanti per più di tre ore. La protesta anti-Gelmini il rettore l'ha paragonata agli scontri che Margaret
Thatcher fronteggiò in Gran Bretagna quando sfidò a viso aperto il mondo
accademico. "Ed ebbe la meglio - ricorda Silvestri - ma aveva detto con
chiarezza qual era la sua idea. Oggi il dialogo inter-istituzionale è
assente". A Palermo, dove nel 1989 nacque il movimento della
"Pantera", docenti e studenti non erano mai scesi in piazza insieme.
Silvestri ha impedito l'occupazione del rettorato, ha dato ordine di tenere i
cancelli chiusi. Ma ha affrontato la piazza: "Io sono dalla vostra parte,
i vertici dell'università sono preoccupati come voi", ha detto Silvestri,
che dopo nove anni di mandato tra undici giorni lascerà la guida dell'ateneo,
con i suoi 60 mila studenti, al successore Roberto Lagalla, ex assessore alla
Sanità della giunta Cuffaro, anche lui a sostegno della protesta. Per calmare
gli animi dopo il tentativo dei ragazzi di forzare il blocco degli agenti,
Silvestri ha invitato i poliziotti in tenuta antisommossa a ritirarsi dietro i
cancelli. Qualche contestazione si è levata pure al suo indirizzo, quando ha
detto di no all'occupazione simbolica del rettorato. "Amici - si è rivolto
alle migliaia di manifestanti - i cancelli resteranno chiusi. Questo edificio è
un castello del Trecento. Per problemi di sicurezza non vi posso fare
entrare". Col megafono in mano, ai ragazzi ha assicurato la sua
contrarietà alla trasformazione delle università in fondazione: "Il Senato
accademico oggi si esprimerà contro. Ho sempre sostenuto l'assoluta necessità
dell'indipendenza dell'università da qualsiasi condizionamento, sia dello Stato
che dell'apparato produttivo", ha detto Silvestri, che ha chiesto agli
studenti di rinunciare ai propositi più bellicosi, come le occupazioni o il
blocco delle lezioni per dieci giorni di fila. Oggi Silvestri non sfilerà per
le vie del centro, come gli hanno chiesto, ma aspetterà docenti e studenti
all'arrivo del corteo in prefettura: "Spiegherò al prefetto il disagio che
sta vivendo il mondo universitario. Ci vediamo lì". A Palermo l'apertura
dell'anno accademico sarà celebrata con una contromanifestazione. "C'è ben
poco da celebrare - ha detto il rettore - accolgo la richiesta di non celebrare
nessuna festa. Con i tagli previsti avremmo difficoltà a chiudere il bilancio
del 2009 e non ce la faremo ad approvare quello del 2010. Ci vogliono
costringere ad aumentare le tasse per gli studenti. Ma io mi sono sempre
opposto".
( da "Repubblica, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Nature "Momento
buio per gli scienziati italiani" ROMA - "è un momento buio e di
rabbia per gli scienziati italiani, alle prese con un governo che esibisce la
sua particolare filosofia di riduzione dei costi". Così la prestigiosa
rivista scientifica "Nature" descrive in un editoriale la situazione
della ricerca in Italia. "Con la proposta di legge approvata qualche
giorno fa alla Camera - prosegue il settimanale britannico - il governo potrebbe disfarsi di circa duemila ricercatori a tempo
determinato, spina dorsale delle istituzioni scientifiche di ricerca del
Paese". Nel frattempo il ministro Mariastella Gelmini "è rimasta in silenzio e ha lasciato che tutte le decisioni
distruttive del governo passassero senza che lei sollevasse obiezioni".
( da "Nuova Sardegna, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
PROTESTA A URI
Genitori in guerra: "Scuole a rischio" URI. "No alla distruzione
della scuola pubblica", lo dicono i genitori dei bambini della scuola
primaria e secondaria di Uri. Nei giorni scorsi, un folto gruppo di genitori,
insegnanti, personale non docente e semplici cittadini si è riunito presso i locali della scuola elementare per discutere il
decreto Gelmini. Un vero e
proprio sit-in con tanto di cartelli nel quale, a caratteri cubitali, veniva
espresso il dissenso assoluto. Dall'incontro è scaturita un'ampia discussione
che è stata caratterizzata dalla protesta generale contro la "distruzione
della scuola pubblica, i tagli devastanti di posti di lavoro, di classi,
la riduzione di orario, il ripristino anacronistico del maestro unico e in
generale contro tutta la politica scolastica di Gelmini-Berlusconi".
Anche a Uri quindi si è voluto dar seguito alle migliaia di iniziative che
dappertutto in questo momento si stanno svolgendo per difendere e migliorare le
condizioni della scuola pubblica. I genitori fanno appello all'intero popolo
della scuola pubblica e chiedono "che si allarghi il fronte della protesta
per evitare la distruzione e la banalizzazione della scuola" mentre
promuovono sin da ora qualsiasi forma di protesta per difendere una istituzione
che deve essere la principale fonte di educazione e formazione adeguata di
cittadini in grado di "leggere il mondo da soli e non succubi impotenti e
ignoranti dei grandi poteri economici, aziendali e politici". Franco
Cuccuru.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Udine Protesta nelle
scuole, si va verso l'autogestione Domani assemblea al Sello. Al Copernico già
raccolte mille firme e oggi all'università altro confronto tra gli studenti
Nelle scuole superiori cittadine si va verso l'autogestione. I primi ad attuare
la protesta potrebbero essere gli studenti dell'istituto d'arte Sello dove la
decisione sarà assunta domani durante l'incontro con i rappresentanti
d'istituto che si svolgerà dalle 8.15 alle 9.30. Nella scuola di piazza Primo
maggio, però, a protestare contro i tagli previsti dalla
riforma Gelmini sono anche
gli insegnanti che hanno deciso di sospendere i viaggi d'istruzione garantiti
da sempre, gratuitamente, dai docenti. Il documento approvato a larga
maggioranza dal Collegio dei docenti è stato letto e discusso, ieri, con i
genitori. Le motivazioni sono state comprese anche se qualcuno ha fatto
notare che, alla fine, la sospensione dei viaggi d'istruzione va a scapito dei
ragazzi per i quali è fondamentale visitare i musei delle capitali europee.
"Si tratta solo di una sospensione" ha puntualizzato il dirigente
scolastico, Antonio De Ruosi, nell'avvertire, però, che se la protesta dovesse
sfociare nell'occupazione dell'istituto sarà costretto a segnalare il caso alle
forze dell'ordine. "In quel caso sarebbe difficile - ha aggiunto De Ruosi
- controllare 850 ragazzi, molti minorenni, distribuiti su tre sedi".
Movimentazione in corso pure al liceo scientifico Copernico. Qui a favore
dell'autogestione sono state già raccolte circa mille firme tra i 1.300
iscritti che se non riusciranno ad arrivare all'autogestione prima del 30
ottobre minacciano di passare all'occupazione. La protesta rischia di
allargarsi anche all'università dove gli studenti cercano di coinvolgere nel
dibattito i docenti e i ricercatore, oltre che i tecnici e gli amministrativi.
Qui non si parla di occupazione, ma di iniziative alternative, tra le quali
anche una possibile notte bianca, per sensibilizzare l'opinione pubblica. Il
programma sarà messo a punto nell'assemblea di questo pomeriggio indetta per le
17 a palazzo Antonini. Venerdì, invece, una delegazione tornerà a incontrare il
rettore, Cristiana Compagna, per sollecitare la convocazione dell'assemblea
estesa a tutte le componenti accademiche. (g.p.).
( da "Repubblica, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Napoli
Lo scenario Quelle disposizioni prefigurano uno scenario catastrofico per
l'intero sistema universitario Scuola e università in piazza contro il decreto
del governo Studenti incappucciati tentano di occupare il Genovesi Il corteo
partirà da piazza del Gesù, domani assemblea a Scienze politiche ANGELO
CAROTENUTO BIANCA DE FAZIO La protesta delle università oggi torna in strada, in
linea con l'obiettivo che l'assemblea permanente degli studenti di Lettere
della Federico II s'è dato da una settimana: "Se restiamo qui dentro, non
ci sentirà nessuno". Fuori, allora. A far sentire la loro voce contro i
provvedimenti firmati Tremonti-Gelmini, nel giorno della nuova visita in città di Silvio Berlusconi,
mentre sale la mobilitazione pure negli istituti superiori: ieri tentativi di
occupazione al Genovesi e al Fonseca. Lezioni interrotte al dipartimento di
filosofia, volantinaggio al polo di Monte Sant'Angelo, campagna di
sensibilizzazione a Ingegneria. "Facciamo rete". Così gli
studenti di Lettere hanno preparato il corteo di oggi, partenza alle 10 da
piazza del Gesù, arrivo previsto in piazza Plebiscito. Scartata l'idea
originaria di spingersi fino in piazza dei Martiri, sotto il palazzo dove ha
sede Confindustria. La protesta di Lettere si salda con quella dell'Orientale,
dove ieri s'è tenuta un'assemblea aperta e dove domani se ne terrà un'altra,
stavolta con il blocco delle attività didattiche sancito dal Senato accademico,
che giorni fa si è apertamente schierato contro quelle "disposizioni che
prefigurano uno scenario catastrofico per l'intero sistema universitario".
Oggi gli studenti uniranno i loro striscioni e marceranno insieme verso il
centro, accompagnati da un furgone. Nel pomeriggio è invece atteso il via del
laboratorio dei professori di Lettere nell'Aula magna della Facoltà, per
individuare nuove forme di lotta e di contrasto al provvedimento del governo:
venerdì con un documento chiesero il ritiro della legge, mentre Trombetti
sospese il Consiglio d'ateneo. Ora, al rettore, gli studenti chiedono di
firmare un decreto di slittamento delle elezioni universitarie appena indette.
Temono che la campagna possa rappresentare una distrazione dalla battaglia
contro le decisioni dei ministri del governo Berlusconi. L'iniziativa più
originale arriva dall'Università Parthenope, dove gli studenti metteranno in
scena una rappresentazione dal titolo "Prove tecniche di privatizzazione".
"Saremo vestiti da manager", annunciano. Significa in grisaglia,
cravatta, abito scuro. Metteranno in scena sotto forma grottesca il loro grande
timore: l'ingresso di una "governance" privata negli atenei accanto a
presidi e rettori. Domani assemblea pubblica pure a Scienze politiche. Invitati
anche gli studenti degli istituti medi superiori, i quali nel frattempo sono
già mobilitati per conto loro sul decreto Gelmini.
Ieri occupazione accennata al Genovesi. Il primo tentativo alle 7.30, quando il
custode ha aperto il cancello per far entrare il personale. Una quindicina di
ragazzi con i volti coperti dai passamontagna ha cercato il blitz. E quando di
lì a 10 minuti è arrivato il preside, Ennio Ferrara, ci hanno riprovato. è
finita con un'assemblea in piazza del Gesù, e l'ingresso del liceo presidiato
dalle forze dell'ordine. "Ho dovuto chiamare il 113 - spiega Ferrara - per
garantire la libertà di entrare ai docenti ed agli studenti che volevano fare
lezione". Ma le classi erano quasi vuote. Maretta anche al Fonseca, dove
si è stati a un pelo dall'occupazione, mentre al Villari s'è trovato un accordo
coi docenti: da oggi verranno letti in classe gli articoli del decreto Gelmini, la didattica sarà interrotta per parlare della
politica scolastica del governo e delle contromisure da adottare. "Siamo
contro il prototipo di scuola gelminiana fatta di spot populistici che hanno il
sapore del vintage tra grembiulini, maestri unici, voto di condotta come misura
anti-bulli che sottende la volontà di reprimere fortemente la partecipazione
democratica degli studenti alle decisioni che contano", affermano i
ragazzi dell'Uds. Invitano a occupare e a giornate di didattica alternativa.
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Di Luca Signorini In
centinaia per dire no alla riforma Gelmini Studenti in
corteo per le strade di Pescia e poi manifestazione all'ex mercato dei fiori Si
pensa a dar vita a una protesta insieme agli insegnanti attraverso la
cogestione Domani sfilata a Firenze con i ricercatori PESCIA. Gli studenti
insorgono contro il decreto sulla scuola firmato dal ministro dell'istruzione
Maria Stella Gelmini. Circa 3-400 ragazzi si sono dati
appuntamento, ieri mattina, nel giardino di fronte al Lorenzini. Da lì è
partito un corteo rumoroso e variopinto, che si è snodato nelle vie cittadine
prima di raggiungere piazza Mazzini e fermarsi davanti al Comune. Poi agli
studenti, scortati da una pattuglia della polizia, è stato concesso di occupare
lo spazio antistante l'ex mercato dei fiori. Qui la folla pacifica e
consapevole si è radunata compatta, pronta ad ascoltare i discorsi degli
organizzatori. C'erano studenti universitari, di quarta e di quinta superiore,
ma anche ragazzi e ragazze iscritti alle prime degli istituti cittadini.
L'Anzilotti e il Lorenzini erano le scuole più rappresentate, insieme a loro
studenti del Marchi e un gruppo del Sismondi. Un grande "No alla Gelmini". Al grido "Non dobbiamo avere paura"
partono i primi applausi generali, una convinzione che accomuna tutti gli
studenti contrari alla riforma scolastica. Le ringhiere di ferro che delimitano
l'ex mercato accolgono vari striscioni: "Il grembiule? Non è una novità, la camicia di forza alla Gelmini lo sarà", "Resistiamo a oltranza contro la Gelmini e l'ignoranza" oppure
"Per la scuola della cultura lotta dura senza paura" o ancora
"No alla scuola come fondazione", "Manifestiamo con la nostra
presenza ora e sempre Resistenza". Vari ragazzi si alternano al microfono
e ai megafoni, partono cori contro il governo e il suo titolare, contro
la Gelmini e contro la Lega. Tutto condito da urla e
da applausi, gli studenti corrono insieme verso un unico obiettivo: far sentire
la propria voce, dimostrarsi uniti contro i provvedimenti presi dall'alto. Tra
la calca si innalza un manifesto sorretto da alcune ragazze: "Gelmini non senti? La scuola chiude i battenti". Un
monito più che una semplice scritta: gli studenti pesciatini stanno seriamente
pensando di abbracciare la forma di protesta più chiara e forte, l'occupazione.
"Non ci stiamo - protestano i ragazzi - facciamoci sentire, contro i
tagli, la privatizzazione e il voto in condotta. Siamo pronti ad occupare".
L'animato incontro, sorvegliato dalle forze dell'ordine (una macchina dei
carabinieri ha intanto affiancato quella della polizia), si è poi concluso
intorno alle 11, e la folla si è dispersa nelle vie di Pescia tra cori e
manifesti. Intanto si guarda alle prossime azioni. Solo ieri mattina sono state
raccolte 300 firme per la petizione da consegnare ai presidi, con la richiesta
di autogestione o cogestione per aprire un dibattito attivo tra studenti e
insegnanti. Si chiede un rapporto collaborativo tra le componenti scolastiche
per sensibilizzare e valorizzare il progetto comune. Sarà richiesta ai capi
d'istituto la concessione di una nuova assemblea mattutina nel mese di ottobre,
da unire ai vari incontri da svolgere nelle ore pomeridiane. Se le risposte
saranno negative "non ci resta altro che occupare", dice un ragazzo.
Intanto domani mattina altra assenza dalle lezioni: la manifestazione delle
scuole di Pescia si sposterà a Firenze, dove è in programma un corteo con
universitari e ricercatori. Appuntamento alle 8 in stazione.
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
A LARCIANO
Striscioni in tribuna LARCIANO. Dalla piazza allo stadio comunale
la protesta contro la riforma Gelmini si allarga. Il primo a lanciare l'idea di una manifestazione
durante una partita di calcio fu un allievo del comprensivo Ferrucci: Antonino
prese la parola durante un'assemblea dei e, con disinvoltura, propose di
trasferire la protesta anche fra gli sportivi. E così domenica un gruppo
di genitori, tenendo per mano i figli e indossando una maglietta bianca con la
frase "no al maestro unico", si sono presentati allo stadio comunale
di Larciano e, pagando regolarmente il biglietto, hanno issato i loro
striscioni nella tribuna. I genitori sono galvanizzati anche dalla raccolta
delle firme, da inviare all'assessore regionale e allo stesso ministro Gelmini: al momento si è arrivati a quota 480. (franca
capecchi).
( da "Repubblica, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Napoli
NEL NOME DI SAVIANO MARCO LOMBARDI A mali estremi, estremi rimedi. La camorra
minaccia di uccidere Roberto Saviano: sia candidato, allora, al Nobel della
Pace. Il Comune gli assegni un luogo che ne ospiti l'abitazione reale e
simbolica, protetta dalla polizia e dalla forza dell'opinione pubblica. Il suo
coraggio sproni a una guerra civile che divida, finalmente, i napoletani in
onesti e disonesti. A partire dai ragazzi, i futuri cittadini, che in alcune
scuole considerano l'autore di "Gomorra" la causa, invece del
rimedio; mentre i contestatori anti Gelmini lo innalzano, durante le attuali
occupazioni, al rango di nuovo eroe. In questi giorni, la fantasia si
sbizzarrisce, escogitando inedite forme di solidarietà, per tutelare
l'incolumità fisica di Saviano. è una reazione immediata, dettata da rabbia e
disgusto comprensibilissimi. Credo, però, che il fuoco di sbarramento
mediatico occulti il problema sostanziale. Problema squisitamente politico, che
provo a sintetizzare così: finché Saviano rimarrà il nobile esempio della
società civile che si ribella e si rivela, per l'ennesima volta, migliore dei
propri rappresentanti, costoro ribatteranno, platealmente o silenziosamente,
con il vecchio discorso sull'eccezionalità del caso. Incapace d'incidere sulle
lunga, faticosa opera di contrasto, a telecamere spente, verso il crimine
organizzato. Il risvolto pratico di tale alibi ideologico è il seguente:
lasciateci lavorare, permettete all'intelligence e all'educazione sul
territorio di agire indisturbate. è sicuramente più comodo, comodo fino alla
furbizia travestita da cinismo, ritenere di assistere all'ordalia tra lo
scrittore e i boss. Che, non per caso, ripropone una visione medioevale della
posta in gioco: una vicenda tra persone fisiche tracimante in scontro,
spettacolare e all'ultimo sangue, tra bene e male. E lo Stato, dov'è? Dov'è
l'erogatore di risorse che hanno foraggiato smisurate ricchezze; il custode
della sovranità, il dispensatore delle pene per lo strame delle leggi, su una
porzione di spazio collettivo ancora annesso all'Italia? Dov'erano gli uomini
dello Stato, quando la camorra abbandonava i tratti oleografici da mala di
provincia, per trasformarsi nella holding internazionale, che produce il trenta
per cento del nostro reddito? Facile ribattere che lo Stato, qui, non c'è mai
stato; che premodernità equivale a difficoltà, culturale e operativa,
d'immaginare controlli su fiumi di denaro, in grado di cambiare i connotati
delle genti sotto il Garigliano. Sfido che il ministro Maroni postuli
l'esistenza di numerosi, meno eclatanti, baluardi contro i clan: secondo la
magistratura, e i servizi de "L'espresso", sono autorevoli esponenti
della coalizione di cui fa parte. Nominati, magari, sottosegretari, che
avrebbero ritenuto di normalizzare i casalesi, promuovendoli soci in affari.
Poi dicono che a sospettare si fa peccato: qualche tempo fa, un collega di
Maroni, Pietro Lunardi, proclamò che sarebbe stato saggio scendere a patti con
la mafia. Saviano ha spesso ripetuto che in "Gomorra" la politica era
apparentemente assente; che, narrativamente, occorreva soffermarsi sui
dettagli, antropologici ed economici, utili a delineare un quadro d'insieme più
potente del fenomeno delinquenziale; che era superfluo ribadire quanto una
veloce, irresistibile escalation allignasse sul terreno malato di una nazione
gracile, a causa dell'Unità pessimamente gestita. Evidentemente, c'è chi vuole
ascoltare una storia diversa. Ma rimane la nostra storia; mali estremi ed
estremi rimedi restano i medesimi preconizzati dal meridionalismo:
"L'Italia tutta sarà ciò che sarà il suo Mezzogiorno". Puntualmente
evasi, entrambi, da chi avrebbe dovuto occuparsene.
( da "Nuova Sardegna, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Affollata
assemblea di docenti e genitori per esaminare la riforma voluta dal ministro
dell'Istruzione Gelmini "Chiuderanno le scuole a
Stintino e Campanedda" Preoccupazione per il futuro, sale la protesta
PORTO TORRES. Il primo effetto concreto del decreto Gelmini sarà la
chiusura delle scuole materne ed elementari a Stintino, Campanedda e La Corte. A sostenerlo sono stati, ieri
pomeriggio, i docenti che si sono incontrati con i genitori degli alunni delle
scuole di Porto Torres, per esaminare la riforma della scuola voluta dal
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
Un'assemblea decisamente affollata, quella che si è tenuta ieri nella stazione
marittima, nel corso della quale il decreto Gelmini è
stato passato al microscopio. Grazie alla proiezione di alcune diapositive,
sono stati messi a confronto il presente e il (probabile) futuro della scuola,
dalla materna alla media superiore. Nell'occhio del ciclone soprattutto il
ritorno al maestro unico che, secondo il corpo docente, si traduce in un
impoverimento generale dell'offerta formativa. Fin dalla scuola materna, per la
quale l'orario obbligatorio si svolge esclusivamente nella fascia
antimeridiana, con la conseguente diminuzione dell'attività didattica. Una
diminuzione che per la scuola elementare si traduce nel taglio complessivo di
132 ore di lezione all'anno poichè il testo del decreto prevede che "le
istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate a un unico insegnante e
funzionanti con orario di 24 ore settimanali". Sempre nella fascia
antimeridiana, sostengono gli insegnanti che parlano di disinformazione quando
il governo dice che ci sono tre docenti per classe, dovrebbero tenersi le ore
di lezione di lungua straniera affidate al maestro unico che dovrà
specializzarsi con un corso di formazionme di 150-200 ore. Riduzione degli
orari anche per licei, istitutio tecnici e artistici, con conseguente
penalizzazione per gli insegnamenti pratici e le attività di laboratorio.
Infine crescerà il numero degli alunni per classe che oltre a creare problemi
pall'attività didattica, rischia di entrare in rotta di collisione con il testo
unico sulla sicurezza che prevede parametri ben precisi nel rapporto fra alunno
e spazio a disposizione.
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Montecatini
In piazza la rabbia degli studenti Manifestazione degli otto istituti superiori
contro la riforma Gelmini MARTA QUILICI PISTOIA. Centinaia,
migliaia di studenti per le vie del centro a manifestare contro il decreto Gelmini. "E la
protesta - avvertono gli studenti - è solo all'inizio". Sono le 8,20 e
piazza San Francesco, punto di raccolta, è piena di studenti. Sono già tanti, ma mancano ancora
quelli del Liceo scientifico, dell'Iti e dell'Istituto per geometri. Dopo dieci
minuti parte il corteo. In testa molti striscioni, fatti artigianalmente con
bombolette e lenzuoli: "Contro la Gelmini, contro
l'ignoranza", "Noi la crisi non la paghiamo", "E se non son
figlia di papà, l'università chi me la paga?": questi, alcuni degli
slogan. Nessuna bandiera di sindacati, nessun simbolo politico o di partito: in
piazza non li ha trascinati nessuno. La manifestazione gli studenti di Pistoia
se la sono gestita da soli, tenendosi in contatto tra loro e impiegando
personalmente tempo e soldi per organizzare tutto. E ci sono riusciti: erano
anni che Pistoia non assisteva a una mobilitazione studentesca di tali dimensioni.
"Al Liceo scientifico sono entrati soltanto poche decine di studenti -
afferma Andrea Evangelista, studente dell'Istituto tecnico per geometri -, lo
stesso al Classico, all'Istituto d'arte, all'Agrario e al Pacinotti. All'Iti e
ai Geometri sono circa la metà degli studenti". Un corteo partecipatissimo
che ha proceduto pacificamente per le vie del centro, senza recare alcun
problema di ordine pubblico. A controllare la situazione erano comunque
presenti le forze dell'ordine. Da piazza San Francesco al Globo, passando per
via Curtatone e Montanara, fino ad arrivare in Corso Fedi, gli studenti hanno
sfilato intonando ininterrottamente slogan e cori che risuonavano tra le vie
cittadine; giunti in via del Can Bianco i cori si sono momentaneamente interrotti:
difronte alle cappelle del commiato della Misericordia, gli studenti hanno
rispettato il silenzio: lo stesso rispetto e responsabilità che hanno
dimostrato in via Fedi, quando il corteo, che occupava tutta la strada, si è
fatto immediatamente da parte per far passare un'ambulanza. Tanti ragazzi,
arrabbiati per i tagli alla scuola pubblica previsti dal decreto, ma anche
molto responsabili. "Non siamo asini o fannulloni come in alcune occasioni
ci hanno ritratto - afferma Piero Tesi dell'istituto Pacinotti -: stiamo
manifestando non perché siamo svogliati, visto che per organizzare la
manifestazione abbiamo impiegato tanto tempo e fatica, ma perché vogliamo una
scuola di qualità". Il corteo ha sfilato poi per via Roma ed è culminato
in piazza del Duomo intorno alle 10,30. Qui una delegazione di venticinque
studenti (due o tre rappresentanti per scuola), sono stati ricevuti in Comune
dall'assessore all'educazione e formazione Rosanna Moroni. Sabato mattina
infatti alcuni degli organizzatori avevano incontrato il sindaco Renzo Berti
per chiedergli un incontro alla fine della manifestazione; essendo impegnato,
il sindaco ha delegato l'assessore Moroni. "Il decreto Gelmini
prevede tagli che mettono in crisi la scuola pubblica e che comporteranno molti
licenziamenti": è solidale con le proteste degli studenti l'assessore
Moroni. Loro però ci tengono a sottolineare di non appartenere a nessuno
schieramento politico: quello che li muove non è un'ideologia ma un disagio
concreto e la preoccupazione per il futuro della scuola e università pubblica.
Hanno voluto l'incontro con il Comune perché il loro disagio venisse recepito
anche dalle istituzioni locali e alla richiesta degli studenti, l'assessore
Moroni ha risposto dicendosi disponibile a organizzare un incontro pubblico con
tutti gli studenti pistoiesi interessati ad aprire un confronto con le
istituzioni sulla riforma Gelmini. Nel frattempo la
maggior parte del corteo ha continuato a intonare cori in piazza del Duomo,
aspettando la fine dell'incontro con l'assessore. La discussione in Sala
maggiore è durata circa un'ora, alla presenza anche del presidente del del
Consiglio comunale Marco Vettori. Sono intervenuti gli studenti di quasi tutte
le scuole di Pistoia, a parte quelli dell'istituto Einaudi che non hanno partecipato
alla manifestazione perché impegnati in un'assemblea di istituto a scuola.
"Il decreto - spiega Raffaele Cristiano dell'Iti - prevede la riduzione da
cinque a quattro anni per gli istituti tecnici e professionali, la riduzione
del monte ore settimanale da 36 a 32 e una limitazione dell'uso dei laboratori.
Tagli che se applicati farebbero di questi istituti scuole di serie B".
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
IL CASO Lo studente
aiutò la vecchietta PISTOIA. Tanti, ma responsabili ed educati. Circa duemila studenti in corteo per le vie di Pistoia per
protestare contro il decreto Gelmini, ma nessun problema di ordine pubblico. In segno di rispetto,
hanno interrotto i cori difronte alle Cappelle della Misericordia in via del
Can Bianco, si sono immediatamente fatti da parte per lasciare passare
un'ambulanza a sirene spiegate in corso Fedi. Non solo. Sono circa le 9.30
e la testa del corteo è arrivata nei pressi del Globo. Dalla folla esce un
ragazzo con a braccetto una signora molto anziana. Con un'indole da scout, il
ragazzo vedendo la vecchietta in difficoltà mentre cercava di attraversare il
corteo, si è proposto di aiutarla facendole largo tra la folla e portandola poi
al sicuro a qualche metro di distanza dal corteo. "Mi scusi - le ha detto
poi - ma adesso la devo lasciare qui perché ora devo tornare a
manifestare". (m. q.).
( da "Nuova Sardegna, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
BOTTIDDA Scuola a
rischio, se ne parla in Consiglio BOTTIDDA. Un consiglio comunale straordinario
per opporsi alla temuta chiusura delle scuole di Bottidda. A convocarlo è stato
lo stesso sindaco Daniele Cocco, che propone un'intesa con i piccoli comuni
immediatamente vicini per la creazione di forme di aggregazione o di consorzio per fare fronte comune contro il decreto del ministro Gelmini. La seduta straordinaria è
convocata per giovedì. "Il comune di Bottidda - spiega Cocco - dispone di
strutture scolastiche rinnovate e all'avanguardia, che soddisfano tutte le
esigenze della nostra piccola comunità". E aggiunge: "Già quest'anno
si è dovuto rinunciare alle prime due classi della scuola media, per cui
sarebbe devastante se dovessero venire a mancare anche le scuole elementari e
la materna". Il sindaco del piccolo comune del Goceano protesta contro il
ministro Gelmini e si prepara a dare battaglia,
temendo che un comune come quello di Bottidda, per il suo basso numero di
abitanti, veda chiudere le proprie scuole per carenza di alunni, come farebbe
intendere il recente decreto del ministero della pubblica istruzione. "In
nome di chissà quali risparmi - lamenta il sindaco Cocco - si continua a
gravare sulle già difficilissime condizioni delle famiglie disagiate dei
piccoli comuni e non ci si rende conto che la Sardegna è molto diversa sia
geograficamente sia economicamente dalle regione del Nord Italia. Pian piano -
continua Cocco - stanno venendo a mancare i servizi essenziali. Si è iniziato
anni fa con la chiusura della caserma dei Carabinieri e si è tentato con altri
servizi come l'ufficio postale e la banca". L'accentramento in nome della
razionalizzazione e del buon funzionamento delle scuole è un argomento che non
convince il sindaco di Bottidda. Un problema che tocca da vicino molti altri
comuni dell'isola, e che in questi giorni ha scatenato reazioni da parte di
altre amministrazioni, oltre che la mobilitazione nelle scuole. "Senza
voler fare discorsi di tipo sociologico, che sono del tutto inutili - conclude
Cocco nel comunicato di convocazione della seduta straordinaria del consiglio -
in questi frangenti si invitano tutti a rimboccarsi le maniche e a reagire in
tutti i modi a questo ennesimo atto contro comunità che non vogliono diventare
riserve indiane. (b.m.).
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Montecatini
Mobilitazione fino al giorno della discussione in Senato PISTOIA.
"Continueremo a farci sentire fino al 31 ottobre, giorno in cui il Senato
deciderà sull'attuazione del decreto". è questo il coro unanime degli
studenti pistoiesi che hanno partecipato alla contestazione di ieri mattina.
Nell'aria aleggiano venti di occupazione, ma ancora gli studenti non si
sbilanciano. Ieri pomeriggio una cinquantina di ragazzi, rappresentanti di
quasi tutti gli istituti superiori cittadini, si è ritrovata in un'assemblea
informale al parco di Monteoliveto. Hanno discusso per almeno un paio di ore
sulle forme di contestazione da adottare nei prossimi giorni. Ancora non c'è
niente di certo, ma è da escludere che le proteste siano finite con la
manifestazione di ieri mattina. Unico punto fermo è la partecipazione alla
manifestazione regionale di stamani a Firenze, indetta dai sindacati
confederali insieme alle rappresentanze studentesche di scuole superiori e
università. Il punto di incontro è alla stazione alle 8.45. I ragazzi
prenderanno il treno che li porterà alla stazione di Santa Maria Novella. Da lì
raggiungeranno piazza San Marco dove alle 10 è prevista la partenza del corteo
al quale gli studenti pistoiesi si presenteranno con un proprio striscione.
Ieri pomeriggio a Monteoliveto è arrivata anche l'assessore Rosanna Moroni.
Raccogliendo la richiesta degli studenti, l'assessore ha proposto alcune date
per un eventuale incontro tra scuole e istituzioni a cui potranno partecipare
tutti gli studenti interessati a un confronto con l'amministrazione
sul decreto Gelmini. La
prima data emersa è stata il 3 novembre all'auditorium, ma a causa di uno
sciopero dei dipendenti pubblici, la struttura, in quella data, potrebbe
rimanere chiusa. La data definitiva sembra essere dunque il 4 novembre, anche
se molti studenti sono scettici riguardo all'utilità di un incontro successivo
al 31 ottobre. (m.q.).
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
LA CRITICA Protestiamo
senza imbrattare Sono uno studente universitario e come tutti i miei altri
colleghi non posso che essere interessato all'ennesima riforma del sistema
universitario che si sta profilando ad opera dell'attuale ministro. Per
chiarezza dirò subito che sono a favore di qualsiasi provvedimento che vada in
direzione di una razionalizzazione della spesa pubblica cioè dei soldi che i
cittadini italiani sperano siano bene spesi pagando onestamente le tasse. Le
risorse sono scarse, la cura è dura ma a tirare la cinghia purtroppo dobbiamo
essere tutti e se davvero il novantasette per cento (97 per cento) della spesa
complessiva per l'istruzione finisce solo in stipendi e se davvero non c'è
traccia di università italiane tra le prime cento al mondo qualcosa andrà pur
corretto. Comprendo che altri miei colleghi abbiano opinioni divergenti in
relazione alle misure da adottare ed è giusto che abbiano il diritto/dovere di
discuterne responsabilmente e manifestare pubblicamente il loro punto di vista
anche con iniziative particolari come il blocco temporaneo del traffico. Ma ciò
che non condivido, che mi delude da studente dell'Ateneo e che da cittadino
pisano mi offende profondamente è però il fatto che qualche (presumibilmente)
collega si sia dato da fare per imbrattare decine di metri del lungarno
Mediceo, bellissimo prospetto e patrimonio della nostra città a vocazione
turistica e già molte, troppe volte deturpato dai rifiuti di lunghe serate
trascorse sulle spallette. è questo il modo? E' troppo chiedere un minimo di
civiltà e sensibilità nei confronti della comunità cittadina in cui si vive o
soggiorna? Non so di chi sia la competenza per riparare al danno (di certo a
spese della cittadinanza) ma non sarebbe male se gli autori dell'impresa
ovviassero spontaneamente a tale scempio in condizioni di sicurezza e previe le
dovute autorizzazioni delle autorità preposte oppure in altra forma socialmente
utile. No, non è questo il modo di far valere le proprie ragioni. E per il futuro vada pure per le proteste non violente ma se fossero anche
civico-compatibili sarebbe meglio e il principio vale anche per tutti coloro
che scambiano i nostri lungarni per delle lavagnette. P.S.: Invece di spray e
scala non sarebbe meglio carta e penna per scrivere una bella lettera di controproposte
al ministro Gelmini?
Secondo me ne sarebbe davvero felice. Emanuele Guidi.
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
BERGAMO pag. 2
Piccole scuole da accorpare: Petteni e Nullo non ci stanno Manca una manciata
di iscritti per superare la soglia dei 500 ? BERGAMO ? CON 477 ALUNNI
"sfiora" il limite dei 500 studenti al di sotto dei quali, secondo il
progetto di riforma della scuola presentato dal ministro dell'Istruzione Maria
Stella Gelmini e già approvato
dalla Camera, oltre 2 mila istituti scolastici in Italia potrebbero subire una
drastica riorganizzazione. Tra questi c'è, appunto, anche l'istituto
comprensivo "Francesco Nullo" di via Rossini, una delle scuole
"storiche" della città, che include classi dalle materne alle medie
per un totale di una settantina di docenti e 15 tra dipendenti Ata e personale
di segreteria. Eppure qui (come su un altro istituto comprensivo del capoluogo,
il "Petteni" di via Buratti) potrebbe abbattersi la scure del
Governo. IL DIRIGENTE scolastico, Antonio Bonavolontà, che lo guida da cinque
anni, non nasconde la propria preoccupazione: "È vero, quest'anno ci siamo
attestati al limite della soglia - dice - e già ci stiamo attivando, come
auspicato anche dal Consiglio d'istituto, per avviare un dibattito informativo
insieme ai docenti e alle famiglie. Certamente, già nelle prossime settimane,
dedicheremo un pomeriggio per cercare di capire quali prospettive ci
attendono". Secondo il progetto del ministro, gli istituti
"sottodimensionati" potrebbero perdere la presidenza ed essere
considerati come una sezione distaccata di un'altra realtà scolastica
territoriale: "Personalmente - dice però il professor Bonavolontà -
ritengo che a Bergamo, con le razionalizzazioni attuate alla fine degli anni
Novanta, siano stati compiuti importanti passi avanti. Ora servirebbe che, più
che agli aspetti quantitativi, si prestasse attenzione agli ambiti
territoriali: in questo senso, serve una distribuzione più egualitaria sul
territorio, cominciando magari dalle scuole con poco più di 200 alunni sempre
che non rientrino in aree di montagna o, comunque, disagiate". IL PRESIDE
non nasconde anche le proprie perplessità di fronte alla scelta di procedere a
colpi di decreto: "Quando si mette mano a queste questioni - afferma -
bisognerebbe allargare al massimo la base di discussione, per analizzare il
fenomeno in tutte le sue sfaccettature". Con un monito che guarda,
soprattutto, all'esperienza di questi anni: "Con le nostre quattro sedi -
conclude il dirigente scolastico - abbiamo sempre puntato su un'offerta
didattica di qualità con il coinvolgimento di famiglie e studenti. Credo che il
superamento di certe "misure" possa mettere seriamente a rischio il
rapporto con il territorio e i docenti che rappresenta uno dei punti cardine
dell'autonomia". Maurizio Nobili.
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CALOLZIOCORTE E
OLGINATE pag. 8 Scuole a rischio trasferimento Il sindaco di Esino Lario ha
chiesto rassicurazioni al Ministero IL CASO di STEFANO CASSINELLI ? LECCO ? E'
BATTAGLIA sui tagli nella scuole del lecchese. Si roncorrono numeri e cifre e
scatta l'allarme fra docenti, studenti e le rispettive famiglie. Tutti contro il Ministro MariaStella Gelmini. L'assessore all'Istruzione della Provincia di Lecco Carla
Zanetti prende posizione contro il decreto e prospetta un quadro allarmante che
vede in provincia di Lecco sei Istituti con meno di 500 alunni che dovrebbero
essere accorpati e 22 i plessi con un numero di alunni inferiore a 50 alunni
che dovrebbero essere chiusi. LA ZANETTI è assai critica e preoccupata
tanto da affermare: "Con questo provvedimento ci troviamo di fronte a una
manovra contabile che ignora le problematicità e azzera le differenze.
Soprattutto ignora che noi siamo già una provincia virtuosa, con un rapporto
alunni-dirigenza scolastica di uno a 730, quindi perfettamente compatibile con
i parametri del dimensionamento, che devono necessariamente prevedere margini
di flessibilità interna. Perchè non tutti i territori o tutte le situazioni
sono uguali". LE SCUOLE del territorio, soprattutto quello montano, sono
in stato di allerta. Uno dei comuni più a rischio sembrava essere quello di
Esino i cui studenti dovrebbero raggiungere ogni giorno Bellano percorrendo
oltre 16 km di strada. Il sindaco Costante Grassi ha però scritto al Ministero
e alla dirigente scolastica e afferma: "Le risposte che ho ricevuto mi
hanno tranquillizzato. Le nostre scuole resteranno dove sono e non ci sarà
nessun problema. Ho fatto presente al Ministero la situazione logistica del
nostro paese e un funzionario mi ha telefonato per darmi rassicurazioni. Ora
attendo la lettera che metta la parola fine a questi timori. Anche la dirigente
scolastica di Bellano Annarita Baldi mi ha tranquillizzato". IMPENSABILE
costringere i bimbi, a partire dai sei anni, a dover utilizzare i mezzi per
andare ogni giorno da Esino a Bellano, ma una situazione simile si vive anche
in Valvarrone e a Premana e in altre zone della provincia. Il sindaco di Premana,
Pietro Caverio, approva la riforma e sottolinea: "Non c'è nessun rischio
di chiusura per le scuole di Premana, semplicemente c'è una razionalizzazione
che comporterà lo spostamento dell'ufficio di presidenza quasi di certo a
Bellano. Negli ultimi anni ho visto tanti presidi venire qui solo per avere
avanzamenti e dopo un anno andarsene. Se questa riforma vuol dire avere un
preside a Bellano che resta, comprende i problemi e ha voglia di lavorare per
me va bene".
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
VALDICHIANA pag. 14
La vicenda della maestra va in Consiglio CASTIGLION FIORENTINO DUE GLI ORDINI DEL
GIORNO MESSI AL VOTO LA VICENDA della maestra della scuola primaria di
Montecchio Vesponi, che ha commesso la leggerezza di inserire un documento
sindacale nel quadernone per le comunicazioni ai genitori, è stata oggetto di
un ampio e accalorato dibattito nel corso dell'ultimo Consiglio Comunale. In
merito sono stati presentati due ordini del giorno, uno dei gruppi di minoranza
consiliare (An- PdL, Polo per Castiglioni e Udc) ed uno di quello di
maggioranza che governa il Comune. Nel primo si rileva che, al di là delle convinzioni politiche di ciascuno e del giudizio in merito al
Decreto Gelmini, la scuola
deve rimanere un terreno neutro, dove i ragazzi vengono istruiti e educati,
senza tentativi di utilizzarli per animare la polemica politica e partitica.
Lamentando il caso verificatosi a Montecchio Vesponi, mentre invita le
istituzioni scolastiche comunali a non strumentalizzare gli studenti,
disapprova e condanna tutti i tentativi volti a sfruttarli politicamente,
esprimendo biasimo per metodi valutati lesivi della loro formazione. Il
secondo, a firma della maggioranza, mette invece in evidenza l'effetto
mediatico spropositato e fuorviante che ha fatto da eco alla vicenda, prendendo
spunto da un semplice, anche se indubbiamente grave, incidente di percorso, per
tramutarlo in un vero caso politico. Sottolinea che l'Amministrazione e la
forza politica che rappresenta, poteva prendere posizione in merito, ma bene ha
fatto a tacere, per analizzare l'accaduto con serenità ed ascoltare le ragioni
di tutti. Mentre ribadisce con forza che la propaganda politica e quella
sindacale devono rimanere al di fuori delle aule scolastiche.Messi in
votazione, l'ordine del giorno della minoranza è stato respinto, quello della
maggioranza è stato approvato con i voti dello stesso gruppo consiliare che
l'ha presentato. Arnaldo Valdarnini.
( da "Unita, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Maria Novella Oppo ZORRO
oggi sarebbe un comico, visto che il potere e il prepotere sono tragicamente
ridicoli. Anche se una risata non li seppellirà, purtroppo. Azzeccatissime,
perciò, le critiche alla ministra Gelmini avanzate da Luciana Littizzetto a Che tempo che fa. E non perché
ne abbia fatto una caricatura, ma, anzi, per la precisione con cui ne ha messo
in chiaro i limiti di comprensione della realtà scolastica. La Littizzetto, tra
l'altro, ha insegnato per dieci anni e, rispetto alla Gelmini, ha qualche elemento di conoscenza in più (per non
parlare della intelligenza e della cultura generale). Ma tanto, ormai, per fare
il ministro non sono richieste doti straordinarie e, per la verità, neppure
ordinarie. Per fare il ministro basta la volontà: quella di Berlusconi. Per le
donne è gradita la bella presenza e sono assolutamente indispensabili cinismo e
faccia di tolla, per adeguarsi al razzismo e al negazionismo preventivo della
Lega. Superflua la conoscenza dell'italiano e ancor più della Costituzione, che
si pretende solo dagli immigrati. FRONTE DEL VIDEO.
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
SONDRIO pag. 7 In Valle
a rischio 18 scuole Una deroga potrebbe salvarne 5 in
piccoli Comuni PIANO PROGRAMMATICO TREMONTI-GELMINI di SUSANNA ZAMBON ? SONDRIO
? RISCHIO ACCORPAMENTO e soppressione: la riforma della scuola riguarda anche,
e da vicino, la provincia di Sondrio, dove sono almeno 18 gli istituti a
rischio perchè contano meno di 500 alunni, anche se 5 di questi potrebbero
salvarsi perchè situati in Comuni piccoli, rurali e di montagna. Ma
andiamo con ordine. La norma, che rende inevitabile la soppressione nel giro di
tre anni delle piccole scuole, è stata inserita in un decreto legge sul
contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le
autonomie locali, che prevede, a rafforzare il piano di risparmi di spesa per
l'istruzione contabilizzata in circa 8 miliardi di euro in tre anni, il
commissariamento delle Regioni che non razionalizzano la rete scolastica. Si
tratta quindi di accorpare in una sola istituzione le scuole con meno di 500
alunni entro il 30 novembre di ogni anno e già a decorrere dall'anno scolastico
2009/2010. Il piano programmatico Tremonti-Gelmini
prevede poi la chiusura degli istituti con meno di 50 alunni, non pochi in
provincia di Sondrio. PER QUANTO RIGUARDA le scuole con meno di 500 alunni, il
quotidiano economico "Italia Oggi" nei giorni scorsi ha pubblicato
tutti gli istituti a rischio accorpamento. Sul territorio provinciale sarebbero
18, ma 5, dicevamo, potrebbero salvarsi. Sembra infatti che gli istituti
comprensivi di Cosio (495 alunni), Grosio (475), Grosotto (382), Sondalo (423)
e Talamona (379) potrebbero essere risparmiati, perchè in territori considerati
in qualche modo disagiati e per loro quindi potrebbe essere applicata una
deroga, fissando il parametro tra i 300 e i 500 iscritti. Per gli altri 13
invece non sembra ci sia scampo. Si tratta dell'Istituto alberghiero Zappa di
Bormio, che conta 357 studenti, e sempre in Alta Valle, anche la scuola media
Anzi di Bormio, con i suoi 481 alunni; il circolo didattico di Chiavenna (
491); a Morbegno il primo circolo didattico (451), l'Istituto tecnico
commerciale e per geometri Saraceno (451) e la la scuola media Ezio Vanoni
(496); a Tirano sulla lista nera compare la scuola media Trombini (395 alunni).
Ma è il capoluogo valtellinese la città più colpita dal provvedimento: sulla
lista nera le tre scuole medie (Ligari con 471 iscritti, Sassi-Torelli con 318
e Convitto Piazzi con 73), l'Istituto tecnico agrario (269 studenti), il terzo
circolo didattico di via IV Novembre (463 alunni) e il liceo scientifico
Donegani (395).
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
MONZA pag. 6 Applausi e fischi per il ministro Gelmini Incontri con studenti e prof a Monza e Carate FUORI i fischi,
gli striscioni e i fumogeni di protesta. Dentro il Binario 7 di Monza gli
applausi hanno accolto il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, che è arrivata puntuale alle 21
da Carate. La scorta di macchine è passata dall'ingresso secondario per
evitare ogni contatto con il gruppo di quasi 300 contestatori stretti da un
cordone di poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa. STUDENTI,
insegnanti delle scuole elementari di Monza, universitari della Statale
arrivati col treno da Milano, rappresentanti dei sindacati e dei comitati di
base hanno continuato per tutta la sera a urlare al megafono i loro cori contro
la riforma del sistema scolastico proprio mentre il ministro partecipava all'incontro
su invito organizzato da Forza Italia e dal Pdl sulla scuola italiana che
cambia. "Buffona buffona, venite fuori perché la scuola siamo noi",
lo slogan scandito da quanti non hanno gradito questa riunione
"privata". A sventolare anche le vecchie bandierine contro la riforma
Moratti, con il nome dell'attuale sindaco di Milano cancellato e sostituito con
quello del ministro in carica. Pesanti i disagi alla circolazione attorno
all'Urban center, poiché i manifestanti hanno bloccato anche una delle due corsie
della strada. Il ministro è arrivata in Brianza nel tardo pomeriggio di ieri
per incontrare gli studenti dell'associazione InPresa e del liceo Don Gnocchi,
due importanti realtà della scuola privata caratese. Anche qui contestazioni,
anche se più limitate: ad accogliere il ministro fuori dall'aula magna c'erano
in realtà solo una ventina di genitori con i rispettivi figli che hanno
scandito slogan e innalzato cartelloni a favore delle scuola pubblica e contro
gli annunciati tagli al personale. A porgere il benvenuto al ministro il
sindaco Marco Pipino e l'assessore regionale Massimo Ponzoni. TROPPO PICCOLA
l'aula magna della scuola per contenere tutti. Moderatore del dibattito Franco
Viganò, preside del Don Gnocchi: "Sono molto contenta - ha esordito il ministro
al termine degli interventi che hanno visto protagonisti anche i direttori
didattici di due scuole pubbliche della città - di essere qui a discutere con
voi in un dialogo aperto. In queste ultime settimane sto affrontando una serie
di incontri in tutta Italia proprio per chiarire i contenuti di questa riforma.
Sto lavorando anche per chi in questo momento mi contesta. La contestazione
serve solo a spostare i problemi che effettivamente stanno travagliano il mondo
della scuola". Marco Galvani Enrico Dallera e Gigi Baj.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
LA PAGINA DEI
LETTORI pag. 35 LA SCUOLA italiana, dall'asilo all'università, ha sfiduciato il
ministro Gelm... LA SCUOLA italiana, dall'asilo all'università, ha sfiduciato il ministro Gelmini e la sua riforma: mezzo milione di persone a Roma, trentamila a Milano,
cortei di migliaia di persone a Napoli, Genova, Catania, Bologna e Palermo non
hanno bisogno di troppi commenti. Il ministro Gelmini, confermando clamorosamente la sua inadeguatezza al posto che
occupa, afferma di non "capire" le ragioni della protesta.
Bene, allora che sia chiaro: la protesta è contro gli 8 miliardi di euro e i
130mila posti in meno nella scuola pubblica previsti dalla Finanziaria del
2008. Lettera firmata.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA LA SPEZIA pag.
4 SCUOLA in fermento anche alla Spezia. I sindacati organizzano oggi una
riunione, alle 16,... SCUOLA in fermento anche alla Spezia. I sindacati
organizzano oggi una riunione, alle 16,45 nell'auditorium dei geometri
"Cardarelli", per informare la cittadinanza sulle novità dei decreti Gelmini riguardanti la scuola. La riunione parlerà anche della
manifestazione di protesta in programma venerdì dalle 17 nel quartiere della
Pianta alla quale hanno dato l'adesione anche le organizzazioni dei lavoratori
della scuola. Manifestazione chiamata "Fuori orario" che inizierà con
un dibattito e proseguirà la sua notte bianca con una colorata protesta contro
la riforma. Si terrà in via Sardegna.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
SARZANA / LUNIGIANA pag.
13 CORSO di aggiornamento per genitori e docenti oggi alle 15,30 nell'Aula
Magn... CORSO di aggiornamento per genitori e docenti oggi alle 15,30 nell'Aula
Magna "Ranocchia" dell'istituto "Belmesseri" di Pontremoli.
"Stare a scuola e starci bene" è il tema degli incontri, organizzati
in collaborazione dall'AGe "Alice e Flavio" di Aulla e dall'Uciim
delle sezioni di Pontremoli e Villafranca. L'obiettivo è far dialogare famiglia
e scuola su tematiche di comune interesse, per creare una sinergia nell'educazione
dei figli che possa consentire loro di vivere nel modo migliore il periodo
delicato dell'adolescenza, e valorizzare il contributo della scuola nella
formazione. Un corso innovativo che crea laboratori e
assemblee condivise tra docenti e genitori, oltre alle produzione di un
documento finale frutto del lavoro fatto insieme per i figli/studenti. L'invito
è aperto a tutti. Il primo incontro è su "Leggiamo la riforma",
un'occasione per approfondire il Decreto Gelmini, coordinato dalla professore Chiara Mariotti.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità
Dilaga la protesta contro la Gelmini Lezioni in
piazza e occupazioni a Trieste. Alcuni istituti sgomberati in serata LA RIFORMA
DELLA SCUOLA Manifestazioni in tutto il paese per dire no al decreto che cambia
l'insegnamento Il ministro replica agli universitari: "Il piano non ha
niente a che vedere con voi" ROMA. Non conosce tregua la protesta contro la riforma
della scuola del ministro Mariastella Gelmini. Anche
ieri migliaia di studenti liceali e universitari sono scesi in piazza in tutta
Italia e per i prossimi giorni, in concomitanza con la discussione in
Parlamento del decreto 137 (che introduce il "maestro unico"), sono
annunciate occupazioni, autogestioni e assemblee. "Il 23 ottobre -
promette la Rete degli studenti - occuperemo le entrate delle scuole per
sbarrare la strada alla riforma e ai tagli". Sulla stessa linea l'Unione
degli studenti. Decreto bruciato a Milano. Ieri una copia del decreto Gelmini è stata bruciata davanti a palazzo Marino, sede del
Comune di Milano, dove oltre 200 studenti delle superiori hanno dato vita a un
sit-in. A Livorno almeno 8 mila studenti hanno partecipato a una manifestazione
che ha attraversato le vie del centro e a Pistoia altri 2 mila hanno sfilato
sventolando cartelli con gli slogan "Noi la crisi non la paghiamo" e
"Gelmini cambia lavoro". Scuole occupate.
Nuove scuole sono state occupate a Roma, Trieste, Imperia e a Prato dove un
preside ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Contestazioni anche a
Napoli dove gli alunni del liceo Genovesi, dopo aver tentato un'occupazione,
hanno indetto un'assemblea pubblica in piazza. Accolta al grido di
"Bocciata, bocciata" in una scuola di Carate Brianza, il ministro Gelmini sostiene: "La mia riforma non ha niente a che
vedere con l'università". Lezioni in piazza Montecitorio. Mentre un gruppo
di rettori lanciava al governo la proposta di "tagliare meno negli atenei
dove si spende meglio", è stata una nuova giornata di mobilitazioni anche
negli atenei di molte regioni. Alcune migliaia di universitari (15 mila secondo
gli organizzatori) hanno sfilato a Palermo portando a spalla una bara di
cartone e il rettore Giuseppe Silvestri, annunciando per oggi l'oscuramento del
sito dell'università e il blocco della didattica, si è schierato con gli
studenti. Fuori dalle aule, dunque, per sensibilizzare l'opinione pubblica: lo
ha deciso l'università romana La Sapienza che ha avviato, scegliendo come prima
"location" piazza Montecitorio, le lezioni di fisica all'aperto.
Proteste anche a Trieste. Dal canto suo il preside della facoltà di Scienze di
Trieste, Rinaldo Rui, ha tenuto una lezione di fisica in piazza Unità per
protestare contro i tagli della Finanziaria. Inoltre, nel capoluogo giuliano
sette scuole superiori sono state occupate per protestare contro la riforma Gelmini: il liceo scientifico Oberdan, l'istituto magistrale
Carducci, l'istituto nautico, i commerciali Carli e Sandrinelli, il classico
della minoranza slovena Preseren e l'artistico Nordio. Assemblee straordinarie
sono state invece indette in altri istituti. Alla protesta hanno anche
partecipato i precari e gli atipici dell'Osservatorio Geofisico Sperimentale
che hanno simbolicamente occupato la sede principale dell'ente. Poi, nel corso
della giornata, alcune delle scuole sono state sgomberate. Insorge il Pdl. I
consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia del Pdl Paolo Ciani e Piero
Tononi presenteranno alle autorità competenti una memoria dove indicheranno i
nomi di alcuni insegnanti di diversi istituti superiori (tra cui il liceo
classico "Dante Alighieri" di Trieste) che ieri mattina nel corso delle
manifestazioni di protesta "hanno minacciato di bocciare e penalizzare
quegli studenti che chiedevano invece il regolare svolgimento della
lezione". "Questo comportamento da parte di alcuni professori -
affermano Ciani e Tononi - è inaccettabile e se sarà confermato dovrà essere
perseguito dalla legge". Intanto, non si placa la polemica sulle classi
per immigrati. Come è noto, il Parlamento ha approvato la mozione presentata
dal leghista Cota e controfirmata dai deputati friulani del Pdl Gottardo e Di
Centa. Per Moretton, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, la mozione crea
le "premesse per parlare di apartheid". Notte bianca a Torino.
Lezioni "open air" infine anche a Genova per gli studenti del corso
di Storia della Russia e a Torino dove per oggi il movimento "No Gelmini" ha in programma la notte bianca. Mentre
l'astrofisica Margherita Hack terrà una lezione domani in piazza della Signoria
a Firenze. Oltre un migliaio di studenti dell'università di Padova ha poi
"festeggiato" con un corteo la sospensione della didattica in tutte
le facoltà decisa ieri dal Senato accademico per giovedì, dalle 10 alle 13. Una
cinquantina di studenti ha, invece, occupato simbolicamente il Rettorato
dell'Università Politecnica delle Marche ad Ancona. (m.v.).
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
SAN PIETRO IN CASALE
pag. 23 Se il maestro è già digitale San Pietro, anticipata
la sperimentazione Gelmini
? SAN PIETRO IN CASALE ? LAVAGNE DIGITALI interattive, alunni che utilizzano
computer portatili, lezioni registrate da un sistema audio-video. 'L'aula
digitale per tutti' è già una realtà a San Pietro in Casale. Prima ancora che
il ministro Gelmini la
proponesse nelle scuola, la fondazione onlus Asphi, insieme all'istituto
comprensivo, stavano già studiando come realizzarla. Giovedì ci sarà la
presentazione ufficiale. Il progetto intende valorizzare tutte le potenzialità
che derivano da un uso delle tecnologie informatiche e della comunicazione.
L'obiettivo è favorire l'integrazione degli alunni disabili e stranieri
attraverso l'uso delle tecnologie. La lavagna interattiva funziona accoppiata a
un computer portatile e a un proiettore multimediale. Consente di svolgere
lezioni utilizzando contenuti audio, video, immagini, mappe, manipolabili
toccando lo schermo. A TUTTO QUESTO si aggiungono collegamenti a distanza tra
scuole e tra soggetti e istituzioni diverse. Asphi ha scelto di operare in una
cittadina della provincia, a dimostrazione che il "mondo può essere a
portata di clic" anche per quanto riguarda la vita scolastica. Il progetto
è stato realizzato grazie al contributo di Confindustria servizi innovativi e
tecnologici, e coinvolge le classi dell'istituto comprensivo San Pietro in
Casale - scuola media Bagnoli. Asphi, che ha sede via Arienti 6 a Bologna (Info
051 277830 o www.aphi.it), nasce da una scommessa: mettere in grado i non
vedenti, fornendo loro gli opportuni ausili, di svolgere professioni
informatiche qualificate. A SAN PIETRO, Asphi sottolinea che l'intento è
"mettere la scuola al centro del proprio territorio coinvolgendo studenti,
insegnanti, famigliari e anche le risorse culturali extrascolastiche. Si
intendono valorizzare le competenze degli insegnanti fornendo loro strumenti
innovativi". Durante il corso di formazione, infatti, i docenti per
rendersi conto dell'approccio che può avere uno studente disabile hanno
indossato, ad esempio, occhiali scuri per simulare il problema di un alunno non
vedente. L'insegnante con lavagna interattiva multimediale svolge una lezione
digitale, cioè caratterizzata da più codici comunicativi. LA LEZIONE è
caratterizzata da aspetti posturali e dall'uso di immagini, suoni, video, testi
digitalizzati. Particolare attenzione viene posta nella scelta dei materiali e
oggetti digitali nel rispetto dei criteri di accessibilità per le specifiche
esigenze di ogni studente. Tutti i file usati nella lezione costituiscono gli
allegati. Inoltre, lo svolgimento della lezione può essere registrato e salvato
immediatamente in formato digitale. Matteo Radogna.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACHE pag. 13 I
rettori si appellano al Governo "Meno tagli a chi spende bene" I
magnifici dell'Aquis: patto coi ministeri di Economia e Istruzione di DONATELLA
BARBETTA ? ROMA ? ANCHE I RETTORI fanno sentire la loro voce. E si rivolgono
direttamente al Governo, mettendo sul tavolo una proposta precisa: meno tagli
ai più bravi, a chi spende bene. I magnifici aderenti all'Aquis (Associazione
per la qualità delle università italiane statali) sperano nella trattativa. In
caso contrario, avvertono, "sarà chiara la volontà di penalizzare anche
gli atenei più aperti al cambiamento" e dunque i rettori "saranno
costretti ad assumere tutte le iniziative necessarie per evitare la catastrofe
dell'intero sistema universitario pubblico del Paese". Come sarà presa la
mossa dei numeri uno degli atenei? Oggi presenteranno il loro piano, intanto
fanno sapere di essere pronti a mettersi in discussione, "all'insegna
della trasparenza e dell'obiettività", disponibili a confrontarsi con
esperti dei ministeri dell'Economia e delle Finanze sui bilanci e sui criteri
di gestione, "superando ogni forma di autoreferenzialità". All'Aquis
aderiscono gli atenei di Bologna, Modena e Reggio Emilia, Padova, Trento, Roma
Tor Vergata, Verona, Torino Politecnico, Chieti-Pescara e del Salento. E ancora
l'Università Politecnica delle Marche, l'Università della Calabria, il
Politecnico di Milano, Milano Bicocca. MA NON È TUTTO, forniscono anche lo
strumento che faccia da ponte: la stipula di un 'Patto di stabilità' con i
dicasteri, in cui vengano sottoscritti accordi di programma delle singole
università. Ed ecco il premio: meno riduzioni di finanziamenti per gli atenei
virtuosi, che spendono meglio. Le intese, infatti, sottolineano i rettori,
dovranno prevedere una riduzione dei tagli per chi si impegna ad attuare una
riqualificazione della spesa, comprendendo quella per la docenza e il
personale, e garantendo il mantenimento di un pareggio di bilancio nel medio
periodo. OGNI università concorderà con i due ministeri obiettivi da
raggiungere per migliorare le proprie performance in materia di didattica,
ricerca e gestione. Un percorso che dovrà seguire principi che assicurino,
"una qualità certificata da parametri obiettivi e procedure innovative nel
reclutamento dei propri docenti, soprattutto dei giovani; una disponibilità a
rivedere la distribuzione a livello regionale o macroregionale dell'offerta
formativa; l'impegno a modificare il proprio assetto di governance interno
attraverso una netta separazione tra funzioni di indirizzo e di gestione; la
disponibilità a negoziare con i ministeri dell'Economia e dell'Istruzione
modalità nuove di definizione dei livelli e dei criteri per la contribuzione
studentesca". INTANTO il ministro Mariastella Gelmini per dare i voti alle università
pensa alla nascita di una nuova agenzia di valutazione, che sarà messa a punto
da una commissione di sei saggi: Luigi Biggeri, Franco Cuccurullo, Roberto Cingolani,
Francesco Giavazzi, Antonello Masìa e Tito Varrone. Ma prima di arrivare
alla pagella occorrerà trovare un punto d'incontro.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACHE pag. 13
Ieri lezioni in piazza E giovedì occupazioni PROTESTA A MACCHIA D'OLIO ? ROMA ?
LEZIONI di fisica in piazza a Roma, blocco della didattica a Palermo,
occupazione del rettorato al politecnico di Ancona: un coro di "no"
si è levato anche ieri dalle università italiane, accomunando spesso studenti e
professori. Ma il ministro Gelmini liquida il dissenso parlando di "polemiche strumentali"
visto che ? sostiene ? il provvedimento da lei varato "non riguarda gli
atenei". Fuori dalle aule per sensibilizzare l'opinione pubblica. Lo ha
deciso l'università romana La Sapienza che ha avviato, scegliendo come prima
'location' piazza Montecitorio, le lezioni di fisica in piazza: due
lavagne si sono riempite di formule di meccanica relativistica e il professore,
Omar Benhar, in piedi circondato dagli studenti, ha tenuto la sua lezione,
senza microfono né megafono. Lezione universitaria all'aperto anche a Genova,
sui gradini della Chiesa dell'Annunziata. E pure Trieste ha scelto la lezione
in piazza: l'ha tenuta il preside di Scienze, Rinaldo Rui. Occupato anche il
plesso didattico di viale Morgagni a Firenze, dove domani è in programma una
lezione in piazza di Margherita Hack. E gli studenti degli istituti annunciano
occupazioni, autogestioni e assemblee permanenti, dal Nord al Sud. "Il 23
ottobre ? promette la Rete degli studenti ? occuperemo le entrate delle nostre
scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la nostra
creatività e voglia di cambiamento". Sulla stessa linea l'Unione degli
studenti, al grido 'Provate a fermarci'. Ieri una copia del decreto Gelmini è stata bruciata a Milano, davanti a Palazzo Marino,
dove oltre 200 studenti delle superiori hanno dato vita a un sit-in.
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pontedera
Incontro a Perignano sugli effetti della Gelmini LARI. Domani
alle 21 a Perignano nell'aula magna della media "Pirandello" si
svolgerà un incontro su "La scuola pubblica del futuro: quali cambiamenti.
Informazioni, confronti e dibattito sul "decreto Gelmini".
L'incontro, promosso dal Comune e dai genitori del consiglio d'istituto" è
rivolto ai genitori, a insegnanti e cittadini: un'opportunità per approfondire insieme
agli esperti del settore, i cambiamenti che interesseranno il mondo della
scuola a seguito dell'approvazione delle recenti disposizioni normative.
Interverranno: Enzo Catarsi - docente di pedagogia generale, facoltà di scienze
della formazione, università di Firenze, Rosa Dello Sbarba, assessore pubblica
istruzione, Provincia di Pisa, Ivan Mencacci sindaco del Comune di Lari,
Maurizio Dario, dirigente scolastico istituto comprensivo di Lari, Marzio
Caroti assessore alla pubblica istruzione del Comune di Lari.
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pontedera Occupato
il liceo: salveremo la scuola Protesta infuocata anche a
Pomarance contro la riforma Gelmini VOLTERRA. Assemblea infuocata al Carducci contro la riforma Gelmini. Con meno di 500 alunni si perde
l'autonomia scolastica e a Volterra sia il Carducci che il Niccolini sfiorano
il vincolo numerico stabilito dal ministro, ma non lo raggiungono. I
ragazzi discutono, protestano, argomentano. E si organizzano. Il 30 ottobre ci
sarà una grande manifestazione studentesca a Volterra. E da oggi il Carducci è
occupato, stessa sorte per l'istituto tecnico a Pomarance. In un salone gremito
gli studenti del Carducci si sono confrontati sul problema scuola. All'ordine
del giorno i tagli all'istruzione, otto miliardi in meno da qui al 2012. Si è
parlato di Università, di diritto allo studio, ma anche dei riflessi a livello
locale, che rischiano di "strozzare" le superiori a Volterra.
Infatti, l piano Gelmini ha definito "una buona
percentuale" delle scuole funzionanti, "tra il quindici e il 20 per
cento, non legittimato a funzionare come istituzione autonoma", poiché non
raggiungono i 500 alunni. Tra queste rientrerebbero, in base ai numeri, i due
istituti volterrani. Caldo il dibattito sulle forme di protesta da mettere in
atto. Occupazione, manifestazioni di protesta, autogestione. Il professor
Alessandro Bertini ha rivolto ai ragazzi un invito al senso di responsabilità e
alla maturazione della consapevolezza sui problemi. A microfoni spenti aggiunge
amareggiato: "Va rispettato il contesto di questa zona, vasta e disagiata.
Non si può trattare tutto con parametri aziendali e vincoli numerici".
Chiara anche la professoressa Michelotti: "L'occupazione si è ormai svuotata
dei significati originari, ma esistono altre valide forme di protesta, comunque
efficaci, quali l'autogestione. L'ideale sarebbe una grande manifestazione che
coinvolga tutti, dai bimbi della materna ai licei, aprendosi ai genitori e al
sostegno della popolazione locale". Intanto non sta con le mani in mano la
preside, Maria Franca Cagliata, che nei prossimi giorni avrà un incontro col
direttore regionale Angotti, già determinante per la risoluzione dei problemi
del Classico lo scorso anno. "Stiamo anche vagliando strategie comuni
assieme all'istituto Niccolini e alle istituzioni locali, per la promozione
delle scuole e del diritto all'istruzione nella zona, messo a dura prova anche
dalla difficoltà nelle comunicazioni". La preside non esclude, se la
situazione dovesse complicarsi, eventuali altri interventi: "Andrò a Roma,
se necessario". Marco Buselli.
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Prato Il classico
snobba il preside e occupa Nespoli minaccia il cinque in condotta ma solo il
Rodari ritratta Una lettera alla questura per chiedere controlli "Ci può essere
il rischio di gravi infortuni e di uso della droga" FRANCESCA GORI PRATO.
Un'operazione riuscita soltanto a metà. Sia che la si guardi con gli occhi
degli studenti che ieri mattina avevano deciso di occupare il Rodari e il
Cicognini, sia che la si guardi con quelli del preside Luigi Nespoli che già
dal mattino aveva detto che queste occupazioni non s'avevano da fare,
minacciando cinque in condotta e proponendo "amnistie disciplinari"
agli occupanti. Al liceo psicopedagogico il preside ha avuto la meglio. Al
classico no: da ieri sera è occupato. La lunga giornata delle scuole pratesi è
iniziata ieri mattina al suono della campanella. Ma i momenti più difficili
sono stati vissuti dagli studenti dei due licei guidati da Luigi Nespoli. Che
da qualche giorno aveva fatto sapere, a suon di circolari, che la sua
contrarietà all'occupazione era inamovibile. Ieri mattina il preside ha preso
carta (quella intestata dei due licei, con il simbolo della porta da rugby e la
palla ovale in meta) e penna e ha scritto alle istituzioni: dalla Procura al
Ministro degli Interni per spiegare che, la presenza nella scuola degli
occupanti avrebbe potuto causare "ferimenti e morti accidentali"
aggiungendo anche che "è noto che si occupa di notte per lo spaccio e
l'uso di stupefacenti", invitando quindi le forze dell'ordine a sgomberare
gli edifici o comunque a presentarsi in divisa, "in numero congruo dalle
18 alle 7", e aggiungendo che "se si dovessero verificare incidenti,
la latitanza dello Stato sarebbe da considerare molto grave". Un allarme,
quello lanciato dal preside, che è stato accolto da Riccardo Mazzoni, deputato
del Pdl. "Il Governo ha il dovere di dare una risposta immediata, efficace
ed equilibrata alla richiesta di legalità che viene dal mondo della scuola - ha
detto - che non si riconosce nella demagogica contestazione alla riforma Gelmini". Mentre oggi Mazzoni presenterà
un'interrogazione urgente al ministro dell'Interno, per sapere quali misure
intende prendere per consentire alla maggioranza degli studenti di tornare in
aula, la controproposta di Nespoli è arrivata agli studenti nel pomeriggio: a
lezione le prime tre ore, senza interrogazioni né compiti in classe e assemblee
autogestite fino alle 18. Formula questa, che salvaguarderebbe "sei giorni
di festa per Ognissanti, Pasqua, Natale e per le Ceneri" e prevederebbe
l'amnistia dei provvedimenti disciplinari. Gli studenti del Rodari hanno
accettato la proposta. Ma quelli del classico Cicognini hanno detto no. E già
nel tardo pomeriggio dopo ore di assemblee, di decisioni e di ritorni sui loro
passi, hanno srotolato gli striscioni: scuola occupata. E hanno protestato
contro la Gelmini in latino,
chiedendole "Quo usque tandem Gelmini abutere patientia nostra?" (fino a quando la Gelmini abuserà della nostra pazienza?).
Pazienza che comunque gli studenti del classico hanno dimostrato avere. Tanto
che, quando il preside si è presentato al Cicognini per convincerli ad
andarsene pensando che in via Baldanzi gli studenti avrebbero levato le tende
come i colleghi di via Galcianese, si è trovato di fronte un muro di
gomma. "Non è giusto che io che sono figlio di operai - ha detto uno
studente - non debba avere le stesse possibilità di altri ragazzi e frequentare
l'università". Perché la battaglia contro il decreto Gelmini
è la battaglia contro la riforma dell'università, che tocca da vicino chi
frequenta i licei. "Non entro nel merito della riforma - spiega Nespoli -
ma agli studenti ho proposto un'amnistia delle sanzioni disciplinari che
saranno prese nei loro confronti se andranno avanti con l'occupazione. E che
saranno sanzioni precise, umane, calibrate a fatti concreti". Ma anche di
fronte alla possibilità del temuto cinque in condotta, la protesta che a Prato
ha ricompattato le scuole è andata avanti lo stesso. E proprio oggi, per
sostenere gli studenti del Rodari e del Cicognini, arriveranno dalle altre
scuole un centinaio di studenti in segno di solidarietà.
( da "Repubblica, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Firenze
Quasi tutte le facoltà fiorentine hanno deciso la protesta. A Prato il preside
del Cicognini chiede l'intervento della polizia Università tutta occupata
Manifestazione regionale a Firenze contro il ministro Gelmini Dalle scuole superiori
all'università: le occupazioni non si fermano. Da ieri a Firenze la protesta,
che già sta infiammando diverse facoltà tra cui Scienze, Agraria, Matematica,
si è estesa anche ad Architettura, a Scienze della Formazione, al plesso di
viale Morgagni (dove l'occupazione è passata non senza polemiche da parte dei
giovani di Forza Italia). Un fronte sempre più compatto, in vista della
manifestazione regionale di oggi che vedrà sfilare insieme, qui nel capoluogo
toscano, i tre atenei di Firenze, Pisa e Siena, ai quali si aggiungeranno anche
gli studenti delle superiori: in piazza San Marco, alle 9.30, sono attese
migliaia di persone. "Non tagliateci il futuro" è lo slogan della
protesta; altrimenti, mandano a dire i ricercatori, saremo costretti ad andare
all'estero: che è anche il messaggio della performance-provocazione andata in
scena ieri nel centro fiorentino: ricercatori travestiti da cervelli in fuga da
piazza Signoria a piazza Repubblica. Ma intanto a Prato, l'occupazione del
liceo Cicognini manda su tutte le furie il preside che sollecita l'intervento
delle forze dell'ordine. RAU A PAGINA VII.
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Prato LETTERE E
INTERVENTI SCUOLA/1 Fantasia e logica ma basta occupazione Sono il padre di un
alunno di una scuola superiore di Prato e lavoro come insegnante in una scuola
elementare. Personalmente ritengo che con i provvedimenti
di riforma emanati dal ministro Gelmini e dal governo in generale la scuola italiana, andrà di male in
peggio. Non è l'obiettivo di questa breve lettera evidenziare tutte le
"novità" dannose, dalla scuola dell'infanzia all'università,
riconducibili al criterio di togliere risorse economiche in un settore che non
produce effetti sul Pil. Mio figlio sa che sto cercando di informarmi
sempre meglio su questa riforma globale, anche lui cerca di fare lo stesso per
quanto riguarda scuole superiori e università. Siamo d'accordo e allora mi
chiede consigli per la loro lotta. A me sta a cuore la scuola italiana e quindi
il consiglio che ho dato a lui lo voglio dare a tutti gli studenti. Tutte le
scuole superiori di Prato stanno protestando, molte di loro sono occupate. Ciò
mi ha fatto piacere, ha rivalutato la mia idea circa gli studenti di oggi, che
mi erano apparsi, durante i quattro anni passati come genitore, molto meno
sensibili nei confronti dei problemi della scuola e della società, rispetto a
quanto eravamo noi alla nostra età. Il consiglio che vi do è questo: mettete
nella vostra protesta un pizzico di logica e uno di fantasia. Un pizzico di
logica: non è sostenibile continuare la lotta con l'occupazione delle scuole.
Fino a quando? Anche a Prato, in certe zone i docenti e i genitori hanno già
preso posizione, altri lo stanno facendo, non è una cosa facile, occorre prima
informare, ed è un'operazione lunga e difficile. La grande maggioranza dei
sindacati della scuola ha indetto lo sciopero del personale della scuola per il
30 ottobre. Mancano dieci giorni. Continuerete ad occupare fino a quella data?
Continuerete ad occupare ad oltranza fino a quando il ministro o il governo o
il Parlamento vorranno fare marcia indietro? Non siamo in una fabbrica, in cui
il padrone vede direttamente gli operai in agitazione, e ogni giorno di
sciopero gli reca un danno economico. Chi vuole lottare contro questa riforma
ha davanti a se un lungo periodo di lotta. Un pizzico di fantasia: moltiplicate
le forme di lotta, abbandonando l'occupazione. è deleterio continuare a
rifiutare la possibilità di frequentare le lezioni e di ricominciare a
imparare. Ci sono tante idee per arricchire la protesta: innanzitutto il
coordinamento tra i vostri rappresentanti, email o lettere al Presidente della
Repubblica e del consiglio, al ministro, ai parlamentari eletti dai pratesi,
raccolte di firme, articoli sui giornali, programmi su tv locali,
manifestazioni in città. Coinvolgete i presidi nell'organizzazione delle vostre
iniziative: chi si intende di scuola e ha a cuore la scuola italiana non può
approvare questa riforma. In questi giorni è circolata più volte, su siti,
blog, volantini, la foto di una lavagna su cui qualche alunno, dopo un anno di
fatica, ha scritto "la scuola è finita". Cerchiamo tutti insieme di
cancellare quella scritta. Voglio concludere allora con il verso di una poesia
di Rodari: "per cancellarla senza pietà, gomma abbastanza si
troverà?" Simone Puggelli SCUOLA/2 Minoranze chiassose e il dovere di
studiare Come quasi ogni autunno e a ogni accenno di riforma scolastica tornano
le manifestazioni, le proteste, le occupazioni delle scuole. Le ragioni di
parte di maestri e insegnanti si uniscono a demagogiche campagne di propaganda
politica e alla naturale vivacità di una minoranza degli studenti. Ne fa le
spese oggi la riforma del ministro Gelmini così come
ne fece le spese qualche anno fa quella del ministro del centrosinistra Luigi
Berlinguer. Perché, in sostanza, più che le idee e il confronto si saldano
conservatorismi vari. Da quelli delle centrali sindacali a quelli di una
sinistra velleitaria, parolaia ma incapace di offrire qualsiasi tipo di
proposta avanzata, alle rendite di posizione dei dipendenti della scuola
votati, sempre, a difendere l'immobilità del sistema scolastico italiano. E'
chiaro che non tutte le opzioni della Gelmini appaiono
condivisibili ma la discussione si deve aprire sul merito non con i trancianti
giudizi catastrofisti che si agitano oggi nelle piazze e nelle scuole.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al preside Nespoli, ed evidenziamo due
aspetti: 1)la minoranza chiassosa che occupa gli istituti scolastici toglie il
diritto di studiare agli allievi che lo vogliono esercitare liberamente; 2)che
il primo dovere di ogni studente è quello di studiare, studiare e studiare.
Specialmente a Prato, una delle ultime città italiane in quanto a
scolarizzazione superiore, appare il primo obiettivo da raggiungere.
Assciazione radicale "Liberamente" segretario Vittorio Giugni
SOCIALISTI Brunetta, basta con le sceneggiate Brunetta abbaia a comando, ad uso
e consumo delle strategie comunicative del monarca delle televisioni, dei media
e ormai del Paese. Brunetta infiamma la platea dichiarandosi socialista e uomo
libero, mentre però se ne sta al guinzaglio del capo. Il monarca quindi da una
parte suggestiona con abbaiate socialiste e dall'altra scarica sui cittadini i
debiti dell'Alitalia, smonta la scuola pubblica dalle elementari alle
università, modella il sistema giudiziario secondo le sue convenienze, rischia
di eccedere nel processo federale fino a negare il principio di sussidiarietà,
acuisce il conflitto interculturale introducendo classi omogenee per etnie e
privilegiando la provenienza territoriale degli insegnanti. La distanza tra il
monarca e lo spirito e la cultura socialista è totale. Quindi caro Brunetta
basta con sceneggiate "socialisteggianti" usate solo per aizzare il
tuo popolo all'assalto del Municipio. Alessandro Michelozzi Segretario Partito
Socialista.
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Prato La Prefettura
consiglia di portare pazienza PRATO. L'agitazione degli studenti delle scuole
medie superiori non preoccupa più di tanto i vertici delle forze dell'ordine e
la Prefettura. Ieri mattina si è riunito il Comitato provinciale per l'ordine
pubblico e l'argomento dell'occupazione delle scuole è stato affrontato, ma
solo in coda con parole di circostanza. A mettere in guardia la Prefettura ci
ha pensato il preside del Cicognini-Rodari, Luigi Nespoli, che successivamente
ha voluto incontrare il prefetto Maffei per ribadire la sua contrarietà alle
iniziative degli studenti e ha chiesto alle forze dell'ordine di vigilare. Ma
gli stessi studenti del Cicognini hanno poi inviato al prefetto un documento in
cui assicurano che nel corso dell'occupazione verranno rispettati i diritti di
tutti e niente sarà danneggiato. In sostanza al preside Nespoli è stato
consigliato di portare pazienza, tenuto conto che la situazione delle scuole di
Prato è perfettamente identica a quella di quasi tutte le scuole italiane, dove
da giorni gli studenti contestano con occupazioni, manifestazione
e autogestioni la riforma del ministro Gelmini. Gli uomini della Digos, com'è prassi in queste occasioni,
vigilano discretamente su quello che succede dentro e fuori dalle scuole
occupate, ma non è in discussione, almeno per il momento, un intervento più
deciso per sgomberare il liceo classico Cicognini, come chiede il preside
Nespoli. Se poi l'occupazione delle scuole dovesse prolungarsi oltre i
termini generalmente tollerati, allora la questione sarebbe di nuovo esaminata
dalla Prefettura.
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Prato Monta la
protesta anti-Gelmini Si fermano Copernico,
Cicognini, Dagomari e Marconi Riprendono le lezioni al Buzzi e pausa di
riflessione al Rodari PRATO. La mappa degli istituti superiori pratesi
occupati, sembra ormai una battaglia navale, dove le scuole sono le navi e gli
studenti i soldati sul fronte, tutti arruolati contro la Riforma Gelmini. Ieri hanno occupato
anche il liceo Copernico e il liceo Cicognini, l'istituto tecnico commerciale e
per geometri Gramsci Keynes, il Dagomari e il Marconi. Restano in autogestione
il Datini, il Livi e l'istituto d'Arte di Montemurlo. Incerta ancora la
situazione del Rodari - al momento su suggerimento del preside - in pausa di
riflessione. Il Buzzi concluderà l'occupazione oggi. "Stiamo organizzando
una manifestazione - spiega il rappresentante dell'Itis Buzzi Filippo
Pelagatti- ma per l'occupazione una settimana è stata più che sufficiente. Non
vogliamo togliere tempo allo svolgimento delle lezioni, non è questo il motivo
della protesta, la nostra è una battaglia per la scuola". L'occupazione
tuttavia è stata causa anche di dissapori, oltre alla querelle ancora in atto
tra il preside e gli alunni del Cicognini Rodari, la situazione si è fatta
critica anche al liceo Livi, dove la preside Maria Assunta Guadagni, contraria
all'autogestione in corso, ha chiesto ai ragazzi di assumersi la
responsabilità. "La preside ci ha chiesto 20 firme per l'autogestione-
spiegano i rappresentanti del Livi- ci ha detto che si tratta comunque di
un'attività illegale e dell'interruzione di un pubblico servizio. Dice che dobbiamo
assumerci la responsabilità dei minori che vengono a scuola la mattina. Ci
sembra assurdo. A questo punto avrebbe più senso occupare. Stiamo valutando
cosa fare". Le scuole, nonostante i casi specifici e le forme di protesta
adottate, stanno comunque conservando una linea comune. Ieri alle 17 i
rappresentati degli istituti in occupazione e autogestione si sono incontrati
per fare un primo bilancio sulla protesta e confrontarsi. Ad accogliergli fuori
dal Copernico uno striscione con su scritto "Né rosso, né nero. La cultura
è la nostra bandiera". Uno slogan che senza dubbia testimonia la volontà
super partes dei ragazzi di difendere il loro futuro scolastico più che la loro
ideologia. "Abbiamo cominciato l'occupazione senza difficoltà - spiega un
rappresentante del Copernico - avevano 852 voti favorevoli. In questi giorni
abbiamo in programma cineforum, incontri sulla musica di protesta sia di destra
che di sinistra, momenti di analisi del decreto Gelmini.
Anzi abbiamo personalmente interrogato le matricole sull'argomento per
attestarne la loro conoscenza". Miriam Monteleone.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Dal martedì al
venerdì su Raitre dalle 23.20. Squadra e spirito identici. Il primo ospite sarà
Richard Gere Serena Dandini con licenza di satira Da stasera ricomincia
"Parla con me", formato striscia serale ROMA. Le interviste di Serena
Dandini sul divano rosso a scrittori, filosofi, giornalisti, attori, saranno
inaugurate da Richard Gere; e poi Dario Vergassola presentatore ombra munito di
divano-trolley; le parodie di Caterina Guzzanti e Neri Marcorè e soprattutto
l'ironia sui fatti del giorno, in nome della "libertà di satira che c'è
sempre fino a prova contraria": torna da stasera Parla con me, quest'anno
in versione quotidiana, dal martedì al venerdì su Raitre intorno alle 23.20.
"È una sfida - premette la Dandini in conferenza stampa - perché partiamo
a un orario variabile, ma a mezzanotte in punto deve iniziare Linea notte: come
la carrozza di Cenerentola si trasforma in zucca, così il nostro divano si
tramuterà in cetriolo. E poi è difficile andare in onda quattro giorni di
seguito, contro il mondo intero, da Porta a Porta a Matrix alle Iene. Almeno
non ci scontriamo con l'Isola dei famosi. Comunque non importa: gli ascolti per
la Rai a quell'ora li fa tutti Vespa". La striscia di Parla con me si
inserisce infatti nella rivoluzione del palinsesto di Raitre, con la
ridefinizione della seconda serata e l'esordio della "night line" del
Tg3, partita l'altro ieri. Cuore del programma resteranno le interviste:
stasera tocca a Gere che, annuncia la Dandini, "parlerà delle elezioni
americane, ma anche in generale della situazione negli Stati Uniti e nel
mondo". Domani arriverà lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, giovedì
il direttore generale della Luiss Pierluigi Celli. "Ma ci saranno anche
ospiti non famosi come docenti universitari - annuncia Andrea Salerno, uno
degli autori - per approfondire i temi con precisione". A Vergassola il
ruolo del presentatore ombra, con tanto di divano rosso trolley per le
interviste in esterna e un suo giornale, il Corriere della Sere; a Marcorè
quello di battitore libero con i suoi personaggi. "Con Daniele Capezzone -
spiega la Dandini - ci farà entrare nel mondo fatato della maggioranza, che noi
non conosciamo. E poi con Gianni Riotta ci spiegherà le elezioni
americane". Confermati anche Ascanio Celestini, Andrea Rivera con le sue
incursioni al citofono e le sue provocazioni (ieri si è limitato a indossare
una t-shirt con la scritta E adesso ammazzateci tutti, lo slogan dei ragazzi di
Locri), il contrappunto musicale della Banda Osiris. New entry Lillo&Greg,
che faranno Greg Anatomy's, parodia del telefilm cult Grey's Anatomy per
proporre in pillole quotidiane le nuove frontiere della chirurgia plastica;
Caterina Guzzanti, che domani si esibirà in un'intervista doppia al ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini e alla candidata repubblicana alla vicepresidenza Usa Sarah
Palin; il blogger Diego Bianchi, in arte Zoro, "che ci guiderà - annuncia
la Dandini - in un viaggio nel ventre molle della sinistra"; Paola
Minaccioni (che imiterà tra l'altro il ministro della Gioventù Giorgia Meloni)
e Federica Cifola. Il tutto registrato a ridosso della messa in onda,
"per non perdere freschezza", in nome della satira sull'attualità.
( da "Repubblica, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Firenze
Da Architettura al plesso Morgagni: la protesta conquista altre facoltà
Occupazioni a raffica l'ateneo s'infiamma Firenze, Pisa, Siena: oggi tutti in
corteo Partenza da San Marco. Domani Margherita Hack farà lezione in piazza
Signoria GAIA RAU Finita le occupazioni nelle scuole superiori, la protesta si
allarga alle facoltà: dopo Scienze, Agraria, Scienze Politiche e Matematica,
sono da ieri occupate anche Architettura (sede di Santa Verdiana), Scienze
della Formazione in via del Parione e il plesso didattico di viale Morgagni,
che ospita aule di Ingegneria, Farmacia, Scienze e Medicina. Gli studenti di
Psicologia hanno invece stabilito di non interrompere le lezioni ma di
autogestire l'aula 12 trasformandola in un laboratorio permanente contro la
legge 133. E' il risultato di una serie di assemblee che si sono svolte nelle
varie facoltà, non senza alcune polemiche. In viale Morgagni il blocco della
didattica è stato infatti deciso non a votazione ma "ad
acclamazione". "Al termine di una serie di interventi tutti a
sostegno della protesta, il moderatore ha ritenuto che l'orientamento generale
dell'assemblea fosse a favore dell'occupazione, e il suo annuncio è stato
accolto da un lunghissimo applauso", spiegano rappresentanti degli
Studenti di Sinistra. Mentre i Giovani di Forza Italia parlano di
"occupazione imposta": "Durante l'assemblea l'intervento di un
nostro rappresentante, contrario alla protesta, è stato accolto da applausi,
segno che non tutti volevano occupare". Dovrebbe invece finire oggi
l'occupazione negli istituti fiorentini che sabato avevano deciso di
posticipare il ritorno sui banchi. La Procura, intanto, ha affidato ai
Carabinieri l'indagine per occupazione e interruzione di pubblico servizio
aperta dopo la segnalazione di sei presidi. "Ma la nostra protesta non
finisce qui, e insieme agli universitari, ai docenti e ai
genitori studieremo altre forme di lotta contro la 133 e il decreto Gelmini", ribadiscono i ragazzi del
coordinamento. A cominciare da oggi, quando anche gli studenti medi
parteciperanno alla manifestazione regionale indetta da Flc-Cgil, Cisl
Università, Fir Cisl, Uil Pa Ur insieme a lavoratori dell'Università, degli
Enti di Ricerca e dell'Afam. Il corteo, che partirà alle 10 da piazza
San Marco, passerà sotto le sedi di Ateneo, Provincia, Regione e Comune, per
terminare con un'assemblea in piazza Santissima Annunziata. "Il percorso
rappresenta simbolicamente la richiesta che il mondo della ricerca toscano
rivolge alle proprie istituzioni locali, affinché ci sia una netta presa di
posizione in difesa del ruolo pubblico della ricerca e della formazione".
Contro i tagli scenderà in campo anche l'astrofisica Margherita Hack, che
domani terrà in piazza della Signoria una lezione organizzata dagli Studenti di
sinistra per poi partecipare, giovedì, a un dibattito al Polo di Sesto. A
Livorno e a Pistoia si sono svolte ieri manifestazioni che hanno visto sfilare
rispettivamente 8 mila e 2 mila persone. A Pisa, gli studenti di Lettere hanno
occupato l'aula multimediale di Palazzo Ricci. A Siena, infine, giovedì sera
fiaccolata per la scuola e l'università.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-10-21 - pag: 19 autore: Ricerca,
l'Italia in testacoda Prima nella Ue per potenzialità, è ultima per
attrattività degli stranieri di Salvatore Settis u Continua da pagina 1 I
risultati del Consiglio europeo delle ricerche (Erc) sono un'allarmante cartina
al tornasole. Erc è la nuova agenzia diricerca dell'Unione Europea, che per
distribuire i suoi 7,5 miliardi ha adottato una metodologia interamente basata
sul talento degli studiosi e sul merito delle loro idee. Il primo bando,
riservato ai ricercatori più giovani (con un tetto di 2,5 milioni a persona),
si è chiuso qualche mese fa; il secondo, per gli studiosi più avanti in
carriera (con un tetto di 3,5 milioni) si è chiuso in questi giorni. Quali i
risultati italiani? Sia negli starting grants per i più giovani che negli
advanced grants, l'Italia è stata prima per numero delle domande (1.760 su
9.167 nel primo caso (19,2%), 327 su 2.167 nel secondo (15%): sicuro indicatore
che il Paese abbonda di ricercatori di ogni età, ma anche che essi disperano di
trovare in patria i finanziamenti necessari. Ma quante domande hanno avuto
successo? Negli starting grants, i vincitori italiani sono 35, al secondo posto
dopo la Germania, precedendo Gran Bretagna, Francia e Spagna; è dunque chiaro
che l'Italia ha offerto a questi studiosi (età media: 35 anni) adeguata
formazione e ambCiente di ricerca. Se però si guarda alle sedi di lavoro scelte
dai vincitori, l'Italia precipita al quinto posto. Dei 35 vincitori italiani,
solo 23 resteranno in patria, gli altri (coi loro fondi europei) preferiscono
altri Paesi con migliori strutture di ricerca; e dall'estero in Italia arrivano
solo due polacchi e un norvegese. Al contrario, in Gran Bretagna restano 24
vincitori su 29, ma se ne aggiungono 35 da altri Paesi (6 dall'Italia); in
Francia restano 26 vincitori su 32, ma ne arrivano altri 12 (2 dall'Italia).
Negli advanced grants, i risultati italiani sono ancor più preoccupanti. Prima
come numero di domande, l'Italia è al quarto posto per il successo (23
vincitori), dietro Gran Bretagna (45), Germania (32) Francia (30). Ma dei 23
vincitori italiani, ben 6 portano il proprio grant in altri Paesi, contro un
solo non-italiano (un inglese) che ha scelto una sede italiana (Pisa). Al
contrario, negli altri Paesi il rapporto fra "uscite" ed
"entrate" di vincitori dei grants è molto più favorevole: il saldo
netto (contro il totale di 18 grants da spendersi in Italia) è di 56 in Gran
Bretagna, 32 in Francia, 26 in Svizzera. Per attrattività l'Italia è dunque
all'ultimo posto, anzi sostanzialmente assente. In compenso, il Paese svetta in
cima a tutte le classifiche per numero di studiosi che hanno deciso di
trasferirsi altrove coi loro cospicui fondi europei. Il bilancio è disastroso:
prima per numero di domande ( cioè per potenzialità), l'Italia è ultima in
Europa per capacità di attrarre studiosi da fuori, ma anche di trattenere i
propri cittadini. In nome di che cosa maggioranza e opposizione, ministri e
deputati assistono passivamente a questa emorragia di forze intellettuali?
Nessuno potrà credere sul serio che alla base vi sia un calcolo economico. è
evidente che formare nuove generazioni di ricercatori per poi
"regalare" i migliori ad altri Paesi non è un buon investimento.
Eppure, nella strettoia che l'università italiana sta attraversando questi dati
non sembrano avere alcun peso, quasi per corale cecità di un Paese determinato
a indietreggiare. I severi tagli della legge 133/2008 incideranno seriamente
sul futuro dell'università. Sarebbe ingiusto non riconoscere le gravi
difficoltà economiche del momento, come lo sarebbe non ammettere i troppi casi
di cattiva amministrazione delle risorse da parte degli Atenei. Il paradosso è
che i finanziamenti per università e ricerca in Italia sono da troppi anni
strutturalmente insufficienti (meno di un terzo dell'obiettivo fissato
dall'agenda di Lisbona) ma al tempo stesso le scarse risorse vengono spesso
sprecate o mal spese. Ma nessuna scure che si abbatta alla cieca ha mai
generato nuove forme di virtù: colpendo in misura eguale chi ha gestito
malissimo le proprie risorse e chi lo ha fatto al meglio, la legge Tremonti non
ha dato all'università italiana il segnale giusto. Il
ministro Gelmini ha davanti
a sé un compito molto difficile. Dovrà ridare credibilità a università e
ricerca, dovrà promuovere l'autonomia degli atenei ma anche una gestione
responsabile delle risorse e un'attenta valutazione dei risultati. Dovrà alzare
la qualità della formazione anche "tagliando" i corsi più
squalificati e il pulviscolo di micro-sedi universitarie proliferate
senza controllo; ma anche favorire il principio di eguaglianza e la mobilità
sociale con nuove forme di finanziamento per gli studenti meritevoli. Dovrà
introdurre massicci incentivi al merito individuale di docenti e studenti, ma
anche a quello di dipartimenti, atenei e strutture di ricerca. Dovrà vincere il
blocco delle assunzioni di docenti che penalizza i giovani migliori, ed evitare
ogni promozione ope legis di precari d'ogni sorta, che punirebbe chi è ancor
più precario di loro, e cioè i giovani che stanno per concludere i propri
studi. Non dovrà cadere nella trappola di "distinguere fra reclutamento e
promozione dei docenti ", come voleva il disegno di legge 1439/ 2007
(Rifondazione comunista), secondo cui la docenza universitaria dovrebbe essere
"riorganizzata in un ruolo unico articolato in tre fasce, dove l'accesso
alla docenza avviene in via ordinaria mediante concorso per l'assunzione nella
terza fascia ", con promozioni ad personam alle fasce superiori: sicura
ricetta per spedire l'Italia in fondo a tutte le classifiche mondiali. I tagli
all'università sono necessari? Prima di rispondere, fermiamoci a pensare che le
principali vittime saranno i nostri giovani migliori, condannati al forzato
esilio. Crescerà il saldo negativo nel rapporto fra brain drain e brain gain;
per giunta, in un Paese che compensa il crescente deficit demografico con
l'immigrazione (ormai oltre il 5%dei residenti), la bassissima percentuale
d'immigrazione intellettuale (inferiore allo 0,1%) trascina verso il basso il
livello culturale medio. Nessuno nega la crisi economica presente, ma ci sono
vari modi di reagire ad essa. Nel 1992, Yegor Gaidar (allora primo ministro
nella Russia di Eltsin) tagliò duramente i fondi alla ricerca, dichiarando che
"questa terapiashock non può che far bene: i nostri scienziati, se sono
davvero bravi, troveranno qualcuno che li finanzi ". Come si sa, migliaia
di studiosi russi dovettero allora emigrare. Il 4 ottobre 2008, il presidente
francese Sarkozy ha dichiarato al contrario che, onde risalire la china della
crisi economica, "è necessario accrescere il finanziamento all'università
per migliorare lo stipendio dei docenti, rinnovare le sedi, promuovere la
ricerca, aiutare gli studenti in difficoltà. Propongo pertanto - continua
Sarkozy - che lo sforzo della nazione in favore dell'università aumenti del 50%
di qui al 2012, per un aumento complessivo di 5 miliardi". è lecito
chiedersi: fra il modello Eltsin (la terapia-shock dei tagli alla cieca) e il
modello Sarkozy (la crescita degli investimenti su università e ricerca), qual
è, e quale sarà, la scelta di Berlusconi, Tremonti, Gelmini?
MODELLI PER IL FUTURO Nella Russia in crisi, Eltsin ridusse le risorse
provocando la fuga in massa dei cervelli Sarkozy prevede un aumento degli
investimenti del 50% INFOPHOTO Le proteste di ieri. La lezione di fisica tenuta
davanti a Montecitorio dal professor Omar Benhar.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione:
COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-10-21 - pag: 19 autore: Scuola, proteste a
tappeto Luigi Illiano ROMA Sarà un'altra settimana di contestazioni contro i
provvedimenti del ministro dell'Istruzione e dell'Università, Mariastella Gelmini. Ieri hanno iniziato gli studenti della Sapienza di Roma con le
lezioni di fisica in piazza Montecitorio. Oggi proseguiranno con una lettera
per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano contro i tagli della
Finanziaria. Due lavagne che presto si sono riempite di formule di meccanica
relativistica e il professore, Omar Benhar, in piedi circondato dagli
studenti, seduti a terra; ai lati di una lavagna il cartello "Adotta uno
studente italiano ": è lo scenario delle lezioni tenute ieri a Roma
davanti alla Camera. Altre sono previste fino a venerdì a piazza del
Campidoglio e poi a piazza Navona. L'appello a Napolitano sarà consegnato oggi
alla Sapienza, dove il Presidente è atteso per commemorare il professor
Giuliano Procacci. "Scriveremo una lettera – spiegano gli studenti – che
verrà letta pubblicamente e che cercheremo di consegnare al Presidente. Non
intendiamo in nessun modo con-testare Napolitano, anzi. Ci appelleremo al
garante della Costituzione affinché la faccia rispettare dal Governo".
Ieri manifestazioni si sono svolte in tutt'Italia. A Palermo è andato in scena
il blocco della didattica e una protesta in piazza con un corteo composto dagli
universitari di Lettere e dagli studenti delle superiori. "Avremo
difficoltà a fare il bilancio del 2009 e non chiuderemo quello del 2010. Il
sistema collasserà, è certo", ha affermato Giuseppe Silvestri, rettore
dell'ateneo di Palermo. Contestazioni anche ad Ancona, a Trieste, Firenze,
Padova, Cagliari e a Catania. "Sono polemiche strumentali ha commentato il
ministro Gelmini - la mia riforma non ha niente a che
vedere con l'università che, comunque, è ora di svecchiare". Puntando il
dito contro gli sprechi il ministro ha osservato che "in Italia ci sono
5.500 corsi di laurea,il doppio dell'Europa,170mila insegnamenti e più di 300
sedi distaccate". In vista occupazioni, autogestioni e assemblee
permanenti anche in moltissime scuole. "Il 23 ottobre - dice la Rete degli
studenti - occuperemo le entrate delle scuole". Sulla stessa linea
l'Unione degli studenti. Ieri una copia del Dl Gelmini
è stata bruciata davanti Palazzo Marino, sede del Comune di Milano.
Contestazioni anche a Napoli, Livorno e a Pistoia. Azione studentesca definisce
i ragazzi che scendono in piazza una "minoranza organizzata, figlia di una
certa logica di sindacato". Infine, sul fronte dello scontro in atto tra
Regioni eGoverno sul decreto per il dimensionamento scolastico, Piemonte,
Puglia e Marche, Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Sardegna hanno deliberato il
ricorso alla Corte costituzionale contro il provvedimento che prevede il
commissariamento per le Regioni inadempienti entro il 30 novembre.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA MASSA pag. 6
"IL 23 OTTOBRE occuperemo le entrate delle nostre scuole per sbarrare la
strada alla riforma e ... "IL 23 OTTOBRE occuperemo le entrate delle
nostre scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la
nostra creatività e voglia di cambiamento". Lo annuncia la Rete degli
Studenti, spiegando che sono in programma assemblee e sit-in davanti a istituti
di molte città, fra cui Massa. "Teniamo fuori la Gelmini dalle scuole, perchè le scuole
sono nostre e vogliamo essere noi a cambiarle", conclude la Rete
rimarcando la volontà di "tenere vive le nostre scuole, in particolare nei
giorni in cui il decreto 137 sarà approvato al Senato".
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
URBINO E MONTEFELTRO
pag. 18 Tapponi: "Stop Videored". Bocciato IL CONSIGLIO PROVINCIALE
RESPINGE LA PROPOSTA DEL CONSIGLIERE PDL IL VIDEORED non poteva non colpire
anche in Consiglio provinciale e a "sparare" un ordine del giorno è
stato il consigliere Pdl Ugo Tapponi: via tutti i Videored "che stanno
falcidiando le famiglie costrette ad usare l'auto per andare al lavoro, stop
alle autorizzazioni date dalla Provincia alla loro installazione".
Bocciato con il voto contrario di tutta la la maggioranza: la Provincia preferisce
sulle sue strade un'elettronica "dolce", ma non può impedire ai
Comuni l'uso del Videored. Ordini del giorno anche per le difficoltà del Pronto
Soccorso del "S. Croce" di Fano: respinta dalla maggioranza la
mozione del Pdl (Antonio Baldelli ed Enzo Di Tommaso) e di Carlo Ruggeri
(Gruppo misto) che chiedeva alla regione interventi strutturali, dotazione di
personale e apparecchiature. Accordo invece tra Giorgio Londei (Pd), Claudio
Mari (Gruppo misto), Leonardo Talozzi (Psi) da una parte e Marzio Serretti (Pdci)
dall'altra su due ordini del giorno all'inizio autonomi: "Una campagna di
informazione sul corretto ricorso al Pronto Soccorso; incontri con i medici;
accelerazione dei lavori di adeguamento delle strutture". Approvata anche
l'unificazione del sistema informatico di tutto il territorio provinciale.
L'ARGOMENTO più importante della seduta è stato però "l'allarme
scuola". Il presidente Palmiro Ucchielli, anche nella sua veste di
presidente dell'Upi regionale, ha presentato l'ordine del giorno predisposto in
materia dall'Assemblea degli assessori provinciali all'istruzione, riuniti il 13 scorso a Torino nell'ambito dell'assemblea
nazionale Upi. Il documento sarà discusso e votato nella seduta consiliare del
19 novembre, in gran parte dedicato al ridimensionamento scolastico previsto
dal decreto Gelmini e
giudicato un "vulnus", una "ferita all'autonomia delle
istituzioni locali".
( da "Nazione, La (Empoli)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 3
"OCCORRE opporsi al decreto legge sulla scuola. Informatevi, organizzate
ass... "OCCORRE opporsi al decreto legge sulla scuola. Informatevi,
organizzate assemblee nelle vostre scuole, confrontatevi con gli
insegnanti". E' l'accorato appello di Claudia Heimes, rappresentante dei
genitori presso l'Istituto comprensivo di Vinci. "Il
provvedimento del ministro Gelmini sconvolgerà il futuro della scuola pubblica italiana ? si legge
nella lettera firmata inviata al nostro giornale ? La riproposizione del
maestro unico va a minare la nostra scuola elementare, che negli studi
internazionali ottiene valutazioni d'eccellenza. Il risparmio sugli
insegnanti è dettato da motivi di razionalizzazione e non pedagogici: in tre
anni verranno tagliati 87.000 posti di lavoro. Ma l'obiettivo del risparmio
avrà conseguenze sulla didattica. Finora alla scuola elementare si lavora con
team di docenti, dove ciascun insegnante ha modalità diverse nel rapportarsi
con i bambini, di valutarli e motivarli. Come a casa ci sono di solito due
genitori anche a scuola ci sono almeno due persone. E in caso di assenza di una
delle due, almeno l'altra garantisce la continuità della didattica. Un maestro
unico, al contrario, deve accollarsi, oltre a tutte le materie, anche tutte le
problematiche della classe. La didattica è progredita i bambini apprendono in
modo diverso e più approfondito, materie che si sono aggiunte. Il decreto spiana
la strada a una scuola più autoritaria che non lascia tempo al dialogo, a una
scuola meno inclusiva dove non c'è spazio per chi ha bisogno di più attenzione
e a una scuola più selettiva, anche a causa dell'introduzione dei voti in
decimi nell'istruzione elementare. E il tempo pieno? Nel decreto si parla solo
di una di dopo-scuola a seconda delle richieste avanzate dai genitori che ne
hanno bisogno. Infine, con la riorganizzazione della rete scolastica, sono
previste chiusure di plessi e sezione staccate con meno di 50 alunni, e quindi
la formazione di scuole sempre più grandi e anonime. Per tutto questo, dunque,
è necessario opporsi".
( da "Nazione, La (Empoli)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 3
di IRENE PUCCIONI DIECI ANNI fa gli studenti okkupavano con la 'kappa ... di IRENE
PUCCIONI DIECI ANNI fa gli studenti okkupavano con la 'kappa'. Oggi occup@no
con la 'chiocciolina', il simbolo che negli indirizzi di posta elettronica
indica "at", cioè "presso", in inglese. Il passaparola
corre sui telefonini attraverso gli sms "C vediamo dom davanti scuola x
okupare" e su Internet con mns, Skype e le e-mail. Gli studenti del 2008
sono quelli della generazione Y, una generazione tutta 'virtuale' il cui
universo è, infatti, il web. Parlano e scrivono una lingua fatta di nuovi segni
e parole che vengono veicolati attraverso modernissimi mezzi di comunicazione.
I ragazzi del Liceo scientifico "Il Pontormo" di Empoli hanno di
recente aperto un blog all'indirizzo web http://lascuolasimuove.blogspot.com/.
Lo 'sportello virtuale' è a disposizione di tutti gli studenti delle scuole
superiori per discutere e coordinarsi nella protesta contro i provvedimenti del
governo in materia di scuola. I visitatori lasciano 'post', ovvero commenti e
possono anche partecipare a un sondaggio dove si chiede loro "quale strada
per il confronto e il dibattito?". Si può scegliere tra assemblea di
istituto; assemblea con più istituti contemporaneamente; sit-in e picchetti
davanti alla scuola; manifestazione in piazza e occupazione dell'istituto,
scelta (e difatti è in corso di svolgimento) dal 60% dei votanti. "La
tecnologia ci dà una grossa mano ? conferma Andrea Dario De Rosa,
rappresentante degli studenti del Liceo empolese ? Attraverso gli sms,
messenger e skipe possiamo passarci velocemente le informazioni tra di noi,
organizzarci a distanza e comunicare con gli studenti degli altri istituti.
Tuttavia ? precisa ? non abbiamo abbandonato il tradizionale e sempre efficace
confronto faccia a faccia e il passaparola vocale. Inoltre, continuiamo a
stampare e distribuire volantini e a realizzato striscioni che appendiamo ai
muri dell'istituto o facciamo sfilare nei cortei". PROIETTATI verso il
futuro ma con un occhio rivolto al passato anche nei modi pensati per
'ingannare il tempo' nelle lunghe giornate dell'occupazione. "Quando non
siamo impegnati nei dibattiti sulla riforma Gelmini e la legge 133 giochiamo a carte e ascoltiamo musica ? racconta
Dafne Diamante, rappresentante degli studenti del Liceo Virgilio, indirizzo
artistico ? C'è anche chi ha portato la chitarra e si esibisce per gli
altri". GLI STUDENTI che in questi giorni hanno 'in mano le chiavi' delle
loro scuole ci tengono a dimostrare a tutti gli adulti e alle varie istituzioni
che da fuori li guardano, li giudicano, li sostengono o li criticano che
sono ragazzi responsabili e che la loro mobilitazione è "assolutamente
apolitica". "Nella scuola e nei cortei non abbiamo fatto entrare
simboli di partiti ? sottolinea De Rosa ? Questa è la protesta della
popolazione studentesca. Studenti di sinistra e di destra si sono uniti per
dire no ad una riforma che danneggia la scuola in generale e mina il nostro
futuro. Occupazione non vuol dire perdere ore di lezione o danneggiare la
scuola, tutt'altro. Abbiamo organizzato gruppi incaricati di tenere in ordine e
pulita la scuola, gruppi di sorveglianza che impedisco ad estranei di entrare e
che si coordinano con walkie talkie. Parliamo della riforma ma anche di
problemi che ci interessano, dai disturbi alimentari alle droghe, al problema
dell'alcol, ma anche di argomenti più leggeri come i giochi di ruolo e la
storia del rock". I ragazzi della generazione Y hanno abbandonato la
durezza di quella 'kappa', grimaldello fonetico usato per scardinare un vecchio
sistema scolastico, ma anche con un più 'dolce' Youtube continuano a fare
blocco ? e non solo virtuale ? a ciò che il Governo vuole imporre loro.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Enerdì prossimo. Per
i fanesi la partenza è alle 9, in pullman, dalla zona del Pincio. L'arrivo è previsto
intorno alle 12, alle 14 si forma il corteo diretto al Circo Massimo, alle 17 è
poi in programma il comizio di Walter Veltroni, segretario nazionale del Pd.
Alle 20 la partenza per il ritorno. Iscriversi costa 10 euro, pranzo e cena al
sacco. Info alla sede in via Puccini 8 oppure al numero 0721/830374.
"Salva l'Italia - spiega una nota del Pd - chiama a raccolta anche i
democratici fanesi. La manifestazione a Roma conclude una
raccolta di firme, promossa dal nostro partito, che pone l'accento sulle
questioni riguardanti la difesa delle regole democratiche e la lotta par far
ripartire l'Italia". Giovedì 30, sempre nella capitale, è invece in
programma la manifestazione unitaria dei sindacati contro la riforma scolastica
Gelmini.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
PIOMBINO VAL DI CORNIA
pag. 8 IL COMITATO dei genitori di San Vincenzo e quello dei genitori ed
insegnanti di S... IL COMITATO dei genitori di San Vincenzo e quello dei
genitori ed insegnanti di Suvereto e Campiglia, contrari alla riforma della
scuola del Ministro Gelmini, hanno
organizzato una serie di incontri. "Siamo sconvolti da quello che sta
accadendo e nonostante il tran tran quotidiano in cui ciascuno di noi è immerso
e nonostante la nostra estrazione, le nostre idee politiche, per la prima volta
siamo tutti allertati, tutti uniti e tutti pronti a dimostrare e a protestare
perché la nostra voce e la voce dei nostri figli sia ascoltata e perché
non si trasformi in legge questo decreto che è il primo passo verso la
mortificazione della democrazia" sottolineano i Comitati che si
incontreranno oggi alle 17 a Venturina, venerdì alle 17.30 nella sala
consiliare del comune di San Vincenzo e giovedì 30 saranno a Roma per la
manifestazione.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
AGENDA PISA pag. 8
ALCUNI docenti delle Università Italiane, unitamente agli studenti, protesta...
ALCUNI docenti delle Università Italiane, unitamente agli studenti, protestano contro la cosiddetta riforma Gelmini che, a loro dire, produrrebbe effetti drammatici sull'Università
Italiana. Si afferma infatti che "La riduzione al 20% del turnover delle
unità del personale non significa soltanto uno sfoltimento senza precedenti di
tante discipline specialistiche in cui la cultura italiana primeggia nel mondo.
È tutto il processo di rinnovamento del corpo docente italiano - gravato da una
anzianità elevata - a essere compromesso per i decenni a venire. A tanti nostri
valentissimi giovani l'avvenire nella ricerca e nell'insegnamento viene
definitivamente precluso." In questo modo però i nostri professori e
rettori parlano come se loro fossero all'università come semplici spettatori e
non come parti che hanno, in diversa misura e responsabilità, preso parte a
configurarla quale essa è oggi. Non è forse vero che l'età media dei docenti è
cresciuta essenzialmente perchè per assegnare una cattedra ci si deve mettere
"in fila" e aspettare che il concorso venga assegnato solo dopo che
quelli che sono in attesa da più tempo sono stati già sistemati? La facoltà che
viene poi data a ciascuna Università dalla Gelmini di
trasformarsi in Fondazione privata è poi rifiutata pregiudizialmente adducendo
a esempio il fallimento di sistemi come quello americano che su un modello
simile poggiano da qualche lustro. Ma proprio in America abbiano le migliori
università del mondo nelle quali lavora una grossa percentuale dei migliori
scienziati del mondo e che sono strapiene di italiani mentre non la stessa cosa
può dirsi per quelle italiane! L'opportunità di trasformarsi in Fondazioni è
invece una possibilità del tutto nuova, che consentirebbe alle università di
attuare politiche più efficienti di ricerca, reclutamento dei professori e
offerta didattica. Da non trascurare anche l'aspetto fiscale per il quale da un
lato le donazioni sono percepite integralmente (poiché esenti da tasse e
imposte) dalle fondazioni. Dall'altro, è creato un incentivo a donare alle
fondazioni universitarie, incentivo costituito dalla deducibilità totale delle
somme dal reddito imponibile. Ebbene, donare alle fondazioni consente ai
privati di ridurre il proprio reddito imponibile senza commettere evasione
fiscale. Concludendo, nel complesso una buona riforma che sembra essere
rifiutata pregiudizialmente senza alcuna possibilità di confronto e dialogo su
quelle riforme indispensabili al nostro sistema universitario che necessita di
essere rifondato per tornare ad essere uno dei pilastri fondamentali
dell'economia e della società italiana. Francesco Felloni Coordinatore Comunale
Forza Italia - PdL Pisa.
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Chiudi ROMA Anno
accademico sempre più infuocato nelle università di tutt'Italia. A Firenze, ma anche
altrove, molti hanno indossato parrucche a forma di cervello per simboleggiare
la fuga all'estero degli scienziati. E via con le lezioni in piazza, in piedi,
seduti sulle panchine. A Palermo gli studenti hanno provato a sfondare le porte
del rettorato. "Polemiche strumentali replica il
ministro Gelmini E poi il
decreto non riguarda l'università". Per discutere della riforma e per
presentare al Ministro un "patto di stabilità" i rettori che
aderiscono all'associazione Aquis oggi si incontrano per chiedere "meno
tagli a chi spende meglio".
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
JESI pag. 12 ? JESI
? GENITORI e studenti della sezione staccata dell'Istitu... ? JESI ? GENITORI e
studenti della sezione staccata dell'Istituto Statale d'Arte, "E.
Mannucci", in rivolta; la causa di tale reazione, però, non è da attribuire
alle ultime misure legislative adottate dal Ministro dell'Istruzione
Gelmini, ma dai
provvedimenti adottati di punto in bianco dalla preside della scuola, la prof.
Paola Fiorini. Questa avrebbe disatteso i contenuti di una mozione votata il 30
settembre dal Consiglio d'Istituto e successivamente (il 6 ottobre) licenziata
con parere favorevole dal Collegio dei docenti: in quei documenti si ribadiva
l'opportunità di "riduzione dell'unità oraria da 60 a 50 minuti per
cause di forza maggiore". Le ragione di tale riduzione, peraltro operativa
da circa 15 anni, sono da ricercare nel fatto che molti studenti sono
pendolari, non risiedono, cioè, nello stesso comune dov'è situata la scuola;
altro motivo giustificativo sta nei "trasporti che penalizzano con orari
pesanti i nostri studenti, condizionando, per alcuni, anche la possibilità di
studio pomeridiano". A pesare sulla scelta delle ore da 50', però, è
"l'assenza di servizi di supporto quali la mensa". Nonostante tutto
ciò, ieri, la preside ha preso un provvedimento che ha scatenato la civilissima
rivoluzione: intrepretando la normativa vigente, infatti, ha stabilito in 50'
la durata della prima, quinta e sesta ora di lezione; la seconda, terza e
quarta ora, invece, sono passate a 60 minuti. Questo ha fatto si che anziché
uscire da scuola alle ore 13, la fine delle lezioni è arrivata alle 13,30,
quando già i mezzi di trasporto degli studenti avevano terminato il loro giro
di raccolta e stavano raggiungendo i tanti centri della Vallesina dove
risiedono molti degli allievi. Una situazione che non è piaciuta agli allievi
che, nonostante ciò, hanno mantenuto un contegno civile, riservandosi di
predere provvedimenti dopo un confronto. Confronto che c'è stato nel tardo
pomeriggio di ieri quando, nella sede di via Gallodoro, si sono ritrovati
docenti, genitori e qualche ragazzo per discutere sul da farsi e cercare di
convincere la neo dirigente scolastica a rivedere la sua posizione.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
A per discutere
della legge Tremonti-Gelmini.
Domani, alle 11, in aula Abside a Scienze politiche si terrà un'assemblea studentesca.
Giovedì, alle 18, l'aula 5 di via Don Minzoni (davanti a Scienze della
Comunicazione) ospita invece un'assemblea a cui sono invitati tutti gli
studenti, i ricercatori, il corpo docente ed il personale amministrativo
dell'ateneo maceratese. Educazione e regole L'aula multimediale
dell'Istituto tecnico per geometri Bramante, in viale Gasparrini, ospita
giovedì un seminario dedicato alla comunicazione delle regole come processo di
Educazione e condivisione. Geologia e turismo CAMERINO - Un workshop su
geologia e turismo, dal titolo "La lettura delle Scienze della Terra nei
Parchi: nuove prospettive per il turismo e per il lavoro", si terrà
giovedì al Polo museale d'Ateneo di Camerino. Ginnastica ritmica La sezione
ritmica della Polisportiva Macerata '90 ha ottenuto un brillante secondo posto
nella prima prova del Campionato regionale di serie B a Fabriano (AN). La
squadra maceratese era composta dalle ginnaste Elisa Giuliani, Chiara Vagnini e
Ludovica Valentini.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA GROSSETO
pag. 4 TRE GIORNI di autogestione, da oggi fino a giovedì, decisi a stra... TRE
GIORNI di autogestione, da oggi fino a giovedì, decisi a stragrande maggioranza
dagli studenti dell'Istituto "B.Lotti" di Massa Marittima al termine
di una vivace assemblea straordinaria tenuta nell'aula magna della scuola
superiore massetana caratterizzata da un interessante dibattito che ha
coinvolto gli alunni del triennio sui tagli e sul programma di
ridimensionamento varato dal ministro della Pubblica
istruzione Maria Stella Gelmini. Un'autogestione, tiene comunque a precisare il dirigente
scolastico Nicola Ottaviano, "che, intesa come proposta di modifica
eccezionale del piano dell'offerta formativa, è stata autorizzata". Il
programma delle tre giornate, oltre a prevedere lo svolgimento di un'altra
assemblea che per motivi di spaziosi svolgerà all'aperto sempre però
nell'ambito della stessa sede scolastica, si articola in incontri di carattere
informativo con esperti dei vari settori appositamente richiesti e invitati
dalla componente studentesca. Intanto è prevista per oggi la mobilitazione del
liceo classico di Grosseto. I rappresentanti degli studenti hanno indetto per
stamani un'assemblea a cui è chiamata tutta la scuola. "I nostri genitori
? dicono ? firmeranno un permesso che ci autorizza alla protesta, sostenendoci in
questa battaglia". Ieri intanto, sempre a Grosseto, manifestazione con
sit-in al liceo scientifico.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA GROSSETO
pag. 4 "RIBATTERE colpo su colpo".... "RIBATTERE colpo su
colpo". E' la parola d'ordine del Pdl che giudica strumentali e dettate
solo da motivazioni di bassa politica le proteste contro il decreto del
ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Ieri a
Grosseto è scesa Stefania Fuscagni, responsabile regionale scuola di Forza
Italia per una iniziativa alla quale hanno preso parte i dirigenti locali del
centrodestra. Da Stefano Dragoni, responsabile provinciale di Forza, a Luca
Agresti presidente di An, a Massimo Ussia della formazione cattolica di
Giovanardi, all'onorevole Monica Faenzi. "INIMMAGINABILE ? ha esordito
Stefano Dragoni aprendo i lavori ? un taglio del 70 per cento delle nostre
scuole. Una bugia che, se gli studenti che manifestano vorranno, sarà
smascherate dai nostri giovani disponibile a partecipare ad incontri, confronti
e dibattiti". "Mai visto ? ha rilevato ? Luca Agresti professori che
spesso si fanno promotori verso gli studenti di iniziative di protesta che sono
assolutamente immotivate e strumentali". A non accettare proprio
"queste strumentalizzazione", Massimo Ussia ha invitato gli studenti
di tutte le scuole di grossetane. MONICA Faenzi, che ha votato alla Camera il
decreto Gelmini, ha rilevato il coraggio di un
ministro che, di fronte ad una crisi strutturale della nostra scuola, non ha
ceduto agli attacchi su indicazioni, argomenti e decisioni adottati dai
ministri del centrosinistra. Da Berlinguer in poi. "Nessuno ? ha detto la
Faenzi ? vuol licenziare gli insegnanti e nessuno vuol chiudere scuole.
L'esigenza è quella invece di riorganizzare un sistema scolastico che al
cospetto dell'Europa grida vendetta: eccessivi insegnanti per numero di
studenti, una spesa ormai fuori controllo". STEFANIA FUSCAGNI, insegnante
da quaranta anni, è scesa più nello specifico. A più
riprese ha tenuto a precisare che quella della Gelmini non è una riforma perché "Italia una riforma c'è già ed è
quella della ministra Moratti". "Un non tecnico come la Gelmini ha varato un decreto che si
propone solo di risollevare le sorti di un sistema scolastico giunto al
capolinea: 1,9 studenti per insegnante in Italia e 15 per ogni insegnante in
Europa". Contestato dall'esponente di Forza Italia il concetto
"assai in voga" di considerare la scuola come un "ammortizzatore
sociale". "Mi sono sentita urlare da alcune mamme ? ha detto la
Fuscagni ? "il mio bimbo dove lo metto". Siamo all'assurdo. La scuola
ha ben altri compiti e non può certo rappresentare un rifugio per questo tipo
di difficoltà. Gli enti locali hanno mezzi per far fronte a simili
richieste". Privatizzazione dell'università? Un altro assurdo per la
Fuscagni: "l'università italiana è pubblica per il 97,8%, una percentuale
che non si riscontra in nessun altro paese". Ed i tagli alle scuole?
"Un'altra strumentalizzazione. I Comuni hanno possibilità di chiedere
deroghe e la quasi certezza di ottenerle in presenza di eventuali tagli. Al
massimo ? ha concluso la Fuscagni ? può accadere che un dirigente scolastico
anziché competenza su una sola scuola possa ritrovarsi ad averla su tre. E'
grave?".
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA GROSSETO
pag. 4 "SI DEVE INNANZITUTTO rilevare come il Governo, con i decreti,...
"SI DEVE INNANZITUTTO rilevare come il Governo, con i decreti, abbia
sostanzialmente improntato la "riforma" su quattro punti: 1) tagliare
personale docente e non per risparmiare sul costo dell'istruzione; 2) ridurre
il numero di scuole sul territorio praticando degli accorpamenti e chiudendo
plessi scolastici e istituzioni autonome; 3) ridurre l'orario di lezione in
tutti gli ordini di scuola, da quella dell'infanzia alla superiore, con una
diminuzione media di circa il 15% di ore; 4) ridurre il numero dei maestri
perché così si spende meno e poi, così almeno pare alla
ministra Gelmini, si
migliora l'apprendimento degli alunni".Il segretario provinciale del Pd
Marzio Scheggi, anche in veste di sindaco di Cinigiano, invita a una attenta
discussione sugli effetti concreti sul territorio della riforma della scuola
voluta dal Governo e del Ministro Gelmini. "A una così drastica soluzione ? puntualizza Marzio
Scheggi ? non si accompagna nessun fondamento scientifico della valenza di
queste nuove politiche educative, e per una semplice ragione: la riforma pare
poco avere a che fare con la educazione scolastica, essendo animata solo dall'intento
del risparmio di risorse. Ancora ? prosegue Scheggi ? vedo altri problemi:
innanzitutto che il decreto Gelmini non è una riforma
della scuola. Non prevede investimenti, non si fonda su ragionamenti
pedagogici, non si dà degli obiettivi se non di risparmio. Una riforma si fa a
partire da una visione del futuro, da dei risultati attesi e da risorse certe.
Diciamo che con questi tagli si reperiscono delle risorse. Purtroppo, vengono
recuperate togliendo ore di scuola e insegnanti ai nostri figli. In provincia
di Grosseto ci sono 39 autonomie scolastiche. Se applicassimo un criterio di
riorganizzazione fondato solo sul numero di alunni, la nostra provincia
potrebbe avere quasi 50 autonomie. Ma dovrebbe fare più scuole laddove non se
ne sente il bisogno: per esempio .a Grosseto e a Follonica. Invece nella nostra
provincia ci sono molte grandi scuole che compensano ampiamente ? e in maniera
giustificata anche sul piano economico ? l'esistenza di scuole più piccole, in
deroga alle normative vigenti. Insomma, con le poche scuole sotto i 500 alunni
(che sono 7 in provincia di Grosseto) lo Stato non spende di più di quanto
spenderebbe se ne avesse 45 o 50 di 500 o 600 alunni. Ci guadagnano però i
piccoli comuni delle colline e della costa, che hanno conosciuto in questi
ultimi dieci anni un rinnovato progresso, anche demografico, grazie anche a
quelle scuole che ora rischiano la chiusura. Anche sul tema della chiusura dei
plessi, ovvero delle piccole sedi scolastiche presenti nei nostri paesi, pare
che dovranno chiudere quelli sotto i 50 alunni. E sarà, quella sì, una tragedia
per molte famiglie e molti Comuni, che dovranno spendere ? dopo aver già speso
per fare le scuole ? per spostare i bambini da un paese all'altro. "Certo
è che con i provvedimenti il Governo ha preso decisioni gravi nei confronti
delle giovani generazioni e delle famiglie, con costi sociali che ricadono sui
più deboli e con una riduzione dei diritti fondamentali dei bambini. Decisioni
che hanno giustificazioni solo economiche, che produrranno un aumento dei costi
dell'istruzione dei figli nei bilanci familiari e una diminuzione della qualità
della loro educazione.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Di MAURIZIO COSTANZO
C ONTINUO a pensare ad una recentissima dichiarazione del Presidente della Repubblica
che, riguardo agli scioperi e alle contestazioni relativi
ai provvedimenti del ministro Gelmini sulla scuola, ha detto: "Non si può dire sempre no".
Ci continuo a pensare perché spesso mi sono trovato a ritenere che i
"no" indifferenziati e presenti su ogni settore perdano molto della
loro efficacia e diventino routine. La routine del "no". Anche
quando si contesta c'è un momento nel quale bisognerebbe avere la civiltà di
provare a dire un mezzo sì.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
PONTEDERA / VALDERA
pag. 14 A PERIGNANO un incontro-dibattito su "La scuola pubblica del
Futuro". Appuntamento domani alle 21 a ... A PERIGNANO un
incontro-dibattito su "La scuola pubblica del Futuro". Appuntamento domani alle 21 a nell'aula magna della scuola media
Pirandello per discutere del decreto Gelmini. L'incontro, promosso dal Comune di Lari e dai genitori del
consiglio d'istituto di Lari, è rivolto a tutti. Parteciperanno esperti e
politici.
( da "Tirreno, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità SCUOLA
SCUOLA E' in arrivo una stagione calda La cosiddetta
riforma Gelmini non è altro
che la punta di un iceberg che molti non vogliono o non possono cogliere nella
sua interezza. Come scire Marco Lodoli su Repubblica quello dell'istruzione,
oggi, è il terreno di scontro di una profonda contraddizione che vede, da una
parte la dichiarata volontà di "voler restituire serietà e autorevolezza
alla scuola, contro il lassismo di insegnanti lazzaroni" e dall'altra
"la trasformazione antropologica elaborata dalle reti Mediaset, negli
studi pubblicitari, nei centri commerciali, in una sottocultura biecamente
edonista che ha illuso i più deboli e i più giovani privandoli persino di un
senso di dignità e di una colonna vertebrale". Se a questo aggiungiamo
l'urgenza, amplificata dalla crisi economico-finanziaria globale, di dover
ridimensionare i costi dell'intero apparato dell'istruzione pubblica, le
prospettive per il futuro del Paese appaiono davvero sconfortanti. Si prevede,
anzi si stabilisce in modo inappellabile: 1º) la chiusura delle scuole in quei
paesi, o comprensori, che non raggiungano stabilmente una certa consistenza
numerica; 2º) la scomparsa del tempo pieno per le scuole materne ed elementari,
e, quindi la riduzione complessiva dell'offerta formativa. Questo comporterà,
inevitabilmente, l'ulteriore spopolamento ed invecchiamento dei piccoli comuni
che perderanno buona parte del loro appeal per i giovani genitori
"cittadini" desiderosi di offrire una migliore qualità della vita ai
propri figli e la necessità di riorganizzare la vita familiare in funzione
degli spazi pomeridiani lasciati vuoti dalla cancellazione dei rientri. Un bel
rebus quando entrambi i genitori lavorano e non si può contare sull'appoggio
dei nonni. Il governo demanda la soluzione di tali problemi ai Comuni, che si
stanno muovendo dal canto loro per individuare le possibili azioni da
intraprendere per il futuro, ma non sarà un'impresa facile. Quello che è
facile, invece, è prevedere una stagione calda sul fronte della scuola. Una
stagione il cui copione, forse, è già stato scritto. Sta a noi decidere se
viverla da spettatori, comparse o protagonisti. Giuseppe Iardella Casale
Marittimo REPLICA Niente balzello sui carburanti A seguito dell'articolo
"Quel balzello sulle carte di credito" pubblicato sabato 18 ottobre,
la Cassa di Risparmio di San Miniato desidera precisare che già dal 2002 offre
a tutti i propri clienti una carta di credito multifunzione Bancomat e Visa
Electron esente da balzelli sull'acquisto di carburanti. La Carta Carismi fu
introdotta dalla banca già nel 2002 con un'operazione globale di sostituzione
dei vecchi bancomat posseduti dalla clientela, proprio per dare al cliente la
possibilità di pagare con una sola carta su diversi circuiti di pagamento: il
Bancomat per i prelevamenti, il Pagobancomat e Visa Electron per i pagamenti
nei negozi in Italia e nel mondo e Fast Pay per il pagamento del pedaggio
autostradale. Cassa di Risparmio di San Miniato S.P.A. CLIMA Chi non vuole
vedere il crac ambientale A coloro che ritengono il cambiamento climatico un
evento naturale che non dipende dalle nostre attività, accusando gli
ambientalisti di lanciare futili allarmi, dico di andare letteralmente a quel
paese. La vostra mentalità è la causa di queste situazioni, parlate a vanvera e
non so se in malafede. Questo modo di concepire la realtà non è solo nelle
menti dei comuni cittadini ma in persone che hanno il potere di cambiare le
cose e non lo fanno. Dovreste andare a studiare la chimica, la fisica e la
microbiologia, prima di dare opinioni ridicole e false. In 40 anni, il clima,
non varia così vistosamente. Purtroppo i cervelli delle persone sono più
attratte da quello che dicono al grande fratello o all'isola dei famosi. Questo
lavaggio dei cervelli ha avuto un grande successo a vantaggio chi vuole fare i
propri comodi. Non piove più? La temperatura aumenta? I boschi e le foreste
bruciano? Le petroliere asfissiano i mari? Le polveri ci avvelenano? Gli
animali si estinguono? Le popolazioni muoiono di fame e sete? E' un fatto
naturale per questi emeriti personaggi! Massimo Castellari MA A MODO SUO E ora
il Cavaliere diventa socialista Il Muro di Wall Street, e quello che
rappresentava, è crollato. L'Impero del Bene è nudo. Milioni di americani hanno
perso casa, risparmi e pensioni. Il mondo scopre che le armi di distruzione di
massa stavano lì, nelle banche Usa. La più grande democrazia del mondo le ha
usate contro l'umanità, ma non ci sono critiche per i nostri alleati (sic!). I sacerdoti
del liberismo hanno individuato il responsabile in un mostro venuto dallo
spazio: lo Speculatore. Micro economisti, nel vero senso della parola, (targati
Luiss, Bocconi...), nascondendo la porcheria sotto il tappeto, svicolano
dicendo: niente sarà più come prima. Così, dopo la sbornia delle
privatizzazioni (di moda anche nella rossa Toscana), un fantasma torna ad
aggirarsi per il mondo: il socialismo. Colui che si è fatto da solo, Dio
Silvio, è divenuto il più feroce sostenitore di questa politica. Difenderà i
risparmiatori dagli speculatori, regalando quattrini pubblici a bancarottieri,
padroncini falliti e furbetti. L'imperativo categorico è uno solo e impegnativo
per tutti: socializzare... le perdite! Che ganzo! Alla Eaton di Massa hanno
messo per strada 300 famiglie. L'inquinamento, la sofisticazione dei cibi, la
sanità privata ci massacrano. Si muore di lavoro, ma ciò che conta è sempre e
solo il profitto. E, quando va male...il conto lo presentano a te! Ci sono pure
le comiche finali. Il Papa, dimentico dell'otto per mille, di Marcinkus e dello
Ior, ha dichiarato tutto il disprezzo per il danaro, l'arrivismo, il successo,
la porcheria televisiva che diffonde tutto questo... (un colpo al cuore del
fondatore di FI, con buona pace della pulzella livornese Teresa D'Arco).
Veltroni, dopo aver traghettato faticosamente il popolo comunista sulla sponda
del liberismo economico, vede disintegrarsi la terra promessa. L'uomo dei sogni
(ma soprattutto delle sconfitte), dopo aver esaltato in un lontano passato la
"new economy", rapidamente estintasi, ora lancia un nuovo slogan:
"capitalismo dal volto umano" (quello con le regole?!... targato
Consorte-Sacchetti). Mario Bertolini CRIMINI DI GUERRA Powell confessa le bugie
sull'Iraq Ho letto la dichiarazione di Powell che confessa la sua umiliazione,
per aver esibito prove false a proposito del riarmo iracheno. Mi domando se
questo basta per far tacere la sua coscienza, o se invece non sarebbe un caso
per la corte di giustizia dell'Aia, insieme al suo mandante Bush, recentemente
definito da bellachioma come un grandissimo Presidente. Pare che queste falsità
che hanno dato al grandissimo Bush (come dice bellachioma) la scusa di
massacrare centinaia di migliaia di persone, siano soltanto una vergogna
privata per scaricare la lurida coscienza di questi figuri. Alfonso Dattilo.
( da "Corriere delle Alpi" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
L'allarme dei sindacati
all'incontro con i sindaci: "Dobbiamo essere uniti, la Provincia ci
coordini", dicono i primi cittadini La mannaia colpirà 70 classi "A
Forno di Zoldo e Lamon le scuole non esisteranno più" Intanto è stato
deciso l'accorpamento degli istituti di San Pietro e S. Stefano La decisone
dettata dai numeri carenti BELLUNO. Oltre settanta le classi della scuola
primaria che rischiano di essere tagliate in provincia di Belluno e quasi
quindici le elemetari destinate a sparire, soprattutto nell'Agordino e nel
Comelico. A Sovramonte le medie verrebbero cancellate. Questo il quadro
tragico, come hanno convenuto anche i pochi sindaci presenti, tracciato ieri
dai sindacati durante l'incontro indetto per illustrare le ricadute della riforma Gelmini e dei decreti collegati. Un incontro atteso, al quale, però,
erano presenti soltanto 14 amministratori su 69: un numero ridotto rispetto
alla gravità del problema. Nel frattempo, è stato deciso che dal prossimo anno
scolastico, gli istituti comprensivi di San Pietro e Santo Stefano saranno
accorpati in una nuova struttura il cui nome sarà deciso più avanti.
L'importante decisione non è però figlia dei cambiamenti legati alla recente e
contestata "legge Gelmini". Arriva infatti
in seguito ad una precisa richiesta fatta nello scorso febbraio dai sindaci dei
due Comuni in questione (più quello di Sappada). DALL'ANESE E DORO ALLE PAGINE
11 E 26.
( da "Mattino di Padova, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Assemblee, cortei,
lezioni in piazza, autogestioni: dilaga la protesta contro
la "cura" Gelmini-Brunetta
Docenti e studenti, rivolta al Bo Giovedì didattica sospesa. E oggi rettori in
marcia su Roma PADOVA. Gli studenti e le istituzioni dell'Ateneo trovano in
pieno l'unità, e assieme dichiarano guerra ai provvedimenti governativi dei
ministri Gelmini e Brunetta
per la riforma dell'università. Dunque, giovedì giornata di
mobilitazione: sospesa la didattica, i presidi di tutte e tredici le Facoltà
sono invitati a promuovere assemblee. Poi gli studenti hanno improvvisato un
corteo fino al Portello. In molte città sedi universitarie sono state fatte
manifestazioni, lezioni in piazza, autogestioni, occupazioni, e a Roma proteste
davanti a Montecitorio, mentre oggi scenderanno i rettori: tutto questo per
respingere il taglio di 1,5 miliardi di euro alla ricerca e ai servizi. VIGATO
E VIVIANI ALLE PAGINE 3 E 4.
( da "Corriere delle Alpi" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Di Paola Dall'Anese
Oltre settanta classi destinate a sparire A Sovramonte, Forno e Lamon le scuole
non esisteranno più I sindacati lanciano un appello: "Serve una presa di
posizione forte per cambiare le cose" BELLUNO. Oltre settanta le classi
della scuola primaria che rischiano di essere tagliate in provincia di Belluno
e quasi quindici le scuole destinate a sparire, soprattutto nell'Agordino e nel
Comelico. A Sovramonte le medie verrebbero cancellate. Questo il quadro
tragico, come hanno convenuto anche i pochi sindaci presenti, tracciato ieri
dai sindacati durante l'incontro indetto per illustrare le
ricadute della riforma Gelmini e dei decreti collegati. Quattordici gli amministratori presenti
su 69. Pochi rispetto alla gravità del problema. "La situazione è davvero
pesante per la nostra realtà", ha sottolineato Anna Orsini, della Cisl
scuola, "e noi siamo molto preoccupati per tre motivi: il primo è il
declassamento della scuola primaria, che passerà da 30 a 24 ore
settimanali, per cui i bambini usciranno dalle elementari con un percorso
formativo uguale a quello del quarto anno. A questo si aggiunge l'aumento degli
alunni per classe, portati fino a 30, che penalizzerà le nostre scuole di
montagna. Ma soprattutto preoccupa il ridimensionamento degli istituti imposto
dai decreti attuali". Secondo i sindacati avranno più probabilità di
sopravvivenza gli istituti comprensivi per le scuole secondarie di primo grado
e i poli per le superiori. "Forno di Zoldo e Lamon, che sono sotto al
limite per numero di studenti, saranno destinati a chiudere i loro
istituti". "La montagna, infatti, non sarà esente da questa mannaia,
come si legge nel piano di attuazione che prevede "in tempi medio-lunghi
il dimensionamento, soprattutto nei territori montani e nelle picole
isole". I sindacati, anche ieri, hanno chiesto quindi ai sindaci "una
presa di posizione forte per salvaguardare il diritto sancito dalla
Costituzione allo studio e alla conservazione di uno dei baluardi per il
mantenimento del territorio". Da parte di Cgil, Cisl, Gilda e Snals, è
partita, quindi, la richiesta di chiedere unanimamente l'emendamento del
regolamento sulla riorganizzazione delle rete scolastica. Ha puntato sul
conflitto istituzionale tra Regioni e Stato dopo il decreto 154/2008, Francesco
Corigliano (Cgil) "perchè lo Stato, alla faccia del federalismo, prevede
il commisariamento delle Regioni che non taglieranno entro il 30
novembre". Livio D'Agostino della Gilda ha parlato "di una lenta
polverizzazione della scuola di montagna", mentre Milena De Carlo dello
Snals ha puntato sulla penalizzazione della provincia bellunese.
( da "Stampa, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Manifestazione
organizzata ieri dal Movimento studentesco contro il decreto Gelmini. Il corteo,
partito da corso Crimea, è confluito sotto l'ex caserma dei Vigili del fuoco in
via Piave, occupata fino a sabato da una decina di associazioni, tra cui il
Movimento studentesco. Qui al pomeriggio gli studenti, con permesso della
Provincia, proprietaria dell'immobile, hanno tenuto un'assemblea. Al corteo, presenti una settantina
di studenti, aperto da uno striscione in cui si ribadiva "No alla riforma Gelmini: vogliamo una scuola di tutti/e e per tutti/e",
veniva criticata la proposta "razzista e xenofoba" del ministro che
prevede la creazione di classi speciali per i bambini stranieri. Rimarcato il
pericolo dei forti tagli al settore scuola con la possibilità per molti
insegnanti di perdere il posto di lavoro o di non avere un contratto a tempo
indeterminato per il resto della vita. Al pomeriggio i temi sono stati ripresi
e sviluppati all'assemblea. Intanto oggi la contestazione continua
all'Università: alle 14,30 nell'atrio di palazzo Borsalino assemblea
organizzata dagli universitari contro il decreto Gelmini.
Interverranno i docenti Marco Revelli e Giorgio Barberis. "Si vogliono
privatizzare gli atenei - dicono gli organizzatori - tagliando i fondi per
l'Università di 1 miliardo e 441 milioni di euro e bloccando sostanzialmente il
turn over: ogni 5 docenti in pensione solo un ricercatore avrà la
cattedra".
( da "Stampa, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA.NELL'ASTIGIANO INIZIATIVE UNITARIE CONTRO LA RIFORMA GELMINI
Appuntamenti Centrosinistra e sindacati Critiche al ritorno del maestro unico e
ai tagli delle sedi con meno di 50 alunni Venerdì arriva l'assessore Pentenero
sono compagni di banco "Tagli senza logica, il governo bada solo a
risparmiare " Se non puoi convincerli, confondili. Partiti del
Centrosinistra e sindacati si servono di una massima, resa celebre dsll'ex
presidente Usa Harry Truman, per dire la loro sulla riforma della scuola voluta
dal ministro Gelmini. Pd, Italia dei valori e
Rifondazione comunista insieme ai confederali hanno deciso di attuare
nell'Astigiano una serie di iniziative comuni "a difesa della scuola
puublica contro i tagli e gli attacchi del Governo Berlusconi". Le ragioni
sono state illustrate in una conferenza stampa congiunta nel sala consigliare
del Comune. "C'è mancanza di informazioni - ha sostenuto Edoardo Angelino,
vicepreside dello Scientifico e dirigente Pd e - se ne parla in tv e sui
giornali ma da parte del governo non c'è un documento chiaro e univoco su cui
discutere". "I cambiamenti sono stati introdotti attraverso decreti
legge, quindi senza discuterne - ha aggiunto il docente - il criterio non è
riformare ma risparmiare". L'indice è puntato in particolare sul ritorno
nelle elementari del maestro unico : "Nel Dl che lo introduce - spiegano
se ne parla in 5 righe, senza motivazioni didattiche e pedagogiche"
precisano Monica Iviglia (Cgil) e Giuseppe Nosenzo (Cils). Cambiamenti che
comporteranno riduzioni dell'orario scolastico e dei servizi. "Che fine
farà il tempo pieno? E l'orario di mensa a chi sarà affidato - sostengono
partiti di centrosinistra e sindacati - Qui si vuole agevolare la scuola
privata". I timori sono legati alle ripercussioni sulle famiglie. "La
nostra non è una difesa corporativa - I costi ricadranno sulla famiglia:
l'aumento del numero di alunni per classe, dovuta all'introduzione del maestro
unico, comporterà un abbassamento della qualità dell'insegnamento". Il
parlamentare Massimo Fiorio definisce il tutto una destrutturazione dei servizi
e dei diritti. "Interessa la scuola ma non solo" dice. "La
Costituzione viene violata, si sta creando una società di diseguali"
commenta il consigliere comunale Vittorio Voglino, preside in pensione. Preoccupazioni
anche per il taglio delle sedi scolastiche con meno di 50 iscritti.
Nell'Astigiano la scure dovrebbe abbattersi soprattutto su Materne (a rischio
una ventina di plessi su 55) ed Elementari (25 su 88). "Oltre ai disagi
per bambini di 6 anni costretti a levatacce per raggiungere le scuole e altre
difficoltà - ha sottolineato Roberto Peretti, consigliere provinciale e sindaco
di Villanova - che faranno i Comuni più grandi costrettin ad assorbire allievi
di un'altra struttura? Chi sosterrà i costi per aule che ad oggi non ci
sono?". Preoccupazioni anche per quel che accadrà nelle Medie e alle
Superiori: "Chiuderanno molte sperimentazioni e le scuole dovranno
ripensare le offerte formative - sottolina Ugo Rapetti, segretario di
Rifondazione comunista e preside al "Castigliano" - e anche i
professionali chiuderanno i battenti". \ Venerdì alle 21 in Provincia
arriva l'assessore regionale Gianna Pentenero. Le ragioni dell'incontro sono
state illustrate dalla consigliere Angela Motta. "Col decreto del 7 ottobre,
il Governo ha attribuito alle Regioni il compito cancellare le sedi scolastiche
con meno di 50 allievi - spiega - l'assessore illustrerà che cosa fare per
evitare un simile disastro". La presidente Bresso ha già annunciato
ricorso. I sindacati intanto sono impegnati in una serie di incontri nei paesi
per illustrare le critiche ai provvedimenti del Governo. Oggi alle 21 incontro
alla Media di Castell'Alfero, domani sarà la volta di Moncalvo.
( da "Denaro, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Napoli Liceali
incappucciati Genovesi, blitz fallito Due tentativi falliti di occupazione e un'assemblea
pubblica nella piazza da dove oggi partie il corteo di protesta delle facoltà e
delle scuole medie superiori napoletane: così gli studenti dello storico liceo
classico Antonio Genovesi di piazza del Gesù hanno lanciato
il loro segnale di protesta contro il decreto Gelmini e i tagli alla ricerca scientifica. "Prima dell'orario di
apertura - ha riferito il preside del liceo, Ennio Ferrara - un gruppo di 15
ragazzi incappucciati ha tentato per due volte di fare irruzione nella scuola,
senza successo". Scuola regolarmente aperta, ma con 100 studenti presenti
su un totale di 500. Oltre duecento le telefonate in segreteria da parte
di genitori preoccupati. Per tutta la mattinata gli studenti del Genovesi hanno
dato vita a un'assemblea in piazza del Gesù, dove hanno discusso anche con i
professori delle forme di lotta da adottare, con la maggioranza che propende
per l'occupazione dell'istituto. del 21-10-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Commenti formazione
L'italiano, una lingua per tutti E non solo per gli immigrati Ermanno Corsi Una
volta sulle cabine dell'Enel si leggeva: "Chi tocca i fili muore".
Oggi quel destino incombe a chi tocca i fili della Scuola. Ogni ministro della
Pubblica Istruzione è ad alto rischio: prima è toccato a Berlinguer, Moratti,
De Mauro, Fioroni; oggi tocca a Mariastella Gelmini. Nessun progetto di riforma è
andato in porto, il più fortunato è stato attuato solo in minima parte. Appena
si parla di rivedere qualcosa, è tutto un apparato che scende in campo: tutti i
settori della Scuola, nessuno escluso. Il dramma è che il problema viene
affrontato con gli slogan dei cortei (il Sessantotto ha insegnato poco,
da questo punto di vista), anziché demandato ai pedagogisti: dovrebbero essere
loro a chiudersi in conclave per uscirne soltanto quando fossero riusciti a
elaborare una tesi condivisa. Invece gli slogan dei cortei rimbalzano nelle
sedi dei partiti e in Parlamento, diventando pretesto per ulteriori
contrapposizioni di schieramento e di aspra polemica politica. Forse, un
giorno, soltanto la riforma che Collodi fa dire a Pinocchio metterà tutti
d'accordo: quella che prevede la settimana scolastica fatta di tutte domeniche.
Forse gli studenti ne gioirebbero immensamente, mentre resterebbe la
preoccupazione del personale docente e amministrativo di rimanere senza
stipendio. Nessun pericolo: lo stipendio verrebbe mandato a casa, a tutti. Non
è forse anche la Scuola, sotto certi aspetti, un grande ammortizzatore
sociale?. Se la Gelmini corre un brutto pericolo
perché ha toccato i fili della Scuola, pensiamo a quale pericolo ancora
maggiore stia correndo, in queste ore, l'onorevole Roberto Cota per quella sua
proposta di istituire classi differenziate per gli scolari figli di immigrati
europei o di extracomunitari. Non gli si è dato nemmeno il tempo di spiegare
bene di cosa si tratta che subito, per spirito di contrapposizione a tutti i
costi, gli avversari politici gli sono saltati addosso. L'accusa più semplice è
stata di razzismo, apartheid e xenofobia. Qualcuno si è spinto perfino a
parlare di campi di concentramento in "stile nazista". La proposta
parlerebbe di classi ponte, di durata breve e transitoria, per accelerare
l'inserimento degli immigrati che conoscono poco, o niente, l'Italiano: non
sarebbe questa una maniera intelligente per favorire l'integrazione di coloro
che, esclusi dalla conoscenza della lingua del Paese che li ha accolti,
rischiano di rimanere emarginati per chi sa quanto tempo?. E come emarginati
diventare più facile preda per quegli ambienti che su questa emarginazione
spietatamente speculano?. La Gelmini spiega che, per
ora, le classi separate sono soltanto un'idea e che il Consiglio dei Ministri
dovrà preparare un vero e proprio disegno di legge. Come dire: c'è tutto il
tempo per valutare bene ogni aspetto. A cominciare da quello che sostiene l'ex
ministro Tullio De Mauro ("più le classi sono eterogenee e meglio
é"), alle posizioni opposte di altri illustri pedagogisti, per finire a
quello che si fa in altre nazioni europee (dalla Francia alla Spagna). La
verifica della conoscenza della lingua resta un atto fortemente formativo, non
una tortura. Peraltro, una proposta capace di mettere tutti d'accordo potrebbe
essere questa: se non si vogliono classi differenziate per gli immigrati,
perché non istituire classi differenziate per consentire ai docenti italiani,
che non le conoscono, di imparare il più rapidamente possibile le lingue di
provenienza degli alunni?. Si sa che la maggior parte di loro viene dalla
Romania, Albania e Marocco. O forse ci sarebbe ancora qualcuno che,
ostinatamente, continuerebbe a parlare ancora di razzismo, magari "al
contrario?". Una iniziativa di "razzismo al contrario" farebbe
molto bene anche alla lingua italiana. Piero Ottone ha scritto, in questi
giorni, di "agonia dei congiuntivi". Si dice, un po' scherzando, che
per molti il congiuntivo e la congiuntivite sono la stessa cosa. L'Italiano
conquista terreno in America, e non solo nelle Università. Perde invece terreno
in Italia inquinato sempre più, come sta accadendo, dalla moda degli anglismi e
dalla scrittura tecnologica "breve". La riforma Gelmini
e la proposta Cota dovrebbero costituire utili occasioni per fare della lingua
italiana una grande questione nazionale mobilitando, intorno ad essa, gli
ambienti dello studio e della ricerca, del lavoro e delle professioni,
dell'economia e della cultura. del 21-10-2008 num.
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
RIFORMA
E TAGLI NEL MIRINO. FISCHI E APPLAUSI AL MINISTRO Università e scuola, dilaga
la protesta: Gelmini contestata.
( da "Opinione, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Oggi è Mar, 21 Ott
2008 Edizione 224 del 21-10-2008 All'Università Politecnica delle Marche Gli
studenti occupano il rettorato Una cinquantina di studenti della Lista
Gulliver-Sinistra Universitaria-Udu ha occupato ieri simbolicamente il
Rettorato dell'Università Politecnica delle Marche, in piazza Roma ad Ancona,
per protestare contro la legge 133 sui tagli all'istruzione. Fuori dal balcone
è stato appeso uno striscione con la scritta "Rettorato occupato", e
una delegazione di universitari dovrebbe essere ricevuta dal rettore Marco
Pacetti. L'obiettivo, spiegano gli studenti, "è coinvolgere tutte le
componenti del mondo accademico in vista dell'assemblea generale di Ateneo in
programma domani, giornata per la quale chiediamo la sospensione delle
lezioni". Un'assemblea svoltasi in mattinata presso il Polo di Medicina, a
Torrette, ha anche deciso l'adesione alla manifestazione nazionale del 14
Novembre a Roma. "Non escludiamo altri momenti di mobilitazione - preannuncia
Gulliver - nell'ambito del percorso nazionale condiviso con l'Unione degli
Universitari". Assemblea generale di studenti e
precari dell'Unmic anche a Macerata, il 23 ottobre, che chiamano tutti a
raccolta contro i provvedimenti "Tremonti-Gelmini", volti, dicono, ad "un taglio drastico del fondo di
finanziamento ordinario, una riduzione del turnover del personale, alla
trasformazione delle università in fondazioni".
( da "Opinione, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Oggi è Mar, 21 Ott
2008 Edizione 224 del 21-10-2008 Insorgono scuole e ateneo: da sinistra contro
la Gelmini, da destra contro le strutture Firenze: gli
studenti divisi tra occupazioni di destra e di sinistra di Marco Scatarzi In
queste settimane il capoluogo toscano è stato attraversato da una miriade di
proteste studentesche. La maggior parte, come prevedibile, sono rivolte contro
le politiche del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
La Riforma è stata contestata, come accade ogni qualvolta il centro-destra sia
al governo, in tutti le scuole e gli atenei d'Italia. Fiaccolate, cortei e
proteste di ogni genere hanno coinvolto sindacati di base, studenti, professori
e genitori: una mobilitazione organizzata, a tratti molto strumentale. A
Firenze sono 26 gli istituti superiori occupati, ma basta fare un giro davanti
a queste scuole per capire immediatamente che alla critica della Riforma si
preferisce una sana partita di calcetto in palestra o una festa notturna tra
birre e musica. Il dato particolare, nella Firenze rossa, è che quest'anno la
protesta studentesca non è stata egemonizzata dalla sinistra ma, con stupore
generale, anche gli studenti di destra si sono ritagliati un loro spazio. Due
scuole sono state occupate da Azione Giovani, movimento giovanile di Alleanza
Nazionale, per protestare contro la carenza di strutture. "Le occupazioni
che guidiamo noi - spiega Francesco Bellotta, responsabile studentesco di An -
non sono assolutamente contro il ministro Gelmini, ma
riguardano i problemi reali delle nostre scuole. Noi non occuperemo mai contro
il grembiule alle elementari o contro il maestro unico, perché sono temi che né
ci riguardano, né possiamo sperare di modificare occupando qualche scuola a
Firenze. Per noi lo strumento dell'occupazione è una cosa seria, da attuare
soltanto dove e quando vi siano oggettivi problemi che riguardano gli studenti
e non dove lo richieda la moda del momento". I Collettivi dell'estrema
sinistra legati ai centri sociali hanno adottato una politica diversa, diretta
contro la Riforma e molto meno diplomatica: rifiuto totale del decreto Gelmini, contrarietà assoluta al voto di condotta e a
qualsiasi altro strumento di repressione e controllo, contrarietà alla 133 e la
privatizzazione del sistema scolastico ed universitario, contrarietà agli
"esami di riparazione", contrarietà ad ogni processo reazionario
all'interno delle scuole. Dal canto suo Azione Giovani ribatte che "i
problemi reali che toccano da vicino gli studenti non sono certo il grembiule o
il maestro unico alle elementari, ma l'amianto che ancora hanno in alcuni
edifici scolastici piuttosto che il fatto di svolgere lezione addirittura in
cucina per l'assenza di aule". Ed è con queste motivazioni che i giovani
di Alleanza Nazionale hanno occupato fisicamente due scuole - l'IPSAR
Buontalenti e l'ITI Leonardo Da Vinci - per chiedere maggiori garanzie
sull'agibilità delle strutture: aule funzionanti e capienti, sicurezza degli
stabili, bonifica dall'amianto, rinnovo dell'agibilità sanitaria. Nelle
occupazioni di destra le regole sono ferree: nessun estraneo sarà ammesso, il
servizio d'ordine vigilerà h24, non sarà arrecato nessun danno alle strutture,
saranno stabilite commissioni e riunioni di lavoro ed approfondimento per la
stesura di documenti. E mentre gli studenti superiori si dividono tra destra e
sinistra, le università fiorentine paiono immobilizzate dalla protesta: dopo le
lezioni svolte all'ombra del Ponte Vecchio dagli studenti di Scienze, anche il
Polo di Novoli è stato attraversato dalle mobilitazioni dei
Collettivi in rivolta contro la Riforma Gelmini. Ma il centro-destra cerca di fare chiarezza sulla Riforma Gelmini, troppo spesso strumentalizzata
da una sinistra a caccia di consensi: non si può essere bocciati con il 7 in
condotta, ma solo con il 5 e in casi molti gravi, dopo l'approvazione unanime
del consiglio d'Istituto e di classe ed una generale valutazione dell'alunno
nel suo complesso; il decreto non riguarda il tempo pieno: saranno le famiglie
a scegliere; non saranno chiuse le scuole con meno di 100 alunni, ma accorpate
come deciso dal governo Prodi, la norma di razionalizzazione della rete
scolastica non è contenuta in questo decreto ma nel piano di intervento
contenuto nella legge finanziaria (133 art. 64); Il maestro unico non sarà mai
l'unico maestro di quella classe ma sarà sempre affiancato almeno
dall'insegnante di inglese: si amplia la libertà di scelta delle famiglie e si
recupera la funzione educativa del docente quale punto di riferimento anche dal
punto di vista relazionale; la riduzione del numero degli insegnanti di
sostegno è esclusa nel modo più assoluto. I tagli ci saranno, la previsione è
di 8 miliardi: l'obiettivo del governo Berlusconi è quello di riqualificare la
spesa pubblica eliminando i costi eccessivi delle ore di insegnamento che si
sovrappongono; nei prossimi tre anni al mondo della scuola occorreranno 87.000
insegnanti e circa 44.000 tra ausiliari, tecnici e amministrativi in meno:
questo non corrisponderà ad un taglio dei posti di lavoro, poiché il personale
che verrà tolto, infatti, sarà impiegato in altri settori dell'amministrazione;
si punta a una progressiva riduzione dell'orario scolastico sia nelle medie sia
nei licei (se gli occupanti delle scuole lo sapessero ripiegherebbero
immediatamente gli striscioni); tutti i docenti delle scuole di
specializzazione - Ssis - che stanno completando i corsi potranno essere inseriti
nelle graduatorie permanenti: il nono corso, l'ultimo, resta in piedi e i circa
11.000 studenti verranno "salvati" e potranno entrare in graduatoria.
Questa non è una volontaria esaltazione del decreto, ma una sua lettura.
Purtroppo in Italia assistiamo alla presenza di una sinistra radicale che
contesta a prescindere ogni decreto varato dal centro-destra. C'è da chiedersi
dove fossero tutti questi manifestanti nel novembre dell'anno scorso, quando
l'ex ministro dell'istruzione Fioroni varò un decreto assai più fallace
dell'attuale.
( da "Opinione, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Oggi è Mar, 21 Ott
2008 Edizione 224 del 21-10-2008 Della Vedova torna nei tg di Claudia Bruno 17
ottobre 2008. Benedetto Della Vedova, dopo un lungo silenzio durato ben sette
mesi, si riaffaccia nei Tg con un collegamento in diretta al Tg4 e 5 minuti e
18 secondi di parlato Tv lo ergono al comando della top ten. Il direttore
Emilio Fede lo contatta per discutere sulle continue risse nei dibattiti
televisivi, riferendosi in particolar modo all'ultima puntata di Anno Zero, la
trasmissione televisiva condotta da Michele Santoro, nella quale era presente
anche il deputato del Popolo della Libertà, più volte aggredito verbalmente da
Rosy Bindi, che gli ha impedito ripetutamente di intervenire. Secondo l'ex
leader dei "Riformatori Liberali" alcune trasmissioni sarebbero
costruite più per presentare una tesi generalmente non favorevole al
centrodestra che per informare correttamente il pubblico. Inoltre spessissimo
le tesi sono faziose e frutto della disinformazione. In seconda posizione la
lady più contestata del Governo, il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che dopo l'ultima dura contestazione da parte degli studenti,
scesi in piazza in tutta Italia per protestare contro la riforma scolastica,
accusa prima i dimostranti di non aver letto il decreto, poi l'opposizione di
fare una campagna di disinformazione. E sui tagli sottolinea: "La
scuola così non può andare avanti, la spesa è organizzata male e bisogna
effettuare risparmi e tagliare gli sprechi" e aggiunge: "Meglio
qualche insegnante in meno ma più motivato e ben pagato". Medaglia di
bronzo invece per il ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia, presente al
forum della Coldiretti in corso a Cernobbio, dove ha assicurato ai consumatori
che in Italia non viene commercializzato il latte cinese, ma non che altri
prodotti potrebbero essere a rischio. Nelle due posizioni successive
incontriamo due giornalisti di genere molto diverso, il primo è Alfonso
Signorini, il secondo Alain Elkann. Il direttore di "Chi" commenta la
crisi che stanno attraversando le riviste scandalistiche, molte delle quali stanno
puntando molto sulle famiglie e abbandonando il gossip sensazionalistico.
Questo cambiamento, però, secondo Signorini non va inteso come un segnale
negativo ma come un miglioramento della qualità dei rotocalchi che si
avvicinano sempre più alle richieste del pubblico. Alain Elkann, invece dallo
studio del TgLa7 parla del suo libro "L'equivoco" e spiega:
"Nasce dall'incontro, dopo tanti anni, di due vecchi commilitoni. E' una
sintesi di moltissimi equivoci che succedono a questi due amici che si ritrovano
dopo 60 anni". Chiudono la classifica il giornalista de "Il Sole 24
Ore" Mario Platerio, che in collegamento da New York fornisce tutti gli
aggiornamenti sulla corsa elettorale alla Casa Binaca e il popolare meteorologo
Giampiero Maracchi, che dopo una settimana di bel tempo con temperature
primaverili annuncia un'ondata di mal tempo con la colonnina di mercurio in
calo.
( da "Arena.it, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA. Protesta
nazionale giovedì mentre anche ieri si sono svolte manifestazioni in Università
e istituti superiori Studenti pronti al blocco contro il piano-Gelmini Il ministro: "Le bugie hanno le gambe corte e
le falsità si ritorceranno contro la sinistra" In Germania un summit
sull'istruzione ROMA Ancora proteste contro la riforma della scuola e i
tagli previsti dal governo. Dopo le manifestazioni di venerdì, con il corteo
dei Cobas a Roma, la settimana è iniziata con agitazioni nelle Università e
nelle scuole superiori. A Roma, docenti e studenti di fisica della Sapienza
hanno fatto lezione in piazza Montecitorio, piazza Navona e davanti al
municipio. A Milano gli studenti hanno bruciato il provvedimento del governo
davanti alla del Comune. Un migliaio di universitari di Padova ha festeggiato
in corteo lo stop alla didattica in tutte facoltà deciso per giovedì dal Senato
accademico. E le contestazioni continueranno, in concomitanza con la
discussione in Parlamento del decreto 137. Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, ieri
è stata accolta da urla, e anche da applausi, in una scuola della Brianza, ed è
decisa a proseguire. La Gelmini ha ribadito che anche se "è ora di svecchiare
l'università", la sua riforma non la riguarda, quindi la mobilitazione
negli atenei è strumentale. "Le bugie hanno le gambe corte",
ha affermato la Gelmini, "e tra qualche mese,
quando si vedrà come stanno le cose, tutte quelle falsità si ritorceranno
contro chi le ha dette". La Rete degli Studenti ha annunciato che il 23
ottobre bloccherà gli ingressi degli istituti di tutta Italia "per
sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la nostra creatività e
voglia di cambiamento". Sulla stessa linea l'Unione studenti. Alla
protesta si uniranno gli studenti medi, superiori e universitari legati a Forza
Nuova. A Palermo il rettore Giuseppe Silvestri, si è schierato con gli
universitari: oggi ci sarà il blocco delle lezioni e il sito dell'università
sarà oscurato per protesta. I rettori delle università aderenti all'Aquis,
Associazione per la qualità delle università statali italiane, hanno suggerito
al governo di ridurre i tagli per gli atenei che spendono meglio. Intanto,
Raffaele Bonanni, leader Cisl, ha detto che la manifestazione "si
farà", e pure lo sciopero, Se non si vedrà disponibilità "chiara e
palese" di modificare il provvedimento. La riforma ha aspetti positivi, ha
dichiarato Luigi Angeletti, segretario Uil, ma "va discussa, con le persone
che sono o direttamente interessate o fruitrici del servizio". Favorevole
alla mobilitazione anche l'Ugl. E da oggi al Senato inizia il dibattito sugli
emendamenti del Pd al decreto sulla scuola. Sarà l'occasione per verificare se
governo e maggioranza riconosceranno che le obiezioni dei democratici erano nel
merito, ha dichirato Maria Pia Garavaglia, ministro ombra dell'Istruzione. Il
Pd, ha affermato la Garavaglia, è contrario al "corpo a corpo", vuole
un confronto duro, ma positivo e sulle questioni vere. Il governo di Angela
Merkel organizza mercoledì un summit sulla scuola, settore considerato da molti
in difficoltà e di cui la cancelliera ha fatto il cavallo di battaglia a un
anno dalle elezioni politiche. La Merkel in giugno aveva lanciato un'offensiva
per creare una "repubblica dell'istruzione", dopo la pubblicazione
dell'ennesimo rapporto che denunciava carenze e disuguaglianze del sistema
scolastico tedesco, che frenano lo sviluppo economico del paese. La Germania ha
bisogno di una riforma profonda e per attirare attenzione sulla questione, La
Merkel ha compiuto una "missione scolastica" in 12 tappe, visitando
asili nido, istituti professionali e università. La Cdu ha annunciato
l'intenzione di aumentare le tasse sull'istruzione al 10 per cento del Pil entro
il 2015 contro il 6,2 del 2006, cifra comunque inferiore alla media dei paesi
industrializzati. .
( da "Brescia Oggi" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Specchio italiano
Siamo viziati Vogliamo che lo Stato provveda a tutto Abituati male dalla
"mano pubblica", ora non accettiamo che Pantalone sia più restio a
pagare Prezzolini diceva che agli italiani non va mai bene quello che fa
il governo, ma che non c'è italiano che non si lagni se il governo non provvede
a tutto. In effetti siamo un popolo speciale. Il governo è sempre ladro, anche
quando non piove, e noi sempre onesti, con qualsiasi tempo. Per i dipendenti di
Alitalia che si opponevano al piano di salvataggio proposto dalla Cai
(Compagnia aerea italiana) di Colaninno avrebbe dovuto essere il governo, e
quindi lo Stato, e non una congrega di paperoni privati, a farsi carico della
questione e a salvare quindi baracca e burattini, soprattutto i burattini,
restii a rinunciare a parte degli stipendi e dei privilegi. Lo Stato, di fronte
alle proteste e agli scioperi, alle barricate e alle occupazioni dei binari
delle stazioni ferroviarie, cala le brache, tira fuori le palanche, anche
quelle che non ha. Lo ha sempre fatto. Se i dipendenti di Alitalia di Fiumicino
hanno esultato come se avessero vinto alla Sisal dopo il fallimento della
trattativa e il ritiro dell'offerta da parte della Cai è stato perché erano
sicuri che lo Stato non avrebbe permesso che la compagnia di bandiera
conoscesse l'onta della bancarotta. All'ultimo momento, come nell'ultimo atto
delle migliori commedie in cui irrompe in scena un personaggio che mette d'accordo
tutti garantendo il lieto fine, lo Stato avrebbe detto "ghe pensi mi"
e la vecchia Alitalia disastrata, inefficiente e scioperaiola sarebbe
sopravvissuta. Invece lo Stato, non avendo più brache, stavolta non ha potuto
calarle cosicché i dipendenti della Compagnia sono stati i primi a sperimentare
sulla propria pelle che quel padre odiato ma coglione che alla fine aveva
sempre tirato fuori il portafoglio, non è più tanto coglione. O, meglio, non se
lo può più permettere. Gli italiani detengono il record europeo di evasione
fiscale (il 48 per cento del reddito imponibile non viene dichiarato) ma
pretendono dallo Stato quello che pretendono i bamboccioni (così li ha chiamati
Padoa Schioppa) dai genitori: "Mi avete messo al mondo, quindi ho il diritto
di essere mantenuto". D'altra parte lo Stato finora ci aveva viziati.
Bastava scendere in piazza a protestare per essere accontentati. I più
violenti, come gli autotrasportatori che paralizzavano la Penisola mettendo i
Tir di traverso alle autostrade, venivano accontentati subito, confermando la
regola che in questo Paese chi fa casino ha sempre ragione. Ma adesso non ce
n'è più per nessuno. Non perché lo Stato sia diventato improvvisamente crudele
e tirchio, ma perché ha le pezze al sedere. Si dichiara disposto a salvare le
banche e la Fiat, ma solo perché se andassero a ramengo i risparmi degli
italiani e la maggior industria privata del Paese, si aprirebbe un baratro nel
quale sprofonderemmo tutti, lui compreso. Una parte, la più rumorosa, di studenti e professori protesta contro la riforma Gelmini che taglia i fondi alla scuola
in modo maldestro e generalizzato, senza tener conto di ciò che funziona e di
ciò che non funziona e succhia soldi e basta. Ma se lo Stato è in brache di tela
che altro può fare? Continuare a permettere che in certe scuole ci siano più
insegnanti che alunni? Continuare a spendere più per i bidelli che per i
carabinieri? Non sarebbe niente se potessimo mandare i bidelli di pattuglia, ma
non sono stati assunti per questo. Paradossalmente con la crisi finanziaria il
consenso degli italiani per Berlusconi è salito al 62 per cento, quota mai
raggiunta. Segno che il Paese si sente protetto per quanto riguarda i risparmi
in banca e che i tagli alla scuola li ritiene inevitabili o comunque marginali
alle proprie preoccupazioni che, al momento, sono rivolte altrove. Ma segno
anche che il ruolo dello Stato salvatore sta pagando. Salvatore delle palanche,
le sole che contano in questi tempi squattrinati.
( da "Arena.it, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Specchio italiano Siamo
viziati Vogliamo che lo Stato provveda a tutto Abituati male dalla "mano
pubblica", ora non accettiamo che Pantalone sia più restio a pagare
Prezzolini diceva che agli italiani non va mai bene quello che fa il governo,
ma che non c'è italiano che non si lagni se il governo non provvede a tutto. In
effetti siamo un popolo speciale. Il governo è sempre ladro, anche quando non
piove, e noi sempre onesti, con qualsiasi tempo. Per i dipendenti di Alitalia
che si opponevano al piano di salvataggio proposto dalla Cai (Compagnia aerea
italiana) di Colaninno avrebbe dovuto essere il governo, e quindi lo Stato, e
non una congrega di paperoni privati, a farsi carico della questione e a
salvare quindi baracca e burattini, soprattutto i burattini, restii a rinunciare
a parte degli stipendi e dei privilegi. Lo Stato, di fronte alle proteste e
agli scioperi, alle barricate e alle occupazioni dei binari delle stazioni
ferroviarie, cala le brache, tira fuori le palanche, anche quelle che non ha.
Lo ha sempre fatto. Se i dipendenti di Alitalia di Fiumicino hanno esultato
come se avessero vinto alla Sisal dopo il fallimento della trattativa e il
ritiro dell'offerta da parte della Cai è stato perché erano sicuri che lo Stato
non avrebbe permesso che la compagnia di bandiera conoscesse l'onta della
bancarotta. All'ultimo momento, come nell'ultimo atto delle migliori commedie
in cui irrompe in scena un personaggio che mette d'accordo tutti garantendo il
lieto fine, lo Stato avrebbe detto "ghe pensi mi" e la vecchia
Alitalia disastrata, inefficiente e scioperaiola sarebbe sopravvissuta. Invece
lo Stato, non avendo più brache, stavolta non ha potuto calarle cosicché i
dipendenti della Compagnia sono stati i primi a sperimentare sulla propria
pelle che quel padre odiato ma coglione che alla fine aveva sempre tirato fuori
il portafoglio, non è più tanto coglione. O, meglio, non se lo può più
permettere. Gli italiani detengono il record europeo di evasione fiscale (il 48
per cento del reddito imponibile non viene dichiarato) ma pretendono dallo
Stato quello che pretendono i bamboccioni (così li ha chiamati Padoa Schioppa)
dai genitori: "Mi avete messo al mondo, quindi ho il diritto di essere
mantenuto". D'altra parte lo Stato finora ci aveva viziati. Bastava
scendere in piazza a protestare per essere accontentati. I più violenti, come
gli autotrasportatori che paralizzavano la Penisola mettendo i Tir di traverso
alle autostrade, venivano accontentati subito, confermando la regola che in
questo Paese chi fa casino ha sempre ragione. Ma adesso non ce n'è più per
nessuno. Non perché lo Stato sia diventato improvvisamente crudele e tirchio,
ma perché ha le pezze al sedere. Si dichiara disposto a salvare le banche e la
Fiat, ma solo perché se andassero a ramengo i risparmi degli italiani e la
maggior industria privata del Paese, si aprirebbe un baratro nel quale
sprofonderemmo tutti, lui compreso. Una parte, la più rumorosa, di studenti e professori protesta contro la riforma Gelmini che taglia i fondi alla scuola
in modo maldestro e generalizzato, senza tener conto di ciò che funziona e di
ciò che non funziona e succhia soldi e basta. Ma se lo Stato è in brache di
tela che altro può fare? Continuare a permettere che in certe scuole ci siano
più insegnanti che alunni? Continuare a spendere più per i bidelli che
per i carabinieri? Non sarebbe niente se potessimo mandare i bidelli di
pattuglia, ma non sono stati assunti per questo. Paradossalmente con la crisi
finanziaria il consenso degli italiani per Berlusconi è salito al 62 per cento,
quota mai raggiunta. Segno che il Paese si sente protetto per quanto riguarda i
risparmi in banca e che i tagli alla scuola li ritiene inevitabili o comunque
marginali alle proprie preoccupazioni che, al momento, sono rivolte altrove. Ma
segno anche che il ruolo dello Stato salvatore sta pagando. Salvatore delle
palanche, le sole che contano in questi tempi squattrinati. .
( da "Arena.it, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Siamo viziati
Vogliamo che lo Stato provveda a tutto Abituati male dalla "mano
pubblica", ora non accettiamo che Pantalone sia più restio a pagare
Prezzolini diceva che agli italiani non va mai bene quello che fa il governo,
ma che non c'è italiano che non si lagni se il governo non provvede a tutto. In
effetti siamo un popolo speciale. Il governo è sempre ladro, anche quando non
piove, e noi sempre onesti, con qualsiasi tempo. Per i dipendenti di Alitalia
che si opponevano al piano di salvataggio proposto dalla Cai (Compagnia aerea
italiana) di Colaninno avrebbe dovuto essere il governo, e quindi lo Stato, e
non una congrega di paperoni privati, a farsi carico della questione e a
salvare quindi baracca e burattini, soprattutto i burattini, restii a
rinunciare a parte degli stipendi e dei privilegi. Lo Stato, di fronte alle
proteste e agli scioperi, alle barricate e alle occupazioni dei binari delle
stazioni ferroviarie, cala le brache, tira fuori le palanche, anche quelle che
non ha. Lo ha sempre fatto. Se i dipendenti di Alitalia di Fiumicino hanno
esultato come se avessero vinto alla Sisal dopo il fallimento della trattativa
e il ritiro dell'offerta da parte della Cai è stato perché erano sicuri che lo
Stato non avrebbe permesso che la compagnia di bandiera conoscesse l'onta della
bancarotta. All'ultimo momento, come nell'ultimo atto delle migliori commedie
in cui irrompe in scena un personaggio che mette d'accordo tutti garantendo il
lieto fine, lo Stato avrebbe detto "ghe pensi mi" e la vecchia
Alitalia disastrata, inefficiente e scioperaiola sarebbe sopravvissuta. Invece
lo Stato, non avendo più brache, stavolta non ha potuto calarle cosicché i
dipendenti della Compagnia sono stati i primi a sperimentare sulla propria
pelle che quel padre odiato ma coglione che alla fine aveva sempre tirato fuori
il portafoglio, non è più tanto coglione. O, meglio, non se lo può più
permettere. Gli italiani detengono il record europeo di evasione fiscale (il 48
per cento del reddito imponibile non viene dichiarato) ma pretendono dallo
Stato quello che pretendono i bamboccioni (così li ha chiamati Padoa Schioppa)
dai genitori: "Mi avete messo al mondo, quindi ho il diritto di essere
mantenuto". D'altra parte lo Stato finora ci aveva viziati. Bastava scendere
in piazza a protestare per essere accontentati. I più violenti, come gli
autotrasportatori che paralizzavano la Penisola mettendo i Tir di traverso alle
autostrade, venivano accontentati subito, confermando la regola che in questo
Paese chi fa casino ha sempre ragione. Ma adesso non ce n'è più per nessuno.
Non perché lo Stato sia diventato improvvisamente crudele e tirchio, ma perché
ha le pezze al sedere. Si dichiara disposto a salvare le banche e la Fiat, ma
solo perché se andassero a ramengo i risparmi degli italiani e la maggior
industria privata del Paese, si aprirebbe un baratro nel quale sprofonderemmo
tutti, lui compreso. Una parte, la più rumorosa, di
studenti e professori protesta contro la riforma Gelmini che taglia i fondi alla scuola in modo maldestro e
generalizzato, senza tener conto di ciò che funziona e di ciò che non funziona
e succhia soldi e basta. Ma se lo Stato è in brache di tela che altro può fare?
Continuare a permettere che in certe scuole ci siano più insegnanti che alunni?
Continuare a spendere più per i bidelli che per i carabinieri? Non sarebbe
niente se potessimo mandare i bidelli di pattuglia, ma non sono stati assunti
per questo. Paradossalmente con la crisi finanziaria il consenso degli italiani
per Berlusconi è salito al 62 per cento, quota mai raggiunta. Segno che il
Paese si sente protetto per quanto riguarda i risparmi in banca e che i tagli
alla scuola li ritiene inevitabili o comunque marginali alle proprie
preoccupazioni che, al momento, sono rivolte altrove. Ma segno anche che il
ruolo dello Stato salvatore sta pagando. Salvatore delle palanche, le sole che
contano in questi tempi squattrinati. .
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
L'EDITORIALE
"Paroni in classe nostra" Idea choc che darà frutti Antonio
Trentin Nessuno tra gli ipercritici che da una settimana bocciano l'idea
della Lega Nord di istituire classi separate per gli studenti stranieri - per
non rallentare gli scolari "padani" con i ritmi lenti dei
"foresti" - rinuncerà mai a classificarla così: una bolla rischiosa
generatasi nel pentolone in cui cuociono l'intolleranza venata di razzismo e
l'ostilità all'inclusione degli immigrati. E magari, chiedendo in giro, si
potrebbe anche verificare che il senso dell'idea passato nell'opinione pubblica
nordista (e non solo) è proprio quello: cioè che a scuola sarebbe meglio tenere
gli allievi "nostri" da una parte e i "loro" da un'altra.
Eppure i parlamentari del Carroccio, facendo approvare dal centrodestra
alla Camera la raccomandazione per Mariastella Gelmini, hanno detto e ridetto che l'obiettivo suggerito alla ministra è
invece quello di favorire l'integrazione dei nuovi arrivati. Gli si deve
senz'altro credere. Basta intendersi bene su che cosa sarebbero - e con chi,
per quanto e in vista di cosa dovrebbe frequentarle un giovanissimo immigrato -
quelle "classi a parte" variamente denominate nel lessico del
Carroccio di questi giorni: classi-ponte, d'inserimento, complementari. E poi
non è colpa degli onorevoli leghisti se il pubblico elettorale amico capisce
una cosa per l'altra (il consenso verrà comunque buono la prossima volta) oppure
se gli avversari politici scelgono di scambiare, anziché proposte alternative,
solo bordate di polemica. Meglio lasciare quest'ultima al suo vocabolario
esagerato: dai "paroni in classe nostra" letto in un messaggio-blog
su internet fino all'"apartheid sudafricana" o all'Auschwitz evocate
dall'estrema sinistra. 2 .
( da "Arena.it, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
LA PROTESTA. Ieri al
polo di Borgo Roma affollata assemblea per un confronto tra il sistema italiano
e quelli stranieri "Università marginale se si pensa al risparmio"
Lezioni ancora sospese a Scienze, in attesa della riunione di domani del consiglio
di facoltà, che valuterà l'orientamento del senato accademico Continua
all'ateneo scaligero la mobilitazione contro l'avversata legge 133/08, che
prevede la possibilità per le università pubbliche di trasformarsi in
fondazioni di diritto privato e programma notevoli tagli ai fondi erogati dallo
Stato (1,5 miliardi di euro in cinque anni) e all'assunzione di personale
docente e non docente. Capofila della protesta è ancora la facoltà di Scienze,
dove già da mercoledì scorso le lezioni tacciono, su decisione unanime del
consiglio di facoltà, in segno di disapprovazione "a questi tagli
ingiustificati, del tutto indipendenti da una seria ed approfondita valutazione
della qualità della nostra ricerca e della nostra didattica", sottolinea
il preside Roberto Giacobazzi. ASSEMBLEE AFFOLLATE. E' stato proprio lui, ieri
mattina, a moderare l'affollata assemblea (circa quattrocento i presenti più un
altro centinaio di ragazzi collegati in video-conferenza dal Polo Zanotto)
programmata al polo di Borgo Roma per diffondere tra i diretti interessati una
corretta informazione sul sistema universitario italiano paragonato a quelli
stranieri. "Un'università concepita come luogo di risparmio è condannata
ad essere marginale", ha detto il preside citando il caso emblematico di
un bando emanato proprio dalla facoltà scaligera per 8 posti di docenza, che ha
ricevuto in risposta 150 curriculum da 36 Paesi esteri. "Ma l'interesse di
molti candidati si è scontrato contro l'aspetto finanziario", ammette
Giacobazzi: "Se negli Usa il salario sarebbe stato di 130mila dollari per
nove mesi, noi abbiamo potuto promettere solo il 60-70 per cento. E per quanto
riguarda il bonus offerto dagli atenei per avviare un team di ricerca, contro i
100mila dollari offerti altrove, qui potremmo assicurarne solo 6mila. Ma la
qualità della nostra ricerca scientifica ci proietta al quarto posto al
mondo". Di qui il "non ci sto" della facoltà. Nel pomeriggio, al
Polo Zanotto, assemblea invece delle facoltà umanistiche con il preside di
Lettere Mario Lombardo. LEZIONI SOSPESE. Ma la secca presa di posizione del
polo tecnologico potrebbe in un certo senso ammorbidirsi dopo il confronto di
venerdì scorso in Senato accademico, in cui il rettore Alessandro Mazzucco, che
in qualità di membro della Giunta della Conferenza dei rettori delle università
italiane (Crui) è impegnato in una trattativa per ottenere dal Governo
interventi attraverso un dibattito parlamentare, ha chiesto sostegno e
compattezza da parte dei presidi delle facoltà. "Mercoledì il nostro consiglio
di facoltà analizzerà questa delibera del senato accademico", anticipa
Giacobazzi, "e prenderà in considerazione l'eventualità di terminare
anticipatamente il blocco delle lezioni, inizialmente previsto fino a fine
ottobre: la nostra presa di posizione non è un segno di rottura nei confronti
del rettore, né desideriamo delegittimarne l'azione in seno alla Crui. Vogliamo
solo che di università si parli finalmente con cognizione di causa".
PRESIDIO PERMANENTE. Se al momento la posizione ufficiale
delle altre facoltà non cambia, sono gli studenti a organizzarsi per convincere
presidi e docenti a scendere in campo, in vista del prossimo Senato accademico
previsto per venerdì, in cui verranno discusse le linee guida della riforma Gelmini. In contemporanea è previsto un
sit-in di studenti.E.P. .
( da "Arena.it, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Assemblee e sit in
anche a Verona Si allarga il fronte della protesta studentesca contro il
decreto con cui il ministro dell'Istruzione, Gelini, rivede l'organizzazione
della scuola. Giornata di passione quella di giovedì 23 per le scuole italiane,
compresa quella veronese. "Occuperemo le entrate delle nostre scuole per
sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la nostra creatività e
voglia di cambiamento". Ad annunciarlo è la "Rete degli
Studenti", spiegando che sono in programma assemblee e sit-in che si svolgeranno
davanti alle scuole a Torino, Verona, Vicenza, Treviso, Padova, Venezia,
Siracusa, Bergamo, Cuneo, Prato, Massa, Pisa, Teramo, Frosinone, Roma, Catania,
Savona, Reggio Emilia. "Teniamo fuori la Gelmini dalle nostre scuole, perchè le
scuole sono nostre e vogliamo essere noi a cambiarle. In questi giorni tante
scuole e università sono in agitazione per opporsi al progetto di demolizione
dell'istruzione pubblica del governo. Rispondiamo alla violenza della
maggioranza parlamentare e della Gelmini tenendo vive le nostre scuole, in particolare nei giorni
in cui il decreto 137 verrà approvato al Senato", conclude la Rete.
.
( da "Avvenire" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA
21-10-2008 VOTI E CONDOTTA Gli slogan: con il voto di condotta si vuole
limitare la libertà di espressione degli studenti. Inoltre con il 7 in condotta si può essere
bocciati. Il decreto: c'è la necessità di considerare anche il comportamento
dello studente nella sua valutazione complessiva. La bocciatura avverrà soltanto con
una valutazione insufficiente ( dunque dal 5 in giù). La sufficienza ( il 6)
viene chiesta in tutte le materie per essere promossi. Da chiarire: smentita la
bocciatura con il 7 in condotta, il decreto non
affronta il tema del recupero dei debiti formativi accumulati nel corso
dell'anno. Recupero tra l'altro previsto soltanto per le scuole superiori, ma
con il ritorno ai voti numerici potrebbe estendersi almeno alle medie
inferiori, che per struttura didattica sono più vicine alle superiori.
( da "Avvenire" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 21-10-2008
Il testo in aula al Senato, gli studenti in piazza DA MILANO I l fronte contrario al decreto Gelmini affila le armi, mentre il provvedimento approda nell'aula di
Palazzo Madama. Da oggi, infatti, il Senato è chiamato ad esaminare il testo
passato al vaglio la scorsa settimana dalla commissione I- struzione. Un testo
identico a quello approvato dalla Camera il 9 ottobre scorso, sul quale però l'opposizione
ha presentato quasi 200 emendamenti. Dal Parlamento alla piazza il clima
rimane incandescente. Anche ieri cortei di studenti medi e universitari in
diverse città. A Palermo oltre 5mila giovani hanno espresso il loro
"no" ai provvedimenti del governo. A Milano circa 200 studenti medi
hanno dato vita a un sit-in davanti alla sede del Comune per protestare anche
contro il vicesindaco Riccardo De Corato che venerdì si era espresso contro
l'eccesso di cortei in città. E nel tardo pomeriggio a Carate Brianza il
ministro Gelmini è stato contestato all'arrivo per una
sua visita a un istituto professionale locale. A Trieste tre scuole superiori
risultano "occupate ", mentre in altri undici istituti è stata
proclamata la mobilitazione. Anche a Prato il liceo classico "Cicognini
" e quello psicopedagogico "Rodari" sono stati occupati, ma il
preside dei due istituti, Luigi Nespoli, ha richiesto l'intervento delle forze
dell'ordine per far cessare l'occupazione. Una richiesta accompagnata anche da
un fax al prefetto di Prato perché "si controlli quanto avviene durante la
notte". Ma le occupazioni e le autogestioni sono destinate ad aumentare in
questi giorni, come hanno annunciato i dirigenti della Fgci, l'organizzazione
giovanile del Pdci. E anche la Rete degli studenti fa sapere che "il 23
ottobre occuperemo le entrate delle nostre scuole per sbarrare la strada alla
riforma e ai tagli con tutta la nostra creatività e voglia di
cambiamento". Nel fronte sindacale continua la preparazione dello sciopero
generale della scuola proclamato per il 30 ottobre prossimo. "Se non
vediamo la disponibilità, chiara e palese, di modificare il provvedimento, lo
sciopero si farà" ha ribadito il leader della Cisl Raffaele Bonanni. E il
suo collega della Uil Luigi Angeletti ha sottolineato la necessità "di
discutere le riforme con le persone che sono interessate o fruitrici del
servizio". Insomma per evitare lo sciopero, una risposta deve arrivare in
tempi brevi. Enrico Lenzi Prosegue la protesta in contemporanea all'esame del
decreto Scuole occupate, ma a Prato il preside chiama la polizia.
( da "Avvenire" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 21-10-2008
la mobilitazione Dal maestro unico al ridimensionamento della rete scolastica;
dal taglio dei posti docenti al ritorno del voto in condotta; dai fondi alle
paritarie al tempo pieno: viaggio nei temi più caldi della protesta che sta
animando i cortei di insegnanti, genitori e studenti. Cercando di fare un po'
di chiarezza PUBBLICA ISTRUZIONE Da una parte le frasi gridate da chi scende in
piazza contro i provvedimenti varati dal governo, dall'altra la replica della
Pubblica Istruzione. Risultato: resta soltanto la confusione Scuola, slogan e
decreto: due "verità" a confronto DA MILANO ENRICO LENZI S logan in
piazza e controreplica del ministro Gelmini. Da settimane ormai i due fronti
si scambiano reciproche accuse. Nel mezzo genitori, docenti e studenti che
intendono capire davvero cosa sta accadendo alla scuola italiana con gli ultimi
provvedimenti presi dal governo Berlusconi. Abbiamo così cercato di fare un po'
di chiarezza su almeno sei dei temi che più di altri stanno infuocando il
dibattito sia parlamentare, sia all'interno della società. E come spesso
accade, si scopre che la "verità" si colloca nel mezzo, tra le
esagerazioni di una piazza che si fa catturare facilmente dagli slogan, e le
risposte ministeriali che a volte comunque lasciano aperte alcune questioni. Un
esempio? Il tempo pieno alle elementari. La piazza scandisce slogan che ne
annunciano la scomparsa dopo anni di onorato servizio, soprattutto nelle
Regioni del Nord, dove esiste una reale esigenza sociale perché spesso entrambi
i genitori sono impegnati nel lavoro. Da parte sua il ministero controreplica
che il tempo pieno non sarà minimamente toccato. Anzi aumen-- terà, visto che
scomparendo il modulo dei tre docenti su due classi, si libererà personale. E
in effetti il decreto Gelmini non prevede la
cancellazione del tempo pieno, ma nel contempo non dice che resterà l'attuale
modello pedagogico che caratterizza il tempo pieno: due docenti titolari con
una parte in co-presenza. Ecco, forse è questo il vero punto su cui chiedere
chiarezza. Una modalità d'approccio differente, che abbiamo cercato di
estendere ad alcuni dei temi più caldi della protesta.
( da "Corriere Adriatico" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
ASCOLI - Sala
provinciale di via Tornasacco affollata per l'iniziativa organizzata dai
circoli del Pd. Un dibattito pubblico sulla scuola che
ha avuto come ospite l'onorevole Chiara Acciarini per discutere della riforma Gelmini. La parlamentare ha attaccato i decreti della
ministra Gelmini evidenziando che tali provvedimenti
rispondono più ad interventi volti a tagliare risorse finanziarie alla scuola pubblica che a migliorare il sistema nazionale
scolastico nei vari cicli di istruzione. "Prima di tutto la scuola", così è stata intitolata l'iniziativa, ha dato
la possibilità di evidenziare i numerosi punti critici di questi decreti.
Secondo la Acciarini l'intenzione del governo è quella di
svalutare la scuola pubblica statale per favorire il sistema privato. Inoltre, ha
sottolineato, si procede verso un arretramento del diritto allo studio,
tagliando tempo scuola e
venendo meno ad alcuni principi sanciti dalla nostra carta costituzionale.
Molto folta l'affluenza di cittadini, insegnanti, dirigenti scolastici,
esponenti delle istituzioni locali, che hanno seguito la severa e puntuale
relazione della Acciarini. In prima fila tra i partecipanti i coordinatori dei
circoli del Pd Vittoria Minola, Giampiero Giorgi e Alessio Tomassini. Ricco il
contenuto degli interventi fra i quali quello di Maria Stella Origlia che ha
presentato l'iniziativa, di Valentina Bellini che ha coordinato i lavori, di
Luciana Moretti, del presidente del Cup De Santis, del segretario provinciale
della Cgil Vaglieco, di D'Isidoro e di altri docenti intervenuti. Hanno
partecipato al dibattito anche Agostini e Mandozzi.
( da "Corriere Adriatico" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Summit ad Ancona per
rivedere i piani per edilizia e trasporti scolastici ASCOLI - Ieri pomeriggio l'assessore
provinciale all'istruzione, Olimpia Gobbi ha incontrato il collega
regionale Ugo Ascoli per rivedere il piano scolastico alla luce dell'entrata in
vigore della riforma Gelmini che prevede la chiusura dei plessi con meno di cinquanta alunni.
Un taglio che nella nostra provincia interessa trentacinque scuole. Andiamo a
vedere nel dettaglio il taglio delle scuole nei comuni piceni. Istituto
scolastico comprensivo di Montottone (46 alunni); isc di Campofilione
(48 alunni), Isc di Appignano del Tronto (37 alunni), scuola elementare di
Massignano (47) , Isc di Force (31), Isc di Ortezzano (42), Isc di Montefalcone
Appennino (20), Isc di Arquata del Tronto (33), scuola di Carassai (8), Isc di
Montefortino (16), Isc di Montemonaco (10), Isc Fratadocchi di Montottone (41),
Isc di Montegiberto (20), isc di Massa Fermana (29), Isc di Rubbianello (26),
Isc di Lapedona (48), Isc di Montedinove (15), Isc di Ortezzano/Montedinove
(43), Isc di Santa Vittoria in Matenano (47), Isc di Montelapro (18), Isc di
Montefalcone Appennino (25), Istituto di Arquata (39), Isc di Montegallo (9),
scuola elementare di Carassai (27), Isc di Monsampolo del Tronto (16), Isc di
Montemonaco (11), Isc di Montefortino capoluogo (47), scuola di Monsampietro
Morico (28), scuola di Francavilla d'Ete (36), scuola di Magliano di Tenna (44)
e Belmonte Piceno (28), scuola dell'infanzia di San Savino di Ripatransone (17)
e scuola dell'infanzia di Valtesino di Ripatransone (28). Per quanto riguarda
le dirigenze scolastiche verrebbero tagliate quelle degli istituti comprensivi
di Amandola, Roccafluvione, Acquasanta, Comunanza, Force, Offida, Folignano
capoluogo, Castel di Lama (via Adige), l'istituto secondario di Amandola e
l'istituto d'arte di Ascoli. Come si potrà notare dall'elenco la scure colpirebbe
soprattutto i comuni della montagna dove è già spiccato il decremento
anagrafico. La cancellazione di una scuola per un piccolo centro equivale ad
una morte annunciata dopo che già stata applicata la razionalizzazione di altri
servizi di base (a cominciare da quelli sanitari). Sabato prossimo l'assessore
provinciale Olimpia Gobbi ha convocato tutti i sindaci interessati dalla
riforma Gelmini perchè la chiusura delle trentacinque
scuole comporterà automaticamente anche difficoltà logistiche come la revisione
dei trasporti scolastici e l'ampliamento degli istituti che dovranno ospitare
gli alunni provenienti dai plessi che saranno chiusi per legge. Intanto il
consigliere provinciale Bruni ha presentato un ordine del giorno che sarà
discusso nella prossima seduta in cui si invitano i parlamentari marchigiani,
la Regione Marche, le Province marchigiane, i Comuni ad adoperarsi perchè il
decreto del governo non venga convertito in Legge; "il presidente della
giunta e del consiglio a mettere in atto tutte le iniziative necessarie a
respingere la controriforma del Governo; gli insegnanti, le famiglie, gli Enti
locali, i cittadini, a manifestare per la difesa della scuola pubblica".
L'auspicio è che la riforma, come ha promesso il ministro, possa essere emendata
nelle parti che riguardano i piccoli comuni montani. MARIO PACI,.
( da "Corriere Adriatico" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
ANCONA - Studenti
della Lista Gulliver-Sinistra Universitaria-Udu hanno occupato simbolicamente
il Rettorato dell'Università Politecnica delle Marche, in piazza Roma ad
Ancona, per protestare contro la legge 133 sui tagli all'istruzione.
L'obiettivo, spiegano gli studenti, "è coinvolgere tutte le componenti del
mondo accademico in vista dell'assemblea generale di Ateneo in programma il 22
ottobre, giornata per la quale chiediamo la sospensione delle lezioni". Un'assemblea svoltasi in mattinata presso il Polo di Medicina, a
Torrette, ha anche deciso l'adesione alla manifestazione nazionale del 14
novembre a Roma. Giovedì a Macerata assemblea generale di studenti e precari
dell'Unmic che chiamano tutti a raccolta contro i provvedimenti Tremonti-Gelmini.
( da "Corriere Adriatico" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Lezioni all'aperto e
cortei. Il ministro: "Solo polemiche strumentali" ROMA - Lezioni di
fisica in piazza a Roma, blocco della didattica a Palermo, occupazione del
rettorato al politecnico di Ancona: un coro di "no" - allo
smantellamento del sistema pubblico, alla privatizzazione, al taglio dei
finanziamenti - si è levato anche ieri dalle Università italiane, accomunando
spesso studenti e professori. Ma il ministro Gelmini liquida il dissenso parlando,
dai microfoni di Studio Aperto, di "polemiche strumentali" visto che
- sostiene - il provvedimento da lei varato "non riguarda gli
atenei". Intanto un gruppo di rettori, aderenti all'associazione Aquis
(Associazione per la qualità delle università italiane statali) lancia una
proposta al Governo: tagliate meno negli atenei dove si spende meglio.
Se quella cominciata ieri sarà una settimana zeppa di assemblee per i giovani e
i docenti dell'università della Calabria, gli studenti di Scienze politiche
dell'università di Catania hanno occupato l'aula magna della facoltà,
rimanendovi in assemblea permanente, per "protestare contro i tagli di
oltre un miliardo e mezzo di euro previsti a danno degli atenei". Occupato
anche il plesso didattico di viale Morgagni a Firenze (dove mercoledì è in
programma una lezione in piazza di Margherita Hack) che ospita gran parte delle
aule delle facoltà di ingegneria e farmacia e alcune di scienze e medicina. E
oltre un migliaio di studenti dell'università di Padova ha
"festeggiato" con un corteo spontaneo la sospensione della didattica
in tutte le facoltà decisa dal Senato accademico per giovedì mattina. Il senato
accademico dell'ateneo di Padova ha approvato una mozione in cui ribadisce
"la ferma opposizione all'attacco gravissimo all'Università come
istituzione pubblica essenziale per il futuro del Paese" e il rettorato di
Cagliari ha subito un blitz di studenti. Ma è a Palermo che ieri la protesta
degli universitari ha gridato più forte che altrove. In vista dell'arrivo del
ministro Gelmini (che invece ha disertato il convegno
al quale doveva partecipare) gli studenti hanno messo in moto una grande manifestazione
(15.000 in corteo secondo gli organizzatori) incassando anche il sostegno del
rettore, Giuseppe Silvestri, che ha autorizzato la sospensione delle attività
didattiche previste per domani in modo da consentire a studenti e docenti di
partecipare alle assemblee programmate nelle varie facoltà. Intanto, Francesco
Pasquali, Coordinatore Nazionale dei Giovani per la Libertà-Forza Italia,
annuncia una class action degli studenti "se agli universitari continuerà
a essere impedito di frequentare le lezioni, per le quali le famiglie, spesso
tra mille sacrifici, pagano le tasse. E'inaccettabile - spiega - che gli Atenei
siano usati per intraprendere battaglie politiche contro il Governo, ritardando
gli esami a tutta la comunità studentesca. La stragrande maggioranza degli
studenti frequenta le università per migliorare la propria condizione di vita;
i rigurgiti sessantottini sponsorizzati spesso da alcuni docenti, molti dei
quali si sono laureati con gli esami di gruppo, non faranno breccia tra le
nuove generazioni". FILIPPO CROTONEO,.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
LORENZO CALÒ Nicola
Ucciero è assessore provinciale alla Pubblica istruzione da appena un mese. Una
brutta grana, come inizio niente male... "Dobbiamo muoverci con
determinazione ma con cautela sul tema del dimensionamento della rete scolastica
perché la cornice normativa prevede il commissariamento per quelle regioni che
non rispettano i parametri". Insomma, il piano Gelmini è tutto da buttare? "Le
riserve non sono di ordine ideologico o partitico. Molti colleghi di altre
province e di altre regioni, anche di centrodestra, hanno espresso forti
perplessità". Non è che nella scuola in passato si è speso troppo e male
magari dispensando fondi su finalità improduttive? "Non si può
affrontare questo tema con un criterio strettamente ragionieristico o
contabile, come vorrebbe il ministro Gelmini". Ma
userete il machete? "Agiremo cercando di determinare il minor disagio
possibile: non toglieremo il diritto all'istruzione a nessuno, men che mai
procederemo in modo da snaturare le peculiarità del territorio. Non si può,
insomma, fare cassa incidendo sulla pubblica istruzione. Soprattutto al Sud, e
in Campania in particolare, servono investimenti sulla qualità della
formazione". Sì, però da qualche parte i tagli bisogna pure cominciare a
farli.... "Ma non in maniera indiscriminata. Se fosse così sarebbe come
dire che per curare una febbre il ministro propone l'eutanasia del
malato". Ma ci sarà un motivo se le stime internazionali sulla qualità
della formazione italiana sono tutte al ribasso, per non parlare del
Mazzogiorno? "Però alla contrazione della spesa prevista dal governo non
corrisponde un congruo programma di investimenti sulla qualità dell'offerta
formativa, sulla preparazione dei docenti, sull'ampliamento delle tecnologie,
sull'estensione delle dotazioni in grado di far crescere il livello
dell'istruzione e la possibilità di arricchimento dei nostri studenti".
Come Provincia dovrete poi misurarvi anche con la necessità di proporre un
rinnovamento delle strutture... "Ed è quello che abbiamo avviato con il
viaggio nella scuola casertana per giungere a un riordino complessivo
dell'intero pianeta scuola in provincia di Caserta". Con che problemi vi
siente scontrati? "Un forte sovraffollamento nell'area del capoluogo e nei
comuni maggiori anche dell'Aversano e un impoverimento della popolazione
scolastica nei piccoli centri che scontano anche problemi di adeguamento
strutturale". Quali i rimedi? "Il nostro piano prevede, fra l'altro,
la realizzazione di quattro nuovi istituti e una rivistazione complessiva
dell'edilizia scolastica".
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Studenti irpini in mobilitazione contro il decreto Gelmini. Assemblee permanenti e d'istituto sono in programma nelle
scuole della provincia per discutere sui cambiamenti e i tagli nel mondo della
scuola. I primi ad attivarsi sono gli alunni dell'Istituto Superiore
"Pascucci" di Pietradefusi che già ieri si è riunito in assemblea
permanente e che continuerà anche stamattina e probabilmente fino a giovedì.
In fermento anche il Liceo Classico "Colletta" di Avellino, richieste
assemblee. ACERRA A PAG. 35.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
GIULIO FINOTTI
Avevano intenzione di protestare contro la riforma della scuola
del ministro Maria Stella Gelmini, circa duecento alunni del liceo classico Giannone che ieri
mattina hanno disertato le lezioni per recarsi presso gli uffici del
Provveditorato di via Ceccano. Prima di giungere davanti al palazzo dove gli
studenti hanno poi chiesto un incontro con il Provveditore, il corteo s'è però
spostato verso il vicino liceo scientifico Armando Diaz, per chiedere
agli studenti di questo istituto superiore di partecipare alla protesta.
Qualcuno avrebbe voluto occupare l'edificio, ma alla fine, esclusi piccoli
gruppi, gli studenti dello scientifico sono rimasti nelle aule e la
rappresentanza del Giannone s'è diretta al Provveditorato dopo
l'identificazione da parte delle forze di polizia. Mentre i ragazzi
inneggiavano slogan contro la riforma Gelmini, i
rappresentanti di istituto chiedevano un incontro con il Provveditore che però
non si è tenuto. I ragazzi hanno avuto rassicurazioni che un tavolo di
confronto potrà essere indetto nei prossimi giorni. In serata sì è poi tenuto
un incontro tra i rappresentati di alcune delle scuole superiori casertane: il
liceo scientifico Diaz, il liceo classico Giannone, la Ragioneria Itc Terra di
Lavoro, e l'istituto Manzoni. Al centro dell'incontro, la necessità di decidere
quale forma di protesta adottare per rendere visibile il dissenso contro la
riforma della scuola e il tentativo di coinvolgere gli studenti. Con molta
probabilità, la scelta che sarà resa nota prossimamente riguarderà un corteo di
protesta da tenersi nei giorni in cui la riforma Gelmini
entrerà in vigore.
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
SONIA ACERRA
Studenti irpini in mobilitazione contro il decreto Gelmini. Assemblee permanenti e d'istituto
sono in programma nelle scuole della provincia per discutere sui cambiamenti e
i tagli nel mondo della scuola. I primi ad attivarsi sono gli alunni
dell'Istituto Superiore "Pascucci" di Pietradefusi che già ieri si è
riunito in assemblea permanente e che continuerà anche stamattina e
probabilmente fino a giovedì. In fermento anche il Liceo Classico
"Colletta" di Avellino che in questi giorni organizzerà un'assemblea
sull'argomento, mentre al Liceo Scientifico "Mancini" di Avellino,
all'Itc "Fortunato" e in altre scuole sono state richieste delle
assemblee d'istituto dedicate alla questione. "Siamo davanti alla scuola -
spiega Giuseppe Marano del Classico "Pascucci" - in linea con le
occupazioni degli istituti a livello nazionale programmate dal 21, 22 e 23
ottobre. Stiamo discutendo della riforma Gelmini e
abbiamo letto sull'argomento gli articoli dei più grandi quotidiani".
Anche i docenti non in servizio si sono fermati coi ragazzi. "Ci hanno
fatto compagnia - aggiunge Marano - perché la questione è molto importante. Non
siamo d'accordo sulla distribuzione delle risorse che penalizzano le scuole
pubbliche, a vantaggio delle private che non sono usufruibili da tutti".
Ma accanto a questo c'è anche la preoccupazione per il proprio futuro. "L'introduzione
del 5 in condotta, poi - conclude Marano - se usato male può limitare la
libertà d'espressione dello studente. Ma anche i tagli così ingenti di
personale non danno prospettive, non solo a chi già lavora nella scuola, ma
anche a noi giovani. A che serve formarci in questo campo, se poi non troveremo
il lavoro? Perchè sprecare le energie giovani?". La protesta degli
studenti, cominciata con lo sciopero del 10 ottobre scorso, è particolarmente
seguita dall'Unione degli Studenti (Uds) provinciale che ha dato l'adesione
allo sciopero del 30 ottobre prossimo e a Roma andranno pure i ragazzi.
"Credo che parteciperemo in una folta delegazione - sottolinea Pasquale Di
Domenico, coordinatore provinciale dell'Uds -. Quello che più ci preoccupa è il
progetto finale di questo decreto che sostiene la privatizzazione e non dà a
tutti la possibilità di potersi istruire. É per questo motivo principalmente
che sentiamo il dovere di mobilitarci". Nei prossimi giorni, infatti,
verranno distribuiti volantini nelle scuole per spiegare ed informare tutti i
ragazzi sul decreto in approvazione al Parlamento.
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
È un coro di
dissenso quello dei dirigenti scolastici irpini sui tagli al personale e alle
istituzioni scolastiche - con annessi accorpamenti- programmati
dal ministro, Maria Stella Gelmini. Della riforma si salva qualche provvedimento, ma il tutto è
stato fatto con troppa fretta e senza dibattito. "Sulla scuola si sta
abbattendo una scure - sostiene Michele Pippo, dirigente scolastico dell'Itc
"Fortunato" di Avellino - che coinvolge tutto il settore pubblico.
Tagliare o anche accorpare scuole è un modo brutale di risolvere il problema
politico ed economico che va affrontato diversamente. Si guarda alla quantità,
e la qualità dell'istruzione?". Un parere positivo si recupera solo con la
possibilità giuridica del 5 in condotta. "É un ottimo deterrente -
aggiunge Pippo - per gli alunni, ma mi aspetto, tuttavia, un impegno maggiore
dal punto di vista didattico, a cominciare dal ripristino degli esami di
riparazione". "Chiudere le scuole, o anche togliere presidenze e
segreterie - afferma Anna Lucia Crescitelli, dirigente scolastico
dell'"Alighieri" di Avellino - è un modo per togliere identità a
paesi e centri già con pochi stimoli. Il personale in netta diminuzione, poi, è
la fine dell'occupazione, ma anche del servizio che si offre alla
comunità". Nessuna novità per l'educazione civica che già veniva insegnata
nelle scuole. "Decenni di pedagogia e di esperienza - dichiara Rita Maio,
dirigente del I Circolo Didattico di Avellino - sono messi in discussione,
senza aver interpellato nessuno e in maniera frettolosa. Il ritorno al maestro
unico è inconcepibile in un'epoca in cui i bambini sono molto stimolati ed
aumentano continuamente i saperi". so.ac.
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
MELINA CHIAPPARINO SALVO
SAPIO L'allarme è scattato intorno alle sette e trenta di ieri mattina. Una
quindicina di ragazzi incappucciati ha preso d'assalto il liceo Genovesi in
piazza del Gesù. Due tentativi di irruzione in piena regola, con attimi di
tensione e il decisivo intervento della polizia. La banda di incappucciati si è
data, infatti, alla fuga per evitare di finire nella rete delle forze
dell'ordine. "Prima dell'orario di apertura - ha spiegato il preside del
liceo, Ennio Ferrara - un gruppo di una quindicina di ragazzi incappucciati ha
tentato per due volte di fare irruzione nella scuola, senza successo. Il gruppo
di incappucciati era formato probabilmente da personaggi esterni alla scuola,
ho cercato di garantire il normale svolgimento delle attività scolastiche che
infatti ha reso possibile le lezioni per la minoranza di alunni che sono
entrati ed ho anche dato la possibilità ai ragazzi di svolgere due assemblee
d'istituto, di cui una straordinaria, ma non posso permettere lo svolgimento di
azioni illegittime nell'istituto, quale sarebbe un'occupazione". Ma in
piazza del Gesù si sono vissuti attimi di paura e disorientamento. Il personale
scolastico del liceo classico è riuscito appena in tempo a chiudere le porte
dell'istituto per evitare l'incursione del gruppo camuffate con sciarpe e
cappelli. Due i tentativi di invasione del territorio scolastico, entrambi
senza successo e seguiti dalla dispersione degli incappucciati prima
dell'arrivo delle forze dell'ordine. Ma la mattinata è proseguita con le
iniziative di mobilitazione e protesta in piazza di una buona parte degli
studenti appartenenti alla sede centrale dell'istituto (che riunisce le ultime
tre classi di liceo). Tra chi ha scelto di entrare e fare lezione e chi invece
è tornato a casa, boicottando l'aula, ci sono stati una cinquantina di studenti
che, sino alle tre del pomeriggio, si sono raccolti per diverse ore davanti
alle porte del Genovesi, dando luogo ad un'assemblea per
fare il punto delle proteste anti-Gelmini. Scuola, comunque, regolarmente aperta, ma con 100 studenti
presenti su un totale di 500. Oltre duecento le telefonate in segreteria da
parte di genitori preoccupati. Una scuola "sotto assedio" a giudicare
dal capannello di ragazzi che hanno presidiato le porte dell'istituto.
Megafoni, striscioni, ricetrasmittenti e l'imperativo categorico di occupare la
scuola e non scendere al compromesso di assemblee parallele al corso delle
lezioni, come invece proposto dal preside per venire incontro ai ragazzi ma
allo stesso tempo non sacrificare il regolare svolgimento dell'anno scolastico.
Dopo qualche ora di silenzio i ragazzi si sono ritrovati in piazza del Gesù per
l'appuntamento pomeridiano delle cinque con le delegazioni di studenti di altri
licei, come il Vittorio Emanuele, il Labriola e il Pansini. In contemporanea il
Villari sospendeva le lezioni per una grande assemblea Dalla provincia la
notizia della prima scuola effettivamente occupata: il Giordano Bruno di
Arzano. Prove generali per la manifestazione di protesta studentesca di oggi,
annunciata per le dieci e trenta in piazza del Gesù. Un'occasione che vedrà
riuniti tutti i protagonisti dell'universo scolastico partenopeo, dai licei
alle università, dagli studenti ai ricercatori, per far partire il corteo che
si dirigerà sino alla sede di Confindustria. Prove generali che hanno fatto
trascorrere momenti di ansia e preoccupazione al personale scolastico del
Genovesi che, in certi momenti, ha temuto il peggio, sembra infatti che uno
studente abbia addirittura provato ad arrampicarsi su uno dei ballatoi
dell'edificio per entrare dalla finestra.
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
PIETRO TRECCAGNOLI
Si chiamano precari stabili, perché Napoli è la capitale dell'ossimoro. La
scuola qui è meglio della vecchia finanza di Tremonti, è creativa. Peccato che
dietro ci siano drammi personali e professionali ai quali tutti sembrano aver
fatto il callo, in parte anche i docenti, precari, appunto, ma da così tanto
tempo che fino a ieri si ritenevano al sicuro dallo spettro della
disoccupazione. Illusi. Perché la riforma della Gelmini, che ha cominciato a scatenare i
suoi effetti già prima del varo ufficiale, e, ora, lo scandalo delle
graduatorie con il difetto, con il trucco, brogli sui quali la magistratura
indaga, tutto questo ha fatto dissotterrare l'ascia di guerra alla tribù dei
senza cattedra. Le storie che raccontano sprigionano un'ira rassegnata
(ancora un ossimoro), ma pur sempre ira che, nello smarrimento di una categoria
storicamente incapace di organizzarsi, stenta a prendere forma. Il dibattito e
le invettive si spalmano sul web, nei forum (www.bru64.altervista.org che fa
esplicito riferimento all'inchiesta anticipata dal "Mattino") e sui
blog (www.movimentoprecarinapoli.blogspot.com). Quando si cerca il contatto
diretto vengono fuori paesaggi umani e sociali fatti di sveglie prima dell'alba,
di ansie per una convocazione, incertezza cronica che spinge a non mettere su
famiglia, per esempio. "Per la prima volta da dieci anni, quest'autunno
sono ancora a spasso" dice Monica Arcucci, 39 anni, insegnante di
francese, sempre in buona posizione per gli incarichi annuali, con una lunga
serie di spostamenti da Capri a Sorrento, a Castellammare. "Già stavano
convocando con il contagocce, ora le graduatorie truccate hanno bloccato
tutto". Ieri doveva essere pubblicato il calendario delle convocazioni, ma
c'è stata una fumata nera. Proprio le convocazioni in massa del parco buoi dei
docenti a tempo determinato sono un'esperienza da fare per capire a quale
livello sia scesa la scuola, proprio nel punto nevralgico del reclutamento:
sospetti e amicizie, gioia e terrore, con lo Stato ridotto al ruolo di
caporale. "Quest'inchiesta è stata una conferma" aggiunge Daniela
Finizio, 37 anni, precaria da otto, insegna scienza degli alimenti negli
alberghieri (da Poggioreale a Ottaviano, da Agnano a Capri), anche lei rimasta
per ora senza cattedra. E racconta una storia: "Proprio nella mia
graduatoria c'è un collega che s'è laureato con me e che stranamente, da
sempre, ha decine e decine di punti più di me. Mi sono chiesta spesso come
avesse fatto. Poi all'inizio di ottobre ho saputo che non aveva avuto la
cattedra. L'inchiesta giudiziaria mi ha fatto capire perché. Però, per legge,
conserverà i punti accumulati con l'insegnamento fatto con i brogli e l'anno
prossimo sarà di nuovo davanti a me". Monica La Sala ha 40 anni e da otto
ha sempre avuto incarichi per tutto l'anno, direttamente
dall'ex-provveditorato, per le elementari, conferma che da tempo giravano voci
sulle illegalità: "Almeno dalla fine dello scorso anno scolastico".
Lei non è stata ancora convocata. "Vuol dire che farò supplenze temporanee
con la chiamata del preside, aspettando che i docenti di ruolo si
ammalino". È triste gufare, ma ci si riduce anche a questo. "Alla mia
età con due figli che altro lavoro mi invento? Posso solo andare a fare la
cameriera nei ristoranti". Sebastiano Buondonno, 42 anni, di Pompei,
insegna lingue dal 1993, precario. "Siamo ormai alla guerra tra i poveri.
Da anni ci interrogavamo sulle cattedre fantasma, che comparivano e
scomparivano seguendo le necessità delle persone da far lavorare, ora
cominciamo a capire. C'era gente disposta a pagare, che aveva la possibilità di
pagare e che pagava". Ora si aspetta che paghino anche davanti alla
giustizia. "Dovremmo vigilare di più anche noi, ma ci sono dei vincoli
della legge sulla privacy che ci impediscono di scovare le false
autocertificazioni che spesso sono alla base dei brogli" aggiunge Raffaele
Trito, 30 anni, insegnante di ristorazione che quest'anno è stato fortunato,
già lavora a Ischia, anche se dal primo posto tra i precari della sua classe di
concorso è scivolato all'ottavo. "Temo che questo sarà l'ultimo anno in
cui ce la faccio al primo colpo". Perché, ossimori a parte, quello che c'è
di stabile nella precarietà è proprio la precarietà.
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Dopo Federico II e
Orientale si mobilita anche la Parthenope e la forma di protesta scelta è
davvero singolare. Domani alle 12 raduno nel piazzale per avvolgere l'ingresso
della sede centrale con un telone in modo da bloccarla. Ieri,
intanto, nella sede della facoltà di Sociologia della Federico II i collettivi
studenteschi riuniti, le associazioni di dottorandi e ricercatori, e il gruppo
"Stop Gelmini" si
sono riuniti in assemblea. Oggi la fusione tra i movimenti universitari e
quelli delle scuole superiori.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Sono partiti negli
anni scorsi, arriveranno domani a Roma per consegnare alla Camera dei Deputati
66 mila firme, 6 mila delle quali provenienti da Caserta. Sono i promotori
dell'iniziativa "Una firma per la vita" volta ad avviare l'iter
legislativo per l'insegnamento nelle scuole delle norme di primo soccorso. "Un esperimento importante per far crescere anche la scuola
di primo grado", commenta Diego Paternosto, direttore sanitario
dell'azienda ospedaliera di Caserta, fra i leader campani dell'iniziativa.
Domani e giovedì convegno a Roma con il ministro Gelmini e i vertici del ministero della Salute.
( da "Stampa, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
L'INCHIESTA LA LEGGE
PROMETTEVA SCONTI, EPPURE IN UN ANNO CI SONO STATI AUMENTI DEL 3,6% PROTESTE
ALL'UNIVERSITÀ CHAMPIONS: UN MARE DI RICHIESTE, L'OLIMPICO È TROPPO PICCOLO
ALLA FALCHERA Con la differenziata cresce anche la Tarsu Fisica occupata nella
notte Geologia chiede l'elemosina Juve-Real, fuori in cinquantamila "Noi
virtuosi dei bidoni beffati due volte" Raccolta al 40%, ma la tassa è
salita anziché scendere Giulia Vola La raccolta differenziata logora chi la fa.
Questo, in sintesi, il ragionamento dei cittadini che un giorno sì e l'altro
pure segnalano al nostro giornate un equivoco irrisolto: la differenziata sale,
con performance che mortificano le altre grandi città italiane, ma cresce pure
la Tarsu, la famigerata Tassa raccolta rifiuti. Quanto basta e avanza per
spingere molti torinesi ad interrogarsi sul senso della raccolta: esercizio
prezioso di educazione civica e di attenzione all'ambiente,senza ricadute
concrete sul portafoglio. Dove sono finiti gli sconti sulla bolletta promessi
dai legislatori per chi, praticando con impegno la differenziata, riduce la
produzione del rifiuto tal quale? Il Comune replica che, in assenza di un
sistema adeguato, oggi è impossibile valutare senza margini di approssimazione
chi, cosa e quanto produce: la premessa per applicare il sospirato sconto.
Alessandro Mondo A PAGINA 56Per ogni tifoso che stasera si accomoderà su un
seggiolino dell'Olimpico ce ne saranno almeno tre che avrebbero tanto voluto,
ma non ce l'hanno fatta. Respinti con perdite alle biglietterie o all'ufficio
accrediti. Addirittura all'area vip, perché anche loro si sono messi in coda,
anzi, incollati al telefono, per strappare un omaggio per Juve-Real. Tutto
inutile. Andrea Rossi A PAGINA 72Nuove proteste degli universitari, che anche
ieri hanno fatto lezioni in strada in via Montebello. Da ieri sera è occupata
Fisica in via Giuria e stasera l'assemblea "No Gelmini" occuperà Palazzo Nuovo con
musica e aperitivi. A Fisica ogni sera sono previsti incontri e esperimenti
aperti a tutti. A Chimica (via Giuria 7) oggi si veste a lutto la facciata.
Ieri da Geologia in 200 hanno bloccato corso D'Azeglio chiedendo l'elemosina
agli automobilisti: "l'Università ha fame".
( da "Arena, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
LOTTA ALLA
'NDRANGHETA. Convegno di Confindustria in Calabria "Cosche, affari per 45
miliardi" CATANZARO Confindustria e Governo insieme nella lotta alla
criminalità organizzata e in particolare alla 'ndrangheta, l'organizzazione più
pericolosa e invasiva che fattura 45 miliardi di euro all'anno, quasi 3 punti
di Pil. È la presidente degli industriali Emma Marcegaglia a sancire l'unione
d'intenti e a dire in modo chiaro che "o si sta con la legalità o contro;
non ci potranno essere situazioni mediane". Seduto a poca distanza, al
convegno di Confindustria Calabria su "Sviluppo e sicurezza nel
Mezzogiorno", il ministro dell'Interno Roberto Maroni: "Ho registrato
l'impegno di tutti contro la criminalità organizzata e la 'ndrangheta". Ma
durante il convegno un giornalista, inviato della Rai, è stato spintonato dal
servizio d'ordine, mentre cercava di parlare con il ministro, fatto smentito
dal portavoce di Maroni. Secondo Maroni contro tale fenomeno non è un problema
di numero di uomini, ma di intelligence "che funziona". E
soprattutto, aggiunge, l'attacco che "può segnare la svolta" è quello
ai patrimoni. Maroni esorta poi gli imprenditori a "respingere i tentativi
di infiltrazione con estorsioni e usura" che fruttano alle cosche 10
miliardi l'anno, e indica nell'iniziativa di Confindustria Sicilia di espellere
chi non denuncia il pizzo "la strada giusta". In Calabria, spiega il
ministro, non ci sono problemi di risorse, visto che ci sono un miliardo e 200
milioni di euro di soldi europei da spendere in sicurezza. Il problema, semmai,
"è che non si riesce a spendere in modo sistemico". Emma Marcegaglia
ribadisce che "c'è un circolo vizioso che va spezzato in modo netto".
Ma per creare sviluppo, dice, è essenziale anche risolvere il problema del
credito, che in Calabria è mediamente più alto, migliorare la pubblica
amministrazione, investire nelle infrastrutture. "Nessuno può pensare di
abbandonare questa regione a se stessa" dice poi Marcegaglia, sostenendo
la proposta di Epifani di costituire un tavolo.Il
presidente della Regione Agazio Loiero rilancia l'allarme sul rischio di
abbandono delle imprese che lavorano sull'autostrada A3 e la statale 106,
perché soggiogate dalla 'ndrangheta. E critica la Gelmini: "Se si chiude una scuola a San Luca dove pensate che
vadano quei giovani?".
( da "Stampa, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
VERBANIA.OGGI E
DOMANI AL "CAVALIERI" E "COBIANCHI", SOLO DOMANI AL
"FERRINI" Sabato a Fondotoce Autogestione contro la "Gelmini" Nelle scuole organizzati
incontri anche con esponenti di parti politiche opposte Convegno sulla scuola
multietnica [FIRMA]FILIPPO RUBERTA' VERBANIA Autogestione, assemblee e notte
bianca nelle scuole. Studenti, professori e genitori alzano il tono della
protesta per dire no alla riforma del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Il problema non
tocca solo materne ed elementari - dice Gabriella Prandi, segretaria della Flc
Cgil - anche le scuole superiori iniziano a rendersi conto dell'enorme impatto
che la riforma avrebbe sull'aspetto didattico, organizzativo strutturale".
E sono proprio gli studenti degli istituti superiori a partire per primi, oggi,
con l'attuazione dell'autogestione. La protesta avverrà in maniera
differenziata: oggi e domani si asterranno dalle lezioni studenti dell'istituto
"Cobianchi" e del liceo "Cavalieri", solo domani quelli
degli istituti accorpati "Ferrini" e "Franzosini". Eugenio
Bonolis del coordinamento degli studenti "punto@acapo" spiega:
"Noi del Ferrini abbiamo deciso di occuparci della riforma solo nella
mattinata di domani. Va chiarita che la nostra iniziativa non è contro il
progetto Gelmini ma vogliamo fare soltanto
informazione e chiarezza". Al liceo "Cavalieri" la mattinata di
oggi verrà utilizzata "per fare chiarezza sulla riforma in maniera
imparziale", nel pomeriggio una serie di dibattiti e film che culmineranno
nel "faccia a faccia" tra gli studenti di "punto@acapo",
Azione giovani e Movimento studentesco padano che si svolgerà dalle 17 alle 19.
Al "Cobianchi" si procederà in maniera analoga con film, musica e un
confronto sulla riforma Gelmini tra un rappresentante
della Cgil ed uno del Popolo delle Libertà. Chi non aderisce all'autogestione
troverà gli insegnanti in classe per regolari lezioni. Intanto si lavora per
organizzare una grande manifestazione a Verbania per giovedì 30 ottobre, in
concomitanza con quella di Roma. La notte bianca di protesta potrebbe essere
fissata alla vigilia, il 29, per raccordare e rendere più forti le due
iniziative. E' questo il senso delle assemble in programma in questi giorni:
stasera alle 21 all'istituto "Pacle" di Omegna, venerdì alla stessa
ora a Verbania (auditorium di Sant'Anna) e a Domodossola (sala della
Cappuccina), lunedì 27 a Baveno in sala consigliare. Ieri il segretario dei
giovani del Pd, Marco Tartari, ha ribadito: "Con questi tagli sarà impossibile
garantire il tempo pieno. E' per questo che appoggiamo le proteste". I
dati relativi alla presenza di bambini stranieri nelle scuole del Vco saranno
al centro del convegno "Una scuola di tutti i colori" che si terrà
sabato dalle 9 alla Casa della Resistenza di Fondotoce. Saranno presentati i
risultati di un progetto promosso dall'associazione "Sottosopra" e
parteciperanno la reggente dell'Ufficio scolastico provinciale Franca Giordano,
gli assessori Silvia Magistrini per il Comune di Verbania e Paolo Caruso per la
Provincia e la pedagogista milanese Graziella Favaro.
( da "Stampa, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA. CRESCE LA
PROTESTA Bizjak: da noi a rischio 69 realtà. Bobba boccia
il provvedimento proposto dalla Lega "Sindaci non obbedite al decreto Gelmini" La lotta ai tagli ieri nel
convegno Pd con la Regione [FIRMA]ALESSANDRO NASI VERCELLI L'attacco è duro e
diretto. "Le misure proposte dal ministro Mariastella Gelmini non possono e non devono essere
chiamate "riforma scolastica". Non hanno alcun progetto educativo
alla base. E' una vera e propria finanziaria fatta di tagli
indiscriminati e molto pericolosi: l'ennesima dimostrazione del fatto che
l'istruzione non è una priorità di questo governo". La firma è del
ministro dell'Istruzione del Governo Ombra Mariapia Garavaglia, intervenuta
ieri al convegno "Salviamo la scuola" organizzato dal Partito Democratico
e svoltosi a palazzo Pasta. "Spero vivamente che tutti i Comuni non
obbediscano. Mi stupisce molto che l'oggetto di questo
"smantellamento" sia la scuola pubblica che esce da questo decreto
fortemente ridimensionata nelle possibilità di insegnamento e nella tutela dei
ragazzi, dei professori e del personale". Al consigliere regionale
Alessandro Bizjak il compito di spiegare le motivazioni principali che muovono
l'opposizione del Pd: "La riforma Gelmini prevede
8 miliardi di euro di tagli con quasi 100 mila insegnanti e 43 mila bidelli in
meno nelle scuole. Il ritorno del maestro unico, la riduzione del tempo pieno e
l'aumento delle tariffe per mense e trasporto pubblico sono altri provvedimenti
che, se attuati, avranno gravi conseguenze sul mondo scolastico e familiare.
Una delle proposte più discutibili è quella legata alla chiusura delle scuole
con meno di 50 alunni: per il Piemonte questo significherebbe la chiusura di
816 istituti, in particolare quelli dei piccoli Comuni e delle zone di
montagna. Nella provincia di Vercelli sono 69 le scuole potenzialmente a
rischio". Un ordine del giorno da adottare in tutte le amministrazioni
comunali per esprimere assoluta contrarietà a tale riforma sarà la prossima
mossa del Partito democratico. Il coordinatore di Vercelli, Luigi Bobba,
sottolinea altri due problemi di stretta attualità: "E' inspiegabile come
si vada a colpire il segmento della scuola italiana, quella primaria, che
risulta essere il migliore nel confronto col panorama europeo. Altro motivo di
preoccupazione è il provvedimento proposto dalla Lega di allestire classi
separate per l'insegnamento dell'italiano ai bambini stranieri: così facendo si
toglie alla scuola la possibilità di essere il primo vero strumento
d'integrazione". A livello regionale l'assessore all'Istruzione Gianna
Pentenero sottolinea il metodo sbagliato utilizzato dal Governo:
"All'interno del decreto legge 154/08 viene imposto il commissionariamento
per le Regioni che non adottano i piani di ridimensionamento entro il 15
dicembre: questo non è certo il modo giusto per lavorare sulla scuola
italiana".
( da "Rai News 24" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Roma | 21 ottobre
2008 I rettori Aquis: senza fondi la crisi degli atenei peggio di Alitalia
Allarme rettori: restituire i fondi o sarà catastrofe La crisi dell'università
italiana è peggio di quella dell'Alitalia: senza la restituzione dei fondi alle
università che hanno bilanci in regola, sarà la catastrofe per tutto il
sistema. E' questo l'allarme lanciato oggi dai rettori dell'Associazione per la
Qualità delle università italiane statali (Aquis) in una conferenza stampa
all'ANSA. Un incontro non polemico ma allo stesso tempo drammatico per il
futuro del Paese, al quale hanno partecipato sei rettori in rappresentanza
delle tredici universita' Aquis. Il fine è rientrare già dalla Finanziaria 2009
dai tagli "drastici e generalizzati" previsti dalla manovra estiva. Sostenere la Gelmini solo se ci ascolta I rettori non sono favorevoli ad occupazioni
delle università e blocchi della didattica: "Crediamo che la miglior
risposta in un momento difficile come questo sia che ciascuno nelle istituzioni
svolga il suo compito. I blocchi della didattica e le occupazioni non
servono, ma se il governo si arroccherà in una chiusura al dialogo la
mobilitazione continuerà. Siamo convinti, comunque, che il ministro Gelmini sia disponibile ad accogliere le nostre
proposte".
( da "Rai News 24" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Napoli | 21 ottobre
2008 Berlusconi: se l'Europa vuole il pacchetto clima, che tutti paghino i
costi in misura equa Silvio Berlusconi Preceduto dall'intervento del presidente
di Confindustria Emma Marcegaglia, all'assemblea annuale degli industriali
napoletani a Bagnoli, il premier Silvio Berlusconi ha ricordato la soluzione
dell'emergenza rifiuti nel napoletano e ha lanciato "un'altra importante
riforma": "regole rigide e severe per chi abbandona rifiuti in
strada, imbratta i muri, contro chi pensa che giardini e piazze italiane siano
un posto dove gettare di tutto. Dobbiamo portare l'Italia al livello di civiltà
di Tokyo, dove ho girato per due giorni senza trovare un solo mozzicone di
sigaretta a terra. Perché non dobbiamo arrivarci anche noi?". Napoli la
città più pulita d'Italia A Napoli, città che il premier ha auspicato diventi
la più pulita d'Italia, "certo ci saranno sessioni del G8, che non sarà
più tale perché includerà Cina, India, Sudafrica, Messico, Brasile: "Oggi
il G8 mette insieme Paesi che rappresentano meno del 50% del Pil mondiale"
Le difficoltà per le imprese italiane "Ci ricordiamo tutti le svalutazioni
competitive di un tempo: l'ipervalutazione dell'euro, ora, ha rappresentato una
difficoltà enorme per i nostri imprenditori - ha detto Berlusconi - ma che
abbiamo condiviso con gli altri paesi. A complicare la situazione c'è la
concorrenza dei paesi asiatici, dove un'ora di lavoro costa una frazione di
quello che paghiamo noi qui in Italia. Per le medie e grandi imprese questo
rappresenta un problema, un invito alla delocalizzazione. Fattori negativi
"L'Italia ha il terzo debito pubblico al mondo, i nostri competitor
stranieri possono destinare più risorse alle infrastrutture; siamo importatori
di energia, anche a causa del 'no' al nucleare imposto dalla sinistra estrema e
dai Verdi. Noi dobbiamo acquisire tutto o quasi tutto dall'esterno. Dobbiamo
recuperare il know how nel nucleare: ma per almeno altri 7 anni pagheremo il
50% di quanto costa l'energia ai nostri cugini francesi". Più reti veloci
"Bisogna recuperare il ritardo", dare il via ai lavori per la Tav,
per le linee ferroviarie ad alta capacità, ha detto Berlusconi. Meno evasione,
più responsabilità "Il 20% del Pil non paga imposte - ha aggiunto
Berlusconi - Con la conseguenza che chi paga è aggredito da una pressione
fiscale che ci pone ai vertici nel mondo". Il federalismo fiscale può
avvicinare contribuente e amministratore, generare maggiore responsabilità di
gestione. La P.A "E' la più pletorica e burocratizzata d'Europa. I tedeschi
pagano 3300 euro l'anno per la P.A., noi paghiamo 4500 euro a testa. Il
ministro Brunetta sta lavorando per la digitalizzazione di tutta la Pubblica
Amministrazione: significa che ogni imprenditore potrà vedere su internet la
posizione della sua pratica, non si confronterà con file... E' un lavoro
improbo che porteremo in fondo". Giustizia "In tempi strettissimi la
Camera ha già approvato la riforma, ora tocca al Senato": l'obiettivo è
superare la situazione attuale, nella quale un imprenditore che chiede di essere
pagato per la merce consegnata deve attendere in media 5 anni. Alitalia E'
stata "scongiurata" l'ipotesi di una compagnia di bandiera
"svenduta ai Francesi" , ha aggiunto Belusconi, alla vigilia di anni
nei quali è previsto l'aumento dell'afflusso di turisti da Paesi emergenti come
India e Cina. La crisi "Era stata prevista in Finanziaria, la prima chiusa
senza 'assalti alla diligenza'", ha detto Berlusconi. Vogliamo andare
avanti nella direzione della riduzione della pressione fiscale, appena i conti
pubblici lo permetteranno. Ma soprattutto, mi sta a cuore il quoziente
familiare: un padre di famiglia deve pagare meno. La Finanziaria triennale ha
anticipato le difficoltà dei tempi. Le banche continuano nel loro compito
indispendabile di sostegno alle imprese", grazie all'azione coordinata
delle banche centrali e della Bce. Berlusconi ha invitato gli imprenditori a
comunicare eventuali difficoltà nel reperire finanziamenti per resistenze da
parte delle banche, auspicando un incontro a Palazzo Chigi con i rappresentanti
delle banche. "Nonostante la crisi intendiamo rispettare il patto di
stabilità per portare il debito pubblico sotto il 100% del Pil entro il
2011". Clima "L'Europa da sola si vuole assumere la responsabilità di
ridurre le emissioni inquinanti del 20% entro il 2010. Ho sempre ammirato don
Chichotte: evviva, andiano all'attacco. Ma con equilibrio. Non possiamo
caricarci un costo che deprimerebbe la nostra economia in un momento di
crisi". "Insieme ad altri 10 Paesi abbiamo chiesto di rinviare con
più gradualità nel tempo queste misure: discutiamone entro dicembre. Ma la
richiesta italiana è questa: se i 530 milioni di Europei vogliono dare
l'esempio a tutto il mondo, che questo prezzo sia pagato da tutti i cittadini
europei in misure eguali. Ditemi voi se un premier si deve vergognare di questa
proposta", ha detto Belrusconi alludendo agli attacchi del Pd. Fondi
sovrani "Non ho messo alcuno stop agli inverstimenti di fondi stranieri,
sarebbe insensato. Ho solo detto che l'Italia non ha le regole che disciplinano
l'ingresso nel nostro mercato dei fondi sovrani, come molti altri Paesi
hanno". Più Stato ma... "E' vero, ma l'intervento in Italia - ha
ricordato Belusconi - è stato ipotizzato 'ove si rendesse necessario' e la
patrimonializzazione delle banche pare adeguata, a differenza di altri
Paesi". E se lo Stato diventerà azionista delle banche lo farà "senza
diritto di voto". La manifestazione contro la riforma Gelmini “L'Italia non si salva scendendo
in piazza contro le riforme. Si salva lavorando come voi – ha detto Berlusconi
agli imprenditori – Noi cerchiamo di rispondere solo con i fatti, in tv non
intendiamo più andare per risse scatenate dai nostri oppositori”. “Si
strumentalizzano anche i bambini, si dicono cose contrarie alla realtà, ad esempio
sul tempo pieno. Un sondaggio ci dice che gli Italiani sono convinti che
sparirà anche se è vero il contrario: aumenterà del 50%. La realtà è
esattamente il contrario di quello che dice l'opposizione in piazza”.
( da "Rai News 24" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Roma | 21 ottobre 2008
Ancora cortei contro la riforma della scuola. 40mila in piazza a Firenze. A
Bologna gli studenti occupano il Rettorato Proteste in
tutta Italia contro la riforma Gelmini Continua la mobilitazione nelle università contro la riforma Gelmini. All'urlo di: "E ora
provate a fermarci", gli studenti tornano in corteo contro i tagli imposti
dalla Finanziaria. Bloccata la stazione ferroviaria a Bologna. Oltre 40 mila in
corteo a Firenze, mille in assemblea alla Statale. Lezioni in stada a
Genova. Mille alla Statale di Milano. Picchetti in molti atenei. Almeno un
migliaio di studenti, dopo una lunga assemblea nell'aula magna dell'Università
Statale di Milano, sono scesi in strada bloccando il traffico. Lo slogan
ripetuto è: "La vostra crisi non la pagheremo noi". Ferrovia
bloccata. I ragazzi dei collettivi universitari hanno bloccato la stazione di
Bologna. Dopo essere scesi in corteo per via Indipendenza, sono entrati nella
stazione ferroviaria e hanno occupato i primi tre binari. Al grido di "noi
la crisi non la paghiamo", circa 600 ragazzi hanno bloccato per una decina
di minuti il traffico ferroviario alzando striscioni, e lanciando fumogeni e
petardi. Poco prima, un centinaio di ragazzi avevano fatto irruzione nel
Rettorato gridando "vergogna, vergogna". Cortei e assemblee. Oltre 40
mila per la questura, almeno il doppio per gli organizzatori, manifestano in
centro a Firenze. "L'università pubblica non si tocca, la difenderemo con
la lotta", scandiscono i manifestanti in corteo. Non sono mancati insulti
al ministro della pubblica istruzione Gelmini. Corteo
anche a Napoli: In mille sfilano per le strade della città. In testa, uno
striscione con la scritta: "Fuori Confindustria da scuole e
università". Studenti da Napolitano. Una delegazione di studenti ha
incontrato nello studio del Rettore dell'università La Sapienza di Roma il
presidente della Repubblica. A nome di studenti, dottorandi e precari della
ricerca, hanno consegnato a Giorgio Napolitano una lettera nella quale chiedono
al presidente di "prendere posizione, affinchè il carattere pubblico della
formazione non venga definitivamente dismesso". Lezioni in strada a
Genova. Assemblea anche nelle università di Cagliari, all'Aquila, a Parma,
Pavia e Perugia. A Palermo, dopo il corteo di ieri di 15mila studenti, una
nuova manifestazione si snoderà attraverso le strade della città a conclusione
delle assemblee organizzate in tutte le 12 facoltà. Il rettore Giuseppe
Silvestri ha annunciato la sua presenza al corteo. Lezioni di Lettere in strada
a Genova; assemblea alla facoltà di Lingue straniere. Giornata di mobilitazione
anche a Roma. Continua l'occupazione al liceo Majorana, dove hanno dormito gli
studenti nella notte. Secondo l'Uds, davanti molte scuole gli studenti si sono
riuniti in assemblea, come al Vittoria Colonna. Mobilitazioni anche davanti gli
istituti dei castelli romani. Al Marco Polo di Monterotondo è invece iniziata
l'autogestione a seguito del corteo cittadino di lunedì e di un'assemblea
studentesca territoriale che ha visto oltre 300 studenti della città riuniti
davanti al comune fino all'una di notte. L'assemblea ha inoltre indetto un
corteo cittadino per il giorno 27. Sempre in giornata si svolgeranno assemblee
ai licei Augusto, Orazio, Marco Polo di Roma e in molte altre scuole. Ci faremo
sentire in questi giorni - dichiara Stefano Vitale, coordinatore dell'Unione
degli studenti di Roma - per ribadire il nostro no al decreto Gelmini, alle classi separate per gli studenti stranieri,
all'abbassamento dell'obbligo scolastico e al taglio dei fondi. Bloccando oggi
le nostre scuole vogliamo mostrare le reali intenzioni di questo governo:
chiudere la scuola pubblica!.
( da "Corriere Adriatico" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
La
maggioranza boccia la richiesta di discutere la mozione Gostoli, ma poi dibatte
sul documento anti-Gelmini Parapiglia in aula, il centrodestra
lascia il Consiglio ancona - Parapiglia in consiglio comunale. Il centrodestra
chiede l'inversione dell'ordine del giorno per parlare della mozione post-Savio
presentata da Gostoli, sulle manutenzioni delle scuole. La maggioranza risponde picche e
poco dopo chiede e si auto-vota l'inversione dell'ordine del giorno per
discutere di una mozione sulla riforma Gelmini. Il
centrodestra chiede allora di accorpare gli argomenti. La maggioranza boccia la
richiesta e il Pdl lascia l'aula. Non prima che Marco Gnocchini, capogruppo di
Fi, lascia depositato un documento proprio sulla riforma governativa. Se ne
vanno poi anche Carla Teodori e Francesco Bastianelli (intergruppo). "Non
si possono mescolare i problemi per l'antincendio con quelli strutturali, un
nuovo nido con la sicurezza della Savio", apre la querelle Giovanni Zinni,
capogruppo di An. Il centrodestra chiede una scala di priorità negli interventi
per le scuole ("si può anche decidere di non costruire nulla di nuovo o di
non ampliare la Conero"). Sturani ha appena relazionato sugli investimenti
per le scuole, dopo una conferenza stampa. Il Consiglio ha appena respinto la
richiesta di inversione di An. Un quarto d'ora di sospensione e conferenza
stampa al volo. "Si sono rifiutati di discutere un argomento all'ordine
del giorno su cui lo stesso sindaco è intervenuto. E' gravissimo", dice
Daniele Berardinelli. "Il sindaco ha solo ripetuto il piano degli
investimenti del 2001 - dice Gnocchini -. Si vendono le scuole e al Verbena ci
sono gli alunni negli appartamenti". "Ci dobbiamo ricordare queste
cose quando ogni anno ci si chiede di sanare il deficit delle Muse",
aggiunge Elena Petri (An). "Ci dicono di discutere di cose serie anziché
pretestuose. Questa è una cosa seria", sottolinea Stefano Benvenuti
Gostoli (an), a suo tempo primo firmatario delle mozioni di sfiducia su Frisoli
e Simonetti. "Se una mamma non si era accorta di una crepa noi stavamo con
la Savio ancora aperta, così vale per la Socciarelli. E non s'è fatta la
manutenzione", chiude con una battuta Vincenzo Rossi (Fi). AL. CAM.,.
( da "Corriere Adriatico" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
La proposta: creare percorsi
stradali riservati ai ragazzi in modo che essi vivano una città più a loro
misura In alcuni edifici gli interventi attendono da anni, chiesto uno
screening "Scuole, fondi a rischio" Per Belvederesi del Pd la riforma
sacrifica la manutenzione CIVITANOVA - Come era inevitabile la polemica sulla
riforma scolastica elaborata dal ministro el'Iastruzione
maria Stella Gelmini ha
deel ricadute locali, con il centrosinistra che non concede sconti rispetto
alla discussione nazionale. A intervenire, questa volta è Teresa Belvederesi
del Partito Democratico, la quale dietro a un ostentato intento
razionalizzatore delle spese, mostra un disegno che tende a ridimensionare il
ruolo della scuola pubblica. ma non basta, la polemica nazionale fa da
spunto a sollecitazioni di carattere locale, sula scorta di un panorama
scolastico non certo ottimale per Civitanova. "Condivido - sostiene
l'esponente del Pd - le forti preoccupazioni di quanti, studenti, insegnanti,
genitori, in questi giorni contestano la nuova riforma sulla scuola, o meglio
la nuova controriforma che superficialmente punta l'interesse per
l'ottimizzazione delle risorse e la qualità attraverso il maestro unico, il
ritorno del voto in condotta, del grembiule e dell'educazione civica, ma che in
realtà nasconde un ben delineato insieme di tagli agli insegnanti, agli orari e
da ultimo, ma non certo per importanza, alle sedi". L'esponente dei
Democratici entra nel merito delle questioni e delle critiche. "Sul
decreto, gli amministratori locali, di qualsiasi colore politico, possono fare
ben poco, ma prendo spunto dal dibattito in corso per sottolineare l'importanza
invece di avere nelle nostre città edifici scolastici di qualità, salubri e
soprattutto sicuri, e quindi il dovere di investire nell'edilizia scolastica di
competenza". "Mi rivolgo quindi all'assessore di Civitanova affinché
faccia degli scrupolosi sopralluoghi in ogni sede in modo da verificare quanto
non sia ancora a norma o in sicurezza e quali siano ancora le carenze
strutturali". E continua. "Mi permetto di segnalare, ad esempio, che
nel mio quartiere la scuola media Pirandello attende oramai da più di 10 anni
il marciapiede attiguo all'edificio, che risulta essere un incolto e pericoloso
selciato dove i tombini dei relativi scarichi sporgono più di 20 centimetri dal
terreno e che potrebbero essere fatali in caso di caduta accidentale degli
alunni in entrata o in uscita dalla scuola. "I locali della mensa nella
scuola materna ed elementare di Via De Pinedo invece sono sprovvisti di uscita
di emergenza in una struttura e nell'altra sono talmente ristretti che i
bambini devono mangiare in due turni. "Queste sono realtà che conoscono
direttamente, ma poiché anche le sedi degli altri quartieri mi risultano essere
carenti di manutenzioni essenziali in termini di sicurezza e vivibilità, mi
chiedo se l'applicazione della riforma Gelmini porti
davvero più fondi nei bilanci degli enti di competenza come Comuni e Province,
o invece li riduca attraverso qualche comma fumoso o poco visibile. "Nel
corso degli ultimi anni la provincia di Macerata ha stanziato a Civitanova
oltre un milione di euro realizzando il liceo, una scuola di indiscussa qualità
certificata, in tempi rapidi e soprattutto sicura ed accogliente, così come in
altre città della provincia, posizionandosi per questo in una graduatoria
nazionale di tutto rispetto. Ma con l'applicazione della riforma gli edifici in
fase di progettazione o realizzazione, come saranno finanziati ? E le continue
manutenzioni e ammodernamenti ? "Infine un altro suggerimento - conclude
l'esponente del Partito Democratico - ; perché a Civitanova non creiamo dei
percorsi stradali riservati ai ragazzi in modo che essi vivano una città più a
loro misura e dove si sentano cittadini autonomi e protagonisti della loro
mobilità come l'andare in bicicletta? A Fontespina non sarebbe nemmeno
difficile realizzarli visto che le scuole dell'infanzia, le elementari e la
media, oltre al campetto di calcio e i due oratori sono tutti allineati in un
unico tratto di strada".
( da "Tempo, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Stampa La denuncia
di alcuni genitori Docenti fuori di testa: "Ti boccio
se non protesti contro la Gelmini" Dacci oggi il nostro corteo quotidiano: il mondo della
scuola e dell'università si rivolta contro il governo Berlusconi, in
particolare i ministri Gelmini e Tremonti, quasi a forza d'inerzia ormai ogni giorno. Sordi ai
richiami per un ritorno alla ragione (e al buon senso) che arrivano dalla
controparte, tutti insieme nel calderone di una protesta globalizzata.
Il tam tam corre su internet (da www.uniriot.org ovvero il "network delle
facoltà ribelli" ai siti tipo Rete degli studenti medi, ai forum dei
genitori in lotta per il ritorno al maestro unico alle elementari); un clima da
rivoluzione permanente, facoltà, rettorati, aule magne e licei occupati,
assemblee, lezioni universitarie open air (ben tre ieri a a piazza Montecitorio
a Roma dove ne seguiranno altre due a piazza del Campidoglio e poi a piazza
Navona). Sembrerebbe scoppiato un '68 anche se scene simili s'erano già
verificate più o meno quattro anni fa ai tempi delle sollevazioni contro le
riforme dell'allora ministro dell'Istruzione Letizia Moratti. Un copione già
visto, dunque! "Adotta uno studente italiano" c'era perfino scritto
in inglese e francese, ieri a piazza Montecitorio su un cartello a fianco della
lavagna dove il prof Omar Benhar, ordinario di fisica, faceva la sua lezione
senza megafono nè microfono. Tra gli studenti seduti per terra solo sfiducia:
"Chiedere aiuto all'estero è l'unica nostra possibilità di concludere
qualcosa". Le lezioni di piazza hanno contagiato anche le altre città:
l'astrofisica Margherita Hack domani terrà la sua a Piazza della Signoria a
Firenze. Originale, pure, la protesta degli studenti fiorentini che contro la
legge 133, hanno aderito a un "flashmob", cioè una mobilitazione
guidata dal suono di un fischietto. Tutti di corsa su per via dei Calzaiuoli:
alcuni di loro avevano in testa parrucche a forma di cervello e uno in
particolare indossava un grande abito a forma di cervello, a significare la
fuga dei cervelli dall'Italia. Il ministro Mariastella Gelmini,
dal canto suo, va avanti: "è ora di svecchiare l'università" ha detto
intervenendo ieri sera al tg "Studio Aperto". Del resto la sua
"riforma" (il decreto legge ora in esame al Senato) non riguarda
affatto gli atenei. "è una protesta strumentale" insiste la Gelmini. Che di fatto sta bloccando l'attività universitaria
in quasi tutto il Paese. E, in generale, sta raggiungendo livelli
d'intolleranza isterici e preoccupanti. I consiglieri del Pdl del Friuli
Venezia Giulia, Paolo Ciani e Piero Tononi hanno intenzione di denunciare
alcuni insegnanti di scuola superiore, compreso il liceo classico Dante
Alighieri di Trieste, che ieri mattina, durante le proteste in corso contro la
riforma Gelmini sfociate nell'occupazione di alcuni
istituti, avrebbero minacciato di bocciatura e penalizzazioni gli studenti che
chiedevano il regolare svolgimento della lezione. "Per questi episodi la
norma introdotta dal ministro Brunetta contempla anche il licenziamento - hanno
spiegato - Siamo stati direttamente contatati da alcuni genitori che hanno
denunciato l'accaduto".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca Italiana
Pagina 110 Scuola. Il ministro attacca la sinistra: dite bugie "No alla
riforma Gelmini" È rivolta da Trieste in giù
Scuola.. Il ministro attacca la sinistra: dite bugie --> ROMA Da Trieste a
Palermo la settimana scolastica si riapre all'insegna delle contestazioni
contro i provvedimenti del ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Dopo le imponenti manifestazioni di venerdì scorso,
con il grande corteo di Cobas a Roma, ieri la protesta si è distribuita su
tutto il territorio, anche se ha avuto il suo epicentro a Palermo, dove il
ministro era atteso per un incontro pubblico a Palazzo Steri, sede del
rettorato dell'Università. Nel capoluogo siciliano 15 mila studenti sono scesi
in piazza insieme a ricercatori e personale amministrativo dell'Università. Gli
studenti universitari sono usciti dalla cittadella di viale delle Scienze per
manifestare davanti alla città il loro dissenso alla riforma. Partiti dalla
facoltà di Lettere e Filosofia dove da giorni è in atto l'assemblea permanente,
i manifestanti hanno sfilato per le strade portando in spalla una bara nera di
cartone fino al rettorato, dove era in corso un convegno al quale avrebbe
dovuto partecipare anche il ministro, alla fine assente per impegni
istituzionali a Ginevra. Contro le proteste la Gelmini
non si scompone, anzi attacca, accusando l'opposizione di diffondere per il
Paese, per quanto riguarda la riforma della scuola, solo bugie e falsità.
"Ma le bugie hanno le gambe corte - ha affermato il ministro - e tra
qualche mese, quando si vedrà come stanno le cose, tutte quelle falsità si
ritorceranno contro chi le ha dette". Il ministro ha parlato con veemenza
e convinzione della sua riforma in una scuola brianzola, a Carate Brianza
(Milano), dove si sono riuniti dirigenti scolastici di istituti brianzoli. Ad
attenderla una trentina di contestatori al grido di "Bocciata,
bocciata".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Spettacoli e Società
Pagina 10246 Televisione. Ritorna alle 23,20 su Raitre, per quattro puntate
alla settimana, lo show "Parla con me" "Nel nome della satira
libera e sovrana" Televisione.. Ritorna alle 23,20 su Raitre, per quattro
puntate alla settimana, lo show "Parla con me" E il primo a sedersi
stasera sul divano di Serena Dandini sarà Richard Gere --> E il primo a
sedersi stasera sul divano di Serena Dandini sarà Richard Gere Le interviste di
Serena Dandini sul divano rosso a scrittori, filosofi, giornalisti, attori,
inaugurate da Richard Gere; Dario Vergassola presentatore ombra munito di
divano-trolley; le parodie di Caterina Guzzanti e Neri Marcorè e soprattutto
l'ironia sui fatti del giorno, in nome della "libertà di satira che c'è
sempre fino a prova contraria": torna stasera Parla con me , quest'anno in
versione quotidiana, dal martedì al venerdì su Raitre intorno alle 23.20.
"È una sfida", premette la Dandini, "perché partiamo a un orario
variabile, ma a mezzanotte in punto deve iniziare Linea Notte : come la
carrozza di Cenerentola si trasforma in zucca, così il nostro divano si
tramuterà in cetriolo. E poi è difficile andare in onda quattro giorni di
seguito, contro il mondo intero, da Porta a Porta a Matrix e alle Iene . Almeno
non ci scontriamo con l' Isola dei famosi . Comunque non importa: gli ascolti
per la Rai a quell'ora li fa tutti Vespa". La striscia di Parla con me si
inserisce infatti nella rivoluzione del palinsesto di Raitre, con la
ridefinizione della seconda serata e l'esordio della night line del Tg3,
partita l'altra sera. "Con gli amici del Tg3 ci abbiamo scherzato",
assicura la Dandini. Ma poi, rivolta al direttore generale Claudio Cappon,
"lo dica lei, direttore, che non siamo stati noi a scalzare Primo Piano
". E il dg sta alla battuta: "Qualunque responsabilità su qualunque
argomento che riguarda la Rai è attribuita alla direzione generale pro
tempore". Cuore del programma resteranno le interviste: oggi tocca alla
superstar Gere che, annuncia la Dandini, "parlerà delle elezioni
americane, ma anche in generale della situazione negli Stati Uniti e nel
mondo". Domani arriverà lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, giovedì
il direttore generale della Luiss Pierluigi Celli. "Ma ci saranno anche
ospiti non famosi come docenti universitari", annuncia Andrea Salerno, uno
degli autori, "per approfondire i temi con precisione". A Vergassola
il ruolo del presentatore ombra, con tanto di divano rosso trolley per le
interviste in esterna e un suo giornale, il "Corriere della Sere"; a
Marcorè quello di battitore libero con i suoi personaggi: "Con Daniele
Capezzone", spiega la Dandini, "ci farà entrare nel mondo fatato
della maggioranza, che noi non conosciamo. E poi con Gianni Riotta ci spiegherà
le elezioni americane". Confermati anche Ascanio Celestini, Andrea Rivera
con le sue incursioni al citofono e le sue provocazioni (oggi si è limitato ad
indossare una t-shirt con la scritta "E adesso ammazzateci tutti", lo
slogan dei ragazzi di Locri), il contrappunto musicale della Banda Osiris. New
entry, Lillo&Greg, che faranno Greg Anatomy's, parodia del telefilm cult
Grey's Anatomy , per proporre in pillole quotidiane le nuove frontiere della
chirurgia plastica; Caterina Guzzanti, che mercoledì si esibirà in
un'intervista doppia al ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini e alla
candidata repubblicana alla vicepresidenza Usa Sarah Palin; il blogger Diego
Bianchi, in arte Zoro, "che ci guiderà", annuncia la Dandini,
"in un viaggio nel ventre molle della sinistra"; Paola Minaccioni
(che imiterà tra l'altro il ministro della Gioventù Giorgia Meloni) e Federica
Cifola. Il tutto registrato a ridosso della messa in onda, "per non
perdere freschezza", in nome della satira sull'attualità.
( da "Adige, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Contro
la riforma gelmini La scuola in rivolta gli studenti pronti a bloccare le
lezioni ROMA - Nuova settimana stesse contestazioni. La protesta contro le
"riforme" del ministro Gelmini non conosce
tregua. Anche ieri gli studenti sono scesi in piazza e per i prossimi giorni,
in concomitanza con la discussione in Parlamento del contestato decreto 137 (quello che, tra le altre novità,
introduce il maestro unico), sono annunciate occupazioni, autogestioni e
assemblee permanenti in moltissime scuole, dal Nord al Sud del Paese. "Il
23 ottobre - promette la Rete degli studenti - occuperemo le entrate delle
nostre scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la
nostra creatività e voglia di cambiamento". Sulla stessa linea l'Unione
degli studenti che al grido "Provate a fermarci" intende bloccare le
scuole di tutta Italia e non si fermerà - assicura - "fin quando questo
governo non tornerà indietro sulle scelte che mirano a mettere in ginocchio il
sistema nazionale d'istruzione". La rabbia degli studenti è tanta. Ieri
una copia del dl Gelmini, è stata bruciata davanti
Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, dove oltre 200 studenti delle
superiori hanno dato vita a un sit-in. "È una risposta spontanea alle
dichiarazioni del ministro che ci accusa di non essere informati - ha spiegato
Gianmarco del coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano e provincia
-. Ma il dl parla da solo". E l'offensiva anti-Gelmini
non arriva solo da sinistra. Gli studenti medi, superiori e universitari legati
al movimento politico Forza Nuova annunciano la loro partecipazione agli
scioperi e alle proteste studentesche in corso in questi giorni. Intanto il
ministro dell'Istruzione, Gelmini, attacca la sinistra
accusando l'opposizione di diffondere per il Paese, per quanto riguarda la
riforma della scuola, solo bugie e falsità. "Ma le bugie hanno le gambe
corte - ha affermato il ministro - e tra qualche mese, quando si vedrà come
stanno le cose, tutte quelle falsità si ritorceranno contro chi le ha
dette". Il ministro dell'Istruzione ha parlato con veemenza e convinzione
della sua riforma in una scuola brianzola, a Carate Brianza (Milano). Ad
attenderla una trentina di contestatori, tra genitori, precari e anche bambini,
che l'hanno accolta al grido di "Bocciata, bocciata". Alcuni alunni
reggevano anche lo striscione "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". Nella sala strapiena, invece, il ministro è
stata ricevuta con calorosi applausi, così come da applausi e manifestazioni di
consensi è stato interrotto più volte il suo discorso. "Mi auguro che la
sinistra - ha detto Gelmini - non voglia utilizzare la
scuola come terreno di scontro". 21/10/2008.
( da "Adige, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
L'intervento L'ex
ministro Fioroni: "I tagli arriveranno anche qui. Il test elettorale
trentino diventa un test sulla Costituzione" "Dalla scuola l'attacco
all'autonomia" PAOLO BARI "Dalla scuola parte lo smantellamento
dell'autonomia speciale del Trentino". Lo sostiene - con evidente
preoccupazione - Giuseppe Fioroni, ex ministro all'istruzione, ieri a Trento
per un incontro promosso dal Partito democratico con la stampa dopo un
appuntamento pubblico a Pergine e prima di uno ad Arco. Il
timore viene percepito su due piani: alla base del decreto Gelmini vi è una idea di scuola
contraria a quanto previsto dalla Costituzione; i tagli imposti da Tremonti
alla scuola colpiranno anche il Trentino. Fioroni parla chiaro e fornisce
numerosi esempi, spesso citando il programma elettorale di Divina.
"Anche il Trentino - sostiene l'ex ministro - dovrà contribuire ai
risparmi imposti da Tremonti perché il governo non farà sconti a nessuno. Il
taglio di 8,3 miliardi alla scuola sarà diviso fra tutti, comprese le autonomia
speciali. È necessario vigilare, e votare un forte governo locale in grado di
difendere le competenze autonomistiche. Solo una giunta non devota al governo
saprà salvaguardare l'autonomia speciale del Trentino". Il conto è presto fatto:
la somma totale di 44 miliardi (il bilancio dell'istruzione), detratti i
risparmi, sarà suddivisa fra il numero di alunni italiani. Tale cifra sarà
assegnata a ciascuna famiglia per le spese scolastiche: "E così - ha
spiegato Fioroni - non vi sarà più la libertà di scegliere a quale scuola
iscrivere i figli, ma ci si dovrà rivolgere alla scuola che ci si potrà
permettere. Con l'evidente conseguenza di creare scuole di serie A e di serie
B, alla faccia dei diritti sanciti dalla Costituzione. Il test elettorale
trentino diventa dunque un test sulla Costituzione". Non meno critico
l'esponente del Pd è stato sul piano culturale e ideologico. Tremonti - ha
affermato Fioroni - ha chiarito i suoi principi-cardine: Dio, patria e famiglia
che sono il corrispettivo di credere e obbedire. È sufficiente leggere gli atti
di governo per capire le intenzioni della maggioranza". In primis il
taglio del personale (oltre 200.000 insegnanti), delle risorse (gli 8,3
miliardi di sacrifici), delle classi (un dimensionamento che colpirà i Comuni
più piccoli e li porterà alla definitiva chiusura). L'ex ministro cita inoltre
i gravi danni che saranno provocati dalla consistente riduzione dei docenti di
sostegno ai diversamente abili e dall'istituzione delle classi-ponte ("Per
gli stranieri il diritto all'istruzione sarà subordinato al superamento di un
test di ammissione da sostenere senza aver fornito gli strumenti per
riuscirvi"). "Con il risultato - ha concluso Fioroni - di aver
formato dei consumatori e non dei cittadini consapevoli e critici".
All'incontro era presente anche Letizia De Torre, ex sottosegretaria proprio
con Fioroni. "Tre sono i motivi a sostegno della difesa della scuola
trentina - ha precisato la parlamentare del Pd - e cioè la salvaguardia
dell'autonomia contro il centralismo ministeriale, la volontà di proseguire e
di diffondere le sperimentazioni avviate in provincia, la precisa intenzione di
non subire una idea di scuola che nega i più elementari diritti".
21/10/2008.
( da "Adige, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
L'incontro dei verdi
Sì al lavoro e alla maternità Ecco come si aiuta la donna Alle donne la carriera
non basta. Carla Weber, psicologa e psicoterapueta, dice che la soddisfazione
personale è legata anche alla sua rete di relazioni. Cioè alla famiglia: alla
maternità in particolare. Assieme alla sociologa Pinuccia Barbieri ed alla
ormai ex dirigente industriale Silvia Motta (entrambe autrici del libro
"Il doppio sì"), anima il dibattito sulla conciliazione tra lavoro e
maternità prima dell'intervento delle candidate dei Verdi alle provinciali.
Motta ricorda che non tutta l'Italia è uguale e dalle statistiche non emergono
"altri" dati sull'occupazione femminile, che allontana l'Italia dagli
obbiettivi fissati dal trattato di Lisbona. Al nord il 75% delle donne tra i 25
ed i 44 anni lavora: una percentuale analoga ai paesi dove l'occupazione in rosa
ha raggiunto i livelli massimi. La ricercatrice Giulia Boato invita a
"rimodellare le modalità di relazioni" sollecitando le donne ad
attivarsi per migliorare il "contesto". Per Gianna Sartoni
Defrancesco "le donne riescono a fare tutto, se lo vogliono".
Racconta anche di come nell'azienda di famiglia le donne madri possano gestirsi
quasi "autonomamente" gli orari a patto che l'ufficio non risulti mai
scoperto. Lucia Coppola si dice preoccupata per la qualità
della vita delle donne se la riforma Gelmini della scuola eliminerà il tempo pieno: "La nostra vita
subirà molte complicazioni". Fabrizia Bort "solidarizza" con
Cofferati, dileggiato per la sua scelta di lasciare la poltrona di sindaco di
Bologna per dedicarsi al figlio: Un buon rapporto della donna con il lavoro
esce anche da paternità veramente condivisa". M. E. 21/10/2008.
( da "Adige, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Studenti Il
messaggio al rettore Bassi Occupazione simbolica del rettorato Si presenteranno
muniti di volantini contro la Gelmini e contro la precarizzazione dell'università. Un gruppo di
studenti dell'ateneo ieri sera, nel corso dell'assemblea tenutasi a Sociologia (vedi
articolo sotto), hanno annunciato un'occupazione simbolica del rettorato: un
assaggio di protesta, in attesa della manifestazione del 30 ottobre, un blitz
(non è dato sapere quanti saranno i partecipanti) per fare sapere a
Davide Bassi che c'è insoddisfazione, che non è ammissibile il licenziamento di
85 dipendenti precari dell'ateneo. L'azione è anche una critica ad Aquis
(Associazione per la qualità delle Università italiane statali), di cui Trento
fa parte, che nella capitale sta cercando un "patto di stabilità" -
da concordare con il Ministero dell'economia e delle finanze e con il Ministero
dell'istruzione, università e ricerca - per arrivare ad accordi di programma
individualizzati, ateneo per ateneo. 21/10/2008.
( da "Adige, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
I tagli
all'università producono i primi effetti. A partire da domani i lettori
madrelingua e i collaboratori esperti linguisti (Cel) incroceranno le braccia.
Loro, una risorsa anche per la organizzazione e gestione degli esami di lingua
(scritti e orali), inizieranno lo sciopero contro la riforma introdotta dal
Governo Berlusconi, contro il decreto Tremonti-Brunetta, che blocca la
stabilizzazione. Il provvedimento è stato annunciato ieri da Gabriele
Silvestrin, Cgil, responsabile di Nidil (Nuove identità di lavoro). Lo stop
alle assunzioni, anche quelle concordate fra amministrazione di ateneo e sindacati,
si traduce nell'"eliminazione" di 85 persone: fra questi, oltre a
tecnici e amministrativi, ci sono i Cel, che con questa protesta vogliono fare
sentire cosa potrebbe venire a mancare all'ateneo. Monta il malcontento. Si è
visto ieri nel corso dell'assemblea promossa a Sociologia
dal "Comitato No Gelmini". Per il 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale
che si terrà a Roma, si sta organizzando una" spedizione trentina".
"Questa politica di tagli - spiegano Miriam Carretta e Oscar Pasquali
(Charta 91) - penalizza tutta l'Università: il blocco delle assunzioni rende
l'accademia meno forte, meno di qualità". Non stabilizzare persone
che hanno fatto un concorso e a cui era stata garantita la prospettiva di
assunzione - dicono - significa precarizzare il sistema dell'istruzione
superiore. Preoccupa anche l'ipotesi della trasformazione dell'università in
fondazione di diritto privato. Ai rappresentanti degli studenti (ieri sera
nella sede di Piazza Venezia si sono visti giovani di Charta 91 e della neonata
Rete) e ai sindacati (Cgil, Cisl, Uile, Snals e Cisal) non piace dove sta
andando l'università. Gli studenti chiedono che il rettore Davide Bassi
sottoscriva un documento ufficiale in cui prende posizione sui tagli (a Trento
sono 85 le persone che rischiano il licenziamento) e sull'ipotesi di fondazione
(Bassi, dopo un primo moto di entusiasmo per la prima bozza di sistema
privatistico, si è detto scettico circa il modello, ancora confuso, a cui si fa
riferimento nei palazzi romani). Sul versante sindacale ieri si è fatto sentire
il rappresentante Cgil Dario Andreis, che ha annunciato: "Il giorno 28
ottobre si terrà una seduta del consiglio di amministrazione (l'ultimo cda con
la composizione prevista dal precedente statuto). Noi organizzeremo un presidio
in via Belenzani (sede del rettorato). Sul tavolo rimane la questione del
confronto aperto all'università. Dove sta andando l'accademia italiana? Questi
tagli fanno bene o male? I fannulloni di cui parla il ministro Brunetta siedono
anche dietro le scrivanie delle università? E la efficiente e ricca università
trentina cosa fa? Domande che i sindacati vorrebbero porre in un'assemblea
generale. "Vogliamo un confronto con tutti i protagonisti dell'Università:
il personale, gli studenti e i colleghi docenti. Fermiamo tutto per un giorno e
parliamo". In questa fase il rettore Bassi preferisce fare incontri più
ristretti. Ieri l'Aquis (Associazione per la qualità delle università italiane
statali) - di cui fa parte anche Trento - ha chiesto un "patto di stabilità"
da concordare con il Ministero dell'economia e delle finanze e con il Ministero
dell'istruzione, università e ricerca, chiedendo un impegno del governo a
sottoscrivere "accordi di programma individualizzati ateneo per
ateneo". A.Tom. 21/10/2008.
( da "Adige, L'" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Bambini stranieri: l'esempio
francese Classi separate, fabbrica di ghetti LUISA PATRUNO (segue dalla prima
pagina) Figuriamoci poi se si arriva in un posto dove non si capisce una parola
e gli altri bambini magari ti prendono in giro proprio per questo. In Francia
esistono già dagli anni '70 le cosiddette classes d'initiation alle elementari,
per i figli di immigrati che abbiano una conoscenza del francese ritenuta
insufficiente, ma queste sono concentrate soprattutto nell'area di Parigi e
nelle città più grandi, dove c'è una più alta presenza di immigrati e dove -
con la stessa logica - si è costruita una società a comparti separati. Non per
nulla nei giorni scorsi Francesco Marsico, vicedirettore della Caritas
italiana, commentando l'iniziativa della Lega ha detto: "Se questi sono i
segnali che le forze politiche vogliono dare, devono interrogarsi su quale
società italiana vogliono costruire nei prossimi anni. Abbiamo sotto gli occhi
le immagini delle periferie parigine, dove politiche di integrazione non
efficaci hanno creato persone che non si sentono né integrate né cittadini
francesi. Non cerchiamo di ripetere gli stessi errori". Dopo quarant'anni,
in effetti, magari si possono trovare politiche di integrazione migliori. E
nella scuola italiana già da anni si sta lavorando per questo e si ha una
coltura pedagogica ricca, la stessa che ha permesso di superare le classi
differenziali per i portatori di handicap. Marsico mette dunque in guardia dai
"rischi di una segregazione che - dice - non può essere immessa nel nostro
sistema scolastico". Nella campagna della Borgogna, dove vive la mia
nipotina, lei si è ritrovata con altri bambini francesi e non francesi, come
buttata in acqua senza saper nuotare. Eppure dopo i primi due mesi di mutismo
assoluto e di ansia per i genitori e la maestra, ha cominciato a parlare come
se in lei si fosse sbloccato qualcosa e soprattutto a farsi degli amici e a
sentirsi una di loro, senza alcuna differenza. In prima elementare è stata
promossa bene. Quest'anno frequenta la seconda ed è tra le migliori della sua
classe, benché sia più forte in matematica che in francese. È vero che per una
bambina italiana forse è più facile superare gli ostacoli rispetto a un bimbo
extracomunitario, che deve affrontare anche altri problemi familiari, economici
e sociali, ma trovo curioso che si possa sostenere che per imparare una nuova
lingua, soprattutto quando si tratta di bambini, si debba stare separati da chi
la parla. Io non mi intendo di tecniche di apprendimento delle lingue
straniere, ma ho sempre sentito parlare di full immersion, unita alla
raccomandazione di frequentare il meno possibile chi parla la nostra lingua
perché altrimenti non si impara quella nuova. Per questo le classi separare mi
convincono poco. E poi penso a quei ragazzini figli di extracomunitari che
parlano l'italiano con la cadenza veneta o lombarda, o trentina, tanto che se
li senti, senza vederli, diresti che sono italiani e spesso lo sono, perché
immigrati di seconda generazione. Il ministro all'Istruzione
Mariastella Gelmini,
commentando la mozione della Lega, ha spiegato: "La scuola non riesce a
integrare gli alunni immigrati... molti non conoscono l'italiano". Le
classi miste dunque "rallentano l'apprendimento dei ragazzi italiani e non
aiutano l'apprendimento degli stranieri, non è quindi un problema di razzismo
ma un dato di fatto". Poi, però, l'altro ieri il ministro già
faceva retromarcia. Nella scuola della mia nipotina, lei non è la sola ad avere
più difficoltà in francese, ci sono anche compagni di classe francesi che
segnano il passo, oppure hanno problemi di apprendimento di altro tipo, sono
iperattivi, non riescono a concentrarsi, non fanno i compiti. Per aiutare
questi bambini a colmare le lacune vengono organizzare nel pomeriggio lezioni
extra da parte degli insegnanti o si offre il supporto di uno psicologo, quando
serve. La filosofia che guida l'organizzazione di questa scuola elementare di
campagna è che si deve riuscire a portare tutti al traguardo, senza lasciare
nessuno indietro, perché il "bambino difficile" espulso dalla scuola
dell'obbligo non è un problema in meno, ma sarà un potenziale adulto emarginato
e quindi un problema ancora più grande in seguito. Certo, organizzare adeguate
misure di integrazione che aiutino gli stranieri o i ragazzini italiani che a
scuola arrancano di più rispetto agli altri richiede più insegnanti e più
risorse, ma non è questa la direzione imboccata dal ministro Gelmini,
visto che si parla al contrario di tagli alla scuola e quindi anche a quello
che già c'è. Per queste ragioni mi sembra di poter dire che ad essere astratte
non sono le critiche dell'opposizione, della Caritas e di molti altri,
allarmati dall'idea delle classi separate per stranieri, ma al contrario la
proposta della Lega nord, più preoccupata di marcare una teorica "difesa"
degli italiani rispetto alla "invasione di immigrati", che di
verificare quali siano gli strumenti concreti migliori per una positiva
integrazione dei ragazzi stranieri nelle nostre scuole e di conseguenza nella
società italiana. Un'ultima considerazione. Quando frequentavo io le
elementari, trent'anni fa, ricordo che in classe con me c'erano dei bambini che
parlavano solo il dialetto trentino, insomma non conoscevano l'italiano. E si
può immaginare quale era il loro rendimento scolastico e quali dettati riconsegnavano
alla maestra. Facevano più fatica degli altri, ma poi l'italiano l'hanno
imparato bene. Non so se in Trentino ci siano ancora situazioni di questo tipo,
magari in qualche regione depressa d'Italia però bambini italiani che non
capiscono cosa dice il maestro ci sono ancora. Questi ragazzini andrebbero
iscritti nelle "classi di inserimento", assieme agli extracomunitari,
per non rallentare l'apprendimento degli altri? l.patruno@ladige.it 21/10/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Oristano e Provincia
Pagina 4017 Secondo Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda la riforma cancellerà il
cinquanta per cento degli istituti oristanesi Scuola, addio duecento cattedre
Secondo Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda la riforma cancellerà il cinquanta per
cento degli istituti oristanesi Sindacati in trincea: no allo spezzatino Gelmini --> Sindacati in trincea: no allo spezzatino Gelmini Domani appuntamento in piazza Roma alle 9.30: il
corteo si dirigerà verso gli uffici dell'ex Provveditorato agli studi e poi
andrà in Prefettura. Il 30 ottobre, infine, è prevista la mobilitazione di
insegnanti e studenti per la manifestazione regionale a Cagliari. Per il
pianeta scuola oristanese sarà come essere investito da un violento tzunami.
Gli istituti più piccoli sembrano destinati chiudere o, se proprio va bene, a
diventare succursali della sede centrale. Alla riforma Gelmini
sopravvivrà appena il 50 per cento degli istituti della provincia: il resto
rischia di scomparire da qui ai prossimi tre anni. E oltre duecento cattedre
saranno tagliate. I SINDACATI Le previsioni dei sindacati fanno tremare sia gli
insegnanti precari sia quelli di ruolo: nessuno può stare tranquillo, e proprio
per questo tutti sono pronti a dare battaglia. Domani un sit- in e poi un
incontro con il Prefetto. "Non si può cancellare una scuola che
funziona", è stato ribadito ieri mattina dai rappresentanti di Cgil, Cisl,
Uil, Snals e Gilda. Applicando i parametri del ministero nell'Oristanese la
maggior parte delle scuole è destinata a perdere l'autonomia. GLI SCENARI La
riforma, infatti, prevede l'accorpamento delle scuole con meno di 500 alunni
soglia su cui si scontrerà il 70 per cento delle scuole materne tra cui quelle
di Abbasanta, Ales, Cuglieri. Stesso destino per 13 dei 15 istituti
comprensivi, che comprendono materne, elementari e medie. Rischiano la scure
del ministero quelli di Arborea, Ardauli, Busachi, Cuglieri, Marrubiu, Milis,
Riola, Samugheo, Santa Giusta, Santulussurgiu, San Vero, Seneghe, Villaurbana;
si salvano soltanto Cabras e Uras. "Per le medie soltanto la numero 1 ha i
requisiti - osserva Antonio Tola della Cisl, - le altre sono sotto i 500 alunni
e perderanno la loro autonomia, cioè la possibilità di avere una propria
presidenza e una segreteria". Difficoltà anche per le scuole superiori, in
particolare per quelle periferiche di Mogoro, Ghilarza e Terralba e per quegli
istituti che non superano la soglia fissata da Roma: il professionale per i
servizi sociali, l'istituto d'arte, il tecnico Mossa, i geometri. I COMMENTI
"Un quadro preoccupante a cui si aggiungono il ritorno al maestro unico -
va avanti Anna Busi della Cgil, - e la riduzione a 24 ore settimanali di
insegnamento". Allarme per il popolo degli insegnanti che saranno colpiti
dal ridimensionamento. Alle elementari ci saranno circa 90 maestri in meno,
alle materne 50, alle medie 60 e alle superiori 40. "Senza contare che non
sarà più garantito il tempo pieno nemmeno alla materna - osserva Pino Ciulu
della Cisl, - assisteremo a un peggioramento della qualità dei servizi".
Tagli anche per il personale amministrativo e tecnico con 50 posti in meno.
"Nei piccoli centri del nostro territorio non si possono applicare gli
stessi parametri - aggiunge Luciano Cariccia dello Snals, - serve una soluzione
ad hoc". Secondo Delfino Podda della Uil il piano del Ministero "non
è una riforma, ma una finanziaria perché ciò che interessa è solo il contenimento
della spesa". LA PROTESTA In sintonia anche Elena Aroffu e Gigi Della
Volpe della Cisl e Piero Infantino della Gilda che domani, insieme ai colleghi,
si ritroveranno in piazza Roma alle 9.30: il corteo proseguirà fino agli uffici
dell'ex Provveditorato agli studi e poi andrà in Prefettura. Il 30 ottobre,
infine, è prevista la mobilitazione di insegnanti e studenti oristanesi che
parteciperanno alla manifestazione regionale a Cagliari, in concomitanza con lo
sciopero nazionale della scuola. VALERIA PINNA.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Prov Medio Camp Pagina
3024 SAN GAVINO Studenti in rivolta per la riforma Gelmini
SAN GAVINO --> Assemblee infuocate degli studenti al liceo scientifico
Marconi e al liceo psico-pedagogico Lussu per dire un secco no alla riforma di
una scuola azienda e per ribadire l'importanza di una istruzione pubblica,
gratuita e di massa. "Continuano - spiegano gli studenti dello scientifico
- i tagli ai finanziamenti delle scuole pubbliche che causano migliaia di
licenziamenti tra docenti e personale Ata. Tutto questo si traduce in un
notevole abbassamento della qualità didattica. Inoltre si bloccano i fondi
dell'edilizia scolastica nonostante i tre quarti delle scuole non siano a norma
in materia di sicurezza". In quest'ottica l'istruzione è vista come un
costo da scaricare sulle spalle di studenti e genitori e non come opportunità
di crescita e sviluppo del paese. Al liceo pedagogico la rappresentante uscente
degli studenti, Sara Vacca, invita alla mobilitazione: "Oggi gli studenti
non hanno più uno stimolo interiore per rivendicare i loro diritti, ma dobbiamo
ribellarci e non certo lavarcene le mani". Insomma la protesta nazionale
contro i tagli alla scuola si fa sentire anche negli istituti superiori del
Medio Campidano. (g.pit.).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Prov Ogliastra
Pagina 6022 Tortolì Legge Gelmini sindacati in
assemblea Tortolì --> Prima in Consiglio, poi nell'aula Magna dell'Iti con i
sindacati. Quella di domani a Tortolì sarà una giornata di mobilitazione contro
gli effetti (veri e presunti ) della legge Gelmini
sulle scuole ogliastrine. Il Consiglio provinciale, dopo aver discusso in
mattinata, alle 10, sulla contestata riforma scolastica, (primo punto
all'ordine del giornio) nel pomeriggio si unirà all'assemblea programmata dalle
tre sigle sindacali per le 16,30 nell'aula Magna di Monte Attu.
( da "Stampa, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
CANNOBIO
SPORT VERBANIA Addio a Ielmoni Verbania a segno in calcio e rugby Bene Matia e Paffoni
Da oggi scuole campione della solidarietà Teresio Valsesia Servizi autogestite
contro la Gelmini Filippo Rubertà.
( da "Stampa, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLADA IERI L'INIZIATIVA DEGLI STUDENTI CONTRO LA RIFORMA GELMINI Licei
occupati a Imperia La protesta allo Scientifico e Classico, forse da domani
autogestione [FIRMA]DIEGO MARRESE IMPERIA La votazione durante l'assemblea
straordinaria di ieri ha avuto un esito scontato: ha vinto il sì per
l'occupazione, tanto a poco, nei confronti del no. Da ieri i due licei
cittadini Scientifico e Classico sono occupati in segno di protesta contro la
riforma della scuola scritta dal ministro Gelmini.
Venerdì gli studenti avevano proclamato lo stato di agitazione e ieri hanno
sancito l'inizio dell'occupazione. "Liceo occupato" e "Cogito
ergo occupo" recitano gli striscioni appesi fuori dalle finestre, sopra
l'ingresso. L'aula magna del Vieusseux è stracolma di studenti che ascoltano i
portavoce della protesta. Al momento, l'occupazione dovrebbe durare fino a
domani, poi potrebbe mutarsi in autogestione, come proposto dalla preside Anna
Maria Fogliato. "Chi vuole potrà seguire le lezioni, ma senza
interrogazioni né registri per segnare assenti o presenti", spiegano
Andrea Bianchi, Andrea Manti, Federico Pinasco e Nicola Maglio, portavoce dei
ragazzi. Una cosa però è certa: "Non vogliamo bloccare il programma, né
boicottare le lezioni e se qualcuno causasse un minimo danno all'edificio,
sospenderemmo subito la protesta", aggiungono. Alle proteste, il ministro Gelmini aveva ribattuto che "i ragazzi non sono
informati". Per i liceali imperiesi non è così. "Abbiamo scaricato da
Internet il testo della proposta di legge e altri documenti, abbiamo lavorato
su questi per spiegare a fondo i motivi della protesta", dicono. Per chi
fa lo Scientifico a rischio c'è anche l'indirizzo Piano nazionale di
Informatica. "È una sperimentazione che prosegue da anni con notevole
successo e ora rischia di essere soppressa", dice Manti. Molti dei docenti
condividono le motivazioni della protesta, ma non il modo perché, come
sottolineano gli studenti, "l'occupazione è illegale". Giovedì quindi
si potrebbe approdare già all'autogestione, passo consigliato dalla preside.
"Iniziamo l'occupazione, poi vediamo", dice Federico Pinasco alla
platea che applaude entusiasta. Rincara la dose Andrea Manti: "Occupiamo
perché vogliamo fare scuola".
( da "Voce d'Italia, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca
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( da "Stampa, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
SAVONA A ZINOLA
TABACCHERIA LACQUA Giovedì presidio davanti alle scuole per dire "no"
alla riforma Gelmini Vinti 40 mila
euro all'agenzia Better con una scommessa sul calcio Anche a Savona giovedì
andrà in scena la protesta degli studenti contro la riforma della scuola
proposta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Il 23 ottobre occuperemo le entrate delel nostre scuole
per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la nostra creatività e
voglia di cambiamento", annuncia La Rete degli Studenti Medi, il
"sindacato" che riunisce le associazioni degli studenti delle scuole
superiori attive in ogni città e che sta organizzando assemblee e sit-in davanti
alle scuole nei giorni nei quali è prevista la discussione al Senato del
decreto legge sulla riforma scolastica. La dea bendata si è soffermata alla
tabaccheria Mari Angela Lacqua di via Nizza a Zinola dove, con le scommssse
sportive Better sul calcio, un giocatore abituale ha centrato una vincita da 40
mila 729,073 euro. "Un giocatore piuttosto in gamba, che già altre volte
era andato molto vicino a vincite robuste". La settimana scorsa in questo
stesso esercizio un altro giocatore, ma stavolta al Lotto, aveva guadagnato,
con gli stessi numeri, due terni da 9.870 euro centrandoli tanto sulla ruota di
Genova che su quella di Venezia. "E' un periodo che nella mia ricevitoria
- dice la titolare - gli scommettitori incontrano la fortuna".
( da "Stampa, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Emergenza a Torino I
media difendono Amanda La Nbc mostra un video e critica i rilievi "maldestri".
La famiglia di Mez chiede 25 milioni di danni Alle Vallette da otto giorni in
quaranta non hanno un letto I detenuti sono 1445, i posti
920 La promessa degli studenti Il Pdl "blinda" la Gelmini, ma giovedì i ragazzi annunciano
un blocco senza precedenti degli ingressi Carcere pieno si dorme in terra
America all'assalto: "Prove cancellate" "Porte sbarrate in tutte
le scuole" Ruotolo A PAGINA 16 Quesitonio IN CRONACA Masci A PAGINA 11.
( da "Emilianet" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Politica e enti
locali La Scuola che protesta e i comizi del centrodestra Possibile che un tema
tanto delicato debba essere brutalizzato e banalizzato dalla solita tesi della
"strumentalizzazione della Sinistra"? Una proposta: più che ai
professori diamo un taglio a un po' di politici di Paolo Bonacini direttore di
Telereggio Prendete una delle tante assemblee genitori/insegnanti che stanno
animando in questi giorni il mondo della scuola scosso
dalla riforma Gelmini (io
ne ho seguita una in veste di papà, presso la seconda circoscrizione).
Sentirete tanti maestri e dirigenti scolastici che cercano di far sapere con
grande trasporto (direi quasi disperatamente) quanto è importante e complesso
il lavoro che stanno facendo per educare e formare chi va a scuola (tutti
coloro che vanno a scuola, compresi gli extracomunitari, gli
handicappati, gli adulti dei corsi serali. Compresi anche i nostri figli dal
pedigrée rigorosamente reggiano). Sentirete quanto sono pieni di contenuto, di
ragioni, di competenze operative, di fantasia tradotta in esperienze, concetti
come collegialità dell'insegnamento, tempo pieno, socializzazione, integrazione.
Sentirete addirittura i calcoli matematici attraverso cui si dimostra (così
come uno più uno fa due), che tante eccellenze andranno irrimediabilmente
perse, perché non più umanamente e tecnicamente fattibili, dopo il taglio di
87.400 insegnanti, 44.500 ausiliari, ore di insegnamento, plessi scolastici,
ecc. Poi fermatevi un momento e prendete in mano le ragioni politico/educative
attraverso cui gli esponenti del Popolo delle Libertà sostengono a spada tratta
la riforma: "Siamo stanchi degli insegnanti che fanno politica in classe.
Stanchi di vedere insegnanti sottomessi al sindacato. I bambini vanno a scuola
per imparare e non per sentire comizi politici. Ci saranno sanzioni per chi fa
politica negli orari riservati alle lezioni". (Fabio Filippi e Fabio
Garagnani: conferenza stampa di lunedì 13 ottobre a Reggio Emilia). La domanda
semplice che a me viene è la seguente: chi è che fa comizi politici? Gli
insegnanti o il duo Fabio&Fabio? E' possibile, è tollerabile, accettare che
un tema tanto delicato e decisivo per il paese e per il nostro futuro venga
brutalizzato e banalizzato dalla solita, offensiva ed ignorante tesi della
lotta "alle strumentalizzazioni e alle manipolazioni portate avanti dalla
Sinistra"? (Vanda Giampaoli, Forza Italia: medesima conferenza stampa).
Esiste ancora, in questo paese, la possibilità che siano gli argomenti di
merito a far pendere la bilancia dei giudizi e delle scelte da una parte o
dall'altra? Oppure qualunque sciocchezza ha lo stesso valore di qualunque seria
argomentazione? Dice ancora Filippi: "Il voto in condotta non mortifica i
bambini ma, al contrario, dà loro un senso di appartenenza ad una collettività
con regole precise e contrasta i fenomeni di bullismo". Io aggiungerei:
"Porta il bel tempo, asfalta le strade, rende più alti e muscolosi".
E le mie parole valgono o sono aria fritta quanto le sue. Lo schema di piano
programmatico del Ministero dell'Istruzione, collegato alla legge 133 che tanto
fa discutere, dice una cosa semplice semplice: l'obbiettivo è il riassetto
della spesa pubblica. Cioè vogliamo risparmiare. E la ragione, sta scritto
nello stesso schema, è che la spesa per allievo nella scuola italiana è
superiore alla media OCSE e il rapporto insegnanti/studenti è più alto della
media europea. In realtà non è vero, ma se si vuole risparmiare, c'è un
ambiente in Italia nel quale la spesa complessiva è SICURAMENTE più alta della
media OCSE e il numero di addetti è SICURAMENTE più alto della media europea:
questo luogo è il Parlamento, dove c'è troppa gente e troppo pagata. Cominciamo
da lì a tagliare, e prenderemo due piccioni con una fava: manderemo a casa chi
fa "troppi comizi" e salveremo la scuola.
( da "Emilianet" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Politica e enti
locali Il naso lungo della Lega L'Emilia non è Varese (per fortuna) e
l'emendamento leghista sulle classi separate non è un atto di accoglienza verso
i bambini stranieri. Però la Lega, che ha costruito le sue fortune politiche
imprecando contro terroni e immigrati, adesso un po' si vergogna e se la prende
con chi la definisce xenofoba. E' l'Italia delle meraviglie. Che sta per essere
colpita non tanto da uno tsunami (come si è scritto in queste settimane) ma
dall'uragano Katrina. E vi spieghiamo come di Marco Sotgiu 19 OTT. 2008 E'
l'Italia delle meraviglie. In cui una forza politica (la Lega Nord) che ha
costruito le sue fortune imprecando contro terroni, "marocchini" e
immigrati (e parla uno che ha vissuto dieci anni a Milano da terrone) adesso si
vergogna delle proprie idee e se la prende con chi la definisce xenofoba.
Stiamo parlando dell'attacco alla scuola e
dell'emendamento leghista (ma non solo) che vuole istituire le classi separate.
Potete leggerlo qui, per gentile concessione di un esponente leghista reggiano.
Leggetelo per favore, leggetelo tutto, parola per parola perché dentro c'è
esattamente lo spirito e la lettera della xenofobia e del razzismo. La facciamo
breve (appunto il giudizio potete darlo da soli leggendolo), perché la sostanza
è questa: ai bambini stranieri, legalmente immigrati nel nostro Paese, è fatto
divieto di entrare in una scuola di ogni ordine e
grado se non hanno superato (entro il giorno 31 dicembre) un esame di
ammissione che prevede non solo l'apprendimento della lingua italiana, ma
soprattutto citiamo: rispetto per gli altri, tolleranza, lealtà, rispetto della
legge, sostegno alla vita democratica, interdipendenza mondiale, rispetto delle
tradizioni territoriali e regionali, rispetto della diversità morale e della
cultura religiosa cattolica. Non può essere che una
barzelletta imporre tutto questo a un bambino di sei anni. La lealtà? Le
tradizioni sia nazionali che regionali (e se si sposta dalla Sicilia alla
Lombardia ricomincia tutto daccapo)? L'interdipendenza mondiale? Il sostegno
alla vita democratica? Ma in che mondo vivono questi politici qui, firmatari
dell'appello? (Cota, Goisis, Grimoldi, Rivolta, Maccanti, Aprea, Frassinetti,
Granata, Latteri, Baldelli, Garagnani, Centemero, Barbieri, Barbaro, Caldoro,
Carlucci, Ceccacci Rubino, Di Centa, Renato Farina, Giammanco, Lainati,
Mazzuca, Murgia, Palmieri, Massimo Parisi, Perina, Rampelli) Ci sono mai stati
in una scuola? Chi dovrebbe insegnare la LEALTA' a un
bambino di sei anni (suo padre probabilmente)? E l'INTERDIPENDENZA MONDIALE? Il
paradosso è che per molte di queste "discipline" andrebbero fatti dei
corsi propedeutici sì, ma per chi entra in Parlamento, per chi assume una
carica pubblica, leghisti in testa. Qui si tratta di
aiutare questi bambini, di insegnare loro l'italiano di cui necessitano per
andare a scuola e come funziona la scuola.
Stop. Il resto è una crudele e insensata e muscolare espressione di ideologia
razzista. L'altra gravissima bugia della Lega (ma non solo) è che questo
risolverebbe i problemi. Queste sono invece solo chiacchiere, solo fuffa, come
è stato per tutti i provvedimenti del governo Berlusconi da aprile a oggi, e in
particolare per quelli sbandierati dai ministri leghisti. Vi sembra che sia
cambiato qualcosa nella vivibilità delle nostre città? Nel flusso degli
immigrati a Lampedusa? Nel numero dei clandestini regolarizzati? Nulla,
assolutamente nulla. Gli unici risultati sono alcuni ragazzini e ragazzine neri
(o rom o gay, scegliete voi) insultati, picchiati e ammazzati a sprangate.
Perché è appunto questa la grande bugia che ci stanno propinando: quella di
aver risolto dei problemi, in alcuni casi di aver risolto problemi che la maggioranza
degli italiani non sapeva neppure di avere. E' di circa una settimana fa la
straordinaria performance in Parlamento di una esponente leghista che ha
affermato (solo Radio24 ha fatto ascoltare la registrazione) che gli italiani
hanno paura, paura quando escono di casa, ma cito testualmente paura anche
dentro casa, paura di andare a letto e di non sapere se si sveglieranno. Ma
quanti di noi hanno paura di non risvegliarsi, assassinati nel sonno da un
immigrato clandestino? Ma in quale altro paese si può dire una bestialità
simile in Parlamento e farla franca? Ma nel Paese delle Meraviglie appunto, il
Paese dove al primo che capita è consentito fare il pedagogo (da Bossi a Vespa,
come ci spiega lo scrittore e "lavoratore della scuola"
Giuseppe Caliceti nel suo articolo). Chiarita questa storia delle classi
separate, misura inattuabile nella realtà ma che alimenta la fuffa leghista (e
non solo), vorremmo raccontarvi una storia che ha molto a che fare con la
riforma Gelmini e con la distruzione della scuola italiana. L'URAGANO KATRINA In queste settimane si è
usata molto l'espressione "tsunami" per descrivere quello che sta
investendo la scuola, a tutti i livelli, a partire
dalle elementari su su fino alle università e alla ricerca. Più che uno tsunami
è un uragano Katrina. Ve lo ricordate? Nella notte tra il 29 e il 30 agosto
2005 la città americana di New Orleans fu in parte spazzata via dalle
inondazioni seguite a una tempesta mai vista, un uragano di categoria 5. A
essere cancellati furono alcuni quartieri poveri, abitati in gran parte da
neri. Cancellate le loro case e cancellate le loro scuole pubbliche. Su queste
vogliamo soffermarci citando Richard Baker, influente membro repubblicano del Congresso Usa nonché nativo di New Orleans,
che dichiarò poco dopo alla stampa: "Siamo finalmente riusciti a ripulire
il sistema delle case popolari a New Orleans. Noi non sapevamo come fare, ma
Dio l'ha fatto per noi". E la sua era solo la prima dichiarazione di un
politico sul futuro di case e scuole pubbliche, che sarebbero diventate
condomini e scuole private. Come arriviamo da New Orleans all'Italia? Facile.
Attraverso Milton Friedman, il più autorevole esponente del liberismo economico
e il più influente economista che il mondo abbia avuto dai tempi di Keynes. Scriveva
allora Friedman (93enne guru del globalismo senza regole) in un editoriale sul
Wall Street Journal: "La maggior parte delle scuole di New Orleans è in
rovina come lo sono le case dei bambini che le frequentavano. Quei bambini sono
ora sparsi per il Paese. Questa è una tragedia. Ma anche un'opportunità per
riformare radicalmente il sistema educativo". E la riforma (Friedman è
stato l'ispiratore di tutta l'azione dell'amministrazione Bush) avvenne
rapidamente. In tutta New Orleans vennero istituite le scuole
"charter" cioè scuole pubbliche gestite da enti privati secondo le
proprie regole (cominciate a sentire odore di casa nostra, eh). Fu chiaro a
tutti che il nuovo sistema minava alla base la garanzia per tutti (compresi i
bambini afroamericani) di uno standard educativo uguale. Secondo Friedman, lo
Stato deve limitarsi a "proteggere la nostra libertà sia dai nemici
esterni sia dai nostri concittadini: mantenere la legalità e l'ordine,
conferire forza operativa ai contratti privati, salvaguardare la competizione
di mercato". In poche parole garantire il servizio di polizia e
l'esercito. Tutto il resto, compresa l'istruzione gratuita, è per Friedman e i
suoi seguaci sparsi nel mondo una ingerenza indebita nel mercato. In
particolare lo Stato, secondo Friedman, anziché ricostruire le scuole pubbliche
avrebbe dovuto dare alle famiglie (in gran parte afroamericane) dei bonus di
spesa da usare nelle scuole private. Nel giro di 19 mesi, mentre gli abitanti
di New Orleans non erano ancora riusciti a tornare nella loro città, il sistema delle scuole pubbliche fu rimpiazzato dalle scuole
charter gestite dai privati. Di scuole pubbliche ce n'erano 123 prima
dell'uragano, ne sono rimaste 4. Il sindacato della scuola in città era molto forte. Dopo l'uragano il contratto sindacale
venne stracciato e i 4700 insegnanti membri del sindacato vennero tutti
licenziati. Alcuni tra i più giovani sono stati riassunti dalle scuole
charter con salari ridotti. Tutti gli altri hanno cambiato lavoro. Scrive il
New York Times che adesso New Orleans è "il principale laboratorio
nazionale per l'uso su larga scala delle scuole charter". Secondo un
autorevole think tank della scuola di Friedman,
"Katrina ha ottenuto in un giorno (.) ciò che i riformatori scolastici
della Louisiana non erano riusciti a ottenere in anni di tentativi".
Friedman moriva meno di un anno dopo essendo riuscito, a 94 anni, a realizzare
uno dei suoi sogni: privatizzare l'intero sistema scolastico di una grande
città americana. L'URAGANO GELMINI Noi in Italia non abbiamo avuto un disastro
naturale come l'uragano Katrina, ma il Paese è ancora sotto shock per un altro
disastro, quello elettorale dell'aprile 2008 che ha visto scomparire in un
colpo solo dal Parlamento gran parte delle forze di opposizione. Ancora
storditi per questo disastro gli italiani (una buona metà di loro) si aggira
confuso senza riuscire a capire bene cosa stia succedendo o come si possa
reagire a questa ondata di autoritarismo, xenofobia, corruzione dilagante, mani
libere ai manager "creativi" eccetera eccetera. Il "sistema
Berlusconi" (politica, tv, industriali, finanza) marcia a pieno regime
bombardandoci di un'emergenza dopo l'altra: immigrati clandestini, rom
assassini, Alitalia, statali fannulloni. Fatti pochissimi (guardate che fine ha
fatto Alitalia), parole tantissime. Il percorso è chiaro e in parte è stato
fatto: dividere i sindacati e limitare i diritti a partire dagli scioperi,
privatizzare il più possibile la sanità, privatizzare il più possibile la scuola, ridurre ai minimi termini l'economia cooperativa,
ridurre il potere del parlamento, ridurre ai minimi termini l'autonomia della
magistratura. E così via. La scuola è sempre stata un
campo di battaglia e nessuno è senza colpe. Tanto che adesso si vede il frutto
delle divisioni, del clientelismo, delle posizioni acquisite, dello
sfruttamento del precariato su cui tutti i governi hanno in varia misura
"giocato". Ogni maggioranza e spesso più volte all'interno della
stessa legislatura sono state annunciate e in parte attuate riforme contrastanti:
oggi le pagelle domani no, oggi il voto in condotta
domani nessun voto. Ma quello che si sta abbattendo
sulla scuola è un uragano forza 5, mai visto prima.
Per fortuna ancora qualcuno resiste, gli studenti si "rinnovano",
ignari delle sconfitte e dei disastri del passato e protestano. Alla fine,
nonostante l'entusiasmo di questi ragazzi, la marea dell'uragano Gelmini, temo, ci sommergerà perché troppo potente è la
forza che la sospinge a livello mondiale. Però sia chiaro che è questa la
grande battaglia che stiamo combattendo oggi. P. S. I lettori più attenti si
saranno accorti di quanto questo articolo, nella parte sugli Stati uniti, deve
al libro di Naomi Klein "Shock economy". Non vuole essere un plagio,
ma un riconoscimento. Naomi Klein, Shock economy, Bur, 12 euro (10 euro circa
negli Ipercoop).
( da "Emilianet" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Politica e enti
locali Da Bossi a Vespa, i pedagogisti dilettanti Se l'immigrazione cresce,
occorre dare a docenti e studenti strumenti adeguati; se invece la priorità è
quella di risparmiare allora si fa finta di risolvere i problemi, non li si
risolve veramente di Giuseppe Caliceti Leggendo il testo integrale della
mozione n. 1-00033 presentata alla camera dal capogruppo leghista Cota ed altri
deputati firmatari come da testo allegato, non mi pare proprio che corrisponda
a ciò che ha proposto il sindaco di Luzzara. Se poi il sindaco di Luzzara aveva
in mente proprio questo (spetta a lui dirlo), allora non condivido ciò che
afferma o semplicemente gli si attribuisce. Una cosa infatti è realizzare le
cosiddette world-map a inizio anno o appena arriva l'alunno straniero che non
conosce l'italiano (come si fa ormai in diverse realtà anche locali; ciò
avviene, per chiarezza, generalmente prima dell'inizio dell'anno scolastico
come forma di aiuto). Accadeva inoltre in passato che ci fossero docenti che
ruotavano su diverse classi in cui gli alunni sono inseriti PER ETÀ e NON PER
LA LORO CONOSCENZA LINGUISTICA. Altra cosa decisamente diversa è istituire non
progetti temporanei e di aiuto paralleli alla classe di appartenenza, ma classi
"preparatorie/propedeutiche" (cioè, di fatto, differenziali; e magari
pure pluriclassi, cioè con bambini stranieri dai 5 ai 13 anni, sempre per
risparmiare) in attesa di favorirne l'ingresso nelle classi permanenti, cioè di
autorizzarne una integrazione sociale che avverrebbe solo dopo aver conseguito
i rudimenti della lingua. Prima di parlare di malafede e ignoranza degli altri,
- pratiche che troppi leghisti utilizzano fastidiosamente per "fare
politica" praticamente ogni giorno - forse bisognerebbe semplicemente
passare un po' più tempo in mezzo ai bambini e smetterla di parlare di
pedagogia come di Fantacalcio sulla pelle delle famiglie e dei bambini italiani
e stranieri. Il fatto è che grazie alle strane idee sulla
Scuola che ha il Ministro Gelmini, in Italia si è ripreso a parlare di scuola dopo anni e anni di
letargo. Di colpo tutti si improvvisano docenti e pedagogisti. Bossi e Vespa
compresi. Non è detto che ciò sia male. Anzi, è questo il bello della
democrazia. Ma qualche volta gioverebbe lasciare che di pedagogia parlino soprattutto
pedagogisti e docenti. Per esempio, come ricorda Emilianet, recentemente
Andrea Canevaro, docente di Pedagogia a Bolzano, che dirigeva anche
l'Osservatorio sull'Integrazione del ministero della pubblica Istruzione, ha
dato le dimissioni in segno di protesta. Ha dichiarato: "Il nostro modello
è invidiato e copiato dagli altri paesi, ma lo stiamo distruggendo. Queste
politiche scolastiche sono evidentemente gestite da finalità economiche, per
risparmiare: ma questo avverrà sulle spalle delle famiglie, sulla pelle degli
alunni e sulla credibilità della scuola pubblica". Insomma, per anni la
via maestra all'integrazione dei più piccoli è stata quello di fornir loro, da
subito, un'integrazione sociale e scolastica, che non si autorizza, ma semplicemente
c'è e, per i bambini, avviene con una facilità ancora maggiore di quanto
avvenga oggi tra adulti. Sperimentare altre vie sulla pelle dei bambini e delle
famiglie rischia non solo di lasciare invariata l'integrazione sociale reale,
ma di peggiorarla. Ci sono dati e statistiche che lo confermano, non battute da
bar o opinioni personali. La cosa che mi preoccupa è che, al tempo della
Moratti, almeno, ci si rifaceva a alcune pur vaghe e presunte teorie
pedagogiche; per quanto riguarda invece ciò che sta accadendo ora con la Gelmini e con questa proposta di legge della Lega sulle
classi differenziali di stranieri, non c'è niente di serio che le sorregga
tranne sondaggi che avvengono dopo che per sei mesi l'informazione si è mossa a
senso unico sulla questione statali e scuola pubblica. Non è infatti un caso se
un anno esatto fa solo il 16% degli italiani voleva il maestro unico e ora la
percentuale sta superando il 60%. Improvvisamente gli italiani sono diventati
tutti pedagogisti? No, semplicemente la scuola e i bambini sono diventati carne
da macello informativa per nuove operazioni di propaganda. Mi chiedo quando
arriverà anche la proposta delle classi-ponte differenziate per i bambini
portatori di handicap. Magari, i docenti, stremati, anche quelli di sinistra, andrà
a finire che li vivranno come una liberazione, come una sgravo del proprio
carico di lavoro se nel frattempo si sono tagliati tutti i docenti di appoggio.
Senza aiuto serio e sostegno di fronte agli stranieri, magari addirittura
qualche insegnante lasciato solo vedrà una sgravio di fatica l'espulsione di
bambini stranieri dalla classe. Da docente che da sempre si è occupato di
integrazione dei bambini stranieri, non credo tuttavia che questa possa
considerarsi una soluzione né seria né giusta. Il punto è questo: se
l'immigrazione cresce, occorre dare a docenti e studenti strumenti adeguati; se
invece la priorità, anche di fronte a un'immigrazione crescente, è solo quella
di risparmiare e far finta di risolvere i problemi e non risolverli veramente,
si possono promuovere pericolose iniziative camuffate da nuove teorie
pedagogiche che comunque non risolveranno i problemi e, alla lunga, sul piano
economico e sociale, invece di far guadagnare qualcuno, faranno perdere tutti.
Non solo dal punto di vista sociale e civile, ma anche economico.
( da "Blogosfere" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ott 0821 Quando La Repubblica
era contro le tre maestre... Pubblicato da Paolo di Lautrèamont alle 16:56 in
Scuola Oggi Fabrizio d'Esposito su Il Riformista scrive un pezzo molto gustoso,
che attiene all'insieme "le balle del gran Giornale". Il riferimento
è al quotidiano dei Santissimi aristoi, finanziato in maniera non chiara alla
sua fondazione, per non tirare in ballo la nascita dell'Espresso con il
finanziamento del KGB romano... Bando alle ciance: la questione è che da
settimane il giornale di Scalfari pompa in continuazione contro la maestra
unica: ...Centinaia di foto dei lettori-manifestanti [sacerdoti, pretini
laicisti etc.] e decine di cronache partecipate da tutte le città italiane per
dare conto di notti bianche e pigiama party di bimbi cui vogliono rubare il futuro,
sit-in davanti a Montecitorio, mamme in lutto nel No Gelmini Day.... Ma è stato soprattutto
un titolo a colpirci: "Il maestro unico è un ritorno al passato".
Magari un passato che affiora dagli archivi del quotidiano. Era il giugno del
1989 e ministro della Pubblica Istruzione era Giovanni Galloni, dc.
Prima di lui, al ministero, c'era stata Franca Falcucci, altra dc. Sulla scia
di quest'ultima, Galloni ripropose la riforma delle scuole elementari con
l'introduzione di tre insegnanti al posto del maestro unico. La reazione di
Repubblica fu veemente: "Penna rossa avrò il tuo scalpo"... I toni di
titoli e prosa erano simili a quelli di oggi. Solo che seguivano il percorso
inverso. [La Repubblica allora scriveva]: "LA maestra sarà rimpiazzata non
da un essere umano in senso stretto, ma da un organismo polimero dell'umano,
anche se vagamente antropomorfo. Ci riferiamo a quell'oggetto misterioso che va
sotto il nome rispettabile di Equipe. Proprio così, al posto della maestra
vagherà per le classi un gruppo di tre insegnanti indistinguibili". Tutto
questo, vent'anni fa. Oggi La Repubblica tifa per l'organismo polimero,
vagamente antropomorfo. Dimenticavo: a dare la linea a Repubblica fu una delle
sue firme più prestigiose: Paolo Guzzanti, oggi parlamentare azzurro. Almeno
lui, è rimasto coerente.
( da "Quotidiano.it, Il" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ascoli Piceno |
Assegnati i lavori per la regolarizzazione dell'impianto e l'intervento durerà
sette mesi dalla consegna del cantiere. Proseguono i lavori di adeguamento e
messa a norma degli edifici scolastici provinciali con l'obiettivo di garantire
agli allievi luoghi funzionali e sicuri in cui studiare. Sono infatti stati
assegnati i lavori per la regolarizzazione dell'impianto antincendio
dell'Istituto Agrario "Ulpiani" di Ascoli Piceno. Ad aggiudicarsi
provvisoriamente l'appalto di 250.000 euro (devono ancora essere svolte le
verifiche di legge sulla documentazione presentata), con un ribasso del
16,958%, è stata l'associazione temporanea di imprese "M&P costruzioni
snc di Parissi Lucio e C." di Ascoli Piceno. L'intervento durerà sette mesi
dalla consegna del cantiere anche se sarà possibile che si verifichino piccoli
rallentamenti per non disturbare l'attività didattica. I lavori prevedono la
costruzione di due scale esterne di sicurezza, la creazione di una via di
uscita per la sala mensa, l'installazione dell'impianto di spegnimento degli
incendi, di sensori per il fumo e il gas e di porte tagliafuoco, la modifica di
alcune porte di accesso alle aule e la ristrutturazione dell'impianto degli
altoparlanti al fine di utilizzarlo anche come allarme per l'evacuazione.
"In questo clima di tagli indiscriminati alle scuole dovuti sia alla
Finanziaria sia al famigerato 'decreto Gelmini', sono molto preoccupato per la
penuria di investimenti nell'edilizia scolastica e, in particolare, nella messa
a norma degli edifici - ha osservato l'assessore all'Edilizia scolastica Ubaldo
Maroni - La cultura e le scuole, dove i ragazzi passano la maggior parte del
loro tempo, sono due priorità del mandato di questa Amministrazione.
Ecco perché la Provincia ha investito decine di milioni di euro per garantire
la sicurezza degli istituti ma la legge 23, che disciplina la materia e
individua le relative risorse, ha bisogno di ulteriori finanziamenti per far
fronte a tutte le esigenze del territorio. Mi auguro che, nelle scelte che lo
Stato compie nell'assegnazione dei fondi, l'edilizia scolastica torni ad essere
considerata una priorità". 21/10/2008.
( da "Quotidiano.net" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Gli avvocati della
studentessa americana smontano l'accusa: "Gli elementi non sono
sufficienti per accettare la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti della
nostra assistita”
"
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"Non ci sono prove" Gli avvocati della studentessa americana smontano
l'accusa: "Gli elementi non sono sufficienti per accettare la richiesta di
rinvio a giudizio nei confronti della nostra assistita” Perugia, 21 ottobre
2008 - Gli avvocati di Amanda Knox, Ghirga e Della Vedova, nell'arringa di oggi
hanno analizzato sia i memoriali della propria assistita acquisiti dai Pm, sia
le perizie medico-legali che delle impronte trovate nell'abitazione di via
della Pergola. ”Nella ricostruzione dei pm sono troppi gli elementi che si
contraddicono tra di loro - spiega l'avvocato Luciano Ghirga - e quindi non
sono sufficienti per accettare la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti
della nostra assistita”. I difensori di Amanda hanno messo in evidenza sia la
non certezza della violenza sessuale nei confronti della vittima che la
pochezza del Dna degli imputati intercettato sui reperti analizzati dai tecnici
della Procura. “Non si tratta di sangue - spiega Ghirga riferendosi agli
oggetti che proverebbero la presenza di Amanda la sera dell'omicidio nella casa
degli orrori - ma di materiale genetico di varia natura. Molto probabilmente
frutto di una contaminazione avvenuta in laboratorio”. Nel corso dell'arringa,
l'avvocato Luciano Ghirga, difensore di Amanda Knox, ha analizzato la presunta
arma del delitto che la Procura definisce come strumento accertato di morte di
Meredith Kercher: “L'arma del delitto non è quel coltello sequestrato a casa di
Raffaele Sollecito. Abbiamo cercato di dimostrare che quella lama non era e non
è compatibile con il 'maciullamento' - così è stata definita la ferita mortale
- riscontrato sul collo della vittima”. L'avvocato Ghirga ha poi risposto ai
giornalisti che chiedevano dove avesse passato la notte del delitto la sua
assistita. “Lo ribadiamo ancora una volta a scanso di equivoci: Amanda è stata
tutta la notte a casa di Raffaele Sollecito”. E' terminata l'arringa
dell'avvocato Luciano Ghirga, difensore di Amanda Knox, che nell'udienza di
oggi ha cercato di smontare la ricostruzione fatta dai Pm Giuliano Mignini e
Manuela Comodi, che vede proprio in Amanda la protagonista principale del
presunto omicidio di gruppo nei confronti di Meredith Kercher. “Per noi -
spiega l'avvocato Ghirga - l'omicidio, dopo una lettura completa delle carte, è
stata opera di un killer soltanto che ha agito in maniera individuale, senza
nessun tipo di sostegno. Solo una persona ha affrontato e ucciso Meredith
Kercher”. L'avvocato Ghirga è poi passato ad analizzare la figura di Guede come
imputato testimone: “Rudy non è affidabile come testimone. E abbiamo cercato di
dimostrarlo mettendo a confronto in aula le sue dichiarazioni date agli
inquirenti nel corso dei mesi passati in carcere. Emergono senza ombra di
dubbio contrasti, differenze e cambiamenti in corsa”. IL CSM Il Csm si occuperà
del processo per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Il
comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli ha infatti disposto
l'apertura di una pratica in prima commissione, sulla base di un esposto
presentato da un avvocato statunitense con cui si chiedeva il trasferimento del
processo negli Usa per Amanda Knox, la giovane di Steatle accusata di omicidio
volontario di Meredith. Video Usa attacca la polizia, maxi risarcimento per la
famiglia di MezGUARDA IL VIDEO DELLA NBCFOTOSTORYIl massacro e il processo
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Sondaggi Classi separate per gli stranieri E' scontro per la mozione della Lega
(220 commenti) Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (88 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il
ministero: "Adesione al 4,5%" (66 commenti) "Permessi sindacali?
Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (58 commenti) Lettera aperta
del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (45 commenti) "Il premier
inviti Saviano a Palazzo Chigi" (35 commenti) Classi separate per
stranieri, a Bologna è già realtà (27 commenti) Raccontateci il 'vostro' sci e
andrete gratis a Skipass (24 commenti) 18:18:46 - Io non so cosa mangia la
gelmini, ma di sicuro non la lascerei sola con il mio nipotino. Sempre
pegg[...] "Le classi separate? Non ci saranno Solo corsi di lingua il
pomeriggio"18:18:12 - Non mi sembra una brutta idea. se sanno la lingua
Italiana si districano prima e si adattano prima a[...] "Le classi
separate? Non ci saranno Solo corsi di lingua il pomeriggio"18:02:49 -
Pensa alla tua vita, difenditi ed emigra se ti sembra la cosa più sicura. Hai
aperto una breccia nel[...] Un messaggio a Saviano17:59:30 - Per tutti quelli che
si lamentano per i vari sprechi e perchè non ci sono più soldi, al posto di
pre[...] Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" 17:59:22 - sì, mandiamo a scuola
senza farli partire dall'inizio gli stranieri che non capiscono la lingua,
che[...] "Le classi separate? Non ci saranno Solo corsi di lingua il
pomeriggio"17:58:58 - Condivido anche la proposta di fare il test
antidroga ai politici. Il provvediemento deve valere anc[...] "Via la
patente ai condannati per droga E se minori non potranno
prenderla"17:55:03 - caro roberto, hai fatto quello che 50 anni fa
avrebbero dovuto fare i ns. politici e che invece hann[...] Un messaggio a
Saviano Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei
d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga:
sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla
Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di
superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie
prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare gli scioperi dei
trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei d'accordo?Classi separate per
gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web affina la mente: è vero?Chi
vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti
per contrastare la crisi finanziaria?Hai fiducia nel governo Berlusconi?Servizi
sociali ad Auschwitz per gli ultrà fascisti di Sofia, sei d'accordo?Saresti
disposta a fare sesso per un avanzamento di carriera?Venezia, 'ronde' della
Lega contro i vu' cumprà: sei d'accordo? La foto del giorno Un super reggiseno
Adriana Lima indossa il “Black diamond miracle bra”, il reggiseno più caro
della storia creato da Victoria's Secret. L'indumento costa 4 milioni di euro
ed è composto da 3.900 pietre preziose, migliaia di minuscoli diamanti neri,
117 diamanti da un carato ciascuno e 34 rubini. La sua peculiarità sono le due
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( da "Quotidiano.net" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
La relazione
conclusiva dei periti del pm: "Non ci sono elementi a carico di Raniero
Busco. La ragazza fu uccisa il 7 luglio del 1990
"
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risultati delle nuove analisi: "Non confermate tracce del fidanzato"
La relazione conclusiva dei periti del pm: "Non ci sono elementi a carico
di Raniero Busco. La ragazza fu uccisa il 7 luglio del 1990 Segnala ad un amico
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la Gelmini" (88
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4,5%" (66 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
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prenderla"17:55:03 - caro roberto, hai fatto quello che 50 anni fa avrebbero
dovuto fare i ns. politici e che invece hann[...] Un messaggio a Saviano Cure
palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente
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giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione
più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile
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( da "Blogosfere" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ott 0821 Classi-ponte
per immigrati. Non sarà una "honey trap"? Pubblicato da Debora Billi
alle 18:36 in Psicologia Faccio surfing in giro per la Rete italica e non si
parla di altro: le classi-ponte per immigrati. Nessuno si esime dal mostrare il
proprio orrore ed abominio verso una simile discriminante iniziativa. Non c'è
blog che non si sia fatto un punto d'onore di approfondire, analizzare,
interpretare la faccenda. Repubblica tuona da giorni, persino
Famiglia Cristiana (a cui finora evidentemente la Riforma Gelmini andava, chissà come mai,
benissimo) ha preso ferma posizione. Tutto ciò mi ricorda qualcosa, non so
neanch'io cosa. Forse quando ci si strappavano i capelli e si andava in piazza
per l'articolo 18, mentre sottobanco si legalizzava il precariato. Non so,
ma sono sicura che è già successo altre volte... Si propone una riforma orrida,
che va ad incidere pesantemente sulla vita dei cittadini e sulle tasche dei
contribuenti. Poi, non appena il Paese manifesta dissenso, vi si aggiunge un
qualche provvedimento che è una lapalissiana bestialità. Tutti immediatamente
dimenticano l'orrida riforma per concentrare la propria indignazione sulla
bestialità di turno, che alla fine viene rimossa con soddisfazione di tutti.
Lasciando, naturalmente, il resto così com'è. Abbiamo vinto! La riforma è certo
brutta, ma abbiamo tolto di mezzo l'abominio! Possiamo quasi esser contenti,
vero? Le classi differenziali non si faranno, statene certi. E' previsto
dall'inizio. In compenso, sono state molto utili per farci dimenticare i
licenziamenti dei ricercatori, le Unversità privatizzate, le classi di 30
bambini, il tempo pieno abolito, le maestre licenziate, i soldi della scuola
dirottati su Alitalia e sulle banche, la scuola pubblica a pezzi. Il governo
cederà, i bambini immigrati non saranno discriminati, e le anime belle avranno
"vinto": tanto impegno e tanto sgolarsi sortiranno l'effetto sperato.
Ovvero, farsi prendere in giro un'altra volta.
( da "Quotidiano.net" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
E' il risultato di
uno studio della Società per le cure palliative. Che sottolinea: di fatto in
Italia solo il 57% delle persone usufruisce di questo diritto
"
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dolore: dicono sì otto italiani su dieci E' il risultato di uno studio della
Società per le cure palliative. Che sottolinea: di fatto in Italia solo il 57%
delle persone usufruisce di questo diritto Roma, 21 ottobre 2008 - Per otto
italiani su dieci le cure palliative sono un diritto e l'uso dei farmaci
oppiacei contro il dolore grave deve essere 'sdoganato'. Ma se per l'80% degli
italiani le cure palliative sono utili, necessarie e di competenza
principalmente del Sistema Sanitario Nazionale, questo diritto acquisito viene
però riconosciuto fruibile di fatto solo dal 57% delle persone. E' l'Italia è,
in questo campo, in ritardo rispetto agli altri paesi europei. E' quanto emerge
da uno studio della Ipsos commissionato dalla Sicp, la società italiana di cure
palliative, che si riunirà in congresso a Taormina dal 3 al 6 novembre. In
Italia sono oltre 250mila i malati terminali che ogni anno necessitano di cure
palliative, secondo gli ultimi dati disponibili forniti dal ministero della
Salute nel 2002: 160mila sono pazienti oncologici e 90mila con altre patologie.
Meno dell'1% dei malati non oncologici in fase avanzata ed evolutiva di
malattia è oggi inserito in un programma di cure palliative e solo il 40% dei
malati neoplastici può oggi essere assistito in modo continuativo da équipe
dedicate ed esperte. Dall'indagine emerge un miglioramento nella conoscenza che
gli italiani hanno delle cure palliative: il 45% sa che cosa sono in linea di
massima (a fronte del 38,2% del 2000) e il 22% le definisce correttamente.
L'errore più frequente è quello di confondere le cure palliative con quelle
omeopatiche (21%). è cresciuto anche il livello di informazione sulle strutture
che forniscono cure palliative, passando dall'11% al 20%. Più informate
risultano essere le persone occupate, tra i 35 e i 55 anni, residenti al Nord.
A fronte di un livello di informazione ancora contenuto, la maggior parte della
popolazione, in caso di necessità, preferirebbe l'assistenza domiciliare (70%)
all'hospice (21%). Per quanto riguarda l'uso degli oppiacei per il controllo
del dolore grave oltre l'80% della popolazione lo approva. Questa necessità è
espressa con più forza dai soggetti che dimostrano di possedere un elevato
livello di informazione (89%) e in particolare da coloro che hanno avuto
familiarità con il problema (88%). Risulta molto chiaro che, ancora oggi, il
punto di riferimento principale per le persone e i familiari di fronte al
problema della malattia inguaribile rimane il medico di famiglia. Rispetto alla
rilevazione precedente gli intervistati hanno però citato nuove fonti di
informazione: gli hospice e gli istituti di ricerca (2%), i medici
palliativisti (2%) e internet (1,4%). E tu che ne pensi? Segnala ad un amico
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Non ci saranno Solo corsi di lingua il pomeriggio"18:18:12 - Non mi sembra
una brutta idea. se sanno la lingua Italiana si districano prima e si adattano
prima a[...] "Le classi separate? Non ci saranno Solo corsi di lingua il
pomeriggio"18:02:49 - Pensa alla tua vita, difenditi ed emigra se ti
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Saviano17:59:30 - Per tutti quelli che si lamentano per i vari sprechi e perchè
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"Via la patente ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla"17:55:03
- caro roberto, hai fatto quello che 50 anni fa avrebbero dovuto fare i ns.
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regolamentare gli scioperi dei trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei
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presi sono sufficienti per contrastare la crisi finanziaria?Hai fiducia nel
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foto del giorno Un super reggiseno Adriana Lima indossa il “Black diamond
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migliaia di minuscoli diamanti neri, 117 diamanti da un carato ciascuno e 34
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( da "Quotidiano.net" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Circa un migliaio di
pinguini erano approdati sulle coste brasiliane negli ultimi mesi, per cause
ancora da accertare: circa un 20% sono morti mentre gli altri non erano in
condizioni buone per essere riportati indietro
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e portati nell'Antartico Circa un migliaio di pinguini erano approdati sulle
coste brasiliane negli ultimi mesi, per cause ancora da accertare: circa un 20%
sono morti mentre gli altri non erano in condizioni buone per essere riportati
indietro Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico:
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( da "Quotidiano.net" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
L'attore romano ha
lasciato il programma dopo aver accusato forti dolori addominali che richiedono
un'operazione chirurgica. La contessa invece è la nuova protagonista della
trasmissione di Raidue
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa ISOLA DEI FAMOSI 6 Ciavarro abbandona il
reality show Patrizia De Blanck è la nuova naufraga L'attore romano ha lasciato
il programma dopo aver accusato forti dolori addominali che richiedono
un'operazione chirurgica. La contessa invece è la nuova protagonista della
trasmissione di Raidue Roma, 21 ottobre 2008 - Continuano i colpi di scena
dell'Isola dei Famosi', il reality di Raidue condotto da Simona Ventura.
Massimo Ciavarro è stato costretto ad abbandonare la trasmissione per motivi di
salute. Qualche giorno fa l'attore romano aveva accusato forti dolori
addominali tali da richiedere una visita medica. Dopo gli accertamenti, la
produzione ha ritenuto opportuno il rientro di Ciavarro che dovrà sottoporsi a
una operazione chirurgica. Anche Giucas Casella e Antonio Cabrini hanno dovuto
lasciare il programma per problemi analoghi. L'attore, che era certamente tra i
candidati che sarebbero arrivati in finale, è stato sostiuito dall'arrivo della
contessa Patrizia De Blanck, nuova compagna d'avventura dei naufraghi in
Honduras. Guarda le immagini della puntata - FOTOSTORY Il reality di Raidue
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gelmini, ma di sicuro non la lascerei sola con il mio nipotino. Sempre
pegg[...] "Le classi separate? Non ci saranno Solo corsi di lingua il
pomeriggio"18:18:12 - Non mi sembra una brutta idea. se sanno la lingua
Italiana si districano prima e si adattano prima a[...] "Le classi
separate? Non ci saranno Solo corsi di lingua il pomeriggio"18:02:49 -
Pensa alla tua vita, difenditi ed emigra se ti sembra la cosa più sicura. Hai
aperto una breccia nel[...] Un messaggio a Saviano17:59:30 - Per tutti quelli
che si lamentano per i vari sprechi e perchè non ci sono più soldi, al posto di
pre[...] Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" 17:59:22 - sì, mandiamo a scuola
senza farli partire dall'inizio gli stranieri che non capiscono la lingua,
che[...] "Le classi separate? Non ci saranno Solo corsi di lingua il
pomeriggio"17:58:58 - Condivido anche la proposta di fare il test
antidroga ai politici. Il provvediemento deve valere anc[...] "Via la
patente ai condannati per droga E se minori non potranno
prenderla"17:55:03 - caro roberto, hai fatto quello che 50 anni fa
avrebbero dovuto fare i ns. politici e che invece hann[...] Un messaggio a
Saviano Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei
d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga:
sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla
Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di
superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie
prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare gli scioperi dei
trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei d'accordo?Classi separate per
gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web affina la mente: è vero?Chi
vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti
per contrastare la crisi finanziaria?Hai fiducia nel governo Berlusconi?Servizi
sociali ad Auschwitz per gli ultrà fascisti di Sofia, sei d'accordo?Saresti
disposta a fare sesso per un avanzamento di carriera?Venezia, 'ronde' della
Lega contro i vu' cumprà: sei d'accordo? La foto del giorno Un super reggiseno
Adriana Lima indossa il “Black diamond miracle bra”, il reggiseno più caro
della storia creato da Victoria's Secret. L'indumento costa 4 milioni di euro
ed è composto da 3.900 pietre preziose, migliaia di minuscoli diamanti neri,
117 diamanti da un carato ciascuno e 34 rubini. La sua peculiarità sono le due
grosse (e rarissime) lacrime di diamante nero da 100 carati RICERCA ANNUNCI
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( da "Quotidiano.net" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
È una delle proposte
che valuterà il ministro dell’interno Roberto Maroni e che sono emerse dal
Comitato per l’ordine e la sicurezza
"
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Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute
Tecnologia Meteo Scommesse Casa LA PROPOSTA DI MARONI "Via la patente ai
condannati per droga E se minori non potranno prenderla" è una delle
proposte che valuterà il ministro dell'interno Roberto Maroni e che sono emerse
dal Comitato per l'ordine e la sicurezza Commenti Invia commento Segnala ad un
amico 21/10/2008 16:30 Kat A cominciare da almeno un terzo del parlamento,
immagino (ricordate il servizio delle iene sui parlamentari tossici? Ecco).
davvero, l'ipocrisia dei politici non conosce confini. 21/10/2008 16:35 Stefy
... in più cacciateli in galera e buttate via la chiave!. Plauso alla lega.
21/10/2008 16:37 jetset Grandeeee Maroniiii!!! W il Governo!!! Questo sì che è
promulgare leggi, altroché quegli incapaci della sinistra che sanno solo
litigare e scaldar le sedie! 21/10/2008 16:45 alberto Bravo ma deve valere
anche per i parlamentari visto e considerato che l'inchiesta delle Iene, poi
censurata, li ha beccati. 21/10/2008 16:49 Pilone Che bisogna arrivare a fare
leggi così, a causa di imbecilli che non sanno divertirsi. Ben fatto Maroni!
21/10/2008 16:54 Luca Quoto Kat al 100%, però ai nostri parlamentari
"predico bene e razzolo male" non gliene può frega de meno, tanto
scorrazzano in giro con le auto blu pagate da noi soliti co.... Della serie
"cornuti e mazziati". Ma io mi chiedo: ma sta gente non ce la fa a
fare uno, dico un ragionamento che si possa definire oggettivo??? O sono tutti
drogati?? 21/10/2008 16:56 massimo benissimo, però rendiamo anche obbligatorio
il test antidroga per tutto il parlamento; se positivi a casa e non potranno
mai più essere eletti. p.s. a proposito di parlamentari...ma non avevano
promesso tutti, sia a dx che a sx, che li avrebbero dimezzati? se ne sono già
dimenticati? gli italiani no! 21/10/2008 17:05 Luka La proposta è sbagliata
perchè si rischia di rovinare la vita a un ragazzo/a di 16 anni solo perchè
possono aver fumato uno spinello. Il problema principale è che le droghe non
sono tutte uguali (tra le droghe sono da considerare tutti gli alcolici, il
caffè e le sigarette in quanto alterano lo stato psicofisico e danno
dipendenza). Quindi se un ragazzino beve una birra alla festa di compleanno di
un amico non potrà mai avere la patente precludendosi moltissime possibilità
lavorative e rovinandosi la vita? La sostanza più penalizzata sarebbe la
cannabis che viene trattata come se fosse eroina o cocaina quando è meno
dannosa dell'alcool. Tutto questo è dimostrabile scientificamente, anzi è già
stato dimostrato ma nonostante questo si continua con questa ipocrisia. Per la
prima volta mi trovo contrario alla lega. 21/10/2008 17:08 Luka Mi aggrego al
commento già presente. Prima facciamo un bel test retroattivo di almeno 1 anno
ai politici, chi risulta positivo anche se solo a uno spinello non dovrà dimettersi
e non potrà più ricoprire cariche pubbliche, inoltre ritiro della patente a
vita e obbligo di restituzione di tutti gli stipendi incassati per la carica
che ricopriva. Ci sono delle differenze abissali tra droga e droga, bisogna
tenerne conto!!! 21/10/2008 17:13 andrea si si d'accordissimo, ma prima test
droga a tutti i parlamentari, poi se ne riparla!!! 21/10/2008 17:13 roberto a
questo punto però bisogna togliere anche la patente e lavoro a tutti quelli che
sono tossicodipendenti onorevoli senatori ministeriali consig. regionali
poliziotti carabinieri finanzieri e autisti vari di auto blù. una
rivoluzione!!! 21/10/2008 17:29 Comitato per la Sicurezza Stradale "F.
Paglierini" Perfettamente d'accordo. Oscilla tra il 35-50% la percentuale
di morti sulle strade, soprattuto giovani, vittime dell'uso e abuso di alcol e
droghe. 21/10/2008 17:33 franco finalmente un governo con buone idee, ma adesso
prepariamoci all'assalto dei sinistroidi con stupidate tipo :.....questa è
dittatuta o,questo è un ricatto del governo, e altre stronzate simili.
21/10/2008 17:35 jet ma fatela finita... con questi proclami ridicoli,
basterebbe un'altra volta far scontare la pena prevista per legge ma si sà,
l'italia è il paese dei balocchi. PS: ma quando mai un politico in italia ha
pagato per reati di droga????????? 21/10/2008 17:40 lorenzo E' vero che l'uso
abituale di droghe come la coca e la morfina riducono in modo permanente le
facoltà mentali, quindi trovo giusto un provvedimento come quello proposto,
solo per motivi di sicurezza sociale. aggiungerei a questo l'altro
provvedimento quello della perdita del diritto al voto, per evitare che chi,
sfortunatamente ha imboccato una via che non consente ritorno, possa essere
oggetto di strumentalizzazioni politiche. In questa ottica di moralizzazione
sarebbe opportuno che, almeno per il futuro, chi si candida per un seggio in
Parlamento si sottoponesse al test antidroga e che il risultato fosse reso
pubblico, in modo da informare eventuali elettori sullo stile di vita e sui
costumi del loro eletto, in modo che episodi come quello dell'onorevole Mele
non suscitino sorpresa. 21/10/2008 17:44 Vittorio grande bobo! più ci
criticano, più ci ricaricano.... 21/10/2008 17:51 vanni Gentile Luka, provi a
pensare a coloro che hanno avuto la vita rovinata senza rimedio (non c'è
recupero per i morti, per gli invalidi e per i loro parenti, il tempo viaggia
in una sola direzione) a causa di un guidatore drogato o ubriaco. il problema
va seriamente affrontato, non è decoroso essere superficiali, lei non lo sia.
nessuno vuole vendette - a che pro? - ma sanzioni ed espiazioni sì. 21/10/2008
17:58 jetset Condivido anche la proposta di fare il test antidroga ai politici.
Il provvediemento deve valere anche per loro. La lotta alla droga è come quella
alla mafia ed al terrorismo. Dev'essere senza quartiere e dovunque! Sono
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inviti Saviano a Palazzo Chigi" (35 commenti) Classi separate per
stranieri, a Bologna è già realtà (27 commenti) Raccontateci il 'vostro' sci e
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gelmini, ma di sicuro non la lascerei sola con il mio nipotino. Sempre
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pomeriggio"18:18:12 - Non mi sembra una brutta idea. se sanno la lingua
Italiana si districano prima e si adattano prima a[...] "Le classi
separate? Non ci saranno Solo corsi di lingua il pomeriggio"18:02:49 -
Pensa alla tua vita, difenditi ed emigra se ti sembra la cosa più sicura. Hai
aperto una breccia nel[...] Un messaggio a Saviano17:59:30 - Per tutti quelli
che si lamentano per i vari sprechi e perchè non ci sono più soldi, al posto di
pre[...] Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" 17:59:22 - sì, mandiamo a scuola
senza farli partire dall'inizio gli stranieri che non capiscono la lingua,
che[...] "Le classi separate? Non ci saranno Solo corsi di lingua il
pomeriggio"17:58:58 - Condivido anche la proposta di fare il test antidroga
ai politici. Il provvediemento deve valere anc[...] "Via la patente ai
condannati per droga E se minori non potranno prenderla"17:55:03 - caro
roberto, hai fatto quello che 50 anni fa avrebbero dovuto fare i ns. politici e
che invece hann[...] Un messaggio a Saviano Cure palliative a base di oppio
contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via
definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la
richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani
sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per
migliorare le proprie prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare
gli scioperi dei trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei
d'accordo?Classi separate per gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web
affina la mente: è vero?Chi vorresti vedere nei panni di James Bond?I
provvedimenti presi sono sufficienti per contrastare la crisi finanziaria?Hai
fiducia nel governo Berlusconi?Servizi sociali ad Auschwitz per gli ultrà
fascisti di Sofia, sei d'accordo?Saresti disposta a fare sesso per un
avanzamento di carriera?Venezia, 'ronde' della Lega contro i vu' cumprà: sei
d'accordo? La foto del giorno Un super reggiseno Adriana Lima indossa il “Black
diamond miracle bra”, il reggiseno più caro della storia creato da Victoria's
Secret. L'indumento costa 4 milioni di euro ed è composto da 3.900 pietre
preziose, migliaia di minuscoli diamanti neri, 117 diamanti da un carato
ciascuno e 34 rubini. La sua peculiarità sono le due grosse (e rarissime)
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( da "Sestopotere.com" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
(21/10/2008 18:11) |
(Sesto Potere) - Milano - 21 ottobre 2008 -Il parere di Siggi Group, principale
e storico produttore italiano, sul boom dei grembiulini per
effetto delle dichiarazioni del Ministro Gelmini. A chiusura stagione si tirano le somme. Sono andate a gonfie
vele le vendite dei grembiulini ad inizio anno scolastico, grazie anche al
cosiddetto “effetto Gelmini”.
Le indicazioni del Ministro della Pubblica Istruzione, sull'opportunità di
reintrodurre nelle scuole elementari il grembiulino, hanno infatti avuto
un esito positivo sul mercato: si registra il tutto venduto nei negozi e nei
centri commerciali, tanto che ai ritardatari rimane ora ben poca scelta. “Non
si può però parlare di esplosione del mercato né tanto meno del declamato boom
con incrementi del 30%”, precisano alla Siggi, che dal 1966 veste i bambini tra
i banchi di scuola e che è oggi un gruppo industriale, Siggi Group Spa, da 36
milioni di euro di fatturato annuo inclusa anche l'area dell'abbigliamento
professionale. Principale produttore italiano di grembiulini per la scuola
materna ed elementare, con un consolidato di 1.000.000 di pezzi venduti
all'anno corrispondenti ad un valore pari a circa 8 milioni e mezzo di euro,
Siggi opera attualmente nel mercato scuola con i brand commerciali HappySchool,
10eLode e con numerose firme dei cartoon, dalle Winx a Spiderman. Quindi per
tutti i gusti e per tutte le tasche poiché la gamma, con circa 200 modelli a
collezione, è veramente ampia e propone prezzi che vanno dagli 8 euro nella
grande distribuzione ai 39 euro per il capo più ricercato proposto nei punti
vendita specializzati. “Considerata la stagionalità del prodotto che viene
generalmente acquistato entro fine settembre, possiamo oggi fare una
valutazione conclusiva”, precisa Gino Marta Presidente del Gruppo. “La vendita
al dettaglio è andata molto bene, poiché oltre ad una richiesta di
riassortimento del 5%, che denota la vivacità del mercato, non si registrano
resi. Significa che quel che era sul punto vendita è stato venduto. In
particolare sono stati apprezzati i capi a prezzo medio e non griffati, che ben
rispondono alle esigenze di ottimizzazione del rapporto qualità/prezzo”. Non si
può però parlare di esplosione del mercato perché le aziende produttrici hanno
chiuso la campagna vendite ancora ad inizio anno, ben prima delle dichiarazioni
del Ministro: “Gelmini ha sicuramente messo in moto
una certa attenzione verso questo comparto, così specialistico, ma il dibattito
sul grembiulino era nell'aria già da alcuni anni. Dalla roccaforte, posizionata
nel Sud Italia, ci si sta infatti muovendo verso una distribuzione nazionale
più omogenea. Certo, le prospettive di sviluppo ci sono e sono anche tangibili:
aumentano le richieste di capi di qualità ma soprattutto si sta ampliando il
mercato”. “Questo”, continua Marta, “è un anno di movimento e vivacità di
mercato, senza tuttavia grandi incrementi rispetto ai precedenti. L'annuncio
della Gelmini è stato dato a ridosso dell'avvio delle
scuole facendo sicuramente a tempo a creare dibattito ma non a spostare
sensibilmente i numeri del mercato. La scelta del grembiulino, per quanto consigliata
dal Ministro, rimane comunque a discrezione dei singoli istituti scolastici,
sufficientemente impegnati su altri fronti per l'avvio del nuovo anno
scolastico”. Diversa potrebbe essere, invece, la situazione per l'anno
prossimo, i cui giochi sono ancora tutti aperti: “Il 2008 può essere
considerato un momento di passaggio che potrebbe sfociare in un vero e proprio
boom dal prossimo anno. Chiuderemo la campagna vendite per il 2009 nei primi
mesi dell'anno ed in quel momento potremo avere la situazione reale, dati alla
mano”.
( da "ITnews.it" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Roma, 21 ott.
(Adnkronos) - "Credo che il governo abbia scelto una strada molto negativa
per il nostro Paese. I provvedimenti di Gelmini e Tremonti comportano un
drastico taglio di risorse per scuola, universita' e ricerca. Questo crea
grande allarme e preoccupazione e danneggia il Paese". Lo ha detto Massimo
D'Alema a proposito della riforma della scuola a margine di un'iniziativa del
Pd sulla manifestazione del 25 ottobre.
( da "TGCom" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Milano,scontri
studenti-carabinieri Durante corteo contro riforma Gelmini Alta tensione in piazza Cadorna
a Milano, teatro di scontri tra studenti che manifestano contro il ddl Gelmini e le forze dell'ordine. I
manifestanti, circa un migliaio, hanno tentato di entrare in stazione per
bloccare i treni delle Ferrovie Nord ma sono stati respinti dai carabinieri che
presidiavano la zona. Lancio di candelotti da una parte e fumogeni
dall'altra e poi qualche carica dei militari ha impedito al corteo di avanzare.
Il bilancio degli scontri parla di una decina i contusi A riferire il numero
dei feriti sono i collettivi studenteschi di Milano e provincia, organizzatori
del corteo "determinato e selvaggio". Gli studenti sono partiti da
via Festa del Perdono e in un corteo che ha atttraversato la città, fino ad
arrivare vicino alla Prefettura, si sono fermati in piazza Cadorna, nodo della
città. A questo punto i ragazzi scesi in piazza, circa un migliaio secondo gli
organizzatori, hanno tentato un blitz per bloccare i treni delle Ferrovie Nord,
ma sono stati respinti dai carabinieri. Ci sono stati lanci di candelotti, di
fumogeni, poi qualche carica dei militari ha bloccato l'ingresso in stazione del
corteo. I ragazzi dopo aver fatto un sit in in piazza Cadorna sono tornati in
Ateneo. Da mercoledì i Collettivi studenteschi annunciano nuove assemblee e
altre manifestazioni di protesta. Invia ad un amico.
( da "AprileOnline.info" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Marzia Bonacci, 21
ottobre 2008, 17:15 Politica Il leader del Pd a Repubblica tv attacca le politiche
economiche dell'esecutivo, rilanciando il 25 ottobre che, preannuncia, sarà un
successo. Scarica su Di Pietro la fine dell'alleanza ma conferma il sostegno ad
Orlando. Risponde Berlusconi: "Manifestare non serve", mentre
promette un tavolo con le banche per aiutare le imprese. Fmi e Bankitalia
lanciano l'allarme sul rischio recessione nel nostro Paese Difende la linea e
il partito dagli attacchi: quelli che muovono dalle sue stesse file e che
colpiscono come un fuoco amico (Di Pietro e l'Idv), ma anche quelli che
feriscono dal fronte opposto, Berlusconi e la maggioranza. Occasione per farlo:
la partecipazione al videoforum de La Repubblica tv. Terreno di confronto: la
politica, nazionale e internazionale. Veltroni infatti spazia dalla crisi della
democrazia alla speranza mondiale di novità che comporterebbe la vittoria di
Obama negli Usa, passando per la contrarietà alla riforma della scuola e alle
misure anti-crisi prese dal governo. Cosciente che è importante rilanciarsi e
rilanciare il Pd in vista di un appuntamento, quello della manifestazione di
sabato al Circo Massimo contro le politiche economiche del centrodestra, per
cui si è battuto strenuamente, dovendo vincere anche la diffidenza interna di
alcune componenti (da Rutelli a Follini ai popolari) che speravano cancellasse
l'iniziativa oppure ne rivedesse la cornice di senso politico a causa della
crisi finanziaria, di fatto sfruttando la contingenza socio-economica mondiale
per evitare una piazza che per molti democratici è sempre stata indigeribile.
Scuote innanzitutto il centrosinistra perché "smetta di guardarsi
l'obelico e torni ad occuparsi dei problemi veri". Mentre sulla rottura
con Di Pietro si stupisce per quello che chiama "un singolare
rovesciamento dei fatti" perché, spiega il segretario, sarebbe stata l'Idv
a rompere con i democrats e non viceversa: "Non ha fatto il gruppo unico,
come si era impegnato a fare, e da mesi attacca in modo permanente il Pd. Può
capitare a tutti di essere ingannati. E Di Pietro, forse, lo ha fatto con noi".
Nonostante questo, ribadisce che in merito al caso Vigilanza rimarrà fedele a
quanto promesso: sostegno ad Orlando come presidente, perché "non si
possono accettare pregiudiziali". Pur sperando che si possa ricomporre la
frattura, boccia, bollandola come "idea tatticista", la strategia
dell'alleanza a tutti i costi: "Prima la politica, i programmi, i problemi
delle persone. Poi le alleanze". Quindi, i temi concreti. Scuola, lavoro,
crisi economica. Ma anche la qualità della nostra democrazia, da settimane al
centro della sua attenzione parallelamente al rilancio della sua figura di
leader di un'opposizione senza sconti. Perché, secondo Veltroni, "c'è
un'aria che si fa irrespirabile. Un'aria di piombo. Una sensazione di pensiero
unico che si diffonde. A partire dai giornali, che in maggioranza hanno perso
la soglia critica", ammonisce, richiamando l'allarme sollevato giorni fa
sul rischio "putinizzazione" del Paese, dove a vestire i panni dello
Zar-ex Kgb ci sarebbe Berlusconi. Sulla scuola, altro tema caldo del momento e
su cui il partito è intervenuto nelle settimane scorse organizzando diversi
appuntamenti, difende le proteste del settore e dei
sindacati e attacca la Gelmini. Così bolla il ritorno al maestro unico come "l'ennesima
puntata della strategia di nascondimento della realtà" per cui il governo,
di fronte all'incertezza sul futuro che domina il Paese, sceglie di regalare
"l'illusione del ritorno ai bei tempi andati. Magari per coprire il
fatto che a giugno 70mila ricercatori rischiano di andare per strada".
Bocciato sulla scuola ma non meno sul fronte economico. Al centro della
polemica la risposta dell'esecutivo alla crisi internazionale che, come
denunciato oggi dal Fondo monetario internazionale, rischia di soffocare il
nostro Paese fino al 2010, con un prodotto interno lordo fisso a -0,1% per il
2008 e -2% nel 2009, mentre il governatore Draghi ha paventato un rischio
recessione soprattutto da parte delle famiglie, "in cui calano i consumi
sotto il peso dell'erosione del reddito disponibile, a causa dell'inflazione e
dell'aumento del servizio al debito", ha spiegato durante la sua audizione
al Senato. Il capo di Bankitalia ha anche esortato gli istituti di credito a
garantire i clienti e ha promesso che "nessun depositante perderà nulla".
Ma sul tema, il Pd punta l'indice verso la maggioranza e sul pericolo che il
vecchio male italico della partitocrazia infetti anche questo terreno di
intervento. "Adesso - spiega Veltroni - tutti sono convinti che lo Stato
deve intervenire. Ma in Italia quando si dice Stato non si dice una entità
neutra, ma si dice partiti. Io temo che ci sia il rischio di una eccessiva
invadenza". Poi attacca Palazzo Chigi: "Questa situazione può
lasciare sul terreno due vittime, di cui il governo non sembra occuparsi più di
tanto. Le piccole e medie imprese e i lavoratori". Berlusconi
dall'assemblea annuale degli imprenditori partenopei lo ha probabilmente
ascoltato, certamente ha sentito l'accorato appello rivoltogli dagli
industriali per voce della Marcegaglia, a cui ha prontamente risposto
annunciando un immediato tavolo a Palazzo Chigi coi rappresentanti di banche e
imprese sul tema della crisi dei mercati. "Credo che potremo varare delle
misure importanti a sostegno delle imprese", promette alla platea, per poi
precipitarsi a sparare a palle incatenate contro l'appuntamento del 25 ottobre.
"Non si risolvono in piazza i problemi del Paese. Dicono solo bugie, noi
non faremo risse con chi blatera e farnetica". Negli studi di Repubblica
tv le parole del premier sono accolte con stizza dal segretario democratico
che, ironicamente, si chiede se Berlusconi sia "lo stesso essere umano che
due anni fa parlava da un palco a piazza San Giovanni avendo organizzato una
manifestazione contro il governo Prodi". Circostanza che lo porta a domandare,
retoricamente, che "se lo fa lui va bene, se lo facciamo noi no? Ma la
democrazia, il premier deve capirlo, è fatta così. Si va in piazza e si
manifesta". Veltroni non solo difende la piazza democratica, ma
preannuncia un successo: una speranza che se confermata lo porterebbe ad
incassare un credito verso i suoi detrattori, Berlusconi in testa, ma anche i
compagni scettici del suo partito. Leadership interna ed esterna sono del resto
la posta in gioco per il segretario, il quale però si lascia andare in una
profezia ottimistica: "La manifestazione confermerà che il Pd non solo
c'è, ma è in buona salute. Andremo al Circo massimo, a Roma, un luogo
vastissimo. Non credo che nessun altro partito possa scegliere la stessa piazza
con la certezza di riempirla come faremo noi". We can, dunque. Come
potrebbe accadere anche al di là dell'Oceano se a calcare la porta dello studio
ovale fosse Obama, rispetto a cui "dicevano che non ce l'avrebbe mai
fatta, mentre ora è sulla soglia della Casa Bianca". E se ci arrivasse,
Veltroni ne è convinto, cambierebbero molte cose. Anche in Europa. "Il
segnale simbolico sarebbe fortissimo dall'America si può cominciare a
sconfiggere la paura, e ricominciare a sperare". Intanto però, cerca di
farlo qui in Italia.
( da "AprileOnline.info" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Alessandro
Chiappetta, 21 ottobre 2008, 17:23 Politica Ancora cortei
in tutta Italia contro la riforma Gelmini: tafferugli a Milano, manifestazioni a Bologna e Firenze,
assemblee a Genova, Napoli, Roma. Napolitano riceve una delegazione di studenti
universitari e precari della ricerca. E Famiglia Cristiana attacca il governo
sulle classi per immigrati E adesso la protesta è ovunque, blocca le lezioni,
invade le strade, in certi casi assume anche connotati più accesi e
violenti. E' stata una giornata di passione e di rabbia per gli studenti, scesi
in piazza per protestare contro la riforma Gelmini. A
Milano sono scoppiati disordini sfociati in tafferugli con la polizia, al grido
di "la vostra crisi non la pagheremo noi", a Bologna è stata bloccata
la stazione, a Firenze un fiume di 40mila persone ha invaso la città. E ancora,
lezioni in strada a Genova, e soprattutto l'annuncio di "cose
incontrollabili", quando il prossimo 3 novembre sarà inaugurato l'anno
accademico al Politecnico di Milano, alla presenza del ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini. Ma andiamo con ordine. Nel capoluogo
lombardo, un migliaio di studenti ha cercato di forzare la stazione delle
Ferrovie Nord di Piazzale Cadorna, e subito i carabinieri hanno usato
manganelli e fumogeni per respingere l'assalto. Facendo però solo infuriare
ancora di più i manifestanti, che hanno spiegato di avere "un filmato in
cui si vede un carabiniere colpire con una manganellata e un calcio un ragazzo
caduto a terra durante gli scontri". Nello scontro diverse persone sono
cadute a terra ed è stato esploso un fumogeno. La situazione è velocemente
tornata alla calma, anche se gli studenti sono rimasti a lungo di fronte agli
ingressi della stazione, gridando "Libertà, libertà". Al termine il
bilancio è stato di tre feriti e tre contusi. Bloccata dai ragazzi dei
collettivi universitari bolognesi anche la stazione centrale del capoluogo
emiliano. Dopo essere scesi in corteo per via Indipendenza, gli studenti sono
entrati nella struttura ferroviaria, occupando i primi tre binari. Circa 600
ragazzi hanno di fatto reso impraticabile per una decina di minuti il traffico
ferroviario alzando striscioni, e lanciando fumogeni e petardi. Poco prima, un
centinaio di ragazzi avevano fatto irruzione nel Rettorato gridando
"vergogna, vergogna", accompagnandosi con tamburi e fischietti. Disordini
anche a Firenze, con decine di migliaia di persone (ma secondo gli
organizzatori erano il doppio), a manifestare nel centro storico, con
striscioni come "l'università pubblica non si tocca, la difenderemo con la
lotta", e insulti al ministro Gelmini. Corteo
anche a Napoli, dove in mille hanno sfilato per le strade della città, con
inviti espliciti, come "fuori Confindustria da scuole e università",
riferendosi anche all'incontro di stamattina dell'Unione Industriali nel
capoluogo campano, dov'era presente anche Berlusconi. Si è cercato il dialogo a
Roma, con una delegazione di studenti che ha incontrato nello studio del
Rettore dell'Università La Sapienza il presidente della Repubblica. Studenti,
dottorandi e precari della ricerca hanno consegnato a Giorgio Napolitano una
lettera nella quale chiedono al presidente di "prendere posizione,
affinchè il carattere pubblico della formazione non venga definitivamente
dismesso". Nel pomeriggio si è riunito il senato accademico per decidere
il blocco delle lezioni richiesto dagli universitari in segno di protesta con
il dl 133 sui tagli all'università. Assemblee straordinarie nei licei De
Chirico, Orazio, Marco Polo, Augusto, Archimede per discutere del decreto e
decidere quali mobilitazioni realizzare. Pacifiche anche le proteste di Genova,
Cagliari, L'Aquila, Parma, Pavia e Perugia, dove si è discusso e protestato con
assemblee e riunioni all'aperto. Più tesa la situazione a Palermo, dove, dopo
il corteo di ieri di 15mila studenti, una nuova manifestazione si snoderà attraverso
le strade della città a conclusione delle assemblee organizzate in tutte le 12
facoltà. Sarà presente il Rettore Giuseppe Silvestri. Nel dibattito pubblico,
la novità è l'intervento di Famiglia Cristiana, che per la prima volta si
esprime in merito e che non lesina critiche alle classi per immigrati. Nel
settimanale dei Paolini in edicola domani, è scritto: "Si dice classi
ponte, si legge classi ghetto. Il problema dell'inserimento degli stranieri a
scuola è reale, ma le risposte sono criptorazziste. Chi pensa a uno sviluppo
separato in Italia, sappia che quel concetto in altra lingua si chiama
apartheid, andata in scena in Sudafrica per molti anni". E ancora, con
riferimenti più diretti alla "fantasia padana", Famiglia Cristiana
attacca: "La Lega cavalca l'onda e va all'arrembaggio dell'immigrato,
bisognerebbe far cadere la prima "mozione razziale" approvata dal
Parlamento italiano, o guardare a esperienze come a Firenze dove un pulmino
passa a prendere i bambini stranieri a scuola, li porta ai corsi d'italiano e
poi li riporta in classe". Un giudizio duro che trova sponda anche nelle
parole degli esponenti del Pd. "Legittime obiezioni" le ha definite
Maria Pia Garavaglia, Ministro dell'Istruzione del Governo ombra, "farebbe
bene la Lega a non considerarlo un attacco di parte, ma una valida osservazione
alla mozione approvata" ha aggiunto.
( da "Merateonline.it" del 21-10-2008)
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Scuola 21 / 10 / 2008 Un insegnante unico e l'incognita delle ore Attualmente
la situazione della scuola italiana prevede istituti a tempo pieno, con due
insegnanti per sezione, oppure a modulo, con anche quattro insegnanti per
sezione. Nell'ambito degli obbiettivi di razionalizzazione della scuola (di
organizzazione, gestione, spese scolastiche) è previsto dall'anno scolastico
2009-2010 l'insegnante unico per ogni classe. L'orario obbligatorio settimanale
passerà da 40 ore a 24, tutte di lezione frontale. Verranno così eliminate le 2
ore settimanali di programmazione, momento in cui gli insegnanti di diverse
classi si incontrano per stabilire i programmi e confrontarsi. Nel decreto si
legge che 'nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate
alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola'.
Come si giungerà a questa articolazione non è meglio specificato. Dalle 24 ore
settimanali rimane escluso il tempo della mensa e quello pomeridiano. E'
contemplata la possibilità che l'insegnante unico faccia un numero di lezione
maggiore a 24 e anche, in via transitoria, di valere sulle risorse del fondo di
istituti delle istituzioni scolastiche, che verranno reintegrate nei limiti del
risparmio di spesa che la stessa riforma prevede. Il ministro ha più volte
sottolineato che l'insegnante di inglese e quello di educazione fisica saranno
a parte rispetto al maestro unico, ma l'argomento non è stato meglio
specificato. Per quanto riguarda l'inglese nella Scuola Primaria, da qualche
anno e in base alla riforma Moratti, ogni insegnante assunto sta seguendo dei
corsi annuali, biennali o triennali in base alla propria conoscenza di questa
lingua. Al termine del corso e dopo avere sostenuto un esame, ognuno di questi
insegnanti può e potrà insegnare inglese a scuola. Non vi è necessità di essere
laureati in lingue straniere o di essere madrelingua. La
riforma Gelmini intende
mantenere questi insegnanti, probabilmente spalmando le loro ore di lezione su
tutte le classi. Fino al 2010-11 è previsto ancora provvisoriamente l'impiego
di docenti specialisti ma per l'intero orario settimanale. Si è parlato per la
scuola dell'infanzia di orario di lezione solo antimeridiano con un solo
docente per sezione. Per tutti gli ordini di scuola si è parlato di
accorpamento di alcune classi per giungere fino a 30 alunni per sezione; anche
nella scuola per l'infanzia con bambini dai 3 a 5 anni e un insegnante solo.
Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della
provincia di Lecco Scritto il 21/10/2008 alle 18.40.
( da "Merateonline.it" del 21-10-2008)
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Scuola 21 / 10 / 2008 Ridimensionamento della Rete Scolastica Il governo
commissaria le Regioni per il ridimensionamento della rete scolastica. Sempre
riguardante l'istruzione è il decreto legge del 7 ottobre 2008 sulla spesa sanitaria:
si prevede che entro il 30 novembre ogni Regione predisponga i piani di
ridimensionamento della rete scolastica. La competenza di questa operazione
dovrebbe essere tutta affidata alle regioni. In Italia si prevede che il
requisito per il conferimento dell'autonomia ad un istituto scolastico sia
quello di avere fra i 500 e i 900 alunni; eccezione fatta per le comunità
montane o per le isole dove si può scendere sotto i 300 alunni. Il 15-20% delle
istituzioni scolastiche italiane ha un numero di alunni diverso da quello
indicato e dunque non è legittimato a funzionare come struttura autonoma.
'Oltre 10.760 istituzioni scolastiche autonome governano 41.862 punti di
erogazione del servizio'. Questo è considerato di ostacolo al corretto
funzionamento e alla stabilità della scuola. Il piano Gelmini sulla Rete Scolastica punta a
incentivare gli istituti comprensivi. L'operazione di ridimensionamento sarà
compiuta dalle Regioni ma dovrebbe procurare un risparmio solo allo Stato.
Unire più scuole in una è perfettamente in linea con la decisione di diminuire,
oltre al corpo insegnanti, anche il personale Ata, di cui è previsto per
ora un abbassamento del 17%. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il
primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 21/10/2008 alle
18.42.
( da "Merateonline.it" del 21-10-2008)
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Scuola 21 / 10 / 2008 Revocate le economie per l'edilizia
scolastica Il decreto Gelmini per consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate
revoca le economie, maturate alla data di entrata in vigore del decreto nonché
quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate
movimentazioni a decorrere dal 1° gennaio 2006. A tal fine le stazioni
appaltanti di interventi di edilizia scolastica devono provvedere a rescindere
i contratti stipulati, qualificando le economie e dandone comunicazione alla regione
territorialmente competente. Le relative somme saranno poi riassegnate per
l'attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche. E'
prevista l'eventuale riassegnazione a regioni diverse in base alle decisioni di
una conferenza unificata. La Gelmini vuole recuperare
almeno 100 edifici sul territorio nazionale che sono in grave criticità
sismica. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale
della provincia di Lecco Scritto il 21/10/2008 alle 18.41.
( da "Merateonline.it" del 21-10-2008)
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Scuola 21 / 10 / 2008 I ''tagli'' alle Università e agli istituti di ricerca Il
ministro Gelmini ha abolito gli
ulteriori due anni di specializzazione dopo la laurea magistrale, ovvero la
SILSIS: un biennio che negli ultimi anni ha formato coloro che volevano
insegnare dalla scuola secondaria di primo grado fino all'univeristà. Ora i
laureati SILSIS e coloro che devono terminare il secondo anno potranno comunque
essere iscritti in graduatoria collocati in posizione spettante dal
punteggio. E' stato ridotto il fondo di finanziamento ordinario alle università
statali di 1141,5 milioni di euro in cinque anni, ovvero il 19,7% dei
finanziamenti. E' previsto un impoverimento delle risorse umane. In linea con
le decisioni del ministro Brunetta, si prevede una diminuzione del 10% della
pianta organica degli enti di ricerca, di cui il 70% dei lavoratori sono
precari. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale
della provincia di Lecco Scritto il 21/10/2008 alle 18.44.
( da "Merateonline.it" del 21-10-2008)
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Scuola 21 / 10 / 2008 Preoccupazioni per i tagli alla scuola Le iniziative del ''comitato
meratese'' Lo striscione appeso all'esterno delle scuole di Robbiate Gent.ma
Redazione ho partecipato alla riunione indetta a Merate da CGIL CISL e UIL per
parlare della "riforma" Gelmini della
scuola. Immaginavo che sarebbe stata negativa invece ho scoperto che sarà
catastrofica, un vero e proprio tsunami principalmente per la scuola primaria
ma non solo. Perchè almeno voi non ne parlate e magari dedicate un
approfondimento relativamente a come sono strutturate adesso le scuole del
meratese e come diventeranno a settembre 2009. E scrivo "almeno voi"
perchè le grandi testate e le informazioni televisive sono scarse o peggio
molto fuorvianti. E la maggioranza delle persone che conosco mi dicono "Ma
figurati se tolgono il tempo pieno. L'ha detto anche il
Ministro Gelmini alla
tv". Per quanto mi riguarda il ministro Gelmini (o Berlusconi oggi) può dire quello che vuole in televisione
purchè sia veritiero perchè se la matematica non è un'opinione tagliando 2
insegnanti per ogni classe come sarà possibile aumentare il tempo pieno del
60%. Con quali risorse lo si potrà fare? Con gli insegnanti di certo no
perchè verranno tagliati. Con i fondi scolastici ne dubito visti i tagli
previsti. Con eventuali sovvenzioni provinciali e statali ancor meno. Ho l'impressione
che si stia ignorando qualcosa di veramente grosso che rivoluzionerà la nostra
società e metterà in grossa difficoltà molte famiglie che da settembre 2009
rischiano di avere i bambini di scuola materna e scuola primaria a casa alle
12.30. Per non parlare poi del maestro Unico, altra grande recessione alla
quale tutti rispondono "Ai miei tempi avevo un maestro solo, andavamo a
scuola solo la mattina e andava benissimo" Come negarlo? Peccato che ai
nostri tempi non si facessero tutte le materie oggi richieste ai nostri bimbi
per essere "al passo con i tempi" come l'inglese, l'informatica,
l'educazione civica Peccato che "ai nostri tempi" non erano così
diffusi classi con studenti extracomunitari che necessitano di ulteriore supporto
(almeno alla primaria) Peccato che almeno "a mia memoria" le classi
non fossero di 27/30 bambini come oggi Peccato che "ai nostri tempi"
erano di più le mamme non-lavoratrici che potevano quindi essere presenti per i
figli nel pomeriggio. Insomma, non voglio essere a tutti i costi
all'avanguardia ma nemmeno fare un passo indietro di 30 anni mi sembra molto
azzeccato con i tempi che corrono. Alla riunione di ieri eravamo relativamente
pochi (150/200 ?) rispetto al bacino di utenza meratese e la maggior parte dei
partecipanti erano insegnanti giustamente preoccupati per il loro futuro. Ma i
genitori dove sono? Possibile che questa riforma vada bene a tutti? Grazie per
lo spazio. Vostri eventuali commenti sono più che graditi. Lettera
firmata Alcuni dei cambiamenti previsti dalla riforma e le
''puntualizzazioni'' dei sindacati della scuola Valutazione in
''decimi'' e ritorno della condotta Un insegnante unico e l'incognita delle ore
Revocate le economie per l'edilizia scolastica Ridimensionamento della Rete
Scolastica Classi di inserimento per ''alunni stranieri'' I ''tagli'' alle
Università e agli istituti di ricerca Smarrimento e sconcerto. E' questo
lo stato d'animo degli insegnanti delle scuole primarie del territorio. Il
decreto c'è ma mancano i regolamenti per attuarlo. C'è poi la questione del
precariato e dei tagli che potrebbero investire molte di queste fasce a
rischio, spesso con famiglia e figli a carico. Per non parlare del blocco delle
assunzioni che aggiuge precarietà alla precarietà. I dubbi si concentrano attorno
ad una riforma che è stata presentata a suon di grembiulini e voti in condotta
ma che in realtà prevede molti altri cambiamenti. Purtroppo, nello stesso
ambiente lavorativo della scuola, non sono affatto chiari tutti i risvolti e
gli interventi specifici previsti dalla riforma del ministro Mariastella Gelmini. L'Italia rischia di essere investita da scioperi a
catena: oltre a quello degli insegnanti, previsto per il 30 ottobre, le
università sono sul piede di guerra da giorni. Sul maestro unico l'opinione
degli insegnanti interpellati è comune "Non abbiamo capito come si potrà
sostenere l'orario attuale se le ore di scuola obbligatoria verranno abbassate
a 24. Temiamo che il pomeriggio venga affidato al comune e di conseguenza a
cooperative, diventando servizio a pagamento. Lo stesso vale per la mensa, chi
coprirà le ore in cui i bambini mangiano?". Molti hanno invocato la
posività dell'insegnante unico poiché porterà ad un rapporto di privilegio con
gli alunni. "Qui non stiamo parlando di 10 professori contro uno ma di due
o tre al massimo. Il rapporto con gli alunni è già al 100% e avere un solo
punto di riferimento può essere semmai negativo. In più eliminando le ore di
programmazione non ci sarà più confronto con gli altri insegnanti per far sì
che tutte le sezioni seguano lo stesso programma e mantegano lo stesso livello
di insegnamento". Le 24 ore settimanali impediranno le attività
alternative e porteranno alla modifica dei programmi. Per quanto riguarda il
ridimensionamento del numero degli istituti scolastici, a fronte di una
possibile semplificazione della gestione, le perplessità sono per alunni e
genitori ' Si tornerà come una volta nel dover fare chilometri per andare a
scuola?'. Grosse preoccupazioni anche sulle classi di inserimento per gli stranieri.
'Da sempre si dice che per imparare una nuova lingua bisogna andare a vivere
fra gente che la parla, per essere obbligati ad apprenderla nel minor tempo
possibile. E' molto più funzionale per uno straniero stare in classe con 18
italiani che con altri stranieri di tante e diverse nazionalità. La lingua si
impara nel confronto continuo, nei giochi all'intervallo ma se i ragazzi
vengono inseriti in classi separate, sarà difficile che I bambini italiani
vadano a giocare con loro perchè li vedranno ancora più diversi. Poi come
verranno organizzate le sezioni? I bambini di prima insieme a quelli di quinta?
E se bisogna tagliare i costi e quindi i posti di lavoro, quante insegnanti ci
vorranno per tenere queste classi? Saranno classi in più rispetto alle esigenze
numeriche!". Gli insegnati interpellati hanno poi rimandato al mittente il
sospetto che la presenza di stranieri rallenti il programma dell'intera classe.
'Gli alunni fanno in fretta ad imparare la lingua e gli altri non rimangono
affatto indietro. La soluzione ideale sarebbe continuare sulla strada attale:
ovvero sfruttare la presenza degli educatori, di volontari o di insegnanti di
sostegno che aiutino nell'inserimento e nell'apprendimento'. Il ministro
Mariastella Gelmini L'APPELLO DEL COMITATO MERATESE
PER LA DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA Il COORDINAMENTO MERATESE IN DIFESA
DELLA SCUOLA PUBBLICA è nato per informare la società civile sulle ricadute che
la politica scolastica di questo governo, fatta di tagli per le scuole di ogni
ordine e grado, potrà avere per gli alunni e per le loro famiglie. Cosa accadrà
se questa politica non verrà fermata? È necessario opporsi al ritorno del
MAESTRO UNICO e interrogarsi sulle conseguenze che questa misura avrebbe per i
nostri bambini e per la società nel suo insieme. Noi docenti, genitori,
cittadini del COORDINAMENTO MERATESE IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA non
possiamo assistere inerti all'affossamento di una scuola che viene
universalmente riconosciuta valida. Ci batteremo, con tutte le nostre energie,
perché questo provvedimento non venga attuato e chiediamo a tutta la società
civile di unirsi a noi in questa lotta. Lo chiediamo ai Comuni che si
troverebbero a dover colmare le carenze del tempo scuola, ai sindacati che
rappresentano gli insegnanti, alle associazioni che operano nel territorio, ai
genitori che si ritroverebbero con problemi organizzativi non indifferenti,
agli insegnanti che vedrebbero tutta la loro opera educativa relegata a poche
ore in estrema solitudine, a tutti i cittadini perché la scuola e la cultura
sono essenziali per la sopravvivenza di una democrazia. DICONO CHE UNA BUONA
SCUOLA PER TUTTI E PER TUTTE È UN LUSSO CHE NON CI POSSIAMO PERMETTERE. E I
BAMBINI E LE BAMBINE? BASTA CHE SAPPIANO LEGGERE, SCRIVERE E FAR DI CONTO. PER QUESTO
HANNO DECISO DI DISTRUGGERE LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE. NOI NON CI STIAMO
Mercoledi 22 ottobre alle ore 20,30 il Coordinamento incontrerà sindaci,
assessori, sindacalisti, lavoratori dei consigli di fabbrica allo scopo di
stabilire iniziative comuni per contrastare il disegno della ministra Gelmini. Successivamente sono previste assemblee in ciascun
comune del meratese allo scopo di informare meglio, scendendo nei dettagli
delle reali e concrete conseguenze dei tagli, e di stabilire concrete iniziative
di opposizione. Coordinamento meratese in difesa della scuola pubblica
Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della
provincia di Lecco Scritto il 21/10/2008 alle 19.11.
( da "Quotidiano.net" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
Una delle due
vittime è l'autista: aveva 81 anni, era un pensionato che prestava servizio
occasionalmente. Il bus era diretto a Torino per l’incontro di Champions
tra i bianconeri e il Real Madrid. Bloccato il traffico pesante sul Gran San
Bernardo
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pullman di tifosi juventini Due morti, una ventina di feriti Una delle due
vittime è l'autista: aveva 81 anni, era un pensionato che prestava servizio
occasionalmente. Il bus era diretto a Torino per l'incontro di Champions tra i
bianconeri e il Real Madrid. Bloccato il traffico pesante sul Gran San Bernardo
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Bolelli fa l'impresa, Berdych k.o. Cure palliative a base di oppio contro il
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Lega contro i vu' cumprà: sei d'accordo? La foto del giorno Un super reggiseno
Adriana Lima indossa il “Black diamond miracle bra”, il reggiseno più caro
della storia creato da Victoria's Secret. L'indumento costa 4 milioni di euro
ed è composto da 3.900 pietre preziose, migliaia di minuscoli diamanti neri,
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( da "Stampa, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA. CONTRO LA
RIFORMA Dopo insegnanti e genitori ora protestano gli studenti Dopo insegnanti
e genitori, sono gli studenti a protestare contro la riforma della scuola.
Dopodomani sono previste manifestazioni in tutta Italia, indette dalla
"Rete degli studenti medi". Mila Shamku, 18 anni, frequenta il
classico "Bodoni" a Saluzzo ed è la referente cuneese della
"rete": "Giovedì mattina faremo un sit-in di fronte all'Itis di
Cuneo; il 28 saremo a Torino per manifestare il nostro dissenso di fronte al
ministro Gelmini e il 17 novembre
organizzeremo cortei in varie città della Granda". Già sicuro quello di Saluzzo,
altri sono in preparazione a Savigliano e Cuneo. "Contro le classi
separate per gli immigrati - aggiunge la Shamku - e i provvedimenti della
riforma che vuole ridurre gli insegnanti di sostegno, diminuire le ore
caratterizzanti i singoli indirizzi di studio e trasformare i consigli
di istituto in fondazioni: così chi finanzierà i progetti scolastici vorrà un
posto nell'amministrazione e limiterà l'autonomia dell'istituto". La
riduzione del tempo-scuola spaventa anche tante famiglie, perchè senza più
pomeriggi in aula papà e mamma che lavorano saranno in difficoltà. Ma sulla
durata delle lezioni per ora non ci sono indicazioni definitive. "Il
decreto Gelmini prevede 24 ore di tempo scuola nella
primaria - spiega Attilio Varengo, segretario provinciale Cisl scuola -: i
modelli a 27 o 30 ore sono ritenuti possibili solo a condizione che ci siano
risorse. Se il ministero non ne avrà, proverà a farle sborsare dai Comuni,
altrimenti ci si dovrà arrangiare con un'offerta didattica ridotta all'osso e
una qualità peggiore del servizio". "Passare meno tempo a scuola
significa solo lasciare più a lungo i bimbi davanti alla tv - interviene
Claudia Rosso, insegnante della scuola primaria -: una nostra indagine di
qualche anno fa ci lasciò esterrefatti: i bambini restavano di fronte allo
schermo per una media di 40 ore a settimana". Se ne parlerà nuovamente
giovedì sera a Fossano, nella sala Brut e Bon.