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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"   20-7-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Sarebbe importante - mentre la nuova influenza cammina a passo di carica - che il governo parlasse c... ( da "Stampa, La" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: subito corretta dal ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, seguita da un supplemento di dichiarazioni del ministro Renato Brunetta. Certo, è ancora il momento della prova degli strumenti dell'orchestra e i suoni dissonanti vanno messi in conto. Ma non c'è tempo da perdere. Noi (italiani) speriamo sempre che ce la caviamo, ma non possiamo illuderci che l'influenza,

Ma non è difficile fare un controllino Era inevitabile che nel 40 dell'all... ( da "Stampa, La" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scolastico contro i tagli della legge Gelmini, a Roma. E lo sciopero dei giovani dipendenti precari di Mtv Italia a Milano. Dove un centinaio di dipendenti con un'età media intorno ai trent'anni rischia di non vedersi rinnovato il contratto di lavoro e di andare a casa. Nonostante questi scioperi, trovo sconcertante come quotidianamente i precari non hanno alcuna voce in Italia.

L'allarme di Fazio imbarazza il governo ( da "Stampa, La" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini si è infuriata quando l'altro giorno ha letto le parole di Fazio e ha chiesto che venissero subito rettificate. Così è stato, ma intanto la frittata era fatta. E ieri è intervenuto anche Roberto Calderoli a criticare Fazio. «Rispetto ad un problema serio quale è la salute e il rischio di una possibile pandemia,

[FIRMA]AMEDEO LA MATTINA ROMA Ora nel governo dicono che i giornali hanno provocato la classi... ( da "Stampa, La" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini si è infuriata quando l'altro giorno ha letto le parole di Fazio e ha chiesto che venissero subito rettificate. Così è stato, ma intanto la frittata era fatta. E ieri è intervenuto anche Roberto Calderoli a criticare Fazio. «Rispetto ad un problema serio quale è la salute e il rischio di una possibile pandemia,

Bocciature, spreco di risorse ( da "Tribuna di Treviso, La" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con particolare soddisfazione dal Ministro Gelmini, convinta di poter dimostrare una ritrovata serietà della scuola. E che la scuola italiana debba ritrovare serietà è un dato certo, confermato da tutte le ricerche internazionali, anche se sarebbe sbagliato non fare le opportune distinzioni tra la scuola del Nord e quella del Sud, tra l'istruzione professionale e quella liceale,

su fazio l'ira del premier a rischio la sua promozione ( da "Repubblica, La" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tra Maria Stella Gelmini e Berlusconi sabato sera c´è stata una telefonata in cui il ministro della Pubblica istruzione avrebbe bollato l´uscita del collega come «parole irresponsabili». Il presidente del Consiglio le avrebbe assicurato tutto il suo appoggio.

Influenza A, controlli più serrati ( da "Gazzettino, Il" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che ha confermato la posizione della collega Maria Stella Gelmini subito intervenuta dopo l'allarme lanciato dal viceministro Ferruccio Fazio. La pandemia potrebbe durare anni e colpire milioni di italiani, come afferma l'immunologo Ferdinando Aiuti. Ed è per questo che i controlli sono già diventati più serrati soprattutto nei luoghi dove ogni giorno convivono migliaia di persone.

Scuola, per i libri di testo usati boom di richieste tra i ragazzi ( da "Libertà" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 8 aprile 2009 firmato dalla Gelmini che stabilisce le caratteristiche tecniche dei libri e i tetti di spesa per ciascuna classe: «E' un palliativo che limita l'aggiornamento delle conoscenze, e che non sopperisce alla mancanza di fondi in cui vive la scuola». Per far fronte all'ingente spesa alcune scuole hanno deciso di limitare il passaggio a nuove edizioni.

Come si affossa l'università pubblica e di massa ( da "Unita, L'" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Di recente il Ministro Maristella Gelmini ha presentato una legge di riforma dell'università in cui cincischia sul ruolo dei rettori e i compiti del Consiglio di amministrazione e di razionalizzazione della spesa. Ma c'è ben poco da razionalizzare: la spesa semplicemente non c'è.

Virus, a Londra aerei vietati per chi ha sintomi ( da "Arena, L'" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini, che ha respinto allarmismi, si è aggiunto ieri 'intervento del ministro della Funzione pubblica, Brunetta: «Le scuole riapriranno regolarmente», ha detto invitando a «stare tranquilli» e ricordando come la diffusione dell'epidemia sia dovuta alla facilità dei trasporti soprattutto aerei e al turismo: «Le autorità sanitarie sono attrezzate per qualsiasi evenienza»

influenza a, comune e ass corrono ai ripari ( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini anche a Gorizia il problema costituito dal rischio di una diffusione massiccia della pandemia in ambito scolastico desta preoccupazione. A livello comunale l'assessore all'istruzione Silvana Romano è decisa ad avviare da subito le contromisure applicando il classico quando sempre valido precetto del "meglio prevenire che curare"

Bocciare è facileil problema è educare? ( da "Secolo XIX, Il" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. Il Paese ritrovato, il "ritorno dell'orgoglio", la celebrazione della scuola severa contro quella che non boccia e «non fa il bene dei ragazzi». E alla fine scopriamo - come del resto già ampiamente anticipato da questo giornale per quanto riguarda il quadro ligure - che tutto corrispondeva a una bufala.

( da "Eco di Bergamo, L'" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Qualcuno ha bisogno di una tirata di orecchie, perché un problema di salute non può diventare lo strumento per campagne mediatiche o peggio ancora...». Il riferimento è sull'eventuale slittamento dell'apertura delle scuole ipotizzato dal viceministro Fazio e smentito dal ministro Gelmini. 20/07/2009 nascosto-->

( da "Giorno, Il (Milano)" del 20-07-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: ALLARME DI FAZIO E LA FRENATA DEI MINISTRI SACCONI, GELMINI E BRUNETTA ROMA IL VICEMINISTRO Ferruccio Fazio ipotizza un rinvio dell'apertura dell'anno scolastico, Mariastella Gelmini frena, il ministero del Welfare, guidato da Maurizio Sacconi, ridimensiona l'allarme e Renato Brunetta esclude ogni posticipazione della campanella.

ISTRUZIONE TAGLI AGLI ORGANICI NELLE PROVINCE DEL PIEMONTE PENTENERO: NESSUN FAVORITISMO DI TIPO POLITICO MA SOLO APPLICAZIONE DELLA RIFORMA GELMINI ( da "marketpress.info" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: APPLICAZIONE DELLA RIFORMA GELMINI Torino, 20 luglio 2009 - In merito alle dichiarazioni di alcuni assessori provinciali all?istruzione apparse su alcuni quotidiani e testate locali in merito all?attribuzione dell?organico di diritto, in cui si manifesta la contrarietà ai criteri di applicazione dei tagli e un presunto trattamento di favore in base al colore politico delle amministrazioni,

La nuova scuola elementare sarà costruita nel parco Allende ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con il decreto Gelmini l'orario scolastico è stato sostanzialmente ridotto, con il conseguente insorgere di difficoltà per i genitori che lavorano. «Dovranno essere le amministrazioni comunali a farsi carico di questo » ha concluso il sindaco. Scuole L'edificio della elementare «Bruno Ferrari».

Brunetta: nessun rinvio per le scuole ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, che ha respinto ogni tipo di allarmismo, si è aggiunto ieri anche l'intervento del ministro Renato Brunetta. «Riapriranno regolarmente dopo la pausa estiva» ha detto invitando a «stare tranquilli» e ricordando come la diffusione dell'epidemia sia dovuta alla facilità dei trasporti soprattutto aerei e al turismo che in questi mesi è triplicato.

ROMA - Ritardare o no l'apertura delle scuole per contenere la diffusione del virus? E&... ( da "Messaggero, Il" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini ha precisato che nulla ancora è stato deciso mentre il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta si dice convinto che, in classe, «si tornerà normalmente». Gli scienziati disegnano strategie e, sulla base dei numeri di oggi (da noi come in Inghilterra e nel resto d'Europa)fanno previsioni sulla diffusione del virus,

Fazio: Scuole a rischio rinvio per l'influenza A ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: precisa in serata il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. u pagina 10 Maltempo al Nord: quattro morti e un disperso L'ondata di vento e piogge che si è abbattuta sulle regioni settentrionali ha provocato quattro vittime e un disperso in Veneto, Liguria e Toscana. Bloccato il valico ferroviario del Brennero.

Inizio delle scuole a rischio per l'influenza ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: settembre mese cruciale - Ma Gelmini frena: nessun rinvio «Inizio delle scuole a rischio per l'influenza» Tiziana Migliati ROMA Gli annunci sull'esplosione in Europa della nuova influenza causata dal virus A-H1N1 (inizialmente battezzata "influenza suina") si amplificano anche nel nostro paese dove ieri è scoppiato il "caso-scuola".

Il debito scolastico si recupera sotto l'ombrellone ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: idea di dare ripetizioni in spiaggia le è venuta un anno fa, quando il ministro Gelmini ha annunciato che chi non saldava il debito formativo entro settembre avrebbe dovuto ripetere l'anno. «I ragazzi non ci pensano proprio a rinuciare alle vacanze – racconta –, al mare e al sole. Ma allo stesso tempo devono riparare ai brutti voti.

Influenza, il vero virus è... ( da "Giornale.it, Il" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ha smentito lui, ha strasmentito la Gelmini, ha ribadito il governo, ha giurato Brunetta che è solo rumore. «Tranquilli, tranquilli, tranquilli - ha scandito il ministro della Pubblica amministrazione - queste attenzioni servono a mettere in moto un meccanismo di controlli, prevenzione, vaccini.

Una paura nata da un malinteso ( da "Giornale.it, Il" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, si è affrettata a sottolineare che «non c'è nessuna ipotesi di rinvio per l'apertura delle scuole», pur rimarcando che «c'è perfetta sintonia con Fazio». Il viceministro, sempre in serata, ha aggiunto nuove precisazioni, dicendo che in Italia la situazione «è sotto controllo» e che non avrebbe «nessun senso decidere adesso»

Alle imprese serve un piano per la ricerca ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Ministro Gelmini ha recentemente presentato una proposta di rilancio appunto dell?istruzione tecnica. È una proposta che risponde alle richieste delle imprese dei diversi settori produttivi (dalla meccanica alla chimica, dal tessile all?elettronica, dai trasporti alle biotecnologie).

DICHIARAZIONE DEL MINISTRO MARIASTELLA GELMINI. NU ( da "WindPress.it" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract:

Virus, a Londra aerei vietati per chi ha sintomi ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini, che ha respinto allarmismi, si è aggiunto ieri 'intervento del ministro della Funzione pubblica, Brunetta: «Le scuole riapriranno regolarmente», ha detto invitando a «stare tranquilli» e ricordando come la diffusione dell'epidemia sia dovuta alla facilità dei trasporti soprattutto aerei e al turismo: «Le autorità sanitarie sono attrezzate per qualsiasi evenienza»

Influenza, allarme contagioso ( da "Vita non profit online" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Infuriata la Gelmini, critiche del ministro leghista Calderoli che ha detto che «un problema di salute non può diventare lo strumento per campagne mediatiche o peggio ancora». Una possibile chiave di interpretazione di quel "peggio ancora" arriva dalle dichiarazioni di Maurizio Gasparri, che ha ricordato come in occasione dell'allarme per l'

Febbre suina, dalle compagnie britanniche stop all'imbarco per i sospetti malati ( da "Adnkronos" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini assicura: ''La riapertura delle scuole non è a rischio rinvio'' commenta 0 vota 2 invia stampa Londra, 19 lug. (Adnkronos/Ign) - Le compagnie aeree britanniche stanno vietando l'imbarco a passeggeri che mostrano sospetti sintomi di influenza A.

Febbre suina, in Italia nessuno stop all'imbarco ma controlli sui passeggeri da Usa, Gran Bretagna e Messico ( da "Adnkronos" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini assicura: ''La riapertura delle scuole non è a rischio rinvio'' commenta 0 vota 1 invia stampa Roma, 20 lug. (Adnkronos) - Per il momento non è previsto nessun potenziamento dei presidi nei principali aeroporti italiani, in seguito all'acuirsi del virus H1N1, meglio conosciuto come influenza suina.

AMEDEO PICARIELLO I casi sospetti restano cinque. Tra oggi e domani arriveranno i risultati dei p... ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: secondo il quale a settembre ci sarà il rischio di un'epidemia in Italia di influenza suina, addirittura avanzando l'ipotesi - in caso di pandemia - di far slittare la riapertura delle scuole. È stato subito smentito dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, la quale ha precisato che allo stato «non c'è allo studio del governo nessun provvedimento in tal senso».

ELENA ROMANAZZI Roma. Scuole normali . Il ministro della Pubblica Amministrazione Rena... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insiste Brunetta ribadendo quanto già detto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Le attenzioni - spiega - servono per mettere in moto un meccanismo di controlli, prevenzione, vaccini, ma non c'è nessun pericolo». Evitare allarmismi è la parola d'ordine di tutto l'esecutivo. E alla Lega non piace quanto è accaduto due giorni fa.

Roma Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta si dice convinto che, asso... ( da "Gazzettino, Il" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fazio e confermando la tesi della collega Maria Stella Gelmini, parlando ieri ai microfoni di Rtl, Brunetta ha invitato a «star traquilli» e ha ricordato come la diffusione dell'epidemia sia dovuta alla facilità dei trasporti, soprattutto aerei e al turismo. «Tranquilli tranquilli tranquilli - ha detto Brunetta - Queste attenzioni sono per mettere in moto un meccanismo di controlli,

Scuola, allarme dei sindacati: "Nei comuni di montagna rischio chiusura" ( da "RomagnaOggi.it" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dopo gli effetti della legge Gelmini, sono i sindacati Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals, che questa in una conferenza stampa hanno ribadito l'allarme gia' lanciato nelle singole province: "E' in seria discussione la possibilita' della regolare apertura dell'anno scolastico in tutte le scuole".

Nuova influenza/ Casini: Stop politica annunci, governo sia... ( da "Virgilio Notizie" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: "L'esecutivo sostituisca la campagna di annunci riguardo all'epidemia: il viceministro Fazio ha annunciato il possibile rinvio dell'apertura delle scuole ed è stato smentito dal ministro Gelmini, su questo tema si parli con una voce sola, sensibilizzando ma senza indulgere in allarmismi", ha aggiunto Casini.

Febbre suina, in Italia nessuno stop all'imbarco dei voli. Altri due studenti contagiati dopo viaggio in Gb e Irlanda ( da "Adnkronos" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini assicura: ''La riapertura delle scuole non è a rischio rinvio'' commenta 0 vota 1 invia stampa Roma, 20 lug. (Adnkronos) - Per il momento non è previsto nessun potenziamento dei presidi nei principali aeroporti italiani, in seguito all'acuirsi del virus H1N1, meglio conosciuto come influenza suina.

20/07/2009 17:42 FEBBRE SUINA: CASINI, GOVERNO PARLI CON UNA SOLA VOCE ( da "ITnews.it" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ad affermarlo e' il leader Udc Pier Ferdinando Casini, commentando ''l'annuncio del viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, poi smentito dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini'' di un probabile ritardo dell'apertura delle scuole a causa della diffusione della nuova influenza.

FEBBRE SUINA: CASINI, GOVERNO PARLI CON UNA SOLA VOCE ( da "Adnkronos" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ad affermarlo e' il leader Udc Pier Ferdinando Casini, commentando ''l'annuncio del viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, poi smentito dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini'' di un probabile ritardo dell'apertura delle scuole a causa della diffusione della nuova influenza.

Febbre suina, Fazio: ''No all'allarmismo''. Altri studenti contagiati dopo viaggio in Gb ( da "Adnkronos" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini assicura: ''La riapertura delle scuole non è a rischio rinvio'' commenta 0 vota 1 invia stampa Roma, 20 lug. (Adnkronos/Ign) - Il governo invita ad evitare ogni allarmismo sul diffondersi della nuova influenza. Il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, è tornato sulla possibilità di chiudere le scuole precisando che '

L'università del rinvio ( da "EUROPA ON-LINE" del 20-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sembra essere il motto del ministro Gelmini, non a caso fedele seguace del Grande comunicatore. Da più di un anno Gelmini ha assunto la responsabilità dell'università ma la sua azione non annovera che annunci. Il 10 novembre il governo approvò le linee guida di una riforma universitaria.


Articoli

Sarebbe importante - mentre la nuova influenza cammina a passo di carica - che il governo parlasse c... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Sarebbe importante - mentre la nuova influenza cammina a passo di carica - che il governo parlasse con una sola voce e che dietro le dichiarazioni di vari ministri «competenti» - come si dice - si intravedesse un piano di comunicazione efficace e non improvvisato, in grado di diffondere, da una parte, la fiducia nella risposta delle istituzioni all'emergenza; dall'altra, di evitare i danni della disinformazione. Da questo punto di vista, non si può dire davvero che sia incoraggiante l'esordio nella strategia comunicativa, con l'ipotesi del rinvio dell'anno scolastico avanzata dal viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, subito corretta dal ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, seguita da un supplemento di dichiarazioni del ministro Renato Brunetta. Certo, è ancora il momento della prova degli strumenti dell'orchestra e i suoni dissonanti vanno messi in conto. Ma non c'è tempo da perdere. Noi (italiani) speriamo sempre che ce la caviamo, ma non possiamo illuderci che l'influenza, «la malattia del vento», come era chiamata nel passato in Asia, a causa della sua rapidissima propagazione, risparmi il Belpaese. In tempo di pandemia influenzale le strategie comunicative assumono un'importanza cruciale. Non per niente i «piani di preparazione», messi a punto nei Paesi occidentali per fronteggiare l'aviaria, comprendevano un sofisticato progetto di comunicazione nel quale erano previsti, oltre a un costante collegamento tra le autorità sanitarie locali e nazionali e le altre principali parti in causa, il riferimento alle fonti d'informazione più affidabili, agli strumenti e alle strategie di comunicazione per aiutare le scuole e le università a sviluppare e/o migliorare i piani per prepararsi a rispondere a una pandemia, nonché i sistemi per garantire che la lingua, la cultura o il livello d'istruzione tagliassero fuori gruppi di popolazione. C'è da dire che i piani preparati sotto la spada di Damocle del temibile virus H5N1 risentivano del clima di paura creato dai tassi di mortalità, non paragonabili a quelli, fortunatamente molto contenuti, dovuti al virus H1N1, pari allo 0,5 per cento, stando alle cifre ufficiali. Una situazione che ha influito a contenere paura e ansia. Un po' come avvenne con l'Asiatica, nel 1957. Nonostante la diffusione planetaria e la mortalità, più elevata di una normale influenza, i giornali del tempo non suonarono la grancassa e si concentrarono sull'aneddotica: il possibile slittamento del campionato inglese di calcio e delle finali di Miss Mondo, la mancata partecipazione - causa influenza - del «campionissimo» Fausto Coppi al giro ciclistico della Lombardia e il malessere di Ingrid Bergman, pallida e sbattuta - al suo arrivo in Italia con Roberto Rossellini, anch'egli provato dalla sindrome influenzale. Oggi, data anche la possibilità che il virus diventi più «cattivo» - e considerata la velocità di diffusione, senza precedenti o quasi nella storia delle pandemie, e in attesa dei vaccini - è urgente mettere a punto un piano di misure di salute pubblica (chiusura delle scuole, isolamento eccetera) che, naturalmente, dovranno tener conto dell'evoluzione del virus in queste settimane, dell'età dei gruppi di popolazione «attaccati», dei modi di trasmissione e così via. Scuole e asili rappresentano - si sa - un problema cruciale, sul quale si sono esercitati in questi anni ricercatori ed esperti di salute pubblica, costruendo pure dei modelli matematici. Quella di chiudere le scuole pubbliche è una misura di controllo classica, adottata anche in Italia durante la «Spagnola». Tuttavia, tenere i bambini a casa durante una pandemia influenzale è un intervento problematico: i genitori che lavorano, infatti, dovrebbero assentarsi dai propri posti di lavoro, mettendo a rischio (in alcuni settori nevralgici, comunicazioni, assistenza sanitaria, trasporti eccetera) il sistema di risposta all'emergenza sanitaria. Quando suonò il campanello d'allarme dell'H5N1, alcuni studi sui possibili effetti di una devastante pandemia - come quella del 1918 - valutarono che, a breve termine, l'impatto sull'economia globale, sugli investimenti e sui mercati finanziari avrebbe potuto essere disastroso, investendo importanti settori come i trasporti, il turismo, il commercio. La crisi, allora, non era all'orizzonte. Oggi i costi diretti e indiretti di una pandemia influenzale, per quanto «mite» e non aggressiva, sarebbero davvero molto salati.

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Ma non è difficile fare un controllino Era inevitabile che nel 40 dell'all... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Ma non è difficile fare un controllino Era inevitabile che nel 40° dell'allunaggio tornassero le polemiche e i dubbi sulla presunta grande truffa ordita dagli Stati Uniti al resto del mondo il 20 luglio 1969. Credo di ricordare che Armstrong e Aldrin lasciarono sul suolo lunare parecchia attrezzatura scientifica, oltre alla mitica bandiera americana immortalata da infinite fotografie, senza contare la base del Lem che fece da rampa di lancio per il riaggancio con la navicella rimasta in orbita. Prima o poi qualcuno o qualcosa andrà lassù a verificare, ma nel frattempo, con la tecnologia che abbiamo a disposizione nel 2009 (penso ai telescopi in orbita intorno alla Terra) non dovrebbe essere difficile fare un controllino verso quel punto del Mare della Tranquillità e risolvere una volta per tutte il mistero che sembra avvolgere quella mitica spedizione. ALDO MILLETARÌ Chi ascolta i precari? Nel corso della settimana ci sono stati almeno due scioperi dei precari. Lo sciopero dei professori precari e del personale scolastico contro i tagli della legge Gelmini, a Roma. E lo sciopero dei giovani dipendenti precari di Mtv Italia a Milano. Dove un centinaio di dipendenti con un'età media intorno ai trent'anni rischia di non vedersi rinnovato il contratto di lavoro e di andare a casa. Nonostante questi scioperi, trovo sconcertante come quotidianamente i precari non hanno alcuna voce in Italia. Eppure contribuiscono in termini produttivi ed economici in maniera infinitamente maggiore rispetto a qualsiasi altro lavoratore a tempo indeterminato. I precari sono impiegati spesso nei periodi e momenti dove qualsiasi altro lavoratore fisso storcerebbe il naso, le orecchie e la lingua, nonostante tutto vivono in una situazione di costante incertezza e paura. Anzi, paradossalmente l'unica certezza di un precario è l'incertezza. I precari conoscono soltanto doveri e pochi diritti, eppure un precario dovrebbe avere molti più diritti di un lavoratore standard e avere dei referenti politico-istituzionali più aperti e sensibili. MARCO PATRUNO, TORINO Una violazione della privacy Apparentemente Sky e Vodafone non hanno granché in comune, tranne un particolare. Alcuni giorni fa, una dipendente del call center di Sky mi ha telefonato, ovviamente durante l'ora di pranzo, per informarmi sulla ultime promozioni. Il fatto è che mi ha chiamato sul mio cellulare. Sul mio numero privato! Alla mia richiesta di spiegazioni, la signorina ha risposto che è una domanda che le rivolgono in molti, e che sono i gestori telefonici a passare i numeri e i nominativi a Sky. Scandaloso, da denuncia! Questa sì che è violazione della privacy. LUCIANO SIMONETTI CASELLE TORINESE (TO) E poi i tribunali sono intasati... A proposito dello stupratore seriale di Roma, vorrei sapere quanto deve durare ancora questa pagliacciata. Abbiamo la prova del Dna di Bianchini che esclude categoricamente che le tracce organiche trovate sui vestiti delle vittime possano appartenere ad altre persone. Se non basta questo, mi dite quando mai potremo avere la certezza di avere arrestato la persona giusta? È mai possibile che con una prova del genere si debbano perdere tanto tempo e denaro in processi, appelli, ricorsi e via dicendo? Dopo non lamentiamoci se abbiamo i tribunali intasati e se per avere una sentenza ci vogliono 10 anni. ADELCHI BONATELLI, RIMINI Scene di ordinaria normalità Oggi, se ti azzardi a dire: non mi sembra bello vedere donne in giro con le natiche scoperte, coperte di tatuaggi; il matrimonio dovrebbe avvenire tra uomo e donna; è ingiusto mettere in libertà chi stermina la famiglia, sei accusato di essere un paleantropo omofonico. Le donne, dopo tante battaglie per la libertà, non osano uscire di casa all'imbrunire. Alcolismo e droga sono diffusi anche tra i minori. Caino si sente intoccabile. Un imbecille può sterminare una famiglia seduta sul marciapiede di casa. Subirà una condanna lieve. I vigili dovrebbero proteggere i cittadini, invece travolgono e uccidono una povera ragazza su uno scooter. Tutto normale, insomma. ROBERTO VENERONI Opposizione intelligente Secondo il sig. Edoardo Avonto (lettera del 18 luglio) la sinistra insulta e denigra. Ma ha seguito i due anni di «opposizione intelligente» durante il governo Prodi? Non è con chi fa sesso Berlusconi che interessa alla sinistra; ci si dimentica facilmente che l'opposizione è avversa al sig. Berlusconi per le leggi «ad personam», per gli insulti ai magistrati, ai senatori a vita e l'elenco potrebbe ancora continuare a lungo. MICHELE DI BENEDETTO Bari, la sobrietà come bandiera Sull'ultimo Espresso il sindaco di Bari e segretario regionale Pd afferma che il partito deve fare della sobrietà una bandiera. Proprio sulla Stampa di qualche giorno fa ho trovato il bilancio della Città di Bari pubblicato nella consueta versione di legge, Consuntivo del 2007 e Preventivo del 2009. Due anni fa i servizi offerti dalla città costarono, debiti compresi, 327,1 milioni e quest'anno si dovrebbe chiudere con 328,7 (in tutto +0,49%). A Bari la sobrietà è già una bandiera se paragonata al galoppo delle altre città. RENATO FORESTO, TRANA (TO) Chi ignora i richiami della Ue Da anni la Ue ci invia richiami per il rispetto delle varie normative, tuttavia il nostro governo li ha spesso ignorati. Ma ora coloro che hanno a cuore le sorti del Paese hanno trovato finalmente la via che unisce europeisti veri, europeisti di comodo e molti sindacati: si equipara l'età pensionabile delle lavoratrici statali a quella degli uomini. I nostri parlamentari, invece, non sentono l'esigenza di adeguarsi alle normative pensionistiche europee e continueranno ad avere un trattamento previdenziale di scandaloso privilegio. Evidentemente su questo, come su altre gravi questioni, non li turba il giudizio dell'Europa. M. ORSOLA OLIVETTI, TORINO

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L'allarme di Fazio imbarazza il governo (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

L'allarme di Fazio imbarazza il governo Anche Gasparri invita ad abbassare i toni Il sospetto di favori alle multinazionali [FIRMA]AMEDEO LA MATTINA ROMA Ora nel governo dicono che i giornali hanno provocato la classica tempesta in un bicchiere d'acqua, perché le scuole riapriranno regolarmente e non c'è alcun allarme sulla nuova influenza. Eppure era stato il viceministro della Salute Ferruccio Fazio a dire che il virus potrebbe svilupparsi molto velocemente in Italia con il rientro dalle vacanze. Senza escludere l'ipotesi di un ritardo nell'apertura delle classi. «È solo un'ipotesi che non è allo studio», continuano a ripetere fonti del ministero del Welfare al quale fa capo la Salute. «Non se n'è mai discusso», aggiungono al dicastero dell'Istruzione. Mariastella Gelmini si è infuriata quando l'altro giorno ha letto le parole di Fazio e ha chiesto che venissero subito rettificate. Così è stato, ma intanto la frittata era fatta. E ieri è intervenuto anche Roberto Calderoli a criticare Fazio. «Rispetto ad un problema serio quale è la salute e il rischio di una possibile pandemia, il presidente Berlusconi non può consentire che, da parte dell'esecutivo, vi possano essere messaggi così discordanti, come è accaduto finora. Qualcuno - ha infierito il ministro leghista - ha bisogno di una tirata di orecchie, perché un problema di salute non può diventare lo strumento per campagne mediatiche o peggio ancora...». Calderoli non spiega a cosa si riferisce quando dice «peggio ancora». Una possibile chiave di lettura viene da Maurizio Gasparri, il quale ricorda «le avventate campagne allarmiste per l'emergenza aviaria, che sparì dopo l'inutile ma ingente spesa in vaccini». «Mi piacerebbe sapere - ha chiesto il capogruppo Pdl al Senato - che fine abbiano fatto. Non vorrei che ora si facesse il bis e mi auguro che le autorità internazionali e nazionali diano i giusti avvertimenti senza alimentare psicosi. Scuole chiuse ed altri annunci intempestivi non sono cose con cui scherzare. Calma e serietà sono indispensabili». In controluce, le parole di Calderoli e di Gasparri fanno balenare il sospetto che dietro certe «campagne allarmiste e mediatiche» si nascondano gli interessi delle multinazionali farmaceutiche. Se l'accusa fosse questa, la promozione di Fazio da viceministro a ministro della Salute sarebbe a rischio. Rimane il fatto che ad oggi la data della riapertura delle scuole rimane quella fissata. È intervenuto pure Renato Brunetta per dire che gli istituti scolastici «riapriranno regolarmente» dopo la pausa estiva: «Tranquilli, tranquilli tranquilli - ha detto il il ministro della Pubblica amministrazione - perché queste attenzioni sono per mettere in moto un meccanismo di controlli, prevenzione, vaccini. Non c'è nessun pericolo se non quelli che ci sono ogni anno su l'influenza di un tipo piuttosto che di un altro. Non c'è nulla per cui allarmarsi. Le autorità sanitarie sono attrezzate per risponde a qualsiasi evenienza». La risposta, appunto, sono i vaccini ancora in fase di produzione, che cominceranno ad essere disponibili dall'autunno, come conferma la direttrice del reparto di Epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanità, Stefania Salmaso. «Prepariamo gli estintori, poi decidiamo se usarli», spiega il presidente della commissione Sanità del Senato Antonio Tomassini, che non esclude l'audizione del viceministro Fazio. L'importante in questo momento è «tranquillizzare i cittadini», precisa l'immunologo Ferdinando Aiuti, presidente della Commissione speciale politiche Sanitarie del Comune di Roma: «La chiusura delle scuole sarebbe inutile e non servirebbe ad arrestare l'epidemia, né sembra una soluzione possibile in quanto dovrebbe durare alcuni mesi. Il diffondersi del virus, in Italia come in altri paesi, sarà inarrestabile e colpirà almeno 6-8 milioni di persone, soprattutto sotto i 55 anni. Ma finora questa influenza - rassicura Aiuti - ha avuto caratteristiche di bassa mortalità, anche grazie alla efficacia degli antivirali e alla scarsa virulenza del virus». Intanto, mentre in Gran Bretagna vengono chiusi i cancelli ai passeggeri affetti dalla nuova influenza, negli scali italiani non ci sono restrizioni.

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[FIRMA]AMEDEO LA MATTINA ROMA Ora nel governo dicono che i giornali hanno provocato la classi... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

[FIRMA]AMEDEO LA MATTINA ROMA Ora nel governo dicono che i giornali hanno provocato la classica tempesta in un bicchiere d'acqua, perché le scuole riapriranno regolarmente e non c'è alcun allarme sulla nuova influenza. Eppure era stato il viceministro della Salute Ferruccio Fazio a dire che il virus potrebbe svilupparsi molto velocemente in Italia con il rientro dalle vacanze. Senza escludere l'ipotesi di un ritardo nell'apertura delle classi. «È solo un'ipotesi che non è allo studio», continuano a ripetere fonti del ministero del Welfare al quale fa capo la Salute. «Non se n'è mai discusso», aggiungono al dicastero dell'Istruzione. Mariastella Gelmini si è infuriata quando l'altro giorno ha letto le parole di Fazio e ha chiesto che venissero subito rettificate. Così è stato, ma intanto la frittata era fatta. E ieri è intervenuto anche Roberto Calderoli a criticare Fazio. «Rispetto ad un problema serio quale è la salute e il rischio di una possibile pandemia, il presidente Berlusconi non può consentire che, da parte dell'esecutivo, vi possano essere messaggi così discordanti, come è accaduto finora. Qualcuno - ha infierito il ministro leghista - ha bisogno di una tirata di orecchie, perché un problema di salute non può diventare lo strumento per campagne mediatiche o peggio ancora...». Calderoli non spiega a cosa si riferisce quando dice «peggio ancora». Una possibile chiave di lettura viene da Maurizio Gasparri, il quale ricorda «le avventate campagne allarmiste per l'emergenza aviaria, che sparì dopo l'inutile ma ingente spesa in vaccini». «Mi piacerebbe sapere - ha chiesto il capogruppo Pdl al Senato - che fine abbiano fatto. Non vorrei che ora si facesse il bis e mi auguro che le autorità internazionali e nazionali diano i giusti avvertimenti senza alimentare psicosi. Scuole chiuse ed altri annunci intempestivi non sono cose con cui scherzare. Calma e serietà sono indispensabili». In controluce, le parole di Calderoli e di Gasparri fanno balenare il sospetto che dietro certe «campagne allarmiste e mediatiche» si nascondano gli interessi delle multinazionali farmaceutiche. Se l'accusa fosse questa, la promozione di Fazio da viceministro a ministro della Salute sarebbe a rischio. Rimane il fatto che ad oggi la data della riapertura delle scuole rimane quella fissata. È intervenuto pure Renato Brunetta per dire che gli istituti scolastici «riapriranno regolarmente» dopo la pausa estiva: «Tranquilli, tranquilli tranquilli - ha detto il il ministro della Pubblica amministrazione - perché queste attenzioni sono per mettere in moto un meccanismo di controlli, prevenzione, vaccini. Non c'è nessun pericolo se non quelli che ci sono ogni anno su l'influenza di un tipo piuttosto che di un altro. Non c'è nulla per cui allarmarsi. Le autorità sanitarie sono attrezzate per risponde a qualsiasi evenienza». La risposta, appunto, sono i vaccini ancora in fase di produzione, che cominceranno ad essere disponibili dall'autunno, come conferma la direttrice del reparto di Epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanità, Stefania Salmaso. «Prepariamo gli estintori, poi decidiamo se usarli», spiega il presidente della commissione Sanità del Senato Antonio Tomassini, che non esclude l'audizione del viceministro Fazio. L'importante in questo momento è «tranquillizzare i cittadini», precisa l'immunologo Ferdinando Aiuti, presidente della Commissione speciale politiche Sanitarie del Comune di Roma: «La chiusura delle scuole sarebbe inutile e non servirebbe ad arrestare l'epidemia, né sembra una soluzione possibile in quanto dovrebbe durare alcuni mesi. Il diffondersi del virus, in Italia come in altri paesi, sarà inarrestabile e colpirà almeno 6-8 milioni di persone, soprattutto sotto i 55 anni. Ma finora questa influenza - rassicura Aiuti - ha avuto caratteristiche di bassa mortalità, anche grazie alla efficacia degli antivirali e alla scarsa virulenza del virus». Intanto, mentre in Gran Bretagna vengono chiusi i cancelli ai passeggeri affetti dalla nuova influenza, negli scali italiani non ci sono restrizioni.

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Bocciature, spreco di risorse (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA Bocciature, spreco di risorse di Giampaolo Sbarra I dati pubblicati dal Ministero della Pubblica Istruzione sottolineano come siano aumentate le bocciature, le non ammissioni all'esame e le sospensioni del giudizio. Questi risultati sono stati comunicati con particolare soddisfazione dal Ministro Gelmini, convinta di poter dimostrare una ritrovata serietà della scuola. E che la scuola italiana debba ritrovare serietà è un dato certo, confermato da tutte le ricerche internazionali, anche se sarebbe sbagliato non fare le opportune distinzioni tra la scuola del Nord e quella del Sud, tra l'istruzione professionale e quella liceale, e infine tra la scuola primaria e quella secondaria. In effetti viviamo in un Paese che in tanti anni di «scuola democratica» si è trovato con un sistema ingiusto e disomogeneo, che illude i deboli e penalizza i bravi, e che ha pensato soprattutto al numero di docenti e non docenti. Resta da capire se l'aumento delle bocciature sia un sintomo della serietà della scuola o della sua inefficienza. Poiché le bocciature sembrano particolrmente apprezzate dall'opinione pubblica, innanzitutto è bene precisare che l'aumento delle bocciature tecnicamente non viene definito «premio al merito», ma «aumento della dispersione scolastica»; e se è vero che in fatto di dispersione l'Italia è già in testa alle graduatorie europee, ciò significa che siamo di fronte ad un ulteriore «fallimento» della scuola. Una scuola è di buona qualità quando prepara bene i giovani ad essere cittadini e lavoratori consapevoli, non quando li boccia. Pertanto di fronte all'aumento delle bocciature, c'è poco da stare allegri: dovremmo chiederci come migliorare una scuola che boccia sempre di più... non farcene un vanto! E il prossimo anno capiterà anche di peggio, poiché il Ministro ha previsto di non ammettere all'esame di Stato chi ha un cinque in pagella, con la conseguenza che ci troveremo di fronte alla strage dei non ammessi, o alla necessità di «falsificare» i voti per non fare un'ecatombe. Ed è certo che si sceglierà la seconda strada, alla faccia della serietà berlusconiana; del resto quest'anno è successo lo stesso: con il voto di condotta conteggiato nella media, sono stati ammessi agli esami studenti con due o tre gravi insufficienze; il prossimo anno molte di queste insufficienze diventeranno delle sufficienze. Oltre tutto la maggior parte delle bocciature costituisce uno spreco di denaro pubblico. In effetti, è assurdo che uno studente insufficiente in due o tre materie debba ripetere l'anno anche nelle materie in cui ha preso la sufficienza. Non basterebbe fargli ripetere l'anno nelle materie insufficienti? Ed eventualmente portarlo al diploma con una o due insufficienze? Qualcuno si scandalizzerà, a sentire questa ipotesi, ma bisogna tenere conto del fatto che le valutazioni espresse dalla scuola italiana sono in larga parte inattendibili sia per la mancanza di un sistema di valutazione omogeneo, sia per le modalità stesse di organizzaizone delle prove; non a caso le Università e le aziende non si fidano del voto di maturità. Infine: è più educativo e più trasparente promuovere con due «cinque» evidenti, piuttosto che con due «sei» fasulli. Certo, bisogna ridiscutere l'Esame di Stato, magari per eliminarlo, insieme al valore legale dei titolo di studio. Insomma, bisognerebbe accettare il fatto che non si può pensare ad una riforma della scuola con le idee del secolo scorso. Al contrario, c'è la necessità di ripensare seriamente i percorsi formativi e introdurre veri e aggiornati sistemi di valutazione: degli studenti, dei docenti e degli istituti. E non mancano i modelli, in Europa e nel mondo. La bocciatura? Certo non è un sinonimo di serietà della scuola, piuttosto un esempio di sperpero della risorse: il costo della demogogia.

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su fazio l'ira del premier a rischio la sua promozione (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Cronaca Dopo l´ipotesi sul rinvio dell´apertura delle scuole Su Fazio l´ira del premier a rischio la sua promozione ROMA - Ancora polemiche nel governo dopo l´ipotesi, prospettata sabato dal viceministro della Salute Ferruccio Fazio, di rinviare l´apertura dell´anno scolastico. Il ministro Brunetta invita a stare tranquilli: «Le scuole riapriranno normalmente». Mentre il leghista Calderoli chiede che su un tema così delicato parli solo il premier Berlusconi: «Qualcuno ha bisogno di una tirata di orecchie, un problema di salute non può diventare lo strumento per campagne mediatiche». L´annuncio di Fazio ha provocato non poche turbolenze all´interno del governo. Tanto che ora la sua promozione a ministro sembra a rischio. Tra Maria Stella Gelmini e Berlusconi sabato sera c´è stata una telefonata in cui il ministro della Pubblica istruzione avrebbe bollato l´uscita del collega come «parole irresponsabili». Il presidente del Consiglio le avrebbe assicurato tutto il suo appoggio. E ieri Berlusconi avrebbe parlato direttamente con Fazio esprimendogli tutto il suo disappunto e invitandolo a non alimentare altre polemiche. Secondo voci raccolte negli ambienti governativi, a questo punto la futura promozione di Fazio a ministro della Salute (annunciata nei giorni scorsi dal ministro Sacconi e confermata da Berlusconi) potrebbe essere rimessa in discussione.

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Influenza A, controlli più serrati (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Influenza A, controlli più serrati Imbarco negato ai passeggeri con sintomi del virus sui voli della British e della Virgin Lunedì 20 Luglio 2009, Gli esperti sono concordi nel ritenere che l'influenza A potrebbe durare anni. Poi si dividono sull'opportunità di rinviare l'inizio dell'anno scolastico. Possibilità anche ieri esclusa dal ministro Renato Brunetta («State tranquilli, l'anno inizierà regolarmente») che ha confermato la posizione della collega Maria Stella Gelmini subito intervenuta dopo l'allarme lanciato dal viceministro Ferruccio Fazio. La pandemia potrebbe durare anni e colpire milioni di italiani, come afferma l'immunologo Ferdinando Aiuti. Ed è per questo che i controlli sono già diventati più serrati soprattutto nei luoghi dove ogni giorno convivono migliaia di persone. È il caso degli aeroporti, dove le autorità sanitarie hanno ingaggiato vere e proprie task force per controllare i viaggiatori. In Gran Bretagna, il governo ha vietato gli imbarchi sui voli di British Airways e Virgin per i passeggeri che mostrano i sintomi della nuova influenza. Nonostante la virulenza potenziale dell'influenza, è possibile scongiurare il contagio seguendo alcuni consigli in attesa dell'arrivo del vaccino che sarà a disposizione da ottobre. Rimandare le vacanze o non rientrare fino a sintomi scomparsi; prestare particolare cura nella prevenzione per donne incinte e bambini piccoli. Boresi e altri servizi a pagina 3

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Scuola, per i libri di testo usati boom di richieste tra i ragazzi (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, per i libri di testo usati boom di richieste tra i ragazzi PIACENZA - E' cominciata la caccia al libro di testo ed è boom dell'usato. La crisi e la richiesta di libri, in crescita di anno in anno, hanno scatenato i piacentini. In attesa dei consueti banchetti allestiti nel mese di settembre, i genitori e gli stessi ragazzi già si informano nelle varie librerie e nelle cartolibrerie cittadine. Ma il mercato dell'usato ancora non può competere con quello "ufficiale". Poche le librerie che lo tengono, divenendo così meta da prendere d'assalto, assicura Romano Gobbi della Romagnosi. Con l'usato si risparmia circa la metà del prezzo di copertina, «e i testi che accettiamo sono in buono stato, spesso con un solo anno di vita alle spalle e in gran parte inutilizzati». In cima alla classifica delle materie che lasciano le pagine del libro pressoché intatte spiccano educazione fisica e religione. Le due materie «hanno un mercato molto dinamico, diverso invece è il caso dei libri con gli esercizi, spesso scritti e che quindi incontrano poca domanda. Un discorso a parte riguarda i libri di testo di inglese, le edizioni e soprattutto i contenuti cambiano continuamente, quindi è difficile potersi appoggiare a un testo usato», spiega Elena Lavezzi titolare della libreria Book Bank. «Molti ci portano i libri e altrettanti ce li richiedono» spiega Gobbi che descrive questa realtà come «esigenza diventata quasi una moda». Il libro usato infatti piace perché ha quell'odore di vissuto e per le sottolineature che evidenziano immediatamente i concetti chiave, pochi però ne fanno uso. «Anche questa volta la spesa per i testi scolastici sarà di circa 200-300 euro per ogni studente» ipotizza Stefano Vantadori della Cisl Scuola. Costi a cui «ne vanno aggiunti altri che ogni genitore devolve alla scuola per sopperire alle mancanze dello Stato» aggiunge Raffaella Morsia della Flc Cgil. Sempre Morsia si oppone al decreto ministeriale dell'8 aprile 2009 firmato dalla Gelmini che stabilisce le caratteristiche tecniche dei libri e i tetti di spesa per ciascuna classe: «E' un palliativo che limita l'aggiornamento delle conoscenze, e che non sopperisce alla mancanza di fondi in cui vive la scuola». Per far fronte all'ingente spesa alcune scuole hanno deciso di limitare il passaggio a nuove edizioni. Chiara Cecutta 20/07/2009

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Come si affossa l'università pubblica e di massa (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Come si affossa l'università pubblica e di massa L'Italia è il paese in Europa che investe meno in università e dove i professori devono seguire il maggior numero di studenti. Siamo culturalmente ai margini dell'Unione: come risponde il governo? Con altri tagli. Partiamo da tre dati oggetti forniti dal Dipartimento Educazione e Cultura della Commissione Europea per parlare dell'università, la principale risorsa che un paese ha nell'era della conoscenza e che, in Italia, la maggioranza di governo intende riformare: la spesa universitaria relativa al Pil e per studente. Primo dato: il nostro paese investe ogni anno nell'università lo 0,90% della ricchezza che produce (Pil). La media dei 27 paesi dell'Unione è di 1,18%. La Germania investe l'1,13%, la Francia l'1,35%, la Gran Bretagna l'1,14%, la Spagna l'1,19%. Tra i più virtuosi: la Svezia investe l'1,73%; la Finlandia l'1,75%. In Europa non c'è un solo paese che investa meno dell'Italia, eccezion fatta per la Grecia (dove tuttavia gli investimenti sono in crescita). Secondo dato: il nostro paese spende per ogni studente universitario 7.127 euro l'anno. La media dell'Unione è di 7.898 euro. La Germania investe 10.288 euro per studente, la Francia 8.809; la Gran Bretagna 9.100; la Spagna 7.570. La Svezia spende 13.681 euro, la Danimarca 11.874, l'Olanda 11.386. Terzo dato: il numero di studenti per docente in Italia è di 21,6, contro una media nell'Europa dei 27 di 15,9. In Germania c'è un docente ogni 12,7 studenti; in Francia 17,8; in Gran Bretagna 17,8; in Spagna 11,7. In Svezia c'è un docente ogni 9 studenti. Decisamente l'università italiana non è uno stipendificio. Dunque non c'è paese in Europa che crede meno dell'Italia nell'università e che destina meno risorse, finanziarie e umane, all'educazione terziaria. Questa è la condizione al centro del dibattito: come rendere l'Italia un normale paese europeo e portarla con la sua università nell'era della conoscenza. Come risponde il governo Berlusconi a questa sfida? Tagliando gli investimenti. La legge 133 prevede tagli nel quinquennio 2009-2013 per ben 1.441 milioni di euro (la piccola Svezia per il medesimo periodo ha previsto una crescita degli investimenti proprio per 1.500 milioni di euro). La legge 180 ha corretto questi tagli: ma - come scrive Salvatore Settis - solo per pagare gli stipendi mancano all'appello 300 milioni per il 2010 e 500 milioni per il 2011. Tremonti ha ribadito che questi tagli verranno confermati. Di recente il Ministro Maristella Gelmini ha presentato una legge di riforma dell'università in cui cincischia sul ruolo dei rettori e i compiti del Consiglio di amministrazione e di razionalizzazione della spesa. Ma c'è ben poco da razionalizzare: la spesa semplicemente non c'è. Di numero di università da tagliare (al Sud). Così la smetteremo con l'emigrazione dei cervelli dal Mezzogiorno al Nord: al Sud i cervelli non verranno più prodotti. Stiamo dunque celebrando la fine dell'università pubblica. Qualche autorevole osservatore rileva come di quei 7.000 euro spesi ogni anno per studente, la quota a carico delle famiglie è solo, in media, di 1.000 euro. Il resto è a carico dello Stato. Occorre aumentare decisamente le rette. Occorre che la spesa per l'università sia a carico delle famiglie. A questo punto tutto torna. L'università pubblica di massa finisce. E l'Italia, unica al mondo, ritorna all'università ottocentesca per soli ricchi. PIETRO GRECO

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Virus, a Londra aerei vietati per chi ha sintomi (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 20 Luglio 2009 NAZIONALE Pagina 3 LA NUOVA INFLUENZA. In Inghilterra nella peggiore delle ipotesi si temono 65mila vittime in qualche mese. Un college: stop ai viaggi di studio dei ragazzi dall'estero Virus, a Londra aerei vietati per chi ha sintomi La Gran Bretagna blinda i voli di British e Virgin Negli scali di Roma e Milano solo indicazioni preventive LONDRA L'incubo di una pandemia ha spinto la Gran Bretagna, paese tra i più colpiti dalla nuova influenza, a prendere da ieri drastiche misure di prevenzione consentendo alle compagnieBritish Airway e Virgin Atlantic di rifiutare l'imbarco di passeggeri che mostrano i sintomi del virus H1N1. Da ieri, nei principali aeroporti del Regno Unito la paura si fonde con la fobia. Un medico specializzato su segnalazione degli addetti alle operazioni d'imbarco, visita i casi sospetti e certifica il suo verdetto: il passeggero sano può volare, chi presenta avvisaglie della nuova influenza deve restare a terra. Per colpa dell'influenza sono già morti 29 pazienti in Gran Bretagna e le autorità temono che nella peggiore delle ipotesi il virus nel giro di qualche mese possa uccidere fino a 65 mila persone. Da qui la scelta del governo sul divieto d'imbarco in casi sospetti e la diffusione su Internet di indicazioni ufficiali su come comportari, Chi in aeroporto non viene bloccato in partenza, potrebbe comunque trovarsi in quarantena nel Paese d'arrivo: in Thailandia e in Cina le autorità non a caso hanno già installato scanner per il controllo della temperatura corporea così da identificare i passeggeri con la febbre. Convinta che la trasmissione sia inarrestabile la Gran Bretagna, dopo che altri quattro studenti inglesi giunti a Pechino sono stati ricoverati in ospedale, sta chiudendo le porte anche ai viaggi di studio. Il campus del King's College che ha ospitato 50 studenti italiani contagiati dal virus (rientrati in Italia e guariti), ha comunicato che non accetterà più ragazzi: «Il centro verrà chiuso a giorni e disinfestato a fondo». Questa serie di allarmi alimentano l'attesa per il rientro in Italia di numerosi studenti alla luce anche dei 14 casi di influenza tra la comitiva scolastica rientrata nei giorni scorsi a Pistoia. Il blocco delle «frontiere» aree per chi lamenta sintomi da H1N1 - che avrebbe gioco facile nella diffusione per l'assenza di difese da parte della popolazione mondiale - è generato anche dalle numerose segnalazioni che arrivano da tutto il mondo. Il virus viaggia veloce finendo per mettere in ginocchio anche il Royal Ballet, in tournèe a Cuba. Una delle star e cinque ballerini sono stati contagiati e il rientro in patria dell'intera compagnia è stato a più riprese rimandato. Negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa intanto non è stato posto nessun «filtro» agli imbarchi, ma al momento al check-in ci si limita ad una capillare diffusione di materiale informativo fornito dal ministero della Sanità: si tratta di volantini con «consigli di comportamento» qualora si registrassero i sintomi del virus. È invece stato istituito un canale sanitario con medici specializzati per i passeggeri in arrivodai Paesi a rischio come Usa, Messico e Gran Bretagna. ROMA Prevale la prudenza, senza drastiche contromisure. Dai dati dell'Oms l'Italia non è tra i Paesi a rischio per l'influenza A e il governo a quei dati si appella. Nel monitorare la situazione l'esecutivo evita di lanciare allarmismi ma intanto in Italia si registra un nuovo caso di positività a Parma, altri cinque a Pistoia e sono sotto osservazione quattro persone che si erano all'ospedale di Campobasso con i sintomi del virus. Appaiono invece in buona salute gli studenti rientrati da Londra dopo una vacanza-studio e si erano ammalati. È probabile, secondo gli specialisti, che da settembre cresceranno in Italia i contagiati ma il governo ieri ha spento il timore di un rinvio delle riaperture delle scuole lanciato sabato dal viceministro del Welfare Fazio. Alla «precisazione» del ministro dell'Istruzione Gelmini, che ha respinto allarmismi, si è aggiunto ieri 'intervento del ministro della Funzione pubblica, Brunetta: «Le scuole riapriranno regolarmente», ha detto invitando a «stare tranquilli» e ricordando come la diffusione dell'epidemia sia dovuta alla facilità dei trasporti soprattutto aerei e al turismo: «Le autorità sanitarie sono attrezzate per qualsiasi evenienza». Da oggi è attivo il numero verde 1500 del ministero del Welfare. Secondo l'Istituto superiore di Sanità il vaccino A/H1N1, è al momento in fase di produzione ma sarà disponibile in autunno. L'obiettivo del governo, secondo anche i dati Oms, è per ora quello di vaccinare entro la fine del 2009 il 40% della popolazione, ovvero 8,6% milioni di italiani, tra le categoria più a rischio. Le priorità riguardano operatori sanitari (per garantire l'assistenza), donne in gravidanza, soggetti con patologia cronica da almeno sei mesi, adulti sani tra i 15 e i 49 anni, bambini, adulti oltre i 50 e fino a 64 anni e a seguire quelli sopra i 65. «Non bisogna alimentare la psicosi con annunci intempestivi», ha detto il capogruppo del Pdl Gasparri che ricorda le campagne per l'emergenza aviaria: «Quella spesa dove è finita?». Ma la polemica si alza. Sgobio (Pdci) attacca: «Su quali basi Fazio ha ipotizzare il rinvio dell'apertura delle scuole? Se il governo sa cose che i cittadini non sanno lo dica». E il ministro Calderoli, di fronte alla confusione, invoca: «Basta messaggi discordanti dall'esecutivo, a parlare sia solo Berlusconi».  

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influenza a, comune e ass corrono ai ripari (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Gorizia Influenza A, Comune e Ass corrono ai ripari Saranno concordate misure di prevenzione per bloccare la diffusione del virus nelle scuole SALUTEx L'assessore all'istruzione Romano: «No agli allarmismi, ma serve agire per tempo così da arginare il fenomeno» Intanto a Gorizia non convince l'ipotesi di rinviare l'inizio dell'anno scolastico al fine di contenere la pandemia di PIERO TALLANDINI Comune e Azienda sanitaria insieme per arginare la diffusione in ambito scolastico dell'influenza A. Ad annunciarlo è l'assessore all'istruzione Silvana Romano: «È giusto evitare allarmismi ma per quanto ci riguarda intendiamo avviare subito un confronto con l'Ass così da adottare per tempo le precauzioni utili a fronteggiare il fenomeno». Mentre a livello nazionale fioccano le polemiche in seguito alle dichiarazioni del viceministro della salute Fazio che ha paventato il rischio di un rinvio della riapertura delle scuole per arginare la diffusione settembrina del virus A e dopo la sostanziale smentita della titolare del dicastero dell'istruzione Mariastella Gelmini anche a Gorizia il problema costituito dal rischio di una diffusione massiccia della pandemia in ambito scolastico desta preoccupazione. A livello comunale l'assessore all'istruzione Silvana Romano è decisa ad avviare da subito le contromisure applicando il classico quando sempre valido precetto del "meglio prevenire che curare". In effetti a proposito di prevenzione c'è da sottolineare che già nei mesi scorsi l'amministrazione comunale aveva temporaneamente sospeso la distribuzione della carne suina nelle mense, distribuzione poi ripresa una volta accertata la totale assenza di rischio. Ora si guarda con preoccupazione a settembre quando partirà l'anno scolastico: «Anzitutto non credo sia necessario far slittare l'inizio della scuola anche se settembre sarà un mese cruciale, piuttosto è opportuno muoversi già ora - sottolinea l'assessore Romano -. Nei prossimi giorni parleremo con l'Azienda sanitaria così da concordare con il Dipartimento di prevenzione un modus operandi per disporre tutte le precauzioni e la profilassi idonee ad arginare la diffusione dell'influenza quando tra due mesi riapriranno le scuole nella nostra città». Negli ambienti scolastici goriziani si attendono eventuali indicazioni da parte delle autorità ministeriali ma intanto l'ipotesi di procrastinare l'inizio dell'anno scolastico non sembra convincere. «Ribadito che su queste problematiche è necessario anzitutto che a dare indicazioni precise siano i medici esperti del fenomeno mi pare che la riposta più giusta per fronteggiare questa pandemia sia la prevenzione - osserva la dirigente del Polo liceale di Gorizia Laura Fasiolo -. Considerando che le aule sono luoghi inesorabilmente adatti a favorire il contagio è sicuramente opportuno che vengano applicate le necessarie misure di igiene e profilassi, a cominciare da quelle basilari come lavarsi le mani e arieggiare gli ambienti. Insomma, comportamenti consapevoli e piccole attenzioni che possono contribuire a ridurre la diffusione. Poi è chiaro che ci adegueremo a quello che decideranno i ministeri».

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Bocciare è facileil problema è educare? (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Bocciare è facileil problema è educare? david bidussa Abbiamo discusso a lungo, la settimana scorsa, dei risultati scolastici dell'anno 2008-2009 sull'onda delle affermazioni del ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini. Il Paese ritrovato, il "ritorno dell'orgoglio", la celebrazione della scuola severa contro quella che non boccia e «non fa il bene dei ragazzi». E alla fine scopriamo - come del resto già ampiamente anticipato da questo giornale per quanto riguarda il quadro ligure - che tutto corrispondeva a una bufala. Tutta la sceneggiata pubblica che si è costruita intorno ad affermazioni fatte in una condizione di scarsezza di dati dimostra che la propensione a voler essere il primo della classe - tanto per rimanere in tema - conduce quasi sempre a fare mosse false. Questo non toglie che occorre mettere in campo una politica nei confronti della scuola, dei suoi assetti, dei contenuti e della didattica. Gli obiettivi sono almeno tre: il miglioramento del metodo di studio e di insegnamento, una maggiore autorevolezza del corpo docente, la capacità di dare opportunità e di non favorire la dispersione scolastica. C'è un quarto tema, la divisione dei ruoli tra famiglia e scuola, che è un problema scottante e che spesso implica - nella scuola pubblica e forse soprattutto in quella privata - una intrusione delle famiglie e dei loro "desideri" nei piani scolastici. Ma torniamo ai dati su cui il ministro Gelmini ha ritenuto che fosse iniziata una nuova era. Il dato infatti non era solo relativo alla quantità, ma alludeva alla qualità. Per essere più precisi, il teorema era semplice: più bocciati, maggior serietà scolastica. Era ed è credibile? È possibile che un gruppo professionale, adottando quella scelta, dia dimostrazione di miglioramento? Un corpo professionale deriso, svillaneggiato, da anni abbandonato, su cui tradizionalmente si sono scaricate tutte le ire delle famiglie, improvvisamente si redime perché boccia? Non è un po' semplicistico e, diciamolo pure, un po' troppo auto-assolutorio, ritenere che tutti gli insegnanti siano diventati molto seri perché improvvisamente bocciano? E in ogni caso a nessuno viene il dubbio che in questo clima la scelta di bocciare sia nei fatti un modo di dare per risolto un problema che c'è, mascherandone i dati e dandolo per risolto? In fondo bocciare, prima ancora che una soluzione radicale, è anche una risposta molto semplice: non mette in discussione niente, né la didattica, né i programmi. Improvvisamente tutti pensano che "bocciare si può" e che è possibile dare una spallata alla scuola del "far finta". Ma il giorno dopo il problema rimane. Tale e quale. Perché non basta fare la voce grossa. Occorre investire sulla scuola e sul sistema educativo. E per ora su questo piano si naviga a vista. Perché in quel caso occorre avere delle idee e l'indignazione non è un'idea, al piùè uno stato d'animo, che spesso, sia detto, fa prendere decisioni con scarsa lucidità, comunque senza calcolare razionalmente gli effetti distorti che introduce. Ma questo criterio non vale solo per la scuola e per i suoi addetti. vale anche per le famiglie che sono l'altro soggetto, insieme ai loro figli, chiamato in causa nella crisi della scuola. Proviamo a prendere per buono il concetto per cui la scuola funziona meglio perché boccia e applichiamolo alle famiglie. Forse un genitore funziona meglio perché mena? O non è invece da dire che quella della scuola è una condizione di crisi, anche perché riflette una latitanza delle famiglie rispetto ai figli, della disattenzione rispetto ai loro bisogni, e comunque di una rilassatezza dei costumi per cui non abbiamo dato peso, ovvero importanza, alla funzione simbolica dei gesti, verso la generazione che verrà? La scuola non è solo il luogo in cui s'impara qualcosa. È il luogo in cui si impara qualcosa insieme e questo qualcosa "imparato insieme"è parte di ciò che consente agli adulti di domani di pensarsi come comunità. Altrimenti per imparare si può imparare ovunque, anche stando a casa propria, studiando per corrispondenza o via Internet. Ma è difficile pensare, anche in questo caso, che un "fai-da-te" privato sia poi in grado di produrre un mondo di uomini e donne che domani abbiano il senso del dovere collettivo, l'idea e la consapevolezza dei propri limiti, la misura di un sentimento civile che li riguarda collettivamente. Anche questo è parte del processo formativo, ma nessuno ne parla. E stando a ciò che si è visto e ascoltato finora, nessuno ne vuol parlare. 20/07/2009 alessandro schwed Chiunque pensi di essersi vaccinato dal morbo della televisione, non sia troppo sicuro di sé. Nel caso, noi possiamo aiutare chi volesse sapere, guardando la tv - l'abisso del superficiale - dove stiamo precipitando. Chi volesse venire a conoscenza dove si sta schiantando il genere umano, è sufficiente che guardi una puntata di "Voyager" su Rai due, o di "Misteri", Italia Uno, Mediaset. Non ci sono problemi: è come se fosse sempre la stessa trasmissione, cambia il conduttore e quasi non ce ne accorgiamo anche se uno dei due è un cantante e autore del livello di Enrico Ruggeri, precipitato nella peggior tv. Si tratta di due programmi dove gli enigmi e le domande che ne scaturiscono sono del tipo di dove si trovi ora il Santo Grahal e che fine hanno fatto le spoglie di Barbarossa. E allora giù a infornare puntate: le ville con fantasmi, i reincarnati, le sedute spiritiche. Più, la consueta razione sulla fine del mondo prevista dai Maya per il 2012, che però sono stati imprecisi e sono finiti molto prima. La sola cosa buona è che una fine nel 2012 include il non disprezzabile vantaggio che finirebbero sia "Voyager" che "Misteri". L'unica cosa, dispiace che finirebbe anche il presentatore di "Misteri", Enrico Ruggeri, che ha scritto canzoni dalle parole bellissime come quella del mare d'inverno. Ruggeri è la dimostrazione vivente di cosa può fare la tv a una persona di valore, e figuriamoci allora a gente comune come me. Lo vediamo, Ruggeri: in apparenza è il solito: placido, sereno, parla con le mani dietro la schiena. Fa domande, non giunge a conclusioni perentorie. Meditabondo e possibilista, un Ruggeri uguale eppure sconosciuto si rivolge a un tale con la barba che sembra uscito da una locanda dove, pur essendo astemio, ha bevuto uno zinzino di troppo. Il suo volto è volonterosamente incorniciato da una barba che in modo curioso non gli conferisce alcuna autorità. Parla di fantasmi dentro a manieri, parola che usa senza sosta come se usando "manieri" invece di "castelli" gli planasse in testa un'aura culturale. Ma è routine, l'altra sera il programma ha fatto il botto. C'era un sensazionale mistero intorno alla possibilità che Cristo fosse clonabile dal telo della Sindone. La questione presentava il solito aspetto di essere intimamente cretina, unito a una potente mancanza di sensibilità verso chi crede. La consuetudine di non rispettare chi crede, discenderebbe dall'idea che ora siamo nel XXI secolo, e trionfa la coppia progresso-cultura laica. Curioso che la questione dell'esistenza della fede in Dio, posta da parte di chi non ha fede, sia spesso la stessa: e cioè che la medesima gente che mette a punto domande così prive di domanda, cioè prive di curiosità, si sconvolge se durante un ingorgo qualcuno offende sua madre, vale a dire tocca la sfera più intima della persona. Questi semi-laici, la cui chiesa gratta gratta è il Mercato, non si rendono conto che la fede è sentimento personale di un uomo verso Dio, e nel caso di Dio come in quello dei genitori, si tratta di recinti che non andrebbero varcati come viene viene. I laici che indagano davvero sulla fede sono persone con una grande preparazione, e viene in mente Massimo Cacciari per un suo magnifico libro sugli angeli. La cosa peggiore di "Misteri" non è il suo contenuto settimanale, ma la tv intorno. Mentre era in onda il servizio fastosamente grullo su che aspetto avrebbe un clone del Nazareno, parte la pubblicità di un onnipotente gestore telefonico, il dio stagionale, e ci inonda con la preghiera musicale dell'estate. Che più o meno fa: "Vu vu vu, vu vuvuvu, vu vu vu?" e allude a suon di vu alle iniziali del gestore telefonico. È stato in quel momento, e non nel corso della trasmissione, che si è visto bene dove siamo. Siamo nel nulla, e si vedeva proprio mentre la trasmissione non era in corso e andavano in onda segmenti di una realtà perniciosamente tossica. Non è che non esista il rispetto di una volta. È che proprio non c'è più l'intelligenza di una volta. Alessandro Schwed (Giga Melik) è scrittore. 20/07/2009 Fantasmi e Santo Grahal, fine del mondo e Cristo clonato: si fa mercato dei sentimenti più intimi 20/07/2009

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(sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 20-07-2009)

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«Per il governo parli solo il premier» --> Lunedì 20 Luglio 2009 GENERALI, pagina 3 e-mail print Sulla nuova influenza l'unico del governo che deve parlare è Berlusconi. Lo afferma in una nota il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli, riferendosi alle varie dichiarazioni a riguardo arrivate nei giorni scorsi da diversi ministri. «Rispetto a un problema serio quale è la salute e l'allarme riguardo al rischio di una possibile pandemia - dice Calderoli - il presidente Berlusconi non può consentire che da parte dell'esecutivo vi possano essere messaggi così discordanti in proposito, come è accaduto finora». «Parli solo Berlusconi per il governo - conclude l'esponente leghista -. Qualcuno ha bisogno di una tirata di orecchie, perché un problema di salute non può diventare lo strumento per campagne mediatiche o peggio ancora...». Il riferimento è sull'eventuale slittamento dell'apertura delle scuole ipotizzato dal viceministro Fazio e smentito dal ministro Gelmini. 20/07/2009 nascosto-->

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(sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 20-07-2009)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Bologna)) (Nazione, La (Firenze))

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PRIMO PIANO pag. 5 «Basta, per il governo parli solo Berlusconi» SCUOLE DOPO L'ALLARME DI FAZIO E LA FRENATA DEI MINISTRI SACCONI, GELMINI E BRUNETTA ROMA IL VICEMINISTRO Ferruccio Fazio ipotizza un rinvio dell'apertura dell'anno scolastico, Mariastella Gelmini frena, il ministero del Welfare, guidato da Maurizio Sacconi, ridimensiona l'allarme e Renato Brunetta esclude ogni posticipazione della campanella. Le tante voci del governo sull'epidemia di influenza A/H1N1 stuzzicano le critiche dell'opposizione e spingono il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, a invocare l'intervento del premier: «Rispetto a un problema serio quale è la salute e l'allarme sul rischio di una possibile pandemia, il presidente Berlusconi non può consentire che, da parte dell'esecutivo, vi possano essere messaggi così discordanti, in proposito, come è accaduto finora. Qualcuno ha bisogno di una tirata di orecchie: un problema di salute non può diventare lo strumento per campagne mediatiche o peggio ancora». Tra l'altro Fazio, a breve, dovrebbe riferire in commissione Sanità al Senato. In Italia non c'è un livello di allarme paragonabile a quello di altri Paesi europei, come la Gran Bretagna. Non è stata decisa alcuna restrizione sui voli e i ragazzi rientrati ieri dal Regno Unito e che avevano contratto la malattia, stanno tutti bene. Anche i 5 nuovi casi registrati a Pistoia e che portano a quota 14 gli «infetti» della comitiva di studenti rientrata da Londra, non destano allarme. Allo stesso modo gli episodi accertati in Molise. E' inevitabile, però, come anticipato da Fazio, che anche da noi il contagio si estenda, soprattutto verso settembre. Di qui l'ipotesi di posticipare la riapertura delle scuole che, invece, il ministro della Pubblica Istruzione Gelmini, non considera, al momento, attuabile e così il suo collega della Pubblica amministrazione, Brunetta. Ma anche gli esperti sono divisi su questa ipotetica misura di prevenzione. Per l'immunologo Ferdinando Aiuti sarebbe del tutto inutile: «Ammesso che venga decisa dovrebbe durare alcuni mesi». MOLTO meglio, invece, prendere adesso l'influenza che il virus appare di scarsa virulenza e il decorso piuttosto breve. Per Francesco Le Foche, infettivologo della Sapienza di Roma, si sta facendo «un allarmismo eccessivo». La sindrome influenzale «si presenta blanda». Pietro Crovari, docente dell'ateneo di Genova: «Numerosi lavori scientifici dimostrano che nel momento in cui si verifica un picco importante, ovvero elevato, di diffusione del virus, misure di restrizione quale la chiusura delle scuole favoriscono il rallentamento». Per Gaetano Maria Fara, ordinario di Igiene della Sapienza di Roma, il rinvio della riapertura delle scuole non sarebbe una misura risolutiva: «La scuola non è l'unico luogo di aggregazione, ve ne sono molti altri e un controllo generalizzato sarebbe impossibile». Silvia Mastrantonio

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ISTRUZIONE TAGLI AGLI ORGANICI NELLE PROVINCE DEL PIEMONTE PENTENERO: NESSUN FAVORITISMO DI TIPO POLITICO MA SOLO APPLICAZIONE DELLA RIFORMA GELMINI (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 20-07-2009)

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Lunedì 20 Luglio 2009 ISTRUZIONE TAGLI AGLI ORGANICI NELLE PROVINCE DEL PIEMONTE PENTENERO: NESSUN FAVORITISMO DI TIPO POLITICO MA SOLO APPLICAZIONE DELLA RIFORMA GELMINI Torino, 20 luglio 2009 - In merito alle dichiarazioni di alcuni assessori provinciali all’istruzione apparse su alcuni quotidiani e testate locali in merito all’attribuzione dell’organico di diritto, in cui si manifesta la contrarietà ai criteri di applicazione dei tagli e un presunto trattamento di favore in base al colore politico delle amministrazioni, l’assessore all’istruzione Gianna Pentenero dichiara: “Constato che in molti, hanno finalmente preso atto dell’effetto che i tagli previsti dalla riforma Gelmini avranno sul sistema scolastico piemontese. Non si tratta di compiacimento ma di soddisfazione nel riscontrare come le preoccupazioni da noi segnalate durante tutto l’arco dell’anno, fossero fondate. In merito ai parametri per l’attribuzione dell’organico di diritto, è bene precisare che sono stati oggetto di proposta da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale sulla base delle indicazioni e degli obiettivi di contenimento previsti dal ministero e successivamente oggetto di confronto con la Regione. In quella sede abbiamo sostenuto la necessità di avvalersi di parametri oggettivi, ponderati con il taglio previsto a livello nazionale, quali il rapporto alunni per classe e la distribuzione geografica della popolazione studentesca. Tali criteri sono stati presentati alle province dall’Ufficio Scolastico Regionale in occasione di un incontro organizzato ad hoc in data 25 maggio, quindi precedentemente alla tornata elettorale che ha determinato l’insediamento di nuove Giunte di differente colore politico. E’ pertanto da escludere ogni ipotesi di discrezionalità della Regione in base all’appartenenza politica delle amministrazioni locali né tantomeno l’intenzione di penalizzare alcuni territori rispetto ad altri, anzi è ben nota la costante attenzione che, in questi anni, ho rivolto alle realtà montane e dei piccoli comuni. L’allarmismo di alcune province mi stupisce ancora di più proprio perché, in occasione del Tavolo Permanente di confronto convocato su mia richiesta lo scorso 1 luglio, era stato chiesto loro di sottoscrivere una lettera a firma congiunta di richiesta urgente di incontro con il ministro Gelmini, al fine di rivedere i tagli di organico previsti nella nostra regione. Tra le province di centro destra, con mio rammarico, solamente quella di Cuneo ha aderito alla proposta. La salvaguardia del sistema scolastico piemontese, dovrebbe passare non attraverso lo scontro sui criteri di socializzazione dei tagli, bensì tramite un’azione congiunta nei confronti del Governo, affinché riveda la previsione triennale di contenimento degli organici, e sui territori, dove è necessario individuare in maniera partecipata i residui margini di ottimizzazione ed efficienza del sistema, senza penalizzare né le aree montane né i centri ad alta densità abitativa”. . <<BACK

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La nuova scuola elementare sarà costruita nel parco Allende (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 20-07-2009)

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PROVINCIA 20-07-2009 CONSIGLIO COMUNALE IL SINDACO HA PRESENTATO I PROGETTI DI EDILIZIA SCOLASTICA DELL'AMMINISTRAZIONE La nuova scuola elementare sarà costruita nel parco Allende Ospiterà 25 aule con laboratori e sarà dotata di mensa. La palestra sarà al servizio di tutti i cittadini LANGHIRANO Giulia Coruzzi II L'aveva promesso in campagna elettorale, Stefano Bovis: «Langhirano avrà una scuola elementare nuova». E a poche settimane dal suo insediamento il primo cittadino ha iniziato ad affrontare la questione. Durante l'ultimo consiglio comunale ha ripercorso le vicissitudini legate al sisma e alla conseguente chiusura di alcune classi della «Bruno Ferrari»: «L'inagibilità temporanea della Ferrari dovuta al terremoto ha fatto ripensare la politica dell'amministrazione sull'edilizia scolastica approvando, nello strumento urbanistico, la previsione di una nuova scuola elementare. Si è individuata nel Psc una nuova area ubicata all'interno del parco Allende». Quanto si prevede di realizzare è una scuola elementare dimensionata per 5 sezioni con 25 aule, laboratori, aule inter-ciclo, una palestra che potrà essere usufruita anche negli orari extrascolastici e un locale mensa. «L'ubicazione prevista consente una facile accessibilità e un collegamento pedonale e ciclabile con le altre aree pubbliche collocate lungo la fascia del torrente - ha sottolineato Bovis - contemporaneamente si dovrà pensare ad ampliare la scuola materna di Pilastro, ampliare la scuola elementare di Torrechiara dotandola di mensa e palestra e prevedendo eventualmente anche due sezioni di scuola materna, intervenire sulla scuola materna Rodari di Langhirano con un'opera che migliori in ogni locale il rapporto di illuminazione naturale, sostituire le contro-soffittature e ristrutturare il tetto del vecchio edificio della scuola media Enrico Fermi e sistemare la copertura sulla scuola materna Mazzini». Inoltre in Psc dovrebbe presto essere inserita l'area tra l'attuale asilo nido e via Fanti D'Italia come area ad uso scolastico nella quale potenziare ed estendere il polo della scuola dell'infanzia. Per quanto riguarda l'offerta formativa Bovis ha sottolineato come l'intenzione vada nella direzione di un necessario miglioramento «Il sistema dell'istruzione è una risorsa fondamentale per la crescita della comunità locale. Le scuole vanno valorizzate come centri di promozione umana e culturale, di aggregazione sociale e di partecipazione democratica ». Con il decreto Gelmini l'orario scolastico è stato sostanzialmente ridotto, con il conseguente insorgere di difficoltà per i genitori che lavorano. «Dovranno essere le amministrazioni comunali a farsi carico di questo » ha concluso il sindaco. Scuole L'edificio della elementare «Bruno Ferrari».

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Brunetta: nessun rinvio per le scuole (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 20-07-2009)

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PRIMO PIANO 20-07-2009 IN ITALIA CALDEROLI: «SU UN TEMA TANTO DELICATO PARLI SOLO BERLUSCONI, NO AI MESSAGGI DISCORDANTI» Brunetta: nessun rinvio per le scuole ROMA A Malpensa e Fiumicino istituiti sportelli informativi sanitari II Prevalgono la prudenza, le rassicurazioni e una serie di modalità di intervento senza però particolari restrizioni o drastiche contromisure. Dai dati indicati dall'Oms l'Italia non è tra i paesi a rischio e il governo a quei dati si appella. Nel monitorare la situazione evita di lanciare nuovi allarmismi o scatenare una pericolosa psicosi collettiva. Negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa non è stato posto nessun «filtro» agli imbarchi come invece sta avvenendo negli scali in Gran Bretagna, ma al momento al check-in ci si limita ad una capillare diffusione di materiale informativo fornito dal ministero della Sanità: si tratta di volantini con «consigli di comportamento » qualora si registrassero i sintomi del virus. Se non ci sono sorprese per chi parte è all'arrivo che invece è stato istituito un canale sanitario con medici specializzati, dove arrivano i voli dai Paesi a «rischio» come Usa, Messico e Gran Bretagna. Al momento in Italia si registrano cinque nuovi casi a Pistoia. E' probabile, secondo gli specialisti, che da settembre cresceranno in Italia i contagiati, ma il governo ha spento il timore di un rinvio delle riaperture delle scuole lanciato dal viceministro del Welfare, Ferruccio Fazio. Alla «precisazione» del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che ha respinto ogni tipo di allarmismo, si è aggiunto ieri anche l'intervento del ministro Renato Brunetta. «Riapriranno regolarmente dopo la pausa estiva» ha detto invitando a «stare tranquilli» e ricordando come la diffusione dell'epidemia sia dovuta alla facilità dei trasporti soprattutto aerei e al turismo che in questi mesi è triplicato. «Le autorità sanitarie sono attrezzate per rispondere a qualsiasi evenienza» ha aggiunto il titolare del dicastero. Da oggi è attivo il numero verde 1500 del ministero del Welfare. Secondo l'Istituto superiore di sanità il vaccino A H1N1, è al momento ancora in fase di produzione ma sarà disponibile a partire dal prossimo autunno. L'obiettivo del governo, secondo anche i dati dell'Oms, è per ora quello di vaccinare entro la fine del 2009 il 40% della popolazione, ovvero 8,6% milioni di italiani, tra le categoria più a rischio. «Non bisogna alimentare la psicosi, scuole chiuse ed annunci intempestivi non sono cose con cui scherzare» ha detto il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri che fa riferimento alle campagne allarmistiche per l'emergenza aviaria di qualche anno fa: «Quella ingente spesa in vaccini dove è finita?». «Sulla nuova influenza l'unico del governo che deve parlare è Berlusconi» dice in una nota il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. «Rispetto a un problema serio quale è la salute e l'allarme riguardo al rischio di una possibile pandemia dice Calderoli non possono uscire messaggi discordanti». Sanità Il ministro Renato Brunetta «stoppa» il sottosegretario Fazio.

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ROMA - Ritardare o no l'apertura delle scuole per contenere la diffusione del virus? E&... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 20 Luglio 2009 Chiudi di CARLA MASSI ROMA - Ritardare o no l'apertura delle scuole per contenere la diffusione del virus? E' movimentato il confronto politico e scientifico. Mentre nei laboratori di 4 colossi farmaceutici si lotta contro il tempo per "partorire" il vaccino prima di ottobre. Il viceministro alla salute Ferruccio Fazio non ha escluso l'ipotesi, il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini ha precisato che nulla ancora è stato deciso mentre il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta si dice convinto che, in classe, «si tornerà normalmente». Gli scienziati disegnano strategie e, sulla base dei numeri di oggi (da noi come in Inghilterra e nel resto d'Europa)fanno previsioni sulla diffusione del virus, la sua virulenza («non è aggressivo» ripetono gli esperti) e la campagna di vaccinazione. Di un vaccino, appunto, che non c'è. Il virus, d'altronde, è comparso ad aprile. Da allora ci si è messi a lavorare anche se, fin dal 2004, i ricercatori stanno tracciando il profilo di un agente responsabile di una pandemia attesa da tempo. Dall'Istituto superiore di sanità e dai laboratori delle aziende solo una certezza: arriverà in autunno. Che vuol dire ottobre e non settembre, periodo nel quale in Italia si dovrebbe registrare il primo picco di casi. «Finora - precisa Stefania Salmaso, direttore del reparto di Epidemiologia dell'Istituto superiore di sanità - gli studi per la validità del vaccino hanno riguardato adulti e anziani. Sono in corso quelli sui bambini e, in un secondo tempo, si procederà alla validazione della protezione delle donne in gravidanza». I bambini, infatti, nella prima fase, sono esclusi dalla vaccinazione non avendo ancora a disposizione i risultati sull'eventuale tossicità sui minori. In Italia, come annunciato dal viceministro della Salute Ferruccio Fazio, l'obiettivo del governo per ora (ora che il virus non ha subito mutazioni) è quello di vaccinare il 40% della popolazione pari a 8,6milioni di italiani. Prima i medici, gli infermieri, chi lavora nelle forza dell'ordine, i vigili del fuoco e nelle comunità. Poi chi è colpito da malattie croniche come l'asma o il diabete. Sul rinvio dell'apertura delle scuole vota sì la stragrande maggioranza degli esperti. La considera, invece, una «misura inutile» l'immunologo Ferdinando Aiuti. La procrastinazione dell'inizio dell'anno scolastico potrebbe avere diversi punti di forza secondo i ricercatori. Non ultimo quello di arrivare a far riaffollare le classi quasi a ridosso dell'arrivo del vaccino. O proprio nel momento in cui il numero dei casi comincia ad innalzarsi. «Un rinvio per le scuole non sarebbe in ogni caso una misura risolutiva perché la scuola non è l'unico luogo di aggregazione - commenta Gaetano Maria Fara, ordinario di Igiene all'università La Sapienza di Roma - ma potrebbe ritardare la diffusione del virus». Continuano a tornare in Italia le scolaresche dei ragazzi che hanno soggiornato in Inghilterra nelle ultime settimane. Sono, per esempio, in tutto 14 i casi di nuova influenza tra la comitiva rientrata nei giorni scorsi a Pistoia. Le analisi hanno confermato la positività anche per i cinque casi sospetti che si aggiungono ai nove già controllati sabato. Si tratta di 13 studenti ed un insegnante.

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Fazio: Scuole a rischio rinvio per l'influenza A (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-07-19 - pag: 1 autore: PANORAMA Fazio: «Scuole a rischio rinvio per l'influenza A» «Non è escluso l'eventuale rinvio della riapertura delle scuole» se l'andamento dell'epidemia di «influenza A» lo renderà necessario. Lo ha detto il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, precisando però che ad oggi non è stata presa alcuna decisione né ci sono indicazioni che una misura del genere sarà necessaria. Nessuna iniziativa in vista, precisa in serata il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. u pagina 10 Maltempo al Nord: quattro morti e un disperso L'ondata di vento e piogge che si è abbattuta sulle regioni settentrionali ha provocato quattro vittime e un disperso in Veneto, Liguria e Toscana. Bloccato il valico ferroviario del Brennero. u pagina 13 Bossi a Berlusconi: no al tagliando di governo No al tagliando per il governo, ma idee per il futuro. è il messaggio del leader della Lega Umberto Bossi al premier Silvio Berlusconi sull'ipotesi di un summit dei ministri all'Aquila. u pagina 10 Crédit Agricole alla Ue: «Sotto il 5% in Intesa» Da un documento inviato dal Crédit Agricole alla Commissione Ue nel 2007 emerge l'impegno della banca francese a ridurre la partecipazione detenuta in Intesa sotto il 5%. u pagina 17 Team Usa anti-terrorismo Sarà indipendente dalla Cia La Casa Bianca affida il compito di interrogare i sospettati di terrorismo a un team interministeriale indipendente dalla Cia. L'obiettivo è evitare gli eccessi dell'amministrazione Bush. u pagina 7 Nave tedesca in Somalia liberata con un riscatto I pirati somali hanno liberato l'equipaggio della nave tedesca Victoria. Per il rilascio sarebbe stato pagato un riscatto di 1,8 milioni di dollari. Ancora nelle mani dei sequestratori l'italiana Buccaneer. u pagina7 I PIù LETTI www.ilsole24ore.com ! Influenza, inizio scuola a rischio $ Pensioni, arrivare a quota 80% % Porsche a Vw per 8 miliardi Q La sfida tra gli smartphone W Pensioni statali: limite a 40 anni

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Inizio delle scuole a rischio per l'influenza (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-07-19 - pag: 10 autore: L'allarme. Il responsabile della Sanità Fazio: settembre mese cruciale - Ma Gelmini frena: nessun rinvio «Inizio delle scuole a rischio per l'influenza» Tiziana Migliati ROMA Gli annunci sull'esplosione in Europa della nuova influenza causata dal virus A-H1N1 (inizialmente battezzata "influenza suina") si amplificano anche nel nostro paese dove ieri è scoppiato il "caso-scuola". Prima il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio ha ventilato l'ipotesi di rinviare l'apertura delle scuole«se l'andamento dell'epidemia di nuova influenza lo rendesse necessario». Poi il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha ribadito in una nota che «al momento non è previsto nessun rinvio dell'apertura delle scuole». Toni ammorbiditi da una successiva precisazione: il ministero dell'Istruzione ha la«massima attenzione sull'evolversi della situazione della nuova influenza». Per questo - ha aggiunto il ministro Gelmini- «faremo tutte le verifiche necessarie, anche se al momento la situazione non preoccupa. è giusto che i ministeri dell'Istruzione, del Welfare e del Lavoro valutino tutti gli scenari, non sottovalutando il problema ». Subito dopo il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha ribadito in un comunicato che «la misura non è attualmente presa in considerazione». «Il governo è nel caos più totale - attacca in serata il Pd - si fa dell'inutile allarmismo che getta le famiglie nel panico». Solo un'ipotesi,quella di rinviare l'apertura delle scuole. Anche il viceministro Fazio l'aveva presentata così nella sua prima esternazione: «Al momento non vi è alcuna decisione in merito, poiché in Italia l'epidemia di grandi dimensioni non è ancora arrivata. La gente non deve spaventarsi - spiega Fazio- abbiamo un sistema di controllo e prevenzione che ci permette di fermare la diffusione del virus e di curare le persone. Quando arriverà la nuova influenza non potremo limitarci a misure di contenimento. Stiamo cercando di avere prima possibile i vaccini. Da lunedì sarà in ogni caso attivo il numero verde 1500 per tutte le informazioni alla popolazione». Gianni Rezza, capo Dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di Sanità, fa il punto della situazione in un intervento sul sito dell'Iss. «In Italia, così come in altri paesi europei- si legge - l'infezione viene ancora principalmente riscontrata in persone che provengono da aree affette o che hanno avuto contatti stretti con viaggiatori malati. La riapertura delle scuole farà da amplificatore all'epidemia». Ma per ora il virus non sembra essere più aggressivo di quelli che causano l'influenza stagionale. Tuttavia, l'allarme resta: «Ciò non vuol dire rileva Rezza - che non si avranno casi gravi di malattia. I virus nuovi sono in grado di diffondersi molto rapidamente, e quando si ammalano milioni di persone, è difficile evitare che si manifestino alcuni casi gravi, anche se la stragrande maggioranza dei casi sarà di gravità lieve o moderata». I 50 studenti italiani contagiati dal virus della nuova influenza a Londra, rientreranno oggi a Milano guariti. Mentre altri nove alunni di una scuola media di Pistoia, di ritorno da una vacanza studio in Inghilterra, e 36 a Parma, sono statitrattenuti in ospedale per accertamenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA ANSA Partenza con timore. Studentesse a Fiumicino: destinazione Londra

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Il debito scolastico si recupera sotto l'ombrellone (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMA data: 2009-07-20 - pag: 1 autore: STILI DI VITA Il debito scolastico si recupera sotto l'ombrellone Sichiama«teachonthebeach»:lezioniprivateinspiaggiaperstudiaresenzarinunciarealmare di Francesca Milano «C iao mamma, vado al mare con un cliente ». Li chiama così, clienti, perchè questa attività l'ha presa sul serio, nonostante i suoi 22 anni. Quando arriva in spiaggia, alle 8, non c'è ancora la folla delle ore calde. Stende l'asciugamano, si spalma un po' di crema protettiva e apre il libro di matematica. Il "cliente" arriva pochi minuti dopo. Ha 16 anni, l'Ipod nelle orecchie e un debito formativo da saldare. Cammina sulla sabbia ascoltando in loop la voce di Claudia che dal registratore mp3 gli ripete i teoremi di geometria, poi si siede e dice: «Figo imparare la matematica così, a settembre lo propongo alla mia prof». Claudia e il suo "cliente" cominciano a svolgere equazioni e disequazioni, a ripararli dal sole solo un ombrellone. Due ore e quattro equazioni dopo, il cliente tira fuori dal portafogli 30 euro e saluta. «Ti mando stasera via e-mail i file mp3 delle formule che abbiamo ripassato oggi», gli dice lei. L'idea di dare ripetizioni in spiaggia le è venuta un anno fa, quando il ministro Gelmini ha annunciato che chi non saldava il debito formativo entro settembre avrebbe dovuto ripetere l'anno. «I ragazzi non ci pensano proprio a rinuciare alle vacanze – racconta –, al mare e al sole. Ma allo stesso tempo devono riparare ai brutti voti. Allora ho pensato che bisognava trovare un modo per coniugare queste due necessità». La risposta l'ha trovata online. Si chiama formula "teach on the beach" e all'estero è usata soprattutto da chi vuole imparare le lingue. «Prendo 15 euro all'ora perché non ho molta esperienza – si giustifica –. I professori "veri" chiedono 35 euro per una lezione al chiuso, ma io dico: come si fa a pretendere che un ragazzo passi l'estate nello studiolo a fare equazioni?». Claudia non è l'unica a dare ripetizioni estive: Caterina, per esempio, ha 36 anni e ha messo online un annuncio. «Se vai al mare a Lerici e hai bisogno di recuperare un debito in chimica chiamami». «L'ho fatto perché so che in questa località vengono a villeggiare molte famiglie, e tra loro c'è di sicuro qualcuna che ha un figlio con un debito da saldare». Per le sue lezioni, Caterina chiede 10 euro all'ora agli studenti che vanno a casa sua. La tariffa sale se però è lei a doversi spostare. «Qualcuno mi chiede di fare lezione al parco – racconta –. Allora scegliamo un posto all'ombra, ci mettiamo comodi e cominciamo a ripetere gli elementi della tavola periodica. © RIPRODUZIONE RISERVATA Servizi u pagina 7 Prezzi di vendita all'estero: Albania E 2, Austria E 2, Belgio E 2, Danimarca Kr 20, Egitto E 2,50, Francia E 2, Germania E 2, Grecia E 2, Irlanda E 2, Lussemburgo E 2, Malta Mtl 0,90 E 2,10, Monaco P. E 2, Norvegia Nkr 15, Olanda E 2, Polonia Pln 9, Portogallo E 2, Repubblica Ceca Czk 62, Slovacchia Skk 85/ E 2,82, Slovenia E 2, Spagna E 2, Svizzera Sfr 3,2, (Canton Ticino Sfr 3,20), Tunisia TD 4,25, Turchia E 2, Uk lgs 1,70, Ungheria Huf 540, Usa $ 3. DISEGNO DI SANDRA FRANCHINO

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Influenza, il vero virus è... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

articolo di lunedì 20 luglio 2009 Influenza, il vero virus è l'allarmismo di Vittorio Macioce Negli aeroporti inglesi a terra i «sospetti malati». In Italia il governo smentisce il rinvio delle scuole Non sappiamo ancora quale virus ci ucciderà. È una lotteria che ormai va avanti da un po' di anni, con questa idea della pandemia mondiale, dell'apocalisse bianca, quasi invisibile, che viaggia sulla testa degli umani e migra di starnuto in starnuto o con una stretta di mano. È la paura di questo secolo. È la mucca pazza. È il volo monco dei polli. È qualsiasi altra bestialità che arriva da terre lontane, e muta e si trasforma, contamina. È l'ossessione di qualche scherzo da laboratorio, di una metamorfosi innaturale che ti sbatte sulla faccia. Il risultato è questo allarme continuo, che crea scenari da Day after. Una volta, durante la guerra fredda, l'immagine della fine del mondo era la bomba atomica. Ora no, ora è questo nemico impalpabile, rarefatto, che viaggia nell'aria e nel corpo, e sa di ospedali e di lande disabitate, come in quel film con Brad Pitt e Bruce Willis. Come si chiamava? L'esercito delle 12 scimmie. O come nella saga da videogame di Resident Evil, con quel virus che trasforma gli umani in zombie, in mostri mutati e mutanti. Ecco, se leggi i giornali ti senti più o meno così: in attesa della grande peste. Notizie. Inquietanti. Negli aeroporti inglesi il check in diventa check up, basta un sospetto, una fronte sudata, un abbozzo di allergia, uno starnuto, un pallore, un colpo di tosse, magari anche una sciarpa e qualche medicina di troppo per restare a terra. British Airways e Virgin Atlantic fanno sapere che i «malati» non saliranno a bordo. Sembra quasi una pubblicità: noi viaggiamo solo con viaggiatori di sana e robusta costituzione. Una follia. Qui si rischia la caccia al lebbroso. Gente che in autobus e in metropolitana scruta il vicino di posto, con occhio clinico, pronto a usare ogni inganno per fargli dire trentatré. Tutti dottori. Tutti sospetti. Tutti con la mascherina in faccia, tanto che in Giappone e in America c'è chi si adegua, con ragazzine che si inventano un look da contagio. Mascherate sì, ma con grazie e fantasia. Mascherine con i baffi da gatto, mascherine da catwoman, colorate, strasognate, seducenti, strafottenti, perché come insegna messer Boccaccio con la peste la gioventù si sballa. Tutti in convento, a sognare un altro Decamerone e con le Crocs ai piedi, per mettere in scena il gioco dell'infermiera e del dottore. Questo è il clima: stiamo sprofondando in un mondo asettico e un po' ipocondriaco. L'ultimo allarme è colpa di questa influenza e di un virus che nessuno sa bene come chiamare. H1N1 suona troppo difficile, febbre suina è anti economico, la «messicana» politicamente scorretto, «influenza A» sa di vitamina, «nuova influenza» sembra l'aggiornamento del software precedente. Ma soprattutto nessuno ha capito davvero quanto faccia male. I contagiati si sono beccati la febbre. Sono stati male, ma sono risorti in fretta, un paio di giorni, una settimana. Il dottor Francesco Le Foche, responsabile del day hospital di infettivologia della Sapienza di Roma, parla di sindrome influenzale mite. E dice di non esagerare. «È eccessivo tutto questo allarmismo. È un'influenza blanda rispetto a quelle normali che arrivano ogni autunno-inverno, passa in due o tre giorni. È un virus ad alta diffusione, ma l'impatto clinico è ridotto ai minimi termini». Eccolo il nemico. È mite, abbastanza debole, ma contagia in fretta. Il rebus è tutto qui. Se si irrobustisce può fare danni. Attenti, quindi. Ma per ora resta un'influenzola un po' rachitica. Attenti anche a gridare «al lupo al lupo». Il rischio è che nessuno ci creda. Si aspetta l'autunno, come una maledizione. Il virus arriverà, il virus ci schianterà, il virus ci mangerà e strapazzerà i nostri bambini. È sicuro? No. Anzi. È possibile, ma neppure probabile. Qualche volta le parole pesano. Ferruccio Fazio, sottosegretario alla Sanità, sostiene di non aver mai detto di voler rinviare l'apertura delle scuole. Ha smentito lui, ha strasmentito la Gelmini, ha ribadito il governo, ha giurato Brunetta che è solo rumore. «Tranquilli, tranquilli, tranquilli - ha scandito il ministro della Pubblica amministrazione - queste attenzioni servono a mettere in moto un meccanismo di controlli, prevenzione, vaccini. Non c'è alcun pericolo». Tranquilli. Solo che tutti hanno gridato all'apocalisse. E non aspettavano altro. La peste bianca è uno spettro che ci sussurra intorno. È la nostra grande paura, basta un sussulto per evocarla. E le parole di Fazio battute e ribattute dalle agenzie erano qualcosa di più di un mormorio. Chiudere le scuole per un'influenza. Il rullo di tamburi è partito e l'eco delle smentite arriva sempre troppo tardi. Quale virus ci ucciderà? © IL GIORNALE ON LINE S.R.L. - Via G. Negri 4 - 20123 Milano - P.IVA 05524110961

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Una paura nata da un malinteso (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

articolo di lunedì 20 luglio 2009 Una paura nata da un malinteso di Redazione Sabato pomeriggio il viceministro alla Salute. Ferruccio Fazio, ha avanzato l'ipotesi che non si escluderebbe «l'eventuale rinvio della riapertura delle scuole» se l'andamento dell'epidemia di nuova influenza lo rendesse necessario. Chiaramente era soltanto un'ipotesi, una possibilità, una previsione nel peggiore dei casi. Ma la notizia diffusa dalle agenzie di stampa è rimbalzata sui tg facendo assumere un contorno allarmante, in particolare alla luce di quanto sta accadendo in Gran Bretagna con decine di ragazzi italiani che tornano dalle vacanze-studio contagiati dal nuovo virus. In serata il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, si è affrettata a sottolineare che «non c'è nessuna ipotesi di rinvio per l'apertura delle scuole», pur rimarcando che «c'è perfetta sintonia con Fazio». Il viceministro, sempre in serata, ha aggiunto nuove precisazioni, dicendo che in Italia la situazione «è sotto controllo» e che non avrebbe «nessun senso decidere adesso» per un rinvio della riapertura delle scuole. Nonostante l'equivoco sia stato chiarito nel giro di una manciata di ore , i giornali sui loro siti internet e i tg hanno cavalcato questo allarmismo infondato, ma anche ieri la maggior parte dei quotidiani hanno dedicato articoli e pagine sull'ipotesi di rinviare la riapertura delle scuole, poi smentita dal governo. © IL GIORNALE ON LINE S.R.L. - Via G. Negri 4 - 20123 Milano - P.IVA 05524110961

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Alle imprese serve un piano per la ricerca (sezione: Scuola)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 20-07-2009)

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COPERTINA pag. 1 Alle imprese serve un piano per la ricerca L’INTERVENTO EMMA MARCEGAGLIA * Da sempre la ricerca è al centro del dibattito internazionale come leva principe per supportare la crescita dell’economia e della società, rafforzando il tessuto imprenditoriale e portando nuove opportunità sia di business sia di progresso per tutti. Ancora di più in questo momento di crisi globale, la ricerca è posta al centro come elemento imprescindibile per rilanciare la crescita. Qualche settimana fa, nella pubblicazione Going for Growth, l’Ocse ha evidenziato paese per paese le priorità di intervento per uscire dalla congiuntura sfavorevole. Quanto all’Italia ha evidenziato cinque priorità. Accanto alla necessità di ridurre la proprietà pubblica nelle imprese e il cuneo fiscale, oltre a promuovere la contrattazione decentrata in ambito di relazioni sindacali, l’accento è stato posto sul bisogno di aumentare il livello di istruzione terziaria e promuovere le collaborazioni tra imprese e università. Come funziona la dinamica ricerca e innovazione/crescita? Il documento della Commissione europea Towards an European Research AreaScience, Technology and Innovation, per spiegare la relazione che intercorre tra ricerca, istruzione/formazione e le ricadute di tali interrelazioni sul sistema economico, propone il cosiddetto triangolo della conoscenza. Il triangolo riassume molto efficacemente il funzionamento delle economie moderne, le cui performance in termini di crescita, competitività e creazione di posti di lavoro dipendono in maniera cruciale dalla ricerca/innovazione e dal sistema di istruzione/formazione. Il triangolo mostra al vertice l’istruzione/formazione che è legata in maniera biunivoca con il nucleo centrale, costituito dalla scienza, dalla tecnologia e dal sistema. Alla base della piramide vi sono le risorse umanemercato del lavoro e il sistema finanziario. I legami education/formazione, ricerca/innovazione ed education/formazione hanno un fondamento nella teoria economica: l’incremento di capitale umano generato dall’istruzione/formazione migliora la produttività del lavoro e, quindi, genera sviluppo economico; accelera la crescita della produzione e favorisce l’utilizzazione e la diffusione delle innovazioni nel sistema produttivo. Il sistema produttivo, a sua volta, richiede più skills e quindi più education/formazione. Un elemento orizzontale da considerare poi nell’analisi di un’economia basata sulla conoscenza è l’interdipendenza. La performance di un’economia dipende infatti non solo da come i singoli attori si comportano isolatamente ma anche da come essi interagiscono l’uno con l’altro, quali elementi di un sistema complesso di creazione, diffusione e uso della conoscenza. Tutti gli attori «i fornitori, i lavoratori, i clienti, i territori in cui operano le imprese, il contesto istituzionalenormativo» partecipano al contempo al processo di creazione della ricchezza. Il modo in cui si è propagata la crisi ci ricorda in maniera crudele un’evidenza empirica sempre più incontrovertibile: l’interdipendenza tra i diversi attori, i diversi settori, le differenti imprese, i diversi paesi. Proprio in ragione di tale interdipendenza, secondo alcuni studi della Commissione europea, la crescita degli investimenti in conoscenza, potrebbe innalzare il Pil potenziale e far crescere l’economia a tassi annuali superiori. In particolare: l’incremento della spesa in ricerca e sviluppo, farebbe aumentare il tasso di crescita del PIL di 0,5 o 0,75 punti percentuali aggiuntivi ogni anno in un orizzonte temporale di 510 anni; l’aumento di 1 anno nella durata degli studi potrebbe incrementare il tasso di crescita del PIL per abitante tra il 4 e il 6% nel lungo periodo. Ma come si misura lo stato di avanzamento dei paesi nel percorso verso un’economia basata sulla conoscenza? La Banca Mondiale calcola la media di vari indici ritenuti fondamentali: 1. Incentivi economici e regimi istituzionali (EIR); 2. istruzione e formazione; innovazione e applicazione tecnologica; 3. tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT). Nelle prime cinque posizioni figurano i paesi nordici con al primo posto la Danimarca stabile rispetto alla graduatoria del 1995, al secondo posto la Svezia che guadagna quattro posizioni rispetto al 1995, al terzo posto la Finlandia che perde una posizione. Gli USA al nono posto nel 2008, hanno visto erosa la loro posizione competitiva rispetto al 1995 con una perdita di sei posizioni. L’Italia occupa il ventisettesimo posto perdendo due posizioni rispetto al 1995. Oggi la geografia della ricerca è cambiata. Nella ripartizione della spesa per R&D a livello mondiale si è passati dal modello triadico degli anni Novanta che vedeva gli USA, l’Europa e il Giappone i principali produttori di conoscenza (insieme rappresentavano una quota dell’86% della spesa mondiale nel 1995) a un modello multipolare in cui le economie asiatiche emergenti stanno giocando un ruolo sempre più rilevante a scapito dell’Europa che ha ceduto all’Asia la seconda posizione per ammontare di investimenti in ricerca e sviluppo. Una questione fondamentale nel nostro Paese è quella dei tecnici. L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di imprese operanti nell’ambito del settore manifatturiero. Si tratta in prevalenza di imprese di piccola (il 97.5% del totale) e media dimensione (il 2.2%). Oggi, con quasi 33.500 imprese occupiamo il primo posto nella graduatoria europea per numero di imprese operanti nel settori manifatturieri high tech, con un peso sul totale delle imprese manifatturiere del 6,4%. Seguono Germania e Francia. Stime empiriche crosscountries effettuate da Confindustria mostrano come il valore aggiunto dell’industria sia fortemente correlato al numero di occupati tecnici (con un coefficiente di correlazione stimato pari a 0.98). Anche la correlazione calcolata tra numero di imprese industriali e numero di tecnici è piuttosto alta e pari a 0.76. In sostanza, c’è bisogno di tecnici per produrre. Lo skill shortage rischia tuttavia di frenare la crescita. Nel 2008 le imprese prevedono di assumere 335.280 diplomati. A questa domanda espressa dal sistema produttivo si contrappone un’offerta complessiva di neodiplomati di 183.548. Sulla base delle previsioni di assunzione e dei dati sullo stock di diplomati, è possibile quantificare un gap tra domanda e offerta di 151.732 unità, di cui il 78% si concentra nelle regioni del Nord e il restante 22% nel Centro. Ad eccezione di alcuni Paesi, il calo dal 2000 al 2006 della quota di laureati in discipline tecniche è stato generalizzato: in Italia la riduzione è stata pari a 1.1 punti percentuali. Importante è il ruolo della Confindustria nel rilancio dell'istruzione tecnica. Il Ministro Gelmini ha recentemente presentato una proposta di rilancio appunto dell’istruzione tecnica. È una proposta che risponde alle richieste delle imprese dei diversi settori produttivi (dalla meccanica alla chimica, dal tessile all’elettronica, dai trasporti alle biotecnologie). Questa proposta, fortemente voluta da Confindustria, risponde alle richieste delle Piccole Imprese di avere periti industriali più preparati e più vicini alle esigenze del mercato. La capacità innovativa è dunque una delle priorità strategiche per lo sviluppo e il benessere di questo Paese e una delle principali determinanti per la competitività internazionale. Il mondo della ricerca, il mondo della politica e il mondo delle imprese non sono universi paralleli o distanti, ma segmenti intrecciati di un unico percorso, di un unico obiettivo: la qualità del nostro futuro. Un futuro che può delinearsi solo attraverso la costante interconnessione tra ricerca e impresa. Occorre pertanto che questi mondi siano in dialogo costante, sia all’interno di ciascun Paese sia a livello transnazionale e, in particolare, europeo. Confindustria ha da tempo posto la R&I al centro della propria agenda considerandole leve strategiche per la crescita e lo sviluppo, intervenendo sulle politiche ed impegnandoci nel nostro stesso sistema promuovendo la ricerca e innovazione nelle nostre imprese. Abbiamo un sistema associativo distribuito sul territorio che eroga servizi alle imprese anche su R&I (quasi 350 persone dedicate). A titolo di esempio, Confindustria d’intesa con il Comitato Centrale della Piccola Industria ha dato avvio ad un progetto "Più Education nelle PMI Imprenditori e Insegnanti insieme per il futuro del Paese" con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione degli imprenditori con le scuole. Ma vi sono oltre a questo, due ulteriori azioni che stiamo realizzando: la sperimentazione in Veneto per la valorizzazione degli istituti tecnici che anticipa la Riforma e costituisce un modello che mi auguro tutte le Confindustria regionali vorranno adottare e infine il Progetto realizzato dal "Club dei 15" attraverso la scelta di un istituto tecnico di eccellenza in ogni provincia verso cui indirizzare investimenti e supporto tecnico e imprenditoriale per elevare la competitività delle nostre scuole e coltivare l’eccellenza dell’istruzione tecnica. Come Confindustria non ci stanchiamo di ribadire che le imprese servono alla ricerca, tanto quanto la ricerca serve alle imprese. Da un lato, infatti, l’innovazione rappresenta una fonte di business potenzialmente eccezionale; dall’altro, è solo attraverso un costante aggiornamento tecnologico che le imprese possono riuscire a restare competitive sui mercati globalizzati. Le piccole e medie imprese sono in grado di avviare forme di integrazione di natura produttiva, industriale, commerciale, distributiva, nella ricerca, nell’ideazione, nella progettazione, nel design. Le nostre realtà industriali sanno reagire al cambiamento, sanno innovare, sanno interpretare il mercato e produrre valore aggiunto anche in circostanze economiche e finanziarie congiunturali decisamente avverse, come quelle attuali. La crisi attuale e le molteplici sfide della globalizzazione si possono affrontare solo puntando risolutamente sullo sviluppo infrastrutturale e tecnologico, sul sostegno alla ricerca scientifica, sulla valorizzazione delle risorse umane – in una parola scommettendo sul futuro. Bisogna rimettere il futuro al centro della nostra vita politica e imprenditoriale: e l’unico modo in cui possiamo farlo è attraverso il sostegno alla ricerca. Il celebre informatico Alan Kay, uno dei grandi visionari del nostro tempo, sostiene provocatoriamente che "il modo migliore per predire il futuro è costruirlo". Solo credendo nella ricerca e nell’innovazione saremo in grado di progettare e costruire il futuro che vogliamo. @AR~Tondo: * Presidente della Confindustria Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

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DICHIARAZIONE DEL MINISTRO MARIASTELLA GELMINI. NU (sezione: Scuola)

( da "WindPress.it" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

20-07-2009 Il ministero dell'Istruzione ha la massima attenzione sull'evolversi della situazione della nuova influenza e sta valutando con scrupolo tutti gli scenari. Per questo faremo tutte le verifiche necessarie, anche se al momento la situazione non preoccupa. E' giusto, comunque, che i ministri dell'Istruzione e del Welfare valutino tutti gli scenari, non sottovalutando il problema. Il ministero dell'Istruzione, infatti, sta portando avanti un monitoraggio attento e continuo sulla vicenda, lavorando in stretta collaborazione con il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio e con l'unita' di crisi attivata presso il ministero del Welfare, pronto a prendere tutte decisioni che si riterranno necessarie.

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Virus, a Londra aerei vietati per chi ha sintomi (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 20-07-2009)

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LONDRA L'incubo di una pandemia ha spinto la Gran Bretagna, paese tra i più colpiti dalla nuova influenza, a prendere da ieri drastiche misure di prevenzione consentendo alle compagnieBritish Airway e Virgin Atlantic di rifiutare l'imbarco di passeggeri che mostrano i sintomi del virus H1N1. Da ieri, nei principali aeroporti del Regno Unito la paura si fonde con la fobia. Un medico specializzato su segnalazione degli addetti alle operazioni d'imbarco, visita i casi sospetti e certifica il suo verdetto: il passeggero sano può volare, chi presenta avvisaglie della nuova influenza deve restare a terra. Per colpa dell'influenza sono già morti 29 pazienti in Gran Bretagna e le autorità temono che nella peggiore delle ipotesi il virus nel giro di qualche mese possa uccidere fino a 65 mila persone. Da qui la scelta del governo sul divieto d'imbarco in casi sospetti e la diffusione su Internet di indicazioni ufficiali su come comportari, Chi in aeroporto non viene bloccato in partenza, potrebbe comunque trovarsi in quarantena nel Paese d'arrivo: in Thailandia e in Cina le autorità non a caso hanno già installato scanner per il controllo della temperatura corporea così da identificare i passeggeri con la febbre. Convinta che la trasmissione sia inarrestabile la Gran Bretagna, dopo che altri quattro studenti inglesi giunti a Pechino sono stati ricoverati in ospedale, sta chiudendo le porte anche ai viaggi di studio. Il campus del King's College che ha ospitato 50 studenti italiani contagiati dal virus (rientrati in Italia e guariti), ha comunicato che non accetterà più ragazzi: «Il centro verrà chiuso a giorni e disinfestato a fondo». Questa serie di allarmi alimentano l'attesa per il rientro in Italia di numerosi studenti alla luce anche dei 14 casi di influenza tra la comitiva scolastica rientrata nei giorni scorsi a Pistoia. Il blocco delle «frontiere» aree per chi lamenta sintomi da H1N1 - che avrebbe gioco facile nella diffusione per l'assenza di difese da parte della popolazione mondiale - è generato anche dalle numerose segnalazioni che arrivano da tutto il mondo. Il virus viaggia veloce finendo per mettere in ginocchio anche il Royal Ballet, in tournèe a Cuba. Una delle star e cinque ballerini sono stati contagiati e il rientro in patria dell'intera compagnia è stato a più riprese rimandato. Negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa intanto non è stato posto nessun «filtro» agli imbarchi, ma al momento al check-in ci si limita ad una capillare diffusione di materiale informativo fornito dal ministero della Sanità: si tratta di volantini con «consigli di comportamento» qualora si registrassero i sintomi del virus. È invece stato istituito un canale sanitario con medici specializzati per i passeggeri in arrivodai Paesi a rischio come Usa, Messico e Gran Bretagna. ROMA Prevale la prudenza, senza drastiche contromisure. Dai dati dell'Oms l'Italia non è tra i Paesi a rischio per l'influenza A e il governo a quei dati si appella. Nel monitorare la situazione l'esecutivo evita di lanciare allarmismi ma intanto in Italia si registra un nuovo caso di positività a Parma, altri cinque a Pistoia e sono sotto osservazione quattro persone che si erano all'ospedale di Campobasso con i sintomi del virus. Appaiono invece in buona salute gli studenti rientrati da Londra dopo una vacanza-studio e si erano ammalati. È probabile, secondo gli specialisti, che da settembre cresceranno in Italia i contagiati ma il governo ieri ha spento il timore di un rinvio delle riaperture delle scuole lanciato sabato dal viceministro del Welfare Fazio. Alla «precisazione» del ministro dell'Istruzione Gelmini, che ha respinto allarmismi, si è aggiunto ieri 'intervento del ministro della Funzione pubblica, Brunetta: «Le scuole riapriranno regolarmente», ha detto invitando a «stare tranquilli» e ricordando come la diffusione dell'epidemia sia dovuta alla facilità dei trasporti soprattutto aerei e al turismo: «Le autorità sanitarie sono attrezzate per qualsiasi evenienza». Da oggi è attivo il numero verde 1500 del ministero del Welfare. Secondo l'Istituto superiore di Sanità il vaccino A/H1N1, è al momento in fase di produzione ma sarà disponibile in autunno. L'obiettivo del governo, secondo anche i dati Oms, è per ora quello di vaccinare entro la fine del 2009 il 40% della popolazione, ovvero 8,6% milioni di italiani, tra le categoria più a rischio. Le priorità riguardano operatori sanitari (per garantire l'assistenza), donne in gravidanza, soggetti con patologia cronica da almeno sei mesi, adulti sani tra i 15 e i 49 anni, bambini, adulti oltre i 50 e fino a 64 anni e a seguire quelli sopra i 65. «Non bisogna alimentare la psicosi con annunci intempestivi», ha detto il capogruppo del Pdl Gasparri che ricorda le campagne per l'emergenza aviaria: «Quella spesa dove è finita?». Ma la polemica si alza. Sgobio (Pdci) attacca: «Su quali basi Fazio ha ipotizzare il rinvio dell'apertura delle scuole? Se il governo sa cose che i cittadini non sanno lo dica». E il ministro Calderoli, di fronte alla confusione, invoca: «Basta messaggi discordanti dall'esecutivo, a parlare sia solo Berlusconi».

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Influenza, allarme contagioso (sezione: Scuola)

( da "Vita non profit online" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Influenza, allarme contagioso Reading time: 3 minutes --> di Franco Bomprezzi - pubblicato il 20 Luglio 2009 alle 12:13 Fanno discutere le restrizioni agli imbarchi decise in Gran Bretagna Allarme forse eccessivo a Londra, un po' di confusione in Italia: la pandemia dell'influenza A costringe i giornali a un racconto esteso, ma cercando di evitare i rischi dell'allarmismo, già sperimentati con l'aviaria. E' questo, comunque, il tema in apertura di quasi tutti i quotidiani. Oggi la rassegna stampa si occupa anche di: ALCOL IMMIGRAZIONE POLITICA SCUOLA BADANTI SOCIAL CARD SICUREZZA SERVIZIO CIVILE AMBIENTE MATRIMONIO "Virus A, Londra vieta gli imbarchi": LA REPUBBLICA apre sulla decisione inglese di non far partire i passeggeri sospetti portatori di influenza. In Italia invece Palazzo Chigi è furioso con il viceministro Fazio che nel fine settimana aveva lanciato l'allarme (arrivando a dire che è in forse anche la riapertura delle scuole a settembre; dunque secondo una breve di LA REPUBBLICA la sua promozione a ministro sarebbe a rischio). Due pagine sul caso: da ieri i passeggeri di British Airways e Virgin potranno essere respinti se sospetti. E Pietro Del Re racconta come avviene il fermo. "La caccia agli untori di Heathrow «Quel passeggero trema, fermatelo»": scene surreali con un controllore che osserva i candidati viaggiatori e li esamina... Sull'efficacia - per un virus che ha diversi giorni di incubazione asintomatica - ognuno può valutare. Quanto alla messa in scena, grande suggestione... Sempre in Gran Bretagna polemica dopo l'invito del National Childbirth Trust a rinviare le gravidanze («fino al superamento dell'allerta pandemia»). Intanto ieri sono sbarcati a Malpensa i 19 ragazzi che hanno contratto il virus durante una vacanza studio. Accoglienza con medico che ha misurato la febbre e timore fra gli altri passeggeri che non sono stati informati preventivamente. Nel gran caos, una voce più informata è quella di Mauro Moroni, direttore di Malattie infettive al Sacco di Milano: intervistato da Anna Cirillo ("I giovani sono quelli più a rischio"), getta acqua sul fuoco. «Questo non è più cattivo di alcuni virus stagionali influenzali che ci hanno colpito negli ultimi 30 anni. Si manifesta con una influenza severa per 3,4 giorni che poi guarisce anche senza farmaci... Il vaccino è in preparazione e va riservato alle persone funzionali al mantenimento dei servizi sociali e medici o a quelle a rischio». "Londra, non sale in aereo chi ha i sintomi del virus" titola il CORRIERE DELLA SERA in taglio medio di prima pagina. Intanto in Italia a Roma e Malpensa «è stato attivato un canale sanitario per dare eventuale assistenza a chi lo richiedesse e proviene della aree a rischio». "Virus A, stretta di Londra sui viaggio in aereo" è invece il titolo di pagina 5. "British Airways e Virgin: niente imbarco per chi ha i sintomi", riassume l'occhiello. Venendo al nostro paese, Maria Serena Natale precisa che «L'Italia non è fra i paesi a rischio indicati dall'Oms» e segnala come Brunetta «è intervenuto nella polemica sollevata dal viceministro della Salute Ferruccio Fazio, che sabato aveva parlato di un possibile rinvio dell'apertura della scuole in autunno: le scuole riapriranno normalmente. Non c'è di motivo di allarme, le autorità sono attrezzate per rispondere a qualsiasi evenienza». L'epidemiologo dell'Istituto superiore della sanità Giovanni Rezza dice: «il vaccino sarà pronto per ottobre, sarà necessario per limitare il contagio e ridurre l'impatto dell'influenza». Il Codacons, poi, «ha chiesto alle autorità sanitarie e al ministero dei Trasporti di adottare anche in Italia misure restrittive sui voli». A breve l'autorità sanitaria aeroportuale inserirà nella lista del paesi a rischio, oltre al Messico, anche Gran Bretagna e Argentina. Anche sul CORRIERE l'appello del National Childbirth Trust alle donne inglesi: "«Meglio rinviare le gravidanze»". Per gli esperti italiani una precauzione inutile. Dice Fabrizio Pregliasco dell'università degli studi di Milano: «Anche l'influenza stagionale, cui tutti sono abituati, presenta un rischio durante la gravidanza e non ho mai sentito che calino le nascite durante l'inverno. La nuova influenza, a parte la maggiore diffusività, non lascia intendere caratteristiche peggiori a quella di cui siamo abituati». "Influenza, il vero virus è l'allarmismo" è lo strillo in prima pagina su IL GIORNALE, sotto l'occhiello "Ipocondria di massa". Il pezzo tra il serio e il faceto che segue a pagina 9 ("Ma stiamo tranquilli, non è la peste nera") è di Vittorio Macioce e guarda con ironia all'allarmismo che «crea scenari da Day after» e diffonde rumors «catastrofici» su un virus «che nessuno sa bene come chiamare. Ma soprattutto nessuno ha capito davvero quanto faccia male». Riporta poi l'opinione del dottor Francesco Le Foche, responsabile del day hospital di infettivologia della Sapienza di Roma, che parla di «sindrome influenzale mite», ma a rapido contagio. «Se si irrobustisce può fare danni. Ma per ora resta un'influenzuola un po' rachitica». A fianco un'intervista a Pietro Crovari, professore emerito di Igiene generale e applicata all'università di Genova, che ribadisce il concetto: «Non è il caso di fare allarmismi. La situazione è seria ma è una pandemia di influenza con un virus non cattivo». Il picco di pandemia, secondo il professore, sarà fra agosto e Natale, e potrebbe colpire fino a 18milioni di persone. I soggetti più a rischio, sono gli obesi e le donne all'ultimo mese di gravidanza, mentre «gli anziani sono protetti perchè è un virus che è circolato quando loro erano bambini: su 100 soggetti testati sopra i 65 anni, il 30% è immunizzato. Bambini e giovani, invece, hanno zero immunità». Nella pagina precedente, la decisione delle due compagnie aeree, British Airways e Virgin Atlantic, di non ammettere a bordo persone sospettate di aver contratto l'influenza. Mentre trasversalmente alla doppia pagina, una sezione di servizio con "dieci domande e dieci risposte" sulla febbre suina: è una malattia nuova? Ci sono sintomi che rivelano l'infezione, sarà possibile avere il vaccino? Quando? è pericoloso visitare i paesi più colpiti? La carne di maiale è fonte di rischio? Ecc. "Voli vietati a chi ha il virus" è il titolo che apre la prima pagina de LA STAMPA. L'allarme incrocia le rotte delle vacanze: il governo inglese consiglia di rimandare i viaggi, mentre la Virgin e la British Airways hanno emanato un divieto di imbarco per i contagiati dal virus H1n1. Saranno effettuati controlli con i termometri sulla temperatura corporea e fermati tutti i «sospetti». Per ora nessuna restrizione in Italia - scrive LA STAMPA - mentre su Internet è caccia ai farmaci antivirali come il Tamiflu. Il quotidiano di Torino riferisce delle polemiche scattate all'interno del governo italiano dopo le affermazioni del viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, che ha detto che il virus potrebbe svilupparsi molto velocemente in Italia con il rientro delle vacanze e non ha escluso l'ipotesi di un ritardo nell'apertura delle classi. Infuriata la Gelmini, critiche del ministro leghista Calderoli che ha detto che «un problema di salute non può diventare lo strumento per campagne mediatiche o peggio ancora». Una possibile chiave di interpretazione di quel "peggio ancora" arriva dalle dichiarazioni di Maurizio Gasparri, che ha ricordato come in occasione dell'allarme per l'influenza aviaria si siano comprate enormi quantità di vaccini, una spesa inutile causata dall'allarmismo che qualcuno aveva diffuso. Insomma dietro gli "allarmi" ci sarebbero gli interessi delle case farmaceutiche. «Se l'accusa fosse questa» scrive LA STAMPA «la promozione di Fazio da viceministro a ministro della salute sarebbe a rischio». E inoltre sui giornali di oggi: ALCOL LA REPUBBLICA - Dopo l'ordinanza di Milano, si mobilitano altre città governate da Pdl o da Pd - Pavia, Bergamo, Brescia e Ravenna mentre l'Udc chiede una legge nazionale. Secondo alcuni sondaggi fatti in rete il 92% degli italiani è d'accordo con l'iniziativa del sindaco Moratti. Gli esperti invece ricordano che il proibizionismo non è servito negli Usa e non sarà utile nemmeno da noi. CORRIERE DELLA SERA - il ministro dell'interno Roberto Maroni frena sull'ipotesi di una legge nazionale sull'alcol: "la decisione spetta ai sindaci". E poi: «Le ordinanze sono lo strumento giusto perché ci sono esigenze diverse». Il sottosegretario Roccella: valutiamo l'esperimento della Moratti. Una legge nazionale piacerebbe all'Udc, mentre l'ex centrista Giovanardi attacca la Lega: «Una cosa sono le parole, un'altra i fatti. In Parlamento la Lega ha appoggiato più volte provvedimenti che vanno nella direzione opposta». Il riferimento è allo stop sulle nuove norme del codice della strada, che volevano estendere il divieto di vendere alcol dopo le tre di notte a tutti i locali pubblici. IMMIGRAZIONE Il SOLE 24 ORE - Il titolo di apertura di IL SOLE 24 ORE del lunedì è sull'immigrazione: con la prossima regolarizzazione di colf e badanti (da un minomo di 300mila a un massimo di 700mila nelle stime) arriveremo a quota 5 milioni, con un'accelerazione non da poco sul trend dgli ultimi anni. A questo punto, nel 2010, gli immigrati costituiranno la quarta regione più popolosa d'Italia, dopo Lombardia, Campania e Lazio. Il tutto sta accanto a un pezzo che spiega i passi ulteriori che servono per dare gambe al decreto sicurezza e renderlo effettivo nella prassi: 15 decreti o regolamenti, per cui c'è tempo fino a 180 giorni. Valerio Onida firma un pezzo sulle «amnesie delle politiche migratorie», che non solo sottolinea «l'atteggiamento schizofrenico del legislatore» sul nodo pacchetto sicurezza/badanti, ma lo inserisce in una più ampia analisi delle nostre politiche migratorie. L'Italia «non si è mai data» in questo campo politiche «serie ed efficaci», abbiamo un «serpente che si morde la coda» con «l'ipocrisia di quote annuali di ingresso» e continuiamo ad escludere dall'elettorato attivo e passivo chi vive qui da più di 5 anni, lavora e paga le tasse, «con buona pace della democrazia». Giancarlo Blangiardo (Ismu) invece difende «il concetto/limite di immigrazione sostenibile». Intervento anche di Ennio Codini (Università Cattolica) sulla sproporzione esistente fra i costi della carta d'identità e il permesso di soggiorno (già segnalata a Vita) ma legge con ottimismo il test di italiano proposto e l'accordo di integrazione da stipulare al momento del rilascio del permesso: «banalità», che però «in un paese abituato all'arcano [sui requisiti per la concessione della cittadinanza, ndr] sarebbero rivoluzionarie». ITALIA OGGI - "Sindacati, ecco la legione straniera - Sono 800mila i non italiani iscritti, molti sono dirigenti". Un'interessante mappa della presenza immigrata nei principali sindacati (Cisl 332mila, Cgil 298mila, Uil 143mila, Ugl 103mila). In taglio basso la storia di Pedro Isaac Paes Torrese, 36 anni, ecuadoregno, operatore della Fisascat Cisl di Milano, lavora all'ufficio vertenze. Arrivano in Italia nel 2000, ha sempre lavorato nel settore dei fast food. «Ha ottenuto i documenti nel 2002, grazie al sindacato, che lo ha assistito in una vertenza contro una cooperativa che forniva, in nero lavoratori a un ristorante affiliato in franchising a un notissimo grande marchio». POLITICA LA STAMPA - "Due carte nel piano di Casini": un articolo fa seguito all'intervista a Pieferdinando Casini uscita ieri sul quotidiano di Torino, nella quale il leader Udc ha ipotizzato un partito «al governo con la sinistra in caso di emergenza» sull'esempio tedesco. Casini ha detto di stare pensando a «una Grande coalizione per fare cose limitate nel tempo» e che si potrebbero «via via verificare intese col Pd, a partire dalle Regionali del prossimo anno». Francesco Cossiga - «che conosce il leader dell'Udc come pochi» scrive LA STAMPA - non ha dubbi: «Oggi Casini è di certo più vicino al centrosinistra che a Berlusconi». SCUOLA IL SOLE 24 ORE - La moda di quest'anno sono le ripetizioni sulla spiaggia, col docente che viene sotto l'ombrellone e lascia un file su mp3 per ripassare la lezione. Il costo delle lezioni private per prepararsi ai redivivi esami di riparazione è stimato in 260milioni di euro. Molte scuole poi non hanno i soldi per organizzare gli obbligatori corsi di recupero e così le famiglie devono intervenire economicamente pure lì, visto che i presidi stanno facendo fundraising, chiedendo una ventina di euro di contributo straordinario. BADANTI ITALIA OGGI - L'edizione del lunedì del quotidiano economico dà spazio alla sanatoria prevista dal Governo, spiegando nel dettaglio, alle pagine 4-5, come funzionerà, su tutti i fronti: redditi, orari, dichiarazioni ecc. L'analisi in prima pagina di Marino Longoni "Colf e badanti la spuntano - La sanatoria su collaboratrici domestiche e assistenti ridà certezze a lavoratori e famiglie. E aiuta le casse dell'Inps. Longoni parla di "eterogenesi dei fini", perché uno dei risultati del pacchetto sicurezza è stato alla fine «quello di partorire una disposizione che, oltre a dare certezze giuridiche a moltissime persone che sono in Italia per guadagnarsi onestamente il pane, ha di fatto riconosciuto il ruolo sociale di questi lavoratori. Senza i quali non solo le case degli italiani sarebbero meno vivibili, ma anche le famiglie che hanno in carico persone nona autosufficienti, vivrebbero drammi ancora più pesanti. Sia dal punto di vista economico che dal punto di vista umano". SOCIAL CARD IL SOLE 24 ORE - Quando l'Isee scade, scade pure la social card. Lo stato cioè non la ricarica più. Peccato che nessuno lo ha spiegato a 6.500 utenti, che si sono visti congelare la ricarica bimestrale di 80 euro. Nell'ultimo mese sono state 100mila le ricariche stoppate, di cui solo il 6,5% per Isee scaduto-minimizza l'Inps (ma allora viene da chiedersi per quali altri motivi viene sospeso, ndr). L'Inps sta mandando delle lettere per chiedere di produrre un Isee aggiornato: il cittadino ha 60 giorni di tempo, quando arriverà la nuova documentazione verranno accreditati anche gli arretrati, ma intanto i soldi restano fermi. C'è in atto un rimpallo di responsabilità per decidere a chi tocca avvisare l'utente: secondo l'Inps è il soggetto che lo ha rilasciato che deve avvisare che l'Isee è in scadenza, cosa che per esempio fa il Caf Acli, citato nel pezzo. Nei prossimi giorni dovrebbe allargarsi di oltre 1 milione di cittadini la platea degli aventi diritto, grazie alle nuove regole che alzano il tetto di reddito. SICUREZZA LA REPUBBLICA - "Sicurezza, la Ue vuole chiarimenti dall'Italia". Dopo la lettera del capo dello Stato, anche l'Unione Europea esprime dei dubbi sul pacchetto sicurezza. Il commissario europeo alla giustizia, Jacques Barrot, vuole capire se lo stop dei barconi è in linea con le regole comunitarie sul diritto d'asilo. Intanto in Italia Giovanardi si schiera contro il reddito minimo per poter regolarizzare le colf e le badanti. Lo fa a ragion veduta: come ricorda, due pagine dopo, LA REPUBBLICA in Italia i ristoratori dichiarano lo stesso reddito di un pensionato e solo 75mila persone superano i 200mila euro di reddito (e però ci sono 605mila persone con più di 2 milioni di euro in banca...). SERVIZIO CIVILE IL SOLE 24 ORE - Arriva anche sul giornale degli industriali il giro di vite sul servizio civile, che «stringe le maglie: da 27mila a 25mila posti». In vista della scadenza del termine per presentare i progetti di servizio civile, Paola Springhetti dà conto del calo dei posti, delle incognite sui finanziamenti e delle ipotesi di riforma: la sintesi è che «solo 1 progetto su 4 è stato non solo approvato ma anche finanziato». Tra gli intervistati, Francesco Cavalletti della Caritas pone «qualche interrogativo sui criteri di selezione» e propone di aprire «a chi ha pendenze penali e ai giovani stranieri», mentre Davide Drei (Cnesc) chiede di «comunicare meglio le motivazioni delle scelte e delle esclusioni e di rivedere i criteri dell'accreditamento all'interno di una riforma complessiva della legge che la trasformi in una vera esperienza di sussidiarietà». Piccola polemica a fine pezzo sulla concorrenza tra terzo settore e enti locali, mentre le Regioni per Drei «dovrebbero partecipare al finanziamento del servizio civile». AMBIENTE LA STAMPA - Un servizio sul Piave lancia l'allarme: arso dalle secche e da 121 centrali idroelettriche "ormai è prosciugato e non importa a nessuno" scrive Ferruccio Sansa, autore di un reportage-inchiesta. Impressionante la foto aerea sul letto del fiume. LA STAMPA intervista Ezio Todini, professore di idrologia all'Università di Bologna, che avvisa: «bisogna rivedere le concessioni idriche che sono state date quando di acqua ce n'era molta di più. Non solo: l'Unione europea ha prodotto una direttiva importantissima, la 2060, che impone agli stati membri di realizzare piani unitari sui fiumi. Ogni bacino deve essere considerato nel suo complesso. L'Italia ha un ritardo enorme». MATRIMONIO IL GIORNALE - Una doppia pagina svela i segreti per «organizzare un matrimonio chic» senza andare in bancarotta. "Sposarsi costa troppo caro? Così si risparmiano 5mila euro senza rinunciare alla festa". Consigli e indicazioni su come risparmiare al ricevimento (es. Evitare i periodi caldi e puntare anche sui giorni infrasettimanali porta a risparmiare anche mille euro sull'affitto della location), sui fiori e le foto (es. con addobbi sull'altare solo di stagione, e i pacchetti fotografici «all inclusive»), sull'abito della sposa (outlet e siti internet), sul viaggio di nozze.

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Febbre suina, dalle compagnie britanniche stop all'imbarco per i sospetti malati (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Febbre suina, dalle compagnie britanniche stop all'imbarco per i sospetti malati (Xinhua) ultimo aggiornamento: 20 luglio, ore 11:31 Londra - (Adnkronos/Ign) - Da questo weekend British Airways e Virgin Atlantic bloccano i passeggeri in partenza dai principali scali del Regno Unito che manifestano i sintomi della malattia. Già diverse persone sono state rimandate indietro al momento del check in. Mentre in Thailandia e Cina sono stati installati degli scanner termici per individuare chi ha la febbre. Aumentano i contagi tra gli studenti. Gelmini assicura: ''La riapertura delle scuole non è a rischio rinvio'' commenta 0 vota 2 invia stampa Londra, 19 lug. (Adnkronos/Ign) - Le compagnie aeree britanniche stanno vietando l'imbarco a passeggeri che mostrano sospetti sintomi di influenza A. Lo hanno confermato la British Airways e la Virgin Atlantic al Sunday Times, spiegando che il divieto è scattato a partire da questo weekend.

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Febbre suina, in Italia nessuno stop all'imbarco ma controlli sui passeggeri da Usa, Gran Bretagna e Messico (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Febbre suina, in Italia nessuno stop all’imbarco ma controlli sui passeggeri da Usa, Gran Bretagna e Messico (Xinhua) ultimo aggiornamento: 20 luglio, ore 13:00 Roma - (Adnkronos) - Non saranno potenziati i presidi nei principali aeroporti italiani in seguito all'acuirsi del virus H1N1. Resta l'allerta 5 che già prevede una serie di misure di prevenzione e controllo dell'influenza. British Airways e Virgin Atlantic bloccano i sospetti malati in partenza dai principali scali del Regno Unito. Gelmini assicura: ''La riapertura delle scuole non è a rischio rinvio'' commenta 0 vota 1 invia stampa Roma, 20 lug. (Adnkronos) - Per il momento non è previsto nessun potenziamento dei presidi nei principali aeroporti italiani, in seguito all'acuirsi del virus H1N1, meglio conosciuto come influenza suina. Ma, come previsto dallo scorso aprile, resta un monitoraggio attento sui passeggeri in arrivo da Stati Uniti, Gran Bretagna e Messico.

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AMEDEO PICARIELLO I casi sospetti restano cinque. Tra oggi e domani arriveranno i risultati dei p... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 20-07-2009)

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AMEDEO PICARIELLO I casi sospetti restano cinque. Tra oggi e domani arriveranno i risultati dei prelievi e allora si saprà con certezza se le cinque ragazze reduci dall'Inghilterra hanno contratto la cosiddetta febbre suina. Appartenevano a uno stesso gruppo rientrato da Brighton, al termine di una vacamza studio durata due settimane: sono di Avellino, Salza Irpina, Solofra e di due centri della bassa Irpinia. A pochissima distanza avevano accusato sintomi influenzali sospetti, a partire dalla febbre alta. Ricoverate all'Unità di Malattie infettive della Città ospedaliera e poi trasferite in isolamento domiciliare, bisognerà pra attendere l'esito dei test eseguiti nei laboratori del «Cotugno» per capire se effettivamente si tratta del virus H1N1. A lanciare l'allarme era stato il medico di famiglia di una delle ragazze che aveva consigliato alla giovane il ricovero. Misura che è stata poi reputata dall'equipe medica diretta da Nicola Acone non necessaria: il protocollo non lo indica e comunque in assenza di una diagnosi certa e, soprattutto, suffragata da accertamenti di laboratori non si può parlare di contagio. Anche se Acone aveva fatto subito capire che la sintomatologia era quella del virus. In questi tre giorni le condizioni di salute delle studentesse non sono peggiorate: il decorso dell'influenza appare regolare e la somministrazione di antibiotici unita a quella di antipiretici per tenere a bada i picchi di temperatura corporea alta sta sortendo i primi effetti benefici. Soprattutto, dopo i primi tre casi individuato e gli altri due sabato, nessun altro si è registrato o almeno nessuno degli oltre 10 ragazzi tornati dal Regno Unito ha accusato febbre o ha chiesto aiuto ai medici dell'Unità di Malattie infettive dell'azienda ospedaliera. Sia il direttore generale, Giuseppe Rosato, che il primario Acone parlano di situazione sotto controllo e non si stancano di porre l'accento sul fatto che si tratta di «casi sospetti per i quali è necessario attendere responsi diagnostici e dunque bisogna evitare facili e inutili allarmismi». A ogni modo, in Italia sono già disponibili 4 milioni di dosi di farmaci antivirali e il ministero si è detto pronto ad acquistarne altre 6 milioni in caso di emergenza. E anche l'ospedale «Moscati» di Avellino ha a disposizione una buona scorta di antivirali girati subito dopo il primo allarme per l'influenza suina nel continente americano e in Europa. Già allora, l'Unità di Malattie infettive della Città ospedaliera - nuova di zecca e dotata di attrezzature all'avanguardia - fu individuato dall'assessorato regionale alla Sanità quale punto di riferimento per eventuali emergenze sul territorio campano. Preoccupazione comunque tra i familiari e i conoscenti delle ragazze: le prime tre colpite da influenza abitano rispettivamente ad Avellino, Solofra e Salza Irpina. Le altre due, invece, nella zona tra Serino e la Valle dell'Irno. E se in Irpinia cresce l'apprensione per gli altri gruppi di studenti che tuttora sono nel Regno Unito, lì, i gruppi che hanno stretti e continui contatti con i familiari continuano tra le mille precauzioni in atto le loro attività didattiche e le visite guidate. Ma a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato l'altro giorno anche il vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, secondo il quale a settembre ci sarà il rischio di un'epidemia in Italia di influenza suina, addirittura avanzando l'ipotesi - in caso di pandemia - di far slittare la riapertura delle scuole. È stato subito smentito dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, la quale ha precisato che allo stato «non c'è allo studio del governo nessun provvedimento in tal senso».

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ELENA ROMANAZZI Roma. Scuole normali . Il ministro della Pubblica Amministrazione Rena... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

ELENA ROMANAZZI Roma. «Scuole normali». Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta spazza via gli ultimi dubbi rimasti sull'ipotesi del rinvio dell'apertura dell'anno scolastico come misura precauzionale contro la pandemia. «Tranquilli, tranquilli», insiste Brunetta ribadendo quanto già detto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Le attenzioni - spiega - servono per mettere in moto un meccanismo di controlli, prevenzione, vaccini, ma non c'è nessun pericolo». Evitare allarmismi è la parola d'ordine di tutto l'esecutivo. E alla Lega non piace quanto è accaduto due giorni fa. Roberto Calderoli lo dice a chiare note: «L'unico del governo che deve parlare è Berlusconi». La salute - aggiunge - è un problema serio «non può essere oggetto di campagne mediatiche», il premier «non può consentire messaggi discordanti dell'esecutivo...qualcuno ha bisogno di una tirata di orecchie». «Generare psicosi - aggiunge il capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri - non è positivo». Per il momento la situazione è sotto controllo. I vaccini sono in fase di lavorazione e presto (in autunno) saranno pronti. E la Commissione sanità del Senato, guidata da Antonio Tomassini, sta lavorando per sbloccare le risorse necessarie per la produzione del vaccino. Tomassini non esclude l'ipotesi che il viceministro possa essere ascoltato nei prossimi giorni. Fazio - aggiunge Cesare Cursi, ex sottosegretario alla Salute - potrebbe chiedere di riferire nei prossimi giorni in Parlamento. A dividersi sull'impatto che l'influenza avrà nei prossimi mesi e sulle misure da prendere, tenendo in considerazione la chiusura delle scuole, sono gli esperti. Il confronto è serrato. L'arrivo dell'influenza non viene messo in discussione. Ma su quando mettere in atto eventuali misure di restrizione non c'è convergenza di opinioni. Al momento, afferma Pietro Crovari, uno dei maggiori esperti italiani di Igiene pubblica e docente all'Università di Genova, «ogni quadro è prematuro e l'eventuale decisione di un rinvio per l'apertura delle scuole andrebbe presa a ridosso dell'avvio dell'anno scolastico». Ma una cosa è certa, aggiunge l'esperto: «Numerosi lavori scientifici dimostrano che nel momento in cui si determina un picco importante, ovvero elevato, di diffusione del virus, misure di restrizione quali la chiusura delle scuole favoriscono un rallentamento della diffusione del virus stesso. Misure - aggiunge Crovari - che dovrebbero prevedere ad esempio anche un divieto dei raduni e manifestazioni di massa». Ma un aspetto, secondo Crovari, è fondamentale: «Queste misure straordinarie di contenimento dell'epidemia risultano efficaci solo se applicate nel momento epidemiologico corretto». È comunque ancora presto per poter programmare misure quali il rinvio dell'apertura delle scuole secondo Gaetano Maria Fara, ordinario di Igiene e sanità pubblica all'Università La Sapienza di Roma, che però precisa: «Un rinvio per le scuole non sarebbe in ogni caso una misura risolutiva, perché la scuola non è l'unico luogo di aggregazione ma ve ne sono moltissimi altri; il punto è che un controllo generalizzato sarebbe impossibile». Ad ogni modo, «in attesa che sia pronto il vaccino - conclude Fara - un rinvio per le scuole in caso di epidemia, anche se non risolutivo, potrebbe aiutare a ritardare la diffusione del virus». Non ha invece dubbi l'immunologo Fernando Aiuti: «La chiusura delle scuole sarebbe inutile e impraticabile poiché, ammesso che venga decisa, dovrebbe durare alcuni mesi».

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Roma Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta si dice convinto che, asso... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 20 Luglio 2009, Roma Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta si dice convinto che, «assolutamente si», le scuole italiane «riapriranno normalmente» dopo la pausa estiva e non subiranno rinvii a causa della diffusione della nuova influenza. Contraddicendo l'allarme lanciato dal viceministro alla Sanità Ferruccio Fazio e confermando la tesi della collega Maria Stella Gelmini, parlando ieri ai microfoni di Rtl, Brunetta ha invitato a «star traquilli» e ha ricordato come la diffusione dell'epidemia sia dovuta alla facilità dei trasporti, soprattutto aerei e al turismo. «Tranquilli tranquilli tranquilli - ha detto Brunetta - Queste attenzioni sono per mettere in moto un meccanismo di controlli, prevenzione, vaccini. Non c'è nessun pericolo se non quelli che ci sono ogni anno su l'influenza di un tipo piuttosto che di un altro. Che si viva tranquillo questo periodo, le vacanze, il periodo scolastico. Non c'è nulla per allarmarsi. le autorità sanitarie sono attrezzate per risponde a qualsiasi evenienza». Mentre gli esperti si dividono sulla opportunità di rinviare l'inizio dell'anno scolastico, tra di loro c'é chi ritiene inutile un eventuale rinvio anche se ammette che l'epidemia sarà preoccupante. «L'influenza in Italia sarà inarrestabile come nel resto del mondo. Colpirà almeno 6-8 milioni di persone specie sotto i 55 anni. Tuttavia la chiusura delle scuole non servirà ad arrestare l'epidemia ed è una soluzione impossibile anche perché dovrebbe essere protratta fino a marzo 2010». Lo afferma l'immunologo Ferdinando Aiuti, presidente della Commissione Consiliare Speciale Politiche Sanitarie del Comune di Roma. «Occorre tranquillizzare i cittadini - aggiunge Aiuti - ricordando che finora questa influenza ha avuto caratteristiche di bassa mortalità e di bassissima letalità, cioè di morti per numero di malati, anche grazie alla efficacia degli antivirali e alla scarsa virulenza del virus. Paradossalmente è meglio prendersela adesso che tra qualche mese. Naturalmente il vaccino dovrà essere programmato per almeno 10-12 milioni di persone in quanto sono almeno 10 milioni sopra i 65 anni». «Sono invece preoccupato perché questa influenza potrebbe creare una grave carenza di posti letto specie in alcune regioni dove il loro numero è limitato. Un utile accorgimento potrebbe essere la promozione di una vaccinazione contro lo pneumococco in modo da proteggere gli anziani e le persone a rischio contro questa complicanza post-influenzale», conclude Aiuti. Tornando alla politica, Francesco Storace, segretario nazionale de "La Destra", ritiene che «sull'influenza suina potremmo dire in media stat virus... Il presidente del Consiglio dia una calmata ai ministri Fazio e Gelmini e faccia sapere alle famiglie italiane che cosa devono fare i loro figli a settembre».

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Scuola, allarme dei sindacati: "Nei comuni di montagna rischio chiusura" (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

20 luglio 2009 - 15.59 (Ultima Modifica: 20 luglio 2009) I tagli previsti ai fondi per la scuola rischiano di mettere in crisi l'apertura di molti istituti a settembre. Rispetto all'anno scolastico 2008-2009, le scuole della regione dovranno fare i conti con un deficit di 1.637 docenti (-3,8%), e di 713 (-4,98%) tra collaboratori scolastici (-518), personale amministrativo (-116), personale tecnico (-77), e direttori di servizi generali amministrativi (-2). Il taglio piu' consistente colpisce dunque i collaboratori scolastici. I docenti vengono a mancare soprattutto alle scuole superiori, seguiti da medie ed elementari. In totale, l'organico dei docenti per il prossimo anno sara' di 41.500 unita' (l'anno scorso erano 43.087), dei quali 1.756 derivanti da spezzoni orari, a cui si aggiungono 5.900 unita di personale per il sostegno (uno ogni 2,02 studenti), e 14.131 tra personale ausiliario, tecnico e amministrativo (l'anno scorso erano 14.844). Per contro, a settembre si dovrebbe inoltre registrare l'ingresso in aula di circa 10.000 nuovi alunni, che portera' ad un aumento degli studenti per classe, circa 29 nella scuola d'infanzia e 27 alle elementari, con conseguenze dirette sulla sicurezza. A tracciare il quadro generale della situazione nelle scuole della regione, dopo gli effetti della legge Gelmini, sono i sindacati Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals, che questa in una conferenza stampa hanno ribadito l'allarme gia' lanciato nelle singole province: "E' in seria discussione la possibilita' della regolare apertura dell'anno scolastico in tutte le scuole". Per i sindacati, infatti, "con questi numeri non solo viene largamente e pericolosamente messa in discussione la qualita' della scuola pubblica in questa regione, e non si risponde alla domanda di tempo scuola della famiglie, ma si rende estremamente difficile, se non impossibile, in molte situazioni, la stessa apertura della scuola, per mancanza di collaboratori scolastici". Questo potrebbe verificarsi soprattutto nelle "scuole di montagna, dove gia' oggi c'e' un solo collaboratore per plesso scolastico: se vengono tagliati dovranno fare le corse per aprire tutti i plessi delle scuole la mattina e comunque non sarebbero presidiati, con evidenti problemi di sicurezza", spiegano ancora i sindacati. I rappresentanti dei lavoratori calcolano inoltre che, con questi tagli, "oltre 1.000 lavoratori con contratto a tempo determinato perderebbero il posto, il che vuol dire oltre 1.000 famiglie, perche' i precari del mondo della scuola hanno in maggioranza dai 40 ai 50 anni". A soffrire maggiormente i tagli ai docenti sono le scuole di Piacenza, che in percentuale perdono di piu' di tutte le atre provincie della regione, -4,71%, passando da 3.036 a 2.893 insegnanti. Seguono Reggio Emilia, dove si passa da 5.299 a 5.054 docenti (-4,62%), Rimini (da 2.945 a 2.814 docenti; -4,45%), Forlì-Cesena (da 4.148 a 3.966 docenti; -4,39%), Bologna (da 9.086 a 8.695 docenti; -4,3%), Ferrara (da 3.219 a 3.105 docenti; -3,54%), Ravenna (da 3.586 a 3.470 docenti; -3,23%), Parma (da 4.164 a 4.032 docenti; -3,17%), e Modena (da 7.604 a 7.42; -2,41%). Modena registra invece la maggior flessione di personale ausiliario, tecnico e amministrativo (-5,95%, passando da 2.506 a 2.375 unita'), seguita da Ferrara (-5,81%, da 1.119 a 1.054 unita'), Forli'-Cesena (-5,64%, da 1.454 a 1.372 unita'), Bologna (-5,51%, passando da 2.906 a 2.746 unita'), Parma (-5,3%, da 1.435 a 1.359 unita'), Ravenna (-4,66%, da 1.203 a 1.147 unita'), Rimini (-4,42%, da 972 a 929 unita'), Piacenza (-3,83%, da 966 a 929 unita'), e Reggio Emilia (-2,5%, da 1.723 a 1.680 unita').

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Nuova influenza/ Casini: Stop politica annunci, governo sia... (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 20 lug. (Apcom) - Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, durante una conferenza stampa a Montecitorio, ha chiesto "chiarezza al governo" sul tema dell'influenza A/H1N1. "L'esecutivo sostituisca la campagna di annunci riguardo all'epidemia: il viceministro Fazio ha annunciato il possibile rinvio dell'apertura delle scuole ed è stato smentito dal ministro Gelmini, su questo tema si parli con una voce sola, sensibilizzando ma senza indulgere in allarmismi", ha aggiunto Casini.

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Febbre suina, in Italia nessuno stop all'imbarco dei voli. Altri due studenti contagiati dopo viaggio in Gb e Irlanda (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Febbre suina, in Italia nessuno stop all’imbarco dei voli. Altri due studenti contagiati dopo viaggio in Gb e Irlanda (Xinhua) ultimo aggiornamento: 20 luglio, ore 15:28 Roma - (Adnkronos) - I due nuovi casi di influenza 'A' a Grosseto. Non saranno potenziati i presidi negli aeroporti italiani in seguito all'acuirsi del virus H1N1. Controlli sui passeggeri da Usa, Gran Bretagna e Messico. Resta l'allerta 5 che già prevede una serie di misure di prevenzione. British Airways e Virgin Atlantic bloccano i sospetti malati in partenza dagli scali del Regno Unito. Gelmini assicura: ''La riapertura delle scuole non è a rischio rinvio'' commenta 0 vota 1 invia stampa Roma, 20 lug. (Adnkronos) - Per il momento non è previsto nessun potenziamento dei presidi nei principali aeroporti italiani, in seguito all'acuirsi del virus H1N1, meglio conosciuto come influenza suina. Ma, come previsto dallo scorso aprile, resta un monitoraggio attento sui passeggeri in arrivo da Stati Uniti, Gran Bretagna e Messico.

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20/07/2009 17:42 FEBBRE SUINA: CASINI, GOVERNO PARLI CON UNA SOLA VOCE (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 20 lug. - (Adnkronos) - ''Il governo faccia chiarezza e sostituisca la politica degli annunci su questa epidemia. Si parli con una sola voce, sensibilizzando sul problema ma senza indulgere in allarmismi''. Ad affermarlo e' il leader Udc Pier Ferdinando Casini, commentando ''l'annuncio del viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, poi smentito dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini'' di un probabile ritardo dell'apertura delle scuole a causa della diffusione della nuova influenza.

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FEBBRE SUINA: CASINI, GOVERNO PARLI CON UNA SOLA VOCE (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

FEBBRE SUINA: CASINI, GOVERNO PARLI CON UNA SOLA VOCE ultimo aggiornamento: 20 luglio, ore 17:42 commenta 0 vota 1 invia stampa Roma, 20 lug. - (Adnkronos) - ''Il governo faccia chiarezza e sostituisca la politica degli annunci su questa epidemia. Si parli con una sola voce, sensibilizzando sul problema ma senza indulgere in allarmismi''. Ad affermarlo e' il leader Udc Pier Ferdinando Casini, commentando ''l'annuncio del viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, poi smentito dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini'' di un probabile ritardo dell'apertura delle scuole a causa della diffusione della nuova influenza.

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Febbre suina, Fazio: ''No all'allarmismo''. Altri studenti contagiati dopo viaggio in Gb (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

Febbre suina, Fazio: ''No all'allarmismo''. Altri studenti contagiati dopo viaggio in Gb (Xinhua) ultimo aggiornamento: 20 luglio, ore 18:26 Roma - (Adnkronos/Ign) - Non saranno potenziati i presidi negli aeroporti italiani in seguito all'acuirsi del virus H1N1. Controlli sui passeggeri da Usa, Gran Bretagna e Messico. Resta l'allerta 5 che già prevede una serie di misure di prevenzione. Due nuovi casi di influenza 'A' a Grosseto. British Airways e Virgin Atlantic bloccano i sospetti malati in partenza dagli scali del Regno Unito. Gelmini assicura: ''La riapertura delle scuole non è a rischio rinvio'' commenta 0 vota 1 invia stampa Roma, 20 lug. (Adnkronos/Ign) - Il governo invita ad evitare ogni allarmismo sul diffondersi della nuova influenza. Il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, è tornato sulla possibilità di chiudere le scuole precisando che ''nei piani pandemici, fra l'altro dell'Organizzazione mondiale della sanità che si trovano anche in rete, esiste chiaramente la possibilità di rinvii o di chiusure. Questo fa parte dei piani pandemici. Ad oggi noi non abbiamo nessun piano di questo genere - ha però aggiunto -, nessuna previsione di questo in quanto non abbiamo pandemia nel nostro Paese. Questa è semplicemente la situazione''. Fazio ha poi confermato che sulla questione anche questa mattina ha sentito il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.

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L'università del rinvio (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 20-07-2009)

Argomenti: Scuola

commento Sei in Interni 21 luglio 2009 L'università del rinvio Governare comunicando. Sembra essere il motto del ministro Gelmini, non a caso fedele seguace del Grande comunicatore. Da più di un anno Gelmini ha assunto la responsabilità dell'università ma la sua azione non annovera che annunci. Il 10 novembre il governo approvò le linee guida di una riforma universitaria. Di mese in mese si attese che queste linee guida si tramutassero in un disegno di legge fin quando, il 24 marzo, il ministro riunì al ministero un'eletta platea di rettori e annunciò che il testo legislativo era ormai quasi pronto e sarebbe stato presentato entro pochi giorni. L'attesa è durata ancora, con continui rinvii a ritmo quasi settimanale, fino al 14 luglio quando, in un seminario al senato e davanti alla solita platea di rettori, il ministro ha spiegato per la terza volta i contenuti della sua riforma ma ha rinviato tutto all'autunno. Tutti e tre gli annunci ministeriali sono stati abilmente strombazzati sulla stampa e in televisione come riforme già varate. L'opinione pubblica è stata bellamente ingannata perché dalle parole non si è mai passati ai fatti. Ogni volta abbiamo anche appreso che l'istituzione di un'Agenzia nazionale di valutazione dell'università è una necessità imprescindibile se si vuole che parte dei finanziamenti vadano a premiare gli atenei che ottengono i migliori risultati nella didattica e nella ricerca. Giusto. Tanto è vero che quest'agenzia fu introdotta dal governo Prodi nel 2006 e l'iter fu definitivamente completato nel febbraio 2008. Ma, appena in carica, il ministro Gelmini ne bloccò subito l'istituzione per apportare le modifiche suggerite da una commissione di esperti. Ancora oggi non sappiamo a quali risultati si sia pervenuti salvo che sembra che non se ne parlerà prima dell'autunno. Comunque sia, poiché i tempi dei approvazione di un decreto del presidente della repubblica non sono brevissimi, il ritardo dell'istituzione di questa importante agenzia si misura già adesso almeno in due anni. Un vero peccato, senza nemmeno che si possa capire se e in quali punti il "regolamento Mussi" sia stato migliorato. Per non parlare dei concorsi universitari. Molti posti furono banditi dagli atenei nel 2008, utilizzando anche i finanziamenti aggiuntivi per i posti di ricercatore messi a disposizione dal ministero Mussi. E più di un anno che i candidati hanno presentato regolarmente domanda ma il ministero non ha formato le commissioni giudicatrici, a causa dell'impasse normativa indotta da un affrettato decreto-legge dello scorso novembre. Centinaia di persone meritevoli, molti dei quali precari con stipendi da fame, sono state beffate ma nessuno ne parla. Il loro timore è che le future regole concorsuali, queste sì annunciate con dovizia di particolari e di entusiasmo, facciano passare nel dimenticatoio i concorsi da svolgersi secondo la legge vigente. Non si parla nemmeno del maxitaglio dei finanziamenti statali alle università che scatterà nel prossimo gennaio, un taglio drastico a cui la maggior parte delle università non sopravviverebbe, come ha scritto Francesco Giavazzi, non certo un oppositore del ministro. Un taglio che si abbatte sul sistema universitario meno finanziato d'Europa (in proporzione al pil e alla spesa pubblica) secondo i dati internazionali dell'Ocse e che pure non è risultato essere il peggiore, anzi si è difeso dimostrando una ragguardevole capacità di far fruttare bene i pochi finanziamenti per ottenere laureati e ricerche di buona qualità. Se l'opinione pubblica è stata ingannata, non lo è stato il mondo accademico. Colpito per mesi da un attacco mediatico imponente, adesso vive l'ennesima fase di sconforto. Sente solo annunciare riforme e assiste impotente alla cronaca della morte annunciata dell'università italiana. Perché il ministro Gelmini non porta subito in parlamento il suo testo di legge e lo lascia confrontare con quello del Partito democratico depositato il 22 maggio? Sarebbe bene passare dall'autocrazia degli annunci alla democrazia delle scelte. Luciano Modica

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