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Articoli
Schola (5)
Fioroni e i mal di pancia dei cattolici Pd
( da "Corriere.it"
del 20-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: abile nel tentare di mettere alle strette Fioroni. Davanti ai cronisti gli ha detto che sarebbe "pronto a votare per Franco Marini alla presidenza del Pd, se fosse candidato": "Tu lo candidi, Beppe?". E l'altro: "Ma mica sono io che lo propongo". Chissà se a Fioroni è tornata in mente una profezia che pronunciò nel 2004, alla vigilia della lista unitaria Ds-Margherita per le Europee:
Ecco
perchè i docenti non ce la fanno più
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 20-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nelle riforme partite dagli anni ottanta, (Berlinguer, Moratti e Fioroni). Su quest'ultimo come non citare i suoi "recuperi scolastici": per usare una metafora, la morte dello studente per accanimento terapeutico a forza di prove scritte e dell'insegnante per sfinimento; con i ragazzi bravi e meritevoli abbandonati in disparte.
Per
unire le culture diverse ( da "Nuova Sardegna, La"
del 20-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: secondo le indicazioni in materia fornite dal ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni - sottolinea la dirigente scolastica Bianca Maria Morgi - è stato di promuovere nei territori dei comuni di Villasimius e Castiadas un'educazione interculturale improntata ai principi del rispetto dei diritti umani, della pace, della solidarietà e della civile convivenza democratica".
Appello
degli scolari: <Non chiudete l'asilo>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
20-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nonostante ciò il decreto del ministro Fioroni non lascia scampo agli asili che non raggiungono i dieci alunni, così per il prossimo anno scolastico nove bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni saranno costretti a viaggiare come già fanno i ragazzi delle Medie. La notizia della chiusura della scuola non ha lasciato indifferenti le famiglie e soprattutto i bambini che,
<Riforma,
pronti allo sciopero> ( da "Corriere del Trentino"
del 20-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dei dipendenti delle materne della Federazione, se il presidente Giuliano Baldessari non farà un passo indietro sulla riforma delle scuole intrapresa in via sperimentale la scorsa estate. "Temiamo che la riorganizzazione preveda l'esternalizzazione dei servizi con il rischio sotteso della riduzione del personale " ha incalzato ieri il segretario generale Nicola Ferrante durante il
( da "Corriere.it" del 20-04-2008)
Argomenti: Scuola
SETTEGIORNI Fioroni e i mal di pancia dei cattolici Pd Il partito di Veltroni
teme il fallimento del progetto, un rischio peggiore della sconfitta elettorale
C'è un rischio peggiore della sconfitta elettorale, è il fallimento del
progetto. L'anima popolare del Pd teme proprio questo: aver scommesso su una
moderna forza riformista e ritrovarsi invece in un Pci del terzo millennio.
Ecco la paura che si avverte tra gli ex margheritini, ecco il problema che
Dario Franceschini ha posto a Walter Veltroni subito dopo il voto. Toccherà ora
al segretario del Pd muoversi di conseguenza, perché "il partito è a un
bivio", e deve scegliere se puntare su "innovazione e
rinnovamento" o rinculare su "gerontocrazia e restaurazione".
L'ultima mossa di Massimo D'Alema ha acuito l'insofferenza tra i democratici di
provenienza popolare, che hanno interpretato l'incontro del ministro degli
Esteri uscente con Pier Ferdinando Casini come un affronto: ipotizzare
un'alleanza futura con l'Udc significherebbe infatti ridurre a un ruolo
marginale i cattolici che militano nel Pd, evidenziare l'incapacità a
intercettare i consensi al centro. "E così come il nostro partito non può
essere il Pci del '76 si è sfogato Beppe Fioroni in
una riunione tantomeno noi cattolici possiamo essere trattati come dei panda da
tenere in una riserva". Dopo quell'incontro, nel Loft è tornata in voga
una battuta di Veltroni, che anni fa equiparò D'Alema a Giovanni Trapattoni,
"perché Massimo come il Trap gioca sempre con lo stesso schema:
Dc-Pci". Uno schema che la Quercia adottò inglobando spezzoni socialisti
per dar vita alla "Cosa due", e che ha usato poi con Romano Prodi,
Lamberto Dini, il Ppi e la Margherita per arrivare al governo: ogni volta ha
fagocitato gli alleati senza mai riuscire ad espandersi. Riproporre oggi quel
metodo di gioco sarebbe però assai pericoloso, perché, se davvero si cercasse
nell'Udc una nuova "stampella" al centro, potrebbe saltar per aria il
Pd. L'ha fatto capire chiaramente Fioroni, "non
si possono seguire modelli del passato che sono usciti segnati dalla prova del
tempo". Il ministro dell'Istruzione ha voluto capire se Casini è della
partita, perciò è andato a trovarlo ieri in gran segreto.
"Figurarsi...", si è sentito rispondere: "Io ho fatto una scelta
di centro, non di centrosinistra". Ma l'allarme nel Pd non è affatto rientrato,
e se al momento il tema non è stato posto formalmente, è perché ogni energia è
concentrata sulla sfida di Roma, "sull'ineludibile necessità di
vincere" il ballottaggio per il Campidoglio. Nel Pd si avverte comunque
uno strano clima, basta sentire come l'ex sottosegretario Gigi Meduri
ironizzava ieri sull'approccio alla sconfitta: "Mi sembra di essere
tornato ai vecchi tempi. Quando la Dc batteva il Pci, e a Botteghe Oscure
ripetevano: "Abbiamo tenuto". Solo che allora militavo nella Dc,
mentre oggi sto con chi fa il "dibattito" e non capisce che abbiamo
preso una sveglia". Oggi gli ex diccì che stanno nel Pd non vogliono
diventare quello che gli "indipendenti di sinistra" furono per il
Pci. Marco Follini prova a trovare una linea mediana, "e visto che sono
diventato un cultore del "ma anche", dico che vorrei un partito
centrista ma anche un partito che dialoga con l'Udc". Prospettiva
insostenibile per i margheritini: "Non faremo mai gli "indipendenti
di centro" del Pd". Ecco perché chiedono a Veltroni di "fare la
cosa giusta". Sarebbero dalla sua parte. Ma bisogna rilanciare al più
presto il modello del partito "a vocazione maggioritaria ", perché si
avvicinano le Europee del 2009. Potrà sembrare una scadenza ancora lontana, in
realtà è assai vicina. E siccome per Strasburgo non varrà più lo slogan del
"voto utile", ci sarà il rischio di perdere i consensi conquistati
alla sinistra radicale. A quel punto, senza uno sfondamento al centro, e con Di
Pietro pronto a issare la bandiera dell'antiberlusconismo, potrebbe mettersi
male. Il "bivio" di cui parla Franceschini, quello tra
"innovazione" e "restaurazione ", tra
"rinnovamento" e "gerontocrazia ", altro non è che l'eterna
sfida tra "Walter" e "Massimo". D'Alema prova a incunearsi
ancora tra gli ex popolari, ieri è stato abile nel tentare
di mettere alle strette Fioroni. Davanti ai cronisti gli ha detto che sarebbe "pronto a
votare per Franco Marini alla presidenza del Pd, se fosse candidato":
"Tu lo candidi, Beppe?". E l'altro: "Ma mica sono io che lo
propongo". Chissà se a Fioroni è tornata in mente una
profezia che pronunciò nel 2004, alla vigilia della lista unitaria
Ds-Margherita per le Europee: "Abbiamo resuscitato D'Alema. E di questo
sono cristianamente felice. Ora però speriamo che i Ds non ci diano la vita
eterna ". Francesco Verderami stampa |.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 20-04-2008)
Argomenti: Scuola
"Ecco perchè i docenti
non ce la fanno più" "La sindrome di Burnout? Purtroppo è una realtà
anche presso gli istituti modenesi e con cui il corpo docente ha cominciato a
fare i conti a partire". Parola di Vittorio Vandelli, insegnante al Selmi
ed organizzatore del convegno del sindacato Gilda con il dottor D'Oria.
"Gli insegnanti oggi sono perennemente sotto stress - spiega - di tutto
quello che accade all'interno della scuola nel bene o nel male, loro sono i
colpevoli". Non usa mezzi termini il professor Vandelli, mentre indica
come una delle probabili soluzioni per venire a capo è quella di scriverne:
"Aiuta a liberarsi. Io ho cominciato da tempo, sono autore di diversi
libri nei quali affronto ciò che mi accade a scuola. Ma non sono il solo".
In che acque naviga il corpo insegnante oggi? "Direi pessime, anche a
Modena. Parliamo di persone che amano il proprio lavoro ma che si trovano a
svolgerlo al limite delle possibilità. Un tempo, pur con uno stipendio che era
quello che era e che oggi è rimasto tale, l'insegnamento godeva di un grande
riconoscimento sociale. Ora neanche quello. Ci si trova a lavorare in una
scuola che è sempre più azienda con studenti "compratori".
Folle". E le colpe dove stanno? "Nelle riforme
partite dagli anni ottanta, (Berlinguer, Moratti e Fioroni). Su
quest'ultimo come non citare i suoi "recuperi scolastici": per usare
una metafora, la morte dello studente per accanimento terapeutico a forza di
prove scritte e dell'insegnante per sfinimento; con i ragazzi bravi e
meritevoli abbandonati in disparte. Cosa che porta alla desertificazione
del sapere e la colpa cade sul docente...". Si spieghi. "Il successo
dell'alunno dipende dal prof., come la colpa se non studia e non riesce. Una
prerogativa della scuola-azienda. Si attira la clientela con un programma
formativo che prevede tante attività ludiche che al tempo stesso non permettono
poi di studiare le altre. Al momento della valutazione, se negativa ecco
arrivare i genitori increduli, pronti a puntare il dito sull'insegnate e a
volte anche gli avvocati. I presidi dal canto loro, sono sempre più manager ed
ovviamente danno ragione al cliente... Ma non è che un aspetto, consideriamo
anche l'avvento dei fondi di provenienza, oltre che statale, privata sulle
scuole. Il privato finanzia sì ma non per una targhetta di riconoscimento; col
suo ruolo va ad interferire su quella che è l'azione didattico-culturale della
scuola, queste cose unite alla vita in classe provoca Burnout". Tipo?
"A partire dagli anni '80 c'è stata nei giovani una mutazione genetica.
Valori sbagliati ed assenza delle famiglie che abbinati alla cultura televisiva
ha provocato una degenerazione. Un disastro dal punto di vista scolastico.
Quotidianamente facciamo i conti con ragazzi che arrivano alle superiori, dopo
i "successi" della scuola dell'obbligo, non scolarizzati. A questo va
aggiunto che non hanno voglia di studiare, che non fanno i compiti e bisogna
ripartire da zero. Prima di capire poi che, per riuscire nella vita occorre
studiare passa molto tempo e questo è snervante e usurante per gli insegnanti.
Ma non è tutto. Mettiamoci pure l'aggressività che gli alunni hanno nei nostri
confronti, il fatto di essere sottoposti a processo da loro stessi e dai loro
familiari pronti sempre a denunciare dopo valutazioni negative e la frittata è
fatta. La scuola italiana rimane nonostante tutto una buona scuola grazie a
ottimi docenti, sottoposti però ad un declino che andrebbe fermato".
( da "Nuova Sardegna, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Scuola
Cagliari Per unire
le culture diverse Si chiude il progetto 'Una scuola aperta a tutti'
VILLASIMIUS. Si concluderà il mese prossimo il progetto "Una scuola aperta
a tutti" promosso dall'istituto comprensivo di Villasimius e Castiadas con
la collaborazione dei servizi sociali dei due comuni per favorire
l'accoglienza, l'integrazione sociale e culturale degli adulti e degli alunni
di culture diverse attraverso l'insegnamento e il consolidamento della lingua
italiana. "L'obiettivo del progetto, predisposto secondo
le indicazioni in materia fornite dal ministro della Pubblica istruzione
Giuseppe Fioroni - sottolinea la dirigente scolastica Bianca Maria Morgi - è
stato di promuovere nei territori dei comuni di Villasimius e Castiadas
un'educazione interculturale improntata ai principi del rispetto dei diritti
umani, della pace, della solidarietà e della civile convivenza
democratica". I corsi di lingua e cultura italiana, iniziati nel
mese di gennaio e tenuti dalle insegnanti Gigliola Garau e Bonuccia Vollero,
stanno riscuotendo molto successo. A fine maggio si svolgerà il saggio, che
sarà arricchito da musica tradizionale e specialità gastronomiche delel diverse
culture: "Tutti gli allievi e altri ancora - dice la preside Morgi -
saranno i benvenuti alla prosecuzione dei corsi a settembre all'inizio del
nuovo anno scolastico". Jacopo Bulla.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
20-04-2008)
Argomenti: Scuola
Provincia di Nuoro
Pagina 5049 Noragugume. Gli alunni delle elementari contestano la soppressione
della scuola materna statale Appello degli scolari: "Non chiudete
l'asilo" Noragugume.. Gli alunni delle elementari contestano la
soppressione della scuola materna statale --> La logica dei tagli non tiene
conto del fatto che, nei piccoli paesi, come Noragugume, se vengono cancellate
anche le scuole materne, davvero non c'è un futuro nemmeno per i bambini. Nonostante ciò il decreto del ministro Fioroni non lascia
scampo agli asili che non raggiungono i dieci alunni, così per il prossimo anno
scolastico nove bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni saranno
costretti a viaggiare come già fanno i ragazzi delle Medie. La notizia della
chiusura della scuola non ha lasciato indifferenti le famiglie e soprattutto i
bambini che, pur così piccoli, hanno compreso che dall'anno prossimo non
sarà più lo stesso per loro e se vorranno andare all'asilo non potranno più
farlo a piedi presi per mano dai genitori o dai nonni, ma dovranno utilizzare
l'auto di papà. In loro soccorso arrivano fratellini e cuginetti che
frequentano le lementari. Gli alunni hanno, infatti, scritto una lettera
indirizzata al direttore dell'Ufficio scolastico regionale, al dirigente
scolastico e al sindaco. "Noi siamo molto dispiaciuti, le nostre facce
sono davvero tristi, perché anche noi abbiamo frequentato quella scuola e lì
abbiamo imparato molte cose - si legge nella lettera - ora ci chiediamo: perché
i bambini più piccoli devono prendere la valigetta e andare nei paesi che non
sono loro? Sappiate che nel nostro paese non c'è una palestra, un'attività
sportiva, né gruppi ricreativi, se ci tolgono la scuola allora non abbiamo
proprio più nulla: come faremo? - si interrogano i bambini - vi chiediamo
gentili autorità fatte qualcosa per tenere la scuola aperta - si legge ancora
nella lettera - noi vogliamo imparare senza però doverci spostare da questo
piccolo centro dove tante persone sono già andate via". Anche l'assessore
provinciale ai Servizi sociali, Tonino Ladu, ha scritto al direttore scolastico
regionale, Armando Pietrella e all'assessore regionale alla Ppubblica
istruzione Maria Antonietta Mongiu affinché alle fredde logiche di bilancio si
anteponga il ruolo di riscatto sociale e di crescita esercitato dalle scuole in
un territorio dove la crisi economica nazionale è accentuata dall'innescarsi di
gravi fattori locali, come la perdita di centinaia di posti di lavoro. MARIA
BONARIA DI GAETANO.
( da "Corriere del Trentino" del 20-04-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere dell'Alto
Adige - TRENTO - sezione: TRENTOEPROV - data: 2008-04-20 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Materne Cisl sul piede di guerra: personale a rischio.
Baldessari: falsità "Riforma, pronti allo sciopero" TRENTO - La Cisl
minaccia lo sciopero dei dipendenti delle materne della
Federazione, se il presidente Giuliano Baldessari non farà un passo indietro
sulla riforma delle scuole intrapresa in via sperimentale la scorsa estate.
"Temiamo che la riorganizzazione preveda l'esternalizzazione dei servizi
con il rischio sotteso della riduzione del personale " ha incalzato ieri
il segretario generale Nicola Ferrante durante il seminario organizzato
dalle scuole non allineate alla fondazione Kofler di Cognola. Le questioni del
contendere sono due, due i tavoli che vedono Baldessari come controparte. Uno è
quello dei sindacati, per il rinnovo del contratto dei dipendenti che si
riunirà per la sesta volta il 6 maggio, l'altro invece si aprirà domani e vi
siederanno 5 presidenti di ente gestori contrari alla riforma,
5 presidenti favorevoli, la dirigenza della Federazione. L'obbiettivo è quello
di trovare un accordo. Ed è guerra di numeri. Ieri, al seminario contro-riforma, c'erano 160 persone e secondo gli organizzatori,
Roberto Tarolli, Roberto Avanzi, Antonio Girardi, Marco Saggiorata, presidenti
di alcune scuole "dissidenti", i contrari alla riorganizzazione
sarebbero circa una sessantina. Secondo Baldessari, di cui, durante il
seminario sono state chieste le dimissioni da Ferrante e da Girardi, si tratterebbe
di appena 19 scuole su 159, documenti alla mano. Lo zoccolo duro dei
dissidenti, come forma di protesta aveva invitato, le scorse settimane, le
scuole della Federazione a non dare delega immediata, come accade solitamente,
di versare alla Federazione i soldi a copertura dei costi fissi annuali,
mettendone in difficoltà la dirigenza. "Ad oggi, oltre 120 scuole ci hanno
dato il mandato come di consueto, mentre ci stanno arrivando e-mail di
solidarietà. A causa di 5 scuole stiamo vivendo un clima di tensione inutile -
spiega Baldessari - non ho nessuna intenzione di dimettermi, visto che non solo
il mio mandato, ma anche quello di giunta e consiglio è stato confermato
all'unanimità, quindi invito la Cisl a smetterla di mettere in giro voci di
esternalizzazioni che noi non abbiamo previsto, al solo scopo di screditarci
". Baldessari ieri ha preso carta e penna, ed ha scritto alla Cisl.
"Infine, hanno rifiutato di farmi intervenire al seminario. Le persone che
lamentano una riforma calata dall'alto sono le prime
ad aver chiuso la porta al confronto". Marianna Bonso.