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DOSSIER “SCUOLA”

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Report "Schola"

Fioroni: un patto bipartisan per la scuola ( da "EUROPA.it" del 02-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: PROPOSTA DEL MINISTRO Fioroni: un patto bipartisan per la scuola La scuola non può essere un terreno di scontro tra opposte fazioni. Non può essere un'arena dove scontarsi perché "siamo chiamati a educare e non a litigare". Con queste parole il ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha lanciato la proposta di un "patto bipartisan"

Un preside di Valenza per cambiare l'esame ( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: SILVANA MOSSANO VALENZA Il ministro Fioroni ha stabilito che l'esame di terza media cambia: sarà più selettivo, con tanto di giudizio di ammissione, e, soprattutto, ci sarà una prova scritta in più. Questo il criterio di orientamento. In che modo attuarlo lo stabilirà, nelle prossime settimane, una commissione nazionale composta da dirigenti scolastici: un preside per ogni regione.

Il sondaggio sugli esami ( da "Trentino" del 02-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: parallelo un sondaggio on line per capire quale delle tre proposte in campo (quella nazionale del ministro Fioroni, quella locale voluta dal governatore Dellai oppure quella alternativa proposta dalla Consulta studentesca) vi piace di più. Oltre al voto, sul nostro sito internet ci sarà anche la possibilità di dire la vostra attraverso il forum che è aperto a tutti per ogni intervento.

ARRIVANO anche a Imola i libri scolastici in affitto: un modo nuovo per le famigl ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 02-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: emanazione del decreto del ministro alla pubblica istruzione Giuseppe Fioroni che, nel tentativo di frenare il caro libri, ha fissato un tetto di spesa diverso in base ai vari istituti superiori. Così per esempio, nei cinque anni di liceo scientifico le famiglie non dovrebbero spendere più di 1.405 euro e per il classico non più di 1.

Il commento E io insegnante ti dico: la scuola non è una <bocciofila> ( da "Provincia di Como, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giuseppe Fioroni ha più volte esortato gli insegnanti a non aver "timore di bocciare" lamentando un buonismo eccessivo da parte dei docenti, in particolare delle medie inferiori, ricordando che gli insegnanti hanno sempre l'obbligo di giudicare con serietà e competenza i loro studenti.


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Fioroni: un patto bipartisan per la scuola (sezione: Schola)

( da "EUROPA.it" del 02-03-2008)

Argomenti: Scuola

PROPOSTA DEL MINISTRO Fioroni: un patto bipartisan per la scuola La scuola non può essere un terreno di scontro tra opposte fazioni. Non può essere un'arena dove scontarsi perché "siamo chiamati a educare e non a litigare". Con queste parole il ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha lanciato la proposta di un "patto bipartisan" affinché chiunque vinca le prossime elezioni "metta al primo posto il tema dell'educazione e della scuola". Insomma un impegno "su alcune questioni fondamentali" che metta la parola fine alla "furia riformatrice che ha colpito la scuola italiana negli ultimi venti anni". Nell'intervenire al convegno "Scuola insieme, un patto per l'educazione" presso l'Antica scuola dei padri Scolopi a Roma ha ricordato come chi ha oggi 19 anni ha gia visto 14 ministri della scuola, 6 cambiamenti di linea politica e 6 riforme degli esami: 3 dell'esame di maturità, 1 dell'esame di quinta e 2 di terza media. I risultati della scuola italiana sono, per Fioroni, infatti "direttamente proporzionali alla furia riformatrice degli ultimi quindici anni. Basta con questa furia riformatrice, la scuola non può essere il terreno di battaglia delle opposte fazioni politiche, non può essere un perenne Colosseo", ha detto, invocando così un patto che "non sia larghe intese né inciuci" su quattro punti fondamentali: "Riportare serietà e merito, realizzare una vera autonomia delle scuole, completare la realizzazione della parità scolastica, ripensare un nuovo sistema di formazione, reclutamento e carriera dei docenti". Negli ultimi anni i risultati della scuola italiana, ricorda il ministro, "sono sempre andati peggio" e per questo non "è pensabile continuare a dividersi per partito preso sul tema cardine intorno al quale il paese dovrebbe unirsi per far ripartire l'economia, la ripresa e lo sviluppo, cioè l'educazione e la scuola". Non difende la propria riforma ol ministro della pubblica istruzione? anche perché, dice, "di riforme non ne ho fatte" ? ma lancia alle forze politiche la proposta di un "patto per l'istruzione: il cuore della scuola è l'educazione ", spiega, ma in Italia "esiste un'emergenza educativa, da mettere al primo posto nell'agenda del nostro paese, perché ne va del futuro stesso della nostra società". "Anche in questo confronto elettorale ? continua ? ci siano spazi per condividere sulla scuola alcuni punti cardine su cui orientare la nostra bussola, che troppe volte è girata". Ma per Fioroni le origini di questa emergenza educativa vanno ricercate anche nella "crisi della capacità stessa di un'intera generazione di educare i propri figli" e anche "nel silenzio dei padri che frantuma la certezza dei figli: senza un punto di riferimento chiaro e condiviso non si può educare". Secondo il ministro c'è necessità di realizzare una vera autonomia delle scuole che significa prima di tutto autonomia finanziaria e di gestione del personale, rafforzandone il sistema di governo delle singole scuole in funzione dell'efficacia di risultati valutabili". C'è poi la necessità di completare la realizzazione di un sistema di istruzione integrato statale e non statale che, facendo leva sul principio di sussidiarietà, valorizzi quello che c'è di buono, da qualunque parte arrivi, all'interno di un quadro di riferimento comune, garantendo alle famiglie la possibilità di essere aiutati nel proprio compito educativo a prescindere dalla propria condizione economica". Senza dimenticare gli insegnanti, ripensando un nuovo sistema di formazione, reclutamento e carriera dei docenti.

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Un preside di Valenza per cambiare l'esame (sezione: Schola)

( da "Stampa, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Scuola

TERZA MEDIA. CI SARA' UNA QUARTA PROVA SCRITTA Un preside di Valenza per cambiare l'esame [FIRMA]SILVANA MOSSANO VALENZA Il ministro Fioroni ha stabilito che l'esame di terza media cambia: sarà più selettivo, con tanto di giudizio di ammissione, e, soprattutto, ci sarà una prova scritta in più. Questo il criterio di orientamento. In che modo attuarlo lo stabilirà, nelle prossime settimane, una commissione nazionale composta da dirigenti scolastici: un preside per ogni regione. Per il Piemonte, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Francesco De Sanctis, ha designato il professor Maurizio Carandini, che guida la scuola media Pascoli di Valenza con la sezione staccata di San Salvatore. Un uomo di scuola del territorio provinciale alessandrino come portavoce della regione piemontese. La prima riunione di insediamento del supercomitato nazionale che dovrà decidere l'impostazione del nuovo esame di Stato per la licenza media è fissata per il 6 marzo. Ovviamente è prematuro fare ipotesi. Lo stesso Carandini parte con il suo bagaglio di esperienza, ma senza anticipare previsioni. Il ministro Fioroni ha soltanto specificato, nel proprio decreto dell'autunno scorso, che intende ripristinare un esame più selettivo, "visto che si tratta di un esame di Stato", che preveda un giudizio di ammissione e che introduca una quarta prova scritta. Al momento, sono in vigore le verifiche scritte di italiano, matematica e lingua straniera, cui si aggiunge poi l'orale. Prima del colloquio, invece, gli alunni dovranno sostenere un quarto scritto che si presume possa essere impostato come un test di cultura complessiva, "per accertare - ha detto Fioroni - i livelli generali e specifici di apprendimento conseguiti dagli studenti". Carandini e gli altri presidi provenienti da tutte le regioni si confronteranno con dirigenti del ministero per mettere a punto la nuova prova che entrerà in vigore già a giugno.

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Il sondaggio sugli esami (sezione: Schola)

( da "Trentino" del 02-03-2008)

Argomenti: Scuola

TRENTO. Sul sito internet del Trentino all'indirizzo www.giornaletrentino.it la questione degli esami di riparazione è da tempo al centro del dibattito. Ora che gli studenti delle scuole superiori hanno deciso di fare sul serio, il Trentino ha deciso di avviare in parallelo un sondaggio on line per capire quale delle tre proposte in campo (quella nazionale del ministro Fioroni, quella locale voluta dal governatore Dellai oppure quella alternativa proposta dalla Consulta studentesca) vi piace di più. Oltre al voto, sul nostro sito internet ci sarà anche la possibilità di dire la vostra attraverso il forum che è aperto a tutti per ogni intervento.

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ARRIVANO anche a Imola i libri scolastici in affitto: un modo nuovo per le famigl (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 02-03-2008)

Argomenti: Scuola

Ie per risparmiare sulla spesa scolastica. La notizia arriva a pochi giorni dall'emanazione del decreto del ministro alla pubblica istruzione Giuseppe Fioroni che, nel tentativo di frenare il caro libri, ha fissato un tetto di spesa diverso in base ai vari istituti superiori. Così per esempio, nei cinque anni di liceo scientifico le famiglie non dovrebbero spendere più di 1.405 euro e per il classico non più di 1.491. L'idea, dice il dirigente del Polo liceale Silverio Scardovi, potrebbe anche essere buona "ma non a questo punto dell'anno, quando le case editrici hanno già fatto i listini". Per gli studenti dello Scarabelli, oltre ai buoni libro che già vengono distribuiti a chi ha più bisogno, ci sarà una nuova possibilità per risparmiare: l'affitto dei testi scolastici, un sistema nuovo a Imola ma già sperimentato in altre città italiane e all'estero. In pratica un'azienda acquisterà i libri scelti dagli insegnanti e li affitterà agli studenti che pagheranno il 55% del prezzo di copertina. A fine anno gli studenti dovranno riconsegnare il libro in condizioni dignitose ma, se vogliono, potranno anche tenerlo pagando una sorta di riscatto. L'azienda che si occuperà di questa iniziativa, la Vds, è olandese ma ha una sede italiana a Desenzano del Garda (Brescia). Il dirigente dello Scarabelli Ivo Guerra spiega che "si tratta di un'opportunità a cui possono aderire tutti gli studenti. L'azienda dovrebbe aver già mandato ai ragazzi una lettera in cui spiega le modalità per accedere a questo servizio. Ma ciascuno può scegliere liberamente se l'idea gli piace o no". - -->.

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Il commento E io insegnante ti dico: la scuola non è una <bocciofila> (sezione: Schola)

( da "Provincia di Como, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Scuola

Il commento E io insegnante ti dico: la scuola non è una "bocciofila" Nel gioco delle bocce "bocciare" vuol dire colpire la boccia dell'avversario per toglierla dal gioco: sbalzare fuori la palla! Ma le teste dei nostri studenti non sono bocce e la scuola non è una "bocciofila", una sorta di circolo ricreativo. Intransigenza e severità non necessariamente sono una soluzione di fronte ad uno "studente in crisi" il vero problema è, piuttosto, aiutarlo a "conquistare" la sua promozione. Perché la scuola boccia? Perché uno studente non ha appreso, nel corso di un anno scolastico, ciò che avrebbe dovuto, il punto è che il più delle volte i nostri studenti non apprendono perché demotivatii. Un ragazzo ebreo, Lorenzo Milani, giovane artista fiorentino, un po' "bohemien", che amava l'arte solitaria della pittura e che avrebbe poi vestito l'abito talare, ed insegnato in un piccolo paesino del Mugello, non riteneva che gli insegnanti avessero il "dovere" di fermare gli "svogliati", bensì di dargli uno "scopo". La scuola dovrebbe essere un luogo di "passioni", uno spazio vissuto da persone con un grande potenziale creativo, che ciascuno di noi insegnanti dovrebbe essere in grado di valorizzare. La bocciatura è un rito di una scuola punitiva e di gentiliana memoria che non paga, o almeno non sempre. Giuseppe Fioroni ha più volte esortato gli insegnanti a non aver "timore di bocciare" lamentando un buonismo eccessivo da parte dei docenti, in particolare delle medie inferiori, ricordando che gli insegnanti hanno sempre l'obbligo di giudicare con serietà e competenza i loro studenti. Ma se il sistema educativo ha delle falle, quel minaccioso "Bocciate. Bocciate. Bocciateli tutti!" del ragazzo della via Gluck non può e non deve essere una soluzione. La bocciatura è davvero un'extrema ratio, perché rappresenta il fallimento dell'azione pedagogica; non a caso nelle scuole proprio in queste settimane sono stati avviati dei corsi di recupero per sanare situazioni di basso rendimento scolastico. Altro punto, sollevato da Celentano, l'atteggiamento "sindacalista" dei genitori, a tutti i costi dalla parte dei propri figli e sempre meno collaborativi con la scuola. Problema che, a dire il vero, nei miei quindici anni di insegnamento ho avvertito molto poco, più spesso mi è capitato, invece, di incontrare genitori straordinari, che credevano nella scuola come istituzione e nel valore della cultura. A ognuno il suo mestiere, dunque, al molleggiato nazionale i nostri affettuosi 24 000 baci, ma la scuola non ha bisogno di provocazioni da avanspettacolo!.

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